Seduta n.392 del 01/04/1999 

Seduta CCCXCII

Martedì 19 Aprile 1999

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 17 e 15.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 26 marzo 1999 (387), che è approvato.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Riforma della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, concernente: 'Programmi Integrati d'Area'". (509)

(Pervenuto il 15 marzo 1999 ed assegnato alla terza Commissione.)

"Istituzione della riserva naturale denominata 'Torre Columbaria - Torre Foghe'". (512)

(Pervenuto il 17 marzo 1999 ed assegnato alla quinta Commissione.)

"Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna attraverso il sostegno alla creazione ed al funzionamento di fondazioni a carattere culturale". (514)

(Pervenuto il 1° aprile 1999 ed assegnato alla ottava Commissione.)

"Integrazioni alle LL.RR. n. 3 del 1989 e n. 46 del 1993 a sostegno delle attività delle organizzazioni di volontariato operanti nella protezione civile". (515)

(Pervenuto il 1° aprile 1999 ed assegnato alla quinta Commissione.)

"Investimenti di opere di carattere permanente e disposizioni varie". (516)

(Pervenuto il 14 aprile 1999 ed assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri DIANA - MARROCU - OBINO - CUGINI - BERRIA - GHIRRA - DETTORI Ivana - USAI Pietro - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - FALCONI - FOIS Paolo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - ZUCCA: "Tutela delle specie forestali arboree ed arbustive indigene e naturalizzate della Sardegna. Disciplina della produzione e della vendita di materiale forestale destinato ai rimboschimenti". (507)

(Pervenuta il 10 marzo 1999 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Dai consiglieri PETRINI - BALIA - MANCHINU: "Norme in materia di associazioni culturali". (508)

(Pervenuta il 16 marzo 1999 ed assegnato alla seconda Commissione.)

Dai consiglieri FOIS Paolo - PIRASTU - MARTEDDU - OPPIA - BOERO - CADONI - CHERCHI - DEGORTES - FANTOLA - FLORIS - GHIRRA - LORENZONI - BONESU: "Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (Co.re.com.)". (510)

(Pervenuta il 16 marzo 1999 ed assegnata alla seconda Commissione.)

Dal consigliere VASSALLO: "Integrazione delle norme in materia di valutazione di impatto ambientale". (511)

(Pervenuta il 16 marzo 1999 ed assegnata alla terza Commissione.)

Dai consiglieri MANCHINU - BALIA: "Istituzione del Servizio di assistenza infermieristica nelle Aziende sanitarie locali e ospedaliere della Regione autonoma della Sardegna". (513)

(Pervenuta il 19 marzo 1999 ed assegnata alla settima Commissione.)

Dal consigliere BONESU: "Modifica della legge regionale 15 aprile 1999, n. 10 (Bandiera della Regione)". (517)

(Pervenuta il 19 aprile 1999 ed assegnata alla prima Commissione.)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver ricevuto in data 15 aprile 1999 la seguente comunicazione: "La presente per comunicarle, che il sottoscritto Alberto Manchinu non più facendo parte del Gruppo Federazione Socialisti Democratici in Consiglio regionale, ha aderito alla formazione politica Socialisti Democratici Italiani. Distinti saluti".

Comunico di aver ricevuto in data 8 aprile 1999 la seguente comunicazione: "Il sottoscritto Giuseppe La Rosa consigliere regionale dichiara di aderire al Gruppo denominato Federazione dei Socialisti e dei Democratici Progressisti Sardegna, a far data dal 1° aprile, ultimo scorso. Distinti saluti."

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FRAU, Segretario f.f.:

"Interrogazione SCHIRRU - SANNA Salvatore, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso di selezione per l'assunzione di due custodi all'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda per il cantiere di Villasalto". (1281)

"Interrogazione TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sul non efficiente servizio marittimo notturno Carloforte-Calasetta effettuato dalla Società di navigazione Delcomar". (1282)

"Interrogazione BOERO, con richiesta di risposta scritta, sul Banco di Sardegna nella vicenda Banca Popolare di Sassari". (1283)

"Interrogazione BOERO, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione del Banco di Sardegna dai benefici di cui all'articolo 4 della Legge n. 218 del 20 luglio 1990". (1284)

"Interrogazione RANDACCIO, con richiesta di risposta scritta, sui problemi relativi alla mancanza di una sede dell'AIMA nel territorio regionale". (1285)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di acquisto di un'autoambulanza-centro mobile di rianimazione, da parte dell'associazione intercomunale AVIS di Burgos-Esporlatu". (1286)

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione dei traghetti veloci nella tratta Genova-Porto Torres". (1287)

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione venutasi a creare nella VII Comunità Montana 'Goceano' a seguito della modifica della legge regionale n. 25 del 1993". (1288)

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sul servizio postale in Sardegna". (1289)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FRAU, Segretario f.f.:

"Interpellanza TUNIS Gianfranco sulla preoccupazione, tra gli addetti del comparto industriale dell'alluminio di Portovesme, per il ventilato disimpegno della società Alcoa". (540)

"Interpellanza BIANCAREDDU sullo stato di calamità naturale causato da eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di dicembre 1998 e sul mancato risarcimento dei danni subiti dai privati". (541)

"Interpellanza BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sulla nomina dei direttori generali dell'E.R.S.A.T. e dell'E.A.F.". (542)

"Interpellanza BALLETTO - PITTALIS - LOMBARDO sulla situazione venutasi a creare in ordine all'utilizzo delle risorse finanziarie messe a disposizione del Commissario delle acque per la gestione dell'emergenza idrica del 1995". (543)

"Interpellanza TUNIS Marco Fabrizio sul mancato utilizzo dell'istituto della mobilità dei dirigenti medici di I livello da parte dell'Azienda Sanitaria Locale n. 8 e dell'Azienda Ospedaliera Brotzu". (544)

"Interpellanza TUNIS Marco Fabrizio sul mancato recepimento da parte della Regione autonoma della Sardegna del D. Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, e della mancata erogazione degli stanziamenti a beneficio delle Ferrovie Meridionali Sarde previsti nella legge regionale n. 1 del 1999 (legge finanziaria)". (545)

"Interpellanza VASSALLO sulla situazione creatasi a seguito dell'ordinanza di sgombero intimata ai pastori di Escalaplano". (546)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FRAU, Segretario f.f.:

"Mozione TUNIS Marco Fabrizio - PITTALIS - SERRENTI - LOCCI - FLORIS - GIORDO - LOMBARDO sull'istituzione del servizio geologico regionale". (182)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge rinviata dal Governo il 16 novembre 1998 "norme varie sul personale regionale e sui compensi per i consiglieri degli organi collegiali operanti presso le amministrazioni e gli enti regionali, sullo svolgimento dei concorsi per l'assunzione degli impieghi regionali". Relatore il consigliere Sanna Salvatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine del giorno, il consigliere Montis. Ne ha facoltà.

MONTIS (Gruppo Misto). Presidente, noi siamo al ventiseiesimo giorno dei bombardamenti nella Repubblica Serba.

Abbiamo presentato una mozione firmata dal sottoscritto, Concas, Balia, Manchinu, La Rosa, Diana, Aresu eccetera. Abbiamo sospeso nella nobilissima intenzione di trovare una posizione unitaria del Consiglio regionale, credo che fosse anche giusto; abbiamo assemblato un ordine del giorno che ci sembrava poi rispondesse anche ad alcune proposte, ad alcuni orientamenti di diverse parti politiche. Non abbiamo avuto risposta, io non so, non sono molto bravo ad andare in giro a cercare consensi o a trovare altre modalità; per cui chiederei che, compatibilmente con lo svolgimento dei lavori di questa seduta, fosse messa in votazione questa mozione.

Vorrei sottolineare, signor Presidente, un'altra cosa - se mi è consentito un minuto solo - giovedì 15 aprile il Ministro della difesa italiano, in un incontro col suo collega statunitense a Washington, ha sottolineato la nostra lealtà alla NATO riferendo anche i dati del contributo dato alla causa comune per i bombardamenti alla Serbia.

Oltre 400 aerei, su un totale di 463 impiegati, decollano dalle basi della Penisola. L'Italia contribuisce inoltre con 42 aerei militari, unità navali e 7500 soldati inviati nei vari paesi dei Balcani. Tutto questo non basta. Ora gli aeroporti sardi stanno per ospitare, si fa per dire, altri 80 bombardieri USA, come al solito, quando si estendono gli impegni militari logistici, la Sardegna ne paga le spese, così fu per l'Iraq.

Non i fedelissimi greci, ungheresi, francesi e tedeschi, il loro territorio è immune; il territorio dell'Italia e della Sardegna viene impiegato e coinvolto in un conflitto lontano e terribile. Chiediamo al Governo della Regione e al suo Presidente di sentire queste accorate parole affinché intervenga per evitare almeno una volta, di concorrere a mantenere e ad estendere episodi gravi della guerra in corso.

Sull'incompatibilità fra candidature alle prossime elezioni e le cariche di Presidente del Consiglio e di Assessore

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Presidente abbiamo appreso dagli organi di stampa che lei è stato candidato dalla coalizione del centro sinistra alla Presidenza della futura Giunta regionale. La cosa credo fosse già nell'aria, però adesso riveste una veste di ufficialità; noi ce lo aspettavamo, ci fa piacere, lo abbiamo dedotto anche dalle sue varie prese di posizione sulla stampa, più o meno opportune negli anni passati. Adesso però la cosa è diventata nota ed ufficiale; lei riveste contestualmente la carica di Presidente del Consiglio, quindi Presidente del massimo consesso legislativo dei sardi, organo non esecutivo e, quindi, a mio modesto avviso, mi pare poco opportuno, dal punto di vista di una deontologia politica, che il Presidente di una Assemblea legislativa, candidato per una parte politica possa essere garante di una neutralità finora almeno apparente che però non lo può più essere. Non si può fare campagna elettorale contro una parte dei sardi, ed essere Presidente di una Assemblea che rappresenta tutti i sardi.

Quindi, io non voglio fare filosofia, perché ci sono tante cose da dire. Io le chiedo, dal mio modesto punto di consigliere regionale, di valutare l'opportunità di fare una scelta già da ora, perché il Consiglio regionale rimane in carica fino all'insediamento del prossimo e ci sono argomenti importanti da trattare, delle proposte di legge e dei disegni di legge e noi vogliamo avere la serenità, credo tutti i sardi, di avere un Presidente che sia garante di tutti i consiglieri e che non faccia qui dentro il Presidente dell'Assemblea e fuori faccia campagna elettorale per una parte. Quindi, valuti lei l'opportunità di fare una scelta già adesso di chiarezza, in modo tale che i lavori del Consiglio non abbiamo e non vi possa essere il sospetto che il Presidente possa dare interpretazioni di parte, vista la sua collocazione ormai nota a tutti.

Quindi, Presidente, le chiedo se è ancora intenzionato, come credo lo sia, ad essere il candidato alla Presidenza della Giunta, si dimetta da Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Biancareddu, naturalmente mediterò sulle sue riflessioni. Però, debbo dire due cose: Primo, il Presidente del Consiglio, chiunque sia, per Regolamento e sempre sin quando il Regolamento rimane quello che è, così come è stato in tutti questi anni, aderisce sempre ad un Gruppo, forse in prospettiva bisognerà valutare se affrancare il futuro Presidente da questo adempimento, però a me il Regolamento ha chiesto di aderire ad un Gruppo, e io coerentemente ho aderito al Gruppo che mi ha espresso. Non di meno in quest'Aula, senza dimenticare la mia appartenenza, ho cercato col massimo di buona volontà e di dialogo con tutte le forze politiche, dialogo che le forze politiche e sostegno che le forze politiche non mi hanno fatto mai mancare di essere sopra le parti; l'appartenenza ad un Gruppo o ad una coalizione non deve togliere nulla quando uno siede in questo banco, non deve togliere nulla allo sforzo di imparzialità, di obiettività e di rigore.

