Seduta n.268 del 10/01/2007 

CCLXVIII SEDUTA

(Antimeridiana)

Mercoledì 10 gennaio 2007

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 40.

SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di venerdì 22 dicembre 2006 (262), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi e Porcu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 10 gennaio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato dei documenti 11/A e 11 bis/A. Poiché dobbiamo procedere alla votazione dell'emendamento numero 29, sospendo la seduta per consentire il decorso dei termini temporali previsti dal terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 41, viene ripresa alle ore 10 e 50.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Prego i colleghi di prendere posto. Procediamo alla votazione dell'emendamento numero 29. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 29.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 29.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Balia e Oscar Cherchi hanno votato, il primo contro e il secondo a favore.

Rispondono sì i consiglieri: CACHIA - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - LOMBARDO - PISANO - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - LADU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 44

astenuti 2

maggioranza 23

favorevoli 7

contrari 37

(Il Consiglio non approva.)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 48 nel quale si prevede un'integrazione, nel terzo capoverso al sesto punto, con l'aggiunta, dopo le parole "con demenze," le seguenti "compresi gli internati di riabilitazione estensiva e le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)". Credo che dare la possibilità all'utenza di avere, anche nell'ambito delle Residenze assistite, le cure e la terapia sia condivisibile da parte della maggioranza. Non ritengo che si possa dire che in questo momento noi stiamo negando un diritto, molto probabilmente noi in questo modo potremo garantire un maggior diritto alla nostra utenza.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 48. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - SANCIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 60

astenuti 1

maggioranza 31

favorevoli 18

contrari 42

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 103.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il voto a favore di questo emendamento che rappresenta una richiesta che l'opposizione in maniera costante sta effettuando su alcuni argomenti fondamentali di questo Piano. Sull'aspetto specifico, poiché sostanzialmente noi riteniamo che la malattia di Alzheimer (anche durante la discussione generale, il collega Licandro lo ha ricordato parecchie volte e trasferisce all'interno di questo emendamento la richiesta) sia una delle emergenze tra le patologie di particolare rilevanza sociale cioè, nell'ambito delle patologie di particolare rilevanza sociale, senz'altro la gestione del paziente Alzheimer in Sardegna è una di quelle che creano maggiori problemi.

Noi non abbiamo la convinzione che basti un paragrafetto del Piano sanitario per cambiare le condizioni della gestione della situazione Alzheimer in Sardegna, quindi chiediamo alla maggioranza se, sull'Alzheimer, davvero si vogliono fare delle cose straordinarie e innovative, se davvero si intende migliorare la qualità della risposta assistenziale in Sardegna; se si intende farlo, è indispensabile come prima cosa che si mettano risorse economiche, perché senza risorse economiche sull'Alzheimer in Sardegna non cambierà niente e il Piano sanitario (che è e resta, in questa parte che stiamo esaminando, un atto di programmazione) può rischiare di essere un atto di programmazione senza alcuna conseguenza reale in questa parte che è, anche secondo noi, la parte maggiormente virtuosa, anzi l'unica parte virtuosa del Piano. Allora chiediamo che, se un impegno di questo genere ci deve essere, si sostanzi attraverso iniziative concrete; in un emendamento che voi avete bocciato, nella giornata di ieri, noi chiedevamo che venissero previste delle poste di bilancio, nelle leggi finanziarie del triennio di vigenza del Piano, destinate alle patologie di particolare rilevanza sociale in Sardegna. Voi non avete approvato quell'emendamento e questo ci fa dubitare molto sulla vostra reale volontà di dotare questi problemi delle soluzioni necessarie.

Allora vi chiediamo l'impegno di scrivere, all'interno di un testo di legge, ciò che voi avete intenzione di fare sull'Alzheimer in Sardegna e di dotare di risorse economiche, sufficienti al cambiamento della situazione attuale, le vostre proposte, riprendendo la considerazione che, sulla malattia, viene fatta nel Piano.

PRESIDENTE. Vorrei pregare i colleghi di prendere posto, grazie. Chi intende conversare, lo può fare fuori dall'Aula perché il brusio disturba chi sta intervenendo.

Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, chiaramente voterò a favore di questo emendamento però, riferendomi alla giornata di ieri e alle parole (che mi hanno stupito molto) dell'onorevole Maninchedda che in questo momento non mi sta neanche ascoltando, devo dire che, in quest'Aula e da questa Aula, ho sempre accettato tutto, le discussioni, le contrapposizioni, persino le prese in giro, c'è solo una cosa, onorevole Maninchedda, che io non ho mai accettato, è il livore, e soprattutto c'è una cosa che ancora più del livore io non accetto, ed è il livore saccente, cioè di chi crede di essere sempre sopra una cattedra, vedo che non si preoccupa neanche di ascoltarmi, di chi si crede sopra una cattedra e quindi in diritto di pontificare sempre e comunque perché ha sempre da insegnare qualcosa a tutti.

Ieri l'onorevole Maninchedda ha dichiarato pomposamente che i farmaci per l'Alzheimer servono solo ad arricchire le case farmaceutiche, evidentemente forse si è stancato di dare lezioni agli amici del centrosinistra e ora vuole dare lezioni anche al centrodestra. Io invece, nella mia attività trentennale di medico, sono sempre stato guidato dai dubbi, mi sono sempre posto mille domande, e sono andato avanti sempre chiedendomi e mettendo in discussione le mie convinzioni e i miei atti. Ieri notte, pur arrivando tardi a casa, sono entrato su Internet e ho visto, soltanto in lingua italiana e per la cura dell'Alzheimer, la bellezza di 640 mila siti. Ora, ci sono ricerche scientifiche supportate, ne ho stampato una decina, se ritiene opportuno gliele posso anche consegnare, dove si parla della ricerca scientifica e dei farmaci, alcuni sono stati sperimentati, di alcuni si è dimostrato che non c'è efficacia, di alcuni che c'è l'efficacia ma anche effetti collaterali, ma ce ne sono tanti altri che dimostrano che l'Alzheimer si può combattere.

Due studi hanno la data di ieri, 9 gennaio 2007, uno, del professore Battistini dell'università di Padova, parla della galantamina, un farmaco nuovo per la cura dell'Alzheimer, l'altro studio, molto interessante, americano e italiano dice che oggi non esistono cure risolutive per la malattia dell'Alzheimer tuttavia la ricerca farmacologica è riuscita a produrre farmaci capaci di rallentarne l'evoluzione e attenuarne i sintomi, lo spiega il professor Bernabei che è il Presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, sono farmaci fondamentali per la gestione del malato perchè garantiscono risultati che hanno un grande impatto sulla qualità di vita del paziente e della famiglia.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, vedo che è iscritto a parlare e che richiamava la Presidenza per le argomentazioni; ognuno interviene e fa la propria dichiarazione di voto portando le argomentazioni che ritiene più opportune purché si rimanga nell'ambito dell'argomento in discussione e si può anche far riferimento a qualche intervento dei colleghi, l'onorevole Licandro stava argomentando la sua dichiarazione di voto e non ritenevo opportuno dover intervenire per richiamarlo ad altre argomentazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, lei ha portato le sue argomentazioni, io dichiaro prima di tutto che sono contrario all'emendamento numero 103 per cui voterò contro, detto questo credo che l'intervento dell'onorevole Licandro, ma così tanti ne sono stati fatti anche nella giornata di ieri, niente aveva a che vedere con il tema in discussione…

(Interruzione del consigliere Licandro)

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, per cortesia!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, l'intervento dell'onorevole Licandro trattava più questioni personali che argomenti inerenti l'emendamento numero 103, per cui io le chiederei, sia per quanto riguarda l'opposizione sia per quanto riguarda eventualmente la maggioranza, che veniamo richiamati a trattare il tema in discussione, in questo momento abbiamo l'emendamento numero 103.

PRESIDENTE. Io accolgo il suo invito che rivolgo a tutti i membri del Consiglio, però mi sembra che l'onorevole Licandro abbia richiamato un intervento che c'è stato ieri di un collega e questo rientra nella normale dialettica politica.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 103. Credo che l'emendamento numero 103 riprenda e completi un concetto già espresso in un altro emendamento del quale siamo stati promotori noi della minoranza, ovvero, mentre il Piano propone l'elaborazione entro 120 giorni dei criteri per il monitoraggio della qualità dell'assistenza, l'emendamento prevedeva il monitoraggio su tutte le iniziative che si intendono proporre sulla prima parte del Piano, ovvero, nei capitoli 1, 2, 3, 4, 5; un monitoraggio per consentire alla Commissione, al Consiglio regionale, di avere conoscenza dello stato di attuazione, dopo un anno, di quanto previsto nel Piano. Considerato che stiamo valutando questo aspetto soltanto per l'Alzheimer, vorrei capire per quale motivo, altrettanto, non si pensi di ricondurlo nella logica di quest'Aula, che è quella di verificare, di essere i controllori dell'azione e non solo di quella amministrativa, soprattutto di quella delega in bianco che si sta dando oggi all'Assessore e ai Direttori generali delle AA.SS.LL. nell'applicazione del Piano.

