Seduta n.446 del 08/10/2008
CDXLVISeduta
(POMERIDIANA)
Mercoledì 8 ottobre2008
Presidenza del Vicepresidente GIAGU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 09.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 31 luglio 2008 (437), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Caligaris, Cerina, Giorico, Pacifico, Alberto Randazzo, Salis, Simonetta Sanna e Uras hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana dell'8 ottobre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute allapresidenza:
MANCA, Segretario:
"Interrogazione Vargiu - Dedoni sulle incongruenze del bando di gara per la strumentazione scientifica specialistica da laboratorio dell'ARPA Sardegna". (1042)
(Risposta scritta in data 7 ottobre 2008.)
"Interrogazione Manca - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Giagu - Sanna Simonetta sulle attività in corso dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPAS)". (1056)
(Risposta scritta in data 7 ottobre 2008.)
"Interrogazione Scarpa - Masia sul progetto di utilizzo dei serbatoi esistenti presso la Termocentrale Endesa di Fiumesanto come deposito costiero di prodotti petroliferi". (1133)
(Risposta scritta in data 7 ottobre 2008.)
"Interrogazione Contu sull'acquisizione di informazioni sull'ipotesi di inquinamento dei terreni e delle falde acquifere nello stabilimento delle ex Ferriere acciaierie sarde in agro di Elmas (CA)". (1180)
(Risposta scritta in data 7 ottobre 2008.)
regionale statutaria 10 luglio 2008, n. 1. (192)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 192: "Censura dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale ai sensi dell'articolo 23, comma 1, della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, n.1.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Io faccio gli auguri a lei di buon lavoro, visto che è la prima seduta che presiede in questa legislatura. Guardandoci attorno, Presidente, non credo ci siano le condizioni per iniziare i lavori, non mi sembra, se poi lei mi dice che è necessario, che è necessitato, è un altro paio di maniche. L'aula è vuota, i banchi della Giunta si sono svuotati, rispetto a stamattina, e lo dico perché resti agli atti, che sono presenti dieci consiglieri in Aula, non credo sia opportuno riprendere i lavori in queste condizioni. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, la ringrazio per l'augurio di buon lavoro che mi porge. condivido con lei, però devo anche precisare che la giunta presenta, vedo pochi consiglieri presenti, per cui sospenderà se le ragioniamo per 15 min.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 12, viene ripresa alle ore 17 e 27.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Prego i colleghi di prendere posto.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente, signori della Giunta, colleghi del Consiglio. Io credo che la mozione in discussione, mozione di censura nei confronti dell'assessore Foddis, dell'Assessore dell'agricoltura, che in questo momento non vedo in Aula, Presidente…
PRESIDENTE. Sì, è in Aula, è in Aula, prego.
CONTU (F.I.). …sottoscritta da trentadue consiglieri, dando il senso dell'importanza dei contenuti della stessa mozione. Io all'assessore Foddis, che voglio testimoniare come quattordicesimo uomo in campo, nel senso che è subentrato all'assessore Addis in un momento di crisi di Giunta o di crisi di rapporti nella Giunta, è arrivato ad un tecnico proveniente dalla struttura regionale, arriva la sostituzione con un tecnico proveniente invece da un'impresa. Allora, l'approccio si pensava dovesse essere quello di trovare finalmente le risposte a quella desertificazione delle campagne della Sardegna, ma purtroppo, Assessore, credo di poter affermare che lei oggi non può certificare di aver arrestato i processi di moria che interessano le aziende sarde del settore che lei dirige. Presidente, se per cortesia fosse possibile spegnere un attimo di brusio… grazie.
PRESIDENTE. C'è un fastidioso brusio. Prego i colleghi di stare seduti al proprio posto e possibilmente di far silenzio, e lasciare intervenire l'oratore. Grazie.
CONTU (F.I.). Grazie, colleghi. Dicevo, lei non ha prodotto, io mi auguro sia in grado di poterlo fare nel suo intervento, di poter portare documentazione che ci testimoni che le azioni da lei intraprese in quelle politiche agricole che infarciscono anche il piano strategico regionale, politiche agricole che avrebbero dovuto in qualche modo portare a un blocco di quella che è la riduzione annuale, di anno in anno sempre peggio, del numero delle aziende che operano in Sardegna, ma soprattutto la riduzione degli addetti, ma in particolare politiche agricole che sostanziate da risorse che abbiamo sempre detto insufficienti rispetto ai gravi problemi che volta per volta si sono manifestati in passato, già conosciute, qualcuno diceva questa mattina… Io pregherei i colleghi della piccionaia dell'estrema sinistra dell'aula, se sono così cortesi…
PRESIDENTE. Onorevole Cherchi, grazie, si può accomodare?
CHERCHI SILVIO (P.D.). Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Grazie
CONTU (F.I.). Sì, la legge sulla caccia era ieri, oggi non parliamo di legge sulla caccia, quindi non devo sparare a nessuno, colleghi. Grazie. Dicevo, un processo che portava come proposta di soluzione a queste problematiche che avrebbero dovuto essere perlomeno antagonizzate dall'utilizzazione di quelle risorse che anche nel bilancio di quest'anno hanno caratterizzato gli investimenti, e i fondi complessivi attribuiti all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale. Però prendiamo atto che al primo di settembre dei 217 milioni di euro di risorse messe a disposizione dall'Assessorato ne sono state spese il 37 percento, un po' poco rispetto a quello che ci potevamo aspettare, Assessore, rispetto ai suoi impegni, rispetto soprattutto a quanto lei, assumendo l'incarico di Assessore regionale dell'agricoltura, aveva promesso un grande impegno che sicuramente non è testimoniato da questo dato, ma tantomeno è testimoniato dalla capacità di utilizzazione di quelle risorse che sono i residui per un totale di 590 milioni di euro di residui, lei ha assicurato con la struttura la spendita del 53 per cento. Allora, questi sono numeri che gridano vendetta, Assessore, ma gridano vendetta per una ragione molto semplice, perché non io non sto a ripeterle tante cose che lei oggi, dai colleghi mi hanno preceduto, ha potuto ascoltare, ma credo che non siano stati solo i colleghi del centrodestra a dirle cosa è che non andava, o quanto meno, sostenendo i contenuti della mozione, a testimoniale che sinceramente la sua conduzione dell'Assessorato è stata abbastanza riduttiva rispetto ai problemi che avrebbe dovuto affrontare, e che invece non hanno avuto ancora prospettazione di soluzioni. Devo dire che mi ha meravigliato che il collega Licheri, ma anche altri colleghi della maggioranza, il collega Licheri lo cito in qualità di Presidente della Commissione, ne ha fatto così un po' i conti rispetto a tutta una serie di processi sui quali aveva avuto indirizzi, e sui quale invece non ha provveduto, nonostante poi qualche intervento sia stato salvifico nei suoi confronti, a testimoniarle una fiducia che non si sa bene fino a quando potrà durare, visto che ne chiedono conti anche velocemente. Ma la cosa che mi ha fatto soprattutto riflettere è un particolare, quella interrogazione a prima firma Lanzi, Capogruppo, che chiede sull'attribuzione degli incarichi dirigenziali dell'Agenzia AGRIS di sospendere le procedure per irregolarità manifeste, riscontrate nelle procedure seguite per l'attribuzione di questi incarichi, ma siccome questo è diventato un vezzo, potrei dire che anche nelle AA.SS.LL. si procede allo stesso modo, si procede dando incarichi dirigenziali a chi non ha diritto perché non ha i titoli, ma si procede un po' in tutti i settori dell'Amministrazione regionale dove davvero i titoli sono un qualcosa che non vengono riconosciuti dalla Struttura che governa la Sardegna in questo momento. Ma tornando a quelle che sono le politiche agricole vorrei capire, Assessore, per lei che proviene da un'azienda che sul latte sa tutto, sul latte governa quasi tutto ormai in Sardegna, dove lei non può, come il Presidente, misconoscere che sui banchi dei supermercati e del commercio in generale 1 litro di latte oggi costa 1 euro e 40, ma non costa da oggi 1 euro e 40, da oggi che forse, finalmente, agli allevatori viene riconosciuto qualche centesimo di euro in più, ma questo è un dato che perdura ormai da tre anni, dove il prezzo del latte è passato da 1 e 12, a 1 e 15, a 1 e 20, e oggi noi troviamo il latte fresco in vendita sui banchi a 1 e 40, cioè, questo per dirci che quanto affermato oggi dal Presidente, è una presa d'atto di un mercato che, a lato pratico, sa regolamentarsi e darsi i prezzi non solo nel settore lattiero-caseario, ma un po' in tutti i comparti. Al collega Pisu, che non è presente in Aula, vorrei ricordare che del libero mercato, la Cina... ah! Pisu, ciao, buona sera... volevo ricordarti, caro Pisu, che la Cina, Stato che tu conosci benissimo, a regime comunista, partecipa al libero mercato per le sue nefandezze, e lo sai benissimo che anche di recente, proprio la Cina, ha invaso i mercati europei con tutta una serie di prodotti, a cominciare dai giocattoli per bambini per passare poi al pomodoro e a quant'altro... al latte, l'ultimo fatto, nefandezze e porcherie che davvero non nobilitano il libero mercato; questo te lo voglio ricordare perché, spesso e volentieri, trovi anche il modo di pulirti gli occhiali, come faccio io ogni tanto, e vedere un po' a destra e un po' a sinistra, e vedere un po' quello che succede a destra e a sinistra e non soltanto da una parte del globo. Io devo tornare poi su quello che è stato un processo che sinceramente aveva annunciato, assessore Foddis, come la fine della capacità della Regione di programmare e soprattutto di programmare l'utilizzo dei fondi POR. E' scritto in un'interrogazione che prima o poi dovrete chiedere i conti a quel famoso dirigente, il non plus ultra della dirigenza della programmazione, tale dottor Orlando, di cui si sono perse le tracce, per sapere che fine hanno fatto le risorse a valere sul POR 2000-2006 destinate per buona parte al settore agricolo. E soprattutto vorrei dire, e concludo davvero, vorrei capire se lo dite con chiarezza che intendete oggi programmare i fondi sul POR 2007-2013, tanto non ci crede più nessuno che voi avete la possibilità di spendere i soldi del POR 2000-2006. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente, colleghi e colleghe. Signor Assessore, io ho sottoscritto questa mozione, che è la numero 192, primo firmatario il collega Mario Diana, perché la ritengo fondata, nel senso che non ho elementi per dire che il collega Diana abbia presentato una mozione che non corrisponda al vero nei contenuti, anche perché parla un imprenditore che forse più di me, almeno, ne sa, ne sa parecchio. Questa mozione discende, caro Assessore, da un precedente provvedimento che è quello del Consiglio regionale di un ordine del giorno che risale al 25 ottobre 2007; non va dimenticato che, in quell'occasione, il Consiglio regionale deliberò all'unanimità di chiedere alla Giunta regionale di riferire, di organizzare il comparto agricolo in Sardegna. Bene, tutto questo è venuto meno, quindi, di conseguenza, bene ha fatto il collega Diana a presentare questa mozione che non è, a termini di Statuto, più di sfiducia, ma è di censura, chiamata così perché non esiste più la sfiducia, però, a mio modesto parere, ritengo che la censura, in questo momento, parlo in gergo politico, corrisponda, anche se dovesse essere approvata dal Consiglio, al voto di sfiducia dell'attuale Assessore regionale. Niente di personale, caro Assessore, io non ho elementi per dire che lei non abbia fatto anche il suo dovere, ma sta di fatto che comunque io mi aspettavo, mi sarei aspettato che lei, stamattina, si presentasse in aula non solo in qualità di Assessore, a rispondere eventualmente a questa mozione, ma si presentasse in aula con in tasca le proprie dimissioni. E' pur vero che lei si fa forte probabilmente stasera, anzi, oggi, e forse anche in occasione del voto, tanti consiglieri probabilmente saranno condizionati dalla presenza del presidente Soru e della sua Giunta, perché mai e poi mai mi pare di ricordare la presenza del presidente Soru solo in occasione del giuramento degli Assessori, se non vado errato, e in qualche sporadica occasione, quindi io credo che questo probabilmente servirà ad impaurire più che a noi, soprattutto i consiglieri di maggioranza che, in un primo momento, magari potevano votare contro o a favore di questa mozione. La denuncia del presidente Licheri, che io reputo, non solo perché è sassarese come me, anzi, della mia zona, una persona seria, la denuncia fatta dal Presidente della Commissione agricoltura in Consiglio sta a dimostrare che, evidentemente, c'è un malessere all'interno della maggioranza, perché se l'avessi fatta io questa denuncia, l'avesse fatta, come sta facendo, il collega Diana, avrei potuto capire che queste voci sono voci dell'opposizione che ha tutto l'interesse, come qualcuno diceva, poiché siamo in campagna elettorale di dire questo, ma quando invece a parlare, a denunciare i ritardi, le manchevolezze, gli abusi, queste sono parole usate dal Presidente della Commissione, io credo che questo dovrebbe far riflettere non solo lei, caro Assessore, ma, soprattutto, l'intero Consiglio regionale. Però, devo anche lanciare un appello, un invito al Presidente della Commissione agricoltura; cioè, il Presidente della Commissione agricoltura deve essere conseguente, guai a lui, se vuole che io continui a chiamarlo, a definirlo persona seria, se non fosse conseguente, cioè alle denunce devono seguire i fatti, ed allora, se è vero com'è vero che io ho chiesto che l'Assessore rassegni, presenti come abbiamo chiesto noi, le proprie dimissioni in aula, se eventualmente il Presidente della Commissione non dovesse votare la nostra mozione che in parte, anzi, su tantissime cose, lo stesso Presidente della Commissione condivide il nostro pensiero, se non dovesse votare questa mozione sarò costretto, mio malgrado, caro collega Licheri, a chiedere ugualmente le stesse dimissioni da Presidente della Commissione agricoltura, diversamente non sarei imparziale con questo giudizio, perché io ritengo che se è vero com'è vero che l'Assessore ha delle responsabilità, è altrettanto vero denunciare, sottolineare che lei presiede una Commissione molto, ma molto importante, e quindi alle denunce, ai proclami, alle accuse che si fanno sulla stampa devono seguire anche gli atti conseguenti e cioè, o si ha un risultato... lei fa parte di una Commissione, ma allo stesso tempo è anche espressione di maggioranza, quindi, di conseguenza, deve anche ottenere i risultati, se questo non dovesse avvenire io chiedo, quindi, che anche lei faccia altrettanto per una questione di coerenza e quindi di principio democratico. La mozione parla di tantissimi provvedimenti mancati, manca addirittura di non aver attuato un provvedimento che è quello di riconoscere lo stato di calamità in Sardegna alla luce degli eventi calamitosi. Io ricordo anche una proposta che fece lo stesso Presidente della Commissione per riconoscere al Sud della Sardegna i danni subiti per i prodotti vitivinicoli, ebbene, io ricordo che a queste zone vanno aggiunte quelle di Coros, caro presidente Licheri, perché anche nel Coros, in quei comuni del Nord Sardegna hanno subito gli stessi danni, quindi è bene che la Commissione agricoltura, che io so ha in mano un provvedimento legislativo, è bene che si riunisca, anche in deroga, perché no. Io stamattina voglio aprire una parentesi, stamattina ho visto che il Presidente del Consiglio, mi dispiace che non ci sia, ha autorizzato a tenere una conferenza stampa, nonostante fossimo in seduta consiliare, il Gruppo del centrosinistra alle ore 10, tant'è che il Consiglio regionale è iniziato dopo le ore 11, una cosa veramente scandalosa! Cioè, per regolamento, le conferenze stampa non si possono tenere nelle sedi appropriate se non invece nello scantinato, e allora, o si dà l'autorizzazione a tutti o a nessuno. Credo che in deroga, quindi, a maggior ragione potrebbe autorizzare a riunirsi la Commissione agricoltura per deliberare, per decidere su un provvedimento che riguarda veramente il futuro e, perché no, l'interesse degli agricoltori sardi. Quindi io chiedo che il Presidente della Commissione chieda immediatamente al Presidente del Consiglio che venga data l'autorizzazione perché la Commissione agricoltura e ambiente si riunisca in seduta straordinaria e porti avanti quel progetto di legge che tutti quanti i consiglieri componenti della Commissione all'unanimità vogliono che questo vada avanti.
