Seduta n.361 del 21/12/1998 

SEDUTA CCCLXI

Lunedì 21 dicembre 1998

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Vicepresidente Milia

indi

del Presidente Selis

La seduta è aperta alle ore 17.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 16 dicembre 1998 (357), che è approvato.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

PIRAS, Segretario:

"Interrogazione BERTOLOTTI, con richiesta di risposta scritta, sulla gara indetta dall'ESAF per appaltare servizi vari" (1177);

"Interrogazione MASALA sull'attività portuale di Porto Torres" (1178);

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul concorso per infermieri professionali presso la ASL n. 1 di Sassari" (1179);

"Interrogazione TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sul mancato completamento e collaudo dell'impianto eolico, ubicato nel Comune di Carloforte, da parte dell'Ansaldo Industrie S.p.A. di Genova" (1180);

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul reparto di urologia dell'Ospedale civile di Alghero" (1181);

"Interrogazione FANTOLA, con richiesta di risposta scritta, sulla figura professionale della vigilatrice d'infanzia e sul suo utilizzo presso i presidi ospedalieri" (1182);

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sulla utilizzazione delle acque del Flumineddu" (1183);

"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - GIORDO - LOMBARDO sugli incarichi professionali della società a partecipazione regionale SOGAER" (1184);

"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sulla grave situazione del comparto della macellazione delle carni in Sardegna" (1185);

"Interrogazione DETTORI Ivana, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo presso il Centro di prevenzione e diagnosi in ostetricia e ginecologia di Sassari di personale delle équipe dei Consultori familiari" (1186);

"Interrogazione TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sul problema relativo al conferimento degli incarichi di collaudo delle industrie agrarie (caseifici, oleifici, centrali ortofrutticole)" (1187);

"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione relativa ai terreni coltivati con tecniche di agricoltura biologica" (1188);

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulle difficoltà economiche degli agricoltori della Bassa valle del Coghinas dovute agli alti costi di gestione delle risorse idriche" (1189);

"Interrogazione MANCHINU - BALIA, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di deroga da parte dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Sassari per n. 9 nuove assunzioni" (1190);

"Interrogazione MASALA, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisizione di un immobile in Oristano da parte dell'ISOLA" (1191);

"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sul contratto d'area per la Provincia di Oristano" (1192);

"Interrogazione LORENZONI - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione mineraria alla società Caolino Panciera S.p.A. nel territorio dei comuni di Ossi e Muros, in provincia di Sassari" (1193);

"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LOMBARDO - MILIA - OPPIA - PIRASTU sul funzionamento della scuola alberghiera ENAP presso il monte Ortobene" (1194);

"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO - BIANCAREDDU - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LOMBARDO - MILIA - OPPIA - PIRASTU sul controllo dell'Amministrazione regionale sui buoni pasto spettanti al personale regionale" (1195);

"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla ventilata ipotesi di chiusura e trasferimento della scuola professionale alberghiera dell'Enap Sardegna del monte Ortobene" (1196);

"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione relativa alla chiusura della scuola alberghiera ENAP di Nuoro" (1197);

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di programmare per tempo gli interventi antincendio al fine di evitare la distruzione del patrimonio boschivo dell'Isola" (1198);

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla riapertura della miniera di bauxite di Olmedo" (1199);

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di crescente pericolosità della S.S. 131 - tratto da Sassari a Bonorva" (1200);

"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla dismissione degli alberghi dell'ESIT" (1201);

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento dei lavoratori dell'Azienda Bull Italia S.p.A." (1202);

"Interrogazione BONESU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata ammissione del piano per l'inserimento dei giovani privi di occupazione presentato dall'Ordine degli ingegneri di Oristano" (1203).

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Interpellanza MONTIS - CONCAS sullo smantellamento dello stabilimento Ferriere Acciaierie Sarde" (511);

"Interpellanza BIGGIO sulla grave situazione venutasi a creare a seguito del disimpegno delle Ferrovie dello Stato nel sistema di trasporto gomma-ferrovia dalla Sardegna alla Penisola" (512);

"Interpellanza MARRACINI - AMADU sulla necessità di fare chiarezza sulla fornitura di due spot televisivi per la Commissione regionale pari opportunità richiesta dall'Assessorato regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, Settore economato" (513);

"Interpellanza BIANCAREDDU - PITTALIS sulla interruzione dei lavori sulla Sassari-Tempio (loc. La Fumosa) e sulla grave situazione della viabilità in Gallura" (514);

"Interpellanza PITTALIS - BIANCAREDDU - CASU - FLORIS - LIPPI - LOMBARDO - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sulla grave situazione determinatasi con la nomina del Coordinatore generale dell'Assessorato del turismo" (515);

"Interpellanza PITTALIS - BALLETTO - BIANCAREDDU - CASU - FLORIS - LIPPI - LOMBARDO - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sulle progettazioni del cosiddetto "Trenino verde" da parte di dirigenti dell'Assessorato del turismo" (516).

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Mozione BALLETTO - PITTALIS - CASU sulle problematiche economiche ed occupative connesse alla realizzazione del "Parco geominerario" nel Sulcis-Iglesiente" (175).

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pietro Fois e Gianfranco Tunis hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 21 dicembre. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Discussione degli articoli del disegno di legge: "Proposta di bilancio per l'anno finanziario 1999 e di bilancio pluriennale per gli anni 1999-2001" (460)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 459/A, rimane il voto finale. Invece dobbiamo discutere e votare il disegno di legge 460/A "Proposta di bilancio per l'anno finanziario 1999 e bilancio pluriennale per gli anni 1999 - 2001". Ricorderete che la discussione generale è stata fatta, ed è stata abbinata, quindi, dobbiamo procedere all'esame degli articoli, la Commissione, come voi sapete si è riunita di pomeriggio, mi comunicano che hanno già concluso i propri lavori, d'altronde vedo l'Assessore e il relatore ed altri componenti, il Vicepresidente che sono già in Aula, quindi, possiamo procedere alla lettura degli articoli e alla discussione degli stessi.

Stiamo discutendo il disegno di legge numero 460: "Bilancio per l'anno finanziario 1999, bilancio pluriennale per gli anni 1999 - 2001; stato di previsione delle entrate".

Si dia lettura dell'articolo 1.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA



Art. 1

1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999 giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge (tabella A).

PRESIDENTE. Ho dato io lettura del Titolo, che non è proposta di bilancio, ma è bilancio, quindi, chiedo chi vuole intervenire sul titolo?

Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'articolo1 il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente, io vorrei soffermarmi leggermente e brevemente sulle entrate che sono state previste per l'esercizio finanziario 1999; credo di poter affermare che ci sia il rischio di una sovrastima per ciò che riguarda le entrate proprie.

E` ovvio che se questa paura, questo timore fosse fondato ci ritroveremmo senza copertura per le spese, o quanto meno dovremmo registrare a fine esercizio un disavanzo considerevole. Io so che è stata posta particolare cura nell'accertamento delle entrate, anche perché ricordo che lo stesso assessore Scano, qualche tempo fa, aveva denunciato all'Assemblea e alla pubblica opinione, che questo fatto e questo fenomeno si era già verificato in passato; sorge, quindi, la preoccupazione, e sotto questo aspetto mi piacerebbe che l'Assessore possa rassicurare l'Assemblea indicando appunto quali sono stati i principi e, quindi, i criteri di previsione della spesa sulla base di questa prudenza che ha caratterizzato, sino adesso, l'attività dell'Assessore stesso. Mi piacerebbe che l'Assessore in replica potesse intervenire e dire quali sono state le valutazioni che sono state eseguite, e che portano ad individuare nelle somme previste nella tabella A) le valutazioni di entrata. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente solo per una rapidissima risposta; per dire che posso rassicurare il consigliere Balletto sul fatto che, nella redazione del bilancio, per quanto riguarda la stima delle entrate, ci siamo perfettamente attenuti a quei criteri di cautela e di prudenza che ispirarono l'Assessorato del bilancio in quella vicenda a cui lei ha fatto riferimento. Noi abbiamo conseguentemente a quella stima ritoccato in ribasso le previsioni di entrata; ci siamo attenuti con molto scrupolo a quelle posizioni, non parlo dell'Assessore ma che l'assessorato in quella fase ebbe, che abbiamo riconfermato nel DPF e che trovano sanzione nelle cifre di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PIRAS, Segretario:

Art. 2

1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo, è autorizzato, ove occorra, a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'istituzione di nuovi capitoli nello stato di previsione dell'entrata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PIRAS, Segretario:

TOTALE GENERALE DELLA SPESA


Art. 3

1. E' approvato in lire 9.467.189.000.000 il totale della spesa della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

PIRAS, Segretario:

Art. 4

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 16, comma 6, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, i capitoli degli stati di previsione della spesa del bilancio regionale per l'anno 1999 appartenenti ai Titoli I, II, III, IV e V, sono classificati secondo le seguenti sezioni:

01 - Amministrazione generale

04 - Sicurezza pubblica

06 - Istruzione e cultura

07 - Azioni ed interventi nel campo delle abitazioni

08 - Azioni ed interventi nel campo sociale

09 - Trasporti e comunicazioni

10 - Azioni ed interventi nel campo economico

11 - Interventi a favore della finanza regionale e locale

12 - Oneri non ripartibili

13 - Copertura disavanzi.

2. Gli stessi capitoli sono, altresì, classificati secondo le seguenti categorie:

TITOLO I - SPESE CORRENTI

1) Servizi degli organi costituzionali della Regione;

2) Personale in attività di servizio;

3) Personale in quiescenza;

4) Acquisto di beni e servizi;

5) Trasferimenti correnti allo Stato e ad altri enti pubblici;

6) Trasferimenti correnti ad altri settori;

7) Interessi;

8) Partite che si compensano nell'entrata;

9) Somme non attribuibili.

TITOLO II - SPESE D'INVESTIMENTO

1) Beni ed opere immobiliari a carico diretto della Regione;

2) Beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico-scientifiche a carico diretto della Regione;

3) Trasferimenti in conto capitale allo Stato e ad altri enti pubblici;

4) Trasferimenti in conto capitale ad altri settori;

5) Partecipazioni azionarie e conferimenti;

6) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità produttive;

7) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità non produttive;

8) Somme non attribuibili.

TITOLO III - SPESE PER RIMBORSO DI MUTUI E PRESTITI

1) Mutui;

2) Obbligazioni;

3) Anticipazioni ed altre operazioni di credito a breve termine.

TITOLO IV - SPESE PER PARTITE DI GIRO

1) Partite di giro.

TITOLO V - COPERTURA DISAVANZI

1) Copertura disavanzi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA


Art. 5

1. E' autorizzato il pagamento delle spese della Presidenza della Giunta per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella B).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE


Art. 6

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella C).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO E DISPOSIZIONI RELATIVE


Art. 7

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella D).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Dovrò leggere qualche numero, quindi, chiedo scusa ai colleghi. Lo stato di previsione di questo assessorato aumenta di 156,4 miliardi per l'effetto congiunto di aumenti del fondo di riserva, 33,5 miliardi, dei programmi di ricerca 12,8 miliardi, dei PIA 25 miliardi, dei trasferimenti allo Stato per IRAP 206,4 miliardi, per gli oneri per mutui 53 miliardi, nonché di diminuzione dei fondi per nuovi oneri legislativi meno 87 miliardi e della quota di copertura del disavanzo di amministrazione, meno 81,6 miliardi.

Una delle voci di spesa più consistenti di questo assessorato riguarda il capitolo 0305600, relativo al fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area che viene dotato di 220 miliardi di lire all'anno per l'intero triennio 1999 - 2001. Inoltre l'articolo 20 del piano straordinario per il lavoro, nella sua versione approvata dalla Commissione del bilancio, il disegno di legge 447 A), destina a questo capitolo altri 100 miliardi per il 1998, per finanziare i PIA di interesse locale, nonché un miliardo nel 1998 e 15 miliardi in ciascuno degli anni 1999 e 2000 per finanziare i PIA di interesse regionale.

Gli articoli 23 e 24 dello stesso provvedimento, inoltre, stanziano a favore del capitolo 0303401 le somme di sei miliardi e mezzo per il 1998 per un programma di ricerca applicata e di innovazione tecnologica, e di 12 miliardi sempre per il 1998 a favore del parco scientifico e tecnologico regionale.

Il costo dei mutui per investimenti in opere di carattere permanente pesa enormemente sul bilancio regionale. In cifre si tratta del costo sostenuto per il pagamento delle rate di ammortamento, quantificate in 296,2 miliardi per il 1999, in 353,7 miliardi per il 2000, e in 401,3 miliardi per il 2001, per un totale di 1051,2 miliardi nell'arco del triennio. Peraltro, se si aggiungono anche le altre categorie di mutui a carico dei fondi regionali, cioè i mutui per il fondo di solidarietà sociale, i mutui per il palazzo del Consiglio regionale, i mutui per il ripiano dei disavanzi delle U.S.L., le rate di ammortamento da pagare già iscritte in bilancio risultano estremamente elevate, ovvero 360 miliardi nel 1999, 416 miliardi nel 2000 e 463,9 miliardi nel 2001, per un totale di 1240,5 miliardi nell'arco del triennio.

Inoltre, per effetto della riformulazione dell'articolo 2 della legge finanziaria del 1998, la quota annua del piano di copertura del disavanzo di amministrazione al 1997 e del saldo negativo finanziario presunto al 1998, è stata ridotta negli esercizi dal 1999 al 2001 da duecento ad ottanta miliardi lire, ma aumentata negli anni dal 2002 al 2007 da 200 miliardi a 331,5 miliardi; di questo abbiamo già parlato e abbiamo detto anche in sede di discussione della finanziaria, nel momento in cui si voleva far rilevare con fermezza e determinazione che con questi stanziamenti e, con questa politica di bilancio, la Regione si avviava verso uno stato di indebitamento che comprometteva per il futuro ragionevoli ipotesi di sostegno della spesa pubblica a favore dello sviluppo e dell'occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). E` un argomento che ha già toccato il collega Balletto, relativamente ai piani integrati d'area con degli stanziamenti che abbiamo più volte messo in evidenza che sono stanziamenti di notevole rilievo, 220 miliardi per il 1999, per il 2000 e il 2001; ma, non basta perché abbiamo visto che nella legge finanziaria si arriva al 2007 o il 2008, 220 miliardi l'anno. Per quanto ci si sforzi di vedere concretamente quali sono i risultati ottenuti in relazione ai PIA che ormai sono in vigore dal 1996, difficilmente si riesce concretamente a vederne i risultati. Io chiedo alla gente, e quando parlo della gente parlo di persone qualificate, che appartengono alle associazioni professionali che quindi hanno una certa conoscenza dei piani integrati d'area; il dubbio che hanno è sempre quello: se, se, se! C'è sempre una somma di se per cui l'utilità per il momento è molto molto relativa; allora anche se abbiamo detto più volte, noi non escludiamo i piani integrati d'area, è un'istituzione che può trovare cittadinanza nelle nostre leggi finanziarie, ma può trovare cittadinanza per ammontari più ragionevoli, perché non saranno i piani integrati d'area ad affrontare seriamente il problema del lavoro in Sardegna.

Allora, non possiamo non criticare questo atteggiamento assunto dalla Giunta regionale, che ai piani integrati d'area ha dato un impulso notevolissimo.

Possiamo dire che, in effetti, i documenti finanziari tra legge finanziaria e quell'altro documento che abbiamo approvato da poco, il disegno di legge 447, i piani integrati d'area fanno la parte del leone nel programma della Giunta regionale. Questo noi non lo condividiamo, quindi, effettivamente un voto favorevole alla tabella D) non lo possiamo esprimere perché avremmo gradito, come ho fatto rilevare più volte, che i fondi destinati a questo capitolo di bilancio fossero stati più modesti e non di questa entità, perché noi così pregiudichiamo tutti gli altri capitoli che forse avrebbero meritato più attenzione di questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Rapidissimamente, solo per dire che innumerevoli volte ho espresso su questo punto la posizione della Giunta, quindi semplicemente una considerazione telegrafica; per dire che, il giudizio della Giunta è positivo, non trionfalistico, non propagandistico ma positivo. E` uno strumento, uno tra i principali strumenti per affrontare la questione dello sviluppo della Sardegna; non ci sfugge che non è sostitutivo degli interventi per le grandi infrastrutture o del sostegno alle imprese, è uno degli strumenti! Devo dire che è in uno stadio più avanzato l'attuazione dei PIA rispetto all'attuazione dei patti territoriali, per esempio, della programmazione nazionale; siamo di fronte ora, non solo al problema del rifinanziamento, che abbiamo risolto con la finanziaria, ma siamo di fronte al problema della revisione, in due punti di sostanza che enuncio e qui mi fermo.

Il rapporto pubblico-privato: non c'è dubbio che dobbiamo utilizzare il pubblico di più come volano per mettere in moto risorse private, il quadro di riferimento e di coordinamento, anche con i patti territoriali. Ma, è appunto tema di lavoro per il Consiglio e per la Giunta per le prossime settimane.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 8.

PIRAS, Segretario:

Art. 8

1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.

2. Per i prelevamenti dal fondo di riserva per spese obbligatorie e d'ordine (cap. 03009) di cui al precitato articolo 23, si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per prelevamenti sino a lire 500.000.000.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 9.

PIRAS, Segretario:

Art. 9

1. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II, categoria 1 degli stati di previsione della spesa, nonché del capitolo 08070/01 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.

2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a lire 500.000.000.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 10.

PIRAS, Segretario:

Art. 10

1. Al trasferimento dal fondo di cui al capitolo 03014, relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali a favore dei capitoli concernenti le spese per il personale dell'Amministrazione regionale e di quelli relativi ai contributi di funzionamento degli enti strumentali indicati nell'articolo 1 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, si provvede con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte dei Conti, emesso su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

2. Le somme sussistenti alla data del 31 dicembre 1998 nel conto della competenza e nel conto dei residui del precitato capitolo 03014, sono conservate nel conto dei residui del bilancio 1999 per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 11.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA


Art. 11

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica, per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella E).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Brevemente, signor Presidente, per evidenziare come lo stato di previsione di questo assessorato aumenti di 145 miliardi e 600 milioni rispetto al 1998, quindi, se si tiene conto che l'Assessorato alla sanità, il cui incremento di fondi regionali compensa una diminuzione di assegnazioni statali di pari importo, e fatta eccezione dell'assessorato della Programmazione, di cui ha già riferito il collega Balletto e il collega Casu, questo degli enti locali, finanze ed urbanistica risulta essere l'Assessorato dove avviene la più elevata espansione della spesa finanziata con fondi regionali. Ad una diminuzione di circa 20 miliardi in capitoli vari, corrisponde infatti un aumento di 45 miliardi nel capitolo relativo al fondo per il funzionamento degli enti locali con destinazione specifica alle province, un aumento di 23 miliardi relativo al fondo per l'acquisizione da parte degli enti locali di strutture logistiche, ed un aumento di 50 miliardi relativo al finanziamento a favore dei comuni per programmi di recupero di centri storici, ed infine un aumento di 47 miliardi nel capitolo relativo alla quota IRAP da devolvere agli enti locali.

Nessun problema sull'aumento delle risorse a favore delle province ma, per quanto attiene gli altri tre stanziamenti, si tratta di capitoli di nuova istituzione con i quali sarà possibile gestire, e sottolineo, discrezionalmente, da parte dell'Assessore agli enti locali una spesa complessiva di 120 miliardi; cioè, l'assessore Cogodi, da qui alle prossime elezioni regionali potrà gestire, lo ripeto, discrezionalmente 120 miliardi. Ed allora, siccome è cosa di non poco conto, soprattutto in considerazione dei prossimi appuntamenti elettorali, approfitto proprio della discussione sulla legge di bilancio per invitare, ancora una volta, gli assessori tecnici e non, secondo quello che è un preciso deliberato del Consiglio regionale, a dichiarare se è loro intenzione candidarsi alle prossime elezioni regionali, quindi assumere conformemente al deliberato del Consiglio regionale le conseguenti determinazioni, e cioè, in una parola, avere il buon gusto di dimettersi.

E` chiaro che noi saremo in ogni caso vigili sulla utilizzazione di queste somme.

