Seduta n.422 del 16/12/2003
CDXXII SEDUTA
Martedì 16 dicembre 2003
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 16 e 57.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 4 dicembre 2003 (416), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che il consigliere regionale Pier Sandro Scano ha chiesto congedo per la seduta del 16 dicembre 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico ancora all'Assemblea, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che l'Assessore Pasquale Onida è assente nella seduta pomeridiana del 16 dicembre 2003 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Comunico infine che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nella seduta del 17 ottobre 2003.
Risposta scritta ad interrogazioniPRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
"Interrogazione FRAU sulla realizzazione del nuovo impianto di depurazione del Comune di Stintino". (692)
(Risposta scritta in data 11 dicembre 2003.)
Annunzio di presentazione di disegno di leggePRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Nuova normativa regionale in materia di opere pubbliche". (499)
(Pervenuto il 10 dicembre 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Annunzio di interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interrogazione IBBA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione finanziaria della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari". (719)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento dei rimborsi alle strutture mediche convenzionate per le prestazioni sanitarie effettuate (Policlinico Sassarese, San Giovanni Battista di plaghe, Gesù Nazareno, Coop.a.s.)". (720)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione dei contributi per i piani personalizzati in favore dei portatori di handicap, Legge n. 162 del 1998". (721)
"Interrogazione VARGIU - CASSANO - FANTOLA - PISANO, sul piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche". (722)
"Interrogazione FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla ripresa produttiva della Portovesme s.r.l.". (723)
"Interrogazione FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della continuità territoriale per le merci". (724)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge:
"Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 475/A. Siamo all'articolo 7 e relativi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io avevo chiesto di parlare durante l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 7, nel corso della seduta precedente, per sollevare alcune questioni in relazione al contenuto di alcuni emendamenti che sono stati proposti dalla maggioranza e in modo particolare in relazione ad alcuni emendamenti proposti per quanto riguarda il comparto dell'agricoltura. Un comparto dove registriamo una situazione estremamente delicata, di cui il Presidente della Giunta e l'Assessore competente sono perfettamente a conoscenza, anche perché abbiamo avuto modo di parlare nel merito di alcune questioni durante la discussione del provvedimento che molto probabilmente seguirà nell'esame dopo la conclusione dell'assestamento di bilancio.
Nel corso dei ragionamenti che abbiamo sviluppato con il concorso anche del Presidente della Giunta, oltre che dell'Assessore dell'agricoltura, io ho avuto modo in quell'occasione di sottolineare un'esigenza, che deriva dal fatto che le risorse disponibili per intervenire nell'ambito del comparto, così come a suo tempo detto dal Presidente, erano risorse non illimitate, erano risorse di cui dovevamo tener conto soprattutto in relazione alla delicatezza degli interventi che poi erano previsti nella proposta di legge che abbiamo approvato, abbiamo definito e che poi verrà successivamente in Aula. Nel corso di quella seduta ho avuto modo di sottolineare al Presidente della Giunta che le opposizioni o l'opposizione, che pure ha rappresentato una proposta di legge, aveva tenuto un atteggiamento abbastanza consapevole della delicatezza del problema e dell'esigenza anche di contemperare gli interventi con la esigua disponibilità delle risorse o con la disponibilità delle risorse di cui, in qualche misura, ci aveva portato a conoscenza il Presidente della Giunta. Io avevo chiesto nel corso della seduta di evitare che la maggioranza intervenisse durante la predisposizione di quel provvedimento rilanciandolo rispetto all'atteggiamento responsabile e serio tenuto dalle opposizioni. Il Presidente della Giunta aveva concordato con questa impostazione, la Commissione è riuscita a comporre un disegno di legge tenendo conto anche del parere espresso in quella sede dal Presidente della Giunta. Adesso noi ci troviamo a discutere, va bene che siamo all'articolo 7, Presidente, dove possiamo discutere di tutto, siamo alle varie e anche alle eventuali; alle eventuali opportune, ma anche a quelle non opportune. Allora io mi rivolgo a lei, Presidente, e ai consiglieri della maggioranza, soprattutto all'onorevole Piana che è autore di alcuni emendamenti che io considero sconvenienti, per utilizzare un eufemismo, ecco io mi rivolgo all'onorevole Piana per chiedere che qui si faccia un'operazione di serietà, onorevole Piana. E utilizzo il termine serietà, perché se la maggioranza, l'onorevole Piana, e se da questo punto di vista non c'è una presa di posizione chiara, seria ed efficace da parte della Giunta e del Presidente della Giunta, noi abbiamo rinunciato in sede di assestamento a fare la rincorsa con gli emendamenti della maggioranza, ma nel prossimo provvedimento di legge che discuteremo, Presidente, con motivazioni serie, adducendo le motivazioni di quello che sta accadendo nel comparto dell'agricoltura e del settore zootecnico, noi potremo tranquillamente chiedere che venga raddoppiato e chiedere tranquillamente e ragionevolmente aggiungo, che lo stanziamento previsto in quella proposta di legge che discuteremo in Aula venga raddoppiato, perché quando l'onorevole Piana chiede di stanziare 80 miliardi, 40 mila euro per intervenire… Piana, poi certo lo avranno inseguito anche gli altri consiglieri, ci saranno anche tanti altri consiglieri di maggioranza che hanno, e ne sono più che convinto e consapevole, ingaggiato una gara tra di loro, al di là del senso di responsabilità che pure è stato invocato da tutti. Sono convinto che la maggioranza ha ingaggiato una gara, ebbene non si può chiedere che vengano stanziati 80 miliardi per che cosa? Per intervenire su una legge di un anno fa, che voleva fronteggiare giustamente i danni della siccità, per allargare l'intervento a tutti, cioè per allargare l'intervento anche all'onorevole Piana, che oltretutto è uno che - detto da lui - ha anche interessi nel comparto dell'agricoltura, come tanti, badate, non voglio fare qui l'elenco dei tanti che potrebbero essere interessati.
Noi troviamo questa proposta indecente, riteniamo e io ritengo che da parte della maggioranza e della Giunta, rispetto a un problema così delicato, debba essere fatta chiarezza, ritengo che non si possa cercare di raccogliere o raccattare qualche preferenza ingannando, da un lato, gli eventuali cittadini che in qualche modo potrebbero pensare di essere beneficiari del provvedimento e, dall'altro lato, creando una situazione non solo di grave imbarazzo, ma perfino una situazione che io ritengo al limite del legittimo, perché non è pensabile che a un anno di distanza si chieda di intervenire su tutto quello che è accaduto, a prescindere dal fatto che a un anno di distanza è impossibile accertare quello che è accaduto precedentemente.
Allora io intervengo perché ritengo che da parte della Giunta ci debba essere una parola chiara, tra l'altro tenendo presente che gli interventi previsti dalla legge numero 13, cioè la legge sulla siccità del 2002, che gli interventi previsti e le pratiche che sono state presentate, per ben un terzo di quelle pratiche la procedura, l'istruttoria non è stata conclusa e quindi che addirittura le somme indicate nell'emendamento numero 29 dell'onorevole Piana sono nominali, non reali, perché noi sappiamo cosa accadrà nella conclusione dell'esame delle pratiche che ad oggi sono ancora inevase e quindi ben 7.860 pratiche attendono una risposta, di cui gran parte molto probabilmente andranno anche a buon fine e quindi l'intervento dovrà garantire la copertura di questi rimborsi. Concludo ribadendo che non è accettabile che in quest'Aula si imposti una discussione in un momento così delicato, con l'esiguità delle risorse e con la consapevolezza che con il prossimo provvedimento all'agricoltura dovranno essere destinati per intervenire per risarcire danni altri 200 miliardi. Ecco, ritengo che non sia accettabile che la discussione venga impostata così come l'ha impostata l'onorevole Piana, perché se i rimborsi debbono essere dati a tutti, quindi debbono essere dati anche a quelli che non operano a titolo principale in agricoltura, allora il ragionamento, anche per quanto riguarda noi, cambia e l'impostazione della discussione che noi abbiamo voluto tenere anche nei binari della correttezza in Commissione agricoltura, in quest'Aula l'atteggiamento nostro sarà radicalmente condizionato dalle risposte concrete che verranno da parte della Giunta e dall'atteggiamento della maggioranza.
Proposte di questo tipo, per quanto ci riguarda, non sono accettabili, non solo perché possono essere tranquillamente respinte, ma non sono proponibili, quindi noi chiediamo che vengano ritirate, altrimenti anche noi faremo la gara con la maggioranza a chi in qualche modo poi pensa o con chi pensa di poter raccattare qualche preferenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, preciso subito un particolare, che non sono in gara con nessuno, assolutamente, anzi me ne sto calmo. Concordo in parte con l'intervento del collega Ortu, benché come al solito, non me ne voglia, criminalizza la maggioranza, ma in un contesto democratico c'è la maggioranza, se maggioranza è in questo caso, e una minoranza. Io credo che tutte le proposte, quando vengono fatte con senso e da qualsiasi parte vengano, hanno sempre uno scopo o si prefiggono, almeno io credo e penso, uno scopo giusto o se non altro equilibrato.
Sono presentatore e primo firmatario dell'emendamento numero 86, che si discosta di poco ma sostanzialmente dall'emendamento che il collega Piana giustamente ha presentato e che ha ritenuto opportuno e nel suo diritto fare. Già da tempi non sospetti, proprio subito dopo l'approvazione del Regolamento d'attuazione della legge numero 13, io scrissi una nota ufficiale al Presidente della quinta Commissione e all'Assessore dell'agricoltura, poiché la legge regionale numero 13, sappiamo tutti, resa operativa in base alle direttive di attuazione, dice che possono beneficiare degli indennizzi, sia per la mancata coltivazione che per i danni subiti, i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli titolari di pensione derivanti da attività agricola e gli imprenditori agricoli a titolo principale operanti nel territorio regionale della Sardegna. Più precisamente, all'articolo 2 delle direttive (non della legge) vengono riportate le caratteristiche professionali che è necessario avere per poter accedere agli incentivi previsti dalla legge. In particolare, il primo comma dell'articolo 2 detta: "La qualifica di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo a titolo principale è attestata dal numero di iscrizione nei rispettivi elenchi INPS, riportato nella domanda che dovrà essere presentata." Ciò che io contesto è solo questo, perché? Perché ritengo questa una prescrizione restrittiva in quanto la legge in parola, cioè la legge numero 13 del 2002, agli articoli 2, 3 e 4 non richiama mai che si condizioni sine qua non, affinché si possa beneficiare delle provvidenze sia indispensabile l'iscrizione all'INPS. Perché dico questo? La legge dice che possono beneficiare i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli titolari di pensione derivante da attività agricola, l'imprenditore agricolo a titolo principale. Fa queste tre distinzioni.
Dice ancora l'articolo 2: "L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per la ricostituzione dei capitali di conduzione". Questo è lo scopo della legge, perché il danno colpisce l'attività, colpisce l'azienda, non l'individuo, quindi la legge va giustamente a reintegrare quel capitale che ha avuto il danno, affinché con la sua ricostituzione l'imprenditore agricolo possa continuare l'attività. Quindi dice: "L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per la ricostituzione dei capitali di conduzione ai coltivatori diretti, agli imprenditori agricoli titolari di pensione riveniente da attività agricola e agli imprenditori a titolo principale". Io mi soffermo su questo. Quindi come è evidente, com'è evidentissimo la legge, così come detto poc'anzi, mira alla reintegrazione del capitale di conduzione, cioè l'intervento non colpisce ad personam la persona fisica dell'imprenditore ma bensì l'azienda, l'attività agricola e quindi qui sta il punto. Ecco qual è lo spirito della legge. Se noi limitiamo, ecco dove io sostanzialmente differisco da quanto asserisce il collega Piana, non è possibile, e sono d'accordo, che possa beneficiare delle provvidenze un qualunque professionista che ha anche un terreno agricolo, Dio me ne guardi dall'ammettere questo e su questo sono perfettamente d'accordo; ma comunque sia l'imprenditore agricolo a titolo principale, iscritto alla Camera di commercio, con regolare posizione fiscale e il cui unico reddito riviene dal capitale agricolo, scusate, non ha subito anche questo un danno? Perché non deve avere le provvidenze in proporzione, stiamo attenti, per quanto gli compete? Senza nulla toccare al coltivatore diretto, per la quota che anche a lui compete, perché qui la legge è carente. Ho fatto questo emendamento che è un emendamento non di provocazione ma di allarme per dimostrare questo, perché in questo punto la legge è carente. Il mio emendamento non dice che bisogna dare le provvidenze anche agli imprenditori, non agli imprenditori agricoli, ma bensì ai professionisti che detengano proprietà terriere o che facciano un'altra attività il cui unico reddito non sia riveniente dall'attività agricola. Io ammetto e sostengo che se un imprenditore agricolo a titolo principale, iscritto alla camera di commercio, fiscalmente regolare e il cui unico reddito riviene dallo sfruttamento di quella proprietà ha diritto in quota e in proporzione ad avere la sua quota di indennità. Per me in questo caso, in questo punto, la legge che abbiamo insieme visto e regolamentato è un po' carente, poiché questo, credetemi, danneggia centinaia e centinaia di imprenditori agricoli. Io dico che bisogna giustamente indennizzare coloro i quali vivono dall'attività agricola e in quell'attività hanno avuto un danno, ma non bisogna escludere, fare ad escludendum delle distinzioni, delle selezioni tra chi è iscritto all'I.N.P.S. e chi all'I.N.P.S. non è iscritto. Perché questa è la vicenda che è stata portata avanti, idem come sopra, per i primi (?) all'agricoltura e ha causato tanti e tanti danni agli imprenditori di prima nomina, poi giustamente ognuno di noi può avere in buona fede, nel suo intimo, un ideale, una convinzione, una sua opinione personale; a mio avviso in questo punto la legge è carente ed è necessario intervenire perché lo ritengo giusto, a meno che non mi si dimostri il contrario, ribadisco ancora una volta che non sto parlando di coloro i quali fanno altre professioni, hanno altri debiti e vogliono avere dalla proprietà agricola un indennizzo, ma parlo di coloro i quali, solo e esclusivamente, hanno i loro proventi dall'attività agricola, perché attività agricola non vuol dire solo e esclusivamente andare e seminare un ettaro di terreno, ma vuol dire condurre un'azienda e far seminare anche un ettaro di terreno. Quindi coloro i quali hanno l'unico reddito riveniente dall'attività agricola, sono iscritti regolarmente alla Camera di commercio, quindi fanno denuncia di redditi regolare dei proventi di attività agricola, dell'unica attività agricola, e coloro i quali hanno regolare posizione fiscale, hanno diritto, la legge in questo caso, per chi non ha iscrizione all'I.N.P.S. li esclude, ci sono centinaia, non dico siano migliaia, ma centinaia di casi in cui questo si è verificato, lì io vedo una carenza, non ho difficoltà anche a ritirare il mio emendamento, ma è necessario su questo punto fare una riflessione. Dal momento in cui, e qui do ragione al collega Ortu, c'è stata una provocazione di un emendamento che io in parte non condivido, per essere chiari, io ho presentato questo emendamento proprio per riportare l'attenzione dell'Assessore e dell'Aula su questo problema, perché questo, a mio parere, feci una nota all'Assessore a suo tempo, ebbi un'argomentata risposta che poteva anche dare la possibilità, su questo, secondo me, può darsi che mi sbagli, ma secondo me è necessario riflettere, è necessario vedere se è possibile, pur non oltrepassando quelli che sono gli indirizzi e gli obiettivi della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Grazie, signor Presidente, non inizio con l'emendamento che riporta in discussione un problema legato agli indennizzi sulla siccità in quest'Aula. Inizio invece con l'articolo 7, quello in discussione e inizio in modo particolare col comma quinto che si riferisce a un rinvio nella possibilità degli imprenditori agricoli di attuare i collaudi sulle previdenze previste dalle misure POP '94/'99, in modo particolare sul Regolamento Comunitario 20/81; infatti nell'articolato si prevede che da parte della Regione non si richiedano le somme e quindi si dà la possibilità agli imprenditori agricoli di concludere i collaudi entro il 31 aprile 2004. Non entro e non scendo nei particolari, però vorrei puntualizzare questo al Presidente, all'Assessore, all'intero Consiglio regionale, perché molte volte quando si è parlato di agricoltura, il collega Ortu e altri colleghi immediatamente hanno portato in evidenza i residui passivi, molte volte scaricando sulla responsabilità dell'Assessore di turno, del Presidente della Giunta regionale o della maggioranza. Siccome siamo in assestamento di bilancio e io credo che bene ha fatto l'Assessore dell'agricoltura, la Giunta, a dover proporre una proroga su misure POP '94/'99, quindi fondi comunitari del piano '94/'99 quindi non dei POR 2000-2006 di cui tanto si discute, che non si riesce a spendere, non si riesce ad impegnare, ma di somme provenienti dalla precedente Amministrazione, dalla precedente legislatura e quale oggi si chiede di poter rinviare il collaudo al 31 aprile 2004. Questo sta a significare le difficoltà che comunque, indipendentemente da quella che è la volontà di una Giunta regionale, di un Consiglio regionale, di un Assessore, in questo caso dell'agricoltura, nell'impegnare e nello spendere le somme, ci sono delle difficoltà di concessione edilizie dei comuni, ci sono difficoltà di altro genere, che indubbiamente tutta quella partita di residui passivi che più volte in quest'Aula è stata portata in discussione, all'attenzione come una cattiva gestione, molte volte, di alcuni finanziamenti messi a disposizione, all'interno di questo articolo nel comma quinto si vuole riportare all'attenzione così che non sempre è colpa dell'Assessore di turno, della Regione, della Giunta, del Consiglio regionale o degli uffici, ma molte volte la pratica, la massa dei residui passivi ha giustificazioni e colpe in altre Amministrazioni e in altre parti.
Voglio ritornare sul comma che riguarda Mamuntanas e Surigheddu sullo stanziamento di 340 mila euro. Credo, Assessore dell'agricoltura, che la pratica di Mamuntanas e Surigheddu, credo, spero, sia finalmente conclusa con l'assegnazione, quindi con l'apertura, credo il mese scorso, del bando che era stato predisposto e io spero l'assegnazione definitiva a chi ha vinto il progetto migliore, che così la querelle delle aziende, in modo particolare di Surigheddu, venga definitivamente risolta perché noi tutti gli anni andiamo a stanziare sia in finanziaria sia in assestamento di bilancio somme per una guardiania, somme da trasferire all'ERSAT per una guardiania, molte volte la guardiania non è solamente ed esclusivamente su un laghetto esistente in quella azienda ma è per l'intera azienda quando molte volte, spesso, anche passando in macchina si può riscontrare che in quella azienda continuano a pascolare bestiame, continuano, non so chi, non so chi e sarà oggetto di un'altra interrogazione, vedo anche trattori che lavorano la terra, seminano, raccolgono senza che da parte degli uffici regionali siano mai state rilasciate autorizzazioni. So che in questi giorni, o nelle settimane scorse, c'è stato anche un verbale da parte del Corpo Forestale regionale e poi altre strutture diranno chi ha ragione.
Mentre, sempre nell'articolo 7, l'emendamento che riguarda il SAR, il comma 6 che stanzia per un ulteriore anno un milione di euro per la sopravvivenza del SAR. Adesso sul SAR indubbiamente dobbiamo fare un discorso che non può più essere illegale, io dico, badate bene illegale, perché noi stiamo andando a finanziare enti strumentali della Regione che fanno l'aumento di capitale, che quell'aumento di capitale non viene impegnato per investimenti ma esclusivamente sul personale e che poi ogni anno noi dobbiamo dare finanziamenti agli enti strumentali per l'aumento di capitale, poi diminuzione e di quant'altro. Credo che questo sistema non possa essere più utilizzato e allora sul SAR un ragionamento lo dobbiamo fare, tenendo conto che sono perfettamente d'accordo che bisogna garantire gli stipendi in arretrato che in questo momento sono per più di cinque mesi, affitti dei locali e quant'altro, però la Giunta regionale o la Commissione agricoltura anche metta all'ordine del giorno una o le proposte che giacciono anche sulla definizione del SAR perché io credo che il SAR non possa gravare più né sul bilancio dell'agricoltura né su altri bilanci ma dell'intero bilancio del Consiglio regionale perché offre un servizio che non è esclusivamente quello dell'agricoltura ma va bene anche al turismo, ne utilizza la protezione civile, ne utilizza l'Assessorato dell'ambiente e quindi io credo che la giusta collocazione del SAR sia quello o con convenzione o essere assorbito dall'ARPAS che noi abbiamo in essere come ente regionale già avviato e che è commissariato.
Quindi anche sulla questione del SAR, che ha 35 dipendenti che scendono a Cagliari per protestare, che ha sei mesi di arretrato come stipendio, che offre un servizio utilissimo per questa Regione, per gli uffici che usufruiscono di quel servizio, non può rimanere appeso alle finanziarie o agli umori degli assestamenti di bilancio, quindi sul SAR mi va benissimo il comma 6 però automaticamente ci deve essere un impegno ben preciso perché si risolva definitivamente il problema del servizio agro-meteorologico della Sardegna.
Poi ritorno invece sull'emendamento sulla siccità. Io ho presentato una proposta di legge quattro mesi fa in Commissione, al Consiglio regionale e poi è stata caricata alla Commissione agricoltura, nel quale chiedevo che si estendessero tutte le possibilità di indennizzi nei casi di siccità o altri danni agli imprenditori agricoli, così come l'Unione Europea riconosce gli imprenditori agricoli, non quelli a titolo principale, non quelli che sono solamente coltivatori diretti. Allora l'emendamento non mi vergogno, non lo ritiro neanche, perché lo ritengo una giustizia su chi produce prodotti agricoli e ha il coraggio di investire, pur facendo altri lavori, in agricoltura finanziando investimenti in agricoltura e producendo anche in agricoltura, allora siccome su questo c'è una partita aperta, aperta perché ci sono numerose lettere che arrivano ai consiglieri regionali, credo in Assessorato, agli uffici periferici, tutto quanto, che richiedono invece che gli indennizzi, se ci sono, devono essere dati a chi produce in agricoltura, indistintamente, che uno sia coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale, tant'è che in alcune misure dei bandi POR che erano, esclusivamente, fino all'anno scorso destinati agli imprenditori agricoli a titolo principale, oggi sono aperte anche agli imprenditori agricoli, cioè a coloro che possono esercitare attività prevalenti o reddito prevalente in altre categorie ma che sono iscritti alla Camera di commercio come imprenditore agricolo e abbiano la partita IVA e quindi producano in agricoltura facendo investimenti proprio in agricoltura. Anzi, semmai a quelli bisogna premiarli perché anziché andare ad investire in altri settori che sono forse più facili da ricavarne dei benefici economici, dobbiamo ringraziarli perché investono in agricoltura in un settore in cui spero, credo, io ci credo, che questa Regione voglia investire, un settore anche difficile.
Ho presentato una proposta di legge, ho presentato quest'emendamento perché volevo riportare l'attenzione, non lo ritiro, prendo atto di chi è contrario e di chi non è contrario, certo non tutti devono essere favorevoli, potrei anche rimanere da solo ma questo non me ne dispiace, e non per interessi personali particolari, perché nel modo più assoluto ho interessi diretti su questo, lo dico pubblicamente qua, però credo che sia una giustizia su quello che è una partita di una legge regionale 13 che stanziava 250 milioni di euro cioè 500 miliardi e che a oggi ne ha speso 280 e allora io dico: se avanzano dei soldi e questi stanziamenti della legge regionale sono accertati, ebbene, estendiamo a chi è imprenditore agricolo, cioè a tutti coloro che da quella legge, per una scelta esclusivamente politica, venivano tagliati fuori. Quindi, non mi vergogno assolutamente di aver portato all'attenzione questo, una proposta di legge in Commissione agricoltura, lo ripropongo con questo emendamento e chiedo che invece questo sia votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Solo due considerazioni. In effetti in questo articolo 7 c'è di tutto e c'è di più. C'è tutto quello che non dovrebbe esserci in una legge finanziaria e in quello che è l'assestamento di una finanziaria di un bilancio, e poi gli emendamenti vogliono aggiungere qualcosa a quello che già forse non andrebbe neppure, da parte delle proposte della Giunta, votato. Non c'è settore, non c'è Assessorato che non è interessato e non c'è legge di settore che non venga modificata con questo articolo e con gli emendamenti presentati. Questo articolo dimostra che non si sta lavorando bene e che non è corretto che si pensi di intervenire a modificare leggi di settore utilizzando escamotage di emendamenti che arrivano all'ultimo minuto per importanti leggi come quelle che invece andrebbero discusse approfonditamente nelle Commissioni. Solo a titolo d'esempio, non perché voglio consigliare al collega Piana di vergognarsi del suo emendamento, ma lo cito solo a titolo di esempio. Io credo, ma si può pensare di introdurre una modificazione di una legge come quella sulle calamità naturali, così importante come quella che propone il collega Piana in questa legge di assestamento. Sicuramente andrebbe discussa e contrattata in Unione Europea, è una norma che sappiamo essere in contrasto con tutto il mondo agricolo e con le associazioni agricole, non ce n'è una che sia disponibile ad accogliere questa proposta. C'è tra l'altro in discussione, tra poche ore, una legge che riguarda un'altra calamità che ha un'impostazione differente da questo emendamento, al limite ne discutiamo lì. Si coglie l'occasione per farlo in questo assestamento di bilancio, lo metto lì, non mi vergogno, è giusto, sono rimasti i soldi. Qualche volta sbagliando si aiuta a trovare la strada giusta e allora se sono rimasti soldi della legge sulla calamità vuol dire semplicemente, questo lo dico all'Assessore, che le percentuali di ristoro dei danni sono stati inferiori ai danni subiti, siccome noi abbiamo stanziato risorse inferiori a quelli che erano i danni accertati, se poi di questi soldi, di questi denari che abbiamo stanziato ne rimangono, vuol dire che la percentuale che è stata applicata nel ristorare il danno è inferiore e allora l'Assessore potrebbe, senza bisogno di una nuova legge, di una nuova norma che deve andare a Bruxelles, che non deve sicuramente essere inserita qui, semplicemente con una delibera stabilire che quello che veniva ristorato al 30 viene ristorato al 60 per cento, che quello che è stato ristorato al 40 possa essere ristorato all'80 per cento e dare i soldi a quel mondo agricolo che ha avuto una calamità e che ne sta avendo un'altra e che non ha il ristoro rispetto a quello che è dovuto; e in questo non c'è bisogno né di una autorizzazione comunitaria né di legge perchè l'Unione Europea consente di ristorare i danni fino al cento per cento del danno subito.
