Seduta n.463 del 27/04/2004 

CDLXIII Seduta

(Antimeridiana)

Martedì 27 Aprile 2004

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 42.

masia, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Martedì 30 marzo 2004 (457), che è approvato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

LA SPISA: "Disciplina in materia di polizia locale". (548)

(Pervenuta il 21 aprile 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

CASSANO - VARGIU - FANTOLA - PISANO: "Integrazioni alla legge regionale 13 settembre 1993, n. 39 (Disciplina dell'attività di volontariato e modifiche alle leggi regionali 25 gennaio 1988, n. 4, e 17 gennaio 1989, n. 3)". (549)

(Pervenuta il 22 aprile 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

Risposta scritte ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione MARROCU - CALLEDDA - SANNA Alberto sul mancato insediamento del consiglio dei delegati del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis". (765)

(Risposta scritta in data 22 aprile 2004.)

"Interrogazione IBBA sulla grave sperequazione subito dai 'beneficiari' delle agevolazioni ai sensi della L.R. 32/85 nel caso di accollo di mutuo preesistente". (789)

(Risposta scritta in data 22 aprile 2004.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Colleghi da questo momento decorrono i dieci minuti di rito per poter dar corso alle votazioni; come i colleghi ricorderanno la seduta si aprirà con la ripresa delle votazioni che avevamo lasciato nella seduta precedente. Quindi la seduta è sospesa, la prima votazione avverrà alle ore 10 e 55.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 44 , viene ripresa alle ore 11.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Abbiamo davanti a noi il problema delle votazioni. Chiedo un attimo di attenzione colleghi. E' stata chiesta l'inversione dell'ordine del giorno e questa Presidenza ha necessità di sapere se questa richiesta viene mantenuta o se viene ritirata, perché se viene mantenuta è chiaro che dobbiamo votare sull'inversione dei punti all'ordine del giorno, se viene ritirata possiamo procedere a votare sulle dimissioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente, per ritirare la richiesta di inversione.

PRESIDENTE. È stata ritirata la richiesta di inversione dei punti all'ordine del giorno.

Dimissioni del consigliere Pili

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la votazione sulle dimissioni del consigliere Pili.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sulle dimissioni presentate dall'onorevole Pili.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 46

Votanti 44

Astenuti 2

Maggioranza 23

Favorevoli 5

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MASIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - PACIFICO - PINNA - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SATTA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Vicepresidente SANNA - PIRASTU.)

Discussione generale congiunta dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2004)" (540/A), "Bilancio per gli anni 2004-2005-2006" (541/A) e del programma: "Note di programma 2004" (Progr. n. 53/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 540, 541 e del programma numero 53. Relatore di maggioranza il consigliere Balletto; relatori di minoranza i consiglieri Cogodi e Falconi. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.

BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, la Commissione Bilancio, nella seduta di giovedì 15 aprile 2004, ha approvato con il voto favorevole dei rappresentanti dei partiti della maggioranza, la manovra finanziaria della Regione per gli anni 2004 - 2006; non hanno partecipato alla discussione sulle varie parti dei provvedimenti e alla votazione finale i rappresentanti dei partiti della minoranza che non hanno accolto i solleciti, ripetutamente formulati dai componenti della maggioranza, a partecipare attivamente alla discussione dei provvedimenti in esame, a proporre eventuali modifiche ed integrazioni, e a contribuire perciò fattivamente all'elaborazione di testi più rispondenti alle esigenze che la situazione economica sarda manifesta e al particolare momento politico. La Commissione, nell'esaminare i documenti della manovra, ha preso atto preliminarmente, per la parte concernente gli investimenti sostenibili col ricorso al credito, che è stato mantenuto il sistema vigente sino al 2003 e che è in corso una trattativa con il Governo nazionale per il rinvio dell'applicazione della nuova normativa più limitativa introdotta dal diciottesimo comma dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2003 numero 350.

Tutto ciò ha causato un ritardo nella presentazione dei disegni di legge sulla manovra finanziaria al Consiglio da parte della Giunta regionale e sulla conseguente approvazione da parte dell'Aula, con tutte le conseguenze sul piano economico e politico. Ma va anche doverosamente soggiunto che lo slittamento ha permesso il recupero di entrate, altrimenti non disponibili, per svariate centinaia di milioni di euro, sicché - come si vedrà in seguito - è stato possibile procedere al rifinanziamento di misure e di interventi ritenuti di fondamentale rilevanza per lo sviluppo economico e sociale della nostra Regione.

La Commissione ha apprezzato inoltre la linea proposta dalla Giunta di mantenere sostanzialmente immutato il livello della spesa e di evitare, quindi, tagli agli stanziamenti nei settori portanti dello sviluppo che avrebbero potuto incidere negativamente e pesantemente sull'economia isolana. Così operando è stato possibile procedere al rifinanziamento del piano straordinario del lavoro, all'incremento degli stanziamenti a favore del sistema sanitario, al rifinanziamento delle più importanti misure di agevolazione a favore della piccola e media impresa, il finanziamento per un nuovo bando della legge regionale 36 sugli sgravi degli oneri sociali, nonché al rifinanziamento per l'importo corrispondente all'anno 2003 del sistema degli incentivi a valere sulla legge per l'imprenditoria femminile.