Il discorso non riguarda solo l'Assessorato agli enti locali, ma questo è uno fra i tanti dati che vogliamo dare, e che sottoponiamo all'attenzione dei colleghi di minoranza, ma anche di maggioranza, su quelle che sono le destinazioni di ingenti risorse che, laddove trovano la possibilità di essere utilizzate secondo criteri discrezionali dell'Assessore, rappresentano veramente un limite importante che non possiamo consentire. E per la verità, alcuni emendamenti che abbiamo proposto alla tabella E mi pare, proprio quella che riguarda le somme in bilancio per questo assessorato, vanno in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per dire che a me non sembra che ci sia questo processo di impinguamento dello stato di previsione dell'assessore Cogodi. Perchè ci sono due spiegazioni: la prima è che una parte è semplicemente apparente, perché riguarda l'IRAP, che prima andava direttamente agli enti locali, adesso è la Regione titolare di queste entrate, e quindi figura nello stato di previsione degli enti locali, ma è un trasferimento puro e semplice che credo che incida per una settantina di miliardi. L'altro finanziamento, anzi il finanziamento di un certo peso, che non c'era negli anni precedenti, sono i 45 miliardi per le province, scuole e viabilità, che vengono però ripartiti alle province col meccanismo della legge numero 25 senza alcuna discrezionalità da parte del Giunta.

Volevo dare queste precisazioni, poi ciascuno naturalmente ha il suo giudizio politico, però è bene che la Giunta chiarisca che non sempre ciò che è apparente è anche sostanziale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 12.

PIRAS, Segretario:

Art. 12

1. I capitoli 04027, 04029, 04032, 04033, 04034, 04036, 04037, 04038, 04041, 04042, 04043, 04047, 04056, 04061 e 04065, soppressi nell'anno 1999, trovano corrispondenza in conto del capitolo 04024.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 13.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA

DIFESA DELL'AMBIENTE

E DISPOSIZIONI RELATIVE


Art. 13

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della difesa dell'ambiente per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella F).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Lo stato di previsione di questo Assessorato viene ridimensionato con una decurtazione complessiva della spesa di 54,7 miliardi di lire.

Queste indicazioni che do, evidentemente non tengono conto degli aggiornamenti che possono essere stati effettuati in sede di finanziaria, perché è proprio mancato il tempo materiale per fare le correzioni.

Questa riduzione è dovuta ad una contrazione di 12 miliardi per la protezione dell'ambiente, di 17,3 miliardi per la forestazione e i parchi, di 5,5 miliardi per minore dotazione all'Azienda Foreste Demaniali, di 4,3 miliardi per il servizio antincendi, di 4,1 miliardi per il recupero ambientale degli stagni, di 5 miliardi per la pesca, di 4 miliardi per la protezione civile e di 4,7 miliardi per interventi per l'occupazione; mentre aumentano di 2,2 miliardi gli stanziamenti a favore della caccia. Vi è però anche uno stanziamento nuovo, è il più consistente tra i diversi, e si riferisce a 17 miliardi per ciascuno degli anni 1999 - 2000 - 2001 per la concessione di premi alle imprese di pesca per fermi biologici; il capitolo, a chi possa interessare, è lo 05085/00, per un totale di 51 miliardi nell'arco del triennio. Francamente questo stanziamento, e per questa misura, 17 miliardi, a noi pare eccessivo, in considerazione anche del generale ridimensionamento dell'intero bilancio dell'Assessorato.

C'è comunque da osservare che nel fondo per nuovi oneri legislativi per gli anni 2000 - 2001, è allocata la riserva necessaria per realizzare la riforma del settore idraulico forestale per un importo di 200 miliardi all'anno. Anche tale riserva, a nostro parere, è eccessiva, e dovrebbe essere ridimensionata quanto meno alla misura del 50 per cento.

Infine c'è da rilevare che la diminuzione della dotazione di questo Assessorato è parzialmente compensata con l'attribuzione di 35 miliardi derivanti dal programma ex legge 402 per interventi nel settore ittico.

A questo Assessorato infine affluiscono, sul capitolo 05017/00 anche disponibilità dal piano straordinario per il lavoro nella sua nuova versione approvata. Infatti l'articolo 26 del disegno di legge numero 447, prevede uno stanziamento di 10 miliardi nel 1998 e 30 miliardi ciascuno negli anni 199 -2000 per l'ampliamento delle superfici destinate ad interventi di forestazione. Queste misure, seppur utili e da apprezzare per il benefico apporto alla tutela dell'ambiente, non si manifestano come strumenti idonei a dare risposte immediate al problema dell'occupazione, se per occupazione deve essere intesa quella che ha caratteristiche di stabilità, e non anche quella invece di lavori precari, quali possono in questo settore essere quelli che si inseriscono sulle leggi a valere sui lavori socialmente utili e sui lavori di pubblica utilità. Quindi verifichiamo la contrazione che fa carico a questo Assessorato. Per quelli che sono incrementi di spesa non ne condividiamo appieno l'efficacia e non ne condividiamo neanche le misure, proprio nell'ottica del fatto che queste misure non si rivolgono verso interventi finalizzati ad occupazione stabile, ma rappresentano anch'essi, in buona parte, interventi a favore del lavoro assistito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, mi ha un po' reso perplesso il totale degli stanziamenti a favore della difesa dell'ambiente. Vado a vedere i totali: nell'anno 1998 era di 449 miliardi; nel 1999 sono di 392 miliardi; anzi, per essere precisi, lo stanziamento finale per il 1998 era di 544 miliardi; nel 1999 scende a 392 miliardi, ma soprattutto nell'anno 2000 - 2001 scendiamo a 87 miliardi e 190 milioni e 84 miliardi 090 milioni rispettivamente.

Mi chiedo se l'ambiente era uno degli aspetti che maggiormente la Giunta Palomba intendeva proteggere, curare, da collegare con l'ambiente, lo sviluppo turistico, l'industria turistica, perché assistiamo ad una riduzione degli stanziamenti di così notevole valore? Capisco che la risposta molto probabilmente sarà pronta e sarà questa: nell'anno 1999 abbiamo stanziamenti per il settore forestazione, spese per lavori di sistemazione idraulica forestale 205 miliardi, nel 2000 non c'è niente, nel 2001 non c'è niente. Quindi la risposta sarà che si procede alla sistemazione, non so come definirla, dell'Azienda Foreste Demanio perché, anche se questi fondi sono stanziati nel bilancio, sono fondi che, in sostanza, vengono amministrati dalla Azienda Foreste Demanio.

Bene si farebbe a metterli direttamente nei documenti contabili dell'Azienda Foreste Demanio. Non credo molto che nel 2000 avverrà la sistemazione, perché è un discorso che si sta ripetendo da anni. Comunque il problema di fondo rimane lo stesso, che noi per l'ambiente destiniamo, nell'anno 2000, 87 miliardi e 190 milioni e 84.090 nel 2001 io credo che sia un fatto risibile.

Non possiamo noi destinare all'ambiente delle somme così modeste, perché allora tutti i nostri programmi evidentemente saltano. Come facciamo a curare l'ambiente, a tenere l'ambiente, che poi deve essere suscettibile di sfruttamento sotto il profilo turistico, l'ho chiamato industria, industria del futuro, con questi stanziamenti così modesti.

Abbiamo mille problemi che riguardano il problema dell'ambiente, nessuno di questi problemi chiaramente potrà essere affrontato in modo deciso.

Vorrei sentire molto il parere dell'Assessore del bilancio e della programmazione economica, per carità, ma mi piacerebbe sentire il parere dell'Assessore all'ambiente, non lo vedo, purtroppo i banchi della Giunta non sono molto nutriti. Evidentemente la mia convinzione che la legge finanziaria in quest'Aula diventi un fatto formale, evidentemente è un'impressione che corrisponde a verità, perché non è possibile che noi discutiamo la legge finanziaria con l'assenza quasi completa degli Assessori e della Presidenza della Giunta.

Comunque rimane una mia forte perplessità circa gli stanziamenti assolutamente inadeguati per quanto riguarda l'ambiente per l'anno 1999, e soprattutto per il 2000 e il 2001. Non si affrontano i problemi dell'ambiente con 87 miliardi e 100 milioni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo due notazioni telegrafiche. La prima sul fermo biologico: gli stanziamenti previsti in bilancio sono precedenti all'approvazione della legge relativa da parte del Consiglio regionale; quindi la Giunta non sta facendo altro che prevedere in bilancio la copertura rispetto alle decisioni assunte dal Consiglio regionale. Per quanto riguarda lo stato di previsione complessivo dell'ambiente, si tratta di un grande assessorato di spesa. E` vero che c'è questa riduzione, ma se noi consideriamo complessivamente gli stanziamenti previsti sull'insieme degli strumenti di operatività della Giunta regionale - ricordo la "402", ricordo il "447" - è difficile contestare il fatto che l'Assessorato dell'ambiente abbia una dotazione assolutamente considerevole. D'altra parte non è che si può dire in continuazione, riduzione della spesa, ristrutturazione della spesa, e poi, nei casi in cui proviamo a tenere sotto controllo la spesa, dite: "Bisognerebbe aumentare la spesa". Io capisco il discorso, però, insomma.... Da qualche parte gli interventi di ristrutturazione debbono passare.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

PIRAS, Segretario:

Art. 14

1. È approvato il bilancio di previsione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999 annesso alla presente legge (allegato n. 1), a' termini dell'articolo 8 dello Statuto dell'Azienda stessa, facente parte integrante della legge regionale 29 febbraio 1956, n. 6, ed è stabilito nella somma di lire 6.000.000.000 il contributo da corrispondere all'Azienda medesima ai sensi dell'articolo 9, lett. f) del suo Statuto (cap. 05036).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 15.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DELL'AGRICOLTURA

E RIFORMA AGRO-PASTORALE

E DISPOSIZIONI RELATIVE


Art. 15

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella G).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Apparentemente, lo stato di previsione della spesa di questo assessorato, nel 1999 viene leggermente ridimensionato per 7,7 miliardi di lire. In realtà ciò avviene solo per i fondi di bilancio provenienti dalle risorse proprie, mentre allo stesso tempo affluiscono all'assessorato altri 100 miliardi da altre fonti, ed esattamente 40 miliardi dal programma 1998 - 1999 ex legge 402/94 per interventi nel settore agro-industriale, e si stima altri 60 miliardi per le richieste pregresse di contributi per opere di miglioramento fondiario, previste dal disegno di legge relativo all'utilizzo di risorse provenienti dalle contabilità speciali ex leggi 588/1962, e 268/1974.

Tenuto conto di tali entrate, i fondi regionali a disposizione di questo assessorato nel 1999, aumentano, di fatto, di oltre il 20 per cento; inoltre, nel fondo per nuovi oneri legislativi per gli anni 2000 - 2001, sono accantonati rispettivamente 10,3 e 8,3 miliardi di lire per realizzare la riconduzione al bilancio ordinario della contabilità speciale concernente il fondo di solidarietà in agricoltura. Tra le voci di bilancio, in cui nel 1999 si verificano delle decurtazioni, si possono ricordare: le opere di miglioramento fondiario meno 5.500 milioni, il fondo di solidarietà meno 7.700 milioni, il contributo all'ERSAT per spese correnti meno 5 miliardi, ed altri incentivi alle aziende agricole per meno 13.400 milioni. Il capitolo di bilancio che invece subisce un notevole incremento è quello, nuovo per altro, riguardante la ricomposizione fondiaria (il capitolo è il 608100), cui vengono stanziati 20 miliardi nel 1999, ed altri 50 miliardi in ciascuno degli anni 2000 e 2001, per un totale, nel triennio, di 120 miliardi di lire.

Per la spesa di tali fondi, nella legge finanziaria recentemente discussa e votata, all'articolo 15 più precisamente, si è fatto riferimento alla legge regionale 1/1977, cioè ad una legge che in vent'anni non sembra che abbia funzionato, o che quanto meno non abbia funzionato bene, per l'accorpamento dei poderi e la ricomposizione fondiaria, perché allora dovrebbe funzionare oggi? Questa è la domanda. Per altro, non sembra che la ricomposizione fondiaria sia un problema che debba essere risolto dalla Regione, né da nessun altro ente pubblico, ma deve essere risolto dai proprietari terrieri a seconda delle convenienze di mercato. Ogni ingerenza della Regione nella gestione degli interessi di questa natura, da un lato è destinata all'insuccesso, mentre dall'altro crea favoritismi e distorsioni di mercato, quando non di peggio. E` come dire che la Regione si impegnerà con risorse proprie a favorire la ricomposizione dei fondi, ma non certamente anche a far nascere le imprese, le quali imprese nascono solo se vi è la convenienza, e comunque sia, questa convenienza va ricercata dal privato, e non deve essere posta in essere dall'ente pubblico. Comunque sia, se questa sarà la strada che si intende percorrere, non vi è dubbio che in questa direzione vi sarà ancora l'ennesimo spreco di risorse pubbliche, e se spreco non sarà si tratterà comunque di spese che non saranno per niente efficienti. La scelta, a nostro avviso, non può che essere considerata sbagliata. E` un vero peccato che la opposizione di Forza Italia all'articolo 15 della legge finanziaria non abbia dato frutti positivi, posto che l'emendamento soppressivo non è stato accolto.

Oggi non possiamo fare nulla, non si possono presentare emendamenti modificativi di questo stanziamento, perché lo stanziamento stesso è oggetto di una legge che è stata recentemente approvata.

Nell'Assessorato all'agricoltura sono allocate molte voci di bilancio, che si prestano ad un uso discrezionale delle risorse regionali, Assessore Ferraris, la cui efficacia, per altro, è molto dubbia, visti i risultati disastrosi in cui versa, da tanti anni, questo settore, e credo che non vi sia nessuno, in quest'aula o all'esterno, che possa affermare invece che il settore dell'agricoltura è un settore florido.

L'impressione è che l'ingente mole di risorse regionali messe a disposizione non serva allo scopo, ma vada ad alimentare e a sostenere altri interessi che con l'agricoltura poco hanno da spartire, a cominciare dalle dotazioni a favore degli enti, tutte riconfermate come nel 1998, tranne quelle dell'ERSAT che, come ho detto poc'anzi, è stata decurtata di 5 miliardi. Per il resto, tra spese di gestione e spese di investimento, ma queste ultime, diciamocelo chiaro e tondo, sono puramente simboliche, essendo le prime di gran lunga prevalenti alle seconde, si continua a finanziare, con 7 miliardi, il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, centrale e del Cixerri, con 12,6 miliardi l'Istituto zootecnico caseario, con 10 miliardi l'Istituto di incremento ittico, con 11,6 miliardi il Centro Regionale Agrario Sperimentale, con 14,3 miliardi i consorzi per la frutticoltura, e con 103 miliardi e più l'ERSAT.

Tali attribuzioni, come si è detto, sono riconfermate nella stessa misura dell'anno in corso anche per il 1999, ma non per gli anni successivi, quando le relative spese saranno determinate dai progetti di riforma degli enti stessi, progetti però di riforma che hanno sempre da venire e che vengono sempre citati, reclamati, ma che non si realizzano mai.

Si ha la sensazione di assistere, in agricoltura, o di poter rilevare, di poter affermare che in agricoltura, se non ci fosse l'intervento così cospicuo, da parte dell'Amministrazione regionale, a finanziare questi enti, la nostra agricoltura sarebbe bella che morta.

Per i motivi che dicevo prima, e proprio nella speranza che la riforma di questi enti possa arrivare, non abbiamo ritenuto opportuno proporre decurtazioni ai relativi capitoli di spesa, ma, come dicevo, solo nella prospettiva che nel 1999 si possa porre mano ad una seria riforma di questi enti.

Oltre che a favore degli enti sopra ricordati, la spesa si disperde in una miriade di rivoli e rivoletti, di cui, quelli principali che si possono ricordare, riguardano i seguenti capitoli, che vi risparmio, perché ce ne ho annotati una quindicina, forse anche venti, citerò solamente l'ultimo, il capitolo di spesa 0634400: "compensazione per estirpazione vigneti" 6 miliardi. Quest'ultima voce di spesa è quanto di più anacronistico si possa immaginare, ed è stata inserita solo per assecondare la politica agricola comunitaria volta a penalizzare la produzione mediterranea di vino a favore della produzione di birra dei paesi nordici. L'assurdità della norma è palese, se si pensa che la Regione avrebbe dovuto contrastare la politica europea degli espianti e favorire invece una politica di estensione delle colture a vigneto, essendo queste tra le colture isolane di maggior pregio. E` opportuno, o meglio, sarebbe opportuno che questo capitolo di spesa venga totalmente azzerato.

Il totale delle voci di spesa sopra riportate, di cui vi ho risparmiato la lettura, è di 267,4 miliardi di lire. Inoltre sono iscritti a bilancio per il 1999, con cifre che oscillano tra le poche centinaia di milioni, fino ai due - tre miliardi, le più svariate voci di spesa, quali ad esempio le spese per interessi sul prezzo d'esercizio ai produttori danneggiati, per interessi su mutui concessi per gravi danni alle strutture aziendali, per il miglioramento della produzione zootecnica, per l'associazione degli allevatori, per l'acquisto di macchine agricole da parte di cooperative, per la riduzione dei costi differenziali nel riscaldamento delle serre, per direzioni tecniche nelle cooperative, per l'acquisto di mezzi di trasporto di prodotti agricoli e zootecnici, per la biologia integrata, per la concessione di contributi nella realizzazione di opere agro-turistiche, per la concessione di mutui agrituristici, per la concessione di contributi ed anticipazioni, per la costituzione ed il funzionamento di associazioni di produzioni, per la concessione di contributi, per la regolarizzazione catastale dei terreni agricoli, e infine per la concessione di contributi per usi civici e demaniali, e demani comunali.

L'agricoltura vive solamente perché è assistita; vive solamente perché è sostenuta. Però, di tutto ciò che la Regione avrebbe dovuto fare, e cioè gli interventi in infrastrutture, e non sto qui a ricordare nuovamente la necessità di intervenire energicamente e compiutamente sul problema della raccolta e della distribuzione delle acque; non sto qui a ricordare i problemi dell'intervento del pubblico, Amministrazione regionale e statale per il miglioramento della rete viaria, non sto qui a ricordare gli interventi che avrebbe dovuto fare l'Amministrazione regionale per assicurare la continuità territoriale, per far sì che i costi dei trasporti delle materie prime in entrata e dei prodotti finiti in uscita fossero competitive con quelle degli altri paesi più fortunati e meno disgraziati del nostro. Tutte queste cose, signori della maggioranza, signori della Giunta, non sono state fatte. E` vero, questa è una politica impegnativa, è una politica che se non si è capaci non si può portare avanti, è una politica di lungo respiro, non è una politica miope. E' certamente più facile intervenire, sostenere il bisogno, sostenere l'agricoltura con contributi a pioggia che vanno in tutte le direzioni, ma pur andando in tutte le direzioni, non bagnano certamente tutti nella eguale misura.

Certamente, per aver mantenuto l'agricoltura in queste condizioni, la classe politica che ha governato, e che tuttora governa ha, a nostro modo di vedere, grossissime responsabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.), relatore di minoranza. Signor Presidente, farò delle brevissime considerazioni. L'analisi l'ha fatta, mi pare molto proficuamente, il collega Balletto. Mi limito a rilevare, anche in merito all'Assessorato all'agricoltura, la riduzione dei fondi; riduzione dei fondi soprattutto per quanto riguarda l'anno 2000, anche nel 1999, ma soprattutto per quanto riguarda il 2000 - 2001, e che passiamo da 493 miliardi nel 1998, quindi parlo di fondi regionali, a 475 miliardi nel 1999, a 212 miliardi e 600 milioni nel 2000, a 215 miliardi e 230 milioni nel 2001, e questo non perché non sia per il taglio delle spese, caro assessore, io sono per la riduzione delle spese laddove è possibile, ma per tornare appena appena indietro, in merito all'Assessorato all'ambiente, io ritengo che la spesa che noi sosteniamo, ad evitare che la Sardegna venga bruciata nei mesi estivi, credo che sia una riduzione di spese che non si deve operare. La riduzione di spesa, per non dotare i comuni della Sardegna dei relativi depuratori, credo pure che non la si debba fare, così come la spesa destinata ai rifiuti solidi urbani, che va sempre più riducendosi.

La mia preoccupazione è anche un'altra. Noi, nel 2000 e 2001, abbiamo previsto la contrazione di debiti per 600 miliardi e 690 miliardi rispettivamente 2000 - 2001, e ho la vaga impressione che le voci di uscita per l'anno 2000 e 2001 siano sotto dimensionate; quindi, mentre oggi prevediamo di dover contrarre l'anno venturo, nel 2000 (mi riferisco al 2000) un debito di 690 miliardi, che noi assolutamente non ce la faremo, perché abbiamo ridotto notevolmente le spese di tutti gli stati di previsione soprattutto per il 2000 e il 2001. Evidentemente lavoriamo un po' alla giornata. Allora, pensiamo per il 1999 che è l'anno che noi affrontiamo a livello di impegno e di accertamento, lasciamo il 2000 e il 2001 perché dovranno essere ripresi con la finanziaria dell'anno 2000. Ecco la preoccupazione, signor Presidente, che le spese per gli anni futuri, gli ultimi due anni del triennio, siano sotto dimensionate rispetto all'effettiva esigenza, perché mi pare che per tutti gli Assessorati ci sia stata una riduzione delle spese.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

PIRAS, Segretario:

Art. 16

1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, è autorizzato a trasferire, con propri decreti, emessi su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dai capitoli 06065/01, 06068/01 e 06210/01 ai rispettivi capitoli 06065, 06068, 06210, le occorrenze finanziarie destinate all'erogazione di concorsi negli interessi sui mutui di miglioramento fondiario (art. 9, Legge 2 giugno 1961, n. 454; art. 18, Legge 27 dicembre 1977, n. 984 e art. 3, comma 2, Legge 8 novembre 1986, n. 752) e per la formazione e l'arrotondamento della piccola proprietà contadina (art. 27, comma 2, Legge 2 giugno 1961, n. 454).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 17.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DEL TURISMO,

ARTIGIANATO E COMMERCIO


Art. 17

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella H).