Il nostro Regolamento peraltro è pari, ed è mutuato dai regolamenti della Camera del Senato, il Presidente della Camera e del Senato partecipano ai Gruppi, sono parte dei Gruppi, ma nell'esercizio delle nostre funzioni e delle mie funzioni devo essere al di sopra delle parti.

Seconda considerazione: Quando verranno banditi i comizi farò una riflessione su questi problemi, comunque eserciterò nella misura più adeguata possibile, più obiettiva possibile le mie funzioni chiamando in questo, più che nel passato, i colleghi Zucca e Milia a surrogarmi e a sostenermi in questa funzione. Però, so che quando i Presidenti Zucca e Milia presiedono non sono neanche essi espressione di parte ma espressione della coalizione dell'Assemblea, e l'uno e l'altro hanno sempre garantito il massimo di correttezza e il massimo di obiettività.

Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Presidente, intanto il collega Montis ha posto un problema che credo merita una qualche risposta; credo che dovremmo trovare lo spazio stasera o domani per riprendere in mano l'ordine del giorno che riguarda una presa di posizione del Consiglio regionale della Sardegna sui problemi della guerra, posto che tra l'altro anche nostri concittadini già da queste ore sono impegnati nelle operazioni umanitarie in Albania; quindi, una qualche voce del Consiglio regionale occorrerà farla. Propongo al collega Montis che si trovi lo spazio, stasera o domani mattina, per riprendere il filo di un ordine del giorno che avevamo concorso a stilare per poter partecipare come Assemblea sarda a questo argomento.

Poi, se mi consente Presidente, per evitare che si pensi che le osservazioni dell'onorevole Biancareddu siano patrimonio di tutto il Consiglio regionale se noi stessimo zitti, io prendo atto delle sue considerazioni ispirate a notevole equilibrio per l'oggi e per il domani, però, il collega Biancareddu, che sicuramente in questo momento avverte su di sé tutto il peso di aver concorso alla scelta del candidato alla Presidenza della Giunta del Polo delle Libertà o di quello che si dice va anche oltre il Polo, io auspico che questi buoni consigli e soprattutto qualche voto lo dia anche al candidato della sua parte e che lo inviti eventualmente a dimettersi da sindaco di Iglesias, posto che è sindaco di Iglesias per tutti e non solo per una parte.

PRESIDENTE. Mentre, mi farete sapere, auspico che il confronto tra le forze politiche possa pervenire alla definizione di un provvedimento più unitario possibile sui problemi del Kosovo e della guerra, la Presidenza attende che i Gruppi segnalino la convergenza, se no, in ogni caso, una mancata convergenza mi porterà a mettere all'ordine del giorno in un momento successivo, nel corso della tornata, i provvedimenti già presentati, ma l'auspicio è che questo confronto porti ad esito positivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, io non sarei voluto intervenire dopo il batti e ribatti fra lei e il consigliere Biancareddu, ma l'intervento del consigliere Marteddu apre praticamente un dibattito.

Mi sembra che la questione della sua candidatura a Presidente della Giunta sia stata drammatizzata. Ricordo che la designazione a Presidente non ha praticamente nessun effetto giuridico; quanto agli effetti politici vedranno gli elettori, per cui mi sembra che la sua posizione sia identica a quella di tutti i consiglieri regionali che intendono a candidarsi.

Col che le faccio gli auguri dell'elezione a consigliere e la invito a sottovalutare un pochino di più anche lei la candidatura a Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Per la verità la risposta che lei ha dato al collega Biancareddu, debbo dire è stata serena e pacata; non mi pare che altrettanta serenità sussista negli interventi dei colleghi Marteddu e Cugini. Lo so che c'è motivo di preoccupazione per loro, ce ne rendiamo perfettamente conto, saranno poi i sardi a scegliere in assoluta libertà; essi sapranno scegliere chi ha truccato le carte e chi invece si propone con un progetto serio e legittimo.

Il problema che ha sollevato il collega Biancareddu per la verità andrebbe legittimamente posto a coloro che siedono nei banchi della Giunta, perché noi inizieremo da domani, dai banchi della opposizione, una campagna contro quegli Assessori tecnici e non tecnici che si presenteranno al giudizio degli elettori. Perché? Perché tra di loro sicuramente io auspico che non ci sia nessuno che si ricandidi, sarebbe una bella prova sottoporre il loro operato al giudizio dei sardi, ma sarebbe anche una grave violazione di un deliberato consiliare che invitava i consiglieri Assessori e gli Assessori tecnici a dichiarare la loro volontà e a dimettersi almeno sei mesi prima della competizione elettorale. Questo non è avvenuto e noi sappiamo, perché ne parla la stampa, che molti degli Assessori pare abbiano in animo questo.

Noi non lo consentiremo perché non consentiremo che si faccia una campagna elettorale con le auto della Regione, con i telefoni della Regione, con le risorse pubbliche. Noi non consentiremo, signori Assessori, che continuiate a fare in campagna elettorale clientela. Allora, staremo a vedere e attenderemo le determinazioni sapendo che eserciteremo un sindacato come non mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Signor Presidente, io ho apprezzato la sua risposta, ma apprezzare non significa condividere, ho apprezzato il tono, la pacatezza e anche parte degli argomenti. Io la invito a svolgere come sempre la funzione di Presidente, aggiungo e ricordo ai colleghi che lei mai ha votato in quest'aula sui provvedimenti importanti. Si è sempre astenuto proprio per svolgere una funzione e un ruolo da arbitro che mi pare sia stato sempre, almeno sui testi delle leggi, riconosciuto da tutti.

Voglio aggiungere che se dovesse essere accolta la estemporanea proposta di Biancareddu, anche i colleghi Zucca e Milia sono proposti sino a questo momento come candidati nei rispettivi partiti e, quindi, si troverebbero nella stessa situazione. Se c'è da parte del collega Biancareddu la volontà di interrompere i lavori del Consiglio è bene che lo dica, così tutti lo capiscono anche i signori che sono venuti per sentire e conoscere le diverse posizioni sulle leggi in discussione.

Quindi, sono d'accordo con le indicazioni e l'intervento del collega Marteddu e anche con la sottolineatura che ha fatto il collega Bonesu. Mentre al collega Pittalis voglio ricordare che è bene non festeggiare prima del risultato elettorale.

PITTALIS (F.I.). Quello lo ha fatto Veltroni ieri, caro Cugini.

CUGINI (Progr. Fed.). E` bene non festeggiare prima del risultato elettorale!

Io non ho citato chi ha festeggiato; Veltroni non ha richiesto le elezioni anticipate ieri sera alla televisione. Quando il cavaliere ieri ha festeggiato e ha aperto la compagna elettorale poi si è dovuto ricredere quindi, collega Pittalis la invito ad essere prudente perché conoscendola e sapendo qual è la sua posizione, anche per quanto riguarda il candidato a presidente, la invito a non festeggiare prima, perché il festeggiamento potrebbe essere sospetto nel suo caso.

PITTALIS (F.I.). Lei sa che è ottima la mia considerazione sul candidato.

PRESIDENTE. Se vogliamo tenere il dibattito elettorale al di fuori di quest'aula e lasciare rispettare la dimensione istituzionale del nostro lavoro, credo che date a tutti la possibilità di esprimere il proprio parere poi dovremo andare avanti.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Molto brevemente perché credo che sia opportuno iniziare questa campagna elettorale con un po' più di serenità.

Io credo che maggioranza e opposizione avranno di che dire presentandosi agli elettori, però utilizzare questi strumenti credo che non sia utile. Credo che ci sia da parte di tutti i consiglieri regionali un senso di responsabilità nell'utilizzo degli strumenti che hanno a disposizione. E' come se noi dovessimo dire al sindaco Pili di dimettersi perché addirittura la sua carica è incompatibile con quella di consigliere regionale. Non è giusto e non è corretto. Egli deve fare la sua campagna elettorale e per utilizzare gli strumenti. Se noi, come classe politica, vogliamo dare un'immagine, mentre per noi non è incompatibile la carica di assessore con quella di consigliere regionale, lo è per il sindaco Pili. Però è giusto che lui rimanga al suo posto; io sono sicuro che condurrà una campagna elettorale seria e corretta, e l'invito che io voglio fare, senza che si vada a cercare chi utilizza strumenti e mezzi, è che davvero vi sia un senso di responsabilità da parte di tutti i consiglieri regionali nel cercare di presentarsi agli elettorali per quello che la maggioranza ha fatto e per quello che l'opposizione ha fatto.

Le altre cose credo che non servano a nessuno e crediamo che tutti comunque rispetteranno la legge.

Discussione della legge regionale 15 ottobre 1998: "Norme varie sul personale regionale, sui compensi per i componenti degli organi collegiali operanti presso l'Amministrazione e gli enti regionali e sullo svolgimento dei concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali", rinviata dal Governo (CCCVIII/parte prima)

PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore, relatore della legge rinviata a cui ho fatto riferimento prima, la legge numero 308/Parte II.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.), relatore. Presidente, prima di rimettermi alla relazione scritta anche per una questione di brevità ed anche perché i colleghi conoscono bene l'argomento, voglio ricordare all'Aula che la prima Commissione ha deciso nella seduta del 29 gennaio 1999 di riaffrontare la legge rinviata numero 27, scindendo questa legge in due parti, più precisamente l'articolo 1 come provvedimento a se stante, ed è il provvedimento che ci accingiamo ad esaminare adesso, e i restanti articoli con la riapprovazione dello schema originario, naturalmente accogliendo tutti i rilievi che a suo tempo il Governo aveva fatto sui diversi articoli.

Per quanto riguarda l'articolo 1, in particolare, voglio ricordare ai colleghi che l'articolo 1 venne introdotto a seguito della presentazione di un emendamento da parte della prima Commissione durante la discussione relativa alla legge "31", che in un qualche modo raccoglieva diversi emendamenti che erano stati presentati e che riguardavano tutti quanti il problema della mobilità verticale che, anziché essere affrontato e risolto con un provvedimento organico, si cercava di risolvere con emendamenti separati, qualifica per qualifica.

Si decise allora di presentare un unico emendamento riassuntivo e riepilogativo che poi si trasformò in articolo 1 della legge numero 27. Naturalmente trattandosi di un emendamento nel provvedimento non vi era traccia di motivazioni che avevano indotto il Consiglio ad adottare questo provvedimento, questo è stato uno dei punti sul quale il Governo ha fatto delle osservazioni e peraltro noi non avevamo nessuna possibilità di fornire spiegazioni in tal senso perché non c'era traccia neanche in relazione di ciò.

La motivazione allora partiva dalla presa della consapevolezza che vi era una disparità da sanare, perché i vecchi istituti contrattuali della mobilità verticale vennero applicati negli anni passati a tutto il personale che era stato assunto dalla Regione entro il 31 dicembre 1987, mentre invece non si applicò per scelta a tutto il personale che aveva preso servizio dopo il 31 dicembre 1987.

