Seduta n.128 del 08/03/2001 

CxXvIII Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 8 Marzo 2001

Presidenza del Vicepresidente Carloni

indi

del Vicepresidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 51.

Randazzo, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 1 marzo 2001, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il Consigliere Michele Cossa ha chiesto un giorno di congedo, per motivi personali, per la seduta pomeridiana dell'8 marzo 2001. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli del disegno di legge numero 141

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

Sanna GiaCOMO (Gruppo Misto). Credo che in questi giorni ognuno di noi si sia reso conto di una situazione che è ormai insostenibile, per il modo in cui procedono i "non lavori" di quest'Aula. Intanto prendiamo atto, come Partito Sardo d'Azione, di essere l'unica forza di opposizione in quest'Aula. Vedo che molti hanno abdicato, anche i più irriducibili, considerato lo scenario che in questi giorni si è delineato. Sembra quasi che si sia anticipata la primavera e che una tempesta ormonale abbia colpito quest'Aula, dove gli innamoramenti sono arrivati all'improvviso, non più nella distinzione dei ruoli di maggioranza e di opposizione, non più su un tema specifico, che è quello della finanziaria, proposto nel modo in cui tutti conosciamo, non più con lo stravolgimento che gli emendamenti, di maggioranza e di opposizione, ma per quanto mi consta, soprattutto quelli di maggioranza, hanno portato al documento contabile. Siccome almeno 75 Consiglieri sono all'oscuro sia del metodo sia dei contenuti che sono stati oggetto di discussione in questi incontri, vorrei essere informato e capire, penso che sia un diritto mio e di tutti i colleghi, a che cosa ha portato questa serie di incontri. A me interessa soprattutto il metodo con cui dovremmo lavorare per arrivare alla conclusione, quindi all'approvazione di questa finanziaria. Poco importa l'altro motivo nel quale non credo e continuo a non credere, perché è impensabile che si possa arrivare a queste conclusioni dopo tutto ciò che si è detto e si è fatto e tutti gli elementi di contrapposizione che sono emersi su questo tema specifico.

Presidente, per la correttezza che è necessaria e per il rispetto che questa Aula merita, ritengo che questa informazione ci debba essere data, che sia un sacrosanto diritto di ognuno di noi.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha la facoltà.

Cogodi (R.C.). Credo che il collega Giacomo Sanna abbia posto una questione importante, degna di attenzione ed anche meritevole di risposta.

Il Consiglio regionale stenta ad avviare i suoi lavori, nella discussione della legge finanziaria e del bilancio. Ciò è accaduto per le ragioni che abbiamo denunciato, non da qualche ora o da qualche giorno, come giustamente rileva il collega Giacomo Sanna, ma da mesi. Voglio ricordare che già nel mese di dicembre del 2000, quando si dovette dar corso alla prima autorizzazione all'esercizio provvisorio per due mesi, su proposta della Giunta e della maggioranza, noi dell'opposizione denunciammo da subito la tattica dilatoria, che era evidentissima fin da allora, di portare il Consiglio regionale ad occuparsi del bilancio preventivo dell'anno in corso in primavera. Non sono gli "afrori" primaverili la causa di qualsiasi ritardo o negligenza o lentezza, anzi, a voler stare alla immaginifica rappresentazione del collega Giacomo Sanna, tali afrori dovrebbero mettere le ali ai piedi, dovrebbero dare energia, dovrebbero imporre un ritmo accelerato, farci saltare gli ostacoli. Purtroppo non è così. Evidentemente o non è primavera o non sono sufficienti gli "afrori". Tutta la lentezza e tutte la difficoltà sono derivate, e deve essere detto adesso, prima che si avvii l'esame di merito del bilancio, da una scelta politica la cui responsabilità ricade interamente sulla Giunta e sulla maggioranza. L'aver previsto e dosato e in qualche modo anche imposto l'esame del bilancio preventivo del 2001 non, come prevede la legge della Regione, a partire da settembre dell'anno precedente, ma a partire da febbraio dell'anno in corso.

Questa è la condizione nella quale l'opposizione si è trovata, e siccome ritengo di essere, insieme ai miei colleghi e compagni, oltre che amici vari sparsi in quest'Aula, fra coloro che della opposizione e della politica hanno una concezione seria, e l'opposizione non solo tentano di farla, ma la fanno, e l'opposizione come ruolo e come funzione la rispettano, gente cioè che non ha paura di fare l'opposizione e di essere all'opposizione, perché riteniamo la funzione politica e istituzionale della opposizione altrettanto degna, non di più, altrettanto degna della funzione di governo, non ci facciamo cogliere dal panico e neppure dallo sconforto. In questi ultimi giorni e in queste ultime ore noi, che non abbiamo rinunciato né al ruolo, né all'idea sana che abbiamo di opposizione, non abbiamo abdicato, anzi abbiamo rafforzato questa nostra idea, questa nostra condotta. Alla maggioranza e alla Giunta regionale, di fronte a una manovra finanziaria in ritardo ormai di quasi sei mesi, rispetto alla data fissata in legge, cioè la fine del settembre dell'anno scorso, di fronte alle contraddizioni, alla dilatazione delle carte, alla diffusione delle proposte, allo sfilacciamento della situazione politica, con una maggioranza dove non ce uno che riconosca l'altro, intendo di persone e di emendamenti presentati dalla stessa maggioranza, in questa Babele della politica sarda, di cui sono testimonianza evidente le immagini desolanti di quest'aula vuota il più delle volte, o comunque distratta quando pure non è vuota, abbiamo tentato e ancora tentiamo di dire, rispetto ad alcune proposte modificative nella sostanza, rispetto all'idea che noi abbiamo che ogni maggioranza ha il diritto di avanzare una proposta di legge finanziaria e di bilancio della Regione, a condizione però che si assuma la responsabilità di quello che fa e che non faccia una cosa mentre dice che ne sta facendo un'altra, siccome qua dentro siamo portatori di interessi tutti legittimi, ma molto diversi, e noi siamo portatori, dalla nostra parte, di interessi ugualmente legittimi, diversi e contrapposti, da sinistra rispetto alla destra, abbiamo provato a dire e ancora lo diciamo, anche ai fini di recuperare e di far recuperare alla Regione il tempo perduto, quello che ci hanno fatto perdere: "Vogliamo salvare il salvabile? Volete salvare il salvabile?" Volete cambiare almeno qualcosa per ridare dignità a tutte le rappresentanze della società sarda, perché il patrimonio comune della Regione, i danari di tutti, non vadano tutti da una parte, ma in qualche modo qualcosa vada anche a quelli che noi rappresentiamo o vorremmo rappresentare, i ceti più deboli, gli emarginati, gli abbandonati, quelli per i quali tutti sprecano una lacrimuccia e per i quali però non sono disposti ad approvare un emendamento che si traduca in almeno un minimo di serenità di vita e di lavoro. Avevamo diritto di dire questo? Abbiamo diritto di dirlo in quest'Aula, per strada, nei corridoi, dovunque? Noi crediamo di averne diritto e di dover rivendicare una nostra proposta per avere un risultato. E se queste ultime ore in questi giorni non sono state sprecate, ma possono essere invece utili ai fini di una migliore configurazione della legge finanziaria, noi riteniamo che tutto questo possa essere un bene, se la Giunta terrà fede all'impegno di accedere ad alcune modificazioni di sostanza che restituiscano un poco di equilibrio a questo provvedimento. La vostra manovra finanziaria è sbilanciata, è regressiva, è offensiva rispetto agli interessi…

Non gesticoliamo fin d'ora, Assessore del bilancio, perché se lei si rappresenta sotto questa forma mimica…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di non polemizzare, si limiti al suo intervento e a dire il perché della sua richiesta di parlare sull'ordine dei lavori.

COGODI (R.C.). Immagini se io polemizzo! Ho concluso, tutto questo ci può essere utile…

USAI (A.N.). Sei intervenuto in discussione generale.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di non interferire. La prego, onorevole Cogodi, di concludere la sua richiesta sull'ordine dei lavori.

COGODI (R.C.). E' chiaro che concludo, ma immaginate se io accedo alla sola idea di polemizzare, e se posso anche solo immaginare di rispondere al collega Tunis! Alzo le mani, sono disarmato!

Il fatto è che se iniziamo bene potremo andare avanti bene. Mi riferivo al collega Pittalis, collega perché il titolo rimane, quindi, collega come consigliere, collega come avvocato. Abbiamo tanti titoli di colleganza con Pittalis, tuttavia non gesticoli, non si esprima con questa mimica che sottintende qualche nervosismo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il suo tempo è scaduto e non può più polemizzare neanche con l'onorevole Tunis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Intervengo sul Regolamento. Vorrei sapere in che fase ci troviamo in questo momento, se è iniziata nuovamente la discussione generale sulla legge finanziaria o se invece dobbiamo finalmente passare all'esame dell'articolato. Mi sembra che tanto l'opposizione quanto la maggioranza, in sede di discussione generale, abbiano avuto la possibilità di indicare i motivi di approvazione o di dissenso dalla finanziaria e non credo che, avendo un ordine del giorno ben stabilito, si possa intervenire sull'ordine dei lavori per aprire nuove discussioni e così ritardare il processo di approvazione della legge finanziaria, che, presentata quasi tre mesi fa, oggi è ancora tutta da discutere e non certamente perché la maggioranza non la vuole discutere, ma perché ci sono evidentemente interventi da parte della opposizione che vanno in direzione opposta a quella per la quale invece tutti siamo chiamati a lavorare. Il Regolamento impone tempi e cadenze per esprimere approvazioni e dissensi. Io, Presidente, la invito a far rispettare il Regolamento ed entrare nel vivo della discussione degli articoli della manovra finanziaria. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo a tutti i colleghi, visto che abbiamo avuto un giorno e mezzo di moratoria prima di iniziare i lavori, che nelle sedute precedenti siamo passati all'esame degli articoli, e siamo ancora in questa fase. Stiamo per iniziare l'esame dell'articolo 1, e siccome il Regolamento consente di esprimere nel corso della seduta un parere sull'ordine dei lavori, la Presidenza può soltanto richiamarsi alla correttezza dei colleghi perché rispettino questa disposizione del Regolamento che dice che in questa fase chi chiede di parlare può intervenire soltanto sull'ordine dei lavori. Non posso censurare preventivamente, ricordando che in questa fase si deve intervenire soltanto sull'ordine dei lavori, posso solo richiamarmi alla correttezza dei colleghi perché intervengano effettivamente sull'ordine dei lavori. Se poi vogliono replicare io dovrei togliere loro la parola, ma è inutile sollevare polemiche perché aumenterebbero questi contrasti, che in questa fase dei lavori non dovrebbero esistere, sull'esame degli articoli ai quali non abbiamo dato ancora inizio.

Ha domandato di parlare il consigliere Dore sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà. E la prego di attenersi all'argomento.

Dore (I DEMOCRATICI). Sì, intervengo sull'ordine dei lavori come gli altri. Presidente, io non ho partecipato agli incontri ai quali ha fatto riferimento il collega Giacomo Sanna, dei quali tutti siamo in qualche modo al corrente.

Devo dire che non posso che encomiare i consiglieri dell'opposizione che si sono impegnati in questo tentativo disperato di salvare il salvabile, perché qui siamo veramente arrivati allo stato di necessità e lei, Presidente, che è anche avvocato e penalista, sa che cosa significa lo stato di necessità, è quasi una sorta di ultima spiaggia. Quindi, ripeto, apprezzo chi ha cercato di portare la sua capacità e la sua competenza per salvare qualcosa di questo disastro, ma questo non significa che il tutto possa essere coperto e superato solo con questa considerazione.

Condivido in pieno le preoccupazioni e le domande del collega Sanna, così come condivido la sua richiesta di chiarimenti, perché, Presidente, l'opinione pubblica deve capire di chi è la responsabilità di questo disastro. Il collega Balletto sta già, come si suol dire, rivoltando la frittata, perché se ci troviamo in questa situazione, che non è azzardato definire indecente, la colpa va ascritta a qualcuno, va ascritta evidentemente a chi doveva portare avanti questa manovra e invece ha dimostrato di non saperlo fare. Credo che i commenti siano, tutto sommato, superflui. Basta considerare il problema dei duecento, dico duecento, emendamenti della maggioranza sulla sua manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, iniziamo ad applicare il Regolamento. La prego di limitarsi a parlare sull'ordine dei lavori.

Dore (I DEMOCRATICI). Presidente, sto per concludere. Stiamo parlando anche di ordine dei lavori. Presidente, basta considerare...

PRESIDENTE. In questa fase lei deve parlare di ordine dei lavori, non di altro! Altrimenti devo sospendere la seduta!

Dore (I DEMOCRATICI). Basta considerare i duecento emendamenti della maggioranza sulla sua manovra finanziaria. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

Credo che una forza politica che si rispetta di fronte a questo disastro, a questo fallimento, a questa vergogna, che rischia però di coinvolgere tutto il Consiglio, anche se la responsabilità è ben precisa, se avesse un minimo di dignità dovrebbe trarne le conseguenze, perché è veramente uno scandalo.

PRESIDENTE. Colleghi, scusate, evidentemente prima non mi sono espresso in modo chiaro; o si rispetta il Regolamento o devo entrare nel merito di ciò che un consigliere dice e se mi accorgo, dopo le prime battute, che non sta parlando dell'ordine dei lavori, devo togliergli la parola.

Se non si osservano queste regole devo sospendere la seduta perché non si può procedere in modo così poco serio, altrimenti questa diventa un'arena, e non è una cosa corretta. Prego i colleghi di attenersi all'ordine dei lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini (d.s.). Presidente, io la ringrazio; sarò rispettoso della sua giusta indicazione di lavoro per quanto riguarda l'argomento in discussione.

