Seduta n.333 del 22/03/2003
CCCXXXIII Seduta
Sabato 22 marzo 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 10 e 01.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 marzo 2003, che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ettore Businco e Marco Fabrizio Tunis hanno chiesto di poter usufruire di una giornata di congedo per la seduta del 22 marzo 2003. Se non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
Sull'ordine dei lavoriPRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 383/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione. Legge finanziaria 2003".
Siamo all'articolo 10 e dovremmo passare alla votazione degli emendamenti. La Presidenza attende di sapere se, come era stato preannunciato ieri sera dalla maggioranza, sia stato raggiunto un accordo in ordine agli emendamenti da ritirare.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, se l'intenzione è quella di procedere discutendo qualcosa e con l'intendimento comunque di non votare nulla, e se la gran parte del Consiglio regionale intende che la seduta di stamane sia una seduta pro forma, a me pare che dovremmo chiederci seriamente se ci siano le condizioni per andare avanti.
Si può anche ritenere di sospendere, come si usa fare, per dieci minuti, un quarto d'ora, ma non credo che la ripresa si presenti migliore; anche perchè deve essere, per quanto ci riguarda, chiarito un punto. A noi non risulta che sia in atto alcuna trattativa, né alcuna procedura di accordo su niente.
Noi abbiamo avanzato alcune nostre ipotesi di modificazione della finanziaria, altri Gruppi hanno fatto altrettanto. La maggioranza non può, come dire, trattare solo con se stessa; perchè l'elenco che c'è stato consegnato contiene una serie di emendamenti che erano della maggioranza, ora, se di duecento delle sue proposte emendative la maggioranza rinuncia a cento. che sono poi all'incirca gli stessi emendamenti che la stessa Commissione ha ritenuto non accoglibili, quindi che, in ogni caso, si suppone che la stessa maggioranza non avrebbe accolto in Aula, non si è fatto nulla.
La dichiarazione di disponibilità che noi attendiamo dalla Giunta e dalla maggioranza, e l'attendiamo in Aula, è quella relativa alle proposte che noi abbiamo avanzato. In materia di agricoltura, siamo all'articolo 10, c'è una proposta precisa; in materia di lavoro e di ripristino e di miglioramento dell'intervento per il lavoro ci sono proposte precise; in materia di precariato del lavoro ci sono proposte precise. E così su alcune altre questioni importanti. Su quelle cose la Giunta e la maggioranza devono dare un cenno di risposta. Al di fuori di questo si procede in una finzione che non giova a nessuno.
Per cui io ritengo che sia arrivato il momento di fare il punto per davvero e di interpellare la Giunta e la maggioranza perchè diano risposte serie, nei termini nei quali intendono darle e le possono dare, alle proposte che l'opposizione avanza, non risposte alle loro stesse proposte perchè quelli sono affari loro.
Conclusivamente ci sono oggi, sabato mattina, le condizioni per procedere in Aula in una riunione vera del Consiglio regionale? Valuti la Presidenza se ci sono queste condizioni, ma se le condizioni permanessero queste è chiaro ed evidente che noi andremmo a consumare una vera e propria finzione e non, invece, una riunione utile e produttiva del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, qui non ci sono finzioni, nessuno sta facendo riunioni solo virtuali o apparenti. Ieri ci siamo lasciati dopo una lunga riunione tra maggioranza ed opposizione, riunione nella quale è stato comunicato all'Aula che la maggioranza avrebbe ritirato una serie di emendamenti.
COGODI (R.C.). La maggioranza doveva dare risposte.
PRESIDENTE. Mi faccia parlare, onorevole Cogodi, come parla lei quando ha la parola, abbia pazienza. L'opposizione ha chiesto di interrompere i lavori ieri alle ore diciannove, perchè aveva bisogno di valutare gli emendamenti che la Giunta aveva ritirato e di adottare una strategia nuova, suppongo di incontro, ed in conseguenza alle cose dette nella riunione di maggioranza. La riunione di stamattina non è una riunione virtuale, è una riunione per lavorare sulla base di quegli accordi. Siamo rimasti anche d'accordo che doveva essere comunicata entro stamattina, prima dei lavori dell'Aula, la lista degli emendamenti ritirati da una parte e dall'altra, eventualmente, per poter porre gli uffici nella condizione di procedere. Non abbiamo ricevuto nulla, accordi da ciò che mi dice lei mi pare che non ce ne siano.
Io, colleghi, siccome non posso organizzare riunioni virtuali, devo andare avanti con i lavori del Consiglio, cioè riprendo dal punto dove eravamo. Le condizioni per andare avanti ci sono, poi i numeri da una parte e dall'altra si vedranno nelle votazioni. Ricordo che siamo all'emendamento 697 e che, se non ci sono sviluppi, lo devo porre in votazione, salvo che i proponenti non mi dicano che l'hanno ritirato. Se è necessario sospendiamo i lavori per cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io non ho partecipato alla riunione, ora ho appreso dal collega Cogodi che il lavoro che è stato impostato, che lei ha anche favorito accogliendo la richiesta di sospensione, non ha prodotto, sostanzialmente, la convergenza che noi abbiamo auspicato sin dall'inizio. Quindi, la responsabilità di questa mancata convergenza non può attribuita al centrosinistra, perchè si converge in due.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Ma tu parli di convergenza con il Presidente?
CUGINI (D.S.). No, parliamo della convergenza di oggi, non di quella che ha tentato il Presidente Serrenti. Allora, forse è bene fare una riflessione, anche sotto la sua direzione, non per entrare nel merito, perchè non è una competenza del Presidente, ma per favorire una verifica sulle cose che abbiamo detto, se effettivamente da parte della maggioranza c'è la volontà politica di rispondere alle quattro indicazioni che sono state date, che non sono indicazioni - lo ripetiamo - solo del centrosinistra, sono indicazioni che il centrosinistra ha fatto proprie riprendendo una partecipazione che si è manifestata nelle settimane passate da parte degli enti locali, del sistema delle imprese, del mondo del lavoro e del terzo settore.
Quindi è un errore pensare che ci sia una parte che deve cedere nei confronti di un'altra che deve concedere. Abbiamo detto: si riscrive la finanziaria, e mi pare che su questo i colleghi della maggioranza fossero d'accordo; si riscrive nel segno dell'attenzione che viene richiamata da parte degli enti locali, del sistema delle imprese, del mondo del lavoro; e con questa riscrittura si torna in Aula e si accelerano le procedure per quanto riguarda l'approvazione della finanziaria.
In quel quadro il centrosinistra, il centrodestra, i presentatori degli emendamenti collaborano al ritiro degli emendamenti e alla costruzione di una soluzione, come abbiamo detto, che risponda a quelle esigenze tecniche e politiche che sono state manifestate.
Se non siamo stati in grado - tutti, non sto a questo punto dando responsabilità alla maggioranza - di rendere chiara ed evidente la nostra posizione la stiamo richiamando, però mi pare che, se non si è trovata la convergenza di cui parlavo poc'anzi, occorrerà qualche iniziativa che permetta di riprendere la riscrittura del testo.
Per questo io mi affido a lei, non perché lei debba intervenire nel merito, ma perchè lei ha accolto una procedura che avrebbe dovuto produrre dei risultati, e invece apprendo che non li ha prodotti, e non li ha prodotti - qui lo posso dire senza polemica - perchè i colleghi della maggioranza hanno tentato una "furbata" che era sempre presente nella discussione, ma noi pensavamo che fosse stata abbandonata, invece prendo atto che prevale tra i colleghi della maggioranza non la volontà di scrivere una finanziaria diversa ma il tentativo di dimostrare che c'è disponibilità e che si vogliono ritirare emendamenti che in realtà poi non si ritirano. A me hanno detto che sono stati ritirati prevalentemente gli emendamenti del centrosinistra. E questo non va bene, occorre ritirare gli emendamenti che è opportuno ritirare per snellire, per trovare le risorse da mettere a disposizione della soluzione della riscrittura della finanziaria.