Ma l'emendamento contiene anche la previsione di un disegno di legge, appunto, per la malattia di Alzheimer. Credo che sia un diritto dei nostri utenti, avere sancito, anche con una norma, il diritto alla terapia, collega Maninchedda, non credo che sia lei la persona (tantomeno il consigliere che mi ha preceduto) e il consigliere che può venire qui a tranciare giudizi sull'attività professionale, non solo della classe medica, ma di qualsiasi altra classe professionale che opera nel nostro territorio. Non credo che questa fosse la sede, collega Biancu, per dire, come lei ha affermato, che qui si può tranquillamente stare a subire affermazioni gratuite, quali quelle che sono state fatte ieri dal collega Maninchedda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). C'è una raccomandazione che proviene dall'Aula, anche dal Presidente, che noi raccogliamo, di fare sempre interventi di merito. Però, c'è anche da dire che il Piano, qualunque Piano, non è costituito da piccoli segmenti, da proposizioni, una scollegata dall'altra, un Piano per essere veramente un Piano, cioè un atto di programmazione generale, uno strumento di pianificazione, va valutato nel suo complesso, ogni proposizione legata ad un'altra proposizione, ogni argomento intrecciato con l'altro.

Intervengo sulla richiesta che è avanzata da questo emendamento, di andare a predisporre un provvedimento di legge che definisca, immagino, ambiti di intervento relativi a procedure di diagnosi, protocolli di diagnosi, di terapia, di assistenza, di sostegno, anche finanziario, come si è detto ieri, relativamente alle persone, prima di tutto, affette dalla demenza derivante dall'Alzheimer e alle famiglie di cui queste persone fanno parte.

Mi viene in mente un insieme di patologie, cioè se noi facessimo una legge per ciascuna delle patologie che richiama particolari condizioni di sofferenze, particolari condizioni necessarie di assistenza sanitaria, sociale e anche di sostegno finanziario, noi probabilmente dovremmo passare tutta la nostra esistenza a fare leggi sulle patologie che hanno queste caratteristiche. Per cui, mi pare più ovvio invece, ed è per questo che io voterò contro questo emendamento, che gli interventi in questa materia siano definiti nella sede propria, cioè nell'ambito delle strutture sanitarie, e che la pianificazione che noi stiamo per approvare serva ad indirizzare al meglio le risorse rispetto alle emergenze, alle priorità, che sono individuate.

Chiudo dicendo che tutti gli emendamenti, tutti, nessuno escluso, che sono stati presentati, meritano una discussione e noi non ci sottrarremo a questa discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Intervengo per dire che noi voteremo a favore di questo emendamento perché riteniamo che sia un emendamento quanto mai opportuno per completare i contenuti della legge stessa. Sorprende invece che, da parte della maggioranza, non ci sia la volontà di accogliere questo emendamento che contiene una proposta (così come ce ne sono tante altre in questo Piano)nella quale si stabilisce che, entro 180 giorni dall'approvazione del Piano, venga fatta una legge specifica per quanto riguarda l'Alzheimer. Voglio dire una legge che entri nel merito per quanto riguarda la diagnosi, la prevenzione e la cura dell'Alzheimer. La maggioranza non ha voluto e non vuole accogliere questo emendamento il che dimostra, effettivamente, qual è la volontà di questa maggioranza per quanto riguarda l'approvazione di questo Piano sanitario regionale.

Allora non soltanto non si accolgono le proposte dell'opposizione, ma abbiamo sentito veramente cose incredibili in questi giorni, come stamattina, quando il consigliere Biancu ci ha detto che ciò che stavamo dicendo non faceva parte degli argomenti in discussione. Quindi, non solo non accolgono le nostre richieste, ma ci dicono anche quali sono le cose più importanti e le cose meno importanti che noi dobbiamo dire. Sono veramente cose assurde! Biancu si dovrebbe rivolgere alla sua maggioranza, che veramente ha detto tante cose che non c'entrano assolutamente nulla con questo Piano sanitario regionale; per esempio ieri ne ha dette il consigliere Uras,o lo stesso Maninchedda, collega che stimo, il quale diceva che il trattamento farmacologico, per quanto riguarda l'Alzheimer, è inutile e fa soltanto gli interessi delle case farmaceutiche.

Stiamo veramente arrivando all'assurdo! Noi dobbiamo essere rispettosi delle cose che proponiamo e che diciamo. Il confronto dev'essere serio, basato non sulla difesa delle posizioni di parte, ma incentrato soprattutto sul miglioramento della legge che noi stiamo approvando. Se noi non entriamo in questa logica, credo che continueremo a discutere per giorni su questo Piano e il Consiglio rimarrà ingessato, probabilmente, ancora per diverse settimane.

Bisogna cambiare registro, bisogna cambiare pagina, bisogna capire quali sono le parti del Piano che possono e devono essere migliorate e modificate. Se non si entra in questa logica, credo che noi faremo un muro contro muro che non servirà a nessuno e, tantomeno, servirà per migliorare la legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GESSA (Progetto Sardegna). Volevo, intanto, precisare che forse è meglio, in questo emendamento, ancora una volta, mettere l'espressione "malattia di Alzheimer", perché altrimenti potrebbe essere interpretato male, anziché la "demenza di Alzheimer". Vorrei però, per essere un po' più seri, dire che il morbo di Alzheimer è purtroppo una malattia peggiore della morte, quindi, effettivamente, devo dare atto che non è una malattia qualsiasi. In Olanda, chi ha l'Alzheimer, quando la malattia è ancora agli inizi, può scrivere nel testamento: "Se arriverò a quel punto, potete praticare l'eutanasia". Quindi è una straordinaria malattia, molto peggio della morte, perché è una morte lunga, che può durare, come avete detto, anche dieci anni. La malattia di Alzheimer, come ho detto ieri, si differenzia dalla demenza senile per la psicopatologia, per i meccanismi che sono dentro, per il fatto che può insorgere anche in età non avanzata, prima dei cinquant'anni e di solito è familiare.

Per quanto riguarda i farmaci, così la facciamo finita, i farmaci per l'Alzheimer sono dei palliativi; però, siccome la malattia è così importante, un palliativo può servire, come dice un'industria farmaceutica: "Se prescrivi questo farmaco, almeno per un anno, il tuo paziente, svegliandosi di notte, potrà trovare il bagno, anziché fare altro chissà dove". Ecco, quindi in questo caso è un palliativo che serve per attenuare la sintomatologia, naturalmente non ha un costo solo economico, ma anche effetti collaterali terribili, come sapete. Leggendo alcuni degli articoli presenti in Internet, scopriremo che purtroppo la situazione è questa: i farmaci per l'Alzheimer sono dei palliativi che servono per un tempo abbastanza breve, perchè purtroppo la sintomatologia poi evolve nel senso che abbiamo detto.

La speranza per l'Alzheimer, come forse tutti voi sapete, viene dalle cellule staminali. Io parlo sempre dei topi, i topi con l'Alzheimer che perdono la memoria, come gli uomini, hanno gli stessi meccanismi degli uomini, sono oggi guariti con le cellule staminali. Pensate, hanno usato perfino cellule staminali di uomo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, la situazione, come appunto abbiamo detto ieri, è sempre allo stesso punto. Il ritornello, il refrain, quando si discutono situazioni che riguardano, forse, particolarità così importanti è quello del muro contro muro. In questo emendamento, per il quale annuncio che io voterò a favore, è chiesto soltanto di presentare entro 180 giorni eccetera eccetera. Non è che l'opposizione stia chiedendo la luna nel pozzo o il sole di notte, sta chiedendo piccoli atteggiamenti, perché credetemi sono piccoli atteggiamenti; d'altronde di rimandi, dopo 180 giorni dalla entrata in vigore, in questo pseudo Piano, ne abbiamo diversi.

Non capisco o, meglio, capisco bene questa posizione di muro contro muro da parte della maggioranza, contro qualsiasi richiesta da parte di questa opposizione, cioè sta a significare "noi con voi non vogliamo dialogare". Io ho detto, alla parte politica che rappresento, che forse sarebbe stato meglio non presentare e non discutere neanche questi emendamenti. Generalmente, quando si discute una legge, si presentano degli emendamenti per cercare di migliorare, perché ci deve essere una chiamata di correo, sia di maggioranza che di opposizione, per cercare di dare un prodotto migliore all'utenza a cui noi ci rivolgiamo.

In questo caso invece è scientifico, il professor Gessa potrebbe anche darmi un suggerimento per indicare che cos'è la scienza, per dire che questo atteggiamento della maggioranza, nei confronti dell'opposizione, cioè nel dire "no" a qualunque tipo di soluzione prospettata dall'opposizione, è un problema scientifico. Nella scienza si osservano i fenomeni, quando un fenomeno si presenta diverse volte nello stesso modo è già un problema scientifico. Bene, io da quando siedo in quest'Aula, da due anni e mezzo, mi rendo conto che ogni qualvolta si discute una norma, una legge, un qualcosa e l'opposizione presenta degli emendamenti, la maggioranza regolarmente, sistematicamente, dice "no".

