Seduta n.303 del 23/02/2007
CCCIII Seduta
Venerdì 23 febbraio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Rassu
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del martedì 20 febbraio 2007 (297), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Gavino Cassano, Pierpaolo Masia e Pierpaolo Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 23 febbraio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul futuro dell'area occupata dalla base americana a La Maddalena". (762)
"Interrogazione Cappai - Randazzo Alberto - Amadu - Milia - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sulla perdita di fondi europei destinati al settore agricolo a causa dei ritardi dell'Amministrazione regionale". (763)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di "legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna". Colleghi, riprendiamo il lavoro sul "13 ter". Restava un iscritto a parlare, l'onorevole Dedoni.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Lei era profetico ieri, sul tardi. Io parlavo di curva di attenzione; in effetti, degli studi offrono delle condizioni particolari per cui, chi ascolta per un certo lasso di tempo, poi, man mano che va questo tempo, si perde l'attenzione. Ieri sera ho avuto modo di ascoltare un ottimo discorso pronunciato dal presidente della Commissione prima, l'onorevole Pinna, il quale ha intensamente posto alcune argomentazioni relative all'articolo 13 e seguenti; all'onorevole Pinna, tra l'altro, devo riconoscere la capacità di aver sintetizzato lo studio di numerosi volumi, in questi ultimi tempi, proprio per dare concretezza al suo lavoro. Fatta questa premessa, che era doverosa nel riconoscere che, però, quel discorso cadeva in un'Aula totalmente assente, più presa a dedicare lottizzazioni di generi maschili e femminili in un articolo che peraltro non riguardava quella argomentazione, mi lasciava alquanto sorpreso e preoccupato, perché stavamo parlando di quello che era fattore importante in un riequilibrio di poteri e di concezione di quello che deve essere il Consiglio regionale una volta che veniva approvato il sistema di Governo presidenzialista. Come ha detto ieri, e non mi pento di aver votato per il presidenzialismo, perché ribadisco la politica ha una traccia diversa, la politica con la P maiuscola fatta di valori, di ideali, di alti programmi è una cosa, la botteguccia e i tatticismi e gli opportunismi che possono avvenire anche in Aula hanno un altro significato. Io sono abituato a seguire per coerenza un'indicazione e nella lotta politica, nella battaglia politica, termini che vengono cooptati da altre tradizioni, qualunque essa sia la tradizione da Lao Tze in Cina a quello che è Folmolche, a quelli che sono stati altri grandi strateghi da cui hanno attinto anche i grandi nomi, Napoleone ed altri, avevano una logica, sapevano perché si combatteva e io voglio perseguire una lotta sapendo per che cosa combatto. Io combatto per una Regione che abbia vitalità, che abbia un esecutivo che governi, ma che abbia anche un Consiglio regionale, un Parlamento dei sardi, che sia altrettanto forte e che controlli quello che l'esecutivo pone in campo. Non voglio significarmi quali quelli che sono degli ignavi che correvano dietro un vessillo qualunque, punzecchiati da tafani e mosche, che però non sapevano dove correvano, l'importante era correre e tra questi, guarda caso, vi era Celestino V identificato tra i tanti che venivano ipotizzati. Questo mi insegnava il mio professore che nella sua autorevolezza diceva "Noi dantisti, dantomani, dantologi", il professor Monsignor Colli Vignarelli. E c'era Celestino V che disse che fece il gran rifiuto per timidezza, per paura, per viltà, per cercare di trovare assecondamenti in direzioni diverse. Quando io mi voglio qualificare prossima maggioranza, quando io voglio essere alternativa seria a un Governo che non ritengo all'altezza, come non lo ritengo, quando ritengo questa maggioranza che oggi governa scricchiolante, non coesa, che non ha significativamente una concezione unitaria neanche di quello che è il sistema di Governo, devo manifestare come opposizione la coerenza, la concretezza, l'essere insieme che dia possibilità di essere seria alternativa per il domani. Se queste cose non vi sono e non vi sono alla base, non posso pretendere di modificare non questa statutaria, ma niente di niente. Allora, in questa condizione bisogna che si recuperi il ruolo, un ruolo importante per il Consiglio regionale, ma l'abitudine è che non ci si ascolta, non ci si pratica e si è piuttosto intenti agli affarucci personali e di poca condizione e considerazione per quelli che sono gli interessi generali del popolo sardo. Avendo, ripeto, votato il presidenzialismo io vorrei che fosse tanto più larga possibile la facoltà di controllo, di verifica, da parte del Parlamento, quindi del Consiglio regionale. In questa condizione ha ragione a citare Pasquino, il Presidente della Commissione, ove non bastano più le mozioni, le interpellanze, le interrogazioni e così via, strumenti tuttora certamente efficaci anche se abbiamo visto con gravità non riscontrata subitaneamente né dell'esecutivo né posta in discussione altrettanto dal sistema parlamentare nell'organizzazione dei propri lavori e vi è quella necessità di avere, come lo richiamava, un'attività, una funzione proattiva, quindi di verifica, di controllo di quello che è l'attività legislativa e di quello che produce l'attività legislativa. Se fossimo attenti, caro onorevole Uras, e avessimo il controllo effettivo di quello che produce il Consiglio regionale, andremo a vedere se l'articolo 19 della legge regionale 37 ha creato delle condizioni diverse, se ha fruttificato, se ha reso delle condizioni importanti all'interno dei Comuni e soprattutto dei piccoli Comuni, se ha creato autoimpresa, se è riuscito a inserire i sistemi di micro impresa nei Comuni, una realtà che prima non esisteva e se è vero che ha realizzato delle condizioni di miglioramento di società e di economia e di vivere civile in piccoli Comuni e non solo, vuol dire che è stato produttivo, come io ritengo che sia produttivo. Ma è da verificare se effettivamente la legge regionale 51 ha dato i suoi frutti con l'immissione di miliardi che si sono avuti negli ultimi anni. Quindi, è una condizione, quella della verifica del controllo, estremamente importante e credo che venga a dover essere allargata ulteriormente e per questo abbiamo detto vi è la necessità non di spalmare su tutte le Commissioni, caro Presidente, ma di avere una Commissione referente che controlli efficacemente, che dia supporto al Consiglio e che il Consiglio e i consiglieri siano supportati da un sistema di uffici che diano collaborazione effettiva e che ci sia una sostanziale forza d'urto che possa sopperire a quelle che sono le esigenze più ampie della... posso concludere, Presidente?
PRESIDENTE. Concluda.
DEDONI (Riformatori Sardi). Delle esigenze di verifica e controllo sull'esecutivo e di quelle che sono la produttività delle leggi che noi poniamo in campo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Emendamento numero 526 parere negativo, 527 il parere è negativo, 178 il parere è negativo, 528 il parere è negativo, 529 il parere è negativo, il 777 è ritirato, il 211 è negativo, il 692 è negativo. Per il 225 la Commissione ritiene che, fermo restante il primo capoverso dell'emendamento numero 225, lo spirito può essere recuperato, però è un emendamento che va più correttamente collocato all'articolo 33, laddove si parla di procedimento legislativo, per cui chiediamo che venga spostato il 225 sapendo che la Commissione sulle prime due righe ha espresso complessivamente un giudizio di astensione, si tratta piuttosto però di riformularlo e di concordarne eventualmente la riformulazione. Il numero 300, il parere è negativo, il numero 530 è negativo.
PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione condividendo anche l'invito nei confronti dei presentatori dell'emendamento numero 225 ad eventualmente spostarlo all'articolo 33 e comunque cercando di ricavarne almeno lo spirito dell'emendamento stesso.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 178.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Si, grazie Presidente. Io ho interpretato questo articolo, questo comma in senso limitativo perché a me pare che in questa materia il Consiglio sia sovrano e implica infatti una modifica del Regolamento in quanto il semplice richiamo messo in legge per quanto mi risulta, riguarda proprio l'articolo 19 bis del Regolamento che per quanto ne so non è stato ancora applicato e che riguarda la Commissione di verifica, quindi è relativo all'attività ispettiva e alle competenze attribuite al Consiglio dalle leggi. Manca invece tutta quella parte della valutazione che c'è stata richiamata e messa in luce anche con un invito a un seminario dal titolo molto significativo, quello di capire che appunto avrebbe avuto questa funzione di darci maggiori dettagli su tutte le tematiche legate alla valutazione delle leggi, ed è questo il motivo per cui ho ritenuto dover proporre la soppressione delle parole "con le modalità previste dal Regolamento interno". Grazie.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Il testo. E' in votazione l'articolo 13 ter.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Se è possibile il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Va bene. Votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13 ter.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CERINA - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: CHERCHI Oscar - DEDONI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CALIGARIS - FLORIS Mario - MILIA - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 46
Astenuti 6
Maggioranza 24
Favorevoli 38
Contrari 8
(Il Consiglio approva).
Il "777" è stato ritirato. Emendamento numero 211. E' in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Come dicevo nell'intervento precedente, la funzione di controllo che il Consiglio regionale deve porre in campo, deve far considerare la necessità di strutturarsi adeguatamente perché le funzioni sino ad ora esercitate quelle di interrogazioni, mozioni ed altro, non consentono che per quelle che sono le fasi di verifica necessarie, dovute per la valutazione dell'impatto che la normativa posta in campo dal Consiglio possa avere una volta esitata dall'aula e quindi depositata in mano all'esecutivo o a rami dell'esecutivo, credo che al rientro abbia la necessità di avere una verifica su quello che è, come direbbe il Presidente dell'ottava Commissione, una verifica fatta ex ante, in itinere et post. Cioè ex post.
Se vi è nel correre di questa norma una variazione effettiva nella società civile, nei sistemi produttivi, se fosse nel particolare nel sistema produttivo particolare, nel settore produttivo particolare, richiamavamo prima la Legge regionale numero 51, la Legge regionale numero 9, artigianato, commercio, verificare se sono stati effettivamente smossi alcuni ostacoli che non davano opportunità serie a quel settore produttivo di creare sviluppo, di creare opportunità, quindi di occupazione, di inserire tutto sommato la Sardegna in un meccanismo virtuoso, quello che è lo sviluppo nella competizione che oggi troviamo a vivere nella competizione globale. Credo che sia importante l'inserimento di queste verifiche proprio anche alla luce delle argomentazioni poste dal Presidente della prima Commissione...
PRESIDENTE. Non è che ogni volta ha bisogno di una cosa onorevole Dedoni, concluda...
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì grazie. Che riconosceva l'esigenza, la necessità di avere questo meccanismo di verifica del sistema legislativo che il Consiglio regionale pone in campo. Grazie.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Il "225" è all'articolo 33, è stato spostato. Emendamento numero 307.
Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Va bene, sul 307 la votazione è elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 307.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: FARIGU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU -- SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Alberto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 37
astenuti 4
maggioranza 19
favorevoli 1
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13 quater. All'articolo 13 quater sono stati presentati il soppressivo totale 879, il sostitutivo parziale 226, gli aggiuntivi dal 273 al 98.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 13 quaterDiritto all'informazione del consigliere
1. Ogni consigliere ha diritto ad ottenere dalla Giunta, dagli organi e da ogni ufficio regionale, da enti, agenzie, aziende ed istituti regionali copia degli atti e tutte le informazioni e la documentazione utili all'esercizio del mandato nel rispetto delle norme a tutela della riservatezza e con obbligo di osservare il segreto nei casi previsti dalla legge.
EMENDAMENTO soppressivo totale CALIGARIS. (179)
EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - MANINCHEDDA. (226)
EMENDAMENTO soppressivo totale CALIGARIS.
Articolo 13 quater
L'articolo 13 quater è soppresso. (179)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 13 quater
Il titolo dell'art. 13 quater è così sostituito: "Diritto del consigliere all'accesso agli atti". (226)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 13 quater
Al comma 1 dopo le parole "ogni consigliere" sono aggiunte le parole "su richiesta scritta, entro 15 giorni". (273)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - URAS - LICHERI - DAVOLI - FADDA - LANZI.
Articolo 13 quater
Al primo comma, dopo la parola "ottenere", aggiungere "dalla Presidenza e"….dalla Giunta,… (271)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quater
Subito dopo la parola "azieznde", è aggiunto: "delle quali la Regione possiede quote azionarie". (531)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 13 quater
Al comma 1 aggiungere, dopo l'espressione "all'esercizio del loro mandato" l'espressione "senza obbligo di motivazione". (227)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 13 quater
Al comma 1dell'art. 13 quater, dopo le parole "previsti dalla legge" sono inserite le seguenti parole "entro il termine perentorio di giorni sette". (158)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 13 quater
Dopo il 1° comma aggiungere: "1 bis. Nel caso di mancato seguito alla richiesta formulata il Consigliere da la necessaria comunicazione al Presidente del Consiglio regionale che invita gli organi competenti, fissando un termine, ad ottemperare, superato il quale provvede ad erogare una formale censura all'organo inadempiente." (39)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13 quater
Dopo l'art. 13 quater è aggiunto l'art. 13 quater/1:
1. I Consiglieri regionali esercitano le proprie funzioni senza vincolo di mandato.
2. I Consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni. (98).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Non c'è discussione generale? Nessuno ha chiesto di parlare! Il quater. Il 179 il parere è negativo, il 226 è negativo, il 273 è negativo; il 271 la Commissione lo accoglie, invitando forse ad una riformulazione più precisa, più che dalla Presidenza forse dal Presidente, dobbiamo coordinarlo. Il 531 è negativo; si accoglie il 227; il 158 viene accolto, però si vuole riformulare, nel senso che questo: "entro il termine perentorio di giorni sette", ci sembra eccessivo, cioè eccessivamente restrittivo, per cui si voleva trovare una formulazione un po' più congrua rispetto al lasso di tempo che viene previsto. Il 39 è negativo, il 98 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. Il parere è conforme a quello della Presidenza della Commissione, e per chiedere eventualmente ai presentatori dell'emendamento di cui è stata chiesta la riformulazione, che è il 158, di riformularlo in maniera forse più adeguata, anche per quanto riguarda il lasso temporale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, sarò brevissimo. Io credo che malgrado questo possa sembrare un articolo del tutto di contorno, di corollario, alla legge, è da ritenersi invece un articolo abbastanza importante, non fosse peraltro, perché norma quelle che sono le prerogative di ogni consigliere regionale quando si reca presso uffici della Regione, o enti, o aziende, per chiedere molte volte un qualcosa, un documento, un atto, un'informazione. Bene, chi ha avuto esperienza di poter fare questo, non dico in tutti gli uffici per carità, ma in determinate occasioni, si sarà reso conto che non viene assolutamente accolto, accettato, come un parlamentare sardo che è lì per dovere, oltre che per diritto, chiede un atto affinché possa controllare e verificare se quest'atto è stato formulato, o è stato emanato secondo e conforme alla normativa dei regolamenti oppure no. Ebbene, con molta difficoltà, alcuni recenti episodi che sono successi principalmente, ho visto ultimamente, l'anno scorso e quest'anno, nella ASL di Cagliari hanno dimostrato quanto si dice, e cioè un consigliere regionale va e chiede ad un'azienda regionale, a un direttore, a un membro di una segreteria, di una direzione, degli atti affinché possa lui rendersi conto, esaminarli, e potere quindi, nel caso, proporre alla Giunta o all'assessore di competenza il perché o il per come, in quel momento, quell'atto sia stato stipulato, se è ritenuto magari non conforme al regolamento, alla normativa, e il più delle volte, per non dire il cento per cento delle volte, si vede rifiutare, come fosse un figlio spurio della Regione o uno qualsiasi, questo, ciò non è assolutamente possibile. L'emendamento 273 da me presentato voleva, presidente Pinna, normare questo, affinché un consigliere regionale, ogni qualvolta va in un ufficio, non possa, non debba essere praticamente, virtualmente, preso a calci in faccia, perché purtroppo la legge non lo norma, allora mettiamo dei punti fermi affinché se quel funzionario non risponde, a tempo e a modo, a quanto richiesto, possa essere perseguito; probabilmente è superfluo, comunque sia sta diventando un'esigenza sempre più impellente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io prendo atto della disponibilità manifestata dall'esecutivo, avevo anche qualche interlocuzione sul termine dei giorni, ma posso capire che il termine di sette giorni, che è stato posto in funzione del fatto che si manifesta una nuova Regione, informatizzata, e che quindi c'è brevità di tempi nell'escursione della documentazione richiesta, io posso capire ma, effettivamente, se questo può creare dei problemi per gli uffici, cosa di cui io ho dubbi, si potrebbe anche porre dieci giorni, massimo 15 giorni, ma non di più, perché altrimenti si perde significativamente quella che è l'esigenza di maturare un tempo equo e giusto per poter avere, il consigliere, gli strumenti necessari, gli atti doverosi, per una verifica, perché può essere anche quasi contestuale l'esigenza di questa materia di cui si richiedono gli elementi di verifica. Quindi, io dico che entro dieci giorni potrebbe andar bene, nel senso che la nuova organizzazione, prevista dalla Giunta, di informatizzazione, quindi di velocizzazione dei tempi, consentirebbe effettivamente una fluidificazione nella concessione dei documenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Io prego i colleghi che intervengono di dichiarare la loro intenzione di voto. Prego onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non può che essere favorevole, ma io ho risposto a un'interlocuzione della Giunta Presidente.
PRESIDENTE. Sì, va bene, però, siamo in fase di votazione!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente…
PRESIDENTE. Emendamento 179!
MORO (A.N.). Se ci dovessimo basare… ma stiamo parlando, scusi eh, siccome partecipavo alla conferenza stampa, stiamo parlando sull'articolo…
PRESIDENTE. No, stiamo votando gli emendamenti. Quindi, si può intervenire per dichiarazione di voto, l'emendamento in votazione è il numero 179.
(Interruzioni)
MORO (A.N.). Cioè, il diritto del consigliere regionale…
PRESIDENTE. Colleghi, bisogna che ci mettiamo d'accordo, cioè l'ordine è sempre quello, quindi, si inizia dal "179", che è un soppressivo totale, poi via via "226", poi votiamo il testo e poi gli emendamenti aggiuntivi. E' sempre questo l'ordine. Quindi…
(Interruzioni)
La discussione generale l'abbiamo fatta, non si è iscritto nessuno, vi siete iscritti tutti dopo che il relatore e la Giunta hanno dato il parere, quindi abbiamo aspettato che qualcuno si iscrivesse, nessuno si è iscritto e siamo andati avanti. Prego, onorevole Moro.
ATZERI (Gruppo Misto). Presidente, posso sull'ordine dei lavori? Io mi ero iscritto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Certamente c'è stato un malinteso, capita, una legge così importante e così lunga. Io a dire il vero mi ero iscritto sulla discussione generale credendo di poter intervenire, poi poco fa mi sono dovuto cancellare perché lei ha precisato, però credo di aver capito che sul 13 quater si era aperta la discussione generale, per questo io vorrei intervenire…
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, io come faccio di solito ho detto che era aperta la discussione generale dopo aver letto l'ordine degli emendamenti, ho aspettato quasi un minuto…
ATZERI (Gruppo Misto). Io mi sono iscritto puntualmente.
PRESIDENTE. Quindi ho dato la parola al relatore per il parere, non avendo nessun iscritto. Come facciamo normalmente, insomma, poi capisco che magari un po' di distrazione di prima mattina… Prego, onorevole Moro.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Quindi l'articolo 13 quater che dà il diritto di formazione del consigliere, ci riporta praticamente a quanto è accaduto dopo l'istituzione della Commissione d'inchiesta sulla pubblicità istituzionale, per vedere appunto il ruolo che hanno giocato i consiglieri in questa vicenda. Abbiamo avuto, non solo la prova regina della volontà premeditata del Presidente di violare la legge e di aggiustarla, in qualche passaggio particolarmente scomodo, ma anche l'ennesima conferma della sgradevole impressione che in certe circostanze che quando non ci sono in gioco certi interessi, non si è affatto imparziali, trasparenti e non ci si occupa nemmeno di apparire tali. Quindi, in questo emendamento dove si chiede la soppressione dell'articolo, noi votiamo a favore e votiamo a favore anche convinti che facciamo una leale cortesia, perché questa legge possa essere riportata nei binari della legalità. Per portarmi all'argomento di poco fa, appunto, la materia dopo una serie di episodi, per nulla edificanti, in questa sede e appunto non andiamo oltre, è stata finalmente consegnata alla Commissione, questo sta a significare quanto poco può incidere e quanto poco può essere informato il consigliere regionale. Mentre, le notizie qui non trapelavano, sul fronte giudiziario abbiamo visto che l'inchiesta della magistratura procede, e io mi auguro che, dopo aver sofferto questa disinformazione io formulo, ne approfitto, gli auguri di buon lavoro sia all'auspicio che si faccia presto soprattutto nell'interesse della Regione, senza voler per questo tralasciare quelle altre parti, appunto, private in causa. Comunque, ribadisco il voto favorevole e mi auguro che vengano rispettate tutte le procedure necessarie, per poter mettere in condizioni il Consiglio regionale di essere informato sulle questioni di primaria grandezza, almeno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Quest'emendamento si inserisce nell'ambito di quella visione del Parlamento che vede, proprio nel Consiglio, la centralità e l'autonomia, come valori non scindibili. Mi sembra che possa corrispondere meglio, proprio all'autonomia del Parlamento regionale, l'idea che questa prerogativa, cioè il diritto all'informazione del consigliere, stia e resti disciplinata nell'ambito del Regolamento interno del Consiglio, sul quale, ovviamente, l'assemblea ha l'assoluta volontà di modificarlo, nel senso che ritiene più opportuno. Quindi, l'emendamento è nato in questa visione, e veramente mi sorprende molto da un partito come Alleanza Nazionale, che ribadisce costantemente il suo sostegno al presidenzialismo, trovi in quest'emendamento un'occasione per, evidentemente, cambiare opinione su alcune sue affermazioni. Pertanto, sono rimasta anche sorpresa del fatto che non sia stato accolto, ritenendo proprio che la materia che noi abbiamo disciplinato, tra l'altro il Regolamento è stato rivisto più o meno un anno fa e quindi sono state ben considerate tutte le questioni relative al diritto e all'informazione del consigliere, ecco, non sia stato accolto questo nesso che, invece ho visto, caratterizza gli articoli successivi, cioè il 15 e il 16, che anch'essi sono segni evidentemente legati strettamente al Regolamento. Per questo, Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 179. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie. Sì per esprimere il mio voto contrario a quest'emendamento, vorrei cercare di motivarlo, insomma. Anche perché si tratta di un … tra chi lo propone e esprimere il suo voto ovviamente positivo e chi invece, come nel mio caso, propone il voto contrario non si ha differenza di vedute, sull'oggetto, sul contenuto, e cioè sul diritto di ciascun consigliere di avere tutte le informazioni necessarie. E sull'obbligo da parte di qualsivoglia ufficio, azienda regionale, di mettere a disposizione, nell'adempimento del nostro mandato, di tutte le informative necessarie. Posto che questa è la volontà, mi pare di tutti, perché l'articolo 13 quater? L'articolo 105 del Regolamento disciplina anche in modo, se vogliamo, più articolato, anche in modo molto più preciso, forse anche in modo più esteso, non a caso perché il 13 quater indica una norma di principio e, appunto, quelle prerogative che abbiamo inserito in maniera molto analitica, nel Regolamento, abbiamo ritenuto necessario che avessero una garanzia superiore in una norma di rango costituzionale, che è costituita dalla legge statutaria. Quindi, non è una diminuzione della norma dell'articolo 105, ma un suo rafforzamento. Nel senso che gli mette appunto una norma di tutela, di garanzia e affidandolo, ovviamente, alle modifiche del "105" per poterle poi attuare maniera più adeguata, qualora si rendesse necessario, ma questa rimane una norma di principio che tutela, sempre e comunque, questo diritto. Quindi, io chiederei alla collega Caligaris di valutare più attentamente, e se possibile, non c'è questa necessità, di ritirarlo.
PRESIDENTE. Grazie. Bene, poiché l'invito non viene raccolto...
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, io volevo solo chiedere, sul sistema di votazione, il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, viste le considerazioni, la valutazione anche, preciso, anche finalmente una risposta così articolata da parte dell'onorevole Orrù, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento numero 179 è ritirato.
Passiamo all'emendamento sostitutivo parziale numero 226.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Poc'anzi il Presidente della prima Commissione ha dichiarato di aver accolto, non l'emendamento 226 che riguarda il titolo dell'articolo 13 quater, ma l'emendamento successivo 227 che specifica e tiene conto anche di una esperienza, non dico traumatica, subita da un nostro collega consigliere, Capelli, in una interlocuzione avuta con il manager Gumirato.
Ma, relativamente al titolo non farò certo una battaglia appassionata, mentre il "diritto all'informazione del consigliere" - a mio parere - sembra riduttivo. Io avevo presentato l'emendamento che desiderava scrivere "Diritto del consigliere all'accesso agli atti", anche perché nell'emendamento successivo chiarirò meglio il bisogno di accedere agli atti e quindi di usare un termine più profondo, affinché il consigliere non venga inibito nell'esercizio del suo mandato. Però, ripeto, non è stato accettato; e credo sia strettamente connesso, questo emendamento, al successivo 227 e precisa meglio il contenuto e la possibilità del consigliere di non essere relegato ad una richiesta blanda per avere una informazione o una comunicazione, ma, ripeto, accedere direttamente agli atti.
Ecco perché il titolo avrei gradito correggerlo e inserire ciò che è contemplato nell'emendamento 226.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione elettronica. Onorevole La Spisa, rimane?
LA SPISA (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica sull'emendamento numero 226, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 226.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LAI Renato - MARRACINI - PITTALIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 29
favorevoli 18
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Articolo13 quater, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Numero 273.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Per dire che ci è sfuggito, però - nello spirito che ci ha portato a ritenere accoglibile l'emendamento 158 - mi sembra che anche l'emendamento 273, trattandosi sostanzialmente dello stesso argomento, possa essere accolto. Lo spirito dell'accoglimento è questo: si accetta il riferimento ai 15 giorni, chiaramente escluso il termine perentorio che l'emendamento 158 invece introduceva.
Accettiamo che venga fatto riferimento ad un lasso temporale di 15 giorni e questo ci porta ad accogliere l'emendamento 273 è, congiuntamente, anche l'emendamento 158.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Se si toglie il termine perentorio, i 15 giorni rischiano di diventare 40 giorni; e siccome questo non è corretto nei rapporti che deve avere l'Esecutivo con il consigliere regionale e il Consiglio regionale, credo che possa essere accettato che fossero 15 giorni perentori. Credo che in 15 giorni - stante anche tutta l'innovazione tecnologica che si dice di voler portare a compimento da parte dell'Esecutivo - per avere dei documenti che devono essere discussi nei tempi, credo che sia più che legittima, normale. Ma se salta il termine perentorio è significativamente che, diventando ordinatorio, può diventare 40 giorni. Allora non è più una tutela della funzione di consigliere ma stiamo tornando ad una condizione di barbaro rapporto tra esecutivo e legislativo. Credo che invece debba essere ancora una volta tutelato, necessariamente, quello che è il rapporto di controllo e verifica da parte del legislativo nei confronti dell'esecutivo.
Se queste cose non si accettano, veramente siamo in una condizione peggio che andar di notte; siamo in una condizione che stiamo diventando peggio di prima!
Vi invito a fare una riflessione, su quelle che sono le materie di esecuzione, in termini di perentorietà e ordinatorietà.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che il diritto all'informazione dei consiglieri sia un principio sul quale tutti i colleghi possono essere d'accordo sul porre attenzione ai contenuti, non solo dell'emendamento 273, ma a quelli che sono i diritti di ogni consigliere di avere l'accesso agli atti e quindi avere nella disponibilità i documenti elaborati dalla Giunta, ma elaborati anche dagli uffici, dalle aziende e agenzie regionali e, comunque sia, dalle amministrazioni collegate alla Regione.
Io credo che l'aver chiesto, con questo emendamento... Io sono d'accordo anche con il collega Dedoni che l'ordine dovrebbe essere perentorio; nel senso che il contenuto della richiesta, e il contenuto soprattutto dell'emendamento, è quello di definire con precisione il termine per avere la disponibilità degli atti, perché noi sappiamo benissimo che l'esecutività di tanti atti spesso e volentieri ha il limite dei 10 giorni e, quando non definito diversamente, dei 30 giorni entro cui eventualmente si possono fare ricorsi, eventualmente si possono fare anche richieste sul ritiro degli atti, sulle correzioni degli stessi e così via, quando si dovessero verificare... Credo che gli amici e colleghi che possono più di me discettare su questi termini, possono eventualmente intervenire a precisare ulteriormente i limiti che possono scaturire in termini temporali per tutta una serie di iniziative, non solo politiche ma anche amministrative.
Per cui, il richiedere di fissare entro i 15 giorni un diritto che è il diritto del consigliere di accedere agli atti, di avere la disponibilità degli atti, credo che sia un diritto sul quale non equivocare e sul quale trovarci tutti d'accordo a sostenere questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 273.
Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Per chiedere l'elettronico palese su questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 273.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cugini, Meloni, Sanna Francesco, Giagu Simonetta Sanna, hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 158 è conseguentemente decaduto.
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 271, era stato sospeso, onorevole Pinna, prego.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Semplicemente per integrarlo in questo modo: "ogni consigliere ha diritto di ottenere dal Presidente e dalla Giunta".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. La Giunta concorda.
PRESIDENTE. Va bene con questa correzione: "ottenere dal Presidente e dalla Giunta".
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, era fermo a quello precedente.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 531.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì Presidente per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 531. Credo che non sfugga a nessuno, che parlare in maniera indefinita di enti e agenzie e aziende; credo che sia opportuno aggiungere: "delle quali la Regione possiede quote azionarie" perché altrimenti staremo parlando e dovremo darlo, così, per scontato che stiamo parlando di questo. Però io credo che sia opportuno definire che si tratta di enti e aziende e agenzie, delle quali la Regione Sardegna possiede quote azionarie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
(Non è approvato)
No no, l'abbiamo… stia tranquillo, onorevole Diana. Colleghi state, insomma. Facciamo le cose per bene. Va bene.