Quindi una volta che noi abbiamo accertato che c'è quel danno, una volta accertato che quel danno ha quel valore, l'Unione Europea già consente alla Regione di ristorare quel danno per la percentuale del cento per cento del danno subito, e questo consentirebbe che non avanzino delle risorse e che qualcuno, pensando che sono rimaste delle risorse, pensi di darle magari anche a qualche consigliere regionale che può avere quell'uliveto, quell'agrumeto qua in giro e inoltra domanda per avere il ristoro dei danni subiti e invece si diano i soldi realmente a chi il danno l'ha subito, a chi vive di quell'attività, all'imprenditore agricolo a titolo principale come prevede la legge che abbiamo approvato.
Quindi io invece invito il collega Piana a ritirarlo, ma nel suo interesse perchè si tratta di una norma che veramente non ha nessuna giustificazione che possa essere contenuta qui. Così come anche altre norme che secondo me modificano leggi importanti di settore, forse non sarebbe corretto che venissero introdotte nella legge finanziaria e quindi anche a qualche altro collega, visto qualche altro emendamento che adesso non cito per esigenze di tempo, andrebbe forse ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Ci è stato detto da parte di vari colleghi che l'articolo 7 è un insieme di norme, di interventi vari. Io vorrei così soffermarmi brevemente su tre argomenti. Il primo argomento interessa l'emendamento che il sottoscritto insieme al Capogruppo ha presentato a proposito di un contributo da dare al comune di Sennori, che è stato interessato da un incendio che ha distrutto buona parte della casa comunale; lo stesso emendamento è stato presentato anche dal collega Morittu ed altri.
Io dico che se vogliamo che le istituzioni di base, quindi che sono gli enti locali che sono più vicini alla gente funzionino, io credo che sia opportuno che funzioni la casa comunale e i suoi uffici. E pertanto mi ha lasciato veramente molto perplesso la dichiarazione fatta sia dal Presidente della Commissione bilancio sia dal Presidente della Giunta che si rimettevano all'Aula per quanto concerne questo argomento. Il tutto può andare bene perchè il Consiglio regionale è sovrano per quanto concerne questo, ma io credo che così come abbiamo fatto in altre situazioni, per esempio il contributo al comune di Uri, sempre per un incendio che era stato appiccato dai soliti ignoti, avessimo deciso, perchè oltre tutto non è una cifra esorbitante ma sono solamente 550 mila euro, che già la Giunta regionale avesse dato il parere favorevole per una cosa che dico che interessa molto.
Secondo, problema SAR; un problema di cui abbiamo discusso direi molto, direi troppo, purtroppo a mio avviso sono stati fatti a suo tempo degli errori, degli errori madornali durante la discussione della finanziaria, durante la discussione del bilancio, ben due emendamenti che facevano sì di poter rifinanziare per l'anno 2004 questo servizio che è importante, è stato riconosciuto da tutti, potesse avere dei finanziamenti, poi ci siamo accorti tutti quanti, a cose fatte, ci siamo strappati le vesti perchè 40-45 lavoratori rischiavano di dover tornare a casa. Ma io dico, e lo dico ai colleghi con la massima tranquillità, di stare molto attenti quando si leggono i commi, quando si leggono gli articoli, quando si leggono gli emendamenti, di pensarci un pochino di più quando si fanno determinate cose e quando si chiedono principalmente gli scrutini segreti come in quel caso.
Io mi trovo del tutto favorevole al comma 6 dell'articolo 7; è un intervento per tamponare il contingente, per dare la possibilità a questi lavoratori di poter avere lo stipendio, di pagare eventualmente i fornitori e quant'altro. È chiaro che il problema SAR non termina con questo comma, il problema SAR è un problema grosso, è stato detto da parte di alcuni consiglieri che ci sono delle proposte di legge, una anche la mia che vede me come primo firmatario in Commissione agricoltura.
Io credo che sia opportuno che la Commissione stessa, queste cose non le ha potute fare perchè è stata interessata da altri problemi sicuramente gravi come i problemi dell'agricoltura in genere, che si possa dare una collocazione esatta al SAR e io ho pensato che il SAR debba andare non all'Arpa o all'Arpas ma che debba andare come servizio dell'ERSAT, così come era stato preventivato a suo tempo. Io credo che il SAR non debba tutti gli anni, o i lavoratori del SAR non debbano tutti gli anni aspettare la finanziaria e il bilancio per sapere di che morte devono morire. Io credo che sia opportuno veramente che per il SAR venga fatta una legge particolare, almeno per quanto riguarda la mia proposta di legge, perchè possa andare come servizio dell'ERSAT.
Terzo, ed ho finito, mi preoccupano, cari colleghi, alcuni emendamenti presentati all'articolo 8 della legge regionale 15/2002; sì, interessano le cave. Io non sto qui a ricordare quello che è successo a Muros, un piccolo centro della provincia di Sassari; probabilmente coloro i quali hanno chiesto di poter coltivare una cava, qualcuno di questi pensava probabilmente che quel comune non esistesse, perchè altrimenti prima di dare quell'autorizzazione che interessava quasi il centro abitato di Muros ci avrebbero pensato parecchie volte.
Il problema è sorto per quello, è stato l'emblema della situazione che si stava venendo a creare in Sardegna. E allora da parte di tutti è stato detto che per le nuove cave sarebbe stato necessario chiedere il nullaosta dalle amministrazioni comunali. Ci siamo riempiti la bocca di questo, anzi posso dire, lo ricordo, come l'ho ricordato altre volte, che fummo attaccati con manifesti a Sassari tutti coloro i quali in un certo momento non avevano approvato un determinato emendamento, ma nel momento in cui siamo arrivati alla legge 15 approvando l'articolo 8, credo che abbiamo ridato dignità agli enti locali, perchè l'ente locale che gestisce il territorio sa che cosa si può fare e che cosa non si può fare.
E pertanto mi lasciano molto perplesso alcuni emendamenti; principalmente un emendamento soppressivo dell'articolo 8 della legge numero 15 del 2002; cioè si vuole fare piazza pulita di questo. Cari colleghi, stiamo molto attenti. E' vero che ultimamente ci sono state riunioni a proposito delle cave, ci sono state delle riunioni di quelli che sono gli imprenditori del granito, del marmo e di quant'altro; ed è stato imputato in quelle occasioni tutto il male di questo comparto a questo articolo 8. Ma io non credo che sia così! Il comparto è in crisi per altri problemi, non per quell'articolo di quella legge, perché quell'articolo di quella legge dice che solamente per le nuove autorizzazioni di cava bisogna chiedere la VIA, quindi la valutazione di impatto ambientale, e chiedere agli enti locali interessati di dare il proprio parere. Stiamo attenti a non tornare indietro e quindi dico ai colleghi: "Vediamo bene tutta quanta questa situazione", se è opportuno possiamo diminuire i due terzi, perché dice che l'autorizzazione deve essere data con una maggioranza di due terzi dal consiglio comunale, io credo che può tranquillamente bastare la maggioranza assoluta degli aventi diritto in consiglio comunale, però dobbiamo lasciare all'ente locale la decisione finale per dire che in quel territorio, in funzione dell'andamento orografico del territorio, dell'ambiente eccetera, se quell'autorizzazione debba essere data o non data dall'Amministrazione regionale. Allora cari amici io direi di pensare molto, ma molto bene prima di annullare l'articolo 8 che, come dicevo prima, ridava dignità agli enti locali, così come gli enti locali hanno sempre chiesto e così come noi in tantissime riunioni e contro riunioni alla gente abbiamo detto che così bisognava fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Intervengo sull'articolo e sugli emendamenti che ci sono facendo rilevare quello che peraltro alcuni colleghi poc'anzi hanno già fatto rilevare, che questo articolo è un po' la palese dimostrazione che tutto si può fare in queste occasioni tranne che una manovra finanziaria che è un assestamento al bilancio precedente.
Questo articolo è altresì la palese dimostrazione di come questa maggioranza, o presunta tale, ha governato e vuole continuare a governare per finire malamente questa legislatura. Non sto esagerando i termini, Presidente, me lo consenta, perché se lei va a sfogliare i 47 emendamenti solo di questo articolo, noterà che dell'opposizione ci sono certamente degli emendamenti soppressivi, e sono quelli, poi qualche altro emendamento, il resto sono emendamenti, non uso parole sconce in quest'Aula, ma sono emendamenti di consiglieri della cosiddetta maggioranza, di bottega, clientelari, che non ha senso neanche prendere in considerazione.
Allora la finiamo in questo modo, la finiamo male, la finiamo come l'avete iniziata, è la giusta fine!
La cosa che io vorrei sottolineare però a questo punto è che abbiamo innanzi come Consiglio regionale, o come presunta maggioranza, una discussione molto più ampia rispetto a questo, ci sono diversi appuntamenti dove parleremo di argomenti finanziari, c'è l'assestamento di bilancio, che discutiamo alle porte di Natale, il documento di programmazione economica e finanziaria che la Commissione terza ha appena licenziato con sei mesi di ritardo, c'è la finanziaria che è stata sottoposta all'attenzione delle forze sociali prima del documento di programmazione economica e finanziaria, c'è la rimodulazione del POR.
Pensare a questi argomenti, a queste scadenze con questo clima, con questo modo di fare davvero fa spavento. Spaventa e deve spaventare chi da questo Consiglio, da questo governo, aspetta legittimamente delle norme che diano delle risposte concrete appunto alle loro aspettative, ma così non è.
Vi sono una serie di emendamenti che sono assolutamente clientelari, si accompagnano a delle misure, a degli svarioni che via via i consiglieri della maggioranza neanche colgono. Poco fa prima di me è intervenuto il presidente della Commissione agricoltura elencando una "serie di bontà" che in questi commi dell'articolo 7 vi sono. Non si accorge neanche che al comma 2 dell'articolo 7 vi è una riprogrammazione della "268" di 14 miliardi di lire che riguarda appunto la "268" del '74 quando nella precedente finanziaria alcuni mesi fa sono stati tolti da questa legge tutti i fondi che riguardavano l'agricoltura; ma di questo non se ne rende conto il Presidente della Commissione agricoltura, forse neanche l'Assessore che chiacchiera tranquillamente col Presidente. Questo succede in quest'Aula con assoluta incapacità di governo.
Sul turismo si assiste a delle cose comiche, a degli emendamenti che sono comici, io non uso terminologia offensiva, però badate, quando si vuole modificare la legge numero 40 facendo una gara fra consiglieri di maggioranza per proporre un innalzamento dell'abbattimento del contributo in conto interessi sulla legge 40 del '93, c'è una che propone un emendamento, non ricordo neanche di chi sia, l'emendamento 85 - Rassu mi suggeriscono - che propone l'abbattimento dei due terzi del prime rate così come previsto in legge.
Badate, collega Rassu, mi dispiace dirglielo in Aula ma è già così, la legge è già così, prevede il 66 per cento, è già così, è già di due terzi. Poi concorre con lui il collega Vargiu proponendo l'85 per cento, è una bella gara! Questi due emendamenti significano che i due colleghi, non me ne vogliano assieme a quelli che hanno firmato questi emendamenti, non hanno capito nulla, assolutamente nulla, perché io in Commissione ho proposto un emendamento simile per l'abbattimento totale onde evitare tutta una serie di procedure che ormai per la Regione sarda, non per questa legge, ma per tutte le leggi di sostegno, rappresentano ormai un costo non più sostenibile come le indagini bancarie, i contratti eccetera, proprio perché il costo del danaro ormai - Presidente questo ragionamento gliel'ho già fatto in Commissione - è talmente basso per cui non si può parlare di abbattimento del 66 per cento e dell'85 per cento, portiamolo al 100 per cento e facciamo risparmiare la Regione Sardegna. Questo è il ragionamento che hanno già fatto i Ministeri nazionali, che hanno già fatto al Ministero delle attività produttive con la Sabatini, con le leggi di sostegno nazionali, questo ragionamento è già in piedi da due anni e qui stiamo facendo ancora la gara uno al 66 per cento, uno all'85 per cento, senza aver capito ciò di cui si parla.
Cari colleghi questo non è palesemente una mentalità di governo delle cose, è voler mettere un timbretto a sei mesi dalla compagna elettorale, ma non si fanno cose serie in questo modo. Potrei continuare nel lungo elenco dei 47 emendamenti di questo articolo, ma vado oltre.
Noi abbiamo invece molto a cuore alcune cose che vanno salvaguardate, io intervengo anche per questo, perché la stampa sta manipolando la questione della cartiera in modo maldestro; ed allora siccome quella è una battaglia che dura ormai da dieci anni e che bisogna salvaguardare, qui giustamente la Giunta ha previsto delle risorse per salvaguardare quel contratto di programma che con la Nebiolo Printec ridà una speranza ai quei 400 lavoratori che da dieci anni attendono una ricollocazione in quella esperienza industriale.
Poi ci sono alcune altre cose che sono condivisibili, ci sono anche delle forzature che noi stessi abbiamo proposto come quella del comma 15 sulle agenzie di viaggio; quelle le abbiamo dovuto proporre, noi le abbiamo proposte, e ce ne assumiamo le responsabilità, perché questa maggioranza non ha legiferato in questa legislatura. La legge 13 che governa le agenzie di viaggio che andava modificata, che andava rivista, corretta, aggiornata alle nuove esigenze, noi abbiamo presentato delle proposte di legge, bene, questa Commissione non ha saputo fare neanche questo. Allora con questo comma 15 poniamo rimedio anche lì ad una emergenza che viene da chi lavora, che viene da chi opera in quel settore così delicato in Sardegna.
In ultimo vorrei dedicare qualche considerazione al settore lapideo così delicato e che affronteremo fra un po' quando parleremo di quegli emendamenti in specifico. Vi sono anche qui degli emendamenti che sono tra l'altro contrastanti. Anche lì bisogna fermarsi, secondo me abbiamo fatto qualche svarione con l'articolo 8 della legge 15 del 2002. A quel settore bisogna dare delle risposte un po' più ragionate, un po' più tranquille e tranquillizzanti, salvaguardando sicuramente l'ambiente, però non può essere che ognuno di noi interviene con la sciabola in un settore che occupa nove mila persone direttamente e diecimila nell'indotto. E' una cosa molto seria e io ho apprezzato il fatto, e lo dico qui in Aula, che la Giunta, il presidente Masala in particolare, abbia mostrato la sensibilità di reintervenire in un comparto che non ha bisogno di sciabolate, ha bisogno di attenzione finanziaria perché rappresenta occupazione, rappresenta lavoro in Sardegna che va assolutamente salvaguardato.
Quando si arriverà a quel punto chiederò nuovamente che si sospendano i lavori per concertare un emendamento che dia una risposta seria non a Muros, anche a Muros, certamente, ma non sull'onda emotiva di Muros, ma che dia una risposta seria alla Sardegna oltre che a Muros.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente vorrei intervenire sull'emendamento 29 dell'onorevole Piana. Su questo argomento io ero intervenuto in Aula (se non ricordo male ero promotore addirittura di un argomento simile) proprio quando si discusse la legge 13 del 2002. Allora si addivenne a un accordo tra le parti nel quale accordo si prevedeva l'esclusione degli imprenditori agricoli a titolo principale dai benefici di questa legge e si venne a questo accordo non perché fossi convinto che fosse giusto escludere gli imprenditori agricoli a titolo principale, ma perché da un calcolo che allora si fece, approssimativo perché diversamente non avrebbe potuto essere, non si poteva conoscere il numero delle domande, l'entità delle richieste fatte da ogni singolo agricoltore, si addivenne a un accordo che i benefici venissero estesi ai pensionati del mondo agricolo e rimanessero fuori gli imprenditori agricoli non a titolo principale. E questo nonostante sapessimo anche che le direttive generali anche a livello europeo non fossero proprio allineate con quanto noi stavamo decidendo. Adesso che però la legge è stata attuata e che si sa che esistono dei fondi ancora disponibili da destinare, io mi associo alla richiesta attenta dell'onorevole Piana, che ha colto la possibilità di venire incontro anche a questo mondo, che ha sicuramente avuto dei danni e che può accedere, secondo me a ragione, proprio perché dopo che vengono soddisfatte le esigenze delle categorie che più di altre hanno diritto in quanto vivono dell'agricoltura quasi a titolo esclusivo o a titolo esclusivo, ritengo che anche gli imprenditori agricoli non a titolo principale possano prendere parte a questa divisione e fare le domande ritenendo, io, come l'onorevole Piana e credo non soli tra i colleghi, che anche loro abbiano diritto agli emolumenti e alle provvidenze della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, sull'emendamento 29 dell'onorevole Piana io mi chiedo se discutere e ragionare in quest'Aula, in Commissione serva a qualche cosa. Io ricordo quando abbiamo approvato la prima legge sulla siccità, e anche la seconda legge sulla siccità. Nella prima legge avevamo adottato un criterio molto rigoroso: si decise che soltanto le aziende agricole che operavano in agricoltura, quindi quelle che traevano dall'agricoltura il sostentamento prevalente, dovessero essere riconosciute e a quelle si dovesse venire incontro e indennizzarle per i danni subiti dalla siccità. Nella seconda legge ci fu una discussione, sempre su questo punto, perché c'era chi, io ricordo, non voleva intanto che si introducesse alcun criterio a questo proposito e che cioè tutti coloro che a vario titolo coltivavano la terra, tutti, compresi quelli che non vivevano dell'attività agricola, potessero fare domanda e poter usufruire delle risorse della legge. Poi c'era anche chi proponeva che non ci fosse un tetto massimo. Insomma, su questi due punti ci fu una discussione molto approfondita e alla fine si trovò un punto di equilibrio, e il punto di equilibrio, onorevole Liori, non è quello che propone l'onorevole Piana. Il punto di equilibrio è stato che si riconosce questo diritto alle aziende agricole che operano in agricoltura come coltivatori diretti o come imprese che operano a titolo principale in agricoltura, ai pensionati che hanno avuto la pensione come imprese agricole e poi a tutte le altre imprese agricole che sono riconosciute in quanto tali, iscritte regolarmente alla Camera di commercio, le piccole imprese agricole insomma. Adesso si vuole allargare ulteriormente, e a me pare che questa sia un'operazione poco seria. Mi chiedo anche se l'onorevole Piana abbia discusso nella sua maggioranza e con il suo Assessore, che appartiene, fra l'altro, allo stesso partito. Recuperare 40 miliardi dalla legge sulla siccità per distribuirli a pioggia un po' a tutti mi sembra un'operazione di pessimo gusto clientelare, di pessimo gusto elettoralistico. Io credo che anche l'approssimarsi delle elezioni, che questo appuntamento non possa far perdere di vista la bussola, il lume della ragione, un po' di equilibrio, quindi io invito l'onorevole Piana a ritirare questo emendamento, perché poi questo detto da chi opera dai banchi dell'opposizione, davvero il senso di responsabilità e la cultura di governo di cui parlava poc'anzi il collega Falconi non si addicono a chi, rispetto a problemi seri e complessi come questi, propone questi emendamenti.
Io ho saputo dalla stampa che l'onorevole Contu ha proposto alla Giunta, e la Giunta ha deliberato, l'utilizzo di quei 40 milioni di euro finalizzati a indennizzare gli agricoltori danneggiati dalla siccità 2003-2004. Credo che sarebbe stato opportuno che l'onorevole Contu riferisse in Commissione e in Aula su questo provvedimento, perché non si tratta di ordinaria amministrazione, si tratta di un provvedimento rilevante, sono 80 miliardi che si destinano. Credo che anche su quello ci sia una discussione da fare, perché noi non possiamo presentarci per il terzo anno consecutivo, stanti le condizioni climatiche che abbiamo vissuto tutti, però non possiamo presentarci di fronte all'Unione Europea con tre leggi sulla siccità in tre anni.
Noi abbiamo introdotto nella nostra proposta di legge, nella proposta del centrosinistra, quella che discuteremo fra non molto in quest'Aula, quella che prevede una serie di misure urgenti in favore dell'agricoltura, abbiamo riproposto il sistema delle assicurazioni a favore delle imprese per far fronte ai danni delle calamità naturali. Voglio ricordare che l'Unione Europea prevede che il costo delle polizze possa essere fino all'80 per cento a carico della Regione e che gli agricoltori debbano farsi carico soltanto del rimanente 20 per cento. A me questo sembra un modo più trasparente, più serio e che farebbe risparmiare alle casse regionali centinaia di miliardi e penso che questa sia una strada su cui lavorare, su cui muoversi.
Quindi credo che questa questione vada ricondotta nei termini reali del problema e bisogna chiedere all'onorevole Piana che la smetta una volta per tutte di pensare che gli agricoltori siano ritardati mentali, che non si rendono conto che determinate proposte hanno soltanto il senso di essere agitate per imbrogliare il prossimo, ma che non hanno nessuna serietà e come tale non ha alcuna probabilità di essere approvata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sarò brevissimo. Vorrei fare due considerazioni sull'emendamento 37 a firma dei colleghi Giovannelli, Satta e Biancareddu, problema cave.
Da sindaco intervengo in quanto quando si tratta di difendere il nostro territorio bisogna essere seri. Noi abbiamo partecipato, insieme ai colleghi che hanno firmato l'emendamento, a un incontro con i titolari di cave, maggioranza e opposizione, e in quell'incontro assieme ai colleghi abbiamo anche preso un impegno, che era quello non di chiedere la soppressione dell'articolo 8 della legge 15, ma di chiederne una modifica parziale. Invece i colleghi chiedono la soppressione totale. Io intervengo per chiedere ai colleghi se fosse possibile ritirare questo emendamento, per essere prima di tutto coerenti con gli impegni che prendiamo e, in secondo luogo, per tenere fede a ciò che diciamo in quest'Aula. Abbiamo sempre detto a chiare lettere, tutti quanti, nessuno escluso, maggioranza e opposizione, che siamo a difesa degli enti locali. Allora, se quando affermiamo queste cose ne siamo convinti, questo emendamento, per me, va ritirato. Condivido invece l'emendamento presentato dal centrosinistra sullo stesso tema e l'emendamento Rassu che è quasi identico.
Due parole le voglio spendere anche sull'emendamento 29, mi pare del collega Piana. Io mi ricordo che in quest'Aula, forse era una voce isolata, una voce sola, in occasione dell'approvazione della legge 13, a difesa degli agricoltori, disse che non era giusto quello che stavamo facendo in quel momento, però avevamo una pressione in quel momento, che era quella delle associazioni di categoria, coltivatori diretti, CIA, perché non bisogna dimenticare neanche la CIA, caro collega Ortu; le associazioni di categoria che in quel momento premevano perché si facesse un'ulteriore divisione, un'ulteriore distinzione anche fra il mondo agricolo, come in quel momento lo stesso Assessore dell'agricoltura, condividendo le richieste delle associazioni di categoria, chiese l'approvazione dell'articolo 2 della legge 13 nel modo così come era stato formulato. Bene, si è verificato che mi pare circa 150-180 miliardi su quella legge non siano stati spesi. E' vero quello che diceva l'Assessore in quel momento, quando mi ripeteva: "Non è possibile che il medico che è anche proprietario terriero possa usufruire dei contributi regionali. Non è possibile che il notaio possa usufruire dei contributi regionali. Non è possibile che il geometra, libero professionista, possa andare a pescare in quei soldi." Cosa si è verificato? Che lo stanziamento di quella legge è rimasto bloccato, perché il mondo agricolo non è fatto…io amministro un paese di mille anime, dove si vive di agricoltura, e vi posso garantire che il 90 per cento sono agricoltori, ma di questo 90 per cento probabilmente solo il 10 per cento è imprenditore agricolo a titolo principale o coltivatore diretto. Lo dissi un anno fa, lo ripeto oggi: abbiamo commesso un errore un anno fa, oggi abbiamo l'opportunità di correggerlo.
Caro collega Marrocu, hai dato un consiglio all'Assessore, quello di adottare una delibera integrando il ristoro a coloro i quali avrebbero avuto diritto a seguito delle verifiche. Ma se le verifiche ci sono state e hanno stabilito quella percentuale di danno - perché se non ci fossero state le verifiche sarebbe ancora più grave, lo dico pubblicamente, se non ci fossero state le verifiche sarebbe ancora più grave la cosa - allora sostiene il collega Marrocu che bisogna aumentare il ristoro a coloro i quali ne avevano diritto. Io, consentitemi, non sono d'accordo, perché se gli enti preposti hanno accertato un danno tra il 20 e il 30 per cento, così come prevedeva la legge, e sono stati indennizzati, così come prevedeva la legge, non riesco a capire come si può fare oggi a incrementare quel ristoro. E poi di quale percentuale, collega Marrocu? In base a quali elementi? In base a quali dati? In base a quali nuovi accertamenti?
Una considerazione la volevo fare anche su ciò che ha affermato il collega Alberto Sanna. Il collega Alberto Sanna dice che una parte di quei soldi che sono avanzati l'Assessore dell'agricoltura li avrebbe già utilizzati approvando una delibera a ristoro per la siccità 2003-2004. Questo ha affermato il collega Alberto Sanna poco fa. Tutto posso aspettarmi dall'Assessore dell'agricoltura, ma che possa prevedere anche che il 2004 sia un'annata siccitosa questo non credo. Se così fosse stato, se la delibera della Giunta è per il 2003-2004 non mi preoccuperebbe, perché la siccità va per annata agraria, quindi siamo al 2002-2003 e non ancora al 2003-2004. Già le abbondanti piogge di quest'ultimo periodo del 2003 fanno ben presagire che non ci sarà siccità nel 2004, ma questo non lo possiamo ancora dire. Quindi si tenta da parte del centrosinistra, negli interventi di stasera, di giustificare e persistere su un errore che abbiamo commesso approvando la legge 13. Io invito coloro i quali sono intervenuti del centrosinistra a riflettere. Bene ha fatto l'onorevole Piana a presentare questo emendamento, bene ha fatto a cercare di rivedere la posizione, bene ha fatto a smentire ancora una volta le associazioni di categoria, perché non è possibile che oggi si vogliano difendere pochi a discapito di molti. Noi siamo amministratori di tutti, non di pochi e né di privilegiati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente. anch'io concordo con l'osservazione di premessa che facevano tanti colleghi in riferimento alla discussione su questo articolo 7, ma io dico non solo sull'articolo 7 ma sull'intera manovra finanziaria di assestamento, per ricordare un moto, è un po' come la RAI questo articolo 7, c'è di tutto e di più. Questa è una storia che si ripete in tutte le manovre finanziarie e in tutte le leggi finanziarie. Purtroppo non rimane quasi altra strada per intervenire su materie certamente intruse rispetto alla materia di che trattasi, ma non c'è altra occasione in questo Consiglio, e il fatto che non ci sia altra occasione la dica lunga sullo stato di disordine legislativo che ha procurato la vita di questa maggioranza in questi ormai quasi cinque anni di malgoverno, mi scuserà il Presidente Masala di questa affermazione, ma mi pare che sia davvero nei fatti, non è solo un giudizio pesante, dato dall'opposizione, è un giudizio che ormai è unanimemente riconosciuto dalla comunità sarda. Anch'io per la verità sono dentro questa manovra finanziaria di assestamento, assestamento, che dire di un assestamento che arriva alle soglie di Natale e che non ha una Giunta che poi lo manderà avanti con la pienezza dei poteri, ed anch'io sono portatore di alcuni emendamenti che si classificano come emendamenti intrusi rispetto al contenuto della manovra finanziaria in senso stretto, però, insomma, sono emendamenti che servono anche a richiamare la responsabilità della Giunta su tante materie urgenti che ancora oggi sono assolutamente, come dire, disconosciute e rimosse dall'attenzione della Giunta e della maggioranza.