Poi ci sono gli inviti, mi ricordo sempre quelli dell'onorevole Cugini quando dice: "Noi siamo disponibili, fateci le proposte". Anche per quanto riguarda questo problema nella discussione in oggetto, ci avete detto: "Indicateci i punti che voi pensate di poter mettere in discussione", ma stiamo scherzando? E' veramente svilire l'apporto che questa opposizione vuol dare alla maggioranza per discutere questo Piano. Io sono convinto che bisogna liberare la mente da quegli stereotipi, dalle premesse con cui si affrontano i problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). L'emendamento in discussione propone un Piano per l'Alzheimer che in realtà è già presente nel Piano sanitario, c'è da chiedersi perché lo si ripropone. Perché si fa una proposta di affidare alla Giunta l'elaborazione di un Piano quando nel Piano sanitario c'è un primo disegno che riguarda l'Alzheimer. Allora, torniamo a ciò che si diceva ieri, cioè gli emendamenti hanno un carattere di strumentalità, di strumentalità elevata. Ieri io non ho inteso offendere nessuno, ma sono certo di ciò che dico; basta andare nei centri per l'Alzheimer, chi se ne occupa dei colleghi illustri medici presenti in quest'Aula, e si vedrà che la prima cosa che dicono a chi si ammala di Alzheimer è esattamente ciò che io ho ripetuto ieri e che ha anche confermato il professor Gessa. E' la prima, per sgombrare il campo.

Se poi l'argomento è quello sollevato da alcuni colleghi del centrodestra cioè che, per parlare di sanità, bisogna essere medici, oppure bisogna essere titolari di convenzioni con la Regione, oppure bisogna essere esperti in qualche modo di un settore della sanità, allora si nega, intanto, la possibilità dell'informazione, che non è preclusa a chi sa leggere, non lo è, e si nega soprattutto a questo Consesso di potersi occupare di tante altre cose. Si torna alla logica corporativa per cui la partecipazione è riservata per classi sociali. Si potrebbe cadere nel paradosso che, a occuparsi di come si spendono i soldi della Regione, debbano essere coloro che ne fruiscono, non i pazienti, ma gli altri.

Io trovo paradossale questo modo di argomentare, proprio classista verso l'alto. Ieri si è esagerato nella speculazione, perché se un contributo economico andava dato ai malati di Alzheimer, deve essere in un altro capitolo che è quello di come si genera la povertà, perché se io smetto di lavorare a cinquant'anni è chiaro che non ho i contributi per avere la pensione e non so come campare. Ma è sul versante delle nuove povertà che bisogna lavorare, non nei termini, che io considero non adeguati a un'Aula qual è questa, che sono stati usati oggi e ieri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Nei tre minuti, pochissimi, vorrei dire tre cose. La prima: è normale dialettica questa, onorevole Maninchedda, onorevole Biancu, quindi anche onorevole Licandro. Su argomenti del genere è giusto che si discuta portando le proprie competenze e capacità, l'onorevole Licandro ha le sue, il professor Gessa ne ha altre, il professor Maninchedda ne ha altre ancora. Non credo sia il caso di intervenire, mi dispiace, onorevole Biancu, per frenare una dialettica che fortunatamente avviene in quest'Aula. Poi, ci si può scambiare anche qualche accento polemico un po' sopra le righe, ma non mi sembra che si sia ecceduto in questa occasione.

La seconda cosa riguarda l'interessante dichiarazione di voto del professor Gessa (che avrei voluto durasse un po' di più per capire dove voleva andare a parare, non so se avrà, ma sicuramente, anche altre occasioni), nella quale ha fatto un cenno al fatto che in alcune forme di testamento biologico si prevede, oppure è già praticato questo, l'autorizzazione preventiva all'eutanasia in caso di arrivo di questa malattia.

(Interruzioni)

Ho capito! Ci sono casi di legislazione che prevedono questa opportunità, ho capito perfettamente che parlava di una cosa che non è attuale per noi, però questo è quel che ha detto il professore, non so effettivamente cosa pensi sull'eutanasia, ma spero che ci siano altre occasioni per parlarne. L'altra questione, che mi sembra nel suo intervento sia giustamente da sottolineare, è che Alzheimer non era malato di questa patologia e quindi giustamente la sua osservazione va colta; nel caso venisse accolto questo emendamento occorrerebbe modificare l'espressione in esso contenuta perché non esiste la demenza di Alzheimer nel senso che Alzheimer non era demente. O sbaglio?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, intervengo per esprimere tutta la mia perplessità su questo emendamento e su quelli che hanno preceduto questo sull'Alzheimer. Ieri si chiedevano più risorse da dedicare a questa patologia, in qualche modo fraintendendo l'integrazione fra sanitario e sociale, che invece è immaginato per questa patologia, quasi che il problema potesse essere risolto semplicemente dando più soldi. Ancora, si chiedeva l'istituzione di una struttura in ogni ASL, dedicata all'Alzheimer, quasi che i reparti di neurologia, che noi abbiamo messo in tutte le AA.SS.LL. con esclusione dell'Ogliastra, non fossero dedicati anche a questa patologia, oggi addirittura si chiede una legge specifica sull'Alzheimer ad evidenziare, ancora una volta, un concetto vecchio e sbagliato di fare politiche sanitarie, quasi che ad ogni patologia dovesse essere dedicata una legge e, a seconda della potenza dell'organizzazione che sta dietro le singole patologie, si dovesse istituire una legge.

La nostra Regione credo che abbia esperienze di leggi ad hoc per ogni singola, ne abbiamo fatte tante anche negli anni passati, ed è un sistema sbagliato di fare politica sanitaria, è un sistema assolutamente sbagliato, io credo; abbiamo fatto leggi sui diabetici, sui talassemici, sui nefropatici, abbiamo fatto leggi sugli stomizzati e su ogni categoria di malati e, quanto più forte è la categoria di malati, tra virgolette, tanto più c'è la spinta a fare delle leggi. Io credo che questo sia un modo sbagliato di fare sanità e voto, naturalmente, contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, ho avuto modo di sentire medici e professori, tra l'altro è stata molto chiara l'illustrazione dell'onorevole Gessa. Preannuncio il mio voto negativo, facendo però un riferimento un po' di carattere professionale ai colleghi dell'opposizione. Io non faccio il medico, faccio l'avvocato ma per esperienza so che, quando devo fare un'arringa alla fine, se faccio un'arringa di dieci ore, dopo mezz'ora il giudice già non mi ascolta più. Voi siete in queste condizioni, di non essere più ascoltati dal Consiglio perché il valore dei vostri argomenti sta completamente perdendo significato, colleghi! Io non dico che stiate rasentando l'ostruzionismo puro, ma che ci sia una strumentalizzazione della malattia che il professor Gessa ha definito senza speranza, mi sembra che sia evidente, palese, e pensare che noi dobbiamo fare un Piano per ogni malattia è assolutamente assurdo.

Così come è assurdo, questo è il secondo motivo per il quale voto "no" all'emendamento, Presidente, che voi consiglieri delegittimate il Consiglio e voi stessi. Se volete presentare una proposta di legge sull'Alzheimer, perché dovete delegare la Giunta? La presentate, si discute, si esamina e tutto quanto; perché vi dovete delegittimare del vostro compito istituzionale di presentare proposte e poi, che cosa volete fare? Un provvedimento di legge su tutte le malattie, iniziando dalla "A", Alzheimer, finendo con la "Z"? Ecco le ragioni del mio voto negativo, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, intervengo brevemente. Dalla necessità di presentare un disegno di legge sull'Alzheimer, non si traggono argomenti soltanto per quanto riguarda l'esigenza o meno dei farmaci palliativi, che comunque sono sintomatici e possono certamente migliorare la qualità della vita della persona affetta da questa grave patologia e anche le condizioni di vita delle persone che l'assistono, spesso familiari, spesso donne, che per le cure di queste persone sfortunate, si privano della propria libertà, del proprio tempo libero, si dedicano senza remunerazione, senza riconoscimenti di nessun genere.

Bisogna inoltre ricordare che questi pazienti sono anche affetti, spesso, da altre patologie, che l'approccio è sicuramente socio-sanitario e che, proprio per il carattere socio-sanitario, ci sono delle spese che bisogna affrontare. Bisogna creare dei centri assolutamente particolari per l'assistenza di questo tipo di malati a cui possono confluire certamente anche malati con altre patologie che possono trovare sollievo in centri diurni, in centri dove possono essere seguiti con un approccio, senz'altro, multisettoriale, i quali però costano, poiché hanno necessità di essere previsti, bisogna creare un Piano.

Questi dati non sono alla portata di ogni singolo consigliere regionale, io ricordo, nella passata legislatura, che si arrivava in Commissione, si chiedeva all'Assessore di essere presente, dopo mezz'ora arrivava trafelato dall'Assessorato e gli si chiedeva che, per il giorno seguente, portasse "50 centimetri" di documenti; il giorno dopo, erano regolarmente pronti nelle mani dei consiglieri, perché potessero usufruirne, per preparare anche delle proposte di legge. Noi non abbiamo tutti i dati sull'Alzheimer per cui non siamo in grado, in tempi accettabili, di presentare una proposta di legge che possa prevedere le spese, l'organizzazione dei centri e la loro dislocazione nei territori dove sono maggiori i bisogni.

