Seduta n.26 del 27/12/1999
Seduta XXVI
Lunedì 27 Dicembre 1999
Presidenza del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 17 e 54.
LODDO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 23 dicembre 1999 (25), che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla pensione negata alla madre della medaglia d'oro Walter Frau" (50);
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare l'alveo originario del fiume Rio Mannu in località "Bidolzu" (SS)" (51);
"Interrogazione BALIA - MEREU - MASIA - MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulla reiterata negazione del diritto all'assunzione a tempo indeterminato di oltre cento abilitati per le scuole medie della Provincia di Cagliari" (52);
"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione da parte dell'ERSU dell'Hotel Leonardo da Vinci di Sassari" (53);
"Interrogazione SANNA Gian Valerio - GIAGU - SELIS - FADDA - TUNIS Gianfranco - RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, in merito agli ostacoli procedurali che stanno impedendo la realizzazione dell'accordo di programma fra la Is Arenas S.r.l., la Regione Sardegna e il Comune di Narbolia" (54);
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle agevolazioni per gli invalidi ed ex combattenti" (55);
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Organizzazione Pani Sardegna di Sassari" (56);
"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di degrado ambientale nell'area industriale di Porto Torres" (57).
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Sono pervenute alla Presidenza le seguenti interpellanze. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla crisi delle aziende private concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale" (18);
"Interpellanza VASSALLO - COGODI - ORTU sui criteri di attuazione della legge regionale 3 luglio 1998, n. 22, relativi alla concessione di contributi a sostegno dell'editoria locale" (19);
"Interpellanza TUNIS Marco Fabrizio sull'annullamento delle elezioni per il rinnovo dei delegati del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis" (20);
"Interpellanza PIRISI - CUGINI - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - FALCONI - ORRU' - PINNA sull'adeguamento degli incentivi alle piccole e medie imprese che accedono al credito attraverso i consorzi fidi" (21).
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza:
CAPPAI, Segretario:
"Mozione VASSALLO - COGODI - ORTU sull'applicazione della legge nazionale n. 431 del 1998 "Disciplina delle locazioni e rilascio degli immobili ad uso abitativo" e rinvio della legge regionale 29 aprile 1999 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica" (6);
"Mozione SELIS - CUGINI - GIAGU - BALIA - DETTORI Bruno - COGODI - CALLEDDA - FADDA - FALCONI - MORITTU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore sulle strategie per la tutela del patrimonio ambientale e di indirizzo della politica forestale della Regione sarda" (7).
Congedi
PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che i consiglieri regionali Ivana Dettori, Ciccito Morittu, Pier Sandro Scano e Nazzareno Pacifico hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 27 dicembre 1999. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, poiché la Commissione bilancio è ancora impegnata nell'esame dell'esercizio provvisorio della Regione per l'anno 2000, le chiederei se vi è il consenso dei colleghi, una breve sospensione per consentire alla Commissione di ultimare i suoi lavori e portare in Aula il provvedimento pronto per essere approvato.
Ritengo che una sospensione di mezzora possa essere sufficiente. .
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la sospensione è accordata. Sospendo i lavori per mezzora..
I lavori riprenderanno alle ore 18 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 01, viene ripresa alle ore 19 e 35).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 30A d sulla gestione provvisoria del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000, autorizzazione all'esercizio provvisorio, normativa sulla conservazione di stanziamenti e sul differimento dei termini.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, noi abbiamo poc'anzi concluso una lunga ed impegnativa riunione della Terza commissione con l'intesa che sarebbero stati redatti gli atti dei lavori in tempi rapidi (si è parlato di quindici minuti) perché si potesse poi dare corso ai lavori del Consiglio; quindi attendiamo il testo, che sappiamo essere in via di scrittura.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la ringrazio ma mi dicono che il testo è in corso di distribuzione; se ritenete che si debba aspettare ancora cinque minuti non c'è nessun problema; si può attendere.
COGODI (R.C.).Vorremmo avere il tempo di dare uno sguardo al testo che è stato concordato in Commissione.
PRESIDENTE. Prego i commessi di distribuire il testo in modo che tutti i consiglieri regionali possano averlo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Comprendo che da parte di qualcuno ci sia una sorta di ansia di procedere, procedere e procedere, però ritengo che si debba tener conto di quello che, nella funzionalità essenziale ed ordinaria del Consiglio regionale, deve essere garantito e quello che deve essere il giusto canale di comunicazione e di informazione, perché si sappia quello che è accaduto e quello che sta accadendo. Io sostengo, che allo stato delle cose il Consiglio regionale non può procedere.
E se noi avessimo un Presidente del Consiglio che fosse solerte nello svolgere la sua funzione, saprebbe che in questo momento il Consiglio regionale non può procedere; terrebbe conto di questo e si preoccuperebbe di verificare se l'impedimento sostanziale che esiste a procedere possa essere rimosso.
Io non so chi è che deve dare le informazioni, immagino gli uffici, immagino in via politica la Giunta regionale, posso anche non sapere chi è che deve informare colui che svolge le funzioni di Presidente del Consiglio di come stanno le cose. Comunque, in Commissione si è discusso a lungo e, nel merito, se sarà possibile, poi diremo qualche parola, perché si comprenda qui e fuori di qui che cosa è accaduto qualche giorno fa in Consiglio e che cosa sta accadendo oggi. E, in esito a quella discussione ed in base alle regole che noi abbiamo e che riguardano e vincolano tutti, e quindi consentono a tutti l'esercizio delle proprie prerogative, intendo tutti i consiglieri regionali, si è proceduto alla nomina del relatore di maggioranza e del relatore di minoranza. Il relatore di minoranza, in base al Regolamento di cui qui dobbiamo tener conto e dal quale non possiamo prescindere, automaticamente si avvale di un termine di dieci giorni per depositare la relazione di minoranza.
Può essere che dieci giorni non siano sufficienti e la relazione non si depositi, quindi decade un termine, può essere che i dieci giorni siano troppi in ragione dell'esposizione che la minoranza vorrà fare nella sua relazione di parte, e quindi la relazione possa essere depositata prima. Potrebbe essere che vengano anche esposte, adesso, le ragioni che sostengono la relazione di minoranza o può essere che chi ha diritto di svolgere la relazione di minoranza, e ha per Regolamento dieci giorni di tempo per predisporla, rinunci ai termini e alla stessa relazione, per cui non si può procedere prima che venga accertato preliminarmente questo punto. Però, far finta o addirittura ignorare che la Commissione consiliare, organo interno del Consiglio in base alle norme del Regolamento, abbia nominato un relatore di maggioranza e uno di minoranza, e dare l'avvio dei lavori del Consiglio senza tener conto di questo fatto regolamentare, a me sconcerta non poco.
Vedo in questo fatto il segno, ancora una volta, di una disinvoltura, di una superficialità, di un'incapacità con cui funzioni importanti vengono di fatto assolte o, per meglio dire, non assolte.
Dico subito perciò, per concludere su questo aspetto in via preliminare, riservandomi eventuali considerazioni di merito ad un successivo intervento, che noi abbiamo condizionato - noi non per usare il plurale maiestatico, ma per indicare me e gli altri componenti dell'opposizione presenti in Commissione, quindi l'opposizione nel suo insieme - la rinuncia al diritto e, riteniamo, anche al dovere di esporre le nostre ragioni con la relazione di minoranza, e nei termini che il Regolamento consente, al verificarsi di due condizioni.
La prima condizione parrebbe che si sia verificata o che si possa verificare, cioè che la Giunta regionale e la maggioranza che l'ha nominata rinuncino a presentare al Consiglio un testo di disegno di legge sostanzialmente diverso o alterato. In questi giorni qualcuno, evidentemente per il Natale, faceva e riceveva auguri, qualcuno rifletteva, qualcun altro faceva quello che gli pareva, e così la Giunta regionale ha pensato di infoltire, di appesantire e di aggiungere al disegno di legge sull'esercizio provvisorio tante altre cose, dimenticando che avrebbe potuto esservi questa riunione del Consiglio oggi. L'opposizione infatti aveva già rinunciato ai termini per la presentazione della relazione di minoranza quando in Consiglio si verificò che non vi era una maggioranza per procedere al passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge, e unanimemente si accettò l'idea di tornare in Consiglio il 27 dicembre per procedere all'esame del disegno di legge che autorizzava l'esercizio provvisorioStiamo parlando di quel disegno di legge, senza gli emendamenti che la Giunta vuole aggiungere, senza le odifiche, e senza tutto quello che ha pensato, se lo ha pensato, in questi giorni di Natale. In Commissione, quindi, si è concordato di eliminare tutta una serie di aggiunte e si è tornati più o meno a un testo vicino a quello che il Consiglio già esaminava qualche giorno fa.
Vorremmo sapere se la Giunta rinuncia, comunque, a proporre altri emendamenti in Aula, perché una Giunta che non rispetta nulla, o quasi nulla, potrebbe anche essere tentata di dire: "Adesso ci contiamo, siamo in maggioranza e riproponiamo tutti gli emendamenti, operiamo il classico colpo di mano". Noi vorremmo che, verificandosi la prima condizione, la Giunta e la maggioranza dichiarassero di rinunciare a proporre in Aula altri emendamenti rispetto a quelli presi in considerazione in Commissione.
La seconda ipotesi che riteniamo si dovesse verificare, e parrebbe che in questo momento si verifichi, è che la maggioranza, quella numerica, sia in Aula, perché noi oggi siamo qui per colpa della maggioranza che non ha dato garanzie di essere tale alcuni giorni fa, quando anziché essere presenti più di 40 dei suoi componenti, almeno 41, si sono ritrovati in 35, 36, 38, quelli che erano, meno della maggioranza richiesta a garantire il numero legale.
Quindi vorremmo che ci fosse una verifica preventiva per sapere se c'è la maggioranza, e a occhio la verifica parrebbe positiva, che garantisce il numero legale per il prosieguo dei lavori. Il senso di responsabilità dell'opposizione può arrivare fino al punto di rinunciare ai termini, di rinunciare ad atti che sono consentiti dal Regolamento, a garanzia della corretta efficacia e completa dialettica politica, ma non può arrivare mai a surrogare le responsabilità della maggioranza che sono e rimangono della maggioranza.
Quindi, preventivamente, io chiedo che si proceda, nei termini che si vorranno trovare, a verificare la sussistenza di queste due condizioni; in primo luogo con una dichiarazione preventiva della Giunta e della maggioranza che non vi sarà presentazione di ulteriori proposte emendative al testo che il Consiglio nel frattempo dovrebbe aver avuto e, in secondo luogo, con l'accertamento preventivo della presenza numerica della maggioranza in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io tralascio di rilevare le offese personali e le provocazioni, alle quali mi sto abituando, per evidenziare invece il contenuto dei problemi da lei evidenziati. Le posso assicurare che da parte mia non c'è nessuna intenzione di mettere l'opposizione nella condizione di non poter discutere, e discutere appieno. Io intendevo dare la parola al Presidente della Commissione non solo perché egli entrasse nel merito del disegno di legge, ma anche perché relazionasse su ciò che è accaduto in Commissione.
A me, per esempio, non risulta che ci sia stata una richiesta di presentazione della relazione di minoranza. Se ci fosse stata o ci fosse una tale richiesta, da parte sua o di altri esponenti dell'opposizione le assicuro che il Presidente del Consiglio tutelerà questo diritto che è sancito dal Regolamento. Per cui i problemi sono di altra natura.
Se siamo d'accordo darei adesso la parola al Presidente della Commissione. E' irrituale che in questo momento la Giunta risponda, il Presidente della Commissione farà la relazione, ci saranno gli interventi che potranno vertere anche sulle questioni che lei sta ponendo, che mi paiono importanti, la Giunta poi prenderà la parola e si deciderà che cosa fare.Possiamo andare avanti ed esaminare l'articolato oppure, se ci sono questioni politiche di altro genere, sospendere o e procedere nei termini in cui ci è consentito. Se lei, ripeto, pone il problema dei termini per la relazione di minoranza, i termini le saranno concessi.
COGODI (R.C.). Macché concessi, li concede il Regolamento!
PRESIDENTE. Certo, li concede il Regolamento, ho detto che è un suo diritto.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, credo che il Regolamento sia conosciuto da tutti. Il problema principale è di natura politica, e cioè sapere se la Giunta si impegna, prima che inizi il dibattito, a non presentare emendamenti. L'altra condizione che era stata posta è quella del numero legale che deve essere garantito, naturalmente, dalla maggioranza. Queste erano le condizioni, poste in via preliminare, per non presentare la relazione di minoranza, perché se si presenta la relazione di minoranza automaticamente scattano i termini. Quindi, siccome vogliamo essere disponibili perché questo esercizio provvisorio venga comunque approvato, e approvato nella giornata di oggi, chiediamo, prima di iniziare, la verifica della presenza numerica della maggioranza e il rispetto dell'impegno assunto della Giunta. .
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fadda, anche per il tono da lei usato. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo soltanto per ribadire all'onorevole Cogodi e all'onorevole Fadda la nostra ferma intenzione di rispettare fino in fondo l'impegno assunto in Commissione. Credo che questo sia un atto politico importante, nonostante noi si abbia i numeri in Assemblea per poter comunque decidere. Ribadisco che è' un impegno politico che abbiamo assunto e che vogliamo assolutamente rispettare. Credo che la disponibilità da noi mostrata in commissione vada proprio in questa direzione e credo che anche i punti trattati nello specifico ci consentano di dire che oggi i lavori del Consiglio possono andare avanti speditamente, riconoscendo all'onorevole Cogodi il diritto conferitogli dal Regolamento, cioè la predisposizione della relazione di minoranza, sapendo però che nell'ambito dell'accordo raggiunto con la minoranza questa avrebbe rinunciato alla relazione a fronte dell'impegno assunto dalla maggioranza di garantire il numero legale nella seduta odierna. Quindi, in questa direzione, ribadisco, a nome dei Gruppi della maggioranza, l'intendimento di rispettare l'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (U.D.R.), Presidente della Giunta. Prendo la parola, Signor Presidente, innanzitutto per dire che gli accordi che sono stati raggiunti in Commissione certamente saranno rispettati dalla Giunta regionale, ma anche per confermare che gli emendamenti che sono stati presentati al testo, che doveva essere esaminato dal Consiglio alcuni giorni fa, erano emendamenti che la Giunta aveva in mente di presentare in Aula all'atto della discussione della legge. Questo non è potuto avvenire, e noi abbiamo riproposto quegli emendamenti a questo disegno di legge. Gli emendamenti attengono a tre capitoli di bilancio, uno riguarda la pubblicità istituzionale, uno riguarda la Marsilva ed uno riguarda l'Interreg; e sono impegni che a noi sembrava potessero essere inseriti nel bilancio provvisorio della Regione , invece non è stato possibile.
Ma voglio rispondere all'onorevole Cogodi dicendogli che noi non abbiamo trascorso questi giorni pensando di inserire nella legge di autorizzazione al bilancio provvisorio della Regione modifiche atte a porre in essere chissà quale sorta di marchingegno politico o istituzionale; noi abbiamo ritenuto di inserire questi emendamenti perché pensavamo fosse giusto rispettare alcuni impegni, che per altro non sono stati assunti neanche da noi, ma dalla precedente Giunta.
In Commissione si è ritenuto di doverli stralciare da questo provvedimento e di riproporli magari all'interno del provvedimento sul bilancio della Regione. Prendiamo atto che la minoranza ha rinunciato ai termini e di questo le siamo grati. Quindi, nel confermarvi che la Giunta non intende presentare altri emendamenti in Aula e che c'è la seconda garanzia della presenza in Aula della maggioranza, possiamo senz'altro andare avanti rispettando gli impegni che sono stati assunti in Commissione.
