Seduta n.476 del 12/05/2004 

CDLXXVI Seduta

Mercoledì 12 maggio 2004

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 11 e 48.

PRESIDENTE. I lavori di stamattina dovevano iniziare con un incontro tra la delegazione dei Presidenti dei Gruppi e una delegazione dei dipendenti dei Gruppi per trovare un'intesa in relazione al contratto dei dipendenti dei Gruppi. L'esito di questa riunione doveva poi essere valutato dall'Ufficio di Presidenza, che avrebbe dovuto trasmettere all'Aula il documento conclusivo perché l'Aula potesse procedere all'esame e all'approvazione del bilancio interno del Consiglio.

La riunione dei Presidenti dei Gruppi non si è potuta tenere perché mancavano diversi colleghi, e si sta o di dovrebbe fare adesso un tentativo di incontro tra i Presidenti dei Gruppi e la delegazione dei dipendenti.

Questo significa che noi dovremmo necessariamente sospendere i lavori adesso e rinviarli alle ore 12.30, sperando che nel frattempo questa riunione si sia potuta tenere. Laddove così non fosse è chiaro che alle 12.30 riprendiamo i lavori, teniamo una Conferenza dei Capigruppo e decidiamo come organizzarci perché è del tutto evidente che non possiamo far aspettare inutilmente i colleghi. Quindi, la seduta è sospesa e i lavori riprendono alle ore 12.30.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 50, viene ripresa alle ore 13 e 07.)

PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo la seduta. Sia dia lettura del processo verbale.

MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 30 aprile 2004 (469), che è approvato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi agli enti locali in attuazione del decreto legislativo 17 aprile 2001, n. 234, e ulteriori conferimenti. (550)

(Pervenuto il 7 maggio 2004 ed assegnato alla prima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni.

MASIA, Segretario:

BIANCU - SANNA Gian Valerio - FADDA sulla decisione del Banco di Sardegna di sopprimere lo sportello bancario di Simala. (752)

(Risposta scritta in data 10 maggio 2004.)

CASSANO sul parere delle Commissioni Tributarie di Cagliari e di Catanzaro sull'esenzione dal pagamento ICI (decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 504) delle aree in zone di futura espansione (zone C e più - non urbanizzate). (772)

(Risposta scritta in data 10 maggio 2004.)

FRAU sull'impianto di depurazione in fase di realizzazione nel Comune di Stintino. (778)

(Risposta scritta in data 10 maggio 2004.)

BUSINCO sui criteri di aggiudicazione della gara per la gestione del progetto "Regione Digitale". (784)

(Risposta scritta in data 10 maggio 2004.)

CAPPAI sul trasferimento del comandante della stazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Castiadas alla stazione di Campu Omu - Burcei . (793)

(Risposta scritta in data 10 maggio 2004.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Invito i colleghi Questori a prendere posto. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente intervengo per chiedere due cose preliminarmente. La prima che è che possiamo disporre del testo, e bastano pochi minuti per potervi dare lettura, dell'ultima deliberazione che è stata assunta dall'Ufficio di Presidenza, che io ho chiesto più volte anche stamattina, che ancora però materialmente non ho ricevuto. Io, e credo i colleghi, abbiamo bisogno di dare una lettura, di avere la possibilità di leggere il contenuto di questa deliberazione.

Nel frattempo, se il Presidente della Regione ritenesse, perché informalmente ha pure comunicato che lo avrebbe potuto ritenere, potrebbe dare ma adesso non vedo la presenza del Presidente della Regione, eccolo, seppure in modo un po' irrituale, non essendo iscritto l'argomento all'ordine del giorno, ma essendo penso l'ultima riunione del Consiglio regionale, essendovi la disponibilità, io mi permetto di richiedere quanto per iscritto richiesto al Presidente della Regione, che voglia rassicurare il Consiglio regionale e l'opinione pubblica di Sardegna, in ragione delle notizie di cui gli organi di informazione hanno dato ampia divulgazione, che in una porzione di territorio privato a mare della Sardegna, in Gallura, si stiano svolgendo delle opere e dei lavori che si riterrebbero coperti da segreti di Stato. E' la vicenda del cosiddetto bunker nei terreni privati del signor Berlusconi Silvio.

Vorremmo che il Presidente della Regione rassicuri il Consiglio regionale, rassicuri l'opinione pubblica che le leggi di questa Regione in materia edilizia, urbanistica, paesistica, territoriale hanno efficacia e avranno applicazione nei confronti di chiunque in questa Isola, in questa terra voglia modificare lo stato dei luoghi. Questa è la domanda che è stata posta in forma scritta al Presidente della Regione e se ritenesse, essendo questa l'ultima riunione del Consiglio regionale, dare questa rassicurazione e dare questa garanzia penso che non solo chi gli ha rivolto direttamente la domanda, ma chi aspetta questa risposta gli sarebbe grato.

PRESIDENTE. Colleghi, per quanto riguarda la prima domanda fatta all'onorevole Cogodi, informo l'onorevole Cogodi che da più di un'ora la risposta è pervenuta probabilmente presso la sede del suo Gruppo. Comprendiamo, onorevole Cogodi, era giusto per darle una risposta, ma possiamo anche fare in modo di fargliene avere una copia in Aula, non ci sono difficoltà. Questa risposta vale, naturalmente, per tutti i Presidenti dei Gruppi ai quali è stata trasmessa la copia della deliberazione di annullamento delle altre deliberazioni.

Per quanto attiene le altre questioni, onorevole Cogodi, io non posso aprire in questo momento un question time prima che passiamo all'esame del punto all'ordine del giorno. E' del tutto evidente che durante la discussione sul bilancio sicuramente ci saranno momenti che possono o potranno consentire ad un consigliere anche di sviluppare, se lo riterrà, ragionamenti e ad un altro, eventualmente, se lo riterrà sempre di rispondere.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, intervengo un attimo solo per dire che ho avuto adesso conoscenza della deliberazione assunta dall'Ufficio di Presidenza relativamente alla questione delle indennità di invalidità, per dire che noi condividiamo questa deliberazione, pensiamo che la deliberazione annulli gli effetti prodotti da una deliberazione precedente che si giudica illegittima. Noi pensiamo che sia così, pensiamo anche che oltre a fatti giuridicamente rilevanti e di legittimità, che pongono la questione nelle mani di uffici legali e di tribunali amministrativi, pensiamo che siano necessari anche atti politici.

Per quanto ci riguarda i consiglieri del nostro Gruppo, che sulla base di quella illecita deliberazione avevano fatto domanda, li abbiamo invitati al ritiro di quelle domande perché non passasse loro per la testa né per il passato né per il presente né per il futuro di rivendicare alcun diritto su un presupposto che non riteniamo fondato. Penso che non sia politicamente concepibile, quindi non mi addentro nelle questioni giuridiche, che le più alte cariche della Regione sarda, e cioè il Presidente del Consiglio regionale e il Presidente della Giunta regionale, tengano al protocollo le loro domande.

Io penso che sia politicamente corretto, oltre che un atto doveroso verso la comunità sarda che ha seguito questa vicenda con un senso di profondo disagio, e ci fermiamo qui, penso che sia un atto riparatore quello del ritiro da parte del Presidente del Consiglio regionale, onorevole Serrenti, e da parte del Presidente della Giunta regionale, onorevole Masala, delle loro domande. Se così non fosse resta politicamente rilevante il fatto che manterrebbero in piedi le domande, così come resta politicamente lecito da parte da parte nostra l'utilizzo di questo argomento in una fase calda qual è quella della campagna elettorale. Siccome credo che questo tema non debba essere un tema da campagna elettorale, faccio pubblicamente da questo microfono e da questa sede un invito formale alle due più alte cariche della Regione perché ritirino, eliminando qualunque ombra, le domande fatte a suo tempo.

PRESIDENTE. Non abbiamo aperto una discussione su questo punto, colleghi, non è che ogni volta dobbiamo ricominciare. L'onorevole Cogodi ha fatto una richiesta, alla richiesta abbiamo risposto dicendo che la deliberazione è stata consegnata. Adesso ce l'hanno tutti quanti i Presidenti dei Gruppi. Non intendo aprire un dibattito su questa discussione, e quindi do soltanto all'onorevole Masala, al Presidente Masala, la parola perché è stato direttamente chiamato in causa ed interpellato e a nessun altro. Sull'argomento se ne parla in sede di discussione del bilancio.

Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Non ho capito il senso della sua ultima affermazione, discussione in sede di bilancio, cioè in questa sede? Bilancio interno?

PRESIDENTE. Scusi, Presidente Masala, ho già detto prima che non possiamo aprire un dibattito, né tanto meno una question time prima che inizi la discussione del bilancio interno, laddove discutendo del bilancio qualche consigliere volesse porre questioni può porle, ma in sede di una discussione generale di un bilancio interno, cioè di un punto che è regolarmente iscritto all'ordine del giorno e non di altri punti che non sono iscritti all'ordine del giorno.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La ringrazio, quindi diciamo che non avrò difficoltà a riservarmi eventualmente di intervenire nella discussione sul bilancio per dire, l'avrei potuto anticipare anche adesso, ma sono rispettoso delle indicazioni che ha dato il Presidente. Qui, mi posso riservare di dire in corso di discussione del bilancio qualcosa in merito alla richiesta dell'onorevole Cogodi. Relativamente al problema che, a mio giudizio, appare in questo momento pregiudiziale la ringrazio, signor Presidente, e debbo anche ringraziare l'onorevole Spissu per avere chiaramente sollevato la questione chiamando in causa anche il Presidente della Regione. E ne sono grato perché l'ha fatto in occasione della discussione del bilancio interno, oppure con questo ordine giorno, e quindi mettendomi nelle condizioni di poter intervenire non da posizione istituzionale, come quella del Presidente della Giunta, ma da consigliere semplice perché intendo esporre la mia posizione politica e giuridica insieme, su questo ormai annoso argomento che, a mio giudizio, avrebbe già dovuto essere sepolto da alcuni tempi, perché i fatti vanno raccontati.