PRESIDENTE. All'articolo 17 è stato presentato l'emendamento numero 8 della Giunta regionale. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per illustrare l'emendamento numero 8.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. E` solo una semplificazione, una riaggregazione, quindi, ha un significato meramente tecnico.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. L'emendamento tecnico si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Brevemente per alcune note critiche; per quel che riguarda lo stato di previsione della spesa di questo Assessorato che viene ridimensionato di 23 miliardi di lire, per quanto riguarda i normali fondi regionali di bilancio, ma incrementato di 62 miliardi con i fondi provenienti per 49 miliardi dal programma 1998 e 1999, ex legge 402 del 1994.

Il problema, come si è già avuto modo di notare, è che questo settore risulta molto sacrificato dalla politica del Governo regionale, per cui sarebbe opportuno a nostro avviso riservargli una maggiore attenzione perché è davvero inspiegabile che le decurtazioni maggiori si riferiscano alle incentivazioni per le attività artigianali, meno 13 miliardi e 100 milioni, al concorso nel pagamento degli interessi di prestiti garantiti dai consorzi fidi, meno 4 miliardi, agli incentivi e alle attività turistico ricettive, meno 3 miliardi e 800 milioni con riferimento alle disponibilità per il commercio, le fiere, le mostre e i mercati dove si registra un minor incremento per 2 miliardi e 100 milioni. Noi vorremmo che questo Assessorato fosse il vero Assessorato di spesa, perché è proprio sulle attività turistiche, sulle attività artigianali e su un importante settore, quale quello del commercio, che la Sardegna dovrebbe - almeno dal nostro punto di vista, e secondo le nostre intenzioni - puntare per creare sviluppo e per creare, quindi, anche nuova occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io devo ripetere la stessa osservazione, caro Presidente. Io vedo anche in questo stato di previsione la riduzione per il 1999, e non è di notevole peso; mentre vedo la riduzione da 186 miliardi e 126 miliardi per il 2000, e a 109 miliardi per il 2001.

Se questa riduzione di spesa fosse da mettere in relazione con un programma di riduzione della spesa, sarei il primo a salutare positivamente questo programma della Giunta. Ma, a furia di ripetersi per tutti gli stati di previsione, mi sorge il dubbio che la riduzione delle spese per gli anni 2000 e 2001 sia un semplice fatto che porti alla quadratura del bilancio. Il che non mi sta bene! Io vorrei una risposta da parte della Giunta. Ecco, perché se si tratta di un solo stato di previsione, ci può essere un fatto eccezionale che ne modificherà la consistenza nell'anno 2000 e 2001, ma mi pare che il discorso che io sto facendo è generalizzato per tutti gli stati di previsione. Allora, o c'è veramente un programma di riduzione delle spese abbinato con un programma di revisione della legislazione regionale, o diversamente è un fatto che è stato compiuto solo per far quadrare i conti e non spaventare con un indebitamento per il 2000 e 2001 molto superiore a quello indicato nell'articolo 1 della legge finanziaria. Io chiedo una spiegazione, fatemi sapere per che cosa c'è questa riduzione di fondi in tutti gli Assessorati, in tutti gli stati di previsione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Non si tratta solo di ristrutturazione della spesa, ci sono anche elementi che vanno in quella direzione; si tratta naturalmente di un discorso sulle due annualità successive, che non può essere completo perché non è nemmeno completo il quadro delle entrate e, naturalmente anche il ragionamento sull'indebitamento non è compiuto con gli stessi parametri, quindi, se ne ha un riflesso ovviamente negli stati di previsione per gli esercizi 2000 e 2001.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 18.

PIRAS, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI E DISPOSIZIONI RELATIVE


Art. 18

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei lavori pubblici per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella I).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Anche lo stato di previsione della spesa di questo assessorato si presenta ridimensionato di 196 miliardi di lire rispetto all'anno scorso, anche se il ridimensionamento maggiore pari a 165 miliardi e 500 milioni, riguarda il capitolo relativo al mutuo per l'emergenza idrica iscritto nel 1998, per l'estinzione del quale a partire dal 1999 si dovrà pagare una rata di ammortamento di poco inferiore ai 20 miliardi all'anno.

L'altro capitolo fortemente ridimensionato riguarda l'edilizia abitativa; il cui stanziamento diminuisce da 100 a 50 miliardi di lire; questo ci preoccupa e non poco! Perché si è già detto in altre occasioni che a volte è difficile capire i meccanismi che determinano la Giunta a disporre aumenti o diminuzioni; cioè, in questo caso è difficile dire e capire se questa decurtazione sia congrua o meno, se risponda ad un criterio che la Giunta avrà quindi la cortesia di indicare all'Aula, posto che a noi risulta che neanche la Giunta disponga di un opportuno monitoraggio della spesa sostenuta negli anni precedenti. Per cui non è dato sapere, per esempio, se tale decurtazione deriva dal fatto che su questo capitolo non si è riusciti a spendere i soldi già stanziati in passato, oppure perché si vuole imprimere un cambiamento nel senso di un minore interesse della politica regionale relativa all'edilizia abitativa.

Su questo sollecito l'Assessore, almeno del bilancio, visto che quello ai lavori pubblici è assente dall'Aula, perché chiarisca se c'è un minor interesse verso questo settore da parte della Giunta, proprio perché lo si rileva dallo stanziamento che come ho già detto viene portato da 100 a 50 miliardi di lire.

Debbo anche rilevare che la prima Commissione permanente, e qui io voglio richiamare l'attenzione dei colleghi, la prima Commissione permanente dicevo ha criticato il programma di opere pubbliche ai sensi proprio della normativa di cui alla legge regionale numero 6 del 1995, proprio perché il criterio di ripartizione - leggo testualmente - o meglio il programma di opere pubbliche, consiste nella ripartizione di contributi senza alcun criterio predeterminato, tra enti del tutto eterogenei, province, comuni, comunità montane, università, enti strumentali della Regione, consorzi di bonifica e consorzi industriali, ponendosi quindi in contrasto con una linea di rispetto dell'autonomia degli enti locali che deve essere ulteriormente sviluppata evitando di riprodurre gli stessi modelli di intervento che la legge regionale numero 25 del 1993 aveva cancellato. Questa è una severissima censura della prima Commissione per l'operato della Giunta e, in particolare, per l'operato dell'Assessore dei lavori pubblici che dovrebbe quindi determinare un cambio di rotta rispetto alla programmazione finora attuata.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 19.

PIRAS, Segretario:

Art. 19

1. Ai termini dell'articolo 18, comma 7, della legge regionale 21 luglio 1976, n. 39, gli interessi attivi maturati e le economie realizzate al 31 dicembre 1997 sono portati in aumento del capitolo 08117 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici e rispettivamente dei capitoli 32407 e 36204 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1999.

2. A tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dei lavori pubblici, è autorizzato a disporre, con propri decreti, le conseguenti variazioni di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 20.

LA ROSA, Segretario:

Art. 20

1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f), della Legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126, l'iscrizione al capitolo di spesa 08096 delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per interventi di edilizia agevolata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 21.

LA ROSA, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA


Art. 21

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'industria per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella L).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Presidente del Consiglio, quello della Regione non ascolta mai, quindi non ci sono problemi! Secondo il suo parere autorevolissimo, questa discussione ed esame della legge di bilancio si sta svolgendo nell'ambito di un normale dibattito democratico dove le diverse forze politiche intervengono per rappresentare le proprie posizioni? Oppure le opposizioni devono dire la loro chiedendo anche alla Giunta chiarimenti e specificazioni, ed essere continuamente ignorate perché, al di là di qualche breve risposta e chiarimento dell'Assessore Scano, non mi pare che quando si è parlato di lavori pubblici fosse presente in Aula l'Assessore di quell'assessorato per dare chiarimenti e risposte, quando si è parlato di agricoltura mi sembra di aver posto dei quesiti, non voglio dire che fossero quesiti interessanti e quindi, degni di discussione e di risposta, ma l'Assessore dovrebbe essere qui ed era presente per dare chiarimenti, non sto parlando di lei Assessore. Volevo dire che se dobbiamo solamente parlare al vento possiamo anche farne a meno, e se questo può agevolare la volontà della maggioranza di arrivare ad una discussione o ad una approvazione di una legge di bilancio senza che ci sia discussione, perché non è discussione a mio modo di vedere l'intervento del collega Pittalis, del collega Casu e del sottoscritto sullo stato della previsione della spesa dei diversi assessorati, mi sembra che sia una mancanza di riguardo e di rispetto dei più elementari principi della democrazia. Io vorrei che lei mi dicesse se questo è un corretto modo di svolgere l'esame di una legge così importante come la legge di bilancio. E peraltro anche disturbati da coloro i quali non partecipano ma che comunque chiacchierano!

Posso avere una risposta sua Presidente prima dell'intervento?

PRESIDENTE. Onorevole Balletto lei capisce che la domanda è retorica, il compito della Presidenza è consentire il massimo del dialogo e degli interventi, io credo questo di farlo con l'attenzione di tutte le parti politiche di maggioranza e di opposizione. Non spetta a me dire e tra l'altro siamo qua da giorni, c'è stato un dibattito animato, pare che la Giunta sia l'interlocutore diretto, magari in una sorta di dialettica tra maggioranza e Giunta, i colleghi che intendono intervenire possono farlo, io naturalmente acconsento a qualunque tipo di intervento, ma, l'Aula è sovrana, ed è l'Aula che determina il tipo di dibattito. Io ho dato tutte le possibilità a tutti di intervenire, prego adesso l'onorevole Balletto di svolgere il suo intervento.

BALLETTO (F.I.). La ringrazio Presidente. Mi rivolgerò al Presidente della Giunta, visto che non c'è l'Assessore all'industria; e poi, Assessore, so che lei è comprensivo e qualche cosa me la dirà, Assessore alla programmazione.

Nello stato di previsione della spesa, dell'Assessorato dell'industria, colpisce subito l'attenzione, il nuovo stanziamento di 91 miliardi di lire per il 1999, nel capitolo 0904513 a favore del fondo per l'attivazione di interventi produttivi nelle zone interne della Sardegna centrale, ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 17 del 1993. Francamente uno stanziamento così consistente, concentrato in un solo anno, per finanziare una legge non finanziata negli anni precedenti, che per essere speso ha comunque bisogno di un programma che necessariamente sconta un periodo di avviamento in cui non si riuscirà a spendere subito, a noi sembra proprio eccessivo.

Si tratta quindi di un impegno di risorse non immediatamente spendibili, che tuttavia, una volta stanziate, sottraggono disponibilità ad altri impieghi. E' da queste cose che nasce la necessità di ricorrere al pericoloso indebitamento per le altre occorrenze; è ovvio che questi ottanta miliardi non potranno essere spesi nel 1999; perché stanziare per il 1999 e per un solo anno i 90 miliardi? Abbiamo costituito una riserva e per altri impieghi invece dobbiamo ricorrere all'indebitamento. Ed ecco un motivo di censura. Non entro nel merito poi dello stanziamento e della utilità, però, mi sembra che procedere in questo modo, da un punto di vista dell'impegno delle risorse non sia il modo più corretto e più lineare. Corretto nel senso della utilità e non in altri sensi.

Inoltre sono previste integrazioni regionali al fondo per interventi nella Sardegna centrale, per un totale, nel triennio, di 50 miliardi. A fronte di tali e generosi stanziamenti corrisponde un ridimensionamento della spesa stanziata in altri capitoli, alcuni dei quali di importanza non marginale, quale il capitolo 09054 relativo alla realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali, dieci miliardi in meno che resta con otto miliardi nel 1999, e cinque miliardi per ciascuno degli anni 2000 e 2001; il capitolo 09052 relativo agli stanziamenti a favore degli enti locali per finanziamenti di opere pubbliche nelle zone industriali, dove è previsto l'insediamento di aziende artigiane, meno cinque miliardi. Capitolo che peraltro resta del tutto vuoto per l'intero triennio, quindi, per il 1999 - 2000 - 2001 non c'è una lira, ed il capitolo 09050 relativo al fondo per la tutela dei livelli occupativi, meno cinque miliardi, e qui tutto sommato questi 5 miliardi in meno ci possono stare perché tanto si è avuto modo di intervenire con generosità quando si è approvato il disegno di legge 447. Di fatto, però, rimane che questo Assessorato, non solo non riesce a diminuire la spesa sui fondi regionali, come invece avviene in tutti gli altri Assessorati, anzi si verifica a valere sulle risorse regionali, 8,3 miliardi di lire solo su questi fondi; ma incrementa notevolmente le sue dotazioni complessivi quasi raddoppiandole nel 1999, con le disponibilità di 287 miliardi derivanti dal programma 1998 - 1999, di cui alla legge 402 del 1994, a fronte di interventi per 158 miliardi di incentivi al settore industriali, 29 miliardi per il completamento funzionale di altre infrastrutture industriali e 100 miliardi per la soluzione del problema energetico regionale. Altri 40 miliardi derivanti dal disegno di legge relativo al riutilizzo di risorse provenienti dalle contabilità speciali, leggi 588 e 268. Occorre, a questo punto, notare che a nessun altro Assessorato è riservato un trattamento così generoso, per cui mentre per tutti gli altri agisce in misura più o meno consistente il vincolo di bilancio, con risorse spendibili in diminuzione, per questo, invece, la spesa si espande nel solo 1999 del 92,4 per cento. Non mi soffermo sui capitoli di spesa SIPAS ed EMSA, anche se sull'EMSA qualche parolina occorrerà dirla. Sulla SIPAS sono stanziati, nella voce generica: acquisto di partecipazione nel capitale sociale di imprese private, 36,9 miliardi. Però, io dico, signori si abbia il coraggio di dire di cosa si tratta, perché qua non si stanno facendo investimenti per acquisizione di partecipazioni, perché se così fosse staremmo andando in una linea diametralmente opposta a quella che invece si dichiara di voler percorrere con il disimpegno del pubblico nel privato, ma questo altro non è che il pagamento delle rate per i debiti che una scriteriata gestione del sistema della finanziaria regionale aveva creato nel settore dell'agro-industriale. Quindi lo si chiami per nome e cognome e non lo si nasconda dietro una voce che farebbe pensare ad interventi sicuramente produttivi e quindi finalizzati a qualcosa di utile.

Non dico nulla sui 40 miliardi che sono riservati all'EMSA, per quello che riguarda il finanziamento della legge di riforma, perché si è detto ad abundantiam.

Per quanto riguarda invece il gassificatore, dobbiamo dire che esso rientra nelle previsioni del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1994 e dell'articolo 31 della legge regionale 11/98. Il piano straordinario per il lavoro, all'articolo 34 sposta al 2000 la quota di finanziamento di 114 miliardi di competenza del 1998, ed è come dire che l'amministrazione regionale si è resa conto finalmente, a nulla sono valsi però gli urli lanciati in quest'Aula e sulla stampa da parte dell'opposizione di Forza Italia per denunciare alla pubblica opinione e alle forze politiche quanto fosse demagogico quell'intervento, e lo sarà se si avrà la volontà di seguire questa strada, e quanto ciò si tradurrà in uno spreco di risorse e un danno per la nostra società. C'è da rilevare, a riguardo, che non esiste alcuna giustificazione a questo stanziamento perché i soldi pubblici vengano spesi per la costruzione diretta di impianti industriali di natura privata per cui, anche questo investimento, andrebbe messo in discussione, tanto più se il suo finanziamento è previsto con l'accensione di mutui che, come si è visto, graveranno sui conti regionali negli anni futuri per importi consistenti e a fronte dei quali la Regione dovrà pagare importi elevati per interessi passati. Se di vero investimento si trattasse, quale dovrebbe essere la ricaduta in termini di redditività che possa consentire un ammortamento dei mutui contratti per il suo finanziamento, compreso gli oneri per interessi passivi? Il discorso del gassificatore è molto semplice sul piano economico, e qui ce lo dobbiamo raccontare, e fare questo discorso: se si tratta di un investimento produttivo che le aziende private intendono fare in vista del conseguimento del profitto, non si capisce perché una parte dell'investimento debba essere fatta dalla Regione con soldi pubblici, per gli stessi motivi per cui non è opportuno che la Regione partecipi al capitale delle imprese private. Se invece l'investimento non si giustifica sul piano della redditività, esso non va comunque fatto tanto meno con capitale pubblico, o forse se è fatto con capitale pubblico un investimento che non è redditizio può essere comunque fatto? Se questa è la logica che continua ad esistere sicuramente tra qualche anno piangeremo ancora lacrime più amare, saranno lacrime di sangue.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto...

