Seduta n.428 del 17/07/2008 

CDXXVIII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 17 luglio 2008

Presidenza del Vicepresidente Rassu

Indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 8 luglio 2008 (419) che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Biancu, Cocco, Gessa, Silvio Lai, Pisu e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 4 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/A:"Riordino delle funzioni in materia di aree industriali" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Rassu - Sanjust - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Onida: "Ordinamento dei Consorzi di sviluppo delle attività produttive" (162); Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme sulle politiche di sviluppo industriale in Sardegna" (163); Giagu: "Riordino

delle funzioni in materia di aree industriali"(305)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/ A. Siamo in votazione degli emendamenti all'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.), relatore. Presidente, chiederei l'ingresso in aula di qualche altro collega perché vedo l'aula un po' vuota, faccia dieci minuti, una sospensione.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Giagu, però prego i colleghi di invitare i colleghi che non sono in aula ad avvicinarsi all'aula. La seduta è sospesa riprenderemo il lavoro alle 10 e 40. Va bene?

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 24, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori. Prego prender posto. Abbiamo in discussione l'articolo 4 del testo unificato numero 162-163-305/ A, per la precisione gli emendamenti soppressivi parziali. Abbiamo in votazione l'emendamento numero 28.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, per chiedere la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Un altro Capogruppo che appoggi la richiesta dell'onorevole Atzeri? Otto consiglieri è lo stesso… via chi sostiene? E' indispensabile un Capogruppo, mi dicono, un altro capogruppo, ok bene. Allora prego i colleghi di prendere posto è stata chiesta la verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta la consigliera Lanzi)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prende atto che i consiglieri Porcu e Sanna Simonetta sono presenti.

Risultato della verifica

Risultano presenti i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Frau - Giagu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pileri - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias.

PRESIDENTE. Sono presenti 39 consiglieri, non siamo in numero legale.

Bene colleghi, non è presente il numero legale, i lavori vengono aggiornati tra mezz'ora. Vi prego di invitare i Capigruppo ad invitare i colleghi di essere presenti in aula. I lavori riprendono alle 11 e 15.

SANJUST (F.I.). Presidente, a pregare si va in chiesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45 , viene ripresa alle ore 11 e 16.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/A: "Riordino delle funzioni in materia di aree industriali" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Rassu - Sanjust - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Onida: "Ordinamento dei Consorzi di sviluppo delle attività produttive" (162); Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme sulle politiche di sviluppo industriale in Sardegna" (163); Giagu: "Riordino

delle funzioni in materia di aree industriali"(305)

PRESIDENTE. Bene colleghi riprendiamo la seduta. E' stata chiesta la verifica del numero legale, il Capogruppo Lanzi intende sostenere nuovamente o possiamo procedere? Onorevole Lanzi. Possiamo andare avanti, grazie?

LANZI (Sinistra Autonomista). Proseguiamo con i lavori.

PRESIDENTE. L'onorevole Gessa è rientrato, quindi aveva chiesto congedo, è presente in aula.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 28 all'articolo 4. Onorevole Giagu, intende intervenire? Bene metto in votazione l'emendamento numero 28.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 42 è la sintesi degli emendamenti numero 29 e numero 12.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico, però prima la sintesi dell'emendamento numero 29 e... Presidente?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 42 è la sintesi degli emendamenti numero 29 e numero 12.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Meloni e Tocco hanno votato a favore e che il consigliere Ladu si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: Amadu - Cassano - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 42

astenuti 19

maggioranza 22

favorevoli 42

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

RANDAZZO ALBERTO (Gruppo Misto). Il voto elettronico palese

PRESIDENTE. Il voto elettronico lo si chiede con le modalità dovute. Non si è sentito, mi dispiace.

Metto in votazione l'emendamento numero 9 aggiuntivo all'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Aberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (Gruppo Misto). Sì, per chiedere l'elettronico palese. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica palese. Prego altri sette consiglieri e un Capogruppo. Grazie.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato a favore, che il consigliere Porcu ha votato contro e che il consigliere Giorico si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Farigu - La Spisa - Ladu - Lombardo - Randazzo Alberto.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uras.

Si sono astenuti: Amadu - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Diana - Floris Mario - Giorico - Lai Renato - Licandro - Liori - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 46

astenuti 17

maggioranza 24

favorevoli 5

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 26. Chi lo

approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 27. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 48 e 47, che sono emendamenti all'emendamento sostitutivo totale numero 30, il soppressivo parziale numero 13, il sostitutivo parziale numero 14, gli aggiuntivi numero 2 e 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:

Art. 5


Disposizioni per l'attivazione
dei consorzi industriali provinciali

1. Ai sensi della presente legge assumono la denominazione e la funzione di consorzio industriale provinciale di cui agli articoli 3 e 4 i consorzi industriali di cui alla tabella A.

2. Gli organi dei consorzi di cui al comma 1, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, operano per la sola ordinaria amministrazione sino alla costituzione dei nuovi organi.

3. In sede di prima applicazione della normativa, il presidente della provincia competente per il territorio, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, convoca e presiede l'assemblea generale per la elezione degli organismi previsti all'articolo 4.

4. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i comuni interessati devono deliberare la partecipazione al relativo consorzio provinciale.

5. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge i consorzi industriali provinciali, con deliberazione dell'assemblea generale di cui all'articolo 4, comma 2, adottano lo statuto consortile.

6. Lo statuto è adottato sulla base di uno schema-tipo generale predisposto con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, previo parere vincolante della Commissione consiliare competente. Lo statuto disciplina, in conformità con la legislazione in materia di enti locali e nel rispetto delle previsioni della presente legge, le modalità di funzionamento di ciascun organo consortile e le specifiche attribuzioni oltre a quelle di legge, nonché le modalità di nomina e le attribuzioni del direttore generale del consorzio e le norme che debbono regolare l'assunzione a qualsiasi titolo del personale dipendente dei consorzi e delle loro controllate. Lo statuto è approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria.

7. Entro sessanta giorni dall'adozione dello statuto, ciascun consorzio presenta alla Giunta regionale un piano di razionalizzazione e riordino, anche mediante dismissione, delle partecipazioni societarie detenute.

8. La Giunta regionale entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta la delibera di cui all'articolo 1, comma 1.

Emendamento sostitutivo totale Biancu - Balia - Uras

L'articolo 5 è così sostituito:

"Art. 5

Disposizioni per l'attivazione dei consorzi industriali provinciali

1. I consorzi industriali provinciali subentrano ai consorzi industriali di cui alla tabella A.

2. In sede di prima applicazione della normativa, il presidente della provincia competente per territorio, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, convoca e presiede l'assemblea generale per la elezione degli organi previsti all'articolo 4 della presente legge.

3. Gli organi dei consorzi di cui al comma precedente, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, operano per la sola ordinaria amministrazione sino alla costituzione dei nuovi organi e in tale
momento cessano automaticamente dalla carica.

4. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge i consorzi industriali provinciali, con deliberazione dell'assemblea generale di cui al comma 2 dell'articolo 4, adottano lo statuto consortile.

5. Lo statuto è adottato sulla base di uno schema-tipo generale predisposto con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'Industria, previo parere della Commissione consiliare competente. Lo statuto disciplina, in conformità con la legislazione in materia di enti locali e nel rispetto
delle previsioni della presente legge, le modalità di funzionamento di ciascun organo consortile e le specifiche attribuzioni oltre a quelle di legge, nonché le modalità di nomina e le attribuzioni del direttore generale del consorzio.

6. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i consigli degli enti locali costituenti i consorzi industriali provinciali, con la deliberazione di cui all'articolo 31 comma 2 del Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, approvano lo statuto consortile, proposto dai Consorzi industriali provinciali

7. Dalla data di insediamento degli organi previsti all'articolo 4 fino all'esecutività di tutte le delibere di adozione dello Statuto restano in vigore quelli previgenti in quanto compatibili con le disposizioni della presente legge e di quelle degli articoli 31 e 114 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

8. Al fine di procedere alla liquidazione delle quote degli enti e dei soggetti pubblici e privati non facenti parte dei nuovi consorzi industriali e dei beni dei consorzi non aventi finalità pubblica, nonché al riordino ed alla razionalizzazione delle società partecipate dai consorzi, il Presidente della Regione nomina con proprio decreto un collegio di liquidatori, uno dei quali indicato dalla Regione, uno indicato dalla Provincia ed uno indicato dal nuovo consorzio in rappresentanza dei Comuni. Il collegio dei liquidatori provvede entro novanta giorni dall'insediamento del nuovo consorzio alla presentazione di un piano di liquidazione alla Giunta regionale che lo approva. Lo stesso deve avere attuazione nell'ulteriore termine di novanta giorni." (30)

Emendamento all'emendamento numero 30 sostitutivo parziale Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 30, il comma 8 è sostituito dal seguente:

"8. Al fine di procedere alla liquidazione delle quote degli enti e dei soggetti pubblici e privati non facenti parte dei nuovi consorzi industriali e dei beni dei consorzi non aventi finalità pubblica, nonché al riordino ed alla razionalizzazione delle società partecipate dai consorzi, il Presidente della Regione nomina con proprio decreto un collegio di liquidatori, uno dei quali indicato dalla Regione, uno indicato dalla provincia ed uno indicato dal nuovo consorzio in rappresentanza dei comuni individuati tra il personale dipendente delle rispettive amministrazioni. La Giunta regionale, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore dell'industria, previo parere della Commissione consiliare competente, entro il trentesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge, impartisce al collegio dei liquidatori apposite direttive sui tempi e le modalità della procedura liquidatoria. Il collegio dei liquidatori provvede entro novanta giorni dall'insediamento del nuovo consorzio alla presentazione di un piano di liquidazione alla Giunta regionale, che lo approva. Lo stesso deve avere attuazione nell'ulteriore termine di novanta giorni." (47)

Emendamento all'emendamento numero 30 sostitutivo parziale Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 30, il comma 1 è sostituito dal seguente:

" I consorzi industriali provinciali subentrano ai consorzi di cui alla tabella A nella titolarità dei beni strumentali all'esercizio delle funzioni di pubblica utilità e quelle previste dai precedenti articoli 2 e 3. Ad essi è inoltre attribuita la titolarità dei beni derivanti dal completamento delle procedure di liquidazione adottate ai sensi della presente legge nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 36 dello Statuto degli attuali consorzi industriali. Gli enti di cui all'articolo 3 svolgono le funzioni e le attività loro conferite a partire dalla data di insediamento dell'assemblea generale." (48)

Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini.

Al comma 6 dell'art. 5 il termine "vincolante" è soppresso. (13)

Emendamento sostitutivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Il comma 4 dell'art. 5 è così sostituito:

Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i consorzi industriali soppressi con l'art. 7, comma 38 della L.R. 3 del 5/03/2008, qualora i comuni interessati non abbiano accettato il trasferimento del patrimonio e del personale, nei termini previsti dalla medesima legge, devono assumere tutti gli atti necessari al trasferimento dei beni e del personale ai Consorzi provinciali di cui al comma 1 del presente articolo. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini.

Al comma 7 dell'art. 5 le parole "anche mediante" sono sostituite con "e di". (14)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Al comma 1 dell'art. 5, dopo le parole "alla tabella A" aggiungere "e B, mediante accorpamento per fusione del loro patrimonio". (2)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Dopo il comma 4 è inserito il comma 4 bis:

Nell'ipotesi di cui al comma precedente, le quote di patrimonio degli Enti consorziati sono trasferite all'Ente Provinciale di cui al comma 1 del presente articolo. Ai consorziati che non intendono aderire al Consorzio Industriale Provinciale saranno liquidate le quote di patrimonio spettanti, calcolate sulla base della quota di capitale versato rivalutato. (4).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Solo per dare un contributo in ragione dell'emendamento all'emendamento che è stato presentato e che attiene a una fase transitoria, cioè di liquidazione dei precedenti enti. Nella stesura originaria per il collegio dei liquidatorinon veniva definita una procedura attraverso la quale individuare i componenti tale da far pensare che si potesse realizzare una delle ricorrenti condizioni negative del funzionamento dell'amministrazione pubblica, che quando deve sciogliere un soggetto, un ente, attribuisce, affida questo compito molte volte perché viene richiesta una particolare professionalità, che si presume non possa essere rintracciabile nell'ambito dell'amministrazione pubblica a soggetti esterni, a professionisti. Il risultato di questa vicenda è che le operazioni di liquidazione si protraggono nel tempo, e che i compensi che si attribuiscono ai liquidatori diventano spesso o possono diventare la ragione del protrarre nel tempo le attività di liquidazione. Aggiungiamo anche un fatto, che noi stiamo facendo un'operazione di semplificazione, stiamo riducendo, vogliamo ridurre la spesa e anche i soggetti che ci sono, noi ci siamo anche già espressi ieri. Purtroppo, i colleghi di alcune forze politiche, anche della maggioranza, non hanno ben compreso quanto non sia stato utile introdurre l'elemento di delega degli amministratori, e quanto non sia stato utile, non sarà utile poi, per il funzionamento di quegli enti, affidare ad esterni, alle amministrazioni tramite delega le funzioni che invece gli amministratori avrebbero dovuto esercitare. Invece, mi pare che sia stato accolto dall'intera maggioranza, la preoccupazione che prima sottolineavo, per cui all'articolo 5, nell'emendamento all'emendamento, si introduce la formulazione, dopo: "rappresentanza dei comuni", "individuati tra il personale dipendente delle rispettive amministrazioni". Quindi, si prende, si attribuisce a funzionari che hanno i titoli, perché le pubbliche amministrazioni hanno personale che ha i titoli, ha personale anche che sono iscritti negli Albi professionali, che pur non esercitano, ma hanno tutti i requisiti per poter svolgere funzioni di liquidazione. Peraltro, c'è una tradizione, per cui le operazioni di liquidazione degli enti pubblici sono attribuite a Uffici stralcio, ci sono tutte le condizioni perché vengano reperite, nell'ambito del personale dell'amministrazione, le professionalità necessarie per farlo. Poi, sono stabiliti i tempi, e lo dice: una volta approvato il piano di liquidazione dalla Giunta regionale, il piano deve avere attuazione nell'ulteriore termine di 90 giorni, cioè entro 90 giorni, entro tre mesi il piano di liquidazione si deve completare. In questo introduciamo un elemento, una novità sicuramente rilevante, e un aspetto positivo di semplificazione di questa legge che proprio cura una delle tradizionali difficoltà dell'operatività dell'Amministrazione regionale, e non solo dell'Amministrazione regionale, ma delle Amministrazioni pubbliche in genere, di concludere entro un determinato periodo specifico le attività di liquidazione degli enti che si intende sopprimere.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sei, grazie Presidente, sarò brevissima, però, volevo far rilevare che nell'emendamento numero 30, nonostante poi gli emendamenti all'emendamento, manca un aspetto, a mio avviso, e volevo capire il perché. Cioè, mentre al comma 4 dell'articolo 5 della proposta così come è stata strutturata si afferma che entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge i comuni interessati devono deliberare la partecipazione al relativo Consorzio provinciale, questo aspetto è stato totalmente cancellato nella riscrittura del testo. Questo significa che i comuni hanno la possibilità di non aderire ai Consorzi? Significa questo? Oppure semplicemente si tratta di una dimenticanza e va reintegrato? Perché mi sembra che, in questo modo, si apra una questione relativa proprio alla possibilità dei comuni di aderire ai Consorzi, e ritengo che, qualora ci fosse questo chiarimento, ci sarebbe un presupposto oggettivo, e cioè, che i comuni possano non aderire, ma per fare questo, la non adesione, non si entra in contraddizione poi con gli aspetti relativi agli enti locali di chi partecipa e di chi no? Questo è il quesito che volevo porre, e capire la ratio che nell'emendamento numero 30 e nella quindi riscrittura dell'articolo 5 ha portato a non evidenziare il rapporto tra i comuni e i Consorzi industriali provinciale. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Grazie Presidente. Per affermare il mio voto positivo rispetto agli emendamenti, gli emendamenti agli emendamenti, che disciplinano le procedure di liquidazione e di subentro dei nuovi enti nei beni e nelle funzioni, e anche per provare a rispondere alla collega Caligaris. Condivido molto le affermazioni del collega Uras, e credo che ci siamo applicati e probabilmente siamo riusciti ad assicurare una serie di obiettivi con questa procedura che viene individuata da questi due emendamenti che riarticolano l'articolo 5. In particolare cerchiamo di assicurare che nel contempo ci sia un avvio immediato dei nuovi Consorzi, con il trasferimento immediato delle funzioni e dei beni strumentali al loro esercizio, che si rispettino le procedure liquidatorie fissate dagli statuti dei Consorzi, la qual cosa dovrebbe tutelarci rispetto alla possibilità che i soggetti privati possano ricorrere rispetto alle procedure stesse che stiamo individuando, rispetto all'individuazione della liquidazione dei vecchi Consorzi industriali, cosa che noi non potremmo fare, cioè non potremmo disciplinare i rapporti tra i privati, e cerchiamo di ridurre al massimo i costi, perché non ci dovrebbero essere costi per queste procedure liquidatorie, in quanto sono dipendenti delle amministrazioni a svolgerle, e ridurre i tempi. Tra l'altro individuando una funzione di collegio che, in questo modo, seguendo le direttive della Giunta regionale, dovrebbe condividere il processo e condividere la riarticolazione delle funzioni, che tra i diversi livelli di governo si realizza con questa legge. Rispetto alla possibilità dei comuni di aderire ai nuovi Consorzi, se non ho capito male la sua questione, collega Caligaris, l'emendamento numero 21 già afferma che i comuni che facevano parte dei Consorzi, di cui alla tabella B, cioè dei Consorzi disciolti già con la legge finanziaria, possono, entro 60 giorni, si era previsto 30, ma c'è agosto di mezzo, optare di aderire ai nuovi Consorzi industriali provinciali. Non tutti i comuni, né tutti i comuni che hanno un'area industriale, se no riprodurremo una dimensione dei Consorzi del tutto impropria e assolutamente troppo ampia, inutile e incapace di assicurare un governo a queste aree. Spero che questi obiettivi, che dovevano anche fare i conti con dei vincoli di natura giuridica, possano consentire di avviare, in maniera molto rapida ed efficace, le attività dei nuovi Consorzi e assicurare una corretta liquidazione dei beni e delle attività che invece non sono più connesse alle funzioni che a tali nuovi Consorzi sono attribuite. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Ladu e onorevole Giagu, vi siete iscritti fuori termini.

GIAGU (P.D.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.). Per chiederle una breve sospensione, anche per riordinare le idee rispetto a un emendamento approvato poc'anzi.

PRESIDENTE. Se serve per riordinare le idee... onorevole Giagu. Facciamo dieci minuti di sospensione... dieci!... in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 39, viene ripresa alle ore 12 e 08.)

PRESIDENTE. Allora, colleghi, spero che le idee siano più chiare.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese dall'onorevole La Spisa. Avevamo concluso la discussione, prima della richiesta di sospensione dell'onorevole Giagu. Parere del relatore. Prego?

LADU (Fortza Paris). No, non era finita la discussione! Mi ero iscritto a parlare.

PRESIDENTE. No, la discussione è finita, lei si è iscritto fuori termini, onorevole Ladu. No, no, stia tranquillo. Come?

LADU (Fortza Paris). Lui ha chiesto un'interruzione della…

PRESIDENTE. No, lei si è iscritto fuori termini, l'onorevole Giagu ha parlato sull'ordine dei lavori e ha chiesto una sospensione. Insomma, onorevole Ladu, qualche volta possiamo anche derogare alle cose, proviamo a stare dentro le regole, per tutti, e questo ci consente di lavorare meglio.

I testi sono quelli di cui stiamo discutendo, colleghi? Onorevole Giagu, il chiarimento su che cosa è intervenuto? Deve dare i pareri?

GIAGU (P.D.), relatore. No, un chiarimento sull'emendamento numero 30 e una modifica.

PRESIDENTE. Dunque, prima dell'emendamento numero 30 dobbiamo votare gli emendamenti sostitutivi parziali numero 48 e 47, che sostituiscono ovviamente in parte il "30", poi vediamo ciò che resta del "30", se deve essere modificato sulla base della proposta che lei farà. Intanto ci dia il parere.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.

GIAGU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Il parere è conforme al relatore.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica palese dall'onorevole La Spisa. Prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi alla votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Bruno ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Risponde no il consigliere Sanjust.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Sanna Matteo - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 41

astenuti 18

maggioranza 21

favorevoli 40

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 30, modificato dagli emendamenti che abbiamo votato precedentemente.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Signor Presidente, per chiedere all'Aula se è possibile accogliere un emendamento orale che vorrei proporre all'articolo 5, comma 2, così come è sostituito dall'emendamento numero 30, perché già nel comma 4 abbiamo stabilito le regole per l'elezione del presidente. Abbiamo previsto che il presidente dell'assemblea viene stabilito con le regole disciplinate dallo Statuto, ma nel momento in cui viene insediata l'assemblea, come è previsto dal comma 2, entro 90 giorni, lo statuto non è ancora approvato quindi avremo difficoltà ad avere le regole per disciplinare il funzionamento dell'assemblea così costituita.

Io propongo, con un emendamento orale, che si faccia riferimento alle norme che sono già previste negli statuti tipo in vigore. La proposta di emendamento orale è questa: alla fine dell'articolo 2 inserire che "in sede di prima applicazione il presidente e il consiglio di amministrazione sono eletti ai sensi dell'articolo 20 dello statuto tipo dei consorzi per lo sviluppo industriale della Sardegna, approvato con decreto dell'Assessore dell'industria numero 115/1998 per quanto compatibili", in modo che abbiamo la possibilità di far funzionare gli organi dei consorzi anche in vacanza di approvazione dello statuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io volevo più che altro chiedere un'informazione, volevo chiederla prima, ma la chiedo adesso al Presidente della Commissione, eventualmente all'Assessore. I comuni che facevano parte dei vecchi Consorzi industriali non erano solo i comuni dove era ubicato il Consorzio, ma erano tutti i comuni del circondario. Adesso con la nuova configurazione dei Consorzi non si capisce bene se i comuni interessati sono quelli dove ricade l'area del Consorzio oppure se sono interessati anche gli altri comuni che facevano parte dei precedenti Consorzi e adesso non più, perché, se così è, i comuni che alla fine fanno parte dei Consorzi si riducono a due o tre per ogni provincia, è questo quindi il senso? Quindi, praticamente, quando si dice che i comuni interessati devono deliberare, significa che sono i comuni dove ha sede il Consorzio. Ecco, se è così, io ritengo che sia un po' limitativa questa cosa perché ci sono molti comuni che sono attigui alle aree industriali che hanno avuto sempre un ruolo importante anche all'interno dei Consorzi e che, di fatto, vengono tagliati fuori. Cioè, alla fin fine, la gestione dei Consorzi industriali riguarda solo due o tre comuni per provincia. Ecco, io non credo che questo sia giusto e chiedo se è possibile fare in modo che sia data la possibilità ai comuni che ne vogliono far parte di poter partecipare alla gestione dei Consorzi perché quello che noi stiamo facendo riduce fortissimamente il ruolo dei comuni nelle aree che sono interessate ai Consorzi industriali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu, relatore. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.), relatore. E' chiaro, la ratio legis credo che l'abbia anche intesa l'onorevole Ladu. Per quanto riguarda eventuali inserimenti, c'è l'articolo 1 della legge che rimanda alla Regione la programmazione, per cui la Regione stessa individuerà aree attrezzate in seguito che potranno inserire nei vari Consorzi provinciali, quello dipende dalla programmazione regionale che si darà, da quelle che saranno le esigenze, da quelle che saranno le richieste, dallo sviluppo anche in determinate aree di una certa attività imprenditoriale. Questo è demandato al futuro, la legge lo prevede all'articolo 1 con l'interessamento da parte della Regione.

FLORIS VINCENZO (P.D.). Per il caso di Nuoro sono otto i Consorzi!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 30, lo metto in votazione con l'integrazione al comma 2 proposta dall'onorevole Cuccu: "In sede di prima applicazione il Presidente e il consiglio di amministrazione sono eletti ai sensi dell'articolo 20 dello statuto tipo dei Consorzi per lo sviluppo industriale della Sardegna, approvato con decreto dell'Assessore dell'industria 115/1998 per quanto compatibili". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sono decaduti gli emendamenti numero 13, 3, 14 e 4.

Resta l'emendamento aggiuntivo numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 31 e il soppressivo parziale numero 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6
Soppressione di enti e procedure di liquidazione

1. I comuni subentrano, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e nel patrimonio del consorzio le cui aree, come definite specificamente nella tabella B, insistono sui territori di un solo comune.

2. Il consorzio provinciale di Nuoro, di cui all'articolo 5, comma 1, previsto nella tabella A, subentra, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e nel patrimonio del consorzio di Macomer, le cui aree insistono sul territorio di più comuni, e inquadra il relativo personale all'interno del proprio organico.

3. Gli organi dei consorzi di cui alla tabella B, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, operano per la sola ordinaria amministrazione sino al passaggio al subentro nei rapporti giuridici e nel patrimonio da parte del comune o del consorzio industriale provinciale.

Emendamento soppressivo totale Biancu - Balia - Uras.

L'articolo 6 è soppresso. (31)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Il comma 2 dell'art. 6 è soppresso. (5).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.

GIAGU (P.D.), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Sì all'emendamento numero 31, l'emendamento numero 5 è superato.

PRESIDENTE. Va bene, però il parere... perché se venisse bocciato l'emendamento numero 31 resta l'emendamento numero 5. Quindi, ci dia il parere poi vediamo cosa fa l'Aula.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 31, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 5 decade.

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 32 emendato dagli emendamenti numero 43, 45 e 44; poi l'emendamento soppressivo parziale numero 6, il sostitutivo parziale numero 15, gli aggiuntivi numero 8 e 33 e l'emendamento all'emendamento numero 33 numero 46.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:

Art. 7
Personale degli enti

1. Al personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 20 dicembre 2007 è garantita la continuità del rapporto di lavoro presso gli enti titolari delle funzioni e dei compiti conferiti ai sensi della presente legge.

2. L'inquadramento del personale di cui al comma 1 presso i comuni di destinazione avviene con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile facendo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza e garantendo un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dal consorzio all'atto del trasferimento.

3. Al fine di favorire il prepensionamento, il personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato almeno trentacinque anni di servizio utili agli effetti pensionistici, può richiedere ai consorzi provinciali in alternativa all'indennità supplementare di fine rapporto, il versamento dei contributi assicurativi dovuti agli enti previdenziali per gli anni intercorrenti fino al compimento del quarantesimo anno utile per il pensionamento. I contributi saranno commisurati all'ultimo trattamento economico in godimento del dirigente.

4. Nei confronti del personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato i requisiti per il pensionamento, si possono applicare le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria relative alle ipotesi di ristrutturazione e organizzazione dei consorzi compresi gli istituti di incentivazione all'esodo.

5. Al personale delle società controllate dagli enti consortili esistenti, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge, è garantita la continuità del rapporto di lavoro presso le stesse società. In caso di cessione, liquidazione o ristrutturazione delle suddette società ai sensi dell'articolo 6 e che comporti una riduzione del personale, a questo è garantita l'opzione per il passaggio agli enti consortili.

Emendamento sostitutivo totale Biancu - Balia - Uras.

L'articolo 7 è così sostituito:

"Art. 7 Personale degli enti

1. Il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del venti dicembre 2007 presso gli enti soppressi ai sensi della presente legge è trasferito agli enti che subentrano nelle medesime funzioni, con i criteri e le modalità di cui ai commi successivi.

2. Al personale di cui al comma 1 si applica il contratto collettivo di lavoro previsto per gli enti locali. L'inquadramento avviene con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile facendo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza e garantendo, con esclusione del personale con qualifica dirigenziale, mediante accordo quadro promosso dall'assessorato regionale all'industria con le Organizzazioni Sindacali, un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dal consorzio all'atto del trasferimento. L'eventuale differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante per effetto del nuovo inquadramento è conservata con assegno personale non riassorbibile.

3. Al personale con qualifica dirigenziale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma 2 si applicano le disposizioni del contratto collettivo di lavoro di categoria relative ai casi di ristrutturazione e organizzazione.

4. Al fine di favorire l'esodo, il personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato almeno trentacinque anni di servizio utili agli effetti pensionistici, può richiedere ai consorzi provinciali in alternativa all'indennità supplementare di fine rapporto, il versamento dei contributi assicurativi dovuti agli enti previdenziali per gli anni intercorrenti fino al compimento del quarantesimo anno utile per il pensionamento. I contributi saranno commisurati all'ultimo trattamento economico in godimento del dirigente. Al personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato i requisiti per il pensionamento, si possono applicare le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria relative alle ipotesi di ristrutturazione e organizzazione dei consorzi compresi gli istituti di incentivazione all'esodo.

5. Al personale non dirIgente che abbia maturato i requisiti di legge per il pensionamento di anzianità alla data del trasferimento e chieda la risoluzione del rapporto di lavoro è corrisposta, a titolo di incentivazione, una indennità supplementare pari a tre mensilità della retribuzione fissa in godimento per ogni anno derivante dalla differenza tra 65 anni e l'età anagrafica espressa in anni, posseduta alla cessazione del rapporto di lavoro, per un massimo di quattro anni.

6. Al personale delle società controllate degli enti consortili esistenti, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge, è garantita la continuità del rapporto di lavoro presso le stesse società. In caso di cessione, liquidazione o ristrutturazione delle suddette società ai sensi dell'articolo 5 si fa riferimento alle garanzie previste dall'art. 2112 Codice Civile.

7. Il personale degli enti di cui alla tabella B è trasferito:

a) prioritariamente al Comune o al nuovo consorzio che subentra nelle funzioni dell'ente soppresso;

b) in subordine alle Province.

8.Il personale degli enti di cui alla tabella A è trasferito:

a) prioritariamente ai nuovi consorzi i quali subentrano nelle medesime funzioni;

b) in caso di esubero rispetto alle dotazioni organiche dei nuovi enti ad uno dei Comuni già facenti parte dei consorzi;

e) in ulteriore subordine alle Province.

9.In deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7, il personale addetto agli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione trasferiti in concessione d'uso al gestore del servizio idrico integrato è trasferito al gestore unico.

10. In deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7, il personale addetto ai servizi di gestione dei rifiuti è trasferito agli enti di nuova istituzione e successivamente ai soggetti cui sarà attribuita la gestione dei relativi impianti in base alle norme regionali in materia di rifiuti, da emanare in attuazione dell'articolo 199 del Decreto legislativo 3 aprile 2006 n° 152.

11.Per il personale in esubero degli enti consortili e delle società dagli stessi controllate trasferito ai Comuni e alle Province ai sensi dei commi 6 e 7, l'amministrazione regionale garantisce agli enti locali un trasferimento di risorse finanziarie sufficiente all'integrale copertura delle maggiori spese derivanti dai trasferimenti fino alla cessazione dei relativi rapporti di lavoro." (32)

Emendamento all'emendamento numero 32 sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras.

Al comma 6 le parole "di entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle parole "del 20 dicembre 2007". (43)

Emendamento all'emendamento numero 32 aggiuntivo Biancu - Balia - Uras.

Nell'emendamento numero 32, dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano integralmente anche al personale del soppresso consorzio di Macomer-Borore". (44)

Emendamento all'emendamento numero 32 aggiuntivo Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 32, dopo il comma 11, è aggiunto il seguente comma:

"12. Al personale delle società costituite o partecipate, nei limiti indicati dall'art. 4, co. 6, si applicano le medesime procedure di assunzione del personale previste per gli enti locali". (45)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

All'Art. 7, comma 2, le parole "presso i comuni di destinazione" sono soppresse. (6)

Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini.

Al comma 5, dell'art. 7 le parole "alla data di entrata in vigore della presente legge" sono così sostituite: "alla data prevista al comma 1". (15)

Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Milia - Cappai - Marracini - Lai Renato.

Dopo l'art. 7 è aggiunto il seguente:

Art. 7 bis. Norma transitoria e finale.

Per ogni singolo Consorzio, la sede di prima applicazione della presente legge coincide con la naturale scadenza dei suoi organi di governo. (8)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras.

Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 7 bis. Norma transitoria

  1. I commi 35, 36, 37, 39 e 40 dell'art. 7 della legge regionale del 5 marzo 2008 n. 3 sono abrogati.
  2. In sede di prima applicazione, al fine di garantire il regolare avvio della fase di trasformazione dei nuovi soggetti, i direttori generali dei consorzi di cui alla Tabella A rimangono in carica fino alla nomina del nuovo direttore generale. (33)

Emendamento all'emendamento numero 33 aggiuntivo Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 33, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:

"1 bis. Rimangono comunque salvi gli effetti delle procedure attivate ai sensi dei commi 35, 36, 37, 39 e 40 dell'art. 7 della L. 3/2008." (46).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, sull'emendamento sostitutivo totale numero 32 c'è una palese incongruenza che andrebbe eliminata. Al comma 2, terzo rigo, viene detto "con esclusione del personale con qualifica dirigenziale" perché poi il personale con qualifica dirigenziale viene normato anche in altre parti. Però, a mio avviso, quella parte, "l'esclusione" va cancellata perché poi al comma 3 infatti viene detto e da ciò si desume la chiara volontà "al personale con qualifica dirigenziale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma 2". Se prima glielo impediamo poi, evidentemente, non può acconsentirvi. Per cui, chiedo che dal comma 2 vengano cancellate le parole "con esclusione del personale con qualifica dirigenziale".

Sul comma 9, sempre dello stesso emendamento, viene poi detto che in deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7 il personale addetto agli impianti di acquedotti, eccetera, è trasferito al gestore unico. Direi che va bene, ma presumibilmente devono essere specificati i tempi, cioè il trasferimento è con effetto immediato oppure no.

Mentre il comma 7, lettera a), dove viene detto che il personale degli enti di cui alla tabella B è trasferito prioritariamente al Comune o al nuovo Consorzio, di fatto sono messi sullo stesso piano. Sarebbe più logico e più giusto dire: "Prioritariamente al nuovo Consorzio o al Comune".

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.

LANZI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, ritiro l'emendamento che è stato presentato dal Gruppo, il numero 15, e vorrei chiedere all'Aula se può essere accolto un emendamento orale che spiego in questo modo. L'emendamento numero 15 che noi abbiamo presentato aveva un obiettivo che era quello di uniformare il trattamento del personale dei Consorzi con quello del personale invece dipendente delle società controllate dagli enti consortili. Poiché da un'attenta valutazione ci sembra forse più equilibrato che a tutto il personale venga anziché data una data di riferimento, ma l'elemento giuridico dell'entrata in vigore della legge, chiediamo che possa essere accolta la possibilità che al personale di cui al comma 1 e di cui al comma 5 venga utilizzato appunto l'elemento dell'entrata in vigore della legge come garanzia della continuità del rapporto di lavoro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). In merito all'emendamento numero 32 che un po' ricalca anche i contenuti dell'articolo 7, volevo fare presente che c'è un trattamento per il personale non dirigenziale e poi invece un altro trattamento per il personale dirigenziale. Allora, io credo che non sia giusta questa discriminazione, cioè, il personale deve essere trattato allo stesso modo sia che sia personale dirigente che non sia personale dirigente. In più io devo sottolineare che si fa riferimento e sembra che ci sia la volontà di collocare in pensione il personale dirigenziale, però non c'è nessuna considerazione, nessuna indicazione per il personale che non ha maturato l'anzianità per andare in pensione e che quindi di fatto deve ancora rimanere alle dipendenze del consorzio o altro ente. Allora, io credo che sia giusto che venga riconosciuto lo stesso trattamento per il personale dipendente, però allo stesso modo io credo che debbano essere anche garantiti i dirigenti, e io non credo che noi possiamo limitarci a dire: "bene, o accettano le condizioni che verranno o altrimenti se ne vanno, si licenziano". Io credo che noi dovremo comunque riconoscere a questi un trattamento economico che deve fare riferimento comunque al contratto nazionale di categoria. Ora mi rendo conto che in certi casi io non sono d'accordo che ci siano dirigenti che prendano 200.000 euro, 150.000 euro, perché è un'assurdità. Però, allora, io credo che possiamo dire ad esempio che si stabilisce per questo personale i minimi previsti dal contratto nazionale, se noi applichiamo il minimo previsto dal contratto nazionale di categoria, io credo che noi siamo dentro una ipotesi accettabile. Così però, lo dobbiamo, dire perché fino a questo momento noi non stiamo garantendo assolutamente nulla al personale dirigente, mentre garantiamo giustamente tutto l'altro personale, però io credo che vada specificato che deve fare riferimento al contratto nazionale di categoria fermo restando che ad esempio possiamo dire anche che eventuali integrazioni aziendali perché fino adesso questi sono andati avanti in questo modo, non saranno permesse o che massimo saranno permesse al 5 o al 10 per cento. Voglio dire, mettiamo un tetto da subito, però inquadriamo anche il personale dirigente allo stesso modo dell'altro personale perché altrimenti noi facciamo una discriminazione che non credo che sia cosa giusta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Al Presidente della Commissione perché non c'è l'onorevole Biancu che è il primo firmatario di questi emendamenti, quindi mi rivolgo all'Assessore. E' curioso l'emendamento numero 43, poi magari mi dice all'orecchio contro chi è quest'emendamento, perché è veramente ridicolo che si dica che invece che le parole al comma 6: "in entrata in vigore della presente legge sostituite dalle parole dal 20 dicembre del 2007". Poi magari segretamente mi dice chi è stato assunto il 21 dicembre in qualche consorzio perché è evidente che questo emendamento è contro qualcuno e non ha nessuna logica legislativa di un contesto di Consiglio regionale insomma. Questo è il primo punto. Sarebbe più ovvio se lei mettesse dal 1º gennaio del 2008, così proprio la curiosità emerge in maniera violenta anche in chi non è femmina come me. La seconda considerazione che faccio è... Presidente, lì ci deve essere una partita a Risiko, Presidente stanno giocando a morra Presidente, c'è una partita di morra in corso lì.

PRESIDENTE. Prego?

MARRACINI (Gruppo Misto). Stanno giocando a morra lì sopra!

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, Cuccu, Porcu. Grazie.

Onorevole Porcu o si siede a fianco all'onorevole Uras, non ci dia le spalle, va bene?

MARRACINI (Gruppo Misto). Non la sente proprio Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Porcu cosa facciamo? C'è anche un fatto estetico, lei di spalle non è... a parte il Regolamento, grazie. Prego onorevole Marracini.