A me era sembrato - può darsi che mi sia sbagliato - che gli interventi del collega Fantola e del collega Floris, che sono quelli che in Aula hanno detto che bisogna riscrivere la finanziaria, proponessero un'indicazione di questo tipo. Però sbagliare è umano, se io ho capito male faccio autocritica, come mi hanno insegnato, però il tema rimane aperto così come l'abbiamo proposto.
Io, Presidente, eviterei, siccome sono prudente, di accettare la logica dei furbi, perchè se prevale tra i colleghi della maggioranza l'idea che la logica dei furbi paga, è chiaro che i tempi della soluzione sono nelle mani di tutti quanti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, da parte nostra non c'è stata nessuna "furbata", abbiamo dato la disponibilità a ritirare moltissimi emendamenti, e non è vero che sono gli stessi emendamenti che ha presentato il centrosinistra. Si doveva fare un lavoro analogo da parte dell'opposizione, quindi non è giusto che ora si sposti il tiro. Abbiamo dato anche la nostra disponibilità a trovare la possibilità di incontrarci anche a discutere sul testo, quindi non vedo il motivo di questo passo indietro. Non c'è nessuna "furbata" da parte nostra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che quanto sostenuto ora dall'onorevole Cugini sia decisamente un passo indietro. Non sto a ripetere quanto sostenuto qui dal collega Fantola e concordato anche con noi, noi intendevamo alleggerire la finanziaria da emendamenti e da alcuni commi con l'unico intento di dare alla Sardegna una finanziaria entro il mese di marzo.
Ma questa finanziaria non amata, come è stato detto più volte, non deve comunque essere snaturata. Non si può affermare in questa sede, a meno che l'onorevole Cugini non abbia visto un altro testo, che sono stati tolti gli emendamenti dei colleghi del centrosinistra, quelli proprio non li abbiamo presi neanche in considerazione, nel senso che vedrete voi come alleggerire e come intervenire sulla finanziaria.
Noi abbiamo lavorato sui nostri centocinquanta emendamenti, non sui seicentocinquanta proposti dai colleghi del centrosinistra. Abbiamo lavorato sul testo, abbiamo cercato di alleggerire quella parte della finanziaria che è stata inserita in Commissione, ma semplicemente per agevolare un percorso. Se si chiede, invece, di riscrivere totalmente la finanziaria questo si sarebbe dovuto fare eventualmente nei lavori della Commissione dove - vorrei dirlo una volta per tutte - i colleghi del centrodestra hanno partecipato, hanno sostenuto le loro tesi, hanno portato i loro emendamenti, è ovvio che non hanno discusso e non hanno preso in considerazione se non alcuni emendamenti del centrosinistra. Dire che il tempo passato a lavorare su questo tipo di approccio sia stata una "furbata" credo, onorevole Cugini, che non sia giusto, perché qui tempo da perdere per "furbate" varie non ne ha nessuno. Non ne ha nessuno anche perchè c'è un senso di responsabilità nell'andare avanti sulla finanziaria anche in tempi ristretti, noi continuiamo a dire che abbiamo fatto passi indietro con l'unico intento di poter esitare la finanziaria entro il mese di marzo, ritirando anche emendamenti dei quali siamo pienamente convinti che sarebbero serviti, invece, per modificare le parti che forse non sono gradite neanche a componenti del centrodestra. Pur di agevolare questo percorso il nostro Gruppo, i Gruppi del centrodestra hanno fatto dei passi indietro. Non torniamo sul discorso che questa finanziaria poteva dare di più, non torniamo sulle critiche costruttive che sono state fatte anche da parti del centrodestra, non vogliamo tornare su argomenti che portano soltanto a inutili perdite di tempo, a inutili ripetizioni.
Noi abbiamo fatto una proposta di confronto, ai colleghi del centrosinistra, non una trattativa,. Un confronto che vorremmo portare avanti nell'interesse generale e non nella demagogia della campagna elettorale. Su questi temi siamo disponibili ad andare avanti, siamo disponibili a rivedere ulteriormente alcune parti del testo e discutere insieme a voi ma, come è stato sostenuto anche ieri, intendiamo guidare la fine di questa finanziaria, non dettiamo condizioni, vorremmo dettare dei tempi e salvaguardare dei principi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente io sono veramente sorpreso di questo atteggiamento e di questa volontà che si manifesta in Aula da parte dei colleghi del centro sinistra, perchè noi ci siamo limitati, sulla base del lungo dibattito che si è verificato in Aula in queste ormai quasi tre settimane di lavoro, a recepire un certo tipo di indicazioni che venivano dal centro sinistra sulla necessità, per favorire il percorso di approvazione della finanziaria, di rivederne alcuni contenuti per alleggerirla e si era fatto riferimento a specifiche "norme fotografia", che non avevano le caratteristiche della generalità, non rivolgendosi in maniera indistinta nei confronti di tutti i soggetti, e via dicendo. Noi ci rendiamo perfettamente conto che la nostra finanziaria è la migliore possibile rispetto alle condizioni nelle quali viviamo, e cioè scarsità di risorse finanziarie, conseguente esigenza di risanamento del bilancio, necessità di fare dei tagli. Ebbene, ciononostante, si è recepita l'indicazione che è venuta dall'Aula e noi abbiamo dato comunicazione di una proposta che potevamo fare per alleggerire la finanziaria nella direzione indicata. Come ha ben sottolineato il collega Capelli, noi siamo ben convinti che la maggior parte degli emendamenti di cui saremmo disposti a proporre il ritiro hanno validissime ragioni di sussistere, però è anche vero che, se si prosegue con la l'approccio che alla discussione della finanziaria ha dato l'opposizione, per cercare di modificarla, e cioè utilizzare il Regolamento nei modi in cui lo ha usato sino adesso, ebbene noi, come abbiamo detto in un colloquio privato col Presidente, potremmo rimanere tre anni per discutere ed approvare questa finanziaria, perchè basterebbe...
(interruzioni)
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Bastano tre ore nel momento in cui la finanziaria che noi andiamo a fare non è la nostra ma è la vostra. In maggioranza siamo noi, scusate, e noi siamo disponibili, e l'abbiamo dimostrato ieri mattina e ieri sera, e non è affatto vero che il collega Cogodi non ha partecipato a queste riunioni, perchè ha partecipato la mattina e la sera e ha avuto la comunicazione di quella che era la nostra proposta. Noi saremmo disposti a ritirare novantadue emendamenti su circa centotrenta che ne abbiamo presentato, e stiamo ancora aspettando di sapere, in relazione a questo passo che ha fatto la maggioranza, quali dei vostri cinquecentocinquanta emendamenti ritirate, perchè non si venga a dire che nei vostri emendamenti non ci sono fotografie, non ci sono provvedimenti specifici che vanno a tutela di determinate situazioni ed azioni specifiche che con la generalità non hanno niente hanno a che fare. Se la vostra risposta è dire che la nostra è stata una furbata, vi ribadiamo che non è stata una turbata. Il lavoro va rispettato da parte di tutti quanti, può non essere condiviso ma qui furbi e disonesti non ce ne sono, sino a prova contraria.
CUGINI (D.S.). Disonesto non l'ho detto.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Le furbate sottintendono sempre comportamenti non chiari e non trasparenti.