BALLETTO (F.I.). Ho concluso, Presidente, vuol dire che non interverrò sull'articolo successivo. Per il modo in cui invece le cose sono poste sembrerebbe che come in tanti altri casi anche in questo si vogliano privatizzare gli eventuali utili dell'investimento ma socializzandone i costi, così dopo l'estrazione del carbone sovvenzionata avremo anche la produzione di gas sovvenzionato, di quel carbone che Porto Torres non vuole e di quel carbone che invece il Sulcis Iglesiente vuole e difende a spada tratta. Alla stessa stregua non si capisce perché la Regione non intervenga con sovvenzioni ad hoc anche negli altri investimenti privati, questo ce lo dovete dire, ci dovete spiegare perché gassificatore sì e perché non altri investimenti privati, perciò è tanto più opportuno che la Regione esca quanto prima da questo pasticcio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, mi deve scusare se sono costretto ancora una volta a prendere la parola in merito soprattutto ai dati finali dello stato di previsione dell'industria, avrei anch'io qualche osservazione da fare relativamente agli stanziamenti per investimenti del gruppo EMSA, SIPAS eccetera, perché ci sono dei fondi notevoli in questa voce e non sono investimenti come potrebbe sembrare da un esame superficiale del capitolo di bilancio, si tratta di interventi per la copertura di perdite, sono perdite che vengono coperte, non si tratta di creare strumenti patrimoniali e incrementare i capitali delle società di questi gruppi, sono coperture di perdite, ma intervengo ancora una volta, per cortesia se si fa un po' di silenzio riesco a parlare, sennò approviamo tutto e facciamo prima, proprio perché nessuno vuole ascoltare, sono cose che forse fa male ascoltare, ma io ritengo che il Consiglio dovrebbe sentire. Dicevo, i dati relativi ai totali dell'Assessorato dell'industria, parlo di fondi regionali, passano dal '99, 354 miliardi, al 2000, 77 miliardi, al 2001, 47 miliardi, cioè i fondi del 2000 rispetto a quelli del 1999 sono di appena un quinto, poco più di un quinto. Allora ritengo che la spiegazione che ha dato l'Assessore che anche le entrate sono incerte, su questo sono d'accordo, che ci possa essere un livello di incertezza sia sulle entrate che sulle spese, ma non ci può essere un livello di incertezza di queste dimensioni, io credo che sia stato un bilancio redatto solo con l'intento di far quadrare i conti, ve lo ripeto, questo non è un bilancio che rispecchia l'andamento delle spese per l'anno 1999 e per l'anno 2000, perché l'Assessorato dell'industria non può portare una riduzione delle spese da 354 a 77 miliardi, io voglio ammettere che sarebbe opportuno il ridimensionamento delle spese, lo posso ammettere, ma ritengo che non sia veritiero il dato in base ad una corretta previsione che porta alla riduzione delle spese da 354 miliardi a 77 miliardi ed allora il discorso qui diventa estremamente pesante, abbiamo fatto quadrare i conti facendo una previsione evidentemente molto molto lontana dalla realtà. Ed allora chiedo alla Giunta: se l'anno 2000 sarà un anno penoso per la Regione Autonoma Sardegna era proprio il caso che nel 1999 venissero utilizzate tutte le risorse accumulate in parecchi anni? Non si poteva lasciare qualcosa al 2000 che, evidentemente, sarà molto molto più magro del 1999? Vi ricordo "402", "268", "588", fondi di rotazione, siamo a livelli di oltre mille miliardi, non vi posso fare i conti in ogni momento perché queste cose ricorrono spesso e volentieri, ma certamente siamo a livelli di 1000, 1200 miliardi; se l'anno 2000 sarà un anno di forte magra, non avremmo dovuto raschiare anche il fondo del barile e invece l'abbiamo raschiato. Una cosa solo mi conforta, passatemi la battuta, evidentemente, la maggioranza ritiene che nel 2000 debba lasciare la guida della Regione ad altri, e allora evidentemente pensa: "Vi facciamo trovare il carro vuoto", e quasi certamente sarà così. Comunque ripeto, un bilancio concepito in questo modo specialmente per gli anni 2000 e 2001 non può essere approvato, perchè questi dati evidentemente non rispecchiano la realtà, perché le spese nel 2001 cresceranno di poco, cresceranno della svalutazione monetaria, cresceranno del 2 per cento, rimarranno invariati, ma non potremo avere nell'assessorato dell'industria al posto di 354 miliardi spese per 77 miliardi. Credo che questi dati debbano far riflettere quest'Aula, anche se è molto, molto distratta. Ritengo che noi daremo pubblicità a questi dati, non possono passare inosservate queste riflessioni anche se la stampa certamente non pubblicherà domani questi dati, perché la stampa è sempre assente, la par condicio la volle il nostro esimio Presidente Scalfaro quando non aveva il potere, una volta conquistato il potere, la par condicio è scomparsa, non esiste più; l'opposizione non trova voce per esprimere le proprie idee, per esprimere i propri convincimenti neanche in materia di bilancio, neanche in materia di dati che sono cose assolutamente oggettive e riscontrabili attraverso i documenti di programmazione economica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Molto rapidamente alcune annotazioni. La questione dei 91 miliardi della legge numero 17. Guardate che stiamo facendo un recupero dei fondi che l'anno scorso togliemmo e si gridò da molte parti allo scippo, a destra, al centro e a sinistra. La nostra previsione - questo è il punto che mi interessa di più - è che ci sarà un'utilizzazione piena di questi fondi perché naturalmente sono relativi a pratiche che
non sono solo del 1999, ma una parte anche del 1998, sono pratiche lunghe che quindi si concludono nel 1999; la nostra valutazione è che stavolta serviranno tutti i 90 miliardi. Sicuramente è stato rilevato questo, c'è un grosso sforzo per l'industria, ma non è uno sforzo (credo che questo si possa affermare) privo di un fondamento politico e di ragionamento economico e sullo sviluppo molto solido, perché è il sostegno ad uno dei settori principali delle attività produttive. Per questo abbiamo, mi pare anche con un largo consenso in Consiglio, sottolineato l'importanza della 15, per questo abbiamo esteso - dico abbiamo come Consiglio non come azione monocratica di alcuno - i benefici della 15 all'artigianato, per questo c'è questa sottolineatura della 17. D'altra parte (non è una battuta polemica) nel divenire delle posizioni politiche a tutti noi può accadere di non essere sempre pienamente lineare, ci può essere talvolta qualche contraddizione, però se si voleva rimettere in discussione il livello di stanziamenti, tenendo presente che il contenitore maggiore di stanziamenti erano i 130 miliardi della "15", allora forse non bisognava sostenere lo stralcio di quella parte dall'insieme della manovra, questo lo dico non perché sia un'opinione nostra, noi siamo convinti che si sia fatto bene, che i 130 miliardi servivano, e che sono tra le scelte qualificanti, chi però non aveva questa convinzione, chi aveva dei dubbi allora doveva lasciare che l'insieme delle risorse fosse disponibile per un libero ragionamento del Consiglio. quando siamo arrivati al "447" quella quota era già stata destinata, secondo noi, e secondo me, positivamente destinata, questi sono i fatti.

Non riprendo la questione del gassificatore perché questo è un dibattito secolare e non ci torno su. C'è un punto che ha posto da ultimo il consigliere Desiderio Casu a cui sento di dover dare una risposta. Questo timore che con la manovra complessiva, quindi parlando di manovra complessiva mi riferisco al "447", alla legge finanziaria, a questo paniere di leggi, si sia determinata...

CASU (F.I.). Io sto ascoltando attentamente, ma a mala pena riesco a seguire perché si continua a chiacchierare.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Questo timore, per usare la sua espressione colorita, del carro vuoto per i prossimi anni, non credo che sia fondato, se penso semplicemente agli strumenti che sta mettendo in essere (prescindiamo un attimo dal quadro puramente regionale) da una parte il Governo italiano che dice: "Per i prossimi anni lo sviluppo del Mezzogiorno e delle isole deve avere la stessa valenza che ha avuto negli ultimi due - tre anni il risanamento, l'Euro e così via) se penso al prossimo quadro comunitario di sostegno che tra POP e POM, ma nel prossimo futuro dovrebbe essere superata questa distinzione, quindi lo dico convenzionalmente per capirci, che prevede circa 8000- 9000 miliardi il carro non è vuoto, ci sarà la possibilità di programmare. In più, ma questa collega Casu la prenda come una battuta, il timore se fosse fondato non l'avrebbe solo lei, l'avrei anch'io e l'avremmo anche noi perché noi ci poniamo in una prospettiva di governo per la prossima legislatura.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dà lettura dell'articolo 22.

LA ROSA, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DEL LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E SICUREZZA SOCIALE


Art. 22

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella M).

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 9 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Alcune brevi osservazioni, signor Presidente, su alcune poste di bilancio relative ai contributi in conto capitale e alle cooperative giovanili ai sensi dell'articolo 10 della legge 28 del 1984, qui sono attribuiti 21 miliardi e 100 milioni nel '99, altri 25 miliardi nel 2000 e altri 30 miliardi nel 2001 per un totale nel triennio di lire 76 miliardi e 100 milioni. A questo stanziamento inoltre occorre aggiungere altri 47 miliardi e 900 milioni derivanti all'Assessorato del lavoro dal programma '98 - '99 ex legge 402 del 1994 da destinare anch'essi agli interventi di competenza previsti dall'articolo 10 della legge regionale 28. E' uno stanziamento senz'altro generoso per questo capitolo ed è chiaramente condivisibile nella misura in cui questo stanziamento determina delle ricadute positive per l'economia isolana e soprattutto sul piano della nuova occupazione. Però, fin dall'inizio di questa legislatura, noi abbiamo sempre evidenziato alcuni limiti. Innanzitutto si è già rilevato che la concessione di contributi in conto capitale in generale si è dimostrata essere una misura fallimentare nella promozione dello sviluppo che ha dato luogo a sperperi di risorse pubbliche con il finanziamento di progetti spesso non in grado di reggersi autonomamente sul mercato, e soprattutto in assenza di un monitoraggio effettivo dei finanziamenti concessi in passato, e mi risulta che finora non è stato effettuato alcun monitoraggio, e la cosa è ancora più grave perché mi pare che non sia stata attuata alcuna procedura di controllo, l'impressione è che l'obiettivo di chi propone un progetto in base a questa legge sia rivolto più all'ottenimento dei finanziamenti regionali, e in particolare dei contributi in conto capitale che non alla redditività e quindi alla sostenibilità dello stesso progetto di investimento.

Solo ieri ho potuto rilevare da lettore quotidiani sardi che l'Assessorato della programmazione ha indetto un bando di gara, mi pare, o ha già dato incarico ad una società romana, per il monitoraggio della legge numero 28. Forse mi sto sbagliando, ma mi pare di aver rilevato dai quotidiani una iniziativa di questa natura, che andrebbe nella direzione giusta, ci chiediamo però, Assessore, perché è una società romana e non una società sarda a fare questo lavoro, e ci chiediamo perché, dopo che destiniamo risorse ingenti all'Osservatorio regionale, a quello dell'industria o ad altri osservatori all'interno dell'Agenzia del lavoro, poi il monitoraggio non possa essere ricondotto all'interno di queste strutture che ricevono annualmente delle ingenti risorse. Però, è un bene che finalmente qualcosa si faccia in questa direzione, perché altrimenti continuiamo a prevedere ingenti risorse, senza poi avere un serio controllo degli effetti sulla nostra economia. Quindi, questo stanziamento, nonostante le numerose richieste già pervenute, pare secondo fonti sempre di stampa, che fanno riferimento a 68 richieste, per un totale di finanziamenti richiesti di circa 170 miliardi di lire, andrebbe non dico ridimensionato, ma è una spesa che sicuramente, da parte dell'assessorato competente, deve avere un controllo adeguato, proprio in attesa del monitoraggio sugli effetti reali di sviluppo provocati dalla legge 28. Anche perché i dubbi sull'effettiva efficacia di questa legge spesso vengono, e non è la considerazione solo dell'uomo della strada, del cittadino qualunque, ma si ha la seria impressione che non sempre si tratti di genuine cooperative di giovani, e che dietro queste, in realtà, si mascheri l'esistenza di altri operatori che, aggirando la ratio della stessa legge, trovano in questo strumento, nei casi migliori in cui l'iniziativa non fallisce, il modo migliore e più redditizio di accedere al finanziamento pubblico dei propri investimenti privati.

Altro settore, sul quale mi preme attirare l'attenzione anche dell'Assessore competente, è quello della formazione professionale. Si tratta anche qui di un pacchetto ingente di risorse che, nel 1999, ammonta a poco meno di 193 miliardi, di cui 60 miliardi su fondi regionali. Assessore, paradossalmente, le dico questo: "meno risorse dall'Unione europea, meno risorse dallo Stato, ma meno risorse anche impegnate dalla Regione per un settore che finora sta facendo acqua da tutte le parti", perché il sistema della formazione professionale in Sardegna, e per la verità anche in altre Regioni, ma a noi interessa la questione sarda; io sorrido quando il Presidente Palomba replica ad una osservazione sui dati ISTAT richiamando le realtà delle altre regioni, anche quelle governate dal Polo. Presidente, noi occupiamoci dei fatti nostri, dei fatti di casa nostra, il problema di quello che succede in Calabria, in Sicilia, per quanto possa corrispondere a quanto lei osserva, a me preoccupa il problema della Calabria ma preoccupa me, sono sicuro che preoccupa anche a lei quanto accade oggi in Sardegna. Il sistema della formazione professionale in Sardegna è davvero carente, e preoccupa proprio in relazione alle ingenti risorse che la Regione destina annualmente per questo settore.

Con riguardo poi alle risorse destinate alla riforma degli enti regionali della formazione professionale, non si può fare a meno di esprimere una forte perplessità proprio sull'ingente finanziamento accantonato che, come si è detto, ammonta a 40 miliardi di lire in ciascuno degli anni 2000 e 2001. L'obiettivo della riforma (com'è detto testualmente nel disegno di legge presentato dall'assessore Deiana per conto della Giunta regionale), recita: "politiche di sviluppo e nuovo ordinamento della formazione professionale", testo che risale oramai al 1997 e che ancora non è approdato né in Aula, né in Commissione.

L'obiettivo della riforma dovrebbe essere proprio quello di rendere tali enti più efficienti e competitivi per porsi nel mercato in una posizione meno assistita e più autosufficiente.

Il disegno di legge in questione, quello presentato dalla Giunta, ma anche la proposta di legge presentata dal Gruppo di Forza Italia (che ha diverse assonanze con quello presentato dalla Giunta), introduce il principio della concorrenza, del pluralismo, dell'integrazione col sistema scolastico e dell'individuazione di standard minimi di qualità per l'accreditamento delle strutture formative e il monitoraggio sui risultati della formazione.

Auspichiamo tutti la riforma, e per questo faccio un invito a tutti i Gruppi della maggioranza, ma anche direttamente alla Giunta e all'Assessore competente, perché si possano utilizzare questi pochi mesi che mancano alla fine della legislatura. Riteniamo che la riforma sia urgentissima, perché siamo sicuri che la riforma del sistema della formazione professionale servirà a ridurre la spesa regionale nel settore, rendendola nel contempo più produttiva e non certo ad aumentare gli sprechi.

E` inutile nasconderselo: oggi la formazione è più in funzione del mantenimento degli enti privati, di una mastodontica struttura che si è creata negli anni e di cui certamente non hanno colpa i lavoratori, i dipendenti degli enti (parlo dei 1.000 e più dipendenti degli enti di formazione). Anche loro sono scontenti, anche loro denunciano e portano alla nostra attenzione il sistema in cui oggi versa la formazione professionale in Sardegna.

Per evitare che intervenga anche sugli altri articoli, signor Presidente, se lei mi consente, due battute su altri due aspetti; uno riguarda le poste in bilancio per il settore del fondo sociale.

Il fondo sociale, come si sa, in attesa della modifica della legge regionale sull'emigrazione, è il fondo che si occupa dei sardi nel mondo. Anche qui si sono fatti pochi passi in avanti, a mio avviso, sia per quanto riguarda la legge che dovrebbe trovare finalmente approvazione, o comunque attenzione da parte dell'Aula, sia per la scarsità di risorse in cui questo settore è relegato, come una sorta di appendice dell'Assessorato del lavoro.

In un'azione, non dico moralizzatrice, (perché non è consentito a nessuno usare questo termine, men che meno a chi fa politica), ma avrei vista di buon grado un'azione di bonifica anche di certi capitoli di bilancio da parte dell'Assessorato del lavoro. Perché le risorse saranno poche, ma quando si parla di sicurezza sociale, normalmente ci si riferisce ad interventi concreti sul territorio e non, per esempio, ad alimentare contributi alle organizzazioni professionali per esempio che debbono divulgare e addirittura, leggo testualmente, propagandare i problemi dello sviluppo economico e sociale della nostra Sardegna.

Abbiamo bisogno di tutto meno che di propaganda e di associazioni assistite; entriamo nell'ottica veramente nuova che l'associazionismo e il volontariato possono essere sostenuti, devono essere sostenuti, ma che la Regione ha compiti ben diversi, e rispetto poi ad organizzazioni che francamente non comprendiamo in cosa consista la propaganda per lo sviluppo socio-economico della Sardegna, così come per tutte le attività similari.

Penso che l'azione di questo Assessorato, anche all'esito dell'approvazione delle norme sullo sviluppo e l'occupazione, debba essere un'azione sicuramente più attiva nelle politiche del lavoro. Occorre dare anche un nuovo impulso a quella che viene ancora chiamata "Agenzia per il lavoro", ma che ormai è diventata, come quella delle pompe funebri, un'agenzia, purtroppo, per chi ha perso ogni speranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io vorrei che, una volta per tutte, non si parlasse più di politiche attive del lavoro, perché non riesco a capire che bisogno abbia la parola "lavoro" di un attributo e di una specificazione di questo genere, perchè le politiche per il lavoro non possono che essere rivolte verso utilità, verso crescita e verso miglioramenti; la parola "passiva" si contrappone sempre alla parola "passiva". Allora, per evitare che taluni passano pensare che le politiche del lavoro dell'Amministrazione regionale siano politiche passive, si mette la mano di fronte e si dice: "Badate, state attenti, queste non sono passive, ma sono attive".

Le politiche sono politiche del lavoro, punto e basta. E' ovvio che non possono che essere rivolte verso l'accrescimento della produttività e quindi verso la soluzione di problemi occupazionali. Il collega Pittalis ha fatto un quadro abbastanza compiuto della situazione di questo Assessorato, pur nella ristrettezza dei tempi.

Io voglio fare un brevissimo accenno ai problemi della legge numero 28 perché non vorrei che si potesse pensare che siamo contrari ad un intervento di incentivazione delle attività imprenditoriali svolte dai giovani e soprattutto dalle cooperative dei giovani. Questo non significa che siamo favorevoli tout court, senza dover effettuare nessun tipo di verifica e di controllo, sull'utilità dell'intervento. Perchè se la spesa che va in quella direzione è realmente finalizzata ad incentivare imprenditoria sana, quindi sviluppo e sostegno inteso come crescita economica e sociale, siamo perfettamente d'accordo.

Però io avuto più volte modo di dire che, se questo tipo di intervento si concretizza solamente nell'erogazione di risorse, senza che a fronte di questa attività di spesa e di intervento si accomuni una seria istruttoria delle pratiche di finanziamento volte a verificare se esistono le condizioni perché i nuovi insediamenti produttivi siano effettuati e si possano svolgere nel tempo a condizioni remunerative, senza che l'Amministrazione regionale, una volta che ha erogato gli incentivi, o meglio, i sussidi, non si attivi per verificare quali sono le ricadute in termini di crescita e quindi di occupazione reale ed effettiva in relazione agli investimenti che sono stati fatti, noi diciamo che siamo contrari.

Non siamo contrari allo sviluppo, siamo contrari al tipo di intervento che è un intervento senza efficienza, che non pesa e che non valuta quali sono le ricadute, perciò stesso è un intervento di pura natura assistenziale.

Quindi, siano ben chiare queste distinzioni; siamo certamente favorevoli verso l'imprenditoria giovanile, ma siamo anche certi che i denari non devono essere regalati, attraverso queste forme di intervento non si devono nascondere avventurieri che cercano di finanziare, come ha ben detto il collega Pittalis, gli interventi privati con il denaro pubblico. A questo non ci stiamo proprio perché siamo i propugnatori e i difensori della bonifica del bilancio e del risanamento della spesa pubblica.

Per ciò che riguarda la formazione professionale, deve giungere finalmente il momento in cui la formazione professionale non può essere intesa come un ammortizzatore sociale alla stessa stregua della cassa integrazione o altre forme che esistono. Perchè non si possono collocare centinaia o migliaia di persone a fare formazione inutile, che non serve a nessuno, solo per tenerli occupati e dar loro le miserabili 400, 500 o 600 mila lire, quante sono; una formazione professionale sì fatta, è pura assistenza che non risolve il problema e crea una serie di persone che hanno in tasca un attestato di professionalità ma che non troveranno mai un lavoro perché indirizzati verso settori che non sono disposti a richiedere o ad assorbire quel tipo di professionalità

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

(Segue BALLETTO). Quindi anche qui occorre fare scelte coraggiose, ma purtroppo ritoriniamo sempre al punto "dolens", le scelte coraggiose costano e guai fare scelte coraggiose in prossimità di competizioni elettorali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, le prometto che sarò breve e inoltre non farò molti altri interventi. Nell'esaminare almeno la sintesi di questo bilancio, ho avuto l'impressione che i dati relativi alle spese siano dati molto lontani dalla realtà ed approssimati di molto molto per difetto per quanto riguarda le spese.

Ho fatto presente che per diversi stati di previsione la differenza notevole è tra gli stanziamenti dell'anno 1999 e gli stanziamenti del 2000 e 2001. Credevo che in merito all'Assessorato del lavoro ci fosse un'inversione di tendenza, vale a dire che gli stanziamenti del 2000 e del 2001 fossero superiori a quelli dell'anno 1999. Niente affatto! Anche l'Assessorato del lavoro segue lo stesso andamento; perchè abbiamo per il 1999 fondi regionali pari a lire 289 miliardi e 514 milioni; per il 2000 lire 172 miliardi e 620 milioni; per il 2001 lire 172 miliardi e 755 milioni.

Vorrei far osservare, chiedo un minimo di attenzione da parte dell'Assessore, che, in sostanza, se esaminiamo il documento di programmazione economica e finanziaria in quel documento si prevedeva uno squilibrio, ogni anno, per i futuri tre anni (1999 - 2000 - 2001) di circa 1.200 - 1.500 miliardi. Per l'anno 2000 si è prevista la contrazione di mutui di 690 miliardi; per il 2001 contrazione di mutui per 660 miliardi.

Se le nostre previsioni fossero state fedeli e coerenti con il documento di programmazione economica e finanziaria, il debito da contrarre nel 2001 avrebbe dovuto raggiungere il livello di 1.200 - 1.500 miliardi. Porto questo dato di riscontro per comprovare le affermazione che sto facendo questo pomeriggio in quest'Aula, e cioè che le spese sono assolutamente sottovalutate. Vi porto anche i dati di sintesi del bilancio, anno 1999 - 2001.

Se andate a leggere, per curiosità, a pagina 719, del volume grosso del bilancio completo, trovate: "Uscite previste per l'anno 1999: lire 9.443 miliardi; per il 2000: 7.585 miliardi; per il 2001: 7.454 miliardi.

Credo che questo dia la prova che, come previsione di spesa per l'anno 2000 - 2001, siamo al di sotto di non meno di 1.000 - 1.200, ammesso che si riducano, perché se fate la differenza: per il 1999: 9.443 e per il 2000: 7.583, la differenza è di quasi 2.000 miliardi ed è di quasi 2.000 miliardi anche per il 2001.

Anche se riusciamo a contenere le spese, dico che la differenza di previsione per le uscite per i due anni non sarà inferiore a 1.000 - 1.200 miliardi.