Il collega Giacomo Sanna ha avanzato, nella prima parte del suo intervento, una richiesta che io considero legittima. Mi limito a questo, perchè la prima parte del suo ragionamento è in linea con quanto lei ha proposto adesso alla nostra attenzione. Dice il collega Sanna: "Ieri c'è stato un incontro dei Capigruppo e anche dei colleghi della Commissione programmazione per stabilire un metodo nella discussione della finanziaria". In quella sede abbiamo anche, in parte, definito un punto di incontro. Il collega Sanna dice: "Siccome io non ho partecipato agli incontri vorrei sapere dal Presidente del Consiglio in che modo si è deciso di proseguire la discussione della finanziaria". Questo è legittimo.

La mia opinione è che i diversi commi degli articoli, chiaramente quelli omogenei, debbano essere unificati, e che anche gli emendamenti ad essi riferiti vadano raggruppati e si proceda alla discussione dei diversi commi come se si trattasse di articoli. E mi fermo qui, Presidente Carloni, per dire che se questa impostazione dei lavori viene confermata , e non può che farlo il Presidente del Consiglio, in questo caso lei, è chiaro che si può passare al merito. Quindi, trovi lei il meccanismo tecnico per mettere in condizioni il collega Sanna, che non ha partecipato alle altre fasi…

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non ho partecipato a quella del merito.

CUGINI (D.S.). Esatto, a quella del merito! Consenta al collega Sanna di essere messo in condizione di avere le stesse informazioni che abbiamo noi. Fatto questo, penso che si debba passare all'altra parte della discussione.

Io credo, Presidente, che siccome abbiamo fatto prima una riunione dei Capigruppo e non abbiamo trovato un punto di incontro, e siamo tornati in Aula e abbiamo deciso di confrontarci anche con i colleghi della Commissione programmazione, se questo che io ho detto in sintesi dovesse essere confermato, sarebbe bene che la Conferenza dei Capigruppo lo riprendesse per portarlo rapidissimamente a conclusione, qualora dovessimo concordare sulla conclusione, ed io ho già detto che, per quanto riguarda noi, concordiamo.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni sulla richiesta dell'onorevole Cuginifacciamo una brevissima riunione dei Capigruppo per definire l'ordine dei lavori. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 19, viene ripresa alle ore 18 e 23.)

Presidente. Comunico che in sede di Conferenza dei Capigruppo si è raggiunto l'accordo sul modo di procedere nell'esame degli articoli; cioè dovremmo passare adesso all'esame dell'articolo 1, che contiene 60 commi. Si è deciso di accorpare i commi omogenei per argomento e, precisamente, si sono individuati sei gruppi più un gruppo di emendamenti aggiuntivi di carattere generale che verranno presi in esame successivamente.

Data lettura dell'articolo 1 si procederà quindi all'esame del primo gruppo di commi, dal numero 1 al numero 19 con i relativi emendamenti.

Successivamente verrà discusso il comma numero 20 perché ha una sua ratio materiae che prescinde dagli altri.

Il terzo blocco è rappresentato dei commi dal numero 21 al 32 e dai relativi emendamenti.

Il quarto gruppo è quello dei commi dal numero 33 al 41.

Il quinto gruppo comprende i commi dal 42 al 52.

Il sesto gruppo comprende i commi dal 53 al 60.

Infine c'è una serie di emendamenti aggiuntivi di carattere generale che verranno trattati a parte.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

fadda (popolari - p.s.). Signor Presidente, siccome ha letto in modo veloce, chiedo che, dopo la lettura dell'articolo, sia distribuita a tutti i consiglieri regionali una nota che chiarisca l'accorpamento dei commi e degli articoli.

Credo poi che sia utile perché il Consiglio venga informato sul metodo che si è concordato, che ciascun gruppo di commi venga trattato come se si trattasse di un articolo, così come prevede il Regolamento del Consiglio. Noi parleremo sempre di articolo 1, ma esamineremo i vari blocchi di commi come se si trattasse di tanti articoli, quanti sono gli accorpamenti che gli uffici hanno fatto.

Presidente. Sì, ho omesso di dire una cosa che ritenevo fosse chiara. Si procederà nel senso che gli emendamenti riguardanti i vari commi, in considerazione della pluralità di argomenti contenuti all'interno dell'articolo e delle interconnessioni fra i vari emendamenti, sono stati raggruppati per blocchi di commi riguardanti una stessa materia. Essi verranno illustrati, discussi e successivamente votati secondo l'ordine regolamentare, quindi soppressivi, sostitutivi, aggiuntivi, riferiti alla singola partizione dell'articolo.

In buona sostanza è come se l'articolo 1 contenesse 7 articoli. Discuteremo e voteremo per blocchi come se stessimo trattando di 7 articoli diversi. Si dovrà procedere alla votazione dell'articolo 1 come se stessimo votando per parti. Stiamo suddividendo di fatto un articolo in più articoli, per materie omogenee.

Questo è il criterio.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis. Ne ha facoltà.

selis (Popolari-p.s.). Presidente, proviamo a seguire questo metodo di lavoro perché non si può decidere, a priori, se va bene. Proviamo tutti quanti con la massima buona volontà ad affrontare questo articolo 1 dividendolo in queste sezioni.

E` evidente che 19 commi sono tanti, sono complessi e non sono sempre di facilissima lettura anche perché rinviano ad altre norme e sono di natura tecnica, per cui occorre da parte di tutti molta buona volontà anche per capirsi.

Chiediamo che da parte della Giunta e dell'assessore ci sia qualche breve intervento per ricordarci di cosa stiamo parlando perché se no dovremmo riprendere i riferimenti legislativi e si perderebbe tempo.

Consideriamo questo avvio di discussione un momento sperimentale in cui tutti quanti garantiamo la nostra buona volontà, ma chiedendo alla Giunta qualche chiarimento quando l'argomento non ci fosse totalmente chiaro, e andando con un po' di calma, perché tenere a mente 19 commi, che sono altrettanti articoli, e qualche decina di emendamenti, significa avere la conoscenza di una materia vastissima. Proviamo, io ero più favorevole ad un esame per commi che solo apparentemente sarebbe stato più lungo, però, siccome i Capigruppo hanno deciso questa linea, e quindi la discussione per commi è stata accantonata, mi attengo a questa decisione, ma devo far rilevare che non sarà facilissimo. Dobbiamo aiutarci reciprocamente in questo, quindi chiedo anche al segretario di essere chiaro nella lettura. Proviamo a fare più in fretta possibile ma comprendendo che cosa stiamo facendo. Non dimentichiamo che siamo legislatori, anche se questo termine in qualche momento sembra un po' inadeguato, e vorremmo capire esattamente che cosa stiamo votando.

Presidente. Si dia lettura dei commi da 1 a 19 dell'articolo 1.

RANDAZZO, Segretario:

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario e fondi strutturali e per la programmazione negoziata

1. E' disposta la chiusura dei conti correnti bancari intestati alla Regione ed accesi a tutto il 31 dicembre 1995 ed è valutata in lire 50.000.000.000 (euro 25.822.844,95) la relativa entrata (UPB 01027 - cap. 36203).

2. All'assolvimento degli obblighi persistenti in capo all'Amministrazione regionale in conseguenza dell'applicazione del comma 1 e dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale 20 gennaio 2001, n. 3, si provvede mediante attingimento dai fondi di cui all'articolo 31 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modifiche ed integrazioni e con la procedura ivi prevista.

3. In conseguenza delle economie accertate in esecuzione dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 3 del 2001, valutate in lire 700.000.000.000 (euro 361.519.829,36), il disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2000, al netto della quota in ammortamento a' termini dell'articolo 3 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è ridotto di pari importo ed è presunto in lire 1.303.783.000.000 (euro 673.347.725,26).

4. Al fine di provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, è autorizzata la contrazione di uno o più mutui o l'emissione di prestiti obbligazionari per l'importo complessivo di lire 1.550.000.000.000 (euro 800.508.193,58) in ragione di lire 1.050.000.000.000 (euro 542.279.744,04) per l'anno 2001 e di lire 250.000.000.000 (euro 129.114.224,77) per ciascuno degli anni 2002 e 2003; per le stesse finalità è confermata l'autorizzazione alla contrazione di mutui, per un importo di lire 660.000.000.000 (euro 340.861.553,40), di cui all'articolo 2, lettera e) della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1.

5. E' altresì autorizzata nell'anno 2001 la contrazione di uno o più mutui per la copertura del disavanzo di amministrazione di lire 1.303.783.000.000 (euro 673.347.725,26) di cui al comma 3, derivante dalla mancata contrazione dei mutui di cui alle leggi finanziarie degli anni precedenti.

6. Le spese al cui finanziamento è possibile provvedere mediante l'autorizzazione alla contrazione dei mutui di cui al comma 5, sono indicate, ai sensi dell'articolo 37, ultimo comma, della legge regionale n. 11 del 1983, nella tabella G), allegata alla presente legge.

7. L'ammortamento dei mutui di cui ai commi 4 e 5 decorre dal 1° gennaio 2002 per quanto attiene quelli la cui contrazione è autorizzata nell'anno 2001 e rispettivamente dal 1° gennaio 2003 e dal 1° gennaio 2004 quelli la cui contrazione è autorizzata rispettivamente nell'anno 2002 e nell'anno 2003.

8. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei precedenti commi sono valutati nei seguenti importi (UPB S03.038 - cap. 03146, UPB S03.039 - cap. 03147):

anno 2002 lire 321.000.000.000

euro 165.782.664,60

anno 2003 lire 348.000.000.000

euro 179.727.000,88

anno dal 2004 al 2016 lire 375.000.000.000

euro 193.671.337,15

anno 2017 lire 92.000.000.000

euro 47.514.034,71

anno 2018 lire 54.000.000.000

euro 27.888.672,55

anno 2019 lire 27.000.000.000

euro 13.944.336,27

9. Le autorizzazioni di cui all'articolo 23 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, all'articolo 1 della legge regionale 2 aprile 1997, n. 12, agli articoli 2 e 10 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 18, alla legge regionale 17 novembre 2000, n. 22, quali autorizzazioni alla contrazione di mutui, restano valide per l'anno 2001.

10. I mutui di cui all'articolo 63 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9, limitatamente al ripiano delle maggiori occorrenze finanziarie delle unità sanitarie locali per l'anno 1991, possono essere contratti entro il 31 dicembre 2001, con le modalità e le condizioni previste dal medesimo articolo.

11. Per la contrazione dei mutui di cui ai commi 4, 5, e 9, valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5 e 6, della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, e per l'emissione di prestiti obbligazionari quelle di cui ai commi 11, 12, 13, 14 e 15 della medesima legge regionale.

12. Le disposizioni previste dal comma 1 e dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 3 del 2001 valgono, in quanto applicabili, anche per le contabilità speciali, le cui economie, disponibilità e recuperi sono attribuiti, per il 50 per cento della somma complessivamente recuperata e fino all'importo di lire 85.700.000.000 (euro 44.260.356,25), al titolo di spesa 12.05.02 del programma di intervento per gli anni 1998/1999 di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402, per ripristinare la dotazione ridotta dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, e per la differenza, al fondo di riserva di cui al titolo di spesa 11.4.02/I del programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 di cui all'articolo 2 della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per le finalità di cui al comma 2.

13. In caso di esaurimento della dotazione del fondo di cui al precitato titolo di spesa 11.4.02/I e di sussistenza della necessità di assolvere agli obblighi di cui al comma 2, il fondo medesimo è incrementato con risorse del bilancio regionale, mediante versamento dal capitolo 03034/01 (UPB S03.029) dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, impinguato attraverso appositi trasferimenti dal fondo di riserva di cui al capitolo 03009/01 (UPB S03.015) secondo la procedura dell'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983.

14. E' abrogato il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale n. 17 del 2000.

15. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera e), della legge regionale n. 11 del 1983, come modificato dall'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 1992, n.18, le autorizzazioni di spesa indicate nella tabella D), allegata alla presente legge, sono ridotte o differite per gli importi determinati nella medesima tabella.

16. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per il 2001 e per il triennio 2001/2003, in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale, restano determinati nelle misure indicate nella tabella E), allegata alla presente legge.

17. A' termini dell'articolo 13, comma 1, lettera d), della legge regionale n.11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2001 e per il triennio 2001/2003, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate nella tabella F), allegata alla presente legge.

18. Nelle tabelle A) e B) e C) allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi di cui si prevede l'approvazione nel corso degli anni 2001, 2002 e 2003.

19. Gli importi relativi a detti fondi sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (fondi regionali - UPB S03.006 - cap. 03016)
anno 2001 lire 65.985.000.000

euro 34.078.408,48

anno 2002 lire 37.385.000.000

euro 19.307.741,17

anno 2003 lire 32.735.000.000

euro 16.906.216,59

b) fondo speciale per spese in conto capitale (fondi regionali - UPB S03.007 - cap. 03017)
anno 2001 lire 522.241.000.000

euro 269.714.967,43

anno 2002 lire 394.000.000.000

euro 203.484.018,24

anno 2003 lire 386.500.000.000

euro 199.610.591,49

c) fondo speciale per spese in conto capitale (assegnazioni statali e comunitarie - UPB S03.007 - cap. 03018)

anno 2001 lire 50.000.000.000

euro 25.822.844,95

anno 2002 lire 30.000.000.000

euro 15.493.706,97

anno 2003 lire 30.000.000.000

euro 15.493.706,97

PRESIDENTE. A questo primo blocco di commi sono stati presentati sette emendamenti..

Se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Selis - Cugini - Fadda Biancu - Scano - Spissu - Ortu.

Art. 1

Il comma 3 dell'articolo 1 è così modificato:

le parole "in conseguenza delle economie accertate in esecuzione dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 3 del 2001, valutate in lire 700.000.000.000 (euro 361.519.829,36)" sono soppresse. (317)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Cugini - Fadda - Scano - Spissu -Biancu - Dore - Cogodi.

