Seduta n.306 del 20/12/2002
CCCVI SEDUTA
Venerdì 20 dicembre 2002
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 10 e 11.
Ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 27 novembre 2002 (300), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Scarpa ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 20 dicembre 2002. Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Norme per la tutela e la difesa dei consumatori e degli utenti". (373)
(Pervenuto l'11 dicembre 2002 ed assegnato alla seconda Commissione.)
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2003 e conservazione dei residui". (378)
(Pervenuto il 13 dicembre 2002 ed assegnato alla terza Commissione.)
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2003)". (383)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla terza Commissione.)
"Proposta di bilancio per l'anno finanziario 2003 e di bilancio pluriennale per gli anni 2003-2005". (384)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla terza Commissione.)
"Disposizioni in materia di edilizia residenziale". (385)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla quarta Commissione.)
"Disposizioni in materia di inquinamento". (386)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Norme di tutela fitosanitaria delle produzioni agricole e forestali della Sardegna e salvaguardia ambientale e del consumatore". (387)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Misure urgenti per l'accelerazione della spesa nel settore delle opere pubbliche e norme di snellimento e semplificazione delle procedure di approvazione dei progetti di opere pubbliche". (388)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Modifiche alla legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, sull'emigrazione. (389)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Introduzione della contabilità economico-patrimoniale nella Regione autonoma della Sardegna e negli enti regionali". (390)
(Pervenuto il 18 dicembre 2002 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Fantola - Pittalis:
"Incentivi alle Università per il potenziamento dei servizi volti a garantire una più completa attuazione del diritto allo studio". (371)
(Pervenuta il 4 dicembre 2002 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri Cogodi - Ortu - Vassallo:
"Rapporto Regione-Università e interventi urgenti in materia di diritto allo studio". (372)
(Pervenuta il 10 dicembre 2002 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri Morittu - Spissu - Fadda - Balia - Biancu - Calledda - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori - Dore - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Selis:
"Disciplina di governo del territorio regionale". (374)
(Pervenuta il 12 dicembre 2002 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri Pinna - Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Sanna Giacomo - Biancu - Calledda - Cugini - Deiana - Demuru - Dettori - Dore - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Manca - Marrocu - Masia - Morittu - Orru' - Ortu - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Selis:
"Norme in materia di recupero, tutela e valorizzazione dei sentieri di montagna, collinari e rurali". (375)
(Pervenuta il 13 dicembre 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)
dai consiglieri MASIA - BALIA - IBBA:
"Disciplina delle attività di ricerca e di coltivazione dei materiali di cava e torbiera". (376)
(Pervenuta il 12 dicembre 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)
dal consigliere Giovannelli:
"Norme per la promozione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e del risparmio energetico". (377)
(Pervenuta il 13 dicembre 2002 ed assegnata alla sesta Commissione.)
dai consiglieri Scano - Dettori - Pacifico - Pinna:
"Norme per l'elezione del Presidente della Regione e modifica della legge regionale 6 marzo 1979, n. 7 (norme per l'elezione del Consiglio regionale) e successive modifiche ed integrazioni". (379)
(Pervenuta il 17 dicembre 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis:
"Disciplina delle forme di governo della Regione ed elezione del Consiglio regionale della Sardegna". (380)
(Pervenuta il 17 dicembre 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri Biancu - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Sanna Gian Valerio - Secci - Selis:
"Modifica alla legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, concernente: "Norme di riforma del Servizio sanitario regionale". (381)
(Pervenuta il 18 dicembre 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)
dai consiglieri Spissu - Calledda - Cugini - Demuru - Falconi - Lai - Marrocu -Morittu - Orru' - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore:
"Elezione del Presidente della Regione sarda e del Consiglio regionale". (382)
(Pervenuta il 18 dicembre 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri Piana - Pinna - Pisano - Cugini - Corda - Giovannelli - Lai - Lombardo - Sanna Nivoli - Selis - Fadda - Cogodi - Pittalis - Balia:
"Modifiche all'articolo 5 della legge regionale 12 agosto 1997, n. 21 (Disciplina della tassa regionale per il diritto allo studio universitario); interventi a favore delle Università degli studi di Cagliari e di Sassari; modifica all'articolo 2 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 16 (Interventi a favore dello sport e dello spettacolo e modifiche alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 8 - Legge di bilancio)". (391)
(Pervenuta il 19 dicembre 2022 ed assegnata alla ottava Commissione.)
dai consiglieri Spissu - Calledda - Cugini - Demuru - Falconi - Lai - Marrocu - Morittu - Orru' - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Salvatore:
"Elezione del Presidente della Regione sarda e del Consiglio regionale". (392)
(Pervenuta il 19 dicembre 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Interrogazione FRAU sulla mancanza del medico di base a Laerru e Bulzi. (488)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione ORRU' - SANNA Alberto - MARROCU - SANNA Emanuele sulla mancata applicazione del contratto collettivo di lavoro ai lavoratori dipendenti della ditta S.S. Sardaflora di Decimomannu. (496)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione IBBA - BALIA - MASIA sulla insostenibile crisi della medicina specialistica territoriale accreditata. (513)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione MASIA sulla mancata nomina dei Presidenti dei Consigli di amministrazione dell'ERSU di Cagliari e Sassari da parte della Regione. (530)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione CASSANO sulla grave situazione di paralisi dell'ERSU di Sassari. (531)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione FRAU sulla mancanza dell'infermiere professionale nel poliambulatorio di Nulvi. (538)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione SANNA Salvatore - SANNA Emanuele - BIANCU - ORRU' - SANNA Gian Valerio sull'avviso di selezione per la copertura del 40 per cento dei posti vacanti nella categoria "quadri" dell'Ente foreste della Sardegna. (556)
(Risposta scritta in data 12 dicembre 2002.)
Interrogazione CASSANO sulla paventata chiusura dell'Ufficio postale di Cargeghe (SS). (551)
(Risposta scritta in data 17 dicembre 2002.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla dichiarazione di stato di calamità naturale nella frazione di Cagliari-Pirri, in conseguenza del nubifragio del 9 ottobre 2002. (578)
Interrogazione SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI, con richiesta di risposta scritta, sui costi delle riunioni della Giunta regionale fatte presso il Forte Village di Santa Margherita di Pula. (579)
Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle agenzie di viaggio e turismo. (580)
Interrogazione SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA -SANNA Gian Valerio - SECCI, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza del CRAS e sulla relazione degli ispettori della Giunta. (581)
Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle direttive di applicazione della legge regionale 9 agosto 2002, n. 13. (582)
Interrogazione MORITTU - MARROCU - ORRU' - PIRISI - SANNA Salvatore - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sul protocollo d'intesa promosso dall'ERSAT, EAF ed ESAF in materia di risorse idriche per usi civili e agricoli. (583)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
Interpellanza MASIA - BALIA - IBBA sulle limitazioni della pesca a strascico nelle acque antistanti l'isola dell'Asinara. (303)
Interpellanza PIRISI - FALCONI - DEMURU sulla chiusura del posto di teleconduzione dell'Area idroelettrica del Taloro, appartenente alla Società Enel Produzione S.p.A. (304)
Interpellanza PINNA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS sulle notizie riportate dalla stampa riguardanti le irregolarità che sarebbero state compiute nella società regionale IGEA nell'assegnazione degli appalti eseguiti per conto del commissario per l'emergenza idrica relativi all'esecuzione della condotta che dovrebbe approvvigionare l'acqua potabile dalle miniere dell'Iglesiente alla città di Cagliari. (305)
Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sulla perdita di carburante della condotta per usi militari che attraversa la città di Cagliari in località S. Elia. (306)
Interpellanza BALIA - IBBA - MASIA sulla mancata attuazione della legge regionale n. 9 del 2002 "Agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio". (307)
Interpellanza FALCONI - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - SANNA Emanuele - PIRISI - MARROCU - ORRU' sulla ventilata ipotesi di acquisto della Carbosulcis. (308)
Interpellanza COGODI - ORTU - VASSALLO sul rischio di estensione e di potenziamento delle basi militari nella città di Cagliari. (310)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
Mozione SECCI - SCANO - SPISSU - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - VASSALLO sulle iniziative della Regione in materia di applicazione e di adeguamento del regime delle entrate. (96)
Commemorazione di ex consiglieri
PRESIDENTE. Cari colleghi, in questi ultimi mesi sono scomparsi alcuni ex componenti di questa Assemblea, consiglieri regionali di grande preparazione, personalità, che ci hanno lasciato un indelebile ricordo.
A Nuoro, dove aveva da anni fissato la sua residenza, ha cessato di vivere Achille Prevosto, consigliere regionale nella II, III e IV Legislatura. Lasciata la natia Ozieri, dove aveva avuto i primi contatti con il mondo politico, avvicinandosi al Movimento Sardista di Emilio Lussu, Achille Prevosto si era recato a Torino per laurearsi in Giurisprudenza e iniziare la sua attività politica. Tornato in Sardegna fu particolarmente presente nell'attività amministrativa locale come consigliere comunale e consigliere provinciale per la Provincia di Nuoro, prima di entrare a far parte dell'Assemblea regionale, sempre come esponente di punta del Partito Comunista Italiano. Consigliere regionale per tre legislature, mise la sua esperienza e la sua grande sensibilità sociale al servizio delle speranze, delle ragioni, dei diritti dei deboli, degli umili, del mondo del lavoro.
Prematuramente, a Sassari, ha cessato di vivere l'avvocato Paolo Berlinguer, consigliere regionale del Partito Comunista Italiano, eletto nella VII ed VIII Legislatura nel Collegio di Sassari. Professionista di grande preparazione umanistica e giuridica, aveva saputo conquistare notevole stima e rispetto anche lontano da questo Palazzo per la sua umanità, per la sua grande coerenza, per la notevole preparazione professionale e la sensibilità sempre mostrata nei confronti delle esigenze, dei bisogni della sua gente, in difesa dei meno fortunati per il rispetto dei diritti civili e di tutta la società sarda. Particolarmente attento ai problemi economici, l'onorevole Paolo Berlinguer si occupò di trasporti ricoprendo anche l'incarico di Assessore proprio ai trasporti nella prima e seconda Giunta Rais.
E` mancato improvvisamente anche il collega avvocato Franco Meloni, consigliere regionale del Partito Sardo d'Azione nella X ed XI legislatura. Nella sua lunga carriera politica, per la sua profonda preparazione giuridica, Franco Meloni conquistò significativi consensi e fu per molti anni consigliere, assessore e sindaco della città di Sassari, città che lo elesse, proprio quando sedeva in questi banchi, nel Senato della Repubblica. Come consigliere Franco Meloni fu Presidente della Commissione Riforma dello Statuto Turismo e Agricoltura. In questi prestigiosi incarichi seppe conquistare la stima dei colleghi e di tutti coloro che con lui collaborarono.
Colleghi, commemoriamo oggi tre consiglieri regionali che hanno dato un fattivo contributo alla vita politica e sociale della nostra Regione, tre personalità politiche diverse ma che a loro modo hanno lasciato un grande vuoto tra i parenti, gli amici, i colleghi di partito e naturalmente nella politica sarda. In segno di lutto, sospendo la seduta per qualche minuto. Grazie.
(La seduta, sospesa dalle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 24.)
PRESIDENTE. Colleghi, prego, un po' di attenzione per gentilezza. Colleghi, riprendendo il lavoro mi è stato chiesto di consentire, in deroga, una brevissima riunione della terza e dell'ottava Commissione, le quali devono esprimere il parere su un provvedimento. Sarà una cosa molto veloce, si riunisce prima la terza, poi a seguire l'ottava, la riunione avverrà nella saletta alla mia destra. Pertanto sospendiamo per una decina di minuti, massimo un quarto d'ora, il tempo necessario affinché le due Commissioni possano espletare questa formalità e poi torniamo in Aula per le relazioni sull'esercizio provvisorio. La seduta è sospesa per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa dalle ore 10 e 26, viene ripresa alle ore 11 e 49.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori e prendiamo posto per favore. Ricordo all'Aula che il punto 2 dell'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 378/A, "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2003 e conservazione dei residui". Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza. Colleghi, vi prego di prendere posto!
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. La Commissione Bilancio e Programmazione nella seduta di ieri ha licenziato il disegno di legge relativo all'esercizio provvisorio; ciò è avvenuto con il voto della maggioranza e con il voto contrario dell'opposizione. Però, in questa sede mi preme far rilevare che la Commissione, quindi la totalità dei suoi componenti, ha responsabilmente esaminato il provvedimento ritenendo, pur ovviamente con le differenziazioni di carattere politico che poi si esprimono e si sostanziano nella diversità del voto, di poter e di dover accelerare i tempi affinché questo provvedimento giungesse in Aula, rendendoci tutti conto della necessità che l'esercizio provvisorio venga, così come è nelle cose e nella norma, approvato entro la fine dell'anno; ciò per consentire la prosecuzione dell'attività amministrativa per dodicesimi, quindi per quanto non in maniera perfettamente conforme alla migliore attuazione degli interventi dei programmi, si assicura in questo modo comunque la prosecuzione dell'attività amministrativa e non già la sua sospensione o ulteriori problematiche potenzialmente insorgenti nell'ipotesi di una mancata approvazione del provvedimento entro la fine dell'anno.
Dobbiamo anche dire che la Commissione, almeno la maggioranza, condividendo i motivi che hanno giustificato la presentazione del disegno di legge, è intervenuta nel merito dello stesso provvedimento apportando dei correttivi, soprattutto all'articolo 2, per la parte che riguarda la conservazione di somme, ritenendo che talune misure possano essere - in forma più adeguata - prese con provvedimenti di natura diversa e in circostanze diverse.
A questo punto non posso far altro che rimettermi all'Aula chiedendo una rapida approvazione del provvedimento per i motivi che sono stati accennati in precedenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ringrazio lei, onorevole Balletto. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, relatore di minoranza.
COGODI (R.C.), relatore di minoranza. Poche considerazioni, signor Presidente e colleghi, di richiamo del contenuto che porta la relazione scritta che è stata depositata. Normalmente si ritiene, e normalmente accade, che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio nella gestione del bilancio della Regione sia un passaggio quasi tecnico, cioè una operazione che consente - nelle more di definitiva sistemazione del documento contabile - di dare nel frattempo correntezza e continuità alla spesa regionale. Penso che a nessuno sfugga in quest'Aula, almeno a quelli che si degnano di ascoltare...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, io devo pregarvi di prendere posto, di fare un po' di silenzio e di consentire al relatore di minoranza di svolgere la sua relazione. Nessuno mi ascolta, naturalmente! Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.), relatore di minoranza. E lei si imponga.
Dicevo che è di tutta evidenza la grande anomalia contenuta nella proposta di autorizzazione dell'esercizio provvisorio per l'anno 2003, un'anomalia che è data da diverse ragioni. La prima ragione è che si presenta l'autorizzazione all'esercizio provvisorio addirittura pretendendo di non avere il bilancio previsionale sul quale dovrebbero operarsi le gestioni provvisorie. Questo è accaduto fino a poche ore fa, perché fino a poche ore fa la proposta di manovra finanziaria complessiva per l'anno 2003 da parte della Giunta regionale non era stata ancora inviata al Consiglio regionale.
Ha dovuto sopperire la pazienza e il senso di responsabilità istituzionale e politica dell'opposizione perché comunque la Regione, oltre a tutti i danni che la Giunta e la maggioranza hanno già causato, non dovesse sopportarne ancora un altro, sempre per responsabilità esclusiva della Giunta e della maggioranza, cioè di correre il rischio di non avere neppure un'autorizzazione all'esercizio provvisorio.
Noi abbiamo portato pazienza, abbiamo esercitato responsabilità, abbiamo rinunciato ai termini e ipotizziamo quindi che la Regione possa avere l'autorizzazione alla gestione provvisoria del suo bilancio. Però bisogna avere chiaro nel Consiglio regionale ed è necessario che l'abbia chiaro il destinatario dei provvedimenti del Consiglio regionale, cioè il popolo sardo, usiamo dire, raccogliendo in questa espressione la generalità dei cittadini, l'insieme dei portatori dei diritti e dei bisogni che sono nella società, bisogna avere chiaro che il danno non è del tutto rimediabile. Intanto qui si autorizza ad esercitare provvisoriamente la spesa e la provvisorietà si dice prevista per due mesi, ma tutti ritengono, tutti prevedono, non bisogna essere indovini, ragionando, che saranno come al solito, da quando voi governate la Regione, tre, quattro mesi, perché non è neppure iniziato in Commissione l'esame preliminare dei documenti contabili, che sono appena arrivati. E per tre o quattro mesi la Regione spenderà i danari su un'ipotesi, quella che è stata presentata da ultimo, di progetto di spesa che è un progetto campato in aria; cioè per tre o quattro mesi si avrà l'autorizzazione a spendere per dodicesimi su un'ipotesi non condivisa non solo dalla opposizione, non solo da una parte considerevole della società, ma non condivisa da alcuno, neppure da chi la propone! Perché una Giunta regionale ha senso e ha titolo a proporre qualcosa se ciò in democrazia poggia sul consenso di una maggioranza politica e parlamentare. Senza il consenso di una maggioranza politica e parlamentare il Governo non è in regola, il Governo è fuori legge.