Per questa ragione, questo bilancio non può essere approvato così com'è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Vorrei rispondere ai colleghi Pittalis e Balletto, a proposito della legge numero 28, vorrei spezzare una lancia a favore della legge numero 28. Non me ne voglia l'Assessore, si può ben difendere da solo, ma mi scusi tanto se parlo di questo argomento, che conosco molto bene.

Non so se i colleghi Balletto e Pittalis hanno avuto l'occasione di vedere il dossier della legge numero 28 nella sua interezza; personalmente l'ho dovuto studiare perché delle cooperative si sono rivolte a me per essere assistite ed aiutate.

Vorrei dire che la legge 28, a mio parere e non solo, è un'ottima legge, che ci viene invidiata da molte regioni italiane, finalizzata alla crescita e allo sviluppo sociale. Non si erogano risorse con una seria finalità, ma vi posso assicurare con una serissima finalità; non ci sono avventurieri, ci sono dei guardiani che sono quasi dei cani mastini.

Vorrei dire a ciascun Assessore a cui fa capo la legge 28 di vigilare non perché la legge 28 subisca dei tagli, come ci propongono i colleghi, ma perché venga applicata il più rapidamente possibile con dei funzionari veramente solerti, oltre che competenti, perché talvolta si rischia di perdere il tempo, cioè di allungare i tempi di questa legge 28.

Queste cooperative di giovani, che hanno dei lacci e laccioli, alla fine finiscono per non essere più tanto giovani. Queste loro proposte nel campo del turismo, dei trasporti, delle materie prime, dei semilavorati e dei prodotti finiti, devono essere aiutati passo passo anche nell'evoluzione delle pratiche perché sono veramente molto complesse.

Vorrei chiedere, non diminuiamo il denaro, anzi potenziamolo, aiutiamoli e stia tranquillo il collega Balletto, che dietro tutto questo ci sono le banche che si assicurano che queste pratiche siano istruite bene, talmente bene che si rischia (mi ripeto) di perdere molto tempo e invece di aiutare questi giovani, li facciamo diventare dei meno giovani.

Quindi, non solo potenziarla, ma anche accelerare queste pratiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Grazie ai colleghi che hanno focalizzato l'attenzione su problemi così importanti.

Volevo rispondere ad alcune osservazioni fatte dall'onorevole Pittalis, partendo della legge regionale numero 28; lui ha fatto un'osservazione sul monitoraggio.

Io ho la competenza dell'articolo 10, cioè la produzione di beni e di servizi, come Assessore del lavoro, poi ci sono le competenze del turismo, le competenze dell'ambiente e le competenze dell'agricoltura.

Per quanto riguarda la competenza dell'Assessorato al lavoro, che mi riguarda direttamente, il monitoraggio è già stato fatto; giustamente l'Assessore alla programmazione completa tutto il monitoraggio. Mi sembra che nel dibattito, nella finanziaria e nei progetti sul lavoro è stato richiamato ripetutamente il termine "monitoraggio" per vedere se le risorse che impieghiamo sono giustamente utilizzate e danno i frutti che tutti noi ci auguriamo.

Per quanto riguarda la ricerca e il monitoraggio fatto dall'Assessorato del lavoro, è stato attivato tramite un progetto di lavoro socialmente utile, dove 30 persone, giovani tutti laureati in economia e commercio e un paio in leggi (ognuno è stato chiamato dalla circoscrizione di collocamento, 28, più due a Cagliari essendo più vasta) sono andati a fare il monitoraggio presso le società e le cooperative finanziate con l'articolo 10 della legge 28.

Il risultato è stato, secondo me, a sorpresa, perché oltre l'ottantasette per cento, nel periodo che va dall'86 al '96 (dieci anni di vita della legge numero 28), noi abbiamo le aziende che producono e danno occupazione. L'occupazione dall'inizio è raddoppiata (questo significa che se c'era una cooperativa di 10 persone, sono diventate 20). Questo è un dato pubblicato. Un'altra sorpresa: il posto di lavoro, con un calcolo fatto con una formula matematica, ha avuto un costo inferiore ai 100 milioni. Se riportiamo il costo per unità di lavoro negli altri settori, sappiamo di cosa stiamo parlando. Quindi si è avuta un'imprenditorialità giovanile viva.

L'altro aspetto era il fatto che l'imprenditore possa partecipare nella società. Certo, lo dice la legge, non lo dice l'Assessore del lavoro. E` una scelta politica, che questa Assise ha fatto nel passato, voluta da tutto il mondo dell'imprenditorialità, ma l'imprenditore che entra nella società, che aiuta i giovani a formarsi e a produrre, entra con una quota minoritaria e con un atto legale che è nella costituzione della società stessa.

Quindi, dal punto di vista del giudizio, non penso che sia negativa, anzi è positiva. Mi sembra che la regolarità è stata richiamata dalla collega Petrini, che ringrazio, quando dice che c'è l'istruttoria della banca e quindi sul tavolo dell'Assessore arrivano già le pratiche istruite, solo da decretare.

Non c'è un ritardo nella decretazione (adesso firmerò gli altri decreti, perché sono arrivati gli altri soldi che questo Consiglio ha deciso di approvare) e quindi è uno strumento che funziona bene, anche se penso vada rivisto su alcuni aspetti; da questo punto di vista c'è un impegno con gli altri colleghi all'agricoltura, del turismo e dell'ambiente.

Per quanto riguarda la formazione professionale, condivido pienamente l'invito fatto per arrivare ad una nuova normativa; da questo punto di vista non ci sono diversità di vedute politiche.

La formazione professionale va riformata; ci sono le proposte di legge che provengono dai Gruppi, c'è il disegno di legge che la Giunta regionale ha approvato e la Commissione avrà cura di far arrivare il testo unificato in legge.

Voglio richiamare l'attenzione del collega Pittalis (che ha riferito alla spendita delle risorse sulla formazione professionale) sul fatto che le risorse che mettiamo in bilancio, sapendo che siamo nell'obiettivo uno, e sapendo che il fondo sociale europeo interviene per il 75 per cento, dobbiamo dimostrare la disponibilità di certe somme per poter attivare più risorse europee.

All'interno di queste risorse del fondo sociale europeo, penso di poter spezzare una lancia fra tutti i fondi che l'Unione europea dà alla regione. Siamo tra le prime Regioni dell'obiettivo uno che ha il tasso più alto di utilizzo di questi fondi.

E` arrivata una nuova fase, stiamo cercando di attuarla anche in assenza della legge, che sono i bandi. Mi sembra che avrete avuto occasione di leggere sui giornali sardi che l'obiettivo uno e l'obiettivo quattro stanno andando tutti a bando, quindi anche la chiarezza e la trasparenza dell'affidamento avviene tramite un bando pubblico, con regole pubbliche, a cui tutte le aziende possono accedere.

Il risultato ancora non l'abbiamo, ma mi sembra che il fatto del finalizzato aziendale, che sono grosse cifre, abbia come garanzia la fideiussione, cioè se non si assume il 60 per cento, deve restituire i soldi, penso siano garanzie che devono dare per forza dei risultati.

Per mettere a regime tutti questi aspetti ci vuole la nuova legge; e mi trovo pienamente d'accordo sull'invito a tutte le forze, al Presidente della Commissione, alla Commissione stessa, che si possa avere in Aula la discussione di questa legge, nei termini tecnici necessari, per andare all'approvazione ed avere un nuovo strumento in più a tale proposito. Emigrazione: collega Pittalis, mi sembra che qui ci sia qualcosa da dire; lei sa che nel nostro bilancio c'è una risorsa che ammonta a sei miliardi, per quanto riguarda questo aspetto. Tutti vorremmo dare di più. Stiamo storicizzando questa risorsa già da diversi anni, se però andiamo a confrontare la risorsa che abbiamo in Sardegna rispetto alle altre regioni, forse noi siamo la prima regione che mette a disposizione del mondo dell'immigrazione, e giustamente, ce ne dispiace non metterne ancora di più, ma mi sembra che anche nel Piano del lavoro che abbiamo approvato c'è un altro articolo, per quanto riguarda l'emigrazione, ci sono anche altre risorse, non sono soltanto quelle che abbiamo in bilancio in questo momento.

Quella dell'emigrazione è una grande risorsa che dobbiamo utilizzare nel modo giusto; ci dispiace non avere risorse in più, come dicevo, ma già questo è uno sforzo significativo rispetto a tutte le altre regioni d'Italia.

Devo dire una cosa: c'è un'azione politica, a livello della Presidenza del Consiglio dei ministri, che sta andando ormai da qualche anno, dove ci si sta raccordando tra le regioni per vedere di arrivare ad un quadro normativo regionale simile, se non unificato. Da questo punto di vista la Sardegna è stata capofila, abbiamo firmato un documento tra tutte le regioni, consegnato al Presidente Palomba, che poi l'ha fatto approvare dalla Conferenza dei presidenti delle regioni, e che quindi il dipartimento presso la presidenza del Consiglio dei ministri si è attivato con questo documento approvato in Sardegna affinché si possa arrivare anche ad avere a tale proposito un ritorno, perlomeno un arrivo di fondi che possono essere nazionali e che non arrivano mai, perché noi facciamo fronte a questo problema con nostri fondi regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Intervengo per dichiarazione di voto perché devo rispondere e dare l'interpretazione autentica di quello che è stato il significato del mio intervento, e penso anche di interpretare quello del collega Pittalis. Se però la collega Petrini non mi sente, posso anche rinunciare all'intervento.

Collega, nessuno di noi ha affermato di essere contro la 28, perché lei saprà, perché è sempre attenta in Aula, che nel corso della discussione del 447 noi Forza Italia abbiamo presentato emendamenti a finanziare, ad integrare gli stanziamenti che già erano stati previsti per la legge 28 e l'articolo 10, e di questo l'assessore Deiana ne può dare sicuramente pubblicamente atto.

Quindi noi non siamo quelli che vogliono togliere risorse; noi siamo quelli che vogliamo e diciamo che questa legge deve essere più efficiente; è un discorso completamente diverso. Vogliamo che sia efficiente, perché le istruttorie delle banche, collega, se sono lunghe non significa che siano accurate, possono essere inefficienti. Noi vogliamo istruttorie accurate, perché non vogliamo che i soldi che vengono indirizzati in questa legge, con finalità validissime ed utilissime, siano destinate ad essere improduttive. Quindi vogliamo istruttorie efficienti, vogliamo un assessorato che faccia i controlli sullo stato delle leggi, e quindi su quale ricaduta danno, perché se danno ricaduta positiva devono essere ancora incrementate, ma se danno ricadute negative bisogna controllare che taluni soggetti non abbiano percepito ingiustamente, sottraendole ad altri, le risorse destinate a quei fini. Il nostro è un discorso di efficienza, è un discorso di maggiore impegno sulla legge per renderla ancora più efficiente, perché su questa legge crediamo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 22, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 23.

LA ROSA, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DELLA PUBBLICA

ISTRUZIONE, BENI CULTURALI,

INFORMAZIONE, SPETTACOLO

E SPORT

E DISPOSIZIONI RELATIVE


Art. 23

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella N).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Faccio un brevissimo intervento su questo stato di previsione per rilevare che in questo assessorato c'è un ridimensionamento complessivo, quanto a stanziamenti, in riferimento a quelli del passato esercizio finanziario, di dodicimila e seicento milioni. Questa decurtazione riguarda tutte le categorie di spesa, ad eccezione della prima relativa al diritto di studio.

Il ridimensionamento maggiore riguarda la categoria 03, relativa agli enti culturali e le istituzioni universitarie (spero che la collega Petrini poi mi dia un appoggio su questo intervento) che subisce una decurtazione totale di tredici miliardi. Ad essere decurtate sono essenzialmente le disponibilità per la cultura e la lingua sarda. Vorrei sapere a che cosa è servito approvare questa legge se poi il Consiglio regionale rifiuta di mettere a disposizione le somme occorrenti perché questa legge svolga il suo compito, ma questo è un problema che riguarda sicuramente la maggioranza, e poi riduce i contributi straordinari alle facoltà giuridico-economiche di Cagliari e Sassari e il Magistero di Sassari, e riduce ancora i finanziamenti integrativi a quelli statali a favore dell'ERSU per i cosiddetti prestiti di onore.

Ma io mi chiedo: quando la Regione sarda destina decine e decine di miliardi ad una fantomatica ricerca non ben definita, quale è quella che svolge il Consorzio 21, quale è quella che svolge il CRS4, quale è quella che svolge la Porto Conte Ricerche nell'ambito del piano generale della ricerca eccetera, come è possibile che le Università che, sino a prova contraria, sono la fonte principale dell'istruzione, e con l'istruzione c'è la crescita evidentemente civile e sociale, debbano essere invece decurtate dei sostegni che erano stati dati in passato, almeno nelle misure in cui erano stati dati in passato.

Eppure le facoltà giuridiche ed economiche in un momento in cui l'economia proprio soffre di problemi di sviluppo e di crescita sociale, penso che proprio queste due facoltà debbano avere un certo interesse, devono essere oggetto dell'interesse della Regione.

Allora, anche qui, senza che nessuno mi fraintenda, perché non voglio essere frainteso, perché non ho nulla contro questo soggetto al quale oggi mi riferisco, e parlo dell'Ailun(?) di Nuoro, perché non ho affatto nulla nei confronti di questo soggetto, ma voglio porre le questioni per capire le diverse misure e i diversi modi in cui la nostra maggioranza interpreta i fenomeni.

All'Università degli studi di Oristano, o meglio al Consorzio per l'Università degli studi di Oristano, e non me ne abbia neanche qui il collega Casu, e al Consorzio per la formazione degli studi universitari di Nuoro sono stati assegnati un miliardo e cinquecento milioni. Però dico, mentre il Consorzio per l'Università degli studi di Oristano ha natura pubblica, l'altra invece ha natura privata. Allora, prima domanda: è possibile che la Regione e l'amministrazione regionale abbia voluto far proprio l'intervento per il sostegno della scuola o dell'istruzione privata? Se così fosse mi farebbe piacere, ma io non credo che sia questo il problema. Il problema è un altro, e cioè cercare di capire perché alle facoltà di Cagliari, Sassari ed Oristano, che contengono ventimila studenti in tutto, si nega un contributo quale era quello degli anni scorsi, di un miliardo, e all'AILUN(?), che è un'Università privata, che ha sicuramente tanti meriti e alla quale va il mio rispetto, che però ha quaranta studenti, viene assegnato un contributo di un miliardo e mezzo. E se poi dicessi che la maggior parte di questi quaranta studenti non sono neanche nuoresi, ma vengono da fuori, io dico: quali sono le circostanze, i fatti che hanno suggerito questo, almeno fino a quando non interviene una chiarificazione, hanno sicuramente così del misterioso.

Mi farebbe piacere avere una risposta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda parlare sull'articolo 23, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

BALLETTO (F.I.). E la risposta?

PRESIDENTE. Per quanto riguarda la risposta al consigliere Balletto, non è presente l'Assessore competente.

Si dia lettura dell'articolo 24.

LA ROSA, Segretario:

Art. 24

1. Le spese di cui ai capitoli 11108 e 11131/01 possono essere ordinate mediante ordini di accreditamento a favore di funzionari delegati ai sensi dell'articolo 43 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 25.

LA ROSA, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DELL'IGIENE,

SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE

E DISPOSIZIONI RELATIVE


Art. 25

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella O).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 26.

LA ROSA, Segretario:

Art. 26

1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12113 e 12115, ai vari capitoli esistenti ed a quelli da istituire per l'applicazione della Legge 23 dicembre 1978, n. 833.

2. Con le stesse modalità indicate al precedente comma ed in relazione alle quantificazioni definitive che verranno accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale previsti dall'articolo 17 della Legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12113 e 12115.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 27.

LA ROSA, Segretario:

STATO DI PREVISIONE

DELL'ASSESSORATO DEI TRASPORTI


Art. 27

1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei trasporti per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella P).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 28.

LA ROSA, Segretario:

QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO


Art. 28

1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 29.

LA ROSA, Segretario:

DISPOSIZIONI DIVERSE


Art. 29

1. Le articolazioni dei capitoli di spesa effettuate, ai sensi del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno finanziario 1998, per l'utilizzazione degli stanziamenti, in conto competenza e in conto residui, relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla Legge 1° marzo 1986, n. 64, sulla base delle singole iniziative finanziate restano valide anche nell'anno finanziario 1999.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 30.

LA ROSA, Segretario:

Art. 30

1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse ed imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni ed altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi e del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine, iscritti nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Non tanto sull'articolo 30, Presidente, ma preannuncio, anche per dovere di correttezza, perché in questo senso ci eravamo lasciati, che questo Gruppo chiederà nel proseguo dei lavori il voto con il sistema elettronico.

PRESIDENTE. Preannunciamo tempestivamente che si dà il caso che adottiamo il sistema elettronico di votazione.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 30, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 31.

LA ROSA, Segretario:

Art. 31

1. Per gli effetti di cui all'articolo 25 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 32.

LA ROSA, Segretario:

Art. 32

1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli 32404, 32405 e 36203 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1999, degli importi corrispondenti o delle minori somme effettivamente occorrenti, agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui all'articolo 4, comma 5, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, ed agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma 3, della legge medesima, al 31 dicembre 1998.

2. Per capitoli competenti, ai sensi del comma 1, si intendono quelli corrispondenti, negli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge, ai capitoli degli esercizi anteriori ai quali sono stati imputati i versamenti e le erogazioni di cui, rispettivamente, all'articolo 4, comma 1, e all'articolo 9, comma 1, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1.

3. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati, abbiano chiesto - a' termini rispettivamente dell'articolo 4, comma 6, e dell'articolo 9, comma 3, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1 - la riassegnazione degli importi, degli interessi e delle economie occorrenti per il pagamento della revisione dei prezzi contrattuali, e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.


(ES/17) PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 33.

LA ROSA, Segretario:

Art. 33

1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini dell'articolo 2, in conformità alla specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato, dall'Unione Europea o da altri enti, in applicazione di apposite norme; si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno finanziario 1998 con contestuale minore accertamento della relativa entrata; con lo stesso procedimento è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.

2. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:

a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione ed i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato;

b)le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, attingendo alle disponibilità del capitolo 03056.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 34.

LA ROSA, Segretario:

Art. 34

1. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso della Unione europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta del medesimo, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Si accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 35.

LA ROSA, Segretario:

Art. 35

1. Le somme sussistenti nel conto dei residui dei sottoelencati capitoli dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici, impegnate e non pagate entro il 31 dicembre 1998, permangono nel conto dei residui del bilancio 1999:

08002 08042/04 08093 08182

08004 08042/05 08094 08210

08025 08056 08098 08215

08029 08059 08105 08215/01

08031 08059/01 08106 08215/06

08035/03 08059/03 08109 08236

08035/12 08065/01 08111 08237

08035/17 08069/03 08115/03 08261

08035/18 08091 08171 08272

08042 08092 08178

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.

BONESU (P.S.d'Az.). Ovviamente, Presidente, dopo aver ascoltato, qualche parola la possiamo anche dire.

L'emendamento mira a sopprimere l'articolo 35 che riproduce articoli del genere apparsi già nelle precedenti leggi di bilancio e che rappresentano un grave vulnus della legge sulla contabilità regionale, per cui ripetuti in diversi anni rappresentano una prassi che non è conciliabile con la legge, perché si potrebbe capire l'eccezione per un capitolo e per un anno, ma quando diventa per 38 capitoli ripetuta ormai a ciclostile nei vari anni è chiaramente un fatto grave. Questa norma prevede che per tutti questi capitoli si tengano gli stanziamenti a residui praticamente a tempo indefinito, considerato che la norma viene ripetuta ogni anno, e siccome il termine previsto dalla legge di contabilità è già cinque anni, questo vuol dire che restano a residui sei, sette, otto, nove, dieci anni, quindi significa che le spese per opere pubbliche non si effettuano mai, che le opere pubbliche non vengono mai realizzate. E` questo il motivo per cui abbiamo le incompiute, per cui abbiamo i programmi che non vengono attuati, per cui abbiamo queste costruzioni che non arrivano mai al termine, per cui è inutile fare gli stanziamenti, fare gli impegni, tanto non si realizza un bel niente. Occorre sopprimere questo articolo e quindi obbligare o a finire l'opera pubblica, o la spesa va in economia. Può essere anche un mezzo automatico di cancellazione di un bel po' di residui.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Non si accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione. Comprendo le cose dette dal consigliere Bonesu; ho già avuto modo, in uno degli interventi di replica sulla finanziaria, di dire l'opinione della Giunta su questo punto.