PRESIDENTE. Le do subito la parola, onorevole Cogodi, preliminarmente però dovrei sapere se lei rinuncia o meno alla relazione di minoranza. Ho qui un documento, infatti, in cui si dice che sono stati nominati relatore il Presidente della Commissione per la maggioranza e lei per la minoranza. Se lei non ritira la richiesta i termini le debbono essere concessi.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io avevo chiesto la parola proprio per procedere a questo adempimento, ben sapendo dalla lettura del Regolamento, e dalla comprensione del medesimo , quello che lei ha letto e che ha appreso ora essere esattamente quello che io ho detto preliminarmente, che non si sarebbe potuto procedere se non vi fosse stata una rinuncia alla relazione di minoranza secondo i termini garantiti dal Regolamento. Se lei avesse avuto gli atti prima, se avesse avuto modo di leggerli e comprenderli questo l'avrebbe detto in apertura e avrebbe evitato a me di fare una dovuta sottolineatura. Così come adesso chiedevo la parola esattamente per procedere conseguentemente.
Sulla scorta delle dichiarazioni rese dall'onorevole Pili a nome della maggioranza e dall'onorevole Presidente della Giunta regionale, io dichiaro di rinunciare alla relazione di minoranza e, conseguentemente ai termini, a titolo personale e per conto dell'intera opposizione. Il Consiglio regionale, volendo, può procedere.
PRESIDENTE. . Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. In questa brevissima relazione al disegno di legge numero 30 mi limito da un lato a segnalare che il testo è stato approvato in Commissione dai Gruppi della maggioranza, con il voto contrario quindi dei Gruppi dell'opposizione, e che la stessa Commissione ha chiesto al Presidente di riproporre in Aula un problema che era stato posto preliminarmente ai lavori della Commissione. La Commissione ha ritenuto di non affrontare nel merito il problema posto in quanto avrebbe costituito una questione pregiudiziale, non esaminabile dalla Commissione medesima. La questione consiste nella risposta alla domanda se, sulla base dell'articolo 76 del Regolamento, si possa considerare questo come un nuovo progetto di legge che può essere presentato a seguito del voto sfavorevole espresso dal Consiglio sul disegno di legge numero 12 recante appunto "Autorizzazione all'esercizio provvisorio".
In parte è stata anche avviata la discussione, nel senso che tra gli stessi colleghi della Commissione non si era d'accordo, sostanzialmente, sull'interpretazione di questo articolo; di conseguenza il problema viene correttamente lasciato all'interpretazione della Presidenza del Consiglio in Aula, così come prescrive il Regolamento. Io mi limito solo a segnalare il problema che evidentemente ha dei riflessi non secondari, per una casistica e per l'eventuale possibilità che si creino precedenti in questo senso, nell'interpretazione dell'articolo 76.Se cioè un testo debba essere un nuovo testo, se possano essere esaminati i contenuti che erano presenti anche nel testo respinto in Aula, e questo pur considerando che qui ci troviamo di fronte ad un disegno di legge del tutto particolare, con dei termini di urgenza e con degli effetti sui tempi e sulla gestione ordinaria della Regione che sono del tutto particolari, in sintesi cioè se vi è l'esigenza comunque di approvare l'esercizio provvisorio, esigenza che credo sia sentita sia dalla maggioranza sia dall'opposizione. E che l'opposizione ci tenga l'ha dimostrato sia durante le sedute in Commissione, lavorando correttamente, sia anche adesso in Aula essendo presente alla discussione di questo atto.
Il secondo punto su cui la Commissione si è soffermata è contenuto nell'articolo 3; tralascio alcune modifiche molto limitate rispetto al testo precedentemente portato in Aula, che sono contenute nell'articolo 1 e che consistono in una modifica alla recentissima legge numero 26, fatta dal Consiglio regionale a seguito dell'alluvione del 13 novembre, e all'articolo 2 che riguarda l'autorizzazione dell'esercizio provvisorio per l'Azienda foreste. E' stata posta invece una questione sostanziale, in relazione all'articolo 3, che riguarda lo spostamento e la conservazione nel conto dei residui delle somme sussistenti alla data del 31 dicembre 1999 nel conto competenze. La questione è stata risolta positivamente appunto con lo spostamento e l'accantonamento di queste somme.
Da più parti, sia dalla maggioranza sia dall'opposizione, correttamente, è stata considerata una pratica da evitare in una gestione finanziaria ordinata e rigorosa, nel senso che non è utile accantonare nei residui somme che dovrebbero andare in economia e che quindi potrebbero essere utili o per avere un avanzo di amministrazione, o per avere la possibilità di colmare il disavanzo. La Commissione ha approvato comunque questo accantonamento, poiché si tratta di somme relative a determinate spese che è utile che possano essere disponibili, e possano esserlo immediatamente, da parte dell'amministrazione regionale, senza dover essere riallocate nel bilancio del 2000, con la difficoltà, nella manovra che ci accingiamo ad esaminare nei prossimi giorni, di reperire risorse, visto che siamo in una condizione di disavanzo e non di avanzo di amministrazione.
Il problema, comunque, sostanzialmente rimane ed io do atto sia ai colleghi dell'opposizione sia anche ai colleghi della maggioranza di averlo posto. E' comunque un problema che si ripresenterà sia nell'esame della manovra finanziaria, sia nell'esame degli esercizi successivi qualora questa pratica venisse reiterata. Rimane, anche a parere di chi parla, il convincimento che sia utile, per una corretta gestione del bilancio, fare ricorso a queste operazioni soltanto in casi di estrema necessità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa, in sostanza lei chiede al Presidente del Consiglio un'interpretazione dell'articolo 76, o la sua era solo un'informazione all'Aula?
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Era solo un'informazione.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Informo i colleghi consiglieri che chi intende iscriversi a parlare deve farlo nel corso dell'intervento dell'onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Poche considerazioni, colleghe e colleghi del Consiglio, signor Presidente della Giunta, in luogo anche della relazione di minoranza che avrebbe potuto essere ugualmente svolta oralmente, così come ha proceduto a fare il relatore di maggioranza. Poche considerazioni di merito perché questa vicenda dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio in qualche modo qui in Aula e fuori di qui sia ricondotta alla sua vera sostanza politica; sia sottratta cioè a una sorta di querelle regolamentare, procedimentale, tecnica, laddove invece ha una forte, fortissima valenza politica.
Noi, e quando diciamo noi diciamo l'istituzione regionale, il Consiglio regionale, ma nel Consiglio regionale la sua maggioranza e la sua Giunta, legittimata da quella maggioranza, siamo in presenza di un grave ritardo ed anche di un grave danno che è stato arrecato alla comunità regionale. Un ritardo del quale ancora una volta, e per ogni volta ancora nella quale sarà dato di poter interloquire nel Consiglio regionale e fuori dal Consiglio regionale, non si dirà mai abbastanza; e noi sicuramente non lasceremo che si stenda il velo pietoso dell'oblio e della dimenticanza, che il tempo possa lenire una ferita, politica ed istituzionale, che la Regione comunque ha sopportato e sopporta.
La Regione deve ricorrere all'esercizio provvisorio, con tutto il danno che ne deriva all'economia e ai soggetti fruitori delle leggi, perché ha dovuto sopportare cinque mesi di lunga, contorta gestione della crisi. E quella lunga e contorta conduzione, sciagurata, della crisi, durata cinque mesi, ogni giorno che passa sempre più si vede che era determinata da un gioco politico pesante che doveva comportare, così come ha comportato, non un diverso e sano equilibrio politico, ma le contorsioni e gli approdi, impropri e ibridi, attraverso cui poi si è potuta dire risolta la crisi medesima.
E` nata una maggioranza raccogliticcia, è nata una Giunta che politicamente è un prodotto transgenico, che non ha nulla della naturalezza della dialettica del confronto politico; sono stati travolti i confini del confronto sui contenuti, della rappresentazione della competizione sui progetti politici, sull'alternatività, anche sulla contrapposizione, quando è necessario, dei diversi progetti politici. Si è voluta dare da una parte e si è accettata da un'altra parte questa soluzione apparente alla crisi politica. E questo vizio d'origine pesa e peserà, ed ogni giorno che passa ben vediamo che pesa tanto da recare un danno crescente alla comunità regionale, una totale incapacità, un'inefficacia, una indecisione, una ripetizione, un tentativo di legittimazione degli atti che si compiono con un richiamo a quanto c'era prima, a quello che era già deciso, a quello che era già proposto, a quello che era già pensato da altri, proprio in forza della debolezza propria.
E quando si è accumulato quel ritardo e si è data questa soluzione impropria alla crisi qualcuno avrà pensato che si era davvero girato pagina. No, la pagina rimane sempre quella, si legge e si rilegge, è sempre quella. E` la pagina delle trattative contorte, è la pagina della fiducia mal riposta, è la pagina dell'amicizia tradita, è la pagina della parola data e non mantenuta, è la pagina nera di tutto quello che non dovrebbe essere la politica soprattutto nelle istituzioni, anzi è l'esatto contrario. E` la pagina nera dei metodi, delle abitudini, dei vizi, che parte della società cosiddetta civile, in realtà molto incivile, applica in altre attività, alle transazioni, all'economia, alle professioni, ad altro tipo di attività. Ma questa attività, l'attività politica e l'attività istituzionale, avrebbe dovuto e dovrà di nuovo essere immune da questo tipo di trattamento.
A me dispiace dover fare un riferimento anche all'ultimo episodio che è accaduto. Mi dispiace perché noi, sia perché svolgiamo un ruolo di opposizione ma anche per la nostra concezione politica, noi che rappresentiamo un partito, quello della Rifondazione comunista, esigente e radicale, e che non nega di volerlo essere, che pone questioni fondamentali, come noi, in quanto Gruppo poniamo nelle istituzioni ed anche in questa, nella prima istituzione regionale, siamo indubbiamente duri nei nostri giudizi. Ma io posso dare un giudizio severo sul Presidente della Giunta, sulla sua collocazione politica, sulla sua scelta politica, sulla sua condotta politica, perché sono di parte avversa, però questo giudizio severo lo do, come sempre noi lo diamo, in modo rispettoso per chi il rispetto lo merita. Ci rammarichiamo quindi di aver sentito, in occasione dell'ultimo voto, il Presidente della Giunta apostrofare non trovo altra definizione), il Consiglio regionale, con l'espressione "vergogna" da quei banchi, nello svolgimento della sua funzione di Presidente non solo della Giunta, quindi di una maggioranza, ma di Presidente della Regione autonoma della Sardegna. Comprendo che nella concitazione del momento può essere sfuggito questo termine, ma non è parola, non è giudizio che possa permanere senza una opportuna correzione. Quando il Consiglio regionale, quando l'Assemblea parlamentare esprime un voto, il voto non è processabile e non è censurabile, mai! Non c'è vergogna in un voto del Consiglio regionale. Se vergogna vi fosse stata e vi fosse, sarebbe o starebbe tutta nella maggioranza, che deve garantire la correttezza e la correntezza degli atti, che deve reggere il governo della Regione, comunque si formi quella maggioranza.
Il nostro giudizio l'abbiamo detto, lo diciamo e lo diremo, è un giudizio severo; quella maggioranza è solo numerica, è affastellata, è inquinata da tutti i giochi di potere, interni ed esterni alla politica, che sono stati messi in campo. Tuttavia, quando una maggioranza c'è, esprime un Governo, è maggioritario quel Governo, per noi - sul piano istituzionale - ha tutto il rispetto. Se vergogna vi era, signor Presidente della Giunta, la vergogna era della sua maggioranza, che non l'ha garantita, della sua maggioranza che non c'era. Non a causa del sistema elettronico che non funziona, non di un voto del quale si chiede in modo semplicistico l'annullamento, non di una protesta espressa in modo confusionario da un consigliere ritardatario che non trova il tasto, è la maggioranza che non ha trovato se stessa, non c'era; e non per un voto, non c'era proprio.
Quindi non c'è stata l'autorizzazione all'esercizio provvisorio, aggiungendo danno al danno, ritardo al ritardo. Non c'è nulla di male a riconoscere anche la propria incapacità, perché è da questo riconoscimento che anche chi non è poi tanto capace può prendere semmai l'avvio per riuscire a fare qualcosa, qualcosa di meglio, qualcosa di buono. Io non credo che l'Assessore Ladu fosse assente per caso, era assente perché ha sottovalutato il senso del voto che doveva dare in questo Consiglio. D'altra parte lo sottovalutava anche prima, quando era partecipe di un'altra maggioranza, non sempre però, perché sceglieva bene i momenti dell'assenza e quelli della presenza, anche per far mancare il numero legale a quella maggioranza. Ancora credo prediliga questo metodo.
Non credo ugualmente che il consigliere Fois fosse assente, così, per chissà quale scelta politica alta, era assente perché tanto, assente o presente, ì si può fare politica anche così, lasciandosi trasportare dalle ali del vento, se vogliamo chiamare vento quello che aziona certe ali.
Quindi, fin dal primo atto, questa Giunta regionale ha dimostrato al Consiglio e all'opinione pubblica un'inconsistenza, una sottovalutazione dei momenti; questo deve essere valutato, onestamente, non appellato di atto vergognoso il Consiglio regionale. Che non solo non merita questo appellativo, ma non può essere mai, il Consiglio regionale, individuato come sede rappresentativa di interessi differenziati; nel Consiglio regionale siedono maggioranze e siedono opposizioni, e fra le opposizioni anche minoranze che rappresentano, a loro volta, pezzi di società, di opinione viva nella società. E nelle assemblee parlamentari non vige solo una regola del fair play, dell'educazione sì. Nelle assemblee parlamentari vive la regola del confronto e della dialettica, e quando è necessario anche dello scontro politico. Perché lo scontro politico che è in atto qua dentro è quello che è in atto anche fuori di qui, nella società, e gli interessi che noi vogliamo rappresentare, quelli che io, i miei colleghi e compagni, Ortu e Vassallo, gli interessi che un Partito comunista in Sardegna vuole rappresentare non sono identici, anzi spesso neppure assomigliano "alla lontana" a quelli che vogliono rappresentare altri, ugualmente legittimi rappresentanti di altri interessi, però contrapposti.
I figli della sanità privata in questo Consiglio regionale rappresentano interessi dal loro legittimo punto di vista , ma contrari a quelli di chi vuole una sanità pubblica, di chi vuole una tutela sociale che viva e che esista e che valga per tutti i cittadini, e non solo per chi ha i molti denari per la migliore struttura sanitaria privata. I figli delle burocrazie, quelli che contestano i contratti dei regionali essendo dipendenti regionali, quelli che vogliono essere legislatori e fruitori della legge che fanno, e che sono anche qua dentro, e che presiedono anche commissioni consiliari, quelli rappresentano modi di intendere la politica opposti, diametralmente, rispetto ai nostri.
BIGGIO (A.N.). Andate per tessere.
COGODI (R.C.). Non ho capito. Cosa ha detto? Vuole una tessera per il tram?
PRESIDENTE. Onorevole Biggio, non interrompa, la prego; prego onorevole Cogodi, continui.
COGODI (R.C.). Noi rappresentiamo interessi differenziati, il Consiglio regionale, nella sua unitarietà, nella sua funzione alta è consapevole di non essere una lobby, di non essere una corporazione, quindi all'interno del Consiglio regionale è chiaro che vive questa dialettica: non il gioco delle parti, ma la funzione diversa delle parti politiche.
Ecco perché noi non accetteremo mai quell'idea stolta che destra e sinistra sono pari, che non c'è più destra e non c'è più sinistra, che la politica è tutta omologata, che saremo tutti uguali. Noi non vogliamo essere uguali rispetto a quelli che hanno più danari e meno idee, a quelli che hanno qualche idea, la usano male e la sprecano. Noi non vogliamo essere uguali a quelli, noi vogliamo essere quelli che avendo un'idea della politica la portano, la confrontano e sono attenti a quella parte di interessi più esposti, più indifesi, più tralasciati. Perché quelli che dicono che non c'è destra e non c'è sinistra, guarda caso, o sono a destra o vanno a finire a destra; tanto non c'è destra e tanto non c'è sinistra che alcuni si fanno eleggere a sinistra e se ne vanno a destra, alcuni dicono di essere di sinistra e reggono la destra.