MARRACINI (Gruppo Misto). Allora vado avanti, quindi sul "45" ho già detto e quindi vediamo magari poi dopo di capire come nasce. Sarebbe più istituzionalmente credibile e da un punto di vista di legislatori più ammissibile che si facesse riferimento ad una data che fosse quantomeno o il 1 gennaio o il giorno di Natale, insomma, un'altra cosa. Per quanto riguarda l'articolo 32 a un certo punto recita al comma 9 che il personale addetto agli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione sono trasferiti al gestore unico, il gestore unico Assessore, dovrebbe essere ABBANOA. Se lo immagina, che cosa, poveretti questi dove vanno a finire?

Vabbè che sono addetti alle fogne però lei li sta mettendo nella mer... in condizioni gravi insomma. Per cui magari se riesce ad inventarsi un'altra cosa, secondo me questa è un'altra vessazione verso questi poveri lavoratori. A completamento di quella che è la mia contrarietà verso questo articolo veramente pessimo è che sostanzialmente è un articolo proprio contro i lavoratori, cioè questo è un articolo, presidente Giagu, che demarca una forte avversione verso chi lavora o chi ha lavorato nei consorzi industriali. Io capisco avercela contro gli amministratori dei consorzi industriali, ma contro i lavoratori che vengono da un lato messi nelle condizioni di non avere un percorso... è ripresa la partita a morra Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Marracini...

MARRACINI (Gruppo Misto). Allora, un percorso lavorativo che è tipico di chi lavora nei consorzi industriali e vengono quasi declassati a impiegati comunali, se questo vuol essere il significato. Ma loro sono tecnici, l'impiegato comunale è più un concetto amministrativo che va salvaguardato, io quindi credo ed esprimo un parere contrario a questo articolo e a questi emendamenti che ci siano diverse cose che su quest'articolo e su questi emendamenti non possono essere condivise in maniera chiara ed evidente. E probabilmente correggendo qualche passaggio invece potrebbe essere salvaguardato il concetto completo.

PRESIDENTE. Io ho chiamato a parlare l'onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io sono purtroppo, Presidente, vittima dell'atletico, no Madrid no che si sposta da un banco all'altro. No, intanto volevo, Presidente, annunciare il ritiro dell'emendamento numero 44, che è un emendamento all'emendamento numero 32, perché… No, chiedo scusa, stavo pasticciando, non l'emendamento numero 44, l'emendamento numero 43, che fa riferimento alla data di entrata in vigore della legge, ed esattamente al comma 6 dell'emendamento sostitutivo totale all'articolo 7. Perché questo? C'è una ragione. Le società controllate dagli enti consortili hanno una dotazione di personale in funzione dell'attività che svolgono, tutta e integralmente in regime privatistico, e a questo personale non è dato alcun aggiuntivo sostegno, né alcuna aggiuntiva garanzia, se non quella prevista dall'articolo 2112 del codice civile, che prevede il trasferimento, in caso di scioglimento dell'azienda di attribuzione, ad altra società dell'attività svolta dalla società di provenienza, e quindi in funzione della tutela dell'attività, più che in funzione della tutela dei lavoratori. Diversa è la questione, perché questo personale non entra nel sistema delle garanzie che sono previste per il personale degli enti. Questo è un personale che sta a lavorare fino a quando la società lavora, fino a quando la società produce. E nei casi in cui il soggetto, l'azionista di maggioranza, il controllore debba spostare quest'attività ad altra azienda, segue l'attività nell'altra azienda, secondo le modalità che sono previste dal regime privatistico. Diverso è il problema del personale degli enti, in ragione di questo rispondo anche alla collega Lanzi. Diversa è la questione che riguarda il personale degli enti, perché al personale degli enti noi attribuiamo, la legge attribuisce un sistema di garanzie ferree, ovvero il personale degli enti della tabella B è prioritariamente attribuito al Comune o al nuovo Consorzio che subentra nelle funzioni dell'ente soppresso, ed in subordine alle Province. Il personale degli enti, di cui alla tabella A è trasferito prioritariamente ai nuovi consorzi, i quali subentrano nelle medesime funzioni, in caso di esubero rispetto alle dotazioni organiche dei nuovi enti, ad uno dei Comuni già facenti parte del Consorzio, in subordine ancora alle Province.

Allora, i dipendenti degli enti rimangono nell'ambito della tutela pubblica, i dipendenti delle società, invece, sono nell'ambito delle garanzie previste per il sistema privatistico, delle aziende privatistiche. Per cui, la differenza qual è? Sulla data. Che questa legge, che è una legge di cui si è discusso, non è che fosse un mistero, non è che non fosse sui tavoli di tutti, anche dei dirigenti dei consorzi che stiamo sopprimendo. Questa legge è rimasta nella consapevolezza di tutti per 7-8 mesi, mentre la stavamo elaborando. In questi 7-8 mesi, io immagino che solo in buona fede, con l'utilizzo solo di procedure pubbliche di selezione, si sia proceduto ad assunzioni presso i consorzi industriali, di cui tanto male si è parlato in questi anni, e che non ci sia stata alcuna attività clientelare, non voglio pensare che ci sia stata alcuna attività clientelare. E allora, se tutto è stato fatto regolare, lo dico ai partiti di maggioranza, dello schieramento di opposizione dello schieramento di Governo, lo dico cioè a coloro che hanno non solo gli strumenti, ma hanno anche i poteri per governare il sistema diffuso delle pubbliche amministrazioni, e anche quelle settoriali come i consorzi industriali. Siccome io sono convinto che sono stati operati i controlli, lo dico all'Assessore, che è distratta ancora dall'onorevole Porcu…

PORCU (P.D.). Stia tranquillo, sto aiutando lei!

URAS (R.C.). …lo dico all'Assessore, che ha l'obbligo di operare il controllo, e io sono convinto che l'Assessore il controllo l'ha operato, comunque gliene chiederò conto. Per cui, siccome l'ha operato, siccome non sono state fatte operazioni clientelari, allora va bene anche che si sposti la data alla data di approvazione della legge, per me, se tutto il Consiglio è d'accordo, sapendo bene che l'Assessore deve dire che i suoi uffici hanno operato il controllo, e che le assunzioni che sono state fatte, se ne sono state fatte in questo periodo, sono state fatte nel rispetto rigoroso delle procedure pubbliche previste per le pubbliche amministrazioni. Detto questo, trenta secondi sulla dirigenza. Io credo che bisognerà fermarsi un tantino per rendere coerente, ha ragione l'onorevole Balia, le disposizioni che sono contenute nell'emendamento sostitutivo totale, in termini di coordinamento, fatto salvo che almeno questo principio lo manteniamo, perché l'abbiamo mantenuto per tutte le norme che hanno trattato questa materia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Presidente, sì, credo che sia opportuno sospendere qualche minuto per coordinare alcuni aspetti del testo che possono risultare poco chiari. Voglio però solamente richiamare la ragione per la quale nella discussione della Commissione, in particolare in sede di adozione del provvedimento di approvazione della proposta di legge, si decise di porre quella specifica e apparentemente incomprensibile data. Nel senso che era al 20 dicembre, e a noi appariva coerente e serio manifestare, a quanti leggessero questa proposta di legge che si accingeva a compiere il percorso per arrivare in Aula, che da quella data in poi non sarebbe stato possibile fruire di procedure di riassunzione, presso i consorzi che si istituivano, per il personale eventualmente assunto dopo, quindi dicendolo chiaramente in un testo pubblico approvato dalla Commissione. Per quanto riguarda poi… c'è da ricordare anche che la legge finanziaria regionale, in maniera coerente con questa finalità, bloccava la possibilità di ampliare le piante organiche dei consorzi industriali fino all'approvazione della presente legge, all'articolo 7 comma 41. Per quanto riguarda poi la coerenza tra il comma 2 e il comma 3 dell'articolo 7 riformulato, relativamente ai dirigenti, forse non è scritto in maniera del tutto chiara, ma a mio avviso quello che viene espresso è che solo per quanto riguarda il trattamento economico non vi è equiparazione tra dirigenti e dipendenti. Ovvero, i dirigenti qualora decidano di accettare l'inquadramento giuridico sono soggetti al trattamento economico dei dirigenti degli enti locali, cosa che mi pare giusta, mentre per i dipendenti vi è appunto la individuazione della possibilità di fruire dell'assegno non riassorbibile, quindi di mantenere lo status economico. Ovviamente, i benefici e lo status giuridico dei dirigenti sono differenti, il compenso e lo status giuridico dei dirigenti è differente da quello dei dipendenti, e pare equilibrato fornire loro la possibilità di entrare a far parte dei nuovi consorzi con l'inquadramento giuridico a loro spettante per la contrattazione collettiva nazionale, ma mantenendo l'inquadramento economico proprio dei dirigenti degli enti locali. Detto questo, siccome vi è anche qualche elemento di poco coordinamento rispetto alle date e rispetto anche alla formulazione di questi… (SS/8) dei dirigenti degli enti locali, detto questo, siccome vi è anche qualche elemento di poco coordinamento rispetto alle date e rispetto anche alla formulazione di questi commi, mi pare che sia una sensibilità diffusa, forse è opportuno, chiedere qualche minuto di sospensione per comprendere meglio il significato delle norme contenute in questo emendamento sostitutivo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì, anch'io credo che sia utile per evitare che vi sia contraddizione, anche all'interno dello stesso emendamento. Peraltro, sarebbe necessario onde rendere più leggibile rispetto a quest'ultimo punto, che riguarda la contraddittorietà tra il comma 2 il comma 3, relativa all'esclusione del personale dirigente e poi invece, qualora non acconsentisse l'inquadramento di cui al comma precedente (quindi sembrerebbe che delle due una) in realtà la esclusione è riferita in questo caso solo al trattamento economico, non al mantenimento della posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza. Allora questo andrebbe esplicitato meglio, nel senso che al comma 3, dopo: " il personale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma 2", indicando appunto, limitatamente alla posizione giuridica, non tanto all'inquadramento economico. In quel caso si applicano le condizioni del contratto collettivo, però sempre vedendolo in maniera accurata in modo poi da non fare in modo che si creino ulteriori contraddizioni interne al testo. Per quanto ci si attiene agli altri due problemi che sono stati posti dai colleghi, mi pare dal collega Balia, in modo particolare, al comma 7 la opzione possibile per il personale di cui agli enti soppressi della tabella b, quelli cioè che sono stati soppressi con la misura della finanziaria. La possibile opzione prioritariamente al comune e al consorzio, deriva dal fatto che tutti quegli enti debbono fare meglio, l'opzione esiste nel senso che il trasferimento è avvenuto al comune, solo dopo la richiesta del comune, eventuale, di poter trasferire quelle funzioni al consorzio provinciale, solo in tal caso avviene il subentro, poi nelle medesime funzioni e quindi il trasferimento del personale. Non vi è qui l'alternatività, nel senso che può essere fatto al comune se non viene fatta la richiesta di trasferimento al consorzio da parte del comune, oppure è al comune o al consorzio o ad entrambi, qualora il comune o il consorzio ne facciano la richiesta.

Quindi, il personale è del tutto tutelato in questo caso, può fare tutte le opzioni possibili, per quanto riguarda poi l'osservazione che è stata fatta al comma 9, attinente le deroghe richieste per il passaggio al gestore unico, c'è un principio che viene affermato nella legge che il personale segue la funzione, è evidente che questo, qualora la funzione, anzi, con l'approvazione della legge la gestione degli acquedotti, degli impianti di depurazione e così via passano al gestore unico, passerebbero a gestore unico e il personale addetto a questi impianti passa, ovviamente, al gestore unico.

Il problema che veniva sollevato è sulla base di quali riferimenti, di quali tempi, eccetera… le procedure sono già state già definite precedentemente nell'articolo 3, cioè il passaggio non avviene immediato, non avviene il giorno dopo, ma avviene sulla base di un piano, che deve essere predisposto dagli assessori competenti: Ambiente, Lavori pubblici ed Industria, sottoposto da un decreto all'approvazione della Giunta regionale, con un decreto e poi avviene il passaggio e nella gestione ivi incluso quindi anche il personale con tutte le garanzie del caso, quindi non è subordinato ad una data ma ad una procedura già definita in tutto per tutto, e con tutte le garanzie di legge, giuridiche e normative necessarie.

Quindi io sono d'accordo sulla richiesta di sospensione di cinque minuti in aula, se è possibile, per evitare che vi sia contraddittorietà, anche nella Giunta, magari di emendamenti orali.

Però, mi sono permesso di sottoporre alla vostra valutazione anche questi ulteriori elementi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Per segnalare ai colleghi, che vorranno emendare il testo, alcune osservazioni. In primo luogo sulla questione sollevata dal collega Marracini, sugli addetti agli impianti di depurazione. Ora, gli impianti di depurazione delle zone industriali spesso uniscono liquami derivati sia dall'attività industriale che sia dall'uso civile, altre volte no, e già con Abbanoa è iniziato, con alcuni di questi, un minimo di contenzioso. Allora, a mio avviso, la formula adottata per il personale addetto al trattamento dei rifiuti, che individua una transizione prima agli enti consortili e una volta che, diciamo, lo spin off della funzione è consolidato, segue appunto la funzione, mi sembra di maggiore garanzia perché, il rischio che intravedo e che, mentre i consorzi si liquidano e transitano verso i nuovi consorzi si svolge regolarmente, gli addetti agli impianti di depurazione potrebbero ritrovarsi in un limbo finché non è definito esattamente il subentro di Abbanoa, che qui viene dichiarato ma non è semplice! Per cui, la procedura individuata, secondo me, per gli addetti agli impianti di trattamento dei rifiuti, che dice: "transitano verso i nuovi enti e successivamente vanno…" ci garantisce nella gestione pratica di quei rapporti di lavoro, io estenderei, ciò che è stato previsto al comma 8 anche a quelli del comma 7 perché, ha ragione l'onorevole Marracini, il rischio è che questi rimangano per un lungo periodo per aria. Mentre, se la procedura è che intanto transitano verso i nuovi consorzi ma, successivamente, vanno verso l'ente gestore, consente di ragionare correttamente rispetto a chi deve fare cosa! Perché ci sono degli impianti di depurazione, che sono soltanto di liquami industriali, che Abbanoa non si prenderà mai! Non se li prenderà mai! Io invito i colleghi a tener conto di questo aspetto. Per quel che riguarda la questione della data, di cui tanto si discute e su cui io sorvolo per bono pacis, però vorrei ricordare ai colleghi che sono intervenuti che la dimensione paradossale non è solo legata alla data ma è legata ad una tipologia di lavoro, cioè si garantisce chi, nelle more dell'approvazione della legge, abbia ottenuto contratto a tempo indeterminato. Il poveraccio, che magari ha un contratto a tre mesi, rinnovato da sette anni, e, frequentemente negli impianti di lavorano "interinali", viene mandato a gambe all'aria! Allora, io non glosso questa grande volontà di arrivare all'entrata in vigore, fate quello che vi pare, però, se dovete metter mano ad un intervento di questo genere, prendete anche in carico la possibilità che ci sia una modalità di stabilizzazione del precariato prodotto da queste imprese perché è evidente che chi ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, nelle more dell'approvazione della legge, è un protetto dalla politica, è un protetto dalla politica! Anche lui ha diritto di lavorare però è un protetto dalla politica! Chi invece lavorava, magari a tre mesi, perché lo prendeva Men power, o un altro, e rientrava all'impianto di depurazione perché qualcuno andava a pregare che venisse assunto per altri tre mesi perché doveva campare la famiglia rimane appeso e non viene per niente garantito. Se dovete fare un'operazione di sanatoria fatela anche verso chi ha meno tutele degli altri.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che l'emendamento all'articolo 7 complessivamente presenti tutta una serie di punti critici che sono stati già evidenziati dai colleghi che mi hanno preceduto, la cosa che mi sorprende in modo particolare è come nel corso di poco tempo agli estensori dell'emendamento all'articolo 7 siano stati in grado di eccepire alcuni punti, ma hanno dimenticato magari anche qualche altro passaggio. Uno di quelli che mi sorprende in modo particolare è quello dell'emendamento numero 43, dove normalmente l'attività o l'azione di una legge viene esercitata alla data di entrata in vigore e, in questo caso, si vuole definire, non si sa se casualmente oppure per cabala, oppure per qualche parentela da tutelare, si vuole definire una data che normalmente coincide con quella della pubblicazione della legge. Ma si ventila nell'Aula qualche parente, qualche cognato, qualche altro personaggio, diceva poc'anzi il collega Maninchedda, sapendo che tante di queste figure spesso e volentieri hanno una padrinato, si vorrebbe garantire quelli col padrino giusto, mentre gli altri ce ne freghiamo e li lasciamo appesi alle definizioni che verranno nel tempo, quando Abbanoa sarà in grado magari di mettere in onda i processi di acquisizione di detto personale. Bene, io non voglio buttare in aria stracci, ma mi sembra che qui la sensibilità, rispetto ad alcune categorie di lavoratori, soprattutto quelli per i quali abbiamo sempre detto: bisogna mettere fine al precariato - collega Uras - bisogna che dal precariato tutti siano messi nelle condizioni di uscire, ma che escano dal precariato andando sulla stabilizzazione, quando questo precariato per di più dura da anni, anni e anni. Allora, diciamocela tutta, io accolgo anche il suggerimento del collega Orrù che dice: molto probabilmente c'è da rimettere un po' d'ordine in questo emendamento numero 32. C'è da mettere ordine, ordine che significa dare più certezze, Assessore al personale, perché qui un paio di maniche è enunciare, altro paio di maniche è tracciare percorsi. Visto che l'abbiamo iniziato questo percorso, visto che vorremmo magari sanare dall'entrata in vigore della presente legge, invece che sostituire le parole del 20 dicembre 2007, e perché dal 20 dicembre 2007? Prendiamo in considerazione tutto quel precariato che dobbiamo, in questo momento, portare a una sanatoria o a una regolarizzazione di contratto. Per cui, io ritengo che sia doveroso fermarci, e ritengo che sia doveroso eventualmente elaborare una proposta molto più oggettiva e molto più praticabile, soprattutto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.

E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, presidente Spissu, credo che debbano essere ascoltate tutte le opinioni chiaramente dei colleghi, perché stiamo trattando un argomento, quello del personale, che rischia di creare danni se non prevale tra di noi il senso di responsabilità, cercando di evitare di coinvolgere il Consiglio regionale tutto in una discussione molto limacciosa. Ci sono dei colleghi, qui su questo tavolo della sinistra, a partire dal mio Capogruppo, che hanno cercato, con emendamenti, di affrontare il problema per portarlo a buona soluzione. Invece di accogliere la disponibilità che poi è stata espressa chiaramente dal compagno Uras, si vuole costringere una parte del Consiglio a entrare in una discussione che ci sembra inutile, aggiungo, anche dannosa. Allora, io sono perché si sospenda, il collega Orrù che ha proposto anche tecnicamente delle ipotesi di soluzione, altri colleghi, collega Uras ha dato delle indicazioni, ha ritirato addirittura un emendamento, per aiutare la soluzione, così come il collega Cherchi sta facendo altrettanto. Io penso che devono essere presi come punto di riferimento.

Chiudo, la Giunta non è parte neutra in questa discussione, deve essere parte attiva e lo stesso equilibrio che sto auspicando io, penso che debba guidare tutti per trovare una soluzione che corrisponda alla situazione che abbiamo di fronte. Perché, io lo dico al collega Maninchedda, direttamente, pensando di poterglielo dire, pensando che lui comprenderà bene. Caro paolo, qui non c'è una parte che vuole fare - fate come volete - questo è il Parlamento dei sardi e non c'è una parte che deve fare come vuole, siamo tutti… ho capito quello che hai detto ma lo sto dicendo perché non lo condivido, penso di potertelo dire, non c'è una parte che deve fare facendo danno a un'altra parte, perché siamo tutti la parte quando siamo qui. Allora, siccome io non voglio partecipare ad una rissa, voglio come stava facendo lei contribuire a trovare le soluzioni che non penalizzino i più deboli, che ci sono sempre, troviamo quel punto di equilibrio, perché quando si mette una data non è vero che la data è neutra, il calendario per ogni giorno ha almeno un Santo e quando si mettano date in una legge è chiaro che stiamo parlando della parrocchia.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Se è necessario sospendiamo la discussione…

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Sì, va bene.

PRESIDENTE. …perché mi sembra che serva, è inutile che continuiamo a sviluppare interventi su questioni sulle quali, invece, si può trovare un accordo se vengono chiarite nel modo dovuto. Sospendiamo per dieci minuti, sempre in Aula, invito i colleghi che ci devono lavorare a far presto. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 03, viene ripresa alle ore 13 e 26.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Il lavoro del gruppo tecnico che sta cercando di mettere a punto bene le questioni relative al personale, che come sapete sono complesse e delicate, dura più di quanto si era previsto al momento dell'interruzione, per cui propongo di concludere la seduta della mattinata adesso e di riprendere questo pomeriggio alle ore 16. Andiamo in prosecuzione di seduta, questa sera. La seduta è tolta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 27, viene ripresa alle ore 17 e 17.)

PRESIDENTE. Comunico che sono rientrati i consiglieri Silvio Lai e Pittalis.

Allora, colleghi riavviamo il lavoro per concluderlo, speriamo. Sono state raccolte tutte le idee e sono state trasferite in un testo che abbiamo messo a disposizione dei colleghi, evidenziando in neretto quelle parti dell'emendamento numero 32 che sono state modificate per consentire la risoluzione dei problemi del personale, che è materia delicata.

Quindi, se i colleghi hanno davanti il testo, possiamo procedere.

Prego i Segretari di venire al banco della Presidenza perché abbiamo un problema tecnico all'impianto e non siamo in condizioni di vedere le prenotazioni elettroniche, quindi siamo costretti a farlo con il sistema manuale e a vista. Prego due colleghi Segretari di accomodarsi qui e di aiutarmi.

(I consiglieri Manca e Murgioni prendono posto ai banchi della Presidenza)

L'emendamento numero 43 è stato ritirato. Gli emendamenti numero 45 e numero 44, se non vengono ritirati, vengono messi in votazione.

Passiamo dunque all'esame dell'emendamento numero 45.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.

GIAGU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 45, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

CONTU (F.I.). Presidente.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Io intendevo chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sta scherzando, vero, onorevole Contu?

CONTU (F.I.). No, io ho chiesto la parola per chiedere il voto.

PRESIDENTE. Ho appena spiegato che il sistema elettronico è saltato, quindi la richiesta di votazione elettronica palese corrisponde ad una richiesta di votazione per chiamata nominale.

CONTU (F.I.). Perfetto.

PRESIDENTE. Quindi dovremmo fare un giro di chiamata nominale. Vabbene, tanto tempo ne abbiamo,

CONTU (F.I.). E' da molto che non lo facciamo.

PRESIDENTE. Facciamo prima a far votare chi non ha votato, magari, onorevole Contu, cosa dice? Se il tema e questo. A parte che siamo in prosecuzione di seduta.

CONTU (F.I.). Perfetto, va bene.

PRESIDENTE. Va bene? Ci aiutiamo,

CONTU (F.I.). Ci aiutiamo.

PRESIDENTE. Lo votiamo, poi, chi non avesse partecipato a votazioni questa mattina, dichiara il suo voto che viene registrato. Va bene?

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 45, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chi dei contrari non era presente stamattina, lo dichiari.

Onorevole Pittalis, contrario. Onorevole Amadu, lei c'era? Ha votato? Onorevole Franco Ignazio Cuccu, astenuto. Onorevole Liori, contrario. Onorevole Lai, astenuto. Onorevole Farigu, astenuto. Onorevole Marracini, astenuto. Onorevole La Spisa, astenuto. Onorevole Matteo Sanna, astenuto. E gli onorevoli Maninchedda, Atzeri, Capelli, Murgioni e Contu.

Va bene, l'emendamento numero 45 è approvato.

Passiamo ora all'emendamento numero 44, a firma degli onorevoli Biancu, Balia e Uras.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chi è contrario? Onorevole Floris, bisogna chiedere la controprova così possiamo fare anche chi è contrario onorevole Floris... io non lo so, lei ha votato stamattina, onorevole Floris?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non mi faccia dire se ho votato ora, ho votato!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Floris, se lei chiede la controprova, io chiamo i contrari, io li conduco bene, anche lei se richiede la controprova, io chiedo chi è contrario. Prego?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' una vergogna, il fatto che ha fatto votare chi non era presente stamattina. Non è un problema di controprova. Non lo può fare! Conduca bene i lavori.

PRESIDENTE. No, io ho fatto votare tutti e ho fatto dichiarare... abbia pazienza, onorevole Floris. Altrimenti facciamo la chiamata nominativa, guardi, se lei insiste. Non c'è nessun problema.

L'emendamento numero 44 è approvato. Passiamo all'emendamento numero 32. Dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 32. Prema il pulsante così riusciamo... a farla parlare al microfono.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Solo per avere un chiarimento, perché leggo al punto primo: Il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 20 dicembre 2007. Che senso ha la data del 20 dicembre 2007? E' legato a qualche avvenimento particolare? Come?

RAU, Assessore tecnicodell'industria. L'abbiamo provato in Commissione.

GIAGU (P.D.), relatore. L'abbiamo provato in Commissione.

PITTALIS (F.I.). Sì chiedo però, probabilmente ero assente anche in Commissione, quindi se mi si dà un chiarimento del riferimento al 20 dicembre, per esempio e non al 30 dicembre piuttosto che ad un'altra data. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.), relatore. Questo è in riferimento a una decisione adottata in Commissione. Allora, da tutta la Commissione, perché fu il voto unanimemente si votò su questo punto, per evitare che proliferassero in seno ai consorzi assunzione, chiamate e cose del genere, diciamo soprattutto da deterrente, soprattutto anche riferito alla convinzione che avevamo di poter portare il testo entro gennaio dicembre, secondo me quella data può rimanere, credo che tutti quanti sapessero della data, credo tutti quanti si siano adeguati a quella data, e credo che possa rimanere anche nell'approvazione di questa legge, e si possa continuare anche come riferimento anche rispetto a eventuali azioni da parte di alcuni consorzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io volevo sapere, siccome poi stamattina sono stati interrotti i lavori per verificare eventualmente all'interno dell'emendamento numero 32 alcune situazioni che non erano molto chiare, una in particolare riguarda i dirigenti dei consorzi industriali, che in qualche modo subivano un trattamento differenziato dall'altro personale dei consorzi industriali. Allora, siccome io poi me ne sono andato e ho lasciato una riunione di maggioranza in corso, io volevo sapere, prima di votare l'emendamento numero 32, quali sono state eventualmente le decisioni in merito al personale dirigente cui ho posto il problema questa mattina. Grazie.

CHERCHI SILVIO (P.D.). Onorevole Ladu, c'è scritto. Il 32 rimodulato.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, premete solo quando vi diamo la parola. Perché altrimenti, non accetta le prenotazioni, quindi riusciamo a far funzionare così i microfoni. Adesso la parola all'onorevole Orrù, prema il pulsante della prenotazione e il microfono funziona, dovrebbe.

Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì grazie, signor Presidente, il collega Ladu riprendeva, appunto, uno dei punti su cui ci si è esercitati per cercare di chiarire, insomma, un aspetto che poteva sembrare contraddittorio, quello relativo all'inquadramento del personale, di tutto il personale, sia esso personale dirigente, sia il resto del personale. Nella formulazione del comma due e del comma tre, in modo particolare, si tende a garantire sotto il profilo della posizione giuridica tutto il personale, quindi sia il personale dirigente, sia il resto del personale. Quindi tutto il personale previsto al comma uno. Con l'esclusione del personale dirigente per quanto riguarda l'inquadramento economico dove, appunto, sulla base di una valutazione, che poi faranno nell'accordo quadro le organizzazioni sindacali e il soggetto istituzionale a cui vede trasferito il personale, qualora vi sia un differenziale negativo nel nuovo inquadramento sotto il profilo economico questo viene mantenuto come un assegno ad personam, appunto, che non lede quel precedente inquadramento. Questo però riguarda il personale non dirigente, come era nella formulazione, non chiara, ripeto. Ora l'introduzione di un comma due bis, quindi separando il comma due, per cui si riserva la prima parte relativa all'inquadramento giuridico a tutto il personale, mentre per quanto riguarda invece, appunto, lasciando intatto il comma tre in cui si dice, appunto, che al personale con qualifica dirigenziale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma due si applicano le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria relative ai casi di ristrutturazione e riorganizzazione. Quindi il personale dirigente sarà sottoposto alle norme contrattuali previste per il contratto collettivo in questi casi.

Il secondo punto, forse è meglio che lo completi, sono tre i punti di chiarimento su cui si è intervenuti con integrazioni, riguarda il comma sette, e cioè il problema sollevato dall'onorevole Balia, mi pare, in cui il personale degli enti di cui alla tabella B., si fa riferimento cioè al personale dei consorzi che sono stati soppressi con la legge finanziaria. Poiché a questi comuni è stata data la possibilità prima con i 30 giorni con la legge finanziaria, con l'attuale testo che abbiamo approvato finora almeno sono stati dati 60 giorni di tempo per poter fare un'opzione, cioè di trasferire le proprie funzioni al consorzio provinciale e quindi non tenerle per se, in base al principio per il quale, in base al principio per cui alle funzioni segue il personale al personale va data la possibilità di optare o per il comune, qualora le funzioni permangono nel comune, qualora invece il comune faccia l'opzione per il consorzio il personale ovviamente verrà prioritariamente trasferito al consorzio provinciale di cui all'articolo 3, precisando, appunto, che non si tratta di un generico consorzio ma del consorzio provinciale che viene normato in questo testo unico.

Infine il comma nove, vi era anche qui, mi pare fosse, se non ricordo male l'onorevole Maninchedda tra gli altri che ha posto questo problema, il personale addetto agli impianti e agli impianti acquedottistici o agli impianti di depurazione, in base all'articolo 3 viene trasferito al gestore unico. Nel provvedimento di cui, appunto, l'articolo 3 al comma sette ci si riferisce solo ed esclusivamente agli impianti, logica vorrebbe che con gli impianti venisse trasferita anche la gestione, quindi anche il personale necessario per la gestione di tali impianti. Anche qui è necessario probabilmente specificarlo in modo tale che sia chiaro e non vi siano contraddizioni di sorta nell'attuazione della legge, si può aggiungere, appunto, al comma nove che in deroga ai commi sei e sette il personale addetto a tali impianti viene trasferito al gestore unico con il provvedimento di decreto, cioè quando il Presidente della Regione adotterà il decreto su proposta degli Assessori dell'ambiente, dell'industria e dei lavori pubblici adotterà un decreto di trasferimento che comprende gli impianti e anche il relativo personale addetto alla gestione di tali impianti. In questo modo non dovrebbe esservi, anzi non vi è alcun tipo di dubbio sul fatto che il personale segue la funzione e lo segue sulla base di un provvedimento normativo chiaro e non sulla base di una contrattazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione e concordo con l'equilibrata definizione del nuovo articolo 7 che è stato formulato dal collega Orrù, Presidente della Commissione, ma io vorrei fare una sola considerazione su quest'articolo, che è un articolo che sottende al fatto che la gestione del personale degli enti, dei consorzi e delle società controllate, e le modalità di gestione del personale degli enti e delle società controllate sono state, a mio modesto parere, uno degli elementi per cui si è reso necessario pervenire alla riforma dei consorzi industriali, anche perché le modalità di assunzione, sia per le assunzioni a termine sia per quelle a termine non definito, sono state legate ad una serie di mancanze di regole e di precise indicazioni che hanno portato poi alla fotografia di una situazione di gestione del personale assolutamente fuori da quelle che sono le normali indicazioni che noi diamo per una corretta gestione della selezione del personale.

Io mi trovo un po' in difficoltà, devo dire la verità, perché sono d'accordo con il collega Cugini quando dice che questa è una discussione che rischia di intervenire su elementi molto limacciosi, perché gli argomenti sono limacciosi, perché debbo dire che se la gestione del personale, per come è avvenuta, può essere assimilata alla gestione delle altre attività che i consorzi hanno fatto, e parlo di gestione di servizi, di appalti, di tutta una serie di elementi che sono sicuramente alla nostra attenzione, non possiamo certo dire che la revisione dei consorzi industriali non fosse e non sia un argomento urgente da portare all'attenzione del Consiglio regionale ed è giusto che la Giunta e le forze politiche della maggioranza abbiano fatto sì che quest'argomento arrivasse velocemente in Aula. Io devo porre un problema di carattere generale, non voglio entrare nello specifico di alcune situazioni che pure sono a conoscenza di molti di noi, però sono convinto che sia per quel che riguarda il personale degli enti, dei consorzi, sia per quel che riguarda…

PRESIDENTE. Finisca, onorevole. Sono passati tre minuti.

SALIS (Gruppo Misto). Ah, perché non c'è la… mi scusi, Presidente, stavo aspettando la freccia e non arrivava, giustamente, non può arrivare. Ho finito.

Devo dire che io mi sarei aspettato che per quel che riguarda il personale degli enti, così come per il personale delle controllate, fosse rimasto lo stesso termine previsto dalla legge e da questo punto di vista, fino al voto finale, penso che sarà necessario recuperare tutta una serie di elementi che spero vengano dalla discussione che verrà da qui al voto finale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, è con imbarazzo che prendo la parola per parlare dell'articolo 7 della legge di cui all'ordine del giorno. Questa Giunta ricordo all'inizio della legislatura si è presentata in quest'Aula per bocca del suo Presidente quale la Giunta che avrebbe difeso alti valori etici e morali e comportamenti nettamente differenti, con un taglio netto rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda il tema dei concorsi, il tema delle assunzioni, della gestione del lavoro e dei comportamenti della Regione, del Consiglio regionale e degli enti in questa legislatura. Come è andata finire e quale discontinuità rispetto al passato ci sia stata lo dicono i nomi dei primari che sono stati nominati nelle AA.SS.LL. in questi anni, lo dicono…

SALIS (Gruppo Misto). C'è Artizzu!

LIORI (A.N.). Certamente, c'è tutto il mondo! Non c'è un Liori però! Ognuno risponde per se stesso e vi chiamerò tutti in causa, colleghi, non mi interrompete per favore, perché ce n'è per molti qui dentro, ma non per me, per quanto mi riguarda. Allora io non accetto chiamate di correo da nessuno perché non ho mai condiviso comportamenti che, per quanto riguarda il passato, hanno portato al disfacimento del gruppo di appartenenza del quale sono stato l'unico rieletto in questa legislatura; eravamo in dieci, sono l'unico che è tornato senza perdere un voto e credo che questo tema all'ordine del giorno possa essere motivo di discussione in materia e possa essere anche la spiegazione di quello che dico. Però, tant'è che questo Consiglio regionale si è riempito di nomi illustri nell'ultimo turno di assunzioni e che questa data all'ordine del giorno è quantomeno sospetta, e poi in dialetto si dice ndi tira s'ogu a su caddu e non ha bisogno di traduzioni, però qualche collega si è permesso di fare non allusioni, ma palesi riferimenti a questa legge. Mi hanno sempre detto che le leggi devono essere non ad personam, ma anonime, devono avere un carattere di generalità, devono essere per tutti e non devono essere contro nessuno. Normalmente queste leggi hanno dei riferimenti che sono o al primo giorno dell'anno o all'ultimo giorno dell'anno antecedente e non si capisce perché non ci sia questa usanza; siccome si parla oltretutto di persone che sono state assunte a tempo indeterminato io non capisco perché noi non dobbiamo salvare la situazione di tutti quelli che, poi possiamo discutere se sono stati assunti con metodi clientelari o meno, non sono stati assunti fino al giorno di approvazione della legge. Perché se noi dobbiamo porci come obiettivo, senza andare a rivangare il passato, quello di salvare le posizioni di tutti, noi dobbiamo garantire anche la persona che ieri, oggi è stata assunta da qualunque controllata, da qualunque società che ha a che fare con i consorzi industriali e col tema in questione, altrimenti mi dovete dire perché non si è messo il 1º di dicembre, perché non si è messo il 30 di ottobre o l'8 settembre o date fatidiche, faste o nefaste, alle quali vogliamo fare riferimento.

Quindi io propongo, come emendamento orale, che si metta il 31 dicembre o il 1º gennaio e la chiudiamo qui, altrimenti credo che tutte le pagliacciate, tutti i riferimenti che sono stati detti, le promesse vane soprattutto alle decine di migliaia di disoccupati sardi che si sono illusi, che hanno dato un voto in libertà, in coscienza, sperando in un cambiamento, veramente abbiano avuto un tradimento che io non mi sento di sottoscrivere dall'opposizione, ma che molti colleghi di maggioranza farebbero bene a non mantenere, anche perché i distinguo vengono riconosciuti dalla gente e i comportamenti seri vengono sempre premiati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto).Signor Presidente, per chiedere ai colleghi di valutare rispetto agli interventi che noi abbiamo operato sulla legge per risolvere il contrasto determinatosi tra le disposizioni della finanziaria - per ciò che riguarda il Consorzio industriale di Macomer - e quanto stiamo normando adesso. L'emendamento numero 44, testé approvato, ha coperto il personale del Consorzio di Macomer, cioè dice: "Le disposizioni del presente articolo si applicano integralmente anche al personale del soppresso Consorzio". Il Consorzio industriale di Macomer ha delle società controllate e cioè nella fattispecie la società che controlla la gestione dell'inceneritore. Mentre le altre parti della legge disciplinano dove andrà l'inceneritore, eccetera, eccetera, la parte che disciplina il personale di queste società inizia dal comma 6 dell'emendamento numero 32 che dice: "Al personale delle società controllate dagli enti consortili esistenti". Il Consorzio industriale di Macomer non è più ente consortile esistente, quindi sfugge alla norma di garanzia prevista da questo comma. Per cui la proposta, qualora dovesse essere valutata come ragionevole, perché è un'impressione che ricavo dal leggere il testo della norma, va emendata in questo modo: "Al personale delle società controllate degli enti consortili esistenti e del soppresso Consorzio industriale di Macomer", in maniera tale che non si limiti la norma alle società controllate dagli enti consortili esistenti, ma estenda la sua garanzia anche a un ente soppresso per errore, sostanzialmente. Quindi, chiederei ai colleghi di valutare se quest'emendamento possa essere accolto.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Va bene, va bene.

MELONI (P.D.). Io penso si possa scrivere diversamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Signor Presidente, rispetto a quanto affermava ora l'onorevole Maninchedda, mi sembra una preoccupazione corretta. Secondo me la formulazione più pulita che può consentire di raggiungere quest'effetto è sostituire la parola "esistenti" con la parola "soppressi", perché "soppressi" comprenderebbe quelli della tabella A e della tabella B e quindi non ci sarebbero...

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Ma il Consorzio non è in nessuna delle due tabelle.

MELONI (P.D.). Ma comunque sono tutti quelli che sopprimiamo con questa legge che comprende anche quelli soppressi con la finanziaria.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non è proprio chiaro!