Abbiamo appreso che la maggioranza non condivide la proposta, abbiamo appreso che la maggioranza parla di un maxi emendamento che dovrebbe cambiare i connotati complessivi della proposta di bilancio. Abbiamo appreso che la maggioranza, che dovrebbe reggere il Governo, apre le consultazioni i prossimi giorni, nel mese di gennaio, con le parti sociali per rifare dal suo punto di vista la proposta di bilancio. Ma allora quel progetto che è stato presentato e sul quale si autorizza per dodicesimi la spesa, che cosa è? E` una favola! E` una finzione! Non uso parole più forti, però potrei dire tranquillamente e serenamente che è anche un tentativo di inganno, di se stessi innanzitutto, di se stessi! Ci si vuole ancora ingannare, vi volete ancora inutilmente convincere che basta essere lì seduti da quella parte per essere "governo". Essere "governo" vuol dire governare, avere la capacità di governare i processi. Essere "governo" vuol dire anche essere seri e quindi non autorizzare per dodicesimi la spesa di un progetto che voi stessi che lo presentate dite a gran voce di non condividere, anzi, dite che è addirittura un progetto morto, perché il collega Capelli, che generalmente dice cose puntuali, ha detto: "Questa proposta è senz'anima", ed una cosa senza anima è una cosa morta, e una cosa morta non ci fa niente nel Consiglio regionale! Le cose morte hanno altre sedi nelle quali serenamente riposare! Questa è la prima annotazione che deve essere fatta.
La seconda annotazione è relativa al tasso di condivisione sociale. Badate, la condivisione sociale non è una questione di trattativa, di concertazione, di mediazione. La condivisione sociale, quella sostanziale, significa il tasso di gradimento dei destinatari della manovra finanziaria, cioè significa valutare se e quanto, non tutta, fosse tutta sarebbe meglio, ma almeno la gran parte della società sarda si riconosca in una proposta di amministrazione dei beni comuni, perché i danari della Regione sono il bene comune dei cittadini sardi. E voi avete appreso in modo chiaro ed evidente che il mondo del lavoro, in tutte le sue articolazioni, i sindacati dei lavoratori, i sindacati confederali ma anche i sindacati non confederali, tutti, con ragioni diverse ma tuttavia convergenti, vi hanno detto che questa manovra è un disastro, che non la condividono, ed è un danno; e quando diciamo "tutto il mondo del lavoro" abbiamo detto la gran parte ed anche la parte più degna della società.
Ma ugualmente vi hanno detto che non va bene, che non condividono pressoché nulla, anche tutte le parti imprenditoriali, quindi le organizzazioni dell'industria, della piccola e media industria, della cooperazione, dell'artigianato; e non per partito preso, non per faziosità, tutti e tutti insieme hanno detto a voi, Giunta, a voi, maggioranza, a noi, Consiglio regionale: "Di quella proposta noi non condividiamo pressoché niente!".
Ve l'hanno detto in modo unanime, con diversità di accenti ma sempre in modo convergente sul giudizio, gli enti locali, i rappresentanti delle istituzioni di base. Ve l'hanno detto i sindaci e i consigli comunali, non solo quelli di sinistra, che voi riterreste pregiudizialmente di opposizione, no, anche quelli di centrodestra, che voi dovreste ritenere, se non pregiudizialmente, almeno per convenienza pratica, vicini a voi. Ve l'ha detto il Sindaco di Cagliari, che era Capogruppo del maggior partito di governo in questo Consiglio regionale fino a poco tempo fa! Vi ha detto "Non toccate il piano per il lavoro!" il Sindaco di Cagliari, che qui era Capogruppo di Forza Italia, che ha contrastato il piano per il lavoro, ed ha detto "Mi sono pentito". Questo autorevole pentito ha ricevuto ieri altri quaranta sindaci dell'area della provincia di Cagliari, tutti di centrodestra, che hanno solidarizzato con lui, per dire a noi, che abbiamo proposto e difeso il piano per il lavoro, che avevamo ragione ieri e che abbiamo ragione oggi e che la vostra manovra, la vostra proposta è una proposta non solo tardiva ma dannosa e disastrosa per la comunità sarda.
Su questa proposta disastrosa, voi oggi state autorizzando che si possa cominciare ad operare. Voi, oggi, per i vostri ritardi, per molti mesi ipotizzate di spendere per dodicesimi un terzo di quella proposta dannosa non condivisa pressoché da alcuno. Ecco dove è l'anomalia, ecco dove è il disordine che riemerge, che è disordine politico che voi avete come pratica quotidiana, che è disordine istituzionale, che è anche disordine contabile, perché non si comprende come si possa spendere un terzo del bilancio della Regione quando in partenza addirittura chi avanza la proposta non è in grado di difenderla.
In conclusione, noi non esprimiamo quindi solo un voto negativo, esprimiamo una dura condanna ed una ferma protesta perché quando i danni si producono generalmente si producono in capo alla parte più debole e più esposta della società. In questo Consiglio oggi c'è aria pre natalizia, c'è clima disteso, e meno male, va bene. Ma perché non pensare che quest'aria pre natalizia, questo clima disteso, una serenità, come dire, necessaria ed auspicabile comunque, possa essere la serenità anche degli altri, di quelle migliaia di lavoratori che, sotto Natale, non sanno se domani potranno rientrare in fabbrica, di quelle migliaia e migliaia di giovani che non sanno, anche il giorno di Natale, quando mai, avendo studiato, essendo capaci di fare cose utili, quando mai potranno avere un lavoro produttivo, pulito, sicuro, che venga loro da un programma serio dei loro governi e delle loro istituzioni autonomistiche! Auguri a quelli, e poi, se ne rimarrà, anche a noi!
PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento. E` iscritto a parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, intervengo, anche a nome dei colleghi del centrosinistra, per esprimere il nostro dissenso per il provvedimento che viene presentato all'Aula, e non perché sia una novità che siamo chiamati a fine anno ad autorizzare l'esercizio provvisorio per qualche mese, ma perché questo disegno di legge è stato presentato e prodotto in una situazione che non può trovare in alcun modo nessun giudizio positivo da parte nostra. E` stato prodotto in maniera non conforme anche dal punto di vista tecnico, e abbiamo dovuto fare in Commissione una battaglia, con livelli di dialettica forse anche esagerata, per riaffermare principi di comportamento dettati da norme alle quali, continuamente, negli ultimi tempi si cerca di derogare. Dico questo per riferirmi al fatto che, mentre era stato presentato il disegno di legge per l'esercizio provvisorio, non era stata presentata la manovra finanziaria complessiva; cosa estremamente necessaria in quanto, per autorizzare l'esercizio provvisorio sul bilancio del prossimo anno per spendere dodicesimi, occorre che si spendano dodicesimi di qualcosa che esiste, che è concreto, che è stato approvato, che è stato reso disponibile all'attenzione del Consiglio regionale. Questo è stato superato, seppure con estrema difficoltà, non più tardi dell'altra sera, e quindi abbiamo potuto finalmente ieri mattina discutere in Commissione bilancio in modo sereno il provvedimento.
Il giudizio negativo, sempre in via pregiudiziale, nasce dal fatto che è necessario denunciare chiaramente il ritardo che c'è, che c'è stato, a questo punto, nella presentazione dei documenti finanziari, che è un ritardo esagerato, perché ritardi ce ne sono stati anche altre volte, ma non si era mai arrivati, o quasi mai arrivati, alla fine dell'anno, salvo in occasioni particolari, senza che fosse ancora predisposta la manovra finanziaria, e questo non per dare un giudizio così negativo in modo gratuito, ma perché siamo consapevoli e vogliamo che siano consapevoli tutti che il ritardo della presentazione e della discussione della manovra finanziaria determinerà di sicuro una ricaduta negativa sull'economia della nostra Isola, perché a tutto andare bene, questa manovra finanziaria potrà essere disponibile, per incominciare a programmare le spese, forse a metà del prossimo anno.
Al giudizio negativo del ritardo sulla presentazione dei documenti finanziari si aggiunge un giudizio ulteriormente negativo, estremamente negativo, possibilmente negativo in modo moltiplicato, quando andiamo ad esaminare lo stato della spesa regionale dell'esercizio in corso con gli ultimi dati che abbiamo; su questo, Presidente, ho fatto presente in Commissione - ma lo ripeto molto volentieri in Aula, sperando che veramente sia superata questa condizione che è assolutamente incomprensibile - che i dati in nostro possesso sulla situazione della spesa risalgono alla prima decade del mese di novembre, perché da allora in poi è diventato difficilissimo per noi consiglieri ottenere documenti che ci consentissero di verificare la situazione della spesa. Sembra che ieri si sia posto rimedio, l'Assessore ha preso impegno che questo non si verificherà più e il Presidente Balletto, nella sua autorevole posizione di Presidente della Commissione bilancio, ha avanzato una richiesta formale tendente ad ottenere i documenti su detti.
Presidente, io sto facendo queste annotazioni per ricordare a me stesso e a tutti che è diritto di ciascun consigliere avere tutti gli elementi necessari atti a consentirgli di svolgere in maniera compiuta il proprio mandato; avere la situazione della spesa regionale penso che sia uno degli atti preliminari per capire e dare un giudizio sulle cose di cui stiamo parlando e di cui parliamo durante tutto l'anno. Comunque da questi dati emerge una situazione sicuramente chiara, cioè la spesa regionale di quest'anno era bloccata, dico "era", ma penso che non sia modificata di molto, sentendo anche le notizie di stampa che dicono che i programmi di fine anno (che si approvano in maniera molto veloce) sono tutti un po' bloccati per ragioni che certamente non sono di natura politica profonda, di indirizzo politico profondo, ma evidentemente di altre cose sulle quali io in questo momento non voglio dare un giudizio.
Quindi, dicevo, siamo ad una spesa regionale bloccata, e che sia bloccata lo si evince anche dal documento che la Giunta ha presentato, che non è però oggi in discussione in quest'Aula, in quanto il documento che arriva in discussione è un documento emendato. Presidente, devo dire emendato soltanto dall'opposizione, perché solo l'opposizione in Commissione bilancio e programmazione ha sostenuto le tesi del rispetto formale e sostanziale delle norme che regolano la materia dell'esercizio provvisorio. Se noi avessimo approvato in quella sede il documento presentato dalla Giunta, avremmo discusso oggi in Aula non solo un documento con cui si autorizza l'esercizio provvisorio ma addirittura un documento di variazione al bilancio, e questo non è consentito.
Ma questo perché nasceva, perché si rendeva necessario da parte della Giunta, Presidente? Perché ancora una volta su una serie di materie (dalle sofferenze finanziarie degli enti locali, ai fondi per la siccità in agricoltura, ai fondi per l'applicazione del contratto del personale fino a tante altre materie), sino ad una somma di 586 milioni di euro, cioè circa mille miliardi di vecchie lire, nella proposta del disegno di legge dell'esercizio provvisorio, veniva fatta una norma che consentiva l'utilizzo di queste risorse per l'esercizio provvisorio su una materia e con tempi limitati sulla contrattazione decentrata; a questo proposito ci sarebbe da aprire un capitolo, ma lo faremo in sede di discussione sulla manovra finanziaria, dove non si è speso nulla e si dice che la Giunta deve essere autorizzata ad utilizzare queste risorse senza limiti temporali. Sarebbe come dire che, in Consiglio regionale, da oggi in poi, se noi avessimo approvato quella norma, non tornerebbe alcun documento che ci consenta di sapere a che punto sono le spendite delle risorse finanziarie in questa materia, che non sono di poco conto, 280 milioni di euro, circa 500 miliardi di vecchie lire.
Ecco, Presidente, noi pensiamo di aver contribuito a rendere più aderente alla norma il documento che oggi stiamo discutendo, però le ragioni che ho cercato di dire ed altre che sicuramente mi sfuggono, ma che abbiamo avuto modo di dibattere in Commissione, ci portano a dire che comunque il nostro giudizio politico non può essere che di contrarietà al documento, seppure consapevoli che, per consentire e per evitare che si blocchi l'attività della Regione nei primi mesi, è necessario che questo documento venga approvato. Però il nostro è un giudizio negativo per le cose che stiamo dicendo e perché riteniamo che debba essere chiaro a tutti, in quest'Aula ed ai sardi soprattutto, che il giudizio nasce da una bocciatura della opposizione sulla gestione finanziaria della Giunta e di questa maggioranza.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Secci. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Presidente, rinuncio.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non debbo parlare.
PRESIDENTE. Gli uffici mi hanno segnalato la sua richiesta. E` iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Colgo l'occasione per sottolineare, come hanno fatto i colleghi, i ritardi della Giunta nel presentare l'esercizio provvisorio, i ritardi della Giunta nella spesa, oltre che i ritardi della Giunta nel rispettare alcuni tratti del Regolamento, e direi dello Statuto, che configurano i diritti di tutti i consiglieri non solo di quelli dell'opposizione; mi riferisco all'esigenza che la Giunta dedichi più attenzione nel rispondere alle interrogazioni e alle lettere, tenendo ben presenti i diritti fondamentali di questo Consiglio, non solo dell'opposizione, e che voglia essere rispettosa di una dialettica interna che è la base di una costruzione di rapporti più seri. Mi riferisco alle tantissime interrogazioni che non trovano risposte, mi riferisco alle tantissime lettere a cui la Giunta non risponde, mi riferisco, lo diceva il collega Secci, alla continua, costante violazione da parte della Giunta dei diritti dei singoli consiglieri di maggioranza e di opposizione di avere le informazioni fondamentali per esercitare il proprio dovere.
Non intendo in questo clima natalizio andare oltre su questo, credo che basti e faccio appello anche al Presidente del Consiglio, anzi, soprattutto al Presidente del Consiglio perché si voglia fare interprete di questo problema, ma se dovessimo ancora constatare questa "distrazione", che spero non voluta ma temo voluta, credo che, almeno come opposizione, ma come Consiglio dovremmo assumere iniziative più costruttive, più pregnanti e più stigmatizzanti della attività di disinteresse e di distrazione della Giunta stessa. E` un elemento che voglio sottolineare qui, mentre sottolineo i ritardi della spesa, dell'esercizio provvisorio e della presentazione di bilancio perché questa è una cultura del ritardo, è una cultura del rilassamento eccessivo che tende a minare e in qualche modo a logorare le basi della stessa dialettica democratica e dei rapporti tra maggioranza ed opposizione.
Spero che questo tono così pacato e natalizio non faccia sottovalutare l'importanza del problema. Mi auguro che gli Assessori che ascoltano, ed anche quelli che non ascoltano, ma ai quali credo che il Presidente possa far pervenire questo appello, siano conseguenti e siano rispettosi di questa esigenza.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Selis. Devo dire, dato che ha sollevato il problema, che l'onorevole Selis mi ha scritto sull'argomento una lettera,io le ho spedito una risposta, che forse l'onorevole Selis non ha ancora ricevuto, la quale tiene conto delle sue richieste, che sono sacrosante e non discutibili.
SELIS (La Margherita-D.L.). Rientra nel clima di ritardo nel quale si collocano il bilancio, l'esercizio provvisorio e altri atti.
PRESIDENTE. Le ha dette queste cose, le ha dette, io sono sicuro che la Giunta provvederà quanto prima ad adempiere al suo dovere.
L'ultimo iscritto a parlare è il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Rinuncio.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
Art. 1
Esercizio provvisorio
1. Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modifiche e integrazioni , e in deroga al comma 2 del medesimo articolo, la Giunta regionale è autorizzata ad esercitare provvisoriamente, e fino a quando sia approvato con legge, e comunque non oltre il 28 febbraio 2003, il bilancio della Regione per l'anno 2003, secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nel relativo disegno di legge, presentato al Consiglio regionale.
2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare i due dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascuna unità previsionale di base degli stati di previsione della spesa.
3. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza a' termini del comma 2.
4. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.
5. Sulla UPB S03.041 (cap. 03110) è autorizzata l'assunzione di impegni sino al limite dello stanziamento previsto per la stessa UPB nella proposta di bilancio di cui al comma 1.
6. Sugli stanziamenti in conto dei capitoli 05321 (UPB S05.087) e 05291 (UPB S05.079) possono essere assunti impegni estesi a carico degli esercizi successivi a' termini dell'articolo 20 della Legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche, senza i limiti di cui al comma 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Intervengo brevemente, Presidente, perché ritengo giusto e necessario non far passare inosservate alcune cose che pure ci sono.
