Seduta n.222 del 19/03/2002 

CCXXII SEDUTA

Martedì 19 marzo 2002

Presidenza del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 14.

Biancu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 12 marzo 2002 (217) che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Antonio Cappai ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 19 marzo.

COGODI. Vogliamo sapere per quali motivi è stato chiesto il congedo.

PRESIDENTE. Per motivi personali.

Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

Biancu, Segretario:

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla medicina sportiva". (441)

"Interrogazione FADDA - GIAGU - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS, con richiesta di risposta scritta, sulle preoccupanti dichiarazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi rilasciate a Budapest".(442)

"Interrogazione ORTU, con richiesta di risposta scritta, sulla ennesima violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro da parte delle imprese d'appalto dei lavori di pulizia nella ASL n. 8". (443)

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla urgenza della istituzione nell'isola dell'Asinara di un presidio medico durante tutto l'anno". (444)

"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del centro di smistamento postale di Sassari". (445)

"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sulla nuova rete logistica postale in Sardegna". (446)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenute alla Presidenza.

BIANCU, Segretario:

"Interpellanza GRANARA - RASSU - MILIA - PITTALIS - LOMBARDO - PIRASTU - BALLETTO - BUSINCO - TUNIS - LICANDRO - CARLONI - LOCCI - CORDA - LIORI - CAPPAI - PIANA - DIANA sugli effetti dell'applicazione delle norme sulla continuità territoriale". (221)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2002)" (295/A)

PRESIDENTE. E' all'ordine del giorno il disegno di legge numero 295/A, la cui discussione prosegue con la votazione dell'emendamento numero 128 all'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io ho saputo, lo sappiamo tutti, che ieri sera c'è stata una interlocuzione tra le parti per verificare la possibilità di individuare un percorso che consentisse di approvare in tempi brevi la legge finanziaria.

Poichè il sottoscritto in prima persona, ma ritengo anche tutti i colleghi della maggioranza, non sono a conoscenza dell'esito di queste interlocuzioni, né se si siano raggiunti accordi, né se siano state intavolate trattative finalizzate all'ottenimento di quel risultato. Pertanto per definire l'atteggiamento da assumere in Aula sia da parte del relatore di maggioranza, nella previsione che sia previsto il ritiro di determinati emendamenti, o la presentazione di altri che vanno nella direzione dei possibili intervenuti accordi, sia da parte dei colleghi della maggioranza perché neanche a loro sono state trasmesse queste informazioni, chiederei una breve sospensione perché questa consultazione all'interno della maggioranza possa avvenire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Prendiamo atto che la maggioranza ha questa esigenza di interruzione, che contraddice un po' con la fretta più volte appalesata anche sugli organi di informazione, pertanto accediamo alla richiesta, naturalmente se il Presidente è d'accordo, dell'onorevole Balletto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Spissu, la seduta è sospesa per un quarto d'ora, i lavori riprenderanno alle ore 10 e 35. Pregherei i colleghi di stare in Aula. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 50. )

PRESIDENTE. I lavori riprendono. Comunico che è stato presentato l'emendamento numero 555 della Giunta, che è in distribuzione. Se ne dia lettura.

MASIA, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale di sintesi degli emendamenti nn. 448 e 131 GIUNTA REGIONALE

I commi 14 e 15 sono sostituiti dal seguente:

"La Giunta regionale, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, predispone un disegno di legge organico di modifica della Legge 5 dicembre 1995, n. 35, al fine di accelerare e razionalizzare le procedure di dismissione del patrimonio regionale.". (555)

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento 128. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Siccome è in corso, come è noto e come del resto è stato detto anche dal collega Balletto, una trattativa in corso ed uno dei punti è la riduzione dell'indebitamento, noi chiediamo di sospendere momentaneamente l'esame dell'emendamento numero 128 e di procedere quindi con gli altri emendamenti, l'emendamento numero 128 lo voteremo alla fine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Fadda, la questione è questa, le norme sull'indebitamento presenti in ogni finanziaria consistono nell'autorizzazione alla contrazione di mutui, non necessariamente il mutuo stesso sarà contratto. Cioè il fatto che qui sia previsto un importo non significa che il mutuo debba essere necessariamente contratto per tale importo. Quindi si tratta di presentare e di votare un emendamento che prevede l'incremento del tetto di indebitamento che era stato ipotizzato. Qualora dovessero risultare a seconda dell'esito dei successivi lavori, dei risparmi a seguito della bocciatura o del ritiro dei emendamenti, sarà contratto un mutuo di importo inferiore; mi pare che anche in passato questo non abbia costituito un impedimento all'approvazione dell'articolo 2 nel suo complesso. Pertanto io insisterei perché l'emendamento 128 alla cui votazione eravamo pronti fin dalla settimana scorsa, sia votato. Poi alcune variazioni che si rendessero necessarie possono essere apportate in sede di coordinamento, così come è stato chiarito in occasione dell'illustrazione dell'emendamento medesimo, tenendo presente che le eventuali somme che dovessero residuare, dovranno incrementare il fondo per la programmazione negoziata, in relazione alla quale le esigenze di risorse sono notevoli e abbiamo in programma anche una serie di cofinanziamenti di progetti presentati direttamente all'amministrazione centrale, per cui io chiedo che si vada avanti secondo l'ordine che deriva dal Regolamento, così come abbiamo proceduto fino a questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Non condividiamo quanto detto dalla Giunta, però ne prendiamo atto. Siccome la Giunta insiste su questo punto, e non riesco a comprendere perché sia così intransigente su questo tema giacché sarebbe stato molto più semplice terminare comunque l'esame degli emendamenti all'articolo 2 per poi ritornare all'emendamento numero 128, chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Mi associo alla richiesta dell'onorevole Fadda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Volevo soltanto chiedere al Presidente, anche perché mi sollecitano alcuni colleghi, qui vicini di banco, se la discussione sull'emendamento si è conclusa.

FADDA (Popolari-P.S.). La discussione sull'emendamento si è già svolta, ora dobbiamo passare alla votazione.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Perché vorremmo anche noi replicare qualcosa all'intervento del collega Fadda che ne chiedeva la sospensione e all'intervento dell'assessore Masala, se è possibile. Allora, anche in questo caso ricordiamo che se vale la regola che quando siamo in votazione non deve intervenire nessuno, non deve intervenire nessuno né da questa parte né da quella parte. Ma se è possibile avere una interlocuzione su un aspetto posto dai colleghi dell'opposizione, noi siamo del parere che bene ha fatto il collega Masala a chiarire il senso dell'emendamento 128 che non nasce dalla necessità di alimentare ulteriormente, più di quanto già non lo sia...

FADDA (Popolari-P.S.). Siamo in sede di votazione e ho chiesto il voto segreto.

PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Fadda, ho derogato ad una norma regolamentare, non ho sentito la sua richiesta, non l'ho sentita. Chiedo scusa, però le interruzioni non sono ammesse, semmai si avvicina e vediamo di trovare una soluzione ai problemi. Cerco di fare del mio meglio, chiedo scusa, si è anche soggetti a sbagliare talvolta. Onorevole Fadda, ho concesso più volte a voi di intervenire, fate ora parlare l'onorevole Pittalis. Prego consigliere Pittalis, concluda.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Intendevo soltanto chiarire le dichiarazioni dell'assessore Masala cioè che la necessità di richiedere l'autorizzazione alla contrazione di un mutuo per 136 milioni di euro, nasce proprio dalle istanze avanzate, molte delle quali vengono anche dalla stessa opposizione. Sono richieste risorse per gli artigiani, per la programmazione negoziata, è stata sottolineata la necessità di dotare gli enti locali di nuove risorse; questo è l'aspetto che mi premeva chiarire, Presidente, e la ringrazio per avermi accordato la parola in un momento in cui io non mi sono reso conto che il collega avesse chiesto il voto segreto.

PRESIDENTE. Mi ero illuso che il clima fosse vagamente diverso, comunque chiedo scusa a questa Assemblea per avere derogato al Regolamento e procediamo al voto ricordando all'Aula che è stato chiesto il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 128 all'articolo 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 37

votanti 36

astenuti 1

maggioranza 19

favorevoli 34

contrari 2

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Si è astenuto: il consigliere FADDA.)

Poiché manca il numero legale, dichiaro nulla la votazione; la seduta è sospesa per trenta minuti.


(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02 viene ripresa alle ore 11 e 38.)

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 128.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 73

maggioranza 37

favorevoli 38

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Passiamo agli emendamenti numero 131 e 448 che sono sostituiti dall'emendamento numero 555, che è stato distribuito poco fa.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Per una migliore regolamentazione dei lavori dell'Aula chiederei la cortesia della segreteria, se è possibile installare un cicalino all'entrata, dove molto spesso noi siamo in colloquio con sindaci ed altri amministratori che vengono da fuori, così siamo avvertiti della votazione. Inoltre chiederei alla cortesia del Presidente quando mette in votazione un emendamento di ricordare all'Aula chi l'ha presentato, questo per indirizzare coloro che votano. Sono due sciocchezze che si possono secondo me ottenere facilmente.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, se un cicalino fosse posto dove ella ha richiesto darebbe un po' di fastidio perché si sentirebbe in Aula. Comunque è bene che abbia posto in Aula questo problema, forse è il caso di migliorare il tipo di richiamo che effettuano i nostri cicalini nel palazzo. Ma sembra ormai un male endemico che al momento delle votazioni ed anche in altri momenti ci sia sempre carenza di consiglieri in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, a proposito delle cose che diceva l'onorevole Contu, credo che, lo dico sapendo di fare un favore alla maggioranza, se riuscissimo ad evitare questa scena pietosa di colleghi che entrano, escono, chiamano, che costringe il Presidente a tergiversare per consentire a qualcuno di raggiungere l'aula sennò la maggioranza non ha il numero legale, sarebbe molto meglio. E` una cosa che davvero lede il prestigio di quest'Aula, continuo a dirlo. Va bene che non interessa niente a nessuno, ma vorrei vedere con che faccia i colleghi che sono sempre più realisti del re vengono a rimproverarci sui ritardi e sull'ostruzionismo. C'è un ostruzionismo costante in quest'Aula, che non è volontario forse, ma è un modo di fare che denuncia un disinteresse e un senso di irresponsabilità che francamente non è tollerabile. Allora state in aula, stiamo in aula, cerchiamo di votare ognuno secondo coscienza; invece sembra quasi che questo sia un fatto secondario. Consentiremo tra poco anche di votare per corrispondenza perché ci sono i colleghi che devono incontrare sindaci, clientele varie e così continueremo a dare questo bellissimo spettacolo e a causare questa crescita di consenso che ci caratterizza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Con l'ultimo emendamento, presentato, il numero 555, la Giunta prende atto di una difficoltà, evidentemente insormontabile, che la maggioranza ha incontrato e quindi decide di accantonare, per intanto, una delle diverse questioni che meritano di essere accantonate. Comunque salutiamo favorevolmente questo avvio di inversione di tendenza, a partire dalla questione del patrimonio. Dopo che per giorni il Consiglio è stato tenuto bloccato su questa questione decidete finalmente che la questione del patrimonio, della sua gestione, del suo riordino deve essere trattata opportunamente con apposita legge, va bene, è esattamente quello che noi da giorni abbiamo sostenuto. Però questo non può valere per superare interamente la questione della mala gestione del patrimonio regionale che rimane interamente aperta e perché sia chiaro il senso politico delle cose che noi abbiamo detto, diciamo ed ancora ritengo che purtroppo dovremo dire fino a quando non ci sarà una legge seria ed un Governo serio del patrimonio pubblico regionale, voglio richiamare rapidamente alcuni fatti.

A beneficio di quelli che dicono che destra e sinistra pari sono, a beneficio di quelli che dicono che la destra governa la Regione da soli due, tre anni, se voi andate a cercare gli ascendenti e qualche volta neppure gli ascendenti, ma le stesse identiche persone fisiche, voi troverete che è da decenni che si parla e si discute su cose importanti in questa Regione, una delle quali è la gestione del patrimonio. Nel 1987, i giornali locali titolavano: "terreni svenduti a Carloforte", ad Iglesias "terreni cedonsi ad un terzo del valore reale"; quei titoli si riferivano al grande, enorme, patrimonio minerario che era in svendita da parte delle società collegate all'Eni e dell'Eni medesimo e che allora il Governo della Regione riuscì a bloccare, impedendo che questo enorme patrimonio venisse dilapidato; un patrimonio che sarebbe andato ad arricchire pochi privati ed invece è stato conservato in gran parte in mano pubblica, in capo ai comuni minerari che possono oggi disporre di una base territoriale ed economica per pensare e progettare il loro sviluppo.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sempre la sinistra alla guida della Regione.

COGODI (R.C.). Governava la sinistra con i sardisti, ricordi benissimo perché ricordi anche bene le vicende dei terreni dell'Eni e delle società collegate. Stiamo parlando di cose che sono accadute, vorrei recuperare questi 30 secondi perché mi sono utili per richiamare un altro accadimento.

Lascito Asquer: donazione di fatto del conte Asquer, socialista autonomista, consigliere regionale, che fa testamento lasciando alla Regione autonoma della Sardegna tutto il suo grande patrimonio. Il suo patrimonio mobiliare era di gran lunga superiore a quello immobiliare, però il patrimonio immobiliare, pervenuto alla Regione nel 1964 per lascito, e destinato a sostenere negli studi gli studenti poveri della Regione (questa era la finalità del lascito), si trovava nel 1986 in questa condizione: circa 2.500 metri quadri nella città di Cagliari, intendo metri quadri di appartamenti e di locali commerciali, per un valore che la Regione introitava di 52 milioni l'anno, cioè l'equivalente di circa 25 appartamenti lasciati da uno che voleva beneficare la Regione e attraverso la Regione gli studenti poveri, la Regione recuperava appena 4 milioni al mese sull'equivalente di 25 appartamenti, tutti ubicati in centro, nell'area che comprende via Dante e il centro di Cagliari. Potrei fare ancora un esempio: area di via Milano, un'area per cui è ancora in corso una causa intentata dalla Regione, perché a suo tempo quest'area, quando si fece il censimento, risultava negli elenchi come proprietà della Regione, però un privato ne rivendicava l'usucapione. Quest'area era destinata a servizi, poi quando il privato rivendicava l'usucapione e pareva l'avesse ottenuta, fu dal Comune di Cagliari tradotta in B5, con un equivalente indice edificatorio per un'area di circa 10.000 metri cubi.

PRESIDENTE. Volevo ricordare che avevamo concordato, l'altra volta, per lo meno con me, che in fase di interventi per dichiarazione di voto non avremmo concesso recuperi. Le concedo qualche secondo per concludere perché è il primo, dopo di che restiamo d'accordo che gli interventi devono essere contenuti nei cinque minuti prescritti. Grazie.

COGODI (R.C.). La ringrazio, Presidente, in effetti ho subito qualche interruzione che non dipendeva da me. Dicevo, un'area centrale della città di Cagliari, ubicata vicino alla Basilica di Bonaria, destinata a servizi finché era pubblica, una volta rivendicata l'usucapione da parte di una nota famiglia cagliaritana, è stata miracolosamente trasformata in B5 per attuare un progetto presentato per edificare 10.000 metri cubi. Valore di quell'area allora di solo terreno: più di due miliardi, con l'edificazione pensata, tanti e tanti miliardi. Quell'area fu a suo tempo ugualmente recuperata, oggi la Regione l'ha inserita in un suo accordo di programma attraverso il quale ha potuto pagare una parte degli uffici acquistati in via Santa Gilla, dove c'è l'Assessorato degli enti locali, con la permuta di quell'area, se la causa si confermerà vinta, perché in primo grado la Regione l'ha vinta e la causa è in secondo grado. E sono miliardi recuperati alla Regione.

Voglio dire, quando si è posta in atto la volontà di censire il patrimonio, di conoscerlo, di metterlo a frutto, di difenderlo, la Regione ha saputo fare cose buone e sicuramente le saprebbe ancora fare. Tutta la partita del patrimonio della Regione, una grande partita economica, è anche una partita morale. Io non ho detto altro, chi vuole saperne di più, le famiglia cagliaritane vada e se le trovi, c'è in questo Consiglio chi sa bene chi sono queste famiglie, ce le ha vicine e quindi può essere che abbiano informazioni migliori di quelle che ho potuto dare io. Per me quello che vale è il senso politico della necessità di difendere il patrimonio della Regione a vantaggio della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, come è stato accennato l'emendamento numero 555 raccoglie sostanzialmente una nostra rivendicazione a rinviare alla revisione organica della legge 35 la nuova disciplina delle dismissioni dei beni immobili regionali tale da garantire correttezza e trasparenza del procedimento. Se l'assessore Masala mi ascolta, ritengo l'emendamento in parte incompleto, perché accettando la Giunta questo principio di rinvio alla revisione organica della normativa, nella quale possono essere correttamente recepiti gli elementi di straordinarietà dell'operazione di dismissione che si intende fare, è del tutto ovvio che noi riteniamo che questa revisione organica riguardi anche gli enti che dispongono di patrimonio, sia per creare un'omogeneità metodologica, ma sia anche per garantire la contestualità dei processi di dismissione, in maniera tale da consentire alla Regione di realizzare l'obiettivo finale, che è quello di fare un intervento straordinario sull'intero patrimonio non utile. Chiediamo quindi che l'emendamento possa essere integrato e considerato come sintesi degli emendamenti non solo 448 e 131, ma anche 132 e 449 in modo da sostituire non solo i commi 14 e 15, ma anche il 16.

Credo che questo sia indispensabile per dare un senso logico al lavoro che è stato fatto e all'accordo che è stato realizzato. Dichiarando in questa logica il nostro voto favorevole, attendo che la Giunta si esprima su questa rettifica che sto proponendo. Noi riteniamo che l'accoglimento di questo principio sia tale da dover ricomprendere in esso la previsione normativa contenuta nel comma 16 di modifica della legge 35, relativa agli enti, e che quindi l'emendamento 555 dovrebbe rappresentare, per avere un senso compiuto rispetto alle cose che ci siamo detti, la sintesi degli emendamenti 448, 131, ai quali bisogna aggiungere gli emendamenti numero 132 e 449, che trattano l'argomento del comma 16 e che quindi l'emendamento sostituisca non solo i commi 14 e 15, ma anche il 16.

Questo lo ritengo indispensabile non solo per uniformare la metodologia che noi prevediamo estendendola anche agli enti, ma anche per rendere possibile la contestualità del procedimento di straordinaria dismissione del patrimonio che in fondo è l'obiettivo che voi ci avete proposto e che può essere utilmente realizzato prevedendo, all'interno della 35, la norma che disciplina anche per gli enti il processo di dismissione straordinaria con metodologia analoga a quella prevista per la Regione. Mi sembra un atto di coerenza rispetto al lavoro che è stato fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intanto dobbiamo capire se esiste una posizione univoca della opposizione o delle opposizioni, cioè dobbiamo capire se le cose dette dall'onorevole Cogodi rappresentano il punto di vista della opposizione…

COGODI (R.C.). E' la posizione nostra, di noi tre.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). …perché questo ci porta subito a dire che con questo tipo di opposizione noi non siamo disposti assolutamente a proseguire il dialogo. Lo diciamo con molta chiarezza, perché noi ci stiamo sforzando di trovare un modus procedendi che tenga conto di alcune questioni di particolare importanza, come la dismissione del patrimonio immobiliare, un punto di convergenza almeno di carattere procedurale sul quale maggioranza e opposizione siano d'accordo. Fermo restando che l'impostazione che ha dato la Giunta regionale è l'impostazione seguita da questa maggioranza, e dunque, quando si tratterà di riportare la discussione sul merito del provvedimento con l'apposito disegno di legge, sarà quella l'occasione del confronto e anche dello scontro. Ma l'onorevole Cogodi che è stato il responsabile del patrimonio per diversi anni e ha avuto corresponsabilità di governo almeno negli ultimi 15 anni, deve chiedere a se stesso il redde rationem di quanto abbiamo qui sentito senza alimentare cultura del sospetto; avrebbe infatti dovuto, se avesse avuto il coraggio ed anche buon senso, riferire all'Aula nomi e cognomi, sennò le sue sono come al solito soltanto delle mere invettive fatte nei confronti del nulla, come il nulla ha caratterizzato finora l'azione politica del suo Gruppo in Sardegna.

Allora, riportando il discorso ad una dimensione serena, quindi ad una impostazione costruttiva, a me fa piacere l'intervento del collega Gian Valerio Sanna che ha posto un problema di merito sull'emendamento e su questo siamo disponibili a dialogare, fermo restando che qui, e lo dico anche in sardo, non possiamo continuare a tollerare che "unu acca su maccu e s'ateru su sapiu" cioè o vi è unità di indirizzi anche da parte dell'opposizione, con la quale noi vogliamo confrontarci perché altrimenti veramente mi pare ancora più tortuoso il cammino che ci aspetta, oppure a questo punto la maggioranza che esiste, esiste nei fatti e nei numeri, andrà per la propria strada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Ovviamente l'esigenza è che questa partita, una partita importante che riguarda la cessione del patrimonio immobiliare della Regione, sia ispirata a criteri di velocità e di trasparenza: privatizzare per incassare risorse da utilizzare per le politiche di sviluppo.

Però vorrei, con riferimento all'emendamento, fare osservare, esclusivamente sotto un profilo di tecnica legislativa, che il suo contenuto più che di un articolo della legge finanziaria è quello di un ordine del giorno, perché prevede che entro 30 giorni la Giunta regionale predisponga un disegno di legge; la Giunta regionale per predisporre un disegno di legge non ha bisogno di una norma della legge finanziaria che lo prescriva, direi anche che l'ordine del giorno dovrebbe avere lo stesso contenuto, però dovrebbe prevedere che la Giunta predispone ed approva un disegno di legge, per evitare che poi magari esso rimanga parcheggiato, come capita nella storia nell'autonomia, per mesi all'ordine del giorno della Giunta regionale. Quindi è necessario prevedere che la Giunta regionale predisponga un disegno di legge, lo approvi e poi lo trasmetta al Consiglio, perché diversamente, una norma così formulata, sotto il profilo di tecnica legislativa non mi sembra corretta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

spissu (D.S.). Dopo due giornate di discussione sui commi 14, 15 e 16 perveniamo ad un formulazione, che è quella contenuta nell'emendamento numero 555, che raccoglie sia l'esigenza rappresentata dalla Giunta di procedere più celermente alla dismissione eventuale del patrimonio regionale, però accoglie anche quelle che erano state le nostre obiezioni, che questo cioè dovesse avvenire all'interno della revisione della legge numero 35.

Questo emendamento che, dal punto di vista della tecnica legislativa, come diceva adesso il collega Pirastu, è discutibile nel senso che non ci sarebbe bisogno di un comma della finanziaria per raccomandare alla Giunta la predisposizione di una organica riforma della materia, sta dentro la finanziaria perché sottende un punto di equilibrio e di intesa tra la maggioranza e l'opposizione. Opposizione che, da questo punto di vista, e voglio rassicurare l'onorevole Pittalis, dal punto di vista della procedibilità in questa direzione, è concorde; il merito lo discuteremo quando lo Giunta predisporrà la proposta organica di modifica della legge numero 35, e lo faremo nella commissione di merito.

Credo che debba essere accolta, per completare la discussione, la proposta di includere il comma 16 in questo emendamento, comprendendo cioè tutta la parte del patrimonio degli enti e delle aziende, che deve seguire la medesima sorte all'interno di questo provvedimento legislativo. Se su questo c'è intesa, dal punto di vista della procedura e del metodo da seguire nell'affrontare questa delicatissima materia con il massimo di trasparenza e di garanzia per i cittadini, i tre giorni di discussione che abbiamo fatto credo che non siano trascorsi invano se il risultato è un risultato che ci consente di andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

fadda (Popolari-P.S.). Devo ringraziare il collega Pittalis che cerca di creare un clima di serenità nel Consiglio regionale. Lo fa, lo sa fare bene e dobbiamo dargli atto che lui si adopera perché questa finanziaria vada avanti con celerità e nel miglior modo possibile, perché continua a dire che la maggioranza esiste, ma non lo dovete dire a noi, lo dovete dimostrare; io invece, in questo caso, devo ringraziare alcuni settori della maggioranza che hanno voluto in modo particolare, e negli interventi questo è emerso, che questa partita fosse esaminata al di fuori della finanziaria. Ci sono stati alcuni interventi autorevoli e non abbiamo chiesto se la maggioranza era unita o divisa. Credo che questo modo di procedere del collega Pittalis sia un po' provocatorio, ma noi non cadremo in questo tranello. Lui cerca di provocarci, noi non accettiamo queste provocazioni; quando la Giunta regionale presenterà il proprio disegno di legge lo valuteremo nel merito. Potremmo trovare anche noi tante ragioni per far notare che non vi è una intesa perfetta all'interno della maggioranza, ma credo che questo non interessi nessuno in questa Aula. Noi chiediamo al collega Pittalis di continuare con questi interventi che creano la serenità necessaria perché il provvedimento venga approvato nel più breve tempo possibile.

Per quanto riguarda il comma 16 dico che il collega Sanna ha perfettamente ragione perché se lo vediamo nella sua interezza ci accorgiamo che le procedure di vendita sono le stesse che sono state previste per i beni della Regione, quindi credo che bisogna aggiungere al comma 16 modificando come segue il primo alinea dell'emendamento: "i commi 14, 15 e 16 sono sostituiti dal seguente emendamento…."; questo per evitare che vi sia contraddizione tra le norme che si stanno approvando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Scusi, onorevole Contu, intende parlare per dichiarazione di voto?

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Per dichiarazione di voto, va bene, senz'altro.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Intervengo per dire che sono ovviamente favorevole all'emendamento numero 555.

Vorrei fare osservare ai colleghi, soprattutto al collega Gian Valerio Sanna di cui ho ascoltato con attenzione l'intervento che, probabilmente, quello che l'onorevole Sanna chiede potrebbe essere pleonastico perché il comma 16 dice alla fine che all'alienazione dei beni degli enti si applicano le procedure e le modalità previste per l'amministrazione regionale; il che vuol dire in parole più povere che se noi adottiamo una normativa regionale è ovvio che si applicherà anche gli enti, c'è già scritto.

Vorrei però far osservare, ecco il fatto tecnico, che io, come Assessore della agricoltura, sono a conoscenza del fatto che in questi giorni l'ERSAT sta predisponendo alcune delibere per la vendita di propri beni. Io posso intervenire a posteriori, quindi non mi dispiacerebbe, lo dico con sincerità, se nella legge finanziaria ci fosse almeno scritto che devono adottare almeno un piano, sennò io non posso bloccare le delibere perché hanno la facoltà di farle. Quindi, forse da un punto di vista tecnico non mi dispiacerebbe se il comma 16 rimanesse in piedi, giacché prevede l'obbligo per gli enti di predisporre un piano che va esaminato dalla Giunta con il parere dell'assessore agli enti locali, e poi la norma finale che dispone che a questa alienazione si applicano i principi e le norme che si applicano per i beni regionali.

E` una mia semplice osservazione, comunque dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 555.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nel dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 555, debbo rilevare tre cose.

Primo elemento. Ho ricevuto dall'Assessorato degli enti locali il quarto elenco dei beni di cui si propone la dismissione da inviare alla competente commissione consiliare per il prescritto parere. Le prime due o tre pagine di questo elenco alla voce "valore" è riportata la frase "da accertare, valutazione da fare".

Seconda considerazione. Nelle leggi finanziarie degli ultimi sette anni sono stati sempre previsti, come ho già detto intervenendo in sede di discussione, 50 miliardi come entrata. Il risultato è stato che la media del realizzo è stata di due miliardi, quindi ogni anno noi abbiamo avuto dei residui attivi. Complessivamente oggi ci dovremmo trovare con 346 miliardi di residui attivi che, poiché sono legati all'effettiva vendita, scompaiono dal bilancio come residui attivi, però in realtà condizionano il disavanzo amministrativo, per cui dei 7400 miliardi di disavanzo al 31 dicembre 2001, 346 miliardi si riferiscono al mancato introito proveniente dalle vendite degli immobili.

