Seduta n.141 del 23/03/2001 

Seduta CxlI

Venerdì 23 marzo 2001

Presidenza del Vicepresidente Carloni

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 03.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 15 marzo 2001 (136) che è approvato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che il consigliere regionale Silvestro Ladu è assente dalla seduta odierna perché fuori sede per motivi istituzionali.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Masala, Pili e Sanna Nivoli hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 23 marzo 2001.

Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Considerato il numero esiguo dei consiglieri presenti mi sembra opportuno sospendere la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 04, viene ripresa alle ore 10 e 15)

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati altri due emendamenti che si danno per letti.

Emendamento aggiuntivo Selis - Cugini - Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Dettori B..

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente articolo:

4 bis. Ad integrazione di quanto previsto dalla legge 5 luglio 1982 n° 441, ogni Consigliere Regionale deve annualmente dichiarare le cariche sociali ricoperte in enti e aziende regionali, o in aziende, organismi, società a partecipazione regionale, comprese le associazioni di qualunque natura anche senza fini di lucro, che abbiano sottoscritto con la Regione sarda convenzioni a titolo oneroso, o al cui funzionamento la Regione, anche tramite enti, istituti, aziende controllate, partecipi in misura superiore al trenta per cento delle spese di gestione esposte in bilancio.

Nel caso in cui il Consigliere svolga una libera professione, è tenuto a dichiarare i rapporti di consulenza o le convenzioni intrattenute con l'Amministrazione regionale, gli enti, organi e aziende regionali o sottoposti al controllo della Regione o in cui detenga partecipazioni superiori al venti per cento o al cui funzionamento concorra in misura superiore al trenta per cento dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio.

Gli stessi Consiglieri devono astenersi dichiarandone il motivo dal voto in Commissione e in Assemblea ogniqualvolta siano in discussione norme, programmi, stanziamenti che possono interessare i soggetti di cui ai precedenti commi o i diritti reali di cui al comma uno dell'articolo 2 della legge 441/1982.

In sede di prima applicazione della presente norma i Consiglieri Regionali provvedono alle dichiarazioni delle disposizioni dei commi precedenti entro 30 giorni dalla entrata in vigore della presente legge. A decorrere da tale termine i Consiglieri sono tenuti all'astensione di cui al comma precedente.

In analogia a quanto previsto dall'articolo 12 e in attuazione dall'articolo 15 della legge n° 441/1982, le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 e 4 della stessa legge si applicano con le modifiche di seguito previste:

1) ai presidenti, amministratori delegati e direttori generali di istituti e di enti pubblici, anche economici, la cui nomina, proposta o designazione o approvazione di nomina sia demandata al Presidente della Giunta regionale, alla Giunta regionale o ai singoli Assessori;

2) ai presidenti, ai vice presidenti, amministratori delegati e direttori generali delle società al cui capitale concorrono la Regione o i suoi organi, enti e aziende, nelle varie forme di partecipazione, per un importo superiore al 30 per cento;

3) ai presidenti, ai vice presidenti, agli amministratori delegati e ai direttori generali degli enti o istituti privati, al cui funzionamento concorrano la Regione o i suoi organi, enti e aziende a prevalente partecipazione regionale, in misura superiore al trenta per cento dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio e a condizione che queste superino la somma annua di 300 milioni;

4) ai direttori generali della Regione e delle aziende autonome della Regione;

Le dichiarazioni e gli atti di cui sopra devono essere trasmessi al Presidente della Giunta regionale e al Presidente del Consiglio regionale perché li rendano pubblici mediante pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione e nei siti internet attivati a cura delle stesse amministrazioni. (444)

Emendamento sostitutivo totale all'emendamento n° 144, Selis - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Fadda - Spissu .

Art. 4

Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente articolo:

4 bis. Ad integrazione di quanto previsto dalla legge 5 luglio 1982 n° 441, ogni Consigliere Regionale deve annualmente dichiarare le cariche sociali ricoperte in enti e aziende regionali, o in aziende, organismi, società a partecipazione regionale, comprese le associazioni di qualunque natura anche senza fini di lucro, che abbiano sottoscritto con la Regione sarda convenzioni a titolo oneroso, o al cui funzionamento la Regione, anche tramite enti, istituti, aziende controllate, partecipi in misura superiore al trenta per cento delle spese di gestione esposte in bilancio o che siano state destinatarie di incentivi regionali.

Nel caso in cui il Consigliere svolga una libera professione, è tenuto a dichiarare i rapporti di consulenza o le convenzioni intrattenute con l'Amministrazione regionale, gli enti, organi e aziende regionali o sottoposti al controllo della Regione o in cui detenga partecipazioni superiori al venti per cento o al cui funzionamento concorra in misura superiore al trenta per cento dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio, o che siano stati destinatari di ncentivi regionali.

In sede di prima applicazione della presente norma i Consiglieri Regionali provvedono alle dichiarazioni delle disposizioni dei commi precedenti entro 30 giorni dalla entrata in vigore della presente legge.

In analogia a quanto previsto dall'articolo 12 e in attuazione dall'articolo 15 della legge n° 441/1982, le disposizioni di cui agli articoli 2, 3 e 4 della stessa legge si applicano con le modifiche di seguito previste:

1) ai presidenti, amministratori delegati e direttori generali di istituti e di enti pubblici, anche economici, la cui nomina, proposta o designazione o approvazione di nomina sia demandata al Presidente della Giunta regionale, alla Giunta regionale o ai singoli Assessori;

2) ai presidenti, ai vice presidenti, amministratori delegati e direttori generali delle società al cui capitale concorrono la Regione o i suoi organi, enti e aziende, nelle varie forme di partecipazione, per un importo superiore al 30 per cento;

3) ai presidenti, ai vice presidenti, agli amministratori delegati e ai direttori generali degli enti o istituti privati, al cui funzionamento concorrano la Regione o i suoi organi, enti e aziende a prevalente partecipazione regionale, in misura superiore al trenta per cento dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio e a condizione che queste superino la somma annua di 300 milioni;

4) ai direttori generali della Regione e delle aziende autonome della Regione;

Le dichiarazioni e gli atti di cui sopra devono essere trasmessi al Presidente della Giunta regionale e al Presidente del Consiglio regionale perché li rendano pubblici mediante pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione e nei siti internet attivati a cura delle stesse amministrazioni.

La mancata dichiarazione prevista dai commi 1 e 2 del presente articolo è pubblicizzata attraverso il Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna e gli organi di informazione locali. Ai Consiglieri regionali inadempienti si applicano le sanzioni previste dall'art. 63 comma 5 del Regolamento del Consiglio Regionale della Sardegna.

L'inosservanza di quanto disposto dal presente articolo relativamente alle figure comprese nelle lettere 1, 2, 3 e 4 del comma 5 comporta la loro decadenza dagli incarichi ricoperti.

Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le norme contenute nella legge 5 luglio 1982 n° 441. (450)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho già parlato di questo con l'Assessore Pittalis che non è ancora presente. Io credo che sarebbe opportuno completare l'esame degli emendamenti all'articolo 3 mettendo in votazione l'emendamento numero 450, che sostituisce il numero 444, erroneamente presentato all'articolo 4.

PRESIDENTE. In questo momento direi che non è opportuno. Se i presentatori degli emendamenti sono in Aula possono illustrarli.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari P.S.). Assessore, stavo dicendo al Presidente che prima avevo chiesto a lei se si può completare l'esame del gruppo di emendamenti che abbiamo iniziato a votare ieri e che per un caso sono stati inseriti alla fine degli emendamenti all'articolo 4. In particolare mi riferisco all'emendamento numero 450. Se ci sono difficoltà lo lasciamo dov'è, però a me sembra che sarebbe opportuno affrontare prima gli emendamenti sui quali c'è stato un accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non ho alcuna ragione per non accogliere la proposta formulata dal collega Selis, sempre sul piano del metodo, anche perché riteniamo che nella giornata di oggi possa e debba essere concluso l'esame della legge finanziaria, se questo può essere utile per agevolare il proseguo dei lavori, perché altrimenti saremmo costretti a ipotizzare una seduta notturna.

Se possiamo accelerare l'iter dei lavori penso che eviteremo una inutile seduta nelle ore serali, quindi per noi non c'è alcun problema. Possiamo anticipare l'esame dell'emendamento numero 450.

PRESIDENTE. Come preannunciato dall'Assessore, prendiamo in esame prima l'emendamento numero 450 aggiuntivo all'articolo 4 che sostituisce l'emendamento numero 444.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 444 è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 444 viene ritirato. Restano da esaminare anche l'emendamento numero 459, che è un emendamento all'emendamento numero 166 all'articolo 3, che era stato sospeso, e l'emendamento numero 477 che è anch'esso un emendamento all'emendamento numero 166 all'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, se si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi, gli altri che fine fanno?

PRESIDENTE. Scusi?

ORTU (R.C.). Se si passa all'esame degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 4, gli altri che fine fanno?

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Ortu, mi dicono chequesti emendamenti si discutono prima perché sostanzialmente riguardano l'articolo 3. …

ORTU (R.C.). Non si sente.

PRESIDENTE. C'era già stato su questo punto l'accordo di sospenderlo e di trattarlo insieme all'emendamento 450.

ORTU (R.C.). A me interessa capire se dopo si discutono gli altri emendamenti, Presidente.

PRESIDENTE. Certo!

ORTU (R.C.). Lo dica, perché se si passa agli emendamenti aggiuntivi, non si capisce che fine fanno gli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ringrazio la Giunta per la disponibilità. L'emendamento è stato frutto di un'interlocuzione in quest'Aula e non è necessario illustrarlo, completa le norme sulla trasparenza che abbiamo già votato e le estende agli enti. Nella discussione la Giunta mi aveva chiesto una correzione che ho fatto, infatti ho ritirato l'emendamento numero 444, e il numero 450, che è sostitutivo, completa le norme sulla trasparenza e recepisce quelle nazionali estendendole agli enti locali.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 459 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho proposto l'emendamento numero 459 come un contributo utile. Ieri chiedevo all'Assessore che la Giunta lo valutasse perché abbiamo approvato varie norme nelle quali si dice che gli assessorati potranno usufruire di consulenti esterni, e noi abbiamo detto che siamo d'accordo su questo, però ho la sensazione che, se non completiamo la norma prevedendo una procedura che regoli il meccanismo di assunzione, il Governo possa rinviarla per eccesso di delega. L'emendamento numero 459 dice, semplicemente, che i consulenti possono essere assunti previa delibera di Giunta che stabilisce la procedura. Quindi si tratta di una norma che completa una lacuna presente nella finanziaria per evitare che venga eccepito un eccesso di delega e che la legge venga rinviata per una cosa tutto sommato banale; è semplicemente un articolo che disciplina cose che avevamo già previsto nella finanziaria.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 477.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 477, ai fini dell'equiparazione dello status dei consiglieri regionali, parifica le attività che hanno carattere continuativo, dipendenti da atti di convenzionamento con l'Amministrazione regionale, aziende sanitarie ed altri enti strumentali della Regione e il rapporto di pubblico impiego.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questi emendamenti la Commissione si rimette all'Aula per la necessaria interlocuzione perché si elabori un testo che possa essere condiviso.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 450 riteniamo sia necessaria qualche correzione ma sostanzialmente la Giunta lo accoglie, mentre per quanto riguarda gli emendamenti numero 459 e 477 riteniamo che si possa trovare una migliore formulazione.

PRESIDENTE. E' aperta la discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). La Giunta mi chiedeva di ritirare il penultimo comma dell'emendamento numero 450. Sono d'accordo, lo ritiro e disciplineremo questo aspetto in un altro momento.

PRESIDENTE. Con questa precisazione del consigliere Selis, è aperta la discussione sui tre emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne la facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, sull'emendamento numero 450 che è stato accolto con questa correzione credo che possiamo procedere; la Giunta ci invitava a sospendere gli altri due. Votiamo questo e sospendiamo gli altri due.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 450. Chi lo approva alzi la mano.

(è' approvato)

Secondo quanto proposto dal consigliere Selis con l'accordo della Giunta sospendiamo gli emendamenti numero 459 e 477. Passiamo all'illustrazione degli emendamenti ai commi dall'1 al 5 dell'articolo 4.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero138.

SANNA Salvatore (D.S.). Presidente, io ho proposto questo emendamento per alcune perplessità che questo comma suscita, sia per l'impegno, perché 5 miliardi non sono poche lire, sia per il fatto che si sia scelta una città capoluogo. Io probabilmente questo intervento lo avrei capito, lo avrei forse anche condiviso, con alcune modifiche che ora dirò, se la sperimentazione l'avessimo voluta fare in un piccolo paese del nuorese, tra quelli a rischio vero di spopolamento, per verificare davvero come l'informatica, la telematica, i nuovi strumenti in sostanza possano consentire anche a queste piccole realtà, davvero sofferenti, di rimanere agganciate realmente al mondo.

La scelta di una città capoluogo, per quanto non molto popolosa, mi suscita delle perplessità, anche perché ho l'impressione che, in un qualche modo, ci sia una sorta di atteggiamento compensativo anche quando non c'è questo tipo di bisogno. Presentare sempre la città di Nuoro come una città che ha bisogno di interventi compensativi è un modo sbagliato, secondo me, di presentarla; e però, siccome anche ieri mattina la città di Nuoro si è portata a casa 800 milioni, attraverso un emendamento che è stato inopinatamente approvato dall'aula, nonostante il parere contrario della Giunta, ho l'impressione di trovarmi ogni volta di fronte a un giocatore di una partita a carte che rilancia sempre più uno. Si ottiene un risultato e si rilancia più uno e poi ancora più uno. Queste sono le mie prime perplessità. Entrando nel merito ho altre perplessità relative al fatto che non capisco bene, anche se qui c'è scritto in maniera confusa, chi è il soggetto che deve fare il progetto, chi deve fare il programma, chi li deve approvare, con quali strumenti. Attraverso convenzioni con enti e società regionali, istituzioni e società specializzate del settore che devono fare che cosa? Devono fare il progetto ed attuarlo, devono approvarlo? Mi pare che ci sia molta confusione. Ma la cosa che mi lascia ancora più perplesso è un'altra ed è quella contenuta nella parte finale della lettera B del comma 5, dove si dice testualmente: "l'alfabetizzazione informatica da attuarsi mediante l'assistenza di tutor preferibilmente scelti nell'ambito dei formatori di secondo e terzo livello di cui al progetto Sardegna 2000 mediante la creazione di un sito interattivo, che divulghi lezioni di informatica e che favorisca on line l'autoapprendimento". Io mi sarei fermato qui, invece si va oltre e si dice: "che divulghi lezioni di informatica e che favorisca on line l'autoapprendimento mediante lezioni giornaliere trasmesse per mezzo di televisioni locali".

Signori, mi sembra un po' troppo, abbiate pazienza! Che si vogliano usare le televisioni locali per lezioni quotidiane per l'autoapprendimento on line, mi sembra davvero esagerato. Credo che con questo comma si sia sollevato un problema importante; per quanto mi riguarda io sono disponibile a discutere della possibilità di incardinare un progetto sperimentale pilota in un piccolo paese del nuorese, tra quelli realmente a rischio di spopolamento, e a patto che si elimino alcune incongruenze, tipo questa delle televisioni locali utilizzate insieme al sistema informatico che dovrebbe, per altro, già fare on line le lezioni per l'autoapprendimento. Se tutto questo lo trasferiamo su un piccolo paese - sceglietelo voi, non mi interessa, io non ho niente da suggerire - se definiamo i soggetti che debbono predisporre il progetto, approvarlo e portarlo alla realizzazione non ho alcuna difficoltà a dare il mio assenso. Se però l'impianto rimane quello previsto dal comma 5, io confermo l'emendamento e credo e spero di avere spiegato i motivi per i quali ho presentato questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare l'emendamento numero379.

ORTU (R.C.). L'emendamento numero 379 è soppressivo del comma 5 come il numero 188 illustrato poc'anzi dall'onorevole Sanna. Io vorrei illustrare ora anche l'emendamento numero 378.

Dico subito che condivido pienamente le considerazioni svolte dall'onorevole Sanna. Io ritengo sbagliata l'impostazione del comma 5, ritengo sbagliato contrapporre la città di Nuoro al resto dell'Isola e ritengo anche che l'intervento previsto nel comma 5, se davvero si vuole contribuire a raggiungere un obiettivo più complessivo di alfabetizzazione informatica che abbia un'utilità reale, non debba essere confinato nella città di Nuoro. Noi, con l'emendamento 378, abbiamo avanzato una proposta che mira a correggere le storture contenute nel comma 5, perché supera il cerchio angusto della città di Nuoro, che è sbagliato contrapporre al resto dall'Isola, individua il soggetto attuatore dei progetti, così come chiedeva il collega Sanna, e si rivolge, così come è detto nell'emendamento 378, che sostituisce i commi A e B del comma 5, a tutti i comuni, a tutte le scuole dell'obbligo, e per scuole dell'obbligo intendiamo l'ultimo ciclo della scuola dell'obbligo, che dovrebbero realizzare un progetto di informatizzazione ai fini della alfabetizzazione informatica, con la fornitura a tutte le scuole della strumentazione tecnica e poi, con l'assistenza, eventualmente, dei tutor, attraverso le scuole dell'obbligo, mandare avanti un progetto di informatizzazione generalizzata. Questa è la correzione che abbiamo introdotto e l'obiettivo che può essere perseguito: un progetto rivolto all'intera popolazione scolastica, all'ultimo ciclo della scuola dell'obbligo da realizzare in tutte le scuole medie dell'Isola, e quindi rivolto alla generalità della popolazione. Questo supererebbe l'impostazione angusta del comma 5 e renderebbe anche accettabile la formulazione che in essa è contenuta. Noi chiediamo quindi che da parte della Giunta vi sia una disponibilità in questa direzione e, qualora vi fosse questa disponibilità, saremmo anche disposti a ritirare l'emendamento numero 379 che è soppressivo dell'intero comma 5.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 59.

BIANCU (I Democratici). Questo emendamento, signor Presidente, vuole significare che il territorio della provincia di Oristano reclama con forza il diritto a diventare competitivo e ad aumentare il ritmo di crescita della sua economia. Perché questo possa avvenire è indispensabile che si realizzi un sistema infrastrutturale adeguato. In quest'ottica, la logistica può e deve rappresentare un fattore moltiplicatore di vantaggi competitivi. Per questo diventa necessaria una rivoluzione organizzativa che abbandoni il vecchio concetto del trasporto e della logistica come sommatoria di modalità indipendenti alternative e affermi la concezione della mobilità quale insieme di relazioni e processi tecnicamente complessi e tuttavia complementari ed interconnessi. Per questo è indispensabile definire un piano organico di sviluppo della rete infrastrutturale funzionale al sistema logistico e dei trasporti per il prossimo futuro e parallelamente procedere alla individuazione di modelli di integrazione orizzontale fra le diverse modalità di trasporto.

I problemi prioritari che ci si propone di risolvere, almeno in parte, qualora venisse approvato l'emendamento numero 59, sono il completamento del porto, dell'aeroporto e l'adeguamento della viabilità di collegamento porto - aeroporto - ferrovia. In un territorio a forte vocazione agricola, con importanti iniziative legate alla trasformazione delle produzioni agricole, oltre che per la sua collocazione al centro della costa Occidentale, è evidente quanto sia importante per lo sviluppo l'essere dotato di infrastrutture per il trasporto adeguate e interconnesse tra loro. Per questo sono certo che questo Consiglio, in presenza di un bilancio ricco, non possa non guardare con attenzione al diritto allo sviluppo del territorio della provincia di Oristano.

PRESIDENTE. Ovviamente si intende illustrato anche l'emendamento numero 230 che è identico.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 178 ha facoltà di illustrarlo.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento intende richiamare l'attenzione del Consiglio sulla necessità di creare anche nel Centro Sardegna un centro intermodale, e ritengo che la centralità dell'agglomerato industriale di Tossilo sia l'ideale per creare quella connessione con la dorsale sarda e con la 131, con la provincia di Nuoro e l'interno, quindi ritengo che il sito sia quello correttamente individuato.

Siccome, come è stato detto, la capienza sul FNOL probabilmente non è tale da consentire la copertura finanziaria completa, per il 2001, considerato anche che l'anno è quasi concluso, io proporrei una riduzione dei 4 miliardi a un miliardo, lasciando invariata la competenza per gli anni 2002 e 2003. Io credo che l'Aula possa valutare in maniera positiva l'emendamento proposto con la correzione di cui ho parlato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 140 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso dell'emendamento numero 140 è quello di mettere l'amministrazione regionale in condizione di attuare l'articolo 145 della legge finanziaria nazionale che, per il trasporto delle merci prodotte in Sardegna, prevede l'estensione dei criteri e delle procedure previste dall'articolo 36 della legge "144" sulla continuità territoriale aerea, prevede cioè che gli oneri di servizio pubblico vengano estesi anche per il trasporto delle merci prodotte nella nostra Isola. E' proprio il comma 83 dell'articolo 145 della finanziaria nazionale che prevede questo, però a differenza dell'articolo 36 sul trasporto aereo che prevedeva soltanto risorse a carico dello Stato, il comma 83 dell'articolo 145 della legge finanziaria nazionale prevede che una quota pari al 50 per cento dei contributi statali sia a carico del bilancio regionale. Questa è una precondizione perché la Giunta regionale, attraverso la Conferenza di servizi e tutta la procedura prevista, possa dare corso all'attuazione, anche per quanto riguarda il trasporto delle merci prodotte in Sardegna, di quella continuità territoriale che abbiamo in tante occasioni auspicato e richiesto allo Stato.

Quindi questa è una cosa prevista dalla legge e siccome nel bilancio regionale non era stato previsto alcun provvedimento in questo senso, con questo emendamento noi abbiamo voluto colmare un vuoto, e mettere in condizione l'Amministrazione regionale di potere procedere rapidamente alla risoluzione di un problema di questa rilevanza. Infatti si prevedono 10 miliardi per il 2001, cioè il 50 per cento di quanto previsto dallo Stato, che ne prevede 20, 15 miliardi per il 2002 e 15 miliardi per il 2003, anche in questi casi il 50 per cento dei proventi statali.

Io mi auguro che la Giunta regionale voglia accogliere quest'emendamento che è un atto dovuto, perché se non lo facciamo oggi pagheremo senz'altro le conseguenze di questo ritardo, e ne pagherà le conseguenze l'economia della nostra regione. Questo emendamento è un emendamento in attuazione della legge finanziaria nazionale.

Quindi chiedo alla Giunta che lo tenga nella dovuta considerazione.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 309 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento numero 309 prevede un contributo straordinario a favore dell'amministrazione della soGEAOR che è la società che gestisce l'aeroporto di Oristano -Fenosu, che è in fase di completamento e che dovrebbe essere aperto al traffico entro quest'anno o ai primi del 2002. Con quest'emendamento proponiamo un contributo straordinario di 10 miliardi, una cifra non eccessiva a nostro parere, che metta in condizione anche l'aeroporto di Oristano di essere completato e quindi di poter essere messo in funzione quanto più rapidamente possibile. Per gli aeroporti principali della nostra Isola è stato attuato, anche attraverso l'intesa Stato - Regione, un programma che ha riguardato Cagliari, Alghero, Olbia. Gli unici aeroporti che sono rimasti fuori da questo programma sono quello di Tortolì, che è un aeroporto privato e ha, dal punto di vista della proprietà e della gestione, problemi a sé stanti, e quello di Oristano che invece è un aeroporto realizzato sul demanio statale, è un aeroporto gestito da una società per azioni composta da sei soggetti pubblici, una società per azioni interamente a capitale pubblico che sta portando avanti un programma molto ambizioso e importante di completamento di questa infrastruttura fondamentale per lo sviluppo di questa parte della Sardegna, sia per lo sviluppo turistico che per lo sviluppo complessivo di questo territorio. Chiediamo alla Giunta regionale di stanziare 10 miliardi per favorire il completamento di questa importante infrastruttura e per il decollo dell'economia di questo territorio.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 101 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 151 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento numero 151 riguarda il problema della continuità territoriale aerea che finalmente si sta avviando definitivamente a soluzione. Sono state presentate le offerte da parte di quattro compagnie; l'ENAC, nel giro di un mese dovrebbe metterci in grado di sapere qual è stato l'esito della gara internazionale e la continuità territoriale finalmente diventerà un fatto concreto grazie all'impegno del Governo di centrosinistra che, con la legge numero 144, all'articolo 36, che già richiamavo prima, ha messo in condizione l'amministrazione regionale di avviare, con la Conferenza di servizi e poi con l'appalto, la procedura di definizione di una questione probabilmente tra le più importanti per la comunità regionale che farà sentire i suoi effetti positivi nello sviluppo della nostra economia. Rispetto a questa questione di grandissima rilevanza, noi abbiamo chiesto all'Amministrazione regionale di svolgere un ruolo attivo per la soluzione di questo problema. La legge "144" prevede 70 miliardi all'anno a carico dello Stato per far fronte agli oneri di servizio pubblico, per ridurre il costo del trasporto aereo, però probabilmente questa cifra non è sufficiente e noi pensiamo che sarebbe utile ed opportuno, su una questione così rilevante, che anche la Regione facesse la sua parte. Perché riteniamo che sia giusto che anche la Regione faccia la sua parte? Perché già l'articolo 13 dello Statuto dice con chiarezza: "lo Stato, con il concorso della Regione, dispone un piano per favorire la rinascita economica e sociale dell'isola". Quale questione più di quella del trasporto esterno, in particolare di quello aereo, è fattore di sviluppo per la nostra economia? Io credo che questo sia uno dei problemi più importanti che attengono allo sviluppo della nostra Regione e la stessa intesa istituzionale di programma dell'aprile del '99 prevedeva che, a proposito della continuità territoriale, fossero definiti, tra Stato e Regione, tempi, modi, soggetti gestori e quant'altro, perché questo problema venisse definitivamente risolto. Il Governo e la maggioranza di centrosinistra hanno dato corso a quell'impegno assunto in sede di intesa istituzionale con l'approvazione della legge numero 144 e con tutto quello che ne è conseguito successivamente e che ci sta portando alla soluzione positiva di questo problema.

Riteniamo che, proprio nello spirito del ruolo che la Regione deve svolgere, come soggetto fondamentale che rappresenta gli interessi della comunità regionale, la sussidiarietà non debba essere soltanto una parola che noi richiamiamo in molte occasioni, ma che debba essere sostanziata da impegni precisi anche sul piano economico e finanziario. Noi la pensiamo in questo modo, riteniamo che sia questo l'approccio giusto e corretto per risolvere problemi di questa rilevanza, naturalmente siamo anche rispettosi di opinioni autorevoli diverse da questa, però chi ha firmato quest'emendamento si colloca su questo versante, sul versante di chi ritiene che su una questione di questa rilevanza l'Amministrazione regionale debba fare la sua parte con risorse proprie. Noi abbiamo previsto 30 miliardi, probabilmente 30 miliardi sono troppi, non lo so, nessuno è in grado oggi di prevedere quante risorse saranno necessarie, però io credo che nel caso in cui i 70 miliardi dello Stato non fossero sufficienti sia giusto prevedere che la Regione possa intervenire, questo anche per garantire che la continuità territoriale sia un fatto concreto, per garantire la comunità regionale, per garantire tutti, comprese le compagnie che svolgono un ruolo molto importante per la soluzione di questo problema. Credo che noi non possiamo limitarci a chiedere l'intervento dello Stato, che mi pare stia rispondendo adeguatamente a questa esigenza, credo che noi dobbiamo dimostrare di essere all'altezza della situazione facendo anche noi la nostra parte. Quindi se 30 miliardi sono tanti, si riduca lo stanziamento, però si preveda nella legge finanziaria regionale una posta che dia una risposta anche a questo problema.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 45 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Illustro molto velocemente l'emendamento numero 45. In molti comuni le Amministrazioni hanno concesso ai privati di edificare in quelle aree industriali in virtù di concessioni rilasciate normalmente. Purtroppo le Amministrazioni stesse hanno rilasciato le concessioni senza tenere conto del fatto che mancava l'autorizzazione, alla quale faccio riferimento nell'emendamento, di cui all'articolo 151 del decreto legislativo numero 490 del 1999 e quindi c'è un problema di tutela del paesaggio.

Capisco che l'ammenda la si possa e la si debba far pagare se c'è un effettivo danno al paesaggio. Ma dove il danno al paesaggio non c'è, non si può gravare di questo il privato che, a parere mio, non ha molta responsabilità, perché la responsabilità dovrebbe essere di chi gli ha rilasciato la concessione; l'amministrazione comunale doveva infatti sapere che quella parte di territorio era soggetta a tutela. Ma lasciamo perdere questa parte, l'aspetto che io ritengo più ingeneroso è che, anche laddove non esistedanno al paesaggio, si abbia la pretesa che il privato paghi un'ammenda nel rispetto del decreto a cui facevo riferimento. Questo emendamento dovrebbe servire a superare questo problema, con la raccomandazione alle amministrazioni comunali di stare più attente nell'osservanza di tutte le disposizioni, per impedire che poi il privato, pur in possesso di una regolare autorizzazione,, debba incorrere in questi spiacevoli inconvenienti.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 139 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore.

SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, questo emendamento parte dal dibattito che si è aperto a seguito della presentazione da parte della Giunta del disegno di legge di revisione della normativa urbanistica con particolare riguardo alla pianificazione paesistica. Ma parte anche dalla esigenza di trovare una risposta immediata al vuoto normativo che si è venuto a creare in Sardegna, per effetto dell'annullamento dei sette Piani Territoriali Paesistici. Noi in Sardegna abbiamo una situazione abbastanza strana, perché sette PTP sono stati annullati e sette sono ancora in vigore; quindi abbiamo una Sardegna divisa in due parti distinte, ma non dobbiamo dimenticare che è ancora in corso tutta la pianificazione urbanistica con valenza anche paesistica, che stanno facendo i comuni con i piani urbanistici comunali.

Ora è del tutto evidente che, in attesa che venga discussa ed approvata ed entri in vigore la legge derivante eventualmente dal disegno di legge presentato dalla Giunta, credo che passerà un po' di tempo, nonostante tutte le corsie preferenziali che noi vorremmo assegnare ad un problema così importante, perché la materia è complessa e difficile e le implicazioni sono davvero tante. Allora non può essere che a nessuno venga in mente che, su questo aspetto particolare, noi riusciremmo in tempi rapidi a fare una buona discussione e ad approvare una buona legge.

Il problema che si pone con immediatezza è quello di trovare, per un arco di tempo definito, come si può ben vedere nella scrittura dell'emendamento era previsto un anno, frase che è stata poi cancellata e che secondo me deve essere ripristinata, perché se il Consiglio decidesse di accettare questa proposta, è del tutto evidente che norme di salvaguardia debbono avere una definizione e una limitazione temporale definita. Non possiamo avere la pretesa di adottare norme di salvaguardia, soprattutto transitorie, senza definire il tempo per il quale noi stiamo assumendo queste norme. Quindi tra le altre cose, io chiedo che nel testo dell'emendamento venga ripristinata la dicitura iniziale nella seconda riga, che è stata cancellata con un tratto di penna, cioè le parole "e comunque per un periodo non superiore ad un anno dall'entrata in vigore della presente legge".

Ho detto dei motivi, ho detto anche che la maggior parte dei comuni soprattutto dei comuni costieri, tranne alcune rare eccezioni, anche per la complessità della legge urbanistica e delle norme di attuazione dei Piani Territoriali Paesistici, hanno portato avanti per anni la pianificazione comunale, con enormi difficoltà e però ormai quasi tutti sono in dirittura di arrivo. Allora, noi non possiamo far scomparire all'improvviso il punto di riferimento della norma generale costituita dai PTP e dalle norme di attuazione, in un momento così delicato per i comuni. Ecco perché riteniamo che sia opportuno, anche per non avere l'assillo del tempo nella elaborazione della nuova legge che sicuramente dovremmo discutere ed approvare in Consiglio, nel frattempo fermare un po' i giochi, anche per un tempo limitato ed avere però la possibilità e la certezza di poter fare la miglior legge possibile, quella che saremmo noi in grado di fare, come miglior legge, senza avere la preoccupazione che nel frattempo si sono riaperte le stalle e i buoi stanno continuando a scappare.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 108 ha facoltà di illustrarlo.

FRAU (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 490 che è un emendamento all'emendamento numero 108 che è stato dato per illustrato.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questi emendamenti li sospendiamo.

PRESIDENTE. La Giunta propone di sospendere temporaneamente questi emendamenti.

Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 490.

VASSALLO (R.C.). Vogliamo solo proporre una diversa formulazione di una frase. Intendiamo sostituire le parole "nei centri ad alta vocazione turistica", con le parole "centri di grande pregio ambientale e turistico". Nell'emendamento numero 108 si usa una dicitura che, a nostro avviso, male si concilia con una vera tutela rispetto agli interventi che si intendono attuare; per cui ci sembra che questa formulazione, corrisponda meglio agli obiettivi che lo stesso emendamento 108 si pone.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare l'emendamento 195.

SPISSU (D.S.) Signor Presidente, la Sardegna, come ci siamo detti in occasione della discussione della legge finanziaria dello scorso anno ed anche nella discussione che stiamo facendo in questi giorni, può aumentare le proprie chance di sviluppo e di crescita economica ed anche civile e sociale ammodernando i sistemi di collegamento e rompendo l'insularità alla quale siamo geograficamente condannati. Si tratta non soltanto di lavorare sulle questioni legate al sistema dei trasporti, così come stiamo facendo e come si è fatto, anche con l'intesa Stato-Regione, ma di lavorare anche sulle vie informatiche e telematiche che rappresentano, come abbiamo detto in numerose occasioni, una prospettiva ambiziosa per il nostro futuroe che sono fra l'altro il naturale sviluppo delle attività e delle iniziative che in tutti gli anni novanta questa Regione ha messo in essere, e una prospettiva di lavoro, di occupazione e di crescita, alla luce anche dei nuovi insediamenti di aziende operanti nel settore delle nuove tecnologie che rappresentano i settori del futuro.

Noi abbiamo investito lo scorso anno, e continueremo a investire anche quest'anno, ingentissime risorse per l'informatizzazione della nostra regione, per quanto riguarda soprattutto l'uso di questi strumenti di nuova alfabetizzazione, investendo quindi in questa prospettiva.

C'è il problema che, così come per i trasporti aerei e per i trasporti marittimi, anche nel settore delle comunicazioni attraverso il cavo telefonico, attraverso le fibre ottiche, noi siamo costretti a passare su un'unica connessione che è quella della ex società di Stato, la Telecom, non più Telecom, che naturalmente fa pagare a chiunque intenda passare attraverso questa via un costo elevato di passaggio. Il costo è talmente elevato che le nostre aziende sopportano costi di collegamento che le mettono fuori mercato. Quindi è quasi inutile che noi investiamo nei nuovi settori dell'informazione e dell'informatica, se poi si deve pagare un pedaggio elevatissimo per questo cavo.

L'emendamento proposto intende ampliare le possibilità di connessione con il Continente, chiamando i privati ad intervenire in questo settore, perché ci sia una competizione fra diversi gestori privati che possano connettere la nostra regione con il Continente, con un contributo della Regione che, nel nostro emendamento, proponiamo sia di lire 80 miliardi. Credo che questa discussione possa essere collegata a quella che abbiamo fatto per quanto riguarda l'ammodernamento delle reti interne della nostra regione, arrivando a un pacchetto di interventi relativo a tutto il settore delle reti informatiche e telematiche e delle comunicazioni più in generale che qualifichino notevolmente l'azione di Governo e l'azione legislativa nella nostra isola.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento numero 21.

MANCA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, questo emendamento tende sostanzialmente ad abbattere i costi energetici sostenuti dal Consorzio acquedotto Govossai, che fornisce l'acqua potabile a circa venti comuni della provincia di Nuoro, per una popolazione di circa 120 mila abitanti, che d'estate divengono anche 300 mila. Per l'approvvigionamento di questi comuni, date le caratteristiche orografiche dei terreni interessati, è necessario per questo Consorzio, utilizzare impianti di sollevamento e in particolare dalle fonti di Su Cologone e dal lago di Gusana. Tutto questo dovrebbe cessare con l'entrata a regime della nuova diga sul Rio Olai a Orgosolo che dovrebbe entrare in funzione tra circa due anni, alla fine del 2002.

Questa diga è ancora in corso di costruzione, dopo il suo completamento l'acqua verrebbe distribuita non più con impianti di sollevamento, ma direttamente per caduta, quindi con un risparmio energetico non indifferente. Infatti il costo attuale del sollevamento dell'acqua è di circa 3 miliardi che negli anni precedenti sono stati ammortizzati con un contributo concesso da questa amministrazione, come costo di esercizio. C'è da dire che le somme che questo ente deve riscuotere, la maggior parte delle quali derivanti da una gestione non certo efficiente da parte di una precedente amministrazione, sono andate in prescrizione; e siccome l'ente deve riscuotere delle somme per i servizi idrici e fognari, la metà, pari a circa 9 miliardi, dovrebbe andare ai comuni. dovrebbero andare ai comuni. Siccome, però, l'ente non è in grado di assolvere a questo onere finanziario, secondo noi è necessario che venga riconfermato questo contributo che consentirà l'abbattimento del costo energetico. La non concessione di questo contributo significherebbe un ulteriore aggravio per l'utenza. Anche con una rigorosa politica tariffaria da parte di questo consorzio, non si è in grado di supportare un onere così elevato dei costi, che verrebbe, ripeto, altrimenti scaricato sull'utenza.

La conseguenza di questo mancato contributo, probabilmente sarebbe la sospensione del servizio idrico per queste comunità, ma soprattutto per le comunità di Oliena e Dorgali che devono costantemente avere l'acqua dal pompaggio di Su Cologone, quindi in questi due comuni si registrano i maggiori costi di gestione.

Dicevo che con la fine dei lavori sulla diga Olai non dovrebbe più esserci questo alto costo energetico. Ci sono però, purtroppo, alcune difficoltà che impediscono la risoluzione definitiva di questo problema. .

Infatti, il fallimento della ditta appaltatrice che sta costruendo la diga sul fiume Olai e la grave sofferenza della società che è subentrata a questa ditta, hanno determinato un allungamento dei tempi di entrata in esercizio di questi nuovi impianti. Tenendo conto che la diga sul rio Govossai è gravemente lesionata, per cui non è possibile, appunto perché non è stata finita ancora la diga di Olai, svuotarla completamente, per riempirla nella maniera dovuta, può determinarsi appunto una sospensione dell'approvvigionamento idrico, Riteniamo quindi necessaria l'erogazione di questo contributo.

Tutto questo, ripeto, dovrebbe finire nel 2002, cioè con il completamento della diga Sul Rio Olai. Riteniamo pertanto utile, se non utilissimo, che il contributo richiesto in questo emendamento venga riconfermato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 50. Ne ha facoltà.

BIANCU (I Democratici). L'emendamento numero 50 tende a rimediare al danno provocato dalla inadeguata dotazione iniziale e successivamente dalla incomprensibile diminuzione dello stanziamento del capitolo 0401802 operata in sede di assestamento del bilancio relativo all'esercizio 2000.

Questa sottostima ha determinato, che, anziché assegnare lire 20.000 per abitante residente nei comuni facenti parte dei consorzi di comuni, sono state assegnate appena lire 3.500 per abitante. Questo sta creando difficoltà insormontabili ai consorzi, non consente di approvare i bilanci per il 2001 e quindi viene messa in forse la vita stessa dei consorzi dei comuni. E` necessario che al riconoscimento della funzione positiva dei consorzi soprattutto per la loro capacità di promuovere lo sviluppo, faccia seguito una conseguente e coerente politica nel trasferimento dei contributi, nei limiti stabiliti dall'articolo 38 della legge regionale numero 17 del 2000. Sono sicuro, per l'attenzione dimostrata dalla stessa Giunta, e in particolare dagli Assessori Pittalis, Milia e Frongia, che si vorrà accogliere l'emendamento numero 50 che prevede un'integrazione di 3 miliardi a favore dei consorzi di comuni, per la gestione associata dei servizi e l'esercizio di funzioni comunali ad integrazione dei contributi assegnati per l'anno 2000.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 228 ha facoltà di illustrarlo.

DEMURU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 51 ha facoltà di parlare il consigliere Biancu.

BIANCU (I Democratici). In presenza di un bilancio regionale che dispone di significative e maggiori risorse, rispetto agli esercizi precedenti, ci saremmo aspettati un incremento dei trasferimenti agli enti locali (è opportuno ricordare che sono fermi al 1993) anche per proseguire la politica di decentramento, avviata seppure parzialmente anche nella nostra Regione.

La manovra finanziaria, al contrario, diminuisce i trasferimenti agli enti locali, compromettendo in molti casi l'erogazione dei servizi e le positive politiche avviate dai comuni per l'occupazione e lo sviluppo. A fronte di un bilancio che dispone di oltre 2.000 miliardi in più rispetto all'esercizio precedente, in presenza inoltre di un minore trasferimento ai comuni di 58 miliardi di lire relativi all'IRAP per l'anno 2001, non solo si ha il dovere - e mi rivolgo in modo particolare alla Giunta e alla maggioranza, che vedo qui molto presente - di ripristinare gli stanziamenti, ma anche di aumentarli. Io ritengo che sia doveroso aumentarli, per lo meno nei limiti dell'importo dell'IRAP non trasferita agli enti locali, a partire dal corrente hanno.

L'emendamento numero 51, in particolare, tende ad aumentare il fondo per il funzionamento degli enti locali di lire 20 miliardi, quindi ben al di sotto dei 58 miliardi, di cui cinque da trasferire secondo i parametri della legge numero 25 del 1993, e 15 miliardi in base all'estensione territoriale dei singoli comuni. L'introduzione del nuovo parametro territoriale, tra l'altro sollecitato ripetutamente da parte degli amministratori locali e da parte dell'associazione dei comuni, va anche nella direzione del riequilibrio, a vantaggio di quei comuni che, pur avendo una popolazione limitata, si trovano a dover garantire il governo di un territorio vasto.

Sono certo, anche per l'attenzione dichiarata a più riprese da parte della Giunta, che anche questo emendamento possa trovare una giusta attenzione da parte della Giunta e che si vogliano dare risposte per garantire i servizi e per consentire anche un miglioramento degli stessi.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 229 è uguale al precedente.

BIANCU (I Democratici). Sì, è uguale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 52.

BIANCU (I Democratici). Grazie Presidente, l'emendamento numero 52 è volto a soddisfare le giuste esigenze di assistenza personalizzata di centinaia di disabili gravi e delle loro famiglie. Per la prima volta in Sardegna si è data attuazione al disposto della legge numero 162 del 1998, inerente ai finanziamenti ai comuni per piani personalizzati di sostegno per persone con handicap grave, prevedendo servizi di aiuto alla cura ed assistenza individuale e servizi di sostegno e sollievo alle famiglie che sono spesso impegnate ventiquattr'ore su ventiquattro nei compiti di assistenza.

Le associazioni delle famiglie dei disabili gravi che si sono fortemente impegnate collaborando con la pubblica amministrazione per l'applicazione della legge hanno espresso il loro massimo gradimento per questo nuovo modo di essere soggetti attivi dell'assistenza, che evita lo sradicamento dei propri cari totalmente non autosufficienti dai propri nuclei familiari e va in direzione della legge quadro istitutiva del sistema integrato dei servizi sociali, dove vengono date priorità agli interventi per sostenere e valorizzare le responsabilità familiari per i servizi domiciliari per le persone non autosufficienti e in particolare per le disabilità gravi.

Grazie alla partecipazione attiva delle famiglie si controlla la qualità con una spesa notevolmente inferiore rispetto a quella dell'assistenza prestata in regime residenziale. Anche nelle situazioni più gravi, le famiglie sarde preferiscono accedere a servizi di qualità a domicilio e non sono più disponibili all'accettazione passiva dell'assistenza che viene fornita attraverso i canali tradizionali. Nel 2000 sono stati finanziati 123 progetti personalizzati, a fronte di più di 300 domande, presentate dai comuni sardi, con una spesa che possiamo definire irrisoria. Infatti, si sono spesi mediamente solo 14 milioni a progetto per anno, considerando le situazioni di estrema gravità degli utenti. Le domande non ammesse erano viziate da problemi formali legati alla prima attuazione della legge, soprattutto per la mancanza della certificazione prevista dalla legge numero 104 del 1992, in particolar modo per i tempi ristretti fissati per la presentazione dei progetti da parte dei comuni. Ma si prevede, visto il positivo andamento dei progetti, che per quest'anno, anche perché le Commissioni della "104" stanno lavorando a pieno ritmo, tutte le domande presentate dai comuni saranno dichiarate regolari.

Il gradimento di questo servizio da parte dei cittadini sardi, confermato anche dai funzionari dall'Assessorato della sanità e dagli operatori dei servizi sociali dei comuni, non va mortificato con una frammentazione ulteriore delle risorse statali a disposizione. Per questo è opportuno che l'emendamento numero 52, che prevede una spesa aggiuntiva di 1 miliardo e 500 milioni, venga approvato per mantenere un minimo di standard qualitativo che si è dimostrato particolarmente efficace.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 131 ha facoltà di illustrarlo.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 206 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 256 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU` (D.S.). Facendo seguito anche alle considerazioni fatte dal collega Biancu prima, ricordo che nella finanziaria del 2000, cioè dell'anno scorso, noi come Consiglio regionale siamo intervenuti a sostegno dei comuni che devono far fronte agli oneri derivanti dalla applicazione delle nuove norme in materia di indennità agli amministratori locali, con un intervento di circa 10 miliardi, se non ricordo male. Il fondo di funzionamento, che era di lire 160 miliardi nel 2000, quest'anno viene addirittura ridotto. Non ripeto le considerazioni già fatte, ma sembrerebbe per lo meno contraddittorio e comunque un segnale negativo nei confronti del sistema degli enti locali, che con una finanziaria che dispone di una quantità di risorse maggiori, anziché mantenere o incrementare questi stanziamenti, li si riduce. Quindi, questo emendamento tende a dare una risposta, anche nell'annualità 2001, a un'esigenza reale perché i comuni, che si trovano anch'essi a fare i conti con il proprio bilancio, in virtù delle misure che noi stiamo predisponendo, si troveranno in notevole difficoltà nel far fronte agli oneri derivanti dall'applicazione di queste nuove norme. Quindi l'emendamento si propone di dare una risposta positiva ai comuni anche nell'annualità 2001.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 260 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 273 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 423 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C). L'emendamento numero 423 tratta di un argomento già discusso ampiamente anche durante l'esame dell'assestamento di bilancio, e riguarda il settore dei lavori pubblici, servizio edilizia abitativa. Di che cosa si tratta? L'articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, numero 431, assegna alle Regioni degli stanziamenti, che poi vengono decentrati ai comuni, per contribuire a calmierare gli affitti e per intervenire nelle situazioni di maggior disagio a favore di coloro che non hanno avuto la possibilità di avere gli alloggi popolari, per cui sono costretti a sottostare ai prezzi di mercato.

In sede di assestamento di bilancio, questa misura che dovrebbe prevedere la facoltà della Regione di intervenire con un proprio fondo, perché se la Regione interviene con un proprio fondo ha la possibilità anche di derogare a precise norme, che derivano dalla legislazione nazionale, venne valutata da quest'Aula, e in modo particolare dal Presidente del Gruppo di Forza Italia, un elemento indispensabile per intervenire in un settore in cui i bisogni sono veramente grandi.

Ricordo che l'Assessore della programmazione, onorevole Pittalis, in quella fase disse che non vi erano ormai disponibilità finanziarie, che per altro i fondi della "431", cioè quei fondi che erano stati trasferiti dallo Stato alla Regione, erano già stati ripartiti, per cui un aumento del fondo in quel momento non avrebbe provocato effetti positivi. E' passato l'assestamento, siamo arrivati alla predisposizione del bilancio, vogliamo, attraverso questo emendamento, ricordare all'Assessore della programmazione e agli altri colleghi che hanno sostenuto la validità di questa misura in fase di assestamento che gli impegni assunti vanno rispettati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 425 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C). L'emendamento numero 425 è un emendamento che deriva dalla constatazione che in Sardegna ultimamente, soprattutto dopo l'approvazione della legge sul randagismo che ha permesso la nascita di numerosi canili, risolvendo, non dico in toto, ma almeno in parte questo problema molto sentito dalle popolazioni, si è constatato un grosso limite della legge che deriva da due motivi, che non sono esclusivamente di carattere finanziario, il più importante è chiaramente di carattere finanziario, in quanto le somme assegnate e poi utilizzate dai Comuni, come contributo per far fronte alle spese di gestione di questo servizio, sono veramente irrisorie rispetto alla domanda che la stessa legge ha attivato. Noi facciamo le leggi, diamo precise indicazioni, diamo anche i contributi per costruire certi servizi, in questo caso i canili, dopodiché sembra che ci dimentichiamo di queste leggi. Inoltre le poche risorse a disposizione vengono erogate dopo circa un anno e mezzo dalla presentazione della domanda da parte dei comuni. Voi capite che, dato che la gestione di questi canili è affidata alle associazioni protezionistiche, queste associazioni sono portate alla disperazione, e sono costrette o a rilasciare tutti gli animali per strada, o continuare a sopportare una spesa esclusivamente a loro carico, con aggravi di natura finanziaria veramente notevoli. Questo emendamento ha quindi lo scopo di elargire un contributo anticipato sulla base delle rendicontazioni dell'anno precedente; questo è un sistema che permette ai comuni di far fronte agli oneri derivanti dai contratti stipulati, sulla base della legge regionale, con soggetti privati, in questo caso le associazioni protezionistiche.