Come è facile constatare, sotto questo aspetto, il differimento dei tempi di approvazione della manovra è stato non solo utile ma anche vantaggioso; la Commissione inoltre ha condiviso il drastico ma necessario recupero di risorse dei residui dai fondi di rotazione e dal recupero dei crediti. In particolare, relativamente ai residui, la Giunta ha previsto, all'articolo 1 comma quinto, l'accertamento al 31 dicembre 2003 dell'economia degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre 2000, nonché l'accertamento dei residui di stanziamento a tutto il 31 dicembre 2003. Da tale operazione risultano recuperate ad economia risorse per complessivi un miliardo e settecento milioni di euro derivanti, così come affermato dall'Assessore del Bilancio in Commissione, per il cinquanta per cento dalla cancellazione dei residui di stanziamento e per il cinquanta per cento dalla cancelleria dei residui formali.

La Commissione, anche in considerazione della mancata partecipazione dei gruppi di opposizione all'esame e all'elaborazione del testo oggetto di esame da parte dell'Aula, si è limitata ad alcuni correttivi già proposti, peraltro, in sede di discussione generale anche dagli stessi gruppi di opposizione, tra i quali meritano di essere evidenziati: la soppressione dell'articolo 3 nella parte relativa al recupero dei crediti, e dell'articolo 16 relativo all'acquisizione al patrimonio regionale degli immobili degli enti.

Per quanto riguarda lo scenario più ampio dell'economia mondiale, nulla o poco è migliorato rispetto alla situazione esistente nel 2003; la recrudescenza del terrorismo non ne ha certamente agevolato un'evoluzione nella direzione prevista ed auspicata. Relativamente all'analisi dell'economia internazionale è sempre valido perciò quanto scritto in occasione della manovra finanziaria 2003/2005.

È vero così che i processi di stagnazione continuano ad influenzare negativamente la crescita di paesi tradizionalmente forti come la Germania e la Francia dando luogo, da parte dell'Unione Europea, all'adozione di drastiche misure tese non solo al risanamento dei conti pubblici dei paesi membri, ma anche di adeguate politiche finalizzate alla crescita del sistema Europa. Nella persistenza di questo difficile scenario si inserisce, così come per il 2003 anche per il 2004, la manovra finanziaria della Regione; le disponibilità finanziarie continuano ad essere insufficienti in relazione alle esigenze che il sistema segnala per poter incidere positivamente e con determinata rapidità sullo sviluppo socio-economico della nostra Isola. L'importo complessivo del bilancio ammonta a sette miliardi 970 milioni 839 mila euro, ammontare che non è stato modificato in sede d'esame da parte della Commissione, la quale si è limitata ad esigue rimodulazioni nell'ambito degli stati di previsione della spesa nella loro originaria previsione. All'interno dei sette miliardi novecentosettanta milioni ed ottocentotrentanovemila euro, un miliardo centoquarantatre milioni e trecentoventimila euro derivano dall'autorizzazione alla contrazione di mutui, come stabilito dal comma 1 dell'articolo 1, e un miliardo seicentosessantatre milioni e settecentoquarantaseimila euro sono invece destinati alla copertura del presunto disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2003. L'entità dell'indebitamento consiglia un assoluto rigore in sede d'esame dei provvedimenti da parte dell'Aula.

Occorre, in pratica, evitare la presentazione di emendamenti che comportino nuovi e maggiori oneri, soprattutto se le nuove spese non hanno il requisito dell'assoluta urgenza e necessità. Stante la delicatezza della situazione finanziaria è necessario dare ulteriore impulso alle politiche di risanamento del bilancio, peraltro già avviate dalla maggioranza, con il recupero dei residui per i quali non sussistono obbligazioni giuridicamente perfezionate. Relativamente alle politiche necessarie per il risanamento del bilancio si riafferma in pieno quanto già detto in occasione della manovra finanziaria del 2003. In particolare si ribadisce la dannosità della prassi del ricorso ai residui di stanziamento che denotano l'insufficienza dell'organizzazione amministrativa e burocratica della Regione che si dimostra, quindi, non sempre in condizione di garantire la coincidenza tra il momento dell'impegno e l'effettiva spesa delle risorse finanziarie disponibili.

Nel quadro del risanamento occorre smantellare la cosiddetta cultura dello stanziamento assumendo, ad insuperabile principio, che le risorse finanziarie siano dimensionate esclusivamente sulla reale capacità di impegno, ovviamente secondo il disposto dell'articolo 40 della legge regionale di contabilità per lo stanziamento di competenza e sulla reale capacità di spesa per quanto attiene allo stanziamento di cassa.

La manovra finanziaria 2004/2006, pur con i problemi enunciati, rappresenta lo strumento più adeguato per fronteggiare il particolare e difficile momento economico e politico della Sardegna.

Per tutte le considerazioni svolte, ed in considerazione della limitatezza dei tempi a disposizione, la Commissione ne raccomanda una rapida approvazione da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, relatore di minoranza.

COGODI (R.C.), relatore di minoranza. Presidente e colleghi, pochi che siamo qui, un po' reduci da questa lunga, non so se avventura, comunque da quest'impegno quinquennale che evidentemente lascia i segni della fatica, e la gran parte dei colleghi ritengono che un riposo anticipato gli sia più congeniale che partecipare alla riunione pressoché conclusiva del Consiglio regionale,, che hanno onorato con la loro presenza per cinque anni, nel momento nel quale appunto la Regione avverte un bisogno estremo di avere comunque la legge finanziaria, almeno quella legge nei termini e nei limiti che consenta di evitare danni ulteriori alla comunità sarda. Però, evidentemente, c'è chi ritiene che la comunità sarda meglio si possa tenere in conto, già anticipando, non si capisce perché una parte contro l'altra di chi compone il Consiglio regionale, quello che ritengono di dover fare nel prossimo Consiglio regionale. E chi va in giro a dire che cosa intenderà fare di buono nel prossimo Consiglio regionale, e già fa parte di questo Consiglio regionale e non fa nulla e boicotta e diserta e fugge e disprezza il mandato popolare che ha già ricevuto, di sicuro dovrebbe essere nominato per essere escluso nella coscienza e nella consapevolezza popolare da ogni ipotesi di rinnovo di mandato, perché è chiaro ed evidente che la sua promessa è fallace, che è menzognera, perché chi già non esplica il mandato che ha ricevuto, chi fugge nella responsabilità e dalla responsabilità è chiaro che racconta frottole quando va a dire e a chiedere un mandato per il futuro, quando disonora il mandato che ha ricevuto per il presente.