A questa seconda considerazione segue il corollario che per giustificare una entrata è assolutamente indispensabile che in finanziaria ci sia una norma sostanziale che ne indichi la fonte. Ora, lo scopo della norma così come era stata prevista era quello; la soluzione che è stata concordata assolve ugualmente a questa esigenza di trovare una giustificazione perché a me personalmente serve che in finanziaria ci sia una norma che mi garantisca che nel corso dell'esercizio viene modificato il procedimento attuale di modo che si abbia, se non la certezza, almeno la fondata speranza che modificando le procedure si possa giungere effettivamente al realizzo delle somme che sono necessarie per garantire la copertura dei cento miliardi che noi stiamo prevedendo in entrata. In caso contrario, se facciamo finta di mettere in entrata una somma che sappiamo matematicamente essere scritta sulla sabbia, noi ci staremmo prendendo in giro allora tanto varrebbe non prevedere tale importo ed essere più onesti con noi stessi. Quindi questa esigenza di carattere contabile io ritengo che venga soddisfatta da questa norma.

L'altra considerazione. E' vero che dal punto di vista della tecnica legislativa il contenuto di questo emendamento andrebbe messo in un ordine del giorno però, poiché deve assolvere a questa funzione che ho spiegato prima, è necessario che sia inserito nella legge finanziaria. D'altra parte abbiamo centinaia di leggi, e non solo finanziarie, le cui norme impegnano la Giunta a fare, è trent'anni che utilizziamo queste formule che molte volte sono giustificate da esigenze logico-giuridiche proprio per raggiungere certi obiettivi.

Relativamente al comma 16, se l'assessore Contu mi consente di interloquire con chi ha sollevato la questione, è da precisare che ad esso sono stati presentati gli emendamenti numero 132 e 439. Ora, il 132 garantisce proprio l'estensione agli enti della procedura prevista per l'amministrazione. Se questo emendamento non venisse approvato, noi applicheremmo la normativa attuale che, giova ricordare, è già stata disciplinata oltre che dalla legge 35, dalla legge 14 del 1995 per quanto attiene in sistema dei controlli. Quest'ultima prevede, se non ricordo male, alla lettera c) dell'articolo 3, che gli atti di disposizione degli enti sono soggetti al controllo di legittimità e di merito degli organi preposti a questa funzione, cioè l'Assessorato degli affari generali e l'Assessorato della agricoltura per quanto riguarda gli enti agricoli, e gli altri assessorati per gli enti che operano nelle materie di rispettiva competenza. Proprio l'ultima parte dell'emendamento prevede una norma di rinvio per cui, praticamente, anche per gli enti si seguiranno le stesse procedure previste per la dismissione dei beni dell'amministrazione, e poiché la dismissione dei beni dell'amministrazione sarà ridisciplinata con la revisione della 35 è chiaro che anche quella dei beni degli enti sarà normata con la medesima legge.

L'unica disposizione ulteriore che invece è scritta, e che dovrebbe essere mantenuta proprio perché si possa cominciare ad avviare la procedura e fare le valutazioni necessarie, è l'impegno per gli enti di presentare una proposta entro il 30 giugno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io voglio intanto ribadire che la fedeltà alla maggioranza mi porterà a votare l'emendamento della Giunta, però va anche detto e che io sostengo, per la parte che mi riguarda, è che l'impostazione che era stata data al problema in discussione nella manovra finanziaria era quella più netta, più nitida e che quanto meno risolveva un problema. Problema che oggi è stato in una certa misura accantonato perché con l'emendamento 555 si prevede che la Giunta dovrà predisporre un disegno di legge appropriato per disporre in materia di alienazione di beni.

Io voglio dire semplicemente che la legge 35 è del 1995, l'Assessore ha ribadito, e noi tutti che seguiamo i bilanci con attenzione lo sappiamo, che per sette anni sono stati indicati tra le entrate 50 miliardi che non si sono mai realizzati, e che addirittura nel settennio ciò che abbiamo ricavato ammonta a non più di un miliardo. Quindi abbiamo indicato entrate non reali sapendo che con questa legge non eravamo assolutamente in grado di procedere alla alienazione del patrimonio della Regione,ritenuto inutile, va ribadito, non di quello ritenuto utile. Con le difficoltà che obiettivamente esistono, colleghi, all'interno della maggioranza io ho serie preoccupazioni e notevoli difficoltà a ritenere che da qui a qualche mese questo Consiglio sarà in grado di disciplinare la materia sulla quale in quest'Aula abbiamo dibattuto per una settimana circa. La soluzione alla quale si è pervenuti è ancora una volta, quella di immobilizzare l'attività legislativa della Regione che, con questa norma, avrebbe potuto dare soluzione ad un problema. E non si può neanche dire che sia mancato il confronto, perché è una settimana che stiamo discutendo di questa materia. Forse in Aula, a questo argomento, si è dedicato più tempo di quanto non se ne dedicherà domani nella Commissione di merito che dovrà esaminare il problema.

Se ci fosse stata una reale volontà da parte dell'opposizione di affrontare il problema, non si sarebbe dovuta limitare a presentare un emendamento soppressivo, ma avrebbe dovuto proporre una soluzione alternativa a quella indicata dalla Giunta e ritenuta valida da parte della maggioranza; certamente non si ha la pretesta che le proposte che provengono da questa parte siano dotate del dogma dell'infallibilità; la proposta della maggioranza poneva un problema serio, ma in contrapposizione ad essa è stato presentato solamente un emendamento soppressivo.

Penso che, con questo emendamento, la soluzione del problema sia stata non solo rimandata ma probabilmente sia stata accantonata. Ribadisco comunque che voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà

DEMURU (D.S.). Intervengo brevemente perché l'intervento dell'onorevole Balletto ha posto un problema ampiamente discusso sull'emendamento e sui commi dell'articolo che regolano la dismissione, però ha concluso dicendo che l'opposizione ha proposto solo un emendamento soppressivo.

Io voterò a favore dell'emendamento numero 555, soprattutto per un motivo, perché ha colto una delle esigenze, io dico la principale, che l'opposizione aveva prospettato, e cioè quella di evitare di porre in finanziaria norme intruse, o meglio di modificare delle leggi che possono anche essere modificate ma certamente non attraverso lo strumento della legge finanziaria, questa è la motivazione per cui sostanzialmente io condivido questo emendamento della Giunta.

Però, per rispondere all'onorevole Balletto, non è vero che l'opposizione ha presentato solo un emendamento soppressivo, ha proposto anche dei percorsi alternativi al testo proposto dalla Giunta, attraverso gli emendamenti sostitutivi numero 196 e 198 che esprimevano anche un percorso e una filosofia diversa. Questo è quanto volevo dire giusto per puntualizzare come stanno le cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Io ho seguito le diverse proposte, che possono anche essere unificate, sia del collega Gian Valerio Sanna e successivamente dell'Assessore, che però in ultimo non ha chiarito bene se per la Giunta l'emendamento 555 comprenda anche il comma 16, quindi su questo si chiederà eventualmente un ulteriore chiarimento della Giunta. Io sono d'accordo con la procedura che ha delineato nel suo intervento Gian Valerio Sanna, perché è chiaro che se rinviamo tutto quanto ad un rivisitazione della legge 35, le dismissioni regionali devono andare di pari passo, nel senso che se per l'amministrazione è prevista una procedura, gli enti o, aggiungo io, le aziende regionali, devono seguire la stessa identica procedura.

Non rallentiamo con questo i tempi, perché in legge è già previsto che sia gli enti, sia le aziende e sia l'Amministrazione regionale devono preparare e predisporre appositi elenchi, dei beni da dismettere, e quindi diciamo che, in questo modo non facciamo altro che uniformare la materia prevedendo un'unica procedura per gli enti, per le aziende e per l'Amministrazione regionale.

Per quanto riguarda le considerazioni fatte dal collega Pittalis e in ultimo dal collega Balletto sulle eventuali diverse posizioni che hanno riscontrato all'interno della minoranza, mi pare che proprio i loro interventi evidenzino invece le diverse posizioni che ci sono all'interno della maggioranza tra i così detti falchi che non vogliono trattare alcunché, e quelli che ragionevolmente vogliono rivedere questa materia, e quindi, parafrasando ciò che ha detto lui in sardo, e cioè che c'è su sapiu e su maccu, invece la maggioranza mi pare che voglia, sempre riprendendo un detto sardo, ballare e cantare contemporaneamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Intervengo ovviamente per dichiarazione di voto - il mio voto sarà favorevole - però mi riprometto di fare due osservazioni. Innanzitutto mi chiedo a cosa sia servito il fatto che noi siamo arrivati alla determinazione di fare questo emendamento e se non valga la pena di ritirarlo perché non è cambiato nulla. Io ho assistito già a 12, 14 dichiarazioni di voto che, rispetto alle 20 di routine. Il fatto che si risponda a quello o l'altro consigliere è irrilevante, si doveva andare avanti, l'assessore Masala ha chiarito in modo puntuale che il comma 16 sarà oggetto di discussione nella fase successiva con l'emendamento 132, l'ha spiegato, non è che stiamo a girare attorno a questo argomento. Parlare di tutto lo scibile umano a che cosa serve? Io non sono considerato ovviamente un falco, perché sono uno di quelli che ha proposto di arrivare a delle soluzioni unitarie, ma stiamo attenti, qui si fa riferimento, per esempio, alla dismissione dei beni minerari eccetera - lo dico soltanto a mo' di flash per ricordarlo a me stesso - negli anni dal 1984 al 1989 non eravamo noi in maggioranza, quando si svendette per dieci milioni Piscinas all'allora ufficiale Caroli; furono l'onorevole Antonio Marras, Battista Zurru, Giorgio Oppi, la Presidenza della Commissione industria che si attivarono affinché venisse adottato un provvedimento forte per evitare che si continuasse a vendere e svendere il patrimonio immobiliare. Quindi non furono altri, fu quella commissione industria; non è che tutti i giorni dobbiamo sentirci dire velatamente che oggi da questa parte ci sono personaggi poco seri. Se abbiamo intrapreso la strada di adottare una soluzione concordata, di valutarla attentamente, e c'è da parte nostra la massima disponibilità, ovviamente, anche per quanto riguarda gli immobili delle società regionali - che prenderemo in considerazione nella fase successiva, quando discuteremo l'emendamento 132 si chiarirà anche questo aspetto c'è la disponibilità a predisporre ed approvare il provvedimento in Giunta, e a trasmetterlo alla commissione, in quella fase si discuterà, si valuterà, si apporteranno tutte le modifiche necessarie - continuare a fare interventi per dichiarazioni di voto per ripetere un cliché ormai usuale non serve a nessuno; con il massimo della chiarezza si dica se vogliamo percorrere questa strada o un'altra. Sembrava fossimo sulla buona strada, 14, 15 dichiarazioni di voto per dare risposta a Pittalis o da parte di Pittalis a Cogodi, da Cogodi a Paolo Fadda eccetera non hanno senso logico; è un tentativo per perdere due ore anche oggi, e questo ovviamente crea difficoltà anche a chi vuole fare la colomba contrastando i falchi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 555 che assorbe gli emendamenti numero 131 e 444.

spissu (d.s.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 555.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO -CONTU - CORDA - CORONA - DEIANA - DEMURU - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' -PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - ORTU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

presenti 73

votanti 71

astenuti 2

maggioranza 36

favorevoli 71

(Il Consiglio approva)

Con l'approvazione dell'emendamento testé votato, decadono gli emendamenti numero 196 e 198.

Metto in votazione l'emendamento numero 449, che è soppressivo totale dell'emendamento 132.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Adesso che la discussione è sgombra da questa questione che è stata sollevata intorno a una nostra presunta dissociazione sull'emendamento 555, torno brevemente sulla questione del comma 16, significando che l'emendamento 132, di cui si propone la soppressione, prevede alla prima riga l'obbligo di presentare un piano di dismissione dei beni patrimoniali non utilizzati per fini istituzionali. Di che cosa abbiamo discusso per una settimana, scusate? Dell'esigenza che la Regione e i suoi apparati attuino un piano straordinario di dismissione dei beni patrimoniali. Decidiamo di rinviare questa materia, recependo l'esigenza della straordinarietà di tale operazione, alla modifica della legge 35, e vogliamo prevedere ulteriormente che gli enti regionali devono fare entro una data un piano straordinario? A me è parso di capire, assessore Masala, che questa amministrazione regionale, nella sua unitarietà, compresi quindi gli enti strumentali, debba accogliere l'istanza del Consiglio regionale, espressa con l'emendamento 555, in esito al nostro dibattito, per cui debbano concorrere tutti quanti insieme a una verifica complessiva, straordinaria dei beni non utili all'amministrazione regionale. Quindi, l'obbligo di presentare, entro un certo termine, il piano di dismissione da parte dell'amministrazione regionale, non vedo perché non debba estendersi agli enti, con norme che nella nuova legge 35 dovranno essere previste, perché, a mio giudizio, il comportamento degli enti va ricondotto a un regime metodologico unitario rispetto all'amministrazione regionale ed alle finalità da essa perseguite. Secondo punto: tali piani sono sottoposti a una serie di controlli, lo prevede la legge, che bisogno c'è di ripeterlo? Lo stiamo ripetendo inutilmente. Terzo punto: gli atti degli enti sono assoggettati alle stesse procedure previste per l'amministrazione regionale. Pertanto è sufficiente, a mio parere, modificare la legge 35 applicandola a tutti i soggetti previsti.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo stiamo dicendo adesso.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Questa non è una previsione di riforma della 35, che deve disciplinare anche le modalità con le quali devono provvedere gli enti? Perché c'è il diritto-dovere dei cittadini di sapere come si comportano anche gli enti regionali. E perché questi dovrebbero seguire metodiche diverse o non essere ricondotti al controllo? Il problema, vedete, è sempre stato quello che gli enti e le aziende regionali sono delle isole autonome che non si confrontano, che non si uniformano ai procedimenti unitari previsti per l'attività amministrativa della Regione. Ed è questo che ha determinato in parte il fallimento di questi stessi enti, la loro inutilità risaputa e sottolineata da più parti, il mancato perseguimento delle loro finalità; ma devo constatare che questa maggioranza vuole continuare a mantenere la stessa linea. Noi abbiamo detto che siamo d'accordo sulla necessità di riformare la legge numero 35 prevedendo un processo straordinario di dismissione, scindendo la procedura straordinaria dalla procedura ordinaria da applicare a regime. Che cosa cambia se in questa revisione ricomprendiamo gli enti per riportare tutto a una logica unitaria? Noi sappiamo che anche le Aziende sanitarie locali hanno contratto mutui di 60, 70, 80 miliardi, per acquistare palazzi da 10 - 12 miliardi e io voglio capire per quale motivo non debbano essere sottoposte a una verifica ed essere soggette a regole unitarie di comportamento.

Il nostro giudizio è che la novellata legge 35 può utilmente ricomprendere nella propria disciplina unitaria della dismissione straordinaria dei beni dell'amministrazione regionale, anche gli enti e le aziende regionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, sulla necessità del mantenimento del comma 16 si è già espresso l'assessore Masala, e mi pare che sia da mettere in evidenza come tale norma, che innanzitutto pone il problema del governo del vastissimo patrimonio degli enti strumentali della Regione, preveda un procedimento di dismissione che tenga innanzitutto conto di un lavoro preliminare che deve essere operato, e quindi vale come direttiva per gli enti affinché facciano una ricognizione puntuale del patrimonio, sottoponendolo poi alle procedure previste per l'alienazione dei beni dell'amministrazione regionale. Quindi non c'è divergenza sotto questo profilo e dunque mi pare che questa norma vada senz'altro mantenuta e anzi, per quanto ci riguarda, noi ne sollecitiamo l'approvazione. Quindi dichiaro il mio voto contrario all'emendamento così come proposto dal primo firmatario, l'onorevole Gian Valerio Sanna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vorrei fare solo una precisazione, pareva anche a noi di aver compreso complessivamente il senso della intenzione largamente diffusa in quest'Aula di ricollocare l'argomento della dismissione dei beni pubblici nella posizione giusta; lo abbiamo detto noi inizialmente, ma poi mi pare la gran parte del Consiglio abbia accolto la nostra proposta, che questa materia va collocata al posto giusto, peraltro c'è già una legge di settore che va migliorata, che va raccordata con le utilità complessive attuali della Regione, e quindi serva non solo a vendere, ma a vendere, quando è necessario vendere, finalizzando il ricavato a risolvere problemi della Regione e degli enti locali. L'abbiamo detto, questa è la finalità. Quando diciamo Regione intendiamo tutte le istituzioni che fanno parte del sistema autonomistico regionale, intendiamo innanzitutto la Regione e i suoi enti più o meno strumentali, intendiamo tutto il sistema collaterale alla Regione, anche perché la finalità che deve essere colta dovrebbe essere quella di alleggerire i bilanci pubblici - vale ripeterlo questo anche per Pittalis che sente solo quello che vuole - della Regione, degli enti, delle A.S.L., dei comuni, delle province, di oltre 100 miliardi all'anno pagati ai privati in affitti spesso di edifici impropri. Cento miliardi all'anno consentono a tutto il sistema istituzionale pubblico di avere la sua casa pubblica, come deve essere la sede di un ente pubblico, quindi il patrimonio della Regione deve essere indirizzato a soddisfare questa esigenza primaria del sistema e dell'ordinamento autonomistico, non so se è chiaro. Per cui la normativa deve essere una normativa unitaria e anche gli enti devono seguire questo tipo di organizzazione che la Regione si darà in modo migliore rispetto al presente.

Questo per poter in qualche modo trovare una convergenza tra maggioranza ed opposizione, che non vuol dire accordo, che non vuol dire compromesso, che non vuol dire che pensiamo tutti la stessa cosa, noi continuiamo a pensare cose diametralmente opposte a quelle che pensa la destra anche in questa materia, però laddove è possibile risolvere un problema siamo disponibili a collaborare, a cooperare per trovare soluzioni a quel problema, con buona pace di Pittalis che non vuole che si arrivi ad un qualche componimento, perché lui non ce l'ha con Rifondazione Comunista, lui ce l'ha con l'attuale maggioranza e con l'attuale Giunta, è chiaro. La sua provocazione è male indirizzata.

Come si fa a dire che chi ha fatto l'Assessore in questa Regione e ha speso le sue energie, ha male operato! C'è chi ha condiviso e chi non ha condiviso le scelte fatte allora, le ha condivise chi ne ha tratto beneficio, non le ha condivise chi ne ha tratto danno, chi è stato, come si suol dire da queste parti, "sbruncato", chi ha avuto tagliata l'unghia, il dito e la mano quando l'ha allungata sui beni pubblici della Regione, perché quei Governi della Regione hanno messo ordine: il patrimonio Asquer non è più abbandonato perché l'abbiamo recuperato e restituito alla Regione; oggi usate il ricavato della vendita dell'area di via Milano per pagare miliardi gli uffici della Regione perchè l'abbiamo tolta all'ultimo istante ad un privato che diceva di averla usucapita, questo è l'ordine che noi abbiamo costituito! Tutto il patrimonio della Regione è conosciuto, censito, se si vuole può essere bene utilizzato con buona pace di Pittalis e di tutti i disordinati di questo mondo e di questa Regione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 449. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 132. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 133.

Ricordo all'Aula che sull'emendamento numero 133 è stato proposto dall'assessore Masala, a seguito della discussione in Aula, un emendamento orale; all'inizio, dopo le parole "3 bis." è stata aggiunta questa frase "Salvo quanto disposto dai precedenti commi" Per un errore il testo in forma scritta non è stato distribuito, io intendevo far votare questo emendamento, era stato fatto oralmente, secondo me andava recepito.

SPISSU (D.S.). Chiedo che venga distribuito.

PRESIDENTE. Per prassi gli emendamenti orali ognuno se li ha appuntati e poi sono stati votati, purtroppo è passato molto tempo e quindi molti di noi sono caduti in errore, ma non sono stati quasi mai, io almeno non lo ricordo, ridistribuiti emendamenti modificati con emendamenti orali, a meno che non fossero di particolare complessità. Questo è abbastanza semplice, si presupponeva che le modifiche fossero state annotate dai consiglieri. Comunque, facciamo in un attimo le copie del testo e le distribuiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Vorrei ricordare brevemente che su questo emendamento avevamo avuto una interlocuzione, io credo positiva, con l'assessore Masala, e avevamo concordato di riscrivere assieme un nuovo testo; io propongo che si sospenda la votazione per consentire la stesura di un testo definitivo; credo che si possa arrivare a una soluzione positiva in brevissimo tempo.

PRESIDENTE. Potremmo andare avanti votando gli altri emendamenti?

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, chiedo di procedere con ordine. Se lei chiede all'Aula se si può proseguire mentre siamo in attesa della distribuzione dell'emendamento numero 133, noi non abbiamo niente in contrario; ma non è che appena stiamo girando il foglio sull'emendamento numero 194, lei lo pone già in votazione! Noi abbiamo necessità di vedere che cosa stiamo votando!

PRESIDENTE. Non ho sentito repliche, per cui ritenevo di poter proseguire. Non ho alcuna intenzione di provocare incidenti, tutt'altro.

Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, l'emendamento 194 da noi proposto - e per questo motivo il Presidente del nostro Gruppo le ha chiesto la cortesia di procedere con una certa calma, perché da un emendamento ad un altro si passa da un argomento ad un altro completamente diverso, ed anche noi abbiamo bisogno di comprendere di che cosa parliamo - interviene sul comma 7 dell'articolo 2 nel quale appare più evidente l'operazione di indebitamento che la Regione sta producendo.

Mi dispiace citare questo dato, non sono mai portato a farlo, però dodici anni fa mio figlio è nato con un indebitamento a causa del debito regionale di circa seicentomila lire, su ogni bambino che nasce oggi grava un indebitamento di sette milioni e mezzo. E questo indebitamento crescerà in maniera esponenziale perché da qui al 2017, tempo entro il quale voi pensate di estinguere questo maxi mutuo di quattordicimila miliardi, il saldo fra i morti e i nati sarà sempre negativo e quindi su quelli che nasceranno graverà un debito sempre maggiore. Questo per dire che cosa stiamo facendo oggi, che Sardegna stiamo consegnando alle generazioni future.

Noi leggiamo nel vostro comma 7 la fredda enunciazione che la Regione dovrà pagare dal 2003, perché le rate di ammortamento partono dall'anno successivo, fino al 2017 un rateo di mille miliardi l'anno per dare copertura ad una manovra finanziaria che, a nostro giudizio, ancora non ha dimostrato di voler conseguire obiettivi strategici anche perseguiti da leggi che hanno dato risultati positivi e che di fatto vengono depotenziate.

Il nostro emendamento ripropone in via provocatoria la riduzione dell'indebitamento e anche se nell'interlocuzione che abbiamo avuto con la Giunta ci sono state fornite alcune giustificazioni sulla destinazione delle somme derivanti da tale indebitamento, noi sappiamo che è invalsa la prassi che la Giunta mantenga a propria disposizione dei fondi pari al due-tre per cento, fondi che noi proponiamo di decurtare riducendo significativamente questo indebitamento.

Del resto basterebbe fare il conto delle risorse necessarie per la copertura degli emendamenti presentati, dalla maggioranza e dalla Giunta, agli articoli dal 2 al 13 per verificare, stando a quello che ci dice l'Assessore, che sarebbero necessari ulteriori duecentoquaranta miliardi. Se a questi si sommano quelli necessari a dare copertura ai nostri emendamenti questa cifra aumenta ulteriormente, la competizione che si instaura tende solo ad innalzare l'indebitamento, in questa situazione noi non stiamo facendo il nostro dovere. Noi abbiamo proposto di porre sul tavolo della trattativa la disponibilità dell'intero pacchetto dei nostri emendamenti purché la maggioranza faccia la stessa cosa. Liberiamo la manovra finanziaria da tutti quegli interventi inclusi nei programmi già finanziati - in materia di opere idriche, di strade, esistono già i finanziamenti per i relativi programmi di intervento - ed eliminiamo questa dispersione delle risorse.

Noi richiamiamo la vostra attenzione sull'esigenza che sull'indebitamento noi manteniamo una posizione molto severa nei confronti della Giunta alla quale chiediamo ancora che ci indichi una metodica per recuperare risorse utili sia per destinarle a settori scoperti, come l'imprenditoria giovanile ed altri settori come l'artigianato e il commercio che hanno denunciato una carenza di finanziamenti, e dall'altra parte verificare in che misura l'indebitamento nel suo complesso può essere ridotto. Mi sembra questa una richiesta che ancora non ha avuto da parte vostra una risposta adeguata.

PRESIDENTE. Devo comunicare che l'emendamento numero 194 decade perché l'emendamento di riferimento è stato ritirato e comunque a seguito dell'approvazione del numero 128.

SPISSU (D.S.). Chi l'ha detto?

PRESIDENTE. Il Regolamento, era collegato al 193 che è stato ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, l'emendamento numero 128 prevede l'innalzamento dell'indebitamento, infatti propone la modifica del comma 1 portando l'indebitamento da un miliardo e 948 milioni di Euro, a due miliardi e 128. Il nostro, l'emendamento che ha illustrato il collega Sanna, riguarda invece il comma 7, che prevede le rate di mutuo. Probabilmente la stessa Giunta avrebbe dovuto riformulare il comma 7 alla luce dell'emendamento 128, riadeguando le rate di mutuo in maniera da avere una norma coerente.

Noi continuiamo a richiamare l'attenzione della Giunta e di quest'Aula, sul costo di questa operazione. Ed allora non solo l'emendamento Sanna, Spissu e più non è decaduto, ma assume a questo punto un significato ancora più pregnante, proprio perché segnala alla Giunta e all'Aula, affinché si assumano le relative responsabilità, che i costi derivanti da questo indebitamento che, in base al comma 7 ammontano a quasi mille miliardi l'anno, sono ulteriormente aumentati. Noi proponiamo una riduzione drastica di questi costi, perché se mantenessimo questa rata di ammortamento di mille miliardi all'anno in una situazione di entrate decrescenti - perché questa è la verità: noi ci troviamo da un anno all'altro in una situazione di entrate decrescenti - il costo della rata impedirebbe di fatto qualunque tipo di politica di sviluppo, e non solo impedirebbe qualunque tipo di politica di sviluppo ma alla lunga, nei prossimi anni, noi ci troveremo nella incresciosa situazione di non poter neppure far fronte alle spese correnti.

Allora, con molta pacatezza e con molta preoccupazione, l'emendamento serve per richiamare l'attenzione della Giunta e di quest'Aula sull'operazione che stiamo facendo, che comporta un costo che ha un importo talmente elevato da essere di fatto estremamente preoccupante. Ecco perché noi continuiamo a dire che l'emendamento 194 ha comunque un suo fondamento, perché tende a richiamare la nostra attenzione sull'entità dell'indebitamento e sull'entità del costo che esso comporta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ringrazio l'onorevole Selis perché ha chiarito il senso dell'emendamento 194 che tecnicamente era legato al 193, e quindi, decaduto il 193 a seguito dell'approvazione del numero 128, ovviamente decade anche il numero 194, perché la rata di ammortamento è legata all'ammontare del mutuo. L'emendamento numero 128, infatti, contiene anche la rideterminazione delle quote in linea capitale e in linea interessi.

Io sono perfettamente consapevole, e assieme a me tutta la Giunta, del fatto che effettivamente il livello di indebitamento della Regine è elevato, che bisogna approntare dei rimedi adeguati per farvi fronte. Però attenzione! Nel momento stesso in cui noi affermiamo questo, dobbiamo anche tener conto che con questa manovra vengono soddisfatte e superate le richieste che sono state avanzate da diverse categorie in ordine al finanziamento di leggi di settore, come la legge numero 9 di cui si è parlato anche nelle interlocuzioni, la legge numero 51 e altre, per le quali sono stati aumentati gli stanziamenti previsti nel 2001; per esempio, per quanto riguarda l'artigianato sono stati portati a 29 mila e 950 miliardi e complessivamente tra fondi regionali e fondi statali a 53 mila e 379 milioni di lire; lo stesso dicasi per quanto riguarda il turismo, i cui stanziamenti ammontano a 37 mila e cinquecento miliardi .