Quindi, questa esclusione sostanzialmente essendo stato abbandonato questo strumento per la progressione di carriera, l'abbandono di questo strumento dicevo ha prodotto di fatto una serie di disparità che l'articolo 1 della legge rinviata numero 27 cercava di affrontare e di risolvere. Quindi questa era la motivazione di base e questa è la motivazione che ci ha indotto senza modificare nulla a riproporre allo stesso modo, senza correggere nulla, l'articolo 1, fornendo però naturalmente in aggiunta nella relazione di accompagnamento a questa proposta tutte le risposte che in un qualche modo possano servire a rimuovere i rilievi del governo. Quindi concludendo, per le motivazioni tecnico-giuridiche faccio richiamo alla relazione scritta di accompagnamento e chiudo ricordando appunto che il testo dell'articolo 1 porta come modificazione il titolo che adesso è "Reinquadramento di personale dell'Amministrazione degli enti regionali che non ha usufruito della mobilità verticale" e per il resto è stato riproposto e riapprovato dalla commissione a maggioranza esattamente come l'avevamo scritto nella legge rinviata numero 27.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, l'articolo che stiamo esaminando riprende sostanzialmente una materia su cui a suo tempo, quando era stato discusso per la prima volta in quest'Aula, avevo espresso il mio personale fermo dissenso; questo dissenso rimane ancora più vivo oggi nel momento in cui, con la legge 13 novembre 1998 numero 31, che reca appunto "Norme sulla disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione" nel rispetto dei principi di riforma del pubblico impiego che sono stati impiego che sono stati posti dalla legge numero 421 del 1992, legge che disponeva in via generale un'organica regolamentazione delle modalità di accesso e di progressione negli impieghi. Quando a suo tempo è stata approvata questa legge che il Governo ha rinviato, la legge numero 31, della quale ho appena detto, non era ancora una legge, non era ancora vigente.

Oggi, se è possibile, le contraddizioni che avevo rilevato a suo tempo sono ancora più evidenti, infatti mi pare che questo articolo contraddica i principi fondamentali della "31"; contraddice innanzitutto il principio dell'articolo 58, al comma 1°, laddove si dice che la contrattazione collettiva per il personale dell'amministrazione degli enti è regionale o integrativa e che si svolge - questo lo voglio sottolineare - su tutte le materie relative al rapporto di lavoro e alle relazioni sindacali.

Ritengo che l'ordinamento professionale ricada sicuramente tra le materie relative al rapporto di lavoro e che quindi debba essere regolato dalla contrattazione collettiva. Ma se ciò non bastasse, lo stesso articolo 2 della legge numero 31 ribadisce che eventuali leggi regionali - e questa sarebbe una di quelle - che introducano discipline del rapporto di lavoro dei dipendenti dell'amministrazione e degli enti possano essere derogate da successivi contratti collettivi. Quindi, paradossalmente, in questa circostanza, potremmo trovarci, anche se si tratta solo di una pura interpretazione o possibilità teorica, di fronte ad una legge che il prossimo contratto potrebbe rendere inutile, nulla. Non solo, ma sempre il comma 4 dell'articolo 2 recita che si può derogare soltanto al fine di tutelare interessi generali.

Ora a me non pare che questa norma della quale stiamo parlando rientri tra le riserve di legge di cui al comma 4 dell'articolo 2 che riserva, appunto, la riserva, scusando il bisticcio di parole, al governo delle emergenze e quindi alla tutela di interessi generali. L'ordinamento professionale, tra l'altro, non ricade neppure tra le materie riservate alla legge, di cui si parla all'articolo 2 comma 2, dove si dice che alla legge sono demandate alcune materie che sono elencate, tra di esse non c'è l'ordinamento professionale.

A maggior sostegno di queste mie riflessioni, voglio altresì ricordare che questo Consiglio regionale, con l'ordine del giorno numero 116 del 7 ottobre 1998, aveva impegnato la Giunta ad accorpare le attuali otto qualifiche funzionali in un più limitato numero di categorie, a prevedere che i passaggi ad un livello superiore avvengano sulla base di un'accertata acquisizione di maggiore professionalità e infine a sanare le disparità e gli equilibri presenti nell'attuale inquadramento del personale, anche in conseguenza delle modalità di attuazione dell'istituto della mobilità verticale.

La Giunta regionale ha già dato una sua risposta a quest'ordine del giorno con la delibera numero 1816 del 30 marzo scorso nella quale, presentando gli indirizzi al Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione sarda, si prevedeva che la Giunta assuma i primi due ordini del giorno (cioè quello di cui ho detto ed altri due dei quali in questo momento ci interessa di meno) quali atti di indirizzo per la contrattazione, quindi ha già fatto propri, quali atti di indirizzo della contrattazione, i principi che erano espressi nell'ordine del giorno. Dal che si desume che questo articolo primo potrebbe essere facilmente rimandato alla contrattazione, cadendo anche le perplessità che originariamente avevano posto l'esigenza di scrivere questo articolo 1 dal momento che la Giunta ha già comunque dato risposta a questa esigenza del Consiglio.

Sulla base di queste osservazioni, non mi resta che ribadire che le ragioni complessive di opportunità mi impediscono personalmente di approvare questo articolo unico, fermo restando tuttavia che la Giunta regionale, non fosse altro per il mio dissenso, non ha raggiunto al proprio interno una posizione univoca sull'argomento e che pertanto, su questa materia, si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Masala e onorevole Macciotta, l'intervento dell'assessore Loddo chiudeva la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per un chiarimento.

MASALA (A.N.). Grazie Presidente, non avevo capito che dovesse chiudere la discussione generale con l'intervento dell'Assessore però, a prescindere dalla collocazione che viene data all'intervento dell'Assessore, debbo rilevare una contraddizione politica. Da un lato, c'è la relazione del presidente della Commissione, esponente della maggioranza, che è a sostegno della legge in discussione; dall'altro c'è l'intervento dell'Assessore che, indipendentemente dalla conclusione che egli ha fatto di rimettersi alla volontà dell'Aula, ha dichiarato di essere contrario a questa proposta di legge!

Quindi c'è una netta divaricazione tra maggioranza e Giunta. Secondo me l'Assessore non se la può cavare dicendo "mi rimetto all'Aula", dev'essere consequenziale! Se c'è un provvedimento che la Giunta non approva, o l'Assessore ha parlato a titolo personale, ed allora d'accordo; se invece ha parlato a nome della Giunta, come pare che abbia parlato, in quanto ha rivendicato alla Giunta l'adempimento di quanto il Consiglio aveva incaricato di fare attraverso l'ordine del giorno, se l'Assessore afferma che la Giunta ritiene di aver già esaustivamente risposto a questo problema sollevato dall'articolo, non è un'opinione personale, ma è un'opinione della Giunta.

Su questo punto, gradirei che la Giunta chiarisse esattamente la sua posizione, perché se la Giunta ha un'opinione diversa da quella della maggioranza, che tragga le conseguenze.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per un chiarimento.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). In questa Assemblea intendo riconfermare l'opinione già espressa quando abbiamo discusso per la prima volta questa proposta di legge che allora faceva parte organica, come primo articolo, della proposta di legge complessiva; non ripeterò le motivazioni che esposi allora, in quella occasione, soprattutto anche dopo le argomentazioni riportate stasera dall'Assessore.

Volevo soltanto riconfermare il mio voto contrario a questa proposta di legge ed agli emendamenti ad essa collegati, che vedemmo a suo tempo, perché in questo momento stravolgono quella che è la legge che questa Assemblea ha voluto fosse una legge di principi - mi riferisco alla legge regionale 31 del '98 - per motivi che, mi dispiace dirlo, in questo momento attengono ad una probabile maggioranza in questo Consiglio che rappresenta una maggioranza trasversale, senza separazioni tra maggioranza ed opposizione attuale, ma che mi pare risponda a criteri esclusivamente di tutela di categorie che sarebbero meglio tutelate, come la legge prevede, in sede di contratto.

Siccome non è stata tolta una virgola da quanto detto la prima volta nell'illustrazione di questa legge rispetto alle argomentazioni che poi il Governo ha portato, penso che si illuda anche coloro che si vorrebbero favorire perché, in questo modo, questa legge sarà - a mio avviso - ulteriormente respinta dal Governo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Credo di aver già detto nel mio intervento, ribadendolo in introduzione e in chiusura di esso, che la posizione che esprimevo era personale.

Ho detto per due volte il mio personale dissenso intorno a questa norma. Ho voluto tuttavia offrire a quest'Aula alcuni argomenti di riflessione - nel caso in cui quest'Aula avesse voluto tenerli in considerazione - per poter meglio approfondire la norma che stiamo verificando.

Tuttavia, ribadisco che si tratta di una opinione assolutamente personale, che non è stata fatta propria dalla Giunta ed ho quindi concluso doverosamente il mio intervento dicendo che, poiché si trattava di una opinione personale e poiché nella Giunta non è stata raggiunta una unanimità di vedute su questo argomento - non fosse altro per il mio personale dissenso - non potevo che rimettermi all'Aula a nome della Giunta.

Quindi, non credo che vi siano posizioni di discrasia tra quanto ho detto a titolo personale e quanto ho detto a nome e per conto della Giunta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura del titolo.

LA ROSA, Segretario:

Titolo

Reinquadramento di personale dell'Amministrazione e degli enti regionali che non ha usufruito della mobilità verticale

PRESIDENTE. Al titolo è stato presentato l'emendamento 7. Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario:



Presidenza del Vicepresidente Zucca

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento.

MASALA (A.N.). Do per illustrato l'emendamento, però debbo fare una precisazione. L'emendamento è sostitutivo perché intende sostituire l'intero articolo 1, anche se presentato come aggiuntivo, e va soppressa la frase "Aggiungere dopo fine rapporto norme in materia di personale e reinquadramento di personale posto sotto l'articolo 1". Per cui il testo rimane invariato, però immediatamente dopo il titolo corrispondente all'articolo. Va anche precisato che poi, nella lettera E), che è errato, "sia in possesso - alla data di approvazione della presente legge" e non "dalla data...".

PRESIDENTE. Quindi, se ho ben capito, il titolo rimane tale e quale, mentre questo, che era presentato originariamente come emendamento aggiuntivo al titolo, diventa sostitutivo totale dell'articolo 1.

Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

LA ROSA, Segretario:

Art. 1

Reinquadramento di personale che non ha usufruito della mobilità verticale

1. E' reinquadrato nella qualifica immediatamente superiore, con decorrenza giuridica dal 1° gennaio 1998, il personale dell'Amministrazione e degli enti regionali che si trovi nelle seguenti condizioni:

a) sia inquadrato in qualifica funzionale inferiore all'ottava tra quelle previste dalla legge regionale 15 gennaio 1986, n. 6;

b) non abbia fruito delle norme di speciale inquadramento, dei procedimenti di mobilità verticale o dei concorsi interni per titoli previsti dagli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge regionale 5 giugno 1989, n. 24;

c) sia stato inquadrato nella qualifica attualmente rivestita a seguito di concorso, ovvero in attuazione dell'articolo 14 della legge regionale 12 gennaio 1982, n. 2, ed abbia un'anzianità di servizio di almeno tre anni nella medesima;

d) sia in possesso, alla data di entrata in vigore della presente legge, del titolo di studio e dell'anzianità di servizio previsti dall'articolo 1 della legge regionale n. 24 del 1989 per il transito alla qualifica funzionale immediatamente superiore.

2. Il reinquadramento di cui al comma 1 è esteso altresì al personale dei ruoli speciali ad esaurimento istituiti dalla legge regionale 21 gennaio 1986, n. 13, e dalla legge regionale 29 gennaio 1990, n. 4, che sia in possesso dei requisiti di cui alle lettere a), b) e d) del medesimo comma.

3. In esito alle operazioni di reinquadramento, le dotazioni organiche del personale di ruolo dell'Amministrazione e degli enti e del personale di cui al comma 2 sono rideterminate, con decreto dell'Assessore competente in materia di personale o, per il personale degli enti, con deliberazione del rispettivo consiglio di amministrazione, mediante soppressione, in ciascuna qualifica, dei posti lasciati liberi dal personale reinquadrato nella qualifica superiore e contestuale istituzione, nella medesima qualifica, dei posti occorrenti per il reinquadramento del personale proveniente dalla qualifica inferiore.