Il collega Balletto, per altro, a nome di non si capisce quale maggioranza, ha poc'anzi svolto una relazione che è una mera finzione, una finzione scenica: a nome di una maggioranza che non esiste, quindi a nome di nessuno, svolge una relazione che non è una relazione. E perché non è una relazione? Perché relazione vuol dire illustrazione di una cosa verso la quale ci si connette, alla quale ci si riferisce. Se non c'è bilancio, che relazione si può fare a un bilancio che non c'è? E' una non relazione rispetto a una non maggioranza, rispetto a un non bilancio. E se non c'è maggioranza, come fa ad esserci una Giunta? In Giunta ci sono tre colleghi della Giunta che siedono sui banchi riservati alla Giunta in questo parlamento. Quanto suona bene "il parlamento dei sardi" nei convegni e nei convenevoli. Ma se questo è il parlamento dei sardi, e comunque è un parlamento, comunque è il Consiglio regionale della Sardegna, a che titolo chi esercita funzioni di governo le può esercitare, giuridicamente dico? Le può esercitare se poggia sulla fiducia di una maggioranza. Ma se non c'è la maggioranza, ed è certificato, non è una critica della opposizione questa, ma è detto dagli stessi esponenti della maggioranza che non c'è maggioranza, come fa a esserci una Giunta? Come fa a non essere abusiva la Giunta? Come fa a non essere illegittima la Giunta?

Per cui, volendo io riferirmi al testo scritto della relazione a suo tempo depositato e avendo lì proposto conclusivamente che la soluzione da dare in questa fase fosse: 1) il ritiro da parte della Giunta della proposta di bilancio; 2) la redazione di un bilancio essenziale a copertura della spesa obbligatoria e giuridicamente vincolante della Regione, perché non si accrescano i danni, perché non si facciano altri danni in questi due mesi prossimi rispetto a quelli che già sono maturati, è chiaro ed evidente che quella proposta conclusiva della nostra relazione di minoranza va integrata con un terzo elemento della proposta: che preventivamente la Giunta regionale dichiari le sue dimissioni. Non cambia la sostanza, come dire, sul piano fattuale, tanto non è che c'è tempo di eleggere un'altra Giunta, ma almeno si riconduca a linearità istituzionale e a dignità formale la realtà delle cose. La Giunta si dimetta, dichiari le sue dimissioni, e comunque il bilancio, nei termini che si è detto, in termini essenziali di proposta di copertura di spesa obbligatoria, previo ritiro di quella proposta ormai inesistente, può essere in poche ore redatto ed approvato.

Ma il collega Balletto fa ancora una finzione, io non so, non capisco neppure il gusto, oppure non capisco il senso di sottoporsi a torture forse anche immeritate dallo stesso Balletto, alla tortura di dover far finta che sta facendo una relazione a un bilancio che non c'è e di ricorrere a tutto l'armamentario della usuale polemica fra maggioranza e opposizione o viceversa, per cui se la maggioranza non fa nulla la colpa è della opposizione che fa ostruzionismo. Ma quale ostruzionismo? Adesso c'è una leggera variante: la maggioranza non fa nulla perché l'opposizione non ha fatto ostruzionismo, anzi ha agevolato, ha dato i tempi che erano già stretti, risicati, alla maggioranza per dire: "Ci avete portato fino alla scadenza degli ultimi giorni, non vi diamo neppure l'alibi che voi possiate dire, se noi entriamo nel merito, che stiamo facendo ostruzionismo. Per cui fate le cose essenziali e dimostrate, anche senza che noi vi impegniamo un solo minuto, che cosa sapete fare, perché non possiate dire che c'è stato ostruzionismo". Ecco perché in Commissione non abbiamo depositato gli emendamenti, perché in via preliminare, come era nostro diritto, avremmo potuto già confrontare in Commissione gli emendamenti e le proposte migliorative che l'opposizione ha diritto e dovere di fare, perché voi aveste la libertà e dimostrare la capacità o l'incapacità di fare qualcosa. E avete dimostrato di non saper fare nulla! Faccia tosta, si usa dire; in cagliaritano dicono facc'e sola, la suola delle scarpe si intende.

Insomma, vi diamo il vantaggio di non presentare i nostri emendamenti in Commissione, vi diamo tutto il tempo necessario, e anche questo è oggetto di polemica, di rimprovero. Non avete proprio nulla da rimproverarvi tra di voi?