Tutte queste spese, ovviamente, essendo spese di investimento, vanno coperte anche ricorrendo a mutui. Comunque, teniamo conto dell'indicazione fatta dall'onorevole Selis e del significato che l'emendamento 194 aveva, che però tecnicamente è decaduto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Volevo sapere se siamo in fase di discussione o di votazione.

PRESIDENTE. Eravamo in fase di dichiarazione di voto ma è stato eccepito che non è decaduto l'emendamento, quindi si stava discutendo della decadenza o meno dell'emendamento. L'opposizione ritiene che non sia decaduto. L'assessore Masala ha spiegato perché gli uffici ed anche la Presidenza lo hanno ritenuto decaduto per cui non lo poniamo in votazione.

La seduta è sospesa, riprenderà questo pomeriggio alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 08, viene ripresa alle ore 16 e 05.)

PRESIDENTE. Riprendono i lavori ma, considerata la scarsa presenza di consiglieri, sospendo la seduta per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 06 , viene ripresa alle ore 16 e 27.)

PRESIDENTE. Avevamo sospeso la votazione dell'emendamento numero 133; è stata distribuita la nuova formulazione per effetto dell'emendamento orale che fu proposto all'Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne la facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, sul testo dell'emendamento 133 che ci è stato proposto era stata avviata una discussione che era entrata anche nel merito delle sue finalità. Noi vorremmo, se è possibile, e se la Giunta...

PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Sanna, non si sente. Colleghi, per cortesia, prendete posto.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Dicevo che sul testo presentato dalla Giunta abbiamo svolto una interlocuzione, avendone recepito le esigenze, le motivazioni e anche gli obiettivi. Tuttavia noi vorremmo integrare il testo in coerenza con quello che è stato detto, proponendo una formulazione leggermente diversa, se la Giunta è disponibile a concordare un testo sul quale convergere.

Lo spiego brevemente, visto che stiamo ragionando su questo fatto; abbiamo verificato assieme che nessuno vuole modificare i primi tre commi nell'articolo 15 della legge 45/1989, su questo concordiamo, però in analogia anche ad altre fattispecie del tutto simili, dovendo prioritariamente rispettare il dettato dei primi tre commi, noi pensavamo ad una formulazione che in qualche modo consentisse all'amministrazione regionale, qualora non disponesse degli strumenti esecutivi di cui ai precedenti commi, quindi comprovandone le ragioni, di ricorrere all'esterno, così come avviene anche nelle amministrazioni locali che possono, quando dichiarano di non poter disporre delle strutture idonee all'interno, avvalersi di operatori esterni attraverso una certificazione che attesta che l'amministrazione non è in grado di provvedere con gli strumenti interni: Tra l'altro bisogna introdurre anche una dicitura che in qualche modo garantisca la quantificazione dell'anticipazione, nel senso che ci vuole una valutazione preventiva di congruità; in questo caso viene consentita l'anticipazione ai comuni delle spese per l'esecuzione diretta delle ordinanze di demolizione.

Se concordiamo su questi principi si può pervenire ad una formulazione unitaria che renda più chiaro il significato dell'emendamento. Poi non so se ci siano problemi di carattere burocratico, io mi rimetto alla valutazione che fa la Giunta; noi abbiamo predisposto la seguente formulazione che potremmo valutare assieme: "Fatta salva prioritariamente l'applicazione dei commi precedenti, qualora l'amministrazione regionale non disponga, per comprovati e documentati motivi, degli strumenti esecutivi di intervento, è autorizzata, sulla base delle perizie e delle valutazioni di congruità predisposte dagli uffici regionali, l'anticipazione ai comuni delle spese relative all'esecuzione diretta delle ordinanze di demolizione".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io vorrei vedere il testo scritto, ma mi sembra che tutta questa serie di valutazioni preliminari circa la congruità della spesa, eccetera, impediscano praticamente ai comuni di intervenire tempestivamente su queste questioni.

Vorrei vedere il testo, perché noi dobbiamo mettere i comuni nelle condizioni di intervenire tempestivamente senza una procedura farraginosa, perché se li obblighiamo poi istruire una pratica per attestare se si trovano nelle condizioni di poter intervenire, allora finisce che non lo faranno mai. Vediamo di snellire questa procedura, perché diversamente porremmo i comuni in condizioni di non poter operare; io potrò fare una valutazione più approfondita quando prenderò visione del testo, però mi pare di aver colto l'introduzione di procedure eccessivamente farraginose e limitative dell'autonomia dei comuni. Non vorremmo creare delle condizioni che impediscano ai comuni di intervenire. Vorrei vederlo scritto.

PRESIDENTE. Possiamo sospendere la votazione di questo emendamento e passare al successivo mentre si distribuiscono le copie della proposta Sanna?

spissu (d.s.). Va bene.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. D'accordo.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni l'emendamento numero 133 è sospeso.

Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intendo dichiarare il voto favorevole di Forza Italia su questo articolo...

spissu (d.s.). Presidente, su che cosa sta parlando Pittalis? Non abbiamo concluso.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, lei ha dato a me la parola, mi pare. Che sul contenuto del mio intervento un collega si alzi per dire che sto sbagliando!!! Io sto dichiarando il voto favorevole sull'articolo 2.

spissu (d.s.). Lei sta facendo una dichiarazione di voto sull'articolo. Non siamo a questo punto.

PRESIDENTE. Sono finiti gli emendamenti soppressivi e sostitutivi. Occorre votare il testo dell'articolo e poi dobbiamo votare gli emendamenti successivi che sono aggiuntivi.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, lei mi ha dato la parola…

PRESIDENTE. Un attimo, abbia pazienza, onorevole Pittalis, uso una procedura inusuale. La parola all'onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Mi scusi, Presidente, io credo che non possiamo votare l'articolo 2 se stiamo sospendendo per pervenire a una formulazione unitaria di un emendamento che è sostituivo del comma 17 dell'articolo.

Quindi, onorevole Pittalis, io non voglio privarla del diritto di fare la sua dichiarazione di voto, semplicemente volevo far notare al presidente Biggio, che è attento, che stiamo sospendendo la discussione su un emendamento sostituivo, non aggiuntivo, e fino a che non si discute di questo naturalmente non si può mettere in votazione l'articolo 2.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, io avevo chiesto all'Assemblea se potevamo considerarlo sospeso. Non ho avuto segnali contrari dalla vostra parte. Probabilmente voi stavate ancora valutando e ho colto... Chiedo scusa, onorevole Cogodi, sto parlando io; io vi ascolto, vorrei essere ascoltato.

Allora mi sembrava, che questo emendamento, ancorché sospeso, sia che venisse poi emendato nel senso proposto da voi, o fosse mantenuto nel testo proposto dall'Assessore, non interferisse sull'impianto dell'articolo. Per cui, ho ritenuto di poter passare al voto dell'articolo stesso. D'altro canto, è cosa che è avvenuta altre volte, quindi non meravigliamoci. Se c'è una richiesta di questo tipo, nel rispetto delle norme invocate, non ho difficoltà ad accoglierla però chiedo che si rammenti questo episodio e si rispettino le norme regolamentari anche in altre occasioni. Comunque accogliamo la richiesta e sospendiamo i lavori per cinque minuti in attesa di trovare un accordo sulla formulazione dell'emendamento numero 133.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 37, viene ripresa alle ore 16 e 55.)

PRESIDENTE. Onorevole Masala, quali sono i risultati della interlocuzione?

Ha domandato di parlare l'assessore Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Dunque, la Giunta ha dimostrato il massimo della disponibilità a pervenire ad una formulazione unitaria dell'emendamento numero 133, però si vuole scrivere una cosa diversa da quella che la Giunta ha proposto per cui a questo punto io sono orientato al ritiro dell'emendamento numero 133, perché non è assolutamente possibile che si vogliano introdurre argomenti diversi da quelli che noi abbiamo proposto con l'emendamento. Noi intendiamo consentire ai comuni di poter intervenire in materia di violazione delle norme urbanistiche attraverso l'utilizzazione un provvedimento di loro competenza, che è quello dell'ordinanza di demolizione; e poiché molti comuni, soprattutto i minori, si trovano nell'impossibilità di provvedervi perché la Regione, per ritardi che non stiamo qui ad addebitare a nessuno, non ha stipulato le convenzioni pertanto non dispone dei mezzi meccanici per poter intervenire direttamente, noi vogliamo che siano i comuni ad intervenire direttamente con i propri mezzi anticipando la Regione le relative spese; però naturalmente il principio del rimborso da parte di questi ultimi deve essere mantenuto perché i comuni devono compiere tutti gli atti necessari per il recupero delle somme che sono state loro anticipate.

Quindi se noi concordiamo su questo concetto va bene, altrimenti stiamo scrivendo una cosa diversa e a questo punto la Giunta si vedrebbe costretta a ritirare l'emendamento numero 133. Quindi io attendo su questo punto una risposta che sia adeguata alla proposta da noi avanzata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie Presidente. Vorrei dire all'assessore Masala che noi ci siamo sforzati davvero di trovare una formulazione che consentisse ai comuni di operare responsabilmente e anche più speditamente in prima persona nei casi nei quali loro lo ritengano opportuno. Abbiamo sollevato alcune questioni; in primis quella relativa ai commi 1 e 2 dell'articolo 15 della legge 45 del 1989, cioè alle procedure di appalto, e quindi della messa a disposizione dei mezzi meccanici da parte della Regione e quindi al mantenimento del servizio di vigilanza e di repressione edilizia dell'Assessorato dell'urbanistica. Pertanto noi nella nostra proposta, che mi pare nella prima parte, quanto meno, venga accolta dalla Giunta, noi facciamo salvo prioritariamente, quanto previsto dai commi 1 e 2.

Abbiamo sollevato una perplessità per quanto riguarda il meccanismo dell'anticipo, perché, a ben guardare la casistica, molti comuni hanno anche demolito, a proprio spese, chiedendo in alcuni casi, come ci ha ricordato l'assessore Masala, un anticipo alla Regione. Nella dicitura "anticipo" evidentemente, naturalmente su questo concordiamo tutti, senza difficoltà, vi è il presupposto della restituzione della somma. Noi abbiamo posto il seguente quesito: capita - non spessissimo ma capita - che i comuni non riescano a reintegrare le somme anticipate - capita ai comuni come capita alla stessa magistratura, quando si sostituisce e dispone direttamente le demolizioni di non rieuscire in taluni casi, anche a seguito di atti coattivi eccetera, a reintegrare le somme - in questi casi, i comuni devono restituire una somma della quale non riescono a venire in possesso; come si tratta questa casistica del tutto particolare ed eccezionale? La stiamo ponendo come casistica del tutto eccezionale e particolare che naturalmente, deve essere comprovata con atti da parte del comune. Allora in questi casi è pleonastico aggiungere che, così come accade quando ciò si verifica per la magistratura, le somme spese non sono recuperabili per cui è necessario prevedere un fondo di rotazione dal quale si attinge per queste operazioni; noi chiediamo se la stessa cosa si può fare a livello regionale, oppure se, come dire, rimane inteso o si precisa che in questi casi la Regione non si rivale sul comune, posto che il comune rivalendosi sul privato non è riuscito a recuperare le somme ricevute in anticipazione dalla Regione; questo è il quesito che poniamo. Anche perché un'interpretazione che ingeneri nei comuni un dubbio su questo punto può portare a una inibizione dell'azione di demolizione. Quindi ci stiamo ponendo nell'obiettivo di accelerare ma di rendere anche più sicure le procedure per l'ente locale.

Non c'è il termine, l'importante che sia chiaro questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Le preoccupazioni enunciate poc'anzi dall'onorevole Morittu non hanno ragione di essere. Perché? Perché qualora si debba ricorrere all'anticipazione da parte della Regione ai comuni che ne fanno richiesta, nelle condizioni previste nella premessa, e cioè che non siano utilizzabili gli altri strumenti previsti dalla legge 35, siamo tutti d'accordo su questo, la Regione anticipa con proprio finanziamento al comune le somme necessarie a provvedere, ma rimane fermo il principio che il comune è creditore principale del debitore, che è poi colui che ha violato la norma, quindi è chiaro che noi dobbiamo avere la certezza matematica che il comune svolga tutte le azioni possibili ed immaginabili per il recupero di tali spese e una volta recuperate debba rifonderle alla Regione. Ora, è chiaro che la Regione non farà nessuna azione, qualora si verificasse l'ipotesi ventilata e cioè che il comune non riuscisse a recuperare le somme da parte del debitore principale, cioè di colui che ha violato la norma; la Regione può esercitare in surroga, cioè al posto del comune, gli atti volti al recupero di tali somme, perché se il comune può avere delle difficoltà a porre in essere gli atti esecutivi, per esempio, per l'esproprio dell'area nella quale è stata costruita l'opera abusiva, evidentemente la Regione non avrà queste remore, e quindi potrà farlo tranquillamente. Cioè è, diciamo così, soltanto in teoria che è possibile l'azione di recupero della Regione nei confronti del comune, pertanto lo scrivere in norma che la Regione si accolla la somma qualora il comune non eserciti l'azione di recupero, significa autorizzare i comuni a non compiere gli atti di recupero e soprattutto significa autorizzare i violatori della norma a tergiversare nel rimborso al comune e a condizionare i comuni medesimi, soprattutto quelli piccoli, e quindi a non consentire il versamento delle somme e conseguentemente addebitare alla Regione il costo dell'operazione. Quindi, io vi prego, non insistete su questo punto perché in questo modo non riusciamo a intenderci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io debbo dire, signor Presidente, Assessore, se mi ascolta un attimo, vorrei dire ai colleghi che devono votare, che io non riesco a comprendere da dove nasca e a che cosa essenzialmente si rivolga tutta questa complicazione.

La legge della Regione numero 45, all'articolo 15 prevede un sistema normativo di intervento della Regione che è, non dico perfetto, ma sicuramente soddisfacente; perché ogni comune della Sardegna che vuole operare un intervento demolitorio, e deve operarlo quando ha espletato le procedure di accertamento dell'esistenza di un'opera abusiva, può chiedere alla Regione l'intervento del mezzo. E la Regione può mettere a disposizione un mezzo proprio, di un ente regionale, oppure se non ne dispone, può mettere a disposizione anche mezzi appartenenti a privati opportunamente convenzionati.

Il sistema è perfetto, o quasi, io non vedo onestamente di che cosa si stia trattando; i sindaci, con fascia tricolore o no, in Regione vengono spesso per molte ragioni, legittime, ma io non ho ancora visto una manifestazione di sindaci presso la Regione per chiedere ruspe per demolire, non mi pare che ci sia tutta questa ressa, ma questa è una Regione così spilorcia che non ha un mezzo meccanico per il piccolo comune che di cui parla l'assessore Masala, per Selegas. Ma se muove una ruspa appena piccola piccola, non dico Selegas, ma 300 comuni della Sardegna li spazza via in tre ore. Ma di che cosa stiamo parlando, dell'assedio di Ramallah? Ma stiamo parlando, se parliamo di piccoli comuni, di piccole cose, siamo seri!

Il sistema previsto dalla legge 45 va benissimo e risponde pienamente alle esigenze dei comuni che non devono anticipare una lira, e poi c'è una logica, che è politica però; quando noi abbiamo disciplinato la materia, prima con la legge 23, nell'86, forse '85, e poi nell'89 con la legge 45 abbiamo, dico noi come Regione, istituzione autonomistica, operato una scelta di campo, abbiamo voluto dare un aiuto ai comuni e un aiuto agli amministratori che non era solo dei quattro soldi che costa il noleggio della ruspa, abbiamo voluto sostenere i buoni amministratori che contrastano fino in fondo l'abusivismo edilizio, soprattutto quello che mette a rischio l'ambiente nelle parti più delicate e sensibili del territorio. Questo ha fatto la Regione. Badate voi con questa scelta di dare danaro a prestito, state mettendo in discussione la scelta di campo che ha fatto la Regione, di essere dalla parte degli amministratori, dei buoni amministratori, aiutandoli ad intervenire. Per cui se l'Assessore ritira l'emendamento e ritira però anche il comma 17 dell'articolo 2 fa benissimo, perché il sistema funziona. Un tempo, in pochi mesi, stipulando la convenzione, la Regione si è munita di ruspe fornendole a tutti i comuni che le hanno chieste, non è sorto nessun problema; adesso si dice: "Ma la Regione, non stiamo a ricercare le colpe, non fa la convenzione; la Regione, non stiamo a cercare le colpe, non dispone di un mezzo meccanico"; ma come facciamo a non ricercare le colpe? Voi che state al governo della Regione dovete garantire l'operatività delle leggi ed applicare l'articolo 15 e il problema è risolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, lei sa quale particolare stima io abbia nei suoi confronti, stima che fra le altre cose nasce da un'amicizia che si data nei tempi, e qual è il mio attaccamento e rispetto delle istituzioni. Sono ancora una volta a chiederle, con questa doverosa precisazione, che non vuole certamente suonare come critica all'attività che la Presidenza in questo momento sta svolgendo, per capire in quale fase siamo, se siamo nella fase della votazione dell'emendamento 133 o siamo in fase di discussione, perché mi sembra di capire che essendo ormai esaurita la discussione dell'articolo e degli emendamenti siamo in fase di votazione, e in questa fase l'articolo 97 del Regolamento prevede che una volta indetta la votazione, non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto.

Questo io lo dico perché se tutti quanti, maggioranza ed opposizione, non si mettono nella condizione di rispettare il Regolamento, l'attività di chi deve dirigere i lavori diventa oltre modo difficile, se non addirittura impossibile, quindi anche se per quanto mi riguarda la Presidenza in assoluto, e in questo momento lei che la presiede, ha tutto il mio sostegno, sta di fatto che nel momento in cui eravamo in fase di votazione si è riaperta una discussione. Allora io vorrei sapere se devo intervenire per dichiarazione di voto, se devo intervenire e se sto intervenendo nella discussione, sull'ordine del giorno, sul Regolamento, o su che argomento devo intervenire. Questo qualcuno me lo deve dire e io chiedo e invito la Presidenza a farci capire di che cosa stiamo parlando, in quale fase siamo, se dobbiamo continuare con questa pantomima, consentendo interventi che riaprono la discussione, e via dicendo.

Rientrando nel merito, io credo di essere nella fase della dichiarazione di voto, ritengo che la normativa contenuta nel comma 17, rappresenti la volontà dell'Esecutivo, condivisa dalla maggioranza, di regolamentare un settore la cui mancanza di regolazione sino ad oggi ha determinato la impossibilità di reprimere l'abusivismo che in quest'Aula oggi, solennemente si afferma di voler combattere, ma che al lato pratico si incentiva, perché è evidente che se i comuni non potranno godere del finanziamento delle spese relative alla demolizione delle opere abusive, nel momento in cui fossero nella impossibilità di rivalersi sui soggetti contravventori della norma, l'abusivismo rimarrà perennemente in atto e quindi non si riuscirà in nessun modo a contrastarlo.

Quindi, assessore Masala, dal momento in cui lei dice ed afferma che di fronte all'atteggiamento dell'opposizione si vedrà costretto al ritiro dell'emendamento, per la parte che mi riguarda, io parlo come semplice consigliere regionale e non come Presidente della Commissione, io la invito a mantenere fermo l'emendamento perché con questo emendamento finalmente si dà una svolta decisiva alla lotta contro un gravissimo fenomeno per la cui repressione sino ad oggi nessuna forza politica ha sentito il dovere di intervenire. Quindi, per quanto mi riguarda, dico che questa è una norma ben accetta, una norma della quale si sentiva la mancanza, e plaudo alla Giunta che ha sentito il dovere di proporla.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto, io la ringrazio della sua cortesia, ma il fatto è che si è riportato in discussione in Aula il proseguo di quella interlocuzione, che doveva durare cinque minuti e per la quale è occorso quasi un quarto d'ora, e si è continuato ad interloquire quando le parti sono andate per vie diverse. Credo che a questo punto o si trova un accordo effettivamente, o si dovrà applicare il Regolamento e poi le conseguenze saranno quelle che saranno e che tutti conoscono, onorevole Balletto E' una scelta che compete all'Aula, la Presidenza si regolerà di conseguenza.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Presidente della Giunta. Credo che l'interlocuzione che è stata portata avanti sino ad ora non abbia dato i frutti necessari, le strade per noi sono due e solo due: una è quella che ha ipotizzato l'assessore Masala, l'altra è quella che ha ipotizzato l'onorevole Balletto. Sono due strade difficili da intraprendere sul piano politico, sia l'una che l'altra, perché, vedete, lo spirito con cui la Giunta regionale ha proposto questo emendamento non era quello di aprire un conflitto politico tra maggioranza e minoranza, ma era quello di accogliere una esigenza che tutti i comuni della Sardegna sentono, nel rispetto del principio di sussidiarietà, ponendo i comuni in condizioni di non dipendere dalla Regione e di decidere autonomamente, in qualsiasi momento, con i propri mezzi e strumenti di intervenire sull'illecito e sull'abusivismo che si è verificato nel proprio territorio.

Noi stiamo dicendo che viene confermata la disciplina prevista dalla legge 45 viene solo aggiunto un elemento di sussidiarietà alla fattispecie dell'anticipazione che qualora venisse abolita vieterebbe ai comuni di intervenire con tempestività sugli abusivismi, che invece in quest'Aula mi pare non si voglia recepire.

Allora noi l'interlocuzione la diamo ormai per conclusa, ribadiamo il nostro emendamento, laddove ci fosse ostruzionismo saremo costretti a ritirarlo e a dichiarare però, all'esterno, che ognuno si assume la responsabilità politica di quello che fa, verso i comuni e verso le richieste, da una parte, di autonomia delle amministrazioni comunali e dall'altra di rispetto delle leggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Purtroppo stiamo ripetendo cose già dette, questo è un dato di fatto, ma le stiamo ripetendo perché si ha l'impressione di sbattere la testa contro un muro. Ora a me stupisce che persone esperte e intelligenti, come ad esempio l'onorevole Balletto, come l'assessore, come lo stesso Presidente, che magari non è esperto, ma non è sicuramente uno sciocco, possano sostenere cose di questo genere; cioè, mentre si sostiene da una parte di voler combattere l'abusivismo mediante uno strumento che non funziona, si dice, e che si vorrebbe perfezionare e rendere funzionante con questa norma intrusa, perché di norma intrusa si tratta, dall'altra parte si stanno sostanzialmente creando dei problemi, mettendo i bastoni fra le ruote di un meccanismo che, con tutti i suoi difetti, ha funzionato, o meglio, di un meccanismo che era abbastanza chiaro. Questa, purtroppo, è la filosofia di fondo.

Il discorso del federalismo non funziona nel momento in cui si tratta di mettere in essere una tutela di interessi primari di carattere generale; l'abusivismo edilizio è un attentato, soprattutto quando si verifica in certe zone, a un interesse primario di carattere generale, la cui tutela non è di competenza dei comuni, ma è innanzitutto di competenza della Regione. Il fatto che il sindaco abbia il dovere di emettere certi provvedimenti non significa assolutamente niente; è una competenza di carattere operativo, così come non significa niente l'intervento della magistratura, ma l'interesse primario è quello della comunità più ampia, e in particolare in una regione a statuto speciale, con competenza esclusiva nella materia urbanistica, è della Regione Autonoma della Sardegna.

Allora, io capisco che c'è stato un certo sforzo di buona volontà con la presentazione di questo emendamento sostitutivo, questo è innegabile, però con esso non si chiarisce il problema di fondo, di cui abbiamo già parlato più volte. Cioè, se il comune non riesce a recuperare queste somme alla fine le spese a chi fanno carico? Io vorrei, così come i colleghi, a tutela proprio della tranquillità dei comuni, perché ci sono comuni grandi e comuni piccoli, ci sono comuni che hanno risorse e comuni che non ne hanno, e spesso i comuni piccoli devono affrontare problemi più grandi di loro, che venisse specificato su quale ente, su quale soggetto alla fine ricadono i costi nel caso in cui la procedura di recupero non abbia successo. Questo è il problema. Qualcuno ha parlato di "mamma Regione", o di qualche cosa di simile, adesso non ricordo quale fosse l'espressione usata, ma che cosa vuol dire? Certo che di un interesse primario di sua competenza la Regione deve farsi carico, deve farsi carico dei relativi oneri e non deve pretendere che il soggetto minore, dal punto di vista non della dignità, ma dal punto di vista delle risorse finanziarie, debba rischiare di farsi carico di un problema che invece è di competenza ben più ampia, questo è il problema.

Per cui continuiamo a sbattere la testa in questa direzione e riusciremo a fare una norma che, anziché risolvere il problema e semplificare le cose, avrà inserito uno strumento di incertezza ulteriore e anche uno strumento, devo dire, odioso. E i sindaci dovrebbero capire da quali parti provengono queste iniziative.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, penso onestamente che stiamo esagerando nell'utilizzo del tempo per esaminare questa norma, per questo chiederò alla Giunta, in conclusione, non solo il ritiro dell'emendamento, ma anche di esprimersi a favore della bocciatura del comma 17. Spero di riuscire ad esprimere in modo comprensibile questo concetto: la legge 45 stabilisce in modo chiaro e preciso tutta una serie di fattispecie di intervento che cominciano dall'obbligo, per chi ha commesso l'abuso, della demolizione, al potere sostitutivo del comune e, in ultima analisi, al potere sostitutivo della Regione, che sono normate attraverso tre commi dell'articolo 15, che non rileggo se no perdo tempo, che sono molto chiari nel definire i compiti che la Regione deve svolgere in questa materia.

E allora la Giunta regionale ci ha proposto, nella prima stesura, che i comuni rimborsano le spese sostenute dall'amministrazione regionale entro due anni, ed è una cosa che non va bene; poi ci propone un'altra cosa, cioè dice che l'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese, e allora mi chiedo cosa c'entra tutto il ragionamento che faceva il collega Balletto - che non vedo adesso al suo posto - su questa norma che sembrerebbe risolvere i problemi della cura degli interessi dei comuni del nostro territorio. Io penso, con molta franchezza, che i problemi dell'abusivismo nel nostro territorio sono egregiamente normati dalla 45; c'è, e non si vuole confessare, perché questa è la ragione vera per cui è stata inserita la norma, da fare una sanatoria su fenomeni che sono avvenuti e che altrimenti non possono essere sanati.

E' più corretto, Presidente, è più logico, è più giusto, è più democratico, è più tutto quanto si vuole, chiedere al Consiglio di proporre una norma di sanatoria per cose che sono avvenute e non ci sarà ostacolo ad accettarla come emendamento alla finanziaria, a questo articolo o a quale altro articolo sarà possibile, o a qualsiasi altra norma noi esamineremo nel prossimo futuro su questa materia. Mi sembra più corretto passare per la strada principale. Tutte le altre formulazioni, Presidente, sono formulazioni che potrebbero da un lato renderci risibili rispetto a tecnici della materia, dall'altro essere talmente confuse che veramente poi non si saprà chi deve intervenire e con quali sistemi.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, su che cosa vuole parlare?

FADDA (Popolari-P.S.). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Sì, però per cortesia, voi chiedete prontezza alla Presidenza, sono passati parecchi secondi da quando ha terminato l'onorevole Secci, questa rincorsa crea difficoltà anche alla Presidenza. Ne voglia tenere conto, per cortesia, grazie.

FADDA (Popolari-P.S.). Grazie, Presidente. Io ascolto sempre con molta attenzione gli interventi dei colleghi, però devo dire, onorevole Balletto, che oggi "l'ha sparata" davvero grossa a dire che finalmente ci occupiamo di abusivismi edilizi. Io credo che lei, e per come la conosco, lo riconoscerà, abbia inteso benissimo che cosa si intendeva fare col comma 17.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Alla perfezione!

FADDA (Popolari-P.S.). Perfetto, tant'è vero che il collega Locci ha fatto un intervento in aula, dicendo che ha la finalità di responsabilizzare i comuni attraverso il meccanismo del rimborso delle somme, perché questo dice il comma 17 dell'articolo 2.