Noi ci troviamo di fronte ad una deliberazione dell'Ufficio di Presidenza, che per Regolamento è deputato farlo, quindi legittimamente ha esercitato questa funzione, io ho ritenuto di avere i requisiti personali per poter esercitare i diritti previsti da quella delibera ed ho esercitato questo diritto. La mia situazione personale coincideva con una delle fattispecie previste dalla delibera e quindi la domanda ha avuto il suo corso. Questo è il fatto antecedente.

L'Ufficio di Presidenza successivamente, sia pure in due battute, ha reso nulla quella prima deliberazione. Da ciò deriva, ed è stato ammesso in quest'Aula da illuminati colleghi Avvocati e giuristi, che il provvedimento di annullamento rende vana qualunque delibera. Allora, il problema che viene sollevato qua, e che a me è stato detto non in questi termini, ma attraverso la stampa e cioè il rischio che la seconda delibera, quella di cui lei ha parlato poc'anzi, possa essere oggetto di ricorso da parte di qualcuno di noi davanti al TAR. Ebbene, relativamente a questo punto io affermo qua, ed è valutazione e dichiarazione politica ma è anche giuridica insieme, che io mai e poi mai farò ricorso contro questa delibera dell'Ufficio di Presidenza. Diversa è, onorevole Spissu, l'altra questione, cioè quella del cosiddetto ritiro, perché io sono persona abituata ad assumere la responsabilità delle mie azioni e quindi, siccome non ho mai avuto simpatia per i "pentiti", io dichiaro qui, e l'ho detto già prima, che avevo fatto la domanda in quanto io personalmente, avendo avuto qua dentro la causa della mia invalidità, non ho vergogna di dire che io l'ho avuta qua dentro, quindi non c'è dubbio che sia questo il fatto, ma ciò non toglie che non essendo io favorevole al pentitismo debba dire di aver sbagliato! Perché? Io ho trovato una disposizione, la disposizione lo consentiva, prevedeva una fattispecie, l'ho esercitata, oggi non esiste più quella fattispecie, mica faccio una malattia per questo. Spero di non dover fare una malattia in conseguenza di questo. Prendo atto del fatto che l'Ufficio di Presidenza ha approvato una deliberazione di annullamento, quindi ab origine, eliminando dall'ordinamento interno fin dall'origine questa deliberazione ne prendo atto e debbo dire, però, questo va detto, che questa deliberazione è attuativa di un ordine del giorno votato da questo Consiglio regionale che ha il mio voto favorevole. Non ero assente, non ho fatto di tutto per essere assente, non mi sono astenuto, ho votato a favore di quell'ordine del giorno perché lo condivido. L'ho condiviso quando l'ho votato, lo condivido oggi e lo condividerò domani. La rinuncia, il ritiro così materiale della delibera, di una cosa che non esiste, cioè la rinuncia è un atto che dice: rinuncia ad un diritto. Un diritto che esiste. Questo io sto dicendo, l'ho sostenuto da sempre e quindi credo, siccome si è parlato di dichiarazioni politiche, di essere sufficientemente in grado di poter esprimere delle valutazioni politiche. Allora, confermo quello che ho detto prima: mai e poi mai dalla mia mano partirà un'impugnativa di questa delibera, per me quella delibera che è attuativa dell'ordine del giorno è Vangelo, come ero rispettoso prima della delibera dell'Ufficio di Presidenza lo sono adesso. Credo che questa debba essere sufficiente per mettere una pietra tombale su questa questione.

Discussione e approvazione del conto consuntivo esercizio finanziario 2001 e del conto consuntivo Esercizio finanziario 2002

PRESIDENTE. Grazie Presidente. Diamo la parola ai Questori per illustrare i conti consuntivi.

(I consiglieri questori CASSANO, GIAGU, LOMBARDO prendono posto presso i banchi della Giunta.)

Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano per illustrare i conti consuntivi. Ne ha facoltà.

CASSANO (RIF. Sardi). Grazie signor Presidente. Ancor prima di passare all'esame e quindi all'approvazione del bilancio interno del Consiglio dobbiamo, anzi siamo chiamati come Consiglio regionale ad esaminare, se lo riterrete opportuno, e ad approvare i conti consuntivi 2001/2002. Va ricordato, lo voglio sottolineare, che l'approvazione di questi conti consuntivi, in particolare quello del 2002, ci permetterà di recuperare una somma pari a 12 milioni di euro che poi andremo eventualmente a trovare, a impinguare, quindi a spartire nel bilancio interno del Consiglio. Quindi, vi prego di valutare quest'azione positivamente e quindi esprimere il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Solo per formulare una domanda: siamo in sede di consuntivi 2001/2002, mi pare, non siamo ancora al bilancio?

PRESIDENTE. Siamo in sede di consuntivi 2001/2002, non siamo ancora al bilancio corrente.

COGODI (R.C.). Per chiedere ai signori Questori quale sia la ragione per cui il consuntivo 2001 venga portato nel 2004, posto che il consuntivo 2002 viene ugualmente portato nel 2004, evidentemente avendo insieme due consuntivi non è questa la cadenza ordinaria attraverso cui si produce l'esame e si porta all'attenzione del Consiglio il consuntivo delle annualità pregresse. Perché non è stato portato a suo tempo il consuntivo 2001?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (RIF. Sardi). Per rispondere brevissimamente al collega Cogodi che, evidentemente, l'onorevole Cogodi scopre l'acqua calda in quest'Aula consiliare perché dovrebbe sapere che noi come Questori abbiamo il dovere...

COGODI (R.C.). Non scopro niente: ho fatto una domanda; resti nei termini della domanda.

CASSANO (RIF. Sardi). Posso parlare, Presidente?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per favore.

CASSANO (RIF. Sardi). Non fa altro che disturbare l'Aula in continuazione. Voglio ricordare che nonostante ci abbia tenuto prigionieri per una settimana continua a tenere l'Aula prigioniera di se stesso. Allora voglio ricordare all'onorevole Cogodi che i colleghi Questori hanno il dovere e l'obbligo di presentare i conti consuntivi all'Aula nel momento in cui gli uffici predispongono gli atti necessari per poterli presentare al Consiglio e questo noi stiamo facendo. L'onorevole Cogodi dovrebbe sapere che sono atti consumati, quindi attività svolta che noi stiamo portando all'attenzione dell'Aula in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Su questo punto mi limito a ben poche considerazioni. Dico subito che voto contro senza pietà, contro la proposta che viene avanzata di consuntivi così motivati. Si fa una domanda, si chiede una ragione, si chiede una spiegazione ai signori Questori, che costituiscono un ufficio che dovrebbe attendere per conto del Consiglio a dare le migliori informazioni, la domanda che il Questore di turno - e spero sia solo lui - riceve, garbatamente, perché qualcuno deve pur spiegare perché il consuntivo 2002 si può portare nel 2004 e il consuntivo 2001 non si sarebbe potuto portare 2003. E' una cosa così ovvia, basterebbe dire: mi sono dimenticato. Dice il Questore principe, che siede al centro, invece di rispondere garbatamente ai quesiti che vengono posti: la colpa è degli uffici. Io non posso prendermela con gli uffici perché gli uffici non dipendono da me, dipendono dai Questori, almeno gli uffici loro. Perché dire: io porto il consuntivo quando gli uffici me lo danno potrebbe anche significare che se gli uffici non me lo danno mai i Questori non lo portano mai, e quindi non svolgono la loro funzione. Io non voglio dire niente, non voglio dare voti, però assicuro che non è questo il modo più urbano, più corretto e neppure più utile di rispondere. Io non tengo prigioniero nessuno, forse un po' tutti siamo prigionieri di qualcosa in questo mondo, in questa vita, ma sentirsi dire che io tengo prigioniero il Consiglio da una settimana su che cosa? Ma su che cosa? E' il Questore che ha le manette! E che Questore è che si fa arrestare così, semplicemente da chi qui ha mani nude? E' lei che comanda la polizia! E' tenuto prigioniero! Ma lasciamo perdere.

Poi ha dato un'altra risposta che, mi perdonerà il questore Cassano, mi perdoneranno i colleghi, che io non ho capito, però affido anche questo alla bontà della natura che prima o poi mi aiuti a capire anche le cose incomprensibili, ha detto: "La questione è qui ed è fatta perché si tratta di atti consumati". Io non ho capito quale nozione politica o giuridica riprenda il concetto di atto consumato. Conosco atti consumati, ma non mi pare che quegli atti consumati, che in genere tutti suppongo conosciamo, si riferiscano alla contabilità del Consiglio regionale, che attengono ad altra materia e ad altra natura delle cose, caro collega Cassano. Lei si tenga l'atto consumato attraverso la contabilità incomprensibile e tardiva che lei porta all'attenzione del Consiglio, ognuno di noi si terrà il giudizio che riterrà di aver maturato in ragione dell'alta funzione che lei ha potuto svolgere in questi anni a garanzia del miglior andamento dell'amministrazione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Si dia lettura del conto consuntivo.

(Segue lettura)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Credo sia opportuna la votazione, palese ovviamente, tramite scheda elettronica.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEMURU, PUSCEDDU, DETTORI, PINNA BALIA, PACIFICO, MASIA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del conto consuntivo Esercizio finanziario 2001.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risponde no il consigliere: COGODI.

Si sono astenuti i consiglieri: DORE - ORTU - SANNA Salvatore.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 56

astenuti 3

maggioranza 29

favorevoli 55

contrari 1

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura del conto consuntivo Esercizio finanziario 2002.

(Segue lettura)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il consuntivo 2002.

(E' approvato)

Discussione e approvazione del progetto del bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio - Esercizio finanziario 2004

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del bilancio intero del Consiglio. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Cassano, Questore 2004.