4. Fino a diversa disciplina che, nei limiti delle risorse riservate alla contrattazione dal bilancio regionale, sarà definita dal primo contratto collettivo regionale, il personale reinquadrato ai sensi del presente articolo conserva le mansioni attualmente svolte ed il trattamento economico della qualifica di provenienza.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati dieci emendamenti, ai quali va aggiunto l'emendamento appena illustrato.

Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario :













PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tunis per illustrare l'emendamento numero 1.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri di un'Aula non molto attenta; purtroppo ci avviamo all'epilogo della legislatura, quindi i ragionamenti di tipo elettorale prevalgono su quelli istituzionali. Pur tuttavia, signor Presidente del Consiglio, debbo specificare e puntualizzare alcuni aspetti.

Il Presidente della Commissione (e mi riallaccio alle sue parole) ha fatto riferimento al fatto che questa legge è onnicomprensiva di tutte le proposte di legge presentate dai consiglieri della Giunta in materia di mobilità, in materia di inquadramento del personale, che non avevano usufruito di precedente mobilità e che quindi potevano trovare una sanatoria.

Personalmente, signor Presidente del Consiglio, prima dell'intervento, vorrei chiedere di incaricare gli uffici per vedere (perché non ricordo a memoria) se in Commissione prima ci sia una proposta di legge, primo firmatario Tunis Marco Fabrizio, che preveda un inquadramento di personale nelle qualifiche superiori per mobilità. Nel qual caso, le chiedo, signor Presidente, che venga inserita insieme a tutte le altre in modo che poi, come coordinamento finale, debba essere trascritto anche questo aspetto.

Ricordo che in Commissione, prima, quando nei primi 30 mesi partecipavo anch'io come vice Presidente, era iniziata la discussione; non ricordo il numero, per cui eventualmente, è solo per una questione tecnica, chiedo di volerla inserire perché, guardando il frontespizio di questa legge regionale rinviata, a sinistra, vediamo alcuni numeretti: 27, 249, 438, 440, 442. Ora, non ricordando a memoria quale poteva essere la mia, chiedevo di voler inserire anche quella a compendio di tutte le altre che sono state eventualmente citate.

Detto questo, che è un aspetto prevalentemente tecnico, voglio entrare nello specifico dell'emendamento presentato.

Signor Presidente, signor assessore al personale, signori colleghi; il testo predisposto dalla Commissione sulla legge regionale 15 ottobre '98, rinviata dal Governo il 16 novembre del 1998, avente per oggetto norme varie sul personale regionale, sui compensi per i componenti degli organi collegiali operanti presso l'amministrazione e gli enti regionali sullo svolgimento dei concorsi, nasconde un escamotage: è la riproposta integrale dell'emendamento numero 43 al testo unificato delle proposte di legge 27 e disegno di legge 438 - 442A già portato in Aula che, per decisione dell'Assemblea, è stato rimandato in Commissione per una sua rivalutazione.

Come dicono i napoletani: "Tutto è tornato com'era allo status quo", cioè tutto è tornato come prima. Infatti detto emendamento, nel prevedere un processo di mobilità verticale esteso sia a ricomprendere personale recentemente assunto almeno da tre anni dall'Amministrazione regionale, non ha ricompreso, escludendolo, il personale che pur avendo usufruito della mobilità verticale di cui alla legge regionale 5 giugno 1989 numero 24, alla data di riferimento per l'applicazione della stessa, 1 gennaio 1988, era già in possesso del diploma di laurea e ad oggi ha un'anzianità di permanenza nella settima qualifica funzionale superiore a 10 anni, con un'anzianità di servizio mediamente superiore ai 15 anni.

Tale personale attualmente svolge funzioni non inferiori a quelle svolte dal personale recentemente assunto ed inquadrato nella medesima settima qualifica funzionale e, in molti casi, svolge funzioni nettamente superiori quali quelle relative al coordinamento di settore, oppure di coordinamento dei centri di formazione professionale e ha comunque assunto ruoli di elevato livello professionale, anche di rappresentanza dell'amministrazione regionale in comitati, collegi, organismi di programmazione a livello regionale, nazionale e comunitario, e anche altro.

Nell'arco dell'ultimo decennio non è stata data alcuna opportunità di accesso nella qualifica superiore, l'ottava, con riferimento alla quale, da più di un decennio, possiede come titolo di studio il diploma di laurea previsto per l'accesso. E` da ricordare che è stato consentito dalle pregresse normative disciplinanti la mobilità, l'accesso alla settima qualifica funzionale di personale proveniente da qualifiche inferiori, non dotato di diploma di laurea, previsto di norma per l'accesso alla qualifica stessa, sulla base della mera anzianità di servizio, tre o cinque anni, e di diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Si è formato un anacronismo, cioè si sono privilegiati questi ultimi e non si è tenuto conto di chi aveva anche la laurea.

Il testo in discussione sopra citato, nel riservare la nuova mobilità al personale che non ha usufruito dei pregressi processi di mobilità, esclude il personale predetto, che si vedrà sopravanzato, cioè superato in qualifica ottava e in funzioni da personale dotato di diploma di laurea ma assunto recentemente, dotato quindi di una minore anzianità di servizio e di una minore professionalità ed esperienza acquisita all'interno dell'amministrazione.

Quindi oggi funzionari in settima qualifica funzionale, preposti organizzativamente per anzianità e professionalità acquisita a funzionari di più recente assunzione, si troveranno nella condizione di vedersi preposti da questi ultimi con effetti di clima organizzativo agevolmente intuibile, cioè di contrapposizionui, di incompatibilità ambientale e quant'altro e questo sarà sicuramente causa di disfunzioni dell'amministrazione.

Dall'applicazione della nuova mobilità prevista dal testo in discussione, il personale di che trattasi si vedrà ulteriormente penalizzato, essendo di fatto escluso per gli anni a venire da qualsiasi possibilità di accedere alla qualifica ottava, alla quale avranno visto accedere i loro colleghi più giovani.

Si rende pertanto necessario, per equità di trattamento e nell'interesse dell'amministrazione, fruire organizzativamente della professionalità da lungo tempo maturate nel suo ambito, quanto meno alle parti con quelle di più recente acquisizione e che venga approvato l'emendamento da me proposto alla legge oggi in discussione.

PRESIDENTE. Prima di passare alla richiesta del rituale parere della Commissione e della Giunta, debbo precisare che sotto il profilo formale non è possibile accogliere la richiesta dell'onorevole Tunis, nel senso che stiamo esaminando una legge rinviata dal Parlamento, la Commissione ha proceduto agli abbinamenti delle proposte di legge che ha ritenuto opportuno, quindi stiamo esaminando il testo rinviato dalla Commissione, quindi non è possibile sotto il profilo regolamentare e formale.

Congedo

PRESIDENTE. Devo comunicare che l'onorevole Lorenzoni, a cui dovrei dare la parola per l'illustrazione degli emendamenti successivi ha chiesto congedo per la seduta odierna.

Se non vi sono opposizioni il congedo si intende concesso.

Continuazione della discussione degli articoli della legge regionale 15 ottobre 1998: "Norme varie sul personale regionale, sui compensi per i componenti degli organi collegiali operanti presso l'Amministrazione e gli enti regionali e sullo svolgimento dei concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali", rinviata dal Governo (CCCVIII/parte prima)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu per illustrare l'emendamento numero 2.

MARTEDDU (Popolari). Presidente, credo di darle anche una notizia che lei apprezzerà molto, nel dirle che gli emendamenti numero 2, 3, 4, 5, 6 e 11 si intendono ritirati.

PRESIDENTE. Rimane da illustrare l'emendamento numero 8 a firma degli onorevoli Lorenzoni e Lippi. Non vi sono gli illustratori pertanto si dà per illustrato. Così anche per l'emendamento numero 9.

Ha facoltà di parlare il consigliere Fois Paolo per illustrare l'emendamento numero 10.

FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Presidente, lo scopo di questo emendamento è di far sì che il personale che era privo di diploma di laurea al momento del concorso e del suo inquadramento nella settima qualifica funzionale, ma che ha successivamente conseguito il diploma di laurea, non sia privato del diritto di essere inquadrato nell'ottava qualifica. Cioè, nella qualifica immediatamente superiore.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore, relatore.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, vorrei intanto tranquillizzare il collega Tunis Marco Fabrizio, nel senso che noi non abbiamo provveduto in Commissione ad accorpare le diverse proposte di legge. Io ho soltanto detto che durante la discussione sulla legge regionale numero 31 erano stati presentati diversi emendamenti riguardanti il processo della mobilità verticale, qualifica per qualifica, e che questi emendamenti erano stati poi accorpati nell'emendamento 43, che poi diventò l'articolo 1 della legge rinviata numero 27. Quindi, non vi sono altre proposte di legge che noi abbiamo tralasciato e tanto meno proposte di legge che in un qualche modo avevano come primo firmatario il collega Tunis, pertanto lo tranquillizzo in questo senso.

Ho anche detto e l'ho ribadito, da sardo e non da napoletano, che la motivazione fondamentale per la quale la Commissione ritenne a suo tempo di presentare l'emendamento numero 43, partiva esclusivamente - sottolineo esclusivamente - dalla necessità di porre rimedio a una disparità ritenuta importante dalla Commissione e riguardante il fatto che il processo di mobilità verticale era stato applicato dall'amministrazione ai dipendenti in servizio sino al 31 dicembre 1987 e, prima di passare ad un nuovo tipo di istituto contrattuale, che è quello che discende direttamente dalla 31, la Commissione, partendo dagli emendamenti presentati in aula, riteneva di proporre con l'emendamento 43 poi, diventato articolo 1, una sorta di perequazione per rimuovere, in vista del nuovo contratto che doveva e dovrà scaturire dalla 31, una serie di disparità.

Ed è per questo motivo e solo questo motivo che noi abbiamo riproposto, con provvedimento separato, la riapprovazione dell'articolo 1 con tutte le caratteristiche che esso si trascina appresso, che sono quelle che ho detto, sono quelle che sono contenute nella relazione; allora nell'esprimere il parere in relazione agli emendamenti presentati, noi in Commissione abbiamo respinto tutti gli emendamenti perché gli emendamenti presentati, tutti nessuno escluso, tendono invece a reintrodurre elementi di mobilità verticale, qualifica per qualifica, peraltro prescindendo ora in un caso ora nell'altro, sia dal possesso del titolo di studio, nel caso dell'emendamento numero 1 peraltro l'emendamento riguarda soltanto i dipendenti dell'amministrazione e non i dipendenti dell'ente, nel caso dell'emendamento numero 8, Lorenzoni e Lippi, lo stesso si introducono elementi di diversità rispetto a quelli omogenei contenenti nell'articolo 1, l'emendamento numero 9 lo stesso perché addirittura poi estende la mobilità anche alle docenze nel comparto della formazione professionale tra le altre cose, l'emendamento numero 10 estende la possibilità della mobilità verticale a chi peraltro la mobilità l'ha già effettuata. Nel caso poi (lo preannuncio) dell'emendamento numero 7, il sostituivo, anche esso prescinde dalla mobilità già fatta, peraltro per alcune fattispecie prescinde anche dal titolo di studio.