Questa patologia, a nostro parere, ha bisogno di una legge specifica; ha bisogno di essere affrontata con serietà, non bastano poche indicazioni, non basta una pagina e mezzo del Piano sanitario regionale, dove si dice tutto e non si dice niente e, soprattutto, non si ha certezza di niente per questi pazienti, salvo l'istituzione delle solite Commissioni che, sono convinto, verranno tutte create e così accontenterete tutti gli amici che vi hanno supportato nella campagna elettorale, come siete abituati a fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Signor Presidente, io faccio pochissimi interventi e lascio ai miei colleghi medici, molto più bravi di me, questi grossi interventi. Però mi ha stupito l'avvocato Uggias quando, nel suo intervento, ha detto che il giudice non lo sta più a sentire, dopo la lettura di cinque righe. Vede, caro collega avvocato Uggias, in questo caso non si tratta di difendere cause, si tratta di difendere la vita dei nostri concittadini perché, come lei saprà, questa malattia può venire anche a cinquant'anni e, per essa, si perde la memoria, si perde tutto. Se noi veramente non ragioniamo bene su questo problema, arriveremo ad avere tanti ammalati e assistenza "zero"; io penso che, tante più righe noi scriveremo, meglio sarà per i nostri concittadini. Non è una perdita di tempo perché l'Alzheimer è una malattia seria - in questa Aula la stiamo prendendo sotto gamba - che può far perdere tutto a chi ne è afflitto; per esempio io ho un amico di cinquant'anni che, colpito dall'Alzheimer, non ragiona più, è perso e si perde oltre tutto, se esce non torna più a casa perché si dimentica dove deve andare, dove va e chi è.

Allora questa è una malattia seria, non si tratta di leggere quattro righe di fronte ad un giudice, siamo di fronte ai cittadini sardi e dobbiamo dare delle risposte concrete, secondo il mio punto di vista; sbaglierò, io non sono neanche un avvocato, sono un odontotecnico, forse conto anche meno di lei, però questo è il mio pensiero (io rivolgo un appello anche all'Assessore) nato dal fatto che sto vivendo, con un amico, questa malattia che è gravissima, che sta colpendo tanti sardi, e noi qui stiamo lavorando e difendendo i sardi.

Dunque, cari colleghi di maggioranza, ogni tanto prendete in considerazione qualche nostro emendamento, chissà, tra qualche anno potrebbe servire anche a noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu, Capogruppo)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 103, nel testo emendato dal consigliere Gessa.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CONTU - FARIGU - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il consigliere: SANNA Francesco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 58

astenuto 1

maggioranza 30

favorevoli 18

contrari 40

(Il Consiglio non approva)

L'emendamento numero 202 è sospeso.

Metto in votazione l'emendamento numero 598.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi, Presidente, questo emendamento, che è arrivato in Aula in maniera un po' estemporanea nella tarda serata di ieri, è uno di quegli emendamenti su cui l'Assessore ha chiesto l'approfondimento per la verifica della sua compatibilità. L'Assessore ha chiesto di sospendere due emendamenti, uno era questo. Quindi, prima di metterlo in votazione, vorremmo sapere se le verifiche fatte dall'Assessore, che ci sembra riguardassero la valutazione della compatibilità con gli attuali indirizzi sulle aziende miste, sono state espletate o no, perché ci sembra che l'Assessore debba dire qualcosa in merito probabilmente. Assessore, il numero 598 è uno di quei due emendamenti di cui lei ha chiesto, ieri sera, in discordanza col parere del relatore, la sospensione per un approfondimento, quindi volevamo sapere se l'approfondimento è stato fatto e qual è il risultato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta dà parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Questo è uno di quegli emendamenti, ma ci sono anche parti molto interessanti che sono scritte nel Piano, che non riusciamo a capire; non riusciamo a capire quale sia la ragione per la quale nel Piano si parla di "creazione di una struttura ospedaliera reumatologica di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l'area regionale" e nell'emendamento proposto si parla, invece, di "creazione di una struttura ospedaliera reumatologica nell'area territoriale di Cagliari" e poi di riconoscimento dell'esistenza della funzione presso le aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari.

Non riusciamo a capire che cosa significhi, cioè che cosa ci sia dietro questo ragionamento. Si vuole istituire al "Brotzu" una struttura e in quella struttura affidare compiti particolari di direzione, di responsabilità a qualcuno? Si pensa in questo modo di irritare altri che già operano presso le università e quindi si recupera, attraverso l'emendamento, un errore commesso nell'ambito della predisposizione del Piano? In questo senso, il malato dove sta? Sta tra il "Brotzu", tra Cagliari e Sassari, presso Oristano? Sta tra questa e quella responsabilità attribuita o attribuibile? Sta in questa o in quella (come le chiama lei, onorevole Vargiu, che è uomo di mondo) "marchetta"? Noi non ci ritroviamo su questo contenuto e non ci ritroveremo su nessun contenuto che avrà questo tipo di caratteristica, da adesso in poi, non ci troveremo ed è per questo che noi ci asteniamo dalla votazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). Signor Presidente, nel Piano è prevista la creazione, lo ribadiva il collega Uras, di una struttura ospedaliera reumatologica, quindi di alta specializzazione con riferimento su tutta l'area regionale e quindi questo lascia anche il campo aperto all'interpretazione sulle strutture che quella funzione svolgono da tempo. Quindi l'emendamento numero 598 per una parte specifica meglio e dice: "il riconoscimento delle funzioni a quelle aziende ospedaliere universitarie che già svolgono quella funzione", però si introduce anche un elemento in più che è quello della creazione di una struttura ospedaliera reumatologica nell'area territoriale di Cagliari che noi non comprendiamo, che ci lascia perplessi e che costringe il Gruppo di Rifondazione Comunista ad un'astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LANZI (R.C.). Signor Presidente, come già detto dai colleghi di Partito, io devo, anche qua, ribadire l'anomalia di questo emendamento visto e considerato che la discussione che si è fatta sulle malattie reumatiche, all'interno della Commissione e all'interno del Piano, tendeva proprio a dare la possibilità a chi soffre di malattie reumatiche di avere l'accesso alle cure all'interno delle strutture ospedaliere ed evitare, quello che oggi accade, un'elevata concentrazione invece all'interno delle scuole di specializzazione delle università. Quindi garantire a tutti i malati reumatici un accesso alle cure che fosse equo, cioè non passare la trafila all'interno - lo voglio dire - delle scuole di specializzazione delle università pagando anche le cure con cifre molto alte che la maggior parte di questi malati non si può di certo permettere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei la modifica di questo emendamento e provo a proporla, nel senso che, collega Uras, casualmente lei ha utilizzato il termine "marchette", io e lei non siamo uomini di mondo quindi cerchiamo di non usarlo mai, l'ha usato casualmente per due emendamenti presentati dal centrosinistra, cioè sia quello di cui abbiamo parlato ieri, sia questo, sono presentati dal centrosinistra. Allora, io chiedo all'assessore Dirindin di poter comprendere meglio, nel senso che si dice, in questo emendamento, che le strutture che si devono occupare di reumatologia sono tre, a me risultata che oggi siano due e i posti letto della tabella a pagina 90, 19 erano e 19 restano.

Allora, io vorrei capire se stiamo facendo le nozze coi fichi secchi, se siamo di fronte alla moltiplicazione dei pani e dei pesci o se ci sono reparti che verranno smantellati e altri che verranno creati. Nell'emendamento che io ho proposto successivamente, e che va nella direzione di quello che c'era scritto nel Piano (cioè aumentava la risposta ai malati reumatici), per aumentare la risposta in termini di posti letto nei reparti reumatici, facendo un reparto aggiuntivo, bisogna aggiungere posti letto. Nella tabella sopra citata gli attuali posti letto di reumatologia ammontano a 19, e ci dice che il fabbisogno tendenziale è 19: mi spiegate come fa ad essere uguale il fabbisogno tendenziale all'attuale, se dobbiamo fare un reparto ospedaliero in più?

Noi abbiamo totale condivisione dell'iniziativa, prospettata dall'emendamento numero 598 in maniera un po' estemporanea, che propone di migliorare la risposta ai pazienti reumatici, la affiniamo garantendo la presenza dei due reparti dove esistono le scuole di specializzazione, come già il Piano diceva, quindi aziende miste di Cagliari e aziende miste di Sassari, che restano centri regionali di riferimento, siamo d'accordissimo, aggiungendo una risposta ospedaliera. Per aggiungere la risposta ospedaliera, assessore Dirindin, ci vogliono posti letto in più, altrimenti non si aggiunge niente, perché se 19 erano e 19 restano, mi spiega lei dove è che è aggiunta la risposta ospedaliera cui stiamo parlando? O è l'ennesima presa in giro ai malati che una volta sono reumatici, una volta sono di un'altra patologia, scrivendo nel Piano due righe apposite per tappar loro la bocca e accontentarli ma intanto i servizi non verranno fatti?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, le perplessità testimoniate dai colleghi Uras e Vargiu sono perplessità che hanno una ragione soprattutto nei documenti che vengono sottoposti, anche molto frettolosamente, all'attenzione del Consiglio. Io credo che da una visitazione del paragrafo in sé, ma soprattutto degli emendamenti già proposti, abbiamo da rilevare un inseguimento, come è avvenuto dal momento della proposizione ad oggi, con proposte aggiuntive della maggioranza che vanno a superare le proposte della minoranza; questo passaggio mi ricorda molto l'elezione del priore del convento per ottenere la quale, in una gara teologica, si davano volta per volta interpretazioni un po' teologiche e un po' invece di autolesionismo.

Allora, l'autolesionismo della maggioranza in questo caso è legato al fatto che davvero non si ha la lucidità sui bisogni oggi da esprimere rispetto alle malattie reumatiche e autoimmuni, ovvero la non conoscenza, come peraltro già rilevato per l'Alzheimer, dei bisogni che sarebbero dovuti essere la base di partenza da cui elaborare una proposta oggettiva, seria, valida e soprattutto confortata da risorse economiche, perché davvero un reparto ospedaliero lo si propone non sulla carta, ma con una dotazione di risorse strutturali, umane e materiali; tutto questo manca!