Adesso, assessore Masala, per essere molto tranquilli e sereni, vi siete resi conto di che cosa significa l'emendamento che avete presentato? Io leggo a che cosa si riferisce. Il comma 1 dell'articolo 15 dice testualmente: "L'Assessorato regionale competente in materia urbanistica è autorizzato a concedere ai comuni che ne facciano richiesta l'utilizzazione dei mezzi meccanici di proprietà della Regione e degli enti ed organi strumentali della stessa, con relativo personale addetto per l'esecuzione delle ordinanze di demolizione di opere eseguite in violazione della disciplina urbanistica vigente". Che cosa dite voi con l'emendamento 133? Dite: "L'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese relative all'esecuzione delle ordinanze di demolizione di cui al comma 1", cioè lei sta dicendo, in poche parole, che l'ente locale chiede alla Regione di intervenire e la Regione anticipa i fondi. A chi, se li ha già spesi direttamente? Questo è quanto scritto nell'emendamento numero 133.

Assessore, lei propone gli emendamenti senza leggere le norme, lei sostituisce il comma 17 con quest'altro comma, che dice: "L'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese relative all'esecuzione delle ordinanze di demolizione di cui al comma 1" dell'articolo 15, naturalmente. Io le ho letto il comma 1 dell'articolo 15 che dice che la Regione interviene direttamente, che cosa anticipa? Questa è la legge, giusto? Lei fa riferimento all'articolo 15, comma 1, che dice testualmente: "L'Assessorato regionale competente in materia urbanistica è autorizzato a concedere ai comuni che ne facciano richiesta l'utilizzazione dei mezzi meccanici", ma quale anticipazione possono chiedere i comuni? Io sto semplicemente leggendo quanto c'è scritto nell'articolo 15, quindi se voi dite che invece queste somme servono per gli interventi diretti dei comuni avete sbagliato il comma di riferimento, non è il comma 1 dell'articolo 15 della 45; volevo evidenziare soltanto questo, poi le leggi le state approvando come volete, fate pure, insomma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Brevemente vorrei ribadire che anche a mio giudizio la strada indicata dal collega Secci mi pare la più corretta, credo che poi alla fine il tentativo che stiamo facendo, un po' in maniera surrettizia, è quello di convincerci reciprocamente che qualunque intervento sulla 45 in fondo non modifica la qualificazione giuridica dei debitori e dei creditori. Se questo è vero, io mi domando: ma che motivo ha la Regione di introdurre una norma che intenda in qualche modo parare i colpi di qualche errore di carattere amministrativo che è stato fatto, e che si potrebbe sanare solo attribuendo alla Regione le funzioni che le competono, perché se la norma non cambia la qualificazione giuridica, la Regione è obbligata a produrre gli atti nei confronti di coloro che sono insolventi.

Allora, secondo il nostro modo di vedere, bisogna tornare alla legge 45, lasciare le cose come stanno e l'unica sanatoria che l'amministrazione regionale può porre in essere è quella di non fare in modo che chi sbaglia debba avere accoglienza dentro l'aula parlamentare della Regione per ottenere una norma che sani gli errori amministrativi; l'amministrazione regionale si faccia carico delle procedure legali che sono necessarie per sanare gli errori che sono stati commessi dalla pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Grazie, Presidente, molto velocemente vorrei dire che concordo con le ultime affermazioni che stanno maturando qui nel dibattito, perché mi pare di capire che questo comma 17 dell'articolo 2 si proponeva in qualche modo di dare una soluzione ad un problema, che mi pare invece con questa norma venga aggravato.

Io credo che bisogna sottolineare un dato evidente, per ciò che riguarda questa parte della legge 45, cioè che si vedeva già iniziare a funzionare un minimo di controllo sull'abusivismo che sta avvenendo nella nostra Regione. E` chiaro che c'erano alcuni aspetti relativi, in particolar modo, ai costi delle demolizioni che fino ad oggi sono stati regolati in un certo modo; i commi 1 e 2 dell'articolo 15 di questa legge, che in particolare hanno la finalità di fornire ai comuni gli strumenti per poter intervenire, in qualche modo alla fine per poter arrivare alle demolizioni attribuiscono la responsabilità esclusivamente alla Regione, praticamente tale funzione veniva scaricata sull'ente regionale.

Il comma 17 di questa finanziaria in qualche modo vuole, secondo il mio punto di vista, scaricare la Regione di questa responsabilità, ma lo fa in maniera sicuramente sbagliata, intanto non si pone il problema relativo al fatto che riguarda un'attività che si sta già svolgendo e che in qualche modo funziona, e in secondo luogo credo che non risolva in assoluto il problema che si sta ponendo la Regione, cioè quello di ottenere che questa attività di controllo e di verifica sull'abuso edilizio che avviene in Regione, venga ulteriormente svolta.

Ritengo che l'eliminazione di questo comma probabilmente dia la possibilità di far funzionare, così come sta funzionando, l'articolo 15 e in particolare credo che scaricare sui comuni questa responsabilità, sia l'ultima cosa che noi in questo momento dobbiamo fare, sapendo che cosa significa per i comuni dotarsi di attrezzature e risolvere in loco questo problema, che soluzione che ha addirittura richiesto in alcune situazioni persino il ricorso alle forze militari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Qualche collega ha detto che stiamo dedicando troppo tempo a questo problema, questo è vero, anche perché l'ultimo emendamento presentato dalla Giunta Regionale al comma 17 davvero non si capisce quale obiettivo voglia perseguire, perché essendo così chiara la norma della legge 45 veramente viene il sospetto che si voglia fare l'esatto contrario dell'applicazione del principio di sussidiarietà, perché il comma 1 dell'articolo 15 non solo prevede l'intervento della Regione, che si fa carico, attraverso la messa a disposizione dei propri mezzi, dei costi, ma per i comuni questa norma rappresenta un fatto non solo di sussidiarietà materiale, ma è di sussidiarietà e di aiuto dal punto di vista morale e psicologico ponendo le amministrazioni locali nelle condizioni di essere sostenute dalla Regione per denunciare e portare a completamento la demolizione delle opere abusive.

Allora francamente non si capisce quale obiettivo si voglia raggiungere, perché si voglia di fatto scardinare una norma che ha funzionato e può funzionare tutte le volte che i comuni lo ritengono opportuno chiedendo l'intervento della Regione. Credo che tutti i colleghi che si preoccupano di questa modifica abbiano perfettamente ragione perché non è chiaro, non è logico, non è limpido l'obiettivo che si vuole raggiungere col comma 17 e con l'emendamento numero 133 che l'ha poi sostituito. Credo che a questo tema, come ad altre norme intruse in questa finanziaria, valga la pena di dedicare ancora più tempo, se sarà necessario, perché la Giunta regionale si convinca che sta mettendo in atto un'azione del tutto scorretta dal punto di vista legislativo, perché in questa finanziaria ci volete far entrare di tutto, ma soprattutto illogica e priva di risultati concreti per gli abusi che si vogliono colpire.

Perché il Presidente della Giunta si meraviglia del nostro insistere perché ritiri queste norme? Ci minaccia dicendo che se noi continuiamo con questo ostruzionismo, lui denuncerà all'esterno questo nostro modo di fare. Presidente Pili, se lei che ha anche poteri mediatici molto più di tutti noi, farà questa denuncia, credo che ci farà un grande piacere, anzi se andrà a comunicarlo anche alle associazioni ambientaliste, che sono qui sotto a protestare, probabilmente ci farà ancora più piacere, perché noi questa battaglia la stiamo facendo perché le norme esistenti sono tali da perseguire tutti gli abusi edilizi e i cambiamenti poco trasparenti e poco limpidi che vogliono raggiungere altri obiettivi, davvero non possiamo che combatterli; se lei denuncerà questo all'esterno ci farà un favore, perché la gente davvero capirà che cosa volete fare voi dell'urbanistica in Sardegna.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 133 consegnatovi poc'anzi.

Metto in votazione l'emendamento 133. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova).

SECCI (Popolari-P.S.). No, si deve porre in votazione il testo originario!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 133 che vi è stato consegnato prima, è stato votato e avete chiesto la controprova, non cambio di una virgola, mi dispiace.

FADDA (Popolari-P.S.). Non si possono presentare emendamenti orali agli emendamenti senza il consenso unanime.

SECCI (Popolari-P.S.). Gli emendamenti orali sono ammissibili solo qualora vi sia un consenso unanime.

PRESIDENTE. Sulla sua ammissibilità non è stata precedentemente eccepita alcuna contrarietà, se volete procedere in questo modo, d'ora in poi bandiremo da quest'Aula gli emendamenti orali. Io sono favorevole se l'Assemblea è d'accordo. Bandiremo da quest'Aula d'ora in poi tutti gli emendamenti orali, perché qui si sta stravolgendo completamente la prassi consolidata in quest'Aula. Va benissimo, si vota l'emendamento nel testo originario, quello a pagina 13 del fascicolo che vi è stato consegnato. Ve lo leggo, siamo in fase di votazione, non sono ammessi interventi, ve lo leggo: "Il comma 17 è così sostituito: 17. Dopo il comma 3 dell'articolo 15 della legge regionale 22 dicembre 1989 numero 45 (Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale) è aggiunto il seguente: 3 bis. L'amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare le spese relative all'esecuzione delle ordinanze di demolizione di cui al comma 1.( UPB S04.061 - capitolo 04187).

Metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si deve adesso votare l'articolo 2.

Hanno domandato di parlare il consigliere Spissu, quindi l'onorevole Gian Mario Selis, quindi l'onorevole Sanna; tuttavia aveva prima la parola l'onorevole Pittalis che fu interrotto.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Prima che inizino le dichiarazioni di voto sull'articolo 2, ne chiedo la votazione per parti, e più precisamente la votazione segreta e separata della parte del comma 13 riguardante un finanziamento di 14 miliardi da assegnare alla società di gestione dell'aeroporto di Arbatax, con capitale a totale prevalenza dell'imprenditore che dovrebbe acquistare con quei danari parte del proprio patrimonio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

Non è per dichiarazione di voto, vero onorevole Spissu?

SPISSU (D.S.). No, non è per dichiarazione di voto, ma sull'ordine dei lavori. Quando stiamo votando noi abbiamo difficoltà a capire, così come è avvenuto nella votazione precedente, che cosa si stia mettendo esattamente in votazione, se stiamo votando gli emendamenti proposti oralmente o quelli che ci sono stati consegnati.

Quindi le chiedo cortesemente di non accelerare le fasi della votazione, di consentirci di capire che cosa stiamo votando, di consentirci di chiedere la controprova in tempo perché ho difficoltà anche a sentire esattamente che cosa stiamo facendo, così è capitato per l'emendamento 133.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 133 in votazione l'ho letto interamente.

SPISSU (D.S.). Non sto rimettendo in discussione la votazione, le sto chiedendo per cortesia che nelle prossime votazioni ci consenta di capire che cosa stiamo votando. Per quanto riguarda l'articolo 2 chiedo che la votazione avvenga per commi, esclusi quelli che sono già stati votati per effetto di approvazione di emendamenti.

PRESIDENTE. Va bene, quindi esclusi i commi 14, 15 e 16.

SPISSU (D.S.). E anche il 17 perché abbiamo approvato l'emendamento numero 133.

PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto sull'articolo 2 aveva chiesto di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, quando lei ha chiuso la discussione sugli emendamenti ed è passato all'articolo 2, anche se poi ha dovuto rivedere questa posizione, io allora, come ora, confermo a nome del Gruppo di Forza Italia il voto a favore dell'intero articolo 2, cioè di tutti i commi.

FADDA (Popolari-P.S.). Non lo può fare, perché noi chiederemo su alcune parti il voto segreto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io noto una intolleranza davvero incomprensibile, io esprimo il mio punto di vista, sarà poi il Presidente a valutare anche le vostre richieste. Esprimo il dichiarazione di voto e la confermo perché il Gruppo di Forza Italia si è già espresso in senso favorevole sull'intera norma che è in esame. Che si possa poi anche votare per parti è una ipotesi che è prevista dal Regolamento, ciò non toglie, perché altrimenti qui veramente con i bizantinismi regolamentari dovremmo rimanere chissà quando per fare dichiarazioni di voto, che esse non possono essere fatte comma per comma, cosa che mi pare non sia né correttamente contemplata, né che facesse parte di quella sorta di accordi che abbiamo raggiunto sul piano almeno del metodo e delle regole da seguire nella discussione di questa finanziaria.

Se così fosse ne prenderemmo atto perché valuteremo anche l'atteggiamento dell'opposizione, che ci sembra, a questo punto, voglia rimettere in discussione anche questioni che parevano essere risolte; pur considerando legittima la richiesta di voto segreto da parte dell'opposizione, però, se sbaglio sono pronto a correggermi, se passasse la linea che su ogni comma fossero ammesse dichiarazioni di voto sarebbe una pratica la cui conformità al Regolamento lasceremmo alla valutazione del Presidente, ma che non esiteremmo a definire sin da ora veramente e gravemente ostruzionistica.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, a norma del Regolamento è sempre possibile ed è sempre ammessa la votazione per parti separate, con tutto ciò che comporta, quindi non è che ci sia da dire più di tanto. La sua dichiarazione di voto in merito all'articolo nella sua completezza è valida solo in riferimento al comma 1, che ci accingiamo a votare; è evidente che la richiesta di votare per commi ha delle conseguenze precise, che non sta a me spiegare perché lei le conosce molto meglio di me.

COGODI (R.C.). Vorrei chiedere agli uffici chi si è iscritto a parlare. Ve l'ho chiesto mezzora fa. Perché il fatto di essere buoni e buonisti non vuol dire…

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non è necessario iscriversi a parlare preventivamente per dichiarazione di voto sugli articoli; se lo legga il Regolamento, lei che è molto capace.

FLORIS (Gruppo Misto). Il Presidente sta presiedendo benissimo. Quando si esagera si esagera!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Per qualche tempo ho svolto la funzione che in questo momento svolge il presidente Biggio, e so quanto è difficile, chi lo ha fatto, il collega Contu, il collega Sanna ed altri sanno che è difficile. Quindi pur esprimendo comprensione e solidarietà nei confronti del Presidente di turno, credo che abbiamo tutti quanti necessità di comprendere esattamente che cosa stiamo facendo. Il Presidente mi pare che adesso lo abbia precisato, ma ho l'esigenza di capire l'interpretazione del Regolamento che è stata adottata. Mi pare che fossero chiare le parole del Presidente, le dichiarazioni di voto sono validamente espresse solo in sede di votazione, perché se così non fosse uno dovrebbe alzarsi all'inizio della discussione degli articoli della finanziaria e chiedere il voto segreto su tutti i commi di tutti gli articoli della finanziaria, non mi pare che ciò sia possibile.

Secondo: la richiesta di voto segreto qualche volta è stata avanzata nel corso di questa discussione in quest'Aula anche dalla maggioranza e noi ne abbiamo preso atto e abbiamo fatto una serie di dichiarazioni di astensione. Quindi, quando le richieste di voto segreto vengono avanzate da parte dell'opposizione, la maggioranza può intervenire e fare dichiarazioni di astensione, esprimendo il consenso e il dissenso come abbiamo fatto noi. Quello che la maggioranza deve evitare di fare, se non vuole essere sospettata di voler mettere il bavaglio all'opposizione, quindi di esautorare il Consiglio, è pensare che alzandosi rapidamente e chiedendo una modalità di votazione possa impedire a ciascuno di noi di esprimersi e di votare. Non credo che si voglia questo, però siccome gli intervenenti sul Regolamento hanno la precedenza, non è che la richiesta di una modalità di votazione possa esautorare ciascun consigliere, compresi quelli della maggioranza, dei propri diritti.

Quarta considerazione: l'esame della finanziaria è difficile, lo stiamo sperimentando, perché ci sono una serie di norme intruse; è difficile persino quando - come probabilmente si è verificato in ordine all'emendamento precedente - abbiamo tutta la buona volontà di trovare un accordo. Allora, se si vuole procedere speditamente, il lavoro va fatto cercando di rispettare i ruoli, i diritti e le prerogative di ciascuno e cercando di diminuire la tensione in quest'Aula. Ho la sensazione che da parte della maggioranza, di qualche componente della maggioranza, qualche volta, forse per eccesso di partecipazione, per eccesso di solidarietà nei confronti dell'Esecutivo, si tenti di esasperare il clima. Questo non serve a nessuno, e non serve a far andare avanti speditamente i lavori dell'Aula, perché porterebbe anche noi a sottolineare che la seduta è stata sospesa all'inizio perché non erano presenti i consiglieri, perché abbiamo sospeso varie volte, e ad iniziare a un rimpallarci argomentazioni e responsabilità, cosa che francamente non ci farebbe fare un passo avanti.

Allora facciamo tutti il nostro dovere, rispettiamoci e rispettiamo le prerogative regolamentari della maggioranza, dell'opposizione, dei singoli e se vogliamo procedere speditamente evitiamo le tensioni. Se c'è qualcuno che invece, facendo finta di sostenere la Giunta e la maggioranza, esaspera le tensioni, mi pare che non stia operando per il buon andamento dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, prendo la parola per dichiarazione il voto sul primo comma dell'articolo 2, e per ribadire la nostra completa insoddisfazione su come la Giunta e la maggioranza hanno risposto alla nostra sollecitazione di un confronto diverso sull'indebitamento. L'entità dell'indebitamento ammontava a 3.650 miliardi nel testo presentato dalla Giunta, è stato portato a 3.780 dalla Commissione e si è fermato a 4.110 miliardi.

Quello che noi vogliamo dire, al di là della irritualità di questo meccanismo di variazione, di oscillazione dell'andamento, ahimè, sempre peggiorativo, mai migliorativo, è rivolto non tanto a sottolineare, presidente Pili, una battaglia politica fra questa opposizione democratica e questo Governo regionale, sarebbe troppo semplice e troppo limitativo, ma a farvi prendere in considerazione il fatto che quello che stiamo facendo oggi rappresenta a tutti i livelli una ipoteca sul futuro della Sardegna. E questa ipoteca è segnata dal gravame che ricade sulla Regione per effetto di queste scelte; scelte che produrranno i loro effetti per i prossimi quindici anni, che non saranno facili, perché segnati da una diminuzione delle entrate, e se mi consentite, in questo contesto non posso non rilevare e collegare strettamente al giudizio negativo che sto esprimendo il fatto che voi non avete neppure preso in considerazione la problematica delle entrate. E questo denuncia il livello di irresponsabilità e di cecità amministrativa con la quale affrontate il tema dell'indebitamento. Siccome la vostra finanziaria è quella che comincia dall'articolo 3, cioè spendere, realizzare, calibrare la vostra strategia fatta di neocentralismo regionale e di clientelismo, che vedremo puntualmente nei successivi articoli, è evidente che con questo articolo voi create solo le provviste e non avete altri pensieri.

Se mi consentite, la vera barzelletta di questo articolo 2 è proprio l'enunciazione del comma 8, lo vedremo, nel quale voi invocate le possibili maggiori entrate derivanti dal Titolo III dello Statuto. Come? Voi, che non avete il coraggio di sollevare un dito nei confronti del Governo nazionale, voi che non vi siete posti in questa sede il problema di come si potrà articolare lo sviluppo della regione nei prossimi dieci anni, voi ci venite a dire che pensate di scommettere su una rivendicazione nuova in ordine al Titolo III? E con quali caratteristiche? Con quale presa di posizione nei confronti del Governo? Con quali presupposti?

Il fatto grave è che questo indebitamento, allo stato delle cose, non ci fa intravedere una strategia., Noi vi vogliamo rappresentare, almeno in parte, l'insoddisfazione diffusa che avvertiamo all'esterno. Dico in parte perché a noi oggi non interessa tanto il dato contingente della approvazione della vostra manovra di bilancio, ma il fatto che, con la vostra chiusura sulle problematiche dell'indebitamento, voi avete operato una scelta precisa di cecità amministrativa e di irresponsabilità che in un qualche modo, lascerà un segno, anche negli atti di questo Consiglio regionale e di questa sessione di bilancio, e lo deve fare perché noi vogliamo che rimanga agli atti, molto serenamente, ma altrettanto nitidamente. Vogliamo che queste parole rimangano ufficialmente negli atti della Regione sarda, perché coloro che governeranno fra dieci, quindici anni possano, ahimè, forse un po' tardi, comunque sarà sempre utile per la storia dell'autonomia, rilevare le responsabilità e dividere quello che è nero, da quello che è bianco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io non dirò a nessuno, in quest'aula, di abbassare la voce, di alzare i toni, di andare sopra le righe o sotto. Dico che ognuno si attenga a quello che è in grado di fare, avendo però ognuno la compiacenza di ascoltare poco poco, o comunque, anche se non si vuole ascoltare, di consentire l'esercizio dei diritti che ognuno di noi, consigliere regionale, in quest'aula ha.

Io avevo chiesto la parola e mi ero iscritto a parlare prima degli altri colleghi, e soprattutto e innanzitutto prima del collega Pittalis.

CORONA (F.I.-Sardegna). No, no.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non è vero.

COGODI (R.C.). Che si dica no, non è vero, né modifica la mia opinione, né mi turba. In altri consessi e in altre aule, per non andare lontano, a cento metri da qui, al Consiglio comunale di Cagliari quando ci si iscrive a parlare si preme un pulsante e c'è un tabellone luminoso che indica l'ordine degli interventi.

Avere puramente e semplicemente rappresentato questo fatto, ha fatto scatenare la protesta immotivata di chi vuole aizzare in quest'aula polemiche inutili. Non serve a niente. Se avete i nervi scoperti e se pensate che la brezza fredda che già si sente possa far del male da questa parte, vi assicuro che siamo immuni e immunizzati. Abbiate la compiacenza di rispettare le regole, perché ci sono e siete tenuti a rispettarle.

Voi con questa finanziaria avete proposto cose improponibili, non solo sul piano politico che è cosa quanto volete opinabile, ma sul piano della ragionevolezza. E' inutile che voi vogliate continuare a fare bracci di ferro, mangiare spinaci, rafforzare i muscoli; le norme urbanistiche sul territorio e sull'ambiente voi dovete decidere di toglierle dalla finanziaria, secondo noi. Poi Mario Floris la pensa diversamente? Libero di pensare ciò che vuole, ma non interrompa quando ho ragione. Libero di pensarla come vuole, però in questo caso proponete leggi urbanistiche sull'ambiente, non proponete norme finanziarie. Se volete che la Regione abbia la finanziaria voi dovete proporre norme di natura finanziaria.

Avete poc'anzi votato un emendamento dopo averne votato un altro, perché io chiederò gli atti di quella votazione; avete messo in votazione un emendamento, è stato votato, poi si è messo un votazione un altro emendamento contrario a quello, una votazione dispettosa, secondo me, indetta dalla Presidenza. Si può scontare il rodaggio su tutto, ma non è che le macchine rimangono sempre in rodaggio. Dopo che hanno camminato un po' o reggono o non reggono. Si è votato un emendamento e successivamente un altro emendamento che affermava il contrario del primo, come se qui fosse possibile votare, ritirare, far finta che non si è votato, e quant'altro.

Noi abbiamo un obiettivo che è dichiarato, caro presidente Pili, è dichiarato di fronte all'opinione pubblica. Voi indebitate la Regione non per un progetto e un programma di sviluppo; voi indebitate la Regione perché non siete in grado di governare questa Regione e non vi curate delle entrate. Vi è stato detto poc'anzi che avete imposto una tassa sui comuni; quell'emendamento che richiede ai comuni i costi delle demolizioni delle opere abusive, è una tassa sui comuni, perché prima i comuni avevano tutto quello che potevano avere dalla Regione, sempre. E la legge della Regione non prevedeva nessun rimborso. Voi, impoendo quella tassa sui comuni, avete mandato un messaggio negativo agli amministratori: ogni volta che potete non demolite, perché se no dovete restituire i soldi. Quello che prima non restituivano. Questo fate.

E' punto dopo punto, atto dopo atto, che voi perseguite il disegno malefico di voler in questa regione smontare le poche leggi buone che con fatica si sono costruite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Prima, devo riconoscere, l'ho vista un po' in difficoltà, però i colleghi del centrosinistra bisogna riconoscere che l'hanno anche aiutata, a differenza del collega Balletto, che ogni tanto diventa falco. Noi vogliamo mantenere nei confronti della Presidenza del Consiglio e dei colleghi della maggioranza, che nei giorni scorsi hanno dichiarato una disponibilità al dialogo, una porta aperta - non una finestra, onorevole Floris, una porta aperta - perché riteniamo che ci siano ancora le condizioni per riprendere il filo del confronto e possibilmente della costruzione di una soluzione positiva per evitare il disastro che voi avete proposto con la finanziaria.

Abbiamo detto che ci sono troppi debiti, bisogna ridurli. Ci è stato risposto che l'argomento in parte è stato trattato in Commissione, e si è convenuto su una ipotesi, che in Commissione abbiamo determinato una convergenza. Poi abbiamo detto che occorre liberare la finanziaria da tutte le norme che noi abbiamo considerato intruse, che voi considerate, invece, parti importanti della finanziaria; è su questo punto che dobbiamo riprendere il ragionamento. La nostra opinione è che ci sia bisogno di normare le questioni urbanistiche perché, dopo quello che è avvenuto in riferimento ai piani paesistici, c'è bisogno che questo Consiglio tratti l'argomento. Presidente Pili è così, perché dobbiamo nasconderci tutti che è così? Ma perché dobbiamo nasconderci che c'è bisogno di un approfondimento sull'argomento, perché dobbiamo nasconderci che siamo in presenza di due filosofie? I ricorsi sono stati accolti perché le norme sono state considerate troppo liberticide da chi ha fatto ricorso. E quindi occorrerebbe predisporre norme più restrittive. Sappiamo che non è possibile senza un ragionamento di merito determinare convergenze, ma perché? Lo dico a chi ha trattato allora l'argomento, e molti di noi, aggiungo la maggioranza di noi che siamo qui, l'argomento in passato non l'ha trattato, ed aggiungo, e nessuno si offenda, che buona parte di noi non conosce la materia e facciamo finta, mostrando i muscoli, di conoscerla.

Allora, perché non decidiamo tutti assieme di stabilire un percorso veloce per l'esame di progetti di legge che trattino questi argomenti, li estrapoliamo dalla finanziaria, li portiamo in Commissione, il cui Presidente appartiene alla maggioranza, determiniamo un iter accelerato sull'argomento, e troviamo un punto di incontro su norme che rispondano davvero alle aspettative del sistema produttivo. Perché voi non volete fare questo? Per rispondere a chi? A qualche clientela che interessa a voi. Noi siamo favorevoli a che l'argomento torni in Commissione con i tempi che voi proponete, e che noi accogliamo. Una settimana? Una settimana. Dieci giorni? Dieci giorni. Ma togliete di mezzo queste norme intruse, perché questo appare agli occhi di sardi un imbroglio.

Io posso fare anche i nomi degli imbroglioni e anche di quelli che hanno riferimenti in questo Consiglio.

CARLONI (A.N.). E falli allora!

(Interruzioni)

CUGINI (D.S.). Corda, sino a quando me lo chiede il collega Carloni gli posso rispondere.

PRESIDENTE. Collega Corda, per cortesia, consenta al collega di terminare. Collega Corda, per cortesia!

CUGINI (D.S.). Presidente Biggio, mi rivolgo a lei e per il suo tramite parlo esclusivamente con il collega Carloni, per evitare che il collega Corda si confonda le idee.

CARLONI (A.N.). Grazie.

CUGINI (D.S.). Su questo punto è possibile trovare un metodo, io non parlo di merito, un metodo che ci permetta di rispondere rapidamente alle esigenze poste? Io penso di sì. Ma noi pensiamo, come centrosinistra, che sia giusto dedicare attenzione a questo argomento. Io vorrei, su questo, una risposta, noi vorremmo una risposta; il giorno dopo l'approvazione della finanziaria stabiliamo un percorso...

PRESIDENTE. Grazie onorevole, avevamo concordato che allo scadere del tempo non ne avremmo concesso di ulteriore.

(Interruzione del consigliere Cugini)

Le concedo solo qualche secondo per recuperare l'interruzione, è giusto.