Stiamo riparlando della problematica delle cave. C'è un disegno di legge della Giunta, ci sono proposte diverse di consiglieri e di Gruppi dell'opposizione su questa materia, la Commissione ancora oggi non ha trovato il modo e il tempo per affrontare la materia. Quando si parla che la Commissione non ha trovato il modo e il tempo, non è che si vuol dire che la Commissione nella sua interezza, cioè maggioranza e opposizione, hanno le stesse responsabilità nel non lavoro produttivo, significa che non c'è una maggioranza e, in quanto tale, non essendoci maggioranza, nelle Commissioni o ci sono assenze, o ci sono disattenzioni, o ci sono comunque volontà ostative rispetto ai problemi che bussano alla porta e, vediamo, arrivano centinaia di persone che sulla materia "cave" reclamano attenzione da parte di questo Consiglio regionale.
Io non ritorno sul merito degli emendamenti sulle cave, dico che non avrei voluto presentare quell'emendamento che è un emendamento correttivo rispetto all'emendamento presentato da Giovannelli e più che richiamano una volontà incomprensibile, non giustificata, di soppressione del cosiddetto articolo 8 della legge 15 del 2002. Concordo con i ragionamenti fatti dall'onorevole Frau, peraltro li ho fatti anch'io nell'illustrazione di quell'emendamento, e per ultimo anche con alcune sottolineature fatte dallo stesso onorevole Cappai.
Credo che una risposta noi l'abbiamo data, una risposta responsabile, una risposta che rimuove difficoltà che sono state segnalate in ordine all'applicazione dell'articolo 8, in particolare alla cosiddetta maggioranza dei due terzi che può risultare ostativa rispetto ad una procedura snella, applicativa di quell'articolo 8, noi abbiamo detto: Va bene, i due terzi diventano maggioranza assoluta dei componenti ed aggiungiamo "Il Consiglio comunale è obbligato, entro 60 giorni, a dare risposta", se non la dà sta rinunciando ad una sua potestà che gli ha conferito questo Consiglio, ma che peraltro gli aveva conferito prima la legge costituzionale 2 del 2001 quindi evidentemente vuole rinunciare ad esercitare quel potere. Quindi credo che una risposta chiara, seria e responsabile ci sia già a questo problema, si tratta semplicemente di approvarla.
Sull'emendamento della Giunta relativo a Surigheddu, mi dispiace non ci sia il Presidente della Giunta che in quanto Presidente per l'appunto ne ha la responsabilità della proposta, ma guardate, noi stiamo proponendo 340 mila euro per Surigheddu e Mamuntanas, cioè per la guardiania semplice di quel compendio che è di proprietà della Regione da molti anni e che ad oggi in cinque anni ha prodotto una passività di un 1 milione e 700 mila euro. Ricordo al Presidente Masala e all'Assessore dell'agricoltura che nel '99 vi era la soluzione al problema di Surigheddu e Mamuntanas perché era stata espletata una gara d'appalto, è stata sospesa quella gara d'appalto, è stata annullata, è stata ribandita nel nome della conservazione della integrità di quel compendio territoriale agricolo, a tutt'oggi sono passati cinque anni, niente si è risolto e la famosa procedura di gara è ancora lì sospesa in un limbo, intanto tutto questo è costato un milione e 700 mila euro di passività alla Regione per la mera guardiania, anche questo mi pare che sia un chiaro esempio di malgoverno e inconcludenza da parte di questa maggioranza e delle Giunte regionali che sino ad oggi si sono succedute in questa nostra Regione.
Sugli emendamenti 16 e 17 non ci voglio ritornare, vogliono solo ricordare al Presidente Masala che mi ha molto sorpreso il fatto che lui si sia, sto parlando del finanziamento al comune di Sennori che si trova ancora oggi in condizioni di non assolvere ai servizi primari in quanto la casa comunale, seppure con un intervento d'urgenza a carico del bilancio comunale, non è ancora riuscita a ripristinare la sua agibilità. Voglio solo dire al Presidente Masala, a me meraviglia che il Presidente non abbia dato il parere positivo a questo emendamento in quanto la stessa Giunta regionale aveva già presentato un emendamento simile in Commissione e sono rimasto sorpreso che questo emendamento non sia stato riproposto all'Aula da parte della stessa Giunta regionale, ma sono rimasto ancora più sorpreso del fatto che non abbia il Presidente Masala dato il parere positivo ad un emendamento che nel merito è simile, uguale a quello che la Giunta regionale aveva presentato in Commissione.
Io ho presentato anche due altri emendamenti con l'obiettivo uno di ricordare un problema, sto parlando dell'emendamento numero 72 dove ripropongo la questione dei piani territoriale paesaggistici annullati. Piani territoriali paesaggistici annullati che hanno avuto la sorte che hanno avuto nella proposta di legge approvata unanimemente in Commissione e rigettata dall'Aula nel senso che a voto segreto non si è passati all'esame degli articoli. Io ripropongo questo problema non per essere noioso, ma per ricordare al Presidente Masala che niente è stato fatto dalla Giunta regionale e da lui stesso nonostante la diffida che è stata presentata, nonostante le varie promesse che sono state fatte di intervento urgente per ripristinare la tutela di compendi di assoluto pregio, interesse e delicatezza in Sardegna, è stato solo, mi dicono, ma ancora il Consiglio non ne è in possesso, pare sia stato approvato una sorta di emendamento a disegni di legge precedenti, Milia, Onida, pare il 7 di novembre, almeno io l'ho visto all'ordine del giorno della Giunta il 7 novembre, a tutt'oggi questa pratica non è arrivata in Consiglio. Io ricordo al Presidente Masala che la materia che è stata oggetto di un disegno di legge da parte della Giunta, mi riferisco al condono edilizio, quello nazionale, ha un riferimento preciso alle zone di tutela e se non le ripristiniamo queste zone di tutela noi ci troviamo in Sardegna, i 300 metri dal mare, Presidente Masala, non sono sufficienti per risolvere la questione, perché sappiamo che i PTP entrano in molte parti del territorio molto più in là dei trecento metri e non mi pare che alcuni compendi anche interni della Sardegna siano di minore pregio, e quindi meritino minore tutela di alcuni compendi territoriali costieri. Quindi io ripropongo all'attenzione questa problematica con questo emendamento e ne chiedo davvero una discussione e una approvazione da parte del Consiglio.
In ultimo io parlerò per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 81 che anche questo era stato a suo tempo approvato dalla Commissione all'unanimità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Non era mia intenzione intervenire in questa discussione generale perché la discussione dell'articolo 7 e relativi emendamenti non tanto e non solo per la difficoltà dell'impresa, perché si tratterebbe di dire una parola almeno su un articolo composto da 17 commi dei quali ognuno meriterebbe una trattazione, accompagnato peraltro questo articolo 7, mi pare che sono arrivati adesso gli emendamenti ai emendamenti, oltre 50 proposte di modificazione, che già di per sé fanno un corpus considerevole di normativa sostanziale tale per cui la ratio, la natura e l'utilità della disposizione che si discute, cioè l'assestamento di bilancio, non c'entra più pressoché niente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA
(Segue COGODI.) L'idea di non intervenire pertanto era fondata su una presunzione sbagliata, sul fatto cioè che la gran parte delle proposte emendative, soprattutto quelle più solitarie, quelle più singolari, avessero un po' quel significato di dire qui e fuori di qui "ma io la proposta l'ho fatta, ci sono anch'io". Invece accade che la discussione si apre, si sviluppa e si accende quasi che noi con questo articolo 7 di questa spilorcia manovra di assestamento di bilancio, dovessimo rivisitare tutta la normativa sostanziale della Regione e porre rimedio a tutto quanto finora in anni e anni non si è riusciti a porre rimedio. Mi ero sbagliato, perché quei colleghi solitari e singolari insistono nella loro impresa, o ritenuta tale, e pretendono di affrontare in sede impropria e nel momento e anche nel modo sbagliato una serie di questioni di tale rilievo che non sono affatto ben risolvibili in questa sede.
È già iscritto all'ordine del giorno dopo questo argomento, per unanime parere espresso da tutti i Gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, quindi si può dire per atto consiliare, il provvedimento d'urgenza, speciale, relativo all'agricoltura, provvedimento in materia agricola per il quale si è tenuta una riunione cosiddetta straordinaria e preliminare del Consiglio regionale; una serie di riunioni della Commissione agricoltura in deroga persino rispetto ai lavori ordinari del Consiglio regionale e di altre Commissioni ritenendosi, da parte di tutti, che vi fosse urgenza e preminenza che la materia agricola in via d'emergenza in questa fase per le manifestazioni in corso, dei coltivatori, dei pastori, degli imprenditori agricoli, di tutto il mondo delle campagne, dovesse essere affrontato, non dico e non pensiamo sicuramente in modo definitivo e completo, ma almeno in via di emergenza e appena appena serio, organico. E allora che c'entrano le anticipazioni in assestamento che vengono presentate non su piccole partite, ma su partite enormi? Sulla rivisitazione, addirittura sulla modificazione profonda dell'equilibrio complessivo che già alcune leggi in materia agricola di recente hanno conosciuto, anche per accordo tra i Gruppi politici e tra i Gruppi politici e le associazioni esponenziali di quegli interessi che sono interessi non uniformi, sono anche interessi differenziati, talora anche in qualche modo contrapposti e che vanno ricondotti in qualche modo a sintesi, ad equilibrio e a utilità complessiva di un comparto, quello dell'agricoltura e della pastorizia in questa nostra Regione che è tanto fondamentale da richiamarsi la necessaria attenzione continua del Consiglio regionale ma anche un'attenzione seria? Si discusse un anno fa, e a lungo, se i contributi per la siccità dovevano essere ripetuti in questa Regione a pioggia come fu fatto vent'anni fa o circa vent'anni fa, venti no, ma diciassette, diciotto anni fa, o se invece andava fatta una manovra seria e selettiva e si convenne appena un anno fa che l'intervento avrebbe dovuto essere in questa fase serio, tale da aiutare per davvero il produttore, il coltivatore, l'addetto al settore agricolo che principalmente si impegna in quel campo e però evitare una dispersione di risorse che alla fine appunto impegna molto e ottiene poco sul piano dei risultati. Chi pensa di essere migliore degli altri o di fare più bella figura adesso dicendo: "Ma riestendiamo a tutti", che l'imprenditore agricolo sia a titolo principale, cioè lavori, campi, si impegni in quell'attività o non sia a titolo principale, cioè sia anche un qualsiasi investitore, facciamo tutti uguali. È un passo indietro! Non fa bene né all'agricoltura, né alla politica e neppure all'igiene pubblica, perché si tratta di disporre di decine e decine di miliardi, qui si approssima come dire un'apertura di credito di 80 miliardi parlando in lire, che di questi tempi, in questa Regione per i mille problemi aperti anche nell'agricoltura, con i mille drammi inaffrontabili, e dice che sono inaffrontabili questa Regione, e lo dice l'Assessore dell'agricoltura, lo dice l'Assessore della sanità, lo dicono un po' tutti che tutto quello che si dovrebbe perché sarebbe giusto poter affrontare non si può, e si fa un ragionare che non è un ragionamento. Perché sono avanzati dei soldi. Questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma che cosa vuol dire? Sento diversi colleghi, ho sentito Cappai, quasi che i soldi, e parliamo di centinaia di miliardi, fossero una cosa che questa Regione e le sue leggi depongono da qualche parte un malloppo, gli si dà sì una destinazione però se non sono tutti utilizzati per quella finalità specifica non dovrebbero essere meglio utilizzati sempre, magari in quello stesso comparto, parliamo di agricoltura con le mille sofferenze e mille problemi aperti, e invece sono rimasti, sono avanzati, sono diventati res nullius. Chi ha la mano più lunga ci arrivi prima e se li prenda, e io mi faccio portavoce, antesignano, corifeo di questa indicazione, così qualcuno mi ricompenserà, avrò quattro voti.
Io sono sicuro che se la gente ragionerà, la gente delle campagne, a chi propone questo metodo di intervento nell'agricoltura darà non solo quattro voti, ma quattro voti in meno e quattro calci nel sedere! Perché non è un modo questo di parlare seriamente della sofferenza e del dramma dell'agricoltura e della pastorizia in questo momento quando domani si inizierà, o dopodomani o quando sarà, ma se insistete così sarà tra un mese, a discutere della legge agricola, quella di merito. Sarete ancora a dire: "Si dovrebbero, dover fare, poter fare molte cose, non ci sono le risorse" e allora se questo in qualche modo anche immagino per la buona gestio che si è avuta di una legge che nel momento del dramma rappresentava forse un danno ancora superiore, in parte recuperabile a migliori finalità, sempre nel comparto agricolo, perché disperderlo? Cosa è che è avanzato?
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Non è avanzato bellamente nulla, e questo vale per il settore agricolo, vale per altre cose che in questa legge di assestamento si sono volute inserire e richiederebbero e richiederanno, se rimarranno, giorni di discussione, perché il fatto che siamo sotto Natale non vorrà dire per noi, che noi lasceremo passare indenni da valutazioni e da critica, da considerazione ogni e qualsiasi norma che riguardi aspetti rilevanti della vita politica ed economica di questa Regione. La legge dell'agricoltura la volete affrontare, quella di merito o no? E il Dpef lo volete discutere prima che scada l'anno al quale si riferisce o no? E l'esercizio provvisorio, perché non si blocchi la Regione, lo volete almeno quello portare in Consiglio o no? Almeno la proposta di bilancio preventivo mai accaduto che stia per scadere l'esercizio finanziario e non risulti neanche presentato in Commissione, ancora manco presentato in Consiglio il bilancio preventivo dell'anno prossimo, vorrete iniziare prima o poi a occuparvene o no? O il marasma politico di questa maggioranza che non è maggioranza, di questa Giunta che non è Giunta dovrà continuare a...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Sì, non solo l'istituzione, non solo la politica, ma anche il buon senso che ancora da qualche parte resiste in questa Regione, non so quanto in quest'Aula, ma di sicuro nella società sarda.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola perché mi dà l'impressione che sulla materia che è stata sollevata attraverso l'emendamento del collega Piana e attraverso l'emendamento del collega Rassu ci siano da precisare alcuni punti essenziali.
Io vorrei ricordare che nell'annata passata noi abbiamo varato una legge, che è stata frutto di un accordo tra tutti i Gruppi politici e anche tra le organizzazioni professionali, che ha esteso rispetto alla vecchia legge sulla siccità le provvidenze, non soltanto ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale, ma anche ai coltivatori diretti pensionati; e poi ci siamo dimenticati che abbiamo fatto una riserva di circa 26 miliardi a favore anche dei cosiddetti non professionali, purché non fossero dei grossi agrari; io dico la giusta parola perché va detta, cioè purché non avessero oltre un dipendente.
Allora, io capisco che da un punto di vista imprenditoriale ci possa anche essere l'imprenditore notaio, medico, avvocato, che pur avendo altri introiti possiede probabilmente estensioni molto vaste di terreno e quindi possa avere anche quattro, cinque, sei dipendenti nella sua azienda agricola. Però, diciamocela tutta, la ratio per poter ristorare coloro i quali erano colpiti dalla siccità era una ratio diversa, non è che la Regione sarda debba indennizzare per forza chiunque abbia avuto un danno; no, la Regione sarda deve indennizzare coloro che lavorando in agricoltura e avendo quindi come unico reddito il reddito agricolo, non hanno altre entrate, non hanno altro salario, non hanno altro stipendio, perché in ultima analisi sappiamo benissimo che lo stipendio dell'agricoltore diretto o dell'imprenditore agricolo a titolo principale è dato soltanto dal suo reddito agricolo. Quindi è giusto che venga risarcito se non ha un salario; è come un disoccupato cui diamo l'indennità di disoccupazione, cui diamo la CIG, o come diavolo si chiama. Ma francamente estenderlo anche a coloro che sono grossi agrari, perché di questo si tratta, francamente non mi trova favorevole.
L'onorevole mio collega Capogruppo ha detto che nel suo paese, Guamaggiore, la maggior parte non sono coltivatori diretti, ed ha ragione. Da un'indagine che ho voluto fare in questo tipo di paese, risulta però che la maggior parte sono o coltivatori diretti pensionati, e quindi rientrano, mentre l'altra volta non rientravano, e poi tutti gli altri di grossi agrari io a Guamaggiore ne ho trovato ben pochi, per la maggior parte si tratta di gente che al massimo ha il numero di ore lavorative pari a una, quindi anche se non sono professionali, posso garantire, collega Cappai, che rientrano senz'altro nelle provvidenze della legge sulla siccità.
Il problema non esiste, dai calcoli che abbiamo fatto rimarranno esclusi in tutta la Sardegna al massimo mille persone, forse trecento-quattrocento a Sassari, trecento-quattrocento a Cagliari. Di casi in cui si tratta di grossi agricoltori, non di grossi agricoltori professionali o di imprenditori, ma di grossi agricoltori che non solo sono agricoltori ma hanno anche altre professioni o sono funzionari dello Stato o funzionari di enti pubblici.
Quindi a rigore di termini, e cerco di concludere, non mi sento di accogliere questo emendamento per questi motivi; così come al collega Rassu voglio dire che quello che ha affermato nel suo emendamento esiste già in legge, l'imprenditore... Scusi, lei ha fatto un po' di confusione, mi perdoni, glielo chiarisco subito. Vedrà che mi darà ragione. Nella legge c'è scritto "imprenditore agricolo a titolo principale". L'imprenditore agricolo a titolo principale per norma europea è colui il quale dedica almeno il 50 per cento delle ore lavorative e guadagna almeno il 50 per cento, non occorre che sia iscritto all'I.N.P.S. Bravo, è lì... Mi faccia finire. La legge non lo dice, sono d'accordo con lei, c'è stato un errore di interpretazione da parte di alcuni ispettorati che hanno chiesto l'iscrizione all'I.N.P.S., ho già fatto correggere questa interpretazione, perché per la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale non è necessaria l'iscrizione all'I.N.P.S., ma come giustamente lei ha detto l'iscrizione alla Camera di Commercio. Quindi stia tranquillo che può ritirare tranquillamente il suo emendamento perché esso è già contenuto nella legge.
Devo dire un'ultima cosa per quanto ha detto Alberto Sanna, e cioè la delibera che io ho presentato in Giunta riguarda purtroppo i danni del maltempo non dovuti alla siccità, ma dovuti purtroppo, onorevole Cappai, non al 2004, ma al 2003 già passato, cioè il colpo di calore; sto precisando esattamente di che si tratta, noi nel 2003 abbiamo avuto un colpo di calore tra giugno, luglio e agosto che ha rovinato la coltura di pomodori industriali e abbiamo i dati della Casar, la coltura della barbabietola, e abbiamo i dati ugualmente dello zuccherificio, ha rovinato gli agrumeti al settanta per cento che in Sardegna hanno avuto la cosiddetta "cascova", e infine ha rovinato le foraggiere autunnali e invernali, cioè ha rovinato alcune colture, non tutte. Su quelle colture siamo costretti a intervenire perché purtroppo dagli accertamenti fatti dai nostri ispettori il danno risulta.
Per il futuro sono d'accordo col collega Alberto Sanna che sarà opportuno non intervenire più a pioggia, ma far sì che le imprese vengano assicurate attraverso l'ottanta per cento di contributo che può dare la Regione e quindi questo problema sarà impostato e risolto diversamente, ma questo accadrà dopo il 2004. Nel 2003 dobbiamo andare ancora avanti con l'attuale legislazione.
PRESIDENTE. Presidente Masala, vuole completare la replica? Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Soltanto per dire che la Giunta non poteva presentare l'emendamento su Sennori, tanto per intenderci, perché a ciò aveva provveduto ed è stato bocciato dalla Commissione, e quindi doveva necessariamente tener conto del parere della Commissione.
Relativamente al problema dell'articolo 8 della legge 15, è da dire che effettivamente occorre tener conto, e quindi conciliare l'esigenza di non danneggiare le imprese e quindi le esigenze di occupazione, perché si tratta di numerose persone che lavorano nel settore senza con questo voler evidentemente comprimere l'autonomia locale. Credo che un giusto equilibrio tra le due esigenze debba essere assolutamente trovato. Certo è che con la richiesta dei due terzi dei voti del consiglio comunale sicuramente non si fanno né vecchie né nuove concessioni.
Relativamente ai due emendamenti che hanno occupato praticamente la discussione, le ragioni di merito che sono state portate dall'assessore Contu dovrebbero essere più che sufficienti per indurre i presentatori al ritiro degli stessi. Se ciò non fosse sufficiente, occorre dire che per quanto concerne l'emendamento numero 29, lo stesso, nonostante la valutazione in 40 milioni la spesa, la stessa non trova copertura, perché c'è una valutazione, però è incerta la somma che rimane disponibile tra quelle cosiddette non impegnate nel fondo dell'agricoltura perché esistono numerose, centinaia di domande che sono ancora in corso di istruttoria. Ci sono addirittura 7 mila domande, e quindi diciamo che occorre la certezza della copertura e non una copertura addirittura incerta. Per quanto concerne l'emendamento 86 credo che l'onorevole Rassu provveda al ritiro, ma qualora non lo facesse lo stesso sarebbe anche inammissibile perché manca anche la quantificazione della spesa, non ha copertura.
PRESIDENTE. Passiamo ora alla fase della votazione. Ho bisogno che un collega segretario dell'opposizione prenda posto in Presidenza. Iniziamo a votare dall'emendamento soppressivo parziale numero 42, primo firmatario l'onorevole Secci. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 42 soppressivo parziale, primo firmatario Secci, è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto. Se tutti i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione. È annullata la votazione, quindi adesso prendiamo posto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 42, soppressivo parziale.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 35
Contrari 35
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - TUNIS - USAI.)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 65. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sulle modalità di voto per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 65.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 40
Contrari 32
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 66. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di voto. Chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 66.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 37
Contrari 35
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
Metto in votazione l'emendamento numero 67. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 67 è ritirato. E volevo comunicarle il ritiro anche del 68 e del 69.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 68 e 69 sono stati ritirati. Metto in votazione l'emendamento numero 70. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sulle modalità di voto, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 70.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 39
Contrari 31
Voti nulli 1
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
L'emendamento numero 71 era stato ritirato, quindi metto adesso in votazione...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'emendamento numero 71, ritirato, lo facciamo proprio.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 71, Sanna Gian Valerio, Fadda, "Il comma 17 dell'articolo 7 è soppresso", è stato fatto proprio dall'onorevole Balletto, quindi lo metto in votazione...
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiediamo la votazione a scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto consiglieri che appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CORONA, PILO, PILI, GIOVANNELLI, SATTA, DIANA.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 71.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, vuole dichiarare il suo voto?
CUGINI (D.S.). Contrario.
Rispondono sì i consiglieri: PETRINI - PIANA - RANDAZZO.
Rispondono no i consiglieri:BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 3
Contrari 65
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Vorrei chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Si tratta di un comma aggiuntivo mi pare al comma 13, quindi dovrebbe essere decaduto.
PRESIDENTE. Grazie per la segnalazione, onorevole Pisano. Facciamo la verifica, quando ci sono votazioni a ripetizione è probabile che succedano... Allora, confermo quanto dichiarato dall'onorevole Pisano. L'emendamento è decaduto.
Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, un chiarimento, vorrei sapere quali commi sono sopravissuti.
PRESIDENTE. Andiamo con ordine, se i colleghi vogliono prendere nota, sono sopravissuti gli emendamenti numero 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14, 15, 16 e 17.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Volevo un chiarimento, Presidente. Vorrei capire perché è decaduto questo articolo, se non si tratta di emendamento all'emendamento, ma semplicemente cita un comma dopo il quale seguirebbe questo. Vorrei un chiarimento sulla procedura.
PRESIDENTE. La prassi, onorevole La Spisa, mi viene fatto osservare, è che quando decade un comma trascina con sé anche tutti gli emendamenti che a quel comma sono stati presentati.
Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo, signor Presidente, che il Regolamento del Consiglio e la sua ratio fondamentale, che è quella di consentire che l'Assemblea legislativa in autonomia, in coscienza e consapevolezza, faccia le leggi della Regione non possa essere derogato, il Regolamento del Consiglio e la sua ratio, da nessuna prassi. Io ricordo benissimo di avere in altra occasione sollevato questo problema e, trattandosi di materia molto marginale e secondaria, di non aver insistito più di tanto, nel senso che prassi non ce n'é, sicuramente c'è un qualche precedente controverso, ma non può essere, anche esistesse prassi per distrazione, che il potere del Consiglio di fare le leggi possa essere derogato.
L'emendamento di cui ci occupiamo non è aggiuntivo al comma 13, perché se io intendo aggiungere qualcosa a una norma è chiaro che nel momento nel quale cade la norma cade anche la possibilità di aggiunta. L'emendamento è puramente e semplicemente collocato, come proposta, dopo l'articolo 13, dopo il comma 13. Si dice: "Dopo il comma 13 è aggiunto…". Siccome questo vale anche per altri successivi emendamenti, non può essere che una norma del tutto autonoma, che solo come numerazione assumerebbe il 13 bis, se ci fosse il 13, se non c'è il 13 sarà 12 bis, e poi in coordinamento prenderà il numero che deve prendere, ma è una norma del tutto autonoma che il proponente ha ritenuto di collocare lì, per una semplificazione di lettura. Ma non è coerente, connesso al comma 13. Ha ragione il collega La Spisa ad aver sollevato la questione, io la ripropongo. Credo che debba essere nell'incertezza, se si ritenesse, comunque la questione risolta dal Consiglio. Però, una norma che viene collocata dopo un'altra e ha una totale autonomia di contenuto e pure una totale autonomia formale, non può essere, sennò diventa una cabala, cioè che una proposta normativa resti o non resti per la valutazione del voto del Consiglio diventa una lotteria, e non può essere. Il Consiglio regionale procede con ordine e con razionalità.
Mi rendo conto che il Presidente ha dovuto tener conto di qualche precedente, ripeto, per altro controverso, però si trattava di questione molto accidentale che però non può essere assunta come antefatto sufficiente per ritenere che la sola collocazione seriale della norma che si propone prevalga sulla sostanza sia di contenuto che di forma che la proposta normativa comprende.
Io ritengo che a norma di Regolamento, quindi, o il Presidente ritiene di valutare più approfonditamente la questione o che debba comunque rimettere all'attenzione del Consiglio la soluzione del problema.
PRESIDENTE. Allora, sospendo la seduta per due minuti rimanendo in aula, perché ho bisogno di un approfondimento tecnico con gli uffici. Riprendiamo tra qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 08, viene ripresa alle ore 19 e 16.)