Si è anche proposto un aumento dello stanziamento perché, da un'analisi fatta, e forse qualche cosa su questo ci potrà dire l'Assessore della sanità, risulta che lo stanziamento attuale non copre nemmeno il 20 per cento delle domande dei comuni della Sardegna.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il parere non può che essere articolato a seconda degli emendamenti e con diverse motivazioni. Vado con ordine: sugli emendamenti numero 138, 379 e 378 il parere è negativo. Anche per quanto riguarda gli emendamenti numero 59, 230, 178, il parere è negativo perché, pur avendo tutti i problemi sollevati da questi emendamenti una rilevanza innegabile, riguardando gli investimenti pubblici, per le infrastrutture per la realizzazione dei sistemi intermodali, si ritiene che questa sia una materia che non è opportuno affrontare in finanziaria, ma che invece più correttamente dovrebbe essere inserita in quei programmi di spesa che utilizzano fondi, non solo regionali, ma europei e statali, quindi all'interno sia del Quadro comunitario di sostegno sia dell'intesa istituzionale di programma. La questione è se sia opportuno che noi interveniamo con la legge finanziaria per singoli problemi, quando su queste tematiche ci sono dei programmi in atto. Vogliamo veramente vedere in questi programmi, qual è la strategia che la Regione sta seguendo, in modo tale da distribuire le risorse non casualmente, sulla base di spinte pur legittime, ma, diciamolo chiaramente, localistiche, ma sulla base di un programma che tenga conto di una visione strategica di tutto il territorio regionale?.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 140 il giudizio è diverso, nel senso che si tratta di un intervento finanziario della Regione, che è in qualche modo reso obbligatorio da una legge statale. La perplessità che personalmente vorrei far rimbalzare in quest'Aula è se sia necessario uno stanziamento specifico o se invece non possano e debbano essere utilizzate quelle risorse accantonate già in alcuni capitoli del bilancio, che si sta cercando complessivamente di mettere in un unico fondo che deve essere utilizzato proprio per le quote di cofinanziamento per interventi infrastrutturali di questo tipo. Quindi il parere su questo emendamento, così formulato, è negativo ma è necessario ovviamente un chiarimento, che non può che arrivare dalla Giunta, per verificare se ci siano già altri fondi in altri capitoli di bilancio a cui si può ricorrere; è innegabile che noi, comunque, questi soldi li dobbiamo mettere.

Sull'emendamento numero 309 il parere è negativo per il motivo che ho già spiegato per i precedenti emendamenti; per quanto riguarda il numero 151 il motivo è stato già detto ed è abbastanza evidente anche dall'emendamento già presentato dalla Giunta e sospeso per il momento, che prevede una compartecipazione della Regione per questo progetto di 10 miliardi. Credo che sia opportuno e giusto discutere, come è già stato fatto da diverse componenti di questo Consiglio, sull'opportunità di un nostro cofinanziamento ed anche sulle condizioni che noi comunque dobbiamo tenere ben ferme nella trattativa con lo Stato. Credo che innalzare lo stanziamento addirittura a 30 miliardi sia veramente andare oltre il necessario. Ritengo quindi che sia sufficiente, una volta che lo si valuti necessario, l'intervento previsto dalla Giunta.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 45 il parere è negativo ed è dettato anche dalla preoccupazione che una norma di questo tipo, che non credo che comporti nuovi oneri da parte della Regione, possa però interferire in un sistema normativo nazionale che prevede indennità risarcitorie entro certe misure che non credo che noi possiamo modificare con legge regionale.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 139, chiedo la sospensione della discussione, perché è in corso una interlocuzione all'interno del Consiglio per trovare una formulazione su cui ci si possa trovare tutti d'accordo; anche sugli emendamenti numero 108 e 195, il parere è sostanzialmente favorevole, ma è opportuno sospenderli per rimodulare l'intervento.

Esprimo parere negativo sull'emendamento numero 21. Sull'emendamento numero 50 invece il parere è un po' più articolato, come ha detto nell'illustrazione il presentatore, questo è un argomento che è già stato affrontato dalla Giunta e dalla Commissione e riteniamo che sul problema dei consorzi di comuni occorra sicuramente una maggiore attenzione; noi abbiamo una legge che stabilisce alcuni parametri, è purtroppo evidente che questi parametri non vengono rispettati perché di fatto ai consorzi dei comuni si riesce a dare molto meno di quanto è previsto, cioè molto meno delle 20 mila lire per abitante o delle 10 mila lire a seconda dei servizi di cui si tratta. Credo che possa essere utile fare una riflessione su questo per cui mi rimetto all'aula, sia per la formulazione del comma 4 dell'articolo che potrebbe essere integrata, sia anche sulla dotazione finanziaria che noi riteniamo di dovere e di potere incrementare; questo discorso vale quindi anche per l'emendamento numero 228. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 51 e 229 ed anche per alcuni emendamenti successivi che riguardano l'incremento del fondo per il funzionamento degli enti locali, il parere su questo tipo di intervento, così massiccio e di questa entità, non può che essere negativo perché non credo che in questa fase possiamo spingerci fino a questo livello, qui si tratta veramente di valutare come debba essere la politica di trasferimento agli enti locali, quindi, esprimo parere negativo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 52 il parere è negativo non perché il problema sollevato sia poco importante, ma perché credo che non si debba intervenire tanto con un articoletto della legge finanziaria, quanto invece con un finanziamento che, così come si è cercato di fare con l'emendamento approvato anche ieri, aumenti i trasferimenti per i piani socio-assistenziali, che devono essere gestiti dai comuni.

Esprimo parere negativo anche sull'emendamento numero 131 e sul 206, anche se alcune parti potrebbero essere ricomprese, ad esempio, nell'intervento a favore dei consorzi di comuni, e infine esprimo parere negativo anche sugli emendamenti numero 256, 260, 273, 423 e 425; il parere è negativo nel senso che questi problemi, che pure hanno anch'essi certamente una loro dignità, riguardano veramente politiche di settore che possono e debbono essere più correttamente affrontate con interventi organici da discutere non in legge finanziaria. Sull'emendamento numero 423 credo che si possa e si debba più propriamente aprire una discussione, nella sede più opportuna, che è quella della politica sull'edilizia residenziale. .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io mi permetto ancora di ricordare che, anche se i problemi posti sono davvero molto importanti, ho fatto un calcolo veloce degli emendamenti all'articolo 4 e questi comportano, secondo una prudente stima, almeno un fabbisogno di altri duemila miliardi aggiuntivi. Siccome ormai non ci sono altre risorse disponibili, perché abbiamo imposto dei limiti all'indebitamento, abbiamo già operato importanti rimodulazioni, mancano pochissime partite che ancora riteniamo di dover prendere in esame e delle quali alcune sono contenute in questo primo gruppo di emendamenti, perché la questione relativa agli enti locali ha costituito oggetto di un dibattito tra i Gruppi di maggioranza e di opposizione e abbiamo assunto un impegno che riteniamo di dover onorare, rivedendo alcune partite che per la fretta, probabilmente, o anche per un errore di valutazione, sono state sottovalutate. Riportare, per esempio, lo stanziamento per le spese di funzionamento degli enti locali ai livelli dell'esercizio 2000 è un impegno che vogliamo rispettare, tant'è che è una partita, questa, che risolveremo anche con emendamenti al bilancio. Alcuni degli interventi che sono stati presentati, come quello relativo ai consorzi di comuni per la gestione associata di servizi e l'esercizio di funzioni comunali ci paiono meritevoli di accoglimento, anche perché all'esito di una approfondita riflessione fatta con l'Assessore degli enti locali, che riferirà al termine della discussione, riteniamo sia un problema che non va certamente sottovalutato e apprezziamo le considerazioni svolte dal presentatore degli emendamenti.

Quindi riteniamo che l'emendamento numero 50 possa essere accolto , sia pure con una diversa copertura finanziaria, e accogliamo anche l'emendamento numero 52 con un invito a ridurre l'importo da un miliardo e mezzo ad un miliardo, mutando però il fondo dal quale attingere.

Per quanto riguarda invece tutti gli altri emendamenti, alcuni dei quali pongono il problema dei centri intermodali, voglio richiamare l'attenzione dei proponenti sulle ingenti risorse che sono previste, nel complemento di programmazione, e in particolare sulla misura 6.1. Il rafforzamento dei collegamenti dei nodi e terminali a livello locale e il miglioramento della interconnessione delle reti a livello locale, elevando la qualità dei servizi, sono un punto fermo del programma e a quel programma noi rinviamo anche la soluzione dei problemi che sono stati posti perché il problema si pone con riferimento, sì, a Oristano, sì, a Macomer, ma anche con riferimento al sistema dei centri intermodali di Cagliari, di Olbia, di Porto Torres, di Chilivani, solo per citarne alcuni.

Proprio perché riteniamo che una attenta programmazione debba valutare organicamente e nell'insieme il problema del corridoio plurimodale della Sardegna, come l'abbiamo intitolato nella misura 6.1 del complemento di programmazione, invitiamo i presentatori, che peraltro hanno posto problemi certamente meritevoli di attenzione, a ritirare gli emendamenti, anche perché, ribadisco, purtroppo, per risolvere questo tipo di problemi, non ci sono le risorse del bilancio ordinario, ma vi sono a disposizione quelle anche più cospicue dei fondi comunitari. .

Per quanto riguarda invece gli emendamenti, in particolare il numero 139, che pone il problema dei piani territoriali paesistici e il numero 108 e quelli dell'opposizione ad esso collegati, come il numero 195, io propongo all'Aula la sospensione dell'esame di questi emendamenti per una riflessione più approfondita sugli stessi. Per gli altri il parere è quello già espresso dal relatore, con riferimento al complesso degli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Presidente, colleghi, intervengo sinteticamente su tre ordini di questioni: il primo ordine di questioni riguarda la continuità territoriale, quindi gli emendamenti numero 151 e 140; io ho già avuto modo di dire che mi domando se sia, in linea di principio, giusto che la Regione concorra agli oneri per la continuità territoriale, sia per quanto riguarda le merci, sia per quanto riguarda i passeggeri. Personalmente ritengo che la posizione che è rimasta ferma e forte nella tradizione della nostra autonomia, cioè quella che, per quanto riguarda questo campo di interventi, la responsabilità, la funzione primaria e gli oneri debbano stare in capo allo Stato, sia quella più solida, più giusta ed anche da tenere ferma.

Non voglio argomentare a lungo, perché ho poco tempo, voglio dire semplicemente che la parità tra i cittadini sardi e i cittadini del resto del Paese, per quanto riguarda un diritto primario, come quello della mobilità nel territorio nazionale, a me pare che vada garantita dallo Stato. Naturalmente, si può derogare quando la legge dello Stato, per attivare gli interventi previsti, richiede esplicitamente il concorso della Regione. Si può derogare perché non possiamo rinunciare a quelle risorse, ma si può derogare anche dicendo che lo facciamo in via provvisoria e che rimane in piedi tutto il negoziato, volto a ottenere, con le armi che abbiamo a disposizione, cioè l'intesa istituzionale di programma, con l'accordo di programma quadro, che è da negoziare con lo Stato dentro l'intesa e con la nuova legge di attuazione dell'articolo 13, l'attuazione della continuità territoriale, perché riteniamo che i sardi abbiano diritto, come tutti i cittadini dell'Italia - non è demagogia, queste mi pare che siano delle cose elementari- a potersi muovere nel territorio nazionale, senza un aggravio che sia a carico del cittadino e nemmeno a carico della Regione, perché poi a carico della Regione, nel regime del federalismo fiscale significa, amici cari, a carico dei cittadini.

Spero che il ragionamento sia chiaro, senza che debba soffermarmi oltre. Quindi io sono favorevole all'idea di un concorso regionale, perché, per quanto riguarda le merci, l'articolo 145 comma 83 della legge finanziaria dello Stato lo prevede esplicitamente, altrimenti non ci sono le risorse dello Stato, sono, qualora la Giunta ci dica che ve n'è la necessità, anche favorevole a un concorso della Regione per quanto riguarda i passeggeri, ma ritengo che si debba mantenere in piedi con l'intesa istituzionale, ripeto, e l'articolo 13 dello Statuto, la rivendicazione integrale che la nostra autonomia su questa materia ha maturato.

Seconda questione: per quanto riguarda l'integrazione dei fondi per gli enti locali, io condivido le cose che sono state dette da Biancu in relazione all'emendamento numero 51, mi sembra di aver capito, dalle parole dell'assessore del bilancio, che c'è una disponibilità della Giunta, sentiremo poi che cosa dirà l'assessore degli enti locali, ma mi pare che una integrazione di fondi sarebbe quanto mai utile, opportuna e anche necessaria. Ho preso la parola anche su questo punto non per dire questa cosa, che credo sia abbastanza scontata, ma per riprendere l'invito alla riflessione che a proposito dei consorzi di comuni faceva il relatore della finanziaria. Stiamo parlando del comma 4 dell'articolo 4. Il testo uscito dalla Commissione forse non rispecchia esattamente la volontà politica che in Commissione era maturata; il testo dice che per i soggetti di cui alla lettera m) cioè per i consorzi turistici, il tetto massimo è di ventimila lire per abitante, e va bene. In realtà la riflessione che avevamo compiuto ci aveva fatto concludere che per un periodo, che può essere di un anno, può essere di due, si vedrà - ora mi preoccupo del 2001 - per i consorzi turistici andrebbe garantita la quota di ventimila lire per abitante. Non stiamo parlando di tremila consorzi turistici, stiamo parlando di alcuni consorzi di comuni che stanno facendo un'opera lodevolissima, cercando di aprire la strada ad una cosa di cui tutti sempre parliamo ma che poi è molto difficile fare, cioè l'integrazione mare- interno, Sardegna centrale, per quanto riguarda la fruizione dell'ambiente, il turismo e quant'altro.

Si potrebbe cercare di presentare un emendamento di sintesi, prevedendo una riserva che garantisca per quei comuni questa quota, stiamo parlando di risorse modeste, circa un miliardo e mezzo. Qualora la Giunta lo ritenga si potrebbe impinguare di un miliardo e mezzo lo stanziamento, in modo tale che di questo incremento di questa riserva a favore dei consorzi turistici non abbiano a soffrire le altre iniziative, cioè i consorzi ordinari per la gestione dei servizi.

L'ultima cosa che voglio dire riguarda il comma 5 dell'articolo 4, il famoso progetto Nuoro. Io continuo a ritenere questa norma bizzarra; la cultura informatica deve riguardare tutta la Sardegna, non un paese, né una città. Se c'è da fare un progetto pilota ritengo sia più opportuno farlo per Baratili o per Curcuris, non per una città, così avrebbe anche il significato emblematico che gli si vuol dare, Nuoro è come Sassari, come Cagliari, come Alghero, la cultura informatica va portata dappertutto e c'è un progetto che fa questo. Non vedo l'assessore Onida, ma vorrei chiedergli anche di darci qualche informazione sul progetto Marte.

Io non so se lo Stato stia mantenendo i suoi impegni, se non li sta mantenendo bisogna costringerlo a mantenerli. Certo è che, piuttosto che fare quello che si dice qui, cioè fornire un sistema informatico ad ogni nucleo familiare di Nuoro, siccome il progetto Marte metterà in collegamento intranet e internet tutte le scuole della Sardegna, siccome ci sarà la formazione degli studenti di tutta la Sardegna, ha molto più senso dare quel sistema informatico non indifferenziatamente dentro una città, in cui probabilmente a molte famiglie del sistema informatico non importa assolutamente niente, ma darlo agli studenti formati nel progetto Marte, con tutto quello che questo progetto prevede, con i tutor e credo anche, probabilmente, fatto anche in modo un po' più serio di quanto possa fare un pur lodevolissimo progetto Sardegna.

Siccome pare scritto nel Vangelo che questo progetto pilota debba essere realizzato a Nuoro, va bene, se è scritto nel Vangelo lo prenderemo per Vangelo.

(Interruzioni)

Non è scritto nel Vangelo? Io avevo capito di sì. Se si può parlare di questa cosa seriamente parliamone seriamente. Nuoro sarà dentro come ci sarà Sassari, come ci saranno le altre città; se vogliamo fare un progetto pilota decidiamo di farlo per dei paesi che davvero vivono in misura esemplare e drammatica la situazione dell'isolamento. Nessuno può sostenere che Nuoro sia più isolata di Semestene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente solo su alcune questioni, essendo tanti gli emendamenti e gli argomenti. Sull'emendamento numero 139 condividiamo l'idea di una riflessione suppletiva per trovare una formulazione che in qualche modo tuteli le esigenze che la Giunta avanza. Credo che fra queste esigenze non ci possa essere quella di non disciplinare, normare e tutelare una parte del territorio regionale, perché questo sarebbe un abuso rispetto ai poteri e alle responsabilità che il Governo regionale ha.

Noi ci troviamo in questo momento davanti a una discriminazione territoriale, non intendiamo con questo emendamento interferire nell'autonomia legislativa della Giunta e di questo Consiglio, infatti non evochiamo nessun collegamento con norme che dovranno entrare in vigore o essere ripristinate, rileviamo solo un dovere centrale del Consiglio regionale, quello di ricordare a noi e al popolo sardo che il territorio fa parte del patrimonio indisponibile della Sardegna, quindi nessuno ha il potere di consentire che questo patrimonio indisponibile venga usato, logorato, sperperato in un tempo di vacatio legis che non è ammissibile.

Noi abbiamo proposto, come coalizione, un testo che, pur non ripristinando tout court la normativa in materia di tutela paesistica, nelle more dell'adozione di una nuova disciplina, e comunque per un periodo non superiore ad un anno, demandi ai comuni , nell'ambito delle funzioni di vigilanza e di controllo del territorio a cui essi sono chiamati il ripristino delle norme e della disciplina paesistica su quel territorio.

Ho anche l'obbligo di ricordare, insieme a questo dovere, che, ripeto, non interferisce sull'attività legislativa di questo Consiglio, che la bocciatura dei piani territoriali paesistici, cioè la mancanza di regolamentazione in quella parte del territorio non deriva da una illegittimità della relativa disciplina normativa, ma deriva sostanzialmente da una rilevata carenza di tutela e che quindi questo fatto chiama automaticamente il Governo regionale alla responsabilità di dare una risposta su questo terreno. Noi non chiediamo che tale risposta oggi venga data al di fuori di un quadro normativo organico ma che la Regione tenga conto che si tratti di un'esigenza territoriale, che sia tale da assicurare ai cittadini sardi un'uguaglianza sostanziale, tutelando adeguatamente la risorsa ambientale e assicurando certezza di diritto anche al settore economico collegato all'ambiente. Quindi sono disponibile a fare questo approfondimento per verificare se è possibile trovare un accordo.

L'altra osservazione che vorrei fare riguarda l'emendamento numero 138, e dico subito che non lo faccio per il carattere bizzarro di cui parlava l'ex assessore Scano, lo faccio per la smaccata origine clientelare della norma che si vuole sopprimere con esso, perché, badate, rappresenta un'enorme vergogna per l'intero Consiglio regionale, che una legge finanziaria debba in qualche modo porre vincoli in senso discriminatorio alla programmazione degli interventi, in contrasto con la necessità di guardare a questi problemi con l'ottica che obbligatoriamente ciascun consigliere regionale deve avere.

Siccome non voglio credere ai caratteri sintomatici di questa natura di questo provvedimento, cerco di capirne il carattere nobile, se esiste, chiedendomi perché sia stata scelta Nuoro. Perché se si tratta di un progetto pilota non è dato conoscere in base a quali alte ed elevate considerazioni scientifiche è stato localizzato nel comune di Nuoro? Comunicare queste cose è un dovere, perché stiamo parlando di un progetto sperimentale e dobbiamo conoscere i parametri che sono stati scelti e gli obiettivi che ci si pone. Lo dico anche per rispondere, giustamente, alle osservazioni dell'assessore Pittalis, non possiamo non evidenziare in questo contesto che il comma 5 ha un taglio e gli emendamenti che riguardano gli enti locali, cioè tutta la comunità sarda, ne hanno un altro. Se dovevamo fare un'operazione di recupero anche di poche somme, significative per gli enti locali, avremmo potuto farla facendo un ragionamento onesto, guardando alla Sardegna nella sua interezza.

Io sono convinto che l'origine dell'assessore Pittalis gli dia una competenza incredibile, però, colleghi, non è pensabile che il programma che qui ci si propone sia posto in capo all'Assessore della programmazione come se l'Assessore della pubblica istruzione non esistesse, e non potesse, al contrario, come noi ci auspicheremmo, recuperando questi dati parametrici e scientifici nell'orizzonte di tutta la Sardegna, proporre un progetto che sia di utilità alla Sardegna, che guardi alla comunicazione e al sistema informatico, come qualcuno diceva, come rottura di un sistema di isolamento, come riequilibrio di una situazione di discriminazione presente nel nostro territorio regionale rispetto ai problemi dello spopolamento e della mancanza di lavoro. Oggi quei sistemi sono anche un potenziale strumento di occupazione per coloro che vivono nell'isolamento e nella cultura di retroguardia che spesso noi incoraggiamo con questo genere di emendamenti. Anche la protervia con la quale questo tipo di iniziativa viene portato avanti è un elemento che ci preoccupa molto, perché quando poi si conclude parlando di enti di grande specializzazione e di società specializzate nel settore, ci viene il dubbio che questo sia un passo oltre il limite già inaccettabile della visione parziale di questo provvedimento.

Noi dobbiamo guardare al problema in maniera diversa; io comprendo, l'abbiamo visto per altre partite, a partire da Carloforte ad altri casi, che questa maggioranza ha bisogno di tenersi unita. Lo comprendiamo, la politica è anche questo, ma fate in modo che facendo questo sia dato a tutti di poter parlare di noi non come di un Consiglio regionale che è alla mercé di questo o di quell'altro consigliere che chiede per il proprio territorio e non guarda all'intera Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Io ho chiesto di parlare perché non mi sento soddisfatto né della risposta del relatore di maggioranza, né dell'Assessore, per due ordini di motivi: In occasione della discussione dell'assestamento di bilancio sia il Presidente della Commissione, sia l'Assessore avevano espresso posizioni diverse. L'emendamento numero 423 deriva proprio dalla constatazione che in quella sede fu dichiarato un impegno specifico dell'Assessore che recepiva non solamente una nostra richiesta, ma anche una richiesta espressa , dalle altre forze politiche, e con maggior foga, dal presidente Emilio Floris, che riteneva che la concessione di contributi ai conduttori di abitazioni in locazione fosse uno strumento più che utile per fronteggiare una serie di emergenze che comunque ci sono, soprattutto nel cagliaritano.

Voglio ricordare che questa misura non è altro che una partecipazione della Regione a uno strumento che la legislazione nazionale ha dato a tutte le Regioni italiane, compresa la Sardegna. Cosa prevede questa legge? La legge prevede che lo Stato trasferisca fondi alle Regioni che hanno la facoltà di incrementare questi fondi, e che questa facoltà la possono esercitare anche i comuni. La legge consente, nel caso vi sia una integrazione del fondo, alle Regioni e ai comuni, di modulare l'intervento previsto dalla normativa nazionale, attivando una normativa più confacente alle esigenze dei singoli territori. In poche parole il legislatore nazionale dice: "Noi facciamo questa legge, vi indichiamo la finalità e mettiamo anche una serie di paletti. Se volete superarli, perché comprendiamo benissimo che quello che viene deciso al centro può non essere corrispondente alle esigenze della vostra regione, lo potete fare esclusivamente se anche voi mettete qualche cosa di tasca vostra". Lo stesso ragionamento viene fatto dalla Regione nei confronti dei comuni.

Quindi lo Stato ci dà i fondi, ma la Regione non esercita questa facoltà di autonomia per poter corrispondere alle esigenze delle sue popolazioni, mentre questa facoltà la esercitano i Comuni. L'unico ente inadempiente è proprio la Regione. Allora o il problema della concessione di contributi a coloro che abitano in alloggi in affitto, in questa nostra Sardegna, non esiste più, perché sono caduti tutti i presupposti per cui erano necessari questi contributi, ma non mi sembra che sia così, oppure non si capisce perché ci si limiti a dire no all'emendamento numero 423. Posso capire che tra i due emendamenti, il numero 423 e il numero 425, dato che quest'ultimo propone un intervento per il ricovero degli animali da affezione, cioè per i canili, tra gli animali e gli esseri umani, si scelgano gli esseri umani; ma qua non si scelgono nemmeno gli esseri umani, è veramente una cosa assurda!

A volte mi arrabbio perché quando cerco di fare un ragionamento, nei banchi della Giunta non c'è nessuno che ascolta. Questa è una questione che riguarda l'Assessore dei lavori pubblici, che dovrebbe essere in Aula per informarci degli effetti che hanno avuto i fondi assegnati dallo Stato l'anno scorso, non c'è nessuno, non ci viene data nessuna risposta! Tutti chiedono di monitorare, di conoscere gli effetti dell'attuazione delle nostre leggi e comunque come si spendono i soldi. Da parte dell'Aula, soprattutto della maggioranza, si chiamano in causa persone che alcuni mesi fa, non anni fa, si sono dichiarati favorevoli a questa misura, e guarda caso questa volta stanno tutti zitti, anzi se devono spendere una parola la spendono contro questo tipo di intervento. E` inconcepibile che, dopo aver erogato soldi a destra e a manca per azioni a mio avviso puramente clientelari, o comunque seppur utili, non certamente rispondenti alle esigenze primarie, si risponda in maniera negativa a un'esigenza che è invece primaria. Ma, scusate, come pensate che si debba risolvere il problema di aiutare coloro che sono in maggior difficoltà rispetto al pagamento di affitti che oggi hanno raggiunto un livello non più sopportabile? Come pensate che si possa favorire anche la trasparenza dei contratti di locazione? Perché questa misura ha anche il pregio di prevedere che i contratti siano registrati, per cui ha anche l'obiettivo di fare emergere il sommerso. Forse voi non siete interessati a far emergere il sommerso, peraltro, con l'emersione del sommerso, lo stanziamento richiesto, che non è rilevante, perché si chiede un miliardo e mezzo, sarebbe ampiamente recuperato, perché i trasferimenti dello Stato alla Regione derivano anche dal gettito delle imposte riscosse in Sardegna. Ma probabilmente questo non interessa a nessuno, perché forse la lotte all'evasione fiscale, non è cosa a voi gradita.

Noi non vogliamo fare ostruzionismo, non l'abbiamo fatto fino a ieri e non lo faremo nemmeno domani, perché vogliamo andare avanti celermente, ma questo non significa che, sui problemi che vengono sollevati, non ci debba essere un minimo di approfondimento e di discussione, perché se no faremmo soltanto dei ragionamenti a senso unico, che non hanno nessun costrutto. Mi rendo conto, Assessore, che forse abbiamo raschiato il fondo del barile, però se lei guarda più attentamente il bilancio, vedrà che un miliardo per questa misura si può benissimo trovare, perché è una misura a suo tempo condivisa. Se no ci dica perché, a distanza di -pochi mesi, questa misura non è più condivisa.

La seconda cosa che voglio dire, Presidente, è che, quando si discutono le questioni di merito, sarebbe opportuno che i rappresentanti della Giunta fossero in Aula, perché alle domande che il Consiglio pone è necessario dare risposte precise e chiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, intervengo sull'emendamento numero 45. Ho sentito il parere del relatore di maggioranza. Non è la prima volta che porto all'attenzione dell'Aula questo problema, l'ho fatto nella finanziaria 2000, lo sto facendo oggi, se dovesse persistere lo farò fino alla fine della legislatura, perché è impensabile che un cittadino non debba essere supportato dall'amministrazione competente per tutto l'iter di una pratica di autorizzazione che compete al comune di riferimento ,che ha rilasciato una concessione edilizia, pur essendo la costruzione ubicata in un terreno soggetto a tutela. Mi chiedo come il comune possa rilasciare l'autorizzazione in assenza del nullaosta previsto. E oltre il danno c'è la beffa, perché il cittadino viene penalizzato non solo perché non c'è il nullaosta ma perché, secondo la legge nazionale, causa un danno di carattere ambientale. E, andando a verificare, in alcuni casi il danno di carattere ambientale è inesistente, ma si deve comunque pagare ugualmente l'ammenda.

Una situazione come questa non può passare inosservata, ci stiamo rendendo conto da anni di alcune manchevolezze, il rapporto fra noi e gli enti locali esiste ed è diretto, non vedo perché la Regione non debba intervenire e costringere gli enti locali, qualora non avessero completato l'iter e quindi la documentazione necessaria per legge, a pagare queste ammende; il cittadino non è tenuto a conoscere appieno tutto l'iter, ma il comune deve conoscere la procedura da seguire per rilasciare la concessione edilizia. A questo credo che nessuno possa sottrarsi, una risposta è necessaria.

E veniamo agli argomenti forse ancor più delicati, e cioè all'emendamento numero 140, che insieme al numero 151 presentato dalla Giunta affronta l'argomento principale. Io credo che non solo si debba conoscere il significato della parola autonomia, ma lo si debba anche salvaguardare. Io non vi chiedo di parlare di indipendenza o di nazione, ma di salvaguardare l'autonomia rivendicando nel contesto nazionale ciò che abbiamo già ottenuto; tuttavia ancora una volta essa non viene salvaguardata, anche per l'atteggiamento di questa Giunta che fa tutto e il contrario di tutto, è benché la legge finanziaria dello Stato esprima, per quanto riguarda il trasporto delle merci e il trasporto aereo, la volontà ben definita di riconoscere la continuità territoriale, anche se in modo diverso da quanto viene fatto in altre realtà simili alla nostra, ad esempio la Corsica, perché noi dipendiamo ancora oggi dallo Stato. Infatti la gara per attuare la continuità territoriale per la Sardegna l'ha fatta lo Stato, mentre la Corsica l'ha fatta direttamente, perché il Governo francese ha legiferato in tal senso, ed è l'ennesima volta che lo ripeto, ma vedo che a qualcosa sta servendo. Mi avrebbe fatto piacere che l'Assessore ai trasporti fosse in Aula, ma vedo che preferisce dialogare con la stampa e con chi cerca di anticipargli le notizie. Cosa ben più importante e di spessore!

La Francia ha dato piena autonomia alla Regione corsa, le ha dato le competenze e le risorse finanziarie, la gara la fa la Regione corsa, le disposizioni le dà la Regione corsa, tutto avviene secondo la volontà della Regione corsa. Qui è il contrario, la gara e le competenze restano comunque al Governo centrale. Per quanto riguarda il trasporto aereo la legge nazionale non prevede la compartecipazione della Regione, per quanto riguarda il trasporto delle merci la legge nazionale prevede la compartecipazione; e negli emendamenti a questo proposito c'è, ripeto, tutto e il contrario di tutto. La Giunta propone una compartecipazione sul trasporto aereo, anche se la legge nazionale non ce lo chiede, non prevede niente invece per il trasporto delle merci per cui la legge nazionale la prevede; quindi è un discorso di carattere economico del quale ci si riempie la bocca troppe volte in questa aula, e fuori di questa aula, e non convincono le giustificazioni che sono emerse parlando di corridoi plurimodali e di centri intermodali. Poi qualcuno dovrà dirci chi andrà a gestirli una volta completati, perché quello di Porto Torres è in fase di ultimazione, ma resterà abbandonato a se stesso perché, come al solito, non abbiamo ancora studiato un sistema gestionale. .

Ma in un scenario come è questo è possibile almeno rispettare le leggi nazionali? Quelle leggi per le quali mi dite che non si può accogliere l'emendamento numero 47 perché potrebbe portare al rinvio della stessa finanziaria, in quanto fa riferimento a una legge nazionale. Ma le leggi nazionali le interpretate come volete! Oppure avete troppi denari a disposizione e volete spenderne quando non è necessario? Ricordatevi che, una volta attivata la procedura di compartecipazione quando non è necessaria, il rischio è che quel servizio con il quale finalmente i sardi si abitueranno a viaggiare a costi accettabili rispetto alla realtà nazionale, alla fine questa Regione debba pagarselo da sola. .

Presidenza del Vicepresidente Spissu

(Segue SANNA GIACOMO.) Allora, siccome si sta facendo una gara a livello comunitario, e siccome non c'è ente locale che possa bandire una gara se non ha la copertura finanziaria, e la copertura finanziaria esiste, a chi dovremo dare i finanziamenti? Alle compagnie perché sono scontente? E come glieli dovremo dare? Credo che questo sia impossibile, troviamo altri accorgimenti, ci sono altre proposte di legge in carico alla quarta Commissione, andatevele a leggere. Forse ci sono altri sistemi, ma non questo, questo è impossibile, sia politicamente sia per il semplice motivo che la legge non lo prevede. Quindi, se la legge non lo prevede, utilizziamo i soldi per altre cose ben più importanti che si possono fare solo con le nostre risorse e non regaliamo i danari a nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.). Signor Presidente, vorrei innanzitutto avere alcune informazioni dall'Assessore della programmazione, per quanto riguarda il comma 3, che concerne l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 34 della legge finanziaria del 2000, modificata poi dalla legge di assestamento di bilancio. Voglio rileggerle, assessore Pittalis, il primo comma dell'articolo 34 in cui è scritto che è autorizzata la spesa complessiva di 60 miliardi, di cui 35 nell'anno 2000 e 25 nell'anno 2001 per favorire, attraverso i comuni, l'informatizzazione diffusa e l'alfabetizzazione.

Nella finanziaria del 2001 l'autorizzazione di spesa prevista dagli articoli che ho appena citato, con l'aggiunta decisa nella legge di assestamento, in cui sono state ricomprese le spese per la pubblicazione e per la diffusione dei bandi e degli avvisi, è integrata di lire 5 miliardi. Nell'articolo 34 è anche detto che eventuali rimanenze delle somme spettanti ed attribuite ai comuni nel 2000 verrebbero riutilizzate, per l'anno 2001 a favore dei comuni qualora…

Innanzitutto ci piacerebbe conoscere il rendiconto dell'utilizzo nel 2000 delle risorse per queste finalità, per cui chiedo una informazione e una spiegazione del perché siano necessarie nel 2001 ulteriori risorse, pari a 5 miliardi, portando così, se non vado errando, la somma complessiva a 30 miliardi, quindi sostanzialmente 5 miliardi in meno rispetto alla prima annualità. Questo è il primo punto.

L'altra ragione per cui sono intervenuta è per dichiarare il mio voto favorevole sull'emendamento numero 195 in cui si parla dell'utilizzo di queste risorse per la messa in posa di un cavo che permetta una reale competizione sul mercato per le linee telematiche Il collega Spissu ha spiegato molto bene, illustrando l'emendamento, come il fatto che vi sia sostanzialmente una situazione di monopolio, determini per le nostre imprese un aggravio di spese non indifferente. Credo che sia per la Regione Sardegna necessario ed urgente che si apra una competizione vera, che vi siano privati che investono nella costruzione di un cavo, e che poi la gestione di questo venga, nel rispetto delle norme sulla trasparenza, messa sul mercato affinché venga, per competenza e naturalmente per maggiori capacità, assegnata.

Intervengo a favore, essendo io stessa firmataria, anche dell'emendamento numero 21 che riguarda il Consorzio Govossai. Perché ho firmato questo emendamento? Perché c'è una reale situazione di disagio. So, per averne discusso in Commissione, che l'Assessore è contrario in quanto sostiene che non si possono ulteriormente parcellizzare le risorse per i consorzi di questo tipo. Bisogna però dire che questo consorzio attraversa, rispetto agli altri, una situazione di maggiore disagio che finirà quando la diga Olai sarà messa in funzione e quindi non sarà più necessario il sollevamento dell'acqua per la distribuzione nei paesi delle Baronie e comunque in tutti quei paesi che sono in qualche modo collegati con il Consorzio Govossai. Perché questo? L'assessore sa bene, ma mi piace che lo sappiano anche i colleghi che hanno voglia di ascoltare, che l'acqua per quei territori, che hanno già disagi di altro genere, viene a costare notevolmente di più, perché non essendo possibile erogarla direttamente né per caduta, né con altri sistemi che possano essere messi in uso senza l'utilizzo di energia elettrica, ha un costo di molto superiore. Nel momento in cui la diga Olai verrà terminata, questo non accadrà più, quindi immagino che queste siano le ultime risorse che questo Consiglio può concedere a questo Consorzio, perché di fatto non si rivalga sugli utenti che utilizzeranno l'acqua con costi aggiuntivi notevoli, sapendo anche che i costi aggiuntivi notevoli verranno supportati dai comuni che ricadono in quel territorio e che sono notoriamente aggravati da ulteriori spese.

Un'ultima questione che voglio affrontare, con un certo imbarazzo, non perché non sia convinta di ciò che sto per dire, ma perché essendo una cittadina nuorese posso supporre che i colleghi - voglio pensar male per poi essere smentita, naturalmente - diranno "Ivana Dettori è contraria al fatto che la sua città sia una città pilota per l'informatizzazione". Io ho sempre avuto la convinzione che le posizioni di ciascuno, quando siano posizioni corrette e trasparenti, abbiano le loro ragioni e possano essere difese ovunque, ed io voglio portare tutti noi, anche il collega Capelli che sappiamo essere stato il presentatore di questo emendamento, accolto in Commissione, a fare un ragionamento sereno, serio e tranquillo. Capisco il motivo per cui Nuoro viene scelta come città pilota. Lo capisco in questo senso: è una città che ha più strutture, ha un maggior numero di risorse umane e quindi può essere che si pensi che un progetto pilota possa decollare più facilmente.

Ma siccome il collega Capelli e il collega Pittalis conoscono molto bene la nostra città, sanno anche che queste risorse, in una città capoluogo come la nostra, possono essere anche eccessive per vari motivi. Ad esempio c'è un gran numero di famiglie che possono permettersi l'acquisto di un sistema informatico, e noi sappiamo, scorrendo gli elenchi di chi ha usufruito delle risorse per l'acquisto del computer, che la maggior parte delle famiglie che hanno usufruito di quelle risorse sono famiglie agiate che avevano un'unica caratteristica, quella di avere uno o più figli piccoli, al di sotto dell'età stabilita, perché questa è la discriminante. Comunque su questo abbiamo presentato anche un'interpellanza e non ci voglio tornare. Probabilmente, assessore, bisogna rivedere le caratteristiche richieste perché le famiglie possano avere queste risorse, quindi mi pare che il problema possa essere superato.

Io ritengo invece che, se l'obiettivo è quello che viene indicato nel comma della finanziaria, e cioè quello di togliere dall'isolamento intere famiglie, soprattutto studenti, che sono poi quelli che avranno le competenze per utilizzare questi sistemi, sappiamo quale è la situazione della scolarità delle nostre zone, quindi siamo anche consapevoli di ciò. Allora, credo che un progetto pilota possa meglio funzionare, e noi possiamo meglio misurare le ricadute sul territorio e le ricadute anche sull'apprendimento e sulla formazione, se un progetto come questo viene allocato con altri parametri e con altre caratteristiche. Io mi sento di proporre un emendamento che può essere accolto o no, ma che mi pare che risponda anche a ciò che i sindaci delle zone interne del mio territorio mi vanno dicendo, cioè che il progetto pilota possa riguardare i comuni fino a due mila abitanti. Questo ha un senso vero, e soprattutto voglio richiamare, ma l'ha già detto il collega Scano molto bene, che fine ha fatto il progetto Marte, come il progetto Marte entra in relazione con quanto adesso stiamo proponendo nella legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, intervengo su due emendamenti: il numero178 e il numero 151. Sul numero 178 voglio osservare che non si tratta di un'opera e di un impegno complessi così come quelli proposti per l'area di Oristano, che evidentemente merita tutta l'attenzione possibile; si tratta di una cifra diversa e si tratta di intervenire prima che vengano fatti danni maggiori, con scelte diverse ed alternative, alla movimentazione merci, considerata la posizione molto centrale di Macomer.

Questo deve fare riflettere molto, intanto perché l'impegno economico è notevolmente limitato rispetto ad altre iniziative che sono state prese e spesso anche finanziate in Sardegna, e questo è un aspetto non secondario di tutta questa vicenda, che è peraltro, come è stato già detto, molto complessa.

Per quanto invece attiene all'emendamento numero 151 condivido quanto è già stato detto da chi mi ha preceduto, ma ho perplessità notevoli, personalmente anche per lo stanziamento di dieci miliardi. Bisogna stare attenti a non intraprendere una strada che può essere estremamente pericolosa per la Regione e per l'amministrazione regionale, perché il nostro sacrosanto diritto alla mobilità deve esserci garantito. Questo Stato non può soltanto porre veti e non dare neanche quello che è impegnato a dare o darlo sempre dietro pressioni notevoli dell'amministrazione che di volta in volta si è succeduta a gestire questa nostra Regione. Stiamo attenti a queste operazioni, che possono ritorcersi come un boomerang sui nostri bilanci e sul nostro diritto a muoverci.

Altro discorso è quello delle merci, per cui già fu intrapresa una certa strada, poi l'intervento - conoscere le vicende non fa male, io non voglio tediarvi - l'intervento dei siciliani distorse la legge, per cui l'Unione europea bloccò interessanti finanziamenti per interventi per la riduzione dei costi delle merci da per e per la Sardegna. Questa strada andrebbe ripresa e studiata attentamente, perché probabilmente insieme con l'Unione europea si possono studiare modi di agevolare e di dare risposta ai nostri esportatori che hanno veramente l'esigenza di vedersi trattati con pari dignità e di avere pari condizioni rispetto agli altri territori del Paese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Io tenterò di essere brevissimo, per dare un segnale di disponibilità, con la speranza che questo segnale venga contraccambiato. Tenterò anche di essere molto chiaro, nel senso che noi abbiamo ancora da discutere 200 emendamenti, e io mi chiedo se la Giunta voglia davvero approvare questa finanziaria e come la voglia approvare.

Già ieri, nell'interlocuzione, sono state avanzate alcune proposte, si è detto: "Tutti compiano atti di disponibilità, la maggioranza rinunci ad alcuni emendamenti, la minoranza lo stesso, si orienti sulle cose più qualificanti, e il resto tenti di tagliarlo". La stessa cosa deve fare la Giunta. Il comma 5 grida vendetta, Assessore, non può essere accolto in questi termini, perché abbiamo un'esperienza a monte che in qualche modo qualcuno avrebbe dovuto registrare, di cui avrebbe dovuto prendere atto. L'assegnazione dei contributi per l'acquisto del computer è uno scandalo. Io nella eventuale graduatoria, nel mio comune, avrei dovuto ricevere il computer; mio cognato con un solo reddito e con una figlia all'università, che però supera i 21 anni, non avrebbe dovuto ricevere il computer. E' uno scandalo! Vogliamo continuare su questa strada? Io non sono d'accordo per proseguire su questa strada non solo per la città di Nuoro, ma nemmeno per i comuni sotto i duemila abitanti, perché anche lì c'è gente che non ha bisogno di avere i contributi per poter disporre né di sistemi informatici, né dell'alfabetizzazione. Quindi è una cosa incredibile, non è accettabile, è uno scandalo che sinceramente mi indigna.

Noi abbiamo detto: "Benissimo, manteniamo anche il comma 5",ma abbiamo avanzato una proposta subordinata, che è l'emendamento numero 378, rispetto all'emendamento 379, che è soppressivo. Con l'emendamento numero 378, abbiamo proposto di sostituire le parole "nella città di Nuoro" con le parole "in tutte le scuole medie inferiori della Sardegna", cioè l'ultimo ciclo della scuola dell'obbligo. Individuiamo nella scuola pubblica il soggetto che deve compiere l'operazione, la scuola pubblica può costituire quella griglia che aiuta anche a fare una selezione, ma che è rivolta a tutti, al figlio del libero professionista, ma anche al figlio del povero diavolo. Abbiamo detto anche un'altra cosa: "Benissimo, c'è bisogno di tutor, c'è bisogno di formatori" tra l'altro questi dovrebbero essere formatori di formatori "Benissimo, si diano, attraverso i comuni, i sistemi informatici a tutte le scuole della Sardegna, si mettano a disposizione di tutte le scuole dell'obbligo della Sardegna i tutor, cioè coloro che dovrebbero aiutare a formare i formatori, e si formino gli insegnanti nelle scuole". Questo abbiamo detto, si formino gli insegnanti e quindi si costruisca uno strumento per oggi e per il domani che possa costituire la base per avviare un processo di alfabetizzazione informatica di tutti i ragazzi della Sardegna.

Questo è l'intervento che abbiamo indicato. Questa proposta è degna di essere presa in considerazione? L'abbiamo avanzata anche nell'illustrazione, questo abbiamo chiesto all'assessore. In questo Consiglio c'è bisogno di atti di disponibilità, un atto di disponibilità sarebbe dare l'assenso all'emendamento numero 378 che fa giustizia, individuando nella scuola pubblica lo strumento per l'alfabetizzazione informatica.

Badate, con l'assegnazione dei computer sono successe cose incredibili anche per quanto riguarda i costi dei computer. Andate un po' in giro, chiedete: i venditori si sono liberati dei fondi di magazzino che forse avevano accumulato da vent'anni a questa parte. Non possiamo, con il denaro pubblico, compiere operazioni di questo tipo che non tornano a vantaggio di nessuno, tanto meno tornano a vantaggio dell'alfabetizzazione e quindi dell'obiettivo che si vorrebbe raggiungere.

Noi abbiamo avanzato una proposta di buon senso, una proposta di disponibilità, faccia altrettanto la Giunta e andremo avanti, altrimenti, badate, ci sono più di duecento emendamenti ancora da discutere, se continuiamo di questo passo non si finirà di discutere questa finanziaria nemmeno la settimana prossima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Signor Presidente, per quanto riguarda questo blocco di emendamenti, farò alcune considerazioni sugli emendamenti numero 108 e 195, quindi due emendamenti, uno presentato dalla maggioranza e uno dall'opposizione.

Noi abbiamo da mesi sotto i nostri occhi il dramma dei lavoratori della Mazzoni, cioè dei 174 lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Io credo che dovremmo ringraziarli non solo per avere messo al centro della nostra attenzione il loro problema, che certamente merita attenzione e una risposta, ma per aver messo al centro della nostra attenzione anche un problema di carattere più generale. Infatti il problema che hanno posto è fondamentalmente l'inadeguatezza di un sistema infrastrutturale su cui poggiano le nuove tecnologie, e quindi la necessità di un sistema adeguato sia interno alla nostra Isola e sia di collegamento con il Continente, in un settore delicatissimo quale quello delle nuove tecnologie.

Ora se non si interviene, e questo mi pare lo spirito dei due emendamenti, creando quelle condizioni che possono fare da trattori per nuovi investimenti, per la nascita di nuove imprese, o anche per il mantenimento delle imprese esistenti, e creare quelle condizioni di sviluppo per le imprese esistenti in questo settore, noi verremo tagliati fuori come Sardegna.

Allora, anziché avere un caso Mazzoni ne avremo diversi, perché riguarderà anche le imprese che attualmente lavorano, però lavorano al mantenimento dell'esistente e pochissimo, invece, sullo sviluppo delle nuove infrastrutture e quindi della dotazione di un sistema infrastrutturale adeguato.

Ecco perché vedo positivamente il fatto che la Giunta abbia accolto lo spirito di questi due emendamenti, riservandosi di trovare una soluzione di sintesi sulla quale, se questo è l'obiettivo e se raccoglie questi suggerimenti, avrà il nostro sostegno.