CUGINI (D.S.). Dicevo che noi siamo pronti a stabilire priorità, tempi, in modo tale che l'argomento venga portato a conclusione, ma togliamolo dalla finanziaria. Al collega Piero Carloni dico che gli comunicherò chiaramente a che cosa mi riferisco, non in presenza del collega Corda, perché si confonderebbe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, io sento il dovere di darle personalmente atto di dirigere i lavori di questa Assemblea in modo irreprensibile. Dico questo con estrema franchezza, perché in modo giusto, in modo lineare, con una interpretazione del Regolamento che non ha fatto una grinza lei sta conducendo bene questa Assemblea, quindi io mi sono rivolto al collega Cogodi proprio perché mi sembrava esagerato, come ha fatto l'onorevole Cugini oggi, fare riferimento alla sua difficoltà. Io non ho notato difficoltà alcuna, ho apprezzato la sicurezza con cui lei sta conducendo i lavori di questa Assemblea.

Per quanto riguarda il contenuto devo dire che noi abbiamo fatto, in quest'Aula, discussioni interminabili su questa legge finanziaria, su che cosa doveva contenere, sul fatto che fosse una legge omnibus, sul fatto che invece avevamo deciso tutti quanti di fare in modo che la finanziaria contenesse soltanto norme di carattere finanziario. Questo problema è stato posto in Commissione, dove ci sono i rappresentanti di tutti i gruppi, e l'ho posto io che vi sto parlando. Bisogna vedere se queste norme, definite intruse, devono essere tolte, oppure devono essere mantenute; la mia opinione era che queste norme non dovessero essere contenute. Si è detto che bisognava vedere, analizzare, razionalizzare un po' e immettere nella finanziaria soltanto quelle norme che avessero carattere di urgenza, carattere di priorità per tutelare gli interessi della Sardegna, e così siamo andati avanti.

Ci sono alcune norme che forse anch'io considero necessarie, ma lo dirò norma per norma, una volta trovato un accordo sul metodo da seguire per andare avanti nell'esame della manovra finanziaria. Vedremo allora quali di queste norme avranno bisogno di una maggiore esplicazione attraverso leggi organiche e quali no, però non è consentito a nessuno, onorevole Cugini, di venire qui a dire che queste norme nascondono interessi di Tizio o di Caio. Questo non è consentito a nessuno, perché si può fare una valutazione politica sul fatto che una norma debba o no essere inserita nella legge finanziaria, ma non è consentito a nessuno infangare né maggioranza, né partiti, né dignità ed onorabilità dei singoli consiglieri regionali.

CUGINI (D.S.). Ognuno parla per quello che conosce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Capelli (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, fino a questo momento ho scelto la via dell'ascolto di tutte le istanze dei colleghi della minoranza, non intravedendo nelle loro proposte posizioni necessariamente preconcette, ma costruttive, richieste di chiarimenti utili e necessari.

A me sembra però che, dopo l'intervento dell'onorevole Cugini, bisogna chiarire un po' i passaggi che sono stati fatti, tra l'altro mi dispiace rilevare che l'onorevole Cugini non sia stato informato degli esiti degli incontri, non ultimo quello di ieri sera. Onorevole Cugini, avete chiesto voi un chiarimento sulla disciplina proposta in materia di accordo di programma, un attimo di riflessione; noi abbiamo dato ampia disponibilità in merito. C'è la necessità di approfondire, capire; non tutti fra noi, come lei ha ben detto, capiscono di urbanistica, ma un po' troppi si ergono a maestri. Perciò è giusto che ci sia un confronto interno nei Gruppi, che si verifichino le varie posizioni, noi stessi abbiamo detto nell'incontro che abbiamo avuto ieri fra le parti, che si poteva accedere, per quanto riguarda specificatamente tale argomento, ad una valutazione che insieme avremmo potuto fare su parti dell'accordo di programma.

E` vero anche, come è stato ripetuto poc'anzi, che questa maggioranza ha già preannunciato il ritiro di alcuni emendamenti sull'urbanistica, ma mi giunge molto strano che ogni volta che non si ha niente da dire sul comma su cui stiamo parlando, perché tutto è stato detto, nel caso specifico il comma 1 dell'articolo 2, si torni a parlare di urbanistica. Ora, Presidente, noi siamo in fase di dichiarazioni di voto sul comma 1 dell'articolo 2, che senso ha parlare del 22 bis a cui arriveremo, a questo punto non so quando, probabilmente dopo Pasqua? Non lo so, forse ne parlerà il prossimo Consiglio del 22 bis, forse questo è nella testa di qualcuno, e se questo è il modo per raggiungere questo risultato sarebbe più opportuno dirlo, in maniera schietta e concreta, decisa- non sto guardando l'onorevole Fadda, sto guardando l'onorevole Cugini o chi altri abbia queste intenzioni - lo si dica esplicitamente, come esplicitamente, onorevole Cugini, si e fatto quando si è trattato delle aree demaniali. In quella occasione ci sono state diverse interlocuzioni fra di noi, sono state espresse da ciascuna parte posizioni che, anche all'interno della maggioranza, come sempre, sono libere e non da soldatini, con la volontà di confrontarsi, e anche di trovare possibili accordi. Allora sono state espresse posizione diverse, sono stati dati chiarimenti, ma guardi, io sono veramente indignato dal fatto che lei dica che si possano fare dei nomi e poi non li faccia.

Io sono abituato a farli i nomi, e a pagare sulla mia pelle, a pagare per le mie posizioni politiche e la invito, onorevole Cugini, a non insinuare costantemente il sospetto. Mi incuriosisce ciò che lei dice, la prego per correttezza di porre l'Aula a conoscenza dei dubbi che ha esternato con tanta sicurezza in alcuni passaggi del suo intervento, dubbi che mi sembra non siano più tali dal momento che lei conosce fatti e persone.

Questo non farà cambiare il mio atteggiamento politico sull'accordo di programma, tanto per intenderci, ma al limite mi potrà far riflettere, a quanto lei dice, su alcuni comportamenti extra istituzionali di alcuni compagni di viaggio. Questo ha detto lei. Io sarò pronto ad ascoltarla come sempre con grande interesse, pregandola però di attenersi all'argomento in discussione, ma se lei ritiene che anche questi siano temi interessanti per l'Aula, ma soprattutto per l'autorità giudiziaria e per la correttezza dell'esame dei provvedimenti e degli emendamenti che noi abbiamo di fronte, la prego di affrontarli compiutamente, e di riprendere la parola per una seconda dichiarazione di voto, perché non ho capito come lei voterà. Io voterò a favore.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli di aver dichiarato il voto. Volevo ricordare all'Aula, che intervenendo per dichiarazione di voto spesso qualche consigliere parla di tutt'altro e dimentica persino di dire alla fine come voterà.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, innanzitutto dichiaro il nostro voto a favore di tutta la manovra, e quindi anche di questo comma. Un apprezzamento particolare, Presidente, lo rivolgo a lei per il suo lavoro, un lavoro difficile, un lavoro che lei svolge solo da qualche giorno, ma con molta equanimità e con molta dedizione. Ho apprezzato anche soprattutto i toni del presidente Selis, e voglio mantenere lo stesso atteggiamento pacato per rimarcare che l'onorevole Pietro Pittalis ha chiesto la parola non per comprimere la libertà della minoranza, o dell'opposizione, ma prima che si chiedesse il voto segreto, che poi tra l'altro è stato chiesto nel corso di un intervento sull'ordine dei lavori. Quindi non vi era assolutamente, da parte della maggioranza, alcuna volontà di comprimere i diritti di chicchessia. Questo vorrei sottolinearlo.

Dal punto di vista politico io vorrei ribadire che diverse norme che vengono definite intruse per noi sono delle norme essenziali per la crescita della Sardegna.

La nostra disponibilità, come ha detto giustamente Roberto Capelli poco fa, è stata già manifestata ieri pomeriggio, ed è stata ribadita qui in Aula con il ritiro dell'emendamento sulla dismissione del patrimonio. Queste sono state le nostre aperture, preannunciate ieri pomeriggio e tradotte in atti concreti oggi. Non ho visto, signor Presidente, onorevoli colleghi, in quali proposte concrete si traduce la disponibilità dell'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, io prendo la parola per esprimere il voto contrario al primo comma dell'articolo 2. Presidente, la maggioranza che oggi governa si era presentata agli elettori, non tutta a dire la verità, perché poi sappiamo che questa maggioranza è nata nel disordine, per usare dei termini eufemistici, però la destra si è presentata agli elettori propagandando una politica di rigore, di risanamento, di soppressione degli enti, come maggioranza che aborriva l'indebitamento che il centrosinistra aveva creato fino ad allora. Il risultato ce l'abbiamo davanti ai nostri occhi: clientelismo dilagante, per non parlare di familismo; indebitamento non per un progetto politico e di sviluppo, ma per rispondere a degli interessi di bottega e di clientela; proposta di norme intruse nella finanziaria; piaccia o no ai colleghi della maggioranza ogni qualvolta prenderemo la parola, almeno per quanto mi riguarda, rimarcheremo questo punto. La variante automatica è un fatto vergognoso per la Sardegna, che può creare, se dovesse passare, dei guasti per l'oggi e per il domani.

Ha detto il Presidente Floris che lui era dell'avviso che certe norme non dovessero entrare in questa finanziaria, e ci ha detto anche che lui era contrario a che entrassero e che puntualmente segnalerà le norme intruse. E` stato anche detto a proposito della variante automatica che non è consentito a nessuno dire che le norme nascondono interessi di Tizio, di Caio. Io credo che non dobbiamo fare grandi sforzi di fantasia per pensare che questa norma nasconda interessi grandi e gravi di speculatori edilizi, ma se dovessi usare le parole che ha usato ieri don Ciotti in una conferenza tenuta a Macomer, dovrei dire anche che si tratta di una innovazione che, seppure nascostamente, consentirà anche l'intervento della ecomafia che, attraverso la variante automatica, potrà investire in Sardegna risorse della mafia.

Cari colleghi, bisogna anche dire che il tentativo di inserire una norma che generalizzava la svendita del patrimonio e del demanio pubblico in Italia era stata tentata con l'articolo 71 della finanziaria nazionale. Siccome quel tentativo è abortito, allora si è pensato di introdurre questo tipo di logica, che proviene da un signore che si chiama Berlusconi, in Sicilia e in Sardegna. I paladini, così si professano in quest'Aula, della normativa corretta e della lotta contro l'abusivismo, va detto che in Sicilia sono stati coloro - stesso segno politico cari colleghi - che hanno sanato quindicimila case abusive. Sono gli stessi che stanno facendo dei danni che rimarranno negli annali e nella storia della Sicilia e dell'Italia. Noi siamo qui per evitare che questi danni vengano perpetrati ai danni di tutti i cittadini sardi, su questo faremo barricate e su questo troverete un'opposizione strenua ed agguerrita da parte nostra.

Ribadisco, Presidente, voterò contro il comma 1 del articolo 2 per l'indebitamento che si sta determinando con questa norma.

PRESIDENTE. Prima di procedere, devo dare qualche risposta all'onorevole Cogodi e ho preferito aspettare qualche minuto, e contare fino a dieci, come è mia abitudine prima di dare risposte, è meglio non darle mai a caldo, o nella situazione in cui lui riteneva che io fossi... Ero nella piena facoltà dell'esercizio delle mie funzioni.

Ed allora pregherei l'onorevole Cogodi, per quanto è avvenuto in riferimento a quella votazione di cui parlava, di leggere l'articolo 98 del Regolamento, perché resti agli atti; lui invoca sempre gli atti, anche a me piace che agli atti resti la posizione assunta da un Presidente, che quanto meno è stato, seppure garbatamente, contestato. Ringrazio la garbatezza con cui è stato fatto il rilievo, ma è stato fatto. Ed allora l'articolo 98 del Regolamento recita che in caso di irregolarità (questo termine naturalmente va inteso latu sensu) di una votazione, il Presidente, apprezzate le circostanze - dice il testo dell'articolo 98 - può annullare la votazione, come è stato fatto, e disporre che sia immediatamente ripetuta. Ripetuta sull'emendamento che il Presidente ha letto all'Assemblea, in modo che avesse contezza di che cosa si stava votando. Non vado oltre, mi fermo qui, per il resto abbiamo già invitato i colleghi ad usare un linguaggio più consono all'istituzione di cui ciascuno di noi fa parte.

COGODI (R.C.). Ripetere vuol dire ripetere la stessa votazione, non votare su un'altra norma.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei ha l'abitudine di continuare a parlare e a mugugnare per conto suo, abbia un po' di rispetto anche lei per l'Aula, per cortesia.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consiglieri Falconi . Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S). Grazie, ma se queste sono le prove tecniche, quelle di oggi, per addivenire ad un'ipotesi di accordo o di punti di incontro fra maggioranza ed opposizione, mi pare che proprio non siamo nella condizione migliore per parlare né di accordo, né di "inciucio" né di nulla altro. Obbiettivamente il tormentone che ci divide è soprattutto l'urbanistica, che nulla c'entra con la manovra finanziaria; ma è sull'urbanistica che avete basato le vostre campagne elettorali, sulle procedure, sullo snellimento eccetera. Poco fa abbiamo votato un emendamento che non va a snellire alcunché, ma che dice semplicemente ai comuni e ai sindaci che se si azzarderanno a demolire una villa o un albergo abusivi, costruiti magari sul demanio, dovranno fare i gabellieri in nome e per conto della Regione Sardegna. Quello è il significato dell'emendamento che avete votato e mi pare che su questa strada, al di là del buon andamento dei lavori di ieri sera, su questa strada non troveremo assolutamente punti di incontro. E` intervenuto successivamente il Presidente, quasi a dire: badate che se questo emendamento non sarà approvato lo denunceremo all'esterno; ma Presidente o signori della maggioranza, questa prerogativa non è data solo a voi, parleremo anche noi alle sensibilità che ci sono, vi assicuro, tra gli amministratori locali, che conoscono la problematica e che non faranno di buon grado i gabellieri per conto della Regione Sardegna.

Sul comma che è in discussione, e siamo in fase di dichiarazione di voto, badate, io voterei due volte contro e una volta a favore. Due volte contro per le questioni che abbiamo già sottolineato in altri interventi: il primo comma del articolo 2 determina un indebitamento eccessivo, e come tale va bocciato. L'altro aspetto molto negativo è la qualità della spesa, già denunciata da molti colleghi; a me non spaventa l'indebitamento, a me spaventa la pessima qualità della spesa. E questi sono i due aspetti che mi portano a votare contro. Ma vi è un aspetto che io non considero negativo, che ancora non è stato colto dai colleghi. E` il fatto che questo comma pone un tetto all'indebitamento, e su questo mi sento di votare a favore, di dirvi che fate bene a porre un tetto all'indebitamento; perché fatte bene? Vi ricordo che nel corso della discussione delle precedenti leggi finanziarie, alcuni di noi ne hanno fatto venticinque, ventisei, per me questa è la settima, questo articolo veniva votato alla fine.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'ottava.

FALCONI (D.S.). Sì, l'ottava, grazie Balletto, quindi posso vantare ancora maggiore esperienza.

In questa ottava finanziaria si vuole stabilire all'inizio il tetto dell'indebitamento, e ve lo dico io perché lo volete definire, soprattutto è l'assessore Masala a volerlo, perché non vi fidate di voi stessi, perché avete paura di sfondare ulteriormente quel tetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, io do atto della pacatezza e delle argomentazioni concilianti utilizzate dal Presidente, anche per dissipare il clima di tensione che si è creato in Aula. E comunque intervengo brevemente per esprimere il mio voto contrario sul primo comma dell'articolo 2. Su questo comma ci siamo intrattenuti tantissimo, anche in maniera forse ripetitiva ed ossessiva, portando argomentazioni anche di carattere quantitativo. E sui numeri che voi avete indicato noi abbiamo sollevato un fortissimo allarme. E mi pare che questo allarme sia anche condiviso da molti consiglieri della maggioranza che sono intervenuti. Anche se la maggioranza ha fatto ricadere la responsabilità politica dell'indebitamento crescente un po' su tutti i Governi regionali, e in qualche modo utilizzando una sorta di atteggiamento scarica barile, se la colpa è di tutti, sostanzialmente parrebbe non essere di nessuno. L'assessore Masala ha risposto ripetutamente alle argomentazioni che noi abbiamo svolto in Aula, ammettendo in maniera se vogliamo da un certo punto di vista corretta, anche se per altri versi un po' ingenuamente, che ci troviamo di fronte ad una manovra finanziaria che produrrà un disavanzo tendenziale, anche se non accertato in forma di debito vero, di oltre undicimila miliardi nel 2004, riconoscendo anche, mi pare, che alcune previsioni future sono davvero sottostimate, mi riferisco al disavanzo previsto per il 2003 di milleduecento miliardi. Io ricordo che oggi con l'emendamento proposto ed approvato state stabilendo un disavanzo di duemila e duecento miliardi per l'esercizio corrente 2002. Prevedete, per il 2003, 1200 miliardi di disavanzo e per il 2004 800 miliardi di disavanzo. Io non credo che queste cifre siano davvero stimate in maniera corretta. Sono, come al solito, cifre che tendono a diminuire l'entità vera dell'indebitamento che, secondo me, viaggia oltre i 13-14 mila miliardi complessivi. Una cifra che tutti riconosciamo essere abnorme.

L'assessore Masala riconosce che non si sa bene se davvero questa cifra si discuterà, quanto si discuterà del debito vero, perché non si è ancora fatta, è alle porte, la revisione dei residui passivi e sui residui attivi ci ha solamente anticipato che si sono già trasformati, sic et simpliciter, in indebitamento. Mi riferisco in particolare ai 350 miliardi relativi ai proventi derivanti dalle alienazioni di immobili, che sono stati cancellati come residui attivi, quindi di fatto sono diventati praticamente un debito, perché comunque sono stati spesi. La stessa cosa si è verificata per quanto riguarda altri debiti nascosti: per il finanziamento dei PIA sappiamo bene che sono necessari maggiori stanziamenti rispetto a quelli ad oggi autorizzati da parte della Regione; così dicasi per quanto riguarda la cancellazione dei residui dell'anno scorso, che sono diventati nuove entrate per circa 700 miliardi.

Insomma, l'assessore Masala ci dice: "Noi non sappiamo bene come stiamo navigando e dove stiamo andando; non conosciamo l'entità vera del debito, speriamo bene che dalla cancellazione dei residui possiamo in qualche modo rastrellare 2, 3, 4 mila miliardi, non si sa". Allora noi siamo in fase di votazione dell'articolo 2, che stabilisce l'entità dell'indebitamento, senza conoscere veramente il suo ammontare. Ma come è possibile che un Consiglio regionale venga chiamato a decidere su partite così rilevanti senza avere certezze sulle cifre? Davvero il buon senso, secondo me, richiederebbe uno stop, o uno stop dell'indebitamento, è questo che noi vi abbiamo proposto.

PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare nell'ordine gli onorevoli Corda, Alberto Sanna, Pinna, Balletto e Spissu. Si aggiunge adesso l'onorevole Dore. Immagino che poi se ne aggiungeranno anche altri. Lo sto comunicando all'Aula perché ciascuno si regoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N). Signor Presidente, io vorrei solo intervenire sul Regolamento.

Vorrei solamente dire che è vero che l'articolo 82 prevede la facoltà di chiedere la votazione per parti, ma anche che si può intervenire solo in discussione generale per venti minuti, sugli articoli e sugli emendamenti per dieci minuti, per dichiarazioni di voto per cinque minuti. Naturalmente non è previsto e non c'è scritto nel Regolamento, si può intuire, ma non c'è scritto, e non possiamo noi applicare ciò che intuiamo, dobbiamo applicare ciò che c'è scritto nel Regolamento, non c'è scritto da nessuna parte del Regolamento che si possa...

PRESIDENTE. Onorevole Corda, scusi, l'articolo 95, primo comma, dice che i consiglieri prima di ogni votazione possono motivare il proprio voto.

CORDA (A.N.). Se mi fa finire, Presidente, c'è un'altra norma del Regolamento che prevede che non si possa intervenire per due volte sullo stesso argomento, e poi, se adotta l'interpretazione che ha enunciato si potrà intervenire per dichiarazione di voto non più su ogni comma, ma su ogni riga, su ogni parola, francamente mi sembra che sia un modo abbastanza disinvolto di applicare il Regolamento. Non parlo per lei, Presidente, perché mi rendo conto che si tratta di una prassi adottata ormai da tanto tempo, però io vorrei ricordare sommessamente a quest'Aula che nessuno, neanche l'Aula, neanche la Conferenza dei Capigruppo può modificare il Regolamento, ma solo la Giunta per il Regolamento può proporre le modifiche da introdurre che devono essere approvate dall'Aula a maggioranza qualificata.

FADDA (Popolari-P.S.). Ma di che cosa sta parlando, Presidente?

CORDA (A.N.). Noi invece qui assistiamo quotidianamente a modifiche arbitrarie del Regolamento senza che nessuno dica nulla.

Nella realtà qui si continua a non lavorare.

spissu (d.s.). E a non venire in aula!

CORDA (A.N.). Oggi, credo, siamo al diciottesimo giorno di lavoro e siamo ancora al primo articolo della finanziaria e si continua a perdere tempo. Questa è purtroppo la realtà. A Cugini diremo qualcosa dopo intervenendo a tempo debito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dire che voterò contro il primo comma dell'articolo 2 per alcuni motivi; in primo luogo perché non ho ancora dimenticato la crociata che qualche tempo fa, quando ancora era assessore, l'onorevole Pittalis fece contro l'indebitamento che fu realizzato dalle precedenti Giunte di centrosinistra. L'esordio della Giunta Floris, in particolare dell'allora assessore Pittalis, fu appunto all'insegna della guerra contro l'indebitamento, contro, insomma, un bilancio gestito in modo allegro, in modo certamente non rispondente ai criteri del rigore e dell'efficienza.

Oggi noi registriamo che la stessa maggioranza che ieri aveva fatto le crociate contro l'indebitamento, compreso l'ex assessore Pittalis, che interviene ripetutamente a sostegno di questa manovra finanziaria, oggi propone che questo indebitamento sia portato a livelli insostenibili per la finanza regionale, con tutte le conseguenze che molto bene i miei colleghi hanno anche oggi messo in evidenza.

L'altro motivo è che questo indebitamento non produce effetti positivi per lo sviluppo della Sardegna, perché tutti ci saremmo aspettati che le spese di investimento, quindi le spese che l'amministrazione regionale realizza per aumentare la ricchezza, per creare occasioni di lavoro e di sviluppo, fossero aumentate, visto che si sta aumentando l'indebitamento. Invece no, gli investimenti si riducono di 3.500 miliardi e cresce ancora la spesa corrente. Quindi questo indebitamento sproporzionato, enorme e pericoloso non serve neanche per creare occasioni di sviluppo; serve per dilatare la spesa clientelare e improduttiva che produce soltanto danni a questa comunità regionale. Quindi è giusto che il centrosinistra faccia tutto quello che le regole che stanno alla base della vita di questa Assemblea consentono, perché questa manovra non vada avanti, perché questa manovra sia modificata.

Anche dalla discussione di oggi è emerso con estrema chiarezza il fatto che questa Giunta è senza una guida, questa maggioranza non ha una bussola, non sa dove andare, e propone una manovra che non ha né capo né coda. Non si capisce dove davvero questa Giunta voglia andare a parare. Noi, comunque, faremo la nostra battaglia, coerentemente con quanto in queste settimane siamo andati affermando per difendere gli interessi di questa comunità regionale, e faremo fino in fondo il nostro dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Grazie Presidente. Intendo ribadire ancora una volta il voto contrario in questo caso al primo comma dell'articolo 2, ma anche ripetere ulteriormente la nostra contrarietà e la mia contrarietà a questa manovra finanziaria, usando parole che probabilmente, come è stato già detto, saranno ripetitive perché ci dovremo ripetere ancora fino a Pasqua, fino al primo maggio, non so fino a quando dovremo andare avanti, per impedire che sia approvata una manovra finanziaria che sta ipotecando il futuro della Sardegna con un indebitamento abnorme, insostenibile per le future generazioni, tale da impedire in futuro di far fronte anche alle spese ordinarie della Regione. Ma soprattutto la nostra opposizione, il nostro ripeterci, hanno la finalità di riportare questa finanziaria alla sua vera natura espungendo le norme intruse per evitare che furbescamente, con una sorta di imboscata, utilizziate la legge finanziaria per sradicare l'impianto normativo che finora ha consentire di proteggere il paesaggio e l'ambiente della nostra Regione.

Questo è uno dei motivi principali, oltre all'indebitamento, per cui noi diventeremo ripetitivi, utilizzando tutte le norme del Regolamento, facendo con chiarezza ostruzionismo a una manovra finanziaria che danneggia la Sardegna, che genera fortissime preoccupazioni e contestazioni al di fuori di quest'Aula da parte della società civile, da parte degli amministratori locali, da parte di chi ha sempre dimostrato maggiore sensibilità per questi problemi. Per tutti i sardi che pensano che le coste in particolare e il paesaggio della Sardegna rappresentano davvero l'identità della nostra Regione, per quelli che non vogliono fare diventare le coste della Sardegna uguali a quelle di Rimini, di Riccione, che ritengono che sulle nostre coste, in particolare, si possa investire conservando il capitale e non distruggendolo.

Allora credo che su questo noi abbiamo perfino tutti quanti superato l'imbarazzo; se voi sin dalle prime battute avete pensato che noi ci preoccupassimo delle reazioni esterne perché facevamo ostruzionismo, noi vi diciamo che abbiamo verificato che all'esterno considerano nostro dovere fare ostruzionismo contro una manovra fatta in questo modo, se non eliminate le norme intruse soprattutto sull'urbanistica; considerano l'ostruzionismo come unica arma che ha l'opposizione per impedirvi di fare questo scempio attraverso la legge finanziaria.

Naturalmente questo debito immenso noi vi chiediamo di ridurlo ritirando gli emendamenti; c'è stata qualche proposta da parte dei consiglieri di maggioranza alla quale però poi non è stato dato seguito. Lo stesso collega Pittalis proponeva di impegnarci reciprocamente a ritirare emendamenti presentati da ambedue gli schieramenti per un importo pari a mille miliardi per ciascuno. A questa manifestazione di disponibilità non ha fatto seguito alcuna proposta vera e concreta da parte della maggioranza. Pertanto siamo costretti a ribadire la nostra posizione perché questa manovra che indebita in questa misura abnorme la Regione, non è capace comunque di dare risposte alle richieste più elementari. Mi riferisco in particolare al finanziamento dei PIT che non trovano copertura, a tutte le attività già individuate e finanziate dallo Stato attraverso strumenti di programmazione negoziata ai quali abbiamo scoperto che la Regione non partecipa non avendo stanziato la propria quota, ed infine al grande progetto, il master plan per la ricostruzione ambientale di cui ci ha parlato il Presidente Pili nelle dichiarazioni programmatiche, che invece è totalmente assente in questa finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io sono all'ottava finanziaria come qualche collega dell'opposizione che mi ha preceduto, e proprio per l'esperienza che ho acquisito mi sembrava di aver capito che le maggioranze di turno si devono in una certa misura astenere dai dibattiti proprio per favorire la speditezza dei lavori, a sostegno del disegno di legge che viene presentato dalla Giunta. Però, pur capendo che questo dovrebbe essere l'atteggiamento della maggioranza proprio per accelerare i tempi e non dare spunto a polemiche, a contrapposizioni e via dicendo, tutto sommato, preso atto che in quest'Aula non emerge la volontà comunque di andare avanti e di chiudere in tempi ragionevoli, mi sento, come esponente della maggioranza, costretto ad intervenire di fronte agli insulti, al dileggio, alle infamie che vengono sparse, per dire che state dicendo cose che non sono corrette e che queste insinuazioni, questi insulti, queste infamie non sono il frutto di valutazioni fondate sulla realtà dei fatti, ma servono solamente ad esasperare il clima di contrapposizione che si vuole creare, per cui, tutto sommato, preferisco stare al gioco, intervenire e difendermi. Pur capendo che nel fare questo i lavori si allungano, noi dobbiamo rappresentare gli interessi di chi ci ha conferito il mandato e questo tipo di offese che vengono lanciate ripetutamente, in mancanza di qualsiasi reazione di difesa, si può anche ritenere che siano fondate, perché vige ancora il detto che chi tace acconsente.