L'anno scorso per una serie di motivi abbiamo limitato al minimo le perenzioni, abbiamo avuto un grosso problema nel corso dell'esercizio e di fatto abbiamo dovuto correre al riparo per interventi di una entità superiore ai quattrocento miliardi, insomma, va fatta l'opera di ripulitura, però va fatta anche con una certa gradualità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Ritiro l'emendamento numero 2 e chiedo la votazione segreta sull'articolo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 35.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 36

Contrari 31

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'articolo 36.

PIRAS, Segretario:

Art. 36

1. Gli stanziamenti indicati nei sottoelencati capitoli degli stati di previsione della spesa sono finalizzati al finanziamento degli interventi relativi ai Programmi Integrati d'area i cui accordi di programma sono stati approvati nel corso degli anni 1997 e 1998:

1999 2000

06 - Agricoltura

Cap. 06027 919.975.000 ---

Cap. 06234 4.385.250.000 ---

07 - Turismo

Cap. 07025 12.531.953.000 498.320.000

08 - Lavori Pubblici

Cap. 08029 10.700.000.000 950.000.000

09 - Industria

Cap. 09016/01 1.500.000.000 ---

Cap. 09045/15 93.000.000 ---

Cap. 09054 1.500.000.000 ---

10 - Lavoro

Cap.10001 1.000.000.000 500.000.000

Cap.10137/01 13.076.050.000 ---

11 - Pubblica Istruzione

Cap. 11106 1.000.000.000 ---

Cap. 11107 904.400.000 179.000.000

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di un incremento per impegni già assunti, quindi un incremento solo apparente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 36, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 37.

PIRAS, Segretario:

Art. 37

1. Per gli obblighi derivanti dall'applicazione del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal Decreto Legislativo 10 aprile 1998, n. 137 relativi all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre con propri decreti in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 11607 e 11608, l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa 03105, 03106, 04162/11 e 12132 anche mediante variazioni compensative tra gli stessi capitoli.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti numero 12 e 13 sono semplicemente la reiscrizione di assegnazioni statali; il 14 è un emendamento di mera tecnica legislativa, l'Assessore della programmazione apporta le variazioni di bilancio necessarie per attuare le leggi approvate dal Consiglio il 10 e l'11 dicembre.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accolgono il 13, il 12 e il 14.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 37, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento 14.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 64

Votanti 64

Maggioranza 33

Favorevoli 37

Contrari 27

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Si dia lettura dell'articolo 38.

PIRAS, Segretario:

Art. 38

1. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999-2000-2001 nel testo allegato alla presente legge.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 39.

PIRAS, Segretario:

Art. 39

1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1999-2000-2001.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 40.

PIRAS, Segretario:

Art. 40

1. E' approvato il bilancio pluriennale dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione Sarda per il triennio 1999-2000-2001 nel testo allegato alla presente legge (allegato n. 1).

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 41.

PIRAS, Segretario

Art. 41

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 41.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 41.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 63

Maggioranza 32

Favorevoli 35

Contrari 28

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle tabelle. Si dia lettira della tabella A.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella A sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il "15", il "16" e il "17" sono assegnazionI statali, il "18" istituisce un capitolo d'entrata. Per quanto riguarda gli emendamenti dal "33" al "42" sono in generale emendamenti derivanti dall'esigenza di trasferire nel bilancio gli impegni derivanti dalla sopravvenuta approvazione di legge da parte del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accolgono gli emendamenti numero 15, 16, 17, 18 e 42.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Tabella A e sui relativi emendamenti modificativi, metto in votazione prima l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione la Tabella A, così modificata. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella B.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla Tabella B sono stati presentati gli emendamenti modificativi 19, 43, 52, 53 e 54. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 19 si illustra da sé, sono le maggiori spese per il Consiglio regionale; gli altri si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 43 ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.

MURGIA (F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 52, 53 e 54 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.

BALLETTO (F.I.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Parere favorevole per l'emendamento numero 19; per quanto riguarda l'emendamento numero 43 si chiede il ritiro giacché il problema può trovare soluzione in altre forme al di fuori del bilancio, diversamente il parere sarebbe contrario. Parere contrario agli emendamenti numero 52, 53 e 54.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Anche io per chiedere il ritiro dell'emendamento numero 43 perché si tratta di un argomento che abbiamo già visto ai margini della finanziaria. E` un problema per il quale è possibile trovare risposte senza bisogno di modificare il bilancio.

Sugli altri il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Chiedo preliminarmente se l'emendamento numero 43 viene ritirato o no. Onorevole Murgia, è stato chiesto sia dal relatore che dalla Giunta di ritirare l'emendamento numero 43. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (F.D.). L'emendamento numero 43 si intende ritirato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 53. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la Tabella B, così modificata. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella C.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Si dia lettura degli emendamenti 33 e 51 modificativi della Tabella C.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sulla Tabella C, si danno per illustrati. Uno, come vedete, è un saldo di impegni di 50 milioni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accolgono gli emendamenti numero 33 e 51.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 33. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione la Tabella C, così modificata. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella D.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla Tabella D sono stati presentati i seguenti emendamenti modificativi: 20, 21, 34, 49, 55 e 56. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 20 è lo stanziamento aggiuntivo per la legge sulla montagna; il 21 è il cofinanziamento di programmi comunitari; il 34 si dà per illustrato. Il 49 è la quadratura finanziaria per la quale stiamo utilizzando, da ultimo, per le operazioni fatte nella finanziaria e per alcuni modestissimi incrementi per gli emendamenti al bilancio, il capitolo 0300901.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 55 ed 56 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Si intendono illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Si accolgono gli emendamenti numero 20, 21,34 e 49; non si accolgono gli emendamenti numero 55 e 56.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 55 ed 56 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 34. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 49. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la tabella D, così modificata. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella E.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella E sono stati presentati i seguenti emendamenti modificativi: 7, 22, 57 e 58. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 7 ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.

MURGIA (F.D.). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 22 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si tratta di un impegno assunto nella legge finanziaria e riguarda i piani particolareggiati.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 57 ed 58 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Si accoglie l'emendamento numero 22; non si accolgono gli emendamenti numero 57 e 58.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 57 e 58 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 57. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la tabella E, così modificata. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella F.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella F sono stati presentati i seguenti emendamenti modificativi: 23, 24, 35, 45, 46, 59. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 23, 24 e 35, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO; Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 23 stiamo solo trasferendo gli stessi capitoli in posizione diversa. C'è da rettificare nel senso che dobbiamo far scalare tutti i numeri nella seconda colonna di uno, cioè laddove è 05304, si deve intendere 05305, e via di seguito.

L'emendamento numero 24 è un saldo di impegni di 8 milioni; l'emendamento numero 35 si dà per illustrato; l'emendamento numero 45 è uno spostamento interno di 100 milioni, è lo stato di previsione dell'ambiente.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 46 ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (Gruppo Misto). Volevo dire che su questo emendamento era avvenuta una lunga discussione in Commissione e si è arrivati alla determinazione di ritirare le poste finanziarie sull'emendamento proposto e di proporre all'Assemblea l'accorpamento dei due capitoli per migliorare e razionalizzare l'utilizzo dei fondi che sono già presenti nel bilancio per i capitoli corrispondenti, trattandosi di capitoli che vanno a favore delle società cooperative finanziate con la legge 28.

PRESIDENTE. Può chiarire meglio?

VASSALLO (Gruppo Misto). L'emendamento, così come è, porta due poste di bilancio, e si chiede l'incremento per 1 miliardo e 500 milioni. Noi proponiamo l'eliminazione della maggiore spesa, cioè del miliardo e 500 milioni e si propone all'Aula l'accorpamento dei due capitoli, nel senso che il capitolo che rimane conterrà le due misure, in modo da far sì che l'Assessorato abbia la possibilità, nell'ambito di un unico capitolo, di operare in maniera più razionale la spesa.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 59 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie l'emendamento numero 23, con la raccomandazione che dava anche l'Assessore, che la numerazione dei capitoli dove intendersi a scalare, così come indicato; parere favorevole per l'emendamento numero 24; parere favorevole per l'emendamento 35; non si accoglie l'emendamento 59. Si accoglie l'emendamento 45; si accoglie l'emendamento 46, ma solamente per la parte che riguarda l'accorpamento dei capitoli così, come indicava nell'illustrazione il collega Vassallo, mentre verrebbe ritirata la parte relativa alla spesa; in questo caso viene accolto dalla Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Accoglie il 46, nel senso ora precisato da Vassallo, cioè dell'accorpamento. E` un'operazione che abbiamo già fatto con due emendamenti precedenti, per quanto riguarda altri aspetti della legge 28.

Non accoglie l'emendamento 59.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento modificativo 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 24. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 35. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 45. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 46, nella versione che significa non aggravio di spesa e sintesi di due capitoli che erano scorporati e che vengono tradotti in un capitolo unico. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la tabella E. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella G.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella G sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 36 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato;

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 44 ha facoltà di parlare il consigliere Marroccu

MARROCU (Progr. Fed.).Lo ritiro.

PIRAS (Popolari). No, lo faccio proprio io.

PRESIDENTE. Lo fa proprio il consigliere Piras.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piras per illustrare l'emendamento.

PIRAS (Popolari). Si tratta di un emendamento che riguarda il settore agricolo; l'Assessore dell'agricoltura sa bene che tipo di emendamento è. Se non dovesse passare questo emendamento, che riguarda soprattutto l'abbattimento dei costi dell'acqua per i consorzi di bonifica, sarebbe il primo anno che il settore agricolo, e sappiamo benissimo tutte le difficoltà che ha avuto in questi anni passati, per una serie di siccità e di problemi grossi che a tutt'oggi sta passando, se si considera che ancora il Banco di Sardegna, Assessore dell'agricoltura, sta passando le cambiali agrarieal vento per cento di interesse (ho delle fotocopie delle cambiali di alcuni agricoltori che stanno pagando il venti per cento di interessi, cioè tassi da usura!) e noi vogliamo togliere un capitolo, un incentivo che tutti gli anni abbiamo dato, lo vogliamo togliere proprio in un momento così difficile. C'era stato l'impegno da parte dell'Assessore che questo venisse portato avanti, non capisco perché oggi avete chiesto al Presidente della Commissione, a firma di tutta la Commissione dell'agricoltura, perché qui trovo le firme di tutte le forze politiche presenti in Aula, non capisco perché deve essere ritirato. Io lo propongo e chiedo a nome del mio partito lo scrutinio a voto segreto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie l'emendamento 36; non si accoglie l'emendamento 44.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 44 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario, non accoglie; ma voglio dire una parola: per l'agricoltura è stato fatto uno sforzo davvero notevole. Penso ai sessanta miliardi del miglioramento fondiario, potrei fare altri esempi, il riordino fondiario eccetera.

Questa esigenza, ove fosse stata presente prima di impegnare quelle risorse, avrebbe anche potuto trovare forse accoglimento, anche se segnalo che si tratta di un fondo di garanzia che può essere utilizzato solo per debiti di cui la Regione è fideiussoria, quindi non so bene, ho qualche dubbio che serva su questo capitolo, ma ripeto, fosse stato segnalato per tempo avremmo potuto creare anche una risposta. Ora onestamente siamo in grave difficoltà. Tenete presente che abbiamo previsto quasi esclusivamente, ma potrei dire esclusivamente, nel bilancio le maggiori spese che sono il frutto della discussione sulla finanziaria; nella finanziaria questo aspetto non è emerso. In uno degli emendamenti che abbiamo visto precedentemente abbiamo fatto l'ultima quadratura sull'articolo che stavamo utilizzando come contenitore per le riserve, quindi prego il Consiglio di essere su questo punto attento alle esigenze di controllo dei conti posti con molta responsabilità dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). Chiedo al collega Piras di condividere insieme al sottoscritto il ritiro dell'emendamento, magari con un impegno che si può assumere anche con l'Assessore dell'agricoltura.

Il problema posto dall'emendamento è un problema reale; la diminuzione della risorsa idrica determinerà che i pochi fortunati degli agricoltori che avranno l'acqua avranno un canone che crescerà notevolmente, dovuto al fatto che i costi fissi rimangono comunque costi fissi Quindi c'è un problema di abbattimento dei costi di sollevamento, che era in quel capitolo, quindi non è sbagliato il capitolo di riferimento, che è un problema reale, però può darsi che effettivamente arrivi un po' in ritardo questo emendamento rispetto alla discussione che è avvenuta in Commissione, per cui magari con l'Assessore ci si può impegnare in questi mesi, perché comunque nell'estate dovremo affrontare il problema, di incontrarci e trovare delle soluzioni magari attraverso altri interventi prelevando da altri capitoli. Però il problema è un problema reale, quindi chiederei all'assessore Ferrari di garantire un impegno per affrontare questo problema e al collega Piras di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FERRARI (F.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La richiesta è più che motivata. Vorrei aggiungere che in materia di consorzi di bonifica bisognerà porre mano alla modifica radicale della legge che regola tutta la materia, perché bisogna riconoscere ai consorzi di bonifica una funzione che svolgono in termini di utilità pubblica. Detto questo credo però che in un prossimo provvedimento possiamo trovare anche una risposta specifica a questo emendamento, e con questo credo di aver dato la risposta e di aver impegnato l'Assessore e la Giunta in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.

LORENZONI (Popolari). Intervengo su questa situazione perché effettivamente debbo sottolineare che, anche se l'impegno dell'Assessore oggi evidentemente ci invita anche ad un momento di riflessione, la mancanza di questo finanziamento inciderebbe in maniera pesantissima nella gestione del consorzio, un consorzio che già sopporta peraltro delle tariffe altissime. E' vero che ci stiamo muovendo verso il pagamento dell'acqua a contatore, e quindi questo sicuramente moralizzerà tutto quanto il sistema, ed è vero anche che ci sono iniziative in corso per quanto riguarda una ristrutturazione ed una revisione di quelle che sono le competenze dei consorzi, ed è per questo che in questo senso, sentito anche l'intervento dell'Assessore del bilancio, io stesso rivolgo un invito al collega ed amico Silvio Piras per il ritiro di questo emendamento, tenendo presente però con certezza che l'impegno dell'Assessore del bilancio, l'impegno dell'Assessore dell'agricoltura devono trasformarsi in realtà nel momento in cui questo provvedimento dovrà essere preso.

PRESIDENTE. Dopo questa esortazione, il parere del consigliere Piras.

PIRAS (Popolari). Vorrei dire all'Assessore che per quest'anno già sono in partenza le cartelle di pagamento per l'anno '97, cioè, praticamente, per ogni ettaro d'acqua l'agricoltore si troverà una cartella di 360.000 - 400.000 lire a ettaro in più. Per l'anno scorso, il '98, avranno cartelle per ettaro che arrivano quasi a 900.000 lire in più. Vuol dire che arriveranno a pagare l'acqua più del doppio di come la pagavano prima. Se lei prende l'impegno che questi costi vengano abbattuti con una leggina, o non lo so, non capisco con quale...

(Interruzioni)

FERRARI (F.D.). Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Con una legge di riforma e provvedimento finanziario.

PIRAS (Popolari). Assessore, l'anno venturo siamo quasi arrivati, poche cose riusciremo a fare. Non vorrei che questo poi passasse in dimenticatoio.

Va bene, io ritiro l'emendamento visto che l'Assessore ha preso l'impegno.

PRESIDENTE. Pertanto l'emendamento è ritirato.

Metto in votazione la Tabella G. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella H.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella H sono stati presentati gli emendamenti modificativi 25, 26, 27, 28, 37, 60, 61, 62, 63. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti. Ne ha facoltà.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per illustrare l'emendamento numero 25, gli altri li dò per illustrati, perchè è un emendamento significativo perché trasferisce nel bilancio l'impegno politico assunto durante la legge finanziaria sulla legge numero 9.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare gli emendamenti.

PITTALIS (F.I.). L'emendamento 60 viene ritirato; gli altri emendamenti a firma del nostro Gruppo si intendono illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accolgono gli emendamenti 25, 26, 27, 28 e 37 della Giunta regionale; non si accolgono gli emendamenti numero 61 e 63; mentre per quanto riguarda l'emendamento 62, a firma Pittalis, Bertolotti, Masala e più, in parte è stato recepito nella manovra finanziaria nel contenuto, può essere accolto parzialmente non per la cifra indicata nell'emendamento ma per cento milioni, poi sarà la Giunta regionale a individuare la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si accolgono il "61" e il "63"; si accoglie il 62 limitatamente a cento milioni. Probabilmente, trattandosi di una cifra così esigua, possiamo in sede di coordinamento.

PRESIDENTE. Consigliere Pittalis, il suo parere su questa ipotesi di accoglimento parziale per metà della cifra?

PITTALIS (F.I.). Sono d'accordo.

PRESIDENTE. Quindi è accolto nella versione che parla di cento milioni anziché duecento.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione per primo l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 37. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'emendamento numero 60 è ritirato. Metto in votazione l'emendamento numero 61. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 62 con la correzione che è stata ampiamente illustrata. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento 63. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la tabella H così modificata. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella I.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 3, numero 29, numero 38 e numero 66. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 3 ha facoltà di illustrarlo.

SECCI (Popolari). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti 29 e 38 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 66 ha facoltà di parlare il consigliere Milia.

MILIA (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Si accolgono gli emendamenti 29 e 38; non si accoglie l'emendamento 66.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Circa l'emendamento 66 il parere è conforme a quello del relatore, non si accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti e sull'articolo, metto in votazione l'emendamento modificativo numero 29. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 38. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 66. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la tabella I. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella L.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati degli emendamenti. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti numero 30, 31, 39 e 47.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli emendamenti si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 64 e 65 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Gli emendamenti si danno per illustrati.

PREISDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. Parere favorevole per gli emendamenti 30, 31, 39 e 47; contrario per gli emendamenti 64 e 65.

Per quanto riguarda gli emendamenti 30 e 47, che sono simili, uguali, sono collegati tra di loro, ma è da intendersi che si sommano tra di loro, pur essendo uguali.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione. Colgo l'occasione per dire che sul 47 manca l'indicazione del capitolo, che è 03011.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 30, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 31, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 39, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 47, lo metto in votazione con la precisazione che il capitolo è quello indicato testè dall'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 64. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 65. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la tabella L. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della tabella M.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati cinque emendamenti (il numero 1 è stato ritirato) Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare gli emendamenti numero 4 e 5..

SECCI (Popolari). Il numero 4 si dà per illustrato. Il numero 5 si dà per illustrato con una precisazione, che l'esigenza finanziaria non è più di un miliardo ma di cinquecento milioni, si propone, sia in aumento che in diminuzione.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 6 ha facoltà di parlare il consigliere Schirru.

SCHIRRU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero50 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L 'emendamento numero 50 si dà per illustrato;

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 67.

FRAU (A.N.). L'emendamento tende a portare da trecento a cinquecento milioni il contributo per il comitato regionale sardo dell' associazioni nazionale mutilati ed invalidi civili, così come avveniva sino a qualche anno fa, perché crediamo che trecento milioni non siano assolutamente sufficienti. E` bene ricordare l'opera meritoria che fa questa associazione nei vari comitati provinciali. Pertanto si chiede di portare lo stanziamento del capitolo da trecento a cinquecento milioni.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie l'emendamento 4; si accoglie l'emendamento 5 ma con l'emendamento orale del collega Secci, che riduce l'impegno di spesa da un miliardo a cinquecento milioni.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 6, che tende a ricostituire la precedente previsione di spesa per il contributo alle sezioni provinciali dell'Unione Ciechi, va detto che si tratta di un taglio generalizzato, che non riguarda solo questa sezione, per cui si chiede il ritiro dell'emendamento, diversamente si voterà contro, il parere è contrario.

Così come vi è parere contrario per l'emendamento numero 67. Si accoglie l'emendamento numero 50.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si accoglie il 4, che è compensato, cioè aumenta un contributo ma si recuperano le somme. Il 5 lo si accoglie, proviene anche questo da un impegno assunto in sede di legge finanziaria. Il 50 è della Giunta e non dico nulla.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 6 voglio semplicemente dire che sulle associazioni, che sono molte e di vario genere, tutte benemerite, dopo averlo discusso a lungo in Commissione abbiamo votato un taglio percentuale generalizzato; fare delle eccezioni per questa o per quella mi sembra potrebbe dar luogo a delle ingiustizie. Solo per questo, non perché non sia fondata sia la questione che pongono i presentatori dell'emendamento numero 1, poi sostituito, sia i presentatori dell'emendamento numero 6. Però tenete presente che è stato adottato un criterio omogeneo e che in questo sta il fondamento di quella scelta. Se apportiamo delle modifiche cade il criterio.

L'emendamento numero 50 è della Giunta. Sul 6 e sul primo, sostituito dal 67, la Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, per dire che resto molto stupito dall'emendamento numero 4; non si tratta di grandi cifre, ma ancora una volta si leva dalle cooperative sociali per dare ai burocrati delle organizzazioni cooperative.