Questo è un esercizio provvisorio che arriva in ritardo e con un danno per la comunità regionale. Fra pochi giorni metteremo mano e soprattutto, penso, metteremo testa all'esame del bilancio vero della Regione, Quando prenderemo in considerazione la vostra proposta generale di sviluppo della Regione, quando avremo il bilancio vero, gli atti della nuova programmazione, verificheremo la novità, la discontinuità, l'alternativa, la governabilità di cui voi sareste garanti. Verificheremo l'impostazione generale, ma anche quanto si dirà in materia di lavoro, di sostegno dell'occupazione, di difesa dei valori del territorio, di riforma della Regione, di shock burocratico. Anche se debbo dire che troppa gente scioccata ancora non si è vista per questo intervento che doveva essere fatto in modo immediato e improvviso nelle burocrazie regionali e dintorni. Prenderemo in considerazione tutta questa gran mole di novità e di ideazione nuova che voi, la destra al governo della Regione, porterete col bilancio vero; ma siccome il bilancio e gli atti di bilancio sono stati già inviati, abbiamo potuto vedere già dall'indice che non c'è nulla che rappresenti questo slancio, questa diversità.
Fin d'ora dico, signor Presidente della Giunta, a lei e a tutta la Giunta, che non varrà l'argomento che voi intendete utilizzare, perché già avete fatto circolare la tesi che il DPEF è uguale a quello che aveva presentato la Giunta di centrosinistra, che anche l'impostazione del bilancio è uguale o quasi, così come gli atti di programmazione, a quello che aveva presentato il Governo del centrosinistra, per cui a maggior ragione l'opposizione non dovrebbe avere granché da dire.
No, voi dovete presentare il vostro bilancio, i vostri atti di programmazione, il vostro progetto di sviluppo, quello della destra, il vostro, perché noi ci dobbiamo confrontare con un'idea alternativa, perché se voi vorrete governare con le idee degli altri non avete titolo politico per governare; allora lasciate governare gli altri che possono sviluppare, rappresentare e gestire quell'impostazione e quell'idea.
Voi avete il dovere politico e morale di avanzare le vostre proposte, proposte che siano risolutive in meglio, come dicevate, dei problemi della Regione.
Presto torneremo su questi temi e su questo confronto, il terzo millennio non ci vedrà sicuramente assenti, ci vedrà molto attenti, tra qualche giorno. Speriamo che il terzo millennio non sia troppo simile, quanto a trasformismo, quanto a capacità di adattamento, quanto a camaleontismo, a trasfigurazione rapida, al secondo millennio. Non è neppure il momento di fare gli auguri, anche questa è una considerazione politica.
Per tutte queste ragioni noi confermiamo il nostro giudizio severo sulla qualità dell'atto, che è stato portato in Consiglio, relativo all'autorizzazione all'esercizio provvisorio, atto che avviene in ritardo, atto che è comunque un danno, un danno derivato dalla vostra responsabilità politica che pesa sulla vicenda politica regionale. Danno e danni dei quali si dovranno pur far carico, nell'ambito del chiarimento politico che non mancherà, colui e coloro che l'hanno determinato e della cui condotta noi non consentiremo che sia portato a termine il processo perché individualmente, personalmente, e non invece la comunità politica regionale, conseguano dei vantaggi che sono impropri e che sono soprattutto ingiusti.
PRESIDENTE. Informo l'Aula che sono iscritti a parlare solamente i consiglieri Grauso e Usai.
E' iscritto a parlare il consigliere Grauso. Ne ha facoltà.
GRAUSO (P.P.S.). Signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi della maggioranza, elettori sardi, io devo oggi scusarmi profondamente di fronte a tutti voi perché appartengo al numero di quei consiglieri regionali che hanno disertato la passata seduta, durante la quale il meccanismo di approvazione dell'esercizio provvisorio si è inceppato. Quindi io sono uno tra i presenti responsabile di questo ritardo.
Oggi avremmo potuto parlare dei problemi e delle opportunità della Sardegna e a nulla può valere a limitare le mie colpe, le mie responsabilità, il fatto che io fossi impegnato fuori dall'Isola a lavorare proprio per un progetto, che spero presto vada in porto e che, senza l'impegno della minima risorsa pubblica, potrà dare alla nostra Isola in pochissimi mesi altri 300-400 posti di lavoro, nel settore giovanile, legati alla telematica.
A parziale giustificazione di questa responsabilità, che mi assumo, devo dirvi che ho commesso un errore di inesperienza; e voglio condividere le ragioni di questo errore perché possiate essere più disponibili al perdono nei miei confronti. E questo lo dico soprattutto per gli elettori sardi.
Io, essendo arrivato da poco in questo Consiglio, mi sono sempre informato dai colleghi più esperti sull'importanza o meno delle sedute e sulla necessità o meno che io partecipassi. E per quanto riguarda l'esercizio provvisorio ho raccolto l'informazione, da colleghi sia della maggioranza che dell'opposizione, che in passato l'esercizio provvisorio da parte di una maggioranza o di un'opposizione che facevano politica e che non facevano ostruzionismo, che non facevano interdizione fine a se stessa, veniva approvato perché si pensava prima di tutto all'interesse dei sardi. Quindi, anche quando l'attuale maggioranza si trovava all'opposizione, svolgendo un ruolo di interdizione, di contraddizione, ha sempre fatto in modo che l'esercizio provvisorio non diventasse uno strumento di ricatto politico nei confronti della maggioranza. Dico questo, ripeto, solo per tentare di sminuire ai vostri occhi una responsabilità, nella quale cercherò di non incorrere più.
L'ultima volta che si è tenuta una riunione alla quale ho partecipato, passeggiava tra i banchi del Consiglio Luigi Cogodi che parlava di trovare il modo per fermarmi a tutti i costi;" e invocava la presenza dei barracelli e di altre forze che fisicamente potessero interdire la mia azione oratoria in quel momento.
A quel punto, non essendo arrivati i barracelli, il "medico dei pazzi" di via Emilia ha tirato fuori il referto dalla sua tasca e ha letto l'inesorabile condanna, da arcipelago Gulag, per cui un pazzo si ricovera mandandolo in Siberia. Questo è l'unico tipo di argomentazione politica che mi sono sentito opporre e proporre di fronte ad accuse precise che ho fatto in quest'Aula, accuse di gravi reati, accuse i cui fatti ho chiaramente registrati nella mia mente e nel mio cuore, accuse delle quali nessuno mi ha chiamato a rispondere né all'interno né all'esterno di quest'Aula.
Questi sono gli argomenti "politici" che "Nostra Signora di Samugheo", che ora ha vestito invece i panni del "medico dei pazzi" di via Emilia, ha potuto opporre alle considerazioni che facevo.
SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Presidente, dobbiamo ancora assistere a queste sceneggiate?
GRAUSO (P.P.S.). L'intervento dell'onorevole Cogodi ha evocato nella mia mente e nel mio cuore tantissimi spunti e tantissimi elementi di approfondimento, soprattutto quando egli si è permesso di comparare l'ipotizzata moralità della maggioranza, che ancora ha cinque anni davanti per mostrare quale potrà essere il livello di governo che saprà esprimere, si è permesso di paragonare - dicevo - questa ipotizzata amoralità, quindi fatto ancora dubbio, incerto e da accertare, con viceversa una linea, uno standing di governo al quale abbiamo assistito negli ultimi cinque anni, durante il quale l'amoralità, per non dire il reato, è stata la regola comune del governo di quella maggioranza.
Cogodi parlava del terzo millennio dicendo: "Noi ci saremo", ma dimentica che nella passata legislatura invece di pensare a cogliere un'opportunità straordinaria (qui finisco con questo discorso perché se no divento noioso), quella di Internet, della telematica (anche oggi Tiscali vale sette volte e mezzo il Banco di Sardegna, e sta aumentando ancora il suo valore) che cosa ha fatto la Giunta Palomba? La Giunta Palomba ha raddoppiato la Saras, e sappiate che tragedie come quelle che stiamo vedendo in questi giorni e le abbiamo viste nelle settimane e nei mesi passati, nel Canale della Manica, le avremo anche qui nel Golfo di Cagliari, e sarete voi che le avrete provocate. La Giunta ha consentito il raddoppio della produzione di energia elettrica nell'insediamento industriale della Saras, ha raddoppiato quindi anche l'inquinamento; e mi pare proprio che a quelli che sono viceversa i settori che informeranno non il prossimo millennio, ma anche i prossimi mesi, le prossime settimane, non sia stata dedicata nessuna attenzione.
Questo è solo un piccolo anticipo sui temi della moralità che mi sentirete affrontare molte volte in quest'Aula. E in questo senso Luigi Cogodi ha perfettamente ragione quando dice che bisogna trovare il modo per fermarmi a tutti i costi, però nessuno ha chiesto di visionare quelle registrazioni, nessuno ha chiesto di capire cosa potesse esserci dietro quella frase; e vedrete che tenteranno di fermarmi come hanno già fatto, ma io non ho paura.
A proposito di moralità sarebbe interessante vedere, amici, congiunti, stretti congiunti di chi governava e faceva quelle scelte di inquinamento, di stupro della Sardegna, di innalzamento dei livelli di inquinamento e dei tassi di mortalità per tumori nelle zone vicine a questi insediamenti industriali, dicevo che sarebbe interessante quantificare le consulenze miliardarie che ora nel ruolo di pura consulenza, come dicevo, ora nel ruolo di sindaco di un consiglio di amministrazione, sono piovute addosso a persone vicine agli esponenti dell'allora maggioranza Palomba.
Quindi scaldiamoci le idee, scaldiamoci i muscoli e prepariamoci ad affrontare con grande serenità, con grande impegno, con grande coerenza, con grande onestà verso i sardi e verso noi stessi la preparazione di quel bilancio che dovrà informare il prossimo esercizio della Regione sarda, cercando di dimostrare chi è stato a dare il cattivo esempio proprio sul piano della moralità e sul piano dell'intelligenza...
SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Ma che esempi hai dato tu di moralità e di intelligenza?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiate pazienza, lasciate parlare l'onorevole Grauso il quale sta facendo valutazioni di ordine politico. La prego, non interrompa, poi se chiederà di parlare le darò la parola.
Prego, onorevole Grauso.
GRAUSO (P.P.S.). Insomma, prepariamoci veramente a dare il buon esempio, a fare in modo che questi temi possano diventare l'ultimo grido di chi ha perso definitivamente il potere e non sa rassegnarsi a questa nuova condizione.
PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.
USAI (A.N.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Onorevole Presidente, intervengo per dire che quello che è avvenuto anche stasera con il discorso di Grauso è inaccettabile. Non è accettabile, caro Presidente Serrenti, che in quest'Aula si facciano interventi che non hanno niente a che vedere con l'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, e che si continui a buttare addosso alle persone, alle istituzioni e quant'altro, fango e veleno. Questa Assemblea non lo può più tollerare! E lei, se vuole essere Presidente di questa Assemblea, colui che ne garantisce la vita, il funzionamento e la dignità, questo lei non lo può consentire; altrimenti qui noi dovremmo mettere in atto, evidentemente, tutte quelle azioni che pregiudicano il funzionamento di questa Assemblea al fine dir rimuovere un ostacolo principale. E a quanto pare il vero ostacolo è lei!
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, francamente non ho sentito né parole offensive…
SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Lei non sente mai niente.
FADDA (Popolari - P.S.). Lei ne sentirà altre!
PRESIDENTE. In quest'Aula ho sentito di peggio. Comunque abbiamo lasciato parlare tutti, e credo che sia giusto così. .
SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Lei non sente quello che non vuole sentire!
PRESIDENTE. Guardi, io sento tutto, onorevole Sanna, stia tranquillo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.-F.D.). Presidente della Giunta, colleghi, io, come voi, ho sentito...
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, mi scusi, anche questo modo di iniziare un intervento è offensivo perché quando si parla in Consiglio ci si rivolge al Presidente dell'Assemblea, non al Presidente della Giunta.
CUGINI (D.S.-F.D.). Mi scusi, ma non le ho dato la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, se lei non la smette la faccio sbattere fuori dall'Aula, la prego di essere corretto!
CUGINI (D.S.-F.D.). Lei deve stare più calmo!
PRESIDENTE. La prego di essere corretto, onorevole Cugini, altrimenti la faccio accompagnare fuori dall'Aula, ricordi che lei è un consigliere regionale.
CUGINI (D.S.-F.D.). Lei deve stare più calmo! Io mi rivolgo a chi ritengo di dovermi rivolgere e non mi rivolgo a chi non ritengo di dovermi rivolgere. Lei non può pretendere che mi rivolga a lei.
PRESIDENTE. In questa Aula si parla a me, onorevole Cugini; capisco che le possa dispiacere, ma lei in quest'Aula parla a me.
CUGINI (D.S.-F.D.). Io a lei mi rivolgerò quando riterrò politicamente e moralmente di doverlo fare, lei non mi rivolga la parola perché io non le ho rivolto la parola.
FADDA (Popolari -P.S.). Presidente, lo lasci parlare, ha detto cose meno offensive di Grauso.
CUGINI (D.S.-F.D.). Io non ho offeso nessuno, mi sono rivolto al Presidente della Giunta e mi sono rivolto ai colleghi, lei vuol dire che non si considera un collega, non è un mio problema. Io ho sentito quello che è stato detto e lo considero grave, io non so come lo considerino gli altri colleghi, quelli della maggioranza e quelli dell'opposizione, per me è un fatto grave per il contenuto dell'intervento e per il fatto che sempre mi pare che si vada alla ricerca dell'insulto nei confronti dei colleghi che siedono in questo Consiglio.
Credo che si dovrà evitare di farlo; e soprattutto chiedo ai colleghi Capigruppo della maggioranza, ma anche al Presidente della Giunta, se quanto abbiamo concordato in Commissione per loro rimane ancora valido. Avevamo infatti un unico argomento all'ordine del giorno e avevamo concordato che solo su quello si doveva intervenire, su quello i colleghi sono intervenuti. L'altro intervento che è stato fatto non ha trattato invece l'argomento all'ordine del giorno., Quindi io chiedo se quello è l'argomento che dobbiamo definire questa sera, o se invece dobbiamo intervenire tutti per spiegare la nostra posizione e il nostro rapporto in quest'Aula quando siamo assenti e quando siamo presenti, quando trattiamo argomenti come il bilancio provvisorio, quando trattiamo altri argomenti come quelli che erano iscritti all'ordine del giorno dei nostri precedenti lavori, o se per caso invece dobbiamo intervenire sull'ultimo intervento che è stato svolto, che è stato anche applaudito da un collega della maggioranza.
Se è questa la posizione che dobbiamo trattare questa sera è bene che ce lo diciamo, che ce lo diciate perché è chiaro che cambia sostanzialmente l'impostazione che abbiamo dato ai lavori.
E` per questo che intervengo; se è cambiato l'argomento, è bene che ci regoliamo tutti insieme, che facciamo una discussione approfondita, per poi trattare, Presidente La Spisa, il contenuto della sua relazione e il contenuto dell'intervento del collega Cogodi. Ma se la risposta che viene data da parte della maggioranza è in linea con l'intervento dell'onorevole Grauso, è chiaro che siamo di fronte ad una modifica degli accordi che abbiamo stipulato, per cui viene meno anche l'accordo sul contenuto dei diversi articoli che oggi sono in discussione.
Quindi per procedere correttamente e linearmente chiedo che almeno un collega Capogruppo della maggioranza si iscriva a parlare per trattare l'argomento e per confermare, per quanto ci riguarda, se il contenuto dell'intervento dell'onorevole Grauso è apprezzato, come è stato apprezzato tramite l'applauso dal collega Corona, perché se così dovesse essere è chiaro che siamo di fronte ad una presa di distanza dal lavoro che è stato fatto in Commissione.
Noi ci teniamo a che gli impegni vengano mantenuti e, soprattutto, ci tengo e ci teniamo a che i rapporti tra la maggioranza e l'opposizione, al di là delle differenti posizioni politiche, vengano mantenuti sul piano del rispetto. Se così non dovesse essere, è chiaro che si introdurrebbe un ulteriore elemento di rottura tra di noi; questo sarebbe il secondo, essendo il primo non ancora risolto per mancanza di coerenza e per il mancato rispetto degli impegni assunti nella Conferenza dei Capigruppo quando l'onorevole Serrenti aveva comunicato che si sarebbe dimesso, dopo aver votato, dalla Presidenza del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi, chiaramente non in risposta all'intervento del collega Cugini, ma per richiamare l'attenzione di tutta l'Assemblea sulla prosecuzione dell'ordine del giorno oggi in discussione, ovvero l'esame del disegno di legge sull'esercizio provvisorio.