Art. 1

Il comma 4 dell'articolo 1 è così modificato:

le parole "Al fine di provvedere ad investimenti in opere di carattere permanente ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, è autorizzata la contrazione di uno o più mutui o l'emissione di prestiti obbligazionari per l'importo complessivo di lire 1.550.000.000.000 (euro 800.508.193,58) in ragione di lire 1.050.000.000.000 (euro 542.279.744,04) per l'anno 2001 e di lire 250.000.000.000 (euro 129.114.224,77) per ciascuno degli anni 2002 e 2003; per le stesse finalità" sono soppresse. (335)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Fadda - Orrù - Balia - Biancu - Ortu.

Art. 1

Il comma 12 è soppresso. (351)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE.

Art. 1

- Nel comma 4, l'importo complessivo di lire 1.550.000.000.000 è sostituito dall'importo di lire 1.842.000.000.000, l'importo di "lire 1.050.000.000.000", relativo all'anno 2001, è sostituito dall'importo di "lire 1.110.000.000.000" e l'importo di "lire 250.000.000.000", relativo all'anno 2002 è sostituito dall'importo di "lire 485.000.000.000".

- Il comma 8 è sostituito dal seguente:

8. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei precedenti commi sono valutati nei seguenti importi (U.P.B. S03.038 - Cap. 03146, U.P.B. S03.039 - Cap. 03147):

Anno 2002 lire 328.000.000.000

Euro 169.397.862,90

Anno 2003 lire 380.000.000.000

Euro 169.397.862,90

Anno dal 2004 al 2016 lire 407.000.000.000

Euro 210.197.957,93

Anno 2017 lire 117.000.000.000

Euro 60.425.457,19

Anno 2018 lire 79.000.000.000

Euro 40.800.095,03

Anno 2019 lire 27.000.000.000

Euro 13.944.336,28

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

03 - PROGRAMMAZIONE

U.P.B. S03.038 Interessi su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari.

(Cap. 03146)

2002 L. 4.000.000.000

2003 L. 19.500.000.000

U.P.B. S03.039 Capitale su rate d'ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari.

(Cap. 03147)

2002 L. 3.000.000.000

2003 L. 12.500.000.000

IN DIMINUZIONE

12 - SANITÀ

U.P.B. S12.027 Spese per il Servizio Sanitario Regionale. Parte corrente.

(Cap. 12133/02)

2002 L. 7.000.000.000

2003 L. 32.500.000.000

(29)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Biancu - Demuru - Balia - Fadda - Cogodi.

Art. 1

Il comma 8 è così modificato:

le parole "anno 2002 - lire 321.000.000.000 (euro 165.782.664,60); anno 2003 lire 348.000.000.000 (euro 179.727.000,88); anno dal 2004 al 2016 lire 375.000.000.000 (euro 193.671.337,15);" sono sostituite dalle seguenti: "anni dal 2002 al 2016 lire 196.000.000.000". (353)

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE.

Art. 1

(comma 12)

- Il comma 12 è sostituito dal seguente:

"Le disposizioni previste dal comma 1 dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 3 del 2001 valgono, in quanto applicabili, anche per le contabilità speciali, di cui alle leggi nn. 588/1962 e 268/1974 le cui economie, disponibilità e recuperi sono attribuiti, per il 50 per cento della somma complessivamente recuperata e fino all'importo di L. 95.700.000.000 (Euro 49.424.925,24) rispettivamente:

- quanto a L. 85.700.000.000 (Euro 44.260.356,25) al titolo di spesa 12.05.02 del programma di intervento per gli anni 1998/1999 di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402, per ripristinare la dotazione ridotta dell'articolo 2, comma 1, della Legge Regionale 5 settembre 2000, n. 17;

- quanto a L. 10.000.000.000 (Euro 5.164.568,99) al titolo di spesa 12.05.01 del programma di cui al precedente alinea per interventi a favore della continuità territoriale in concorso con quelli finanziati dallo Stato in attuazione dell'art. 36, commi da 1 a 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144, del Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione 21 dicembre 2000 ed in conformità alle disposizioni di cui al Regolamento (CEE) n. 2408/92, e loro successive modificazioni ed integrazioni, e per la differenza, al fondo di riserva di cui al titolo di spesa 11.04.02/I del programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990 di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268, per le finalità di cui al comma 2. (101)

Emendamento aggiuntivo Falconi - Pirisi - Demuru - Sanna Alberto - Ortu.

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente

"Art. 1/bs

Sono fatti salvi gli impegni e i residui di stanziamento destinati agli interventi finanziati o cofinanziati dall'Unione Europea dallo Stato, in particolare per quanto attiene all'Accordo di programma per la deindustrializzazione della Sardegna centrale".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09.033 -

Competenza anno 2001 lire 94.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-60

Competenza anno 2001 lire 94.000.000.000= (153)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 317 ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Mancano alcuni emendamenti, che possono essere anche unificati. No, chiedo scusa.

PRESIDENTE. E' ovvio che, in questo lavoro di collazione, può sfuggire qualcosa anche agli Uffici ed è giusto che i consiglieri lo facciano presente. Non c'è niente di strano.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Stiamo cercando di raccapezzarci. Il disorientamento forse non è solo mio, anche il collega Ortu esprimeva lo stesso stato d'animo, perché noi abbiamo presentato una serie di emendamenti all'articolo 1 che adesso non ci ritroviamo più. Alcuni sono rimasti, altri sono stati spostati. Il problema è trovarli, e non riesco proprio concettualmente a capire dove sono andati a finire. Spero che qualcuno abbia il governo degli emendamenti. Noi avevamo presentato una trentina di emendamenti, ora me ne ritrovo tre o quattro qui, gli altri chissà dove sono. Non è una banalità. Spero che qualcuno abbia la regia di questa roba.

PRESIDENTE. Si immagini se lo avessimo fatto per tutti i sessanta commi, questo è solo per i primi diciannove.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 317 tende a sopprimere il comma 3. Ne abbiamo parlato con l'Assessore, non c'è una volontà di soppressione vera e propria, e questo vale per il comma 3, ma anche per il comma 1. Quando si dice, così come nel comma 1: "è disposta la chiusura di conti correnti bancari intestati alla Regione ed accesi a tutto il 31 dicembre 1995, ed è valutata in lire 50 miliardi….". il termine "valutata" significa che si tratta di una stima di massima. Su questa valutazione di 50 miliardi lasciamo perdere, tanto è vero che non abbiamo presentato emendamenti a questo comma.Invece, per quanto riguarda i 700 miliardi del comma 3, noi abbiamo proposto l'emendamento perché più volte in sede di Commissione abbiamo chiesto che ci fosse una stima più precisa, cioè che non si facesse, su questa partita, un discorso troppo approssimativo. Ci è stato detto che ci sarebbero stati consegnati i conti della ragioneria, forse c'è stato un disguido, forse sono stati consegnati agli uffici che poi non li hanno trasferiti a me. Io non li ho, ma non ha importanza, il problema reale è che questi 700 miliardi non sono una stima precisa, perché, più avanti, troviamo un paracadute di qualche centinaia di miliardi, come per dire che se dovessimo aver sbagliato nel calcolare 700 miliardi come somme recuperate dai residui, nel frattempo ci tuteliamo con un paracadute successivo.

Questo andava bene forse nel momento in cui è stato presentato il bilancio, ma più volte vi abbiamo chiesto di uscire dell'approssimazione, perché il bilancio non può essere approssimativo. Se sono 700 miliardi, sono 700 miliardi, se sono 700 miliardi meno un paracadute di qualche centinaio di miliardi, non sono più 700 miliardi, sono 350 miliardi.

Avevamo sollecitato questo più, se volete, per un fatto di precisione formale nella stesura della legge finanziaria, ora ci ritroviamo questo comma immodificato e ci sembra abbastanza singolare che non si sia riusciti a fare un passo avanti.

L'affermazione dell'Assessore che abbiamo recuperato tanti miliardi di residui, va quindi ridimensionata e la cosa che mi lascia perplesso è che, dopo aver discusso di questo per un paio di mesi, ancora oggi non abbiamo il conto preciso. Stiamo misurando a spanne e non mi pare un metodo molto corretto di procedere nel fare le leggi e nel fare i bilanci.

Un discorso abbastanza simile vale per il comma successivo, perché anche da questo punto di vista ci sono carenze ed approssimazioni che non mi sembra che siano il modo di migliore di procedere, per cui noi...

PRESIDENTE. Sta parlando dell'emendamento numero 335?

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, il "335". Noi abbiamo proposto emendamenti soppressivi non, ripeto, per sopprimere il terzo o il quarto comma, ma per invitare la Giunta ad uscire dalla genericità per arrivare a una maggiore specificità. Credo che sul comma 4 ci sia un emendamento parziale della Giunta, che è l'emendamento numero 29 che ridetermina l'importo dei mutui portandoli da 1.550 miliardi a 1.842 miliardi, e così via.

Lo abbiamo detto più volte, ci troviamo di fronte ad un bilancio di risorse ampie, e però il processo di indebitamento continua a crescere, e questo non riusciamo francamente a comprenderlo. L'obiettivo della presentazione del nostro emendamento numero 335, che vale ancora di più a questo punto, in considerazione dell'emendamento numero 29 della Giunta, è quello di chiedere che si faccia il punto e si specifichi che cosa sta succedendo. Sicuramente l'Assessore, nella sua illustrazione, preciserà questa dinamica della crescita dell'indebitamento, spiegando a che cosa è dovuta, soprattutto visto che siamo in presenza di un bilancio che è ampiamente cresciuto rispetto all'anno precedente.

Gli altri emendamenti sono della Giunta, l'emendamento numero 153 è dei colleghi Falconi e Pirisi, lo illustreranno loro.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, c'è ancora l'emendamento numero "351" soppressivo del comma 12 che porta la sua firma.

SELIS (Popolari-P.S.). Che numero è?

PRESIDENTE. Il"351".

SELIS (Popolari-P.S.). Sul "351" che è la soppressione del comma 12, c'è un ulteriore emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Mi dicono il numero 101.

SELIS (Popolari-P.S.). Fatemelo cercare. Sono sicuro che c'è da qualche altra parte. Sì è il numero 101!

Il comma 12 prevede che l'applicazione delle disposizioni previste dal comma primo e dall'articolo 3, comma 3, della legge regionale numero 3 del 2001, che era, se non sbaglio, la legge dell'esercizio provvisorio, che prevedeva che si mandassero in economia una serie di investimenti venga generalizzata. Che cosa è che ci lascia perplessi? Che mentre nella legge dell'esercizio provvisorio comunque, almeno a livello di relazione, ma forse non solo a livello di relazione, le somme degli investimenti mandati in economia erano specificate e si diceva con precisione quali capitoli quella norma riguardava; qua ci troviamo invece di fronte a una norma di carattere generale che dice che il comma 1 e l'articolo 3, comma 3, della legge regionale numero 3 del 2001, valgono anche per le contabilità speciali. Vorremmo capire un po' meglio che cosa significa. Credo che, se l'Assessore lo chiarirà in sede di illustrazione, lo si possa rivedere.

Però richiamo l'attenzione della Presidenza e di tutti i colleghi, anche chi, come me, vi ha dedicato più tempo, e sfido quasi tutti i colleghi di questo Consiglio a interpretare questo articolo. Per cui dico che ci vuole un po' di pazienza anche su questo e chiedo all'Assessore un chiarimento perché si possa discuterne. In ogni caso estendere norme previste in una legge atipica come quella dell'esercizio provvisorio alle contabilità speciali, mi lascia molto perplesso. Il senso dell'emendamento era quello di ottenere di chiarire questanorma non solo agli addetti ai lavori in questa Aula, ma a tutti i consiglieri e cercare di capire che cosa significhi.

L'illustrazione dell'emendamento numero "353" è implicita nelle cose che ho detto. Chiedo un chiarimento, anche per memoria, all'Assessore. C'è poi un altro emendamento che sarà illustrato dai colleghi.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 29 e 101 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 29, come ha detto l'onorevole Selis che mi ha preceduto, modifica l'impostazione originaria per quanto riguarda la provvista necessaria per fronteggiare alcune emergenze che sono state valutate non più procrastinabili e, in particolare, ricordo per tutte la necessità di chiudere la partita della legge regionale numero 28 per creare la provvista necessaria per le pratiche istruite positivamente e presentate al 31/12/99; un intervento straordinario per l'edilizia scolastica di 400 miliardi; la copertura per le annualità pregresse delle quote di cui la Regione deve farsi carico per la sanità che sono pari a complessivi 378 miliardi, un intervento straordinario in favore degli enti locali per venire incontro alle esigenze rappresentate da più amministrazioni comunali in relazione ai contenziosi relativi soprattutto a cause di espropriazione e che incidono pesantemente sui bilanci ordinari dei Comuni, quindi ulteriori 300 miliardi. Si tratta di circa 1.500 miliardi che hanno reso necessaria la correzione della originaria impostazione; e tenuto conto degli effetti positivi che si determinano a seguito proprio degli effetti di quella norma, approvata nel corso dell'autorizzazione dell'esercizio provvisorio, che determina un minor disavanzo di amministrazione per 700 miliardi. La valutazione non è fatta a caso, ma è il risultato di specifici conteggi effettuati dagli uffici della ragioneria, a quelli appunto ci siamo attenuti.

L'emendamento numero 101 contiene una modifica, nel senso che viene prevista anche una dotazione di 10 miliardi per l'intervento che, come sapete, è in corso a favore della continuità territoriale, in concorso con le risorse, pari a 70 miliardi, già finanziate dallo Stato in attuazione dell'articolo 36 della legge numero 144 del 17 maggio 1999.

Si tratta di un forte segnale che la Regione Sardegna ha inteso dare, pur ritenendo che sia un onere che deve fare carico completamente allo Stato, come viene riconosciuto proprio nell'ultima finanziaria nazionale, in favore della regione Sicilia. Ciò nonostante noi, proprio per creare tutte le condizioni ottimali, abbiamo ritenuto prudentemente di prevedere appunto una quota pari a 10 miliardi di concorso regionale per detta finalità. Mi riservo di dare ulteriori chiarimenti, in risposta alle richieste che dovessero emergere dal dibattito su questa prima parte.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 153.