CASSANO (RIF. Sardi), Questore. Grazie signor Presidente. E' prassi consolidata che in quest'Aula, subito dopo l'approvazione del Bilancio della Regione, il Consiglio sia chiamato ad esaminare, quindi approvare il bilancio interno del Consiglio. Quindi, noi ci rimettiamo alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Credo che i colleghi abbiamo apprezzato la sinteticità della relazione. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io non so, signor Presidente e colleghi, chi e quando libererà il prigioniero Cassano, so però una cosa, che l'elogio che Ella ha rivolto testè al Questore relatore, non mi trova d'accordo, non lo condivido, perché la sola brevità, che pure è una dote, in certe circostanze non è un merito. Quando la brevità coincide con non dire nulla, tanto vale che una funzione si elimini. Riferirsi alla relazione scritta del bilancio del Consiglio regionale 2004 è cosa del tutto inopportuna perché insufficiente. Il Bilancio del Consiglio 2004 risente e ha in se vizi di impostazione, difetti giuridici, come è ben conosciuto dalla gran parte di questo Consiglio, gravi ed insuperabili. A rigore è un bilancio o una proposta di bilancio che sarebbe improcedibile ed io ho il dovere di dire quello che penso, anche perché rimanga puntualmente certificato agli atti di questo Consiglio.

Io voterò, lo dico subito, contro questa proposta di bilancio per le ragioni molteplici, delle quali alcune potrò esplicitare nel corso del mio intervento e per ragioni altre che comunque mi riservo, in ogni sede, di far valere. Non è una cosa simpatica e dico questo anche con rammarico, perché io ho fatto parte dell'Assemblea regionale della Sardegna per diverse legislature, in diverse circostanze, in diverse stagioni politiche e però il disordine, il pressappochismo, uso una parola bruttissima che non vorrei usare, il menefreghismo che ha caratterizzato la conduzione del Consiglio regionale in questa legislatura, non ha precedenti e tutti noi vivamente ci auguriamo che non abbia neppure susseguenti, che non accada mai più. Questa legislatura, si è detto, è iniziata male e si è pure detto ed io ripeto, in questo scusatemi la ripetizione, finisce peggio. E questo finire peggio implica un giudizio anche severo nei confronti di tutti noi che non siamo stati capaci, chi più, chi meno, di correggere almeno in corso d'opera, nel corso di questi cinque anni, almeno alcuni di quei difetti che si rappresentavano fin dai primi passi di questa legislatura. Si è ritenuto, cioè, che le cose si sarebbero potute risolvere da sé, che sarebbe potuto avvenire un processo di depurazione naturale, l'acqua che casca di vasca in vasca e deposita via via parte delle impurità. Non è così, passando di vasca in vasca quest'acqua si è via via sempre più inquinata e arriva oggi alla foce, alla fine di questa legislatura, molto sporca, grandemente avvelenata. E io dirò almeno tre, o accennerò a tre di queste questioni.

La prima è quella relativa alla cosiddetta vicenda degli indennizzi. Io ho letto adesso l'ultima delibera adottata dall'Ufficio di Presidenza, così come la stanno leggendo i colleghi, e pongo puramente e semplicemente una domanda: se è vero quello che è scritto nell'ultima delibera, e io reputo che sia vero, cioè reputo che l'ultima delibera sia fondata, però adotta come suo fondamento il fatto che l'Ufficio di Presidenza non aveva il potere di deliberare in materia. E quindi, conseguentemente, e secondo me giustamente, si adotta un deliberato di nullità assoluta dell'istituto che era stato ipotizzato a suo tempo, non da parte del Consiglio, perché il Consiglio fa leggi, non fa provvedimenti, da parte dell'Ufficio di Presidenza. E infatti si dà atto che in questa materia c'è una riserva di legge, e quindi solo con legge il Consiglio avrebbe potuto, semmai, intervenire. E infatti il Consiglio non è intervenuto mai, o meglio poi dirò che è intervenuto una volta per dire una cosa che l'Ufficio di Presidenza non ha fatto. Allora, se è legittima e se è giusta, com'è giusta, secondo me, l'ultima deliberazione che è assunta dallo stesso organismo interno, di cui fa parte anche Cassano...

Il tempo è di venti minuti e vorrei non essere disturbato più di tanto, perché se è il tempo che ti preoccupa in questo minuto, dovrebbe preoccuparti anche qualche altra cosa!

Dico che se oggi l'Ufficio di Presidenza delibera che non aveva il potere di normare in questa materia non ce l'aveva manco allora, cioè implicitamente riconosce che ha sbagliato. Badate, io sono fra quelli che riconoscono anche il diritto a sbagliare; io in questa materia non ho detto che metterò manifesti nei muri, che strapperò i capelli a chi ce li ha, non l'ho detto. Ho detto sempre in questa vicenda che c'era un errore di valutazione e non ho proposto di impiccare nessuno mai e neppure di flagellare. Ho proposto al Consiglio regionale, primo firmatario ed estensore, una risoluzione che il Consiglio, a stragrande maggioranza, ha approvato a suo tempo, con nessuno spirito vendicativo e neppure emulativo, competitivo nei confronti di nessun collega. Io non ho mai detto: qui c'è una parte che è pulita e una parte che ha la rogna, ho solo detto quello che tutti sappiamo, che c'era una parte che ha deliberato e una parte che non ha deliberato, una parte che era informata e una parte che non era informata, una parte che ha chiesto e non ha chiesto, una parte che ha chiesto e rinunciato e altri che hanno chiesto e hanno ritenuto di non rinunciare. Non c'è una uniformità di comportamenti, ma anche in questa differenza di comportamenti e di condizioni io non ho mai detto che anche un solo collega fosse né da impiccare né da flagellare. Ho ritenuto che alcuni avessero sbagliato, chi più chi meno, commettendo un errore di valutazione e anche di valutazione tecnico giuridica. E lì c'è una colpa aggiuntiva, perché se alcuni di noi fossero stati informati, magari avrebbero potuto dare un buon consiglio. Non solo io, Dore, altri, chi ha più esperienza, Pirastu; avremmo potuto dare anche sul piano tecnico un buon consiglio. Sarebbe stato utile quel consiglio che abbiamo dato dopo, quando l'abbiamo saputo, poterlo dare prima. Che ragione c'era di non essere informati, quando invece dovevamo per forza di cose, per regola interna, comunque essere informati? Però io ho sempre detto: ritengo che ci sia stato un errore di valutazione e l'errore può essere grave, meno grave, può essere anche scusabile, l'importante è, come si dice, non perseverare nell'errore.

Io appartengo a quella cultura, non solo politica, ma cultura e basta, che riconosce anche il diritto all'errore. Uno dei manifesti non era solo l'immaginazione al potere, ce n'est qu'un début, non è che l'inizio, della lotta del 1968; uno dei giorni manifesti culturali del 1968 era il diritto a sbagliare. In questo mondo deve esistere anche il diritto a sbagliare e non sempre per ogni errore il diritto a essere giustiziati, a essere sì, invece, ripresi, verificati nel proprio agire e pagare giusto quello che uno ha sbagliato. Quindi non c'era questo spirito giustizialista, io credo, da parte di nessuno, di sicuro non da parte mia e ho dato, con la risoluzione che a suo tempo ho presentato in Consiglio e che il Consiglio ha approvato, anche l'organizzazione tecnica, giuridica e anche teorica di questo assunto dell'errore di valutazione. Però, una volta che tutto questo, e non solo da me ma anche di altri colleghi, diciamo non componimento, ma questa configurazione è stata data su questa vicenda, perché è intervenuta una fase ulteriore di accanimento su sé stessi da parte di alcuni, per cui non si è voluto fare quello che doveva essere fatto? La risoluzione di dicembre del Consiglio regionale dava mandato all'Ufficio di Presidenza di fare esattamente quello che l'Ufficio di Presidenza ha fatto l'altro giorno, che ci sta consegnando oggi. Il Consiglio aveva già deciso a dicembre e aveva dato mandato all'Ufficio di Presidenza di adottare questa deliberazione, perché non l'ha fatto? Ecco il perché che pongo, la domanda: perché non l'ha fatto? Perché non ha obbedito, peraltro, all'ordine che gli ha dato il Consiglio? Perché il Consiglio quest'ordine lo ha dato, in modo formale e in modo solenne. Allora il diritto all'errore non è più il diritto all'errore, è perseverare nell'errore, è voler pescare nel torbido, è voler acquisire un vantaggio non dovuto. Da parte del Consiglio? No, da parte di qualcuno che doveva fare e non ha fatto. Tutto qui. E' brutto citare sé stessi, però cito una fonte di informazione del 25 ottobre 2003, non vi dico la testata, ma tanto già la conoscete: "Non basta l'abrogazione, quella norma deve essere dichiarata nulla o produrrà ancora i suoi effetti nel periodo intermedio". E' attribuita a me. Con la delibera che avete adottato adesso avete certificato questo che è qui fra virgolette. Quella seconda delibera che aveva adottato l'Ufficio di Presidenza a settembre, era stato detto subito, ma non perché io sia indovino, ma perché so leggere, e noi che siamo qui per fare leggi abbiamo il dovere di saper leggere e quando non sappiamo leggere attentamente tutto quello che è scritto, abbiamo il dovere di chiedere a chi sa leggere come si legge quello che è scritto, sennò non saremmo legislatori, saremmo gente di strada, occasionali passanti, e noi non siamo qui, non siamo stati e chi ci sarà non sarà qui per essere occasionalmente passante, ma sarà qui perché si riterrà degno - ecco perché lo chiameranno onorevole - di avere l'onore di svolgere un'alta funzione. E chi questa funzione non la sa svolgere o non la vuole svolgere deve avere l'onestà di non essere qui, di essere altrove a fare altre cose che saprà fare bene, perché essere legislatori non è un premio, non è un riconoscimento, non è un grado, è la più alta funzione che la società organizzata possa conoscere, la funzione legislativa, ma la funzione politica in genere, non è mestiere, è la più alta, la più nobile funzione umana: regolare la vita dei cittadini associati. Questo è il senso che tutti avremmo dovuto, dobbiamo e dovremo avere quando compiamo e assolviamo questa funzione.