Allora con questo intervento, limitato e contenuto nei tempi concessi per la dichiarazione di voto, vorrei dire che io ho sentito tante cose, che veramente denotano il fatto che addirittura la finanziaria molte persone non l'hanno letta o l'hanno letta con molta superficialità, perché basterebbe leggere il comma 1 e il comma 3 dell'articolo 2 per capire che l'indebitamento non è di 14 mila o di 15 mila miliardi come qualcuno ha sostenuto, perché se si sommano i 985 milioni di euro previsti dalla lettera a) del comma 1, i 551 milioni di euro previsti dalla lettera b), i 411 milioni di euro previsti dalla lettera c) e che sono riferiti ovviamente nella scadenza temporale del 2004, più i 3.796 milioni di Euro previsti per la copertura dei disavanzi degli esercizi precedenti, l'indebitamento non arriva a 10 mila miliardi, quindi stiamo parlando di 5 mila miliardi in più rispetto a ciò che il testo che abbiamo in esame contempla.

Ma poi va ancora detta un'altra cosa, in consonanza con le affermazioni che in questa direzione, ovviamente non da tutti, ma da taluni esponenti dell'opposizione sono state fatte in quest'Aula, cioè che l'indebitamento in sé e per sé non deve spaventare qualora sia finalizzato a creare le condizioni per il massimo e più agevole sviluppo. Bene se noi leggessimo con attenzione la finanziaria e tutti quanti lo facessimo, maggioranza e opposizione..

PRESIDENTE. Onorevole Balletto è scaduto il tempo a sua disposizione.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). vedremmo che l'indebitamento si limita solamente alle somme per le quali è autorizzata l'accensione di mutuo per coprire le spese per investimenti in opere permanenti, cioè per investimenti finalizzati allo sviluppo.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto approfondirà questo concetto nel corso della votazione del prossimo comma. Vedrà che tanto ci sarà il tempo.

Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, certo che non si può dire che questo articolo 2 che poi diventerà articolo 1 di questa sconquassata finanziaria, non sia un grosso pasticcio. Sembra quasi che ci sia stato uno sforzo, non si sa di quali menti e di quali cervelli, per mettere insieme una serie di corbellerie veramente difficili da inventare se anche si volesse fare uno sforzo particolare. Se n'è già parlato ma comunque, come altre volte si è detto, ribadire i concetti talvolta dovrebbe servire, se non altro ci si augura che serva alla parte più sensibile dell'opinione pubblica e degli amministratori locali.

Come si è detto ci sono almeno quattro aspetti che veramente lasciano perplessi. Intanto quello di carattere generale, cioè questo indebitamento veramente incredibile e veramente preoccupante. L'abbiamo detto: in questo modo si stanno creando i presupposti per il dissesto del futuro. La Regione, in mano a gente come quella che sta abusivamente amministrandola in questo momento, andrà sicuramente incontro al dissesto.

Poi possiamo fare un riferimento al finanziamento dell'aeroporto che lascia veramente perplessi - per fortuna al momento, ma solo al momento, è stata ritirata quell'altra proposta sulla svendita del patrimonio regionale in quella maniera - e infine la norma riguardante il recupero dei costi delle demolizioni. E' stata definita una tassa sui comuni, sembra quasi di essere tornati alla famosa tassa sul macinato, certo non è uno strumento di progresso, certo non è un modo per combattere l'abusivismo, è un modo per incoraggiarlo, di incrementarlo ed è un modo per scoraggiare invece chi ogni giorno è in trincea contro l'abusivismo.

Ma un brevissimo riferimento io vorrei fare al primo comma, non so se sia stato detto poco fa, perché purtroppo mi sono dovuto assentare un attimo, ma io credo che non ci siano dubbi sul fatto che questa disposizione sia incostituzionale. Infatti il sesto comma del nuovo articolo 119 della Costituzione, laddove prevede la possibilità per la Regione di ricorrere all'indebitamento fa un riferimento ben preciso alla condizione che sia finalizzato soltanto a finanziare spese di investimento. Ora io veramente sfido tutti i componenti della Giunta a dimostrare che le spese indicate nel testo in discussione, per le quali si sta indebitando la Regione e creando i presupposti per il suo dissesto, possano essere definite spese per investimento. Possono essere definite in qualunque modo, ma non certo come spese di investimento, almeno la maggiore parte di esse non lo sono sicuramente. Bene questo è un problema di costituzionalità. E' appena il caso di dire che si tratta di una norma introdotta dalla recente riforma, cosiddetta federalista, del Titolo V della Regione.

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è scaduto, onorevole Dore. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Innanzitutto colgo l'occasione di questi pochi minuti per manifestare invece il mio apprezzamento nei confronti del collega Bigio per come presiede i lavori, penso che non sia qualche malinteso, o qualche incomprensione con qualche collega che possa pregiudicare un giudizio che invece è estremamente positivo.

Seconda questione, sono in tanti che fuori da qui mi dicono: "Dopo venti giorni di dibattito si è ancora al primo articolo e al primo comma, ma non pagherà un prezzo anche in termini politici l'opposizione, il centrosinistra?" Io sono convinto di sì, anche il centrosinistra e l'opposizione pagheranno un prezzo, e forse siamo convinti anche noi che dopo venti giorni di estenuanti battaglie e discussione in Aula, se si è fermi ancora al primo articolo e al primo comma, un prezzo politico lo pagherà anche l'opposizione. Ma siamo disposti a pagare questo prezzo politico, perché riteniamo che alcune previsioni che non sono state ancora rimosse e che si tenta di introdurre con questa finanziaria tendono a cancellare battaglie storiche, decennali del centrosinistra e della popolazione dei nostri territori. Per questo si porta avanti una battaglia che forse non viene compresa, forse non riusciamo a farla capire e forse costringerà anche il centrosinistra a pagare un prezzo politico.

Ma mi chiedo perché da parte della maggioranza e da parte della Giunta si cerchino scorciatoie, si pensi di poter accelerare esclusivamente mostrando i muscoli, come si è tentato di fare oggi su un emendamento, sul quale bastava poco per trovare una sintesi unitaria. Non sono né le scorciatoie, né le prove di forza che consentono di accelerare l'iter di questa finanziaria, la strada maestra rimane quella che dall'inizio abbiamo indicato, che è quella di togliere da questa finanziaria quelle norme intruse che noi riteniamo debbano essere portate nelle Commissioni di merito, e debbano avere l'iter procedurale previsto per le leggi che modificano leggi di settore, soprattutto in una materia così difficile, così importante, per quanto riguarda noi e le battaglie che conduciamo, come quella dell'urbanistica.

Allora la strada maestra rimane quella, non ci sono scorciatoie, c'è stata una timida iniziale disponibilità da parte di alcuni colleghi della maggioranza, so che una timida iniziativa in questo senso è stata presa anche ieri in incontri con dei colleghi. Io penso che quella sia la strada da percorrere, non è utile per voi, non è utile per noi proseguire su questa strada - ripeto - che comunque porta danno a tutti.

Allora voi invece di mostrare i muscoli, come avete fatto oggi, anche sull'emendamento 133, riflettete, fate in modo che emergano le disponibilità che qualche consigliere e qualche capogruppo hanno mostrato, scegliete la strada di togliere dalla finanziaria autonomamente, senza pensare neppure ad accordi politici, quelle parti che noi riteniamo vadano tolte, perché non è giusto né corretto finanziare alcuni interventi, e forse si riuscirà a dare rapidamente alla Sardegna la finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Mario Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Signor Presidente, io ho avuto già modo di esprimere la solidarietà al Presidente e vorrei anche dire, ai colleghi che si lamentano di qualche eccesso verbale, che può darsi che ci siano stati momenti di tensione durante i quali magari tutti sono indotti a dire qualche parola sopra le righe. Non c'è, voglio dirlo per parte mia, per parte di colleghi, nessuna mancanza di rispetto. Però debbo anche rilevare, l'ho detto anche agli stessi interessati, che qualche espressione dei colleghi della maggioranza certe volte appare eccessivamente provocatoria, si ha la sensazione che da un lato componenti dell'opposizione e della maggioranza cerchino un dialogo e, dall'altro lato, ci sia da parte di qualcuno una evidente volontà di disturbare il dialogo, di creare volutamente o meno, una turbativa. Cioè si ha la sensazione che qualcuno stia ragionando secondo la logica del "tanto peggio, tanto meglio" perché se no non si capirebbero queste tensioni e provocazioni che anche da parte di qualcuno della maggioranza vengono innescate.

Quando parlo di dialogo, per essere chiari tra di noi, non intendo confronto o accordo sulle politiche, ma quanto meno sull'organizzazione dei lavori. Noi non vogliamo avere nessuna commistione e interferenza con il vostro ruolo e il vostro compito. Noi vogliamo semplicemente, se ci sono le condizioni, concordare un iter dei lavori che sia più spedito e più trasparente. La cosa che stiamo dicendo è che la base di questo accordo sull'iter dei lavori è il rispetto della legge di contabilità e del Regolamento. Allora troviamo il modo per depurare la legge finanziaria dalle norme intruse. Badate, sono anche su questo molto schietto: nessuno va a vedere alcuni interventi particolari, l'emendamento di una certa natura, ma le grosse cose, le cose che turbano, anche la nostra coscienza politica, senza mettere in discussione la coscienza di ciascuno.

Chiediamo che queste norme, questi blocchi di norme che sono eterogenee, intruse, incoerenti con la legge di contabilità, voi li presentiate come collegati, l'istituto dei collegati serve a questo. Certo se se ne presentano venti non sono approvabili, ma se se ne presentano un paio, realisticamente sono approvabili. Su questo si segue una strada che è chiara, trasparente ed è spedita anche per voi. Io non posso accettare la battuta di qualche collega della maggioranza che dice che quei collegati non riusciranno ad approvarli perché in Commissione la maggioranza spesso è assente. Ma la maggioranza c'è, c'è in Commissione, c'è in Aula, se c'è deve assumersi quest'onere. Questa è la nostra proposta di bonificare la legge finanziaria dalle grandi cose, non dalle banalità, voi sapete quali materie riguardano: l'urbanistica, il patrimonio, e questo lo abbiamo già fatto, il personale, e qualche altra. Presentare su queste materie dei collegati, andare speditamente avanti nel rispetto dei tempi e del Regolamento e nel rispetto della legge di contabilità, questa è la nostra proposta. Perché siamo convinti che questa nostra è una battaglia di legalità, ed allora se facciamo una battaglia di legalità e se siamo convinti di essere nel giusto, abbiamo la capacità e la forza di resistere e di andare avanti. Però questo non significa, lo ribadisco, che non ci sia la possibilità su questi argomenti di trovare, non un'intesa politica, ma un'intesa sul metodo.

Allora, da questo punto di vista, io, sul comma primo, voterò contro , perché con questo comma si sta ancora una volta ipotecando il diritto delle future generazioni di...

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è scaduto. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Dichiaro il voto contrario sul primo comma, per le ragioni che ho già espresso. Una riflessione molto rapida: va registrato che il centro destra, quando era all'opposizione, criticava l'indebitamento; ora che è al Governo regionale ne ha realizzato il record. Questa ed altre riflessioni mi portano a dire che la lotta al debito è facile quando si è all'opposizione, è un esercizio un tantino più difficile quando si è al Governo, e questo vale un po' per tutti. Sono contento, essendo stato un precursore, diciamo, nel sollevare questo tema, che ci sia ora tanto allarme; sono preoccupato perché la situazione sta davvero finendo fuori controllo. In tutta franchezza non invidio il prossimo assessore della programmazione e del bilancio, che per fare il bilancio dovrà fare un po' di acrobazie.

Due precisazioni per concludere, anche per correggere qualche inesattezza che ho sentito nel dibattito: è dal 1998 che la misura del ricorso al debito è fissata all'inizio dell'esame della legge di bilancio, quindi lei, assessore Masala, sarà anche contento della lode che le è stata impropriamente rivolta, ma non mi pare che questo sia da ascriversi a suo merito, peraltro non se l'è preso lei il merito, gli è stato dato, lei è innocente, almeno di questo. Seconda precisazione: l'entità del debito si può misurare - ho sentito una disputa su questo - o usando come parametro il bilancio annuale, o usando come parametro il bilancio triennale, naturalmente sono corretti entrambi i sistemi, basta intendersi e, soprattutto, per poter fare raffronti corretti tra passato e futuro, bisogna utilizzare sempre lo stesso parametro, altrimenti rischiamo di fare o rischiate di fare come quel tizio, Pittalis per esempio lo faceva, ma anche qualcun altro, che per misurare il proprio campo usa un metro e per misurare il campo degli altri ne utilizza uno diverso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io non userò anche il tempo che ha lasciato libero Cappai, perché sarò brevissimo. Dichiaro a nome del Gruppo di essere contrario al comma 1 dell'articolo 2 per i motivi che in questi giorni abbiano cercato con calma di spiegare in numerosissimi interventi; questo comma 2 porta l'indebitamento della Regione ad un livello insopportabile, e ipoteca, come è previsto dall'articolo 7 che approveremo, il nostro bilancio fino al 2017.

A noi questo sembra un dato di eccezionale preoccupazione; abbiamo ascoltato le ragioni che l'assessore Masala ha qui portato, cioè che una facoltà di indebitamento consentita non si trasforma automaticamente in indebitamento, ci è stato detto che una parte delle risorse possono essere utilizzate, qualora non spese per le finalità previste, per incrementare i fondi per la programmazione negoziata, perché altrimenti salterebbero tutti i contratti e gli accordi di programma, insomma ci è stato spiegato che non c'è da preoccuparsi di questo livello di indebitamento. Noi continuiamo a dire che su questa linea non siamo d'accordo e che voteremo contro e spiegheremo in tutti i modi nei quali ci sarà possibile spiegarlo che questa è una linea sciagurata, che non porta da nessuna parte.

Quando si usa una terminologia anche forte o se si alzano i toni nella discussione credo che non ci si debba offendere, nel senso che naturalmente non c'è niente di personale e i toni più alti sono toni relativi all'attività politica che svolgiamo, niente di più, niente di meno di questo.

Io credo che anche l'interlocuzione che è avvenuta ieri sera sia stata un'interlocuzione formalmente garbata, nella quale è stata mostrata formalmente disponibilità a comprendere le nostre ragioni, verifichiamo che nei fatti l'interlocuzione ha prodotto assai poco. Credo che sia giusto che i colleghi nell'aula sappiano che noi abbiamo proposto di farci carico insieme della riduzione del debito, anche mediante il ritiro di nostri emendamenti e di proposte alle quali teniamo, la risposta è quella che abbiamo potuto vedere con l'approvazione dell'emendamento 128, che ha ulteriormente incrementato il debito previsto dal comma 1 dell'articolo 2.

E allora anche in questa occasione, per non imbrogliarci nelle nostre discussioni e nel nostro lavorare, noi confermiamo che siamo disponibili a lavorare per rimuovere quelli che a noi appaiono dei fatti abnormi in questa finanziaria, quella che a noi appare una violazione delle leggi di contabilità e delle leggi che regolano e sovrintendono al bilancio, la risposta per ora è assolutamente negativa e di chiusura, sebbene, lo ripeto, formalmente corretta e garbata nei modi. Ma la politica, oltre che di modi garbati, è fatta anche di contenuti e di sostanza. Al momento la sostanza non c'è, ed è per questo che noi confermiamo la nostra posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, credo che non utilizzerò neanch'io i cinque minuti che sono concessi dal Regolamento, però è bene che rimanga agli atti che il primo tentativo di accordo, assessore Masala, è fallito. Una delle richieste che noi avevamo posto era quella di ridurre l'indebitamento. Abbiamo tentato stamattina, sia con i nostri interventi, sia parlando con lei personalmente, di far capire la necessità di diminuire l'indebitamento. Abbiamo anche chiesto di sospendere l'esame dell'emendamento numero 128 per capire se insieme potevamo trovare un accordo per ridurre anche l'ulteriore aumento di 300 miliardi circa, assessore Masala, per cercare insieme di non accrescere l'indebitamento di altri 300 miliardi.

Del resto, guardate, lo Stato chiede ai Comuni di rispettare il patto di stabilità, ma se per prima non lo rispetta la Regione, credo che stiamo dando un esempio non positivo agli enti locali. Abbiamo cercato in questi giorni di far capire che tante spese che sono previste dalla finanziaria potevano essere eliminate e di far capire alla maggioranza che siamo disposti a valutare insieme gli emendamenti presentati dalle opposizioni e quelli presentati dalla maggioranza, perché non è pensabile che noi andiamo a contrarre mutui, questo lo dico al collega Balletto, nel 2002 per oltre dieci mila miliardi di indebitamento, che diventano nel triennio, secondo i dati riportati nella finanziaria, oltre 12 mila miliardi. E' stato già detto da parte di qualche collega che non c'è una politica delle entrate e che stiamo ipotecando anche le entrate future per pagare i debiti, ma non basteranno, e voi sapete quanto sarà difficile lottare col Governo per ottenere maggiori entrate, quindi sarebbe stato un atto di coraggio da parte vostra, sarebbe stato un atto di coraggio da parte dell'assessore Masala, del presidente Pili, dire ai sardi: "siamo costretti, per tenere in piedi questa maggioranza a imporre nuove tasse", perché lei lo sa, assessore Masala, che l'unica soluzione per cercare di mantenere questo livello di indebitamento è quella di imporre nuove tassazioni. Allora io mi chiedo perché, se l'opposizione si è dichiarata disponibile a venire incontro a quelle che possono essere esigenze di carattere generale, perché non possiamo lasciare un indebitamento così elevato, voi vi siete rifiutati di discutere di questo argomento.

Voi pensate che oggi approvando, se ci riusciremo, l'articolo 2, abbiate ottenuto una grande vittoria? Io credo che questa sia una grande sconfitta, non tanto per questa maggioranza, quanto per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

spissu (d.s.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Come mai risulta nullo il voto dell'onorevole Cogodi? Qualcuno ha usato la sua scheda? Comunque lo consideriamo non presente alla votazione.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 69

maggioranza 35

favorevoli 40

contrari 29

(Il Consiglio approva)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 2 dell'articolo 2. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Grazie Presidente, io esprimo il mio voto contrario sul comma 2 perché richiama anche in via formale, in via tecnica, le spese a cui si fa riferimento in ordine all'indebitamento e a quella tabella F non molto famosa, ma sulla quale noi avremmo voluto con voi ragionare per vedere come si poteva in qualche modo affrontare la riduzione dell'indebitamento. Voi avete fatto un'altra scelta e a nostro giudizio avete declinato una funzione principale, forse fondamentale, della politica che è quella di valutare, governare i problemi ed insieme guardare l'orizzonte degli scenari possibili. Ma io credo che da questo punto di vista, considerato anche il disincanto che accompagna la vostra attenzione al dibattito, mi sono domandato in questi giorni in cosa potrebbe distinguersi dalle altre precedenti esperienze la Presidenza dell'onorevole Pili. Sinceramente non ho trovato una risposta, anzi mi è venuta alla mente quella felicissima battuta del compianto Montanelli che diceva, rappresentando bene la nostra condizione in uno Stato autonomistico come può essere il nostro: "Strano paese il nostro, si colpiscono i venditori abusivi di sigarette e si premiano i venditori di fumo." Questo è un po' il filo conduttore della vostra disattenzione. Disattenzione nel non capire che in politica e nelle congiunture ci sono tempi ordinari e tempi straordinari, non solo per le opportunità, ma anche per le complessità, e non aver capito che oggi noi viviamo, nel computo delle opportunità e delle complessità, un saldo che va verso la complessità e che questa complessità va affrontata in termini straordinari, dimostra la vostra disattenzione; il fallimento dell'esperienza di Pili sta proprio in questo, nel non accettare in periodi di difficoltà una logica che noi riteniamo importante, noi pensiamo che nelle difficoltà vince chi ha la capacità di superare i vincoli della propria appartenenza per trovare le energie e le solidarietà indispensabili per superare il guado della difficoltà; voi questo non lo avete fatto, non lo volete fare e noi siamo qui a ripetere che in questo momento alla Sardegna, a nostro giudizio, serve il coraggio di un patto istituzionale finalizzato a massimizzare l'efficienza e che si attua verificando i bisogni, rispettando il rigore normativo, mettendo in campo una strategia fatta di obiettivi e concorrendo al loro conseguimento. Tutto questo avrebbe instaurato a vostro vantaggio un clima diverso che si sarebbe esteso a tutte le sedi legislative, anche alle Commissioni, per accelerare l'iter di quelle leggi che possono, con l'accordo di tutti quanti, segnare il rilancio dell'autonomia e contrastare il decadimento di credibilità di questa nostra istituzione.

In fondo non capiamo perché voi che siete maggioranza volete delegittimare il procedimento legislativo. Un sospetto ce l'ho, ed è che Pili voglia scimmiottare i provvedimenti delega di un governo che susciterà, se perseguirà su quella strada, non solo le reazioni dell'opposizione politica che c'è e si manifesterà, ma quelle dell'opposizione sociale e popolare che tra poco anche in Sardegna, di questo passo, assumerà le sue giuste e corrette dimensioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il comma 2, come è stato testé richiamato, parla ancora di indebitamento e non vale dire che purtroppo si vorrebbe contenere il ricorso al credito e però le esigenze della Regione da soddisfare sono tali e tante che necessariamente bisogna ricorrere all'indebitamento. Noi abbiamo detto, in più circostanze, che c'è un problema anche di qualità degli obiettivi per i quali l'indebitamento si assume in queste enormi proporzioni. La domanda è: non ci sono altri rimedi possibili, oltre alla pulizia del bilancio di cui si è detto e che voi, maggioranza, riconoscete di non aver fatto? Pulizia del bilancio significa riqualificazione della spesa, eliminazione di tanti rivoli di spesa dispersiva, tutte cose che voi stessi avete riconosciuto di non aver fatto.

Ma c'è anche una parola che non si pronuncia mai in questo Consiglio regionale, anche quando si parla di legge finanziaria ed anche quando si parla di indebitamento, sembra una parolaccia ed invece è una parola come le altre, e la parola è "fisco". E' vero che la Regione non ha una diretta competenza in materia fiscale, a parte che oggi non è più esattamente così, né alcuno qui da questa parte vuole sostenere che bisogna aumentare le tasse - le tasse le state aumentando voi in modo indiretto, anche quando tassate i comuni per cose che fino ad ieri pagava la Regione, voi state tassando i comuni, e quando tassate i comuni tassate le comunità, state tassando i cittadini di quei comuni - ma siete così sicuri che la materia dei rimedi contro l'evasione fiscale non debba mai essere trattata in questa Regione, posto che le entrate della Regione, anche in forza del titolo terzo, sono in gran parte derivate in ragione del gettito fiscale che si realizza in questa Regione? Siete così sicuri che la mancanza di regolarità nelle relazioni di lavoro, l'esistenza del lavoro nero, le mancate garanzie ai lavoratori e l'evasione dei contributi previdenziali non abbiano un effetto anche sulle minori entrate regionali o è proibito parlarne? In quale articolo o comma del bilancio o della finanziaria voi trattate delle entrate? In nessuno.

Ecco che allora bisognerebbe cominciare ad introdurre un altro tema in questa discussione, finora abbiamo parlato delle cosiddette norme intruse, forse bisogna aprire il capitolo delle norme "estruse", cioè anche delle norme che dovrebbero esserci in una finanziaria corretta per garantire, per sostenere anche il versante delle entrate, e che invece non ci sono. Norme intruse da una parte e normativa completamente estrusa dall'altra. Ma oltre alle norme intruse e alle norme estruse voi insistete anche nel sostenere alcune norme del tutto astruse, che non hanno nulla a che fare con la ragionevolezza; e non so fino a quando voi vorrete fare questa prova di forza con voi stessi, perché non si capisce contro chi la volete fare, contro di noi? Valiamo poco noi, la state facendo contro l'istituzione regionale, contro il Consiglio e contro la comunità dei sardi; voi, quelle norme che vogliono spiantare, travolgere la normativa urbanistica, paesistica, voi quelle norme che vogliono reintrodurre in questa Regione i figli ed i figliastri anche tra gli imprenditori e tra gli investitori, voi quelle norme, nonostante i vostri sondaggi elettorali, non potrete spenderle come un interesse generale della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P. S.). Questo comma 2 non meriterebbe un intervento se non rinviasse alla tabella F; e la tabella F è interessante come lettura, straordinaria ed io invito i colleghi a leggerla perché, in adempimento alla legge di contabilità che prevede che il debito venga contratto per finanziare investimenti, elenca una sequenza di investimenti, molti dei quali interessanti, alcuni un po' banali, ma questo fa parte di tutte le finanziarie; allora, mi chiederete, perché prendo la parola avendo detto che ci sono investimenti interessanti? Perché io sfido chiunque di voi, la Giunta ed anche la maggioranza, a ragionare con me sullo stato di attuazione di questi investimenti che sono ricorrenti da un anno all'altro.

Allora siccome noi non abbiamo uno straccio, una riga di stato di attuazione relativo agli investimenti dell'anno scorso e di due anni fa perché la Giunta non ha presentato il rapporto sulle spese correnti, lo ha presentato solamente sulle spese relative ai fondi comunitari e alla legge 402 che rifinanzia il piano di rinascita, sfido chiunque di voi a dire quali sono i fondamenti conoscitivi e programmatici su cui ciascuno di noi può decidere che per l'opera uno o il programma due, il programma tre sono necessari questi stanziamenti.

Noi non abbiamo nessun elemento di valutazione delle opere in corso, degli stati di avanzamento, non siamo in grado noi e non siete in grado voi, non lo siamo assieme, di fare delle scelte mirate, ragionate, ponderate, che ci convincano che l'entità del debito serve davvero per finanziare investimenti che stanno creando opere, infrastrutture, imprese utili e funzionali. Non abbiamo quindi, un minimo di rapporto sui risultati, sulle incompiute, sulle opere in corso. Mi dite come si fa ad operare, alle luce di queste cose, delle scelte? Anche questa non è una osservazione, una critica di destra, di sinistra, è - se volete - una critica da buon padre di famiglia, che quando deve fare un'altra spesa deve decidere se quella precedente è stata sufficiente, efficace, non efficace. Oggi noi non siamo in grado di farlo, non siete in grado voi, non è in grado la maggioranza.

Allora, alla luce di questa incertezza, come fate a rilanciare l'indebitamento ad un livello così massiccio, come fate a dirci e a dire alla Sardegna quali sono i tempi di realizzazione delle opere, come fate a dire e a dirci se ci sono procedure che ostacolano e che possono essere riformate. Come fate a dire e a dirci se ci sono responsabilità burocratiche, amministrative, di enti locali. Come fate a dire e a dirci quali sono le urgenze su questa sequenza di opere. Cioè come fate a dire che a fronte di dodicimila miliardi di indebitamento c'è un strategia di investimento, di riforma delle procedure, di accelerazione dei tempi, di chiara atrribuzione delle responsabilità circa lo stato di attuazione delle opere in corso e le inadempienze. Voi non avete nessuna possibilità di fare tutte queste cose, ed allora non potete chiederci di votare al buio articoli e tabelle come queste. Non potete chiederlo a noi, è sbagliato che lo chiediate alla maggioranza, ma soprattutto ci ponete in una situazione di grave improvvisazione che, alla luce dei costi che state mettendo in bilancio, è un'improvvisazione che ricadrà non solo su questa Giunta, su questo Consiglio che passa, ma che ricadrà drammaticamente sul futuro delle nuove generazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io, richiamato dall'intervento del collega Selis, stavo controllando la tabella F. Effettivamente sarebbe utile se i diversi Assessori che sono interessati al comma 2 dell'articolo 2, facessero un minimo di ricognizione su come quelle risorse devono essere spese, soprattutto in riferimento agli interventi da realizzare nelle diverse aree territoriali. Perché ci sono investimenti da fare a Tempio, da fare a Sassari, da fare in provincia di Nuoro, da fare un po' dappertutto, ma ci sono anche investimenti per il completamento di opere pubbliche per venticinque milioni, ottocentoventitremila euro che vengono messi in capo all'assessorato dei lavori pubblici, che è quello che ha speso di meno in questi anni, e che ancora continua a rivendicare finanziamenti per investimenti. Io penso che ci sia bisogno su questo punto, su questo punto che sembra effettivamente innocuo, di fare un vero approfondimento, perché la tabella F è composta di circa quattro pagine che richiamano investimenti per miliardi e miliardi di risorse che fanno parte di quel ragionamento che noi avevamo richiamato, riferito all'indebitamento. Allora è bene che ci sia un approfondimento, una attenzione, che sia data anche qualche spiegazione.

