Seduta n.261 del 08/03/1998
CCLXI SEDUTA
(Antimeridiana)
Domenica 8 Marzo 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 9 e 42.
LOMBARDO, Segretaria f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 5 marzo 1998, che è approvato.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione GRANARA sulla situazione ambientale nel bacino portuale di Portovesme" (872)
(Risposta scritta in data 4 marzo 1998.)
"Interrogazione VASSALLO sull'istituzione del Parco dell'Asinara" (901)
(Risposta scritta in data 4 marzo 1998.)
"Interrogazione Lippi sulla presunta incompatibilità alla carica di Assessore regionale dell'avvocato Luigi Cogodi" (930)
(Risposta scritta in data 4 marzo 1998.)
Sulla ricorrenza dell'8 marzo
PRESIDENTE. Credo che, sentendo gli umori e i pensieri di tutti i colleghi, il modo migliore per ricordare l'8 marzo non è fare gli auguri ma sperare che non ci sia più bisogno di una festa delle donne, perché trionfino in tutto il mondo i diritti e le libertà. E con questo spirito credo che dobbiamo fare un salto di qualità nell'affrontare i problemi della questione femminile, che è il momento più generale della questione della giustizia e della libertà tra i popoli e tra le categorie sociali più deboli. E con questo impegno, non di festa, ma di impegno comune credo che possiamo parlare, di uomini e donne perché in questo paese, in questa Regione, in questo pianeta venga finalmente a trionfare la stagione dei diritti e delle libertà. E' un impegno, è una lotta comune che ci può unificare.
Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (Gruppo Misto). Permettetemi prima però di ringraziare gentilmente lei, signor Presidente del Consiglio, e il Presidente della Giunta, e i colleghi, che gentilmente si sono avvicinati per farci gli auguri per questa simpatica, vogliamo chiamarla ricorrenza, ma che ha un significato ben diverso, almeno per noi che siamo qui oggi, donne impegnate in politica. Alcuni colleghi hanno detto che siamo delle donne, noi sette, un pochino anomale, nel senso che parliamo poco, prendiamo poco la parola. Be,' io direi che a pochi uomini è stato dato questo privilegio di avere a fianco delle donne silenziose. Forse oggi qualche parola su questa ricorrenza vogliamo spenderla, perché per noi questa non è una festa; è, possiamo chiamarla in qualunque modo vogliamo, ma in ogni modo per noi è molto importante, perché vediamo in questo una ricorrenza delle donne che sono in politica, donne, politica, democrazia. E', diciamo, un argomento provocatorio. Abbiamo avuto, da poco, degli illustri oratori che hanno parlato da questo banco sul cinquantenario del nostro Statuto. E proprio in quell'occasione ho fatto una considerazione: anche per noi donne è stata la ricorrenza del cinquantenario, mese più, mese meno, del diritto di voto. Sono solo cinquant'anni che abbiamo questo Statuto, e l'oratore ci ha detto che corrispondono in pratica, questi cinquant'anni, sono giovani, corrispondono quasi all'adolescenza. Anche per noi, donne che da soli cinquant'anni votiamo, corrisponde alla nostra adolescenza politica. Colleghi, Presidente, Presidente, io ho due figli, un figlio e una figlia. Mi è stato molto difficile spiegare alla figlia che lei avrà gli stessi diritti di suo fratello solo fra cinquant'anni, perché tanti ci vorranno ancora perché noi donne ci portiamo agli stessi diritti degli uomini. Lo so che può essere un discorso un pochino pesante in questa domenica di lavoro, ma è una domenica di lavoro anche per noi. Io vorrei, me lo sono portato, un piccolo foglietto, dove pare che le prime costituzioni italiane non contemplino l'essere umano di sesso femminile, perché tutto è rivolto al sesso maschile. Nessuna donna che sia nata e vissuta in tutto l'arco della Repubblica di Bologna potrà mai essere accettata in pubblici incarichi. Chiedo scusa al collega Piras, avremmo piacere che ci ascoltasse anche lui. E così via, per altre regioni italiane, per esempio vi posso dire una simpatica, chiamiamola così... Vittorio Emanuele II nella legge del 20 marzo 1965 afferma che non sono elettori né eleggibili gli analfabeti, gli interdetti, i falliti, i condannati, le donne. Tuttavia i condannati e i falliti se sono riabilitati e gli analfabeti se imparano a leggere e a scrivere possono diventare elettori, le donne mai. Allora, tutto sommato in un secolo abbiamo fatto tanta strada, veramente tanta strada: abbiamo conquistato il nostro diritto di voto, abbiamo conquistato il nostro diritto ad essere elette, ma signor Presidente, noi siamo ancora tanto poche. Mi viene in mente in questo momento un gentile gesto che lei, signor Presidente Palomba, nell'uscire insieme da Villa Devoto una sera, a tarda sera, ero un pochino preoccupata perché il viale Merello è buio, scuro, e per la prima volta nella mia vita in questi ultimi anni sento il peso di questa nostra gioventù che purtroppo si perde nel mondo della droga e che ha preso l'abitudine, quello che viene chiamato il popolo della notte, di scippare in genere le donne. Siamo noi quelle che sono più prese di mira. Lei, signor Presidente, mi ha accompagnato alla macchina con un gesto gentile e affettuoso, e io ho detto: è molto bello avere un Presidente che è il nostro garante. Io vorrei ricordarle questo, signor Presidente, lei è il nostro garante, lei ci deve controllare, deve guardare che nessuno ci scippi la borsetta. Noi abbiamo tanta fiducia in lei e io mi auguro, come le ho scritto un giorno in un bigliettino, che lei sia il mio Presidente per tutta la legislatura.
Credo di aver abusato abbastanza della vostra pazienza, anche se non sono stata ascoltata, ma questa per noi è una storia antica, ci siamo abituate anche se parliamo sommesse, se diciamo delle cose tranquille, serene, è difficile conquistare la vostra attenzione, però vi prego di notare questo: noi vi abbiamo ascoltato sempre, in silenzio, con rispetto e posso dire certe volte anche con molto affetto. Grazie, grazie a tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Soprattutto per dire che le comunicazioni della giornata internazionale della donna sono sempre a rischio, ma io voglio prendere la parola perché questo Consiglio si associ e ricordi insieme a tanti altri che oggi come giornata della donna è stata scelta per ricordare le donne dell'Afganistan, le donne di Kabul. E infatti questo 8 marzo è un fiore per le donne di Kabul, per far cessare l'apartheid che colpisce le afgane. Io credo che rispetto a una mancanza totale dei diritti umani, che riguarda tutti, e delle discriminazioni palesi che noi viviamo giorno per giorno all'interno di questo Consiglio su questioni di natura politica semplicemente bisogna invece essere in grado di sottoscrivere anche come Consiglio il manifesto che è stato promosso dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite e dall'Associazione Médicine 3 (?) del mondo, e quindi io chiedo che questo Consiglio rispetto a questo dica anch'esso una parola, perché far cessare l'apartheid verso le donne afgane significa far sì che anche le donne e gli uomini entrino nella società civile. Grazie.
PRESIDENTE. Io prego i colleghi, la collega Dettori e gli altri, di produrre il documento, il manifesto e di distribuirlo. Alla fine della seduta troveremo il modo di esprimerci se c'è la volontà comune su questo documento. Possiamo entrare nell'ordine dei lavori. Siamo, ricordo all'Assemblea, all'articolo 18 ter, è stato già illustrato e in qualche modo emendato l'emendamento numero 8, siamo in sede di discussione generale dell'articolo e dell'emendamento.
Sul Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io intanto vorrei, prima di tutto, sollevare una questione di Regolamento, ex articolo 75, primo comma, nel senso che questa disposizione normativa è la riproposizione esatta di analoga norma del disegno di legge sull'assestamento, che è stato presentato e discusso in aula nel novembre 1997. Non essendo trascorsi i sei mesi dalla data in cui questo provvedimento non è stato approvato, il provvedimento stesso non sarebbe proponibile. Questo però non significa che l'opposizione rappresentata da Forza Italia sia assolutamente contraria a che questo possa avvenire. Va però rilevato ancora una volta che la Giunta, nel proporre l' emendamento 9 G al disegno di legge 382, quindi non ancora oggetto di esame da parte della Commissione, ha introdotto l'articolo 18 ter, violando palesemente la disposizione dell'articolo 75, primo comma, del Regolamento, che ho richiamato in precedenza. Io, poiché l'Aula è sovrana, ed evidentemente le parti politiche che compongono la stessa Aula possano derogare alla indicazione solo e nella misura in cui ci fosse stato l'accordo preventivo delle forze politiche. Non mi risulta, ripeto, Presidente, non ha sentito? Dico che la deroga potrebbe essere consentita, o meglio, la deroga potrebbe consentire che la disposizione normativa sia reintrodotta in finanziaria solo se ci fosse il preventivo accordo di tutte le forze politiche che compongono quest'Aula. Non mi risulta, non ci risulta che questo accordo sia stato in qualche modo cercato, sollecitato o voluto. Assistiamo ancora una volta, non dico a un atto di prepotenza, ma certamente di poca sensibilità nei confronti delle opposizioni che non vengono, per una questione di questo genere, che oltre che essere di forma e quindi di legittimità è anche di sostanza, perché se poi si affronterà un dibattito sulla questione l'opposizione di Forza Italia ha certamente diverse osservazioni da fare sulla questione, dicevo ma prima di essere di forma e di legittimità è anche di sostanza e censuriamo il comportamento della Giunta che, evidentemente, senza un preventivo accordo delle forze politiche ha osato presentare, diciamo così, presentare in violazione del Regolamento l'emendamento di che trattasi. Io quindi propongo a nome del nostro Gruppo una Conferenza dei Capigruppo per verificare se sull'argomento di può trovare la convergenza in modo tale che possa essere ammesso alla discussione, altrimenti dovremo chiedere che la Presidenza del Consiglio rilevi l'irregolarità e dichiari l'articolo non ammissibile. Grazie.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'interpretazione del Regolamento spetta alla Presidenza, la quale eserciterà il proprio diritto e dovere. Se c'è l'esigenza di fare una Conferenza dei Capigruppo questa non può essere negata, ma anche sull'interpretazione del Regolamento la Conferenza dei Capigruppo non può sostituire il Presidente.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Sì, signor Presidente, per chiedere una brevissima sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Possiamo sospendere se siete d'accordo, ma chiedo l'accordo anche sulla Conferenza dei Capigruppo, che normalmente quando viene richiesta viene accolta. Quindi direi che sospendiamo per cinque minuti la seduta e nel frattempo facciamo la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 59, viene ripresa alle ore 10 e 15.)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa, prego i colleghi di prendere posto. In merito alla questione e al quesito posto dal collega Balletto, questa Presidenza., sentito anche il parere della Conferenza dei Capigruppo ritiene l'argomento ammissibile. Ringrazio comunque per aver sollevato il problema questo consente un chiarimento ulteriore degli aspetti del Regolamento non sempre chiarissimi.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Superata questa questione pregiudiziale possiamo ritornare alla discussione di merito sull'articolo 18 ter e sull'emendamento numero 8 aggiuntivo; siamo in sede di discussione generale ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, rispettosi come siamo delle decisioni che vengono assunte dalla Presidenza in ogni circostanza aderiamo con buono spirito alla decisione alla quale ella ha acceduto, mantenendo ovviamente per quanto ci riguarda alcune perplessità, ma comunque sia va bene così. Ciò che dispiace in questa vicenda...
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, sollevi un po' meglio il microfono.
BALLETTO (F.I.). Ho la sventura di essere appena appena più alto rispetto alla media, va bene? Per essere più rapido leggerò l'illustrazione all'emendamento. La Giunta, nelle more dell'esame da parte della Commissione terza, ha ritenuto opportuno presentare un apposito emendamento con il quale è stato riproposta la stessa disposizione contenuta nell'articolo 7 della manovra di assestamento discussa e approvata da questo Consiglio nel mese di novembre del 1997. Con detto articolo, 18 ter, è previsto uno stanziamento di fondi propri pari a due miliardi e 300 milioni per il completamento del progetto relativo al catasto generale degli scarichi nei corpi idrici superficiali. Come tutti ricorderanno certamente, dopo lungo dibattito in Aula, si pervenne alla bocciatura del provvedimento ritenendolo evidentemente non rispondente ad assolvere alle finalità e ai compiti per i quali era stato proposto. Entrando nel merito delle osservazioni che ha fatto l'assessore Onida quando ha illustrato l'articolo va detto che ci sono molti aspetti non chiari che devono, a mio modo di vedere, essere definiti in questa data. L'Assessore ci ha riferito che l'esecuzione del progetto ha avuto inizio il primo febbraio 1996 per essere concluso il primo febbraio del 1998. Così è scritto nella relazione. Detto incarico ha avuto quindi durata biennale, ma tuttavia ancora oggi non si sa quale sarebbe dovuto essere il termine di legge previsto per il compimento del lavoro, qua si tratta di verificare se nel momento in cui il progetto ha avuto avvio, questo doveva completarsi nel termine di sei mesi, un anno, due anni, tre anni o altro. Quindi non si sa, riferisce ancora l'assessore Onida che lo stanziamento delle somme occorrenti per la realizzazione dell'impresa ammontava a 4 miliardi, ma non ci dice che si trattava di fondi statali e che pertanto la realizzazione del catasto degli scarichi nei corpi idrici non avrebbe dovuto costare neanche una lira alla finanza regionale, così invece a quanto pare non è stato, visto che sono richiesti 2 miliardi e 300 milioni suppletivi per la realizzazione dell'opera. Lo stesso Assessore dell'ambiente riferisce che le province incaricate hanno assunto con contratto, ritengo a tempo determinato, 10 giovani ciascuno e l'Assessorato dell'ambiente ha delegato le proprie funzioni di coordinamento alla ben conosciuta società del gruppo Emsa, la Progemisa S.p.A.; attenzione però anche questa società, evidentemente non sufficientemente organizzata per la corretta esecuzione dell'incarico conferitole, ha dovuto provvedere alla bisogna e cioè a sua volta e per tale scopo ha dovuto assumere 3 giovani, così per lo meno ci riferisce l'Assessore, si badi bene, 3 giovani e non anche soggetti altamente qualificati viste le caratteristiche del progetto che non poteva essere direttamente coordinato dallo stesso Assessorato. Tuttavia insorgono inaspettatamente difficoltà per le province delegate e questa volta proprio a causa dell'Assessorato dell'ambiente il quale forse per arrecare danno alle province ha ritenuto opportuno in data 21 gennaio 1997 addossare alle province un nuovo pesantissimo onere, quello per l'esattezza del rilascio dell'autorizzazione agli scarichi nei corpi idrici di superficie, spogliandosi l'amministrazione regionale, e quindi l'assessorato, di una competenza sino ad allora direttamente esercitata. Le nuove competenze, i soliti problemi organizzativi, la mancanza di risorse e ancora la cronica mancanza di personale avrebbero originato, così afferma l'Assessore, il fabbisogno finanziario richiesto, ben due miliardi e trecento milioni. Diverse sono le constatazioni che possono a questo punto farsi, sono state fatte complessive 43 assunzioni, la somma disponibile per il censimento, come riferito dall'Assessore, ammontava a 4 miliardi, 4 miliardi diviso 43 unità assunte dice che la disponibilità per ogni nuova assunzione è ammontata a 93 milioni e ventitremila lire pro capite nell'ipotesi in cui il censimento degli scarichi nei corpi idrici avesse dovuto completarsi nel termine di un anno e qui è importante stabilire quanto doveva durare il progetto secondo la progettazione iniziale.