FALCONI (D.S). Presidente, molto brevemente voglio ricordare all'Aula che questa somma che sta per andare in perenzione riguarda la reindustrializzazione, e voglio correggere quindi l'emendamento; c'è uno sbaglio di battuta. Si parla di deindustrializzazione, invece si intende la reindustrializzazione della Sardegna centrale.

Ricordo che questo è il primo accordo di programma in Italia che ha riguardato la nostra regione, in particolare il centro Sardegna, comprendendo tutta la provincia di Nuoro, il Goceano e l'alto Oristanese.

Ricordo questi territori proprio per sottolineare il fatto che essi sono ancora oggi, purtroppo, non solo l'interno della Sardegna, ma sono territori con un forte ritardo di sviluppo rispetto al resto dell'Isola.

Più volte tutti quanti abbiamo dichiarato di puntare ad un riequilibrio territoriale, ma questo non è mai stato attuato. Se questo emendamento non dovesse essere approvato noi andremmo ancora in direzione esattamente opposta, aumentando il gap infrastrutturale di quei territori rispetto ad altri più fortunati.

Questi sono fondi dell'assestamento di bilancio del 1995, quindi sono datati. Ricordo però che questo è un cofinanziamento regionale ad un finanziamento statale; lo ricordo perché a mio avviso questi fondi non possono essere distolti per altre operazioni.

Lo Stato ci diede 600 miliardi per quella prima parte dell'accordo di programma, la Regione fu chiamata ad un cofinanziamento di 150 miliardi, che garantì, come già detto, nell'assestamento di bilancio del 1995.

Cosa è successo? Gli enti locali non hanno capacità di spesa? Nulla di tutto questo, ma la Regione approntò i programmi di spesa con due o tre anni di ritardo, questo perché furono coinvolti diversi assessorati, l'assessorato del turismo, dell'industria e della programmazione, con diversi programmi, comunque con la necessità di un concerto che ha fatto sprecare due o tre anni di tempo.

Da qui la comunicazione agli enti locali che potevano usufruire di quelle somme e quindi potevano elaborare progetti e predisporre gli appalti. Si è in questa fase, una fase molto delicata, i progetti sono ora cantierabili, per cui se si perdono adesso queste somme si perdono proprio nella fase attuativa.

Tra l'altro questo era un emendamento aggiuntivo a un altro comma, poi la Commissione ha cambiato i commi e quindi non si adatta al proseguo del comma 7.

Chiediamo comunque all'Assessore non solo fermo impegno ma concretamente come si vogliono salvare questi fondi e dare corso al completamento dell'accordo di programma della Sardegna centrale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Il parere della Commissione è negativo per gli emendamenti numero 317, 335, 351, 353 e anche per il 153 appena illustrato, anche se si comprende la sostanza del problema posto. Infatti, essendo i fondi andati in economia, eventualmente lo strumento dovrebbe essere un altro, quindi questo emendamento così formulato ha ricevuto parere negativo. La Commissione esprime invece parere favorevole sugli emendamenti numero 29 e 101.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della Programmazione bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, salvo precisare, per l'emendamento numero153, che la Giunta invita i presentatori a ritirarlo perché gli impegni e i residui di stanziamento, compresi quelli relativi all'accordo di programma per la reindustrializzazione della Sardegna centrale a tutto il 31 dicembre del 1995, sono già andati in economia per effetto di una disposizione, che è quella contenuta nell'autorizzazione all'esercizio provvisorio che abbiamo approvato il 20 gennaio 2001, la legge numero 3, nel secondo comma dell'articolo 1, che è la norma che consente di far salvi gli impegni già assunti. Infatti voglio richiamare l'attenzione del collega Falconi e degli altri firmatari dell'emendamento numero 153 sul fatto che proprio il secondo comma recita testualmente: "All'assolvimento degli obblighi persistenti in capo all'amministrazione regionale in conseguenza dell'applicazione del comma 1 e dell'articolo 3, comma 3 della legge regionale numero 3 del 2001 si provvede mediante attingimento dai fondi di cui all'articolo 31 della legge numero 11 e successive modificazioni." Il che significa, quindi, che gli impegni già assunti per tutto ciò che ha già determinato obbligazioni vengono fatti salvi proprio per effetto di questa disposizione.

Quindi invitiamo i presentatori a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione su questo blocco di commi e sui relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S). Signor Presidente, intervengo sinteticamente su questo primo blocco di commi e di emendamenti, ma con particolare riferimento ai commi 3 e 4 e relativi emendamenti.

Confesso che appena abbiamo ripreso i lavori anch'io ho avuto qualche difficoltà, mi pare che adesso stiamo trovando un modo di lavorare che consente di seguire con attenzione le cose, perché nei giorni scorsi - Presidente, non sto tornando, se non per una breve battuta, su cose ormai già superate - abbiamo lavorato con serena speditezza, ancorché inframmezzata da qualche Conferenza di Capigruppo, da qualche interruzione dei lavori. Adesso è ragionevole che si acceleri un po' il passo, lo facciamo naturalmente cercando di avere piena consapevolezza dei temi che trattiamo di volta in volta, dei vari commi, dei vari emendamenti.

Il comma 3 e il comma 4 della finanziaria pongono due temi che abbiamo dibattuto seriamente e lungamente in commissione e già in Aula nella discussione generale, e nel dibattito politico esterno che si è sviluppato sulla manovra di bilancio. Il terzo comma pone la questione dei cosiddetti risparmi sui vecchi residui…

Si capisce che siamo stanchi dalla fatica di questi giorni, però bisognerà reagire con spirito positivo, fare appello alle nostre più riposte energie.

Dicevo che il terzo comma pone la questione dei cosiddetti risparmi sui vecchi residui, il quarto comma il tema dell'indebitamento. Quest'ultimo tema ci sollecita a riprendere, seppure rapidamente, cose già dette nella discussione generale.

L'attuale maggioranza ha sviluppato negli anni scorsi una forte offensiva critica nei confronti della cosiddetta propensione alla finanza allegra, all'indebitamento, allo spreco delle risorse da parte del centro sinistra. Io ho dato atto che nella scorsa manovra è stato dato un segnale forte, che anche personalmente io ho apprezzato, ma ora ci troviamo di fronte ad un ribaltamento totale.

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

(Segue SCANO.) Badate, nemmeno nel 1998 c'è stato - mi pare di poter dire - un ricorso al debito di tali proporzioni, eppure nel 1998 c'era un bilancio ristretto, quindi con grande difficoltà di reperimento di risorse, non c'era un bilancio da 13.000 miliardi, e nel 1998 venne fatta un'operazione che venne chiamata "piano per lo sviluppo e per il lavoro". Qui si è partiti col dire "ricorriamo al debito per 700 miliardi perché se ne risparmiano 700" - poi su questo ritorno - 700 miliardi sono diventati poi 1050 miliardi per il 2001; 1500 miliardi per il triennio. Ora ci ritroviamo con quasi 1150 miliardi per il 2001, 1850 per il triennio cioè quasi 2000 miliardi nel triennio. E ciò accade in un bilancio ricco di risorse, e questo costituisce un aggravante, perché naturalmente si è talvolta costretti a far debiti quando non ci sono risorse a sufficienza, ma quando ci sono risorse rilevanti bisognerebbe pensarci un po' più a fondo.

Si dice che si tratta di interventi utili, richiesti dalle parti sociali; anche nel passato credo che fossero interventi richiesti dalle parti sociali in gran parte, e in gran parte saranno state anche nel passato, non sempre, di sicuro, cose di una qualche utilità, probabilmente non di utilità inferiore ad alcune delle destinazioni di spesa per le quali ora si ricorre al debito.

Non voglio nemmeno obiettare sul discorso che si fa sul pregresso a proposito della legge "28", anche se si potrebbe discorrere a lungo anche di questo argomento. Faccio notare semplicemente, mi limito a questo, che ci sono altri leggi, per l'agricoltura, leggi rivolte in generale al sostegno alle imprese, che fanno registrare un pregresso talvolta anche di dimensione imponente e che possono essere valutate in modo opinabile e comunque con aspiranti destinatari, diciamo così, che hanno titoli spesso non inferiori quelli di coloro dei quali parliamo in riferimento alla legge "28" Noi non siamo contrari, non facciamo un discorso critico, ma è doveroso dire che si stanno usando, come dire, "due pesi e due misure" e che forse bisognerebbe valutare meglio.

Quando facciamo il discorso sull'indebitamento - torno sul filone principale, poi parlo un attimo dei cosiddetti risparmi e concludo - dico alla Giunta e alla maggioranza: "Non dovete prendervela con lo spirito polemico dell'opposizione, con la faziosità delle opposizioni". Dopo le cose che voi avete detto negli anni precedenti, noi potremmo fare un esercizio molto divertente: tirare fuori gli atti delle discussioni sulle manovre finanziarie dell'anno scorsoe degli anni precedenti. Ne sentiremmo delle belle, dette dai principali esponenti di questa maggioranza e di questa Giunta.

Quindi voi non siete oggetto di un attacco dell'opposizione, siete vittime di voi stessi, siete vittime, su questa materia, della vostra propaganda.

Voglio dire due parole sulle cosiddette economie accertate. E` stato già detto da Gian Mario Selis, e l'abbiamo detto anche in fasi precedenti, che si tratta di economie presunte, questo è il primo punto, valutate forfetariamente. Un vecchio ministro del tesoro democristiano, poi scomparso, mi pare fosse Goria, diceva "sono calcoli fatti col nasometro". Questi sono calcoli fatti a spanna, fatti ad occhio, tant'è che si accantona una somma grossomodo pari al 50 per cento del presunto risparmio, dicendo: "Se poi saltassero fuori però dei soggetti che hanno titolo ad esigere il pagamento, dobbiamo correre ai ripari". Benissimo.

E allora, intanto sono cifre presunte, e se anche fossero 700 miliardi, e fossero reali invece di essere presunte, per coerenza con le cose dette negli anni precedenti, per coerenza con le cose scritte nel DPEF e per coerenza direi anche rispetto ai principi della buona amministrazione, bisognerebbe utilizzare le economie accertate per abbattere il disavanzo e dunque per ridimensionare il ricorso all'indebitamento, invece che utilizzarle come spazio di manovra per un nuovo indebitamento in un anno che vede già un cospicuo ammontare di risorse, che si candida, questo cospicuo ammontare di risorse, così come è successo nell'esercizio 2000, a produrre una massa ingente di residui, che nel 2000 sono stati più o meno del 50 per cento e che, se il buon giorno si vede dal mattino, nel 2001 si può, senza essere avventati, presumere che saranno almeno pari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). In questa confusione gradirei la domanda di riserva, Presidente. Quanto tempo ho a disposizione?

PRESIDENTE. Dieci minuti, come da Regolamento.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Pensavo che un po' se lo fosse preso Cogodi. Eccolo là.

COGODI (R.C.). Non sono venti minuti?

PRESIDENTE. No, lei, onorevole Cogodi, ricorda la precedente impostazione: venti minuti sull'insieme dei commi e sull'insieme degli emendamenti. Abbiamo deciso di suddividere i commi in blocchi e di trattarli come se fossero degli articoli. Questa è la decisione, quindi, siccome abbiamo diviso l'articolo in più blocchi di commi, si hanno a disposizione dieci minuti come se si trattasse di un articolo: cinque minuti per l'illustrazione di ciascun emendamento e dieci minuti per l'intervento nella discussione, come stiamo facendo ora. Prego, onorevole Sanna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Voglio intervenire molto velocemente, sull'emendamento numero 101 e sul comma 7, perché su questi due punti gradirei avere degli elementi di conoscenza che non ho.

Per quanto riguarda il comma 7, sull'ammortamento dei mutui, siccome i mutui partono dal 1° gennaio 2002, cioè dall'anno prossimo, vorrei capire che fine faranno le risorse delle quali si parla in questo articolo 1, . Cioè ci sono circa 360 miliardi, che riguardano proprio la contrazione di questi mutui. Siccome i mutui partono da gennaio del prossimo anno e noi siamo nel 2001, come verranno utilizzate le risorse stanziate per il 2001? Vorrei capire dove sono state posizionate, perché è difficile individuarle, perché se è vero che la contrazione dei mutui parte da gennaio 2002, in qualche modo quest'anno queste risorse dovranno essere utilizzate in quanto non saremo in grado di spenderle, visto che la contrazione dei mutui, come dice il comma 7, decorre dal 1° gennaio 2002, per quanto attiene quelli la cui contrazione è autorizzata nel 2001, e poi si parla del gennaio 2003. Questa è la prima curiosità perché voglio cercare di capire come stiamo spendendo queste risorse, quale utilizzo ne vogliamo fare nel 2001.

Mentre, per quanto riguarda il comma 12, a cui fa riferimento l'emendamento numero 101 della Giunta, assessore Pittalis, credo che lei il comma originale l'abbia scritto benissimo. E' un recupero di risorse che erano state stanziate a suo tempo sul piano di rinascita, sulla "402", stanno ritornando al loro posto, lo scopo lo conosciamo tutti, credo che sia un fatto naturale, e quindi originariamente quel comma 12 era più che condivisibile, era un impegno che lei stesso aveva preso, però nell'emendamento 101 presentato dalla Giunta a questo si aggiungono ulteriori 10 miliardi. Può passare inosservato, data l'esiguità della cifra rispetto alla quantità complessiva delle risorse a disposizione, ma i 10 miliardi destinati alla continuità territoriale ci dovrebbero porre forte dubbi: primo, perché è una competenza del Governo centrale; secondo, perché il Governo centrale ha in atto una gara internazionale. Vorrei vedere qualsiasi amministrazione pubblica fare una gara senza avere la copertura finanziaria. Terzo, è pericoloso il riferimento alla Sicilia, perché noi siamo l'unica vera isola in Italia, e la Sicilia, sulla questione del ponte e sul problema della mobilità nello Stretto non ha certo niente da recriminare, cosa che invece noi dovremmo fare ogni giorno. Proprio per questo, la Sicilia, per godere nel trasporto aereo delle stesse condizioni che noi stiamo cercando di realizzare, chiede allo Stato una compartecipazione del 50 per cento. Proporre un sistema simile è più pericoloso che mai, primo perché approvando questo emendamento rinunciamo al concetto di autonomia e di specialità, a un riconoscimento che per decenni abbiamo inseguito, contribuendo finanziariamente a una realizzazione che deve avvenire con denari dello Stato, previsti, se non vado errato, nella finanziaria di due ani fa.