Collega Uras, io condivido la sua grande perplessità. Non sono avvezzo a usare terminologie quali quella che lei ha riferito, però devo dire che questa rappresenta proprio quello che abbiamo configurato già in qualche altro passaggio del Piano. Man mano che andiamo avanti, collega Uras, molto probabilmente arriveremo a dire a ripetizione che quello che si sta proponendo volta per volta sono, appunto, quelle elargizioni ad personam, non nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, intanto per rispondere al collega Uras, a me la parola "marchette" non piace neanche quando sarebbe giustificato adoperarla e in ogni caso sono allibito dal fatto che ogni richiesta da parte nostra venga giustificata con quelli che sono e dovrebbero essere interventi territoriali volti semplicemente a soddisfare evidentemente la necessità di avere dei punti di riferimento precisi dal punto di vista politico e non dal punto di vista della risposta ai pazienti.

Devo dire che stiamo scoprendo che, oltre a mancare le risorse economiche, in questo Piano, mancano anche le strutture necessarie, per cui le perplessità espresse dal collega Vargiu sono perplessità anche mie. Non si riesce a capire come si possa creare una struttura ospedaliera di alta specializzazione senza prevedere il numero dei posti letto che sono necessari per crearla, perché nel momento in cui noi andiamo a impoverire le strutture già esistenti è chiaro che i conti, in ogni caso, non tornano mai e la coperta finisce per essere tirata una volta da una parte e una volta dall'altra.

Per dare poi una risposta al collega Frau, onestamente noi non presentiamo per la reumatologia, e né prevediamo, alcuna proposta di legge perché ci rendiamo conto che ci sono patologie e patologie. Ieri il collega Ibba ha detto che, per un malato, la sua patologia è certamente più importante di altre, io non dico di saperne più di altri, però per me un paziente che ha l'Alzheimer non è uguale a un paziente che ha semplicemente una sciatalgia o una colica renale, inoltre esistono patologie che hanno necessità di maggiore attenzione perché hanno un impatto sociale certamente più importante e patologie per le quali, nel corso dei prossimi dieci, vent'anni, probabilmente noi corriamo il rischio di arrivare impreparati per la relativa assistenza senza una copertura finanziaria. In ogni caso ribadisco che sono a favore di questo emendamento e resto in attesa di spiegazioni e di giustificazioni da parte dei colleghi della maggioranza o della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IBBA (Gruppo Misto). Io voterò a favore di questo emendamento perché, come tutti ricorderanno, del problema delle malattie reumatiche se n'è parlato abbastanza ma, per quanto se ne parli, non è mai sufficiente. C'è un problema centrale che sta alla base dell'approvazione di questo emendamento: la nostra Regione ha un'incidenza di malattie reumatiche, quindi di malati reumatici, che è doppia rispetto a quella della media nazionale, cioè abbiamo un'esigenza di assistenza doppia rispetto alla media, che è quella con la quale abbiamo commisurato il fabbisogno assistenziale di strutture, che oggi sono fondamentalmente limitate all'Università di Cagliari. Allora, c'è necessità di una distribuzione territoriale dell'assistenza che preveda una presenza nell'Università di Sassari ed una presenza nel territorio di Cagliari che sia una presenza non universitaria.

A chi era presente già nella precedente legislatura ricordo che, nelle finanziarie del quinquennio precedente, questo Consiglio regionale aveva stanziato 200 milioni di euro per garantire la copertura economica per i cosiddetti farmaci biologici. Questo fatto dà la dimostrazione dell'importanza del problema e della necessità di creare un secondo punto di riferimento e una seconda fonte di riferimento per questo tipo di malati che non può non essere che una struttura ospedaliera della quale il territorio cagliaritano, per la sua incidenza e per il numero di popolazione residente, ha un bisogno ormai non più eludibile. Ciò non toglie che, nella necessità anche di individuare punti di riferimento, lo stesso equilibrio che deve governare il sistema della reumatologia debba essere affidato alle strutture che oggi hanno l'esperienza per poter determinare le caratteristiche del centro di riferimento.

Allora, posto ciò, tutto questo senso e tutta questa, come dire, proiezione assistenziale non è un fatto che può essere inficiato da una riverifica e da un'eventuale rivalutazione dei contenuti della tabella 90, della quale parleremo quando ci arriveremo. Adesso siamo su questo punto, parliamo di questo punto e approviamo questo punto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Questo emendamento, e la discussione che è nata, è interessante per rimarcare ancora una volta che è veramente opportuno quello che l'opposizione ha chiesto imponendo a quest'Aula il tempo giusto per esaminare il Piano sanitario regionale. Occorre il tempo per esaminare problemi di tale vastità e questa è un'occasione effettivamente eccezionale in cui una dilatazione dei tempi è davvero funzionale all'emanazione di un Piano più utile per i nostri concittadini.

Per quanto riguarda questa questione e questo emendamento, stiamo insistendo sul fatto che, è stato accennato anche nella parte finale dell'intervento dell'onorevole Ibba, la utilità dell'istituzione di una nuova struttura ospedaliera reumatologica nell'area territoriale di Cagliari è evidentemente condivisa corrispondentemente a un effettivo bisogno dei cittadini. La statistica cui ha fatto cenno l'onorevole Ibba è evidentemente utile a tutti per capire che stiamo parlando di un problema reale, non di una questione di poteri né di altri interessi che esulano dall'interesse dei cittadini.

Vogliamo rispondere a questa esigenza reale? Allora il problema sollevato dal collega Vargiu, che attiene a una tabella successiva all'approvazione di questo emendamento, è un problema che però non può essere ignorato nella stessa formulazione di questo emendamento. Se siamo tutti d'accordo che occorre potenziare l'assetto delle strutture ospedaliere con l'incremento, l'aggiunta di una nuova struttura, è evidente che occorrerà tener conto poi del dimensionamento del numero dei posti letto, , ma non può essere ignorato il problema che, nella stessa formulazione di questo emendamento, ci sia un indirizzo chiaro, altrimenti rinviando il problema a un successivo momento in cui la questione potrà essere affrontata solo in termini generali, rischia di essere dimenticato questo aspetto e vanificato l'effetto che tutti vogliamo raggiungere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, mi pare un po' svilente la discussione, e me ne dispiace, perché si sta prendendo una parte del problema delle patologie reumatiche, così come collega Ibba ha sostenuto prima. E' uno dei capitoli, forse, affrontato in maniera più pregnante, finalmente in Sardegna si dà anche una dignità ai pazienti reumatici, c'è un riconoscimento formale dell'entità del problema. Alla pagina 19 del Piano non si parla soltanto di quelli che sono i centri di riferimento ospedaliero, delle aziende miste universitarie o nelle strutture ospedaliere, si parla di creazione di una Rete integrata per l'assistenza reumatologica, si parla dell'istituzione di servizi ambulatoriali in ogni ASL, si parla della definizione di protocolli di screening e di valutazione clinica finalizzati alla diagnosi precoce, si parla di una realizzazione di un piano di sensibilizzazione e aggiornamento dei medici di medicina generale sulle tematiche connesse. Si parla di un insieme di azioni complessive che fino ad oggi non sono state fatte in questa Regione. Quindi, c'è un sicuro, denso e anche completo spettro di iniziative per la specifica questione.

Anche il fatto che si accenni ad un'eventuale "marchetta" me ne dispiace, me ne dispiace perché col collega Vargiu noi abbiamo avuto modo di discutere di questo problema lungamente. L'esigenza della creazione di una struttura di riferimento ospedaliero nasce dai pazienti e dalle associazioni dei pazienti che hanno posto questo problema per evitare il monopolio universitario della patologia e della gestione della patologia. Questo problema è stato recepito dall'Assessorato, a suo tempo, nella stesura del Piano, ed è stato recepito dalla Commissione.

Concordo con quanto affermano alcuni colleghi sul sottodimensionamento dei posti letto, ma noi ci troviamo in una difficoltà oggettiva nell'attribuzione dei posti letto per acuti rispetto ai tagli che abbiamo affrontato in tutta la Regione. Se noi avessimo dovuto applicare l'indice nazionale - per quanto riguarda le patologie reumatiche - avremmo dovuto avere 14 posti letto in Sardegna, non 19; 14 posti letto, perché l'indice è di 0,09. Allora, abbiamo aumentato rispetto alla statistica nazionale, tenendo conto che stiamo aumentando, rispetto a questa patologia; stiamo iniziando un percorso di costruzione di centri di riferimento, sia nel Nord Sardegna, sia di un'altra struttura pubblica, oltre che della struttura universitaria già presente a Cagliari, che va compiuto e implementato anche nel futuro. E' un inizio rispetto al nulla che c'era prima, noi stiamo iniziando e l'impegno è di continuare in questo tipo di percorso.

Sulla questione dei posti letto, si potrà affrontare questo discorso successivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Io avevo chiesto di intervenire, però ciò che ha appena detto il collega Pacifico penso che sia già una risposta negativa rispetto a quanto volevo adesso proporre, cioè sospendere la votazione di questo emendamento e discutere invece l'emendamento successivo, il "35". Anche perché mi sembra di comprendere, ancor di più dopo l'intervento appunto del collega Pacifico, che il problema principale sia comunque quello dei posti letto. Se non affrontiamo prima il problema dei posti letto piuttosto che quello della creazione di una nuova struttura, penso che si stia parlando, non dico del nulla, ma quasi.