Io concordo con il giudizio che è già stato espresso da noi con la relazione di minoranza, un giudizio fortemente negativo, un giudizio preoccupato, un giudizio che tra l'altro sta a sottolineare quanto abbia dell'incredibile il modo con cui quest'anno è stato presentato il bilancio, e il modo con il quale si chiede l'esercizio provvisorio, addirittura avendo la pretesta…come io ho adesso, Presidente, quella di chiedere che chi mi sta intorno almeno faccia silenzio… di approvare, e quindi dare il via, perché arrivasse in Aula, l'esercizio provvisorio prima che venisse depositato il bilancio. Quindi concordo con le considerazioni e le valutazioni che in proposito sono state qui proposte dai colleghi consiglieri dell'opposizione che mi hanno preceduto.
Dico anche che vanno sottolineate come elemento estremamente grave le conseguenze che il ritardo con cui la Giunta presenta il bilancio sta portando sull'economia della nostra Isola. Esse sono in relazione ad una esigenza che io voglio sottolineare, che è contenuta nell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, che in realtà è anche una sorta di assestamento di bilancio. Il dato assurdo è che, ancora una volta, a tre anni dall'entrata in vigore della legge 21 del 2000 (per chi non lo ricordasse, è l'unico strumento di cui si dispone per intervenire in agricoltura), le somme che erano dal bilancio destinate agli interventi in agricoltura vengono prorogate, cioè la loro destinazione viene mantenuta e prorogata per essere utilizzata nel corso del 2003. Il dato incredibile è che da tre anni a questa parte non si è speso un soldo, non si è spesa una lira, o meglio un euro, per quanto riguarda gli investimenti in agricoltura, e tutti sappiamo cosa sta accadendo in questo settore.
Da questo punto di vista, la responsabilità della Giunta è ancora più grave, anche rispetto ai ritardi che ha registrato negli interventi ordinari o nella gestione del resto del bilancio della Regione. In agricoltura avevano già dagli anni scorsi una montagna di residui passivi, quest'anno i residui tendono ad aumentare ulteriormente, e non si riesce a far fronte nemmeno all'intervento ordinario in una condizione e in una situazione drammatica per l'agricoltura sarda.
Anche per queste ragioni noi voteremo "no" all'approvazione dell'esercizio provvisorio proprio per sottolineare un atteggiamento, un orientamento e un comportamento della Giunta che sono da noi considerati inaccettabili.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull' articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
ORTU, Segretario:
Art. 2
Conservazione di somme
1. Le somme sussistenti in conto competenza non impegnate alla data del 31 dicembre 2002 in conto del capitolo 03112 (UPB S03.042) sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate, nell'anno 2003, per le finalità di cui all'articolo 4, comma 3, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15. A tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, con proprio decreto, al trasferimento delle suddette somme a favore del capitolo 04072 (UPB S04.022) anche con applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.
2. Lo stanziamento di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 13 (UPB S06.025 - cap. 06103) è trasferito ai competenti capitoli delle UPB S06.072, UPB S06.079, UPB S06.086, UPB S06.092, UPB S06.099, UPB S06.107, UPB S06.114 sulla base dei fabbisogni di pagamenti rappresentati dai rispettivi servizi ripartimentali dell'agricoltura. Al trasferimento di cui al comma 1 provvede, con proprio decreto l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio su proposta dell'Assessore dell'agricoltura, secondo le disposizioni previste dalla legge regionale n. 12 del 1976. Con le stesse modalità sono altresì autorizzate variazioni compensative fra le suddette unità previsionali di base.
3. Le somme sussistenti in conto competenza ed in conto residui non impegnate alla data del 31 dicembre 2002 nonché le somme disimpegnate nel conto dei residui dei capitoli relativi alla legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo per l'attuazione degli interventi di cui alla legge regionale n. 21 del 2000.
4. Le somme sussistenti in conto competenza ed in conto residui, non impegnate alla data del 31 dicembre 2002 in conto dei capitoli 02037, 02067, 02068 - nei limiti dell'autorizzazione prevista dall'articolo 6, comma 1, della legge regionale 8 luglio 2002, n. 11 - 02071, 02072, 02097, 03015, 03016, 05010, 05026, 05060, 05092, 05096, 05146,
05173, 05244, 06153, 08120, 08191, 08204, 08284, 08235, 08236, 09105, 12022, 12150, 12151, 12162, 12162, 12182, 12183, 13053, 13055, 13067, 13068, 13071 e 13072 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate, per le finalità ivi previste, nell'esercizio successivo.
5. Le somme disimpegnate nel conto dei residui del capitolo 10065 (UPB S10.022) sono conservate nello stesso conto per essere utilizzate per il perseguimento delle finalità per le quali furono stanziate.
6. Alle somme sussistenti nel conto dei residui e della competenza del capitolo 03026 (UPB S03.008) non si applicano le disposizioni relative ai limiti temporali di conservazione, in quanto permangono nel conto dei residui fino ad esaurimento delle stese.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
ORTU, Segretario:
Art. 3
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo adesso alla votazione della legge nel suo complesso. I colleghi prendano posto perché voteremo la legge con il sistema elettronico palese.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, ho chiesto di intervenire in questo momento sotto forma di dichiarazione di voto perché sento il dovere di ringraziare l'opposizione per il lavoro che è stato svolto nella Commissione, sia nell'esercizio della funzione tipica dell'opposizione medesima, cioè quella del controllo e della valutazione, sia formale che sostanziale, del provvedimento che era stato sottoposto alla Commissione, sia per aver voluto concorrere a licenziare con tempestività questo provvedimento che comunque ci consente di recuperare un po' di ritardo. Sentivo il dovere, avevo questo desiderio, e ho voluto manifestarlo pubblicamente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 378/A.
(Non essendo riusciti a votare i consiglieri SANNA NIVOLI, BALIA, GRANELLA e Gian Valerio SANNA dichiarano di aver inteso votare la prima a favore, gli altri contro.)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS -VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU -VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 75
astenuti 1
maggioranza 38
favorevoli 40
contrari 35
(Il Consiglio approva)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N). Grazie onorevole Presidente, intervengo per chiedere l'inserimento all'ordine del giorno odierno della proposta di legge numero 298/A, presentata a suo tempo dai colleghi onorevoli Manca e Sanna Giacomo ed esitata alcuni giorni fa dalla Commissione quinta, la Commissione agricoltura, concernente l'interpretazione autentica dell'articolo 16 della legge numero 21 del 2000, la legge quadro sull'agricoltura, che riguarda i contributi all'ara, Associazione regionale allevatori, in funzione del contratto nazionale e di quello integrativo regionale. La richiesta di inserimento è urgente perché l'Associazione, dovendo predisporre il bilancio per il 2003, si troverebbe sicuramente in difficoltà se non approvassimo questa legge entro il 31 dicembre prossimo. Onorevole Presidente, le posso dire che, dopo una interlocuzione informale avuta con i Capigruppo, gli stessi sono d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole Frau, forse io ho capito male, lei sta chiedendo l'inserimento all'ordine del giorno, ma poi la discussione avverrà non nella giornata di oggi, o stamattina?
FRAU (A.N.). Sì, stamattina.
PRESIDENTE. Allora è chiaro adesso.
Colleghi, un po' di attenzione, per cortesia, l'onorevole Frau ha chiesto di inserire all'ordine del giorno e di discutere immediatamente il provvedimento di legge numero 298/A, le ragioni sono quelle dell'urgenza in quanto deve essere approvato entro il 31 dicembre. Se non ci sono opposizioni, io sono d'accordo. Vi sono osservazioni? Nessuna, allora procediamo.
Ricordo che adesso dovremmo discutere il provvedimento di legge relativo allo studio, come concordato in Conferenza dei Capigruppo, al quale mi risulta, dopo esser stato esaminato poco fa in Commissione, sia stato presentato un emendamento; intanto che preparano l'emendamento da distribuire, chiedo ai consiglieri Questori di prendere posto presso i banchi della Giunta e agli Assessori e al Presidente di lasciare loro lo spazio, per procedere all'esame dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2003.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di deliberazione dell'Ufficio di Presidenza concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2003; relatore il consigliere Cassano, Questore. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, Questore.
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.), Questore. Siccome è prassi consolidata che, dopo l'approvazione dell'esercizio provvisorio della Giunta da parte del Consiglio, sia anche necessario procedere all'approvazione del bilancio provvisorio per ciò che riguarda il Consiglio regionale, ci rimettiamo all'Aula;mi pare di aver consegnato, a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, la relazione, ma se ci sono domande da fare siamo qui per questo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione la proposta di deliberazione concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Poiché mi dicono che c'è bisogno di qualche minuto per esaminare ancora la leggina sul diritto allo studio, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta sospesa alle ore 12 e 40, viene ripresa alle ore 12 e 52.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 391/A; relatori i consiglieri Fadda e Pittalis.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, relatore.
FADDA (La Margherita-D.L.), relatore. Interpretando il pensiero suo e dei colleghi, anche a nome del collega Pittalis, credo opportuno che ci rimettiamo alla relazione scritta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo trenta secondi perché non abbiamo ancora il testo.
PRESIDENTE. Ha bisogno ancora di tempo, onorevole Cogodi o può parlare? Prego allora, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). La proposta di legge contiene un intervento che ha il carattere della misura di emergenza, perciò crediamo, penso io stesso di interpretare anche il suo pensiero, che trattandosi di una misura che interviene in una condizione di emergenza, sia opportuno che il Consiglio abbia chiaro il fatto che questo intervento non risolve il problema.
Con questo provvedimento la Regione stanzia due milioni di euro, quattro miliardi di lire, principalmente per compensare gli ERSU regionali di Cagliari e Sassari di un minore introito che avrebbero questi enti, preposti a garantire il diritto allo studio agli studenti universitari, o meglio i servizi, cioè una parte del diritto allo studio, ritenendo la Regione di dover intervenire non per eliminare totalmente con questo provvedimento, ma per abbattere considerevolmente, rispetto alla popolazione universitaria della Sardegna, la tassa di solidarietà sul diritto allo studio che assomma a 120 mila lire annue.
Noi riteniamo di esprimere (perciò abbiamo dato il nostro contributo positivo in conclusione, ma propositivo anche nella Commissione di merito) un parere favorevole circa questo intervento di emergenza, avendo però chiaro che, sul tema del diritto allo studio degli studenti in Sardegna, sia nella dimensione universitaria, che nella dimensione pre universitaria (c'è tutto il campo del corso intermedio degli studi che non è che non riguardi la comunità sarda, e quindi la Regione), deve essere con urgenza ripresa la questione e deve essere operato un intervento di carattere puntuale, organico, risolutivo.
Non vorremmo che anche questa strenna natalizia supplisca, o possa supplire, nell'idea di qualcuno, o nella rappresentazione che se ne può dare, al più ampio e giustificato diritto degli studenti a frequentare liberamente il corso degli studi, ad iscriversi e poter avere una attività di studio regolare con i servizi adeguatii, con una didattica efficiente, con una possibilità di ricerca qualificata.
I rapporti fra la Regione e l'università in Sardegna sono rapporti molto saldi sotto il profilo delle devoluzioni finanziarie, sono invece rapporti troppo tenui e molto sfilacciati sotto il profilo della funzionalità sia degli istituti universitari, che è cosa che riguarda anche l'istituzione regionale, sia sotto il profilo della organizzazione dei servizi. Compito della Regione non è solo quello di essere un ente erogatore di risorse e non porsi mai l'obiettivo di conoscere e anche di intervenire positivamente e attivamente perché la qualità dei servizi e anche l'entità dei servizi sia garantita. Non vorremmo peraltro che questo provvedimento apparisse, perché così non è e non può essere, come una sorta di giustificazione oggettiva al fatto che le autorità accademiche, i consigli di amministrazione dell'Università, in questo caso dell'Università di Cagliari, perché l'Università di Cagliari vi aveva già provveduto negli anni precedenti, deliberano l'aggravio delle tasse in modo generalizzato su tutti gli studenti. Non è diverso il fatto che gli aumenti generalizzati li faccia il Governo, la Giunta regionale o l'autorità accademica, gli aumenti generalizzati sono la cosa più ingiusta del mondo, perché di fatto aumentano di molto l'entità e l'esborso di chi ha poco o nulla, e aumentano di poco l'entità di chi ha molto.
Ora, l'obiettivo generale dovrebbe essere uno studio per i cittadini - così bisognerà operare - come una attività garantita a tutti, gratuitamente fruita da tutti. Il diritto allo studio è diritto alla cultura, è diritto alla scuola pubblica, cioè di tutti, è diritto alla libera scelta nelle proprie opportunità di vita, è anche il diritto alla cultura critica e non dogmatica. Il diritto allo studio è un diritto connesso alla personalità e alla condizione di cittadino che deve accompagnare la persona, dalle prime condizioni e capacità di apprendimento, via via nel corso ufficiale degli studi e anche oltre possibilmente nell'arco della sua esistenza.
Questo è l'obiettivo che deve essere comunque riaffermato e non deve essere colto, ovviamente, in un solo momento, ma è la strada sulla quale bisogna accettare l'idea che si deve camminare. Lungo quella strada si possono via via adottare provvedimenti parziali e anche provvedimenti di emergenza, per intanto si possono difendere le conquiste sociali che già si hanno, e non vedere queste conquiste ogni giorno rimesse in discussione guardando quella strada solamente nel verso sbagliato per percorrerla qualche volta all'indietro.
L'Università ha i suoi problemi, intendo anche problemi finanziari e di gestione di strutture complesse e costose, ma questi problemi dell'Università, o più in generale della scuola, sono problemi delle istituzioni pubbliche, sono problemi della società, per cui devono essere affrontati e finanziariamente coperti con l'adozione e la pratica del principio costituzionale della progressività fiscale generale. Il costo dello studio non può ricadere per niente sullo studente, deve essere invece garantito interamente ai fruitori del servizio scolastico.
Vogliamo dire questo con chiarezza, ho concluso, perché già qualche equivoco è insorto, attorno al palazzo, oltre che dentro il palazzo, sul fatto che questa misura sarebbe risolutiva dei temi agitati e dei problemi posti dal Movimento degli studenti. Noi diciamo "manco per idea". Per quantità e per qualità dell'intervento, questo non è che risolve il problema, perché allargare l'ambito dell'esenzione della tassa sul diritto allo studio in capo all'ERSU, non significa che dall'altro lato i consigli di amministrazione delle università debbano, o solamente possano, comunque appesantire i tributi scolastici. Deve essere detto chiaro sul piano dell'intervento politico che questa misura significa dire all'autorità accademica, a partire dall'Università di Cagliari (la quale in questo momento e in questa fase è impegnata nella ricerca di risorse finanziarie attraverso l'aumento delle tasse agli studenti), che questo tributo non è pensato, e non sarà erogato, per dare il via libera all'aumento delle tasse, ma al contrario, è pensato, e dovrà essere erogato, per bloccare e via via ridurre il costo degli studi in capo agli studenti.
La Regione non ha solo la possibilità di dirlo, la Regione ha anche la possibilità di farlo, perché alle università, per via delle diverse leggi e dei programmi adottati dal Consiglio regionale, l'amministrazione riversa una molteplicità di contributi finanziari che non sono quantificabili solo nella voce che formalmente figura nei bilanci delle università, quel 7 o 8 per cento che viene computato come componente del bilancio complessivo delle università, non è così, perché la Regione eroga, in favore della organizzazione dello studio universitario e anche delle strutture universitarie, una entità considerevole di gran lunga più consistente di quanto figura nei bilanci formali.
Vi è tutto il fuori bilancio dei trenta e più miliardi che la Regione riconosce ad associazioni, a istituzioni, a organizzazioni collegate all'università e che, attraverso l'università e il corpo docente dell'università, articolano nel territorio corsi di studio universitari. La cosiddetta università diffusa non è che non è università, e se quei costi in gran parte gravanti sul bilancio della Regione e cioè sulle risorse finanziarie dei sardi, se quei fondi non sono formalmente inseriti nel bilancio della università, non è detto che non siano non solo sul piano formale assimilabili, ma a quegli effetti riconosciuti.
Gli ersu sono un costo della comunità regionale, sono anche ormai formalmente enti regionali, e i protocolli e le intese Università-Regione pongono contenuti ed obiettivi connessi alla attività universitaria e anche all'introito finanziario che ne ha l'università nel suo insieme, o singoli istituti, o singoli docenti. Le leggi e le leggine che finanziano questo o quel dipartimento universitario attingono le risorse, comunque, dal bilancio della Regione. Per cui è maturo il tempo di redigere un quadro finanziario di insieme delle relazioni Università-Regione, un quadro di insieme leggibile, comprensibile che - posso dirlo per averlo chiesto a molti pezzi di uffici regionali in questi giorni - non esiste; la Regione non ha, cioè non c'è un pezzo di struttura regionale a partire dalla Presidenza fino all'Assessorato della pubblica istruzione o della programmazione, che abbia un quadro di insieme delle risorse che dalla cassa comune regionale transitano alla università. E'da questo modo, non solo distorto qualche volta, ma anche volutamente confusionario, che possono nascere anche molte forme di sperpero, il diritto allo studio va garantito innanzitutto con le risorse delle quali già si dispone, usandole bene, anzi il più delle volte usandole meglio.