Stiamo attenti dunque, perché questo è il passaggio - la gara dura tre anni - che poi ciscaricherà addosso tutto l'onere finanziario. E una volta che i sardi saranno abituati a viaggiare a tariffe competitive e accessibili noi non potremo, una volta scaricati dal Governo centrale, venir meno all'impegno di stanziare noi le risorse finanziarie necessarie per continuare a dare ai sardi questo tipo di servizio. Non possiamo, ogni volta che lo Stato è in parte o completamente inadempiente inadempiente nel trasferire alla Regione le risorse per dare finalmente risposte decisive ai sardi, sostituirci allo Stato. E in questa finanziaria si segue questo percorso per alcuni interventi: uno è questo dei 10 miliardi, che non ha ragion d'essere, l'altro lo troveremo strada facendo con i fondi per l'edilizia scolastica. Lo Stato fa la riforma scolastica ma pensa di scaricare addosso alle Regioni tutte le responsabilità della riforma che ha voluto. Noi non abbiamo competenze ma dovremmo assumerci l'onere di sostituirci alle inadempienze del Governo, qualunque esso sia. Questo e' un richiamo che faccio a me stesso e all'Aula: stiamo attenti a non commettere questo errore. L'emendamento numero 101 può apparire anche ininfluente, assessore Pittalis, ma questi 10 miliardi sono un punto di partenza; non per noi, per noi diventano un punto di arrivo di una storia che non potrà avere termine e di cui saremo responsabili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ho chiesto anch'io di dire alcune cose su questo primo blocco di commi e di emendamenti correlati principalmente per, non dico trattare, ma per sfiorare un solo punto, quello relativo ai commi 3 e 4, l'indebitamento. Io credo che sia doveroso per il Consiglio regionale soffermarsi un attimo su questa grande questione della qualità della politica economica della nostra Regione, perché qui siamo di fronte alla proposta di contrarre un mutuo, cioè un debito, di 1550 miliardi.

Intervengo non per criticare in modo pregiudiziale ed aprioristico questo assunto, intervengo principalmente per richiamare il fatto che, in materia di indebitamento, noi abbiamo dovuto sopportare negli anni passati delle autentiche filippiche, abbiamo dovuto subire un'offensiva politica principalmente condotta dalla destra e di cui era alfiere, o comunque tra i principali vessilliferi, l'attuale Assessore del bilancio, allora Capogruppo di Forza Italia.

Quando noi ipotizzavamo che, per migliorare la condizione economica e sociale della nostra Regione, non solo era possibile ma era saggio ricorrere anche alla contrazione di un mutuo, voi vi opponevate dicendo che questo vuol dire punire le generazioni future, vuol dire scaricare sugli altri le spese che si compiono oggi. Insomma, ne avete detto di tutti i colori. E` passata appena una stagione e voi proponete non quattro soldi ma 1550 miliardi di indebitamento.

Non intervengo solo per notare una vostra contraddizione, che è una contraddizione grave, che dice della non serietà dell'impostazione della vostra politica. Intervengo principalmente per dire che laddove vi fosse, in questa nostra Regione, una sana visione delle cose e vi fosse la prospettazione di un vero ed autentico progetto di sviluppo, la Regione avrebbe il diritto ed anche il dovere di ricorrere a un grande mutuo, cioè ad una anticipazione di risorse per un investimento economico e di rilevanza sociale che si ripagherebbe abbondantemente, perché noi saremmo capaci di tramandare ai nostri figli una Regione con una rata di mutuo da pagare ma una Regione bonificata, sana, prospera ed anche più ricca.

Non ho mai capito perché le istituzioni pubbliche si debbano comportare in modo difforme da come ognuno di noi si comporta nella sua vita normale. Se un giovane ha bisogno della casa, che fa? Un tempo economizzava ed economizzava ed aspettava a costruirsi la casa a 50 o a 60 anni. Rimaneva senza casa perché doveva risparmiare e poi farsi la casetta. Quando arrivava ad avere la possibilità di avere una casa non gli serviva più, il più delle volte non c'era più, o era già troppo vecchio. Il giovane che fa oggi? A vent'anni, o appena inizia un'attività lavorativa con un briciolo di sicurezza, ricorre al mutuo e si fa la casa e si gode questo servizio per tutta la vita, e se la paga via via. Sta forse peggio perché ha un debito? Sta meglio! Perché, per cose utili, la Regione non è capace di fare altrettanto?

Il tempo a disposizione è poco, faccio soltanto due riferimenti. In materia di lavoro per esempio, lo abbiamo detto, l'ho detto io, l'hanno detto i miei colleghi, Ortu e Vassallo più volte, l'hanno detto altri colleghi dell'opposizione democratica e di sinistra, non si è mai tentato di fare un calcolo serio sui costi anche economici del non lavoro, cioè di quanto costa in danaro alla società, alle istituzioni e all'erario, il non lavoro, cioè la precarietà, l'insicurezza sociale, il disservizio, quanto costa porre rimedio all'insicurezza, all'instabilità, alla sofferenza, non quanto costa in termini solo morali, ma quanto costa in termini economici. Una società più tranquilla, meno conflittuale, una comunità più serena non solo vivrebbe con meno ansia, e quindi con meno medici e meno medicine per curare le ansie, ma vivrebbe anche con meno porte blindate, che costano anche quelle, con meno poliziotti e carabinieri che si invocano da tutte le parti, che pure costano, forse con meno carceri. Ho sentito che questa Regione sta rivendicando la costruzione di cinque carceri come una grande conquista per questa nostra Isola; carcerati d'Italia, venite in Sardegna. Ma siete matti? Ma vi sembra un investimento serio quello di rivendicare tante carceri? O pensiamo a una popolazione futura di carcerati e di carcerandi? O vogliamo importare i carcerati di mezzo mondo? Ma che si eliminino le carceri, non ci fanno nulla in gran parte! E per quanti meriterebbero e meritano di dover stare in carcere per i reati che comportano davvero la privazione della libertà personale, alcuni pezzi dei carceri che ci sono sono bastevoli, ce n'è anche d'avanzo. Si calcola che più dell'80 per cento della gente che sta in carcere non ci fa nulla, in gran parte sono tossicodipendenti o immigrati, gente di passaggio, non ancora giudicata, più della metà poi viene assolta e dichiarata innocente. Questo per dire che il costo dei disservizi, il costo dell'insicurezza, il più delle volte è superiore a quello che si potrebbe saggiamente investire per creare lavoro produttivo. Il lavoro produttivo crea beni, i beni sono più ricchezza, sono beni vendibili, sono transazioni commerciali. E creare una condizione per la quale una parte della popolazione ora esclusa dal lavoro, lavorasse e producesse, vorrebbe dire anche avere cittadini in tutti i sensi, quindi anche cittadini contribuenti. E voi sapete che i sette decimi per alcune imposte o i nove decimi per altre del gettito riscosso nel territorio della Regione tornano nelle casse della Regione medesima. E che le entrate della Regione sono fondate per la maggior parte sul pagamento dell'iva, dell'irpef, dell'irpeg e di quant'altro attiene a chi lavora, a chi produce, a chi ha reddito e a chi opera attivamente in economia. Quindi avere una parte della società passiva e passivizzata è una perdita sotto tutti i profili. Se noi pensiamo che, con 100 miliardi della Regione e 100 miliardi dello Stato, noi saremmo in grado di dare una risposta minima, ma decente, di lavoro produttivo e di garanzia sociale a circa 5000 persone e famiglie in questa nostra Regione, con appena 100 miliardi, perché non ipotizzare che si possa con...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dovrei dire anche Assessore del bilancio e della programmazione, però comprendo che è stanco per questa tornata del Consiglio regionale, credo che l'opposizione in questi mesi abbia dimostrato un grande senso di responsabilità. Assessore, stiamo cercando di andare velocemente, se si accomoda al suo posto!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Fadda, la sto ascoltando. Avrò anche il diritto di muovermi!

FADDA (Popolari-P.S.). Ma credo che il banco della Giunta sia quello! Comunque può anche non ascoltare. Quello che mi dispiace è che il dialogo, non la trattativa e non "l'inciucio", come qualcuno l'ha definito, sia avvenuto soltanto nelle ultime ore. Un dialogo che noi abbiamo cercato durante i lavori in Commissione! Abbiamo rinunciato ad illustrare gli emendamenti, addirittura abbiamo rinunciato a far leggere le semplici note di programma. Questo dialogo si è aperto solo nelle ultime ore; sono convinto che questi ritardi siano eccessivi anche per l'applicazione di una nuova norma sulla contabilità.

Anche oggi noi ci siamo fidati della parola della Giunta regionale non tanto, perché di questo ne abbiamo discusso pochissimo, Assessore, sul dialogo che è stato aperto per quando riguarda alcune partite importanti come quella di cui parlava il collega Cogodi sul lavoro, quanto sul problema del condotto che dovrebbe collegare Sarroch e Macchiareddu che è stato sollevato anche in questi giorni, e su altre poste di bilancio. Credo che la maggior difficoltà da parte della Giunta regionale è stata ed è, e mi auguro che domani non sia più così, su emendamenti che non hanno alcun costo aggiuntivo. Noi prendiamo atto che la Giunta ha dichiarato di poter accogliere questi emendamenti se si troverà un accordo su una nuova formulazione, ne prendiamo atto però credo che questo senso di responsabilità non possa e non debba essere tradito, e che quanto ci è stato promesso in queste ultime ore, debba essere mantenuto. Mi riferisco in modo particolare agli emendamenti che non hanno costi aggiuntivi.

Condivido l'intervento che ha fatto il collega Scano, per quanto riguarda i cosiddetti risparmi e per quanto riguarda l'indebitamento, però considero il comma quattro dell'articolo 1, Assessore, il comma base di tutta la finanziaria.

Non so se la Giunta regionale abbia predisposto altri emendamenti, però, per le dichiarazioni che la Giunta regionale ha rilasciato oggi ai Capigruppo, credo che sia opportuno, può darsi anche che io mi sbagli, Assessore, sospendere l'esame del comma quattro. Questo è un mio suggerimento perché può anche darsi che tutto questo indebitamento non serva perché la Giunta regionale recepisce i suggerimenti che noi abbiamo dato sul reperimento di nuove risorse; se invece la Giunta ritiene che l'indebitamento debba essere aumentato, credo che questo comma debba essere comunque sospeso perché altrimenti non riusciamo a comprendere, per le dichiarazioni che ha rilasciato l'assessore Pittalis, da dove debbano essere prese le risorse per queste nuove iniziative, per le infrastrutture, per quanto riguarda il problema del lavoro, per quanto riguarda il problema degli enti locali.

Noi non vogliamo, e non lo abbiamo fatto in tutti questi mesi, fare ostruzionismo, però il suggerimento che io do alla Giunta regionale è quello di cercare di capire in che modo reperire le risorse. Può darsi anche, e questa sarebbe la soluzione migliore, che la Giunta regionale individui dei tagli che devono essere fatti all'interno degli assessorati e che quindi l'importo del mutuo da contrarre, che è stato previsto nell'articolo e nell'emendamento che la Giunta regionale ha presentato, sia effettivamente questo.

Allora, se la Giunta e la maggioranza si assumono la responsabilità possiamo anche approvare questo articolo, però credo che sia opportuno, anche perché non si sa se dobbiamo ridurre il mutuo anziché aumentarlo, sospendere l'esame di questo comma.

Ho visto la reazione che ha avuto l'Assessore ad alcune frasi che questo pomeriggio sono state dette, sul giudizio negativo sulla manovra finanziaria. Assessore, qui vogliamo essere altrettanto chiari, noi avremmo voluto che il dialogo avvenisse in Commissione, avremmo voluto che avvenisse non nelle riunioni dei Capigruppo, avremmo voluto che sui problemi che sono stati sollevati in Commissione ci fosse stata data una risposta in Commissione, avremmo voluto discutere in Aula apertamente perché non abbiamo niente da nascondere.

Però, non capisco da che cosa sia stato determinato, in questi mesi, questo atteggiamento di chiusura totale al dialogo, rompendo una prassi consolidata all'interno del Consiglio regionale che prevedeva un dialogo tra la maggioranza e l'opposizione. Il nostro giudizio rimane negativo, così come è stato definito nella discussione generale della finanziaria dal relatore di minoranza, in questo momento Presidente del Consiglio, onorevole Spissu, e da tanti colleghi che sono intervenuti. Il nostro giudizio rimane estremamente negativo su tutta la manovra finanziaria.

Noi ci auguriamo che non sia consentito di arrivare al quarto mese di esercizio provvisorio. Noi abbiamo cercato di sollecitare, e l'Assessore sa che tante volte nei mesi di settembre e di ottobre abbiamo sollecitato, nella Conferenza dei Capigruppo, la Giunta regionale perché presentasse la manovra finanziaria. Non abbiamo voluto, e tanti colleghi si sono astenuti dall'intervenire anche nella discussione generale, fare una sola ora di ostruzionismo, anche in questi giorni, fidandoci delle promesse fatte dalla Giunta regionale, abbiamo accettato il metodo che la Presidenza del Consiglio ci ha consigliato per quanto riguarda l'analisi di tutta la manovra finanziaria, accorpando i commi e gli emendamenti per argomenti omogenei. Lo abbiamo fatto e crediamo di poter dare, così come hanno già fatto i colleghi, dei contributi perché questa manovra finanziaria possa essere approvata nel più breve tempo possibile e, per quanto ci riguarda, cercheremo, anche se è difficile, di migliorarla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la parola per fare due considerazioni, una di ordine tecnico e un'altra che riguarda il merito. L'emendamento numero 101 presentato dalla Giunta prevede, tra l'altro, un intervento di 10 miliardi a favore della continuità territoriale come intervento dell'amministrazione regionale per cofinanziare l'intervento dello Stato. Il centro sinistra, sempre su questa materia, ha presentato un emendamento che prevede un intervento di 30 miliardi, sempre di cofinanziamento della Regione rispetto al contributo messo a disposizione dallo Stato.