PRESIDENTE. Colleghi, per quanto riguarda l'emendamento numero 1 ribadisco quanto avevo affermato precedentemente: essendo decaduto il comma si dichiarano decaduti anche tutti gli emendamenti ad esso collegati.
COGODI (R.C.). Non è collegato!
PRESIDENTE. Passiamo quindi all'emendamento numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). sull'emendamento numero 1, Presidente, per capire se è possibile, perché francamente a me pare alquanto singolare che la Presidenza consideri una cosa aggiuntiva decaduta perché è decaduto l'articolo precedente. Qui stiamo parlando d'altro, perché nell'articolo 7 c'è tutta una serie di provvedimenti che in qualche misura sono onnicomprensivi di tutta una serie di provvedimenti che sono in essere. Quindi io francamente non capisco questo atteggiamento. A me sembra che questo emendamento debba essere in qualche misura messo in votazione perché non implica nessuna considerazione relativa all'articolo 7, è una cosa in più, è diverso.
Quindi io credo, signor Presidente, in alternativa, se non è possibile trovare una soluzione per porre in votazione questo emendamento, che ci sia l'impegno, signor Presidente della Giunta...
PRESIDENTE. Presidente Masala, vuole prestare attenzione all'onorevole Calledda, che sta intervenendo?
CALLEDDA (D.S.). Che ci sia l'impegno da parte della Giunta e da parte del Consiglio, essendo questo un emendamento che dal punto di vista dell'impatto sociale potrebbe consentire a centinaia di cittadini che si trovano in condizioni talmente precarie di avere la possibilità di vivere nella legalità, per essere chiari.
Allora io chiedo che questo Consiglio, la Giunta regionale, se tecnicamente non è possibile mettere in votazione questo emendamento, ci sia la disponibilità, la certezza che in tempi molto brevi e rapidi, per esempio quando andremo a esaminare l'esercizio provvisorio, che questo emendamento venga ricompreso nell'esercizio provvisorio, impegnando però, signor Presidente, non è tanto, come dire, assumere un impegno, lo mettiamo nell'esercizio provvisorio, impegnando il Consiglio a dare una soluzione a questo problema, perché non è un problema del consigliere Calledda, non è un problema del centrosinistra, è un problema che riguarda tutto il Consiglio regionale. Quindi, voglio dire, se c'è questa volontà, signor Presidente del Consiglio, io credo che possa essere in qualche misura utilizzato anche questo tipo di procedura.
PRESIDENTE. Onorevole Calledda, io voglio chiudere questa discussione perché mi ero già pronunciato su questa questione e mi sono ripronunciato, quindi non ho nessuna intenzione di continuare a discutere su questo punto. Dobbiamo passare all'emendamento numero 2. Mi pare che il presidente Masala sia disponibile ad accogliere la proposta avanzata dall'onorevole Calledda in merito all'eventuale riproposizione dell'argomento in una sede diversa da questa, e quindi possiamo andare oltre.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Solo per dire che l'onorevole Calledda ha le prerogative di presentare l'emendamento. L'emendamento può essere ripresentato alla prossima occasione utile, lo presenta lei. Questo non è un problema.
PRESIDENTE. Questo era chiaro. Onorevole Cogodi, su che cosa intende intervenire?
COGODI (R.C.). Sul Regolamento rapidissimamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul Regolamento. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire, signor Presidente, che io dissento dall'interpretazione e dalla decisione che è stata comunicata all'Aula, e mi pare di ricordare, adesso non ho la norma sott'occhi, ma qualora così fosse, chiedo che si dia corso alla mia richiesta e qualora non vi sia, sull'interpretazione, unanimità di consensi, debba comunque pronunciarsi l'Aula, anche perché la pronuncia presidenziale è stata a dir poco perplessa, perché prima ha messo in votazione l'emendamento, poi l'obiezione inopinatamente, infondatamente secondo noi, è stata sollevata dal collega Pisano, e quindi si è tornati allora sulla decisione già assunta.
Io concordo sull'assunto che il Presidente ha comunicato, cioè che decadono gli emendamenti collegati alla norma che è decaduta, però quando si tratta di emendamenti non collegati, e infatti questo non è collegato, perché dopo vuol dire dopo, più in là, non vuol dire connesso, e non è collegato abbiamo detto né sul piano sostanziale né sul piano formale. Questo è un precedente in questi termini, non in altri, è un precedente che scardina una gran parte della potestà legislativa del Consiglio regionale. In ogni caso, se il Presidente insistesse…
MURGIA (A.N.). Tempo!
COGODI (R.C.). Il tempo lo sto impegnando anche per te se riesci a proporre qualcosa che valga in questo Consiglio regionale. Se il Presidente insistesse, rimanga certificato il dissenso netto, perché si tratterebbe, insomma, di una interpretazione.....
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Si tratterebbe di un'interpretazione che lede in concreto le potestà del Consiglio regionale. Io insisto. Sulla formula adottata concordo quando si tratta di emendamento collegato. In questa fattispecie non vi è collegamento né sostanziale né formale; è come dire che io accetto di prendere il caffè dopo la frutta. E se non prendo la frutta vuol dire che non mi danno neanche il caffè? Non esiste, sono due cose distinte.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Naturalmente è stato registrato il suo dissenso.
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Emendamento numero 9 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto consiglieri che intanto appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, SELIS, GRANELLA, Emanuele SANNA, SECCI, MARROCU, DETTORI.)
Sull'emendamento numero 9 della Giunta regionale è stato chiesto il voto elettronico palese.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 9.
CORONA (F.I.-Sardegna). Come mai quattro voti nella fila dell'onorevole Sanna?
CUGINI (D.S.). Non sai contare!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. La votazione è annullata.
Se tutti i colleghi sono al loro posto stiamo votando l'emendamento numero 9.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9. Invito il consigliere Liori a esprimere il proprio voto.
LIORI (A.N.). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: COGODI.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 67
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10. Invito il consigliere Dore ad esprimere il proprio voto.
DORE (La Margherita-D.L.).Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri:BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risponde no il consigliere: PACIFICO.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - SANNA Salvatore.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 63
Astenuti 2
Maggioranza 32
Favorevoli 62
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, io faccio una dichiarazione di voto e dichiaro la mia astensione sull'emendamento numero 11. Ritengo che sia irresponsabile considerare il problema delle strutture universitarie con questo genere di parzialità. La Sardegna ha nel suo territorio una molteplicità di realtà universitarie periferiche che costano sulle spese generali e che avrebbero avuto bisogno di un emendamento di carattere molto più generale che tenesse conto anche delle altre realtà. È compito della Regione fare norme di carattere generale e affrontare i problemi nella loro complessità. Ne prendo atto però, pur riconoscendo la legittimità di questo emendamento, non ritengo opportuno sostenerlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dichiarare comunque, anche su questo emendamento della Giunta regionale, un voto di astensione.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, assessore Fois, se vuole intervenire può chiedere la parola, sta intervenendo l'onorevole Cogodi, per cortesia!. Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho detto comunque perché ho espresso voto palese di astensione anche su precedenti emendamenti che avevano pure una loro dignità come idee, come proposta, come possibilità di intervento, ma per una ragione: perché gli interventi significativi, di valore in questa Regione, non possono essere scelti caso per caso, mirati ad personam, fatti ad hoc con un articolo di legge, perché anche un emendamento una volta approvato è un articolo di legge. In materia di opere pubbliche, anche le opere più nobili, anche i servizi sociali, anche i servizi culturali, anche i servizi religiosi, anche i servizi universitari, debbono essere pensati e realizzati in base a un programma generale che la Regione sia capace di fare, non richiesti, non patrocinati di volta in volta quando passa il treno della finanziaria o il treno dell'assestamento o addirittura quando il treno è già ripartito, perché è un emendamento della Giunta questo, la proposta era della Giunta, perché se era un'esigenza oggettiva la Giunta non l'ha neppure proposta originariamente, evidentemente c'è stata una domanda su questa come su altre opere importanti e di carità e la Giunta, fa la bella figura di aggiungere. Faccio questa dichiarazione - così evito di intervenire successivamente - che ha un valore di carattere generale e vale anche per tutti i successivi emendamenti che a uno a uno hanno una loro dignità ma che, estrapolati, tolti da un disegno e da un intervento complessivo, sono cose giuste che creano cose ingiuste. Mi riferisco per esempio agli emendamenti dove si prevede di attribuire fondi a alcuni comuni che hanno avuto le strutture comunali, a partire dai municipi danneggiati o per incendio o per altre cause. Ma perché solo quei comuni? E se vi fossero altri comuni in questa Regione ugualmente danneggiati per atto doloso o per incendio o per altra ragione, e se il comune del mio paese natio è stato pure incendiato qualche anno fa, e io che sono consigliere regionale e mi sento consigliere regionale della Sardegna e non di un paese, anche di quel paese, e non di un territorio, anche di quel territorio e aspetto, e gli amministratori per bene aspettano che quando hanno diritto la Regione adotti un programma e aiuti i municipi tutti che sono nella stessa condizione a ricostruirsi e se non c'è un consigliere qui di quel paese o di quel comune o di quel territorio che presenta l'emendamento e può dire: "L'ho fatto io", quel diritto perché deve essere calpestato? Perché non fare una norma che c'è già peraltro? Si impingui un capitolo di spesa e si dica, si dia una direttiva alla Giunta che faccia un programma che sovvenga le amministrazioni comunali che in tema di servizi propri, i municipi, in tema di servizi culturali, le università, per quanti hanno questo tipo di esigenze, in tema di servizi anche religiosi, perché no? E in tema di servizi culturali, perché no? E tutto quanto si abbia un programma di spesa che tenga conto delle priorità, dei bisogni, di un criterio di equilibrio e anche di diffusione e distribuzione nel territorio e tra le popolazioni. A me parrebbe che questo sia il compito del consigliere regionale e delle sue leggi, non quello di definire caso per caso ad hoc a chi e quando attribuire finanziamenti qualche volta peraltro anche cospicui che, ripeto, sono diretti a fin di bene, ma possono creare a latere altre ingiustizie.
PRESIDENTE. Vuole dichiarare il suo voto, onorevole Cogodi!
COGODI (R.C.). L'ho detto all'inizio che era di astensione. Almeno in questo mi darà atto, prima sull'interpretazione no, ma…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa.
COGODI (R.C.). E io accetto le sue scuse, l'ho detto all'inizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DETTORI (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Velocemente per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 11, esattamente come ho votato a favore per l'emendamento numero 10 perché mi piacerebbe capire che differenza c'è tra un finanziamento mirato alla ristrutturazione di un palazzo arcivescovile di Cagliari e invece a un'istituzione universitaria che abbiamo sempre detto essere il luogo dove è possibile far sì che vi sia la formazione di un numero sempre maggiore di studenti perché quel territorio faccia sì che sia al centro dell'attenzione dell'intera Sardegna. Concordo sul fatto…
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dettori.
DETTORI (Gruppo Misto). Prego, non ha importanza.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Prego onorevole Dettori.
DETTORI (Gruppo Misto). Questo Consiglio regionale ogni giorno dà dimostrazione dell'autorevolezza a se stesso oltre che ai sardi. Credo che sia molto giusto esprimere i propri punti di vista che possono condivisi oppure no. Il problema del rispetto non attiene a questa Assemblea, Presidente, mi dispiace molto. Io sono assolutamente convinta che non è possibile da parte di una Giunta seria quale questa non è, una programmazione così spezzettata che fa interventi mirati, che evita di fare una programmazione seria e complessiva per tutte le materie e infatti in questo senso lancio anche un appello ai colleghi nel centrosinistra affinché in finanziaria non presenteremo neanche un emendamento con richieste specifiche perché questa era la riforma che noi del centrosinistra nella passata legislatura avevamo voluto fare, evitare che la finanziaria e l'assestamento di bilancio fosse un autobus in cui tutti potessero salire e tutti potessero dire tutto e il contrario di tutto. Pertanto, come ho votato sì all'emendamento numero 10, voterò sì all'emendamento numero 11, ancorché si tratti dalla mia città natale, ma se anche non lo fosse stata, per lo stesso motivo avrei votato allo stesso modo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Molto brevemente innanzitutto per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 11, ma per chiarire ai colleghi che si tratta di un parziale, molto parziale, recupero di somme che sono andate in perenzione e si tratta di somme molto più ingenti. La Regione Sardegna aveva destinato a questo scopo quaranta miliardi di lire o venti milioni di euro se preferite che il comune di Nuoro non ha potuto spendere in tempo utile perché vi è da fare un accordo di programma con l'Esercito italiano, perché siamo parlando di un campus universitario che va collocato appunto negli stabili di Via Sardegna dell'Esercito italiano. Per queste ragioni sono andate in perenzione queste somme che vengono parzialmente recuperate. Mi preme sottolineare il fatto che in questo assestamento di bilancio non si recuperano diecimila euro, cioè venti miliardi, ma si recuperano solamente tre milioni di euro e cioè sei miliardi di lire. Resta l'impegno, perché poi è sbagliato l'emendamento proposto dalla Giunta, i quattro milioni di euro del 2005 o i tre milioni del 2004 sono solamente un impegno per quella somma; mi auguro che appunto in finanziaria questo impegno venga tenuto. In questo emendamento chiaramente non ha nessuna efficacia per il 2004 o il 2005.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue FALCONI.) Per quanto riguarda poi il rigore che alcuni colleghi hanno già richiamato, beh, io sono per il rigore nella finanziaria, beh, che si parta però sempre dai territori deboli mi pare assolutamente inopportuno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente; ha detto bene il collega onorevole Falconi che il comune di Nuoro per ben tredici anni non ha saputo utilizzare risorse che erano già previste nei fondi della contabilità speciale e che una parte, appunto una prima tranche, erano destinati proprio per l'acquisizione e la ristrutturazione dei locali dell'artiglieria in Nuoro. Ma noi non vogliamo che per le inadempienze, i ritardi - e qui non si tratta di fare il processo a nessuno - si debba privare la città di Nuoro, anche perché c'è un'obbligazione assunta dalla Regione cui si tratta di dare esecuzione a questa obbligazione. E allora, la Giunta doverosamente, ritenendo di dover dare attuazione ad un impegno ben preciso, ha previsto la risorse, le prime risorse, dieci milioni di euro non sono le risorse sufficienti, sono una prima tranche, e noi riteniamo che con la finanziaria 2004 si possa onorare quell'impegno prevedendo le ulteriori risorse.
Certo, mi sorprende che all'interno del centrosinistra si verifichi una sorta, dalle astensioni che ho sentito, dalle prese di posizioni, una presa di distanza rispetto a un problema che la città di Nuoro fortemente sente e, quindi, apprezzo anche gli interventi di quei colleghi del centrosinistra che mi hanno preceduto e che hanno manifestamente e apertamente dichiarato di sostenere, come ha fatto lo stesso collega Falconi e la stessa collega Dettori. Perché non è una battaglia di campanile, ma nasce da un accordo che in quell'occasione, tredici anni fa, prevedeva anche interventi diretti per le città capoluogo di Cagliari, di Sassari e di Oristano, e per Nuoro era specificatamente previsto questo intervento. E mentre le altre città hanno non solo usufruito ma anche speso quelle risorse, i ritardi della città capoluogo di Nuoro non hanno consentito quella spendita.
Quindi, io esprimo plauso per questa iniziativa della maggioranza di centrodestra al governo e per la stessa Giunta che ha avuto la sensibilità di fare quello che Giunte di centrosinistra non hanno invece fatto. Mi si consenta questa nota perché sulla stampa locale si accusa il centrodestra e si accusano i consiglieri regionali del centrodestra, espressione di quel territorio, quasi di ostacolare la possibilità che a Nuoro parta questa operazione. Oggi ne abbiamo la dimostrazione di chi effettivamente da questa operazione sta prendendo…
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Pittalis mi scusi un secondo, colleghi, la Presidenza è da questa parte. Quindi prego i colleghi di rivolgersi da questa parte. Uno va bene, ma quando mezzo Consiglio sta guardando dall'altra parte non mi pare molto corretto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, non ho necessità che chi non vuole ascoltare o chi fa finta di non ascoltare, ma il problema è che lo sappia l'opinione pubblica, che venga ripristinata una verità di chi vuol dare attuazione a un accordo di programma per la città di Nuoro e rispetto a chi a Cagliari dice una cosa, a Nuoro ne dice un'altra. Ecco perché noi voteremo a favore di questo emendamento, con anzi l'impegno preciso perché la maggioranza si faccia carico anche della quota residua proprio perché possa essere data attuazione a quell'accordo di programma che risale a ben tredici anni or sono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Anch'io dico: "Mi si consenta", come il collega che mi ha proceduto. Non sono di Nuoro e voterò a favore dell'emendamento 11 così come farà, credo compatto, il nostro Gruppo. Non credo che qualcuno debba meravigliarsi che ci possano essere anche posizioni differenti nel centrosinistra nell'esame dell'emendamento. Io mi preoccuperei di quello che è successo visto che qualche differenza di opinione si è già manifestata col voto che abbiamo poco fa fatto all'articolo 7 e qualche emendamento soppressivo; e quindi, il collega Pittalis si preoccupi di quello che sta succedendo nel suo campo.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Mi preoccupo della città di Nuoro!
MARROCU (D.S.). Per le altre attenzioni annunciate in questo campo ce ne preoccupiamo noi.
Noi voteremo a favore, io però volevo segnalare un aspetto all'assessore nonché presidente Masala che c'è stata un po' di distrazione. Nella Commissione avevamo segnalato sia per l'emendamento 10, già votato, che per l'emendamento 11 che sarebbe stato più corretto, essendo quella che stiamo discutendo la variazione di bilancio 2003 che si riferisse soltanto a postazioni di bilancio 2003, e che mettere postazioni di bilancio 2004-2005 è un po' non corretto visto che dobbiamo iniziare a discutere la manovra finanziaria 2004. L'Assessore in verità in Commissione si era impegnato a modificare sia l'emendamento 10, ma ormai l'abbiamo votato, che reca solo impegni per il 2004-2005, sia l'emendamento 11, inserendo nell'assestamento di bilancio solo manovra di assestamento di bilancio e, quindi, riferibile soltanto al 2003 e non anche al 2004-2005 perché non è corretto inserirli in questa legge ma caso mai nella prossima discussione che faremo sulla finanziaria.
Ecco questo è stato un limite, non aver adempiuto ad un impegno assunto invece in Commissione che avrebbe fatto in modo che questi emendamenti fossero più corretti dal punto di vista formale. Gli impegni invece in Commissione li abbiamo accolti anche noi, quindi con la stessa coerenza con la quale li abbiamo accolti in Commissione li accogliamo anche in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, avevo deciso di non intervenire anche perché su un emendamento che riguarda l'università a Nuoro mi pareva inutile che diventasse un dibattito e una carrellata di consiglieri regionali del nuorese. Intervengo però perché c'è l'esigenza in qualche modo di ripristinare un attimino di verità rispetto a strumentalizzazioni che qui sono state utilizzate, a mistificazioni e direi anche a mancanza di pudore.
Intanto, signor Presidente, si tratta di risorse che sono state all'uopo allocate con destinazione specifica alcuni anni fa e deliberate dal centrosinistra e non dal centrodestra così invece come l'onorevole Pittalis ha poco fa sostenuto. Risorse pari a quaranta miliardi circa di vecchie lire che dovevano servire al comune di Nuoro per rilevare i locali della ex artiglieria, costruire attraverso un accordo di programma i locali per i militari nella zona di Pratosardo, ristrutturare quelli dell'ex artiglieria per utilizzare come campus universitario.
Il percorso è obiettivamente lungo, non è un percorso - e l'onorevole Pittalis lo sa benissimo - che si chiude nell'arco di uno, due, tre anni, anche perché - guarda caso - uno dei Ministri che avrebbe dovuto sottoscrivere l'accordo d programma e che per lungo tempo invece ha tergiversato è il ministro Martino, partito Forza Italia, cioè lo stesso partito dell'onorevole Pittalis.
Allora, ciò che ha ingenerato il ritardo in qualche maniera va ascritto a un Ministro di questa Repubblica che è espressione di Forza Italia, ma non basta. L'onorevole Pittalis, allora assessore della programmazione, mentre avrebbe potuto consentire che quelle risorse, pari a quaranta miliardi, restassero impegnate nell'apposito capitolo di bilancio conservando quella destinazione specifica e prorogandone la possibilità di spendita nel tempo, invece Presidente, li ha allora distratti da quel capitolo di bilancio e usati per fini diversi; e, nel contempo, ha rassicurato però allora con parole benevole, perché evidentemente non si stava esprimendo dall'Aula del Consiglio regionale ma bensì in incontri di natura amichevole e riservata, ha rassicurato allora l'onorevole Pittalis che avrebbe provveduto già da allora a ripristinare quelle risorse con la destinazione specifica che originariamente era prevista: giocare…
Presidente, le garantisco che è quasi impossibile intervenire in questa confusione
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione, io chiedo ai colleghi un po' di silenzio. Chi non fosse interessato può accomodarsi nella saletta qui affianco.
BALIA (S.D.I.-S.U.).Giocare oggi a rimpiattino è richiamare primogeniture su un argomento di questo tipo è da sconsiderati e in ogni caso è da persone assolutamente scorrette. Mentre a lei, presidente Masala, perché uguale impegno anche lei ha assunto, le voglio rammentare che al di là delle dichiarazioni di buoni principi per gli anni 2004 e 2005, con risorse in ogni caso insufficienti a risolvere quel problema, mi auguro che alle risorse adesso previste in assestamento faccia effettivo riscontro una decisione invece operativa e concreta già con la finanziaria del 2004.
Naturalmente, nell'annunciare il voto favorevole non posso non dichiararmi d'accordo con le osservazioni, e ho concluso, Presidente, che l'onorevole Cogodi faceva perché questo assestamento, presidente Masala, è un disastro, c'è di tutto e di più, è qualcosa di assolutamente vergognoso!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Anche io brevemente, e anche io non avrei preso la parola se non ci fosse stato l'intervento dell'onorevole Pittalis. Quindi Pittalis ha fatto due disastri, uno perché sta ritardando i lavori, secondo per il merito del suo intervento che tranquillamente poteva risparmiarlo a se stesso oltre che a quest'Aula.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se stai zitto tu è un vantaggio per tutti!
ORTU (R.C.). Benissimo, guarda, stai pur che tranquillo che quando parli tu ascolto con religioso silenzio perché so sempre dove vuoi arrivare, capito? Vuoi sempre arrivare a capovolgere la verità, adesso se mi fai parlare…
(Interruzione dell'onorevole Pittalis)
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la prego! Avrà occasione per replicare, adesso lasci fare l'intervento all'onorevole Ortu, la prego!
ORTU (R.C.). Pittalis non sa fare altro e soprattutto non sta stare zitto quando invece dovrebbe per lo meno avere la compiacenza di ascoltare gli altri.
Allora, dicevo, non avrei preso la parola perché tra l'altro ritengo che la questione, pur essendo importante nel merito, poteva essere affrontata con grande tranquillità, con grande serenità e anche con grande laicità. Io dico di avere votato e per questo voterò anche l'emendamento numero 11, gli altri due emendamenti, proprio perché nel merito affrontano una materia, e spesso anche una situazione estremamente delicata, pensiamo a quello che sta accadendo nel settore lapideo. Anche se anch'io ritengo che lo strumento, cioè quello dell'assestamento di bilancio, non sia quello più adatto, perché interventi di questo tipo avrebbero meritato ben altra collocazione. Quindi, se avessi dovuto guardare allo strumento anch'io votato mi sarei astenuto o avrei addirittura votato contro. Ho espresso un voto favorevole, così come farò sull'emendamento numero 11, perché si tratta di questioni delicate che finalmente vengono affrontate e che debbono poter trovare una risposta positiva. Risposta positiva che quest'Aula ha già in qualche modo manifestato per i due emendamenti precedenti, senza che ci fosse l'inopportuno intervento dell'onorevole Pittalis.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Per dichiarare il mio voto di astensione condividendo le puntuali osservazioni fatte dal collega Gian Valerio Sanna e Cogodi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, anch'io non avevo alcuna intenzione di intervenire su questo punto, però visto il clima generale, visto come si è svolta la discussione, anch'io intervengo per dire che sono d'accordo con questo emendamento che ha proposto la Giunta regionale, ben sapendo che si tratta di una cifra che è assolutamente insufficiente in base alle aspettative e in base anche agli impegni che erano stati presi precedentemente.
Pertanto l'auspicio e l'invito che facciamo alla Giunta è che nella prossima manovra finanziaria vengano ripristinate tutte quelle somme che erano previste per fare in modo che veramente ci sia il trasferimento dei locali dell'artiglieria verso l'università di Nuoro, che mi pare sia una infrastruttura che sia molto attesa non solo per quanto riguarda la città di Nuoro, ma per l'intera provincia del centro Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Per dire che voterò favorevolmente sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, solo per dire che l'emendamento, anche se venisse votato integralmente, in sede di coordinamento ovviamente nel bilancio non ci sono le quote relative al 2004-2005, questo è evidente; però quello che conta è il testo della legge cioè, il testo della legge che costituisce un impegno per dieci milioni e quindi ci sono adesso dieci milioni di cui tre nel 2003 e poi gli altri a seguire. E quindi è chiaro che l'impegno vale per l'attuazione di tutto l'accordo così come era stato stipulato a suo tempo, e quindi per adesso sono dieci milioni di impegno e poi nel 2004 vedremo per integrare anche il resto. Questo è quanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, per chiedere il voto elettronico a scrutinio palese.
PRESIDENTE. Sette colleghi devono appoggiare la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, PACIFICO, FALCONI, DETTORI, ORRU', CALLEDDA, CUGINI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 11.
Rispondono sì i consiglieri:BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - OPPI - PACIFICO - SANNA Gian Valerio.
PRESIDENTE. Onorevole Giagu il suo voto risulta nullo. Io non lo posso contare se non me lo dice l'onorevole Giagu. Onorevole Cogodi, suppongo che anche lei abbia sbagliato votando, perché la sua dichiarazione di voto… E' stato convinto. Comprendo che a volte certe argomentazione possano essere convincenti. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 64
Astenuti 4
Maggioranza 33
Favorevoli 64
(Il Consiglio approva).
Con questa votazione concludiamo i lavori del Consiglio. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io chiederei che venga convocata la Commissione domattina mezz'ora prima dell'inizio dei lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Sì, perché no? Si può fare. La Commissione è convocata domani mattina ore 10.00 per discutere sull'esercizio provvisorio. Alle 10 e 30 c'è il Consiglio.
La seduta è tolta alle ore 20 e 04.
Allegati seduta
CDXXII SEDUTA
Martedì 16 dicembre 2003
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 16 e 57.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 4 dicembre 2003 (416), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che il consigliere regionale Pier Sandro Scano ha chiesto congedo per la seduta del 16 dicembre 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico ancora all'Assemblea, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che l'Assessore Pasquale Onida è assente nella seduta pomeridiana del 16 dicembre 2003 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.