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 227.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, l'emendamento, che è stato accolto dalla Commissione, che si è accorta appunto che nell'espressione "informazioni e documentazione, utile all'esercizio di…" si sono resi conto che era un termine restrittivo. Finalmente possiamo stabilire che nella pubblica amministrazione, non vi sono zone franche sottratte al sindacato dei consiglieri. Il consigliere, forte del mandato popolare, può chiedere, può accedere agli atti e impedire così, come ho accennato poco fa, un manager possa trincerarsi e avanzare diniego nell'eseguire delibere richieste dai consiglieri. Tutto ciò, perché nell'articolo numero 105 del nostro Regolamento, non è specificato bene l'accesso agli atti, e quindi, anche il Presidente del consiglio, Spissu, per tutelare le prerogative dei consiglieri, ha dovuto stilare una lettera puntuale, precisa e ricordare al manager recalcitrante, che stava commettendo un errore a non fornire le delibere richieste dal consigliere. Ecco, con questo emendamento, non avremo più bisogno di un filtro, rispettabilissimo, ma possiamo veramente accedere, ripeto, a tutto ciò che il consigliere, in seguito al mandato popolare, vuol sapere, vuol conoscere per poter sindacare e controllare l'operato della pubblica amministrazione. Quindi, con soddisfazione, voterò a favore dell'articolo, perché è stato accolto proprio il senso di quest'emendamento e così, soprattutto per i consiglieri dell'opposizione, è una tutela maggiore perché non possiamo avvalerci di un filtro oppure del parere della Commissione competente per materia che interessa appunto il consigliere che deve richiedere le delibere, e c'è una garanzia superiore soprattutto per le opposizioni. Che non possono avvalersi di strumenti immediati come invece avviene per i consiglieri della maggioranza. E voterò a favore per questo motivo.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 227, e per apprezzare l'accoglimento di questo emendamento, che davvero restituisce giustizia, a quella che è la prerogativa principe dei consiglieri regionali, cioè quella della funzione ispettiva e di controllo. Il non dover dare motivazione all'accesso degli atti, è un allineamento, più che una conquista, rispetto alle normative che già, vigono per gli enti locali. Chiunque esercita una funzione amministrativa, di fatto, non deve assolutamente dichiarare quali sia il motivo per il quale chiede l'accesso agli atti, ma deve semplicemente, in maniera generica, dichiarare che l'utilizzo è riferibile all'esercizio del proprio mandato elettivo. E questo mi pare che significhi una giusta conquista, una innovazione, che va apprezzata, e sicuramente daremo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 227.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Voto elettronico palese, è possibile?
PRESIDENTE. Sì. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 227.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - MURGIONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13 quinquies. All'articolo 13 quinquies sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi numero 532 e il numero 99 che è decaduto, e gli aggiuntivi numero 533, 534, 40 e 349.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 quinquies e dei relativi emendamenti:
Art. 13 quinquiesSupporti all'esercizio delle funzioni consiliari
1. Nell'ambito dell'autonomia prevista dall'articolo 12, comma 7, il Consiglio regionale si dota di strutture ed uffici adeguati al pieno esercizio di tutte le funzioni ad esso attribuite.
2. La Giunta regionale su richiesta del Consiglio predispone relazioni tecniche di supporto per l'esame degli atti ad esso sottoposti e rende disponibili tutti i documenti, dati ed elementi di valutazione utili.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quinquies
Il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. Gli atti sottoposti dalla Giunta regionale al Consiglio sono accompagnati da relazioni tecniche di supporto. La Giunta si impegna inoltre a fornire tutti i documenti, dati ed elementi di valutazione utili all'esame dei suddetti atti". (532)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio -RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13 quinquies
All'art. 13 quinquies, la parola "quinquies" è sostituita dalla parola "sexies". (99)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quinquies
Al termine del comma 1, è aggiunto: "compresa l'attività dei gruppi consiliari". (533)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quinquies
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: "1 bis. Il Consiglio regionale mette a disposizione di ciascun consigliere locali e attrezzature adeguati allo svolgimento delle sue funzioni". (534)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 13 quinquies
Al 2 comma aggiungere: "in tal caso l'esame dei relativi atti è sospeso fino all'acquisizione da parte delle Commissioni e dell'Assemblea della documentazione richiesta". (40)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.
Articolo 13 quinquies
Dopo l'art. 13 quinques aggiungere: art. 13 quinquies /1
1. Presso il Consiglio regionale è istituita la Consulta regionale delle elette della Sardegna con il compito di promuovere la parità di accesso e la presenza delle donne in tutte le assemblee e gli organismi regionali, locali, nazionali ed europei, di aumentare il numero delle elette e di accrescere e consolidare il contributo delle donne alla definizione degli strumenti giuridici che regolano la nostra società.(349).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie, Presidente. Dunque, relativamente ai supporti all'esercizio delle funzioni consiliari, evidentemente, non si può negare che il Consiglio regionale possa - e lo può fare da quando vige lo Statuto - dotarsi di strutture e uffici adeguati. Per cui, se con l'espressione si dota, si intende che dopo l'approvazione della statutaria ha l'obbligo di farlo, beh, penso che in questo caso vada bene, altrimenti, mi sembra che questo comma possa essere considerato superfluo, proprio per le caratteristiche e per quanto previsto nell'ambito dell'autonomia propria del Consiglio. Più volte, per le Commissioni è stato sollecitato un rafforzamento dei funzionari, se ne è parlato in occasione delle modifiche del Regolamento, e la questione riguarda in particolare l'ufficio studi, l'ufficio Assemblea. E'evidente che c'è una necessità di disporre di idonei supporti, perché ciascun consigliere possa esercitare al meglio la funzione a cui è chiamato, ma anche per permettere ai funzionari di lavorare con soddisfazione. Degli emendamenti presentati all'articolo, intendo soffermarmi sul numero 349, presentato da nove colleghi del centrosinistra, primo firmatario il presidente del Gruppo F.A.S., l'onorevole Peppino Balia. Voglio innanzitutto ringraziarli, perché la presentazione di questo emendamento è un segnale forte di sensibilità nei confronti della cultura di genere, visto anche tutto il dibattito che c'è stato ieri, ma soprattutto perché ci sono degli aspetti francamente un po' curiosi, perché l'emendamento istituisce, benché ci sia già, la Consulta delle elette della Sardegna. Come penso l'Aula ricorderà, avevo presentato due emendamenti all'articolo 2, che poi è stato soppresso, con cui introducevo gli istituti di garanzia del cittadino, tra i quali la Commissione per le pari opportunità e gli organismi di consulenza della Regione, tra cui la Consulta delle elette, siccome ritengo ancora valide quelle due proposte, così come ritengo particolarmente significativa l'introduzione nella statutaria del principio della sussidiarietà sociale, per questo chiedo al Presidente e ai componenti la Commissione autonomia, nonché alla Giunta - e sono contenta che in questo momento sia presente il presidente Soru, ma mi rivolgo anche all'assessore Dadea, che manifesta sempre molta sensibilità su questi argomenti - di riconsiderare quelle proposte, trovando loro una collocazione più adeguata, se lo riterranno opportuno. Ma, per tornare all'argomento relativo alla Consulta delle elette, volevo sottolineare che ringrazio i proponenti dell'emendamento, perché mi fa ritenere che sosterranno l'immediato inserimento all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula il Regolamento delle Consulta delle elette, considerando che tra i sottoscrittori dell'emendamento ci sono due Capigruppo, quello del F.A.S. e quello del Misto, penso di poter affermare che presto l'Aula affronterà questo tema. La Consulta delle elette è infatti stata istituita con legge regionale, la numero 20, il 17 novembre del 2000. Non è mai stata insediata perché il Regolamento attuativo, approvato una prima volta nella precedente legislatura all'unanimità, in Commissione, e licenziato anche in questa legislatura dalla Commissione diritti civili presieduta dall'onorevole Paolo Pisu, ormai da un anno, bene, ed è destato anche inserito, per quanto mi risulta, nella programmazione bimestrale, non è ancora approdato all'attenzione dell'Aula, e ciò nonostante sia stato il Presidente del Consiglio, l'onorevole Giacomo Spissu, a, per così dire, raccomandare alle elette, nel corso di un cordiale incontro di benvenuto in Consiglio, l'attenzione proprio su questo provvedimento, la Consulta delle elette. Tra l'altro, si tratta di un organismo importantissimo, perché permette alle donne elette o nominate nelle amministrazioni locali di potersi incontrare in una sede istituzionale, scambiandosi esperienze e tracciando un percorso comune e condiviso. Renderebbe fattiva la solidarietà femminile e favorirebbe il rapporto tra i diversi livelli istituzionali e, soprattutto, tra elette e territorio. Auspico, quindi, al di là dell'esito del voto sull'emendamento, per il quale, ovviamente, annuncio il voto favorevole, se resterà, che questo Consiglio, con il sostegno della Giunta, attui concretamente misure adeguate e non sarebbe male se, ogni tanto, si volessero privilegiare e ritenere prioritarie le proposte di legge che riguardano l'universo femminile sempre troppo trascurato e lasciato nell'ombra. Oltre alla Consulta delle elette, che attende da più di sei anni un regolamento, sarebbe opportuno, anche in considerazione dei drammatici dati dell'ISTAT, accelerare l'iter della legge sulle case antiviolenza, e ringrazio ancora per l'impegno assunto dal presidente Spissu e mantenuto nell'occasione della manifestazione pubblica, perché penso che questo tema della violenza, se ci fosse un impegno serio del Consiglio per esaminarlo in tempi brevissimi, darebbe voce a donne che, purtroppo, soffrono, e che sarebbero veramente contente di poter avere una legge che, in qualche misura, tutela le case e rende loro maggiori garanzie di una vita serena. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, grazie. Io credo che questo articolo, 13 quinquies, costituisca, quasi in crescendo, un ulteriore conquista di riequilibrio di quelle che sono le prerogative assegnate al Consiglio regionale. Allo stesso tempo, per come è scritto, che è sul piano dei principi, è chiaro che andrà poi attuato e quindi capito, interpretato, per quel che ci è indicato. Oggi, l'avere dei supporti tecnici all'esercizio della funzione legislativa, significa, davvero, aiutare, dare accelerazione, dare capacità concreta a questa Aula di interpretare quello che è il ruolo che questo Consiglio deve realmente svolgere e noi ci rendiamo conto, proprio misurandolo quotidianamente, quanto sia insufficiente, allo stato attuale, questo supporto. E', diciamo, facile collegarsi oggi ad Internet e constatare quante siano le proposte di legge depositate in questa legislatura da tutti gli ottantacinque consiglieri e verificare quante di queste davvero abbiano avuto inizio nell'iter legislativo, quindi con l'esame in Commissione, e quante, concretamente, di queste siano diventate leggi. La difficoltà quindi a creare leggi, che è il compito istituzionale per il quale nasce il Consiglio regionale, credo che sia anche rappresentata proprio dalla mancanza del sostegno a questa attività stessa e non solo da altre motivazioni che, sicuramente, non sono però ricomprese dentro le indicazioni dell'articolo 13 quinquies.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue PISANO.) Limitandoci quindi a quello che è l'obiettivo strategico di questo articolo è evidente che noi dobbiamo potenziare fortemente lo strumento che sia di supporto all'attività legislativa di ogni singolo consigliere già capendo quanto oggi sia difficile elaborare una proposta di legge. Noi tutti l'abbiamo vissuta, tutti abbiamo presentato delle proposte di legge, tutti sappiamo che siamo riusciti a farlo in funzione della collaborazione, ovviamente anche di quei collabori stretti che ognuno di noi ha, ma anche attraverso la richiesta di una sorta di volontariato, perché dobbiamo affidarci molto spesso ad esterni e, questi esterni, costituiscono un costo non indifferente rispetto all'esercizio stesso del nostro mandato. Io credo che tutto questo debba cessare, che dentro questo articolo ci sia la risposta a questa esigenza, a questa difficoltà concreta all'esercizio del nostro mandato elettorale e andrebbe meglio anche rafforzato. Dal piccolo al grande degli esempi possono essere fatti. In questo momento, chiunque di noi abbia bisogno di un supporto informatico così semplice come il collegamento ad Internet, dentro quest'Aula non c'è un collegamento ad Internet, ognuno di noi deve farlo, eppure basta poco, basta niente, è sufficiente un Access point riservato a tutti noi consiglieri e, naturalmente, possiamo fruire di un servizio immediato. Ma questa è roba davvero minima per indicare che si possono fare piccole ma anche grandi cose. Un ufficio che sia un ufficio di studio legislativo deve necessariamente nascere in maniera potenziata. Io ho bisogno di interloquire con un ufficio concreto che non solo abbia la capacità di misurare per me quello che potrebbe essere l'impatto naturalmente di una futura legge, l'impatto da ogni punto di vista, faccio un concreto esempio; se noi avessimo potuto e noi l'abbiamo richiesto nel dibattito in maniera quasi ossessiva, avessimo potuto avere la proposta di legge relativa al Piano paesaggistico, per dirne una, che era stata presentata dalla Giunta regionale, è fosse stata accompagnata questa legge da un concreto studio dell'impatto economico, occupazionale, ma anche ambientale nella sua misura concreta, io presumo che alcune cose che sono state approvate, adesso al di là del confronto che potrebbe apparire polemico o meno, ma non lo è, potrebbe esser stata licenziata questa legge probabilmente con qualche correzione, probabilmente ci saremmo resi conto che impedire l'edificazione nelle zone agricole in questo modo, in maniera così ossessiva, in maniera così chiusa, poteva essere un errore, se noi avessimo capito che ci sono, oggi, proprio per come abbiamo scritto le norme, delle opere pubbliche o delle opere finanziate a privati che provengono da risorse regionali stesse e che sono bloccate perché l'attuazione del Piano paesaggistico ne impedisce la realizzazione, probabilmente quell'errore non l'avremmo fatto, avremmo scritto, che ne so, due righe per dire: attenzione, però sono fatte salve quelle indicazioni che provengono da finanziamenti pubblici o qualcosa che ci avrebbe consentito di realizzarle. Ecco, io credo che sul piano del principio questo possa essere anche scritto bene; non ha misura, non è indicato, ovviamente, come davvero concretamente andremo ad attuare e mettere a disposizione questi supporti tecnici a favore del Consiglio regionale, cioè, ancora una volta potrebbe essere una risposta di dieci, potrebbe essere una risposta di cento, potrebbe essere una risposta di mille, probabilmente faremo bene a fare qualche precisazione. Io adesso nel dettaglio non conosco tutti gli emendamenti che sono stati proposti all'articolo 15 e 13 quinquies, però, credo che con uno sforzo unanime, di tutta l'Aula, perché è esigenza di tutti, si potrebbe meglio dettagliare. Individuare un ufficio futuro di supporto legislativo a favore dei consiglieri, probabilmente, significa andare ad indicare in maniera appena appena più precisa e quantificandole, quale è la misura, quale è, ovviamente, il perimetro di questo ufficio futuro, perché altrimenti, se si tratta di assumere un nuovo funzionario all'interno ovviamente dell'ufficio di supporto legislativo, certo non è questo che questo Consiglio sta chiedendo. Ecco, una riflessione quindi andrebbe fatta, io apprezzo moltissimo naturalmente il contenuto innovativo di questo articolo, però tutti insieme, probabilmente, faremo bene a dargli qualche ulteriore dettaglio che risponda davvero alla logica che stiamo tentando di perseguire.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). L'emendamento 532 Presidente?
PRESIDENTE. Siamo in discussione generale sul "13 quinquies".
DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente, all'articolo 132 quinquies "supporti all'esercizio e alle funzioni consiliari" ci siamo permessi di sottoporre all'attenzione del Consiglio alcuni emendamenti, il numero 532 che sostituisce, ma lo sostituisce nella dizione, ci pare più corretta, ci sembra scritta meglio, ecco, mi pare che la proposta che arriva dalla Commissione, voglio dire, noi riteniamo che gli atti sottoposti alla Giunta regionale comunque siano accompagnati da relazioni tecniche di supporto e questo già per certi versi avviene, nel senso che c'è una relazione, c'è un'informazione abbastanza precisa. La giunta, inoltre, si impegna a fornire tutti i documenti dati ed elementi di valutazione utili all'esame dei suddetti atti; non dice molto di diverso da quello che dice al comma, però credo che sia scritto in un italiano più corretto, più fluente, credo che sia più corretto e quindi questo è un po' il senso del nostro emendamento. L'altro emendamento, credo che non sfugga all'attenzione di tutti quale siano state le difficoltà e credo siano ancora evidenti le difficoltà di dare soddisfazione ai Gruppi consiliari, sia per quanto riguarda i locali sia per quanto riguarda il supporto; c'è l'emendamento numero 533, ma soprattutto l'emendamento numero 534 dove aggiungiamo un comma, l'uno bis, "il Consiglio regionale mette a disposizione di ciascun consigliere locali e attrezzature adeguati allo svolgimento delle sue funzioni". Nel comma 1 dell'articolo in esame: "Nell'ambito dell'autonomia prevista dall'articolo 12, comma 7", ed è evidente questo, "il Consiglio regionale si dota di strutture ed uffici adeguati", il Consiglio regionale si dota, beh, intanto è il Consiglio regionale che si dota, io credo che puntualizzare un attimino quelle che sono le necessità dei consiglieri e dei Gruppi consiliari non sia male, e quindi, ecco perché ci siamo permessi di presentare questi emendamenti. Altre considerazioni ritengo di non doverne fare e aspetto di capire se questi emendamenti possono avere soddisfazione. Grazie.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Certamente l'emendamento 532 è utile per portare, a nostro avviso, un elemento di chiarezza sul testo anche in direzione di un accrescimento, di un potenziamento dei poteri e delle facoltà di controllo, di analisi, da parte del Consiglio regionale sui provvedimenti della Giunta, sulla loro trasmissione e sul loro esame. E proprio a proposito di questo aspetto, cioè della questione dell'accesso da parte del Consiglio ai documenti varati dalla Giunta, alle leggi, ai provvedimenti, ai regolamenti, alle delibere, io approfitto della presenza in aula del Presidente della Regione - o perlomeno, spero di poter approfittare di un suo momento di attenzione - per riportare all'attenzione dell'Aula, e non solo dell'Aula, un aspetto molto importante che misteriosamente ancora viene trascurato e silenziato. Mi sto riferendo, signor Presidente, alla legge finanziaria. Oggi, se non sbaglio, è il giorno 23 di febbraio e allora io cito, mi permetto di citare, un testo che traggo dal sito internet del suo partito Progetto Sardegna, e leggo testualmente un articolo dell'8 febbraio, quindi di 15 giorni fa, che recita così: " Inizia ufficialmente l'iter della legge finanziaria e di bilancio. La Giunta regionale, presieduta da Renato Soru, l'ha approvato ieri notte durante una seduta fiume, rispettando così l'impegno sancito nell'ordine del giorno che aveva messo fine all'occupazione del Consiglio da parte dell'opposizione di centrodestra. Nei prossimi giorni, il testo sarà trasmesso l'Assemblea che darà il via alla sessione di bilancio. Gli ultimi dettagli, alcuni dei quali nei giorni scorsi avevano creato malumori nella maggioranza, sono stati definiti ieri pomeriggio in un vertice tra Soru e i Capigruppo del centrosinistra svoltosi in via Roma a cavallo tra le sedute mattutina e pomeridiana dedicata alla discussione generale della legge statutaria e", termino, " dopo due ore di confronto i leaders della maggioranza sono usciti con facce soddisfatte dal faccia a faccia con Renato Soru". Ora, a parte questa cacofonia determinata da tutte queste facce che si incontrano e che si sovrappongono, manca una faccia, manca una faccia di bronzo! Che non è da attribuire a una persona singola e quindi a lei, Presidente, ma tante facce di bronzo e i colleghi che fanno finta di non ricordarsi che sono passati venti giorni quasi. Allora, presidente Soru, io veramente approfitto della sua presenza in aula e la prego a questo proposito di prendere la parola e di dirci qualcosa, di darci qualche indicazione, qualche rassicurazione o perlomeno di accrescere la nostra preoccupazione, ma dica qualcosa sulla legge finanziaria! Perché io non so - adesso non è che voglia fare pubblicità a tutti i costi all'azienda della quale mi onoro di essere dipendente -, ma io credo, a questo punto, non resta che rivolgersi a "Chi l'ha visto?". "Chi l'ha visto?" è quella popolarissima trasmissione di RAITRE nella quale si chiede se qualcuno ha visto il tale che era uscito di casa per andare a comprare le sigarette, esempio classico di quello che vuole sparire dalla vista della moglie, e poi sono passati due anni e non si sa se abbia comprato le sigarette, ma a casa non è tornato. Ora, io mi chiedo, forse solo "Chi l'ha visto?" potrebbe chiarire questo mistero...
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, la prego di rientrare nell'argomento. Grazie.
ARTIZZU (A.N.). Credo di essere perfettamente in argomento. Grazie, comunque, signor Presidente. Io credo che soltanto gli esperti di "Chi l'ha visto?" - per non dover ricorrere a Tom Ponzi - potrebbero mettersi sulle tracce di questa legge finanziaria che il 7 di febbraio esce dalle stanze della Presidenza della Regione di viale Trento diretta verso via Roma. Ci sono circa - ho fatto il calcolo ieri, ho azzerato il contachilometri parziale della macchina - poco più di un chilometro, a seconda da dove si passa, un chilometro e cento, un chilometro e duecento metri. Bene, la sera del 7 di febbraio quella legge - non so se sotto braccio di qualche commesso distratto o con quale altro sistema, anche una lumaca sarebbe già abbondantemente arrivata, tornata, ripreso ulteriori modifiche, ritornate di nuovo invia Roma - esce dal palazzo di viale Trento per andare in via Roma a portare il testo della legge finanziaria. Tutti si aspettano che dopo mezz'ora, dopo due giorni, dopo cinque giorni, dopo una settimana, quel testo finalmente sia arrivato in via Roma e invece non c'è arrivato, il 23 di febbraio il testo non è arrivato.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, la prego ancora una volta di rientrare nell'argomento della discussione.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, ritengo di essere perfettamente dentro l'argomento, perché stiamo parlando della possibilità del Consiglio regionale e dei singoli consiglieri regionali di avere una via di accesso e di consultazione di documenti. Quindi, io credo che parlare della legge finanziaria, del mistero di questa legge finanziaria che in 17 giorni non ha fatto il tragitto da viale Trento a via Roma, sia perfettamente in argomento con quello di cui stiamo discutendo. Per cui, io la ringrazio del suo invito, ne tengo certamente conto, però la prego di considerare anche le mie ragioni. Allora, io vorrei capire se veramente dobbiamo rivolgerci a "Chi l'ha visto?" perché non riesco a trovare una motivazione credibile, onorevole Presidente, a un ritardo perché qui non si tratta chiaramente di un ritardo, non si tratta di un problema tecnico di trasmissione, non si tratta nemmeno della composizione di qualche tabella che ancora mancava di qualche dettaglio, ma la legge finanziaria non c'è! Per cui, signor Presidente, lei oggi è in aula, io la ringrazio per questa sua presenza, però le chiedo ci dia qualche risposta sulla legge finanziaria, vogliamo sapere quando questa legge finanziaria arriva in Aula. Abbiamo fatto un'azione che lei ha giudicato nel modo del tutto negativo, ed era un giudizio perfettamente legittimo, noi abbiamo giudicato invece necessaria ed opportuna per richiamare alla sua attenzione e non solo sua, di tutto il Consiglio e al di fuori del Consiglio perché le ricordo che in quei giorni varie rappresentanze sociali chiedevano esattamente quello che chiedevamo noi e cioè che si sospendesse la statutaria e si portasse finalmente la legge finanziaria in Aula, perchè la Sardegna ha bisogno della legge finanziaria con urgenza sicuramente maggiore rispetto all'urgenza che possiamo avere di una legge statutaria nuova, ebbene alla fine di quella occupazione è stato fatto un ordine del giorno che le dava delle scadenze precise che lei presumo abbia conosciuto e accettato, sembrava che avessimo, non dico risolto il problema della finanziaria perché poi quello sui contenuti si aprirà, sembrava che almeno avessimo avuto una certezza sui tempi, rassicurazioni precise sui tempi e poi io ricordo un collega Capogruppo di maggioranza che diceva "Mia mamma non potrebbe capire e accettare se ci impiegasse più di tre giorni questa legge per arrivare da viale Trento a via Roma". Ora, la mamma è sempre la mamma e quindi non solo bisogna darle rispetto, ma tutto l'amore e tutta la venerazione, ma la mamma ha ragione! Neanche mia mamma lo capisce come sia possibile che dopo 16 giorni lei non abbia ancora rispettato l'impegno messo per iscritto e votato dal Consiglio regionale. Quindi, a nome di tutte le mamme, di quella dell'onorevole Porcu, della mia, delle mamme di chi ha la fortuna di averla ancora, io le chiedo oggi, signor Presidente, di parlare chiaro e di dire finalmente perché non ha portato la legge finanziaria, o se preferisce non spiegare il perché ci dica almeno quando ce la porta questa benedetta legge!
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Artizzu.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, brevemente per rispondere al consigliere Artizzu e credo a tutto il Consiglio. L'ho consegnata stamattina. L'ho consegnata stamattina, magari spendere, l'ho consegnata stamattina in poche copie perché in questo momento il centro stampa della Regione sta provvedendo a stamparle in un centinaio di copie che sono il numero necessario, e dobbiamo stampare il bilancio e quest'anno lo stampiamo in due modalità diverse e ha avuto bisogno di un grosso lavoro di verifica della coerenza sui due modi diversi di presentazione visto che come sa utilizziamo per la prima volta una nuova legge di contabilità che ha cambiato l'organizzazione del bilancio oltre che un nuovo sistema contabile. Ma, presentiamo anche il DSR, presentiamo anche il Piano regionale di sviluppo e quindi è una mole di documenti che a seguito della seduta fiume della Giunta che lei ha ricordato, ha avuto bisogno di essere rimesso in ordine e non si può fare in pochi giorni perché si rischia di sbagliare e si poteva sbagliare. Quindi è stato fatto un lavoro importante sia nella legge finanziaria di adeguamento dell'aspetto normativo alle modifiche che sono state fatte nel bilancio e nella discussione.
Verifica della coerenza delle due modalità di rappresentazione del bilancio.
Verifica della coerenza di quattro documenti che per la prima volta si presentano tutti assieme, un grande anche lavoro di stampa. Oggi stiamo presentando al Consiglio, l'avevo già detto al Presidente che ho raggiunto stamattina stesso appunto che gliele avremo consegnate formalmente poche copie, lunedì presenteremo spero tutte le copie necessarie. Mi permetto di dire una cosa, ieri si stava per verificare un piccolo incidente nella foga oratoria, nella volontà di essere sempre brillanti e non è sempre necessario essere brillanti, si può essere anche più fatuali. A un consigliere gli è scappata una battuta che riguardava la certezza del genere dei consiglieri regionali, la certezza di genere dei consiglieri regionali, ed è stata una battuta poco felice in quest'aula. Oggi a lei stava sfuggendo un "faccia di bronzo" poi ha immediatamente chiarito. Non è necessario essere brillanti, possiamo accontentarci di essere delle semplici persone che dicono le cose chiaramente.
PRESIDENTE. La ringrazio Presidente. Su che cosa vuole intervenire onorevole Artizzu?
ARTIZZU (A.N.). Vorrei dire se mi consente, una parola sola...
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere Silvio Cherchi è rientrato in aula per cui il congedo s'intende annullato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Allora. Emendamento 352 il parere è negativo, il 99 mi sa che sia decaduto quindi non esprimo, 533 è negativo il 40 è negativo, il 534 è negativo e il 349 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione. Grazie.
(Non è approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 180 e 269, i sostitutivi totali 6 e 535, il soppressivo parziale 101, il sostitutivo parziale 693, aggiuntivi, il 347 e l'806, il 732, il 41, il 202, il 7, il 163, il 42, l'8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 14Garanzie delle minoranze e controllo consiliare
1. Il Regolamento del Consiglio regionale assicura le garanzie delle minoranze consiliari e ne disciplina le modalità e gli strumenti di esercizio.
2. Il Regolamento consiliare, in particolare, stabilisce le garanzie delle opposizioni in relazione:
a) ai tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività del sindacato di controllo;
b) alla partecipazione nelle delegazioni e nelle occasioni di rappresentanza del Consiglio;
c) all'informazione sulle proposte e sulle attività delle stesse opposizioni.
3. Il Regolamento consiliare prevede la istituzione di un portavoce delle opposizioni, espressione dei gruppi consiliari delle minoranze, e garantisce al medesimo il più ampio assolvimento delle funzioni.
EMENDAMENTO soppressivo totale CALIGARIS.
Articolo 14
L'art. 14 è soppresso. (180)
EMENDAMENTO soppressivo totale URAS - LICHERI - PISU - LANZI - FADDA - DAVOLI.
Articolo 14
L'art. 14 è soppresso. (269)
EMENDAMENTO sostitutivo totale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
L'art. 14 è così sostituito: Statuto e garanzie delle opposizioni
La Regione riconosce e tutela la funzione parlamentare democratica della opposizione ed il Regolamento interno del Consiglio Regionale al fine di tutelarne l'organizzazione stabile e indefettibile ed il ruolo di difesa del principio di separazione dei poteri, di garanzia e di alternativa, disciplina gli istituti necessari ad assicurare le funzioni di opposizione ed in particolare quelle di proposta, di risposta agli atti di sindacato ispettivo, di critica e di controllo . a tal fine il Regolamento prevede:
a) l'attivazione di strumenti che consentano una comunicazione ed una informazione tempestiva e completa;
b) L'istituzione di un unico portavoce della coalizione delle opposizioni, espressione dei gruppi consiliari delle minoranze e garantisce al medesimo il più ampio assolvimento delle funzioni;
c) La programmazione dei lavori del Consiglio regionale e delle Commissioni che permetta l'inserimento e la discussione di atti e di proposte di legge presentate dalle opposizioni;
d) L'assegnazione di spazi di tempo adeguati per illustrare e discutere progetti di legge presentati dalle opposizioni.(6)
EMENDAMENTO sostitutivo totale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 14
L'art. 14 è sostituito dal seguente: " Articolo 14 Garanzie delle minoranze e controllo consiliare
1. Le garanzie a favore delle minoranze e le modalità del controllo consiliare sono disciplinate dal Regolamento interno del Consiglio regionale". (535)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 14
Il comma 3 dell'art. 14 è soppresso. (101)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - VARGIU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 14
Nel comma 1 la parola "assicura" è sostituita dalla parola "fissa". (693)
EMENDAMENTO aggiuntivo MANINCHEDDA - ATZERI - BALIA - MASIA
Emendamento all'emendamento numero 347
Art. 14
Dopo le parole "nel secondo comma" inserire: alla lettera c) dopo la parole "opposizione" è aggiunta la seguente frase: "assicurando a tal fine risorse e strumenti adeguati". (806)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio.
Articolo 14
Nel primo comma, in fine, aggiungere: "con l'approvazione di uno specifico Statuto dell'Opposizione".
Nel secondo comma aggiungere la seguente lettera:
c bis. Con l'attribuzione della presidenza delle commissioni di garanzia e di controllo che devono essere costituite in modo paritario tra maggioranza ed opposizione. (347)
EMENDAMENTO aggiuntivo RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - ARTIZZU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Articolo 14
Nel comma 2, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente:
c bis) "Alle modalità che prevedono per i rappresentanti delle opposizioni la facoltà di richiedere la discussione obbligatoria in Aula di almeno una proposta di legge in ambito semestrale.". (732)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 14
Dopo il comma 2 aggiungere: "I programmi di lavoro dell'Assemblea sono approvati con il voto favorevole dei Presidenti di Gruppo rappresentanti almeno i tre-quarti dei componenti l'Assemblea, in mancanza di tale maggioranza i provvedimenti sono esaminati secondo l'ordine di presentazione". (41)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - LADU - LA SPISA - FARIGU - ARTIZZU.