Oggi la delibera che è assunta esattamente prende atto che l'abrogazione non bastava, perché quella delibera di settembre diceva "è abrogata", perché l'abrogazione, lo sappiamo tutti, facciamo le leggi, quando abroghiamo una legge è chiaro che la legge non vale dal giorno in cui è abrogata in poi; finché la legge c'era è chiaro che valeva, non è che ci voleva chissà quale acume giuridico, chissà quale master alla Luiss per capire e perché gli uffici dicessero, se qualcuno glielo avesse chiesto, immediatamente, subito: "Badate che voi state abrogando, c'è scritto. Badate che abrogazione giuridicamente vuol dire far cessare gli effetti da questo momento in poi e che voi state conservando gli effetti da questo momento "in prima", cioè fino all'originaria delibera del giugno dell'anno prima. Tutto qui. Quella delibera andava annullata perché solo l'annullamento, giuridicamente motivato peraltro, come oggi giuridicamente e, secondo me, fondatamente motivate perché dite: "Annullo radicalmente perché non avevo neanche il potere di deliberare", ed è così. Allora l'effetto cessa ex tunc, e ha ragione Masala di dire: "Ma che domanda devo ritirare io, se non c'è più niente?" Ha ragione il collega - lo chiamo collega adesso perché ha già preso il posto più proprio -, se la delibera è valida, se è fondata, se è così, a meno che non ci sia ancora un ambito di reticenza, che chi invita ancora a ritirare dica: "Ma non è che siccome già per due, tre volte hanno detto che era tutto risolto, magari non è esattamente così, quindi sarà meglio anche tutelarsi perché chi ha ancora la domanda pendente la ritiri?" Ma allora questo non riguarda chi ha la domanda pendente, riguarda chi sta valutando l'atto, che non è sicuro che abbia quell'effetto che tutti dicono che invece dovrebbe avere. Dico bene, collega Masala?

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Sì

COGODI (R.C.). La ringrazio. Però questo fatto che ancora aleggi qualcosa di reticente potrebbe anche non soddisfare qualcuno. Voglio dire fin d'ora, così su questo punto penso ce ne sia d'avanzo, che l'unico rimedio che rimarrà, e rimane, rimane, lo sappia chiunque, l'unico rimedio che ancora permarrà sul piano giuridico sarà quello di un intervento giudiziale, a cui ha titolo e forse qualcuno ha anche dovere di appellarsi per il danno che sicuramente è pervenuto in ragione di questa vicenda, non solo alla politica, ma anche alle persone. Quel danno può essere sicuramente chiesto a un giudice che lo valuti in misura almeno pari all'entità del beneficio che qualcuno voleva apprendere in ragione di una insussistenza non di motivazioni, ma di una insussistenza di potestà originaria.

Quindi se qualcuno pensa: ricorso, non ricorso, oggi, domani, reticenza, furberia, interpretazione, sappia, per quanto mi riguarda, per quanto so, per quanto so leggere e anche per quanto so scrivere però, che c'è ancora un rimedio, che è il rimedio giudiziale per danno almeno pari, se non superiore, all'intera entità di una somma che si sarebbe dovuta acquisire non essendo giuridicamente dovuta.

Avevo detto che avrei voluto far cenno ad alcune delle ragioni di difetto anche giuridico del bilancio del Consiglio, del bilancio interno del Consiglio. Ho fatto riferimento per ora a una di queste ragioni, le altre possono essere anche motivate più succintamente, ma, nel rispetto assoluto delle regole, io mi riservo di intervenire su qualcuna delle singole poste per poter motivare e lasciare agli atti di questo Consiglio alcune altre ragioni di carenza giuridica che io riscontro nell'attuale bilancio preventivo 2004 del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, non mi dilungherò molto. Intanto esprimo immediatamente il mio voto favorevole, il voto favorevole anche del Gruppo dei Socialisti Democratici al bilancio del Consiglio.

Approfitto della opportunità per evidenziare ciò che sta accadendo in questi giorni e che ha a che vedere sempre col bilancio, naturalmente quello che noi abbiamo appena approvato, la finanziaria, e credo che sia davanti a tutti, anche perché la stampa lo riporta e lo riporta in maniera ampia, che proprio ieri c'è stata una conferenza stampa a Sassari per denunciare la quasi certa impossibilità di portare a compimento una delle più importanti feste della tradizione del folklore della Sardegna. Sto parlando della Cavalcata sarda, che per il fatto che la finanziaria, con una serie di emendamenti che sono stati approvati, abbia eliminato questa risorsa proprio all'interno della disponibilità dell'Assessorato alla cultura, ci si ritrova con la richiesta precisa di poter affrontare la Cavalcata sarda in tono minore.

Io spenderei qualche parola, sapendo naturalmente che su questo posso trovare il conforto non soltanto dei consiglieri che rappresentano il territorio nord- occidentale della Sardegna, ma di tutti i consiglieri, per il semplice fatto che questa risorsa mancando mette in grave difficoltà qualunque altra importante festa della tradizione che si sta o che si dovrà svolgere in Sardegna, e sono diverse. Io non sto parlando delle sagre, non sto parlando delle feste campestri o delle feste padronali che vengono portate in porto; sto portando a conoscenza che c'è una situazione che potrebbe creare anche dei pericoli, perché fare la festa, diciamo, della Cavalcata sarda, svolgerla in tono minore, non vorrei che volesse essere anche arrivare ad avere meno sicurezza, ad avere anche meno investimenti su quelli che sono tutti gli aspetti che riguardano lo svolgimento di un'importante manifestazione.

La Cavalcata sarda è l'inizio della stagione turistica della zona nord-occidentale della Sardegna; la Cavalcata sarda è la più grande manifestazione di colore e di costumi che avviene nella nostra regione. Sono tanti coloro che vengono e arrivano in Sardegna per questo importante appuntamento. Credo che il presidente Masala, che rappresenta, sì, tutta la regione, ma che è di Sassari, l'Assessore della cultura che rappresenta sì, tutta la Regione, ma che è di Sassari, questo problema lo stanno sicuramente sentendo. C'è sicuramente la soluzione per far sì che coloro che si stanno impegnando a portare a compimento questa importante manifestazione non si trovino nella situazione di dover rinunciare ad un impegno che parte sempre almeno cinque o sei mesi prima della manifestazione, a svolgere quest'importante manifestazione che è per Sassari ma per tutto il territorio e, perché no?, per tutta la Sardegna un appuntamento importante. La soluzione esiste. Ho chiesto, perché ritengo che nella difficoltà qualche soluzione nell'impegno probabilmente si può trovare. L'Assessorato del turismo è nella situazione probabile di poter incrementare le risorse momentaneamente per la Cavalcata, attendendo poi naturalmente che nell'assestamento si possa risolvere qualunque altro tipo di situazione, e magari si troverà in difficoltà per le risorse spostate verso la Cavalcata Sarda.

L'invito che faccio, e chiedo scusa se sto approfittando di questo momento, è perché la Cavalcata Sarda solitamente si svolge nella penultima domenica di maggio; la Cavalcata Sarda è incombente, credo che questo problema vada risolto, credo che questo problema sia un problema di tutti, credo che nonostante tutto ce ne dobbiamo far carico per il semplice fatto che altrimenti davvero succede quello che non è mai successo fino ad oggi, perché è una festa di tradizione che si svolge da oltre mezzo secolo nella nostra città.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Questo problema che è stato richiamato lo collegherei, perché è giusto, perché è all'ordine del giorno, solo alla discussione che stiamo facendo sul bilancio del Consiglio, così come ha proposto il Questore Cassano. Penso che si possa predisporre un semplice emendamento al bilancio, impegnando - non so quanto ci vuole per la Cavalcata, non so a quanto ammonta la cifra...

MASIA (S.D.I.-S.U.). 150 mila euro.

CUGINI (D.S.). Ecco la cifra, 150.000 euro, si prendono dalle spese di rappresentanza del Presidente del Consiglio e si impegnano per questa manifestazione, poi si vedrà successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Presidente, sarò brevissimo, però non posso fare a meno di formulare alcune sempre brevissime considerazioni, ancora sul problema delle pensioni di invalidità. Qualcuno può dire che ormai c'è da essere stufi di questo problema, però pensiamo al fatto che con questo salvataggio in extremis, con questo intervento in extremis, la Regione ha risparmiato qualcosa come quattro o cinque miliardi, mi pare che ci fossero addirittura quattro miliardi stanziati in bilancio, quindi questo significa che non è uno scherzo dal punto di vista economico, ma soprattutto si è trattato di uno scempio dal punto di vista giuridico. Non uno scempio soltanto, un duplice scempio, perché la famosa delibera che ha abrogato o almeno ha fatto finta di abrogare la precedente, cioè quella che aveva approvato il Regolamento era una farsa, era una presa in giro ai danni del Consiglio ed era una presa in giro ai danni dell'intera Regione.