L'emendamento mi sembra, quindi, immorale nei confronti dei cittadini svantaggiati, e tende a perpetuare un clientelismo che credevamo finito.

PRESIDENTE. Chiedo se l'emendamento numero 6 viene ritirato dai presentatori. In mancanza di assenso al ritiro lo metterò in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 4.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con sistema elettronico dell'emendamento numero 4, tabella M.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 63

Votanti 63

Maggioranza 32

Favorevoli 25

Contrari 38

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi lo mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 50. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento modificativo numero 67. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi lo mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la Tabella M. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella N.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla Tabella N sono stati presentati gli emendamenti numero 40 e 48. Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 40 ha facolta di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 48 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, l'emendamento mira a far sì che la volontà del Consiglio quando è espressa non venga poi svuotata successivamente nelle manovre finanziarie. La legge sulla lingua e la cultura sarda ha avuto dal Consiglio una certa dotazione che l'anno scorso si è già ridotta in bilancio e quest'anno la si vuole ridurre ulteriormente. L'emendamento mira a ripristinare per alcuni dei capitoli previsti la somma prevista nel bilancio dell'anno 1998.

Chiaramente sappiamo che le manovre contro questa legge non si limitano a questo e colgo l'occasione per segnalare al Consiglio un atto di grave scorrettezza politica ed amministrativa compiuto dall'Assessorato della pubblica istruzione, il quale ha pubblicato il bando per i finanziamenti 1988 sul Bollettino del 10 dicembre, dando termine per presentare i contributi con documentazione massima entro il 20 dicembre. Il Bollettino non è ancora arrivato ai Comuni e i termini sono scaduti.

Questo è un atto di sabotaggio della legge, è un atto di scorrettezza, è un atto compiuto dall'Assessorato per dimostrare che la legge è inutile e i finanziamenti non servono. Questo è veramente un atto di pirateria.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie l'emendamento numero 40; non si accoglie l'emendamento numero 48.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento sostitutivo parziale numero 48, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla Tabella N, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella O.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla Tabella O sono stati presentati gli emendamenti numero 32 e 41 modificativo, se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore di maggioranza.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Parere favorevole agli emendamenti numero 32 e 41.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 41 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla Tabella O, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella P.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella P, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura dell'elenco numero 1 "Spese obbligatorie d'ordine".

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'elenco numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'elenco numero 2 "Spese occorrenti per restituire tributi indebitamente percetti".

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'elenco numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'allegato numero 1 "Azienda foreste demaniali della Regione Sarda".

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'allegato numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sono stati presentati tre ordini del giorno: numero 1, 2, e 3. Se ne dia lettura.

DEMONTIS, Segretario:


PRESIDENTE. Prima di passare all'esame degli ordini del giorno, che non possono essere illustrati perché arrivati fuori tempo, preciso che era sfuggito l'elenco numero 3 "Spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito per il pagamento".

Poiché nessuno domanda di parlare sull'allegato numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli ordini del giorno possono essere discussi.

Per esprimere il parere sugli ordini del giorno, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore. La Commissione non ha avuto modo di esaminare i tre ordine del giorno, per cui il relatore di maggioranza si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà il Presidente della Giunta.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'ordine del giorno numero 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'ordine del giorno numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'ordine del giorno numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

La procedura ora prevede la votazione finale sia della finanziaria che del bilancio. Ricordo però al Consiglio che immediatamente dopo c'è da votare il bilancio del Consiglio regionale, il bilancio interno.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente se dà inizio alle dichiarazioni di voto vorrei intervenire.

PRESIDENTE. Ci mancherebbe altro che negassi la possibilità delle dichiarazioni di voto.

Le dichiarazioni di voto sono consentite a termini di Regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa manovra finanziaria, é forse ancora più grigia di quelle precedenti, perché almeno nelle precedenti manovre vi era stato tra la Giunta e il Consiglio un dialogo, non sempre chiaramente molto cordiale, che aveva portato a recepire una realtà complessa, le esigenze di una realtà complessa e multiforme come la realtà sociale ed economica della Sardegna di oggi.

Questa volta, invece, si è proceduto con criteri burocratici, il "non accoglie" è diventato regola per gli emendamenti dell'opposizione, come per quelli della maggioranza, e devo dire che rispetto ad altre volte la qualità degli emendamenti era notevolmente superiore. Erano in gran parte emendamenti costruttivi, emendamenti che sollevavano problemi veri, che indicavano soluzioni.

Ho spesso criticato proposte del gruppo di Rifondazione Comunista, anzi dell'ex Gruppo perché il P.D.S. è riuscito a distruggere pure quello, ma questa volta, per esempio varie volte mi sono trovato d'accordo con emendamenti dell'onorevole Vassallo, che avevano il pregio di affrontare problemi che questa Assemblea non affronta mai con la dovuta serietà, dal reinserimento dei lavoratori che ormai sono disoccupati in lungo periodo, ai problemi della pesca che sono stati ancora una volta trascurati. Bene, il far parte della maggioranza o il far parte dell'opposizione è diventato irrilevante. Si dovevano far quadrare i numeri, magari accantonando in capitoli fittizi addirittura 90 miliardi. E` un bilancio, è una legge finanziaria con cassetti nascosti, da cui usciranno le risorse, e nel frattempo però si stipulano mutui di rilevante importo; è una gestione contabile, ma soprattutto sociale ed economica, fallimentare, una gestione che credo non ci porterà molto lontano, perché negli anni prossimi dovremo scontare le conseguenze di una politica di indebitamento e di una politica di non crescita della produzione e dell'occupazione che questa finanziaria ha portato avanti

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDNETE MILIA

(Segue BONESU). Per cui il voto non può che essere contrario. Noi abbiamo tentato di fare un'opposizione costruttiva, presentando pochi emendamenti e tutti ampiamente motivati, ma la risposta è stata sempre che sollevavamo problemi interessanti ed importanti ma che l'emendamento non si accoglieva. Ebbene, a forza di non dare risposte alle esigenze dei sardi, credo che i sardi finiranno per dare le "rispostacce" che merita alla politica della Giunta.

PRESIDENTE. Ha comandato di parlare il consigliere Concas, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONCAS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, naturalmente il mio intervento è a nome dei Comunisti Italiani, ed intervengo per esprimere il nostro voto contrario. Abbiamo deciso di votare contro la legge finanziaria e il bilancio non solo perché esiste un problema politico, così come ha ricordato il collega Montis in diverse occasioni, ma non vediamo in questi disegni di legge nessuna innovazione, i problemi non si risolvono continuando a spendere in modo dispersivo. A nostro giudizio, ancora una volta, è mancata la concentrazione delle risorse da destinare esclusivamente ad alcuni settori. Assessore Scano, noi apprezziamo gli sforzi da lei fatti, ma gli sforzi di un singolo Assessore non danno risultati positivi, perché il lavoro della Giunta regionale è un lavoro di collaborazione, di coordinamento, e lei sa meglio di me che manca la collaborazione, non c'è coordinamento, si parla di speranza di fronte a problemi molto gravi. La speranza è un'astrazione, oggigiorno il termine viene usato con molta facilità, insomma è diventato il coperchio che copre tutte le pentole in ebollizione.

Si possono cambiare formule di Governo, uomini di Governo, ma ciò non vuol dire speranza di un domani migliore. Si potrà parlare di un domani migliore solo se si è in grado di servire i bisogni degli uomini e smetterla di gareggiare per conquistare la medaglia d'oro, così com'è successo per il piano straordinario del lavoro. Frasi ingannevoli, prese a prestito molte volte, illudono tante persone ma non risolvono i problemi. Io non mi rivolgo direttamente a lei, Assessore, anzi apprezzo molto la sua serietà, serietà che non è comune a tutti. Però non si può continuare ad andare avanti in questo modo. Io concludo ricordando un noto film: "la medaglia d'oro è importante ma non ti serve a nulla se non sei qualcosa senza!"

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, il mio intervento dovrà necessariamente svolgersi a dare una valutazione sulla compagine di questa maggioranza, sull'Esecutivo in continuo affanno per le continue tensioni a causa delle ripetute integrazioni delle coalizioni partitiche che lo sostengono. Si è arrivati all'assurda situazione di chiamare a far parte dell'Esecutivo regionale rappresentanti di residuali gruppi politici, neppure rappresentati in questo Consiglio, pur di aiutare a fiaccare, a sfaldare quelle forze che, pur collaborando con questa maggioranza, tentano, ahimè, di mantenere una loro autonomia di pensiero, un loro autonomo e diverso modo di pensare a come governare questa nostra Sardegna. Questa legislatura volge ormai al termine, e non è certo per i piani, definiti dal Presidente della Giunta coerenti e sobri, che questa maggioranza possa definirsi tale abiurando prima di tutto quei programmi e proclami di inizio legislatura.

Se non conoscessimo il fallimento di tutto un progetto politico, allora non potremo capire le nostre critiche, contrapposizioni e le trascorse dichiarazioni succedutesi dal 1994 ad oggi. Ebbene, il dato è che con i provvedimenti 447, 459 e 460, si tenta di stendere un pietoso velo di milioni, anzi di miliardi, da spendersi nei prossimi esercizi finanziari, indebitando in modo preoccupante le nostre casse pur di conquistarsi il placet dei sindacati, di alcune categorie e gruppi di amici; non senza trascurare i finanziamenti con indirizzo preciso per questa o quella struttura amica, vicina e controllata, o controllabile, regolando questi per fare non investimenti produttivi per il nuovo corso della Sardegna, ma piuttosto debiti per il futuro. Tutto questo, signor Presidente, avviene in un momento difficile per la Sardegna e per la sua massima istituzione, per la nostra gente che di fronte a questa manovra finanziaria sente pieno lo sconcerto, di fronte ad un atteggiamento irresponsabile di coloro i quali sono stati deputati all'amministrazione regionale in questa Assemblea legislativa. Voi, quindi, oggi mi consentirete certamente che, nel prendere la parola in questo Consiglio dinnanzi all'Assemblea, non a voi soltanto mi rivolgo ma anche e soprattutto a coloro che sono assenti da questa nostra Assemblea, al cittadino della Sardegna; i consiglieri regionali infatti non devono mai dimenticare di aver ricevuto un mandato dal popolo che li carica di una responsabilità sulla vita quotidiana dei cittadini, ciò da loro dei compiti aggiuntivi affinché le speranze autonomistiche possano restare vive, così come furono dettate dai nostri padri costituenti. A tal proposito, nel bilancio e nella finanziaria 1998 non sono contenute nessuna delle novità che avrebbero potuto contribuire alla rinascita o meglio alla prospettiva di sviluppo della nostra Regione; i PIA sono una chimera, non daranno nessun risultato, lo vedremo tra quattro o cinque anni. L'aspetto più preoccupante viene comunque posto in risalto dalle cifre, e ne voglio riportare alcune. Il PIL dell'Isola è calato dell'1,6 per cento, la disoccupazione è in aumento, la produzione è calata del 7,2 per cento. I dati, cari colleghi, indicano una situazione veramente allarmante, la Sardegna è piena di recessione.

Forse gli unici a non accorgesene saranno i signori del nostro Governo, non so, non si capisce bene. Questo forse è dovuto non soltanto alle continue crisi regionali, alle continue litigiosità esistenti all'interno della coalizione di maggioranza, dovute comunque sempre ad una bieca e impietosa spartizione di posti di sottogoverno, e dalla profonda e radicale inadeguatezza del suo gruppo dirigente, o forse meglio ad una assenza di qualche progetto. Questo è certo cosa grave, direi anzi gravissima. Credo cari colleghi che tutto questo investa le ragioni proprie di questa politica, della vostra politica e di quella politica, di quelle scelte di cui, non me ne vogliate, siete voi i soli ed unici responsabili. Sono sicuro che in questa politica, questa vostra politica abbia definitivamente perso il senso, la direzione e la forza quanto meno di essere l'interprete di alcuna rinascita della Sardegna. Il bilancio e la finanziaria ne sono buona testimonianza, soprattutto come queste tradiscono le aspettative del nostro popolo che oggi chiede, o meglio richiede con forza a se stesso e a quest'Aula il riscatto politico, economico e sociale. Vedete cari colleghi, e mi avvio alla conclusione, nulla ci è negato dopo il no del Governo alla proposta di abbattere i costi di trasporti aereo e marittimo; ci troviamo a dover registrare un ennesimo schiaffo al diritto alla continuità territoriale. Tutto questo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la debolezza di questo Consiglio regionale, ma soprattutto l'inadeguatezza di questo quadro dirigente tra l'altro omologo al Governo nazionale. Si tratta del definitivo fallimento di un progetto politico; signori colleghi, oggi avremmo voluto vedere un bilancio e una manovra finanziaria che vedesse una migliore promozione delle risorse locali, umane e materiali, unite alla creazione di nuovi sistemi ambientali, finanziari ed amministrativi capaci di attirare soggetti, capitali e progetti di investimento, sia interni che esterni alla nostra Isola; invece non si tratta che di una finanziaria targata, fortemente targata, e dove qualcosa si è ceduto solo sulla spinta forte di una opposizione interprete di quelle istanze che provengono dalle categorie produttive.

Allora possiamo sostenere che in una situazione come questa, in Sardegna, dove la disoccupazione aumenta e dove la povertà colpisce nuovi strati della popolazioni, il bilancio e la manovra finanziaria non rispondono alla grave situazione ingenerando piuttosto ripetizioni di vecchie manovre che tendono ad alimentare solo spese clientelari, l'ho già detto, ed assistenziali. Se oggi la Sardegna non è abbastanza forte per essere motore di sviluppo e di crescita, ciò non è dovuto, cari colleghi, all'assenza del tessuto produttivo sardo, non ad una sua responsabilità, bensì al ripetersi di strumenti e di pratiche di cui questa maggioranza è e resta l'unica responsabile. Ed allora, il senso di responsabilità avrebbe dovuto organicamente prevedere delle scelte e delle priorità indicando degli strumenti che non si colgono nella manovra finanziaria e nel bilancio. Ciò non è avvenuto, ed è per queste valide ragioni, signor Presidente ed onorevoli colleghi, che a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale dichiaro il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, per dichiarazione di voto.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, io credo che l'intero Consiglio, maggioranza ed opposizione, possano esprimere soddisfazione, perché si perviene oggi all'approvazione della legge finanziaria per il 1999 e del bilancio; soddisfazione perché in controtendenza all'esperienza di gran parte degli anni precedenti, nella nostra vita autonomistica, si perviene all'approvazione nei tempi assegnati nella norma, approvazione della finanziaria e del bilancio. Questo fatto è sicuramente positivo, perché potrà evitare il ricorso all'esercizio provvisorio, e in questo modo consente di spiegare da subito tutte le risorse programmate. Io voglio dire che a questo risultato hanno concorso più energie, da un lato la tempestività della Giunta regionale nel presentare la proposta della legge finanziaria, dall'altro il lavoro effettuato, io credo, in tempi da record dalla terza Commissione consiliare programmazione, ma non voglio neppure sottrarmi dalla necessità di sottolineare questa volta e doverosamente il ruolo positivo svolto dall'opposizione, la quale questa volta si è voluta sottrarre dalla tentazione di utilizzare per fini strumentali le opportunità che invece offre un Regolamento consiliare che è ampiamente superato, e che nel passato di fatto ha rallentato i lavori del Consiglio, soprattutto in occasione dell'approvazione delle finanziarie e dei bilanci. In questo modo si è potuto sviluppare in questa Aula appieno la dialettica consiliare, quindi, ha consentito alla maggioranza, a questa maggioranza, di avanzare le sue proposte di Governo e in questo modo ha confermato questa maggioranza, anche, lo voglio dire, una buona capacità di tenuta nei momenti decisivi nella vita consiliare, e ha consentito all'opposizione di esercitare un ruolo positivo che è il suo diritto e dovere di approfondimento e di critica quando lo ritiene necessario. Ma questa manovra è connotata anche da un ampio coinvolgimento delle forze sociali operato da parte della Giunta regionale, ma voglio sottolinearlo, ma anche operato dalla terza Commissione consiliare che ha avviato, io credo, una fase feconda di concertazione nella politica regionale.

Soddisfazione esprimo anche perché con l'approvazione della legge finanziaria e della legge di bilancio si potrà confermare una buona capacità legislativa di questo Consiglio regionale, che nel passato troppo spesso è stato vituperato. Io voglio sottolineare il fatto che, in questi ultimi mesi, il Consiglio regionale ha saputo licenziare una ricca serie di provvedimenti molto importanti e in modo particolare, voglio sottolinearlo, nel campo della programmazione. Questa finanziaria e questo bilancio costituiscono solo infatti una fase conclusiva di un dibattito molto lungo che ha riguardato il programma del piano di rinascita per gli anni 1997 e 1999, che ha riguardato il documento di programmazione economica e finanziaria e che pochi giorni fa ha riguardato il piano del lavoro e dello sviluppo. Quindi, questo Consiglio ha confermato un ruolo fortemente propositivo sul piano legislativo, e in questo modo la Regione si accinge ad attivare, a decorrere proprio da quest'anno, dal 1999, un ammontare di risorse non solo della finanziaria e del bilancio, ma riferito anche a quello strumento legislativo a cui facevo riferimento, un ammontare di risorse che è decisamente importante per la nostra economia.

Io credo che si avvii così una nuova fase in Sardegna che certo sarà attenta agli equilibri della spesa, che sarà attenta alla compatibilità del bilancio e al contenimento anche del disavanzo finanziario, ma che vuole, l'ha detto molto efficacemente l'Assessore e l'ha ribadito la maggioranza in più occasioni, ma che vuole incidere nella promozione del lavoro, nella promozione delle risorse umane e culturali, ed ambientali della nostra Isola. A tutto questo forse si potranno sommare nel prossimo futuro anche le risorse che deriveranno dagli interventi del nuovo quadro comunitario di sostegno per gli anni 2000 e 2006, che è in fase di elaborazione, e io mi auguro anche la definizione finale dell'intesa istituzionale tra lo Stato e la Regione. Io credo quindi che possiamo guardare nel momento in cui stiamo per votare la finanziaria di bilancio, possiamo guardare con maggiore ottimismo al nostro futuro se constatiamo questa ritrovata capacità legislativa del Consiglio regionale, se a questa capacità corrisponde, così come io credo, una efficace e puntuale azione di governo da parte della Giunta regionale. Ecco, signor Presidente, con queste brevi riflessioni io voglio annunciare, anche a nome della maggioranza, il voto favorevole alla legge finanziaria e alla legge di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Annuncio il voto contrario del Gruppo Forza Italia alla manovra finanziaria, perché ancora una volta - e mi auguro vivamente che sia l'ultima volta - l'intervento non va verso la direzione auspicata, ancorché con molta enfasi le nuove strade da percorrere fossero state annunciate dall'Esecutivo regionale con la presentazione del documento di programmazione economica e finanziaria.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi un po' di silenzio.

BALLETTO (F.I.). In che cosa questa manovra, a nostro avviso, non coglie il segno? Prima di tutto perché si incrementa l'indebitamento che ormai ha raggiunto limiti insopportabili e comprimerà verosimilmente per il futuro ogni possibilità di incidere in direzione degli investimenti in infrastrutture. In secondo luogo, perché si privilegiano gli interventi che incrementano spese correnti di per sé e per definizione incapaci di produrre valore aggiunto, e quindi, ricchezza ed occupazione. Poi, perché la spesa è di chiara matrice clientelare, finalizzata all'ottenimento del consenso non guadagnato da un'attività seria e disinteressata, a soddisfazione delle tante attese dei sardi. Non un problema di fondamentale importanza per lo sviluppo è stato affrontato, sicché i grandi temi: energia, trasporti ed emergenza idrica, viabilità e quant'altro, rimangono ancora una volta irrisolti.

Per questi motivi e per i tanti che sono stati sollevati durante il dibattito a cui le forze della conservazione si sono puntualmente sottratte a dispregio delle più elementari regole della democrazia, con atto di chiara arroganza e supponenza, il voto del Gruppo di Forza Italia sarà decisamente e fermamente contrario a questa legge finanziaria e di bilancio assolutamente inconcludenti. Si è detto che questa undicesima legislatura è la peggiore della storia dell'autonomia, con quest'ultima manovra di bilancio è stata forse scritta la pagina più buia di questa legislatura.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti, per dichiarazione di voto.