Per questo motivo quindi, riassumendo, per il motivo cioè che in sostanza questi emendamenti non si riconoscono nella motivazione fondamentale per la quale l'articolo 1 si sta riproponendo nella stesura iniziale, noi riteniamo come Commissione, o almeno così ha ritenuto la Commissione, di non doverli accogliere e di riproporre quindi, per le motivazioni suddette, l'approvazione integrale, così come è stato presentato, dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Dico subito in introduzione che la Giunta esprime parere negativo su tutti gli emendamenti rimasti in piedi. In particolare, per quanto attiene l'emendamento numero 1 a firma Tunis Marco Fabrizio, vi sono da rilevare alcune incongruenze; la prima, la più importante, è che trattandosi di personale dell'amministrazione regionale che era già in servizio alla data del 1° gennaio 1988, si tratta di personale che ha già usufruito di una mobilità verticale e che quindi andrebbe ad usufruire per effetto di questo nuovo emendamento anche di una seconda mobilità verticale. Quindi, si tratterrebbe di una doppia mobilità verticale a favore di alcune fette limitate di personale, anche perché riguarda solo il personale che a quella data era inquadrato nella settima qualifica funzionale e quindi non si capisce perché il personale di settima e non quello di sesta o di quinta, o di altre qualifiche funzionali.

Ma, c'è un aspetto caratteristico che accomuna questi emendamenti e sul quale voglio riflettere in introduzione con questo emendamento, qui si continua a ragionare in settima e in ottava, stiamo ancora ragionando come se l'ordine del giorno numero 116 di questo Consiglio regionale non fosse mai stato emesso. Questo Consiglio regionale in data 7 ottobre 1998 ha impegnato la Giunta ad accorpare le attuali otto qualifiche funzionali in un più limitato numero di categorie.

Allora, è evidente che noi non possiamo contemporaneamente ragionare in ottavi, poi pretendere che la Giunta con gli indirizzi che ha dato per la contrattazione al comitato per la contrattazione negoziale operi in un numero più limitato di articolazioni.

L'ultima osservazione per quanto riguarda l'emendamento numero 1, riguarda la parte conclusiva, laddove si dice: "Il personale reiquadrato ai sensi del presente articolo, conserva il trattamento economico della qualifica di provenienza". E` illegittima questa norma perché il Consiglio di Stato si è più volte espresso sul fatto che non si può affidare una qualifica e contemporaneamente tenere il personale con lo stipendio della qualifica antecedente, quindi per queste ragioni si esprime parere negativo.

Il secondo è stato ritirato, il terzo pure e il quarto anche, il sesto e il quinto ritirati; per attiene l'emendamento numero 7 valgono in gran parte le osservazioni fatte per l'emendamento numero 1, perché addirittura qui si tratta di personale che è in servizio alla data del 31 dicembre 1986 e, che pertanto ha già goduto della mobilità verticale della "24" che è del 1988, come si ricorderà. Pertanto anche in questo caso noi avremmo una doppia mobilità.

Inoltre mi pare di rilevare che tra il punto A ed il punto D dell'emendamento vi sia una sorta di contraddizione, perché mentre nel punto A si parla di personale in servizio alla data del 31 dicembre 1986, si estendono i benefici del reinquadramento previsti da questo emendamento al personale che è in possesso, alla data di approvazione della presente legge, di una anzianità di servizio di almeno tre anni della qualifica di appartenenza. Allora a meno che non si tratti di condizioni alternative o la A o la D è evidente che le due cose non sono compatibili tra di loro.

Vi è inoltre da rilevare al punto C che laddove si prevede che sia in possesso alla data dell'approvazione della presente legge di titolo di studio richiesto per l'accesso dall'esterno alla qualifica superiore, o di una anzianità di servizio di almeno dodici anni, a questo punto è evidente che si prescinde da qualsiasi titolo di studio, per cui paradossalmente anche ad un dipendente con la terza media potrebbe essere data la possibilità di effettuare questa mobilità che, prescindendo totalmente dal possesso dei titoli di studio, risulta non comprensibile. Quindi, anche per questo emendamento si esprime parere negativo.

Ugualmente si esprime parere negativo per l'emendamento numero 8, perché intanto non si capisce perché questa mobilita riguardi solo la settima qualifica e non le altre qualifiche.

Stesso discorso vale per l'emendamento numero 9, differenziato dal numero 8 soltanto dall'anzianità di servizio riconosciuta di cinque anni anziché di due anni come in quello precedente. Per quanto attiene il decimo emendamento a firma Lorenzoni e più, anche qui si tratta di personale che ha già usufruito - trattandosi di un personale con una anzianità di servizio di almeno dieci anni - nella stessa qualifica, ha usufruito della mobilità verticale e goderebbe quindi di una doppia mobilità verticale. L'emendamento numero 11 è stato ritirato, pertanto ho concluso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Per dire, Presidente, che si intendono ritirati anche l'8 e il 9.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Assessore e colleghi consiglieri piuttosto distratti, signor Presidente latitante da tempo dalla Giunta e non presente mai in Aula e signor Presidente del Consiglio, per dire che io continuo a rimanere sulle mie nonostante le osservazioni del collega Presidente della Commissione, quando dice che in prima Commissione non esistono provvedimenti giacenti che riguardano gli inquadramenti in qualifiche superiori da parte di personale; obiettivamente io riconosco che non è stato preso in considerazione, poi, i fatti tecnici si ripetono sempre, oggi quando si parla di personale, ieri quando si parlava di insegnamento dell'ordinamento della Regione e dello Statuto nelle scuole e con una interpretazione del Presidente Zucca anche quella legge mi fu esclusa, per cui lo sforzo che ho potuto fare che, nonostante tutto, io ho portato in Aula è stato disatteso. Quindi, già ho avuto modo di vedere mie proposte depennate, cancellate con interpretazioni unilaterali soggettive, distruttive, di quelle che sono iniziative dell'opposizione, oggi mi ritrovo a dire che probabilmente io lamento un fatto perché non esistono progetti di legge giacenti nella prima Commissione. Io dico e confermo che ancora sono giacenti. Per cui nonostante tutto mi lamento di questo fatto, i provvedimenti che riguardano l'opposizione non vengono presi in considerazione neppure per essere citati, cioè non occorre citarli perché così l'opposizione non gode neppure di questo aspetto; cioè, è sempre meglio privilegiare iniziative che vengono dalla Giunta, la cosa non è condivisibile e non l'accetto.

Purtroppo ci sono questi aspetti tecnici e lo riconosco, signor Presidente, però non sono d'accordo sul fatto che non esistano in prima Commissione provvedimenti giacenti a firma di Tunis Marco Fabrizio e che non verranno mai più trattati in questa legislatura e penso nelle legislature successive dopo la riforma.

Mi auguro anche di questo collega consigliere, non in modo unilaterale ma in modo bilaterale, per dire signor Presidente che non sono soddisfatto delle risposte che ha fornito il presidente della Commissione, tanto meno quelle fornite dall'Assessore, L'Assessore probabilmente perché c'è da poco tempo a reggere questo dicastero, dice che non riesce a capire del perché si possa parlare tanto di una qualifica funzionale, ed invece si trascurano le altre; probabilmente perché nella qualifica settima e nella qualifica ottava ci sono quei ruoli delicati, ho specificato di coordinamento, di direzione di centri, di forme che non sono meramente funzioni esecutive, sono funzioni di un certo valore per le quali l'uomo o la donna funzionario della Regione tende a mettere in evidenza, tende a raggiungere quelle aspettative e quei diritti che magari si aspettano nell'espletamento del loro ruolo. Perché un funzionario quando entra nella Regione lavora e dà la propria prestazione perché possa un domani essere quel lavoro preso in considerazione per migliorare, quindi signor Assessore se ho presentato quella proposta e l'hanno presentata anche altri colleghi, e mi onoro del fatto che anche l'onorevole Fois che è componente della maggioranza ha presentato un emendamento molto simile al mio, signor Assessore quindi lei sta confutando non solo indicazioni di Marco Tunis, ma sta confutando anche indicazioni di Paolo Fois.

Confermo che l'emendamento tende a salvaguardare una categoria che si vedrà, stante le norme oggi in vigore, sopravanzata da chi ha minore anzianità. Signor Assessore se non si riesce a capire questo ci sono anche i funzionari per dover eventualmente chiedere maggiori lumi, questo succederà. I nuovi funzionari, stante queste disposizioni paradossali, anacronistiche, sopravanzeranno coloro che si trovano in questa posizione e che io ho denunciato. Pertanto chiedo a norma di Regolamento che l'emendamento possa essere votato a scrutinio segreto, a nome del mio Gruppo.

Presidente. Devo precisare, perché rimanga agli atti ed in nome della correttezza di tutte le nostre decisioni, che gli emendamenti a firma dell'onorevole Lorenzoni che sono stati ritirati dall'onorevole Marteddu, sono stati ritirati col tacito presupposto che l'onorevole Marteddu fosse abilitato a farlo dall'onorevole Lorenzoni, così ho interpretato e così ho agito perché altrimenti avrei forzato il Regolamento, cosa che è lontanissima dai miei intendimenti.

Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione, prima di tutto dell'emendamento numero 7. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7 sostitutivo totale dell'articolo unico.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 54

Maggioranza 28

Favorevoli 12

Contrari 42

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Ballero Balletto - Berria - Bertolotti - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Fadda - Falconi - Federici - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Frau - La Rosa - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Montis - Obino - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)

Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo unico, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Presidente, ho chiesto la controprova per ben due volte.

PRESIDENTE. Non avevo sentito! Ripetiamo la votazione sull'articolo 1. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.

(E' approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1 all'articolo unico.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 58

Maggioranza 30

Favorevoli 16

Contrari 42

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Federici - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Frau - Ghirra - La Rosa - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Montis - Murgia - Obino - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E` stato presentato un ordine del giorno relativo a questa legge, siamo in attesa che sia fotocopiato e distribuito a tutti i consiglieri, il ché comporterà l'impiego di tre o quattro minuti al massimo, non direi di sospendere la seduta ma di attendere fiduciosi nella rapidità del fotocopiatore.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

Sanna salvatore (Progr. Fed.). Soltanto per capire meglio che cosa dovrà succedere, nel senso che pare che l'estensore materiale dell'ordine del giorno peraltro non sia neanche presente in aula per illustrarlo, e che con questo ordine del giorno si vogliano sostanzialmente correggere gli indirizzi contenuti nella relazione della Commissione, che peraltro sono indirizzi abbondantemente approvati dall'Aula.

Credo che, obiettivamente, mi pronuncerò nel merito quando verrà distribuito l'ordine del giorno, ma credo che questa sia davvero una proceduta da censurare.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, nel merito sarà legittimo intervenire, sulla censura della procedura mi corre l'obbligo di precisare che lei ha torto, perché la procedura è regolare. E' stata chiesta la presentazione di un ordine del giorno e io non ho nessuna facoltà di negare questo, anzi devo mettere in condizione tutti consiglieri di leggerlo e non c'è niente che violi il Regolamento, né nel generale né nei dettagli. Quindi, non c'è niente da censurare onorevole Sanna, mi perdoni.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Chiedo scusa ma non era riferito allaprocedura che lei ha seguito ma al collega che ha presentato l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Va bene, avevo capito male. E` pervenuto questo ordine del giorno numero 1, di cui chiedo che sia data lettura precisando che, essendo pervenuto dopo la conclusione della discussione generale, non può a termine di Regolamento essere illustrato, ma può essere solo votato, previo parere del relatore e della Giunta, e la parola può essere data per 5 minuti per dichiarazioni di voto a chi la chieda.

Questo è il Regolamento che, come al solito, è mio compito rispettare e far rispettare. Si dia lettura dell'ordine del giorno.

LA ROSA, Segretario :




PETRINI (Gruppo Misto). Non si capisce, chiedo che venga letto più chiaramente.