Io bevo acqua nel frattempo, Presidente. Questo costo, se così fosse, seppure elevatissimo, potrebbe essere pienamente giustificato dalla altrettanta elevata produttività del lavoro. Il progetto è stato eseguito in un anno da 43 giovani persone al costo di 93 milioni per ciascuno assunto, ricordiamo che la legge numero 305 era finalizzata proprio all'occupazione, all'occupazione con nuovi progetti nel settore della difesa e della tutela dell'ambiente; quindi finalità di nuova occupazione. Ricordiamo: finalità di nuova occupazione e non per determinati soggetti che eseguono, che esistono, che fanno coordinamento eccetera eccetera. Al contrario, se il tempo previsto fosse stato di due anni, si potrebbe affermare che le unità assunte hanno svolto il proprio lavoro con una retribuzione rispettabile, potendo la somma di 46 milioni e 500 mila ciascuno rappresentare una cifra decorosa. Non si sa però se la PROGEMISA, per l'attività di coordinamento che le è stata delegata dall'Assessorato, sia stata retribuita, e se sì come è verosimile, quale sia stato il compenso corrisposto beninteso in aggiunta al costo dei tre dipendenti assunti per la specifica occorrenza. Per questi fini, come detto in precedenza, sono stati richiesti i 2 miliardi e 300 milioni in questione. Fatte queste constatazioni, rilevato che il quadro della vicenda non è del tutto chiaro, possono adesso farsi le considerazioni. Primo, perché l'Assessorato dell'ambiente ha rinunciato alle proprie attribuzioni che poi sono di tipo istituzionale, cioè rientrano tra le competenze e le funzioni che giustificano la stessa esistenza dell'Assessorato rimettendole a pagamento alla ben nota PROGEMISA. Si esige una risposta. Perché l'Assessorato quando in data 27 gennaio 1997 ha modificato il regime delle concessioni e delle autorizzazioni agli scarichi, fino ad allora funzione propria, non ha comandato il suo personale, ormai in esubero, presso le province per assolvere i medesimi compiti? Si esige una risposta. Perché vi è contraddizione fra il quinto capoverso, nella parte in cui si afferma, quinto capoverso della sua relazione Assessore, dicevo, perché vi è contraddizione nel quinto capoverso nella parte in cui si afferma che il progetto si è concluso, il primo febbraio 1998 e l'ultimo capoverso della relazione laddove si afferma che per la continuazione delle operazioni di catasto, ma non erano concluse? in attesa della completa organizzazione delle province il personale verrebbe assunto direttamente dalla PROGEMISA? E non si spiega neanche in quale forma e con quale tipo di contratto. Si esigono ancora delle risposte. E come può permettersi un esecutivo pasticcione, che ci accusa di ostruzionismo, solo perché vogliamo controllare, come è nostro dovere, la legge finanziaria e la legge di bilancio dove si annidano e trovano tutela operazioni di questo genere che almeno alla apparenza, dico almeno alla apparenza, se non si chiariscono i dubbi causati da comportamenti e da dichiarazioni oscure ed impenetrabili quanto a intellegibilità, anche ai maggiori interpreti e cultori del linguaggio politichese, dicevo, come può permettersi un organo istituzionale della Regione sarda, la Giunta per l'appunto, di aggirare una legge dello Stato, la legge Bassanini, la quale come sappiamo, e come si legge nel penultimo capoverso della relazione, impedisce la proroga delle assunzioni dopo il 31 dicembre del 1997. Si esige una risposta. Qui c'è stato detto che per aggirare una legge dello Strato occorre dare una delega e fare assunzioni per interposto soggetto, guarda caso la PROGEMISA del gruppo EMSA. Vogliamo dei chiarimenti, vogliamo delle risposte. E ancora, per concludere come è possibile che fino a pochi mesi fa il fabbisogno per questo intervento, i cui connotati e finalità stanno pian piano prendendo corpo e che si individuano in una operazione di sfrontato clientelismo, a mio parere, e di elargizione di un ingiusto privilegio a una società che è privata ma che però fa parte e pieno riferimento al comparto pubblico dell'economia, la PROGEMISA per l'appunto, e lo stanziamento si incrementa in due mesi di 200 milioni, perché l'articolo 7 del disegno di legge dell'assestamento prevedeva uno stanziamento di 2 miliardi e 100 milioni; è vero che 200 milioni sono poca cosa, ma non c'era penuria di risorse? Si esigono ancora delle risposte. Questi dubbi e queste perplessità, se non risolti da un chiaro ed esaustivo intervento della Giunta, nella persona del suo Presidente, ci porteranno ad assumere un atteggiamento intransigente, non tanto per i soggetti che purtroppo dovranno patire, i giovani assunti, ma soprattutto perché se non c'è un cambio di indirizzo nella politica regionale, nella programmazione, nella spesa dei fondi, purtroppo queste situazioni sono destinate non solo a ripetersi ma ad ingigantirsi nel tempo.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, siamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, colleghi, chiedo scusa al collega Balletto se prendo la parola, questo non significa che poi il Presidente della Giunta, se ritiene, non possa intervenire anche a seguito del mio intervento. Potrei su questa materia dire "de minimis" non mi curo e chiuderla con due battute; però siccome questa è la mia valutazione, per rispetto all'opposizione, per rispetto al collega Balletto e alla forza politica che lo esprime, qualche chiarimento ulteriore intendo darlo, dicendo che questa storia è una storia che io ho ereditato; ricordo a tutti quanti che io sono Assessore da un anno e poco più. Una storia che io ritengo estremamente positiva, al Presidente chiedo che, visto anche il tono da procura della Corte dei conti che ho visto nell'intervento del consigliere Balletto, questo intervento registrato e sbobinato vada proprio alla Procura della Corte dei conti, e vada, se ritenete, anche agli altri organi di giustizia che sul comportamento della pubblica amministrazione, in questo caso sul mio comportamento, debbono, possono esercitare un diritto di controllo e, se necessario, anche di condanna. L'Assessore della difesa dell'ambiente, è la nota che io ho portato all'attenzione della Giunta che all'unanimità ha deliberato che, nelle more della decisione del Consiglio, in seguito alla sollecitazione delle amministrazioni provinciali, ha deliberato in pratica una dichiarazione di intenti, come a dire che in finanziaria riporteremo il problema dei Noc, riporteremo il problema della competenza delle province ma anche con le risorse e con la possibilità che viene data alle province di mantenersi il personale necessario per esercitare questa funzione. In quella occasione ho riferito alla Giunta che il programma triennale per la tutela ambientale, la legge è la numero 305, che riguardava le annualità 89-91, prevedeva tra gli altri il programma per nuova occupazione. Programma che si chiama Noc. All'interno di tale programma era inserito il catasto generale dei corpi idrici, finanziato alla Regione Sardegna con 4 miliardi di lire; il catasto degli scarichi è una competenza che la legge numero 319, la famosa legge Merli ha assegnato alle province. Ed è uno strumento conoscitivo di base per la redazione e gli aggiornamenti del piano regionale del risanamento delle acque. Col decreto assessoriale numero 186 del 1984, disciplina degli scavi delle pubbliche fognature e degli scarichi civili, che non recapitano in pubblica fognatura, era stato istituito il catasto regionale di tutti gli scarichi, con organizzazione e coordinamento a cura dell'Assessorato regionale dell'ambiente, nel rispetto delle competenze attribuite alle province dalla legge numero 319. Nella scheda progetto finanziata sono individuate le seguenti competenze: l'Assessorato della difesa dell'ambiente cura l'organizzazione, il coordinamento, la predisposizione dei criteri e modalità di esecuzione delle operazioni di rilevamento e quindi di catasto degli scarichi, mentre le province effettuano le operazioni di rilevamento dei dati nei territori di competenza. Io mi riferisco alla Giunta, e posso chiudere l'intervento passando la nota scritta ai colleghi del Consiglio.
PRESIDENTE. Onorevole assessore Onida, la prego di continuare.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Se non fa parte del metodo di lavoro io, ripeto, io non sono qui a interloquire con una parte politica che mi chiede conto...
PRESIDENTE. Nella stringatezza.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Non c'è da stringare nulla, Presidente, non c'è da togliere una virgola. Di domeniche ce ne sono anche altre... Per l'esecuzione del catasto è stata prevista l'assunzione di 43 giovani disoccupati in tutta la Regione, per la durata di due anni: 10 per provincia e 3 per il coordinamento regionale. Il finanziamento dei 4 miliardi è stato così ripartito: 800 miliardi per provincia, spesa per i salari dei 40 giovani per due anni, 800 milioni all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, spese di coordinamento, formazione professionale, attrezzature logistiche, informatizzazione. Con decreti di delega a favore delle quattro province, l'Assessorato ha disposto l'impegno e l'accreditamento delle somme spettanti e con apposita convenzione è stato disposto l'affidamento del coordinamento alla Progemisa. Lo fece chi lo fece, avrà avuto le motivazioni allora, io non posso indagare sul perché avvenne l'individuazione della Progemisa, ritengo che sia stato un ragionamento corretto e importante, approvato anche in quella sede dagli organi. Per ritardi accumulatisi a causa del protarsi dell'operazione di assunzione del personale da parte delle province, l'inizio delle attività di catasto ha potuto avere luogo solo il primo febbraio 1996, invece che in aprile del '94, e quindi il progetto avrà termine entro il febbraio del '98. Uso esattamente l'espressione che ho usato in Giunta quindi non c'è... il personale assunto è dislocato presso gli assessorati dell'ambiente delle amministrazioni provinciali, 10 per provincia, e presso l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, tre persone. Ad oggi lo stato di attuazione del progetto è quello rappresentato dalla Progemisa, con gli stati di avanzamento, lavori inviati all'Assessorato; se è necessario nessuna difficoltà a renderli pubblici e a farli pervenire ai capigruppo di tutte le forze presenti in quest'aula. Ogni Gruppo presso le province, nonché presso l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente è stato dotato di arredi e attrezzature informatiche sulle quali vengono trasferiti i dati censiti e trasmessi via modem alla stazione di ricevimento dati sita presso l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente dove verranno sottoposti ad elaborazione. L'Assessore della difesa dell'ambiente ricorda che il software predisposto sarà utilizzato anche per il trasferimento dei dati nel sistema informativo nazionale e ambientale, il Sina. L'Assessore della difesa dell'ambiente riferisce ancora che la legge numero 172 del '95 ha demandato alla Regione la regolamentazione degli scarichi e l'individuazione degli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni degli scarichi, nonché la determinazione dei limiti qualitativi degli scarichi civili e delle pubbliche fognature. Pertanto, anche tenendo conto di quanto previsto dalla legge 61 del '94: Disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione delle agenzie per la protezione ambientale, in relazione alle funzioni amministrative di autorizzazione di controllo per la salvaguardia dell'ambiente spettante alle province, e considerando ormai indispensabile aggiornare la normativa regionale riguardante le pubbliche fognature, gli scarichi civili, di cui al decreto assessoriale numero 550 dell'81 e 186 dell'84, e il decreto numero 34 del 1997, è stata, con decreto numero 34 del 1987, predisposta in obbedienza a quelle leggi una nuova disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli scarichi civili. Con tale decreto di unificazione della normativa regionale esistente sono stati individuati, nelle province, in un processo antico ma ancora non attuato, di cui ci riempiamo la bocca continuamente, con l'accordo delle province, in una linea di reciproca solidarietà "gli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni agli scarichi al fine di un completo controllo e tutela dell'ambiente, nel quadro del decentramento delle competenze". Per quanto più sopra detto al riguardo del catasto degli scarichi effettuato dalle province e di prossima definizione, ma necessitante di continuo aggiornamento e legame con il sistema delle autorizzazioni agli scarichi, l'Assessore della difesa dell'ambiente sottolinea che le amministrazioni provinciali hanno più volte sollecitato l'Assessorato dell'ambiente e la Presidenza della Giunta regionale affinché fosse esaminata la possibilità di confermare o prorogare il contratto del personale assunto con un progetto nostro (?) in considerazione delle competenze che le province si trovano a dover svolgere anche a seguito delle nuove attribuzioni derivanti dal decreto numero 34 del '97, nel quale è riportato l'istituto del catasto regionale degli scarichi che le province sono tenute ad aggiornare. Al fine di poter supportare le amministrazioni provinciali nell'esecuzione di tali competenze, siccome questa non è purtroppo fantasia e serve per dare le giuste spiegazioni a chi chiede in aula di averle, l'Assessore della difesa dell'ambiente riferisce della necessità di disporre di una copertura finanziaria che garantisca la continuità del lavoro per un anno, durante il quale le suddette amministrazioni dovranno provvedere in maniera definitiva all'organizzazione delle competenze loro assegnate. In tale attività si ritiene necessario, al fine di poter garantire il coordinamento e l'acquisizione e l'elaborazione dei dati in arrivo all'Assessorato per lo stesso periodo di tempo, la presenza delle tre unità già esistenti presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente, e quindi attraverso Progemisa, per le operazioni di coordinamento tecnico e difesa del personale distaccato all'Assessorato della difesa dell'ambiente. L'Assessore ricorda che un'apposita norma finanziaria era stata predisposta nel ... eccetera eccetera. Queste sono le note che io ho portato alla Giunta, che riporto adesso al Consiglio con la disponibilità a far pervenire al collega Balletto e a chiunque vorrà avere notizie sullo stato di attuazione di queste cose, con il massimo di trasparenza. E' materia complessa, è materia di cui è difficile parlare inventandosi ragionamenti, questi sono costruiti dagli uffici, credo con molta obiettività e documentazione, io credo di poter per il momento dire questo che dovrebbe essere sufficiente per eliminare, se ce ne fossero, dubbi e problemi. Io non ho nessunissima intenzione di fare l'avvocato dei 43 giovani, ritengo importante però che la continuità e quindi la professionalità già acquisita sia un elemento, come sostengono le province, da tenere in considerazione nella decisione che oggi stiamo assumendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io prendo atto delle spiegazioni che l'assessore Onida ha reso e in particolare al sottoscritto. Mi rendo perfettamente conto del fatto l'Assessore abbia ereditato una situazione e che naturalmente non nasce da un suo intervento o da sua specifica volontà, ci mancherebbe altro. Alcuni aspetti sono stati chiariti, indubbiamente, altri suscitano perplessità, non perché non siano chiari, in ordine a quelle che sono le valutazioni e i comportamenti che si intende tenere. Per esempio, vi è la necessità del mantenimento delle strutture per altri incarichi che sono stati trasmessi alla provincia, e sono quelli in particolare che riguardano la concessione delle autorizzazioni. Ma allora io mi chiedo e dico: cosa c'entra la prosecuzione dell'incarico e delle assunzioni che nascevano per i censimenti e per la realizzazione del catasto con l'esigenza di far fronte a funzioni proprie delle province che prima non avevano e che evidentemente sono sottodimensionate quanto a organico? È un problema diverso, a mio modo di vedere, Assessore. Quindi è un problema di organico delle province, che dovrebbe essere rivisto e al quale dovrebbe essere data una risposta.
E, poi, dico ancora: la proroga, se non ho capito male, dovrebbe essere di un altro anno, è possibile che per una proroga di questo genere, quando il lavoro è già concluso, sia necessaria l'assunzione, la conferma di 43 soggetti, per 2 miliardi e 300 milioni, il cui costo, evidentemente pro capite, a questo punto è sull'ordine dei 50 milioni all'anno per ciascuno? Il problema, a mio modo di vedere, anche se ovviamente presenta aspetti che sono degni di essere tutelati e portati avanti, forse è la strada che si è seguita che non è la più lineare, la più chiara, ma è la meno adatta per risolvere un problema. E' questo tipo di valutazione e di scelta che personalmente mi trova contrario. Do atto all'assessore Onida delle spiegazioni che, come ho detto prima, ritengo sufficientemente chiare quanto a iter della pratica, non condivido l'articolo per i motivi che ho detto prima, mi rendo conto che è un provvedimento che è volto alla tutela della occupazione, anche se è una occupazione certamente non produttiva, ma una occupazione di tipo ancora assistenziale, in parte sulla scorta dei lavori socialmente utili, o di pubblica utilità, per i quali evidentemente la nostra posizione è diversa da quella dell'attuale maggioranza, e per questi motivi dichiaro di astenermi dal voto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 18 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8 aggiuntivo nella formulazione che non oggi,, ma nei giorni scorsi, era stata fatta con una serie di emendamenti orali, e per chiarezza ne do lettura. L'emendamento era stato così riformulato: "Le province possono affidare con apposita convenzione alla Progemisa le attività relative al completamento del catasto degli scarichi di corpi idrici." "Completamento e aggiornamento" è questa l'espressione?
SECCI (Popolari), relatore. Questo è il testo approvato dalla Commissione. Io ho il dovere di esprimere il parere della Commissione.
PRESIDENTE. Chiedete la parola. Qual è la formulazione esatta?
SECCI (Popolari) , relatore. La formulazione è quella che ha letto il Presidente del Consiglio senza le parole "e aggiornamento".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Quindi c'è un emendamento orale a includere per includere le parole "e aggiornamento".
PRESIDENTE. L'Assessore vuol dire qualcosa?
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Rimanga quella formulazione, l'Aula decide.
PRESIDENTE. Allora, nella formulazione proposta da ultimo dall'onorevole Secci metto in votazione l'emendamento numero 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiediamo il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto, c'è la dichiarazione di voto sull'articolo, sull'emendamento non ci sono dichiarazioni di voto e si chiede la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 37
Contrari 27
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente, per una dichiarazione di merito anche riferita ad alcuni episodi e atteggiamenti che si stanno verificando in quest'aula. Io dico che nessuno pensi di considerare questo dibattito una semplice formalità burocratica, snaturando la funzionalità democratica della istituzione consiliare. Nessuno pensi, signor Presidente, di voler considerare questo Consiglio una filiale delle segreterie dei partiti. Chi pensa o sogna che così possa essere si renderà presto consapevole di un brusco e amaro per lui risveglio. Io credo che questi atteggiamenti di ostruzionismo al dibattito democratico e alle giuste risposte e al giusto confronto che debbono esserci debbano cessare immediatamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Propongo, ma non è opportuno votare l'emendamento 156 sul 18 Bis, o è stato già votato?
PRESIDENTE. E' stato già votato, ma grazie del richiamo.
MASALA (A.N.). Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 19.
PIRAS, Segretario:
Art. 19
Opere di miglioramento fondiario -
Versamento alla contabilità speciale
ex Legge 268/74
1. Una quota pari a lire 5.000.000.000 dello stanziamento iscritto in conto del capitolo 06025, per l'anno 1998, è trasferita dal bilancio della Regione alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della Legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuita al titolo di spesa 8.1.5/I, lett. c) del programma di intervento per gli anni 1982-1984 approvato dal CIPE l'8 giugno 1983.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 67. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Ritornando un momentino indietro per far notare che nell'articolo 18 ter ci sono due errori, evidentemente sono due refusi, intanto perché la legge non è 18 agosto 1989 numero 305 ma è la 28 agosto, lo sto dicendo per gli uffici, e poi il testo dell'articolo "è autorizzato per l'anno 1998 lo stanziamento di due miliardi e trecento milioni per il completamento del progetto relativo al catasto generale degli scarichi nei corpi idrici e non dei corpi idrici".
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto delle segnalazioni, in sede di coordinamento saranno accolte. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 67.