Ieri più di una volta abbiamo fatto riferimento al buon senso e più di una volta si è fatto riferimento al fatto che sia un po' uno spreco di tempo la discussione degli emendamenti o di parecchi degli emendamenti. L'emendamento che adesso è in discussione dimostra il contrario, facciamo vedere che c'è buon senso, sospendiamo la votazione su questo emendamento e andiamo a discutere, forse con un po' più di attenzione, emendamenti che entrano un po' più nel merito.

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, la sua proposta non è tecnicamente accoglibile perché l'emendamento numero 598 è un emendamento all'emendamento e gli emendamenti all'emendamento si votano per primi. Per cui si può sospendere il "598", ma non si può discutere il "35".

Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). La mia preoccupazione è che la votazione di questo emendamento faccia decadere l'altro.

PRESIDENTE. Tecnicamente è così, ma non si può fare altrimenti, onorevole Sanjust.

SANJUST (F.I.). Potremo, al limite, dopo presentarne uno orale, o no?

PRESIDENTE. No, onorevole Sanjust. Se l'Aula è disponibile alla sua richiesta, si possono sospendere entrambi gli emendamenti; il "35" può essere discusso nel caso in cui l'Aula esprima voto contrario sul "598", altrimenti automaticamente decade.

SANJUST (F.I.). Allora io faccio questa proposta.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione dell'emendamento numero 598, che non vienee accolta.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Intervengo sulla richiesta di sospensione. Volevo chiedere l'attenzione dei colleghi, del relatore in particolare, ovviamente. Se stiamo discutendo, se - si è detto - si vogliono effettivamente affrontare le questioni nel merito e dare a questa discussione una sua dignità, forse accogliere la richiesta di una sospensione dell'esame di questo emendamento (che poi può essere ugualmente mantenuto dopo), o invece accedere alla richiesta di un emendamento di sintesi (sempre se il problema vuol essere affrontato da parte della maggioranza) può essere un modo per dare senso a questo dibattito. Quindi, chiedo che la richiesta di sospensione venga almeno esaminata dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Io ripropongo la richiesta all'Aula, ma prima è stata manifestata una volontà contraria alla sospensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Il parere è contrario rispetto alla proposta di sospensione, non cambia la natura della proposta fatta dal collega La Spisa. L'attenzione rispetto alla discussione dei posti letto di specialità avverrà durante la discussione sulla terza parte del Piano, quindi vi è tutto il tempo per poter eventualmente trovare gli accorgimenti necessari e vi è un impegno in questa direzione.

PRESIDENTE. Proseguiamo con le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Qualche risposta è stata data, però devo dire che ancora non è chiarissima tutta questa parte relativa all'emendamento numero 598. Sostanzialmente io potrei anche essere d'accordo sull'emendamento, però che si chiariscano alcune questioni, cioè se noi decidiamo di accogliere l'emendamento e di approvarlo, praticamente sappiamo che c'è un'altra struttura ospedaliera reumatologica nell'area territoriale di Cagliari, però rimangono in piedi ancora le aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari. Quindi, come si diceva prima, lo snodo rimane sempre la questione dei 19 posti letto stabiliti in questo momento. Io credo che comunque vada rivista questa questione perché alla fine, da qualche parte, questi posti letto devono spostarsi se non decidiamo di aumentarli. La risposta che ha dato il collega Pacifico non mi ha convinto, cioè non ho idea di cosa potrebbe succedere dopo, una volta che noi approveremo l'emendamento.

Non so se sia possibile, come mi pare Sanjust stava chiedendo, la sospensione, ma vorrei che questo argomento fosse trattato nel momento in cui decideremo sulla ridistribuzione dei posti letto, perché così facendo noi stiamo creando una nuova struttura senza precisare come deve essere fatta la redistribuzione dei posti letto. Vorrei che questo punto fosse chiarito in questa fase.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 598. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Decadono quindi gli emendamenti numero 35 e 241.

Metto in votazione il testo del paragrafo 2.2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 240.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo di parlare e voterò a favore dell'emendamento numero 240 perché l'emendamento numero 240 ricorda una polemica che è stata presente in quest'Aula ma soprattutto al di fuori di quest'Aula, era la famosa polemica sull'eccessivo consumo dei farmaci che proteggono lo stomaco, usiamo un termine che può essere accessibile a tutti in Sardegna. Quando ci fu quella polemica (che investì e impegnò diversi esponenti di questo Consiglio e anche esponenti del mondo sanitario indipendentemente dalla collocazione di centrodestra o di centrosinistra), noi chiedemmo di conoscere i dati delle malattie con elevata peculiarità in Sardegna che potevano giustificare l'utilizzo di farmaci antinfiammatori e di farmaci gastroprotettori che, in Sardegna, si discostava rispetto alle medie nazionali.

Riteniamo che, nel momento in cui viene scritto un Piano (visto che la polemica c'è stata, eccome se c'è stata!), o si scrive che lo studio è stato fatto e che la Sardegna ha un'incidenza di malattie che richiedono l'utilizzo di questi farmaci uguale a quella del resto d'Italia e quindi se c'è un'iperprescrizione di questi farmaci è un errore dei medici, quindi si devono mettere in essere tutte le attività correttive di questo errore, oppure di prende atto - come sappiamo che è - che in Sardegna l'incidenza delle malattie reumatiche è superiore rispetto a quella delle altre Regioni italiane e che la risposta con la fisiochinesiterapia (che è l'alternativa alla farmacologica) è in Sardegna inferiore per scelta politica rispetto ad altre Regioni italiane; per cui, quando noi andiamo a scrivere nel Piano che c'è uno scostamento per quanto riguarda il consumo farmacologico dei FANS e degli anti H2 (cioè dei farmaci contro i dolori e dei farmaci che proteggono lo stomaco dall'utilizzo dei farmaci contro i dolori) è importante che venga specificato, affinché la prossima volta che ci troveremo di fronte a una polemica sull'eccessivo consumo dei farmaci anti H2 e dei farmaci FANS, invece di impallinare la classe medica che sarebbe colpevole di iperprescrizione, sappiamo che i motivi sono altri e l'abbiamo anche scritto all'interno del Piano.

Questo sarebbe un modo per ragionare sulle cose e per scrivere un Piano che è ragionato sulle cose, se invece questo non si fa si scrivono ovvietà ma il più delle volte le ovvietà non sono neppure ovvie cioè sono contestabili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.).Signor Presidente, io ricordo perfettamente la discussione in Aula per una mia interpellanza sull'abuso in Sardegna dei cosiddetti farmaci inibitori della pompa protonica, le spiegazioni e le risposte che sono state date onestamente non mi hanno lasciato convinto allora e non mi convincono neanche ora. Io credo che questo sia un emendamento, sul quale chiaramente dichiaro il mio voto a favore, che potrebbe essere tranquillamente accolto senza nessun problema da parte della maggioranza, non comporta impegno di spesa, comporta semplicemente una presa d'atto perché, come ha spiegato bene il collega Vargiu, i casi sono due se il consumo di questi farmaci in Sardegna è superiore alla media nazionale: o c'è una maggiore incidenza epidemiologica di queste malattie oppure c'è un'alta incidenza di prescrizioni terapeutiche assolutamente errate.

Quindi sul banco degli imputati ci possono essere o i medici oppure una patologia che, per ragioni anche ambientali, può essere maggiormente diffusa nella nostra isola rispetto invece ai parametri nazionali. Per cui ecco che non riesco a capire per quale motivo, visto che non c'è uno studio epidemiologico diciamo completo, non si possa ammettere che, in ogni caso, visto che aumenta la patologia, aumenta anche la prescrizione di farmaci. Non è con questo che io voglio trovare una giustificazione per la categoria che rappresento, ma credo che sarebbe soltanto un'operazione di puro buonsenso almeno ammettere questo.

PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che l'onorevole Silvio Cherchi che aveva chiesto congedo, è presente in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Intervengo brevemente anch'io su questo emendamento, Presidente e colleghi, per ricordare una polemica che si è già sviluppata in quest'Aula riguardo al motivo del consumo farmacologico dei farmaci anti H2 che ha portato l'Assessore a rivolgere un invito a tutti i medici, in maniera perentoria, per quanto riguarda la prescrizione di questi farmaci. Intanto oso ricordare, se già non l'ha fatto qualcuno, sono entrato in Aula adesso, che la Sardegna è l'unica delle Regioni d'Italia, mi risulta, che non prescrive i nuovi farmaci biologici per la difesa dei pazienti dall'evoluzione di questa patologia che è una malattia cronica invalidante che, in Sardegna, come purtroppo tante altre patologie, ha una notevole incidenza e che quindi ha portato tutta una serie di polemiche tra i medici (che conoscono i bisogni e quotidianamente prescrivono i farmaci) e l'Assessore che pare riconoscere solo i bisogni della quadratura del bilancio e del risparmio con tagli sulla pelle, non dei medici, non del Consiglio regionale, ma purtroppo dei pazienti affetti da questa grave patologia che porta ad una degenerazione progressiva, è causa di invalidità e di sofferenze, pazienti che hanno tutti i diritti, come il resto dei cittadini d'Italia, ad essere curati.