A me pare di poter dire in questa sede, sapendo di non sbagliare, o comunque di non sbagliare di molto, che ci sia una entità tra i 100 e 150 miliardi di lire che ogni anno transitano dalla cassa comune dei sardi, cioè dal bilancio della Regione, alle università, e che da questa entità è esclusa la galassia della sanità, ammontante all'incirca ad altri 30 o 40, non so quanti di più, miliardi, penso e dico ancora in lire. Le convenzioni Università-Regione per la ricerca, e le convenzioni per la gestione del policlinico, e quanto altro, di tutto questo non in termini fiscali, e meno che mai burocratici, ma in termini di cultura politica, e l'università dovrebbe garantire la cultura a livello più alto, e la Regione la politica a livello più alto, incontrandosi in termini di cultura politica questi due elementi dovrebbero garantire che l'organizzazione degli studi superiori in Sardegna funzioni meglio e soprattutto che gli studenti abbiano tutto quello che hanno diritto di avere e che i non studenti abbiano quello che non hanno, cioè i giovani che ancora devono rinunciare agli studi, i giovani che devono abbandonare la scuola, i giovani che debbono ritardare il loro corso di studi perché non hanno le garanzie sociali che consentano loro un corso più ordinato e produttivo dello studio.
Questa è la dimensione, secondo noi, del diritto allo studio, non la mancia qua e là devoluta agli istituti, ai dipartimenti, o agli enti universitari, considerando anche le mense che funzionino bene, anche le case dello studente che funzionino bene, anche i sussidi didattici adeguati e sufficienti, anche la qualità dell'insegnamento adeguato e la ricerca, ma anche l'estensione del diritto allo studio, cioè l'opportunità data a tutti di frequentare proficuamente l'università.
Ho concluso, dico questo non per richiamare concetti lontani dall'interesse di quest'Aula, ma perché apertamente anche la relazione dei Rettori, nella Commissione consiliare i giorni scorsi, apertamente ha riconosciuto che molte misure di politica finanziaria o di intervento finanziario, come il rincaro delle tasse, non sono interventi solo finanziari, ma sono interventi di politica universitaria, cioè ridimensionare, quindi ridurre la base di partecipazione alla scuola, intendendo che l'Università di Cagliari con 30 o 40 mila iscritti non possa funzionare…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego concluda.
COGODI (R.C.). Intendendo, loro, che con 30 o 40 mila iscritti l'attuale Università di Cagliari non possa funzionare e funzioni male, mentre con 10 o 15 mila funzionerebbe benissimo. Con meno studenti l'università funzionerebbe malissimo e non assolverebbe minimamente al suo compito di universitas, cioè di cosa universale, di "cosa" di tutti e per tutti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, chiedo il parere della Giunta sul provvedimento. La Giunta lo accoglie.
Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Per il passaggio agli articoli? Va bene.
Per il passaggio all'esame degli articoli è stato chiesto il sistema elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge numero 391/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA -CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 61
astenuti 1
maggioranza 31
favorevoli 61
(Il Consiglio approva)
(Applausi dai banchi del pubblico)
Non è la legge, mi dispiace per voi. Non è consentito applaudire, ma non è la legge. La legge verrà votata dopo.
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
Art. 1
Modifiche alla legge regionale 12 agosto 1997, n. 21
1. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 12 agosto 1997, n. 21, dopo la lettera b) è aggiunta la seguente:
"b bis) gli studenti il cui reddito complessivo lordo del nucleo familiare di appartenenza è compreso da zero a venticinquemila euro e non godano di altri benefici connessi ai rispettivi corsi universitari.".
2. A seguito delle minori entrate derivanti dall'attuazione del comma 1 è autorizzata la concessione a favore degli ERSU, per le finalità di cui alla legge regionale 12 agosto 1997, n. 21, un contributo pari al minor gettito; la relativa spesa è valutata in euro 2.000.000 annui (UPB S11.038 - Cap. 11162).
3. L'esenzione di cui al comma 1 è riferita a decorrere dall'anno accademico 2002-2003.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione palese con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO -COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 62
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 62
(Il Consiglio approva)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CAPPAI, Segretario:
Art. 2
Contributi alle Università
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare per gli anni 2003, 2004 e 2005 alle Università degli studi di Cagliari e di Sassari un contributo di euro 2.000.000, destinato a finanziare i programmi comunitari ERASMUS, SOCRATES, LEONARDO, nonché il fondo per il miglioramento dei servizi agli studenti dei due atenei.
2. Il contributo di cui al comma 1 è corrisposto ai due atenei in proporzione agli studenti iscritti ai programmi comunitari presso i medesimi attivati.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3
Modifica all'articolo 2 della legge regionale
9 agosto 2002, n. 16
1. Le somme stanziate in conto UPB S11.069 dall'articolo 2 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 16, sono destinate alle attività previste dall'articolo 56 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1.
2. L'importo di cui al comma 1 è destinato alle associazioni inserite nel programma dell'anno 2002 per consolidare il contributo erogato nell'anno 2001; qualora il predetto importo non risulti sufficiente ad assicurare tale consolidamento, la somma erogata alle associazioni deve essere corrisposta in proporzione alla differenza tra il programma 2002 e l'entità del contributo 2001.
3. Le disponibilità sussistenti in conto del capitolo 11334-00 (UPB S11.069), alla chiusura dell'esercizio 2002, possono essere impegnate entro il 31 marzo 2003.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Dopo l'art. 3 è inserito il seguente:
Art. 3 bis
Variazioni di bilancio
1. Nel bilancio della Regione per l'anno 2002 sono introdotte le seguenti variazioni:
04 - ENTI LOCALI
In aumento
S04.033 Acquisizione di beni e servizi
2002 € 4.541.000
In diminuzione
S04.016 - trasferim. EE.LL. parte corrente 2002 € 293.000
S04.017 - trasferim. EE.LL. investimenti 2002 € 52.000
S04.026 - gestione patrimonio e demanio 2002 € 258.000
S04.027 - acquisizione beni immobili 2002 € 3.488.000
S04.036 - spese funzionamento 2002 € 520.000 (1)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Fadda, relatore.
FADDA (La Margherita-D.L.), relatore. Si rimette al Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non è sull'articolo 1, Presidente, è sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Sull'articolo 3 e sull'emendamento numero 1.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io intervengo, Presidente, mi auguro molto brevemente, per far notare che questo articolo 3, soprattutto al suo comma 2, è alquanto enigmatico, per non dire che è di difficile comprensione, quantomeno per il sottoscritto. Non riesco a capire che cosa significhi: "L'importo di cui al comma 1 è destinato alle associazioni inserite nel programma dell'anno 2002 per consolidare il contributo erogato nell'anno 2001; …". La parola "consolidare" significa che ciò che è precario, o ciò che non è definitivo, diventa definitivo. Non mi sembra che questa sia la volontà del legislatore, quindi della Commissione.
Ancora mi risulta più di difficile comprensione quando si dice nel capoverso immediatamente successivo: "Qualora il predetto importo non risulti sufficiente ad assicurare tale consolidamento, …" - quindi rafforza l'idea della definitività - "la somma erogata alle associazioni deve essere corrisposta in proporzione alla differenza tra il programma 2002…2001.". Qui c'è una ulteriore incomprensione, perché parrebbe di capire che l'integrazione del contributo spettante a ciascuna associazione derivi non tanto dal fatto che c'è stata una riduzione di assegnazione per questo programma, quanto all'inclusione di nuovi soggetti.
Allora francamente mi viene difficile pensare che la mancanza di integrazione debba essere commisurata ad una differenza tra ciò che è stato assegnato nel 2002 e quello che è stato assegnato nel 2001. Se è vero che si è ampliata la platea, è evidente che nel 2002 ci sono più soggetti di quanti non ce n'erano nel 2001; pertanto la differenza di quanto stanziato nel 2001 per un'associazione che non esisteva, rispetto a quella che invece figura nel 2002, è pari all'ammontare dell'intero contributo. Quindi prevedere la partecipazione per ratei di questa differenza diventa estremamente difficile perché si fa sul totale. Cioè questo articolo, questo comma è chiaramente incomprensibile, è chiaramente inapplicabile.
Io chiedo che l'Aula si pronunci e si voglia rettificarne la dimensione e la misura perché in sua assenza mi vedrò costretto a votare, mio malgrado, in modo contrario perché obiettivamente sarebbe una disposizione irraggiungibile e inapplicabile.
PRESIDENTE. Intanto io pregherei l'Assessore della pubblica istruzione, se è presente, di seguire l'esame di questa leggina. Mi pare che sia assolutamente necessario il suo parere, o almeno la sua attenzione. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Relativamente all'intervento del collega Balletto, il primo comma credo che sia quasi un atto dovuto, perché il primo comma serve a rendere praticabile una volontà che il Consiglio ha già espresso nell'agosto di quest'anno stanziando appunto 400 mila euro per integrare le manifestazioni previste. Il secondo comma, effettivamente, con questo riferimento al 2001/2002, crea problemi perché tra l'altro, voglio dire, da parte nostra non sappiamo per quale motivo nel 2002 c'è stato un taglio rispetto al 2001; poteva essere giustificato dalla mancata rendicontazione, oppure per il fatto che il preventivo di spesa era inferiore.
Per cui anche io sarei del parere che potrebbe essere sufficiente lasciare il primo comma, che stabilisce che le risorse già stanziate per determinate finalità vadano a quelle finalità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
SCARPA (Rif.Sardi-U.D.R.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Effettivamente il comma primo dell'articolo 3 ha il senso di consentire la destinazione delle somme agli usi già previsti quando ad agosto venne approvato lo stanziamento. Mentre il secondo comma, se approvato così, giustificherebbe una distribuzione, senza tener conto della progettazione presentata quest'anno, quindi, siccome l'Assessorato conosce le manifestazioni che debbono essere recuperate, se viene approvato solo il primo comma l'impegno è quello di distribuire - se le somme non bastassero - uniformemente, fra le manifestazioni da recuperare, la somma stessa. Questo impegno può essere preso verbalmente in Aula e con ciò si auspica l'approvazione del primo comma e non del secondo comma.
PRESIDENTE. Ci sono obiezioni da parte dei presentatori della legge?
Nessuna obiezione significa che io metto in votazione l'articolo così com'è. Allora qualcuno chieda la votazione per parti. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per chiedere una votazione per parti. Però, siccome ho visto qualcosa che sinceramente a me non piace in quest'Aula, nel senso che dalla maggioranza e dai banchi della Giunta si osserva che il comma 2 non è adeguato a quello che dovrebbe essere il programma e la possibilità quindi di chiarezza e di trasparenza dello stesso, vorrei dire che per parti significa, Presidente, che a me sta bene il comma 1 e il comma 3, mentre sul comma 2 chiediamo invece il voto con sistema diverso, cioè segreto. Articolo 3, comma 2.
PRESIDENTE. Allora è chiaro, c'è una richiesta di votazione per parti, con voto segreto per il secondo comma. Quindi, se siamo pronti al voto palese, metto in votazione il comma 1 dell'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione segreta
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 2 dell'articolo 3.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 68
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 2
contrari 66
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU -VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione il comma 3 dell'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CAPPAI, Segretario:
Art. 4
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in euro 2.000.000 per l'anno 2002, in euro 4.000.000 per ciascuno degli anni 2003 e 2004 ed in euro 2.000.000 per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2002-2004 sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.036 - Formazione Universitaria
2002 euro ------
2003 euro 2.000.000
2004 euro 2.000.000
UPB S11.038 -Diritto allo studio universitario - Spese correnti
2002 euro 2.000.000
2003 euro 2.000.000
2004 euro 2.000.000
In diminuzione
03 - BILANCIO
UPB S03.006 - Fondi nuovi oneri legislativi - Spese correnti
2002 euro 2.000.000
2003 euro 4.000.000
2004 euro 4.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 4 della tabella A allegata alla legge regionale 22 aprile 2002, n. 7.
3. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sulle suddette UUPPBB del bilancio della Regione per gli anni 2002-2004 ed in quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4 bis.
CAPPAI, Segretario:
Art. 4 bis
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 391/A.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO -COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI -SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 72
votanti 71
astenuti 1
maggioranza 36
favorevoli 71
(Il Consiglio approva)
Colleghi, un po' di pazienza. Per il provvedimento del quale l'onorevole Frau ha chiesto l'inserimento c'è bisogno ancora di qualche minuto. Se siamo d'accordo, riempiamo questo minuto con gli auguri, che sono tradizione del Consiglio, poi esamineremo quel provvedimento e chiuderemo i lavori della giornata. Pertanto prego i colleghi di prendere posto, anche gli Assessori.
Discorso di fine d'anno del Presidente
PRESIDENTE. Colleghe e colleghi, ci apprestiamo a salutare l'arrivo di un altro anno, il 2003, il penultimo di questa legislatura, che ho più volte, in quest'Aula e fuori da quest'Aula, definito difficile. Non è mio compito analizzare nel merito politico i tre anni e mezzo che abbiamo alle spalle, e quindi non lo farò. Mi limiterò, invece, ad alcune valutazioni dell'attività del Consiglio che è stata considerata, dal punto di vista quantitativo, in maniera negativa da alcuni organi di informazione, giudizio sul quale io non sono assolutamente d'accordo. La qualità dell'attività assembleare implica invece giudizi politici che lascio alla vostra valutazione, libera valutazione delle coalizioni, dei Gruppi e naturalmente dei singoli consiglieri.
Al Presidente dell'Assemblea non resta che fare un appello perché nelle critiche e negli elogi si tenga sempre ben presente che questo è il nostro Parlamento, cioè la massima istituzione rappresentativa del nostro popolo e che qui, con le sue virtù e i suoi limiti, opera la classe politica sarda, quella scelta democraticamente dai cittadini sardi.
L'opinione pubblica da qualche tempo mostra una certa sfiducia nei confronti di questa classe politica, una sfiducia che in parte deriva anche da responsabilità che sono nostre. Dobbiamo, colleghi, impegnarci maggiormente perché la gente non consideri la politica come un mezzo utilizzato unicamente per fare da scudo ai propri interessi, a quelli del proprio gruppo, di amici, di parenti o di potentati economici e di agire ed operare in ogni caso senza tenere conto degli interessi di carattere generale. Dobbiamo dimostrare che esiste la buona e la cattiva politica e che è questa la discriminante sulla quale noi, rappresentanti del popolo, e gli stessi cittadini, dovremo costruire il nostro futuro democratico.
Lungi da me la sindrome del castello assediato, sono convinto che l'Assemblea regionale debba essere una casa di vetro, aperta a tutti i cittadini, punto di incontro, di idee, di opinioni e di confronti che devono portare alle scelte necessarie per la crescita sociale ed economica della nostra terra. Una società che segna il passo perché il suo sistema economico stenta a superare una crisi che ha origini lontane, perché paga la recessione economica che caratterizza le zone industriali del nord, la mancata realizzazione delle grandi infrastrutture, il costo eccessivo dell'energia, la siccità, che ha penalizzato molti settori produttivi isolani. Un anno quindi che si chiude con problemi da avviare a soluzione e con tensioni sociali alle quali noi dobbiamo dare quelle risposte che la società sarda attende.
Chiudendo il 2001 avevo ricordato, con grande preoccupazione, come l'attentato alle due torri gemelle di New York avrebbe profondamente modificato i rapporti internazionali, come tutto sarebbe stato più difficile nello scenario politico ed economico mondiale. Le preoccupazioni di tutti noi erano e sono fondate. Stiamo assistendo a preparativi diplomatici e militari che fanno ritenere probabile un nuovo pericolosissimo conflitto nel vicino Oriente. Un grande rischio per l'umanità, perché il terrorismo, le dittature e i regimi autoritari che lo proteggono si possono sconfiggere anche con i valori della libertà e con l'inarrestabile forza della democrazia.
Il ricorso alle armi, anche se in particolari condizioni può essere giustificato (la democrazia qualche volta si difende anche con le armi), deve essere evitato il più possibile. Credo sia compito della classe politica sarda esprimere la volontà di un popolo fiero e coraggioso che ha subìto guerre ed invasioni ma che non si è mai piegato, ed esprimere con questi sentimenti ogni iniziativa, ogni mezzo per evitare un nuovo conflitto. L'umanità, i popoli, specialmente quelli meno ricchi, e gli Stati meno sviluppati, per progredire, per superare difficoltà presenti hanno bisogno di pace, di dialogo, di confronti liberi tra stati e popoli liberi. Questo in difesa della pace, pur riconoscendo la limitatezza del nostro ruolo, siamo solo il Consiglio regionale, però ci deve essere tutto il nostro impegno solenne per oggi e per i prossimi anni.
Rivolgendo a tutti voi gli auguri di un felice 2002, mi sia consentito ricordarlo, avevo auspicato che questo diventasse l'anno delle grandi riforme anche per la nostra Regione. Sono state presentate iniziative concrete per dare un significato a questo mio augurio, ma forse dobbiamo intensificare i nostri sforzi superando schematismi, contrasti, spesso causati da semplici incomprensioni più che da radicali differenze, per portare a termine quelle riforme delle quali sentiamo l'assoluta necessità.