Vi sono ritardi - ha fatto bene a citare queste cose stamane il collega Diana - per ciò che riguarda la spendita dei fondi POR, addirittura vi è il rischio, anzi è fondato il rischio che addirittura noi, come Sardegna, dovremo restituire le risorse alla Comunità economica europea. Intanto ci sono aziende che chiudono i battenti, ci sono padri di famiglia che vanno in fallimento come aziende, ci sono ragazzi giovani, tanti giovani che vorrebbero iniziare questo tipo di attività e non hanno le risorse necessarie per poter andare avanti, e intanto la Sardegna continua a non spendere le risorse che le vengono elargite. C'è la mancata movimentazione dei bovini; io ho un comunicato stampa della Coldiretti, dove si minaccia che addirittura, se entro venti giorni non si avrà questa risposta affermativa, loro addirittura minacciano di chiudere perfino l'arteria della SS 131, quindi io non so come faremo noi, soprattutto noi sassaresi, a garantire la presenza in aula e soprattutto nelle Commissioni quando si tratta di Commissioni così importanti come quella che poc'anzi richiamavo.
Onorevole Cugini, io la conosco da tanti anni, da quando addirittura andava nelle piazze a difendere i lavoratori dell'industria, del commercio e dell'artigianato. In questo caso lei oggi farebbe bene a difendere, come sta facendo d'altronde, i problemi del comparto agricolo, però lo faccia sino in fondo perché quando lei afferma che ciò che non abbiamo fatto - queste sono dichiarazioni sue -, quello che non siamo riusciti a fare in questi quattro anni potremo farlo da qui alle elezioni, io onestamente mi consenta, mi lasci passare questa considerazione, non è come quello che io conoscevo una volta, cioè vale a dire evidentemente lei parla in gergo politichese, anche se ha sempre fatto politica, però poiché trattasi di un personaggio che magari non ha bisogno neanche di questa presentazione o addirittura non è in corsa neppure per essere candidato, probabilmente, io gli auguro che rimanga…
(Interruzione)
A me non me ne può dare perché non siamo sulla stessa linea, e se lo facesse farebbe bene, però, voglio dire, quando lei dice che ciò che non abbiamo fatto in questi mesi, in questi anni è bene farlo da qui in poi, questo non è il linguaggio comune o almeno non è quello che io a lei le riconosco. Quindi vorrei che almeno il Consiglio regionale riconoscesse che veramente l'Assessore, non come persona perché come persona probabilmente lui voleva fare tantissime cose, forse sono gli altri che non gliel'hanno lasciato fare, io credo che comunque è bene che tragga le dovute conclusioni e credo che alla fine il Consiglio regionale voti questa mozione e noi, come Gruppo dei Riformatori, voteremo a favore di questa mozione perché noi riteniamo che sia il male minore per poter, appunto, risolvere questa situazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano. Rispetto al problema che ha sollevato riguardo la conferenza stampa convocata stamattina la posso rassicurare si tratta solo di un disguido e salvaguarderemo le regole e la prassi di questo Consiglio, la posso rassicurare questo senso.
E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io ricordo che un anziano avvocato del foro di Nuoro quando iniziavo la professione forense di fronte ad un caso davvero disperato mi consigliò di assumere la difesa e mi consigliò vivamente: "Ricordati che la migliore difesa quando non si hanno argomenti validi è sempre l'attacco. Attacca e poi qualcosa succederà". Questo mi ha ricordato stamattina il presidente Soru, fatto inusuale, si è presentato addirittura in Consiglio regionale, il nume tutelare dell'assessore Foddis che, volendo perorare la sua causa, ha ammonito la sua maggioranza: "Badate, state attenti a quello che dite perché quello che dite nei confronti dell'assessore Foddis è come se venisse detto nei confronti del vostro Presidente". E non è un caso che tra i banchi della maggioranza di centrosinistra in relazione alla mozione vi sia stato un silenzio, ma è un silenzio rumoroso, che la dice lunga su quello che sta succedendo all'interno di questa maggioranza. Forse è la vergogna di intervenire in un dibattito come questo perché vengono messe a nudo le carenze, le deficienze, i fallimenti e chi ha avuto il coraggio di parlare, e lo ha fatto una parte ben individuata di questa maggioranza e cioè i colleghi della sinistra, ha detto a chiare lettere, assessore Foddis, quello che è il senso della mozione di censura.
Non me ne voglia il collega Mario Diana e non me ne vogliano i colleghi del centrodestra che sono intervenuti questa mattina, ma se una censura politica vera, dura c'è stata è quella che è venuta proprio da un settore della maggioranza che sostiene il presidente Soru e che sostiene lei, assessore Foddis e per ciò stesso, badi, non ci sarebbe stato bisogno, forse in altri tempi, forse quando il rapporto tra un Consiglio regionale e la Giunta, tra una parte della maggioranza e il Governo si basava su ben altri valori, sensibilità politica avrebbe dovuto determinare, assessore Foddis, in lei la consapevolezza che una parte della sua maggioranza stamattina l'ha sfiduciata. Non c'è bisogno di arrivare al voto e non ci sarà bisogno di arrivare al voto. Caro Mario Diana, ha colto in pieno l'iniziativa politica di questa mozione perché è nata non con un intento persecutorio. Qualcuno si domanderà: ma perché non è stata presentata una mozione nei confronti dell'assessore Massimo Dadea ed è stata presentata nei confronti dell'assessore Foddis? Beh, una qualche sollecitazione, qualche riflessione penso che possa avvenire, che in toni pacati già chi mi ha preceduto lo ha detto, ma in toni ancora più fermi il Presidente della Commissione agricoltura, assessore Foddis, cioè il suo interfaccia, una componente essenziale di questa maggioranza, non l'onorevole Diana o l'onorevole Rassu o l'onorevole La Spisa che sono intervenuti stamattina, ma l'onorevole Licheri sa cosa le ha detto, così glielo ricordo io? Dopo aver fatto una disamina impietosa della disastrata situazione che è stata determinata da una gestione disastrata del comparto agricolo ha detto: "Bisogna fare tutto il contrario di ciò che lei, assessore Foddis, ha fatto fino ad oggi". Non lo ha detto un esponente dell'opposizione, lo ha detto un autorevolissimo esponente della maggioranza che ricopre la carica di Presidente, guarda caso, della Commissione agricoltura.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PITTALIS.) E allora, le parole, diceva Sciascia, sono pietre. Io penso che su queste almeno bisogna riflettere, su queste lei almeno non può non trarre delle conclusioni, non può addebitare all'opposizione di aver introdotto un dibattito per vis polemica. No, vuol dire che c'erano, ci sono e continuano ad esserci tutti i presupposti per una censura politica. E vede, presidente Soru ha tentato di porre la questione sul piano collegiale, ma guardate, ci sarà tempo anche per un giudizio collegiale sull'attività della Giunta, lo daranno gli elettori a giugno, eviti facili trionfalismi l'onorevole Chicco Porcu che mette nel novero dei successi un risultato di astensionismo da una competizione referendaria rispetto alla quale, come ha detto bene il senatore Pisanu in tempi non sospetti, "guardate questa è una vicenda che ha un suo percorso, altra cosa saranno le elezioni regionali del giugno prossimo venturo dove collegialmente allora questo governo regionale e il suo Presidente dovranno dare seriamente conto". Lì sarà il giudizio collegiale, e sono d'accordo che il dibattito debba rimanere per il momento, anche perché penso che non sarà la sola mozione di censura verso l'assessore Foddis perché altre gravi anomalie si rilevano in altri comparti dell'amministrazione regionale. Quindi rimaniamo nel campo delle mozioni e delle censure che riguardano non certo la persona fisica, ma come è stato ben ricordato il giudizio politico, che diamo del suo operato. E dicevo, il presidente Licheri stamattina ha parlato di fallimento della sua azione di governo, ha richiamato i ritardi nella spendita delle risorse, ha richiamato l'assoluta inadeguatezza degli strumenti di supporto e di assistenza tecnica alle aziende, ha in una parola bollato di certo fallimento tutto quello che pomposamente andate vendendo in tutte le piazze come la riforma, la madre delle riforme degli enti nel settore dell'agricoltura. C'è stato detto dal presidente Licheri che le agenzie sono assolutamente inadeguate, ci ha detto che la gestione addirittura non è corretta, badate, io uso le sue parole perché, caro Presidente, noi le sottoscriviamo tutte. Ha detto che, addirittura denunciato, cosa ancora più grave, situazioni di illegittimità e di arbitrarietà, ha messo in evidenza tutte le incertezze che investono lo status del personale, i ritardi nei processi di stabilizzazione, ha parlato di dirigenti, di commissari nominati con il sistema della peggiore lottizzazione e dei quali ha chiesto la rimozione per inettitudine. E allora, ecco, le chiedo assessore Foddis, dopo queste cose, vede, la mozione è un fatto eccezionale perché sappiamo che sono eccezionali i problemi che investono il comparto agricolo, ma la denuncia che ne è venuta dai banchi della maggioranza dovrebbe determinarla ad assumerne direttamente le conseguenze. Siccome vedo che il tempo sta per terminare...
PRESIDENTE. Concluda.
PITTALIS (F.I.). Son passati già 10 minuti, non me ne sono manco reso conto...
PRESIDENTE. Quasi...
PITTALIS (F.I.). Io, vede, ho una sensazione, ho la sensazione, assessore Foddis, che forse le campagne le avete viste dagli elicotteri o forse su un bellissimo terrazzo di qualche lussuoso albergo, quando mai avete visitato le campagne e avete fatto un'analisi vera, concreta, sulla situazione che investe il comparto agropastorale?
Se li metta i gambales e vada a vedere che cosa i pastori chiedono, che cosa gli agricoltori chiedono, stia in mezzo alla gente, facile essere seduti lì senza alcuna responsabilità, e su questo hanno ragione i consiglieri del centrosinistra perché si vergognano quando parlano di agricoltura, si vergognano quando i cittadini bussano alla loro porta perché rispetto a politiche fallimentari le risposte sono assolutamente nulle, carenti e inadeguate!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, onorevole Biancu, forse c'è l'onorevole Capelli che deve ancora intervenire.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Due nuoresi uno dietro l'altro... Bene, mi ha tolto la gioia di fare gli auguri al presidente Giagu per la sua prima seduta, Presidente, la prego di esternare, eccolo lì... e avrei voluto dire al presidente Giagu, ma lo dico a lei, che generalmente chiude l'opposizione e si tiene conto dell'alternanza degli interventi come è buona prassi e buona norma. Però prendiamo atto.