Voglio anche intervenire su un insieme di emendamenti che riguardano prevalentemente il sistema dei trasferimenti agli enti locali, e cioè gli emendamenti numero 50 e 280, e infine gli emendamenti numero 51, 229, 256 e 260. Sull'emendamento numero 50, che riguarda l'incremento dei fondi destinati ai consorzi dei comuni per la gestione associata di servizi e l'esercizio di funzioni comunali, noi abbiamo assistito in questi anni al riversarsi sul sistema delle autonomie locali di una serie di normative generali, a partire dalla "142" dell'inizio degli anni '90, con le nuove funzioni, con le leggi Bassanini, con lo svolgimento di un ruolo indispensabile nel promuovere politiche di sviluppo che sempre più chiamano i comuni a nuove responsabilità. Ora, tutto questo cade su una realtà dei comuni, degli enti locali, che non è una intelaiatura forte, noi abbiamo un sistema molto disgregato, pulviscolare di comuni. Sui 368 comuni la stragrande maggioranza è al di sotto dei tremila abitanti, non tanto al di sotto dei cinquemila, addirittura al di sotto dei tremila, con strutture, con personale, con risposte inadeguate. Qual è stata però la risposta dei comuni e quindi di un sistema di autonomie locali, vivace, intelligente? Non è stata né il fatalismo, né la rassegnazione e neanche il piagnisteo, c'è stato anche questo, e ci sarà anche questo, ma a me pare che sia nostro dovere, come Consiglio regionale, al di là degli schieramenti, dare un segnale positivo allo sforzo nuovo che i comuni stanno cercando di fare. I comuni hanno cercato autonomamente di accettare la sfida. Lo hanno fatto partendo dalle loro debolezze e lo hanno fatto cercando di promuovere politiche di sviluppo moderne, non avulse da una realtà più complessiva, isolana e non solo, promuovendo dal basso l'associazionismo diffuso.

I consorzi sono tanti, i comuni che li hanno costituiti li stando affinando come strumenti, sia nella gestione dei servizi, sia svolgendo appunto quel ruolo attivo di programmazione dal basso, altrimenti, badate, i P.I.T. dei quali abbiamo tanto discusso nei P.O.R. se non poggiano su questa intelaiatura rischiano di vanificare lo sforzo finanziario che abbiamo cercato di fare.

Questa, secondo me, è per noi una risorsa politica, una risorsa istituzionale importante. Qual è il segnale che diamo? Nella finanziaria del 2000 per il sostegno a questa iniziativa intelligente, moderna, a questo sforzo che autonomamente i comuni hanno fatto, abbiamo destinato due miliardi, noi con questo emendamento proponiamo che questo sforzo venga sostenuto ulteriormente. Mi è parso di capire che ci fossero orecchie attente rispetto a questa esigenza, non vorrei che, ad un'impressione o a quella che era più di un'impressione, seguissero dei comportamenti non coerenti. Lo stesso dicasi, e concludo, anche per quanto riguarda gli emendamenti numero 51 e 229, perché tra i tanti segni "più" di questa finanziaria, più 3500 miliardi, più trasferimenti al sistema delle imprese, segno "più" in diversi settori, alcuni di questi segni "più" sono reali, altri lo sono un po' meno, sono un po' più virtuali, affidati a qualcosa che dovrà addivenire, ma intanto le possibilità vi sono, le riserve vi sono, io non capisco perché spicchi nell'ambito del bilancio questo segno "meno" nei trasferimenti agli enti locali. In qualche caso è uguale, in altri è meno, lo è soprattutto nei fondi destinati, appunto, al funzionamento, 155 miliardi nella proposta di bilancio in luogo di 160, lo è per quanto concerne gli investimenti a sostegno allo sviluppo, cioè 17 miliardi in meno, 333 miliardi in luogo dei 350 previsti per il 2000.

Ora perché questo atteggiamento punitivo? Io non credo che sia un atteggiamento giusto da parte di una maggioranza di governo che si propone di sviluppare o di promuovere politiche di sviluppo per la Sardegna e di adeguare la sua intelaiatura istituzionale; io credo che debba esserci un atteggiamento coerente rispetto a questo, quindi questa non è una richiesta parziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Voglio solo trenta secondi, quindi non ci sarà nessun ritardo nel voto su questi emendamenti. Intervengo solo sull'emendamento numero 273 perché la Giunta ed anche il relatore possano rivalutare il proprio parere, si tratta di un emendamento che riconferma per il 2001 un finanziamento già previsto per il 2000 a favore del comune di Guspini per garantire alla frazione di Montevecchio l'energia elettrica nelle case e l'acqua potabile.

L'energia elettrica nelle case e l'acqua potabile venivano garantite prima dalla Società Mineraria e ovviamente non essendoci più le miniere non vengono più garantite. Ancora non se ne fa carico l'enel e le gestisce con gravi oneri il comune. Senza questo intervento, anche se magari si può valutare se le risorse possano essere ridotte, il comune si troverà in gravi difficoltà a poter garantire agli abitanti di quella frazione sia l'energia elettrica nelle case, sia l'acqua potabile. Ritengo che nel 2001 sia veramente assurdo che ci siano dei cittadini che non hanno l'energia elettrica nelle case o l'acqua potabile; per questo chiedo alla Giunta di valutare se questo emendamento possa essere accolto magari con una cifra inferiore per consentire che venga confermato nel 2001 l'intervento già previsto nel 2000 e che il comune, che ha difficoltà senza il nostro intervento, possa continuare ad erogare ai cittadini di Montevecchio l'energia elettrica e l'acqua potabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, voglio esprimere alcune opinioni sugli emendamenti illustrati e fare la mia dichiarazione di voto su questi emendamenti. Il primo è l'emendamento numero 139; ho apprezzato anch'io, al pari di altri colleghi del centrosinistra, la disponibilità dell'Assessore e della Giunta ad accogliere lo spirito dell'emendamento presentato sulla riedizione, diciamo così, se pure transitoria dei piani territoriali paesistici. Vi è una disponibilità a trovare una soluzione che risolva i problemi dei tanti comuni che ricadono nelle aree interessate ai sette piani paesistici che sono stati annullati, che si trovano nella difficoltà di completare l'iter di pianificazione iniziato, creando una situazione di grande e pericolosa incertezza, sia per quanto riguarda i cittadini interessati, sia anche per la posizione difficile che devono affrontare conseguentemente gli amministratori locali di quei comuni. Io ritengo che vada data una soluzione a questo problema anche per non disperdere il lavoro che è costato sicuramente grande fatica agli amministratori locali e a tutti coloro che hanno contribuito alla elaborazione della pianificazione territoriale di quei comuni, per non disperdere tutte le esperienze e le conoscenze acquisite in quel lavoro di pianificazione e per ultimo, ma certo non è meno importante, per non disperdere le non poche risorse che sono state impiegate da quei comuni negli atti di programmazione. Si parla di alcune decine di miliardi; mi pare che gli impegni assunti dalla Regione per sostenere la pianificazione comunale regionale sfiorino i 50 miliardi.

Quindi, io continuo ad esprimere, naturalmente in attesa della proposta risolutiva da parte della Giunta, un apprezzamento per la disponibilità ad affrontare questo problema che è un problema molto importante che interessa tutti.

La seconda fascia di emendamenti che vorrei sostenere con il mio ragionamento, e con questo mio modestissimo contributo, è quella che riguarda i trasferimenti agli enti locali, gli emendamenti numero 51 di Biancu, 256 e più di Orrù ed altri. Io non voglio aggiungere molto alle argomentazioni molto puntuali e stringenti portate dal collega Orrù rispetto a queste problematiche, voglio solo aggiungere un dato: la conclusione dei contratti ai dipendenti comunali, i maggiori oneri per le indennità agli amministratori locali, i maggiori oneri che derivano dalle competenze trasferite sia dalla Regione che dallo Stato, in un comune piccolo, e la maggior parte dei nostri comuni è piccola, incide in maniera sostanziale rispetto alla massa delle risorse disponibili di un comune, io ritengo che possa incidere in una misura certamente superiore al dieci-quindici per cento delle risorse disponibili di un comune, il che significa che questi comuni si trovano in difficoltà ad adempiere ai doveri che competono loro, e quindi sono costretti ad attuare politiche di aumento dei tributi locali con le ricadute negative che tutti quanti noi naturalmente ci immaginiamo.

Io concordo con le sue considerazioni che, a fronte delle maggiori risorse di cui dispone la Regione, noi vediamo un segno negativo nei trasferimenti agli enti locali rispetto all'anno 2000; e questo quando i comuni affrontano la sfida della modernizzazione, la scommessa dello sviluppo locale attraverso l'associazionismo coraggioso a cui faceva riferimento Gianbattista Orrù, che è una conquista che per consolidarsi ha necessità anche di maggiori risorse e di fiducia da parte della Giunta regionale e del Consiglio regionale. Quindi, mi associo alla richiesta di maggiori risorse, e se non è possibile, accettarla nella misura proposta, si trovi una misura che dia un segnale chiaro in questa direzione.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 138, anch'io sono d'accordo sulla definizione utilizzata dall'onorevole Scano, è davvero un emendamento bizzarro, ed è un emendamento che, ial di là della necessità di dare una risposta a una città, qual è quella di Nuoro, che pure ha i suoi problemi al pari delle altre città, non mi pare che possa raggiungere gli obiettivi che il presentatore si propone. Così come io credo che non siano stati raggiunti, almeno in termini di costi e benefici, grandi obiettivi con la informatizzazione regionale. Io ho un'opinione diversa rispetto a questa partita della informatizzazione diffusa, io ritengo che la informatizzazione diffusa che si basa soltanto sul contributo alle famiglie rischi di diventare semplicemente una sorta di rottamazione dei computer già in dotazione di tante famiglie isolane, soprattutto per il fatto che questi contributi sono stati dati a prescindere dalla condizione economica delle famiglie. Ognuno di noi ha letto le cronache giornalistiche di qualche mese fa, che riportavano le proteste vibrate da parte delle famiglie nei confronti delle amministrazioni comunali, e quindi conseguentemente della Regione, per il fatto che molte famiglie abbienti dei nostri comuni avevano usufruito di questo contributo. Io ritengo che un'informatizzazione diffusa passi attraverso tre soggetti che sono la scuola, le biblioteche comunali e le famiglie. Se noi, come dire, rafforziamo l'informatizzazione dotando di computer le famiglie senza avere una adeguata informatizzazione dentro le scuole e dentro le biblioteche comunali, rischiamo semplicemente di sostenere il mercato dei computer in Sardegna ma non centriamo certamente l'obiettivo.

Presidenza del Presidente Serrenti

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Grazie, Presidente. Io ero molto indeciso se intervenire in questa discussione, ma diversi interventi mi costringono a dare qualche maggiore specifica in modo particolare sul comma 5, più volte ricordato in quest'aula. Tornando ad una breve cronistoria, devo ricordare a chi, magari in questo momento, preso dai lavori della finanziaria, non lo ricorda che il Consiglio ha approvato, il 2 agosto, un ordine del giorno sottoscritto da tutti i Gruppi di questo Consiglio, escluso quello della Rifondazione Comunista, che impegnava la Giunta a predisporre nella prossima finanziaria del 2001 le norme relative al progetto in premessa, cioè progetto pilota per la diffusione della cultura informatica nella città di Nuoro.

Però, sto iniziando a capire che in politica è possibile sottoscrivere, prendere impegni, e trovare comunque sempre gli argomenti per non rispettarli. Tengo a precisare che questo non fa parte della mia cultura e neanche della mia morale.

Ho apprezzato molto in particolare, invece, l'intervento dell'onorevole Scano che, con grande onestà intellettuale, ha rilevato che questo potrebbe essere un progetto migliorabile, e su questo credo non ci siano dubbi, nel senso che non è un progetto che intende dare soluzioni di tipo economico definitive, per un territorio, per una città della quale non sto qui ad elencare tutti i problemi, anche perché ritengo che ognuno di noi debba essere correttamente informato sul territorio che rappresenta, ma quando parlo di territorio che rappresenta, io parlo anche della intera Sardegna. Però è anche vero che le disponibilità finanziarie per un territorio o per un altro non sono sempre quelle che si vorrebbero, perciò credo onestamente di poter dire che ognuno di noi è portato a fare delle scelte e le scelte che fa ritengo, questo sarà riconosciuto a tutti, e spero anche a me, siano delle scelte oneste, soprattutto intellettualmente.

Io presentai allora questo progetto in Aula, nacque la discussione, non c'erano i denari, lo si rinviò, quasi all'unanimità, come ho precedentemente detto, alla finanziaria 2001. Il problema principale mi sembra sia: perché Nuoro?. Nuoro è una scelta, io ho proposto una scelta, ognuno di noi è libero di scegliere e assumersi le responsabilità di quella scelta.

Ma se qualcuno non avesse motivazioni sufficienti io ricordo che in quest'Aula ci si sofferma sempre, forse più del dovuto, quando si parla di Nuoro, si parla di Portotorres, si parla di Oristano. Si fa demagogia.Qualche intervento, devo dire onestamente, mi ha in qualche modo ferito. Mi ha ferito perché quando si dice che sicuramente in mezzo a questo blocco di emendamenti ci sono degli emendamenti che sono strumentali, demagogici, frutto di una campagna elettorale che è già in corso, mi stupisce però che in alcuni interventi, come in quello dell'onorevole Gian Valerio Sanna, si gridi allo scandalo, o alla particolarità dell'intervento previsto in questo comma. Vedete questi foglietti rosa, sono tutti emendamenti di parte, scriteriati in tanti casi e in tanti altri casi, invece, sicuramente da discutere e sostenere. Io non faccio una guerra tra poveri, non faccio una guerra per il gassificatore del Sulcis, non faccio una guerra per la Carbosulcis, per l'Igea, per Porto Torres, noi non abbiamo né porti, né aeroporti, siamo semplicemente alla ricerca di una identità, e quindi di una identità possibilmente culturale. Questa è una via. Se avessimo disponibilità di bilancio avrei proposto questo strumento per tutta la Sardegna, l'avrei proposto, in modo particolare per tutti i paesi del mio collegio. Non me ne vergogno, io provengo da quella realtà, sono un campanilista, sono un provinciale e me ne vanto, perché sono stato chiamato a rappresentare quel territorio in quest'Aula, con la stessa vostra onestà intellettuale. Questo non è il cosiddetto "emendamento - marchetta", mi perdoni il termine, signor Presidente, è un emendamento che cerca di accendere una scintilla in un territorio alla ricerca della propria identità, che sta cercando una via, collegata anche al "Progetto Marte", perché il "Progetto Marte, è bellissimo, poi qualcuno ha chiesto all'onorevole Onida di dirci a che punto è questo progetto, ma mi permetto di entrare nel merito per dire che il "Progetto Marte" è innovativo, ma ci è stato catapultato dall'alto, dallo Stato che ha scelto...

(Interruzioni)

Finanziato, scusate, ho sbagliato il termine e mi perdonerete. E` partito dalla Sardegna, finanziato dallo Stato, uno Stato che ancora non ha messo a disposizione i fondi che siamo stati costretti ad anticipare. Mi ricollegavo a questo, perdonatemi dell'errore che poco fa ho commesso, per dire che il "Progetto Marte" ha una piccola lacuna, che questo stupendo progetto che inserisce una didattica nuova che ci ricollega ai tempi, che in modo particolare è attento alle realtà delle zone montane, ha un piccolo deficit. Molto spesso i ragazzi che andranno a studiare con una nuova didattica non hanno il libro a casa. Io intendo proporre che questi ragazzi abbiano il libro a casa. Poi il progetto è migliorabile. Non ha l'ambizione di essere la soluzione, ha l'ambizione però di iniziare un percorso, per questo si chiama "progetto pilota", per questo è un progetto che va necessariamente monitorato. Io mi permetterò di proporre alla Giunta un fascicolo nel quale propongo le modalità di attuazione del progetto. Per cui il progetto sarà corretto, si migliorerà e mi auguro che possa venire allargato, scegliete voi se a macchia d'olio o a macchia di leopardo, capendo il perché va allargato in quei territori e quali risultati vorremmo ottenere. Per ciò ben venga la proposta di potenziare il capitolo ed allargarlo da subito, questo non dipende da me, io mi limito a fare un'umile proposta che cerca di dare una risposta ad un territorio che ha bisogno di maggiori attenzioni e che non va ricordato soltanto quando c'è da fare sterile demagogia, dicendo che noi dobbiamo pensare alle zone interne, alle zone depresse. Poi si grida allo scandalo quando qualcuno si azzarda a proporre per questi territori degli stanziamenti che sono una minima parte di questo bilancio, per esempio - se l'onorevole Gian Valerio Sanna vuole ascoltarmi - non sono i venti miliardi che propone all'emendamento numero 59, non sono i quasi i 340 miliardi che sono presenti nell'articolo 4 e che non riguardano il territorio della nostra provincia. Con umiltà ci affacciamo ma con determinazione difendiamo quelle che sono delle proposte che permettetemi ancora di dire sono intellettualmente oneste e non nascondono, come avviene in altri casi, stupide e inefficaci marchette.

Allo stesso modo ho sostenuto altri emendamenti dell'opposizione e della maggioranza quando da alcuni territori hanno fatto rilevare la necessità di una attenzione maggiore.

Presumibilmente ci sarà la richiesta di voto segreto, con la possibilità di tendere trabocchetti. Questo lo dico alla maggioranza e lo dico all'opposizione. Io credo che sia una scelta che dovrete fare, rispondendo a tutte quelle motivazioni che, parlando di zone interne, molti di voi impropriamente usano per fare demagogia. Questa non vuole e non deve essere demagogia.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Molto rapidamente, vorrei riprendere alcuni punti di questo blocco consistente di commi e di emendamenti. In particolare per quanto riguarda il problema relativo ai trasferimenti dei fondi ai comuni, abbiamo visto che la Giunta continua, nonostante le maggiori risorse consistenti presenti nel bilancio del 2001, a non andare oltre il mantenimento dei trasferimenti previsti nel bilancio del 2000.

Anche su questo credo che sarà opportuno, andando avanti nell'esame della finanziaria e poi del bilancio, verificare il mantenimento di questo impegno, perché al momento continuano a mancare, per ritornare al livello dei trasferimenti del 2000,i 17 miliardi sull'articolo 19 della "37" e i 10 miliardi sui progetti sull'occupazione.

Credo che sia estremamente grave che, in presenza di risorse notevolmente maggiori nel bilancio e di minori trasferimenti ai comuni relativi all'IRAP, per un ammontare di 58 miliardi, non vi sia un adeguamento di tali risorse. Per quanto riguarda i consorzi di comuni, debbo esprimere una prudente soddisfazione di fronte all'attenzione dimostrata in diverse occasioni per la funzione importante che i consorzi turistici in particolare stanno esercitando nei relativi territori, soprattutto per quanto concerne la promozione dello sviluppo in zone dove lo Stato e anche la Regione sarda hanno brillato per la loro assenza.

Io credo che questo impegno che gli amministratori dei territori delle zone interne in particolare stanno dimostrando, richieda una maggiore attenzione e una coerenza da parte della Regione, che, al di là di quelle che sono le norme che vengono scritte, poi vengano correttamente e costantemente tradotte in adeguati finanziamenti.

Debbo dire che quei consorzi di comuni, oltre alla promozione dello sviluppo, stanno esercitando quelle funzioni che da sempre si è detto che i piccoli comuni dovevano mettere in campo per poter sopravvivere. Questo stanno facendo, la Regione non sta mantenendo gli impegni che aveva assunto.

Debbo dire che questa attenzione, che considero in parte positiva, non si deve fermare all'oggi, ma deve essere un impegno costante per i consorzi di comuni.

Noi riteniamo che non debbano indirizzare il loro impegno alla conquista delle risorse che sono loro indispensabili, ma che dobbiamo consentire loro di dispiegare questo loro impegno per cercare di continuare a fare bene, come stanno facendo, e possibilmente anche meglio.

Per quanto riguarda il comma 4 condivido l'osservazione fatta dall'onorevole Scano, infatti è qualcosa di superfluo; quanto contenuto nel comma 4 è già presente nelle diverse norme, in particolare nell'articolo 38 della "17", in quanto i consorzi turistici sono già ricompresi all'interno delle attività che possono essere sostenute. Quindi non capisco la ratio del comma 4, devo dire che è superfluo, che non aggiunge niente rispetto alle domande pervenute da parte dei consorzi turistici.

Per quanto riguarda il problema relativo all'emendamento da me presentato sull'assistenza alle persone con handicap grave, devo dire che colgo positivamente l'attenzione riservata da parte della Giunta, anche se devo dichiararmi insoddisfatto perché lo stanziamento di un miliardo e mezzo garantiva una risposta al numero di domande presentate nel 2000, verosimilmente nel 2001 saranno ancora di più, perché l'obiettivo che persegue la norma dell'assistenza personalizzata alle persone con handicap grave, è molto importante ed è estremamente gradito da parte dei soggetti interessati e delle famiglie in particolare, perché evita lo sradicamento dei portatori di handicap dai loro ambiti familiari, e produce, allo stesso tempo, insieme ai vantaggi di carattere sociale, anche economie considerevoli. Sarebbe opportuno tenere presente quanto costa un soggetto istituzionalizzato e quanto invece viene a costare l'assistenza con i progetti che sono stati presentati e approvati. Ci troviamo di fronte a una spesa di 14 milioni contro i 48 milioni che invece andiamo a spendere per i soggetti con grave handicap che vengono istituzionalizzati.

Quindi, io ritengo che lo sforzo della Giunta, se non in questo momento, debba essere maggiore, perché non risponde a una esigenza particolare di qualcuno di noi, ma risponde all'esigenza che ci viene dalla società, e soprattutto dalla parte della società che è più debole.

Per quanto riguarda il comma 5, il progetto pilota per la diffusione della cultura informatica, molto brevemente voglio dire all'onorevole Capelli che noi siamo d'accordo che questo progetto pilota debba e possa interessare le zone interne, ma ci sembra inopportuno che tra le zone interne debba interessare le città capoluogo di provincia. Io credo che la proposta che faceva la collega Ivana Dettori possa essere molto sensata e intelligente perché interviene in quei territori che sono certamente più deboli, che hanno più bisogno di aprirsi verso il mondo. Quindi ritengo che la proposta di modificare il comma 5, prevedendo che questa sperimentazione possa essere realizzata nei comuni sotto i 2000 abitanti sia una proposta estremamente interessante che mi sento di condividere, e che possa essere integrata con la proposta che faceva il collega Morittu, che il progetto di informatizzazione debba comprendere sia la scuola, sia le strutture pubbliche, in particolare le biblioteche, e anche le famiglie. Grazie.

PRESIDENTE. Questo era l'ultimo intervento, ha chiesto di parlare il consigliere Ortu, ma è già intervenuto nel dibattito.

ORTU (R.C.). Non chiedo di parlare, chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 138 e 379 che sono uguali. Il 138 è stato presentato da Salvatore Sanna; il 379 è stato presentato dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo. Hanno lo stesso contenuto per cui li metterò in votazione insieme.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Stiamo votando gli emendamenti numero 138 e 379 che sono soppressivi del comma 5?

PRESIDENTE. Sì. E' stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico degli emendamenti numero 138 e 379 che hanno lo stesso contenuto.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 69

Astenuti 1

Maggioranza 35

Favorevoli 39

Contrari 30

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

(Il Consiglio approva)

Quindi l'emendamento numero 378 decade. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, richiamo un momento l'attenzione di tutti i colleghi, perché stiamo cercando di trovare, anche con la Giunta e con i colleghi della maggioranza e dell'opposizione, un metodo per andare avanti il più rapidamente possibile.

Faccio tre considerazioni: l'emendamento che abroga il comma 5 non compromette nulla, lascia aperto un discorso tra i presentatori, di cui abbiamo riconosciuto la sensibilità, la Giunta, la maggioranza e l'opposizione, e ci permette di riprendere il tema in una prospettiva che, salvaguardando l'ispirazione originale, sia a favore delle zone più depresse, e porti davvero all'attuazione di un ampio progetto pilota.

Lo dico perché tutti, anche chi proponeva di ritirare la proposta, abbiamo riconosciuto la sensibilità del presentatore e di quanti sono intervenuti e credo che questo sia un dibattito che resta aperto e al quale tutti quanti noi potremo partecipare.

La seconda considerazione è più tecnica, e la terza è più politica.

Quella più tecnica è questa. Ci siamo impegnando tutti, maggioranza, opposizione e Giunta ad approvare la finanziaria prima possibile, se fosse possibile già oggi. Però, lo dico a tutti noi, maggioranza ed opposizione, e a tutti noi, ma in particolare alla maggioranza e alla Giunta, se stiamo una mattina su un punto di interesse della maggioranza, o su un emendamento...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ce lo stiamo dicendo tutti.

SELIS (Popolari-P.S.). Lo so bene, Assessore, questo discorso non è una critica a nessuno, sto cercando di trovare un percorso che ci faccia andare avanti il più rapidamente possibile. Suggerivo prima all'Assessore, e mi pareva che lo condividesse, un metodo che è quello di capire quali sono gli emendamenti che la Giunta accoglie, e credo che abbiamo già espresso l'apprezzamento per l'accoglimento di qualcosa, per quanto riguarda quelli che la Giunta non accoglie la maggioranza valuterà se ritirarli, noi possiamo valutare se ritirarli e magari sintetizzarli e riproporli in sede di bilancio dove la discussione è più spedita e più completa. Questa è una proposta che ribadisco per arrivare speditamente alla conclusione della discussione della finanziaria.

La terza considerazione è più politica ed è molto più delicata. Richiamo l'attenzione di tutti voi su questo aspetto. Abbiamo discusso degli emendamenti importanti ed ancora ne abbiamo di importanti che riguardano vari Assessori. Abbiamo più volte richiamato la Giunta a fare un sacrificio, pur sapendo quanti impegni hanno gli Assessori, però quando sono in discussione partite che riguardano l'assessore A, o l'assessore B, questi dovrebbero essere presenti. L'assessore Onida è stato tutto il giorno in Aula perché gli argomenti in discussione erano di sua competenza, l'assessore Oppi è stato tutto il giorno in Aula perché gli argomenti erano di sua competenza, l'assessore Pittalis ha messo le radici in Aula e quindi non lo schiodiamo più! Però stamattina c'è stata una cosa che noi con il solito stile non abbiamo evidenziato in maniera pesante, perché pensavamo potesse essere un fattocasuale.

Presidente Serrenti, quella che sto per dire è una cosa delicata per cui richiamo la sua attenzione, la dico anche molto malvolentieri, perché è una di quelle cose che a chi rappresenta un'area politica non fa piacere dire. Stamattina erano in discussione vari emendamenti che riguardavano il collega Silvestro Ladu, che è stato chiamato in causa da vari colleghi che sono intervenuti, e ci siamo meravigliati che il collega Ladu, che normalmente è attento alla sua rubrica - l'abbiamo visto in Commissione - anzi è molto agguerrito e portatore di ulteriori istanze, non fosse in Aula stamattina a dialogare con noi ed anche a sostenere le sue istanze di incremento di fondi e così via. Abbiamo chiesto spiegazioni e ci è stato detto che è in congedo per motivi istituzionali.

Non so se è in congedo per motivi istituzionali, ma i motivi istituzionali più elevati sono quelli dell'Aula, del Parlamento dei sardi, e il momento forse più elevato della vita del Parlamento sardo è quando si decidono le politiche di sviluppo, le politiche finanziarie e le politiche di crescita. L'assenza dell'assessore Ladu, giustificata per motivi istituzionali, è comunque già di per sé una cosa abbastanza delicata che noi ci permettiamo di sanzionare negativamente. Ma, se poi si verificasse che l'assessore Ladu, come qualcuno diceva, non è assente per motivi istituzionali ma per motivi personali e di altra natura sarebbe una cosa estremamente grave. Io chiedo formalmente, a nome del centrosinistra, delle opposizioni che questa cosa sia accertata a cura della Presidenza del Consiglio. Se l'Assessore è assente per motivi istituzionali a noi sembra comunque una violazione della sovranità del Consiglio, della centralità del Parlamento dei sardi e della materia che stiamo discutendo. Ma se l'Assessore fosse, speriamo di no, assente per motivi non istituzionali, ci troveremmo di fronte a una dichiarazione non veritiera e ad una omissione ancora più grave. Questa è una questione molto delicata, la pongo con molta serenità, sperando di avere spiegazioni esaurienti e sperando che da queste spiegazioni esaurienti, per le quali chiediamo di investire il Presidente del Consiglio, sia fatta chiarezza, in modo tale che anche tra di noi ci sia il massimo di trasparenza e il massimo di spirito di collaborazione nella diversità dei ruoli ma nell'accertamento inequivocabile della verità dei fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

Floris Mario (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, devo chiarire qualcosa circa le osservazioni fatte dal collega Selis. E` evidente che quando un Assessore si assenta dai lavori del Consiglio la prima cosa che fa è avvertire il Presidente della Regione. Sono stato io a dire all'assessore Ladu che poteva essere assente, con la presunzione che quando è presente in Aula il Presidente della Giunta, rappresenti tutta la Giunta e quindi anche gli Assessori di competenza.

Devo anche dire, onorevole Selis, che in questo primo gruppo non ci sono emendamenti della maggioranza. Su un totale di oltre 200 emendamenti la maggioranza ha presentato 18 emendamenti. Noi invitiamo la maggioranza a ritirarli, così come preghiamo la minoranza di ritirare gli emendamenti, se ritiene, o di mantenerli posto che noi di questi emendamenti non ne accettiamo neanche uno.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, le ha risposto il Presidente della Giunta. Non credo di dover aggiungere altro se non prendere atto comunque del suo biasimo politico nei confronti di un collega.

SELIS (Popolari-P.S.). Non è biasimo.

PRESIDENTE. E' un biasimo, sì. Lei comprende, un Assessore o un consigliere mi chiede un giorno di congedo, lo motiva, io credo che il collega dica la verità, non posso supporre che sia in malafede.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, vorrei chiarire.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Basta, Presidente. Andiamo avanti. Siamo in sede di votazione.

PRESIDENTE. Andiamo avanti, onorevole Selis, la prego, vorrei superare questo argomento. C'è un invito da parte del Presidente...

(Interruzioni)

Su una cosa le do la parola, onorevole Selis, il Presidente della Giunta ha chiesto alla maggioranza e all'opposizione di ritirare gli emendamenti, se lei vuole prendere la parola per rispondere a questo invito che mi pare un fatto politico importante e ci consente anche di andare più velocemente, le do la parola per un minuto per rispondere a questa richiesta fatta dal Presidente della Giunta. La prego.

Ha facoltà di parlare l'onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, io chiedo, di parlare per dichiarazione di voto sul prossimo emendamento.

PRESIDENTE. La ringrazio. L'emendamento numero 378 è decaduto. Adesso passiamo alla votazione dei commi da 1 a 4 posto che il 5 è stato soppresso.

Metto in votazione i commi dall'1 al 4. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi votiamo, io personalmente voto contro i commi dall'1 al 4; valuterò e valuteremo con i colleghi dell'opposizione, anche in una pausa, quali e quanti emendamenti ritirare. Normalmente il Presidente Floris è molto calmo, moderato e sereno anche nei momenti di maggiore delicatezza, io ho dato atto all'assessore Pittalis prima, l'abbiamo fatto tutti, di avere accolto degli emendamenti importanti. L'abbiamo fatto ed è un fatto positivo. Vorrei che la dichiarazione del Presidente Floris fosse dovuta solo a un momento di nervosismo. Il Presidente ci ha invitato a ritirare gli emendamenti perché la Giunta non ne accoglierà neanche uno. Può darsi che siano tutti da ritirare, può darsi che sfogliandoli con calma si accorga che ci sono anche emendamenti comuni concordati che possono essere accolti. Non sono molti, ma quelli che sono concordati o che si possono concordare si approvano in 5 minuti. Per gli altri valuteremo cosa fare, per cui non sto rigettando la proposta del Presidente, sto dicendo che la valuteremo, ma anche voi, recuperando un momento di serenità, vedete anche quali sono gli emendamenti della stessa maggioranza o della stessa Giunta che possono essere accolti.

Valuteremo anche alla luce del comportamento della maggioranza, se la maggioranza ritirerà tutti gli emendamenti per noi sarà un ulteriore incentivo, poi ci riserviamo di valutare se qualcuno degli emendamenti può essere ripresentato in sede di bilancio come da giorni sto proponendo.

Stamattina abbiamo perso qualche ora su un problema che si poteva risolvere ed affrontare prima. Per quanto riguarda la presenza dell'Assessore in aula, io sento che la Giunta è rappresentata dal Presidente, ma quando l'Assessore è stato chiamato in causa non era presente neanche il Presidente. Se il Presidente Floris sa che l'Assessore era assente per motivi istituzionali e quindi anche lui lo giustifica e conferma che l'assessore Ladu è assente stamattina per motivi istituzionali, noi ne prendiamo atto. Però è una dichiarazione in qualche modo impegnativa e non vorremmo poi verificare che i motivi istituzionali erano di tutt'altra natura. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione i commi dall'1 al 4. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

L'emendamento numero 59, a firma Sanna Gian Valerio e più, è uguale al numero 230. Quindi li possiamo votare insieme.

Metto in votazione gli emendamenti numero 59 e 230. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 178, a firma Cugini, e più. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 178.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico l'esito della votazione a scrutinio segreto:

Presenti 68

Votanti 67

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 32

Voti nulli 1

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 140, a firma Sanna Giacomo e più. Ha domandato di parlare l'onorevole Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA Alberto (D.S.). Signor Presidente, l'onorevole La Spisa, su questo emendamento che prevede il recepimento di una norma statale, cioè lo stanziamento del 50 per cento del contributo che lo Stato mette a disposizione per il trasporto delle merci prodotte in Sardegna, previsto dalla Finanziaria dello Stato, riconosceva che è un dovere del Consiglio regionale recepire questa norma. Non ho capito bene a valere su quali capitoli e su quali risorse si possa risolvere questo problema e quindi chiedo all'assessore Pittalis, che su questa questione nel suo intervento non ha fatto alcun riferimento, che cosa intende fare la Giunta.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna siamo alle dichiarazioni di voto, io non posso dare adesso la parola all'Assessore. Lei mi deve dire se vota a favore o contro.

SANNA Alberto (D.S.). Voto a favore, ma non mi è stata data risposta su questo emendamento.

PRESIDENTE. Non posso dare la parola all'Assessore adesso, per questa risposta.

Metto in votazione l'emendamento numero 140. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 309 a firma Sanna Alberto, e più. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 101. L'avevamo parzialmente ricompreso in un altro emendamento, quindi questo si può considerare ritirato?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la parte restante. Ricordo, che una parte dell'emendamento numero 101 dalle parole: "Quanto a lire 10 miliardi euro a titolo di spesa", fino alle parole "modifiche ed integrazioni", è stata inserita in un altro emendamento. Quindi è stato approvato parzialmente e c'è da votare la parte restante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 101.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico l'esito della votazione a scrutinio segreto:

Presenti 65

Votanti 64

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 39

Contrari 25

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

L'emendamento numero 151 decade. L'emendamento numero 45 è ritirato.

Gli emendamenti numero 139, 108, 195 e 490 sono sospesi.

Passiamo all'emendamento numero 21.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. L'onorevole Manca chiede il voto segreto su questo emendamento. Il Capogruppo concorda.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Penso che gli uffici abbiano registrato che il prelievo deve essere dalla voce 3 della tabella A.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico l'esito della votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 21:

Presenti 68

Votanti 67

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 31

Contrari 35

Voti nulli 1

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I Democratici). Io ho la sensazione che non siano stati contati i consiglieri che hanno votato nella votazione precedente. Non sono stati contati perché io ho visto diversi consiglieri, anche nei banchi della Giunta, che hanno votato a favore. Tra l'altro era un emendamento concordato al quale la Giunta aveva detto di essere favorevole, quindi a questo punto, siccome ho avuto la sensazione che diversi anche nei banchi della maggioranza abbiano votato a favore, sono certo che il risultato non è quello che lei ha dichiarato.

PRESIDENTE. I segretari mi fanno osservare che ci sono almeno 4 o 5 consiglieri della minoranza che non hanno votato. I segretari hanno contato le mani.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Io credo che i segretari abbiano guardato, anche noi abbiamo guardato e quindi penso che sia opportuno su questa votazione ripetere la votazione con il procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Mi dispiace, onorevole Biancu, non posso. D'altra parte il voto lo certificano i segretari non i singoli consiglieri. Se loro mi dicono che non è stato approvato, non è stato approvato. Non posso ascoltare tutti quanti.

Passiamo all'emendamento numero 228.

Ha domandato di parlare l'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 228.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. L'emendamento numero 228 è uguale al numero 50 con una richiesta di 3 miliardi per l'integrazione ai consorzi dei comuni. Voglio riferire ai presentatori che, in relazione, al fine di incrementare il fondo, gli uffici hanno stabilito che basta un miliardo e 350 milioni per portare a lire 20.000, così come è previsto dall'articolo 38 della legge numero 17 del 2000, il massimo della copertura relativa ai consorzi dei comuni. Per quanto riguarda però i consorzi turistici di cui alla lettera m) dell'articolo 28 crediamo che possa essere messo a riserva l'ulteriore miliardo e 650 milioni, così come richiedeva l'onorevole Scano e così come concordato con l'opposizione. Crediamo che l'emendamento possa essere accolto.

Presidente. L'emendamento numero 228 ha esattamente lo stesso contenuto del 50. Onorevole Biancu, su che cosa vuole parlare?

BIANCU (I Democratici). Voglio parlare sull'emendamento numero 228.

Presidente. Ma deve fare una dichiarazione di voto.

BIANCU (I Democratici). . Si, voglio fare una dichiarazione di voto sull'emendamento numero 228.

Siccome sono il presentatore posso fare la dichiarazione di voto sul 228?

Presidente. Certo che può.

BIANCU (I Democratici). Non è lo stesso emendamento, perché se lei va a vedere c'è una copertura finanziaria diversa.

Quindi, questo è un altro emendamento al quale peraltro la Giunta dichiara di essere favorevole.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Pittalis (F.I. - Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nella confusione purtroppo si è verificato un incidente al quale vorremmo rimediare con un po' di buona volontà comune, l'emendamento numero 228 effettivamente, con la differente copertura che la Giunta indica, potrebbe essere accolto; siccome si tratta di un impegno che era stato assunto dalla Giunta, la Giunta non può che rimettersi all'Aula proponendo di ridurre la copertura finanziaria portandola da 3 miliardi a 2 miliardi e 500 milioni, a valere sulla UPB 04027, capitolo 04110.

.Presidente. Si può accettare, perché so no è uguale all'emendamento numero 50.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io non sono d'accordo e la ritengo una cosa non seria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). A me sembra che stiamo giocando con il Regolamento. Possiamo fare tutto, però è bene chiarirsi che il Regolamento non si può tirare e mollare come si crede. Se una deroga viene fatta è inteso che la Presidenza non può decidere domani o fra cinque minuti un modo diverso su situazioni analoghe, perché è palese che l'emendamento numero 50, sul quale sono d'accordo, e ho votato a favore, sia preciso all'emendamento numero 228, non soltanto nella formulazione ma anche nella parte finanziaria. Quello che ritengo non ammissibile è che molte volte si facciano osservazioni addirittura quando non è indicata la voce. Poc'anzi abbiamo approvato un emendamento in cui la voce di riduzione della spesa dell'UPB 03. 006 non è indicata, per cui chiedo alla Presidenza che rispetto a queste questioni ci sia più serietà e più correttezza nell'applicazione del Regolamento. Se ci deve essere una deroga deve essere concordata, ma non può essere concordata da singoli esponenti di forze politiche, dove essere concordata da questo Consiglio regionale, per cui deve significare che tutto il Consiglio regionale è consapevole della deroga che si sta dando e soltanto in questo caso la deroga può essere accettata, se no gli accordi tra assessori e singoli consiglieri, a mio avviso, non possono essere accolti.

Presidente. L'emendamento numero 228 ha esattamente lo stesso contenuto dell'altro, cambia soltanto la copertura finanziaria. Per questa ragione non li ho fatti votare assieme. La Giunta ha precisato la fonte finanziaria, è stato modificato anche l'importo. È successo altre volte, non in deroga, ma interpretando il Regolamento, che in situazioni analoghe gli emendamenti sono stati posti in votazione entrambi. Allora, io ritengo che, proprio partendo da questa considerazione, questo emendamento sia ammissibile. Naturalmente l'Aula è sovrana e lo può approvare o respingere. Pertanto pongo in votazione l'emendamento modificando l'importo in lire 2 miliardi e 500 milioni.

VASSALLO (R.C.). Chiedo che venga presentata la proposta per iscritto.

Presidente. E' già scritta. Metto in votazione l'emendamento numero 228.

Lei ha già fatto la dichiarazione di voto, onorevole Biancu.

biancu (I DEMOCRATICI). Chiedo la votazione nominale.

Presidente. Ricordo che la richiesta deve essere appoggiata da otto colleghi..

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI; MARROCU, CALLEDDA. ORRU', Bruno DETTORI)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Dichiaro il voto favorevole sull'emendamento numero 228, perché nella sostanza sono d'accordo, però, nonostante questo, ritengo che il Regolamento non sia una pelle che si tira, perché può rompersi, e poiché è opportuno che quest'Aula lavori consapevolmente, soprattutto avendo conoscenza di quello che si vota, dato che è stata fatta una proposta, che io, sinceramente, non ho capito bene sia per quanto riguarda l'importo che i capitoli, e dato che è consuetudine che quando si fa una proposta il Consiglio ne sia messo a conoscenza, l'Assessore è pregato di esplicitare questa sua proposta in modo che sia chiaro a tutti cosa si vota, da quale capitolo vengono prelevati i soldi e qual è l'importo che stiamo votando.

Votazione nominale

Presidente. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 228, con la modifica suggerita dalla Giunta.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Marco - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BIGGIO - CORDA.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CAPELLI - FANTOLA - FOIS - FRAU - LIORI - OPPI - PIANA - TUNIS Gianfranco - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 52

Astenuti 11

Maggioranza 27

Favorevoli 50

Contrari 2

(Il Consiglio approva.)

Gli emendamenti numero 51 e 229 sono identici, pertanto li metto in votazione assieme.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

scano (D.S.). Nell'esprimere il parere della Commissione sull'emendamento numero 51, il relatore ha invitato a un approfondimento, questo approfondimento non è stato fatto per ragioni pratiche. Chiedo, quindi, alla maggioranza e alla Giunta se confermano la volontà di approfondire questo punto, perché qualora ci fosse questa volontà si potrebbe sospenderlo ed esaminarlo alla ripresa dei lavori nel pomeriggio.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

Pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il problema è che l'entità delle risorse a favore degli enti locali rimane invariata. C'è un conferimento diretto da parte dello Stato, quindi il problema non è nei termini in cui è stato esposto nel corso della discussione.

Mi permetto telegraficamente di far osservare quindi che non c'è nessuna diminuzione di risorse nei confronti del sistema degli enti locali, e tanto meno mi pare che, così come è formulato l'emendamento... Prego?

Presidente. Può indicare la voce della tabella alla quale si riferisce?

Pittalis (F.I.-Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, io ponevo un problema di merito, quindi il problema può meritare ulteriore approfondimento però mi pare che non possa trovare soluzione in questa sede in ogni caso.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

scano (D.S.). Il problema dal punto di vista del contenuto è molto semplice. Non l'ho proposto io, non l'ha proposto l'opposizione; è un tema che abbiamo discusso in Commissione, ripreso qui dal relatore di maggioranza. Si è parlato della opportunità di istituire una riserva con un modesto impinguamento del capitolo per i consorzi turistici. Quindi, non è un problema tecnico, è un problema di volontà politica.

Chiedo al relatore se conferma ciò che ha detto prima e, se lo conferma, credo che abbiamo necessità di qualche minuto per mettere a punto un emendamento di sintesi, di poche parole. Se non c'è la volontà politica è un altro discorso, allora la tecnica con c'entra niente, prendiamo atto che non c'è la volontà politica e ci regoliamo di conseguenza.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

la SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Vorrei precisare che su questo probabilmente nella confusione di queste votazioni, non ci si è veramente intesi. L'eventuale riserva da destinare ai consorzi turistici era prevedibile che potesse essere inserita nell'emendamento numero 50 o nel 228.

Infatti io ho colto la richiesta di modifica dell'emendamento con la disponibilità della Giunta appunto a dare la copertura finanziaria. Io ho inteso quindi che l'emendamento orale è stato considerato superato dal fatto che la dotazione finanziaria, così come è stato assicurato dall'Assessore, è ampiamente assicurata anche per i consorzi turistici, quindi mi sembrava un problema risolto.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

scano (D.S C'è stato effettivamente un qui pro quo.

Presidente. Metto in votazione gli emendamenti numero 51 e 229 che sono identici. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 52.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Voglio precisare, come ho già detto nel corso del precedente intervento, che l'importo è limitato a 1 miliardo a valere sulla UPB S03002, capitolo 03009.

Presidente. Con questa precisazione metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 131. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 206. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 256 e 260 che sono identici. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Il Consiglio non approva)

I Segretari chiedono che i colleghi stiano seduti e alzino bene la mano.

(Interruzioni)

Abbiamo quasi finito e convocherò la Conferenza dei Capigruppo per decidere come andare avanti.

Metto in votazione l'emendamento numero 273. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 423. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Ho preso atto, Presidente, delle dichiarazioni del Presidente della Regione, in riferimento all'assenza dell'Assessore competente, per motivi istituzionali.

Il Presidente ha dichiarato che c'è lui che rappresenta anche gli Assessori. Dispiace constatare che alle domande che sono state poste in quest'Aula al Presidente della Regione, all'Assessore della programmazione e all'Assessore dei lavori pubblici che non è presente, rispetto all'emendamento numero 423, non è stata data alcuna risposta.Prendo atto di questo con dispiacere, perché vedo che, nonostante gli impegni che a suo tempo sono stati assunti in sede di assestamento di bilancio, dall'Assessore della programmazione e nonostante le dichiarazioni favorevoli che in quella sede furono fatte dal Presidente del Gruppo di Forza Italia, gli impegni sono in questa sede disattesi. Ne prendo atto e sono convinto che i cittadini sapranno giudicare quanto questa Giunta regionale mantenga gli impegni che assume in quest'Aula in occasioni solenni.

Presidente. Metto in votazione l'emendamento numero 423. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 425. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Chiedo, Presidente, che questo emendamento venga posto in votazione per parti, perché, preso atto della non disponibilità da parte della Giunta a mettere a disposizione ulteriori somme per il ricovero degli animali da affezione, si possa votare quanto meno la possibilità per la Regione di anticipare il contributo ai comuni, mantenendo gli importi degli stanziamenti indicati in bilancio. Chiediamo quindi che si voti la prima parte sino alle parole "per il ricovero degli animali da affezione." e poi la parte di natura finanziaria.

Presidente. L'onorevole Vassallo chiede la votazione per parti.

Metto in votazione l'emendamento numero 425, fino alle parole "per il ricovero di animali da affezione". Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Il Consiglio non approva e pertanto la seconda parte dell'emendamento decade..

Sospendo i lavori del Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore14 e 21, viene ripresa alle ore14 e 39.)

Presidente. I lavori del Consiglio sono sospesi fino alle ore 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 40, viene ripresa alle ore 16 e 52.)

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per altri 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 53, viene ripresa alle ore 17 e 22.)

PRESIDENTE. E' stato chiesto un ulteriore quarto d'ora di sospensione. Sospendo la seduta sino alle 17 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 55.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Per dire che quello sta accadendo in Aula e` inaudito e inaccettabile.

(Interruzioni)

Voi fate quello che volete, potete anche rumoreggiare, tanto peggio delle condizioni in cui siete non si può essere. Quindi dite e fate quello che volete, però è inaudito, è inaccettabile, perché noi in Conferenza dei Capigruppo vi abbiamo detto che eravamo disponibili a lavorare, però non eravamo disponibili a perdere tempo, perché il tempo è utile per tutti.

Noi, anche stasera abbiamo perso un'ora e mezza, non sappiamo come potremo procedere, perché non sappiamo quali sono le condizioni in cui è la maggioranza. Stamattina, a fine mattinata, vi ho detto che non si poteva navigare a vista, perché c'è la necessità di capire come si vuole andare avanti, quindi è inaccettabile che si verifichino situazioni come quelle che si sono determinate stasera perché pregiudicano quanto abbiamo fatto, tenendo anche conto che spesso si risponde alle osservazioni che noi facciamo in Aula con un atteggiamento supponente.

Noi vogliamo lavorare, però vogliamo anche poter entrare nel merito delle questioni. Non vogliamo perdere tempo ed è inaccettabile quello che è accaduto perché è un fatto politico inaudito, perché noi stiamo a discutere, alla vigilia del quarto mese dell'esercizio provvisorio, ormai anzi il quarto mese è quasi certo, dopo sei mesi....

(Interruzioni)

Sto parlando sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Non riesco ad afferrare quale sia l'ordine dei lavori.

ORTU (R.C.). Se non riesce ad afferrare glielo spiego subito.

PRESIDENTE. Ma non può parlare quanto vuole sull'ordine dei lavori.

ORTU (R.C.). E` inaccettabile che un fatto politico di queste dimensioni in Aula...

PRESIDENTE. Capisco che per lei sia inaccettabile, ma questa è una considerazione politica. Qual è la sua richiesta sull'ordine dei lavori?.

ORTU (R.C.). La mia richiesta sull'ordine dei lavori è quella di avere certezza su come si intende lavorare questa sera in Aula, di non dover sentire prediche fatte con atteggiamenti supponenti, quando chiediamo di entrare nel merito delle questioni che devono essere esaminate da quest'Aula. È una situazione che non è tollerabile.

Lei convochi una Conferenza dei Capigruppo e decidiamo come andare avanti, se siete in condizioni di andare avanti. Se invece non siete in condizioni di mettere assieme quattro consiglieri regionali, ditelo!

PRESIDENTE. La prego di fare la sua proposta sull'ordine dei lavori. Lo decideremo noi se è il caso di convocare o meno la Conferenza dei Capigruppo.

ORTU (R.C.). Io le richieste posso farle.

PRESIDENTE. Lei può chiederlo, è una sua legittima richiesta, e le ricordo che si è proceduto nello stesso modo quando l'onorevole Cogodi ha richiesto ed ottenuto la sospensione della seduta, per facilitare i lavori dell'Aula. Questa è una manovra simile a tante altre accettate da tutto il Consiglio per favorire i lavori.

Ora dobbiamo procedere all'esame dei commi dal 6 all'8 dell'articolo 4 che si danno per letti.

6. Per la concessione dei contributi previsti dall'articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21, per la costruzione, il riattamento e la manutenzione di laghetti collinari è autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 3.000.000.000 (1.549.370,69) (UPB S06.011 - cap. 06086/12).

7. E' autorizzato, nell'anno 2001, lo stanziamento di lire 1.500.000.000 (euro 774.685,34) per integrare i contributi concessi per la partecipazione ai campionati nazionali 2000/2001 di cui all'articolo 27 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (UPB S11.045 - cap. 11117/05).

8. Allo scopo di completare l'esecuzione di progetti relativi ad interventi di rilevante interesse per l'economia e l'occupazione nel settore delle infrastrutture pubbliche per l'irrigazione è autorizzato, nell'anno 2001, lo stanziamento di lire 6.000.000.000 (euro 3.098.741,39); il programma degli interventi è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni (UPB S06.063 - cap. 06250).

PRESIDENTE. A questi commi sono stati presentati 52 emendamenti che si danno per letti.

Emendamento soppressivo parziale Ortu - Cogodi - Vassallo.

Art. 4

Il comma 6 dell'articolo 4 è soppresso. (434)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia - Ibba - Dore.

Art. 4

Il comma 8 dell'articolo 4 è soppresso. (125)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia - Ibba - Dore.

Art. 4

La lettera a) del comma 8 dell'articolo 4 è soppressa. (127)

Emendamento aggiuntivo Fois - Capelli - Murgia.

Art. 4

Sostituisce il settimo comma dell'articolo 4 del DL 141/A

1. È autorizzato, nell'anno 2001, lo stanziamento di L. 3.000.000.000 (€ 774.685,34) per integrare i contributi concessi per la partecipazione ai campionati nazionali 2000-2001 di cui all'articolo 27, per l'attività sportiva giovanile a carattere dilettantistico di cui all'articolo 22 e per le manifestazioni sportive nazionali ed internazionali di cui all'articolo 26, 4° comma della L.R. 17.5.1999, n. 17 (UPB S11.045 capitolo 11117-05).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO Cap. 1111-05 anno 2001 L. 1.500.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 L. 1.500.000.000

Voce 16 della Tabella A. (374)

Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo.

Art. 4

All'articolo 4, alla fine del comma 8 inserire:"Previo parere della Commissione Agricoltura che deve essere espresso entro 15 gg. dalla data di ricezione della Commissione, trascorso detto termine si prescinde dal parere". (433)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

Dopo il comma 6 è istituito il seguente:

6 bis. È autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 2.000.000.000, a favore del Comune di Casteldoria, per il risanamento ed il completamento delle terme, ivi compresa la strada di accesso alle stesse terme. Il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, e successive modifiche ed integrazioni. (UPB S08.051 - Cap. 08082)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

U.P.B. S08.051 Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria. Investimenti.

(Cap. 08082)

COMPETENZA CASSA

2001 lire 2.000.000.000 lire 2.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

U.P.B. S03.002 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste

(Cap. 03009)

COMPETENZA

2000 L. 2.000.000.000

(26)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Fadda - Vassallo - Dettori Bruno.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6 bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 8.000.000.000 per il completamento lavori, attrezzature e arredi delle terme di Casteldoria" (UPB S08.051 - Cap. 08082-00)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.051 - Cap. 08082-00 - Spese per la realizzazione di opere nelle zone termali e per il completamento e la valorizzazione degli stabilimenti termali della Sardegna.

Competenza anno 2001 lire 8.000.000.000=

In diminuzione

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 8.000.000.000= (240)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Scano - Sanna Gian Valerio - Biancu - Cugini - Demuru - Vassallo

Dopo l'articolo 4 comma 6 è aggiunto il seguente:

"6 bis. 1. Al fine di consentire il definitivo completamento e l'effettiva entrata in funzione degli stabilimenti termali pubblici di Fordongianus, è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 15.000.000.000=, di cui lire 5.000.000.000 nell'anno 2001, 5.000.000.000 nell'anno 2002, e lire 5.000.000.000 nell'anno 2003 (UPB S078.051 - Cap. 08082-00).

2. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di Lavori Pubblici, ai termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.051 - Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria. Investimenti.

Competenza anno 2001 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2003 - lire 5.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2003 - lire 5.000.000.000 (137)

Emendamento aggiuntivo Dettori Bruno - Biancu - Deiana - Dore.

Dopo il comma 6 dell'articolo 4 è aggiunto il seguente comma:

"6 bis. Al fine di consentire la partecipazione delle Province della Sardegna al bando di gara allegato al decreto del Ministero LL.PP. - Ispettorato generale per la Circolazione e la Sicurezza stradale - del 27.12.2000, n. prot. 8134, con il quale si autorizza la realizzazione di interventi sperimentali multisettoriali denominati "progetti Pilota" per il miglioramento della sicurezza stradale è erogato un contributo finanziario pari a lire 400.000.000 (quattrocento milioni) pari ad euro 206.582,76 (duecentoseimilacinquecentottantadue/76), quale cofinanziamento alle Province per la partecipazione al bando di gara.

La copertura finanziaria fa carico alle disponibilità del Fondo pr la programmazione negoziata (UPB S03.008). (40)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio.

Dopo il comma 6 dell'articolo 4 è inserito il seguente:

Per la realizzazione del primo stralcio del progetto generale esecutivo dei Lavori di recupero e conservazione dell'ex Seminario di Cuglieri, lo stanziamento relativo alla UPB S8.044 (cap. 08029-00) è incrementato di lire 6.700.000.000 nell'anno 2001.

Copertura finanziaria

IN AUMENTO

UPB S8.044

Spese per la realizzazione di programmi di opere pubbliche

Anno 2001 lire 6.700.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 6.700.000.000 (66)

Emendamento aggiuntivo Balia - Dettori Ivana - Pirisi - Falconi - Demuru - Manca.

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"6 bis. E' autorizzata la spesa complessiva di lire 15.000.000.000 per il triennio 2001-2003 a favore dei Comuni per le opere di restauro e consolidamento degli abitati di Gairo vecchio, Osini e Lollove. (UPB S11.031 - cap. 11112-01 (N.I.)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.031 - cap. 11112-01 (N.I.) Contributi ai Comuni per le opere di restauro e consolidamento degli abitati di Gairo vecchio, Osini e Lollove.

Competenza anno 2001 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2003 - lire 5.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2003 - lire 5.000.000.000 (122)

Emendamento aggiuntivo Balia - Cugini - Fadda - Dettori Bruno - Pirisi - Falconi - Dettori Ivana - Demuru - Manca - Cogodi.

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"6 bis. E' autorizzata nel triennio 2001-2003 la spesa complessiva di lire 15.000.000.000 a favore del Comune di Nuoro per opere di valorizzazione del Monte Ortobene, compresi:

- il completamento dell'acquisizione delle aree e di alcuni stabili che insistono sulle stesse;

- la valorizzazione di alcuni siti di elevato valore ambientale e turistico;

- il completamento della viabilità interna per favorire l'evacuazione in caso di incendio;

- il recupero dei sentieri a scopo didattico e culturale.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07016 - cap. 07003-08 - Finanziamenti al Comune di Nuoro per spese per opere di valorizzazione del Monte Ortobene.

Competenza anno 2001 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2003 - lire 5.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 - lire 5.000.000.000

Competenza anno 2003 - lire 5.000.000.000 (132)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4 è inserito il seguente:

6 bis. "Progettazione per l'adeguamento e ricostruzione della strada BOSA-ORISTANO - COSTA VERDE", è autorizzato nell'anno 2001 il finanziamento di lire 3.000.000.000 a favore della Provincia di Oristano.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 (Cap. 08042.08) - Investimenti per la viabilità

Anno 2001 lire 3.000.000.000 cassa lire 3.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 3.000.000.000 cassa lire 3.000.000.000

(62)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Cugini - Giagu - Dettori.

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4, è inserito il seguente:

6 bis. "Progettazione per l'adeguamento e ricostruzione della strada BOSA-ORISTANO - COSTA VERDE".

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 (Cap. 08042.08)

Investimenti per la viabilità

2001 lire 3.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2001 lire 3.000.000.000 (226)

Emendamento aggiuntivo Cugini - Dettori Bruno - Balia - Cogodi - Selis - Calledda - Morittu - Sanna Alberto - Dore - Masia.

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4 è inserito il seguente:

"6 bis. È autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 20.000.000.000, a favore della Amministrazione provinciale di Cagliari per la relizzazione della strada provinciale "Santa Lucia - Pantaleo", (UPB S08.035 - CAP. 08029/08)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 Investimenti per la viabilità

Anno 2001 (comp.) lire 20.000.000.000 (cassa) lire 20.000.000.000

Capitolo da impinguare:

08029/03 (NI) 2.1.2.1.0.3.10.15

Contributo all'Amministrazione provinciale di Cagliari per la relizzazione della strada provinciale "Santa Lucia - Pantaleo" (art. 1, comma 53 bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.002 - Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste

Anno 2001 (comp.) lire 20.000.000.000 (cassa) lire 20.000.000.000

Capitolo da stornare:

03009 Spese obbligatorie e d'ordine. (147)

Emendamento aggiuntivo Calledda - Orrù - Morittu - Ortu.

Art. 4

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"6 bis. È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 10.000.000.000= per il finanziamento del Comune di Siliqua per la relizzazione della strada di interesse intercomunale Siliqua - Zinnigas"(UPB S08.035 - Cap. 08069-13 (NI)).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 - Cap. Cap. 08069-13 (NI) - Contributo al Comune di Siliqua per la relizzazione della strada di interesse intercomunale Siliqua - Zinnigas.

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

03 - BILANCIO

UPB S03.006 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000= (259)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Fadda.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 4.000.000.000 per la costruzione della nuova strada Putifigari - Alghero"(UPB S08.035 - Cap. 08042-00).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 - Cap. 08042-00 - Spese per la costruzione e la sistemazione di strade di interesse regionale e di competenza degli enti locali, spese per i relativi oneri di progettazione, di direzione e di collaudo.

Competenza anno 2001 lire 4.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 4.000.000.000=

(262)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 50.000.000.000 per il completamento della strada Castelsardo - Santa Teresa Gallura"(UPB S08.039 - Cap. 08306-01).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.039 - Cap. 08306-01 - Spese per la realizzazione di infrastrutture viarie e portuali.

Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000=

(254)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Fadda - Vassallo.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 6.000.000.000 per la costruzione della nuova strada Castelsardo - Sedini"(UPB S08.035 - Cap. 08042-00).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 - Cap. 08042-00 - Spese per la costruzione e la sistemazione di strade di interesse regionale e di competenza degli enti locali, spese per i relativi oneri di progettazione, di direzione e di collaudo.

Competenza anno 2001 lire 6.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 6.000.000.000=

(263)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 16.000.000.000 per l'adeguamento e la ricostruzione della strada Alghero - Bosa"(UPB S08.035 - Cap. 08042-00).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 - Cap. 08042-00 - Spese per la costruzione e la sistemazione di strade di interesse regionale e di competenza degli enti locali, spese per i relativi oneri di progettazione, di direzione e di collaudo.

Competenza anno 2001 lire 16.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 16.000.000.000=

(264)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Dettori Bruno - Vassallo

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 20.000.000.000 per la costruzione del terzo lotto della strada Nulvi - Sedini"(UPB S08.035 - Cap. 08042-00).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.035 - Cap. 08042-00 - Spese per la costruzione e la sistemazione di strade di interesse regionale e di competenza degli enti locali, spese per i relativi oneri di progettazione, di direzione e di collaudo.

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

(266)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 4.500.000.000 per la sistemazione della viabilità di collegamento come belvedere fra Lu Bagnu e Castelsardo"(UPB S07.016 - Cap. 07003-00).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S07.016 - Cap. 07003-00 - Contributi alla Province, ai comuni, agli enti provinciali per il turismo ed alle stazioni ed aziende di cura, soggiorno e turismo per l'esecuzione di opere anche non permanenti, atte a valorizzare le località di particolare interesse turistico.

Competenza anno 2001 lire 4.500.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 4.500.000.000=

(269)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4, è inserito il seguente:

"9 bis". Contributo al Comune di Ales per la ristrutturazione della Casa Gramsci.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.044 (Cap. 08069-11)

Finanziamenti agli Enti Locali per la realizzazione di opere di loro interesse

Anno 2001 lire 1.000.000.000 cassa lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Fondo nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 1.000.000.000 cassa lire 1.000.000.000 (57)

Emendamento sostitutivo totale Cogodi - Vassallo - Ortu

Emend. 227

L'emendamento 227 all'art. 4, comma 6, è così modificato:

"Al comune di Ales è concesso un contributo straordinario, pari a L. 950 milioni, finalizzato alla realizzazione dei lavori di ristrutturazione della Casa Gramsci.

Alla Associazione Casa Natale Gramsci di Ales è concesso un contributo di lire 50 milioni per la realizzazione del programma di attività per il 2001."

In diminuzione per esercizio 2001 - Fondo nuovi oneri legislativi in conto capitale - UPB S03.007 - L. 950 milioni

In diminuzione per esercizio 2001 - Stato di previsione della spesa Assessorato degli Enti locali, Finanze e Urbanistica - UPB S04.033 - L. 50 milioni

In aumento per esercizio 2001 - Finanziamenti agli Enti locali per la realizzazione di opere di loro interesse - UPB S08.044 - L. 950 milioni

In aumento per il 2001 - Stato di previsione della spesa Assessorato della Pubblica Istruzione - UPB S11.050 - L. 50 milioni. (448)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4, è inserito il seguente:

"6 bis. Contributo al Comune di Ales per la ristrutturazione della casa Gramsci."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.044 (Cap. 08069-11)

Finanziamenti agli Enti Locali per la realizzazione di opere di loro interesse.

2001 lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale.

2001 lire 1.000.000.000

(227)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

"6/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 1.000.000.000 per le spese per il recupero e la valorizzazione dei siti archeologici nel territorio do Ossi"(UPB S11.031 - Cap. 11113-01).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S11.031 - Cap. 11113-01 - Contributi agli enti locali per l'acquisizione, la manutenzione straordinaria ed il restauro di beni archeologici.

Competenza anno 2001 lire 1.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 1.000.000.000=

(244)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Calledda - Sanna Alberto - Dore - Dettori Bruno - Vassallo

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente comma:

"6/bis. Al fine di consentire la realizzazione di interventi urgenti di consolidamento e di ripristino di opere ed infrastrutture pubbliche danneggiate da eventi naturali di dissesto idrogeologico verificatisi nei comuni di Castelsardo, Sedini, Sennori e Florinas, è autorizzato lo stanziamento di lire 12.000.000.000= nell'anno 2001. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta Regionale, previo parere della Commissione consiliare competente su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.060 - Cap. 08152-00:

Competenza anno 2001 lire 12.000.000.000=

Competenza anno 2002 lire 12.000.000.000=

Competenza anno 2003 lire 12.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 500.000.000=

Competenza anno 2002 lire 250.000.000=

Competenza anno 2003 lire 250.000.000=

(245)

Emendamento aggiuntivo Calledda - Dettori Ivana - Ortu

Art. 4

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"6/bis. È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 1.000.000.000 per contributi a favore degli Enti locali per l'acquisizione, la manutenzione straordinaria ed il restauro dei castelli medioevali e delle città regie della Sardegna"(UPB S11.031 - Cap. 11113-02 (N.I.)).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S11.031 - Cap. 11113-02 (N.I.) - Contributi a favore degli Enti locali per l'acquisizione, la manutenzione straordinaria ed il restauro dei castelli medioevali e delle città regie della Sardegna.

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

03 - BILANCIO

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000=

(258)

Emendamento aggiuntivo Orrù - Morittu - Pirisi - Demuru - Dettori Ivana - Spissu - Cugini - Fadda - Cogodi

Art. 4

Dopo l'articolo 4, comma 6, è aggiunto il seguente:

"Art. 1/bis.

Per l'attuazione degli interventi di cui alla L.R. n. 29/'98 e successive modificazioni e integrazioni, la dotazione finanziaria è rideterminata in lire 100.000.000.000 per l'anno 2001".

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S04.038 - Politiche per le aree urbane - Cap.04157-00

Competenza anno 2001 lire 100.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000

(321)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Emend. 382

Dopo il comma previsto dall'emendamento 382 è aggiunta la seguente espressione: "È altresì soppresso l'articolo 9 della legge regionale 27 aprile 1984, n° 13". (447)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 4 comma 6

Al fine di adeguare le disposizioni previste dall'art. 13 della legge regionale 27 aprile 1984, n. 13, al Regolamento ex art. 7 della legge regionale 29/1993, in materia di qualificazione delle Imprese, per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici ammessi a finanziamenti regionali, il secondo e quarto comma dell'art. 13 gli importi sono rispettivamente rideterminati in lire 300.000.000 e lire 200.000.000. (382)

Emendamento aggiuntivo Corona - Ibba

Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

"7 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 2001 al Comitato organizzatore dei Campionati universitari un contributo straordinario di lire 250.000.000 per l'organizzazione in Sardegna della stessa iniziativa e delle relative manifestazioni collaterali (UPB S11045 - cap. 11117)".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.045 - SPORT

Lire 250.000.000 (competenze) lire 250.000.000 (cassa)

Cap. 11117

(NI) - Contributo al Comitato organizzatore campionati universitari

In diminuzione

UPB S03.006 FNOL - parte corrente

Lire 250.000.000 (competenze) lire 250.000.000 (cassa)

Capitolo da stornare

03016 FNOL parte corrente

mediante riduzione della voce 16 (17)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Corona - Pilo

Dopo il comma 7 è aggiunto:

"7 bis. A valere sulla dotazione della UPB S07.013 cap. 07001/03 del bilancio dell'anno 2001 la somma di lire 350 milioni è destinata allo svolgimento del 19° Rally della Costa Smeralda svoltosi nel 2000.

IN AUMENTO

UPB S07.013 - cap. 07001-03 anno 2001 + 350.000.000

COMPETENZA 350.000.000 CASSA 350.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 cap. 03017 FNOL voce 5 - tab. B anno 2001 - 350.000.000. (63)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Corona - Pilo

Dopo il comma 7 è aggiunto:

"7 bis. L'Amministrazione Regionale è autorizzata, nell'anno 2001 a valere sullo stanziamento recato dall'UPB S07.013 cap. 07001/03 l'erogazione di un contributo di lire 230.000.000 a favore del Comune di Valledoria per la manifestazione "Record mondiale di apnea profonda" tenutosi a Valledoria il 27 luglio 2000.

IN AUMENTO

UPB S07.013 - cap. 07001-03 anno 2001 + 230.000.000

COMPETENZA 230.000.000 CASSA 230.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 cap. 03017 FNOL voce 5 - tab. B anno 2001 - 230.000.000. (64)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Corona - Pilo

Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

"7 bis. A valere sulla dotazione dell'UPB S11.045 cap. 11117/05 dello stato di previsione della spesa del bilancio per l'anno 2001 è autorizzata una spesa non superiore a lire 1.000.000.000 per l'organizzazione di competizioni golfistiche a livello nazionale ed internazionale da tenersi in Sardegna.

Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di sport d'intesa con l'Assessore del Turismo a termini dell'articolo 4, lett. i) della Legge regionale 7 gennaio 1977 n. 1 e successive modifiche ed integrazioni.

IN AUMENTO

UPB S11.045 - cap. 11117-05 anno 2001 lire 1.000.000.000

COMPETENZA 1.000.000.000 CASSA 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 cap. 03016 tab. A voce 16 FNOL anno 2001 - 1.000.000.000. (65)

Emendamento aggiuntivo Fois - Capelli

All'emendamento n. 115 è aggiunto il seguente comma:

Il primo comma dell'articolo 16 della L.R. 17.5.1999 n. 17 è così modificato:

"L'Amministrazione regionale è autorizzata a concludere convenzioni con Istituti di credito per la concessione di mutui a tasso agevolato necessari alla realizzazione delle opere previste dagli articoli 11, 12 e 17 della presente legge." (464)

Emendamento aggiuntivo Fois - Murgia

Dopo il comma 7 dell'art. 4 è aggiunto il seguente:

1) Dopo il 3° comma dell'art. 22 della L.R. 17.05.1999 n. 17 è introdotto il seguente comma 3 bis:

"Per le associazioni affiliate all'Associazione Sport Disabili (FISD) si prescinde dalla nozione di attività giovanile ed il contributo di cui al precedente 3° comma è assegnato con riferimento al numero totale degli atleti praticanti attività federale. A modifica della sovrastante lettera a) del 2° comma, il limite dei cinque anni di attività è, per dette società affiliate alla FISD, riportato al numero di due anni di attività effettivamente svolta e certificata dal Presidente Nazionale della Federazione (capitolo 11117-05). (115)

Emendamento aggiuntivo Fois - Capelli - Murgia

Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

"7 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 2001 al Comitato organizzatore dei campionati mondiali studenteschi di calcio un contributo straordinario di £. 250.000.000= per l'organizzazione in Sardegna della stessa iniziativa e delle relative manifestazioni collaterali.

CAP._____N.I. £. 250.000.000

(UPB S11.045)

Copertura finanziaria

IN AUMENTO UPB S11.045 CAP. ______2001 L. 250.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 2001 L. 250.000.000

Mediante riduzione voce 16. (375)

Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca

Nel comma 8, alla fine, è aggiunto:

E' assegnato su tale stanziamento il contributo di lire 1.000.000.000 alla Provincia di Oristano per il completamento della progettazione della diga di S'Alusia. (47)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Fadda - Balia.

Dopo il comma 8 bis dell'art. 4, è inserito il seguente:

Per lo studio e la progettazione della diga "DIGA S'ALLUSIA", sul Rio Flumineddu, lo stanziamento relativo alla UPB S08.060 (cap. 08052-00) è incrementato di lire 4.500.000.000 nell'anno 2001.

Copertura finanziaria

IN AUMENTO

UPB S08.060

Interventi per la difesa del suolo - investimenti

Anno 2001 lire 4.500.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 4.500.000.000 (198)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Ortu - Orrù.

Dopo il comma 8 dell'art. 4, è inserito il seguente:

"8 bis. Per lo studio e la progettazione della diga "DIGA S'ALLUSIA", sul Rio Flumineddu, lo stanziamento relativo alla UPB S08.060 (cap. 08052-00) è incrementato di lire 4.500.000.000 nell'anno 2001."

Copertura finanziaria

IN AUMENTO

UPB S08.060

Interventi per la difesa del suolo - investimenti

Anno 2001 lire 4.500.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 4.500.000.000 (209)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto.

Dopo il comma 8 dell'art. 4, è inserito il seguente:

"8 bis. Per lo studio e la progettazione della diga "DIGA S'ALLUSIA", sul Rio Flumineddu, lo stanziamento relativo alla UPB S08.060 (cap. 08052-00) è incrementato di lire 4.500.000.000 nell'anno 2001."

Copertura finanziaria

IN AUMENTO

UPB S08.060

Interventi per la difesa del suolo - investimenti

Anno 2001 lire 4.500.000.000 cassa lire 4.500.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 4.500.000.000 cassa lire 4.500.000.000 (60)

Emendamento aggiuntivo Calledda - Morittu - Sanna Alberto - Fadda Paolo - Dore - Ortu.

Art. 4

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

"8/bis

È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 10.000.000.000= per l'esecuzione di opere per il completamento della diga di "Medau Zirimilis" nel comune di Siliqua".

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.060 - Cap. 08052-01 (N.I.) - Spese per l'esecuzione di opere per il completamento della diga di Medau Zirimilis nel comune di Siliqua

Competenza anno 2001 - lire 10.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Cap. 03017-00- Fondo Nuovi Oneri Legislativi

Competenza anno 2001 - lire 10.000.000.000= (156)

Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu.

Em. 199

È autorizzato nell'anno 2001-2002-2003 lo stanziamenti di £ 60 miliardi, per l'attuazione del progetto di invaso e costruzione della diga sul Riu Mannu di Benetutti, in regione "Contra Ruia".

La spesa prevista graverà sulla UPB S.08058 rispettivamente per le quotq previste sui capitali.

08162-00 F.R. anno 2001 £ 5.280 anno 2002 £ 2.112 anno 2003 £ 3.168

08162-01 A.S. anno 2001 £ 24.720 anno 2002 £ 9.888 anno 2003 £ 14.832

cifre in milioni di lire. (479)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Masia - Deiana - Giagu - Cugini - Fadda - Dettori Bruno - Vassallo.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

"8/bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 2.500.000.000 per lo studio e verifica di fattibilità per la Diga di Sa Contra Ruja". (UPB S08.058 - Cap. 08035-12)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.058 - Cap. 08035-12 - Spese per studi, ricerche, analisi di fattibilità, indagini geognostiche, geotecniche e progettazioni.

Cmpetenza anno 2001 lire 2.500.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Cmpetenza anno 2001 lire 2.500.000.000= (199)

Emendamento aggiuntivo Masia - Deiana - Giagu - Dettori Bruno - Vassallo.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

"8/bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 2.500.000.000 per lo studio e verifica di fattibilità per la Diga di Sa Contra Ruja". (UPB S08.058 - Cap. 08035-12)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.058 - Cap. 08035-12 - Spese per studi, ricerche, analisi di fattibilità, indagini geognostiche, geotecniche e progettazioni.

Cmpetenza anno 2001 lire 2.500.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Cmpetenza anno 2001 lire 2.500.000.000= (246)

Emendamento aggiuntivo Selis - Dettori Bruno - Fadda - Cugini - Spissu - Masia - Dore - Morittu - Balia - Cogodi.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

8/bis. È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 500.000.000.000 per la realizzazione di un programma di opere idriche di collegamento degli invasi e di risanamento delle reti di distribuzione urbane; il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4 lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche e integrazioni, previo parere della competente Commissione del Consiglio Regionale. (UPB S08.058)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

· UPB S08.058 Interventi per lo sviluppo e la realizzazione del sistema idrico.

anno 2001 comp. lire 500.000.000.000 cassa lire 500.000.000.000

Capitolo da impinguare 08029-07 (NI) - Spese per la realizzazione di un programma di opere idriche per il collegamento degli invasi (art. 1, comma 59bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

· UPB S08.023 - Finanziamenti agli enti strumentali investimenti.

anno 2001 comp. lire 6.000.000.000 cassa lire 6.000.000.000

Capitoli da stornare 08225-01 (Contributo all'ESAF).

· UPB S08.035 - Investimenti per la viabilità.

anno 2001 comp. lire 18.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08042-07 (Programma di viabilita).

· UPB S08.041 - Investimenti nel comparto portuale, ivi compreso quello turistico.

anno 2001 comp. lire 11.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08182 (Spese per investimenti nel comparto portuale).

· UPB S08.044 (DV) - Opere pubbliche di interesse regionale e degli enti locali.

anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08015-03 (Programma straordinario di opere pubbliche).

· UPB 08.051 - Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria.

anno 2001 comp. lire 15.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare:

1. 08073-01 (realizzazione mattatoi)(n.b. sopprimere comma 58 art. 1)

anno 2001 comp. lire 10.000.000.000 cassa lire ------------------

2. 08182 (Stabilimenti termali).

anno 2001 comp. lire 5.000.000.000 cassa lire ------------------

COPERTURA PARTE RESIDUA PER COMPLESSIVI LIRE 400.000.000.000 ATTRAVERSO QUOTA PARTE DEL MUTUO. (201)

Emendamento aggiuntivo Selis - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Spissu - Morittu -Fadda.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

8/bis. È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 500.000.000.000 per la realizzazione di un programma di opere idriche di collegamento degli invasi; il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4 lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni, previo parere della competente Commissione del Consiglio regionale. (UPB S08.058)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

· UPB S08.058 Interventi per lo sviluppo e la realizzazione del sistema idrico.

anno 2001 comp. lire 500.000.000.000 cassa lire 6.000.000.000

Capitolo da impinguare 08029-07 (NI) - Spese per la realizzazione di un programma di opere idriche per il collegamento degli invasi (art. 1, comma 59bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

· UPB S08.023 - Finanziamenti agli enti strumentali investimenti.

anno 2001 comp. lire 6.000.000.000 cassa lire 6.000.000.000

Capitoli da stornare 08225-01 (Contributo all'ESAF).

· UPB S08.035 - Investimenti per la viabilità.

anno 2001 comp. lire 18.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08042-07 (Programma di viabilita).

· UPB S08.041 - Investimenti nel comparto portuale, ivi compreso quello turistico.

anno 2001 comp. lire 11.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08182 (Spese per investimenti nel comparto portuale).

· UPB S08.044 (DV) - Opere pubbliche di interesse regionale e degli enti locali.

anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08015-03 (Programma straordinario di opere pubbliche).

· UPB 08.051 - Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria.

anno 2001 comp. lire 15.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare:

3. 08073-01 (realizzazione mattatoi)(n.b. sopprimere comma 58 art. 1)

anno 2001 comp. lire 10.000.000.000 cassa lire ------------------

4. 08182 (Stabilimenti termali).

anno 2001 comp. lire 5.000.000.000 cassa lire ------------------

COPERTURA PARTE RESIDUA PER COMPLESSIVI LIRE 400.000.000.000 ATTRAVERSO QUOTA PARTE DEL MUTUO. (202)

Emendamento aggiuntivo Selis - Spissu - Dettori Ivana - Cugini - Masia - Cogodi.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

8/bis. È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 500.000.000.000 per la realizzazione di un programma di opere idriche di collegamento degli invasi; il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4 lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche e integrazioni, previo parere della competente Commissione del Consiglio Regionale. (UPB S08.058)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

· UPB S08.058 Interventi per lo sviluppo e la realizzazione del sistema idrico.

anno 2001 comp. lire 500.000.000.000 cassa lire 6.000.000.000

Capitolo da impinguare 08029-07 (NI) - Spese per la realizzazione di un programma di opere idriche per il collegamento degli invasi (art. 1, comma 59bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

· UPB S08.023 - Finanziamenti agli enti strumentali investimenti.

anno 2001 comp. lire 6.000.000.000 cassa lire 6.000.000.000

Capitoli da stornare 08225-01 (Contributo all'ESAF).

· UPB S08.035 - Investimenti per la viabilità.

anno 2001 comp. lire 18.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08042-07 (Programma di viabilita).

· UPB S08.041 - Investimenti nel comparto portuale, ivi compreso quello turistico.

anno 2001 comp. lire 11.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08182 (Spese per investimenti nel comparto portuale).

· UPB S08.044 (DV) - Opere pubbliche di interesse regionale e degli enti locali.

anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare 08015-03 (Programma straordinario di opere pubbliche).

· UPB 08.051 - Edilizia patrimoniale, demaniale e sanitaria.

anno 2001 comp. lire 15.000.000.000 cassa lire ------------------

Capitoli da stornare:

5. 08073-01 (realizzazione mattatoi)(n.b. sopprimere comma 58 art. 1)

anno 2001 comp. lire 10.000.000.000 cassa lire ------------------

6. 08182 (Stabilimenti termali).

anno 2001 comp. lire 5.000.000.000 cassa lire ------------------

COPERTURA PARTE RESIDUA PER COMPLESSIVI LIRE 400.000.000.000 ATTRAVERSO QUOTA PARTE DEL MUTUO. (341)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Dettori Bruno - Vassallo.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

"8/bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 2.000.000.000 per l'esecuzione dei collaudi delle opere di sbarramento per il raggiungimento delle capacità d'invaso delle dighe". (UPB S08.060 - Cap. 08164-02 (NI))

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.060 - Spese per l'esecuzione dei collaudi delle opere di sbarramento per il raggiungimento delle capacità d'invaso delle dighe.

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi.

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000= (267)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Orrù - Sanna Salvatore - Pacifico - Sanna Alberto - Calledda - Ortu.

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 8, è aggiunto il seguente:

"8. Al fine di consentire il rifacimento e la ristrutturazione delle reti acquedottistiche dei comuni della Sardegna, è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 100.000.000.000 (euro 51.645.689,9), nell'anno 2001. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di Lavori Pubblici, previo parere della Commissione competente, ai termini dell'articolo 4, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche e integrazioni."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S08.058 - Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico

Cap. 08035-03

Competenza anno 2001 lire 100.000.000.000

Competenza anno 2002 lire -------------------

Competenza anno 2003 lire -------------------

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE - UPB S03.007

Competenza anno 2001 lire 100.000.000.000

Competenza anno 2002 lire -------------------

Competenza anno 2003 lire ------------------- (340)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 434.

VASSALLO (R.C.). Per agevolare i lavori si dà per illustrato. Però facciamo una dichiarazione di principio. Il problema è che, se non c'è la maggioranza, noi, per quanto ci riguarda, non accettiamo che il numero legale debba essere garantito dalla minoranza, anche perché la finanziaria è andata come è andata, l'atteggiamento della maggioranza, come ha già spiegato poc'anzi il mio collega, è un atteggiamento che non ci piace, mi auguro che migliori nel futuro, e penso che ci siano anche le condizioni perché possa migliorare. Però preannuncio che appena si passerà alla votazione noi chiederemo il voto segreto per verificare se c'è il numero legale.

PRESIDENTE. E` una richiesta legittima; non c'è dubbio. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 125 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 127 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 374 ha facoltà di illustrarlo.

FOIS (P.P.S.-CDU Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 433 ha facoltà di illustrarlo. Se nessuno intende illustrarlo si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 26 ha facoltà di illustrarlo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 240 ha facoltà di illustrarlo.

MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, è una serie di emendamenti, ne ho presentati diversi. Se è possibile vorrei illustrarli contemporaneamente, essi fanno parte di tutto il gruppo che va dal comma 6 al comma 8.

Questi emendamenti chiedono che con questa finanziaria si intervenga per risolvere in maniera opportuna una serie di problemi del territorio del nord della Sardegna.

Voglio sottolineare che non portano avanti interessi di campanile, ma evidenziano i ritardi della politica e in particolare della programmazione, così facendo evidenzio uno dei motivi fondamentali della crisi in cui questo territorio versa e, direi anche, che permane, stante la totale assenza di solidarietà, ripeto solidarietà, dimostrata da questa Giunta e la disattenzione da parte di quei consiglieri, che pur facendo capo a quel territorio e facendo parte della maggioranza potrebbero, ritengo, trovare una soluzione alla crisi che in questo territorio è presente.

Sono emendamenti che si caratterizzano in quanto sottolineano l'assenza totale di infrastrutture di qualunque genere. Sono strutture che riguardano la viabilità e l'irrigazione di importanti realtà, come le pianure del nord della Sardegna, quali la Nurra, Chilivani, la valle del Coghinas. Sono emendamenti che riguardano l'attenzione sull'uso del territorio e il miglior consumo, al contrario di quello che in questo momento si sta facendo. Sono proposte che portate così potrebbero anche lasciare il tempo che trovano, ma ritengo che vadano prese in considerazione perché sono proposte di sviluppo di tipo alternativo; alternativo a quello che invece si sta facendo e che qui va denunciato. Le più grosse concessioni per estrarre le sabbie silicee da buona parte del territorio del Nord Sardegna e la ricerca dell'oro stanno comportando lo scempio di vaste zone del territorio sassarese. Credo che questo sia il modo peggiore di procedere per cercare di risollevare la situazione di crisi in cui versa la popolazione.

Il fatto che si accetti una così vasta coltivazione estrattiva delle risorse presenti dimostra quale sia lo stato di disperazione di questa parte di territorio; evidenzia la forte disoccupazione ed il livello di disperazione degli amministratori che accettano la rapina che si sta perpetrando.

Ci sono alcuni paesi - immagino che i colleghi leggano la stampa in questo periodo - che si sono riuniti in comitato per cercare di reagire a questo tipo di attività, che a nulla porta in termini di occupazione e di ricadute economiche.

Dicevo che è grande lo scempio che si sta determinando, con intere colline che stanno scomparendo, con una viabilità che è inadatta al passaggio dei mezzi, e che non sopporta il notevole carico di traffico.

Ad Ossi circa duecento camion giornalmente attraversano un paese dove a malapena possono passare le macchine. Quaranta, cinquantamila metri cubi di materiali, ogni giorno, vengono portati fuori della Sardegna, rinunciando al valore aggiunto, ottenibile, se davvero volessimo consentire di estrarre quelle sabbie silicee, che si dice siano pure.

Non voglio però continuare su un argomento che è troppo specifico e nel merito del quale invece ritengo che questo Consiglio dovrebbe entrare. È stata già sollecitata la Commissione per l'approfondimento di questo argomento per uscire dalla sensazione di impotenza di questa parte di territorio che deve avere delle risposte.

Lamento il fatto che in questa finanziaria non si sono trovate risposte alle insufficienze strutturali di quel territorio. Si è negato un contributo ai contratti d'area che avrebbero potuto determinare ulteriore occupazione. Non si è voluto combattere per ottenere finanziamenti per la bonifica di uno dei siti industriali (Porto Torres) che maggiormente ha subito inquinamento.

Si è sempre portata attenzione ai temi che tagliano fuori questa parte di territorio. E' una realtà costante di crisi dalla quale non si riesce a venir fuori, una situazione di residualità di fronte ai processi di sviluppo che per quanto non siano quelli che tutti noi vorremmo, sicuramente in altre parti della Sardegna si stanno verificando.

Nuoro e Oristano spuntano con questa finanziaria la metà dei POR, Cagliari, tutto quello che proviene dallo status di capoluogo e di peso demografico, che andrà logicamente sempre a incrementarsi. Se il lavoro si trova qui, il resto della Sardegna verrà qui; creando ulteriori problemi che mi pare siano davanti agli occhi di tutti per il grande peso demografico che noi invece dovremmo fare in modo di evitare.

Discutere di questi emendamenti, stante la situazione in questo Consiglio, è a dir poco velleitario. Mi rendo conto che in questa situazione, dove con stanchezza si sta concludendo l'esame di una finanziaria che ci dovrebbe vedere più soddisfatti nel ritornare nelle nostre case, è impossibile ottenere delle risposte.

Con caparbietà adesso metterò in evidenza quelli che sono gli emendamenti; li metterò in evidenza cercando anche di fare velocemente, perché mi rendo conto che devo pure io contribuire a che si concluda questo periodo estremamente lungo di discussione di questa legge. Abbiamo superato i 40 giorni da che è iniziata la tornata consiliare.

Vorrei illustrarli per il semplice fatto che illustrandoli sono sicuro che sarà più facile far capire quello che è lo stato di degrado, lo stato di abbandono, l'assenza - come dicevo all'inizio - di solidarietà.

I consiglieri della maggioranza - e non lo dico per ripetermi, ma perché credo che sia questo un argomento che va in particolare sottolineato -hanno dedicato poca attenzione in questa finanziaria alle risposte da dare ai problemi di questo territorio, cosa che sarebbe stata la miglior testimonianza dell'esercizio del mandato che hanno ricevuto.

Il primo emendamento, il numero 240, prevede un finanziamento di 8 miliardi per il completamento dei lavori, delle attrezzature e degli arredi per le terme di Casteldoria. Queste risorse sono necessarie per vedere finalmente ultimata questa importante struttura che è presente nel territorio e che da tempo vede interventi diversi che proseguono a tentoni e che però non ci fanno intravedere la possibilità di vedere avviata una struttura che potrebbe diventare il fiore all'occhiello delle strutture termali presenti in Sardegna e quindi dare davvero risposte.

Gli ultimi 2 miliardi della provincia, che servivano per portare avanti ancora questi lavori - credo che questo sia noto almeno a quelli che come me fanno politica da quelle parti - hanno preso la strada di altre città, che sicuramente avevano bisogno di quelle risorse; questo però non ha consentito il completamento di questa struttura. Ci sono alcuni piani che sono ancora allo stato grezzo. C'è qualche piccolo appalto per cercare di concludere i lavori, ma la discontinuità degli interventi fa sì che da diversi anni si portino avanti dei lavori dei quali non si vede la fine.

Occorre sistemare la viabilità pedonale, occorre consentire un facile accesso all'utenza, mancano tutte le infrastrutture di contorno, e per quanto siano state previste piscine e zone sportive e di relax, non si prevede la sistemazione di un parco adiacente, già esistente, che valorizzerebbe l'intera struttura.

Mancano tutte le infrastrutture mediche e sanitarie perché questa struttura possa partire e mancano gli arredi. La somma che in questo emendamento propongo di stanziare è quella che finalmente potrebbe consentire l'avvio di una struttura importante.

L'emendamento numero 262 riguarda un finanziamento di quattro miliardi per la costruzione della nuova

strada per Bosa. È una delle fondamentali infrastrutture che servirebbero a migliorare la situazione della viabilità in quel territorio. Una struttura di questo genere ha la capacità di recuperare a questa zona un notevole afflusso turistico, determinando ulteriori opportunità di sviluppo in una realtà ambientale di grande valenza.

L'emendamento numero 254, anch'esso aggiuntivo all'articolo 4 dopo il comma 6, è un finanziamento di cinquanta miliardi per il completamento della strada di Castelsardo-Santa Teresa di Gallura. Nessuno può negare che per questa struttura ci sia un grandissimo impegno. Già l'INTERREG 3 aveva previsto che alla provincia di Sassari fossero destinati 120 miliardi. Di questi 120 miliardi 48 sono stati destinati proprio alla realizzazione del terzo lotto di questa strada per il cui completamento sarà poi necessario finanziare il quarto e il quinto lotto. L'emendamento da me proposto , consente, nell'attesa dell'assegnazione delle risorse destinate a questo fine di portare avanti la realizzazione del terzo lotto che darebbe la possibilità di raggiungere l'Isola Rossa da Badesi. Credo che sia evidente quanto sia importante consentire l'utilizzo di questa importante risorsa che da un punto di vista turistico-ricettivo e portuale rappresenta sicuramente un'opportunità di promozione del territorio.

È una strada di grande interesse per la valorizzazione di quel territorio, per eliminare l'isolamento di importanti aree a grande valenza turistica, per collegare finalmente, nel momento in cui dovessero realizzarsi anche il quarto e il quinto lotto la Sardegna con la Corsica. Immaginate quale sarebbe il risultato, nel momento in cui ci fosse questa possibilità, per la promozione di questa parte del territorio, ma io ritengo di tutta la Sardegna.

L'emendamento numero 263 aggiuntivo all'articolo 4 è un finanziamento per la costruzione della nuova strada Castelsardo-Sedini. L'attuale tracciato, nonostante gli interventi, si dimostra sempre più precario e pericoloso. Ci sono smottamenti, frane, continue interruzioni del transito. Siamo in una situazione quasi di isolamento del paese, che io ritengo debba essere collegato con il resto del mondo. E` un tracciato vecchio; la struttura, che è stata fatta in altra epoca, ha la possibilità di reggere carichi sia di traffico che di mezzi diversi. Occorre individuare un altro tracciato perché quella attuale è una strada che ha interessanti caratteristiche da un punto di vista ambientale, per la sua bellezza, sicuramente è un peccato modificarla. Credo che questo non sia nemmeno possibile perché mi auguro sia soggetta alla salvaguardia da parte degli uffici per la tutela dei beni ambientali.

Si è già pensato a un altro tracciato, piuttosto che modificare l'attuale. Tenete presente che nell'attuale tracciato vi è la famosa "roccia dell'elefante", immaginate voi qual è il transito su questa strada, il flusso turistico che si crea in alcune stagioni Esso va salvaguardato, ma bisogna anche togliere dall'isolamento questo paese. Si è pensato ad un ulteriore tracciato, quello che metterebbe Sedini in comunicazione con Valledoria, attraverso la "Mudizza" Questo naturalmente darebbe la possibilità di togliere dall'isolamento questo paese.

L'emendamento numero 264 aggiuntivo, sempre all'articolo 4 dopo il comma 6, è un finanziamento per l'adeguamento e la ricostruzione della strada Alghero-Bosa. E` una richiesta di sedici miliardi; è una strada che ha notevoli caratteristiche di panoramicità e che costeggia per lunghi tratti il mare; è una strada che mette in collegamento l'aeroporto e il porto di Porto Torres con un'importante realtà storica e turistica che è appunto la città di Bosa. La strada è sottoposta a vincolo paesistico ed è l'unica strada che consente di raggiungere quel tratto di costa occidentale impervia, di una bellezza che, da altre parti anche in Sardegna difficilmente si riscontra.

Oggi si è appena completato il ponte di Cala Bona all'uscita di Alghero, era un tappo, però questa è una strada che non può essere percorsa perché ci sono problemi di sicurezza. Occorrono importanti lavori non fare un'altra strada perché nessuno la vuole, non occorre trasformare l'attuale perché, come ho detto, è salvaguardata, occorre invece fare dei lavori di consolidamento, renderla sicura da smottamenti e frane che sono costanti dai costoni che stanno a monte; occorre aumentarne in alcuni tratti la larghezza, realizzare piazzuole di sosta, perché come in un altro emendamento ho già evidenziato, non si può usufruire di quella costa in quanto non ci sono né discese a mare, né parcheggi disponibili. Occorre, come si fa in paesi che rispettano maggiormente la natura, e che la utilizzano come risorsa turistica, nobilitarla, migliorandone l'inserimento nel paesaggio sostituendo i guard-rail con muri in pietra locale, E il minimo che si possa fare per evidenziare che teniamo ad un bene qual è appunto questa strada.

L'emendamento numero 266 aggiuntivo, sempre all'articolo 4, prevede un finanziamento di venti miliardi per la costruzione del terzo lotto della strada Nulvi-Sedini. Presidente, colleghi, mentre illustro questi emendamenti, mi rendo conto, lo ribadisco, che prevedono tutti interventi da effettuare con programmi futuri. Mi rendo conto, e vorrei che i colleghi ne fossero coscienti, che questi sono emendamenti che servono a evidenziare i problemi che sono presenti nel nostro territorio e che sarebbero dovuti essere risolti prima. È un appello questo, rivolto a tutti coloro che in qualche modo possono determinare il recupero di questa realtà territoriale. L'intervento di cui io sto parlando riguarda il terzo lotto della strada per l'Anglona; esso mette in collegamento il paese di Nulvi con Sedini. Questa strada ha acquisito nel tempo una valenza che la porterà ad unire Sassari con Santa Teresa; è la strada che consente di raggiungere velocemente la costa gallurese dal porto e dall'aeroporto di Sassari. Si tratta di un'opera pubblica già iniziata, che non può essere ulteriormente interrotta, una strada che consente l'eliminazione dell'isolamento di tutta l'Anglona e lo sviluppo di quel territorio perché permette il passaggio di flussi notevoli di traffico offrendo quindi, maggiori opportunità a quel territorio. Nulvi dista da Sassari in linea d'aria 14 chilometri, oggi per raggiungere Nulvi ne occorrono 32, e la strada non può essere percorsa in tutti i periodi dell'anno. Oggi per raggiungere Sedini si fa il giro del nord della Sardegna, senza contare che l'unica strada, come dicevo poco fa, in questo momento è interrotta. Ci sarebbe ancora molto da dire su questa strada, io sottolineo soltanto che questo è un elemento, da tutti i punti di vista, finalizzato allo sviluppo e alla eliminazione dei ritardi oggi presenti in questa parte di territorio. Credo che questa strada avrebbe dovuto essere realizzata già da tanti anni.

L'emendamento numero 268, anch'esso aggiuntivo all'articolo 4, prevede il finanziamento per la costruzione della strada di collegamento a mare fra Puttifigari, Villanova e la strada di Bosa. Anche questa è un'esigenza che è stata evidenziata da quella parte di territorio che si ritiene tagliata fuori dalle opportunità di sviluppo; si tratta di un intervento finalizzato a recuperare questa realtà isolata al processo di sviluppo da cui si sente tagliata fuori.

L'emendamento numero 269 prevede un finanziamento di quattro miliardi e cinquecento milioni, per la sistemazione della viabilità di collegamento, come belvedere, fra la borgata di Lu Bagnu e Castelsardo. Io credo che tutti abbiate visto almeno una volta la città di Castelsardo, una delle sette città regie; c'è una vista che toglie il respiro quando, arrivando da Lu Bagnu si fa il curvone per affacciarsi sul porto. In quel punto si vede la rocca, però se uno prova a fermarsi, si pone in una situazione di pericolo per sé stesso e per gli altri a causa del traffico, del flussocontinuo di macchine. Non c'è possibilità di sosta, non c'è un marciapiede, non c'è illuminazione, la strada è stretta; non passa anno senza che qualcuno venga falciato perché ha provato a fermarsi un attimo. Questa situazione va velocemente modificata. Fra un po' sarà in piena attività il porto di Castelsardo, dotato di ottocento posti barca, che rappresenta un sicuro approdo al centro del Golfo dell'Asinara e incentiva il turismo in questa importante città storica. E` un'opera che ritengo fondamentale per promuovere turisticamente Castelsardo.

L'emendamento numero 244, aggiuntivo all'articolo 4, prevede un finanziamento di un miliardo per la valorizzazione dei siti archeologici nel territorio di Ossi. Ossi è un paese di seimila anime a undici chilometri da Sassari, diciamo che è la periferia del centro di Sassari; è importante dal punto di vista archeologico, in pochi luoghi, come in questo paese, l'archeologia è di casa. Non sono frasi fatte, basta verificare; ci sono centocinquanta siti archeologici, se poi ai centocinquanta siti archeologici di Ossi sommiamo i centoventi di Florinas, che è il paese limitrofo, voi immaginate quale risorsa possa rappresentare che, purtroppo, come dicevo poco fa, si sta deteriorando ed è destinata a sparire, a causa delle cave che stanno aggredendo in numero sempre maggiore quel territorio.

Il villaggio nuragico di Mandra 'e sa Giua è dentro il paese, le Domus di Litos Longo, le Domus di Noeddale, le necropoli ipogeiche di Mesu 'e Montes, Sa 'e Asile, Pedras Serradas, tutte dominano la zona di Sas Renas Sas Renas, mi pare che il nome dica tutto, è la zona dove importanti vigneti sono scomparsi per consentire la realizzazione di queste cave.

Ritengo che occorra investire risorse per attuare una efficace politica di salvaguardia e di tutela del patrimonio archeologico; occorre far sì che venga recuperato e salvaguardato un patrimonio conoscitivo sull'evoluzione degli insediamenti antropici. In quel territorio, occorre un concreto avvio della valorizzazione dei siti che ho citato, con una serie di attività che promuovano l'uso conservativo e non distruttivo delle risorse per tradurle in reali opportunità di lavoro per le popolazioni locali. Come dicevo poco fa illustrando il precedente emendamento, gli abitanti di Ossi vedono passare solo molti camion che portano via le loro risorse e non ricavano da questa attività tangibili ricadute da un punto di vista occupazionale.

L'emendamento numero 245, anch'esso aggiuntivo, prevede un finanziamento di 12 miliardi per opere urgenti di consolidamento e di ripristino di opere pubbliche danneggiate da eventi naturali di dissesto idrogeologico, verificatosi nei comuni di Castelsardo, Sedini, Sennori e Florinas. Emendamenti del medesimo tenore sono stati presentati anche da altri colleghi che rappresentano quel territorio, credo che di questo intervento parlerà ampiamente, più avanti il collega Morittu, e quindi passo oltre, ma non senza sottolineare che questo degrado, questo dissesto sono conseguenza proprio dell'abbandono e dell'assenza delle infrastrutture necessarie a governare le acque piovane, il conseguente dilavamento dei pendii, il carico dovuto al transito di mezzi pesanti nelle strade eccetera.

L'emendamento 199 prevede un finanziamento di due miliardi e cinquecento milioni per uno studio di fattibilità sulla diga di Sa Contra Ruja, anche questo è uno di quegli elementi strutturali la cui assenza ha determinato un ritardo di sviluppo notevole del Goceano. Infatti i comuni di Benetutti, Bultei, Anela, Burgos, Bono, e continuando, soffrono tutti dell'assenza dell'approvvigionamento idrico Se questo intervento fosse stato realizzato prima, già da tempo avrebbero potuto essere recuperati ad una situazione di migliore sviluppo.

Sa Diga 'e sa Contra Ruja rappresenta un problema annoso, se ne era parlato già dall'inizio degli anni '60; per essere precisi nel Decreto del Presidente della Repubblica dell'1 novembre 1959; nel 1988 il Ministero dei lavori pubblici con il Servizio dighe avevano dato parere favorevole alla realizzazione di questa opera; se ne è dibattuto per i successivi venti anni; nel frattempo si è portato a compimento un progetto esecutivo che è stato inserito nel piano di attuazione delle opere pubbliche, un piano di attuazione triennale, che però non è mai stato attuato, pertanto questa importante opera non ha visto sbocco alcuno.

Tenete conto che secondo le relazioni agronomiche che sono state elaborate nei diversi anni, la realizzazione di questa importante opera avrebbe potuto contribuire in maniera notevole allo sviluppo di quella realtà, che si fonda principalmente su una economia di carattere agro-pastorale. Questa diga ricadrebbe nel territorio di Benetutti, sarebbe edificata a 350 metri sul livello del mare, avrebbe una capacità di venticinque milioni di metri cubi, per alimentare una superficie di 3200 ettari, ma ne potrebbe alimentare dieci volte tanto per le caratteristiche del territorio su cui andrebbe a incidere. Inoltre per la sua posizione avrebbe anche la capacità di irrigare quei terreni per caduta. Erano tutti favorevoli a questo progetto, e il costo previsto, se si fosse realizzato negli anni '60, era di un miliardo e ottocento milioni. Oggi non potrei calcolarne il costo, perché opere di questo genere hanno dei costi in funzione del progetto di realizzazione, che sicuramente rispetto ad allora sarebbe diverso. Si tratta comunque di un'opera sempre promessa e mai realizzata.

Con questo emendamento mi propongo di riproporre oggi questa esigenza, almeno in termini di finanziamento dello studio di fattibilità, perché, come dicevo all'inizio, ho presentato questa serie di emendamenti come atto di testimonianza, perché la ritardata realizzazione di questa opera ha sicuramente determinato la crisi in cui si dibatte quella zona.

Infine nell'illustrare l'emendamento numero 267, parlerò sempre di acqua. Esso infatti prevede un finanziamento di due miliardi per l'esecuzione di collaudi delle opere di sbarramento, utili per il raggiungimento della loro capacità nominale, quella prevista quando sono state realizzate. Non posso che ulteriormente sottolineare il problema dell'emergenza idrica della nostra Regione; la piovosità di quest'anno è probabile che rinvii di qualche mese il problema degli approvvigionamenti, anche se in alcune realtà l'acqua viene ancora razionata. Però dovremmo riflettere sui reali motivi che ci portano a non adottare idonee soluzioni.

Sono riuscito ad ottenere alcuni dati relativi ai collaudi che si sono fatti in quest'ultimo periodo, che hanno consentito di recuperare, come risorsa idrica alla Sardegna, ulteriori 330 milioni di metri cubi. Non sono pochi, però è vero che le nostre dighe hanno ancora ulteriore capacità di invaso, ed è vero anche che ci sono dighe che, con i collaudi, potrebbero sfruttare maggiormente tale capacità di invaso. L'importo di questo emendamento ritengo che non sia esagerato; peraltro serve a risolvere un problema che non tocca soltanto il territorio del Nord Sardegna è il finanziamento richiesto per superare delle situazioni di difficoltà in tutto il resto della Regione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto per illustrare l'emendamento numero 137.

SANNA ALBERTO (D.S.). Si tratta di un emendamento finalizzato a onorare impegni precedentemente assunti dalla Giunta regionale. Una ventina d'anni fa, fu stipulato un accordo di programma tra l'amministrazione regionale, la Maltauro Mille Pigne e il comune di Fordongianus per la realizzazione del complesso termale e delle opere collaterali al complesso termale di Fordongianus.

E` stata realizzata recentemente una parte fondamentale, cioè quella che riguarda proprio il complesso termale, però mancano una serie di opere collaterali, senza le quali il complesso termale non può essere messo in funzione. La nostra preoccupazione è che queste opere realizzate vadano in malora, come già avvenne per il primo lotto costruito negli anni '60, e quindi l'emendamento ha la finalità di ripristinare le poste finanziarie che sono state tolte dal bilancio l'anno scorso. La proposta che noi avanziamo è di rimettere in bilancio i quindici miliardi, cinque per il 2001, cinque per il 2002, cinque per il 2003, per consentire il completamento dell'intervento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 40 ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 66 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si tratta di un emendamento che mira ad onorare un vecchio impegno della Regione relativo all'utilizzo della struttura dell'ex seminario di Cuglieri, acquistata dalla Regione. L'emendamento trova origine nella preoccupazione degli amministratori locali della zona, in ordine alla possibilità di una destinazione diversa rispetto all'utilizzo che si era preventivato originariamente. C'è stata anche una interlocuzione con l'Assessore e con i colleghi della provincia di Oristano, circa la destinazione originaria dell'ex seminario di Cuglieri. Oggi si parla di una destinazione per più finalità, il progetto, comprende la realizzazione della Scuola di formazione del Corpo Forestale e della sede di alcune strutture dell'Università di Nuoro.

Credo che sia maturato l'impegno di accettare una diversificazione delle funzioni della struttura di Cuglieri e dell'eventuale struttura di Nuoro, coerentemente con le finalità che la Giunta regionale individuerà, e che comunque non saranno conflittuali rispetto alla realtà di Nuoro e di Oristano.

L'emendamento si propone di avviare un primo intervento, peraltro previsto da un progetto già finanziato con ingenti risorse da parte della Regione, e che prevede come primo lotto esecutivo, i lavori di recupero e di conservazione di questo stabile della Regione. Resta quindi impregiudicata la seconda fase dell'intervento, finalizzato alla destinazione d'uso definitiva che la Giunta determinerà con le argomentazioni che ho sopra detto.

A questo proposito credo che la Giunta debba fare una riflessione in ordine al fatto che il patrimonio della Regione va non solo utilizzato, e questo sarebbe l'ideale, ma qualche volta, quando le carenze decisionali e i tempi burocratici ci allontanano dall'obiettivo, comporta l'onere del mantenimento, del recupero e della conservazione, perché il deperimento del patrimonio per imperizia o inerzia da parte dell'amministrazione è comunque un danno all'erario pubblico, che noi anche in questo caso vogliamo segnalare.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 122 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 132 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 62 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 226 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 147 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 259 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 57 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di illustrarlo, si dà per illustrato

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 448 ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Presidente, intervengo non solo per illustrare l'emendamento, che tra l'altro è abbastanza semplice e chiaro, ma per riprendere alcune delle questioni che ho posto all'inizio, intervenendo sull'ordine dei lavori. Noi abbiamo posto alcune questioni e le abbiamo poste anche con un atteggiamento di indignazione, perché sinceramente non è accettabile che si tolleri quello che sta accadendo, tanto meno è accettabile per noi, che nel corso di queste settimane siamo stati in quest'Aula tutti i giorni dalla mattina alla sera, rispettando con grande rigore gli orari di convocazione ed evitando le assenze a meno che non avessero una motivazione di carattere politico, come risulterà dagli atti, cioè le assenze derivanti dal fatto che la maggioranza non era in grado di garantire un numero decente di presenze in aula per poter continuare i lavori di questo Consiglio.

Noi abbiamo posto una questione che ribadiamo: noi non vogliamo perdere tempo, l'ho sostenuto in Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo detto che se siamo in condizione di lavorare si lavori, si lavori oggi, domani, domenica e lunedì, e dopo che anche stasera si è persa un'ora e mezza, dopo che stamattina si è persa un'ora, e dopo tutto il tempo perso nella giornata di ieri pomeriggio, la maggioranza non può rispondere rumoreggiando.

CAPPAI (C.C.D.). Il tempo che ci avete fatto perdere!

ORTU (R.C.). Se l'onorevole Cappai se ne stesse al suo posto e stesse anche un po' zitto gli farebbe bene.

Presidente. Prego i colleghi di lasciare parlare l'oratore, ricordando all'onorevole Ortu che siamo in sede di illustrazione del suo emendamento

ortu (R.C.). No, non siamo in sede di votazione, siamo in sede di illustrazione degli emendamenti.

Presidente. Siamo in sede di illustrazione degli emendamenti.

ortu (R.C.). E allora lei mi lasci illustrare l'emendamento.

PRESIDENTE. La prego di attenersi…

ORTU (R.C.). Io l'emendamento lo illustro utilizzando tutti gli argomenti, che ritengo opportuni dal punto di vista politico per discutere.

Presidente. E allora lei sta perdendo tempo. Lei sta contraddicendo la sua premessa, sta perdendo tempo. Si attenga all'illustrazione.

ORTU (R.C.). No, mi scusi un attimo, lei non è autorizzato a decidere se io mi contraddico oppure no. Lei è autorizzato a fare il Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Il Regolamento mi autorizza a richiamare i consiglieri a ciò di cui si sta discutendo.

ORTU (R.C.). Lei, tra l'altro, non mi può interrompere.

PRESIDENTE. Allora la richiamo. Il Regolamento dice che lei deve attenersi all'argomento in discussione, siamo in sede di illustrazione degli emendamenti.

ORTU (R.C.). Lei mi richiami come vuole, faccia tutto quello che vuole. Mi dia il cartellino verde, quello giallo, quello rosso e anche quello blu, se vuole. Utilizzi tutti i cartellini che vuole, lei mi deve lasciare parlare e non è autorizzato a sindacare gli argomenti che io ritengo opportuno utilizzare.

PRESIDENTE. Il Regolamento mi autorizza a dire che il consigliere si deve attenere all'argomento su cui è chiamato a parlare.

ORTU (R.C.). Io mi sto attenendo all'argomento, e l'argomento è quale posizione noi assumiamo in relazione all'illustrazione…

PRESIDENTE. La richiamo ancora poi le tolgo la parola.

ORTU (R.C.). Lei mi richiami quanto vuole, adesso mi lasci parlare, per cortesia.

PRESIDENTE. Lei si ritenga richiamato e le tolgo la parola.

ortu (R.C.). Lei non mi può togliere la parola. Se lei mi toglie la parola mi deve cacciare dall'aula.

PRESIDENTE. Se lei insiste la faccio anche cacciare dall'aula.

ORTU (R.C.). Perché lei non ha il diritto di togliermi la parola.

PRESIDENTE. Sì, ho il diritto, il Regolamento lo consente.

ORTU (R.C.). Non ha il diritto di togliermi la parola, perché la parola ce l'avete tolta per un'ora e mezzo stasera.

Presidente. Stiamo discutendo gli emendamenti, lei ha già fatto questo discorso in apertura, l'ha superato, sta illustrando il suo emendamento e la prego di illustrare il suo emendamento.

ortu (R.C.). Sto dicendo che è chiaro che l'illustrazione dell'emendamento e dei contenuti, non solo di questo ma di tutto il resto, cambia a seconda dell'atteggiamento che si ha in quest'aula. Noi abbiamo, nella giornata di ieri e nella seduta di stamattina, dichiarato una certa disponibilità, e siamo anche stati conseguenti, ora noi chiediamo solo una cosa, che ci sia rispetto, e rispetto significa anche che chi è qui per discutere non venga poi condizionato nei tempi solo ed esclusivamente perché c'è chi vuole perdere tempo chiunque esso sia, compreso il Presidente del Consiglio.

Allora noi siamo disponibili ad avere un atteggiamento che sia conseguente però a condizione che in quest'Aula ci siano le condizioni minime per poter continuare e poter lavorare in modo serio. Questo è il problema che vogliamo porre, perché vogliamo discutere in modo serio di questo come del resto degli emendamenti, perché questo emendamento per noi ha un'importanza rilevante, per questo lo abbiamo proposto.

PRESIDENTE. Lo illustri, sé è importante lo illustri.

ortu (R.C.). Lo sto illustrando, Presidente.

Presidente. Direi di no.

ortu (R.C.). Scusi, ma è lei che deve decidere se io dico che questo emendamento ha un'importanza rilevante oppure no? Ma è lei che deve deciderlo? Insomma!

Presidente. Le ricordo ancora che sono io che devo decidere.

ortu (R.C.). No, lei deve decidere a chi dare la parola e mi deve lasciare parlare.

Presidente. Lei deve parlare sull'argomento per il quale è stato invitato a parlare.

(Interruzioni)

ORTU (R.C.). Va bene, ma ditegli di stare zitto, almeno. Se non è capace di…

PRESIDENTE. La richiamo ancora, lei deve parlare sull'emendamento, non sui modi in cui viene governato il Consiglio. Sta facendo perdere tempo lei, onorevole Ortu.

ortu (R.C.). Presidente, io non voglio perdere tempo, se avessi voluto perdere tempo avrei parlato e potrei parlare su questo e sugli altri emendamenti per il tempo previsto dal Regolamento. Invece io non voglio perdere tempo, voglio solo ed esclusivamente sapere, per sostenere questo come gli altri emendamenti, come si vuole andare avanti ed eventualmente come si vuole lavorare in quest'aula per mettere in condizioni tutti di fare il proprio dovere, perché non è ammissibile che dopo il tempo che abbiamo perso,e dopo che, tra l'altro, siamo alla vigilia del quarto mese dell'esercizio provvisorio, in aula non sia presente la maggioranza. Ve lo stiamo dicendo adesso, perché se dovete chiamare qualcuno lo chiamiate adesso, perché noi chiederemo il voto segreto, perché non è ammissibile che la maggioranza non garantisca un minimo di condizioni al Consiglio per poter lavorare, un minimo di condizioni di agibilità politica. Questo è il modo che noi abbiamo di illustrare gli emendamenti, per essere chiari.

Presidente. E' stato chiarissimo nell'illustrazione dell'emendamento. Grazie.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 227 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 258 ha facoltà di illustrarlo.

CALLEDDA (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 321 ha facoltà di illustrarlo.

MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 447 ha facoltà di illustrarlo.

Vassallo (R.C.). Vede, Presidente, se avessimo voluto perdere del tempo, avremmo illustrato gli emendamenti che non sono stati illustrati dai colleghi, dato che sono firmati anche da noi, e di tempo ne avremmo perso di sicuro molto. E' soltanto un'osservazione.

Veniamo all'emendamento numero 447, che è un emendamento aggiuntivo al 382. Di che cosa si tratta? Noi recentemente abbiamo approvato il regolamento sugli appalti per le opere pubbliche e abbiamo approvato un regolamento che contrasta con quanto previsto dall'articolo 9 della legge 27 aprile 1984 numero 13. Mentre l'articolo 9 di questa legge fissava una serie di parametri per il pagamento della tassa, il regolamento ha previsto invece che, a prescindere dal parametro di riferimento, la tassa si paga con un'una tantum mi sembra di 300.000 lire. È palese l'incongruenza fra la legge e il regolamento e va da sé che se un regolamento contrasta con una legge, non può essere applicato. L'emendamento numero 447 si pone l'obiettivo di eliminare questo contrasto.

L'emendamento numero 382, che è collegato al 487, riguarda la stessa materia e in questa sede viene riproposta una formulazione che, ricordo all'Aula, è quella che ha permesso l'approvazione di quel regolamento che abbiamo approvato a suo tempo, nel senso che, se avessimo mantenuto a suo tempo le eccezioni che avevamo posto in quel momento, quel regolamento non si sarebbe potuto approvare perché in contrasto con la legge. Quindi riproponiamo quella formulazione, tenendo conto per altro delle osservazioni fatte in quella discussione, e proponiamo di rimodulare gli importi stabiliti nell'articolo 13 della legge numero 13. Il motivo di questa rimodulazione è molto semplice, essa è infatti coerente con il regolamento attuativo che abbiamo adottato, in effetti noi abbiamo collocato coloro che erano iscritti per lavori per un importo sino a 250 milioni nella fascia superiore per lavori dell'importo di 300 milioni, per cui abbiamo dato loro praticamente un bonus. Non si capisce perché questo bonus non possa essere dato anche a quelli che erano nella fascia inferiore, cioè nella fascia dei 150 milioni. La nostra proposta è quindi quella di mettere tutti gli operatori economici su un livello di parità, in modo da non danneggiare o privilegiare nessuno.

Presidente. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 17 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno dei presentatori è in Aula, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 63 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno dei presentatori è in Aula, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 64 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno dei presentatori è in Aula si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 65 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno dei presentatori è in Aula si dà per illustrato.

Per illustrare l'emendamento numero 464 e il numero 115 ha facoltà di parlare il consigliere Fois.

FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 375, ha facoltà di parlare il consigliere Fois.

FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 47 ha facoltà di parlare il consigliere Manca.

MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 198, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto.

SANNA ALBERTO (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 209. Poiché nessuno dei presentatori è presente in Aula si dà per illustrato.

Per illustrare l'emendamento numero 60, ha facoltà di parlare il consigliere Biancu.

Biancu (I DEMOCRATICI). Presidente, da diversi decenni vengono assunti ripetuti impegni per la realizzazione della diga di S'Alusia sul rio Flumineddu).

La realizzazione di questa diga è condizione indispensabile per garantire lo sviluppo di una vasta area della Sardegna centrale, infatti interessa il territorio di ben 57 comuni compresi nell'alta Marmilla, nella bassa Marmilla, nel Sarcidano e nella Trexenta.

Questo sbarramento della capacità di 100 milioni di metri cubi sarebbe in grado di irrigare una superficie di 16.000 ettari di terreni di prima classe cioè l'intera estensione territoriale di terreni suscettibili di irrigazione. Per i territori di queste aree la cui economia continua a essere basata esclusivamente sull'agricoltura, la trasformazione irrigua è condizione indispensabile per garantire lo sviluppo di queste comunità. E` di tutta evidenza che, per arrestare lo spopolamento di questi territori e consentire loro di sperare nel futuro, è necessario che questo importante intervento venga realizzato nel più breve tempo possibile e comunque nel periodo di questo Quadro comunitario di sostegno 2000-2006.

Per conseguire questo obiettivo è necessario che la Regione si faccia carico della predisposizione, in tempi brevi, del progetto esecutivo onde rimuovere gli alibi che ripetutamente vengono posti e che impediscono il finanziamento e la realizzazione di questa importante opera. L'emendamento numero 60 tende a garantire le risorse occorrenti per la predisposizione del progetto, in linea anche, assessore Pittalis, con gli impegni assunti da lei nel convegno tenutosi ad Ales nel mese di novembre dello scorso anno.

Presidente. Per illustrare l'emendamento numero 156, ha facoltà di parlare il consigliere Calledda.

Calledda (D.S.). Non per illustrare, signor Presidente, perché francamente ognuno di noi può rinunciare ad illustrare qualche emendamento, ma perché se tutti continuano a illustrare tutti gli emendamenti non è che un Consigliere regionale possa rinunciare a fare la sua parte.

Questo è un emendamento con dedica, lo dedico all'assessore Ladu, che in Commissione ci aveva chiesto di lavorare per far sì che quell'Assessorato avesse più risorse. Io questo emendamento l'ho fatto con questa finalità. Spero che l'onorevole Assessore Ladu sia contento…

PRESIDENTE. L'onorevole Ladu non la sta ascoltando.

Calledda (D.S.). ...e che possa dare una risposta compiuta al contenuto di questo emendamento, anche perché c'è una risposta scritta rispetto all'interrogazione che ho presentato nel mese di aprile del 2000.

Presidente. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 479, ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Si dà per illustrato.

Presidente. Per illustrare l'emendamento numero 201 ha facoltà di parlare il consigliere Selis.

Selis (Popolari-P.S.). Ritiriamo questo emendamento e quelli ad esso connessi, perché intendiamo proporre il problema dei grandi programmi settoriali con un ordine del giorno. Nel corso dell'esercizio la Giunta dovrebbe presentare al Consiglio i grandi programmi settoriali e questo dei collegamenti dei bacini è uno degli interventi prioritari per le cose che io e i miei colleghi abbiamo detto. Perciò, sottolineandone l'importanza, ritiriamo questo emendamento e gli emendamenti numero 202 e 341.

Presidente. Per illustrare l'emendamento numero 340 ha facoltà di parlare uno dei presentatori.

PIRISI (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Di questa lunga serie di emendamenti, elencherò quelli per i quali mi rimetto all'Aula e quelli per i quali esprimo parere positivo, per gli altri si intende che il parere è negativo. Mi rimetto all'aula per gli emendamenti numero 374 e 35.Esprimo parere favorevole per l'emendamento numero 26 e conseguentemente per il 240 che ha lo stesso oggetto, con due precisazioni; la prima è che nell'emendamento numero 26 la formula "a favore del Comune di Casteldoria" è errata, quindi occorre correggerla con la seguente: "a favore dell'amministrazione provinciale di Sassari, per il risanamento e il completamento delle Terme di Casteldoria". E` chiaro?

Presidente. Sembra proprio di sì.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si ritiene che la dotazione finanziaria indicata nell'emendamento 26 possa essere sufficiente, mentre quella indicata nell'emendamento numero 240 è sovradimensionata, però la sostanza dell'emendamento è accoglibile.

Mi rimetto all'aula per l'emendamento numero 17, e per gli emendamenti numero 63, 64, 65, 115 e 375, qualora non vengano ritirati. Su tutti gli altri esprimo parere negativo.

Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

pittalis (F.I-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore ma voglio fare due brevissime considerazioni. La prima è in risposta all'articolato intervento dell'onorevole Masia che, nell'illustrare il complesso di emendamenti, ha posto all'attenzione dell'Aula dei problemi davvero meritevoli di attenzione e, se nelle pieghe del bilancio avessimo individuato risorse da allocare, sicuramente le istanze, le emergenze in alcuni casi, poste all'attenzione sicuramente avrebbero dovuto avere accoglimento.

Riteniamo però che molti dei problemi che sono stati posti, in particolare quelli relativi alla viabilità, possano trovare accoglimento nell'ambito dei programmi operativi degli stati di previsione dell'assessorato competente e nell'ambito dei fondi strutturali, anche perché una buona quota delle risorse sono proprio previste per la viabilità e dunque riteniamo che, trattandosi di problemi che riguardano un'area di particolare interesse per lo sviluppo del turismo, non potenziare ed adeguare la viabilità sarebbe come non credere fino in fondo nella potenzialità di quella zona di qualificarsi come meta di richiamo per il turismo. Lo stesso vale per i problemi relativi alla valorizzazione dei siti archeologici che in quella zona certamente sono di gran pregio storico ed artistico.

Per quanto riguarda poi il problema dei castelli regi, posto fra gli altri dall'onorevole Calledda, questo problema trova già la sua previsione nell'ambito del complemento di programmazione perchè è previsto e articolato il programma per le sette città regie. Quindi anche questo problema che è stato portato all'attenzione dell'Aula costituisce già oggetto di specifico intervento, così come anche quelli che hanno posto un po' tutti i consiglieri, in particolare l'onorevole Selis come primo firmatario, sulle grandi opere infrastrutturali che riguardano il problema dell'approvvigionamento idrico, in particolare il problema del completamento e della interconnessione degli invasi.

Anche questo è un problema che ha costituito oggetto di dibattito, in quest'aula, in occasione dell'esame del complemento di programmazione, e che rappresenta una delle priorità degli interventi insieme alla necessità di dare un forte sostegno soprattutto ai comuni per il rifacimento delle reti idriche obsolete. Questo ultimo intervento, l'interconnessione degli invasi, il completamento delle dighe che devono essere appunto ultimate, rappresentano le tre priorità nel programma 2000-2003. Quindi è un problema sul quale l'Assessore dei lavori pubblici, all'esito anche del dibattito, potrà dare qualche ulteriore ragguaglio, ma che rappresenta la vera sfida per risolvere il problema delle risorse idriche nella nostra isola.

Quindi, rivolgo un invito garbato a tutti i presentatori degli emendamenti affinché li ritirino, con l'assicurazione che si valuterà nei programmi operativi l'inserimento, se non di tutte le richieste, almeno di quelle riguardanti esigenze prioritarie del territorio per quanto riguarda sia la viabilità, sia le infrastrutture idriche. Lo ribadisco anche per coloro che hanno posto il problema di Sa Contra Ruja, per esempio, che è uno degli invasi che stiamo prevedendo nell'ambito delle risorse cipE per le aree depresse, così come per la diga S'Alusia, e proprio l'intesa Stato-Regione che si sta ulteriormente definendo, prevede il finanziamento di questo intervento, ivi comprese le spese necessarie per la progettazione. Con riferimento poi agli emendamenti degli onorevoli Vassallo, Cogodi e Ortu, in particolare al numero 382 e al 447 li invito a ritirarli, trattandosi di materia di cui probabilmente si dovrà occupare la Commissione competente, proprio perché si tratta di rideterminare gli importi per quanto riguarda la partecipazione agli appalti e una discussione nella Commissione di merito sarebbe utile. Quindi si può rinviare il problema ad uno dei collegati alla finanziaria.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Voglio ricordare a quest'Aula e anche all'Assessore della programmazione che la questione riguardante gli emendamenti numero 382 e 447 è una questione che è stata affrontata dall'Aula e dalla Commissione e che, soprattutto con l'emendamento numero 447, si elimina una incongruenza che già in quella sede abbiamo rilevato, perché noi con regolamento abbiamo approvato una norma di per sé inefficace, perché? Perché la legge regionale numero 13 fissa un contributo che varia secondo il livello di iscrizione, mentre il regolamento che è stato approvato stabilisce un importo fisso di lire trecentomila, se non vado errato. È chiaro che questo regolamento che è stato approvato, peraltro consapevolmente, sapendo già che in sede di finanziaria avremmo dovuto modificarlo, non va bene.

Io non so se tutti qui hanno una buona memoria, però il Presidente della sesta Commissione, insieme ai funzionari che sovrintendono al lavoro in Commissione, hanno fatto notare che questo emendamento non doveva essere presentato da noi ma dalla stessa Giunta, o quantomeno dalla Commissione, ma visto che hanno dimenticati di farlo l'abbiamo presentato noi, peraltro sollecitati dagli stessi funzionari che hanno rilevato questo problema, che noi avevamo rilevato precedentemente. Che ragione c'è di rimandarlo in Commissione quando si tratta di sanare una manchevolezza che il Consiglio ha operato poche settimane fa? E` questo che non si capisce. Non si capisce questa forma di ostruzionismo per cui si dice no anche su questioni sulle quali non costa nulla dire sì, anzi, il buon senso ci dice che dobbiamo dirlo. Questa è la questione. Io mi meraviglio che il Presidente della Commissione programmazione, esprimendo il parere sugli emendamenti, si limiti a dire sì e no senza dire il motivo della sua posizione.

Probabilmente è colpa mia, perché non riesco a spiegarmi, non riesco a fare capire quello che intendiamo dire con i nostri emendamenti, forse ho poca proprietà di linguaggio, non ho fatto le scuole superiori, però mi sembrano cose talmente semplici che...

LADU (P.P.S.- C.D.U. Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Eravamo rimasti d'accordo che siccome la legge prevede il contenuto dell'emendamento, questo servisse per assolvere a una carenza…

PRESIDENTE. Non è un modo corretto di procedere. Mi scusi, onorevole Vassallo, sembra che la Giunta stia accedendo a quello che lei sta richiedendo.

VASSALLO (R.C.). Probabilmente in questo marasma le cose si possono anche dimenticare, per cui possono sfuggire.

Prendo atto che si riconosce che questa questione l'avevamo già approfondita e discussa in precedenza, per cui concludo il mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'Assessore, che altrettanto puntualmente è entrato nel merito degli argomenti che ho voluto evidenziare.

Già nel mio intervento ho detto che ero cosciente che spazi per poter avere delle risposte in questa fase probabilmente non ce n'erano. Ho voluto però illustrare gli emendamenti uno ad uno perché la mia non voleva essere soltanto una testimonianza ma anche una presa di coscienza, presa di coscienza che mi pare che l'Assessore abbia in qualche modo evidenziato. Io mi auguro quindi, pur essendo cosciente che a tutto non si può dare risposte, che comunque si dia almeno qualche risposta per poter recuperare il tempo perduto e cercare davvero di cominciare a fare qualche cosa anche in quell'area.

Quindi, anche per agevolare i lavori, ritiro i miei emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Intervengo molto rapidamente solo su due punti: l'emendamento numero 137 e l'emendamento 60.

L'emendamento numero 137, che riguarda le terme di Fordongianus, merita un attimo di attenzione. Prendo la parola non solo perché sono convinto della bontà dell'emendamento ma anche perché, nella discussione della finanziaria precedente, ebbi su un emendamento che riguardava la stessa materia ad avanzare dubbi ed interrogativi. Credo che in quel caso ci fu un fraintendimento.

Ho avuto modo in questi mesi di approfondire la materia con amministratori di quel territorio, ma anche con l'assessore Ladu per un verso e con l'assessore Onida per altri versi; debbo dire, lo dico molto sinteticamente, ma spero di trasmettere una sensazione, che si tratta di un intervento davvero importante, da una parte perché è un'incompiuta, non da sei mesi, ma vent'anni, che è da completare, e dall'altra perché il completamento dell'intervento sulle terme può diventare il perno di un intervento integrato nel territorio, magari utilizzando il PIT o gli altri strumenti di cui la Regione dispone, uno strumento cioè che valorizzi, in una logica integrata, l'insieme delle risorse locali di quell'area, quindi le risorse termali, certo, ma anche le risorse paesaggistiche, archeologiche (veramente rilevanti) agricole, ambientali e così via.

Chiedo alla Giunta di considerare con attenzione questo emendamento. Per quanto riguarda la parte finanziaria, ove non ci siano le condizioni per accoglierlo tutto in questa annualità, si può pensare anche ad una articolazione nel tempo, però sarebbe importante, al di là delle parti politiche, dare in quel territorio che ha una importante risorsa da valorizzare, un segnale di attenzione e sensibilità.

La mia seconda riflessione molto breve riguarda invece l'emendamento numero 60 sulla diga sul rio Flumineddu. Penso, per essermene occupato anche in altra veste, che questa sia una delle opere idriche davvero indispensabili per il sistema idrico sardo, e che debba diventare un punto fermo della programmazione regionale. Ho sentito che l'assessore Pittalis ha parlato dell'inserimento di questa opera nell'insieme della programmazione, con particolare riferimento ai fondi per le aree depresse, questo è un fatto naturalmente positivo. Io credo però che dobbiamo accelerare molto l'impegno della Regione su questo obiettivo.

Presidenza del Presidente SERRENTI

(Segue SCANO.) Mi permetto di ricordare che il Consiglio regionale approvò nella scorsa legislatura, all'unanimità, un ordine del giorno su questo intervento. I primi firmatari erano, lo ricordo per curiosità, Scano, allora Capogruppo dei Progressisti Federativi, e Pittalis, allora Capogruppo di Forza Italia. Aggiungo che, nella scorsa legislatura, veniva presentato un emendamento consueto, diciamo così, a firma Masala e Pittalis, Capigruppo allora di Alleanza Nazionale e di Forza Italia, sull'irrigazione della Marmilla e della Trexenta. Io oggi ripeto: "L'irrigazione della Marmilla e della Trexenta quando la facciamo?". E per l'irrigazione della Marmilla e della Trexenta è probabilmente indispensabile la diga di S'Alusia.

Nei materiali preparatori del Programma operativo regionale, anche nei documenti ufficiali, come l'assessore Pittalis sa bene perché abbiamo avuto modo di parlarne, anche in un interessante convegno al quale faceva riferimento prima il collega Biancu, era indicata tra le priorità nella programmazione delle infrastrutture idriche su scala regionale.

Penso che potrebbe essere un segnale positivo stanziare una somma anche inferiore a quella indicata per il finanziamento della progettazione, ma in ogni caso io non mi appendo ad un emendamento e non ho mai ragionato in termini esclusivi in riferimento alla legge finanziaria. Ripeto, bene sarebbe poter fare qualcosa oggi, ma il problema è di ricomprenderla in ogni caso - nella programmazione delle infrastrutture idriche.

Quindi sentiremo le ulteriori dichiarazioni della Giunta, dopo le cose già dette dall'assessore Pittalis. Noi, anche se teniamo molto a questo emendamento, potremmo anche decidere di ritirarlo, però chiediamo alla Giunta, dando seguito alle cose che ha iniziato ad affermare l'assessore Pittalis, di assumere una posizione netta anche nel dibattito. Mi riferisco in particolare all'Assessore dei lavori pubblici che ha la competenza in materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Brevemente, onorevole Presidente, riferendomi agli emendamenti dell'onorevole Masia, che sono stati ritirati, indubbiamente mi trovo del tutto d'accordo sui problemi che sono stati sollevati e mi trovo d'accordo su quello che ha detto l'Assessore.

Ma per dare più forza a quanto già è stato detto, vorrei ricordare, per quanto riguarda principalmente la viabilità dell'Anglona, come collegamento tra il nord - ovest e il nord - est della Sardegna, che questo Consiglio regionale, in data 18 dicembre 1998, approvò all'unanimità un ordine del giorno firmato da Floris, Frau ed altri colleghi della maggioranza e dell'opposizione di allora in cui dicevano, fra le altre cose: "è necessario intervenire per rendere definitivamente funzionali le infrastrutture stradali, che consentano migliori condizioni di sicurezza e maggiore velocità nei trasferimenti, per limitare le situazioni di isolamento ancora presenti nel territorio dell'Anglona". Perché ho detto questo, onorevole Presidente e onorevole Assessore? Perché, per quanto riguarda la strada dell'Anglona, principalmente, sta per essere presentato il progetto esecutivo. Non vorremmo che quest'opera restasse un'incompiuta. Ecco perché è necessario trovare tutti i mezzi affinché arrivi a compimento.

Vorrei dire un'altra cosa molto velocemente a proposito de Sa Contra Ruja, la diga che dovrebbe essere costruita nel Goceano. Purtroppo ci sono stati degli errori commessi a suo tempo, e su questo io ebbi una discussione con l'Assessore dei lavori pubblici del tempo, che era l'ingegner Paolo Fadda, perché è successo un fatto strano: a un certo punto, questa diga, la diga de Sa Contra Ruja, è scomparsa dal Piano acque, per essere sostituita da un'altra diga, la diga de Sa Terra Mala, che le popolazioni del Goceano non volevano assolutamente. Furono stanziati 800 milioni per ulteriori studi proprio su questo progetto contestato. Quindi ci sono delle responsabilità in questa perdita di tempo.

Io ho voluto dire questo e prendo atto di quello che ha detto l'Assessore perché il problema del Goceano è un problema importante.

E' stato anche fatto, credo sei mesi fa, un convegno e in quella occasione sono stati presi impegni precisi per la costruzione di questa diga.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Signor Presidente, voglio fare un breve riferimento all'emendamento numero 47, presentato da me e da Giacomo Sanna, che è la dimostrazione di come non tutti gli emendamenti che si presentano siano tutti di campanile, essendo, come è ben noto, io e Giacomo Sanna non oristanesi, ma di altre località, al contrario di una miriade di emendamenti che hanno molto di localistico.

L'emendamento 47, che è relativo allo stanziamento di un miliardo alla provincia di Oristano per il completamento della progettazione della diga di S'Alusia, è la conseguenza dell'ordine del giorno numero 80, approvato da questo Consiglio nel 1997, mi pare a febbraio, che aveva posto come obiettivo primario nel Quadro comunitario di sostegno 2000 - 2006 l'irrigazione della Marmilla e della Trexenta, per l'attuazione di questo intervento, che darebbe un decisivo impulso a quella zona a forte vocazione agricola che attualmente è in grave crisi occupativa e demografica. È chiaro che, per attivare questa vocazione agricola, sono necessarie ingenti risorse idriche che non possono essere fornite che con la realizzazione della diga di S'Alusia sul rio Flumineddu, prevista dal piano acque con un bacino di circa cento milioni di metri cubi d'acqua.

Il Consorzio di Bonifica di Oristano che sovrintende, intende utilizzare le acque del rio Flumineddu per accrescere la disponibilità del bacino del Tirso mediante la creazione di una traversa in località Bau 'e Linu che convoglierebbe, attraverso una condotta di circa quindici chilometri, l'acqua dal Flumineddu alla diga del Tirso. Praticamente si creerebbe un doppione della traversa di Pranu 'e Antoni, edificata allo sbocco del Flumineddu sul Tirso, e che non è mai stata utilizzata, con un costo di circa 76 miliardi, avente come scopo finale quello di accrescere la capacità di un bacino di 850 milioni di metri cubi, largamente sufficiente a coprire tutte le necessità del Campidano di Oristano, di Terralba e di Arborea, che attualmente utilizzano solo circa 120 milioni di metri cubi d'acqua.

In questa situazione il Consorzio di Bonifica di Oristano ha fatto poco per redigere il progetto esecutivo e rendere finanziabile la diga di S'Alusia che, anzi, intende ridimensionare riducendo il bacino a soli 30 milioni di metri cubi d'acqua. L'amministrazione provinciale di Oristano si era già a suo tempo pronunziata per la costruzione di questa diga e contro altri tentativi di utilizzazione delle sue acque.

Il recente convegno che si è tenuto ad Ales, appunto su questa tematica, ha ribadito l'unanime volontà di queste amministrazioni, cioè della Marmilla, della Trexenta e del Sarcidano, di procedere rapidamente alla costruzione di questa diga e ai programmi di irrigazione ad essa collegati.

La carenza di progettazione esecutiva sta costituendo il pretesto della Giunta regionale per non includere l'opera nella programmazione di queste risorse, in particolare di quelle del POR 2000 - 2006, disattendendo quindi l'ordine del giorno che ho prima citato, che mi pare sia stato approvato nel febbraio del '97, e quindi penalizzando gravemente queste popolazioni. E' chiaro che questi ordini del giorno disattesi dimostrano come l'ordine del giorno sia uno strumento quasi inutile.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Vorrei capire, in relazione alle cose che ci siamo detti, se, così come ha fatto l'onorevole Masia, i consiglieri di maggioranza che hanno presentato un blocco di emendamenti, li ritirano, come è stato annunciato stamattina dal Presidente della Giunta, che ha detto che la maggioranza, per agevolare la discussione, avrebbe ritirato tutti i propri emendamenti.

Questo non è ancora accaduto, mi auguro che accada anche perché sinceramente ci troviamo di fronte a un atteggiamento che ritengo discutibile, sia da parte del Presidente della Commissione sia da parte dello stesso Assessore, che sugli emendamenti dell'opposizione, di cui una parte è ritirata, e su un'altra parte stiamo valutando l'opportunità di un ritiro, continua a esprimere parere negativo, mentre per quanto riguarda gli emendamenti della maggioranza si rimette all'Aula.

Si comprende qual è l'atteggiamento dell'Esecutivo, da un lato si dice di voler ritirare tutti gli emendamenti perché si vuole chiudere la discussione, dall'altro si vuole in qualche modo dare un segnale, in una situazione di grande difficoltà della maggioranza, di un'attenzione che pure non c'è.

Noi ci aspettiamo chiarezza anche da questo punto di vista, e ci aspettiamo chiarezza a partire dal voto del primo emendamento, il numero 434 presentato da noi, che è soppressivo del comma 6 dell'articolo 4, e sul quale, come abbiamo preannunciato, chiederemo il voto segreto, perché vogliamo che la maggioranza sia messa in condizione di dimostrare se c'è o non c'è, e se questa sera si può continuare a lavorare, oppure se dobbiamo prendere atto che, nonostante le dichiarazioni, nonostante i proclami e nonostante gli appelli all'opposizione, si va al quarto mese di esercizio provvisorio con gravi danni per l'economia dell'Isola.

Lo verificheremo, a partire dal voto sull'emendamento numero 434, che è soppressivo del comma 6. Io non ho avuto modo di dire perché proponiamo di sopprimere il comma 6, perché ho rinunciato ad illustrarlo, proprio perché era il primo emendamento di questo blocco, per dare un segnale di disponibilità, nonostante l'indignazione per il fatto che si continui a perdere tempo e nonostante l'indignazione per il modo in cui si procede in quest'aula per grave responsabilità della maggioranza che non è in grado di garantire lo svolgimento ordinato, oltre che ordinario, dei lavori.

Avevo rinunciato all'illustrazione, la voglio riprendere adesso nella discussione per richiamare l'attenzione dell'opposizione ed anche della maggioranza e, se fosse presente ma non lo è, dell'Assessore della programmazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono presente.

ORTU (R.C.). E' presente, allora chiedo scusa. Nel comma 6 si stabilisce uno stanziamento di tre miliardi per la concessione di contributi previsti dall'articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000 numero 21. Badate, quella legge, la cui dotazione finanziaria è stata decisa a fine anno ed è stata in qualche modo rimpinguata con i finanziamenti, anche se pochi, dell'assestamento di bilancio approvato a fine dicembre, dovrebbe disporre di un minimo di dotazione finanziaria, sulla base della quale tra l'altro, si sarebbero dovute emanare le direttive, cosa che non è stata ancora fatta, e successivamente realizzare anche i piani di spesa e gli interventi, cosa che ancora ad oggi non è stata fatta. Ebbene, in questo comma si destinano tre miliardi a valere su quella legge per contributi per la costruzione, il riattamento e la manutenzione di laghetti collinari.

Chi ha un minimo di conoscenze tecniche sa che con tre miliardi a malapena si realizza un laghetto collinare, anzi si realizzava, adesso molto probabilmente non si realizza più. Noi non siamo contrari ai laghetti collinari, così come non siamo contrari a tutti gli interventi seri nel campo delle risorse idriche, sia in direzione di nuovi accumuli, sia in direzione dei recuperi, così come abbiamo avuto modo di dire, per tutta la materia dei reflui eccetera, sia in relazione all'esigenza, pure pressante, di avere un sistema diffuso di accumuli di risorse idriche nel territorio che abbiano minori costi di gestione, che siano di semplice utilizzazione e che siano di servizio alle aziende in funzione dell'irrigazione, ma soprattutto nelle zone interne, nelle zone di bassa o di alta collina della nostra isola, alle aziende agropastorali che spesso denunciano, nei mesi estivi, una grande penuria per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico e per le quali la Regione, con diversi interventi nel corso di questi ultimi anni, ma direi anche di questi ultimi decenni, spende ogni anno ingenti risorse, spesso decine e decine di miliardi, che potrebbero essere destinati diversamente, per esempio agli accumuli. Ecco perché noi non siamo contrari a questo intervento. Ma chiediamo la soppressione del comma 6 perché quando si scrive un comma con questa dotazione finanziaria vuol dire che c'è nome e cognome, e localizzazione precisa dell'intervento che si vuole realizzare, perché ripeto con tre miliardi si realizzava un laghetto collinare 10 - 15 anni fa, adesso si potrà realizzare un laghetto di dimensioni molto ridotte, chi ha un minimo di conoscenze tecniche è in grado di confermare questo mio parere.

Si può accettare che, nella finanziaria, che si vorrebbe approvare rapidamente, che si vorrebbe efficace ed efficiente, che si vorrebbe snella, si ipotizzi un finanziamento di questo tipo? Un finanziamento ad hoc?

Per quanto ci riguarda queste cose non sono accettabili, sono le cose che ci fanno indignare, perché riteniamo che siano necessari interventi organici che debbono essere finalizzati allo sviluppo del territorio e che non dovrebbero portare nomi e cognomi, come spesso accade, per le proposte che vengono avanzate in questo Consiglio.

Per questa ragione, noi chiediamo che il Consiglio prenda in seria considerazione la proposta da noi avanzata con l'emendamento numero 434, di cancellare questo comma perché lo consideriamo un'ignominia nei confronti di chi davvero ha subito nel corso di questi anni tutte le conseguenze drammatiche della siccità, e chiediamo che si pensi davvero ad un piano serio di interventi che sia in grado, anche da questo punto di vista, di affrontare il problema in modo organico e con risultati positivi per l'intero settore e per l'intera categoria degli agricoltori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Grazie Presidente, voglio molto brevemente riprendere alcune considerazioni fatte dall'assessore Pittalis in merito alla diga S'Alusia sul Flumineddu.

L'Assessore diceva, e questo mi fa piacere, che è stata ricompresa nel programma relativo all'intesa Stato-Regione, però vorrei dire all'Assessore che mi risulta che sia stata inclusa nell'anno 2008, quindi mi sembra una collocazione che certamente non dà risposte alle popolazioni di quei territori che da diversi decenni attendono questa importante opera per la trasformazione agricola del proprio territorio.

Vorrei ricordare anche che di norma, sia nei piani comunitari che in tutti i programmi, vengono inclusi i progetti esecutivi, anzi, direi esclusivamente i progetti cantierabili. Il consigliere Manca prima ricordava che il punto di maggiore debolezza di questa opera è la mancanza del progetto esecutivo, progetto che sarebbe dovuto essere predisposto dal Consorzio di Bonifica di secondo grado prima, e dal Consorzio di Bonifica di Oristano oggi, cosa che al momento non è stata fatta. Non sappiamo quali logiche sovrintendono a questo mancato adempimento, per cui noi riteniamo che di questo si debba far carico la Regione. Ecco perché l'emendamento riguarda non lo stanziamento per la realizzazione dell'opera, ma lo stanziamento delle risorse necessarie per poter predisporre il progetto.

Vorrei ricordare che, già nel precedente Programma operativo plurifondo, le risorse per quest'opera, che risultava inclusa per 74 miliardi, alla fine del periodo di operatività del POP, vennero tolte da quella destinazione e vennero impiegate in altri territori della nostra isola.

Anche l'ordine del giorno a cui faceva riferimento il collega Scano era sicuramente un ordine del giorno riparatore a questo spostamento delle risorse, perché non c'era il progetto esecutivo disponibile e ci fu un impegno politico condiviso, anzi, sollecitato dall'attuale maggioranza.

Credo che a questo punto ci debba essere una disponibilità maggiore, un impegno forte da parte della Giunta per essere coerenti rispetto anche a quell'impegno politico e a quello a cui facevo riferimento prima, assunto dall'assessore Pittalis nel convegno di Ales del novembre scorso.

Un'ultima considerazione molto veloce riguarda il problema relativo al recupero e alla conservazione dell'ex seminario di Cuglieri; io credo che non possiamo costantemente tornare indietro rispetto agli impegni che vengono assunti. E` impensabile che si venga meno agli impegni assunti nella Conferenza dei servizi del 2 novembre del 1999 tra l'Assessorato degli enti locali, l'Assessorato della difesa dell'ambiente, l'Assessorato del lavoro, la Comunità Montana del Montiferru e il Comune di Cuglieri, tra cui quello (e tralascio il resto di questo accordo scaturito dalla conferenza dei servizi) previsto al punto 5 che stabilisce che l'Assessorato della difesa dell'ambiente provvederà a inserire in bilancio per gli anni 2000-2002 l'importo dei lavori di ristrutturazione dei locali assegnati a quest'ultimo.

C'è stato un venir meno da parte della Regione, da parte della maggioranza e della Giunta nel bilancio 2000; credo che non sia assolutamente accettabile che anche nel bilancio 2001 non si dia seguito all'accordo sottoscritto.

Chiedo quindi che, attraverso un ulteriore approfondimento da parte della Giunta, si possa rivedere il pronunciamento negativo rispetto all'emendamento numero 66, anche perché a questo punto credo che sia necessario che i soggetti sottoscrittori e in questo caso la Regione recuperino anche credibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.-Sardegna). Presidente, ritiro gli emendamenti numero 63 e 64, che spero la Giunta voglia accogliere in altro stato previsionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Voglio fare alcune brevi considerazioni su alcuni emendamenti, a iniziare dal numero 340 che mi vede primo firmatario.

Questo emendamento contiene una richiesta di stanziamento di cento miliardi per il rifacimento e la ristrutturazione delle reti acquedottistiche dei comuni della Sardegna.

Il relatore della finanziaria ha dato un parere negativo sull'emendamento. Però io questo emendamento l'ho presentato insieme ad altri colleghi della Commissione lavori pubblici anche raccogliendo la richiesta che, in quella sede, l'Assessore dei lavori pubblici avanzò nei confronti della Commissione, chiedendo che questa si facesse in qualche modo portatrice di una richiesta di ulteriori finanziamenti per il rifacimento delle reti acquedottistiche dei comuni della Sardegna che versano, come tutti sappiamo, in condizioni di fatiscenza.

Peraltro mi sembra che questo emendamento sia anche coerente con uno studio approvato dalla Giunta regionale il 22 agosto del 2000, uno studio propedeutico all'intesa istituzionale di programma sul sistema idrico che in alcune sue parti richiama la priorità e l'urgenza del rifacimento delle reti idriche dei comuni dell'isola, supportando questa priorità con un ragionamento e con dei dati che sono i seguenti: in Sardegna si disperdono annualmente dalle reti idriche cittadine cinquanta milioni di metri cubi; l'acqua costa mediamente in Sardegna, non viene pagata ma costa, circa 1100 lire a metro cubo. Stiamo parlando di qualcosa come 55 - 60 miliardi l'anno di perdite in termini finanziari!

In quello studio si dice anche che l'esigenza finanziaria per il rifacimento delle reti idriche dei comuni della Sardegna ammonta a 600-700 miliardi. Allora, se noi facciamo un conto semplice semplice, in dieci anni, con il risparmio dei 60 miliardi annui che noi disperdiamo nel sottosuolo, anche con danni - vi risparmio i ragionamenti sui danni alle abitazioni e a quant'altro - noi riusciremmo con un mutuo, in questo caso pagato con i risparmi, quindi che ha a fronte davvero un risparmio serio, un risparmio concreto, a rifare le reti idriche dei nostri comuni con i benefici che tutti possiamo immaginare in termini di risparmio della risorsa idrica, perché questa è la vera esigenza che da tanti viene espressa per affrontare, anche in maniera seria e concreta, il problema della carenza della risorsa idrica nell'isola.

Allora perché questo parere così nettamente contrario rispetto ad una richiesta che peraltro è stata avanzata dall'Assessore in Commissione?

Posso anche convenire che vi sia, in questo frangente, una difficoltà a trovare risorse, ma un segnale andrebbe comunque dato. Se ci fosse da parte dell'Assessore una qualche risposta positiva in merito al problema che ho sollevato con questo emendamento, sarei anche disponibile, se prevediamo il finanziamento attraverso il bilancio o i fondi POR, ad un ritiro concordato dell'emendamento, in considerazione della disponibilità a dare una risposta positiva ad un problema che peraltro non riguarda un determinato territorio, ma è un problema generale della Sardegna, acclarato peraltro nei documenti ufficiali approvati dalla Giunta regionale.

Sugli emendamenti numero 245, 263 e 321 che hanno come primo firmatario l'onorevole Masia e che mi vedono come secondo firmatario, vorrei spendere brevissimamente due parole, anche se sono stati ritirati.

Sull'emendamento numero 245, vorrei ricordare all'Assessore che si riferisce ad un finanziamento per rispondere ai danni causati dai dissesti idrogeologici che hanno colpito in particolare alcuni comuni del sassarese. Si tratta di un problema che l'Assessore conosce da vicino per essere stato a Castelsardo, e in quell'occasione convenne addirittura, con l'amministrazione comunale, di avanzare una richiesta di cento miliardi a Roma. Così titolavano i giornali. Però i cento miliardi da Roma arriveranno, e forse anche di più, con i fondi sulle aree depresse che verranno trasferiti dalla finanziaria nazionale, ma vi sono anche, mi pare, fondi sul POR, cioè fondi a valere sulla finanza regionale, che possono rispondere bene a queste esigenze. Mi riferisco a Castelsardo che ultimamente è stato davvero un disastro a seguito delle abbondanti piogge, ma anche al comune di Florinas che ha un'unica strada d'accesso al paese che è a senso unico alternato e che forse si rischia di dover chiudere, precludendo così qualsiasi accesso a questo paese, e mi riferisco anche al comune di Sedini, sul quale parlerò successivamente, a proposito di un altro emendamento, cioè il 263, che riguarda la strada di Sedini. Anche questo è un problema che l'assessore Ladu conosce bene perché anche in quel territorio mi risulta sia stato in visita da pochissimo, forse un mese o due mesi fa. Io voglio richiamare la situazione qui in aula, ricordando che Sedini è un comune che ha una strada chiusa da quasi cinque anni, dal gennaio del 1996, la strada statale Castelsardo-Sedini è chiusa dal 1996. Lo richiamava l'onorevole Masia poc'anzi nel suo intervento. Gli studenti che vanno a Sassari, e tutta la popolazione di Sedini sono costretti a fare un giro enorme per raggiungere la città e i paesi vicini.

Vi era un impegno dell'allora Assessore dei lavori pubblici, Fois, che mandò una lettera all'amministrazione provinciale di Sassari, e per conoscenza al Comune di Sedini, sollecitando il progetto esecutivo per bypassare la zona franosa con la predisposizione di una bretella, che l'amministrazione provinciale di Sassari si peritò di redigere velocemente, per un importo di 8 miliardi e 600 milioni, mettendo anche nel suo piano pluriennale delle opere pubbliche la posta in bilancio di due miliardi per realizzare quella bretella.

L'onorevole Fois, allora assessore dei lavori pubblici, prese l'impegno (stiamo parlando del 1999) di concorrere alla spesa di otto miliardi e 600 con 6 miliardi e 600 milioni, ma a tutt'oggi non mi pare che vi sia stata una risposta adeguata per risolvere questo problema, e intanto i cittadini di questo comune devono farsi 15 - 20 chilometri in più per raggiungere il capoluogo di provincia. Gli studenti si devono alzare alle cinque e mezzo del mattino per raggiungere la loro sede scolastica, e mi pare che, dopo cinque anni, questo problema debba essere davvero preso a cuore dall'Assessore e dalla Giunta, e risolto adeguatamente.

Sull'emendamento numero 321 che riguarda i centri storici, voglio dire una sola battuta, ne abbiamo già parlato, io chiederei davvero un impegno se non a valere sulla finanziaria, a valere sul bilancio e sui fondi del POR per sostenere le richieste, davvero numerose e fiduciose, avanzate dai diversi comuni della Sardegna nei confronti dell'Assessore degli enti locali per avviare una fase di riqualificazione e di valorizzazione dei centri storici della nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo brevemente per segnalare un aspetto, e vorrei che l'Assessore Pittalis mi seguisse un attimo. A mio parere l'emendamento numero 434 andrebbe approvato perché il comma 6 dell'articolo 4, per quanto riguarda i contributi al laghetto collinare, fa riferimento all'articolo 18 della legge "21". La legge "21" non è stata approvata dall'Unione europea e l'articolo 18 è tra gli articoli contestati. I punti 29 e 30 della nota trasmessa da parte dell'Unione europea, contestando la legge 21, fanno riferimento proprio all'articolo 18.

Penso che sia inopportuno inserire in legge finanziaria un finanziamento facendo riferimento ad una legge attualmente contestata dall'Unione europea.

Chiedo quindi all'Assessore di accogliere l'emendamento 434, così forse si può ritirare la richiesta di voto segreto, perché comunque, insieme alle osservazioni fatte dal collega Ortu, mi pare che questa osservazione ci suggerisca di non indicare questo finanziamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S.- C.D.U. Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Molti emendamenti che sono stati presentati in questo capitolo, relativamente ai lavori pubblici, sicuramente meriterebbero maggiore attenzione, se ci fossero le risorse finanziarie sufficienti. Personalmente io li avrei accolti tutti. Purtroppo non ci sono, almeno in questa parte di bilancio, le condizioni adeguate per accoglierli tutti.

Pur tuttavia voglio fare qualche considerazione sulle proposte che sono state avanzate, e su alcune credo che sia necessario fare comunque qualche specificazione, anche dal punto di vista tecnico.

Per quanto riguarda il primo maxi emendamento, quello relativo al collegamento fra invasi, credo che questo sia veramente un argomento di grande portata e sicuramente impegnerà questo Consiglio regionale nei prossimi mesi e nei prossimi anni, perché ritengo che sia la chiave di volta per la soluzione in termini complessivi del problema idrico, nel senso che noi oggi abbiamo alcune zone ricche di acqua, soprattutto nel nord e nel centro Sardegna, mentre abbiamo una zona che è il meridione della Sardegna, e più specificamente la zona del Flumendosa, Campidano, Cixerri, dove non si riesce effettivamente a creare le condizioni necessarie per dare acqua sia potabile ma soprattutto per uso irriguo ed anche industriale in quantità adeguata. Noi vediamo che c'è un settore, soprattutto nel meridione della Sardegna, che è quello agricolo, che potrebbe essere fiorentissimo in questa zona perché la natura fisica del terreno lo permette, nel senso che ci sono terreni di ottima qualità, però purtroppo la scarsità delle risorse idriche non permette di garantire quantità sufficienti di acqua, quindi c'è una situazione di sofferenza per cui l'agricoltura è in gravissima difficoltà.

Ebbene, credo che noi non possiamo continuare ad andare avanti come siamo andati avanti fino adesso, aspettando che magari piova ogni mese, ogni tre mesi, ogni sei mesi e condizionando anche l'erogazione delle risorse idriche sulla base dei livelli di piovosità degli ultimi mesi.

Credo che la politica della Regione, per quanto riguarda le risorse idriche, debba cambiare, nel senso che noi ormai siamo obbligati a convivere con la siccità perché ormai i livelli di piovosità in questi ultimi decenni sono sempre in diminuzione, quindi la mancanza delle risorse idriche è un fatto strutturale vero e proprio in quanto questa è una zona a rischio di desertificazione, e dobbiamo creare le condizioni per far sì che anche periodi di siccità di sei mesi o un anno non creino condizioni di disagio per quanto riguarda l'agricoltura e l'industria, oltre che naturalmente anche per gli usi potabili, perché noi sappiamo quanto ha sofferto e sta soffrendo ancora la popolazione dell'area di Cagliari proprio a causa del razionamento dell'acqua.

Dobbiamo essere in condizioni di fare programmi pluriennali per quanto riguarda la distribuzione delle risorse idriche destinate soprattutto all'agricoltura e all'industria, perché solo in questo modo noi possiamo garantire certe colture. Se così non fosse continueremmo a subire gli effetti negativi di questo periodo di siccità, mettendo in gravissima difficoltà una economia che potrebbe avere grandi prospettive.

Qualche mese fa ho ricevuto i coltivatori della barbabietola da zucchero del Campidano, i quali dicevano che se avessero la possibilità di avere garantito un certo quantitativo d'acqua, avrebbero potuto irrigare molti più terreni e avrebbero potuto creare nuova occupazione. Fra l'altro questo è un settore che tira molto e che sicuramente in Sardegna potrebbe avere una grande capacità di crescita, però le condizioni oggi non ci permettono di programmare l'acqua per usi agricoli.

Oggi la programmazione che prevede il collegamento fra invasi è sicuramente un fatto di grande importanza, e mi riferisco soprattutto alla grande novità per quanto riguarda le risorse idriche in Sardegna, che è dovuta al completamento e all'inizio della messa in funzione della diga cantoniera che, a collaudo finito, potrebbe invasare quasi 800 milioni di metri cubi d'acqua, però noi oggi siamo già in condizioni di poterne invasare 220 milioni di metri cubi. Questo significa che per quanto riguarda quella zona noi abbiamo sicuramente quantità sufficienti, e da questa zona noi possiamo dare una certa quantità d'acqua anche per la zona del basso Campidano. Credo che uno dei collegamenti principali che deve essere attivato sia quello tra la zona dell'alto oristanese, dove sicuramente ci sono grandi risorse, la Marmilla e il basso Campidano perché sicuramente questa è la zona che oggi ha maggiori sofferenze in Sardegna, così come noi abbiamo già attivato altri sistemi di collegamento fra invasi nel nord Sardegna, tentando di collegare quelle zone dove esistono bacini idrografici con grandi quantità d'acqua, e che magari hanno invasi abbastanza piccoli, con zone che invece hanno invasi sufficienti e piccoli bacini idrografici.

È uno studio che stiamo portando avanti; alcuni collegamenti li abbiamo già messi in pratica, mi riferisco al collegamento fra la diga di Su Gologone e la diga di Ollai, che sicuramente garantirà condizioni ottimali dal punto di vista idropotabile sicuramente per altri decenni ancora.

Fra gli interventi che stiamo prevedendo chiaramente non ci sono soltanto gli interventi che riguardano i collegamenti fra invasi; c'è soprattutto, l'ho sentito in diversi interventi anche stasera, il problema delle reti. Oggi noi abbiamo un sistema obsoleto per quanto riguarda la tenuta delle condotte idriche, e in alcune zone si supera anche il 50 per cento di perdite. Lo diceva prima nel suo intervento anche l'onorevole Morittu, noi praticamente perdiamo quantità enormi d'acqua e soprattutto di acqua che costa, perché l'acqua che è già potabilizzata e che è già in rete costa sicuramente molto di più dell'acqua che si trova negli invasi. Chiaramente questo è un problema che noi dobbiamo tentare di superare perché in alcune zone e soprattutto in alcuni centri abitati, mi riferisco ad alcune zone della città di Cagliari, abbiamo registrato perdite che si aggirano intorno al 50 per cento e anche di più. Già abbiamo fatto gli interventi portanti, con un primo finanziamento di 58 miliardi col bilancio della Regione, sulle reti interne, sulle reti di collegamento, ma sicuramente ci sono da fare tantissimi altri interventi per quanto riguarda le perdite.

Sono previsti anche altri interventi per altri invasi. Stasera ne sono stati elencati alcuni, mi riferisco all'intervento di S'Alusia, Sa Contra Ruja e quello di Medau Zirimilis a Siliqua, ma ce ne sono tanti altri ancora.

Noi, in base allo studio tecnico che abbiamo fatto nell'estate del 2000, uno studio che nei dieci anni prevede interventi per 3.600 miliardi, praticamente abbiamo previsto tutta una serie di interventi che riguardano le perdite, i collegamenti fra invasi, il recupero delle acque reflue (anche questo è un argomento di grande importanza che stiamo già iniziando ad affrontare), ma sicuramente devo dire che siamo molto indietro perché dovremmo fare molto ma molto di più. Ma sono previsti anche, eventualmente, alcuni nuovi invasi che sono assolutamente indispensabili e soprattutto mi riferisco a quelle zone...

PRESIDENTE. Grazie Assessore, abbia pazienza, è finito il tempo. E' tiranno per tutti.

Metto in votazione l'emendamento numero 434.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 434 effettivamente abbiamo verificato, e ringrazio il collega Marrocu, alcune osservazioni fatte dall'Unione Europea proprio con riferimento all'articolo 18, per cui riteniamo a un esame più attento di poterlo accogliere, e questo a dimostrazione che non c'è nessuna pregiudizialità anche nei confronti degli emendamenti dei colleghi di Rifondazione Comunista che, quando pongono un problema giusto, vanno accolti.

Siccome su questo argomento ci sono i rilievi dell'Unione Europea, riteniamo che l'emendamento numero 434 debba essere accolto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 434. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento 125.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 125.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 39

Votanti 37

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 4

Contrari 33

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DETTORI Bruno - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA Giacomo - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - ORTU.)

Per quanto riguarda l'emendamento numero 127, chiedo ai presentatori a che cosa si riferisce, visto che nel comma 8 al quale si riferisce non c'è la lettera a).

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' decaduto.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 374 è ritirato. Poiché il comma 6 è soppresso, metto in votazione i commi 7 e 8. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

L'emendamento numero 433 è stato ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 240 è stato ritirato. Sull'emendamento numero 137 ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). Intendo fare una brevissima dichiarazione di voto. Voterò a favore perché si tratta di un intervento che metterebbe finalmente le terme di Fordongianus in condizione di entrare in funzione portando così a compimento un'incompiuta che va avanti da quarant'anni. C'è in questo senso un accordo tra l'assessore Ladu, l'assessore Onida, il Comune di Fordongianus, con i quali abbiamo esaminato recentemente questo problema, e quindi penso che si possa risolvere definitivamente.

PRESIDENTE. Preciso che la copertura finanziaria grava sul Fnol, alla voce 16.

Metto in votazione l'emendamento numero 137. Chi lo approva alzi la mano.

(Interruzione)

Io lo devo porre in votazione. Assessore, vediamo di superare l'impasse. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si può sospendere questo emendamento, perché ci sono problemi di copertura finanziaria che gli uffici stanno cercando di risolvere.

PRESIDENTE. Alla voce 16 non ci sono risorse?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Appunto, ci sono dei problemi.

PRESIDENTE. Allora sospendiamo questo emendamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 40. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dobbiamo dare una differente copertura all'emendamento. Chiedo che si sospenda anche questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 66. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Sì, Presidente. Dal momento che è stato eloquente sia il parere del relatore che il silenzio degli Assessori, poiché credo che sia necessario che resti agli atti, per spiegare anche agli amministratori locali, che non sono qui, quanto valgono gli impegni della Giunta e dei consiglieri regionale che si sono impegnati su questo, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. La sua richiesta di votazione nominale deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri Giacomo SANNA, MANCA, PUSCEDDU, SCANO, Ivana DETTORI, MORITTU, PIRISI.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Voglio dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento perché lo trovo pienamente coerente con quanto l'onorevole Sanna ha detto stamattina, per cui cerco di trovare motivazioni per sostenere questo emendamento, che sicuramente non è un emendamento clientelare, non è neanche un emendamento che è ristretto ad un certo territorio, è un emendamento di grande interesse regionaleSe avessi presentato io, un emendamento per l'intervento sulla cupola della Basilica di Bosa, che sta crollando, sarebbe stato ritenuto un intervento di campanile, oppure se fossi intervenuto sul porto di Arbatax che non ha una stazione marittima da sempre, però non è quello di Cagliari o di Porto Torres che io comunque ho sostenuto...

(Interruzione)

Non ce l'ha, e ritengo che sia un grave peccato perché è la porta e lo specchio della Sardegna per chi ci viene a trovare.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, non interloquisca, la prego.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Sono cose che ho già detto, sto facendo una dichiarazione di voto e sto giustificando il mio voto.

PRESIDENTE. Sì, ma lei parli al Presidente.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Non voglio interloquire, ma replicare a quanto è stato sostenuto. Così come non abbiamo teatri lirici, così come non abbiamo tante altre cose, però ritengo che questo emendamento abbia un grande merito, quello di essere di interesse generale e quindi di non portare voti. Si è cercato di collegare questo emendamento agli interessi della provincia di Nuoro in non so quale modo. Credo che la provincia di Nuoro trarrà enormi vantaggi culturali, economici e sociali da questo emendamento, come ben ha spiegato l'onorevole Gian Valerio Sanna, con grande coerenza, così come da altri emendamenti, che già avevo segnalato stamane, che prevedono sicuramente progetti di sviluppo di tipo culturale, di tipo economico e non di bottega, come quelli presentati anche da me stamattina.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna Gian Valerio, dovrebbe indicare la voce, perché l'indicazione "Fondo nuovi oneri legislativi" è generica.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Ma ci sono i cinque miliardi bocciati stamattina, può prenderli da là, ne saremmo felici.

PRESIDENTE. Deve essere uno dei presentatori a indicare la voce.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Pro quota da tutte le voci.

PRESIDENTE. Va bene. Si riducono percentualmente tutte le voci sino a concorrere all'intera somma prevista.

Fatta questa precisazione, metto in votazione l'emendamento numero 66. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

ONIDA (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Intervengo per una esigenza di chiarezza. All'Assemblea manca la conoscenza delle questioni. Il problema è stato mal posto dall'onorevole Sanna, che pone in termini di rivendicazione un argomento che non è da porre in questi termini. Da otto anni è stato dato l'incarico al progettista per fare sì che il Seminario di Cuglieri, che è di proprietà della Regione, che è una struttura straordinaria che vale miliardi, venga utilizzato per finalità pubbliche. Quando ero Assessore dell'ambiente l'incarico al progettista, dato non da me, ma dai precedenti Assessori, è stato confermato per il progetto esecutivo dopo la predisposizione del progetto di massima, perché questa grande struttura, che una volta era la sede di una grande università umanistica, venisse utilizzata per la formazione, in particolare del Corpo forestale. Il progetto è concluso. Sono state spese, questo, abbia pazienza il mio collega, lo devo dire, centinaia e centinaia di milioni.

Se si deve bloccare questa idea, lo si faccia ma nella trasparenza e nel confronto. Io sono dell'avviso che debba rimanere l'impostazione che è stata data dal precedente Governo regionale nell'assegnare l'incarico al progettista per la realizzazione dei lavori di restauro e ristrutturazione.

(Interruzione)

No, prendeteli da dove volete, io non ho soldi per realizzare il Seminario di Cuglieri. Questa è una questione diversa, seria, possiamo non definirla oggi, io non sto dicendo che deve essere definita oggi; sto dicendo che questo è un problema molto serio del quale, se non ce ne occupiamo noi, di sicuro se ne occuperanno altri, e io non voglio essere assolutamente nella tenaglia delle decisioni che altri assumeranno su un argomento che ha una continuità nella storia dei governi della Regione. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con scrutinio elettronico, dell'emendamento numero 66.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CAPELLI - MASIA.

Voti nulli: TUNIS Gianfranco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 55

Astenuti 3

Maggioranza 28

Favorevoli 23

Contrari 31

Voti nulli 1

(Il Consiglio non approva)

Torniamo adesso all'emendamento numero 40 che avevamo precedentemente sospeso. E` stata trovata la copertura finanziaria a valere sulla UPB 03016, voce 16. Metto in votazione l'emendamento numero 40.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Su questo emendamento chiediamo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 40.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 49

Contrari 9

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 132

PIRISI (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 62 che è uguale al 226.

FRAU (A.N.). L'emendamento numero 62 è ritirato.

PRESIDENTE. Anche l'emendamento numero 226 è ritirato?

SELIS (Popolari-P.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 147. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, intendo intervenire per dichiarare, a titolo personale, il voto favorevole a questo emendamento, perché mi ero fatto promotore in passato di iniziative tendenti a rendere giustizia ad una zona emarginata del territorio della nostra provincia, che è il basso Sulcis, che potrebbe essere raggiunto facilmente dai cagliaritani, e avere una possibilità di sviluppo turistico e civile senz'altro superiori a quelle attuali se questa opera importante per quel territorio venisse realizzata, arricchendo anche nel contempo il cagliaritano che potrebbe vedere gravitare intorno a questa città e a tutti i servizi che essa offre un maggior numero di cittadini della provincia che arriverebbero facilmente in città e si sentirebbero certamente meno emarginati se venisse asfaltata questa strada.

Un tempo per questa strada passava la corriera, quando la strada era bianca, così come è adesso, ma una volta che è stata asfaltata la strada che da Siliqua porta a Nuxis, si è preferito far fare alla corriera un tragitto ben più lungo. E` una bella strada, non ci vogliono molti interventi per renderla fruibile, avvantaggiando anche lo sviluppo turistico del territorio.

Molti in passato si sono opposti perché dicevano che in questo territorio doveva nascere un parco. Io per lo stesso motivo sono stato un fiero oppositore del Parco del Gennargentu perché il mio paese che aspira da sempre a vedere asfaltata una strada che renderebbe possibile ai desulesi e a tutto il circondario della Barbagia di Belvì recarsi al mare in Ogliastra attraversando le falde del Gennargentu per una strada che esiste, come questa, e che renderebbe i tempi di percorrenza molto inferiori, non ha questa possibilità grazie all'opposizione di molti ambientalisti che non si rendono conto dei danni che fanno alla loro stessa causa prendendo iniziative come questa ed opponendosi allo sviluppo del territorio e alle esigenze del vivere civile delle popolazioni locali.

Per queste ragioni dichiaro il mio voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Devo informare che nel fondo di riserva per le spese obbligatorie vi sono solamente dieci miliardi, e l'emendamento è di venti miliardi quindi supera la disponibilità finanziaria.

Quindi l'emendamento si può mettere in votazione, se c'è l'accordo, per dieci miliardi.

FADDA (Popolari-P.S.). Va bene.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto.

CALLEDDA (D.S.). Sono d'accordo con quanto è stato detto dal collega Liori; stiamo parlando di una strada che è in una realtà straordinaria. Un pezzo di questa strada, partendo da Santadi, fino ad arrivare alle montagne di Uta, tra Uta e Capoterra, è già asfaltata, e questa strada percorre una delle foreste più grandi d'Europa.

Credo che concludere questi lavori, anche se lo stanziamento non è più di venti miliardi, sia una risposta, per tutte le considerazioni che ha fatto il collega Liori relativamente a quella zona depressa e isolata, per fare uscire quella zona dall'isolamento e soprattutto per dare al basso Sulcis, a Santadi in modo particolare, la possibilità di avere un collegamento con l'area urbana di Cagliari, perchè oggi il collegamento tra Santadi e Cagliari è davvero difficoltoso.

Con questa strada, tutto il basso Sulcis sarà facilmente collegato alla città e questo, se la Giunta intende approvare questo emendamento, è un fatto veramente importante e rilevante.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto.

CORDA (A.N.). Presidente, mi rendo conto della difficoltà di reperire la copertura finanziaria, però l'esigenza di porre rimedio alla vergogna di avere l'unica strada provinciale non asfaltata mi sembra che sia un'esigenza di tutti, per consentire una mobilità vera, in un territorio come quello del Sulcis Iglesiente. Stiamo parlando di asfaltare una strada, vi rendete conto! E` veramente incredibile che in Sardegna esistano ancora strade provinciali non asfaltate.

O crediamo davvero che le zone più depresse debbano andare verso uno sviluppo sicuro e quindi verso una mobilità che crei lavoro e dia la possibilità di spostamenti rapidi, oppure siamo veramente fuori dal mondo.

Io voterò a favore di questo emendamento perché mi sembra corretto farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I. - Sardegna). Poiché i miei colleghi, pur non appartenendo a quella zona, si sono dichiarati d'accordo, io, che mi ritengo un figlio del Sulcis, non posso che ritenere l'iniziativa valida perché l'ho portata avanti anche nella precedente legislatura.

Pertanto, a titolo personale, voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevoli colleghi e Presidente, su un emendamento di natura localistica diventa difficile per coloro i quali provengono dalla zona alla quale l'intervento è destinato, dire no all'emendamento stesso.

Trattasi, è vero, di una strada importante, una strada provinciale, però non è la sola non asfaltata, ce ne sono anche altre, e francamente dico che questa strada bianca, come altre strade provinciali, avrebbe tutto il diritto di essere asfaltata. Però quante cose non vorremmo, perché allora io potrei anche chiedere che anche le altre strade bianche della provincia vengano asfaltate, e ce ne sono diverse.

Io, però, pur essendo in linea di principio favorevole all'emendamento, voterò contro, perché, essendo io proprietario di molti terreni a Santa Lucia, non vorrei essere tacciato di interesse privato. Voterò contro proprio perché io ho dei terreni in quella zona, attraversati da quella strada e credo sia opportuno votare contro proprio per una questione di principio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S.- C.D.U. Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Chiedo che l'emendamento venga ritirato con l'impegno che questo argomento verrà affrontato assieme a tutta una serie di altri problemi che sono stati posti questa sera e che non hanno avuto risposta.

Devo ricordare che c'è un paese, il Comune di Sedini, che è bloccato, nel quale non c'è strada d'accesso e non siamo riusciti a fare nulla. Allora, per correttezza nei confronti anche di altre situazioni drammatiche, mi impegno ad affrontare gli argomenti che riguardano la viabilità, complessivamente partendo da quelle che sono le priorità principali.

Credo sia una cosa giusta, perché altrimenti altre situazioni avrebbero dovuto avere risposta già da questa sera, se ci fossero le risorse.

Vorrei dire un'altra cosa, onorevole Selis, mi riferisco ad un fatto che è successo stamattina, che riguarda la mia non presenza in Aula. Siccome è stato chiesto al Presidente il motivo della mia assenza, devo dire al Consiglio che ho chiesto l'autorizzazione e sono andato ad un incontro con i rappresentanti del Consorzio di Bonifica della Gallura perché c'è un problema urgente per quanto riguarda le risorse idriche ma soprattutto per quanto riguarda la razionalizzazione dell'acqua per usi irrigui ed anche eventualmente per uso potabile perché ci sono grossi problemi. Abbiamo fatto anche un sopralluogo in zona. Quindi, sollecitato da loro, non certo perché l'ho chiesto io, ho partecipato a un incontro che credo sia stato di grande importanza.

Sento l'esigenza di fare questa precisazione perché il problema è stato posto questa mattina in termini abbastanza problematici.

PRESIDENTE. C'è un invito della Giunta a ritirare l'emendamento numero 147.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Se avessimo avuto l'impegno preciso da parte dell'Assessore che nei programmi della Giunta regionale sarebbe stato inserito questo provvedimento, avremmo ritirato l'emendamento.

L'Assessore, nell'invitarmi a ritirare l'emendamento, ha parlato un po' di tutti i problemi della viabilità in Sardegna. Avrete notato che volutamente non ho fatto nessuna dichiarazione di voto, non ho illustrato l'emendamento, però questo è uno dei problemi più sentiti di un intero territorio. Significa togliere dall'isolamento delle zone importantissime della Sardegna. Quindi, se c'è l'impegno formale, io credo alla parola dell'assessore Ladu; tra l'altro c'è un impegno anche dell'assessore Pinto dell'Amministrazione Provinciale che sta cercando di trovare le risorse per la realizzazione di questo intervento, però non è riuscita a trovare le risorse necessarie all'interno del bilancio provinciale. Se c'è l'impegno formale da parte dell'assessore che questo intervento verrà inserito nei programmi di spesa dell'Assessorato, io non ho nessuna difficoltà a ritirare l'emendamento, altrimenti credo che l'emendamento debba essere lasciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Le cifre sono ballerine, perché ognuno di noi ipotizza venti, trenta, quaranta miliardi senza avere neanche contezza forse di quanto occorre per intervenire per risolvere questo specifico problema. La Giunta si impegna a verificare con l'Amministrazione provinciale, qual è l'aiuto che l'Amministrazione provinciale chiede per questa strada, e ci impegniamo a inserire questo intervento nel piano della viabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fadda. Ne ha facoltà.

Fadda (Popolari - P.S.). Io ritiro l'emendamento, lo riproporrò nel bilancio perché nel frattempo la Giunta regionale possa verificare con l'amministrazione provinciale la situazione finanziaria generale. Riproporrò questo emendamento nel bilancio della prossima settimana.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 259. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Presidente. Gli emendamenti numero 262, 254, 263, 264, 266, 268 e 269 sono ritirati.

Dobbiamo votare gli emendamenti numero 57 e 227 che sono identici e l'emendamento numero 448 a firma Cogodi e più, che è un emendamento all'emendamento e pertanto va votato prima. Metto in votazione l'emendamento numero 488.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

biancu (I DEMOCRATICI). Gli emendamenti numero 57 e 227 sono ritirati.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

Ortu (R.C.). Facciamo nostri questi emendamenti, altrimenti decade anche l'emendamento numero 448, e chiediamo la votazione nominale con il sistema elettronico.

Presidente. L'emendamento numero 448 non decade, si regge da solo, quindi possiamo metterlo in votazione.

Ortu (R.C.). E' un emendamento all'emendamento o no?

PRESIDENTE. Si può votare.

Ortu (R.C.). Allora va bene votiamo solo l'emendamento numero 448. Chiediamo la votazione nominale.

PRESIDENTE. La richiesta di votazione nominale deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Gian Valerio SANNA, DEMURU, PACIFICO, PINNA, CALLEDDA, Emanuele SANNA, MORITTU.)

Votazione nominale

Presidente. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 448.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Bruno - FADDA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio- FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 23

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 244 e 245 sono stati ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 258.

Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Calledda (D.S.). Chiedo all'Assessore della programmazione, visto che ha ribadito nel suo intervento - sto parlando dell'emendamento 258, sul restauro dei castelli medioevali - che è una cosa già prevista nel complemento di programmazione, se mantiene questo impegno.

Presidente. Ne deduco che l'emendamento è ritirato se l'Assessore conferma l'impegno. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, ho detto nel corso della espressione del parere che sono interventi già compresi nell'ambito di una misura ad hoc nel complemento di programma. Quindi, si mantiene questo impegno.

Presidente. L'emendamento numero 258 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 321. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 447, che è stato accolto dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 382. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Colleghi, l'emendamento numero 447 è un emendamento al 382. Gli Uffici mi dicono che si regge comunque, pertanto il 382 è stato bocciato dall'Aula il 447 è approvato.

Metto in votazione l'emendamento numero 17. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti numero 63 e 64 sono ritirati. L'emendamento numero 65 non è ritirato.

(Interruzioni)

Presidente. L'onorevole Floris, che è il presentatore, ha fatto cenno adesso che non è ritirato.

(Interruzioni)

Presidente. Un momento, procediamo con ordine.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Selis (Popolari-P.S.). Presidente, è proprio una banalità, ma questo, per come è formulato, è un emendamento al bilancio, quindi si può rinviare al bilancio. L'emendamento dice in sostanza che nell'ambito della dotazione dell'unità previsionale di base si stanzierà 1 miliardo per le competizioni golfistiche. Non entro nel merito, ma è proprio una tipica scrittura di bilancio, quindi va in bilancio.

Presidente. Onorevole Emilio Floris, l'emendamento è ritirato?

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). L'emendamento, dietro l'assicurazione del Presidente della Giunta e dell'Assessore della programmazione, è ritirato.

Presidente. Allora, l'emendamento numero 65 è ritirato. L'emendamento numero 464 è un emendamento all'emendamento numero 115.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Selis (Popolari-P.S.). Il parere della Giunta su questo emendamento è favorevole?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Selis (Popolari-P.S.). Il parere della Giunta è favorevole e anch'io, personalmente, sono favorevole, quindi voto a favore. Sottolineo solo che non è perfettamente coerente con la legge di contabilità, ma non ci opponiamo alla votazione.

Presidente. L'assessore ha bisogno di consultare gli Uffici.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Se non vado errato, la legge numero 17 del '99 è la legge sullo sport. Allora, visto che vige un Italia un credito sportivo che finanzia queste opere con tassi particolarmente vantaggiosi, chiederei ai presentatori di specificare "con il credito sportivo nazionale", nel senso che c'è una precisa norma nazionale che finanzia questi interventi in maniera più vantaggiosa dei normali istituti di credito.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.

FOIS (P.P.S. - C.D.U. Sardi). Ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Lo facciamo nostro.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. L'onorevole Selis fa proprio l'emendamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 464 che è un emendamento all'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Presidente. Metto in votazione l'emendamento numero 115. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Io chiedo la votazione per parti con una modifica. L'emendamento parla di associazioni affiliate alle associazioni sport disabili e c'è una precisa sigla. Penso che l'emendamento vada nella direzione giusta, però è opportuno togliere la sigla, nel senso che se no il finanziamento andrebbe a quell'unica associazione. Penso che si debbano sostituire le parole "affiliate all'Associazione Sport Disabili (FISD)" con le parole "Per le associazioni sportive dei disabili".

Presidente. Onorevole Vassallo mi scusi, per capire, ma lei sta parlando ancora dell'emendamento numero 464?

Vassallo (R.C.). No. Sto parlando del 115.

FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi).L'emendamento numero 115 è ritirato.

Presidente. Il 115 è ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Facciamo nostro anche l'emendamento numero 115.

Presidente. L'emendamento numero 115 è ritirato e l'onorevole Selis lo fa proprio.

Quindi, si pone in votazione...

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Mi sembra che il consigliere Selis abbia fatto proprio l'emendamento 115 con la precisazione che io facevo, per cui sono d'accordo.

Presidente. Quindi è d'accordo, si vota così.

(Interruzioni)

Metto in votazione l'emendamento numero 115. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

Marrocu (D.S.). Per evitare che una giusta esigenza venga bocciata dall'Assemblea esclusivamente perché il proponente lo ha ritirato e viene fatto proprio da noi, voglio ricordare che l'articolo 22 della legge sullo sport, dà alle società che hanno un'attività di cinque anni a livello nazionale e che avviino dei giovani allo sport un contributo di lire 200.000 per ogni giovane sino a 100 iscritti e di lire 100.000 oltre i 100 iscritti Qui si dice, semplicemente che questa norma mentre può valere, per esempio, per la società Esperia che ha cinque anni di anzianità...

(Interruzioni)

BALLETTO (F.I.-Sardegna). E' una dichiarazione di voto?

Marrocu (D.S.). Sì, è una dichiarazione di voto. Dicevo che questa norma non può valere per l'attività di associazioni di disabili, perché comunque anche se non hanno giovani iscritti è giusto dare un contributo per le attività che vengono fatte, in considerazione del fatto che è un'attività specifica per portatori di handicap per cui si dice che l'articolo 22 che si applica in questo modo per tutte le altre società, per le società che hanno dei disabili si deve applicare in modo diverso tenendo presente che hanno una finalità sociale superiore rispetto a quella delle altre società.

Ritengo che sia veramente ridicolo bocciare questo articolo esclusivamente per fare un dispetto.

(Interruzione del consigliere Balletto)

Marrocu (D.S.). Io lo stavo per sostenere da subito. Chi ti ha detto che non l'avrei sostenuto? Io lo stavo per sostenere da subito.

(Interruzioni)

Io sto parlando per me, per cui il mio voto è favorevole e mi auguro che l'Aula possa approvare questo emendamento perché comunque non è un argomento che possa essere materia di scontro fra destra, centro e sinistra.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Fadda (Popolari-P.S.). Voglio esprimere il mio voto favorevole e precisare anche che noi dall'inizio ci siamo dichiarati favorevoli all'emendamento numero 115.

(Interruzioni)

Fadda (Popolari-P.S.). Si, è già fatto!

Presidente. Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo all'emendamento numero 375.

FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi). E' ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 47.

(Interruzioni)

Presidente. Onorevole Sanna, questo emendamento non ha copertura finanziaria.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sempre in percentuale.

PRESIDENTE. Anche nell'emendamento numero 198, che ha lo stesso contenuto, non è indicata- la voce del Fondo nuovi oneri legislativi.

(Interruzioni)

Ho bisogno di saperlo adesso. Gli emendamenti numero 198, 209 e 60 sono uguali. Pertanto li metterò in votazione assieme.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto.

Biancu (I DEMOCRATICI). Sì, Presidente, per dirle che gli emendamenti numero 198, 209 e 60 si intendono ritirati.

Presidente. Gli emendamenti numero 198, 209 e 60 sono ritirati. Dobbiamo porre in votazione l'emendamento numero 47. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio)

Presidente. L'emendamento 47 graverà sul FNOL su tutte le voci in percentuale, sino al raggiungimento della somma indicata nell'emendamento.

Votazione nominale

Presidente. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento 47.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Bruno - FADDA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

Presidente. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 57

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 21

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento 156.

Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Calledda (D.S.). Assessore Ladu, io sono disposto a ritirare l'emendamento a patto che ci sia l'impegno di inserire nel programma un intervento per l'ultimazione dei lavori della diga di Madau Zirimilis.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

Ladu (P.P.S.-C.D.U.-Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Non ho fatto in tempo a parlarne. Credo che sia uno degli interventi più importanti che c'è da fare, tanto più che si tratta di interventi di completamento dell'invaso che possono dare una risposta immediata ai problemi di approvvigionamento idrico e, quindi, sono per noi prioritari.

Pertanto io credo che si possa assumere l'impegno di inserire questo intervento fra quelli che devono essere finanziati nell'immediato.

Presidente. Ha chiesto di parlare l'onorevole Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Ritiriamo l'emendamento.

ORTU (R.C.). A che punto siamo con le dighe promesse?

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 479 che è collegato. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

Presidente. La sua richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri ORTU, MANCA, CALLEDDA, PIRISI, MARROCU, MORITTU, BIANCU.)

Votazione nominale

Presidente. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 479.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Bruno - FADDA - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

Presidente. Comunico il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 22

Contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Presidente. Mi comunicano che gli emendamenti numero 199, 246, 201, 202, 341 e 267 sono ritirati.

Metto in votazione l'emendamento numero 340. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Morittu (d.s.). Io ero disponibile a ritirare l'emendamento, l'ho detto all'inizio del mio intervento. L'Assessore non è riuscito a completare il suo ragionamento. Non ha espresso una sua opinione su questo emendamento in particolare, ha fatto un ragionamento più generale, ma su questo non si è espresso. Vorrei sentire la sua opinione.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

Ladu (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Confermo nella sostanza ciò che ho detto all'inizio dell'intervento. C'è la volontà di rivedere un po' tutta la situazione per quanto riguarda le reti, è chiaro che qui stiamo parlando di un intervento da 100 miliardi quindi, sicuramente, non possiamo assumere questo impegno, però sicuramente va preso l'impegno di rivedere tutta la problematica relativa alle reti idriche.

Presidente. Ha chiesto di parlare l'Onorevole Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Adesso dobbiamo votare l'emendamento numero 137 che avevamo sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

Presidente. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 137.

Risultato della votazione

Presidente. Comunico il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 10

Contrari 46

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - COSSA - DEMURU - DETTORI Bruno - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Passiamo adesso all'esame dei commi 9 e 10 e dei relativi emendamenti, che si danno per letti:

9. L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare gli enti locali e gli Istituti autonomi di case popolari che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenze di arbitrati o di transazioni relativi ad avvenuti investimenti i cui oneri non siano sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie dell'ente; a tal fine sono autorizzati due limiti d'impegno ciascuno di lire 10.000.000.000 (euro 5.164.568,99) le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione, il primo dall'anno 2001 all'anno 2015 e il secondo dall'anno 2002 all'anno 2016. Il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S03.025 - cap. 03070/06).

10. Al fine di risanare lo stagno San Giovanni di Terralba e ripristinare la pescosità è autorizzato, nell'anno 2001, il finanziamento di lire 1.000.000.000 (euro 516.456,90) a favore del Comune di Terralba per la bonifica dello stagno di Marceddì attraverso la rimozione della mucillagine derivante dalla "mercerella enigmatica" da affidare al Consorzio delle Cooperative riunite di Marceddì (UPB S05.048 - cap. 05093/02).

Emendamento soppressivo parziale Sanna Salvatore.

Art. 4

Il comma 9 è soppresso.

La Somma corrispondente alla minore spesa derivante dalla soppressione è portata in aumento al capitolo 04019-00 (Fondo investimenti enti locali). (72)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Spissu - Fadda - Selis - Cogodi.

Art. 4

Al comma 9, dopo le parole "sofferenze finanziarie in conseguenze di" aggiungere la seguente: "sentenze", e dopo le parole "ad avvenuti investimenti" aggiungere le seguenti: "ed espropriazioni". (141)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto

Art. 4

Lo stanziamento previsto al comma 10 dell'articolo 4 è incrementato di lire 2.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S05.048 (Cap. 05093-02) - Risanamento stagno San Giovanni di Terralba.

Anno 2001 lire 2.000.000.000 cassa lire 2.000.000.000 (56)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Cappai - Usai - Frau - Liori - Carloni - Corda - Sanna Nivoli - Murgia - Tunis Marco.

Art. 4

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti commi:

10 bis. È autorizzata nell'anno 2001 l'ulteriore spesa di lire 2 miliardi da destinare alla concessione alle associazioni di volontariato dei contributi previsti dai commi 2, 6 e 7 dell'articolo 17 della legge regionale 17 gennaio 1989, n. 3 e dell'articolo 9 della legge regionale 21 settembre 1993, n. 46.

4 ter. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

05 - DIFESA DELL'AMBIENTE

UPB S05.084

Interventi e contributi in materia di protezione civile - spese correnti

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire ----------------

Competenza anno 2003 lire ----------------

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.007

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire ----------------

Competenza anno 2003 lire ---------------- (6)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Corda - Sanna Nivoli - Carloni - Murgia - Tunis Marco - Amadu - Licandro.

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 è introdotto il seguente:

"4 bis. La lettera c) del comma 1 dell'articolo 49 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna" è sostituita dalla seguente:

c) "Tortora selvatica (Streptopelia turtur)

dal primo giorno e nella prima settimana di Settembre per un massimo di tre giornate". (7)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Corda - Sanna Nivoli - Carloni - Murgia - Tunis Marco - Amadu - Licandro.

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 sono introdotti i seguenti:

"4 bis. Nel comma 3 bis dell'articolo 96 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23, introdotto dall'articolo 13 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17, l'espressione "5 per cento" è sostituita dalla seguente: "3 per cento".

"4 ter. Al comma 3 dell'articolo 22 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna" è aggiunto il seguente periodo:

"L'estensione complessiva delle aziende agri-turistico-venatorie e quella dei centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale non può essere superiore, rispettivamente, al 3 per cento e all'1 per cento del territorio agro-silvo-pastorale regionale". (8)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Corda - Sanna Nivoli - Carloni - Murgia - Tunis Marco - Amadu - Licandro.

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 è introdotto il seguente:

"4 bis. Al comma 2 dell'articolo 49 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna" è aggiunto il seguente periodo:

"Nel mese di gennaio l'attività venatoria alle specie migratorie è consentita per un massimo di tre giornate la settimana con esclusione dei giorni di Lunedì, Martedì e Venerdì". (9)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Corda - Sanna Nivoli - Carloni - Murgia - Tunis Marco - Amadu - Licandro.

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 è introdotto il seguente:

"4 bis. Dopo il comma 2 ter dell'articolo 96 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna" è inserito il seguente:

2 quater. Fino all'attivazione degli istituti previsti nel piano regionale faunistico-venatorio le autorizzazioni relative a tutte le zone concesse per l'esercizio della caccia autogestita sono rinnovate per periodi di cinque anni". (10)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna.

Dopo il comma 10 dell'art. 4, è inserito il seguente:

"10 bis. Al fine di risanare lo Stagno di S. Giusta e ripristinare la pescosità, è autorizzato nell'anno 2001 il finanziamento di lire 3.000.000.000 a favore del Comune di S. Giusta per la bonifica dello stagno da affidare alla Cooperativa dei pescatori di S. Giusta".