Ecco perché, arrivati a questo punto, parlare di milione di euro qui, là, non serve a nulla. Il merito dell'attuale condizione è il seguente: per fare un bilancio vero e serio della Regione non c'è tempo, perché il tempo ve lo siete mangiato voi, perché il tempo lo avete rubato voi! Lo avete rubato alla istituzione regionale, al Consiglio, perché se la legge dice che il bilancio preventivo si presenta al 30 di settembre dell'anno prima, oddio, se è il 30 di ottobre o di novembre o di dicembre, è un ritardo; ma se voi il bilancio, prevedendo un'altra legge, che oltre quattro mesi di esercizio ancorché provvisorio si può avere, lo presentate alla scadenza del quarto mese di esercizio provvisorio, quando sapete che dopo un paio di giorni c'è il baratro, il burrone, e non date neppure i tempi tecnici alle Commissioni e all'Aula, non dico di esaminare e di confrontare, ma neppure di leggere le carte del bilancio, perché quelle carte non c'è neppure il tempo tecnico di poterle leggere. Se noi iniziassimo in aula, adesso, rinunciando tutti a intervenire, la lettura del bilancio e degli allegati, da qui alla scadenza, a mezzanotte del 30 di aprile, saremmo a metà della lettura. Quindi voi vorreste l'approvazione di un bilancio non discusso e neppure conosciuto, perché se non se ne dà lettura, e questa è seduta pubblica quindi come regola deve esserne data lettura per i consiglieri che avrebbero potuto già leggerlo, ma anche per un cittadino che per legge ha diritto di conoscere cosa avviene nel suo parlamento. Questa è seduta pubblica e il diritto di un cittadino presente o che voglia o pensi di essere presente è un diritto che non può essere toccato. Quindi bilancio non ce n'è e non ce ne può essere, come intendete voi, perché non c'è tempo, primo.

Avete poco fa respinto le dimissioni del consigliere regionale Pili, e non è che le avete respinte perché gli volete bene e perché lo volete per forza qui. Voi, giustamente, quelle dimissioni le avete respinte, do atto di un sussulto di dignità e di responsabilità alla maggioranza o ai pezzi di quella che era una maggioranza. Avete fatto bene a respingerle, perché almeno avete riaffermato un principio elementare, che chi ha una responsabilità istituzionale e politica non può fuggire. Non può fuggire, deve rispondere soprattutto se questa responsabilità politica e istituzionale ce l'ha non un qualsiasi collega che dice: "Voglio anticipatamente cessare il mio impegno istituzionale", ma un collega che dice: "Me ne vado, perché voi siete brutti anatroccoli" - voi della maggioranza sta dicendo, lui ve lo sta dicendo - "io me ne vado, manco mi meritate. Però, attenti, che mi meriterete, perché io, facendo finta di marciare, così come faccio finta di andarmene, faccio anche finta di promettere, e in tutto questo gioco di finzioni se torno torno da capo e vi metto io in riga". Avete fatto bene a non raccogliere la minaccia e a respingere le dimissioni, e avete fatto bene soprattutto perché chi vi chiede di dimettersi e di andarsene da qui perché non lo meritate, perché siete pessimi, questo vi ha detto nella lettera che ha scritto, chi vi chiede tutto questo è proprio colui che principalmente avrebbe dovuto evitare a questa Regione questo danno, oltre a tutti gli altri, perché chi doveva predisporre il bilancio erano la Giunta regionale e il Presidente della Regione. E' vero che Pili è stato dimissionato nell'estate scorsa, ma è nel corso dell'estate scorsa che si dovevano predisporre le carte del bilancio. La Giunta che è venuta dopo intanto può dire: "Io ho dovuto ritardare". Ritardo eccessivo, ben si intende, e poi comunque appartiene anche a voi perché eravate parte in senso politico anche della precedente maggioranza, era la stessa la maggioranza, è cambiato il direttore, ma non è cambiata l'orchestra e meno che mai la musica, vero! E quindi una qualche attenuante voi pensate di invocarla dicendo: "Abbiamo ritardato perché non abbiamo trovato nulla di predisposto". E se non avete trovato nulla di predisposto è perché il presidente che c'era, che era il presidente Pili, non ha predisposto nulla, lui, la sua Giunta, la sua maggioranza e la sua capacità o incapacità di governo.

Quindi deve essere qui a interloquire e anche a spiegare e a rispondere chi ha questa responsabilità enorme di questo danno alla Regione, non ai consiglieri regionali, alla Regione e alla società sarda. Deve essere qui per rispondere, perché. Qui non si vuol fare nessun processo, però se si vuole esercitare un principio di responsabilità è chiaro ed evidente che il consigliere Pili nel momento in cui gli avete respinto le dimissioni è consigliere regionale a tutti gli effetti, voi lo dovete richiamare, lo dovete portare, perché a questo punto non è assente, è contumace. Non è assente come qualsiasi altro per una qualsiasi ragione da una riunione, è contumace perché è reo e in quanto tale è obbligato a stare qui. E' reo insieme alla maggioranza e insieme agli altri componenti della Giunta regionale, quelli di prima e quelli di ora, di questo danno grande inferto alla regione.

Non si possono qui addurre generiche responsabilità: "Si conoscono le difficoltà della stagione politica". E' la stagione della vostra politica, sono le difficoltà della vostra politica e della vostra stagione, che ha prodotto questi frutti avvelenati, e voi non potete pretendere che questa Regioni meriti ulteriori punizioni tali che anche nel futuro debba continuare a consumare frutti avvelenati. E avete portate le cose - e scientificamente le avete portate - fino al punto della impossibilità a procedere, perché se il 30 aprile è fra tre giorni voi mi dovete dire che senso ha permanere qui ancora un attimo e non porre mano invece all'unica cosa possibile: sistemare quello che è sistemabile, ridurre il danno o gli effetti possibili del danno, previo ritiro di questa proposta, in senso formale, e previe anche dichiarazioni di dimissioni della Giunta per mancanza acclarata di maggioranza politica.