Il tempo passa inarrestabile, colleghe e colleghi, abbiamo superato abbondantemente la metà della legislatura, ci avviamo celermente verso la sua scadenza; dobbiamo concludere la fase di elaborazione del nuovo progetto di crescita economica e sociale della nostra Sardegna ed avviarla a realizzazione. Dobbiamo lavorare per un nuovo Statuto, per far decollare la Costituente, per inserirci nel dibattito sulla trasformazione in senso federale dello Stato nazionale. Dobbiamo far sentire con forza la nostra voce nell'impegnativo processo di elaborazione della costruzione della nuova grande Europa, che altrimenti, ho paura, sarà diversa da quella che abbiamo sempre sognato.
Dobbiamo, ne sono convinto, puntare sui grandi temi, senza logorarci e dividerci sulle esigenze quotidiane. I sardi da noi vogliono interventi risolutivi per superare le tradizionali emergenze, che sono quelle dell'acqua, dei collegamenti, della sanità, della scuola, della ricerca, del lavoro. Per alcune di queste grandi questioni abbiamo ottenuto qualche favorevole risultato, avremmo sicuramente potuto fare di più. Abbiamo tuttavia ancora qualche tempo prima della fine della legislatura per raggiungere altri e più importanti traguardi. Ma esiste anche una emergenza istituzionale, la cui importanza è probabilmente sottovalutata: qual è il ruolo del nostro Consiglio specialmente alla luce delle riforme costituzionali approvate dai due rami del Parlamento? Sarà una semplice cassa di risonanza delle decisioni dell'Esecutivo o la somma delle voci della società sarda? Un notaio chiamato a ratificare senza discutere, o il luogo deputato al dialogo, al confronto, a esaminare le esigenze di una società in evoluzione? Un'aula senza voce o l'Assemblea legislativa di un popolo che, pur nella diversa attribuzione dei compiti della nuova grande Europa imporrà sempre, vorrà sempre essere artefice del proprio destino, espressione di elettori che vogliono conoscere, sapere, controllare, elaborare leggi e programmi, in sintonia con le tradizioni, la storia e la cultura della Sardegna, che vuole essere con forza se stessa anche in un nuovo e più ampio contesto europeo?
La forza della democrazia è la sua base di consenso diffuso, la partecipazione dei cittadini al momento delle scelte. La nostra è una istituzione democratica che deve poggiare sulla partecipazione attiva e sentita della nostra gente. Non possiamo rinunciare ad essere espressione del nostro popolo. Nel 2002 questo Consiglio, per fare un breve bilancio, si è riunito 117 volte; in alcune occasioni le sedute sono state continuate, quindi senza l'interruzione tra la mattina e la sera, non sedute antimeridiane e pomeridiane ma un'unica seduta che per un'intera giornata ha proseguito ininterrottamente. Sono stati presentati 105 progetti di legge, 27 presentati dall'Esecutivo e 78 dai consiglieri; l'Aula ne ha approvati 23. Le proposte di legge nazionali presentate sono state 12, nessuna di questa è stata discussa. Sono state presentate 164 interrogazioni, alle quali è stata data risposta scritta in 60 casi, onorevole Selis. Le interpellanze presentate sono state 106, delle quali 24 svolte in Aula. Le mozioni presentate sono state 45, 21 delle quali discusse dal Consiglio. L'Aula ha approvato cinque dei sedici programmi e documenti proposti dalla Giunta. Il Consiglio in seduta ha lavorato molto più degli anni precedenti.
Sul nostro lavoro non spetta a me dare giudizi, anche se sono convinto che non è la quantità ma è la qualità delle leggi che deve essere giudicata. Anche le Commissioni si sono riunite più che in passato; le sedute sono state complessivamente 279, sono stati approvati 32 provvedimenti legislativi, una proposta di legge nazionale, 9 documenti o programmi, sono stati espressi 7 pareri finanziari, 37 pareri in attuazione delle leggi regionali in vigore, approvate 10 risoluzioni, svolta una interpellanza, effettuati 9 sopralluoghi e 181 audizioni.
I dati dimostrano che il nostro impegno c'è, come mettono in evidenza l'apporto e il sostegno continuo fattivo fornito dal personale e dai collaboratori di questo Consiglio regionale, ai quali va il nostro apprezzamento e ringraziamento per quanto hanno fatto e fanno, seppure in condizioni particolarmente difficili. I dati però non ci devono fuorviare, devono farci riflettere su come migliorare il nostro lavoro. La modifica del Regolamento consiliare, da tutti chiesta a gran voce, deve essere portata avanti, così come devono essere discussi ed approvati alcuni provvedimenti di grande importanza; ricordo la legge elettorale, quella sulla riforma del sistema idrico isolano, quella sul personale regionale; provvedimenti in grado da soli, ma non soli, di imprimere una accelerazione al processo di crescita della società sarda.
Salutiamo quindi un anno tormentato, quello che se ne va, e festeggeremo tra pochi giorni quello che nasce e che speriamo nasca sotto i migliori auspici. Sono convinto che occorra da parte nostra un grande sforzo di volontà e di fantasia politica per riesaminare posizioni e programmi, per discutere ed approvare quei provvedimenti in grado di risolvere le emergenze della nostra società. L'Europa dei 25 diventerà una realtà tra poco più di un anno; come ci presenteremo a quell'appuntamento? Avremo avviato a soluzione i problemi che frenano la crescita della Sardegna? Come sapremo a livello istituzionale adeguarci ai nuovi compiti, alla nuova realtà politica, economica e sociale? Le sfide che dobbiamo raccogliere sono proprio queste. Sono convinto che tutti noi, messi da parte i contrasti e le sempre possibili incomprensioni personali, sapremo impegnarci con tutte le nostre forze in difesa dei diritti e degli interessi della Sardegna.
Con questa speranza, auguro a tutti voi, colleghi, ed anche a tutti i sardi, un buon Natale e un felice Anno nuovo. Grazie.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Colleghi, io credo che non potremo andare avanti stamattina in quanto comunico all'Aula che sono stati presentati, alla proposta di legge numero 298/A, due emendamenti tendenti ad introdurre due norme intruse; è chiaro che si sta approfittando di questa leggina per arrivare ad altri risultati.
Uno di questi emendamenti è stato presentato da un numero abbastanza elevato di consiglieri, non so se addirittura da tutto il Consiglio, l'altro è stato presentato dalla Giunta. Credo che, per ragioni di correttezza, vadano approfonditi gli aspetti di cui dicevo prima. Pertanto, onorevole Frau, mi dispiace, non ci sono le condizioni per andare avanti perché, o c'è un accordo ed allora si arriva alla conclusione, o se invece si tratta di un escamotage per fare altro, io non posso essere d'accordo.
Pertanto i lavori del Consiglio si chiudono a questo punto, rinviamo l'esame e la discussione di questo provvedimento alla prossima occasione. Grazie e ancora molti auguri.
La seduta è tolta alle ore 13 e 51.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FRAU sulla mancanza del medico di base a Laerru e Bulzi.
Si trasmettono, gli allegati alla presente, gli elementi di risposta relativi alla materia di cui sopra, acquisiti e trasmessi dagli Uffici di questo Assessorato.
Con riferimento all'interrogazione n° 488/A del 2.06.02 FRAU pervenuta allo scrivente in data 9.07.02 si riferisce quanto segue.
L'Ufficio competente ha provveduto in data 22.02.02 ad assegnare la sede carente di assistenza primaria comprendente i Comuni di Bulzi - Laerru - Martis, Chiaramonti e Sedini con apertura obbligatoria a Laerru, al Dr. Pintus Giovanni, su scelta operata dal medesimo.
In data 13.06.02 è pervenuta la nota n° 826/SDG del 12.06.02 dell'Az. USL n° 1 di Sassari contenente la comunicazione circa le dimissioni rassegnate dal Dr. Pintus Giovanni dall'incarico suddetto, nonché la richiesta Aziendale di autorizzazione alla deroga del massimale dei pazienti a favore dei medici di medicina generale operanti nell'ambito territoriale in argomento.
Al riguardo questo Ufficio, al fine di assicurare il diritto all'assistenza a tutti i pazienti dei sopraccitati Comuni, ai sensi del disposto dell'art. 25, comma 3 del DPR 270/2000, in data 17.06.02, autorizzava in via provvisoria e fino alla nomina del nuovo titolare, la deroga al massimale individuale di scelta per i Dottori Michelazzi Giuseppe, Serra Giampaolo e Oggiano Mariolina. (488)
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione ORRU' - SANNA Alberto - MARROCU - SANNA Emanuele sulla mancata applicazione del contratto collettivo di lavoro ai lavoratori dipendenti della ditta S.S. Sardaflora di Decimomannu.
Con riferimento alla interrogazione di cui all'oggetto, si comunicano le seguenti informazioni e considerazioni.
Breve cronistoria della ?vicenda Sardaflora?
Con ricorso in data 6 febbraio 1997 la FLAI-CGIL lamentava che la Sardaflora, società operante nel settore florovivaistico con circa 60 dipendenti di cui 22 iscritti alle CGIL, rifiutava di riconoscere la rappresentanza sindacale aziendale costituita l'8 aprile 1996 a norma dell'art. 19 della legge 300/70 e chiedeva al Pretore di Cagliari la cessazione di tale comportamento antisindacale.
Con decreto del 15 maggio 1997 il Pretore rigettava il ricorso ritenendo che la Sardaflora, la quale non applicava alcun contratto collettivo di lavoro, non fosse tenuta a riconoscere la rappresentanza sindacale aziendale.
Con ricorso in data 10 giugno 1997 la FLAI-CGIL proponeva opposizione.
Con sentenza del 12 maggio 1998 il Pretore di Cagliari accoglieva l'opposizione e ordinava alla Sardaflora, nella persona del legale rappresentante Giorgio Murtas, di riconoscere la rappresentanza sindacale costituita nell'ambito della FLAI-CGIL.
In data 4 novembre 1997 la Sardaflora ricorreva in appello.
Con sentenza 263/99 del 12 maggio 1999 il Tribunale accoglieva il ricorso, escludendo che la FLAI-CGIL avesse diritto a costituire presso la Sardaflora rappresentanze sindacali aziendali.
Con determinazione del Direttore Generale dell'Assessorato dell'Agricoltura n° 3553/99 del 27.12.1999 veniva approvato un progetto presentato dalla Sardaflora, ai sensi della misura 6.4 del POP 1994/99, per un importo complessivo di Euro 1.004.363,03, e veniva concesso il contributo di Euro 753.272,27. Con successiva determinazione n° 746/00 del 21.7.2000 veniva erogata la prima rata di anticipazione pari a Euro 369.103,41.
Con nota del 7.08.2000, protocollo dell'Assessorato n° 17063 del 7.09.2000, la FLAI-CGIL segnalava che la Sardaflora non rispettava quanto previsto all'art. 12 del provvedimento di concessione in quanto non applicava per propri dipendenti il contratto collettivo nazionale o provinciale del settore.
Con nota n° 19827 del 9.10.2000 l'Assessorato comunicava alla Sardaflora la segnalazione della FLAI-CGIL e invitava la ditta a fornire chiarimenti in merito.
In data 31.10.2000 la Sardaflora rispondeva ricordando innanzitutto che l'art. 12 del provvedimento di concessione non obbliga ad applicare il contratto collettivo di categoria ma si limita a prevedere l'obbligo "di praticare e far praticare a favore dei dipendenti e lavoratori condizioni di lavoro non inferiori a quelle risultanti dai contatti collettivi di categoria vigenti dalla provincia". La società sottolineava inoltre che, pur non applicando il CCNL, praticava per i propri dipendenti condizioni di lavoro non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi e quindi nel rispetto del citato art. 12 della concessione.
L'Assessorato dell'Agricoltura comunicava quanto sopra alla FLAI-CGIL con nota n° 23244 del 23.11.2000, precisando che in ogni caso l'organo competente per accertare eventuali infrazioni sulle condizioni di lavoro applicate ai dipendenti è l'Ispettorato del Lavoro.
Con nota del 5.11.2001, protocollo dell'Assessorato n° 25733 del 12.11.2001, la FLAI-CGIL chiedeva al Direttore del Servizio "Produzioni Erbacee" un intervento presso la Sardaflora al fine di "sanare l'annosa vicenda".
Il Direttore del Servizio "Produzioni Erbacee" inviava alla Sardaflora, con nota n° 26199 in data 14.11.2001, copia della richiesta della LAI-CGIL invitando la società a formulare le proprie osservazioni.
La Sardaflora rispondeva in data 14.12.2001 (nota protocollata al n° 29857 del 18.12.2001) confermando quanto già esposto nella precedente nota del 31.10.2000 e sottolineando che la società praticava a favore dei dipendenti e lavoratori condizioni di lavoro non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di categoria vigenti nella provincia.
A seguito di collaudo finale, con determinazione del Direttore del Servizio Affari Generali n° 3148/01 del 18.12.2001 si chiudeva la concessione e si liquidava alla Sardaflora il saldo di Euro 369.103,42.
Con nota n° 3926 del 11.02.2002 il Direttore del Servizio "Produzioni Erbacee" comunicava alla FLAI-CGIL che la Sardaflora aveva confermato il perdurante rispetto delle condizioni previste dall'art. 12 del provvedimento di concessione in ordine all'applicazione delle condizioni di lavoro ai propri dipendenti.
In data 26 giugno 2002 i Consiglieri Regionali Orrù, Sanna Alberto, Marroccu e Sanna Emanuele presentavano una interrogazione sulla mancata applicazione del contratto collettivo di lavoro ai lavoratori dipendenti della Sardaflora di Decimomannu, nella quale chiedevano al Presidente della Regione ed all'Assessore dell'Agricoltura di accertare in modo definitivo il rispetto delle condizioni previste dall'art. 12 della determinazione n° 3553/99 e di valutare l'eventualità di sospendere l'erogazione degli incentivi previsti dalla medesima determinazione.
Il 5 luglio 2002 la Sardaflora scriveva al Presidente della Regione, all'Assessore al Lavoro ed all'Assessore dell'Agricoltura, contestando i contenuti della citata interrogazione e confermando quanto dichiarato nelle precedenti note.
Qualche considerazione
La vigente normativa non sembra obbligare la Sardaflora ad applicare il CCNL (vedasi anche la sentenza del Tribunale di Cagliari n° 263/99 del 12.5.1999), pertanto il nocciolo del problema sta unicamente nella verifica del rispetto delle condizioni previste dall'art. 12 del provvedimento di concessione, quindi se la Sardaflora pratica a favore dei dipendenti condizioni di lavoro non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di categoria vigenti nella provincia.
A questo proposito sembra doveroso sottolineare come la FLAI-CGIL abbia recentemente sottoscritto un accordo di riallineamento ai salari contrattuali dal quale si riporta testualmente: "Rilevate le difficoltà in cui versa l'agricoltura della provincia di Cagliari… è venuto a determinarsi nel tempo uno squilibrio fra le retribuzioni contrattuali e quelle praticate di fatto dalle imprese africole".
In secondo luogo occorre rilevare che la Società Sardaflora ha sempre dichiarato di corrispondere retribuzioni non inferiori ai minimi contrattuali di categoria.
Si chiarisce, infine, che per quanto disposto al comma 3° dell'art. 36 della Legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori), l'organo competente per accertare l'infrazione del suddetto obbligo è l'Ispettorato del Lavoro, pertanto l'Assessorato può intervenire solo dopo eventuale comunicazione da parte dell'Ispettorato.
In ogni caso, l'eventuale sospensione delle erogazioni ipotizzata nella interrogazione non è praticabile in quanto il progetto finanziato ai sensi dalla misura 6.4 del POP è stato regolarmente collaudato e liquidato il 18 dicembre 2001. (496)
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione IBBA - BALIA - MASIA sulla insostenibile crisi della medicina specialistica territoriale accreditata.
Si trasmettono, allegati alla presente, gli elementi di risposta relativi alla materia di cui sopra, acquisiti e trasmessi dagli Uffici di questo Assessorato.
In riscontro alla nota n. 345/Gab del 26.08.2002, si trasmettono gli elementi di risposta in oggetto.
In riferimento all'interrogazione in oggetto, concernente la medicina specialistica territoriale accreditata, si rappresenta che con il DPCM 29.11.01 sono stati definiti i livelli essenziali di assistenza (LEA) da garantire nell'ambito del SSN a tutti i cittadini, nonché le prestazioni totalmente e parzialmente escluse dai LEA, e quelle che presentano un profilo organizzativo potenzialmente inappropriato. Quanto sopra conformemente a quanto sancito con gli accordi Stato-Regioni dell'8 agosto e del 22 novembre 2001.