Per quanto attiene i giudizi espressi dai singoli consiglieri non entro nel merito; non entro nel merito né del discorso di Grauso, né assolutamente del discorso di Cogodi, il quale ha offerto peraltro anche degli spunti di carattere personale.Però,i siccome al riguardo ognuno è libero di dire ciò che vuole, io sono libero di ascoltare e avrò poi la possibilità di replicare al momento opportuno.
Ad oggi, vista l'ora e vista l'importanza dell'argomento che stiamo trattando, io pregherei il Presidente di riportare i lavori dell'Assemblea all'interno del seminato.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S. F.D.). Io non credo si possa procedere alla discussione dell'esercizio provvisorio con il dubbio che il Presidente Floris concordi con l'intervento che ha svolto l'onorevole Grauso, e soprattutto nelle parti riferite al comportamento, alla moralità, all'atteggiamento, alla posizione dei colleghi consiglieri.
Chiedo di sapere quindi se il Presidente della Giunta concorda o meno su questo intervento.
PRESIDENTE. Consigliere Cugini, mi perdoni, io capisco che forse c'è bisogno di una maggiore chiarezza., Però ritengo che l'esercizio provvisorio sia una responsabilità di tutti, che deve prescindere anche dal livello dello scontro in Aula che, qualche volta, direi che è un po' troppo elevato, ma che comunque rimane all'interno della norma.
Io le faccio una proposta, se lei è d'accordo, piuttosto che non procedere all'approvazione dell'esercizio provvisorio, che è una necessità, se vuole il Presidente potrà fare in merito dichiarazioni, anche se mi sembra piuttosto difficile chiedere al Presidente della Giunta se condivide l'intervento di un consigliere regionale, intervento del quale il consigliere si assume tutte le responsabilità in questa sede e fuori da questa sede. A me non pare corretto adesso porre il Presidente della Giunta in questa situazione, la prego.
CUGINI (D.S.-F.D.). Rimango fermo nella mia richiesta, poi il Presidente Floris decida come crede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (U.D.R), Presidente della Giunta. Signor Presidente, prendo la parola per invitare la Presidenza e i colleghi al rispetto del Regolamento, perché in quest'Aula dall'inizio della legislatura , ed è una novità in assoluto perché non si era mai verificato in quarantacinque anni di autonomia, non sento altro che chiedere, da parte dei colleghi, di poter parlare sull'ordine dei lavori., A parte il fatto che non mi risulta che nel Regolamento sia previsto l'intervento sull'ordine dei lavori, ma soltanto sull'ordine del giorno, ma poi con questa giustificazione q si parla di tutto eccetto che sull'ordine del giorno, non si formula una proposta secondo l'articolo regolamentare e non si mette il Consiglio in condizioni di esprimersi sulla proposta che si fa, dando la parola ad un consigliere che intervenga a favore, e ad uno che intervenga contro. Non si può più continuare a dare la parola sull'ordine dei lavori e e in questo modo non far lavorare il Consiglio. Io non intendo entrare nel merito di quello che hanno detto l'onorevole Cogodi, l'onorevole Sanna, l'onorevole Grauso; non sono mai entrato nel merito di ciò che uno dice responsabilmente in quest'Aula con assoluta libertà, né intendo farlo oggi. Le mie opinioni personali non servono e non valgono, ognuno si fa la sua opinione, ognuno è libero di dire quello che ritiene di dire e di assumersi la responsabilità di quello che dice.
Io sono stato fatto oggetto in questa e nelle legislature precedenti, da parte dei suoi colleghi, di numerose osservazioni, solo dai banchi della Giunta, le ho accettato tutte, non ho reagito assolutamente, ritenevo che fosse libero quel consigliere regionale di dire le cose che diceva. Non mi pare che qui siamo in un Tribunale dove si debba giudicare quello che uno dice o quello che uno non dice, ognuno è libero di parlare ma anche di ricevere le dovute risposte.
PRESIDENTE. Io concordo con il rilievo mosso dal Presidente della Giunta. Purtroppo da anni si interviene sull'ordine dei lavori usandolo come pretesto per protrarre la discussione o per introdurre altri argomenti.
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
Art. 1
1. Fino a quando sia approvato con legge e, comunque, non oltre il 29 febbraio 2000, la Giunta regionale è autorizzata, ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, ad esercitare provvisoriamente il bilancio della Regione per l'anno finanziario 2000.
2. Detta autorizzazione deve intendersi circoscritta agli stati di previsione delle entrata e della spesa, alle eventuali note di variazione e alle disposizioni ed alle modalità contenute nel relativo disegno di legge, presentato al Consiglio regionale.
3. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare i due dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascun capitolo degli stati di previsione della spesa.
4. Ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi, il limite di cui al comma 3 non si applica; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.
5. Sul capitolo 03149 e sul capitolo 05301 è autorizzata l'assunzione di impegni sino ai limiti deegli stanziamenti rispettivamente previsti per gli stessi capitoli nel bilancio di cui al comma 1.
6. Alle somme impegnate in conto delle contabilità speciali di cui all'articolo 7, comma 1, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, da attribuirsi al bilancio della Regione per l'anno 2000 con le modalità previste al comma 2 del medesimo articolo, non si applicano i limiti di cui al comma 3 del presente articolo.
7. Nell'articolo 5, commi 2 e 3, della legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26, il termine "entro quarantacinque giorni" indicato è sostituito dal termine "entro novanta giorni".
PRESIDENTE. Sull'articolo 1 non sono stati presentati emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari). Signor Presidente, non siamo intervenuti in fase di discussione generale perché avevamo sviluppato precedentemente un esaustivo dibattito di cui sia il relatore di maggioranza che il relatore di opposizione hanno dato conto in quest'Aula Però mi interessa sottolineare alcuni aspetti relativi a questo problema e per questo ho chiesto la parola sull'articolo 1.
Il voto contrario espresso la volta scorsa nella votazione sul passaggio all'esame degli articoli, tendeva a sottolineare il fatto che si è arrivati all'esercizio provvisorio in tempi molto dilazionati, e questo non certo per colpa dell'opposizione, ma per vicende che sono state qua richiamate. Quindi non si può chiedere all'opposizione di essere più realista del re (se mi consentite l'espressione). Ma il nostro voto contrario era stato motivato anche dalla considerazione che non si trattava di un provvedimento inerente l'esercizio provvisorio puro e semplice; a quel testo infatti erano stati presentati degli emendamenti che introducevano delle norme, presenti anche in questo testo, che andavano e vanno oltre l'esercizio provvisorio. Sono norme di carattere direi sostanziale che trasformano l'esercizio provvisorio in una manovra più complessa. Un tipo di manovra che, in altri tempi, l'attuale maggioranza aveva contestato sostenendo che non si potessero, a fine esercizio, accantonare risorse non spese per spenderle ulteriormente. Noi abbiamo sostenuto che era più semplice riportarle in bilancio e riprogrammarle.
La Giunta e la maggioranza hanno ritenuto che, q almeno per alcuni capitoli, fosse indispensabile adottare questo metodo. Anche in questo caso, per sottolineare l'estrema disponibilità dell'opposizione, abbiamo lasciato andare avanti le cose, però ribadisco il fatto che l'attuale maggioranza, negli anni scorsi, credo anche abbastanza giustamente, e ne abbiamo dato atto altre volte, ha sempre contestato questo tipo di manovra.
Consentite a noi di farlo adesso, e consentiteci anche di ribadire che questa non è solo una norma per consentire l' esercizio provvisorio; in pratica il provvedimento non prevede solo un articolo in base al quale si autorizza l'esercizio provvisorio e quindi la spesa in ragione di due dodicesimi, ma sono presenti altri contenuti. Su questi contenuti non è detto che noi dobbiamo consentire, anzi, dissentiamo; lo abbiamo detto votando contro, lo abbiamo ribadito in Commissione, ma vogliamo sottolineare come il nostro atteggiamento - e di ciò è stato dato atto in quest'Aula - sia stato estremamente positivo, estremamente responsabile.
Noi non voteremo a favore, ma abbiamo comunque consentito che si venisse in Aula oggi e subito dopo la riunione della commissione, e che quindi si abbreviassero i tempi il più possibile. Abbiamo dialogato positivamente, quindi c'è stata un'estrema disponibilità, un estremo senso di responsabilità dell'opposizione che, secondo me, è esemplare, in qualche modo eccessivo.
La seconda osservazione vuole confutare l'affermazione secondo cui l'attuale maggioranza, prima opposizione, abbia sempre votato a favore dell'esercizio provvisorio. Non vorrei ricordare male, ma credo che sia un dato facilmente accertabile. Ci sono state delle volte in cui l'attuale maggioranza, prima opposizione, ha votato contro; ma in ogni caso, contro o a favore, questo non è un provvedimento solamente di autorizzazione all'esercizio provvisorio. E` una manovra nella quale sono state inserite norme sostanziali, sulla quale abbiamo anche concordato; per esempio, l'ultimo comma dell'articolo 1 che prevede la proroga da quarantacinque a novanta giorni dei termini per l'attuazione degli adempimenti previsti dalla legge numero 26, la legge sull'alluvione, da parte dei sindaci. Anzi, forse questa proroga l'abbiamo proposta noi stessi.Questa è una norma di carattere sostanziale, che cosa c'entra con l'esercizio provvisorio? Quindi voglio sottolineare ancora una volta che l'opposizione ha manifestato un alto senso di responsabilità e ha mantenuto un atteggiamento positivo e costruttivo. Ciò però non significa che l'opposizione rinunci a dire in quest'Aula che i tempi di presentazione dell'esercizio provvisorio, dilatati al massimo, sono responsabilità della maggioranza e, in qualche modo, addebitabili anche alle vicende che hanno visto protagonista lo stesso onorevole Serrenti, che rinuncia a dire che non spetta all'opposizione garantire (lo avete sempre detto, poi se si cambia idea si può discutere) il numero legale, che non spetta all'opposizione farsi carico dei doveri di governo;ma questa opposizione, nell'atteggiamento che ha avuto ancora oggi in commissione, che ha ancora oggi in quest'Aula, sta dando dimostrazione di voler lavorare con spirito costruttivo e responsabile. L'ultima considerazione attiene alla questione morale.. Dall'inizio della legislatura sto dicendo, e lo ripeto ancora oggi molto serenamente, che a mio avviso questa legislatura è iniziata con gravi tensioni e forti motivi di conflittualità. Dobbiamo cercare di riportare la politica sui binari della correttezza e del rispetto reciproci. Ma per fare questo è necessario evitare assieme - lo dico ai Capigruppo - che in quest'Aula continuino ad aleggiare sospetti.
Io chiedo che si istituisca una commissione, un ufficio, che io ho chiamato "ufficio di massima trasparenza", che potrà essere coordinato, come ho detto altre volte, da un collegio di tre saggi. A questo ufficio ognuno di noi chiarirà i propri comportamenti, la propria situazione politica; e a questo ufficio ogni cittadino di questa regione, potrà chiedere informazioni sul comportamento di tutti noi. E` un'ipotesi, è una proposta, se ne facciano altre, ma cerchiamo di distinguere il discorso politico vero e proprio, che deve nascere e svilupparsi in quest'Aula, un'Aula che deve essere davvero il tempio dell'autonomia, da un discorso che invece cerca di inserire altri elementi su cui va fatta chiarezza e limpidità e giustizia. L'inizio dell'anno prossimo dovrà vederci impegnati su questo tema; perché ognuno di noi deve essere trasparente e deve essere esaminato ed esaminabile da tutti, e soprattutto dai cittadini sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Anch'io concordo con quanto sosteneva poc'anzi l'onorevole Selis. Il disegno di legge 30A, che viene sottoposto all'attenzione dell'Aula, non tratta semplicemente gli argomenti relativi all'esercizio provvisorio che viene proposto per due mesi, ma contiene anche delle norme di carattere sostanziale che attengono all'esercizio dell'attività amministrativa e legislativa di questa Regione.
Io intervengo per richiedere anche un chiarimento all'Assessore del bilancio, che in questo momento non vedo presente.Vorrei sapere, infatti, mi riferisco al quinto comma dell'articolo 1, capitolo 05301, perchè viene autorizzata l'assunzione di impegni sino ai limiti degli stanziamenti previsti nel capitolo del bilancio che ancora quest'Aula dovrà esaminare. Siamo in presenza di un capitolo che non aveva alcuna dotazione finanziaria nell'esercizio 1999, e che nella proposta che la Giunta formula al Consiglio viene dotato di risorse finanziarie pari a due miliardi. Ma poiché questo capitolo di bilancio contiene anche una denominazione variata, introducendo, forse anche in termini impropri, nuove competenze nell'ambito del Corpo di vigilanza ambientale, sarebbe opportuno che venisse data contezza all'intero Consiglio di ciò che si intende fare attraverso l'utilizzazione dell'intero stanziamento che viene proposto per l'annualità 2000.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si chiama esercizio provvisorio proprio per questa ragione, quindi facciamo riferimento ad una proposta di bilancio che è stata già presentata in Aula il 23 di questo mese.
PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Posso replicare?
PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, su questo argomento ha già parlato, e la sua richiesta di delucidazioni è stata chiarissima.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Non intendevo intervenire ma, poichè non è più consentito farlo all'onorevole Pusceddu, vorrei sottolineare che la domanda posta dall'onorevole Pusceddu richiedeva una risposta diversa rispetto a quella data dall'Assessore della programmazione. L'onorevole Pusceddu ha chiesto per quale motivo si dispone l'utilizzo dell'intera somma disponibile nel relativo capitolo di bilancio, e non si opera anche in questo capitolo per dodicesimi così come negli altri casi. Quindi faccio mia la domanda.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
pittalis (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di spese inderogabili, e si dà la possibilità all'Assessore dell'ambiente di poter preventivamente predisporre in tutti i dettagli la campagna antincendi per non arrivare al mese di agosto impreparati. Quindi questa disposizione è giustificata proprio dalla particolare natura dell'intervento che si intende attuare. Le risorse debbono essere disponibili ora, in questo momento, ecco perché è prevista la deroga. Mi pare che quanto ho testé riferito, nella sostanza, possa aver chiarito i dubbi dell'onorevole Pusceddu.
(E' approvato)
PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, mi scusi, ma l'articolo 1 è stato già approvato, potrà intervenire sull'articolo 2, non c'è nessun problema.
PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto sull'articolo 1. Presidente, mi vuole impedire di fare la dichiarazione di voto?
PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, la prego, cerchi di aiutarmi a fare il Presidente. La votazione dell'articolo 1 è già avvenuta. Lei doveva chiedere di parlare prima.
PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io glielo chiedo gentilmente. Ho sollevato la mano, le sto chiedendo di esercitare il mio diritto di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. E lei lo eserciterà. Glielo chiedo per favore, chieda la parola sull'articolo 2 e potrà esprimere anche la sua dichiarazione sull'articolo 1. E' inutile che lo faccia adesso perché la votazione è già avvenuta. Lei chiede di parlare su un articolo che è già stato votato. La prego, stia comodo, dopo le darò la parola.
Si dia lettura dell'articolo 2.
CAPPAI, Segretario:
Art. 2
1. E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio dell'Azienda delle Foreste demaniali della Regione fino al 31 marzo 2000, nel testo della proposta allegata al disegno di legge concernente il bilancio della Regione per l'anno 2000, con le stesse modalità e limitazioni previste dall'articolo 1, intendendosi sostituita l'espressione "due dodicesimi" con "tre sesti".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Colgo l'occasione innanzitutto per stigmatizzare il comportamento dell'onorevole Serrenti che, in effetti, non mi ha consentito di esprimere il voto contrario sull'articolo 1.Voto contrario determinato dagli insufficienti chiarimenti forniti dall'Assessore della programmazione. Nel momento in cui l'Assessore sostiene che vi è la necessità di organizzare per tempo la campagna antincendi, poiché tale attività per legge della Regione viene predisposta con un piano che viene sottoposto anche all'attenzione del Consiglio, è opportuno sapere, allora, se vengono utilizzate delle nuove somme che vengono inserite nel bilancio, arrivando anche a variare la denominazione di un capitolo Infatti, mentre nell'annualità in corso erano previste solo spese per l'acquisto di mezzi di trasporto aerei e marittimi, ora invece è stata introdotta anche la possibilità di noleggio e gestione di mezzi aerei, attribuendo la relativa competenza al Corpo di vigilanza ambientale e forestale.