L'emendamento del centro sinistra è all'articolo quattro della legge finanziaria, dopo il comma due. Infatti dopo il comma due dell'articolo quattro questo ...

PRESIDENTE. Che numero è l'emendamento onorevole Sanna?

SANNA ALBERTO (D.S). Io ho la copia che abbiamo presentato noi, non so come sia stato collocato. Io ho richiamato questo mio emendamento, il numero 151. L'osservazione che faccio è che, siccome il comma due dell'articolo quattro parla di continuità territoriale per le isole minori, ci è sembrato opportuno inserire la questione della continuità territoriale dopo questo comma per dare maggiore organicità ed ordine alla materia. Pertanto io, sul piano tecnico formale, propongo alla Giunta di considerare l'ipotesi che la parte dell'emendamento 101 che tratta la continuità territoriale, sia tolta da questo emendamento e in sede di coordinamento, sia collocata dopo il comma due dell'articolo quattro. Questo per quanto riguarda gli aspetti tecnici di coordinamento legislativo. Nella sostanza colgo quest'occasione per esprimere la nostra opinione su questa materia. Riteniamo che su una questione di questa rilevanza non solo sia opportuno che la Regione faccia la sua parte ma lo riteniamo doveroso. La Regione non è altro rispetto allo Stato, la Regione è un livello istituzionale di questo Stato repubblicano, dello Stato italiano, e proprio rispondendo alla sua funzione e al suo ruolo di sussidiarietà su una questione di questa rilevanza ci sembra giusto ed opportuno che la Regione intervenga e faccia la sua parte, per consentire finalmente alla nostra comunità di vedere risolto un problema così importante e strategico per lo sviluppo e per la vita di noi tutti che da anni attende una risposta.

Siamo al giro di boa, siamo arrivati al momento cruciale, ci sono molte preoccupazioni un po' in tutti noi rispetto alla soluzione di questo problema, vorremmo che non ci fossero ulteriori lungaggini, vorremmo che il bando che è stato avviato, questo ulteriore bando, non avesse ulteriori ostacoli e che si definisse quanto più rapidamente possibile, e riteniamo opportuno che la Regione, anche per dare maggiore tranquillità alle compagnie interessate, metta a disposizione 30 miliardi per risolvere un problema di questa rilevanza. Quindi due osservazioni: una tecnica, di coordinamento, e l'altra di sostanza, perché riteniamo che i 10 miliardi previsti nell'emendamento della Giunta non siano rispondenti alle esigenze reali. Il nostro emendamento prevede 30 miliardi per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003.

PRESIDENTE. Poi su questo l'assessore esprimerà il suo parere, dato che lei chiede il coordinamento con un emendamento della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, credo che tutti quanti stiamo cercando, con la massima buona volontà, come dicevo prima di trovare un metodo di lavoro. Io non voglio tornare sulla mia proposta, ma intervenendo per dieci minuti sui commi e sugli emendamenti, posto che i commi che stiamo discutendo sono venti e gli emendamenti sono almeno una decina, dedichiamo ad ogni comma, che è un articolo, venti secondi. A me sembra eccessivamente riduttivo ma proviamoci, non ci stiamo tirando indietro, però perlomeno le cose fondamentali cerchiamo di dirle.

Il collega Alberto Sanna poco fa ha fatto notare, ed è il primo caso concreto che troviamo, l'esempio di un emendamento. Senza nulla togliere al lavoro degli uffici, anzi riconoscendolo e cogliendo l'occasione per esprimere agli uffici la nostra gratitudine per l'impegno che hanno profuso nel riordinare una materia complessa, dobbiamo però dire che, siccome gli emendamenti non sono omogenei, sono stati attribuiti a diversi articoli, però poiché vertono sul medesimo argomento si corre il rischio di non pervenire a decisioni coerenti. Questo è un discorso che va fatto. Allora, l'emendamento numero 151 del collega Sanna ed altri, si vota con l'emendamento 101, al comma secondo? Oppure si sospende il 101?

La seconda considerazione, brevissima come i tempi impongono, riguarda il problema del debito. L'abbiamo detto, l'ha detto prima il collega Scano, l'assessore ha sottolineato come il debito serva per affrontare la legge "28", l'edilizia scolastica, la sanità eccetera. Siccome anche gli anni precedenti non serviva per pagare viaggi turistici, noi non facciamo una grande battaglia sul debito ma credo che una parola quanto meno di autocritica per il passato dobbiate dirla. State sperimentando con le vostre mani e con la vostra fatica, se così si può dire, la difficoltà di chiudere un bilancio, nonostante quest'anno sia abbastanza pingue, facendo fronte a tutte le esigenze possibili. Prendete almeno atto di quanto fosse difficile, anche nel passato, chiudere i bilanci, e di come sia stato troppo facile, in qualche modo anche superficiale da parte vostra negli anni scorsi gridare "Al lupo al lupo, la Regione è in liquidazione" eccetera. Volendo lo potremmo fare anche noi; ricordo, mi pare, una conferenza stampa degli anni scorsi di qualcuno di voi in cui, proprio in materia di debito, fu montato un caso. A noi sembra che il debito sia, anche quest'anno, eccessivo, ci sembra francamente che si potrebbe rimodulare la spesa e contenere il debito, ma non demonizziamo il debito, diciamo che forse può essere contenuto e rimodulato nell'ambito della spesa. Perché questo discorso non sembri solamente un'affermazione di principio, mi propongo, nel corso della discussione di questo bilancio, di mostrare dove sono le risorse che si possono risparmiare. Anche la terza considerazione riguarda la questione delle risorse. Faccio appello anche alla cortesia dei colleghi della maggioranza, soprattutto di chi in questi giorni ha partecipato con me a qualche tentativo di dialogo, in parte fruttuoso, in parte sospeso, voi ricorderete che lo stesso assessore mi diceva: "Va bene, trova i soldi". Io facevo delle ipotesi, lasciando poi all'Assessore la facoltà di valutarle, però voglio fare un esempio: l'emendamento numero 101 della Giunta dice: " Le disposizioni previste dal comma 1 e dall'articolo 3, comma 3, della legge numero 3 del 2001" - cioè l'esercizio provvisorio- "valgono in quanto applicabili anche per le contabilità speciali di cui alla legge numero 588 e alla legge numero 268", cioè i piani di rinascita. Queste somme vanno destinate per 85 miliardi al programma indicato dall'emendamento e per 10 miliardi a interventi a favore della continuità territoriale.

La legge citata, la numero 3 del 2001, all'articolo 3 diceva: "Le somme sussistenti in conto di competenze e in conto residui, non impegnate alla data del dicembre 2000, in conto nei capitoli…" e faceva un elenco di capitoli, e da là li prelevava. Cioè, cari colleghi, c'era almeno il tentativo di dire: "In questi capitoli sono rimasti dei residui, li prendo e li riutilizzo". Non si può fare una legge dicendo: "Quel meccanismo, in quanto applicabile, vale anche per la "588" e per la "268". Cosa vuol dire in quanto applicabile? Qual è la somma che non è stata spesa? E' sufficiente? Voi dite: "Mettiamo 85 miliardi per questo, 10 miliardi per questo, il resto va nell'articolo 2 della "268", che è il fondo di riserva". Ci volete dire quanto è questo resto? Perché se è di 100 miliardi, quando mi chiedete la copertura a un mio emendamento io posso dirvi: "Trasferiamo quei soldi nel bilancio per la copertura degli emendamenti". Se non fate neanche questo, questo è un modo non corretto di fare il bilancio. Quanto è quello che state recuperando dalla "268" e dalla "588"? E' meno di 85 miliardi, per cui non coprite neanche il vostro programma? E' più di 85 miliardi, per cui coprite il programma, più 10 miliardi? Sono 200 miliardi per cui ci avanzano altri 100 miliardi? Questo è il discorso, non so se riesco a spiegarmi. Prego i colleghi e l'Assessore di non prendere anche questa come una nota polemica, ma come un modo per aiutarci a fare meglio il bilancio.

Io non sono molto favorevole, dal punto di vista tecnico, a dire: "La norma X in quanto applicabile si applica". Applicatela, se è applicabile applicatela. Nella legge dell'esercizio provvisorio si faceva uno sforzo e si elencavano i capitoli e gli stanziamenti. Fate lo stesso sforzo, perché se no io, per la copertura finanziaria di tutti i nostri emendamenti, faccio riferimento all'articolo 2 della "268", trasferendo le relative risorse sul Fondo nuovi oneri legislativi. Come fa l'Assessore a dire "Questo non lo puoi fare, non c'è la copertura finanziaria" se non sa quanti soldi si recuperano. Non so se questo discorso è chiaro e non so se vi sembra un discorso polemico oppure un discorso costruttivo. A me pare che sia un discorso costruttivo. Assessore, io non ho dubbi sul suo sforzo e sul suo impegno di reperire risorse e di accontentare le istanze, non della opposizione, ma degli Assessorati e anche della opposizione, ma le dico: andiamo a vedere. Questa cosa si può rimodulare, si può fare una stima completa ed esaustiva di quello che l'applicazione di questo articolo significa? E si può scrivere un po' meglio l'articolo, non dicendo "in quanto applicabile"? Verificate se è applicabile e se lo è l'applicate. Verificate i fondi che ci sono e recuperateli, verificate quanti di questi fondi sono disponibili e calcoliamo l'ammontare delle risorse complessive. Questo discorso di tecnica, se volete, o comunque di rigore amministrativo vale anche per i famosi 700 miliardi. Io vorrei avere, almeno nel corso di queste ore, se lo avete già consegnato agli ufficichiedo che mi venga dato, il calcolo dei residui fatto dalla Ragioneria, lo vorrei vedere anche per curiosità culturale. Evitiamo questi emendamenti e questi articoli così generici, che poi nella quotidianità dell'amministrazione sono un boomerang che torna sulle spalle di chi li ha proposti.

Su queste cose, che non vogliono rappresentare alcun elemento, come vedete, di polemica, ma uno sforzo di lavorare assieme, uno sforzo di scrivere meglio gli articoli, uno sforzo di purificare meglio somme non spese e di recuperarle, possiamo fare, ancora adesso, in questo fine settimana, qualche cosa di più? Chiedo all'Assessore: possiamo verificare quanti soldi si recuperano con l'emendamento numero 101 e se si recuperano delle risorse possiamo metterle a disposizione per investimenti produttivi e per la copertura di emendamenti?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, solo per fare alcune considerazioni all'Assessore, dal momento che prendiamo atto che la maggioranza è consegnata al silenzio e anestetizzata all'ineluttabilità di questa manovra, perché il chiacchiericcio e le assenze dimostrano che questa è l'impostazione, quindi non mi rimane che ridurre il mio intervento a un confronto con l'Assessore se mi seguirà. Vorrei fare una breve osservazione sul senso del combinato disposto dei primi due commi dell'articolo 1, che mette in risalto aspetti non secondari. Il primo è che tentiamo di recuperare da un retaggio di un'epoca passata, che era quella dell'apertura dei numerosi conti correnti, con i quali noi regolavamo il rapporto con gli enti locali visti, in un'epoca non certo quale quella attuale, quasi come una controparte, un sistema lontano da quello centralistico regionale, e non a caso usiamo il termine "è valutata" per indicare lo spessore della capacità di calibrare la manovra finanziaria da parte della Giunta, cioè la presunzione di un evento. Poi dirò qualcosa, perché questo bilancio ha come presupposto di fondo complessivamente una grande presunzione. Allora io mi domando: questo meccanismo della chiusura dei conti correnti e dell'assolvimento degli obblighi persistenti a carico della Regione non è che può essere interpretato come un meccanismo che la Giunta ha individuato per portare a regime la scomparsa di questo tipo di rapporto? No, all'articolo 2, comma 4, della nostra finanziaria viene riabilitato questo strumento, che è esattamente la contraddizione di tutte le prediche che gli Assessori di turno fanno sul perseguimento di un progetto di riforma federalista della nostra Regione, perché significa continuare ad avere la stessa concezione degli enti locali che si aveva quando questi strumenti nacquero. Fra l'altro si ignora il fatto, Assessore, che viviamo in un momento nel quale la tendenza in atto è quella di superare l'eccessiva burocratizzazione della Regione attraverso strumenti che ci sono già e strumenti che dovranno essere assunti, e per altro verso invochiamo strumenti superati che richiamano oneri a carico delle amministrazioni locali che vanno proprio nella direzione di una maggiore burocratizzazione.