MASALA (A.N.). Grazie Presidente, l'emendamento numero 67 rientra nella medesima logica di qualche altro emendamento in precedenza presentato e che è volto a chiarire che le somme che sono previste nel bilancio regionale devono rimanere nel bilancio regionale per esser oggetto di valutazioni da parte del Consiglio, e segnatamente della minoranza, e non essere trasferite alle contabilità speciali di cui per altro nel corso del dibattito ho appreso essere stata addirittura vietata l'istituzione di nuove contabilità speciali e c'è addirittura l'invito a che le stesse vengano addirittura eliminate se esistenti, io so bene che per quanto riguarda la legge di rinascita è prevista la contabilità speciale ma questa contabilità speciale deve essere alimentata dai fondi che a suo tempo furono stanziati e che eventualmente venissero stanziati di volta in volta senza creare confusione con le entrate e le uscite del bilancio regionale perché diversamente non ci si raccapezza più. Ora il capitolo 06025 che è previsto per 24 miliardi nel 1998 con una riduzione di cento milioni, di un miliardo da parte della Commissione rispetto alla proposta della Giunta si vede sottrarre una quota di 5 miliardi per affluire al capitolo di spesa della contabilità speciale della "268". Quindi è volto questo emendamento a lasciare i fondi che sono previsti nel bilancio regionale all'interno del bilancio stesso e per la destinazione per la quale le somme furono previste con le leggi istitutive e con le leggi che hanno previsto gli stanziamenti senza che vengano destinate a finalità che tra l'altro non essendo sufficientemente istruito noi non sappiamo neppure a che cosa siano destinate queste somme di 5 miliardi di cui si chiede il versamento per alimentare una contabilità speciale relativa a programmi di intervento per gli anni dal 1982 al 1984 e quindi di un programma che risale a oltre 10 anni addirittura 15 anni e non sappiamo...quindi lo scopo dell'emendamento mi pare che sia abbastanza chiaro e che per quanto concerne le argomentazioni di ordine sostanziale anche dal punto di vista giuridico mi pare che sia stato abbondantemente detto anche con riferimento a emendamenti identici a questi come ratio, come spirito, perché questi emendamenti vengono presentati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Il relatore non accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie. Una parola di spiegazione, la ratio dell'articolo è il sostegno alla coltivazione della barbabietola, per rendere operativo questo intervento stiamo trasferendo 5 miliardi su un titolo di spesa della "268", è un titolo di spesa che porta come titolo e come finalità "interventi per la riduzione del deficit agroalimentare della Sardegna", le obiezioni relative alle contabilità speciali hanno già avuto modo di essere considerate, dibattute e in momenti precedenti del dibattito io ho detto a nome della Giunta quale sia l'indirizzo della Giunta e in quali direzioni intendiamo muoverci e non aggiungo altro. La Giunta quindi non accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Questo è un altro degli elementi di passo indietro sulla politica di trasparenza del bilancio, i passaggi dei fondi sui capitoli di contabilità speciale altro non fanno che eludere controlli preventivi. Sulle opere di miglioramento fondiario poteva essere giustificabile qualche tempo fa nel momento in cui non esistevano normative e disposizioni chiave emanate dall'Assessorato. Normative e disposizioni da parte mia non condivisibili, oggi le normative e le disposizioni esistono, probabilmente si vogliono eludere quelle normative e quelle disposizioni nell'assegnazione dei fondi, nella compilazione dei relativi elenchi delle aziende che hanno diritto a questi fondi, lo si vuole fare senza i controlli preventivi della Corte dei Conti che invece incidono su tutte le altre voci della contabilità regionale. Qui ci si riempie la bocca delle novità della politica di bilancio e della politica finanziaria, dei passi avanti che si fanno in nome della trasparenza, questi sono ben dieci passi indietro, altro che un passo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Onorevole Presidente del Consiglio, signori della Giunta, questo mio intervento ancora una volta ha l'obiettivo di far notare che l'atteggiamento assunto dalla Giunta in merito ai fondi che escono dalla contabilità di bilancio, credo che abbia superato i limiti, le risposte della Giunta sono sempre le stesse, mi si dirà sono uguali le domande, è vero che le domande sono uguali, ma le domande scaturiscono da precisi articoli di legge che la Giunta ha il preciso dovere di osservare, e non le osserva perché continua imperterrita a far uscire i fondi dalla contabilità di bilancio in contabilità speciale invocando tra l'altro un articolo che niente ha a che fare con i fondi regionali. Si invoca l'articolo 2 della legge 24/6/'74 numero 268. Quest'articolo dice: l'attuazione degli interventi previsti dalla presente legge, legge numero 268, secondo piano di rinascita della Sardegna degli anni '70, prevede la Regione autonoma della Sardegna le somme stanziate saranno pertanto versate annualmente alla stessa Regione che istituirà per esse una contabilità speciale, distinta da quella prevista dall'articolo 259 comma secondo, testo unico del 30 giugno 1967, numero 1523, e ripartita secondo i titoli di spesa corrispondenti agli interventi autorizzati dalla presente legge. Gli interessi attivi, maturati sulle somme iscritte nella contabilità speciale, saranno utilizzati per la costituzione di un fondo di riserva da impiegare per le spese impreviste, per quelle derivanti dalla revisione dei prezzi o dall'aggiornamento dei progetti di intervento. E' evidente che le contabilità speciali di cui all'articolo 2 della legge numero 68, del 24 giugno 1974, riguardino fondi speciali, mi pare che non vi siano dubbi. A conferma di questo negli articoli 57 e 58 della legge 5 maggio 83, numero 11, si legge: "a decorrere dall'esercizio finanziario successivo all'entrata in vigore della presente legge, le gestioni in bilancio sono soppresse, con la legge finanziaria sono regolamentate le modalità per riportare le gestioni fuori bilancio esistenti nel sistema contabile ordinario". A confermare ancora la nostra tesi, articolo 59, gestioni fuori bilancio previste da leggi statali, sono fatte salve le gestioni fuori bilancio previste da leggi statali. I bilanci delle stesse devono essere comunque inseriti nel bilancio della Regione come allegati. Quindi non solo la legge regionale prevede la non possibilità di girare i fondi nelle contabilità speciali, ma dice che tutte le contabilità speciali devono essere riportate nella contabilità ordinaria di bilancio della Regione. E' evidente quindi che l'articolo 2 della legge 268 del 74 riguarda solo ed esclusivamente le gestioni di fondi statali ed è naturale che debbano essere considerate al di fuori, perché aggiunge che gli interessi maturati devono andare ad alimentare certe spese previste, indicate dalla stessa legge. E' un discorso che qui è stato evidenziato da anni però la Giunta nella migliore delle ipotesi dice che prenderà in esame il problema. Ma non vogliamo che venga preso in esame il problema, vogliamo che venga risolto il problema, ma che non si portino più nei fondi speciali nuove entrate della Regione. Vogliamo che le entrate rimangano nel bilancio perché noi le dobbiamo controllare checche voi ne pensiate. Non vi sembra l'ora di chiudere l'esame della finanziaria perché evidentemente ci sono delle cose che noi vogliamo controllare, e che voi volete che non vengano controllate. Le controlleremo, continueremo noi nell'esame accurato che abbiamo fatto finora della legge finanziaria. L'unico momento nel quale noi possiamo entrare nella gestione delle cose economiche della cosa pubblica della Regione sarda. Ci volete togliere anche questo? No, non ce lo toglierete, noi difenderemo questo nostro diritto a qualunque costo, perché se ci togliete questo, allora veramente diventa una gestione condotta in un regime e questo noi lo respingiamo nel modo più assoluto e categorico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola perché a me sembra piuttosto riprovevole questa scelta della Giunta di spostare fondi da un capitolo di bilancio, nel quale si prevedono aiuti per tutto un settore, quello del miglioramento fondiario, per finalizzarlo e spostare questi fondi soltanto verso un settore, quello appunto della coltura della bietola che credo sia quella da zucchero, se non ho capito male; quindi anche contributi integrativi per l'esecuzione di opere di miglioramento fondiario e per lavori tendenti a completare e a valorizzare le opere stesse, a delimitare i confini dei campi, a difendere le pendici e a creare ombreggi o frangiventi, opere di carattere viticolo eccetera eccetera. Allora, io credo innanzitutto che pendici, quindi se non ho capito male declivi abbastanza elevati nei territori dove si coltivano le bietole, io credo che non si debba mai essere passati nei campi per scrivere cose di questo genere in un capitolo di bilancio. Notoriamente infatti le bietole vengono coltivate in un territorio della Sardegna particolarmente pianeggiante dove di tutto si può trovare, ma certamente non dei declivi, non delle pendici talmente importanti da richiedere dei lavori di miglioramento del fondo. Oltretutto, per quanto riguarda la possibilità di creare ombreggi o frangiventi, anche questa, permettetemi, io non so chi l'abbia scritta ma mi sembra una cretineria grande quanto una montagna che offende la sensibilità degli agricoltori perché queste colture di tutto hanno bisogno, perché avendo necessità di moltissima luce, di calore per portare a compimento la maturazione di questi zuccheri contenuti in queste piante, per la creazione degli zuccheri appunto con il processo naturale biologico, hanno bisogno di luce e non di ombra. E per lo stesso motivo, anche se il Campidano è molto, molto esposto ai venti, particolarmente al maestrale, essendo delle colture molto basse non sono danneggiate in maniera importante dal vento, perché sono colture che si hanno d'estate e non sono bruciate come avviene per i carciofi dal vento. Questi territori, quindi, sempre per lo stesso motivo, anche perché i frangiventi creano delle ombre non hanno assolutamente bisogno dei frangiventi. Mentre invece di queste opere hanno bisogno altri settori dell'agricoltura. Per questo motivo io credo che sia il caso di lasciare i fondi a tutti gli altri settori dell'agricoltura che possono servirsene per creare appunto delle delimitazioni dei terreni, per fare cioè delle chiudende che praticamente non esistono nei territori che sono vocati a questo tipo di coltura. Non se ne parla nemmeno perché le lavorazioni avvengono poi spesso in maniera comune fra i confinanti. Quindi io sono preso da un sospetto che si voglia favorire qualche settore, qualche gruppo economico, qualche associazione di tipo cooperativistico. Comunque assolutamente credo che di tutto il settore abbia bisogno fuorché di questi finanziamenti, o perlomeno giustificati in questo modo. In ogni caso, io credo che sia ora di finirla, credo sia la prima volta che io mi dichiaro contrario in aula ad un finanziamento all'agricoltura, perché il mondo agricolo in Sardegna ha bisogno di servizi, non ha bisogno di regalie, non ha bisogno di finanziamenti che spesso non sono neanche giustificati. Bisogna impegnarsi per portare acqua a queste colture, bisogna impegnarsi per l'elettrificazione rurale, bisogna impegnarsi per tutti quei servizi che vengono dal mondo agropastorale per fornire energia, per migliorare ed ammodernare l'agricoltura, ma non certo per dare soldi a pioggia a settori particolarmente che magari trovano giustificazione, secondo me, soltanto per una vicinanza politica e non per una reale necessità di quel mondo e di quel comparto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Io intervengo soprattutto perché l'articolo 19 non mi è chiaro come è scritto, perché se fossero soldi che andassero ai bieticoltori non avrei nessun problema per essere d'accordo; siccome non c'è scritto e non è ben specificato io vorrei capire se questi soldi vanno ai bieticoltori; non ci credo perché i bieticoltori prendono soldi dalla Comunità Europea in base a quello che seminano, io sono convinto, o perlomeno penso, e mi auguro che non sia così, che questi soldi servano per migliorare lo stabilimento dello zuccherificio. Quello che più mi spaventa, la mia perplessità, Assessore, non lo so se io sono perplesso per questo, non vorrei che questi soldi servissero per migliorare lo stabilimento quando è in fase di vendita e di privatizzazione, per cui trova qualche gruppo industriale trovarselo bello e sistemato e aggiornato ai tempi d'oggi. Cioè la mia perplessità, la mia paura è solo quella, perché se questi soldi sono destinati a quello io sono contrario a questo articolo. Se questi soldi sono per migliorare la bieticoltura in Sardegna, anche se, come hanno parlato gli altri colleghi, non sono d'accordo che vengano tolti dal miglioramento fondiario, perché stiamo facendo una guerra tra poveri, stiamo togliendo ai poveri per dare ad altri poveri. Io dico invece che questi 5 miliardi dovrebbero essere tolti da un altro capitolo e non da quello del miglioramento fondiario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). I consiglieri della Commissione agricoltura hanno ricevuto tutti, un paio di mesi fa, una nota dell'associazione bieticola. Quello che viene proposto qui nell'articolo è quello che è avvenuto da tre anni a questa parte, tra l'altro su proposta non della Giunta ma della Commissione agricoltura, proprio in seguito ad una audizione delle organizzazioni professionali agricole. La produzione bieticola sarda non può essere sostenuta o non potrebbe essere sostenuta perché il sostegno previsto e le leggi a suo tempo fatte sono leggi che hanno subito, appunto, una possibile notifica di infrazione da parte comunitaria. Il non sostegno alla produzione bieticola, perché non si tratta di frangivento, di cose che ho sentito qui, il non sostegno alla produzione bieticola significa mettere a rischio la produzione bieticola sarda, che riguarda 6 mila ettari, nel momento in cui c'è stato un maggiore intervento finanziario della Regione per garantire al settore bieticolo e saccarifero sardo una prospettiva nazionale. Per cui, ripeto, l'articolo prevede quello che è avvenuto in questi anni. Garantire il sostegno ai bieticoltori; lo stesso sostegno che sta avvenendo da anni, garantire attraverso un fondo che non va al controllo, non della Corte dei Conti, non va al controllo comunitario e consente quindi di mantenere in piedi un sostegno che è quello che garantisce la produzione bieticola in Sardegna. Eliminare questo articolo, eliminare la disponibilità dei cinque miliardi per il settore bieticolo significa dire che in Sardegna non si producono più bietole, che in quei 6 mila ettari va prodotto altro, che cosa però dovete dirlo voi ai bieticoltori, chi propone di cassare questo articolo, perché sappiamo tutti che senza il sostegno che qui è previsto la bieticoltura non si fa in Sardegna. Quindi è un sostegno alla produzione, non frangivento, recinzione e altre cose; il sostegno che storicamente viene fatto al settore bieticolo. Sarebbe grave cancellare un settore bieticolo, saccarifero della Sardegna nel momento in cui abbiamo fatto investimenti e accordi importanti che garantissero questo settore di avere una dimensione addirittura nazionale. Per cui credo, ripeto, che tra l'altro questa proposta era nata in Commissione e unanimemente la Commissione l'ha proposta tre anni fa, e si sta ripetendo negli anni. Non è stata proposta nel '97 esclusivamente perché nell'intervento del '96, per errore, avevamo stanziato 8 miliardi e mezzo su questo titolo, invece di 4 insolitamente previsti. Per cui il '97 fu coperto dalle risorse messe a disposizione nel '96, in quell'emendamento che approvò l'Aula senza grandi scontri, e mettendo a disposizione 8 miliardi e mezzo, per cui nel '97 non abbiamo dovuto nuovamente intervenire. Si rinterviene nel '98 perché appunto abbiamo bisogno di garantire i 6 mila ettari di produzione bieticola in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Vedete, molte volte intervenendo su un articolo così apparentemente semplice, quale è quello dell'articolo 19 vengono fuori delle contraddizioni e dei sotterfugi quale è quello che ci ha esposto testé il collega Sirio Marrocu, ovvero ci sono delle contabilità che prevedono fondi per investimenti, che anziché essere destinate agli investimenti vengono poi destinate alla produzione. Cioè ci sono già delle discrepanze sui capitoli dai quali vengono presi questi fondi. E' vero anche che il problema della bieticoltura è sentito nella zona; per cui è anche giusto, come ratio sostenerlo. Fermo resta che è altrettanto vero che oltre la bieticoltura c'è il problema dello zuccherificio, perché io ritengo che questi fondi, più che per sostenere i bieticoltori, più che per un'attenta analisi, un'attenta valutazione di quello che è il problema della bieticoltura, servono poi per sostenere lo zuccherificio, il quale zuccherificio naturalmente ha necessità delle barbabietole per poter essere tenuto in essere. E allora l'assenza di programmazione del comparto agricolo bene farebbe, in questo caso, a intervenire a mio avviso l'Assessore dell'agricoltura per illustrarci la ratio di questo capitolo, se sono fondi da destinarsi per la produzione delle barbabietole, addirittura per l'estensione della coltura delle barbabietole, essendo il fatto che l'attuale produzione di barbabietola non è sufficiente per giustificare il funzionamento dello zuccherificio. Ora queste sono tutte ipotesi da approfondire, a mio avviso, perché ha tranciato netto, nella sua illustrazione, l'assessore Scano dicendo: sono fondi da destinarsi per la coltura delle barbabietole. Ma noi vorremmo sapere se è per estendere la coltura delle barbabietole, se invece è per favorire, per mantenere in essere l'attuale coltura, cioè volevo capire un pochino di più anche sulla programmazione dell'agricoltura, se i terreni poi sono compatibili, se questa fosse al limite una scelta illuminata dell'Assessore dell'agricoltura, il quale in una piana del Campidano decide di aumentare la coltura delle barbabietole, ammortizzando così gli enormi costi della trasformazione delle barbabietole tramite lo zuccherificio. E allora ben venga l'analisi approfondita del bilancio dal momento che solo in questa occasione apprendiamo che ci sono dei grossi problemi per la coltura delle barbabietole e soprattutto apprendiamo che l'Assessore ha deciso, forse su suggerimento dell'Ersat, che è opportuno aumentare...
(Interruzione del consigliere Piras)
Vede Piras, molte volte si interviene su un articolo così nel corso della discussione, per cui se leggessi un intervento scritto non mi comporterebbe alcuna difficoltà il brusio che arriva dalle parti della maggioranza; siccome non c'è niente di scritto ma si sta cercando di costruire un discorso mirante a far chiarezza su alcuni capitoli, il disturbo che viene da alcune parti della maggioranza, prodotto anche da parte dell'opposizione, talvolta, impedisce al relatore di avere un nesso logico e di perseguire poi la finalità per la quale è intervenuto; finalità che nulla ha che a vedere con l'ostruzionismo, finalità che porta solamente ad avere conoscenza del capitolo, non essendo io in Commissione agricoltura, del capitolo al quale vengono attribuiti i 5 miliardi dei fondi regionali. E allora dicevo: bene farebbe l'Assessore dell'agricoltura ad illustrarci quello che è il programma, quello che sottende a questo articolo, perché se fosse per una più corretta valutazione di quelli che sono i terreni da mettere a coltura di barbabietole per l'espansione dello stesso 5 miliardi forse potrebbero essere anche pochi, potrebbero essere addirittura, in questo momento, da considerarsi anche, se questo capitolo non è per la produzione, ma un nuovo investimento, un investimento sull'agricoltura. E sotto questa ratio probabilmente si potrebbero capire anche le risorse messe a disposizione dal capitolo investimenti.