MELONI (P.D.). L'abbiamo scritto così anche in altri articoli, abbiamo usato soppressi per includere tutti i Consorzi.

Per il resto volevo fare qualche breve considerazione che in qualche modo è stata anche stimolata dagli interventi che abbiamo appena ascoltato, perché a me pare che alcune norme che abbiamo inserito in questo articolo sono davvero un grande passo in avanti. Prima di tutto una spiegazione - l'ho detto anche questa mattina - rispetto a questa strana data del 20 dicembre. In quella circostanza tutti insieme in Commissione abbiamo pensato che potesse essere anche, come dire, in qualche modo reso noto al pubblico, ai cittadini, a tutti quanti, che da quella data non sarebbe stato possibile, in previsione dell'approvazione di una legge, eventualmente attivare procedure che successivamente avrebbero determinato la stabilizzazione di personale in enti pubblici assunti però in quella fase secondo le regole di enti disciplinati dal diritto privato. Quindi, era una cosa positiva allora ed è molto positivo che manteniamo quel tipo di riferimento. Per quanto riguarda la differenza rispetto a questa data e quella delle controllate, l'ha detto molto bene il collega Uras questa mattina, per le controllate esistono le tutele del codice civile, noi ripetiamo semplicemente che esistono, ma io penso che stiamo scrivendo una cosa molto importante anche per il futuro, perché con questa legge stiamo affermando che i soggetti chiamati a gestire le aree industriali di dimensione sovracomunale dovranno sottostare alle regole proprie degli enti locali, alle regole pubblicistiche per l'assunzione del personale, loro stessi e anche con i limiti esclusivamente dei casi previsti dalla legge nei quali è possibile attivare procedure per la formazione di controllate o per partecipare di società private, anche in quei casi scriviamo che sottostanno a queste regole pubblicistiche proprie degli enti locali. E' una cosa che possiamo fare, una cosa che è stata fatta in casi molto rari, ci sono state anche sentenze che hanno affermato che il legislatore regionale può fare una eccezione alle norme sulle società normando, appunto, la possibilità che vengano previste regole pubblicistiche proprie degli enti locali, io credo che facciamo, per il futuro, un grande passo in avanti proprio per evitare che si ripetano casi che sono purtroppo accaduti molto spesso negli anni passati.

Quindi, sia sul rigore rispetto al passato, sia soprattutto sul futuro, credo che sia un articolo che tutela i lavoratori attualmente in servizio e che soprattutto consentirà di selezionare bene il personale degli enti che andiamo a costituire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Prema la prenotazione, onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Io non avevo ancora visto la nuova formulazione che era stata presentata in merito all'emendamento numero 32, però devo dire che l'osservazione che io ho fatto questa mattina in merito al personale dirigenziale e cioè dove, praticamente, io dicevo che c'è...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, stanno lavorando.

LADU (Fortza Paris). Parlo dopo.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, se ci spostiamo tutti nel banco dell'onorevole Orrù magari partecipiamo tutti!

CERINA (P.D.). Non è accettabile questo!

PRESIDENTE. Chiedo scusa agli onorevoli colleghi, ci spostiamo tutti magari nel banco dell'onorevole Orrù, partecipiamo anche noi. L'onorevole Ladu vorrebbe...

CUGINI (Sinistra Autonomista). Ha ragione!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini! Onorevole Ladu, riprenda il suo intervento.

LADU (Fortza Paris). Ci sediamo e riprendiamo quando l'Assessore e tutti gli altri sono disponibili ad ascoltare, perché altrimenti ce ne andiamo!

PRESIDENTE. La stanno ascoltando, ci penso io a richiamarli, onorevole. Prego.

LADU (Fortza Paris). Per dire che le osservazioni che io ho fatto stamattina in merito al personale dirigenziale sono state un po' ritoccate, ma di fatto nella sostanza non è cambiato, nel senso che si è continuato a dire che si applica il contratto previsto dagli enti locali. Allora, io dicevo che, praticamente, per quanto riguarda il personale dirigenziale andava applicato il contratto nazionale di categoria. Questo non è stato fatto. Noi stiamo facendo una cosa diversa. Allora, io credo che non sia giusto questo tipo di trattamento che noi stiamo facendo, differenziato tra il personale in generale...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Ladu, qualcuno ha dimenticato la sveglia in aula!

CONTU (F.I.). C'è gente che dorme, Presidente!

LADU (Fortza Paris). Dicevo che comunque, insomma, la richiesta che io ho fatto di applicazione del contratto nazionale di categoria, anche eventualmente trovando dei paletti, perché mi rendo conto, perché io come voi sono d'accordo sul fatto che è impensabile che ci siano dirigenti che prendano le cifre che stavano prendendo in certi Consorzi industriali. Io sono perfettamente d'accordo. Troviamo il sistema perché questo non succeda più perché, praticamente, tutte le integrazioni aziendali che prendevano in passato questi dirigenti non ci sia più la possibilità di prenderle, però applichiamo il loro contratto. Noi di fatto questo non lo stiamo facendo. Io credo che quello che noi stiamo facendo può essere impugnato da questi dirigenti, pertanto chiedevo se era possibile accogliere la richiesta che io ho fatto stamattina, quella di applicare al contratto dei dirigenti quello previsto dal contratto nazionale di categoria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Allora, io ho seguito l'intervento dell'onorevole Meloni, il quale, debbo dire, non mi ha affatto convinto, se giochiamo a carte scoperte e l'emendamento dice quello che è scritto, mi si deve spiegare e ci si deve spiegare, qual è il criterio che presiede ad una diversa soluzione temporale, mi fermo solo da questo punto di vista, per quanto riguarda il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e il personale delle società controllate così come è disciplinato al punto 6: "al personale delle società controllate", leggo testualmente, "degli enti consortili esistenti", cioè al personale di quelle società, cioè di quelle scatole cinesi che nel corso dei numerosi anni sono state create, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, alla data di entrata in vigore della presente legge, non si dice alla data del 20 dicembre del 2007! E allora che cosa significa? Che senso ha, onorevole Meloni, questo emendamento rischia veramente… e allora colgo, con preoccupazione, le cose dette e non dette dall'onorevole Adriano Salis che, debbo dire francamente, non ha fatto sfoggio di giustizialismo o di atteggiamenti, come ci ha abituati il suo leader, ma con tono pacato però ha detto alcune cose e io colgo, nell'intervento dell'onorevole Salis, che probabilmente c'è qualche ragione di preoccupazione perché si dà a una soluzione che non è, onorevole Meloni, lineare, che non è pulita, se fatta in questo modo. Allora, quando io ho chiesto il perché della data del 20 dicembre 2007, non è sufficiente dire: "perché la commissione lo ha deciso", lei forse ha partecipato a qualche riunione ultima, io ho partecipato a tutte le riunioni, lei era uno di quelli che faceva mancare il numero legale, ragione per la quale la legge è rimasta due anni, ma non è che lei arriva, stabilisce che è il 20 dicembre 2007 e tutti dobbiamo chinare il capo e poi non spiega perché invece, non al personale dei consorzi industriali, ma addirittura al personale delle società controllate! Cioè di quelle numerose, indistinte, scatole cinesi che hanno contratto rapporto di lavoro si acceda alla assoluzione invece che, non la data del 20 dicembre 2007, ma la data di domani, se la legge entra in vigore domani.

Allora, se vogliamo fare una cosa seria e pulita, onorevole Meloni, cerchiamo di dare una soluzione intanto uniforme, se questo sta a cuore a lei e, come penso, alla Giunta regionale, si superano quei sospetti che si vogliono favorire alcuni, a danno di altri, e si crea un sistema coerente e non si vede perché, ancora una volta, ci si debba cimentare invece con soluzioni che sono davvero un pasticcio. Allora, siccome si tratta di un emendamento orale, signor Presidente, per quanto mi riguarda io pongo un veto formale se non si rimuove questa assurda discrepanza che emerge da una prima lettura dei numeri 1 e 6 di questo emendamento. Attendo risposta a questo aspetto, una risposta dal presentatore e una risposta da chi evidentemente ha lavorato però non tenendo conto del senso di questa discriminazione davvero palese.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (P.D.). Signor Presidente, io volevo fare alcune considerazioni relative al personale e siccome in questa legislatura c'è capitato diverse volte di farci carico, a noi maggioranza ahimè, di affrontare temi e questioni legate al personale degli enti. Per me sarebbe fin troppo facile affermare un princìpio, seguendo un po' lo schema dell'onorevole Liori, se non c'entra lui figuriamoci cosa c'entro io! Nel senso che ahimè ci siamo trovati in una condizione, faccio alcuni riferimenti, tanto per comprenderci, nel settore della formazione professionale, sulla quale c'è stata una grandissima discussione, dove, anche lì, nonostante tanti errori, l'esperienza ci ha permesso e ci ha concesso di fare valutazioni di altra natura e di altro tipo. Per esempio, nella mia Commissione, la quinta Commissione, abbiamo affrontato il problema del personale relativamente ai consorzi di bonifica e credo, badate bene, se ci sono insinuazioni, se qualcuno sa, se qualcuno vuole sollevare questioni di carattere morale questa è la sede giusta e opportuna, a me le insinuazioni, per cultura, non piacciono, preferisco affrontare la questione in maniera diretta e franca perché le insinuazioni portano sempre poi a qualcuno di riflettere e guardare magari chi fa quelle insinuazioni se ha commesso qualche peccato. Allora io credo che il principio fondamentale sul quale noi dobbiamo partire sia quello che ci siamo trovati in una condizione nella quale molti lavoratori, è vero, sono stati assunti attraverso i metodi sui quali abbiamo discusso e affrontato il problema, a me pare, per la funzione e il ruolo che svolgo, di non distinguere del perché e del per come quel lavoratore è arrivato, è entrato a lavorare in questo o in quell'altro ente, la cosa che si sta ponendo la maggioranza e il Governo è di dare una soluzione definitiva, a uno stato di cose che non erano più tollerabili in questa Regione, allora ecco perché io sono favorevole a quanto stabilisce, pur essendo contraddittorio, un emendamento orale scritto è sempre una cosa complicata da affrontare. Però, il contenuto di questo emendamento affronta tutte quelle questioni che possono dare uno sbocco positivo soprattutto ai lavoratori, badate bene, non sono interessato ai dirigenti dei quali si è parlato tanto perché quelli sono i responsabili di questa situazione che si è determinata perché erano loro che facevano quest'operazione attraverso altri, quindi, devo dire, io sono interessato a risolvere gli aspetti dei lavoratori che sono nelle cosiddette partecipate, di risolvere i problemi eventualmente degli esuberi, di rendere facile ed esplicabile il passaggio di quei lavoratori che operano per esempio nei depuratori e che devono essere assorbiti da Abbanoa in maniera lineare e precisa, se noi facciamo queste cose stiamo facendo un servizio a quei lavoratori perché credo che il diritto al lavoro oggi sia garantito a tutti e noi, più di altri, dobbiamo fare in modo che questo diritto sia affermato. L'ultima questione, non è che possono essere questioni legate da questo o da quest'altro consorzio, perché badate io ho imparato che svolgere una funzione politica non è quella di affrontare il problema, per esempio del consorzio di Portovesme, chi è qui affronta le questioni di carattere generale, ci può essere il consorzio di Macomer e ci può essere il consorzio di Olbia, ci può essere il consorzio di Sassari e ci può essere il consorzio di Cagliari. O si affronta una questione diciamo così in termini complessivi, oppure c'è il rischio che una riforma voluta, sentita possa essere considerata da qualcuno qualcosa che serve a garantire, domani o dopo, la sua presenza in quest'aula. E siccome per me non è così, vorrei che fosse chiaro questo concetto. Grazie. Quindi, sono a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Lo dico al collega Pittalis ma anche al collega Salis: quando qua noi tentiamo di fare un lavoro, almeno alcuni di noi, provano a fare i legislatori, cioè quello che dovremmo fare. Con questo cosa voglio dire, che il riferimento nostro è ad una norma che coglie l'interesse generale e ha anche la caratteristica della astrattezza, cioè non pensa al caso specifico. Perché se dovessimo pensare sempre ai casi specifici, io non ne ho più capelli, però ce li dovremmo strappare. Perché purtroppo ciò che è avvenuto, è avvenuto e non ci possiamo fare nulla. Allora, tentiamo di fare meno danni possibile, da oggi in poi.

Qual è la differenza tra il personale del primo comma e il personale del sesto comma? La differenza è che il personale del primo comma approda al sistema pubblico partendo da dipendente di ente pubblico, e quindi rimane nel sistema pubblico, cioè va a finire prioritariamente nei consorzi, nei Comuni o nei nuovi consorzi provinciali, in subordine va a finire all'interno delle Province, degli organici delle Province. Nel caso in cui sia dipendente degli enti di cui alla tabella A, cioè i consorzi che sono indicati nella legge, non sono le società controllate e partecipate, prioritariamente vanno a finire nei nuovi consorzi, in caso contrario nei Comuni che fanno parte dei consorzi, in caso contrario e in subordine alle Province. I dipendenti delle società controllate e partecipate, invece, rimangono nel sistema privato e quindi approdano… cioè sono garantiti nello svolgimento della loro attività nelle stesse aziende. E quando si opera in funzione di riordino della riorganizzazione, della cessione, della liquidazione di queste società non si dice neppure si applica l'articolo 2112 del codice civile, che comunque vincola tutti i soggetti quando trattano i trasferimenti di rami d'azienda a quella normativa; si dice semplicemente che si interviene e ha avuto riferimento alle garanzie per i lavoratori di quella norma del codice civile che comunque opererebbe per questi lavoratori. Quindi, qual è la differenza, perché la data del 20 dicembre, insomma questa è una legge che è rimasta a macerare in Commissione per alcuni mesi, anche anni è vero, però ultimamente per alcuni mesi davanti a tutta la stampa eccetera, che cosa si è tentato, io immagino, non faccio parte di quella Commissione, ma si è tentato altre volte di dire: va bene in questa fase stiamo attenti che non si crei una modalità attraverso la quale assumiamo gente nell'ente pubblico, per sistemarlo in un ente pubblico. Perché questo crea problemi anche alla finanza pubblica a cui gli appartenenti di quei banchi sono particolarmente attenti, io dico giustamente, in questa materia. Quindi, si è fatto per porre un limite, oltre il quale non dover andare. Quel limite a me sembra congruo. Che cosa succede ai lavoratori che nel caso sono stati assunti? Se sono state seguite le procedure di legge verranno tutelati sicuramente, perché non può essere uno licenziato solo perché un'amministrazione viene trasferita ad un'altra, perché segue le disposizioni che sono previste nell'ordinamento, in linea generale. Se, invece, le procedure di assunzione non sono state quelle previste ordinariamente dalle norme di legge, evidentemente si porrà il problema. Quando si porrà il problema, e se si porrà il problema, questo Consiglio non sta scappando, e se scappa questo ce ne sarà un altro, lo affronteremo come lo abbiamo affrontato in tutte le altre circostanze, avendo riguardo per i diritti dei lavoratori. Io dico questa cosa è stata fatta… poi insomma Marracini che te ne sei andato in quei banchi là in fondo, l'abbiamo fatto insieme tutti quanti, dico lo stesso per l'onorevole Pittalis, Pietro che te ne sia andato in quei banchi là in fondo o sei tornato in quei banchi là in fondo. Cioè l'abbiamo fatto…

CAPPAI (U.D.C.). Ma che cosa avete fatto?

URAS (R.C.). Per cui, allo stato la cosa importante, mio avviso, è che questa costruzione vada in porto, che è una costruzione meditata, riflettuta, anche corretta e se c'è bisogno, come in altre circostanze c'è stato bisogno, ci sono disposizioni di legge che affronteremo nei prossimi mesi avendo cognizione, perché tutto è legato anche alla procedura di liquidazione dell'emendamento numero 30 all'articolo 5, avendo cognizione perché l'Assessore lo deve dire che fra tre mesi, o quando è, deve venire in Consiglio, va in Commissione e dice: questo è il piano della liquidazione, queste sono le situazioni, così proponiamo di governarle. Ma avendo cognizione di causa, non fondando le cose su limacciose intuizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (U.D.C.). Vorrei dare un contributo in positivo all'Assessore perché mi è simpatica ed è anche carina. Collega Orrù, mi pare che quest'emendamento orale all'emendamento numero 32…

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

PRESIDENTE. Tenga premuto acceso il microfono… Cambi microfono, onorevole Marracini. Onorevole Uras, il suo microfono è ancora acceso?

URAS (R.C.). No, è spento.

PRESIDENTE. Benissimo.

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

MARRACINI (U.D.C.). … volevo dire ai colleghi che nella prima stesura, mentre la data del 20 dicembre veniva attribuita alla partecipate, qui è stato modificato ai consorzi, e siccome l'Assessore doveva …

(Interruzioni dai banchi di centrosinistra)

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

MARRACINI (U.D.C.). … l'emendamento orale differisce dall'emendamento scritto?

CHERCHI SILVIO (P.D.). No…

MARRACINI (U.D.C.). Allora, non posso contribuire e mantengo la mia contrarietà.

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.

Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì, grazie. Mi sembra che sia chiaro, onorevole Marracini, l'emendamento orale non si riferiva al comma 1, tanto meno alle società controllate, il testo era così e così è rimasto. Però, nell'esprimere il mio voto favorevole, perché siamo in dichiarazione di voto, sul comma 6 io credo che il testo non poteva neppure fare diversamente. Al personale delle società controllate, a prescindere dai nomi e dei cognomi, viene garantita, come dire, la continuità di lavoro nelle stesse società, dopodiché, poiché hanno una regolamentazione diversa, come diceva poc'anzi appunto il collega Uras, qualora si decidesse di liquidarle, di ristrutturarle, di procedere cioè a tutti gli interventi che riterranno opportuni, il personale è garantito dal codice civile, cosa sulla quale dalle norme del 2112, cosa sulla quale noi non dobbiamo e non possiamo intervenire. Quindi questo è a prescindere dalle date che noi mettiamo, non è un problema di… ed è corretto mettere dalla data di approvazione della precedente legge, io penso. Poi, senza che questo significhi avvallare chissà che cosa, ma non possiamo entrarci in questo modo. Quindi mi sembra una cosa… A riprova di questo io vorrei suggerire, anche perché anche questo può essere contraddittorio, al comma 11, poiché vi è una norma di carattere finanziario, che tende ovviamente a farsi carico del personale in esubero degli enti consortili, non delle società controllate, perché non potrebbe farlo ai sensi del comma 6, però può esservi un contrasto, una contraddizione. In sede di coordinamento, io chiederei, o in questa sede, forse più propria, di togliere delle società stesse degli stessi controllati. Nel senso che si riferisce solo al personale in esubero degli enti consortili trasferito ai comuni ecc., non delle società controllate, che invece sono soggette, appunto, al codice civile, e non ai provvedimenti di trasferimento ai comuni, alle province e quant'altro. Anche perché non potremmo farlo, perché dovremmo fare consorzi, e altre cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Sì, perché l'onorevole Pittalis ha sollevato alcune perplessità sul comma 1 e sul comma 6. Io penso che la discussione che si è sviluppata su questo articolo 7, così come è stato riscritto, abbia chiarito molte delle perplessità che ciascuno di noi poteva avere sulla formulazione iniziale, io chiedo all'onorevole Pittalis di far decadere il suo pregiudizio al dare l'ok alla presentazione dell'emendamento orale, perché l'emendamento orale consente di chiarire meglio quanto era già prescritto al comma 2, consente di chiarire meglio qual è la disciplina che verrà applicata ai dirigenti, consente di chiarire meglio anche la norma che riguarda il personale degli acquedotti. Quindi, io chiedo all'onorevole Pittalis se può acconsentire a che l'emendamento orale possa essere messo in votazione in quest'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, le ha già parlato per dichiarazione di voto. SALIS (Gruppo Misto). Sulle modalità di voto!

PRESIDENTE. Sulle modalità di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Ma io ho accolto e accolgo le considerazioni fatte dall'onorevole Orrù, però sinceramente, signor Presidente, io vorrei chiederle, per mia questione di carattere personale, vorrei chiedere il voto per parti sull'emendamento numero 32, perché sul comma 1 e sul comma 6 io non posso non astenermi, non per quel che riguarda la necessità di garantire la continuità di lavoro ai lavoratori che sono stati assunti, ma perché io voglio in quest'Aula, signor Presidente, e signori colleghi, anche il collega Uras e gli Assessori… anche il collega Uras, che ha la mia stima e la mia simpatia! Assessore… Marracini, ajò!

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, se state ai banchi con l'Assessore, l'Onorevole Salis che vuol dire delle cose…

SALIS (Gruppo Misto). Io vorrei parlare con il Presidente dell'Assemblea, in primis, e con l'Assessore all'industria in secundis! Così si dice?

PRESIDENTE. Io la sto ascoltando!

SALIS (Gruppo Misto). Siccome io ho visto che ci sono due circolari importanti dell'Assessore all'industria, datate esattamente: 18/10/2005 e 12/06/2007, in cui si dà disposizione ai consorzi…

Mariano, scusami, si sente la tua voce anche se non hai microfono, abbi pazienza eh!

Si dà disposizione a tutti i consorzi della Sardegna, le aree industriali della Sardegna, di astenersi in previsione della riforma dei consorzi, di astenersi da assunzioni, a qualsiasi natura, sia per quel che riguarda gli enti, sia per quanto riguarda…

PRESIDENTE. Ha finito il tempo. Insomma, dica…

SALIS (Gruppo Misto). Ho finito, signor Presidente. Sia per quanto riguarda le società controllate.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, lei vuole che si voti separatamente il comma 1 e il comma 6, è questa la sua richiesta. Stiamo votando, è inutile che ci spieghi perché e per come.

SALIS (Gruppo Misto). Ma non voglio che venga considerato un ubriaco!

PRESIDENTE. Ma va bene, ma non è questo. Non siamo in un luogo di ubriaconi! Quindi, lei chiede di votare…

SALIS (Gruppo Misto). Ma io lo voglio motivare!

PRESIDENTE. Ma non si motiva, non è previsto che si motivi. Ha parlato già per tre minuti…

SALIS (Gruppo Misto). Ma, io faccio un uso molto parco del tempo a mia disposizione!

PRESIDENTE. Sì, ma non è questo in questione. Concluda!

SALIS (Gruppo Misto). Allora, siccome io penso, signor Presidente…

Luciano per favore!

Siccome io penso che le disposizioni ufficiali degli Assessori regionali debbano essere rispettate, e in questo caso non sono state rispettate, allora io chiedo di poter votare per parti, perché non posso votare a favore del comma 1 e del comma 6.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, io prendo atto di questa richiesta. Se cose illegittime sono state fatte in dispregio delle circolari assessoriali, restano delle cose illegittime che devono essere perseguite in altre sedi, che non sono risolvibili in questa sede. Quella a cui lei pensa e tante altre che potrebbero essere state fatte e di cui lei non è a conoscenza. Però siamo in una fattispecie che non le impedirebbe di votare il comma 1, perché il comma 1 sana le situazioni legittime, non quelle illegittime. Quindi, insomma, mi scusi se mi permetto di interloquire in questa lunga spiegazione che lei ha dato dalla richiesta, però ecco se lei votasse il comma 1 non avallerebbe nessuna illegittimità, che è perseguibile in altre sedi e per altri versi. Comunque, se lei mantiene la richiesta di votazione separata del comma 1 e del comma 6, procediamo alla votazione separata del comma 1 e del comma 6.

Bene, colleghi, se prendete posto propongo di…

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

Qual è il problema, onorevole Pittalis?

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, due minuti di sospensione in aula, molto brevemente, perché ho necessità di consultare il Gruppo sulla richiesta formulata dall'onorevole Cuccu. Proprio due minuti.

La seduta è sospesa per due minuti, in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 26, viene ripresa alle ore 18 e 34.)

PRESIDENTE. Allora, onorevole Pittalis, abbiamo risolto?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sì, molto brevemente, Presidente. Ferma restando la nostra contrarietà alla soluzione…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pittalis, un attimo soltanto.

Colleghi, stiamo, non senza difficoltà, come succede ogni volta che parliamo di personale peraltro, concludendo anche questo articolo. L'onorevole Pittalis aveva sollevato una questione nel suo intervento, ha chiesto una sospensione…

Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Ferma restando le contrarietà, per come è formulato questo emendamento, e quindi tutte le ragioni che sono state esposte dai banchi dell'opposizione, compreso l'intervento - non colto forse a fondo dall'Aula - dello stesso onorevole Marracini, viene certamente rimossa la pregiudiziale e la maggioranza si assumerà la responsabilità delle soluzioni che sono indicate; a noi il dovere di mettere in evidenza incongruenze che riteniamo non superabili e purtroppo, non avendo i numeri per bocciarlo, haimé riteniamo che vi dobbiate, appunto, assumere in pieno le responsabilità del contenuto di questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.

Colleghi, siamo in sede di votazione. E' stata richiesta la votazione per parti, è stato chiesto dall'onorevole Salis di votare separatamente il comma 1 e il comma 6. Quindi votiamo, se siete d'accordo con il sistema elettronico palese, tutto questo emendamento numero 32, che è quello che vi è stato consegnato in copia, con un inciso, nel comma 6, laddove si dice "Al personale delle società controllate degli enti consortili esistenti" si aggiunge "e del soppresso Consorzio industriale di Macomer", per i motivi che sono stati spiegati; e invece al comma 11 si elimina l'inciso " e delle società dagli stessi controllate", semplicemente perché è incongruo visto che gli enti locali, la Regione, come abbiamo spiegato in tutto l'articolo, non si devono far carico del personale delle controllate, e quindi per questo motivo quell'inciso lì non ci sta a fare niente, rischia di creare confusione e perciò va tolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (U.D.C.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. No, le abbiamo già fatte, onorevole Marracini, si accomodi, abbia pazienza.

MARRACINI (U.D.C.). Siccome, Presidente, prima non mi è stato possibile…

PRESIDENTE. Non era una dichiarazione di voto, quella di prima? Va bene, allora.

MARRACINI (U.D.C.). Perché sono stato, mi dispiace, frainteso, perciò mi ripeto, e spero che questa volta mi si lasci terminare.

Io ho trovato migliorativo l'emendamento numero 32 rispetto al numero 43, l'ho detto all'inizio, poi c'è stato un coro di no perché io non ho fatto in tempo a dire "al 43" e si pensava alla legge originaria; però non funzionavano i microfoni e perciò anche voi siete giustificati per non avermi fatto terminare.

Dicevo questo, l'emendamento 32 è migliorativo perché tra l'altro sposta quella cosa un po' maldestra del "20 dicembre", la sposta ai Consorzi, non alle partecipate. Questa indicazione era già stata data dall'Assessore con una circolare che impediva, pena il commissariamento, ai presidenti di fare assunzioni. Siccome non c'era nessun presidente matto che volesse essere commissariato, assunzioni, dopo il 20 dicembre, non ne sono state fatte; quindi questo è anche inutile scriverlo, perché non ha nessun senso. Quindi, volevo dire prima e lo ribadisco adesso, mi dispiace non essermi spiegato bene, questo emendamento che il collega Orrù, che primo ho citato, e che altri hanno fatto, come dire, riporta, secondo quello che era stato deciso in Commissione… e quindi supera l'emendamento 43 che invece era, onestamente, una schifezza, e quindi io sono favorevole a questo emendamento 32. Grazie.

PRESIDENTE. Allora, siamo in fase di votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (Gruppo Misto). Voto elettronico!

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 1 e 6 dell'emendamento numero 32. Li votiamo insieme.

(Segue la votazione)

Prende atto che i consiglieri Agus e Tocco hanno votato a favore, che il consigliere Diana ha votato contro e che il consigliere Lai Renato si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Ladu - Liori - Milia - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Balia - Lai Renato - Salis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 51

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 38

contrari 13

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 32 altri commi, con le correzioni che ho indicato, l'altra correzione era al comma 11, si cancella l'inciso: "con le società dagli stessi controllate".

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Agus ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Balia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cuccu Franco Ignazio - Farigu - La Spisa - Ladu - Milia - Petrini - Pittalis - Randazzo Alberto - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 43

contrari 9

(Il Consiglio approva).

Con l'approvazione dell'emendamento 32 decade l'emendamento soppressivo parziale numero 6, l'emendamento numero 15 era stato ritirato, restano gli aggiuntivi emendamento numero 8, l'emendamento numero 33 e l'emendamento numero 46. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 8, Cuccu, Capelli, Milia e più.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 46 Biancu.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 33 degli onorevoli Biancu, Balia e Uras.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8 norma finanziaria.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8 Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte con gli stanziamenti disposti dall'articolo 7, comma 42, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008) (UPB S06.03.029).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della tabella A.

(Si riporta di seguito il testo della tabella A:

TABELLA A

Consorzi industriali che assumono denominazione e funzioni dei consorzi industriali provinciali
(articoli 3 e 5)

1) Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Cagliari;

2) Consorzio per l'area di sviluppo industriale della Sardegna Centrale - Nuoro;

3) Consorzio industriale nord est Sardegna (CINES);

4) Consorzio per il nucleo di industrializzazione dell'Oristanese - Oristano;

5) Consorzio per il nucleo di industrializzazione del Sulcis Iglesiente;

6) Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Sassari-Porto Torres-Alghero-Sassari;

7) Consorzio industriale di Tortolì-Arbatax;

8) Consorzio per la zona di sviluppo industriale di Villacidro..)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della tabella B, la tabella B, ovviamente, comprende, sulla base dell'approvazione di emendamenti e dell'inserimento comunque del consorzio di Macomer, comprenderà ovviamente anche il consorzio di Macomer.

(Si riporta di seguito il testo della tabella B.:

TABELLA B

Enti soppressi per i quali i comuni subentrano in tutti i rapporti giuridici
(articolo 6)

1) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Nuoro-Pratosardo;

2) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale Predda Niedda - Sassari;

3) Consorzio per la zona di sviluppo industriale di Chilivani-Ozieri;

4) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Iglesias;

5) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Siniscola;

6) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Tempio Pausania;

7) Consorzio per la zona industriale della Valle del Tirso.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Dobbiamo tornare all'articolo 1, che avevamo sospeso, bisognava riscrivere la lettera B., c'era un emendamento, l'emendamento soppressivo numero 17 soppressivo della lettera B., su questo abbiamo avuto modo di chiarire che la lettera B. è essenzialmente innocua perché richiama il dettato del decreto legislativo del '98 numero 75. C'è una parte difforme perché si estende rispetto al numero 75 la possibilità di istituire zone franche a tutti gli otto consorzi industriali anche quelli che non sono indicati nel decreto legislativo numero 75. Quindi se non ci vogliamo esporre ad una certa opposizione del Governo ad una norma che non ha nessun riferimento legislativo nazionale penso che ci dovremo limitare alle aree indicate nel decreto legislativo. Quindi questo era un po'...

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Avevamo steso il contenuto che se ritiene io leggerei di modifica dell'articolo 1 proprio in quella parte esattamente dice così: "la Regione promuove l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 10 marzo 1998 numero 75 norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna concernenti l'istituzione delle zone franche, attivando idonea procedura per l'istituzione di una zona franca in ciascuno degli ambiti previsti dal predetto decreto legislativo. La Regione promuove analoga iniziativa, perché tali citate disposizioni siano estese per l'istituzione di una zona franca nelle aree di competenza di tutti i consorzi industriali provinciali di cui al successivo articolo 3".

PRESIDENTE. Ce la fa avere? Basterebbe dire in quelle non comprese nel decreto legislativo, perché tutte le aree industriali... sono due fuori, medio Campidano e Ottana, tutto il resto è dentro, Olbia, Portovesme, Tortolì, Arbatax anzi... vabbè vabbè, insomma il testo l'abbiamo distribuito? Vabbè, colleghi, il testo dice che c'è un invito alla Regione ad attivare procedure, ovviamente con il Governo nazionale, con lo Stato, per l'istituzione di una zona franca anche in ambiti non previsti dal decreto legislativo, lo mettiamo in votazione a questo punto l'emendamento soppressivo numero 17 cade o viene ritirato dai presentatori e la lettera B. viene sostituita,

PITTALIS (F.I.). Cosa stiamo votando?

PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole Pittalis, avevamo interrotto…

PITTALIS (F.I.). La proposta dell'onorevole Uras?

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Uras che riscrive, di fatto, la lettera d), confermando la volontà, ma nell'ambito del decreto legislativo numero 75 e l'invito a promuovere azioni per estenderlo a quelle aree che non fossero previste nel decreto numero 75.

Metto in votazione questa proposta. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Siamo alla votazione finale. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto).Signor Presidente, io voterò a favore della legge perché si tratta di una riforma attesa da molto tempo, l'elaborazione del testo accoglie i principi informatori che sono stati individuati dal proficuo lavoro del Presidente e della Commissione industria. Per la prima volta il braccio di ferro che si è instaurato all'interno di una forza politica è stato risolto all'interno dell'aula del Consiglio regionale, non ci sono stati ultimatum, non ci sono state incursioni notturne e si è sviluppato un rapporto di confronto e di dialogo con la Giunta, rappresentata qui dall'assessora Rau. Credo che sia un esempio che spero possa caratterizzare gli altri provvedimenti, senza irrigidimenti e accelerazioni, che troppo spesso vanificano la serenità e il lavoro delicato delle Commissioni e dell'Aula. Anche se il percorso ha manifestato tutte le difficoltà della pratica della democrazia, da socialista ritengo che sia stata un'utile e opportuna lezione, auspico non soltanto per me.

Penso anche che sia la necessaria premessa per avviare una seria riflessione su temi come la legge urbanistica che per l'importanza che hanno nella vita quotidiana dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori e degli enti locali, necessitano di approfondimenti, cautele e richiedono tempi non surriscaldati come sono in genere quelli dei mesi di luglio e di agosto e su questi argomenti forse è meglio per tutti aspettare le prime piogge autunnali. Penso, infatti, che il mese di agosto porterà consiglio e anche qualche giorno di settembre ci servirà per riflettere ancora. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, noi non abbiamo votato il passaggio agli articoli, voteremo chiaramente a favore, ma abbiamo deciso di farlo a malincuore, con la consapevolezza che prima viene l'interesse generale dei sardi poi tutto l'altro, anche le questioni interne alla coalizione. Dico questo, e mi rivolgo al collega Meloni, che è giovane e alcuni della maggioranza sostengono anche di belle speranze, ma su questo sospendo il mio giudizio perché non sempre ciò che affermano i dirigenti del Partito Democratico risponde a verità - quasi mai -, vorrei che lei capisse che le leggi che vengono discusse e approvate in quest'Aula sono di tutti o dovrebbero essere di tutti e non possono essere inquinate per nessuna ragione dalle diatribe interne al suo partito.

Non molto tempo fa, attraverso una nota scritta, il Gruppo della Sinistra Autonomista insieme agli altri Gruppi della sinistra abbiamo chiesto al presidente Soru di riunire la maggioranza perché avevamo la percezione che nella proposta di legge sui consorzi c'erano alcuni problemi, problemi sull'interpretazione più generale della norma. Non ha risposto la nostra richiesta e ieri e anche oggi sono emerse tutte puntualmente le contraddizioni all'interno della maggioranza e in particolar modo all'interno del Partito Democratico, e ancora una volta, con senso di responsabilità, noi della sinistra ci siamo adoperati ieri per una sintesi unitaria, condivisa, tra l'altro accolta positivamente da tutti. Bene, dopo due minuti un emendamento presentato dal nostro Capogruppo, che aveva semplicemente una funzione moralizzatrice sulla composizione dei consigli di amministrazione, è stato bocciato cinicamente dal Partito Democratico e lei, onorevole Meloni, che per tre giorni ha fatto grandi discorsi sulla morale, ha votato contro! Ha votato contro! E allora spero che i colleghi della maggioranza riflettano perché basta poco, anzi pochissimo per far aumentare le distanze che già esistono tra di noi. Il Partito Democratico all'interno della coalizione deve svolgere una funzione unitaria, una funzione costruttiva perché l'autosufficienza non basta più, non bastava prima, non basta ora, non è bastata neanche alle elezioni politiche. Io spero che ci sia una seria riflessione da parte dei colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto di astensione personale e di altri colleghi di Forza Italia, altri sicuramente interverranno avendo anche partecipato attivamente al processo di formazione di questo provvedimento legislativo.

Il voto di astensione ha una motivazione ben precisa. Non è un voto favorevole anche perché il testo è stato modificato rispetto a quello esitato dalla Commissione, vi sono alcune modifiche su cui noi abbiamo avuto e manteniamo delle perplessità e che lasciamo alla responsabilità della maggioranza, nello stesso tempo non è un voto contrario e non potrebbe essere contrario il nostro voto per un motivo semplicissimo, che io credo sia condivisibile da tutti, perché è un dato di fatto: senza la posizione assunta dai Gruppi di opposizione in Consiglio regionale noi oggi non avremmo una legge sui consorzi e avremmo tra qualche giorno il commissariamento dei consorzi, perciò questo voto di astensione è un voto di astensione molto pesante rispetto a tanti altri che possono essere stati dati dall'opposizione in questi mesi e in questi anni. E' un'astensione che però è stata determinante continuamente, sia in Commissione sia in Aula, perché la Regione abbia una legge e una riforma sui consorzi, migliorabile, limitata, non la perfetta riforma, ma comunque una legge che dà alcune linee di intervento e che lascia inalterati alcuni diritti e alcune possibilità di intervento sul territorio a favore delle imprese da parte di enti che siano dipendenti dagli enti locali, ma anche con una significativa partecipazione della componente imprenditoriale. Anche in questo caso è stata determinante la posizione proprio dei nostri Gruppi. Ribadisco, quindi, il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Noi facciamo leggi sempre con maggiore fatica. Io dovevo andare dal dentista, mi doveva curare un dente, ho preferito rimanere qua e cavarmene un altro, cariato, questo del sistema dei consorzi industriali, che finalmente nella vecchia interpretazione sparisce. Quindi c'è un dato positivo, comunque qualcosa portiamo a casa. Portiamo a casa anche - e io sono contento - la modifica della lettera d), stiamo parlando di porti, di interventi. Io spero che ci si creda più tutti d'ora in avanti, anche sulla necessità di aprire con l'Unione Europea una diversa relazione. Non è possibile subire sulla base delle leggi di mercato ogni tipo di sconcia decisione che affossa le economie delle regioni da sempre con il peso dello svantaggio, come la nostra. Quindi qualche cosa di buono c'è, però abbiamo faticato tanto: sospensioni continue, vediamo di capire che cosa c'è scritto, il 21/12 si applica, non si applica, cioè noi ci facciamo venire il mal di testa. Io ho l'impressione che bisognerebbe utilizzare meglio e di più l'interlocuzione tra i Gruppi consiliari nei lavori di Commissione, nella relazione che si può instaurare positivamente all'interno del Consiglio.