Il bilancio quindi non c'è perché non c'è tempo, in prima battuta; in seconda battuta il bilancio non c'è perché non c'è maggioranza; in terza battuta il bilancio non c'è proprio perché il bilancio non c'è, perché non ce n'è, perché bilancio vuol dire - asseriva Catalano - bilanciamento dei piatti allo stesso livello: in un piatto ci sono le entrate, nell'altro piatto ci sono le uscite; entrate e uscite si bilanciano, ecco perché si chiama bilancio, la contabilità anche quella pubblica oltre che la contabilità privata. E da una parte ci sta la merce, nella bilancia, e dall'altra parte ci stanno i pesi. Voi, per far finta che c'è qualcosa che assomiglia a una bilancia, o a un bilanciamento, da una parte avete messo la merce, in gran parte merce avariata per altro, che è la direzione della spesa, e lì la merce buona è quella che pensa alla socialità, al lavoro, al trasferimento agli enti locali, alle attività produttive vere, e tutta la merce avariata che avete lasciato e avete cresciuto su quel piatto della bilancia è chiaramente tutta la spesa clientelare, tutte le convenzioni private, gli uffici di staff, la convegnistica, nell'immaginazione non più al potere, ma nelle televisioni e negli organi di informazione pagata con i danari pubblici, tutta questa è merce avariata. E insieme alla merce buona voi mantenete su quel piatto la merce grandemente avariata.

Sull'altro piatto, quello delle entrate, oltre ai pesi, quelli veri, voi ci avete messo dei gravami che sono anche quelli zavorra, non pesi tarati, zavorra! Avete zavorrato l'altro piatto della bilancia per fingere un pareggio, perché avete messo fra la zavorra una contrattazione con lo Stato, che se finisce bene darà danari, ma se finisce male o non finisce, come non è finita, non può dare entrate. E a oggi, o quando si approverà il bilancio, quella non è un'entrata, è un'ipotesi e le ipotesi non fanno peso tarato, fanno zavorra, soprattutto quando quella ipotesi la dovete confrontare con il vostro governo amico, che tanto siete amici tra di voi che fate voi danni qui e il Governo Berlusconi danni a Roma per l'Italia e anche per la Sardegna, con i tagli che ha fatto agli enti locali e anche alla Regione che adesso non riesce più a quadrare i conti.

Diremo, lo abbiamo già detto, che quell'altro piatto è zavorrato anche da un conto di residui che è puramente ipotetico, da un risanamento dei residui, da un recupero dei residui che non si sa se sono veri residui, quindi anche quella è un'ipotesi, altra zavorra.

In questa condizione io credo che, al di là dei termini che si possono usare, serva una conclusione dignitosa; tutti devono morire, anche le maggioranze, questa è pressoché morta, però c'è anche un modo di morire, si può anche morire bene, perché volete scegliere di morire male? Accettate l'idea che questa maggioranza e questa Giunta possa finire il suo tempo dolcemente…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il suo tempo è scaduto.

COGODI (R.C.). Ho finito, ho finito il mio tempo ugualmente dolcemente… e quindi concordare quello che unicamente si può fare, sul filo delle ore si può fare quel bilancio essenziale di cui è nella nostra proposta ed è anche nell'utilità della Regione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi; ha chiesto di svolgere la propria relazione l'onorevole Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. E' un po' difficile svolgere una relazione, sia pure di minoranza, in un'Aula così vuota ed anche disattenta; ha contribuito parecchio a svuotare l'Aula questo tentativo di Pili di prendere le distanze dalle sue stesse responsabilità. L'abbiamo sventato poco fa con il respingere le sue dimissioni per richiamarlo non solo a svolgere il suo compito di consigliere regionale, ma per rispondere a quest'Aula ed ai sardi del fatto che lui fa parte di quella maggioranza o di quella che fu maggioranza di governo per cinque anni in Sardegna. Da queste responsabilità Pili non deve e non può sfuggire. E neanche dalla responsabilità di aver fatto perdere a quest'Aula quindici giorni preziosi che potevano servire per un approfondimento, per una discussione più seria. Più seria rispetto a ciò che siamo chiamati a fare, non che un bilancio tecnico non sia serio, ma siamo chiamati a non discutere, siamo chiamati a tagliare, non solo a tagliare commi ed articoli della finanziaria ed UPB del bilancio, siamo chiamati a tagliare i nostri ragionamenti, i nostri interventi, e questo lo dobbiamo fare perché nel frattempo la Giunta ha accumulato un semestre di ritardo. Penso non sia mai successa una cosa del genere nella storia dell'autonomia, si rischia non solo lo scioglimento perché si è giunti, questo non è un rischio, è un atto dovuto, lo scioglimento perché è a fine legislatura, ma lo scioglimento con l'approvazione del bilancio da parte di un Commissario del Governo. Siamo a questo, ed è in forza di questo che si sta lavorando collateralmente appunto per salvare quello che c'è da salvare di quest'istituzione, quello che c'è da salvare di serietà in questo Consiglio regionale. Tutto naturalmente non può essere celato per celare le responsabilità di una maggioranza che non è tale, di una maggioranza che non ha lavorato, di una maggioranza che non ha presentato in tempo utile la manovra finanziaria.