Credo che sia una delle pagine più nere scritte in questi cinque anni, non solo - ripeto - per quello che è stato fatto all'inizio, ma per quello che è stato fatto dopo, cioè si sono violate le regole elementari di rispetto della Sardegna e di rispetto della massima Istituzione rappresentativa della Sardegna. Si è preso in giro il Consiglio. Vorrei sapere, sarebbe interessante sapere chi ha concepito, non dico la prima che è un disegno perverso, ma la seconda che è un disegno diabolico, addirittura, non solo, ma di chi ha impedito che i consiglieri che chiedevano risposte le ottenessero per mesi e mesi, siamo dovuti arrivare alla diffida, raccomandate con ricevuta di ritorno, diffida di un esposto alla Corte dei Conti, è una cosa di una gravità senza pari, e poi abbiamo ottenuto risposta con un parere dell'Ufficio legale, che è a sua volta una farsa, in cui si è detto che l'Ufficio di Presidenza fa quello che gli pare e piace, che la Corte dei Conti non può dir nulla. Sì, fa quello che gli pare e piace, tant'è vero che fa anche quello che non gli compete, cioè questo è un problema, e l'abbiamo detto, l'abbiamo sottolineato, di abuso di potere, si tratta di reati. Detto questo, e ribadito perché non si può fare a meno di ribadirlo ancora una volta, approvo, apprezzo il contenuto della nuova delibera, di quella che è stata fatta, che evidentemente è frutto di una mano diversa da quella che ha organizzato le precedenti; ritengo che sia stata fatta correttamente, perché ha annullato in radice i provvedimenti legittimi sottolineando che l'Ufficio di Presidenza si era attribuito una competenza che non aveva, perché com'è stato osservato eravamo in materia di riserva di legge. Allora, detto questo, io non sono d'accordo col collega Cogodi quando dice che non c'era niente da ritirare; credo che come gesto politico i Presidenti, i due Presidenti avessero il dovere anche politico come segnale di dire: "Non se ne parla più, non ci sarà bisogno, ma io ad ogni buon fine rinuncio a qualunque diritto fosse eventualmente sorto, non ne voglio più sentir parlare", invece, questo ancora una volta non è stato fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente. Sciogliendo la riserva che avevo formulato in apertura di seduta, non ho difficoltà a dare la risposta richiesta dall'onorevole Cogodi, ma non ho neppure difficoltà a dare la risposta all'onorevole Masia che ha sollevato il problema riguardante la Cavalcata Sarda.

Relativamente al primo problema, io come cittadino sardo, come rispettoso delle istituzioni non oso neppure pensare che il Presidente Berlusconi abbia potuto interprendere un'attività che non sia in coerenza anche con le leggi regionali riguardanti l'urbanistica, riguardanti la "cosa", anch'io ho appreso, come lui, dalla stampa, dalle fotografie della stampa, quest'iniziativa, di cui si è parlato con riferimento a presunti o a non meglio precisati interessi di sicurezza nazionale. Posso rassicurare l'onorevole Cogodi che l'assessore Pani è già stato avvisato, informerò anche l'assessore Asunis, per tutte le iniziative del caso, ma per quanto ci riguarda credo che nessuno di noi possa ipotizzare che si possono violare le leggi regionali.

Relativamente alla questione della Cavalcata Sarda, debbo dire che è vero che la finanziaria ha ridotto le risorse, forse eliminandole tutte, quelle riguardanti i grandi eventi dell'Assessorato della pubblica istruzione, ma è ancora vero che l'Assessorato del turismo ha avuto una dotazione superiore. Informo l'onorevole Masia ma anche i consiglieri sassaresi che si sono rivolti a me numerosi su questo tema, anche allarmati dalla conferenza stampa che è stata fatta ieri, che la Giunta regionale aveva già a suo tempo adottato una deliberazione in forza della quale per il 2004 erano state previste per i cosiddetti grandi eventi che riguardano non solo la Cavalcata, ma anche Sant'Efisio che è già avvenuta, le stesse risorse del 2003; nella stessa delibera furono approvate le erogazioni dei dodicesimi riferite ai quattro dodicesimi degli acconti, che furono distribuiti eccetera. Però si garantiva che le manifestazioni sarebbero state finanziate nella misura delle stesse risorse dell'anno scorso. Quindi questo verrà adempiuto puntualmente, quindi la Cavalcata si svolgerà regolarmente, come si è svolta regolarmente la festa di Sant'Efisio e come si svolgeranno tutte le altre feste che sono previste dal cosiddetto gruppo delle feste dei grandi eventi.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Avverto i colleghi, almeno, ricordo ai colleghi che siamo in fase di chiusura della discussione generale e non si potranno presentare ulteriori emendamenti da questo momento perché passiamo alla votazione.

Onorevole Cogodi, su che cosa vuole intervenire?

COGODI (R.C.). Sulle modalità.

PRESIDENTE. Sulle modalità di voto?

COGODI (R.C.). Di voto e di esame del documento

PRESIDENTE. D'accordo. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Quindi per chiedere che ella precisi come avviene l'esame, io chiedo che avvenga partitamente, non voce per voce, grandi categorie: le entrate principali...

PRESIDENTE. Prima le entrate e poi le spese.

COGODI (R.C.). E' sufficiente.

PRESIDENTE. E' sufficiente? D'accordo, grazie.

Se non ci sono altri interventi, se gli emendamenti sono stati presentati, metto in votazione il passaggio...

(Interruzione del consigliere Spissu)

Sulle modalità di voto, onorevole Spissu?

SPISSU (D.S.). Elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Sette colleghi che appoggino la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MARROCU, CUGINI, MORITTU, PIRISI, ORRU', PINNA, CALLEDDA.)

Un attimo solo perché anche i Questori stanno presentando un emendamento.

Colleghi, chiedo scusa, non siamo ancora in sede di votazione perché i Questori avevano l'esigenza di presentare un emendamento.

Colleghi, prendiamo posto. Votiamo il passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Il consigliere PINNA, il cui voto risulta nullo, dichiara di aver inteso votare a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI -LOMBARDO - MARROCU - MASIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PILO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - SECCI - SPISSU -TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: SANNA Salvatore - SCANO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 52

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 50

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Siamo all'esame del bilancio del Consiglio 2004, Entrate, se ne dia lettura.

(Segue lettura)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). In riferimento alla parte Entrate, la prima cosa, che poi è anche quella che è scritta inizialmente, da notare è che dagli esercizi precedenti avanzano 3787 milioni, parrebbero. C'è scritto così. Forse c'è un errore, perché prima è scritto in euro ed è 66…, comunque mi pare di aver capito che dagli esercizi precedenti in lire ci sarebbero - Cassano mi aiuti a capire - circa 7 miliardi, se ho capito bene. E' così? Prima riga. Nessuno mi risponde!

(Interruzioni)

E' scritto in euro o in lire questo bilancio?

(Interruzioni)

In euro. Allora come avanzo presunto di amministrazione degli esercizi precedenti, qui c'è scritto 3.460.261, è così?

(Interruzioni)

Tremilioni e mezzo di euro, è così?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi.

(Interruzione del consigliere Fadda)

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa.

COGODI (R.C.). Va bene, io capisco che c'è un avanzo degli esercizi precedenti del bilancio del Consiglio di sette miliardi di lire.

PRESIDENTE. 3 milioni 787.

(Interruzioni)

COGODI (R.C.). Siamo intorno ai sette miliardi di lire e quindi è su questo che voglio esprimere un'opinione. Perché in questi anni una serie di servizi interni essenziali che attengono al lavoro e alle modalità attraverso cui si volge, per chi lo svolge, il lavoro da parte di consiglieri, ma anche da parte del personale, in questo Consiglio che vantava la possibilità di finanziamenti che poi trascina agli esercizi successivi, com'è che non si siano dotati dei servizi minimi, non torno alla vicenda di un pezzo di palazzo dove si brucia d'estate, nelle lunghe estati cagliaritane, mentre nell'altro pezzo di palazzo dove stanno le presidenze è tutto bello e refrigerato, però parlo anche dei servizi per lo svolgimento dell'attività, però c'erano miliardi e non si sa perché non siano stati utilizzati oppure non si è operato uno storno da un capitolo all'altro perché le cose importanti si potessero fare, attiene tutto a quella mala gestio, che in questi anni ha caratterizzato il governo interno del Consiglio regionale.

Colgo l'occasione di trattare, con la precisione che in cose consimili bisogna adoperare, una questione, adesso in ragione delle entrate, ma poi avrà il suo risvolto nella parte uscite, che attiene ad un altro dei punti notevoli, che io reputo essere ragione di non procedibilità, di non possibile approvazione comunque, quindi di giudizio negativo sul bilancio interno del Consiglio così com'è. Mi riferisco ad un punto che è relativo, lo dico subito, non a persone, perché le persone hanno tutte la loro dignità, e se poi queste persone sono categorie di lavoro hanno anche di più diritto anche al rispetto della dignità dei lavoratori.

Quindi non si tratta, e lo dico subito, a questioni che attengono a censura che riguardi le condizioni di lavoro. Mi riferisco esclusivamente al punto di legalità. E in punto di legalità questo Consiglio regionale, che è la sede, la fonte, la sorgente, la scaturigine delle leggi, in punto di legalità non può transigere. Poi ognuno dirà: "Ma io transigo lo stesso!" E io dirò: "Auguri e buone feste", se la vogliamo prendere sul leggero, se però non la vogliamo prendere sul leggero non dico: "Auguri e buone feste", dico: "Mi dispiace se dei colleghi consiglieri vorranno transigere in punto di legalità".

Allora il punto specifico che ora accenno, poi ce ne sono altri, per ora è il seguente; tutti i colleghi, dico tutti i colleghi, Presidenti dei Gruppi consiliari hanno rappresentato (quindi non io ed altri due), tutti, di ogni parte politica, in forma scritta, in diverse circostanze alla Presidenza del Consiglio, la quale Presidenza deve non solo ricevere la rappresentazione che i rappresentati di tutti i Gruppi danno, ma dovrebbe anche assumere iniziative e negli ultimi giorni io do atto che la Presidenza di turno ha assunto un'iniziativa, che avrebbe dovuto essere già assunta dal mese di dicembre scorso quando i Presidenti dei Gruppi fecero pervenire, essi, tutti insieme, questa proposta all'Ufficio di Presidenza. Poi sul filo delle ore, adesso alla scadenza, o comunque oltre il limite mi rendo conto, "maiora premunt" dicono i colleghi, dobbiamo andare a cercare voti, le liste, come dire cose essenziali alla vita democratica. Quindi immaginate se io non mi rendo conto di tutto questo.