PRESIDENTE. Si pone un problema molto serio che è come procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, noi ieri abbiamo avuto, da parte della maggioranza - e questo fatto non può essere negato - un elenco di emendamenti sui quali la maggioranza ha dato la disponibilità al ritiro, nello spirito di un alleggerimento della quantità di emendamenti presentati a questa finanziaria. Gli emendamenti che sono stati ritirati sono novantatre, alcuni di essi sono importanti e significativi, e a nessuno di noi sfugge naturalmente che una maggioranza che, dopo aver presentato la finanziaria, la appesantisce di emendamenti, nel momento in cui ne ritira una parte, fa esattamente quello che deve fare. Ma siccome qui non si capisce bene come si deve procedere, anche questo diventa un atto di concessione e di bontà verso l'opposizione - sembrerebbe - ed io vorrei ricordare che questi emendamenti presentati dalla maggioranza costerebbero 250 milioni di euro che si aggiungerebbero a quelli già previsti in finanziaria. E tuttavia si apprezzano anche i gesti positivi, i gesti tendenti ad aprire uno spazio di discussione e di confronto. Sono stati ritirati novantatre emendamenti, ne sono stati lasciati cinquantasette della maggioranza - lo ribadisco per evitare di amplificare alcuni fatti e di sminuirne altri - novantatre ritirati e cinquantasette lasciati, alcuni dei quali molto significativi anche dal punto di vista dei costi, altri significativi dal punto di vista della intrusione normativa in questa finanziaria.
E` stato fatto anche di più, va detto. La maggioranza ci ha indicato alcuni commi sui quali sarebbe disponibile ad arretrare, nel senso che è disponibile a lasciar cadere alcuni di questi commi. Anche qui noi prendiamo atto che c'è stato un passo in avanti, ma questi passi in avanti non producono una modifica della finanziaria, perchè la finanziaria resta tale e quale. Allora noi siamo disposti, sempre per fare gesti di buona volontà e positivi, ad alleggerire la finanziaria di tutti quegli emendamenti che possono avere il sapore di particolarità, di specificità, di eccessivo dettaglio, di intrusione nella struttura della finanziaria stessa, ma naturalmente questo non significa che la finanziaria la chiudiamo in una settimana, se contemporaneamente non ci sono dei significativi passi in avanti nelle direzioni che noi abbiamo indicato, e fino a ieri sera passi in avanti significativi verso la modifica delle poste in bilancio per gli enti locali, il sistema delle imprese, il lavoro non ce n'è stati, se non dichiarazioni di generica disponibilità a discutere.
Allora, se non c'è una modifica della finanziaria, questa è la finanziaria della maggioranza, del centro destra, che non si capisce cosa vuole trattare col centro sinistra, dato che è immodificabile, come anche stamattina avete ripetuto. Quindi stiamo facendo soltanto un'operazione di ripulitura, alla quale noi non ci sottraiamo, per carità, la facciamo pure. Non facciamo ostruzionismo, però facciamo la nostra azione politica di opposizione in Aula.
Siete una maggioranza? Volete chiudere la finanziaria in una settimana? Benissimo! Ma senza correzioni non ci chiedete di aiutarvi a chiuderla in una settimana. Non ci chiedete di aiutarvi a chiuderla in una settimana perchè altrimenti non si capirebbe il senso delle azioni che abbiamo sviluppato fino a ieri qui, e che abbiamo sviluppato insieme alle forze economiche e sociali della Sardegna. Se c'è una correzione noi siamo disponibili anche ad accelerare ulteriormente il percorso, il processo, la discussione...
PRESIDENTE. Ha alcuni secondi per concludere, onorevole Spissu.
SPISSU (D.S.). Sto concludendo; se non ci sono risposte nelle direzioni che abbiamo indicato facciamo soltanto anche noi il bel gesto, se volete, di eliminare novanta emendamenti di quelli che potrebbero sembrare di appesantimento, vi potremmo persino superare togliendone centoventi, ma questo non sposta la sostanza della discussione. Ripeto, la maggioranza ne ha comunque tenuto sessanta importanti anche dal punto di vista dell'aggravio dei costi che essi comportano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente. Io, se possibile, vorrei ristabilire i termini della questione, così come si sono presentati cronologicamente, rinunciando a qualunque tipo di valutazione in ordine a ciò che è stato detto da colleghi con i quali è mancata un'interlocuzione e riferendomi esclusivamente ai fatti in ordine cronologico, così come sono intervenuti.
Prima fase: la maggioranza, nella sua autonomia, ha valutato tutti gli emendamenti dalla stessa presentati per l'Aula e ha individuato un certo numero di emendamenti che spontaneamente ha determinato di voler ritirare.
Seconda fase: nel mentre comunicava all'opposizione questa decisione, la maggioranza annunciava anche il proprio intendimento di rivisitare la finanziaria e di andare ad individuare eventuali norme in essa previste rispondenti ai medesimi requisiti di cui agli emendamenti, cioè di essere delle "fotografie", eccetera, e avrebbe, una volta ultimato questo lavoro, comunicato le conclusioni alla opposizione. Anche questa seconda fase si è conclusa e ne è stata data comunicazione all'opposizione. Questo è quanto è avvenuto ieri.
A seguito di ciò il Presidente del Gruppo dei D.S. ha chiesto in quest'Aula la sospensione dei lavori per consentire a ciascuno dei Gruppi dell'opposizione e all'intera coalizione di fare una valutazione sulle comunicazioni fatte, riservandosi di dare una comunicazione alla maggioranza nella mattinata di oggi, io ritenevo secondo le medesime modalità. Questa comunicazione non è avvenuta, noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, se non quella che è stata data ufficialmente prima dall'onorevole Cogodi e in secondo luogo dall'onorevole Cugini, ma al di fuori dei limiti e delle modalità che erano state concordate ieri, e cioè che, nella ipotesi in cui non si fosse esaurita la riflessione nel corso della giornata di ieri sera, si sarebbe proseguita eventualmente anche nel corso di questa mattina. L'importante era che venisse fatta la comunicazione e in tale comunicazione era implicita, evidentemente, anche la indicazione di eventuali altre questioni che potessero essere emerse, ferma restando la disponibilità ad approfondire, nei modi dovuti, i temi che erano stati indicati nel dibattito.
In questo procedimento che era stato delineato ieri, io trovo oggi una rottura, nel senso cioè che sul piano metodologico, né io, né - mi è parso di capire - i colleghi della maggioranza abbiamo ancora ricevuto questa comunicazione. Cioè, la comunicazione andava data secondo le modalità attraverso le quali è stata data la prima comunicazione dalla maggioranza all'opposizione. Io sinceramente, nell'entrare qua dentro stamattina, mi attendevo di ricevere una comunicazione da parte dei rappresentanti, che erano in delegazione, dell'opposizione. Non l'abbiamo ricevuta se non attraverso questo sistema. Questo è quanto è accaduto sotto il profilo cronologico.
CUGINI (D.S.). Necrologico mi sembra; non cronologico!
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Perché offendi quando parli?
CUGINI (D.S.). Tu offendi.
PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa, anni fa, quando sono arrivato qui, io avevo tutti i capelli neri, adesso ne ho molti bianchi e credo che questo mi possa consentire di dare un suggerimento: sospendiamo per un momento la seduta, ma non per perdere tempo, chi si deve incontrare si incontri, perchè non mi pare ci siano le condizioni per andare avanti. La seduta è sospesa sino alle ore 11.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 37, viene ripresa alle ore 11 e 27.)
PRESIDENTE. Colleghi, vi ricordo che è finita la discussione dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti e dobbiamo passare alle votazioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, io chiederei, se è possibile, di sospendere ancora per cinque minuti i lavori per comprendere che cosa dobbiamo fare, perché che si debba votare l'abbiamo capito, ma siccome è in corso un'interlocuzione tra i Gruppi anche sulle modalità per proseguire i lavori, può essere utile un'ulteriore sospensione di cinque minuti, per velocizzare i lavori, solo a questo fine, Presidente. E la ringrazio perché, ripeto, non è corretto, soprattutto in sede di votazione, abusare anche della sua cortesia.
PRESIDENTE. Però qualche volta è utile e necessario. Noi abbiamo sospeso, praticamente, un'ora fa per consentire questa interlocuzione. Se questa interlocuzione non è arrivata a conclusione e servono altri cinque minuti io non ho problemi a sospendere ancora la seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi riteniamo l'intervento ultimo del collega Pittalis opportuno, almeno per un verso, e però meritevole di svolgimento e di chiarimento per altro verso. E' opportuno perché la votazione che il Consiglio si accingeva a fare era evidente a tutti che era una votazione che avrebbe potuto significare la constatazione della mancanza del numero legale, che è, come dire, ictu oculi, rilevabile. Allora, se non si può procedere perché la maggioranza non è presente in quanto tale, si prenda atto che non si può procedere perché la maggioranza non è presente. Noi abbiamo posto sempre questa condizione politica e di serietà in ordine alla procedibilità, cioè che la maggioranza per favore garantisca almeno il numero fino a quaranta, posto che ritiene di essere così ferrea e così unita come ogni tanto sottolinea il Presidente della Giunta. Essendo una falange macedone, questa maggioranza, proceda, senza ricorrere a quelle forme che, già all'inizio di questa seduta, io ho definito una finzione, cioè essere qui, rappresentare - non a noi, perché tutti sappiamo cosa sta accadendo, ma all'esterno - che si sta lavorando e producendo e invece non è vero. E' inutile che, anche dai banchi più alti del Consiglio, si neghi questo! È così, perché se in una seduta del Consiglio viene dato per scontato che non si deve votare, oppure si vota solo per certificare che la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale, siccome siamo alla discussione degli articoli della finanziaria e dei suoi emendamenti, non si può procedere. Tanto vale prenderne atto, è più chiaro per tutti. Ecco perché dicevo che la precisazione del collega Pittalis a questo punto - non sembri strana la cosa - è opportuna, però quella precisazione merita uno svolgimento. Bisogna procedere - e noi insistiamo se ci è consentito - anche nel confronto politico in aula, come stiamo facendo, e per quanto necessario anche nel confronto di merito più ravvicinato, ma che sia confronto di merito, cioè sul merito delle questioni. Noi non possiamo dare l'impressione che il Consiglio regionale è bloccato o che la finanziaria va a rilento perché ci sono troppi emendamenti. Non sono gli emendamenti che bloccano la finanziaria, è il contenuto non condiviso della proposta.
La nostra battaglia non è sul numero degli emendamenti: "ritirane tu uno che ne ritiro uno io". La maggioranza deve iniziare a dare risposta sulle questioni di merito poste da noi, dall'opposizione, non da voi. Se voi proponete emendamenti e poi ne ritirate una parte, o anche tutti, non avete aggiunto niente. Voi dovete dare un inizio di risposta alle questioni fondamentali che l'opposizione ha posto sui temi del lavoro, del sostegno allo sviluppo locale, partendo da questo articolo che abbiamo in discussione che è il sostegno all'agricoltura. Su questi temi dovete dire come e fin dove siete disponibili a modificare la proposta di finanziaria, perché se non dite nulla su questo non c'è nulla di nuovo e noi possiamo continuare oggi, domani, quando volete e si consumerà fino in fondo questa contesa. Saranno settimane, saranno mesi, sarà quel che sarà, però, per esempio, noi su alcuni punti a partire dal salvare e migliorare le leggi per il lavoro…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Noi non rinunceremo a nulla di tutte le risorse istituzionali che il Regolamento ci consente, alle opportunità politiche che le regole che ci consentono. Ecco il punto! Allora si utilizzi anche ancora il minuto che serve, o l'ora che serve, ma per fare un passo avanti, per cominciare a registrare, da parte vostra, della Giunta e della maggioranza, un inizio di risposta alle nostre domande, non alle vostre, perché voi vi rispondete da soli, ma non cambia nulla. Potete evitare anche di porvi troppe domande fra di voi, a questo punto la domanda che vale è quella che ha posto l'opposizione e la risposta che vale è quella che voi vorrete dare a questa domanda.
PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis ha fatto una proposta che l'onorevole Cogodi ritiene concordabile, accettabile, ragionevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, intervengo per avallare la proposta del collega Pittalis, perché continuiamo a insistere, siamo un po' testardi sotto questo punto di vista: per noi è possibile continuare un confronto con i Gruppi dell'opposizione che possa portare a ragionare in maniera fattiva per ottenere i risultati che noi auspichiamo.
Io ritengo che sia opportuna una sospensione per attivare immediatamente dopo un confronto che ci possa portare a definire, una volta per tutte, le posizioni. Ritengo che si possa ancora tentare una mediazione nel pieno rispetto, comunque, sia della finanziaria, che noi continuiamo a sostenere, sia delle proposte a cui siamo aperti, che spero arriveranno, perché finora c'è stata soltanto una critica, dai colleghi del centrosinistra.
COGODI (R.C.). Sono scritte negli emendamenti che abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbiamo capito, faccia parlare anche gli altri, abbia pazienza, è possibile che lei debba sempre interrompere tutti?
COGODI (R.C.). Lo faccia capire anche a lui.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, capiscono tutti, non c'è bisogno che lei spieghi, il cervello ce l'abbiamo tutti qua!
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, c'è stata una sospensione di un'ora, sospendere adesso per altri cinque minuti non credo che ci porti da nessuna parte. Il giudizio che i colleghi hanno dato sulle proposte che sono state avanzate dal centrodestra è estremamente negativo, sia per quanto riguarda non tanto il numero quanto la qualità degli emendamenti che sono stati ritirati, sia per quanto riguarda la proposta che l'Assessore ha fatto ieri sulle risorse da destinare ai settori produttivi, agli enti locali, al piano per il lavoro, sia per quanto riguarda le norme intruse che ancora ci sono, nonostante la buona volontà della maggioranza di ritirare alcune norme intruse e alcune "fotografie".
Noi siamo disponibili, oggi si deve lavorare, se si vuole interrompere non credo che si possa interrompere per cinque minuti. Si può riprendere la discussione in Aula martedì, le nostre proposte credo che siano chiare, noi siamo disponibili a ritirare gli emendamenti, qualche collega ha parlato di 120, 140 emendamenti, ma il problema non è questo. Noi vogliamo sapere dalla Giunta regionale se le richieste che sono state avanzate da tutte le opposizioni sono accolte e desideriamo proposte più concrete, più sostanziali per cercare di migliorare questa manovra finanziaria, che è stata giudicata non positivamente anche da vasti settori della maggioranza.
PRESIDENTE. Colleghi, ciò che rende difficile il lavoro del Presidente è questa sorta di accusatio, secondo la quale il Presidente avrebbe concordato riunioni di tipo virtuale. Io non ho voglia né di perdere tempo, né di farne perdere. Io ho convocato il Consiglio stamattina per lavorare. Tuttavia, poiché facciamo un mestiere che non è quantificabile in ore di lavoro, ma è quantificabile in risultati politici, che spesso sono difficili da raggiungere, mi rendo conto che, se c'è bisogno di consentire interlocuzioni, queste debbono essere consentite, ma nella chiarezza, colleghi, perché, davvero, da alcuni interventi potrebbe sembrare che io abbia concordato con parte del Consiglio di farvi venire qui solo per perdere tempo. Io non so se qualcuno aveva in mente di perdere tempo, io non avevo in mente questo e ho invitato fin dall'inizio a votare l'articolo 10, a prescindere dal fatto, onorevole Cogodi, che ci sia il numero legale o non ci sia. Sono cose, queste, che valutiamo dopo l'espressione del voto.
Tuttavia, c'è stata una richiesta da parte della maggioranza, lei, onorevole Cogodi ritiene opportuno che ci aggiorniamo per continuare questa interlocuzione; l'onorevole Capelli e l'onorevole Fadda hanno espresso lo stesso parere, non può essere il Presidente del Consiglio a impedire l'interlocuzione. Quindi, aggiorniamo i lavori del Consiglio a martedì mattina alle ore 10 e cominceremo con le votazioni sull'articolo 10, se non saranno intervenuti accordi che modificano il numero e la qualità degli emendamenti. Grazie. Il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 11 e 43.
Allegati seduta
CCCXXXIII Seduta
Sabato 22 marzo 2003
Presidenza del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 10 e 01.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 marzo 2003, che è approvato.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ettore Businco e Marco Fabrizio Tunis hanno chiesto di poter usufruire di una giornata di congedo per la seduta del 22 marzo 2003. Se non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
Sull'ordine dei lavoriPRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 383/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione. Legge finanziaria 2003".
Siamo all'articolo 10 e dovremmo passare alla votazione degli emendamenti. La Presidenza attende di sapere se, come era stato preannunciato ieri sera dalla maggioranza, sia stato raggiunto un accordo in ordine agli emendamenti da ritirare.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, se l'intenzione è quella di procedere discutendo qualcosa e con l'intendimento comunque di non votare nulla, e se la gran parte del Consiglio regionale intende che la seduta di stamane sia una seduta pro forma, a me pare che dovremmo chiederci seriamente se ci siano le condizioni per andare avanti.
Si può anche ritenere di sospendere, come si usa fare, per dieci minuti, un quarto d'ora, ma non credo che la ripresa si presenti migliore; anche perchè deve essere, per quanto ci riguarda, chiarito un punto. A noi non risulta che sia in atto alcuna trattativa, né alcuna procedura di accordo su niente.
Noi abbiamo avanzato alcune nostre ipotesi di modificazione della finanziaria, altri Gruppi hanno fatto altrettanto. La maggioranza non può, come dire, trattare solo con se stessa; perchè l'elenco che c'è stato consegnato contiene una serie di emendamenti che erano della maggioranza, ora, se di duecento delle sue proposte emendative la maggioranza rinuncia a cento. che sono poi all'incirca gli stessi emendamenti che la stessa Commissione ha ritenuto non accoglibili, quindi che, in ogni caso, si suppone che la stessa maggioranza non avrebbe accolto in Aula, non si è fatto nulla.
La dichiarazione di disponibilità che noi attendiamo dalla Giunta e dalla maggioranza, e l'attendiamo in Aula, è quella relativa alle proposte che noi abbiamo avanzato. In materia di agricoltura, siamo all'articolo 10, c'è una proposta precisa; in materia di lavoro e di ripristino e di miglioramento dell'intervento per il lavoro ci sono proposte precise; in materia di precariato del lavoro ci sono proposte precise. E così su alcune altre questioni importanti. Su quelle cose la Giunta e la maggioranza devono dare un cenno di risposta. Al di fuori di questo si procede in una finzione che non giova a nessuno.
Per cui io ritengo che sia arrivato il momento di fare il punto per davvero e di interpellare la Giunta e la maggioranza perchè diano risposte serie, nei termini nei quali intendono darle e le possono dare, alle proposte che l'opposizione avanza, non risposte alle loro stesse proposte perchè quelli sono affari loro.
Conclusivamente ci sono oggi, sabato mattina, le condizioni per procedere in Aula in una riunione vera del Consiglio regionale? Valuti la Presidenza se ci sono queste condizioni, ma se le condizioni permanessero queste è chiaro ed evidente che noi andremmo a consumare una vera e propria finzione e non, invece, una riunione utile e produttiva del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, qui non ci sono finzioni, nessuno sta facendo riunioni solo virtuali o apparenti. Ieri ci siamo lasciati dopo una lunga riunione tra maggioranza ed opposizione, riunione nella quale è stato comunicato all'Aula che la maggioranza avrebbe ritirato una serie di emendamenti.
COGODI (R.C.). La maggioranza doveva dare risposte.
PRESIDENTE. Mi faccia parlare, onorevole Cogodi, come parla lei quando ha la parola, abbia pazienza. L'opposizione ha chiesto di interrompere i lavori ieri alle ore diciannove, perchè aveva bisogno di valutare gli emendamenti che la Giunta aveva ritirato e di adottare una strategia nuova, suppongo di incontro, ed in conseguenza alle cose dette nella riunione di maggioranza. La riunione di stamattina non è una riunione virtuale, è una riunione per lavorare sulla base di quegli accordi. Siamo rimasti anche d'accordo che doveva essere comunicata entro stamattina, prima dei lavori dell'Aula, la lista degli emendamenti ritirati da una parte e dall'altra, eventualmente, per poter porre gli uffici nella condizione di procedere. Non abbiamo ricevuto nulla, accordi da ciò che mi dice lei mi pare che non ce ne siano.
Io, colleghi, siccome non posso organizzare riunioni virtuali, devo andare avanti con i lavori del Consiglio, cioè riprendo dal punto dove eravamo. Le condizioni per andare avanti ci sono, poi i numeri da una parte e dall'altra si vedranno nelle votazioni. Ricordo che siamo all'emendamento 697 e che, se non ci sono sviluppi, lo devo porre in votazione, salvo che i proponenti non mi dicano che l'hanno ritirato. Se è necessario sospendiamo i lavori per cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io non ho partecipato alla riunione, ora ho appreso dal collega Cogodi che il lavoro che è stato impostato, che lei ha anche favorito accogliendo la richiesta di sospensione, non ha prodotto, sostanzialmente, la convergenza che noi abbiamo auspicato sin dall'inizio. Quindi, la responsabilità di questa mancata convergenza non può attribuita al centrosinistra, perchè si converge in due.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Ma tu parli di convergenza con il Presidente?
CUGINI (D.S.). No, parliamo della convergenza di oggi, non di quella che ha tentato il Presidente Serrenti. Allora, forse è bene fare una riflessione, anche sotto la sua direzione, non per entrare nel merito, perchè non è una competenza del Presidente, ma per favorire una verifica sulle cose che abbiamo detto, se effettivamente da parte della maggioranza c'è la volontà politica di rispondere alle quattro indicazioni che sono state date, che non sono indicazioni - lo ripetiamo - solo del centrosinistra, sono indicazioni che il centrosinistra ha fatto proprie riprendendo una partecipazione che si è manifestata nelle settimane passate da parte degli enti locali, del sistema delle imprese, del mondo del lavoro e del terzo settore.
Quindi è un errore pensare che ci sia una parte che deve cedere nei confronti di un'altra che deve concedere. Abbiamo detto: si riscrive la finanziaria, e mi pare che su questo i colleghi della maggioranza fossero d'accordo; si riscrive nel segno dell'attenzione che viene richiamata da parte degli enti locali, del sistema delle imprese, del mondo del lavoro; e con questa riscrittura si torna in Aula e si accelerano le procedure per quanto riguarda l'approvazione della finanziaria.
In quel quadro il centrosinistra, il centrodestra, i presentatori degli emendamenti collaborano al ritiro degli emendamenti e alla costruzione di una soluzione, come abbiamo detto, che risponda a quelle esigenze tecniche e politiche che sono state manifestate.
Se non siamo stati in grado - tutti, non sto a questo punto dando responsabilità alla maggioranza - di rendere chiara ed evidente la nostra posizione la stiamo richiamando, però mi pare che, se non si è trovata la convergenza di cui parlavo poc'anzi, occorrerà qualche iniziativa che permetta di riprendere la riscrittura del testo.
Per questo io mi affido a lei, non perché lei debba intervenire nel merito, ma perchè lei ha accolto una procedura che avrebbe dovuto produrre dei risultati, e invece apprendo che non li ha prodotti, e non li ha prodotti - qui lo posso dire senza polemica - perchè i colleghi della maggioranza hanno tentato una "furbata" che era sempre presente nella discussione, ma noi pensavamo che fosse stata abbandonata, invece prendo atto che prevale tra i colleghi della maggioranza non la volontà di scrivere una finanziaria diversa ma il tentativo di dimostrare che c'è disponibilità e che si vogliono ritirare emendamenti che in realtà poi non si ritirano. A me hanno detto che sono stati ritirati prevalentemente gli emendamenti del centrosinistra. E questo non va bene, occorre ritirare gli emendamenti che è opportuno ritirare per snellire, per trovare le risorse da mettere a disposizione della soluzione della riscrittura della finanziaria.
A me era sembrato - può darsi che mi sia sbagliato - che gli interventi del collega Fantola e del collega Floris, che sono quelli che in Aula hanno detto che bisogna riscrivere la finanziaria, proponessero un'indicazione di questo tipo. Però sbagliare è umano, se io ho capito male faccio autocritica, come mi hanno insegnato, però il tema rimane aperto così come l'abbiamo proposto.
Io, Presidente, eviterei, siccome sono prudente, di accettare la logica dei furbi, perchè se prevale tra i colleghi della maggioranza l'idea che la logica dei furbi paga, è chiaro che i tempi della soluzione sono nelle mani di tutti quanti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, da parte nostra non c'è stata nessuna "furbata", abbiamo dato la disponibilità a ritirare moltissimi emendamenti, e non è vero che sono gli stessi emendamenti che ha presentato il centrosinistra. Si doveva fare un lavoro analogo da parte dell'opposizione, quindi non è giusto che ora si sposti il tiro. Abbiamo dato anche la nostra disponibilità a trovare la possibilità di incontrarci anche a discutere sul testo, quindi non vedo il motivo di questo passo indietro. Non c'è nessuna "furbata" da parte nostra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che quanto sostenuto ora dall'onorevole Cugini sia decisamente un passo indietro. Non sto a ripetere quanto sostenuto qui dal collega Fantola e concordato anche con noi, noi intendevamo alleggerire la finanziaria da emendamenti e da alcuni commi con l'unico intento di dare alla Sardegna una finanziaria entro il mese di marzo.
Ma questa finanziaria non amata, come è stato detto più volte, non deve comunque essere snaturata. Non si può affermare in questa sede, a meno che l'onorevole Cugini non abbia visto un altro testo, che sono stati tolti gli emendamenti dei colleghi del centrosinistra, quelli proprio non li abbiamo presi neanche in considerazione, nel senso che vedrete voi come alleggerire e come intervenire sulla finanziaria.
Noi abbiamo lavorato sui nostri centocinquanta emendamenti, non sui seicentocinquanta proposti dai colleghi del centrosinistra. Abbiamo lavorato sul testo, abbiamo cercato di alleggerire quella parte della finanziaria che è stata inserita in Commissione, ma semplicemente per agevolare un percorso. Se si chiede, invece, di riscrivere totalmente la finanziaria questo si sarebbe dovuto fare eventualmente nei lavori della Commissione dove - vorrei dirlo una volta per tutte - i colleghi del centrodestra hanno partecipato, hanno sostenuto le loro tesi, hanno portato i loro emendamenti, è ovvio che non hanno discusso e non hanno preso in considerazione se non alcuni emendamenti del centrosinistra. Dire che il tempo passato a lavorare su questo tipo di approccio sia stata una "furbata" credo, onorevole Cugini, che non sia giusto, perché qui tempo da perdere per "furbate" varie non ne ha nessuno. Non ne ha nessuno anche perchè c'è un senso di responsabilità nell'andare avanti sulla finanziaria anche in tempi ristretti, noi continuiamo a dire che abbiamo fatto passi indietro con l'unico intento di poter esitare la finanziaria entro il mese di marzo, ritirando anche emendamenti dei quali siamo pienamente convinti che sarebbero serviti, invece, per modificare le parti che forse non sono gradite neanche a componenti del centrodestra. Pur di agevolare questo percorso il nostro Gruppo, i Gruppi del centrodestra hanno fatto dei passi indietro. Non torniamo sul discorso che questa finanziaria poteva dare di più, non torniamo sulle critiche costruttive che sono state fatte anche da parti del centrodestra, non vogliamo tornare su argomenti che portano soltanto a inutili perdite di tempo, a inutili ripetizioni.
Noi abbiamo fatto una proposta di confronto, ai colleghi del centrosinistra, non una trattativa,. Un confronto che vorremmo portare avanti nell'interesse generale e non nella demagogia della campagna elettorale. Su questi temi siamo disponibili ad andare avanti, siamo disponibili a rivedere ulteriormente alcune parti del testo e discutere insieme a voi ma, come è stato sostenuto anche ieri, intendiamo guidare la fine di questa finanziaria, non dettiamo condizioni, vorremmo dettare dei tempi e salvaguardare dei principi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente io sono veramente sorpreso di questo atteggiamento e di questa volontà che si manifesta in Aula da parte dei colleghi del centro sinistra, perchè noi ci siamo limitati, sulla base del lungo dibattito che si è verificato in Aula in queste ormai quasi tre settimane di lavoro, a recepire un certo tipo di indicazioni che venivano dal centro sinistra sulla necessità, per favorire il percorso di approvazione della finanziaria, di rivederne alcuni contenuti per alleggerirla e si era fatto riferimento a specifiche "norme fotografia", che non avevano le caratteristiche della generalità, non rivolgendosi in maniera indistinta nei confronti di tutti i soggetti, e via dicendo. Noi ci rendiamo perfettamente conto che la nostra finanziaria è la migliore possibile rispetto alle condizioni nelle quali viviamo, e cioè scarsità di risorse finanziarie, conseguente esigenza di risanamento del bilancio, necessità di fare dei tagli. Ebbene, ciononostante, si è recepita l'indicazione che è venuta dall'Aula e noi abbiamo dato comunicazione di una proposta che potevamo fare per alleggerire la finanziaria nella direzione indicata. Come ha ben sottolineato il collega Capelli, noi siamo ben convinti che la maggior parte degli emendamenti di cui saremmo disposti a proporre il ritiro hanno validissime ragioni di sussistere, però è anche vero che, se si prosegue con la l'approccio che alla discussione della finanziaria ha dato l'opposizione, per cercare di modificarla, e cioè utilizzare il Regolamento nei modi in cui lo ha usato sino adesso, ebbene noi, come abbiamo detto in un colloquio privato col Presidente, potremmo rimanere tre anni per discutere ed approvare questa finanziaria, perchè basterebbe...
(interruzioni)
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Bastano tre ore nel momento in cui la finanziaria che noi andiamo a fare non è la nostra ma è la vostra. In maggioranza siamo noi, scusate, e noi siamo disponibili, e l'abbiamo dimostrato ieri mattina e ieri sera, e non è affatto vero che il collega Cogodi non ha partecipato a queste riunioni, perchè ha partecipato la mattina e la sera e ha avuto la comunicazione di quella che era la nostra proposta. Noi saremmo disposti a ritirare novantadue emendamenti su circa centotrenta che ne abbiamo presentato, e stiamo ancora aspettando di sapere, in relazione a questo passo che ha fatto la maggioranza, quali dei vostri cinquecentocinquanta emendamenti ritirate, perchè non si venga a dire che nei vostri emendamenti non ci sono fotografie, non ci sono provvedimenti specifici che vanno a tutela di determinate situazioni ed azioni specifiche che con la generalità non hanno niente hanno a che fare. Se la vostra risposta è dire che la nostra è stata una furbata, vi ribadiamo che non è stata una turbata. Il lavoro va rispettato da parte di tutti quanti, può non essere condiviso ma qui furbi e disonesti non ce ne sono, sino a prova contraria.
CUGINI (D.S.). Disonesto non l'ho detto.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Le furbate sottintendono sempre comportamenti non chiari e non trasparenti.
PRESIDENTE. Si pone un problema molto serio che è come procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, noi ieri abbiamo avuto, da parte della maggioranza - e questo fatto non può essere negato - un elenco di emendamenti sui quali la maggioranza ha dato la disponibilità al ritiro, nello spirito di un alleggerimento della quantità di emendamenti presentati a questa finanziaria. Gli emendamenti che sono stati ritirati sono novantatre, alcuni di essi sono importanti e significativi, e a nessuno di noi sfugge naturalmente che una maggioranza che, dopo aver presentato la finanziaria, la appesantisce di emendamenti, nel momento in cui ne ritira una parte, fa esattamente quello che deve fare. Ma siccome qui non si capisce bene come si deve procedere, anche questo diventa un atto di concessione e di bontà verso l'opposizione - sembrerebbe - ed io vorrei ricordare che questi emendamenti presentati dalla maggioranza costerebbero 250 milioni di euro che si aggiungerebbero a quelli già previsti in finanziaria. E tuttavia si apprezzano anche i gesti positivi, i gesti tendenti ad aprire uno spazio di discussione e di confronto. Sono stati ritirati novantatre emendamenti, ne sono stati lasciati cinquantasette della maggioranza - lo ribadisco per evitare di amplificare alcuni fatti e di sminuirne altri - novantatre ritirati e cinquantasette lasciati, alcuni dei quali molto significativi anche dal punto di vista dei costi, altri significativi dal punto di vista della intrusione normativa in questa finanziaria.
E` stato fatto anche di più, va detto. La maggioranza ci ha indicato alcuni commi sui quali sarebbe disponibile ad arretrare, nel senso che è disponibile a lasciar cadere alcuni di questi commi. Anche qui noi prendiamo atto che c'è stato un passo in avanti, ma questi passi in avanti non producono una modifica della finanziaria, perchè la finanziaria resta tale e quale. Allora noi siamo disposti, sempre per fare gesti di buona volontà e positivi, ad alleggerire la finanziaria di tutti quegli emendamenti che possono avere il sapore di particolarità, di specificità, di eccessivo dettaglio, di intrusione nella struttura della finanziaria stessa, ma naturalmente questo non significa che la finanziaria la chiudiamo in una settimana, se contemporaneamente non ci sono dei significativi passi in avanti nelle direzioni che noi abbiamo indicato, e fino a ieri sera passi in avanti significativi verso la modifica delle poste in bilancio per gli enti locali, il sistema delle imprese, il lavoro non ce n'è stati, se non dichiarazioni di generica disponibilità a discutere.
Allora, se non c'è una modifica della finanziaria, questa è la finanziaria della maggioranza, del centro destra, che non si capisce cosa vuole trattare col centro sinistra, dato che è immodificabile, come anche stamattina avete ripetuto. Quindi stiamo facendo soltanto un'operazione di ripulitura, alla quale noi non ci sottraiamo, per carità, la facciamo pure. Non facciamo ostruzionismo, però facciamo la nostra azione politica di opposizione in Aula.
Siete una maggioranza? Volete chiudere la finanziaria in una settimana? Benissimo! Ma senza correzioni non ci chiedete di aiutarvi a chiuderla in una settimana. Non ci chiedete di aiutarvi a chiuderla in una settimana perchè altrimenti non si capirebbe il senso delle azioni che abbiamo sviluppato fino a ieri qui, e che abbiamo sviluppato insieme alle forze economiche e sociali della Sardegna. Se c'è una correzione noi siamo disponibili anche ad accelerare ulteriormente il percorso, il processo, la discussione...
PRESIDENTE. Ha alcuni secondi per concludere, onorevole Spissu.
SPISSU (D.S.). Sto concludendo; se non ci sono risposte nelle direzioni che abbiamo indicato facciamo soltanto anche noi il bel gesto, se volete, di eliminare novanta emendamenti di quelli che potrebbero sembrare di appesantimento, vi potremmo persino superare togliendone centoventi, ma questo non sposta la sostanza della discussione. Ripeto, la maggioranza ne ha comunque tenuto sessanta importanti anche dal punto di vista dell'aggravio dei costi che essi comportano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente. Io, se possibile, vorrei ristabilire i termini della questione, così come si sono presentati cronologicamente, rinunciando a qualunque tipo di valutazione in ordine a ciò che è stato detto da colleghi con i quali è mancata un'interlocuzione e riferendomi esclusivamente ai fatti in ordine cronologico, così come sono intervenuti.
Prima fase: la maggioranza, nella sua autonomia, ha valutato tutti gli emendamenti dalla stessa presentati per l'Aula e ha individuato un certo numero di emendamenti che spontaneamente ha determinato di voler ritirare.
Seconda fase: nel mentre comunicava all'opposizione questa decisione, la maggioranza annunciava anche il proprio intendimento di rivisitare la finanziaria e di andare ad individuare eventuali norme in essa previste rispondenti ai medesimi requisiti di cui agli emendamenti, cioè di essere delle "fotografie", eccetera, e avrebbe, una volta ultimato questo lavoro, comunicato le conclusioni alla opposizione. Anche questa seconda fase si è conclusa e ne è stata data comunicazione all'opposizione. Questo è quanto è avvenuto ieri.
A seguito di ciò il Presidente del Gruppo dei D.S. ha chiesto in quest'Aula la sospensione dei lavori per consentire a ciascuno dei Gruppi dell'opposizione e all'intera coalizione di fare una valutazione sulle comunicazioni fatte, riservandosi di dare una comunicazione alla maggioranza nella mattinata di oggi, io ritenevo secondo le medesime modalità. Questa comunicazione non è avvenuta, noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, se non quella che è stata data ufficialmente prima dall'onorevole Cogodi e in secondo luogo dall'onorevole Cugini, ma al di fuori dei limiti e delle modalità che erano state concordate ieri, e cioè che, nella ipotesi in cui non si fosse esaurita la riflessione nel corso della giornata di ieri sera, si sarebbe proseguita eventualmente anche nel corso di questa mattina. L'importante era che venisse fatta la comunicazione e in tale comunicazione era implicita, evidentemente, anche la indicazione di eventuali altre questioni che potessero essere emerse, ferma restando la disponibilità ad approfondire, nei modi dovuti, i temi che erano stati indicati nel dibattito.
In questo procedimento che era stato delineato ieri, io trovo oggi una rottura, nel senso cioè che sul piano metodologico, né io, né - mi è parso di capire - i colleghi della maggioranza abbiamo ancora ricevuto questa comunicazione. Cioè, la comunicazione andava data secondo le modalità attraverso le quali è stata data la prima comunicazione dalla maggioranza all'opposizione. Io sinceramente, nell'entrare qua dentro stamattina, mi attendevo di ricevere una comunicazione da parte dei rappresentanti, che erano in delegazione, dell'opposizione. Non l'abbiamo ricevuta se non attraverso questo sistema. Questo è quanto è accaduto sotto il profilo cronologico.
CUGINI (D.S.). Necrologico mi sembra; non cronologico!
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Perché offendi quando parli?
CUGINI (D.S.). Tu offendi.
PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa, anni fa, quando sono arrivato qui, io avevo tutti i capelli neri, adesso ne ho molti bianchi e credo che questo mi possa consentire di dare un suggerimento: sospendiamo per un momento la seduta, ma non per perdere tempo, chi si deve incontrare si incontri, perchè non mi pare ci siano le condizioni per andare avanti. La seduta è sospesa sino alle ore 11.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 37, viene ripresa alle ore 11 e 27.)
PRESIDENTE. Colleghi, vi ricordo che è finita la discussione dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti e dobbiamo passare alle votazioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, io chiederei, se è possibile, di sospendere ancora per cinque minuti i lavori per comprendere che cosa dobbiamo fare, perché che si debba votare l'abbiamo capito, ma siccome è in corso un'interlocuzione tra i Gruppi anche sulle modalità per proseguire i lavori, può essere utile un'ulteriore sospensione di cinque minuti, per velocizzare i lavori, solo a questo fine, Presidente. E la ringrazio perché, ripeto, non è corretto, soprattutto in sede di votazione, abusare anche della sua cortesia.