Secondo quanto previsto al punto 4.2 del citato accordo di novembre dovranno essere apportate le modifiche al nomenclatore tariffario delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica strumentale, anche sulla base dei contenuti degli allegati all'accordo medesimo.
Si fa presente che con la delibera n° 14/9 del 7.05.02 di recepimento del suddetto DPCM, la Giunta regionale, tra l'altro, ha demandato all'Assessorato la definizione del nomenclatore tariffario delle prestazioni di specialistica ambulatoriale in armonia con le indicazioni ministeriali.
Allo stato, si è in attesa della pubblicazione del nuovo tariffario nazionale al fine di procedere alla conseguente revisione di quello regionale.
Da ultimo, per quanto attiene ai lamentati ritardi nella remunerazione delle prestazioni, si evidenzia che gli stessi sono da ascrivere al disagio economico in cui versano le Aziende USL ed in particolare l'Azienda USL n° 8. (513)
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione MASIA sulla mancata nomina dei Presidenti dei Consigli di amministrazione dell'ERSU di Cagliari e Sassari da parte della Regione.
Con riferimento alle note n. 2479/Gab. e n. 2480/Gab. del 25.09.2002, si rileva che alla richiesta degli On.li Masia e Cassano è stata data risposta con la nomina del Consiglio di Amministrazione di Sassari, avvenuta con Decreto del Presidente della Regione n° 116 del 19.09.2002 secondo quanto previsto dall'art. 21, che prevede appunto: "i presidenti degli ERSU sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale, d'intesa con i Rettori delle rispettive Università". (530)
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione CASSANO sulla grave situazione di paralisi dell'ERSU di Sassari.
Con riferimento alle note n. 2479/Gab. e n. 2480/Gab. del 25.09.2002, si rileva che alla richiesta degli On.li Masia e Cassano è stata data risposta con la nomina del Consiglio di Amministrazione di Sassari, avvenuta con Decreto del Presidente della Regione n° 116 del 19.09.2002 secondo quanto previsto dall'art. 21, che prevede appunto: "i presidenti degli ERSU sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale, d'intesa con i Rettori delle rispettive Università". (531)
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FRAU sulla mancanza dell'infermiere professionale nel poliambulatorio di Nulvi.
Si trasmettono, allegati alla presente, gli elementi di risposta relativi alla materia di cui sopra, acquisiti e trasmessi dagli Uffici di questo Assessorato.
In risposta alla nota del 16.10.2002, prot. n° 34929/2.1/1, di pari oggetto (che si allega in copia) si precisa quanto segue:
presso il Comune di Nulvi non è presente un Poliambulatorio, ma alcuni saltuari servizi specialistici ambulatoriali al fine di venire incontro ad un'utenza distante dai punti di erogazione dei servizi. In passato, per questo motivo, è stato attivato un servizio di cardiologia e di urologia, in locali dell'Amministrazione Comunale. Il primo con frequenza prima settimanale (5 ore) e successivamente ogni quindici giorni in quanto la domanda dell'utenza locale veniva soddisfatta con questa frequenza. Il medico cardiologo viene assistito da personale infermieristico che da Sassari si reca a Nulvi. L'urologo, nel Comune di Nulvi, opera, per 5 ore alla settimana, senza l'ausilio di personale infermieristico, per carenza del predetto personale, come talvolta avviene anche in altri servizi specialistici ambulatoriali.
La presenza di personale infermieristico, a tempo pieno, presso il Comune di Nulvi, verrebbe giustificata solo ed esclusivamente dall'attivazione di un servizio di assistenza agli anziani e dall'attivazione dell'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), servizio in fase di organizzazione a livello aziendale.
Distinti saluti. (538)
Risposta scritta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della regione all'interrogazione SANNA Salvatore - SANNA Emanuele - BIANCU - ORRU' - SANNA Gian Valerio sull'avviso di selezione per la copertura del 40 per cento dei posti vacanti nella categoria "quadri" dell'Ente foreste della Sardegna.
Con riferimento all'interrogazione consiliare di cui all'oggetto, si precisa quanto segue.
1) Con deliberazione del Consiglio di Amministrazione 29 ottobre 2002 n° 57, l'Ente Foreste della Sardegna ha approvato il Regolamento recante norme sull'accesso alle funzioni impiegatizie non dirigenziali mediante selezione interna, ai sensi dell'articolo 13 della L.R. 24/99, come modificato dalla L.R. 12/02.
2) Con nota 6 novembre 2002 n° 8608/AG/1/8, l'Ente Foreste ha provveduto ad inviare la suddetta deliberazione a questo Assessorato, al fine di sottoporla al controllo preventivo di legittimità e di merito, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lett. c), della L.R. 15 maggio 1995 n°14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli Enti, istituti ed aziende regionali).
3) Con nota del 28 novembre 2002 n° 36504/P, è stato comunicato all'Ente Foreste che nulla osta all'immediata esecuzione della deliberazione di cui trattasi, ai sensi dell'articolo 4, comma 4, della citata L.R. 14/95. (556)
Risposta scritta del Presidente della Regione all'interrogazione CASSANO sulla paventata chiusura dell'Ufficio postale di Cargeghe (SS) (551).
In riferimento all'interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. DRI/DL/551/R/267 in data 2 dicembre 2002 inviatami dalla Direzione Relazioni Istituzionali delle Poste Italiane Spa.
Nell'atto in oggetto l'interrogante paventa la chiusura dell'ufficio postale di Cargeghe in provincia di Sassari.
Innanzitutto appare opportuno far presente che un'importante risorsa che l'Azienda è, ovviamente, interessata a mantenere è la diffusione capillare degli Uffici postali sul territorio, sia pure entro i limiti di una gestione economica equilibrata, condizione essenziale per il raggiungimento degli obiettivi attesi.
Da ciò deriva che il ricorso alla chiusura di un Ufficio postale, i cui ricavi non coprono i corrispondenti costi, è considerata una soluzione estrema alla quale fare appello solo se e quando precisi strumenti e criteri di valutazione dimostrino l'impraticabilità di soluzioni alternative meno traumatiche.
Per quanto riguarda il caso in esame si fa presente che nel Comune di Cargeghe è ubicato un Ufficio postale che serve mediamente 681 famiglie l'anno mentre nel Comune di Muros è presente soltanto un piccolo presidio postale che viene attivato per due ore al giorno dallo stesso portalettere di zona sia per consegnare la corrispondenza ai titolari di casella postale, sia per eseguire un servizio di accettazione di raccomandate e assicurate.
Al contrario di quanto sembra ritenere l'interrogante, non esiste da parte dell'Azienda alcuna intenzione di ridimensionare i servizi offerti dall'Ufficio di Cargeghe a favore di quello di Muros né tanto meno, al momento, di autorizzare il temuto intervento di chiusura.
Si precisa inoltre che sono stati contattati i Sindaci dei Comuni in questione da parte della Filiale interessata per affrontare congiuntamente tematiche di sviluppo del territorio al fine di migliorare la produttività e l'efficienza degli Uffici postali. Anche in questo caso, quindi, potrebbe tornare utile una collaborazione con le Amministrazioni locali interessate, che in molti casi si è rivelata di fondamentale importanza, come dimostrano numerosi esempi di intese, accordi e convenzioni stipulate con diversi Comuni.
(551)
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA MASIA - BALIA - IBBA sulle limitazioni della pesca a strascico nelle acque antistanti l'isola dell'Asinara.
I sottoscritti,
premesso che l'attuale normativa regionale prevede che le imbarcazioni da pesca iscritte nel Compartimento marittimo di Porto Torres possano esercitare la pesca a strascico nelle acque antistanti l'isola dell'Asinara solo oltre le tre miglia o solo oltre le cinque miglia durante il periodo del fermo biologico per la piccola pesca;
premesso che nel restante mare territoriale della Sardegna l'esercizio della pesca a strascico è permesso in generale oltre le tre miglia o oltre il miglio e mezzo di distanza dalla costa a condizione che la batimetrica sia superiore ai 50 metri;
considerato che:
- l'attuale situazione penalizza pesantemente i pescatori turritani;
- in una riunione del 27 marzo 2002, tenutasi a Porto Torres alla presenza del Presidente della Giunta regionale on.le Mauro Pili, dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente dottor Emilio Pani e del Sindaco di Porto Torres, i rappresentanti della pesca a strascico e i rappresentanti della piccola pesca avevano raggiunto un accordo nel quale si prevedeva che anche nelle acque antistanti l'isola dell'Asinara la pesca a strascico fosse esercitata, con le normative vigenti per il resto della Sardegna;
- l'Assessore della difesa dell'ambiente aveva dimostrato la propria disponibilità a modificare la normativa regionale nel senso richiesto dalla marineria di Porto Torres, nella conferenza di servizi tenutasi a Porto Torres il 25 ottobre 2002 alla presenza di tutte le categorie dei pescatori e del Sindaco;
- qualche giorno dopo l'Assessore Pani ha voluto subordinare tale impegno al parere consultivo del Comitato tecnico per la pesca;
constatato che tale parere non è stato ritenuto necessario per la emanazione di analoghi decreti relativi alla disciplina della pesca, da ultimo quello relativo alla disciplina della pesca dei ricci;
considerato inoltre che:
- nella seduta del 2 dicembre 2002 il Comitato tecnico consultivo per la pesca ha espresso in assenza degli armatori interessati al decreto un parere negativo;
- tale parere può essere stato indotto anche da una relazione degli uffici che riporta in modo inesatto gli accordi raggiunti e l'esigenza di ulteriori consensi, già presenti nella documentazione in possesso agli uffici,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente affinché riferisca in Consiglio relativamente a quanto accaduto e le motivazioni che lo portano alla disparità di trattamento nei confronti della marineria turritana per la quale, nonostante gli impegni assunti il 25 ottobre 2002 a Porto Torres e il parere favorevole della Competente commissione consiliare che ha sentito gli armatori interessati, ha richiesto da parte delle categorie rappresentanti la piccola pesca dichiarazione scritta del consenso alla modifica del decreto e ritenendolo non sufficiente, come al contrario aveva affermato precedentemente, il rinnovo e l'insediamento ed il parere del Comitato tecnico consultivo della pesca che ha potuto deliberare, con il suo consenso, anche in assenza dei rappresentanti degli armatori. (303)
INTERPELLANZAPIRISI - FALCONI - DEMURU sulla chiusura del posto di teleconduzione dell'Area idroelettrica del Taloro, appartenente alla Società Enel Produzione Spa.
I sottoscritti,
premesso che l'Enel Produzione Spa, nell'ambito del rinnovo tecnologico del presidio aziendale ed impiantistico in Sardegna, prevede la chiusura del posto di teleconduzione dell'area idroelettrica del Taloro, con quartiere generale di controllo dell'intera rete elettrica sarda nell'omonimo villaggio dell'Enel, in territorio di Ovodda;
considerato il livello di qualità del servizio elettrico, che vede i parametri della Sardegna fanalino di coda fra le Regioni italiane in termini di interruzioni nell'erogazione dell'energia in media e bassa tensione che si concretizza in disservizi anche gravi, come nell'autunno dello scorso anno, e in tempi di riattivazione del servizio inaccettabili per l'utenza civile ma soprattutto per la clientela industriale, turistica e commerciale;
evidenziata la necessità di adeguati investimenti aggiuntivi per le reti di distribuzione che portino la qualità a livelli almeno comparabili ai parametri medi nazionali;
sottolineato che se la decisione dell'Enel venisse assunta in maniera definitiva, essendo gli impianti di produzione del Taloro gli unici in grado di consentire la tempestiva riaccensione della rete, si avrebbero notevoli ripercussioni negative in caso di black-out sia per l'utenza che per le imprese sarde;
rimarcata la preoccupazione per il fatto che la chiusura del presidio comporterà lo spostamento di 12 turnisti che attualmente garantiscono la funzionalità della centrale, con evidente grave disagio per gli stessi e per le loro famiglie,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria per sapere:
1) se corrisponda al vero la ventilata ipotesi di chiusura del presidio della centrale del Taloro;
2) quali atti intendano porre in essere per evitare ogni possibile fattore di peggioramento del presidio e della qualità del servizio e la reale programmazione di adeguati investimenti che permettano di colmare, almeno parzialmente i gap di qualità e continuità del servizio, di costi dell'energia e di dare ai possibili investitori nel centro Sardegna garanzie sulla affidabilità ed economicità di infrastrutture e servizi nella nostra Isola. (304)
INTERPELLANZA PINNA - SPISSU - FADDA - SANNA Giacomo - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELISsulle notizie riportate dalla stampa riguardanti le irregolarità che sarebbero state compiute nella società regionale IGEA nell'assegnazione degli appalti eseguiti per conto del Commissario per l'emergenza idrica relativi all'esecuzione della condotta che dovrebbe approvvigionare l'acqua potabile dalle miniere dell'Iglesiente alla città di Cagliari.
I sottoscritti,
premesso che, dalle notizie riportate dalla stampa, sarebbero state compiute nella società regionale IGEA delle gravi irregolarità nell'assegnazione degli appalti per l'esecuzione della condotta che dovrebbe approvvigionare l'acqua potabile dalle miniere dell'Iglesiente alla città di Cagliari;
appreso che, nonostante gli esiti della gara d'appalto per la fornitura delle tubazioni necessarie per realizzare la medesima condotta, l'appalto di cui trattasi non sarebbe stato assegnato all'impresa risultata vincente per qualità, prezzo e termini di consegna ma ad altra impresa che avrebbe offerto un prezzo più alto e una qualità più scadente dei materiali;
considerato che, sempre da notizie riportate dalla stampa, risulterebbe che, a seguito delle indagini effettuate dall'autorità giudiziaria su segnalazione della Giunta regionale per accertare presunte irregolarità nella predisposizione del bilancio per l'esercizio 1999, la stessa autorità giudiziaria avrebbe posto sotto inchiesta l'attuale Presidente del Consiglio di amministrazione dell'IGEA nominato dall'azionista EMSA in liquidazione a seguito della revoca dei precedenti amministratori disposta dalla Giunta regionale;
evidenziato che lo stesso Presidente dell'IGEA, che sarebbe responsabile delle eventuali irregolarità sopra richiamate e che sarebbe stato posto sotto inchiesta dall'autorità giudiziaria, è stato nominato nei giorni scorsi anche consigliere di amministrazione della società regionale Carbosulcis dall'azionista unico EMSA in liquidazione;
rimarcato che, contrariamente alle direttive impartite dall'azionista unico EMSA in liquidazione, il Consiglio di amministrazione dell'IGEA avrebbe deliberato la revoca dei poteri di spesa al Presidente del Consiglio di amministrazione alimentando la più assoluta confusione nella gestione aziendale,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e Commissario per l'emergenza idrica per sapere se non ritenga opportuno, qualora risultassero fondate le notizie riportate dalla stampa, di:
1) revocare il mandato all'attuale Presidente e all'intero Consiglio di amministrazione dell'IGEA che portano integralmente la responsabilità delle eventuali irregolarità che si sarebbero verificate nell'assegnazione dell'appalto richiamato nelle premesse;
2) avviare un'azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che avrebbero messo in atto le stesse eventuali irregolarità al fine di tutelare l'Amministrazione regionale dagli eventuali danni causati alle casse regionali e alla qualità dell'opera pubblica realizzata;
3) accertare che analoghe irregolarità non si siano verificate nella gestione degli appalti assegnati dall'IGEA negli ultimi anni;
4) esporre le ragioni che hanno indotto la Giunta regionale e lo stesso Commissario per l'emergenza idrica a non esercitare i propri poteri di controllo sull'attività della società regionale interessata e sulla regolarità di esecuzione dell'opera pubblica realizzata. (305)
INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sulla perdita di carburante della condotta per usi militari che attraversa la città di Cagliari in località S. Elia.
I sottoscritti, richiamato il fatto che:
1) appena pochi giorni fa sono state discusse in Consiglio regionale una serie di mozioni e interpellanze della opposizione in tema di servitù militari;
2) la maggioranza di centro-destra ha disertato totalmente la discussione, mentre la Giunta regionale ha dichiarato la non esistenza di alcun rischio e danno per le popolazioni in dipendenza delle installazioni militari in Sardegna;
3) in un quartiere popoloso di Cagliari, "capitale" della Sardegna, a S. Elia, è in atto una perdita di carburante dalla condotta che attraversa il centro abitato;
4) l'inquinamento ambientale risulta tale da colpire pesantemente la salute dei cittadini, le attività economiche, la salubrità del mare e dell'aria che tutte le persone respirano;
5) tale stato di cose, quasi riscontrabile "a vista" dalla sede del Consiglio regionale della Sardegna, "grida vendetta" per il carico di insipienza, di autolesionismo, di subalternità edi irresponsabilità dei rappresentanti del potere pubblico, (politico, civile, militare che sia),
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:
a) quali azioni vere intenda porre in essere a tutela della sicurezza e della dignità delle popolazioni della Sardegna;
b) oppure, perché si sappia che cosa dicono, in merito, in modo comprensibile e condivisibile, tutte le Autorità preposte alla sicurezza dei cittadini (politiche, amministrative o militari che siano) e che cosa dovrebbero fare, a questo punto, i cittadini per poter vivere in pace, senza attentati continui alla loro salute, al proprio lavoro ed alla loro vita. (306)
INTERPELLANZA BALIA - IBBA - MASIA sulla mancata attuazione della legge regionale n. 9 del 2002 "Agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio".