Questo per quanto riguarda l'operatività del capitolo. Per quanto riguarda le valutazioni fatte dal collega Casu mi pare che durante l'esame dell'articolato dovremo ancora soffermarci su questi fondi che dovrebbero essere o fanno parte di fondi che ci vengono destinati dal Governo nazionale in contabilità speciale e che dalla contabilità speciale dovrebbero poi rientrare nella contabilità ordinaria, nel bilancio ordinario. Viceversa noi stiamo operando mi pare un illecito, perché tutto ciò che non è legale mi pare che sia illecito, un illecito amministrativo finanziando i capitoli di spesa, finanziando le contabilità speciali; illecito dal momento che leggi regionali impediscono o tenderebbero a impedire che questo avvenga. E allora, proprio perché c'è un illecito, signor Presidente del Consiglio, io la pregherei di verificare se esistono strumenti per poter bloccare questa prassi, perché non è la prima volta che ci viene messa di fronte, non è la prima volta che esaminiamo questi argomenti, perché come consiglieri regionali siamo responsabili anche della buona amministrazione. Approvare questo articolo, approvare questa prassi, significa essere conniventi di un sistema che arbitrariamente e ripetutamente viola lo Statuto della Regione, soprattutto nelle parti riguardanti la corretta amministrazione della Regione. Esistono delle leggi, le ha richiamate l'onorevole Casu, io la prego di intervenire perché questo Consiglio non commetta degli illeciti, e seppure potrei essere favorevole, anzi mi dichiaro favorevole a destinare i 5 miliardi per la coltura delle barbabietole, con la pregiudiziale di cui le ho parlato io non mi sento di poter votare a favore di questo articolo. Pertanto la prego di intervenire affinché i 5 miliardi arrivino a buon fine, se questa è la cifra necessaria, eventualmente facendoli arrivare da altro capitolo di spesa della nostra contabilità. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, molti degli argomenti che avrei voluto portare sono stati denunciati dai colleghi che mi hanno preceduto, però, probabilmente, in una visuale non omogenea ognuno per la parte che conosce. Anch'io per dire la verità esprimo una personale perplessità per come si è arrivati a prevedere questo stanziamento, e le procedure e le modalità con le quali si è arrivati a determinarlo, perché essendo nuovo della Commissione agricoltura probabilmente non ho avuto modo di incontrare questa delegazione perché riconosco che probabilmente, oltre che essere venuta, e di questo non dubito, qui in Consiglio regionale, penso che abbia incontrato anche l'assessore competente, penso che abbia incontrato anche qualche delegazione della Giunta per esprimere un desiderio, una nota con cui si potesse dare uno sguardo, così come è stato fatto per gli anni precedenti, a prevedere una maggiore produzione della barbabietola. Noi però, io personalmente mi trovo in difficoltà quando vedo che è stato indirizzato lo spostamento dei fondi da un capitolo, opere di miglioramento fondiario, che ci ha visto sempre combattere in senso positivo. Qui ricordiamo nel periodo della siccità i movimenti ufficiali degli agricoltori, degli imprenditori che sono venuti, e in più quegli organismi e comitati spontanei che si erano organizzati e avevano incontrato anche i capigruppo. Ricordiamo le grandi pressioni che ci sono stati, gli incontri anche con gli Assessori. Io personalmente partecipai perché mi delegò il Capogruppo a uno di questi incontri e ricordo che una delle richieste fondamentali era quella di poter dar corso alle opere di miglioramento fondiario che erano rimaste incomplete e che ormai marcivano e nessuno andava più a considerare quell'opera singola che avrebbe risolto l'azienda, anche la semplice recinzione, oppure fare il pozzo oppure razionalizzare quell'opera e poter aiutare quella azienda particolare. Io ho capito che probabilmente ci sono due scontri e due politiche: la politica che fino a una certa data era quella di favorire anche le singole iniziative degli agricoltori e poi quella delle associazioni, e quella è anche un'altra politica delle cooperative, dei vari comitati che si raggruppano, e insomma si muovono determinati movimenti politici per l'una e altre organizzazioni politiche per l'altra. Però io non credo che in questa situazione debba prevalere l'una sull'altra. Io ritengo che ancora quella politica non è risolta dei singoli che hanno fatto sacrifici e hanno aspettative per le domande già presentate qui e noi abbiamo dato impegni precisi, l'assessore Paba di fronte al sottoscritto, e posso testimoniarlo, ha detto che per il futuro non poteva dare assicurazioni, ma per quanto riguarda il passato avrebbe consentito che tutte le pratiche giacenti avrebbero avuto il necessario finanziamento. Ma allora quelle erano parole al vento, allora uno dichiara una cosa e dopo ne fa un'altra. Cioè stanno prevalendo orientamenti di tipo collettivistico in questa Giunta, a discapito delle iniziative dei singoli, diciamocelo chiaro. E' una tendenza ben precisa avallata da determinati partiti che prima avevano un orientamento e adesso, probabilmente a causa di nuove politiche, stanno modificandosi. Queste cose purtroppo devono essere ricordate alle associazioni, devono essere ricordate alla base. Io però ritengo che si stia commettendo un errore; non voglio andare contro questo settore. Il collega Floris, come me, ha capito che sono settori importanti tutti e due, noi non vogliamo dimenticare quelle che sono le opere di miglioramento fondiario fino a una certa data riconosciute come legittime e che dovevano essere finanziate. Parole e assicurazioni dei politici di turno, ma contemporaneamente, se è vero come è vero che questo settore ha sempre goduto in questi ultimi anni di aiuti di concederglielo. Però prima la concessione, secondo me, nasconde qualche fatto strano perché è venuta fuori su iniziativa di una parte del Consiglio regionale, che ha ritenuto legittima questa richiesta e l'ha portata avanti e non è venuta fuori dall'Assessore che ci abbia relazionato. Perché l'Assessore non ha portato alla nostra attenzione questo indirizzo, così noi avremmo potuto aprire una discussione più completa perché l'agricoltura probabilmente merita una seduta per conto proprio e dibattere se debba essere modificata o meno in quegli che sono gli obiettivi e le finalità da perseguire. Detto chiederei un momento di sospensione alla Giunta e all'Assessore competente perché la dotazione prevista per le opere di miglioramento fondiario permanga perché altrimenti c'è una violazione di quelli che sono stati gli impegni presi precedentemente e nel contempo si faccia una valutazione tecnica per trovare il necessario finanziamento di 5 miliardi prelevandolo da qualche altro capitolo. Non so se sono stato chiaro perché in questa Commissione ci sto da poco tempo e quindi potrei anche sbagliarmi però vorrei con questo suggerire di trovare una soluzione che contemperi tutte e due le esigenze, che salvi le opere di miglioramento fondiario e che possa, appunto, essere favorito come gli altri anni anche il settore della produzione, se è vero che sia produzione e non invece si nascondano ulteriori finanziamenti magari a chi la produzione la prende e la dovrebbe trasformare, e a seguito di altri passaggi che si possono prevedere in futuro, possano esserci il soddisfacimento di interessi particolari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Solo per ribadire quanto ha già detto il collega Casu che ha ben illustrato. Trattandosi di trasferimenti alle contabilità speciali ricordiamoci che queste sono consentite solo ed esclusivamente per quelle che vengono istituite dalla legge numero 268. Vi è una volontà già manifestata da questo Consiglio e codificata nella legge numero 11 del 1983, secondo la quale le contabilità speciali sono vietate e quelle esistenti dovrebbero essere abolite. Quindi niente di più che l'invito ad osservare questo concetto e questo principio fondamentale. Prima di tutto è norma di chiarezza di amministrazione, è norma di trasparenza, che favorisce le attività di controllo che pur in questioni di finanza pubblica debbono essere scrupolosamente e puntigliosamente osservate.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Solo per fugare qualche dubbio. Dunque nel capitolo 06025 sono previsti in questo bilancio 24 miliardi per le opere di miglioramento fondiario, di questi 24 miliardi, 5 miliardi come reca questo articolo sono destinati alla bieticoltura, voi sapete tutti quale sia l'importanza della bieticoltura, sia per l'aspetto produttivo che per l'aspetto agronomico, sia per l'aspetto industriale. Credo che nessuno in quest'Aula sia contrario a destinare questa somma alla bieticoltura, certo sarebbe stato meglio lasciarne 24 per le opere di miglioramento fondiario e aggiungerne altri 5 per la bieticoltura. Perché per la bieticoltura? Per la sperimentazione diffusa in modo tale che il reddito nella bieticoltura aumenti e in questo modo aumenti anche l'estensione della coltivazione della barbabietola. Questo è il punto. Su questo argomento però c'è allo studio a livello di Giunta in Assessorato una nuova procedura, un nuovo tipo di sperimentazione, un nuovo tipo di organizzazione e quindi il prossimo anno probabilmente questo tipo di operazione non la faremo più. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Telegraficamente perché ho sentito parole pesanti, interessi particolari, illecito, ma colleghi, di che cosa stiamo parlando? Sono parole che bisogna pronunciare, diciamo, con ponderazione, a ragion veduta. Allora, primo noi anche se volessimo non possiamo sopprimere contabilità speciali che sono istituite con leggi dello Stato, bisogna documentarsi un po'; secondo, il versamento di risorse è un sistema tradizionale, opinabile nel merito, questo è un altro discorso, è un sistema al quale si è sempre fatto ricorso e il Governo non ha mai eccepito nulla, quindi non c'è sulla legittimità, non ci piove, è fuori questione la legittimità; terzo, poi invece, naturalmente si può parlare di questioni di opportunità, di indirizzi di governo e su questo possiamo fare la discussione, più ampia, diversificata, possibile come abbiamo già fatto e come faremo.
Noi riconfermiamo, io l'ho detto a nome della Giunta in diversi momenti della discussione, riconfermiamo la determinazione ad andare nella direzione dell'ordinarietà e di farlo non in tempi storici, ma in un arco di tempo breve, da qui alla prossima finanziaria. Naturalmente andare verso l'ordinarietà, e quindi andare al superamento delle contabilità speciali, richiede, diciamo, un'operazione che sia complessiva, quindi, onorevole Casu, la Giunta non ha detto prenderemo in esame, la Giunta ha detto risolviamo il problema.
CASU (F.I.). Non mi basta.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A lei non basta, ma io capisco che a lei non basta, ma io le dico che stiamo andando in quella direzione.
Infine, perché questi fondi che sono per i bieticoltori, come ha detto poc'anzi l'assessore Ferrari, perché vengono destinati a quel titolo di spesa? Vengono assegnati a quel titolo di spesa perché allo stato non esiste una norma regionale e quindi è il sistema più rapido per rendere operativi gli interventi a favore della bieticoltura.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. E' sull'ordine dei lavori o come dichiarazione di voto?
BERTOLOTTI (F.I.). Non è sull'ordine dei lavori, è dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Per evitare giochi e giochetti allora intervengo sull'ordine dei lavori dicendo che ho qualche problema legato al fatto che se da una parte il concetto tecnico, che è quello di dover sostenere le imprese che operano sul territorio attraverso gli aiuti ai produttori diretti, è giusto, anche se ho il dubbio che questo possa costituire un trasferimento di costi aggiuntivi e non di risparmi sul territorio perché magari quelle opere di miglioramento fondiario prevedono anche delle parziali prelavorazioni industriali, è anche vero che ho il dubbio che questa sia una soluzione tecnicamente sbagliata che possa far correre rischi all'intera legge finanziaria. Perché se è vero che lo Stato ad oggi non ha avuto niente da dire perché probabilmente nessuno ha fatto notare niente, in una situazione di estrema conflittualità con agricoltori giustamente arrabbiati ed esasperati per le assenze dei fondi e per i pignoramenti...
PRESIDENTE. Onorevole Bertolotti, poi ci fa la proposta.
BERTOLOTTI (F.I.). Finisco subito. Potrebbe essere che qualcuno possa, devo anche motivare la richiesta, che qualcuno possa in qualche modo far notare questo allo Stato, che al di là del fatto che la "268" è consentita, questa è una disposizione che consente finanziamenti che sono contro la normativa comunitaria, per cui per tutto quanto sopra e non avendo ancora ben chiaro se votare a favore o meno, quindi aver necessità di una riflessione in termini di voto segreto, chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto, possono essere consentite soltanto dichiarazioni di voto di astensione, come sapete.
E' stato chiesto il voto segreto sul complesso, scusate, sentite questo problema, siccome l'emendamento è soppressivo totale, mettiamo in votazione l'articolo, se passa l'articolo, cioè è una votazione, prego onorevole Biggio.
BIGGIO (A.N.). Scusi, io continuo a chiedere: è stato chiesto il voto segreto sull'articolo o sull'emendamento?
PRESIDENTE. Io sto ribadendo che siccome l'emendamento è un emendamento soppressivo totale si fa un'unica votazione, se passa l'articolo vuol dire che l'emendamento è bocciato, se non passa l'articolo vuol dire che l'emendamento è accolto, quindi si fa un'unica votazione.
Allora siamo in sede di votazione, prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Piras sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Siccome vorrei essere chiaro, il consigliere Marrocu prima mi ha detto: non vorrei... chi era in Commissione sapeva di quest'articolo, allora vorrei chiarire un pochettino quest'aspetto qui, proprio per essere chiaro. Io sono favorevole agli aiuti che vengono a qualsiasi settore del mondo agricolo, compreso questo. Però ritengo doveroso che sia chiara una cosa; io ho votato contro il bilancio dell'agricoltura in Commissione, sono l'unico che ha votato contro. Ma non ho votato contro il bilancio della agricoltura perché sono contro il mondo agricolo, ho votato contro perché ritengo che manchino 370 miliardi a quel settore.
PRESIDENTE. Lei ha detto che doveva fare una proposta sull'ordine dei lavori.
PIRAS (Popolari). Mancavano 370 miliardi, pertanto non ero d'accordo che venissero tolti ancora 5 miliardi dal miglioramento fondiario, perché gli impegni presi, lei se li ricorda bene, Presidente Palomba, gli impegni presi in piazza con il mondo agricolo, impegni presi perché venissero aiutati specialmente i settori che oggigiorno stanno ancora aspettando risposte. L'assestamento dei debiti, il miglioramento fondiario, ci sono miglioramenti fondiari che stanno aspettando quasi sette, otto anni. Ha detto bene l'Assessore che per il miglioramento fondiario abbiamo 24 miliardi, per il miglioramento fondiario servono oltre 150 miliardi per rispettare gli impegni presi precedentemente da altre giunte, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Piras, sull'ordine dei lavori.
PIRAS (Popolari). Sto sempre parlando sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. No, chiariamoci un po' le cose tra di noi. Quando si chiede la parola sull'ordine dei lavori, poi tra l'altro io, il collega Zucca e il collega Milia siamo molto flessibili e permissivi perché questa è un'Aula abbastanza ridotta come numero. Se fate un attimo di silenzio riusciamo a spiegare un problema. Nei momenti un po' delicati, come la votazione e la votazione della finanziaria in particolare e qualche altro momento delicato, anche chi presiede, chiunque sia, si attiene a criteri più rigorosi. Allora quando si chiede di intervenire sull'ordine dei lavori, in momenti delicati con questa espressione si intende dire "propongo questa sequenza, propongo un modo di intervenire"; mi permetto di dirlo con il collega Piras con il quale c'è un rapporto di amicizia, ma vale per tutti, significa fare una proposta organizzativa dei lavori, non dietro questa etichetta fare un altro intervento perché se no si viola il Regolamento. Quindi chiedo al collega Piras la comprensione su questo e di concludere il suo intervento.
PIRAS (Popolari). Concludo chiedendo che venga sospesa la seduta per cinque, dieci minuti per trovare la possibilità la Giunta e i Capigruppo di poter reperire questi cinque miliardi da altri fondi e non dal fondo per il miglioramento fondiario.
Sull'ordine dei lavori e sul Regolamento
PRESIDENTE. Ci sono tanti interventi. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, mi è venuto un dubbio in ordine alla decisione che lei prima, quando stava per mettere in votazione l'articolo, ha detto; cioè di votare prima l'articolo e decade l'emendamento se viene approvato.
PRESIDENTE. Si vota prima l'emendamento che è soppressivo totale.
MASALA (A.N.). Ora in realtà non sempre votare a favore o contro una cosa significa compiutamente. Infatti il secondo comma dell'articolo 85 in realtà dice che la votazione avviene in questo ordine: emendamenti soppressivi (non dice se totali o parziali), emendamenti modificativi, testo del progetto, emendamenti aggiuntivi. Cioè a mio giudizio può accadere il contrario e cioè che approvato l'emendamento non sia votabile l'articolo perché sia soppresso, ma non necessariamente il contrario. Se noi votassimo prima il testo dell'articolo, verrebbe seguito un ordine diverso da quello stabilito dal comma due dell'articolo 85. Cioè il senso io penso che sia questo, non sempre al voto favorevole corrisponde l'accettazione di tutto questo; perché se non si fosse d'accordo compiutamente si sarebbe potuto presentare un emendamento all'emendamento nel senso di ridurlo. Forse bisogna anche riflettere su questa questione. E' chiaro che non faccio una barricata, però mi pare che sia più aderente anche al testo del Regolamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, sono parzialmente d'accordo sulla rigorosità del fatto che quando uno interviene sull'ordine dei lavori sia stringato nel dover dichiarare quale proposta stia facendo sullo svolgimento dei lavori. Però siccome siamo tutti i giorni sul giornale con polemiche in corso sul fatto che ci siano attività di ostruzionismo o meno, che debba essere anche consentito a chi fa le sue proposte di fare la sua dichiarazione per dimostrare che non di ostruzionismo si tratta ma di concetti reali, concreti e seri. Quindi gradirei che una certa elasticità ci possa essere anche in queste occasioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidenti, colleghi, io credo che occorra prima di tutto fugare ogni dubbio sul fatto che qui si voglia osteggiare la coltura della barbabietola. Io credo che chiunque si occupi e segua l'agricoltura un minimo, non può non convenire su un provvedimento che miri a migliorare quel settore. Il problema in discussione che ha determinato la richiesta di voti segreti.
PRESIDENTE. La richiamo all'argomento dell'ordine dei lavori.
BIGGIO (A.N.). Arrivo, perché è pertinente ma devo prenderla alla larga, altrimenti mi togliete la parola, perché sono lungo, mi dispiace, finché arrivo a una proposta prima del voto, ma prima del voto devo motivarla. Qui mettiamoci d'accordo, dobbiamo stare zitti, ci mettete la museruola o possiamo parlare, me lo comunicate e io mi regolo di conseguenza. Posso?
PRESIDENTE. Onorevole Biggio, le risulta che io abbia mai messo la museruola a qualcuno?
BIGGIO (A.N.). Presidente, non ne faccio un problema con lei ne faccio un problema di carattere generale, non è assolutamente un problema personale. Il problema in discussione non è se debba essere agevolata o meno la bieticoltura, è un problema diverso. E' un problema riferito ai fondi speciali, è un problema riferito ai fondi per il miglioramento fondiario. E' inutile che qui ci accapigliamo, perché questo sottendeva anche il nostro emendamento, era per porre l'accento su alcune esigenze per creare i presupposti per ragionare, e poter ragionare seriamente e costruttivamente sull'argomento. Con la fretta non ci si è arrivati e chiaramente il problema arriva all'Aula. Allora la mia proposta è non di sospendere cinque minuti perché in cinque minuti si arriverebbe a conclusioni troppo precipitose. Quindi chiedo di sospendere l'articolo, e di conseguenza anche gli emendamenti, e vedere poi in coda, gli uffici, l'Assessore e tutte le parti in causa una soluzione diversa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Presidente, intervengo pochissimo e che lei si dimentichi mi dispiace. Io credo che prima di passare alla votazione dobbiamo essere messi nelle condizioni di capire bene che cosa stiamo votando. Perché da un lato sono volate parole pesanti, dice l'Assessore della programmazione, si è detto, si è parlato di illiceità, di illegittimità. Allora la domanda è questa. Nel corso del dibattito il Presidente della Commissione agricoltura ha detto questa cosa precisa. Una delle finalità di questo articolo è quella di sottrarre questa disposizione al controllo della Comunità europea. Io non credo di avere una memoria così labile da essermi dimenticato questa cosa a distanza di pochi minuti, perché se così fosse noi abbiamo diritto di saperlo in aula prima di votare, perché allora ha ragione l'onorevole Floris, se si pone dei problemi di legalità, mettiamola un attimo su un piano più generale. Io non so se si tratti di illegittimità o di illiceità, sicuramente si tratta di illegalità o pone sicuramente problemi di legalità. Allora io voglio sapere se questa norma contiene un trabocchetto per eludere le norme di quei trattati che dobbiamo osservare in quanto Regione della Repubblica italiana, oppure se ci sono altre finalità. Però, Presidente, queste parole sono state dette, ed è grave che le abbia dette un Presidente di Commissione, che quindi si è occupato della materia, che quindi conosce la materia, che quindi dovrebbe essere rispettoso, in quanto istituzione, delle disposizioni vigenti. Allora io prima di votare questa norma voglio sapere se stiamo contravvenendo a normative comunitarie alle quali siamo tenuti, come Regione Sardegna, parte integrante dello Stato italiano, stato italiano che è membro dell'Unione Europea. Ma credo che questo non sia un problemino di poco conto, credo che sia un problema di legalità, e quindi ognuno di noi deve sapere, prima di votare, se sta votando una norma che è legale o una norma che è illegale; poi verifichiamo se è illegittima, se è illecita o se c'è dell'altro. Questo è il punto, se no, si fa in fretta a indirizzare parole, che non so se pesanti o leggere, ma di critica verso un esercizio di controllo che sta faticosamente tentando di effettuare l'opposizione e però poi è la stessa maggioranza che, in qualche modo, ci viene a raccontare che ci sono disposizioni che effettivamente sono molto lontane dalla legalità. Allora noi chiediamo al Governo della Regione che ha il dovere, oltre che il diritto di governare, di governare nel rispetto delle leggi, di recuperare il senso della legalità, di recuperare il senso del rispetto, di essere partner europei. Non si può stare in Europa solamente per chiedere i quattrini e poi fare i soliti furbi alla meridionale, tra virgolette, e venire qui poi a fare i trabocchetti. Allora la proposta minima è quella dell'onorevole Piras, il quale mi perdonerà se per la prima volta mi permetto di intervenire in materia di agricoltura, notoriamente di pertinenza esclusiva del mio collega Piras, e tuttavia io credo che sia importante stabilire questa cosa. Cioè stiamo svolgendo, stiamo approvando una norma, coperti dal crisma della legalità, o questa è una norma, come dice il presidente Marrocu, che è stata studiata anche per fare i furbi, tra virgolette, rispetto alla Comunità europea. Siamo europeisti sono nei convegni, vogliamo parlare di Europa e di tutto ciò che attiene all'Europa solo nei convegni e poi vogliamo fare i furbetti quando si preparano norme di carattere elusivo, si o no? Perché per me non è indifferente votare una norma elusiva di una disposizione comunitaria o votare una norma che invece sia coerente con tutto l'ordinamento italiano, ivi compreso il rispetto dei trattati internazionali. Allora, su questo noi vogliamo sapere come ci troviamo. Ecco, e su questo eventualmente o accediamo alle ipotesi di una sospensione, non solo per reperire i fondi da altro capitolo, come ha proposto il collega Piras, ma anche perché noi desideriamo avere un chiarimento sotto il profilo della legalità.
PRESIDENTE. Vi chiedo un massimo di comprensione e di collaborazione. Noi abbiamo fatto un dibattito generale, poi siamo passati in sede di votazione, c'è stata la parola dell'onorevole Bertolotti che ha chiesto il voto segreto, e questo consente di fare dichiarazioni di voto per astensioni. Poi è stata fatta una proposta sull'ordine dei lavori da parte del collega Piras e, in termini diversi, da parte dell'onorevole Biggio. Il collega Piras diceva: sospendiamo cinque minuti per una certa proposta, e il collega Biggio diceva: sospendiamo per vedere come risolviamo. Gli interventi che si stanno verificando sono su questa lunghezza d'onda. E allora io nel dare la parola all'onorevole Boero e all'onorevole Vassallo per il tempo previsto minimo vi prego di stare dentro questo dibattito e di non riaprire il dibattito di carattere generale anche perché termini e argomenti, discorsi e dibattiti di carattere generale su tutti i temi ce ne sono ancora tantissimi. Allora stiamo facendo un intervento sull'ordine dei lavori, quindi chiedo a coloro che parlano di esprimersi sulla proposta fatta in quest'aula sull'ordine dei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, sull'ordine dei lavori accolgo appieno la raccomandazione sua, signor Presidente. Faccio mie tutte le argomentazioni prodotte dall'onorevole Locci e da tutti i colleghi dell'opposizione; quindi non devo aprire un dibattito ma semplicemente per chiedere se l'osservazione fatta dal mio Presidente di Gruppo, dall'onorevole Masala, in merito al modo di votare, quindi per sapere qual è il voto segreto, emendamento o articolo, prima o dopo, ecco, venendo a conoscenza, proprio sull'ordine dei lavori, di quale decisione si prende in merito al quesito proposto dal mio Presidente di Gruppo, io so se posso, quando e come, intervenire per dichiarazione di voto. Quindi per sollecitare questa decisione oppure, sempre perché ci si possa regolare in merito a questo articolo, se la proposta fatta dal mio collega Biggio, che è una proposta di buon senso, offerta a tutta l'Aula, a tutto il Consiglio, all'Assessore della programmazione, all'Assessore dell'agricoltura, di sospendere l'articolo per arrivare, nella discussione, nel cammino di questo nostro lavoro, a una ponderazione e a una soluzione decisamente più legale solo per richiamare l'intervento del mio collega Locci, ecco, io attendo, signor Presidente, queste decisioni perché io penso e tutti i miei colleghi che vogliono partecipare anche in sede di dichiarazione di voto per esprimere la loro, come fare, come non fare, come regolarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, io mi rivolgo a lei come Presidente dell'Assemblea per far rispettare in maniera più rigida il regolamento. Già in fase di voto è stato chiesto il voto segreto; con motivazioni pretestuose si sta cercando di continuare ad alimentare un dibattito che è un dibattito di carattere puramente generale; non penso che si possa riaprire un dibattito quando siamo alla fine, quando siamo in fase di votazione, per cui faccio un appello alla sua sensibilità; questo non vuol dire assolutamente limitare il dibattito, forse dibattito ce n'è a sufficienza, ma il dibattito si deve fare nelle fasi quando il dibattito è consentito che si faccia...
(Interruzione dell'onorevole Piras)
PRESIDENTE. La materia non merita tanto calore, non è una materia di principio; c'è stato un dibattito che ha espresso perplessità, ragioni, favore, dubbi sia sulla materia agricola sia sulla materia regole di contabilità. Riepiloghiamo un attimo e arriviamo a conclusione: la Presidenza non entra nel merito delle scelte politiche, né di politica economica né di politica agricola. Mi è stato posto però un problema di legittimità, io credo tra l'altro che la Commissione da un lato, l'Assemblea dall'altro lato siano titolari del potere legislativo. Noi non abbiamo una gerarchia delle fonti giuridiche per cui possa essere vietato all'Assemblea di legiferare anche su leggi che essa stessa si è data. Nella fattispecie l'Assemblea si è data leggi di contabilità, dalla 33 alla 11, si è data principi che intendeva seguire, ma non c'è una gerarchia delle fonti che consente a nessuno e tanto meno alla Presidenza del Consiglio, i cui compiti sono stabiliti tra l'altro, lo ricordo, dall'articolo 7, di impedire alla stessa Assemblea di modificare leggi che essa stessa si è data. Se poi questo possa essere coerente con... rientra nel merito, e io astengo dal merito, ma il principio generale che noi abbiamo è che l'Assemblea legifera e la stessa Assemblea può modificare le leggi che si è data. Ci sono giudizi di merito ma su questi io non posso e non devo entrare. Quindi dal punto di vista della possibilità di legiferare in ordine anche a leggi di carattere generale è legittimo ed è possibile.
Secondo: è stato posto un problema di correttezza e coerenza alla normativa europea. Anche qua la Presidenza del Consiglio non ha il potere di sindacare l'iniziativa legislativa che hanno la Giunta, il singolo consigliere, il singolo Gruppo e la Commissione. Non è nei compiti e nelle funzioni previsti dall'articolo 7 del Regolamento né dal nostro ordinamento. L'Assemblea giudica ed è sovrana anche in merito alla legittimità degli argomenti che vengono posti a quest'Aula. E' l'Assemblea che decide se gli interventi di carattere legislativo che vengono proposti dalla Giunta, da un Gruppo, sono legittimi e coerenti, da questo punto di vista non c'è. Il Regolamento prevede anche quali sono gli emendamenti o gli articoli che io non posso ammettere, voi li sapete, sono compiti limitatissimi: non possono essere ammessi emendamenti o articoli che contengono ingiurie o cose di questo genere, non li richiamo perché vi è noto. Quindi da questo punto di vista la norma, gli emendamenti possono essere proposti al giudizio di questa Assemblea che nell'ambito della sua sovranità decide con coscienza e con individuale ...(?). il secondo problema che è stato posto è sull'ordine dei lavori, su cui io ho consentito forse qualche intervento in più perché, questo lo dico ai colleghi proprio per dare l'espressione, avrei dovuto chiedere un intervento a favore e uno contro, ma vista la delicatezza degli argomenti preferisco sbagliare consentendo un intervento in più che sbagliare consentendo un intervento in meno. Sull'ordine dei lavori è stata proposta una sospensiva, a questo punto chiedo qual è la valutazione della Giunta sulla sospensiva e poi sulla sospensiva di cinque minuti o sull'accantonamento, mi pare proposto da Biggio, dell'articolo in modo tale da trovare un accordo più generale. Vorrei che la Giunta si esprimesse, poi farò esprimere l'Assemblea se non troviamo un accordo, e poi andiamo avanti. Prego.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta pensa che si possa procedere però lo motivo altrimenti non si capisce il perché, e quindi rispondo brevemente ad alcune altre questioni. Sul punto della non conformità alle leggi dello Stato e della Regione la Giunta ha già espresso la propria valutazione con estrema chiarezza e non mi pare che ci sia necessità di tornarci. Secondo punto: è emerso ora un altro profilo, cioè quello della compatibilità con le norme comunitarie. Allora, qui io rispondo al consigliere Locci dicendo che si tratta di un intervento, quello previsto nell'articolo 19 della finanziaria, che è già in atto, come è noto e come è stato ricordato nel dibattito, da diversi anni. Ovviamente non c'è una procedura di infrazione, ci mancherebbe altro, ma dico di più: non è stato esaminato dalla Commissione. Io non so che cosa accadrebbe se venisse esaminato, ma non è stato esaminato. Sto parlando della Commissione europea, naturalmente, ci mancherebbe altro. Quando è la Commissione e basta è la Commissione con tutte le lettere maiuscole, diciamo, non solo la prima. Su che cosa accadrebbe se venisse esaminato si possono fare delle ipotesi più o meno fondate, non ci può essere certezza. Se, sulla base di questo, un consigliere, un gruppo consiliare, il Consiglio ritiene che si debba eliminare il contributo alla bieticoltura, questa è una posizione legittima, chi la vuole sostenere la sostenga. La Giunta non la sostiene.
Ricercare, ecco questo è un punto, ma non lo dico in relazione all'articolo 19...
LOCCI (A.N.). Noi abbiamo posto un problema di legalità, non di merito. Lei ci risponda sul problema di legalità.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, e io ho risposto...
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sotto il profilo della legalità... non mi risulta che la Giunta non abbia il diritto di replica nel dibattito dopo le osservazioni. Sono state fatte considerazioni. La Giunta ha già chiuso il dibattito su questo punto due volte ed è stato riaperto.
(Interruzioni)
E rispondiamo sulla sospensione. Io sto argomentando sul perché noi non riteniamo opportuna una sospensione, perché non riteniamo né indispensabile né opportuna. E' stato posto un problema di legalità al quale la Giunta ha il dovere di dare una risposta, e ha dato la risposta che poteva dare e credo che sia una risposta che possa essere in questa fase della discussione sufficiente. Per quanto riguarda la proposta del collega Piras né in cinque minuti né in cinque ore, a questo punto, data la rigidità del bilancio, questa è la motivazione, sarebbe possibile trovare una copertura alternativa. Sappiamo bene di quale entità sia il fabbisogno nel settore agricolo, e in particolare per quanto riguarda il miglioramento fondiario, ciò che posso dire è che nel corso dell'esercizio finanziario torneremo a esaminare questo problema, ma i cinque minuti di sospensione non sarebbero certamente sufficienti, né le cinque ore, a trovare - ripeto - data ormai la rigidità della impostazione del bilancio, dopo l'esame in Commissione e in aula, alternative per quanto riguarda la copertura.
PRESIDENTE. C'è il parere contrario della Giunta alla sospensione. Io metto in votazione la richiesta di sospensione proposta dall'onorevole Piras. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova).
(Interruzioni)
Scusate, abbiate pazienza, dobbiamo fare una battaglia ogni volta su un bicchiere d'acqua? Non siamo in sede di votazione. Chi è contrario alla sospensiva alzi la mano.
(Non è approvata)
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Andiamo con ordine, la sospensiva non è accolta, però (?) dell'onorevole Biggio il quale diceva non sospendiamo l'articolo e continuiamo i lavori e poi troviamo l'accordo complessivo. Chiedo scusa, onorevole Biggio, non è la stessa cosa per il semplice motivo che la sospensiva significa che la seduta è sospesa e la sospensiva dell'articolo significa che l'articolo è sospeso e i lavori continuano sull'articolo 20 e su tutti gli emendamenti. Sono due cose completamente distinte. Siccome questo è stato un altro degli interventi posti sull'ordine dei lavori, e io non intendo ignorare le proposte, o l'onorevole Biggio la ritira o se no chiedo che anche su questo vi sia un intervento a favore e uno contro e poi votiamo. Onorevole Biggio, la proposta rimane? Allora chi è favorevole alla proposta dell'onorevole Biggio, no, chiedo scusa, anche su questo il parere della Giunta vorrei sentire.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario.
PRESIDENTE. E' contrario, quindi io chiedo, chi è favorevole si è già espresso e quindi io chiedo di votare sulla proposta dell'onorevole Biggio.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Mi pare che ci debba essere prima la discussione su questo, è previsto un intervento a favore e uno contro che non mi pare che su questa richiesta...
PRESIDENTE. Non una discussione, onorevole Bertolotti, credo che su questo ci siamo espressi, non c'è una discussione, l'onorevole Biggio è a favore della sua proposta, la Giunta si è espressa contrariamente alla proposta dell'onorevole Biggio, siamo in condizioni di votare questa proposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Dobbiamo motivare il perché, non dobbiamo intervenire uno a favore e uno contro questo tipo di proposta?
PRESIDENTE. C'è qualcuno che vuole intervenire, la Giunta si è già espressa contro, l'onorevole Masala interviene? Prego.
MASALA (A.N.). A favore ovviamente, ci sono tre elementi che inducono indipendentemente dalla dialettica maggioranza-opposizione, ci sono tre elementi che inducono la sospensione di questo articolo, l'accantonamento e andare oltre, primo elemento, l'Assessore ha detto che il sistema di trasferimento alla contabilità speciale è dovuta al fatto che manca in finanziaria una norma sostanziale che consenta di agevolare, di dare il beneficio a favore della bieticoltura alla luce del sole e cioè all'interno del bilancio. Primo elemento, e questo è confermato dal fatto che, è sempre l'Assessore che parla, che dice: né cinque minuti, né cinque ore nel merito sarebbero sufficienti per trovare la copertura. Cioè non è stato esaminato invece un altro aspetto della questione, un altro tipo di soluzione possibile che io butto lì senza entrare nel merito della rigidità o meno del bilancio, cioè non è stata esaminata la possibilità di inserire in finanziaria una norma sostanziale che dica che della somma x stanziata dal bilancio y viene destinata a questo scopo e per questo obiettivo si propone anche l'istituzione nel capitolo x, y, z, di nuova istituzione; una cosa così non è stata fatta. Perché il problema in discussione non era se dare o non dare questo, ma di lasciare i soldi nel bilancio.