(UPB S05.048 - cap. 05093/03)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S05.048 - cap. 05093/03

Anno 2001 lire 3.000.000.000 cassa lire 3.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

Anno 2001 lire 3.000.000.000 cassa lire 3.000.000.000 (55)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Cugini - Biggio - Selis - Sanna Salvatore - Cossa - Capelli - Ortu - Dettori Bruno - Balia - Vassallo.

Emendamento all'emendamento 197 (art. 4, comma 10)

Dopo il comma introdotto dall'emendamento 197 è inserito il seguente:

"nell'articolo 10 della legge regionale, n. 14 del 2000 le parole "fino al 60 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "fino al massimo consentito dalla normativa comunitaria". (495)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Cugini - Fadda - Balia.

Dopo il comma 6 dell'art. 4, è inserito il seguente:

Per l'adozione e l'attuazione di un piano di recupero ambientale e di rilancio produttivo dello stagno di Santa Giusta e Merceddì è autorizzato lo stanziamento di lire 4.000.000.000 per l'anno 2001 e di lire 3.000.000.000 per ciascuno degli anni 2002 e 2003 (UPB S05.048 - Cap. 05086-02).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.048

Trasferimenti a tutele degli stagni, della pesca e acquacoltura

2001 lire 4.000.000.000

2002 lire 3.000.000.000

2003 lire 3.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.007

Fondi per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2001 lire 4.000.000.000

2002 lire 3.000.000.000

2003 lire 3.000.000.000 (197)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Ortu.

Dopo il comma 10 dell'art. 4, è inserito il seguente:

6 bis. Per l'adozione e l'attuazione di un piano di recupero ambientale e di rilancio produttivo dello stagno di Santa Giusta e Merceddì è autorizzato lo stanziamento di lire 4.000.000.000 per l'anno 2001 e di lire 3.000.000.000 per ciascuno degli anni 2002 e 2003 (UPB S05.048 - Cap. 05086-02).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.048

Trasferimenti a tutele degli stagni, della pesca e acquacoltura

2001 lire 4.000.000.000

2002 lire 3.000.000.000

2003 lire 3.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.007

Fondi per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2001 lire 4.000.000.000

2002 lire 3.000.000.000

2003 lire 3.000.000.000 (212)

Emendamento aggiuntivo Usai - Frau - Sanna Noemi - Balletto - Pilo - Fois - Corona.

Nell'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:

"7 bis. E' autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 6.000.000.000 per un programma di interventi finalizzati alla raccolta e alla depurazione delle acque reflue per il riutilizzo ai fini agricoli; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni (UPB S05.021 - cap. 05011/04).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.021 Spese per la tutela delle acque - Investimenti

Anno 2001 lire 6.000.000.000 (Comp.)

Lire 6.000.000.000 (Cassa)

Capitolo da impinguare:

05011/04 (N.I.) - Spese per la realizzazione di un programma di interventi finalizzati alla raccolta e alla depurazione delle acque reflue pe ril riutilizzo ai fini agricoli (art. 4, comma 7bis, della presente legge)

In diminuzione

UPB S11.050 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo

Anno 2001 lire 6.000.000.000 (Comp.)

lire 6.000.000.000 (Cassa)

capitolo da stornare:

11074 - Contributo annuo all'Istituzione dei concerti e del Teatro lirico P. Da Palestrina

N.B. Ridurre dello stesso importo lo stanziamento iscritto nella tabella E allegata alla legge finanziaria. (67)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Fadda - Selis - Sanna Alberto - Calledda - Dore - Ortu.

Nell'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:

"1 bis. E' autorizzato, per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003, lo stanziamento di lire 20.000.000.000= finalizzato al cofinanziamento regionale degli interventi per la bonifica e il recupero ambientale nelle aree ricomprese nell'istituendo Parco Geominerario storico e ambientale riconosciuto dall'UNESCO" (UPB S05.029 - Cap. 05013-04 (N.I.)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.029 - Cap. 05013-04 (N.I.)

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

Competenza anno 2002 lire 20.000.000.000=

Competenza anno 2003 lire 20.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

Competenza anno 2002 lire 20.000.000.000=

Competenza anno 2003 lire 20.000.000.000= (148)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Orrù - Calledda - Sanna Alberto - Fadda - Ortu - Vassallo.

Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:

Art. 10 bis

1. Al fine di consentire l'effettuazione di interventi urgenti di consolidamento e di ripristino di opere e infrastrutture pubbliche danneggiate da eventi naturali di dissesto idrogeologico, è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 50.000.000.000 (euro 25.822.844,95), nell'anno 2001.

2. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di Lavori Pubblici, previo parere della Commissione consiliare competente."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.060 - Interventi per la difesa del suolo - investimenti

Competenza anno 2001 - lire 50.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 - lire 50.000.000.000 (152)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Calledda - Sanna Alberto - Dore - Fadda - Dettori Ivana - Dettori Bruno - Vassallo

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. Al fine di consentire la realizzazione di interventi urgenti di consolidamento e di ripristino di opere ed infrastrutture pubbliche danneggiate da eventi naturali di dissesto idrogeologico verificatisi nei comuni di Castelsardo, Sedini, Sennori e Florinas, è autorizzato lo stanziamento di lire 12.000.000.000= nell'anno 2001. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta Regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici.

In aumento

UPB S08.060 - Cap. 08152-00:

Competenza anno 2001 lire 12.000.000.000=

Competenza anno 2002 lire 12.000.000.000=

Competenza anno 2003 lire 12.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 500.000.000=

Competenza anno 2002 lire 250.000.000=

Competenza anno 2003 lire 250.000.000= (191)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Cugini - Fadda - Dettori Ivana - Dettori Bruno - Vassallo

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 12.000.000.000 per attuare un piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Mannu in agro di Sassari.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.054 - Cap. 05038-04 (N.I.) - Finanziamento per un piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Mannu in agro di Sassari

Competenza anno 2001 lire 12.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 12.000.000.000= (192)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

11/bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 12.000.000.000 per attuare un piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Mannu in agro di Sassari.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.054 - Cap. 05038-04 (N.I.) - Finanziamento per un piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Mannu in agro di Sassari

Competenza anno 2001 lire 12.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 12.000.000.000= (252)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 12.000.000.000 per attuare un piano di risanamento ambientale dello stagno di Platamona nel Comune di Sorso. (UPB S05.036 - Cap. 05024-01)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.036 - Cap. 05024-01 (N.I.) - Finanziamento al Comune di Sorso per il risanamento ambientale dello Stagno di Platamona

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000= (251)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 7.000.000.000 per attuare un piano di risanamento e recupero dell'area fluviale del Coghinas dalle terme di Casteldoria alla foce. (UPB S05.054 - Cap. 05038-03)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.054 - Cap. 05038-03 (N.I.) - Finanziamento per un piano di risanamento e recupero dell'area fluviale del Coghinas dalle terme di Casteldoria alla foce

Competenza anno 2001 lire 7.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 7.000.000.000= (253)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:

10 bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 5.000.000.000 per attuare un piano di risanamento delle zone umide e per il recupero ambientale nel Comune di Stintino. (UPB S05.036 - Cap. 05024-00)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.036 - Cap. 05024-00 (N.I.) - Contributi ai Comuni per l'attuazione di interventi urgenti di conservazione ambientale

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000= (255)

Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi -Vassallo

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma 10/bis:

L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 5.000.000.000 alla Comunità Montana n. 18 Monte Linas per ottenere un Piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Terramainstus in agro dei Comuni di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini e Pabillonis. (UPB S05.054)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.054 - Cap. 05038-05 (N.I.) - Finanziamento per un Piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Terramainstus, C.M. n. 18 Monte Linas

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000= (390)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Giagu - Biancu - Cugini - Fadda - Dettori Bruno

Art. 4

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti:

4.bis L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, nell'anno 2001, all'Ente di Gestione del Parco Nazionale dell'Asinara un contributo straordinario di lire 10.000.000.000 (euro 5.164.568,99) per la realizzazione di interventi di bonifica, messa in sicurezza e risanamento ambientale di aree interessate da smaltimento incontrollato di rifiuti nel territorio del parco.

4.ter Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

In aumento

05 - Difesa ambiente

S05.036

Interventi a tutela dei Parchi e delle aree protette

Competenza 2001 lire 10.000.000.000 cassa 2001 lire 10.000.000.000

(euro 5.164.568,99)

Competenza 2002 ----------------------

Competenza 2003 ----------------------

In diminuzione

03 - Programmazione

S03.007

Competenza 2001 lire 10.000.000.000 cassa 2001 lire 10.000.000.000

(euro 5.164.568,99) (euro 5.164.568,99)

Competenza 2002 ----------------------

Competenza 2003 ---------------------- (193)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:

"10/bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 20.000.000.000 per attuare un piano di risanamento e bonifica discariche e materiali vari nell'Isola dell'Asinara." (UPB S05.029 - Cap. 05015-17)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.029 - Cap. 05015-17 (N.I.) - Spese per la realizzazione di un piano di risanamento e bonifica delle discariche e materiali vari nell'Isola dell'Asinara

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000= (249)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:

"10/bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 15.000.000.000 per attuare un piano di interventi per il recupero e il risanamento delle coste soggette ad erosione nel Golfo dell'Asinara." (UPB S05.021 - Cap. 05015-03)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.054 - Cap. 05015-03 (N.I.) - Spese per la realizzazione di interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico

Competenza anno 2001 lire 15.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 15.000.000.000= (250)

Emendamento aggiuntivo (sostituisce il n. 107) Murgia - Capelli

Art. 4

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti commi:

4.bis Per la salvaguardia e la valorizzazione del monumento naturale denominato "Sorgente de Su Gologone" è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 3.500.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Stato di previsione 05 - Difesa ambiente

S05.0369

Interventi a tutela dei Parchi e delle aree protette - Investimenti

Competenza 2001 lire 3.500.000.000 cassa 2001 lire 3.500.000.000

Competenza 2002 ----------------------

Competenza 2003 ----------------------

In diminuzione

03 - Programmazione

S03.007

Competenza 2001 lire 3.500.000.000 cassa 2001 lire 3.500.000.000

Competenza 2002 ----------------------

Competenza 2003 ----------------------

Mediante riduzione della voce 4 della Tab. B allegata alla L.F. (438)

Emendamento aggiuntivo Manca - Dettori Ivana - Demuru - Pirisi - Balia - Masia

Art. 4

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti commi:

10 bis. Per la salvaguardia e la valorizzazione del monumento naturale denominato "Sorgente de Su Gologone" è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 5.000.000.000.

4 ter. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

In aumento

Stato di previsione 05 - Difesa ambiente

S05.0369

Interventi a tutela dei Parchi e delle aree protette - Investimenti

Competenza 2001 lire 5.000.000.000 cassa 2001 lire 5.000.000.000

Competenza 2002 ----------------------

Competenza 2003 ----------------------

In diminuzione

03 - Programmazione

S03.007

Competenza 2001 lire 5.000.000.000 cassa 2001 lire 5.000.000.000

Competenza 2002 ----------------------

Competenza 2003 ---------------------- (35)

Emendamento aggiuntivo Cugini - Dettori Bruno - Morittu - Fadda - Sanna Alberto - Demuru - Pirisi - Balia - Ortu.

Art. 4

Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:

10/bis. E' autorizzato nell'anno 2001 lo stanziamento di lire 30.000.000.000= (euro ) quale contributo per la realizzazione di nuovi impianti tecnologici di trattamento dei rifiuti nei bacini nei quali siano state costituite le società di gestione fra i comuni interessati, sulla base di un programma predisposto dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB 29 - Cap. 05012.03

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S030016-00 - Fondo per nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000= (194)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Fadda - Dettori Ivana - Balia - Dettori Bruno

Art. 4

Dopo il comma 4 dell'articolo 4 sono aggiunti i seguenti:

4 bis. L'Amministrazione regionale concede un contributo agli enti locali, o agli enti gestori degli impianti, che provvedono, in tutto o in parte, allo smaltimento dei rifiuti urbani mediante l'utilizzo di impianti di incenerimento.

4 ter. Le direttive di attuazione del precedente comma sono approvate dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, lett. I) della l.r. 7 gennaio 1977, n. 1.

4 quarter. Gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 4 bis sono determinati in lire 14 miliardi per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003 (Unità previsionale di base S 05028).

4 quinquies. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

In aumento

Stato di previsione 05 - Difesa ambiente

S05028

Finanziamenti di parte corrente per la gestione dei rifiuti

Competenza 2001 lire 14.000.000.000 cassa 2001 lire 14.000.000.000

Competenza 2002 lire 14.000.000.000

Competenza 2003 lire 14.000.000.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 14.000.000.000 cassa 2001 lire 14.000.000.000

Competenza 2002 lire 14.000.000.000

Competenza 2003 lire 14.000.000.000 (196)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Falconi - Fadda

Art. 4

Dopo il comma 10 dell'articolo 4 sono aggiunti i seguenti:

10 bis. L'Amministrazione regionale concede un contributo agli enti locali, o agli enti gestori degli impianti, che provvedono, in tutto o in parte, allo smaltimento dei rifiuti urbani mediante l'utilizzo di impianti di incenerimento.

10 ter. Le direttive di attuazione del precedente comma sono approvate dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, lett. I) della l.r. 7 gennaio 1977, n. 1.

10 quarter. Gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 4 bis sono determinati in lire 14 miliardi per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003 (Unità previsionale di base S 05028).

10 quinquies. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

In aumento

Stato di previsione 05 - Difesa ambiente

S05028

Finanziamenti di parte corrente per la gestione dei rifiuti

Competenza 2001 lire 14.000.000.000 cassa 2001 lire 14.000.000.000

Competenza 2002 lire 14.000.000.000

Competenza 2003 lire 14.000.000.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 14.000.000.000 cassa 2001 lire 14.000.000.000

Competenza 2002 lire 14.000.000.000

Competenza 2003 lire 14.000.000.000 (213)

Emendamento Sanna Alberto - Biancu - Demuru - Manca - Fadda - Spissu - Dettori Ivana - Cogodi - Vassallo - Ortu.

Art. 4

Dopo il comma 10 sono aggiunti i seguenti:

10 bis. Per la realizzazione di interventi di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale in aree interessate dallo smaltimento incontrollato di rifiuti in attuazione del comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 21 settembre 1993, n. 46, così come sostituito dal comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 19 luglio 2000, n. 14, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 20.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003.

10 ter. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti integrazioni:

IN AUMENTO

Stato di previsione 05 difesa ambiente

S05.029

Investimenti nell'ambito della gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati

Competenza 2001 lire 20.000.000.000 cassa 2001 lire 20.000.000.000

Competenza 2002 lire 20.000.000.000

Competenza 2003 lire 20.000.000.000

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S.03.007

Competenza 2001 lire 20.000.000.000 cassa 2001 lire 20.000.000.000

Competenza 2002 lire 20.000.000.000

Competenza 2003 lire 20.000.000.000 (210)

Emendamento aggiuntivo Falconi - Demuru - Fadda - Dettori Ivana.

Dopo il comma 10, è aggiunto il seguente:

10 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata per l'anno 2001 a concedere un contributo straordinario di 800.000.000 al Comune di Baunei finalizzati al trasporto in autobotte delle acque reflue dalla frazione di Santa Maria Navarrese al depuratore del Consorzio Industriale di Tortolì-Arbatax per il relativo trattamento in attesa della realizzazione del collettore di collegamento al depuratore.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.021 - Cap. 05013-10

Competenza anno 2001 lire 800.000.000=

In diminuzione

UPB 03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 800.000.000= (261)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.

Dopo l'art. 4, comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. "L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare il completamento di studi e monitoraggi nei Comuni classificati ad alto rischio idraulico o di frana molto elevato, così come individuati dal Decreto Interassessoriale dell'Assessore dei Lavori Pubblici e dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente 11 agosto 2000, n. 548, pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Sarda n. 29 del 19 settembre 2000 ed eventualmente integrato con apposito Decreto di altre Comunità che presentano analoghe e accertate situazioni di alto rischio ambientale.

L'Amministrazione è autorizzata altresì a elaborare il Piano degli interventi atti a risanare e/o minimizzare i rischi di gravi dissesti idrogeologici, ed a concedere contributi ai Comuni sino al 100% dei costi di intervento in relazione alle priorità stabilite dal Piano predisposto dall'Assessorato dell'Ambiente in concerto con l'Assessorato dei LL.PP e approvato dalla Giunta Regionale.

Per le finalità del presente comma si fa fronte attraverso UPB S05.059 - capitoli 05039.00 - 05040-00, nel limite di spesa di lire 15.000.000.000 per ciascuna annualità 2001-2002-2003. (377)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu.

All'art. 4, comma 10, è aggiunto il seguente comma:

"7 bis. E' fatto divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire, nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extra-regionale. L'Assessore Regionale della Difesa dell'Ambiente provvede, anche tramite il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale, ad assicurare il rispetto integrale di tale divieto, nonché ad informare tempestivamente il Consiglio Regionale dei casi di accertata violazione. Al fine della puntuale applicazione della presente disposizione l'Amministrazione Regionale è autorizzata alla spesa di L. 50 milioni per gli anni 2001, 2002 e 2003 pe ril potenziamento dei sistemi di controllo.

In aumento UPBS05.0280 (cap. 05013-10 N.I.) anno 2001 più 50 milioni

anno 2002 più 50 milioni

anno 2003 più 50 milioni

In diminuzione UPBS05.029 (cap. 05012-03) anno 2001 più 50 milioni

anno 2002 più 50 milioni

anno 2003 più 50 milioni (413)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.

All'art. 4, comma 10, è aggiunto il seguente comma: 1 bis.

Per sostenere i Comuni che realizzano la raccolta differenziata, ai fini del riciclaggio, di rifiuti solidi urbani in misura pari ad almeno il 5% nel 2001, pari al 10% nel 2002 e al 15% nel 2003, del totale conferito in discarica, sono erogati contributi finanziari in misura uguale all'80%, al netto della quota spettante alle province, del tributo annuo versato alla Regione ai sensi dell'articolo 3, comma 24 della L. 28 dicembre 1995, n. 549. Tali contributi sono erogati a valere sul fondo per interventi di tipo ambientale di cui al comma 3 dell'art. 37 della L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, con determinazioni del dirigente del competente servizio dell'Assessorato Regionale della Difesa dell'Ambiente. (UPB S05.029 cap. 05007). (414)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu.

All'art. 4, comma 10, è aggiunto il seguente: 15 bis.

La Regione, in attuazione del Decretodel Ministro dell'Ambiente, 10 settembre 1998, n. 381, e ai sensi della legge 6 agosto 1990, n. 223, e delle rispettive successive modifiche ed integrazioni, al fine di persegire la tutela sanitaria e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico, elabora, entro sei emsi dall'entrata in vigore della presente legge, una disciplina organica, comprendente norme:

· per la definizione dei piani provinciali di localizzazione dell'emittenza radio televisiva;

· per l'adeguamento della pianificazione comunale;

· per il risanamento degli impianti per l'emittenza radio televisiva e della telefonia mobile fissa;

· relative al sistema autorizzativo degli impianti fissi radio televisivi, di telefonia mobile e degli impianti mobili di telefonia;

· per gli impianti per la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica;

· per il risanamento e catasto delle linee elettriche;

· relative ai divieti e alla definizione dei limiti delle fasce di rispetto che si rendono necessarie;

· sui sistemi di vigilanza e sulle sanzioni.

A tal fine l'Amministrazione è autorizzata alla spesa di lire 50 milioni, nell'esercizio 2001 e 2002, per la predisposizione dei necessari strumenti di analisi tecnica e giuridica e di vigilanza dell'attuazione. Lo stanziamento a valere sulla UPBS05015 (cap. 05014/05 N.I. F.R.) è utilizzato secondo uno specifico programma di potenziamento dei competenti Servizi degli Assessorati Regionali della Difesa dell'Ambiente e dell'Igiene e Sanità, redatto dai rispettivi dirigenti.

Per prevenire eventuali gravi danni alla salute e all'ambiente è disposto, nelle more dell'approvazione della predetta disciplina, il divieto di localizzazione di nuovi impianti per l'emittenza radio televisiva, nonché l'installazione di nuovi impianti fissi per la telefonia mobile:

1) in ambiti classificati dagli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, come territorio urbanizzato o urbanizzabile a prevalente funzione residenziale o a servizi;

2) in edifici scolastici, sanitari e a prevalente destinazione residenziale;

3) in edifici vincolati ai sensi della normativa vigente perché classificati di interesse storico-architettonico e monumentale;

4) in edifici di pregio storico, culturale e testimoniale;

5) nei parchi urbani ed in aree destinate ad attrezzature sanitarie, scolastiche e sportive, nonché nelle riserve naturali.

L'Amministrazione Regionale, al fine dei necessari interventi di tutela della salute e salvaguardia dell'ambiente, realizza il catasto, la mappatura e il monitoraggio di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici generati dall'emittenza radio televisiva e dalla telefonia mobile, anche avvalendosi delle strutture delle Aziende Sanitarie Locali, competenti per territorio.

A questo fine richiede ai concessionari di frequenze radio televisive e di impianti fissi di telefonia mobile la necessaria documentazione, da acquisire entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge concernente.

La predetta documentazione dovrà contenere:

· l'ubicazione delle sorgenti e i relativi certificati di destinazione urbanistica;

· i valori delle emissioni dei campi elettromagnetici, così come definiti dal D.M. 381/98.c;

· le caratteristiche tecniche dell'impianto, al fine di consentire la più adeguata valutazione dei campi elettromagnetici originati.

Le presenti disposizioni non si applicano agli apparati del Ministero degli Interni, delle Forze Armate, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale e della Poizia Municipale, nonché della Protezione Civile e dei Servizi di Emergenza Sanitaria.

In aumento UPBS05015 cap. 05014/05 N.I. L. 50 milioni per ciascuna delle annualità 2001 e 2002

In diminuzione UPBS05029 cap. 05012/00 L. 50 milioni per ciascuna delle annualità 2001 e 2002 (416)

Emendamento sostitutivo totale Cogodi - Vassallo - Ortu.

Emendamento all'emendamento 416.

La Regione, in attuazione del Decretodel Ministro dell'Ambiente, 10 settembre 1998, n. 381, e ai sensi della legge 6 agosto 1990, n. 223, e delle rispettive successive modifiche ed integrazioni, al fine di persegire la tutela sanitaria e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico, elabora, entro sei emsi dall'entrata in vigore della presente legge, una disciplina organica, comprendente norme:

· per la definizione dei piani provinciali di localizzazione dell'emittenza radio televisiva;

· per l'adeguamento della pianificazione comunale;

· per il risanamento degli impianti per l'emittenza radio televisiva e della telefonia mobile fissa;

· relative al sistema autorizzativo degli impianti fissi radio televisivi, di telefonia mobile e degli impianti mobili di telefonia;

· per gli impianti per la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica;

· per il risanamento e catasto delle linee elettriche;

· relative ai divieti e alla definizione dei limiti delle fasce di rispetto che si rendono necessarie;

· sui sistemi di vigilanza e sulle sanzioni.

A tal fine l'Amministrazione è autorizzata alla spesa di lire 50 milioni, nell'esercizio 2001 e 2002, per la predisposizione dei necessari strumenti di analisi tecnica e giuridica e di vigilanza dell'attuazione. Lo stanziamento a valere sulla UPBS05015 (cap. 05014/05 N.I. F.R.) è utilizzato secondo uno specifico programma di potenziamento dei competenti Servizi degli Assessorati Regionali della Difesa dell'Ambiente e dell'Igiene e Sanità, redatto dai rispettivi dirigenti.

Per prevenire eventuali gravi danni alla salute e all'ambiente è disposto, nelle more dell'approvazione della predetta disciplina, il divieto di localizzazione di nuovi impianti per l'emittenza radio televisiva, nonché l'installazione di nuovi impianti fissi per la telefonia mobile:

1) in ambiti classificati dagli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, come territorio urbanizzato o urbanizzabile a prevalente funzione residenziale o a servizi;

2) in edifici scolastici, sanitari e a prevalente destinazione residenziale;

3) in edifici vincolati ai sensi della normativa vigente perché classificati di interesse storico-architettonico e monumentale;

4) in edifici di pregio storico, culturale e testimoniale;

5) nei parchi urbani ed in aree destinate ad attrezzature sanitarie, scolastiche e sportive, nonché nelle riserve naturali.

L'Amministrazione Regionale, al fine dei necessari interventi di tutela della salute e salvaguardia dell'ambiente, realizza il catasto, la mappatura e il monitoraggio di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici generati dall'emittenza radio televisiva e dalla telefonia mobile, postazioni radar, nonché gli impianti per la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica (elettrodott1), anche avvalendosi delle strutture delle Aziende Sanitarie Locali, competenti per territorio.

A questo fine richiede ai concessionari di frequenze radio televisive e di impianti fissi di telefonia mobile la necessaria documentazione, da acquisire entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge concernente.

La predetta documentazione dovrà contenere:

· l'ubicazione delle sorgenti e i relativi certificati di destinazione urbanistica;

· i valori delle emissioni dei campi elettromagnetici, così come definiti dal D.M. 381/98 e della Legge quadro n. 36 del 22 febbraio 2001;

· le caratteristiche tecniche dell'impianto, al fine di consentire la più adeguata valutazione dei campi elettromagnetici originati.

Le presenti disposizioni non si applicano agli apparati del Ministero degli Interni, delle Forze Armate, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale e della Poizia Municipale, nonché della Protezione Civile e dei Servizi di Emergenza Sanitaria.

In aumento UPBS05015 cap. 05014/05 N.I. L. 50 milioni per ciascuna delle annualità 2001 e 2002

In diminuzione UPBS05029 cap. 05012/00 L. 50 milioni per ciascuna delle annualità 2001 e 2002 (485)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.

All'art. 4, comma 10, è aggiunto il seguente comma: 3 bis.

La Regione, tramite le Amministrazioni comunali allo scopo delegate con la presente disposizione, al fine di favorire il risanamento degli edifici concede contributi in misura pari ai costi per lo smantellamento e lo smaltimento di coperture o contro soffitti in materiali contenenti amianto. Tali contributi, anche cumulabili con analoghe provvidenze statali, sono erogati fino a un massimo di L. 10 milioni, e comunque in misura non superiore alle spese effettivamente sostenute. Per interventi su strutture sanitarie e scolastiche pubbliche i predetti contributi sono erogati in misura pari all'80% delle spese complessive. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente norma sono valutati in lire 5 miliardi per l'anno 2001, e 10 miliardi per ciascuno degli anni 2002 e 2003, a valere sull'UPB - Servizio 05029 (cap. 05012/03 F.R.), dello stato di previsione della spesa relativo all'Assessorato della Difesa dell'Ambiente. (417)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.

All'art. 4, comma 10, è aggiunto il seguente comma: 10 bis.

All'art. 1, comma 2, lett. a) della L.R. 23 giugno 1998, n. 19 dopo le parole "di quelle in esercizio" è aggiunta la seguente espressione: "anche ai fini della pesca-turismo". Per gli interevnti di cui al citato comma 2 finalizzati alla pesca-turismo è riservato uno specifico stanziamento pari a L. 1.000.000.000 per gli anni 2001 a valere sull'UPB S05048 dello stato di previsione della spesa dell'assessorato della Difesa dell'Ambiente. L'entità dei contributi e le modalità di concessione degli stessi sono stabilite secondo quanto disposto dall'art. 4 della predetta L.R. n. 19/1998. Il complessivo stanziamento per l'attuazione degli interventi previsti dall'art. 1 della citata L.R. 23 giugno 1998, n. 19, è quantificato, per l'anno 2001, in lire 5.000.000.000, a valere sull'UPB S05048 (cap. 0509700).

La relativa copertura finanziaria è assicurata dal Fondo nuovi oneri legislativi di cui alla tabella B - Fondi regionali - UPBS03.007 - Voce 1. (430)

Presidente. Gli emendamenti possono essere illustrati.

Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 72.

Presidenza del Vicepresidente Carloni

Sanna Salvatore (D.S). Presidente, questo comma, a mio avviso, si presta ad interpretazioni equivoche, perché affermare che "l'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare enti locali e Istituti Autonomi Case Popolari che abbiano sofferenze finanziarie in conseguenza di arbitrati o di transazioni", senza specificare oltre, significa sostanzialmente autorizzare gli enti che si trovano in questa situazione ad accettare transazioni senza nessuna garanzia di correttezza amministrativa, perché l'ente, sapendo che verrà rimborsato a pie' di lista, a mio avviso, viene in un qualche modo incentivato a non attuare una seria politica amministrativa, mentre invece sono personalmente convinto che ci siano dei casi nei quali l'intervento dell'Amministrazione regionale sarebbe effettivamente necessario, e mi riferisco in modo particolare a quelle situazioni passate in giudicato, e ripeto, passate in giudicato, dove in sostanza i comuni...

Presidente. Mi scusi onorevole Sanna, non si sente.

Sanna Salvatore (D.S.). No, io scuso tutto.

Presidente. Chi non ha interesse a seguire l'intervento del collega è pregato di uscir fuori. Prego onorevole Sanna.

Sanna Salvatore (D.S.). Si, dicevo che in sostanza sarei disponibile ad accettare una formulazione dove sostanzialmente si definisca che l'intervento dell'Amministrazione regionale a favore di comuni o di Istituti Autonomi Case Popolari possa avvenire esclusivamente qualora ci si trovasse di fronte a sentenze passate in giudicato, ma dire che, in sostanza, si autorizza l'Amministrazione regionale ad intervenire a risanare a piè di lista contenziosi aperti o transazioni in corso, sostanzialmente deresponsabilizza sia i comuni, sia gli Istituti Autonomi Case Popolari, perché questi avranno la garanzia che comunque possono chiudere a qualsiasi livello la transazione in quanto c'è un rimborso a piè di lista che viene garantito dell'Amministrazione regionale.

Si dica, invece, che l'Amministrazione regionale interviene solo nei casi in cui, per esempio, i comuni, si trovano di fronte, per effetto di una causa passata in giudicato, ad un rischio serio di dissesto finanziario. In questo caso lo capisco, perché c'è la chiusura di una procedura, di un percorso, ma lasciare questa possibilità di intervento aperta, appesa alla indeterminatezza delle transazioni, senza nessuna responsabilità per il comune e per gli istituti autonomi a me pare cosa rischiosissima.

Presidente. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare l'emendamento numero 141.

pirisi (D.S.). Presidente, l'emendamento, in sostanza, richiede che dopo le parole "sofferenze finanziarie in conseguenza di" si aggiunga la parola sentenza, e dopo le parole "ad avvenuti investimenti" la parola "ed espropriazioni". Mi pare che questo serva a completare questo comma.

(Interruzioni)

pirisi (D.S.). No, sto solo facendo l'illustrazione dell'emendamento numero 141, nient'altro.

Presidente. Si è capito.

Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 56.

BIANCU (I Democratici). Abbiamo accolto positivamente, anche se l'emendamento presentato da noi è stato respinto dalla Commissione, il fatto che sia stato fatto proprio dalla Giunta, anche se con la cifra di un miliardo anziché di 3 miliardi che noi avevamo proposto per l'intervento di risanamento dello stagno di San Giovanni di Terralba, al fine di ripristinare la pescosità. Questo emendamento tende a riproporre lo stanziamento dei 3 miliardi iniziali, quindi un emendamento di 2 miliardi, perché con 1 miliardo non si riesce assolutamente a garantire i lavori occorrenti per garantire il ripristino della pescosità dello stagno di San Giovanni di Terralba, e pertanto riteniamo, presentando questo emendamento, di garantire le risorse necessarie per un intervento definitivo.

Presidente. Ha facoltà di parlare il consigliere Onnis per illustrare gli emendamenti numero 6, 7, 8, 9 e 10

Onnis (A.N.). Sì, faccio alcune brevissime notazioni per illustrare gli emendamenti numero 7, 9 e 10. Gli emendamenti numero 6 e 8 si danno per illustrati.

Con gli altri tre emendamenti, colleghi, si propone di introdurre nella legislazione venatoria della Sardegna una sorta di risarcimento a favore del mondo venatorio della nostra regione.

Questo Consiglio regionale, secondo me, molto meritoriamente, nel 1998 ha approvato all'unanimità una legge che prevedeva la caccia anche nel mese di febbraio, quella previsione è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale e oggi l'attività venatoria finisce anche in Sardegna, come nel resto del territorio nazionale, il 31 di gennaio. Ciò non toglie che le aspettative della Sardegna siano fondate, debbano essere considerate e possano essere, in un futuro che si può ritenere vicino, anche soddisfatte.

Adesso si tratta anche di riequilibrare la durata della stagione venatoria in Sardegna equiparandola, per lo meno, per una parte, alla durata della stagione venatoria nel resto d'Italia.

Voi sapete che nel resto d'Italia i cacciatori possono praticare la caccia tre giorni la settimana, mentre la legge regionale della Sardegna prevede che la caccia possa essere esercitata soltanto due giorni alla settimana. Il primo di questi emendamenti si prefigge appunto di consentire che anche in Sardegna si possa andare a caccia tre volte la settimana, non per tutto l'arco della stagione venatoria, ma limitatamente al mese di gennaio.

Il secondo emendamento prevede che la caccia alla tortora, oggi stabilita dalla legge soltanto per due giornate, possa essere estesa a tre giornate.

Vi è poi il terzo emendamento che vorrebbe incidere in materia di rinnovo delle zone autogestite. La situazione venatoria sarda è singolare; c'è questa legge che prevede un piano faunistico regionale, che purtroppo non è stato ancora attuato, e che con molta difficoltà potrà essere attuato in tempi ravvicinati. Si pone quindi il problema di gestire nel modo più oculato e più attento il patrimonio faunistico. Esistono in Sardegna tante riserve autogestite che interessano circa il 65 per cento dei cacciatori della Sardegna: quale è il regime dei rinnovi in attesa che si attui il piano faunistico regionale? Alcune di queste riserve autogestite vengono rinnovate per cinque anni, le più fortunate, altre (sono la maggioranza) vengono rinnovate soltanto per un anno. Questo fatto determina una situazione che si traduce in un danno per la conservazione del patrimonio faunistico, perché è intuitivo che coloro che sono in qualche modo interessati all'autogestione di un territorio, nella consapevolezza di poterlo gestire soltanto per un anno e non per cinque anni, non sono certamente indotti, tanto meno incoraggiati, a programmi di ripopolamento, a particolari cautele ed attenzioni nella sorveglianza, insomma, c'è un danno oggettivo per quanto riguarda la conservazione della fauna. E allora si vorrebbe che per tutte le riserve autogestite, in attesa che venga attuato il piano faunistico regionale, la data di rinnovo sia quella di cinque anni e non quella di un anno soltanto.

Vorrei, per tranquillità del Consiglio e per tranquillità della Giunta, concludendo, osservare che le innovazioni che si vorrebbero introdurre attraverso questi emendamenti sono rigorosamente in linea con quella che è la previsione della legge nazionale. L'obiezione secondo cui questi emendamenti potrebbero incidere in materia sottratta alla facoltà legislativa della Regione da quanto previsto dalla legge quadro nazionale, sarebbe una obiezione assolutamente destituita di fondamento.

Al riguardo sarebbe sufficiente rivedere quello che prevede l'articolo 18 della legge nazionale numero 152, la legge quadro sulla caccia.

Presidente. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 55.

BIANCU (I Democratici). L'emendamento numero 197 tende a garantire il completamento delle opere di bonifica delle mercerelle con la completa esportazione di numerosi banchi che infestano lo stagno di Santa Giusta, rendendone oltretutto pericolosa e difficoltosa la navigabilità e precludendo l'attività di pesca in diverse aree dello stagno. Questo intervento risolverebbe, inoltre, il problema relativo al ripristino delle condizioni di rispetto della corretta percentuale di salinità delle acque, favorendo così il naturale ricomporsi dei parametri ecoambientali ideali per riattivare quel ciclo biologico che in passato garantiva una elevata pescosità dello stagno. Questo potrebbe verificarsi con l'attivazione dell'impianto di monitoraggio ed equilibrio della salinità delle acque. Al riguardo ho presentato un'interrogazione nel mese di luglio, proprio per cercare di mettere in funzione quell'impianto, e a tutt'oggi questo non è stato realizzato, però attraverso questi interventi si potrebbe dare corso anche a questa realizzazione, perché con questo ingresso di acque si avrebbe il compenso dell'ingresso di acqua salata dal canale di adduzione del porto industriale, con le acque depurate del depuratore consortile, impianto, come dicevo prima, che finora non è entrato in funzione. Consentirebbe, inoltre, il realizzo degli impianti di ossigenazione delle acque, indispensabile nei mesi estivi quando, con le temperature particolarmente elevate e in assenza di vento, si generano fenomeni di atrofizzazione, una delle cause più frequenti che determinano le ormai ricorrenti morie stagionali di pesci nello stagno e del novellame.

Con questo emendamento potrebbero essere realizzati gli interventi che ho appena enunciato e si potrebbe garantire il recupero produttivo di questo importante compendio.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 495 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Con l'introduzione nell'ordinamento regionale, signor Presidente, dell'articolo 10 della legge numero 14 del 19 luglio 2000, il legislatore ha inteso istituire un fondo di solidarietà per gli operatori della pesca e della acquacoltura in grado di intervenire mediante: 1) un sistema risarcitorio per i danni subiti dagli stessi alle strutture ed attrezzature da pesca; 2) il meccanismo dell'indennizzo per la perdita della produzione e conseguente compromissione dei bilanci aziendali. L'ammontare dell'aiuto è fissato in ambedue i casi nella misura del 60 per cento del danno. La fase di prima applicazione della norma ha evidenziato la necessità di introdurre una differenziazione nella misura dell'aiuto, con riferimento al risarcimento da erogarsi per i danni subiti dalle strutture e attrezzature da pesca. Si tratta di eventi calamitosi straordinari, per cui si registra l'esigenza di incrementare la possibilità di aiuto , fino al massimo consentito dalla normativa comunitaria.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 67 ha facoltà di illustrarlo. Se nessuno intende illustrarlo, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 148 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 152 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 191 ha facoltà di illustrarlo.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 191 ha facoltà di illustrarlo.

MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, l'emendamento numero 191 riprende il contenuto di analoghi emendamenti già discussi e ritirati, pertanto è ritirato anche questo.

Passando agli altri sei emendamenti con la mia firma ricompresi nel blocco relativo ai commi 9 e 10, essi si caratterizzano in particolare perché intervengono sulla tutela ambientale; cercherò di essere il più veloce possibile però i colleghi mi devono consentire, di illustrarli perché anche su questi credo ci debba essere la massima attenzione.

L'emendamento 192 prevede un finanziamento di 12 miliardi per attuare un piano di bonifica e recupero ambientale del Rio Mannu. Il Rio Mannu è il più importante corso d'acqua nel territorio nord-occidentale della Sardegna. Attraversa tutta la Nurra, costeggia, in un ipotetico percorso all'inverso, verso le sorgenti, un territorio molto vasto, che tocca diversi paesi. E' un corso d'acqua che da diversi secoli ha assunto una grande importanza per quel territorio, con fortune diverse se si pensa che ultimamente dai monitoraggi eseguiti è risultato un notevole inquinamento.

Questa situazione è ormai insostenibile e proprio perché è insostenibile diversi comuni si stanno preoccupando di proporre progetti che riguardano una bonifica, un recupero di quel sistema fluviale, attraverso la realizzazione di condotte idriche e fognarie con relativi sistemi di monitoraggio e controllo, anche con l'uso di strumenti telematici, che servono in particolar modo a tutelare il corso del fiume. Il solo Comune di Porto Torres ha presentato, ultimamente, una richiesta di 4 miliardi e 800 milioni, per un progetto da finanziare attraverso la programmazione dei fondi strutturali 2001 - 2006. Gli altri comuni stanno procedendo allo stesso modo. Poiché l'importanza di questo fiume in quel territorio, è notevole, hanno chiesto anche loro progettazioni e finanziamenti per poter risanare quel corso d'acqua. Ritengo che molto si possa fare perché quel fiume rappresenta sicuramente una risorsa notevole da tutti i punti di vista. Pensate che può essere navigabile almeno per attività sportiva fino a Thiesi, per circa 40 Km.

L'emendamento successivo, il numero 251, sempre di analogo contenuto, fa richiesta di finanziamenti fino a 5 miliardi per il piano di risanamento ambientale dello Stagno di Platamona nel Comune di Sorso. Sono state avviate da qualche tempo le pratiche di esproprio per poterlo acquisire come bene pubblico, si è realizzata anche una prima parte di infrastrutture, molto ridotte, per il semplice fatto che ridotti sono stati i finanziamenti: un miliardo da parte dell'Assessorato dell'ambiente. La richiesta che si avanza ribadisce quella che è stata inoltrata, da qualche tempo, dall'amministrazione locale, per un importo di 8 miliardi e mezzo. Questo di Platamona è uno dei diversi stagni presenti nel Nord Sardegna, e rappresenta una risorsa di notevole valore ambientale; non mi dilungo più di tanto sull'argomento, sono sicuro che quelli che conoscono questa situazione sono certamente d'accordo con me, e condividono che è necessario e non più procrastinabile il recupero, il risanamento e la valorizzazione di questo bene.

L'emendamento numero 253 prevede un finanziamento di 7 miliardi per attuare un piano di risanamento e recupero dell'area fluviale del Coghinas. Senza ripetere ciò che ho detto per il Rio Mannu, voglio sottolineare che è il fiume più importante del nord Sardegna e presenta anch'esso grossi problemi; basta dire che 700 metri della costa dove è ubicata la foce del Coghinas, sono vietati alla balneazione a dimostrare quanto è urgente un intervento e quale è il livello di inquinamento. Paesi come Badesi, Trinità, Valledoria, Vignola, per non parlare di tanti altri, sono riusciti ad avere il riconoscimento quali siti di importanza comunitaria, cosa che sicuramente potrà promuovere l'attribuzione anche di risorse comunitarie, tuttavia occorre procedere con urgenza a qualche intervento. La regione costiera interessata dalla foce del fiume ha valenza comunitaria, ed è importante nel territorio, perché la valle del Coghinas vive dalla risorsa di questo fiume; se fosse risanata si potrebbe sviluppare maggiormente. A monte verso la diga del Coghinas, sono presenti le Terme di Casteldoria. Credo che non ci sia bisogno di spendere ulteriori parole per dimostrare quanto si stia perdendo attualmente non valorizzando questa risorsa ambientale. I lavori che dovrebbero essere realizzati, almeno quelli primari, servono ad impedire che vengano riversati in questo fiume gli scarichi fognari. Ultimamente sono stati assunti, da rappresentanti di questa Giunta, degli impegni ad intervenire per salvaguardare la foce del fiume; credo che tali interventi potrebbero essere finanziati con le risorse ancora disponibili, non tanto nella finanziaria quanto nel bilancio.

Illustro ora velocemente l'emendamento numero 255, chiedo scusa ai colleghi sto cercando di essere più rapido possibile...

PRESIDENTE. Ma lei ha diritto di esporre come meglio crede le sue argomentazioni, sono i colleghi che devono fare silenzio.

MASIA (F.S.D.). L'emendamento, dicevo, prevede un finanziamento di 5 miliardi per risanare le zone umide di Stintino. Anche in questo caso sarebbe necessario dilungarsi per dimostrare la valenza ambientale di quelle zone. Il Comune di Stintino ha da tempo promosso studi ed indagini utili a promuovere progetti per il recupero e la valorizzazione delle zone umide presenti nel proprio territorio, nel quale insistono diversi stagni come quello di Casaraccio, una parte dello stagno di Pilo ed altri, ma in particolare le saline, delle quali si occupa questo emendamento. E' bene evidenziare che su scala mediterranea le saline di Stintino rappresentano la prima zona umida che il flusso degli uccelli provenienti dal continente incontra. Quindi immaginatevi, tenuto conto che non esistono zone umide nell'isola gemella, la Corsica, qual è la valenza di queste zone. In queste saline è presente una grande quantità di specie di uccelli migratori: una risorsa che va valorizzata. La situazione ad oggi è che le saline non hanno la possibilità di essere rinnovate, in qualche modo va ricreato l'apporto idrico necessario; al contrario invece oggi lo stato di abbandono è notevole e c'è la possibilità, come di fatto avviene, di fare grandi scorribande con fuoristrada. Questa è una denuncia che deve trovare risposta ed ascolto da parte di chi è sensibile. Ci sarebbe ancora molto da dire ma ritengo utile indicare i lavori che sono necessari: occorre migliorare i flussi idrici per il recupero dei canali e degli argini, occorre stabilizzare il fondo e gli specchi d'acqua, occorre recuperare anche alcuni edifici presenti, come la famosa torre delle saline, che un po' tutti conoscono come immagine di quel territorio. Occorre che questi edifici vengano recuperati e destinati a formare laboratori e centri di educazione ambientale, biblioteche e centri d'osservazione della fauna, dotati di attrezzature per il pubblico e per il personale scientifico. Se così non fosse, mi consolo pensando che queste proposte almeno rimarranno agli atti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego il Gruppo di Forza Italia di accomodarsi fuori.

MASIA (F.S.D.). Chiedo scusa, occorre, dicevo, valorizzare l'ambiente e allo stesso tempo consentire uno sviluppo sostenibile; il recupero delle saline può avvantaggiarsi della vicina ampia spiaggia che in questo momento il Comune stesso sta cercando di valorizzare.

L'emendamento numero 249 prevede un finanziamento di 20 miliardi per risanare le discariche presenti nell'isola dell'Asinara. Diciamo che mi posso fermare all'enunciazione per il semplice fatto che ritengo che si tratti di un problema che tutti hanno abbastanza presente; di sicuro occorre sottolineare che l'isola dell'Asinara che è diventata parco, parte sostanziale del parco, è stata trasferita all'Ente parco con tutte le preesistenze. Alcune di esse sono ingombranti e vanno eliminate, intendo riferirmi alle discariche sulla cui necessaria eliminazione concorda chiunque sia stato su quell'isola; va sicuramente recuperata la situazione ambientale e bisogna trovare anche i modi perché questo avvenga.

L'ultimo degli emendamenti da me presentati, prevede un finanziamento di 15 miliardi per risanare le coste del Golfo dell'Asinara. Esso assume il significato di denuncia di quello che sta avvenendo nelle coste del nord Sardegna che a causa della modifica delle correnti marine, unita alla mancanza di una adeguata salvaguardia ambientale si stanno velocemente degradando. Le spiagge stanno scomparendo, le coste stanno franando, si sta perdendo una delle risorse fondamentali del nord Sardegna, che ritengo meritino di essere salvate così come si è fatto da altre parti.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ortu per illustrare l'emendamento numero 390.

ORTU (R.C.). Si tratta di un problema che interessa un territorio specifico e ben determinato, questo non vuol dire che non sia una questione ugualmente nobile. Si tratta dell'esigenza di risanare e di bonificare l'alveo del Rio Terra Maistus che attraversa gli abitati di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini e Pabillonis, ma il problema fondamentale è che purtroppo, in questi ultimi decenni che vedono in realtà questi corsi d'acqua ormai abbandonati da tutti e divenuti ricettacolo di ogni cosa, in questo territorio una qualsiasi piccola pioggia di una certa abbondanza crea danni consistenti ai terreni agricoli e alle aziende che vengono coinvolte che si sono viste, nel corso di questi ultimi decenni, asportare gran parte dei terreni che utilizzano per le produzioni dalla piena dal fiume.

Spesso la stessa Amministrazione regionale, con decreti che riconoscevano lo stato di calamità naturale, è intervenuta spendendo decine di migliaia di miliardi per risarcire i danni procurati a queste aziende nell'agro di Gonnos, Guspini e Pabillonis. Quindi l'intervento di risanamento avrebbe appunto la finalità di irreggimentare le acque e di evitare i danni perché in tante altre occasioni le aziende si sono viste ancora una volta portar via gran parte dei loro terreni agricoli e sono state costrette ad intervenire loro per ricostituirli. Tra l'altro, in una situazione di precarietà quale quella che si è determinata dal punto di vista della redditività di queste aziende a seguito delle altre cose accadute in questi ultimi anni, si è determinata una situazione che, per gran parte di questi produttori, è diventata ormai insostenibile. Per questo è necessario un intervento che sistemi l'alveo ed anche l'intero bacino. Tra l'altro questo sarebbe utile non solo ai fini del controllo delle piene, quindi per evitare i danni alle aziende, ma si potrebbe realizzare anche, come aveva a suo tempo previsto lo stesso Consorzio di bonifica con un proprio progetto, attraverso la realizzazione di alcune traverse, un sistema di raccolta delle acque che potrebbe essere utilizzato per dare acqua a quei terreni, a quelle aziende. Quindi si tratta da un altro lato di compiere un'opera di bonifica che eviti danni, e dall'altro lato di compiere un'opera che può consentire di realizzare accumuli idrici di importanza rilevante che potrebbero dare acqua a quei territori e quindi potrebbero anche consentirne il rilancio dal punto di vista agricolo. Tenete presente che quei terreni sono tutti nella parte a valle, cioè nell'agro di Guspini-Pabillonis, e sono tutti serviti, per quanto riguarda l'irrigazione, dal consorzio di bonifica e che lo stesso progetto, ripeto, del consorzio di bonifica prevedeva un sistema di invasi attraverso il quale recuperare l'acqua da immettere poi nelle condotte per poterla mettere a disposizione delle aziende ai fini della irrigazione, dando loro la possibilità di realizzare delle colture irrigue. Questa è la finalità dell'intervento che proponiamo con un obiettivo che noi riteniamo utile perché fa risparmiare all'Amministrazione regionale le risorse che, periodicamente, quando viene dichiarato lo stato di calamità naturale, destina ai risarcimenti per utilizzarle per un'azione di risanamento, di recupero e di bonifica, anche preventiva, che noi riteniamo sia la cosa migliore rispetto alla condizione in cui spesso veniamo a trovarci nella nostra regione, che è quella di intervenire solo ed esclusivamente per risarcire danni.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 193, che è sostanzialmente identico al 249 che è già stato illustrato dal consigliere Masia, ha facoltà di illustrarlo

MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 438 ha facoltà di illustrarlo.