Comunicazioni del PresidentePRESIDENTE. Comunico infine che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nella seduta del 17 ottobre 2003.
Risposta scritta ad interrogazioniPRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
"Interrogazione FRAU sulla realizzazione del nuovo impianto di depurazione del Comune di Stintino". (692)
(Risposta scritta in data 11 dicembre 2003.)
Annunzio di presentazione di disegno di leggePRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Nuova normativa regionale in materia di opere pubbliche". (499)
(Pervenuto il 10 dicembre 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Annunzio di interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interrogazione IBBA, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione finanziaria della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari". (719)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento dei rimborsi alle strutture mediche convenzionate per le prestazioni sanitarie effettuate (Policlinico Sassarese, San Giovanni Battista di plaghe, Gesù Nazareno, Coop.a.s.)". (720)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione dei contributi per i piani personalizzati in favore dei portatori di handicap, Legge n. 162 del 1998". (721)
"Interrogazione VARGIU - CASSANO - FANTOLA - PISANO, sul piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche". (722)
"Interrogazione FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla ripresa produttiva della Portovesme s.r.l.". (723)
"Interrogazione FADDA - BIANCU - DORE - GIAGU - GRANELLA - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della continuità territoriale per le merci". (724)
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge:
"Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 475/A. Siamo all'articolo 7 e relativi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io avevo chiesto di parlare durante l'illustrazione degli emendamenti all'articolo 7, nel corso della seduta precedente, per sollevare alcune questioni in relazione al contenuto di alcuni emendamenti che sono stati proposti dalla maggioranza e in modo particolare in relazione ad alcuni emendamenti proposti per quanto riguarda il comparto dell'agricoltura. Un comparto dove registriamo una situazione estremamente delicata, di cui il Presidente della Giunta e l'Assessore competente sono perfettamente a conoscenza, anche perché abbiamo avuto modo di parlare nel merito di alcune questioni durante la discussione del provvedimento che molto probabilmente seguirà nell'esame dopo la conclusione dell'assestamento di bilancio.
Nel corso dei ragionamenti che abbiamo sviluppato con il concorso anche del Presidente della Giunta, oltre che dell'Assessore dell'agricoltura, io ho avuto modo in quell'occasione di sottolineare un'esigenza, che deriva dal fatto che le risorse disponibili per intervenire nell'ambito del comparto, così come a suo tempo detto dal Presidente, erano risorse non illimitate, erano risorse di cui dovevamo tener conto soprattutto in relazione alla delicatezza degli interventi che poi erano previsti nella proposta di legge che abbiamo approvato, abbiamo definito e che poi verrà successivamente in Aula. Nel corso di quella seduta ho avuto modo di sottolineare al Presidente della Giunta che le opposizioni o l'opposizione, che pure ha rappresentato una proposta di legge, aveva tenuto un atteggiamento abbastanza consapevole della delicatezza del problema e dell'esigenza anche di contemperare gli interventi con la esigua disponibilità delle risorse o con la disponibilità delle risorse di cui, in qualche misura, ci aveva portato a conoscenza il Presidente della Giunta. Io avevo chiesto nel corso della seduta di evitare che la maggioranza intervenisse durante la predisposizione di quel provvedimento rilanciandolo rispetto all'atteggiamento responsabile e serio tenuto dalle opposizioni. Il Presidente della Giunta aveva concordato con questa impostazione, la Commissione è riuscita a comporre un disegno di legge tenendo conto anche del parere espresso in quella sede dal Presidente della Giunta. Adesso noi ci troviamo a discutere, va bene che siamo all'articolo 7, Presidente, dove possiamo discutere di tutto, siamo alle varie e anche alle eventuali; alle eventuali opportune, ma anche a quelle non opportune. Allora io mi rivolgo a lei, Presidente, e ai consiglieri della maggioranza, soprattutto all'onorevole Piana che è autore di alcuni emendamenti che io considero sconvenienti, per utilizzare un eufemismo, ecco io mi rivolgo all'onorevole Piana per chiedere che qui si faccia un'operazione di serietà, onorevole Piana. E utilizzo il termine serietà, perché se la maggioranza, l'onorevole Piana, e se da questo punto di vista non c'è una presa di posizione chiara, seria ed efficace da parte della Giunta e del Presidente della Giunta, noi abbiamo rinunciato in sede di assestamento a fare la rincorsa con gli emendamenti della maggioranza, ma nel prossimo provvedimento di legge che discuteremo, Presidente, con motivazioni serie, adducendo le motivazioni di quello che sta accadendo nel comparto dell'agricoltura e del settore zootecnico, noi potremo tranquillamente chiedere che venga raddoppiato e chiedere tranquillamente e ragionevolmente aggiungo, che lo stanziamento previsto in quella proposta di legge che discuteremo in Aula venga raddoppiato, perché quando l'onorevole Piana chiede di stanziare 80 miliardi, 40 mila euro per intervenire… Piana, poi certo lo avranno inseguito anche gli altri consiglieri, ci saranno anche tanti altri consiglieri di maggioranza che hanno, e ne sono più che convinto e consapevole, ingaggiato una gara tra di loro, al di là del senso di responsabilità che pure è stato invocato da tutti. Sono convinto che la maggioranza ha ingaggiato una gara, ebbene non si può chiedere che vengano stanziati 80 miliardi per che cosa? Per intervenire su una legge di un anno fa, che voleva fronteggiare giustamente i danni della siccità, per allargare l'intervento a tutti, cioè per allargare l'intervento anche all'onorevole Piana, che oltretutto è uno che - detto da lui - ha anche interessi nel comparto dell'agricoltura, come tanti, badate, non voglio fare qui l'elenco dei tanti che potrebbero essere interessati.
Noi troviamo questa proposta indecente, riteniamo e io ritengo che da parte della maggioranza e della Giunta, rispetto a un problema così delicato, debba essere fatta chiarezza, ritengo che non si possa cercare di raccogliere o raccattare qualche preferenza ingannando, da un lato, gli eventuali cittadini che in qualche modo potrebbero pensare di essere beneficiari del provvedimento e, dall'altro lato, creando una situazione non solo di grave imbarazzo, ma perfino una situazione che io ritengo al limite del legittimo, perché non è pensabile che a un anno di distanza si chieda di intervenire su tutto quello che è accaduto, a prescindere dal fatto che a un anno di distanza è impossibile accertare quello che è accaduto precedentemente.
Allora io intervengo perché ritengo che da parte della Giunta ci debba essere una parola chiara, tra l'altro tenendo presente che gli interventi previsti dalla legge numero 13, cioè la legge sulla siccità del 2002, che gli interventi previsti e le pratiche che sono state presentate, per ben un terzo di quelle pratiche la procedura, l'istruttoria non è stata conclusa e quindi che addirittura le somme indicate nell'emendamento numero 29 dell'onorevole Piana sono nominali, non reali, perché noi sappiamo cosa accadrà nella conclusione dell'esame delle pratiche che ad oggi sono ancora inevase e quindi ben 7.860 pratiche attendono una risposta, di cui gran parte molto probabilmente andranno anche a buon fine e quindi l'intervento dovrà garantire la copertura di questi rimborsi. Concludo ribadendo che non è accettabile che in quest'Aula si imposti una discussione in un momento così delicato, con l'esiguità delle risorse e con la consapevolezza che con il prossimo provvedimento all'agricoltura dovranno essere destinati per intervenire per risarcire danni altri 200 miliardi. Ecco, ritengo che non sia accettabile che la discussione venga impostata così come l'ha impostata l'onorevole Piana, perché se i rimborsi debbono essere dati a tutti, quindi debbono essere dati anche a quelli che non operano a titolo principale in agricoltura, allora il ragionamento, anche per quanto riguarda noi, cambia e l'impostazione della discussione che noi abbiamo voluto tenere anche nei binari della correttezza in Commissione agricoltura, in quest'Aula l'atteggiamento nostro sarà radicalmente condizionato dalle risposte concrete che verranno da parte della Giunta e dall'atteggiamento della maggioranza.
Proposte di questo tipo, per quanto ci riguarda, non sono accettabili, non solo perché possono essere tranquillamente respinte, ma non sono proponibili, quindi noi chiediamo che vengano ritirate, altrimenti anche noi faremo la gara con la maggioranza a chi in qualche modo poi pensa o con chi pensa di poter raccattare qualche preferenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, preciso subito un particolare, che non sono in gara con nessuno, assolutamente, anzi me ne sto calmo. Concordo in parte con l'intervento del collega Ortu, benché come al solito, non me ne voglia, criminalizza la maggioranza, ma in un contesto democratico c'è la maggioranza, se maggioranza è in questo caso, e una minoranza. Io credo che tutte le proposte, quando vengono fatte con senso e da qualsiasi parte vengano, hanno sempre uno scopo o si prefiggono, almeno io credo e penso, uno scopo giusto o se non altro equilibrato.
Sono presentatore e primo firmatario dell'emendamento numero 86, che si discosta di poco ma sostanzialmente dall'emendamento che il collega Piana giustamente ha presentato e che ha ritenuto opportuno e nel suo diritto fare. Già da tempi non sospetti, proprio subito dopo l'approvazione del Regolamento d'attuazione della legge numero 13, io scrissi una nota ufficiale al Presidente della quinta Commissione e all'Assessore dell'agricoltura, poiché la legge regionale numero 13, sappiamo tutti, resa operativa in base alle direttive di attuazione, dice che possono beneficiare degli indennizzi, sia per la mancata coltivazione che per i danni subiti, i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli titolari di pensione derivanti da attività agricola e gli imprenditori agricoli a titolo principale operanti nel territorio regionale della Sardegna. Più precisamente, all'articolo 2 delle direttive (non della legge) vengono riportate le caratteristiche professionali che è necessario avere per poter accedere agli incentivi previsti dalla legge. In particolare, il primo comma dell'articolo 2 detta: "La qualifica di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo a titolo principale è attestata dal numero di iscrizione nei rispettivi elenchi INPS, riportato nella domanda che dovrà essere presentata." Ciò che io contesto è solo questo, perché? Perché ritengo questa una prescrizione restrittiva in quanto la legge in parola, cioè la legge numero 13 del 2002, agli articoli 2, 3 e 4 non richiama mai che si condizioni sine qua non, affinché si possa beneficiare delle provvidenze sia indispensabile l'iscrizione all'INPS. Perché dico questo? La legge dice che possono beneficiare i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli titolari di pensione derivante da attività agricola, l'imprenditore agricolo a titolo principale. Fa queste tre distinzioni.
Dice ancora l'articolo 2: "L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per la ricostituzione dei capitali di conduzione". Questo è lo scopo della legge, perché il danno colpisce l'attività, colpisce l'azienda, non l'individuo, quindi la legge va giustamente a reintegrare quel capitale che ha avuto il danno, affinché con la sua ricostituzione l'imprenditore agricolo possa continuare l'attività. Quindi dice: "L'amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi in conto capitale per la ricostituzione dei capitali di conduzione ai coltivatori diretti, agli imprenditori agricoli titolari di pensione riveniente da attività agricola e agli imprenditori a titolo principale". Io mi soffermo su questo. Quindi come è evidente, com'è evidentissimo la legge, così come detto poc'anzi, mira alla reintegrazione del capitale di conduzione, cioè l'intervento non colpisce ad personam la persona fisica dell'imprenditore ma bensì l'azienda, l'attività agricola e quindi qui sta il punto. Ecco qual è lo spirito della legge. Se noi limitiamo, ecco dove io sostanzialmente differisco da quanto asserisce il collega Piana, non è possibile, e sono d'accordo, che possa beneficiare delle provvidenze un qualunque professionista che ha anche un terreno agricolo, Dio me ne guardi dall'ammettere questo e su questo sono perfettamente d'accordo; ma comunque sia l'imprenditore agricolo a titolo principale, iscritto alla Camera di commercio, con regolare posizione fiscale e il cui unico reddito riviene dal capitale agricolo, scusate, non ha subito anche questo un danno? Perché non deve avere le provvidenze in proporzione, stiamo attenti, per quanto gli compete? Senza nulla toccare al coltivatore diretto, per la quota che anche a lui compete, perché qui la legge è carente. Ho fatto questo emendamento che è un emendamento non di provocazione ma di allarme per dimostrare questo, perché in questo punto la legge è carente. Il mio emendamento non dice che bisogna dare le provvidenze anche agli imprenditori, non agli imprenditori agricoli, ma bensì ai professionisti che detengano proprietà terriere o che facciano un'altra attività il cui unico reddito non sia riveniente dall'attività agricola. Io ammetto e sostengo che se un imprenditore agricolo a titolo principale, iscritto alla camera di commercio, fiscalmente regolare e il cui unico reddito riviene dallo sfruttamento di quella proprietà ha diritto in quota e in proporzione ad avere la sua quota di indennità. Per me in questo caso, in questo punto, la legge che abbiamo insieme visto e regolamentato è un po' carente, poiché questo, credetemi, danneggia centinaia e centinaia di imprenditori agricoli. Io dico che bisogna giustamente indennizzare coloro i quali vivono dall'attività agricola e in quell'attività hanno avuto un danno, ma non bisogna escludere, fare ad escludendum delle distinzioni, delle selezioni tra chi è iscritto all'I.N.P.S. e chi all'I.N.P.S. non è iscritto. Perché questa è la vicenda che è stata portata avanti, idem come sopra, per i primi (?) all'agricoltura e ha causato tanti e tanti danni agli imprenditori di prima nomina, poi giustamente ognuno di noi può avere in buona fede, nel suo intimo, un ideale, una convinzione, una sua opinione personale; a mio avviso in questo punto la legge è carente ed è necessario intervenire perché lo ritengo giusto, a meno che non mi si dimostri il contrario, ribadisco ancora una volta che non sto parlando di coloro i quali fanno altre professioni, hanno altri debiti e vogliono avere dalla proprietà agricola un indennizzo, ma parlo di coloro i quali, solo e esclusivamente, hanno i loro proventi dall'attività agricola, perché attività agricola non vuol dire solo e esclusivamente andare e seminare un ettaro di terreno, ma vuol dire condurre un'azienda e far seminare anche un ettaro di terreno. Quindi coloro i quali hanno l'unico reddito riveniente dall'attività agricola, sono iscritti regolarmente alla Camera di commercio, quindi fanno denuncia di redditi regolare dei proventi di attività agricola, dell'unica attività agricola, e coloro i quali hanno regolare posizione fiscale, hanno diritto, la legge in questo caso, per chi non ha iscrizione all'I.N.P.S. li esclude, ci sono centinaia, non dico siano migliaia, ma centinaia di casi in cui questo si è verificato, lì io vedo una carenza, non ho difficoltà anche a ritirare il mio emendamento, ma è necessario su questo punto fare una riflessione. Dal momento in cui, e qui do ragione al collega Ortu, c'è stata una provocazione di un emendamento che io in parte non condivido, per essere chiari, io ho presentato questo emendamento proprio per riportare l'attenzione dell'Assessore e dell'Aula su questo problema, perché questo, a mio parere, feci una nota all'Assessore a suo tempo, ebbi un'argomentata risposta che poteva anche dare la possibilità, su questo, secondo me, può darsi che mi sbagli, ma secondo me è necessario riflettere, è necessario vedere se è possibile, pur non oltrepassando quelli che sono gli indirizzi e gli obiettivi della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Grazie, signor Presidente, non inizio con l'emendamento che riporta in discussione un problema legato agli indennizzi sulla siccità in quest'Aula. Inizio invece con l'articolo 7, quello in discussione e inizio in modo particolare col comma quinto che si riferisce a un rinvio nella possibilità degli imprenditori agricoli di attuare i collaudi sulle previdenze previste dalle misure POP '94/'99, in modo particolare sul Regolamento Comunitario 20/81; infatti nell'articolato si prevede che da parte della Regione non si richiedano le somme e quindi si dà la possibilità agli imprenditori agricoli di concludere i collaudi entro il 31 aprile 2004. Non entro e non scendo nei particolari, però vorrei puntualizzare questo al Presidente, all'Assessore, all'intero Consiglio regionale, perché molte volte quando si è parlato di agricoltura, il collega Ortu e altri colleghi immediatamente hanno portato in evidenza i residui passivi, molte volte scaricando sulla responsabilità dell'Assessore di turno, del Presidente della Giunta regionale o della maggioranza. Siccome siamo in assestamento di bilancio e io credo che bene ha fatto l'Assessore dell'agricoltura, la Giunta, a dover proporre una proroga su misure POP '94/'99, quindi fondi comunitari del piano '94/'99 quindi non dei POR 2000-2006 di cui tanto si discute, che non si riesce a spendere, non si riesce ad impegnare, ma di somme provenienti dalla precedente Amministrazione, dalla precedente legislatura e quale oggi si chiede di poter rinviare il collaudo al 31 aprile 2004. Questo sta a significare le difficoltà che comunque, indipendentemente da quella che è la volontà di una Giunta regionale, di un Consiglio regionale, di un Assessore, in questo caso dell'agricoltura, nell'impegnare e nello spendere le somme, ci sono delle difficoltà di concessione edilizie dei comuni, ci sono difficoltà di altro genere, che indubbiamente tutta quella partita di residui passivi che più volte in quest'Aula è stata portata in discussione, all'attenzione come una cattiva gestione, molte volte, di alcuni finanziamenti messi a disposizione, all'interno di questo articolo nel comma quinto si vuole riportare all'attenzione così che non sempre è colpa dell'Assessore di turno, della Regione, della Giunta, del Consiglio regionale o degli uffici, ma molte volte la pratica, la massa dei residui passivi ha giustificazioni e colpe in altre Amministrazioni e in altre parti.
Voglio ritornare sul comma che riguarda Mamuntanas e Surigheddu sullo stanziamento di 340 mila euro. Credo, Assessore dell'agricoltura, che la pratica di Mamuntanas e Surigheddu, credo, spero, sia finalmente conclusa con l'assegnazione, quindi con l'apertura, credo il mese scorso, del bando che era stato predisposto e io spero l'assegnazione definitiva a chi ha vinto il progetto migliore, che così la querelle delle aziende, in modo particolare di Surigheddu, venga definitivamente risolta perché noi tutti gli anni andiamo a stanziare sia in finanziaria sia in assestamento di bilancio somme per una guardiania, somme da trasferire all'ERSAT per una guardiania, molte volte la guardiania non è solamente ed esclusivamente su un laghetto esistente in quella azienda ma è per l'intera azienda quando molte volte, spesso, anche passando in macchina si può riscontrare che in quella azienda continuano a pascolare bestiame, continuano, non so chi, non so chi e sarà oggetto di un'altra interrogazione, vedo anche trattori che lavorano la terra, seminano, raccolgono senza che da parte degli uffici regionali siano mai state rilasciate autorizzazioni. So che in questi giorni, o nelle settimane scorse, c'è stato anche un verbale da parte del Corpo Forestale regionale e poi altre strutture diranno chi ha ragione.
Mentre, sempre nell'articolo 7, l'emendamento che riguarda il SAR, il comma 6 che stanzia per un ulteriore anno un milione di euro per la sopravvivenza del SAR. Adesso sul SAR indubbiamente dobbiamo fare un discorso che non può più essere illegale, io dico, badate bene illegale, perché noi stiamo andando a finanziare enti strumentali della Regione che fanno l'aumento di capitale, che quell'aumento di capitale non viene impegnato per investimenti ma esclusivamente sul personale e che poi ogni anno noi dobbiamo dare finanziamenti agli enti strumentali per l'aumento di capitale, poi diminuzione e di quant'altro. Credo che questo sistema non possa essere più utilizzato e allora sul SAR un ragionamento lo dobbiamo fare, tenendo conto che sono perfettamente d'accordo che bisogna garantire gli stipendi in arretrato che in questo momento sono per più di cinque mesi, affitti dei locali e quant'altro, però la Giunta regionale o la Commissione agricoltura anche metta all'ordine del giorno una o le proposte che giacciono anche sulla definizione del SAR perché io credo che il SAR non possa gravare più né sul bilancio dell'agricoltura né su altri bilanci ma dell'intero bilancio del Consiglio regionale perché offre un servizio che non è esclusivamente quello dell'agricoltura ma va bene anche al turismo, ne utilizza la protezione civile, ne utilizza l'Assessorato dell'ambiente e quindi io credo che la giusta collocazione del SAR sia quello o con convenzione o essere assorbito dall'ARPAS che noi abbiamo in essere come ente regionale già avviato e che è commissariato.
Quindi anche sulla questione del SAR, che ha 35 dipendenti che scendono a Cagliari per protestare, che ha sei mesi di arretrato come stipendio, che offre un servizio utilissimo per questa Regione, per gli uffici che usufruiscono di quel servizio, non può rimanere appeso alle finanziarie o agli umori degli assestamenti di bilancio, quindi sul SAR mi va benissimo il comma 6 però automaticamente ci deve essere un impegno ben preciso perché si risolva definitivamente il problema del servizio agro-meteorologico della Sardegna.
Poi ritorno invece sull'emendamento sulla siccità. Io ho presentato una proposta di legge quattro mesi fa in Commissione, al Consiglio regionale e poi è stata caricata alla Commissione agricoltura, nel quale chiedevo che si estendessero tutte le possibilità di indennizzi nei casi di siccità o altri danni agli imprenditori agricoli, così come l'Unione Europea riconosce gli imprenditori agricoli, non quelli a titolo principale, non quelli che sono solamente coltivatori diretti. Allora l'emendamento non mi vergogno, non lo ritiro neanche, perché lo ritengo una giustizia su chi produce prodotti agricoli e ha il coraggio di investire, pur facendo altri lavori, in agricoltura finanziando investimenti in agricoltura e producendo anche in agricoltura, allora siccome su questo c'è una partita aperta, aperta perché ci sono numerose lettere che arrivano ai consiglieri regionali, credo in Assessorato, agli uffici periferici, tutto quanto, che richiedono invece che gli indennizzi, se ci sono, devono essere dati a chi produce in agricoltura, indistintamente, che uno sia coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale, tant'è che in alcune misure dei bandi POR che erano, esclusivamente, fino all'anno scorso destinati agli imprenditori agricoli a titolo principale, oggi sono aperte anche agli imprenditori agricoli, cioè a coloro che possono esercitare attività prevalenti o reddito prevalente in altre categorie ma che sono iscritti alla Camera di commercio come imprenditore agricolo e abbiano la partita IVA e quindi producano in agricoltura facendo investimenti proprio in agricoltura. Anzi, semmai a quelli bisogna premiarli perché anziché andare ad investire in altri settori che sono forse più facili da ricavarne dei benefici economici, dobbiamo ringraziarli perché investono in agricoltura in un settore in cui spero, credo, io ci credo, che questa Regione voglia investire, un settore anche difficile.
Ho presentato una proposta di legge, ho presentato quest'emendamento perché volevo riportare l'attenzione, non lo ritiro, prendo atto di chi è contrario e di chi non è contrario, certo non tutti devono essere favorevoli, potrei anche rimanere da solo ma questo non me ne dispiace, e non per interessi personali particolari, perché nel modo più assoluto ho interessi diretti su questo, lo dico pubblicamente qua, però credo che sia una giustizia su quello che è una partita di una legge regionale 13 che stanziava 250 milioni di euro cioè 500 miliardi e che a oggi ne ha speso 280 e allora io dico: se avanzano dei soldi e questi stanziamenti della legge regionale sono accertati, ebbene, estendiamo a chi è imprenditore agricolo, cioè a tutti coloro che da quella legge, per una scelta esclusivamente politica, venivano tagliati fuori. Quindi, non mi vergogno assolutamente di aver portato all'attenzione questo, una proposta di legge in Commissione agricoltura, lo ripropongo con questo emendamento e chiedo che invece questo sia votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Solo due considerazioni. In effetti in questo articolo 7 c'è di tutto e c'è di più. C'è tutto quello che non dovrebbe esserci in una legge finanziaria e in quello che è l'assestamento di una finanziaria di un bilancio, e poi gli emendamenti vogliono aggiungere qualcosa a quello che già forse non andrebbe neppure, da parte delle proposte della Giunta, votato. Non c'è settore, non c'è Assessorato che non è interessato e non c'è legge di settore che non venga modificata con questo articolo e con gli emendamenti presentati. Questo articolo dimostra che non si sta lavorando bene e che non è corretto che si pensi di intervenire a modificare leggi di settore utilizzando escamotage di emendamenti che arrivano all'ultimo minuto per importanti leggi come quelle che invece andrebbero discusse approfonditamente nelle Commissioni. Solo a titolo d'esempio, non perché voglio consigliare al collega Piana di vergognarsi del suo emendamento, ma lo cito solo a titolo di esempio. Io credo, ma si può pensare di introdurre una modificazione di una legge come quella sulle calamità naturali, così importante come quella che propone il collega Piana in questa legge di assestamento. Sicuramente andrebbe discussa e contrattata in Unione Europea, è una norma che sappiamo essere in contrasto con tutto il mondo agricolo e con le associazioni agricole, non ce n'è una che sia disponibile ad accogliere questa proposta. C'è tra l'altro in discussione, tra poche ore, una legge che riguarda un'altra calamità che ha un'impostazione differente da questo emendamento, al limite ne discutiamo lì. Si coglie l'occasione per farlo in questo assestamento di bilancio, lo metto lì, non mi vergogno, è giusto, sono rimasti i soldi. Qualche volta sbagliando si aiuta a trovare la strada giusta e allora se sono rimasti soldi della legge sulla calamità vuol dire semplicemente, questo lo dico all'Assessore, che le percentuali di ristoro dei danni sono stati inferiori ai danni subiti, siccome noi abbiamo stanziato risorse inferiori a quelli che erano i danni accertati, se poi di questi soldi, di questi denari che abbiamo stanziato ne rimangono, vuol dire che la percentuale che è stata applicata nel ristorare il danno è inferiore e allora l'Assessore potrebbe, senza bisogno di una nuova legge, di una nuova norma che deve andare a Bruxelles, che non deve sicuramente essere inserita qui, semplicemente con una delibera stabilire che quello che veniva ristorato al 30 viene ristorato al 60 per cento, che quello che è stato ristorato al 40 possa essere ristorato all'80 per cento e dare i soldi a quel mondo agricolo che ha avuto una calamità e che ne sta avendo un'altra e che non ha il ristoro rispetto a quello che è dovuto; e in questo non c'è bisogno né di una autorizzazione comunitaria né di legge perchè l'Unione Europea consente di ristorare i danni fino al cento per cento del danno subito.
Quindi una volta che noi abbiamo accertato che c'è quel danno, una volta accertato che quel danno ha quel valore, l'Unione Europea già consente alla Regione di ristorare quel danno per la percentuale del cento per cento del danno subito, e questo consentirebbe che non avanzino delle risorse e che qualcuno, pensando che sono rimaste delle risorse, pensi di darle magari anche a qualche consigliere regionale che può avere quell'uliveto, quell'agrumeto qua in giro e inoltra domanda per avere il ristoro dei danni subiti e invece si diano i soldi realmente a chi il danno l'ha subito, a chi vive di quell'attività, all'imprenditore agricolo a titolo principale come prevede la legge che abbiamo approvato.
