Seduta n.389 del 08/02/2008
CCCLXXXIX Seduta
Venerdì 8 febbraio 2008
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente BIANCU
Indi
del Presidente SPISSU
Indi
del Vicepresidente BIANCU
Indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 18.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 1° febbraio 2008 (382), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cugini, Lanzi e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 8 febbraio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
La seduta è sospesa, i lavori riprendono alle 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19, viene ripresa alle ore 10 e 46.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
Sono stati sospesi i lavori ieri notte con l'impegno a riprendere dall'emendamento numero 23, a pagina 24, ai quali sono in qualche modo collegati gli emendamenti numero 27, 81, 178, 264, 245, 968, 937, 526, 364, tutti emendamenti che riguardano l'università diffusa. C'era l'impegno di presentare un emendamento di sintesi, quindi vorrei chiedere se è stato predisposto questo emendamento di sintesi.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). L'emendamento è stato predisposto e i colleghi stanno ultimando la raccolta delle firme. Quindi, cinque minuti e verrà depositato.
PRESIDENTE. Viene chiesto di sospendere per cinque minuti. I lavori sono sospesi per cinque minuti in aula e riprendono alle 10 e 51.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 47, viene ripresa alle ore 11 e 14.)
PRESIDENTE. Se vogliamo prendere posto, per cortesia.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Come dicevo, le Commissioni ottava e terza propongono il testo di questo emendamento all'Aula che dovrebbe essere l'emendamento di sintesi sul tema delle università decentrate. Il testo dell'emendamento è il seguente: "La lettera b) è così sostituita: La dotazione del fondo a favore delle sedi universitarie decentrate di cui alla legge regionale numero 1 del 2006 è determinata per l'anno 2008 in euro 6 milioni; alla ripartizione del predetto fondo provvede, verificate le effettive esigenze, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di istruzione, in modo da assicurare la prosecuzione e il completamento dei corsi già avviati. Entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge, la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente e previa convocazione di una conferenza di servizi, sottoscriverà un'intesa con le Università di Cagliari e di Sassari diretta alla razionalizzazione dell'offerta formativa del sistema universitario della Sardegna, ivi compreso quello dei corsi decentrati. Parimenti, saranno proseguiti e completati i corsi avviati presso la sede suburbana di Alghero, i cui costi gravano sul fondo per l'Ateneo di Sassari". Faccio presente che la copertura finanziaria è indicata, ma credo che poi sarà, di fatto, sostituita con un intervento della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Cucca, consegni l'emendamento, per gentilezza, per farne copia in modo che possa essere distribuito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori, per capire come dobbiamo andare avanti oggi con i lavori dell'Aula, perché ho notato che sta avvenendo un fatto particolare, cioè su ogni articolo noi sospendiamo degli emendamenti per fare emendamenti di sintesi e poi non sappiamo come riprendere i lavori. Vorrei ricordare all'Aula che ci sono anche emendamenti all'articolo 3 sospesi, per cui è stato annunciato anche su questi un emendamento di sintesi. Ecco, capire se stasera dobbiamo lavorare oppure stasera la possiamo dedicare a fare quell'emendamento di sintesi, perché l'Aula venga informata sul prosieguo dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, lei sa che la Conferenza dei Capigruppo ha definito il calendario dei lavori che prevede i lavori fino alle 14 della mattinata di oggi con ripresa alle 16 e conclusione alle 22 secondo il calendario.
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Io chiederei una sospensione perché in questo periodo di sintesi, in cui si sta polarizzando troppo la sintesi a livello istituzionale, non vorrei che si perdesse e fosse eccessivamente sintetizzata la razionalità e il senso della discussione che si è sviluppata ieri. Per cui ritengo opportuno chiedere una sospensione dei lavori previa distribuzione dell'emendamento di sintesi, e credo che un emendamento così importante possa richiedere e giustificare una sospensione di 10 minuti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia. Ne ha facoltà.
CACHIA (P.D.). Signor Presidente, io ho firmato questo emendamento e anch'io vorrei vedere più a fondo, vorrei essere ancora più convinto di quello che effettivamente si è fatto. Credo che ci sia stato un grande sforzo da parte del Presidente della Commissione e da parte della maggioranza per trovare una sintesi.
Io ho firmato questo emendamento e voglio essere ancora meglio edotto su come verranno distribuiti questi fondi e mi posso associare anche a chi ha fatto richiesta di sospendere per 10 minuti l'aula, per vedere più chiaramente all'interno di questo emendamento.
PRESIDENTE. I lavori sono sospesi per 10 minuti per fare le copie e distribuirlo. I lavori sono sospesi in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 11 e 30.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori colleghi. Siamo in dichiarazione di voto dell'emendamento di sintesi.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Io comprendo le perplessità che alcuni colleghi hanno sollevato, a partire dalle perplessità espresse dall'onorevole Cachia e dall'onorevole Uggias per cui, siccome i calcoli su quelle che sono le esigenze finanziarie, ciascuno di noi li ha fatti per conto proprio, io personalmente ritengo che 6 milioni di euro siano sufficienti almeno per garantire i corsi avviati negli anni precedenti e che devono essere portati a compimento, mentre per il futuro è utile che facciamo una riflessione più ampia. Chiederei all'Assessore un conforto in questo senso, ma sono quasi certo della risposta dell'Assessore medesimo e se la risposta è positiva relativamente alla sufficienza dei fondi, esprimo il voto favorevole ed esprimo anche un criterio di sufficiente soddisfazione anche perché si parla, è stata esclusa dall'emendamento la parte relativa all'università privata. Poi siamo consapevoli che alla ripartizione provvede l'Assessore, ci sarà anche il parere della Commissione consiliare, in questa logica riteniamo che l'emendamento possa essere votato favorevolmente e chiederei cortesemente all'Assessore un cenno di riscontro rispetto all'esigenza posta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Pur apprezzando l'intento e le modalità con cui è stato presentato questo emendamento di sintesi, io così ho delle perplessità a condividerne tutti i contenuti perché non vengono esplicitati dei percorsi di attenzione per quelle realtà che noi abbiamo rappresentato, ma non in termini campanilistici, ma sulla base di dati, di numeri, di una base di valutazione che ci ha portato a legittimare le nostre richieste e neppure sulle prospettive che si configurano perché si va in pratica a chiuderli questi corsi. Quindi devono essere precisati i percorsi, anche futuri, questa è un'esigenza che rappresentiamo non in termini campanilistici, mi ripeto, ma in senso proprio generale con una valutazione obiettiva che penso possa trovare anche una base di condivisione. Ci sono genericità di principio e di asserzioni che vanno naturalmente arricchite di contenuti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, soltanto per esprimere anch'io sicuramente soddisfazione perché sono state accolte le osservazioni che erano state fatte, ma ritenendo anche per dare un contributo, che sia necessario fare proprio chiarezza dedicando una seduta del Consiglio regionale alle politiche culturali e formative proprio con specifico riferimento al ruolo che deve eventualmente assumere il polo universitario di Nuoro e una verifica su quanto si sta facendo nelle altre università in modo tale che non si proceda più secondo indirizzi che non siano veramente, pienamente condivisi dal Consiglio regionale. Io credo che sia importante fare questo passaggio in modo tale che da un lato tutti i dati che sono a disposizione degli Assessorati, e ne approfitto per dire che, per esempio, sia il documento a cui ha fatto riferimento l'assessore Dadea in merito alle questioni interne dei dipendenti, sia quello che alcuni colleghi hanno avuto da parte dell'assessora Mongiu, non sono per esempio a disposizione di tutti. Io personalmente non l'ho avuto e credo che sarebbe utile per tutti i colleghi che lo ritengono necessario, averlo alla disposizione come informazione a tutti i consiglieri perché la mancanza di notizie ingenera molte volte anche delle valutazioni non del tutto corrette quindi io penso che sia importante questo, è sicuramente un passaggio significativo quello che stiamo realizzando attraverso l'emendamento numero 970 e credo che sia importante però fare una verifica. Chiedo anche se è possibile e se questo non crea problemi al presidente Cucca e agli altri firmatari di poter apporre la mia firma su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CACHIA (P.D.). Signor Presidente, io per onor di verità, avevo sollevato già questo problema all'interno della Commissione quando c'era stata l'interlocuzione tra la Commissione e l'Assessore. Non aveva avuto grandi risposte né aveva avuto grande credito. Ora, devo dire di essere modicamente soddisfatto perché il Consiglio, secondo me con questo emendamento sta senza dubbio, non solo dando ragione a me, ma rimettendo le cose in linea. Mi preme dire comunque e questo lo voglio dire, voglio che l'Assessore mi risponda come diceva il collega Balia, che l'Assessore prenda impegni precisi, qua, in Aula, su come verranno ripartiti questi fondi, se i fondi sono aumentati c'è 1 milioni di euro in più, noi vogliamo sapere, non per campanilismo, come qualcuno ha detto, ma perché ci sono esigenze di determinati territori, come verranno ripartiti questi fondi. Ci sono università che hanno trecento iscritti, ce ne sono altre che ne hanno cinquecento, ce ne sono alcune addirittura che hanno seicentoventisette iscritti, che sono negletti, tra le università del territorio. Quindi io per votare quest'emendamento, voglio sapere, voglio che l'Assessore mi risponda, cosa che non ha fatto in Commissione, e che mi faccia sapere esattamente, nei modi che lei ritiene opportuni, come questi fondi e come si regolerà nel determinare, chiaramente, la suddivisione di questi fondi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Grazie Presidente. Ma, io credo che questo Consiglio regionale dovrà discutere seriamente del futuro dell'Università, e non del futuro dell'Università diffusa. Abbiamo iniziato a parlarne, in questo periodo in maniera molto più intensa, soprattutto grazie all'intervento, in maniera chiara e visibile degli studenti di alcune università, era tempo che gli studenti si svegliassero. Perché è un problema, è un problema anche politico, per poter capire come in Sardegna si possa diffondere il sapere universitario. Ma in questo caso, in quest'emendamento, noi stiamo parlando, semplicemente e solamente, di come distribuire delle risorse per mettere in condizioni le sedi decentrate delle università, per metterli in condizioni di svolgere la propria attività didattica e organizzativa. C'è stato un apprezzamento da parte delle Commissioni per l'intervento che è stato fatto in quest'aula, noi condividiamo veramente molto lo sforzo fatto, credo che più in là dovremo affrontare questo discorso. Condividiamo anche, almeno per quanto riguarda la mia posizione personale, il fatto che finalmente sia stata fatta chiarezza tra università pubblica e università privata. Qualcuno, qualche collega, ieri, ha citato alcune cifre, forse non è il caso neanche di andare avanti, però si è fatta davvero chiarezza, queste risorse sono dell'Università pubblica diffusa nel territorio. Quindi Rifondazione Comunista e tutta la sinistra voterà a favore di quest'emendamento di sintesi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marroccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Condivisione dell'emendamento di sintesi, e apprezzamento per la disponibilità data dall'Esecutivo e dall'Assessore Secci e Mongiu ad accogliere quelle che erano le indicazioni che venivano dall'Assemblea, da più parti, da parte della maggioranza e anche da parte della minoranza, che con quegli emendamenti avevano chiesto di rivedere complessivamente la partita dell'Università diffusa. Questa disponibilità è stata data senza perdere l'obiettivo indicato dall'articolo 4, cioè quella di una razionalizzazione dell'intervento regionale in materia di Università diffusa, ed è indicato bene nel secondo comma, che è un po' quello che veniva chiesto anche dal professor Gessa, ieri, cioè quello di qualificare e razionalizzare, e la Giunta viene impegnata da questa norma ad attivare una nuova convenzione Università, coinvolgendo il Consiglio regionale, e prevede anche un passaggio con le Conferenze di servizio, e quindi coinvolgendo anche le strutture territoriali. Altro elemento positivo è l'aumento di risorse. La Giunta, insieme alle università, quantificavano in 5 milioni e 200 mila euro la disponibilità, se ne stanziano 6 milioni di euro. Si aggiunge che c'è un'indicazione, nel momento in cui si è tolto il riferimento all'AILUN, di andare a rivedere cosa è il rapporto tra i contributi e il numero di ragazzi impegnati nella cosiddetta Università privata di Nuoro, e quindi la disponibilità di risorse è superiore alle risorse necessarie, indicate alle università per garantire gli obiettivi che l'emendamento si pone. Quindi io sono convinto che le perplessità di qualche collega, compreso il collega LAI, e del collega Cachia, possano essere superate. E possono essere superate con un eventuale chiarimento della Giunta e dell'assessore Mongiu, relativo a queste schede. Anch'io vorrei capire se la distribuzione di queste risorse, che è affidata ad un programma della Giunta, può tenere in debita considerazione il numero dei ragazzi iscritti, e quindi che ci sia un rapporto tra le risorse stanziate, il contributo che viene dato a quell'università, e a qual altro territorio, rispetto al numero degli iscritti, e non invece prescinda da questo elemento; un po' seguendo i parametri, diciamo, nazionali rispetto a questo elemento. Se questo avviene, secondo me, anche le perplessità di alcuni colleghi potrebbero essere superate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor presidente, Assessore, questo emendamento di sintesi, di fatto non risolve il problema di cui noi stiamo discutendo per quanto riguarda l'Università diffusa, e in particolare per quanto riguarda l'Università di Nuoro. E praticamente, a parte il fatto che sono stati impegnati non 4, ma 6 milioni di euro, quindi c'è un miglioramento per quanto riguarda le risorse finanziarie destinate all'Università, però riteniamo che comunque, anche su sotto questo profilo, nel 2007, praticamente le risorse erano 8 milioni di euro. Ma non è su questo che mi voglio soffermare, mi voglio soffermare soprattutto sul fatto che, con questa proposta di emendamento, viene di fatto cancellata l'ipotesi di un Polo universitario a Nuoro, nel centro Sardegna. È questo il vero problema, il vero punto di differenziazione da parte di chi ha firmato l'emendamento e noi. Allora io credo che quell'università del centro Sardegna, era nata allora con l'obiettivo di uscire da una certa situazione di malessere e disagio sociale, e aveva puntato, allora, soprattutto sulla istituzione di una vera università nel centro Sardegna. Quest'emendamento di fatto cancella quest'ipotesi, così come ha fatto questa maggioranza, alcuni anni fa, inserendo i fondi in un capitolo indistinto, creando le università diffuse che di fatto non hanno dato nessuna garanzia. E lo dimostra il fatto che non va bene questo ragionamento, perché praticamente l'anno scorso le università hanno avuto i finanziamenti soltanto nel mese di dicembre, e non sono riusciti neanche a spendere le risorse, anche perché a dicembre l'anno è finito. Quindi io credo che va rivisto complessivamente il discorso dell'Università in Sardegna, bisogna capire realmente qual è la volontà di questa maggioranza, se vuole ancora continuare sull'ipotesi del Polo universitario nel centro Sardegna, o se si vogliono creare università diffuse e indistinte, che praticamente sono non accettate dalle popolazioni che direttamente interessate. Il discorso poi, e ho finito, relativo ai novanta giorni, dopodiché si farà un'intesa per la razionalizzazione dell'offerta universitaria, che rinvia ancora il problema, siccome non sono mai stati rispettate queste scadenze, noi non ci crediamo a questa ipotesi, pertanto il nostro voto è contrario a questa ipotesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ma, l'Assessore Secci, ieri, ha detto che non si può intervenire in dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, è stato chiesto un chiarimento negli interventi dei colleghi…
VARGIU (Riformatori Sardi). Ma l'assessore Secci, ieri, ha detto che non si può intervenire in dichiarazione di voto!
PRESIDENTE. Io credo che sia un modo di aiutarci nei lavori.
VARGIU (Riformatori Sardi). Lo credo anch'io, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io le avrei risposto che quella affermazione era, semplicemente, tautologica, onorevole Vargiu, e lei, che ha fatto il corso A del Liceo Siotto, sa il senso della parola tautologica. Allora, dicevo, credo che sia sempre molto positivo quando si squarcia il velo di Maya, dicevano i greci, e si inizia a fare chiarezza. Su un tema così delicato come l'istruzione e l'università il tempo non è mai troppo e la passione con cui si sta intervenendo significa che finalmente questo rimosso, questa cosa auto occultata, sta venendo alla luce. Il problema è questo: di questo emendamento c'è un dato straordinario che è la seconda parte, cioè entro 30 giorni dall'approvazione della presente legge la Giunta si impegna…
ATZERI (Gruppo Misto). 90 giorni!
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sì 90 giorni, evidentemente i miei tempi molto veloci com'è noto a tutti… cioè l'impegno che è quello di iniziare l'intesa con l'università, quello di individuare, a mio giudizio, criteri e parametri di attribuzione dei fondi, e mi rivolgo soprattutto ad alcuni ultimi interventi, non ci sono criteri alla richiesta di 400 mila euro si risponde con 400 mila euro, oppure inizia una trattativa, qual è il parametro e il criterio attraverso cui sono stati erogati i finanziamenti?
Onorevole Caligaris, ieri ho portato tutto quel materiale, mi sono permessa di fare una cosa che tra docenti si sa… io ne ho portati molti di più, li ho distribuiti ai Capigruppo, ho detto che ce n'erano disponibili altre copie, perché abbiamo fatto uno sforzo per raccogliere alcuni dati, dati numerici, dati di qualificazione della presenza, da cui si scopre che sostanzialmente noi dobbiamo fare un percorso per arrivare ad un'offerta unica del sistema universitario della Sardegna. Noi abbiamo 158 corsi in Sardegna e rispetto alla necessità di ridurre duplicazioni e di qualificare la docenza e l'offerta formativa io prendo con voi un impegno assoluto, che è quello praticamente di andare, non solo ad un'intesa, ma ad una discussione con questo Consiglio, intorno ai destini futuri della scuola di tutto il sistema dell'educazione, dalle classi primavera fino ai master. Questo è il nostro impegno, io lo prendo qui davanti a voi in maniera formale, cioè noi arriveremo all'intesa e ad avere sostanzialmente una conferenza sull'offerta formativa. Incontrerò i senati accademici entro la metà di febbraio per costruire un percorso reale di parametri e criteri e di valutazione, senza monitoraggio, noi stiamo soltanto, onorevole Cachia, buttando i soldi, perché c'è allora un sistema di formazione professionale che abbiamo in qualche modo, forse anche eccessivamente sacrificato, ma c'è un sistema sotterraneo che è quello che riguarda una università che talvolta ha una valenza semplicemente di post diploma. Dunque noi vogliamo l'università della Sardegna forte, di qualità e competitiva, in questo momento non lo è affatto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore Mongiu. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). La ringrazio Presidente io vorrei esprimere il mio voto favorevole per questo emendamento e chiedo che venga aggiunta la mia firma all'emendamento stesso dal momento che avevo già firmato l'emendamento numero 23 che andava in questa direzione. Io sono convinto che, pur non essendo chiaramente una misura sufficiente o almeno se è sufficiente nel contingente è probabile che per il futuro l'impegno finanziario debba e possa essere più consistente, dico che sono sicuro che questo sia un passo importante e necessario, come ho sentito dire da qualche collega, ed è importantissimo saper razionalizzare l'offerta finanziaria al mondo universitario. Ma non solo per la distribuzione quantitativa delle risorse ma dico anche per la distribuzione qualitativa, cioè si vada a finanziare esattamente la formazione universitaria laddove principalmente si ha necessità, non solo come numero di studenti e laddove si va formando, specializzando, i nostri futuri, la nostra futura classe dirigente, rispondendo a quella che è una effettiva domanda di mercato, di cultura specializzata, di specializzazione affinché si possa proprio dare, d'ora in avanti, all'università e si possa fornire una università moderna e rispondente ai tempi. Ritengo quindi che questo passo sia positivo e do il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, io ho sottoscritto e condivido, ovviamente ci sono degli emendamenti miei di sintesi che vengono accorpati da questo emendamento, prima dell'intervento dell'assessore Mongiu avevo intenzione di in escludere da queste sintesi il 178 e il 245 ma confido nelle garanzie che ha dato l'Assessore in Aula. Ritengo che il secondo comma di questo emendamento sia la parte nuova, io non credo che qui stia finendo la storia delle università diffuse in Sardegna ma sia il punto d'inizio. Sta iniziando un percorso nuovo, avrei preferito sicuramente una proposta di legge, avrei preferito un impegno istituzionale molto più impegnativo, ma ritengo che questo possa essere un percorso giusto, la conferenza di servizi che coinvolgerà anche le autonomie locali ovviamente, gli enti locali, e non sarà riservata soltanto all'Università di Cagliari e di Sassari, è una storia che inizia, il coinvolgimento degli enti locali deve essere la garanzia territoriale della difesa, della razionalizzazione di tutto il sistema universitario che comprende, com'è stato detto, che interessa situazioni diverse. Certo io confido in un accorpamento per esempio tra Oristano e Nuoro, una università del centro Sardegna, una università che sia pienamente riconosciuta. Poi ci sono i master che possono essere svolti in altri luoghi che per caratteristiche territoriali, per cultura, per qualsiasi altro motivo, possono essere decentrate. Ecco perché ritengo che il secondo comma è quello che più di altri segna un percorso, un percorso al quale richiamo e per il quale chiedo un impegno particolare da parte della Commissione competente. Io confido nel fatto che anche la Commissione ottava inizi qui il suo percorso di monitoraggio non finisca l'attenzione sulle università diffuse, una volta che viene chiusa la finanziaria, ma che inizi da quel momento un costante monitoraggio dell'azione della Giunta e anche di proposta di questo Consiglio e che sia proprio la Commissione competente a illustrare al Consiglio, a relazionare in Consiglio, a suggerire al Consiglio tutte quelle azioni utili e necessarie perché sia addivenga ad un chiarimento e ad una linea definitiva che deve essere seguita dall'amministrazione regionale. Perciò io chiedo al Consiglio che in questa sede dia una sorta di mandato alla Commissione, che è l'organo consiliare competente che può, in qualche modo, condizionare ma suggerire soprattutto i percorsi futuri.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie Presidente, io credo che l'appello che ha appena fatto il collega Capelli al presidente Balia e al resto della Commissione, sia una richiesta necessaria, valida, perché la Commissione ha comunque un potere di indirizzo e di controllo nei confronti dei lavori svolti dalla Giunta. Nel leggere questo emendamento di sintesi, io capisco che quando si fa una sintesi si cerca un po' di trovare un modo per accontentare tutti e trovare il sistema perché tutti possano essere d'accordo, nel leggere però la prima stesura di questo emendamento la prima cosa che mi viene da chiedere è perché 6 milioni di euro…
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CHERCHI OSCAR .)… solo nel 2008, per completare e assicurare la prosecuzione e il completamento di corsi già avviati, perché invece non prevedere tutti quei corsi che invece non termineranno nel 2008 ma saranno anche nel 2009 e probabilmente anche qualcuno nel 2010. Ma il secondo comma in effetti mi soddisfa di più perché prevede che ci sia un'intesa, una conferenza dei servizi tra Regione e le due università principali perché queste portino ad una razionalizzazione dell'offerta formativa, che deve essere individuata all'interno delle università decentrate. E credo che sia questo il percorso principale che tutti noi, Presidente mi rivolgo a lei più che all'Assessore, dovremmo cercare di fare in Commissione è quello di provare a trovare un'altra sintesi, che è quella di individuare una Università centrale della Sardegna che veda come capofila Oristano e Nuoro. Non è assolutamente una richiesta da campanilista, ma è solo ed esclusivamente una richiesta necessaria al territorio che prevede due territori e che prevede di migliorare il sistema formativo culturale attraverso il passaggio delle due università Sassari e Cagliari. L'impegno fondamentale però è uno e uno soltanto: il corpo docente. Sia le Università di Cagliari e di Sassari devono avere a disposizione corpo docente qualificato e che sia di ruolo. Perché, come noi sappiamo, la maggior parte del corpo docente delle due sedi distaccate delle due Università, sia di Oristano che di Nuoro, la maggior parte non sono docenti universitari, ma docenti che vengono inseriti per coprire praticamente quelle ore di insegnamento ma che non hanno certamente un corso formativo né di ricercatore, né tanto meno di docente universitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.). Grazie, Presidente. Intanto per esprimere evidentemente il voto favorevole e la soddisfazione per il raggiungimento di questo risultato e mi dispiace però dover prendere atto che, ancora una volta, stamattina qui si tenta, da parte di taluno, di introdurre confusione con l'unico intento evidente di distinguersi rispetto agli altri prendendo in mano un vessillo che non compete. Oggettivamente, io condivido molto il ragionamento che è stato fatto dall'onorevole Capelli col quale in questi anni abbiamo sempre condiviso, abbiamo sempre molto sentito questo problema così come con gli altri consiglieri del territorio. Quest'anno finalmente abbiamo avviato un percorso che si ripresentava con delle problematiche che si ripresentavano puntualmente ad ogni approvazione di finanziaria, con tutti i consiglieri che si affannavano a cercare di portare a casa il risultato per il proprio territorio. Mi dispiace che taluni, invece, quest'anno, e mi riferisco all'onorevole Ladu, che nel tentativo mi sembra inutile di distinguersi… silenzio, per favore, mi faccia parlare.