L'attuale compagine di Giunta, tra l'altro, appare combattuta fra le volontà che sono antitetiche, fra la volontà che io impersono nel Presidente, che adesso non vedo, e che è un mal celato tentativo di dare una continuità, che è una continuità del nulla rispetto al periodo che lo ha riguardato prima come Assessore della programmazione e, successivamente, come Assessore e pluri Assessore ad interim e Presidente contemporaneamente. Non riusciamo a capire come si voglia volere una continuità del nulla, di quello che c'è stato in quell'Assessorato nell'ultimo anno e mezzo, ed il tentativo invece impersonato dall'attuale Assessore che vuole imprimere, diciamo, una modernizzazione ed è anche un tentativo che, per certi versi, non può che essere condiviso, di porre ordine alla finanza regionale, porre ordine con la cosiddetta ripulitura virtuale dei residui di competenza, dei residui passivi, di tutta una serie di partite che, nel corso di questi anni, i Comuni e gli Enti non sono riusciti a spendere. Ma facendo così e proponendoci così una manovra che a noi appare molto virtuale, perché tutto il ragionamento, tutto questo ragionamento di ripulitura e di sostanziale equivalenza rispetto alle precedenti manovre finanziarie, questa operazione viene basata e proposta su due fondamentali presupposti e cioè la ripulitura ancora e la contrazione di 1143 milioni di euro di mutuo, qualcosa come 732 milioni di euro di mutuo di nuovo indebitamento e 411 autorizzati e non contratti dalla precedente finanziaria. Questa mole di indebitamento ci porta - avremo occasione di ritornare su questo - alla borderline, oltre la Regione non può andare con il suo indebitamento. Con questa operazione abbiamo contratto tutto ciò che potevamo contrarre nei mutui, ma molto probabilmente andiamo anche oltre perché la legge, la finanziaria nazionale, la numero 350 del 2003, pone dei limiti alle Regioni. Le Regioni possono contrarre mutui se i mutui sono utilizzati ed utilizzabili per investimenti e per soli investimenti. Questo quadro noi non ce l'abbiamo e ci dice l'ex maggioranza, lo ha detto in Commissione, presumibilmente verrà ripetuto in Aula, ma l'accennava anche nella sua relazione il collega Balletto, c'è una sorta di deroga per la Regione Sardegna, una deroga verbale che ha il peso che ha, ha il valore che ha. Una legge nazionale può essere modificata con una legge nazionale e non con un impegno verbale sia pure di un potente Ministro o super Ministro dell'economia. Questi sono i due presupposti sui quali si basano le nuove entrate della Regione Sardegna. Nonostante questo si propone nel merito - ed entro nel merito brevemente - una serie di cose che noi non condividiamo; ma con condividiamo dal punto di vista strategico, si riesce a diminuire ancora una volta, lo ha fatto questo centrodestra in tutta la legislatura, adesso si vuole dare il colpo finale, si vogliono ridurre con questa proposta ulteriormente le risorse al sistema delle autonomie locali che passano da 799 milioni di euro a 780 milioni di euro per il 2004, pagano in questo modo il prezzo di una politica disorganica e clientelare. Perché dico questo? Perché è strategico per il centrodestra questo fatto: togliere agli enti locali e mettere in capo ad altri Assessorati, per esempio all'Assessorato dei lavori pubblici, grosse partite che poi, in forme assolutamente discrezionali, vengono ripartite.

Badate, noi siamo ben consapevoli che anche nel centrodestra vi sono degli amministratori locali seri, che conoscono questi meccanismi, che non vogliono venire a Cagliari per pietire all'Assessore di turno un finanziamento, vogliono leggi trasparenti, certe, esattamente come la legge "25" che trasferisce il danaro dalla Regione ai Comuni ebbene, lì mettete meno soldi, e li mettete invece in capo all'Assessorato dei lavori pubblici. Questa è la risposta ai vostri stessi amministratori non solo a tutti gli amministratori sardi, ma ripeto, agli amministratori anche del centrodestra che combattono questi meccanismi.

Ancora sulla sanità che ormai diventa un'idrovora senza controllo, senza piani ospedalieri, senza monitorizzazione. Giusto ieri un giornale nazionale, "Il Sole 24 Ore", autorevole nelle sue ricerche, poneva all'attenzione nazionale lo sperpero sanitario e, in particolare sulla Sardegna, ci colloca ai primi posti in Italia nella spesa farmaceutica pro capite. Le Regioni che spendono di meno pro capite sono esattamente le Regioni che danno il miglior servizio. Non sempre la maggior quantità di denaro quindi, come si può evincere da quella stessa inchiesta, corrisponde al miglior servizio farmaceutico o più in generale socio-sanitario. No, in questo caso in Italia avviene esattamente il contrario, così come avviene in Sardegna, senza limiti di finanziamenti, senza controlli i finanziamenti, una risposta scarsa sul piano qualitativo e questo avviene sul piano nazionale, tanto che tutte le Regioni del meridione si collocano ai primi posti rispetto alle Regioni del nord e del nord-est.

Sulle opere pubbliche ho già detto, troviamo un'ulteriore concentrazione di 120 milioni di euro per le politiche clientelari e adatte in particolare in questo periodo, in questi ultimi due mesi.

Per quanto riguarda l'industria, e più in generale i comparti produttivi che garantiscono assieme a commercio, artigianato, agricoltura e turismo, una occupazione che stenta ad essere stabile in Sardegna, o stenta ad essere stabilizzata anche se abbiamo assistito ad un incremento della base produttiva in questi ultimi tre o quattro anni, ma anche su questo positivo effetto potremmo tornare per parlare meglio delle origini di questo effetto positivo. Adesso in questi settori, ed in particolare nell'industria, si vuole cambiare totalmente strategia, ed è una strategia che noi non riusciamo assolutamente a comprendere e che sostanzialmente io sintetizzo, perché il tempo è tiranno, in questo concetto, bisogna passare dal sostegno all'imprenditoria, all'assistenza alla stessa imprenditoria, come dire che finora abbiamo creato impresa in tutta la Sardegna, artigiana, industriale, commerciale, adesso dobbiamo sostenere quello che siamo riusciti a far nascere perché altrimenti rischia di andar male quel comparto e quella intelaiatura di piccole e medie aziende che in Sardegna nel frattempo si è creato.

Badate, questo concetto è anzitutto fuori da ogni logica e fuori anche dalle direttive della Comunità Europea perché non ci consente un intervento di assistenza e un intervento per tenere attivi i bilanci delle imprese esistenti, non possiamo intervenire nella gestione, possiamo intervenire per far nascere nuova impresa. Ma io ritengo che anche la base sociale che fa riferimento al centrodestra non sia d'accordo su questo concetto che peraltro è stato ripreso dagli Assessori competenti nelle commissioni di competenza. Noi su questo torneremo in questa finanziaria, combatteremo questa impostazione che non condividiamo, ma ripeto, noi siamo convinti che lo stesso riferimento sociale del centrodestra dia ragione a noi e non a voi con questa impostazione.

Sul turismo e sull'agricoltura assistiamo per questi settori, che io considero strategici per motivi diversi, a dei tagli assolutamente ingiustificati. In agricoltura si rasenta il 30 per cento di tagli, non si crede a tutti gli investimenti che in questi decenni si sono fatti in quel comparto e si lascia in mezzo al guado, senza organicamente accompagnare un settore che può non solo garantire occupazione, ma può garantire anche gli altri comparti collaterali produttivi, mi riferisco all'agro-industria, e quindi all'industria, mi riferisco al turismo che ha tanto bisogno di agricoltura di qualità nella sua vetrina espositiva. Tutto questo concetto di politiche integrate, di economia che deve salvaguardare una non monocultura né industriale, né turistica, né agricola, ma deve compenetrare questi diversi settori, bene, voi non la riconoscete, non la finanziate, non ci credete. Però senza finanziarla, senza crederci, non proponete nessun impianto alternativo a questi concetti che più volte noi dal centrosinistra abbiamo ribadito. Quindi proponete un taglio al turismo, un taglio all'agricoltura, e proponete però qualcosa che è sempre in linea con questi due mesi di campagna elettorale. Per i giovani disoccupati che intendono intraprendere un'iniziativa di impresa con la legge numero 1, voi proponete, udite, udite, la spendita dei fondi del 2005 - 2006, e per affrettare i tempi, visto che dal 2002, la legge numero 1 è del 2002, quindi la legge numero 1 fatta a gennaio del 2002, dopo tre anni ci dite: non abbiamo fatto in tempo e non abbiamo avuto la possibilità di fare il primo passo indispensabile per fare il bando, per fare un qualsiasi bando, e quello di convenzionare le banche, e siccome non avete fatto neanche questo, ci proponete il modello sperimentato con la legge numero 9 del commercio, e cioè fate e generate una serie di aspettative e di promesse presso i giovani disoccupati in cerca di prima occupazione o in cerca di impresa e gli fate presentare domande, sperperare soldi ed utilizzate una procedura, non scorretta, illegale, così come avete fatto con il commercio. Badate, questa operazione faremo di tutto per impedirla. Non si può, su un argomento così serio come la disoccupazione giovanile, estendere in Sardegna una promessa vana, una presa in giro così come è avvenuto con le imprese commerciali. Adesso faremo di tutto per impedirlo.

Per avviarmi alle conclusioni, sul che fare, avrei tante cose da dire nel merito, sulla ricerca scientifica, ancora sull'agricoltura, ma se vi sarà l'opportunità di discutere e di parlare articolo per articolo, penso vi saranno ulteriori occasioni di maggiore approfondimento. Devo avviarmi alle conclusioni con una considerazione sul che fare: noi ve l'abbiamo proposto da subito in Commissione come metodologia, come tempistica, noi siamo per un bilancio tecnico che però presuppone, naturalmente, un'inversione di atteggiamento da parte dell'ex maggioranza che deve consentire in tempi brevissimi la produzione di un documento snello, il cosiddetto bilancio tecnico, essenziale, che consenta di non umiliare nessuna delle parti in causa, che consenta invece di dare risposte indispensabili alle autonomie locali, all'Amministrazione regionale, cioè garantire tutte le spese obbligatorie e naturalmente tagliare quelle che sono non solo le targhe, che pure sono presenti anche in questa proposta di finanziaria, le targhe che in Commissione si sono affacciate da parte dei consiglieri della ex maggioranza. Appena li abbiamo lasciati soli hanno immediatamente approvato una ventina di emendamenti che sono riconoscibili con nome e cognome.

Tutto questo va cancellato e ciò che si risparmia va accantonato per i nuovi oneri legislativi della prossima legislatura, per la prossima legislatura. Non stiamo dicendo che li vogliamo spendere noi, stiamo dicendo: accantoniamo parecchie centinaia di milioni di euro per consentire alla maggioranza che verrà, e che verrà dall'elettorato dei sardi, di rifare una finanziaria alla luce della nuova maggioranza che avrà una nuova strategia e che avrà nuove proposte da proporre in termini di governo appena si insedierà.

PRESIDENTE. Dovremmo iniziare la discussione generale. Onorevole Spissu, su che cosa vuole intervenire?

SPISSU (D.S.). Sull'ordine dei lavori. Io penso che così come abbiamo fatto altre volte, ma con tempi ed una procedura un pochino più veloce, possiamo aggiornare la seduta a questo pomeriggio per la discussione generale; è in corso una discussione su come procedere su questo bilancio, quindi utilizziamo anche questa pausa per fare le opportune verifiche.

Quindi io proporrei, se i colleghi della maggioranza e il Presidente della Giunta sono d'accordo, di riprendere questa sera alle 17 con la discussione generale e di utilizzare questa pausa appunto per fare le verifiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Condivido l'impostazione, quindi la richiesta dell'onorevole Spissu.

PRESIDENTE. A questo punto concludiamo i lavori. lavori riprendono alle ore 17.00.

La seduta è tolta alle ore 11 e 59.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione MARROCU - CALLEDDA - SANNA Alberto sul mancato insediamento del consiglio dei delegati del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis.