Allora, vorrei partire da questo; l'assessore Foddis è un assessore che in questo caso è un po' sfortunato perché quando il collega Diana ha preparato la mozione di censura si è discusso sul fatto che la minoranza è nelle condizioni e dico la minoranza, non le opposizioni, facendo mio quanto detto stamane dal collega Uras, era nelle condizioni di produrre tredici mozioni di censura, quella per il Presidente, ma ci sono già tre mozioni di sfiducia che non sono arrivate in Aula per quanto riguarda il Presidente e altre undici mozioni di censura perché grazie a Dio non mancano gli elementi per poter discutere l'azione di questa Giunta, per cui in una sorta di estrazione a caso è venuta fuori l'agricoltura. L'agricoltura tanto poco richiamata in quest'Aula durante la discussione della mozione se non nell'atto di presentazione della mozione da parte del collega Diana e si è cercato fin dall'intervento del presidente Soru che ci ha descritto nel suo intervento "Sorulandia", cioè una regione, io sono arrivato leggermente in ritardo mentre interveniva il presidente Soru e ho chiesto al collega, gli ho detto: "Ma di che regione sta parlando?" Pensavo stesse parlando di una regione che è molto lontana dalla nostra. Però poi ho capito che chi stava intervenendo era il presidente Soru e perciò sono entrato nel suo sogno e ho cercato di seguire il suo ragionamento. E l'aspetto politico di quel ragionamento era subito un'indicazione alla maggioranza: "Badate bene, qui non si discute la censura di un assessore, ma si sta discutendo la censura della Giunta e del mio operato". In quel momento credo che si sia distratto un attimino il collega Cugini che è sempre molto attento ed efficace nei suoi interventi pur avendo perso un po' di smalto nell'ultimo periodo perché proprio il collega Cugini richiamava al fatto, stiamo all'ordine del giorno. Qui stiamo parlando della censura di un assessore e non della censura di una Giunta, in qualche modo smentendo l'impostazione che era stata data dalla discussione da parte del presidente Soru, ma anche ieri il collega Cugini è scivolato su questo perché discutevamo di un problema di deleghe al Presidente e invece ha cercato di portare la discussione sul merito dell'azione della Commissione d'inchiesta per Tuvixeddu. Bene, io voglio stare a questo argomento così com'è stato sbagliato da alcune parti propositrici del referendum. Portare il referendum sul piano politico, ma per un semplice motivo, non ho avuto occasione di dirlo altrove, lo dico qua, è stato sbagliato perché un referendum abrogativo ha sicuramente la necessità di un raggiungere un quorum irraggiungibile a differenza di un referendum confermativo, e spero che la Corte costituzionale dia ragione di quello che sto dicendo, che non necessita di un quorum. Ed è stato ugualmente sbagliato portarla sul piano politico, lo sfratto a Soru, o quant'altro, perché quel tema, e quei temi talmente sentiti da tutti i cittadini, al di là dall'appartenenza politica, centrodestra, centrosinistra, o delle simpatie politiche, andava discusso nel merito della proposizione referendaria. E qui, sicuramente, dobbiamo fare il mea culpa, è stata sbagliata l'azione referendaria. Però fa sorridere quando chi non vuole dare interpretazioni di tipo politico, invece fa delle conferenze stampa per dare l'interpretazione politica a quel referendum. E addirittura si appropria di un 80 percento che non possiede. Pensando che in quel 80 percento c'è il 30 percento di astensionismo cronico, che c'è un 10 percento che non è informato grazie all'azione illegittima, a mio avviso - e sottolineo illegittima, almeno politicamente - da parte della Giunta della mancata informazione del fatto che c'era un referendum, più quell'altra parte della sinistra che, visto lo scivolamento sul piano politico, ha preferito non andare a votare. Se fate bene i conti questa maggioranza non ha maggioranza, non raggiunge neanche il 40 percento. E aggiungo, diamo una lettura veramente politica, questo bacino di persone che ha accettato la consultazione, che è un bacino sicuramente rappresentativo, enormemente rappresentativo rispetto ai classici sondaggi dei 1500, che voi chiamate telefonicamente per sapere come è la situazione, bene, su 300.000 sardi, il 98 percento vi ha detto, in quel sondaggio, che state sbagliando; il 98 percento vi sta dicendo dovete andare a casa. E quel sondaggio su 300.000 persone, che è composto anche da quella parte di no invocata dai compagni di Rifondazione Comunista e della sinistra estrema, che è stato invitato a partecipare al voto e ad esprimersi con un "no". E allora se vogliamo davvero dare i numeri, esagerando, godete di un sostegno della gente molto vicino al 22 percento. Perché gridare vittoria? Quindi credo che in quest'Aula delle forze politiche impegnate nel referendum nessuna possa gridare vittoria, per la mancata e mal'impostazione del referendum da una parte, e per la strumentalizzazione che ne è seguita dall'altra. Perciò fate una riflessione seria su questi argomenti. Come oggi dobbiamo fare una riflessione seria sul valore di questa censura come un valore che siamo obbligati ad interpretare tutti, perché tutti facciamo politica, e l'azione politica è comunque la nostra guida, dovremo interpretare quello che succederà di qui a qualche ora in quest'Aula in maniera politica, e fare ognuno le proprie corrette, legittime interpretazioni. Certo che è un voto politico quello che si effettua in quest'Aula, certo che è un voto nei confronti della Giunta e dell'operato della Giunta, è assolutamente vero in questo caso. È perciò daremo all'esito di questa votazione le interpretazioni corrette su questo voto, che non cambieranno il corso della storia, badate bene, non lo cambieranno perché comunque vada, e il Presidente questo lo sa, mi sarebbe piaciuto parlare con lui corpore presenti, ma questo non è possibile da un po' di tempo. Certo dà fastidio, o fa riflettere il fatto che invece il vostro Capo nazionale continui a richiamare il Parlamento e il Presidente della Camera ad una presenza del Capo del Governo nella discussione di temi importanti. Fa specie che vostro Capo richiami la deriva autoritaria del Governo nazionale, e non si sia ancora reso conto di che cosa sta succedendo, da quattro anni e mezzo a questa parte, in Sardegna. Sembra che stiamo vedendo un film già visto, già interpretato qua, di cui siamo attori di seconda fila. La delegittimazione del Consiglio Regionale è pari a quella che da qualche parte si denuncia come delegittimazione del Parlamento nazionale. E adesso si va anche ai temi demagogici e populisti di quanto lavorano i parlamentari, di quanti giorni, di quante ore, per giustificare cosa? Forse i decreti legge? Così come i decreti legge avete fatto in quest'Aula, sotto ricatto di un Presidente, sapete che non sto dicendo eresia, e sapete benissimo che è andata così. Quella storia, noi, quella che voi denunciate a livello nazionale, e che ancora non ha raggiunto i limiti di quello che è successo qui, in questi quattro anni e mezzo, voi l'avete già vista quella storia, lì la pagherete. E l'avete legittimata quella via, l'avete legittimata, legittimando il fare di questa Giunta e di questo Presidente. Mi resta poco tempo per parlare di agricoltura, ma credo che sia importante segnare il confine politico di questa censura. Che fosse più importante questo dell'agricoltura, mi permetta un lapidario giudizio Assessore, se ne sarebbe potuto parlare più approfonditamente, se qualche argomento avremmo potuto avere per parlare di agricoltura. Ma quando poco o niente si fa, di poco o niente si può parlare. Solo un dato, che riferisco sempre all'onorevole Cugini: l'agricoltura nel 2007, per i dati Istat ha compromesso il PIL regionale, lo può consultare sul sito della Regione Sardegna, avendo avuto un calo significativo del 2,2, se non sbaglio, percento. Lo dice il sito della Regione Sardegna, per quanto riguarda i valori Istat. Ne ho copia qui, poi gliela fornisco Assessore. Bene, all'epoca del suo richiamo, riguardante… che ha preceduto l'assessore Addis, nella passata legislatura i dati dell'agricoltura erano ben diversi. E l'assessore Contu, dal mondo agricolo, è stato riconosciuto sempre come uno attento ai problemi dell'agricoltura, diversamente, è vero, in questo ha ragione, dell'Assessore che ha preceduto nella passata legislatura della Giunta Palomba, che lei ha richiamato. Le do ragione su questo. Esamini bene i dati, esamini i dati pubblicati dal suo Presidente e dalla sua maggioranza, e tragga le conclusioni nel momento del voto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Mi spiace doverle dire, onorevole Capelli, che i dati che ha dato lei sono dati che evidentemente non rispondono alla realtà, perché il valore aggiunto in agricoltura, nel 2007, hanno registrato un più +1,3 percento in Sardegna, contro un -3,9 percento nel Mezzogiorno, e contro un + 0,1 percento nel territorio nazionale. Quindi, evidentemente, abbiamo dati diversi, e le posso garantire che questi che le ho dato io sono giusti, e che verosimilmente i suoi non sono esatti. Detto questo, io credo che la mozione di sfiducia all'assessore Foddis, assieme al referendum, che è stato appena bocciato dai Sardi, sulla legge 8, sulla cosidetta "salva coste", avete voluto iniziare la campagna elettorale. Con i due atti avete tentato di delegittimare le politiche di questa maggioranza, di questa Giunta, i sardi vi hanno già dato una risposta per quanto riguarda la "salva coste", vi hanno bocciato e, implicitamente, hanno apprezzato, hanno condiviso una nuova politica di sviluppo, portata avanti dal centrosinistra in questa legislatura. E io credo che altrettanto farà il Consiglio, oggi, per quanto riguarda la mozione che avete presentato, che ha la stessa valenza di apertura di una campagna elettorale. Perché siamo convinti della positiva azione di questa maggioranza, di questa Giunta, dell'assessore Foddis, di questa maggioranza, dicevo, perché ha portato avanti politiche importanti, relativamente allo sviluppo, a nuove politiche di sviluppo, al risanamento delle finanze della Regione - sapete voi in che condizioni le avete lasciate -, alla nuova politica delle entrate, alle riforme. Alle riforme nel settore dell'agricoltura, riforme che portano la firma che vede l'assessore Foddis come promotore di queste riforme, in particolare per quanto riguarda gli Enti agricoli, passati da nove a tre; la riforma dei Consorzi di bonifica, passati da otto a quattro; e questi chiaramente hanno determinato una diminuzione della spesa, hanno contribuito anche a portare una maggiore efficienza. La Spisa diceva: "L'assistenza agricola non esiste più". Ma, Onorevole La Spisa, e la stavo per chiamare Assessore, perché lei è stato Assessore della Giunta nella passata legislatura, e sa quanti danni avete prodotto. Ma dov'era l'assistenza in agricoltura quando lei era Assessore? Eravamo da vent'anni, da trent'anni che in quest'Aula si parlava di riforma, della necessità di riformare per dare nuova assistenza nelle nostre campagne. La riforma è una palla al piede, diceva, non potete dire che la situazione è peggiorata, io credo che pure in presenza delle difficoltà legate all'avvio delle nuove agenzie, disfunzioni peraltro evidenziate stamattina anche dal Presidente della commissione Licheri e chiedo che il suo osservatorio sia un osservatorio importante e io credo, e mi auguro, che ci sia un maggior raccordo tra quella che è l'attività del Presidente della commissione medesima e lo stesso Assessore Foddis. Io credo che sia innegabile che ci siamo dotati di strumenti più snelli e più efficaci che stanno incominciando a dare i frutti e che nel tempo, io sono certo, saranno in grado di rispondere a quelle che sono le aspettative del nostro mondo agricolo. L'onorevole Diana stamattina diceva e si rifaceva ad alcuni elementi contenuti nel programma Sardegna insieme, è vero, onorevole Diana, che le azioni di Sardegna insieme, previste nel programma di governo indicavano il presidio del territorio, la salvaguardia della biodiversità, anche in campo agricolo e zootecnico, la valorizzazione delle aziende in grado di puntare le produzioni territoriali di grande qualità, il favorire processi di trasformazione in loco, favorire la crescita professionale e manageriale, censire le aziende. Bene, io ho avuto la possibilità di andare a ripercorrere quelle che sono state le strategie principali che sono state portate avanti nel campo agricolo da questa Giunta dell'Assessore Foddis in particolare, e vedo interventi significativi, per quanto riguarda il riequilibrio delle aree interne per limitare lo spopolamento delle aree rurali, le risorse per gli interventi a sostegno delle aree svantaggiate e della zootecnia, la politica di aggregazione, la valorizzazione delle produzioni di qualità agroalimentare, dopo Igp, il sostegno alle misure di investimento, assicurazione agevolata contro le calamità, impostazione di una strategia di sviluppo per la pesca, l'anagrafe delle aziende agricole e semplificazione amministrativa, il nuovo Piano di sviluppo rurale.
Io credo che le strategie se valutate con attenzione e senza pregiudizi, ci si renderà conto della coerenza rispetto al programma elettorale, io voglio così citare, perché ho avuto la possibilità di viverla da vicino, la nuova programmazione leader dove la Regione Sardegna, al contrario di altre regioni, ha aumentato del 400 percento le risorse che erano previste nel precedente leader plus.
Bene, io credo che questo intervento, a favore dello sviluppo delle aree rurali, dove al centro è la multifunzionalità delle aziende, vi è da parte dell'Assessorato all'agricoltura, e da parte dell'Assessore all'agricoltura una attenzione, un accompagnamento diverso che non abbiamo visto nei precedenti programmi leader nella nostra Regione. Io credo che questa attività che sta portando avanti l'Assessore la dica lunga rispetto a quelle che sono le accuse che sono emerse in quest'Aula oggi. Io credo però, nonostante l'impegno coerente al programma portato avanti dall'Assessore Foddis e da questa maggioranza nelle riforma del settore agricolo, negli interventi strategici per il comparto agricolo, il mondo agricolo, ciononostante, vive una situazione di disagio e io credo che questo disagio non sia responsabilità attribuibile all'Assessore Foddis ma credo che sia dovuto ad alcuni elementi principali, e non credo che siano tutti, ma certamente ad alcuni elementi principali che sono quello dell'aumento dei concimi, a cui faceva riferimento il collega Diana stamattina, all'aumento dei mangimi, al basso valore commerciale delle produzioni, e nonostante un significativo aumento del prezzo del latte ovino, certamente continua il comparto agricolo a vivere una situazione di disagio. Certamente questi elementi di difficoltà non credo possano essere attribuibili all'assessore Foddis, questa situazione di disagio impone però, da parte di tutti noi, da parte della Giunta, da parte del Consiglio, da parte della Commissione competente, un impegno ancora maggiore, per mettere in campo tutte le iniziative a sostegno di questo importante comparto economico della nostra Regione. Il nostro voto alla mozione non può che essere contrario, sono sicuro che la mozione di censura verrà respinta, perché l'Assessore Foddis saprà dare le risposte ai temi emersi in questo dibattito, i temi contenuti nella mozione presentata da primo firmatario il collega Diana, e sono sicuro che saprà rassicurare rispetto alle domande pervenute in particolare dal Presidente della commissione Licheri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.Signor Presidente, signori consiglieri, la mozione è un atto di grande rilievo al quale, correttezza istituzionale e personale pone che gli si dia un'attenzione di pari valore. Le affermazioni e le valutazioni che sono contenute nella mozione, ma che sono state anche oggetto del dibattito odierno, sembrano voler accreditare l'immagine di un'agricoltura che attraversa la più drammatica crisi nella storia dell'autonomia regionale e rispetto alla quale l'Assessore è stato assente, incapace perfino di spendere le risorse economiche disponibili. Non concordiamo totalmente su questa lettura, riteniamo pertanto che sia necessario dare qualche risposta più articolata.
Certamente il comparto agricolo è gravato da numerosi e diversi problemi, più o meno intensi nelle varie filiere, talvolta strutturali, talvolta legati a congiunture temporali, certo, dibattere di agricoltura nell'autunno del 2008 significa dibattere di agricoltura dopo una straordinaria, negativa, situazione climatica con la siccità che ha interessato l'intera Sardegna, significa parlare di una situazione di grave complessità in conseguenza di speculazioni su mercati internazionali dei cereali, delle materie prime, si tratta di parlare di complessità nel costo dei concimi in conseguenza, non certamente di questa Giunta o di questo Consiglio regionale, ma di una situazione che ha interessato la speculazione sul petrolio. Pertanto il 2008 è un anno straordinariamente più complesso e negativo rispetto alle tendenze di quest'ultimo periodo, se noi andassimo a vedere per esempio il 20007 sul 2006, quindi un anno meno condizionato da questi eventi straordinariamente negativi potremmo verificare dai dati Istat, ma qualche dato l'onorevole Biancu l'ha appena dato, che la produzione lorda vendibile in Sardegna, rispetto al nazionale cresce, ma cresce soprattutto rispetto alla tendenza negativa dell'1,3 percento delle regioni meridionali, così come cresce il valore aggiunto, 2007 su 2006, l'1,3 percento in Sardegna contro il meno 3,9 nel mezzogiorno e un incremento appena dello 0,1 in Italia.