Quindi io invece invito il collega Piana a ritirarlo, ma nel suo interesse perchè si tratta di una norma che veramente non ha nessuna giustificazione che possa essere contenuta qui. Così come anche altre norme che secondo me modificano leggi importanti di settore, forse non sarebbe corretto che venissero introdotte nella legge finanziaria e quindi anche a qualche altro collega, visto qualche altro emendamento che adesso non cito per esigenze di tempo, andrebbe forse ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Ci è stato detto da parte di vari colleghi che l'articolo 7 è un insieme di norme, di interventi vari. Io vorrei così soffermarmi brevemente su tre argomenti. Il primo argomento interessa l'emendamento che il sottoscritto insieme al Capogruppo ha presentato a proposito di un contributo da dare al comune di Sennori, che è stato interessato da un incendio che ha distrutto buona parte della casa comunale; lo stesso emendamento è stato presentato anche dal collega Morittu ed altri.
Io dico che se vogliamo che le istituzioni di base, quindi che sono gli enti locali che sono più vicini alla gente funzionino, io credo che sia opportuno che funzioni la casa comunale e i suoi uffici. E pertanto mi ha lasciato veramente molto perplesso la dichiarazione fatta sia dal Presidente della Commissione bilancio sia dal Presidente della Giunta che si rimettevano all'Aula per quanto concerne questo argomento. Il tutto può andare bene perchè il Consiglio regionale è sovrano per quanto concerne questo, ma io credo che così come abbiamo fatto in altre situazioni, per esempio il contributo al comune di Uri, sempre per un incendio che era stato appiccato dai soliti ignoti, avessimo deciso, perchè oltre tutto non è una cifra esorbitante ma sono solamente 550 mila euro, che già la Giunta regionale avesse dato il parere favorevole per una cosa che dico che interessa molto.
Secondo, problema SAR; un problema di cui abbiamo discusso direi molto, direi troppo, purtroppo a mio avviso sono stati fatti a suo tempo degli errori, degli errori madornali durante la discussione della finanziaria, durante la discussione del bilancio, ben due emendamenti che facevano sì di poter rifinanziare per l'anno 2004 questo servizio che è importante, è stato riconosciuto da tutti, potesse avere dei finanziamenti, poi ci siamo accorti tutti quanti, a cose fatte, ci siamo strappati le vesti perchè 40-45 lavoratori rischiavano di dover tornare a casa. Ma io dico, e lo dico ai colleghi con la massima tranquillità, di stare molto attenti quando si leggono i commi, quando si leggono gli articoli, quando si leggono gli emendamenti, di pensarci un pochino di più quando si fanno determinate cose e quando si chiedono principalmente gli scrutini segreti come in quel caso.
Io mi trovo del tutto favorevole al comma 6 dell'articolo 7; è un intervento per tamponare il contingente, per dare la possibilità a questi lavoratori di poter avere lo stipendio, di pagare eventualmente i fornitori e quant'altro. È chiaro che il problema SAR non termina con questo comma, il problema SAR è un problema grosso, è stato detto da parte di alcuni consiglieri che ci sono delle proposte di legge, una anche la mia che vede me come primo firmatario in Commissione agricoltura.
Io credo che sia opportuno che la Commissione stessa, queste cose non le ha potute fare perchè è stata interessata da altri problemi sicuramente gravi come i problemi dell'agricoltura in genere, che si possa dare una collocazione esatta al SAR e io ho pensato che il SAR debba andare non all'Arpa o all'Arpas ma che debba andare come servizio dell'ERSAT, così come era stato preventivato a suo tempo. Io credo che il SAR non debba tutti gli anni, o i lavoratori del SAR non debbano tutti gli anni aspettare la finanziaria e il bilancio per sapere di che morte devono morire. Io credo che sia opportuno veramente che per il SAR venga fatta una legge particolare, almeno per quanto riguarda la mia proposta di legge, perchè possa andare come servizio dell'ERSAT.
Terzo, ed ho finito, mi preoccupano, cari colleghi, alcuni emendamenti presentati all'articolo 8 della legge regionale 15/2002; sì, interessano le cave. Io non sto qui a ricordare quello che è successo a Muros, un piccolo centro della provincia di Sassari; probabilmente coloro i quali hanno chiesto di poter coltivare una cava, qualcuno di questi pensava probabilmente che quel comune non esistesse, perchè altrimenti prima di dare quell'autorizzazione che interessava quasi il centro abitato di Muros ci avrebbero pensato parecchie volte.
Il problema è sorto per quello, è stato l'emblema della situazione che si stava venendo a creare in Sardegna. E allora da parte di tutti è stato detto che per le nuove cave sarebbe stato necessario chiedere il nullaosta dalle amministrazioni comunali. Ci siamo riempiti la bocca di questo, anzi posso dire, lo ricordo, come l'ho ricordato altre volte, che fummo attaccati con manifesti a Sassari tutti coloro i quali in un certo momento non avevano approvato un determinato emendamento, ma nel momento in cui siamo arrivati alla legge 15 approvando l'articolo 8, credo che abbiamo ridato dignità agli enti locali, perchè l'ente locale che gestisce il territorio sa che cosa si può fare e che cosa non si può fare.
E pertanto mi lasciano molto perplesso alcuni emendamenti; principalmente un emendamento soppressivo dell'articolo 8 della legge numero 15 del 2002; cioè si vuole fare piazza pulita di questo. Cari colleghi, stiamo molto attenti. E' vero che ultimamente ci sono state riunioni a proposito delle cave, ci sono state delle riunioni di quelli che sono gli imprenditori del granito, del marmo e di quant'altro; ed è stato imputato in quelle occasioni tutto il male di questo comparto a questo articolo 8. Ma io non credo che sia così! Il comparto è in crisi per altri problemi, non per quell'articolo di quella legge, perché quell'articolo di quella legge dice che solamente per le nuove autorizzazioni di cava bisogna chiedere la VIA, quindi la valutazione di impatto ambientale, e chiedere agli enti locali interessati di dare il proprio parere. Stiamo attenti a non tornare indietro e quindi dico ai colleghi: "Vediamo bene tutta quanta questa situazione", se è opportuno possiamo diminuire i due terzi, perché dice che l'autorizzazione deve essere data con una maggioranza di due terzi dal consiglio comunale, io credo che può tranquillamente bastare la maggioranza assoluta degli aventi diritto in consiglio comunale, però dobbiamo lasciare all'ente locale la decisione finale per dire che in quel territorio, in funzione dell'andamento orografico del territorio, dell'ambiente eccetera, se quell'autorizzazione debba essere data o non data dall'Amministrazione regionale. Allora cari amici io direi di pensare molto, ma molto bene prima di annullare l'articolo 8 che, come dicevo prima, ridava dignità agli enti locali, così come gli enti locali hanno sempre chiesto e così come noi in tantissime riunioni e contro riunioni alla gente abbiamo detto che così bisognava fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Intervengo sull'articolo e sugli emendamenti che ci sono facendo rilevare quello che peraltro alcuni colleghi poc'anzi hanno già fatto rilevare, che questo articolo è un po' la palese dimostrazione che tutto si può fare in queste occasioni tranne che una manovra finanziaria che è un assestamento al bilancio precedente.
Questo articolo è altresì la palese dimostrazione di come questa maggioranza, o presunta tale, ha governato e vuole continuare a governare per finire malamente questa legislatura. Non sto esagerando i termini, Presidente, me lo consenta, perché se lei va a sfogliare i 47 emendamenti solo di questo articolo, noterà che dell'opposizione ci sono certamente degli emendamenti soppressivi, e sono quelli, poi qualche altro emendamento, il resto sono emendamenti, non uso parole sconce in quest'Aula, ma sono emendamenti di consiglieri della cosiddetta maggioranza, di bottega, clientelari, che non ha senso neanche prendere in considerazione.
Allora la finiamo in questo modo, la finiamo male, la finiamo come l'avete iniziata, è la giusta fine!
La cosa che io vorrei sottolineare però a questo punto è che abbiamo innanzi come Consiglio regionale, o come presunta maggioranza, una discussione molto più ampia rispetto a questo, ci sono diversi appuntamenti dove parleremo di argomenti finanziari, c'è l'assestamento di bilancio, che discutiamo alle porte di Natale, il documento di programmazione economica e finanziaria che la Commissione terza ha appena licenziato con sei mesi di ritardo, c'è la finanziaria che è stata sottoposta all'attenzione delle forze sociali prima del documento di programmazione economica e finanziaria, c'è la rimodulazione del POR.
Pensare a questi argomenti, a queste scadenze con questo clima, con questo modo di fare davvero fa spavento. Spaventa e deve spaventare chi da questo Consiglio, da questo governo, aspetta legittimamente delle norme che diano delle risposte concrete appunto alle loro aspettative, ma così non è.
Vi sono una serie di emendamenti che sono assolutamente clientelari, si accompagnano a delle misure, a degli svarioni che via via i consiglieri della maggioranza neanche colgono. Poco fa prima di me è intervenuto il presidente della Commissione agricoltura elencando una "serie di bontà" che in questi commi dell'articolo 7 vi sono. Non si accorge neanche che al comma 2 dell'articolo 7 vi è una riprogrammazione della "268" di 14 miliardi di lire che riguarda appunto la "268" del '74 quando nella precedente finanziaria alcuni mesi fa sono stati tolti da questa legge tutti i fondi che riguardavano l'agricoltura; ma di questo non se ne rende conto il Presidente della Commissione agricoltura, forse neanche l'Assessore che chiacchiera tranquillamente col Presidente. Questo succede in quest'Aula con assoluta incapacità di governo.
Sul turismo si assiste a delle cose comiche, a degli emendamenti che sono comici, io non uso terminologia offensiva, però badate, quando si vuole modificare la legge numero 40 facendo una gara fra consiglieri di maggioranza per proporre un innalzamento dell'abbattimento del contributo in conto interessi sulla legge 40 del '93, c'è una che propone un emendamento, non ricordo neanche di chi sia, l'emendamento 85 - Rassu mi suggeriscono - che propone l'abbattimento dei due terzi del prime rate così come previsto in legge.
Badate, collega Rassu, mi dispiace dirglielo in Aula ma è già così, la legge è già così, prevede il 66 per cento, è già così, è già di due terzi. Poi concorre con lui il collega Vargiu proponendo l'85 per cento, è una bella gara! Questi due emendamenti significano che i due colleghi, non me ne vogliano assieme a quelli che hanno firmato questi emendamenti, non hanno capito nulla, assolutamente nulla, perché io in Commissione ho proposto un emendamento simile per l'abbattimento totale onde evitare tutta una serie di procedure che ormai per la Regione sarda, non per questa legge, ma per tutte le leggi di sostegno, rappresentano ormai un costo non più sostenibile come le indagini bancarie, i contratti eccetera, proprio perché il costo del danaro ormai - Presidente questo ragionamento gliel'ho già fatto in Commissione - è talmente basso per cui non si può parlare di abbattimento del 66 per cento e dell'85 per cento, portiamolo al 100 per cento e facciamo risparmiare la Regione Sardegna. Questo è il ragionamento che hanno già fatto i Ministeri nazionali, che hanno già fatto al Ministero delle attività produttive con la Sabatini, con le leggi di sostegno nazionali, questo ragionamento è già in piedi da due anni e qui stiamo facendo ancora la gara uno al 66 per cento, uno all'85 per cento, senza aver capito ciò di cui si parla.
Cari colleghi questo non è palesemente una mentalità di governo delle cose, è voler mettere un timbretto a sei mesi dalla compagna elettorale, ma non si fanno cose serie in questo modo. Potrei continuare nel lungo elenco dei 47 emendamenti di questo articolo, ma vado oltre.
Noi abbiamo invece molto a cuore alcune cose che vanno salvaguardate, io intervengo anche per questo, perché la stampa sta manipolando la questione della cartiera in modo maldestro; ed allora siccome quella è una battaglia che dura ormai da dieci anni e che bisogna salvaguardare, qui giustamente la Giunta ha previsto delle risorse per salvaguardare quel contratto di programma che con la Nebiolo Printec ridà una speranza ai quei 400 lavoratori che da dieci anni attendono una ricollocazione in quella esperienza industriale.
Poi ci sono alcune altre cose che sono condivisibili, ci sono anche delle forzature che noi stessi abbiamo proposto come quella del comma 15 sulle agenzie di viaggio; quelle le abbiamo dovuto proporre, noi le abbiamo proposte, e ce ne assumiamo le responsabilità, perché questa maggioranza non ha legiferato in questa legislatura. La legge 13 che governa le agenzie di viaggio che andava modificata, che andava rivista, corretta, aggiornata alle nuove esigenze, noi abbiamo presentato delle proposte di legge, bene, questa Commissione non ha saputo fare neanche questo. Allora con questo comma 15 poniamo rimedio anche lì ad una emergenza che viene da chi lavora, che viene da chi opera in quel settore così delicato in Sardegna.
In ultimo vorrei dedicare qualche considerazione al settore lapideo così delicato e che affronteremo fra un po' quando parleremo di quegli emendamenti in specifico. Vi sono anche qui degli emendamenti che sono tra l'altro contrastanti. Anche lì bisogna fermarsi, secondo me abbiamo fatto qualche svarione con l'articolo 8 della legge 15 del 2002. A quel settore bisogna dare delle risposte un po' più ragionate, un po' più tranquille e tranquillizzanti, salvaguardando sicuramente l'ambiente, però non può essere che ognuno di noi interviene con la sciabola in un settore che occupa nove mila persone direttamente e diecimila nell'indotto. E' una cosa molto seria e io ho apprezzato il fatto, e lo dico qui in Aula, che la Giunta, il presidente Masala in particolare, abbia mostrato la sensibilità di reintervenire in un comparto che non ha bisogno di sciabolate, ha bisogno di attenzione finanziaria perché rappresenta occupazione, rappresenta lavoro in Sardegna che va assolutamente salvaguardato.
Quando si arriverà a quel punto chiederò nuovamente che si sospendano i lavori per concertare un emendamento che dia una risposta seria non a Muros, anche a Muros, certamente, ma non sull'onda emotiva di Muros, ma che dia una risposta seria alla Sardegna oltre che a Muros.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente vorrei intervenire sull'emendamento 29 dell'onorevole Piana. Su questo argomento io ero intervenuto in Aula (se non ricordo male ero promotore addirittura di un argomento simile) proprio quando si discusse la legge 13 del 2002. Allora si addivenne a un accordo tra le parti nel quale accordo si prevedeva l'esclusione degli imprenditori agricoli a titolo principale dai benefici di questa legge e si venne a questo accordo non perché fossi convinto che fosse giusto escludere gli imprenditori agricoli a titolo principale, ma perché da un calcolo che allora si fece, approssimativo perché diversamente non avrebbe potuto essere, non si poteva conoscere il numero delle domande, l'entità delle richieste fatte da ogni singolo agricoltore, si addivenne a un accordo che i benefici venissero estesi ai pensionati del mondo agricolo e rimanessero fuori gli imprenditori agricoli non a titolo principale. E questo nonostante sapessimo anche che le direttive generali anche a livello europeo non fossero proprio allineate con quanto noi stavamo decidendo. Adesso che però la legge è stata attuata e che si sa che esistono dei fondi ancora disponibili da destinare, io mi associo alla richiesta attenta dell'onorevole Piana, che ha colto la possibilità di venire incontro anche a questo mondo, che ha sicuramente avuto dei danni e che può accedere, secondo me a ragione, proprio perché dopo che vengono soddisfatte le esigenze delle categorie che più di altre hanno diritto in quanto vivono dell'agricoltura quasi a titolo esclusivo o a titolo esclusivo, ritengo che anche gli imprenditori agricoli non a titolo principale possano prendere parte a questa divisione e fare le domande ritenendo, io, come l'onorevole Piana e credo non soli tra i colleghi, che anche loro abbiano diritto agli emolumenti e alle provvidenze della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, sull'emendamento 29 dell'onorevole Piana io mi chiedo se discutere e ragionare in quest'Aula, in Commissione serva a qualche cosa. Io ricordo quando abbiamo approvato la prima legge sulla siccità, e anche la seconda legge sulla siccità. Nella prima legge avevamo adottato un criterio molto rigoroso: si decise che soltanto le aziende agricole che operavano in agricoltura, quindi quelle che traevano dall'agricoltura il sostentamento prevalente, dovessero essere riconosciute e a quelle si dovesse venire incontro e indennizzarle per i danni subiti dalla siccità. Nella seconda legge ci fu una discussione, sempre su questo punto, perché c'era chi, io ricordo, non voleva intanto che si introducesse alcun criterio a questo proposito e che cioè tutti coloro che a vario titolo coltivavano la terra, tutti, compresi quelli che non vivevano dell'attività agricola, potessero fare domanda e poter usufruire delle risorse della legge. Poi c'era anche chi proponeva che non ci fosse un tetto massimo. Insomma, su questi due punti ci fu una discussione molto approfondita e alla fine si trovò un punto di equilibrio, e il punto di equilibrio, onorevole Liori, non è quello che propone l'onorevole Piana. Il punto di equilibrio è stato che si riconosce questo diritto alle aziende agricole che operano in agricoltura come coltivatori diretti o come imprese che operano a titolo principale in agricoltura, ai pensionati che hanno avuto la pensione come imprese agricole e poi a tutte le altre imprese agricole che sono riconosciute in quanto tali, iscritte regolarmente alla Camera di commercio, le piccole imprese agricole insomma. Adesso si vuole allargare ulteriormente, e a me pare che questa sia un'operazione poco seria. Mi chiedo anche se l'onorevole Piana abbia discusso nella sua maggioranza e con il suo Assessore, che appartiene, fra l'altro, allo stesso partito. Recuperare 40 miliardi dalla legge sulla siccità per distribuirli a pioggia un po' a tutti mi sembra un'operazione di pessimo gusto clientelare, di pessimo gusto elettoralistico. Io credo che anche l'approssimarsi delle elezioni, che questo appuntamento non possa far perdere di vista la bussola, il lume della ragione, un po' di equilibrio, quindi io invito l'onorevole Piana a ritirare questo emendamento, perché poi questo detto da chi opera dai banchi dell'opposizione, davvero il senso di responsabilità e la cultura di governo di cui parlava poc'anzi il collega Falconi non si addicono a chi, rispetto a problemi seri e complessi come questi, propone questi emendamenti.
Io ho saputo dalla stampa che l'onorevole Contu ha proposto alla Giunta, e la Giunta ha deliberato, l'utilizzo di quei 40 milioni di euro finalizzati a indennizzare gli agricoltori danneggiati dalla siccità 2003-2004. Credo che sarebbe stato opportuno che l'onorevole Contu riferisse in Commissione e in Aula su questo provvedimento, perché non si tratta di ordinaria amministrazione, si tratta di un provvedimento rilevante, sono 80 miliardi che si destinano. Credo che anche su quello ci sia una discussione da fare, perché noi non possiamo presentarci per il terzo anno consecutivo, stanti le condizioni climatiche che abbiamo vissuto tutti, però non possiamo presentarci di fronte all'Unione Europea con tre leggi sulla siccità in tre anni.
Noi abbiamo introdotto nella nostra proposta di legge, nella proposta del centrosinistra, quella che discuteremo fra non molto in quest'Aula, quella che prevede una serie di misure urgenti in favore dell'agricoltura, abbiamo riproposto il sistema delle assicurazioni a favore delle imprese per far fronte ai danni delle calamità naturali. Voglio ricordare che l'Unione Europea prevede che il costo delle polizze possa essere fino all'80 per cento a carico della Regione e che gli agricoltori debbano farsi carico soltanto del rimanente 20 per cento. A me questo sembra un modo più trasparente, più serio e che farebbe risparmiare alle casse regionali centinaia di miliardi e penso che questa sia una strada su cui lavorare, su cui muoversi.
Quindi credo che questa questione vada ricondotta nei termini reali del problema e bisogna chiedere all'onorevole Piana che la smetta una volta per tutte di pensare che gli agricoltori siano ritardati mentali, che non si rendono conto che determinate proposte hanno soltanto il senso di essere agitate per imbrogliare il prossimo, ma che non hanno nessuna serietà e come tale non ha alcuna probabilità di essere approvata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sarò brevissimo. Vorrei fare due considerazioni sull'emendamento 37 a firma dei colleghi Giovannelli, Satta e Biancareddu, problema cave.
Da sindaco intervengo in quanto quando si tratta di difendere il nostro territorio bisogna essere seri. Noi abbiamo partecipato, insieme ai colleghi che hanno firmato l'emendamento, a un incontro con i titolari di cave, maggioranza e opposizione, e in quell'incontro assieme ai colleghi abbiamo anche preso un impegno, che era quello non di chiedere la soppressione dell'articolo 8 della legge 15, ma di chiederne una modifica parziale. Invece i colleghi chiedono la soppressione totale. Io intervengo per chiedere ai colleghi se fosse possibile ritirare questo emendamento, per essere prima di tutto coerenti con gli impegni che prendiamo e, in secondo luogo, per tenere fede a ciò che diciamo in quest'Aula. Abbiamo sempre detto a chiare lettere, tutti quanti, nessuno escluso, maggioranza e opposizione, che siamo a difesa degli enti locali. Allora, se quando affermiamo queste cose ne siamo convinti, questo emendamento, per me, va ritirato. Condivido invece l'emendamento presentato dal centrosinistra sullo stesso tema e l'emendamento Rassu che è quasi identico.
Due parole le voglio spendere anche sull'emendamento 29, mi pare del collega Piana. Io mi ricordo che in quest'Aula, forse era una voce isolata, una voce sola, in occasione dell'approvazione della legge 13, a difesa degli agricoltori, disse che non era giusto quello che stavamo facendo in quel momento, però avevamo una pressione in quel momento, che era quella delle associazioni di categoria, coltivatori diretti, CIA, perché non bisogna dimenticare neanche la CIA, caro collega Ortu; le associazioni di categoria che in quel momento premevano perché si facesse un'ulteriore divisione, un'ulteriore distinzione anche fra il mondo agricolo, come in quel momento lo stesso Assessore dell'agricoltura, condividendo le richieste delle associazioni di categoria, chiese l'approvazione dell'articolo 2 della legge 13 nel modo così come era stato formulato. Bene, si è verificato che mi pare circa 150-180 miliardi su quella legge non siano stati spesi. E' vero quello che diceva l'Assessore in quel momento, quando mi ripeteva: "Non è possibile che il medico che è anche proprietario terriero possa usufruire dei contributi regionali. Non è possibile che il notaio possa usufruire dei contributi regionali. Non è possibile che il geometra, libero professionista, possa andare a pescare in quei soldi." Cosa si è verificato? Che lo stanziamento di quella legge è rimasto bloccato, perché il mondo agricolo non è fatto…io amministro un paese di mille anime, dove si vive di agricoltura, e vi posso garantire che il 90 per cento sono agricoltori, ma di questo 90 per cento probabilmente solo il 10 per cento è imprenditore agricolo a titolo principale o coltivatore diretto. Lo dissi un anno fa, lo ripeto oggi: abbiamo commesso un errore un anno fa, oggi abbiamo l'opportunità di correggerlo.
Caro collega Marrocu, hai dato un consiglio all'Assessore, quello di adottare una delibera integrando il ristoro a coloro i quali avrebbero avuto diritto a seguito delle verifiche. Ma se le verifiche ci sono state e hanno stabilito quella percentuale di danno - perché se non ci fossero state le verifiche sarebbe ancora più grave, lo dico pubblicamente, se non ci fossero state le verifiche sarebbe ancora più grave la cosa - allora sostiene il collega Marrocu che bisogna aumentare il ristoro a coloro i quali ne avevano diritto. Io, consentitemi, non sono d'accordo, perché se gli enti preposti hanno accertato un danno tra il 20 e il 30 per cento, così come prevedeva la legge, e sono stati indennizzati, così come prevedeva la legge, non riesco a capire come si può fare oggi a incrementare quel ristoro. E poi di quale percentuale, collega Marrocu? In base a quali elementi? In base a quali dati? In base a quali nuovi accertamenti?
Una considerazione la volevo fare anche su ciò che ha affermato il collega Alberto Sanna. Il collega Alberto Sanna dice che una parte di quei soldi che sono avanzati l'Assessore dell'agricoltura li avrebbe già utilizzati approvando una delibera a ristoro per la siccità 2003-2004. Questo ha affermato il collega Alberto Sanna poco fa. Tutto posso aspettarmi dall'Assessore dell'agricoltura, ma che possa prevedere anche che il 2004 sia un'annata siccitosa questo non credo. Se così fosse stato, se la delibera della Giunta è per il 2003-2004 non mi preoccuperebbe, perché la siccità va per annata agraria, quindi siamo al 2002-2003 e non ancora al 2003-2004. Già le abbondanti piogge di quest'ultimo periodo del 2003 fanno ben presagire che non ci sarà siccità nel 2004, ma questo non lo possiamo ancora dire. Quindi si tenta da parte del centrosinistra, negli interventi di stasera, di giustificare e persistere su un errore che abbiamo commesso approvando la legge 13. Io invito coloro i quali sono intervenuti del centrosinistra a riflettere. Bene ha fatto l'onorevole Piana a presentare questo emendamento, bene ha fatto a cercare di rivedere la posizione, bene ha fatto a smentire ancora una volta le associazioni di categoria, perché non è possibile che oggi si vogliano difendere pochi a discapito di molti. Noi siamo amministratori di tutti, non di pochi e né di privilegiati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente. anch'io concordo con l'osservazione di premessa che facevano tanti colleghi in riferimento alla discussione su questo articolo 7, ma io dico non solo sull'articolo 7 ma sull'intera manovra finanziaria di assestamento, per ricordare un moto, è un po' come la RAI questo articolo 7, c'è di tutto e di più. Questa è una storia che si ripete in tutte le manovre finanziarie e in tutte le leggi finanziarie. Purtroppo non rimane quasi altra strada per intervenire su materie certamente intruse rispetto alla materia di che trattasi, ma non c'è altra occasione in questo Consiglio, e il fatto che non ci sia altra occasione la dica lunga sullo stato di disordine legislativo che ha procurato la vita di questa maggioranza in questi ormai quasi cinque anni di malgoverno, mi scuserà il Presidente Masala di questa affermazione, ma mi pare che sia davvero nei fatti, non è solo un giudizio pesante, dato dall'opposizione, è un giudizio che ormai è unanimemente riconosciuto dalla comunità sarda. Anch'io per la verità sono dentro questa manovra finanziaria di assestamento, assestamento, che dire di un assestamento che arriva alle soglie di Natale e che non ha una Giunta che poi lo manderà avanti con la pienezza dei poteri, ed anch'io sono portatore di alcuni emendamenti che si classificano come emendamenti intrusi rispetto al contenuto della manovra finanziaria in senso stretto, però, insomma, sono emendamenti che servono anche a richiamare la responsabilità della Giunta su tante materie urgenti che ancora oggi sono assolutamente, come dire, disconosciute e rimosse dall'attenzione della Giunta e della maggioranza.
Stiamo riparlando della problematica delle cave. C'è un disegno di legge della Giunta, ci sono proposte diverse di consiglieri e di Gruppi dell'opposizione su questa materia, la Commissione ancora oggi non ha trovato il modo e il tempo per affrontare la materia. Quando si parla che la Commissione non ha trovato il modo e il tempo, non è che si vuol dire che la Commissione nella sua interezza, cioè maggioranza e opposizione, hanno le stesse responsabilità nel non lavoro produttivo, significa che non c'è una maggioranza e, in quanto tale, non essendoci maggioranza, nelle Commissioni o ci sono assenze, o ci sono disattenzioni, o ci sono comunque volontà ostative rispetto ai problemi che bussano alla porta e, vediamo, arrivano centinaia di persone che sulla materia "cave" reclamano attenzione da parte di questo Consiglio regionale.
Io non ritorno sul merito degli emendamenti sulle cave, dico che non avrei voluto presentare quell'emendamento che è un emendamento correttivo rispetto all'emendamento presentato da Giovannelli e più che richiamano una volontà incomprensibile, non giustificata, di soppressione del cosiddetto articolo 8 della legge 15 del 2002. Concordo con i ragionamenti fatti dall'onorevole Frau, peraltro li ho fatti anch'io nell'illustrazione di quell'emendamento, e per ultimo anche con alcune sottolineature fatte dallo stesso onorevole Cappai.
Credo che una risposta noi l'abbiamo data, una risposta responsabile, una risposta che rimuove difficoltà che sono state segnalate in ordine all'applicazione dell'articolo 8, in particolare alla cosiddetta maggioranza dei due terzi che può risultare ostativa rispetto ad una procedura snella, applicativa di quell'articolo 8, noi abbiamo detto: Va bene, i due terzi diventano maggioranza assoluta dei componenti ed aggiungiamo "Il Consiglio comunale è obbligato, entro 60 giorni, a dare risposta", se non la dà sta rinunciando ad una sua potestà che gli ha conferito questo Consiglio, ma che peraltro gli aveva conferito prima la legge costituzionale 2 del 2001 quindi evidentemente vuole rinunciare ad esercitare quel potere. Quindi credo che una risposta chiara, seria e responsabile ci sia già a questo problema, si tratta semplicemente di approvarla.
Sull'emendamento della Giunta relativo a Surigheddu, mi dispiace non ci sia il Presidente della Giunta che in quanto Presidente per l'appunto ne ha la responsabilità della proposta, ma guardate, noi stiamo proponendo 340 mila euro per Surigheddu e Mamuntanas, cioè per la guardiania semplice di quel compendio che è di proprietà della Regione da molti anni e che ad oggi in cinque anni ha prodotto una passività di un 1 milione e 700 mila euro. Ricordo al Presidente Masala e all'Assessore dell'agricoltura che nel '99 vi era la soluzione al problema di Surigheddu e Mamuntanas perché era stata espletata una gara d'appalto, è stata sospesa quella gara d'appalto, è stata annullata, è stata ribandita nel nome della conservazione della integrità di quel compendio territoriale agricolo, a tutt'oggi sono passati cinque anni, niente si è risolto e la famosa procedura di gara è ancora lì sospesa in un limbo, intanto tutto questo è costato un milione e 700 mila euro di passività alla Regione per la mera guardiania, anche questo mi pare che sia un chiaro esempio di malgoverno e inconcludenza da parte di questa maggioranza e delle Giunte regionali che sino ad oggi si sono succedute in questa nostra Regione.
Sugli emendamenti 16 e 17 non ci voglio ritornare, vogliono solo ricordare al Presidente Masala che mi ha molto sorpreso il fatto che lui si sia, sto parlando del finanziamento al comune di Sennori che si trova ancora oggi in condizioni di non assolvere ai servizi primari in quanto la casa comunale, seppure con un intervento d'urgenza a carico del bilancio comunale, non è ancora riuscita a ripristinare la sua agibilità. Voglio solo dire al Presidente Masala, a me meraviglia che il Presidente non abbia dato il parere positivo a questo emendamento in quanto la stessa Giunta regionale aveva già presentato un emendamento simile in Commissione e sono rimasto sorpreso che questo emendamento non sia stato riproposto all'Aula da parte della stessa Giunta regionale, ma sono rimasto ancora più sorpreso del fatto che non abbia il Presidente Masala dato il parere positivo ad un emendamento che nel merito è simile, uguale a quello che la Giunta regionale aveva presentato in Commissione.
Io ho presentato anche due altri emendamenti con l'obiettivo uno di ricordare un problema, sto parlando dell'emendamento numero 72 dove ripropongo la questione dei piani territoriale paesaggistici annullati. Piani territoriali paesaggistici annullati che hanno avuto la sorte che hanno avuto nella proposta di legge approvata unanimemente in Commissione e rigettata dall'Aula nel senso che a voto segreto non si è passati all'esame degli articoli. Io ripropongo questo problema non per essere noioso, ma per ricordare al Presidente Masala che niente è stato fatto dalla Giunta regionale e da lui stesso nonostante la diffida che è stata presentata, nonostante le varie promesse che sono state fatte di intervento urgente per ripristinare la tutela di compendi di assoluto pregio, interesse e delicatezza in Sardegna, è stato solo, mi dicono, ma ancora il Consiglio non ne è in possesso, pare sia stato approvato una sorta di emendamento a disegni di legge precedenti, Milia, Onida, pare il 7 di novembre, almeno io l'ho visto all'ordine del giorno della Giunta il 7 novembre, a tutt'oggi questa pratica non è arrivata in Consiglio. Io ricordo al Presidente Masala che la materia che è stata oggetto di un disegno di legge da parte della Giunta, mi riferisco al condono edilizio, quello nazionale, ha un riferimento preciso alle zone di tutela e se non le ripristiniamo queste zone di tutela noi ci troviamo in Sardegna, i 300 metri dal mare, Presidente Masala, non sono sufficienti per risolvere la questione, perché sappiamo che i PTP entrano in molte parti del territorio molto più in là dei trecento metri e non mi pare che alcuni compendi anche interni della Sardegna siano di minore pregio, e quindi meritino minore tutela di alcuni compendi territoriali costieri. Quindi io ripropongo all'attenzione questa problematica con questo emendamento e ne chiedo davvero una discussione e una approvazione da parte del Consiglio.
In ultimo io parlerò per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 81 che anche questo era stato a suo tempo approvato dalla Commissione all'unanimità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Non era mia intenzione intervenire in questa discussione generale perché la discussione dell'articolo 7 e relativi emendamenti non tanto e non solo per la difficoltà dell'impresa, perché si tratterebbe di dire una parola almeno su un articolo composto da 17 commi dei quali ognuno meriterebbe una trattazione, accompagnato peraltro questo articolo 7, mi pare che sono arrivati adesso gli emendamenti ai emendamenti, oltre 50 proposte di modificazione, che già di per sé fanno un corpus considerevole di normativa sostanziale tale per cui la ratio, la natura e l'utilità della disposizione che si discute, cioè l'assestamento di bilancio, non c'entra più pressoché niente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA
(Segue COGODI.) L'idea di non intervenire pertanto era fondata su una presunzione sbagliata, sul fatto cioè che la gran parte delle proposte emendative, soprattutto quelle più solitarie, quelle più singolari, avessero un po' quel significato di dire qui e fuori di qui "ma io la proposta l'ho fatta, ci sono anch'io". Invece accade che la discussione si apre, si sviluppa e si accende quasi che noi con questo articolo 7 di questa spilorcia manovra di assestamento di bilancio, dovessimo rivisitare tutta la normativa sostanziale della Regione e porre rimedio a tutto quanto finora in anni e anni non si è riusciti a porre rimedio. Mi ero sbagliato, perché quei colleghi solitari e singolari insistono nella loro impresa, o ritenuta tale, e pretendono di affrontare in sede impropria e nel momento e anche nel modo sbagliato una serie di questioni di tale rilievo che non sono affatto ben risolvibili in questa sede.
È già iscritto all'ordine del giorno dopo questo argomento, per unanime parere espresso da tutti i Gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, quindi si può dire per atto consiliare, il provvedimento d'urgenza, speciale, relativo all'agricoltura, provvedimento in materia agricola per il quale si è tenuta una riunione cosiddetta straordinaria e preliminare del Consiglio regionale; una serie di riunioni della Commissione agricoltura in deroga persino rispetto ai lavori ordinari del Consiglio regionale e di altre Commissioni ritenendosi, da parte di tutti, che vi fosse urgenza e preminenza che la materia agricola in via d'emergenza in questa fase per le manifestazioni in corso, dei coltivatori, dei pastori, degli imprenditori agricoli, di tutto il mondo delle campagne, dovesse essere affrontato, non dico e non pensiamo sicuramente in modo definitivo e completo, ma almeno in via di emergenza e appena appena serio, organico. E allora che c'entrano le anticipazioni in assestamento che vengono presentate non su piccole partite, ma su partite enormi? Sulla rivisitazione, addirittura sulla modificazione profonda dell'equilibrio complessivo che già alcune leggi in materia agricola di recente hanno conosciuto, anche per accordo tra i Gruppi politici e tra i Gruppi politici e le associazioni esponenziali di quegli interessi che sono interessi non uniformi, sono anche interessi differenziati, talora anche in qualche modo contrapposti e che vanno ricondotti in qualche modo a sintesi, ad equilibrio e a utilità complessiva di un comparto, quello dell'agricoltura e della pastorizia in questa nostra Regione che è tanto fondamentale da richiamarsi la necessaria attenzione continua del Consiglio regionale ma anche un'attenzione seria? Si discusse un anno fa, e a lungo, se i contributi per la siccità dovevano essere ripetuti in questa Regione a pioggia come fu fatto vent'anni fa o circa vent'anni fa, venti no, ma diciassette, diciotto anni fa, o se invece andava fatta una manovra seria e selettiva e si convenne appena un anno fa che l'intervento avrebbe dovuto essere in questa fase serio, tale da aiutare per davvero il produttore, il coltivatore, l'addetto al settore agricolo che principalmente si impegna in quel campo e però evitare una dispersione di risorse che alla fine appunto impegna molto e ottiene poco sul piano dei risultati. Chi pensa di essere migliore degli altri o di fare più bella figura adesso dicendo: "Ma riestendiamo a tutti", che l'imprenditore agricolo sia a titolo principale, cioè lavori, campi, si impegni in quell'attività o non sia a titolo principale, cioè sia anche un qualsiasi investitore, facciamo tutti uguali. È un passo indietro! Non fa bene né all'agricoltura, né alla politica e neppure all'igiene pubblica, perché si tratta di disporre di decine e decine di miliardi, qui si approssima come dire un'apertura di credito di 80 miliardi parlando in lire, che di questi tempi, in questa Regione per i mille problemi aperti anche nell'agricoltura, con i mille drammi inaffrontabili, e dice che sono inaffrontabili questa Regione, e lo dice l'Assessore dell'agricoltura, lo dice l'Assessore della sanità, lo dicono un po' tutti che tutto quello che si dovrebbe perché sarebbe giusto poter affrontare non si può, e si fa un ragionare che non è un ragionamento. Perché sono avanzati dei soldi. Questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra, ma che cosa vuol dire? Sento diversi colleghi, ho sentito Cappai, quasi che i soldi, e parliamo di centinaia di miliardi, fossero una cosa che questa Regione e le sue leggi depongono da qualche parte un malloppo, gli si dà sì una destinazione però se non sono tutti utilizzati per quella finalità specifica non dovrebbero essere meglio utilizzati sempre, magari in quello stesso comparto, parliamo di agricoltura con le mille sofferenze e mille problemi aperti, e invece sono rimasti, sono avanzati, sono diventati res nullius. Chi ha la mano più lunga ci arrivi prima e se li prenda, e io mi faccio portavoce, antesignano, corifeo di questa indicazione, così qualcuno mi ricompenserà, avrò quattro voti.
Io sono sicuro che se la gente ragionerà, la gente delle campagne, a chi propone questo metodo di intervento nell'agricoltura darà non solo quattro voti, ma quattro voti in meno e quattro calci nel sedere! Perché non è un modo questo di parlare seriamente della sofferenza e del dramma dell'agricoltura e della pastorizia in questo momento quando domani si inizierà, o dopodomani o quando sarà, ma se insistete così sarà tra un mese, a discutere della legge agricola, quella di merito. Sarete ancora a dire: "Si dovrebbero, dover fare, poter fare molte cose, non ci sono le risorse" e allora se questo in qualche modo anche immagino per la buona gestio che si è avuta di una legge che nel momento del dramma rappresentava forse un danno ancora superiore, in parte recuperabile a migliori finalità, sempre nel comparto agricolo, perché disperderlo? Cosa è che è avanzato?
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Non è avanzato bellamente nulla, e questo vale per il settore agricolo, vale per altre cose che in questa legge di assestamento si sono volute inserire e richiederebbero e richiederanno, se rimarranno, giorni di discussione, perché il fatto che siamo sotto Natale non vorrà dire per noi, che noi lasceremo passare indenni da valutazioni e da critica, da considerazione ogni e qualsiasi norma che riguardi aspetti rilevanti della vita politica ed economica di questa Regione. La legge dell'agricoltura la volete affrontare, quella di merito o no? E il Dpef lo volete discutere prima che scada l'anno al quale si riferisce o no? E l'esercizio provvisorio, perché non si blocchi la Regione, lo volete almeno quello portare in Consiglio o no? Almeno la proposta di bilancio preventivo mai accaduto che stia per scadere l'esercizio finanziario e non risulti neanche presentato in Commissione, ancora manco presentato in Consiglio il bilancio preventivo dell'anno prossimo, vorrete iniziare prima o poi a occuparvene o no? O il marasma politico di questa maggioranza che non è maggioranza, di questa Giunta che non è Giunta dovrà continuare a...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Sì, non solo l'istituzione, non solo la politica, ma anche il buon senso che ancora da qualche parte resiste in questa Regione, non so quanto in quest'Aula, ma di sicuro nella società sarda.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola perché mi dà l'impressione che sulla materia che è stata sollevata attraverso l'emendamento del collega Piana e attraverso l'emendamento del collega Rassu ci siano da precisare alcuni punti essenziali.
Io vorrei ricordare che nell'annata passata noi abbiamo varato una legge, che è stata frutto di un accordo tra tutti i Gruppi politici e anche tra le organizzazioni professionali, che ha esteso rispetto alla vecchia legge sulla siccità le provvidenze, non soltanto ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale, ma anche ai coltivatori diretti pensionati; e poi ci siamo dimenticati che abbiamo fatto una riserva di circa 26 miliardi a favore anche dei cosiddetti non professionali, purché non fossero dei grossi agrari; io dico la giusta parola perché va detta, cioè purché non avessero oltre un dipendente.
Allora, io capisco che da un punto di vista imprenditoriale ci possa anche essere l'imprenditore notaio, medico, avvocato, che pur avendo altri introiti possiede probabilmente estensioni molto vaste di terreno e quindi possa avere anche quattro, cinque, sei dipendenti nella sua azienda agricola. Però, diciamocela tutta, la ratio per poter ristorare coloro i quali erano colpiti dalla siccità era una ratio diversa, non è che la Regione sarda debba indennizzare per forza chiunque abbia avuto un danno; no, la Regione sarda deve indennizzare coloro che lavorando in agricoltura e avendo quindi come unico reddito il reddito agricolo, non hanno altre entrate, non hanno altro salario, non hanno altro stipendio, perché in ultima analisi sappiamo benissimo che lo stipendio dell'agricoltore diretto o dell'imprenditore agricolo a titolo principale è dato soltanto dal suo reddito agricolo. Quindi è giusto che venga risarcito se non ha un salario; è come un disoccupato cui diamo l'indennità di disoccupazione, cui diamo la CIG, o come diavolo si chiama. Ma francamente estenderlo anche a coloro che sono grossi agrari, perché di questo si tratta, francamente non mi trova favorevole.
L'onorevole mio collega Capogruppo ha detto che nel suo paese, Guamaggiore, la maggior parte non sono coltivatori diretti, ed ha ragione. Da un'indagine che ho voluto fare in questo tipo di paese, risulta però che la maggior parte sono o coltivatori diretti pensionati, e quindi rientrano, mentre l'altra volta non rientravano, e poi tutti gli altri di grossi agrari io a Guamaggiore ne ho trovato ben pochi, per la maggior parte si tratta di gente che al massimo ha il numero di ore lavorative pari a una, quindi anche se non sono professionali, posso garantire, collega Cappai, che rientrano senz'altro nelle provvidenze della legge sulla siccità.
Il problema non esiste, dai calcoli che abbiamo fatto rimarranno esclusi in tutta la Sardegna al massimo mille persone, forse trecento-quattrocento a Sassari, trecento-quattrocento a Cagliari. Di casi in cui si tratta di grossi agricoltori, non di grossi agricoltori professionali o di imprenditori, ma di grossi agricoltori che non solo sono agricoltori ma hanno anche altre professioni o sono funzionari dello Stato o funzionari di enti pubblici.
Quindi a rigore di termini, e cerco di concludere, non mi sento di accogliere questo emendamento per questi motivi; così come al collega Rassu voglio dire che quello che ha affermato nel suo emendamento esiste già in legge, l'imprenditore... Scusi, lei ha fatto un po' di confusione, mi perdoni, glielo chiarisco subito. Vedrà che mi darà ragione. Nella legge c'è scritto "imprenditore agricolo a titolo principale". L'imprenditore agricolo a titolo principale per norma europea è colui il quale dedica almeno il 50 per cento delle ore lavorative e guadagna almeno il 50 per cento, non occorre che sia iscritto all'I.N.P.S. Bravo, è lì... Mi faccia finire. La legge non lo dice, sono d'accordo con lei, c'è stato un errore di interpretazione da parte di alcuni ispettorati che hanno chiesto l'iscrizione all'I.N.P.S., ho già fatto correggere questa interpretazione, perché per la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale non è necessaria l'iscrizione all'I.N.P.S., ma come giustamente lei ha detto l'iscrizione alla Camera di Commercio. Quindi stia tranquillo che può ritirare tranquillamente il suo emendamento perché esso è già contenuto nella legge.
Devo dire un'ultima cosa per quanto ha detto Alberto Sanna, e cioè la delibera che io ho presentato in Giunta riguarda purtroppo i danni del maltempo non dovuti alla siccità, ma dovuti purtroppo, onorevole Cappai, non al 2004, ma al 2003 già passato, cioè il colpo di calore; sto precisando esattamente di che si tratta, noi nel 2003 abbiamo avuto un colpo di calore tra giugno, luglio e agosto che ha rovinato la coltura di pomodori industriali e abbiamo i dati della Casar, la coltura della barbabietola, e abbiamo i dati ugualmente dello zuccherificio, ha rovinato gli agrumeti al settanta per cento che in Sardegna hanno avuto la cosiddetta "cascova", e infine ha rovinato le foraggiere autunnali e invernali, cioè ha rovinato alcune colture, non tutte. Su quelle colture siamo costretti a intervenire perché purtroppo dagli accertamenti fatti dai nostri ispettori il danno risulta.
Per il futuro sono d'accordo col collega Alberto Sanna che sarà opportuno non intervenire più a pioggia, ma far sì che le imprese vengano assicurate attraverso l'ottanta per cento di contributo che può dare la Regione e quindi questo problema sarà impostato e risolto diversamente, ma questo accadrà dopo il 2004. Nel 2003 dobbiamo andare ancora avanti con l'attuale legislazione.
PRESIDENTE. Presidente Masala, vuole completare la replica? Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Soltanto per dire che la Giunta non poteva presentare l'emendamento su Sennori, tanto per intenderci, perché a ciò aveva provveduto ed è stato bocciato dalla Commissione, e quindi doveva necessariamente tener conto del parere della Commissione.
Relativamente al problema dell'articolo 8 della legge 15, è da dire che effettivamente occorre tener conto, e quindi conciliare l'esigenza di non danneggiare le imprese e quindi le esigenze di occupazione, perché si tratta di numerose persone che lavorano nel settore senza con questo voler evidentemente comprimere l'autonomia locale. Credo che un giusto equilibrio tra le due esigenze debba essere assolutamente trovato. Certo è che con la richiesta dei due terzi dei voti del consiglio comunale sicuramente non si fanno né vecchie né nuove concessioni.
Relativamente ai due emendamenti che hanno occupato praticamente la discussione, le ragioni di merito che sono state portate dall'assessore Contu dovrebbero essere più che sufficienti per indurre i presentatori al ritiro degli stessi. Se ciò non fosse sufficiente, occorre dire che per quanto concerne l'emendamento numero 29, lo stesso, nonostante la valutazione in 40 milioni la spesa, la stessa non trova copertura, perché c'è una valutazione, però è incerta la somma che rimane disponibile tra quelle cosiddette non impegnate nel fondo dell'agricoltura perché esistono numerose, centinaia di domande che sono ancora in corso di istruttoria. Ci sono addirittura 7 mila domande, e quindi diciamo che occorre la certezza della copertura e non una copertura addirittura incerta. Per quanto concerne l'emendamento 86 credo che l'onorevole Rassu provveda al ritiro, ma qualora non lo facesse lo stesso sarebbe anche inammissibile perché manca anche la quantificazione della spesa, non ha copertura.
PRESIDENTE. Passiamo ora alla fase della votazione. Ho bisogno che un collega segretario dell'opposizione prenda posto in Presidenza. Iniziamo a votare dall'emendamento soppressivo parziale numero 42, primo firmatario l'onorevole Secci. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 42 soppressivo parziale, primo firmatario Secci, è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto. Se tutti i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione. È annullata la votazione, quindi adesso prendiamo posto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 42, soppressivo parziale.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 35
Contrari 35
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - TUNIS - USAI.)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 65. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sulle modalità di voto per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 65.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 40
Contrari 32
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 66. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di voto. Chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 66.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 37
Contrari 35
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
Metto in votazione l'emendamento numero 67. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). L'emendamento 67 è ritirato. E volevo comunicarle il ritiro anche del 68 e del 69.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 68 e 69 sono stati ritirati. Metto in votazione l'emendamento numero 70. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sulle modalità di voto, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 70.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 39
Contrari 31
Voti nulli 1
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
L'emendamento numero 71 era stato ritirato, quindi metto adesso in votazione...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'emendamento numero 71, ritirato, lo facciamo proprio.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 71, Sanna Gian Valerio, Fadda, "Il comma 17 dell'articolo 7 è soppresso", è stato fatto proprio dall'onorevole Balletto, quindi lo metto in votazione...
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chiediamo la votazione a scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto consiglieri che appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri CORONA, PILO, PILI, GIOVANNELLI, SATTA, DIANA.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 71.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, vuole dichiarare il suo voto?
CUGINI (D.S.). Contrario.
Rispondono sì i consiglieri: PETRINI - PIANA - RANDAZZO.
Rispondono no i consiglieri:BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 68
Maggioranza 35
Favorevoli 3
Contrari 65
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Vorrei chiedere il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Si tratta di un comma aggiuntivo mi pare al comma 13, quindi dovrebbe essere decaduto.
PRESIDENTE. Grazie per la segnalazione, onorevole Pisano. Facciamo la verifica, quando ci sono votazioni a ripetizione è probabile che succedano... Allora, confermo quanto dichiarato dall'onorevole Pisano. L'emendamento è decaduto.
Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente, un chiarimento, vorrei sapere quali commi sono sopravissuti.
PRESIDENTE. Andiamo con ordine, se i colleghi vogliono prendere nota, sono sopravissuti gli emendamenti numero 2, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14, 15, 16 e 17.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Volevo un chiarimento, Presidente. Vorrei capire perché è decaduto questo articolo, se non si tratta di emendamento all'emendamento, ma semplicemente cita un comma dopo il quale seguirebbe questo. Vorrei un chiarimento sulla procedura.
PRESIDENTE. La prassi, onorevole La Spisa, mi viene fatto osservare, è che quando decade un comma trascina con sé anche tutti gli emendamenti che a quel comma sono stati presentati.
Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo, signor Presidente, che il Regolamento del Consiglio e la sua ratio fondamentale, che è quella di consentire che l'Assemblea legislativa in autonomia, in coscienza e consapevolezza, faccia le leggi della Regione non possa essere derogato, il Regolamento del Consiglio e la sua ratio, da nessuna prassi. Io ricordo benissimo di avere in altra occasione sollevato questo problema e, trattandosi di materia molto marginale e secondaria, di non aver insistito più di tanto, nel senso che prassi non ce n'é, sicuramente c'è un qualche precedente controverso, ma non può essere, anche esistesse prassi per distrazione, che il potere del Consiglio di fare le leggi possa essere derogato.
L'emendamento di cui ci occupiamo non è aggiuntivo al comma 13, perché se io intendo aggiungere qualcosa a una norma è chiaro che nel momento nel quale cade la norma cade anche la possibilità di aggiunta. L'emendamento è puramente e semplicemente collocato, come proposta, dopo l'articolo 13, dopo il comma 13. Si dice: "Dopo il comma 13 è aggiunto…". Siccome questo vale anche per altri successivi emendamenti, non può essere che una norma del tutto autonoma, che solo come numerazione assumerebbe il 13 bis, se ci fosse il 13, se non c'è il 13 sarà 12 bis, e poi in coordinamento prenderà il numero che deve prendere, ma è una norma del tutto autonoma che il proponente ha ritenuto di collocare lì, per una semplificazione di lettura. Ma non è coerente, connesso al comma 13. Ha ragione il collega La Spisa ad aver sollevato la questione, io la ripropongo. Credo che debba essere nell'incertezza, se si ritenesse, comunque la questione risolta dal Consiglio. Però, una norma che viene collocata dopo un'altra e ha una totale autonomia di contenuto e pure una totale autonomia formale, non può essere, sennò diventa una cabala, cioè che una proposta normativa resti o non resti per la valutazione del voto del Consiglio diventa una lotteria, e non può essere. Il Consiglio regionale procede con ordine e con razionalità.
Mi rendo conto che il Presidente ha dovuto tener conto di qualche precedente, ripeto, per altro controverso, però si trattava di questione molto accidentale che però non può essere assunta come antefatto sufficiente per ritenere che la sola collocazione seriale della norma che si propone prevalga sulla sostanza sia di contenuto che di forma che la proposta normativa comprende.
Io ritengo che a norma di Regolamento, quindi, o il Presidente ritiene di valutare più approfonditamente la questione o che debba comunque rimettere all'attenzione del Consiglio la soluzione del problema.