I sottoscritti,
premesso che il comparto commercio sta attraversando un momento di fortissima crisi che appare destinata ad aggravarsi nel tempo, senza che la Giunta regionale ponga in essere politiche di settore adeguate a tutela della PMI commerciale;
considerato che l'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio negli oltre tre anni trascorsi dall'inizio della legislatura ha risposto alle pressanti esigenze del settore commercio unicamente - dopo due anni di totale vuoto legislativo - con l'emanazione della legge regionale n. 9 del 2002;
constatato che sulla suddetta legge gravano pertanto le giustificate attese delle circa 40.000 imprese che operano nel settore commercio;
rilevato che la legge regionale n. 9 del 2002 a tutt'oggi non è stata resa operativa, in quanto mancano ancora - ad oltre sette mesi dalla sua emanazione - le formalità per le direttive di attuazione e, fatto ancor più grave, non sono ancora stati individuati gli istituti di credito competenti a svolgere le istruttorie per la concessione dei finanziamenti;
preso atto che, nonostante i bandi per l'assegnazione alle banche del fondo e dell'istruttoria delle pratiche siano già stati predisposti, una divergenza di opinioni tra Assessorato della programmazione ed Assessorato del commercio sui criteri di scelta dei requisiti necessari in capo agli istituti di credito, sta bloccando la relativa gara e rinviando l'operatività dell'unica legge che prevede agevolazioni per il comparto del commercio,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio e l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per conoscere:
a) quali motivi di divergenza tra due organi di governo della regione possano giustificare il blocco di una legge regionale tanto necessaria e tanto a lungo attesa;
b) se ritengano ammissibile che possano sussistere motivi di divergenza nell'emanazione di un bando che deve prevedere un procedimento di scelta tra Istituti di Credito, posto che tale provvedimento non può che essere improntato alle generali regole di equità e di trasparenza;
c) quali urgenti provvedimenti intendano pertanto assumere per rendere finalmente operativa la legge regionale n. 9 del 2002;
d) quale sia lo stato di attuazione delle altre leggi regionali di agevolazione per i settori di competenza dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio. (307)
INTERPELLANZAFALCONI - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - SANNA Emanuele - PIRISI - MARROCU - ORRÙ sulla ventilata ipotesi di acquisto della Carbosulcis.
I sottoscritti,
appreso da notizie di stampa che un gruppo imprenditoriale sarebbe interessato all'acquisto delle miniere di carbone di Nuraxi Figus;
considerato che le motivazioni che solleciterebbero tale interesse deriverebbero dalla necessità di ottenere un risparmio sui costi energetici per le lavorazioni industriali con l'utilizzo del carbone estratto nelle miniere della Sardegna che, essendo molto ricco, può essere usato per la produzione di energia;
rilevato che sembra sia stato presentato dagli stessi imprenditori un piano industriale che punta alla produzione dell'idrogeno e al rilancio del settore carbonifero sardo, prevedendo il raddoppio del carbone estratto, fino ad arrivare a due milioni di tonnellate all'anno;
sottolineato che l'ipotesi cui si riferiscono le notizie di stampa prevederebbe investimenti per un miliardo di euro e l'inserimento di oltre 1500 lavoratori attraverso la riassunzione delle maestranze attualmente in mobilità o in cassa integrazione, oltre a nuove assunzioni, dando avvio ad un processo che potrebbe risolvere definitivamente i problemi energetici e occupativi di una parte rilevante della Sardegna;
evidenziato che la Commissione Industria del Consiglio regionale ha potuto constatare, nel corso di una recente visita in una industria di gassificazione olandese, come paesi con tecnologie all'avanguardia abbiano potuto ottimizzare e sfruttare le enormi possibilità offerte dallo sfruttamento della risorsa carbone;
sottolineata la rilevanza delle decisioni assunte dalla Comunità Economica Europea che riconoscono la rilevanza del giacimento strategico;
ricordata la risoluzione della Commissione attività produttive della Camera dei Deputati che afferma l'importanza fondamentale del carbone per lo sviluppo;
preso atto che l'esecutivo regionale, sulle questioni riguardanti le tematiche legate allo sfruttamento del carbone sardo, sembra avere un atteggiamento di forte disinteresse e pare orientato a porre in essere una politica che punta alle dismissioni delle attività produttive dell'Isola,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per sapere:
1) se corrispondano al vero le notizie sulla ipotesi di acquisto della Carbosulcis e , in caso positivo, se non sia opportuno sentire nel merito il parere degli organismi di amministrazione della stessa;
2) quali atti intenda porre in essere per favorire la piena valorizzazione dell'unico rilevante giacimento carbonifero in tutta Italia;
3) se non ritenga che l'eventuale acquisto della Carbosulcis potrebbe consentire un rilancio dell'attività industriale sarda e l'avvio di una nuova fase di sviluppo e di prospettive occupazionali per il Sulcis Iglesiente e per l'intera Sardegna. (308)
INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sul rischio di estensione e di potenziamento delle basi militari nella città di Cagliari.
I sottoscritti, richiamato il fatto che:
1) appena pochi giorni fa sono state discusse in Consiglio regionale una serie di mozioni e interpellanze della opposizione in tema di servitù militari;
2) la maggioranza di centro-destra ha disertato totalmente la discussione, mentre la Giunta regionale ha dichiarato la non esistenza di alcun rischio e danno per le popolazioni in dipendenza delle installazioni militari in Sardegna;
3) nuove notizie pubblicamente espresse dicono degli intendimenti, a dir poco agghiaccianti, di possibile utilizzazione militare del porto-canale di Cagliari come nuova base operativa per azioni di guerra, non esclusi gli armamenti nucleari;
4) simile devastante evento mette a rischio la sicurezza e comunque la serenità dei cittadini;
5) permane, in materia, il silenzio tombale del Presidente e della Giunta regionale,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:
a) quali azioni vere intenda porre in essere a tutela della sicurezza e della dignità delle popolazioni nella città di Cagliari e in tutta la Sardegna;
b) quale iniziativa politica forte e risolutiva intenda porre in essere perché la Sardegna conosca un reale processo di smilitarizzazione di tutto il suo territorio, perché sia sottratta ad ogni funzione di guerra e garantita nella sua volontà di pace. (310)
INTERROGAZIONE VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla dichiarazione di stato di calamità naturale nella frazione di Cagliari-Pirri, in conseguenza del nubifragio del 9 ottobre 2002.
Il sottoscritto,
premesso che in data 9 ottobre 2002, la frazione cagliaritana di Pirri è stata investita da un violento nubifragio (22 mm. di pioggia in un quarto d'ora, 38 mm. in un'ora) che ha saturato il sistema di smaltimento fognario locale, per cui ingenti quantità d'acqua si sono incanalate verso le parti più basse della frazione di Pirri, andando a causare gravi danni a carico degli arredi urbani, delle auto parcheggiate e, più ancora, degli esercizi commerciali e delle abitazioni civili situate nelle zone urbane declivi;
rilevato che la Giunta comunale di Cagliari, con deliberazione n. 720 del 10 ottobre 2002, considerata la straordinarietà e la gravità dell'accaduto, ha ritenuto di dichiarare lo stato di calamità naturale, dando altresì mandato agli uffici competenti di attivare tutte le procedure di legge,
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere quali azioni intenda intraprendere perché possa avvenire l'effettivo riconoscimento dello stato di calamità naturale per gli eventi meteorologici che hanno colpito la frazione di Cagliari-Pirri il 9 ottobre scorso e perché possa essere conseguentemente indennizzata in maniera adeguata la popolazione colpita. (578)
INTERROGAZIONE SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI, con richiesta di risposta scritta, sui costi delle riunioni della Giunta regionale fatte presso il Forte Village di Santa Margherita di Pula.
I sottoscritti, premesso che:
- da alcune notizie stampa si é appreso che le riunioni che la Giunta regionale ha effettuato presso il Forte Village, sarebbero costate circa 50.000 euro pari a quasi 100 milioni di lire;
- ad oggi non é stata mai smentita la notizia dal Presidente della Regione;
- non é mai pervenuta alcuna risposta ad una mia richiesta effettuata, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento del Consiglio regionale, in data 1° ottobre 2002;
- il problema merita di essere chiarito perché in una Regione che attraversa un momento difficile potrebbe destare perplessità e rabbia,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere se i fatti riportati corrispondano a verità o, in caso contrario, se intenda smentire pubblicamente le notizie riportate dal settimanale "L'Espresso". (579)
N. 580A
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle agenzie di viaggio e turismo.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore del turismo per sapere:
1) per quali motivi la Regione Sardegna non riconosce il titolo di direttore tecnico in materia di viaggi e turismo a coloro i quali hanno conseguito tale titolo in altra regione italiana, anche se questi sono nati e residenti in Sardegna e vogliono esercitare tale funzione nella nostra Isola;
2) se questa interpretazione restrittiva della legge n. 13 del 1988 non sia in contrasto con le direttive comunitarie concernenti la libera prestazione di servizi da parte degli agenti di viaggio e turismo;
3) quali azioni intenda assumere affinché tutti coloro che lo richiedono (principalmente se sardi) possano essere iscritti d'ufficio nell'albo regionale dei direttori tecnici di agenzie di viaggio e turismo della Sardegna;
4) per quali motivi da oltre 10 anni non vengono indetti gli esami di idoneità tecnico-professionale per l'esercizio dell'attività di direttore tecnico della agenzie di viaggio e turismo, sempre ai sensi della legge regionale n. 13 del 1988, articoli 13 e 14, lo svolgimento dei quali avrebbe consentito comunque di ovviare a quanto succitato. (580)
INTERROGAZIONE SELIS - FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza del CRAS e sulla relazione degli ispettori della Giunta.
I sottoscritti, premesso che:
- da oltre due anni presso il CRAS (Centro Regionale Agrario Sperimentale) si vive una situazione di profondo disagio ripetutamente manifestata tramite scioperi e manifestazioni alle quali ha aderito praticamente la totalità dei dipendenti;
- della situazione esistente si é già occupata la Commissione agricoltura che, preso atto della grave situazione, con la risoluzione del 12 giugno u.s. ha invitato il Presidente della Regione a prendere opportuni provvedimenti "affinché sia garantita l'esigenza istituzionale di operatività e funzionalità nella guida della sperimentazione in agricoltura" del CRAS;
- il Presidente della Regione ha dato formale incarico al servizio Ispettivo della Regione di condurre un'indagine per fare chiarezza sulla pesante situazione dell'ente e che la relazione relativa a tale ispezione é stata consegnata all'On. Pili in data 4 luglio 2002;
considerato che:
- dalla relazione degli ispettori sono risultate numerose irregolarità imputabili al Consiglio di amministrazione e al suo Presidente;
- secondo gli ispettori il Consiglio di amministrazione ha disatteso l'obbligo di predisporre ed approvare con le procedure e i termini previsti dalla normativa un programma organico dell'attività di sperimentazione per gli anni 2001 e 2002 e ciò si configura come palese violazione dell'articolo 12 della legge regionale n. 20 del 1995 e delle altre norme di organizzazione e funzionamento dell'ente;
- altra norma che risulta violata é quella che prevede "l'invio della delibera di approvazione del programma dell'ente all'Assessorato dell'agricoltura (art. 3 e 4 della L.R. n. 14 del 1995) e che pertanto non solo non esistono programmi organici dell'attività di ricerca per gli anni 2001 e 2002, ma anche i progetti approvati sono da considerare formalmente decaduti per mancata sottoposizione al controllo preventivo";
- altre irregolarità riscontrate riguardano le modalità di verbalizzazione delle sedute del Consiglio di amministrazione e del Comitato tecnico-scientifico; tra le varie irregolarità riscontrate dagli ispettori risulta particolarmente grave il fatto che "nel periodo intercorrente tra la costituzione del Consiglio di amministrazione (22.06.00) e la data del primo verbale (25.05.01), il Consiglio di amministrazione risulta essersi riunito almeno 24 volte senza che si sia proceduto alla redazione del processo verbale delle sedute stesse; gli ispettori fanno notare che "la mancata redazione del verbale rappresenta una gravissima irregolarità...; pertanto le decisioni adottate sono inefficaci e può configurarsi l'ipotesi di omissione di atti d'ufficio"; per quanto riguarda le deliberazioni assunte dal Consiglio di amministrazione gli ispettori segnalano che da una verifica incrociata dei verbali con gli atti deliberativi sono emerse numerose irregolarità ma "sulla base della documentazione agli atti non sono in grado di appurare se trattasi di grave infedeltà del verbale per omissione, ovvero ancor peggio, di falsità degli atti deliberativi adottati in mancanza delle relative decisioni da parte del Consiglio"; affermano inoltre che "alcune delibere appaiono viziate per un duplice ordine di motivi: a) per difetto di competenza in quanto gli impegni di spesa rientrano tra le attività proprie del direttore generale; b) per violazione delle norme di contabilità che prevedono l'assunzione di un impegno di spesa in relazione ad un'obbligazione già assunta"; particolare gravità sembra assumere l'esistenza di due deliberazioni recanti entrambe lo stesso numero 101 ma con oggetti diversi: infatti la prima, avente come oggetto "Nomina del Direttore Generale" risulta assunta nella seduta del Consiglio di amministrazione del 19 settembre 2001 ed è priva del parere di legittimità; la seconda adottata in data 15 novembre 2001, riguarda invece "L'ufficio periferico di Sassari"; agli atti del repertorio delle deliberazioni risulta registrata solamente quest'ultima con il n. 101;
considerato inoltre che:
- dalla relazione risulta che gli organi della direzione politica dell'Ente non hanno provveduto a definire gli obiettivi e i programmi da attuare e a mettere a disposizione del Direttore Generale le risorse umane e finanziarie necessarie per lo svolgimento di una regolare attività di gestione;
- gli atti amministrativi propri dei dirigenti hanno continuato ad essere adottati dal Presidente e dal Consiglio d'Amministrazione; l'interferenza del livello politico si manifesta anche attraverso interventi diretti del Presidente che ingiunge il Direttore di adottare o non adottare provvedimenti di sua competenza;
- per quanto concerne le convenzioni con professionisti gli ispettori segnalano che queste "sono state attivate con deliberazioni del Consiglio di amministrazione senza far ricorso ad una procedura di concorso o di confronto concorrenziale tra le diverse offerte"; nel caso specifico di consulenze in materia di contabilità pubblica ed in materia amministrativa, giuridica e del personale, "l'incarico di consulenza è riferito alla direzione politica e non a quella amministrativa in palese violazione dell'art. 8 della L.R. n. 31 del 1998; gli ispettori fanno inoltre osservare la notevole genericità delle relazioni conclusive predisposte dai consulenti sull'attività svolta sulla base delle quali "é molto difficile verificare l'adempimento o meno degli obblighi contrattuali oggetto della convenzione";
- altro rilievo attiene "alla mancata individuazione dei criteri per la determinazione del compenso che viene senza alcuna giustificazione indicato in 60 milioni di lire per anno";
- gli ispettori nelle loro conclusioni evidenziano che "le molteplici e gravi irregolarità riscontrate in numerosi atti amministrativi ma, ancor più, la pesante situazione gestionale dell'Ente...... non consentono di individuare proposte alternative al fine di avviare il superamento dell'attuale difficile fase di vita dell'Ente" e pertanto suggeriscono l'applicazione dell'art. 6 della legge regionale istitutiva del CRAS, che prevede il commissariamento in quanto sussistono "gravi circostanze che determinano l'irregolare funzionamento del centro ostacolano l'attuazione dei suoi fini istituzionali",
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere quali provvedimenti intenda adottare per risolvere una situazione gravissima, non solo per quanto riguarda la funzionalità dell'Ente, ma anche per ripristinare la legalità che appare sistematicamente e gravemente violata sulla base della relazione presentata dagli ispettori incaricati. (581)
INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle direttive di applicazione della legge regionale 9 agosto 2002, n. 13.