Secondo me questo non è un argomento di secondo ordine. Se si vuole intervenire all'interno dell'organizzazione dei servizi e dei settori in cui è strutturata l'Amministrazione regionale, ai sensi della legge regionale numero 51, sarebbe opportuna una modifica legislativa.Se dobbiamo trasformare il Corpo di vigilanza ambientale da strumento tecnico, come lo definisce la legge regionale numero 26, in un istituto dalle competenze più ampie, allora si proponga e si approvi una modifica legislativa.
Sarebbe anche opportuno che in merito alle competenze, visto che stiamo discutendo dell'articolo 2 che riguarda l'esercizio provvisorio del bilancio dell'Azienda foreste demaniali, e dal momento che nella nuova denominazione del capitolo vengono richiamate tutte le leggi di regolamentazione delle competenze in materia idraulico-forestale, che attualmente afferiscono a specifici settori e servizi in cui è organizzato l'Assessorato della difesa dell'ambiente, che venga data contezza all'intero Consiglio di ciò che si intende fare. Se attraverso questa manovra, che sembra di bilancio, si vuole invece incidere profondamente sull'articolazione di servizi e settori dell'amministrazione regionale nel suo complesso,sarebbe opportuno che il Consiglio venga messo nelle condizioni di poterne discutere. Questo non è un semplice provvedimento - come dicevo prima - di autorizzazione all'esercizio provvisorio, ma vengono inserite delle norme che ineriscono profondamente alla stessa organizzazione dell'Amministrazione regionale.
Poi, quando si parla di lotta agli incendi, vorremmo sapere se lo stanziamento riguarda il noleggio, oppure l'acquisto di elicotteri o mezzi aerei, oppure se si debba dotare ulteriormente il parco macchine. Se vi è stata l'esigenza di chiedere al Consiglio l'autorizzazione per utilizzare l'intero stanziamento, io ritengo che quanto meno sia stato predisposto un programma che giustifichi questa esigenza.
La mia richiesta mirava solo a sapere quale era questo programma e in che modo doveva inserirsi all'interno dell'organizzazione dell'Assessorato.
PRESIDENTE. Onorevole Pusceddu, le chiedo scusa perché mi sono accorto che aveva sollevato la mano a votazione conclusa. Mi sembrava doveroso spiegarglielo e scusarmi,ma ha potuto comunque dire le cose che pensava in assoluta libertà.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). E' vero che l'ora è un po' tarda, è vero che la stagione è semifestiva, è vero che si danno troppe cose per scontate, però è anche vero che alcune questioni che vengono prese in considerazione e rappresentate all'attenzione del Consiglio vengono ingiustamente e impropriamente sottovalutate. Effettivamente il collega, onorevole Pusceddu, aveva chiesto di poter intervenire in questo Consiglio, perché aveva la mano alzata e non si comprende come possa esistere, da qualunque parte, una regola in base alla quale se uno vede vale il diritto del consigliere regionale di intervenire, se uno non vede o non guarda questo diritto non vale. Bisognerà quindi inventare subito un sistema di segnalazione acusticao luminosa, o altro.
PRESIDENTE. Lei ha una spiccata propensione a fare l'avvocato. L'onorevole Pusceddu sa difendersi da solo!
COGODI (R.C.). Io non ho una spiccata propensione a fare l'avvocato, io ho la patente per fare l'avvocato, regolarmente e legittimamente conseguita con pubblici concorsi; patente che altri non hanno per fare quello che fanno. E qui non faccio l'avvocato, qui faccio il consigliere regionale.
Mi domando in che modo quindi deve essere garantito il diritto di un consigliere regionale a intervenire. Ripeto, se non basta, come usualmente si fa, alzare la mano, perché non si guarda quando si deve guardare dappertutto, bisogna trovare un mezzo di segnalazione acustica o luminosa, un semaforino messo in tutti gli angoli del Consiglio, che dia disco verde quando si può procedere alla votazione, se no in questo modo si espropria un diritto fondamentale dei consiglieri. Non è che valga la legge assoluta del "non l'ho visto". Quando non si vede si guarda meglio e quando si sbaglia si rimedia, perché la questione che ha rappresentato all'attenzione del Consiglio il collega, onorevole Pusceddu, non è una questione peregrina. E' una questione molto rilevante che effettivamente è stata posta anche nell'esame, nel confronto, nell'istruttoria svoltasi in Commissione. Ma ecco cosa accade quando si lavora così in fretta, anche se si manifesta una buona intenzione, un'ottima disponibilità, anche se l'opposizione rinuncia ai termini, che sono i termini concessi dalle regole, per approfondire gli argomenti, perché la maggioranza gli argomenti li ha già approfonditi, ha istruito le questioni perché le propone, e quindi sa già di che cosa sta trattando, mentre l'opposizione è posta a conoscenza delle cose dal momento nel quale riceve la documentazione.
Ed allora voglio rappresentare all'onorevole Consiglio regionale un argomento che è di conoscenza comune. Diciamo che noi ci siamo anche in gran parte fidati di dichiarazioni solenni che sono state rese in Commissione, e confermate qui in Aula; ma, evidentemente, e lo sapevamo già, di voi proprio non ci si può fidare neanche per prendere un caffè al bar. Perché noi sapevamo, fino ad oggi, che l'esercizio provvisorio che si autorizzava, e di cui la Giunta regionale e la maggioranza sostenevano l'approvazione, era relativo al bilancio del 1999, perché ancora non risultava formalizzata la presentazione del bilancio 2000.
Noi abbiamo ricevuto in un pacco, in un plico abbastanza grosso, un libro più gli altri che lo accompagnano, tanto che ci vuole un commesso con un carrello per portarli. Noi li abbiamo ricevuti questa mattina, in tarda mattinata, era convocata la Commissione per il pomeriggio, come potevamo immaginare che in questo grande volume, e negli altri che l'accompagnano, venissero introdotte delle variazioni che automaticamente, costituendo la base di riferimento della norma finanziaria che stiamo discutendo, comportano una variazione anche dell'originario intendimento.
Questo è accaduto, e non è, come dire, simpatico, e per molti versi non è neppure lecito, perché allora noi posto che voi volete l'approvazione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio a valere sul bilancio 2000, avendo ricevuto il bilancio 2000 stamani, in tarda mattinata, avremmo dovuto chiedervi almeno il tempo materiale per una lettura di questo grande libro. Ci siamo fidati.
Poi, la solerzia del collega Pusceddu ci segnala che uno di quei capitoli di bilancio è variato, e che in ragione di quel capitolo di bilancio che è variato nella dizione, quindi nella portata, nell'incidenza, negli effetti, nell'autorizzazione possibile, l'autorizzazione all'esercizio provvisorio non è più in dodicesimi, per quel capitolo l'esercizio è totale e definitivo. In relazione infatti al capitolo di cui si tratta, adesso è possibile, a carico di quel capitolo, la spendita per l'acquisto, il noleggio, la gestione di mezzi di trasporto terrestri, navali ed aerei. Noi stiamo parlando di autorizzazione all'esercizio provvisorio per due mesi, il tempo nel quale dovrà essere esaminato, valutato e approvato dal Consiglio il bilancio, nei modi e nei termini che il Consiglio riterrà opportuni. In ragione di questo capitolo invece, non viene autorizzata la spesa dei due dodicesimi, ma tutta la spesa, che mi pare siaintorno ai due miliardi; quindi non due miliardi per dodicesimi ma su questo capitolo tutto. Che c'entra questo con l'esercizio provvisorio?
Io non voglio usare, come dire, espressioni forti, un po' forzate, però ci sentiamo ingannati, abbiate pazienza!Ci sentiamo ingannati, non solo noi dell'opposizione, ma anche i rappresentanti della maggioranza.
Nessuno avrebbe potuto ipotizzare (se uno non è malevolo, ma se uno non è malevolo non ha forse diritto di esistere in questo mondo?) di andare a chiedere, a pretendere, ad avere esaudito il diritto-dovere di leggersi prima tutto il bilancio per verificare il riferimento. Badate, quello che è accaduto, voi potrete dire che è stata è una furberia, una trovata, direte di esserci o riusciti; sì, ci siete riusciti. Il collega Pusceddu è l'unico che si è reso conto, non in ritardo, siamo tutti noi in ritardo, dell'introduzione di questa disposizione perché ha dato un'occhiata al bilancio presentato stamattina; quindi segnala il fatto, ma nessuno si perita, neppure un po', di prestare attenzione a quanto rappresenta. L'onorevole Pusceddu ha anche alzato la mano per dire che aveva rappresentato un problema, e chiedeva di verificare una possibile diversa soluzione dello stesso. Non viene neppure visto quando alza la mano, e gli si risponde che si è già votato e quindi si passa all'articolo successivo.
Badate, noi stiamo approvando leggi che contengono disposizioni su come utilizzare i miliardi della Regione, e di quei miliardi due sono qui. Credo che sia dovere (qui non c'entrano nulla le cose estemporanee, questa è una materia molto seria e delicata) della Giunta regionale chiarire a verbale e a memoria del Consiglio che l'utilizzo che farà di quell'autorizzazione, di cui all'articolo precedente, rientrerà nelle finalità, nei limiti, nella necessità inderogabile, e quindi motivata e giustificata, per cui il Consiglio dà corso all'esercizio provvisorio; che la sola autorizzazione formale di poter spendere tutto il capitolo di due miliardi per noleggio ed acquisto di aerei, di navi e di non so quale altro mezzo di trasporto, non avverrà se non sarà necessario in modo assoluto nei tempi nei quali vale l'esercizio provvisorio, cioè entro i prossimi due mesi, e che tutto quello che si potrà fare invece all'interno della programmazione ordinaria e dei tempi e dei modi attraverso cui la Regione pensa, approva ed attua i suoi programmi comprenderà anche questo intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di voler tener conto del tempo.
COGODI (R.C.). Sì. Credo che la Giunta regionale nella sua autonomia e nella sua responsabilità possa rendere questa dichiarazione al Consiglio, e tanto varrà per mitigare un poco l'effetto di quanto è accaduto poc'anzi. Diversamente noi dobbiamo chiedere di fermarci un attimo e per andare a vedere tutto il bilancio dell'anno prossimo, perché dobbiamo sapere quali sono i riferimenti contenuti nel disegno di legge datato 27 dicembre, rispetto a quello datato 13 dicembre, dobbiamo effettivamente operare una verifica, perché se riscontriamo una variazione potrebbe essere che tutti gli altri numeri contengano analoghe variazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Anch'io voglio sottolineare l'evidente arbitrio che è stato commesso, non per fare il difensore di alcuno, ma sempre nell'interesse di una corretta dialettica e della legittimità nello svolgimento dei lavori.
Non è soltanto una questione di principio; come è stato evidenziato dai colleghi che mi hanno preceduto, che ringrazio, il primo per avere posto in luce il problema in maniera estremamente precisa ed incisiva, il secondo per aver ampliato il discorso, qui evidentemente si è carpita la buonafede di una buona parte dei componenti di questa Assemblea. Effettivamente questa norma, così come è concepita, nasconde un evidente trabocchetto.
Allora, se non si vuole perpetrare una palese illegittimità, cioè una violazione della normativa di cui alla legge regionale numero 11 dell'83, e precisamente della norma che prevede che l'esercizio provvisorio sia circoscritto entro ben precisi limiti, è chiaro che la Giunta deve precisare che cosa effettivamente intendeva fare, fermo restando che, così come è stato esattamente evidenziato ( non stiamo facendo dibattiti ma siamo qui nell'esercizio di una funzione legislativa), questa norma approvata nel modo che abbiamo visto concreta già di per sé, e comunque in ogni caso, una patente illegittimità. Occorre precisare che effettivamente, in questo caso, si tratta appunto di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegni o pagamenti frazionati in dodicesimi, perché altrimenti siamo su un piano di evidente illegittimità. Infatti non si può ipotecare il contenuto completo di un capitolo di spesa utilizzando l'escamotage dell'esercizio provvisorio. Veramente non riesco a capire che cosa abbia spinto la Giunta a voler ipotecare integralmente gli stanziamenti previsti in questo capitolo di bilancio. Veramente non riesco a capirlo.
Si dice che "ad essere maligni si fa peccato", ma di solito ci si azzecca. Bene, io qui non vorrei essere maligno, però purtroppo il fatto che una Giunta, che ritengo sarà estremamente effimera come durata, voglia ipotecare tutti gli stanziamenti previsti per l'intero esercizio, mi lascia abbastanza perplesso e mi induce a qualche sospetto. In ogni caso, se così non fosse, vorrei che venisse chiarito ciò che si è chiesto di chiarire e che ritengo sia doveroso che la Giunta chiarisca, e cioè se effettivamente questa spesa non era assolutamente frazionabile così come previsto dalla legge. In caso contrario siamo su un piano, lo ribadisco, di evidente illegittimità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto brevemente, perché ritengo che l'argomento non meriti ulteriori approfondimenti, ma è doverosa una risposta soprattutto nei confronti dell'onorevole Pusceddu che ha posto il problema forse nel modo giusto e senza quella demagogia e quella polemica che, invece, hanno caratterizzato gli interventi dei colleghi Cogodi e Dore.
Voglio dare assicurazioni all'onorevole Pusceddu che non si sta modificando la procedura, ma si sta prevedendo la possibilità di varare l'intero programma, e di conseguenza consentire le spese che si rendessero necessarie, per l'acquisto dei mezzi per l'espletamento dei compiti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Il programma verrà sottoposto come di consueto all'esame del Consiglio, perché non si è visto mai che una gara d'appalto venga bandita con una spesa frazionata in dodicesimi. La gara d'appalto deve essere fatta per tempo, va fatta ora e avendo chiaro il quadro delle risorse finanziarie nella loro interezza.
PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
LODDO, Segretario:
Art. 3
1. Le somme sussistenti alla data del 31 dicembre 1999 nel conto competenza e nel conto dei residui dei capitoli 02163, 03014, 04024/01 e 08001, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
2. Le somme sussistenti alla data del 31 dicembre nel conto della competenza e nel conto dei residui dei capitoli 03211 - art. 1, 03211/01 - art. 1, 05209, 05209/01, 05212, 05212/01, 07110, 07110/01, 08304, 08304/01, 08305, 08305/01, 08307, 08307/01, 13064, 13064/01 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo, al fine della realizzazione degli interventi già previsti dal Programma Operativo Plurifondo 1994-1999 e dal P.I.C. INTERREG II, a patto che risultino soddisfatte le condizioni di impegnabilità stabilite dall'Unione Europea, attraverso i consentiti interventi sostitutivi, delle assegnazioni finanziarie attribuite alle diverse misure dei predetti Programmi.
3. Le somme non impegnate alla data del 31 dicembre 1999 in conto dei capitoli 04157, 05085, 09148, 12001/01, 12001/03 e 12001/06, sono conservate nel conto residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
LODDO, Segretario:
Art. 4
1. Il comma 9 dell'articolo 37 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, è abrogato.
2. Al comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 6, dopo le parole "a tutto il 31 dicembre 1998" sono inserite le seguenti: "ad esclusione di quelle relative a "Fondi di riserva" o assimilati e al Programma di intervento per gli anni 1988-1990 approvato dal CIPE il 12 marzo 1991".
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
LODDO, Segretario:
Art. 5
1. La presente legge è dichiarata urgente, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna, ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
(E` approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 30.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - GRAUSO - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI.
Risponde no il consigliere: LODDO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MASIA - MEREU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 43
astenuti 31
maggioranza 22
favorevoli 42
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno
del Consiglio regionale per l'anno 2000
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale. Invito quindi i componenti della Giunta a lasciare i banchi a disposizione dei questori del Consiglio.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu, Questore.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna), Questore. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi e colleghe; è prassi ormai consolidata che il bilancio del Consiglio, il bilancio interno, venga approvato contestualmente al bilancio della Regione, per cui vi chiediamo l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno fino al 29 febbraio del 2000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame del testo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo unico.