PRESIDENTE. Non è che invece possa chiamare Giancarlo Sbraggia a leggere da filo dicitore! Legga come può leggere. Non posso né modulare il ritmo della voce dell'onorevole La Rosa, che è un ritmo veloce, né sostituirmi a lui e né chiamare un filo dicitore, legga com'è abituato a leggere e come sa leggere, tutti quanti sappiamo leggere e il problema di capirlo non esiste, onorevole Petrini, affatto, perché l'abbiamo sotto gli occhi, lo si può leggere, se non lo si recita in maniera teatrale pazienza. Continui a leggere.

(Il Segretario La Rosa continua la lettura)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore, relatore.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.), relatore. Presidente, credo che la presentazione di questo ordine del giorno, integrativo della relazione di accompagnamento al provvedimento, introduca una situazione abbastanza anomala. Insomma, è la prima volta in 5 anni che mi capita di vedere un ordine del giorno che integra la relazione di accompagnamento ad un progetto di legge. Peraltro, dalla lettura che ne ho fatto, ed anche ascoltando la lettura che ha fatto il segretario, non mi pare che questo ordine del giorno introduca o apporti consistenti motivazioni, tali da supportare in maniera più precisa la relazione di accompagnamento al provvedimento stesso. A parte alcune puntualizzazioni, che peraltro potevano tranquillamente essere fatte in Commissione, e che però non mi pare che siano delle motivazioni davvero rilevanti se lo stesso presentatore non ha ritenuto opportuno essere presente qui in aula per motivarle, per tutti questi motivi, visto che non vi sono considerevoli apporti nel presente ordine del giorno, e proprio per non instaurare prassi inusuali che potrebbero d'ora in avanti aprire il campo a situazioni anche spiacevoli, cioè accompagnare o integrare le relazioni con ordini del giorno, chiedo al Consiglio di soprassedere all'approvazione di questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme al parere del relatore. Non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Grazie signor Presidente di avermi dato la parola e grazie ai colleghi che mi vorranno ascoltare. Non sono d'accordo col collega che mi ha preceduto, che è il Presidente della Commissione, onorevole Sanna, che mi è sembrato arrampicarsi sugli specchi quando parla di procedure inusuali, ma se la procedura questa lo contempla non vedo perché è inusuale. Poi, Presidente, in quanto alla arringa che lei mi ha fatto sul fatto che non tutti sono l'attore Sbraggia o l'Albertazzi, abbiamo tutti imparato a leggere all'età di sei anni, abbiamo tutti imparato - almeno quelli che sono della prima legislatura - il Regolamento 5 anni orsono, quindi penso che partiamo tutti alla pari su questo argomento, sia di lettura che di comprensione. In quanto a invitare a votare contro questo articolo prima di tutto perché non è importante perché il presentatore non c'è. Non è la prima volta che succede che manca il presentatore di qualcosa e subentra qualcun altro, non mi pare che anche questo sia fonte di una grande discussione; non doveva l'onorevole Sanna, a mio parere, rimbrottare così un collega che momentaneamente è assente. D'altronde morto un papa se ne fa un altro, se non può leggerlo l'onorevole Randaccio lo legge la Petrini, e, se mi permettete, ve lo vorrei rileggere in un modo migliore, se ne ho facoltà: "In occasione del nuovo esame dell'articolo 1 della legge rinviata del 15 ottobre 1998, relativo al reinquadramento di personale che non ha usufruito di mobilità verticale, considerato che il Governo nazionale ha formulato dei rilievi sull'articolo 1 della legge regionale 15/10/98, articolo introdotto nel corpo della medesima legge con un emendamento presentato in aula votato a larghissima maggioranza, e che pertanto delle sue motivazioni non vi è traccia nei lavori preparatori inviati al Governo, perché?

Preso atto che la relazione esplicativa formulata dalla prima Commissione consiliare il 2 febbraio 1999 può dar luogo ad erronee interpretazioni allorquando definisce la precedente mobilità verticale un istituto contrattuale; occorre altrimenti rammentare a titolo di maggior chiarezza che nel precedente ordinamento solo attraverso le specifiche disposizioni di legge poteva essere effettuata la mobilità verticale per il personale regionale.

Considerato altrimenti che l'articolo 2 lettera A della legge 421/92, esplicitamente autorizza a prevedere una disciplina transitoria idonea ad assicurare la graduale sostituzione del regime attualmente in vigore nel settore pubblico, attraverso fonte normativa e che la stessa legge 421/92 è un norma fondamentale di riforma economica - sociale della Repubblica; considerato che l'articolo 1 della legge regionale 15/10/98 dettando una disciplina transitoria è diretto a regolare situazioni relative al personale regionale nella fase di passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, nel rispetto dei principi fondamentali e costituzionali, nonché della riforma del pubblico impiego; considerato che tuttora persistono nell'ambito dell'amministrazione regionale e dei suoi enti delle situazioni particolari che necessitano di una sanatoria normativa da attuarsi necessariamente prima dell'entrata in vigore del nuovo contratto di lavoro, che avrà decorrenza dall'1/1/1998, e che tali situazioni si sono venute creare in seguito all'applicazione della legge 24/89 che ha consentito, ope legis, automatismi nell'accesso alle qualifiche superiori solo per una parte del personale, ovvero per i dipendenti che risultavano inquadrati nei ruoli entro il 31/12/85 e 31/12/87(?), determinando così una immotivata disparità di trattamento tra il personale regionale; considerato che la stessa Corte Costituzionale con sentenza numero 478 del 31/10/95 ha stabilito che il comma 3 dell'articolo 97 della Costituzione nel prevedere il concorso pubblico per l'accesso agli impieghi non pone una regola assoluta, ma consente deroghe secondo criteri che appartengono alla discrezionalità del legislatore a condizione che la garanzia di obiettività e di rispetto degli altri principi fondamentali sia comunque salvaguardata, e con sentenza numero 314 del 1994 ha stabilito che la legge, per ragioni di equità, può intervenire a correggere le sperequazioni derivanti dalle diverse normative, in base alle quali in vari tempi era stato inquadrato il personale; consentendo a tal fine di determinare fasce di personale e di far valere titoli ed anzianità che altri avevano già potuto far valere.

Ritenuta pertanto la piena legittimità dell'articolo 1 della legge regionale 15/10/98, delibera che il presente ordine del giorno sia inserito tra gli atti preparatori che accompagneranno la legge nel suo invio per il visto governativo, non vedo che cosa ci sia di obiezioni, perché questo non si possa fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Dalla doppia lettura, e soprattutto dalla seconda, ho avuto modo di apprezzare l'ordine del giorno e devo riconoscere che l'onorevole Petrini ha molta maggiore professionalità dell'onorevole La Rosa a svolgere compiti di Segretario; purtroppo il Gruppo di Rinnovamento Italiano e Indipendenti, di cui facevano parte tutte e due, ha disegnato l'onorevole La Rosa, quindi chi è cagion del suo mal pianga sé stesso.

Comunque, dopo aver apprezzato l'ordine del giorno, dichiaro di non condividerlo minimamente, perché l'ordine del giorno in materia è stato già approvato da questo Consiglio in sede di discussione di quella che poi è divenuta la legge 31, e diceva che nell'amministrazione vi è una serie di sperequazioni che vanno risolte col contratto. La norma che viene adesso in votazione è un'anticipazione rispetto al contratto per una situazione molto evidente di disparità, che richiedeva un immediato intervento e anche una linea guida su quello che sarebbe stato nel (?) contratto.

Mi sembra quindi, che per il combinato disposto di questa norma e dell'ordine del giorno già approvato in Consiglio sia emersa una volontà chiara, e questa volontà è bene che il Consiglio la ribadisca votando contro l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo ora alla votazione finale della legge col sistema elettronico; trattandosi di una legge rinviata mi corre l'obbligo di precisare che ci deve essere una maggioranza qualificata, per ottenere la quale prego i colleghi di adoperarsi; i colleghi che sono nelle adiacenze dell'aula sono pregati di rientrare nell'aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo che valuti l'opportunità di applicare il secondo comma dell'articolo 90 e votare i 4 provvedimenti sul personale in un unico contesto.

PRESIDENTE. Mi pare che si possa accogliere questo suggerimento, pertanto passiamo al secondo articolato.

Discussione degli articoli della legge regionale 15.10.1998: "Norme varie sul personale regionale, sui compensi per i componenti degli organi collegiali operanti presso l'Amministrazione e gli enti regionali e sullo svolgimento dei concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali", rinviata dal Governo (CCCVIII/parte seconda)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione degli articoli della legge regionale 15 ottobre 1998, numero CCCVIII/parte seconda, rinviata dal Governo. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta, relatore.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Grazie signor Presidente, anche questa parte del provvedimento legislativo rinviato dal Governo è stata riapprovata all'unanimità dalla Commissione nella seduta del 29 gennaio. Sono stati sostanzialmente accolti in quel momento i rilievi del Governo; in particolare, la Commissione ha accolto il rilievo del Governo sull'articolo 2, sopprimendo il riferimento all'estensione del giudicato e provvedendo ad indicare puntualmente le graduatorie alle quali si applica la disposizione contenuta nell'articolo 2, anche se è ben lecito dubitare della natura di principio, e quindi applicabile anche alla nostra Regione Autonoma, dell'articolo 1 comma 45 della legge numero 549 del 1995, se non altro per la temporaneità della disposizione recata da questa legge.

Non è stato invece accolto il primo rilievo del Governo sull'articolo 4, in quanto qui certamente si è verificato un equivoco da parte del Governo nella lettura di questo articolo, che non intendeva affatto invadere quella che è l'autonomia degli enti locali imponendogli l'inquadramento di personale distaccato presso di essi. Ma era l'inverso, in quanto l'articolo in questione prevedeva soltanto l'inquadramento del personale in distacco presso l'amministrazione regionale agli enti strumentali della Regione.

Sono stati accolti invece il secondo rilievo sull'articolo 4 e quello analogo sull'articolo 5, che si riferivano alla possibilità di inquadrare il personale in questione anche in sovrannumero. E` stata quindi abolita, nella nuova versione del provvedimento, questa possibilità inquadrando il personale soltanto nell'ambito dei posti in organico vacanti.

Si è colta l'occasione - questa direi è stata l'unica altra modifica sostanzialmente, oltre quella relativa all'accoglimento dei rilievi del Governo del provvedimento in questione - adottando una nuova stesura degli articoli 4 e 5, sostanzialmente fondendoli in un articolo unico che peraltro non contiene alcuna modifica sostanziale rispetto alla precedente stesura oltre a quelle, come ricordavo, che accoglievano i rilievi del Governo.

Gli altri articoli e la tabella allegata sono stati riapprovati senza modifiche o con correzioni puramente formali. Fa eccezione il secondo comma dell'articolo 8, nel quale la Commissione mi incarica di riferire che è stato chiaramente precisato che la salvaguardia degli atti di assunzione di personale che oggi è in servizio sulla base di quanto previsto dalla legge regionale numero 24 del 1987 e dalle disposizioni di cui all'articolo 3 comma 2 della legge regionale numero 6 del 1991, è strettamente consequenziale all'ottemperanza che l'amministrazione regionale è tenuta a dare alla sentenza del TAR dalla quale trae origine il problema che l'articolo 8 intende risolvere.