Articolo 14
Dopo il 3 comma dell'art. 14 è aggiunto il seguente 3 comma bis: "Il Presidente della Regione esprime parere obbligatorio vincolante sul portavoce dell'opposizione e, in caso di parere negativo sul nominativo proposto dalla minoranza, provvede egli stesso a scegliere il portavoce delle opposizioni. Quand'anche il Presidente abbia inizialmente espresso parere favorevole sul soggetto individuato come portavoce dell'opposizione, qualora, nel corso della legislatura, per qualsiasi ragione, sia venuto meno il gradimento del Presidente sul nominativo del predetto portavoce, il medesimo Presidente può provvedere alla sua sostituzione con un nuovo portavoce dallo stesso individuato". (202)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
Dopo l'art. 14 è inserito il seguente articolo: 14bis Commissione permanente
Oltre alle commissioni consiliari previste dal regolamento interno è istituita una commissione permanente, presieduta da un consigliere di opposizione, che ha compiti di controllo sullo stato di attuazione delle politiche regionali e sulla coerenza degli atti con la programmazione regionale, generale e di settore.
2. La commissione, ai fini del comma 1, esprime pareri preventivi sulla coerenza degli atti con la programmazione regionale: se il parere è negativo, l'atto è dichiarato improcedibile, salvo espressa conferma dell'organo che l'ha deliberato.
3. La commissione ha anche funzioni referenti sui rendiconti degli organi regionali e funzioni di dipendenti dalla Regione indicate dal regolamento interno del consiglio.
4. Il regolamento interno del consiglio disciplina la composizione della commissione. (7)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente articolo 14bis Elezione del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza
1. Il Presidente del Consiglio regionale è espressione dell'unità del massimo organo istituzionale legittimato dal voto popolare e ne rappresenta le prerogative.
2. L'elezione del Presidente ha luogo a scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio, nell'ambito di una terna di nomi proposta dai gruppi di minoranza. (163)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 14
Dopo l'art. 14 è inserito l'art. 14 bis. Funzioni del Presidente del Consiglio regionale
Il Presidente del Consiglio regionale è il garante del rispetto, da parte della Giunta regionale, della legislazione vigente, rappresenta l'Assemblea, la convoca e la presiede, interpreta e applica il Regolamento consigliare, garantisce le prerogative e i diritti dei Consiglieri e assicura il rispetto dei diritti delle minoranze. (42)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
Dopo l'art. 14 è inserito il seguente articolo: 14 bis Commissioni Speciali di Inchieste, di Controllo, di Ricerca e di Studio
1. Il Consiglio regionale può disporre inchieste sull'attività amministrativa della regione, degli enti o aziende da essa dipendenti, oppure su materie di interesse regionale, mediante la istituzione di Commissioni Speciali di Inchiesta, Ispettive, di Controllo, di Ricerca e di Studio, la cui presidenza è assegnata ad un consigliere di opposizione e la cui composizione rispecchia la proporzione dei Gruppi consiliari.
2. La richiesta di istituzione di una commissione di cui al comma precedente è presentata da almeno un quinto dei Consiglieri ed è approvata a maggioranza semplice dei votanti.
3. In ogni caso è istituita una Commissione di inchiesta allorché un terzo dei Consiglieri ne presenti richiesta motivata all'Ufficio di Presidenza.
4. L'atto istitutivo della commissione di inchiesta determina l'oggetto, la composizione ed il termine entro il quale la commissione conclude i lavori, che non può eccedere la durata della legislatura.
5. I responsabili degli uffici regionali, nonché di enti, agenzie ed aziende istituiti dalla Regione hanno l'obbligo di fornire alle Commissioni di inchiesta tutti i dati, i documenti e le informazioni richiesti, senza vincolo di segreto d'ufficio. (8).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Il mio sarà un intervento brevissimo, ma credo che no ci si possa sottrarre dall'intervenire sulla discussione generale dell'articolo 14 che costituisce a mio giudizio il punto sicuramente più importante, dicevo prima che questi articoli andavano in crescendo verso quella che era ritenuta una strategia intera di questa legge statutaria e cioè la conquista del riequilibrio delle competenze assegnate al Consiglio come controbilanciamento proprio delle prerogative che invece sono assegnate per effetto della opzione della scelta presidenzialistica al Presidente della Giunta regionale e alla Giunta stessa.
Ecco, riequilibrare le competenze a favore del Consiglio è chiaro a tutti che significa consentire l'esercizio della funzione legislativa al Consiglio regionale nella maniera più ampia e tale che davvero quell'equilibrio, eccessivamente spostato sul Presidente e sulla Giunta possa rideterminare, nella separazione ovviamente dei poteri, una condizione democratica e accettabile. E' evidente però che all'interno del Consiglio regionale vi sono dei confronti politici, partitici che individuano pesi e anche competenze diverse nell'esercizio effettivo assegnato ai consiglieri singoli.
Cioè, se noi vogliamo raggiungere questo riequilibrio, questo riequilibrio passa necessariamente sulla valorizzazione del ruolo dell'opposizione, soltanto con una tutela massima al ruolo dell'opposizione, e dico opposizione non delle opposizioni, è evidente che si raggiunge quell'obiettivo indispensabile perché davvero ci sia equilibrio nelle prerogative legislative. La prima delle condizioni è chiaramente quella di una tutela dell'opposizione attraverso il riconoscimento di uno statuto della opposizione. Cioè, deve essere indicato in maniera netta, in maniera chiara quali siano i diritti ascrivibili al ruolo della opposizione. Se noi rinforziamo questa tutela stiamo dando veramente peso al Consiglio regionale, in modo tale che possa, nella maniera più astratta, essere indipendente dal ruolo prevaricante affidato invece alla Presidenza e all'Esecutivo, perché in capo ovviamente all'opposizione vi è quella funzione naturale, che è la funzione di controllo e la funzione ispettiva, che costituiscono una forza proprio di accelerazione a favore della possibilità concreta di funzionamento. Ma noi diciamo: "Certo, Statuto della opposizione", ma lo Statuto dell'opposizione deve essere conseguente ad un insieme di conquiste che diano efficacia a questo Statuto della opposizione, e quindi oltre al ruolo fondamentale della cosiddetta figura del portavoce della opposizione, che è una figura di grande importanza, nel senso che si individua quasi un organo, all'interno naturalmente del Consiglio regionale, che ha la funzione di rappresentare l'intera attività di opposizione del Consiglio, e quindi allo stesso tempo anche di individuarne una sorta di amalgama, quindi un riferimento che non sia solo verso l'esterno, ma che ha funzione di collante anche all'interno della opposizione, ad arricchimento della funzione generale del Consiglio tutto questo. Quindi, non solo la figura del portavoce, ma noi diciamo che, di fatto, tutto ciò che consegue la funzione ispettiva di controllo non può non essere posta in capo, esattamente, alla opposizione. Da qui l'esigenza, che noi abbiamo manifestato in maniera diretta attraverso la presentazione di alcuni emendamenti, della istituzione vera di una commissione di controllo e di vigilanza, che ha funzioni ispettive e che non può che essere affidata naturalmente alla Presidenza di un consigliere della opposizione. E' una figura questa nobile, altri meglio di me lo potranno dire, perché sicuramente, culturalmente, sono vicini a questa condizione democratica che altri paesi hanno sperimentato naturalmente, e che magari per la loro preparazione anche giuridica hanno potuto meglio studiare e verificarne la funzionalità, io credo che comunque al di là di ogni logica democratica, noi possiamo finalmente davvero dare la definizione di innovativo a questo articolo, se noi sapremo rispondere in questo modo, altrimenti, altro non faremo che quello che altre regioni hanno già fatto. Non è tanto la definizione, quindi il riconoscimento, e la possibilità di definire uno statuto delle opposizioni, ma quello conseguente di dare peso, baricentro, al Consiglio regionale attraverso una valorizzazione, una tutela, del ruolo della opposizione, e quindi l'istituzione di apposita commissione, e soprattutto la conquista di poter dire, tutte le commissioni di vigilanza, che hanno funzioni ispettive, e soprattutto le commissioni cosiddette speciali, debbano necessariamente, nel ruolo proprio di confronto tra opposizione e maggioranza, essere sempre affidate alla opposizione. Io credo che questa riflessione la dobbiamo fare tutti insieme, sono certo che al di là di tutto, anche per il confronto che è nato nell'ambito della Commissione, c'era molta sensibilità verso questo problema, spero che questa sensibilità, qui, possa davvero emergerem, e che quindi le nostre proposte migliorative, a nostro giudizio, di questo testo possano essere veramente accolte. Noi, ancora una volta, crediamo che sia possibile quello che l'Assessore stesso qui aveva enunciato: "Si tratta di un testo aperto", ecco, verifichiamo adesso questa disponibilità, se questo testo è veramente aperto, Assessore, Presidente della Giunta, accogliete questa prospettiva di crescita dell'intero Consiglio, oggi siamo noi in opposizione, domani chissà chi ci sarà, in ogni caso stiamo costruendo una legge che non ha la funzione solo di dover resistere per qualche anno, ma di sicuro per qualche decennio dovremo utilizzare questo strumento, come uno strumento di regolamentazione dell'attività democratica futura di questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Molto brevemente per, uno, anticipare, e comunque vorrei che fosse, diciamo, già registrato, la richiesta di votazione per parti dell'articolo 14; per dire che condivido il primo e il secondo comma, che sul secondo comma, unitamente alle attività sindacato di controllo, aggiungerei, se fosse recepito da tutta l'Aula, l'attività legislativa, perché il riferimento consenta, tramite il Regolamento, di garantire che l'iniziativa legislativa dei consiglieri e dei Gruppi consiliari delle minoranze abbiano spazio a porre in discussione, nell'ambito dell'attività del Consiglio, anche progetti, proposte di legge, che da loro provengono; per sostenere il mio totale disaccordo con l'idea del portavoce dell'opposizione, perché l'opposizione, ce lo insegna Casini, può anche non essere una, può essere più di una, e qualche volta i gruppi di minoranza possono convergere su una opposizione all'azione di governo, qualche volta gruppi di minoranze convergono con l'azione di governo sulle questioni giuste, in modo articolato, diverso, differente. E' l'idea di semplificazione della politica che purtroppo i Riformatori hanno, che non corrisponde alla complessità della società. La società è molto più articolata di come si vorrebbe quando si sta dentro il palazzo, quando si sta fuori dal palazzo si rivendica il diritto al riconoscimento di quella complessità, ma quando si è dentro il palazzo si è tendenzialmente portati a dire: "Basta, semplifichiamo", perché le spinte che ci provengono dal basso, provengono dal popolo che noi dovremo rappresentare, sono qualche volta una fatica, e bisogna discutere di più, e bisogna approfondire di più, e bisogna argomentare meglio, e tutta questa fatica ovviamente stanca e cerchiamo di evitarla. Noi non la dobbiamo evitare, perché la democrazia cresce se c'è più pace sociale, e la pace sociale si realizza anche trovando le sedi opportune del confronto, e le procedure forzate di semplificazione, del riconoscimento di quella complessità, cioè del disconoscimento di quella complessità, anziché del riconoscimento di quella complessità, invece determinano conflitto sociale e instabilità, anche politica, anche del Governo. Ed è per questo che le opposizioni… è già difficile avere una maggioranza e un portavoce, addirittura un presidente di maggioranza, uno, è difficile, perché le spinte interne alle maggioranze, che pure sono più amalgamate, rispetto al fatto che hanno assunto un impegno a governare, si sono ritrovate su un programma, hanno fatte scelte comuni, campagne elettorali comuni, ed è più complicato. Immaginiamo che cosa può succedere tra le opposizioni, quando… ne avete esperienza, anche recente.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non c'è male.
PISANO (Riformatori Sardi). Anche voi.
URAS (R.C.). Allora, ripeto la richiesta, una votazione per parti e l'aggiunta, se fosse condivisa da tutto il Consiglio, della parola "legislativa" nell'ambito delle attività che vengono considerate nella programmazione dei lavori consiliari.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Brevissimamente. Su questo articolo vorrei dire questo, che è un articolo ipocrita, in una legge che accentra il potere esecutivo, sostanzialmente, in una persona e in chi gli sta attorno, poi si prevedono, a garanzia delle opposizioni, due cose: uno, l'istituzione di un portavoce che, a mio parere, e condivido quanto ha detto adesso Uras, anche se è andato via, è esattamente l'istituzione speculare al presidenzialismo, cioè il tentativo di semplificare forzatamente il sistema e così, come uno deve governare, uno deve essere quello a fare l'opposizione o a rappresentare l'opposizione. Io sono totalmente d'accordo con Uras, sul fatto che l'opposizione, a maggior ragione anche di quanto può accadere in una maggioranza che governa, perché anche una maggioranza che governa può legittimamente essere variegata purché arrivi a delle sintesi, non come avete fatto qualche giorno fa, in cui non siete arrivati al delle sintesi, avete fatto solo delle desistenze, o dei meccanismi, degli artifici per non far emergere una realtà: che su questa legge non c'è la maggioranza. Si deve arrivare a sintesi, chi governa almeno deve farlo, e la maggioranza che sostiene un governo deve arrivare a delle sintesi. Chi sta all'opposizione, non necessariamente deve essere costretto a radicalizzare questa contrapposizione, la critica che è l'anima, il nerbo dell'azione dell'opposizione, proprio in una necessitata, forzata individuazione di una persona che rappresenti tutti. E' più che legittimo, ed è anche giusto, che le opposizioni siano più di una e che, quindi, possano e debbano avere la possibilità di esprimersi così come credano, anche diversificando la propria azione. In questo modo si avvantaggia l'oggettività, il miglior risultato possibile per l'azione legislativa e di governo. Il vero problema è che voi non volete né la sostanza, mi dispiace che non ci sia il Presidente del Consiglio per quello che vorrei dire, che voglio e che dico comunque, il vero problema è che l'opposizione qui se chiede un parere, come ha fatto qualche giorno fa e l'ha fatto in aula consegnando una lettera, il parere non ce l'ha, perché il parere gli Uffici lo danno al Presidente del Consiglio o al Presidente della Commissione. Ad esempio, su una legge per la quale tutti i consiglieri regionali vorrebbero sapere se vi è una certificazione di legittimità, di corrispondenza alla Costituzione, o se vi è qualche dubbio fondato sulla legittimità costituzionale di una disposizione che si sta per approvare. E' accaduto così, in occasione dell'approvazione dell'esercizio provvisorio, con quelle disposizioni di chiusura dell'esercizio 2006, in cui il Consiglio è stato posto di fronte a una questione pregiudiziale e abbiamo assistito a due ore di sospensione, in cui la Giunta e il Presidente del Consiglio hanno audito chi hanno voluto, e non posso pensare che non abbiano avuto pareri, che a noi sono sconosciuti. Se poi l'opposizione chiede, a voce e per iscritto, di avere, di sapere se vi è stato un parere, e se anche non vi fosse stato, di averlo per iscritto; no, viene negato. Poi ci proponete favole come queste? Cioè che il problema è che il Regolamento consiliare "stabilisce le garanzie delle opposizioni in relazione: a) ai tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività del sindacato di controllo", cioè interpellanze, mozioni. Ma se le interpellanze e le mozioni ormai noi stiamo quasi rinunciando a farle, perché comunque non vengono discusse, se vengono discusse le mettete alla sera tardi del venerdì o all'inizio mattina del lunedì, possibilmente. Se non ci fosse il problema del numero legale non si porrebbero neanche, perché? Per carità, guai che possa essere messo il mercoledì o il giovedì della programmazione dei lavori, la discussione su un'interpellanza importante o su una mozione importante. In questi giorni abbiamo presentato, primo firmatario il collega Diana, una mozione che riteniamo fondamentale per la Sardegna, per capire cosa ne è dei fondi POR, in materia di agricoltura, quando potremo discuterne di questa mozione? A margine del lavoro del Consiglio? E cosa significa mettere in questa legge favole, frottole di questo genere? Oltre "alla partecipazione nelle delegazioni e nelle occasioni di rappresentanza del Consiglio", siamo molto lieti che questo venga concesso, ma francamente non è quello che garantisce l'opposizione o "l'informazione sulle proposte e sulle attività delle stesse opposizioni". La verità è che l'opposizione se vuole fare un progetto di legge, non ha nulla, non ha strutture in questo Consiglio, ridotte all'osso, che fanno il loro lavoro egregiamente, come tutti sappiamo, da decenni, ma che non possono dare, non sono in grado di dare all'opposizione una strumentazione adeguata a fare un progetto di legge, a fare un'iniziativa, a fare un'indagine statistica su un problema, che è il pane, è la materia vitale per chi vuole fare politica seriamente. Non lo può fare! Mentre la Giunta può fare milioni di euro di consulenze! Milioni di euro di consulenze! A destra, a sinistra, al centro, in tutte le direzioni, in tutte le direzioni. Questo è lo statuto delle opposizioni che voi mettete in questa legge statutaria? Questa è una legge statutaria che davvero vuole compensare i poteri tra legislativo ed esecutivo? Questa è una riformetta, una riformetta! Che, se riuscirete ad approvare, non cambierà nulla nel sistema democratico della Sardegna. E' solo con altri strumenti, solo forse, Presidente della Regione, ogni tanto alzando la voce ed essendo anche cafoni, noi, possiamo forse riuscire a farci sentire, a far sentire fuori da quest'aula quello che sta accadendo qui e nei palazzi della Regione. Mi dispiace, non possiamo essere gentlemen inglesi quando abbiamo di fronte un potere arrogante come quello che esercitate voi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, signor Presidente. Di nuovo a discutere delle garanzie delle minoranze dopo un'importante seduta consiliare, quale quella di avantieri e di ieri, laddove abbiamo scelto la forma presidenzialista e laddove, però anche ieri, abbiamo approvato l'articolo 13 bis che, lo dico senza enfasi e senza volontà distruttive, io trovo assolutamente in controtendenza con quella scelta. Questo significa che siamo veramente in una fase in cui, forse, non stiamo riuscendo a quota a ricondurre a coerenza i ragionamenti. E' chiaro quel che è accaduto ieri col 13 bis, no? Si è scelto il sistema americano, per cui il direttore della CIA, viene nominata la Corte suprema da parte del Presidente, viene sottoposto a una valutazione da parte del sistema parlamentare, e lo si è trasferito nel sistema sardo decidendo di far di sottoporre a un parere delle commissioni anche le nomine dei direttori generali e dei direttori delle aziende e dei direttori degli enti regionali. E' un orizzonte completamente diverso, quello tra le strutture, le grandi strutture della Confederazione americana e le strutture amministrative della Regione Sardegna. Quei pareri saranno un momento di costante tensione tra Esecutivo e Consiglio regionale e, secondo me, rappresentano una prerogativa impropria del Consiglio regionale; mentre era appropriato sottoporre ad una valutazione parlamentare gli Assessori, perché gli Assessori svolgono un ruolo politico, a capo di un ramo dell'Amministrazione, non hanno mandato parlamentare. Insomma, ad utilizzare il sistema della Comunità Europea, cioè il sistema che la Comunità Europea utilizza quando il Presidente della Commissione nomina i commissari.
Mi ha spiegato, cortesemente, il collega Sanna che queste due ipotesi sono state valutate in Commissione e si è optato per la il trasferimento del sistema americano nella dimensione amministrativa regionale. Io continuo ad essere in disaccordo, anche perché la nomina di un direttore generale che avviene alla luce di un curriculum, di una competenza, eccetera, eccetera, viene poi sottoposta ad una valutazione politica, e il cittadino non è garantito perché ciò che garantisce il cittadino e il percorso di competenza non di qualità politica del direttore generale. Intendo dire che probabilmente, siccome stiamo sperimentando un percorso nuovo, abbiamo bisogno forse di ricondurre a coerenza un sistema.
Oggi, in un quadro presidenzialista, anche con alcuni fraintendimenti quali quello del 13 bis, veniamo a ragionare di garanzie, di garanzie dell'opposizione. Ma qui vorrei aprire una parentesi perché oggi in Aula è avvenuta una cosa importante: un autorevole membro dell'opposizione ha chiesto informazioni al Presidente della Giunta sul principale, su un importante atto del Governo che è quello del bilancio. Il Presidente della Giunta ha dichiarato "è pronto, è consegnato ed è molto articolato, è molto complesso".
Allora, in un rapporto bipartisan, ragioniamo su una cosa: non esiste la possibilità di interrompere la discussione sulla legge statutaria per prendere il bilancio - credo che sia chiaro a tutti -; come affrontiamo, in un rapporto bipartisan, questa vicenda? Io vi faccio una proposta, anche a nome dei firmatari degli emendamenti di cui sono firmatario anch'io: alla luce della possibilità che a breve possiamo discutere del bilancio, del Piano regionale di sviluppo, eccetera, eccetera, noi siamo pronti ad individuare gli emendamenti strategici, tra quelli presentati, e a ritirare tutti gli altri. Noi ne abbiamo fatto pochi ma siamo pronti anche a fare un passo ulteriore. Fate lo stesso anche voi in maniera tale che le discussioni su temi così rilevanti perdano di valore strumentale e ne acquisiscano di valore di merito. Io credo che questo sia un modo per qualificare il reciproco riconoscimento: valutatelo.
Ma ciò che ha detto l'onorevole La Spisa non può non provocare oggi in noi qualche domanda, perché c'è un fondamento in ciò che dice, e cioè, proviamo a non ragionare sul momento in cui ci troviamo ma proviamo a proiettarci in avanti, è chiarissimo che il sistema presidenziale rende molto difficoltosa la funzione delle opposizioni. Perché? Perché il Presidente si trova... e secondo me questo è l'aspetto positivo del presidenzialismo, l'unico che mi convince, e cioè che l'elettorato costituisce la maggioranza all'esterno, non si forma la maggioranza in Aula, questo è importante. Ha un potere di scioglimento dove nomina e revoca la Giunta che ha una dimensione quasi da organo monocratico, governa l'amministrazione.
E' chiaro che chi sta all'opposizione è in una condizione quasi di inibizione, cioè quasi che gli rimanga solo il diritto di parola, però ho avuto modo di illustrare, alla presenza dell'assessore Dadea, una preoccupazione: da qui a due anni - due anni, immagino, non lo so - per il punto avanzato in cui si trova oggi tutto il sistema della informatizzazione della nostra Regione (noi siamo molto avanti) - il sistema della comunicazione istituzionale cambierà completamente, in ogni casa ci sarà il modo di avere informazioni in tempo reale e, a sentire l'Assessore, anche in una dimensione interattiva; cosa che prefigura dimensioni da democrazia diretta, sostanzialmente da democrazia diretta. Allora, il problema che si pone, non solo per le opposizioni - e uso sempre il plurale perché sono d'accordo con l'onorevole Uras, sono d'accordo con ciò che ha detto anche l'onorevole La Spisa che c'è una varietà che va mantenuta - ma le opposizioni, le forze politiche, avranno il problema di un diritto che disciplini l'utilizzo, per chi fa politica e ha mandato parlamentare, di accesso alle tecnologie che portano la conoscenza nelle case. Perché è vero che la rete è istituzionale, cioè è della Regione, ma è pur vero che le istituzioni sono governate da chi il popolo pone a guida delle istituzioni; e quindi quella rete, che è un'infrastruttura pubblica, inevitabilmente diventa una rete di diffusione del pensiero e dell'attività della parte che vince. Il diritto deve disciplinare come quella infrastruttura diventa accessibile per la parte che perde.
Noi abbiamo presentato un emendamento in cui diciamo: bisogna dotare le opposizioni di uno statuto delle opposizioni; perché è nello statuto delle opposizioni che va disciplinato come dare occhi, voce e strumenti e risorse perché la loro attività istituzionale sia conosciuta.
Noi stiamo ragionando sulle garanzie come se il progresso tecnologico non abbia superato l'idea e il fatto che solo qui dentro c'è voce per chi dissente. La verità è che questa voce si sta attenuando perché stanno aumentando gli spazi perché si abbia voce fuori; allora è la legge che deve garantire chi dissente, anche rispetto a queste tecnologie.
Per questo motivo noi abbiamo presentato degli emendamenti che riconoscono alle opposizioni risorse e strumenti per far conoscere la loro attività istituzionale: ciò che dicono, ciò che fanno e ciò che controllano qui dentro; e chiedo che la maggioranza e le opposizioni li valutino con la dovuta attenzione.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Sono talmente convinto delle considerazioni che sono state espresse negli ultimi interventi che, non a caso, sono primo firmatario di un emendamento che sostituisce l'articolo 14, rimandando "...le garanzie a favore delle minoranze e le modalità di controllo consiliare sono disciplinate dal Regolamento interno del Consiglio regionale".
Ovviamente, la funzione è quella di stabilire, in una sede diversa da questa, quelle che possono essere le garanzie delle opposizioni. E non a caso parliamo di opposizioni piuttosto che di opposizione, perché è fin troppo chiaro che parlare di una sola opposizione, in un panorama così variegato di posizioni politiche diverse, sia quantomeno inopportuno. E quindi, ecco perché ho presentato questo emendamento.
Faccio alcune considerazioni. La prima: la presentazione di una mozione per la convocazione straordinaria del Consiglio, sulla base dell'articolo 54 del nostro Statuto, prevede che sia sottoscritto da un quarto dei consiglieri regionali. Può succedere - e forse è anche successo - che Gruppi politici importanti ma che non hanno il coinvolgimento, e della maggioranza e di una parte della minoranza, non abbiano un quarto di consiglieri che intendano sottoscrivere una mozione su un argomento qualsiasi. E questo è il primo limite.
L'altro limite: in questo momento si discute la legge statutaria che, con la forza dei numeri (è giusto anche che ci sia la forza dei numeri), stabilisce alcune norme e alcune regole. La stessa maggioranza - è qui è il limite che forse ha evidenziato anche il collega Maninchedda - è che la maggioranza, in questo momento, si arrogherebbe il diritto di stabilire quali sono i diritti delle minoranze. Una maggioranza. Mi verrebbe da proporre, se passasse l'emendamento numero 535, che si possa portare la Giunta per il Regolamento ad essere, non dico patrimonio dell'opposizione, ma di avere il Presidente della opposizione. Perché in questo modo si potrebbe arrivare ad una terzietà, quanto meno. Ma è una proposta che lanciò qui, ma per cercare di entrare nel merito del problema che stiamo affrontando. Gli esempi che sono stati fatti oggi, ovviamente il Presidente quando parla viene ascoltato, il Presidente della Regione intendo, e io lo ascolto, credo con lo stesso interesse con il quale lo ascoltano tutti i colleghi. Vede Presidente lei oggi ci ha dato una notizia importantissima, ha soggiunto però che oltre ai documenti finanziari e al bilancio dovremo esaminare anche il piano regionale di sviluppo, ci troviamo in presenza di una nuova legge di contabilità, peraltro non ancora metabolizzata, perché se ha avuto necessità la Giunta e l'Assessorato di riferimento di allungare i tempi proprio perché c'era questa novità, figuriamoci quale può essere la difficoltà delle opposizioni, che non hanno come supporto le strutture di cui si possono valere i colleghi della maggioranza. Perché noi possiamo avvalerci della struttura consiliare, ma non ci possiamo avvalere, certamente, della struttura assessoriale, perché non rientra. Ricordo, a questo proposito, che anche quando noi dobbiamo presentare una proposta di legge, o un progetto di legge ce la costruiamo noi, dico noi opposizione, con il sostegno che ci può arrivare da esperti, che non sono dipendenti del Consiglio regionale, e avvalendoci anche della struttura consiliare, ma certamente, credo che non sia mai successo a nessuno della opposizione di farsi scrivere, come succede e accade, che certe proposte di legge della maggioranza siano scritte integralmente all'interno dell'assessorato di riferimento. Questo ci mette in una condizione di grande difficoltà ed ecco perché dico che la buona volontà di garanzie delle minoranze ed il controllo consiliare, non possono essere risolte con questo articolo. Credo che la proposta sia proprio quella di rimandare tutto quanto al Regolamento consiliare; io ho fatto alcuni esempi, ritengo che si debba riportare tutto quanto al Regolamento consiliare. Quando ci siamo impegnati nel modificare il regolamento consiliare, non sono passati molti mesi, non sono passati neanche tanti anni, ma lo abbiamo fatto, credo con grande buona volontà, da parte di tutti, nell'interesse del Consiglio, e abbiamo apportato numerosissime modifiche al regolamento consiliare. Se ci si è riusciti una volta, io credo che ci si possa riuscire anche altre volte. Per cui io credo, che le considerazioni dell'onorevole Maninchedda, dell'onorevole La Spisa e altre dell'onorevole Uras, che mi trova totalmente d'accordo, sul ruolo che deve essere dato al portavoce dell'opposizione; è una cosa che non ha nessun senso. Potrebbe avere senso nel momento in cui fossimo di fronte ad un bipartitismo perfetto, potrebbe avere un senso. Ma nel momento in cui noi, da un lato abbiamo approvato una norma per il presidenzialismo, dall'altro all'interno di questo Consiglio ci sono ancora molte forze, forze che non si riconoscono nel presidenzialismo ma nel parlamentarismo. La frammentarietà delle forze politiche ci induce a pensare, che un portavoce delle opposizioni sia assolutamente inopportuno. Finirebbe per svilire il ruolo stesso delle opposizioni, o privilegiarne alcune, e questo non è certamente quello che noi vogliamo.
Termino facendo un'ultima considerazione, relativamente all'intervento del Presidente della Regione, non lo so a chi fosse riferito il Presidente della Regione, quando ha fatto un riferimento e generi, se era riferito a me…
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. No!
DIANA (A.N.)….banalità per banalità, Presidente, quella espressione è nata in un momento banale. Cioè nel momento in cui il Capogruppo di progetto Sardegna, che non credo lo abbia fatto per, ha sollevato il problema, nel momento in cui si dovesse arrivare ad una parità nelle AA.SS.LL. della Sardegna, per esempio, sono 8, quattro e quattro, ma dice se non ci sono tre diventa cinque e tre, banalmente, e sono stato io Presidente, forse lei non mi ha sentito, ma banalmente, banalità per banalità, ho detto beh trattandosi di generi, e sono d'accordo con l'onorevole Gessa, che si debba parlare di generi e non di sessi, io ho detto va beh, grammaticalmente esiste il genere maschile, esiste il genere femminile, esiste il genere neutro, era una banalità. Se era riferita a questo, posso anche scusarmi con il Consiglio. Ma era assolutamente una banalità non avevo certamente intendimenti diversi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'articolo uno 14, garanzie delle minoranze e controllo consiliare. Io nell'approfondimento che fin qui è stato fatto, ma soprattutto in quelli che sono i contenuti anche degli emendamenti, che sono stati presentati in riferimento all'articolo uno 14, trovo di sicuro alcuni elementi da riprendere e da riproporre all'Aula, che sono legati in quel discorso bipartisan, a cui si è accennato in un momento della discussione, dove le garanzie per le minoranze, o siamo convinti tutti, che siano un diritto nella democrazia, oppure dovremo relegare il ruolo complessivo del Consiglio, ma il ruolo della maggioranza e anche quella delle minoranze, ad un ruolo di marginalità, perché davvero così si intende, nei contenuti di questo articolo, fornire queste garanzie. Io credo che a prescindere da qualche affermazione, così fatta durante la discussione, sia dall'assessore Dadea, ma ripreso oggi dal collega Maninchedda. Bill Gates nei giorni scorsi ha regolamentato l'uso del PC da parte dei figli. Allora a prescindere dal fatto che prima o poi si arrivi alla tv digitale, si arrivi alla comunicazione interattiva, si arrivi alla possibilità di avere degli strumenti a disposizione, anche del mercato, però oggi dobbiamo dirci che, chi oggi vuole avere i servizi della comunicazione, credo che non siano stati forniti a nessuno di noi dall'amministrazione. Ok. Quindi detto questo abbiamo detto tutto. Abbiamo detto tutto rispetto, soprattutto, al primo comma, dove si parla addirittura di disciplina delle modalità e gli strumenti di esercizio, ma qui altro che disciplina, prima proviamo ad avere gli strumenti, poi può darsi riusciamo anche a disciplinarli. E allora per uscire un attimino per uscire un attimino, da uno schema, che è lo schema attualmente vissuto, ma per proiettare anche quello che è il ruolo delle opposizioni, che poi oggi tocca a noi, domani tocca a voi, e credo che prima o poi con questi problemi dovremo confrontarci. Ma dovremo confrontarci nel momento in cui le difficoltà, già così esaminate, sono tante, ma soprattutto potrebbero essere anche di più nel momento in cui davvero noi queste garanzie non riusciamo ad attivarle. Ed è chiaro che, rispetto a garanzie, io troverei meglio in questo momento condividere il concetto di uno specifico Statuto delle opposizioni. Lo trovo molto più adeguato nel momento in cui noi andiamo ad analizzare, non soltanto i contenuti che possono essere rappresentati nel Regolamento consiliare, e andiamo a definirlo in tutti i suoi aspetti. Io credo che uscire, per noi Consiglio, dalla marginalità del sistema in cui oggi viene attivata la comunicazione, molto probabilmente, sarebbe un fattore positivo per l'Aula, ma sarebbe un fattore positivo soprattutto per l'attività politica che noi siamo chiamati a svolgere. Io credo, passando attraverso quelle che sono diverse proposizioni, e dico: "Le garanzie all'opposizione attraverso quali vie, attraverso quali strumenti?" Ma lo speaker delle opposizioni, per esempio, mi lascia sempre abbastanza perplesso nel momento in cui le opposizioni o l'opposizione, come citata da un portavoce delle opposizione, io credo che se le opposizioni fossero più di una, molto probabilmente o molto difficilmente, l'interprete, ovvero quello che anche a livello comunità del Consiglio d'Europa viene interpretato come ruolo, credo che non risponderebbe assolutamente alle esigenze di eventuali opposizioni plurime. Ma, soprattutto, quello che a me interessa evidenziare in modo particolare è quelli che sono gli interventi che le opposizioni, eventualmente, nello svolgimento dell'attività legislativa e di controllo, siano legate soprattutto ai progetti di legge o a tutta l'attività istituzionale che nell'Aula può essere svolta: la discussione di mozioni, la discussione di interpellanze e così via. Bene, credo che cominci a vedersi un primo risultato quando si da e si definisce già in quest'articolato, nell'articolo 14, che alle opposizioni è riconosciuto un diritto, che peraltro trovo così elaborato in un emendamento che abbiamo presentato, che è quello di dare degli spazi nell'attività ordinaria del Consiglio a quelle che sono le proposte delle opposizioni. Io credo che questo sia un grosso passo avanti rispetto a quanto, oggi, Presidente, dobbiamo verificare. Noi qui abbiamo mozioni, interpellanze, interrogazioni a cui non arriva mai una risposta, né scritta né orale. Bene, io oggi ho condiviso l'intervento del Presidente, che ha avuto subito l'iniziativa, soprattutto ha accolto un bisogno dell'Aula, quello di avere notizie rispetto alla legge finanziaria e rispetto al bilancio. Bene, ce le ha fornite dettagliate, ci ha fatto noto che gli atti sono a disposizione. Spesso, capita, nello svolgimento dell'attività politica amministrativa, di avere bisogno delle informazioni più corrette, e nell'immediato. Se un medico, per me che faccio il medico e tanti colleghi qui presenti, dovesse trascurare un intervento in un momento che può essere importante per la vita di un paziente, gliene derivano grossi problemi dal punto di vista legale e quant'altro; bene, tante volte anche noi, nell'esercizio delle nostre funzioni, abbiamo la necessità di dare risposte pronte, e spesso e volentieri le risposte pronte si possono dare se si hanno a disposizione gli strumenti, i documenti, le norme che, soprattutto, ti consentono di dare la risposta, spesso di salvare un'azienda, qualche altra volta di salvare una persona e, comunque sia, noi abbiamo la necessità, volta per volta, di portare non solo all'attenzione del Consiglio le nostre proposte, ma abbiamo, spesso e volentieri, anche la necessità di coinvolgere il Consiglio in situazioni dove è necessario un atto magari del Consiglio regionale. Bene, su questi temi noi vorremmo che la maggioranza ponesse l'attenzione, e su questi temi vorremo confrontarci durante l'esame degli emendamenti e capire quali di questi possono essere accolti nell'elaborato dell'articolo 14. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì, grazie, Presidente. Onorevole Uras, che non vedo qua presente in Aula, in Commissione, ha sostenuto che l'articolo 14 lede il diritto dei consiglieri regionali, che chi deve fare l'opposizione è demandato dal popolo, dopo la tornata elettorale che suddivide, dopo aver superato sbarre di sbarramento, e così via, che non ci deve essere presente in una legge; per quello ha dichiarato in Commissione: "L'emendamento per la soppressione dell'articolo 14 lo rivedremo in Aula". La soppressione di questo articolo è firmato dal mio Gruppo, da altri Gruppi, però, dalle dichiarazioni che sono state fatte in discussione generale, non ho capito se si vogliano sostenere o no gli emendamenti che si presentano. Perché se io presento un emendamento per sopprimere un intero articolo e poi chiedo, prima di intervenire, che venga votato per parti, quindi si suppone che l'emendamento o verrà ritirato o per comprendere… e, soprattutto, condivido col collega Diana se come si deve comportare l'opposizione lo stabilisce la maggioranza, e questo ve lo dico, colleghi, perché tanto fra due anni e quattro mesi ci presenteremo tutti agli elettori, il popolo giudicherà, speriamo che per il Parlamento ci presenteremo prima, così vedremo subito qual è l'orientamento della gente. Perché mi dispiacerebbe, domani, essere maggioranza e avere messo tanti di quei vincoli a coloro che saranno all'opposizione da non potere "toccare neanche palla", come si suol dire in gergo; perché dico: "La tutela di tutti coloro che sono qua dentro, che hanno un consenso da quello che è il popolo sardo, che abbiamo citato in questa legge, è data dopo la legge elettorale: parliamo di sbarramenti, cerchiamo di mettere vincoli, accorpiamo i partiti, unifichiamo". Siccome noi non siamo per l'unificazione dei partiti, l'avevamo già detto a livello nazionale, e il collega Uras ci dice: "Vi siete diversificati al Parlamento", benissimo, però qualcuno deve avere il coraggio di farlo anche in quest'Aula. Noi abbiamo il coraggio, quando ci siamo astenuti - che al Senato forse qualcuno non lo sa, equivale al voto contrario - sono d'accordo che il mio partito abbia preso una posizione, ma non per questo bisogna cantare vittoria, perché adesso bisogna tornare con un nuovo governo, ripresentarsi, e avere la fiducia e portare avanti quelle che sono in legge le riforme che si sono predicate prima, e quel programma di trecento pagine - ricollegandoci all'articolo 13 bis, e così via, che citava anche l'amico Maninchedda - che devono essere discusse, devono anche essere discusse e approvate in quest'Aula. Quando portiamo avanti delle istanze, amico Uras, dobbiamo essere un po' coerenti, non si può chiamare alla coerenza gli altri, se non la applichiamo in prima persona, perché se un articolo dice che le opposizioni, parlo per il collega Uras e per tutto il Gruppo che ha firmato l'emendamento, cito il Capogruppo perché è primo firmatario, non per sminuire nessuno, parlo per il primo firmatario dell'emendamento, allora, l'emendamento non verrà sostenuto, votiamo per parti, l'emendamento che abbiamo fatto noi rimarrà in piedi, poi la maggioranza, ovviamente, lo sopprimerà. Mi viene un dubbio: se domani voi andate all'opposizione, io vorrei sapere chi votano i colleghi che hanno firmato quell'emendamento come Capogruppo dell'opposizione, perché noi abbiamo posizioni diversificate, siamo ancora in democrazia, meno male che abbiamo posizioni diversificate, perché sennò avremmo due partiti in Italia a decidere, e chi vince, il più votato fa il portavoce dell'opposizione. Io spero, in molte parti, di diversificarmi, come facciamo a livello nazionale, dai miei colleghi, perché, anche se condivido molte opinioni della maggioranza, non mi tiro indietro perché ho il dubbio di essere strumentalizzato su ciò che dico. Io lo porto avanti e, se il percorso coincide con qualche collega della maggioranza, non tiro indietro le proposte e i fondamenti del partito in cui milito e credo. Il giorno in cui non crederò più in quei principi cambierò il partito e farò altre scelte. Questo per fare una sintesi molto breve, perché anche la collega Caligaris ha presentato un emendamento soppressivo, perché questo, quando il collega Maninchedda dice: "Facciamo lo statuto delle opposizioni, col collega Balia", sono d'accordo, ma lo statuto delle opposizioni si scrive con tutti, partecipi, e si stabiliscono i ruoli di quelli che devono fare l'opposizione, coinvolgendo, in primo luogo, l'opposizione e sentendo come si può fare una discussione, ci possono essere posizioni diverse, ci saranno posizioni diverse, sempre, finché c'è democrazia, il giorno che non ci sarà più democrazia non stabiliremo le regole qua dentro, ma finché votiamo in questa Aula vi chiediamo la accortezza di rispettare l'intelligenza e l'intelletto delle persone, perché votare a maggioranza… avete uno speaker di opposizione, detto volgarmente, che poi è il rappresentante dell'opposizione… Io vi garantisco, oggi mi troverei in difficoltà per chi votare come speaker dell'opposizione, perché non tutto si può condividere, come voi a livello nazionale non condividete tutti i partiti, quello che porta avanti il governo, e meno male vi diversificate, io spero che ci sia sempre qualcuno che si possa diversificare, se non esistono più quei principi, avete votato un programma, siete andati con me nel programma, parole sentite in questa Aula, avete letto il programma e lo approvate per intero, e allora non capirei neanche quei discorsi che sono stati fatti per il parlamentarismo, nonostante sia passato il presidenzialismo, non lo capirei, è stato firmato, però meno male che abbiamo ancora la democrazia e qualcuno può esprimere in questa Aula parlamentare le proprie idee. Così scrivendo, per come è scritto l'articolo, si garantisce alle opposizioni… al comma a) "i tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività del sindacato" ma vi sembra normale che dobbiamo chiedere, come opposizione, che almeno una volta a semestre venga discussa una proposta dell'opposizione? Dovrebbe essere vergognoso chiedere una cosa del genere, perché dovrebbe essere scontata, il problema è che oggi regole per l'opposizione non ce ne sono, se l'articolo passa in questo modo ce ne saranno sempre meno, e dico sempre, mi dispiace perché se un domani, come sicuramente accadrà, mi troverò in maggioranza, mi trovo in imbarazzo per quello che potrà fare l'opposizione. L'amico Floris dice che non bisogna imbarazzarsi e stupirsi di niente e condivido questa teoria. Ripeto, siamo poco poco coerenti con quello che diciamo in questa Aula e lo sosteniamo anche qua dentro, perché se no è inutile fare il gioco delle parti: no, ma modificato come è stato modificato, verrà capito meglio, ci saranno garanzie che verranno dopo; stiamo facendo la legge sulle garanzie di maggioranza e opposizione, perché il Consiglio riguarda tutti. La Giunta, meno male, si è fatta il presidenzialismo, ha la sua forza, però non togliamo potere a quello che è l'organo parlamentare, a prescindere da qualsiasi colore rappresenti, perché questa è una garanzia di tutti coloro che siedono in quest'Aula parlamentare. Siamo ottantacinque, la maggioranza è di cinquantacinque, benissimo, l'ha stabilito il popolo, grazie a Dio, domani, se cambiano le cose, vi garantisco che mi emoziona e mi divertirà tantissimo vedere come avverrà la votazione per lo speaker vostro dell'opposizione. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Randazzo.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Rinuncio all'intervento Presidente.
PRESIDENTE. Va bene, l'assessore Dadea rinuncia. Cinque minuti di sospensione, c'è una scrittura sintetica di alcuni emendamenti, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 23, viene ripresa alle ore 13 e 40.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, riprendiamo, è stato distribuito l'emendamento di sintesi numero 810 che sostituisce gli emendamenti numero 6, numero 8, numero 347 e numero 806 firmato dagli onorevoli Pinna, Pisano, Dedoni, Balia, Maninchedda, Orrù, Sanna, Atzeri, Pittalis, Salis e Uras.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO sostitutivo totale PINNA - PISANO - DEDONI - BALIA - MANINCHEDDA - ORRU' - SANNA Francesco - ATZERI - PITTALIS - SALIS - URAS.
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 6, 8, 347, 806
Art. 14
Garanzie delle minoranze e controllo consiliare
1. Il Regolamento del Consiglio regionale assicura le garanzie delle minoranze consiliari e ne disciplina le modalità e gli strumenti di esercizio, anche con l'approvazione di uno specifico Statuto delle opposizioni.
2. Il Regolamento consiliare, in particolare, stabilisce le garanzie delle opposizioni in relazione:
a) ai tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività legislativa e del sindacato di controllo;
b) alla partecipazione nelle delegazioni e nelle occasioni di rappresentanza del Consiglio;
c) all'attivazione di strumenti che consentano una comunicazione anche esterna ed una informazione tempestiva e completa;
d) all'attribuzione delle presidenze ed al funzionamento delle Commissioni di vigilanza.
3. Il Regolamento consiliare prevede la istituzione di un portavoce delle opposizioni, espressione dei gruppi consiliari delle minoranze, e garantisce al medesimo il più ampio assolvimento delle funzioni. (810).)
PRESIDENTE. Ci sono i soppressivi totali numero 180 e 269 che sono uguali; uno è dell'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, io volevo anche tranquillizzare l'onorevole Randazzo che mi è sembrato abbia un po' frainteso l'intendimento. Ecco, dal punto di vista parlamentarista questo articolo mi sembra particolarmente inadeguato, non solo perché la materia di cui tratta fa parte del regolamento e su questo punto penso che anche l'onorevole Orrù condivida le perplessità perché ce ne siamo occupati in Giunta del regolamento, però, vede onorevole Randazzo, a me preoccupa il principio che sottende questo articolo, in quanto, l'istituzione proprio di un portavoce delle opposizioni e ne ha fatto cenno l'onorevole Diana durante l'intervento, prelude al portavoce unico della maggioranza. E' un'idea, che se non ricordo male, è stata del professor Ciarlo, che è stata inserita nel regolamento della Campania e che, allora, è stata approvata e sostenuta con il voto delle opposizioni sia di Forza Italia, se non vado errando, che di A.N. Quindi, la mia preoccupazione, relativamente a questa parte e che prelude al partito unico degli opposti schieramenti e favorisce l'omologazione rispetto alle differenze… La materia che attiene alle opposizioni è nel regolamento, dev'essere nel regolamento, ci sono già dei principi piuttosto significativi in merito, lo stesso articolo 19 bis del regolamento è inserito in questa logica e, dal mio punto di vista, c'è proprio un deficit che è insito nel sistema. Ecco perché io reputo che sia opportuna la soppressione di questo articolo eliminandolo completamente e facendo in modo che, soprattutto in Sardegna, dove le opposizioni hanno anche il tratto identitario, non possa essere in alcun modo praticato un concetto che invece è assolutamente contrario alle differenze e lo ribadisco, anche al femminile questo è un tratto che mi preoccupa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per dichiarare il mio voto contrario a questo emendamento, perché francamente non capisco come si sia potuto non tenere in considerazione l'emendamento da me presentato che dice: "il Presidente del Consiglio regionale è il garante del rispetto da parte della Giunta regionale della legislazione vigente, rappresenta l'Assemblea, la convocata e la presiede, interpreta e applica il regolamento consiliare, garantisce le prerogative e i diritti dei consiglieri e assicura il rispetto dei diritti delle minoranze". Veramente, attribuire quindi un compito che doveva essere dato dal presidente e che oggi si rinvia al regolamento, vuol dire che discuteremo anche in questa occasione l'applicazione o meno di questo regolamento. Io credo che l'attribuzione al Presidente della Regione del rispetto della legislazione regionale per la parte, ovviamente, che questa attribuisce alle competenze del Consiglio regionale fosse un fatto importante, in particolare l'attività del Presidente del Consiglio riguarda il rispetto dei termini per la presentazione all'Assemblea da parte della Giunta dei disegni di legge attuativi della normativa comunitaria, delle leggi statali, nonché della manovra finanziaria. Perché, vede Presidente, poco fa è intervenuto il Presidente della Regione - che non c'è - che ha dichiarato qualche cosa che io giudico veramente orripilante: ha dichiarato che presenterà insieme al bilancio e alla finanziaria della Regione, il Piano regionale di sviluppo e il DAP. Se è così mi consenta di separare le cose perchè il Piano regionale di sviluppo, che è il Piano quinquennale, che è un po' la sostituzione del programma che viene presentato agli elettori, in Consiglio arriva e il Consiglio discute del Piano, poi discute del DAP e del bilancio. A meno che il Presidente della Regione non si sia confuso con l'articolo 69 della legge di contabilità dell'anno scorso che dice che il Piano regionale di sviluppo viene sostituito da una delibera di Giunta che indica gli obiettivi. Ma se di Piano generale di sviluppo si tratta, attenzione signor Presidente, non può arrivare qui la legge finanziaria, il bilancio, col DAP e col Piano generale di sviluppo, perché noi chiederemo, ovviamente, di discutere separatamente le due cose, non in maniera abbinata perché questo non lo dice nessuna norma, ma mi pare che rispetto a un programma di legislatura ci sia da fare una discussione che va al di là del bilancio annuale della Regione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto per dichiarare il ritiro dell'emendamento soppressivo totale da noi presentato e poi per condividere il testo dell'emendamento di sintesi, nei confronti del quale noi voteremo a favore.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo scusa, colleghi, io non ho chiesto il parere al relatore e alla Giunta sugli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sul resto degli emendamenti ci siamo già espressi. Dovrei esprimere il parere sull'emendamento numero 810.
PRESIDENTE. Dunque, non è stato dato il parere, onorevole Pinna. L'emendamento numero 269 è stato ritirato...
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, poi è stato presentato un emendamento di sintesi...
PRESIDENTE. Va bene, e questo abbiamo detto che è di sintesi degli emendamenti numero 6, 8, 347 e 806.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 535, 101, 693, 732, 41, 202, 7, 163, 42. Chiedo anche, per quanto riguarda l'810, la votazione per parti: il primo e il secondo comma, poi il terzo.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole sull'810, ancorché essendo un emendamento di sintesi penalizza alcune istanze che sono state rappresentate. Io capisco, per esempio, l'espressione di non accettazione da parte dell'onorevole Caligaris, ma qualche fenomeno di critica è emersa, in particolare dal rappresentante del maggior partito di opposizione, verso l'istituzione del portavoce unico mi lasciano alquanto perplesso perché credo che il partito di maggioranza relativa dovrebbe fare sintesi di quelli che sono i rapporti all'interno della coalizione. Noi stiamo auspicando, come d'altronde è ben conosciuto, attraverso un referendum, nel trovare momenti di sintesi anche sacrificando la stessa presenza di partiti che possono essere solo di frazione e non di amalgama e di conversazione all'interno di rappresentanza più larga di quelle che sono gli aspetti di rappresentanza all'interno delle istituzioni, di rappresentanza popolare. Per cui non si ha paura, perché anche l'istituzione del portavoce delle opposizioni non cassa per niente la presidenza di ciascun Gruppo consiliare in quella rappresentanza, casomai ne rafforza e ne coordina l'espressività e la potenzialità all'interno del dibattito in Aula. Mentre, invece, vedo positivamente che si fa rinvio al Regolamento interno e quindi ad altre norme, tutta la normativa riguardante una serie di potenzialità che possono essere anche espresse in maniera più larga nella tutela delle opposizioni e nel garantire una democrazia più larga e più partecipata attraverso il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Io ho, credo, l'autorevolezza e il mandato per poter rappresentare Alleanza Nazionale e, quindi, esprimermi assolutamente contro questo emendamento. Lo dico perché mi assumo totalmente la responsabilità delle cose che dico, l'ho sempre fatto e lo continuerò a fare. Quindi, annunciare il voto contrario a quest'emendamento credo che sia il minimo delle cose che si possono fare, è fin troppo chiaro che non è facile rappresentare una opposizione, ed è ancora più difficile quando parti della opposizione ritengono di non dover condividere strategie politiche. Alleanza nazionale forse è arrivata dopo altri partiti a certi convincimenti, ma una volta che ci è arrivata credo che sia leale, fedele e intende perseguire obiettivi, scopi e dare soprattutto risposte al proprio elettorato. Questo emendamento, per entrare nel merito, non soddisfa nessuna delle nostre esigenze. Gli sforzi che sono stati fatti non sono sufficienti, rimaniamo del parere che sarebbe stato molto meglio rimandare il tutto al Regolamento consiliare, rimaniamo del parere che la Giunta per il Regolamento, soprattutto quando si modificano queste parti, deve avere un Presidente che faccia capo alla minoranza, non è possibile che la maggioranza imponga all'opposizione un codice di comportamento, le norme, le regole, le garanzie. Vi siete dimenticati che in questo articolo c'è anche il controllo consiliare e quindi abbiamo mischiato le garanzie delle minoranze con il controllo consiliare. Con questo emendamento non otteniamo assolutamente nulla, fa specie che il collega Uras, che si era manifestato contrario in maniera determinata all'individuazione di un portavoce delle minoranze... questo non è stato detto, non l'ho sentito, chiedo scusa. Si chiederà la votazione per parti.
PRESIDENTE. Sì, è stata chiesta... grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Per annunciare il nostro voto favorevole all'emendamento di sintesi numero 810 che raccoglie in parte le istanze che noi avevamo presentato con gli emendamenti numero 6 e numero 8. Ma anche per indicare a quest'aula una forte preoccupazione che emerge dall'ipotesi che si debba votare per parti questo emendamento di sintesi e quindi che ci sia insomma il trucco alla fine. Perché se questo emendamento di sintesi porta anche la firma dell'onorevole Uras e l'onorevole Uras fa capire adesso con un ammiccamento che va da opposto a opposto esattamente che il comma 3 probabilmente verrà bocciato, questo veramente ci mortifica, insomma. Tutte le cose che stiamo facendo quindi hanno un qualcosa di non chiaro, c'è un trucco sotto. Spero che non sia così onorevole Uras, io la conosco per essere un uomo serio e il suo è un Partito che sicuramente non può assolutamente pensare che si possano fare di questi giochini finali. E quindi vorremmo esattamente che la figura del portavoce che è scritto nel comma 3 sia una figura che alla fine davvero debba esistere tanto più che la figura del portavoce che è stata introdotta in altri Statuti regionali come nella Regione Toscana, è una figura molto nobile che non è assolutamente quella che dalle preoccupazioni che lo stesso onorevole La Spisa prima denunciava relative a una chiusura rispetto alle diverse minoranze. Le diverse minoranze continueranno comunque ad esistere, la figura del portavoce che potremmo anche indicare come sinonimo capo o leader dell'opposizione ha un significato totalmente diverso perché è una figura alla quale vengono riconosciute delle prerogative straordinarie in aggiunta a quelle che comunque sono garantite a ciascun consigliere e vanno a rappresentare naturalmente una figura importante alternativa al Presidente perché tra le competenze straordinarie vi è quella anche di poter chiedere, di poter intervenire in replica al Presidente della Giunta regionale in quest'aula, quella di chiedere risposte immediate, simultanee al Presidente della Giunta regionale in determinate ipotesi e dentro un'ottica ben diversa, in rispetto alle argomentazioni che si possono anche presentare in dibattito. Comunque, tutto questo per dire che noi saremo lealmente sostenitori di quest'emendamento di sintesi, ma davvero non gradiremmo che ci fosse il trucco che andrebbe a far scadere questa lealtà.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie.
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in dichiarazione di voto sul 180, che non siamo arrivati all'810.
PINNA (Progetto Sardegna). Allora mi iscrivo successivamente.
PRESIDENTE. Anche se stiamo, state parlando tutti dell'810. Adesso votiamo l'emendamento numero 180 che è l'emendamento dell'onorevole Caligaris.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 269 è stato ritirato. Adesso discutiamo l'emendamento di sintesi numero 810 su cui alcuni colleghi hanno già dichiarato il loro voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna). Grazie signor Presidente. Per esprimere il parere favorevole sull'810 di cui ribadisco la richiesta di votazione per parti e per dire che la Commissione lasciò all'azione, all'attività, all'elaborazione, alla riflessione delle opposizioni la riscrittura dell'articolo 14. Diciamo che questo è accaduto solamente durante i lavori dell'aula e mi sembra che questo emendamento di sintesi raccolga quegli elementi fondamentali che dal nostro punto di vista qualificano la natura della presenza e garantiscono la presenza dell'opposizione così com'è stato ribadito nell'emendamento che stiamo per votare con degli elementi anche di novità che sono venuti fuori anche da questo dibattito, per esempio la lettera c del comma 2 quando parla dell'attivazione di strumenti che consentono una comunicazione anche esterna ed un'informazione tempestiva e completa. Mi sembra che votiamo volentieri questo emendamento che riteniamo rappresenti un elemento di arricchimento di questa legge statutaria che si preoccupa nella logica poi dell'alternanza di garantire un diritto fondamentale che certo non viene stabilito dalla nostra legge ma è fondamentale nella vita politica che è quello della presenza anche delle opposizioni. Grazie.
PRESIDENTE. E' in votazione il numero 810, le parti onorevole Pinna quali sono? Tre votazioni...
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. La prima votazione, il primo e il secondo comma.
PRESIDENTE. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico Presidente.
PRESIDENTE. Bene, prego i colleghi di predisporsi alla votazione col sistema elettronico. Mettiamo in votazione la prima parte, i primi due commi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei primi due commi dell'emendamento numero 810.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Uggias ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANCA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LIORI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 40
astenuti 2
maggioranza 21
favorevoli 40
(Il Consiglio approva).
Va bene colleghi, non siamo in numero legale perché l'opposizione non dà un segretario al banco. La cosa non va bene nel senso che è un problema, nel senso che è un problema. Onorevole Liori, lei l'ho chiamata al banco quindi o sta dentro o sta fuori, anzi è meglio che stia dentro, con l'onorevole Liori è stato raggiunto il numero legale. Va bene, va bene. Onorevole Liori io l'avevo chiamata quand'era in Aula, quindi abbiamo il numero legale.
(Non è approvato)
Gli emendamenti decadono tutti tranne il 7, il 163 e il 42.
Emendamento numero 7... va bene… onorevole Artizzu, bisogna che assicuriate la presenza di uno della opposizione. Sì, sì, ma siccome lei è anche uno dei Capigruppo autorevoli della opposizione… abbiamo problemi di…
ARTIZZU (A.N.). Presidente, se si accontenta! Devo andare lì?
PRESIDENTE. Prego onorevole Artizzu! L'onorevole Dedoni ha chiesto di intervenire sul 7, prego onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, non voglio intervenire sul 7. Presidente, non ritengo legittimo il voto. Presidente, non ritengo legittimo il voto, perché non c'era la presenza in Aula del consigliere Liori. Non lo ritengo valido e lo pongo nettamente in considerazione, perché è un abuso se viene considerato valido il voto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, non c'era la presenza di chi?
DEDONI (Riformatori Sardi). Dell'onorevole Liori, quale lei ha detto che qualificava il numero legale, non c'era!
PRESIDENTE. No, l'onorevole Liori era in Aula, l'ho chiamato ai banchi, poi se i colleghi fanno i furbi ed escono nel frattempo, eh, non è che il mondo è dei furbi! Il mondo è di chi chiede di rispettare le regole onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, non può essere né dei furbi di destra né dei furbi di sinistra! Appunto, le sto reclamando questo!
PRESIDENTE. Provo a non fare il furbo, né di destra né di sinistra…
DEDONI (Riformatori Sardi). Ecco, per non fare i furbi né di destra né di sinistra, il voto non è valido, perché non è valido Presidente! E' un abuso!
PRESIDENTE. Non è così onorevole Dedoni, perché come le ho detto l'onorevole Liori era in Aula, quando è stato chiamato a svolgere le funzioni di segretario.
Stiamo votando l'emendamento numero 7, è stata richiesta la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ARTIZZU - MANCA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 39
votanti 36
astenuti 3
maggioranza 19
contrari 36
Siamo in 39, manca il numero legale.
DEDONI (Riformatori Sardi). Come prima Presidente!
PRESIDENTE. No, caro onorevole Dedoni, anche perché prima c'era anche il suo voto!
DEDONI (Riformatori Sardi). No, non c'era!
PRESIDENTE. Come non c'era? Il suo voto c'era…
DEDONI (Riformatori Sardi). No, non c'era nella seconda parte!
PRESIDENTE. La seconda parte, non è stato chiesto il voto elettronico, onorevole Dedoni.
(Interruzione del consigliere Dedoni)
Va beh, insomma, comunque, non ho nessuna intenzione di aprire con lei questa polemica.
Va bene colleghi la seduta è chiusa, si riprende il lavoro del Consiglio martedì, alle ore 16, dalla votazione dell'emendamento numero 7. Grazie.
La seduta è tolta alle ore 14 e 09.
Allegati seduta
CCCIII Seduta
Venerdì 23 febbraio 2007
Presidenza del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Rassu
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 46.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del martedì 20 febbraio 2007 (297), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Gavino Cassano, Pierpaolo Masia e Pierpaolo Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 23 febbraio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul futuro dell'area occupata dalla base americana a La Maddalena". (762)
"Interrogazione Cappai - Randazzo Alberto - Amadu - Milia - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sulla perdita di fondi europei destinati al settore agricolo a causa dei ritardi dell'Amministrazione regionale". (763)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di "legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna". Colleghi, riprendiamo il lavoro sul "13 ter". Restava un iscritto a parlare, l'onorevole Dedoni.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Lei era profetico ieri, sul tardi. Io parlavo di curva di attenzione; in effetti, degli studi offrono delle condizioni particolari per cui, chi ascolta per un certo lasso di tempo, poi, man mano che va questo tempo, si perde l'attenzione. Ieri sera ho avuto modo di ascoltare un ottimo discorso pronunciato dal presidente della Commissione prima, l'onorevole Pinna, il quale ha intensamente posto alcune argomentazioni relative all'articolo 13 e seguenti; all'onorevole Pinna, tra l'altro, devo riconoscere la capacità di aver sintetizzato lo studio di numerosi volumi, in questi ultimi tempi, proprio per dare concretezza al suo lavoro. Fatta questa premessa, che era doverosa nel riconoscere che, però, quel discorso cadeva in un'Aula totalmente assente, più presa a dedicare lottizzazioni di generi maschili e femminili in un articolo che peraltro non riguardava quella argomentazione, mi lasciava alquanto sorpreso e preoccupato, perché stavamo parlando di quello che era fattore importante in un riequilibrio di poteri e di concezione di quello che deve essere il Consiglio regionale una volta che veniva approvato il sistema di Governo presidenzialista. Come ha detto ieri, e non mi pento di aver votato per il presidenzialismo, perché ribadisco la politica ha una traccia diversa, la politica con la P maiuscola fatta di valori, di ideali, di alti programmi è una cosa, la botteguccia e i tatticismi e gli opportunismi che possono avvenire anche in Aula hanno un altro significato. Io sono abituato a seguire per coerenza un'indicazione e nella lotta politica, nella battaglia politica, termini che vengono cooptati da altre tradizioni, qualunque essa sia la tradizione da Lao Tze in Cina a quello che è Folmolche, a quelli che sono stati altri grandi strateghi da cui hanno attinto anche i grandi nomi, Napoleone ed altri, avevano una logica, sapevano perché si combatteva e io voglio perseguire una lotta sapendo per che cosa combatto. Io combatto per una Regione che abbia vitalità, che abbia un esecutivo che governi, ma che abbia anche un Consiglio regionale, un Parlamento dei sardi, che sia altrettanto forte e che controlli quello che l'esecutivo pone in campo. Non voglio significarmi quali quelli che sono degli ignavi che correvano dietro un vessillo qualunque, punzecchiati da tafani e mosche, che però non sapevano dove correvano, l'importante era correre e tra questi, guarda caso, vi era Celestino V identificato tra i tanti che venivano ipotizzati. Questo mi insegnava il mio professore che nella sua autorevolezza diceva "Noi dantisti, dantomani, dantologi", il professor Monsignor Colli Vignarelli. E c'era Celestino V che disse che fece il gran rifiuto per timidezza, per paura, per viltà, per cercare di trovare assecondamenti in direzioni diverse. Quando io mi voglio qualificare prossima maggioranza, quando io voglio essere alternativa seria a un Governo che non ritengo all'altezza, come non lo ritengo, quando ritengo questa maggioranza che oggi governa scricchiolante, non coesa, che non ha significativamente una concezione unitaria neanche di quello che è il sistema di Governo, devo manifestare come opposizione la coerenza, la concretezza, l'essere insieme che dia possibilità di essere seria alternativa per il domani. Se queste cose non vi sono e non vi sono alla base, non posso pretendere di modificare non questa statutaria, ma niente di niente. Allora, in questa condizione bisogna che si recuperi il ruolo, un ruolo importante per il Consiglio regionale, ma l'abitudine è che non ci si ascolta, non ci si pratica e si è piuttosto intenti agli affarucci personali e di poca condizione e considerazione per quelli che sono gli interessi generali del popolo sardo. Avendo, ripeto, votato il presidenzialismo io vorrei che fosse tanto più larga possibile la facoltà di controllo, di verifica, da parte del Parlamento, quindi del Consiglio regionale. In questa condizione ha ragione a citare Pasquino, il Presidente della Commissione, ove non bastano più le mozioni, le interpellanze, le interrogazioni e così via, strumenti tuttora certamente efficaci anche se abbiamo visto con gravità non riscontrata subitaneamente né dell'esecutivo né posta in discussione altrettanto dal sistema parlamentare nell'organizzazione dei propri lavori e vi è quella necessità di avere, come lo richiamava, un'attività, una funzione proattiva, quindi di verifica, di controllo di quello che è l'attività legislativa e di quello che produce l'attività legislativa. Se fossimo attenti, caro onorevole Uras, e avessimo il controllo effettivo di quello che produce il Consiglio regionale, andremo a vedere se l'articolo 19 della legge regionale 37 ha creato delle condizioni diverse, se ha fruttificato, se ha reso delle condizioni importanti all'interno dei Comuni e soprattutto dei piccoli Comuni, se ha creato autoimpresa, se è riuscito a inserire i sistemi di micro impresa nei Comuni, una realtà che prima non esisteva e se è vero che ha realizzato delle condizioni di miglioramento di società e di economia e di vivere civile in piccoli Comuni e non solo, vuol dire che è stato produttivo, come io ritengo che sia produttivo. Ma è da verificare se effettivamente la legge regionale 51 ha dato i suoi frutti con l'immissione di miliardi che si sono avuti negli ultimi anni. Quindi, è una condizione, quella della verifica del controllo, estremamente importante e credo che venga a dover essere allargata ulteriormente e per questo abbiamo detto vi è la necessità non di spalmare su tutte le Commissioni, caro Presidente, ma di avere una Commissione referente che controlli efficacemente, che dia supporto al Consiglio e che il Consiglio e i consiglieri siano supportati da un sistema di uffici che diano collaborazione effettiva e che ci sia una sostanziale forza d'urto che possa sopperire a quelle che sono le esigenze più ampie della... posso concludere, Presidente?
PRESIDENTE. Concluda.
DEDONI (Riformatori Sardi). Delle esigenze di verifica e controllo sull'esecutivo e di quelle che sono la produttività delle leggi che noi poniamo in campo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Emendamento numero 526 parere negativo, 527 il parere è negativo, 178 il parere è negativo, 528 il parere è negativo, 529 il parere è negativo, il 777 è ritirato, il 211 è negativo, il 692 è negativo. Per il 225 la Commissione ritiene che, fermo restante il primo capoverso dell'emendamento numero 225, lo spirito può essere recuperato, però è un emendamento che va più correttamente collocato all'articolo 33, laddove si parla di procedimento legislativo, per cui chiediamo che venga spostato il 225 sapendo che la Commissione sulle prime due righe ha espresso complessivamente un giudizio di astensione, si tratta piuttosto però di riformularlo e di concordarne eventualmente la riformulazione. Il numero 300, il parere è negativo, il numero 530 è negativo.
PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione condividendo anche l'invito nei confronti dei presentatori dell'emendamento numero 225 ad eventualmente spostarlo all'articolo 33 e comunque cercando di ricavarne almeno lo spirito dell'emendamento stesso.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Emendamento numero 178.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Si, grazie Presidente. Io ho interpretato questo articolo, questo comma in senso limitativo perché a me pare che in questa materia il Consiglio sia sovrano e implica infatti una modifica del Regolamento in quanto il semplice richiamo messo in legge per quanto mi risulta, riguarda proprio l'articolo 19 bis del Regolamento che per quanto ne so non è stato ancora applicato e che riguarda la Commissione di verifica, quindi è relativo all'attività ispettiva e alle competenze attribuite al Consiglio dalle leggi. Manca invece tutta quella parte della valutazione che c'è stata richiamata e messa in luce anche con un invito a un seminario dal titolo molto significativo, quello di capire che appunto avrebbe avuto questa funzione di darci maggiori dettagli su tutte le tematiche legate alla valutazione delle leggi, ed è questo il motivo per cui ho ritenuto dover proporre la soppressione delle parole "con le modalità previste dal Regolamento interno". Grazie.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Il testo. E' in votazione l'articolo 13 ter.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Se è possibile il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Va bene. Votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13 ter.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CERINA - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: CHERCHI Oscar - DEDONI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANJUST.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CALIGARIS - FLORIS Mario - MILIA - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 46
Astenuti 6
Maggioranza 24
Favorevoli 38
Contrari 8
(Il Consiglio approva).
Il "777" è stato ritirato. Emendamento numero 211. E' in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Come dicevo nell'intervento precedente, la funzione di controllo che il Consiglio regionale deve porre in campo, deve far considerare la necessità di strutturarsi adeguatamente perché le funzioni sino ad ora esercitate quelle di interrogazioni, mozioni ed altro, non consentono che per quelle che sono le fasi di verifica necessarie, dovute per la valutazione dell'impatto che la normativa posta in campo dal Consiglio possa avere una volta esitata dall'aula e quindi depositata in mano all'esecutivo o a rami dell'esecutivo, credo che al rientro abbia la necessità di avere una verifica su quello che è, come direbbe il Presidente dell'ottava Commissione, una verifica fatta ex ante, in itinere et post. Cioè ex post.
Se vi è nel correre di questa norma una variazione effettiva nella società civile, nei sistemi produttivi, se fosse nel particolare nel sistema produttivo particolare, nel settore produttivo particolare, richiamavamo prima la Legge regionale numero 51, la Legge regionale numero 9, artigianato, commercio, verificare se sono stati effettivamente smossi alcuni ostacoli che non davano opportunità serie a quel settore produttivo di creare sviluppo, di creare opportunità, quindi di occupazione, di inserire tutto sommato la Sardegna in un meccanismo virtuoso, quello che è lo sviluppo nella competizione che oggi troviamo a vivere nella competizione globale. Credo che sia importante l'inserimento di queste verifiche proprio anche alla luce delle argomentazioni poste dal Presidente della prima Commissione...
PRESIDENTE. Non è che ogni volta ha bisogno di una cosa onorevole Dedoni, concluda...
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì grazie. Che riconosceva l'esigenza, la necessità di avere questo meccanismo di verifica del sistema legislativo che il Consiglio regionale pone in campo. Grazie.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Il "225" è all'articolo 33, è stato spostato. Emendamento numero 307.
Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Va bene, sul 307 la votazione è elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 307.
(Segue la votazione)
Risponde sì il consigliere: FARIGU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU -- SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Alberto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 37
astenuti 4
maggioranza 19
favorevoli 1
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13 quater. All'articolo 13 quater sono stati presentati il soppressivo totale 879, il sostitutivo parziale 226, gli aggiuntivi dal 273 al 98.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 13 quaterDiritto all'informazione del consigliere
1. Ogni consigliere ha diritto ad ottenere dalla Giunta, dagli organi e da ogni ufficio regionale, da enti, agenzie, aziende ed istituti regionali copia degli atti e tutte le informazioni e la documentazione utili all'esercizio del mandato nel rispetto delle norme a tutela della riservatezza e con obbligo di osservare il segreto nei casi previsti dalla legge.
EMENDAMENTO soppressivo totale CALIGARIS. (179)
EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - MANINCHEDDA. (226)
EMENDAMENTO soppressivo totale CALIGARIS.
Articolo 13 quater
L'articolo 13 quater è soppresso. (179)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 13 quater
Il titolo dell'art. 13 quater è così sostituito: "Diritto del consigliere all'accesso agli atti". (226)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI.
Articolo 13 quater
Al comma 1 dopo le parole "ogni consigliere" sono aggiunte le parole "su richiesta scritta, entro 15 giorni". (273)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISU - URAS - LICHERI - DAVOLI - FADDA - LANZI.
Articolo 13 quater
Al primo comma, dopo la parola "ottenere", aggiungere "dalla Presidenza e"….dalla Giunta,… (271)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quater
Subito dopo la parola "azieznde", è aggiunto: "delle quali la Regione possiede quote azionarie". (531)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 13 quater
Al comma 1 aggiungere, dopo l'espressione "all'esercizio del loro mandato" l'espressione "senza obbligo di motivazione". (227)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 13 quater
Al comma 1dell'art. 13 quater, dopo le parole "previsti dalla legge" sono inserite le seguenti parole "entro il termine perentorio di giorni sette". (158)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 13 quater
Dopo il 1° comma aggiungere: "1 bis. Nel caso di mancato seguito alla richiesta formulata il Consigliere da la necessaria comunicazione al Presidente del Consiglio regionale che invita gli organi competenti, fissando un termine, ad ottemperare, superato il quale provvede ad erogare una formale censura all'organo inadempiente." (39)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13 quater
Dopo l'art. 13 quater è aggiunto l'art. 13 quater/1:
1. I Consiglieri regionali esercitano le proprie funzioni senza vincolo di mandato.
2. I Consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni. (98).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Non c'è discussione generale? Nessuno ha chiesto di parlare! Il quater. Il 179 il parere è negativo, il 226 è negativo, il 273 è negativo; il 271 la Commissione lo accoglie, invitando forse ad una riformulazione più precisa, più che dalla Presidenza forse dal Presidente, dobbiamo coordinarlo. Il 531 è negativo; si accoglie il 227; il 158 viene accolto, però si vuole riformulare, nel senso che questo: "entro il termine perentorio di giorni sette", ci sembra eccessivo, cioè eccessivamente restrittivo, per cui si voleva trovare una formulazione un po' più congrua rispetto al lasso di tempo che viene previsto. Il 39 è negativo, il 98 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. Il parere è conforme a quello della Presidenza della Commissione, e per chiedere eventualmente ai presentatori dell'emendamento di cui è stata chiesta la riformulazione, che è il 158, di riformularlo in maniera forse più adeguata, anche per quanto riguarda il lasso temporale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente, sarò brevissimo. Io credo che malgrado questo possa sembrare un articolo del tutto di contorno, di corollario, alla legge, è da ritenersi invece un articolo abbastanza importante, non fosse peraltro, perché norma quelle che sono le prerogative di ogni consigliere regionale quando si reca presso uffici della Regione, o enti, o aziende, per chiedere molte volte un qualcosa, un documento, un atto, un'informazione. Bene, chi ha avuto esperienza di poter fare questo, non dico in tutti gli uffici per carità, ma in determinate occasioni, si sarà reso conto che non viene assolutamente accolto, accettato, come un parlamentare sardo che è lì per dovere, oltre che per diritto, chiede un atto affinché possa controllare e verificare se quest'atto è stato formulato, o è stato emanato secondo e conforme alla normativa dei regolamenti oppure no. Ebbene, con molta difficoltà, alcuni recenti episodi che sono successi principalmente, ho visto ultimamente, l'anno scorso e quest'anno, nella ASL di Cagliari hanno dimostrato quanto si dice, e cioè un consigliere regionale va e chiede ad un'azienda regionale, a un direttore, a un membro di una segreteria, di una direzione, degli atti affinché possa lui rendersi conto, esaminarli, e potere quindi, nel caso, proporre alla Giunta o all'assessore di competenza il perché o il per come, in quel momento, quell'atto sia stato stipulato, se è ritenuto magari non conforme al regolamento, alla normativa, e il più delle volte, per non dire il cento per cento delle volte, si vede rifiutare, come fosse un figlio spurio della Regione o uno qualsiasi, questo, ciò non è assolutamente possibile. L'emendamento 273 da me presentato voleva, presidente Pinna, normare questo, affinché un consigliere regionale, ogni qualvolta va in un ufficio, non possa, non debba essere praticamente, virtualmente, preso a calci in faccia, perché purtroppo la legge non lo norma, allora mettiamo dei punti fermi affinché se quel funzionario non risponde, a tempo e a modo, a quanto richiesto, possa essere perseguito; probabilmente è superfluo, comunque sia sta diventando un'esigenza sempre più impellente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Io prendo atto della disponibilità manifestata dall'esecutivo, avevo anche qualche interlocuzione sul termine dei giorni, ma posso capire che il termine di sette giorni, che è stato posto in funzione del fatto che si manifesta una nuova Regione, informatizzata, e che quindi c'è brevità di tempi nell'escursione della documentazione richiesta, io posso capire ma, effettivamente, se questo può creare dei problemi per gli uffici, cosa di cui io ho dubbi, si potrebbe anche porre dieci giorni, massimo 15 giorni, ma non di più, perché altrimenti si perde significativamente quella che è l'esigenza di maturare un tempo equo e giusto per poter avere, il consigliere, gli strumenti necessari, gli atti doverosi, per una verifica, perché può essere anche quasi contestuale l'esigenza di questa materia di cui si richiedono gli elementi di verifica. Quindi, io dico che entro dieci giorni potrebbe andar bene, nel senso che la nuova organizzazione, prevista dalla Giunta, di informatizzazione, quindi di velocizzazione dei tempi, consentirebbe effettivamente una fluidificazione nella concessione dei documenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Io prego i colleghi che intervengono di dichiarare la loro intenzione di voto. Prego onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non può che essere favorevole, ma io ho risposto a un'interlocuzione della Giunta Presidente.
PRESIDENTE. Sì, va bene, però, siamo in fase di votazione!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente…
PRESIDENTE. Emendamento 179!
MORO (A.N.). Se ci dovessimo basare… ma stiamo parlando, scusi eh, siccome partecipavo alla conferenza stampa, stiamo parlando sull'articolo…
PRESIDENTE. No, stiamo votando gli emendamenti. Quindi, si può intervenire per dichiarazione di voto, l'emendamento in votazione è il numero 179.
(Interruzioni)
MORO (A.N.). Cioè, il diritto del consigliere regionale…
PRESIDENTE. Colleghi, bisogna che ci mettiamo d'accordo, cioè l'ordine è sempre quello, quindi, si inizia dal "179", che è un soppressivo totale, poi via via "226", poi votiamo il testo e poi gli emendamenti aggiuntivi. E' sempre questo l'ordine. Quindi…
(Interruzioni)
La discussione generale l'abbiamo fatta, non si è iscritto nessuno, vi siete iscritti tutti dopo che il relatore e la Giunta hanno dato il parere, quindi abbiamo aspettato che qualcuno si iscrivesse, nessuno si è iscritto e siamo andati avanti. Prego, onorevole Moro.
ATZERI (Gruppo Misto). Presidente, posso sull'ordine dei lavori? Io mi ero iscritto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Certamente c'è stato un malinteso, capita, una legge così importante e così lunga. Io a dire il vero mi ero iscritto sulla discussione generale credendo di poter intervenire, poi poco fa mi sono dovuto cancellare perché lei ha precisato, però credo di aver capito che sul 13 quater si era aperta la discussione generale, per questo io vorrei intervenire…
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, io come faccio di solito ho detto che era aperta la discussione generale dopo aver letto l'ordine degli emendamenti, ho aspettato quasi un minuto…
ATZERI (Gruppo Misto). Io mi sono iscritto puntualmente.
PRESIDENTE. Quindi ho dato la parola al relatore per il parere, non avendo nessun iscritto. Come facciamo normalmente, insomma, poi capisco che magari un po' di distrazione di prima mattina… Prego, onorevole Moro.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Quindi l'articolo 13 quater che dà il diritto di formazione del consigliere, ci riporta praticamente a quanto è accaduto dopo l'istituzione della Commissione d'inchiesta sulla pubblicità istituzionale, per vedere appunto il ruolo che hanno giocato i consiglieri in questa vicenda. Abbiamo avuto, non solo la prova regina della volontà premeditata del Presidente di violare la legge e di aggiustarla, in qualche passaggio particolarmente scomodo, ma anche l'ennesima conferma della sgradevole impressione che in certe circostanze che quando non ci sono in gioco certi interessi, non si è affatto imparziali, trasparenti e non ci si occupa nemmeno di apparire tali. Quindi, in questo emendamento dove si chiede la soppressione dell'articolo, noi votiamo a favore e votiamo a favore anche convinti che facciamo una leale cortesia, perché questa legge possa essere riportata nei binari della legalità. Per portarmi all'argomento di poco fa, appunto, la materia dopo una serie di episodi, per nulla edificanti, in questa sede e appunto non andiamo oltre, è stata finalmente consegnata alla Commissione, questo sta a significare quanto poco può incidere e quanto poco può essere informato il consigliere regionale. Mentre, le notizie qui non trapelavano, sul fronte giudiziario abbiamo visto che l'inchiesta della magistratura procede, e io mi auguro che, dopo aver sofferto questa disinformazione io formulo, ne approfitto, gli auguri di buon lavoro sia all'auspicio che si faccia presto soprattutto nell'interesse della Regione, senza voler per questo tralasciare quelle altre parti, appunto, private in causa. Comunque, ribadisco il voto favorevole e mi auguro che vengano rispettate tutte le procedure necessarie, per poter mettere in condizioni il Consiglio regionale di essere informato sulle questioni di primaria grandezza, almeno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Quest'emendamento si inserisce nell'ambito di quella visione del Parlamento che vede, proprio nel Consiglio, la centralità e l'autonomia, come valori non scindibili. Mi sembra che possa corrispondere meglio, proprio all'autonomia del Parlamento regionale, l'idea che questa prerogativa, cioè il diritto all'informazione del consigliere, stia e resti disciplinata nell'ambito del Regolamento interno del Consiglio, sul quale, ovviamente, l'assemblea ha l'assoluta volontà di modificarlo, nel senso che ritiene più opportuno. Quindi, l'emendamento è nato in questa visione, e veramente mi sorprende molto da un partito come Alleanza Nazionale, che ribadisce costantemente il suo sostegno al presidenzialismo, trovi in quest'emendamento un'occasione per, evidentemente, cambiare opinione su alcune sue affermazioni. Pertanto, sono rimasta anche sorpresa del fatto che non sia stato accolto, ritenendo proprio che la materia che noi abbiamo disciplinato, tra l'altro il Regolamento è stato rivisto più o meno un anno fa e quindi sono state ben considerate tutte le questioni relative al diritto e all'informazione del consigliere, ecco, non sia stato accolto questo nesso che, invece ho visto, caratterizza gli articoli successivi, cioè il 15 e il 16, che anch'essi sono segni evidentemente legati strettamente al Regolamento. Per questo, Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 179. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie. Sì per esprimere il mio voto contrario a quest'emendamento, vorrei cercare di motivarlo, insomma. Anche perché si tratta di un … tra chi lo propone e esprimere il suo voto ovviamente positivo e chi invece, come nel mio caso, propone il voto contrario non si ha differenza di vedute, sull'oggetto, sul contenuto, e cioè sul diritto di ciascun consigliere di avere tutte le informazioni necessarie. E sull'obbligo da parte di qualsivoglia ufficio, azienda regionale, di mettere a disposizione, nell'adempimento del nostro mandato, di tutte le informative necessarie. Posto che questa è la volontà, mi pare di tutti, perché l'articolo 13 quater? L'articolo 105 del Regolamento disciplina anche in modo, se vogliamo, più articolato, anche in modo molto più preciso, forse anche in modo più esteso, non a caso perché il 13 quater indica una norma di principio e, appunto, quelle prerogative che abbiamo inserito in maniera molto analitica, nel Regolamento, abbiamo ritenuto necessario che avessero una garanzia superiore in una norma di rango costituzionale, che è costituita dalla legge statutaria. Quindi, non è una diminuzione della norma dell'articolo 105, ma un suo rafforzamento. Nel senso che gli mette appunto una norma di tutela, di garanzia e affidandolo, ovviamente, alle modifiche del "105" per poterle poi attuare maniera più adeguata, qualora si rendesse necessario, ma questa rimane una norma di principio che tutela, sempre e comunque, questo diritto. Quindi, io chiederei alla collega Caligaris di valutare più attentamente, e se possibile, non c'è questa necessità, di ritirarlo.
PRESIDENTE. Grazie. Bene, poiché l'invito non viene raccolto...
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, io volevo solo chiedere, sul sistema di votazione, il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, viste le considerazioni, la valutazione anche, preciso, anche finalmente una risposta così articolata da parte dell'onorevole Orrù, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento numero 179 è ritirato.
Passiamo all'emendamento sostitutivo parziale numero 226.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Poc'anzi il Presidente della prima Commissione ha dichiarato di aver accolto, non l'emendamento 226 che riguarda il titolo dell'articolo 13 quater, ma l'emendamento successivo 227 che specifica e tiene conto anche di una esperienza, non dico traumatica, subita da un nostro collega consigliere, Capelli, in una interlocuzione avuta con il manager Gumirato.
Ma, relativamente al titolo non farò certo una battaglia appassionata, mentre il "diritto all'informazione del consigliere" - a mio parere - sembra riduttivo. Io avevo presentato l'emendamento che desiderava scrivere "Diritto del consigliere all'accesso agli atti", anche perché nell'emendamento successivo chiarirò meglio il bisogno di accedere agli atti e quindi di usare un termine più profondo, affinché il consigliere non venga inibito nell'esercizio del suo mandato. Però, ripeto, non è stato accettato; e credo sia strettamente connesso, questo emendamento, al successivo 227 e precisa meglio il contenuto e la possibilità del consigliere di non essere relegato ad una richiesta blanda per avere una informazione o una comunicazione, ma, ripeto, accedere direttamente agli atti.
Ecco perché il titolo avrei gradito correggerlo e inserire ciò che è contemplato nell'emendamento 226.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di votazione elettronica. Onorevole La Spisa, rimane?
LA SPISA (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica sull'emendamento numero 226, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 226.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LAI Renato - MARRACINI - PITTALIS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 29
favorevoli 18
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Articolo13 quater, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Numero 273.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Per dire che ci è sfuggito, però - nello spirito che ci ha portato a ritenere accoglibile l'emendamento 158 - mi sembra che anche l'emendamento 273, trattandosi sostanzialmente dello stesso argomento, possa essere accolto. Lo spirito dell'accoglimento è questo: si accetta il riferimento ai 15 giorni, chiaramente escluso il termine perentorio che l'emendamento 158 invece introduceva.
Accettiamo che venga fatto riferimento ad un lasso temporale di 15 giorni e questo ci porta ad accogliere l'emendamento 273 è, congiuntamente, anche l'emendamento 158.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Se si toglie il termine perentorio, i 15 giorni rischiano di diventare 40 giorni; e siccome questo non è corretto nei rapporti che deve avere l'Esecutivo con il consigliere regionale e il Consiglio regionale, credo che possa essere accettato che fossero 15 giorni perentori. Credo che in 15 giorni - stante anche tutta l'innovazione tecnologica che si dice di voler portare a compimento da parte dell'Esecutivo - per avere dei documenti che devono essere discussi nei tempi, credo che sia più che legittima, normale. Ma se salta il termine perentorio è significativamente che, diventando ordinatorio, può diventare 40 giorni. Allora non è più una tutela della funzione di consigliere ma stiamo tornando ad una condizione di barbaro rapporto tra esecutivo e legislativo. Credo che invece debba essere ancora una volta tutelato, necessariamente, quello che è il rapporto di controllo e verifica da parte del legislativo nei confronti dell'esecutivo.
Se queste cose non si accettano, veramente siamo in una condizione peggio che andar di notte; siamo in una condizione che stiamo diventando peggio di prima!
Vi invito a fare una riflessione, su quelle che sono le materie di esecuzione, in termini di perentorietà e ordinatorietà.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che il diritto all'informazione dei consiglieri sia un principio sul quale tutti i colleghi possono essere d'accordo sul porre attenzione ai contenuti, non solo dell'emendamento 273, ma a quelli che sono i diritti di ogni consigliere di avere l'accesso agli atti e quindi avere nella disponibilità i documenti elaborati dalla Giunta, ma elaborati anche dagli uffici, dalle aziende e agenzie regionali e, comunque sia, dalle amministrazioni collegate alla Regione.
Io credo che l'aver chiesto, con questo emendamento... Io sono d'accordo anche con il collega Dedoni che l'ordine dovrebbe essere perentorio; nel senso che il contenuto della richiesta, e il contenuto soprattutto dell'emendamento, è quello di definire con precisione il termine per avere la disponibilità degli atti, perché noi sappiamo benissimo che l'esecutività di tanti atti spesso e volentieri ha il limite dei 10 giorni e, quando non definito diversamente, dei 30 giorni entro cui eventualmente si possono fare ricorsi, eventualmente si possono fare anche richieste sul ritiro degli atti, sulle correzioni degli stessi e così via, quando si dovessero verificare... Credo che gli amici e colleghi che possono più di me discettare su questi termini, possono eventualmente intervenire a precisare ulteriormente i limiti che possono scaturire in termini temporali per tutta una serie di iniziative, non solo politiche ma anche amministrative.
Per cui, il richiedere di fissare entro i 15 giorni un diritto che è il diritto del consigliere di accedere agli atti, di avere la disponibilità degli atti, credo che sia un diritto sul quale non equivocare e sul quale trovarci tutti d'accordo a sostenere questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 273.
Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Per chiedere l'elettronico palese su questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 273.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cugini, Meloni, Sanna Francesco, Giagu Simonetta Sanna, hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 158 è conseguentemente decaduto.
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 271, era stato sospeso, onorevole Pinna, prego.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Semplicemente per integrarlo in questo modo: "ogni consigliere ha diritto di ottenere dal Presidente e dalla Giunta".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. La Giunta concorda.
PRESIDENTE. Va bene con questa correzione: "ottenere dal Presidente e dalla Giunta".
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, era fermo a quello precedente.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 531.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì Presidente per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 531. Credo che non sfugga a nessuno, che parlare in maniera indefinita di enti e agenzie e aziende; credo che sia opportuno aggiungere: "delle quali la Regione possiede quote azionarie" perché altrimenti staremo parlando e dovremo darlo, così, per scontato che stiamo parlando di questo. Però io credo che sia opportuno definire che si tratta di enti e aziende e agenzie, delle quali la Regione Sardegna possiede quote azionarie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
(Non è approvato)
No no, l'abbiamo… stia tranquillo, onorevole Diana. Colleghi state, insomma. Facciamo le cose per bene. Va bene.
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 227.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, l'emendamento, che è stato accolto dalla Commissione, che si è accorta appunto che nell'espressione "informazioni e documentazione, utile all'esercizio di…" si sono resi conto che era un termine restrittivo. Finalmente possiamo stabilire che nella pubblica amministrazione, non vi sono zone franche sottratte al sindacato dei consiglieri. Il consigliere, forte del mandato popolare, può chiedere, può accedere agli atti e impedire così, come ho accennato poco fa, un manager possa trincerarsi e avanzare diniego nell'eseguire delibere richieste dai consiglieri. Tutto ciò, perché nell'articolo numero 105 del nostro Regolamento, non è specificato bene l'accesso agli atti, e quindi, anche il Presidente del consiglio, Spissu, per tutelare le prerogative dei consiglieri, ha dovuto stilare una lettera puntuale, precisa e ricordare al manager recalcitrante, che stava commettendo un errore a non fornire le delibere richieste dal consigliere. Ecco, con questo emendamento, non avremo più bisogno di un filtro, rispettabilissimo, ma possiamo veramente accedere, ripeto, a tutto ciò che il consigliere, in seguito al mandato popolare, vuol sapere, vuol conoscere per poter sindacare e controllare l'operato della pubblica amministrazione. Quindi, con soddisfazione, voterò a favore dell'articolo, perché è stato accolto proprio il senso di quest'emendamento e così, soprattutto per i consiglieri dell'opposizione, è una tutela maggiore perché non possiamo avvalerci di un filtro oppure del parere della Commissione competente per materia che interessa appunto il consigliere che deve richiedere le delibere, e c'è una garanzia superiore soprattutto per le opposizioni. Che non possono avvalersi di strumenti immediati come invece avviene per i consiglieri della maggioranza. E voterò a favore per questo motivo.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 227, e per apprezzare l'accoglimento di questo emendamento, che davvero restituisce giustizia, a quella che è la prerogativa principe dei consiglieri regionali, cioè quella della funzione ispettiva e di controllo. Il non dover dare motivazione all'accesso degli atti, è un allineamento, più che una conquista, rispetto alle normative che già, vigono per gli enti locali. Chiunque esercita una funzione amministrativa, di fatto, non deve assolutamente dichiarare quali sia il motivo per il quale chiede l'accesso agli atti, ma deve semplicemente, in maniera generica, dichiarare che l'utilizzo è riferibile all'esercizio del proprio mandato elettivo. E questo mi pare che significhi una giusta conquista, una innovazione, che va apprezzata, e sicuramente daremo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 227.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Voto elettronico palese, è possibile?
PRESIDENTE. Sì. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 227.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MELONI - MURGIONI - ORRÙ - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - SORU - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13 quinquies. All'articolo 13 quinquies sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi numero 532 e il numero 99 che è decaduto, e gli aggiuntivi numero 533, 534, 40 e 349.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 quinquies e dei relativi emendamenti:
Art. 13 quinquiesSupporti all'esercizio delle funzioni consiliari
1. Nell'ambito dell'autonomia prevista dall'articolo 12, comma 7, il Consiglio regionale si dota di strutture ed uffici adeguati al pieno esercizio di tutte le funzioni ad esso attribuite.
2. La Giunta regionale su richiesta del Consiglio predispone relazioni tecniche di supporto per l'esame degli atti ad esso sottoposti e rende disponibili tutti i documenti, dati ed elementi di valutazione utili.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quinquies
Il comma 2 è sostituito dal seguente: "2. Gli atti sottoposti dalla Giunta regionale al Consiglio sono accompagnati da relazioni tecniche di supporto. La Giunta si impegna inoltre a fornire tutti i documenti, dati ed elementi di valutazione utili all'esame dei suddetti atti". (532)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio -RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13 quinquies
All'art. 13 quinquies, la parola "quinquies" è sostituita dalla parola "sexies". (99)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quinquies
Al termine del comma 1, è aggiunto: "compresa l'attività dei gruppi consiliari". (533)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13 quinquies
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: "1 bis. Il Consiglio regionale mette a disposizione di ciascun consigliere locali e attrezzature adeguati allo svolgimento delle sue funzioni". (534)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 13 quinquies
Al 2 comma aggiungere: "in tal caso l'esame dei relativi atti è sospeso fino all'acquisizione da parte delle Commissioni e dell'Assemblea della documentazione richiesta". (40)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.
Articolo 13 quinquies
Dopo l'art. 13 quinques aggiungere: art. 13 quinquies /1
1. Presso il Consiglio regionale è istituita la Consulta regionale delle elette della Sardegna con il compito di promuovere la parità di accesso e la presenza delle donne in tutte le assemblee e gli organismi regionali, locali, nazionali ed europei, di aumentare il numero delle elette e di accrescere e consolidare il contributo delle donne alla definizione degli strumenti giuridici che regolano la nostra società.(349).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie, Presidente. Dunque, relativamente ai supporti all'esercizio delle funzioni consiliari, evidentemente, non si può negare che il Consiglio regionale possa - e lo può fare da quando vige lo Statuto - dotarsi di strutture e uffici adeguati. Per cui, se con l'espressione si dota, si intende che dopo l'approvazione della statutaria ha l'obbligo di farlo, beh, penso che in questo caso vada bene, altrimenti, mi sembra che questo comma possa essere considerato superfluo, proprio per le caratteristiche e per quanto previsto nell'ambito dell'autonomia propria del Consiglio. Più volte, per le Commissioni è stato sollecitato un rafforzamento dei funzionari, se ne è parlato in occasione delle modifiche del Regolamento, e la questione riguarda in particolare l'ufficio studi, l'ufficio Assemblea. E'evidente che c'è una necessità di disporre di idonei supporti, perché ciascun consigliere possa esercitare al meglio la funzione a cui è chiamato, ma anche per permettere ai funzionari di lavorare con soddisfazione. Degli emendamenti presentati all'articolo, intendo soffermarmi sul numero 349, presentato da nove colleghi del centrosinistra, primo firmatario il presidente del Gruppo F.A.S., l'onorevole Peppino Balia. Voglio innanzitutto ringraziarli, perché la presentazione di questo emendamento è un segnale forte di sensibilità nei confronti della cultura di genere, visto anche tutto il dibattito che c'è stato ieri, ma soprattutto perché ci sono degli aspetti francamente un po' curiosi, perché l'emendamento istituisce, benché ci sia già, la Consulta delle elette della Sardegna. Come penso l'Aula ricorderà, avevo presentato due emendamenti all'articolo 2, che poi è stato soppresso, con cui introducevo gli istituti di garanzia del cittadino, tra i quali la Commissione per le pari opportunità e gli organismi di consulenza della Regione, tra cui la Consulta delle elette, siccome ritengo ancora valide quelle due proposte, così come ritengo particolarmente significativa l'introduzione nella statutaria del principio della sussidiarietà sociale, per questo chiedo al Presidente e ai componenti la Commissione autonomia, nonché alla Giunta - e sono contenta che in questo momento sia presente il presidente Soru, ma mi rivolgo anche all'assessore Dadea, che manifesta sempre molta sensibilità su questi argomenti - di riconsiderare quelle proposte, trovando loro una collocazione più adeguata, se lo riterranno opportuno. Ma, per tornare all'argomento relativo alla Consulta delle elette, volevo sottolineare che ringrazio i proponenti dell'emendamento, perché mi fa ritenere che sosterranno l'immediato inserimento all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula il Regolamento delle Consulta delle elette, considerando che tra i sottoscrittori dell'emendamento ci sono due Capigruppo, quello del F.A.S. e quello del Misto, penso di poter affermare che presto l'Aula affronterà questo tema. La Consulta delle elette è infatti stata istituita con legge regionale, la numero 20, il 17 novembre del 2000. Non è mai stata insediata perché il Regolamento attuativo, approvato una prima volta nella precedente legislatura all'unanimità, in Commissione, e licenziato anche in questa legislatura dalla Commissione diritti civili presieduta dall'onorevole Paolo Pisu, ormai da un anno, bene, ed è destato anche inserito, per quanto mi risulta, nella programmazione bimestrale, non è ancora approdato all'attenzione dell'Aula, e ciò nonostante sia stato il Presidente del Consiglio, l'onorevole Giacomo Spissu, a, per così dire, raccomandare alle elette, nel corso di un cordiale incontro di benvenuto in Consiglio, l'attenzione proprio su questo provvedimento, la Consulta delle elette. Tra l'altro, si tratta di un organismo importantissimo, perché permette alle donne elette o nominate nelle amministrazioni locali di potersi incontrare in una sede istituzionale, scambiandosi esperienze e tracciando un percorso comune e condiviso. Renderebbe fattiva la solidarietà femminile e favorirebbe il rapporto tra i diversi livelli istituzionali e, soprattutto, tra elette e territorio. Auspico, quindi, al di là dell'esito del voto sull'emendamento, per il quale, ovviamente, annuncio il voto favorevole, se resterà, che questo Consiglio, con il sostegno della Giunta, attui concretamente misure adeguate e non sarebbe male se, ogni tanto, si volessero privilegiare e ritenere prioritarie le proposte di legge che riguardano l'universo femminile sempre troppo trascurato e lasciato nell'ombra. Oltre alla Consulta delle elette, che attende da più di sei anni un regolamento, sarebbe opportuno, anche in considerazione dei drammatici dati dell'ISTAT, accelerare l'iter della legge sulle case antiviolenza, e ringrazio ancora per l'impegno assunto dal presidente Spissu e mantenuto nell'occasione della manifestazione pubblica, perché penso che questo tema della violenza, se ci fosse un impegno serio del Consiglio per esaminarlo in tempi brevissimi, darebbe voce a donne che, purtroppo, soffrono, e che sarebbero veramente contente di poter avere una legge che, in qualche misura, tutela le case e rende loro maggiori garanzie di una vita serena. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, grazie. Io credo che questo articolo, 13 quinquies, costituisca, quasi in crescendo, un ulteriore conquista di riequilibrio di quelle che sono le prerogative assegnate al Consiglio regionale. Allo stesso tempo, per come è scritto, che è sul piano dei principi, è chiaro che andrà poi attuato e quindi capito, interpretato, per quel che ci è indicato. Oggi, l'avere dei supporti tecnici all'esercizio della funzione legislativa, significa, davvero, aiutare, dare accelerazione, dare capacità concreta a questa Aula di interpretare quello che è il ruolo che questo Consiglio deve realmente svolgere e noi ci rendiamo conto, proprio misurandolo quotidianamente, quanto sia insufficiente, allo stato attuale, questo supporto. E', diciamo, facile collegarsi oggi ad Internet e constatare quante siano le proposte di legge depositate in questa legislatura da tutti gli ottantacinque consiglieri e verificare quante di queste davvero abbiano avuto inizio nell'iter legislativo, quindi con l'esame in Commissione, e quante, concretamente, di queste siano diventate leggi. La difficoltà quindi a creare leggi, che è il compito istituzionale per il quale nasce il Consiglio regionale, credo che sia anche rappresentata proprio dalla mancanza del sostegno a questa attività stessa e non solo da altre motivazioni che, sicuramente, non sono però ricomprese dentro le indicazioni dell'articolo 13 quinquies.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
(Segue PISANO.) Limitandoci quindi a quello che è l'obiettivo strategico di questo articolo è evidente che noi dobbiamo potenziare fortemente lo strumento che sia di supporto all'attività legislativa di ogni singolo consigliere già capendo quanto oggi sia difficile elaborare una proposta di legge. Noi tutti l'abbiamo vissuta, tutti abbiamo presentato delle proposte di legge, tutti sappiamo che siamo riusciti a farlo in funzione della collaborazione, ovviamente anche di quei collabori stretti che ognuno di noi ha, ma anche attraverso la richiesta di una sorta di volontariato, perché dobbiamo affidarci molto spesso ad esterni e, questi esterni, costituiscono un costo non indifferente rispetto all'esercizio stesso del nostro mandato. Io credo che tutto questo debba cessare, che dentro questo articolo ci sia la risposta a questa esigenza, a questa difficoltà concreta all'esercizio del nostro mandato elettorale e andrebbe meglio anche rafforzato. Dal piccolo al grande degli esempi possono essere fatti. In questo momento, chiunque di noi abbia bisogno di un supporto informatico così semplice come il collegamento ad Internet, dentro quest'Aula non c'è un collegamento ad Internet, ognuno di noi deve farlo, eppure basta poco, basta niente, è sufficiente un Access point riservato a tutti noi consiglieri e, naturalmente, possiamo fruire di un servizio immediato. Ma questa è roba davvero minima per indicare che si possono fare piccole ma anche grandi cose. Un ufficio che sia un ufficio di studio legislativo deve necessariamente nascere in maniera potenziata. Io ho bisogno di interloquire con un ufficio concreto che non solo abbia la capacità di misurare per me quello che potrebbe essere l'impatto naturalmente di una futura legge, l'impatto da ogni punto di vista, faccio un concreto esempio; se noi avessimo potuto e noi l'abbiamo richiesto nel dibattito in maniera quasi ossessiva, avessimo potuto avere la proposta di legge relativa al Piano paesaggistico, per dirne una, che era stata presentata dalla Giunta regionale, è fosse stata accompagnata questa legge da un concreto studio dell'impatto economico, occupazionale, ma anche ambientale nella sua misura concreta, io presumo che alcune cose che sono state approvate, adesso al di là del confronto che potrebbe apparire polemico o meno, ma non lo è, potrebbe esser stata licenziata questa legge probabilmente con qualche correzione, probabilmente ci saremmo resi conto che impedire l'edificazione nelle zone agricole in questo modo, in maniera così ossessiva, in maniera così chiusa, poteva essere un errore, se noi avessimo capito che ci sono, oggi, proprio per come abbiamo scritto le norme, delle opere pubbliche o delle opere finanziate a privati che provengono da risorse regionali stesse e che sono bloccate perché l'attuazione del Piano paesaggistico ne impedisce la realizzazione, probabilmente quell'errore non l'avremmo fatto, avremmo scritto, che ne so, due righe per dire: attenzione, però sono fatte salve quelle indicazioni che provengono da finanziamenti pubblici o qualcosa che ci avrebbe consentito di realizzarle. Ecco, io credo che sul piano del principio questo possa essere anche scritto bene; non ha misura, non è indicato, ovviamente, come davvero concretamente andremo ad attuare e mettere a disposizione questi supporti tecnici a favore del Consiglio regionale, cioè, ancora una volta potrebbe essere una risposta di dieci, potrebbe essere una risposta di cento, potrebbe essere una risposta di mille, probabilmente faremo bene a fare qualche precisazione. Io adesso nel dettaglio non conosco tutti gli emendamenti che sono stati proposti all'articolo 15 e 13 quinquies, però, credo che con uno sforzo unanime, di tutta l'Aula, perché è esigenza di tutti, si potrebbe meglio dettagliare. Individuare un ufficio futuro di supporto legislativo a favore dei consiglieri, probabilmente, significa andare ad indicare in maniera appena appena più precisa e quantificandole, quale è la misura, quale è, ovviamente, il perimetro di questo ufficio futuro, perché altrimenti, se si tratta di assumere un nuovo funzionario all'interno ovviamente dell'ufficio di supporto legislativo, certo non è questo che questo Consiglio sta chiedendo. Ecco, una riflessione quindi andrebbe fatta, io apprezzo moltissimo naturalmente il contenuto innovativo di questo articolo, però tutti insieme, probabilmente, faremo bene a dargli qualche ulteriore dettaglio che risponda davvero alla logica che stiamo tentando di perseguire.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). L'emendamento 532 Presidente?
PRESIDENTE. Siamo in discussione generale sul "13 quinquies".
DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente, all'articolo 132 quinquies "supporti all'esercizio e alle funzioni consiliari" ci siamo permessi di sottoporre all'attenzione del Consiglio alcuni emendamenti, il numero 532 che sostituisce, ma lo sostituisce nella dizione, ci pare più corretta, ci sembra scritta meglio, ecco, mi pare che la proposta che arriva dalla Commissione, voglio dire, noi riteniamo che gli atti sottoposti alla Giunta regionale comunque siano accompagnati da relazioni tecniche di supporto e questo già per certi versi avviene, nel senso che c'è una relazione, c'è un'informazione abbastanza precisa. La giunta, inoltre, si impegna a fornire tutti i documenti dati ed elementi di valutazione utili all'esame dei suddetti atti; non dice molto di diverso da quello che dice al comma, però credo che sia scritto in un italiano più corretto, più fluente, credo che sia più corretto e quindi questo è un po' il senso del nostro emendamento. L'altro emendamento, credo che non sfugga all'attenzione di tutti quale siano state le difficoltà e credo siano ancora evidenti le difficoltà di dare soddisfazione ai Gruppi consiliari, sia per quanto riguarda i locali sia per quanto riguarda il supporto; c'è l'emendamento numero 533, ma soprattutto l'emendamento numero 534 dove aggiungiamo un comma, l'uno bis, "il Consiglio regionale mette a disposizione di ciascun consigliere locali e attrezzature adeguati allo svolgimento delle sue funzioni". Nel comma 1 dell'articolo in esame: "Nell'ambito dell'autonomia prevista dall'articolo 12, comma 7", ed è evidente questo, "il Consiglio regionale si dota di strutture ed uffici adeguati", il Consiglio regionale si dota, beh, intanto è il Consiglio regionale che si dota, io credo che puntualizzare un attimino quelle che sono le necessità dei consiglieri e dei Gruppi consiliari non sia male, e quindi, ecco perché ci siamo permessi di presentare questi emendamenti. Altre considerazioni ritengo di non doverne fare e aspetto di capire se questi emendamenti possono avere soddisfazione. Grazie.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Certamente l'emendamento 532 è utile per portare, a nostro avviso, un elemento di chiarezza sul testo anche in direzione di un accrescimento, di un potenziamento dei poteri e delle facoltà di controllo, di analisi, da parte del Consiglio regionale sui provvedimenti della Giunta, sulla loro trasmissione e sul loro esame. E proprio a proposito di questo aspetto, cioè della questione dell'accesso da parte del Consiglio ai documenti varati dalla Giunta, alle leggi, ai provvedimenti, ai regolamenti, alle delibere, io approfitto della presenza in aula del Presidente della Regione - o perlomeno, spero di poter approfittare di un suo momento di attenzione - per riportare all'attenzione dell'Aula, e non solo dell'Aula, un aspetto molto importante che misteriosamente ancora viene trascurato e silenziato. Mi sto riferendo, signor Presidente, alla legge finanziaria. Oggi, se non sbaglio, è il giorno 23 di febbraio e allora io cito, mi permetto di citare, un testo che traggo dal sito internet del suo partito Progetto Sardegna, e leggo testualmente un articolo dell'8 febbraio, quindi di 15 giorni fa, che recita così: " Inizia ufficialmente l'iter della legge finanziaria e di bilancio. La Giunta regionale, presieduta da Renato Soru, l'ha approvato ieri notte durante una seduta fiume, rispettando così l'impegno sancito nell'ordine del giorno che aveva messo fine all'occupazione del Consiglio da parte dell'opposizione di centrodestra. Nei prossimi giorni, il testo sarà trasmesso l'Assemblea che darà il via alla sessione di bilancio. Gli ultimi dettagli, alcuni dei quali nei giorni scorsi avevano creato malumori nella maggioranza, sono stati definiti ieri pomeriggio in un vertice tra Soru e i Capigruppo del centrosinistra svoltosi in via Roma a cavallo tra le sedute mattutina e pomeridiana dedicata alla discussione generale della legge statutaria e", termino, " dopo due ore di confronto i leaders della maggioranza sono usciti con facce soddisfatte dal faccia a faccia con Renato Soru". Ora, a parte questa cacofonia determinata da tutte queste facce che si incontrano e che si sovrappongono, manca una faccia, manca una faccia di bronzo! Che non è da attribuire a una persona singola e quindi a lei, Presidente, ma tante facce di bronzo e i colleghi che fanno finta di non ricordarsi che sono passati venti giorni quasi. Allora, presidente Soru, io veramente approfitto della sua presenza in aula e la prego a questo proposito di prendere la parola e di dirci qualcosa, di darci qualche indicazione, qualche rassicurazione o perlomeno di accrescere la nostra preoccupazione, ma dica qualcosa sulla legge finanziaria! Perché io non so - adesso non è che voglia fare pubblicità a tutti i costi all'azienda della quale mi onoro di essere dipendente -, ma io credo, a questo punto, non resta che rivolgersi a "Chi l'ha visto?". "Chi l'ha visto?" è quella popolarissima trasmissione di RAITRE nella quale si chiede se qualcuno ha visto il tale che era uscito di casa per andare a comprare le sigarette, esempio classico di quello che vuole sparire dalla vista della moglie, e poi sono passati due anni e non si sa se abbia comprato le sigarette, ma a casa non è tornato. Ora, io mi chiedo, forse solo "Chi l'ha visto?" potrebbe chiarire questo mistero...
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, la prego di rientrare nell'argomento. Grazie.
ARTIZZU (A.N.). Credo di essere perfettamente in argomento. Grazie, comunque, signor Presidente. Io credo che soltanto gli esperti di "Chi l'ha visto?" - per non dover ricorrere a Tom Ponzi - potrebbero mettersi sulle tracce di questa legge finanziaria che il 7 di febbraio esce dalle stanze della Presidenza della Regione di viale Trento diretta verso via Roma. Ci sono circa - ho fatto il calcolo ieri, ho azzerato il contachilometri parziale della macchina - poco più di un chilometro, a seconda da dove si passa, un chilometro e cento, un chilometro e duecento metri. Bene, la sera del 7 di febbraio quella legge - non so se sotto braccio di qualche commesso distratto o con quale altro sistema, anche una lumaca sarebbe già abbondantemente arrivata, tornata, ripreso ulteriori modifiche, ritornate di nuovo invia Roma - esce dal palazzo di viale Trento per andare in via Roma a portare il testo della legge finanziaria. Tutti si aspettano che dopo mezz'ora, dopo due giorni, dopo cinque giorni, dopo una settimana, quel testo finalmente sia arrivato in via Roma e invece non c'è arrivato, il 23 di febbraio il testo non è arrivato.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, la prego ancora una volta di rientrare nell'argomento della discussione.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, ritengo di essere perfettamente dentro l'argomento, perché stiamo parlando della possibilità del Consiglio regionale e dei singoli consiglieri regionali di avere una via di accesso e di consultazione di documenti. Quindi, io credo che parlare della legge finanziaria, del mistero di questa legge finanziaria che in 17 giorni non ha fatto il tragitto da viale Trento a via Roma, sia perfettamente in argomento con quello di cui stiamo discutendo. Per cui, io la ringrazio del suo invito, ne tengo certamente conto, però la prego di considerare anche le mie ragioni. Allora, io vorrei capire se veramente dobbiamo rivolgerci a "Chi l'ha visto?" perché non riesco a trovare una motivazione credibile, onorevole Presidente, a un ritardo perché qui non si tratta chiaramente di un ritardo, non si tratta di un problema tecnico di trasmissione, non si tratta nemmeno della composizione di qualche tabella che ancora mancava di qualche dettaglio, ma la legge finanziaria non c'è! Per cui, signor Presidente, lei oggi è in aula, io la ringrazio per questa sua presenza, però le chiedo ci dia qualche risposta sulla legge finanziaria, vogliamo sapere quando questa legge finanziaria arriva in Aula. Abbiamo fatto un'azione che lei ha giudicato nel modo del tutto negativo, ed era un giudizio perfettamente legittimo, noi abbiamo giudicato invece necessaria ed opportuna per richiamare alla sua attenzione e non solo sua, di tutto il Consiglio e al di fuori del Consiglio perché le ricordo che in quei giorni varie rappresentanze sociali chiedevano esattamente quello che chiedevamo noi e cioè che si sospendesse la statutaria e si portasse finalmente la legge finanziaria in Aula, perchè la Sardegna ha bisogno della legge finanziaria con urgenza sicuramente maggiore rispetto all'urgenza che possiamo avere di una legge statutaria nuova, ebbene alla fine di quella occupazione è stato fatto un ordine del giorno che le dava delle scadenze precise che lei presumo abbia conosciuto e accettato, sembrava che avessimo, non dico risolto il problema della finanziaria perché poi quello sui contenuti si aprirà, sembrava che almeno avessimo avuto una certezza sui tempi, rassicurazioni precise sui tempi e poi io ricordo un collega Capogruppo di maggioranza che diceva "Mia mamma non potrebbe capire e accettare se ci impiegasse più di tre giorni questa legge per arrivare da viale Trento a via Roma". Ora, la mamma è sempre la mamma e quindi non solo bisogna darle rispetto, ma tutto l'amore e tutta la venerazione, ma la mamma ha ragione! Neanche mia mamma lo capisce come sia possibile che dopo 16 giorni lei non abbia ancora rispettato l'impegno messo per iscritto e votato dal Consiglio regionale. Quindi, a nome di tutte le mamme, di quella dell'onorevole Porcu, della mia, delle mamme di chi ha la fortuna di averla ancora, io le chiedo oggi, signor Presidente, di parlare chiaro e di dire finalmente perché non ha portato la legge finanziaria, o se preferisce non spiegare il perché ci dica almeno quando ce la porta questa benedetta legge!
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Artizzu.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, brevemente per rispondere al consigliere Artizzu e credo a tutto il Consiglio. L'ho consegnata stamattina. L'ho consegnata stamattina, magari spendere, l'ho consegnata stamattina in poche copie perché in questo momento il centro stampa della Regione sta provvedendo a stamparle in un centinaio di copie che sono il numero necessario, e dobbiamo stampare il bilancio e quest'anno lo stampiamo in due modalità diverse e ha avuto bisogno di un grosso lavoro di verifica della coerenza sui due modi diversi di presentazione visto che come sa utilizziamo per la prima volta una nuova legge di contabilità che ha cambiato l'organizzazione del bilancio oltre che un nuovo sistema contabile. Ma, presentiamo anche il DSR, presentiamo anche il Piano regionale di sviluppo e quindi è una mole di documenti che a seguito della seduta fiume della Giunta che lei ha ricordato, ha avuto bisogno di essere rimesso in ordine e non si può fare in pochi giorni perché si rischia di sbagliare e si poteva sbagliare. Quindi è stato fatto un lavoro importante sia nella legge finanziaria di adeguamento dell'aspetto normativo alle modifiche che sono state fatte nel bilancio e nella discussione.
Verifica della coerenza delle due modalità di rappresentazione del bilancio.
Verifica della coerenza di quattro documenti che per la prima volta si presentano tutti assieme, un grande anche lavoro di stampa. Oggi stiamo presentando al Consiglio, l'avevo già detto al Presidente che ho raggiunto stamattina stesso appunto che gliele avremo consegnate formalmente poche copie, lunedì presenteremo spero tutte le copie necessarie. Mi permetto di dire una cosa, ieri si stava per verificare un piccolo incidente nella foga oratoria, nella volontà di essere sempre brillanti e non è sempre necessario essere brillanti, si può essere anche più fatuali. A un consigliere gli è scappata una battuta che riguardava la certezza del genere dei consiglieri regionali, la certezza di genere dei consiglieri regionali, ed è stata una battuta poco felice in quest'aula. Oggi a lei stava sfuggendo un "faccia di bronzo" poi ha immediatamente chiarito. Non è necessario essere brillanti, possiamo accontentarci di essere delle semplici persone che dicono le cose chiaramente.
PRESIDENTE. La ringrazio Presidente. Su che cosa vuole intervenire onorevole Artizzu?
ARTIZZU (A.N.). Vorrei dire se mi consente, una parola sola...
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che il consigliere Silvio Cherchi è rientrato in aula per cui il congedo s'intende annullato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Allora. Emendamento 352 il parere è negativo, il 99 mi sa che sia decaduto quindi non esprimo, 533 è negativo il 40 è negativo, il 534 è negativo e il 349 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione. Grazie.
(Non è approvato)
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 180 e 269, i sostitutivi totali 6 e 535, il soppressivo parziale 101, il sostitutivo parziale 693, aggiuntivi, il 347 e l'806, il 732, il 41, il 202, il 7, il 163, il 42, l'8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 14Garanzie delle minoranze e controllo consiliare
1. Il Regolamento del Consiglio regionale assicura le garanzie delle minoranze consiliari e ne disciplina le modalità e gli strumenti di esercizio.
2. Il Regolamento consiliare, in particolare, stabilisce le garanzie delle opposizioni in relazione:
a) ai tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività del sindacato di controllo;
b) alla partecipazione nelle delegazioni e nelle occasioni di rappresentanza del Consiglio;
c) all'informazione sulle proposte e sulle attività delle stesse opposizioni.
3. Il Regolamento consiliare prevede la istituzione di un portavoce delle opposizioni, espressione dei gruppi consiliari delle minoranze, e garantisce al medesimo il più ampio assolvimento delle funzioni.
EMENDAMENTO soppressivo totale CALIGARIS.
Articolo 14
L'art. 14 è soppresso. (180)
EMENDAMENTO soppressivo totale URAS - LICHERI - PISU - LANZI - FADDA - DAVOLI.
Articolo 14
L'art. 14 è soppresso. (269)
EMENDAMENTO sostitutivo totale PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
L'art. 14 è così sostituito: Statuto e garanzie delle opposizioni
La Regione riconosce e tutela la funzione parlamentare democratica della opposizione ed il Regolamento interno del Consiglio Regionale al fine di tutelarne l'organizzazione stabile e indefettibile ed il ruolo di difesa del principio di separazione dei poteri, di garanzia e di alternativa, disciplina gli istituti necessari ad assicurare le funzioni di opposizione ed in particolare quelle di proposta, di risposta agli atti di sindacato ispettivo, di critica e di controllo . a tal fine il Regolamento prevede:
a) l'attivazione di strumenti che consentano una comunicazione ed una informazione tempestiva e completa;
b) L'istituzione di un unico portavoce della coalizione delle opposizioni, espressione dei gruppi consiliari delle minoranze e garantisce al medesimo il più ampio assolvimento delle funzioni;
c) La programmazione dei lavori del Consiglio regionale e delle Commissioni che permetta l'inserimento e la discussione di atti e di proposte di legge presentate dalle opposizioni;
d) L'assegnazione di spazi di tempo adeguati per illustrare e discutere progetti di legge presentati dalle opposizioni.(6)
EMENDAMENTO sostitutivo totale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 14
L'art. 14 è sostituito dal seguente: " Articolo 14 Garanzie delle minoranze e controllo consiliare
1. Le garanzie a favore delle minoranze e le modalità del controllo consiliare sono disciplinate dal Regolamento interno del Consiglio regionale". (535)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 14
Il comma 3 dell'art. 14 è soppresso. (101)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - VARGIU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 14
Nel comma 1 la parola "assicura" è sostituita dalla parola "fissa". (693)
EMENDAMENTO aggiuntivo MANINCHEDDA - ATZERI - BALIA - MASIA
Emendamento all'emendamento numero 347
Art. 14
Dopo le parole "nel secondo comma" inserire: alla lettera c) dopo la parole "opposizione" è aggiunta la seguente frase: "assicurando a tal fine risorse e strumenti adeguati". (806)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio.
Articolo 14
Nel primo comma, in fine, aggiungere: "con l'approvazione di uno specifico Statuto dell'Opposizione".
Nel secondo comma aggiungere la seguente lettera:
c bis. Con l'attribuzione della presidenza delle commissioni di garanzia e di controllo che devono essere costituite in modo paritario tra maggioranza ed opposizione. (347)
EMENDAMENTO aggiuntivo RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - ARTIZZU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.
Articolo 14
Nel comma 2, dopo la lettera c) è aggiunto il seguente:
c bis) "Alle modalità che prevedono per i rappresentanti delle opposizioni la facoltà di richiedere la discussione obbligatoria in Aula di almeno una proposta di legge in ambito semestrale.". (732)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 14
Dopo il comma 2 aggiungere: "I programmi di lavoro dell'Assemblea sono approvati con il voto favorevole dei Presidenti di Gruppo rappresentanti almeno i tre-quarti dei componenti l'Assemblea, in mancanza di tale maggioranza i provvedimenti sono esaminati secondo l'ordine di presentazione". (41)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - LADU - LA SPISA - FARIGU - ARTIZZU.
Articolo 14
Dopo il 3 comma dell'art. 14 è aggiunto il seguente 3 comma bis: "Il Presidente della Regione esprime parere obbligatorio vincolante sul portavoce dell'opposizione e, in caso di parere negativo sul nominativo proposto dalla minoranza, provvede egli stesso a scegliere il portavoce delle opposizioni. Quand'anche il Presidente abbia inizialmente espresso parere favorevole sul soggetto individuato come portavoce dell'opposizione, qualora, nel corso della legislatura, per qualsiasi ragione, sia venuto meno il gradimento del Presidente sul nominativo del predetto portavoce, il medesimo Presidente può provvedere alla sua sostituzione con un nuovo portavoce dallo stesso individuato". (202)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
Dopo l'art. 14 è inserito il seguente articolo: 14bis Commissione permanente
Oltre alle commissioni consiliari previste dal regolamento interno è istituita una commissione permanente, presieduta da un consigliere di opposizione, che ha compiti di controllo sullo stato di attuazione delle politiche regionali e sulla coerenza degli atti con la programmazione regionale, generale e di settore.
2. La commissione, ai fini del comma 1, esprime pareri preventivi sulla coerenza degli atti con la programmazione regionale: se il parere è negativo, l'atto è dichiarato improcedibile, salvo espressa conferma dell'organo che l'ha deliberato.
3. La commissione ha anche funzioni referenti sui rendiconti degli organi regionali e funzioni di dipendenti dalla Regione indicate dal regolamento interno del consiglio.
4. Il regolamento interno del consiglio disciplina la composizione della commissione. (7)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
Dopo l'articolo 14 è inserito il seguente articolo 14bis Elezione del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza
1. Il Presidente del Consiglio regionale è espressione dell'unità del massimo organo istituzionale legittimato dal voto popolare e ne rappresenta le prerogative.
2. L'elezione del Presidente ha luogo a scrutinio segreto a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio, nell'ambito di una terna di nomi proposta dai gruppi di minoranza. (163)
EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 14
Dopo l'art. 14 è inserito l'art. 14 bis. Funzioni del Presidente del Consiglio regionale
Il Presidente del Consiglio regionale è il garante del rispetto, da parte della Giunta regionale, della legislazione vigente, rappresenta l'Assemblea, la convoca e la presiede, interpreta e applica il Regolamento consigliare, garantisce le prerogative e i diritti dei Consiglieri e assicura il rispetto dei diritti delle minoranze. (42)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 14
Dopo l'art. 14 è inserito il seguente articolo: 14 bis Commissioni Speciali di Inchieste, di Controllo, di Ricerca e di Studio
1. Il Consiglio regionale può disporre inchieste sull'attività amministrativa della regione, degli enti o aziende da essa dipendenti, oppure su materie di interesse regionale, mediante la istituzione di Commissioni Speciali di Inchiesta, Ispettive, di Controllo, di Ricerca e di Studio, la cui presidenza è assegnata ad un consigliere di opposizione e la cui composizione rispecchia la proporzione dei Gruppi consiliari.
2. La richiesta di istituzione di una commissione di cui al comma precedente è presentata da almeno un quinto dei Consiglieri ed è approvata a maggioranza semplice dei votanti.
3. In ogni caso è istituita una Commissione di inchiesta allorché un terzo dei Consiglieri ne presenti richiesta motivata all'Ufficio di Presidenza.
4. L'atto istitutivo della commissione di inchiesta determina l'oggetto, la composizione ed il termine entro il quale la commissione conclude i lavori, che non può eccedere la durata della legislatura.
5. I responsabili degli uffici regionali, nonché di enti, agenzie ed aziende istituiti dalla Regione hanno l'obbligo di fornire alle Commissioni di inchiesta tutti i dati, i documenti e le informazioni richiesti, senza vincolo di segreto d'ufficio. (8).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Il mio sarà un intervento brevissimo, ma credo che no ci si possa sottrarre dall'intervenire sulla discussione generale dell'articolo 14 che costituisce a mio giudizio il punto sicuramente più importante, dicevo prima che questi articoli andavano in crescendo verso quella che era ritenuta una strategia intera di questa legge statutaria e cioè la conquista del riequilibrio delle competenze assegnate al Consiglio come controbilanciamento proprio delle prerogative che invece sono assegnate per effetto della opzione della scelta presidenzialistica al Presidente della Giunta regionale e alla Giunta stessa.
Ecco, riequilibrare le competenze a favore del Consiglio è chiaro a tutti che significa consentire l'esercizio della funzione legislativa al Consiglio regionale nella maniera più ampia e tale che davvero quell'equilibrio, eccessivamente spostato sul Presidente e sulla Giunta possa rideterminare, nella separazione ovviamente dei poteri, una condizione democratica e accettabile. E' evidente però che all'interno del Consiglio regionale vi sono dei confronti politici, partitici che individuano pesi e anche competenze diverse nell'esercizio effettivo assegnato ai consiglieri singoli.
Cioè, se noi vogliamo raggiungere questo riequilibrio, questo riequilibrio passa necessariamente sulla valorizzazione del ruolo dell'opposizione, soltanto con una tutela massima al ruolo dell'opposizione, e dico opposizione non delle opposizioni, è evidente che si raggiunge quell'obiettivo indispensabile perché davvero ci sia equilibrio nelle prerogative legislative. La prima delle condizioni è chiaramente quella di una tutela dell'opposizione attraverso il riconoscimento di uno statuto della opposizione. Cioè, deve essere indicato in maniera netta, in maniera chiara quali siano i diritti ascrivibili al ruolo della opposizione. Se noi rinforziamo questa tutela stiamo dando veramente peso al Consiglio regionale, in modo tale che possa, nella maniera più astratta, essere indipendente dal ruolo prevaricante affidato invece alla Presidenza e all'Esecutivo, perché in capo ovviamente all'opposizione vi è quella funzione naturale, che è la funzione di controllo e la funzione ispettiva, che costituiscono una forza proprio di accelerazione a favore della possibilità concreta di funzionamento. Ma noi diciamo: "Certo, Statuto della opposizione", ma lo Statuto dell'opposizione deve essere conseguente ad un insieme di conquiste che diano efficacia a questo Statuto della opposizione, e quindi oltre al ruolo fondamentale della cosiddetta figura del portavoce della opposizione, che è una figura di grande importanza, nel senso che si individua quasi un organo, all'interno naturalmente del Consiglio regionale, che ha la funzione di rappresentare l'intera attività di opposizione del Consiglio, e quindi allo stesso tempo anche di individuarne una sorta di amalgama, quindi un riferimento che non sia solo verso l'esterno, ma che ha funzione di collante anche all'interno della opposizione, ad arricchimento della funzione generale del Consiglio tutto questo. Quindi, non solo la figura del portavoce, ma noi diciamo che, di fatto, tutto ciò che consegue la funzione ispettiva di controllo non può non essere posta in capo, esattamente, alla opposizione. Da qui l'esigenza, che noi abbiamo manifestato in maniera diretta attraverso la presentazione di alcuni emendamenti, della istituzione vera di una commissione di controllo e di vigilanza, che ha funzioni ispettive e che non può che essere affidata naturalmente alla Presidenza di un consigliere della opposizione. E' una figura questa nobile, altri meglio di me lo potranno dire, perché sicuramente, culturalmente, sono vicini a questa condizione democratica che altri paesi hanno sperimentato naturalmente, e che magari per la loro preparazione anche giuridica hanno potuto meglio studiare e verificarne la funzionalità, io credo che comunque al di là di ogni logica democratica, noi possiamo finalmente davvero dare la definizione di innovativo a questo articolo, se noi sapremo rispondere in questo modo, altrimenti, altro non faremo che quello che altre regioni hanno già fatto. Non è tanto la definizione, quindi il riconoscimento, e la possibilità di definire uno statuto delle opposizioni, ma quello conseguente di dare peso, baricentro, al Consiglio regionale attraverso una valorizzazione, una tutela, del ruolo della opposizione, e quindi l'istituzione di apposita commissione, e soprattutto la conquista di poter dire, tutte le commissioni di vigilanza, che hanno funzioni ispettive, e soprattutto le commissioni cosiddette speciali, debbano necessariamente, nel ruolo proprio di confronto tra opposizione e maggioranza, essere sempre affidate alla opposizione. Io credo che questa riflessione la dobbiamo fare tutti insieme, sono certo che al di là di tutto, anche per il confronto che è nato nell'ambito della Commissione, c'era molta sensibilità verso questo problema, spero che questa sensibilità, qui, possa davvero emergerem, e che quindi le nostre proposte migliorative, a nostro giudizio, di questo testo possano essere veramente accolte. Noi, ancora una volta, crediamo che sia possibile quello che l'Assessore stesso qui aveva enunciato: "Si tratta di un testo aperto", ecco, verifichiamo adesso questa disponibilità, se questo testo è veramente aperto, Assessore, Presidente della Giunta, accogliete questa prospettiva di crescita dell'intero Consiglio, oggi siamo noi in opposizione, domani chissà chi ci sarà, in ogni caso stiamo costruendo una legge che non ha la funzione solo di dover resistere per qualche anno, ma di sicuro per qualche decennio dovremo utilizzare questo strumento, come uno strumento di regolamentazione dell'attività democratica futura di questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Molto brevemente per, uno, anticipare, e comunque vorrei che fosse, diciamo, già registrato, la richiesta di votazione per parti dell'articolo 14; per dire che condivido il primo e il secondo comma, che sul secondo comma, unitamente alle attività sindacato di controllo, aggiungerei, se fosse recepito da tutta l'Aula, l'attività legislativa, perché il riferimento consenta, tramite il Regolamento, di garantire che l'iniziativa legislativa dei consiglieri e dei Gruppi consiliari delle minoranze abbiano spazio a porre in discussione, nell'ambito dell'attività del Consiglio, anche progetti, proposte di legge, che da loro provengono; per sostenere il mio totale disaccordo con l'idea del portavoce dell'opposizione, perché l'opposizione, ce lo insegna Casini, può anche non essere una, può essere più di una, e qualche volta i gruppi di minoranza possono convergere su una opposizione all'azione di governo, qualche volta gruppi di minoranze convergono con l'azione di governo sulle questioni giuste, in modo articolato, diverso, differente. E' l'idea di semplificazione della politica che purtroppo i Riformatori hanno, che non corrisponde alla complessità della società. La società è molto più articolata di come si vorrebbe quando si sta dentro il palazzo, quando si sta fuori dal palazzo si rivendica il diritto al riconoscimento di quella complessità, ma quando si è dentro il palazzo si è tendenzialmente portati a dire: "Basta, semplifichiamo", perché le spinte che ci provengono dal basso, provengono dal popolo che noi dovremo rappresentare, sono qualche volta una fatica, e bisogna discutere di più, e bisogna approfondire di più, e bisogna argomentare meglio, e tutta questa fatica ovviamente stanca e cerchiamo di evitarla. Noi non la dobbiamo evitare, perché la democrazia cresce se c'è più pace sociale, e la pace sociale si realizza anche trovando le sedi opportune del confronto, e le procedure forzate di semplificazione, del riconoscimento di quella complessità, cioè del disconoscimento di quella complessità, anziché del riconoscimento di quella complessità, invece determinano conflitto sociale e instabilità, anche politica, anche del Governo. Ed è per questo che le opposizioni… è già difficile avere una maggioranza e un portavoce, addirittura un presidente di maggioranza, uno, è difficile, perché le spinte interne alle maggioranze, che pure sono più amalgamate, rispetto al fatto che hanno assunto un impegno a governare, si sono ritrovate su un programma, hanno fatte scelte comuni, campagne elettorali comuni, ed è più complicato. Immaginiamo che cosa può succedere tra le opposizioni, quando… ne avete esperienza, anche recente.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non c'è male.
PISANO (Riformatori Sardi). Anche voi.
URAS (R.C.). Allora, ripeto la richiesta, una votazione per parti e l'aggiunta, se fosse condivisa da tutto il Consiglio, della parola "legislativa" nell'ambito delle attività che vengono considerate nella programmazione dei lavori consiliari.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Brevissimamente. Su questo articolo vorrei dire questo, che è un articolo ipocrita, in una legge che accentra il potere esecutivo, sostanzialmente, in una persona e in chi gli sta attorno, poi si prevedono, a garanzia delle opposizioni, due cose: uno, l'istituzione di un portavoce che, a mio parere, e condivido quanto ha detto adesso Uras, anche se è andato via, è esattamente l'istituzione speculare al presidenzialismo, cioè il tentativo di semplificare forzatamente il sistema e così, come uno deve governare, uno deve essere quello a fare l'opposizione o a rappresentare l'opposizione. Io sono totalmente d'accordo con Uras, sul fatto che l'opposizione, a maggior ragione anche di quanto può accadere in una maggioranza che governa, perché anche una maggioranza che governa può legittimamente essere variegata purché arrivi a delle sintesi, non come avete fatto qualche giorno fa, in cui non siete arrivati al delle sintesi, avete fatto solo delle desistenze, o dei meccanismi, degli artifici per non far emergere una realtà: che su questa legge non c'è la maggioranza. Si deve arrivare a sintesi, chi governa almeno deve farlo, e la maggioranza che sostiene un governo deve arrivare a delle sintesi. Chi sta all'opposizione, non necessariamente deve essere costretto a radicalizzare questa contrapposizione, la critica che è l'anima, il nerbo dell'azione dell'opposizione, proprio in una necessitata, forzata individuazione di una persona che rappresenti tutti. E' più che legittimo, ed è anche giusto, che le opposizioni siano più di una e che, quindi, possano e debbano avere la possibilità di esprimersi così come credano, anche diversificando la propria azione. In questo modo si avvantaggia l'oggettività, il miglior risultato possibile per l'azione legislativa e di governo. Il vero problema è che voi non volete né la sostanza, mi dispiace che non ci sia il Presidente del Consiglio per quello che vorrei dire, che voglio e che dico comunque, il vero problema è che l'opposizione qui se chiede un parere, come ha fatto qualche giorno fa e l'ha fatto in aula consegnando una lettera, il parere non ce l'ha, perché il parere gli Uffici lo danno al Presidente del Consiglio o al Presidente della Commissione. Ad esempio, su una legge per la quale tutti i consiglieri regionali vorrebbero sapere se vi è una certificazione di legittimità, di corrispondenza alla Costituzione, o se vi è qualche dubbio fondato sulla legittimità costituzionale di una disposizione che si sta per approvare. E' accaduto così, in occasione dell'approvazione dell'esercizio provvisorio, con quelle disposizioni di chiusura dell'esercizio 2006, in cui il Consiglio è stato posto di fronte a una questione pregiudiziale e abbiamo assistito a due ore di sospensione, in cui la Giunta e il Presidente del Consiglio hanno audito chi hanno voluto, e non posso pensare che non abbiano avuto pareri, che a noi sono sconosciuti. Se poi l'opposizione chiede, a voce e per iscritto, di avere, di sapere se vi è stato un parere, e se anche non vi fosse stato, di averlo per iscritto; no, viene negato. Poi ci proponete favole come queste? Cioè che il problema è che il Regolamento consiliare "stabilisce le garanzie delle opposizioni in relazione: a) ai tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività del sindacato di controllo", cioè interpellanze, mozioni. Ma se le interpellanze e le mozioni ormai noi stiamo quasi rinunciando a farle, perché comunque non vengono discusse, se vengono discusse le mettete alla sera tardi del venerdì o all'inizio mattina del lunedì, possibilmente. Se non ci fosse il problema del numero legale non si porrebbero neanche, perché? Per carità, guai che possa essere messo il mercoledì o il giovedì della programmazione dei lavori, la discussione su un'interpellanza importante o su una mozione importante. In questi giorni abbiamo presentato, primo firmatario il collega Diana, una mozione che riteniamo fondamentale per la Sardegna, per capire cosa ne è dei fondi POR, in materia di agricoltura, quando potremo discuterne di questa mozione? A margine del lavoro del Consiglio? E cosa significa mettere in questa legge favole, frottole di questo genere? Oltre "alla partecipazione nelle delegazioni e nelle occasioni di rappresentanza del Consiglio", siamo molto lieti che questo venga concesso, ma francamente non è quello che garantisce l'opposizione o "l'informazione sulle proposte e sulle attività delle stesse opposizioni". La verità è che l'opposizione se vuole fare un progetto di legge, non ha nulla, non ha strutture in questo Consiglio, ridotte all'osso, che fanno il loro lavoro egregiamente, come tutti sappiamo, da decenni, ma che non possono dare, non sono in grado di dare all'opposizione una strumentazione adeguata a fare un progetto di legge, a fare un'iniziativa, a fare un'indagine statistica su un problema, che è il pane, è la materia vitale per chi vuole fare politica seriamente. Non lo può fare! Mentre la Giunta può fare milioni di euro di consulenze! Milioni di euro di consulenze! A destra, a sinistra, al centro, in tutte le direzioni, in tutte le direzioni. Questo è lo statuto delle opposizioni che voi mettete in questa legge statutaria? Questa è una legge statutaria che davvero vuole compensare i poteri tra legislativo ed esecutivo? Questa è una riformetta, una riformetta! Che, se riuscirete ad approvare, non cambierà nulla nel sistema democratico della Sardegna. E' solo con altri strumenti, solo forse, Presidente della Regione, ogni tanto alzando la voce ed essendo anche cafoni, noi, possiamo forse riuscire a farci sentire, a far sentire fuori da quest'aula quello che sta accadendo qui e nei palazzi della Regione. Mi dispiace, non possiamo essere gentlemen inglesi quando abbiamo di fronte un potere arrogante come quello che esercitate voi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, signor Presidente. Di nuovo a discutere delle garanzie delle minoranze dopo un'importante seduta consiliare, quale quella di avantieri e di ieri, laddove abbiamo scelto la forma presidenzialista e laddove, però anche ieri, abbiamo approvato l'articolo 13 bis che, lo dico senza enfasi e senza volontà distruttive, io trovo assolutamente in controtendenza con quella scelta. Questo significa che siamo veramente in una fase in cui, forse, non stiamo riuscendo a quota a ricondurre a coerenza i ragionamenti. E' chiaro quel che è accaduto ieri col 13 bis, no? Si è scelto il sistema americano, per cui il direttore della CIA, viene nominata la Corte suprema da parte del Presidente, viene sottoposto a una valutazione da parte del sistema parlamentare, e lo si è trasferito nel sistema sardo decidendo di far di sottoporre a un parere delle commissioni anche le nomine dei direttori generali e dei direttori delle aziende e dei direttori degli enti regionali. E' un orizzonte completamente diverso, quello tra le strutture, le grandi strutture della Confederazione americana e le strutture amministrative della Regione Sardegna. Quei pareri saranno un momento di costante tensione tra Esecutivo e Consiglio regionale e, secondo me, rappresentano una prerogativa impropria del Consiglio regionale; mentre era appropriato sottoporre ad una valutazione parlamentare gli Assessori, perché gli Assessori svolgono un ruolo politico, a capo di un ramo dell'Amministrazione, non hanno mandato parlamentare. Insomma, ad utilizzare il sistema della Comunità Europea, cioè il sistema che la Comunità Europea utilizza quando il Presidente della Commissione nomina i commissari.
Mi ha spiegato, cortesemente, il collega Sanna che queste due ipotesi sono state valutate in Commissione e si è optato per la il trasferimento del sistema americano nella dimensione amministrativa regionale. Io continuo ad essere in disaccordo, anche perché la nomina di un direttore generale che avviene alla luce di un curriculum, di una competenza, eccetera, eccetera, viene poi sottoposta ad una valutazione politica, e il cittadino non è garantito perché ciò che garantisce il cittadino e il percorso di competenza non di qualità politica del direttore generale. Intendo dire che probabilmente, siccome stiamo sperimentando un percorso nuovo, abbiamo bisogno forse di ricondurre a coerenza un sistema.
Oggi, in un quadro presidenzialista, anche con alcuni fraintendimenti quali quello del 13 bis, veniamo a ragionare di garanzie, di garanzie dell'opposizione. Ma qui vorrei aprire una parentesi perché oggi in Aula è avvenuta una cosa importante: un autorevole membro dell'opposizione ha chiesto informazioni al Presidente della Giunta sul principale, su un importante atto del Governo che è quello del bilancio. Il Presidente della Giunta ha dichiarato "è pronto, è consegnato ed è molto articolato, è molto complesso".
Allora, in un rapporto bipartisan, ragioniamo su una cosa: non esiste la possibilità di interrompere la discussione sulla legge statutaria per prendere il bilancio - credo che sia chiaro a tutti -; come affrontiamo, in un rapporto bipartisan, questa vicenda? Io vi faccio una proposta, anche a nome dei firmatari degli emendamenti di cui sono firmatario anch'io: alla luce della possibilità che a breve possiamo discutere del bilancio, del Piano regionale di sviluppo, eccetera, eccetera, noi siamo pronti ad individuare gli emendamenti strategici, tra quelli presentati, e a ritirare tutti gli altri. Noi ne abbiamo fatto pochi ma siamo pronti anche a fare un passo ulteriore. Fate lo stesso anche voi in maniera tale che le discussioni su temi così rilevanti perdano di valore strumentale e ne acquisiscano di valore di merito. Io credo che questo sia un modo per qualificare il reciproco riconoscimento: valutatelo.
Ma ciò che ha detto l'onorevole La Spisa non può non provocare oggi in noi qualche domanda, perché c'è un fondamento in ciò che dice, e cioè, proviamo a non ragionare sul momento in cui ci troviamo ma proviamo a proiettarci in avanti, è chiarissimo che il sistema presidenziale rende molto difficoltosa la funzione delle opposizioni. Perché? Perché il Presidente si trova... e secondo me questo è l'aspetto positivo del presidenzialismo, l'unico che mi convince, e cioè che l'elettorato costituisce la maggioranza all'esterno, non si forma la maggioranza in Aula, questo è importante. Ha un potere di scioglimento dove nomina e revoca la Giunta che ha una dimensione quasi da organo monocratico, governa l'amministrazione.
E' chiaro che chi sta all'opposizione è in una condizione quasi di inibizione, cioè quasi che gli rimanga solo il diritto di parola, però ho avuto modo di illustrare, alla presenza dell'assessore Dadea, una preoccupazione: da qui a due anni - due anni, immagino, non lo so - per il punto avanzato in cui si trova oggi tutto il sistema della informatizzazione della nostra Regione (noi siamo molto avanti) - il sistema della comunicazione istituzionale cambierà completamente, in ogni casa ci sarà il modo di avere informazioni in tempo reale e, a sentire l'Assessore, anche in una dimensione interattiva; cosa che prefigura dimensioni da democrazia diretta, sostanzialmente da democrazia diretta. Allora, il problema che si pone, non solo per le opposizioni - e uso sempre il plurale perché sono d'accordo con l'onorevole Uras, sono d'accordo con ciò che ha detto anche l'onorevole La Spisa che c'è una varietà che va mantenuta - ma le opposizioni, le forze politiche, avranno il problema di un diritto che disciplini l'utilizzo, per chi fa politica e ha mandato parlamentare, di accesso alle tecnologie che portano la conoscenza nelle case. Perché è vero che la rete è istituzionale, cioè è della Regione, ma è pur vero che le istituzioni sono governate da chi il popolo pone a guida delle istituzioni; e quindi quella rete, che è un'infrastruttura pubblica, inevitabilmente diventa una rete di diffusione del pensiero e dell'attività della parte che vince. Il diritto deve disciplinare come quella infrastruttura diventa accessibile per la parte che perde.
Noi abbiamo presentato un emendamento in cui diciamo: bisogna dotare le opposizioni di uno statuto delle opposizioni; perché è nello statuto delle opposizioni che va disciplinato come dare occhi, voce e strumenti e risorse perché la loro attività istituzionale sia conosciuta.
Noi stiamo ragionando sulle garanzie come se il progresso tecnologico non abbia superato l'idea e il fatto che solo qui dentro c'è voce per chi dissente. La verità è che questa voce si sta attenuando perché stanno aumentando gli spazi perché si abbia voce fuori; allora è la legge che deve garantire chi dissente, anche rispetto a queste tecnologie.
Per questo motivo noi abbiamo presentato degli emendamenti che riconoscono alle opposizioni risorse e strumenti per far conoscere la loro attività istituzionale: ciò che dicono, ciò che fanno e ciò che controllano qui dentro; e chiedo che la maggioranza e le opposizioni li valutino con la dovuta attenzione.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Sono talmente convinto delle considerazioni che sono state espresse negli ultimi interventi che, non a caso, sono primo firmatario di un emendamento che sostituisce l'articolo 14, rimandando "...le garanzie a favore delle minoranze e le modalità di controllo consiliare sono disciplinate dal Regolamento interno del Consiglio regionale".
Ovviamente, la funzione è quella di stabilire, in una sede diversa da questa, quelle che possono essere le garanzie delle opposizioni. E non a caso parliamo di opposizioni piuttosto che di opposizione, perché è fin troppo chiaro che parlare di una sola opposizione, in un panorama così variegato di posizioni politiche diverse, sia quantomeno inopportuno. E quindi, ecco perché ho presentato questo emendamento.
Faccio alcune considerazioni. La prima: la presentazione di una mozione per la convocazione straordinaria del Consiglio, sulla base dell'articolo 54 del nostro Statuto, prevede che sia sottoscritto da un quarto dei consiglieri regionali. Può succedere - e forse è anche successo - che Gruppi politici importanti ma che non hanno il coinvolgimento, e della maggioranza e di una parte della minoranza, non abbiano un quarto di consiglieri che intendano sottoscrivere una mozione su un argomento qualsiasi. E questo è il primo limite.
L'altro limite: in questo momento si discute la legge statutaria che, con la forza dei numeri (è giusto anche che ci sia la forza dei numeri), stabilisce alcune norme e alcune regole. La stessa maggioranza - è qui è il limite che forse ha evidenziato anche il collega Maninchedda - è che la maggioranza, in questo momento, si arrogherebbe il diritto di stabilire quali sono i diritti delle minoranze. Una maggioranza. Mi verrebbe da proporre, se passasse l'emendamento numero 535, che si possa portare la Giunta per il Regolamento ad essere, non dico patrimonio dell'opposizione, ma di avere il Presidente della opposizione. Perché in questo modo si potrebbe arrivare ad una terzietà, quanto meno. Ma è una proposta che lanciò qui, ma per cercare di entrare nel merito del problema che stiamo affrontando. Gli esempi che sono stati fatti oggi, ovviamente il Presidente quando parla viene ascoltato, il Presidente della Regione intendo, e io lo ascolto, credo con lo stesso interesse con il quale lo ascoltano tutti i colleghi. Vede Presidente lei oggi ci ha dato una notizia importantissima, ha soggiunto però che oltre ai documenti finanziari e al bilancio dovremo esaminare anche il piano regionale di sviluppo, ci troviamo in presenza di una nuova legge di contabilità, peraltro non ancora metabolizzata, perché se ha avuto necessità la Giunta e l'Assessorato di riferimento di allungare i tempi proprio perché c'era questa novità, figuriamoci quale può essere la difficoltà delle opposizioni, che non hanno come supporto le strutture di cui si possono valere i colleghi della maggioranza. Perché noi possiamo avvalerci della struttura consiliare, ma non ci possiamo avvalere, certamente, della struttura assessoriale, perché non rientra. Ricordo, a questo proposito, che anche quando noi dobbiamo presentare una proposta di legge, o un progetto di legge ce la costruiamo noi, dico noi opposizione, con il sostegno che ci può arrivare da esperti, che non sono dipendenti del Consiglio regionale, e avvalendoci anche della struttura consiliare, ma certamente, credo che non sia mai successo a nessuno della opposizione di farsi scrivere, come succede e accade, che certe proposte di legge della maggioranza siano scritte integralmente all'interno dell'assessorato di riferimento. Questo ci mette in una condizione di grande difficoltà ed ecco perché dico che la buona volontà di garanzie delle minoranze ed il controllo consiliare, non possono essere risolte con questo articolo. Credo che la proposta sia proprio quella di rimandare tutto quanto al Regolamento consiliare; io ho fatto alcuni esempi, ritengo che si debba riportare tutto quanto al Regolamento consiliare. Quando ci siamo impegnati nel modificare il regolamento consiliare, non sono passati molti mesi, non sono passati neanche tanti anni, ma lo abbiamo fatto, credo con grande buona volontà, da parte di tutti, nell'interesse del Consiglio, e abbiamo apportato numerosissime modifiche al regolamento consiliare. Se ci si è riusciti una volta, io credo che ci si possa riuscire anche altre volte. Per cui io credo, che le considerazioni dell'onorevole Maninchedda, dell'onorevole La Spisa e altre dell'onorevole Uras, che mi trova totalmente d'accordo, sul ruolo che deve essere dato al portavoce dell'opposizione; è una cosa che non ha nessun senso. Potrebbe avere senso nel momento in cui fossimo di fronte ad un bipartitismo perfetto, potrebbe avere un senso. Ma nel momento in cui noi, da un lato abbiamo approvato una norma per il presidenzialismo, dall'altro all'interno di questo Consiglio ci sono ancora molte forze, forze che non si riconoscono nel presidenzialismo ma nel parlamentarismo. La frammentarietà delle forze politiche ci induce a pensare, che un portavoce delle opposizioni sia assolutamente inopportuno. Finirebbe per svilire il ruolo stesso delle opposizioni, o privilegiarne alcune, e questo non è certamente quello che noi vogliamo.
Termino facendo un'ultima considerazione, relativamente all'intervento del Presidente della Regione, non lo so a chi fosse riferito il Presidente della Regione, quando ha fatto un riferimento e generi, se era riferito a me…
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. No!
DIANA (A.N.)….banalità per banalità, Presidente, quella espressione è nata in un momento banale. Cioè nel momento in cui il Capogruppo di progetto Sardegna, che non credo lo abbia fatto per, ha sollevato il problema, nel momento in cui si dovesse arrivare ad una parità nelle AA.SS.LL. della Sardegna, per esempio, sono 8, quattro e quattro, ma dice se non ci sono tre diventa cinque e tre, banalmente, e sono stato io Presidente, forse lei non mi ha sentito, ma banalmente, banalità per banalità, ho detto beh trattandosi di generi, e sono d'accordo con l'onorevole Gessa, che si debba parlare di generi e non di sessi, io ho detto va beh, grammaticalmente esiste il genere maschile, esiste il genere femminile, esiste il genere neutro, era una banalità. Se era riferita a questo, posso anche scusarmi con il Consiglio. Ma era assolutamente una banalità non avevo certamente intendimenti diversi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. L'articolo uno 14, garanzie delle minoranze e controllo consiliare. Io nell'approfondimento che fin qui è stato fatto, ma soprattutto in quelli che sono i contenuti anche degli emendamenti, che sono stati presentati in riferimento all'articolo uno 14, trovo di sicuro alcuni elementi da riprendere e da riproporre all'Aula, che sono legati in quel discorso bipartisan, a cui si è accennato in un momento della discussione, dove le garanzie per le minoranze, o siamo convinti tutti, che siano un diritto nella democrazia, oppure dovremo relegare il ruolo complessivo del Consiglio, ma il ruolo della maggioranza e anche quella delle minoranze, ad un ruolo di marginalità, perché davvero così si intende, nei contenuti di questo articolo, fornire queste garanzie. Io credo che a prescindere da qualche affermazione, così fatta durante la discussione, sia dall'assessore Dadea, ma ripreso oggi dal collega Maninchedda. Bill Gates nei giorni scorsi ha regolamentato l'uso del PC da parte dei figli. Allora a prescindere dal fatto che prima o poi si arrivi alla tv digitale, si arrivi alla comunicazione interattiva, si arrivi alla possibilità di avere degli strumenti a disposizione, anche del mercato, però oggi dobbiamo dirci che, chi oggi vuole avere i servizi della comunicazione, credo che non siano stati forniti a nessuno di noi dall'amministrazione. Ok. Quindi detto questo abbiamo detto tutto. Abbiamo detto tutto rispetto, soprattutto, al primo comma, dove si parla addirittura di disciplina delle modalità e gli strumenti di esercizio, ma qui altro che disciplina, prima proviamo ad avere gli strumenti, poi può darsi riusciamo anche a disciplinarli. E allora per uscire un attimino per uscire un attimino, da uno schema, che è lo schema attualmente vissuto, ma per proiettare anche quello che è il ruolo delle opposizioni, che poi oggi tocca a noi, domani tocca a voi, e credo che prima o poi con questi problemi dovremo confrontarci. Ma dovremo confrontarci nel momento in cui le difficoltà, già così esaminate, sono tante, ma soprattutto potrebbero essere anche di più nel momento in cui davvero noi queste garanzie non riusciamo ad attivarle. Ed è chiaro che, rispetto a garanzie, io troverei meglio in questo momento condividere il concetto di uno specifico Statuto delle opposizioni. Lo trovo molto più adeguato nel momento in cui noi andiamo ad analizzare, non soltanto i contenuti che possono essere rappresentati nel Regolamento consiliare, e andiamo a definirlo in tutti i suoi aspetti. Io credo che uscire, per noi Consiglio, dalla marginalità del sistema in cui oggi viene attivata la comunicazione, molto probabilmente, sarebbe un fattore positivo per l'Aula, ma sarebbe un fattore positivo soprattutto per l'attività politica che noi siamo chiamati a svolgere. Io credo, passando attraverso quelle che sono diverse proposizioni, e dico: "Le garanzie all'opposizione attraverso quali vie, attraverso quali strumenti?" Ma lo speaker delle opposizioni, per esempio, mi lascia sempre abbastanza perplesso nel momento in cui le opposizioni o l'opposizione, come citata da un portavoce delle opposizione, io credo che se le opposizioni fossero più di una, molto probabilmente o molto difficilmente, l'interprete, ovvero quello che anche a livello comunità del Consiglio d'Europa viene interpretato come ruolo, credo che non risponderebbe assolutamente alle esigenze di eventuali opposizioni plurime. Ma, soprattutto, quello che a me interessa evidenziare in modo particolare è quelli che sono gli interventi che le opposizioni, eventualmente, nello svolgimento dell'attività legislativa e di controllo, siano legate soprattutto ai progetti di legge o a tutta l'attività istituzionale che nell'Aula può essere svolta: la discussione di mozioni, la discussione di interpellanze e così via. Bene, credo che cominci a vedersi un primo risultato quando si da e si definisce già in quest'articolato, nell'articolo 14, che alle opposizioni è riconosciuto un diritto, che peraltro trovo così elaborato in un emendamento che abbiamo presentato, che è quello di dare degli spazi nell'attività ordinaria del Consiglio a quelle che sono le proposte delle opposizioni. Io credo che questo sia un grosso passo avanti rispetto a quanto, oggi, Presidente, dobbiamo verificare. Noi qui abbiamo mozioni, interpellanze, interrogazioni a cui non arriva mai una risposta, né scritta né orale. Bene, io oggi ho condiviso l'intervento del Presidente, che ha avuto subito l'iniziativa, soprattutto ha accolto un bisogno dell'Aula, quello di avere notizie rispetto alla legge finanziaria e rispetto al bilancio. Bene, ce le ha fornite dettagliate, ci ha fatto noto che gli atti sono a disposizione. Spesso, capita, nello svolgimento dell'attività politica amministrativa, di avere bisogno delle informazioni più corrette, e nell'immediato. Se un medico, per me che faccio il medico e tanti colleghi qui presenti, dovesse trascurare un intervento in un momento che può essere importante per la vita di un paziente, gliene derivano grossi problemi dal punto di vista legale e quant'altro; bene, tante volte anche noi, nell'esercizio delle nostre funzioni, abbiamo la necessità di dare risposte pronte, e spesso e volentieri le risposte pronte si possono dare se si hanno a disposizione gli strumenti, i documenti, le norme che, soprattutto, ti consentono di dare la risposta, spesso di salvare un'azienda, qualche altra volta di salvare una persona e, comunque sia, noi abbiamo la necessità, volta per volta, di portare non solo all'attenzione del Consiglio le nostre proposte, ma abbiamo, spesso e volentieri, anche la necessità di coinvolgere il Consiglio in situazioni dove è necessario un atto magari del Consiglio regionale. Bene, su questi temi noi vorremmo che la maggioranza ponesse l'attenzione, e su questi temi vorremo confrontarci durante l'esame degli emendamenti e capire quali di questi possono essere accolti nell'elaborato dell'articolo 14. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì, grazie, Presidente. Onorevole Uras, che non vedo qua presente in Aula, in Commissione, ha sostenuto che l'articolo 14 lede il diritto dei consiglieri regionali, che chi deve fare l'opposizione è demandato dal popolo, dopo la tornata elettorale che suddivide, dopo aver superato sbarre di sbarramento, e così via, che non ci deve essere presente in una legge; per quello ha dichiarato in Commissione: "L'emendamento per la soppressione dell'articolo 14 lo rivedremo in Aula". La soppressione di questo articolo è firmato dal mio Gruppo, da altri Gruppi, però, dalle dichiarazioni che sono state fatte in discussione generale, non ho capito se si vogliano sostenere o no gli emendamenti che si presentano. Perché se io presento un emendamento per sopprimere un intero articolo e poi chiedo, prima di intervenire, che venga votato per parti, quindi si suppone che l'emendamento o verrà ritirato o per comprendere… e, soprattutto, condivido col collega Diana se come si deve comportare l'opposizione lo stabilisce la maggioranza, e questo ve lo dico, colleghi, perché tanto fra due anni e quattro mesi ci presenteremo tutti agli elettori, il popolo giudicherà, speriamo che per il Parlamento ci presenteremo prima, così vedremo subito qual è l'orientamento della gente. Perché mi dispiacerebbe, domani, essere maggioranza e avere messo tanti di quei vincoli a coloro che saranno all'opposizione da non potere "toccare neanche palla", come si suol dire in gergo; perché dico: "La tutela di tutti coloro che sono qua dentro, che hanno un consenso da quello che è il popolo sardo, che abbiamo citato in questa legge, è data dopo la legge elettorale: parliamo di sbarramenti, cerchiamo di mettere vincoli, accorpiamo i partiti, unifichiamo". Siccome noi non siamo per l'unificazione dei partiti, l'avevamo già detto a livello nazionale, e il collega Uras ci dice: "Vi siete diversificati al Parlamento", benissimo, però qualcuno deve avere il coraggio di farlo anche in quest'Aula. Noi abbiamo il coraggio, quando ci siamo astenuti - che al Senato forse qualcuno non lo sa, equivale al voto contrario - sono d'accordo che il mio partito abbia preso una posizione, ma non per questo bisogna cantare vittoria, perché adesso bisogna tornare con un nuovo governo, ripresentarsi, e avere la fiducia e portare avanti quelle che sono in legge le riforme che si sono predicate prima, e quel programma di trecento pagine - ricollegandoci all'articolo 13 bis, e così via, che citava anche l'amico Maninchedda - che devono essere discusse, devono anche essere discusse e approvate in quest'Aula. Quando portiamo avanti delle istanze, amico Uras, dobbiamo essere un po' coerenti, non si può chiamare alla coerenza gli altri, se non la applichiamo in prima persona, perché se un articolo dice che le opposizioni, parlo per il collega Uras e per tutto il Gruppo che ha firmato l'emendamento, cito il Capogruppo perché è primo firmatario, non per sminuire nessuno, parlo per il primo firmatario dell'emendamento, allora, l'emendamento non verrà sostenuto, votiamo per parti, l'emendamento che abbiamo fatto noi rimarrà in piedi, poi la maggioranza, ovviamente, lo sopprimerà. Mi viene un dubbio: se domani voi andate all'opposizione, io vorrei sapere chi votano i colleghi che hanno firmato quell'emendamento come Capogruppo dell'opposizione, perché noi abbiamo posizioni diversificate, siamo ancora in democrazia, meno male che abbiamo posizioni diversificate, perché sennò avremmo due partiti in Italia a decidere, e chi vince, il più votato fa il portavoce dell'opposizione. Io spero, in molte parti, di diversificarmi, come facciamo a livello nazionale, dai miei colleghi, perché, anche se condivido molte opinioni della maggioranza, non mi tiro indietro perché ho il dubbio di essere strumentalizzato su ciò che dico. Io lo porto avanti e, se il percorso coincide con qualche collega della maggioranza, non tiro indietro le proposte e i fondamenti del partito in cui milito e credo. Il giorno in cui non crederò più in quei principi cambierò il partito e farò altre scelte. Questo per fare una sintesi molto breve, perché anche la collega Caligaris ha presentato un emendamento soppressivo, perché questo, quando il collega Maninchedda dice: "Facciamo lo statuto delle opposizioni, col collega Balia", sono d'accordo, ma lo statuto delle opposizioni si scrive con tutti, partecipi, e si stabiliscono i ruoli di quelli che devono fare l'opposizione, coinvolgendo, in primo luogo, l'opposizione e sentendo come si può fare una discussione, ci possono essere posizioni diverse, ci saranno posizioni diverse, sempre, finché c'è democrazia, il giorno che non ci sarà più democrazia non stabiliremo le regole qua dentro, ma finché votiamo in questa Aula vi chiediamo la accortezza di rispettare l'intelligenza e l'intelletto delle persone, perché votare a maggioranza… avete uno speaker di opposizione, detto volgarmente, che poi è il rappresentante dell'opposizione… Io vi garantisco, oggi mi troverei in difficoltà per chi votare come speaker dell'opposizione, perché non tutto si può condividere, come voi a livello nazionale non condividete tutti i partiti, quello che porta avanti il governo, e meno male vi diversificate, io spero che ci sia sempre qualcuno che si possa diversificare, se non esistono più quei principi, avete votato un programma, siete andati con me nel programma, parole sentite in questa Aula, avete letto il programma e lo approvate per intero, e allora non capirei neanche quei discorsi che sono stati fatti per il parlamentarismo, nonostante sia passato il presidenzialismo, non lo capirei, è stato firmato, però meno male che abbiamo ancora la democrazia e qualcuno può esprimere in questa Aula parlamentare le proprie idee. Così scrivendo, per come è scritto l'articolo, si garantisce alle opposizioni… al comma a) "i tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività del sindacato" ma vi sembra normale che dobbiamo chiedere, come opposizione, che almeno una volta a semestre venga discussa una proposta dell'opposizione? Dovrebbe essere vergognoso chiedere una cosa del genere, perché dovrebbe essere scontata, il problema è che oggi regole per l'opposizione non ce ne sono, se l'articolo passa in questo modo ce ne saranno sempre meno, e dico sempre, mi dispiace perché se un domani, come sicuramente accadrà, mi troverò in maggioranza, mi trovo in imbarazzo per quello che potrà fare l'opposizione. L'amico Floris dice che non bisogna imbarazzarsi e stupirsi di niente e condivido questa teoria. Ripeto, siamo poco poco coerenti con quello che diciamo in questa Aula e lo sosteniamo anche qua dentro, perché se no è inutile fare il gioco delle parti: no, ma modificato come è stato modificato, verrà capito meglio, ci saranno garanzie che verranno dopo; stiamo facendo la legge sulle garanzie di maggioranza e opposizione, perché il Consiglio riguarda tutti. La Giunta, meno male, si è fatta il presidenzialismo, ha la sua forza, però non togliamo potere a quello che è l'organo parlamentare, a prescindere da qualsiasi colore rappresenti, perché questa è una garanzia di tutti coloro che siedono in quest'Aula parlamentare. Siamo ottantacinque, la maggioranza è di cinquantacinque, benissimo, l'ha stabilito il popolo, grazie a Dio, domani, se cambiano le cose, vi garantisco che mi emoziona e mi divertirà tantissimo vedere come avverrà la votazione per lo speaker vostro dell'opposizione. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Randazzo.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Rinuncio all'intervento Presidente.
PRESIDENTE. Va bene, l'assessore Dadea rinuncia. Cinque minuti di sospensione, c'è una scrittura sintetica di alcuni emendamenti, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 23, viene ripresa alle ore 13 e 40.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, riprendiamo, è stato distribuito l'emendamento di sintesi numero 810 che sostituisce gli emendamenti numero 6, numero 8, numero 347 e numero 806 firmato dagli onorevoli Pinna, Pisano, Dedoni, Balia, Maninchedda, Orrù, Sanna, Atzeri, Pittalis, Salis e Uras.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
EMENDAMENTO sostitutivo totale PINNA - PISANO - DEDONI - BALIA - MANINCHEDDA - ORRU' - SANNA Francesco - ATZERI - PITTALIS - SALIS - URAS.
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 6, 8, 347, 806
Art. 14
Garanzie delle minoranze e controllo consiliare
1. Il Regolamento del Consiglio regionale assicura le garanzie delle minoranze consiliari e ne disciplina le modalità e gli strumenti di esercizio, anche con l'approvazione di uno specifico Statuto delle opposizioni.
2. Il Regolamento consiliare, in particolare, stabilisce le garanzie delle opposizioni in relazione:
a) ai tempi di lavoro del Consiglio per lo svolgimento dell'attività legislativa e del sindacato di controllo;
b) alla partecipazione nelle delegazioni e nelle occasioni di rappresentanza del Consiglio;
c) all'attivazione di strumenti che consentano una comunicazione anche esterna ed una informazione tempestiva e completa;
d) all'attribuzione delle presidenze ed al funzionamento delle Commissioni di vigilanza.
3. Il Regolamento consiliare prevede la istituzione di un portavoce delle opposizioni, espressione dei gruppi consiliari delle minoranze, e garantisce al medesimo il più ampio assolvimento delle funzioni. (810).)
PRESIDENTE. Ci sono i soppressivi totali numero 180 e 269 che sono uguali; uno è dell'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, io volevo anche tranquillizzare l'onorevole Randazzo che mi è sembrato abbia un po' frainteso l'intendimento. Ecco, dal punto di vista parlamentarista questo articolo mi sembra particolarmente inadeguato, non solo perché la materia di cui tratta fa parte del regolamento e su questo punto penso che anche l'onorevole Orrù condivida le perplessità perché ce ne siamo occupati in Giunta del regolamento, però, vede onorevole Randazzo, a me preoccupa il principio che sottende questo articolo, in quanto, l'istituzione proprio di un portavoce delle opposizioni e ne ha fatto cenno l'onorevole Diana durante l'intervento, prelude al portavoce unico della maggioranza. E' un'idea, che se non ricordo male, è stata del professor Ciarlo, che è stata inserita nel regolamento della Campania e che, allora, è stata approvata e sostenuta con il voto delle opposizioni sia di Forza Italia, se non vado errando, che di A.N. Quindi, la mia preoccupazione, relativamente a questa parte e che prelude al partito unico degli opposti schieramenti e favorisce l'omologazione rispetto alle differenze… La materia che attiene alle opposizioni è nel regolamento, dev'essere nel regolamento, ci sono già dei principi piuttosto significativi in merito, lo stesso articolo 19 bis del regolamento è inserito in questa logica e, dal mio punto di vista, c'è proprio un deficit che è insito nel sistema. Ecco perché io reputo che sia opportuna la soppressione di questo articolo eliminandolo completamente e facendo in modo che, soprattutto in Sardegna, dove le opposizioni hanno anche il tratto identitario, non possa essere in alcun modo praticato un concetto che invece è assolutamente contrario alle differenze e lo ribadisco, anche al femminile questo è un tratto che mi preoccupa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per dichiarare il mio voto contrario a questo emendamento, perché francamente non capisco come si sia potuto non tenere in considerazione l'emendamento da me presentato che dice: "il Presidente del Consiglio regionale è il garante del rispetto da parte della Giunta regionale della legislazione vigente, rappresenta l'Assemblea, la convocata e la presiede, interpreta e applica il regolamento consiliare, garantisce le prerogative e i diritti dei consiglieri e assicura il rispetto dei diritti delle minoranze". Veramente, attribuire quindi un compito che doveva essere dato dal presidente e che oggi si rinvia al regolamento, vuol dire che discuteremo anche in questa occasione l'applicazione o meno di questo regolamento. Io credo che l'attribuzione al Presidente della Regione del rispetto della legislazione regionale per la parte, ovviamente, che questa attribuisce alle competenze del Consiglio regionale fosse un fatto importante, in particolare l'attività del Presidente del Consiglio riguarda il rispetto dei termini per la presentazione all'Assemblea da parte della Giunta dei disegni di legge attuativi della normativa comunitaria, delle leggi statali, nonché della manovra finanziaria. Perché, vede Presidente, poco fa è intervenuto il Presidente della Regione - che non c'è - che ha dichiarato qualche cosa che io giudico veramente orripilante: ha dichiarato che presenterà insieme al bilancio e alla finanziaria della Regione, il Piano regionale di sviluppo e il DAP. Se è così mi consenta di separare le cose perchè il Piano regionale di sviluppo, che è il Piano quinquennale, che è un po' la sostituzione del programma che viene presentato agli elettori, in Consiglio arriva e il Consiglio discute del Piano, poi discute del DAP e del bilancio. A meno che il Presidente della Regione non si sia confuso con l'articolo 69 della legge di contabilità dell'anno scorso che dice che il Piano regionale di sviluppo viene sostituito da una delibera di Giunta che indica gli obiettivi. Ma se di Piano generale di sviluppo si tratta, attenzione signor Presidente, non può arrivare qui la legge finanziaria, il bilancio, col DAP e col Piano generale di sviluppo, perché noi chiederemo, ovviamente, di discutere separatamente le due cose, non in maniera abbinata perché questo non lo dice nessuna norma, ma mi pare che rispetto a un programma di legislatura ci sia da fare una discussione che va al di là del bilancio annuale della Regione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto per dichiarare il ritiro dell'emendamento soppressivo totale da noi presentato e poi per condividere il testo dell'emendamento di sintesi, nei confronti del quale noi voteremo a favore.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo scusa, colleghi, io non ho chiesto il parere al relatore e alla Giunta sugli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sul resto degli emendamenti ci siamo già espressi. Dovrei esprimere il parere sull'emendamento numero 810.
PRESIDENTE. Dunque, non è stato dato il parere, onorevole Pinna. L'emendamento numero 269 è stato ritirato...
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, poi è stato presentato un emendamento di sintesi...
PRESIDENTE. Va bene, e questo abbiamo detto che è di sintesi degli emendamenti numero 6, 8, 347 e 806.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere è negativo sugli emendamenti numero 535, 101, 693, 732, 41, 202, 7, 163, 42. Chiedo anche, per quanto riguarda l'810, la votazione per parti: il primo e il secondo comma, poi il terzo.
PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole sull'810, ancorché essendo un emendamento di sintesi penalizza alcune istanze che sono state rappresentate. Io capisco, per esempio, l'espressione di non accettazione da parte dell'onorevole Caligaris, ma qualche fenomeno di critica è emersa, in particolare dal rappresentante del maggior partito di opposizione, verso l'istituzione del portavoce unico mi lasciano alquanto perplesso perché credo che il partito di maggioranza relativa dovrebbe fare sintesi di quelli che sono i rapporti all'interno della coalizione. Noi stiamo auspicando, come d'altronde è ben conosciuto, attraverso un referendum, nel trovare momenti di sintesi anche sacrificando la stessa presenza di partiti che possono essere solo di frazione e non di amalgama e di conversazione all'interno di rappresentanza più larga di quelle che sono gli aspetti di rappresentanza all'interno delle istituzioni, di rappresentanza popolare. Per cui non si ha paura, perché anche l'istituzione del portavoce delle opposizioni non cassa per niente la presidenza di ciascun Gruppo consiliare in quella rappresentanza, casomai ne rafforza e ne coordina l'espressività e la potenzialità all'interno del dibattito in Aula. Mentre, invece, vedo positivamente che si fa rinvio al Regolamento interno e quindi ad altre norme, tutta la normativa riguardante una serie di potenzialità che possono essere anche espresse in maniera più larga nella tutela delle opposizioni e nel garantire una democrazia più larga e più partecipata attraverso il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Io ho, credo, l'autorevolezza e il mandato per poter rappresentare Alleanza Nazionale e, quindi, esprimermi assolutamente contro questo emendamento. Lo dico perché mi assumo totalmente la responsabilità delle cose che dico, l'ho sempre fatto e lo continuerò a fare. Quindi, annunciare il voto contrario a quest'emendamento credo che sia il minimo delle cose che si possono fare, è fin troppo chiaro che non è facile rappresentare una opposizione, ed è ancora più difficile quando parti della opposizione ritengono di non dover condividere strategie politiche. Alleanza nazionale forse è arrivata dopo altri partiti a certi convincimenti, ma una volta che ci è arrivata credo che sia leale, fedele e intende perseguire obiettivi, scopi e dare soprattutto risposte al proprio elettorato. Questo emendamento, per entrare nel merito, non soddisfa nessuna delle nostre esigenze. Gli sforzi che sono stati fatti non sono sufficienti, rimaniamo del parere che sarebbe stato molto meglio rimandare il tutto al Regolamento consiliare, rimaniamo del parere che la Giunta per il Regolamento, soprattutto quando si modificano queste parti, deve avere un Presidente che faccia capo alla minoranza, non è possibile che la maggioranza imponga all'opposizione un codice di comportamento, le norme, le regole, le garanzie. Vi siete dimenticati che in questo articolo c'è anche il controllo consiliare e quindi abbiamo mischiato le garanzie delle minoranze con il controllo consiliare. Con questo emendamento non otteniamo assolutamente nulla, fa specie che il collega Uras, che si era manifestato contrario in maniera determinata all'individuazione di un portavoce delle minoranze... questo non è stato detto, non l'ho sentito, chiedo scusa. Si chiederà la votazione per parti.
PRESIDENTE. Sì, è stata chiesta... grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Per annunciare il nostro voto favorevole all'emendamento di sintesi numero 810 che raccoglie in parte le istanze che noi avevamo presentato con gli emendamenti numero 6 e numero 8. Ma anche per indicare a quest'aula una forte preoccupazione che emerge dall'ipotesi che si debba votare per parti questo emendamento di sintesi e quindi che ci sia insomma il trucco alla fine. Perché se questo emendamento di sintesi porta anche la firma dell'onorevole Uras e l'onorevole Uras fa capire adesso con un ammiccamento che va da opposto a opposto esattamente che il comma 3 probabilmente verrà bocciato, questo veramente ci mortifica, insomma. Tutte le cose che stiamo facendo quindi hanno un qualcosa di non chiaro, c'è un trucco sotto. Spero che non sia così onorevole Uras, io la conosco per essere un uomo serio e il suo è un Partito che sicuramente non può assolutamente pensare che si possano fare di questi giochini finali. E quindi vorremmo esattamente che la figura del portavoce che è scritto nel comma 3 sia una figura che alla fine davvero debba esistere tanto più che la figura del portavoce che è stata introdotta in altri Statuti regionali come nella Regione Toscana, è una figura molto nobile che non è assolutamente quella che dalle preoccupazioni che lo stesso onorevole La Spisa prima denunciava relative a una chiusura rispetto alle diverse minoranze. Le diverse minoranze continueranno comunque ad esistere, la figura del portavoce che potremmo anche indicare come sinonimo capo o leader dell'opposizione ha un significato totalmente diverso perché è una figura alla quale vengono riconosciute delle prerogative straordinarie in aggiunta a quelle che comunque sono garantite a ciascun consigliere e vanno a rappresentare naturalmente una figura importante alternativa al Presidente perché tra le competenze straordinarie vi è quella anche di poter chiedere, di poter intervenire in replica al Presidente della Giunta regionale in quest'aula, quella di chiedere risposte immediate, simultanee al Presidente della Giunta regionale in determinate ipotesi e dentro un'ottica ben diversa, in rispetto alle argomentazioni che si possono anche presentare in dibattito. Comunque, tutto questo per dire che noi saremo lealmente sostenitori di quest'emendamento di sintesi, ma davvero non gradiremmo che ci fosse il trucco che andrebbe a far scadere questa lealtà.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie.
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in dichiarazione di voto sul 180, che non siamo arrivati all'810.
PINNA (Progetto Sardegna). Allora mi iscrivo successivamente.
PRESIDENTE. Anche se stiamo, state parlando tutti dell'810. Adesso votiamo l'emendamento numero 180 che è l'emendamento dell'onorevole Caligaris.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
L'emendamento numero 269 è stato ritirato. Adesso discutiamo l'emendamento di sintesi numero 810 su cui alcuni colleghi hanno già dichiarato il loro voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna). Grazie signor Presidente. Per esprimere il parere favorevole sull'810 di cui ribadisco la richiesta di votazione per parti e per dire che la Commissione lasciò all'azione, all'attività, all'elaborazione, alla riflessione delle opposizioni la riscrittura dell'articolo 14. Diciamo che questo è accaduto solamente durante i lavori dell'aula e mi sembra che questo emendamento di sintesi raccolga quegli elementi fondamentali che dal nostro punto di vista qualificano la natura della presenza e garantiscono la presenza dell'opposizione così com'è stato ribadito nell'emendamento che stiamo per votare con degli elementi anche di novità che sono venuti fuori anche da questo dibattito, per esempio la lettera c del comma 2 quando parla dell'attivazione di strumenti che consentono una comunicazione anche esterna ed un'informazione tempestiva e completa. Mi sembra che votiamo volentieri questo emendamento che riteniamo rappresenti un elemento di arricchimento di questa legge statutaria che si preoccupa nella logica poi dell'alternanza di garantire un diritto fondamentale che certo non viene stabilito dalla nostra legge ma è fondamentale nella vita politica che è quello della presenza anche delle opposizioni. Grazie.
PRESIDENTE. E' in votazione il numero 810, le parti onorevole Pinna quali sono? Tre votazioni...
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. La prima votazione, il primo e il secondo comma.
PRESIDENTE. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico Presidente.
PRESIDENTE. Bene, prego i colleghi di predisporsi alla votazione col sistema elettronico. Mettiamo in votazione la prima parte, i primi due commi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei primi due commi dell'emendamento numero 810.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Uggias ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANCA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LIORI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 42
votanti 40
astenuti 2
maggioranza 21
favorevoli 40
(Il Consiglio approva).
Va bene colleghi, non siamo in numero legale perché l'opposizione non dà un segretario al banco. La cosa non va bene nel senso che è un problema, nel senso che è un problema. Onorevole Liori, lei l'ho chiamata al banco quindi o sta dentro o sta fuori, anzi è meglio che stia dentro, con l'onorevole Liori è stato raggiunto il numero legale. Va bene, va bene. Onorevole Liori io l'avevo chiamata quand'era in Aula, quindi abbiamo il numero legale.
(Non è approvato)
Gli emendamenti decadono tutti tranne il 7, il 163 e il 42.
Emendamento numero 7... va bene… onorevole Artizzu, bisogna che assicuriate la presenza di uno della opposizione. Sì, sì, ma siccome lei è anche uno dei Capigruppo autorevoli della opposizione… abbiamo problemi di…
ARTIZZU (A.N.). Presidente, se si accontenta! Devo andare lì?
PRESIDENTE. Prego onorevole Artizzu! L'onorevole Dedoni ha chiesto di intervenire sul 7, prego onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, non voglio intervenire sul 7. Presidente, non ritengo legittimo il voto. Presidente, non ritengo legittimo il voto, perché non c'era la presenza in Aula del consigliere Liori. Non lo ritengo valido e lo pongo nettamente in considerazione, perché è un abuso se viene considerato valido il voto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, non c'era la presenza di chi?
DEDONI (Riformatori Sardi). Dell'onorevole Liori, quale lei ha detto che qualificava il numero legale, non c'era!
PRESIDENTE. No, l'onorevole Liori era in Aula, l'ho chiamato ai banchi, poi se i colleghi fanno i furbi ed escono nel frattempo, eh, non è che il mondo è dei furbi! Il mondo è di chi chiede di rispettare le regole onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, non può essere né dei furbi di destra né dei furbi di sinistra! Appunto, le sto reclamando questo!
PRESIDENTE. Provo a non fare il furbo, né di destra né di sinistra…
DEDONI (Riformatori Sardi). Ecco, per non fare i furbi né di destra né di sinistra, il voto non è valido, perché non è valido Presidente! E' un abuso!
PRESIDENTE. Non è così onorevole Dedoni, perché come le ho detto l'onorevole Liori era in Aula, quando è stato chiamato a svolgere le funzioni di segretario.
Stiamo votando l'emendamento numero 7, è stata richiesta la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI Renato - LANZI - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ARTIZZU - MANCA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 39
votanti 36
astenuti 3
maggioranza 19
contrari 36
Siamo in 39, manca il numero legale.
DEDONI (Riformatori Sardi). Come prima Presidente!
PRESIDENTE. No, caro onorevole Dedoni, anche perché prima c'era anche il suo voto!
DEDONI (Riformatori Sardi). No, non c'era!
PRESIDENTE. Come non c'era? Il suo voto c'era…
DEDONI (Riformatori Sardi). No, non c'era nella seconda parte!
PRESIDENTE. La seconda parte, non è stato chiesto il voto elettronico, onorevole Dedoni.
(Interruzione del consigliere Dedoni)
Va beh, insomma, comunque, non ho nessuna intenzione di aprire con lei questa polemica.
Va bene colleghi la seduta è chiusa, si riprende il lavoro del Consiglio martedì, alle ore 16, dalla votazione dell'emendamento numero 7. Grazie.
La seduta è tolta alle ore 14 e 09.
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