Ma dati sulla redditività delle aziende agricole, dati dell'indagine RICAREA, ci danno per esempio che la produzione media in Sardegna è di 25 mila euro contro i 23.262 della media nazionale e 14.835 delle regioni meridionali, ma questo evidentemente non ci dà alcuna soddisfazione poter dire che la Sardegna di fatto, al di là di questa situazione contingente del 2008, gravata da quelle straordinarie situazioni, dicevo, non ci dà alcuna soddisfazione dire che l'agricoltura in Sardegna sta meno peggio forse di quanto l'abbiamo ereditata. Gli elementi di soddisfazione di cui disponiamo confermano che siamo di fronte ad una situazione che non si è generata in questi anni, che in parte è attribuibile alle intrinseche caratteristiche strutturali delle imprese regionali, e come dicevo poc'anzi, in parte frutto delle più complesse congiunture nazionali ed internazionali. Di queste difficoltà, peraltro già in atto quando abbiamo assunto questa responsabilità, eravamo e siamo convinti che la difesa comunque e lo sviluppo del tessuto produttivo agricolo passi inevitabilmente per una migliore organizzazione del mondo agricolo, un mondo agricolo che noi interpretiamo come sistema, del quale le imprese agricole sono evidentemente l'elemento fondamentale, non l'unico elemento. Un sistema che è composto da una componente privata e da una componente pubblica, però entrambe chiamate ad una doverosa riflessione. Questo sistema che deve migliorare nella sua efficienza, nella sua capacità propositiva e nella capacità di reazione rispetto a tutti i vincoli, ai condizionamenti e alle opportunità che quotidianamente incidono e influiscono determinandone i risultati. In base a questo assunto abbiamo indicato gli obiettivi ed improntato la nostra azione, abbiamo individuato come obiettivo irrinunciabile la modifica dell'organizzazione di quella parte di pubblica amministrazione deputata al supporto dell'agricoltura e degli agricoltori, abbiamo messo in campo un complesso ambizioso progetto imperniato sulla semplificazione e sulla trasparenza dei ruoli, riportando il complesso panorama degli enti che si occupavano a vario titolo di agricoltura a tre sole Agenzie, ognuna delle quali ha un suo ruolo definito e chiaro. Il percorso è stato avviato non possiamo dire certamente che è stato concluso, siamo ad appena un anno dall'avvio della riforma; certo un avvio tra difficoltà, sospetti e preoccupazione di quanti, a vario titolo, erano e sono direttamente interessati dalla problematica. Sapevamo delle difficoltà ma si sta portando avanti senza alcuna soluzione di continuità amministrativa e, per quello che ci risulta, senza creare reali problemi né ai lavoratori né a chi del servizio usufruiva. Anche perché sul campo dei lavoratori stiamo definendo, con la complessità dell'applicazione che comporta, tutte le procedure in corso per quanto riguarda i precari. A conferma di questa avviata operatività ci piace rappresentare dei numeri relativamente al lavoro fatto da ARGEA, l'Agenzia regionale che si occupa dei pagamenti, forse la più ambiziosa delle scommesse della riforma, sicuramente quella il cui operato determina le più immediate ripercussioni nel mondo della campagna. In un anno, nell'anno che è compreso tra il 2007 e il 2008, sono stati effettuati pagamenti per 138 milioni di euro, vale a dire 500 mila euro per ogni giorno lavorativo, vuol dire un miliardo al giorno è stato pagato; non sono dati che m'invento sono dati che derivano dalla contabilità: 138 milioni pari a 5.500 determinazioni di pagamento, un miliardo al giorno.
In questo contesto, ci sembra opportuno citare anche la faticosa azione per la riforma dei consorzi di bonifica, che è stata portata avanti avendo come obiettivo principale l'abbattimento dell'eccessivo costo dell'acqua. Azione che è stata accompagnata dal farsi carico di una situazione che era ormai divenuta disastrosa e per la quale questo Consiglio ha destinato 65 milioni di euro per appianare il problema di cartelle pazze, ma cartelle che sono impazzite nel 2001 e in quegli anni là. Anni nei quali io credo che le responsabilità fossero diverse e non erano certamente di commissari le responsabilità in quegli anni. Anni nei quali il presidente del consorzio di bonifica, quello più citato, faceva soltanto degli acconti ogni anno, non faceva il saldo poi alla fine, prima di andare via ha messo tutte le bollette a saldo e ha lasciato in eredità una situazione di grande complessità. Perché si apprezzi sino in fondo la portata di questo intervento, sui consorzi di bonifica, basti verificare che ancora oggi, purtroppo, abbiamo delle sacche di malumore da parte del mondo agricolo, ma di alcuni, particolari e pochi, ma per importi significativi, per pagare cosa? Per pagare il saldo di 100 euro rispetto a un abbattimento che su quelle cartelle è già stato fatto.
Possiamo asserire, quindi, che questa complessa e intricata vicenda, che non è terminata rispetto alla quale l'attuazione della nuova legge ci trova impegnati nella definizione dello statuto tipo, ci trova impegnati nella collaborazione con la Consulta per quanto riguarda la definizione del Piano regionale di bonifica. Ebbene, di fatto, però oggi possiamo registrare che siamo partiti da 5,5 centesimi a metro cubo dall'acqua a 0,7 centesimi a metro cubo all'incile per tutti quanti. Certo, la percezione che si ha all'esterno non è di efficienza, certo la drammaticità della situazione non ti consente di cogliere quello che è stato fatto e quello che stiamo facendo.
Noi abbiamo sostenuto, relativamente al rapporto col mercato, che un problema grave dell'agricoltura è da ricercarsi nel nanismo delle imprese. Nanismo che può essere superato solo con un'adeguata forma di organizzazione che consenta, pur nella specificità delle varie filiere, una reale programmazione delle produzioni e un'adeguata aggregazione delle offerte. Aggregazione che è un necessario e irrinunciabile presupposto per il perseguimento di un'adeguata integrazione della componente agricola nelle filiere. Ed è in coerenza con questo convincimento che abbiamo adottato specifiche norme per promuovere, per orientare, per supportare economicamente le imprese agricole verso le uniche forme di aggregazione che nel panorama europeo, non è un fatto locale, hanno dimostrato di poter accompagnare in migliori condizioni le imprese sul mercato; e questa è l'organizzazione produttori, l'unica forma di aggregazione. Ma si guardi attorno e si veda la realtà dell'agricoltura a livello nazionale e a livello europeo qual è lo strumento che usano per poter dare protezione al reddito degli agricoltori. Certo, anche in questo caso abbiamo dovuto scontare resistenze, incomprensioni, tensioni, ma ci teniamo a precisarlo: i requisiti inizialmente proposti dalla Giunta sono stati rivisti proprio per venire incontro alle esigenze di chi li riteneva eccessivamente elevati. Gli attuali requisiti sono stati rideterminati in assoluta coerenza con le risultanze dei tavoli di concertazione, con i rappresentanti dei vari comparti. Oggi abbiamo ventitre organizzazioni produttori, abbiamo fatto dei passi avanti, ci sembra importante segnalare per esempio che il pecorino romano venduto da un'organizzazione produttori oggi quota 6,60 ma non basta, non basta organizzarlo soltanto rispetto al mercato, abbiamo l'esigenza di andare avanti ancora con delle razionalizzazioni dei processi industriali; perché chi porta a casa 6,60 poi all'allevatore non è in grado di pagare tutto alla stessa maniera, per differenze di carattere industriale, nei singoli stabilimenti. Dobbiamo aiutarli anche là. L'organizzazione produttori chiama evidentemente le imprese a un ruolo più impegnativo, nessuno si è illuso che questo percorso poteva essere comodo né scontato, ma a fronte di questa impegnativa strategia le imprese non sono state mai lasciate in balia di se stesse, non è venuto meno il supporto finanziario. Pur in una congiuntura nazionale di enorme contrazione delle disponibilità e in un contesto normativo che limita fortemente le possibilità di intervento regionali, abbiamo avuto i livelli di intensità superiori a quanto si è fatto registrare in altri tempi. Si citi, ad esempio, l'indennità compensativa: un'indennità compensativa che dal 2005 è quadruplicata, e sarà così per tutta la durata del PSR, 40 milioni di euro ogni anno. Le risorse per la misura del benessere animale, una misura che va di pari passo col pagamento del latte sulla base dei parametri di qualità, e a me dispiace che ci sia stata una non corretta interpretazione di un passaggio nel programma sulla qualità del latte. Comunque, il benessere animale, che dura cinque anni, porterà nelle casse degli allevatori 45 milioni di euro all'anno.
L'accelerazione della spesa realizzata da questa Giunta sul Piano di sviluppo rurale, continuiamo a non parlarne, ma nel Piano di sviluppo rurale 2000-2006 questa Giunta, questo Assessorato ha raggiunto l'obiettivo del profilo di Berlino, cioè siamo andati in overbooking di 66 milioni di euro, ma questo non lo diciamo mai. L'applicazione delle misure del POR 2000-2006 dove, a dispetto di tutte le informazioni inesatte veicolate sui mass media rispetto all'annualità 2006, riconfermiamo ancora una volta che nel 2006 al 31/12 la spesa realmente effettuata dall'Assessorato era di 521.149 però purtroppo la rendicontazione, perché è stata modificata la modalità di rendicontazione e non ci hanno consentito di rendicontare le anticipazioni, ci hanno rendicontato soltanto 462 milioni di euro, la differenza pari a 32 milioni di euro ma fronte di questi 32 milioni di euro, dove un disimpegno al quale avevamo fatto opposizione si contrappongono però 66 milioni di euro che invece abbiamo portato a casa con il profilo di Berlino. Sono dati dalla contabilità ufficiale. Ma io dico che a fronte di questo possiamo dire una cosa, che comunque gli operatori non hanno perso e non perderanno un euro perché quanto programmato e quanto concesso per la realizzazione degli investimenti aziendali verrà mantenuto, peraltro il Consiglio regionale in un'apposita finanziaria aveva destinato altri 63 milioni di euro per questo obiettivo. Però ci sono i dati più significativi che vorrei dare, e che ritroverete nel sito, per quanto riguarda il 2008 dai dati forniti da ARGEA possiamo ragionevolmente dire che la spesa, che la soglia di spesa per il 31.12 la raggiungeremo, infatti la misura 4.9 ha una quota programmata di 183 milioni 092 ad oggi abbiamo già pagato 192.684 milioni solo che in questi 192.684 milioni vi sono le quote di anticipazione, quote di anticipazione che per poter essere rendicontate dovranno andare a collaudo, però abbiamo impegni già assunti per 245 milioni, impegni già assunti a valere su quei 63 milioni di risorse regionali. La 4.10, sulla 4.10 abbiamo una quota programmata di 126.372.000, abbiamo effettuato pagamenti per 131.442.000, abbiamo impegni per 174 milioni, quindi io credo che abbiamo gli elementi che ci consentiranno di poter raggiungere tranquillamente l'obiettivo ma al fine di avere maggiore certezza su questo fatto abbiamo recentemente accelerato anche le procedure amministrative per la rendicontazione. Io credo quindi che da questo punto di vista noi siamo fiduciosi sulla capacità di portare a termine l'utilizzo che è stato fatto di tutte le risorse. Soltanto quelle regionali ma anche quelle comunitarie, non è mai venuto meno il sostegno al comparto anche per quanto riguarda i rischi dell'impresa agricola, sono stati destinati 12 milioni di euro per assicurazioni e se le assicurazioni fossero state effettuate a valere su quelle risorse avremmo forse potuto affrontare in maniera drammatica, ma meno pesante per gli agricoltori, il fatto relativo anche alla siccità.
Noi riteniamo quindi che unitamente al lavoro che stiamo facendo, perché abbiamo già fatto tutti i bandi dell'asse 2, stiamo presentando tutti i bandi dell'asse 1, abbiamo già presentato i bandi del GAL , l'onorevole Biancu è stato esaustivo nel dire il lavoro che stiamo facendo per quel che riguarda i piani di sviluppo locale, ma quei piani di sviluppo locale che danno risposte all'interno, non voglio dire che mancano i problemi in agricoltura, ci sono, sono difficili da risolvere ma ci stiamo impegnando, ma stiamo insegnando soprattutto a risolvere le questioni strutturali perché purtroppo seguire i drammi privati non sempre è facile.
Colgo, con lo spirito costruttivo tutte le critiche che sono arrivate e le osservazioni e le sollecitazioni del Presidente della Commissione agricoltura, io credo che finito questo incontro avremo modo di ritrovarci, e assieme programmare una serie di appuntamenti puntuali, precisi, sui temi, sugli argomenti affinché si prosegua con il contributo indispensabile da parte della Commissione agricoltura, sui singoli temi, no su un calderone generale, concordiamo con la gradualità delle priorità, e io credo che questo sarà nel miglior ospizio non soltanto per la soluzione dei problemi ma per superare quella apparente divisione istituzionale che di fatto non c'è, ancorché la si voglia strumentalizzare. Grazie, presidente Licheri, per lo stimolo che il suo intervento ha dato, io non lo giudico come una mancanza di fiducia, la giudico invece la volontà di intervenire per risolvere i problemi dell'agricoltura. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Va bene, colleghi, dobbiamo mettere... il presentatore della mozione può eventualmente replicare, onorevole Diana, non avevo prenotazioni... non funziona la sua richiesta elettronica? Che non ho nessuna prenotazione
Ha domandato replicare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Pensavo fosse un atto dovuto, se così non è...
PRESIDENTE. Non è obbligatorio...
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Ma io siccome avevo già letto l'intervento dell'Assessore non deve meravigliare questo se io avevo già letto l'intervento dell'Assessore, so che il dottor Francesco Foddis quando è stretto all'angolo è un animale difficile, è sempre stato così non da oggi. Lo è forse da trent'anni. E quindi ha dovuto misurare tutte le parole; Assessore, non abbiamo risolto nulla la gente era scontenta e ancora più scontenta è oggi, e le bastonate che lei ha ricevuto dai colleghi del centrosinistra, che non sono un cosettine da nulla, sono cose importanti, ora poi stamattina è venuto in soccorso il Presidente della Regione, beh certo ascoltare il Presidente della Regione in apertura, e quindi con una difesa quasi non richiesta in quel momento. Il Presidente della Regione ha voluto in questa circostanza ancora una volta riportarci indietro negli anni nei quali governavano altre maggioranze e ancora si è rifatto al passato. Io mi sono rivolto al presente, ma ancora di più le dico, Assessore, che lei ha mancato di rispetto a tutto questo Consiglio regionale e non oggi, e mi meraviglia tanto che i colleghi del centro sinistra, il Capogruppo del Partito Democratico in testa, che con me ha sottoscritto un documento votato all'unanimità in questa Aula: un ordine del giorno nel quale le si dava un'indicazione ben precisa, Assessore. E lei non ha mai risposto alle cose che noi le abbiamo chiesto, glielo ha chiesto il Consiglio regionale e non eravamo in campagna elettorale né per il referendum, e né peraltro e io non sono in campagna elettorale, onorevole Porcu, lo riferisca al presidente Soru, mi sono sempre misurato e sono andato a bussare per chiedere i voti, non ho avuto bisogno di bassezze di questo genere, se per lei sono bassezze.
Lei aveva l'obbligo di proporre in tempi brevi al Consiglio regionale un organico progetto di rilancio complessivo del settore agricolo, aveva l'obbligo di farlo perché questo era la volontà del Consiglio. Non lo ha fatto, ha ritenuto di non dare seguito alle cose che ha detto il Consiglio regionale, le abbiamo detto di più, il 27 di novembre di impegnarsi immediatamente per lo stato di calamità naturale per tutto il territorio della Regione Sardegna, avete assunto la delibera il 28 di settembre, Assessore, o il 24 di settembre. Allora di che cosa stiamo parlando, lei certamente si legge le sue belle cose e ha perfettamente ragione, Assessore, l'onorevole Porcu stamattina ci ha detto che i nuovi enti agricoli hanno risolto molti problemi, ma di che cosa stiamo parlando? Ma lei lo sa, onorevole Porcu, chi è che ha fatto questo documento, lo sa lei chi l'ho fatto questo documento, commissionato dalla Giunta, se lo faccia dire dall'Assessore chi lo ha pagato, ma si faccia dire ancora di più, qual è il rapporto che esiste oggi tra la LAORE e l'ARA vorremmo capirlo che rapporto c'è, Assessore, perché il rapporto che esiste tra la LAORE e l'ARA che è un rapporto veramente straordinariamente, secondo me, illegittimo perché fino a quando l'ARA riceveva le risorse da parte del Consiglio regionale dalla finanziaria e comunque dalla Regione Sardegna agiva per proprio conto, oggi LAORE affida all'ARA consulenze tecniche per le quali dovrebbe fare dei bandi internazionali addirittura e l'Assessore queste cose le sa benissimo, le conosce benissimo, quindi non avete sistemato proprio un bel niente l'assistenza tecnica in agricoltura, ma stiamo scherzando veramente? Ma fatevi un giro nelle campagne per chiedere chi sono i tecnici vostri che vanno nelle campagne a dire agli allevatori e agli agricoltori questo è meglio di un altro, oppure questa coltura è quella necessaria per far cambiare quel PIL di cui lei c'ha parlato, Assessore, ci vuole mica tanto. Il Presidente stamattina ci ha detto che il prezzo del latte, con la sua gestione, era salito da 0,60 a 0,80. Ci vuole veramente del coraggio, ci vuole veramente dal coraggio! Dopo che abbiamo … 14 centesimi per il prezzo del latte nel 2005, oggi ci si viene a dire questo? Ma lo sa il Presidente? Certo che il Presidente lo sa, perché il rapporto dollaro-euro lo conosce troppo bene, lo conosce meglio di tutti quanti noi messi insieme. Ma lo sa? L'Assessore lo sa benissimo che il pecorino Romano nel 2006 era a 3 euro e 70 sul mercato americano, oggi è a 6 euro 80, Assessore. E' troppo facile portare il prezzo del latte da 0,60 a 0,80, o a 0,83, perché ho conferme che ci sono degli industriali che stanno chiudendo a 0,83, addirittura. Ma che ragionamenti sono, se il mercato internazionale è diventato quello che è diventato? Certo che ci dobbiamo preoccupar adesso, ci dobbiamo preoccupare sì, perché la crisi americana potrebbe veramente rallentare di nuovo il consumo di quel particolare prodotto, e allora altro che 0,70, sarà 0,30, sarà 0,20, sarà nulla, sarà il nulla. Di fronte a queste emergenze, lei, Assessore, pensa di aver dato risposte? Noi non gliele chiedevamo oggi le risposte, noi, Consiglio regionale, attenti osservatori della politica sarda, l'abbiamo impegnata con un ordine del giorno. Lei aveva l'obbligo di venire qui e dire al Consiglio regionale: "La situazione è questa, noi vorremmo fare questo, questo e questo. Cosa ne pensa il Consiglio, cosa ne pensa la Commissione agricoltura?" Nessuna di queste risposte ci è stata data, e lei oggi non si può sentire toccato, Assessore, perché ha detto che ci sono numerosi e diversi problemi. Li ha trovati questi numerose e diversi problemi? Non ci ha detto che li ha risolti? C'erano e sono rimasti. E se anche fossero state raddoppiate le risorse che sono state messe in campo, ma lei pensa veramente che gli agricoltori e le famiglie sarde se ne siano accorti? Non se ne sono affatto accorti. Perché ha dovuto ammettere lei, come l'ha dovuto ammettere l'onorevole Biancu, che il prezzo dei concimi, il prezzo delle sementi, il prezzo delle materie prime per l'agricoltura è straordinariamente aumentato. Ma lì dobbiamo andare a incidere, ma con una politica che sia una programmazione seria, bisogna cambiarla l'agricoltura, Assessore. Lei lo so che lo sa fare, ma non lo ha fatto, ecco perché io la censura non la posso ritirare. Sono fondamentalmente convinto che lei non meriti una censura da questo Consiglio regionale, però è impossibile che politicamente ai sardi noi non diciamo: "Il fallimento è in toto in capo alla Regione Sardegna". Non può essere additabile solo ai mercati internazionali, solo alla crisi americana, sono ai mercati cinesi, solo all'importazione dei prodotti contraffatti, non è così che funziona, e lei risposte non ne ha dato, come non le ha date in tanti anni, quando forse qualche sollecitazione in più, anche da quel comparto che lei conosce meglio, e che oggi tacitamente soffre, e non so ancora per quanto tempo continuerà a soffrire. Io credo che sia necessario che lei torni in quest'Aula, se rimarrà Assessore dell'agricoltura, se deciderà di fare altre cose, per esempio di tornare al suo vecchio incarico, e io glielo auguro, forse potrebbe essere molto di produttivo, certamente per lei, e forse anche per una buona parte degli abitanti di Arborea. Ma se dovesse rimanere Assessore dell'agricoltura ? Io questo invito non lo faccio a lei, io ribadisco l'impegno, e chiedo che quello che l'ordine del giorno aveva stabilito ritorni qui, e non per parlare con questi toni, non per criticare la politica della Regione Sardegna, ma per sentire che cosa ha da dire l'onorevole Cugini sull'allevamento del bestiame, per sentire che cosa ha da dire l'onorevole Lanzi sulla cultura dei carciofi, sulla cultura degli asparagi a Samassi, per sentire che cosa hanno da dire tutti i nostri colleghi, per sentire che cosa ha da dire l'onorevole Rassu sugli allevatori di bovini che ci sono nella sua zona. Che cosa ha da dire l'onorevole Lai su ciò che sta succedendo nella Gallura oggi col bestiame che non si può muovere, per parlare di queste cose e non per criticare lei o per criticare la Giunta regionale, che va a criticata certamente in toto, l'hanno detto i miei colleghi, e io mi sono astenuto dal farlo. Però, Assessore, le risposte che lei ha dato sono totalmente sufficienti, non ha risposto neanche alle cose importanti che erano contenute in questa mozione, e non ha risposto neanche alle interrogazioni che le sono pervenute per tante volte. Allora, per quale motivo noi non dovremmo censurarla? Noi censuriamo il suo operato di Assessore, non censuriamo il suo operato di Francesco Foddis, censuriamo il suo operato. L'agricoltura sarda soffre, soffre moltissimo, non abbiamo avuto risposte, ma ciò che è più grave non ne hanno avuto i sardi.
Finisco con il problema della pesca, Assessore. Non ne ha parlato, lei, forse la pesca non le sta a cuore, ma nella misura A4.7 lei non può mettere 6 milioni di euro e destinarne 2 milioni a far distributori di carburante nei porti, non è assolutamente possibile. La più grossa marineria della Sardegna, che è ad Oristano, e a lei dovrebbe starle a cuore, è assolutamente trascurata. Ma di che cosa stiamo parlando? I problemi sono questi, Assessore, poi le chiacchiere si fanno nei convegni, e va benissimo fatte nel salone del CIS, vanno fatte bene quando si va a Barrali a fare convegni, ma non va bene in questo Consiglio regionale, perché qui c'è gente attenta, c'è gente che conosce i problemi, e c'è gente che poi riporta e riporta, da fuori a dentro, e da dentro a fuori. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Mettiamo in votazione la mozione. Chi intende parlare per dichiarazione di voto può farlo.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Quanto tempo abbiamo?
PRESIDENTE. Tre minuti come sempre.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Tre minuti, benissimo. Stamattina, nelle mie considerazioni, lo dico per chi si è contrapposto, non volevo convincere nessuno. Io ho espresso la mia opinione e non pretendevo di convincere il collega Moro o altri colleghi che sono intervenuti stasera, compreso il collega Cassano, perché sono convinto che le loro opinioni sono maturate nel tempo, sono cose nelle quali credono, e non penso che basti un intervento di uno noi per fargliele cambiare. Quindi, non avevo questo obiettivo. Però, un obiettivo, e lo confermo, ce lo avevo, e mi fa piacere che il collega Diana lo abbia richiamato, io volevo e voglio fare in modo che le norme che ci siamo dati, riferite alla censura, in questo caso proposta per l'assessore Foddis, fossero limitate a quell'argomento. Diversi colleghi dicono: "Ma è stato il presidente Soru che le ha estese". Che cosa vuol dire, che siccome lo ha detto il presidente Soru io devo essere d'accordo? No, non sono d'accordo, e lo dico perché si tratta della prima discussione, e il presidente Soru ha espresso una sua opinione, che non coincide con la mia opinione, ma non devo convincere nessuno, neanche lui. Ma se dovesse passare l'idea che si può strumentalmente fare l'operazione opposta, allora, io dico: "Se discutiamo di tutti…". Faccio un esempio di natura paesana: io penso che se facciamo un ragionamento su tutta la Giunta, l'assessore Mannoni, che è gallurese, come me, merita un richiamo positivo, non solo quando lo fa Nizzi del centrodestra, ma quando lo facciamo comunemente tutti noi, e anche altri assessori che non cito. Ho citato Mannoni solo per fatto di campanile, visto che non mi devo candidare, quindi non devo chiedere voti di preferenza. Però c'è una cosa che voglio dire, e finisco, io posso essere invecchiato come tutti voi, ma non sono ingenuo. Io non mi considero ingenuo, e sbaglia il collega Moro, che ha un nobile cognome e basta, a pensare che io possa votare con il centrodestra per sfiduciare il centrosinistra. Ma è ingenuo chi lo crede! Anche quando il collega Moro dovesse dire le cose giuste, privatamente che sono giuste, gli voto contro, perché sostengo la parte del centrosinistra, e la sinistra, compreso il presidente Licheri, voterà…
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io comprendo le giustificazioni addotte dall'onorevole Cugini, ma oggi abbiamo assistito a un fatto importante, significativo sotto il profilo politico. Dopo cinque anni di governatorato opprimente e soffocante, che io mi auguro cessi, perché altri cinque anni di questo sistema ci farebbero cadere dal baratro alla tragedia. Perché dico questo? Perché il Presidente oggi, per la prima volta, si è presentato in aula non a dirci i motivi per i quali si era interrotto il rapporto di fiducia con tutti gli Assessori che lui ha cacciato, ma per difendere chi, l'Assessore? No, per difendere se stesso. Ha voluto difendere se stesso e ha voluto mettere insieme la censura nei confronti individuali di un Assessore come censura nei confronti della Giunta, una tattica che l'onorevole Soru conosce bene e che ha portato sempre in questa Aula per dividere le forze politiche; ma non ha difeso nulla, perché la difesa dotta non corrisponde allo stato dell'arte, è una situazione complessiva che attanaglia tutto il mondo agricolo e il mondo contadino, non lo diciamo noi, l'hanno sostenuto forze politiche non della minoranza. La riforma degli enti agricoli è al palo, non è operativa, si è distrutto un sistema e non se n'è costruito un altro, tutte le riforme sono iniziate, nessuna è terminata; tante riforme così. Io vi faccio l'esempio; la tariffa dell'acqua è superiore al reddito dell'azienda, bollette che oltre ad avere il prezzo puro dell'acqua hanno gli ammenicoli, per che cosa? Per pagare i gettoni di presenza dei carrozzoni che sono stati costruiti in questo tempo. Il rapporto, Assessore, tra la struttura dell'Assessorato e il mondo contadino non esiste più, non si riesce più ad avere un colloquio con un direttore di servizio, cosa che negli anni in cui avveniva sistematicamente, qualunque contadino sardo voleva incontrare un direttore di servizio lo incontrava, oggi non è così. Ma il POR 2006, guardate, 30 mesi per esaminare le pratiche, 2 mesi per realizzare le opere; due sole cose, o le opere sono state fatte in barba alla legge, oppure noi siamo alle soglie di una nuova "44", dovremo restituire i fondi all'Unione Europea, su 6000 progetti se ne possono soddisfare il 15 per cento, su questi 900 progetti, 400 non sono ancora decretati. Dopo 46 mesi, o quanti sono, noi diamo due mesi per fare le opere; ma, dico, questa è una cosa assolutamente impropria; la Sicilia ha fatto se i bandi, noi ne abbiamo fatto uno e mezzo, e adesso pretendiamo di ottenere in due mesi quello che non è possibile ottenere. Guardate, questa sarà una nuova Caporetto per il mondo agricolo, lo denuncio in questa aula, perché queste cose che ho detto sono veritiere. Ecco perché io voto...
PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Grazie Presidente. Assessore, io sarò sincero, l'ipocrisia non è un mio pregio. Io non sono soddisfatto, e ho ragione di credere di non essere da solo nel mio Gruppo, del suo operato in questi anni, in un Assessorato che è il più importante forse della nostra Isola, forse anche perché su di lei erano state riposte tante aspettative, ma, poco male se sono io a non essere soddisfatto, è possibile che non abbia tutti gli strumenti per dare le giuste valutazioni, un semplice consigliere regionale di Sardara, un piccolo Comune del Medio Campidano che ha conosciuto l'agricoltura solo per aver fatto il bracciante da giovane, il problema è che è il mondo agricolo a non essere soddisfatto, c'è un profondo malessere nel mondo agricolo. Il Consiglio regionale ha fatto alcune buone riforme, sono state ricordate stamattina da alcuni colleghi: il riordino degli Enti agricoli, dei Consorzi di bonifica, la definizione dell'autorità di bacino, ma se gli agricoltori e gli allevatori non hanno percepito la bontà di queste riforme, è possibile che qualche problema ci sia nella fase attuativa delle riforme stesse. Se oggi abbiamo sotto il palazzo del Consiglio regionale gli operatori dell'ARA, e ne stiamo parlando da tre anni, e ancora non abbiamo inserito nella definitiva attuazione delle riforme degli enti agricoli questi lavoratori, qualcosa non quadra, qualcosa non ha funzionato. Se sui precari dei Consorzi di bonifica ci pronunciamo nella definizione della legge e mettiamo in leggere cosa deve succedere, se la Commissione si esprime all'unanimità per il loro inserimento nel Consorzio di bonifica e questi precari oggi sono ancora sotto il Consiglio regionale, qualcosa non funziona nella fase attuativa. Se oggi i tribunali si esprimono sui pignoramenti delle aziende agricole, evidentemente quanto è stato pronunciato da quest'Aula e dalla Commissione agricoltura non ha avuto un seguito sull'indebitamento delle aziende agricole. Se c'è questo malessere quindi, Assessore, qualcosa non va. Però io, pur condividendo, la faccio breve perché ho visto che il tempo sta già scorrendo, gli sviluppi e le ragioni dell'azione di censura, ho due motivi per non accoglierla; uno, perché surrettiziamente si vuole trasformare una censura al suo operato, e l'operato dell'Assessorato all'agricoltura è una censura dell'intero Esecutivo e dell'intero centrosinistra, e io non posso seguire il centrodestra su questa strada, secondo ordine di motivo è che siamo fuori tempo massimo, perché sostituire un Assessore ad otto mesi dalla fine della legislatura, si rischia di fare maggiori danni rispetto a quelli che invece si vogliono riparare con una discussione che pone al centro i temi gravi in cui si dibatte la nostra agricoltura. Io penso, Assessore, che oggi siano emerse....
PRESIDENTE. Concluda.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). ... Molte sollecitazioni che lei ha recepito anche nella sua replica. Per questa ragione, il mio voto negativo sulla mozione di censura costituisce un'apertura di credito nei suoi confronti; in otto mesi può essere recuperato parte di quel lavoro che poteva essere fatto prima, e posso concludere con una battuta, Assessore. Io penso che in questi otto mesi lei possa prepararsi insieme a noi, perché saremo noi sottoposti ad un esame, è l'esame che ci aspetta fra otto mesi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Noi non seguiremo il centrodestra in questa mozione perché impregnati di bava ideologica, dobbiamo ammettere e ringraziare l'onorevole Diana, invece, per i contenuti, la serietà, gli obiettivi, la competenza, la conoscenza e la bellezza di questa mozione che ha anche permesso stamattina al presidente Soru di assumersi totalmente la responsabilità politica della desertificazione di questo comparto. Sull'assessore Foddis si sprecano i complimenti, e noi non ci esimiamo perché personalmente non c'è nulla di negativo nei suoi confronti; lei passa, dottor Foddis, per un super tecnico, ma a maggior ragione, conoscendo così profondamente il comparto, perché ha subito le imposizioni di chi vuole veramente accentrare sempre più potere nel suo petto? Perché queste false riforme che non danno efficacia e non possono passare attraverso un calcolo aritmetico? Otto Consorzi diventano quattro. Ma chiediamo ai poveracci delle campagne che stanno subendo le conseguenze di questo disordine, di questo caos, quali sono i vantaggi per gli attori principali. Ecco perché voteremo a favore di una mozione che ha posto di nuovo il problema drammatico che si consuma in questa legislatura. L'esautoramento della grande professionalità di certi Assessori è dello stesso Consiglio, anche la cattiveria nel governare contro la sua stessa maggioranza, l'ossessione di voler fare riforme che permettano a un uomo solo di gestire un comparto così complesso, la vergogna di fa parte della quinta Commissione, quella dell'ambiente, che non riesce a riunirsi perché non riesce ad avere neanche il sostegno, il numero legale, io posso dirlo, senza ombra di smentita, che al di là della bava ideologica, sinistra, destra, ho sempre garantito la presenza per dibattere, per dare un contributo a uno dei volani dell'economia sarda, ecco perché bisogna uscire da questi schemi; ormai, la becera opposizione che può inventarsi anche cattiverie, lascia lo spazio al calendario, fra otto mesi daranno un giudizio sull'operato di questa Giunta i sardi, non c'è scampo, e anche le acrobazie di chi ha una fascia lombare formidabile che riesce a fare il doppio, il triplo salto mortale, lascerà spazio inevitabilmente al giudizio insindacabile dei sardi; l'agricoltura in ginocchio, l'assessore Foddis, pur essendo un buon tecnico ha subito il dominus, le decisioni, la solitudine, la tristezza che avvolge anche questa istituzione, perché non sono un climatologo, ma veramente c'è un inverno freddissimo dal 2004, 14 luglio, fino adesso, e penso che il clima peggiorerà sempre più, e fanno male i consiglieri liberi, soprattutto quelli della quinta Commissione, che vedono le difficoltà con cui noi subiamo assenze....
PRESIDENTE. Concluda.
ATZERI (Gruppo Misto). Concludo, Presidente, con amarezza, e voteremo con grande gioia questa mozione, che ha avuto il pregio di riportare la politica al centro dell'attenzione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Io mi rivolgo, soprattutto, non alla giustificazione, che tra l'altro poi è stata considerata come è stata considerata da parte dell'Assessore, ma allo strenuo difensore dell'indifendibile, cioè all'onorevole Biancu, e lo sfiderei, sfiderei veramente l'onorevole Biancu ad andare ad una riunione della Coldiretti, dell'Unione agricoltori, della CIA, e pronunciare quello che ha detto qui dentro; io sono convinto che ci sarebbero problemi di incolumità fisica. Ecco per quale motivo dovrebbe, prima di pronunciare queste parole, qui, rivolgendosi praticamente ad una categoria che sta subendo quello che sta subendo il comparto agricolo e pensare veramente se sia il caso no di spendere qualche parola a difesa di chi sta languendo e addirittura non riesce a trovare neanche le motivazioni per continuare a vivere. D'altronde anche i dati per l'Assessore, a meno che non si diventi struzzi e si metta la testa sotto la sabbia, basta considerare quante volte e per quanto tempo le organizzazioni di categoria hanno piantonato qui la nostra Regione; quindi sto dicendo che addirittura anche le parole di difesa del collega Cuccu, dice: " Le stiamo aprendo un'altra situazione di credito perché siamo fuori tempo massimo. Non si può perché le votazioni sono alle porte perché altrimenti le avremmo dato anche noi la sfiducia". Se dovessi continuare… perché d'altronde stiamo vivendo all'interno della Commissione agricoltura una situazione veramente kafkiana: non si riesce a riunire la Commissione agricoltura, per essere chiari e chiamare le cose col proprio nome, da quando il collega Licheri ha preso la Presidenza. C'è un malessere che serpeggia all'interno della maggioranza e oggi addirittura non sono stati neanche coesi, sono stati così coesi nel cercare di difendersi perché hanno davanti al loro il baratro tanto che addirittura il collega Cugini, come gli ho detto che stamattina ha fatto un salto con l'asta, dice: "Guarda, caro Assessore, quello che hai fatto effettivamente non va bene, però io voto contro la sfiducia". Io non penso che sia il caso di essere ingenui: qua bisogna chiamare le cose col proprio nome perché qui non dobbiamo difendere l'indifendibile, qua dobbiamo difendere i sardi, qui dentro noi siamo i rappresentanti! Io non penso, caro collega Cugini, che si possa parlare in un modo, predicare in un modo e poi andare nelle rispettive zone e dire: "Io sto difendendo i tuoi interessi". Invece noi stiamo difendendo gli interessi solo della stabilità di questa maggioranza, ma non certo dei sardi.
Ecco per quale motivo con molta convinzione votiamo questa mozione di sfiducia e mi auguro che anche altri Assessori…
PRESIDENTE. Concluda.
MORO (A.N.). …possano effettivamente rendersi conto - grazie, Presidente - che una campana come quella suonata per l'assessore Foddis può essere anche suonata per diversi altri comparti. Grazie.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a chiudere nel tempo dato. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore della mozione di censura anche perché devo dire che la replica dell'assessore Foddis non ci ha assolutamente convinto e questo non ci sorprende, ma non ha convinto sicuramente anche in base alle accuse che sono emerse questa sera anche dai banchi della stessa maggioranza, dove chi parla non è un consigliere qualsiasi, ma è il Presidente della Commissione agricoltura che conosce bene quali sono i problemi dell'agricoltura e che sa quale attenzione sta prestando oggi questa maggioranza ai problemi dell'agricoltura. Allora lui sa che per mesi la Commissione agricoltura non si è riunita perché non c'era il numero legale, evidentemente l'interesse di questa maggioranza nei confronti dei problemi agricoli è questo. Ma io mi sarei aspettato che da parte di quella parte politica ci fosse, invece, un atteggiamento conseguente per quanto riguarda l'esito della votazione, invece noi oggi assistiamo al solito teatrino della politica che ha sbagliato la Giunta, ha sbagliato l'Assessore che non risolve i problemi dell'agricoltura, però noi votiamo a favore perché dobbiamo difendere gli interessi della nostra parte politica, le nostre poltrone e non gli interessi dei sardi. Io credo che avrebbe dovuto fare un ragionamento diverso, insomma chi attacca la Giunta regionale poi deve essere conseguente ed esprimere un voto conseguente alle cose che si stanno dicendo.
Allora, Assessore, noi votiamo la mozione di censura perché lei non ha indicato nessuno dei nodi che devono essere sciolti per risolvere i problemi dell'agricoltura in Sardegna, perché i problemi che attanagliano l'agricoltura lei li conosce bene, sono i problemi dei costi dell'agricoltura, sono i problemi infrastrutturali, sono i problemi dell'indebitamento. Lei non ha detto una parola di tutto questo. Lei ha parlato di come sta impegnando i fondi POR! Ma io mi sono chiesto: in quale lingua stiamo parlando? Io avrei voluto che queste cose lei le dicesse in qualche assemblea di piazza dove ci sono gli agricoltori, per rendersi conto che effettivamente le cose che ha detto sono cose che non esistono, che non riguardano il mondo agricolo e agro-pastorale. Allora è mancata nella sua replica, così come nella politica agricola di questi anni, una politica di rilancio vero dell'agricoltura. Questo è vero problema ed è per questo che noi bocciamo l'Assessore, ma soprattutto bocciamo la Giunta perché noi riteniamo che l'agricoltura, al di là delle cose e dei risultati che lei ha elencato, invece stia attraversando un momento drammatico, il peggiore sicuramente della sua storia. Pertanto noi non possiamo che votare questa mozione di censura anche perché i problemi dell'agricoltura mi pare che siano sotto gli occhi di tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, avendo sentito i colleghi del centrosinistra che sono intervenuti e tra l'altro quelli più sensibili e avvertiti verso i problemi del settore, non può che confermarmi nell'ipotesi in cui stamattina sostenevo il fatto che il presidente Soru con l'intera Giunta era qui presente non tanto per giustificare l'assessore Foddis, quanto per far capire alla sua maggioranza, al centrosinistra, dove si registrano forti tensioni, quello che era necessario fare: qualunque cosa purché si voti e così i colleghi del centrosinistra fanno. Ma quel che è grave è che dalla relazione dell'assessore Foddis è trapelato che una serie di numeri, una sede di condizionamenti pongono il fatto che ci sia esclusivamente una condizione dettata dal tempo, dal fatto che ci sia o siccità o troppa piovosità o chissà che cosa per cui l'agricoltura va male o adesso perché le politiche agricole sarde sarebbero inserite in un contesto economico globale viziato e quindi in un sistema macroeconomico necessitato da azioni che incidano sul consumo ed in particolare sostengano le piccole e medie imprese ed in particolare le imprese agricole. Ma quale di queste attività di sostegno all'impresa è stata posta in essere nel sistema agricolo della… forse è scappato l'assessore Foddis, ha avuto qualche problema. Volevo dire…
PRESIDENTE. Coraggio, onorevole Dedoni, eh insomma…
DEDONI (Riformatori Sardi). No, siccome non lo vedevo più in aula…
PRESIDENTE. E va beh, ci si può assentare, così come lei ogni tanto esce. Su!
(Interruzioni)
DEDONI (Riformatori Sardi). No, insomma, adesso ho sollevato lo sguardo, cercavo di capire dov'era. Stavo dicendo che ancora non si è avuta neanche la sensibilità sociale di capire quali sono i sommovimenti nelle zone interne, la pericolosità e la drammaticità in cui vive la popolazione delle zone interne in cui incominciano ad essere presenti nuovamente azioni che vedono l'abigeato, cosa che si era dimenticata. Questa è la povertà dell'agricoltura! Dove sono i miliardi decantati dall'Assessore? Quale incisività hanno avuto nel tessuto sociale? Qual è l'importanza per PIL agricolo della Sardegna? Io sfido veramente l'Assessore dell'agricoltura. E allora non può che esserci una condizione data, quella del voto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Piano con i microfoni che sono delicati, quindi non prendiamocela con i microfoni che non c'entrano niente.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, la discussione che c'è stata oggi, pur con momenti di scadimento, io penso che sia stata però estremamente utile e ci ha consentito di esaminare la condizione di difficoltà in cui si trova il comparto agricolo sardo. Devo registrare però che, presi dalla voglia di mettere sul banco degli imputati l'Assessore e di trovare un capro espiatorio, in pochi, troppo pochi, hanno fatto cenno alla crisi generale, alle scelte comunitarie che, come tutti sappiamo, condizionano la nostra fragile economia, in modo particolare in questo campo. Io penso inoltre che in questa fase di riforme con difficoltà dei mercati e la crisi finanziaria internazionale, a maggior ragione però Assessore ci deve essere un salto di qualità, uno scatto straordinario imposto dall'eccezionalità della situazione, situazione straordinaria, decisioni, comportamenti straordinari. Si tratta di recuperare, è stato detto da più parti, il tempo perso, perso negli ultimi decenni, però con onestà intellettuale dobbiamo dire anche perso in parte negli ultimi quattro anni. Tuttavia alcuni dati, i colleghi dell'opposizione che l'Assessore ha citato, sono da tutti noi verificabili, non è possibile liquidarli con la solita elencazione dei numeri, se qualcuno ha altri dati li citi in contraddittorio, in contraddizione con quanto ha affermato l'Assessore. E badate, questo lo dico non per essere tranquilli, tutt'altro, dobbiamo essere tutti impegnati comune per comune, azienda per azienda, ma soprattutto con un'azione generale a cambiare la condizione delle nostre campagne. Per queste ragioni noi non seguiamo il centrodestra, ovviamente, e il Gruppo del P.R.C. voterà contro la sfiducia all'assessore Foddis perché come ho detto nell'intervento precedente non ci sono fondati ragioni e perché riteniamo la richiesta strumentale e preelettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Mi dispiace non essere stato presente stamattina ad ascoltare il presidente Soru, ma mi sono fatto stampare il suo intervento. Presidente Soru, Assessore, dice che abbiamo un progetto per l'agricoltura, io sono membro della Commissione agricoltura, non ho mai visto questo progetto, quindi già c'è una prima falsità, ma dice che era responsabilità della maggioranza e sua in primo luogo riformare gli enti in agricoltura, da nove a tre dice. Quindi non esistono più nove consigli di amministrazione, sfido tutta l'aula a dimostrarmi se nove consigli di amministrazione costavano più o meno di tre direttori generali lautamente pagati in base alla nuova normativa, sfido chiunque in questa Aula a dimostrarmi il contrario.
Ma ciò che meraviglia è l'ultima frase che dice il presidente Soru, perché il tempo non mi consente di ribattere a tutte le sciocchezze che ha ripetuto in quest'Aula. Dice che non lascerà debiti come hanno fatto altre Giunte e probabilmente dimentica che quelle Giunte che hanno lasciato i debiti erano Giunte di centrosinistra. E qualcuno l'ha ricordato stamattina, che la "44" l'ha gestita l'assessore Pani ed è stato ripetuto in più di una occasione in quest'Aula, ma troppo spesso ci si dimentica delle responsabilità, non lasceremo alcun danno dice, non lasceremo debiti che dovranno essere pagati nel futuro, non lasceremo false illusioni agli agricoltori e non lasceremo neanche un occupato in più dovuto al clientelismo regionale nei consorzi di bonifica. Andate a guardare quanti ne sono stati assunti in questi anni, dal centrosinistra, nei consorzi di bonifica e noi abbiamo votato con voi per sanarli, e ancora questo Assessore non li ha sanati! Ha ragione l'amico Cuccu quando dice: "Assessore, che molte cose non funzionano". Non funzionano anche per sua volontà e se il Presidente della Commissione non condivide il suo modo di operare, se l'intera Commissione non condivide il suo modo di operare, certamente non si sarà svegliata pazza la mattina la Commissione, avrà pure fatto le sue valutazioni e in più di un'occasione le ha dato l'opportunità di uscire dal guado dandogli anche le relazioni votate all'unanimità, ma lei non ha mai partecipato in Commissione a discutere quelle relazioni, non ha mai e sottolineo mai degnato la Commissione, ma forse il 23 settembre lei non ha dormito assai perché una volta che ha visto che era depositata la mozione, Assessore, si è adoperato tutta la sera e tutta la notte a cercare di dare risposta alle tante interrogazioni. Io gliene avevo presentato tante sulle calamità naturali...
PRESIDENTE. Chiuda onorevole...
CAPPAI (U.D.C.). Stranamente, Assessore mi risponde a tutte in data 24 settembre così come pure in data 24 adotta la delibera dando le direttive per l'accertamento delle calamità naturali, lo doveva fare prima di allora quando ci sono state le interrogazioni e non il 24 settembre...
PRESIDENTE. Concluda onorevole...
CAPPAI (U.D.C.). Per giustificare il suo mancato operato di fronte ad una mozione di censura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Detto come stamattina, Presidente, è spiacevole che una mozione di censura abbia un diretto obiettivo, un nome e cognome e questo ci stiamo sinceramente affrettando a dire che quanto si dice non è rivolto direttamente meno per quanto mi riguarda contro la persona dell'assessore Foddis. La censura semmai riguarda la mancanza di progettualità di fondo che l'amministrazione regionale ha in questi cinque anni rimarcato nei riguardi di un settore che è alla base dell'economia isolana quale l'agricoltura, non possiamo assolutamente negare i fatti.
Oggi il settore agropastorale è praticamente in agonia, vuoi in agonia, vuoi perché da qualche decina a questa parte non sono stati fatti interventi strutturali, vuoi perché ultimamente gli eventi congiunturali ne hanno accelerato la crisi, ma vuoi anche perché in questi cinque anni malgrado promesse, malgrado proclami, malgrado tutto è mancato proprio quel progetto. Quel progetto che anche nel piano di sviluppo rurale la Comunità europea ha rimarcato come mancante di un serio programma del piano di sviluppo e di ripresa dell'economia agropastorale. Ecco, io credo che anche l'impostazione sulla censura probabilmente non è centrata, così come non è stata centrata la risposta dell'assessore Foddis. L'elenco chiaramente dei fondi erogati nelle varie misure e POR e quant'altro, sono delle doverose ovvietà, sono doverose ovvietà perché guai se l'amministrazione regionale non riuscisse come purtroppo è successo nella rendicontazione a spendere i fondi che l'Unione Europea dà per l'agricoltura.
Ma queste sono cose di normale amministrazione, sono cose di normale amministrazione. Manca, e se è vero che qualche riforma è stata mandata avanti quale quella degli enti e dei consorzi, sotto, Assessore, manca il progetto vero e proprio per poter debellare quel nanismo della nostra impresa e della nostra agricoltura che non può essere solo ed esclusivamente superato con la riorganizzazione dell'impresa, ma bensì manca l'analisi storica, strutturale e sociopolitica che ancora nella nostra specificità condiziona l'economia agropastorale in Sardegna, e il progetto deve basarsi su quello, sulla pastoralità e sull'indirizzo pastorale in determinate zone come sugli indirizzi all'agricoltura intensiva di altre determinate zone. Questo è quello che manca, le riforme se non hanno alla base una struttura su cui reggersi benché possano essere benvenute positive non riusciranno a dare risposte. Ecco quello che manca, ecco quello che manca! E la censura verso questa...
PRESIDENTE. Chiuda onorevole...
RASSU (F.I.). ...mancanza, verso questa gravissima assenza e con sommo dispiacere, mi creda per la sua persona che io voterò la censura.
PRESIDENTE. L'onorevole Salis è rientrato in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Questa mattina in chiusura del mio intervento ho affermato con chiarezza che mancano alcuni mesi alla chiusura del mandato, e penso, mi auspico, anzi sono convinto che l'Assessore possa dare le risposte che servono per risolvere il problema che attanaglia l'agricoltura in Sardegna. Certo, onorevole Pittalis, occorre un'inversione di tendenza che guardi con più attenzione alle zone interne, a quelle più svantaggiate, a quelle con più difficoltà sperimentando anche un modello di sviluppo agricolo forte, capace di valorizzare le diversità presenti in Sardegna. Ho indicato nel mio intervento molto umilmente, con pacatezza, quello che serve nell'immediato per risolvere le emergenze che sono rimaste aperte fino ad oggi, penso alle calamità, al Piano di sviluppo rurale, al tema più generale e più complessivo del personale, che è fondamentale per lo sviluppo agricolo in Sardegna. Sarebbe scorretto però non aprire una riflessione, un confronto sul tema più generale dell'agricoltura, così come ha anche affermato in precedenza il collega Diana; tema più generale in Sardegna, in Italia, in Europa. Da poco abbiamo ricevuto, proprio in quest'Aula, una delegazione in rappresentanza della Commissione agricoltura al Parlamento europeo, e abbiamo sentito anche in quell'occasione, da voci diverse dalle nostre, quali e quanti siano i problemi legati al mondo dell'agricoltura in tutta l'Europa. Questo significa che dobbiamo lavorare di più, con l'umiltà, l'impegno che serve. E quando dico dobbiamo, è evidente che comprende ognuno di noi. Siamo in tempo, lo ricordo ancora una volta, come affermava il collega Diana, ad aprire in Aula un confronto serrato sui temi più generali e complessivi dell'agricoltura in Sardegna. Io voterò contro la mozione, senza aver paura, guardi onorevole Cassano, di incorrere in alcuna contraddizione, consapevole di agire per le cose che dico, per le cose che faccio, con la coerenza, con l'etica e la libertà di critica, che è propria di chi, come me, proviene da una storia di sinistra importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Vede, noi stamattina abbiamo assistito all'intervento del Presidente della Giunta che, capo astuto e avveduto, ha capito che il problema dell'agricoltura appartiene alla cultura diffusa di tutti i Sardi. E come, nel passato, ha visto questo Consiglio superare le divisioni di schieramento in ordine a questo problema, preoccupato di questo, è venuto a dire: "Badate che il giudizio di censura che riguarda l'Assessore all'agricoltura è un giudizio politico che riguarda tutta la Giunta". Un ammonimento, perché ha avuto paura che si affievolisse l'ideologismo che ancora resiste all'interno di questi schieramenti politici. Ha avuto paura che le posizioni di schieramento non si indebolissero, e prevalesse la realtà dell'esame dei problemi e, in base a quello, ci fosse un pronunciamento di vera censura all'operato del Governo regionale. Io, personalmente, devo ringraziare il presidente Soru per questo taglio che ha voluto dare immediatamente al dibattito, perché ha tolto me, e credo non solo me, dall'imbarazzo dei rapporti di amicizia che, quando si sono mescolati e quando camminano insieme alla politica, creano qualche imbarazzo. Ed io avevo certamente motivi d'imbarazzo, di natura affettiva, di amicizia nei confronti dell'Assessore. Ma ringrazio il Presidente, perché mi ha liberato da questo imbarazzo, perché ha qualificato, lui, il taglio, il giudizio che questo Consiglio è chiamato a pronunciare, a seguito di questa formula, che è chiamata di censura all'Assessore, ma che in realtà, io condivido infatti l'impostazione del Presidente, che si tratta di un giudizio complessivo, perché il sistema economico relativo all'agricoltura e alla pastorizia è un elemento portante, che non può essere rinchiuso nell'ambito della competenza di un Assessorato…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
FARIGU (Gruppo Misto). Chiedo scusa, ho finito Presidente.
…ma riguarda tutto l'insieme del sistema del Governo regionale che concorre, per vie diverse, al processo di sviluppo, all'attuazione dei programmi anche nel settore, proprio perché è un elemento portante. Allora io, francamente, devo dire che dovremmo abbandonare una volta tanto… e dal dibattito mi era sembrato che ci fosse la volontà di superare questi residuati di carattere ideologico, per andare a pronunciarsi nell'interesse del Popolo sardo, veramente con un giudizio limpido e sincero sui problemi reali che travagliano la nostra Isola, come la travagliano i problema dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie. Vi invito a restare nel tempo colleghi. Abbiamo fatto sei ore di dibattito!
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Il gruppo dell'U.D.C. voterà a favore della mozione, essendo anche firmatari della mozione. Però, in questa dichiarazione di voto vorrei fare due precisazioni, soprattutto per la stima che ho nei confronti dei colleghi cui devo una risposta. In particolare al collega Cuccu, perché mi sembra che queste dichiarazioni di voto stiano prendendo la piega delle dichiarazioni che salvano, i "penultimatum". Cioè in fase di analisi della mozione, io faccio mia la relazione della Commissione, così come faccio mia, e sono le giustificazioni per votare sì a questa mozione, le giustificazioni di merito portate all'attenzione dell'Aula dal collega Cuccu, che condivido totalmente. Però, collega Cuccu scusi, noi non abbiamo chiesto la sostituzione dell'assessore Foddis. Noi abbiamo fatto, per onore di verità, una mozione di censura, starà poi al Presidente decidere se sostituirlo o meno, perché potrebbe anche non sostituirlo. Perciò è impreciso dire che noi abbiamo chiesto una sostituzione dell'assessore Foddis. Così come la caratura politica a questa mozione, di sfiducia alla Giunta, l'ha data il presidente Soru, ed è comprensibile a tutti perché. Non l'ha data il Centrodestra, non l'abbiamo data noi. Il presidente Soru vi ha lanciato l'ennesima sfida. Ha voluto caratterizzare questa mozione dicendo: "Se sfiduciate l'assessore Foddis, state sfiduciando me, perciò assumetevene le responsabilità". E vi ha lanciato l'ennesimo guanto di sfida, che voi non raccogliete. Perché vi ha detto: "Vi mando tutti a casa, se censurate Foddis". Ve l'ha detto alle riunioni di Gruppo, vi ha detto che non vi calcola minimamente, vi ha detto che non gli importa di cosa fa il Consiglio, vi ha calpestato nella dignità, e voi oggi cercate di arrampicarvi sugli specchi su quello che dice il centrodestra. Ma fateci sentire qualcosa di sinistra davvero, onorevole Licheri! Quella sinistra che con atti di coraggio, in passato, ha evitato derive autoritaristiche, che oggi purtroppo questa sinistra non sa rappresentare, perché non siete coraggiosi. Eppure, pensavo prevalesse finalmente il fatto che se dovesse essere sfiduciato questa Giunta e il presidente Soru non si va a casa, concludiamo la legislatura, ognuno si porterà a casa tutto il "malloppo" da qui a giugno. Lo sapete benissimo! O non ne siete stati informati di questo? Perlomeno, sotto questo punto di vista, finalmente siete liberi.
E allora, quell'atto di coraggio, che necessita da parte della maggioranza, per recuperare un po' di dignità politica e dare dignità a quest'Aula ve lo chiediamo. Vi chiediamo un atto di responsabilità. E non giustificate il vostro "penultimatum", sul fatto che la destra ha, in qualche modo, dato caratura politica a questa mozione. Non vi crede nessuno!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io sono certo che se l'Assessore Foddis potesse intervenire nuovamente nel dibattito, dopo aver ringraziato il presidente Licheri per avergli ricordato una serie innumerevole di fallimenti collezionati, avrebbe avuto anche parole di ringraziamento verso un altro esponente della maggioranza, non comunista questa volta, ma un moderato, come l'onorevole Giuseppe Cuccu, che gli ha detto senza mezzi termini quello che doveva dirgli, quello che stiamo cercando di trasmettere noi da questi banchi, esternando la sua totale insoddisfazione per l'azione di governo in un comparto strategico come quello agricolo. Eh, sembra che qui non succeda niente, questi sono fatti politici rilevantissimi che denotano una situazione interna, alla maggioranza di centrosinistra, assolutamente precaria, confusa ed instabile e dalla quale lei, Assessore Foddis, avrebbe dovuto trarne le dirette conseguenze.
Assessore, stamattina le laudi che le ha cantato il capogruppo Biancu, a fronte di quelle che sono stati gli interventi di esponenti della maggioranza, la dicono tutta, non c'è bisogno di ulteriori spiegazioni, ma mi sarei aspettato, onorevole Foddis, che lei, almeno, ci parlasse di quegli operatori dell'ARA che sono sotto il Consiglio, ci parlasse dei precari del Consorzio di bonifica, ci parlasse, almeno, e ci chiarisse una volta per tutte, perché la Regione ha dovuto restituire all'Unione europea ingenti risorse, perché non spese e comunque non impegnate. E allora, onorevole Biancu, la verità è che la mozione non è che non passa perché è l'Assessore Foddis non ha lavorato bene, la mozione non passa perché voi siete legati mani e piedi a votare in senso opposto e soprattutto perché questa opposizione, in questo momento, non ha i numeri per farlo, ma l'opposizione che c'è fuori da quest'aula, e io sono certo che sfiducerà lei e tutta l'intera Giunta.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Uras è rientrato dal congedo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (P.D.). Prima di tutto per esprimere il mio voto contrario nei confronti della mozione e per fare due osservazioni, una di merito e una di metodo. Una di merito, certo, il dibattito ha messo in luce le difficoltà e i problemi che caratterizzano il comparto agricolo, in Sardegna e non solo in Sardegna, mi sembra però che il dibattito non abbia messo in discussione la qualità del progetto di riforma in atto, anche le osservazioni che ha fatto il Presidente della Commissione hanno riguardato in modo particolare lo stato di attuazione e di verifica che merita forse un lavoro più stretto, di collaborazione e di confronto. Però ecco, l'onorevole Diana ha in apertura citato l'articolo 23 della Statutaria, e ha detto che nonostante non abbiano partecipato assiduamente ai lavori della Statutaria è la prima volta che viene attuata, bene, io invito, in questo caso anche il centrodestra, ad usare con molta cautela l'articolo 23, perché l'articolo 23 della Statutaria, quando parla delle mozioni di censura ne parla e non certo modo, con una certa attenzione, io credo che noi dovremo fare riferimento invece all'articolo 13 della statutaria perché l'articolo 13 parla del controllo dell'attuazione delle leggi e della valutazione degli effetti delle politiche regionali. Bene, era immaginabile che noi oggi, in poche ore, potessimo affrontare temi così importanti, la legge numero 13, la numero 6 del 2008, alcuni provvedimenti contenuti nella legge finanziaria, io credo che dovremo abituarci, se vogliamo dare ruolo e funzione al Consiglio, ad applicare pienamente la statutaria e a dire: benissimo, abbiamo approvato tante leggi, abbiamo approvato tanti provvedimenti, vorremmo che, nelle sedi specifiche alle commissioni, ed eventualmente anche nel Consiglio, si affronti in maniera specifica lo stato di valutazione, perché in questo modo si esalta la funzione del Consiglio, altrimenti, un dibattito di questa natura, dove non c'è un confronto sui numeri, dove non c'è un confronto sui temi, alla pari, diventa un dibattito politico che non credo contribuisca a rendere ancora più significativa e robusta la presenza anche del Consiglio regionale nel dibattito politico della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Caro Assessore io intervengo con una grande difficoltà personale, perché non è un segreto che io nutro nei suoi confronti, non solo simpatia, ma una profondissima stima che non ho mai nascosto, sono andato a rivedermi l'intervento in Aula stamattina del Presidente Soru, e il mio voto a favore della mozione sarà è in questa direzione: è stato un discorso all'insegna, per l'ennesima volta, lo dico ai colleghi del centrosinistra, del dogmatismo, cioè dell'affermazione di concetti a prescindere dalla realtà, e c'è un dogmatismo ancora peggiore, che è quello del dogmatismo autoritario che dice: siccome ho la forza di affermare che ciò che dico è la realtà, la mia forza mi consente di negare la realtà. Quando si affrontano i problemi in questi termini si entra in quella zona d'ombra in cui non serve che i colleghi, anche coraggiosi, che io non irrido minimamente, dicano come stanno realmente le cose, non serve perché non serve la discussione sul merito, perché il punto di partenza è che chi ha la forza di affermare, anche ciò che è smentito dalla realtà, smentisce! Può smentire la realtà! E gli sforzi che fanno in quest'Aula quanti dicono parliamo di merito, cozzano contro una impostazione che dura da troppo tempo, che non conosce l'autocritica, che non conosce il dubbio, cioè i fondamenti della democrazia europea, la capacità di mettersi in discussione, la capacità di dire una volta avete ragione! Mai! Ciò che riguarda l'agricoltura, non è una riforma di enti, il problema dell'agricoltura in Sardegna è un problema di civiltà, e un'ecatombe, e non c'è ancora una politica che ne parli, la Sardegna, per dirle, ha mutuato dall'agricoltura il nome anche di generi metrici, da come si legavano le gambe degli animali, abbiamo l'ottava trabada se lei passa dalle mie parti, dov'è nato quel genere metrico, non c'è più una vacca! Qual è la politica che sta capendo questa crisi della civiltà? Lei pensa che io volessi sentire un Presidente parlarmi delle mirabili sorti progressive di tre enti anziché nove o di un Presidente che sa interpretare un passaggio epocale, e che una volta sappia dire, una: "forse ho sbagliato", una! Mai! Io quando ricevo critiche, anche dal più duro avversario, dopo ci penso! Qui non succede mai, anche quando chi ha voglia di criticare lo fa garbatamente, non gli si dà mai…e non si discute mai questo il dramma! L'affermazione della realtà e basa la propria forza e non in base all'autenticità dello sguardo sulla realtà, è questo che manca qui dentro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). ho fatto parte della Commissione agricoltura e quindi vorrei motivare il mio voto sulla mozione di censura, dicendo che non esiste una ragione politica che possa impedirmi in futuro di esprimere una censura su altri assessori, presenti e, quindi, il mio non è un intervento di maniera, né così obbligato così come ha detto qualcuno, esprimo quindi un voto contrario alla censura affermando con decisione che in questi anni, questo Consiglio, ha posto nelle mani dell'Esecutivo ottimi strumenti operativi Assessore, non anche se la loro potenzialità, in questo richiamo il contenuto dell'intervento del collega Cuccu, non si è ancora trasformato in atto, di questo ne dobbiamo prendere atto, scusando la ripetizione.
Nello stesso tempo, mi preme evidenziare che il rischio di censura, Assessore, era reale, e quindi di dimissioni perché lei è una persona che finora ha sempre un tragitto politicamente corretto, ha avuto un agire sempre politicamente corretto, questo lo riconosco, ciò gli avrebbe imposto di essere conseguente alla valutazione negativa sul suo operato con le dimissioni.
Vorrei cogliere l'occasione, proprio per evitare situazioni di questo genere, per invitarla ad una maggiore sintonia con il Consiglio e con le sue competenze, che sono numerose e significative, la invito anche, Assessore, a fare attenzione alle politiche di altri settori, come quelle dei trasporti, perché non esiste… se non esiste un sistema ferroviario collegato al continente d'Italia, una politica del trasporto delle merci, e quindi dei mangimi, dei prodotti dell'agricoltura, che non possa non pesare 10 volte tanto economicamente con il suo prezzo sui prezzi del settore.
La invito anche a prestare maggiore attenzione alle politiche generali, in particolare a quelle europee, per affermare con forza, in tutte le sedi, che se l'Unione Europea consente oggi che divengano legittimi gli aiuti di Stato alle banche, possano anche essere aperte le strade per gli aiuti alle imprese agricole proprio a quelle imprese agricole che oggi dalle banche sono strozzate. Non solo aiuti ai potenti, ma anche e soprattutto ai deboli, come è debole il settore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (U.D.C.). Per dichiarare il voto a favore. Colgo l'occasione di questa dichiarazione di voto perché proprio dieci minuti fa, nella mia stanza in Consiglio regionale, un giovane di quarantasei anni dichiarava in lacrime, padre di famiglia di tre figli, di aver fatto l'agricoltore per venticinque anni e che aveva deciso di non studiare perché i genitori avevano un'azienda agricola molto avviata in un comune del Campidano, che si chiama Villasor. Questo giovane adesso è disoccupato e, a quarantasei anni, chiede di poter lavorare perché deve mantenere una famiglia. Allora, quest'esperienza di dieci minuti fa mi ha portato, oltre che a votare, a fare la dichiarazione di voto, come ha detto anche il Capogruppo precedentemente. Poi anche per ricordare un'altra cosa affinché le parole, come in questa legislatura e in quest'Aula spesso succede, non volino a vuoto, per ricordare che nella finanziaria approvata i primi mesi di quest'anno abbiamo approvato anche una parte relativa alla stabilizzazione dei precari, almeno a sei mesi, nei consorzi di bonifica. Ecco, ancora su questo, come su tante altre cose, non ci sono risposte. Non ci sono risposte di serietà, non rispose di politica. Allora noi crediamo che almeno su questo la Giunta, che oggi il Presidente ha chiamato a partecipare, e io di questo me ne rallegro perché vediamo che stanno tutti bene in salute eccetera, quindi vuol dire che hanno ancora lunga vita, almeno terrena, spero non politica, però credo che noi abbiamo il dovere di richiamare almeno al dovere istituzionale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Io esprimo chiaramente un voto contrario alla mozione di sfiducia che è stata presentata, ma non mi sottraggo ad alcune domande che mi pongo e che pongo all'Aula. Io ricordo che l'esperienza della scorsa legislatura, quando un assessore regionale all'agricoltura esperto politicamente e anche intellettualmente, profondo conoscitore della Sardegna, dopo cinque anni di esperienza in questo Assessorato difficilissimo, complesso, difficile da governare, e da trasformare, e da rinnovare, e da modernizzare non riuscì a passare indenne al vaglio dell'elettorato, degli elettori e sicuramente al vaglio elettorale soprattutto degli agricoltori. Perché dico questo? Perché l'Assessorato all'agricoltura, io vorrei che da questa mozione di sfiducia che ripeto l'Aula respingerà, io respingerò, bisogna trarre un motivo per affrontare veramente al di fuori delle censure, al di fuori delle commissioni di inchiesta, al di fuori di tutte le drammatizzazioni che sono legate alla fine di una legislatura, un momento serio di riflessione sull'agricoltura sarda e sulla necessità di sviluppare e di togliere dal medioevo parte delle imprese sarde che operano con strumenti sicuramente non moderni. Come poter utilizzare al meglio, per esempio, i fondi del Piano di sviluppo rurale che l'Unione Europea ha approvato. Io sono convinto che tra le competenze della Giunta, già dalla prossima manovra di bilancio, io penso che il Consiglio dovrebbe dare un'indicazione forte perché il settore dell'agricoltura, al di là delle disponibilità finanziarie che sono ingenti ma che debbono essere potenziate, sviluppi un dibattito, forte e moderno e preciso, su come far uscire l'agricoltura sarda dalla logica dell'assistenzialismo, dal contributo se piove troppo o se piove troppo poco, se c'è troppo sole o se ce n'è troppo poco; perché si sviluppi veramente un'imprenditoria che sia in grado di reggere la sfida dei mercati in un settore, l'agroalimentare, che sta ottenendo e che sta avendo un'importanza sempre più grande nel mondo. Nel mondo, non solo in Sardegna o in Italia nel mondo! Ecco perché questa mozione, pur respinta, può essere utile per attivare un dibattito a cui sicuramente l'assessore Foddis e l'intera Giunta non si sottrarranno. Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (P.D.). Sì, io per dire che l'agricoltura sarda attraversa da parecchi anni, forse da circa due illustri, una fase nella quale l'obiettivo vero, il problema vero all'ordine del giorno, a prescindere da chi governa questo settore, è quello di riuscire a vincere la scommessa di portare l'agricoltura dalla sussistenza, dall'assistenza, all'economia di mercato, alla modernità, all'azienda competitiva che riesce a stare nel mercato. Una parte della nostra agricoltura questa scommessa la sta vincendo e molti sono i comparti, e le realtà nei singoli comparti, che hanno queste caratteristiche; dal lattiero caseario a quello vitivinicolo e ad altri comparti. Quindi ecco, ci troviamo di fronte a problemi di grande complessità, quindi presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore mi sembra fuori luogo e inopportuno, anche perché caricare su un Assessore il peso dei problemi di questa rilevanza mi sembra improprio e politicamente sbagliato insomma. Io credo che il centrosinistra, la Giunta, il centrosinistra in quest'Aula abbia dato prova di avere questa consapevolezza e di avere un progetto all'altezza di questa sfida, anche le leggi di riforma (enti agricoli, consorzi di bonifica) che quest'Aula ha approvato e che il centrodestra non è stato mai in grado neanche di mettere all'ordine del giorno nel suo programma, perché il centrodestra ha dimostrato di essere inadeguato alla politica di riforma non solo dell'agricoltura.
Ecco se io mi permetto di fare un'osservazione all'Assessore, alla Giunta, a tutti noi è che c'è bisogno di concertazione, di collegialità, concertazione e collegialità nella maggioranza con le forze sociali, un rapporto col Consiglio, con le Commissioni, con la maggioranza e con le forze sociali. Ecco non bisogna stancarsi mai di fare questo, perché l'azione della Giunta, l'azione nostra ha bisogno di tutte le energie di questo Consiglio e di questa maggioranza che sono tante e in troppe occasioni questo non avviene, questo è un punto vero di debolezza su cui dobbiamo lavorare tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente. Io mi sono iscritto molto tardi a parlare non perché volessi parlare per ultimo, ma effettivamente anch'io sono fortemente condizionato, così come ha detto qualche mio collega prima, dai rapporti personali e di stima che mi legano all'assessore Foddis e spesso è difficile distinguere il ruolo politico da quello che, invece, è legato alle conoscenze personali. Perciò preferisco pensare che questo voto di censura sia rivolto all'assessore Foddis per motivi puramente tecnici, come ha detto stamattina il presidente Soru, e che invece preferisco pensare che sono tanti i motivi, le motivazioni politiche che invece ci inducono a censurare l'operato dell'intera Giunta, il presidente Soru per primo. Il presidente Soru che stamattina nella sua consueta toccata e fuga ha negato ancora una volta l'evidenza. Che l'agricoltura sarda attraversi certamente la crisi più drammatica nella storia dell'autonomia è un'evidenza altrettanto drammatica, è certo che le cause sono tante non bastano certamente pochi minuti a spiegarle, e così io dico che come può essere ingeneroso sparare sul conducente, io dico che è anche altrrettanto ingeneroso tornare indietro nelle responsabilità nel corso degli anni in una sorta di mal comune mezzo gaudio. E visto che una delle causa, è il problema questo dell'attualità, è legato alle cattive politiche del credito isolano, la mia paura in questo periodo è che la crisi economica a livello mondiale possa dare la definitiva spallata alle imprese molte delle quali noi lo sappiamo di fatto sono di proprietà delle banche.
Però quello che vorrei dire è che quello che non ho condiviso del presidente Soru stamattina è che si è valutato quasi della riuscita della riforma degli enti agricoli, però di fatto possiamo sostenere che la nascita delle tre agenzie come primo risultato ha ottenuto quello di aumentare le spese dei direttori generali il proliferare dei direttori d'area e dipartimento e nonostante tutto una presenza meno assidua nei territori, nei campi proprio in un momento così drammatico. L'errore maggiore secondo me è stato quello di dividere l'ERSAT Sardegna nelle due agenzie con l'intento di differenziare quindi dividere i compiti di assistenza tecnica da quello praticamente dell'istruttoria. Ecco questo ha creato grossi problemi soprattutto nelle istruttorie, per cui è successo addirittura...
PRESIDENTE. Concluda, prego.
~LICANDRO (F.I.). Presidente, la ARGEA ad esempio, Assessore, è stata costretta a stipulare una sorta di convenzione quasi dare lavoro in subappalto all'agenzia LAORE perché non erano in grado di assolvere con il proprio personale al carico istruttorio. Questo ha portato chiaramente ad una diminuzione della spesa per quanto riguarda i fondi FEOGA e anche se il presidente Soru stamattina lo ha negato questi fondi effettivamente sono stati disimpegnati anche se sappiamo che c'è attualmente in corso un ricorso.
PRESIDENTE. Grazie, siamo in fase di votazione della mozione per appello nominale; due segretari al posto, prego. Un segretario dell'opposizione, prego. Si fa la votazione sulla mozione per appello nominale.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 195. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.
Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il 54, corrispondente al nome del consigliere Marco Meloni.)
Prego il consigliere segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Marco Meloni.
MANCA, segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 72
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 33
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, concludiamo qui i lavori della giornata. Il Consiglio, come sapete, è convocato per domani mattina, con all'ordine del giorno la legge urbanistica, le relazioni, seguirà la discussione generale. I lavori del Consiglio proseguono anche venerdì fino alle ore 14. Se la discussione generale è terminata, o comunque, riprenderanno il martedì successivo alle ore 10 e 30. Domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 10.
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