In considerazione dell'urgenza di alcune parti del provvedimento è stata infine prevista con l'articolo 9 bis la sua immediata entrata in vigore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare dichiaro chiusa la discussione generale. La Giunta non intende intervenire, per cui metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

LA ROSA, Segretario:

Art. 2


Reinserimento nelle graduatorie in esecuzione di giudicato

1. Qualora, in esecuzione di giudicato, l'Amministrazione regionale disponga il reinserimento nelle graduatorie di cui all'articolo 1 comma 5 e all'articolo 3 comma 2 primo periodo della legge regionale 5 giugno 1989, n. 24, di dipendenti già esclusi dalle medesime perché cessati dal servizio, dichiarandoli vincitori, detti vincitori sono collocati in soprannumero.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

LA ROSA, Segretario:

Art. 3


Personale dell'ERSAT, dell'EAF e dei consorzi di bonifica

1. Il personale di ruolo dell'Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (ERSAT), dell'Ente autonomo del Flumendosa (EAF) e dei consorzi di bonifica che, all'entrata in vigore della legge regionale 9 giugno 1989, n. 34, da almeno un anno prestava servizio presso gli uffici dell'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 28 della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, ovvero ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 29, nonché il personale che, alla stessa data, operava presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale ai sensi della legge regionale 10 dicembre 1973, n. 39, e che abbia presentato domanda di inquadramento nel ruolo unico regionale ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della predetta legge regionale n. 34 del 1989, o che la presenti entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è inquadrato nel predetto ruolo con effetto dai primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, nei limiti delle disponibilità esistenti nelle dotazioni delle qualifiche d'inquadramento.

2. L'inquadramento avviene, per il personale proveniente dall'ERSAT e dall'EAF, nella medesima qualifica funzionale e con il trattamento economico in atto presso l'ente di provenienza e, per il personale dei consorzi di bonifica, nella qualifica corrispondente a quella posseduta nell'ente di provenienza, determinata con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, e con la conservazione, a titolo di assegno personale riassorbibile, dell'eventuale differenza fra il trattamento economico in atto e quello spettante per effetto dell'inquadramento nei ruoli regionali.

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati alcuni emendamenti. L'emendamento numero 12 è un emendamento sostitutivo parziale dell'emendamento aggiuntivo numero 5, e l'emendamento aggiuntivo numero 17. Quindi, due aggiuntivi uno dei quali è stato ulteriormente modificato. Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario:





PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati partendo dal 5 aggiuntivo e 12 sostitutivo parziale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare gli emendamenti numero 5 e 12.

MARROCU (Progr. Fed.). Sarò molto breve, i dipendenti del Consorzio per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio di Sassari, a seguito anche dell'approvazione della legge numero 31 che ha inserito appunto l'ente, il consorzio tra gli enti al quale si applica la normativa, però nella stessa legge fu stabilito che l'inserimento del consorzio (?) per l'IACP(?) non avrebbe determinato l'applicazione delle norme contrattuali, se non al personale al quale già si applicavano ruolo pubblico, quindi a chi era già inserito nei ruoli.

All'interno del consorzio ci sono tecnici e impiegati, prevalentemente impiegati, che sono attualmente inquadrati come impiegati agricoli, quindi con diritto privato dal punto di vista previdenziale e con un contratto di natura privatistica retribuiti come operai addirittura, pur svolgendo le mansioni da impiegati, invece ancora mantengono le retribuzioni e l'inquadramento contrattualmente che avevano nel passato quando svolgevano le mansioni operaie. Vi sono operai ugualmente che hanno un trattamento previdenziale e contrattuale di natura privatistica, poi vi è il personale di ruolo del consorzio che invece è inquadrato con il contratto dei dipendenti regionali.

L'emendamento si propone di stabilire che, nelle more della riforma del consorzio e degli enti che operano nell'assistenza tecnica e in agricoltura, al personale non inquadrato nel ruolo, quindi agli impiegati operai non inquadrati nei ruoli, si possa applicare il contratto nazionale di lavoro dei consorzi agricoli. Il secondo emendamento infatti corregge un errore fatto inizialmente quando si parlava di consorzi ortofrutticoli che ha dato anche origine ad una incomprensione perché poteva trattarsi di un contratto del settore commerciale. Qui, invece si stabilisce che si applica il contratto dei consorzi agricoli, contratto che è stato preso in esame e a riferimento tra l'altro sia del consorzio che dalle organizzazioni sindacali, per stipulare un contratto integrativo che reinquadrava totalmente il personale per il consorzio per la frutticoltura e che poi non si è potuto applicare, quindi mettere in essere, né per gli impiegati né per i tecnici, né per gli operai perché non vi era nessuna norma che potesse consentire questo.

Col risultato che si è rimasti in una situazione come quella ibrida, una situazione paradossale di chi svolge appunto mansioni impiegatizie ed è inquadrato come bracciante agricolo, trattorista e in una situazione anche di discriminazione.

Quindi, questa proposta dell'emendamento così come è corretto, come emendamento 12, propone di trovare nelle more della riforma una situazione differente, quindi dare una sistemazione a questi lavoratori, operai e impiegati; anche al fine di consentire che possa essere applicato a questi lavoratori quel contratto che hanno sottoscritto e che lo stesso consiglio di amministrazione del consorzio ha approvato e ha trasmesso all'Assessorato; ha questa funzione. Io mi auguro che l'Assemblea lo accolga perché consente di fare una operazione di giustizia, fermo rimanendo che si rimane nella sfera del diritto privato e del contratto privato nelle more della riforma. Così come fu assunto l'impegno qui quando a suo tempo si approvò la legge numero 31 che inserì il Consorzio tra questi enti che andavano riformati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 17.

BERTOLOTTI (F.I). Signor Presidente, i Consorzi per la frutticoltura erano stati previsti e disciplinati nell'ordinamento dello Stato con legge numero 323 del 18 febbraio del 1927. A tali Consorzi sono state delegate delle funzioni prettamente pubbliche, poiché essi istituzionalmente sono stati chiamati a diffondere la coltivazione delle piante fruttifere al fine di migliorare l'alimentazione e dare incremento all'industria delle conserve alimentari ed alla esportazione, nonché a prestare assistenza tecnica per promuovere presso gli agricoltori gli impianti, e dare indirizzi regionali.

Nel corso degli anni questa attività si è esplicata anche in veste di iniziative sperimentali nel campo dell'agricoltura, cioè settori, tutti questi, che hanno fatto giudicare in più di una controversia sia il Tribunale Amministrativo Regionale, sia i pretori che di volta in volta hanno dovuto avere a che fare con cause di lavoro promosse dai dipendenti, inquadrando tali consorzi come enti pubblici, e in qualche caso definendoli anche enti pubblici non economici.

Qui c'è una notevole casistica di sentenze da parte del tribunale civile e da parte dei pretori, che si giudicano addirittura non competenti ad affrontare queste cause giuridiche, rinviando poi alla magistratura amministrativa tutto quello che riguardava queste cause.

Con questo emendamento, si tende a porre ordine ad una situazione che esiste all'interno dei consorzi applicando, per i dipendenti che svolgono mansioni da non meno di quattro anni a far data dall'entrata in vigore della presente legge, mansioni impiegatizie lo stato giuridico e il trattamento economico del personale inquadrato nei ruoli dell'ente.

Io ricordo all'Aula che i consorzi sono stati esclusi dall'inquadramento fra gli enti strumentali della Regione, allorché questo Consiglio affrontò la legge che trattava appunto questa materia, rinviandola ad un secondo momento al dover affrontare con legge apposita la discussione e l'inquadramento di tutte quelle che erano le prerogative dei dipendenti di questi enti, ad una legge apposita - ripeto - che doveva affrontare questo tema, per cui l'approvazione di questo emendamento consentirebbe, invece, di fare giustizia su una situazione che si protrae da troppo tempo creando delle situazioni che non sono certamente giuste.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta, relatore.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. La Commissione non accoglie né l'emendamento numero 5, né l'emendamento numero 12, che è un emendamento - come già detto - all'emendamento numero 5, né l'emendamento numero 17, con la motivazione che si tratta di argomento estraneo all'oggetto del provvedimento di legge, e come tale eventualmente trattabile in altra sede, non in questa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore con una aggiunta, una specifica. All'articolo 69 della legge 31 era stato detto, al comma secondo, che la presente legge si applica nelle more della riforma ai consorzi provinciali ed interprovinciali per la frutticoltura, e al comma 3 si aggiungeva che restavano ferme le esclusioni di cui all'articolo 1 comma 3. Pertanto, introdurre in questo momento una deroga ad una legge che abbiamo appena approvato, qualche mese fa, sembra assolutamente inopportuno. Fermo restando ancora che quanto già detto dal relatore Macciotta, che queste norme appaiono estranee al provvedimento in esame, quindi il parere è negativo su tutti e tre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, il problema dei consorzi di frutticoltura esiste senza dubbio, semmai è la sedes materiae che è molto discutibile, perché vi sono emendamenti sullo stesso argomento presentati - fra l'altro uno mio insieme al collega Masala - in sede di 429 parte seconda, per cui, per consentire una discussione unitaria, invito i proponenti degli emendamenti numeri 5, 12 e 17 a ritirarli da questa sede e a ripresentarli, semmai, nella 429 parte seconda anche per una considerazione; questa è una legge rinviata dal Governo, se noi aggiungiamo un argomento e la legge viene o rinviata ulteriormente ritenendo la legge nuova per questo motivo, o mandata alla Corte costituzionale, noi stiamo comunque bloccando la soluzione del problema. Problemi che invece non esistono per la 429 parte seconda che è legge nuova, e quindi sicuramente non si corre il rischio di inceppare a tempo indeterminato la soluzione del problema.

PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Bonesu aveva la forma di un invito ai proponenti degli emendamenti a ritirarli, quindi è opportuno sentire al riguardo il parere dei proponenti gli emendamenti, se intendono ritirarli o mantenerli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (Progr. Fed.). La proposta del collega Bonesu può essere accolta per far sì che ci sia una discussione complessiva. Tra l'altro ho visto gli emendamenti, e non li condivido; non condivido certamente quello del collega Bertolotti, che pensa di discriminare ulteriormente gli operai rispetto a questi impiegati che hanno avuto sino all'altro ieri le funzioni da operaio come gli altri, quindi non credo che si debba aprire una discriminazione tra gli impiegati, i tecnici e gli operai del consorzio per la frutticoltura, che vivono da anni nella stessa azienda. Per cui, comunque, ritiriamo l'emendamento e lo spostiamo al 429 B parte seconda. A questo punto, anzi, lo riscriviamo e mettiamo il 12 direttamente.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 5 e numero 12 sono ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Accolgo l'invito, lo ritiro per presentarlo sul 429.

PRESIDENTE. Viene ritirato anche il numero 17, rimane, in tal caso, da mettere in votazione semplicemente l'articolo 3.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

LA ROSA, Segretario:

Art. 4

Personale comandato o distaccato

1. Il personale di ruolo delle aziende sanitarie locali e delle regioni che, alla data di entrata in vigore della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, prestava servizio da almeno tre anni in posizione di comando presso gli uffici dell'Amministrazione regionale ai sensi dell'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, o dell'articolo 10 della legge regionale 15 gennaio 1991, n. 6, è inquadrato a domanda nel ruolo dell'Amministrazione regionale.

2. Il personale di ruolo dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali della Regione è inquadrato a domanda nel ruolo dell'Amministrazione regionale o dell'ente strumentale presso cui, alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 31 del 1998, prestava servizio da almeno tre anni in posizione di distacco ai sensi dell'articolo 28 della legge regionale n. 51 del 1978.

3. La domanda di inquadramento deve essere presentata nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

4. La presentazione della domanda sospende gli effetti di eventuali provvedimenti di cessazione dal distacco, ivi compresi quelli adottati in attuazione dell'articolo 41 della legge regionale n. 31 del 1998.

5. I provvedimenti d'inquadramento sono adottati dai competenti organi dell'Amministrazio­ne e degli enti nel termine di sessanta giorni dalla presentazione della domanda ed hanno effetto dal primo giorno del mese successivo a quello in cui scade il termine di presentazione della medesima.