Però alcuni minuti, ma proprio minuti, dobbiamo ancora necessariamente impiegarli perché rimanga chiarito e rimanga nelle carte ufficiali del Consiglio che la cosa non è passata sotto silenzio, per ognuno che vorrà valutare se la legalità vale o non vale anche in questa circostanza, troverete tutti e troviamo tutti che tra le spese del Consiglio regionale c'è il rinnovo o meglio il pagamento del di più per l'intervenuto ritenuto rinnovo del contratto dei dipendenti privati dei Gruppi consiliari. Immaginate un contratto si deve rinnovare. La dinamica contrattuale deve avere un suo corso, poi ci sono contratti e contratti, ci sono contratti che hanno anche una loro dinamica interna per cui si rinnovano da soli; ma io non sto dando e non voglio dare giudizi di merito, non do e non voglio dare giudizi di merito.

Dico solo che la legge 37 del '95, cioè la legge approvata da questo Consiglio regionale, prevede una procedura che attiene alla sostanza e contiene un limite di spesa che attiene alla sostanza della buona politica ed anche della buona contabilità, è un limite di spesa. Quanto alla procedura la legge 37 prevede che questo contratto è rinnovato da una delegazione dei dipendenti e da una delegazione dei Gruppi consiliari. I dipendenti sicuramente hanno fatto bene quello che dovevano fare e sicuramente avranno nominato la loro delegazione. I Gruppi consiliari non hanno nominato la loro delegazione. Quindi una parte contrattuale non è, non era legittimamente costituita. E nessuno confonda la delegazione ed il potere del delegato che presuppone un delegante con la maggioranza delle parti, perché laddove la legge, o le leggi, anche il codice civile, prevedono una delega, la delega deve essere data da tutto il corpo delegante non da una parte, neppure da una parte maggioritaria, neppure la maggioranza del condominio può decidere che colore dare alla facciata del palazzo se non ha convocato anche la minoranza del condominio, chiaro, poi decide a maggioranza, ma prima costituisce l'organo che può deliberare. Invece in questo Consiglio no, una parte viene considerata in luogo della delegazione e quella parte inaudita altra parte, l'altra parte, o parte della parte, ritiene di avere assolto ad un compito; così non è. Tanto così non è che giustamente i colleghi Presidenti di Gruppo si rendono conto di questa modalità, erroneamente posta in essere, e da sei mesi chiedono che la cosa si riconduca a legalità, che si può ricondurre e si può ricondurre in un solo modo, o costituendo la delegazione o sostituendo alla delegazione la totalità dei deleganti, cioè l'insieme dei Presidenti di Gruppo, laddove delegati e deleganti coincidono.

Non sto dando giudizi di merito, e do atto al Presidente del Consiglio di turno di essersi adoperato su richiesta di tutti i Capigruppo perché questa sanatoria chiamiamola così, io non la chiama sanatoria, la chiamo questa regolarizzazione di procedura che implica anche spesa, senza toccare la spesa venisse regolarizzata, venisse, come dire, formalmente e legittimamente ricostituita. Apriti cielo! Non si vuole fare. Il fatto che non si sia fatto, o non si voglia fare, o che non si faccia non sana un difetto che è un difetto giuridico, nient'altro! Per cui permane una condizione per cui c'è chi percepisce emolumenti che saranno i più giusti, sufficienti o insufficienti e però senza titolo giuridico, perché il titolo non c'è, perché una parte contrattuale non era costituita e l'Ufficio di Presidenza per altro prende atto di un verbale che gli è stato trasmesso e non verifica a suo tempo se la procedura era o no regolare, pur risultando dai documenti che vi erano buchi nelle righe, mancavano firme, quindi poteva anche porsi qualcuno il problema: "Perché mancano parti".

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi facciamo concludere l'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Non ho capito.

PRESIDENTE. Ha concluso.

COGODI (R.C.). Se il problema è di un minuto, basta che io intervengo su ogni posta di bilancio e disturberei i colleghi, io non li voglio disturbare, sto dicendo qualche cosa che se qualcuno dei colleghi ancora una volta ascoltasse, nel senso che ascoltare vuol dire anche capire, è qualcosa che attiene più ad altri che a me. Attiene meno me e meno il collega Fadda che non erano parti in quella procedura irregolare, chiamiamola così. Io ci metto tutta la buona fede, ma ci mancherebbe, ma la buona fede non è che fa altro diritto, la buona fede esime o attenua responsabilità, non è che la buona fede fa un altro diritto.

Quindi detto tutto questo, io sto rappresentando il fatto che c'è questo difetto giuridico, c'è questa irregolarità che tocca anche interessi, non solo dell'Erario, non solo delle leggi che sono violate, ma tocca anche interessi costituiti dalla legge in capo ad altri soggetti lavorativi. La regola della legge 37 è il comando, il comando dalla pubblica amministrazione presso i Gruppi consiliari.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, comunque le chiedo per cortesia, è già scaduto il suo tempo da un po', ci sono altri colleghi che devono intervenire tra l'altro, eventualmente lei potrà reintervenire, anche perché io vorrei dare la parola all'onorevole Scano che l'ha chiesta e poi all'onorevole Fadda.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa alla Presidenza, mi riservo di completare, perché si tratta di un punto giuridico che io voglio rimanga acquisito agli atti e mi riservo di completarlo in ragione delle poste successive.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). A me bastano pochi secondi solo per dire, anche se forse siamo ancora sulle entrate, va bene, ma insomma il discorso sugli emendamenti, che pregherei i colleghi di ritirare questi emendamenti. Emendamenti sulla Cavalcata sarda, scusate cosa c'entra la Cavalcata sarda col bilancio interno del Consiglio?

Se vengono ritirati prima forse risparmiamo anche un po' di tempo, altrimenti dovremmo spiegare perché c'è la Cavalcata sarda e non c'è Santa Vitalia di Serrenti e Santa Greca di Decimomannu, vero Eliseo? Sono delle cose che francamente non qualificano questo Consiglio regionale nemmeno nell'ultimo giorno. Quindi, pregherei i colleghi di evitarci questo genere di emendamenti sul bilancio interno del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Sullo stesso argomento condivido quanto detto dal collega Scano, e desidererei piuttosto un impegno da parte della Giunta regionale perché queste manifestazioni siano poi finanziate con i normali fondi che la Regione ha a disposizione, ma non dai fondi del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi mettiamo in votazione le entrate del Consiglio. Chi è favorevole?

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sette colleghi che appoggino la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PUSCEDDU, SCARPA, VASSALLO, DEMURU, DETTORI, BALIA, MASIA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico palese, delle entrate del Consiglio.

I consiglieri CUGINI, LICANDRO e LADU, non essendo riusciti a votare, dichiarano il proprio voto favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PILO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SPISSU -TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 49

maggioranza 25

favorevoli 47

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura delle spese.

(Segue lettura)

Alla parte spese sono stati presentati gli emendamenti numero 1, Spissu, Cugini e più e numero 2 Cassano, Giagu e più. E' stato chiesto il ritiro.

Emendamento modificativo Spissu - Cugini - Masia - Granella - Morittu - Lai

Cat. IX

Spese di rappresentanza

Punto 7.1

Previsione 345.000

Stanziamento definitivo 190.000

Punto 7.1 bis 155.000

Cavalcata sarda 2004 (1)

Emendamento modificativo Cassano - Giagu - Lombardo

Cat. IX

In diminuzione

Spese di rappresentanza cap. 7.1

Stanziamento 345.000,00

Stanziamento definitivo 300.000,00

Acquisto libri - cap. 4.18

Stanziamento 500.000,00

Stanziamento definitivo 395.000,00

In aumento

Cap. 4.12 Contributi finanziari

Stanziamento 450.000,00

Stanziamento definitivo 600.000,00 (2)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, io ritiro l'emendamento, lo ritiro anche a seguito dell'intervento del Presidente Masala il quale, probabilmente, dovrebbe invitare i suoi Assessori, anche Assessori sassaresi, che hanno seminato il panico in città, perché tutta questa agitazione nasce dal fatto che l'Azienda di Soggiorno ha fatto ieri una conferenza stampa denunciando la mancanza dei fondi. Se il Presidente Masala avesse, insieme ai suoi Assessori, spiegato nella città di Sassari che i fondi della Cavalcata non sono stati eliminati e che in ogni caso è la conduzione della finanziaria che ha prodotto l'esito, probabilmente non sarebbe stato necessario né sollevare il problema in Aula né presentare un emendamento al bilancio del Consiglio regionale che, naturalmente, non è fatto usuale ed introdurrebbe nel bilancio stesso una pratica nuova.

Quindi, con queste finalità e sulla base delle dichiarazioni fatte dal Presidente Masala ritiriamo l'emendamento ritenendo, in ogni caso, le spese di rappresentanza eccessive. Eccessive soprattutto per la fase nella quale approviamo il bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi), Questore. Signor Presidente, per dire che anche noi siamo favorevoli al ritiro dell'emendamento, anche se dobbiamo sottolineare che non è la prima volta che il sottoscritto interviene su questo argomento, l'ho fatto anche l'anno scorso, ero preoccupato anche quest'anno, ho chiesto all'assessore Frongia di tenere un incontro per chiarire questo aspetto, perché la preoccupazione che hanno i colleghi del centrosinistra sono nostre e quindi anche noi ritiriamo l'emendamento con l'impegno che la Giunta immediatamente proceda eventualmente a dare ciò che necessita per la Cavalcata sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

(Interruzione dell'onorevole Contu)

COGODI (R.C.). Se il collega Contu non ne potesse più, non avrebbe sempre quest'ambizione di stare qui, ma che si rilassi, ma che si riposi!

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e della riforma agropastorale. Ma non a queste condizioni!