(Segue lettura)
(E` approvato)
Discussione e approvazione del programma operativo plurifondo 1994-1999.
Proposta di riprogrammazione (Progr. n. 2/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Programma 2A.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa, relatore, il quale, avvalendosi dell'articolo 49, svolgerà oralmente la relazione.
SCARPA (Gruppo Misto), relatore. Signor Presidente, molto brevemente per ricordare che è in discussione un programma comunitario approvato dalla Giunta il 2 marzo '99 ed approvato dalla Commissione Europea il 4 novembre '99.
In questo passaggio è mancata l'approvazione da parte del Consiglio, che è un'approvazione invece obbligatoria. Quindi la Giunta ci chiede un'approvazione diciamo "in sanatoria".
La Commissione il 23 dicembre '99 ha esaminato il provvedimento e l'ha approvato all'unanimità.
Sostanzialmente si tratta di una riprogrammazione di alcuni fondi che erano stati destinati alla realizzazione della metropolitana leggera di Cagliari.
Un ritardo nella programmazione di questo intervento ne ha imposto la soppressione e la destinazione dei relativi fondi ad altri scopi. Più precisamente, trenta milioni di euro sono stati destinati a infrastrutture idriche e dieci milioni alla ricerca e alla innovazione tecnologica. E` urgente approvarequesta riprogrammazione entro oggi perché le somme devono essere impegnate prima della fine dell'anno, altrimenti vanno perdute.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per dichiarare fin d'ora, in corso di discussione generale, il nostro voto favorevole su questa proposta. Ma intendo anche sottolineare la delusione per il fatto che questi fondi si devono riprogrammare rispetto a un obiettivo che resta, per questa coalizione, fondamentale e prioritario. Stiamo parlando della realizzazione della metropolitana leggera di Cagliari, cofinanziata dal Fondo europeo di sviluppo regionale e che oggi, a seguito dei ritardi del quinquennio '94 - '99, purtroppo non potrà essere attivata.
Nel disposto che l'Assessore ci ha presentato, e richiamo la data, il 2 marzo del '99, viene evidenziata una serie di inadempienze del livello regionale.. Io non voglio ora richiamare gli errori, le dimenticanze e le inadempienze del passato, però chiedo che questo atto, fondamentale per lo sviluppo non soltanto della città di Cagliari, ma anche e soprattutto della regione, sia inserito, dotandolo di risorse che siano pienamente sufficienti, nel prossimo quadro comunitario di sostegno. Per questa coalizione, infatti, in accordo assoluto con l'amministrazione comunale di Cagliari, la metropolitana leggera di Cagliari deve essere realizzata perché costituisce, lo ribadisco, un elemento fondamentale per sviluppo non solo della città ma dell'intera area metropolitana cagliaritana.
Quindi riteniamo, certamente, di dover approvare il provvedimento, ma crediamo anche che si debba assumere un impegno politico, che chiediamo ovviamente alla Giunta, ma che come maggioranza assumiamo in quest'Aula, di riprogrammare nei fondi del quadro comunitario di sostegno risorse indispensabili e sufficienti per realizzare la metropolitana leggera di Cagliari.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Intervengo molto brevemente, intanto per un chiarimento, e siccome la richiesta di chiarimento, così come viene formulata potrebbe far nascere dubbi e perplessità, o far pensare ad alcuni colleghi che si mira a sospendere il provvedimento, voglio invece rassicurarli che l'obiettivo non è assolutamente quello, mentre si pone, mi pare, un problema di principio.
Nel passato i provvedimenti di questo tipo venivano tutti esaminati, compreso questo, dalla Commissione bilancio e programmazione. Allo stato attuale delle cose, invece, mi pare che le competenze siano state modificate (bisognerebbe vedere come e perché), perchè questo provvedimento sarebbe stato attribuito a una Commissione diversa dalla Commissione bilancio e programmazione.
Ma anche ove ciò fosse e ove ciò si sostanzi in ragioni che trovano fondamento giuridico all'interno del Regolamento o altro, mi pare difficile che un provvedimento di questa importanza possa scavalcare in assoluto le competenze e i pareri della Commissione bilancio e programmazione medesima. Quindi vorrei un chiarimento al riguardo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Concordo con alcune affermazioni del collega Pili, soprattutto con la richiesta che il problema della metropolitana leggera di Cagliari in qualche modo trovi la dovuta attenzione da parte della Giunta e del Consiglio regionale perché credo che tutti quanti comprendiamo l'importanza di quest'opera. Ma credo sia altrettanto opportuno sottolineare il fatto che i ritardi che si sono accumulati, anche nella definizione del percorso della metropolitana leggera, sono dovuti (peraltro ne viene dato atto anche nel documento che oggi abbiamo all'esame) soprattutto al mancato accordo sulla definizione del tracciato nella parte relativa alla via Roma.
Voglio anche ricordare che, grazie a un emendamento presentato, se non ricordo male, alla legge finanziaria di due anni fa dal sottoscritto e dai colleghi Lippi e Ballero, il Comune di Cagliari e la Regione oggi dispongono di una somma sufficiente per progettare il percorso sotterraneo della metropolitana leggera nella via Roma. Per cui credo che sia assolutamente opportuno ribadire il fatto che questa infrastruttura è fondamentale per lo sviluppo, l'organizzazione e la vivibilità della città di Cagliari. I ritardi però non sono sicuramente da addebitare a incuria anche da parte della precedente amministrazione regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Concordo pienamente con la precisazione che testé ha reso al Consiglio il collega Tore Sanna.
Secondo me non c'è bisogno, ogni volta che si vuole rappresentare una questione in positivo, di rappresentare questa questione lucrando sempre su un addebito di responsabilità per fatti pregressi. In buona sostanza anche in questa circostanza questo ha fatto l'onorevole Pili.
Credo che la richiesta di tenere in conto la necessità, non dico solo l'esigenza, che il Comune capoluogo della Regione, la città di Cagliari, possa avere la metropolitana leggera, questo servizio essenziale che agevoli la transitabilità dei cittadini non solo di Cagliari, ma della Sardegna, , sia da considerarsi un impegno non solo da confermare così, quasi che qui si dovesse reinventare tutto, ma che può essere richiamato per sottolineare che è stato già assunto ed è anche già formalizzato negli atti della programmazione regionale. Esiste infatti un accordo formale, già sancito fra la Regione, il Comune di Cagliari, la Provincia e altri enti territoriali interessati o cointeressati al sistema di trasporto che dovrebbe derivare dalla metropolitana leggera di Cagliari, perché questa opera conosca la luce.
Nel frattempo, come è ben noto, sono intervenute delle difficoltà relative alla progettazione dell'opera, la qualità della progettazione non convinceva e a suo tempo abbiamo dato atto che anche l'obiezione avanzata, seppure tardivamente, dal Comune di Cagliari era un'obiezione fondata. Perché pensare di migliorare il traffico nella città di Cagliari riproponendo l'attraversamento in superficie di via Roma o di piazza del Carmine o di altri snodi fondamentali del traffico a Cagliari era folle.E si ponevano anche altre questioni di tracciato che dovevano essere concordate.
Nessuno di quanti hanno avuto e hanno, anche sotto il profilo tecnico, procedimentale, gestionale, responsabilità nella Regione ha mai addebitato all'amministrazione della città di Cagliari in via esclusiva le cause di questo ritardo; eppure responsabilità quell'amministrazione comunale ne aveva se non altro per essere stata per molti anni a guardare, ed avere poi solo eccepito, e la eccezione era anche legittima e fondata, però aver solo eccepito senza svolgere una parte attiva, come fa la vostra amministrazione comunale di destra di Cagliari, che spero adesso cambi rotta. Quell'amministrazione comunale, quel potere locale non riconosce la Regione e quindi pensa , di essere in una condizione di extraterritorialità rispetto al sistema istituzionale vigente.
Una presunzione assoluta, che voi conoscete bene, una chiusura che fa male e danno alla città, che è la città di chi la abita, del cittadino di Cagliari, ma è anche la città capoluogo e capitale della Regione con funzioni ovviamente sovracomunali, sovraterritoriali, che riguardano anche le attività di governo della Regione. Però la questione è già posta, è già avviata a soluzione, qui non c'è bisogno di primogeniture da richiamare o di candidature alla sponsorizzazione politica che devono essere riproposte; c'è una programmazione in atto, c'è stata una difficoltà in fase esecutiva, non c'è bisogno di essere qui i primi della classe, perché se classe c'era e doveva fare un compito, quel compito l'ha già fatto. Andrebbe riconosciuto semmai che il progetto è già impostato, è già anche deciso e dovrà essere doverosamente formalizzato da chi ha questa responsabilità nei modi, nei luoghi, per la entità e con le procedure di cui si disporrà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Solo per dire che l'accenno fatto dall'onorevole Balia sulla competenza della Commissione programmazione trova concordi, perché se n'è parlato già in Commissione, i colleghi della Terza commissione.
E' abbastanza evidente che la Commissione che si occupa di programmazione non può non esaminare gli atti di programmazione che utilizzano fondi provenienti dall'Unione Europea. Non ritengo che solo per questo fatto l'argomento debba passare ad una Commissione che ha certamente la competenza in materia di politiche comunitarie, perché non si può contrastare il principio che gli atti di programmazione devono essere visti in un'unica ottica. Quindi chiedo che di questo si tenga conto anche nella assegnazione dei provvedimenti alle commissioni; evidentemente non è un problema di conflitto tra commissioni perché la questione si può risolvere anche riunendo le commissioni in seduta congiunta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa, relatore. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto), relatore. Rispetto a quanto detto dai colleghi volevo segnalare il fatto che questo Programma operativo plurifondo venne istruito per l'Aula esclusivamente dalla Seconda commissione.
Il problema della sovrapposizione delle competenze sarà da affrontare, ma non riguarda strettamente questo atto perché questo ha già esaurito il suo iter, è già stato approvato infatti anche dalla Commissione europea. Il problema è che a marzo, quando venne approvato dalla Giunta, precisamente il 2 marzo 1999, non passò in Consiglio, quindi non venne neanche istruito dal Consiglio, perciò oggi si tratta semplicemente di approvarlo a posteriori in sanatoria tanto più che le somme in esso a disposizione probabilmente sono state anche già impegnate..
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Poiché si sta parlando di competenze e delle commissioni in merito a certi temi, vorrei sapere se il problema in discussione riguarda anche la Commissione trasporti.
PRESIDENTE. Risponderà la Giunta su questo quesito. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). L'onorevole Balia ha posto un problema al di là di quello relativo alle competenze.Ha chiesto se, dopo l'approvazione della Commissione competente, che in questo caso comunque è la Seconda commissione, questo provvedimento doveva anche avere il parere per l'impegno di spesa e per la copertura finanziaria della Commissione bilancio. Non so se questo sui programmi debba avvenire oppure no, però il problema posto dal collega Balia è diverso.Il collega Balia non ha posto un problema di competenze, bensì di iter procedurale corretto. Il Presidente del Consiglio ha assegnato infatti alla Seconda commissione questo provvedimento, si vorrebbe sapere se poi il provvedimento doveva passare oppure no all'esame della Commissione bilancio per il prescritto parere.
Però, al di là di questo problema, qualcuno sostiene che in base alla legge, e questa è una interpretazione della medesima, addirittura anche nel caso fossero state introdotte modifiche al provvedimento, non si sarebbe reso necessario il suo passaggio in Aula. Quindi credo che in questo caso non fosse necessario il passaggio nella Commissione bilancio perché era previsto soltanto il passaggio nella Seconda commissione.
In sintesi penso che sia regolare la procedura che è stata seguita.
PRESIDENTE. Come Presidente del Consiglio devo appunto sostenere questa tesi.Poiché le modifiche non attengono né alle poste in bilancio né ai capitoli, non c'era ragione per cui il provvedimento passasse anche nella Terza commissione.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Due brevissime considerazioni. Una attiene al modo in cui questi documenti, nel caso specifico il Programma numero 2A, arrivano in Aula., La Giunta si impegna quindi, solennemente, a non portare più in sanatoria alcun programma; questo è il primo tratto che deve sicuramente distinguere questa Giunta dalle precedenti. La Giunta fornisce quindi al consigliere Cogodi tutte le 'assicurazioni che certamente non procederà nel senso della continuità.
Per quanto attiene invece l'aspetto di merito, che ha posto in maniera chiara l'onorevole Mauro Pili, io posso assicurarle che questa Giunta assumerà come un impegno proprio la realizzazione della metropolitana leggera di Cagliari. E assume l'impegno che il progetto venga realizzato non in parte, ma nella sua interezza, in modo che possa servire da collegamento tra la città di Cagliari,il Poetto- e la città di Quartu.
La Giunta si impegna a inserire questo obiettivo nell'ambito degli interventi del quadro comunitario di sostegno 2000/2006, assicurando anche la copertura finanziaria che, mi pare, secondo le informazioni a noi giunte, si aggiri intorno ai 400 miliardi. Su questo problema, che sarà oggetto anche di dibattito e di confronto in quest'Aula, ribadisco che vi è un preciso impegno da parte della Giunta, quindi sulla sollecitazione posta dall'onorevole Mauro Pili, anche a nome della maggioranza, la Giunta è in perfetta sintonia.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame del provvedimento. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura sommaria del provvedimento.
(Segue lettura)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul provvedimento, essendo lo stesso composto da un articolo unico, procediamo alla votazione finale.
Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del Programma numero 2A.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRAUSO - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MASALA - MASIA - MEREU - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCARPA - SELIS - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e il consigliere PUSCEDDU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 68
astenuti 2
maggioranza 35
favorevoli 68
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Mi fanno osservare che dal tabellone risulterebbe un voto nullo. In realtà l'onorevole Pusceddu avrebbe segnalato la sua presenza ma senza esprimere il voto, per cui è considerato astenuto.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del programma 4A della Giunta regionale. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa, relatore.
SCARPA (Gruppo Misto), relatore di maggioranza. Signor Presidente, sarò brevissimo. Intervengo solo per dire che si tratta di una riprogrammazione delle risorse previste per questo programma di iniziativa comunitaria. Una riprogrammazione che si è resa necessaria da un lato per rimediare ad alcuni errori che erano contenuti in atti precedenti, e dall'altro lato perché il partner francese non ha utilizzato parte delle risorse, che quindi, nel corso dei recenti comitati di sorveglianza, sono state assegnate alla Sardegna, per un totale in lire di circa 3.300.000.000.
Per la descrizione degli interventi mi rimetto alla relazione dell'Assessore e preciso che la Commissione ha approvato all'unanimità il testo del proponente.
(E' approvato)
Si dia lettura dei titoli dei capitoli.
(Segue lettura)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, passiamo alla votazione finale del programma. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Programma numero 4.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRAUSO - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MASALA - MASIA - MEREU - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCARPA - SELIS - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 68
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 68
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Auguri per il Capodanno a tutti. La seduta è tolta. Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 22 e 14.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulla crisi delle aziende private concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale.
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I sottoscritti, premesso che:
l'Assessore regionale dei trasporti il 9 giugno 1998, con il decreto n. 245/3480, ha adottato il provvedimento per l'erogazione dei contributi alle aziende private di trasporto pubblico per ripianare il disavanzo d'esercizio derivante dalla gestione dell'anno 1996;
con tale decreto sono stati ripartiti i venti miliardi assegnati al settore con un sistema diverso da quello previsto dalla L.R. 27 agosto 1982 n°16. Infatti, gli importi spettanti alle imprese di trasporto, sono stati definiti, non con il metodo del costo standard, ma con un nuovo sistema di calcolo, difforme da quello previsto dalla Legge n. 16 del 1982. Tale nuova procedura, prevede la ripartizione del contributo in proporzione alla minore differenza fra disavanzo calcolato con il metodo costo standard meno contributo erogato e disavanzo risultante dal conto economico meno il contributo assegnato;
con tale decisione la Giunta regionale ha di fatto modificato la natura del contributo alle aziende di trasporto pubblico locale non considerandolo più come contributo dovuto per il servizio reso alla collettività a prescindere dalla situazione contabile dell'azienda;
con deliberazione della Giunta regionale del 7 maggio 1999 n. 23/11, sono stati determinati il costo economico standardizzato, i servizi ordinari di trasporto pubblico di linea ed il contributo chilometrico da corrispondere alle aziende per il 1997; a fronte di un fabbisogno finanziario per il 1997 di 148,2 miliardi di lire le risorse assegnate al settore sono di 120 miliardi di lire;
l'insufficiente stanziamento è stato anch'esso ripartito con metodo illegittimo;
nel giugno del 1999, l'amministrazione regionale ha effettuato il conguaglio su quanto assegnato alle aziende per l'anno 1997 ed, a seguito di tale provvedimento, circa 20 aziende private hanno dovuto restituire in un'unica soluzione considerevoli somme a valere sugli acconti del costo standard 1997,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
se sia a conoscenza che le aziende danneggiate dai provvedimenti prima enunciati hanno inoltrato ricorso al TAR della Sardegna;
se sia a conoscenza che il TAR Sicilia si è già pronunciato su una vicenda analoga, (Sez. I, Palermo, 3 settembre 1992, n°615) escludendo che il contributo finalizzato a conseguire l'equilibrio dei bilanci dei servizi di trasporto pubblico locale, debba essere erogato solo alle aziende il cui conto economico sia in disavanzo, ritenendo invece il contributo pubblico alle aziende di trasporto locale, come dovuto per il servizio reso alla collettività;
se, non ritenga opportuno intervenire con la massima sollecitudine per ripristinare la corretta applicazione delle norme legislative in materia, in considerazione del fatto che le procedure, adottate di recente dalla Giunta Regionale, rischiano di compromettere l'attività di numerose aziende, ad iniziare da quella della Pani Granturismo di Sassari, che ha dovuto corrispondere in un'unica soluzione la cifra di 1.368.000.000 e che ha già annunciato l'imminente cessazione dell'attività. (18/c)
INTERPELLANZA VASSALLO - COGODI - ORTU sui criteri di attuazione della legge regionale 3 luglio 1998, n.22, relativi alla concessione di contributi a sostegno dell'editoria locale.
I sottoscritti,
appurato che in data 12 dicembre 1999 è apparso sui quotidiani sardi l'avviso, dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport, sui criteri di attuazione e conseguente concessione dei contributi relativi alla legge regionale 3 luglio 1998, n.22, riguardante interventi della Regione a sostegno dell'editoria locale;
rilevato che:
i criteri di attuazione succitati sono stati pubblicati nel BURAS n. 37 dell'11 dicembre 1999;
per l'anno in corso, le istanze delle aziende di produzione libraria per l'acquisto di opere a fini di sostegno (art. 4, L.R.22/98) dovranno essere inoltrate entro la data del 16 dicembre 1999, corredate da una articolata documentazione;
considerato che la brevità dei tempi previsti per la presentazione delle istanze comporterà, per diverse aziende di produzione libraria, oggettive difficoltà per la presentazione della documentazione richiesta entro il termine stabilito con possibili danni per la mancata corresponsione dei contributi previsti,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione spettacolo e sport, per sapere quali possano essere le ragioni di equità e di opportunità perché le Aziende di produzione libraria abbiano appena quattro giorni di tempo per predisporre la documentazione necessaria per la presentazione delle istanze e per conoscere quali rimedi intendano adottare per garantire la par condicio di tutti gli aventi diritto. (19)
INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sull'annullamento delle elezioni per il rinnovo dei delegati del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis.
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Il sottoscritto,
premesso che lo scorso mese di aprile gli agricoltori e allevatori del Basso Sulcis, dopo circa 18 anni di intollerabile attesa, hanno potuto procedere alle elezioni (susseguenti ad altro annullamento) dei loro rappresentanti nell'organo consortile, tramite quattro liste di candidati partecipanti;
fatto presente che con decreto 5 novembre 1999, n. 503/S1 l'Assessore Ferrari ha annullato dette elezioni con motivazioni grottesche, illogiche e pretestuose;
rilevato che l'atto citato, adottato unilateralmente senza le necessarie consultazioni, rende vano il voto espresso dai consorziati sulcitani e ne frustra le sacrosante aspirazioni di auto-amministrazione;
denunciato che un'analoga situazione gli agricoltori e allevatori del Basso Sulcis la subirono ingiustamente nel 1995 ad opera dell'allora Assessore regionale Paba;
osservato che queste decisioni adottate nel più completo isolamento, umiliano le istanze democratiche, delineano atteggiamenti persecutori nei confronti degli agricoltori e allevatori del Sulcis, i quali si vedono espropriati del loro diritto elettorale,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:
se non ritengano opportuno e necessario revocare (o in via subordinata sospendere) immediatamente il decreto assessoriale 5 novembre 1999, n. 503/S1, emanato da un Assessore (non rieletto nelle elezioni regionali dello scorso 13 giugno) che probabilmente non aveva più le competenze per firmare un simile e grave provvedimento;
avviare una indagine amministrativa per valutare se il procedimento relativo ai due annullamenti consecutivi sia stato legittimo, nonché valutare se esistano responsabilità da parte delle strutture tecniche dell'Assessorato e del Consorzio di Bonifica del Basso Sulcis, per avere contribuito a realizzare atti che poi sarebbero stati "deliberatamente" annullati, onde tenere detto Consorzio in perenne commissariamento. (20)
INTERPELLANZA PIRISI - CUGINI - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - FALCONI - ORRU'- PINNA sull'adeguamento degli incentivi alle piccole e medie imprese che accedono al credito attraverso i consorzi fidi.
I sottoscritti, premesso che:
per le piccole e medie imprese sarde una diffusa forma di accesso al credito è costituita dai finanziamenti bancari assistiti da garanzie dei consorzi fidi e delle cooperative di garanzia;
la stessa Commissione Europea, con la sua comunicazione del 5 settembre 1991, ha assunto un orientamento favorevole allo sviluppo dei consorzi fidi costituiti tra piccole e medie imprese di tutti i settori economici e produttivi;
la stessa legislazione nazionale prevede diversi strumenti di agevolazione ai consorzi fidi e alle piccole e medie imprese che accendono finanziamenti con garanzie del confidi, strumenti che peraltro possono e debbono essere maggiormente utilizzati dal sistema bancario e imprenditoriale sardo (in particolare, il fondo nazionale di garanzia istituito dalle Leggi n. 66 del 1996 e n. 266 del 1997, e il fondo nazionale a sostegno della capitalizzazione delle piccole e medie imprese istituito dalla Legge n. 237 del 1993);
considerato inoltre che:
anche la normativa regionale a sostegno dei consorzi fidi e degli affidamenti assistiti da garanzie di un consorzio fidi è stata di recente sottoposta alla necessaria verifica di conformità alla disciplina comunitaria in materia di "aiuti di Stato" alle imprese, e che è emersa l'esigenza di un adeguamento profondo della stessa normativa regionale (in particolare gli articoli 62 e seguenti della legge regionale n. 11 del 1988);
l'adeguamento da perseguire sembra essere soprattutto quello di distinguere le operazioni di finanziamento per investimenti (le quali possono essere agevolate pienamente dalla Regione con gli aiuti a finalità regionale) dai finanziamenti per credito di esercizio (che possono essere agevolati meno intensamente adottando la cosiddetta regola "de minimis" indicata dalla stessa Commissione Europea);
in ogni caso, nelle more di questo adeguamento della vecchia normativa regionale su questa materia, appare assolutamente necessario evitare vuoti nell'intervento agevolativo regionale che possano provocare danni alle imprese che avevano, in piena buona fede, acceso operazioni di finanziamento tramite i consorzi fidi, facendo affidamento sulle normative regionali operanti a quel momento,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e l'Assessore dell'industria, per sapere:
1) se non ritengano necessario provvedere con urgenza affinché sia assicurato un intervento agevolativo regionale nella fase di passaggio dal precedente regime di aiuto a sostegno dei consorzi fidi ad un nuovo regime conforme alla normativa comunitaria;
2) se, nel merito, condividano la proposta di adottare subito la regola comunitaria del "de minimis" che assicurerebbe alle imprese aventi titolo un contributo in conto interessi fino a 100.000 ECU nell'arco di tre anni, ripetibile nel tempo: proposta che risolverebbe la quasi totalità dei casi in argomento riguardanti le piccole e medie imprese sarde e che, oltretutto, potrebbe essere immediatamente operativa, senza notifica alla Commissione Europea;
3) se sono già stati presi, infine, contatti diretti con le competenti autorità della Commissione Europea per concordare un adeguamento alla normativa regionale sui consorzi fidi che possa risolvere al meglio anche i casi non risolvibili con la regola "de minimis" prevedendo l'inserimento di tali nuove disposizioni già nella nuova legge finanziaria regionale per il 2000. (21)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla pensione negata alla madre della medaglia d'oro Walter Frau.
Il sottoscritto, premesso che:
nel pomeriggio del 16 agosto 1995, i carabinieri Ciriaco Carru e Walter Frau, intervenuti per evitare una rapina in località Ped'e Seleme nella piana di Chilivani, venivano trucidati da alcuni banditi, condannati definitivamente all'ergastolo;
i due valorosi carabinieri, per questo loro sacrificio, furono insigniti di medaglia d'oro al valor militare;
l'uccisione dei due carabinieri destò molto dolore fra le genti oneste della Sardegna ed il loro ricordo viene perpetuato annualmente dall'Arma sia con manifestazioni religiose che sportive, affinché il loro sacrificio non sia stato vano e serva come faro principalmente alle nuove generazioni;
si è venuto a sapere proprio in questi giorni che il Ministero del Tesoro ha negato alla madre di Walter Frau la pensione per l'assassinio del figlio, con la risibile motivazione "perché morto non in guerra",
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
quale sia il suo giudizio su uno Stato che, con anacronistici e burocratici cavilli, nega alla madre del carabiniere Walter Frau, caduto nell'adempimento del proprio dovere, un modesto vitalizio, nonostante lo stesso Stato abbia concesso alla memoria del giovane militare la più alta onorificenza;
se questo comportamento inqualificabile non debba essere interpretato come un secondo assassinio del carabiniere Walter Frau, non più per mano dei banditi, ma per opera di quello Stato che ha servito sino all'estremo sacrificio;
se non sia opportuno - interpretando i sentimenti di tutta la Sardegna onesta - intervenire presso il Presidente della Repubblica e presso la Presidenza del Consiglio, affinché si possa riconsiderare simile incomprensibile decisione del Ministero del Tesoro, perché il conflitto a fuoco di Ped'e Semele - al quale con eroismo Walter Frau ed il suo commilitone appuntato Ciriaco Carru non si sono sottratti, è stato un vero atto di guerra di delinquenti nei confronti dello Stato. (50)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristinare l'alveo originario del fiume Rio Mannu in località "Bidolzu" (SS).
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Il sottoscritto,
premesso che l'alveo del fiume Riu Mannu che scorre in località "Bidolzu", in agro di Buddusò (SS), si trova in condizioni preoccupanti a causa dei detriti e dei rifiuti che si ammassano in esso;
considerato che nel periodo invernale, a causa delle abbondanti piogge e del sopraelevato letto del fiume stesso, esiste un rischio notevole di inondazione dei territori circostanti;
rilevato che nei pressi dell'alveo in questione si trovano sia una strada statale, la n. 389, sia un ponte che l'attraversa proprio in corrispondenza di un restringimento artificiale del fiume, sia, ancora, numerose aziende agricole che rischiano di essere inondate,
chiede di interrogare gli Assessori regionali della difesa dell'ambiente e dei lavori pubblici per sapere se siano a conoscenza del problema suesposto concernente il fiume Rio Mannu, in località "Bidolzu" nei pressi di Buddusò (SS) e come intendano intervenire per proporre un intervento che regimenti il corso del fiume rispettando il suo alveo naturale e liberandolo dall'ammasso di detriti e rifiuti che ne impediscono il normale scorrimento. (51)
INTERROGAZIONE BALIA - MEREU - MASIA - MANCA - SANNA Giacomo, con richiesta di risposta scritta, sulla reiterata negazione del diritto all'assunzione a tempo indeterminato di oltre cento abilitati per le scuole medie della Provincia di Cagliari.
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I sottoscritti,
premesso che nella Provincia di Cagliari la graduatoria A 059 (Scienze matematiche, fisiche chimiche e naturali nella scuola media), è costituita da oltre cento abilitati ai quali viene negata da circa un decennio la possibilità dell'assunzione a tempo indeterminato;
considerato che, pur risultando vincitori dei concorsi ordinari indetti con decreto ministeriale 23 marzo 1990, essi si sono vista preclusa la legittima aspettativa dell'immissione in ruolo a causa delle varie leggi finanziarie e dei decreti taglia-classi attuati, nella più estrema contraddittorietà, già prima della conclusione delle prove concorsuali;
rilevato che, in una situazione di precarietà quasi decennale, i suddetti insegnanti sono stati utilizzati da un Provveditorato fatiscente e con gravi carenze organizzative, per garantire il servizio scolastico in sedi estremamente disagiate;
considerato altresì che, proprio a causa della cronica disorganizzazione del Provveditorato, i docenti in questione sono già stati fortemente penalizzati negli anni di cui trattasi, nell'assegnazione delle nomine annuali in un clima di assoluta mancanza di trasparenza e capacità organizzativa del lavoro;
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione su quali provvedimenti intendano adottare per tutelare un così alto numero di abilitati che, nonostante l'acquisizione di una consolidata professionalità, rischiano di vedere ulteriormente compromessa, se non addirittura vanificata, la legittima aspettativa all'immissione in ruolo dell'emissione dell'ultimo concorso ordinario per la scuola pubblica. Ci si chiede perché il bando di concorso sia stato emesso ugualmente per la Regione Sardegna, nonostante la presenza di un così alto numero di abilitati, mentre in altre regioni d'Italia in situazioni analoghe i concorsi non sono stati banditi. Nel caso in cui le cattedre disponibili per l'indizione del concorso fossero quelle ricoperte già da diversi anni dai docenti di cui trattasi sarebbe infatti opportuna, sia per la tutela delle legittime aspettative dei precari, sia per il rispetto del diritto, sempre enunciato ma mai applicato, della continuità scolastica, l'assegnazione delle stesse a coloro che le hanno ricoperte per tanto tempo in situazioni di precarietà.
Si auspica pertanto un intervento immediato sul Ministero della Pubblica Istruzione e sulla Sovrintendenza scolastica, perché non venga ulteriormente compromessa da scelte ed imposizioni romane la già grave e fortemente penalizzata situazione scolastica della nostra regione. (52)
INTERROGAZIONE SANNA GIACOMO - MANCA PASQUALINO, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione da parte dell'ERSU dell'Hotel Leonardo da Vinci di Sassari.