Questo sistema di contraddizioni è un aspetto ricorrente in questo bilancio. Si è accennato alla legge "28", ma io aggiungo l'agricoltura ed altri settori, voi collocate risorse anticipando gli strumenti esecutivi per realizzarle. Così noi realizziamo un bilancio che ha il carattere della presunzione, e poiché la gran parte delle cose è presunta, rendiamo questo strumento estremamente parcellizzato, perché chiaramente le esigenze del momento sono quelle della propaganda, ma la gonfiezza dello strumento porta a far sì che l'indebitamento cresca senza controllo e questo avviene paradossalmente nel momento in cui le risorse aumentano. Badate, questa è una dinamica che è assai più dannosa nel tempo di quella che può essere la ricaduta sulle prossime generazioni dell'indebitamento a cui si è fatto cenno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Mi riferisco, Assessore, a un problema che riguarda l'emendamento numero 101 al comma 12 dell'articolo 1, per chiedere se è possibile recuperare un impegno a suo tempo preso da lei e dalla sua Giunta, riguardante le nuove finalità previste in legge che impongono all'INSAR di realizzare iniziative di occupazione anche a favore di lavoratori disoccupati. Nei programmi di intervento la Giunta regionale ha definito l'importo di 20 miliardi da destinare alle nuove iniziative dell'INSAR; sulle annualità '94-'95 la Giunta regionale, attraverso la nota di specificazione operativa per gli interventi prioritari ed urgenti, finanziabili con la "402", ha deliberato l'importo complessivo di 110 miliardi per le incentivazioni industriali e per gli interventi SFIRS - INSAR contenuti nel titolo di spesa 12301. Nel contempo su indicazione unanime del Consiglio regionale, attraverso un ordine del giorno, l'INSAR ha modificato lo statuto della società finalizzando la sua azione oltre che nell'area della stabilizzazione del lavoro precario anche per le fasce dei disoccupati. . Attraverso le modifiche allo statuto si dava corso all'attuazione del comma 8 dell'articolo 2 della legge numero 402 che prevede la partecipazione della Regione al capitale sociale dell'INSAR. I 20 miliardi assegnati all'INSAR erano inseriti in un fondo speciale, riferito al titolo di spesa che aveva come finalità strategica la valorizzazione delle risorse locali, l'allargamento del tessuto produttivo, lo sviluppo dei distretti industriali, il rafforzamento dell'efficienza dei soggetti istituzionali pubblici, accelerandone i procedimenti di spesa e la rete di interscambio delle diverse attività imprenditoriali. Attraverso successive valutazioni operate dall'attuale Assessorato dell'industria è emersa l'esigenza, anche per il ruolo che svolge l'INSAR nel quadro delle politiche di sviluppo della Regione, di utilizzare le risorse in tutto o in parte per la partecipazione al capitale sociale.

La proposta dell'Assessore, in sede di finanziaria 2000, fu fatta propria dalla Commissione Bilancio con un emendamento ritirato in Aula, con l'impegno di assolvere in sede di assestamento. Lei sa che l'assestamento non ci fu, per cui l'impegno slittò all'attuale finanziaria. Ci rendiamo conto che nell'emendamento numero 101 presentato dalla Giunta forse questo aspetto è sfuggito, per cui vorrei ricordare oggi l'impegno in tal senso della Giunta e in particolare degli Assessori dell'industria e del Bilancio, posto che l'opposizione nelle varie fasi di discussione ha ripetutamente espresso il proprio consenso. È evidente che a questo punto, Assessore, solo nella modulazione dell'emendamento numero 101, si può trovare lo spazio, eventualmente, per dar luogo a una prima tranche e magari nell'assestamento del 2001 onorare l'impegno assunto a a suo tempo. La ringrazio.

PRESIDENTE Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, l'emendamento numero 153, già illustrato dall'onorevole Falconi, pone all'attenzione del Consiglio una seria, motivata e direi quasi doverosa preoccupazione. La preoccupazione è riferita al fatto che le risorse destinate a una parte del nostro territorio regionale siano realmente spese nel territorio al quale erano destinate, e nessuno di noi può dimenticare, credo, che l'accordo di programma della Sardegna centrale è nato da una lotta corale e dura di quelle popolazioni, ma devo ricordare, prima di tutto a me stesso, che questo Consiglio regionale ha sostenuto quella giusta rivendicazione nei confronti dello Stato all'unanimità. Di più, il Consiglio Regionale era talmente convinto della giustezza di quelle motivazioni che ha contribuito con uno stanziamento di 150 miliardi. Io ho apprezzato l'esordio del consigliere La Spisa, Presidente della Commissione, quando si è espresso su questo emendamento, e l'esordio del suo intervento lasciava prevedere un parere positivo. In sostanza io ho colto da parte dell'onorevole La Spisa e anche da parte dell'assessore Pittalis una sostanziale condivisione delle nostre preoccupazioni. È vero, ci sono stati dei ritardi da parte di tanti e credo che sia anche doveroso velocizzare la spesa della Regione e di tutti gli enti locali e dei diversi consorzi della nostra Sardegna. E' corretto anche che si faccia, come si dice, la ripulitura del bilancio, ma i ritardi anche in questa fattispecie non possono essere interamente ascritti agli enti locali o ai consorzi, destinatari dei finanziamenti.

Vi è stata una sorta di combinato disposto di ritardi da parte anche della Regione, ma credo che tutti quanti noi, per essere molto brevi e andare avanti velocemente, possiamo e dobbiamo condividere l'assunto che le popolazioni non debbano pagare a causa di questi ritardi. Assessore Pittalis, noi non abbiamo alcuna difficoltà a ritirare il nostro emendamento, la prego di ascoltarmi, le rubo un attimo solo, noi non abbiamo difficoltà a ritirare il nostro emendamento, se le sue parole significano che le risorse destinate al Nuorese, al Goceano e all'alto Oristanesono fatte interamente salve. Voglio ricordare che il totale delle risorse di cui stiamo parlando ammonta a 94 miliardi, per i quali esistono progetti quasi conclusi. Se, Assessore, il significato che lei ha voluto dare è questo e lo vorrà confermare, le chiedo soltanto un cenno di conferma, noi, senza esitazione, ritireremo il nostro emendamento. Grazie.

Presidente. C'era stata una richiesta dell'onorevole Sanna per quanto riguarda l'inserimento dell'emendamento numero 151, nell'articolo 1 invece che nell'articolo 4, sostituendo anche una parte dell'emendamento presentato dalla Giunta regionale, segnatamente il numero 101.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Selis (Popolari-p.s.). Chiedo che l'esame di questo comma, dell'emendamento numero 151 e del numero "101" sia sospeso per per vedere se è possibile unificarli.

Io propongo di sospendere la seconda parte dell'emendamento numero "101" e di discuterla con l'emendamento numero 151 che dobbiamo vedere successivamente. Siccome abbiamo deciso di accorpare gli emendamenti per materia, poiché questo è un emendamento che riguarda sostanzialmente la continuità territoriale e l'emendamento numero 151 riguarda anch'esso la continuità territoriale, chiedo che si sospenda e si unifichi con l'emendamento numero "151" questa parte dell'emendamento numero 101. Non so se è chiaro.

Presidente. Sì, la sua richiesta è chiara.

L'emendamento numero 151 è riferito all'articolo 4 quindi non è tra gli emendamenti che sono stati distribuiti sinora. Intanto possiamo distribuirlo, così i colleghi visualizzano il problema.

L'onorevole Alberto Sanna ha chiesto di trasferire l'emendamento numero 151 sull'articolo 1 e di coordinarlo con quello della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

La SPISA. (f.i.-sardegna). Dal punto di vista logico la richiesta è comprensibile, mi sembrerebbe più logico, però, che a questo punto si inserisse nella discussione di questo comma l'emendamento numero 151.

Presidente. Sì, la richiesta è questa.

la SPISA. (f.i-sardegna). No, la richiesta era di sospendere l'esame di questa parte dell'emendamento numero 101 per esaminarlo dopo, mi sembra più logico a questo punto invece esaminare l'emendamento.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è favorevole a riportare l'emendamento numero 151 nel contesto della discussione dell'emendamento numero 101 ma non alla sospensione. Quindi, possiamo anticipare la discussione dell'emendamento numero 151, trattandosi della stessa materia, quindi porlo in votazione nel corpo dell'articolo 1 e questa mi pare fosse una richiesta dello stesso onorevole Alberto Sanna.

Non ritengo ci siano i presupposti per una sospensione perché non ne colgo la ratio.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Selis (popolari-p.s.). Forse non è una cosa di grande portata, ma siccome ci siamo dati un ordine, dicendo che all'articolo 1 avremmo esaminato tutti gli emendamenti finanziari e successivamente avremmo esaminato i problemi territoriali, infrastrutturali, eccetera, mi sembra più logico seguire l'ordine, che è quello di discutere di continuità territoriale con gli altri emendamenti riguardanti la continuità territoriale, poi si può discutere quando si vuole, però, se ci diamo un ordine dobbiamo rispettarlo.

I 10 miliardi dell'emendamento numero 101 non c'entrano nulla con le norme di carattere finanziario, il mutuo o quant'altro, sono legati al discorso della continuità territoriale, delle politiche ambientali, territoriali e quant'altro. Quindi, va lì. Diamoci un ordine e seguiamo un ordine, anche questa finanziaria alla fine deve avere una fisionomia precisa, non può essere un minestrone!

La seconda considerazione che voglio fare è che i due emendamenti sono uno di 10 ed uno di 30 miliardi (io sposo quello di 30 miliardi). La Giunta ha motivo di dire che 10 miliardi sono sufficienti e 30 sono insufficienti? È una riserva precauzionale o è un calcolo? Se la Giunta dicesse che ci servono 9 miliardi e 970 milioni, io direi al collega Sanna che non ha senso che noi chiediamo che si stanzino più soldi. Troviamo il modo di valutare questo aspetto e di unificare i due emendamenti. Per essere chiari, evitiamo anche di polemizzare sulle cose su cui siamo d'accordo, se no francamente non si può andare avanti.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini. (d.s.). Se ho capito bene, nel merito siamo anche d'accordo. La nostra richiesta di trattare gli argomenti in modo omogeneo, così come abbiamo deciso quando abbiamo stabilito un criterio, mi sembra logica.

L'emendamento numero 151 è all'articolo 4, perché l'argomento al quale si riferisce è trattato nell'articolo 4. Se siamo d'accordo nel merito, non succede nulla se sospendiamo questa parte dell'emendamento numero 101 o tutto l'emendamento e lo portiamo, visto che siamo d'accordo, sull'articolo 4. Se invece c'è dell'altro, ossia se la questione riguarda il merito, trattiamo il merito e così si dà a tutti la possibilità di verificare su che cosa non troviamo un punto di incontro, se no sembra solo una questione di forma, invece è una questione di sostanza.

Presidente. Se non c'è un'intesa sul modo di procedere, la Presidenza non può che rimettersi alla volontà dell'aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini. (d.s.). C'era un'intesa nell'impostazione. Visto che quella che abbiamo raggiunto è stata una conclusione sofferta, che ha portato persino il Presidente Selis a ringraziare gli uffici per il lavoro che hanno fatto, credo che si debba confermare l'impostazione che abbiamo stabilito, perché se modifichiamo adesso questo metodo che mi sembra stia dando qualche risultato, a fatica chiaramente, perché l'impostazione è nuova, poi non si capirà più nulla, e di volta in volta si rimodificherà, senza un metodo al quale richiamarci.

Rimango favorevole all'intesa che abbiamo raggiunto e che ci ha permesso di aprire i lavori stasera, di entrare nel merito e di organizzare anche la lettura dei commi e degli emendamenti omogeneizzando la materia. Da qui nasce la mia considerazione alla quale si aggiunge quella che dicevo poc'anzi. Mi pare che nel merito siamo d'accordo, perché modificare l'intesa se siamo d'accordo anche nel merito?

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi. (r.c.). Mi appello non tanto alle intese quanto alla logica. Abbiamo due emendamenti; uno presentato dalla Giunta, che in parte, e in parte considerevole, tratta una materia: continuità territoriale, oneri parziali a carico della Regione; abbiamo un altro emendamento presentato dall'opposizione che tratta la stessa materia.

Nel merito si può avere l'opinione che ognuno riterrà di avere, ma non è logico che i due emendamenti vengano trattati congiuntamente? La cosa migliore a questo punto, se vogliamo procedere (perché qui l'intendimento di tutti è di andare avanti), forse è mandare l'emendamento numero 101 all'articolo 4 insieme al 151, tanto quando si arriverà all'articolo 4 le cose si vedranno in parallelo, in convergenza o in serie, come si vorrà, e si troverà lì un componimento. Di che cosa si priva la maggioranza se non discute due volte della stessa cosa? Si avvantaggia solo del fatto, nello spirito non dell'intesa, ma di una logica politica elementare, quella di fare una sola discussione sull'argomento. Poi nel merito ognuno deciderà come riterrà più opportuno.

Non vorrei, e questo lo voglio dire con tutta la delicatezza di cui sono capace, non so se è molta o se è poca, ma non vorrei che questo fosse un primo accenno di frizione, di impuntatura. Insomma, qui o si ragiona o non si ragiona, perché non è che noi ipotizziamo un metodo per accorpare i commi, e ci rimettiamo addirittura agli uffici che hanno accorpato i commi, per accorpare gli emendamenti, e ci rimettiamo agli uffici che hanno accorpato gli emendamenti, e poi non lo rispettiamo. In questo lavoro complesso, delicato, perché si tratta di una montagna di emendamenti, può capitare, è ovvio, questo è un caso, ma immagino che ce ne siano anche altri, che non tutti siano stati attribuiti al medesimo articolo, pur essendo di contenuto omogeneo, ma laddove si segnala un caso come questo, i due emendamenti vanno insieme, ed è meglio per tutti, per l'economia dei lavori.

La finanziaria finalmente si è riusciti a farla partire, la volete far camminare? Credo che sia interesse di tutti, ma principalmente della maggioranza e della Giunta che si proceda nell'esame della finanziaria e nella sua eventuale approvazione. Noi vorremmo che, alla fine, questa finanziaria venisse bocciata perché non merita di essere approvata, che venisse in ogni caso fortemente emendata e migliorata, e su qualche punto voi stessi avete ritenuto di accedere all'idea di miglioramenti, però se si vuole andare avanti si accolgano almeno quelle richieste che sanno di logica e di ovvietà.

Per cui, io mi associo, insisto, però dicendo una cosa. Voi potete dire "Noi siamo maggioranza, così pensiamo e così facciamo". Fatelo, però non fate una bella cosa perché date proprio la dimostrazione che la vostra volontà di procedere non è sincera, che siete alla ricerca di espedienti e di occasioni per ricreare una condizione polemica che c'è, ma che riguarda il merito di ben altre cose, non queste modalità con cui procedere.

Non so se e` chiaro il concetto che ho inteso esprimere e rappresentare alla Giunta e principalmente all'assessore del bilancio che avrà bisogno di tempo e di serenità per esaminare tante cose, anziché concentrare la sua attenzione, la sua intelligenza su questi emendamenti parziali.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sia chiaro che qualunque richiesta provenga dall'opposizione o dalla maggioranza, laddove sono possibili aggiustamenti sul piano tecnico che non stravolgono l'impianto, non vi sono problemi. E` chiaro che su qualunque altra variazione che possa stravolgere l'impianto, lo diciamo fin d'ora (ma non per prendere posizioni rigide), noi dobbiamo fare i conti con l'impostazione, anche dal punto di vista tecnico, quindi non è un capriccio né dell'assessore né chissà quale altro arcano mistero. Gli uffici mi dicono che lo stralcio di questa parte dell'emendamento non ha nessun riflesso negativo, anche se venisse discusso nel contesto dell'emendamento 151 purché all'esito delle votazioni si operi il rituale raccordo con l'emendamento 101.

PRESIDENTE. Assessore, le dispiace ripetere?

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio e assetto del territorio. Per la parte relativa al secondo alinea, "quanto a lire 10 miliardi…..", in questa fase la votazione può essere sospesa e rinviata al momento in cui si discuterà dell'emendamento numero 151, purché quando si discuterà di quest'ultimo, cioè dell'articolo 4, si possa raccordare con l'emendamento numero 101 ora in discussione.

Quindi mi pare che laddove siano possibili aggiustamenti di questa natura, non c'è nessun atteggiamento pregiudiziale. Molte volte bisogna fare i conti con le tecniche di buona normazione.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

Sanna Gian Valerio. (Popolari - p.s.). Si sta sollevando un problema che è già risolto dall'impostazione dello stesso articolato.

Assessore, noi abbiamo gli articoli del disegno di legge rubricati, per cui nell'articolo 1 affrontiamo i problemi di carattere finanziario relativi alla copertura, ma l'emendamento della Giunta si è spinto oltre, definendo non solo la copertura ma anche la destinazione. Basterebbe limitare l'emendamento numero 101 al reperimento della sola copertura e lasciare che l'emendamento numero 151, nello stabilire la disciplina di merito, faccia riferimento a quella copertura finanziaria, pur rimanendo riferito correttamente all'articolo 4.

Presidente. La proposta dell'Assessore si intende accolta nel senso che le obiezioni sollevate dal consigliere Sanna e successivamente da quelli che sono intervenuti a sostegno della tesi della integrazione tra l'emendamento numero 151 e il 101 vengono superate dalla proposta dell'Assessore, cioè dalla sospensione del secondo alinea dell'emendamento 101 e dal rinvio alla trattazione dell'emendamento numero 151 nell'articolo 4. Quindi viene accolta questa impostazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

Scano. (d.s.). Ho seguito, per mio difetto, con scarsa attenzione l'aspetto procedurale.

Intervengo per rafforzare l'orientamento a discutere la materia della continuità territoriale in sede di discussione dell'articolo 4 perché ho la sensazione, dalla lettura degli emendamenti, da quello della Giunta ma anche da quello nostro, dell'opposizione, che forse un supplemento di riflessione sul merito non sarebbe male. Credo che sarebbe bene prendere in mano l'intesa istituzionale di programma, laddove si parla di questo argomento, e vedere che cosa emerge dagli intenti firmati dal governo sulla volontà dello Stato di farsi, o meno, carico integralmente degli oneri relativi all'imposizione di servizio pubblico.

Quindi credo sia opportuno vedere l'intesa istituzionale, vedere la finanziaria nazionale dell'anno scorso per quanto riguarda il trasporto passeggeri, vedere bene quella di quest'anno per quanto riguarda il trasporto merci e vedere, ammesso che ci sia, e probabilmente c'è, la necessità di un intervento finanziario per il 2001, se sia davvero indispensabile caricarci un concorso regionale perfino per la partita passeggeri anche per il 2002 - 2003; mi sembrerebbe francamente una rinuncia ad una trattativa che è stata impostata con lo Stato e con la quale abbiamo la possibilità di ottenere un risultato più favorevole alla Regione.

Una cosa è la riflessione sul 2001, dove pure ci sarebbe da ragionare, ma per il 2002 - 2003 farei un ragionamento completamente diverso, perché c'è un negoziato in atto che può essere concluso prima, in tempo utile, e in modo più favorevole alla Regione. D'altra parte, come sapete, è scaduta la partita finanziaria a valere sull'articolo 13 dello Statuto, e dovremo pur riprendere questa questione. Il problema della continuità territoriale non è uno dei grandi capitoli dell'articolo 13 dello Statuto? A me pare proprio di sì.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io sarei voluto intervenire dopo la decisione di come discutere i due emendamenti, se assieme, adesso, nel comma 1 o successivamente nel comma 4. Però è necessario leggere ciò che negli emendamenti è scritto, perché è inutile fare riferimento alla legge numero 144 del 1999, ai commi 1 e 4 dell'articolo 36, perché se andiamo a leggere i commi 1 e 4 vediamo che non è previsto che la Regione paghi. La cosa più allucinante è questa: citiamo le leggi, gli articoli, i commi delle leggi nazionali, che non prevedono che noi paghiamo, e poi prevediamo di pagare anche quando non ci spetta.

Leggendo attentamente questi due emendamenti, ci renderemmo conto che le leggi che vengono richiamate non hanno niente a che vedere con una eventuale partecipazione di risorse da parte della Regione sarda.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

Sanna Alberto. (d.s.). Signor Presidente, la materia è davvero estremamente importante e merita tutti i necessari approfondimenti, però, già in questa prima fase di discussione, voglio rilevare un aspetto relativo all'emendamento numero 151. La seconda parte dell'emendamento dice nella sostanza e in modo abbastanza chiaro che il vettore aggiudicatario di una rotta onerata può richiedere di essere ammesso alla contribuzione regionale nel caso in cui le risorse messe a disposizione dallo Stato...

Presidente. Onorevole Sanna, lei sta entrando già nel merito della discussione.

Sanna Alberto. (d.s.). Volevo solo fare una prima sottolineatura. Voglio dire che questo emendamento non è stato presentato senza riflettere; c'è stato un ragionamento. Siccome si tratta di una cosa nuova, e siccome si vuole dare certezza a tutti gli operatori e a tutta la comunità interessata, e non si sa, dai calcoli e dalle analisi, quello che ne verrà fuori, si tratta di prevedere un minimo di risorse da parte della Regione per garantire tutta l'operazione. Questo è il senso della proposta.

PRESIDENTE. Mi pare che la proposta dell'Assessore sia stata accolta, quindi la discussione di merito viene aggiornata a quando affronteremo l'emendamento numero 151 nell'articolo 4, integrando poi il testo con l'emendamento numero 101.

A questo punto, poiché non ci sono altri iscritti a parlare, ricordo che c'era un impegno a concludere i lavori alle 20 e 30 e a riprendere domani mattina alle 10.Si dovrebbe procedere ora alla votazione degli emendamenti e alle dichiarazioni di voto su ciascun emendamento. Io ritengo che questa operazione non sarà breve, per cui anziché.…

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusi, Presidente…

PRESIDENTE. Sì Assessore, se mi lascia finire io le do la parola. Siccome la votazione non sarà breve, credo che sia più utile aggiornare la riunione a domani mattina alle 10, riprendendola dal punto in cui la stiamo lasciando.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, lei sicuramente ha le informazioni necessarie per cui ritiene che non possiamo terminare questa prima parte in dieci minuti, ma mi pare che una discussione anche approfondita, se c'è un metodo condiviso per accelerare i lavori, si possa fare. Altrimenti mi pare che noi dovremmo già attrezzarci dalla mattinata di domani per proseguire e fare le nottate.

Siccome abbiamo esaurito la discussione, io non vedo quali problemi ci siano a chiudere questa prima parte almeno con la votazione degli emendamenti e dei commi discussi, proprio per le preoccupazioni che tutti abbiamo espresso sulla necessità di dare un'accelerazione ai lavori, prendendo atto dell'ipotesi di intesa sul metodo che è stata raggiunta proprio grazie anche all'iniziativa delle opposizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Forse siamo anche stanchi, almeno io sono un po' stanco, però non voglio contribuire ad inasprire i rapporti tra di noi.

Mi pare che abbiamo intrapreso una strada che può essere positiva anche per i prossimi giorni. Se l'assessore Pittalis dice adesso che dobbiamo prepararci per proseguire domani facendo la nottata, non mi pare che stiamo confermando l'impostazione che abbiamo dato. Io sono perché si prosegua come abbiamo deciso. Ci sono dichiarazioni di voto da fare, viene espressa l'esigenza che comunque si lavori, io direi, presidente Spissu, che poiché abbiamo raggiunto l'accordo che si doveva chiudere alle 20 e 30, e ora sono le 20 e 50, non succede nulla se si chiude ora. Domani mattina, invece di iniziare alle dieci, come normalmente facciamo, possiamo iniziare alle 9 e mezzo in modo tale che ci sia la possibilità di fare le dichiarazioni di voto.

(Interruzioni)

Io stavo proponendo, proprio nello spirito dell'indicazione che abbiamo dato, che invece di iniziare domani mattina alle 10, come facciamo normalmente, anticipiamo alle 9 e mezzo in modo tale che abbiamo la mezz'ora che ci serve per procedere alla votazione dei singoli emendamenti.

PRESIDENTE. Io mi rimetto alla volontà dell'Aula. Ricordo soltanto che dovremmo fare le dichiarazioni di voto su ciascun emendamento, quindi votare tutti gli emendamenti presentati. Quindi io accetto ciò che l'Aula vorrà fare.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N). Presidente, colleghi, prima di tutto voglio rivolgere una preghiera molto garbata, anche ai colleghi. Gli interventi li accettiamo, li ascoltiamo tutti, qualcuno con più attenzione altri con meno attenzione, almeno da parte nostra, credo.

La preghiera garbata è di evitare di fare psicanalisi sulle intenzioni delle parti, sul perché parlano o perché non parlano i consiglieri della maggioranza. E' un problema che riguarda ciascuno di noi, è un approccio che ciascuno ha con l'Aula: c'è chi preferisce parlare sempre e comunque, e c'è chi invece preferisce ascoltare, poi decide di esercitare col diritto-dovere del voto la sua scelta evitando talvolta perdite di tempo, come quelle che sono avvenute oggi. Si parla sempre di ciò che ha fatto la maggioranza, bisogna che puntualmente vi ricordiamo anche cosa fa l'opposizione; perché, signori, a me sta bene interrompere i lavori, ma abbiamo appena perso due ore circa, intorno ad argomenti che veramente fanno vergogna all'Aula, fanno vergogna ai consiglieri regionali, fanno vergogna a questa istituzione.

Quindi non continuiamo ogni volta a ribaltare le cose, perché altrimenti bisognerà cominciare a prendere puntualmente il registrino e segnare ogni volta le cose, perché per esempio stasera abbiamo perso due ore inutili alla Conferenza dei Capigruppo, e voi sapete benissimo perché!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo che c'entri poco la psicanalisi, vorrei che c'entrasse poco anche la psichiatria in questa cosa. Ma per una volta che non abbiamo difficoltà a procedere, abbiamo ...

BIGGIO (A.N.). Caro Cogodi, è una costante. Non sei tu lo psichiatra.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, lasciamo parlare l'onorevole Cogodi perché tanto non perde il filo, quindi lasciamolo parlare.

COGODI (R.C.). Posso? Non perdiamo questa condizione di conquistata, se non totale, interessante serenità, perché si è discusso tranquillamente, ci sono stati gli interventi dei consiglieri della maggioranza e dell'opposizione che hanno voluto intervenire, nel merito. Mi pare anche una interlocuzione utile; gli unici ostacoli che ogni tanto si frappongono sono quelli creati da chi cerca di mettere qualche sasso sulle rotaie. Non mettete sassi sulle rotaie!

Devo dare atto anche, una volta tanto, alla funzione davvero regolatrice che riesce ad esprimere la Presidenza del Consiglio, che non deve solo misurare i tempi - adesso lo fanno gli strumenti - ma agevolare il clima di produttività del Consiglio. Se c'è un clima di produttività, di confronto reale, non serve a niente la mezz'ora o l'ora che si guadagna, contravvenendo all'ipotesi di concludere i lavori alle 20 e 30, o addirittura, in risposta al Presidente che saggiamente propone di riprendere i lavori domani mattina, minacciando di attrezzarsi per lavorare anche di notte! Abbiamo già telefonato per portare i teloni, i tendoni, le roulotte! Ma proprio non è il caso!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, noi...

COGODI (R.C.). No, volevo dire che non è il caso...

PRESIDENTE. Sì, ma noi la stiamo lasciando dire. Ha spiegato le ragioni per le quali vorrebbe che stasera...

COGODI (R.C.). Sì, ma per una volta che la sto vantando, lei mi interrompe pure!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Accettiamo di andare tutti a casa stasera, alziamo le mani.

COGODI (R.C.). Dovremmo accettare non di andare a casa, dovremmo accettare di procedere tranquillamente nell'esame della finanziaria e poi del bilancio, perché se si manterranno i patti e si agevoleranno le convergenze anche parziali, ognuno di noi si terrà il suo giudizio, esporrà i suoi argomenti, però sarà un vantaggio per tutti, soprattutto per la Regione che potrà avere un bilancio, perché se no, se ci dobbiamo attrezzare per stare qui la notte, io non lo so se la Regione avrà un bilancio.

PRESIDENTE. A me pare sia confermata la volontà di procedere sia col metodo che abbiamo deciso, sia con la celerità che stasera è stata dimostrata.

Quindi credo che possiamo accedere all'ipotesi di interrompere per questa sera la nostra seduta e di riprendere i lavori domani mattina alle ore 9 e 30 per le dichiarazioni di voto sugli emendamenti e per la votazione.

La seduta è tolta alle ore 20 e 55.