COGODI (R.C.). Semplicemente per concludere, anche con rapidità, l'esposizione che prima accennavo sul punto di illegittimità di alcune spese comprese nel bilancio interno del Consiglio e che, posto che si vuole ancora sottovalutare la questione, rimarrà ho capito una questione aperta per il futuro che, in ogni caso, vivendo in uno stato dove non valgono solo i voti di un Consiglio regionale come questo, ma anche i voti di un Consiglio regionale come quello, spero, che possa essere migliore o di altri organismi e poteri che possono e debbono garantire la legalità e le giuste relazioni sul piano anche sociale, è giusto che si dica in modo che domani, così com'è accaduto per gli indennizzi e per tante altre cose, alcuni non dicano: "Ma perché non l'avete detto quando lo dovevate dire?" Insomma, è giusto, è doveroso dirlo quando si deve dire, perché se accade qualcosa poi non si dica: la colpa è di tutti ed è eguale. Non è così, poi finirà che sarà uguale, perché a dire tutti uguali si fa prima, anche perché a dire tutti uguali chi trae vantaggio e chi trae svantaggio alla fine si trovano legati nello stesso fascio e così disordinatamente tutto procede. Spero di no! Dicevo che la legge 37 del 1995 è violata nel punto della carenza di una parte legittimata ed è data la dimostrazione dal verbale che tutti i Presidenti dei Gruppi hanno redatto e hanno inviato alla Presidenza del Consiglio. Che altro bisogna dimostrare? Mica è una mia lamentela, ho detto che c'è un atto di cui sarebbero doveroso che i Gruppi prendessero atto, posto che è dei loro Capigruppo. O i Gruppi o gli stessi Capigruppo firmano un documento e lo depositano negli uffici del Consiglio e poi dicono: però non vale? Io penso che valga perché ho tanta stima e considerazione della correttezza e anche dell'autorità dei Presidenti dei Gruppi, soprattutto di Gruppi maggiori, che hanno una maggiore responsabilità. Ma la legge 37 è violata anche in un altro punto che è più attinente al bilancio interno del Consiglio. E' violata nell'articolo 8 laddove al punto 2 (la legge di questo Consiglio, non del Consiglio del Piemonte, la legge del Consiglio regionale della Sardegna) dice che il limite di spesa del 17 per cento è considerato esclusivamente in ragione dei dipendenti comandati e di quelli mantenuti in servizio ai sensi dell'articolo 5, cioè le due categorie che legittimamente possono essere i supporti tecnici dei Gruppi, cioè il personale di ruolo dell'amministrazione pubblica comandato presso i Gruppi che è la regola, e il personale privato, tenuto in servizio in base alla legge, che è la transitorietà, io non dico che è l'eccezione, è la transitorietà, mentre la regola e il regime è la funzione di comando. Però il limite del 17 per cento è posto in ragione di tutto il personale - lo dice la legge - esclusivamente in ragione dei comandati e dell'altro personale. Ovviamente il legislatore si è premurato che non vi fossero altre acquisizioni, cioè altre assunzioni di dipendenti privati presso i Gruppi a carico di questo fondo, questa è la preoccupazione del legislatore, giustamente. Ma nel momento nel quale il legislatore si preoccupa che nessuno si deve aggiungere ai contingenti che sono previsti, e sono quelli e non possono essere di più per i Gruppi ed istituisce un limite, non un fondo, un limite di spesa non un fondo, quel limite di spesa è un limite di spesa che deve contenere tutte le spese di supporto ai Gruppi, sia della regola, sia dell'eccezione. Non è pensabile che l'eccezione si mangi la regola. Se l'eccezione è prevista, è regolare quanto la regola, ma non è pensabile che l'eccezione si mangi la regola e se accade, come gli uffici hanno comunicato, che invece quel limite del 17 per cento, con quel rinnovo anomalo, illegittimo, com'è riconosciuto, quel limite del 17 per cento è interamente utilizzato, voi comprendete che si è praticamente superato, perché non rimarrebbe, infatti non è riconosciuto alcunché a chi egualmente esercita in base alla legge le stesse funzioni. Perché i lavoratori hanno pari dignità, i lavoratori di diritto privato hanno tutta la dignità di un dipendente pubblico, ma anche un dipendente pubblico ha tutta la dignità di un dipendente privato e non è pensabile che in base alla stessa legge e allo stesso limite di spesa il dipendente pubblico venga punito e castigato solo perché è di ruolo, perché ha fatto un concorso, perché è censito e regolato. Non è pensabile!

E direte: ma è cosa marginale, è piccola, riguarda poche persone, ma anche riguardasse nessuno in concreto, è una salvaguardia, è un principio ed è un principio di legalità che non può essere superato per oggi e per domani. Questo era il senso dell'intervento che è stato operato, che io reputo sia a garanzia vera di tutti i dipendenti, privati e pubblici, mentre invece l'altra cosa rimane appesa alle nuvole, rimane aleatoria, rimane sicuramente soggetta a caducazione perché è fondata su un presupposto giuridico sbagliato, su una procedura non rispettata, su una violazione in più punti della legge regionale che è precisa. Questo era. Dovrei dire ai colleghi che ritengono queste cose di poco conto, che io non posso fare il torto, a quest'ora soprattutto, visto che si vuole andare in prosecuzione, si poteva anche sospendere per mezzora, ma io non voglio appesantire, data anche l'ora, con altre questioni che però sono ugualmente rilevanti, del bilancio del Consiglio è sempre così, non si riesce mai discuterne. E ve lo dico io che ne ho discusso, ne ho visto, ne ho trattato molti di bilanci, non si riesce mai perché o arriva nel cuore della notte il bilancio del Consiglio, dopo che si è stanchi e prostrati da mesi di esame della finanziaria, del bilancio della regione e quindi si dà per approvato, o arriva come in questa situazione, adesso, abbiamo tutti fretta e giustamente e altre incombenze, però non si riesce mai. Tutta la partita dei concorsi che sono in via di svolgimento in questo Consiglio regionale, avrebbero meritato, e del loro costo e della procedura che si è adottata e dell'effetto che produrranno nell'organizzazione o disorganizzazione, compensazione o scompenso dell'organizzazione dei servizi consiliari, tutto questo avrebbe meritato o no di essere trattato in questa circostanza? E se non in questa circostanza quando, se non c'è altra circostanza nella quale si può discutere della gestione interna del Consiglio, dell'autogoverno interno, di quello che dovrebbe essere il modello di tutti i governi, perché il primo modello di funzionalità, di trasparenza, di equità dovrebbe essere proprio il Consiglio. Lascio ogni altra considerazione, lasciando anche questo punto interrogativo, questo punto di domanda, chi avrà risposte da dare purchè siano risposte vere, precise, risolutive, quando potrà e quando vorrà le darà. Grazie.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda alcuni dei problemi sollevati nei due interventi dell'onorevole Cogodi, informo anche i colleghi che una prima discussione è già avvenuta in sede di Ufficio di Presidenza, che non spetta comunque all'Ufficio di Presidenza dire la parola definitiva su questo argomento, ma l'impegno che assumo io è che comunque nel prossimo Ufficio di Presidenza si riprenda questo argomento per cercare di interpretare un modo per trovare le soluzioni più adeguate.

COGODI (R.C.). Chiedo la votazione nominale sulla parte delle spese del bilancio intero del Consiglio.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PUSCEDDU, ORTU, VASSALLO, DEMURU, DETTORI, BALIA, MASIA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte del Bilancio, quella relativa alle spese.

Il consigliere LIORI non essendo riuscito a votare dichiara il proprio voto favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PILO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: SANNA Salvatore.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

presenti 44

votanti 43

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 41

contrari 2

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'intero bilancio del Consiglio.

Il consigliere LIORI, non essendo riuscito a votare, dichiara il proprio voto favorevole.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA -FALCONI - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASIA - MORITTU - MURGIA - ORRU' - ORTU - PETRINI - PILO - PIRISI - PISANO - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: COGODI - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: SANNA Salvatore.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 43

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 41

contrari 2

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Il Consiglio verrà convocato a domicilio per la seduta conclusiva quando il Presidente del Consiglio e la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi decideranno di convocarla.

La seduta è tolta alle ore 14 e 55.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica all'interrogazione BIANCU - SANNA Gian Valerio - FADDA sulla decisione del Banco di Sardegna di sopprimere lo sportello bancario di Simala. (752)

In riferimento alla nota dell'Assessorato della Programmazione prot. n. 306/Gab del 10 marzo u.s., indirizzata per conoscenza allo scrivente ufficio relativa all'interrogazione citata in oggetto, si precisa che la segnalazione del Comune di Simala pervenuta il 4.2.2004 è stata immediatamente esaminata in base al disposto dell'art. 4 della L.R. 7.7.1975 n. 27 (Vigilanza sul Servizio di Tesoreria).

L'argomento è stato sviluppato con i funzionari della Ragioneria Generale che si occupano del controllo dell'operato del Tesoriere.

Successivamente la problematica è stata esposta al responsabile delle B.N.L., capofila del raggruppamento temporaneo di banche, che ha stipulato con la Regione Sarda la convenzione per la gestione del Servizio di Tesoreria.

Quanto sopra è stato formalizzato con nota del Servizio Affari Generali della Direzione Generale degli Enti Locali e Finanze n. 5968 del 20.2.2004.

Il Banco di Sardegna con risposta del 3 marzo 2004, indirizzata anche al Comune di Simala ed alla Presidenza della Regione, ha fornito le notizie richieste.

Le argomentazioni addotte dal Banco circa la chiusura dello sportello di Simala pur riconducibili nell'ambito di valutazioni prettamente aziendali, non possono ritenersi in contrasto con le disposizioni di cui all'art. 18 della convenzione di tesoreria. Viene comunque confermata la disponibilità a formalizzare il contratto di convenzione individuando la piazza più idonea.

Comune di Simala - Servizio di tesoreria.

Mancata sottoscrizione della convenzione.