BERTOLOTTI (F.I.). Un'Aula distratta, signor Presidente, battezza un bilancio che non si è distinto particolarmente per grandi differenze da quelli che lo hanno preceduto in questa legislatura. In quest'Aula purtroppo aleggia una parola triste per l'economia, recessione. L'azienda Sardegna produce ogni anno all'incirca 46 mila miliardi, miliardo più o miliardo meno, questo è il valore del PIL totale della nostra Regione. Sono recentemente comparsi i dati relativi al 1996, siamo buoni penultimi, mi dispiace contraddire le parole del Presidente Palomba, ma siamo buoni penultimi nel Mezzogiorno d'Italia, davanti soltanto alla Calabria, che con noi si approssima a valori in perdita, in diminuzione del prodotto interno lordo che si approssimano al due per cento, noi a meno 1,6, la Calabria a meno 1,8 per cento. Per la Sardegna vuol dire aver perso in un anno 800 miliardi di ricchezza, cioè, l'equivalente o quasi di un piano di rinascita.

Non è vero che dietro di noi ci sono altre regioni del sud, altre regioni del sud hanno dimostrato di avere maggiore vitalità di questa, mi riferisco al Molise più 2,7 per cento, alla Basilicata più 2 per cento, alle Puglie più 0,8 per cento, alla Campania più 0,4 per cento; valori negativi soltanto riferiti a Calabria, Sicilia e Sardegna, dicevo prima Calabria meno 1,8, Sardegna meno 1,6 e Sicilia meno 0,8 per cento. Ci dispiace dover contraddirla per l'ennesima volta su dati ISTAT, onorevole Presidente, ma ci sono più di un'amministrazione del Polo che viaggiano sicuramente meglio di quanto non faccia la Sardegna. Dicevo 800 miliardi persi solo nel 1996 a fronte di 46 mila miliardi di prodotto interno lordo totale. E qui cari colleghi è facile comprendere come la funzione della Regione nell'economia sia ad oggi di rilevante importanza, se è vero come è vero che oggi possiamo vantare di avere nelle nostre casse, tra fondi regionali e statali non spesi, europei non spesi, e piano di rinascita non speso, quasi 20 mila miliardi di disponibilità. Cioè, il 50 per cento o quasi dell'interno prodotto interno lordo annuale. Ed allora, si comprende come l'azione di un Governo possa incidere in positivo o in negativo sugli aspetti economici della nostra Isola, possa incidere in positivo o in negativo sui problemi legati allo sviluppo e all'occupazione, nel 1996 abbiamo perso 4 mila posti di lavoro e sono dati ISTAT, non descritti dalle liste di disoccupazione.

Un bilancio quello che era del 1996, viziato da una previsione di aumento delle entrate pari al 1,5 per cento, ve li ricordati i proclami dell'allora assessore Sassu, i proclami positivi sulle maggiori entrate che avrebbe avuto quel bilancio, quel bilancio quelle maggiori entrate di sicuro non le ha avute, anzi sono state sicuramente in diminuzione e si sono ripercorse poi negli anni successivi.

Ci auguriamo che fra tre anni questi dati tristi che oggi leggiamo sui giornali, non si verifichino di nuovo per la nostra Isola! Ci auguriamo che qualcosa vada meglio a partire dai prossimi mesi, ma occorre farlo con maggiore serietà, con meno propagandismo, con meno atteggiamenti viziati esclusivamente da demagogia. Per questi motivi non posso votare certamente a favore di questo bilancio, così come non ho votato a favore per i bilanci che questo hanno preceduto, proprio perché è mancata la svolta, la capacità di dover incidere diversamente sullo sviluppo di quest'isola, i dati sono purtroppo fallimentari e coinvolgono non solo il vostro Presidente, che voi state già decidendo di bocciare non ricandidandolo e non ripresentandolo all'elettorato, perché sia l'elettorato a decidere quale giudizio dare su questo Governo, e sul Presidente che allora aveva scelto, ma coinvolgono l'intero raggruppamento di centro sinistra.

PRESIDENTE. Si sono conclusi gli interventi. Hanno domandato di parlare il Presidente della Giunta e l'Assessore della programmazione. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). E` dichiarazione di voto, quindi, possono parlare soltanto i consiglieri che esprimono voto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Dire una parola di ringraziamento al Consiglio non è una violazione del Regolamento, ma se Bonesu insiste ci rinuncio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Presidente, per solidarietà con l'Assessore rinuncio anch'io.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della legge finanziaria e della legge di bilancio. Procediamo con la votazione del disegno di legge 460.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MONTIS - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo.

Si sono astenuti: il Presidente SELIS, la consigliera BUSONERA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti: 71

Votanti 69

astenuti 2

Maggioranza 36

Favorevoli: 39

Contrari: 30

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge 459.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLETTO - BERTOLOTTI -BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIORDO - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MONTIS - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 70

Votanti 70

Maggioranza 36

Favorevoli 40

Contrari 30

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del progetto del bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio - Esercizio finanziario 1999

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio regionale.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Questore Edoardo Usai.

USAI EDOARDO (A.N.), Questore. Presidente, colleghi, poiché i colleghi hanno ricevuto la relazione io la darei per illustrata e solleciterei il Consiglio ad approvare il bilancio interno del Consiglio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, scusatemi per questo intervento, che non vuol far allungare i tempi in una seduta già particolarmente lunga e impegnativa, però questo è, per mia libera scelta, l'ultimo bilancio di questo Consiglio che mi troverò a discutere e ad approvare, quindi sento la necessità di mantenere una promessa che ho fatto a me stesso, dopo quasi cinque anni che si concluderanno di lavoro, per quanto riguarda aspetti organizzativi di questo Consiglio di cui discutiamo il bilancio.

Sento la necessità, in questa sede, di esprimere il mio ringraziamento personale ai funzionari di questo Consiglio, che in condizioni certamente non ottimali per il loro lavoro sono stati un prezioso supporto per i lavori di questo Consiglio e per il lavoro delle Commissioni, ma proprio perché si è vissuti per cinque anni fianco a fianco con queste persone faccio una considerazione critica, e anche un po' amara, che questo Consiglio è stato capace, negli ultimi tempi, di procedere a quella che è stata per me una grossa riforma, cioè la riforma degli uffici e del personale della Regione, non è stato capace attraverso le espressioni dell'Ufficio di Presidenza, che coinvolge tutte le forze politiche, nessuna esclusa, di procedere ad una altrettanto necessaria riforma dell'organizzazione degli uffici di questo Consiglio regionale.

Questo Consiglio regionale ha dato prova di capacità nelle sue strutture di supporto, e vorrei ricordare soltanto l'ultimo, bellissimo convegno che si svolse a carattere nazionale in quest'aula, nei mesi scorsi, per quanto riguarda le prospettive di studio e di organizzazione del Consiglio.

Ora queste energie non vanno sprecate, vanno potenziate, questo Consiglio ha bisogno di nuove risorse umane, sia sul piano quantitativo e anche sul piano qualitativo, con l'immissione di persone più giovani che possono apprendere dall'esperienza degli anziani, che attualmente reggono questo Consiglio nelle sue strutture, capacità, esperienza e i consigli appropriati per il loro lavoro.

Penso e spero che questo bilancio, che oggi andiamo ad approvare e a cui darò il mio voto favorevole comunque, nonostante questa manifestazione il mio pensiero suoni ovviamente critico, penso che già nei mesi che ancora rimangono in questa legislatura, ma comunque almeno nella legislatura successiva, questi problemi di riorganizzazione, questi problemi di personale, di valorizzazione del personale siano finalmente affrontati e risolti, così come è responsabilità di questo Consiglio nella sua articolazione, e che passa ugualmente attraverso tutte le forze politiche, nessuna esclusa, il fatto di non essere stati capaci di affrontare e modificare un regolamento che fa acqua da tutte le parti, che è ormai vetusto e che se ci vorrà un migliore funzionamento della legislatura che ha da venire, deve essere affrontato senza ulteriori indugi.

(Applausi)

PRESIDENTE. Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame delle tabelle. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura del titolo I della tabella"Entrate".

(Segue lettura)

Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo I, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura del titolo II.

(Segue lettura)

Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo II, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura del titolo I delle Spese.

(Segue lettura)

Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo I delle Spese, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura della Categoria seconda: personale dipendente.

(Segue lettura)

Poiché nessuno domanda di parlare sulla categoria seconda, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria terza: gruppi consiliari.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria terza, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria quarta.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria terza, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria quinta.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria quinta, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria sesta.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria sesta, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria settima.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria settima, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria ottava.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria ottava, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria nona.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria nona, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Categoria decima.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla Categoria decima, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura del titolo II, Partite di giro.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo II, Partite di giro, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del bilancio interno del Consiglio regionale.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti: 67

Votanti: 67

Maggioranza 34

Favorevoli 67

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai Edoardo. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). Presidente, per ringraziare a nome del Collegio dei Questori e dell'Ufficio di Presidenza questo Consiglio, non voglio portare via il mestiere al Presidente, l'augurio del Collegio dei Questori è che ci rincontriamo tutti quanti al prossimo anno, nel 1999, per discutere del bilancio interno della XII legislatura, tutti compresi, compreso il professor Macciotta, del cui impegno e delle cui capacità il Consiglio non si può privare.

Discorso di fine d'anno del Presidente del Consiglio regionale

PRESIDENTE. So che c'è molta fretta, ma devo adempiere...naturalmente nessuno è tenuto a restare, credo che tanti colleghi abbiano fretta; coloro che vanno via sono ampiamente giustificati, chi invece ha qualche minuto di pazienza ancora credo di adempiere non ad un dovere, ma ad una tradizione che in questo caso, essendo l'ultimo anno ha anche un significato particolare, anche se non farò, non è il momento, abbiamo ancora tanti giorni di lavoro che credo saranno proficui, eppure anche quest'anno voglio rispettare la tradizione che vede il Presidente del Consiglio regionale formulare ai propri colleghi l'augurio, e questo è un augurio particolare, molto sentito, molto affettuoso perché in questi anni sono cresciute le nostre affinità, il nostro confronto e il nostro dialogo.

Credo che sia giusta questa tradizione, lo dico, cari colleghi e care colleghe, avendo tutti la consapevolezza che anche quest'anno si chiude un anno difficile per la Regione, difficile sul piano occupativo, sul piano economico, sul piano sociale, eppure credo che in questa Regione abbiamo risorse straordinarie, giovani, uomini, professionisti, imprese, intellettuali che stanno crescendo, il compito della politica e delle istituzioni, in particolare è quella di intercettare, di capire, di valorizzare queste risorse.

Credo che quest'anno che chiudiamo sia un anno per il Consiglio regionale particolarmente giusto, se dovessi, come tento di tracciare, un bilancio breve dell'attività svolta dal Consiglio regionale, devo riconoscere, dobbiamo riconoscere che abbiamo vissuto dei momenti di grande e intensa produttività. Nel corso dell'anno, vi do solo qualche dato, abbiamo avuto 120 sedute dell'Assemblea, che è numero davvero ragguardevole, abbiamo discusso e approvato 48 progetti di legge, 3 proposte di legge nazionali, 20 mozioni discusse, 11 programmi e documenti approvati.

Le Commissioni hanno svolto complessivamente 460 sedute, licenziato per l'aula 66 testi tra progetti di legge e leggi rinviate, hanno espresso 40 pareri e in particolare hanno svolto 155 audizioni che da il segno dell'intenso rapporto che questo Consiglio, nelle diverse sue articolazioni ha avuto con la società sarda. Però mi pare soprattutto importante sottolineare come pur nelle difficoltà di ordine politico che hanno contrassegnato questa legislatura, come ogni dialettica democratica, la nostra Assemblea ha nel corso di quest'anno condotto in porto molti provvedimenti di sicuro rilievo per la nostra società. Alcuni di questi sono particolarmente significativi, perché sono stati anche discussi con una dialettica molto viva e talvolta votati, almeno in parte, insieme; ricordo la legge sui centri storici, le norme in materia di agriturismo, le norme a favore dell'industria e dell'editoria locale, la disciplina in materia di igiene e sanità pubblica, le norme in materia di personale, la soppressione dell'EMSA, il riordino delle aree minerarie, il programma operativo plurifondo, la razionalizzazione del sistema ospedaliero, il Piano socio-assistenziale e il documento di programmazione economica.

Certo, rimangono tra di noi, come è logico e giusto in un sistema democratico valutazioni diverse, riguardo ai contenuti e alle politiche che con tali atti la Regione si è data, in politica raramente si danno decisioni che trovano generale consenso, ma è stato un fatto significativo che questo Consiglio, e ne do davvero atto a tutti voi, abbia saputo svolgere la sua funzione che è quella di animare un confronto aspro e un confronto schietto, ma poi arrivare a deliberare e a decidere.

Credo, se mi consentite, che, è pur marginale rispetto a questo panorama, non va dimenticato che l'anno che si conclude è il cinquantennale della nostra autonomia e che questo Consiglio ha avuto in quest'Aula momenti di grande intensità, di grande dibattito, di grande rilievo sulle riforme e momenti e presenze particolarmente significative, dal Presidente della Repubblica, alla Camera, ad altri personaggi di
grande rilievo della nostra vita economica, sociale e culturale.

C'è ancora tanto da fare, ma in questo anno noi abbiamo, e però non è solo un dato di quest'anno, di tutta la legislatura, essendo prematuro fare bilanci della legislatura, e me ne guarderò bene dal farli, c'è un aspetto positivo che voglio con soddisfazione, se mi consentite, sottolineare. Il confronto in Aula e nelle Commissioni è stato spesso anche duro, né potevano mancare tensioni su argomenti di questa portata.

Tuttavia il dibattito non è mai trasceso, la polemica si è mantenuta nei limiti del rispetto, la discussione è sempre stata aperta e libera, non sempre in altri momenti e in altre epoche è stato così, non sempre è così in altre istituzioni spesso più celebrate della nostra. Quindi il Consiglio non ha mai conosciuto gli scontri che altrove si verificano, non ha mai visto scambi di insulti, i rari episodi di tensione sono stati ricomposti rapidamente, mi sembra che la società abbia bisogno più che mai di questo modello positivo, siamo abituati a essere critici, autocritici e talvolta eccessivamente autocritici, lo dico perché faccio parte anch'io di questa schiera degli autocritici, però credo che quest'Aula abbia dimostrato come si può sviluppare un dibattito acceso, un confronto anche apro ma nel rispetto reciproco e nel rispetto di uno stile che deve essere un modello, credo, per l'intera società.

In questa società stanno affiorando scontri che talvolta sono incontrollabili, che talvolta trascendono, a me sembra che noi abbiamo dato e possiamo dare ancor meglio un modello, perché spetta prima di tutto alle istituzioni reagire a questo decadimento della vita politica, pubblica e sociale, proseguendo e rafforzando lo stile del rispetto reciproco, del dialogo e della solidarietà.

La politica e le istituzioni devono trovare un livello sempre più alto di confronto, recuperare la credibilità e il rispetto della società, rilanciare temi e programmi e rappresentare le istanze e le aspettative della gente, portarle a sintesi proponendo un progetto di sviluppo, indicando un quadro economico e sociale su cui costruire un nostro futuro, su cui si fondano i diritti e i doveri di cittadinanza.

Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, noi rappresentiamo il parlamento di questa regione, e come parlamento siamo l'espressione più alta di questa società. La società ci ha liberamente espressi, abbiamo dato il meglio di noi in quest'Aula, possiamo sempre migliorare mai il parlamento diventa un momento centrale della democrazia. Lo dico perché talvolta ho il timore che l'esigenza di efficienza e di governabilità di una società complessa, non solo regionale ma nazionale ed europea, pone in discussione il problema e il rafforzamento del governo, ma qualche volta rischia di farlo a discapito dei parlamenti.

Il problema che ha trovato questo del rafforzamento del governo è in atto, ci sono riforme e sono positive, ma il problema condivisibile, reale dell'efficienza e della governabilità ha talvolta messo in ombra quello della legittimazione della rappresentanza, cioè il problema del ruolo del parlamento e della sua riforma, sottovalutare il problema della rappresentanza e affrontarlo solo per ridurne la complessità e l'interferenza sull'attività di governo significa sottovalutare la questione democratica, il rapporto e l'equilibrio tra poteri su cui si fonda il nostro impianto costituzionale.

Sono temi che riguardano e impegnano anche il nostro Consiglio regionale, se però vogliamo confermare il ruolo centrale e rafforzarne la funzione, spetta al Consiglio spesso autoriformarsi, assumendo le necessarie iniziative politiche.

Il primo aspetto riguarda l'organizzazione dei lavori del Consiglio e l'adeguamento del regolamento interno; certo, ci sono problemi di organizzazione e miglioramento dell'organizzazione interna, non spetta a me fare un bilancio di quello che l'ufficio di presidenza, almeno in questa sede, ha fatto in questi anni, molto si può fare, credo che possiamo ancora farlo, ma su questi temi credo che dobbiamo trovare le sintesi, le sinergie per fare dei passi avanti. L'organizzazione interna e l'adeguamento del regolamento interno, l'obiettivo è garantire tempestività, certezza e chiarezza alle determinazioni dell'Assemblea e dare spessore, significato pregnante ai poteri di controllo, di indirizzo e di vigilanza, e quindi dare e rafforzare i diritti della maggioranza a governare e i diritti dell'opposizione a svolgere la sua funzione, che non è solo quella di opporsi ma di sviluppare la funzione di vigilanza, di controllo e di partecipazione agli indirizzi. Spetta alle forze politiche assumere le iniziative necessarie, credo che i prossimi mesi potranno, da questo punto di vista, essere significativi.

Un secondo aspetto più generale attiene all'ordinamento regionale, alle regole e alle procedure per garantire continuità nell'azione di governo, stabilità politica, procedimenti moderni e tempestivi nelle decisioni programmatiche e amministrative; maggioranza ed opposizione divise su scelte politiche e di programma possono trovare un terreno comune di confronto, se non di intesa, nell'esigenza di modificare le regole per consentire al prossimo Consiglio un'azione più incisiva e continua, più ampi poteri di verifica e di controllo e al prossimo esecutivo più efficaci poteri di iniziativi e maggiore rapidità di gestione.

Di qui può nascere, se siamo d'accordo, se le forze politiche nel loro libero confronto fossero d'accordo, un programma dell'Assemblea che possa essere impegnata nei prossimi mesi in una sorta di sessione istituzionale per le riforme, per il Regolamento, per le leggi che riteniamo fondamentali per garantire il meglio della governabilità e il massimo della legittimazione al governo. Su questo tema ci può essere nelle prossime settimane e nei prossimi giorni un confronto, se c'è la volontà politica si può sviluppare in quest'Aula una sessione istituzionale che dia prospettive alla futura legislatura.

Infine vi è un tema che mi è particolarmente caro e che non possiamo dimenticare, noi siamo, in quanto istituzione centrale della democrazia, l'espressione, l'organismo di tutela della cittadinanza, e la cittadinanza... quest'anno abbiamo, oltre che cinquant'anni dell'autonomia e della costituzione, celebrato i cinquant'anni dei diretti dell'uomo, i diretti dell'uomo sono spesso profondamente violati, c'è un disagio crescente nella nostra società, una porzione sempre più ampia di popolazione che non vede soddisfatti i propri bisogni essenziali, troppe famiglie colpite dalla disoccupazione, troppe ammalati a cui vengono negati il diritto alla salute e alla cura, troppi gli anziani che vedono, dopo una vita di lavoro, venir meno ogni sicurezza e sono spinti sulla soglia della povertà e della miseria, troppi giovani privati dal diritto primario ad una prospettiva di speranza e di futuro.

La società in questi anni ha fatto dei passi avanti anche sul tema dello sviluppo, ma le marginalità e le povertà sono talvolta, abbiamo la sensazione, in crescita e comunque sono sempre troppe. Spetta a noi vigilare su questi problemi, interpretare e dare voce a chi non ha voce, essere davvero il centro della rappresentanza, interpretare la democrazia come rappresentanza non solo delle categorie vive e vitali, ma anche di quelle categorie che vivono al margini di una società ridotte al silenzio e alla paura.

Cari colleghe e cari collegi, auguro a voi e alle vostre famiglie un sereno Natale e un felice anno nuovo, ricco di soddisfazione e ricco di entusiasmo che è una risorsa e una caratteristica essenziale per affrontare i temi e i tempi che dovrete e dovremmo affrontare.

Rivolgo ai funzionari, ai dipendenti del Consiglio a nome vostro e mio personale, oltre che l'augurio più cordiale, il ringraziamento per la collaborazione che hanno dato in momenti anche difficili di questa legislatura e di quest'anno in particolare.

Credo di interpretare, se me lo consentite, i sentimenti di tutti voi, se auguro a nome vostro all'intera Sardegna e soprattutto alle persone più sofferenti e svantaggiate un futuro più sereno, perché più concrete possano apparire le certezze dei diritti e la realizzazione della speranza, e auguro ancora a tutti noi di essere degni delle aspettative di questa società. Tanti auguri.

Il Consiglio è convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 22 e 18.



Allegati seduta


Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta