Seduta n.443 del 07/10/2008 

CDXLIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 7 ottobre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 26.

CAPPAI Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 30 luglio 2008 (434), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Giorico, Mattana, Pittalis, Rassu, Serra e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 7 ottobre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta nelle sedute del 4, 10, 19 e 24 giugno 2008; 1°, 2, 8, 15, 22 e 29 luglio del 2008.

Comunico, inoltre, che il Presidente della Regione, con nota del 3 ottobre 2008, ha fatto pervenire al Consiglio regionale copia del ricorso con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri ha sollevato conflitto di attribuzione nanti la Corte costituzionale per l'annullamento dell'atto di promulgazione della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, numero 1, pubblicata sul BURAS numero 23 del 18 luglio 2008. Il Presidente del Consiglio dei Ministri chiede che la Corte costituzionale dichiari che non spetta al Presidente della Regione Sardegna il potere di promulgare la legge statutaria regionale numero 1 del 2008 e che, pertanto, l'atto di promulgazione di tale legge va annullato per contrasto con l'articolo 15, comma 4, dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Cuccu Giuseppe - Licheri - Amadu - Atzeri - Calledda - Cappai - Corda - Floris Vincenzo - Moro - Rassu - Sanna Alberto. Interventi in favore degli agricoltori danneggiati dalla siccità negli anni 2007-2008. (339)

(Pervenuta il 30 settembre 2008 e assegnata alla quinta Commissione)

Pileri. Disposizioni per favorire la conoscenza e la diffusione delle musiche, dei canti popolari, della poesia e della danza in Gallura. (340)

(Pervenuta il 30 settembre 2008 e assegnata all'ottava Commissione)

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

[MSOffice1] "Interrogazione Cappai - Randazzo Alberto - Amadu - Milia - Randazzo Vittorio sulla perdita di fondi europei destinati al settore agricolo a causa dei ritardi dell'Amministrazione regionale". (763)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Scarpa sulla restituzione di 60 miliardi di lire agli agricoltori sardi da parte della Regione". (883)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di attuare la decisione del Consiglio di Stato in favore di n. 72 operatori agricoli e coltivatori diretti della Provincia di Sassari". (889)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Cassano sulla paventata chiusura del centro zonale ERSAT ubicato presso il Comune di Ossi". (1082)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni sulla mancata definizione dei parametri per le colture danneggiate dagli eventi siccitosi del 2005". (1142)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Cappai sull'eccezionale gravità in cui versa il comparto agro-zootecnico conseguente alla siccità e alle alte temperature causate dalla scarsa piovosità che hanno interessato il territorio della Trexenta-Marmilla-Campidano nell'annata agraria 2007-2008". (1225)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Dedoni sulle problematiche inerenti al settore agricolo". (1243)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Liori - Diana sui ritardi nell'elaborazione delle graduatorie dei bandi relativi al Piano di sviluppo rurale 2000-2006". (1245)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, per sapere se la mancata erogazione dei fondi per i libri degli studenti di famiglie disagiate sia una delle prime conseguenze del mancato rispetto del patto di stabilità da parte della Regione Sardegna". (1372)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi di progetto di epurazione dei medici in atto presso il Reparto di psichiatria dell'Ospedale SS. Trinità di Cagliari". (1373)

"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità che la Regione Sardegna ceda al Comune di Cagliari l'area ex ERSAT tra via San Bartolomeo e viale Poetto". (1374)

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla incomprensibile inaccessibilità degli uffici dell'Agenzia regionale del lavoro e di numerosi altri uffici regionali ai disabili per la mancata realizzazione dei lavori di installazione di impianti per l'abbattimento delle barriere architettoniche". (1375)

"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento delle commissioni competenti alla determinazione del valore agricolo degli espropri". (1376)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cocco - Tocco, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità che la Regione intervenga affinché l'INAIL riconosca la malattia professionale di un tecnico radiologo dell'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari". (1377)

"Interrogazione Licheri - Lanzi - Cugini - Fadda - Serra, con richiesta di risposta scritta, sull'attribuzione degli incarichi dirigenziali all'AGRIS". (1378)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interpellanza Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu sulla mancata realizzazione della rota-toria (lottizzazione Picciau) per la messa in sicurezza della strada statale n. 195." (338/C)

"Interpellanza La Spisa sul concorso per due dirigenti - area Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA)". (339)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Mozione Milia - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Lai Vittorio Renato - Marracini - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Atzeri - Ladu - Dedoni - Contu - Lombardo - Licandro - Sanjust - Amadu - Pittalis - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Floris Mario - Cherchi Oscar - Diana - Liori - Moro - Gallus - Murgioni - Cassano - Pisano - Maninchedda sulla situazione del personale proveniente dalle soppresse comunità montane della Sardegna in attesa di ricollocazione". (196)

Continuazione della discussione della proposta di legge Cappai - Licheri - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini: "Integrazioni alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio

della caccia in Sardegna)". (309/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 309/A.

Ricordo che abbiamo votato il passaggio all'esame degli articoli, siamo all'articolo 1 e relativi emendamenti, sui quali il relatore è chiamato a esprimere il parere.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei sapere se siamo ancora nella fase della discussione dell'articolo o già in fase di voto.

PRESIDENTE. Abbiamo terminato la discussione dell'articolo e degli emendamenti e ci siamo fermati alla espressione del parere della Commissione e della Giunta. Poi votiamo, naturalmente.

LA SPISA (F.I.). Grazie, Presidente per la precisazione. Vorrei solo intervenire sulla modalità di voto, e le chiedo di darmi la parola appena chiama la votazione.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo sull'ordine dei lavori, Presidente.

Il Consiglio Regionale il 27 febbraio 2008, e successivamente il 22 maggio 2008, ha approvato all'unanimità due ordini del giorno relativi alla soppressione del servizio di trasporto ferroviario delle merci da e per la Sardegna. In seguito alla modifica…

PRESIDENTE. Mi scusi, su quale ordine dei lavori sta intervenendo? Che c'entra con l'ordine dei lavori? Stiamo votando l'articolo di una legge, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora, Presidente, io ho chiesto la parola prima. Se mi fa finire, poi potrà valutare se ciò che dico è attinente o non attinente all'ordine dei lavori. E se mi posso permettere di richiamare l'attenzione del Consiglio su questo argomento...

PRESIDENTE. Posso suggerirle di farlo al termine dell'esame di questa proposta di legge, onorevole Caligaris, dal momento che siamo in fase di votazione?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto la parola sull'ordine dei lavori, prima ancora che desse la parola al collega.

PRESIDENTE. Sì, ma non può intervenire adesso.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene, mi riservo di intervenire successivamente.

PRESIDENTE. Le darò la parola in una fase diversa dalla votazione, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cappai, relatore.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. Sugli emendamenti numero 1, 2, 3, e 4 esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cappai. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2, 4 e 5; il numero 3 è all'articolo 2.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. Chiedo scusa. Allora, il parere è contrario sugli emendamenti numero 1, 2, 4 e 5.

PRESIDENTE. Basta così.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. No, c'è anche un sesto emendamento.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 3 e 6 sono presentati all'articolo 2, onorevole Cappai.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sugli emendamenti numero 1 e 4 il parere è favorevole; sull'emendamento numero 2 è contrario. Sull'emendamento numero 5 su cui credo che andrebbe fatto un approfondimento, la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, avevo chiesto prima di intervenire sulla modalità di voto.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Maninchedda.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Va bene. Le eventuali dichiarazioni, a questo punto, possono essere di astensione. L'onorevole Maninchedda rinuncia.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Non rinuncio, Presidente, mi astengo, ma mi astengo con una motivazione. Io credo che ancora una volta si sbagli, c'è una gestione pessima di questi lavori. Abbiamo sospeso questa legge sull'assunto che non sono state sentite, come sarebbe stato invece doveroso, le associazioni venatorie, le associazioni ambientaliste, il mondo dell'agricoltura, quello che vive nelle campagne, e che si è fatta una legge clientelare, per aggiungere una giornata di caccia nei prossimi due mesi, nella speranza di raccattare, da qualche doppietta, un voto in più. Auguri! A chi ha questa concezione dell'Assemblea regionale così povera, così miserevole, auguri! Prendete il voto in più! Io non sarò della partita! Sono disinteressato a questo approccio.

Tutto questo lo si fa, Assessore, mi consenta, mentre una legge, che vige dal 1989, mi pare di ricordare, quella sui parchi, rimane totalmente inattuata, perché noi non abbiamo istituito neanche un parco regionale, e sono passati vent'anni! E ora interveniamo con una disposizione legislativa come questa, che prevede la realizzazione di un Piano faunistico-venatorio, cioè la pianificazione su base scientifica del prelievo e quindi anche dell'esercizio sportivo dell'attività venatoria, dopo dieci anni! Cioè, c'è un'incapacità cronica ad attuare le leggi da parte di chi governa. E quest'Aula, badate bene, mica è dispiaciuta, l'ha detto anche l'onorevole Artizzu: "Mai venga il Piano faunistico regionale!" Per cui, siccome non abbiamo il coraggio, perché ci vuole il coraggio delle decisioni, il coraggio di dire agli ambientalisti, al mondo delle campagne, a chi è interessato alla tutela ambientale, che il Piano faunistico-venatorio non si fa, allora non lo si deve fare violando la legge.

Io non ci sto! Devo dire la verità, non ci sta il mio partito. Chi ha il senso delle istituzioni non ci dovrebbe stare. E io darò un voto di astensione, perché ho dovuto dire di no, e continuamente di no, a queste cose oggi.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 45

astenuti 3

maggioranza 23

favorevoli 24

contrari 21

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Scarpa - Spissu - Tocco - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Pinna - Uras.)

MORO (A.N.). Presidente, alcuni colleghi hanno avuto dei problemi con la votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Moro, io ho tenuto aperta la votazione per un tempo superiore al necessario. Quindi non so che fare. nessuno mi ha segnalato difficoltà di funzionamento del sistema elettronico. Ci sono due Segretari che vigilano, colleghi, abbiamo votato a scrutinio segreto, quindi chi c'era c'era, chi non c'era non può dichiarare il suo voto. Vi prego di stare in aula, perché sono previste votazioni consecutive.

Abbiamo approvato l'articolo 1, siamo all'emendamento aggiuntivo numero 1 all'articolo 1, a firma Licheri, Cuccu, Calledda e più, su cui è stato espresso parere contrario dal relatore e parere favorevole dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io mi asterrò anche dalla votazione di questo emendamento, pur considerandolo un piccolo contributo per riparare il danno grave che si sta per fare con l'approvazione di questa legge. Ma il danno peggiore - lo ripeto e lo ripeterò nelle dichiarazioni di voto, una dopo l'altra - nel votare questa legge così come si è formata e soprattutto dopo la sospensione che avevamo sollecitato nel corso della seduta precedente, è che facciamo un torto a questa amministrazione, alla funzione alta, legislativa di questo Consiglio regionale, perché, ripeto, questa è una leggina che passa così, per le relazioni personali, non attraverso una valutazione approfondita, come meriterebbe questo argomento.

Da anni, e sempre di più, si avvicinano le posizioni di chi esercita l'attività venatoria e di chi, invece, esercita quella della tutela ambientale. Anzi, per la gran parte i cacciatori si vantano di essere i primi difensori dell'ambiente. Che cosa bisogna fare perché sia effettivamente difeso l'ambiente? Intanto bisogna attuare le leggi, le leggi che abbiamo fatto! E' possibile che a distanza di dieci anni da una pianificazione, dalla costruzione di un sistema corretto, scientificamente fondato, di prelievo venatorio, noi andiamo avanti con leggine in cui si prevede mezza giornata in più, una giornata in più di caccia? Per fortuna, credo si ritirerà l'emendamento oppure si voterà contro l'autorizzazione per il falco, l'arco, la fionda, le cose previste, appunto, in uno degli emendamenti proposti, ma questa è la logica con la quale si affronta questo tema, cioè superficiale, clientelare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Noi voteremo contro questo emendamento, perché non crediamo che sia correttivo dell'articolo 1 della legge, non foss'altro per il fatto che si dice che la terza giornata è comunque disposta, ma secondo quanto previsto dal calendario venatorio. Il calendario venatorio, con questo dettato, non può non inserire la terza giornata.

Noi siamo contrari alla terza giornata, riteniamo che la vera ragione di questa legge sia quella di copiare una pessima legge nazionale. Perché i colleghi lo sappiano, dire che si consente una terza giornata per la migratoria significa autorizzare le persone ad andare a caccia, e non c'è una guardia per ogni cacciatore, non c'è. Significa inserire, in un momento delicato, una terza giornata e chi frequenta la campagna sa che non ce n'è bisogno, è assolutamente falso che ci sia bisogno di una terza giornata e ha ragione chi sostiene che questa è una rivendicazione lobbistica.

Se, invece, si hanno esigenze differenti rispetto a determinate specie, allora è un altro paio di maniche, ma noi voteremo contro con convinzione, perché riteniamo che sia una legge di subordinazione concettuale a norme nazionali sbagliate. E' stato sbagliato pensare alla terza giornata, la prossima modifica di questa legge sarà quella che farà scegliere a piacere ai cacciatori. La prossima sarà questa, perché così è nell'altra norma, e una volta che si accredita questo principio difficilmente lo si toglie fuori dalla legislazione regionale. Noi pensiamo che la legislazione regionale della Sardegna debba avere giustificazioni interne alla specificità della Sardegna e due giornate sono anche troppe! Se si parla con le persone che vanno in campagna, tutti dicono che forse anche per quanto riguarda la selvaggina stanziale bisognerebbe chiuderla per anni la caccia!

Credo che non ci sia necessità di argomentare ulteriormente. E' una legge fatta per gruppi riservati di egoisti, e noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Signor Presidente, ho ascoltato attentamente la dichiarazione dell'onorevole Maninchedda e devo dire che per gli stessi motivi che egli ha elencato e che condivido, ritengo invece che occorra votare a favore di questo emendamento così come degli emendamenti numero 4 - e spiegherò poi il perché -, 6, sostitutivo parziale dell'emendamento numero 3, e dello stesso emendamento numero 3, perché una volta che quest'Aula ha deciso di approvare l'articolo 1, è chiaro che noi, proprio per i motivi che richiamava l'onorevole Maninchedda, visto che il danno è fatto, se si segue il suo ragionamento, è stato cioè introdotto il concetto della terza giornata, dobbiamo fare in modo che questa terza giornata venga prevista all'interno di una caccia programmata e non controllata, e soprattutto - secondo quanto prevedono gli emendamenti successivi, che l'onorevole Maninchedda avrà la bontà di controllare, in particolare il 4 - sia resa possibile soltanto una volta adottato il Piano faunistico-venatorio. Infatti, per quanto riguarda la decorrenza dei termini, è proprio per questo che proponiamo nell'articolo 3, che in qualche modo pone una specie di sanzione a carico della Giunta, che nel caso in cui non venga approvato il Piano entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, quel termine venga esteso a centoventi giorni, perché questo significherebbe che, comunque, quest'anno non ci sarà la terza giornata di caccia e se mai la si potrà programmare lo si farà all'interno del calendario venatorio. Quindi non esiste la possibilità che le giornate siano più di tre, anche se teoricamente c'è la scelta fra cinque, e se mai ci sarà una terza giornata questa deve essere introdotta all'interno di una caccia programmata e del Piano faunistico-venatorio, quindi dopo aver istituito gli ambiti di caccia.

Invito, pertanto, i colleghi a riflettere: se siamo tutti convinti che la terza giornata di caccia non sia opportuna, e non lo è nella stragrande maggioranza dei casi, credo che sull'emendamento numero 1, anche se forse è pleonastico, perché dovrebbe essere scontato così per quanto prevede il resto della legge, e sugli emendamenti successivi che ho richiamato dobbiamo votare a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Io voterò a favore dell'emendamento numero 1, perché non modifica nulla, ma chiarisce meglio l'articolo 1, perché già nell'articolo 49 della legge numero 23 è previsto che le giornate devono essere comprese nel calendario venatorio. Quindi noi, attraverso questo emendamento, chiariamo meglio questo aspetto, cioè che anche la terza giornata possa essere effettuata solo e secondo quanto previsto dal calendario venatorio.

E' vero, c'è stata un'interruzione dei lavori dell'Aula per consentire alla Commissione eventualmente di sentire le associazioni, ma ricorderei ai colleghi che non è arrivata, in questi giorni, né dalle associazioni ambientaliste né da quelle venatorie, nessuna richiesta di essere audite, eccetto che dall'Unione cacciatori di Sardegna, la cui richiesta è però arrivata in un momento in cui c'era un'interruzione dei lavori dell'Aula e tantissimi colleghi erano impegnati nel referendum, chi per il sì e chi per il no.

Io affronterei con molta più tranquillità questa proposta di legge, intanto perché tanti di noi non fanno clientele, visto che non siamo cacciatori, anzi io lo posso dire con molta chiarezza, perché ho fatto l'obiettore di coscienza, l'ho fatto ventiquattro mesi ai tempi della legge Spadolini e quindi sono contrario all'utilizzo di qualsiasi arma. Forse non dovrei neanche intervenire in quest'Aula rispetto a questi temi, ma questo aspetto non mi vieta di affrontare un argomento come questo con la tranquillità che serve. I cacciatori, tantissimi a Lula e tanti nella zona del Logudoro, hanno ragione quando dicono che bisogna sospendere la caccia per quanto riguarda la stanziale. Ma questo non ha niente a che vedere con la proposta di legge che noi stiamo affrontando oggi, qui, in Aula, perché parliamo esclusivamente della caccia alla migratoria, parliamo esclusivamente della caccia al cinghiale. Sappiamo quali danni questi animali stanno provocando nei nostri territori, quindi mi pare che nessuno possa dire che non esiste la migratoria o non esistono i cinghiali che stanno arrecando, ripeto, tanti danni.

Pertanto, io affronterei questo tema con molta più tranquillità, senza demagogia e magari migliorando la norma, così come stiamo facendo, attraverso alcuni emendamenti che ne chiariscono meglio gli intenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, dopo la giornata di avantieri e il risultato sul referendum che i sardi hanno utilizzato per esprimere concettualmente il desiderio e la voglia di salvaguardare il proprio ambiente, oggi torniamo qua a discutere di un argomento che sinceramente mi chiarisce in parte la contraddizione che alligna in quest'Aula.

Mentre nei territori, come diceva poco fa l'onorevole Licheri, le varie compagnie di caccia, anche se riguardava un altro aspetto, però, come argomento concettuale, come concetto, sono stati molto molto chiari e arrivano, appunto, a chiedere la sospensione dell'esercizio venatorio, qua, in quattro e quattr'otto, attraverso un semplice articolo, vogliamo decidere di estendere la caccia. Credetemi, io mi trovo davvero in difficoltà. Mi trovo in difficoltà perché non c'è stato neanche il coraggio della trasparenza, è stato utilizzato il voto segreto e questo, in qualche modo, oscura ancora di più questa discussione e questa decisione che noi stiamo prendendo, che qualcuno anzi ha già preso.

Io annuncio che voterò contro questa legge, se non verrà modificata sostanzialmente, soprattutto in un periodo in cui è in corso un dibattito sulla salvaguardia ambientale, sul rispetto dell'uomo e degli animali e sulla filosofia che c'è dietro questo concetto. Mi pare che in quest'Aula ci sia una "accozzata", chiamiamola così, dietro un muretto a secco per favorire qualcuno. E di muretti a secco ce ne sono tanti!

Allora, se prevale il rapporto in qualche modo parentale - non intendo riferirmi al rapporto tra parenti, ma al rapporto tra Gruppi -, e quindi amicale, clientelare, io non voglio partecipare a questa discussione, perché è una discussione viziata, che ha l'obiettivo di raggiungere, come diceva molto bene il mio Capogruppo, qualche rapporto preferenziale in vista delle prossime elezioni. Davvero non partecipo a questo disastro e quindi sicuramente non voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento, che tra l'altro ho sottoscritto, perché mi sembra che il riferimento al calendario venatorio serva a riportare questa giornata di caccia in più in Sardegna in un ambito, che è quello del Comitato faunistico regionale, che ha sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista ambientale un quadro più preciso di quello che può avere anche il legislatore più avveduto. Cioè votare contro questo emendamento, dopo che è già stato approvato l'articolo 1, mi sembra una contraddizione in termini. Soprattutto dopo che è stato rimarcato, nel corso della discussione generale, che questa "leggina" è stata presentata esclusivamente per rispondere a una richiesta di equiparazione - parlare di giustizia forse è troppo - del trattamento dei cacciatori sardi ai cacciatori del continente, portando a tre le giornate di caccia in Sardegna, così come è nel resto d'Italia.

Non ci sono questioni di carattere ideologico di mezzo, anzi io ho visto che fino alla settimana scorsa qualcuno ha utilizzato il tema dalla caccia come argomento prettamente elettorale o elettoralistico per la nascita di liste, di numerose liste, quelle che vengono presentate ogni qualvolta ci sia un'elezione. A sei mesi dalle elezioni si presentano le liste dei cacciatori, con i cahiers de doléances, normalmente sempre collegate alle liste del centrodestra, che ha fatto di questo argomento un elemento, come dire, per sobillare i cacciatori, quelli a cui io mi riferisco, cioè quelli con una coscienza spesso insufficiente della legislazione, e per dare la sensazione che la politica in generale, ma la sinistra o il centrosinistra in particolare, schiava dei diktat degli ambientalisti, si oppone a che i cacciatori sardi possano avere lo stesso trattamento di quelli delle altre regioni.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

SALIS (Gruppo Misto). Concludo, signor Presidente. Io ho visto un certo disagio proprio tra le forze politiche che hanno utilizzato spesso questo argomento e che stavolta non lo potranno utilizzare. Perché con questa legge, su cui, ripeto, voterò a favore, noi parifichiamo il trattamento dei cacciatori sardi a quelli del resto d'Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Scarpa - Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Maninchedda - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Davoli - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 49

astenuti 3

maggioranza 25

favorevoli 28

contrari 21

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Questo emendamento aveva il senso di allinearci, anche in questo, al resto delle Regioni d'Italia, perché rappresenta una limitazione per i cacciatori sardi l'impossibilità di utilizzare la canna rigata, quindi c'era anche un motivo legato all'aumento della sicurezza, però comprendo che introdurre in questo momento elementi di novità rispetto a quello che era il senso della proposta di legge può creare delle difficoltà per il prosieguo dei lavori e per l'approvazione definitiva della legge stessa. Pertanto l'emendamento numero 2 è ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 4. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, l'emendamento recita: "Al comma 1 dell'articolo 104 della legge regionale n. 23 del 1998…". Pensate un po' che legge! Avete idea di che legge sia, onorevole Diana? Articolo 104, cioè una legge corposa, solo per leggerla ci vogliono dieci anni, figuriamoci per attuarla! Rimane sospesa in aria. Questo emendamento dice: "…sono soppresse le seguenti parole: 'che viene adottato contestualmente al Piano faunistico-venatorio regionale'". Perché questa proposta? Perché parte dall'assunto che il Piano faunistico non verrà mai adottato, e per fare ciò che è previsto dall'articolo 104 bisogna cancellare il riferimento. Non si cancella, ovviamente, il Piano faunistico; quello rimane come una sorta di immagine, proiettata, astratta, impalpabile. Rimane! Perché? Perché noi non dobbiamo programmare in modo scientifico il prelievo, l'esercizio dell'attività venatoria, perché non dobbiamo programmare in modo corretto la vita nelle nostre campagne!

Mi dispiace che l'onorevole Salis si sia allontanato dall'aula, perché qua il problema non è di competere sul voto di qualche cacciatore o ambientalista che passa per caso, qua il problema è come fare una sana competizione tra centrodestra e centrosinistra per regolamentare questa materia in funzione di tutti quei diritti, ivi compreso quello del cacciatore. E noi non lo stiamo facendo questo, non lo stiamo facendo perché non affrontiamo il problema alla radice, cioè intervenendo sulla legge, articoli 104 e 105. Ripeto, rimane lì, appesa, una legge ancora da attuare, ed è per questo che io voterò contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, intanto esprimo il mio voto favorevole a questo emendamento. E' vero che al momento il Piano faunistico regionale non è all'ordine del giorno, questo è il dato reale, ma ci sono alcune province che sono in ritardo rispetto all'approvazione di quanto di loro competenza.

Questo emendamento è importante per una semplice ragione, perché svincola il regolamento di attuazione della legge regionale numero 23 del 1998 dal Piano faunistico-venatorio regionale, e quindi consente la regolamentazione organica di alcuni istituti che sono contenuti nella stessa legge. Io ne citerei alcuni molto importanti: le oasi permanenti di protezione faunistica, le zone temporanee di ripopolamento, i centri pubblici e privati di riproduzione di fauna selvatica, gli allevamenti, le zone di addestramento, i fondi rustici e gli indennizzi, per esempio, dei danni. Tutti elementi fondamentali e, secondo me, anche fortemente migliorativi.

Quindi penso che questo emendamento debba essere approvato, perché consente, comunque, di poter utilizzare il regolamento appieno, cosa che in questo momento è praticamente impensabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, il Presidente della Commissione ha espresso perfettamente anche il mio pensiero, per cui non ho bisogno di intervenire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Uras ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Franco - Scarpa - Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Davoli - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Pisu - Randazzo Vittorio - Sanjust - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 25

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 5, su cui il relatore ha espresso parere contrario e la Giunta si è rimessa all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, con l'emendamento numero 5 si interviene finalmente nel merito. L'onorevole Diana conosce questo emendamento e ha un'opinione sicuramente opposta alla mia, però si interviene nel merito, cioè nel merito della organizzazione della pianificazione del prelievo. Cioè, in assenza di un Piano faunistico regionale, il prelievo o viene organizzato in modo scientifico attraverso una pianificazione generale, allora in questo caso anche gli ambiti territoriali di caccia dovrebbero essere considerati in modo diverso, perché si guarda alla selvaggina, all'insistenza dell'attività venatoria in relazione alle altre attività che vengono esercitate nelle campagne, quelle professionali della pastorizia e dell'agricoltura, oppure che cosa si fa? Si mette un limite, una sorta di barriera, questo è il senso degli ambiti territoriali di caccia così come previsti.

Per cui il tema su cui noi ci dobbiamo confrontare, onorevole Diana, è questo: quand'è che prendiamo quella legge, che rimane una specie di icona, dimenticata, inattuata, confusa, che si intreccia con le competenze dello Stato e viene pessimamente gestita, e affrontiamo questa materia in modo organico, così come deve essere affrontata in una regione moderna come la nostra, con le particolarità anche positive del nostro ambiente naturale, in funzione anche dell'attività venatoria? O dobbiamo andare avanti ancora con leggine e clientele?

Giustamente l'onorevole Salis diceva: "Perché lasciare i cacciatori sempre e soltanto al centrodestra? Mettiamoci anche noi sulla stessa strada, sullo stesso filone". Noi invece lanciamo una sfida al centrodestra e gli diciamo: è possibile che ragioniamo regolamentando in modo più organico tutta questa materia con una legge che sia degna di questo nome?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, io avevo assunto l'impegno di ritirare questo emendamento già nella scorsa seduta e intendo mantenerlo. Da parte di alcuni colleghi mi è arrivata la precisazione che se si eliminassero le ultime righe, dopo la parola "provinciali", l'emendamento sostanzialmente sarebbe utile per una precisazione migliore, più puntuale di ciò che la legge già prevede.

Da parte mia mantengo l'impegno preso, ma verificherei se eliminando tutta la parte dopo "Piani faunistico-venatori provinciali", cioè da "fatta eccezione per le isole di Sant'Antioco" sino alla fine, l'emendamento potrebbe trovare accoglimento. In caso contrario, io comunque mantengo l'impegno di ritirarlo.

PRESIDENTE. Onorevole Porcu, io ho capito ciò che lei vuol dire, ma non capisco chi dovrebbe fare la verifica nella fase di votazione. Quindi o lei mi dice che tiene in piedi l'emendamento, anche limitatamente a quelle parti, oppure viene ritirato.

PORCU (P.D.). Facciamo così io mantengo l'impegno al ritiro, poi qualcuno svolgerà questa verifica.

PRESIDENTE. Io sto procedendo alla votazione.

PORCU (P.D.). Ritiro la mia firma dall'emendamento. Grazie.

URAS (R.C.). Io non lo ritiro.

PRESIDENTE. Va bene, quindi lo votiamo. L'emendamento resta in piedi senza la firma dell'onorevole Porcu.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale, Presidente.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Davoli - Pisu - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Cuccu Giuseppe - Cugini - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Masia - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Randazzo Vittorio - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Porcu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 56

astenuti 2

maggioranza 29

favorevoli 3

contrari 53

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.

Emendamento sostitutivo totale Licheri - Cuccu Giuseppe - Calledda - Salis - Masia - Corda - Rassu.

Art.2

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"Art. 2

Entrata in vigore, approvazione Piano faunistico regionale

1. La disposizione di cui all'articolo 1 entra in vigore contestualmente all'approvazione del piano faunistico venatorio regionale di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 23 del 1998. Se il piano faunistico regionale non è approvato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la disposizione di cui all'articolo 1 si applica pur in assenza del piano.". (3)

Emendamento all'emendamento numero 3 sostitutivo parziale Uras - Porcu.

Le parole "… è approvato entro sessanta giorni …" sono così sostituite:

"… è approvato entro centoventi giorni …". (6).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, mi consenta di esprimere la mia soddisfazione.

CAPPAI (U.D.C.). Doveva esprimere il parere!

URAS (R.C.). Poi esprimo anche il parere. Il parere viene dopo la discussione, onorevole Cappai.

Mi consenta, Presidente, di esprimere la mia soddisfazione, perché era esattamente quello che io, piccola forza democratica che sopravvive e sopravviverà anche alle prossime intemperie...

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Apri l'ombrello!

URAS (R.C.). Sopravviverà, la sinistra sopravviverà, ce n'è sempre più bisogno, oggi più che mai, quando gli Stati, anche i più potenti, decidono di dare soldi a valanghe ai banchieri. E poi ci insegnano il liberismo, il non assistenzialismo quando parliamo del personale delle pulizie! Insomma, io penso che la sinistra abbia un futuro: ha un futuro in questa regione, avrà un futuro in questo Paese, avrà un futuro in Europa, avrà un futuro nel mondo, perché ve n'è bisogno e perché vi è bisogno anche di qualcuno che canti fuori dal coro.

Io mi auguro che i cacciatori siano molte centinaia di migliaia, perché per dividervi i voti dei cacciatori bisogna che siano molti, se no rischiate veramente di buttarvi addosso... E non sono neanche convinto, lo dico francamente, onorevole Porcu, che i cacciatori siano tutti d'accordo su questa modalità di affrontare il problema. Che cosa stiamo chiedendo noi? Non abbiamo niente contro la caccia, quando viene esercitata secondo le regole, come deve essere partendo dall'esigenza anche di chi esercita l'attività venatoria di avere un ambiente nel quale poterla esercitare oggi, domani e anche dopodomani, perché è un pezzo di cultura, è un pezzo di tradizione, è un pezzo di identità anche e soprattutto di questo nostro popolo sardo. E pur essendo io molto lontano dall'idea di diventare cacciatore, sicuramente ho rispetto per coloro che esercitano la caccia nella regolarità e nella correttezza.

CAPPAI (U.D.C.). Perché ce ne sono di irregolari?

URAS (R.C.). Purtroppo sì. Lei forse non ha mai sentito parlare dei bracconieri, però di bracconieri ce ne sono, così come ci sono quelli che invece l'attività venatoria la esercitano in modo corretto.

CAPPAI (U.D.C.). Abbiamo assunto settecento forestali in più!

PRESIDENTE. Onorevole Uras, non risponda all'onorevole Cappai. Onorevole Cappai!

URAS (R.C.). Onorevole Cappai, siamo anche amici!

Che cosa si interviene a fare con l'emendamento numero 3 all'articolo 2, che, badate, dice che la norma, quella che abbiamo appena approvato, entra in vigore contestualmente al Piano faunistico regionale? Siccome al Piano faunistico regionale, purtroppo, non ci crediamo, nell'altro pezzo dell'emendamento cosa diciamo? Se non entra in vigore il Piano faunistico regionale la norma vale lo stesso. Cioè, se veramente - io lo dico a lei, onorevole Assessore, in modo particolare poi chiudo, perché è giusto anche non tirarla troppo per le lunghe - si pensa che il Piano faunistico regionale sia una sovrastruttura inutile, che abbiamo pensato tanto per dare una nocciolina a qualche associazione ambientalista, giustappunto per non perdere i voti neppure di quella, lo si elimini, si abbia il coraggio di scrivere, in un emendamento a questa legge, che il Piano faunistico regionale non si fa, ma non si inventi una procedura micidiale, con una proposta che viene fatta e poi mandata alle province, perché facciano le loro osservazioni. Sono passati dieci anni, dieci anni! Si cancelli l'ipotesi, si organizzi diversamente questa normativa, però smettiamola di essere ipocriti rispetto all'applicazione corretta e puntuale delle leggi, perché questo è un costume che ha di fatto determinato la sfiducia nei confronti di chi fa le leggi e di chi governa. Oggi le istituzioni hanno perso credibilità soprattutto per questa ragione, perché quello che decidiamo lo facciamo in modo spesso strumentale e non convinti e non raggiungiamo l'obiettivo, non regolamentiamo la vita di questa nostra società, della nostra economia. Al contrario la imbrogliamo, ne facciamo esercizio di iniezione di confusione. Cioè, anziché aiutare, anziché regolare, spesso deregoliamo e costruiamo un mondo anarchico che ha origine dai nostri comportamenti.

Ecco perché io voterò contro questa norma pressoché, devo dire, inutile. Mi sarebbe piaciuto che l'Assessore, intervenendo, dicesse: "Non è inutile, fermi tutti, io fra quindici giorni ce l'ho il Piano". Ma non è così, perché c'è anche un altro emendamento che è stato presentato, che chiede lo spostamento anziché a novanta giorni a centoventi giorni. Come dire, interveniamo sempre sulla stessa materia, che è quella della pianificazione, stiamo dicendo in quattro righe quattro cose diverse.

Quindi, Assessore, se non c'è l'ipotesi di approvare il Piano faunistico regionale nell'arco dei prossimi sessanta giorni, non ha senso mettere questa norma. Si dica che questa specie di emendamento viene ritirato, perché non ha ragion d'essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, intervengo brevemente per dare una risposta alla sollecitazione che proviene dal consigliere Uras in riferimento alla possibilità di varare il Piano faunistico regionale.

Mi pare di aver già risposto al quesito in sede di discussione generale, che però il consigliere Uras ripropone in maniera continua e reiterata. Questa proposta di legge, lo voglio solo ricordare sommessamente, nasce in Commissione ambiente, peraltro senza neanche il coinvolgimento dell'Assessore regionale dell'ambiente. Io ho cercato di dare un contributo per migliorare la proposta, per fare in modo che diventasse un tantino più coerente rispetto anche alla politica che questa Giunta regionale attua in tema di tutela dell'ambiente, e quindi anche in tema di tutela della fauna selvatica.

A me dispiace che il consigliere Uras non abbia voluto interpretare positivamente un emendamento che non è stato presentato dalla Giunta, ma che nasceva da una discussione alla quale la Giunta ha partecipato con la mia persona, ed è l'emendamento numero 4, che cercava di dare alla Giunta regionale la possibilità di intervenire in maniera diretta sulla normativa che è in mano, peraltro, alla Giunta regionale, posto che il Piano, invece, onorevole Uras, è innanzitutto nelle mani delle province, le quali devono redigere i piani provinciali di competenza, i quali poi devono essere assunti dalla Giunta regionale all'interno del Piano faunistico regionale. Quindi, come dire, l'iniziativa provinciale è un'iniziativa sine qua non, altrimenti dovremmo attivare una procedura di commissariamento, di sostituzione delle province.

Sull'emendamento numero 5 ho dato un parere di affidamento all'Aula, nel senso che non ho dato un parere né positivo né negativo, perché ritenevo che con questo emendamento, sostituendo la parola "subprovinciale" con "provinciale", avremmo favorito la possibilità di avere il Piano faunistico regionale, forse, entro sessanta giorni a far data da oggi, perché il punto vero è la suddivisione in ambiti subprovinciali da parte delle stesse province e la creazione, quindi, dei cosiddetti ATC, che sono una complicazione, e io su questo sono d'accordo.

Si può semplificare, in Sardegna, costituendo otto ATC coincidenti con gli ambiti previsti dai piani faunistici provinciali, e avendo come struttura di governo degli ATC le Consulte faunistiche provinciali. Quindi non costituiremo nessun altro organismo, faremo coincidere la pianificazione provinciale con gli ATC, e avremo la possibilità di fare piani faunistici provinciali nell'arco di sessanta giorni.

In tutti i casi, comunque, io ho assunto delle iniziative sulla pianificazione: le province hanno le direttive da diversi mesi, dovrebbero concludere la loro proposta entro il mese di ottobre di quest'anno. Ho sentito gli Assessori provinciali una settimana fa per sapere da loro qual è lo stato della pianificazione. La pianificazione è in fase, sì, di elaborazione, ma non in una fase definitiva. Mi hanno chiesto una proroga di un paio di mesi per completare la pianificazione. Se il consigliere Uras mi chiede se sono certo che entro sessanta giorni la pianificazione provinciale sarà ultimata, io gli rispondo che non è nelle mie mani questa risposta, perché è nelle mani delle province, le quali devono approvare i loro piani. Non sono certo che li approvino entro il termine previsto, so che ci stanno lavorando e io li sto sollecitando a questo.

Ripeto, se si fosse trattato di un ambito unico provinciale, otto ATC in Sardegna, probabilmente mi sentirei di spendere una parola più fiduciosa, più speranzosa rispetto alla pianificazione. Stante questa situazione, continuerò a insistere presso le province, poi, se necessario, metteremo in campo la procedura sostitutiva, ma, come ben si capisce, su questo argomento, stante la varietà di opinioni che è trasversale rispetto alle forze politiche, molto probabilmente i consigli provinciali avranno analoga, se non maggiore difficoltà ad affrontarlo. Io credo che sia necessario, invece, che il Consiglio regionale, come si dice, uso un'espressione corrente, metta maggiore attenzione, più testa nell'affrontare la revisione della legge numero 23, perché è vero che data da dieci anni, ma se non è stata attuata una qualche ragione ci sarà, e non è una ragione imputabile solo agli Assessori regionali dell'ambiente che si sono succeduti. Evidentemente quella legge ha delle pecche che vanno corrette.

Io, sommessamente, vi ho suggerito qualche piccola correzione che forse ci aiuterebbe davvero ad attuare la pianificazione provinciale e la pianificazione regionale. Naturalmente ribadisco l'impegno ad andare avanti nella pianificazione regionale secondo la legge attuale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.

MILIA (U.D.C.). Brevissimamente. La mia dichiarazione di voto è contraria, ma intervengo esclusivamente per sposare quanto testé ha detto l'assessore dell'ambiente Morittu. E lo sposo in toto per quello che riguarda la pianificazione paesistica e per quello che ha riferito rispetto agli otto ambiti, che poi sono il risultato di un faticoso accordo sulla legge numero 23, cioè da otto a sedici ambiti in regione.

Ma suggerisco anche, certamente senza dare le colpe all'assessore Morittu, che l'Assessore ha gli strumenti per procedere, anche se le province hanno accumulato un ritardo ormai decennale, e cioè attraverso il commissariamento delle province stesse e l'attuazione di un piano faunistico che vedrebbe quasi tutti concordi con le idee espresse oggi dall'Assessore.

Le province hanno evidentemente troppo da fare e si occupano poco e male di questa materia, oppure ci sono troppi esperti che vorrebbero parcellizzare il territorio della Sardegna, impedendo di fatto lo svolgimento dell'attività venatoria, che potrebbe essere gestita agilmente attraverso gli otto ambiti che combacerebbero con le otto province regionali, così come oggi sono disegnate.

Crediamo che ci siano i modi e i tempi per attuare quanto detto anche dall'Assessore. Un suggerimento all'Assessore e a tutti quelli che amministrano questa materia: diffidiamo un po' di più dei soloni e dei professori che fanno i censimenti al canto in primavera senza rendersi conto di quello che c'è in estate, diffidiamo di coloro che non hanno mai saputo gestire la caccia e cerchiamo, con un dialogo fra associazioni ambientaliste, associazioni venatorie e istituzioni, di gestire al meglio questa materia.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, soprattutto ai "telefonisti", se magari parlassero a voce bassa ci aiuterebbero. Grazie.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cappai, relatore.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti numero 3 e 6.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 3 e 6.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, ovviamente voterò a favore dell'emendamento numero 6, che è un correttivo dell'emendamento numero 3, perché almeno tenta di dare un tempo minimo all'Assessore perché proceda.

Ho apprezzato molto la dichiarazione di voto dell'onorevole Milia, così come ho apprezzato molto, devo dire, anche le precisazioni che sono pervenute dall'Assessore. Ciò che oggi noi tentiamo di dimostrare è che una materia come questa non può essere disciplinata, lo dico a un mio carissimo amico, l'onorevole Salis, a colpi di preferenza, ma deve essere disciplinata in funzione di una buona gestione che richiama le competenze di coloro che praticano le campagne, anche nell'esercizio dell'attività venatoria. Badate, io ho un documento che mi proviene dalla Federazione italiana della caccia, e cioè dal Consiglio regionale della Federcaccia, che muove una censura per non essere stata consultata in ragione dell'istituzione della terza giornata di caccia e dà delle indicazioni, esprime delle opinioni che possono essere utilmente valutate da questo Consiglio, se sono da esso conosciute. E il problema non è se qualcuno ha bussato, se si è presentato o non si è presentato per darci un'opinione. Quando noi abbiamo voluto l'opinione delle organizzazioni sociali, delle organizzazioni di categoria, di quelle del sistema associativo diffuso, siamo stati noi a chiamarle, e non mi giunge all'orecchio di prassi diverse per nessun'altra materia. Non è che qua qualcuno si doveva presentare per essere consultato, doveva bensì essere chiamato a dire l'opinione sul provvedimento che era in discussione. Questa è una mancanza grave, che noi non vorremmo venisse ripetuta, perché mantenere il rapporto tra questo palazzo e il popolo è un dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io debbo una risposta, per cortesia e per amicizia, al collega compagno e amico Uras. Dal '90 al '95 io sono stato Assessore della Provincia di Cagliari, cioè componente della Giunta della Provincia di Cagliari. La Provincia di Cagliari, prima tra le quattro Province sarde di allora, approvò il Piano faunistico provinciale. Grandi discussioni, Luciano, grandi consultazioni, poi il consiglio provinciale pervenne a una decisione e la Provincia approvò, forse unica fra le Province sarde, anche con il parzialissimo contributo del sottoscritto, il Piano faunistico provinciale.

Il problema dei tempi, che l'Assessore ha chiarito in maniera perfetta, è legato, sempre relativamente al rispetto delle leggi che lei ha richiamato, collega Uras, al fatto che le province si trovano a disagio nel trattare un argomento abbastanza delicato, complesso, per alcuni aspetti pericoloso, Allora, se il problema del rispetto delle regole dev'essere richiamato completamente, il Consiglio regionale - e io mi sento di dare questa indicazione, anche se capisco che può essere un'indicazione pesante per la Giunta regionale e per l'Assessore - dovrebbe dare l'indicazione che si nomini un commissario ad acta pper le province inadempienti. Se veramente il problema è il rispetto delle regole e delle leggi si nomini un commissario ad acta, in modo che l'Assessore regionale abbia a disposizione il parere delle province, che è obbligatorio, come giustamente ha detto l'Assessore, per pervenire al Piano faunistico regionale.

Allora, questo emendamento, che io ho sottoscritto e che pone il termine di sessanta giorni, voleva dare questa indicazione, cioè che dopo anni, svariati anni di inadempienza legislativa o si cambia la legge o si rispettano gli articoli. Ecco perché si dava l'indicazione di un tempo anche abbastanza stretto, proprio per dare il senso del fatto che bisogna rispettare questa legislazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Utilizzo trenta secondi, perché l'Assessore ha espresso parere favorevole sugli emendamenti numero 3 e 6. Io ho apprezzato molto le sue dichiarazioni e anche l'impegno e la volontà di approvare, in tempi celeri, il Piano faunistico regionale, quindi penso che possiamo trovare una via di mezzo portando il termine a novanta giorni, aumentandolo quindi di trenta giorni rispetto a quanto previsto dall'emendamento numero 3, per consentire all'Assessore, e quindi alla Giunta, di poter approvare il Piano faunistico regionale, che ormai diventa fondamentale per ordinare tutta la materia della caccia in Sardegna. Quindi la proposta è di fissare il termine di novanta giorni e di trovare una sintesi tra i due emendamenti.

PRESIDENTE. Se questa proposta dell'onorevole Licheri viene accolta votiamo soltanto l'emendamento numero 3, correggendo le parole "sessa[MSOffice2] nta giorni" in "novanta giorni". Metto in votazione l'emendamento numero 3 con questa correzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Sempre per chiedere la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Artizzu e Capelli)

Prego i Segretari di prendere posto. Non sono esonerati dal loro lavoro di Segretari. Anche uno dell'opposizione, per piacere. Evitate di farvi richiamare ogni volta, colleghi, state qui. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3, così come modificato.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Corda ha votato a favore e che il consigliere Pisu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pisu - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 34

contrari 29

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ovviamente dichiarazione che ci consente di esprimere, ancora una volta, un plauso per come noi riduciamo questa Assemblea! Poi, badate, non avremo scuse, ma se su una leggina di questo genere, su cui voi tutti siete d'accordo, chiamiamo il voto segreto, a cui noi non parteciperemo, cioè il Gruppo Rifondazione Comunista uscirà dall'aula, perché ritiene il voto segreto su queste materie e su altre assolutamente improprio, dobbiamo avere coraggio. E io vi faccio gli auguri, perché adesso abbiamo scritto una delle pagine fondamentali della legislazione regionale con questo provvedimento! Un provvedimento che, ripeto, non è gradito neppure ai cacciatori! Il Consiglio regionale della Federcaccia ci ha mandato, oggi, una nota nella quale dice: "L'istituzione della terza giornata di caccia senza una preventiva consultazione con le associazioni venatorie non è propria". Ci chiede, per quanto riguarda il Piano faunistico regionale, di essere sentita, di poter dare un contributo. Questo, badate, lo hanno fatto anche le associazioni ambientaliste, che sono venute e hanno detto: "Noi non condividiamo questa legge, però, se ne avessimo avuto la possibilità, avremmo lavorato per migliorarla". Per migliorarla! Per migliorare, cioè, la normativa su questa materia, quella legge numero 23, che arriva all'articolo 104, che rimane appesa, che non è attuata e che è un fardello.

Ogni volta gli statistici arrivano a dirci che siamo pieni di leggi. Badate, siamo pieni di leggi perché le facciamo per scherzare, mica per applicarle! Le facciamo per lasciarle dove sono, così almeno la coscienza nostra è libera e possiamo andare a cercare la preferenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, anch'io come il mio collega uscirò dall'aula…

(Interruzione del consigliere Sanjust)

… perché si sappia e si conosca bene fino in fondo la posizione di Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Onorevole Davoli, si registra il vostro voto di astensione.

DAVOLI (R.C.). Sì.

SANJUST (F.I.). Allora non uscite dall'aula!

PRESIDENTE. La dichiarazione di astensione resta.

DAVOLI (R.C.). Ha ragione. Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Ecco, grazie.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 309/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 61

astenuti 3

maggioranza 31

favorevoli 26

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Spissu - Tocco - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Corda - Uras.)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Colleghi, concludiamo qui la seduta di questa mattina. Chiedo scusa, onorevole Caligaris, le do la parola.

Chiedo ai colleghi di trattenersi un attimo, la seduta non è tolta, quindi se vi accomodate ci fate una cortesia.

Do la parola all'onorevole Caligaris, che non ero riuscito a far parlare in fase di votazione, e poi comunico come prosegue l'ordine del giorno nella serata odierna e nella giornata di domani.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, anche per dare una risposta all'onorevole Uras che ha richiamato la legge finanziaria relativamente alle donne delle pulizie, ricordo, per inciso, l'irrisolta questione dei precari dei consorzi di bonifica.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, mi scusi, non è che lei adesso introduce altri argomenti a cui rispondere!

CALIGARIS (Gruppo Misto). No, è sempre lo stesso argomento, Presidente.

PRESIDENTE. Insomma, lei aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sono tantissime le norme che non vengono attuate e io mi riferisco, tra le tante norme…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Caligaris. Colleghi, posso chiedervi un po' di silenzio? La discussione la fate magari più in là, dopo che finisce l'onorevole Caligaris. Prego.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Dicevo che sono tante le norme non attuate, a partire da quella di sostegno alle associazioni antifasciste e partigiane e altre che vengono attuate solo nelle parti che convengono.

Bene, in seguito alla modifica del Regolamento, Presidente, i Segretari d'Aula non sono più tenuti a verificare l'attuazione degli ordini del giorno del Consiglio. Noi ne abbiamo approvati due all'unanimità, che riguardano lo smantellamento della continuità territoriale per le merci. Io volevo sapere da lei, signor Presidente, se è stata attivata la Commissione di verifica per l'attuazione delle delibere del Consiglio o entro quanto tempo verrà attivata, in modo tale che effettivamente ci sia un controllo perché gli atti del Consiglio vengano attuati e così le leggi. Così eviteremo anche questioni problematiche come quelle sollevate dall'onorevole Salis. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, noi teniamo sotto osservazione costante, lo fanno i Segretari e lo fanno in generale gli Uffici del Consiglio, l'attuazione degli ordini del giorno. Nel caso degli ordini del giorno da lei richiamati, il soggetto a cui si riferiva il deliberato non è un soggetto regionale su cui abbiamo potere, facoltà e potestà, ma è un soggetto, come lei sa, nazionale. Fra l'altro è una società privata e privatizzata, ancorché posseduta dallo Stato.

La Regione ha sviluppato e svolto tutte le iniziative e tutte le azioni necessarie perché non venisse soppressa quella linea, ciò nonostante, per ragioni indipendenti dalla volontà della Regione Sardegna, la linea è stata soppressa e la Regione, così come ci è stato comunicato, si sta attivando per trovare sistemi e modalità alternative per garantire la continuità delle merci attraverso vettori diversi da quelli che tradizionalmente hanno svolto questa attività.

Io la ringrazio e, comunque, la sua sollecitazione serve anche a noi per richiedere alla Giunta se sono state prese ulteriori iniziative.

La seduta di questa mattina si conclude a questo punto. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30, con all'ordine del giorno la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta sulle attività urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu. Proseguiremo con la mozione, presentata ai sensi della legge regionale statutaria, di censura nei confronti di un Assessore e, a seguire, con la legge urbanistica.

Ricordo che i lavori del Consiglio dureranno l'intera settimana e si concluderanno venerdì, alle ore 14.

La seduta è tolta alle ore 13 e 54.


[MSOffice1]Annunziata, ma non presente nel processo verbale perché non considerata Risposta scritta.

[MSOffice2]Vedi verbale



Allegati seduta

CDXLIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 7 ottobre 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 26.

CAPPAI Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 30 luglio 2008 (434), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Calledda, Giorico, Mattana, Pittalis, Rassu, Serra e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 7 ottobre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta nelle sedute del 4, 10, 19 e 24 giugno 2008; 1°, 2, 8, 15, 22 e 29 luglio del 2008.

Comunico, inoltre, che il Presidente della Regione, con nota del 3 ottobre 2008, ha fatto pervenire al Consiglio regionale copia del ricorso con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri ha sollevato conflitto di attribuzione nanti la Corte costituzionale per l'annullamento dell'atto di promulgazione della legge regionale statutaria 10 luglio 2008, numero 1, pubblicata sul BURAS numero 23 del 18 luglio 2008. Il Presidente del Consiglio dei Ministri chiede che la Corte costituzionale dichiari che non spetta al Presidente della Regione Sardegna il potere di promulgare la legge statutaria regionale numero 1 del 2008 e che, pertanto, l'atto di promulgazione di tale legge va annullato per contrasto con l'articolo 15, comma 4, dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Cuccu Giuseppe - Licheri - Amadu - Atzeri - Calledda - Cappai - Corda - Floris Vincenzo - Moro - Rassu - Sanna Alberto. Interventi in favore degli agricoltori danneggiati dalla siccità negli anni 2007-2008. (339)

(Pervenuta il 30 settembre 2008 e assegnata alla quinta Commissione)

Pileri. Disposizioni per favorire la conoscenza e la diffusione delle musiche, dei canti popolari, della poesia e della danza in Gallura. (340)

(Pervenuta il 30 settembre 2008 e assegnata all'ottava Commissione)

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

[MSOffice1] "Interrogazione Cappai - Randazzo Alberto - Amadu - Milia - Randazzo Vittorio sulla perdita di fondi europei destinati al settore agricolo a causa dei ritardi dell'Amministrazione regionale". (763)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Scarpa sulla restituzione di 60 miliardi di lire agli agricoltori sardi da parte della Regione". (883)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Amadu sulla necessità di attuare la decisione del Consiglio di Stato in favore di n. 72 operatori agricoli e coltivatori diretti della Provincia di Sassari". (889)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Cassano sulla paventata chiusura del centro zonale ERSAT ubicato presso il Comune di Ossi". (1082)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni sulla mancata definizione dei parametri per le colture danneggiate dagli eventi siccitosi del 2005". (1142)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Cappai sull'eccezionale gravità in cui versa il comparto agro-zootecnico conseguente alla siccità e alle alte temperature causate dalla scarsa piovosità che hanno interessato il territorio della Trexenta-Marmilla-Campidano nell'annata agraria 2007-2008". (1225)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Dedoni sulle problematiche inerenti al settore agricolo". (1243)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

"Interrogazione Liori - Diana sui ritardi nell'elaborazione delle graduatorie dei bandi relativi al Piano di sviluppo rurale 2000-2006". (1245)

(Risposta scritta in data 1 ottobre 2008.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, per sapere se la mancata erogazione dei fondi per i libri degli studenti di famiglie disagiate sia una delle prime conseguenze del mancato rispetto del patto di stabilità da parte della Regione Sardegna". (1372)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi di progetto di epurazione dei medici in atto presso il Reparto di psichiatria dell'Ospedale SS. Trinità di Cagliari". (1373)

"Interrogazione Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità che la Regione Sardegna ceda al Comune di Cagliari l'area ex ERSAT tra via San Bartolomeo e viale Poetto". (1374)

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sulla incomprensibile inaccessibilità degli uffici dell'Agenzia regionale del lavoro e di numerosi altri uffici regionali ai disabili per la mancata realizzazione dei lavori di installazione di impianti per l'abbattimento delle barriere architettoniche". (1375)

"Interrogazione Diana, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento delle commissioni competenti alla determinazione del valore agricolo degli espropri". (1376)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cocco - Tocco, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità che la Regione intervenga affinché l'INAIL riconosca la malattia professionale di un tecnico radiologo dell'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari". (1377)

"Interrogazione Licheri - Lanzi - Cugini - Fadda - Serra, con richiesta di risposta scritta, sull'attribuzione degli incarichi dirigenziali all'AGRIS". (1378)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Interpellanza Petrini - Pileri - Pittalis - Rassu sulla mancata realizzazione della rota-toria (lottizzazione Picciau) per la messa in sicurezza della strada statale n. 195." (338/C)

"Interpellanza La Spisa sul concorso per due dirigenti - area Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA)". (339)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CAPPAI, Segretario:

"Mozione Milia - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Lai Vittorio Renato - Marracini - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Atzeri - Ladu - Dedoni - Contu - Lombardo - Licandro - Sanjust - Amadu - Pittalis - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Floris Mario - Cherchi Oscar - Diana - Liori - Moro - Gallus - Murgioni - Cassano - Pisano - Maninchedda sulla situazione del personale proveniente dalle soppresse comunità montane della Sardegna in attesa di ricollocazione". (196)

Continuazione della discussione della proposta di legge Cappai - Licheri - Cucca - Cuccu Giuseppe - Sabatini: "Integrazioni alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio

della caccia in Sardegna)". (309/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 309/A.

Ricordo che abbiamo votato il passaggio all'esame degli articoli, siamo all'articolo 1 e relativi emendamenti, sui quali il relatore è chiamato a esprimere il parere.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei sapere se siamo ancora nella fase della discussione dell'articolo o già in fase di voto.

PRESIDENTE. Abbiamo terminato la discussione dell'articolo e degli emendamenti e ci siamo fermati alla espressione del parere della Commissione e della Giunta. Poi votiamo, naturalmente.

LA SPISA (F.I.). Grazie, Presidente per la precisazione. Vorrei solo intervenire sulla modalità di voto, e le chiedo di darmi la parola appena chiama la votazione.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole La Spisa.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo sull'ordine dei lavori, Presidente.

Il Consiglio Regionale il 27 febbraio 2008, e successivamente il 22 maggio 2008, ha approvato all'unanimità due ordini del giorno relativi alla soppressione del servizio di trasporto ferroviario delle merci da e per la Sardegna. In seguito alla modifica…

PRESIDENTE. Mi scusi, su quale ordine dei lavori sta intervenendo? Che c'entra con l'ordine dei lavori? Stiamo votando l'articolo di una legge, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora, Presidente, io ho chiesto la parola prima. Se mi fa finire, poi potrà valutare se ciò che dico è attinente o non attinente all'ordine dei lavori. E se mi posso permettere di richiamare l'attenzione del Consiglio su questo argomento...

PRESIDENTE. Posso suggerirle di farlo al termine dell'esame di questa proposta di legge, onorevole Caligaris, dal momento che siamo in fase di votazione?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto la parola sull'ordine dei lavori, prima ancora che desse la parola al collega.

PRESIDENTE. Sì, ma non può intervenire adesso.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene, mi riservo di intervenire successivamente.

PRESIDENTE. Le darò la parola in una fase diversa dalla votazione, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cappai, relatore.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. Sugli emendamenti numero 1, 2, 3, e 4 esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cappai. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2, 4 e 5; il numero 3 è all'articolo 2.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. Chiedo scusa. Allora, il parere è contrario sugli emendamenti numero 1, 2, 4 e 5.

PRESIDENTE. Basta così.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. No, c'è anche un sesto emendamento.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 3 e 6 sono presentati all'articolo 2, onorevole Cappai.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sugli emendamenti numero 1 e 4 il parere è favorevole; sull'emendamento numero 2 è contrario. Sull'emendamento numero 5 su cui credo che andrebbe fatto un approfondimento, la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, avevo chiesto prima di intervenire sulla modalità di voto.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Maninchedda.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Va bene. Le eventuali dichiarazioni, a questo punto, possono essere di astensione. L'onorevole Maninchedda rinuncia.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Non rinuncio, Presidente, mi astengo, ma mi astengo con una motivazione. Io credo che ancora una volta si sbagli, c'è una gestione pessima di questi lavori. Abbiamo sospeso questa legge sull'assunto che non sono state sentite, come sarebbe stato invece doveroso, le associazioni venatorie, le associazioni ambientaliste, il mondo dell'agricoltura, quello che vive nelle campagne, e che si è fatta una legge clientelare, per aggiungere una giornata di caccia nei prossimi due mesi, nella speranza di raccattare, da qualche doppietta, un voto in più. Auguri! A chi ha questa concezione dell'Assemblea regionale così povera, così miserevole, auguri! Prendete il voto in più! Io non sarò della partita! Sono disinteressato a questo approccio.

Tutto questo lo si fa, Assessore, mi consenta, mentre una legge, che vige dal 1989, mi pare di ricordare, quella sui parchi, rimane totalmente inattuata, perché noi non abbiamo istituito neanche un parco regionale, e sono passati vent'anni! E ora interveniamo con una disposizione legislativa come questa, che prevede la realizzazione di un Piano faunistico-venatorio, cioè la pianificazione su base scientifica del prelievo e quindi anche dell'esercizio sportivo dell'attività venatoria, dopo dieci anni! Cioè, c'è un'incapacità cronica ad attuare le leggi da parte di chi governa. E quest'Aula, badate bene, mica è dispiaciuta, l'ha detto anche l'onorevole Artizzu: "Mai venga il Piano faunistico regionale!" Per cui, siccome non abbiamo il coraggio, perché ci vuole il coraggio delle decisioni, il coraggio di dire agli ambientalisti, al mondo delle campagne, a chi è interessato alla tutela ambientale, che il Piano faunistico-venatorio non si fa, allora non lo si deve fare violando la legge.

Io non ci sto! Devo dire la verità, non ci sta il mio partito. Chi ha il senso delle istituzioni non ci dovrebbe stare. E io darò un voto di astensione, perché ho dovuto dire di no, e continuamente di no, a queste cose oggi.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 45

astenuti 3

maggioranza 23

favorevoli 24

contrari 21

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Scarpa - Spissu - Tocco - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Pinna - Uras.)

MORO (A.N.). Presidente, alcuni colleghi hanno avuto dei problemi con la votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Moro, io ho tenuto aperta la votazione per un tempo superiore al necessario. Quindi non so che fare. nessuno mi ha segnalato difficoltà di funzionamento del sistema elettronico. Ci sono due Segretari che vigilano, colleghi, abbiamo votato a scrutinio segreto, quindi chi c'era c'era, chi non c'era non può dichiarare il suo voto. Vi prego di stare in aula, perché sono previste votazioni consecutive.

Abbiamo approvato l'articolo 1, siamo all'emendamento aggiuntivo numero 1 all'articolo 1, a firma Licheri, Cuccu, Calledda e più, su cui è stato espresso parere contrario dal relatore e parere favorevole dalla Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io mi asterrò anche dalla votazione di questo emendamento, pur considerandolo un piccolo contributo per riparare il danno grave che si sta per fare con l'approvazione di questa legge. Ma il danno peggiore - lo ripeto e lo ripeterò nelle dichiarazioni di voto, una dopo l'altra - nel votare questa legge così come si è formata e soprattutto dopo la sospensione che avevamo sollecitato nel corso della seduta precedente, è che facciamo un torto a questa amministrazione, alla funzione alta, legislativa di questo Consiglio regionale, perché, ripeto, questa è una leggina che passa così, per le relazioni personali, non attraverso una valutazione approfondita, come meriterebbe questo argomento.

Da anni, e sempre di più, si avvicinano le posizioni di chi esercita l'attività venatoria e di chi, invece, esercita quella della tutela ambientale. Anzi, per la gran parte i cacciatori si vantano di essere i primi difensori dell'ambiente. Che cosa bisogna fare perché sia effettivamente difeso l'ambiente? Intanto bisogna attuare le leggi, le leggi che abbiamo fatto! E' possibile che a distanza di dieci anni da una pianificazione, dalla costruzione di un sistema corretto, scientificamente fondato, di prelievo venatorio, noi andiamo avanti con leggine in cui si prevede mezza giornata in più, una giornata in più di caccia? Per fortuna, credo si ritirerà l'emendamento oppure si voterà contro l'autorizzazione per il falco, l'arco, la fionda, le cose previste, appunto, in uno degli emendamenti proposti, ma questa è la logica con la quale si affronta questo tema, cioè superficiale, clientelare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Noi voteremo contro questo emendamento, perché non crediamo che sia correttivo dell'articolo 1 della legge, non foss'altro per il fatto che si dice che la terza giornata è comunque disposta, ma secondo quanto previsto dal calendario venatorio. Il calendario venatorio, con questo dettato, non può non inserire la terza giornata.

Noi siamo contrari alla terza giornata, riteniamo che la vera ragione di questa legge sia quella di copiare una pessima legge nazionale. Perché i colleghi lo sappiano, dire che si consente una terza giornata per la migratoria significa autorizzare le persone ad andare a caccia, e non c'è una guardia per ogni cacciatore, non c'è. Significa inserire, in un momento delicato, una terza giornata e chi frequenta la campagna sa che non ce n'è bisogno, è assolutamente falso che ci sia bisogno di una terza giornata e ha ragione chi sostiene che questa è una rivendicazione lobbistica.

Se, invece, si hanno esigenze differenti rispetto a determinate specie, allora è un altro paio di maniche, ma noi voteremo contro con convinzione, perché riteniamo che sia una legge di subordinazione concettuale a norme nazionali sbagliate. E' stato sbagliato pensare alla terza giornata, la prossima modifica di questa legge sarà quella che farà scegliere a piacere ai cacciatori. La prossima sarà questa, perché così è nell'altra norma, e una volta che si accredita questo principio difficilmente lo si toglie fuori dalla legislazione regionale. Noi pensiamo che la legislazione regionale della Sardegna debba avere giustificazioni interne alla specificità della Sardegna e due giornate sono anche troppe! Se si parla con le persone che vanno in campagna, tutti dicono che forse anche per quanto riguarda la selvaggina stanziale bisognerebbe chiuderla per anni la caccia!

Credo che non ci sia necessità di argomentare ulteriormente. E' una legge fatta per gruppi riservati di egoisti, e noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Signor Presidente, ho ascoltato attentamente la dichiarazione dell'onorevole Maninchedda e devo dire che per gli stessi motivi che egli ha elencato e che condivido, ritengo invece che occorra votare a favore di questo emendamento così come degli emendamenti numero 4 - e spiegherò poi il perché -, 6, sostitutivo parziale dell'emendamento numero 3, e dello stesso emendamento numero 3, perché una volta che quest'Aula ha deciso di approvare l'articolo 1, è chiaro che noi, proprio per i motivi che richiamava l'onorevole Maninchedda, visto che il danno è fatto, se si segue il suo ragionamento, è stato cioè introdotto il concetto della terza giornata, dobbiamo fare in modo che questa terza giornata venga prevista all'interno di una caccia programmata e non controllata, e soprattutto - secondo quanto prevedono gli emendamenti successivi, che l'onorevole Maninchedda avrà la bontà di controllare, in particolare il 4 - sia resa possibile soltanto una volta adottato il Piano faunistico-venatorio. Infatti, per quanto riguarda la decorrenza dei termini, è proprio per questo che proponiamo nell'articolo 3, che in qualche modo pone una specie di sanzione a carico della Giunta, che nel caso in cui non venga approvato il Piano entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, quel termine venga esteso a centoventi giorni, perché questo significherebbe che, comunque, quest'anno non ci sarà la terza giornata di caccia e se mai la si potrà programmare lo si farà all'interno del calendario venatorio. Quindi non esiste la possibilità che le giornate siano più di tre, anche se teoricamente c'è la scelta fra cinque, e se mai ci sarà una terza giornata questa deve essere introdotta all'interno di una caccia programmata e del Piano faunistico-venatorio, quindi dopo aver istituito gli ambiti di caccia.

Invito, pertanto, i colleghi a riflettere: se siamo tutti convinti che la terza giornata di caccia non sia opportuna, e non lo è nella stragrande maggioranza dei casi, credo che sull'emendamento numero 1, anche se forse è pleonastico, perché dovrebbe essere scontato così per quanto prevede il resto della legge, e sugli emendamenti successivi che ho richiamato dobbiamo votare a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Io voterò a favore dell'emendamento numero 1, perché non modifica nulla, ma chiarisce meglio l'articolo 1, perché già nell'articolo 49 della legge numero 23 è previsto che le giornate devono essere comprese nel calendario venatorio. Quindi noi, attraverso questo emendamento, chiariamo meglio questo aspetto, cioè che anche la terza giornata possa essere effettuata solo e secondo quanto previsto dal calendario venatorio.

E' vero, c'è stata un'interruzione dei lavori dell'Aula per consentire alla Commissione eventualmente di sentire le associazioni, ma ricorderei ai colleghi che non è arrivata, in questi giorni, né dalle associazioni ambientaliste né da quelle venatorie, nessuna richiesta di essere audite, eccetto che dall'Unione cacciatori di Sardegna, la cui richiesta è però arrivata in un momento in cui c'era un'interruzione dei lavori dell'Aula e tantissimi colleghi erano impegnati nel referendum, chi per il sì e chi per il no.

Io affronterei con molta più tranquillità questa proposta di legge, intanto perché tanti di noi non fanno clientele, visto che non siamo cacciatori, anzi io lo posso dire con molta chiarezza, perché ho fatto l'obiettore di coscienza, l'ho fatto ventiquattro mesi ai tempi della legge Spadolini e quindi sono contrario all'utilizzo di qualsiasi arma. Forse non dovrei neanche intervenire in quest'Aula rispetto a questi temi, ma questo aspetto non mi vieta di affrontare un argomento come questo con la tranquillità che serve. I cacciatori, tantissimi a Lula e tanti nella zona del Logudoro, hanno ragione quando dicono che bisogna sospendere la caccia per quanto riguarda la stanziale. Ma questo non ha niente a che vedere con la proposta di legge che noi stiamo affrontando oggi, qui, in Aula, perché parliamo esclusivamente della caccia alla migratoria, parliamo esclusivamente della caccia al cinghiale. Sappiamo quali danni questi animali stanno provocando nei nostri territori, quindi mi pare che nessuno possa dire che non esiste la migratoria o non esistono i cinghiali che stanno arrecando, ripeto, tanti danni.

Pertanto, io affronterei questo tema con molta più tranquillità, senza demagogia e magari migliorando la norma, così come stiamo facendo, attraverso alcuni emendamenti che ne chiariscono meglio gli intenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, dopo la giornata di avantieri e il risultato sul referendum che i sardi hanno utilizzato per esprimere concettualmente il desiderio e la voglia di salvaguardare il proprio ambiente, oggi torniamo qua a discutere di un argomento che sinceramente mi chiarisce in parte la contraddizione che alligna in quest'Aula.

Mentre nei territori, come diceva poco fa l'onorevole Licheri, le varie compagnie di caccia, anche se riguardava un altro aspetto, però, come argomento concettuale, come concetto, sono stati molto molto chiari e arrivano, appunto, a chiedere la sospensione dell'esercizio venatorio, qua, in quattro e quattr'otto, attraverso un semplice articolo, vogliamo decidere di estendere la caccia. Credetemi, io mi trovo davvero in difficoltà. Mi trovo in difficoltà perché non c'è stato neanche il coraggio della trasparenza, è stato utilizzato il voto segreto e questo, in qualche modo, oscura ancora di più questa discussione e questa decisione che noi stiamo prendendo, che qualcuno anzi ha già preso.

Io annuncio che voterò contro questa legge, se non verrà modificata sostanzialmente, soprattutto in un periodo in cui è in corso un dibattito sulla salvaguardia ambientale, sul rispetto dell'uomo e degli animali e sulla filosofia che c'è dietro questo concetto. Mi pare che in quest'Aula ci sia una "accozzata", chiamiamola così, dietro un muretto a secco per favorire qualcuno. E di muretti a secco ce ne sono tanti!

Allora, se prevale il rapporto in qualche modo parentale - non intendo riferirmi al rapporto tra parenti, ma al rapporto tra Gruppi -, e quindi amicale, clientelare, io non voglio partecipare a questa discussione, perché è una discussione viziata, che ha l'obiettivo di raggiungere, come diceva molto bene il mio Capogruppo, qualche rapporto preferenziale in vista delle prossime elezioni. Davvero non partecipo a questo disastro e quindi sicuramente non voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento, che tra l'altro ho sottoscritto, perché mi sembra che il riferimento al calendario venatorio serva a riportare questa giornata di caccia in più in Sardegna in un ambito, che è quello del Comitato faunistico regionale, che ha sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista ambientale un quadro più preciso di quello che può avere anche il legislatore più avveduto. Cioè votare contro questo emendamento, dopo che è già stato approvato l'articolo 1, mi sembra una contraddizione in termini. Soprattutto dopo che è stato rimarcato, nel corso della discussione generale, che questa "leggina" è stata presentata esclusivamente per rispondere a una richiesta di equiparazione - parlare di giustizia forse è troppo - del trattamento dei cacciatori sardi ai cacciatori del continente, portando a tre le giornate di caccia in Sardegna, così come è nel resto d'Italia.

Non ci sono questioni di carattere ideologico di mezzo, anzi io ho visto che fino alla settimana scorsa qualcuno ha utilizzato il tema dalla caccia come argomento prettamente elettorale o elettoralistico per la nascita di liste, di numerose liste, quelle che vengono presentate ogni qualvolta ci sia un'elezione. A sei mesi dalle elezioni si presentano le liste dei cacciatori, con i cahiers de doléances, normalmente sempre collegate alle liste del centrodestra, che ha fatto di questo argomento un elemento, come dire, per sobillare i cacciatori, quelli a cui io mi riferisco, cioè quelli con una coscienza spesso insufficiente della legislazione, e per dare la sensazione che la politica in generale, ma la sinistra o il centrosinistra in particolare, schiava dei diktat degli ambientalisti, si oppone a che i cacciatori sardi possano avere lo stesso trattamento di quelli delle altre regioni.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

SALIS (Gruppo Misto). Concludo, signor Presidente. Io ho visto un certo disagio proprio tra le forze politiche che hanno utilizzato spesso questo argomento e che stavolta non lo potranno utilizzare. Perché con questa legge, su cui, ripeto, voterò a favore, noi parifichiamo il trattamento dei cacciatori sardi a quelli del resto d'Italia. Grazie.

PRESIDENTE. Abbiamo concluso gli interventi per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Scarpa - Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Maninchedda - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Davoli - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 49

astenuti 3

maggioranza 25

favorevoli 28

contrari 21

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Questo emendamento aveva il senso di allinearci, anche in questo, al resto delle Regioni d'Italia, perché rappresenta una limitazione per i cacciatori sardi l'impossibilità di utilizzare la canna rigata, quindi c'era anche un motivo legato all'aumento della sicurezza, però comprendo che introdurre in questo momento elementi di novità rispetto a quello che era il senso della proposta di legge può creare delle difficoltà per il prosieguo dei lavori e per l'approvazione definitiva della legge stessa. Pertanto l'emendamento numero 2 è ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 4. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, l'emendamento recita: "Al comma 1 dell'articolo 104 della legge regionale n. 23 del 1998…". Pensate un po' che legge! Avete idea di che legge sia, onorevole Diana? Articolo 104, cioè una legge corposa, solo per leggerla ci vogliono dieci anni, figuriamoci per attuarla! Rimane sospesa in aria. Questo emendamento dice: "…sono soppresse le seguenti parole: 'che viene adottato contestualmente al Piano faunistico-venatorio regionale'". Perché questa proposta? Perché parte dall'assunto che il Piano faunistico non verrà mai adottato, e per fare ciò che è previsto dall'articolo 104 bisogna cancellare il riferimento. Non si cancella, ovviamente, il Piano faunistico; quello rimane come una sorta di immagine, proiettata, astratta, impalpabile. Rimane! Perché? Perché noi non dobbiamo programmare in modo scientifico il prelievo, l'esercizio dell'attività venatoria, perché non dobbiamo programmare in modo corretto la vita nelle nostre campagne!

Mi dispiace che l'onorevole Salis si sia allontanato dall'aula, perché qua il problema non è di competere sul voto di qualche cacciatore o ambientalista che passa per caso, qua il problema è come fare una sana competizione tra centrodestra e centrosinistra per regolamentare questa materia in funzione di tutti quei diritti, ivi compreso quello del cacciatore. E noi non lo stiamo facendo questo, non lo stiamo facendo perché non affrontiamo il problema alla radice, cioè intervenendo sulla legge, articoli 104 e 105. Ripeto, rimane lì, appesa, una legge ancora da attuare, ed è per questo che io voterò contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, intanto esprimo il mio voto favorevole a questo emendamento. E' vero che al momento il Piano faunistico regionale non è all'ordine del giorno, questo è il dato reale, ma ci sono alcune province che sono in ritardo rispetto all'approvazione di quanto di loro competenza.

Questo emendamento è importante per una semplice ragione, perché svincola il regolamento di attuazione della legge regionale numero 23 del 1998 dal Piano faunistico-venatorio regionale, e quindi consente la regolamentazione organica di alcuni istituti che sono contenuti nella stessa legge. Io ne citerei alcuni molto importanti: le oasi permanenti di protezione faunistica, le zone temporanee di ripopolamento, i centri pubblici e privati di riproduzione di fauna selvatica, gli allevamenti, le zone di addestramento, i fondi rustici e gli indennizzi, per esempio, dei danni. Tutti elementi fondamentali e, secondo me, anche fortemente migliorativi.

Quindi penso che questo emendamento debba essere approvato, perché consente, comunque, di poter utilizzare il regolamento appieno, cosa che in questo momento è praticamente impensabile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, il Presidente della Commissione ha espresso perfettamente anche il mio pensiero, per cui non ho bisogno di intervenire. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Uras ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Frau - Gessa - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Franco - Scarpa - Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Davoli - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Pisu - Randazzo Vittorio - Sanjust - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 25

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 5, su cui il relatore ha espresso parere contrario e la Giunta si è rimessa all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, con l'emendamento numero 5 si interviene finalmente nel merito. L'onorevole Diana conosce questo emendamento e ha un'opinione sicuramente opposta alla mia, però si interviene nel merito, cioè nel merito della organizzazione della pianificazione del prelievo. Cioè, in assenza di un Piano faunistico regionale, il prelievo o viene organizzato in modo scientifico attraverso una pianificazione generale, allora in questo caso anche gli ambiti territoriali di caccia dovrebbero essere considerati in modo diverso, perché si guarda alla selvaggina, all'insistenza dell'attività venatoria in relazione alle altre attività che vengono esercitate nelle campagne, quelle professionali della pastorizia e dell'agricoltura, oppure che cosa si fa? Si mette un limite, una sorta di barriera, questo è il senso degli ambiti territoriali di caccia così come previsti.

Per cui il tema su cui noi ci dobbiamo confrontare, onorevole Diana, è questo: quand'è che prendiamo quella legge, che rimane una specie di icona, dimenticata, inattuata, confusa, che si intreccia con le competenze dello Stato e viene pessimamente gestita, e affrontiamo questa materia in modo organico, così come deve essere affrontata in una regione moderna come la nostra, con le particolarità anche positive del nostro ambiente naturale, in funzione anche dell'attività venatoria? O dobbiamo andare avanti ancora con leggine e clientele?

Giustamente l'onorevole Salis diceva: "Perché lasciare i cacciatori sempre e soltanto al centrodestra? Mettiamoci anche noi sulla stessa strada, sullo stesso filone". Noi invece lanciamo una sfida al centrodestra e gli diciamo: è possibile che ragioniamo regolamentando in modo più organico tutta questa materia con una legge che sia degna di questo nome?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (P.D.). Presidente, io avevo assunto l'impegno di ritirare questo emendamento già nella scorsa seduta e intendo mantenerlo. Da parte di alcuni colleghi mi è arrivata la precisazione che se si eliminassero le ultime righe, dopo la parola "provinciali", l'emendamento sostanzialmente sarebbe utile per una precisazione migliore, più puntuale di ciò che la legge già prevede.

Da parte mia mantengo l'impegno preso, ma verificherei se eliminando tutta la parte dopo "Piani faunistico-venatori provinciali", cioè da "fatta eccezione per le isole di Sant'Antioco" sino alla fine, l'emendamento potrebbe trovare accoglimento. In caso contrario, io comunque mantengo l'impegno di ritirarlo.

PRESIDENTE. Onorevole Porcu, io ho capito ciò che lei vuol dire, ma non capisco chi dovrebbe fare la verifica nella fase di votazione. Quindi o lei mi dice che tiene in piedi l'emendamento, anche limitatamente a quelle parti, oppure viene ritirato.

PORCU (P.D.). Facciamo così io mantengo l'impegno al ritiro, poi qualcuno svolgerà questa verifica.

PRESIDENTE. Io sto procedendo alla votazione.

PORCU (P.D.). Ritiro la mia firma dall'emendamento. Grazie.

URAS (R.C.). Io non lo ritiro.

PRESIDENTE. Va bene, quindi lo votiamo. L'emendamento resta in piedi senza la firma dell'onorevole Porcu.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale, Presidente.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Davoli - Pisu - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Cuccu Giuseppe - Cugini - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Masia - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Randazzo Vittorio - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Porcu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 56

astenuti 2

maggioranza 29

favorevoli 3

contrari 53

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.

Emendamento sostitutivo totale Licheri - Cuccu Giuseppe - Calledda - Salis - Masia - Corda - Rassu.

Art.2

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"Art. 2

Entrata in vigore, approvazione Piano faunistico regionale

1. La disposizione di cui all'articolo 1 entra in vigore contestualmente all'approvazione del piano faunistico venatorio regionale di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 23 del 1998. Se il piano faunistico regionale non è approvato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la disposizione di cui all'articolo 1 si applica pur in assenza del piano.". (3)

Emendamento all'emendamento numero 3 sostitutivo parziale Uras - Porcu.

Le parole "… è approvato entro sessanta giorni …" sono così sostituite:

"… è approvato entro centoventi giorni …". (6).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, mi consenta di esprimere la mia soddisfazione.

CAPPAI (U.D.C.). Doveva esprimere il parere!

URAS (R.C.). Poi esprimo anche il parere. Il parere viene dopo la discussione, onorevole Cappai.

Mi consenta, Presidente, di esprimere la mia soddisfazione, perché era esattamente quello che io, piccola forza democratica che sopravvive e sopravviverà anche alle prossime intemperie...

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Apri l'ombrello!

URAS (R.C.). Sopravviverà, la sinistra sopravviverà, ce n'è sempre più bisogno, oggi più che mai, quando gli Stati, anche i più potenti, decidono di dare soldi a valanghe ai banchieri. E poi ci insegnano il liberismo, il non assistenzialismo quando parliamo del personale delle pulizie! Insomma, io penso che la sinistra abbia un futuro: ha un futuro in questa regione, avrà un futuro in questo Paese, avrà un futuro in Europa, avrà un futuro nel mondo, perché ve n'è bisogno e perché vi è bisogno anche di qualcuno che canti fuori dal coro.

Io mi auguro che i cacciatori siano molte centinaia di migliaia, perché per dividervi i voti dei cacciatori bisogna che siano molti, se no rischiate veramente di buttarvi addosso... E non sono neanche convinto, lo dico francamente, onorevole Porcu, che i cacciatori siano tutti d'accordo su questa modalità di affrontare il problema. Che cosa stiamo chiedendo noi? Non abbiamo niente contro la caccia, quando viene esercitata secondo le regole, come deve essere partendo dall'esigenza anche di chi esercita l'attività venatoria di avere un ambiente nel quale poterla esercitare oggi, domani e anche dopodomani, perché è un pezzo di cultura, è un pezzo di tradizione, è un pezzo di identità anche e soprattutto di questo nostro popolo sardo. E pur essendo io molto lontano dall'idea di diventare cacciatore, sicuramente ho rispetto per coloro che esercitano la caccia nella regolarità e nella correttezza.

CAPPAI (U.D.C.). Perché ce ne sono di irregolari?

URAS (R.C.). Purtroppo sì. Lei forse non ha mai sentito parlare dei bracconieri, però di bracconieri ce ne sono, così come ci sono quelli che invece l'attività venatoria la esercitano in modo corretto.

CAPPAI (U.D.C.). Abbiamo assunto settecento forestali in più!

PRESIDENTE. Onorevole Uras, non risponda all'onorevole Cappai. Onorevole Cappai!

URAS (R.C.). Onorevole Cappai, siamo anche amici!

Che cosa si interviene a fare con l'emendamento numero 3 all'articolo 2, che, badate, dice che la norma, quella che abbiamo appena approvato, entra in vigore contestualmente al Piano faunistico regionale? Siccome al Piano faunistico regionale, purtroppo, non ci crediamo, nell'altro pezzo dell'emendamento cosa diciamo? Se non entra in vigore il Piano faunistico regionale la norma vale lo stesso. Cioè, se veramente - io lo dico a lei, onorevole Assessore, in modo particolare poi chiudo, perché è giusto anche non tirarla troppo per le lunghe - si pensa che il Piano faunistico regionale sia una sovrastruttura inutile, che abbiamo pensato tanto per dare una nocciolina a qualche associazione ambientalista, giustappunto per non perdere i voti neppure di quella, lo si elimini, si abbia il coraggio di scrivere, in un emendamento a questa legge, che il Piano faunistico regionale non si fa, ma non si inventi una procedura micidiale, con una proposta che viene fatta e poi mandata alle province, perché facciano le loro osservazioni. Sono passati dieci anni, dieci anni! Si cancelli l'ipotesi, si organizzi diversamente questa normativa, però smettiamola di essere ipocriti rispetto all'applicazione corretta e puntuale delle leggi, perché questo è un costume che ha di fatto determinato la sfiducia nei confronti di chi fa le leggi e di chi governa. Oggi le istituzioni hanno perso credibilità soprattutto per questa ragione, perché quello che decidiamo lo facciamo in modo spesso strumentale e non convinti e non raggiungiamo l'obiettivo, non regolamentiamo la vita di questa nostra società, della nostra economia. Al contrario la imbrogliamo, ne facciamo esercizio di iniezione di confusione. Cioè, anziché aiutare, anziché regolare, spesso deregoliamo e costruiamo un mondo anarchico che ha origine dai nostri comportamenti.

Ecco perché io voterò contro questa norma pressoché, devo dire, inutile. Mi sarebbe piaciuto che l'Assessore, intervenendo, dicesse: "Non è inutile, fermi tutti, io fra quindici giorni ce l'ho il Piano". Ma non è così, perché c'è anche un altro emendamento che è stato presentato, che chiede lo spostamento anziché a novanta giorni a centoventi giorni. Come dire, interveniamo sempre sulla stessa materia, che è quella della pianificazione, stiamo dicendo in quattro righe quattro cose diverse.

Quindi, Assessore, se non c'è l'ipotesi di approvare il Piano faunistico regionale nell'arco dei prossimi sessanta giorni, non ha senso mettere questa norma. Si dica che questa specie di emendamento viene ritirato, perché non ha ragion d'essere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, intervengo brevemente per dare una risposta alla sollecitazione che proviene dal consigliere Uras in riferimento alla possibilità di varare il Piano faunistico regionale.

Mi pare di aver già risposto al quesito in sede di discussione generale, che però il consigliere Uras ripropone in maniera continua e reiterata. Questa proposta di legge, lo voglio solo ricordare sommessamente, nasce in Commissione ambiente, peraltro senza neanche il coinvolgimento dell'Assessore regionale dell'ambiente. Io ho cercato di dare un contributo per migliorare la proposta, per fare in modo che diventasse un tantino più coerente rispetto anche alla politica che questa Giunta regionale attua in tema di tutela dell'ambiente, e quindi anche in tema di tutela della fauna selvatica.

A me dispiace che il consigliere Uras non abbia voluto interpretare positivamente un emendamento che non è stato presentato dalla Giunta, ma che nasceva da una discussione alla quale la Giunta ha partecipato con la mia persona, ed è l'emendamento numero 4, che cercava di dare alla Giunta regionale la possibilità di intervenire in maniera diretta sulla normativa che è in mano, peraltro, alla Giunta regionale, posto che il Piano, invece, onorevole Uras, è innanzitutto nelle mani delle province, le quali devono redigere i piani provinciali di competenza, i quali poi devono essere assunti dalla Giunta regionale all'interno del Piano faunistico regionale. Quindi, come dire, l'iniziativa provinciale è un'iniziativa sine qua non, altrimenti dovremmo attivare una procedura di commissariamento, di sostituzione delle province.

Sull'emendamento numero 5 ho dato un parere di affidamento all'Aula, nel senso che non ho dato un parere né positivo né negativo, perché ritenevo che con questo emendamento, sostituendo la parola "subprovinciale" con "provinciale", avremmo favorito la possibilità di avere il Piano faunistico regionale, forse, entro sessanta giorni a far data da oggi, perché il punto vero è la suddivisione in ambiti subprovinciali da parte delle stesse province e la creazione, quindi, dei cosiddetti ATC, che sono una complicazione, e io su questo sono d'accordo.

Si può semplificare, in Sardegna, costituendo otto ATC coincidenti con gli ambiti previsti dai piani faunistici provinciali, e avendo come struttura di governo degli ATC le Consulte faunistiche provinciali. Quindi non costituiremo nessun altro organismo, faremo coincidere la pianificazione provinciale con gli ATC, e avremo la possibilità di fare piani faunistici provinciali nell'arco di sessanta giorni.

In tutti i casi, comunque, io ho assunto delle iniziative sulla pianificazione: le province hanno le direttive da diversi mesi, dovrebbero concludere la loro proposta entro il mese di ottobre di quest'anno. Ho sentito gli Assessori provinciali una settimana fa per sapere da loro qual è lo stato della pianificazione. La pianificazione è in fase, sì, di elaborazione, ma non in una fase definitiva. Mi hanno chiesto una proroga di un paio di mesi per completare la pianificazione. Se il consigliere Uras mi chiede se sono certo che entro sessanta giorni la pianificazione provinciale sarà ultimata, io gli rispondo che non è nelle mie mani questa risposta, perché è nelle mani delle province, le quali devono approvare i loro piani. Non sono certo che li approvino entro il termine previsto, so che ci stanno lavorando e io li sto sollecitando a questo.

Ripeto, se si fosse trattato di un ambito unico provinciale, otto ATC in Sardegna, probabilmente mi sentirei di spendere una parola più fiduciosa, più speranzosa rispetto alla pianificazione. Stante questa situazione, continuerò a insistere presso le province, poi, se necessario, metteremo in campo la procedura sostitutiva, ma, come ben si capisce, su questo argomento, stante la varietà di opinioni che è trasversale rispetto alle forze politiche, molto probabilmente i consigli provinciali avranno analoga, se non maggiore difficoltà ad affrontarlo. Io credo che sia necessario, invece, che il Consiglio regionale, come si dice, uso un'espressione corrente, metta maggiore attenzione, più testa nell'affrontare la revisione della legge numero 23, perché è vero che data da dieci anni, ma se non è stata attuata una qualche ragione ci sarà, e non è una ragione imputabile solo agli Assessori regionali dell'ambiente che si sono succeduti. Evidentemente quella legge ha delle pecche che vanno corrette.

Io, sommessamente, vi ho suggerito qualche piccola correzione che forse ci aiuterebbe davvero ad attuare la pianificazione provinciale e la pianificazione regionale. Naturalmente ribadisco l'impegno ad andare avanti nella pianificazione regionale secondo la legge attuale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.

MILIA (U.D.C.). Brevissimamente. La mia dichiarazione di voto è contraria, ma intervengo esclusivamente per sposare quanto testé ha detto l'assessore dell'ambiente Morittu. E lo sposo in toto per quello che riguarda la pianificazione paesistica e per quello che ha riferito rispetto agli otto ambiti, che poi sono il risultato di un faticoso accordo sulla legge numero 23, cioè da otto a sedici ambiti in regione.

Ma suggerisco anche, certamente senza dare le colpe all'assessore Morittu, che l'Assessore ha gli strumenti per procedere, anche se le province hanno accumulato un ritardo ormai decennale, e cioè attraverso il commissariamento delle province stesse e l'attuazione di un piano faunistico che vedrebbe quasi tutti concordi con le idee espresse oggi dall'Assessore.

Le province hanno evidentemente troppo da fare e si occupano poco e male di questa materia, oppure ci sono troppi esperti che vorrebbero parcellizzare il territorio della Sardegna, impedendo di fatto lo svolgimento dell'attività venatoria, che potrebbe essere gestita agilmente attraverso gli otto ambiti che combacerebbero con le otto province regionali, così come oggi sono disegnate.

Crediamo che ci siano i modi e i tempi per attuare quanto detto anche dall'Assessore. Un suggerimento all'Assessore e a tutti quelli che amministrano questa materia: diffidiamo un po' di più dei soloni e dei professori che fanno i censimenti al canto in primavera senza rendersi conto di quello che c'è in estate, diffidiamo di coloro che non hanno mai saputo gestire la caccia e cerchiamo, con un dialogo fra associazioni ambientaliste, associazioni venatorie e istituzioni, di gestire al meglio questa materia.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, soprattutto ai "telefonisti", se magari parlassero a voce bassa ci aiuterebbero. Grazie.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cappai, relatore.

CAPPAI (U.D.C.), relatore. Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti numero 3 e 6.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 3 e 6.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, ovviamente voterò a favore dell'emendamento numero 6, che è un correttivo dell'emendamento numero 3, perché almeno tenta di dare un tempo minimo all'Assessore perché proceda.

Ho apprezzato molto la dichiarazione di voto dell'onorevole Milia, così come ho apprezzato molto, devo dire, anche le precisazioni che sono pervenute dall'Assessore. Ciò che oggi noi tentiamo di dimostrare è che una materia come questa non può essere disciplinata, lo dico a un mio carissimo amico, l'onorevole Salis, a colpi di preferenza, ma deve essere disciplinata in funzione di una buona gestione che richiama le competenze di coloro che praticano le campagne, anche nell'esercizio dell'attività venatoria. Badate, io ho un documento che mi proviene dalla Federazione italiana della caccia, e cioè dal Consiglio regionale della Federcaccia, che muove una censura per non essere stata consultata in ragione dell'istituzione della terza giornata di caccia e dà delle indicazioni, esprime delle opinioni che possono essere utilmente valutate da questo Consiglio, se sono da esso conosciute. E il problema non è se qualcuno ha bussato, se si è presentato o non si è presentato per darci un'opinione. Quando noi abbiamo voluto l'opinione delle organizzazioni sociali, delle organizzazioni di categoria, di quelle del sistema associativo diffuso, siamo stati noi a chiamarle, e non mi giunge all'orecchio di prassi diverse per nessun'altra materia. Non è che qua qualcuno si doveva presentare per essere consultato, doveva bensì essere chiamato a dire l'opinione sul provvedimento che era in discussione. Questa è una mancanza grave, che noi non vorremmo venisse ripetuta, perché mantenere il rapporto tra questo palazzo e il popolo è un dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io debbo una risposta, per cortesia e per amicizia, al collega compagno e amico Uras. Dal '90 al '95 io sono stato Assessore della Provincia di Cagliari, cioè componente della Giunta della Provincia di Cagliari. La Provincia di Cagliari, prima tra le quattro Province sarde di allora, approvò il Piano faunistico provinciale. Grandi discussioni, Luciano, grandi consultazioni, poi il consiglio provinciale pervenne a una decisione e la Provincia approvò, forse unica fra le Province sarde, anche con il parzialissimo contributo del sottoscritto, il Piano faunistico provinciale.

Il problema dei tempi, che l'Assessore ha chiarito in maniera perfetta, è legato, sempre relativamente al rispetto delle leggi che lei ha richiamato, collega Uras, al fatto che le province si trovano a disagio nel trattare un argomento abbastanza delicato, complesso, per alcuni aspetti pericoloso, Allora, se il problema del rispetto delle regole dev'essere richiamato completamente, il Consiglio regionale - e io mi sento di dare questa indicazione, anche se capisco che può essere un'indicazione pesante per la Giunta regionale e per l'Assessore - dovrebbe dare l'indicazione che si nomini un commissario ad acta pper le province inadempienti. Se veramente il problema è il rispetto delle regole e delle leggi si nomini un commissario ad acta, in modo che l'Assessore regionale abbia a disposizione il parere delle province, che è obbligatorio, come giustamente ha detto l'Assessore, per pervenire al Piano faunistico regionale.

Allora, questo emendamento, che io ho sottoscritto e che pone il termine di sessanta giorni, voleva dare questa indicazione, cioè che dopo anni, svariati anni di inadempienza legislativa o si cambia la legge o si rispettano gli articoli. Ecco perché si dava l'indicazione di un tempo anche abbastanza stretto, proprio per dare il senso del fatto che bisogna rispettare questa legislazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (Sinistra Autonomista). Utilizzo trenta secondi, perché l'Assessore ha espresso parere favorevole sugli emendamenti numero 3 e 6. Io ho apprezzato molto le sue dichiarazioni e anche l'impegno e la volontà di approvare, in tempi celeri, il Piano faunistico regionale, quindi penso che possiamo trovare una via di mezzo portando il termine a novanta giorni, aumentandolo quindi di trenta giorni rispetto a quanto previsto dall'emendamento numero 3, per consentire all'Assessore, e quindi alla Giunta, di poter approvare il Piano faunistico regionale, che ormai diventa fondamentale per ordinare tutta la materia della caccia in Sardegna. Quindi la proposta è di fissare il termine di novanta giorni e di trovare una sintesi tra i due emendamenti.

PRESIDENTE. Se questa proposta dell'onorevole Licheri viene accolta votiamo soltanto l'emendamento numero 3, correggendo le parole "sessa[MSOffice2] nta giorni" in "novanta giorni". Metto in votazione l'emendamento numero 3 con questa correzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Sempre per chiedere la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Artizzu e Capelli)

Prego i Segretari di prendere posto. Non sono esonerati dal loro lavoro di Segretari. Anche uno dell'opposizione, per piacere. Evitate di farvi richiamare ogni volta, colleghi, state qui. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3, così come modificato.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Corda ha votato a favore e che il consigliere Pisu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pisu - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 34

contrari 29

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ovviamente dichiarazione che ci consente di esprimere, ancora una volta, un plauso per come noi riduciamo questa Assemblea! Poi, badate, non avremo scuse, ma se su una leggina di questo genere, su cui voi tutti siete d'accordo, chiamiamo il voto segreto, a cui noi non parteciperemo, cioè il Gruppo Rifondazione Comunista uscirà dall'aula, perché ritiene il voto segreto su queste materie e su altre assolutamente improprio, dobbiamo avere coraggio. E io vi faccio gli auguri, perché adesso abbiamo scritto una delle pagine fondamentali della legislazione regionale con questo provvedimento! Un provvedimento che, ripeto, non è gradito neppure ai cacciatori! Il Consiglio regionale della Federcaccia ci ha mandato, oggi, una nota nella quale dice: "L'istituzione della terza giornata di caccia senza una preventiva consultazione con le associazioni venatorie non è propria". Ci chiede, per quanto riguarda il Piano faunistico regionale, di essere sentita, di poter dare un contributo. Questo, badate, lo hanno fatto anche le associazioni ambientaliste, che sono venute e hanno detto: "Noi non condividiamo questa legge, però, se ne avessimo avuto la possibilità, avremmo lavorato per migliorarla". Per migliorarla! Per migliorare, cioè, la normativa su questa materia, quella legge numero 23, che arriva all'articolo 104, che rimane appesa, che non è attuata e che è un fardello.

Ogni volta gli statistici arrivano a dirci che siamo pieni di leggi. Badate, siamo pieni di leggi perché le facciamo per scherzare, mica per applicarle! Le facciamo per lasciarle dove sono, così almeno la coscienza nostra è libera e possiamo andare a cercare la preferenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, anch'io come il mio collega uscirò dall'aula…

(Interruzione del consigliere Sanjust)

… perché si sappia e si conosca bene fino in fondo la posizione di Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Onorevole Davoli, si registra il vostro voto di astensione.

DAVOLI (R.C.). Sì.

SANJUST (F.I.). Allora non uscite dall'aula!

PRESIDENTE. La dichiarazione di astensione resta.

DAVOLI (R.C.). Ha ragione. Rinuncio, Presidente.

PRESIDENTE. Ecco, grazie.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 309/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 61

astenuti 3

maggioranza 31

favorevoli 26

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Spissu - Tocco - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Corda - Uras.)

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Colleghi, concludiamo qui la seduta di questa mattina. Chiedo scusa, onorevole Caligaris, le do la parola.

Chiedo ai colleghi di trattenersi un attimo, la seduta non è tolta, quindi se vi accomodate ci fate una cortesia.

Do la parola all'onorevole Caligaris, che non ero riuscito a far parlare in fase di votazione, e poi comunico come prosegue l'ordine del giorno nella serata odierna e nella giornata di domani.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, anche per dare una risposta all'onorevole Uras che ha richiamato la legge finanziaria relativamente alle donne delle pulizie, ricordo, per inciso, l'irrisolta questione dei precari dei consorzi di bonifica.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, mi scusi, non è che lei adesso introduce altri argomenti a cui rispondere!

CALIGARIS (Gruppo Misto). No, è sempre lo stesso argomento, Presidente.

PRESIDENTE. Insomma, lei aveva chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori!

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sono tantissime le norme che non vengono attuate e io mi riferisco, tra le tante norme…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Caligaris. Colleghi, posso chiedervi un po' di silenzio? La discussione la fate magari più in là, dopo che finisce l'onorevole Caligaris. Prego.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Dicevo che sono tante le norme non attuate, a partire da quella di sostegno alle associazioni antifasciste e partigiane e altre che vengono attuate solo nelle parti che convengono.

Bene, in seguito alla modifica del Regolamento, Presidente, i Segretari d'Aula non sono più tenuti a verificare l'attuazione degli ordini del giorno del Consiglio. Noi ne abbiamo approvati due all'unanimità, che riguardano lo smantellamento della continuità territoriale per le merci. Io volevo sapere da lei, signor Presidente, se è stata attivata la Commissione di verifica per l'attuazione delle delibere del Consiglio o entro quanto tempo verrà attivata, in modo tale che effettivamente ci sia un controllo perché gli atti del Consiglio vengano attuati e così le leggi. Così eviteremo anche questioni problematiche come quelle sollevate dall'onorevole Salis. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, noi teniamo sotto osservazione costante, lo fanno i Segretari e lo fanno in generale gli Uffici del Consiglio, l'attuazione degli ordini del giorno. Nel caso degli ordini del giorno da lei richiamati, il soggetto a cui si riferiva il deliberato non è un soggetto regionale su cui abbiamo potere, facoltà e potestà, ma è un soggetto, come lei sa, nazionale. Fra l'altro è una società privata e privatizzata, ancorché posseduta dallo Stato.

La Regione ha sviluppato e svolto tutte le iniziative e tutte le azioni necessarie perché non venisse soppressa quella linea, ciò nonostante, per ragioni indipendenti dalla volontà della Regione Sardegna, la linea è stata soppressa e la Regione, così come ci è stato comunicato, si sta attivando per trovare sistemi e modalità alternative per garantire la continuità delle merci attraverso vettori diversi da quelli che tradizionalmente hanno svolto questa attività.

Io la ringrazio e, comunque, la sua sollecitazione serve anche a noi per richiedere alla Giunta se sono state prese ulteriori iniziative.

La seduta di questa mattina si conclude a questo punto. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30, con all'ordine del giorno la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta sulle attività urbanistiche ed edilizie della Regione nel compendio di Tuvixeddu. Proseguiremo con la mozione, presentata ai sensi della legge regionale statutaria, di censura nei confronti di un Assessore e, a seguire, con la legge urbanistica.

Ricordo che i lavori del Consiglio dureranno l'intera settimana e si concluderanno venerdì, alle ore 14.

La seduta è tolta alle ore 13 e 54.


[MSOffice1]Annunziata, ma non presente nel processo verbale perché non considerata Risposta scritta.

[MSOffice2]Vedi verbale