In relazione alla contestazione e richiesta presentata dal Comune in indirizzo, con nota del 4.2 c. a., prot. 414, ad una pluralità di soggetti pertinenti e non all'argomento in esame, si ritiene di dover preliminarmente osservare: che l'art. 18 della convenzione di tesoreria regionale prevede che l'affidamento del servizio di tesoreria debba essere richiesto dall'ente locale per il tramite della Regione.

Da ciò deriva che non sussiste l'obbligo di stipulare una convenzione diretta tra la banca che assume il servizio finanziario e l'ente locale che chiede l'estensione ad esso del servizio come reso alla Regione, in quanto per esplicita statuizione del richiamato art. 18, all'ente locale debbono essere applicate le stesse modalità di resa del servizio, di tassi e di valute previste dalla convenzione con la Regione.

In merito alla ubicazione dell'ufficio del tesoriere, che il Comune individua nella sua circoscrizione territoriale in forza del più volte richiamato art. 18, si è dell'avviso che la facoltà di scelta in esso prevista si riferisce chiaramente agli enti strumentali della Regione ed alle AUSL, il cui ambito territoriale risulta esteso e tale da comprendere più sportelli appartenenti al tesoriere designato. Non si estende invece agli enti locali, perché ciò comporterebbe una inammissibile coercizione sulla valutazione aziendale della banca. Non a caso il Banco ha chiesto al Comune di scegliere lo sportello più vicino, presso il quale desidera sia svolto il servizio di tesoreria.

Si conferma, infine, la disponibilità a formalizzare il contratto di convenzione, dopo aver di concerto individuato la piazza sulla quale ubicare l'ufficio di tesoreria.

In base a quanto previsto dall'art. 4 della L.R 27/1975 e dall'ari 15 della Convenzione per la gestione del servizio di Tesoreria, si invita a fornire chiarimenti su quanto rappresentato dal Consiglio Comunale di Simala con Deliberazione n. 4 del 16.12.04 che si allega in copia.

Il Comune lamenta la mancata sottoscrizione da parte del Banco di Sardegna della convenzione per la gestione del servizio di Tesoreria.

Si richiama al riguardo il disposto dell'art. 1 del capitolato speciale allegato alla L.R. sopra citata (garanzia della regolare gestione del servizio su scala regionale) e dell'art. 13 dello stesso (segnalazione dei reclami in ordine allo svolgimento del servizio).

Si resta in attesa di un sollecito riscontro.

Risposta scritta dell'Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica all'interrogazione CASSANO sul parere delle Commissioni tributarie di Cagliari e di Catanzaro (decreto legislativo del 30 dicembre 1992, n. 504) sull'esenzione del pagamento ICI delle aree in zone di futura espansione (zone C e più non urbanizzate). (772)

Riguardo alla prima richiesta dell'interrogante, ossia se l'Amministrazione sia a conoscenza dei pareri espressi dalle Commissioni tributarie di Cagliari e Catanzaro, si precisa che non solo si è al corrente di tali decisioni ma anche di quelle di segno contrario adottate da altre Commissioni in diverse parti d'Italia, come Alessandria e Potenza, per esempio. Si evidenzia, comunque, che la Corte di Cassazione, con sentenza 13817/2003, ha stabilito che, ai fini della legittimità dell'imposta, è sufficiente la deliberazione di. adozione del piano regolatore da parte del Consiglio comunale perché lo strumento urbanistico acquisti efficacia immediata. Sempre ad avviso della Corte, la successiva deliberazione dell'organo regionale perfeziona lo strumento, ma ai fini tributari il terreno è un'entità valutabile sulla base della destinazione edificatoria.

Per quanto concerne le iniziative che possono essere assunte da parte della Regione si rammenta che la fonte legislativa di quest'imposta è assolutamente statale e che l'ente beneficiario è l'amministrazione comunale. Gli enti locali oggi, a seguito della modifica del titolo Quinto della Costituzione, ha acquisito una specifica rilevanza costituzionale che li rafforza ulteriormente nella volontà di determinare l'ammontare di questo genere di imposte e, perciò, si regola a seconda delle proprie esigenze. Peraltro la appena summenzionata disomogeneità degli indirizzi giurisprudenziali non consente alla Regione di effettuare neanche interventi di indirizzo.

Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'ambiente all'interrogazione FRAU sull'impianto di depurazione in fase di realizzazione nel comune di Stintino. (778)

La seconda tranche di finanziamento relativa ai lavori in oggetto è stata erogata nel settembre del 2003 a seguito della certificazione rilasciata da! comune di Stintino ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 28 aprile 1992. n. 6.

L'Assessorato è a conoscenza dei pareri resi dall'Area legale della Regione, come anche del parere reso dall'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici che ha escluso un obbligo stretto di intervenire in auto tutela sugli atti già emanati e comunque ritenendo che un eventuale intervento in tal senso sia di competenza della stazione appaltante, come già riferito nella precedente interrogazione sul medesimo argomento.

L'Assessorato non è attualmente a conoscenza di interventi da parte della Corte dei Conti sul progetto del depuratore di Stintino. L'Assessorato ha già intrapreso le attività volte a far chiarezza sulla vicenda con l'Area legale della Regione e l'Autorità di Vigilanza dei Lavori Pubblici.

Risposta scritta dell'Assessore degli Affari generali, Personale e Riforma della Regione all'interrogazione BUSINCO sui criteri di aggiudicazione della gara per la gestione del Progetto "Regione Digitale". (784)

Con riferimento alla nota n. 393/GAB del 23/04/2004 relativa alla richiesta di elementi di risposta a quanto indicato in oggetto, si ritiene di dover precisare che è previsto nel Capitolato che degli 80 punti da assegnare a seguito delle valutazioni tecniche da parte di un'apposita Commissione sulle caratteristiche del progetto, 10 possono essere attribuiti per "gli strumenti per la diffusione dei benefici della Società d'Informazione...". Ritenere che i gruppi editoriali citati abbiano la capacità di predisporre i migliori strumenti di promozione e comunicazione "con particolare riferimento ai contenuti e ai canali distributivi", significa voler confondere gli strumenti (giornali, televisione, ecc.) con i contenuti, i modi, le idee che si vogliono trasmettere attraverso i messaggi destinati ai lettori o ai telespettatori. Sembrerebbe di capire che le grandi campagne pubblicitarie siano tali solo perché vengono inserite in programmi televisivi di grande successo o pubblicate su giornali che vendono un gran numero di copie e sia da considerare trascurabile la loro qualità.

Circa l'aggiudicazione della maggior parte delle risorse per oltre 300 miliardi di vecchie lire, da parte delle Società indicate nell'Interrogazione, si vuole rilevare che le risorse finanziarie per la Società dell'Informazione (Misura 6.3 del POR Sardegna 2000-2006) ammontano complessivamente a 94.660.000 Euro, ben lontani quindi dai 150 milioni (l'equivalente di 300 miliardi) anche se si aggiungessero le risorse utilizzate per il S.I.L. (Sistema Informativo del Lavoro) e per il Portale per il turismo (ben al disotto di 10 milioni complessivi).

Tutto ciò premesso, va ribadito che i criteri di attribuzione del punteggio per la valutazione tecnica non possono in alcun modo privilegiare, in partenza, alcun partecipante.

Risposta scritta dell'Assessore della Difesa dell'ambiente all'interrogazione CAPPAI sul trasferimento del Comandante della Stazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Castiadas alla Stazione di Campuomu-Burcei. (793)

In riferimento all'interrogazione in oggetto, si trasmette, allegata alla presente, la nota n. 56/Ris. Del 07/04/04 del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale - Direzione Generale - con la quale si forniscono gli elementi di risposta.

In merito alla interrogazione indicata in oggetto, nel riconfermare l'assoluta correttezza e linearità del provvedimento in argomento adottato dal sottoscritto, si forniscono i seguenti elementi di risposta:

1) La Stazione di Castiadas, oramai da diverso tempo, lamentava una crescente conflittualità fra il

comandante e praticamente tutto jl personale ivi in servizio. Basti considerare che con nota riservata n° 47/ris del 26.08.'03 ben nove dipendenti (su 10 che ne conta la stazione) avevano chiesto un colloquio al sottoscritto e al Direttore del Servizio Ispettorato di Cagliari, per risolvere i problemi interni della stazione. (All. 1)

2) In data 17.02.03, con ricorso immediato ai sensi dell'art. 21 D.Lgs 274/00, l'Ispettore Campus veniva denunciato al giudice di pace di Cagliari (in veste penale) da un assistente in servizio nella stazione di Castiadas, per diffamazione. (All. 2). Dopo due udienze, grazie anche alla mediazione del sottoscritto, si arrivava a una remissione di querela da parte dell' assistente denunciate, con il risarcimento allo stesso da parte del Campus delle spese legali e dei danni morali. Ma quel che più interessa, con il riconoscimento da parte del Campus con due distinte note (una all'ufficio ed una all'assistente) della sua errata valutazione e della sua scarsa capacità di affrontare i momenti di tensione e di dominare gli stati d'ira. (All. 3 e 4).

3) Il trasferimento del Comandante, disposto con determinazione n. 2301 del 27.02.04 (All. 5) è avvenuto alla scadenza naturale del suo incarico (di durata biennale) ed ha cercato di conciliare le esigenze dell'amministrazione ( riportare la serenità nella stazione) con la minima penalizzazione per il Campus. Infatti lo stesso, residente a Muravera, è stato designato Comandante della stazione di Campu Omu (Burcei), e quindi senza alcun aumento della percorrenza casa/lavoro. Inoltre la stazione di Campu Omu, che include nella sua giurisdizione l'istituendo parco regionale dei Sette Fratelli, è senz'altro una stazione di prestigio (16 addetti ), che nulla ha da invidiare alla stazione di Castiadas.

4) Non si comprendono quindi le lagnanze del dipendente, né quelle del Consigliere Cappai, a meno di voler ipotizzare dei legami del Campus (che è geometra) con il territorio di Castiadas.

(Gli allegati all'interrogazione sono agli atti del Consiglio regionale della Sardegna).