In risposta alla interrogazione n. 765/A, proposta dai Consiglieri Marrocu, Calledda e Sanna Alberto, si comunica quanto segue:

a) la procedura di controllo delle operazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio dei Delegati è conclusa. È stata predisposta la proposta di Delibera di Giunta Regionale per la nomina dei membri di diritto del Consiglio dei Delegati così come dispone l'art. 17 della L.R. 21/1984, la quale e stata adottata con la Delibera di Giunta Regionale n. 15/7 del 30/03/2004. Si deve procedere all'emanazione del Decreto Assessoriale;

b) per quanto riguarda i quesiti nn. 2, 3, 4, 5 si individua nel Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis il soggetto competente a dare le risposte in merito. (765)

Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione IBBA sulla grave sperequazione subito dai 'beneficiari' delle agevolazioni ai sensi della L.R. 32/85 nel caso di accollo di mutuo preesistente.

Si trasmette copia della nota del Servizio dell'Edilizia Residenziale n. 6045 del 11 Marzo 2004 sul tasso agevolato negli accolli di mutuo.

II tema oggetto dell'interrogazione attiene alla misura dell'onere risultante a carico dei beneficiari dei mutui agevolati di cui alla L.R. 32/85, nei casi di accolli di mutui preesistenti.

Le disposizioni di programma che regolamentano tali fattispecie sono contenute nel paragrafo 3 dell'Avviso Pubblico ma, ai fini di una compiuta disamina e corretta interpretazione di esse, è necessario richiamare anche quelle che, nell'ambito della L.R. n. 32/85, istitutiva del "Fondo per l'Edilizia Abitativa", costituiscono riferimenti inderogabili per la disciplina della questione sottoposta. Tali disposizioni sono contenute:

- nell'art. 2, comma 1 e nell'art. 9, comma 1, punto 1), L.R. 32/85, le quali definiscono l'intervento regionale come abbattimento di interessi sul tasso bancario, e stabiliscono la misura dell'abbattimento in termini di punti sul tasso bancario. Da una siffatta definizione dell'intervento regionale deriva che l'onere a carico del mutuatario deve essere ricavato "per differenza", ossia sottraendo dal tasso bancario i punti percentuali che l'A.R. assume a proprio carico. Le disposizioni di programma che danno attuazione a tale modalità sono contenute nel paragrafo 3, comma 1, ove infatti, come peraltro correttamente rilevato dallo stesso Consigliere interrogante, vengono fissate le misure dell'abbattimento (50, 30 e ancora 50% per le differenti situazioni indicate alle lett. a., b. e c.); mentre non vengono fissate le percentuali di tasso di interesse che, per effetto del concorso regionale, rimangono a carico del mutuatario e che sarebbero pari rispettivamente a 50, 70 e ancora 50%;

- nell'art. 8, L.R. 32/85, ove è previsto che il tasso sul quale deve essere calcolata la percentuale di abbattimento è quello "di riferimento stabilito dal Ministero del Tesoro" per la generalità dei mutui agevolati all'edilizia. La necessità di predeterminare tale parametro, e di sottrarlo così al libero mercato del credito, persegue due finalità ossia, da una parte, quella di tutelare le posizioni dei mutuatari imponendo agli Istituti di credito, attraverso le convenzioni, di concedere i mutui a tassi di interesse predeterminati; dall'altra di ancorare la percentuale di abbattimento regionale ad un dato certo, così da rendere certa anche la misura dell'esborso pubblico. I mutui accesi e definiti direttamente tra beneficiari ed Istituti di credito alle condizioni convenzionali di tasso così descritte vengono denominati "mutui diretti". Da essi, differiscono i c.d. accolli di mutui preesistenti, in relazione ai quali è stata posta la questione dei relativi oneri a carico dei beneficiari. Ebbene, tali operazioni, benché non espressamente contemplate dalla citata L.R. 32/85, vengono ammesse ugualmente ad agevolazione nella considerazione che talvolta i soggetti interessati acquistano alloggi facenti parte di più ampi programmi costruttivi sui quali insistono mutui già definiti dagli operatori (cooperative, imprese) a condizioni di tasso libero. Ma naturalmente a dette operazioni non può essere riservato, sotto l'aspetto dell'entità dell'agevolazione regionale, un trattamento più favorevole rispetto alle prime. Da ciò deriva che il comma 4, paragrafo 3, dell'Avviso pubblico, che l'On.le Consigliere interrogante sostiene essere disapplicato determinando così trattamenti discriminatori in danno delle operazioni di accollo, non può essere estrapolato dal contesto in cui è inserito ma, anche al di là della sua formulazione letterale, deve essere interpretato nel senso che il tasso di interesse sul quale deve essere calcolata la percentuale di abbattimento sarà quello di riferimento nei mutui diretti, mentre negli accolli esso sarà il minore tra quello bancario e quello di riferimento, vale a dire che la sua misura non potrà comunque eccedere quella, massima ammissibile, del tasso di riferimento. Tale interpretazione è l'unica che risulti coerente con la disciplina generale del Fondo sopra delineata. Essa inoltre è pure l'unica che conferisca significato a quella parte della disposizione dello stesso comma 4 che, per le operazioni di accollo, prende in considerazione, oltre che il tasso bancario, anche quello di riferimento, previsione altrimenti priva di senso ove si acceda a diversa interpretazione.

Infine, si osserva che le modalità applicative descritte non penalizzano affatto le operazioni di accollo rispetto a quelle di mutuo diretto. L'Amministrazione, infatti, dal punto di vista dell'entità del proprio intervento, riserva ad entrambe il medesimo trattamento. Discriminatoria sarebbe al contrario una diversa interpretazione che determinasse per l'Amministrazione regionale l'assunzione dell'eventuale maggior onere derivante da mutui negoziati a tassi liberi. (789)