Poi, in ultimo, c'è un'esigenza che noi dobbiamo rammentare, lo rammentiamo soprattutto alle formazioni politiche che hanno maggiori responsabilità: il rispetto! Lo citava prima il collega Licheri, ma su questa questione delle deleghe per i componenti delle amministrazioni, ma era un segnale da dare, era una cosa positiva, è stata una cosa veramente deprecabile. Quel voto ha pesato negativamente, peserà negativamente nelle relazioni politiche anche all'interno della maggioranza. Bisogna cioè concludere con maggiore coerenza i buoni proponimenti che di volta in volta si fanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Signor Presidente, colleghi, signori della Giunta, io credo che stiamo approvando una buona legge. Credo che stiamo approvando una buona legge nella quale la maggioranza si è cimentata in una interlocuzione molto difficile, molto complessa, molto complessa anche all'interno del Partito Democratico, una legge che è nata o meglio ha avuto la sua accelerazione più intensa nella Commissione nel momento in cui il Partito Democratico stava nascendo e le difficoltà sono state legate anche a questo.

Una legge che ha - l'ha detto la collega Caligaris - visto anche una interazione positiva in questa sede tra Consiglio e Giunta, per questo credo che i buoni intendimenti che abbiamo avuto tutti, abbiamo avuto tutti in Commissione, anche i commissari dell'opposizione, è una legge rispetto alla quale miravamo a superare la difficoltà legata al fatto che i Consorzi industriali in Sardegna non assolvessero più alla loro funzione, è legata al fatto che noi volevamo, come vogliamo, fare di questi luoghi dei luoghi che contribuiscono a migliorare la competitività dell'economia sarda, in particolare del sistema industriale. Credo che la buona volontà ce l'abbiamo messa tutti, la Commissione, a partire dal presidente Giagu, a partire dai colleghi, tutti i colleghi della maggioranza, la Giunta con l'assessore Rau. Perché credo che sia una buona legge? Credo che sia una buona legge perché delimita in maniera chiara le competenze tra i diversi livelli istituzionali, attribuisce funzioni chiare agli enti locali e agli enti locali che partecipano a questi Consorzi, responsabilizza in questo modo gli enti locali che sono i comuni che donano i territori rispetto ai quali insistono le aree industriali, la provincia, li responsabilizza, attua, in qualche modo, i principi costituzionali della legislazione regionale. Una legge che consente immediatamente l'avvio dei nuovi soggetti, individua procedura molto rapide di liquidazione, una legge che introduce norme importanti anche rispetto alla moralizzazione. Io non so perché il collega Licheri si sia riferito a me, ma la prendo come un complimento. Abbiamo fatto molte cose positive perché abbiamo trovato un modo di individuare un collegio dei liquidatori che non costerà nulla perché sono dipendenti degli enti, i liquidatori; abbiamo trovato il modo di eliminare le partecipate e le controllate, a meno che una legge non prevede che ci siano; abbiamo fatto in modo che sia nei Consorzi che in tali società il personale si assuma per concorso pubblico. Qualche cosa poteva essere fatta meglio, lo so, la sintesi nel nostro Gruppo è una sintesi della quale io mi assumo le responsabilità, poteva forse essere fatta meglio anche in maggioranza, io credo che abbiamo fatto bene.

Solo una cosa, perché il collega Pittalis mi ha richiamato, se per fare questa legge abbiamo usato tutti gli strumenti a disposizione dei consiglieri, compreso quello qualche volta di far mancare il numero legale in momenti molto confusi nei quali chi gestiva i precedenti Consorzi voleva impedirci di fare una buona riforma, credo che siamo stati costretti a fare quello perché tutti volevamo fare la cosa migliore perché questa legge fosse una vera riforma. Credo che abbiamo fatto così. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (U.D.C.). Signor Presidente, per dichiarare il nostro voto di astensione a questa legge con la consapevolezza che quest'Aula ha fatto la legge di riforma sui Consorzi industriali. Forse per la prima volta in questa legislatura l'Aula, cioè il Consiglio, vara esso autonomamente una legge di riforma e di questo ne sono orgoglioso perché ho partecipato sia ai lavori della Commissione sia ai lavori del Consiglio regionale. Credo che ancora di più in questi tre giorni l'Aula abbia modificato radicalmente la proposta che era partita mesi e forse anni fa dalla Giunta regionale, rifacendo completamente la legge prima in Commissione - e devo dar atto al presidente Giagu e ai colleghi della Commissione che hanno lavorato anche con determinazione per cambiare la prima proposta di legge - e quest'Aula che ha radicalmente cambiato il volto di questa legge di riforma che oggi esitiamo e per la quale noi, appunto, ci asteniamo.

Non ultimo il famoso emendamento numero 32 che salvaguarda il personale degli enti e per il quale noi abbiamo votato a favore che ancora una volta garantisce, come spesso il nostro Gruppo ha fatto, i posti di lavoro e che quindi consente, a differenza di quanto si tentava di fare con l'emendamento numero 43, consente ai lavoratori di poter, anche stasera, tornare a casa e riposare sereni. Quindi, confermo il nostro voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). No, forse ho messo io la scheda!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Va bene, non vorrei che si offendesse l'onorevole Marracini!

PRESIDENTE. Chiedo scusa! Vecchio Gruppo! Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Ha già parlato il Capogruppo, quindi io mi attengo anche ad un principio ubi maior minor cessat, quindi la dichiarazione del Capogruppo esaustiva ha chiarito le ragioni della nostra astensione. Però, l'intervento dell'onorevole Uras mi ha un po' solleticato perché ha accusato un mal di testa, un po' per l'andamento dei lavori dell'Aula...

SALIS (Gruppo Misto). Mal di denti, dal dentista!

PITTALIS (F.I.). Ma ti riferivi anche, caro Luciano, per come si sono svolte sospensioni, nuove sedute, beh, il tuo maestro - spero di non dire cosa offensiva conoscendolo anche come persona davvero perbene - quel Luigi Cogodi che quando sedeva in quei banchi ti assicuro che una leggina come questa o un emendamento come quello su cui ci siamo soffermati, ti assicuro che forse avrebbe trattenuto forse non solo ore ma giorni, forse a discutere di lana caprina, però ti assicuro che questa è un'opposizione, come potete notare, seria, pacata, educata e che cerca di andare incontro alla soluzione dei problemi. Allora, ecco perché il voto di astensione espresso dal mio Capogruppo e perché non un voto a favore. Un voto a favore non si può dare a questa legge, non si può certamente dare perché contiene delle incongruenze, quelle che abbiamo denunciato, ma non si può neanche votare contro e la ragione di un voto contrario perché manca quel preannunciato disegno, dirigista e centralista, che a questa legge si voleva imprimere da parte del Governatore. Questo non è successo, lo abbiamo denunciato nel corso della discussione generale e, coerentemente anche a quell'impostazione, visto che si è sviluppato un dibattito libero, franco, in Aula, noi rimaniamo delle nostre posizioni voi vi assumete la responsabilità totale delle conseguenze, delle disposizioni che andrete ad approvare, ecco, almeno abbiamo questa volta salvaguardato anche la dignità di questa cosa, ecco perché ci avete anche, per quanto ci riguarda, tolto le castagne dal fuoco dal non votare contro, come avremmo certamente fatto in una situazione diversa da quella attuale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Sinistra Autonomista). Voterò, come ho fatto anche per il passaggio agli articoli, a favore di questa legge, voglio solo ribadire che secondo me si tratta di una legge fondamentale, di una legge importante del percorso di riforma complessiva della Regione che è stato avviato, e credo che anche questa legge, che probabilmente avremmo potuto votare prima, probabilmente avremmo potuto approvare in modo diverso, ma in ogni caso questa legge contribuisce, anche questa, ad avviare un percorso che si lascia alle spalle un sistema vecchio, un sistema regionale vecchio. Questa legge avvia, contribuisce ad andare avanti su questo percorso. Voglio ancora però ribadire quello che ho detto anche nella precedente mia dichiarazione che senza questa parte politica non si sarebbe approvata questa legge, io credo che senza questa parte politica, questa sinistra, non si riesca a concludere positivamente con gli altri impegni che abbiamo in calendario, non si possa riuscire a concludere positivamente questa legislatura, così come ritengo che senza questa parte politica non si possa avviare al meglio la prossima legislatura. Noi ci siamo fatti carico (e dobbiamo ringraziare il nostro Capogruppo, Paola Lanzi) in questa fase di discussione, ci siamo fatti carico di problemi che noi non abbiamo contribuito a determinare, ci siamo fatti carico di problemi delicati, abbiamo lavorato in questa direzione e penso che abbiamo portato a casa, tutto sommato, buon risultato. Rimane qualche rammarico per le cose che sono già state dette dei miei colleghi ma penso che, se continueremo in quest'ultima direzione, possiamo sicuramente completare bene la legislatura e apprestarci ad avviare la Regione ad essere governata dal centrosinistra anche nella prossima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, per confermare, ma mi pare peraltro che questo sia un giudizio sufficientemente unanime che viene espresso dai banchi del centrosinistra, ma confermato anche dagli interventi che sono venuti dai banchi del centrodestra, che sicuramente l'approvazione di questo articolato rappresenta un atto notevolmente in positivo.

Il percorso che abbiamo seguito è stato un percorso denso di notevoli incertezze, la stessa Giunta regionale ha più volte modificato opinione, sottoponendo all'attenzione della maggioranza e della Commissione ipotesi e formulazioni una volta diversa dall'altra, e il Consiglio regionale (la Commissione prima e il Consiglio dopo) ha di fatto riscritto questa normativa, può anche essere, Presidente, che in questa riscrittura che ha pure comportato la totale riproposizione e riformulazione di interi articoli, si sia costretti, forse anche in tempi rapidi a tornare in Aula per correggere qualche svarione che, indipendentemente dall'attenzione da tutti prestata e manifestata, può essere in ogni caso stato inserito all'interno della medesima.

Quindi, il nostro è un voto favorevole perché crediamo fermamente in quella operazione di razionalizzazione e di semplificazione dei consorzi, io lo faccio per conto mio ma credo che sia doveroso ringraziare tutto il Consiglio per il contributo positivo e i Presidenti delle due commissioni che hanno messo anche parecchio estro personale nel riuscire ad amalgamare varie proposte.

Poi, onorevole Licheri, accade spesso e sempre più spesso direi che noi naturalmente privileggiamo, da partiti di sinistra, l'interesse dei cittadini e della società rispetto a chi continua a privilegiare invece pratiche monopolistiche, anche in politica, con minacce che di tanto in tanto vengono rilanciate e che non sono fatte forse né nell'interesse generale ma forse neanche nell'interesse dei singoli partiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Ritengo anch'io che, come mi pare la generalità di coloro i quali mi hanno preceduto, e questo è un fatto importante, non scontato, che il provvedimento che ci accingiamo ad approvare sia un provvedimento importante, recupera un ritardo, ormai diventato anacronistico, che esponeva la nostra Regione comunque che poneva la nostra Regione certamente non all'avanguardia ma non sono i titoli che abbiamo conseguito, era piuttosto i problemi che questo poi scaricava sulla società sarda e sul comparto che vive certamente una situazione non facile. Un ritardo che è di un decennio, non è di poco fa, non è riconducibile cioè a pochi mesi fa. Si completa a un processo di ridefinizione delle competenze, appunto avviato da tempo fa, mi pare con molta chiarezza, superando una confusione, anche di ruoli, assegnando in modo chiaro la responsabilità della politica industriale a chi deve essere assegnata e cioè al Consiglio regionale, alla Regione, e alla Provincia per quanto gli compete, e le funzioni di gestione dei servizi, degli impianti, e di tutta l'infrastrutturazione più vicina ai cittadini e cioè agli enti locali, secondo una definizione giuridica certa e non aleatoria.

Quindi, io penso che si sia trattato, è un fatto che… sia il frutto del lavoro del Consiglio regionale, non è frutto del lavoro ascrivibile ad una sola parte, del Consiglio suo insieme, con una gradazione di responsabilità, certamente tra maggioranza e opposizione, e io penso anche all'interno della maggioranza, è evidente che sul Partito Democratico gravava la maggiore responsabilità. Io penso che il Partito Democratico abbia dato un contributo utile, anche a fare in modo che fosse un provvedimento dell'intero Consiglio. Sono d'accordo sul fatto che è stato fatta una parte, certamente, del lavoro, il resto potrà essere fatto, ma anche un buon viatico per proseguire su altri terreni, proseguendo nello stesso modo. Mi sembra un buon metodo di lavoro, non un cattivo metodo di lavoro. Con un rapporto dialettico e costruttivo con la Giunta regionale, non con un rapporto conflittuale a prescindere o di carattere pregiudiziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io sono quanto meno allibito perché la frequentazione della Commissione industria mi è sembrata quasi piazza Navona, di qualche giorno fa, cioè dove le dichiarazioni erano da uno a centomila. Io, caro onorevole Merloni, mi fa piacere aver sentito interloquire nella giornata odierna, l'avevo ascoltato molte altre volte ma insomma, tutta questa partecipazione alla Commissione industria sinceramente non l'ho vista e soprattutto non gliel'ho vista; spesso e volentieri io ho partecipato a questa Commissione beh, le assenze erano tattiche, strategiche, volute, non volute, di circostanza, per impegni precedentemente assunti, però non mi si dica che in questa Commissione ci fosse tutto questo affollamento perché altrimenti, e non lo dico in maniera irriguardosa onorevole Salis, mi ricorda piazza Navona. Dove c'era tutto il mondo poi alla fine i dati ufficiali ci dicono quello che c'era, e qui i dati ufficiali sono presenti, il Presidente del Consiglio potrà sempre testimoniare o certificare ciò che c'era. Per dire questo, che, onorevole Serra, la rispetto troppo perché guardate siete la parte più simpatica di questo Consiglio regionale e quando dico siete, ovviamente, accomuno a lei tutti coloro che in qualche maniera hanno fatto sentire una voce di dissenso, che non è una condiscendenza nostra, perché noi siamo fondamentalmente convinti che questa legge tutto potrà modificare, tutto potrà fare ma scordatevi che questa legge modifichi l'economia della Sardegna. Perché, questo è un capriccio del presidente Soru e solo suo e della Giunta che l'accompagna, Assessora compresa, direi Assessore compreso perché per noi della destra l'Assessora è solo una, l'assessore Rau è l'assessore Rau, l'assessora Dirindin è un'altra cosa. Perché purtroppo abbiamo fatto già dall'inizio questa differenziazione e non ce ne possiamo discostare adesso. Quindi, mi perdoni se in qualche maniera cercato di accomunarla in questo senso. Ma come pensate voi che questa legge possa veramente risolvere i problemi e dei comuni e dei territori che in qualche maniera con le loro amministrazioni dovrebbero interferire e amministrare questi territori. Guardate, avete creato un mostro giuridico perché questo è un mostro! Il "267" non è nato perché il Consiglio regionale della Sardegna ne facesse un uso assolutamente strumentale, il "267" è nato ad uso e consumo delle amministrazioni comunali e non perché i consigli regionali o le giunte di turno utilizzassero l'articolo 31, perché non è per questo che è nato. E questo sarà un mostro giuridico questo, come sarà un mostro giuridico i prossimi GAL che state facendo a partorire, mi dispiace che non sia presente il Capogruppo di questo Partito Democratico, che come abbiamo visto sta praticamente andando al de profundis, perché le dimissioni del presidente Cabras certamente stanno creando grossi problemi…

(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)

DIANA (A.N.). non alteratevi, stavo scherzando! E' da qui che nasce la vostra risollevazione, ma avete sbagliato tutto. Questa legge ovviamente non ci vede concordi ma non ci vede neanche contrari, perché ovviamente dobbiamo annunciare il nostro voto di astensione perché sappiamo benissimo di aver partecipato ai lavori dell'Aula da soli, o comunque con pochissimi vostri amici, ma certamente non con tutto l'affollamento che voi avete manifestato in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. In premessa, signor Presidente, mi voglio scusare con lei e con l'Aula se ho avuto nella precedente discussione sulla mia richiesta di votazione separata per parti, come dire, uno scatto che non mi si addice e mi scuso.

Ero a piazza Navona, collega Diana, e le assicuro che lei non c'era e ha perso parecchio…

DIANA (A.N.). No, ero a piazza Venezia!

SALIS (Gruppo Misto). Ma a piazza Venezia… se lei è vetero e nostalgico può continuare a starci a piazza Venezia, sicuramente non glielo invidia nessuno quel posto.

DIANA (A.N.). Però li hanno scritto la storia! Lei non ha scritto nulla!

SALIS (Gruppo Misto). Non glielo invidia nessuno! Stia tranquillo. Ma, io sull'argomento, a parte le battute, io vorrei, tenendo conto anche dell'attenzione con cui l'opposizione ha seguito questo argomento, io vorrei concludere e dichiarare il mio voto a favore di questa legge utilizzando, mi consentiranno i colleghi Riformatori, un passaggio della relazione alla loro proposta di legge del 2005, la "163" in cui a mio avviso c'è il cuore della filosofia riformatrice che abbiamo tentato di portare in questa legge. La leggo: "La riforma dei consorzi industriali diventa - e oggi è - un obiettivo politico imprescindibile per chi vuole il rilancio dell'azienda Sardegna e in particolare della politica industriale nell'Isola; una riforma che non si limiti a cancellare ma provveda anche a riordinare funzioni e strumenti, partendo dal coinvolgimento diretto dei vari livelli istituzionali". Questo è il cuore, può darsi che non ci siamo riusciti, può darsi che ci sia qualche elemento da correggere, ma il cuore della proposta è questo. Cioè, trasferire agli organismi istituzionali, Comuni e Province che operano sul territorio, una funzione fondamentale quale quella dello sviluppo industriale e dello sviluppo economico dei territori. Avendo fiducia negli organismi che nel territorio operano, soprattutto le Province ma soprattutto, al quadrato o al cubo soprattutto, i Comuni. Questo è questo il principio che ci ha ispirato e che ha ispirato anche, modestamente, l'azione che noi, che l'Italia dei valori ha portato in questa discussione.

Un ultimo riferimento, sulle difficoltà. Io vorrei ringraziare… Signor presidente, ma Uras ce l'ha con me?

URAS (R.C.). io ce l'ho con lei, onorevole Salis!

PRESIDENTE. Comunque, il suo tempo è finito onorevole Salis. Concluda.

SALIS (Gruppo Misto). Ringrazio le Commissioni, la Commissione industria, e la prima Commissione, i Presidenti e i commissari, per il lavoro che hanno fatto. Ringrazio la Giunta per il lavoro che ha fatto e soprattutto ringrazio il Consiglio perché la democrazia è pazienza, la democrazia è lavoro e anche difficoltà. Noi non vorremmo mai approvare una legge sui consorzi, una manovra finanziaria in nove minuti e mezzo, e quindi questo è il nostro auspicio. Grazie.

PRESIDENTE. Noi, in nove minuti e mezzo non facciamo neanche tre dichiarazioni di voto, si figuri se siamo in condizioni di approvare una manovra finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io devo dire che, anche dopo che ho sentito il collega Salis, che c'ha fatto la cortesia di ricordare, di ricordarci un passaggio di una proposta di legge dei Riformatori ormai vecchia di tre anni, devo dire che con serenità possiamo esprimere il voto contrario a questa legge. Che si inserisce in maniera assolutamente normale, direi, in quello che è il lavoro di questi quattro anni di Consiglio: grandi annunci e piccoli eventi. Anche nel caso dei consorzi industriali ci troviamo di fronte all'ennesima occasione perduta, perché quegli obiettivi che il collega Salis ha citato, leggendoli dalla proposta di legge, secondo noi non sono stati raggiunti; ma non sono stati raggiunti perché in realtà quegli obiettivi non erano propri di nessuna delle parti che si è confrontata poi in questi giorni in Aula intorno a questa legge, perché in realtà la Giunta, che ha tentato di esercitare in maniera forte l'approvazione legislativa, aveva in mente di mantenere lo strumento, non di abolirlo; di mantenerlo e di asservirlo, in maniera assolutamente prona alle volontà. Mentre dall'altra parte c'era una parte importante della maggioranza, che avrebbe dovuto votare il provvedimento secondo come la Giunta se lo stava pensando, che aveva sostanzialmente l'idea di garantire l'esistente, e quindi di mantenere quanto più possibile una struttura che assomigliasse a quella che era già in campo. Allora il problema rimane in quest'Aula, e resta purtroppo per noi che stiamo votando la legge, resta per coloro i quali dovranno usare gli strumenti legislativi che noi stiamo mettendo a loro disposizione. I consorzi industriali in Sardegna servono o non servono? Questo strumento che è stato forse adeguato ad iniziative di sviluppo 20-30 anni fa, oggi è ancora adeguato ad iniziative di sviluppo? Beh, la nostra risposta è negativa, lo abbiamo detto chiaro e tondo nella proposta di legge che presentammo. Ormai le funzioni dei consorzi sono superate e non sono funzionali rispetto alle esigenze di sviluppo dell'industria sarda. Ormai la Regione ha funzioni di programmazione, le funzioni di infrastrutturazione, che sono spettate un tempo ai consorzi, spettano ai comuni, che si associano tra di loro, spettano alla Provincia, spettano ad organi istituzionali che esistono già, non c'era bisogno di avere ulteriori organismi burocratici che stabiliscano, facciano, siano amministrati, assemblee, consigli d'amministrazione e via dicendo. Ancora una volta avete parlato di semplificazione, e ancora una volta vi siete persi al momento di semplificare. Ancora una volta c'è stato il grande annuncio, purtroppo non c'è stato l'evento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il nostro voto sarà un voto di astensione, anche perché noi abbiamo contribuito affinché la legge si approvasse, e sicuramente l'unico dato, forse il dato più importante di questa legge è che comunque con questa legge di riforma praticamente si evita il commissariamento di tutti i consorzi industriali della Sardegna, come probabilmente era nell'intenzione della Giunta regionale. Ma entrando nel merito della legge, cosa ne è uscito fuori da questa legge? Abbiamo visto che è un difficile compromesso della maggioranza di governo, ma non solo un difficile compromesso delle varie formazioni politiche all'interno della maggioranza, ma un difficilissimo compromesso anche all'interno dello stesso Partito Democratico che è il partito principale della coalizione. Quindi, effettivamente, abbiamo capito che alla fine poi si è chiuso il cerchio, dando un pezzo all'uno e un pezzo all'altro, e così si è fatta la legge. Ma io non credo che oggi ci fosse bisogno di una riforma come questa. Una riforma che vede un eccessivo controllo politico di questi consorzi, mentre io credo che sarebbe stato opportuno individuare delle figure capaci di gestire i consorzi stessi, avrei individuato dei manager, avrei studiato i consorzi, ha detto qualcun altro, in modo diverso, non facendo una fotocopia di quello che è già stato. Ecco, io credo che il fatto che sia stata cancellata, o ridotta al lumicino, la presenza degli imprenditori veri all'interno dei consigli d'amministrazione dei consorzi dimostra, effettivamente, che non c'è la volontà di farli funzionare veramente. Ma anche perché il motivo di fondo è dovuto al fatto che siamo ben consci del fatto che questa legge non risolverà i veri problemi dell'industria, perché i problemi sono altri, sono problemi che questa maggioranza non vuole risolvere, non ha voluto risolvere in tutti questi anni, quindi questa legge di riforma speriamo che non diventi qualcosa da presentare come la soluzione dei problemi dell'industria della Sardegna, che noi sappiamo essere ben altri, e purtroppo in questi ultimi anni sono peggiorati, seppur prima non erano certo positive le condizioni di questo settore. Ecco, io lo dico, c'è un altro punto, l'articolo 7 sul personale, a parer mio questa legge è viziata…

PRESIDENTE. Concluda prego!

LADU (Fortza Paris). Ho finito Presidente! ..è viziata da illegittimità, e soprattutto l'emendamento orale all'emendamento numero 32, secondo me, ai punti 1, 3 e 6 ci sono forti dubbi sul fatto che noi abbiamo approvato una legge che sia legittima. Comunque, saranno eventualmente alti organi che si esprimeranno in merito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente e colleghi. Io voterò contro questa legge, non per differenziarmi, ma per motivi sostanziali, ma soprattutto per motivi politici. Per motivi sostanziali che ho avuto modo di esprimere durante la discussione generale, dove ho detto che c'è un'esigenza di riforma strutturale della Regione complessiva, ma se questa non è accompagnata da un disegno organico istituzionale di sviluppo non soddisfa quest'esigenza, ma la aggrava, aggiunge precarietà a precarietà. Contribuire a governare, colleghi del Consiglio, non vuol dire soddisfare esigenze contrapposte, e neppure impedire a qualcuno di raggiungere i propri obbiettivi e i propri risultati, contribuire a governare vuol dire utilizzare bene gli strumenti democratici, evidenziando le differenze per far capire alla gente le proprie posizioni politiche. Altrimenti sembra che ci siamo tutti quanti dati qualcosa e accontentati di qualcosa, e la gente non capisce il mutamento repentino di una posizione che prima era di una certa opinione e poi cambia immediatamente perché nel corso della discussione si è raggiunto un qualche obiettivo. Da diversi giorni echeggia in quest'Aula evidente il malumore della maggioranza; questo sta avvenendo all'interno del Partito Democratico, il più grande partito della coalizione, e sono sotto gli occhi di tutti le dimissioni del segretario regionale di quel partito. In questi giorni non abbiamo fatto altro che sentire i malumori dei partiti alleati nei confronti del Partito Democratico. Beh, signori dell'opposizione e signori della maggioranza, in altri tempi, questo sarebbe stato il dibattito, non il consorzi o non consorzi, sarebbe stato l'utile dibattito in questo Consiglio regionale. E non possiamo far finta che non sia successo niente, e non possiamo non ascoltare le voci di chi grida, non per ragioni personali o ragioni di parte, ma per ragioni politiche, per rimettere in sesto una maggioranza che va rimessa in sesto. E allora io chiedo ai colleghi e chiedo al Presidente del Consiglio, ma possiamo continuare a legiferare in questo clima? Io credo che non stiamo facendo il bene della Sardegna, e non stiamo facendo neanche il bene di noi stessi. Le posizioni devono essere chiare, la minoranza deve fare la minoranza, queste astensioni non servono a nulla, perché è un pateracchio che io non condivido, e voto contro questa legge per cercare di evidenziare questa cosa che non va bene, che sta andando avanti da troppo tempo, e non va bene per noi e non va bene per i Sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io credo che questa legge abbia aspetti positivi per ciò che riguarda il riordino amministrativo che produce, ma è una legge che nasce, e lo sappiamo tutti, soprattutto quelli che hanno partecipato al dibattito in Commissione, nasce con una fortissima inibizione. Le politiche industriali, le politiche di promozione territoriale sono dichiarate da una serie di atti della Giunta, del Governo regionale e del Consiglio in capo, prevalentemente, alla Giunta regionale. C'è stata una verticalizzazione di queste competenze. Noi non possiamo dimenticare che questa legislatura sta affermando un principio: ciò che esce fuori dalla cinta daziaria di un paese non è del territorio, non è delle comunità, non è dei cittadini, è della Regione. Questo sta avvenendo in questa legislatura. E la legge sui consorzi industriali porta il segno di questa impostazione, al punto che i consorzi divengono gestori, esclusivamente gestori, dei lotti. Allora, si può essere d'accordo, come si può anche non essere d'accordo, però è chiarissimo che è stata una legge contraddistinta da questa inibizione. È stato dimenticato un rapporto, presentato da Francesco Pigliaru in quest'Aula, nel quale si dimostrava che l'allocazione delle risorse finanziarie per lo sviluppo nel territorio, era disuguale, e che le zone interne della Sardegna non hanno mai goduto, mai nella storia, di quel differenziale di stanziamento che era necessario per colmare il gap. A fronte di questa difficoltà, nel tempo, si era cercato di creare un sistema di democrazia partecipata, che tirasse il denaro pubblico. Perché il denaro pubblico è deciso nella sua allocazione da chi partecipa, da chi fa politica, da chi decide. Oggi questa rete è fortemente indebolita, ed è stato ripristinato quel centralismo che ha sempre provocato ingiustizie in Sardegna. Allora, il problema sollevato qui, della moralizzazione introdotta da questa legge, io credo che vada, definitivamente, posta in altri termini: c'è chi dice che la moralizzazione in questa legislatura è rispetto ai sistemi clientelari del passato, sistemi che peraltro hanno eredità più che in piccole formazioni, in grandi formazioni; bene, io credo che il problema morale di questa legislatura è dato dalla debolezza dei cittadini e delle istituzioni rispetto al potere conquistato dalle istituzioni regionali, e dalla facilità con cui questo potere si accorda con grandi gruppi finanziari. Faccio un esempio per dire di che cosa si è occupata la Commissione industria: sulle aree del CASIC c'era già un bando della Regione, il bando "Costeras", che prevede degli insediamenti; mentre noi discutevamo dei Consorzi industriali è stato modificato il piano delle grandi strutture di vendita e ci troviamo, non scritto ma praticamente scritto, che nella zona di Elmas c'era l'unica grande struttura di vendita non food della Sardegna, Elmas stava adeguando il suo Piano uurbanistico: questa è la questione morale, perché nessuno ha deciso queste cose, nessuno! La moralizzazione rispetto ai vecchi sistemi clientelari equivale a fare come gli indovini di Dante, con la testa girata verso il sedere, non guardare avanti! Noi siamo debolissimi rispetto ai poteri finanziari e il grande potere regionale è semplicemente un'interfaccia facile, mentre i poteri locali, dove la gente partecipa, sono interfacce difficili per i grandi poteri, forse di questo dovremmo parlare. E per l'inibizione da cui è viziata questa legge noi ci asterremo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Penso di poter dire che c'era molta consapevolezza, sin dal primo giorno che abbiamo discusso di questo provvedimento, che, attraverso la riforma dei Consorzi, non si volesse fare la politica industriale della Sardegna: non è mai entrato all'ordine del giorno.

Lo sviluppo per poli non è figlio di questa legislatura. Il collega Floris, che è il più anziano di questo Consiglio, che ha militato in un grande partito come anch'io ho militato in un grande partito, sa che su quel momento politico, che è durato anni, c'è stata in Sardegna una grande discussione; lo sviluppo per poli è fallito e conseguentemente sono falliti gli strumenti, ora si cerca di dare uno strumento per agevolare lo sviluppo. E su quale sviluppo dobbiamo discutere? Perché non è vero che la Sardegna di oggi è la Sardegna che abbiamo conosciuto, non è vero che la politica in Sardegna è tutta un disastro, non è vero che la politica ha prodotto solo sfasci in Sardegna, non è vero tutto questo!

La conclusione di un'era, di una fase, di un periodo, abbiamo tentato di farla all'inizio di questo mandato ma non ci siamo trovati d'accordo: per fare una grande discussione politica occorre segnare una linea sotto, per ripartire, e si riparte se si metta avanti l'interesse collettivo, e interesse collettivo è dato da una risposta che occorre dare alle parti più deboli dell'economia della nostra regione. Questa risposta non si dà attraverso la riforma dei Consorzi, e noi ne siamo consapevoli, però lo dobbiamo dire: nessuno di voi del centrodestra pensava che il Presidente della Commissione industria, il Presidente della Commissione autonomia avrebbero portato a buon fine una riforma, nessuno ci credeva, anzi ci sono stati colleghi che speravano che noi fallissimo nella gestione di questa parte della nostra discussione politica. La riforma che abbiamo fatto è certamente una risposta positiva, si poteva fare di più se le culture si fossero confrontate ma non si sono confrontate le culture presenti in questo Consiglio regionale - quella della conservazione e quella dello sviluppo -: c'è ancora tempo per farlo. Noi centrosinistra, non noi sinistra, noi centrosinistra siamo perché si riprenda questa discussione, perché sono convinto che la prossima campagna elettorale ci sarà un blocco del centrosinistra che comprenderà la sinistra e ci sarà un blocco del centrodestra che comprenderà tutti voi.

Non diamo per persa la possibilità, apprezziamo il lavoro che è stato fatto, sapendo che voi non ci credevate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.). Brevemente, Presidente e cari colleghi, anche perché credo che si debba porre fine alla discussione rispetto a questo problema che ci ha tenuto impegnati per diverso tempo, anche perché ho la consapevolezza che non volessimo risolvere tutti problemi della nostra Isola portando in discussione questo provvedimento. Ma sono sicuro anche che quest'Aula ha svolto un buon lavoro, per una legge che non so se sia fondamentale, questo lo vedremo in futuro, non sono neanche se sia una buona legge, io credo di sì e ne avremo la riprova in futuro, comunque è il frutto di un lavoro comune e a me interessava questo. E soprattutto è il frutto di un lavoro definito in Aula, che ha coinvolto tutto l'Aula. Guardate, in alcuni momenti è stato difficile distinguere la maggioranza dalla minoranza e io credo che apporti significativi siano pervenuti da diverse parti di questo Consiglio, dal contributo di tutti, anche con una dialettica accesa, che è tipica dello svolgersi normale di una discussione in Aula e che vede contrapposizioni, magari dure ma che si risolvono ascoltandosi. Ecco, è quello che è prevalso: ci si è ascoltati in Commissione, ci si è ascoltati anche in Aula; ascoltarsi è anche fatica, ma è il sale della politica e bisogna saperlo fare, bisogna capire che qualsiasi cosa, anche la più stupita, potrebbe essere la più interessante se ascoltata e presa in considerazione, questo è anche successo e credo che abbia consentito di fare una buona legge, che ha rispettato anche la filosofia che, a mio avviso, ha contraddistinto l'iter di questa legge in tutti questi mesi e in questi anni. Un buon lavoro, svolto con grande fatica che credo abbia consentito anche di constatare che siamo di fronte ad un Consiglio maturo, probabilmente la maturazione è arrivata in ritardo perché siamo a fine legislatura però questo Consiglio è maturo ed è riuscito a fare una buona cosa, non essenziale magari per la nostra Isola ma che ha riportato le cose al posto giusto. E anche un centrosinistra, anche se magari un po' rissoso, ha contribuito bene e in maniera significativa per questo provvedimento. Io mi atterrei a questo, senza dire che è stato il migliore o che è stato il peggiore, credo che un atteggiamento del genere possa sovrintendere a qualsiasi lavoro che si possa svolgere sia nelle Commissioni che in quest'Aula, e credo che nessuno ce lo possa impedire: io non sono stato inibito da nessuna persona. Ero convinto di alcune cose, sono rimasto convinto di alcune cose, su alcune magari ho rivisto anche la posizione ma sulle basi di questa legge, che abbiamo iniziato a discutere tanto tempo fa, io credo che ci si possa riconoscere tutti; e alcune convinzioni che avevo credo che siano state trasmesse ad altri che le hanno condivise: non cambia la natura, credo che siamo stati sotto questo profilo molto seri, e credo che questo possa essere un buon viatico anche per il futuro. Io spero che si finisca anche di parlare di un Consiglio regionale sottomesso a chicchessia: non c'è nessuno che sottomette, se ci convinciamo che dobbiamo difendere fino in fondo le idee alle quali ci ispiriamo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Anch'io, molto brevemente, volevo ringraziare quest'Aula e il Presidente della Commissione industria per il lavoro che è stato fatto e di cui sono molto soddisfatta. Io credo che abbiamo fatto una buona legge, certo, sicuramente non è che cambia le sorti del sistema industriale, ma credo che ogni azione che noi possiamo fare per migliorare le condizioni delle imprese sia doveroso che noi la facciamo, per quanto contribuisce.

Le politiche di questa Giunta sono anche su un piano degli incentivi, sulla semplificazione, su attività che sono in Aula e che discuteremo anche nei prossimi giorni nell'aula consiliare competente. Io credo che sia una buona legge, perché intanto abbiamo fatto una struttura semplice, abbiamo fatto delle strutture semplici e snelle, che sono funzionali ai fabbisogni delle imprese, e rispondono intanto con chiarezza alle funzioni che oggi queste strutture devono erogare alle imprese, quindi realmente e ai loro fabbisogni in maniera chiara, senza che più possa succedere, com'è successo nel passato che ci fossero strutture sorte per supportare le imprese che poi facessero tutte altre attività. Aeroporti... insomma le conosciamo tutte. Loro si devono, queste strutture si devono gestire e si devono occupare della funzione delle aree e delle infrastrutture, che sono pezzi fondamentali comunque per le imprese sia per attrarre nuove imprese che per fare crescere quelle che ci sono già. Abbiamo inserito regole chiare e trasparenti, in questi giorni abbiamo discusso molto su tutto anche ciò che non andava, abbiamo riguardato tutto il sistema delle partecipazioni, non è possibile più avere le 1000 scatole che sappiamo in passato cosa hanno provocato. Abbiamo inserito che comunque c'è meritocrazia ora per le nuove assunzioni perché il concorso è comunque pubblico non ci può essere più chiamata diretta, assunzioni... i bilanci devono essere in pareggio. Sono valorizzati gli enti locali in questo, io credo che invece siano molto valorizzati gli enti locali, uno perché delegano gli enti che sono preposti delegheranno con questa legge dei loro membri se non lo vorranno fare loro stessi. Quindi non è più la nomina che veniva fatta e che poi non poteva più essere revocata, e come succedeva in passato gli enti locali non si vedevano mai poi rappresentati o molto spesso non si vedevano più rappresentati dagli organi che in queste strutture ci sono. Io credo quindi che abbiamo armonizzato le varie responsabilità dei vari livelli di governo, valorizzando tutti i soggetti per le competenze che a uno competono, e quindi credo che abbiamo fatto un passo importante per il nostro sistema imprenditoriale.

~PITTALIS (F.I.). Come vota, Assessore?

PRESIDENTE. L'Assessore non vota, l'Assessore voleva ringraziare l'Aula per il lavoro svolto. Grazie, Assessore. Votazione conclusiva della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 163-165-305/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Agus e Tocco hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Floris Mario - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Petrini - Pittalis - Sanna Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 42

astenuti 15

maggioranza 22

favorevoli 39

contrari 3

(Il Consiglio approva).

Abbiamo concluso il nostro lavoro per oggi, colleghi, il Consiglio è convocato per martedì alle ore 11.

La seduta è tolta alle ore 19 e 54.



Allegati seduta

CDXXVIII Seduta

(Antimeridiana)

Giovedì 17 luglio 2008

Presidenza del Vicepresidente Rassu

Indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 23.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 8 luglio 2008 (419) che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Biancu, Cocco, Gessa, Silvio Lai, Pisu e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 4 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/A:"Riordino delle funzioni in materia di aree industriali" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Rassu - Sanjust - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Onida: "Ordinamento dei Consorzi di sviluppo delle attività produttive" (162); Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme sulle politiche di sviluppo industriale in Sardegna" (163); Giagu: "Riordino

delle funzioni in materia di aree industriali"(305)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/ A. Siamo in votazione degli emendamenti all'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.), relatore. Presidente, chiederei l'ingresso in aula di qualche altro collega perché vedo l'aula un po' vuota, faccia dieci minuti, una sospensione.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Giagu, però prego i colleghi di invitare i colleghi che non sono in aula ad avvicinarsi all'aula. La seduta è sospesa riprenderemo il lavoro alle 10 e 40. Va bene?

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 24, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo i lavori. Prego prender posto. Abbiamo in discussione l'articolo 4 del testo unificato numero 162-163-305/ A, per la precisione gli emendamenti soppressivi parziali. Abbiamo in votazione l'emendamento numero 28.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, per chiedere la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Un altro Capogruppo che appoggi la richiesta dell'onorevole Atzeri? Otto consiglieri è lo stesso… via chi sostiene? E' indispensabile un Capogruppo, mi dicono, un altro capogruppo, ok bene. Allora prego i colleghi di prendere posto è stata chiesta la verifica del numero legale.

(Appoggia la richiesta la consigliera Lanzi)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Prende atto che i consiglieri Porcu e Sanna Simonetta sono presenti.

Risultato della verifica

Risultano presenti i consiglieri: Agus - Amadu - Atzeri - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Frau - Giagu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pileri - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias.

PRESIDENTE. Sono presenti 39 consiglieri, non siamo in numero legale.

Bene colleghi, non è presente il numero legale, i lavori vengono aggiornati tra mezz'ora. Vi prego di invitare i Capigruppo ad invitare i colleghi di essere presenti in aula. I lavori riprendono alle 11 e 15.

SANJUST (F.I.). Presidente, a pregare si va in chiesa.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45 , viene ripresa alle ore 11 e 16.)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/A: "Riordino delle funzioni in materia di aree industriali" delle proposte di legge Sanciu - La Spisa - Pili - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Rassu - Sanjust - Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Ladu - Murgioni - Onida: "Ordinamento dei Consorzi di sviluppo delle attività produttive" (162); Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme sulle politiche di sviluppo industriale in Sardegna" (163); Giagu: "Riordino

delle funzioni in materia di aree industriali"(305)

PRESIDENTE. Bene colleghi riprendiamo la seduta. E' stata chiesta la verifica del numero legale, il Capogruppo Lanzi intende sostenere nuovamente o possiamo procedere? Onorevole Lanzi. Possiamo andare avanti, grazie?

LANZI (Sinistra Autonomista). Proseguiamo con i lavori.

PRESIDENTE. L'onorevole Gessa è rientrato, quindi aveva chiesto congedo, è presente in aula.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 28 all'articolo 4. Onorevole Giagu, intende intervenire? Bene metto in votazione l'emendamento numero 28.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 42 è la sintesi degli emendamenti numero 29 e numero 12.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico, però prima la sintesi dell'emendamento numero 29 e... Presidente?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 42 è la sintesi degli emendamenti numero 29 e numero 12.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Meloni e Tocco hanno votato a favore e che il consigliere Ladu si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: Amadu - Cassano - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 42

astenuti 19

maggioranza 22

favorevoli 42

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

RANDAZZO ALBERTO (Gruppo Misto). Il voto elettronico palese

PRESIDENTE. Il voto elettronico lo si chiede con le modalità dovute. Non si è sentito, mi dispiace.

Metto in votazione l'emendamento numero 9 aggiuntivo all'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Aberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (Gruppo Misto). Sì, per chiedere l'elettronico palese. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica palese. Prego altri sette consiglieri e un Capogruppo. Grazie.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato a favore, che il consigliere Porcu ha votato contro e che il consigliere Giorico si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Farigu - La Spisa - Ladu - Lombardo - Randazzo Alberto.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uras.

Si sono astenuti: Amadu - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Diana - Floris Mario - Giorico - Lai Renato - Licandro - Liori - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 46

astenuti 17

maggioranza 24

favorevoli 5

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 26. Chi lo

approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 27. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 48 e 47, che sono emendamenti all'emendamento sostitutivo totale numero 30, il soppressivo parziale numero 13, il sostitutivo parziale numero 14, gli aggiuntivi numero 2 e 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:

Art. 5


Disposizioni per l'attivazione
dei consorzi industriali provinciali

1. Ai sensi della presente legge assumono la denominazione e la funzione di consorzio industriale provinciale di cui agli articoli 3 e 4 i consorzi industriali di cui alla tabella A.

2. Gli organi dei consorzi di cui al comma 1, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, operano per la sola ordinaria amministrazione sino alla costituzione dei nuovi organi.

3. In sede di prima applicazione della normativa, il presidente della provincia competente per il territorio, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, convoca e presiede l'assemblea generale per la elezione degli organismi previsti all'articolo 4.

4. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i comuni interessati devono deliberare la partecipazione al relativo consorzio provinciale.

5. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge i consorzi industriali provinciali, con deliberazione dell'assemblea generale di cui all'articolo 4, comma 2, adottano lo statuto consortile.

6. Lo statuto è adottato sulla base di uno schema-tipo generale predisposto con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, previo parere vincolante della Commissione consiliare competente. Lo statuto disciplina, in conformità con la legislazione in materia di enti locali e nel rispetto delle previsioni della presente legge, le modalità di funzionamento di ciascun organo consortile e le specifiche attribuzioni oltre a quelle di legge, nonché le modalità di nomina e le attribuzioni del direttore generale del consorzio e le norme che debbono regolare l'assunzione a qualsiasi titolo del personale dipendente dei consorzi e delle loro controllate. Lo statuto è approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria.

7. Entro sessanta giorni dall'adozione dello statuto, ciascun consorzio presenta alla Giunta regionale un piano di razionalizzazione e riordino, anche mediante dismissione, delle partecipazioni societarie detenute.

8. La Giunta regionale entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta la delibera di cui all'articolo 1, comma 1.

Emendamento sostitutivo totale Biancu - Balia - Uras

L'articolo 5 è così sostituito:

"Art. 5

Disposizioni per l'attivazione dei consorzi industriali provinciali

1. I consorzi industriali provinciali subentrano ai consorzi industriali di cui alla tabella A.

2. In sede di prima applicazione della normativa, il presidente della provincia competente per territorio, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, convoca e presiede l'assemblea generale per la elezione degli organi previsti all'articolo 4 della presente legge.

3. Gli organi dei consorzi di cui al comma precedente, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, operano per la sola ordinaria amministrazione sino alla costituzione dei nuovi organi e in tale
momento cessano automaticamente dalla carica.

4. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge i consorzi industriali provinciali, con deliberazione dell'assemblea generale di cui al comma 2 dell'articolo 4, adottano lo statuto consortile.

5. Lo statuto è adottato sulla base di uno schema-tipo generale predisposto con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'Industria, previo parere della Commissione consiliare competente. Lo statuto disciplina, in conformità con la legislazione in materia di enti locali e nel rispetto
delle previsioni della presente legge, le modalità di funzionamento di ciascun organo consortile e le specifiche attribuzioni oltre a quelle di legge, nonché le modalità di nomina e le attribuzioni del direttore generale del consorzio.

6. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge i consigli degli enti locali costituenti i consorzi industriali provinciali, con la deliberazione di cui all'articolo 31 comma 2 del Decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, approvano lo statuto consortile, proposto dai Consorzi industriali provinciali

7. Dalla data di insediamento degli organi previsti all'articolo 4 fino all'esecutività di tutte le delibere di adozione dello Statuto restano in vigore quelli previgenti in quanto compatibili con le disposizioni della presente legge e di quelle degli articoli 31 e 114 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

8. Al fine di procedere alla liquidazione delle quote degli enti e dei soggetti pubblici e privati non facenti parte dei nuovi consorzi industriali e dei beni dei consorzi non aventi finalità pubblica, nonché al riordino ed alla razionalizzazione delle società partecipate dai consorzi, il Presidente della Regione nomina con proprio decreto un collegio di liquidatori, uno dei quali indicato dalla Regione, uno indicato dalla Provincia ed uno indicato dal nuovo consorzio in rappresentanza dei Comuni. Il collegio dei liquidatori provvede entro novanta giorni dall'insediamento del nuovo consorzio alla presentazione di un piano di liquidazione alla Giunta regionale che lo approva. Lo stesso deve avere attuazione nell'ulteriore termine di novanta giorni." (30)

Emendamento all'emendamento numero 30 sostitutivo parziale Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 30, il comma 8 è sostituito dal seguente:

"8. Al fine di procedere alla liquidazione delle quote degli enti e dei soggetti pubblici e privati non facenti parte dei nuovi consorzi industriali e dei beni dei consorzi non aventi finalità pubblica, nonché al riordino ed alla razionalizzazione delle società partecipate dai consorzi, il Presidente della Regione nomina con proprio decreto un collegio di liquidatori, uno dei quali indicato dalla Regione, uno indicato dalla provincia ed uno indicato dal nuovo consorzio in rappresentanza dei comuni individuati tra il personale dipendente delle rispettive amministrazioni. La Giunta regionale, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore dell'industria, previo parere della Commissione consiliare competente, entro il trentesimo giorno dall'entrata in vigore della presente legge, impartisce al collegio dei liquidatori apposite direttive sui tempi e le modalità della procedura liquidatoria. Il collegio dei liquidatori provvede entro novanta giorni dall'insediamento del nuovo consorzio alla presentazione di un piano di liquidazione alla Giunta regionale, che lo approva. Lo stesso deve avere attuazione nell'ulteriore termine di novanta giorni." (47)

Emendamento all'emendamento numero 30 sostitutivo parziale Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 30, il comma 1 è sostituito dal seguente:

" I consorzi industriali provinciali subentrano ai consorzi di cui alla tabella A nella titolarità dei beni strumentali all'esercizio delle funzioni di pubblica utilità e quelle previste dai precedenti articoli 2 e 3. Ad essi è inoltre attribuita la titolarità dei beni derivanti dal completamento delle procedure di liquidazione adottate ai sensi della presente legge nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 36 dello Statuto degli attuali consorzi industriali. Gli enti di cui all'articolo 3 svolgono le funzioni e le attività loro conferite a partire dalla data di insediamento dell'assemblea generale." (48)

Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini.

Al comma 6 dell'art. 5 il termine "vincolante" è soppresso. (13)

Emendamento sostitutivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Il comma 4 dell'art. 5 è così sostituito:

Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i consorzi industriali soppressi con l'art. 7, comma 38 della L.R. 3 del 5/03/2008, qualora i comuni interessati non abbiano accettato il trasferimento del patrimonio e del personale, nei termini previsti dalla medesima legge, devono assumere tutti gli atti necessari al trasferimento dei beni e del personale ai Consorzi provinciali di cui al comma 1 del presente articolo. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini.

Al comma 7 dell'art. 5 le parole "anche mediante" sono sostituite con "e di". (14)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Al comma 1 dell'art. 5, dopo le parole "alla tabella A" aggiungere "e B, mediante accorpamento per fusione del loro patrimonio". (2)

Emendamento aggiuntivo Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Dopo il comma 4 è inserito il comma 4 bis:

Nell'ipotesi di cui al comma precedente, le quote di patrimonio degli Enti consorziati sono trasferite all'Ente Provinciale di cui al comma 1 del presente articolo. Ai consorziati che non intendono aderire al Consorzio Industriale Provinciale saranno liquidate le quote di patrimonio spettanti, calcolate sulla base della quota di capitale versato rivalutato. (4).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Solo per dare un contributo in ragione dell'emendamento all'emendamento che è stato presentato e che attiene a una fase transitoria, cioè di liquidazione dei precedenti enti. Nella stesura originaria per il collegio dei liquidatorinon veniva definita una procedura attraverso la quale individuare i componenti tale da far pensare che si potesse realizzare una delle ricorrenti condizioni negative del funzionamento dell'amministrazione pubblica, che quando deve sciogliere un soggetto, un ente, attribuisce, affida questo compito molte volte perché viene richiesta una particolare professionalità, che si presume non possa essere rintracciabile nell'ambito dell'amministrazione pubblica a soggetti esterni, a professionisti. Il risultato di questa vicenda è che le operazioni di liquidazione si protraggono nel tempo, e che i compensi che si attribuiscono ai liquidatori diventano spesso o possono diventare la ragione del protrarre nel tempo le attività di liquidazione. Aggiungiamo anche un fatto, che noi stiamo facendo un'operazione di semplificazione, stiamo riducendo, vogliamo ridurre la spesa e anche i soggetti che ci sono, noi ci siamo anche già espressi ieri. Purtroppo, i colleghi di alcune forze politiche, anche della maggioranza, non hanno ben compreso quanto non sia stato utile introdurre l'elemento di delega degli amministratori, e quanto non sia stato utile, non sarà utile poi, per il funzionamento di quegli enti, affidare ad esterni, alle amministrazioni tramite delega le funzioni che invece gli amministratori avrebbero dovuto esercitare. Invece, mi pare che sia stato accolto dall'intera maggioranza, la preoccupazione che prima sottolineavo, per cui all'articolo 5, nell'emendamento all'emendamento, si introduce la formulazione, dopo: "rappresentanza dei comuni", "individuati tra il personale dipendente delle rispettive amministrazioni". Quindi, si prende, si attribuisce a funzionari che hanno i titoli, perché le pubbliche amministrazioni hanno personale che ha i titoli, ha personale anche che sono iscritti negli Albi professionali, che pur non esercitano, ma hanno tutti i requisiti per poter svolgere funzioni di liquidazione. Peraltro, c'è una tradizione, per cui le operazioni di liquidazione degli enti pubblici sono attribuite a Uffici stralcio, ci sono tutte le condizioni perché vengano reperite, nell'ambito del personale dell'amministrazione, le professionalità necessarie per farlo. Poi, sono stabiliti i tempi, e lo dice: una volta approvato il piano di liquidazione dalla Giunta regionale, il piano deve avere attuazione nell'ulteriore termine di 90 giorni, cioè entro 90 giorni, entro tre mesi il piano di liquidazione si deve completare. In questo introduciamo un elemento, una novità sicuramente rilevante, e un aspetto positivo di semplificazione di questa legge che proprio cura una delle tradizionali difficoltà dell'operatività dell'Amministrazione regionale, e non solo dell'Amministrazione regionale, ma delle Amministrazioni pubbliche in genere, di concludere entro un determinato periodo specifico le attività di liquidazione degli enti che si intende sopprimere.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sei, grazie Presidente, sarò brevissima, però, volevo far rilevare che nell'emendamento numero 30, nonostante poi gli emendamenti all'emendamento, manca un aspetto, a mio avviso, e volevo capire il perché. Cioè, mentre al comma 4 dell'articolo 5 della proposta così come è stata strutturata si afferma che entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge i comuni interessati devono deliberare la partecipazione al relativo Consorzio provinciale, questo aspetto è stato totalmente cancellato nella riscrittura del testo. Questo significa che i comuni hanno la possibilità di non aderire ai Consorzi? Significa questo? Oppure semplicemente si tratta di una dimenticanza e va reintegrato? Perché mi sembra che, in questo modo, si apra una questione relativa proprio alla possibilità dei comuni di aderire ai Consorzi, e ritengo che, qualora ci fosse questo chiarimento, ci sarebbe un presupposto oggettivo, e cioè, che i comuni possano non aderire, ma per fare questo, la non adesione, non si entra in contraddizione poi con gli aspetti relativi agli enti locali di chi partecipa e di chi no? Questo è il quesito che volevo porre, e capire la ratio che nell'emendamento numero 30 e nella quindi riscrittura dell'articolo 5 ha portato a non evidenziare il rapporto tra i comuni e i Consorzi industriali provinciale. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris.

E' iscritto a parlare il consigliere Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Grazie Presidente. Per affermare il mio voto positivo rispetto agli emendamenti, gli emendamenti agli emendamenti, che disciplinano le procedure di liquidazione e di subentro dei nuovi enti nei beni e nelle funzioni, e anche per provare a rispondere alla collega Caligaris. Condivido molto le affermazioni del collega Uras, e credo che ci siamo applicati e probabilmente siamo riusciti ad assicurare una serie di obiettivi con questa procedura che viene individuata da questi due emendamenti che riarticolano l'articolo 5. In particolare cerchiamo di assicurare che nel contempo ci sia un avvio immediato dei nuovi Consorzi, con il trasferimento immediato delle funzioni e dei beni strumentali al loro esercizio, che si rispettino le procedure liquidatorie fissate dagli statuti dei Consorzi, la qual cosa dovrebbe tutelarci rispetto alla possibilità che i soggetti privati possano ricorrere rispetto alle procedure stesse che stiamo individuando, rispetto all'individuazione della liquidazione dei vecchi Consorzi industriali, cosa che noi non potremmo fare, cioè non potremmo disciplinare i rapporti tra i privati, e cerchiamo di ridurre al massimo i costi, perché non ci dovrebbero essere costi per queste procedure liquidatorie, in quanto sono dipendenti delle amministrazioni a svolgerle, e ridurre i tempi. Tra l'altro individuando una funzione di collegio che, in questo modo, seguendo le direttive della Giunta regionale, dovrebbe condividere il processo e condividere la riarticolazione delle funzioni, che tra i diversi livelli di governo si realizza con questa legge. Rispetto alla possibilità dei comuni di aderire ai nuovi Consorzi, se non ho capito male la sua questione, collega Caligaris, l'emendamento numero 21 già afferma che i comuni che facevano parte dei Consorzi, di cui alla tabella B, cioè dei Consorzi disciolti già con la legge finanziaria, possono, entro 60 giorni, si era previsto 30, ma c'è agosto di mezzo, optare di aderire ai nuovi Consorzi industriali provinciali. Non tutti i comuni, né tutti i comuni che hanno un'area industriale, se no riprodurremo una dimensione dei Consorzi del tutto impropria e assolutamente troppo ampia, inutile e incapace di assicurare un governo a queste aree. Spero che questi obiettivi, che dovevano anche fare i conti con dei vincoli di natura giuridica, possano consentire di avviare, in maniera molto rapida ed efficace, le attività dei nuovi Consorzi e assicurare una corretta liquidazione dei beni e delle attività che invece non sono più connesse alle funzioni che a tali nuovi Consorzi sono attribuite. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Ladu e onorevole Giagu, vi siete iscritti fuori termini.

GIAGU (P.D.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.). Per chiederle una breve sospensione, anche per riordinare le idee rispetto a un emendamento approvato poc'anzi.

PRESIDENTE. Se serve per riordinare le idee... onorevole Giagu. Facciamo dieci minuti di sospensione... dieci!... in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 39, viene ripresa alle ore 12 e 08.)

PRESIDENTE. Allora, colleghi, spero che le idee siano più chiare.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese dall'onorevole La Spisa. Avevamo concluso la discussione, prima della richiesta di sospensione dell'onorevole Giagu. Parere del relatore. Prego?

LADU (Fortza Paris). No, non era finita la discussione! Mi ero iscritto a parlare.

PRESIDENTE. No, la discussione è finita, lei si è iscritto fuori termini, onorevole Ladu. No, no, stia tranquillo. Come?

LADU (Fortza Paris). Lui ha chiesto un'interruzione della…

PRESIDENTE. No, lei si è iscritto fuori termini, l'onorevole Giagu ha parlato sull'ordine dei lavori e ha chiesto una sospensione. Insomma, onorevole Ladu, qualche volta possiamo anche derogare alle cose, proviamo a stare dentro le regole, per tutti, e questo ci consente di lavorare meglio.

I testi sono quelli di cui stiamo discutendo, colleghi? Onorevole Giagu, il chiarimento su che cosa è intervenuto? Deve dare i pareri?

GIAGU (P.D.), relatore. No, un chiarimento sull'emendamento numero 30 e una modifica.

PRESIDENTE. Dunque, prima dell'emendamento numero 30 dobbiamo votare gli emendamenti sostitutivi parziali numero 48 e 47, che sostituiscono ovviamente in parte il "30", poi vediamo ciò che resta del "30", se deve essere modificato sulla base della proposta che lei farà. Intanto ci dia il parere.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.

GIAGU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Il parere è conforme al relatore.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica palese dall'onorevole La Spisa. Prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi alla votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Bruno ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Risponde no il consigliere Sanjust.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Giorico - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Sanna Matteo - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 41

astenuti 18

maggioranza 21

favorevoli 40

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 47. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 30, modificato dagli emendamenti che abbiamo votato precedentemente.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Signor Presidente, per chiedere all'Aula se è possibile accogliere un emendamento orale che vorrei proporre all'articolo 5, comma 2, così come è sostituito dall'emendamento numero 30, perché già nel comma 4 abbiamo stabilito le regole per l'elezione del presidente. Abbiamo previsto che il presidente dell'assemblea viene stabilito con le regole disciplinate dallo Statuto, ma nel momento in cui viene insediata l'assemblea, come è previsto dal comma 2, entro 90 giorni, lo statuto non è ancora approvato quindi avremo difficoltà ad avere le regole per disciplinare il funzionamento dell'assemblea così costituita.

Io propongo, con un emendamento orale, che si faccia riferimento alle norme che sono già previste negli statuti tipo in vigore. La proposta di emendamento orale è questa: alla fine dell'articolo 2 inserire che "in sede di prima applicazione il presidente e il consiglio di amministrazione sono eletti ai sensi dell'articolo 20 dello statuto tipo dei consorzi per lo sviluppo industriale della Sardegna, approvato con decreto dell'Assessore dell'industria numero 115/1998 per quanto compatibili", in modo che abbiamo la possibilità di far funzionare gli organi dei consorzi anche in vacanza di approvazione dello statuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io volevo più che altro chiedere un'informazione, volevo chiederla prima, ma la chiedo adesso al Presidente della Commissione, eventualmente all'Assessore. I comuni che facevano parte dei vecchi Consorzi industriali non erano solo i comuni dove era ubicato il Consorzio, ma erano tutti i comuni del circondario. Adesso con la nuova configurazione dei Consorzi non si capisce bene se i comuni interessati sono quelli dove ricade l'area del Consorzio oppure se sono interessati anche gli altri comuni che facevano parte dei precedenti Consorzi e adesso non più, perché, se così è, i comuni che alla fine fanno parte dei Consorzi si riducono a due o tre per ogni provincia, è questo quindi il senso? Quindi, praticamente, quando si dice che i comuni interessati devono deliberare, significa che sono i comuni dove ha sede il Consorzio. Ecco, se è così, io ritengo che sia un po' limitativa questa cosa perché ci sono molti comuni che sono attigui alle aree industriali che hanno avuto sempre un ruolo importante anche all'interno dei Consorzi e che, di fatto, vengono tagliati fuori. Cioè, alla fin fine, la gestione dei Consorzi industriali riguarda solo due o tre comuni per provincia. Ecco, io non credo che questo sia giusto e chiedo se è possibile fare in modo che sia data la possibilità ai comuni che ne vogliono far parte di poter partecipare alla gestione dei Consorzi perché quello che noi stiamo facendo riduce fortissimamente il ruolo dei comuni nelle aree che sono interessate ai Consorzi industriali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu, relatore. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.), relatore. E' chiaro, la ratio legis credo che l'abbia anche intesa l'onorevole Ladu. Per quanto riguarda eventuali inserimenti, c'è l'articolo 1 della legge che rimanda alla Regione la programmazione, per cui la Regione stessa individuerà aree attrezzate in seguito che potranno inserire nei vari Consorzi provinciali, quello dipende dalla programmazione regionale che si darà, da quelle che saranno le esigenze, da quelle che saranno le richieste, dallo sviluppo anche in determinate aree di una certa attività imprenditoriale. Questo è demandato al futuro, la legge lo prevede all'articolo 1 con l'interessamento da parte della Regione.

FLORIS VINCENZO (P.D.). Per il caso di Nuoro sono otto i Consorzi!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 30, lo metto in votazione con l'integrazione al comma 2 proposta dall'onorevole Cuccu: "In sede di prima applicazione il Presidente e il consiglio di amministrazione sono eletti ai sensi dell'articolo 20 dello statuto tipo dei Consorzi per lo sviluppo industriale della Sardegna, approvato con decreto dell'Assessore dell'industria 115/1998 per quanto compatibili". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sono decaduti gli emendamenti numero 13, 3, 14 e 4.

Resta l'emendamento aggiuntivo numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 31 e il soppressivo parziale numero 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:

Art. 6
Soppressione di enti e procedure di liquidazione

1. I comuni subentrano, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e nel patrimonio del consorzio le cui aree, come definite specificamente nella tabella B, insistono sui territori di un solo comune.

2. Il consorzio provinciale di Nuoro, di cui all'articolo 5, comma 1, previsto nella tabella A, subentra, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e nel patrimonio del consorzio di Macomer, le cui aree insistono sul territorio di più comuni, e inquadra il relativo personale all'interno del proprio organico.

3. Gli organi dei consorzi di cui alla tabella B, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, operano per la sola ordinaria amministrazione sino al passaggio al subentro nei rapporti giuridici e nel patrimonio da parte del comune o del consorzio industriale provinciale.

Emendamento soppressivo totale Biancu - Balia - Uras.

L'articolo 6 è soppresso. (31)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

Il comma 2 dell'art. 6 è soppresso. (5).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.

GIAGU (P.D.), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Sì all'emendamento numero 31, l'emendamento numero 5 è superato.

PRESIDENTE. Va bene, però il parere... perché se venisse bocciato l'emendamento numero 31 resta l'emendamento numero 5. Quindi, ci dia il parere poi vediamo cosa fa l'Aula.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 31, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 5 decade.

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 32 emendato dagli emendamenti numero 43, 45 e 44; poi l'emendamento soppressivo parziale numero 6, il sostitutivo parziale numero 15, gli aggiuntivi numero 8 e 33 e l'emendamento all'emendamento numero 33 numero 46.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:

Art. 7
Personale degli enti

1. Al personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 20 dicembre 2007 è garantita la continuità del rapporto di lavoro presso gli enti titolari delle funzioni e dei compiti conferiti ai sensi della presente legge.

2. L'inquadramento del personale di cui al comma 1 presso i comuni di destinazione avviene con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile facendo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza e garantendo un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dal consorzio all'atto del trasferimento.

3. Al fine di favorire il prepensionamento, il personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato almeno trentacinque anni di servizio utili agli effetti pensionistici, può richiedere ai consorzi provinciali in alternativa all'indennità supplementare di fine rapporto, il versamento dei contributi assicurativi dovuti agli enti previdenziali per gli anni intercorrenti fino al compimento del quarantesimo anno utile per il pensionamento. I contributi saranno commisurati all'ultimo trattamento economico in godimento del dirigente.

4. Nei confronti del personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato i requisiti per il pensionamento, si possono applicare le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria relative alle ipotesi di ristrutturazione e organizzazione dei consorzi compresi gli istituti di incentivazione all'esodo.

5. Al personale delle società controllate dagli enti consortili esistenti, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge, è garantita la continuità del rapporto di lavoro presso le stesse società. In caso di cessione, liquidazione o ristrutturazione delle suddette società ai sensi dell'articolo 6 e che comporti una riduzione del personale, a questo è garantita l'opzione per il passaggio agli enti consortili.

Emendamento sostitutivo totale Biancu - Balia - Uras.

L'articolo 7 è così sostituito:

"Art. 7 Personale degli enti

1. Il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del venti dicembre 2007 presso gli enti soppressi ai sensi della presente legge è trasferito agli enti che subentrano nelle medesime funzioni, con i criteri e le modalità di cui ai commi successivi.

2. Al personale di cui al comma 1 si applica il contratto collettivo di lavoro previsto per gli enti locali. L'inquadramento avviene con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile facendo riferimento alla posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza e garantendo, con esclusione del personale con qualifica dirigenziale, mediante accordo quadro promosso dall'assessorato regionale all'industria con le Organizzazioni Sindacali, un trattamento economico non inferiore a quello corrisposto dal consorzio all'atto del trasferimento. L'eventuale differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante per effetto del nuovo inquadramento è conservata con assegno personale non riassorbibile.

3. Al personale con qualifica dirigenziale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma 2 si applicano le disposizioni del contratto collettivo di lavoro di categoria relative ai casi di ristrutturazione e organizzazione.

4. Al fine di favorire l'esodo, il personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato almeno trentacinque anni di servizio utili agli effetti pensionistici, può richiedere ai consorzi provinciali in alternativa all'indennità supplementare di fine rapporto, il versamento dei contributi assicurativi dovuti agli enti previdenziali per gli anni intercorrenti fino al compimento del quarantesimo anno utile per il pensionamento. I contributi saranno commisurati all'ultimo trattamento economico in godimento del dirigente. Al personale con qualifica dirigenziale che abbia maturato i requisiti per il pensionamento, si possono applicare le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria relative alle ipotesi di ristrutturazione e organizzazione dei consorzi compresi gli istituti di incentivazione all'esodo.

5. Al personale non dirIgente che abbia maturato i requisiti di legge per il pensionamento di anzianità alla data del trasferimento e chieda la risoluzione del rapporto di lavoro è corrisposta, a titolo di incentivazione, una indennità supplementare pari a tre mensilità della retribuzione fissa in godimento per ogni anno derivante dalla differenza tra 65 anni e l'età anagrafica espressa in anni, posseduta alla cessazione del rapporto di lavoro, per un massimo di quattro anni.

6. Al personale delle società controllate degli enti consortili esistenti, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge, è garantita la continuità del rapporto di lavoro presso le stesse società. In caso di cessione, liquidazione o ristrutturazione delle suddette società ai sensi dell'articolo 5 si fa riferimento alle garanzie previste dall'art. 2112 Codice Civile.

7. Il personale degli enti di cui alla tabella B è trasferito:

a) prioritariamente al Comune o al nuovo consorzio che subentra nelle funzioni dell'ente soppresso;

b) in subordine alle Province.

8.Il personale degli enti di cui alla tabella A è trasferito:

a) prioritariamente ai nuovi consorzi i quali subentrano nelle medesime funzioni;

b) in caso di esubero rispetto alle dotazioni organiche dei nuovi enti ad uno dei Comuni già facenti parte dei consorzi;

e) in ulteriore subordine alle Province.

9.In deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7, il personale addetto agli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione trasferiti in concessione d'uso al gestore del servizio idrico integrato è trasferito al gestore unico.

10. In deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7, il personale addetto ai servizi di gestione dei rifiuti è trasferito agli enti di nuova istituzione e successivamente ai soggetti cui sarà attribuita la gestione dei relativi impianti in base alle norme regionali in materia di rifiuti, da emanare in attuazione dell'articolo 199 del Decreto legislativo 3 aprile 2006 n° 152.

11.Per il personale in esubero degli enti consortili e delle società dagli stessi controllate trasferito ai Comuni e alle Province ai sensi dei commi 6 e 7, l'amministrazione regionale garantisce agli enti locali un trasferimento di risorse finanziarie sufficiente all'integrale copertura delle maggiori spese derivanti dai trasferimenti fino alla cessazione dei relativi rapporti di lavoro." (32)

Emendamento all'emendamento numero 32 sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras.

Al comma 6 le parole "di entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle parole "del 20 dicembre 2007". (43)

Emendamento all'emendamento numero 32 aggiuntivo Biancu - Balia - Uras.

Nell'emendamento numero 32, dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. Le disposizioni del presente articolo si applicano integralmente anche al personale del soppresso consorzio di Macomer-Borore". (44)

Emendamento all'emendamento numero 32 aggiuntivo Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 32, dopo il comma 11, è aggiunto il seguente comma:

"12. Al personale delle società costituite o partecipate, nei limiti indicati dall'art. 4, co. 6, si applicano le medesime procedure di assunzione del personale previste per gli enti locali". (45)

Emendamento soppressivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri.

All'Art. 7, comma 2, le parole "presso i comuni di destinazione" sono soppresse. (6)

Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini.

Al comma 5, dell'art. 7 le parole "alla data di entrata in vigore della presente legge" sono così sostituite: "alla data prevista al comma 1". (15)

Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Milia - Cappai - Marracini - Lai Renato.

Dopo l'art. 7 è aggiunto il seguente:

Art. 7 bis. Norma transitoria e finale.

Per ogni singolo Consorzio, la sede di prima applicazione della presente legge coincide con la naturale scadenza dei suoi organi di governo. (8)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras.

Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 7 bis. Norma transitoria

  1. I commi 35, 36, 37, 39 e 40 dell'art. 7 della legge regionale del 5 marzo 2008 n. 3 sono abrogati.
  2. In sede di prima applicazione, al fine di garantire il regolare avvio della fase di trasformazione dei nuovi soggetti, i direttori generali dei consorzi di cui alla Tabella A rimangono in carica fino alla nomina del nuovo direttore generale. (33)

Emendamento all'emendamento numero 33 aggiuntivo Biancu.

Al testo dell'emendamento numero 33, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma:

"1 bis. Rimangono comunque salvi gli effetti delle procedure attivate ai sensi dei commi 35, 36, 37, 39 e 40 dell'art. 7 della L. 3/2008." (46).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, sull'emendamento sostitutivo totale numero 32 c'è una palese incongruenza che andrebbe eliminata. Al comma 2, terzo rigo, viene detto "con esclusione del personale con qualifica dirigenziale" perché poi il personale con qualifica dirigenziale viene normato anche in altre parti. Però, a mio avviso, quella parte, "l'esclusione" va cancellata perché poi al comma 3 infatti viene detto e da ciò si desume la chiara volontà "al personale con qualifica dirigenziale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma 2". Se prima glielo impediamo poi, evidentemente, non può acconsentirvi. Per cui, chiedo che dal comma 2 vengano cancellate le parole "con esclusione del personale con qualifica dirigenziale".

Sul comma 9, sempre dello stesso emendamento, viene poi detto che in deroga a quanto previsto dai commi 6 e 7 il personale addetto agli impianti di acquedotti, eccetera, è trasferito al gestore unico. Direi che va bene, ma presumibilmente devono essere specificati i tempi, cioè il trasferimento è con effetto immediato oppure no.

Mentre il comma 7, lettera a), dove viene detto che il personale degli enti di cui alla tabella B è trasferito prioritariamente al Comune o al nuovo Consorzio, di fatto sono messi sullo stesso piano. Sarebbe più logico e più giusto dire: "Prioritariamente al nuovo Consorzio o al Comune".

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.

LANZI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, ritiro l'emendamento che è stato presentato dal Gruppo, il numero 15, e vorrei chiedere all'Aula se può essere accolto un emendamento orale che spiego in questo modo. L'emendamento numero 15 che noi abbiamo presentato aveva un obiettivo che era quello di uniformare il trattamento del personale dei Consorzi con quello del personale invece dipendente delle società controllate dagli enti consortili. Poiché da un'attenta valutazione ci sembra forse più equilibrato che a tutto il personale venga anziché data una data di riferimento, ma l'elemento giuridico dell'entrata in vigore della legge, chiediamo che possa essere accolta la possibilità che al personale di cui al comma 1 e di cui al comma 5 venga utilizzato appunto l'elemento dell'entrata in vigore della legge come garanzia della continuità del rapporto di lavoro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). In merito all'emendamento numero 32 che un po' ricalca anche i contenuti dell'articolo 7, volevo fare presente che c'è un trattamento per il personale non dirigenziale e poi invece un altro trattamento per il personale dirigenziale. Allora, io credo che non sia giusta questa discriminazione, cioè, il personale deve essere trattato allo stesso modo sia che sia personale dirigente che non sia personale dirigente. In più io devo sottolineare che si fa riferimento e sembra che ci sia la volontà di collocare in pensione il personale dirigenziale, però non c'è nessuna considerazione, nessuna indicazione per il personale che non ha maturato l'anzianità per andare in pensione e che quindi di fatto deve ancora rimanere alle dipendenze del consorzio o altro ente. Allora, io credo che sia giusto che venga riconosciuto lo stesso trattamento per il personale dipendente, però allo stesso modo io credo che debbano essere anche garantiti i dirigenti, e io non credo che noi possiamo limitarci a dire: "bene, o accettano le condizioni che verranno o altrimenti se ne vanno, si licenziano". Io credo che noi dovremo comunque riconoscere a questi un trattamento economico che deve fare riferimento comunque al contratto nazionale di categoria. Ora mi rendo conto che in certi casi io non sono d'accordo che ci siano dirigenti che prendano 200.000 euro, 150.000 euro, perché è un'assurdità. Però, allora, io credo che possiamo dire ad esempio che si stabilisce per questo personale i minimi previsti dal contratto nazionale, se noi applichiamo il minimo previsto dal contratto nazionale di categoria, io credo che noi siamo dentro una ipotesi accettabile. Così però, lo dobbiamo, dire perché fino a questo momento noi non stiamo garantendo assolutamente nulla al personale dirigente, mentre garantiamo giustamente tutto l'altro personale, però io credo che vada specificato che deve fare riferimento al contratto nazionale di categoria fermo restando che ad esempio possiamo dire anche che eventuali integrazioni aziendali perché fino adesso questi sono andati avanti in questo modo, non saranno permesse o che massimo saranno permesse al 5 o al 10 per cento. Voglio dire, mettiamo un tetto da subito, però inquadriamo anche il personale dirigente allo stesso modo dell'altro personale perché altrimenti noi facciamo una discriminazione che non credo che sia cosa giusta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Al Presidente della Commissione perché non c'è l'onorevole Biancu che è il primo firmatario di questi emendamenti, quindi mi rivolgo all'Assessore. E' curioso l'emendamento numero 43, poi magari mi dice all'orecchio contro chi è quest'emendamento, perché è veramente ridicolo che si dica che invece che le parole al comma 6: "in entrata in vigore della presente legge sostituite dalle parole dal 20 dicembre del 2007". Poi magari segretamente mi dice chi è stato assunto il 21 dicembre in qualche consorzio perché è evidente che questo emendamento è contro qualcuno e non ha nessuna logica legislativa di un contesto di Consiglio regionale insomma. Questo è il primo punto. Sarebbe più ovvio se lei mettesse dal 1º gennaio del 2008, così proprio la curiosità emerge in maniera violenta anche in chi non è femmina come me. La seconda considerazione che faccio è... Presidente, lì ci deve essere una partita a Risiko, Presidente stanno giocando a morra Presidente, c'è una partita di morra in corso lì.

PRESIDENTE. Prego?

MARRACINI (Gruppo Misto). Stanno giocando a morra lì sopra!

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, Cuccu, Porcu. Grazie.

Onorevole Porcu o si siede a fianco all'onorevole Uras, non ci dia le spalle, va bene?

MARRACINI (Gruppo Misto). Non la sente proprio Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Porcu cosa facciamo? C'è anche un fatto estetico, lei di spalle non è... a parte il Regolamento, grazie. Prego onorevole Marracini.

MARRACINI (Gruppo Misto). Allora vado avanti, quindi sul "45" ho già detto e quindi vediamo magari poi dopo di capire come nasce. Sarebbe più istituzionalmente credibile e da un punto di vista di legislatori più ammissibile che si facesse riferimento ad una data che fosse quantomeno o il 1 gennaio o il giorno di Natale, insomma, un'altra cosa. Per quanto riguarda l'articolo 32 a un certo punto recita al comma 9 che il personale addetto agli impianti di acquedotto, fognatura e depurazione sono trasferiti al gestore unico, il gestore unico Assessore, dovrebbe essere ABBANOA. Se lo immagina, che cosa, poveretti questi dove vanno a finire?

Vabbè che sono addetti alle fogne però lei li sta mettendo nella mer... in condizioni gravi insomma. Per cui magari se riesce ad inventarsi un'altra cosa, secondo me questa è un'altra vessazione verso questi poveri lavoratori. A completamento di quella che è la mia contrarietà verso questo articolo veramente pessimo è che sostanzialmente è un articolo proprio contro i lavoratori, cioè questo è un articolo, presidente Giagu, che demarca una forte avversione verso chi lavora o chi ha lavorato nei consorzi industriali. Io capisco avercela contro gli amministratori dei consorzi industriali, ma contro i lavoratori che vengono da un lato messi nelle condizioni di non avere un percorso... è ripresa la partita a morra Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Marracini...

MARRACINI (Gruppo Misto). Allora, un percorso lavorativo che è tipico di chi lavora nei consorzi industriali e vengono quasi declassati a impiegati comunali, se questo vuol essere il significato. Ma loro sono tecnici, l'impiegato comunale è più un concetto amministrativo che va salvaguardato, io quindi credo ed esprimo un parere contrario a questo articolo e a questi emendamenti che ci siano diverse cose che su quest'articolo e su questi emendamenti non possono essere condivise in maniera chiara ed evidente. E probabilmente correggendo qualche passaggio invece potrebbe essere salvaguardato il concetto completo.

PRESIDENTE. Io ho chiamato a parlare l'onorevole Uras. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io sono purtroppo, Presidente, vittima dell'atletico, no Madrid no che si sposta da un banco all'altro. No, intanto volevo, Presidente, annunciare il ritiro dell'emendamento numero 44, che è un emendamento all'emendamento numero 32, perché… No, chiedo scusa, stavo pasticciando, non l'emendamento numero 44, l'emendamento numero 43, che fa riferimento alla data di entrata in vigore della legge, ed esattamente al comma 6 dell'emendamento sostitutivo totale all'articolo 7. Perché questo? C'è una ragione. Le società controllate dagli enti consortili hanno una dotazione di personale in funzione dell'attività che svolgono, tutta e integralmente in regime privatistico, e a questo personale non è dato alcun aggiuntivo sostegno, né alcuna aggiuntiva garanzia, se non quella prevista dall'articolo 2112 del codice civile, che prevede il trasferimento, in caso di scioglimento dell'azienda di attribuzione, ad altra società dell'attività svolta dalla società di provenienza, e quindi in funzione della tutela dell'attività, più che in funzione della tutela dei lavoratori. Diversa è la questione, perché questo personale non entra nel sistema delle garanzie che sono previste per il personale degli enti. Questo è un personale che sta a lavorare fino a quando la società lavora, fino a quando la società produce. E nei casi in cui il soggetto, l'azionista di maggioranza, il controllore debba spostare quest'attività ad altra azienda, segue l'attività nell'altra azienda, secondo le modalità che sono previste dal regime privatistico. Diverso è il problema del personale degli enti, in ragione di questo rispondo anche alla collega Lanzi. Diversa è la questione che riguarda il personale degli enti, perché al personale degli enti noi attribuiamo, la legge attribuisce un sistema di garanzie ferree, ovvero il personale degli enti della tabella B è prioritariamente attribuito al Comune o al nuovo Consorzio che subentra nelle funzioni dell'ente soppresso, ed in subordine alle Province. Il personale degli enti, di cui alla tabella A è trasferito prioritariamente ai nuovi consorzi, i quali subentrano nelle medesime funzioni, in caso di esubero rispetto alle dotazioni organiche dei nuovi enti, ad uno dei Comuni già facenti parte del Consorzio, in subordine ancora alle Province.

Allora, i dipendenti degli enti rimangono nell'ambito della tutela pubblica, i dipendenti delle società, invece, sono nell'ambito delle garanzie previste per il sistema privatistico, delle aziende privatistiche. Per cui, la differenza qual è? Sulla data. Che questa legge, che è una legge di cui si è discusso, non è che fosse un mistero, non è che non fosse sui tavoli di tutti, anche dei dirigenti dei consorzi che stiamo sopprimendo. Questa legge è rimasta nella consapevolezza di tutti per 7-8 mesi, mentre la stavamo elaborando. In questi 7-8 mesi, io immagino che solo in buona fede, con l'utilizzo solo di procedure pubbliche di selezione, si sia proceduto ad assunzioni presso i consorzi industriali, di cui tanto male si è parlato in questi anni, e che non ci sia stata alcuna attività clientelare, non voglio pensare che ci sia stata alcuna attività clientelare. E allora, se tutto è stato fatto regolare, lo dico ai partiti di maggioranza, dello schieramento di opposizione dello schieramento di Governo, lo dico cioè a coloro che hanno non solo gli strumenti, ma hanno anche i poteri per governare il sistema diffuso delle pubbliche amministrazioni, e anche quelle settoriali come i consorzi industriali. Siccome io sono convinto che sono stati operati i controlli, lo dico all'Assessore, che è distratta ancora dall'onorevole Porcu…

PORCU (P.D.). Stia tranquillo, sto aiutando lei!

URAS (R.C.). …lo dico all'Assessore, che ha l'obbligo di operare il controllo, e io sono convinto che l'Assessore il controllo l'ha operato, comunque gliene chiederò conto. Per cui, siccome l'ha operato, siccome non sono state fatte operazioni clientelari, allora va bene anche che si sposti la data alla data di approvazione della legge, per me, se tutto il Consiglio è d'accordo, sapendo bene che l'Assessore deve dire che i suoi uffici hanno operato il controllo, e che le assunzioni che sono state fatte, se ne sono state fatte in questo periodo, sono state fatte nel rispetto rigoroso delle procedure pubbliche previste per le pubbliche amministrazioni. Detto questo, trenta secondi sulla dirigenza. Io credo che bisognerà fermarsi un tantino per rendere coerente, ha ragione l'onorevole Balia, le disposizioni che sono contenute nell'emendamento sostitutivo totale, in termini di coordinamento, fatto salvo che almeno questo principio lo manteniamo, perché l'abbiamo mantenuto per tutte le norme che hanno trattato questa materia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Presidente, sì, credo che sia opportuno sospendere qualche minuto per coordinare alcuni aspetti del testo che possono risultare poco chiari. Voglio però solamente richiamare la ragione per la quale nella discussione della Commissione, in particolare in sede di adozione del provvedimento di approvazione della proposta di legge, si decise di porre quella specifica e apparentemente incomprensibile data. Nel senso che era al 20 dicembre, e a noi appariva coerente e serio manifestare, a quanti leggessero questa proposta di legge che si accingeva a compiere il percorso per arrivare in Aula, che da quella data in poi non sarebbe stato possibile fruire di procedure di riassunzione, presso i consorzi che si istituivano, per il personale eventualmente assunto dopo, quindi dicendolo chiaramente in un testo pubblico approvato dalla Commissione. Per quanto riguarda poi… c'è da ricordare anche che la legge finanziaria regionale, in maniera coerente con questa finalità, bloccava la possibilità di ampliare le piante organiche dei consorzi industriali fino all'approvazione della presente legge, all'articolo 7 comma 41. Per quanto riguarda poi la coerenza tra il comma 2 e il comma 3 dell'articolo 7 riformulato, relativamente ai dirigenti, forse non è scritto in maniera del tutto chiara, ma a mio avviso quello che viene espresso è che solo per quanto riguarda il trattamento economico non vi è equiparazione tra dirigenti e dipendenti. Ovvero, i dirigenti qualora decidano di accettare l'inquadramento giuridico sono soggetti al trattamento economico dei dirigenti degli enti locali, cosa che mi pare giusta, mentre per i dipendenti vi è appunto la individuazione della possibilità di fruire dell'assegno non riassorbibile, quindi di mantenere lo status economico. Ovviamente, i benefici e lo status giuridico dei dirigenti sono differenti, il compenso e lo status giuridico dei dirigenti è differente da quello dei dipendenti, e pare equilibrato fornire loro la possibilità di entrare a far parte dei nuovi consorzi con l'inquadramento giuridico a loro spettante per la contrattazione collettiva nazionale, ma mantenendo l'inquadramento economico proprio dei dirigenti degli enti locali. Detto questo, siccome vi è anche qualche elemento di poco coordinamento rispetto alle date e rispetto anche alla formulazione di questi… (SS/8) dei dirigenti degli enti locali, detto questo, siccome vi è anche qualche elemento di poco coordinamento rispetto alle date e rispetto anche alla formulazione di questi commi, mi pare che sia una sensibilità diffusa, forse è opportuno, chiedere qualche minuto di sospensione per comprendere meglio il significato delle norme contenute in questo emendamento sostitutivo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì, anch'io credo che sia utile per evitare che vi sia contraddizione, anche all'interno dello stesso emendamento. Peraltro, sarebbe necessario onde rendere più leggibile rispetto a quest'ultimo punto, che riguarda la contraddittorietà tra il comma 2 il comma 3, relativa all'esclusione del personale dirigente e poi invece, qualora non acconsentisse l'inquadramento di cui al comma precedente (quindi sembrerebbe che delle due una) in realtà la esclusione è riferita in questo caso solo al trattamento economico, non al mantenimento della posizione giuridica ricoperta nell'ente di provenienza. Allora questo andrebbe esplicitato meglio, nel senso che al comma 3, dopo: " il personale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma 2", indicando appunto, limitatamente alla posizione giuridica, non tanto all'inquadramento economico. In quel caso si applicano le condizioni del contratto collettivo, però sempre vedendolo in maniera accurata in modo poi da non fare in modo che si creino ulteriori contraddizioni interne al testo. Per quanto ci si attiene agli altri due problemi che sono stati posti dai colleghi, mi pare dal collega Balia, in modo particolare, al comma 7 la opzione possibile per il personale di cui agli enti soppressi della tabella b, quelli cioè che sono stati soppressi con la misura della finanziaria. La possibile opzione prioritariamente al comune e al consorzio, deriva dal fatto che tutti quegli enti debbono fare meglio, l'opzione esiste nel senso che il trasferimento è avvenuto al comune, solo dopo la richiesta del comune, eventuale, di poter trasferire quelle funzioni al consorzio provinciale, solo in tal caso avviene il subentro, poi nelle medesime funzioni e quindi il trasferimento del personale. Non vi è qui l'alternatività, nel senso che può essere fatto al comune se non viene fatta la richiesta di trasferimento al consorzio da parte del comune, oppure è al comune o al consorzio o ad entrambi, qualora il comune o il consorzio ne facciano la richiesta.

Quindi, il personale è del tutto tutelato in questo caso, può fare tutte le opzioni possibili, per quanto riguarda poi l'osservazione che è stata fatta al comma 9, attinente le deroghe richieste per il passaggio al gestore unico, c'è un principio che viene affermato nella legge che il personale segue la funzione, è evidente che questo, qualora la funzione, anzi, con l'approvazione della legge la gestione degli acquedotti, degli impianti di depurazione e così via passano al gestore unico, passerebbero a gestore unico e il personale addetto a questi impianti passa, ovviamente, al gestore unico.

Il problema che veniva sollevato è sulla base di quali riferimenti, di quali tempi, eccetera… le procedure sono già state già definite precedentemente nell'articolo 3, cioè il passaggio non avviene immediato, non avviene il giorno dopo, ma avviene sulla base di un piano, che deve essere predisposto dagli assessori competenti: Ambiente, Lavori pubblici ed Industria, sottoposto da un decreto all'approvazione della Giunta regionale, con un decreto e poi avviene il passaggio e nella gestione ivi incluso quindi anche il personale con tutte le garanzie del caso, quindi non è subordinato ad una data ma ad una procedura già definita in tutto per tutto, e con tutte le garanzie di legge, giuridiche e normative necessarie.

Quindi io sono d'accordo sulla richiesta di sospensione di cinque minuti in aula, se è possibile, per evitare che vi sia contraddittorietà, anche nella Giunta, magari di emendamenti orali.

Però, mi sono permesso di sottoporre alla vostra valutazione anche questi ulteriori elementi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Per segnalare ai colleghi, che vorranno emendare il testo, alcune osservazioni. In primo luogo sulla questione sollevata dal collega Marracini, sugli addetti agli impianti di depurazione. Ora, gli impianti di depurazione delle zone industriali spesso uniscono liquami derivati sia dall'attività industriale che sia dall'uso civile, altre volte no, e già con Abbanoa è iniziato, con alcuni di questi, un minimo di contenzioso. Allora, a mio avviso, la formula adottata per il personale addetto al trattamento dei rifiuti, che individua una transizione prima agli enti consortili e una volta che, diciamo, lo spin off della funzione è consolidato, segue appunto la funzione, mi sembra di maggiore garanzia perché, il rischio che intravedo e che, mentre i consorzi si liquidano e transitano verso i nuovi consorzi si svolge regolarmente, gli addetti agli impianti di depurazione potrebbero ritrovarsi in un limbo finché non è definito esattamente il subentro di Abbanoa, che qui viene dichiarato ma non è semplice! Per cui, la procedura individuata, secondo me, per gli addetti agli impianti di trattamento dei rifiuti, che dice: "transitano verso i nuovi enti e successivamente vanno…" ci garantisce nella gestione pratica di quei rapporti di lavoro, io estenderei, ciò che è stato previsto al comma 8 anche a quelli del comma 7 perché, ha ragione l'onorevole Marracini, il rischio è che questi rimangano per un lungo periodo per aria. Mentre, se la procedura è che intanto transitano verso i nuovi consorzi ma, successivamente, vanno verso l'ente gestore, consente di ragionare correttamente rispetto a chi deve fare cosa! Perché ci sono degli impianti di depurazione, che sono soltanto di liquami industriali, che Abbanoa non si prenderà mai! Non se li prenderà mai! Io invito i colleghi a tener conto di questo aspetto. Per quel che riguarda la questione della data, di cui tanto si discute e su cui io sorvolo per bono pacis, però vorrei ricordare ai colleghi che sono intervenuti che la dimensione paradossale non è solo legata alla data ma è legata ad una tipologia di lavoro, cioè si garantisce chi, nelle more dell'approvazione della legge, abbia ottenuto contratto a tempo indeterminato. Il poveraccio, che magari ha un contratto a tre mesi, rinnovato da sette anni, e, frequentemente negli impianti di lavorano "interinali", viene mandato a gambe all'aria! Allora, io non glosso questa grande volontà di arrivare all'entrata in vigore, fate quello che vi pare, però, se dovete metter mano ad un intervento di questo genere, prendete anche in carico la possibilità che ci sia una modalità di stabilizzazione del precariato prodotto da queste imprese perché è evidente che chi ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato, nelle more dell'approvazione della legge, è un protetto dalla politica, è un protetto dalla politica! Anche lui ha diritto di lavorare però è un protetto dalla politica! Chi invece lavorava, magari a tre mesi, perché lo prendeva Men power, o un altro, e rientrava all'impianto di depurazione perché qualcuno andava a pregare che venisse assunto per altri tre mesi perché doveva campare la famiglia rimane appeso e non viene per niente garantito. Se dovete fare un'operazione di sanatoria fatela anche verso chi ha meno tutele degli altri.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che l'emendamento all'articolo 7 complessivamente presenti tutta una serie di punti critici che sono stati già evidenziati dai colleghi che mi hanno preceduto, la cosa che mi sorprende in modo particolare è come nel corso di poco tempo agli estensori dell'emendamento all'articolo 7 siano stati in grado di eccepire alcuni punti, ma hanno dimenticato magari anche qualche altro passaggio. Uno di quelli che mi sorprende in modo particolare è quello dell'emendamento numero 43, dove normalmente l'attività o l'azione di una legge viene esercitata alla data di entrata in vigore e, in questo caso, si vuole definire, non si sa se casualmente oppure per cabala, oppure per qualche parentela da tutelare, si vuole definire una data che normalmente coincide con quella della pubblicazione della legge. Ma si ventila nell'Aula qualche parente, qualche cognato, qualche altro personaggio, diceva poc'anzi il collega Maninchedda, sapendo che tante di queste figure spesso e volentieri hanno una padrinato, si vorrebbe garantire quelli col padrino giusto, mentre gli altri ce ne freghiamo e li lasciamo appesi alle definizioni che verranno nel tempo, quando Abbanoa sarà in grado magari di mettere in onda i processi di acquisizione di detto personale. Bene, io non voglio buttare in aria stracci, ma mi sembra che qui la sensibilità, rispetto ad alcune categorie di lavoratori, soprattutto quelli per i quali abbiamo sempre detto: bisogna mettere fine al precariato - collega Uras - bisogna che dal precariato tutti siano messi nelle condizioni di uscire, ma che escano dal precariato andando sulla stabilizzazione, quando questo precariato per di più dura da anni, anni e anni. Allora, diciamocela tutta, io accolgo anche il suggerimento del collega Orrù che dice: molto probabilmente c'è da rimettere un po' d'ordine in questo emendamento numero 32. C'è da mettere ordine, ordine che significa dare più certezze, Assessore al personale, perché qui un paio di maniche è enunciare, altro paio di maniche è tracciare percorsi. Visto che l'abbiamo iniziato questo percorso, visto che vorremmo magari sanare dall'entrata in vigore della presente legge, invece che sostituire le parole del 20 dicembre 2007, e perché dal 20 dicembre 2007? Prendiamo in considerazione tutto quel precariato che dobbiamo, in questo momento, portare a una sanatoria o a una regolarizzazione di contratto. Per cui, io ritengo che sia doveroso fermarci, e ritengo che sia doveroso eventualmente elaborare una proposta molto più oggettiva e molto più praticabile, soprattutto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu.

E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, presidente Spissu, credo che debbano essere ascoltate tutte le opinioni chiaramente dei colleghi, perché stiamo trattando un argomento, quello del personale, che rischia di creare danni se non prevale tra di noi il senso di responsabilità, cercando di evitare di coinvolgere il Consiglio regionale tutto in una discussione molto limacciosa. Ci sono dei colleghi, qui su questo tavolo della sinistra, a partire dal mio Capogruppo, che hanno cercato, con emendamenti, di affrontare il problema per portarlo a buona soluzione. Invece di accogliere la disponibilità che poi è stata espressa chiaramente dal compagno Uras, si vuole costringere una parte del Consiglio a entrare in una discussione che ci sembra inutile, aggiungo, anche dannosa. Allora, io sono perché si sospenda, il collega Orrù che ha proposto anche tecnicamente delle ipotesi di soluzione, altri colleghi, collega Uras ha dato delle indicazioni, ha ritirato addirittura un emendamento, per aiutare la soluzione, così come il collega Cherchi sta facendo altrettanto. Io penso che devono essere presi come punto di riferimento.

Chiudo, la Giunta non è parte neutra in questa discussione, deve essere parte attiva e lo stesso equilibrio che sto auspicando io, penso che debba guidare tutti per trovare una soluzione che corrisponda alla situazione che abbiamo di fronte. Perché, io lo dico al collega Maninchedda, direttamente, pensando di poterglielo dire, pensando che lui comprenderà bene. Caro paolo, qui non c'è una parte che vuole fare - fate come volete - questo è il Parlamento dei sardi e non c'è una parte che deve fare come vuole, siamo tutti… ho capito quello che hai detto ma lo sto dicendo perché non lo condivido, penso di potertelo dire, non c'è una parte che deve fare facendo danno a un'altra parte, perché siamo tutti la parte quando siamo qui. Allora, siccome io non voglio partecipare ad una rissa, voglio come stava facendo lei contribuire a trovare le soluzioni che non penalizzino i più deboli, che ci sono sempre, troviamo quel punto di equilibrio, perché quando si mette una data non è vero che la data è neutra, il calendario per ogni giorno ha almeno un Santo e quando si mettano date in una legge è chiaro che stiamo parlando della parrocchia.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Se è necessario sospendiamo la discussione…

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Sì, va bene.

PRESIDENTE. …perché mi sembra che serva, è inutile che continuiamo a sviluppare interventi su questioni sulle quali, invece, si può trovare un accordo se vengono chiarite nel modo dovuto. Sospendiamo per dieci minuti, sempre in Aula, invito i colleghi che ci devono lavorare a far presto. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 03, viene ripresa alle ore 13 e 26.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Il lavoro del gruppo tecnico che sta cercando di mettere a punto bene le questioni relative al personale, che come sapete sono complesse e delicate, dura più di quanto si era previsto al momento dell'interruzione, per cui propongo di concludere la seduta della mattinata adesso e di riprendere questo pomeriggio alle ore 16. Andiamo in prosecuzione di seduta, questa sera. La seduta è tolta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 27, viene ripresa alle ore 17 e 17.)

PRESIDENTE. Comunico che sono rientrati i consiglieri Silvio Lai e Pittalis.

Allora, colleghi riavviamo il lavoro per concluderlo, speriamo. Sono state raccolte tutte le idee e sono state trasferite in un testo che abbiamo messo a disposizione dei colleghi, evidenziando in neretto quelle parti dell'emendamento numero 32 che sono state modificate per consentire la risoluzione dei problemi del personale, che è materia delicata.

Quindi, se i colleghi hanno davanti il testo, possiamo procedere.

Prego i Segretari di venire al banco della Presidenza perché abbiamo un problema tecnico all'impianto e non siamo in condizioni di vedere le prenotazioni elettroniche, quindi siamo costretti a farlo con il sistema manuale e a vista. Prego due colleghi Segretari di accomodarsi qui e di aiutarmi.

(I consiglieri Manca e Murgioni prendono posto ai banchi della Presidenza)

L'emendamento numero 43 è stato ritirato. Gli emendamenti numero 45 e numero 44, se non vengono ritirati, vengono messi in votazione.

Passiamo dunque all'esame dell'emendamento numero 45.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.

GIAGU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 45, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

CONTU (F.I.). Presidente.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Io intendevo chiedere il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Sta scherzando, vero, onorevole Contu?

CONTU (F.I.). No, io ho chiesto la parola per chiedere il voto.

PRESIDENTE. Ho appena spiegato che il sistema elettronico è saltato, quindi la richiesta di votazione elettronica palese corrisponde ad una richiesta di votazione per chiamata nominale.

CONTU (F.I.). Perfetto.

PRESIDENTE. Quindi dovremmo fare un giro di chiamata nominale. Vabbene, tanto tempo ne abbiamo,

CONTU (F.I.). E' da molto che non lo facciamo.

PRESIDENTE. Facciamo prima a far votare chi non ha votato, magari, onorevole Contu, cosa dice? Se il tema e questo. A parte che siamo in prosecuzione di seduta.

CONTU (F.I.). Perfetto, va bene.

PRESIDENTE. Va bene? Ci aiutiamo,

CONTU (F.I.). Ci aiutiamo.

PRESIDENTE. Lo votiamo, poi, chi non avesse partecipato a votazioni questa mattina, dichiara il suo voto che viene registrato. Va bene?

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 45, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chi dei contrari non era presente stamattina, lo dichiari.

Onorevole Pittalis, contrario. Onorevole Amadu, lei c'era? Ha votato? Onorevole Franco Ignazio Cuccu, astenuto. Onorevole Liori, contrario. Onorevole Lai, astenuto. Onorevole Farigu, astenuto. Onorevole Marracini, astenuto. Onorevole La Spisa, astenuto. Onorevole Matteo Sanna, astenuto. E gli onorevoli Maninchedda, Atzeri, Capelli, Murgioni e Contu.

Va bene, l'emendamento numero 45 è approvato.

Passiamo ora all'emendamento numero 44, a firma degli onorevoli Biancu, Balia e Uras.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Chi è contrario? Onorevole Floris, bisogna chiedere la controprova così possiamo fare anche chi è contrario onorevole Floris... io non lo so, lei ha votato stamattina, onorevole Floris?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non mi faccia dire se ho votato ora, ho votato!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Floris, se lei chiede la controprova, io chiamo i contrari, io li conduco bene, anche lei se richiede la controprova, io chiedo chi è contrario. Prego?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' una vergogna, il fatto che ha fatto votare chi non era presente stamattina. Non è un problema di controprova. Non lo può fare! Conduca bene i lavori.

PRESIDENTE. No, io ho fatto votare tutti e ho fatto dichiarare... abbia pazienza, onorevole Floris. Altrimenti facciamo la chiamata nominativa, guardi, se lei insiste. Non c'è nessun problema.

L'emendamento numero 44 è approvato. Passiamo all'emendamento numero 32. Dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 32. Prema il pulsante così riusciamo... a farla parlare al microfono.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Solo per avere un chiarimento, perché leggo al punto primo: Il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 20 dicembre 2007. Che senso ha la data del 20 dicembre 2007? E' legato a qualche avvenimento particolare? Come?

RAU, Assessore tecnicodell'industria. L'abbiamo provato in Commissione.

GIAGU (P.D.), relatore. L'abbiamo provato in Commissione.

PITTALIS (F.I.). Sì chiedo però, probabilmente ero assente anche in Commissione, quindi se mi si dà un chiarimento del riferimento al 20 dicembre, per esempio e non al 30 dicembre piuttosto che ad un'altra data. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.), relatore. Questo è in riferimento a una decisione adottata in Commissione. Allora, da tutta la Commissione, perché fu il voto unanimemente si votò su questo punto, per evitare che proliferassero in seno ai consorzi assunzione, chiamate e cose del genere, diciamo soprattutto da deterrente, soprattutto anche riferito alla convinzione che avevamo di poter portare il testo entro gennaio dicembre, secondo me quella data può rimanere, credo che tutti quanti sapessero della data, credo tutti quanti si siano adeguati a quella data, e credo che possa rimanere anche nell'approvazione di questa legge, e si possa continuare anche come riferimento anche rispetto a eventuali azioni da parte di alcuni consorzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io volevo sapere, siccome poi stamattina sono stati interrotti i lavori per verificare eventualmente all'interno dell'emendamento numero 32 alcune situazioni che non erano molto chiare, una in particolare riguarda i dirigenti dei consorzi industriali, che in qualche modo subivano un trattamento differenziato dall'altro personale dei consorzi industriali. Allora, siccome io poi me ne sono andato e ho lasciato una riunione di maggioranza in corso, io volevo sapere, prima di votare l'emendamento numero 32, quali sono state eventualmente le decisioni in merito al personale dirigente cui ho posto il problema questa mattina. Grazie.

CHERCHI SILVIO (P.D.). Onorevole Ladu, c'è scritto. Il 32 rimodulato.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, premete solo quando vi diamo la parola. Perché altrimenti, non accetta le prenotazioni, quindi riusciamo a far funzionare così i microfoni. Adesso la parola all'onorevole Orrù, prema il pulsante della prenotazione e il microfono funziona, dovrebbe.

Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì grazie, signor Presidente, il collega Ladu riprendeva, appunto, uno dei punti su cui ci si è esercitati per cercare di chiarire, insomma, un aspetto che poteva sembrare contraddittorio, quello relativo all'inquadramento del personale, di tutto il personale, sia esso personale dirigente, sia il resto del personale. Nella formulazione del comma due e del comma tre, in modo particolare, si tende a garantire sotto il profilo della posizione giuridica tutto il personale, quindi sia il personale dirigente, sia il resto del personale. Quindi tutto il personale previsto al comma uno. Con l'esclusione del personale dirigente per quanto riguarda l'inquadramento economico dove, appunto, sulla base di una valutazione, che poi faranno nell'accordo quadro le organizzazioni sindacali e il soggetto istituzionale a cui vede trasferito il personale, qualora vi sia un differenziale negativo nel nuovo inquadramento sotto il profilo economico questo viene mantenuto come un assegno ad personam, appunto, che non lede quel precedente inquadramento. Questo però riguarda il personale non dirigente, come era nella formulazione, non chiara, ripeto. Ora l'introduzione di un comma due bis, quindi separando il comma due, per cui si riserva la prima parte relativa all'inquadramento giuridico a tutto il personale, mentre per quanto riguarda invece, appunto, lasciando intatto il comma tre in cui si dice, appunto, che al personale con qualifica dirigenziale qualora non acconsentisse all'inquadramento di cui al comma due si applicano le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria relative ai casi di ristrutturazione e riorganizzazione. Quindi il personale dirigente sarà sottoposto alle norme contrattuali previste per il contratto collettivo in questi casi.

Il secondo punto, forse è meglio che lo completi, sono tre i punti di chiarimento su cui si è intervenuti con integrazioni, riguarda il comma sette, e cioè il problema sollevato dall'onorevole Balia, mi pare, in cui il personale degli enti di cui alla tabella B., si fa riferimento cioè al personale dei consorzi che sono stati soppressi con la legge finanziaria. Poiché a questi comuni è stata data la possibilità prima con i 30 giorni con la legge finanziaria, con l'attuale testo che abbiamo approvato finora almeno sono stati dati 60 giorni di tempo per poter fare un'opzione, cioè di trasferire le proprie funzioni al consorzio provinciale e quindi non tenerle per se, in base al principio per il quale, in base al principio per cui alle funzioni segue il personale al personale va data la possibilità di optare o per il comune, qualora le funzioni permangono nel comune, qualora invece il comune faccia l'opzione per il consorzio il personale ovviamente verrà prioritariamente trasferito al consorzio provinciale di cui all'articolo 3, precisando, appunto, che non si tratta di un generico consorzio ma del consorzio provinciale che viene normato in questo testo unico.

Infine il comma nove, vi era anche qui, mi pare fosse, se non ricordo male l'onorevole Maninchedda tra gli altri che ha posto questo problema, il personale addetto agli impianti e agli impianti acquedottistici o agli impianti di depurazione, in base all'articolo 3 viene trasferito al gestore unico. Nel provvedimento di cui, appunto, l'articolo 3 al comma sette ci si riferisce solo ed esclusivamente agli impianti, logica vorrebbe che con gli impianti venisse trasferita anche la gestione, quindi anche il personale necessario per la gestione di tali impianti. Anche qui è necessario probabilmente specificarlo in modo tale che sia chiaro e non vi siano contraddizioni di sorta nell'attuazione della legge, si può aggiungere, appunto, al comma nove che in deroga ai commi sei e sette il personale addetto a tali impianti viene trasferito al gestore unico con il provvedimento di decreto, cioè quando il Presidente della Regione adotterà il decreto su proposta degli Assessori dell'ambiente, dell'industria e dei lavori pubblici adotterà un decreto di trasferimento che comprende gli impianti e anche il relativo personale addetto alla gestione di tali impianti. In questo modo non dovrebbe esservi, anzi non vi è alcun tipo di dubbio sul fatto che il personale segue la funzione e lo segue sulla base di un provvedimento normativo chiaro e non sulla base di una contrattazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione e concordo con l'equilibrata definizione del nuovo articolo 7 che è stato formulato dal collega Orrù, Presidente della Commissione, ma io vorrei fare una sola considerazione su quest'articolo, che è un articolo che sottende al fatto che la gestione del personale degli enti, dei consorzi e delle società controllate, e le modalità di gestione del personale degli enti e delle società controllate sono state, a mio modesto parere, uno degli elementi per cui si è reso necessario pervenire alla riforma dei consorzi industriali, anche perché le modalità di assunzione, sia per le assunzioni a termine sia per quelle a termine non definito, sono state legate ad una serie di mancanze di regole e di precise indicazioni che hanno portato poi alla fotografia di una situazione di gestione del personale assolutamente fuori da quelle che sono le normali indicazioni che noi diamo per una corretta gestione della selezione del personale.

Io mi trovo un po' in difficoltà, devo dire la verità, perché sono d'accordo con il collega Cugini quando dice che questa è una discussione che rischia di intervenire su elementi molto limacciosi, perché gli argomenti sono limacciosi, perché debbo dire che se la gestione del personale, per come è avvenuta, può essere assimilata alla gestione delle altre attività che i consorzi hanno fatto, e parlo di gestione di servizi, di appalti, di tutta una serie di elementi che sono sicuramente alla nostra attenzione, non possiamo certo dire che la revisione dei consorzi industriali non fosse e non sia un argomento urgente da portare all'attenzione del Consiglio regionale ed è giusto che la Giunta e le forze politiche della maggioranza abbiano fatto sì che quest'argomento arrivasse velocemente in Aula. Io devo porre un problema di carattere generale, non voglio entrare nello specifico di alcune situazioni che pure sono a conoscenza di molti di noi, però sono convinto che sia per quel che riguarda il personale degli enti, dei consorzi, sia per quel che riguarda…

PRESIDENTE. Finisca, onorevole. Sono passati tre minuti.

SALIS (Gruppo Misto). Ah, perché non c'è la… mi scusi, Presidente, stavo aspettando la freccia e non arrivava, giustamente, non può arrivare. Ho finito.

Devo dire che io mi sarei aspettato che per quel che riguarda il personale degli enti, così come per il personale delle controllate, fosse rimasto lo stesso termine previsto dalla legge e da questo punto di vista, fino al voto finale, penso che sarà necessario recuperare tutta una serie di elementi che spero vengano dalla discussione che verrà da qui al voto finale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, è con imbarazzo che prendo la parola per parlare dell'articolo 7 della legge di cui all'ordine del giorno. Questa Giunta ricordo all'inizio della legislatura si è presentata in quest'Aula per bocca del suo Presidente quale la Giunta che avrebbe difeso alti valori etici e morali e comportamenti nettamente differenti, con un taglio netto rispetto al passato, soprattutto per quanto riguarda il tema dei concorsi, il tema delle assunzioni, della gestione del lavoro e dei comportamenti della Regione, del Consiglio regionale e degli enti in questa legislatura. Come è andata finire e quale discontinuità rispetto al passato ci sia stata lo dicono i nomi dei primari che sono stati nominati nelle AA.SS.LL. in questi anni, lo dicono…

SALIS (Gruppo Misto). C'è Artizzu!

LIORI (A.N.). Certamente, c'è tutto il mondo! Non c'è un Liori però! Ognuno risponde per se stesso e vi chiamerò tutti in causa, colleghi, non mi interrompete per favore, perché ce n'è per molti qui dentro, ma non per me, per quanto mi riguarda. Allora io non accetto chiamate di correo da nessuno perché non ho mai condiviso comportamenti che, per quanto riguarda il passato, hanno portato al disfacimento del gruppo di appartenenza del quale sono stato l'unico rieletto in questa legislatura; eravamo in dieci, sono l'unico che è tornato senza perdere un voto e credo che questo tema all'ordine del giorno possa essere motivo di discussione in materia e possa essere anche la spiegazione di quello che dico. Però, tant'è che questo Consiglio regionale si è riempito di nomi illustri nell'ultimo turno di assunzioni e che questa data all'ordine del giorno è quantomeno sospetta, e poi in dialetto si dice ndi tira s'ogu a su caddu e non ha bisogno di traduzioni, però qualche collega si è permesso di fare non allusioni, ma palesi riferimenti a questa legge. Mi hanno sempre detto che le leggi devono essere non ad personam, ma anonime, devono avere un carattere di generalità, devono essere per tutti e non devono essere contro nessuno. Normalmente queste leggi hanno dei riferimenti che sono o al primo giorno dell'anno o all'ultimo giorno dell'anno antecedente e non si capisce perché non ci sia questa usanza; siccome si parla oltretutto di persone che sono state assunte a tempo indeterminato io non capisco perché noi non dobbiamo salvare la situazione di tutti quelli che, poi possiamo discutere se sono stati assunti con metodi clientelari o meno, non sono stati assunti fino al giorno di approvazione della legge. Perché se noi dobbiamo porci come obiettivo, senza andare a rivangare il passato, quello di salvare le posizioni di tutti, noi dobbiamo garantire anche la persona che ieri, oggi è stata assunta da qualunque controllata, da qualunque società che ha a che fare con i consorzi industriali e col tema in questione, altrimenti mi dovete dire perché non si è messo il 1º di dicembre, perché non si è messo il 30 di ottobre o l'8 settembre o date fatidiche, faste o nefaste, alle quali vogliamo fare riferimento.

Quindi io propongo, come emendamento orale, che si metta il 31 dicembre o il 1º gennaio e la chiudiamo qui, altrimenti credo che tutte le pagliacciate, tutti i riferimenti che sono stati detti, le promesse vane soprattutto alle decine di migliaia di disoccupati sardi che si sono illusi, che hanno dato un voto in libertà, in coscienza, sperando in un cambiamento, veramente abbiano avuto un tradimento che io non mi sento di sottoscrivere dall'opposizione, ma che molti colleghi di maggioranza farebbero bene a non mantenere, anche perché i distinguo vengono riconosciuti dalla gente e i comportamenti seri vengono sempre premiati. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto).Signor Presidente, per chiedere ai colleghi di valutare rispetto agli interventi che noi abbiamo operato sulla legge per risolvere il contrasto determinatosi tra le disposizioni della finanziaria - per ciò che riguarda il Consorzio industriale di Macomer - e quanto stiamo normando adesso. L'emendamento numero 44, testé approvato, ha coperto il personale del Consorzio di Macomer, cioè dice: "Le disposizioni del presente articolo si applicano integralmente anche al personale del soppresso Consorzio". Il Consorzio industriale di Macomer ha delle società controllate e cioè nella fattispecie la società che controlla la gestione dell'inceneritore. Mentre le altre parti della legge disciplinano dove andrà l'inceneritore, eccetera, eccetera, la parte che disciplina il personale di queste società inizia dal comma 6 dell'emendamento numero 32 che dice: "Al personale delle società controllate dagli enti consortili esistenti". Il Consorzio industriale di Macomer non è più ente consortile esistente, quindi sfugge alla norma di garanzia prevista da questo comma. Per cui la proposta, qualora dovesse essere valutata come ragionevole, perché è un'impressione che ricavo dal leggere il testo della norma, va emendata in questo modo: "Al personale delle società controllate degli enti consortili esistenti e del soppresso Consorzio industriale di Macomer", in maniera tale che non si limiti la norma alle società controllate dagli enti consortili esistenti, ma estenda la sua garanzia anche a un ente soppresso per errore, sostanzialmente. Quindi, chiederei ai colleghi di valutare se quest'emendamento possa essere accolto.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Va bene, va bene.

MELONI (P.D.). Io penso si possa scrivere diversamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Signor Presidente, rispetto a quanto affermava ora l'onorevole Maninchedda, mi sembra una preoccupazione corretta. Secondo me la formulazione più pulita che può consentire di raggiungere quest'effetto è sostituire la parola "esistenti" con la parola "soppressi", perché "soppressi" comprenderebbe quelli della tabella A e della tabella B e quindi non ci sarebbero...

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Ma il Consorzio non è in nessuna delle due tabelle.

MELONI (P.D.). Ma comunque sono tutti quelli che sopprimiamo con questa legge che comprende anche quelli soppressi con la finanziaria.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non è proprio chiaro!

MELONI (P.D.). L'abbiamo scritto così anche in altri articoli, abbiamo usato soppressi per includere tutti i Consorzi.

Per il resto volevo fare qualche breve considerazione che in qualche modo è stata anche stimolata dagli interventi che abbiamo appena ascoltato, perché a me pare che alcune norme che abbiamo inserito in questo articolo sono davvero un grande passo in avanti. Prima di tutto una spiegazione - l'ho detto anche questa mattina - rispetto a questa strana data del 20 dicembre. In quella circostanza tutti insieme in Commissione abbiamo pensato che potesse essere anche, come dire, in qualche modo reso noto al pubblico, ai cittadini, a tutti quanti, che da quella data non sarebbe stato possibile, in previsione dell'approvazione di una legge, eventualmente attivare procedure che successivamente avrebbero determinato la stabilizzazione di personale in enti pubblici assunti però in quella fase secondo le regole di enti disciplinati dal diritto privato. Quindi, era una cosa positiva allora ed è molto positivo che manteniamo quel tipo di riferimento. Per quanto riguarda la differenza rispetto a questa data e quella delle controllate, l'ha detto molto bene il collega Uras questa mattina, per le controllate esistono le tutele del codice civile, noi ripetiamo semplicemente che esistono, ma io penso che stiamo scrivendo una cosa molto importante anche per il futuro, perché con questa legge stiamo affermando che i soggetti chiamati a gestire le aree industriali di dimensione sovracomunale dovranno sottostare alle regole proprie degli enti locali, alle regole pubblicistiche per l'assunzione del personale, loro stessi e anche con i limiti esclusivamente dei casi previsti dalla legge nei quali è possibile attivare procedure per la formazione di controllate o per partecipare di società private, anche in quei casi scriviamo che sottostanno a queste regole pubblicistiche proprie degli enti locali. E' una cosa che possiamo fare, una cosa che è stata fatta in casi molto rari, ci sono state anche sentenze che hanno affermato che il legislatore regionale può fare una eccezione alle norme sulle società normando, appunto, la possibilità che vengano previste regole pubblicistiche proprie degli enti locali, io credo che facciamo, per il futuro, un grande passo in avanti proprio per evitare che si ripetano casi che sono purtroppo accaduti molto spesso negli anni passati.

Quindi, sia sul rigore rispetto al passato, sia soprattutto sul futuro, credo che sia un articolo che tutela i lavoratori attualmente in servizio e che soprattutto consentirà di selezionare bene il personale degli enti che andiamo a costituire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Prema la prenotazione, onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Io non avevo ancora visto la nuova formulazione che era stata presentata in merito all'emendamento numero 32, però devo dire che l'osservazione che io ho fatto questa mattina in merito al personale dirigenziale e cioè dove, praticamente, io dicevo che c'è...

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, stanno lavorando.

LADU (Fortza Paris). Parlo dopo.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, se ci spostiamo tutti nel banco dell'onorevole Orrù magari partecipiamo tutti!

CERINA (P.D.). Non è accettabile questo!

PRESIDENTE. Chiedo scusa agli onorevoli colleghi, ci spostiamo tutti magari nel banco dell'onorevole Orrù, partecipiamo anche noi. L'onorevole Ladu vorrebbe...

CUGINI (Sinistra Autonomista). Ha ragione!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini! Onorevole Ladu, riprenda il suo intervento.

LADU (Fortza Paris). Ci sediamo e riprendiamo quando l'Assessore e tutti gli altri sono disponibili ad ascoltare, perché altrimenti ce ne andiamo!

PRESIDENTE. La stanno ascoltando, ci penso io a richiamarli, onorevole. Prego.

LADU (Fortza Paris). Per dire che le osservazioni che io ho fatto stamattina in merito al personale dirigenziale sono state un po' ritoccate, ma di fatto nella sostanza non è cambiato, nel senso che si è continuato a dire che si applica il contratto previsto dagli enti locali. Allora, io dicevo che, praticamente, per quanto riguarda il personale dirigenziale andava applicato il contratto nazionale di categoria. Questo non è stato fatto. Noi stiamo facendo una cosa diversa. Allora, io credo che non sia giusto questo tipo di trattamento che noi stiamo facendo, differenziato tra il personale in generale...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Ladu, qualcuno ha dimenticato la sveglia in aula!

CONTU (F.I.). C'è gente che dorme, Presidente!

LADU (Fortza Paris). Dicevo che comunque, insomma, la richiesta che io ho fatto di applicazione del contratto nazionale di categoria, anche eventualmente trovando dei paletti, perché mi rendo conto, perché io come voi sono d'accordo sul fatto che è impensabile che ci siano dirigenti che prendano le cifre che stavano prendendo in certi Consorzi industriali. Io sono perfettamente d'accordo. Troviamo il sistema perché questo non succeda più perché, praticamente, tutte le integrazioni aziendali che prendevano in passato questi dirigenti non ci sia più la possibilità di prenderle, però applichiamo il loro contratto. Noi di fatto questo non lo stiamo facendo. Io credo che quello che noi stiamo facendo può essere impugnato da questi dirigenti, pertanto chiedevo se era possibile accogliere la richiesta che io ho fatto stamattina, quella di applicare al contratto dei dirigenti quello previsto dal contratto nazionale di categoria. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Allora, io ho seguito l'intervento dell'onorevole Meloni, il quale, debbo dire, non mi ha affatto convinto, se giochiamo a carte scoperte e l'emendamento dice quello che è scritto, mi si deve spiegare e ci si deve spiegare, qual è il criterio che presiede ad una diversa soluzione temporale, mi fermo solo da questo punto di vista, per quanto riguarda il personale in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e il personale delle società controllate così come è disciplinato al punto 6: "al personale delle società controllate", leggo testualmente, "degli enti consortili esistenti", cioè al personale di quelle società, cioè di quelle scatole cinesi che nel corso dei numerosi anni sono state create, in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, alla data di entrata in vigore della presente legge, non si dice alla data del 20 dicembre del 2007! E allora che cosa significa? Che senso ha, onorevole Meloni, questo emendamento rischia veramente… e allora colgo, con preoccupazione, le cose dette e non dette dall'onorevole Adriano Salis che, debbo dire francamente, non ha fatto sfoggio di giustizialismo o di atteggiamenti, come ci ha abituati il suo leader, ma con tono pacato però ha detto alcune cose e io colgo, nell'intervento dell'onorevole Salis, che probabilmente c'è qualche ragione di preoccupazione perché si dà a una soluzione che non è, onorevole Meloni, lineare, che non è pulita, se fatta in questo modo. Allora, quando io ho chiesto il perché della data del 20 dicembre 2007, non è sufficiente dire: "perché la commissione lo ha deciso", lei forse ha partecipato a qualche riunione ultima, io ho partecipato a tutte le riunioni, lei era uno di quelli che faceva mancare il numero legale, ragione per la quale la legge è rimasta due anni, ma non è che lei arriva, stabilisce che è il 20 dicembre 2007 e tutti dobbiamo chinare il capo e poi non spiega perché invece, non al personale dei consorzi industriali, ma addirittura al personale delle società controllate! Cioè di quelle numerose, indistinte, scatole cinesi che hanno contratto rapporto di lavoro si acceda alla assoluzione invece che, non la data del 20 dicembre 2007, ma la data di domani, se la legge entra in vigore domani.

Allora, se vogliamo fare una cosa seria e pulita, onorevole Meloni, cerchiamo di dare una soluzione intanto uniforme, se questo sta a cuore a lei e, come penso, alla Giunta regionale, si superano quei sospetti che si vogliono favorire alcuni, a danno di altri, e si crea un sistema coerente e non si vede perché, ancora una volta, ci si debba cimentare invece con soluzioni che sono davvero un pasticcio. Allora, siccome si tratta di un emendamento orale, signor Presidente, per quanto mi riguarda io pongo un veto formale se non si rimuove questa assurda discrepanza che emerge da una prima lettura dei numeri 1 e 6 di questo emendamento. Attendo risposta a questo aspetto, una risposta dal presentatore e una risposta da chi evidentemente ha lavorato però non tenendo conto del senso di questa discriminazione davvero palese.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (P.D.). Signor Presidente, io volevo fare alcune considerazioni relative al personale e siccome in questa legislatura c'è capitato diverse volte di farci carico, a noi maggioranza ahimè, di affrontare temi e questioni legate al personale degli enti. Per me sarebbe fin troppo facile affermare un princìpio, seguendo un po' lo schema dell'onorevole Liori, se non c'entra lui figuriamoci cosa c'entro io! Nel senso che ahimè ci siamo trovati in una condizione, faccio alcuni riferimenti, tanto per comprenderci, nel settore della formazione professionale, sulla quale c'è stata una grandissima discussione, dove, anche lì, nonostante tanti errori, l'esperienza ci ha permesso e ci ha concesso di fare valutazioni di altra natura e di altro tipo. Per esempio, nella mia Commissione, la quinta Commissione, abbiamo affrontato il problema del personale relativamente ai consorzi di bonifica e credo, badate bene, se ci sono insinuazioni, se qualcuno sa, se qualcuno vuole sollevare questioni di carattere morale questa è la sede giusta e opportuna, a me le insinuazioni, per cultura, non piacciono, preferisco affrontare la questione in maniera diretta e franca perché le insinuazioni portano sempre poi a qualcuno di riflettere e guardare magari chi fa quelle insinuazioni se ha commesso qualche peccato. Allora io credo che il principio fondamentale sul quale noi dobbiamo partire sia quello che ci siamo trovati in una condizione nella quale molti lavoratori, è vero, sono stati assunti attraverso i metodi sui quali abbiamo discusso e affrontato il problema, a me pare, per la funzione e il ruolo che svolgo, di non distinguere del perché e del per come quel lavoratore è arrivato, è entrato a lavorare in questo o in quell'altro ente, la cosa che si sta ponendo la maggioranza e il Governo è di dare una soluzione definitiva, a uno stato di cose che non erano più tollerabili in questa Regione, allora ecco perché io sono favorevole a quanto stabilisce, pur essendo contraddittorio, un emendamento orale scritto è sempre una cosa complicata da affrontare. Però, il contenuto di questo emendamento affronta tutte quelle questioni che possono dare uno sbocco positivo soprattutto ai lavoratori, badate bene, non sono interessato ai dirigenti dei quali si è parlato tanto perché quelli sono i responsabili di questa situazione che si è determinata perché erano loro che facevano quest'operazione attraverso altri, quindi, devo dire, io sono interessato a risolvere gli aspetti dei lavoratori che sono nelle cosiddette partecipate, di risolvere i problemi eventualmente degli esuberi, di rendere facile ed esplicabile il passaggio di quei lavoratori che operano per esempio nei depuratori e che devono essere assorbiti da Abbanoa in maniera lineare e precisa, se noi facciamo queste cose stiamo facendo un servizio a quei lavoratori perché credo che il diritto al lavoro oggi sia garantito a tutti e noi, più di altri, dobbiamo fare in modo che questo diritto sia affermato. L'ultima questione, non è che possono essere questioni legate da questo o da quest'altro consorzio, perché badate io ho imparato che svolgere una funzione politica non è quella di affrontare il problema, per esempio del consorzio di Portovesme, chi è qui affronta le questioni di carattere generale, ci può essere il consorzio di Macomer e ci può essere il consorzio di Olbia, ci può essere il consorzio di Sassari e ci può essere il consorzio di Cagliari. O si affronta una questione diciamo così in termini complessivi, oppure c'è il rischio che una riforma voluta, sentita possa essere considerata da qualcuno qualcosa che serve a garantire, domani o dopo, la sua presenza in quest'aula. E siccome per me non è così, vorrei che fosse chiaro questo concetto. Grazie. Quindi, sono a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Lo dico al collega Pittalis ma anche al collega Salis: quando qua noi tentiamo di fare un lavoro, almeno alcuni di noi, provano a fare i legislatori, cioè quello che dovremmo fare. Con questo cosa voglio dire, che il riferimento nostro è ad una norma che coglie l'interesse generale e ha anche la caratteristica della astrattezza, cioè non pensa al caso specifico. Perché se dovessimo pensare sempre ai casi specifici, io non ne ho più capelli, però ce li dovremmo strappare. Perché purtroppo ciò che è avvenuto, è avvenuto e non ci possiamo fare nulla. Allora, tentiamo di fare meno danni possibile, da oggi in poi.

Qual è la differenza tra il personale del primo comma e il personale del sesto comma? La differenza è che il personale del primo comma approda al sistema pubblico partendo da dipendente di ente pubblico, e quindi rimane nel sistema pubblico, cioè va a finire prioritariamente nei consorzi, nei Comuni o nei nuovi consorzi provinciali, in subordine va a finire all'interno delle Province, degli organici delle Province. Nel caso in cui sia dipendente degli enti di cui alla tabella A, cioè i consorzi che sono indicati nella legge, non sono le società controllate e partecipate, prioritariamente vanno a finire nei nuovi consorzi, in caso contrario nei Comuni che fanno parte dei consorzi, in caso contrario e in subordine alle Province. I dipendenti delle società controllate e partecipate, invece, rimangono nel sistema privato e quindi approdano… cioè sono garantiti nello svolgimento della loro attività nelle stesse aziende. E quando si opera in funzione di riordino della riorganizzazione, della cessione, della liquidazione di queste società non si dice neppure si applica l'articolo 2112 del codice civile, che comunque vincola tutti i soggetti quando trattano i trasferimenti di rami d'azienda a quella normativa; si dice semplicemente che si interviene e ha avuto riferimento alle garanzie per i lavoratori di quella norma del codice civile che comunque opererebbe per questi lavoratori. Quindi, qual è la differenza, perché la data del 20 dicembre, insomma questa è una legge che è rimasta a macerare in Commissione per alcuni mesi, anche anni è vero, però ultimamente per alcuni mesi davanti a tutta la stampa eccetera, che cosa si è tentato, io immagino, non faccio parte di quella Commissione, ma si è tentato altre volte di dire: va bene in questa fase stiamo attenti che non si crei una modalità attraverso la quale assumiamo gente nell'ente pubblico, per sistemarlo in un ente pubblico. Perché questo crea problemi anche alla finanza pubblica a cui gli appartenenti di quei banchi sono particolarmente attenti, io dico giustamente, in questa materia. Quindi, si è fatto per porre un limite, oltre il quale non dover andare. Quel limite a me sembra congruo. Che cosa succede ai lavoratori che nel caso sono stati assunti? Se sono state seguite le procedure di legge verranno tutelati sicuramente, perché non può essere uno licenziato solo perché un'amministrazione viene trasferita ad un'altra, perché segue le disposizioni che sono previste nell'ordinamento, in linea generale. Se, invece, le procedure di assunzione non sono state quelle previste ordinariamente dalle norme di legge, evidentemente si porrà il problema. Quando si porrà il problema, e se si porrà il problema, questo Consiglio non sta scappando, e se scappa questo ce ne sarà un altro, lo affronteremo come lo abbiamo affrontato in tutte le altre circostanze, avendo riguardo per i diritti dei lavoratori. Io dico questa cosa è stata fatta… poi insomma Marracini che te ne sei andato in quei banchi là in fondo, l'abbiamo fatto insieme tutti quanti, dico lo stesso per l'onorevole Pittalis, Pietro che te ne sia andato in quei banchi là in fondo o sei tornato in quei banchi là in fondo. Cioè l'abbiamo fatto…

CAPPAI (U.D.C.). Ma che cosa avete fatto?

URAS (R.C.). Per cui, allo stato la cosa importante, mio avviso, è che questa costruzione vada in porto, che è una costruzione meditata, riflettuta, anche corretta e se c'è bisogno, come in altre circostanze c'è stato bisogno, ci sono disposizioni di legge che affronteremo nei prossimi mesi avendo cognizione, perché tutto è legato anche alla procedura di liquidazione dell'emendamento numero 30 all'articolo 5, avendo cognizione perché l'Assessore lo deve dire che fra tre mesi, o quando è, deve venire in Consiglio, va in Commissione e dice: questo è il piano della liquidazione, queste sono le situazioni, così proponiamo di governarle. Ma avendo cognizione di causa, non fondando le cose su limacciose intuizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (U.D.C.). Vorrei dare un contributo in positivo all'Assessore perché mi è simpatica ed è anche carina. Collega Orrù, mi pare che quest'emendamento orale all'emendamento numero 32…

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

PRESIDENTE. Tenga premuto acceso il microfono… Cambi microfono, onorevole Marracini. Onorevole Uras, il suo microfono è ancora acceso?

URAS (R.C.). No, è spento.

PRESIDENTE. Benissimo.

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

MARRACINI (U.D.C.). … volevo dire ai colleghi che nella prima stesura, mentre la data del 20 dicembre veniva attribuita alla partecipate, qui è stato modificato ai consorzi, e siccome l'Assessore doveva …

(Interruzioni dai banchi di centrosinistra)

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

MARRACINI (U.D.C.). … l'emendamento orale differisce dall'emendamento scritto?

CHERCHI SILVIO (P.D.). No…

MARRACINI (U.D.C.). Allora, non posso contribuire e mantengo la mia contrarietà.

(Intervento del consigliere Marracini fuori microfono)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.

Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì, grazie. Mi sembra che sia chiaro, onorevole Marracini, l'emendamento orale non si riferiva al comma 1, tanto meno alle società controllate, il testo era così e così è rimasto. Però, nell'esprimere il mio voto favorevole, perché siamo in dichiarazione di voto, sul comma 6 io credo che il testo non poteva neppure fare diversamente. Al personale delle società controllate, a prescindere dai nomi e dei cognomi, viene garantita, come dire, la continuità di lavoro nelle stesse società, dopodiché, poiché hanno una regolamentazione diversa, come diceva poc'anzi appunto il collega Uras, qualora si decidesse di liquidarle, di ristrutturarle, di procedere cioè a tutti gli interventi che riterranno opportuni, il personale è garantito dal codice civile, cosa sulla quale dalle norme del 2112, cosa sulla quale noi non dobbiamo e non possiamo intervenire. Quindi questo è a prescindere dalle date che noi mettiamo, non è un problema di… ed è corretto mettere dalla data di approvazione della precedente legge, io penso. Poi, senza che questo significhi avvallare chissà che cosa, ma non possiamo entrarci in questo modo. Quindi mi sembra una cosa… A riprova di questo io vorrei suggerire, anche perché anche questo può essere contraddittorio, al comma 11, poiché vi è una norma di carattere finanziario, che tende ovviamente a farsi carico del personale in esubero degli enti consortili, non delle società controllate, perché non potrebbe farlo ai sensi del comma 6, però può esservi un contrasto, una contraddizione. In sede di coordinamento, io chiederei, o in questa sede, forse più propria, di togliere delle società stesse degli stessi controllati. Nel senso che si riferisce solo al personale in esubero degli enti consortili trasferito ai comuni ecc., non delle società controllate, che invece sono soggette, appunto, al codice civile, e non ai provvedimenti di trasferimento ai comuni, alle province e quant'altro. Anche perché non potremmo farlo, perché dovremmo fare consorzi, e altre cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Sì, perché l'onorevole Pittalis ha sollevato alcune perplessità sul comma 1 e sul comma 6. Io penso che la discussione che si è sviluppata su questo articolo 7, così come è stato riscritto, abbia chiarito molte delle perplessità che ciascuno di noi poteva avere sulla formulazione iniziale, io chiedo all'onorevole Pittalis di far decadere il suo pregiudizio al dare l'ok alla presentazione dell'emendamento orale, perché l'emendamento orale consente di chiarire meglio quanto era già prescritto al comma 2, consente di chiarire meglio qual è la disciplina che verrà applicata ai dirigenti, consente di chiarire meglio anche la norma che riguarda il personale degli acquedotti. Quindi, io chiedo all'onorevole Pittalis se può acconsentire a che l'emendamento orale possa essere messo in votazione in quest'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, le ha già parlato per dichiarazione di voto. SALIS (Gruppo Misto). Sulle modalità di voto!

PRESIDENTE. Sulle modalità di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Ma io ho accolto e accolgo le considerazioni fatte dall'onorevole Orrù, però sinceramente, signor Presidente, io vorrei chiederle, per mia questione di carattere personale, vorrei chiedere il voto per parti sull'emendamento numero 32, perché sul comma 1 e sul comma 6 io non posso non astenermi, non per quel che riguarda la necessità di garantire la continuità di lavoro ai lavoratori che sono stati assunti, ma perché io voglio in quest'Aula, signor Presidente, e signori colleghi, anche il collega Uras e gli Assessori… anche il collega Uras, che ha la mia stima e la mia simpatia! Assessore… Marracini, ajò!

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, se state ai banchi con l'Assessore, l'Onorevole Salis che vuol dire delle cose…

SALIS (Gruppo Misto). Io vorrei parlare con il Presidente dell'Assemblea, in primis, e con l'Assessore all'industria in secundis! Così si dice?

PRESIDENTE. Io la sto ascoltando!

SALIS (Gruppo Misto). Siccome io ho visto che ci sono due circolari importanti dell'Assessore all'industria, datate esattamente: 18/10/2005 e 12/06/2007, in cui si dà disposizione ai consorzi…

Mariano, scusami, si sente la tua voce anche se non hai microfono, abbi pazienza eh!

Si dà disposizione a tutti i consorzi della Sardegna, le aree industriali della Sardegna, di astenersi in previsione della riforma dei consorzi, di astenersi da assunzioni, a qualsiasi natura, sia per quel che riguarda gli enti, sia per quanto riguarda…

PRESIDENTE. Ha finito il tempo. Insomma, dica…

SALIS (Gruppo Misto). Ho finito, signor Presidente. Sia per quanto riguarda le società controllate.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, lei vuole che si voti separatamente il comma 1 e il comma 6, è questa la sua richiesta. Stiamo votando, è inutile che ci spieghi perché e per come.

SALIS (Gruppo Misto). Ma non voglio che venga considerato un ubriaco!

PRESIDENTE. Ma va bene, ma non è questo. Non siamo in un luogo di ubriaconi! Quindi, lei chiede di votare…

SALIS (Gruppo Misto). Ma io lo voglio motivare!

PRESIDENTE. Ma non si motiva, non è previsto che si motivi. Ha parlato già per tre minuti…

SALIS (Gruppo Misto). Ma, io faccio un uso molto parco del tempo a mia disposizione!

PRESIDENTE. Sì, ma non è questo in questione. Concluda!

SALIS (Gruppo Misto). Allora, siccome io penso, signor Presidente…

Luciano per favore!

Siccome io penso che le disposizioni ufficiali degli Assessori regionali debbano essere rispettate, e in questo caso non sono state rispettate, allora io chiedo di poter votare per parti, perché non posso votare a favore del comma 1 e del comma 6.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, io prendo atto di questa richiesta. Se cose illegittime sono state fatte in dispregio delle circolari assessoriali, restano delle cose illegittime che devono essere perseguite in altre sedi, che non sono risolvibili in questa sede. Quella a cui lei pensa e tante altre che potrebbero essere state fatte e di cui lei non è a conoscenza. Però siamo in una fattispecie che non le impedirebbe di votare il comma 1, perché il comma 1 sana le situazioni legittime, non quelle illegittime. Quindi, insomma, mi scusi se mi permetto di interloquire in questa lunga spiegazione che lei ha dato dalla richiesta, però ecco se lei votasse il comma 1 non avallerebbe nessuna illegittimità, che è perseguibile in altre sedi e per altri versi. Comunque, se lei mantiene la richiesta di votazione separata del comma 1 e del comma 6, procediamo alla votazione separata del comma 1 e del comma 6.

Bene, colleghi, se prendete posto propongo di…

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

Qual è il problema, onorevole Pittalis?

PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, due minuti di sospensione in aula, molto brevemente, perché ho necessità di consultare il Gruppo sulla richiesta formulata dall'onorevole Cuccu. Proprio due minuti.

La seduta è sospesa per due minuti, in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 26, viene ripresa alle ore 18 e 34.)

PRESIDENTE. Allora, onorevole Pittalis, abbiamo risolto?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Sì, molto brevemente, Presidente. Ferma restando la nostra contrarietà alla soluzione…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pittalis, un attimo soltanto.

Colleghi, stiamo, non senza difficoltà, come succede ogni volta che parliamo di personale peraltro, concludendo anche questo articolo. L'onorevole Pittalis aveva sollevato una questione nel suo intervento, ha chiesto una sospensione…

Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Ferma restando le contrarietà, per come è formulato questo emendamento, e quindi tutte le ragioni che sono state esposte dai banchi dell'opposizione, compreso l'intervento - non colto forse a fondo dall'Aula - dello stesso onorevole Marracini, viene certamente rimossa la pregiudiziale e la maggioranza si assumerà la responsabilità delle soluzioni che sono indicate; a noi il dovere di mettere in evidenza incongruenze che riteniamo non superabili e purtroppo, non avendo i numeri per bocciarlo, haimé riteniamo che vi dobbiate, appunto, assumere in pieno le responsabilità del contenuto di questo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.

Colleghi, siamo in sede di votazione. E' stata richiesta la votazione per parti, è stato chiesto dall'onorevole Salis di votare separatamente il comma 1 e il comma 6. Quindi votiamo, se siete d'accordo con il sistema elettronico palese, tutto questo emendamento numero 32, che è quello che vi è stato consegnato in copia, con un inciso, nel comma 6, laddove si dice "Al personale delle società controllate degli enti consortili esistenti" si aggiunge "e del soppresso Consorzio industriale di Macomer", per i motivi che sono stati spiegati; e invece al comma 11 si elimina l'inciso " e delle società dagli stessi controllate", semplicemente perché è incongruo visto che gli enti locali, la Regione, come abbiamo spiegato in tutto l'articolo, non si devono far carico del personale delle controllate, e quindi per questo motivo quell'inciso lì non ci sta a fare niente, rischia di creare confusione e perciò va tolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.

MARRACINI (U.D.C.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. No, le abbiamo già fatte, onorevole Marracini, si accomodi, abbia pazienza.

MARRACINI (U.D.C.). Siccome, Presidente, prima non mi è stato possibile…

PRESIDENTE. Non era una dichiarazione di voto, quella di prima? Va bene, allora.

MARRACINI (U.D.C.). Perché sono stato, mi dispiace, frainteso, perciò mi ripeto, e spero che questa volta mi si lasci terminare.

Io ho trovato migliorativo l'emendamento numero 32 rispetto al numero 43, l'ho detto all'inizio, poi c'è stato un coro di no perché io non ho fatto in tempo a dire "al 43" e si pensava alla legge originaria; però non funzionavano i microfoni e perciò anche voi siete giustificati per non avermi fatto terminare.

Dicevo questo, l'emendamento 32 è migliorativo perché tra l'altro sposta quella cosa un po' maldestra del "20 dicembre", la sposta ai Consorzi, non alle partecipate. Questa indicazione era già stata data dall'Assessore con una circolare che impediva, pena il commissariamento, ai presidenti di fare assunzioni. Siccome non c'era nessun presidente matto che volesse essere commissariato, assunzioni, dopo il 20 dicembre, non ne sono state fatte; quindi questo è anche inutile scriverlo, perché non ha nessun senso. Quindi, volevo dire prima e lo ribadisco adesso, mi dispiace non essermi spiegato bene, questo emendamento che il collega Orrù, che primo ho citato, e che altri hanno fatto, come dire, riporta, secondo quello che era stato deciso in Commissione… e quindi supera l'emendamento 43 che invece era, onestamente, una schifezza, e quindi io sono favorevole a questo emendamento 32. Grazie.

PRESIDENTE. Allora, siamo in fase di votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (Gruppo Misto). Voto elettronico!

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi 1 e 6 dell'emendamento numero 32. Li votiamo insieme.

(Segue la votazione)

Prende atto che i consiglieri Agus e Tocco hanno votato a favore, che il consigliere Diana ha votato contro e che il consigliere Lai Renato si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Ladu - Liori - Milia - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Balia - Lai Renato - Salis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 51

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 38

contrari 13

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 32 altri commi, con le correzioni che ho indicato, l'altra correzione era al comma 11, si cancella l'inciso: "con le società dagli stessi controllate".

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Agus ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Balia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cuccu Franco Ignazio - Farigu - La Spisa - Ladu - Milia - Petrini - Pittalis - Randazzo Alberto - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 43

contrari 9

(Il Consiglio approva).

Con l'approvazione dell'emendamento 32 decade l'emendamento soppressivo parziale numero 6, l'emendamento numero 15 era stato ritirato, restano gli aggiuntivi emendamento numero 8, l'emendamento numero 33 e l'emendamento numero 46. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 8, Cuccu, Capelli, Milia e più.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 46 Biancu.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 33 degli onorevoli Biancu, Balia e Uras.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8 norma finanziaria.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8 Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte con gli stanziamenti disposti dall'articolo 7, comma 42, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008) (UPB S06.03.029).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della tabella A.

(Si riporta di seguito il testo della tabella A:

TABELLA A

Consorzi industriali che assumono denominazione e funzioni dei consorzi industriali provinciali
(articoli 3 e 5)

1) Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Cagliari;

2) Consorzio per l'area di sviluppo industriale della Sardegna Centrale - Nuoro;

3) Consorzio industriale nord est Sardegna (CINES);

4) Consorzio per il nucleo di industrializzazione dell'Oristanese - Oristano;

5) Consorzio per il nucleo di industrializzazione del Sulcis Iglesiente;

6) Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Sassari-Porto Torres-Alghero-Sassari;

7) Consorzio industriale di Tortolì-Arbatax;

8) Consorzio per la zona di sviluppo industriale di Villacidro..)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame della tabella B, la tabella B, ovviamente, comprende, sulla base dell'approvazione di emendamenti e dell'inserimento comunque del consorzio di Macomer, comprenderà ovviamente anche il consorzio di Macomer.

(Si riporta di seguito il testo della tabella B.:

TABELLA B

Enti soppressi per i quali i comuni subentrano in tutti i rapporti giuridici
(articolo 6)

1) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Nuoro-Pratosardo;

2) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale Predda Niedda - Sassari;

3) Consorzio per la zona di sviluppo industriale di Chilivani-Ozieri;

4) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Iglesias;

5) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Siniscola;

6) Consorzio per la zona industriale di interesse regionale di Tempio Pausania;

7) Consorzio per la zona industriale della Valle del Tirso.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Dobbiamo tornare all'articolo 1, che avevamo sospeso, bisognava riscrivere la lettera B., c'era un emendamento, l'emendamento soppressivo numero 17 soppressivo della lettera B., su questo abbiamo avuto modo di chiarire che la lettera B. è essenzialmente innocua perché richiama il dettato del decreto legislativo del '98 numero 75. C'è una parte difforme perché si estende rispetto al numero 75 la possibilità di istituire zone franche a tutti gli otto consorzi industriali anche quelli che non sono indicati nel decreto legislativo numero 75. Quindi se non ci vogliamo esporre ad una certa opposizione del Governo ad una norma che non ha nessun riferimento legislativo nazionale penso che ci dovremo limitare alle aree indicate nel decreto legislativo. Quindi questo era un po'...

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Avevamo steso il contenuto che se ritiene io leggerei di modifica dell'articolo 1 proprio in quella parte esattamente dice così: "la Regione promuove l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 10 marzo 1998 numero 75 norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna concernenti l'istituzione delle zone franche, attivando idonea procedura per l'istituzione di una zona franca in ciascuno degli ambiti previsti dal predetto decreto legislativo. La Regione promuove analoga iniziativa, perché tali citate disposizioni siano estese per l'istituzione di una zona franca nelle aree di competenza di tutti i consorzi industriali provinciali di cui al successivo articolo 3".

PRESIDENTE. Ce la fa avere? Basterebbe dire in quelle non comprese nel decreto legislativo, perché tutte le aree industriali... sono due fuori, medio Campidano e Ottana, tutto il resto è dentro, Olbia, Portovesme, Tortolì, Arbatax anzi... vabbè vabbè, insomma il testo l'abbiamo distribuito? Vabbè, colleghi, il testo dice che c'è un invito alla Regione ad attivare procedure, ovviamente con il Governo nazionale, con lo Stato, per l'istituzione di una zona franca anche in ambiti non previsti dal decreto legislativo, lo mettiamo in votazione a questo punto l'emendamento soppressivo numero 17 cade o viene ritirato dai presentatori e la lettera B. viene sostituita,

PITTALIS (F.I.). Cosa stiamo votando?

PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole Pittalis, avevamo interrotto…

PITTALIS (F.I.). La proposta dell'onorevole Uras?

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Uras che riscrive, di fatto, la lettera d), confermando la volontà, ma nell'ambito del decreto legislativo numero 75 e l'invito a promuovere azioni per estenderlo a quelle aree che non fossero previste nel decreto numero 75.

Metto in votazione questa proposta. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Siamo alla votazione finale. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto).Signor Presidente, io voterò a favore della legge perché si tratta di una riforma attesa da molto tempo, l'elaborazione del testo accoglie i principi informatori che sono stati individuati dal proficuo lavoro del Presidente e della Commissione industria. Per la prima volta il braccio di ferro che si è instaurato all'interno di una forza politica è stato risolto all'interno dell'aula del Consiglio regionale, non ci sono stati ultimatum, non ci sono state incursioni notturne e si è sviluppato un rapporto di confronto e di dialogo con la Giunta, rappresentata qui dall'assessora Rau. Credo che sia un esempio che spero possa caratterizzare gli altri provvedimenti, senza irrigidimenti e accelerazioni, che troppo spesso vanificano la serenità e il lavoro delicato delle Commissioni e dell'Aula. Anche se il percorso ha manifestato tutte le difficoltà della pratica della democrazia, da socialista ritengo che sia stata un'utile e opportuna lezione, auspico non soltanto per me.

Penso anche che sia la necessaria premessa per avviare una seria riflessione su temi come la legge urbanistica che per l'importanza che hanno nella vita quotidiana dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori e degli enti locali, necessitano di approfondimenti, cautele e richiedono tempi non surriscaldati come sono in genere quelli dei mesi di luglio e di agosto e su questi argomenti forse è meglio per tutti aspettare le prime piogge autunnali. Penso, infatti, che il mese di agosto porterà consiglio e anche qualche giorno di settembre ci servirà per riflettere ancora. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, noi non abbiamo votato il passaggio agli articoli, voteremo chiaramente a favore, ma abbiamo deciso di farlo a malincuore, con la consapevolezza che prima viene l'interesse generale dei sardi poi tutto l'altro, anche le questioni interne alla coalizione. Dico questo, e mi rivolgo al collega Meloni, che è giovane e alcuni della maggioranza sostengono anche di belle speranze, ma su questo sospendo il mio giudizio perché non sempre ciò che affermano i dirigenti del Partito Democratico risponde a verità - quasi mai -, vorrei che lei capisse che le leggi che vengono discusse e approvate in quest'Aula sono di tutti o dovrebbero essere di tutti e non possono essere inquinate per nessuna ragione dalle diatribe interne al suo partito.

Non molto tempo fa, attraverso una nota scritta, il Gruppo della Sinistra Autonomista insieme agli altri Gruppi della sinistra abbiamo chiesto al presidente Soru di riunire la maggioranza perché avevamo la percezione che nella proposta di legge sui consorzi c'erano alcuni problemi, problemi sull'interpretazione più generale della norma. Non ha risposto la nostra richiesta e ieri e anche oggi sono emerse tutte puntualmente le contraddizioni all'interno della maggioranza e in particolar modo all'interno del Partito Democratico, e ancora una volta, con senso di responsabilità, noi della sinistra ci siamo adoperati ieri per una sintesi unitaria, condivisa, tra l'altro accolta positivamente da tutti. Bene, dopo due minuti un emendamento presentato dal nostro Capogruppo, che aveva semplicemente una funzione moralizzatrice sulla composizione dei consigli di amministrazione, è stato bocciato cinicamente dal Partito Democratico e lei, onorevole Meloni, che per tre giorni ha fatto grandi discorsi sulla morale, ha votato contro! Ha votato contro! E allora spero che i colleghi della maggioranza riflettano perché basta poco, anzi pochissimo per far aumentare le distanze che già esistono tra di noi. Il Partito Democratico all'interno della coalizione deve svolgere una funzione unitaria, una funzione costruttiva perché l'autosufficienza non basta più, non bastava prima, non basta ora, non è bastata neanche alle elezioni politiche. Io spero che ci sia una seria riflessione da parte dei colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto di astensione personale e di altri colleghi di Forza Italia, altri sicuramente interverranno avendo anche partecipato attivamente al processo di formazione di questo provvedimento legislativo.

Il voto di astensione ha una motivazione ben precisa. Non è un voto favorevole anche perché il testo è stato modificato rispetto a quello esitato dalla Commissione, vi sono alcune modifiche su cui noi abbiamo avuto e manteniamo delle perplessità e che lasciamo alla responsabilità della maggioranza, nello stesso tempo non è un voto contrario e non potrebbe essere contrario il nostro voto per un motivo semplicissimo, che io credo sia condivisibile da tutti, perché è un dato di fatto: senza la posizione assunta dai Gruppi di opposizione in Consiglio regionale noi oggi non avremmo una legge sui consorzi e avremmo tra qualche giorno il commissariamento dei consorzi, perciò questo voto di astensione è un voto di astensione molto pesante rispetto a tanti altri che possono essere stati dati dall'opposizione in questi mesi e in questi anni. E' un'astensione che però è stata determinante continuamente, sia in Commissione sia in Aula, perché la Regione abbia una legge e una riforma sui consorzi, migliorabile, limitata, non la perfetta riforma, ma comunque una legge che dà alcune linee di intervento e che lascia inalterati alcuni diritti e alcune possibilità di intervento sul territorio a favore delle imprese da parte di enti che siano dipendenti dagli enti locali, ma anche con una significativa partecipazione della componente imprenditoriale. Anche in questo caso è stata determinante la posizione proprio dei nostri Gruppi. Ribadisco, quindi, il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Noi facciamo leggi sempre con maggiore fatica. Io dovevo andare dal dentista, mi doveva curare un dente, ho preferito rimanere qua e cavarmene un altro, cariato, questo del sistema dei consorzi industriali, che finalmente nella vecchia interpretazione sparisce. Quindi c'è un dato positivo, comunque qualcosa portiamo a casa. Portiamo a casa anche - e io sono contento - la modifica della lettera d), stiamo parlando di porti, di interventi. Io spero che ci si creda più tutti d'ora in avanti, anche sulla necessità di aprire con l'Unione Europea una diversa relazione. Non è possibile subire sulla base delle leggi di mercato ogni tipo di sconcia decisione che affossa le economie delle regioni da sempre con il peso dello svantaggio, come la nostra. Quindi qualche cosa di buono c'è, però abbiamo faticato tanto: sospensioni continue, vediamo di capire che cosa c'è scritto, il 21/12 si applica, non si applica, cioè noi ci facciamo venire il mal di testa. Io ho l'impressione che bisognerebbe utilizzare meglio e di più l'interlocuzione tra i Gruppi consiliari nei lavori di Commissione, nella relazione che si può instaurare positivamente all'interno del Consiglio.

Poi, in ultimo, c'è un'esigenza che noi dobbiamo rammentare, lo rammentiamo soprattutto alle formazioni politiche che hanno maggiori responsabilità: il rispetto! Lo citava prima il collega Licheri, ma su questa questione delle deleghe per i componenti delle amministrazioni, ma era un segnale da dare, era una cosa positiva, è stata una cosa veramente deprecabile. Quel voto ha pesato negativamente, peserà negativamente nelle relazioni politiche anche all'interno della maggioranza. Bisogna cioè concludere con maggiore coerenza i buoni proponimenti che di volta in volta si fanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI (P.D.). Signor Presidente, colleghi, signori della Giunta, io credo che stiamo approvando una buona legge. Credo che stiamo approvando una buona legge nella quale la maggioranza si è cimentata in una interlocuzione molto difficile, molto complessa, molto complessa anche all'interno del Partito Democratico, una legge che è nata o meglio ha avuto la sua accelerazione più intensa nella Commissione nel momento in cui il Partito Democratico stava nascendo e le difficoltà sono state legate anche a questo.

Una legge che ha - l'ha detto la collega Caligaris - visto anche una interazione positiva in questa sede tra Consiglio e Giunta, per questo credo che i buoni intendimenti che abbiamo avuto tutti, abbiamo avuto tutti in Commissione, anche i commissari dell'opposizione, è una legge rispetto alla quale miravamo a superare la difficoltà legata al fatto che i Consorzi industriali in Sardegna non assolvessero più alla loro funzione, è legata al fatto che noi volevamo, come vogliamo, fare di questi luoghi dei luoghi che contribuiscono a migliorare la competitività dell'economia sarda, in particolare del sistema industriale. Credo che la buona volontà ce l'abbiamo messa tutti, la Commissione, a partire dal presidente Giagu, a partire dai colleghi, tutti i colleghi della maggioranza, la Giunta con l'assessore Rau. Perché credo che sia una buona legge? Credo che sia una buona legge perché delimita in maniera chiara le competenze tra i diversi livelli istituzionali, attribuisce funzioni chiare agli enti locali e agli enti locali che partecipano a questi Consorzi, responsabilizza in questo modo gli enti locali che sono i comuni che donano i territori rispetto ai quali insistono le aree industriali, la provincia, li responsabilizza, attua, in qualche modo, i principi costituzionali della legislazione regionale. Una legge che consente immediatamente l'avvio dei nuovi soggetti, individua procedura molto rapide di liquidazione, una legge che introduce norme importanti anche rispetto alla moralizzazione. Io non so perché il collega Licheri si sia riferito a me, ma la prendo come un complimento. Abbiamo fatto molte cose positive perché abbiamo trovato un modo di individuare un collegio dei liquidatori che non costerà nulla perché sono dipendenti degli enti, i liquidatori; abbiamo trovato il modo di eliminare le partecipate e le controllate, a meno che una legge non prevede che ci siano; abbiamo fatto in modo che sia nei Consorzi che in tali società il personale si assuma per concorso pubblico. Qualche cosa poteva essere fatta meglio, lo so, la sintesi nel nostro Gruppo è una sintesi della quale io mi assumo le responsabilità, poteva forse essere fatta meglio anche in maggioranza, io credo che abbiamo fatto bene.

Solo una cosa, perché il collega Pittalis mi ha richiamato, se per fare questa legge abbiamo usato tutti gli strumenti a disposizione dei consiglieri, compreso quello qualche volta di far mancare il numero legale in momenti molto confusi nei quali chi gestiva i precedenti Consorzi voleva impedirci di fare una buona riforma, credo che siamo stati costretti a fare quello perché tutti volevamo fare la cosa migliore perché questa legge fosse una vera riforma. Credo che abbiamo fatto così. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (U.D.C.). Signor Presidente, per dichiarare il nostro voto di astensione a questa legge con la consapevolezza che quest'Aula ha fatto la legge di riforma sui Consorzi industriali. Forse per la prima volta in questa legislatura l'Aula, cioè il Consiglio, vara esso autonomamente una legge di riforma e di questo ne sono orgoglioso perché ho partecipato sia ai lavori della Commissione sia ai lavori del Consiglio regionale. Credo che ancora di più in questi tre giorni l'Aula abbia modificato radicalmente la proposta che era partita mesi e forse anni fa dalla Giunta regionale, rifacendo completamente la legge prima in Commissione - e devo dar atto al presidente Giagu e ai colleghi della Commissione che hanno lavorato anche con determinazione per cambiare la prima proposta di legge - e quest'Aula che ha radicalmente cambiato il volto di questa legge di riforma che oggi esitiamo e per la quale noi, appunto, ci asteniamo.

Non ultimo il famoso emendamento numero 32 che salvaguarda il personale degli enti e per il quale noi abbiamo votato a favore che ancora una volta garantisce, come spesso il nostro Gruppo ha fatto, i posti di lavoro e che quindi consente, a differenza di quanto si tentava di fare con l'emendamento numero 43, consente ai lavoratori di poter, anche stasera, tornare a casa e riposare sereni. Quindi, confermo il nostro voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). No, forse ho messo io la scheda!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Va bene, non vorrei che si offendesse l'onorevole Marracini!

PRESIDENTE. Chiedo scusa! Vecchio Gruppo! Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Ha già parlato il Capogruppo, quindi io mi attengo anche ad un principio ubi maior minor cessat, quindi la dichiarazione del Capogruppo esaustiva ha chiarito le ragioni della nostra astensione. Però, l'intervento dell'onorevole Uras mi ha un po' solleticato perché ha accusato un mal di testa, un po' per l'andamento dei lavori dell'Aula...

SALIS (Gruppo Misto). Mal di denti, dal dentista!

PITTALIS (F.I.). Ma ti riferivi anche, caro Luciano, per come si sono svolte sospensioni, nuove sedute, beh, il tuo maestro - spero di non dire cosa offensiva conoscendolo anche come persona davvero perbene - quel Luigi Cogodi che quando sedeva in quei banchi ti assicuro che una leggina come questa o un emendamento come quello su cui ci siamo soffermati, ti assicuro che forse avrebbe trattenuto forse non solo ore ma giorni, forse a discutere di lana caprina, però ti assicuro che questa è un'opposizione, come potete notare, seria, pacata, educata e che cerca di andare incontro alla soluzione dei problemi. Allora, ecco perché il voto di astensione espresso dal mio Capogruppo e perché non un voto a favore. Un voto a favore non si può dare a questa legge, non si può certamente dare perché contiene delle incongruenze, quelle che abbiamo denunciato, ma non si può neanche votare contro e la ragione di un voto contrario perché manca quel preannunciato disegno, dirigista e centralista, che a questa legge si voleva imprimere da parte del Governatore. Questo non è successo, lo abbiamo denunciato nel corso della discussione generale e, coerentemente anche a quell'impostazione, visto che si è sviluppato un dibattito libero, franco, in Aula, noi rimaniamo delle nostre posizioni voi vi assumete la responsabilità totale delle conseguenze, delle disposizioni che andrete ad approvare, ecco, almeno abbiamo questa volta salvaguardato anche la dignità di questa cosa, ecco perché ci avete anche, per quanto ci riguarda, tolto le castagne dal fuoco dal non votare contro, come avremmo certamente fatto in una situazione diversa da quella attuale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Sinistra Autonomista). Voterò, come ho fatto anche per il passaggio agli articoli, a favore di questa legge, voglio solo ribadire che secondo me si tratta di una legge fondamentale, di una legge importante del percorso di riforma complessiva della Regione che è stato avviato, e credo che anche questa legge, che probabilmente avremmo potuto votare prima, probabilmente avremmo potuto approvare in modo diverso, ma in ogni caso questa legge contribuisce, anche questa, ad avviare un percorso che si lascia alle spalle un sistema vecchio, un sistema regionale vecchio. Questa legge avvia, contribuisce ad andare avanti su questo percorso. Voglio ancora però ribadire quello che ho detto anche nella precedente mia dichiarazione che senza questa parte politica non si sarebbe approvata questa legge, io credo che senza questa parte politica, questa sinistra, non si riesca a concludere positivamente con gli altri impegni che abbiamo in calendario, non si possa riuscire a concludere positivamente questa legislatura, così come ritengo che senza questa parte politica non si possa avviare al meglio la prossima legislatura. Noi ci siamo fatti carico (e dobbiamo ringraziare il nostro Capogruppo, Paola Lanzi) in questa fase di discussione, ci siamo fatti carico di problemi che noi non abbiamo contribuito a determinare, ci siamo fatti carico di problemi delicati, abbiamo lavorato in questa direzione e penso che abbiamo portato a casa, tutto sommato, buon risultato. Rimane qualche rammarico per le cose che sono già state dette dei miei colleghi ma penso che, se continueremo in quest'ultima direzione, possiamo sicuramente completare bene la legislatura e apprestarci ad avviare la Regione ad essere governata dal centrosinistra anche nella prossima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, per confermare, ma mi pare peraltro che questo sia un giudizio sufficientemente unanime che viene espresso dai banchi del centrosinistra, ma confermato anche dagli interventi che sono venuti dai banchi del centrodestra, che sicuramente l'approvazione di questo articolato rappresenta un atto notevolmente in positivo.

Il percorso che abbiamo seguito è stato un percorso denso di notevoli incertezze, la stessa Giunta regionale ha più volte modificato opinione, sottoponendo all'attenzione della maggioranza e della Commissione ipotesi e formulazioni una volta diversa dall'altra, e il Consiglio regionale (la Commissione prima e il Consiglio dopo) ha di fatto riscritto questa normativa, può anche essere, Presidente, che in questa riscrittura che ha pure comportato la totale riproposizione e riformulazione di interi articoli, si sia costretti, forse anche in tempi rapidi a tornare in Aula per correggere qualche svarione che, indipendentemente dall'attenzione da tutti prestata e manifestata, può essere in ogni caso stato inserito all'interno della medesima.

Quindi, il nostro è un voto favorevole perché crediamo fermamente in quella operazione di razionalizzazione e di semplificazione dei consorzi, io lo faccio per conto mio ma credo che sia doveroso ringraziare tutto il Consiglio per il contributo positivo e i Presidenti delle due commissioni che hanno messo anche parecchio estro personale nel riuscire ad amalgamare varie proposte.

Poi, onorevole Licheri, accade spesso e sempre più spesso direi che noi naturalmente privileggiamo, da partiti di sinistra, l'interesse dei cittadini e della società rispetto a chi continua a privilegiare invece pratiche monopolistiche, anche in politica, con minacce che di tanto in tanto vengono rilanciate e che non sono fatte forse né nell'interesse generale ma forse neanche nell'interesse dei singoli partiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Ritengo anch'io che, come mi pare la generalità di coloro i quali mi hanno preceduto, e questo è un fatto importante, non scontato, che il provvedimento che ci accingiamo ad approvare sia un provvedimento importante, recupera un ritardo, ormai diventato anacronistico, che esponeva la nostra Regione comunque che poneva la nostra Regione certamente non all'avanguardia ma non sono i titoli che abbiamo conseguito, era piuttosto i problemi che questo poi scaricava sulla società sarda e sul comparto che vive certamente una situazione non facile. Un ritardo che è di un decennio, non è di poco fa, non è riconducibile cioè a pochi mesi fa. Si completa a un processo di ridefinizione delle competenze, appunto avviato da tempo fa, mi pare con molta chiarezza, superando una confusione, anche di ruoli, assegnando in modo chiaro la responsabilità della politica industriale a chi deve essere assegnata e cioè al Consiglio regionale, alla Regione, e alla Provincia per quanto gli compete, e le funzioni di gestione dei servizi, degli impianti, e di tutta l'infrastrutturazione più vicina ai cittadini e cioè agli enti locali, secondo una definizione giuridica certa e non aleatoria.

Quindi, io penso che si sia trattato, è un fatto che… sia il frutto del lavoro del Consiglio regionale, non è frutto del lavoro ascrivibile ad una sola parte, del Consiglio suo insieme, con una gradazione di responsabilità, certamente tra maggioranza e opposizione, e io penso anche all'interno della maggioranza, è evidente che sul Partito Democratico gravava la maggiore responsabilità. Io penso che il Partito Democratico abbia dato un contributo utile, anche a fare in modo che fosse un provvedimento dell'intero Consiglio. Sono d'accordo sul fatto che è stato fatta una parte, certamente, del lavoro, il resto potrà essere fatto, ma anche un buon viatico per proseguire su altri terreni, proseguendo nello stesso modo. Mi sembra un buon metodo di lavoro, non un cattivo metodo di lavoro. Con un rapporto dialettico e costruttivo con la Giunta regionale, non con un rapporto conflittuale a prescindere o di carattere pregiudiziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io sono quanto meno allibito perché la frequentazione della Commissione industria mi è sembrata quasi piazza Navona, di qualche giorno fa, cioè dove le dichiarazioni erano da uno a centomila. Io, caro onorevole Merloni, mi fa piacere aver sentito interloquire nella giornata odierna, l'avevo ascoltato molte altre volte ma insomma, tutta questa partecipazione alla Commissione industria sinceramente non l'ho vista e soprattutto non gliel'ho vista; spesso e volentieri io ho partecipato a questa Commissione beh, le assenze erano tattiche, strategiche, volute, non volute, di circostanza, per impegni precedentemente assunti, però non mi si dica che in questa Commissione ci fosse tutto questo affollamento perché altrimenti, e non lo dico in maniera irriguardosa onorevole Salis, mi ricorda piazza Navona. Dove c'era tutto il mondo poi alla fine i dati ufficiali ci dicono quello che c'era, e qui i dati ufficiali sono presenti, il Presidente del Consiglio potrà sempre testimoniare o certificare ciò che c'era. Per dire questo, che, onorevole Serra, la rispetto troppo perché guardate siete la parte più simpatica di questo Consiglio regionale e quando dico siete, ovviamente, accomuno a lei tutti coloro che in qualche maniera hanno fatto sentire una voce di dissenso, che non è una condiscendenza nostra, perché noi siamo fondamentalmente convinti che questa legge tutto potrà modificare, tutto potrà fare ma scordatevi che questa legge modifichi l'economia della Sardegna. Perché, questo è un capriccio del presidente Soru e solo suo e della Giunta che l'accompagna, Assessora compresa, direi Assessore compreso perché per noi della destra l'Assessora è solo una, l'assessore Rau è l'assessore Rau, l'assessora Dirindin è un'altra cosa. Perché purtroppo abbiamo fatto già dall'inizio questa differenziazione e non ce ne possiamo discostare adesso. Quindi, mi perdoni se in qualche maniera cercato di accomunarla in questo senso. Ma come pensate voi che questa legge possa veramente risolvere i problemi e dei comuni e dei territori che in qualche maniera con le loro amministrazioni dovrebbero interferire e amministrare questi territori. Guardate, avete creato un mostro giuridico perché questo è un mostro! Il "267" non è nato perché il Consiglio regionale della Sardegna ne facesse un uso assolutamente strumentale, il "267" è nato ad uso e consumo delle amministrazioni comunali e non perché i consigli regionali o le giunte di turno utilizzassero l'articolo 31, perché non è per questo che è nato. E questo sarà un mostro giuridico questo, come sarà un mostro giuridico i prossimi GAL che state facendo a partorire, mi dispiace che non sia presente il Capogruppo di questo Partito Democratico, che come abbiamo visto sta praticamente andando al de profundis, perché le dimissioni del presidente Cabras certamente stanno creando grossi problemi…

(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)

DIANA (A.N.). non alteratevi, stavo scherzando! E' da qui che nasce la vostra risollevazione, ma avete sbagliato tutto. Questa legge ovviamente non ci vede concordi ma non ci vede neanche contrari, perché ovviamente dobbiamo annunciare il nostro voto di astensione perché sappiamo benissimo di aver partecipato ai lavori dell'Aula da soli, o comunque con pochissimi vostri amici, ma certamente non con tutto l'affollamento che voi avete manifestato in questa sede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. In premessa, signor Presidente, mi voglio scusare con lei e con l'Aula se ho avuto nella precedente discussione sulla mia richiesta di votazione separata per parti, come dire, uno scatto che non mi si addice e mi scuso.

Ero a piazza Navona, collega Diana, e le assicuro che lei non c'era e ha perso parecchio…

DIANA (A.N.). No, ero a piazza Venezia!

SALIS (Gruppo Misto). Ma a piazza Venezia… se lei è vetero e nostalgico può continuare a starci a piazza Venezia, sicuramente non glielo invidia nessuno quel posto.

DIANA (A.N.). Però li hanno scritto la storia! Lei non ha scritto nulla!

SALIS (Gruppo Misto). Non glielo invidia nessuno! Stia tranquillo. Ma, io sull'argomento, a parte le battute, io vorrei, tenendo conto anche dell'attenzione con cui l'opposizione ha seguito questo argomento, io vorrei concludere e dichiarare il mio voto a favore di questa legge utilizzando, mi consentiranno i colleghi Riformatori, un passaggio della relazione alla loro proposta di legge del 2005, la "163" in cui a mio avviso c'è il cuore della filosofia riformatrice che abbiamo tentato di portare in questa legge. La leggo: "La riforma dei consorzi industriali diventa - e oggi è - un obiettivo politico imprescindibile per chi vuole il rilancio dell'azienda Sardegna e in particolare della politica industriale nell'Isola; una riforma che non si limiti a cancellare ma provveda anche a riordinare funzioni e strumenti, partendo dal coinvolgimento diretto dei vari livelli istituzionali". Questo è il cuore, può darsi che non ci siamo riusciti, può darsi che ci sia qualche elemento da correggere, ma il cuore della proposta è questo. Cioè, trasferire agli organismi istituzionali, Comuni e Province che operano sul territorio, una funzione fondamentale quale quella dello sviluppo industriale e dello sviluppo economico dei territori. Avendo fiducia negli organismi che nel territorio operano, soprattutto le Province ma soprattutto, al quadrato o al cubo soprattutto, i Comuni. Questo è questo il principio che ci ha ispirato e che ha ispirato anche, modestamente, l'azione che noi, che l'Italia dei valori ha portato in questa discussione.

Un ultimo riferimento, sulle difficoltà. Io vorrei ringraziare… Signor presidente, ma Uras ce l'ha con me?

URAS (R.C.). io ce l'ho con lei, onorevole Salis!

PRESIDENTE. Comunque, il suo tempo è finito onorevole Salis. Concluda.

SALIS (Gruppo Misto). Ringrazio le Commissioni, la Commissione industria, e la prima Commissione, i Presidenti e i commissari, per il lavoro che hanno fatto. Ringrazio la Giunta per il lavoro che ha fatto e soprattutto ringrazio il Consiglio perché la democrazia è pazienza, la democrazia è lavoro e anche difficoltà. Noi non vorremmo mai approvare una legge sui consorzi, una manovra finanziaria in nove minuti e mezzo, e quindi questo è il nostro auspicio. Grazie.

PRESIDENTE. Noi, in nove minuti e mezzo non facciamo neanche tre dichiarazioni di voto, si figuri se siamo in condizioni di approvare una manovra finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io devo dire che, anche dopo che ho sentito il collega Salis, che c'ha fatto la cortesia di ricordare, di ricordarci un passaggio di una proposta di legge dei Riformatori ormai vecchia di tre anni, devo dire che con serenità possiamo esprimere il voto contrario a questa legge. Che si inserisce in maniera assolutamente normale, direi, in quello che è il lavoro di questi quattro anni di Consiglio: grandi annunci e piccoli eventi. Anche nel caso dei consorzi industriali ci troviamo di fronte all'ennesima occasione perduta, perché quegli obiettivi che il collega Salis ha citato, leggendoli dalla proposta di legge, secondo noi non sono stati raggiunti; ma non sono stati raggiunti perché in realtà quegli obiettivi non erano propri di nessuna delle parti che si è confrontata poi in questi giorni in Aula intorno a questa legge, perché in realtà la Giunta, che ha tentato di esercitare in maniera forte l'approvazione legislativa, aveva in mente di mantenere lo strumento, non di abolirlo; di mantenerlo e di asservirlo, in maniera assolutamente prona alle volontà. Mentre dall'altra parte c'era una parte importante della maggioranza, che avrebbe dovuto votare il provvedimento secondo come la Giunta se lo stava pensando, che aveva sostanzialmente l'idea di garantire l'esistente, e quindi di mantenere quanto più possibile una struttura che assomigliasse a quella che era già in campo. Allora il problema rimane in quest'Aula, e resta purtroppo per noi che stiamo votando la legge, resta per coloro i quali dovranno usare gli strumenti legislativi che noi stiamo mettendo a loro disposizione. I consorzi industriali in Sardegna servono o non servono? Questo strumento che è stato forse adeguato ad iniziative di sviluppo 20-30 anni fa, oggi è ancora adeguato ad iniziative di sviluppo? Beh, la nostra risposta è negativa, lo abbiamo detto chiaro e tondo nella proposta di legge che presentammo. Ormai le funzioni dei consorzi sono superate e non sono funzionali rispetto alle esigenze di sviluppo dell'industria sarda. Ormai la Regione ha funzioni di programmazione, le funzioni di infrastrutturazione, che sono spettate un tempo ai consorzi, spettano ai comuni, che si associano tra di loro, spettano alla Provincia, spettano ad organi istituzionali che esistono già, non c'era bisogno di avere ulteriori organismi burocratici che stabiliscano, facciano, siano amministrati, assemblee, consigli d'amministrazione e via dicendo. Ancora una volta avete parlato di semplificazione, e ancora una volta vi siete persi al momento di semplificare. Ancora una volta c'è stato il grande annuncio, purtroppo non c'è stato l'evento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il nostro voto sarà un voto di astensione, anche perché noi abbiamo contribuito affinché la legge si approvasse, e sicuramente l'unico dato, forse il dato più importante di questa legge è che comunque con questa legge di riforma praticamente si evita il commissariamento di tutti i consorzi industriali della Sardegna, come probabilmente era nell'intenzione della Giunta regionale. Ma entrando nel merito della legge, cosa ne è uscito fuori da questa legge? Abbiamo visto che è un difficile compromesso della maggioranza di governo, ma non solo un difficile compromesso delle varie formazioni politiche all'interno della maggioranza, ma un difficilissimo compromesso anche all'interno dello stesso Partito Democratico che è il partito principale della coalizione. Quindi, effettivamente, abbiamo capito che alla fine poi si è chiuso il cerchio, dando un pezzo all'uno e un pezzo all'altro, e così si è fatta la legge. Ma io non credo che oggi ci fosse bisogno di una riforma come questa. Una riforma che vede un eccessivo controllo politico di questi consorzi, mentre io credo che sarebbe stato opportuno individuare delle figure capaci di gestire i consorzi stessi, avrei individuato dei manager, avrei studiato i consorzi, ha detto qualcun altro, in modo diverso, non facendo una fotocopia di quello che è già stato. Ecco, io credo che il fatto che sia stata cancellata, o ridotta al lumicino, la presenza degli imprenditori veri all'interno dei consigli d'amministrazione dei consorzi dimostra, effettivamente, che non c'è la volontà di farli funzionare veramente. Ma anche perché il motivo di fondo è dovuto al fatto che siamo ben consci del fatto che questa legge non risolverà i veri problemi dell'industria, perché i problemi sono altri, sono problemi che questa maggioranza non vuole risolvere, non ha voluto risolvere in tutti questi anni, quindi questa legge di riforma speriamo che non diventi qualcosa da presentare come la soluzione dei problemi dell'industria della Sardegna, che noi sappiamo essere ben altri, e purtroppo in questi ultimi anni sono peggiorati, seppur prima non erano certo positive le condizioni di questo settore. Ecco, io lo dico, c'è un altro punto, l'articolo 7 sul personale, a parer mio questa legge è viziata…

PRESIDENTE. Concluda prego!

LADU (Fortza Paris). Ho finito Presidente! ..è viziata da illegittimità, e soprattutto l'emendamento orale all'emendamento numero 32, secondo me, ai punti 1, 3 e 6 ci sono forti dubbi sul fatto che noi abbiamo approvato una legge che sia legittima. Comunque, saranno eventualmente alti organi che si esprimeranno in merito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente e colleghi. Io voterò contro questa legge, non per differenziarmi, ma per motivi sostanziali, ma soprattutto per motivi politici. Per motivi sostanziali che ho avuto modo di esprimere durante la discussione generale, dove ho detto che c'è un'esigenza di riforma strutturale della Regione complessiva, ma se questa non è accompagnata da un disegno organico istituzionale di sviluppo non soddisfa quest'esigenza, ma la aggrava, aggiunge precarietà a precarietà. Contribuire a governare, colleghi del Consiglio, non vuol dire soddisfare esigenze contrapposte, e neppure impedire a qualcuno di raggiungere i propri obbiettivi e i propri risultati, contribuire a governare vuol dire utilizzare bene gli strumenti democratici, evidenziando le differenze per far capire alla gente le proprie posizioni politiche. Altrimenti sembra che ci siamo tutti quanti dati qualcosa e accontentati di qualcosa, e la gente non capisce il mutamento repentino di una posizione che prima era di una certa opinione e poi cambia immediatamente perché nel corso della discussione si è raggiunto un qualche obiettivo. Da diversi giorni echeggia in quest'Aula evidente il malumore della maggioranza; questo sta avvenendo all'interno del Partito Democratico, il più grande partito della coalizione, e sono sotto gli occhi di tutti le dimissioni del segretario regionale di quel partito. In questi giorni non abbiamo fatto altro che sentire i malumori dei partiti alleati nei confronti del Partito Democratico. Beh, signori dell'opposizione e signori della maggioranza, in altri tempi, questo sarebbe stato il dibattito, non il consorzi o non consorzi, sarebbe stato l'utile dibattito in questo Consiglio regionale. E non possiamo far finta che non sia successo niente, e non possiamo non ascoltare le voci di chi grida, non per ragioni personali o ragioni di parte, ma per ragioni politiche, per rimettere in sesto una maggioranza che va rimessa in sesto. E allora io chiedo ai colleghi e chiedo al Presidente del Consiglio, ma possiamo continuare a legiferare in questo clima? Io credo che non stiamo facendo il bene della Sardegna, e non stiamo facendo neanche il bene di noi stessi. Le posizioni devono essere chiare, la minoranza deve fare la minoranza, queste astensioni non servono a nulla, perché è un pateracchio che io non condivido, e voto contro questa legge per cercare di evidenziare questa cosa che non va bene, che sta andando avanti da troppo tempo, e non va bene per noi e non va bene per i Sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io credo che questa legge abbia aspetti positivi per ciò che riguarda il riordino amministrativo che produce, ma è una legge che nasce, e lo sappiamo tutti, soprattutto quelli che hanno partecipato al dibattito in Commissione, nasce con una fortissima inibizione. Le politiche industriali, le politiche di promozione territoriale sono dichiarate da una serie di atti della Giunta, del Governo regionale e del Consiglio in capo, prevalentemente, alla Giunta regionale. C'è stata una verticalizzazione di queste competenze. Noi non possiamo dimenticare che questa legislatura sta affermando un principio: ciò che esce fuori dalla cinta daziaria di un paese non è del territorio, non è delle comunità, non è dei cittadini, è della Regione. Questo sta avvenendo in questa legislatura. E la legge sui consorzi industriali porta il segno di questa impostazione, al punto che i consorzi divengono gestori, esclusivamente gestori, dei lotti. Allora, si può essere d'accordo, come si può anche non essere d'accordo, però è chiarissimo che è stata una legge contraddistinta da questa inibizione. È stato dimenticato un rapporto, presentato da Francesco Pigliaru in quest'Aula, nel quale si dimostrava che l'allocazione delle risorse finanziarie per lo sviluppo nel territorio, era disuguale, e che le zone interne della Sardegna non hanno mai goduto, mai nella storia, di quel differenziale di stanziamento che era necessario per colmare il gap. A fronte di questa difficoltà, nel tempo, si era cercato di creare un sistema di democrazia partecipata, che tirasse il denaro pubblico. Perché il denaro pubblico è deciso nella sua allocazione da chi partecipa, da chi fa politica, da chi decide. Oggi questa rete è fortemente indebolita, ed è stato ripristinato quel centralismo che ha sempre provocato ingiustizie in Sardegna. Allora, il problema sollevato qui, della moralizzazione introdotta da questa legge, io credo che vada, definitivamente, posta in altri termini: c'è chi dice che la moralizzazione in questa legislatura è rispetto ai sistemi clientelari del passato, sistemi che peraltro hanno eredità più che in piccole formazioni, in grandi formazioni; bene, io credo che il problema morale di questa legislatura è dato dalla debolezza dei cittadini e delle istituzioni rispetto al potere conquistato dalle istituzioni regionali, e dalla facilità con cui questo potere si accorda con grandi gruppi finanziari. Faccio un esempio per dire di che cosa si è occupata la Commissione industria: sulle aree del CASIC c'era già un bando della Regione, il bando "Costeras", che prevede degli insediamenti; mentre noi discutevamo dei Consorzi industriali è stato modificato il piano delle grandi strutture di vendita e ci troviamo, non scritto ma praticamente scritto, che nella zona di Elmas c'era l'unica grande struttura di vendita non food della Sardegna, Elmas stava adeguando il suo Piano uurbanistico: questa è la questione morale, perché nessuno ha deciso queste cose, nessuno! La moralizzazione rispetto ai vecchi sistemi clientelari equivale a fare come gli indovini di Dante, con la testa girata verso il sedere, non guardare avanti! Noi siamo debolissimi rispetto ai poteri finanziari e il grande potere regionale è semplicemente un'interfaccia facile, mentre i poteri locali, dove la gente partecipa, sono interfacce difficili per i grandi poteri, forse di questo dovremmo parlare. E per l'inibizione da cui è viziata questa legge noi ci asterremo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Penso di poter dire che c'era molta consapevolezza, sin dal primo giorno che abbiamo discusso di questo provvedimento, che, attraverso la riforma dei Consorzi, non si volesse fare la politica industriale della Sardegna: non è mai entrato all'ordine del giorno.

Lo sviluppo per poli non è figlio di questa legislatura. Il collega Floris, che è il più anziano di questo Consiglio, che ha militato in un grande partito come anch'io ho militato in un grande partito, sa che su quel momento politico, che è durato anni, c'è stata in Sardegna una grande discussione; lo sviluppo per poli è fallito e conseguentemente sono falliti gli strumenti, ora si cerca di dare uno strumento per agevolare lo sviluppo. E su quale sviluppo dobbiamo discutere? Perché non è vero che la Sardegna di oggi è la Sardegna che abbiamo conosciuto, non è vero che la politica in Sardegna è tutta un disastro, non è vero che la politica ha prodotto solo sfasci in Sardegna, non è vero tutto questo!

La conclusione di un'era, di una fase, di un periodo, abbiamo tentato di farla all'inizio di questo mandato ma non ci siamo trovati d'accordo: per fare una grande discussione politica occorre segnare una linea sotto, per ripartire, e si riparte se si metta avanti l'interesse collettivo, e interesse collettivo è dato da una risposta che occorre dare alle parti più deboli dell'economia della nostra regione. Questa risposta non si dà attraverso la riforma dei Consorzi, e noi ne siamo consapevoli, però lo dobbiamo dire: nessuno di voi del centrodestra pensava che il Presidente della Commissione industria, il Presidente della Commissione autonomia avrebbero portato a buon fine una riforma, nessuno ci credeva, anzi ci sono stati colleghi che speravano che noi fallissimo nella gestione di questa parte della nostra discussione politica. La riforma che abbiamo fatto è certamente una risposta positiva, si poteva fare di più se le culture si fossero confrontate ma non si sono confrontate le culture presenti in questo Consiglio regionale - quella della conservazione e quella dello sviluppo -: c'è ancora tempo per farlo. Noi centrosinistra, non noi sinistra, noi centrosinistra siamo perché si riprenda questa discussione, perché sono convinto che la prossima campagna elettorale ci sarà un blocco del centrosinistra che comprenderà la sinistra e ci sarà un blocco del centrodestra che comprenderà tutti voi.

Non diamo per persa la possibilità, apprezziamo il lavoro che è stato fatto, sapendo che voi non ci credevate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGU (P.D.). Brevemente, Presidente e cari colleghi, anche perché credo che si debba porre fine alla discussione rispetto a questo problema che ci ha tenuto impegnati per diverso tempo, anche perché ho la consapevolezza che non volessimo risolvere tutti problemi della nostra Isola portando in discussione questo provvedimento. Ma sono sicuro anche che quest'Aula ha svolto un buon lavoro, per una legge che non so se sia fondamentale, questo lo vedremo in futuro, non sono neanche se sia una buona legge, io credo di sì e ne avremo la riprova in futuro, comunque è il frutto di un lavoro comune e a me interessava questo. E soprattutto è il frutto di un lavoro definito in Aula, che ha coinvolto tutto l'Aula. Guardate, in alcuni momenti è stato difficile distinguere la maggioranza dalla minoranza e io credo che apporti significativi siano pervenuti da diverse parti di questo Consiglio, dal contributo di tutti, anche con una dialettica accesa, che è tipica dello svolgersi normale di una discussione in Aula e che vede contrapposizioni, magari dure ma che si risolvono ascoltandosi. Ecco, è quello che è prevalso: ci si è ascoltati in Commissione, ci si è ascoltati anche in Aula; ascoltarsi è anche fatica, ma è il sale della politica e bisogna saperlo fare, bisogna capire che qualsiasi cosa, anche la più stupita, potrebbe essere la più interessante se ascoltata e presa in considerazione, questo è anche successo e credo che abbia consentito di fare una buona legge, che ha rispettato anche la filosofia che, a mio avviso, ha contraddistinto l'iter di questa legge in tutti questi mesi e in questi anni. Un buon lavoro, svolto con grande fatica che credo abbia consentito anche di constatare che siamo di fronte ad un Consiglio maturo, probabilmente la maturazione è arrivata in ritardo perché siamo a fine legislatura però questo Consiglio è maturo ed è riuscito a fare una buona cosa, non essenziale magari per la nostra Isola ma che ha riportato le cose al posto giusto. E anche un centrosinistra, anche se magari un po' rissoso, ha contribuito bene e in maniera significativa per questo provvedimento. Io mi atterrei a questo, senza dire che è stato il migliore o che è stato il peggiore, credo che un atteggiamento del genere possa sovrintendere a qualsiasi lavoro che si possa svolgere sia nelle Commissioni che in quest'Aula, e credo che nessuno ce lo possa impedire: io non sono stato inibito da nessuna persona. Ero convinto di alcune cose, sono rimasto convinto di alcune cose, su alcune magari ho rivisto anche la posizione ma sulle basi di questa legge, che abbiamo iniziato a discutere tanto tempo fa, io credo che ci si possa riconoscere tutti; e alcune convinzioni che avevo credo che siano state trasmesse ad altri che le hanno condivise: non cambia la natura, credo che siamo stati sotto questo profilo molto seri, e credo che questo possa essere un buon viatico anche per il futuro. Io spero che si finisca anche di parlare di un Consiglio regionale sottomesso a chicchessia: non c'è nessuno che sottomette, se ci convinciamo che dobbiamo difendere fino in fondo le idee alle quali ci ispiriamo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Anch'io, molto brevemente, volevo ringraziare quest'Aula e il Presidente della Commissione industria per il lavoro che è stato fatto e di cui sono molto soddisfatta. Io credo che abbiamo fatto una buona legge, certo, sicuramente non è che cambia le sorti del sistema industriale, ma credo che ogni azione che noi possiamo fare per migliorare le condizioni delle imprese sia doveroso che noi la facciamo, per quanto contribuisce.

Le politiche di questa Giunta sono anche su un piano degli incentivi, sulla semplificazione, su attività che sono in Aula e che discuteremo anche nei prossimi giorni nell'aula consiliare competente. Io credo che sia una buona legge, perché intanto abbiamo fatto una struttura semplice, abbiamo fatto delle strutture semplici e snelle, che sono funzionali ai fabbisogni delle imprese, e rispondono intanto con chiarezza alle funzioni che oggi queste strutture devono erogare alle imprese, quindi realmente e ai loro fabbisogni in maniera chiara, senza che più possa succedere, com'è successo nel passato che ci fossero strutture sorte per supportare le imprese che poi facessero tutte altre attività. Aeroporti... insomma le conosciamo tutte. Loro si devono, queste strutture si devono gestire e si devono occupare della funzione delle aree e delle infrastrutture, che sono pezzi fondamentali comunque per le imprese sia per attrarre nuove imprese che per fare crescere quelle che ci sono già. Abbiamo inserito regole chiare e trasparenti, in questi giorni abbiamo discusso molto su tutto anche ciò che non andava, abbiamo riguardato tutto il sistema delle partecipazioni, non è possibile più avere le 1000 scatole che sappiamo in passato cosa hanno provocato. Abbiamo inserito che comunque c'è meritocrazia ora per le nuove assunzioni perché il concorso è comunque pubblico non ci può essere più chiamata diretta, assunzioni... i bilanci devono essere in pareggio. Sono valorizzati gli enti locali in questo, io credo che invece siano molto valorizzati gli enti locali, uno perché delegano gli enti che sono preposti delegheranno con questa legge dei loro membri se non lo vorranno fare loro stessi. Quindi non è più la nomina che veniva fatta e che poi non poteva più essere revocata, e come succedeva in passato gli enti locali non si vedevano mai poi rappresentati o molto spesso non si vedevano più rappresentati dagli organi che in queste strutture ci sono. Io credo quindi che abbiamo armonizzato le varie responsabilità dei vari livelli di governo, valorizzando tutti i soggetti per le competenze che a uno competono, e quindi credo che abbiamo fatto un passo importante per il nostro sistema imprenditoriale.

~PITTALIS (F.I.). Come vota, Assessore?

PRESIDENTE. L'Assessore non vota, l'Assessore voleva ringraziare l'Aula per il lavoro svolto. Grazie, Assessore. Votazione conclusiva della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 163-165-305/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Agus e Tocco hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Floris Mario - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Petrini - Pittalis - Sanna Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 42

astenuti 15

maggioranza 22

favorevoli 39

contrari 3

(Il Consiglio approva).

Abbiamo concluso il nostro lavoro per oggi, colleghi, il Consiglio è convocato per martedì alle ore 11.

La seduta è tolta alle ore 19 e 54.