Seduta n.237 del 26/09/2006
CCXXXVII Seduta
(Pomeridiana)
Martedì 26 settembre 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 34.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 13 settembre 2006 (231), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Giovanna Cerina, Silvio Cherchi, Ciriaco Davoli, Silvio Lai, Vincenzo Floris, Paolo Maninchedda e Fedele Sanciu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 26 settembre 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 82.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Biancareddu, non ci sono le condizioni per dare corso alla sua richiesta.
E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, notoriamente io non sono una persona vanitosa, ma penso sarebbe più corretto se parlassi di fronte ad un auditorio rappresenti composto da almeno la metà dei componenti l'Aula.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 10 minuti. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 37, viene ripresa alle ore 16 e 46.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo, anche a nome del collega Capelli, la verifica del numero legale..
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che il consigliere Meloni risulta presente.
PRESIDENTE. Comunico che sono presenti 37 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cherchi Oscar - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda - Farigu - Floris Mario - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci.)
Constatato che il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 48, viene ripresa alle ore 17 e 19.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, Assessore, non vedo l'assessore Dirindin e neanche il presidente Soru la cui presenza mi avrebbe fatto piacere . Mi avrebbe fatto piacere non per vanità, ma perché nel suo discorso di insediamento aveva detto che questa Giunta e questa legislatura sarebbero state caratterizzate da un'attenzione verso i deboli e verso gli ultimi; ma se il fallimento della legislatura e della Giunta Soru deve avere un termometro per misurarne l'entità credo che il fallimento della sanità in questi due anni sia lo specchio fedele del fallimento di tutta la legislatura.
La diminuzione delle attenzioni verso le zone periferiche, verso le categorie più deboli, verso i paesi più piccoli è rivelata da una serie di episodi; l'ultimo è stato denunciato dai piccoli comuni dove il Banco di Sardegna, che la maggioranza di centrosinistra ha venduto, guarda caso, a una banca dell'Emilia, sta pensando di chiudere gli sportelli per trasferirli oltre Tirreno, quindi non possono essere sostituiti, dove possono lucrare ancora di più oltre quanto già è stato lucrato sulla pelle dei sardi, sulla loro autonomia e sulla loro sovranità.
Oggi dobbiamo parlare di guardie mediche, quindi di sanità. Cosa bisogna dire? Quando si chiudono le guardie mediche nei comuni periferici non si sta prestando troppa attenzione agli ultimi, lo stesso dicasi quando si parla di chiudere indiscriminatamente alcuni piccoli ospedali; ma ciò nonostante la spesa sanitaria, è stato detto da altri colleghi, non è diminuita. E la spesa non diminuirà nemmeno dando direttive ai medici di base; direttive che, oltretutto, checché ne dica l'assessore Dirindin, sono in contrasto, per quanto riguarda lo spirito di questa iniziativa, con gli articoli richiamati dai consulenti dell'Assessore, sono in contrasto con la finalità costituita.
Infatti gli articoli che mi ha mostrato l'onorevole Licandro - e sono articoli di autorevoli personalità pubblicati su autorevolissime riviste mondiali - dicono che il farmaco generico è sicuramente, assolutamente, molto meno efficace dei farmaci di riferimento. Un altro episodio, non proprio "brillante", riguarda la distribuzione delle monodosi negli ospedali, un servizio che è stato affidato non alle farmacie in grado di effettuarlo, e che già lo svolgevano, ma sempre ai soliti noti di oltre Tirreno.
Un'altra decisione che si paventa, oltre quella della chiusura dei piccoli ospedali,è la mancata sostituzione dei pediatri che vanno in pensione, che comporterebbe una diminuzione dell'offerta di servizi. Il servizio pediatrico di base unico al mondo, vanto della medicina di base italiana, è una cosa che tutti vorrebbero copiarci e che noi, invece, pensiamo bene di smantellare, se le intenzioni reali sono queste. Quindi è chiaro che bisogna avere paura. Come si dice in Campidano " mellus a timi che a provai", Assessore, "meglio temere che provare", e noi ci ripariamo, ci fasciamo la testa prima di rompercela. Se questo non è nelle sue intenzioni lo dimostri nel proseguo coprendo i posti vacanti nella pediatria di base.
Assessore, come ho già avuto modo di dirle in Commissione sanità, il Centro unico di prenotazione per le prestazioni sanitarie, il CUP, il 474747, è stato ribattezzato "il morto che parla" e il morto che parla, oltre che il Servizio sanitario regionale, è l'utente che muore in attesa di trovare un posto nelle lunghe liste d'attesa della sanità perché non riesce mai, anche dopo settimane di chiamate telefoniche, a prendere il collegamento e quindi a prenotarsi entro termini congrui. Assessore, con lei alla guida dell'Assessorato abbiamo avuto un risultato brillantissimo: le liste d'attesa si sono allungate a dismisura, in un modo assolutamente intollerabile.
Un altro settore dove abbiamo "brillato" è quello dell'informatizzazione. Sull'argomento io ho presentato un'interrogazione alla quale lei non ha dato risposta o l'ha data soltanto parziale; Invece, Assessore, bisogna abituarsi a rispondere alle interrogazioni in tutte le loro parti, non solo in quelle che sembrano dare risposte, non sempre neanche sufficienti, a soddisfare le aspettative dei consiglieri che interrogano. Un Assessorato che si è "caratterizzato" per un'esplosione di epidemia di tubercolosi nelle scuole di Sassari e in un comune vicino a Cagliari (così riportava l'altro giorno il giornale), ma mi risulta che si siano verificate altre epidemie di tubercolosi, in altri comuni, che non sono state ancora portate all'attenzione dell'opinione pubblica. Si è diffusa la trichinellosi , questa nuova malattia, per cui le chiedo dov'è la sorveglianza farmaceutica di cui abbiamo bisogno, Assessore? Anche questa è una responsabilità dell'Assessorato preposto alla salute e alla sanità dei sardi, perchè la trichinellosi non colpisce solo i maiali, come lei ben sa, ma colpisce anche i cittadini sardi, e quindi la catena sanitaria va assolutamente rivista.
È già capitato, Assessore, che un noto docente universitario alla guida di un autorevolissimo assessorato della Regione sarda abbia fatto una brutta figura, mentre un "professorino" di filosofia sardo che gli è succeduto, ha compiuto il miracolo di predisporre e far approvare il bilancio in tempo, senza emendamenti; quindi l'essere docenti universitari, per quanto bravi, Assessore (non stiamo certamente criticando le sue competenze), l'aver scritto libri di qualità, in teoria non sempre vuol dire essere anche in grado di reggere un Assessorato come questo e fare più bella figura dei soliti sardi dei tempi andati.
Ma, quello che è successo al Brotzu, Assessore, ne abbiamo parlato gli altri giorni e lei ha negato tutto, è riuscito a rimettere d'accordo anche i primari, cioè il fatto che saltato un trapianto perché non erano più in grado di garantire i servizi; ma perché è successo questo? Manca il personale e lei lo sa bene, Assessore, perché non si fanno le nuove assunzioni di cui si è già parlato e che sono assolutamente necessarie; è necessario stabilizzare tutti i precari nella sanità, soprattutto è necessario dare i quattrini, perché non si fanno i servizi senza i soldi.
Avete brillato inoltre per aver nominato i soliti amici, i portatori di voti e non certo delle persone competenti; da questo punto di vista avete peggiorato la sanità in questa legislatura, ed è giusto che siate messi di fronte alle vostre responsabilità, che vi vengano ricordate davanti a tutti perché siete stati una delusione, Assessore, una delusione non solo per me, ma una delusione per i cittadini sardi.
Che cosa deve dire quel signore cui è saltato il trapianto che attendeva magari da anni? Contro chi si deve lamentare? Contro il medico che non ha potuto garantirgli la prestazione? No, Assessore, le responsabilità stanno più in alto. E io le ricordo che, se vuole, può essere coerente come qualche assessore che ha operato prima di lei e si è ricordato che esisteva l'istituto delle dimissioni.
Assessore, si parla di diminuire le guardianie nelle guardie mediche, si parla, come ha fatto l'onorevole Frau, di accorpare le guardie mediche negli ospedali perché i paesi sono vicini; ma a me non risulta che i medici ospedalieri vadano a fare visite domiciliari, onorevole Frau, mentre fra i servizi delle guardie mediche è previsto anche che si vada a casa del malato, che ci si rechi con la propria macchina, a proprio rischio e pericolo, con il ghiaccio, con la pioggia, con la neve. I medici ospedalieri, lo ripeto, non sono tenuti a dare questi servizi, onorevole Frau, no!
FRAU (Progetto Sardegna). E chi ne ha parlato?
LIORI (A.N.). Tu ne hai parlato, hai detto che a San Gavino l'ospedale sarebbe stato in grado di coprire la guardia medica dei comuni limitrofi. Se questi sono i servizi che volete erogare ai cittadini sardi, siamo al sonno della ragione!
FRAU (Progetto Sardegna). Non dire sciocchezze!
LIORI (A.N.). No, non dico sciocchezze, le sciocchezze purtroppo le hai dette tu e le hanno sentite tutti i colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Liori la prego, onorevole Frau per gentilezza!
LIORI (A.N.). ... e ti dovresti anche vergognare perché sei un medico. Comunque, Assessore, io ho qui un lungo elenco di consulenze deliberate dalla ASL numero 8, potrei citargliele o potrei anche fornirle l'elenco, se già non le conosce, in modo che sappia dove "andare a pescare" per ottenere un risparmio in sanità più in fretta di quanto finora lei non sia riuscita a fare, ma senza diminuire i servizi e senza ridurre le prestazioni che i cittadini sardi aspettano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, è problematico intervenire in quest'Aula, in queste condizioni…
PISU (R.C.). La stiamo ascoltando.
DEDONI (Riformatori Sardi). .Mi fa piacere che qualcuno ascolti ogni tanto. Dicevo che non è facile intervenire perché, vedete, in un dibattito è importante non solo apprezzare quello che una parte può dire, ma anche che l'altra parte favorisca il dialogo facendo proposte alternative o supportandone altre che dal dibattito emergono. Io non credo chela presentazione di una mozione in quest'Aula sia priva di fondamento, o non abbia qualche risvolto che possa offrire interessanti momenti di riflessione per poter dare risposte in positivo ai cittadini della Sardegna. Se questo è, io credo che non si possa sfuggire ad un dibattito serio e approfondito sulla materia; non credo neanche che si possa consentire che su questo tema, non lo specifico di oggi ma sul sistema sanitario più in generale, possano parlare a pieno titolo solo ed esclusivamente i medici o chi ruota attorno al sistema della medicina.
Io credo, invece, che sia un problema che debba o dovrebbe interessare tutti perché, finché siamo lontani da una condizione di difficoltà, finché siamo lontani dalla malattia, che può colpire la nostra persona o un familiare, non ci rendiamo conto delle condizioni in cui versa il sistema sanitario. Noi possiamo stare qui a disquisire che bisogna prendere le forbici, tagliare, perché dobbiamo rientrare nei termini assoluti di riduzione di spesa che ci siamo imposti, ma se c'è un settore nel quale io personalmente non farei tagli in assoluto è il settore della sanità; casomai cercherei di indirizzare la spesa sanitaria in primis verso la prevenzione, che era uno degli assi portanti della legge numero 833 del 1978 e di cui non si è più sentito parlare.
Spesso e volentieri si recuperano momenti importanti di gestione del malato, magari si disquisisce, qui in Aula, di quale pompa si debba inibire o meno, eppure io credo che ci siano momenti più importanti e condizioni molto più vive, in termini politici, da cogliere per dare risposte alle esigenze della gente. Io molte volte mi spavento e mi chiedo se il presidente Soru sogna. Se si inventa le cose, perchè propone argomentazioni astruse. Questo sistema maggioritario ha consegnato al centrosinistra e al presidente Soru una maggioranza tale per cui possono permettersi di gestire come meglio credono anche la sanità. E al presidente Soru che dice che dobbiamo rinforzare tutte le condizioni di vivibilità delle zone interneper consentire che ci sia un vivere civile, degno di tal nome, all'interno della Sardegna, , anche in quelle lande che oggi sono considerate quasi deserte, io dico che la politica sanitaria deve affiancare le altre politiche di sviluppo e consentire agli abitanti di quei paesi di essere assolutamente garantiti anche dal punto di vista sanitario.
Allora la prima condizione è, che siano mantenuti i piccoli ospedali, l'altra condizione (non voglio speculare su una morte, non voglio fare una questione politica di un'atrocità, di una vergogna perpetrata in quel di Solarussa), è che la notte, quando non esiste altro tipo di assistenza, i medici sia maschietti quanto femminucce siano messi nelle condizioni di fare i medici di guardia senza subire soprusi, attenzioni poco simpatiche, situazioni di pericolo. Unanimemente questo Consiglio regionale aveva deciso l'utilizzo delle guardie armate a tutela di quei cittadini, medici, che svolgono un servizio per altri cittadini di quei paesi.
Allora, se questo è l'assunto, se questa è la volontà espressa da questo Consiglio regionale, se questo è il desiderio di avere un servizio attento nei confronti del cittadino, se questa è l'aspettativa di quei cittadini, io credo che non ci possa essere altro problema se non quello di rafforzare un sistema di prevenzione e di assistenza in tutto il territorio regionale. I tagli si fanno dove si devono fare! Ma mi spaventa quando si parla di tagli di posti letto e poi si intende aprire altri cento e passa posti letto in quel di Olbia! Io voglio capire da dove si elimina una cosa e dove se ne realizzano altre, con quali costi perchè magari si diminuiscono le risorse da destinare ad una ricerca, una sperimentazione, un tipo di assistenza ospedaliera.
Vede, Assessore, mi spaventa il fatto che l'unico Presidente di provincia di centrodestra della Regione sarda, sia un alleato perfetto dell'assessore Dirindin perché l'ha ospitata in un dibattito, l'assessore Dirindin ha potuto esprimersi, non ci sono state conflittualità, si è cercato un dialogo, un dibattito ma, vivaddio, mi pare che solo alle province di centrosinistra, a quelle che protestano, siano esse del nord Sardegna, del centro Sardegna o della stessa Cagliari oserei dire quasi in un articolato sistema di accordi fra l'Assessore e i Presidenti delle province, ci sia la volontà di dare risposte in positivo, dimenticando che ci sono altre situazioni, altrettanto gravi. Come debbo ricordare, non si può far ricadere verso altre posizioni politiche le non volontà, i non desiderata, le organizzazioni che si vogliono far calare nel territorio, le riduzioni dei distretti; è il caso del taglio del distretto sanitario della Planargia che si vuole obbligare a far parte di Oristano e si dice che la decisione è addebitabile alla provincia anziché al direttore generale della ASL che, su mandato dell'Assessore della sanità, dice di dover razionalizzare in un certo modo. Bisogna essere onesti con noi stessi e con i cittadini che rappresentiamo. E allora…
CUGINI (D.S.). Dovevi essere breve;.sii di parola!
DEDONI (Riformatori Sardi). Mi avete fatto distrarre…
CUGINI (D.S.). No, guarda la freccia: sta lampeggiando!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la prego. L'Aula è già tanto distratta di per sè, non aiuti questa situazione. Prego, onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, dovrei recuperare qualche attimo…
CUGINI (D.S.). L'ha detto lui, non l'ho detto io!
DEDONI (Riformatori Sardi). Dicevo quindi che è più importante ed opportuno che questo dibattito sia convissuto da tutte le parti, così come non si deve esaurire l'argomento solo perché è stato posto in discussione in quest'Aula. E' veramente umiliante per questo momento di rappresentanza istituzionale se tutto rimane nella condizione quale oggi noi viviamo e non diamo risposte positive e serie alle esigenze reali, vere - ribadisco - del popolo sardo che vuole un Servizio sanitario adeguato e, possibilmente, impostato sulla prevenzione.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, prima di iniziare il mio intervento chiedo la verifica del numero legale..
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Porcu, Meloni, Balia, Giorico e Moro sono presenti.
PRESIDENTE. Comunico che sono presenti 44 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancareddu - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Frau - Gallus - Gessa - Giorico - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licandro - Liori - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Vittorio - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Vargiu.)
Colleghi, capisco la distrazione di un attimo o l'impossibilità del sistema di funzionare, non capisco le troppe assenze al voto perché potrebbero significare altro. Vi prego quindi di stare più attenti.
Poiché il Consiglio è in numero legale possiamo continuare i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, Assessore, io credo che l'interesse che il Consiglio regionale ha riservato alla discussione di due mozioni attinenti ai problemi della sanità sia disarmante; disarmante perché le due mozioni, che pure non avevano forse la valenza di far discutere l'intero Consiglio di tutto lo scibile sardo in materia di sanità, erano sicuramente un'occasione importante per attivare, se avessimo voluto, un confronto in Aula su temi così importanti.
Mi sembra, può darsi che io sbagli, che quando abbiamo svolto la mozione sull'ospedalità nel sassarese ci siano stati uno, forse due interventi da parte dei colleghi della maggioranza. Finora, nel corso di questa giornata, se non ricordo male, un solo intervento. Mi sembra un'occasione perduta, un'occasione sprecata per attivare un confronto di cui, invece, si sente una grande esigenza.
Anche la mancanza del numero legale, più volte constata in quest'Aula, o l'aspetto desolante dei banchi durante la discussione sono indicativi del fatto che dovremmo porci il problema di come fare affinchè quest'Aula diventi, se lo vogliamo, nuovamente occasione di confronto. È ridicolo infatti che consiglieri regionali nei loro interventi lamentino la carenza di ruolo del Consiglio e poi si neghi al Consiglio un qualsivoglia ruolo non utilizzando la dialettica e il dibattito quando la dialettica e il dibattito sono necessari. Anche parlare nel brusio è una cosa comunque fastidiosa. Io non perdo il filo, come può succedere al collega Dedoni, però devo dire che è una cosa fastidiosa perchè è palese che non esiste nessun tipo di ragionamento aperto in quest'Aula e che ognuno di noi sta parlando per lasciare agli atti il suo discorso..
E per gli atti (lo faccio volentieri) dico che il problema delle guardie mediche in Sardegna è comunque un problema rilevante; è sufficiente consultare la bozza di Piano sanitario regionale approvata dalla Giunta per leggere dei numeri che sono già echeggiati in Aula: 860 medici, 192 punti guardia sparsi nella Sardegna, un rapporto percentuale tra medici di guardia medica e popolazione due volte e mezzo più alto rispetto a quello del resto d'Italia che, soltanto in parte, viene giustificato nel Piano sanitario sulla base dei problemi derivanti dalle carenze territoriali, viarie e geografiche della Sardegna.
Di fronte a questa mozione tutti quanti dovremmo chiederci (e la domanda resta sospesa in quest'Aula) se questo servizio di guardia medica serve o non serve. Per come è strutturato il servizio in Sardegna, per come è gestito, è un problema o è un valore aggiunto per la popolazione? Perché se è un problema, io dico che lo smantellamento non sarebbe certo una cosa di cui doversi vergognare, mentre se è un servizio ed è un servizio importante bisognerebbe cercare di capire come fare per renderlo il più possibile funzionale alle esigenze della popolazione, senza offendere possibilmente la dignità degli operatori.
Questo io credo sia il ragionamento fondamentale, perché ovviamente il ragionamento sulla sicurezza è consequenziale, nel senso che va garantita la sicurezza di una cosa che serve, mentre si può tranquillamente non parlare del problema sicurezza di una cosa che non serve e che, quindi, è meglio chiudere e smantellare.
Bene, allora io mi rivolgo al collega Frau del quale, poiché è stato l'unico che ha parlato, ho avuto la possibilità di conoscere i suoi convincimenti in ambito di guardia medica.
Collega Frau, tu hai detto giustamente, e condivido, che sui numeri bisogna aprire un ragionamento; allora io dico che questa va benissimo, ma chiedo dove sono i numeri. Nel Piano sanitario regionale infatti, oltre quelli citati, non ce ne sono altri. Io vorrei chiedere all'Assessorato, riallacciandomi a quello che hai detto tu, di far sapere al Consiglio - così ragioniamo sul problema della guardia medica - quali sono i numeri dei colleghi che lavorano in guardia medica, li vorrei divisi per età, li vorrei divisi per sesso, vorrei sapere se esistono e se molti, come hai detto tu e ne sono convinto anch'io, sono specialisti.
Assessore, se ha chiesto perché voglio sapere il sesso, le garantisco che non sto diventando un maniaco, voglio saperlo perché ovviamente è assai più importante proteggere una donna in una guardia medica, che spesso è isolata in un paese, in un contesto notturno (ricordo la povera Roberta Zedda), che non un collega come me che, tutto sommato, riesce anche a rifilare un "cazzotto" ad un malintenzionato mezzo ubriaco. Quindi, è importante conoscere questo dettaglio; ma se lo conoscessimo probabilmente ci renderemmo conto che l'affermazione di Domenico Gallus sul fatto che nelle guardie mediche si lavora nella fase iniziale della carriera è superata dall'affermazione del collega Frau secondo il quale i colleghi in guardia medica hanno 50 anni e spesso due specializzazioni. Quindi dobbiamo farci carico da un lato del problema inerente il servizio che danno questi colleghi medici, dall'altro del problema occupazionale e del modo in cui farli lavorare con dignità.. Ancora, l'Assessorato dispone di un censimento delle condizioni strutturali in cui operano le guardie mediche sarde? Ci sa dire cioè nel dettaglio se e in quante guardie mediche esistono carenze strutturali relativamente sia all'aspetto murario che all'aspetto dell'accoglienza? Ci sa dire se c'è un censimento corretto delle prestazioni che vengono rese dal servizio di guardia medica affinché noi ci possiamo rendere conto se ci sono prestazioni inappropriate e di che tipo, se tutte le guardie mediche sono in grado di dare prestazioni di primo soccorso di qualità, quelle per le quali sono nate? L'Assessorato dispone di un censimento relativamente a quella parte di prestazione che poteva essere resa, magari un'ora prima o un'ora dopo, dal medico di famiglia, per cui viene usata in maniera inappropriata anche la fascia oraria delle prestazioni della guardia medica?
Dispone di un censimento delle dotazioni di sicurezza, i famosi videocitofoni, le videocamere, i collegamenti tramite campanello d'allarme con le caserme dei carabinieri di cui tante volte si è parlato? Sa dirci qual è stato il miglioramento delle condizioni strutturali delle guardie mediche, soprattutto quelle della sicurezza in rapporto ai piani che sono stati fatti dal prefetto nelle riunioni a cui andammo quando successero gli episodi di sangue in Sardegna?
La Regione, infatti, prese l'impegno di iniziare a lavorare per garantire il superamento delle condizioni di sicurezza poco stabile che comportavano la necessità della presenza dei vigilantes all'interno delle strutture di guardia. Siamo tutti d'accordo, certamente, su quello che c'è scritto nel Piano, cioè che sarebbe meglio utilizzare i soldi invece che per i vigilantes per migliorare la qualità dell'assistenza, sia dal punto di vista della recettività e di ciò che le guardie mediche hanno, sia dal punto di vista del personale di assistenza che va integrato con personale infermieristico. Siamo tutti d'accordo, ma ci sono le condizioni perché questo possa essere fatto? Noi tutto questo non lo sappiamo; e su questo problema della carenza dei dati, sulla inadeguatezza delle risposte, impattiamo in maniera ricorrente quando ragioniamo con l'Assessorato della sanità.
Il collega Licandro, questa mattina, ha sollevato il problema del Lansoprazolo; professoressa, non è un problema di contestazione degli obiettivi che lei si pone, sui quali io credo sia difficile non essere d'accordo, ma quando io prendo in mano una delibera e in un punto leggo che si delibera "di attivare forme di capillare informazione presso i medici" e in un altro "di rafforzare presso le aziende sanitarie il controllo dell'appropriatezza prescrittiva", ritengo che lei stia dando due input alle aziende che devono provvedere sia all'informazione dei medici che al controllo dell'appropriatezza. A questo punto non si capisce perché a seguire, nella delibera, si incaricano i direttori generali "di porre in essere tutte le azioni ritenute utili per l'immediata applicazione da parte di tutti i medici prescrittori". Ma non esiste!
Quest'ultimo punto della delibera è offensivo nei confronti dei medici perché non è congruente con i primi due punti! Sono le aziende che devono preoccuparsi di garantire l'appropriatezza attivando nei confronti dei medici prescrittori tutte le forme di educazione e di controllo; questo è il ragionamento finale che noi facciamo.
Il collega Cappai concludeva l'intervento chiedendo le sue dimissioni. Io ribadisco ancora una volta che noi, per interesse di parte, non dovremmo mai chiedere le sue dimissioni; lei in questo momento è la garanzia, è la manifestazione migliore del fallimento della politica di questa Giunta, piena di proclami ma senza nessun fatto concreto da portare all'attenzione dei sardi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, devo dire con molta franchezza che mi riesce difficile organizzare la risposta a una mozione che, semplicemente, si propone di avere chiarezza sulla ventilata ipotesi di una qualche azione che non è supportata da nessun documento e neanche da alcuna affermazione orale. Quindi, capisco bene quanto sia difficile esporre questo quesito e quanto, voi capirete, sia difficile per me rispondere.
E' un'ipotesi ventilata non so da chi; nessuno di noi, ed io in prima persona, ha mai ipotizzato di sopprimere la vigilanza armata presso i punti di guardia medica; nessuno di noi ha mai ipotizzato o minacciato di chiudere punti di guardia medica; nessuno di noi ha mai minacciato di chiudere, indiscriminatamente, come qualcuno ha detto in questa Aula nella giornata di oggi, i piccoli ospedali. Quindi, mi sembra che stiamo parlando soltanto di buchi nell'acqua.
Ad ogni modo sono assolutamente disposta a dare qualche elemento di conoscenza in più e, soprattutto, colgo l'occasione per alcune riflessioni su un tema che è comunque importante, come i consiglieri hanno voluto sottolineare. Riprendo le questioni che riguardano la guardia medica di questa regione. Il numero di medici che operano nella guardia medica, abbiamo detto, è due volte e mezzo la media nazionale, non solo, è due volte e mezzo il numero previsto nella contrattazione nazionale , tant'è vero che l'obiettivo è quello di prevedere non un medico ogni 5.000 abitanti, come è nella media nazionale, come previsto nella contrattazione, ma di raggiungere l'obiettivo consentito alle regioni che hanno una specificità particolare, e sicuramente la Sardegna ha questa specificità, che è quello di avere un medico ogni 3.500 abitanti, noi in questo momento abbiamo un medico ogni 2.000 abitanti.
Quindi abbiamo un percorso di riorganizzazione della guardia medica difficile da realizzare e sul quale stiamo lavorando, e io farò tesoro anche della discussione che si è svolta in quest'Aula. Sicuramente ci sono due aspetti: uno che riguardala vigilanza e l'altro che riguarda la riorganizzazione dei punti di guardia medica. Incomincio dalla vigilanza. Credo che quanto accaduto nel 2003, con tutto il rispetto per la sofferenza che ha provocato, non debba essere utilizzato, in nessun momento, in modo strumentale; ovviamente nessuno di noi ha mai pensato di non proseguire sulla strada di garantire la sicurezza nelle strutture di guardia medica, anzi posso rassicurare tutti i consiglieri che è nostra intenzione continuare in questa direzione.
Ma, come qualcuno ha detto sin da questa mattina, è naturale pensare che a seguito di un grave incidente, per evitarne ulteriori gravi, la prima risposta fosse quella di garantire la vigilanza presso i punti di guardia medica. E' stata ipotizzata questa strada e nel Piano sanitario abbiamo scritto che, in realtà, ciò di cui dobbiamo in prospettiva occuparci è garantire che i punti di guardia medica siano il meno possibile isolati rispetto al territorio, al paese in cui operano e che possibilmente siano integrati con le strutture sanitarie che erogano le rimanenti prestazioni quando non c'è bisogno della continuità assistenziale.
Io ho visitato diverse guardie mediche di molti paesi e, purtroppo, ho constatato che molte di queste sono situate lontano dalle case abitate, in posti isolati dove, in effetti, immagino che non sia rassicurante passare le ore in attesa che arrivino dei pazienti, col rischio di brutte sorprese. Credo che la prima risposta da dare e che abbiamo, come ho detto, già previsto nel Piano e sulla quale stiamo incominciando ad organizzarci, sia quella di prevedere lo spostamento, ovunque sia possibile, del punto di guardia medica dalle aree isolate alle aree più vicine a una struttura sanitaria, a un servizio di pubblica sicurezza, a una struttura sociosanitaria o comunque più vicino a un'area abitata in cui quindi i rischi legati all'isolamento sono di gran lunga meno elevati. Questo è il primo obiettivo che ci si è posti e sul quale si sta lavorando.
Il secondo obiettivo, ancora più importante, è quello di prevedere l'accorpamento in via sperimentale, abbiamo scritto, ma probabilmente si può fare già in via definitiva dei punti di guardia medica nelle cosiddette Unità Territoriali di Assistenza Primaria(UTAP) che, come sapete, sono previste anche all'interno della convenzione con i medici di medicina generale, da realizzare in alcune aree territoriali con una densità abitativa tra i dodici e i quattordici mila abitanti. Queste Unità Territoriali di Assistenza Primaria dovrebbero prevedere l'accorpamento in un'unica struttura di quei servizi attualmente dislocati in più punti sul territorio, quindi comprendere i medici di assistenza primaria, i medici di continuità assistenziale, i medici specialisti, gli infermieri professionali e anche altro personale sanitario non medico. Questa struttura dovrebbe costituire un riferimento per la popolazione che riceverebbe una risposta da persone qualificate in grado di operare in maniera integrata con il resto del Servizio sanitario e al loro interno; si introdurrebbe una diversificazione delle strutture e i problemi di sicurezza sarebbero quindi in gran parte affrontati attraverso la presenza di una pluralità di professionisti che, a questo punto, non lavorerebbero più in isolamento e non accoglierebbero più i pazienti facendosi precedere da una persona armata che sicuramente può rassicurare la persona che è costretta a vivere il proprio orario lavorativo in una struttura completamente isolata, ma certamente non rassicura il paziente.
Questo è un percorso che si può fare in questi anni, un percorso che prevede il mantenimento della sicurezza degli operatori, ma anche il miglioramento dell'assistenza offerta ai pazienti in una struttura integrata. Come abbiamo già detto, una volta realizzato questo percorso potremo anche prevedere di destinare parte delle risorse, attualmente riservate alla vigilanza armata, all'assunzione di personale da inserire, oltre quello già presente, in queste strutture al fine di garantire una migliore accoglienza ai pazienti. Peraltro, avendo mantenuto lo stesso livello di organizzazione previsto a ridosso dell'increscioso incidente avvenuto nel 2003, credo che non ci sia nessuna preoccupazione sulla sicurezza degli operatori.
In relazione ai punti di guardia medica, occorre affrontare la riorganizzazione dei punti di guardia medica e il numero di medici della continuità assistenziale che sono presenti nella Regione. Quanto è stato detto in più interventi questa mattina devo dire che supporta la posizione sulla quale stiamo ragionando da ormai parecchi mesi, purtroppo, in sede di contrattazione decentrata con i medici di medicina generale riguardo all'utilizzo di quella parte di personale medico che attualmente, e spesso, svolge una doppia attività: medico di medicina generale e medico di continuità assistenziale, avendo un numero di assistibili che hanno fatto la scelta piuttosto ridotto.
Ebbene, come sapete, il sindacato dei medici di medicina generale sta proponendo l'aumento del rapporto ottimale, il che vorrebbe dire la riduzione del numero di medici di medicina generale che svolgono questa attività e potrebbe voler dire anche la difficoltà a garantire ai medici della guardia medica quell'attività che attualmente è assicurata dalla diversa allocazione dei medici di medicina generale rispetto agli assistibili. Noi riteniamo che una concentrazione degli assistibili in carico a pochi medici possa mettere a rischio gli sbocchi occupazionali o il mantenimento dell'attuale livello occupazionale dei medici di guardia medica e dei medici giovani di medicina generale, e su questo stiamo discutendo, con molta determinazione, negli incontri con le rappresentanze sindacali sia dei medici di base che dei medici della continuità assistenziale.
Mi sembra che quest'Aula abbia espresso nei numerosi interventi di questa mattina la condivisione di un'ipotesi che garantisca comunque ai giovani medici o ai medici che lavorano a tempo parziale, in gran parte e spesso nella continuità assistenziale, il mantenimento del posto di lavoro; è quello che stiamo cercando anche noi di garantire pur con una riorganizzazione diversa rispetto a quella in vigore fino ad oggi. In questa direzione continueremo a discutere al tavolo della contrattazione con i medici di base in modo da garantire non soltanto la sicurezza nel posto di lavoro, ma anche la sicurezza dell'attività che attualmente svolgono i medici di medicina generale, per quanto riguarda tutti gli altri aspetti che sono stati toccati e che non sono strettamente inerenti la mozione.
In conclusione vorrei soltanto riprendere un punto, che è stato toccato da un consigliere in un intervento, relativamente al fatto che una persona non abbia potuto beneficiare di un trapianto di fegato a causa della non costituzione del gruppo degli anestesisti che avrebbero dovuto essere presenti all'intervento chirurgico. A parte il fatto che sulla questione ho chiesto di aprire un'indagine perchè ho voluto, appena saputo dell'evento, verificare subito quali erano i problemi che avevano portato a questa difficoltà, vorrei comunque garantire all'Aula che nessun sardo ha perso la possibilità di beneficiare di un trapianto perché, come forse alcuni hanno avuto modo di sapere, in quel caso si trattava comunque di un fegato non trapiantabile.
È vero che ci sono stati dei problemi organizzativi da parte del dipartimento degli anestesisti nell'organizzare la squadra per l'operazione, ho chiesto a chi ha questo come suo compito di prevedere una diversa procedura per la reperibilità degli anestesisti e una diversa attività di formazione degli stessi in modo che in futuro non si debba ripetere di nuovo un caso in cui i tempi per la costituzione della squadra siano più lunghi di quanto sarebbe opportuno.
Lo stesso discorso vale per un'altra segnalazione che è stata fatta rispetto a un programma di prevenzione; io credo che in tanti anni questa Regione non abbia mai realizzato un vero e proprio programma di prevenzione, di screening oncologico. Ebbene, dall'anno scorso lo stiamo facendo a Cagliari, a Sassari e via via lo introdurremo nelle altre realtà. Questo è soltanto uno degli esempi delle attività che stiamo ponendo in essere e mi sembra ingeneroso sostenere che noi non abbiamo avuto attenzione per la prevenzione quando in questa Regione non era stato fatto ciò che il Ministero competente aveva finanziato già dal '98,.
PRESIDENTE.
Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, Assessore, direi che la ventilata ipotesi di chiusura non è poi tanto ventilata; lei ha descritto infatti il percorso che state studiando, sul quali state discutendo e lavorando. Ha anche precisato che questo percorso, iniziato ormai da due anni e mezzo, è ancora in itinere per le difficoltà che ovviamente comporta la valutazione del numero delle guardie mediche - non dimentichiamo anche le guardie turistiche - e l'assistenza di sorveglianza armata alle guardie stesse.
Prima di tutto, vorrei dire che il rapporto di un medico ogni 3.500 abitanti a mio avviso è più che congruo; in questa proporzione si tiene conto, sì, delle peculiarità della nostra Isola ma credo che, ancor di più, si debba tener conto delle condizioni molto particolari della viabilità della nostra Isola nonché delle condizioni sociali.
È vero, molte guardie mediche sono dislocate nella periferia dei centri abitati anche perché, in alcuni casi, reperire degli immobili dove allocare le guardie mediche è decisamente molto difficile, come è difficile arrivare, eventualmente, con un'ambulanza o con un qualunque altro mezzo nel centro del paese.
Perché dico questo? Perché quanto lei ha descritto con l'UTAP, mi permetta Assessore, è uno scenario sicuramente ambizioso, difficilmente realizzabile ma, soprattutto, mi fa comprendere che mai si deve vivere senza sogni! La cosa drammatica, però, è che vivere sognando invece è deleterio soprattutto per chi ha delle responsabilità di governo e di un settore così importante come quello sanitario.
Dalla sua esposizione mi pare sia emersa una non chiara visione della situazione delle guardie mediche e dell'assistenza armata. Lei ha sottolineato giustamente che il fatto di Solarussa non deve essere strumentalizzato in una contrapposizione politica o non deve determinare, pur tenendone conto, le scelte per una corretta organizzazione del servizio di guardia medica.
Però, Assessore, io le voglio ricordare che dal 2003 ad oggi, pur non avendo avuto delle conclusioni drammatiche come quella di Solarussa, si sono ripetuti, anche -in questa stagione estiva, diversi fatti che solo per fortuna, o forse grazie anche alla presenza della guardia armata, non hanno avuto tragici epiloghi. Non stiamo parlando di un incidente del 2003, ma di eventi che si sono verificati ripetutamente presso le guardie mediche. Non credo che le soluzioni percorribili immediatamente possano essere diverse da quelle adottate fino ad oggi.
Così come, Assessore, su alcune considerazioni che abbiamo portato alla sua attenzione in sede di mozione, pur non attinenti direttamente al merito della mozione stessa, un giorno o l'altro attendiamo risposta; infatti le occasioni per il dialogo ed il confronto in materia di sanità sono date soprattutto non dalla discussione delle interpellanze o delle interrogazioni senza risposta scritta ma dalla discussione delle mozioni, o quando capita di un ordine del giorno, .
Quelle considerazioni attengono comunque alle problematiche del sistema sanitario, non sono fatti scollegati l'uno dall'altro. Discutere e confrontarsi per compartimenti stagni, nel senso che se si parla di guardie mediche non si parla di sanità, o lei non da risposte in merito ad argomenti sui quali non era predisposta alla discussione ritengo sia un atto di poca attenzione alla necessità che quest'Aula sente di fare chiarezza nel discutere di sanità, della gestione della sanità e dell'impostazione che è stata data in questi anni alla sanità.
La discussione come al solito, ovviamente, si apre con dei numeri, con le percentuali richiamate dal Piano nazionale, con la necessità di riportarci a quelle; numeri dai quali non possiamo staccarci perché, come ho detto stamattina, abbiamo necessità di programmare, studiare e intervenire ma facendo sempre i conti con le disponibilità finanziarie che ci vengono date dallo Stato e dalla partecipazione regionale.
Ecco perché, Assessore, è totalmente insoddisfacente continuare a discutere in quest'Aula o proporre interrogazioni, mozioni, momenti di confronto in quest'Aula perché ogni qualvolta, così come hanno fatto anche altri colleghi nel discutere questa mozione, si cerca di intervenire per stimolare un confronto, per avere delle risposte che diversamente non arrivano, c'è sempre l'alibi di discutere di quello che è all'ordine del giorno senza deviare dal percorso tracciato da una mozione o da un'interpellanza.
Io traggo delle conclusioni, invece, da questo dibattito odierno o, meglio, una conclusione per tutte oltre quella che è stata già ben rilevata dal collega Vargiu, in merito alla gestione della sanità e del suo proseguo, che noi auspichiamo sempre sotto la sua guida. E necessariamente mi devo rivolgere all'Aula distratta! Anche questo è un segno dell'attenzione che si ha quando si deve discutere seriamente di un problema e non enunciare un qualcosa sulla stampa! Perché quello è l'attimo di gloria dei consiglieri regionali! Quando invece è in atto un confronto - io lo rimarco per l'ennesima volta, non è la prima volta che questa situazione si verifica - non si è alzato neanche un componente della maggioranza, questa volta neanche il Presidente della Commissione, per sostenere la benché minima tesi, a favore, contro o neutra che fosse, sulla mozione!
Si può rispondere in tanti modi, si può dire tutto quello che si vuole, ma nella mozione erano contenuti diversi aspetti che potevano stimolare un corretto, civile dibattito. Ma, Assessore, per l'ennesima volta l'hanno lasciata sola o, meglio, diversamente da altre volte…
FRAU (Progetto Sardegna). Sono intervenuto anch'io, forse non c'eri!
CAPELLI (U.D.C.). … evidentemente non ho colto, perché è intervenuta anche l'onorevole Caligaris ma non la reputa una componente di maggioranza, viste le cose che sono state dette! In ogni caso, non mi sembra che l'intervento, se c'è stato, che io non ho avuto modo di seguire, abbia stimolato un confronto! Ecco perché ritengo che il problema della sanità rimane. È un problema sul quale nel corso dell'anno non ritornerò se non per ribadire la richiesta di istituire la Commissione d'inchiesta sullo stato di salute della sanità sarda, precedentemente proposta dal centrosinistra; richiesta che riproporrò all'Aula con i dovuti aggiornamenti per verificare l'attuale stato di salute della nostra sanità.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. E' in votazione la mozione numero 82.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore della mozione numero 82 e mi dichiaro decisamente insoddisfatto di quello che l'assessore, professoressa Dirindin, ha detto nel suo intervento. Insoddisfatto perché come il collega Capelli ha detto, con ragione, l'assessore Dirindin è stata lasciata sola dalla maggioranza in quest'Aula per cui, colleghi di maggioranza, speriamo di sentire che cosa pensate dello stato attuale della sanità sarda almeno in dichiarazione di voto!
Io direi qualcosa di più, cioè che lei, Professoressa, ci ha lasciato soli! Nel senso che le cose che lei ha detto le avremmo potute leggere direttamente - e le abbiamo lette - nel vostro Piano sanitario regionale. Non è stato detto niente di più. Allora io mi chiedo, professoressa Dirindin, al di là delle serrate discussioni, di cui ho il massimo rispetto, il Piano di riordino della guardia medica a che punto è? Perché lei parla di ipotesi ventilate che tali rimangono, ma parla anche di passare dal rapporto attuale che è pari ad un medico ogni5 mila abitanti (stiamo parlando di guardia medica), a uno ogni 2 mila. Allora noi dovremo discutere su questo Piano di riordino, intanto per capire se il Consiglio è d'accordo su "l'uno ogni 2 mila", e in secondo luogo per capire dove vanno a finire le unità che non rientrano nel nostro obiettivo.
Queste sono le considerazioni politiche sulle quali vorremmo discutere con lei; vorremmo avere il Piano della guardia medica, così come vorremmo avere il Piano dell'oncologia, così come vorremmo avere il Piano dei piccoli ospedali. Vorremmo sapere che cosa state facendo dopo due anni e tre mesi di serrate discussioni, perché altrimenti, colleghi di maggioranza, la sensazione è che non stiate facendo niente! È già positivo che stiate discutendo serratamente, ma oltre questo nient'altro.
Allora siete quarantatre, ma è possibile che nessuno di questi quarantatre si alzi (al di là dei rarissimi esperti, cosiddetti, che ogni tanto lo fanno), per dirci che cosa pensa il suo partito della sanità in Sardegna, di come vengono spesi i soldi, di come sta andando la riorganizzazione del sistema sanitario? Ce lo dite? Siete contenti? Siete soddisfatti? Quello che pensiamo noi lo sappiamo e ve lo stiamo dicendo, ci interesserebbe, veramente, conoscere il vostro parere in materia, nel dettaglio, sarebbe utile per tutti!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Io vorrei approfittare di questa dichiarazione di voto, contrario, anche per fare una mini lezione di farmacologia sul cosiddetto esomeprazolo del quale si è parlato stamattina. È stato detto che questo farmaco è il migliore fra tutti gli altri con le stesse caratteristiche. In realtà rispetto agli altri ha il pregio di un prezzo tre volte più alto, in quanto gli altri farmaci bloccanti la pompa dell'idrogeno sono extra brevetto e pertanto catalogati come farmaci generici.
Come probabilmente saprete, prima che entrassero nell'uso comune questi farmaci il farmaco più venduto, "il più bello possibile" si chiamava ranitidina, perchè i medici avevano scelto questo bloccante dei recettori dell'istamina. Quando finalmente è scaduto il brevetto della ranitidina questa è diventata "brutta", ha acquisito la caratteristica del prezzo contenuto, a questo punto viva l'esomeprazolo rispetto agli altri perché costa di più.
La valenza dei due studi cui si fa riferimento, uno di Fennerty e l'altro di Goldstein, che sostengono che questo farmaco è migliore degli altri, a fronte degli studi, infiniti, che sostengono i farmaci non da brevetto, è talmente modesta che non permette, nel legiferare o nel dare delle linee guida, di utilizzarli per decidere che quei farmaci siano da prescrivere.
Io tempo fa ho lavorato presso la Commissione unica per il farmaco (CUF), e la pressione delle industrie era costante e talmente forte che ci costringeva ogni volta a combattere quando il nuovo farmaco doveva soppiantare i precedenti.
.
PRESIDENTE. Vi ricordo, colleghi, che siamo in fase di dichiarazione di voto sulla mozione numero 82, relativa alla ventilata ipotesi di riduzione della sicurezza per le guardie mediche. Vi pregherei quindi di non spaziare, ma di rimanere in argomento senza rivolgere ulteriori domande all'Assessore che, avendo già parlato, non può più replicare. .
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, io non intendevo intervenire perché il collega Capelli è stato assolutamente esauriente nella sua replica, però "preso per i capelli", sinceramente, devo per forza reintervenire perché mi ha stupito moltissimo, non l'Assessore della sanità che ha il compito di far quadrare anche i conti, bensì il collega Gessa, perché è andato molto al di là delle mie dichiarazioni di stamattina.
Io non ho mai detto che noi dobbiamo dare soltanto l'esomeprazolo; fra l'altro io faccio il medico di base da quasi trent'anni e devo dire che, e come me tantissimi medici, non ho mai ricevuto la benché minima pressione da nessuna casa farmaceutica; anzi, forse una volta si riceveva qualche libro, qualche strumento per la professione, oggi l'unica cosa che ci lasciano gli informatori sono delle penne che, fra l'altro, finiscono regolarmente ai figli.
L'esomeprazolo è un superamento delle molecole precedenti, così come gli inibitori di pompa sono un superamento degli anti-H2: la ranitidina e gli altri farmaci. Quindi, io non ho detto che l'esomeprazolo è il farmaco di scelta di tutte le patologie gastroesofagee, ho detto solamente che è il trattamento di scelta di alcune di queste patologie. Io continuo a prescrivere il lansoprazolo, il pantoprazolo, e l'esomeprazolo, e li prescrivo in base alle patologie, in base al paziente. Se è vero, infatti, che i farmaci inibitori di pompa sono tutti diversi uno dall'altro, anche come farmaco-dinamica (in questo campo dovrebbe insegnarmi molto il professor Gessa), è anche vero che ognuno di noi è diverso; pertanto, nel momento in cui prescrivo un farmaco piuttosto che un altro, io mi faccio guidare dalla mia coscienza non da pressioni di case farmaceutiche. Queste sono accuse, ripeto, fortemente lesive della professionalità dei medici.
PRESIDENTE. Colleghi, continuo a chiedervi la cortesia di parlare sul tema all'ordine del giorno..
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
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DEDONI (Riformatori Sardi). L'onorevole Gessa si è dimenticato dell'aspirina che ormai, essendo scaduto il brevetto, costa poco; ma non siamo discutendo del costo dei farmaci, stiamo discutendo di una questione che riteniamo molto seria: il mantenimento nel territorio della Sardegna, soprattutto nelle aree più disagiate e difficoltose del vivere, dei presidi sanitari, sia quelli diurni sia quelli notturni; su quelli notturni si è paventata, e non del tutto negata, una razionalizzazione che significa anche semplificazione e riduzione alla quale noi diciamo no! Non va bene!
C'è bisogno innanzitutto di garantire la sicurezza a questi presidi, poi se vengono collegati ai presidi diurni, nei quali operano anche altre professionalità, noi siamo certamente d'accordo. Abbiamo la necessità di avere una conferma, non solo nel corso del dibattito odierno, ma anche nel proseguo dell'attività, che ci consentirà di verificare se l'Assessore mantiene o no le dichiarazioni fatte in quest'Aula.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io voterò a favore della mozione perché devo dire chele preoccupazioni espresse all'interno della mozione non sono state fugate dall'intervento dell'Assessore; nel senso che l'Assessore praticamente non dice che questo provvedimento non verrà adottato, ma dice che ci sono alcuni provvedimenti che la Giunta regionale sta tentando di adottare in merito alla situazione delle guardie mediche. E dice anche che c'è una sproporzione tra il numero di guardie mediche presenti in Sardegna e quelle presenti in altre Regioni d'Italia.
Su questo non possiamo non essere d'accordo perché è vero però, avendo la Regione Sardegna una particolare caratterizzazione territoriale e demografica, è difficile stabilire lo stesso rapporto tra numero di abitanti e numero di guardie mediche presente in altre zone d'Italia molto più popolate. .
L'Assessore ha anche detto che si sta tentando, in giusta misura, di avvicinare i punti di guardia medica ai centri abitati, alle zone maggiormente vigilate; questo in linea di principio ovviamente va bene, però bisogna vedere quanto è concretizzabile. Io credo che ci saremmo aspettati, da parte dell'Assessore, una posizione più chiara sul futuro delle guardie mediche e sulla spesa sanitaria in Sardegna in generale. Pertanto, poiché non sono completamente soddisfatto della risposta che ha dato l'Assessore, pur condividendone alcune parti, voterò a favore della mozione.
Avrei voluto dire qualcosa soprattutto sull'utilizzo del lansoprazolo, però lo faremo in un'altra occasione; al momento mi limito a sottolineare che la posizione quasi impositiva assunta dalla Regione non mi sembra corretta; secondo me l'Assessorato della sanità si sarebbe dovuto limitare a dare delle indicazioni, anche in direzione di una riduzione dei costi.
PRESIDENTE.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto a favore della mozione e per ringraziare l'Assessore per la cortesia con cui ha risposto ai punti salienti della mozione medesima. Ha parlato di una riorganizzazione delle guardie mediche che passa attraverso un aumento del numero di abitanti da servire;per cui io continuo a dire che lei non conosce bene la geografia della Sardegna, e che prima di fare qualsiasi proposta sarebbe opportuno che si dibattesse sulle tematiche.
Vede, dire che oggi c'è bisogno di una figura di guardia medica ogni 3500 abitanti nella zona, per esempio, di Sarroch o Pula può anche essere giusto, ma farlo in una zona su cui insistono paesi come Escolca, Serri, Gergei è cosa ben diversa. Quindi bisognerebbe conoscere i veri problemi che ha la Sardegna, ma probabilmente in questo lei non è utilmente consigliata dai suoi esperti, dai suoi consulenti, perché neanche loro conoscono la geografia della Sardegna, tanto che sarebbe opportuna una lezione sulla materia.
Assessore, io non entro in merito alla decisione, che volete prendere, di ristrutturare il servizio, però la invito ancora una volta a tenere fede a ciò che questo Consiglio ha deliberato: stanziare 15 milioni di euro all'anno per garantire la sicurezza nei posti di guardia medica, questo è il vero problema! Ecco, quei 15 milioni di euro sono stati stanziati e dovranno essere stanziati per quel servizio. Voler togliere anche una sola lira a questo servizio, Assessore, vuol dire togliere i soldi a un servizio che oggi è necessario nel nostro territorio.
Noi non viviamo, glielo ripeto, in Piemonte, in Lombardia o in Veneto, viviamo nella realtà sarda e lei deve sapere che in Sardegna su 378 comuni 280 sono al di sotto dei duemila abitanti, è questo il vero problema. Quindi, la invito veramente, prima di porre in essere o solo paventare qualsiasi altra azione di riflettere effettivamente sui danni che potrebbero derivarne.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro ha domandato di parlare su questa mozione, la metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei proporre all'Aula e all'Assessore la votazione nominale della mozione in tre parti. La prima parte comprende i primi quattro capoversi della premessa; la seconda è costituita dai capoversi dal quinto all'ottavo, sempre della premessa, la terza parte comprende il dispositivo. L'intendimento di questa suddivisione di voto è di unire la parte espositiva (premesso, rilevato, ricordato e considerato) on il dispositivo, in modo tale che il Consiglio riconfermi, come potrete aver modo di verificare leggendo, quanto stabilito dal comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale numero 9 del 2004 votata all'unanimità dal Consiglio regionale.
)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della prima parte della mozione numero 82.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI OSCAR - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO ALBERTO - RASSU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FRAU - GESSA - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamoo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 57
maggioranza 29
favorevoli 25
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della seconda parte della mozione numero 82.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI OSCAR - CONTU - CUCCU FRANCO IGNAZIO - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO ALBERTO - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 54
maggioranza 28
favorevoli 22
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della terza parte della mozione numero 82.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - FARIGU - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO ALBERTO - RASSU - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FADDA - FRAU - GESSA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 19
contrari 31
(Il Consiglio non approva).
Penso sia necessaria una breve interruzione per convocare una brevissima Conferenza dei Capigruppo al fine di stabilire le modalità di proseguimento dei lavori di questa sera
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, la sua proposta mi sembra fuori luogo. Abbiamo già fatto una riunione dei Capigruppo...
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu,
le chiedo scusa, ma l'espressione "fuori luogo" è impropria. Le assicuro che se ho fatto questa proposta è perché evidentemente ritengo ci siano le condizioni.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, scelga lei la parola che desidera. Venerdì scorso, mi sembra, abbiamo tenuto una Conferenza dei Capigruppo nel corso della quale abbiamo stabilito l'ordine del giorno della giornata di oggi e della mattinata di domani. Abbiamo previsto la discussione di quattro mozioni, poiché ne abbiamo discusso una sola credo che lei debba introdurre la seconda mozione. Nel caso invece che le Conferenze dei Capigruppo che noi facciamo siano orientative, allora questo lo terremo presente per qualsiasi evenienza che riguardi la programmazione dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, si rende necessaria una breve Conferenza dei Capigruppo per stabilire come proseguire i lavori, per cui sospendo i lavori e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 40, viene ripresa alle ore 19 e 11.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Per chiederle, Presidente, cortesemente, un'altra breve sospensione per consentire ai colleghi di rientrare in Aula, dato che molti ritengono che sia ancora in corso la Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 12, viene ripresa alle ore 19 e 20.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
!
PRESIDENTE. Chiedo che un altro Capogruppo appoggi la richiesta del consigliere Artizzu.
(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Farigu e Ladu sono presenti.
PRESIDENTE. Comunico che sono presenti 35 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI OSCAR - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FRAU - GESSA - LADU - LICHERI - MANCA - MASIA - MATTANA - MORO - ORRÙ' - PIRISI - PISU - RASSU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SERRA - SPISSU - URAS.)
Colleghi, constatato che il Consiglio non è in numero legale, comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi aveva deciso di sospendere comunque i lavori per la difficoltà della Giunta regionale a garantire le presenze degli Assessori e del Presidente trattenuti da sopraggiunti impegni di carattere istituzionale.
Comunico inoltre che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso che le mozioni già all'ordine del giorno verranno discusse nella giornata di lunedì 2 ottobre (seduta statutaria) ed eventualmente del 3 ottobre, ed ha inserito la mozione numero 90 che sarà discussa in coda a quelle già previste. In questi giorni lavoreranno le Commissioni.
Il Consiglio è riconvocato alle ore 10 e 30 di lunedì 2 ottobre.
La seduta è tolta alle ore 19 e 24.
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