PRESIDENTE. Però qualche volta è utile e necessario. Noi abbiamo sospeso, praticamente, un'ora fa per consentire questa interlocuzione. Se questa interlocuzione non è arrivata a conclusione e servono altri cinque minuti io non ho problemi a sospendere ancora la seduta.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi riteniamo l'intervento ultimo del collega Pittalis opportuno, almeno per un verso, e però meritevole di svolgimento e di chiarimento per altro verso. E' opportuno perché la votazione che il Consiglio si accingeva a fare era evidente a tutti che era una votazione che avrebbe potuto significare la constatazione della mancanza del numero legale, che è, come dire, ictu oculi, rilevabile. Allora, se non si può procedere perché la maggioranza non è presente in quanto tale, si prenda atto che non si può procedere perché la maggioranza non è presente. Noi abbiamo posto sempre questa condizione politica e di serietà in ordine alla procedibilità, cioè che la maggioranza per favore garantisca almeno il numero fino a quaranta, posto che ritiene di essere così ferrea e così unita come ogni tanto sottolinea il Presidente della Giunta. Essendo una falange macedone, questa maggioranza, proceda, senza ricorrere a quelle forme che, già all'inizio di questa seduta, io ho definito una finzione, cioè essere qui, rappresentare - non a noi, perché tutti sappiamo cosa sta accadendo, ma all'esterno - che si sta lavorando e producendo e invece non è vero. E' inutile che, anche dai banchi più alti del Consiglio, si neghi questo! È così, perché se in una seduta del Consiglio viene dato per scontato che non si deve votare, oppure si vota solo per certificare che la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale, siccome siamo alla discussione degli articoli della finanziaria e dei suoi emendamenti, non si può procedere. Tanto vale prenderne atto, è più chiaro per tutti. Ecco perché dicevo che la precisazione del collega Pittalis a questo punto - non sembri strana la cosa - è opportuna, però quella precisazione merita uno svolgimento. Bisogna procedere - e noi insistiamo se ci è consentito - anche nel confronto politico in aula, come stiamo facendo, e per quanto necessario anche nel confronto di merito più ravvicinato, ma che sia confronto di merito, cioè sul merito delle questioni. Noi non possiamo dare l'impressione che il Consiglio regionale è bloccato o che la finanziaria va a rilento perché ci sono troppi emendamenti. Non sono gli emendamenti che bloccano la finanziaria, è il contenuto non condiviso della proposta.
La nostra battaglia non è sul numero degli emendamenti: "ritirane tu uno che ne ritiro uno io". La maggioranza deve iniziare a dare risposta sulle questioni di merito poste da noi, dall'opposizione, non da voi. Se voi proponete emendamenti e poi ne ritirate una parte, o anche tutti, non avete aggiunto niente. Voi dovete dare un inizio di risposta alle questioni fondamentali che l'opposizione ha posto sui temi del lavoro, del sostegno allo sviluppo locale, partendo da questo articolo che abbiamo in discussione che è il sostegno all'agricoltura. Su questi temi dovete dire come e fin dove siete disponibili a modificare la proposta di finanziaria, perché se non dite nulla su questo non c'è nulla di nuovo e noi possiamo continuare oggi, domani, quando volete e si consumerà fino in fondo questa contesa. Saranno settimane, saranno mesi, sarà quel che sarà, però, per esempio, noi su alcuni punti a partire dal salvare e migliorare le leggi per il lavoro…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Noi non rinunceremo a nulla di tutte le risorse istituzionali che il Regolamento ci consente, alle opportunità politiche che le regole che ci consentono. Ecco il punto! Allora si utilizzi anche ancora il minuto che serve, o l'ora che serve, ma per fare un passo avanti, per cominciare a registrare, da parte vostra, della Giunta e della maggioranza, un inizio di risposta alle nostre domande, non alle vostre, perché voi vi rispondete da soli, ma non cambia nulla. Potete evitare anche di porvi troppe domande fra di voi, a questo punto la domanda che vale è quella che ha posto l'opposizione e la risposta che vale è quella che voi vorrete dare a questa domanda.
PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis ha fatto una proposta che l'onorevole Cogodi ritiene concordabile, accettabile, ragionevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, intervengo per avallare la proposta del collega Pittalis, perché continuiamo a insistere, siamo un po' testardi sotto questo punto di vista: per noi è possibile continuare un confronto con i Gruppi dell'opposizione che possa portare a ragionare in maniera fattiva per ottenere i risultati che noi auspichiamo.
Io ritengo che sia opportuna una sospensione per attivare immediatamente dopo un confronto che ci possa portare a definire, una volta per tutte, le posizioni. Ritengo che si possa ancora tentare una mediazione nel pieno rispetto, comunque, sia della finanziaria, che noi continuiamo a sostenere, sia delle proposte a cui siamo aperti, che spero arriveranno, perché finora c'è stata soltanto una critica, dai colleghi del centrosinistra.
COGODI (R.C.). Sono scritte negli emendamenti che abbiamo presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbiamo capito, faccia parlare anche gli altri, abbia pazienza, è possibile che lei debba sempre interrompere tutti?
COGODI (R.C.). Lo faccia capire anche a lui.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, capiscono tutti, non c'è bisogno che lei spieghi, il cervello ce l'abbiamo tutti qua!
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, c'è stata una sospensione di un'ora, sospendere adesso per altri cinque minuti non credo che ci porti da nessuna parte. Il giudizio che i colleghi hanno dato sulle proposte che sono state avanzate dal centrodestra è estremamente negativo, sia per quanto riguarda non tanto il numero quanto la qualità degli emendamenti che sono stati ritirati, sia per quanto riguarda la proposta che l'Assessore ha fatto ieri sulle risorse da destinare ai settori produttivi, agli enti locali, al piano per il lavoro, sia per quanto riguarda le norme intruse che ancora ci sono, nonostante la buona volontà della maggioranza di ritirare alcune norme intruse e alcune "fotografie".
Noi siamo disponibili, oggi si deve lavorare, se si vuole interrompere non credo che si possa interrompere per cinque minuti. Si può riprendere la discussione in Aula martedì, le nostre proposte credo che siano chiare, noi siamo disponibili a ritirare gli emendamenti, qualche collega ha parlato di 120, 140 emendamenti, ma il problema non è questo. Noi vogliamo sapere dalla Giunta regionale se le richieste che sono state avanzate da tutte le opposizioni sono accolte e desideriamo proposte più concrete, più sostanziali per cercare di migliorare questa manovra finanziaria, che è stata giudicata non positivamente anche da vasti settori della maggioranza.
PRESIDENTE. Colleghi, ciò che rende difficile il lavoro del Presidente è questa sorta di accusatio, secondo la quale il Presidente avrebbe concordato riunioni di tipo virtuale. Io non ho voglia né di perdere tempo, né di farne perdere. Io ho convocato il Consiglio stamattina per lavorare. Tuttavia, poiché facciamo un mestiere che non è quantificabile in ore di lavoro, ma è quantificabile in risultati politici, che spesso sono difficili da raggiungere, mi rendo conto che, se c'è bisogno di consentire interlocuzioni, queste debbono essere consentite, ma nella chiarezza, colleghi, perché, davvero, da alcuni interventi potrebbe sembrare che io abbia concordato con parte del Consiglio di farvi venire qui solo per perdere tempo. Io non so se qualcuno aveva in mente di perdere tempo, io non avevo in mente questo e ho invitato fin dall'inizio a votare l'articolo 10, a prescindere dal fatto, onorevole Cogodi, che ci sia il numero legale o non ci sia. Sono cose, queste, che valutiamo dopo l'espressione del voto.
Tuttavia, c'è stata una richiesta da parte della maggioranza, lei, onorevole Cogodi ritiene opportuno che ci aggiorniamo per continuare questa interlocuzione; l'onorevole Capelli e l'onorevole Fadda hanno espresso lo stesso parere, non può essere il Presidente del Consiglio a impedire l'interlocuzione. Quindi, aggiorniamo i lavori del Consiglio a martedì mattina alle ore 10 e cominceremo con le votazioni sull'articolo 10, se non saranno intervenuti accordi che modificano il numero e la qualità degli emendamenti. Grazie. Il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 11 e 43.
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