(Interruzioni)
Ancora una volta io non intendo dare pagelle a nessuno ma non tollero neanche che qualcuno prenda in mano vessilli che non gli competono, perché non li hanno presi fino ad oggi e all'improvviso, nel tentativo di distinguersi, non leggono neanche il contenuto vero di questo emendamento, che è quello finalmente di avviare, come bene ha già esposto il collega Capelli, avviare il processo finalmente di razionalizzazione dell'offerta formativa. Ed è esattamente il contrario di quanto incautamente l'onorevole Ladu ha affermato in questa sede. Io non comprendo quindi come si possa affermare che si sta chiudendo e cancellando l'Università nuorese e l'obiettivo, che da anni stiamo inseguendo, della creazione del terzo polo universitario nuorese, leggendo questo emendamento. Debbo dire che credo doverosa questa precisazione per vedere quale è effettivamente la portata e il contenuto di questo emendamento, che è esattamente l'opposto di quanto ha affermato in precedenza l'onorevole Ladu, nel tentativo credo vano di distinguersi. Quindi, nel confermare il voto favorevole noi crediamo che l'intendimento di quest'aula sia esattamente quello di finalmente vedere risolto il problema dell'università decentrata e di avviare quel percorso che inseguiamo ormai da anni della creazione di un polo che possa essere il polo universitario nuorese, che possa essere quello che ha proposto l'onorevole Capelli di un polo universitario del centro Sardegna.
Il percorso è avviato, è stato un percorso che abbiamo iniziato credo con tutti quanti consapevolmente con l'accordo dell'aula e l'apporto e la collaborazione che è stata manifestata anche da parte della Giunta nella stesura anche di questo emendamento, crediamo quindi che questo obiettivo possa essere condiviso da tutti e i risultati reputo che, come dicevo, con l'apporto di tutti potranno essere anche raggiunti in tempi sostanzialmente brevi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Sicuramente è stato fatto un piccolo passo avanti perché gli emendamenti che erano stati presentati avevano una funzione forse diversa e cioè non solo quella di consentire la sopravvivenza delle Università, ma soprattutto quella di rafforzarle. Invece, mi pare di leggere tra le righe dell'emendamento la possibilità di una ufficializzazione della dismissione dell'università decentrata, ecco se questo è l'obiettivo, se questa è la strategia non credo possa essere risolto semplicemente in un emendamento. Perché i fondi stanziati, cioè 6 milioni di euro, sono assolutamente insufficienti quanto meno da quelli che sono i dati che emergono dalla delibera di giunta la numero 44 del 31/10/2007 quando le risorse richieste dalle università erano pari a 7 milioni e 569 mila euro. Quindi, mi paiono sicuramente dei fondi insufficienti non solo per questa annualità, ma sono addirittura più bassi di quelli previsti per l'annualità del 2007 che lasciava scoperte alcune università con finanziamenti assolutamente ridicoli e per questo noi avevano presentato anche delle interpellanze. Io credo che probabilmente sarebbe necessario che questa conferenza, questo incontro con la Commissione avvenisse prima della votazione dell'articolo, perché diversamente la Giunta avrebbe un via libera dal Consiglio regionale per la dismissione di queste università decentrate. Quindi, potrebbe essere opportuna la sospensione dell'emendamento e addirittura dell'articolo. Perché prima si fanno le strategie e poi si mettono i fondi e certamente questi fondi, a parer mio, non sono sufficienti. Quindi, se durante il dibattito non dovesse cambiare qualcosa, io non esprimerò un voto favorevole eventualmente astenendomi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (P.D.). Grazie Presidente. Dai dati contenuti nelle tabelle, lavoro che ha fatto l'Assessore cosa del quale deve essere ringraziata, a mio avviso, perché ci mette a disposizione dei dati oggettivi di cui non si disponeva, ci consente quindi una valutazione obiettiva dello stato delle cose. Emerge da questi dati dicevo una evidente discriminazione, un'evidente squilibrio nella distribuzione delle risorse che hanno visto destinatarie le varie sedi periferiche delle Università. Squilibri notevoli, se è vero com'è vero per esempio che mentre a Olbia era destinataria di una quota pari allo 0, 4 per cento, altre si vedevano destinataria di risorse venti volte superiori. Io do un giudizio positivo quindi ed esprimo parere positivo sull'emendamento di sintesi perché dalle dichiarazioni dell'Assessore, si evince chiaramente che si vuole porre termine a questa stolta distribuzione delle risorse. Perché si vuole finalmente affermare un principio di equità, si vogliono adottare dei criteri e dei parametri oggettivi in base ai quali distribuire le risorse. Quanto affermato dall'Assessore mi assicura in questo senso, fuga i dubbi, le perplessità e le preoccupazioni che erano mie ma anche di altri consiglieri dei vari territori, dunque esprimo voto favorevole e chiedo che venga apposta la mia firma all'emendamento stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). La ringrazio, Presidente. Chiedo agli Uffici di aggiungere la mia firma al testo dell'emendamento, sottoscrivendolo e in qualche modo, con questo, sottoscrivendo anche le affermazioni dell'assessore Mongiu, nel senso che, al di là del contenuto dell'emendamento che già contiene, com'è stato detto poc'anzi, uno stanziamento di 800 mila euro in più rispetto al dato precedente, tale da consentire il superamento di sperequazioni che si fossero presentate precedentemente, noi abbiamo, con questo emendamento, due elementi positivi: la garanzia del completamento dei corsi ma soprattutto abbiamo l'izio di un percorso di razionalizzazione con l'istituzione di un unico sistema universitario isolano, dove la Regione si pone al centro di un sistema, e garante di un sistema, che porta alla razionalizzazione in sé e per sé, ma non sulla base di criteri né clientelari né di baronati, ma pone al centro la garanzia - e questo è il contenuto che soprattutto sottoscrivo, ponendo la mia firma a questo emendamento - di una Università vera, dove si valuti la qualità della didattica e la qualità della ricerca, dove si possa avere un nucleo stabile di docenti e dove intorno all'Università ci possano essere anche strutture di accoglienza per gli studenti, e dove - concludo annunciando il mio voto favorevole all'emendamento - ci possa essere una Università all'altezza delle aspettative dei nostri giovani e in grado di dare chance e occupazioni, culturali e lavorative.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. La lettera b), del comma 1, dell'articolo 4, un tema sul quale tanti colleghi si sono cimentati, presentando 10 emendamenti. L'emendamento di sintesi avrebbe dovuto cogliere tutti quelli che erano i contenuti degli emendamenti ma questo risulta difficile se, invece che equilibrare le proposte, si va a trarre soluzioni un po' pilatesche e un po' sibilline, nel senso che non si trova il coraggio politico di assumere una posizione netta e precisa da parte di questo Consiglio. Seppur appare il mio nome tra i presentatori di diversi emendamenti, io non ho sottoscritto questo emendamento per una ragione molto semplice. Credo che il comma 2 di questo emendamento apra uno spiraglio ma non definisca una scelta politica su quello che si intende fare di queste Università, questo è soltanto mettere quelle risorse pilatescamente: laviamocene un attimo le mani, le manteniamo in vita come sono, sofferenti, però non decidiamo niente per il prosieguo e rimandiamo alla Conferenza di servizi. Bene, io devo dire che non si coglie, Assessore, ancora in queste righe non c'è un contenuto preciso su una strategia della cultura, del mondo dell'Università, perché davvero questo non c'è. E non c'è stato il coraggio di assumere una decisione precisa, rimandando al domani la scelta.
Allora, credo che l'incontro con i due Rettori, il confronto che c'è stato proprio su questo tema, abbia aperto la discussione - su questo siamo d'accordo - però a distanza di tre mesi dovevamo essere già in grado di stabilire alcune scelte, alcune proposte da parte della Giunta dovevano esserci, non ci sono, non ci sono ancora! Bene, attenderemo, forse questo può essere il punto di partenza di una discussione, di un approccio al tema, speriamo, speriamo di trovare entro i novanta giorni davvero delle proposizioni serie, sensate e condivisibili. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Molto brevemente, Presidente. Io devo dire che, lo dico ai colleghi perché è questo che emerge, che le Università decentrate sono un problema, lo penso perché mi pare che stia emergendo, e che stia emergendo con forza e davanti a tutti, e che questo problema vada affrontato non con la solita logica di campanile mi pare che sia un altro degli aspetti che vadano sottolineati. Io credo che nell'Università diffusa, nelle sedi decentrate delle Università, ci siamo caduti proprio per questo motivo, proprio perché ognuno voleva nella propria città la possibilità di avere una sede decentrata, e naturalmente poi a questo punto abbiamo visto Olbia, abbiamo visto Tempio, abbiamo visto Alghero, Nuoro, Oristano, Iglesias, e qualcuna sicuramente mi sfugge. E' un fatto questo di cui noi dobbiamo prendere coscienza, credo che proprio per questo siano nate.
Noi abbiamo in Sardegna due Università importanti, antiche, storiche, come è stato detto, importanti anche per quello che hanno rappresentato nella nostra regione, a me piacerebbe sapere che fine vogliamo che facciano queste due Università perché, nel momento in cui avviene quello che sta avvenendo, di sicuro perdiamo quella che è la valenza di queste due importanti sedi e allo stesso tempo succede che quella che è la preparazione che gli studenti hanno in queste sedi decentrate - lo stiamo dicendo tutti - non è sicuramente quella che noi vorremmo, parlo di qualità.
Detto questo, naturalmente io sono favorevole a questo emendamento e sono favorevole anche a quello che è stato l'incremento che hanno avuto, attraverso questo emendamento di sintesi, le risorse che devono essere messe a disposizione, ma lo dico perché ritengo che debbano essere portati a compimento quelli che sono i corsi iniziati, però, Assessore, un attimo bisogna fermarsi, bisogna fermarsi e capire. Perché se è vero che tutti quanti qui hanno la volontà di mettere le risorse a disposizione per finire i corsi, emerge fortemente però che non è solo questo, c'è qualcuno che vuole anche altro, vuole che queste sedi decentrate diventino qualche altra cosa, vuole che in qualche modo se ne discuta, e che non se ne discuta solo ed esclusivamente durante le finanziarie di ogni anno, perché questo è quello che sta avvenendo da tempo. Per il semplice fatto che, mi pare che tutti lo possiamo constatare, queste due importanti realtà, Sassari e Cagliari, non si può pensare che si facciano carico di quelle che sono le spese e i costi delle sedi decentrate. Io credo che se alle Università chiediamo di farsi carico di questo poi, alla fine, si vada a far pagare maggiormente le tasse agli studenti e quindi, se da una parte li vogliamo aiutare, dall'altra poi li carichiamo di quelli che sono costi che invece noi non vorremmo.
Ecco, questa è la sollecitazione: sono d'accordo per quest'emendamento ma sono ampiamente d'accordo...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Il numero così elevato di interventi la dice lunga su quello che è l'interesse per le materie, l'interesse che ha questo Consiglio in particolare sulla materia. E' giusto quello che diceva l'onorevole Masia poco fa: questo dibattito in seno alla finanziaria è ben poca cosa. Abbiamo un emendamento di sintesi che accetto ma devo dire che è una condizione data per ripartire in un dibattito più proficue e profondo da quello che emerge nello stesso documento di sintesi, perché nella prima parte si dice "prosecuzione e completamento di corsi" ed è chiudere una parte; poi, arriva a fare una verifica da parte della Giunta regionale, quasi in modo marginale con la Commissione quarta cultura, dando molta enfasi al rapporto con i Senati accademici di Cagliari e Sassari, e guarda caso con una Conferenza di servizi che non so chi comprenda o voglia comprendere.
Io credo che bisogna rimettere la centralità a quello che è il momento di dibattito alto che questa Istituzione chiede e pretende, che se non è l'Aula, sia la Commissione! Chiederei anche, Assessore, che oltre ai Capigruppo, anche ai membri della Commissione ottava sia dato il resoconto distribuito ieri, per la verifica di quelli che sono i dati dell'Università. Allora, se sono veri, come sono veri i dati che sono stati dati, in semplice dibattito non basta a chiarire quale è il ruolo dell'università, perché se il dato culturale è quello di crescita civile, sociale ed economica e quindi di sviluppo della nostra Isola va approfondito nel merito sostanzialmente senza togliere niente all'università di Cagliari e niente all'università di Sassari, ma ricreando certamente quello che è logico come ho detto ieri che avrei presentato una proposta di legge sulla costituzione dell'università del terzo polo universitario del centro Sardegna con sedi paritetiche di Oristano e Nuoro di modo che poi ci sia una razionalizzazione più complessiva dell'università cosiddetta diffusa, che non è questa, perché sono corsi decentrati e non università diffusa perché anche il discorso qui verrebbe approfondito con i raccordi on-line e così via, credo che bisogna ricercare una crescita seria di Universitas, come ho detto ieri, facendo permanere in sede i docenti e i ricercatori insieme a confrontarsi con i discenti, perché se questo non vi è non c'è crescita, non vi è Universitas seria, non vi è…
PRESIDENTE. Sì, concluda.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non vi è possibilità di far crescere e di lievitare quelli che sono i giovani intellettuali che dovrebbero portare a nuova riva lo sviluppo in Sardegna
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Simonetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (P.D.). Sì sono favorevole all'emendamento, mi pare si sia fatto un passo avanti, soprattutto se realizzeremo gli impegni presi. La razionalizzazione mi sembra un percorso obbligato anche perché ci muoviamo all'interno di un quadro vincolante. Il decreto Mussi, di cui ieri molto si è parlato, è una conseguenza della dichiarazione di Bologna firmata nel 1999 dagli Stati membri dell'Unione Europea e il percorso il processo di Bologna dovrà concludersi entro il 2010 con l'accreditamento, o con l'eventuale mancato accreditamento, dei corsi di laurea ad opera di agenzie europee. Entro il 2010 ripeto, quindi il tempo è poco, e mi pare che se ne sia perso anche molto; dal 1999 si vanno delineando, all'interno di questo percorso due indirizzi, la distinzione fra università di insegnamento e università di ricerca, realizzare l'insegnamento secondo standard riconoscibili, derogando titoli riconoscibili personalmente mi sembra una missione alta. Non tutte le università potranno essere università di ricerca perché mancano, talora, tradizioni e risorse, ciò che è certo, è che l'ottica localistica, che non ha mai pagato, in questo momento paga meno che mai, e rispetto alle giornate non è il problema chiudiamo questo o quell'altro corso, ma quale dei nostri corsi centrali o periferici sarà in grado di rispondere agli standard. E' inutile continuare ad insistere su eccellenza, competitività, rivoluzioni eccetera, perché dal 2010 non saremo più noi a decretarli, ma le agenzie europee. Quindi il processo si compia con o senza di noi, sia che noi lo vogliamo, sia che noi non lo vogliamo. A me sembra molto ragionevole abbracciarlo perché sarà l'unico modo in qualche modo di controllarlo. Però gli obiettivi e il famoso controllo della qualità della spesa, di cui molto parliamo, ma che raramente realizziamo, riusciremo realmente, in qualche modo tenervi fede, se sarà effettivamente coinvolto il Consiglio, le Commissioni e le molte competenze qui presenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Intanto uso una brevissima parte del mio tempo per la dichiarazione di voto, che è favorevole sull'emendamento e devo dire che è favorevole con una sorta di affidavit alla Giunta, perché dopo quattro anni di investimenti sulla conoscenza che è diventata una delle principali infrastrutture di sviluppo della Sardegna, più che un emendamento di inizio di un'attività sulla valutazione del lavoro delle università storiche e gemmate, ci saremmo aspettati una sintesi dei risultati e quindi ci saremmo aspettati di comprendere se le università, ad Alghero, ad Oristano, a Nuoro, ad Olbia stanno dando risultati e magari se stanno dando risultati anche migliori di quelle storiche, ci saremmo aspettati un potenziamento di ciò che deve essere potenziato.
Utilizzo gli ultimi due minuti del mio tempo sul Regolamento, Presidente, nel senso che la pazienza è una grande virtù di chi ce l'ha, però non bisogna mai abusarne. Allora l'assessore Secci, quando io ieri ho chiesto un chiarimento alla Giunta sul significato del termine pubbliche riferito alle scuole, mi ha spiegato e ha sicuramente più esperienza di me, che durante le dichiarazioni di voto la Giunta non può intervenire neanche per chiarimenti. Oggi invece l'assessore Mongiu è giustamente intervenuta per chiarimenti come si era fatto tra l'altro altre decine di volte in questa Aula, ma l'assessore Mongiu ha spiegato che non è intervenuta ieri, non perché non si potesse, ma semplicemente perché ha ritenuto che non doveva, nel senso che la spiegazione della parola pubbliche sarebbe tautologica. L'Assessore anche detto che siccome io ho fatto il liceo Siotto, scuola gloriosa, devo sapere cosa vuol dire tautologica. Assessore, se lei va a vedersi gli atti storici, io non ero uno studente modello, quindi io cosa vuol dire tautologica non lo so. Però sono sicuro che lo sa il collega Marrocu, che ha fatto il liceo classico a Villacidro, e che è intervenuto per spiegare che pubbliche vuol dire statali e con lui tanti altri autorevoli consiglieri del centrosinistra. Poi c'è stata la precisazione che pubblica vuol dire statali e non statali. Forse se fosse intervenuta lei su una questione tautologica ci saremmo risparmiati un'ora di discussione in aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CERINA (P.D.). Io credo che non possiamo non apprezzare il livello del dibattito, che oggi si sta verificando in questa Aula, sia per la quantità degli interventi sia per la qualità degli interventi. Quindi, la mediazione credo che sia uno dei momenti più alti della politica e che molti consiglieri della minoranza abbiano contribuito a questo documento di sintesi e abbiano chiesto di apporre la loro firma, credo che ci debba incoraggiare a proseguire nella ricerca sempre di un punto comune, tanto più che si tratta, ora, di prendere in mano uno dei problemi più cruciali e anche più difficili della nostra Regione. Tant'è che la crescita culturale, anche delle piccole sedi, è importante per le scelte che ci aspettano. Allora io credo - e prendo in parola il termine di 90 giorni per l'intesa fra università - che noi dobbiamo procedere velocemente all'acquisizione di dati, perché se a me personalmente non piacciono né i finanziamenti a pioggia e tanto meno le regalia, però non mi piacciono anche le attribuzioni di fondi senza che ci siano parametri che rispondono a criteri di equità e di qualità. Non mi piacciano neanche i colpi di spugna. Io sono d'accordo che la AILU sia cancellata, però ci tengo a dire che la AILU nasce il 21 marzo 1986. Per iniziativa dell'associazione degli industriali della Provincia di Nuoro e del CIS che dovevano finanziarla. I rapporti si sono diametralmente capovolti, la Regione ora finanzia, su un milione e 80 mila euro, 950 mila a fronte di 130 mila degli industriali e del CIS. Allora un'associazione privata, che doveva creare la libera università nuorese, dov'è questa libera università nuorese? Oggi da un bando per quindici, venti studenti. Era una realtà culturale, era sbagliata la proposta in partenza, o i nuoresi non sono stati in grado di gestirla, o gli enti preposti? O la Regione ha finanziato un'istituzione di cui non sappiamo né il livello di qualità né di produttività. Quindi, chiedo che su questo, sull'AILUN, sulla dispersione scolastica, sul benedetto Parco deleddiano, su tutte le istituzioni culturali, noi abbiamo a disposizione un dossier aggiornato, perché l'AILUN ha insito un dossier perlomeno ridicolo. Vogliamo altri dati, e dunque anche la responsabilità della Regione nell'averlo finanziato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cerina. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (P.D.). Concordo sull'emendamento, perché, a differenza dell'anno scorso, dove ci siamo posti il problema del rifinanziamento delle somme occorrenti per garantire il prosieguo dei corsi delle università diffuse, quest'anno, oltre a garantire le risorse necessarie, il Consiglio, nella sua quasi interezza, pone con forza un'altra esigenza, che è quella di arrivare con coraggio a razionalizzare l'offerta formativa in Sardegna. Non era mai successo, perché normalmente si andava dietro alle spinte localistiche che animavano le prese di posizione dei vari consiglieri. Io credo, partendo anche dalle cose che diceva l'onorevole Simonetta Sanna, che noi oggi dobbiamo avere un'offerta formativa di altissima qualità, visto che, dal 2010, la nostra offerta formativa dovrà essere accreditata dalle agenzie europee, e quindi io credo che si ponga, appunto, l'esigenza di avere un sistema formativo in Sardegna di altissima qualità. Noi dobbiamo però accettare un'altra sfida, e lo dico all'Assessore, e io concordo sulla sua impostazione e sulla sua strategia, che intende portare avanti per rilanciare il sistema formativo in Sardegna. Noi dobbiamo far diventare il problema delle università diffuse un'opportunità per la Sardegna. Da una parte, dobbiamo garantire ai figli delle famiglie meno abbienti la possibilità non soltanto di frequentare università sotto casa, ma di frequentare le migliori università a livello europeo. Però, se decidono i giovani delle nostre comunità di frequentare un'niversità diffusa, devono avere un'offerta formativa di altissimo livello. Ed è per questo che noi dobbiamo, in qualche modo, fare un ragionamento che ci porti a qualificare, razionalizzando, però, perché dobbiamo avere anche il coraggio, per quanto attiene quelle offerte formative che non servono, che rappresentano dei doppioni, che indeboliscono molte volte alcune realtà che invece hanno necessità, perché storicamente hanno esigenze particolari, e mi riferisco in modo specifico all'Università nuorese. Noi dobbiamo, per quanto attiene l'Università nuorese, che trova una sua ragione storica, puntare al potenziamento a fare dell'Università nuorese un vero e proprio polo universitario, eliminando però tutti quei corsi che, in qualche modo, indeboliscono questa esigenza, e quindi si tratta di fare delle scelte, delle scelte coraggiose per far diventare il sistema delle università diffuse un'opportunità per la Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie. Prego i colleghi di stare nei limiti. Siamo in dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Matteo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA MATTEO (A.N.). Grazie, Presidente. Per annunciare la mia astensione all'emendamento di sintesi, e per annunciare anche la mia insoddisfazione, in quanto ritengo, Presidente, nonostante gli interventi autorevoli dei colleghi mi hanno preceduto, di non condividere personalmente questo emendamento. E' un minestrone raffazzonato, è semplicemente un emendamento d'immagine, che serve per mettere la medaglietta in vista dell'imminente campagna elettorale. E' un emendamento tampone, che non chiarisce quale sia la posizione di questa maggioranza e, consentitemi di dirlo, anche di questo Consiglio sull'università in Sardegna e sul prosieguo dei corsi delle università gemmate. Non c'è chiarezza per quanto riguarda il territorio di Olbia e di Tempio, e per questo mi astengo. Apprezzo lo sforzo dell'Assessore, mi auguro Assessore di ritrovarci a breve in un tavolo serio, ad affrontare seriamente questo problema, perché, sinceramente, come rappresentante di un territorio, ritengo che queste facoltà, queste università, questi corsi gemmati devono sapere di che morte morire, e soprattutto vogliamo sapere che cosa realtà si intende fare. Condivido l'intervento di chi mi ha preceduto, del collega Floris, però, credo, Assessore, e cari colleghi che l'avete sottoscritto, che questo emendamento sia solo ed esclusivamente un emendamento di facciata, che non risolve i problemi, ma anzi crea molti dubbi e molte incertezze. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. In un primo momento, e ascoltando gli interventi seppur pacati di alcuni colleghi, mi dava la sensazione che la gente confondesse l'albergo diffuso con le università diffuse. E' un qualche cosa di completamente diverso, perché una cosa è potere offrire ospitalità, alloggio, un'altra cosa è poter esprimere informazione, didattica. Io sono sempre convinto, perché sono pragmatico, concreto, che, se vogliamo mantenere nelle nostre università un livello di informazione, di preparazione, una qualità formativa, come molti hanno detto, di eccellenza, non si possono porre i temi, come li hanno posti i miei colleghi, per quanto riguardava un'università in quasi tutti i centri che superano i 5 mila abitanti, compresa anche Lanusei. Perché, il professor Gessa ieri ha fatto cenno a proposito di un suo collega che deve venire in Sardegna dal Canada, e ha preferito venire nel mese di giugno. Professore, lo sa perché? Perché in Sardegna abbiamo un bel mare, e il suo collega sa che qui c'è un bel mare, un bel clima, una bella temperatura, un bell'ambiente. Però, se vogliamo effettivamente parlare di un problema serio, il problema dell'università diffusa verrebbe un po' più affrontato con molta più serenità e pazienza. Al di là dei campanili, delle medagliette, io sono convinto che se vogliamo recare un beneficio ai nostri figli per quanto riguarda il tipo di preparazione, perché qui si rischia, perché, se voi ricordate, in un certo periodo nel passato, c'erano concorsi di ingegneria per numero, esclusa l'Università di Napoli. Cioè, gli alunni preparati all'Università di Napoli, in ingegneria, non potevano partecipare a quel concorso. La mia preoccupazione è che, con questo fatto di volersi dare le medagliette, oppure di voler portare in tutte le contrade della Sardegna un'università, addirittura qua si parla anche di un polo centrale, ricordatevi che siamo 1 milione e 600 mila, compresi anche le vecchiette e bambini, per cui sono convinto che bisognerebbe formalizzare, non al di là di un emendamento di sintesi, ma meditare, fermarsi, e cercare di preparare un'università che possa effettivamente mettere al centro dell'Europa e nel mondo i nostri figli, quelli che verranno fuori dalle nostre università della Sardegna. Io sono convinto che bisognerà cercare di essere più attenti, e di evitare la demagogie a tutti i costi. Grazie. Mi asterrò, comunque, perché mi ha dato molte garanzie questa astensione, è un premio per l'Assessore addetto, che si incontrerà con gli atenei a breve, e sono convinto, per la preparazione, per l'intelligenza e per l'onestà intellettuale dell'Assessore, che senz'altro potrà portare un rinnovamento in questa…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BRUNO (P.D.). Grazie. Per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento. A me sembra molto chiara la posizione della maggioranza, e credo della Giunta. Va letta nell'insieme dell'articolo 4, e non solo in questo emendamento. Si fanno delle scelte sull'Università, ho già espresso il mio pensiero sulla materia in discussione generale, la scelta che si fa è sicuramente quella di potenziare gli Atenei di Sassari e di Cagliari, lo dicono anche le altre misure presenti; triplicare i posti letto, incrementare i contributi per gli affitti, per le borse di studio, per i prestiti d'onore, e siamo tutti d'accordo e lo diciamo nell'ambito di questo articolo, complessivamente, che il problema non è Università diffusa sì Università diffusa no, ma migliorare complessivamente la qualità della nostra Università. E allora, tendendo ad un unico sistema integrato regionale io credo che quanto contenuto in questo emendamento, cioè il fatto di arrivare entro 90 giorni a una conferenza di servizi che dovrà vedere la Regione, gli Atenei, ma anche credo i Consorzi universitari del territorio che sono composti anche dagli enti locali, dovrà pervenire insomma ad un progetto definito dell'Università che vogliamo nella nostra Sardegna, e ricordiamoci che i dati da cui partiamo sono, il 10 per cento dei laureati, i bassi livelli di istruzione e di conoscenza. Per quanto riguarda… è doveroso parlare anche del terzo capoverso dell'emendamento, si parla della sede suburbana di Alghero che ha una Facoltà, l'unica Facoltà presente in Sardegna, non nella sede legale dell'Ateneo, la Facoltà di Architettura, ha un corso di laurea in produzioni marine e scienze ambientali, la scelta che si fa è quella di mantenere, di proseguire e di completare i corsi attingendo, perché così la finanziaria statale del 2007 dice esplicitamente, le sedi universitarie, i corsi universitari che sono in sedi confinanti a quelli della sede legale, non fanno parte della decentrata, quindi sono però presenti nei programmi e devo dire nelle prospettive e nelle strategie dell'Università di Sassari. In questo senso io credo che la Facoltà di Architettura di Alghero che ha avuto, insieme al corso di scienze ambientali, ingenti fondi in questi anni pari quasi a 10 milioni di euro, credo che possa, avviata e conclusa questa fase di start up, creati i laboratori, i servizi per gli studenti, la biblioteca, riuscire insomma ad entrare a regime e a fare la propria parte, così come dice l'indagine di Almalaurea; 49 Atenei che appunto mettono la facoltà di Alghero di architettura ai primi posti anche per il rapporto docenti-studenti, per il rapporto che esiste anche per quanto riguarda i laureati che riescono a laurearsi in corso. Per questo io credo che questo emendamento meriti la nostra approvazione nell'ambito però di un'idea precisa, definita dell'Università in Sardegna che dobbiamo leggere nell'intero articolo 4.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Credo, Assessore, che lo sforzo fatto in questo emendamento sia il massimo di quello che si poteva concentrare per dare risposte rispetto a determinate esigenze di territorio, quindi, per questo, è stato da noi sottoscritto. Abbiamo, peraltro, nell'intervento dell'onorevole Lai, richiamato comunque alcune esigenze che riguardano non tanto questioni di campanile, ma, più che altro, questioni di qualità del servizio, e credo che l'Università, per chi come tanti di noi l'ha fatta, l'ha frequentata, sia un momento di prova per quello che poi è l'attività lavorativa importante di coloro che la frequentano; pochi ormai si fermano, parcheggiati all'Università, molti invece la frequentano, però, quando poi si laureano non trovano la possibilità lavorativa, e questo è il dramma vero dell'Università oggi in Italia e quindi anche in Sardegna. Io credo che la qualità dell'Università può consentire un salto importante in positivo dei giovani sardi in un mercato anche globalizzato e globalizzante che non ha pietà neanche per chi si laurea e quindi ha necessità di essere maggiormente rafforzato. Io, quindi, da questo punto di vista ho apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Sanna Simonetta che ha dato dei segnali importanti in questa prospettiva, e spero che in questo modo non ci possa essere, come è capitato negli anni 60, e qui c'è il professor Gessa, buon testimone, che a Cagliari, quando si diffuse l'epidemia del colera, non c'era nessun ricercatore che sapesse distinguere vibrione da una spirochetta. Allora, l'Università deve anche lasciare delle impronte importanti nella società sarda. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. Ho inteso che i due emendamenti presentati dal suo Gruppo… chiedo scusa onorevole Marracini, i due emendamenti presentati dal suo Gruppo sull'Università diffusa, sono inclusi nell'emendamento di sintesi?
MARRACINI (Gruppo Misto). Sì.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (P.D.). Sì, grazie Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, perché considero che questo emendamento consente di porre le basi per un nuovo ragionamento sull'Università decentrata allo stato attuale, e in particolare a superare l'emergenza contingente, stando attenti, però, che questo nuovo ragionamento che si dovrà aprire e che appunto si aprirà, per questo nuovo ragionamento c'è poco tempo a disposizione per le ragioni che ha ben illustrato la collega Simonetta Sanna, che da sola, in questa giornata, ha chiarito bene i termini del processo cui devono andare incontro le Università per continuare ad essere tali, e non soltanto quella nuorese. Nel merito dell'Università nuorese, poi, vorrei aggiungere che i 90 giorni vengano utilizzati per delineare il percorso che la trasformi da un Università decentrata a polo universitario autonomo, perché solo così potrà effettivamente avere un futuro. Contemporaneamente credo che sia anche importante che si imprima velocità ai meccanismi che nel nostro territorio, il territorio del nuorese, ma non solo, nel territorio della Sardegna, creino nuove occasioni occupazionali per i laureati dei settori che sono riferimento dei corsi universitari della nostra Università. Anche imprimendo un'accelerazione, quindi, ai processi di sviluppo del territorio dando sbocco occupazionale a quei laureati, si dà maggiore senso e maggiore forza alla stessa Università del nuorese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Barracciu. Votiamo gli emendamenti di sintesi "970". E' stata richiesta la votazione elettronica. Per quanto riguarda la copertura finanziaria c'è l'emendamento della Giunta, il numero 969, quindi, se siete d'accordo, io proporrei la votazione del testo dell'emendamento numero 970 con la copertura economica dell'emendamento numero 969. Allora, l'emendamento della Giunta regionale propone di diminuire la somma destinata ai professori, ai visiting professor, per capirci rapidamente, da 6 milioni a 4 milioni… Va bene? Insomma, il risultato complessivo è che per l'emendamento numero 970 sono destinati 2 milioni di euro.
E' stata richiesta la votazione per scrutinio elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento di sintesi numero 970.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Floris Mario - Gallus - Ladu - Murgioni.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Gessa - Lai Renato - Liori - Moro - Pileri - Sanna Matteo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 69
astenuti 7
maggioranza 35
favorevoli 65
contrari 4
(Il Consiglio approva).
Gli emendamenti numero 366, 244 e 82 sono, di conseguenza, decaduti. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). No, Presidente, sta dichiarando decaduti questi emendamenti?
PRESIDENTE. Sì, perché ho detto che avremmo messo in votazione anche l'emendamento della Giunta regionale che individuava la copertura finanziaria.
CAPELLI (U.D.C.). Questo vuol dire un'altra cosa.
PRESIDENTE. Prego?
CAPELLI (U.D.C.). Questo vuol dire un'altra cosa, cioè la Giunta regionale nella copertura finanziaria toglie 2 milioni di euro dal comma 1 della lettera d), però questo non vuol dire che non possano rimanere in piedi gli emendamenti numero 244 82, che comunque dicono che da quel capitolo vanno tolti in uno un altro milione di euro, da destinare a FNOL, e l'altro altri 2 milioni di euro. Per cui posso concordare sul primo, che lo riduce a 4, cioè l'emendamento numero 366, ma gli emendamenti numero 244 e 82 chiedono un'ulteriore riduzione di quel capitolo.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io avevo capito che l'intesa fosse un'intesa di carattere generale…
CAPELLI (U.D.C.). No, no, su questo non c'era intesa.
PRESIDENTE. …perché ieri quando abbiamo sospeso questi emendamenti la proposta dell'onorevole Marrocu intendeva discutere le cose insieme.
CAPELLI (U.D.C.). Infatti le ricordo, Presidente, che sono intervenuto per chiarire che quella era la proposta dell'onorevole Marrocu.
PRESIDENTE. Va bene, se non è così votiamo gli emendamenti numero 244 e 82, che riducono ulteriormente il fondo a disposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Presidente, io credo che sotto il profilo formale il ragionamento che faceva l'onorevole Capelli sia un ragionamento corretto, anche se nell'apporre la firma, perlomeno per quanto mi riguarda, all'emendamento testé votato sull'università c'era naturalmente l'intesa implicita che perlomeno per quanto riguarda l'emendamento numero 244 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 244 è ritirato. Resta l'emendamento numero 82, a pagina 35, Diana, Artizzu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, è l'ulteriore riduzione che nelle dichiarazioni precedenti il Consiglio ha richiesto, perciò sull'emendamento numero 82 chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Colleghi, è stata chiesta la votazione elettronica segreta. Prego i colleghi di stare al posto.
Onorevole Uggias, di che cosa intende parlare?
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Avrei bisogno di un chiarimento perché vorrei capire: con la riduzione che è stata operata a margine dell'emendamento sull'università abbiamo già, di fatto, una riduzione a 4 milioni per quanto riguarda il visiting professor, quindi è inutile questo…
PRESIDENTE. Scende da 4 milioni a 2 milioni.
UGGIAS (Gruppo Misto). Ah, ecco, scende da 4 milioni a 2 milioni.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 82.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 73
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 27
contrari 46
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Sull'emendamento numero 29 c'è il sostitutivo parziale numero 962.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, grazie. Io credo che su un emendamento come questo, che ha ottenuto, grazie alla disponibilità di chi si è fatto disponibile a chiedere, la firma così diffusa da parte di colleghi del Consiglio appartenenti sia alla maggioranza che alla minoranza e che, tutto sommato, impegna il Consiglio regionale per una somma davvero modesta rispetto a quelle che sono le somme complessive messe a correre da questa legge finanziaria e per un fine così nobile e condiviso che è quello di introdurre anche presso i diversamente abili la possibilità di manifestazioni sportive di alto livello, io credo che bene farebbe Consiglio regionale a non dividersi e bene farebbe il Consiglio regionale a mandare un segnale unitario, condiviso, come parrebbe poter essere dal novero delle firme apposte all'emendamento numero 29, sulla sensibilità nelle piccole cose - perché, ripeto, si tratta di piccole cose - che il Consiglio regionale vuole manifestare ai diversamente abili.
Io mi auguro, e annuncio in tal senso ovviamente il voto positivo mio personale e del nostro Gruppo, che l'intero Consiglio regionale voglia esprimere un voto favorevole su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Non è in aula, quindi decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. E' un emendamento abbastanza semplice, in cui ci sono i campionati italiani assoluti di atletica leggera per disabili. Per la prima volta si svolgono in Sardegna e questo emendamento esprime il fatto che per poter svolgere questi campionati di atletica occorrono dei soldi. Ecco perché si è fatto quest'emendamento: dei finanziamenti. L'unica possibilità era fare un emendamento per poter avere questi finanziamenti, è scoppiato un finimondo qua dentro. Un finimondo. Io vorrei chiedere al Consiglio che lo sport è terapia per questi ragazzi, lo sport li fa inserire nella società, lo sport vuol dire molto per queste persone. Pensate un po', non sappiamo neanche se questo emendamento va in porto e hanno già aderito esattamente 400 società italiane. Per poter avere la possibilità di avere i campionati italiani assoluti qui in Sardegna, abbiamo fatto un preventivo di spesa e qualcuno questo preventivo di spesa è considerato il minimo. Io ricordo a questi qualcuno che ogni disabile che viene in Sardegna può viaggiare... in ogni volo di linea solo due disabili e devono venire almeno due o tre giorni prima, non sono dei normodotati che possono arrivare in aereo e gareggiare dopo un'ora, no! Ogni disabile deve avere l'accompagnatore, sennò non può viaggiare, oltretutto, e dunque i costi sono elevatissimi. Vi ricordo un'altra cosa, che abbiamo tre campioni sardi che dovranno partecipare a questi campionati assoluti italiani e penso che faranno i minimi per andare alle paraolimpiadi. Volevo dire un'altra cosa ai consiglieri, perché è stato contestato, forse perché l'ho presentato io, è stato contestato un po' troppo questo emendamento: io penso che non ci sia niente da contestare, quello che mi hanno detto mi ha quasi scandalizzato, mi ha quasi scandalizzato, perché io chiedo poco qua dentro, quello che chiedo lo chiedo per queste persone qui. Dunque, lascio a voi la decisione. Se voi votate questo emendamento vuol dire che si svolgeranno le paraolimpiadi, sennò è vergognoso davanti a tutta l'Italia che il Consiglio regionale non ha dato questo contributo per fare questi campionati italiani. Grazie.
PRESIDENTE. Diamo la parola all'onorevole Contu che si era spostato temporaneamente.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che su questo emendamento, colleghi del Consiglio, abbiamo avuto occasione di confrontarci in varie sedi, in Commissione, nei corridoi, in Consiglio, nei pour parlez. I contenuti e lo spirito che animano questo emendamento sono quelli di avere a Cagliari una manifestazione importante, sono quelli soprattutto di offrire non solo agli atleti isolani che militano nei campionati assoluti di atletica leggera, ma militano in quei campionati che sono riservati come paraolimpiadi ai soggetti diversamente abili. Io credo che l'alto contenuto civile, morale, possano spingere i colleghi a riflettere sul tema, ma a riflettere soprattutto sul fatto che forse non sono bastati fino a questo momento gli appelli accorati del collega Petrini, credo che eventualmente anche una sospensione per l'elaborazione di un contenuto che magari può essere condiviso potrebbe portare a trovare una soluzione unanime, una soluzione perlomeno che porti al sostegno economico perché davvero questa manifestazione possa essere svolta onorando degli impegni per la federazione, ma soprattutto per il Comitato regionale sardo che si è assunto l'onere di dare la disponibilità per questa organizzazione e quindi complessivamente dare una risposta a tanti nostri concittadini che a questo risultato, a questo obiettivo ci mirano da anni, anni e anni e quindi sostanziare queste attese con un'accettazione da parte del Consiglio regionale di condividere la manifestazione, di conseguenza erogare il finanziamento. Grazie.
PRESIDENTE. Abbiamo dieci dichiarazioni di voto, magari possiamo anche asciugare...eh?
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). L'emendamento del collega Diana mi pare ovviamente che se dovessimo poi parlare dell'emendamento numero 29 dovrebbe essere accolto perché è evidente che non si può fare uno stanziamento così rilevante ad una associazione, dove magari il nostro collega è molto informato, se non è vicepresidente, ma mi pare giusto che sia dato a un comitato e non certamente all'associazione diretta interessata, anche perché altrimenti facciamo come quello spot televisivo rispetto ai portatori di handicap e quindi non mi pare che sia il caso. Però, devo dire, io non condivido l'impostazione, lo dico con molta franchezza, chi lo ha stabilito che servono 200 mila euro, o 50 mila, e 100 mila? Dalla documentazione che lo stesso comitato mi ha trasmesso come Capogruppo questa è una gara che si terrà in due giorni, dove la federazione nazionale che organizza, attraverso il comitato regionale che poi attribuisce a una associazione, si fa carico di tutti premi, chiede ovviamente di farsi carico degli spostamenti dentro la Sardegna, si fa riferimento qui a 200 partecipanti, il collega diceva sono 400. Una notte in Sardegna, secondo anche lo schema della stessa associazione, costa 50 euro, 50 euro per 400 persone fa 20 mila euro. Per spostarli, noleggiare un pullman per un'intera giornata costa 600 euro in Sardegna, 600 euro per 400 persone vuol dire 8 pullman, mettiamo 10, significa 6 mila euro. Arriviamo a 26. I premi li paga la federazione nazionale...
PETRINI (F.I.). Non è così, lo sai che non è così!
MARROCU (P.D.). Da cosa si giustifica 200 mila euro? Io penso che la giustificazione di una spesa dovrà avere un passaggio in Assessorato, un preventivo di spesa, il numero degli atleti che partecipano, il costo di questi atleti e così via, tenendo presente, Presidente e anche cari colleghi, che la prima parte è già contenuta nella finanziaria perché il punto d) del comma 19 prevede già 50 mila euro a favore del comitato regionale paraolimpico, prevede già 50 mila euro per i campionati regionali. Per cui io, sinceramente, o si sospende per cercare di trovare un accordo più generale che tenga conto dei costi effettivi, ma non sono disponibile perché ha ragione il collega Sanjust che in Commissione diceva: "Non è che chi trova il padrino viene e ottiene". Sembra quasi che chi non è d'accordo sia contro l'impegno sociale dei disabili che ovviamente mi offenderebbe, mi offenderebbe! Io sono perché si dia tutto il sostegno possibile e immaginabile ma voglio vedere conti, va verso il comitato e non verso l'associazione, voglio vedere chi partecipa, tenendo presente che quando vanno i ragazzi nostri fuori, paga la Regione, se vengono in Sardegna gli altri dobbiamo pagare noi anche per quelli...
PRESIDENTE. Concluda, prego, onorevole.
MARROCU (P.D.). Quindi mi sembra che quando noi mandiamo i ragazzi fuori, lo ribadisco, noi attraverso l'articolo 28 della legge numero 17, ricevono il contributo della Regione e non è che per tutti quelli che vengono in Sardegna ... nazionale paghiamo tutto noi! Noi possiamo pagare l'albergo e non è neanche previsto negli accordi, possiamo pagare il pullman e non è neanche previsto, ma si arriva a 30 mila euro, a 40 mila euro non a 200 mila euro! Per cui chiedo o la sospensione, altrimenti io voterò contro l'emendamento numero 29.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. In questa finanziaria, come in altre finanziarie, la Regione Sardegna interviene solitamente quando si organizzano delle manifestazioni di una certa rilevanza. Nell'articolato vediamo, per esempio, un finanziamento che la Regione Sardegna pone per i giochi delle isole, una manifestazione piuttosto importante, ci sono i 50 mila euro per i campionati sardi delle paraolimpiadi regionali sarde, c'è una quota pari a 150 mila euro che è destinata al campionato italiano delle regioni per la pallavolo giovanile, patrocinata anche questa da una federazione nazionale. Ci sono quindi delle risorse che vengono impegnate con una volontà piuttosto diffusa. Ora io ho ascoltato ovviamente le considerazioni dell'onorevole Marrocu, parlo dell'emendamento numero 962, perché credo che impropriamente altri colleghi abbiano parlato dell'emendamento numero 29. E' all'attenzione dell'aula l'emendamento numero 962 che precede essendo un emendamento ad un emendamento, precede l'emendamento numero 29. Beh insomma, io non riesco a quantificare onorevole Marrocu, quindi forse bene ha fatto lei a chiedere di sospendere per un attimino questo argomento. Certo è che nel momento in cui oltre 60 consiglieri hanno deciso di apporre la firma all'emendamento numero 29, non la si può considerare solo come un ordine del giorno. Non può essere solo questo, non può essere solo questo, ci dev'essere quantomeno una condivisione del principio che questa manifestazione deve essere in qualche maniera sostenuta. E allora, partendo proprio da questo, da questa manifestazione, comunque, pare ci sia una volontà piuttosto diffusa di sostenerla, l'unico problema che si tratta di risolvere è quello di capire se queste risorse sono più o meno sufficienti. Quindi, sospendere l'emendamento, fare un'interlocuzione e comunque, e ho terminato, io non credo che i campionati italiani di pallavolo giovanile vengano organizzati dalla federazione, probabilmente la federazione li affiderà a qualche sodalizio sardo, non lo so. Mi sono chiesto, se così non fosse, stiamo...
PRESIDENTE. Concluda.
DIANA (A.N.). Stiamo parlando di due federazioni diverse ovviamente l'esperienza e la capacità che possono avere delle federazioni di rango nazionale ed internazionale come quelle di cui stiamo parlando, non possono essere alla portata certamente al CIP. Per cui se ci fosse anche la necessità per il tramite della federazione nazionale di inserire il soggetto preposto all'organizzazione di questi giochi, beh, io credo che questo non sarà un dramma. Concordiamo quella che dev'essere la cifra e poi vediamo un po' come si può andare avanti. Quindi chiederei di sospendere questo emendamento.
PRESIDENTE. Se sospendiamo l'emendamento e questa è l'opinione dei colleghi, sospendiamo anche le dieci dichiarazioni di voto che sono tante per un tema certamente importante, ma forse anziché tante dichiarazioni di voto serve trovare un'intesa. Onorevole Pileri sospendiamo?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Semplicemente un chiarimento di qualche minuto, poi sono d'accordo con la sospensione, però ritenevo utile fare, Presidente, alcuni chiarimenti perché l'onorevole Marrocu, dico puntualmente, ma dimenticandosi di qualche passaggio, ha tirato fuori delle cifre per quanto riguarda la manifestazione. Ma, io dico che ci sono anche altri documenti che possono dimostrare che quei fondi stanziati in finanziaria non sono assolutamente sufficienti e che quindi la richiesta fatta con l'emendamento dall'onorevole Petrini, poi modificato con il numero 962 perché forse è più corretto da un punto di vista formale, merita particolare attenzione e quindi la sospensione sarà utile per valutare sicuramente che i fondi stanziati in finanziaria non sono assolutamente necessari e sufficienti anche perché il comitato ha chiesto fra l'altro che ci sia l'ospitalità e questa manifestazione che inizialmente doveva durare due giornate, pare che adesso le giornate siano diventate tre, quindi significa garantire l'ospitalità per 15 giorni per circa 400 persone. Quindi questi fondi assolutamente non sono necessari e quindi ritengo che una sospensione possa essere utile a far sì che un emendamento che è stato firmato da oltre 60 consiglieri possa trovare una sintesi positiva e un'unanimità in quest'Aula.
PRESIDENTE. Allora, sospendiamo, se sospendiamo onorevole Espa, sospendiamo e poi eventualmente si riinterviene se la sospensione aiuta. Altrimenti io la faccio intervenire, ma prima di far intervenire lei ce n'è altri quattro. Quindi sospendiamo cinque minuti. Fra l'altro la sospensione è una sospensione che deve essere veloce perché altrimenti non possiamo votare il testo dell'articolo. Quindi io sospenderei cinque minuti cinque in Aula. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 14, viene ripresa alle ore 13 e 30.)
PRESIDENTE. Possiamo riprendere colleghi? Stiamo facendo stampare un emendamento di sintesi. Intanto informo i colleghi che il lavoro proseguirà senza interruzioni fino alle 17 e 30, abbiamo previsto la possibilità che ci si possa rifocillare senza interrompere l'aula, quindi ci si muove con discrezione, a gruppi e senza fare risentire al lavoro delle assenze.
Bene colleghi, abbiamo distribuito l'emendamento che comprende gli emendamenti precedenti, su cui erano aperte le dichiarazioni di voto. Io chiedo ai colleghi che si erano iscritti per dichiarazione di voto se, per agevolare il lavoro, non si ritengano soddisfatti dell'emendamento che accoglie sostanzialmente la proposta formulata da numerosi firmatari, onorevole Petrini e più. Se tutti i colleghi accolgono il mio invito, passiamo…
Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Grazie Presidente. Io credo che l'emendamento di sintesi che è stato fatto in questo momento dalla Giunta, mi sembra un'ottima soluzione, anche perché raccoglie uno dei principi più importanti, perché già il mio Capogruppo aveva espresso un ragionamento legato a quelli che potevano essere i costi della manifestazione, e poteva essere 200 mila poco, poteva essere anche di più, poteva essere 300 mila, però la sintesi che è stata trovata mi sembra congrua. Mi sembra congrua, non solo perché io spero si possa attingere alle leggi di settore per avere ulteriori finanziamenti, ma anche perché, alla fine, uno dei principi che io vorrò sostenere in una questione così delicata, sulla quale siamo tutti d'accordo, quindi il sostegno alle attività delle persone con disabilità e all'attività sportiva delle persone con disabilità, alla fine devono essere caratterizzate da una sorta di evidenza pubblica. Ovverosia, è inutile… io su altri emendamenti dirò qualcosa in questo senso, cercare di finanziare, a mio parere, organizzazioni sicuramente meritorie, ma che probabilmente hanno bisogno, in questo contesto, di avere dei contenitori globali nei quali più associazioni possono attivarsi. In questo caso, essendo la manifestazione straordinaria, bene ha fatto la Giunta ad indicare il Comitato italiano paralitico. Per questo, il mio voto sarà favorevole e, ripeto, è una situazione nella quale si è dato un grande impulso, da parte di questa Giunta regionale, da parte del Consiglio, ad un'attività che penso possa dare merito a tutta la Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie. Gli altri colleghi hanno accolto il mio invito. Onorevole Petrini, lei era già intervenuto. Grazie.
Siamo nella fase di votazione dell'emendamento numero 972. E' stata chiesta la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 972.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Liori - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 94, decade.
Mettiamo in votazione l'Articolo 4.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Ma, il dibattito su questo articolo, particolarmente ostico, nella primissima fase dell'esame degli emendamenti, ha evidenziato che quando il Consiglio opera senza assilli e senza nervosismo, o rigidità di alcune parti, lavora decisamente meglio. Ha anche messo in rilievo che atteggiamenti di chiusura da parte della Giunta, per il rispetto di proposte, spesso unilaterali, non premia. Io sono soddisfatta della cancellazione dell'Agenzia Patrimonio culturale, della sintesi raggiunta sulle università decentrate, e della prospettiva e l'impegno assunto, stamattina, dall'assessore Mongiu, di portare all'attenzione dell'aula, in tempi brevi, le problematiche della formazione, dall'infanzia fino ai master. Esprimo anche soddisfazione per il ripensamento della Giunta, che ritengo ispirato dai Socialisti in quest'aula, sul finanziamento esclusivo degli studi universitari di indirizzo tecnico scientifico. Auspico che un'attenzione particolare sia riservata al problema sollevato dagli editori sardi, e che le questioni relative al settore dell'informazione non siano considerate residuali, se non addirittura irrilevanti. In attesa, ovviamente, dell'esito del proseguo del lavoro, dichiaro il voto favorevole sull'articolo 4. Grazie.
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Siamo agli emendamenti aggiuntivi. Emendamento numero 514, a pagina 45, parere favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Grazie Presidente. Io penso che questo emendamento sia un emendamento strategico, lo segnala all'Assessore, perché permette, con questa introduzione, io poi avrei anche un sub-emendamento da proporre, se si ritiene opportuno, permette di risolvere, a mio parere, una questione molto importante che riguarda gli studenti con disabilità, che sono, in modo particolare, inseriti nelle scuole superiori. Io voglio ricordare che su questa questione la Sardegna ha fatto dei passi particolarmente importanti. Voglio ricordare che su 4506 studenti, alunni con disabilità, ben 1197 sono gli studenti delle scuole superiori, e se voi pensate a vent'anni fa, ma anche meno, studenti delle scuole superiori, con disabilità anche gravi, non ce n'erano. Quindi è un provvedimento importante, quest'inserimento del collega Giuseppe Cuccu, con gli altri consiglieri, e chiedo anche di poter apporre la mia firma a questo emendamento, ma vorrei capire se possiamo precisare come utilizzare in questo senso i soldi. Perché c'è un grande problema, come lei sa Assessore, legato al finanziamento delle province e degli enti locali, per quanto riguarda l'assistenza. L'assistenza a questi studenti che viene fatta in due maniere. Come sappiamo la legge prevede che la Scuola deve pensare l'assistenza di base, quindi tutte le scuole, parlando quindi del personale A, ovverosia dei bidelli, che sono tenuti a fare questo tipo di sostegno, mentre l'assistenza specializzata alla comunicazione, come succede per esempio nelle scuole superiori, penso alle novantuno richieste della Provincia di Cagliari, di assistenza, per le scuole superiori, alla comunicazione, sono un percorso che dev'essere garantito dagli enti locali o dalle province. Allora, io mi permetterei di inserire una frase che fa, quindi oltre alle parole: "per favorire lo studio agli studenti disabili", aggiungerei: "anche attraverso servizi che garantiscono il supporto organizzativo del servizio d'istruzione per gli alunni diversamente abili in situazione di svantaggio, così come previsto dall'articolo 73 della legge regionale numero 9 del 12 giugno 2006 perché questa normativa sarda stabilisce con chiarezza che la provincia ha dei compiti e i comuni hanno altri compiti, in modo da poter utilizzare questi soldi, non solo per il finanziamento delle scuole, ma anche per dare delle risorse agli enti locali su questo specifico argomento, io le segnalalo ovviamente che una delle più gravi cause di dispersione degli studenti è quella degli studenti disabilitati, sappiamo benissimo che mancanza di assistenza prevista come dovere dalla legge e non come una possibilità, una possibilità che viene data così, una elargizione è un diritto degli alunni, io penso che si possa fare questo chiarimento per poter dare risposte alle province e ai comuni che hanno questo carico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Espa, ci faccia pervenire la eventuale proposta di integrazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io avrei sperato che questo emendamento andasse al voto senza dichiarazioni di voto in modo da consentirmi con un po' di ipocrisia di votare a favore senza dire niente.
Invece devo aggiungere un'altra oncia di ipocrisia e devo votare a favore dopo aver detto qualcosa nel senso che il voto a favore è quello doveroso ogni volta che si parla di disabilità perché impegna ciascuno di noi ad avere un atteggiamento mentale di aperture e di disponibilità rispetto a problematiche che ciascuno di noi ben conosce, spesso per averle toccate con mano, per cui è difficilissimo ogni volta che si introduce in qualsiasi aula consiliare l'elemento della disabilità fare un ragionamento che vada controcorrente. Però devo dire che voto con ipocrisia a favore perché è evidente che il dettato previsto dalla Giunta regionale nel primo capoverso del comma a) aveva una finalità precisa e stanziava una somma definita per la finalità precisa, la finalità precisa era quella del potenziamento complessivo dell'offerta scolastica per il miglioramento della qualità dell'offerta soprattutto e specificamente rivolto ad evitare una dispersione scolastica che noi sappiamo in Sardegna essere molto alta, anche perché sappiamo per contro che i meccanismi di paracadute per tutti coloro che sono oggetto, anzi sono vittima della dispersione scolastica, e cioè quello che un tempo era il mondo della formazione professionale, per volontà della Giunta regionale è stato sostanzialmente raso al suolo. Per cui questi 20 milioni di euro che erano orientati, specificamente e segnatamente, verso interventi di recupero della qualità del sistema scolastico, a mio avviso bene avremmo fatto a lasciarli destinati a quello e destinare invece a quelle lodevolissime iniziative, che il collega Espa ha sottolineato nel suo intervento, uno stanziamento preciso e ben definito, affinché fosse chiaro quanto la Regione intendeva stanziare per gli interventi, per il rafforzamento della qualità delle politiche antidispersione e quanto la Regione intendeva specificamente destinare a politiche che fossero rivolte invece ad evitare la dispersione tra i portatori di handicap, a sostenere la frequenza dei portatori di handicap e dei diversamente abili all'interno di scuole che spesso li espellono perché non hanno strutture fisiche e architettoniche, adeguati alla loro frequenza.
Questo sarebbe stato ragionevole, invece questa maggioranza tende sempre a fare il pout pourri, è quello che si fa quando normalmente non si hanno ben chiare le idee e si vuole mettere una pezza da una parte e una pezza dall'altra, siccome i soldi sono quelli le pezze sono 100 e si è tappata la bocca a tutti. Non è un ragionamento né corretto, né coerente, che dopo quattro anni di governo si dovrebbe fare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore. Presidente, solo perché mi era sfuggita una cosa, nel momento in cui era stato espresso il parere avevamo dimenticato di inserire una virgola dopo la parola: "dispersione scolastica - virgola - per favorire il diritto allo studio" perché altrimenti sembra che sia unita la frase, era stata oggetto di discussione anche in Commissione, quindi c'è necessità di una virgola dopo dispersione scolastica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, soltanto per segnalare una cosa che onestamente era sfuggita anche a noi quando abbiamo dato il parere favorevole, nel comma 1 dell'articolo 4, nella terza linea, dove si parla di dieci milioni per un programma di interventi contro la dispersione scolastica, per favorire il diritto allo studio gli studenti disabili a favore delle scuole di ogni ordine e grado.
Quindi è già specificato che ci sono 10 milioni destinati specificamente alla dispersione scolastica e alla disabilità, quindi ritengo di poter chiedere ai consiglieri presentatori dell'emendamento di un approfondimento in questo senso per valutare l'opportunità di ritirarlo perché ripetere mi sembra che sia una cosa non necessaria nello spirito della proposta.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Presidente, conformemente alle cose che diceva adesso l'assessore Secci, io non ho compreso se l'emendamento si riferisce certamente alla lettera a) ma non capisco se si riferisce al primo punto della lettera a) dove parla di favorire la qualità dell'insegnamento, relativamente ai 20 milioni di euro, o se si riferisce al terzo punto laddove si parla di 10 milioni di euro che sono contro la dispersione scolastica e per favorire il diritto allo studio ma è già ricompresa la dicitura degli studi a favore degli studenti disabili.
Quindi, se si riferisce a questo terzo punto mi pare che l'emendamento risulti superfluo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.). Adesso avendo io il testo della Commissione con gli emendamenti che erano stati approvati in Commissione confermo che effettivamente si è trattato di un errore perché l'emendamento era stato presentato durante i lavori della Commissione, approvato in Commissione, nella terza linea, quindi è corretto, l'emendamento viene ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, l'emendamento è ritirato. Emendamento numero 243, era stato espresso parere negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intanto per segnalare, riscontro soltanto in questo momento, che l'emendamento viene agganciato al terzo punto della lettera a), cioè dopo le parole della legge regionale del 2007, sono aggiunte le seguenti. E' sbagliato il riferimento perché andava agganciato al primo punto della lettera a) cioè arrivati al punto, dove si dice: "quanto a euro 20 milioni da destinare alle scuole pubbliche"
In sostanza Presidente, l'emendamento tende a questo, siccome i 20 milioni di euro, diamo atto all'Assessore che per la prima volta vengono destinate risorse notevoli contro la dispersione scolastica, e però vengono spesi i 20 milioni di euro in linea generale per tutte le scuole di ogni ordine e grado, ora ci pareva opportuno intanto che una parte consistente di queste risorse fosse sì impegnata per la qualità dell'insegnamento ma in modo prioritario nella fase di criticità del percorso dell'obbligo formativo, quindi in maniera specifica nella parte dell'obbligo formativo.
So che la Commissione ha espresso parere contrario invitando i proponenti al ritiro, però ha espresso parere contrario presumibilmente perché era agganciato al terzo punto della lettera a) e quindi del tutto incongruente, quindi chiedo di rivalutarlo, se possibile ancora, l'aggancio al primo punto della lettera a). Grazie.
PRESIDENTE. Il consigliere Balia chiede di destinare il 70 percento dei 20 milioni di euro ad interventi volti a favorire la qualità dell'insegnamento per contrastare le criticità.
CUCCA (P.D.), relatore. Presidente, avevamo, durante i lavori della Commissione, già preso in considerazione e si era discusso anche del contenuto dell'emendamento, in effetti si era espresso il parere negativo e si era deciso appunto di chiedere il ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. C'è la conferma, onorevole Balia, della richiesta di ritiro. Se viene mantenuto votiamo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Soltanto per capire meglio questo problema della criticità, è ovvio che ci si riferisce alla classe intermedia e cioè uno dei problemi più gravi degli studenti è quello dei passaggi alle classi superiori. Allora, ci sono delle fasi particolarmente critiche quando si arriva alla fine del biennio, molti studenti non sono in grado di raggiungere le classi superiori, proprio perché hanno necessità di avere dei corsi particolarmente significativi per quanto riguarda alcune discipline. Facciamo riferimento per esempio alla lettura, alla comprensione del testo. Allora, quest'emendamento intende mettere l'accento sulla necessità che la qualità della formazione sia effettivamente valutata e una percentuale maggioritaria sia destinata ad interventi che si focalizzino su questa fase più critica. Io volevo dare solo un contributo di apertura e di valutazione in merito proprio a questo aspetto della formazione, che riguarda sia gli studenti della scuola dell'obbligo, per esempio nella fase preadolescenziale, sia proprio nella fase adolescenziale del biennio delle superiori. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Sì, grazie. A me pare che la dispersione scolastica la si ha proprio nelle fasi iniziali, cioè scuola elementare, scuola media e il biennio delle superiori. Non al 70 per cento, forse all'80 o 90 per cento. Quindi, già di per sé gli interventi saranno appunto in quella fase, in quella situazione. Cioè l'emendamento serve perché ci ricorda che gli interventi devono essere indirizzati in quel settore, forse l'Assessore potrebbe chiarirlo meglio e magari prendere l'impegno, perché nella circolare esplicativa che seguirà poi al disegno di legge può essere esplicitato meglio. Però, mi sembra che sia già nelle cose la richiesta dell'emendamento, quelli si può ritirare e l'Assessore può fare questa dichiarazione o prendere quest'impegno.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, l'emendamento resta, l'Assessore si impegna a tener conto delle raccomandazioni contenute nell'emendamento nel programma che farà e a cui il testo dell'articolo 4 rimanda.
Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io sono un po' perplessa perché credo che l'onorevole Davoli abbia già detto quali sono gli elementi di criticità e io in due giorni credevo di avere molto sottolineato il fatto che tutto il sistema è in criticità, come sa la professoressa Caligaris. Il che significa che noi abbiamo già detto nelle linee guida, nelle schede inviate alle scuole, di dare ex ante, in itinere ex post la valutazione sulle criticità di ciascuna fascia e stanno già arrivando in questo senso tutte le indicazioni dalle scuole. Quindi, fermo restando le autonomie scolastiche, che bisogna rispettare come lei ben sa, ogni scuola sta individuando la sua criticità; ad esempio nei classici l'abbandono non è nel biennio, è nel triennio in modo particolare, nelle professionali è più accentuato nel biennio. Quindi, ogni scuola ha la sua criticità, la segnala e noi la monitoriamo. Quindi, credo che nelle direttive che già sono state inviate alle scuole quanto è contenuto in questo… è ricompreso ipso facto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). L'emendamento è ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie. Metto ora in votazione l'emendamento numero 885 a cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi numero 965 e 967.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 967, sul quale è stato dato parere favorevole dalla Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Personalmente esprimo il mio parere contrario rispetto all'emendamento numero 967, peraltro contrario anche all'emendamento numero 965 e al numero 885, e lo motivo. Io credo che ci troviamo di fronte all'ennesima puntata del carosello, con cui la Giunta regionale ci somministra spot pubblicitari, nel senso che la stesura originaria dell'emendamento è stata preceduta da una comunicazione ai mezzi di stampa, da parte della Giunta regionale, con cui si annunciava in maniera clamorosa che gli studenti della Sardegna che si fossero iscritti a facoltà di tipo tecnico-scientifiche avrebbero goduto di un supporto di 6 mila euro l'anno. Insomma, non si comprende quale sia la ratio attraverso cui parta il provvedimento, se non la solita ratio dell'annuncio a sensazione, quindi dalla notizia straordinaria partorita dalla genialità della Giunta regionale e del Presidente che sintetizza questa genialità, senza che ci sia nessuna valutazione concreta che faccia indurre a ritenere che sia o un interesse strategico della Regione Sardegna orientare i propri studenti universitari verso le materie tecnico-scientifiche, o una valutazione di mercato che ci faccia pensare che coloro che escono dalle facoltà tecnico-scientifiche abbiano opportunità di lavoro migliori rispetto a quelli che escono da facoltà umanistiche. Per cui, non è possibile che il Consiglio regionale assecondi l'intuizione della Giunta regionale che in maniera del tutto apolitica, quindi senza che ci sia nessuna oggettiva motivazione sul tappeto, ci dice di avere sognato la notte che le facoltà tecnico-scientifiche sono preferibili per gli studenti sardi e pertanto la Giunta regionale è entrata nella determinazione di chiedere al Consiglio regionale l'approvazione di una norma di legge che preveda dei finanziamenti specificamente rivolti verso coloro che occupano le facoltà tecnico-scientifiche. Cioè, non è che si contesti la norma, si contesta il fatto che la norma deve avere una fonte, deve avere un ragionamento, deve avere una statistica, deve avere uno studio alle spalle che ci faccia pensare che l'utilizzo di questi soldi sia finalizzato in maniera utile e positiva per la Sardegna.
Non è possibile che continuiamo ad andare avanti con una estemporaneità assoluta, per cui ciò che la notte viene segnato dalla Giunta regionale diventa un sogno dell'intera nazione sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io ho valutato l'emendamento numero 967, che in pratica ricomprende il numero 965, e chiedevo se fosse possibile che venissero apportate delle leggere modifiche. La prima incide sul titolo dell'articolo, Presidente, e riguarda l'inserimento della parola "dell'informazione disposizioni a favore dell'istruzione, della cultura, dell'informazione, dello spettacolo e dello sport" rispondendo anche a quella esigenza riproposta dalla Giunta regionale di effettuare la conferenza regionale dell'informazione. Poi, chiedevo se fosse possibile proprio nel rispetto dell'articolo 34 della Costituzione, inserire alla seconda riga dopo la parola "meritevoli" "privi di mezzi". Poi, accettando quello che è stato…
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Caligaris, ma c'è.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, "privi di mezzi" dopo "capaci e meritevoli" non c'è.
PRESIDENTE. Ah, lei sta emendando quello della Giunta.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, certo. Poi, laddove si dice "il relativo programma di intervento", aggiungere "previo il parere della Commissione consiliare diritto allo studio" e, dopo la parola "esami", alla fine del testo, aggiungere "universitari", per chiarire il testo.
Ho apprezzato particolarmente che sia stato posto l'avverbio "prioritariamente", anche per rispondere all'onorevole Vargiu che in questo momento non è in aula.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sono qua!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ovviamente, come socialisti, non abbiamo condiviso l'indirizzo diretto alle materie tecnico-scientifiche e per questo avevamo presentato un emendamento all'emendamento 855. Se sono accolte queste osservazioni, tutti noi voteremo a favore dell'emendamento 967 e spero veramente che sia possibile apportare queste correzioni, che sono migliorative del testo e che non contraddicono nella maniera più assoluta quello che è l'intento chiarificato dalla Giunta che vuole favorire gli studi di tutti i giovani sardi che aspirano a raggiungere la laurea. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Io voterò favorevolmente, evidentemente, a questo emendamento, anche perché di fatto sono state raccolte le indicazioni che erano state date dalla Commissione. Mantengo ancora un minimo di perplessità - e chiedo scusa se la esprimo in questa sede - proprio sull'aggiunta del "prioritariamente", perché mi domando se non sia magari il caso di meglio specificare, eventualmente - io lo pongo come argomento di riflessione, poi anche cammin facendo potranno anche essere fatte le opportune valutazioni -, se non sia il caso di indicare con precisione le percentuali che dovranno essere destinate alle materie tecnico-scientifiche rispetto a quelle umanistiche, facendo presente che si tratta di una norma che inizia dicendo che "in ottemperanza al dettato costituzionale di cui all'articolo 34". Oggettivamente, se l'intendimento è quello di premiare gli studenti meritevoli, io non capisco perché si debba, eventualmente, penalizzare quelle persone che magari sono più portate verso le materie umanistiche ma che sono magari assolutamente privi di mezzi e riuscirebbero ad ottenere risultati migliori nelle materie umanistiche, e li dovremmo probabilmente penalizzare rispetto a quelli che invece sono più portati verso le materie tecnico-scientifiche, se si tratta effettivamente di una premialità verso gli studenti più meritevoli.
E' semplicemente, ripeto, uno spunto di riflessione ma comunque sia il parere rimane comunque favorevole.
PRESIDENTE. Grazie. Assessore Secci, ha chiesto? O vuol parlare alla fine?
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessoredella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Grazie, soltanto per precisare che l'emendamento 967 è stato presentato dalla Giunta, perché così è stato convenuto, ma raccoglie esattamente le indicazioni che sono venute in Commissione all'emendamento 885, per il resto è invariato. E la Giunta ha raccolto le raccomandazioni di precisazione che sono state fatte per le Università, anche fuori dalla Sardegna, e le precisazioni che l'idea che la Giunta proponeva di premiare gli studenti della facoltà tecnico-scientifiche andava integrato, e quindi rimaneva il principio valido ma andava integrato, con il favorire anche le altre eccellenze nelle altre Facoltà. Per cui il parere della Giunta rimane quello che la Commissione ha voluto esprimere nella riunione che è stata fatta e quindi con la conclusione del parere favorevole sull'emendamento aggiuntivo proposto con il "967".
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io condivido molto le cose che diceva prima la collega Caligaris e altri colleghi che mi hanno preceduto, ma intervengo solo su un aspetto, che esula dalla indicazione che in parte condivido che viene dall'emendamento a favore delle facoltà scientifiche, perché la valutazione che si fa è che il fabbisogno formativo che noi abbiamo in questa regione è prevalentemente di questo tipo, mentre abbiamo una presenza di laureati in materie umanistiche più elevata della capacità di assorbimento del mercato del lavoro. Questo lo dico con un certo rammarico perché vorrei una società dove ciascuno di noi è libero di trovare il migliore corso di studi possibile in ragione dei propri talenti e delle proprie aspirazioni.
Ciò detto, la dicitura "privi di mezzi" che fa riferimento alla normativa costituzionale, va interpretata sotto il profilo tecnico in modo tale che non escluda coloro che mezzi ne hanno pochi, ovverosia che non escluda tutti coloro che, pur avendo un reddito basso e provenendo da famiglie che hanno un reddito basso, comunque rimangono nella sfera della contribuzione fiscale. Perché il "privo di mezzi" potrebbe invece relegare coloro che hanno diritto solo in coloro che non possono contribuire fiscalmente perché al di sotto del reddito a questo fine sottoposto dalla normativa statale. Quindi, stare attenti, se l'Assessore ci garantisce che le condizioni reddituali partono dai privi di mezzi e poi si sviluppano fino all'utilizzo pieno delle risorse, per noi questa dicitura potrebbe andare bene.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La lettura dell'emendamento all'emendamento chiarisce in parte, almeno corregge, un aspetto di questo emendamento che anche a me, così come al collega Vargiu, lasciava qualche perplessità e cioè la pretesa un po' troppo aprioristica di voler considerare che il capitale umano sia il capitale in particolare formatosi delle materie tecnico-scientifiche, lasciando in secondo piano le materie umanistiche. Se è vero infatti che la difficoltà dei nostri studenti è quella di entrare nel mondo del lavoro con competenze adeguate, questo non vuol dire automaticamente che avere una laurea in materie tecnico-scientifiche sia più utile, in maniera così generica: ci sono facoltà tecnico-scientifiche che danno pochi posti di lavoro, che non incontrano un'adeguata domanda nel mercato del lavoro, come ci sono invece facoltà umanistiche che invece possono portare un miglioramento, un arricchimento del capitale umano. La parola "prioritariamente" stempera, riduce questo rischio però mi sembra comunque che sia una misura tutto sommato fatta in maniera molto, molto affrettata, su cui occorrerebbe riflettere.
Io, nella votazione, mi astengo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Penso che la scrittura finale della Giunta sia la sintesi corretta del dibattito che è avvenuto in Commissione e quindi inviterei anche la collega Maria Grazia Caligaris ad accettare quest'ultimo testo, perché raccoglie molte le indicazioni. Anche io sono contrario, un po' come diceva adesso il collega Uras all'inserimento privo di mezzi, perché anche a me va meglio quello che c'è alla fine dell'emendamento cioè quello che nel definire il programma si tenga conto dello status di studente in sede o fuori sede e delle condizioni reddituali. Io ricordo che all'università, pur essendo io figlio non un figlio di un minatore, risultava uno che aveva reddito rispetto a tanti altri colleghi che magari al mio paese avevano status economico molto più alto e che magari invece avendo attività autonoma risultavano invece di reddito inferiore. Quindi il concetto di privo di mezzi è troppo limitativo. Io penso che sia giusto che si mantenga la formulazione indicata nell'emendamento della Giunta, che ci sia un programma che tenga conto se uno è in sede o fuori sede e che tenga conto del reddito, ma anche dei meriti e che tra l'altro voglio dire, uno può aver essere meritevole e può anche decidere di affrancarsi dalla famiglia nella volontà di proseguire gli studi e non vedo il perché debba essere escluso dalla possibilità che sia sostenuto comunque per raggiungere il traguardo di una laurea e così via. Condivido molto il fatto che si sia aperto a tutte le sedi universitarie nazionali, quindi inviterei la collega Caligaris a ritirare l'emendamento orale, e vorrei dire anche al collega Cucca che forse la formulazione pensandoci bene della Giunta è anche più corretta anche in quella direzione perché in base alle domande, mettere il nuovo fisso per legge 70, 30 rischiamo che magari che per quei 70 ci sono domande che invece impegnano solo il 50 percento delle risorse invece il programma potrà tener conto delle fattispecie più diffuse, più presenti. Quindi mi sembra che l'emendamento numero 967 sia da approvare nella sua stesura. E io ritengo che sia una delle cose più qualificanti. Poi, Pierpaolo, viene da un'intuizione della Giunta ;è un'intuizione felice che sicuramente servirà a moltissimi ragazzi, studenti che hanno pochi mezzi e che sono meritevoli e che vogliono proseguire il corso degli studi. Ben vengano queste intuizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì grazie, Presidente, mah, onorevole Marrocu, noi non vogliamo ostinarci e non chiediamo neanche una generica accondiscendenza, ma semplicemente un po' di ragionevolezza. Allora noi abbiamo insistito sulla dicitura privi di mezzi in quanto all'inizio del capoverso dell'emendamento c'è scritto in ottemperanza al dettato costituzionale di cui all'articolo 34. Non siamo noi che inseriamo, ma è l'articolo 34 che prevede la dicitura privi di mezzi. Però, assessore Secci, non insistiamo e ci accontentiamo della dicitura delle condizioni reddituali, quindi se ne tiene conto. Non comprendiamo, però, e in questo ci pare manchi la ragionevolezza, perché dal titolo venga tolto la dicitura "dell'informazione" che invece deve essere ricompressa, mi scusi, assessore Secci,
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' il titolo dell'emendamento è nella formulazione, lo possiamo anche cancellare, non c'entra niente con le cose che stiamo dicendo.
BALIA (Gruppo Misto). Va bene quindi c'è nell'articolo quello, va bene mi scusi quello non appare neanche nell'emendamento. Allora, Assessore, ultima cosa, ma perché si vuole sottrarre il programma di intervento al parere, che peraltro, è solo consultivo della competente Commissione consiliare? Allora la proposta è, che dopo il relativo programma di intervento nell'ultimo capoverso vi sia contenuta la dicitura previo il parere della Commissione consiliare diritto allo studio. Non mi pare una richiesta esasperata, ma mi pare quello un giusto passaggio, il passaggio nella Commissione del programma, non di altro, del programma. E allora diciamolo, previo parere della Commissione consiliare.
MARROCU (P.D.). E' la formula che abbiamo sempre usato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io sono interessato a ciò che sta dicendo la Giunta regionale su quest'argomento, perché il vecchio istituto del prezzolario ha consentito a tanta gente di studiare; ora a me pare che anche nella nuova dizione, formulata dalla Giunta ci sia però qualche elemento di contraddizione, perché da una parte si mette che l'obiettivo è il superamento delle carenze, delle competenze in materie tecnico scientifiche, nel dispositivo chi è destinatario invece diventano tutti gli studenti. Allora, io capisco che nasce dalla volontà di colmare un gap, però la seconda parte è il ripristino del vecchio prezzolario, la prima la orienta in una direzione specifica. Allora sulla prima parte, io ho avuto modo di leggere il rendiconto di ciò che mi ha risposto in Aula l'assessore, Assessore, io mi piace documentarmi, la Zimmer, che lei cortesemente mi ha voluto sottoporre, ha rilasciato una dichiarazione, un'intervista sul "Sole 24 ore", nel quale dice che l'autonomia senza interventi di sistema, può essere un grande deficit. Tra gli interventi di sistema c'è quello del raccordo tra la scuola secondaria e l'università. Se noi incentiviamo le iscrizioni, che cosa otteniamo? Otteniamo ragionevolmente che ci sia un aumento della quantità e probabilmente un abbassamento della qualità dei corsi. Lo dico anche in relazione a ciò che voi avete disposto nel precedente intervento, laddove parlate di razionalizzazione dell'offerta formativa, gli interventi della Regione nel bilancio delle università sono, ammontano a percentuali che forse si avvicinano al 10 percento del bilancio delle università. L'università ha i suoi organi per l'offerta formativa, voi potete razionalizzare l'università diffusa perché la finanziate, ma l'altro è un percorso molto più complicato che quello che ha descritto l'assessore Sanna, allora il rischio che un ammontare così deciso, notevole di risorse sia disperso per un deficit di dettaglio nel sistema. Io credo che manchi la misura di sistema, manca, manca come manca sulla scuola manca anche in questi provvedimenti. Non siamo d'accordo e lo certifichiamo, però non c'è chi legge e chi non legge e chi è informato e chi non è informato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, io devo dire che l'emendamento all'emendamento supera evidentemente quanto previsto nell'emendamento originale della Giunta; i diversi interventi dei colleghi mi aiutano a riflettere sull'indirizzo, sulla possibilità che quest'emendamento poi raggiunga un fine ben preciso e che non invece si assommi ad altre iniziative che pur condivisibili nell'obiettivo poi non riescono a raggiungere il fine. In particolare io sostengo quanto annunciato dal collega Balia, che richiede quello che a mio avviso su alcuni atti deve essere proposto dalla Giunta stessa, cioè il parere della Commissione competente. Un passaggio utile e necessario e Dio solo sa quanto questa Giunta ha necessità dei buoni consigli. E' notizia di pochi minuti fa che è stata depositata la sentenza di Tuvixeddu, e che per l'ennesima volta la Giunta perde il confronto con il Consiglio, che a suo tempo gli aveva suggerito dai passi molto più riflessivi di non esagerare con l'arroganza, di non esagerare con il superamento delle leggi, di non esagerare nel proporre sempre bracci di ferro con questo Consiglio e con altre istituzioni. Abbiamo perso un'occasione anche lì, l'ennesima mozione che non si è voluta discutere in quest'Aula, stiamo perdendo l'occasione di ricucire uno strappo, che effettivamente esiste per la volontà della Giunta di non avere un confronto continuo e costante con il Consiglio regionale. Su questo io insisto, e insisto soprattutto onde poter in seguito non rimpinguare i residui da una parte, non consentire questo, e soprattutto, riferendomi al fatto dell'ultim'ora, facendo sì che questa Regione non sia costretta a pagare i soliti milioni di euro per danni a privati a seguito delle azioni avventate che questa Giunta da anni porta avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Solo sulle modalità di voto, Presidente, chiedo lo scrutinio elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene, siamo alla votazione. Assessore, aveva chiesto eventualmente di precisare? Prego.
Ha facoltà di parlare Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Un elemento semplicissimo. Nel materiale che vi ho distribuito appaiono evidenti due elementi: la scarsità delle medie del 27 nelle università sarde, la scarsità, dunque, del merito, di una qualità che credevamo già raggiungibile, quindi ci sono molti elementi, è stato un processo molto approfondito di elaborazione di dati, che non erano disponibili, quindi non voglio neanche aprire su questo un dibattito. Abbiamo fatto il conteggio del fatto che le iscrizioni nelle discipline scientifiche in Sardegna sono molto basse. La Sardegna non ha neanche un politecnico, dunque rispetto ad altre realtà anche regionali, europee e mondiali ha un handicap piuttosto forte di partenza. Altre Regioni italiane hanno immesso misure di premialità, non solo per chi si iscrive alle discipline scientifiche, ma anche, praticamente, a chi ha merito. Chi gestirà le borse di studio di questa natura? Le gestisce, come già sta succedendo per le borse di studio, l'ERSU. Quindi noi facciamo un procedimento, individuiamo dei criteri, la gestione sostanzialmente è in capo all'ERSU, non è in capo né alla Giunta né…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ma il programma è in capo alla Giunta, Assessore!
MONGIU, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ci sono due… io credo che qui non mi debba mettere a discutere sulla differenza tra l'organo legislativo e l'esecutivo, non è che sia una forma sostanzialmente questa che rallenta anche un procedimento. Il procedimento è quello delle borse di studio. Quindi i criteri, che sono criteri, una volta che entrano in Giunta, come ben sapete, molto spesso la maggior parte di questa disciplina va nella Commissione ottava e poi rientra in Giunta, buona parte di tutto il procedimento che riguarda l'istruzione.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Circa la proposta che è stata fatta io ho sentito anche i colleghi per aggiungere "sentita la competente Commissione consiliare", io credo che comunque questo inciso possa essere eventualmente aggiunto.
PRESIDENTE. Penso che sia una prassi corretta quella di sentire la Commissione consiliare, ovviamente i colleghi avranno chiaro che stiamo parlando di elenchi di persone. Il programma è questo.
(Interruzioni)
I criteri sono quelli che derivano dalla scrittura del testo, comunque, io sono d'accordo per inserire: "sentita la Commissione consiliare competente".
(Interruzione)
Sui criteri. Perché io, insomma, per quel po' che capisco di scuola, sulla base di questa cosa si fa un bando, partecipano quelli che devono partecipare e poi si fa una graduatoria sulla base delle disponibilità finanziarie. Va bene? Io sono per accogliere comunque…
Ha facoltà di parlare Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi sembra che l'orientamento del Consiglio sia abbastanza evidente. Quello che si può chiedere è, eventualmente, che il parere della Giunta venga espresso entro un lasso di tempo determinato, che solitamente sono 15 giorni. Il parere della Commissione, scusi.
PRESIDENTE. Allora: "sentito il parere della Commissione che deve essere reso entro 10 giorni".
MARROCU (P.D.). 15!
PRESIDENTE. "15". Onorevole Salis, stiamo votando.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, intendo intervenire per dichiarazione di voto, come tutti gli altri.
PRESIDENTE. Prego?
SALIS (Gruppo Misto). Per dichiarazione di voto come gli altri, Presidente. Io ho sentito l'intervento del Presidente della Commissione, il collega Balia, e gli interventi degli altri colleghi e sono in sintonia con quello che sta emergendo anche dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che, in questa fattispecie di nuovo intervento, il parere della Commissione da rendere entro 15 giorni, come abbiamo scritto altre volte per altri tipi di programmi, dà il parere sui criteri, non certamente sui nomi di chi viene inserito nell'elenco, sia un qualcosa che in questa fase sia da accogliere. Così come è da accogliere, secondo me, l'indicazione di cancellare dalla premessa dell'emendamento il richiamo all'articolo 34, anche perché il discorso degli studenti senza privi di mezzi, io ritengo, così com'è stato detto da altri, sia un elemento eccessivo da inserire, fermo restando che il problema delle condizioni reddituali viene richiamato tra i criteri che dovranno essere presi in considerazione. Così come io auspico che, pur non vincolando esclusivamente alle materie tecnico scientifiche questo tipo di sostegno alle famiglie e agli studenti universitari, venga però privilegiato quello che è il nostro tentativo di incentivare l'iscrizione nelle facoltà tecnico scientifiche della Sardegna. Per cui concordo con chi chiede che questi elementi vengano inseriti.
PRESIDENTE. Grazie. Dunque, onorevole Vargiu, lei ha chiesto la votazione per scrutinio elettronico. Avevamo convenzionalmente stabilito la prosecuzione senza interruzione dei lavori consentendo ai colleghi a gruppi di muoversi, ovviamente questo non è compatibile con il numero legale che, qualora non fosse raggiunto, ci creerebbe problemi di sospensione. Quindi io le chiederei se possiamo procedere con la votazione, altrimenti le chiederei due minuti perché i colleghi possano tornare in Aula. Grazie.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. La ringrazio. Allora votiamo l'emendamento numero 967, introducendo dopo: "Su proposta dell'Assessore competente in materia di istruzione e previo parere della competente Commissione consiliare da rendersi nei termini di 15 giorni", e così via.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Sì. Solo perché si voti e poi, Presidente, forse è meglio mezz'ora interrompere, perché è giusto che anche questi che siamo qui un panino ce lo mangiamo, tanto devo prendere anche una pastiglia…
PRESIDENTE. Si trattengono, insomma… non fanno…
MARROCU (P.D.). Riprendiamo alle 15. Votiamo l'emendamento numero 967 e poi interrompiamo mezz'ora.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, posso chiedere ai colleghi e alla Giunta di eliminare la premessa di questo emendamento, perché, diciamo che il dettato costituzionale rappresenta il riferimento generale del nostro fare e del nostro essere legislatori. Quindi, insomma, dire che rispetteremo la Costituzione mi sembra una cosa ridondante.
Metto in votazione l'emendamento numero 967. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Facciamo 30 minuti di sospensione e riprendiamo alle ore 15.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 29, viene ripresa alle ore 15 e 12.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
PRESIDENTE. Abbiamo all'esame gli emendamenti numero 258, 259 e 189, che sono ricompresi nell'emendamento di sintesi che abbiamo votato questa mattina. Sono a pagina 48, 49 e 50.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
LADU (Fortza Paris). Possiamo sospendere per qualche minuto?
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, ci serve all'economia del lavoro. Evidentemente i colleghi hanno valutato che non sono emendamenti ai quali tenevano in modo particolare, perché lo sapevano.
Emendamento numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Volevo chiedere il rinvio di questi emendamenti: il "5", il "247" e il "961" all'articolo 8, in modo da sospenderli.
SCARPA (Gruppo Misto). Volevo fare esattamente la stessa richiesta, se posso avere la parola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sì, intanto volevo emendare oralmente il numero 5 e portarlo a 600 mila euro, quindi dimezzarlo come gli altri due, e poi, siccome trattano lo stesso argomento, e uno dei tre, il "961", è firmato da molti colleghi della Commissione sanità, credo anche io, come il collega Marrocu, che possano essere tutti e tre gli emendamenti, compreso quello di cui il primo firmatario è il Presidente della Commissione ottava, che possano essere spostati all'articolo 8.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Onorevole Marrocu, vuole ripetere, per gentilezza, gli emendamenti da spostare all'articolo 8?
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). "5", "247" e "961".
PRESIDENTE. "5", "247" e "961". Se non vi sono problemi, peraltro viene richiesto anche da uno dei presentatori, gli emendamenti numero 5, 247, 961 vengono spostati all'articolo 8.
Emendamento numero 269 a pagina 56. E' stata chiesta la controprova.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo un attimo la sospensione di questo emendamento. Lo possiamo portare ad un orario più consono per l'esame?
PRESIDENTE. Viene chiesta la sospensione dell'emendamento numero 269. Lo affrontiamo più tardi.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 224.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Su questo emendamento era stato chiesto il ritiro. E' un emendamento molto importante perché consente il livello di istruzione di tutta la popolazione, quindi anche per i lavoratori, per i dipendenti autonomi, anche in cassa integrazione o mobilità, che si iscrivono alle scuole superiori o all'università. Io capisco che magari non possa essere accolto per quanto riguarda la cifra che è abbastanza grossa, però chiediamo almeno un impegno dell'Assessore, della Giunta a favorire questo percorso, in più ad avviare un'interlocuzione con le università e con le scuole superiori, anche per quanto riguarda la questione legata alle fasce orarie, che consenta a tutti di poter partecipare attivamente alle lezioni, quindi sia per quanto riguarda l'università sia per quanto riguarda le scuole superiori. Quindi, se c'è questo impegno da parte della Giunta e dell'Assessore, ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Bisogna, all'interno dell'intesa, fare il piano regolatore degli orari, a seconda dei segmenti di utenza dell'università, compresa appunto l'università cosiddetta on-line e compreso il fatto che registriamo un'alta percentuale di donne adulte che si iscrivono all'università. Grazie.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 224 si intende ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 543.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, la ringrazio. Per dichiarare il voto a favore di questo emendamento numero 543 e per ribadire ancora una volta - cosa che abbiamo già fatto anche durante la discussione generale, rivolgendoci proprio all'Assessore - per richiamare l'attenzione di quest'Aula su un problema che è immediato, un problema che un po' tutte le scuole oggi stanno vivendo e che è relativo al funzionamento del progetto Marte. Progetto Marte che è costituito, come voi sapete, da 711 laboratori multimediali che sono stati istituiti nelle scuole della Sardegna e che hanno davvero registrato un avanzamento notevole di quella che è la capacità di dare servizi scolastici a tutta la popolazione scolastica della Sardegna. Oggi si ritrova improvvisamente ferma, completamente fermo, proprio perché sappiamo tutti quali siano state le vicende che l'hanno bloccato e io credo che con poche risorse, in questo caso attraverso quest'emendamento noi diciamo con 10 milioni di euro, che rapportati all'investimento che ha costituito il progetto Marte davvero sono delle inezie, si potrebbe realizzare quella che era la finalità primaria del progetto Marte, cioè una scuola aperta, davvero fruibile da tutte le popolazioni. Pensate che cosa vuol dire 711 laboratori multimediali oggi presenti nei territori della Sardegna, significa davvero che potremo avere non solo i 120 mila utenti quotidiani che sono la popolazione scolastica che fruisce di questi servizi, ma potremo avere davvero centinaia di migliaia di abitanti delle popolazioni sarde che potrebbero quotidianamente, nelle ore serali, fuori esattamente dai servizi scolastici, fruire di questo grande servizio. E' una cosa che si può fare con pochi soldi, con poche risorse, e io credo che valga la pena di rifletterci e di capire che cosa potremo realizzare stante quella premessa che è scritta nel comma 1 dell'articolo 4.
Presidente, chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Ma non ci siamo, onorevole Pisano!
PISANO (Riformatori Sardi). Ritiro.
PRESIDENTE. Allora, la richiesta del voto elettronico palese è stata ritirata.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 886 della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 247 è stato rinviato all'articolo 8.
(Non è approvato)
Nell'emendamento numero 370 manca il riferimento ed è inammissibile.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 202 è ricompreso nell'emendamento di sintesi.
Passiamo all'emendamento numero 788.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Brevemente, per ricordare all'Aula, soprattutto alla Giunta e all'Assessore, l'importanza di questa manifestazione. Io ieri sera ne ho parlato nell'intervento che ho fatto in occasione dell'articolo, adesso voglio ricordare ancora una volta l'importanza che riveste questo provvedimento. Io non sto chiedendo risorse eccessive, sto chiedendo un segnale da parte di questa Giunta regionale, da parte di quest'Aula, in favore di questi giovani che puntualmente organizzano una grossa, grossissima manifestazione, questa festa dell'aria e delle note, come viene chiamata. Quindi, caro Assessore, io ho chiesto in per questo emendamento 25 mila euro, io mi auguro che, se non altro, ci sia un impegno, un segnale per ciò che riguarda questa manifestazione. In subordine chiedo il voto palese elettronico al quale io non intendo rinunciare.
PRESIDENTE. Ha chiesto il voto elettronico palese, onorevole Cassano?
SCARPA (Gruppo Misto). A meno che non ci sia un parere positivo della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Mi chiedo perché questi ragazzi di cui parla il collega Cassano non fanno domanda per le leggi di settore, scade il 15 di febbraio, fanno una domanda, c'è un'istanza, c'è una documentazione da presentare, un preventivo di spesa, un programma culturale da allegare e l'Assessore magari si può impegnare a valutare se questa manifestazione sia di valore...
CASSANO (Riformatori Sardi). A chi indirizzano questa domanda?
MARROCU (P.D.). Assessorato regionale alla pubblica istruzione, spettacolo, cultura. Dov'è, in via...
CASSANO (Riformatori Sardi). Ma alle Province?
MARROCU (P.D.). No, ce n'è uno per le Province, oppure devono tentare di rientrare nell'articolo 56.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Per riaffermare effettivamente una condizione di non vivibilità da parte dell'utenza, perché nel trasferimento avvenuto da parte della Regione nei confronti delle Province, ecco perché anche nell'apertura del dibattito sull'articolo complessivamente io avevo sostenuto una cosa, che il passaggio di altro personale alle Province, se non qualificato, con ben chiare e puntuali eccezioni, non serviva a niente, perché le Province non sono abilitate, non hanno personale, non hanno finanziamenti per poter gestire le risorse che spesso e volentieri si fa finta solo di dare, giustificando non so che cosa. Quindi, effettivamente, Marrocu, ti posso assicurare che ci sono difficoltà serie per poter arrivare ad avere finanziamenti da parte delle associazioni. C'è un tira e molla fra quello che non riesce a smaltire la Provincia, vi invito, siccome potrei parlare per la mia Provincia di Oristano, io dico ho precise indicazioni per la Provincia di Cagliari, dove il buon presidente Milia si trova in imbarazzo!
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io volevo sottolineare questo aspetto delle difficoltà delle Province. Quindi, mi riferisco a quest'emendamento e al suggerimento che dava l'onorevole Marrocu per segnalare - l'ho fatto durante la discussione generale - ci sono 265 progetti, mi riferisco in particolare a quelli della legge numero 26, Presidente, e mi rivolgo in particolare all'assessora Mongiu che so che è molto sensibile per le questione della scuola. Allora, ci sono tutti questi progetti che sono dentro scatoloni, alcune Province si sono rifiutate di ritirarli, altre li hanno rispediti indietro. In questi scatoloni giacciono delle pratiche, bisogna trovare una soluzione urgente perché queste pratiche vengano evase, perché ci sono per esempio i progetti scolastici sulla "26" che rischiano di non poter essere portati a completamento perché è mancata l'istruttoria di queste pratiche, quindi io capisco benissimo che c'è un momento di difficoltà e non è strettamente attinente a questo tema, lo riconosco, però è l'occasione giusta visto che c'è l'assessora Mongiu perché si faccia chiarezza una volta per tutte su queste questioni delle pratiche relative a numerose leggi che sono state trasferite alle province e che le province in questa fase, da mesi non sono in grado di espletare. Dare una risposta è opportuno. Io voterò contro Presidente.
PRESIDENTE. Allora, è stata chiesta la votazione per scrutinio palese.
Dichiaro aperta la votazione sull'emendamento numero 788.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 788.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Liori - Lombardo - Moro - Petrini - Pisano - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Espa - Fadda - Gessa - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Uggias.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 47
maggioranza 24
favorevoli 17
contrari 30
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 842.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Sì, Presidente. Questo emendamento era stato presentato in Commissione e non ricordo se fosse stato ritirato o se fosse stato non approvato. In ogni caso, durante i lavori della Commissione, la Giunta ha preso impegno e ribadisce questo impegno in Aula che il completamento del secondo stralcio funzionale dei lavori per l'ISLE verrà finanziato con altre risorse. Non c'è bisogno di risorse del bilancio. L'impegno della Giunta è immediatamente a disporre nelle forme che sono possibili per destinare le risorse necessarie all'opera che viene richiesta. Per cui l'invito è al ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Naturalmente io credo nell'impegno che la Giunta assume e ritiro l'emendamento. Ovviamente, siccome ho riscontrato la presenza di emendamenti analoghi, queste affermazioni dell'assessore Secci significano evidentemente che uguale comportamento da parte della Giunta sarà tenuto nei confronti di emendamenti analoghi che verranno estrapolati dalla finanziaria e trattati nella sede di stesura dei programmi da parte della Giunta regionale. L'emendamento è ritirato, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. L'emendamento numero 842 è ritirato. Emendamento numero 941 a pagina 69 bis.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Si tratta di un emendamento per il quale ovviamente esprimo il voto a favore e chiedo lo scrutinio con modalità elettronica palese, e io proporrei all'aula, insieme agli altri colleghi che sono firmatari e presentatori, con l'idea di capire se esiste una disponibilità ad una valutazione che sia scevra da pregiudizi legati all'appartenenza, anche perché è un emendamento che non ha niente a che vedere con l'appartenenza. Ed è un emendamento che forse si ricollega anche in una certa misura successivo i cui presentatori sono Simonetta Sanna e Biancu che interviene nelle more della riforma che tante volte si è annunciata della legge sull'editoria con l'idea di trovare delle modalità che diano ossigeno a un settore che in Sardegna è stato sostanzialmente messo in ginocchio con il rischio della scomparsa delle case editrici sarde e della scomparsa di una presenza di voce culturale che comunque è radicata, è legata al tessuto sardo che ha una sua importanza e un suo ruolo che per quanto ovviamente non è concorrenziale rispetto all'editoria nazionale, è comunque una garanzia di una presenza che ha radici, testa e anche organizzazione del lavoro concretamente in Sardegna. Non si tratta di una cifra straordinaria, probabilmente le stesse sollecitazioni da un settore in sofferenza che sono arrivate ai colleghi consiglieri regionali estensori dell'emendamento, sono arrivate anche dall'altra parte ai colleghi della maggioranza, se fosse possibile su questo emendamento un attimo di riflessione e una valutazione congiunta, noi riterremmo che sarebbe una cosa di interesse generale e non di interesse dei soli proponenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, anch'io su questo emendamento e sull'emendamento successivo, in particolare il numero 494, che sono assimilabili, il secondo è più circostanziato rispetto a questo, ma la finalità che intende raggiungere è sostanzialmente la stessa. Il congelamento e l'embargo della legge regionale numero 22 del 1998 sta determinando una situazione di crisi, è inutile negarlo. La questione è stata più volte messa in evidenza in Commissione diritti civili e informazione senza ottenere in realtà alcun risultato. Il motivo principale del mancato sostegno e finanziamento del settore è stato motivato con la necessità di predisporre una nuova legge più adeguata e in grado di far spendere in modo più efficace i fondi disponibili. Beh, la prospettiva di una nuova normativa è sicuramente auspicabile, ma nel frattempo non si può lasciar morire il settore. Se noi vogliamo fare una nuova legge, va benissimo, ma nel frattempo non possiamo accettare che accada questo. L'erogazione di 500.000 euro per l'acquisto di libri che è stato pure un'iniziativa dell'Assessorato e il potenziamento delle biblioteche scolastiche è un provvedimento, ma non rappresenta certamente un sostegno all'editoria, aiuta i librai e sicuramente aiuta i distributori, qua si chiedono interventi specifici perché si possa effettivamente dare un supporto concreto. Io credo che su questa questione si debba fare una riflessione anche perché nel frattempo stiamo assistendo ad una desertificazione delle piccole realtà territoriali che non favorisce sicuramente il pluralismo dell'informazione, il pluralismo culturale, la diffusione comunque di aspetti del sapere che sono importanti. Io credo che sia necessario riflettere attentamente su quest'aspetto, tra l'altro l'emendamento numero 494 reca la firma dell'onorevole Biancu e dell'onorevole Simonetta Sanna, in Commissione se n'é parlato tante volte, è opportuno veramente riflettere. Non possiamo accettare proprio perché questi finanziamenti riguardano l'infrastrutturazione, cioè danno lavoro a piccole realtà. Io capisco che noi vogliamo pensare in grande e fare cose grandi, ma molto spesso nel voler fare grandi cose ci dimentichiamo della nostra realtà che abbiamo fatto crescere con apposite leggi, facendo delle scelte politiche, la principale scelta politica che ha un suo valore, oggi come ieri, è che ci deve essere la circuitazione dei saperi, delle conoscenze e anche della piccola editoria. Far morire la piccola editoria è un errore grave soprattutto per chi ha valori nel centrosinistra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Esprimo il voto favorevole a questo emendamento per la finalità che vuole perseguire che è quella di sostenere un sistema editoriale che effettivamente sempre più ha grandi problemi e che pone i nostri imprenditori in questo settore in gravi difficoltà, ma l'effetto non è soltanto dannoso per l'impresa in quanto tale, ma evidentemente anche per la funzione che svolge l'impresa editoriale dovunque, ma in particolare in una realtà regionale come la nostra, di tipo insulare. Credo che l'attenzione su questo tema sia veramente importante, per cui sosteniamo questo emendamento con convinzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io condivido quest'emendamento. Devo dire che anche il successivo entra in merito, quello dell'onorevole Simonetta Sanna, ad aspetti sui quali, io credo, dovremmo avere maggiore attenzione. Credo che sia davanti a tutti come in questi ultimi anni noi abbiamo abbandonato questo settore. Credo che non sfugga a nessuno che anche l'ente Regione, e non solo l'ente Regione, negli anni passati hanno consentito di far crescere in Sardegna un'editoria che era invidiata dal resto del paese, al punto che in Sardegna venivano e si rivolgevano per pubblicare riviste, e perché no, libri che nel continente non trovavano spazio. Si sono create professionalità che sicuramente noi stiamo perdendo, o al limite stiamo esportando. Credo che sia condivisibile perché, mi pare, manca questa riflessione e quindi questi emendamenti stanno sottolineando che noi ci dobbiamo fermare un attimo anche su questo, in particolare per quello che è la possibilità, attraverso queste risorse, di migliorare quella che è la pluralità. Pluralità che sta sempre venendo meno e che è lasciata a pochi. Io credo che da questo Consiglio, quest'attenzione, questo messaggio, deve per forza essere raccolto. Si sta parlando di piccole risorse e credo che non sia questo il problema, credo che siano dovute, ma in particolare il problema che noi dobbiamo prendere in considerazione, in questo momento, è l'attenzione verso l'editoria della Sardegna. Non c'è in questo momento! Assessore, ne prenda atto, lei che sta dimostrando le maggiori attenzioni verso quello che è la cultura, verso quelli che sono gli strumenti perché la cultura venga diffusa, lei deve anche dimostrare che, attraverso questo, ci sono le giuste attenzioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Ma se si dovesse dichiarare il voto esclusivamente a favore, per le motivazioni dette testé da tutti i colleghi, non ci sarebbero dubbi. Io invece pongo un problema ancora più pesante. La legge 22, se non vado errando, è frutto del centrosinistra, e il centrosinistra, in altre occasioni, ha fatto un certo tipo di politica in questa direzione, condivisa peraltro dalle giunte di centrodestra, nella gestione degli Assessorati da parte del centrodestra. Io ho qualche difficoltà a capire se questo centrosinistra vuole mantenere il bavaglio, o mettere il bavaglio, oppure tagliare le mani a quegli editori che non sono allineati col potere. Io comincio a capire che il non voler dare neanche 10 lire, non solo per questo ma anche per altre manifestazioni, e avrò modo di dirle in tutti gli emendamenti in cui prenderò la parola, si sta cercando, con una voglia di dire che si sta razionalizzando il bilancio, di distruggere, annientare qualunque sia quella parte che può essere libera e vuol dire in libertà la propria parola. È inutile dire, credo che sia riconosciuto da tutti, che l'editoria sarda ha fatto un salto di qualità, partecipando in Italia e all'estero a mostre, che anche a livello nazionale hanno vinto e premiato. Non ho capito qual'è la vera voglia di voler tarpare le ali all'editoria sarda. Questa è una voglia che la dice lunga su quello che è l'interesse vero da parte di questa Giunta, di voler tarpare le ali, di voler tappare la bocca, di voler mettere vincoli ad un'editoria che non è allineata. Io credo che sia questo. Allora, se c'è un sussulto di dignità da parte di quelli che si manifestano di sinistra, credo che sia l'occasione di manifestarlo, in questo e nell'altro emendamento dell'onorevole Sanna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Scusate, dal nulla, a molto. Chiedo scusa per ieri, forse avrei… e apprezzo il consiglio dell'onorevole Vargiu, che mi ha detto che forse è bene, a volte, trasgredire qualche rituale, ed intervenire per spiegare. E' dell'altro giorno, onorevole Caligaris, l'articolo sulla nuova Sardegna di Mario Argiolas, segretario dell'AES, che a nome dei distributori librari ed editori ha ammesso che per la prima volta si stanno facendo politiche attive per l'editoria, perché il patto che è stato sottoscritto, e per la prima volta tre settori, che erano in conflitto tra di loro, sono stati rimessi insieme, per la prima volta è accaduto, secondo loro, che il finanziamento di 500 mila euro, che voi avete voluto, l'anno scorso, per le biblioteche scolastiche, è un indicatore di come si può procedere. La Maratona della Lettura, le fiere, le mostre, a cui loro partecipano col nostro finanziamento, come referenti della Regione, stanno dimostrando due cose. Che il mondo dell'editoria, che in Sardegna è vitalissimo, cioè dell'editoria libraria intendo dire, in realtà con il finanziamento delle biblioteche scolastiche e l'attivazione dei laboratori di lettura, sta avendo un'espansione piuttosto considerevole. Le domande che sono arrivate in Assessorato per le biblioteche scolastiche ammontano a 5 milioni di euro. Io preferirei, piuttosto che dare questi interventi omnibus, così senza… finanaziare ulteriormente le biblioteche scolastiche, a ciò che, nel luogo deputato per la lettura, si crei quel virtuoso meccanismo di rapporto tra editori, librari, distributori e mondo della lettura. Forse è una cosa più utile. Per quanto riguarda altre forme di editoria, noi siamo molto supportando attraverso la legge 26, soprattutto nell'ambito della lingua e della cultura sarda - io ho avuto un incontro, l'altro giorno, con i rappresentanti della stampa e dell'editoria, che ammettevano questo sforzo -, suggerirei di indirizzare diversamente questa tipologia di finanziamento, per non ricadere in quella forma, come dire, di finanziamento a pioggia, così "non finalizzata". Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Assessore, mi permetta un secondo soltanto, perché io intervengo proprio a seguito della sua precisazione. Nell'emendamento 200, a pagina 22, proponevo un finanziamento ad indirizzo specifico per le biblioteche scolastiche, quello che lei ha riferito poc'anzi, in modo particolare per le scuole secondarie superiori. Un emendamento sul quale la Giunta, in Commissione prima, ed in Aula dopo, ha espresso parere contrario, richiamando il fatto che sulle biblioteche scolastiche si era investito a sufficienza. Io ho riconosciuto questo maggior impegno della Giunta nell'investimento sulle biblioteche, però la sua replica, mi permetta, mi costringe a sottolineare che siamo in netta contraddizione, perché l'emendamento che favoriva l'indirizzo specifico, non il finanziamento a pioggia, la facoltà e la possibilità dei giovani di usufruire delle biblioteche scolastiche, di una maggior lettura, di una maggior produzione in biblioteca e aggiornamento dei testi di lettura, insomma, è stata da voi negata con il no a quell'emendamento. Trovo perciò quanto da lei detto decisamente contraddittorio con quello che è stato detto precedentemente, e a mio avviso nulla ha a che vedere con quanto richiesto dall'emendamento 494, perché l'editoria, oggi, è quella che con grande sacrificio in questi anni è andata avanti, perché, vede, ci sono delle sottolineature politiche, oltre che tecniche, che lei fa giustamente e correttamente, che c'è, si sente, l'aria di un taglio all'editoria non compiacente. E con questo non sto etichettando lei, in questa veste, però la storia di questi anni ci ha detto questo. E l'ha detto a noi del centrodestra, e come lei ha sentito dalle sue orecchie, l'ha detto anche ai colleghi del centrosinistra. Io applaudo a questo dibattito libero finalmente, in cui si può, insieme, condividere una linea, in cui insieme si può discutere e proporre una linea di giustizia, anche in questo caso, perché è segnato dalla politica questo atteggiamento purtroppo, perciò su una legge del centrosinistra c'è un emendamento bipartisan, centrodestra e centrosinistra, perché c'è un riconoscimento di un tempo di caduta democratica anche nell'editoria e nelle scelte di sostegno a favore dell'editoria.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, è in votazione l'emendamento numero 941, è stato espresso parere contrario.
(Il consigliere Vargiu chiede il voto elettronico palese)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 941.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prende atto che il consigliere Rassu ha votato a favore e che i consiglieri Cerina, Davoli e Salis hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Ibba - La Spisa - Liori - Lombardo - Maninchedda - Masia - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Lai Renato - Marracini - Sanna Simonetta.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 58
astenuti 3
maggioranza 30
favorevoli 23
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 494 c'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Simonetta. Ne ha facoltà.
SANNA SIMONETTA (P.D.). Premesso che reputo dannosa la logica dell'assistenzialismo dei finanziamenti a pioggia e che 80 editori per la Sardegna sembrano senz'altro troppi, ritengo però che una misura come l'acquisto dei libri non possa sostituirsi semplicemente ad una legge di riferimento svuotata di ogni fondo ma che vadano fissati urgentemente nuovi parametri di riferimento, anche molto severi. L'emendamento può essere formulato senz'altro meglio ma rimango dell'idea che la materia necessiti di un'ulteriore riflessione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, io visto che in questo momento l'assessore Mongiu non c'è, vorrei che magari l'assessore Secci le riferisse che proprio il Presidente dell'AES Mario Argiolas ha mandato una lettera, non soltanto a tutti i consiglieri regionali, ma anche al Presidente del consiglio e ai Capigruppo di tutte le forze politiche e dice in questa dichiarazione: "L'AES, ha da tempo consegnato all'assessore Maria Antonietta Mongiu e al Presidente della seconda Commissione Alessandro Frau, un documento che contiene proposte innovative per la nuova legge sull'editoria, la nostra iniziativa non ha avuto fino a questo momento nessun seguito, non c'è una nuova legge, la legge attualmente in vigore è priva di fondi, questa è la situazione in cui ci troviamo, collaboriamo con la Regione per la promozione dei libri sardi nel mondo, partecipando alle fiere del libro di Torino, Roma, Francoforte, organizziamo insieme ai librai sardi indipendenti la fiera del libro di Macomer, promossa da Regione e Comune, abbiamo recentemente proposto a Roma la fiera della piccola e media editoria che si tiene all'Eur, il progetto "l'isola dei libri", che ha avuto un grande successo di critica e pubblico tanto che riceviamo il plauso degli organizzatori della fiera ecc... si vorrebbe forse interrompere l'esperienza? Ciò a nostro parere sarebbe gravissimo, soprattutto dopo che questa partecipazione è stata riqualificata di comune accordo con gli editori ottenendo risultati più efficaci e una notevole diminuzione dei costi. La Giunta regionale ha deliberato l'erogazione di fondi alle scuole ma abbiamo collaborato con l'assessore Mongiu perché questa iniziativa desse i frutti positivi ma essa rappresenta un sostegno all'editoria sia perché non è regolamentata sia perché al massimo rappresenta una boccata d'ossigeno per la filiera del libro a partire dai librai ai distributori. Ciò che manca totalmente è un sostegno diretto agli editori, la stessa pubblicazione di libri sardi sul Web del portale Sardegna cultura in assenza di regole e diritti d'accesso per tutti gli editori non rappresenta un sostegno all'editoria ma un sostegno a due o tre case editrici, sostegno deciso peraltro in modo del tutto discrezionale. Se questo è quanto viene sostenuto io voterò a favore dell'emendamento numero 494 convintamente e chiedo che venga posta anche la mia firma su questo e emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Onorevole Sanna Simonetta, non si è capito nel suo intervento se ritira l'emendamento. C'era un invito al ritiro da parte della Giunta.
SANNA SIMONETTA (P.D.). Posso momentaneamente ritirarlo per riformularlo meglio e presentarlo nella discussione del bilancio.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 494 è stato ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 42.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente, brevemente per dire che questo emendamento se è approvato dall'Aula mira a completare un intervento a suo tempo realizzato in questa Chiesa, Santa Croce, ricadente nel comune di Ossi. Con questo emendamento si vuole completare un'opera già a suo tempo iniziata con un precedente finanziamento che risale al 2002, poiché ritengo che le opere incompiute, come si usa dire, non si debbono lasciare, io credo che l'Aula sia sensibile e mi auguro che lo stesso faccia l'Assessore e altrettanto, anche se non la vedo in aula, faccia la Giunta. Per molti colleghi consiglieri regionali che frequentano periodicamente Ossi, tra l'altro pescano anche, sotto il profilo elettorale, se vogliono continuare a frequentare Ossi, caro onorevole Giagu, che mi sorride davanti, è bene che votino a favore perché diversamente io proporrò ai miei concittadini che mettano una barriera cioè che quelli che votano contro non passino più a Ossi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cassano, anche per il suo spirito liberale. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì io apprezzo sicuramente l'intervento e anche la passione dell'onorevole Cassano per il suo paese e credo anche che abbia ragione quando evidenzia un aspetto, in particolare per ciò che riguarda il recupero e il restauro di tante piccole chiese che sono rappresenti nella Sardegna e che stanno sempre di più degradando e per le quali forse la maggiore attenzione, da parte di chi investe, proprio in chi ritiene che dobbiamo mantenere in piedi questa nostra storia, ci dovrebbe essere. Si tratta di 150 mila euro per recuperare una Chiesa importante che rappresenta molto, non soltanto per Ossi, ma anche per quello che è il territorio. Capisco quanto sia difficile cercare di difendere lo specifico in un Consiglio regionale che si dovrebbe interessare di temi che siano il più possibile generali, ampi e diffusi è pur vero però che purtroppo queste attenzioni a volte sono rivolte ad alcune parti, ad alcune realtà mentre altre sono sempre dimenticate e residuali. Tutta la mia solidarietà e perché no in questo caso io do anche il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Il problema si pone non tanto perché ci sia una richiesta specifica per il Comune di Ossi per 150 mila euro, il problema si pone perché organicamente non si conosce quali siano i finanziamenti che questo Assessorato ha predisposto, già negli anni precedenti, relativamente ai beni culturali e soprattutto ai beni culturali ecclesiastici di cui si ha tra l'altro concorde rapporto con l'Assessorato ai lavori pubblici. Io credo che in mancanza di una strutturazione di finanziamenti adeguati ai luoghi di culto che hanno un significato profondo nelle radici e nell'identità sarda e nei fattori ampia presenza della storia isolana, di quello che è stato tutto il vissuto della popolazione sarda, credo che sia importante più che mai capire quali sono gli indirizzi effettivi che l'Assessorato pone in tale direzione. Perché, Presidente, io incomincio a capire che ci sono delle condizioni non chiare, in tante proposte che la Giunta ci fa in quest'articolato. Perché, tutto va rovesciato nella scuola su alcune materie, per altre si dice che si provvederà e le spese andranno alle … a venire. Cioè, non si capisce se qui c'è la volontà di intervenire efficacemente, la perlomeno sanare quelle che sono condizioni oggettive di non continuità nei lavori che si iniziano e capire quali sono i nuovi finanziamenti che vogliono essere dati. Perché allora giustifica effettivamente la richiesta del Comune di Ossi comunque sia, perché poteva essere del Comune di Barumini o del Comune di Alà dei sardi. Questa è una negligenza da parte della Giunta, dell'Esecutivo, in particolare di chi gestisce il bilancio in questa condizione, di chi non è capace a dare spiegazioni effettive, di chi si limita a dire no, no, no a qualunque sia la proposta anche di miglioramento che viene formulata da questi banchi. Io credo che farebbe bene l'Assessore al bilancio a cominciare a maturare idee diverse e a non pensare che solo la sua volontà o la su linea di interpretazione delle norme possa essere quella veritiera, perché sta già arrivando a una condizione veramente dove c'è il baratro, dove si accorgerà da solo dove va a finire.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Liori - Lombardo - Maninchedda - Masia - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Ibba - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Giagu - Lai Renato.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 55
astenuti 2
maggioranza 28
favorevoli 20
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Vorrei richiamare l'attenzione dell'aula su questo emendamento, ne accennai all'assessore che riteneva probabilmente fosse rinviato ad altro articolo, però io nel controllare gli altri articoli non saprei proprio dovere collocarlo e quindi la sua allocazione naturale è nell'articolo della pubblica istruzione. In poche parole, l'emendamento riguarda il comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale numero 20 del 2006, che era la legge che istituiva la l'albo per le guide turistiche. E' capitato questo che nella maggioranza delle cooperative che gestiscono i siti archeologici ed ambientali per disinformazione, la maggioranza degli addetti e dei soci non ha mai presentato richiesta entro i termini che erano il 30 giugno 2007 per poter essere iscritti, coloro i quali avevano esercitato per almeno tre anni l'attività, o che avessero frequentato seicento ore di corso, non hanno presentato richiesta ai termini di legge per essere iscritti all'albo regionale. Onde per cui la maggioranza dei componenti delle cooperative si trovano nella condizione, attualmente, di non poter beneficiare della provvidenze della legge e per potere essere iscritti all'albo devono addirittura frequentare un corso e poi sostenere un esame.
Lo scopo dell'emendamento qual è? Io ne parlai l'altro ieri col Capogruppo del Partito Democratico, è quello di, fermo restando le prerogative che devono essere già presenti al 30 giugno 2007, prorogare i termini al 30 giugno 2008 affinché i componenti delle cooperative, che gestiscono i siti archeologici ad ambientali e culturali, coloro i quali ricoprivano le caratteristiche di legge al 30 giugno 2007, possano entro il 30 giugno 2008 fare domanda di iscrizione all'albo delle guide turistiche. Poiché in questo caso, per disinformazione loro, perché purtroppo da me sono venute due o tre cooperative e so che hanno contattato anche altri colleghi, mi diceva l'Assessore che c'era anche un altro emendamento similare, ma non l'ho trovato. Quindi, si tratta solo di spostare i termini della richiesta di far domanda per gli iscritti all'albo delle guide turistiche al 30 giugno 2008, fermo restando che le caratteristiche prescritte dalla legge dovevano averle e tenerle già al 30 giugno 2007. Quindi, dare la possibilità alle cooperative di mettersi in regola punto e basta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento che testé ha presentato il collega Rassu riporta l'attenzione alla legge regionale numero 20 dal 2006, che ha avuto un percorso in Commissione, prima di arrivare in aula, anche abbastanza sofferto, credo che ne siano buoni testimoni sia il Presidente della Commissione stessa, sia i colleghi consiglieri che facevano parte della Commissione industria, commercio, artigianato e turismo. Un percorso difficoltato da tutta una serie di proposte che scaturivano da norme che dovevano trovare per la prima volta attuazione anche nella Regione sarda. Credo che l'informazione che si vorrebbe dare con questo emendamento è soprattutto il riconoscimento per le figure professionali per l'esercizio delle funzioni di guida turistica e quant'altro, previsto nella legge 20 del 2006, sia un provvedimento, quello che si sta sostenendo, per riconoscere dei diritti acquisiti e non potuti dimostrare per un non conoscenza della norma che peraltro, presumo, non sia stata adeguatamente fatta conoscere, soprattutto agli operatori del settore. Credo che si tratti di un provvedimento di giustizia, credo che si tratti non di un nuovo percorso per chi i titoli li possedeva già, e credo che su questo tema i colleghi possano affermativamente dare il contributo a questo riconoscimento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io credo che, nella sostanza, questo emendamento non modifichi nella maniera più assoluta il fondamento e il senso della norma che, appunto, è relativa alla legge 20 del 2006, e quindi, per quanto mi riguarda, io voterò a favore di questo emendamento perché mi sembra dettato dal buon senso, trattandosi di una svista determinata da una mancata informazione. Quindi, per come lo ha rappresentato e lo ha esposto l'onorevole Rassu, credo che sia francamente assurdo non accoglierlo; quindi, esprimo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Cucca.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Soltanto per far presente che, alla luce di quanto emerso anche a seguito della discussione, crediamo che si possa modificare il parere che era stato espresso e quindi accogliere l'emendamento proposto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.
Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 945.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, colleghi, Assessori, intervengo a sostegno di questo emendamento in maniera convinta e serena; emendamento che chiede 100 mila euro di contributo a favore della banca del germoplasma della Sardegna.
Non si tratta di fondi che vanno a persone o enti amici ma riguardano la conservazione di piante vascolari autoctone rare o minacciate di estinzione, endemiche e di interesse fitogeografico della Sardegna e dei restanti territori insulari del Mediterraneo.
La Sardegna, per la sua particolare ricchezza di questi endemismi, può candidarsi ad essere il punto di riferimento, di studio e conservazione di queste specie, preparandosi al meglio per il 2010 quando gli scambi, la cooperazione anche scientifica, entrerà a regime in tutta l'area euromediterranea. La banca del germoplasma, che è una struttura dell'Università degli Studi di Cagliari, è nata da un finanziamento della Provincia di Cagliari, un piccolo finanziamento, fa parte della rete italiana delle banche del germoplasmaplasma per la conservazione ex situ della flora spontanea italiana ed è considerata struttura di riferimento per l'elaborazione della strategia nazionale per la conservazione delle biodiversità. Tale banca è autorizzata alla raccolta di tutte le specie inserite nella direttiva Habitat 9243 dell'Unione Europea ed è stata riconosciuta quale struttura di riferimento dall'Assessorato regionale dell'ambiente.
Questo finanziamento straordinario si rende necessario per salvare le biodiversità che hanno un grande valore scientifico, a volte uniche nella nostra Isola, e contribuirebbe a rendere concreta la nostra azione politica di valorizzazione ambientale, collocandoci dentro i parametri fissati a Lisbona a cui facciamo continuamente riferimento.
Inoltre, colleghi, come sapete su questo tema ci sono insufficienze culturali, politiche e anche normative da parte della Regione sarda, infatti siamo in attesa che la Commissione di merito e il Consiglio regionale discutano e approvino il disegno di legge, presentato e già approvato dalla Giunta regionale il 17 febbraio del 2005, esattamente tre anni fa, che riguarda la tutela, la conservazione e la valorizzazione delle agrobiodiversità e della biodiversità vegetale della Sardegna.
Non sfuggirà a voi l'alto valore culturale del tema, che offrirà opportunità di crescita anche del turismo ambientale dell'Isola.
Pertanto, concludendo, chiedo all'assessore Morittu, alla Giunta, all'intero Consiglio regionale che, nelle more dell'approvazione della legge regionale citata, venga concesso questo contributo straordinario a tutela e salvaguardia delle biodiversità della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei esprimere il mio personale voto favorevole all'emendamento 945, con due considerazioni. La prima, che ho già fatto al collega Pisu quando è venuto a ragionare con me di questo emendamento, e che una struttura, che apparirebbe così integrata rispetto agli obiettivi di sviluppo legati alla tutela e alla salvaguardia ambientale che la Sardegna si pone, coerentemente dovrebbe essere già finanziata dalla Giunta regionale. Anche perché, all'interno dell'emendamento, c'è scritto che questa banca del germoplasma è già riconosciuta dall'Assessorato regionale dell'ambiente nella specifica UPB; allora, le UPB sono delle unità di spesa per cui si penserebbe, già leggendo l'emendamento, che la Regione conosca bene la banca del germoplasma, che abbia addirittura una UPB che è dedicata alla banca del germoplasma, e quindi che non ci sia la necessità che il Consiglio regionale legiferi specificamente sulla banca del germoplasma.
E questo introduce la seconda considerazione, collega Pisu: quando questi emendamenti vengono presentati da qualche collega del centrodestra normalmente c'è sempre qualcuno che si alza in Aula e dice "è una marchetta", ecco, io credo che se prendiamo spunto da questo emendamento per abolire dal nostro lessico d'Aula e parlamentare questo termine facciamo una cosa sensata, oltre che di buon gusto. Perché in realtà questi emendamenti introducono, tutti, dei problemi reali, concreti, e che hanno una loro dignità, e se vengono introdotti in Aula dal singolo collega probabilmente è perché, nell'ambito del governo complessivo della Regione, che è deciso dalla Giunta, non hanno trovato la dignità che il collega auspicherebbe. Quindi, credo, proprio partendo da questo emendamento, che noi possiamo fare uno sforzo di cultura e di civiltà, almeno nei rapporti d'Aula, rispettando gli emendamenti di qualsiasi collega, a qualsiasi titolo vengano proposti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Grazie, Presidente. Io vorrei conoscere l'opinione della Commissione in ordine a questo emendamento, perché mi sfugge, e anche sapere se la Giunta regionale ritiene, così come ci ricordava prima il collega Vargiu, di poter risolvere il problema attraverso un intervento sul bilancio, prevedendo quindi una dotazione finanziaria che vada a questo fine nel programma più generale che comprende questo tipo di iniziative.
Se la Giunta dovesse intervenire in questo senso, io credo che l'emendamento potrebbe essere ritirato: esiste una UPB, esiste una finalità, sta nel bilancio, se, nell'ambito del programma che quella UPB finanzia si prevede anche questa iniziativa, per noi nulla questio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
Allora, c'è una proposta, onorevole Pisu, di trasferirlo all'ambiente, cioè all'Assessorato competente che riguarda la materia. Quindi c'è una proposta di trasferirlo all'articolo 5. Quindi l'emendamento numero 945 viene trasferito all'articolo 5 per maggiori approfondimenti anche.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, sull'ordine dei lavori. Le vorrei chiedere una cortesia al termine dei lavori d'aula di questo pomeriggio di questa sera; se fosse possibile che la Presidenza raccolga in un unico volumetto tutti gli emendamenti che sono stati sospesi o trasferiti, perché per un consigliere regionale è difficilissimo ormai riuscire ad organizzarsi nell'ambito della grande quantità degli emendamenti sospesi e trasferiti. Per quanto riguarda quelli sospesi e non trasferiti vorremmo anche sapere dalla Presidenza quando verranno discussi perché ci ricordiamo che all'articolo 3 ci sono alcuni emendamenti abbastanza importanti che sono stati sospesi e l'Aula non ha, almeno io non ho contezza, di quando dovranno essere discussi. La ringrazio.
PRESIDENTE. La proposta è di discuterli alla fine della discussione degli articoli, gli emendamenti sospesi. Chiederemo agli Uffici di fare per i prossimi articoli un fascicolo degli emendamenti che vengono trasferiti dagli altri articoli.
MARROCU (P.D.). Come è sempre successo.
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 966, che è un emendamento all'emendamento numero 935; il parere della Commissione è all'Aula, il parere della Giunta, era uno dei pareri sospesi, assessore Secci. Pagina 74, l'emendamento numero 966 all'emendamento numero 935. Sull'emendamento numero 935 il parere era favorevole.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 935 il parere rimane favorevole, Presidente, sull'emendamento numero 935 rimane favorevole, sull'emendamento numero 966 si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione era favorevole. Poiché l'emendamento numero 966 è aggiuntivo all'emendamento numero 935, votiamo prima l'emendamento numero 966. Un attimo soltanto chiedo scusa, un attimo soltanto che l'Assessore deve fare un approfondimento.
Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (P.D.). Grazie, Presidente, si tratta di una disposizione della legge finanziaria del 2006 in cui l'intervento di catalogazione, che è portato avanti dal sistema bibliotecario nazionale con un regime convenzionale con la Regione, e affidato a suo tempo ad un sistema di cooperative, era finanziato per un biennio per il 2006-2007 ed è privo di copertura per quanto riguarda la prosecuzione di quegli interventi. Con questo emendamento si intende, appunto, assicurare, poiché quel tipo di intervento non è certamente concluso, anzi, riguarda le quattro province storiche non è neppure al 40 percento, insomma, degli interventi, in questo si garantirebbe, appunto, la prosecuzione di tali interventi alle stesse condizioni così come erano già definiti, appunto, precedentemente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. La Giunta mi dice che bisogna modificare la copertura finanziaria
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, solo per chiederle, come mai stiamo votando l'emendamento modificativo dell'emendamento numero 935…
PRESIDENTE. Non è modificativo, è aggiuntivo
PISANO (Riformatori Sardi). Aggiuntivo, proprio per questo, essendo aggiuntivo, io credo che debba essere discusso prima l'emendamento numero 935 dell'emendamento numero 966.
PRESIDENTE. Secondo il Regolamento, onorevole Pisano, gli emendamenti agli emendamenti si votano sempre prima.
PISANO (Riformatori Sardi). Non ha senso… un aggiuntivo, no.
CAPELLI (U.D.C.). In questo caso se non c'è l'emendamento numero 935…
PRESIDENTE. Si vota prima l'emendamento numero 966. Se l'Aula non dovesse approvare l'emendamento numero 935 cadrebbe anche l'emendamento numero 966 ancorché votato precedentemente.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ma l'emendamento all'emendamento può essere aggiuntivo?!
PRESIDENTE. No, no può essere aggiuntivo, certo che può essere aggiuntivo onorevole Vargiu, certo che può essere aggiuntivo.
Ha facoltà di parlare Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente, chiedo scusa, confesso la completa ignoranza del problema e mi sono dovuto documentare, d'altronde con gli emendamenti che si presentano all'ultimo momento è difficile trovare supporto. Anche perché ci dobbiamo servire di supporti tecnici. Il parere della Giunta rispetto a questo emendamento è favorevole al contenuto dell'emendamento. Propone la riduzione dell'importo perché questa è l'esigenza reale verificata che l'importo sia non di 1 milione e 200 mila euro ma di 1 milione e la copertura finanziaria proposta è la seguente: in diminuzione di S.03.001.006 per 600 mila euro; S03.01.003 per 400.000 euro. Il tutto, come è comprensibile limitatamente all'anno 2008 per gli anni successivi si provvederà con le leggi finanziarie e successive.
PRESIDENTE. Con questa nuova copertura finanziaria è in votazione l'emendamento numero 966.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 935 con il parere favorevole della Commissione e della Giunta.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento numero 521. Vi era un accoglimento della Commissione a condizione che venisse limitato soltanto all'accensione di poli fideiussori e bancaria e senza gli interessi passivi e le spese legali. E' in votazione l'emendamento numero 521.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). A me manca questa pagina, non la vedo l'emendamento numero 948…
PRESIDENTE. Stia in piedi, onorevole Pisu, per gentilezza.
PRESIDENTE. Siamo al "521", onorevole Pisu, a pagina 74 bis.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione, con le rettifiche annunciate. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 847.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.). Sì, grazie, Presidente, Assessori e colleghi. Su questo emendamento la Commissione penso abbia chiesto la possibilità di un eventuale ritiro. Io su questo non avrei problemi, però chiedo all'Assessore, interlocuzione che c'è stata precedentemente, di verificare se c'è stata l'opportunità che questo finanziamento per il completamento del Teatro Lirico possa essere un impegno che la Giunta assume. Anche perché questo nuovo … è importante della città di Sassari, chi aspetta da anni veramente il suo completamento. Quindi, prima del ritiro, chiedo all'Assessore di prendere questo impegno in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Come già comunicato durante l'esame degli emendamenti in Commissione, non solo c'è l'impegno della Giunta di risolvere favorevolmente l'esigenza posta dall'emendamento, ma l'intervento proposto è priorità numero 1 del Comune di Sassari per la rimodulazione del PIA. Quindi, penso che a brevissima scadenza questa pratica verrà esitata favorevolmente, comprendendo l'emendamento richiesto. Per cui chiedo ai presentatori il ritiro dell'emendamento numero 847.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, dovrei tranquillizzarmi con questa affermazione. Devo dire, però, che ricordo che nella valutazione della Commissione si rilasciava la decisione all'Aula. Mi va di sottolineare che il Teatro Lirico di Sassari sta andando avanti, con finanziamenti irrisori da almeno trent'anni. E'una vergogna. Per di più anche incappando in alcuni incidenti, quali quello ultimo, che ha visto incendiare le parti alte di questo teatro, e quindi ritardare ancora la sua apertura, uno strumento di cultura che a Sassari manca, di cui un importante territorio sente ancora il bisogno, e sfido chiunque a trovare sale dove si possano fare rappresentazioni di questo livello nel nord della Sardegna. Credo che questa attenzione sia dovuta, si è solo tentato di fare proprio questo emendamento, spero che l'assicurazione dell'assessore non sia soltanto parole vane, perché, ripeto, in questa discussione, sto vedendo approvare solo ed esclusivamente emendamenti D.S. e Margherita, per non dire del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie, signor Presidente. Brevemente, per poter dire che ho aggiunto la mia firma a questo emendamento presentato dal collega Gavino Manca, e quindi condivido perfettamente quanto ha detto poc'anzi l'onorevole Masia. Io mi auguro, caro Assessore, così come la Giunta, che si ricordino che Sassari è la seconda città della Sardegna. Quindi non esiste solo Cagliari, bisogna pensare soprattutto a Sassari, perché veramente questa è una struttura indispensabile per i sassaresi, ma non solo per i sassaresi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Onorevole Cassano. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). L'occasione, Presidente, è altamente ghiotta. Comunque, io vorrei aggiungere la mia firma all'emendamento, ma pregherei questo ai colleghi di Sassari: quando si tratta di difendere il nostro territorio, tentiamo di essere tutti uniti, perché, a differenza del Capo di sotto, purtroppo noi siamo un po' disuniti, e questo è uno degli elementi della nostra debolezza. Il Teatro Lirico di Sassari, ha detto bene il collega Manca, rappresenta uno delle fondamenta culturali del nord Sardegna, e principalmente la città di Sassari, che da sempre è stata una città che ha espresso luminare della cultura a livello isolano e a livello internazionale. Io non ho motivo di dubitare dell'impegno dell'assessore Secci, ma mi appello anche all'attenzione dell'assessore Mongiu, affinché si faccia garante, assessore Mongiu - pur fidandomi ciecamente dell'impegno preso dall'assessore Secci - affinché questa importantissima struttura culturale possa vedere la luce a Sassari, e possa fornirmi culturalmente tutto il suo territorio e non solo il suo territorio. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Se devo essere sincero, non ho capito la reazione del collega Masia. In Commissione abbiamo esaminato due emendamenti, che avevano una spesa ben definita, uno presentato dai collega Balia-Masia, che riguardava l'ISRE di Nuoro, e uno, quello del collega Manca e degli altri colleghi, che riguardava il Teatro Lirico di Sassari. Tutte e due queste spese, quella di Nuoro e quella di Sassari, sono state ritenute due spese giustificatissime in ambito non locale, ma regionale, perché era importante l'intervento per il Teatro di Sassari e perché era importante completare la struttura dell'ISRE. Per tutte e due, la Commissione ha detto alla Giunta: "Se le risorse ci sono, è giusto che le risorse siano dalle fonti dalle quali si è già contrattato con i territori, cioè in questo caso il PIA, e la rimodulazione del PIA, se le risorse non ci sono, siamo pronti a sostenere l'emendamento". La Giunta si è impegnata, e ha sostenuto che le risorse sono a disposizione per entrambe le due cose, il collega Balia ha ritirato l'emendamento per l'ISRE di Nuoro, fidandosi dell'impegno della Giunta, e il collega Manca, insieme agli altri colleghi, devono fare la stessa cosa ritirando questo, in modo che non ci sia un intervento specifico nella finanziaria, ma il Teatro Lirico di Sassari abbia le risorse così come chiede questo emendamento. Non mi pare che abbiamo trattato la questione dell'ISRE e del teatro diversamente l'una dall'altra, indifferentemente dal territorio e della firma dei colleghi che hanno sostenuto l'emendamento. Quindi, non riesco sinceramente a capire quale sia l'argomento della polemica.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Non è un problema di marchette. Ero Assessore del Comune di Sassari, quando si parlava di dover ultimare questo auditorium, che è datato, ha una data molto antica, non si è riusciti ancora a portarlo a termine, e oggi mi vedo con un emendamento, e mi dispiace molto che i proponenti dell'emendamento non abbiano chiesto la firma congiunta anche di tutti gli altri colleghi della Provincia di Sassari, però mi riservavo, logicamente, di fare l'intervento, di dover votare a favore di questo emendamento, e, ahimè, sorpresa, viene rimandato, perché ci sono stati altri accordi. C'è stato anche un incendio doloso, ha messo in crisi, tra l'altro, anche gli operatori che lavorano all'interno di questo auditorium, ed è la classica incompiuta ventennale. Sono stati spesi miliardi, e logicamente ci sarà un sovrapprezzo per quanto riguarda la soluzione del problema. Quando ho visto l'arrendevolezza del collega Manca nel dover ritirare l'emendamento, mi è venuta l'idea di farlo proprio. Io mi auguro che le promesse della Giunta vengano mantenute, e come priorità assoluta per il finanziamento dell'auditorium di Sassari. Io direi che ci deve essere una concertazione fra i colleghi della Provincia di Sassari, perché ciò che ha detto il collega Cassano è vero: noi siamo divisi e siamo inquadrati in alcune …. Però, almeno per quanto riguarda i problemi prioritari della Provincia di Sassari, sono convinto che bisogna fare una riflessione molto forte fra tutti i componenti del Capo di sopra, così lo chiamano qui. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.). Presidente, per confermare il ritiro, e dire sia al collega Masia, al collega Moro e ai colleghi Cassano e Rassu che non c'era alcuna volontà di etichettare emendamenti in qualsiasi maniera, c'era soltanto la volontà di trovare delle risorse per un'incompiuta che esiste nella nostra città, nel nostro territorio. L'Assessore ha preso un impegno chiaro, specifico, e ha detto che i soldi ci sono e si sarebbero trovati nel PIA, e per dire che, se questo è il modo di ragionare positivo per il territorio, a me fa piacere, lo condividiamo sempre su tutte le cose, senza alcun problema. Detto questo, io penso che l'emendamento possa essere ritirato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca.
L'emendamento numero 847 è ritirato. L'emendamento numero 888, la Commissione aveva dato il parere che era sospeso.
Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
MONGIU, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Per quanto riguarda questo emendamento noi volevamo rettificare il b) bis con questa dicitura: "L'articolo 12, comma 3, della legge regionale 20 settembre… è sostituito dal seguente: la Commissione tecnico-artistica adotta la medesima procedura di cui al comma 2 per gli interventi di cui all'articolo 5 e 6, tenuto conto dei requisiti indicati", eccetera. Perché? La norma consente alla Commissione tecnico-artistica di redigere una graduatoria per selezionare i progetti di cortometraggio e i progetti di sviluppo della sceneggiatura da finanziare sulla base unicamente dei requisiti che sono il valore artistico, la valorizzazione dell'identità della Sardegna e i risultati precedenti…
PRESIDENTE. Assessore, di che cosa stiamo parlando?
MONGIU, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Stiamo parlando della legge sul cinema.
PRESIDENTE. Ma che cosa sta leggendo lei, mi scusi?
MONGIU, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sto leggendo la proposta di un emendamento, di una modifica.
PRESIDENTE. Ma questa non mi sembra una modifica che può essere accolta come modifica orale. Se c'è un emendamento all'emendamento che la Giunta lo presenti.
MONGIU, Assessore tecnicodella pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Allora lo sto presentando, per l'appunto, per dare la possibilità, altrimenti chiedo un attimo di sospensione…
PRESIDENTE. No, Assessore, mi scusi, questo non può essere accolto come emendamento di sintesi. In questo momento possono essere accolti soltanto gli emendamenti di sintesi. Se è un emendamento all'emendamento numero 888 doveva essere presentato entro i termini, cioè un'ora prima della discussione dell'articolo.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, per chiedere la sospensione dell'esame dell'emendamento numero 888.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 888 è sospeso.
L'emendamento numero 948, che tratta delle scuole civiche di musica, ha la formulazione più ampia rispetto all'emendamento numero 485, a pagina 101. Quindi voteremo l'emendamento numero 948 che ha una formulazione più completa. Per quanto riguarda la Commissione l'aveva dichiarato sospeso.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Solo sull'ordine dei lavori. Che si votino insieme anche perché mi sembra che in fondo si incrociano. La copertura finanziaria mi sembra che sia più propria quella indicata nel nostro. Adeguando gli importi.
PRESIDENTE. Sì, possono essere votati insieme, onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente. Quest'emendamento è sottoscritto da tutta la sinistra ma, come adesso diceva anche l'onorevole La Spisa, potrebbe e dovrebbe essere condiviso da tutta l'Aula. Intende salvare e sviluppare un comparto di vitale importanza per la formazione culturale in particolare dei nostri giovani. Parlo delle scuole civiche di musica, che riguardano 50 comuni della Sardegna, grandi e piccoli, migliaia di utenti, più di 300 lavoratori. La delega alle Province di tale materia ha comportato, in questo primo anno di applicazione, una situazione di grave disagio e confusione, tanto che le Province non hanno adottato nessun atto deliberativo per l'attivazione dei corsi per l'anno scolastico 2007-2008, contrariamente a quanto si faceva negli anni precedenti.
Si tenga anche conto che diverse scuole civiche di musica sono interprovinciali, per cui assegnare finanziamenti alle Province comporta una situazione abbastanza complessa. Ora si sta determinando una situazione incresciosa, che rischia di peggiorare con gravi ripercussioni sulla serenità di allievi, docenti e amministrazioni locali, che tanto hanno creduto ed investito sulle scuole civiche di musica. Presidente, non si sente niente!
PRESIDENTE. Sì, ha ragione, onorevole Pisu.
Onorevole Uras, almeno quando parla il suo collega!
PISU (R.C.). C'è troppa musica in giro, dai!
Giova qui ricordare - sto parlando di scuole civiche di musica, signori consiglieri - che tante di esse si reggono sui contributi regionali, ma anche su quelli dei comuni e la partecipazione dell'utenza, dunque non sono a totale carico della Regione, a gratis. I comuni giustamente credono di poter avere almeno i finanziamenti storici loro assegnati. Le Province sostengono che la Regione lo scorso anno ha fortemente ridotto questi trasferimenti, che poi sono confluiti nel fondo unico e dunque non ha più soldi per finanziarle. Credo che su questo abbiano ragione. La Regione tace, ma io credo che noi dobbiamo fare la nostra parte.
Pertanto credo che quest'emendamento possa aiutarci a superare le attuali difficoltà perché da un lato semplificherebbe la procedura affidando direttamente finanziamenti ai comuni capofila, senza inutili intermediazioni, e dall'altro garantirebbe che questi finanziamenti siano a destinazione vincolata, cioè per un grande scopo culturale, in questo caso le scuole civiche di musica. Mi sembra che questo Consiglio regionale in questo modo possa consentire al comparto di essere salvato e di potersi rilanciare nell'interesse soprattutto dei nostri giovani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, contravvengo per l'ennesima volta al mio principio, mi scuserà qualcuno che mi ha rimbrottato, ma evidentemente c'è bisogno di comprensione ulteriore e quindi cerco di farlo molto volentieri.
Il problema delle scuole civiche di musica è stato affrontato da questo Consiglio assieme a tanti altri compiti che il Consiglio regionale nella sua autorevolezza ha deciso di trasferire alla competenza delle Province. E' probabilmente vero che nella prima fase d'avvio le Province, sulla base di una considerazione sull'insufficienza delle risorse, hanno in qualche maniera non ottemperato alle disposizioni della norma. Quest'anno peraltro, come tutti i colleghi sanno, alle Province, appunto per riconoscergli una compensazione alle insufficienti risorse da loro sostenute, è stato aumentato il finanziamento sul fondo unico per circa 20 milioni, con un aumento di circa il 40 per cento rispetto all'anno passato e quindi sicuramente ci sono abbondanti risorse per ottemperare a questo obbligo che le Province hanno per la competenza trasferita.
Che cosa succederebbe se il Consiglio regionale, nella sua autorevolezza e nella sua piena autonomia, approvasse questi emendamenti? E' che noi abbiamo stabilito un costo delle funzioni trasferite, compreso in questo costo l'aumento del contributo alle Province, e adesso c'è un emendamento del Consiglio regionale che dice che questo costo deve essere un costo aggiuntivo per la Regione e torniamo indietro sul trasferimento delle competenze e ci facciamo carico di trasferire direttamente ai comuni le risorse per le scuole civiche di musica. Mi sembra che, per una ragione o per l'altra, il Consiglio deve avere ben presente che contravviene a un principio di trasferimento delle competenze sulla gestione alle autonomie locali e contravviene a un principio che ha già speso le risorse per lo scopo, per destinarle alle Province, e dovrebbe spenderle per lo stesso scopo, due volte, e non mi sembra che sia un segno eventualmente di buona amministrazione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Secci. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Onorevole Marracini, prego. Per cortesia, onorevole Pisu, accomodatevi per gentilezza.
(Interruzioni)
MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare che ci fosse la necessità di chiedere due o tre minuti di sospensione, io altrimenti devo spendere due parole a favore dell'emendamento, perché era un'iniziativa che avevamo condiviso, ma se serve qualche minuto ai presentatori, visto che la prima firma è dell'onorevole Pisu, rinuncio all'intervento, ma premetto che se invece dovesse proseguire la discussione noi esprimeremo un voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Presidente, credo che la richiesta di sospendere un attimo per riflettere non è una richiesta del tutto fuori luogo. Un po' perché si chiede di riflettere su un indirizzo che è stato assunto l'anno scorso su quello che è il modo di finanziare le scuole pubbliche, trasferendo alle Province quella che è una responsabilità che è stata sempre in capo alla Regione e che ha consentito alle scuole di musica di ben funzionare, non solo, ma anche di radicarsi e di raggiungere nelle zone interne, nei vari paesi, tutti i ragazzi che in qualche modo avevano l'esigenza di imparare le note, riuscire a discutere con la musica.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue MASIA.) Molto difficilmente si sarebbe potuto fare in maniera diversa. Ora, questo strumento così come funzionava, così come effettivamente stava già dando dei risultati, è finito in quella trita riforma che ha portato alle Province una serie di responsabilità che seppure per molte di queste funzioni ha consentito alle Province di assumere ruoli e anche di arrivare più vicino alla gente, per ciò che riguarda la scuola di musica questo non ha funzionato. E non ha funzionato, Assessore, non ha funzionato perché le Province, ricevendo queste risorse in un fondo unico, disattendono quella che è l'attenzione verso queste importanti realtà che si sono concretizzate in funzione dell'attenzione che negli anni passati la Regione, col suo Assessorato, aveva dato. Noi stiamo chiedendo di riflettere un attimo, i principi qua se sono sbagliati vanno rivisti, se c'è qualcosa che non funziona bisogna ritornarci, cosa vuol dire che ci dobbiamo rimangiare decisioni prese? Se sono sbagliate è maturità rivederle. Allora, colleghi, io ritengo che per le scuole di musica bisogna un attimo riflettere, se l'emendamento va modificato, rivisto, emendato, noi siamo d'accordo, ma quello che deve cambiare è il modo di affrontare questo problema. In questo momento è sbagliato e infatti molte di queste scuole stanno chiudendo. Le risorse non arrivano, gli studenti la retta, logicamente, non la possono pagare in maniera completa, ci sono tanti occupati che non troverebbero altre opportunità, parlo di docenti di musica che fanno questo, parlo dei ragazzi che trovano questa...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (P.D.). Grazie, Presidente. Mi pare che sia la terza occasione in cui, dopo l'applicazione della "9", le scuole civiche di musica e non solo, torna d'attualità il fatto di un'attuazione del trasferimento di una funzione, di una competenza, che è tortuoso, difficile, in cui uno dei principi non attuati mi pare quello della leale collaborazione tra i livelli istituzionali. Nel senso che ciò che fa aggio viene immediatamente recepito, ciò che è difficile o comunque crea complicazioni viene lasciato a carico di... io penso che debbano essere trovate le soluzioni, non credo che debba essere modificato il principio e credo che invece si possa intervenire sulle modalità attuative, nel senso che se vi sono difficoltà nel trasferimento di una funzione, di una competenza, questo non deve andare a detrimento dei diritti o comunque dei servizi che sono operanti nel territorio, così come quel servizio di scuola civica di musica che riguarda centinaia e centinaia di ragazzi, di persone, di cittadini sardi. Per cui io mi trovo d'accordo nel chiedere la sospensione, anche breve, sull'emendamento, nel non alterare il principio, nel mantenere in capo alle Province la competenza, nell'introdurre semmai una procedura di prima attuazione che quelle risorse già stanziate, non doppiando le risorse, vengano vincolate in sede di prima attuazione per quegli importi, per quelle destinazioni, in attesa di avere una procedura che sia, anche dal punto di vista programmatico, stabilizzata. Tanto più che la Regione, ai sensi dell'articolo 3 della "9", può, attraverso gli indirizzi, dare anche alle Province le coordinate che servono per l'attuazione di questa funzione. Tanto più, e finisco, in questo caso perché come ricordava il collega Pisu ci sono alcune scuole civiche di musica, di consorzi di scuole, che riguardano più Province, quindi nel fondo unico probabilmente non sono state attribuite in maniera giusta a una Provincia titolare, ma sono state attribuite spalmate su tutte, senza fare il decreto di attribuzione. Anche questo credo suggerisce un provvedimento più mirato, più circostanziato, che consenta di salvaguardare il principio, che non doppi le risorse, che faccia arrivare le risorse a quel servizio e che non alteri il principio della legge.
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' un argomento molto complesso, non da discutere in pochi minuti e frettolosamente. E' stato chiesto di sospendere, ci sono altri emendamenti sospesi, io credo che sia opportuno, per non arrivare a una conclusione magari affrettata, che per la fretta porta a bocciare un emendamento su cui forse è opportuno riflettere, perché ci sono argomentazioni giuste da una parte e dall'altra, è una valutazione difficile, però io credo sia utile sospendere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Per concordare pienamente, però anch'io penso che la sospensione debba riguardare non dieci minuti, ma il tempo di rivedere l'emendamento. Volevo solo ricordare la legge numero 28 era nata non per iniziativa della Giunta, per un progetto di legge della quale, tra l'altro, il sottoscritto era firmatario allora insieme alla collega Busonera che era prima firmataria. Sono state istituite, ovviamente non in tutti i Comuni della Sardegna, il trasferimento alle Province ha creato il problema di cui ha parlato il collega Masia e il collega Orrù adesso e ne creerà in futuro se non c'è un vincolo perché è evidente che c'è il rischio, ecco perché forse anche l'ultimo comma inserito dal collega Pisu, che si rischia di disperdere le risorse in mille rivoli, magari finanziando questa banda lì, questo altro gruppo, mischiando un po' i fondi e c'è il rischio che un'esperienza, che comunque è cresciuta in questi anni, possa essere vanificata. Per cui, comunque l'esigenza è giusta, magari sospendiamo e lo rinviamo anche questo alla fine e nel frattempo magari la Commissione ottava insieme al collega Pisu studiano un emendamento che non vanifichi gli effetti della legge numero 9, ma gli dia una destinazione vincolata per cui l'esperimento non significa annullare l'esperienza maturata.
PRESIDENTE. Va bene, quindi si rinviano gli emendamenti numero 948 e 485 che era un argomento collegato e affidiamo ai colleghi che hanno presentato gli emendamenti e alla Commissione ottava un esame approfondito dell'argomento, insieme alla Giunta naturalmente, e riprendiamo la discussione nella prossima seduta.
Va bene colleghi. Emendamento numero 532. Allora, all'emendamento numero 532 è stato presentato un emendamento aggiuntivo il numero 956, diventa sostitutivo totale se viene ritirato come è stato richiesto il numero 532.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Era per confermare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 956. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Questo emendamento è stato presentato per consentire che ricorrendo il centenario del festeggiamento delle celebrazioni dell'8 di marzo, si potesse addivenire in questa circostanza anche al fatto di mettere in rilievo attraverso convegni, attraverso qualche studio particolare, quello che possono aver dato le donne sarde a partire da Eleonora d'Arborea che ha una grande presenza nella cultura e nella storia non solo della Sardegna, ma a livello europeo, non solo nazionale. Il desiderio era di offrire alle signore in questa circostanza del centenario dell'8 marzo l'opportunità e la possibilità di avere una occasione celebrativa non soltanto con il ramoscello, ma dare un'opportunità culturale significativa anche nel ragionamento dell'identità sarda. Io capisco che ci sono finanziamenti che la Commissione aveva ipotizzato per celebrare le figure importanti della cultura e dell'identità sarda, ma riterrei altrettanto far presente che non deve essere tutto fatto passare attraverso la scuola come canalizzazione assoluta. Io credo che chi non vive neanche più il sistema scolastico abbia la necessità di poter sopperire in altro modo con, appunto, dei convegni e anche delle pubblicazioni a quello che è il vissuto delle donne più importanti della Sardegna che hanno identificatamente dato testimonianza di una identità sarda particolare nel mondo intiero. Io credo che questo sia importante, poi lascio alla disponibilità della Giunta e alla disponibilità delle consigliere colleghe se è giusto o no celebrare il centesimo dell'8 di marzo attraverso le donne di Sardegna che sono state così tanto illustri.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo numero 956.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 91. C'è il parere negativo. Lo metto in votazione.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 237. C'è un invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Questo è un emendamento che riguarda una delle più antiche, è da oltre cinquant'anni il premio "città di Ozieri" che viene portato avanti sempre con delle grandi difficoltà. E' una manifestazione che è presente a tutta la Sardegna e che per quella che è la portata e l'importanza che ha raggiunto negli anni per la partecipazione, per le presenze, va sicuramente anche oltre quella che è la visibilità regionale, in particolare perché è un premio di poesia, in particolare perché riguarda una manifestazione che entra in merito a quella che è la poesia in lingua sarda chiaramente e a quelle che sono le manifestazioni che avvengono nell'ambito regionale relativamente a questo campo. Ora, con questo emendamento che pure, io capisco, non si vuole mettere in contrasto con tante altre manifestazioni che sono presenti in Sardegna e che hanno sicuramente diritto per portare avanti con difficoltà, come tutti quanti noi sappiamo, quelli che sono gli strumenti della cultura e ne abbiamo parlato anche poco fa, ha una particolarità, ha la particolarità che è una di quelle manifestazioni che per certi versi ha dato il "la" a tante altre che sono presenti in Sardegna e ha la particolarità che in una città che è dell'interno in qualche modo dà a questa la possibilità di poter emergere, di poter in qualche modo partecipare a quella che è quella aspirazione che hanno tutte le città dell'interno, di poter essere visibili e quindi anche attrattive e perché no anche canali in qualche modo di risorse. Io, questo emendamento potrei ritirarlo, anzi sono disposto anche a ritirarlo, l'assicurazione che mi viene data, ma vorrei che fosse ribadita qui in Aula è che le esigue risorse disponibili in questo momento per il capitolo che finanzia queste, dovrebbe essere in qualche modo rimpinguato, sicuramente se ne potrà avvantaggiare il premio "città di Ozieri", io mi auguro che se ne possano avvantaggiare anche tutte quante quelle manifestazioni che in Sardegna hanno bisogno di essere sostenute perché la maggior parte di queste manifestazioni avvengono attraverso l'impegno, le risorse personali e perché no anche, cosa posso dire, quella passione che è difficile pensare che possa essere spenta. Allora colleghi io ritiro, accetto l'invito, ma aspetto anche che da parte dell'Assessore ci sia questo impegno, parlo in particolare all'Assessore al bilancio perché da questa città e in particolare...
PRESIDENTE. Prego concluda.
MASIA (Gruppo Misto). ...Ci vuole una risposta, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Per informare il Consiglio che nell'UPB relativa a questa tipologia di interventi era compreso nel programma di quest'anno anche 50.000 euro per il premio "città di Ozieri" e che alla stessa UPB quest'anno le somme destinate sono state incrementate di 150.000 euro. Non c'è ragione per credere che nel programma che l'Assessore farà sulla base delle richieste non ci sia la conferma dell'intervento suddetto. Per cui l'invito è ulteriormente al ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). L'emendamento è giusto ritirarlo perché sarebbe una contraddizione con una legge approvata neanche due anni fa che istituiva il fondo unico e che poi prevedeva la Commissione scientifica per ripartire il fondo unico.
Tra l'altro nella Commissione scientifica c'è anche un autorevole rappresentante del "premio Ozieri" che è Tanda...
(Interruzioni)
Beh, no è del "premio Ozieri", volevo dire però le risorse stanziate nel 2007 erano un milione di euro, se si vuole venire incontro qui a questa esigenza bisogna aggiungere nel bilancio, no non c'è nessun aumento, era un milione è rimasto un milione di euro e bisogna aggiungere 50.000 euro, ma io penso che si possa fare in sede di bilancio. Comunque invito a ritirare perché sarebbe una contraddizione quella legge ripristinare i singoli interventi dei singoli premi, andrebbe al fondo unico però il fondo unico risulta un milione di euro pari a quello del 2007.
PRESIDENTE. Eventualmente, quando siamo sul bilancio si controlla meglio questa spesa e se la capienza è sufficiente. L'emendamento è stato ritirato quindi se vogliamo parlare per spendere una parola...
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Solo per dire una parola ogni tanto, di darmi la parola ogni tanto, perché mi ha saltato tre volte. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.
Dunque io ho iscritti l'onorevole Francesco Sanna, l'onorevole Cerina e l'onorevole Dedoni., ma l'emendamento, come dico, è stato ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Lo faccio mio e dell'onorevole Cassano.
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Dedoni, abbiamo già detto che c'è una legge che costringe a fare il programma.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, ho bisogno di fare una dichiarazione Presidente.
PRESIDENTE. Vabbè, ma abbia pazienza, non è che per fare lei una dichiarazione, facciamo bocciare l'emendamento! E, poi, lei lo sa che mette a rischio… prego?
DEDONI (Riformatori Sardi). Lo faccia bocciare!
PRESIDENTE. Ma abbia pazienza, ma che modo è questo di procedere?
DEDONI (Riformatori Sardi). E, beh, mi sembra chiaro che se uno, viene, minaccia che lo deve bocciare per forza, non ho capito perché si deve bocciare!
PRESIDENTE. Ma perché se lei vuol parlare su un emendamento che è stato ritirato, per poter fare una dichiarazione, lo vuol far proprio…
DEDONI (Riformatori Sardi). Ma non ho capito perché deve essere bocciato!
PRESIDENTE. Ma, insomma, ma dai, ma dai… collega Dedoni su, abbiamo capito che siete tutti forti sostenitori del Premio di poesia "Città di Ozieri", e io stesso onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Le spiegherei anche il perché! Ci sono due ordini di motivi.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, ci dica qual è l'argomento nuovo che vuol portare in discussione, qual è l'argomento ulteriore!
DEDONI (Riformatori Sardi). L'argomento nuovo sta diventando vecchio, nel senso che l'Assessore al bilancio, purché siano ritirati gli emendamenti, promette cose che non può promettere, testé ne è la giustificazione nel fatto che non vi è la capienza in un UPB. Questa è una delle cose per cui è vergognoso, l'ho detto anche per altre circostanze, non è vero che si può andare avanti così, se non si sa effettivamente cosa si vuole finanziare. Poi sul merito, possiamo anche entrarci.
PRESIDENTE. Grazie. Io avevo proposto, onorevole Dedoni, di spostare la discussione, che del resto è stata introdotta anche dall'onorevole Marroccu, al bilancio, quindi vi prego di segnare l'UPB S0302003. Per cui, se gli argomenti che state portando a sostegno della tesi che c'è un'insufficienza di stanziamento, la discussione si potrà fare lì, piuttosto che su questo o quel premio, sulla capienza complessiva dell'UPB.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'accolgo!
PRESIDENTE. Grazie. Grazie anche ai colleghi Sanna e Cerina che rinunciano.
Emendamento numero 891, della Giunta.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, non ho rinunciato, onorevole Sanna, la ringrazio anche del suggerimento. Però io approfitto dell'occasione per ribadire alcuni concetti che, secondo me, sono importanti e che sono stati trascurati, e che poi portano, molto spesso, a situazioni imbarazzanti. C'è un'urgenza che è stata definita più volte, è quella della rivisitazione della legge 22, c'è un problema legato alla trasformazione del CORERAT in CORECOM, e c'è chi come me sostiene la necessità di un'Autorità regionale delle telecomunicazioni, c'è il problema che tra poco avremo a disposizione le frequenze militari e vorremmo capire anche su questo che cosa accadrà, c'è la questione del digitale terrestre, della banda larga, delle reti televisive, della Rai e del servizio pubblico. Io credo che la Conferenza regionale dell'informazione debba essere svolta in tempi brevi, anche perché, assessore Mongiu, io sono rimasta sconcertata dal fatto che questa conferenza non si sia tenuta nel 2007, come era stato previsto, e che mentre l'assessore Congera si è preoccupata di informare la Commissione diritti civili dello slittamento della Conferenza sull'immigrazione, lei non ha fatto altrettanto nel comunicare alla Commissione informazione questo slittamento, e soprattutto perché questo doveva accadere. Io spero che questo emendamento porti davvero all'attivazione, alla realizzazione di questa conferenza, e che l'Ordine professionale dei giornalisti, l'Associazione della stampa, e tutti gli operatori, possano intervenire, in modo tale da dare un contributo di chiarezza anche su questo tema. Grazie Presidente. Naturalmente voterò a favore.
PRESIDENTE. Grazie. Quindi conferma anche il suo parere, assieme a quello della Giunta e a quello della Commissione, favorevole a questo emendamento. Grazie onorevole.
Metto in votazione l'emendamento numero 891. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 813, che ha una parte che è certamente una norma intrusa, e sono le modifiche all'articolo 22, tutto il resto può essere votato.
Metto in votazione l'emendamento numero 813, senza il comma a). Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Non intervengo in quello che il collega Porcu, che è molto competente in materia di sport, ha scritto nell'emendamento 216. Però, Presidente, ieri…
PRESIDENTE. Stiamo tornando indietro?
VARGIU (Riformatori Sardi). No, non stiamo tornando indietro, parlo sul regolamento. Ieri, Presidente, lei ha dichiarato norma intrusa l'emendamento 216, quindi io non me lo sono neanche letto, perché immaginavo che il Consiglio non lo discutesse, adesso invece noi apprendiamo che un pezzo e norma intrusa, ma che l'altro pezzo è discusso e anche approvato. Ho grande fiducia nel collega Porcu, quindi non faccio nessun tipo di obiezione di sostanza e di merito. Però, insomma, è inusuale come metodo di procedere.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, semmai sono io che devo chiedere scusa a lei e ai colleghi. Allora, ieri, l'onorevole Porcu aveva chiesto, così come aveva fatto del resto l'onorevole Cuccu su un altro emendamento, che l'Ufficio di Presidenza, o la Presidenza valutasse la intrusione della norma, la valutasse meglio, così come abbiamo fatto del resto per l'emendamento relativo agli enti locali, come sapete, su richiesta dell'onorevole Floris. Questo è avvenuto, e a un esame successivo, che io ho comunicato frettolosamente adesso, certamente la lettera a) è intrusa, le lettere b) e c) sono non modificative di una norma esistente; ed è per questo che è stato ammesso in Aula. Quindi sono io che le chiedo scusa, onorevole Vargiu, è un lavoro che la Presidenza fa, anche ascoltando i suggerimenti e le obiezioni che vengono dall'Aula.
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 225, a pagina 84. C'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Sì, grazie signor Presidente, noi abbiamo presentato questo emendamento, perché riteniamo importante sostenere lo sport di cittadinanza, forse non s'è capito bene questo emendamento. È un emendamento che ha come obiettivo, proprio perché in linea con quanto è previsto nella finanziaria nazionale del 2008, cioè la promozione del diritto di tutti i cittadini allo sport. Ovvero, un nuovo diritto di cittadinanza, veicolo di integrazione sociale. Con quest'emendamento noi abbiamo chiesto un contributo pari a 150 mila euro agli enti di promozione sportiva, che sono quelle associazioni riconosciute dal CONI, ma che hanno come fine istituzionale la promozione e l'organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ricreative e formative. E quindi è fondamentale per lo sport, in particolar modo per quanto riguarda le piccole comunità, che spesso hanno meno possibilità di fare pratica sportiva. Quindi noi pensiamo di tenerlo, a meno che non ci sia un impegno da parte della Giunta e dell'Assessorato ad andare verso questa direzione.
PRESIDENTE. Sì grazie, quindi conferma l'emendamento onorevole Licheri.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio Ne ha facoltà.
SECCI Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo non solo per confermare la richiesta di ritiro dell'emendamento agli onorevoli presentatori ma per informare il Consiglio che la finanziaria dello Stato a questo scopo ha destinato alla Sardegna 3 milioni di euro.
PRESIDENTE. Grazie, gli altri colleghi iscritti a parlare l'onorevole Porcu, l'onorevole Salis e l'onorevole Pirisi? Grazie.
L'emendamento è ritirato con la precisazione che ha fornito l'Assessore. Grazie onorevole Licheri.
Passiamo agli emendamenti numero 275 e 433, c'è il parere negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie Signor Presidente, mi rendo conto che questo emendamento non avrà l'attenzione che pure mi sarei aspettato, ma voglio precisarne i contenuti e dire subito che sostiene una richiesta di finanziamento, formulata dalla provincia Gallura-Olbia-Tempio che non è dotata di una struttura, come può essere definita: "un centro sportivo articolato polivalente". Mi richiamo alle valutazioni fatte in discussione generale e ritenevo che fosse opportuno finanziare la realizzazione, nella città di Olbia, ma per tutta la provincia della Gallura, di un centro polisportivo articolato per la partecipazione attiva dei cittadini, nello spirito naturalmente dell'intervento per l'emendamento precedente, formulato dal collega Licheri, alle diverse discipline sportive. Le strutture sportive esistenti nella nostra provincia si sono dimostrate a lungo andare assolutamente inadeguate e insufficienti nella generalità dei casi è il privato che supplisce a tale carenza, ma non sempre questo è sufficiente, pertanto noi riteniamo sia necessario che l'ente pubblico, in questo caso la provincia, che ha formulato questa richiesta nel 2006 all'assessorato alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport possa proporsi come organo istituzionale di riferimento per gli indirizzi in campo sportivo. Ciò sarebbe ancor più realizzabile se le varie società sportive trovassero momenti di incontro agonistico, e non agonistico, nell'ambito della propria attività, presso un centro sportivo con questi connotati e con questi requisiti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai Renato. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, solo per ricordare al collega Lai con cui condivido la passione e l'interesse a promuovere l'impiantistica sportiva nella sua provincia e in generale nella nostra Regione che proprio in seguito a numerose richieste arrivate da colleghi per impianti di interesse sovra-comunale, in sede di dibattito in Commissione, è stata aumentata la dotazione sull'articolo 17 della legge "17", che finanzia i mutui per gli impianti di tipo sovra-comunale di 500 mila euro a carattere pluriennale, vuol dire innescare investimenti per oltre 10 milioni di euro e quindi se la provincia della Gallura, così come altre realtà, ce n'erano alcune anche in provincia di Cagliari, se l'amministrazione provinciale farà domanda troverà disponibilità che fino a questo emendamento approvato in Commissione bilancio erano esaurite per effetto dei mutui già approvati. Quindi credo che sia stata data risposta e credo che sia anche opportuno che questa risposta non venga data battezzando puntualmente gli esami di legge ma facendo riferimento alle leggi esistenti, in questo caso l'articolo 17 che è stato in Commissione opportunamente finanziato, quindi credo che sarebbe forse più opportuno il ritiro proprio per non compromettere l'inserimento di questo impianto nel programma finanziabile per l'anno corrente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Porcu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, perché a puntualizzazione si sovrappone puntualizzazione! Questo emendamento non chiede niente di più di quello che, collega Porcu, è stato effettuato per Nuoro, per Cagliari e per Oristano e tutto questo non è stato effettuato con l'articolo 17 della legge "17", ma ovviamente il collega Porcu non ascolta queste precisazioni, perciò dico al collega Lai che le spiegazioni date da Porcu non sono quelle ottimali, perché qui si chiede un intervento straordinario, così come è stato concesso a Nuoro, Oristano e Cagliari. Che poi Cagliari si è agganciata perchè qui non passa niente se non c'è un aggancio anche su Cagliari.
L'articolo numero 17 della legge numero 17 dice un'altra cosa, tant'è che noi andiamo a finanziare con la tabella e), e con le anticipazioni sulle entrate, anche questi virtuali investimenti che si devono fare nell'impiantistica sportiva, perciò io inviterei il collega Porcu a fare le sue proposte sulle leggi in vigore e non ad entrare nelle merito di chi giustamente solleva quelle problematiche per finanziamenti straordinari - leggasi Molentargius per esempio - anche lì si può andare sull'ordinario e non necessariamente chiedere sempre che venga messo in legge per favorire 1 milione e 400 mila euro di investimenti.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'Emendamento numero 295 è stato ritirato.
L'emendamento numero 4 era stato sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, annuncio ovviamente il voto favorevole, questo emendamento nasce allo scopo di consentire ad una fascia di nostri cittadini che sono affetti da queste patologie: disabilità intellettiva relazionale, ex fragile, autismo, patologie ad esso correlate ed altre sindromi rare di praticare lo sport e maniera non agonistica.
Io, dopo aver illustrato l'emendamento, ho condiviso alcune delle cose che sono state dette in quest'aula, cioè sulla opportunità che non ci sia indicazione precisa né della singola disciplina a cui destinare eventuali risorse e neppure del soggetto istituzionale tramite il quale questa attività devono essere svolte.
Faccio presente che l'emendamento tende semplicemente ad un rimborso di spese non alla organizzazione di manifestazioni e quindi con queste considerazioni naturalmente annuncio il voto favorevole ma sarei anche favorevole all'accoglimento di eventuali emendamenti che pure mi sono stati preannunciati che modifichino il testo di questa proposta nel senso che ho appena detto. Quindi se ci fossero da parte dei colleghi proposte migliorative del testo sarebbero certamente accolte dal proponente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Espa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ESPA (P.D.). Grazie Presidente, abbiamo letto insieme ai colleghi Francesco Sanna, Meloni, Porcu e Bruno il testo e, proprio nello spirito in cui parlava il collega Scarpa noi vorremo proporre un emendamento orale Presidente, se è consentito, in pratica sostituisce l'individuazione del soggetto, del singolo soggetto invece ad un contenitore più ampio che permetta una pluralità di soggetti, di poter attingere a questa possibilità che ci sembra veramente encomiabile. Quindi io potrei leggere il testo, se me lo consente, ripetendo la parte di emendamento dopo le parole "destinata, per il solo rimborso delle spese documentate sostenute dai disabili e dai loro accompagnatori, alle associazioni che promuovono la partecipazione ad attività sportive non agonistiche anche al di fuori del territorio regionale, da parte di residenti in Sardegna iscritti al Comitato Italiano Paraolimpico ed affetti da disabilità intellettiva relazionale, x-fragile, autismo, patologie ad esso correlate o altre sindromi rare.".
PRESIDENTE. Onorevole Espa, noi siamo anche disposti ad accogliere emendamenti orali, non un nuovo testo. Magari, se lei avesse presentato un emendamento all'emendamento… comunque ci dia il tempo e vediamo.
ESPA (P.D.). Sì Presidente, lo so, ma io vorrei consegnarglielo perché appunto penso sia… se poi il proponente lo accetta…
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, in realtà quello che era stato detto in Commissione sull'emendamento che era stato presentato dall'onorevole Scarpa, io credo in questo senso rivolgo anche un invito alla Giunta, credo che con la correzione che è stata apportata, in effetti è stata tolta soltanto la parte finale con una migliore specificazione, credo che l'emendamento così come proposto dall'onorevole Espa, ovviamente con l'approvazione dell'onorevole Scarpa, credo che possa essere accolto.
CAPELLI (U.D.C.). Andiamo avanti e ci torniamo dopo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Volevo fare una proposta, Presidente, di trasferire tutta questa materia all'articolo in cui si parla di sanità, visto che si tratta di sanità e mantenerlo sospeso e poi lo si può rivedere in quella circostanza. Se può essere d'aiuto, solo con questa motivazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cucca, può ripetere quello che ha detto perché io mi sono un attimo distratto.
CUCCA (P.D.). Io ho il testo dell'emendamento proposto dall'onorevole Espa che di fatto leva via la parte finale del testo dell'onorevole Scarpa e specifica meglio solo con una dicitura più completa. Reputiamo, in relazione alla discussione che c'è stata in Commissione, sul contenuto dell'emendamento dell'onorevole Scarpa, che possa essere comunque accolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Non è sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ancora no, abbiamo una decina di emendamenti. Io precedo… Onorevole Capelli, proviamo a… altrimenti non c'aiutiamo.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, avevamo raggiunto un accordo con i Capigruppo di chiudere i lavori alle 17 e 30 perché, in particolare alcuni Gruppi, hanno impegni politici a cui devono necessariamente presenziare. Si è per questo proseguito nei lavori senza interruzione per l'ora di pranzo, noi abbiamo finora rispettato tutti gli accordi, anche per una corretta programmazione del nostro impegno politico anche fuori da quest'aula. Gradiremmo che si esprimano, anche il collega Biancu e quanti sono stati garanti di questo accordo, per poter interrompere qui i lavori e riprenderli e proseguire, correttamente con la programmazione data, martedì.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, siamo tutti garanti degli accordi che modificano il calendario stilato e comunicato all'inizio della settimana. Stiamo finendo, abbiamo interrotto per oltre un'ora nella pausa pranzo, ed è questo che ha un po' alterato l'obiettivo del lavoro di oggi, che era quello di concludere almeno l'articolo 4. Adesso, io chiedo ai colleghi se possiamo concludere una parte del lavoro che resta, che non modifica gli accordi presi, onorevole Capelli. Perché se tutti ci diamo da fare per concludere rapidamente, in un quarto d'ora abbiamo concluso il nostro lavoro.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Era per ricordare che avevamo interrotto per pranzo.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Capelli proviamo a proseguire un altro po' insomma. Poi se…
CAPELLI (U.D.C.). Se è possibile vorrei la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Capelli, verifichiamo il numero legale. Comunico ai colleghi che la settimana prossima non modifichiamo il calendario dei lavori né di venerdì, né di giovedì.
CAPELLI (U.D.C.). Guardi che l'ha sempre modificato lei.
PRESIDENTE. L'ho sempre modificato io su richiesta, onorevole Capelli, su richiesta dei Gruppi che hanno preso impegni politici. Così, tanto per dircele tutte le cose, onorevole Capelli, e senza usare l'una cosa contro l'altra. Io ho chiesto la cortesia di lavorare ancora un quarto d'ora, venti minuti, abbiamo impiegato cinque minuti per parlare di ordine dei lavori.
CAPELLI (U.D.C.). Ieri abbiamo chiuso alle 19 perché l'avete chiesto voi.
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Capelli. Ma non la metta in questi termini davvero. Adesso, votiamo come dice lei.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prende atto che i consiglieri Capelli e Vargiu sono presenti.
Risultano presenti i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Scarpa - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.
La seduta è tolta alle ore 17 e 37.
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