MURGIA (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento numero 35.

MANCA (Gruppo Misto). Anche nell'illustrazione di questo emendamento numero 35 cercherò di essere brevissimo. E' più o meno simile al precedente, il numero 438 che, in maniera molto sbrigativa, il collega Murgia ha defenestrato. Questo emendamento tende a finanziare in maniera adeguata un'opera finalizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione di un monumento naturale, che è la sorgente di Su Gologone, che non ha uguali in Sardegna e probabilmente Italia; per tutta una serie di considerazioni è considerata monumento naturale di interesse nazionale per cui va intensificata l'opera per la sua salvaguardia. Con questo emendamento noi intendiamo sostenere finanziariamente la costruzione di una struttura che impedisca un fenomeno che periodicamente, e soprattutto nei periodi particolarmente piovosi, si verifica, e cioè che praticamente quando il livello dell'acqua della diga sul fiume Cedrino, si solleva oltre un certo limite provoca l'inquinamento di questa sorgente e solamente la costruzione di questa barriera non lo consentirà più. Chiaramente l'inquinamento di questa sorgente da parte del fiume Cedrino provoca il blocco dell'approvvigionamento idrico da parte delle popolazioni di Dorgali e Oliena che restano senz'acqua o con un'acqua utilizzabile per scopi igienici ma non alimentari per diverse settimane. Alcune scelte non azzeccate, quali la costruzione della diga quasi in prossimità di questo monumento naturale hanno fatto sì che questo fenomeno si verifichi con grande frequenza. Quindi un'opera sicuramente più adeguata come quella che si sta costruendo, che è la diga che ricordavamo stamane, sul fiume Olai, praticamente eviterà questo fenomeno. Inoltre l'utilizzo di questa risorsa idrica da parte di altre popolazioni, tra le quali quelle della Baronia, viene impedita per questo fenomeno. Quindi, , il finanziamento di circa 5 miliardi previsto da questo emendamento - poi bisognerà quantificare se effettivamente questa cifra è adeguata al progetto - è indispensabile per evitare tutti questi fenomeni e quindi le complicazioni che ne conseguono.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 194 ha facoltà di illustrarlo.

MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 196 e 213 sono sostanzialmente uguali. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi per illustrare l'emendamento 196.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento ha una grande valenza perché riguarda sostanzialmente tutti i cittadini che conferiscono i rifiuti agli impianti di termovalorizzazione, come si dice oggi, cioè agli inceneritori. Assessore Pittalis e Assessore Pani, chiedo scusa, l'ora è tarda, non vi voglio tediare, ma questo emendamento cerca di creare un minimo di giustizia, perché oggi noi ci troviamo in una situazione che è assolutamente paradossale. Coloro i quali conferiscono i rifiuti in maniera corretta, cioè rispettando i dettami di legge, compreso il decreto Ronchi, sostanzialmente spendono più danari di quanti non ne spenda chi oggi è fuorilegge, cioè conferisce in discarica i rifiuti tali e quali.

Io non so se questo emendamento possa trovare accoglienza in questa fase abbastanza confusa, però mi piacerebbe che l'assessore Pani dicesse qualche parola nel merito.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 210 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCU (I DEMOCRATICI ). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento 261 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti 377 e 413 ha facoltà di illustrarli.

VASSALLO (R.C.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 414, 485, 416,417, 430 ha facoltà di illustrarli.

DEMURU (D.S.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 72 esprimo parere negativo ed esprimo parere favorevole sul 141, che mi sembra sia diametralmente opposto. Esprimo parere negativo sull'emendamento numero 56. L'emendamento numero 6 è ritirato. Sugli emendamenti numero 7, 8, 9, 10 la Commissione si rimette all'Aula, considerando che non sono certamente norme di natura finanziaria.

Esprimo parere negativo sugli emendamenti numero 55, 197, 212, 67.

Presidenza del Presidente SERRENTI

Per quanto riguarda l'emendamento numero 148, che prevede una quota di cofinanziamento per il parco geominerario, su cui si è dibattuto in diverse sedi, ma anche almeno di riflesso in quest'aula, sulla sostanza dell'intervento il parere non è negativo, ma non posso non rilevare che risulta che la quota di cofinanziamento dovrebbe essere già prevista in altri provvedimenti. Non credo che sia necessario un articolo in finanziaria che precisi e preveda questo finanziamento, in quanto è già ricompreso in altri provvedimenti.

Esprimo parere negativo sugli emendamenti numero 152, 191, 192, 252, 251, 253, 255. Questi emendamenti sono evidentemente relativi ad interventi che richiedono un programma di spesa oppure un'intera legge.

Esprimo parere negativo anche sugli emendamenti numero 390,193, 249, 250. Sugli emendamenti numero 438 e 35 che riguardano lo stesso oggetto la Commissione si rimette all'Aula, avendo notizia di un'interlocuzione su questo problema tra tutte le diverse componenti del Consiglio. Esprimo parere negativo sugli emendamenti numero 194, 196, 213, 210, 261, 377. Sull'emendamento numero 413 la Commissione si rimette all'Aula, l'impegno di spesa è sicuramente basso, e la motivazione è pienamente condivisibile, ma non so quanto possa essere accoglibile in termini di spesa ed anche in termini di opportunità, essendo collegato comunque anche ad altri emendamenti, per i quali ritengo che ci si possa rimettere all'Aula, anche per il fatto che non comportano spese di grandi rilevanza. Non si può non notare che potrebbe anche essere utile un provvedimento legislativo autonomo, che possa anche meritare, allargando lo spettro, una dotazione finanziaria superiore. Però vista la finalità mi rimetto all'Aula. Sull'emendamento numero 414 il parere invece è negativo, perché mi sembra che intervenga molto specificamente su una materia che credo che difficilmente possa essere affrontata in finanziaria con cognizione di causa. Esprimo parere negativo anche sul 417. Sull'emendamento numero 430 il parere è negativo perché non riteniamo che questo provvedimento debba essere inserito in finanziaria. Credo che la normativa di settore possa meritare una riflessione ulteriore, certamente con una attenzione al problema della pesca - turismo, in relazione a tutti gli altri interventi sul settore, ma non credo che sia oggetto di finanziaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è sostanzialmente simile a quello del relatore, ma voglio fare una breve puntualizzazione. Sono interessanti le considerazioni svolte dall'onorevole Salvatore Sanna per quanto riguarda il comma nove. Ci rendiamo conto delle sue preoccupazioni e le raccogliamo come raccomandazione per le direttive che la Giunta predisporrà al momento di attuare il programma di intervento. Ho capito il riferimento al dissesto finanziario da lui fatto, che sicuramente è un criterio, anche se per queste situazioni già provvedono leggi statali. Però ne abbiamo raccolto il significato e in questa ottica ci muoveremo. Ci pare che possano essere accolte, invece, le integrazioni opportune dell'emendamento numero 141, per quanto riguarda il riferimento specifico alle sentenze ed anche alle ipotesi più ricorrenti, che sono quelle relative alle espropriazioni.

Per quanto riguarda, invece, gli altri emendamenti, riferirà sicuramente meglio il collega Assessore dell'ambiente, non senza anche qui dire ai proponenti, soprattutto all'onorevole Masia, all'onorevole Pirisi ed altri, per quanto riguarda il problema delle discariche, del disinquinamento, delle zone umide, quindi dei piani di bonifica e di recupero ambientale, che anche per questi interventi, al di là dei programmi sui quali sarà l'assessore eventualmente ad assumere un impegno più preciso, per inserirli nel programma, nel complemento di programmazione esistono risorse, ed anche in misura adeguata, proprio sull'asse 1, destinate in particolare agli interventi per le situazioni che sono state portate all'attenzione dell'Aula con questi emendamenti.

Per quanto riguarda il complesso di emendamenti relativi alla caccia, io mi permetto soltanto di fare osservare al collega Onnis che non ci sono pregiudiziali, l'unico problema che poniamo, e lo poniamo proprio perché si faccia una riflessione comune, è che non succeda quanto è successo per la scorsa finanziaria, quando solo gli interventi determinati del Presidente Floris, presso il ministro per gli affari regionali, hanno evitato che ci rispedissero la finanziaria, proprio per un emendamento che era stato votato dall'Aula e che riguardava la materia della caccia.

Ecco perché rivolgo un garbato invito ad inserire questa materia all'interno di uno dei collegati relativi all'ambiente, perché questo ci renderebbe sicuramente più tranquilli, ma siccome sono profano in materia, mi affido alla sua prudente valutazione, nella convinzione che non possiamo certamente, per questo blocco di emendamenti, per quanto fondati, rischiare il rinvio della legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Grazie Presidente, dopo l'intervento dell'Assessore ritiro l'emendamento. Naturalmente mi rasserena un po' di più il fatto che invece si dovrebbe approvare il numero 141, raccomando però ancora all'assessore che magari, attraverso opportune direttive, si esca dalla indeterminatezza che lascerebbe campo libero alla irresponsabilità dei comuni e degli IACP.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 72 è ritirato?

SANNA SALVATORE (D.S.). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Ho recepito le indicazioni del Presidente della Commissione, per quanto mi riguarda è ritirato solamente l'emendamento numero 377, che si inquadra in quell'insieme di emendamenti sul ripristino ambientale più generale e sui piani di risanamento. Per quanto riguarda invece il 413 che ha una dotazione finanziaria di 50 milioni, mi sembra che l'emendamento in sé stesso dia una precisa indicazione su un modo di operare e su un potenziamento dei sistemi di controllo della Regione rispetto al problema dei rifiuti. E' una cosa peraltro più che necessaria in questo momento, in cui l'emergenza rifiuti, non solo nella nostra regione, sta assumendo una dimensione sempre più notevole. Voglio ricordare la Commissione parlamentare che è venuta in Sardegna e non aggiungo altro.

Rispetto all'emendamento numero 414, che il relatore ha respinto, io chiedo che sia riconsiderato, perché questo emendamento si propone di modificare non una norma di una apposita legge, ma una norma di un'altra legge finanziaria, per cui se ci fosse stata maggiore attenzione al testo si sarebbe visto che si tratta della modifica del comma 3 dell'articolo 37 della legge numero 37 del '98. L'obiettivo qual è? L'obiettivo è quello di incentivare i comuni che effettuano la raccolta differenziata. La nostra è una delle Regioni fanalino di coda per quanto riguarda questa attività; c'è la necessità di potenziare l'attività, però c'è la necessità di potenziarla in riferimento agli obiettivi raggiunti, per cui non si chiede di regalare soldi a nessuno, di dare contributi alla cieca, si dice solamente che una serie di provvidenze vengono date se si raggiungono certi obiettivi. E gli obiettivi sono quelli che poi fanno corrispondere la misura allo stesso orientamento della legislazione nazionale.

Anche l'emendamento numero 416 recepisce una norma di legge, peraltro non di ieri, nel senso che si parla del decreto del Ministero dell'ambiente del 10 settembre '98, numero 381. Tutte le Regioni l'hanno già recepito. Si dà una serie di indicazioni in modo che anche la nostra Regione sia pronta a recepire la nuova legge nazionale che ha dettato norme sull'inquinamento elettromagnetico. Per cui questo emendamento è una norma di indirizzi, che però prevede la spesa di 50 miliardi che permette all'Assessorato di strutturarsi per fare fronte a queste esigenze, non aspettando oltre poiché è già in ritardo di diversi anni. La stessa cosa devo dire per l'emendamento numero 417, ci possono essere problemi per l'entità della cifra richiesta, forse abbiamo chiesto troppo, io chiedo alla Giunta di accogliere la norma e lo scopo che l'emendamento numero 417 si pone, con la disponibilità a iniziare per l'anno 2001 con una cifra anche simbolica, che però segni l'inizio di un effettivo risanamento ambientale rispetto alla questione dell'amianto. Un discorso analogo va fatto per l'emendamento numero 430, che individua l'azione sulla pesca turismo, e voglio ricordare che è necessario agire in questa direzione perché i fondi della Comunità Europea, quindi gli stessi fondi del complemento di programmazione, non possono essere utilizzati per questa finalità. Mi sembrerebbe quanto meno curioso che trascuriamo di intervenire in un settore così importante, allargando la possibilità di incrementare le risorse economiche che si possono ricavare da questa attività, anche attraverso un minore prelievo della risorsa ittica, introducendo nuovi sistemi che possono aiutare il settore della pesca.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Signor Presidente, intervengo molto velocemente in quanto ho sentito l'intervento dell'assessore Pittalis. Mi pare che egli stesso sollecitasse, per ciò che riguarda gli emendamenti da me presentati, che si caratterizzano principalmente per una valorizzazione, un recupero, un risanamento di tipo ambientale in una zona molto ristretta, che quindi chiaramente dimostrano qual è il degrado di questa parte del territorio, l'intervento dell'Assessore Pani. Mi farebbe piacere sentire il suo parere. Pur essendo cosciente che questi emendamenti richiedono risorse notevole, sono sicuro che possano essere trovate risposte in interventi magari anche più ampi, e in occasioni che sicuramente l'Assessore ci potrà dare, perlomeno io me lo auguro, per poter decidere che cosa fare degli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Voglio fare solo due brevi considerazioni. La prima considerazione riguarda l'emendamento numero 413 e la faccio perché il relatore si è rimesso all'Aula. Questo emendamento pone un problema reale che ha avuto un po' di attenzione da parte della stampa soprattutto dopo le vicende relative a una discarica di Porto Torres, posta tra l'altro sotto sequestro, perché arrivavano rifiuti speciali provenienti da altre regioni italiane e ci si chiedeva perché si preferisse portarle in Sardegna, dal Veneto, dal Friuli e così via, visto che lungo strada ci sono altre tre, quattro, cinque discariche di quella stessa tipologia, e questo era tutto sommato inspiegabile. La magistratura ha messo sotto sequestro questa discarica e deciderà in proposito.

Quindi l'emendamento 413 pone un problema reale, io però ho dei dubbi sulla sua legittimità, quindi vorrei chiedere alla Giunta di valutare bene se sia legittimo che una regione decida di non fare entrare nel proprio territorio regionale rifiuti provenienti da altre regioni. È anche oggi all'ordine del giorno quello che sta avvenendo in Campania, dove si ipotizza che i rifiuti siano trattati in Toscana, nel Lazio, nel Piemonte e così via. L'emendamento, pur ponendo un problema reale, che abbiamo seguito anche sulla stampa per le vicende di Porto Torres, secondo me presenta qualche problema di legittimità, perché comunque, a mio parere, chiudere i nostri confini è in contrasto con la normativa nazionale e comunitaria. È vero che possiamo dire di non voler portare in Sardegna i rifiuti di altre regioni, ma alcuni rifiuti sardi vengono trattati fuori dal territorio regionale, perché non è che noi abbiamo una situazione, per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti, che ci consenta di essere autonomi.Quindi si tratta solo un problema di legittimità.

Sugli emendamenti relativi alla caccia, presentati dal collega Onnis, debbo dire onestamente che effettivamente gli emendamenti sono in sintonia con la legge nazionale numero 156, dico questo sulla base delle mie competenze, perché ero relatore della legge numero 23. Però devo dire al collega Onnis che anche la norma che approvammo l'anno scorso non era in contrasto con la "156", perché noi l'anno scorso approvammo nella finanziaria una norma che stabiliva che le aziende agrituristiche venatorie venissero autorizzate solo dopo il piano faunistico regionale. La legge numero 156 addirittura rinviava al piano faunistico regionale le direttive per stabilire come si dovevano autorizzare le aziende agrituristiche venatorie, quindi eravamo in perfetta sintonia con la norma nazionale.

Questo però non ha impedito al Governo di chiederci di ritirare quella norma. L'anno scorso noi abbiamo approvato una norma transitoria, che autorizzava le aziende agrituristiche venatorie anche in assenza del piano faunistico, e ci è stato obiettato che non si poteva farlo in assenza del piano faunistico.

Quella norma per me era in sintonia con la legge quadro nazionale, eppure il Governo ha obiettato e ha rinviato la finanziaria. Quindi condivido gli emendamenti, perché comunque innovano la legge 23, ma la legge sulla caccia ha bisogno di tanti altri interventi migliorativi, perché altre parti della legge 23 sono bloccate. Proprio la parte più importante e qualificante della legge regionale, che riguarda il piano faunistico regionale, il piano faunistico provinciale, gli ambiti territoriali per la stanziale, l'organizzazione di un servizio idoneo, che è l'istituto faunistico regionale, il rapporto con l'istituto nazionale, è bloccata. Ci sono quindi tante altre parti della legge 23 che avrebbero bisogno di essere innovate, per cui credo anch'io che si debba fare una riflessione per valutare se sia il caso di inserire queste norme nella finanziaria, o se non sia il caso di aprire una riflessione più compiuta sulla legge sulla caccia, portandola rapidamente in Aula, visto che tra l'altro, credo che possiamo essere in sintonia, su alcuni aspetti di questo emendamento. Credo che possiamo valutare in modo tranquillo, senza grandi scontri, l'opportunità di rinviare ad una legge di modifica della "23" più compiuta, raccogliendo queste indicazioni e altre che potremmo dare per modificare delle parti che secondo me comunque devono essere modificate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Grazie Presidente, voglio intervenire in relazione all'emendamento numero 148 semplicemente per mettere in evidenza un aspetto. Il Presidente della Commissione ha dichiarato di rimettersi all'Aula. Questo e' un emendamento presentato per la verità prima che si conoscesse la disponibilità del Governo, in relazione alla ripartizione dei fondi nazionali per le bonifiche, che, come sappiamo, ha destinato 63 miliardi di lire per finanziare il ripristino ambientale e gli interventi di disinquinamento dell'area sud-occidentale della Sardegna. Quindi mi permetto di fare questo intervento non per l'area del Sulcis Iglesiente, Guspinese, ma per le altre aree che rientrano nel Parco geominerario della Sardegna, perché per le altre aree non esiste ancora un piano e dunque non è possibile accedere per il momento ai fondi della "426", ai fondi per le bonifiche, e dunque è indispensabile pensare ai problemi che comunque ci sono nel Sarrabus Gerrei, nel Sarcidano, nell'area di Lula, di Orani, dell'Argentiera e quindi, per poter coprire una parte degli interventi in queste aree, ritengo che questo emendamento debba essere preso in considerazione, fermo restando che poco fa l'Assessore mi ha confermato che esiste un altro capitolo di bilancio a cui si può fare riferimento per i prossimi tre anni con 10 miliardi all'anno. Se l'Assessore lo conferma credo che l'emendamento possa essere anche ritirato, fermo restando, in ogni caso che poi su questo aspetto, se non fossero individuate queste cifre con precisione, possiamo ritornare la settimana prossima quando esamineremo il bilancio. Quindi, se l'Assessore conferma questo ritiriamo l'emendamento.

Io vorrei approfittare, signor Presidente, visto che questo è il primo intervento che faccio dal mio rientro da questa strana avventura che mi ha visto impegnato sottoterra, per esprimere un ringraziamento a tutti i colleghi per la comprensione che mi hanno dimostrato, se volete anche per la cordialità e l'affetto con il quale mi avete accolto dopo quattro mesi di assenza.

Voglio anche, se mi è consentito, ringraziare in questa circostanza il Presidente Serrenti per aver dato lettura in quest'Aula, pur non essendo un fatto dovuto, della lettera che ho mandato da Pozzo Sella circa un mese e mezzo dopo che avevo iniziato questa azione. Voglio anche approfittare per esprimere apprezzamento per quanto ha fatto la Giunta ieri in relazione all'intesa sul decreto istitutivo del Parco, per quanto ha fatto in relazione alla posizione che dovrà esprimere la Regione sarda rispetto all'intesa Stato-Regione per la stabilizzazione dei lavoratori, e credo che anche questo sia stato un fatto positivo che contribuirà sicuramente a quell'obiettivo che si è posto il Governo, ma che abbiamo tutti, di non fare più Lavori Socialmente Utili nel nostro paese, ma di stabilizzare tutti quelli che ci sono.

Credo che quello che avete deciso ieri contribuirà moltissimo al rispetto degli impegni da parte della Regione sarda, per quell'obiettivo indicato nell'intesa e nella convenzione Stato-Regione in relazione alla stabilizzazione dei lavoratori. L'appello che io rivolgo alla Giunta e a tutto il Consiglio è che gli impegni assunti con i lavoratori siano rispettati. Voi sapete che questa questione ha creato tantissimi problemi in Italia, alcune manifestazioni sono anche degenerate, pensiamo a quanto è successo in Puglia, anche in Sardegna i lavoratori socialmente utili, almeno i 480 che si sono concentrati qui - poi magari gli altri sono dispersi e non c'è stato per il momento nessun problema - hanno protestato, ma lo hanno fatto molto civilmente, anche quando sono venuti in Consiglio regionale a portare le loro giuste rivendicazioni. L'appello che faccio è quello di rispettare fino in fondo gli impegni assunti con i lavoratori e credo che sia necessario dare seguito agli impegni che la Giunta ha assunto ieri in relazione alla stabilizzazione dei lavoratori anche con un emendamento che mi auguro che la Giunta presenti alla fine della discussione sulla finanziaria, proprio per consentire che la stabilizzazione avvenga con il soggetto che in Sardegna è più qualificato, più organizzato ed attrezzato per compiere i lavori di risanamento ambientale.

Intanto io credo, lo dico per l'assessore Pirastu ma anche per l'Assessore Pani, che sia indispensabile nella nostra Regione riordinare gli strumenti che possono intervenire in questo settore, e voglio ricordare all'Aula e al Presidente del Consiglio che il 18 gennaio 2000 è stata presentata una proposta di legge, la numero 39, che conteneva proprio una proposta in questo senso. Si tratta di disposizioni in materia di gestione del territorio e delle risorse geoambientali e approfitto di questa circostanza, signor Presidente, per richiamare i termini di questa proposta di legge e per chiederne l'inserimento nella programmazione bimestrale, come previsto dall'articolo 100 del nostro Regolamento. Mi auguro comunque che i provvedimenti necessari per confermare gli impegni assunti con i lavoratori per quanto riguarda la stabilizzazione del posto di lavoro possano essere assunti con alcune modifiche alla legge numero 33, che a mio avviso possono essere fatte già in questa finanziaria.

PRESIDENTE. Abbiamo preso nota del suo richiamo alla legge numero 39 e della sua richiesta di inserimento nella programmazione bimestrale.. Ha domandato parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.) Presidente e colleghi, ho bisogno di una precisazione al fine di essere meglio informato nel momento in cui devo decidere il mio voto. Sono stati richiamati nell'ultimo intervento dell'onorevole Pinna, impegni assunti, e il contenuto del suo emendamento numero 148 è stato da lui collegato a impegni assunti nei confronti dei lavoratori. Io vorrei conoscere se ci sono impegni assunti che possano correlarsi a questo emendamento, oppure se non sono stati assunti impegni nel senso indicato e gli impegni assunti sono altri. Dall'esposizione apparrebbe che gli impegni assunti comporterebbero l'approvazione dell'emendamento. Vorrei capire meglio se questo è vero.

PINNA (D.S.). Il rispetto degli impegni non è connesso all'approvazione o meno dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente al quale mi pare fossero indirizzate le richieste di chiarimento .

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Discutere a quest'ora dei problemi avanzati in ordine agli emendamenti proposti, se mi consentite, è..

SELIS (Popolari-P.S.). Inumano.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Inumano. Mi ha preceduto di qualche secondo, onorevole Selis. Però, siccome è doveroso dare risposte agli emendamenti proposti, io mi permetterò di rispondere molto brevemente e mi scuserete del fatto che le mie risposte debbano assumere un aspetto che genericamente dovrebbe soddisfare le diverse proposte.

Parliamo prima del problema della caccia, per sgomberare subito il campo di un argomento che interessa quattro proposte di emendamento che possono essere condivisibili, ma che devono essere naturalmente rispettose della legge nazionale. Se non sono in contrasto con questa si potranno naturalmente adottare, come ha già detto peraltro il collega Pittalis.

In modo particolare voglio significare che gli emendamenti presentati stanno al di sotto della soglia che la legge nazionale impone per quanto riguarda i giorni, gli ambiti e per le risorse disponibili. Rimane un fatto importante, in riferimento soprattutto alle cose a cui ha fatto cenno l'onorevole Marrocu; gli ambiti territoriali di caccia regionali, non sono ancora attuati perché manca il piano regionale faunistico, che è conseguente al piano provinciale faunistico. Non ho voluto in questo primo anno di attività, commissariare le province per la loro inadempienza per quanto riguarda la predisposizione dei piani provinciali che, da quanto io ho potuto accertare, è stato predisposto soltanto, da tempo, dalla provincia di Cagliari. Le province di Oristano, di Nuoro e Sassari non hanno ancora presentato i piani provinciali, non hanno ancora assolto quindi quell'obbligo di legge, permettendo all'assessorato dell'ambiente di predisporre un piano faunistico regionale.

Detto questo, vorrei parlare molto brevemente del problema degli interventi negli stagni e nelle zone umide di grosso interesse regionale, perché l'assessorato che rappresento si sta facendo carico di svolgere in questo settore una funzione di notevole innovamento nelle strutture e di valorizzazione di queste risorse con tutti i problemi conseguenti. A livello di finanziamenti comunitari stiamo attingendo a quelle risorse per gli interventi ai quali è finalizzata la maggior parte degli emendamenti, soprattutto quelli presentati dall'onorevole Masia. E` con quest'ottica infatti che io confermo la disponibilità dell'assessorato, secondo quanto ha dichiarato l'onorevole Pittalis, in ordine a questi interventi che saranno certamente programmati dando priorità agli indirizzi per le zone più importanti, e fra queste quelle a cui a fatto riferimento l'onorevole Masia sono certamente di massima evidenza.

Per quanto si riferisce al Parco geominerario, l'onorevole Pinna sa benissimo che l'intesa Stato-Regione vedrà impegnati la Regione e lo Stato attraverso i diversi Ministeri, nell'erogazione dei fondi che sono disponibili, che sono già in itinere, sotto accertamento, perché siano reperite quelle risorse per dare vita a questo ente che finalmente potrà, con l'arrivo dei primi finanziamenti, muovere i primi passi nell'opera, prima di tutto, di messa in sicurezza e risanamento delle zone alle quali saranno destinate le risorse statali e regionali ed anche, ritengo, europee.

Il problema che riguarda i rifiuti solidi urbani e la loro regolamentazione, al quale ha fatto riferimento l'onorevole Pirisi, è anch'esso un problema di interesse regionale. Il fatto che nell'ambito della nostra regione ci siano tariffe differenziate, sicché vengono penalizzati i comuni che più si adeguano, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, a quanto stabilisce la legge Ronchi, rispetto ad altri comuni che invece, nella totale inosservanza di queste norme, attuano il conferimento del rifiuto solido urbano in discarica, senza attraversare neanche parzialmente il processo di termovalorizzazione o termodistruzione, che dir si voglia. è sotto gli occhi di tutti. Ed è ancora più evidente che questo trattamento premia chi agisce nella totale inosservanza della legge.

Io ho suggerito l'adozione di un piano regionale con una tariffazione che fosse almeno paritaria nell'ambito della stessa provincia. Questo perché, in questa maniera, verranno meglio utilizzate le risorse provenienti dai contribuenti, purtroppo infatti la differenziazione del trattamento dei rifiuti, la termovalorizzazione degli stessi e la loro rivalutazione comporteranno un maggior onere per il contribuente. Questo naturalmente è un problema che deve essere valutato correttamente e coscientemente dagli amministratori, che si dovranno far carico della equità della ripartizione.

Sicché, per esempio, per alleviare gli oneri degli impianti di termodistruzione, io intenderei destinare ad essi una parte delle risorse, che per legge vengono versate dai comuni che conferiscono in discarica e che quindi non utilizzano la termovalorizzazione, per riequilibrare, almeno in parte, questo gap. Questo ho promesso nel convegno regionale che si è svolto sulla materia.

Vorrei aggiungere ancora una cosa , Presidente, trenta secondi.

PRESIDENTE. Va bene..

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Per quanto riguarda il problema degli indennizzi per la pesca. Sono indennizzi che vengono usualmente reclamati da tutte le marinerie soggette a diverse "asperità" atmosferiche. L'emendamento proposto, che non comporta però nessun onere specifico, prevede l'innalzamento, e questo la legge nazionale ce lo consente, dell'indennizzo dal 60 all'80 per cento, che è il limite massimo che la legge nazionale ci indica.

Ho terminato il tempo a disposizione e sono stato il più sintetico possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO. (R.C.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno.

VASSALLO. (R.C.). No, sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Non si può intervenire sull'ordine dei lavori, per Regolamento l'intervento è sull'ordine del giorno.

VASSALLO. (R.C.). Va bene. Intervengo sull'ordine del giorno soltanto per una precisazione perché l'Assemblea, abbia una maggiore conoscenza delle cose che va a votare. Dato che l'assessore non ha avuto il tempo di esprimersi sui singoli emendamenti, io gradirei che gli fosse data la possibilità di farlo, per consentire all'Aula di sapere esattamente qual è la posizione della Giunta, in quanto nell'esposizione complessiva l'assessore non ha avuto tempo di rispondere ai singoli emendamenti che sono stati presentati.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione i commi 9 e 10. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 141. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu sull'emendamento 56. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Ivana DETTORI, MASIA, BALIA, MANCA, PIRISI, PINNA.)

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, su questo emendamento bisogna indicare la voce del Fondo nuovi oneri legislativi.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Si diminuiscono in percentuale tutte le voci del FNOL, sino alla somma indicata.

PRESIDENTE. Questo e` un ottimo escamotage, l'abbiamo accettato anche per gli altri emendamenti, ha ragione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, nominale con procedimento, elettronico dell'emendamento numero 56.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio- FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 56:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 19

Contrari 34

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Vorrei sapere quali tra gli emendamenti relativi alla caccia, vengono confermati, perché la Giunta e anche altri colleghi hanno invitato i presentatori a ritirarli. Vorrei fare il punto in modo da votare con un po' di lucidità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Annuncio il ritiro degli emendamenti numero 6 e 8, mentre chiedo di poter fare una dichiarazione di voto per quanto riguarda gli emendamenti numero 7, 9 e 10.

Chiedo, signor Presidente, colleghi, pochissimi minuti di pazienza, perché capisco che l'argomento può non essere coinvolgente come tanti altri, però so anche che spesso proprio nella gestione delle piccole cose, si può misurare la serietà dell'impegno. Mi domando, lo faccio con molto pacatezza e con molta franchezza, se faccio parte di una maggioranza, se questa maggioranza deve lasciarsi irretire dagli errori di taluno e soprattutto dalle sirene dell'opposizione, e se dobbiamo leggere, interpretare e applicare la legge in modo corretto e compiuto, oppure ci dobbiamo cimentare in interpretazioni più o meno affidabili, più o meno corrette.

L'onorevole Marrocu, con la sua solita abilità e la sua solita capacità, ha con molta onestà riconosciuto che le modifiche che gli emendamenti propongono sono in assoluta armonia con la legge nazionale sulla caccia.

L'assessore Pittalis, pur non essendosi opposto in modo esplicito all'accoglimento di questi emendamenti, paventa rischi di obiezioni da parte del Governo, evocando pericoli corsi l'anno passato con riferimento alla finanziaria, che pure era intervenuta e aveva deliberato in materia venatoria. L'onorevole Marrocu è in totale sintonia con l'Assessore su questo punto, ed anche lui - ecco dove secondo me il suo discorso non è da condividere perché non è puntuale - assume che questo rischio che si sarebbe corso l'anno scorso lo correremmo anche quest'anno se dovessero passare questi emendamenti.

L'Assessore si associa a questa impostazione. Ebbene si prospetta un falso problema, perché ignorando le norme e ignorando quello che si è fatto l'anno scorso, con la scorsa finanziaria, si sostiene che quelle difficoltà potrebbero operare anche con riferimento a quest'anno. Non è così, perché l'anno scorso, onorevole Marrocu, lo ricordo soprattutto a lei, era stata soppressa la previsione di cui all'articolo 17, comma 1 della lettera b) della legge nazionale, che prevede per le Regioni la possibilità di attivare l'Istituto delle aziende turistico-venatorie, anche in assenza del piano regionale.

Quando noi l'anno scorso dicemmo, sopprimendo quella previsione della legge nazionale, che in attesa del piano faunistico regionale le agrituristico-venatorie non potevano essere istituite, noi in sostanza violammo patentemente la legge nazionale, che invece lascia aperta quella possibilità all'articolo 17, sia con riferimento alle agrituristico-venatorie, che alle aziende faunistico-venatorie.

Oggi il discorso è diverso, e lei dà atto dell'assoluta sintonia di questi emendamenti rispetto alle previsione della legge nazionale. Che la caccia possa essere aperta in Sardegna per tre giorni lo dice la legge nazionale; che si possa aumentare il periodo di caccia a partire dal 1° settembre lo prevede espressamente la legge nazionale. Quindi, quel pericolo che si è agitato, che si è paventato, è assolutamente immaginario. Si vuole porre un falso problema per superare un'esigenza sentita dai cacciatori.

Questa è la ragione per cui ritengo che il Consiglio, responsabilmente, debba introdurre queste modifiche approvando gli emendamenti, e mi riservo di chiedere alla Giunta, mi scusi, signor Presidente, se ancora dovesse nutrire dei dubbi in ordine alla interpretazione e alla portata delle leggi, di sospendere la votazione di questi emendamenti e di interpellare gli Uffici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, su questa ipotesi sospendiamo tutti questi emendamenti e li vediamo in un momento successivo, e passiamo all'emendamento successivo, che è il numero 55.

PRESIDENTE. Se la Giunta è d'accordo possiamo procedere così: gli emendamenti numero 6 e 7 sono ritirati, sospendiamo il 7, il 9 e il 10.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, sull'emendamento numero 55 chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 55, sul quale è stato chiesto il voto segreto. Gli emendamenti numero 197 e 212 sono identici; l'emendamento 55 è una parte degli altri., I presentatori intendono ritirare qualcuno di questi emendamenti?

SELIS (Popolari-P.S.). Votiamo l'emendamento numero 55, poi vediamo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 55.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 35

Astenuti 3

Maggioranza 18

Contrari 35

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CALLEDDA - SELIS.)

L'emendamento numero 495 è un emendamento all'emendamento numero 197. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 197 è identico al 212, li metto in votazione insieme. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Passiamo all'emendamento numero 67, presentato dai colleghi Usai, Frau, Sanna Noemi e più.

USAI (A.N.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 148. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Io avevo detto, Presidente, che avrei ritirato l'emendamento, nel caso in cui l'Assessore avesse confermato quello che mi aveva detto poco prima, cioè la presenza in bilancio di 10 miliardi all'anno per il 2001 - 2002 - 2003. Se questo è confermato io lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Confermo che in sede di intesa Stato-Regione saranno messi a disposizione 10 miliardi.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 148 quindi è ritirato.

L'emendamento numero 152, è ritirato. L'emendamento numero 191 è ritirato. Passiamo agli emendamenti numero192 e 252 che sono identici. Li metto in votazione assieme.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Gli emendamenti numero 192, 252, 251, 253, 255, 249 e 250 sono da ritenersi ritirati per gli interventi che gli Assessori hanno fatto su mia precisa richiesta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 390. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 193. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 249 e 250 sono ritirati; gli emendamenti numero 438 e 35 sono sospesi.

Metto in votazione l'emendamento numero 194. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). E` ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 196 è uguale al 213. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Ho sentito le parole dell'Assessore, sintetizzo, per vedere se ho colto bene le cose che ha detto. Una quota parte della ecotassa, che viene conferita alla Regione, verrà devoluta alle amministrazioni che fanno il conferimento verso gli impianti di termovalorizzazione.

Questo è l'impegno; io credo, Assessore, che la direzione nella quale dobbiamo andare è quella della tariffa unica regionale a cui lei faceva riferimento, quindi con queste raccomandazioni ed anche in considerazione del fatto che ci sarà un impegno concreto verso le amministrazioni, così come l'Assessore ha detto, ritiro gli emendamenti.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 261. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 413.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Propongo ai proponenti di cassare il periodo successivo alle prime due righe, successivo alle parole "extraregionale". Così formulato l'emendamento può essere accolto.

PRESIDENTE. Poiché i proponenti accettano questa dizione, si vota l'emendamento così modificato.

Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Intervengo per dire che sono a favore di questo emendamento, anche in conformità con quello che ha detto la Giunta.

Inserimento di nuovo argomento all'ordine del giorno

(segue NUVOLI.) Intervengo anche, soprattutto, per chiedere, ai sensi dell'articolo 55 del Regolamento, l'inserimento all'ordine del giorno del Consiglio della proposta di legge numero 1, del 1999 in materia di riordino delle aziende sanitarie locali.

Quindi chiedo che il Consiglio possa finalmente esaminare questa proposta.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni la richiesta è accolta.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

Metto in votazione l'emendamento numero 413, sino alle parole "di origine extra-regionale". Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 414. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Ripeto la precisazione che facevo prima; questo emendamento non presenta maggiori oneri. Chiedo all'Assessore di dire se lo accoglie..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Questo emendamento sarà inserito nel collegato perchè in esso è prevista questa forma di tutela.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 485, che sostituisce il 416.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Chiedo anche su questo emendamento il pronunciamento dell'Assessore competente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Anche questo farà parte di un capitolo particolare del collegato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Voglio soltanto dichiarare che non ritiro questo emendamento in quanto la Regione Sardegna rispetto alle altre Regioni è in ritardo di qualche anno, per cui questo emendamento può stare benissimo nella finanziaria. Darà soltanto una marcia in più per il prossimo futuro.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 485. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 417. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Mi sembra che sia prassi che sugli emendamenti, dopo che si pronuncia il relatore, si pronunci anche la Giunta. Non si è pronunciata, io chiedo che si pronunci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Vassallo, ci siamo rimessi al parere del relatore.

PRESIDENTE. La Giunta si è uniformata al parere del relatore, quindi ha espresso comunque un parere.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Chiediamo la votazione nominale.

PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PIRISI, MARROCU, ORTU, Ivana DETTORI, ORRU', PINNA)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 417.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 52

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 17

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 430. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame degli emendamenti precedentemente sospesi..

Cominciamo dall'emendamento numero 438.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti numero 438 e 35, possono essere unificati, riducendo l'importo da cinque a tre miliardi, a valere sulla UPB 06011.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Dettori Ivana per dichiarazione di voto.

DETTORI I. (D.S.). Accolgo la proposta dell'Assessore Pittalis, anche a nome del collega Manca, che non è in Aula, e voto quindi a favore.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 438 e 35 con le modifiche proposte dall'Assessore. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli emendamenti numero 7, 9 e 10. Iniziamo con l'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, vorrei ricordare che la sospensione era stata giustificata con l'esigenza di un eventuale approfondimento dei profili giuridici da parte degli uffici. Non so se questo approfondimento sia stato fatto. Ho capito che la ragione per cui l'onorevole Selis aveva sollecitato la sospensione era quella.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiariti anche questi aspetti, chiedo il voto segreto.

LIORI (A.N.). Non può essere chiesto il voto segreto in quanto l'onorevole Onnis ha già fattola sua dichiarazione di voto. Quindi gli emendamenti vanno votati semmai con votazione nominale.

PRESIDENTE. Il consigliere Onnis ha fatto una dichiarazione di voto, pertanto non è possibile il voto segreto.

(Interruzioni)

Possiamo chiedere una conferma agli uffici. Se la memoria non mi inganna, ha dichiarato il ritiro dell'emendamento numero 8 e ha dichiarato....

ONNIS (A.N.). Ho dichiarato che avrei votato a favore degli emendamenti numero 7, 9 e 10.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, se uno dei presentatore chiede di dichiarare il proprio voto, non è necessario che lo ribadisca, e` chiaro che è un voto favorevole. O ritira l'emendamento o è chiaro che vota a favore. Gli uffici confermano che il consigliere Onnis ha dichiarato il proprio voto a favore sugli emendamenti numero 7, 9 e 10.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Vuole fare una dichiarazione di voto?

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Non voglio fare una dichiarazione di voto. Voglio parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Non è prevista la possibilità di intervenire sull'ordine dei lavori. Posso darle la parola sul Regolamento.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Vorrei capire, Presidente, se i consiglieri devono attenersi all'argomento per cui hanno ottenuto la parola, perché lei può anche dare la parola per dichiarazione di voto, ma quello che conta è il contenuto dell'intervento. Il collega ha approfittato dell'intervento per dichiarazione di voto per indicare gli emendamenti che intendeva ritirare, ha concluso l'intervento suggerendo la sospensione di alcuni emendamenti, e non ha fatto nessuna dichiarazione di voto!

PRESIDENTE. Il Presidente deve essere obiettivo. Ho anche chiesto conferma agli uffici, e mi confermano che quanto io ho detto corrisponde alla realtà dei fatti. L'onorevole Onnis ha chiesto la parola per dichiarazione di voto e quindi ha dichiarato il suo voto, e nel contempo ha annunciato il ritiro dell'emendamento numero 8. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, credo che questo contrasto meriterebbe un approfondimento anche con l'ascolto, come lei ha detto prima, delle registrazioni; e le registrazioni non possono essere sentite ora. Anche per un favorire un clima più disteso, accetto la proposta dell'onorevole Onnis di sospendere i nostri lavori e di riprendere lunedì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Intanto debbo prendere atto con amarezza che il Regolamento non viene rispettato nel momento in cui si pone in dubbio anche l'affermazione di un collega.

Quando l'onorevole Sanna Gian Valerio assume che io avrei approfittato.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io non ho detto questo.

ONNIS (A.N.). Lei ha detto "l'onorevole Onnis ha approfittato", io non ho approfittato di nulla, voi state tentando di approfittare della situazione per sollecitare a questo punto una sospensione a cui ormai non avete più diritto.

In sostanza io ho fatto una dichiarazione di voto e, a conclusione della dichiarazione di voto, ed è veramente con amarezza che constato come non si dia atto ad un collega di dire il vero, ho detto che avrei votato a favore di quegli emendamenti. Poi, dopo essermi seduto, rialzandomi immediatamente, siccome mi ero dimenticato di dirlo prima, per dimostrare un'ulteriore disponibilità al dialogo e all'approfondimento, ho soggiunto che se l'aula avesse ritenuto si sarebbe potuta sospendere la votazione per consentire un approfondimento da parte degli uffici.

Si è tentato di equivocare su questo mio intervento successivo per negare, contro l'evidenza, che la dichiarazione di voto l'avevo fatta, e molto esplicita.

PRESIDENTE. Onorevole Onnis, sono io a confermare che le cose sono andate così.

Pertanto, onorevole Onnis, lei accede alla richiesta dell'onorevole Selis di sospendere?

ONNIS (A.N.). No.

PRESIDENTE. Allora passiamo alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Io ho chiesto di parlare.

PRESIDENTE. La dichiarazione di voto è un diritto del consigliere. Poi le darò la parola.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, gli dia la parola. La mia dichiarazione può essere fatta anche dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Voglio solo ricordare, perché lei in quel momento mi sembrava distratto dal movimento dell'aula, che ho fatto richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Questa sua richiesta l'avevamo già registrata.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, mi sono dichiarato d'accordo per la sospensione, quindi credevo che si potesse andare ad una sospensione, perché mi sembrava in qualche modo ragionevole l'invito che il collega Onnis faceva alla Giunta e a tutti noi di esaminare il problema dal punto di vista giuridico. E' un'esigenza che sentiamo. Quindi è un'esigenza che secondo me va rispettata. Se lo stesso collega Onnis ha detto "Avete posto un problema giuridico, interpelliamo gli uffici ed approfondiamolo", credo che questa esigenza ci fosse prima, ci sia ora e vada tutelata, ed è un diritto, riconosciuto dal collega proponente, quindi non vedo perché debba essere revocato.

Seconda considerazione: i rischi che questa finanziaria possa essere rinviata sono già tanti e li abbiamo sottolineati. Non è interesse di nessuno che la finanziaria venga rinviata. Cerchiamo di abbassare il profilo dei rischi del rinvio.

Terza considerazione: su questa materia c'è un collegato. Non capisco perché questa materia, il giorno dopo l'approvazione del bilancio, non possa essere affrontata nel collegato, così come la Giunta ci ha invitato a fare, e noi, pur non essendo perfettamente persuasi, abbiamo fatto stasera per tantissimi emendamenti che abbiamo ritirato accettando il parere della Giunta. Non capisco perché il parere della Giunta debba accettarlo l'opposizione e non possa accettarlo la maggioranza.

Quarta considerazione: queste sono norme sostanziali che non possono essere inserite nella legge finanziaria. Quando siamo tutti d'accordo ci passiamo sopra, ma quando non siamo d'accordo non possiamo farlo. Queste norme sostanziali non possono essere affrontate in finanziaria; c'è un collegato, si vedano nel collegato, c'è il rischio del rinvio, evitiamo il rischio del rinvio. C'è la proposta di riflettere ancora un momento per affrontare l'argomento con più consapevolezza, fatta dallo stesso presentatore, accolta da me per tutti i motivi che ho detto. E` evidente che se la maggioranza comincia a non accogliere essa i richiami della Giunta, a rinviare alcuni emendamenti ai collegati e a riflettere ancora, noi ci sentiamo liberi di non rispettare più nessun patto e rimettiamo in pista tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, alla sua preghiera di sospendere aggiungo la mia. Però se l'onorevole Onnis insiste, io voglio far notare a lei e a tutti i colleghi che questi emendamenti sono stati portati in commissione ed approvati dalla commissione di merito e dalla terza.

SELIS (Popolari-P.S.). Dalla terza Commissione non sono stati accolti.

PRESIDENTE. Sono stati ammessi dalla terza Commissione come tutti gli altri.

Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La questione della decisione sull'ammissibilità degli emendamenti da parte della Commissione è una questione importante, perché non vorrei che si equivocasse, non tanto per questo caso ma per il futuro.

La Commissione, per giudizio unanime dato già in occasione dell'esame della finanziaria dell'anno scorso, non entra nel merito del giudizio di ammissibilità degli emendamenti; poiché questi vengono trasmessi alla Commissione, questa dà un parere favorevole o negativo, ma non ha mai giudicato e non giudica sull'ammissibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Onorevole Onnis, a me è sembrato di capire che non ci sono posizioni differenti in ordine agli emendamenti che sono stati presentati; sono stati condivisi dalla maggioranza e dalla minoranza. L'unica preoccupazione che noi abbiamo espresso come Giunta e che è stata espressa anche dall'onorevole Selis, è che questi emendamenti possano inficiare la finanziaria.

Credo che, se aspettiamo a votare questi emendamenti la prossima settimana il giudizio del Consiglio regionale sarà unanime, perché l'unica riserva rimasta in piedi è questa. Quindi, ritengo che sarebbe opportuno attendere per avere un parere da parte dei nostri uffici.

PRESIDENTE. Onorevole Onnis, alla preghiera dell'onorevole Selis e alla mia si aggiunge anche quella molto autorevole del Presidente della Giunta.

Ha domandato di parlare l'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I. - Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Presidente, intervengo esclusivamente per integrare la proposta del Presidente Floris, per stemperare gli animi e per ricondurre al dialogo. Credo che questo sia necessario, anche perché dal mio punto di vista gli emendamenti sono perfettamente ammissibili e sono conformi alla legge quadro nazionale numero 157, , però credo che sia necessario consultare l'ufficio legale per avere maggior chiarezza. Essendosi conclusa la fase delle dichiarazioni di voto, potremo sospendere ora i lavori e rinviare le votazioni alla prossima seduta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Accetto questa proposta del Presidente ed anche dell'assessore Milia. Chiusa ormai la fase delle dichiarazioni di voto, sono d'accordo perché la votazione avvenga nella prossima seduta.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno lunedì 26 marzo alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 23 e 20.