PRESIDENTE. Allora, sospendo la seduta per due minuti rimanendo in aula, perché ho bisogno di un approfondimento tecnico con gli uffici. Riprendiamo tra qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 08, viene ripresa alle ore 19 e 16.)
PRESIDENTE. Colleghi, per quanto riguarda l'emendamento numero 1 ribadisco quanto avevo affermato precedentemente: essendo decaduto il comma si dichiarano decaduti anche tutti gli emendamenti ad esso collegati.
COGODI (R.C.). Non è collegato!
PRESIDENTE. Passiamo quindi all'emendamento numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). sull'emendamento numero 1, Presidente, per capire se è possibile, perché francamente a me pare alquanto singolare che la Presidenza consideri una cosa aggiuntiva decaduta perché è decaduto l'articolo precedente. Qui stiamo parlando d'altro, perché nell'articolo 7 c'è tutta una serie di provvedimenti che in qualche misura sono onnicomprensivi di tutta una serie di provvedimenti che sono in essere. Quindi io francamente non capisco questo atteggiamento. A me sembra che questo emendamento debba essere in qualche misura messo in votazione perché non implica nessuna considerazione relativa all'articolo 7, è una cosa in più, è diverso.
Quindi io credo, signor Presidente, in alternativa, se non è possibile trovare una soluzione per porre in votazione questo emendamento, che ci sia l'impegno, signor Presidente della Giunta...
PRESIDENTE. Presidente Masala, vuole prestare attenzione all'onorevole Calledda, che sta intervenendo?
CALLEDDA (D.S.). Che ci sia l'impegno da parte della Giunta e da parte del Consiglio, essendo questo un emendamento che dal punto di vista dell'impatto sociale potrebbe consentire a centinaia di cittadini che si trovano in condizioni talmente precarie di avere la possibilità di vivere nella legalità, per essere chiari.
Allora io chiedo che questo Consiglio, la Giunta regionale, se tecnicamente non è possibile mettere in votazione questo emendamento, ci sia la disponibilità, la certezza che in tempi molto brevi e rapidi, per esempio quando andremo a esaminare l'esercizio provvisorio, che questo emendamento venga ricompreso nell'esercizio provvisorio, impegnando però, signor Presidente, non è tanto, come dire, assumere un impegno, lo mettiamo nell'esercizio provvisorio, impegnando il Consiglio a dare una soluzione a questo problema, perché non è un problema del consigliere Calledda, non è un problema del centrosinistra, è un problema che riguarda tutto il Consiglio regionale. Quindi, voglio dire, se c'è questa volontà, signor Presidente del Consiglio, io credo che possa essere in qualche misura utilizzato anche questo tipo di procedura.
PRESIDENTE. Onorevole Calledda, io voglio chiudere questa discussione perché mi ero già pronunciato su questa questione e mi sono ripronunciato, quindi non ho nessuna intenzione di continuare a discutere su questo punto. Dobbiamo passare all'emendamento numero 2. Mi pare che il presidente Masala sia disponibile ad accogliere la proposta avanzata dall'onorevole Calledda in merito all'eventuale riproposizione dell'argomento in una sede diversa da questa, e quindi possiamo andare oltre.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Solo per dire che l'onorevole Calledda ha le prerogative di presentare l'emendamento. L'emendamento può essere ripresentato alla prossima occasione utile, lo presenta lei. Questo non è un problema.
PRESIDENTE. Questo era chiaro. Onorevole Cogodi, su che cosa intende intervenire?
COGODI (R.C.). Sul Regolamento rapidissimamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul Regolamento. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire, signor Presidente, che io dissento dall'interpretazione e dalla decisione che è stata comunicata all'Aula, e mi pare di ricordare, adesso non ho la norma sott'occhi, ma qualora così fosse, chiedo che si dia corso alla mia richiesta e qualora non vi sia, sull'interpretazione, unanimità di consensi, debba comunque pronunciarsi l'Aula, anche perché la pronuncia presidenziale è stata a dir poco perplessa, perché prima ha messo in votazione l'emendamento, poi l'obiezione inopinatamente, infondatamente secondo noi, è stata sollevata dal collega Pisano, e quindi si è tornati allora sulla decisione già assunta.
Io concordo sull'assunto che il Presidente ha comunicato, cioè che decadono gli emendamenti collegati alla norma che è decaduta, però quando si tratta di emendamenti non collegati, e infatti questo non è collegato, perché dopo vuol dire dopo, più in là, non vuol dire connesso, e non è collegato abbiamo detto né sul piano sostanziale né sul piano formale. Questo è un precedente in questi termini, non in altri, è un precedente che scardina una gran parte della potestà legislativa del Consiglio regionale. In ogni caso, se il Presidente insistesse…
MURGIA (A.N.). Tempo!
COGODI (R.C.). Il tempo lo sto impegnando anche per te se riesci a proporre qualcosa che valga in questo Consiglio regionale. Se il Presidente insistesse, rimanga certificato il dissenso netto, perché si tratterebbe, insomma, di una interpretazione.....
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Si tratterebbe di un'interpretazione che lede in concreto le potestà del Consiglio regionale. Io insisto. Sulla formula adottata concordo quando si tratta di emendamento collegato. In questa fattispecie non vi è collegamento né sostanziale né formale; è come dire che io accetto di prendere il caffè dopo la frutta. E se non prendo la frutta vuol dire che non mi danno neanche il caffè? Non esiste, sono due cose distinte.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Naturalmente è stato registrato il suo dissenso.
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Emendamento numero 9 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Otto consiglieri che intanto appoggino la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, SELIS, GRANELLA, Emanuele SANNA, SECCI, MARROCU, DETTORI.)
Sull'emendamento numero 9 della Giunta regionale è stato chiesto il voto elettronico palese.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 9.
CORONA (F.I.-Sardegna). Come mai quattro voti nella fila dell'onorevole Sanna?
CUGINI (D.S.). Non sai contare!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. La votazione è annullata.
Se tutti i colleghi sono al loro posto stiamo votando l'emendamento numero 9.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9. Invito il consigliere Liori a esprimere il proprio voto.
LIORI (A.N.). Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: COGODI.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 67
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale palese, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10. Invito il consigliere Dore ad esprimere il proprio voto.
DORE (La Margherita-D.L.).Favorevole.
Rispondono sì i consiglieri:BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risponde no il consigliere: PACIFICO.
Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - SANNA Salvatore.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 63
Astenuti 2
Maggioranza 32
Favorevoli 62
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, io faccio una dichiarazione di voto e dichiaro la mia astensione sull'emendamento numero 11. Ritengo che sia irresponsabile considerare il problema delle strutture universitarie con questo genere di parzialità. La Sardegna ha nel suo territorio una molteplicità di realtà universitarie periferiche che costano sulle spese generali e che avrebbero avuto bisogno di un emendamento di carattere molto più generale che tenesse conto anche delle altre realtà. È compito della Regione fare norme di carattere generale e affrontare i problemi nella loro complessità. Ne prendo atto però, pur riconoscendo la legittimità di questo emendamento, non ritengo opportuno sostenerlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dichiarare comunque, anche su questo emendamento della Giunta regionale, un voto di astensione.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, assessore Fois, se vuole intervenire può chiedere la parola, sta intervenendo l'onorevole Cogodi, per cortesia!. Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho detto comunque perché ho espresso voto palese di astensione anche su precedenti emendamenti che avevano pure una loro dignità come idee, come proposta, come possibilità di intervento, ma per una ragione: perché gli interventi significativi, di valore in questa Regione, non possono essere scelti caso per caso, mirati ad personam, fatti ad hoc con un articolo di legge, perché anche un emendamento una volta approvato è un articolo di legge. In materia di opere pubbliche, anche le opere più nobili, anche i servizi sociali, anche i servizi culturali, anche i servizi religiosi, anche i servizi universitari, debbono essere pensati e realizzati in base a un programma generale che la Regione sia capace di fare, non richiesti, non patrocinati di volta in volta quando passa il treno della finanziaria o il treno dell'assestamento o addirittura quando il treno è già ripartito, perché è un emendamento della Giunta questo, la proposta era della Giunta, perché se era un'esigenza oggettiva la Giunta non l'ha neppure proposta originariamente, evidentemente c'è stata una domanda su questa come su altre opere importanti e di carità e la Giunta, fa la bella figura di aggiungere. Faccio questa dichiarazione - così evito di intervenire successivamente - che ha un valore di carattere generale e vale anche per tutti i successivi emendamenti che a uno a uno hanno una loro dignità ma che, estrapolati, tolti da un disegno e da un intervento complessivo, sono cose giuste che creano cose ingiuste. Mi riferisco per esempio agli emendamenti dove si prevede di attribuire fondi a alcuni comuni che hanno avuto le strutture comunali, a partire dai municipi danneggiati o per incendio o per altre cause. Ma perché solo quei comuni? E se vi fossero altri comuni in questa Regione ugualmente danneggiati per atto doloso o per incendio o per altra ragione, e se il comune del mio paese natio è stato pure incendiato qualche anno fa, e io che sono consigliere regionale e mi sento consigliere regionale della Sardegna e non di un paese, anche di quel paese, e non di un territorio, anche di quel territorio e aspetto, e gli amministratori per bene aspettano che quando hanno diritto la Regione adotti un programma e aiuti i municipi tutti che sono nella stessa condizione a ricostruirsi e se non c'è un consigliere qui di quel paese o di quel comune o di quel territorio che presenta l'emendamento e può dire: "L'ho fatto io", quel diritto perché deve essere calpestato? Perché non fare una norma che c'è già peraltro? Si impingui un capitolo di spesa e si dica, si dia una direttiva alla Giunta che faccia un programma che sovvenga le amministrazioni comunali che in tema di servizi propri, i municipi, in tema di servizi culturali, le università, per quanti hanno questo tipo di esigenze, in tema di servizi anche religiosi, perché no? E in tema di servizi culturali, perché no? E tutto quanto si abbia un programma di spesa che tenga conto delle priorità, dei bisogni, di un criterio di equilibrio e anche di diffusione e distribuzione nel territorio e tra le popolazioni. A me parrebbe che questo sia il compito del consigliere regionale e delle sue leggi, non quello di definire caso per caso ad hoc a chi e quando attribuire finanziamenti qualche volta peraltro anche cospicui che, ripeto, sono diretti a fin di bene, ma possono creare a latere altre ingiustizie.
PRESIDENTE. Vuole dichiarare il suo voto, onorevole Cogodi!
COGODI (R.C.). L'ho detto all'inizio che era di astensione. Almeno in questo mi darà atto, prima sull'interpretazione no, ma…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa.
COGODI (R.C.). E io accetto le sue scuse, l'ho detto all'inizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DETTORI (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Velocemente per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 11, esattamente come ho votato a favore per l'emendamento numero 10 perché mi piacerebbe capire che differenza c'è tra un finanziamento mirato alla ristrutturazione di un palazzo arcivescovile di Cagliari e invece a un'istituzione universitaria che abbiamo sempre detto essere il luogo dove è possibile far sì che vi sia la formazione di un numero sempre maggiore di studenti perché quel territorio faccia sì che sia al centro dell'attenzione dell'intera Sardegna. Concordo sul fatto…
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dettori.
DETTORI (Gruppo Misto). Prego, non ha importanza.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Prego onorevole Dettori.
DETTORI (Gruppo Misto). Questo Consiglio regionale ogni giorno dà dimostrazione dell'autorevolezza a se stesso oltre che ai sardi. Credo che sia molto giusto esprimere i propri punti di vista che possono condivisi oppure no. Il problema del rispetto non attiene a questa Assemblea, Presidente, mi dispiace molto. Io sono assolutamente convinta che non è possibile da parte di una Giunta seria quale questa non è, una programmazione così spezzettata che fa interventi mirati, che evita di fare una programmazione seria e complessiva per tutte le materie e infatti in questo senso lancio anche un appello ai colleghi nel centrosinistra affinché in finanziaria non presenteremo neanche un emendamento con richieste specifiche perché questa era la riforma che noi del centrosinistra nella passata legislatura avevamo voluto fare, evitare che la finanziaria e l'assestamento di bilancio fosse un autobus in cui tutti potessero salire e tutti potessero dire tutto e il contrario di tutto. Pertanto, come ho votato sì all'emendamento numero 10, voterò sì all'emendamento numero 11, ancorché si tratti dalla mia città natale, ma se anche non lo fosse stata, per lo stesso motivo avrei votato allo stesso modo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Molto brevemente innanzitutto per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento 11, ma per chiarire ai colleghi che si tratta di un parziale, molto parziale, recupero di somme che sono andate in perenzione e si tratta di somme molto più ingenti. La Regione Sardegna aveva destinato a questo scopo quaranta miliardi di lire o venti milioni di euro se preferite che il comune di Nuoro non ha potuto spendere in tempo utile perché vi è da fare un accordo di programma con l'Esercito italiano, perché siamo parlando di un campus universitario che va collocato appunto negli stabili di Via Sardegna dell'Esercito italiano. Per queste ragioni sono andate in perenzione queste somme che vengono parzialmente recuperate. Mi preme sottolineare il fatto che in questo assestamento di bilancio non si recuperano diecimila euro, cioè venti miliardi, ma si recuperano solamente tre milioni di euro e cioè sei miliardi di lire. Resta l'impegno, perché poi è sbagliato l'emendamento proposto dalla Giunta, i quattro milioni di euro del 2005 o i tre milioni del 2004 sono solamente un impegno per quella somma; mi auguro che appunto in finanziaria questo impegno venga tenuto. In questo emendamento chiaramente non ha nessuna efficacia per il 2004 o il 2005.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue FALCONI.) Per quanto riguarda poi il rigore che alcuni colleghi hanno già richiamato, beh, io sono per il rigore nella finanziaria, beh, che si parta però sempre dai territori deboli mi pare assolutamente inopportuno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente; ha detto bene il collega onorevole Falconi che il comune di Nuoro per ben tredici anni non ha saputo utilizzare risorse che erano già previste nei fondi della contabilità speciale e che una parte, appunto una prima tranche, erano destinati proprio per l'acquisizione e la ristrutturazione dei locali dell'artiglieria in Nuoro. Ma noi non vogliamo che per le inadempienze, i ritardi - e qui non si tratta di fare il processo a nessuno - si debba privare la città di Nuoro, anche perché c'è un'obbligazione assunta dalla Regione cui si tratta di dare esecuzione a questa obbligazione. E allora, la Giunta doverosamente, ritenendo di dover dare attuazione ad un impegno ben preciso, ha previsto la risorse, le prime risorse, dieci milioni di euro non sono le risorse sufficienti, sono una prima tranche, e noi riteniamo che con la finanziaria 2004 si possa onorare quell'impegno prevedendo le ulteriori risorse.
Certo, mi sorprende che all'interno del centrosinistra si verifichi una sorta, dalle astensioni che ho sentito, dalle prese di posizioni, una presa di distanza rispetto a un problema che la città di Nuoro fortemente sente e, quindi, apprezzo anche gli interventi di quei colleghi del centrosinistra che mi hanno preceduto e che hanno manifestamente e apertamente dichiarato di sostenere, come ha fatto lo stesso collega Falconi e la stessa collega Dettori. Perché non è una battaglia di campanile, ma nasce da un accordo che in quell'occasione, tredici anni fa, prevedeva anche interventi diretti per le città capoluogo di Cagliari, di Sassari e di Oristano, e per Nuoro era specificatamente previsto questo intervento. E mentre le altre città hanno non solo usufruito ma anche speso quelle risorse, i ritardi della città capoluogo di Nuoro non hanno consentito quella spendita.
Quindi, io esprimo plauso per questa iniziativa della maggioranza di centrodestra al governo e per la stessa Giunta che ha avuto la sensibilità di fare quello che Giunte di centrosinistra non hanno invece fatto. Mi si consenta questa nota perché sulla stampa locale si accusa il centrodestra e si accusano i consiglieri regionali del centrodestra, espressione di quel territorio, quasi di ostacolare la possibilità che a Nuoro parta questa operazione. Oggi ne abbiamo la dimostrazione di chi effettivamente da questa operazione sta prendendo…
PRESIDENTE. Colleghi, onorevole Pittalis mi scusi un secondo, colleghi, la Presidenza è da questa parte. Quindi prego i colleghi di rivolgersi da questa parte. Uno va bene, ma quando mezzo Consiglio sta guardando dall'altra parte non mi pare molto corretto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, non ho necessità che chi non vuole ascoltare o chi fa finta di non ascoltare, ma il problema è che lo sappia l'opinione pubblica, che venga ripristinata una verità di chi vuol dare attuazione a un accordo di programma per la città di Nuoro e rispetto a chi a Cagliari dice una cosa, a Nuoro ne dice un'altra. Ecco perché noi voteremo a favore di questo emendamento, con anzi l'impegno preciso perché la maggioranza si faccia carico anche della quota residua proprio perché possa essere data attuazione a quell'accordo di programma che risale a ben tredici anni or sono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Anch'io dico: "Mi si consenta", come il collega che mi ha proceduto. Non sono di Nuoro e voterò a favore dell'emendamento 11 così come farà, credo compatto, il nostro Gruppo. Non credo che qualcuno debba meravigliarsi che ci possano essere anche posizioni differenti nel centrosinistra nell'esame dell'emendamento. Io mi preoccuperei di quello che è successo visto che qualche differenza di opinione si è già manifestata col voto che abbiamo poco fa fatto all'articolo 7 e qualche emendamento soppressivo; e quindi, il collega Pittalis si preoccupi di quello che sta succedendo nel suo campo.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Mi preoccupo della città di Nuoro!
MARROCU (D.S.). Per le altre attenzioni annunciate in questo campo ce ne preoccupiamo noi.
Noi voteremo a favore, io però volevo segnalare un aspetto all'assessore nonché presidente Masala che c'è stata un po' di distrazione. Nella Commissione avevamo segnalato sia per l'emendamento 10, già votato, che per l'emendamento 11 che sarebbe stato più corretto, essendo quella che stiamo discutendo la variazione di bilancio 2003 che si riferisse soltanto a postazioni di bilancio 2003, e che mettere postazioni di bilancio 2004-2005 è un po' non corretto visto che dobbiamo iniziare a discutere la manovra finanziaria 2004. L'Assessore in verità in Commissione si era impegnato a modificare sia l'emendamento 10, ma ormai l'abbiamo votato, che reca solo impegni per il 2004-2005, sia l'emendamento 11, inserendo nell'assestamento di bilancio solo manovra di assestamento di bilancio e, quindi, riferibile soltanto al 2003 e non anche al 2004-2005 perché non è corretto inserirli in questa legge ma caso mai nella prossima discussione che faremo sulla finanziaria.
Ecco questo è stato un limite, non aver adempiuto ad un impegno assunto invece in Commissione che avrebbe fatto in modo che questi emendamenti fossero più corretti dal punto di vista formale. Gli impegni invece in Commissione li abbiamo accolti anche noi, quindi con la stessa coerenza con la quale li abbiamo accolti in Commissione li accogliamo anche in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, avevo deciso di non intervenire anche perché su un emendamento che riguarda l'università a Nuoro mi pareva inutile che diventasse un dibattito e una carrellata di consiglieri regionali del nuorese. Intervengo però perché c'è l'esigenza in qualche modo di ripristinare un attimino di verità rispetto a strumentalizzazioni che qui sono state utilizzate, a mistificazioni e direi anche a mancanza di pudore.
Intanto, signor Presidente, si tratta di risorse che sono state all'uopo allocate con destinazione specifica alcuni anni fa e deliberate dal centrosinistra e non dal centrodestra così invece come l'onorevole Pittalis ha poco fa sostenuto. Risorse pari a quaranta miliardi circa di vecchie lire che dovevano servire al comune di Nuoro per rilevare i locali della ex artiglieria, costruire attraverso un accordo di programma i locali per i militari nella zona di Pratosardo, ristrutturare quelli dell'ex artiglieria per utilizzare come campus universitario.
Il percorso è obiettivamente lungo, non è un percorso - e l'onorevole Pittalis lo sa benissimo - che si chiude nell'arco di uno, due, tre anni, anche perché - guarda caso - uno dei Ministri che avrebbe dovuto sottoscrivere l'accordo d programma e che per lungo tempo invece ha tergiversato è il ministro Martino, partito Forza Italia, cioè lo stesso partito dell'onorevole Pittalis.
Allora, ciò che ha ingenerato il ritardo in qualche maniera va ascritto a un Ministro di questa Repubblica che è espressione di Forza Italia, ma non basta. L'onorevole Pittalis, allora assessore della programmazione, mentre avrebbe potuto consentire che quelle risorse, pari a quaranta miliardi, restassero impegnate nell'apposito capitolo di bilancio conservando quella destinazione specifica e prorogandone la possibilità di spendita nel tempo, invece Presidente, li ha allora distratti da quel capitolo di bilancio e usati per fini diversi; e, nel contempo, ha rassicurato però allora con parole benevole, perché evidentemente non si stava esprimendo dall'Aula del Consiglio regionale ma bensì in incontri di natura amichevole e riservata, ha rassicurato allora l'onorevole Pittalis che avrebbe provveduto già da allora a ripristinare quelle risorse con la destinazione specifica che originariamente era prevista: giocare…
Presidente, le garantisco che è quasi impossibile intervenire in questa confusione
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione, io chiedo ai colleghi un po' di silenzio. Chi non fosse interessato può accomodarsi nella saletta qui affianco.
BALIA (S.D.I.-S.U.).Giocare oggi a rimpiattino è richiamare primogeniture su un argomento di questo tipo è da sconsiderati e in ogni caso è da persone assolutamente scorrette. Mentre a lei, presidente Masala, perché uguale impegno anche lei ha assunto, le voglio rammentare che al di là delle dichiarazioni di buoni principi per gli anni 2004 e 2005, con risorse in ogni caso insufficienti a risolvere quel problema, mi auguro che alle risorse adesso previste in assestamento faccia effettivo riscontro una decisione invece operativa e concreta già con la finanziaria del 2004.
Naturalmente, nell'annunciare il voto favorevole non posso non dichiararmi d'accordo con le osservazioni, e ho concluso, Presidente, che l'onorevole Cogodi faceva perché questo assestamento, presidente Masala, è un disastro, c'è di tutto e di più, è qualcosa di assolutamente vergognoso!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Anche io brevemente, e anche io non avrei preso la parola se non ci fosse stato l'intervento dell'onorevole Pittalis. Quindi Pittalis ha fatto due disastri, uno perché sta ritardando i lavori, secondo per il merito del suo intervento che tranquillamente poteva risparmiarlo a se stesso oltre che a quest'Aula.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se stai zitto tu è un vantaggio per tutti!
ORTU (R.C.). Benissimo, guarda, stai pur che tranquillo che quando parli tu ascolto con religioso silenzio perché so sempre dove vuoi arrivare, capito? Vuoi sempre arrivare a capovolgere la verità, adesso se mi fai parlare…
(Interruzione dell'onorevole Pittalis)
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la prego! Avrà occasione per replicare, adesso lasci fare l'intervento all'onorevole Ortu, la prego!
ORTU (R.C.). Pittalis non sa fare altro e soprattutto non sta stare zitto quando invece dovrebbe per lo meno avere la compiacenza di ascoltare gli altri.
Allora, dicevo, non avrei preso la parola perché tra l'altro ritengo che la questione, pur essendo importante nel merito, poteva essere affrontata con grande tranquillità, con grande serenità e anche con grande laicità. Io dico di avere votato e per questo voterò anche l'emendamento numero 11, gli altri due emendamenti, proprio perché nel merito affrontano una materia, e spesso anche una situazione estremamente delicata, pensiamo a quello che sta accadendo nel settore lapideo. Anche se anch'io ritengo che lo strumento, cioè quello dell'assestamento di bilancio, non sia quello più adatto, perché interventi di questo tipo avrebbero meritato ben altra collocazione. Quindi, se avessi dovuto guardare allo strumento anch'io votato mi sarei astenuto o avrei addirittura votato contro. Ho espresso un voto favorevole, così come farò sull'emendamento numero 11, perché si tratta di questioni delicate che finalmente vengono affrontate e che debbono poter trovare una risposta positiva. Risposta positiva che quest'Aula ha già in qualche modo manifestato per i due emendamenti precedenti, senza che ci fosse l'inopportuno intervento dell'onorevole Pittalis.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Per dichiarare il mio voto di astensione condividendo le puntuali osservazioni fatte dal collega Gian Valerio Sanna e Cogodi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, anch'io non avevo alcuna intenzione di intervenire su questo punto, però visto il clima generale, visto come si è svolta la discussione, anch'io intervengo per dire che sono d'accordo con questo emendamento che ha proposto la Giunta regionale, ben sapendo che si tratta di una cifra che è assolutamente insufficiente in base alle aspettative e in base anche agli impegni che erano stati presi precedentemente.
Pertanto l'auspicio e l'invito che facciamo alla Giunta è che nella prossima manovra finanziaria vengano ripristinate tutte quelle somme che erano previste per fare in modo che veramente ci sia il trasferimento dei locali dell'artiglieria verso l'università di Nuoro, che mi pare sia una infrastruttura che sia molto attesa non solo per quanto riguarda la città di Nuoro, ma per l'intera provincia del centro Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Per dire che voterò favorevolmente sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, solo per dire che l'emendamento, anche se venisse votato integralmente, in sede di coordinamento ovviamente nel bilancio non ci sono le quote relative al 2004-2005, questo è evidente; però quello che conta è il testo della legge cioè, il testo della legge che costituisce un impegno per dieci milioni e quindi ci sono adesso dieci milioni di cui tre nel 2003 e poi gli altri a seguire. E quindi è chiaro che l'impegno vale per l'attuazione di tutto l'accordo così come era stato stipulato a suo tempo, e quindi per adesso sono dieci milioni di impegno e poi nel 2004 vedremo per integrare anche il resto. Questo è quanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, per chiedere il voto elettronico a scrutinio palese.
PRESIDENTE. Sette colleghi devono appoggiare la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, PACIFICO, FALCONI, DETTORI, ORRU', CALLEDDA, CUGINI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 11.
Rispondono sì i consiglieri:BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SATTA - SCARPA - SECCI - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - OPPI - PACIFICO - SANNA Gian Valerio.
PRESIDENTE. Onorevole Giagu il suo voto risulta nullo. Io non lo posso contare se non me lo dice l'onorevole Giagu. Onorevole Cogodi, suppongo che anche lei abbia sbagliato votando, perché la sua dichiarazione di voto… E' stato convinto. Comprendo che a volte certe argomentazione possano essere convincenti. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 64
Astenuti 4
Maggioranza 33
Favorevoli 64
(Il Consiglio approva).
Con questa votazione concludiamo i lavori del Consiglio. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10 e 30.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io chiederei che venga convocata la Commissione domattina mezz'ora prima dell'inizio dei lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Sì, perché no? Si può fare. La Commissione è convocata domani mattina ore 10.00 per discutere sull'esercizio provvisorio. Alle 10 e 30 c'è il Consiglio.
La seduta è tolta alle ore 20 e 04.
Versione per la stampa