PRESIDENTE. Grazie, l'intervento contrario è già stato pronunciato, quindi l'accantonamento dell'articolo non viene accolto dalla Giunta, siamo in sede di votazione sull'ordine dei lavori, quindi anche qua chi è favorevole e chi è contrario. Incominciamo da chi approva la proposta Biggio. Chi non l'approva.
(Non è approvata)
Allora siamo in sede di votazione, l'onorevole Masala mi aveva posto un problema, così come in base all'assetto attuale l'articolo 19 e l'unico emendamento soppressivo, in assenza di altre richieste di modalità di votazione e altre richieste di emendamenti, credo che sia corretto la formulazione che ne abbiamo dato prima, si vota l'articolo, si vota in un'unica votazione perché il Consiglio esprime in questo modo, con un'unica votazione una volontà omogenea. Stiamo votando l'articolo 19 a scrutinio segreto. Prego i colleghi di prendere posto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 19.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 38
Contrari 29
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Si dia lettura dell'articolo 20.
PIRAS, Segretario:
Art. 20
Interventi a favore delle aziende cooperative agro-industriali
1. E' disposto, nell'anno 1998, il versamento alle entrate delle contabilità speciali di cui alle Leggi 11 giugno 1962, n. 588 e 24 giugno 1974, n. 268, rispettivamente della somma di lire 14.255.916.829 e di lire 11.441.450.122 dai sottoelencati fondi di rotazione:
I. lire 10.198.628.352 dal fondo per la concessione di prestiti per acquisto scorte e mutui di cui al paragrafo 6) della Legge 24 giugno 1974, n. 268, costituito presso il Banco di Sardegna Spa;
II. lire 4.057.288.477 dal fondo per la riforma e il riassetto agro-pastorale di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268 costituito presso la Banca di Sassari Spa;
III. lire 1.548.609.224 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera ai sensi della Legge 11 giugno 1962, n. 588, nella misura di lire 1.536.188.889 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa e lire 12.420.335 da quello presso la B.N. L. Spa;
IV. lire 5.647.400.195 dal fondo per la concessione di prestiti agevolati da imprese artigiane ai sensi dell'articolo 35 della Legge 11 giugno 1962, n. 588, nella misura di lire 3.840.979.340 da quello costituito presso il Banco di Sardegna Spa e lire 1.806.420.855 da quello costituito presso il C.I.S. Spa;
V. lire 4.245.440.703 dal fondo per la concessione di prestiti di esercizio a medio termine alle industrie ai sensi dell'articolo 31 della Legge 11 giugno 1962, n. 588, nella misura di lire 1.811.887.868 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna Spa e lire 2.433.552.835 da quello costituito presso il C.I.S. Spa.
2. Le somme riversate di cui al comma 1 sono attribuite al titolo di spesa 10.1.02/I - paragrafo 1.2. - del programma d'intervento per gli anni 1986 - 1988, approvato dal CIPE il 21 gennaio 1988.
3. Al recupero dei fondi di cui al comma 1 provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; lo stesso Assessore, con proprio decreto, provvede alle conseguenti variazioni di bilancio.
4. Una quota dello stanziamento iscritto nell'anno 1998 in conto dei capitoli 09039 e 09042/01 pari, rispettivamente, a lire 2.000.000.000 e a lire 8.000.000.000, è destinata la prima alla concessione di prestiti per la formazione di scorte di materie prime e di prodotti finiti a favore delle aziende cooperative agro - industriali e la seconda al finanziamento del concorso in conto interessi sui prestiti concessi alle stesse aziende, garantiti da consorzi di garanzia fidi intersettoriali.
5. L'intervento di cui all'articolo 4 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18, è esteso alle produzioni ottenute nell'anno 1997; l'onere per l'attuazione del presente intervento, valutato in lire 300.000.000, grava sul fondo regionale di solidarietà in agricoltura (cap. 06120).
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
PRESIDENTE. All'articolo 20 sono stati presentati nell'ordine l'emendamento numero 68 soppressivo totale, il numero 116 soppressivo parziale, il numero 118 soppressivo parziale, il numero 155 soppressivo parziale, il 119 soppressivo parziale, il 117 sostitutivo parziale e infine il 37 aggiuntivo.
Procediamo con la lettura, l'illustrazione dei singoli emendamenti, raccogliendo i relativi pareri e poi proseguendo con la discussione generale e infine con le votazioni di ogni singolo emendamento.
SECCI (Popolari), relatore. L'emendamento numero 155 non è stato distribuito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). L'emendamento numero 68 è da intendersi ritirato.
PRESIDENTE. Mentre l'emendamento numero 155 viene riprodotto e distribuito, si dia lettura dell'emendamento numero 116. (Vedere p.v.)
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. L'emendamento numero 116 può essere illustrato. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, io vorrei intervenire sull'articolo prima che sugli emendamenti, perché la discussione se non sbaglio è aperta anche sull'articolo.
PRESIDENTE. Sì, ha ragione, l'equivoco è nato dal fatto che l'emendamento numero 68 era soppressivo totale, e quindi bisognava discutere prima quello ma poi è stato ritirato. Quindi, prego onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.). Con questo articolo si dispone nell'anno 1998 il versamento alle entrate delle contabilità speciali di cui alle leggi 11 giugno 1962, numero 588, e 24 giugno 1974, numero 268, delle somme di lire 14 miliardi 255 milioni 916.829 e di lire 11 miliardi 441 milioni 450.122 lire dai fondi di rotazione indicati nel medesimo articolo. Anche in questa circostanza si abusa del ricorso alle contabilità speciali che, come è stato in più di una occasione specificato, sfuggono all'immediato controllo sul loro utilizzo da parte degli organi deputati a questa funzione. I prelievi riguardano non solo fondi di rotazione istituiti a vantaggio di aziende agroindustriali, ma anche fondi operanti su altri settori produttivi, quali il fondo per la concessione di mutui all'impresa alberghiera, il fondo per la concessione di prestiti agevolati alle imprese artigiane e il fondo per la concessione di prestiti a medio termine alle industrie, per essere riversati al titolo di spesa 10.1.02/I paragrafo 1.2 del programma di intervento per gli anni '86-'88 approvato dal CIPE il 21 gennaio 1988. A questo punto occorrerebbe verificare la portata del programma per valutare se l'attribuzione allo specifico titolo di spesa sia conforme e in consonanza alla titolazione dell'articolo in questione, che parla di interventi a favore delle aziende cooperative agroindustriali. L'indagine è stata esperita; così è per l'intanto si è potuto accertare l'esistenza di un errore: il programma di intervento riguarda le annualità '96-'97 e non '96-'98, come invece riportato nel secondo comma dell'articolo 20 e poi, fatto ben più importante, che il titolo di spesa 10.1.02/I prevede l'erogazione di un contributo per la costituzione di una società finanziaria per il sostegno e lo sviluppo della cooperazione, con prevalenza nel settore agricolo e particolarmente in quella agroindustriale e alimentare. Con questo intervento, come ho osservato in precedenza, sono stati sottratti i fondi al settore agricolo per l'acquisto di scorte e mutui per un importo superiore ai 10 miliardi; fondi per la riforma e il riassetto agropastorale per oltre 4 miliardi, al settore turistico per la concessione di mutui all'industria alberghiera per oltre un miliardo e mezzo, alle imprese artigiane per la concessione di prestiti agevolati per oltre 5 miliardi, e infine alle industrie per la concessione di prestiti di esercizio a medio termine per oltre 4 miliardi. Queste categorie risulteranno estremamente penalizzate, questo è ovvio, e perché queste modeste risorse che esistevano negli specifici fondi di rotazione avranno una diversa destinazione da quella originaria. Saranno, come detto in precedenza, attribuiti a quel particolare titolo di spesa del programma di intervento allo scopo di consentire alla società finanziaria di partecipare alla capitalizzazione delle imprese cooperative, col concorso sugli aumenti delle medesime per almeno un terzo del capitale sociale, partecipare al capitale dei consorzi di cooperative, assumere partecipazioni in società operanti in Sardegna. Per l'ennesima volta la Giunta regionale dimostra, nei fatti, di andare in direzione completamente opposta a quella sempre annunciata e sbandierata, e cioè quella del progressivo disimpegno della Regione dalla partecipazione diretta o indiretta al governo dell'economia, attraverso società anche finanziarie che partecipano al capitale di società e privati imprenditori. Gli interessi che si vogliono tutelare con siffatti provvedimenti sono ben diversi da quelli astratti e generali connessi e collegati con i processi di sostegno dello sviluppo e della crescita dell'economia. Sono ben altri e sono rappresentati dalla gestione dei processi di sottogoverno con l'impossessamento e l'occupazione sistematica degli enti, società e vari istituti, ai fini del controllo della gestione degli aspetti dell'occupazione e del sistema delle consulenze e progettazioni, attraverso le quali si acquista il consenso e si sistemano personaggi di secondo ordine, facenti riferimento alle formazioni dei partiti al potere. Questi comportamenti, che non possono più esistere e che non fanno parte del nuovo corso della politica per la quale si invoca, da più parti, anche da settori della sinistra, la più totale moralizzazione, non possono più esistere, dicevo, perché sono contro legge e perché sono fonte smisurate di sprechi di risorse non più indirizzate con criteri di economicità al mondo della produzione. E questi comportamenti devono essere fermamente combattuti in tutti i modi possibili. Agli altri soggetti del mondo civile e delle istituzioni spetta combattere questo fenomeno deleterio della politica, e cioè la immoralità e la violazione della legge. A noi dell'opposizione spetta il compito di combattere gli sprechi e le inefficienze, nonché impedire che atti legislativi inadeguati e dannosi, che sostengono questo tipo di perniciosa attività, non vengano ad esistenza. La prima impressione che si ritrae dall'esame dell'articolo è che sarebbe opportuno lasciare le somme nei rispettivi fondi di rotazione di provenienza, e che sia più opportuno agire dove se ne presentasse la necessità, se ravvisata, direttamente sugli eventuali impedimenti che hanno compromesso o comunque limitato la piena operatività dei predetti fondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). L'articolo 20 io credo che sia il capolavoro dell'attuale Giunta. E' un capolavoro; perché un capolavoro? Perché consacra nella Regione sarda la prevalenza dell'industria sulle altre attività. Assessore Ferrari, non so se ella sappia che tra i fondi di rotazione dell'agricoltura ci sono disponibili 78 miliardi; fra i fondi di rotazione dell'industria ce ne sono 576; questi dati che ci hanno fornito allegati al bilancio; quindi agricoltura 78, industria 576. Io credo che anche questo dato incominci a dare un'idea di quella che è la finanziaria di quest'anno. Ma la Giunta, dopo il danno prodotto dalle società del gruppo Sipas, del gruppo Emsa, tutte le associate che sono costituite da decine e decine, mi pare le avessi contate, sono 70 o 80 società quelle a partecipazione del capitale Emsa e Sipas. Sipas, dove l'aberrazione è giunta al fatto di finanziare persino dei privati che intendessero acquisire una partecipazione in qualche società del gruppo. Ecco, dicevo, dopo il danno prodotto da tutte queste società in qualche decennio di gestione, io direi allegra della ricchezza regionale, adesso tentano di aprire un'altra falla alla barca Sardegna. Qual è la falla? Il titolo dell'articolo 20 è significativo: interventi a favore delle aziende cooperative agroindustriali. Attraverso questo intervento vengono acquisite risorse per queste industrie per 25 miliardi che passano tra i fondi di rotazione, per 10 miliardi che rimangono nel capitolo di bilancio ma vengono riservati alle cooperative. So che il mio intervento non sarà ascoltato con attenzione, ciò non mi impedisce di dire che attraverso questa finanziaria si fa ancora una scelta: industria e non altre attività, agricoltura, artigianato, turismo, eccetera. Ma io credo che si possa dire con estrema franchezza: questa è la finanziaria di tutta la Giunta o è la finanziaria del PDS? Io pongo la domanda, perché se noi dovessimo approfondire - ed è quello che stiamo facendo - questa finanziaria molto probabilmente arriveremmo alla conclusione che è la finanziaria del PDS. Ricordo che mesi addietro si ventilava: stanno per arrivare le cooperative rosse. Può darsi che stiano arrivando, il fatto che si riservi tanta attenzione alle cooperative agroalimentari credo sia un dato che noi non dobbiamo trascurare. Perché questo? Nel settore agroindustriale interventi ... signor Presidente, credo di essere stato tollerante...parlano tutti, mi dà fastidio che parlino tutti.
PRESIDENTE. Prego, continui, non c'è poi tutto questo chiasso. Anche lei sia un pochino tollerante. Prego, continui.
CASU (F.I.). C'è molto brusio, lei non ci ha ancora detto cosa vuol dire brusio.
PRESIDENTE. L'ho detto in camera charitatis all'onorevole Floris, che è autorizzato a sua volta a spiegarlo a lei.
CASU (F.I.). Va bene, torniamo al tema, ecco perché mi disturba il fatto che siano riservati ben 35 miliardi e 660 milioni alle cooperative agroindustriali. Io vedo certamente favorito l'agroindustriale, ma non con interventi esclusivamente regionali, se gli interventi vengono fatti da parte di tutti gli imprenditori, imprenditori individuali, imprenditori sociali, cooperative. Non fraintendetemi, non crediate che io non abbia un occhio di riguardo per la cooperazione, è la riserva che mi disturba. Perché mi disturba? Perché se intervengono i privati portano anche dei capitali, se intervengono le cooperative capitali non ne possono portare, quindi saranno sempre capitali regionali che verranno messi a disposizione. Ecco perché è la finanziaria del PDS, perché i capitali alle cooperative glieli darà la Regione. Adesso ci sono già 37 miliardi, mica basteranno i 37 miliardi, ce ne vorranno parecchi altri e saremo sempre noi a dare i capitali, cioè continueremo, inviterei, qualcuno molto probabilmente l'ha letto questo giudizio espresso da un economista piemontese, Giulio Sappelli, li definisce macigni, e vengono riportate tra virgolette le parole dell'economista: "sono quelli che tengono la Sardegna prigioniera, chiusa in sé stessa, incapace di muoversi agilmente e di trasformare in ricchezza le sue vere risorse. La voglia di fare, l'ambiente, la splendida natura della Sardegna, la più bella Regione del Mediterraneo, è tutto bloccato. La Sardegna, dal nascere dell'autonomia, è stata drogata da quella malattia che si chiama assistenzialismo. Si è cresciuti imbevendo il cervello più col concetto della regalia che con quello che regola il mercato: produco, vendo, pago". Qui non si produce, non si vendeva, ma si pagava e i denari da quale pozzo sbucavano? Mistero, ma non troppo. Non voglio annoiare ulteriormente, io dico che in questo momento si sta ancora una volta operando una scelta, e la scelta che noi facciamo è quella di favorire l'industria e di non curare gli interessi dell'intera Regione. Attraverso la cooperativa e le cooperative agroalimentari questo e solo questo si vuole fare.
Le risorse che sono state sottratte ai settori produttivi, e li ha elencati credo con dovizia di particolari il collega Balletto, io ve li dico molto sinteticamente: sono stati sottratti fondi alla 268, all'agropastorale, alla industria alberghiera, alle imprese artigiane, ai finanziamenti e prestiti a lungo e medio termine. Quindi si continua, si sottraggono queste risorse a questi settori e vengono devoluti alla industria. Come? Sempre attraverso...onorevole Assessore, è lei che mi deve rispondere, non sono gli altri.
PRESIDENTE. Onorevole Casu, c'è un silenzio di tomba, può continuare. Prego, c'era un silenzio tombale, quindi può continuare, non esageriamo.
CASU (F.I.). Non ne faccio un problema grosso, signor Presidente, no, mi scusi.
PITTALIS (F.I.). Presidente, il richiamo all'Assessore però che è un interlocutore...
PRESIDENTE. L'Assessore per un secondo ha diritto anche di spostarsi perché non gli si anchilosino le gambe rimanendo fermo tre giorni. Non esageriamo.
CASU (F.I.). Bene, allora, visto che l'Assessore si sta appena appena sgranchendo le gambe mi rivolgo a lei in qualità di Presidente. Mi dispiace che il presidente Selis non ci sia, perché il problema l'abbiamo sollevato di fronte a lui. Il problema è questo: anche per l'articolo 20 i fondi vengono girati ai fondi delle contabilità speciali. Abbiamo affrontato il problema ad ampio raggio, contabilità speciali. La risposta del presidente Selis è stata che la Regione, attraverso leggi successive può modificare quelle precedenti. Ma chi l'ha mai messo in dubbio? Io certamente no, ma nel caso in oggetto non si stanno modificando leggi precedenti, si stanno semplicemente violando, perché quando noi, al comma 2, stabiliamo, leggo il comma per essere preciso: "E' disposto nell'anno 1998 il versamento..."
PRESIDENTE. Onorevole Casu, la prego ogni tanto di rivolgere lo sguardo al pannello nel quale la freccia lampeggia.
CASU (F.I.). Concludo rapidamente, ma questa osservazione era...
PRESIDENTE. Lo sto facendo con molto garbo. Per cortesia!
CASU (F.I.). ...era necessario, signor Presidente. Concluderò con sollecitudine. Il secondo comma, dicevo, recita in questo modo: "E' disposto nell'anno 1998 il versamento alle entrate delle contabilità speciali di cui alle leggi 11 giugno 1962, numero 588, e 24 giugno 1974, numero 268, rispettivamente delle somme...". cioè in questa finanziaria non si sta modificando una legge, non si sta modificando alcuna legge, si sta violando una legge. Noi stiamo violando l'articolo 58 della legge 5 maggio 1983 numero 11, lo stiamo violando perché dice che le contabilità speciali sono soppresse. Non è che noi abbiamo modificato l'articolo 58, non l'abbiamo modificato. Tanto meno, Assessore, questa è un'affermazione fatta dall'Assessore, le contabilità speciali dello Stato non le dobbiamo toccare, per carità. Queste rimangono, perché hanno una funzione ben precisa indicata dalla legge che le ha istituite, sia la legge numero 588 del 1962, sia la legge numero 268 del 1974. Chiedo scusa, signor Presidente, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Se alcuni articoli precedenti potevano lasciar sospettare che esistesse una volontà precisa di contravvenire alla normativa della Comunità Europea, qui abbiamo a che fare con un capitolo che riguarda una precisa messa in mora nei confronti della Regione per gli interventi a favore delle cooperative del settore agroalimentare. Cioè qua siamo realmente non già nella posizione del reo confesso, ma addirittura nella posizione dell'istituto che ritorna sul luogo del delitto ripetutamente. Evidentemente la mancata partecipazione al dibattito dei colleghi del PDS ci fa prendere atto che il Capogruppo Scano, oh, chiedo scusa, l'assessore Scano, rappresenta la completa e condivisa sintesi delle posizioni del suo Gruppo, ciò è rinomato in tutta la Sardegna da diverso tempo che questa cosa sia reale, così come dell'intera maggioranza evidentemente, candidandosi autorevolmente alla successione dell'onorevole Palomba, probabilmente già da questa stessa legislatura. Forse questo è il motivo per cui un dibattito che doveva essere preliminare a questa finanziaria è stato spostato a dopo. Io ho il dubbio che questa finanziaria possa incorrere nelle scuri del controllo dello Stato e della Comunità Europea e che oltre al quarto mese di esercizio provvisorio ci possano essere il quinto, il senso, il settimo e l'ottavo. Lo voglio dichiarare qua perché sia ben chiaro se ciò succede le responsabilità a chi siano da attribuire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. L'onorevole Lippi non c'è...
LIPPI (F.I.). No, no.
PRESIDENTE. Onorevole Lippi, state sempre invocando l'ordine e il rispetto.
LOCCI (A.N.). Bisogna sgranchire un po' le gambe, come ha detto lei.
PRESIDENTE. Mi pare che l'onorevole Lippi se le sia sgranchite nel corso della mattinata ampiamente. Prego ha facoltà di parlare.
LIPPI (F.I.). Presidente, in premessa io vorrei chiederle una cortesia di verificare se c'è il numero legale in Aula perché per l'opposizione è già dura, come per la maggioranza, stare di domenica qua, parlare al niente...
PRESIDENTE. Onorevole Lippi non siamo in fase di votazione, siamo in fase di discussione generale, queste cose non si fanno per cortesia, si fanno per Regolamento. Adesso la pregherei di intervenire, se deve intervenire, le ho dato la parola.
LIPPI (F.I.). Grazie Presidente, molto gentile. Io parto intanto da una considerazione primaria, cioè che ho dovuto constatare ancora una volta che l'assessore Scano adopera su alcune questioni due pesi e due misure. Relativamente all'articolo 20, dove si sottraggono somme alla "268", il vecchio piano di rinascita, uno dei tanti piani di rinascita che il Governo ha concesso negli anni alla Sardegna. Io ho rammentato l'altro giorno che l'assessore Sassu nel '95, proprio in previsione di una rimodulazione di alcuni interventi previsti dai piani di rinascita, circa 300 miliardi che erano rimasti inutilizzati, aveva espressamente assunto l'impegno di fronte a quest'Assemblea per destinare 50 di questi 300 miliardi alle provvidenze dell'articolo 11 della "268", quella appunto sull'export. Allora, rispetto a quello che è stato sostenuto prima dall'assessore Scano, laddove rispetto all'articolo 19 che prevedeva le opere di miglioramento fondiario e di fronte alle questioni che venivano sollevate dai colleghi di Alleanza Nazionale in merito alla legittimità dell'atto nei confronti dell'Unione Europea, ho dovuto, mio malgrado, udire dall'assessore Scano che questa era una norma, il trasferimento delle somme di 5 miliardi si legava ad una norma che già da anni opera ed esiste nel bilancio della Regione e che quindi non c'era da dubitare sulla legittimità dell'intervento. Allora la stessa posizione assunta oggi dall'assessore Scano mi avrebbe fatto piacere che l'Assessore l'avesse assunta anche in relazione alla norma dell'articolo 11 della "268", che lo stesso è in vigore dal 1985 e per la quale l'Unione Europea non ha mai avuto niente da ridire, quindi non si capisce come l'assessore Scano possa in alcune circostanze riprendere gli interventi dell'opposizione asserendo che preoccupazioni seppure legittime per alcune disposizioni, mentre invece salvaguarda totalmente altre disposizioni. Sarà forse perché, così come è risaputo in campo regionale, perché trasferito dalla stampa all'opinione pubblica, sarà forse perché l'Assessore si è sentito nel dovere di dover difendere un suo rappresentante di partito, visto e considerato anche che ormai è accertato da più parti che l'assessore Scano non solo in questa situazione sintetizza quella che diciamo è la volontà della Giunta, ma evidentemente continua a sintetizzare anche la volontà dell'intero suo Gruppo, forse sarà anche perché da più parti si dice che l'onorevole Scano stia studiando da Presidente della Giunta. Ma voglio dire, rispetto a queste aspettative, pur legittime dell'assessore Scano, noi preferiremmo che non si utilizzassero due pesi e due misure rispetto a problemi che riteniamo altresì importanti, inseriti in questa finanziaria. Quindi ci dispiace quando lo stesso Assessore sulla stampa vorrebbe far passare il concetto di ostruzionismo da parte delle opposizioni, perché sicuramente di ostruzionismo non si tratta fin quando ogni intervento che viene calibrato sull'articolato della finanziaria e che sarà calibrato sull'articolato del bilancio avrà attinenza sui capitoli e sulle voci di spesa che la Giunta ha sottoposto a questa Assemblea. Certo che fa meraviglia che ci siano ancora tantissime di queste disponibilità dei vecchi piani di rinascita non utilizzati negli anni, allora bisognerebbe capire se le leggi alle quali sono stati attribuiti questi fondi funzionano se il problema è relativo a un mal funzionamento degli uffici regionali, oppure se realmente queste risorse non vengono utilizzate a fondo da quelle aziende o imprese che ne potrebbero usufruire. Certo è che a fine novembre la spesa effettuata sul bilancio '97 era pari al 35 per cento dello stanziamento, gli impegni assunti erano pari al 45,5 per cento, le spese correnti erano il 54,9 per cento dello stanziamento, quelle in conto capitale il 27,3 per cento e il carico del residuo è passato da 6411 miliardi del '96 a 6984 miliardi del '97. La legge numero 402 del '94, terza legge di rinascita, per quanto riguarda la spesa è ancora inoperante, non è evidentemente un problema solo ed esclusivamente relativo ai piani di rinascita relativi al '74, ma evidentemente è anche un problema relativo ai piani di rinascita di qualche tempo fa. Risultano somme ancora non impiegate, appunto, per le precedenti leggi di rinascita. Lo ricordiamo oggi, ma lo stiamo ricordando dall'inizio di questa manovra finanziaria, la spesa sui programmi '94/'99 dei fondi strutturali era al 30 settembre '97 complessivamente pari... io chiedo scusa, Presidente, però già è assente dall'Aula il relatore di maggioranza Secci, se anche l'Assessore del bilancio non ascolta, io non so a chi devo rivolgermi, anzi la pregherei se è possibile di richiamare in Aula il relatore di maggioranza.
PRESIDENTE. Prego, non è in mia facoltà fare questo in questo momento, io non ho nessun mandato specifico per fare questo, continui l'intervento, prego.
LIPPI (F.I.). Grazie, Presidente.
BALIA (Progr. S.F.D.). Manca anche il relatore di minoranza, per sua parte.
LIPPI (F.I.). Dicevo la spesa sui programmi 94-99 dei fondi strutturali comunitari era al 30 settembre 1997 complessivamente pari al 23/ 28 per cento del costo totale; 15 per cento al 31.12.1996. Quella sul programma dei FERS, il più dotato finanziariamente, era appena il 12,93, 6, 13 per cento al 31.12.1996. Nel corso del 1997 si è registrata una accelerazione della spesa favorita dalle misure di riprogrammazione e di rimodulazione finanziaria adottata nel mese di luglio. Come è noto, con la Commissione europea è stato assunto l'impegno di raggiungere il 38 per cento della spesa al 31 dicembre 1997. Noi speriamo che questo obiettivo sia stato raggiunto, non ci è dato modo di conoscere quali sono stati nei mesi gli accordi assunti con la Commissione europea, e quindi ci preme anche, ma questo spero che sia oggetto, come ho già chiesto nei giorni precedenti, di una discussione compiuta sulle politiche comunitarie, quanto prima all'interno di questa assemblea. Quindi la preoccupazione di perdita di parti consistenti di finanziamenti comunitari permane da parte nostra e, rispetto alle considerazioni che venivano fatte prima dai colleghi circa la sottrazione di forti impegni e forti risorse che vengono detratte per sfavorire il loro impiego per alcuni importanti segmenti della nostra società economica, non ci può di certo vedere favorevoli. Sarebbe quindi estremamente importante che, rispetto all'articolo 20, ci fosse una maggiore attenzione da parte dell'intera assemblea, che sembra veramente distratta rispetto a quella che dovrebbe essere l'importanza di questo nostro appuntamento; un appuntamento che, va ricordato, e lo voglio ricordare ancora una volta in conclusione dell'intervento, signor presidente, dovrebbe vedere coinvolte maggioranza e opposizione, pur nel rispetto delle legittime prerogative e dei legittimi ruoli, però concordemente ad individuare quale sia la strada migliore non solo per recuperare delle somme, ma soprattutto per verificare la congruità degli interventi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io mi associo alla indignazione del collega Casu per il senso e la volontà espressi in questo articolo da parte della Giunta regionale di volere gravemente danneggiare gli interessi delle imprese a carattere privato, io non so che cosa abbiano fatto di male alla Sardegna e all'Italia queste imprese, per operare a favore delle aziende cooperative operanti negli stessi settori di produzione. Io ho capito una cosa sola dell'economia, non sono un economista, però ho visto che in Lombardia ci sono 3 milioni e mezzo di imprese individuali, di persone che si alzano spesso la mattina molto presto, fanno il loro dovere in famiglia, pensano a produrre, creano la ricchezza di questa Regione, non marcano visita, non si mettono in malattia se non sono gravemente ammalati, non chiedono niente allo Stato e rendono un servizio alla società rendendo questa Regione non solo una delle più ricche d'Italia, ma anche una delle più ricche d'Europa e direi del mondo. Noi dopo che parliamo sempre di piccole e medie imprese, di piccole e medie industrie in tutti i settori, e ce ne riempiamo la bocca nei convegni, andiamo però poi in senso diametralmente opposto, danneggiamo gravemente i veri imprenditori per favorire le cooperative che fanno concorrenza a questi imprenditori. Oserei dire anche in modo non tanto legale. Io vorrei capire perché con questo articolo 20 noi vogliamo togliere dal fondo per la concessione di prestiti, per l'acquisto di scorte e mutui, togliere soldi dal fondo per la riforma del riassetto agropastorale, dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera, dal fondo per la concessione di prestiti agevolati alle imprese artigiane, dal fondo per la concessione di prestiti di esercizio a medio termine all'industria, e spedirli per prestiti a favore delle piccole e medie industrie, o meglio spedirli al capitolo con un concorso in conto interessi sui prestiti concessi alle piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nel settore dell'industria e dell'edilizia e della ricerca scientifica e tecnologica con garanzia del consorzio fidi. Cioè andando a portare questi soldi a favore delle cooperative che fanno concorrenza alle imprese in questi settori. Per me è una cosa che non riesco veramente a capire. L'unica parte di questo articolo che è condivisibile, ma con una riserva anch'essa, è il paragrafo 5 dove si dice che 300 milioni vengono spostati a favore delle aziende colpite da calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche. Ho una riserva anche su questo paragrafo, perché io mi chiedo 300 milioni a che cosa bastino, non vorrei che fossero già mirati, destinati magari ad un unica azienda facendo la Giunta, questa volta sì, quello che si chiede ai singoli consiglieri di non fare, cioè di non fare operazioni mirate verso qualcuno. Io sono del parere, onorevoli consiglieri, signor Presidente e signori Assessori, che andando in questa direzione noi non facciamo certamente un bel servizio alla Sardegna. Diamo finanziamenti mirati alle cooperative, che già hanno dei vantaggi di per sé garantiti da altre leggi, perché hanno sgravi fiscali, hanno vantaggi nell'acquisto delle scorte, hanno una serie di vantaggi che effettivamente li pongono in una concorrenza che direi non sia tanto leale nei confronti degli altri imprenditori. Io vorrei capire se c'è una schizofrenia della Giunta oppure se tutte le dichiarazioni che voi fate sempre alla stampa, tutti, signori consiglieri e onorevoli Assessori, siano veramente consequenziali; cioè se predicate in un modo quando parlate nelle pubbliche amministrazioni, negli incontri e nei dibattiti, e se effettivamente vi comportiate di conseguenza. Qui sembrerebbe veramente di no. Perché io non riesco veramente a capire se dobbiamo favorire, e fino a che punto, le cooperative, quanto è lecito, quanto è giusto per creare occupazione e sviluppo in Sardegna, più occupazione mi sembra si voglia creare che sviluppo perché se il lavoro non è vero, se il lavoro non è basato su una effettiva produzione di ricchezza, scusate se i miei termini non sono esatti, sono un medico non pretendo di essere un economista e non ho le capacità dell'onorevole Casu, però mi sembra di capire che quando abbiamo fino ad oggi creato una economia assistita, e quando non ci sono più fondi per sostenere questo assistenzialismo, non di Stato in questo caso ma di Regione, destiniamo al fallimento anche queste aziende cooperative. Quindi io credo che sia ora veramente di cambiare rotta; tanto più che abbiamo una legge finanziaria più povera del solito, tanto più che i miliardi a disposizione per creare le condizioni della ripresa economica della Sardegna sono meno, tanto più questi devono essere utilizzati verso quei settori che si sono dimostrati sinora capaci di introdurre una ricchezza reale, fittizia, quella che crea il vero lavoro, la vera occupazione, quella che crea ricchezza, che crea l'indotto, che crea quello che gli economisti mi sembra che chiamino un circolo virtuoso di produzione, un circolo virtuoso di crescita economica di cui ha tanto bisogno la Sardegna. Non dimentichiamoci mai che abbiamo un tasso di disoccupazione che è spaventoso. Quando andiamo nelle piazze, la gente ci chiede che cosa si fa per gli artigiani, che cosa si fa per i piccoli imprenditori, per le piccole e medie imprese di cui ci si riempie tanto la bocca, io mi vergogno di dire che in una finanziaria come questa abbiamo tolto fondi per quei settori veramente produttivi per poi distoglierli a favore delle cooperative. A me sembra che veramente si voglia targare questa finanziaria, dargli una targa di tipo ideologico, ma non di tipo ideologico verso quei settori dove si sta andando in tutto il resto del mondo, stiamo tornando indietro. A me sembra di capire che veramente lo statalismo, mi perdoni, non dico il comunismo, ma ci andiamo vicino, cioè stiamo avvicinandoci verso una direzione diametralmente opposta a quella che mi sembra stia andando il resto del mondo. Spero veramente di sbagliarmi per il bene della Sardegna, ma per quello che posso capire io di economia a me sembra che qui stiamo veramente sbagliando indirizzo e registro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Signor Presidente, lo strumento del bilancio altro non dovrebbe essere che uno strumento utile all'attuazione dei programmi, dei programmi politici. Ora anche esaminando un po' tutti i programmi che si sono succeduti nell'ambito delle varie giunte Palomba, alcune cose sembravano ormai divenute patrimonio anche del centro sinistra, cioè la tutela e la valorizzazione della piccola e meda impresa, il fatto che, per esempio, nella nostra economia isolana, vi fosse l'esigenza d trasformare il turismo come attività finora trattata in maniera settoriale per farla diventare finalmente un sistema economico interconnesso, appunto, con tutti gli altri settori dell'Isola. Ora, se su questo abbiamo tutti i programmi, insomma, che confermano questa linea di tendenza almeno nelle intenzioni, si dice anche, in materia di industria in genere, che le politiche di sostegno che la Giunta regionale e la maggioranza intendono mettere in piedi, devono essere orientate all'impresa, ma all'impresa favorendone la competitività. Questo lascerebbe intendere che i così detti sostegni devono essere quanto meno in misura molto contenuta orientati in maniera precisa verso segmenti precisi della stessa industria, e significa anche che devono tendere a riequilibrare eventuali situazioni diciamo di difficoltà obiettiva tra le realtà produttive esistenti. In materia di turismo, viene ribadito anche nell'ultimo programma, che è importante che questo trovi la connessione con l'agricoltura e con la piccola e media impresa. Allora perché contestiamo la filosofia di questo articolo 20? L'articolo 20 è un articolo che già nella definizione del suo titolo fa una scelta che il mio collega Liori diceva essere ideologica, io voglio forse ridurre un po' la definizione che dava il collega Liori, io credo invece che si voglia favorire un segmento delle imprese industriali e, come dice il titolo stesso, la Giunta regionale sceglie tra le varie realtà produttive isolane le aziende cooperative agroindustriali, e quindi significa che con questo articolo si prende come elemento di riferimento dello sviluppo dell'Isola l'industria agroindustriale nella sua generalità, e poi però l'intervento a sostegno viene poi limitato a un segmento preciso e particolare dell'industria aagroalimentare, individuando nei soggetti produttivi idonei a ricevere questi sostegni nelle aziende cooperative. E da qui muove una critica che può essere appunto di carattere ideologico o una critica che può essere invece solamente economica, così come hanno fatto molti colleghi di Forza Italia. Però dietro queste scelte io credo che un ragionamento vada avviato e vada avviato non tanto con il partito democratico della sinistra, perché io credo che il PDS, accingendosi a sostenere, a concepire un articolo come quello dell'articolo 20, stia facendo esattamente il suo dovere, stia cioè, in chiave dirigista, orientando importanti risorse della Regione sarda verso un segmento dell'economia a lui vicino, verso un segmento dell'economia che si tradurrà in beneficio sicuramente anche di carattere elettorale. Il problema noi lo poniamo a quei settori invece della maggioranza che, per loro stessa definizione, intendono definirsi più propriamente moderati, intendono definirsi più propriamente di centro, intendono definirsi come quella parte della maggioranza che più cura gli interessi generali riferibili alla piccola e media impresa, a quella piccola e media impresa che fino ad oggi non ha ricevuto quelle attenzioni che avrebbe invece dovuto ricevere, a quella piccola e media impresa che aspetta di diventare industria turistica, quella piccola e media impresa che aspetta di diventare impresa artigiana, tutto quel segmento di economia che invece poi, quando si passa dall'enunciazione di principi alla traduzione di strumenti economici e finanziari come questi, vengono poi dimenticati dalla maggioranza. E ciò è ancora più grave se si pensa che anche tutto il mondo delle cooperative, che è un mondo importante, che è un mondo che ha un chiaro segno politico, che serve insieme a tanti altri segmenti importanti a tenere in piedi l'egemonia della sinistra, che pure è legittima in un quadro politico, e tuttavia però questo va messo in rilievo. Bene, si tratta di imprese importanti, interessanti che svolgono il loro lavoro, ma che hanno già alcuni vantaggi che sono stabiliti da leggi dello Stato, che sono stabiliti dal nostro ordinamento giuridico e che quindi, per stare proprio alla così detta pressione fiscale, già hanno nell'ordinamento vigente, nell'ordinamento generale, un ordinamento più favorevole, un ordinamento che pressa di meno presso i loro redditi e quindi una minore imposizione fiscale, viceversa tutta l'altra parte dell'intrapresa economica, quella che viene incarnata dalle piccole e medie imprese, quella che viene incarnata dalle ditte individuali, dai singoli artigiani, dai nostri pescatori, da tutto il mondo delle professioni eccetera, che oggi già si trovano invece oberati da una pressione fiscale che non è più sostenibile, ecco tutto questo mondo viene abbandonato da questa maggioranza che invece, legittimamente dico, preferisce un'altra parte. Allora, su questo io credo che dovranno ragionare anche i colleghi di Rinnovamento Italiano, credo che dovranno ragionare i colleghi Popolari, credo che dovranno ragionare tutti gli ex pattisti che stanno all'interno della maggioranza per cercare di rimeditare e cercare di riflettere su quale sia il loro ruolo nell'ambito di una maggioranza di centrosinistra per verificare se gli obiettivi, gli obiettivi giusti, gli obiettivi condivisibili a favore del mondo della economia libera, a favore della intrapresa economia, alla quale si sono sempre rivolti e verso la quale hanno sempre dichiarato di volersi rivolgere, se trovino in provvedimenti come l'articolo 20 della nostra finanziaria del 1998 quelle istanze di libertà economica, se trovino quel favore verso la piccola e media impresa, oppure, al contrario, se non trovino in articoli come questo la stessa negazione della loro politica, la stessa negazione dei loro programmi, la stessa negazione della loro ragione di essere all'interno di una maggioranza di centrosinistra che ancora, in questo articolo, dimostra di avere un'impronta fortemente dirigista, un'impronta fortemente selettiva verso i soggetti che vengono scelti per essere i beneficiari dei finanziamenti regionali, indirizzandoli verso settori che già per legge sono avvantaggiati rispetto a quelli che invece oggi stanno soffrendo, quelli che oggi soffrono la pressione fiscale, quelli che oggi chiedono libertà in economia, quelli che chiedono semplificazione della burocrazia, quelli che chiedono tempi certi nelle procedure amministrative, in buona sostanza tutti coloro che stentano a misurarsi in un mercato che fuori da noi è diventato un mercato globale e che dentro di noi soffre ancora di una impronta fortemente dirigista che lega e impedisce lo sviluppo delle nostre imprese. Allora, su questi punti, con molta pacatezza, ma con altrettanta onestà intellettuale, insomma, io torno a dire invito a sollevare, a farci conoscere il parere dei colleghi del cosiddetto centro. Insomma, vi siete resi conto che stiamo in qualche modo orientando più di 35 miliardi e dico non è che stiamo orientando 35 miliardi perché vi è una scelta di fondo per orientare questi 35 miliardi verso questo settore, perché questo voglio dire sarebbe anche legittimo nel quadro di una pianificazione...
PRESIDENTE. Onorevole Locci, il tempo è esaurito, ma concluda.
LOCCI (A.N.). Lo so, l'argomento è molto difficile, cerco di esprimere solo alcuni concetti...
PRESIDENTE. No, alcuni concetti in un altro intervento.
LOCCI (A.N.). Allora, Presidente, io la ringrazio, tornerò in sede di dichiarazione di voto. La ringrazio lo stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.). Signor Presidente, io avevo chiesto di intervenire per richiamare la presenza in aula del presidente della Commissione e relatore di maggioranza, l'onorevole Secci. Ma visto che è già stato fatto dal collega Lippi, e visto che il Presidente Secci è rientrato in aula, mi sento appagato. grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Signor Presidente, mi sento in dovere di intervenire su questo articolo perché su di esso si fondano le radici della divergenza che esiste tra la nostra politica, la politica di Forza Italia, la politica del centrodestra, e la politica dirigistica, assistenzialistica, centralistica, del centrosinistra. La nostra è una posizione di apertura sul mercato, è una posizione più attinente a quella che è oggi la richiesta che nasce dalla partecipazione al progetto Europa; la vostra è una politica di tipo conservatore, forse più adatta ai paesi dell'Europa, ma ai paesi dell'Europa dell'Est.
Mi soffermo proprio sul titolo dell'articolo, perché a parole si può essere progressisti, sui fatti assolutamente non lo si è: "Interventi a favore delle aziende agroindustriali". Questo sarebbe stato per me il titolo corretto, il titolo giusto dell'articolo 20, sul quale poi sarei entrato nel merito riguardo alla distribuzione della spesa, riguardo alla concentrazione della spesa su alcuni e la distrazione della stessa su altre attività che noi riteniamo interessanti e produttive, prima fra tutte sul turismo, dal quale capitolo vengono sottratti fondi e altrettanti fondi non vengono introdotti. Secondo capitolo da quello agricolo, agrario, dal quale ugualmente si sottraggono fondi e si trovano poi difficoltà nel reinserire fondi nella quantità sufficiente e necessaria. In poche parole, diremo che con questo capitolo tutto quello che c'è a favore delle aziende agroindustriali o del capitolo agroindustriale potrebbe essere letto solamente "interventi a favore delle cooperative". E, badate bene, io non sono una di quelle persone che si dimostrano contrarie al sistema cooperativistico. Questo lo voglio dire perché si sgombri il campo da un possibile fraintendimento del mio intervento. Io sono a favore del sistema cooperativistico, così come sono a favore della libera iniziativa individuale, così come sono a favore della iniziativa di carattere societario. Non sono a favore quando gli interventi vengono proiettati solo sul sistema cooperativistico. Ecco, allora, veramente sento una repulsione, sento la necessità di dover intervenire in aula per far capire che oggi i soggetti che intervengono su tutti i settori devono avere una parità di dignità. Già troppe sono le agevolazioni di cui godono alcuni settori, alcuni precisi soggetti che partecipano alle attività, nello specifico le cooperative, lo ha ricordato il collega Locci precedentemente, non sono tenute alla presentazione del bilancio, o per lo meno non sono tenute a presentare un bilancio con il giusto profitto che da una attività deve essere perseguito, invece presentano dei bilancio il cui profitto non fa parte dell'attività lavorativa. Ed è per questo che faccio un richiamo a quello che è l'Europa, in Europa non ci si entra con un settore discriminante qual è quello della iniziativa privata. Iniziativa privata, ripeto, come dicevo precedentemente, che deve essere aperta alla libera concorrenza, deve essere aperta ai soggetti di carattere cooperativo, così come a tutti gli altri soggetti che partecipano alle attività di carattere imprenditoriale. Con questa legge, viceversa, ci si allontana dall'Europa. Io so, così come sapete tutti quanti voi, che in Europa anche nelle altre nazioni esiste il sistema cooperativo, così come so che il sistema cooperativo nel resto dell'Europa non ha le agevolazioni che ha in Italia. Probabilmente questa Giunta ritiene, con diverse decine d'anni di distanza da quanto è avvenuto nel resto d'Italia, soprattutto nell'Emilia, di introdurre come modello di sviluppo quello che già in altre Regioni di Italia è un modello di sviluppo superato. Quello che è superato nelle stesse Regioni dove è introdotto il sistema cooperativo e quello che è superato dai tempi, l'Europa non consentirà in nessuna maniera questi privilegi. E nonostante si parli in diversi articoli, ne ho uno sottomano tratto dal giornale "In Europa": nonostante le prospettive di uno sviluppo nuovo della Sardegna dipendono in misura determinante dalla capacità della Regione di partecipare al processo di integrazione economica e politica dell'Europa, questa problematica come risulta dalle osservazioni già svolte è nel bilancio del tutto assente; sto citando interventi di un vostro compagno che titola il suo articolo "L'Europa non è un optional ". Allora a mio avviso e con questo prego naturalmente il Presidente della commissione qui presente di voler raccogliere questa mia richiesta, così come prego l'Assessore che è attento ai problemi europei, io sono sensibile alle problematiche che avremmo entrando in Europa, perlomeno di voler sostituire il titolo dell'articolo perché questo a mio avviso renderebbe giustizia ai soggetti che intervengono nell'agro industria, a tutti i soggetti che intervengono nell'agro industria, certamente non renderebbe giustizia a coloro i quali da questo articolo si sentono esclusi, non renderebbe giustizia dicevo prima ai soggetti che operano nel settore turistico, che si vedono distrarre una notevole quantità di fondi senza averli in altri capitoli del bilancio ugualmente riversati o destinati, non rende giustizia agli artigiani che non siano naturalmente collegati al sistema cooperativistico o introdotti all'interno del sistema cooperativistico, non rende giustizia ai commercianti che si vedono anche essi distratti dei fondi senza avere un ritorno in altri capitoli del bilancio ed è proprio nel senso di questa giustizia che bisogna intervenire per sostituire questa parola cooperativa o per eliminare la parola cooperativa. E' vero si dirà esistono anche delle cooperative bianche oltre che cooperative rosse, ma la proporzione sicuramente è a favore di queste ultime e meraviglia, ripeto, meraviglia il fatto che nessun intervento venga fatto da quelli che si considerano gli elementi di centro di questa maggioranza di centro sinistra, assolutamente appiattiti, dispiace dirlo, su un disegno che non li appartiene, assolutamente appiattiti per far arrivare anche nella nostra isola le cooperative rosse. Vorrei sapere qual è il reale disegno del Partito progressista e perché, laddove questo disegno non esistesse, non si può porre rimedio eliminando dal capitolo in esame la parole cooperative, se questo dovesse avvenire sarebbe un grosso atto di giustizia verso quei soggetti che, non volendosi costituire in cooperativa perché magari credono in quello che è il profitto come termine di una impresa, profitto come termine di lavoro devono essere posti nella condizione di uguale concorrenza, che sappiamo già non esistere in partenza, ma che certamente... ho capito, vedo la freccia, l'ho vista adesso, ha fatto bene a richiamare l'attenzione...verso quei soggetti che in ogni caso devono essere, se non agevolati, non riesco a capire perché devono essere invece castigati. Libera iniziativa, parità di condizioni per poter espletare un lavoro in un sistema aperto in cui la concorrenza, la libertà di scelta, sia veramente il mercato, sia veramente quello che premia chi lavora bene e castiga chi lavora male senza altri vantaggi artificiosi che vengono introdotti nel sistema, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris, la discussione generale può dirsi conclusa. Non ho altri iscritti.
LOCCI (A.N.). Io ho iscritto tutto il Gruppo a parlare e Boero non ha parlato.
PRESIDENTE. Cosa? Aveva iscritto tutto il Gruppo? Io non avevo inteso questo.
LOCCI (A.N.). Lei ha capito, tanto che mi ha chiesto di recedere.
PRESIDENTE. Non avevo capito questo, avevo capito che era una sua intenzione, non una richiesta, davanti all'Aula non l'ha formulata certamente, comunque l'onorevole Boero ha la parola.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, nell'esaminare articolo dopo articolo di questa manovra, mi rendo conto che, in sede di discussione generale su tutta la manovra, le mie parole di condanna erano assai benevole, riapprofondendo articolo per articolo questa manovra e arrivando alle considerazioni che già mi hanno ampiamente preceduto, fatte bene dai colleghi che mi hanno preceduto ci ritroviamo ad una manovra non progressista, non d'ulivo, ma a una manovra unicamente da quercia, una manovra "pro domo propria" clientelare e elettorale e mi domando fino a che punto gli alleati del PDS, parlo ovviamente di quelli che dovrebbero essere un po' più al centro, siano disposti a reggere questo gioco che in termini concreti e reali porterà solo consensi e voti e danaro perché è ormai di dominio pubblico che le cooperative e le cooperative rosse sono un polmone di finanziamento, lo sono sempre state, prima al PCI è ovvio, adesso al PDS, ecco dico gli alleati fino a che punto siano disposti ad autoannullarsi, a cancellare pur una loro storia di economia, di cultura, di governo pur di avere le briciole di una tavola sempre imbandita alla vecchia maniera, e non costruire politica veramente innovativa, veramente da nuova repubblica seppure da concezioni opposte da quelle del centrodestra. Invece noi qui vediamo, anche nell'articolo 20, la riproposizione della vecchia repubblica, del vecchio modo di fare con una variazione proporzionale di vantaggi, allora i vantaggi andavano al Partito di maggioranza relativa della prima repubblica che era l'ex DC, oggi vanno e non tanto con la proporzionalità che la stessa DC si concedeva però concedeva ai propri alleati, magari più generosamente, ma qui vediamo che la generosità del PDS verso i propri alleati è veramente minimale, è una forma monopolistica e quindi cari alleati dell'Ulivo e del PDS a voi spettano soltanto le briciole e neanche niente di quelle briciole perché, a parer mio, ci perdete anche in dignità oltre che in concretezza elettorale. E' un intervento chiaramente sfacciato, è un intervento decisamente targato e quindi la vostra sudditanza non porterà che alla scomparsa di un certo centro, suddito in una maniera incredibile di codesta sinistra. Nulla da parte mia contro il mondo della cooperazione, se questo mondo della cooperazione non fosse come tante cose importanti della nostra nazione un mondo completamente, o quasi completamente, normalizzato nel termine storico dei paesi della sinistra, nella sostanza di questo termine normalizzato cioè agli interessi della sinistra stessa. Il concetto di cooperazione non mi trova e non ci trova contro; è un concetto che anche nella cultura sociale della mia parte politica trova adesione, ma questo concetto è una cosa, la pratica attuale, i beneficiari di questo intervento sappiamo chi sono e chi saranno ancora nel breve e nel medio termine della cooperazione. Ma non è che sia un intervento tra l'altro alla cooperazione genericamente intesa, ma è un progetto che vede potenzialmente questi 35 miliardi per la creazione, per gli interventi a favore dell'agroindustria. Allora per formare delle industrie di una certa consistenza, che possano affrontare il mercato, forse 35 miliardi non bastano alla creazione di una sola industria o per una sola industria. Allora, è facile pensare chi saranno i beneficiari, quale sarà l'industria, cioè è facile sospettare che questo provvedimento abbia già progetti, beneficiari o beneficiario, si usa beneficiari perché la cooperazione o una cooperativa presume comunque soggetti plurimi, però come soggetto fiscale può essere solo uno, al massimo due, perché quando si deve fare una agroindustria, come industria, chiaramente 35 miliardi sono comunque una minima cosa se si vuole fare una cosa credibile, capace di produrre ed aggredire il mercato, comunque inteso, italiano ed internazionale. Queste considerazioni io penso che a elementi della maggioranza, dell'attuale maggioranza dell'Ulivo sardo che non fanno parte del PDS, forse sfuggono e sfuggono quindi tutti i risvolti che sto cercando di spiegare. Bene hanno detto, e ovviamente mi associo a tutti coloro che mi hanno preceduto, nell'osservare che la sottrazione, sottolineo la sottrazione, indebita di queste somme per quest'altra macchinazione di carattere sinistro viene fatta a danno di chi? Viene fatta a danno ovviamente del mondo artigianale, cioè di quella capacità tutta soggettiva, tutta italiana, tutta sarda, di costruire ricchezza, lavoro, con le proprie mani, con il proprio intuito e con la propria fantasia. Ecco una prima sottrazione indebita ed altre aggettivazioni più pesanti sarebbero consone. La sottrazione viene fatta a danno di un altro settore universalmente considerato strategico della nostra economia che è il settore turistico. La sottrazione, il travaso da a nello stesso settore viene fatto nel mondo dell'agricoltura, sottraendo al mondo della riforma e riassetto agropastorale per mandarlo a questo soggetto che è ben descritto, altamente politicizzato con scopi, come già affermato, ben individuati e individuabili dovrebbero far sorgere una o due industrie di agroindustria dove soggetti, cooperazione, assunti e assumibili, devono portare acqua ad un preciso mulino politico. E sta a dimostrare tra l'altro l'assoluta insensibilità nei confronti di settori strategici della economia sarda che sono senz'altro le nostre tradizioni artigianali, ma soprattutto sono, e termino, senz'altro il mondo dell'agricoltura. Mi riservo di completare lo sviluppo di questo ragionamento in sede di dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. I lavori della mattinata si possono concludere. Devo ricordare, non vorrei incorrere nell'ira funesta dell'onorevole Locci, che rimangono tra gli iscritti a parlare l'onorevole Carloni, l'onorevole Biggio e l'onorevole Masala che non si intende rappresentato dalle iscrizioni generali dell'onorevole Locci. Poiché mi dicono l'onorevole Biggio e l'onorevole Masala che rinunciano, il primo intervento pomeridiano sarà appannaggio dell'onorevole Carloni. I lavori riprenderanno alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 55.
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