Questa mancata somministrazione di farmaci moderni, biologici, con maggiore attività e minori effetti collaterali, porta i pazienti ad essere esposti a rischi su altri apparati in particolare l'apparato digerente per cui i medici si tutelano da questi rischi prescrivendo dei farmaci, ecco la maggiore prescrizione in Sardegna è dovuta soltanto a questo motivo, perché noi a monte non diamo ai cittadini sardi i farmaci di cui avrebbero diritto e che possono essere erogati in Sardegna solo da strutture universitarie mentre nel resto d'Italia vengono elargiti nel comune prontuario farmaceutico come un diritto normale di tutti i cittadini come dovrebbe essere anche in Sardegna. Concedendo la dispensazione di questi farmaci ai pazienti sardi, noi risparmieremmo in un altro versante, risparmieremmo in polemiche e risparmieremmo anche all'Assessore delle brutte figure col mondo scientifico e con autorevoli colleghi che si sono espressi in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Rimaniamo in questo capitolo. Presidente, fra l'altro questo ci richiama alle osservazioni che facevamo inizialmente in apertura di seduta, che cosa è coerente o non coerente rispetto all'argomento che trattiamo? L'onorevole Vargiu, la destra, ci indica la necessità di fare un'osservazione che ha la natura, voglio dire, di una sorta di accertamento, o meglio, di dichiarazione di un accertamento già svolto, siccome sono più incidenti queste patologie nella nostra popolazione, si consumano più farmaci con queste tipologie. Non stiamo dicendo che ne prendiamo di più, non stiamo dicendo che ne distribuiamo gratis presso tutte le bancarelle di ogni supermercato, stiamo dicendo soltanto che se ne consumano di più. Nel Piano ci sono delle osservazioni che coincidono con quello che diceva prima l'onorevole Vargiu e prima ancora l'onorevole Ibba, giustificando la costituzione di una nuova struttura, prima nel Piano era stata indicata come unica struttura di riferimento regionale in materia, il Piano dice: "Attualmente l'assistenza reumatologica in Sardegna appare carente sotto numerosi profili. Si osserva un'assenza quasi totale di servizi ospedalieri specialistici reumatologici…" cioè stiamo dicendo che servono più di 19 posti letto, serve personale perché il Piano dice che mancano i medici specialistici reumatologi, quindi ne servono di più!

Noi abbiamo una situazione in cui la sanità è retta dalle agenzie di lavoro interinale, noi abbiamo una situazione di precari dai medici agli ausiliari, la sanità, grazie alla destra che ha fatto malissimo le cose, ha gestito le questioni in questo senso, ha creato un bubbone a cui bisogna porre rimedio, ma non cacciando via la gente per strada, non facendo posti solo per i primari, risolvendo il problema dei precari, di quelli che ci assistono! C'è il reparto di gastroenterologia del "Brotzu" che è pieno di medici a convenzione, gastroenterologi, gente formata, 40 anni di età, ma quando è che la smetteremo, quando è che faremo qualche cosa di sinistra su questi argomenti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Vorrei capire che cos'è questa "cosa di sinistra" perché, effettivamente, quando si prospettano soluzioni, io credo che le soluzioni attese dal malato non siano né di destra né di sinistra e neanche di centro; credo che debbano essere soluzioni obiettive che vanno collocate all'interno di una normativa che dovrebbe essere fatta da probiviri, così almeno si dovrebbe recitare per chi amministra le cose di pubblica utilità, nell'interesse collettivo.

Allora io non capisco cos'è la cosa di sinistra, ma prendiamo che sia la cosa migliore. Onorevole Uras, lei ha ragione, c'è necessità di maggiori posti letto, c'è necessità di non seguire le indicazioni, volumetriche dico io, che ci cascano da Roma sui numeri dei posti letto che sono assegnabili in Sardegna. Viva Dio, il Presidente della Giunta regionale, la Giunta regionale, questa maggioranza, non ha detto, accettando "l'articolo 102" della finanziaria nazionale, che si accollerà tutta la spesa della sanità con danari della Regione? Allora, se ci accolliamo, con i danari della Regione, con la finanziaria regionale, i costi della sanità, io la libertà di poter dire che ci sono necessità e ampliamenti da portare nei posti letto, credo che me la debba prendere! E' un assunto. Io vorrei capire qual è il dato controvertibile a questa dichiarazione.

E' un fatto di buon senso e io credo che si capisca con chiarezza se è la Regione Sardegna che spende, se è vero che mettiamo i danari che ci provengono, sì, dallo Stato attraverso il "102", ma per qualunque tipo e specificità di utilizzo consentito, credo che ci sia soprattutto grande ragione a risolvere i problemi che emergono dalla sanità, e i posti letto si definiscono in Sardegna e non a Roma, non con le mediazioni che vengono date dalle indicazioni nazionali, perché non si può avere il diritto di poter aver garantito ad altre Regioni, da parte del sistema nazionale, i finanziamenti e quindi anche eventualmente il blocco dei posti letto, e qui invece spendere danari della Regione Sardegna ed avere anche il blocco per le condizioni di grave disagio che viviamo come Regione e con la tipologia di Regione che abbiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo prima di tutto per ribadire il "no" a questo emendamento perché, per quanto possa essere utile alla polemica sollevata in passato dai colleghi dalla minoranza, nel Piano non parliamo di gastroprotettivi, non parliamo di medicinali orfani, non parliamo di "articolo 102" della finanziaria, e poi per confermare che appunto tutta questa serie di emendamenti non ha niente a che vedere con il Piano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Intervengo non tanto per parlare dell'emendamento (che condivido e sul quale noi voteremo a favore), perché l'emendamento stesso dice cose ovvie, come il fatto che in Sardegna c'è un aumentato consumo di FANS e quindi di conseguenza anche di farmaci anti-H2. Credo che non cambierebbe nulla se noi approvassimo l'emendamento, anzi forse darebbe qualche elemento in più, però riconosco effettivamente che stiamo parlando di una cosa ovvia. Quello che invece non ho capito, sono le dichiarazione che ha fatto il collega Uras, il quale come al solito, non parlando del Piano sanitario regionale, ha parlato di tutta una serie di altre questioni che riguardano i precari e tante altre cose.

(Interruzione)

No, no, no. Mi spiego. Uras soffre di una malattia tipica della sinistra che, quando c'è al governo il centrodestra, la responsabilità…

(Interruzione del consigliere Uras)

PRESIDENTE. Onorevole Uras, lei ha già espresso le sue opinioni, consenta al collega Ladu… onorevole Uras!

LADU (Fortza Paris). E' una malattia tipica della sinistra radicale.

(Interruzione del consigliere Uras)

PRESIDENTE. Onorevole Uras! Onorevole Uras!

(Interruzione del consigliere Uras)

LADU (Fortza Paris). E' una malattia…

PRESIDENTE. La prego, onorevole Uras.

(Interruzione del consigliere Uras)

LADU (Fortza Paris). Lo faccia allontanare per cortesia. Lo faccia allontanare dall'Aula.

E' una malattia tipica di una certa sinistra e in particolare della sinistra radicale per la quale, quando al governo c'è il centrodestra, la responsabilità è tutta del centrodestra, quando al governo ci sono le sinistre, come questo in questo caso, la responsabilità è ancora del centrodestra o di chi c'era prima. Allora si metta d'accordo Uras, la responsabilità è del centrodestra quando al governo c'è il centrodestra, è del centrosinistra quando sta governando il centrosinistra, perché altrimenti veramente non ci capiamo più.

Io sono d'accordo con Uras quando dice che bisogna dare risposte al precariato, quando bisogna creare posti di lavoro stabili, ma è quello che non sta facendo questo Governo di centrosinistra e non mi par che sia questa la volontà, perché noi tutti i giorni riceviamo delegazioni di persone che lavorano non solo nel mondo della sanità ma anche in altri settori che chiedono la stabilizzazione, chiedono il posto sicuro ma questo non viene. Ieri abbiamo ricevuto una delegazione di precari delle cliniche universitarie, non mi pare che l'onorevole Uras si sia accaldato per garantire a questi una stabilità di lavoro. Allora lei non deve dirlo soltanto qui sapendo che dopo comunque voterà tutto quello che passa, perché non mi pare che l'onorevole Uras si sia distinto una sola volta votando contro i provvedimenti della maggioranza.

Allora le sceneggiate non servono, quando si vuole fare una battaglia, si fa veramente votando anche come si deve votare cioè contro certi provvedimenti che vanno contro gli interessi che sta tentando di far capire...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'emendamento numero 240.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 240.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CONTU - FARIGU - GALLUS - LIORI - LOMBARDO - MANCA - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CUCCA - CUGINI - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: LADU - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 43

votanti 41

astenuti 2

maggioranza 21

favorevoli 12

contrari 29

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 242.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il voto a favore dell'emendamento numero 242 e vorrei chiedere al collega Uggias, sempre censore puntuale degli emendamenti della minoranza, se per caso ha qualcosa da osservare su questo emendamento che mi piacerebbe che venisse lasciato agli atti di questo Consiglio. Questo emendamento è un emendamento che un Consiglio regionale ragionevole dovrebbe approvare senza discussione. Nel senso che è un emendamento che dice che gli ammalati di malattie reumatiche hanno, ed è una cosa innegabile, una problematica dell'apparato locomotore che, in qualche maniera, deve essere risolta. Perché se non viene risolta, questi malati (spesse volte anziani e quando sono anziani sono più gravi le patologie) stanno a casa, non possono adempiere alle normali attività della quotidianità. Per poter adempiere, devono fare o un trattamento farmacologico, cioè quello che abbiamo detto che vogliamo contenere, anche perché è normalmente tossico, oppure devono fare un trattamento di fisiochinesiterapia. Se non fanno il trattamento di fisiochinesiterapia, restano invalidi presso il proprio domicilio e significa che qualcuno deve accudirli, allora, magari si tratta di figli in attività lavorativa, i quali sono costretti a beneficiare dei benefici della legge 104, o sono costretti a rinunciare ad attività di lavoro per poter seguire i pazienti-parenti nei momenti in cui questi hanno dei problemi ad attendere alle elementari attività della loro quotidianità.

Allora, che una Regione che si dice autonoma, che dice di avere dei finanziamenti per la sanità sufficienti, non si ponga il problema specifico per quanto riguarda i LEA, relativi alle malattie reumatiche, di stanziare risorse aggiuntive per la fisiochinesiterapia dei pazienti affetti da queste, perché sarebbe non solo un risparmio di costi sociali ma, soprattutto, un'elevazione reale di qualità dell'assistenza nei confronti di questi malati,insomma, se la Regione non sente di fare questo e si sente di bocciare questo emendamento, allora, io chiedo ai colleghi della Rifondazione Comunista di tacere sino alla fine dell'esame del Piano sanitario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intanto, noi non taceremo. Non taceremo oggi, non taceremo domani, non taceremo dopodomani. Nella lunga, lunghissima, discussione che ci aspetta, noi interverremo su ogni argomento. Perché ne abbiamo uno principale su tutti. Ha ragione l'onorevole Ladu, che noi abbiamo una malattia, ci accompagna sempre, è la malattia che ci impone di capire alcune cose. In questi anni, la sanità si è retta da una parte su norme che hanno impedito le assunzioni, attraverso i concorsi, così come previsto dalle leggi, da parte delle amministrazioni sanitarie, dall'altra utilizzando medici, paramedici, ausiliari, amministrativi, tutti, in una condizione di precarietà del lavoro. Hanno funzionato, ci hanno assistito. Male? Male come male funziona molta parte di quest'amministrazione, anche l'Assessorato della sanità funziona male, non funziona bene. Non funziona bene oggi e non funzionava bene neppure ieri. Funziona male! Non ci si rende conto dei problemi. Ha ragione l'onorevole Vargiu che dice che è un piano discorsivo, che definisce, individua alcune carenze, alcuni percorsi, alcuni protocolli di intervento, in questi noi riteniamo ci debbano essere anche i riferimenti a quelli terapeutici. Non ci trovo niente di straordinario! Non ci sono appiccicate somme, non ci sono appiccicate modalità di realizzazione, è un Piano che ha questo respiro, non guasta!

Io contesto il fatto che, su alcune cose, neppure queste asserzioni generali si accettano. E non si accettano quando si parla di risolvere concretamente i problemi, come quelli relativi al funzionamento delle strutture per carenza di personale, oppure perché non si vuole prendere atto di professionalità che si sono maturate in questo periodo, anche quando sono state assunte in modo precario. Noi faremo battaglia, l'abbiamo iniziata, la faremo e credo che la Giunta dovrà prenderne atto, perché non è lì come un libero professionista, è lì perché rappresenta parti politiche e una coalizione, e se quella coalizione non esiste, è la Giunta e il suo Presidente a doverlo dire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 242. Credo che il tema che contiene la rivalutazione della fisiochinesiterapia per i pazienti affetti da malattie reumatiche sia un tema quasi scontato in relazione alle necessità terapeutiche e alle risposte che, per i pazienti affetti appunto da malattie reumatiche, una terapia può dare non solo lenendo il male, ma risolvendo o, quantomeno partecipando alla soluzione, anche di tutti quei risvolti di natura sociale ed economica, di cui hanno già parlato i colleghi che mi hanno preceduto.

Voglio, invece, soffermarmi un attimo su alcune affermazioni relative alla validità dei contenuti del Piano. Nel Piano è individuata una serie di linee strategiche, operative, guida che non si sostanziano e che, anche nel corso della discussione, non vengono arricchite dagli ulteriori apporti che noi, con molto impegno, stiamo cercando di dare al Piano. Oltre alle strutture ospedaliere di cui si è già parlato, oltre alla nuova struttura ospedaliera che dovrebbe essere istituita, già prevista con l'emendamento precedente, noi pensiamo davvero che basti realizzare la rete degli ambulatori, oppure non serva, come nei contenuti di questo emendamento, dare, tra gli strumenti da mettere a disposizione di questa rete, la possibilità di utilizzare la fisioterapia nella cura delle malattie reumatiche? Credo che ognuno di noi sappia e, soprattutto, i colleghi sappiano, che l'aver decurtato, anche con i LEA, i trattamenti fisioterapici, in alcune categorie di persone, negli acuti, ma soprattutto nei cronici e negli anziani non sia, non solo dal punto di vista medico sanitario, una risposta che ottiene comunque sia un miglioramento delle condizioni fisiche…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Intervengo per dire che noi voteremo a favore dell'emendamento numero 242 anche perché mi pare che parta dalla considerazione di un principio sanissimo e giustissimo quando si dice che noi, aumentando il trattamento fisioterapico, interveniamo soprattutto nella riduzione della terapia farmacologica e quindi creiamo un grosso risparmio, per quanto riguarda le casse pubbliche, ma soprattutto mettiamo il paziente nelle condizioni di essere più vitale e più utile alla società. Quindi praticamente si evita non solo lo spreco di risorse per quanto riguarda l'utilizzo di farmaci, ma soprattutto perché il paziente ha un trattamento che gli permette poi di vivere meglio la sua vita senza rovinarsi prendendo farmaci che molte volte sappiamo quanti effetti collaterali possano dare.

Però, nonostante la fondatezza di questo emendamento, da parte della maggioranza ancora ci sono discorsi che nulla hanno a che vedere con le cose che stiamo trattando. Si dice che si vuole migliorare il Piano, però non si vuole assolutamente fare. Ieri ho sentito discorsi che nulla hanno a che fare col Piano sanitario regionale, ho sentito parlare di Tuvixeddu, e non si tratta né di un farmaco né di una malattia ma riguarda altre questioni, oggi ho sentito ancora altre discussioni, allora io voglio capire se, da parte della maggioranza, c'è la volontà di migliorare il Piano, di parlare di cose serie o se invece si vuole menare il can per l'aia per fare altre cose. Noi siamo qui, siamo disponibili a rimanerci per migliorare il Piano e per parlare di sanità, se altri vogliono fare propaganda, facciano pure, però non credo sia nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intanto per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento, ma anche per rimarcare, se vi fosse necessità, che non esistono degli emendamenti spazzatura (come qualcuno in più di una circostanza ritiene - sì, onorevole Uggias! - di poter tranquillamente proferire) perché tutti gli emendamenti presentati hanno un filo rosso, se vi piace il colore, e seguono un percorso ben chiaro e preciso, dicono che questo Piano non è fattibile se non vi sono dei correttivi, non è rispondente alle esigenze dei malati se non si apportano dei correttivi, non ha sufficiente capienza finanziaria per poter garantire tutto quello che vi è previsto. Nell'emendamento numero 395, proposto dai Riformatori, quindi dalla minoranza, abbiamo insistito, c'è sempre quel filo rosso, nel dire che "l'articolo 102" della finanziaria nazionale offre un serio vantaggio alla Regione Sardegna ma anche uno svantaggio e ce lo siamo accollati, cioè che tutti i costi della sanità sarda se li accolla la finanziaria regionale.

Allora, i danari che vengono da Roma devono coprire le esigenze, le necessità manifestate da un Piano sanitario, sgangherato finché si vuole perché sono linee solo di indirizzo di un Piano, non è un Piano, che ha insufficiente capienza finanziaria. Quindi, c'è la necessità che, per lo meno per il prossimo triennio, siano garantiti tutti gli apporti finanziari. Allora, onorevole Uras, va bene la difesa d'ufficio di chi ha bisogno di essere difeso, i precari, ma precari sono anche quelli dell'ENI e della LEGLER che non sono difesi da questa Regione, anche essi devono essere difesi, non si può non pensare che ci siano anche altre esigenze. Certo, ma mi pare che, ancora una volta, siamo soltanto alla discussione e alle affermazioni che bisogna fare qualcosa di sinistra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 242.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CHERCHI Oscar - LOMBARDO - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ARTIZZU - DAVOLI - FADDA - LANZI - LICHERI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 40

votanti 35

astenuti 5

maggioranza 18

favorevoli 5

contrari 30

Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 41, viene ripresa alle ore 13 e 11.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, è in votazione l'emendamento numero 242.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). residente, chiedo la votazione nominale.

Seconda votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 242.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - LOMBARDO - MANCA.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - FLORIS Vincenzo - LAI - MARROCU - MATTANA - MELONI - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si sono astenuti i consiglieri: ARTIZZU - DAVOLI - LANZI - LICHERI - PISU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 28

votanti 24

astenuti 4

maggioranza 13

favorevoli 3

contrari 21

Poiché il Consiglio non è in numero legale, i lavori riprenderanno, se i colleghi sono d'accordo, direttamente alle ore 15 di questo pomeriggio.

La seduta è tolta alle ore 13 e 12.