Il sottoscritto,
in relazione ai contenuti ed alle direttive di applicazione della legge regionale n. 9 del 2992, concernente "Interventi per i danni provocati dalla siccità 2002-2003 e dalle gelate dell'inverno 2001-2002";
considerato che gli eventi calamitosi hanno causato danni in misura superiore al 20 per cento nelle zone svantaggiate e al 30 per cento nelle zone non svantaggiate, in tutto il territorio regionale;
considerato che nelle direttive di applicazione della legge in parola contemplano interventi differenziati nei vari territori provinciali;
considerato che i parametri dell'indennizzo previsti nelle direttive di applicazione della legge non corrispondono ai danni realmente subiti e stimati dagli uffici tecnici dell'Assessorato;
considerato, infine, che le aziende agricole si trovano in grave sofferenza economica dovuta a diversi anni di eventi calamitosi e alle ben note vicende della legge regionale n. 44 del 1988,
chiede di interrogare l'Assessore dell'agricoltura per conoscere:
1) se non ritenga opportuno modificare i criteri di applicazione della legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, adeguandoli alle reali necessità aziendali nei vari territori provinciali. In particolare per quelle colture serricole che, seppure su limitate superfici, garantiscono i maggiori livelli occupativi e da cui deriva che i parametri considerati sono del tutto inadeguati;
2) se non ritenga opportuno che in provincia di Oristano vengano indennizzate, oltre a quelle già previste, anche le colture ortive in serra calda, le colture floricole in serre e il vivaismo in pieno campo. (582)
INTERROGAZIONE MORITTU - MARROCU - ORRU' - PIRISI - SANNA Salvatore - CALLEDDA, con richiesta di risposta scritta, sul protocollo d'intesa promosso dall'ERSAT, EAF ed ESAF in materia di risorse idriche per usi civili e agricoli.
I sottoscritti,
appreso che l'ERSAT, l'EAF e l'ESAF, nella persona dei rispettivi Presidenti, hanno promosso e stipulato un protocollo d'intesa con 33 comuni della provincia di Cagliari, compresa la città capoluogo, ma esclusa la Provincia, e le Facoltà di scienze delle rispettive Università di Cagliari e Sassari, nonché con la Federazione coltivatori diretti della provincia di Cagliari e la società privata "SARAS Ricerche", avente per oggetto l'elaborazione di un "piano di intervento per il reperimento delle risorse idriche alternative e la razionalizzazione nell'uso delle risorse idriche convenzionali e non convenzionali";
visto il protocollo d'intesa e in particolare il contenuto dell'articolo 2 dove si definiscono gli obiettivi e si ipotizza un vasto campo d'azione che interessa l'intera filiera dell'acqua a partire dalla raccolta superficiale e dalla gestione degli acquiferi sotterranei, alla realizzazione di impianti di trattamento dei reflui e di distribuzione della risorsa idrica per usi civili e agricoli;
considerato che:
- le finalità e gli obiettivi contenuti nel predetto protocollo sono ricompresi nelle competenze affidate agli stessi enti regionali dalle rispettive leggi costitutive e che il loro compito è di attuare gli indirizzi programmatici approvati dal Consiglio e dalla Giunta regionale;
- la Giunta ha approvato, d'intesa con il Governo nazionale, un primo stralcio dell'accordo di programma quadro sulle risorse idriche e il Commissario governativo per l'emergenza idrica ha predisposto e approvato il Piano d'ambito, nelle more della costituzione dell'Autorità d'ambito alla quale competono tutti i poteri di governo del sistema idrico integrato della Sardegna;
ritenuto che una ulteriore proliferazione di soggetti che esercitino le stesse competenze, con incomprensibili duplicazioni e sovrapposizioni, rischia di aumentare la confusione in un settore che necessita di una decisa azione di riorganizzazione e di riordino degli enti di gestione;
denunciato il grave ritardo del Presidente della Regione nel dare seguito agli indirizzi del Consiglio che lo impegnavano ad indire le elezioni dell'assemblea dell'Autorità d'ambito entro il 30 di novembre, nonché i gravi ritardi del Governo regionale nella programmazione e attuazione delle opere necessarie per affrontare la grave emergenza idrica che colpisce particolarmente il sud dell'Isola,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) se sia a conoscenza della richiamata iniziativa promossa dagli enti strumentali e, in caso affermativo, se la stessa risponde a indirizzi e programmi approvati dal Governo regionale;
2) con quali criteri siano stati individuati i comuni, posto che non vi è corrispondenza con criteri di continuità territoriale o di appartenenza agli stessi bacini idrografici o di una particolare vocazione agricola e per quale motivo è esclusa la provincia di Cagliari;
3) con quali criteri siano stati scelti i partner privati, quali la Confederazione provinciale dei coltivatori diretti e la Saras Ricerche e se non si ritiene che sia così fatta una azione di discriminazione nei confronti delle altre associazioni agricole del territorio e delle numerose aziende private;
4) se, alla luce di questa e di analoghe iniziative tendenti alla proliferazione dei soggetti gestionali, non ritenga doveroso e opportuno, anche al fine di evitare ulteriori e confuse divisioni, accelerare quanto previste nell'ordine del giorno approvato dal Consiglio per ripristinare il governo democratico della risorsa idrica coinvolgendo in primo luogo il sistema delle autonomie locali e di tutti i soggetti interessati. (583)
MOZIONE SECCI - SCANO - SPISSU - FADDA -BALIA - COGODI -BIANCU - CALLEDDA -CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI -PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore -SELIS - VASSALLO sulle iniziative della Regione in materia di applicazione e di adeguamento del regime delle entrate.
Il CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che:
- con la legge 13 aprile 1983, n. 122 è stato modificato l'originario regime delle entrate della Regione sarda;
- a distanza di quasi un ventennio l'esigenza di una riforma della normativa sulle entrate regionali della Sardegna si impone sia perché i decreti attuativi della legge 23 dicembre 1996, n. 662 hanno introdotto rilevanti modifiche in materia fiscale sia perché, anche a seguito della riforma della Parte II, Titolo V, della Costituzione, è stato avviato un ampio processo di decentramento di competenze dallo Stato alle Regioni e alle autonomie locali;
- nel frattempo il regime delle entrate delle Regioni ordinarie ha subito importanti modificazioni: il decreto legislativo n. 56 del 18 febbraio 2000, attuativo della legge n. 133 del 1999, ha attribuito alle Regioni ordinarie, a decorrere dal 2001, la potestà di incrementare l'addizionale regionale sull'IRPEF fino all'1,4 per cento, ha elevato la quota di compartecipazione delle medesime all'accisa sulla benzina da 242 a 250 lire al litro e soprattutto ha istituito in quota fissa una compartecipazione all'IVA pari al 25, 7 per cento;
- restano invece ancorate al regime previgente le entrate della Regione Autonoma della Sardegna, basate prevalentemente sulle compartecipazioni ai tributi erariali previste in quota fissa dall'articolo 8, lettere a), b), c), d), e), f) dello Statuto come modificato dalla citata legge n.122\1983 e in quota variabile dalla lettera g);
- nel corso degli anni sono venuti emergendo diversi limiti intrinseci al sistema vigente delle entrate regionali con particolare riferimento alla compartecipazione ai tributi erariali;
PRECISATO in proposito che:
- un primo ambito di problemi riguarda la compartecipazione all'IRPEF e all'IRPEG riscosse nel territorio della Regione, spettante alla Sardegna nella misura dei sette decimi (art. 8 Stat., lett. a); la misura di compartecipazione intanto è inferiore a quella attribuita ad altre Regioni speciali, quali la Sicilia, che percepisce la totalità del tributo, la Valle d'Aosta e le Province Autonome di Trento e Bolzano, le quali vi partecipano per i 9\10;
- in ordine alla stessa individuazione della base imponibile si sono consolidati interpretazioni e comportamenti restrittivi delle amministrazioni finanziarie, derivanti in particolare dal dettato normativo che fa letteralmente riferimento al gettito "riscosso" e non a quello prodotto nell'Isola;
- nel 1996, a conclusione di un lungo contenzioso, la Regione ha ottenuto che la norma venisse correttamente applicata in relazione al gettito IRPEF versato dai dipendenti delle imprese industriali e commerciali operanti in Sardegna ma aventi sede legale nel continente, é rimasto invece aperto il problema relativo alla quota di IRPEF derivante dalla ritenuta alla fonte sui redditi dei dipendenti delle amministrazioni civili e militari dello Stato e dei pensionati INPS, le cui ritenute vengono operate nel Lazio; si aggiunga che le disposizioni ministeriali escludono una compartecipazione regionale al gettito erariale derivante da interessi di mora per ritardati pagamenti da parte dei contribuenti, nonché a quello derivante dall'applicazione di pene pecuniarie e sovrattasse; ancora, dai gettiti compartecipati dalla Regione vengono annualmente detratti i 7\10 dei rimborsi IRPEF ed IRPEG operati in favore dei contribuenti residenti in Sardegna dagli uffici statali, addebitando così alla Regione anche le quote di rimborsi relative a quei contribuenti (i succitati dipendenti ministeriali e pensionati INPS) le cui ritenute alla fonte sono contabilizzate fuori Sardegna;
- una seconda area di problemi riguarda la compartecipazione all'IVA: l'articolo 8 Stat., lett. g) attribuisce alla Regione sarda una quota dell'imposta sul valore aggiunto riscossa nel territorio regionale, compresa quella relativa all'importazione e al netto dei rimborsi previsti dalle leggi agevolative, da determinarsi per ciascun anno finanziario d'intesa tra lo Stato e la Regione;
- altre Regioni speciali hanno invece attribuita una quota fissa dell'IVA: la Sicilia i 10\10, le Province Autonome di Trento e Bolzano i 7/10 sugli scambi interni e i 4\10 sulle importazioni; la Valle d'Aosta i 9\10; il Friuli i 6\10 sugli scambi interni;
- la contrattazione tra Regione e Stato sulla quota variabile dell'IVA è stata condizionata dagli organi statali alle complessive esigenze di contenimento della spesa pubblica, ha prodotto continui contenziosi e conseguenti ritardi nel raggiungimento delle intese; l'entrata ha finito per attestarsi su una misura pari a circa un terzo del gettito accertato per il 1995, sul quale il Ministero del Tesoro, in attuazione di un ordine del giorno approvato in Senato nel 1998, ha riconosciuto un incremento annuo non superiore al tasso d'inflazione programmata;
- una terza area di problemi riguarda le imposte di fabbricazione, di cui alla Regione spetterebbero i 9\10 (art. 8 Stat. lett. e); le norme statutarie infatti presupponevano che alla Regione spettasse una quota dell'imposta di fabbricazione su tutti i beni da essa gravati prodotti nell'Isola; la normativa statale dettata dalla legge 22 dicembre 1980, n. 891 consente tuttavia il pagamento differito dell'imposta di fabbricazione al momento e nel luogo dell'immissione del prodotto nel circuito commerciale da parte del soggetto che effettua tale operazione, di conseguenza, poiché una quota rilevante di alcuni prodotti sardi - si pensi a quelli della raffinazione petrolifera - è destinata al consumo in altre Regioni d'Italia e considerato l'interesse degli operatori a differire il momento del versamento dell'imposta, il gettito interno della Regione risulta sensibilmente decurtato rispetto a quello che deriverebbe dal pagamento non differito;
RILEVATO che:
- la sola erosione delle entrate regionali derivante dalla disapplicazione del vigente regime statutario è stata valutata dagli Uffici regionali competenti in minori entrate annue pari a 245 milioni di euro per l'IRPEF e a non meno di 530 milioni per le imposte di fabbricazione, mentre la compartecipazione all'IVA è ben lontana dal contribuire in modo significativo alla copertura delle funzioni normali della Regione;
- la Regione Autonoma della Sardegna nel corso degli anni si è trovata progressivamente ad intervenire con propri mezzi finanziari in una situazione di crisi dell'apparato produttivo, di dilagante disoccupazione, di carenza delle principali infrastrutture, sostituendosi nell'ultimo quindicennio allo Stato, ai grandi enti nazionali, al sistema delle partecipazioni statali;
- l'attuazione delle riforme istituzionali in senso federalistico, qualora si accompagnasse a trasferimenti di risorse statali dimensionati sulla "spesa storica" anziché sugli indici di carenza e sulle caratteristiche specifiche dell'insularità e del rapporto popolazione-territorio, potrebbe rendere del tutto impossibile garantire un livello appena sufficiente di servizi;
- la possibilità che venga approvata nella corrente legislatura una nuova modifica costituzionale volta a realizzare la cosiddetta "devolution" alle Regioni di materie come l'istruzione, la sanità, la pubblica sicurezza, affidandone il finanziamento principalmente alla capacità fiscale dei rispettivi territori, rischia di minare la possibilità di garantire unitariamente sull'intero territorio nazionale diritti fondamentali dei cittadini, e di produrre in particolare nelle Regioni più deboli come la Sardegna ulteriori condizioni di sperequazione rispetto alle Regioni più sviluppate;
RICORDATO, altresì, che:
- l'Intesa Istituzionale di Programma stipulata il 21 aprile 1999 tra il Governo della Repubblica e la Giunta regionale della Sardegna all'articolo 7, punto c), ha previsto la costituzione di un'apposita Commissione paritetica avente il compito di predisporre uno specifico Accordo di Programma-Quadro concernente "le proposte normative necessarie ad adeguare il complesso delle disposizioni contenute nel Titolo III dello Statuto in materia di finanze, regime tributario e doganale della Sardegna" in relazione ai seguenti obiettivi:
1) ricostituzione del livello delle entrate proprie della Regione sia attraverso la revisione delle quote di devoluzione del gettito tributario previsto dalle lettere a), b), c), d) di cui all'articolo 1 della legge 13 aprile 1983, n. 122, sia attraverso la determinazione in quota fissa della devoluzione dell'IVA di cui alla lettera g) del medesimo articolo;
2) verifica delle modalità di calcolo delle devoluzioni al fine di garantire che, tra le quote di spettanza regionale, siano comprese anche quelle afferenti i redditi prodotti nel territorio della Regione che sono versate ad uffici situati fuori dal territorio regionale;
3) verifica delle condizioni per l'introduzione nel territorio regionale di misure volte a realizzare, compatibilmente con la normativa comunitaria, una zona franca fiscale finalizzata all'abbattimento del costo dei fattori produttivi;
PRECISATO altresì che l'Intesa Istituzionale di Programma è preceduta da uno speciale Protocollo sui criteri di assegnazione delle risorse, nel quale il Governo condivide l'esigenza di dare specifico rilievo, sia ai fini della ripartizione delle risorse per le aree depresse e dei fondi comunitari, sia ai fini della territorializzazione e della regionalizzazione del bilancio dello Stato, "oltre che ai parametri rappresentativi della condizione economico-sociale, anche a parametri quali la dimensione territoriale, al rapporto popolazione-territorio e alla perifericità", parametro quest'ultimo che "nel caso della Sardegna assume particolare rilevanza in relazione alla condizione di insularità";
RICORDATO altresì che le stesse premesse dell'Intesa affermano "l'impegno a mantenere aperto il confronto per giungere alla predisposizione di specifici strumenti di attuazione dell'articolo 13 dello Statuto anche in relazione all'ipotesi che si pervenga ad un apposito provvedimento legislativo";
CONSTATATO che finora nessuna di tali previsioni dell'Intesa Istituzionale di Programma risulta attuata, e che la Giunta non ha elaborato alcuna proposta organica in materia riforma del sistema delle entrate regionali,
impegna la Giunta regionale
a) ad operare per l'effettiva attivazione della Commissione paritetica prevista dall'articolo 7 dell'Intesa Istituzionale di programma;
b) a sottoporre al Consiglio, entro un mese dall'approvazione della presente mozione, ai fini del confronto con il Governo e col Parlamento, una proposta organica di riforma del Titolo III dello Statuto basata sui seguenti obiettivi:
1) incremento delle attuali quote di compartecipazione della Regione ai principali tributi erariali e risoluzione dei problemi relativi alla definizione delle basi imponibili in relazione al criterio della spettanza dei redditi prodotti (e non semplicemente riscossi o contabilizzati) nel territorio della Regione; la misura di tale compartecipazione può essere indicata nella maggior parte dei casi, analogamente a quanto previsto per le altre Regioni speciali, intorno ai 9/10, salva verifica delle ipotesi in cui appaia più opportuna la devoluzione totale del gettito di determinate imposte alla Regione;
2) estensione (nelle stesse misure di cui sopra) della gamma di tributi compartecipati o attribuiti come "propri", in relazione a quelli spettanti ad altre Regioni speciali e alle Regioni ordinarie (es. tasse automobilistiche);
3) determinazione in quota fissa della compartecipazione alla maggior parte del gettito dell'IVA;
4) piena esplicazione della potestà impositiva della Regione;
5) realizzazione, secondo quanto espressamente contemplato dall'Intesa Istituzionale di Programma, di una "Zona franca fiscale";
6) rispetto degli specifici criteri precedentemente richiamati in ordine alle condizioni economico-sociali, al rapporto popolazione territorio, alla perifericità e all'insularità, ai fini della determinazione delle risorse da attribuire alla Sardegna, ai sensi del nuovo articolo 119, commi 3 e 4, della Costituzione;
c) a porre in atto, di concerto con le altre Regioni meno sviluppate, ogni azione utile per assicurare che ogni processo di devoluzione di funzioni da parte dello Stato non si traduca in uno strumento di divaricazione e perché sia definito un sistema fiscale che abbia alla base la perequazione delle risorse necessarie a garantire sull'intero territorio nazionale la parità di accesso e l'uguaglianza di trattamento nei servizi alle persone e alle collettività. (96)
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