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I sottoscritti; premesso che:
l'ERSU di Sassari è alla ricerca di sedi da destinare a "Casa dello studente" ed a tale scopo l'Ente ha stanziato 40 miliardi per acquisire aree edificabili e strutture già edificate nella città di Sassari, tali da soddisfare la richiesta di posti letto, considerato che i 120 posti che potrebbero realizzarsi nell'area dell'ex Brigata Sassari sono del tutto insufficienti;
lo stesso Ente, negli ultimi anni, è stato al centro di numerose polemiche per quanto attiene l'individuazione di strutture idonee atte ad ospitare la Casa dello studente di Sassari, citiamo fra tutte le vicende relative all' immobile di Piandanna;
da informazioni assunte dagli interroganti, risulta che fra gli immobili che l'ERSU intende acquisire, vi sia l'Hotel Leonardo da Vinci, sito nella centralissima via Roma a Sassari, la cui pratica sembra essere in avanzata fase di definizione,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione e l'Assessore regionale del turismo, per sapere:
1) se siano a conoscenza che nella città di Sassari, nel recente passato, due strutture alberghiere, precisamente l'Albergo Turritania di Porta Sant'Antonio e l'Albergo Sardegna del Corso Vittorio Emanuele, hanno registrato la cessazione dell'attività, dopo esser stati individuati quali edifici idonei ad ospitare la Casa dello studente;
2) quali siano le iniziative che intendano intraprendere per evitare che il capoluogo della provincia di Sassari venga ulteriormente impoverito dalla dismissione di un'importante struttura alberghiera, come è quella dell'Hotel Leonardo da Vinci, considerato l'esiguo numero di posti letto che la città offre attualmente;
3) quali garanzie verrebbero eventualmente fornite a tutela dei lavoratori impiegati presso l'Hotel Leonardo da Vinci, qualora questo venisse acquisito dall'ERSU di Sassari, considerando i gravi problemi cui andarono incontro i dipendenti dell'Hotel Moderno di Cagliari in conseguenza dell'acquisizione dello stesso da parte dell'ERSU di Cagliari, per i quali, in via del tutto straordinaria, si dovette ricorrere ad una legge del Consiglio regionale per salvaguardare l'occupazione dei 17 lavoratori;
4) se non si giudichi opportuno intervenire con la massima urgenza per scongiurare un ulteriore penalizzazione per la città di Sassari e per il suo territorio, causata da un'ennesima discutibile scelta dell'ERSU di Sassari, che in materia di individuazione degli immobili da destinare a Casa dello studente non sembra dimostrare particolare competenza, nonostante i 500 milioni che, previa convenzione, lo stesso Ente ha messo a disposizione di due avvocati e tre architetti perché valutassero al meglio tutti gli aspetti relativi all'acquisizione di strutture già edificate o aree edificabili per realizzare la tanto attesa Casa dello studente di Sassari. (53)
INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio - GIAGU - SELIS - FADDA - TUNIS Gianfranco - RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, in merito agli ostacoli procedurali che stanno impedendo la realizzazione dell'accordo di programma fra la Is Arenas S.r.l., la Regione Sardegna e il Comune di Narbolia.
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I sottoscritti, premesso che:
il gruppo Is Arenas, proprietario di circa 750 ettari nei Comuni di Narbolia e San Vero Milis, dopo aver investito durante 25 anni e senza ricavi, rilevanti capitali propri e con stabile organizzazione caratterizzata da numerosi addetti, per attività forestali indispensabili per la conservazione e il miglioramento di un impianto artificiale di pino domestico, pervenne, nel giugno 1997, ad un accordo di programma con la Regione Sardegna e il Comune di Narbolia per l'esecuzione di una convenzione di lottizzazione stabilita con il Comune di Narbolia in data 19 gennaio 1990;
nel biennio 1998-1999 è stato realizzato, nel territorio in argomento, un percorso di golf di 18 buche (in esercizio) e buona parte delle urbanizzazioni (viabilità, parcheggi, rete elettrica, idrica, fognaria, ecc.) a seguito di autorizzazioni e nulla osta recepiti positivamente dalla soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Cagliari e ciò nell'ambito del progetto generale dell'intervento;
nel corso del 1999 è stato realizzato, sempre con tutte le precitate autorizzazioni e nulla osta, un edificio sperimentale di circa 1000 mc. con tipologie alberghiere, che conferma anche l'adeguato inserimento nel paesaggio e nella vegetazione degli insediamenti già approvati in termini urbanistico-programmatori e, come detto, infrastrutturalmente in fase avanzata;
nel gennaio 1999 è stato presentato un primo progetto per un nucleo alberghiero; il Comune di Narbolia ha approvato il suddetto progetto e l'autorizzazione rilasciata, secondo quanto previsto dalle leggi regionali e dall'articolo 7 della Legge 1497/39, è stata protocollata presso la Soprintendenza di Cagliari in data 21 settembre 1999;
in data 29 ottobre 1999 la Soprintendenza di Cagliari ha inviato alla Is Arenas Hotel Residence S.r.l. e al Comune di Narbolia la nota prot. n. 14151 con la quale si sospendono i termini per l'esercizio dei poteri di annullamento ex lege 431/85, che sarebbero scaduti il 22 novembre 1999 e, quindi, si rinvia la conclusione dell'iter autorizzativo; poiché risulta che il progetto in argomento sia stato trasmesso dalla Soprintendenza di Cagliari al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali; tale prassi non appare usuale e ha carattere innovativo;
ricordato l'articolo 4 dell'accordo di programma tra la Regione Sardegna, il Comune di Narbolia e il gruppo societario Is Arenas del 9 giugno 1997,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali iniziative immediate ed urgenti intenda promuovere, nel rispetto degli accordi siglati dalla Regione autonoma della Sardegna ed a tutela dello sviluppo e dell'attuazione dei programmi di intervento e di programmazione negoziata e intendono conoscere, altresì, se il Presidente della Giunta non individui in tale contesto una palese a grave violazione dei principi di autonomia e di autodeterminazione propri della Regione Sardegna. (54)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle agevolazioni per gli invalidi ed ex combattenti.
Il sottoscritto, premesso che:
a) col 1° gennaio 2000 dovranno essere vidimate tutte le tessere regionali rilasciate agli invalidi ed ex combattenti per poter usufruire delle agevolazioni sui mezzi di trasporto pubblico;
b) dette tessere dovranno essere inviate dagli interessati presso l'Assessorato dei trasporti per la convalida per tutto il 2000;
c) questa trafila - oltre che lunga - creerà disagi e spese agli interessati e anche alla struttura regionale, che si vedrà sommersa da migliaia di richieste,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se non sia opportuno - al fine di evitare disagi, spese e lungaggini burocratiche - dare la possibilità alle Associazioni degli invalidi e degli ex combattenti di poter effettuare il controllo annuale e la vidimazione direttamente presso i loro uffici (le Associazioni di cui sopra si sono già dichiarate disponibili), dimostrando così grande sensibilità ai problemi di queste categorie di cittadini. (55)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della Organizzazione Pani Sardegna di Sassari.
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Il sottoscritto,
vista la situazione venutasi a creare a seguito dei provvedimenti adottati dalla Giunta regionale che hanno penalizzato le aziende private di trasporto, situazione particolarmente difficile e delicata che interessa in modo marcato l'Organizzazione Pani di Sassari con possibili riflessi negativi sull'occupazione;
ritenuto che la Giunta regionale debba farsi carico del problema con atti e deliberazioni capaci di rispondere alle attese e alle richieste legittime del settore del trasporto privato;
tenuto conto dell'importanza primaria del servizio finora svolto e del rilievo in termini di occupazione, in un momento di grave crisi economico-sociale che coinvolge drammaticamente il Sassarese,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
se è a conoscenza della situazione sopra descritta;
quali provvedimenti la Giunta regionale intenda assumere per far sì che si arrivi, nel più breve tempo possibile, a definire le problematiche del settore;
se ritiene opportuno incontrare le rappresentanze sindacali territoriali di Sassari della FILT CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti per un esame dei problemi indicati nella nota inviata il 6 dicembre u.s. all'Assessore regionale medesimo. (56)
INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di degrado ambientale nell'area industriale di Porto Torres.
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Il sottoscritto,
constatato che nella zona industriale di Porto Torres si è in presenza di un degrado ambientale rilevante che coinvolge, oltre ad uno dei più grandi siti industriali della nostra Isola, l'intera popolazione delle aree limitrofe, in primo luogo la comunità della città di Porto Torres;
constatato altresì che:
è stata rilevata la presenza di numerose sostanze inquinanti nelle acque marine antistanti il porto industriale, nelle zone attigue e nell'atmosfera;
tali sostanze vengono avvertite dalla popolazione di Porto Torres per il caratteristico odore nauseabondo che costringe i cittadini a rinchiudersi nelle proprie case al fine di evitare danni maggiori per la propria salute;
verificato che solo di recente sono state poste in essere, da parte degli enti competenti, alcune azioni atte ad individuare le cause di questo stato di cose;
verificato altresì che:
il perseguimento di un effettivo risanamento ambientale dell'intera area necessita di ulteriori e più approfonditi studi e dell'attivazione di strumenti permanenti per la verifica ed il controllo costante della qualità dell'aria e dell'acqua;
i 400 milioni messi a disposizione dall'Azienda di sviluppo industriale di Porto Torres - Sassari - Alghero sono determinanti, ma non sufficienti per realizzare un progetto complessivo di monitoraggio e di studio per il risanamento ambientale;
accertato che il Centro ecologico della Provincia di Sassari appare inadeguato per i nuovi compiti di istituto previsti dalla legislazione nazionale, gli stessi rapporti convenzionali tra la Regione autonoma della Sardegna e la Provincia risentono del mancato adeguamento alle nuove disposizioni legislative in materia;
accertato altresì che il Presidio multizonale di prevenzione della ASL di Sassari necessita di un potenziamento e di una dotazione di mezzi di rilevamento idonei, necessari per accertare in tempo reale le emissioni di sostanze inquinanti;
considerato che questo stato di cose pregiudica qualsiasi aspirazione di sviluppo economico diverso da quello in essere, seppur non alternativo a quello industriale, considerata la recente istituzione del Parco dell'isola dell'Asinara;
considerato altresì che la materia trattata coinvolge le competenze di più Assessorati regionali,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) quali azioni intenda porre in essere al fine di accertare la cause che determinano questo stato di cose;
2) quali strumenti si intendano attivare a supporto di quelli già posti in essere dall'Azienda di sviluppo industriale di Porto Torres - Sassari - Alghero e quali settori si intendano potenziare onde permettere agli enti decentrati di svolgere a pieno i loro compiti istituzionali;
3) se non ritenga opportuna la definizione di un piano di disinquinamento e di bonifica dell'intero sito industriale previo confronto con il Ministro dell'ambiente per la risoluzione di tale articolata problematica;
4) se non ritenga urgente ed indilazionabile, essendo il problema presente in più siti industriali, l'emanazione di una normativa regionale più rigorosa in tema di salvaguardia ambientale che preveda un maggior decentramento delle competenze ai Comuni ed alle Province, al fine di una effettiva lotta agli inquinatori del nostro territorio e di una migliore qualità della vita dei lavoratori in esso operanti, nonché dei cittadini dei centri limitrofi a tali insediamenti produttivi;
5) se non ritenga doveroso, in sede di stesura della finanziaria regionale, attivare uno stanziamento adeguato al fine di definire i piani di risanamento ambientale, precondizione necessaria per l'attivazione di un accordo con il Ministero dell'Ambiente che permetta di accedere ai fondi necessari per risolvere la grave situazione ambientale nei siti industriali, con le opportune azioni di risanamento. (57)
MOZIONE VASSALLO - COGODI - ORTU sull'applicazione della Legge nazionale n. 431 del 1998 "Disciplina delle locazioni e rilascio degli immobili ad uso abitativo" e rinvio della legge regionale 29 aprile 1999 "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica".
IL CONSIGLIO REGIONALE
VERIFICATO che il Ministero dei Lavori Pubblici ha emanato un decreto che stabilisce i requisiti minimi necessari per consentire alle famiglie in affitto di poter beneficiare dei contributi agevolati;
CONSTATATO che:
per gli anni 1999, 2000 e 2001 è stata assegnata al Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito presso il Ministero dei Lavori Pubblici, una quota di 600 miliardi per ciascun anno;
la ripartizione delle risorse tra le Regioni assegnate al Fondo succitato è effettuata, su proposta del Ministro dei lavori Pubblici, dal CIPE;
alla Sardegna è stato assegnato uno stanziamento di lire 4.830 milioni;
CONSIDERATO che è compito della Regione ripartire immediatamente detta risorsa tra tutti i Comuni dell'Isola, al fine di consentire agli stessi di emanare i bandi per non perdere le risorse previste per l'annualità 1999;
ACCERTATO che il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 7 giugno 1999 prevede i requisiti minimi riferiti al nucleo familiare del richiedente, in particolare:
reddito annuo imponibile complessivo non superiore a due pensioni minime INPS (circa 18 milioni), rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 14 per cento, per i nuclei in possesso di tale requisito l'incidenza del canone sul reddito va ridotta fino al 14 per cento ed il contributo da assegnare non deve comunque essere superiore a lire 6milioni/anno;
reddito annuo imponibile complessivo non superiore a quello determinato dalle regioni a Statuto Speciale per l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale l'incidenza del canone di locazione risulti non inferiore al 24 per cento, per i nuclei familiari in possesso di tali requisiti l'incidenza del canone sul reddito va ridotta fino al 24 per cento ed il contributo da assegnare non dovrà comunque essere superiore a lire 4,5 milioni/anno;
APPURATO che in Sardegna migliaia di cittadini hanno i requisiti necessari per beneficiare di tali contributi e considerando che la particolare situazione derivante dalla crisi occupazionale impone l'esigenza di rispondere adeguatamente e con urgenza alle vecchie e nuove povertà con tutti gli strumenti disponibili;
PRESO ATTO dell'insufficienza delle risorse destinate alla nostra Regione, ritenendo opportuno attuare un immediato confronto con il Governo Nazionale al fine di incrementare lo stanziamento in oggetto;
VERIFICATO, altresì, che il Governo il 7 giugno 1999 ha rinviato la legge regionale, approvata il 29 aprile 1999, che prevedeva la nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica,
impegna la Giunta Regionale
a determinare la ripartizione delle risorse previste dal Fondo nazionale a norma della Legge 431/98;
ad incrementare tali risorse con ulteriori stanziamenti previo accordo con il Governo nazionale e/o attraverso l'istituzione in bilancio di uno specifico "Fondo regionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione";
a definire criteri più favorevoli rispetto a quelli minimi previsti dal Ministero dei Lavori Pubblici, in particolare aumentando i limiti di reddito e modificando le percentuali di incidenza del canone sul reddito;
a predisporre le modifiche necessarie alla Legge regionale (rinviata dal Governo) 29 aprile 1999 sulla nuova disciplina per i canoni di locazione degli alloggi di ERP senza stravolgere il senso sociale del provvedimento. (6)
MOZIONE SELIS - CUGINI - GIAGU - BALIA - DETTORI Bruno - COGODI -CALLEDDA - FADDA - FALCONI - MORITTU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore sulle strategie per la tutela del patrimonio ambientale e di indirizzo della politica forestale della Regione sarda.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO CHE, sulla base delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Floris, si determinerà una inversione di rotta della politica regionale in materia ambientale;
RILEVATO CHE:
una delle ultime leggi esitate nel corso dell'undicesima legislatura regionale, la n. 24 del 9 giugno 1999 (approvata con il voto favorevole di tutti i Gruppi politici), stabilisce la soppressione dell'Azienda Foreste Demaniali e la nascita dell'Ente Foreste della Sardegna;
per l'attivazione dell'Ente Foreste della Sardegna il Consiglio regionale e la Giunta regionale avrebbero dovuto procedere alla nomina del Consiglio di Amministrazione e degli organi di controllo;
RIMARCATO CHE, dal 1° gennaio 2000, per effetto della legge regionale n. 24 del 1999, l'Assessorato regionale dell'ambiente, l'Azienda Foreste Demaniali e gli Ispettorati forestali perderanno le competenze in materia di lavori forestali, mentre non è completato l'iter per la costituzione e il funzionamento dell'Ente Foreste della Sardegna;
PRESO ATTO CHE, per quanto sopra esposto, l'Ente Foreste della Sardegna non potrà iniziare ad operare entro le scadenze stabilite dalla legge regionale n. 24 del 1999,
impegna la Giunta regionale
1) a predisporre con urgenza:
a) un provvedimento di legge che preveda lo slittamento, per un sufficiente periodo di tempo, dei termini per la soppressione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sarda e poter, nel frattempo, predisporre gli atti necessari a garantire al settore forestale la operatività con gli strumenti previsti dalla legge regionale n. 24 del 1999;
b) un organico Piano forestale regionale che definisca, da una parte, le linee strategiche dell'intervento pubblico nel settore e, dall'altra, quali spazi intende riservare all'iniziativa e alla gestione delle imprese private;
2) a dare attuazione a quella parte del Piano straordinario del lavoro deliberato dalla Giunta regionale il 1° giugno 1999 in attuazione della legge regionale n. 37 del 1998 che prevede finanziamenti per iniziative nel settore;
3) a destinare nel bilancio della Regione per gli anni 2000-2003 risorse finanziarie adeguate a far fronte alle politiche ambientali, di forestazione e, in particolare, per gli interventi delle campagne antincendio. (7)
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