L'assessore Masala, che normalmente parla a braccio, avrà senz'altro difficoltà ad argomentare su tutti i finanziamenti indicati nella tabella F, ma se argomentasse almeno sul venti per cento di essi lo apprezzeremo come assessore. Sono convinto che non lo può fare, ma se le volesse fare io proporrei al presidente Serrenti di lasciargli tutto il tempo utile per dare questa spiegazione, non dopo l'approvazione della manovra finanziaria, adesso.

Ne approfitto per dire che, badate, ci sono molti argomenti su cui intrattenere l'attenzione dei colleghi in questa tabella, ma ce n'è uno che vorrei richiamare all'attenzione del collega Tunis, in qualità di presidente della commissione urbanistica. Lo faccio appellandomi e richiedendo - se vuole può prendere la parola - una sua attivazione positiva per snellire anche le procedure di discussione della finanziaria. Se il presidente Tunis dovesse assumere l'orientamento da proporre alla nostra attenzione, subito dopo la finanziaria ma dichiarandolo adesso, di trattare le norme intruse nella finanziaria, che noi abbiamo richiamato e che sono riferite all'urbanistica, per discuterle, io propongo in una settimana, dieci giorni, noi saremo disponibili, presidente Tunis, a partecipare alla discussione in Commissione urbanistica per dare il giusto contributo che un argomento così impegnativo richiede, e produrre un provvedimento atteso dal sistema imprenditoriale del settore ed atteso anche dagli enti locali. Noi vorremmo dare certezza agli imprenditori ed agli enti locali circa la procedura e la definizione di una legge che corrisponda alle attese, evitando di trattare questi argomenti come trattiamo adesso il comma 2, con la tabella F, cosa che può creare solo confusione.

Io chiedo al collega Tunis: è disponibile ad accogliere la nostra richiesta di convocare una seduta straordinaria, senza orario aggiungo, che inizi la mattina alle nove e finisce la sera alle nove, per definire le questioni urbanistiche? Se fosse d'accordo noi, come centro sinistra dichiariamo sin da ora la nostra disponibilità, però togliamo questa normativa dalla legge finanziaria come corrispondente segno di disponibilità da parte vostra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo.Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, mi sembra che da parte nostra ci siano stati reiterati messaggi di disponibilità, però sembra che da parte della maggioranza, questi reiterati messaggi di disponibilità non vengano assolutamente accolti, anzi assistiamo ad una risposta a volte scomposta, e anche provocatoria, soprattutto da parte dell'onorevole Balletto, che ogni tanto si sveglia, probabilmente innervosito per come vanno i lavori, per provocare e cercare continuamente lo scontro.

Questo comma due, così come è già stato detto, sembrerebbe un comma diciamo innocuo, in effetti esso, rinviando alla tabella F, precisa tutte le poste finanziarie per le singole voci e non è ininfluente; peraltro ci vorrebbe un chiarimento su come procediamo, nel senso che noi ci troviamo ad approvare degli stanziamenti, alcuni ex novo, tipo quello per l'accelerazione delle opere pubbliche, che poi ci ritroviamo all'articolo 11, per cui sarebbe necessario aver chiaro che anche se si vota questo comma secondo, rimane inteso che comunque, qualora alcuni interventi venissero bocciati nel corso dell'esame degli articoli che seguono, si potrebbero vedere abrogati alcuni stanziamenti previsti in questa tabella F. Dico questa cosa perché non vorrei che domani poi si sostenesse che dato che abbiamo approvato la tabella F, così come è stata formulata, non possa essere ulteriormente modificata.

Detto questo, proprio il contenuto di questa tabella lascia perplessi e in certi casi allibiti. Vedete, noi come centro sinistra abbiamo fatto un ragionamento sull'indebitamento anche divergente in alcune parti, nel senso che noi non abbiamo mai ritenuto l'indebitamento in quanto tale il male di tutti i mali; noi riteniamo che il male di tutti i mali sia l'indebitamento così come ci viene proposto, un indebitamento fine a se stesso, senza nessun costrutto, che non porta sviluppo alla Sardegna. Che non porta quella accelerazione di processi produttivi che possono permettere anche di recuperare le somme che oggi noi stanziamo per investimenti grazie all'aumento delle entrate che derivano alla Regione dalla partecipazione in percentuale al gettito derivante dalle tasse statali. Questo è il problema che poniamo, per cui oltre ad essere pesante questo indebitamento è fine a se stesso giacché finanzia una spesa che cerca di dare risposte qua e là, a spizzichi e a bocconi, a macchia di leopardo, ma proprio così facendo non da una risposta complessiva, esauriente alle aspettative dei settori produttivi, soprattutto quelli che oggi sono più deboli e come tali devono essere protetti e rafforzati, in modo da realizzare una rapida accelerazione della spesa soprattutto in direzione di quei progetti di sviluppo che possono permettere non soltanto un aumento dell'occupazione, ma con essa anche un aumento delle entrate fiscali della Regione.

Dico questa cosa perché è opportuno che su questo comma 2 dell'articolo 2 si faccia un attimo di riflessione, per cui anch'io ribadisco l'affermazione fatta poc'anzi che sarebbe opportuno che la Giunta nel suo complesso, e soprattutto gli assessori competenti sulle varie voci di spesa, rendano conto non soltanto del passato, ma soprattutto ci rendano edotti sulle prospettive future, che non si vedono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Voglio esprimere il mio voto contrario su questo comma 2 dell'articolo 2. Noi abbiamo sostenuto, con numerosi argomenti, la necessità di modificare e di cambiare questa manovra finanziaria; lo abbiamo sostenuto perché va in direzione opposta rispetto all'equilibrio di bilancio che dovrebbe essere invece un obiettivo da perseguire, non quest'anno, non l'anno prossimo, ma in un ragionevole lasso di tempo. Dopo due manovre finanziarie questa è la terza che va nella direzione esattamente opposta. Lo abbiamo sostenuto perché anziché limitare il campo d'azione verso ciò che è proprio di una manovra finanziaria, pretende persino di modificare o scrivere il regolamento edilizio di un comune, come abbiamo sostenuto in diversi interventi, e tutto questo perché? Forse per uno sforzo enorme, o comunque giustificabile rispetto alle situazioni di difficoltà in cui molti settori si trovano, in diversi campi, quindi per somministrare una terapia d'urto, per far fronte con urgenza a determinate necessità, determinati bisogni della nostra Isola? Questa tabella dimostra che questo non è, non tutti gli interventi ovviamente sono inutili, non si può fare di tutta l'erba un fascio, vi sono interventi necessari, però credo che in maniera trasparente, più di tanti argomenti nostri, questa tabella dimostri come sono messe le bandierine. Cioè su ciascuna cifra e sul perché viene stanziata è leggibile la necessità dei vari componenti della maggioranza di sostenersi a vicenda, e ciò dimostra che tale elenco costituisce un puzzle che non obbedisce a nessun disegno, che non è né il proseguimento di quello precedente, ammesso e non concesso che vi fosse un disegno, né tratteggia un disegno nuovo e una prospettiva futura. E' la somma delle esigenze politiche di maggioranza che sono leggibilissime in questa tabella.

Ripeto, non tutte le voci rispecchiano tali esigenze, ma siccome l'elenco è lungo quattro pagine, se le si legge bene questi sono i dati che emergono. Nulla di cui scandalizzarsi, per carità, non si tratta di fare la morale a nessuno, però questo è ciò di cui stiamo discutendo. Noi ci stiamo sforzando di ragionare d'altro, e dovremo continuare a farlo, purtroppo, anche nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io dichiaro naturalmente il mio voto contrario sul comma 2 dell'articolo 2.

A me pare che il ragionamento svolto dall'onorevole Selis in qualche modo dimostri ciò che noi abbiamo sempre affermato in quest'aula, cioè che questa maggioranza ha da sempre, sin dal suo insediamento, avuto un'attenzione quasi spasmodica, in qualche modo eccessiva, da eccesso di digiuno, nei confronti della spesa regionale.

L'elenco è lungo, e dello stato di attuazione di questi interventi per i quali sono previsti gli stanziamenti, come diceva l'onorevole Selis, questo Consiglio poco conosce, anche in ordine agli effetti che questa spesa ha prodotto e sta producendo in Sardegna. Io credo che molte di queste poste siano lì, ma non abbiano prodotto assolutamente alcun effetto. Mi pare, insomma, usando un po' una metafora, che questa maggioranza abbia, nei confronti della spesa, gli occhi più grandi della pancia, cioè che non sia mai paga delle poste di spesa in bilancio, del continuo rilancio degli stanziamenti nei diversi capitoli di spesa, poi magari naturalmente non riesce a spendere, ma, come dire, c'è questa sorta di foga, di voglia comunque di spendere e di promettere a tutti e di più.

Io spero che davvero, ritornando all'invito che faceva l'assessore Masala, ragionevolezza voglia che l'indebitamento venga innanzitutto contenuto tagliando tutte le poste previste nel bilancio di competenza di assessorati che conservano residui attivi superiori alla stessa posta. Vi è cioè materia che non ha necessità di ricognizioni, di lavori estenuanti, eccessivi, che chissà quando si faranno, magari li affideremo a qualche società esterna specializzata e così via, basterebbe tagliare molte di queste poste che sono nella tabella F, e che riguardano il bilancio di competenza del 2002, e forse qualcosa si può recuperare dai residui di stanziamento anche di quello del 2001.

Insomma, voglio dire, se davvero volete spendere di più, è necessario che attiviate maggiori entrate, non c'è altra strada, oppure tagliate le spese, io non ne conosco altra di strada. E' necessario, dicevo, incrementare le entrate, entrate certe naturalmente, entrate vere, non quelle presunte derivanti dall'alienazione dei beni e quant'altro, o quelle che intendete far figurare utilizzando i soliti trucchetti della cancellazione di residui che poi residui non sono, delle somme perenti che poi perenti non sono, e che invece sono vive e che stanno creando difficoltà, di cui, peraltro, abbiamo più volte detto in quest'aula; incrementare le entrate - qualcuno richiamava la legge nazionale sul federalismo fiscale - questa è la strada che vi rimane da percorrere se non volete davvero arrivare a una bancarotta, non fraudolenta per carità, a una bancarotta sicuramente delle finanze regionali.

Io ritengo che l'emendamento numero 88 rappresenti l'altra faccia della medaglia. Ahimè, purtroppo, mentre le risorse finanziarie, anche con sforzi, anche con sacrifici che voi chiederete ai sardi, in una certa misura si possono ripristinare, le risorse ambientali se vengono consumate in maniera dissennata non sono ripristinabili, e questo è l'altro aspetto davvero dolente di questa manovra finanziaria. Così come è stato detto da parte del mio segretario di partito, ma anche da parte di tanti consiglieri regionali dell'opposizione che sono intervenuti in quest'aula, noi siamo disponibili ad aprire una discussione vera, di merito sulle questioni urbanistiche, che riteniamo anche noi debbano essere in qualche modo oggetto di riflessione per delineare un quadro normativo più moderno.

Noi presenteremo tra brevissimo tempo una nostra proposta, la metteremo a disposizione del Consiglio per entrare davvero nel merito delle questioni che oggi vengono poste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari-P.S.). Signor Presidente, le debbo confessare con molta franchezza che la voglia di fare un ulteriore intervento a sostegno della giusta causa che stiamo perorando non era tanta, perché veramente fare forzi sovrumani e non essere ascoltati è un po' una fatica mentale difficile da sopportare. Ma vedendo e rivedendo il comma 2 e la tabella F onestamente non si possono sottacere alcune cose. La tabella F è chiarificatrice di una serie di concetti, espressi molto intuitivamente perché, come diceva giustamente il collega Selis, senza avere la disponibilità di rendiconti e dei rapporti sullo stato di attuazione di vari interventi, molto spesso dobbiamo andare avanti in termini intuitivi, ma ogni volta che ci si confronta poi con i dati queste intuizioni vengono confermate. E allora si trovano in questa tabella sicuramente motivi per ragionare su tutta una serie di provvedimenti legislativi per i quali si richiedono ogni anno nuovi investimenti, e che invece probabilmente non stanno dando più nessun frutto. Se ne potrebbero indicare molti. E si vede che le cose nuove, o almeno alcune delle cose nuove, che vengono introdotte nella tabella F, e quindi nel comma 2 di cui parliamo, sono cose che hanno un grado di comprensione difficile, perché non se n'è mai parlato da nessuna parte. Spero di non scandalizzare nessuno se acclaro questo problema: il punto primo della tabella F parla di Consiglio regionale: quota parte per investimenti 15 milioni di Euro, trenta miliardi di lire. Sarebbe bene sapere a quale intervento devono essere destinate queste risorse.

Più avanti si prevede per l'acquisto di beni immobili, in questo caso presumo da parte della Regione, uno stanziamento di dieci milioni 252 mila euro, la cifra precisa di 252 mila euro fa pensare che ci sia qualcosa di già definito, perché se si trattasse di una cifra destinata ad un investimento generico per acquisto di immobili, forse sarebbe arrotondata. A questo proposito vorrei ricordare che c'è una legge sulle dismissioni che prevede che il 50 per cento almeno, se non ricordo male la materia, delle risorse ricavate sia destinato all'incremento del patrimonio regionale per i fini istituzionali, sulla base del presupposto che noi alieniamo beni della Regione non utili ai fini istituzionali, per acquisirne nuovi necessari per i fini istituzionali perché, come è stato detto in più di una circostanza in questo dibattito, la Regione paga molti miliardi di affitti e si è sempre detto che si sarebbe potuto fare in modo diverso. Questi sono soltanto alcuni esempi, Presidente ed assessore Masala, per dire che un esame più attento delle cause dell'indebitamento regionale, un esame più attento delle politiche di settore che vengono attuate servirebbe ad adottare un comportamento più attento che ci potrebbe portare già da solo, con una variazione di rotta, a ridurre di moltissimo l'indebitamento.

Vedo che il tempo a mia disposizione è scaduto, avrò modo di proseguire e di completare il pensiero più avanti nel corso della votazione dei commi successivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, innanzitutto le faccio i miei auguri, perché non abbiamo compreso bene se la sua assenza di oggi fosse dovuta a malattia, ed eravamo preoccupati; qualche collega ha detto che era in sciopero per la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, non abbiamo compreso; se ci volesse informare circa le ragioni che le hanno impedito di essere presente, perché immagino che siano ragioni importanti, le saremo anche grati.

PRESIDENTE. La ringrazio per questo interessamento.

FADDA (Popolari-P.S.). Lei vede che l'ho detto con affetto e simpatia, però siccome eravamo veramente preoccupati, anche perché l'onorevole Biggio non riusciva a comprendere neanche lui, senza dubbio sono state ragioni validissime, e comunque se volesse informare l'Aula circa gli impedimenti che non le hanno consentito di presiedere gliene saremmo grati.

Detto questo, entrando nel merito di questa tabella richiamata dal comma 2, vorrei dire che, se lei, Assessore Masala, ci dicesse almeno una parte delle ragioni relative all'attuazione degli interventi finanziati, che vi hanno portato ad elaborare questa tabella, molto probabilmente, ci convinceremmo che abbiamo sostenuto proposte talmente valide che voi stessi le avete accolte in questa tabella. Io adesso prendo soltanto in considerazione il fondo per l'accelerazione delle opere pubbliche. Noi riteniamo, e quando andremo discutere di quell'articolo ne spiegheremo i motivi, che questi cinquanta miliardi stanziati per accelerare le opere pubbliche non saranno utilizzati nel 2002. Non saranno utilizzati, perché non è pensabile, con quel sistema che voi avete escogitato, che si pensi di poter accelerare la realizzazione delle opere pubbliche, perché tutti noi sappiamo, faccio soltanto questo esempio, che soltanto in fase di appalto delle opere pubbliche possono essere previsti doppi turni, tripli turni per accelerare la realizzazione delle opere. Ecco, quando noi vi abbiamo chiesto di cercare di ragionare con noi, prima di stabilire e quantificare il mutuo, ed anche in riferimento alla tabella F vi abbiamo proposto di analizzare lo stato di attuazione dei programmi, l'abbiamo fatto perché sono convinto che molto probabilmente a fine anno ci renderemo conto che quanto da noi sostenuto era un ragionamento valido e condivisibile anche dalla maggioranza.

Ecco, se lei riesce, assessore Masala, a spiegarci questa tabella, ad infirmarci sullo stato di attuazione degli injterventi, noi le possiamo garantire che passeremo immediatamente al voto, perché quando si crea una diffidenza totale, non dico tra opposizione e Giunta regionale, ma tra l'Aula e la Giunta regionale, così come è emerso anche da alcuni ragionamenti che i colleghi della maggioranza stavano facendo, e la fiducia manca perché la Giunta regionale non dà delle spiegazioni sui provvedimenti che noi stiamo approvando e discutendo, i colleghi Secci e Selis hanno fatto altri esempi, io credo che il tempo che impieghiamo sia senza dubbio maggiore rispetto al tempo che impiegheremmo se la Giunta regionale spiegasse le proposte che sottopone alla nostra attenzione.

Sull'acquisto dei beni immobili, per esempio, il ragionamento che lei ha fatto, assessore Masala, ci ha anche convinto: non è pensabile che noi non andiamo a dismettere gli immobili di proprietà della Regione, che non sono comunque utilizzabili, perché noi abbiamo iscritti in bilancio tutti gli anni cinquanta miliardi come ricavo dalla vendita di tali immobili, se poi dobbiamo stanziare decine di miliardi per acquisto di nuovi immobili. Assessore, glielo chiedo veramente per gentilezza, cerchi di farci comprendere con esattezza quali sono le finalità di questi investimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Intervengo per esprimere convintamente il mio voto contrario sul comma 2 dell'articolo 2. Le motivazioni sono già state addotte ampiamente dai colleghi che mi hanno preceduto, ma in modo particolare il collega Selis ha argomentato con dovizia di particolari il perché questo comma dell'articolo 2 non può avere il nostro consenso. Però, a me pare che, in maniera proprio molto chiara, leggendo la tabella F, a cui si rimanda in ordine alla spesa per la contrazione dell'ulteriore mutuo di due miliardi e 130 milioni di euro circa, si vede in maniera chiara, caro Assessore, che non c'è nessuna strategia da parte vostra. Avete acchiappato questi danari, li avete distribuiti tra i diversi Assessorati che ritornano ad essere dei califfati, dove ogni Assessore, ogni califfo, decide come spendere le risorse.

Con l'introduzione dei PIA era stato fatto il tentativo di puntare sulle potenzialità e sulle risorse locali per fare in modo che ci fosse una convergenza delle diverse risorse, quindi che gli Assessorati fossero resi complessivamente compartecipi delle scelte di sviluppo nei diversi territori. Il passo indietro è clamoroso, e vediamo anche, scorrendo la tabella stessa, che non tutti i califfi sono uguali, ci sono dei califfi che sono più califfi degli altri, ci sono Assessorati che hanno maggiori risorse, ma questo non dipende dalle esigenze particolari che emergono appunto da un disegno strategico di sviluppo della regione. Sono emirati? L'Assessore dice che sono emirati, ne prendo atto. Però, il dato vero è che mancando una strategia di sviluppo noi leggiamo delle cifre che non si riesce a capire come mai in certi casi siano previste con un'approssimazione, direi abbastanza accentuata, e in altri casi invece siano cifre tonde; così pure come emerge con grande forza il dato che veniva richiamato di una posta consistente di 10.252.000 euro destinati all'acquisto di beni immobili. Questa maggioranza che ha fatto le barricate per accelerare la cessione dei diversi beni patrimoniali della Regione, ha stabilito una posta precisa e dettagliata di 10 milioni e 252 mila euro. Qualcuno ha avanzato il dubbio che ci sia già qualche bene immobile da acquisire, che ci sia già qualche ipotesi che deve essere portata a compimento e a soluzione.

Quindi, Assessore, io ritengo, e concludo, che un nostro "No" convinto, potrebbe essere in qualche misura attenuato se la Giunta, tramite la sua persona, ci dicesse in maniera precisa, come è già stato chiesto in precedenza, qual è lo stato di attuazione di certi progetti, come si sta andando avanti. Siamo nel buio più totale. Ciò che meraviglia è che questi quesiti non li abbiano posti i colleghi della maggioranza. Per quanto ci riguarda è doveroso, ma io sono convinto che se qualunque collega della maggioranza fosse chiamato a dire che sta votando con convinzione questo comma, perché è stato reso edotto dalla Giunta, non ce ne sarebbe uno in grado di alzare la mano e dire: "Spiego io le ragioni che rendono necessari tali stanziamenti".

C'è un'accettazione fideistica che deve essere rimossa, cari colleghi del centro destra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA Alberto (D.S.). Onorevoli colleghi e Presidente, sarò anch'io tra quelli che voteranno contro questo comma, però voglio cogliere l'occasione della mia dichiarazione di voto per chiedere all'onorevole Masala alcuni chiarimenti che riguardano diversi stanziamenti della tabella F, in particolare quelli che attengono al comparto agricolo.

Faccio alcuni riferimenti precisi: investimenti nelle aziende agricole, 7.484 euro; infrastrutture rurali, 12.000 euro; investimenti degli enti strumentali, 11.611.000 euro; opere di miglioramento fondiario, 3.615.000 euro; ricostituzione del potenziale agricolo danneggiato, 5.469.000 euro; ricomposizione fondiaria, 4.220.000 euro; sviluppo proprietà coltivatrice, 8.305.000 euro; infrastrutture rurali, 3.282.000 euro; miglioramento gestione risorse idriche ed aree agricole, 1.010.000 euro.

Sempre nel comparto agricolo c'è tutta la parte che riguarda le opere di miglioramento fondiario nelle diverse aree della regione; opere per il miglioramento fondiario per la provincia di Cagliari, 4.758.000 euro; per l'Iglesiente, 1.808.000 euro; per la provincia di Oristano, 1.963.000 euro; per la provincia di Nuoro, 3.010.000 euro; per la zona di Lanusei, 2.169.000 euro; per la provincia di Sassari, 3.038.000 euro; poi ancora per la zona di Tempio, 2.117.000 euro; e si chiude questa parte con la valorizzazione dello sviluppo rurale, 2.683.000 euro.

Onorevole Masala, noi abbiamo bisogno di sapere qual è lo stato della spesa di questi capitoli relativamente al pregresso, giacché nel settore dell'agricoltura, onorevole Contu, non brilliamo per celerità ed efficienza nella spesa, su 560 miliardi di competenza, abbiamo più di 1.200 miliardi di residui passivi. E` inevitabile, onorevole Masala, che noi le chiediamo, reiteratamente, di sapere quel è lo stato della situazione, quanti soldi sono stati spesi e quanti impegnati. Da tali dati partiamo per valutare se le poste di bilancio e se le scelte che voi state proponendo all'amministrazione regionale sono coerenti, dove vanno a parare e se rispondono ad un disegno di sviluppo che in questo caso riguarda il comparto agricolo, ma il ragionamento vale per tutti i settori. Quindi chiedo, onorevole Masala, per cortesia, di darmi risposte convincenti perché, insomma, siamo davvero nel buio più totale.

Chiudo le mie considerazioni ricordando anche all'onorevole Pili che le norme urbanistiche che vuole introdurre in questa finanziaria non sono accettabili, perché sono contro il disegno di uno sviluppo organico ed armonico di tutta la nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Vorrei fare alcune brevi considerazioni legate ai ragionamenti già fatti da molti colleghi e anche da me, sulla qualità della spesa che questa manovra finanziaria ci propone. Mi riferisco al comma in questione, in particolare alla tabella F) che viene approvata con tale comma.

Quando noi parliamo di buona amministrazione - vorrei attirare l'attenzione del collega Balletto che non vedo in Aula, ma so che mi sta ascoltando dietro la tenda, al quale collega io riconosco, sul problema di cui intendo parlare, mi riferisco all'EMSA, ma su tanti altri, una particolare conoscenza ed anche, se volete, onestà intellettuale, perché anche su questo tema ci siamo confrontati in modo approfondito nel corso della precedente legislatura - bene, in questa tabella F voi prevedete - poi torneremo su questo argomento, vi torneremo in sede di discussione del prossimo articolo per approfondire la qualità della spesa che voi proponete - come quota di spesa per investimenti, e sottolineo "investimenti", 37 milioni e 335 mila euro per l'EMSA.

Orbene, la legge 33/1998, come tutti quanti ricorderanno, prevede lo scioglimento e la liquidazione dell'EMSA e di tutte le società da essa controllate e la creazione dell'IGEA. Come si può quindi oggi prevedere una quota per investimenti di 37 milioni di euro? Forse per continuare a gestire l'EMSA come la si sta gestendo in questa buona amministrazione del centro destra, cambiando commissari dell'IGEA e pagandone due, perché il primo non era gradito ed è stato defenestrato ed ha intentato e vinto la causa contro la Regione. Oppure ancora, sempre tenendo a mente il fatto che si doveva solo collocare il personale e provvedere alla liquidazione di tutto il resto attraverso l'IGEA lasciando quel personale pressoché inutilizzato negli uffici, pur essendoci, soprattutto in alcune società di quel sistema, degli ottimi tecnici che potrebbero fare ottimi rilevamenti, che invece si preferisce commissionare all'esterno.

Ancora, vi chiedo colleghi della maggioranza, che tanto avete combattuto, a volte a ragione, fino a proporci una commissione di inchiesta sulle malefatte dell'EMSA, così le chiamavate, tanto da indurre noi a proporre ed approvare la legge di riforma, che voi avreste dovuto applicare in questa legislatura, perché invece di applicarla vi dimenticate di attuarla e preferite fare investimenti, tanto che mandate dei rappresentanti dell'IGEA fino alla BIT di Milano a rappresentare l'EMSA? Un magistrato che conoscete bene direbbe: "ma che ci azzecca l'EMSA con la BIT di Milano, che è una sorta di fiera internazionale del turismo?".

E` scaduto il tempo a mia disposizione, Presidente e colleghi, rinviamo l'argomento alla seconda puntata, cioè alla fase di discussione del terzo articolo di questa finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Presidente, ci sentiamo indotti a prendere la parola anche per consentire con i nostri interventi una migliore riflessione al Presidente della Giunta e ai Capigruppo, perché possa prevalere nella maggioranza il buonsenso e non l'arroganza, e si possa rapidamente trovare un accordo tra queste diverse posizioni che da venti giorni si confrontano in quest'Aula, senza riuscire a trovare un punto di incontro. L'arroganza, infatti, non è di chi dice: "O vengono tolte le norme intruse che tendono ad eliminare tutta la legislazione di protezione del nostro grande bene ambientale, oppure non si prosegue, o meglio, si esercitano tutti i diritti riconosciuti dal Regolamento a ciascun consigliere per tentare di impedire questo"; ma di chi dice: "O vengono approvate le norme che io intendo far passare, perché ho preso impegni nei vari territori, in territori dove c'è già comunque una situazione di emergenza, di cementificazione delle coste, oppure io non faccio passare la finanziaria". E' un ricatto rivolto all'Aula; si inseriscono nella legge finanziaria norme intruse sperando che alla fine, pur di dare alla Sardegna la legge finanziaria di cui essa bisogno, si riesca a far approvare norme che altrimenti non passerebbero.

Questo è il ricatto! E` il ricatto dell'arroganza, di chi non ha buonsenso, di chi tiene in scacco noi dell'opposizione ma anche la stessa maggioranza, e non accetta un dialogo che invece porterebbe rapidamente ad accelerare l'iter della manovra finanziaria. Quindi, mi auguro che ci sia una riflessione in senso positivo e che prevalga il buonsenso, che si cerchi, come ho detto prima, non di mostrare i muscoli e i denti per far passare norme che comunque non passeranno mai, ma di individuare la strada maestra, che è quella di capire che quelle norme non potranno passare nella finanziaria, che si può riportare l'argomento in discussione in Aula attraverso un collegato, seguendo le indicazioni che il collega Cugini dava, invitando anche il Presidente della Commissione, che non ha ancora preso la parola, a dire se accetta oppure no la proposta di dare a tale collegato una corsia preferenziale, rapida, lavorando in qualsiasi ora pur di definire ed approvare quelle norme, a cui sembra che qualcuno tenga tanto da portare l'Aula a questo stato, con i colleghi costretti a fare interventi che devono servire soltanto a raggiungere il termine della seduta senza che si proceda, sapendo - lo ripeto ancora una volta - che il danno lo stiamo producendo anche a noi stessi che vogliamo questo lungo dibattito; noi siamo disposti a pagare per questo, perché siamo convinti che sia un dovere nostro impedire che attraverso la finanziaria vengano stravolte norme di tutela dei nostri beni ambientali, così come invece si vuole fare.

Un'ultima considerazione la faccio anch'io sulla tabella F, su cui torneremo anche in sede di discussione del bilancio. Certo è che quello che veniva qui ricordato dal collega Falconi è un fatto emblematico, ma io mi rivolgo all'assessore Contu: la Giunta regionale ha annunciato in una conferenza stampa una legge con 250 miliardi di finanziamento per rispondere al dramma della siccità in Sardegna, non un dramma limitato al 2002, ma un dramma di questi dieci anni; nella manovra finanziaria non vi è una lira per questo intervento, non c'è una lira, non c'è una proposta, questo disegno di legge non è stato presentato, non si sa dove sia, nessuno lo ha visto, forse neppure chi lo ha pubblicizzato nella conferenza stampa perché non l'ha neppure ancora abbozzato, e invece di affrontare situazione così gravi come quella che ho citato, si continuano a spendere risorse per l'EMSA e l'IGEA come ricordava il collega Cugini, che rappresentano veramente un pozzo senza fondo che ingoia sempre più risorse pubbliche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.). Credo che in quest'Aula, che è sonnolenta e con una maggioranza che io credo appaia allo sbando, senza una linea definita, e che chiusa in un angolo ascolta i nostri interventi senza recepire le nostre proposte e senza neanche far intravedere alcuna possibilità di mediazione rispetto a quanto noi chiediamo, ci sia da rimanere perplessi perché io non so dove si voglia andare a parare, molti di noi se lo stanno chiedendo, perché se si pensa di poterci piegare su norme contenute in questa finanziaria, che noi riteniamo profondamente ingiuste, senza la pur minima proposta di mediazione, che io credo che nell'intervento del collega Cugini sia stata offerta in maniera chiara e lineare, purtroppo sino ad ora rimasta priva di risposta. Credo che questa situazione sarà difficile da sbloccare.

Noi non stiamo facendo una battaglia ostruzionistica di per sé, noi stiamo facendo valere i nostri diritti, parlando in quest'Aula e prolungando anche i tempi della discussione, e anche di approvazione di questa manovra finanziaria, sapendo che comunque, se dovesse essere approvata senza modifiche, sicuramente arrecherebbe danno all'intera comunità isolana.

Noi chiediamo lo scorporo delle norme sull'urbanistica e il loro inserimento in un collegato alla finanziaria da discutere nella Commissione di merito; credo che sia un atto di serietà da parte nostra, noi non ci tiriamo indietro di fronte a questo tipo di responsabilità perché siamo fortemente convinti che per come sono formulate queste norme se le si approvasse nella legge finanziaria, aggiungeremmo danno a danno.

Noi diamo un valore fondamentale allo sviluppo di quest'Isola, allo sviluppo ambientale, allo sviluppo urbanistico, alla tutela delle sue coste, alla tutela dei suoi paesaggi, alla tutela delle bellezze naturali, e per noi questa è una battaglia fondamentale, perché credo che, almeno da questo punto di vista, noi sicuramente un progetto di sviluppo di quest'Isola lo abbiamo. E` quel progetto che non appare in questa finanziaria, che è stato ricordato spesso dai colleghi negli ultimi interventi quando è stata riepilogata da alcuni la tabella F; quello che noi vediamo è che si sta indebitando la Sardegna, si stanno indebitando intere generazioni future e di questo noi porteremo la responsabilità, per spalmare risorse su provvedimenti che non hanno a monte alcun disegno organico di sviluppo.

Il collega Pirisi ha già parlato dell'acquisto di beni immobili e di cifre così ben definite, 10.252.000 euro, da far ipotizzare che si sappia che cosa si intenda acquisire; a fronte di quanto voi avete proposto con le norme che avete introdotto in finanziaria, nel tentativo di liquidare, in una maniera maldestra, i beni immobili regionali, la cui vendita avete definito necessaria per rimpinguare le entrate della Regione, questa norma appare assolutamente contraddittoria.

Allora io credo che queste siano domande che noi ci dobbiamo porre fortemente, e mi pare strano e assurdo che dai banchi della maggioranza non venga fatta alcuna riflessione su problemi come questo, né ci venga tesa una mano su i problemi che noi solleviamo.

Il collega Vargiu, l'altra sera parlava di un'aula consiliare che gli ricordava molto le partite di un gruppo di amici e di colleghi che per notti si svolgevano attorno a un tavolo col gioco del Risiko. Io credo che molti di noi, nel leggere questa finanziaria, gli interventi che vengono sviluppati nei territori e la dispersione delle risorse economiche, pensino proprio a una sorta di Risiko, di occupazione dei territori, di una occupazione di risorse, di una occupazione di beni ad opera di una parte di questa maggioranza, che mi pare pervicace nel perseguire questo scopo. E' per questo che noi continuiamo a intervenire e credo che dobbiate ascoltare quando noi offriamo una possibilità di mediazione nell'interesse generale - mi riferisco alle proposte avanzate da parte dei colleghi che sono intervenuti precedentemente -; credo che sia necessario farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.). Signor Presidente, mi pare che questa nostra opposizione alla vostra manovra finanziaria, ci stia portando tutti alla stanchezza. Qualcuno della maggioranza dice che ci sfiniremo a furia di intervenire e ripetere più o meno le stesse cose. In realtà devo dire che la nostra volontà di respingere i contenuti di questa finanziaria è più forte della stanchezza a cui andiamo incontro per via di questa prolungata discussione, accentuata anche dal ripetersi degli argomenti che vi stiamo sottoponendo.

Mi auguro che anche voi seguiate l'esempio che abbiamo citato la settimana scorsa, della Sicilia, la cui maggioranza, anch'essa di centrodestra, è stata capace di ascoltare le voci che venivano dalla società civile e dall'opposizione ritirando le norme sulla svendita dei beni immobili e quelle urbanistiche sull'edificazione nelle aree demaniali. Anche in quel caso si è tentato di inserire quelle norme nella finanziaria, ma in modo molto intelligente e accorto la maggioranza della Regione Sicilia le ha stralciate dalla finanziaria, consentendo che venisse approvata come legge contenente norme essenzialmente di carattere finanziario.

Ora voi volete insistere in modo pervicace, in modo ostinato, su questa impostazione, lasciando queste norme alle quali voi sapete noi non possiamo far altro che continuare ad opporci, ponendo in essere, nel rispetto del Regolamento, tutti i comportamenti atti a contrastare questa vostra manovra. Voi volete difendere l'indifendibile con la modifica degli accordi di programma previsti dalla legge 45, non avete qualificato la spesa, come in molti casi hanno già evidenziato i colleghi, volete continuare a sostenere pervicacemente le vostre proposte.

Io della tabella F voglio evidenziare un altro aspetto, in riferimento al cosiddetto Progetto Sardegna di cui il Presidente della Giunta ha parlato nelle dichiarazioni programmatiche, quello sulla valorizzazione dell'ambiente, sulla ricostruzione ambientale. A fronte di una mole così enorme di indebitamento, vi siete ridotti a stanziare finanziamenti per progetti relativi alle aree protette limitati a 976.000 euro, poco meno di 2 miliardi. Ma che fine hanno fatto i parchi regionali della legge 31 dell'89? Che fine ha fatto il parco del Molentargius? Quel progetto è stato abbandonato col rischio di perdere un bene enorme come quello della nidificazione dei fenicotteri, rispetto al quale voi state prendendo con molta leggerezza il problema che vi è stato sottoposto con un'interrogazione delle opposizioni e con le manifestazioni delle associazioni ambientaliste. Voi volete negare tutto, continuate ad andare avanti mostrando poca sensibilità per questi aspetti, è un po' - io lo ripeto in quest'aula perché mi fa piacere cogliere l'occasione perché resti agli atti di questo Consiglio - è un po' come la sabbia nera del Poetto che voi volete far diventare bianca asciugandola a trecento gradi e facendola vedere ai giornalisti, oppure pensando che nascondendola sotto la vecchia quella colorazione scompaia. Badate, assieme a quegli scienziati che avete fatto esporre sulla stampa, ce ne sono altrettanti che le nostre preoccupazioni le confermano tutte interamente.

E questo non è un problema che riguarda l'opposizione o la maggioranza; voi correte davvero il rischio, per non ascoltare i suggerimenti e le preoccupazioni, non della minoranza, ma dei cagliaritani su questa operazione di rinascimento, di andare al Poetto e trovare centinaia, se non migliaia, come è successo domenica, di cagliaritani che vanno preoccupati a vedere che cosa sta succedendo in quel litorale.

PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Pinna, il tempo a sua disposizione è scaduto.

PINNA (D.S.). Continuerò intervenendo sul prossimo comma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi, comprendo che siamo tutti quanti stanchi, però dopo l'appello che ha fatto l'onorevole Cugini relativamente alle questioni urbanistiche, io pensavo che il collega Marco Tunis, Presidente della Quarta Commissione, ci avrebbe degnato di una qualche risposta. Francamente mi sono fatto un'idea del perché in questa finanziaria è contenuta tutta una serie di norme che forse le Commissioni di merito avrebbero fatto bene a esaminare prima.

La verità è che le Commissioni, e in modo particolare la Quarta Commissione, è stata sino all'altro ieri una Commissione per la cui operatività il centrosinistra ha dovuto sempre garantire il numero legale. Per questo motivo credo che il collega Tunis abbia in qualche misura dato delega alla Giunta di inserire questa norma per fare in modo che la Commissione non fosse messa nelle condizioni di discutere una legge così importante. Credo che lo sforzo che dobbiamo fare sia quello di riportare tutto in Commissione, onorevole Masala, perché se continuiamo a discuterne in Aula, io sono del parere che l'unica arma che l'opposizione ha a disposizione sia quella di far iscrivere a parlare tutti i consiglieri regionali, e quindi fare una forma, tra virgolette, di ostruzionismo, e non produrre nulla.

Questa è la prima considerazione, poi c'è quella che ha fatto poc'anzi l'onorevole Falconi. Nella passata legislatura l'opposizione ha fatto una battaglia incredibilmente pesante per lo scioglimento e la messa in liquidazione dell'Ente Minerario Sardo. Badate, davvero stanno accadendo cose sulle quali è difficile dare un giudizio. Vedo che oggi l'Ente Minerario Sardo, in qualche misura, non è un ente in liquidazione, ma è un ente che sta riprendendo a vivere - francamente credo che questo modo di disattendere la legge gridi vendetta rispetto alle cose che si sono dette nel passato recente; torneremo su questo argomento perché su di esso è necessario assumere posizioni chiare - adesso che voi siete forza di governo, appena siete arrivati avete nominato un nuovo commissario, il commissario che avete licenziato ha fatto ricorso ed oggi ci sono due commissari in quell'Ente. Allora, quando si adottano queste decisioni bisogna stare attenti, perché anche questo è comunque un modo di sperperare quattrini e risorse pubbliche.

Credo che oggi sia necessario fare uno sforzo, tutti quanti, per stralciare almeno quelle norme sulle quali abbiamo discusso stasera, portandole all'esame delle Commissioni di merito, e liberare la finanziaria dalle norme intruse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). C'è un modo di procedere della maggioranza che non è assolutamente condivisibile, anche lo sviluppo della giornata odierna non ci lascia tranquilli per il lavoro che noi dovremo affrontare nei prossimi giorni; a parte l'indignazione e le offese di qualche esponente della maggioranza per i toni, per il modo e per le parole usate o abusate da parte dell'opposizione nel merito delle questioni che stiamo ponendo, non appare uno spiraglio, ed anche i tentativi posti in essere dalle colombe che qualche giorno fa avevano fatto ritenere a noi, ma anche ad una parte della maggioranza, che si potesse interloquire per eliminare da questa finanziaria tutto ciò che la sporca, che la rende spuria, che la rende uno strumento in cui c'è dentro di tutto e di più, tutti questi tentativi sono stati resi vani.

L'unica cosa che è stata possibile fare, è stata quella di eliminare dal campo una questione di tipo ideologico, che è quella della accelerazione della vendita dei beni immobili, su cui avete fatto ritenere che si volesse fare una battaglia di modernizzazione che poi abbiamo dimostrato essere in contrasto con le norme e con la legge che regola la cessione dei beni immobili.

Allo stesso modo con il comma 2 di questo articolo ci dite che l'indebitamento serve per gli investimenti, e ci proponete la tabella F in cui sono contenuti tutti gli investimenti, vi stiamo dimostrando che in realtà di investimenti non si tratta, ma che si tratta di una semplice elencazione di interventi a giustificazione dell'indebitamento, sui quali ci sarebbe molto da dire, così come tutti i colleghi che mi hanno preceduto hanno detto. Noi continueremo ad insistere e a sviluppare in quest'Aula la nostra opposizione dura, fino a che non toglierete dalla finanziaria tutte quelle norme che con la finanziaria non c'entrano niente, fino a che non toglierete dalla finanziaria tutti quei commi che garantiscono gli investimenti dei singoli consiglieri, fino a quando non verranno eliminati tutti quelli emendamenti sui quali è riconoscibile la firma, l'interesse, la bandierina dei singoli consiglieri, perché questo non è modo di fare una legge finanziaria. Noi continueremo a sviluppare la nostra iniziativa fino a che non verrà eliminato l'emendamento numero 88 che con la finanziaria non c'entra niente, perché riteniamo che i premi di volumetria nelle coste non siamo materia di finanziaria, perché riteniamo che la modifica della legge 45 non sia materia che si può affrontare con un emendamento all'articolo 22 bis.

Cugini ha caricato di grande responsabilità il collega Tunis. Se il collega Tunis si vuole assumere questa responsabilità a noi fa molto piacere, e credo che insieme al collega Tunis, la responsabilità di eliminare l'emendamento 88 e di portare l'argomento in Commissione la debba assumere il Presidente della Giunta che su questa questione fa ritenere ai sardi che ci siamo grandi investimenti che possono produrre risultati occupativi eccezionali, omettendo di dire ai sardi che invece questa finanziaria è una finanziaria che indebiterà pesantemente i sardi per i prossimi quindici anni.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Spissu. Allora votiamo il comma 2 e chiudiamo così i lavori stasera.

(Interruzioni)

Dobbiamo contiinuare con le dichiarazioni di voto? Chiedo scusa, colleghi, farei una proposta, siamo al comma 2, i commi dell'articolo 2 sono diciassette...

SPISSU (D.S.). Sono 13 perché quattro sono già votati.

PRESIDENTE. Va bene, voglio dire che dichiarazioni di voto se ne possono fare tante, quindi chiederei, se i colleghi sono d'accordo, di procedere a votare il comma 2 e poi chiudiamo la seduta per riprendere i lavori domani mattina. Ci sono ancora consiglieri che intendono intervenire per dichiarazione di voto? Va bene. Allora chiudiamo la seduta. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21.



Allegati seduta

Testo della interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza Granara - Rassu - Milia - Pittalis - Lombardo - Pirastu - Balletto - Businco - Tunis - Licandro - Carloni - Locci - Corda - Liori - Cappai - Piana - Diana sugli effetti dell'applicazione delle norme sulla continuità territoriale.

I sottoscritti,

considerato l'articolo 36 della Legge n. 144 del 1999, con cui si garantisce al popolo sardo il diritto alla continuità territoriale con l'abbattimento delle tariffe sulle tratte con oneri di servizio dagli aeroporti sardi agli scali di Roma e Milano;

verificato che tale provvedimento da sempre atteso comporta, come si poteva immaginare, un incremento notevole del traffico nelle tratte agevolate, a discapito di tutte le altre, tanto che il fattore di carico nei primi due mesi del 2002 è superiore all'80 per cento contro il valore storico medio dell'anno precedente per il 58,2 per cento;

appurato che il numero dei posti offerti dai vettori prima dell'attuazione della citata legge era complessivamente superiore rispetto a quello offerto oggi in regime di monopolio, tanto che si registrano fenomeni continui di overbooking destinati ad accentuarsi nell'alta stagione;

attestato che la concomitanza tra la diminuzione dei posti offerti e l'incremento della domanda sulle tratte assegnate in monopolio già comporta, a distanza di soli due mesi, notevoli difficoltà per i sardi di trovare posto sugli aerei dell'unico vettore, vanificando in gran parte i vantaggi di tale provvedimento;

visto che la Regione autonoma della Sardegna individua il turismo quale settore strategico di sviluppo e che tali disagi andrebbero a penalizzare tale comparto in un momento di grande aspettativa;

preso atto che è prerogativa della Regione autonoma della Sardegna quella di ricercare le soluzioni più opportune che possano meglio soddisfare le esigenze della nostra Isola, suggerendo anche al Governo centrale, in base all'osservazione in loco, quali eventuali modifiche dovessero rendersi necessarie;

constatato che la Sardegna ha bisogno di disporre di un numero superiori di voli per soddisfare una domanda di servizio crescente e che in ambito europeo già sono state adottate formule che non si basano più sul monopolio di tratta, ma sul principio della libera concorrenza del servizio da parte di più compagnie;

atteso che la coesistenza di più vettori, oltre ad assicurare la possibilità di disporre di un numero superiori di voli, garantirebbe altresì più elevati livelli nella qualità del servizio e nella sicurezza,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore competente per conoscere quali iniziative intendano avviare nei confronti del Governo nazionale al fine di valutare se:

1) la continuità territoriale, per non essere considerata come un limite al diritto di mobilità per i cittadini sardi, necessiti di una maggiore offerta di servizi in termini di tratte e di posti offerti;

2) sia il caso di consentire la gestione delle tratte principali ad almeno tre vettori sulla stessa tratta come avviene in Spagna e negli USA;

3) al fine di incrementare il traffico anche dei non residenti, si possa valutare l'opportunità di applicare tariffe pari al valore medio dei posti venduti per ogni singola tratta (yeld = valore medio di vendita dei posti realmente occupati nell'anno di riferimento - 2001 -);

4) debba essere riconosciuto a tutti i vettori aerei, nelle tratte interessate dagli oneri di servizio, un uguale rimborso;

5) sia opportuno rimodellare, anche se in parte, questo provvedimento da anni invocato per evitare che le rotte considerate secondarie possano essere soppresse, per limitare l'intasamento nelle rotte convenzionate, per il mantenimento dei livelli occupazionali. (221)

N. 441/A

Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla medicina sportiva.

Il sottoscritto,

premesso che, ai sensi del D.P.C.M. 29 novembre 2001 "Definizione dei livelli essenziali di assistenza", tutti coloro che praticano attività sportiva sono tenuti interamente al pagamento della visita medico sportiva presso i centri autorizzati;

preso atto che in detta applicazione non appare chiaro il concetto se il sopraindicato onere finanziario debba essere versato per la certificazione o prestazione medica, poiché vi sarebbe tra una prestazione e l'altra una diversità di costi economico - finanziari;

ritenuto che non si può pretendere l'obbligo della visita per tutelare la salute dell'individuo con aggravio di spesa per il cittadino e neppure per le società sportive, quando questo dovrebbe gravare sul Servizio Sanitario Nazionale;

vista la scarsa chiarezza del provvedimento in oggetto, al fine di evitare una cattiva interpretazione e quindi il fatto che a pagare siano sempre i cittadini indifesi,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

- se siano a conoscenza dell'entrata in vigore del presente provvedimento (26 febbraio 2002);

- se non ritengano urgente promuovere e convocare un incontro tra i rispettivi Assessorati, la Presidenza del CONI e i rappresentanti delle ASL per chiarire definitivamente in modo chiaro e inappellabile le procedure da seguire.

Il sottoscritto preannuncia inoltre un emendamento per garantire la copertura finanziaria alla legge in esame in Consiglio regionale qualora ciò si rendesse necessario. (441)

N. 442/A

Interrogazione Fadda - Giagu - Sanna Gian Valerio - Secci - Selis, con richiesta di risposta scritta, sulle preoccupanti dichiarazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi rilasciate a Budapest.

I sottoscritti,

viste le sconcertanti dichiarazioni rilasciate dal Presidente Berlusconi che si è detto pronto a sacrificare la Sardegna e la Basilicata per consentire l'allargamento ad Est nel riparto dei fondi europei;

sentite le dichiarazioni del Presidente della Regione On. Pili rilasciate in occasione del dibattito sulla mozione sul tentativo di accaparramento delle aree industriali e nelle quali veniva demagogicamente espresso che la nostra Isola non sarebbe stata succube del Governo nazionale;

considerate le battaglie che i parlamentari europei, in particolare l'On. Segni, stanno conducendo affinché la nostra Isola rimanga nell'Obiettivo 1 facendo valere in modo specifico l'insularità della Sardegna;

considerato che il Consiglio regionale sta conducendo da tempo una battaglia affinché l'handicap dell'insularità sia riconosciuto come criterio che consenta alla nostra Isola di rimanere nell'Obiettivo 1 e non perdere le ingenti risorse dei fondi europei,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:

1) se queste gravissime dichiarazioni del Presidente Berlusconi siano state concordate con la Giunta regionale;

2) se ciò non fosse avvenuto quali iniziative intenda intraprendere per contrastare questa volontà che si traduce in un incalcolabile danno nei confronti della Sardegna;

3) se non ritiene riferire in Aula su questo gravissimo fatto per concordare le azioni da intraprendere sia per contrastare questo disegno sia per agevolare le iniziative che l'On. Segni sta conducendo affinché la Sardegna rimanga nell'Obiettivo 1 e non perda così migliaia di miliardi di finanziamenti europei. (442)

Interrogazione Ortu, con richiesta di risposta scritta, sulla ennesima violazione del contratto collettivo nazionale di lavoro da parte delle imprese d'appalto dei lavori di pulizia nella ASL n. 8.

Il sottoscritto,

constatato che, per l'ennesima volta, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti di imprese di appalto si trovano per strada a difendere il principio della continuità del lavoro, in occasione della scadenza dello stesso appalto;

preso atto che la ASL n. 8, in violazione dell'articolo 4 del contratto collettivo nazionale di lavoro delle imprese di pulizia, non ha previsto nel capitolato d'appalto la riassunzione dei lavoratori e delle lavoratrici precedentemente impiegati, permettendo in questo modo all'impresa aggiudicataria di presentare l'offerta più vantaggiosa da un punto di vista economico, per la possibilità di ottenere sgravi fiscali e contributivi per nuovi assunti;

considerato che si rischia di creare un precedente pericoloso di palese violazione del contratto collettivo nazionale;

rilevato che a fronte dei 24 lavoratori licenziati l'impresa ne ha assunto 16, aumentando enormemente i carichi di lavoro,

nell'esprimere solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici licenziati, che da giorni presidiano l'Ospedale Oncologico, chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per chiedere:

1) se sia a conoscenza della situazione su citata;

2) quali iniziative abbia assunto, o intenda assumere, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori interessati al fine di ripristinare il rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro. (443)

Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulla urgenza della istituzione nell'isola dell'Asinara di un presidio medico durante tutto l'anno.

Il sottoscritto,

premesso che:

a) da tempo da più parti è stata richiesta l'istituzione nell'isola dell'Asinara di un presidio medico operativo tutto l'anno, poiché anche nel periodo invernale l'isola ospita giornalmente circa 150 lavoratori, impegnati principalmente nei cantieri forestali;

b) di questo problema si era fatta carico anche la Commissione regionale della sanità, che aveva fra l'altro effettuato un sopralluogo nell'isola;

c) nonostante le prese di posizione, le interrogazioni, gli interventi sui mass-media, le firme raccolte dai tanti lavoratori che ivi operano, e quant'altro, a tutt'oggi - dopo che la chiusura dell'ambulatorio avvenuto il 15 ottobre 2001 - l'isola dell'Asinara continua a rimanere senza un medico, anche se i molti lavoratori sono costretti spessissimo a pernottare nell'isola,

chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:

1) per quali motivi dopo il 15 ottobre 2001 non sia stata assicurata nell'isola dell'Asinara la presenza costante di un medico, stante che tutti coloro che a vario titolo vi operano possono avere in qualsiasi momento necessità della assistenza sanitaria in loco e principalmente quando non è possibile il trasferimento al capoluogo;

2) quali passi intenda assumere nei riguardi del direttore generale della ASL n. 1 di Sassari e del Presidente del Comitato provvisorio di gestione dell'Ente parco, affinché la presenza del medico nell'isola venga assicurata per tutto l'anno garantendo l'assistenza sanitaria.

Si rimarca che, stante l'imminente inizio della stagione primaverile ed estiva è necessario senza ulteriori indugi programmare il servizio. (444)

INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata chiusura del centro di smistamento postale di Sassari.

Il sottoscritto,

premesso che il personale delle Poste in Sardegna, e in particolar modo in provincia di Sassari, è costretto ad impressionanti carichi di lavoro per carenza di personale e ad effettuare persino l'orario continuato senza godere di ferie da qualche anno;

preso atto che l'Ente Poste, anziché potenziare gli uffici, ha intenzione di ridimensionare la dotazione organica ritenendo lo stesso personale "in esubero";

avendo appreso che nei programmi dell'Ente Poste risulta la soppressione dell'ufficio lavorazione della corrispondenza nazionale in arrivo e in partenza di Sassari per trasferirlo a Cagliari;

considerato che se detto provvedimento venisse attuato sarebbe in netto contrasto con le stesse direttive economiche europee che prevedono il decentramento per provincia e non l'accentramento;

preso atto che in detto servizio sono attualmente occupate oltre duecento persone sia per il lavoro di smistamento che per la posta prioritaria, non solo per Sassari, ma anche per Nuoro;

ritenuto che tra i tanti operatori vi sono persone anziane, nonché appartenenti alle categorie protette, per i quali sarebbe quasi impossibile questo spostamento della sede di lavoro;

tenuto conto, inoltre, che il territorio della provincia di Sassari è già fortemente penalizzato in altri settori produttivi e quindi non può pagare un ulteriore danno se tutto ciò venisse consumato,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) se sia a conoscenza dei fatti suesposti;

2) se non ritenga con forza di intervenire presso l'Ente Poste S.p.A. per evitare che quanto segnalato venga effettuato;

3) se non ritenga, dopo aver verificato quanto segnalato, di informarmi per tranquillizzare i lavoratori, già provati da provvedimenti restrittivi che l'Ente Poste sta portando avanti in quest'ultimo periodo nell'Isola e in particolar modo in provincia di Sassari. (445)

Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla nuova rete logistica postale in Sardegna.

Il sottoscritto, venuto a conoscenza che:

- è in atto da parte del Ministro competente la realizzazione di un progetto di riorganizzazione della rete logistica postale riguardante la Sardegna ed altre regioni italiane;

- lo stesso progetto prevede la chiusura di Centri operativi postali di Sassari, Nuoro e Oristano con conseguente concentramento dell'operatività su Cagliari;

- di fatto lo stesso crea gravissime disfunzioni di servizio, a danno delle popolazioni delle province interessate;

- il tipo di organizzazione proposta crea gravi discriminazioni tra il personale dipendente, poiché si verrebbero a determinare eccedenze non previste e non collocabili localmente;

- su Cagliari a causa del progetto presentato dovrebbero riversarsi oltre 60 (sessanta) unità in eccedenza;

- quindi le eccedenze che verrebbero a determinarsi sulle altre province difficilmente potrebbero essere assorbite in loco,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti affinché:

- adottino nell'immediato tutte le misure e le iniziative atte ad impedire che i territori delle province interessate subiscano l'ennesimo scippo di infrastrutture e servizi;

- i lavoratori del settore abbiano le opportune garanzie sulla stabilità del posto di lavoro;

- il territorio della nostra provincia non subisca un ulteriore saccheggio di indispensabili servizi. (446)

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