6. L'inquadramento del personale di cui al comma 1 è disposto nella qualifica funzionale cor­ri­spondente a quella posseduta nell'azienda sanitaria di provenienza, secondo l'allegata tabella A, ovvero nella qualifica funzionale corrispondente a quella posseduta nell'Amministrazione regionale di provenienza. Al personale così inquadrato com­pete il trattamento stipendiale iniziale della qualifica, cui deve aggiungersi, a titolo di assegno personale non riassorbibile, l'eventuale salario di anzianità maturato nell'ente di provenienza. Al medesimo personale è inoltre conservata, a titolo di assegno personale riassorbibile, l'eventuale differenza fra il trattamento economico in godimento e quello determinato ai sensi del presente comma.

7. L'inquadramento del personale di cui al comma 2 è disposto nella medesima qualifica funzionale e con il trattamento economico in atto presso l'Amministrazione o l'ente di provenienza.

8. Gli inquadramenti di cui al presente articolo avvengono nel limite dei posti disponibili nella dotazione organica della qualifica di inquadramento. Nel caso in cui le domande superino i posti disponibili, si dà preferenza a coloro che abbiano più a lungo prestato servizio in posizione di comando o di distacco.

9. Sino alla data di entrata in vigore della legge di riordino del fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Ammini­stra­zio­ne regionale, istituito con la legge regionale 5 maggio 1965, n. 15, è esclusa l'iscrizione a detto fondo del personale inquadrato ai sensi del presente articolo. Sino a tale data l'Amministrazione regionale e gli enti garantiscono il mantenimento dell'iscrizione del personale agli eventuali fondi particolari esistenti presso l'Amministrazione o gli enti di provenienza.

10. Il personale distaccato, ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 3 maggio 1995, n. 10, dall'Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (ERSAT) presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e dallo stesso Assessorato presso l'ERSAT al fine di dare tempestiva attuazione al Programma Operativo Plurifondo (POP) 1994-1999 può essere mantenuto in posizione di distacco fino al 31 dicembre 1999.

PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 15 sostitutivo totale, 1 modificativo, 2 sostitutivo parziale, 3 sostitutivo parziale, 4 sostitutivo parziale, 16 sostitutivo parziale, 6 aggiuntivo, 7 soppressivo parziale, 9 soppressivo parziale, 10 sostitutivo parziale, 11 aggiuntivo, 13 aggiuntivo, 14 aggiuntivo, 18 aggiuntivo.

C'è da precisare che, data la natura degli emendamenti, nel caso che venga approvato il sostitutivo totale numero 15, automaticamente decadono tutti gli altri emendamenti, dall'1 fino al 9 compreso, cioè: 1, 2, 3, 4, 16, 6, 7 e 9, mentre rimangono gli altri.

Si dia lettura degli emendamenti.

LA ROSA, Segretario:
















PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 15.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Intervengo rapidamente, perché mi pare che l'emendamento si illustri da sé, però volevo precisare alcune questioni: la Commissione ha trovato, come punto di mediazione, rispetto ai diversi emendamenti presentati, che oscillavano da un abbassamento da tre a due anni indistinto, sino anche alla eliminazione totale di qualsiasi temporalità, come previsto da alcuni emendamenti, ha ritenuto di individuare nel limite di due anni la durata minima di permanenza nel servizio presso l'amministrazione regionale, e dall'altro lato ha ritenuto anche di individuare una data certa alla quale riferirsi per fissare i due anni, individuando questa data nella data di entrata in vigore della legge 31, proprio per evitare di lasciare indeterminati i tempi, in quanto la dizione riportata in alcuni emendamenti, quella cioè riferita all'entrata in vigore della legge che stiamo discutendo, a parere della Commissione lasciava indeterminato il tempo, e quindi non consentiva di precisare con esattezza i termini. Quindi questo è il senso dell'emendamento sostitutivo totale che quindi noi come Commissione abbiamo ritenuto di dover presentare come punto di mediazione possibile tra tutti gli emendamenti presentati.

PRESIDENTE. per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Diana

DIANA (Progr. Fed.).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Busonera per illustrare l'emendamento numero 2.

BUSONERA (Progr. Fed.). Intervengo molto brevemente, Presidente, per proporre al primo comma, terz'ultima riga, la modifica del verbo "prestava" in "abbia prestato". Questa era una modifica già proposta ed approvata dal Consiglio nel precedente disegno di legge e non è stata oggetto di contestazione del Governo. Se ne ripropone la modifica, finalizzata ad inserire nel ruolo regionale anche il personale distaccato che abbia prestato servizio per almeno tre anni, anche se non continuativi.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare il consigliere Manunza.

MANUNZA (Gruppo Misto).Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Busonera per illustrare l'emendamento numero 4

BUSONERA (Progr. Fed.). L'emendamento numero 4 si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 16 si dà per illustrato, essendo io il presentatore.

Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 6.

MASALA (A.N.). E` assorbito dall'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 6 si intende ritirato perché confluito o ricompreso nell'emendamento numero 15.

Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 7.

MASALA (A.N.). Anche questo mi pare che sia stato assorbito.

PRESIDENTE. Il 15 l'ho già precisato io che nel caso fosse approvato eliminerebbe automaticamente tutti gli emendamenti: 1, 2, 3, 4, 16, 6, 7 ed anche il 9. Quindi l'onorevole Masala ha confermato ciò che dicevo io. L'emendamento numero 7 è ritirato.

L'emendamento numero 9 si dà per illustrato.

Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru per illustrare l'emendamento numero 10.

SCHIRRU (Progr. Fed.). Signor Presidente, intervengo solamente per dichiarare che sia il 10 che l'11 vengono ritirati in quanto ricompresi all'interno dell'emendamento numero 15 già illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 13, a firma Amadu, unico firmatario assente, si dà per illustrato. Per illustrare l'emendamento numero 14 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si intende assorbito dall'emendamento numero 15, pertanto è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 18.

BERTOLOTTI (F.I.). Solo due parole per richiamare l'Aula sul fatto che con questo emendamento si tende a mantenere funzionalità agli uffici della Regione perché adesso, con la scadenza elettorale, e conseguentemente il vuoto di governo che risulterà in questo periodo, mettere in atto le procedure per il rientro di comandi e distacchi in corso rischierebbe di svuotare gli uffici di operatori che invece stanno lavorando per l'amministrazione regionale. In questo modo stiamo chiedendo una proroga fino al 31 dicembre 1999 di procedure che stavano per essere messe in atto, anzi, stavano per partire.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 1, 2, 3, 4, 15, 16 e 18 ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta, relatore.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Per l'emendamento numero 1 la Commissione mi dà incarico di dire che è accolto dalla Commissione. L'emendamento numero 2 non è accolto in rapporto alla differente formulazione perché si parla anziché di personale che presta servizio alla determinata data indicata, di personale che abbia prestato servizio, il che cambia il senso. L'emendamento numero 3 non è accolto dalla Commissione in quanto si riferisce non soltanto al personale in posizione di distacco, ma anche a quello in comando. L'emendamento numero 4 non è accolto dalla Commissione per lo stesso rilievo della terminologia "abbia prestato servizio" riferito all'emendamento precedente. Rimane l'emendamento numero 9 non viene accolto dalla Commissione perché la tabella allegata è stata predisposta d'intesa anche con l'amministrazione regionale e per una precisa equiparazione del personale che viene inquadrato nei ruoli regionali. Gli emendamenti numero 10, 11 e 12 sono stati ritirati. L'emendamento numero 13 - Amadu - è improponibile per la stessa motivazione già esposta precedenza, in quanto l'argomento è estraneo al contesto del provvedimento legislativo.

PRESIDENTE. Il parere lo deve dare il consigliere Macciotta, relatore, non il consigliere Manunza.

MANUNZA (Gruppo Misto). Siccome in Commissione è stato accolto, non vorrei che ci fosse stato un errore.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Ho precisato - mi dispiace onorevole Manunza - che è stato accolto, perché contenuto in altri emendamenti, lo spostamento della durata dell'anzianità prevista dai tre ai due anni, accolto dalla Commissione a maggioranza. Ma siccome si riferisce non solo a personale in posizione di comando, ma a quello di distacco, non è stato accolto per questa formulazione. Mentre la sostanza dei due anni viene recepita negli altri emendamenti che sono stati accolti, quindi non cambia il senso del discorso, però io ho disposizioni di riferire che la Commissione, a maggioranza, non lo accoglie.

Per l'emendamento numero 15 chiaramente la Commissione mi dà incarico di dire che è accolto, perché è un emendamento approvato dalla Commissione a maggioranza.

L'emendamento numero 16, per analogia, in quanto la Commissione non lo aveva ancora preso visione, non viene accolto per la stessa formulazione già criticata prima "personale che prestava servizio" e non "che presta servizio nel momento previsto dal provvedimento di legge". Per questo non è accolto.

Il numero 18 è stato ritirato.

PRESIDENTE. Non è stato ritirato.

MACCIOTTA (Gruppo Misto), relatore. Allora non viene accolto in quanto estraneo all'argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Una precisazione, Presidente: nell'emendamento numero 15, forse è sfuggito al collega Macciotta perché non ha firmato l'emendamento numero 15, noi abbiamo introdotto, proprio per avere la possibilità di assorbire anche l'emendamento numero 3, al comma secondo, la definizione "prestava servizio da almeno due anni in posizione di comando o distacco", proprio per fare in modo di assorbire... Però, debbo ricordare che il collega Macciotta non aveva firmato l'emendamento, e anzi aveva votato contro in Commissione, quindi probabilmente era per questo motivo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 e l'emendamento numero 3 sono ricompresi nell'emendamento sostitutivo totale numero 15. Questo l'avevo già detto dall'inizio.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (G.D.R.I. e Ind.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per quanto riguarda l'emendamento 7 (io non so se gli emendamenti li ho nello ordine con cui li ha enucleati il relatore) risulta ritirato perché ricompreso. Per quanto riguarda l'emendamento numero 1 ugualmente risulta ricompreso, quindi immagino che sia ritirato. Sull'emendamento numero 2 la Giunta, confortata anche dal parere del relatore, esprime parere negativo per la medesima ragione già affermata dal relatore, cioè l'espressione "abbia prestato" (che poi ricorre anche in altri emendamenti, qui non è che si voglia fare una disquisizione linguistica) significa che questo personale potrebbe non essere attualmente in servizio, quindi potrebbe riguardare, o riguarderebbe, di fatto, personale che in tempi anche remoti, diversi anni fa in teoria, abbia prestato servizio all'interno dell'amministrazione regionale. Ora, l'aver prestato servizio e poi aver interrotto questo servizio non costituisce titolo per il mantenimento in servizio, perché l'interruzione stessa del servizio rappresenta la non essenzialità di questo personale all'interno dell'amministrazione regionale. Il fatto stesso che questo personale non sia stato confermato significa appunto che questo personale non era necessario all'amministrazione regionale. La formula invece "presti servizio alla data di entrata in vigore della legge", significa che è personale di cui l'amministrazione regionale ha bisogno, ha necessità, tanto è vero che continua a prestare servizio. Questa è la ragione che non è soltanto, come dicevo, nominale o grammaticale o sintattica che dir si voglia, ma è una ragione di sostanza. Quindi si esprime parere negativo sull'emendamento numero 2.

L'emendamento numero 3, l'ha già detto poc'anzi il Presidente, è stato ricompreso nel testo della Commissione, perché appunto la Commissione ha assorbito sia il concetto dei due anni, così come emerge nell'emendamento numero 15, sia il concetto di distacco e di comando, quindi di allargare il distacco al comando. Il parere è negativo perché ricompreso in parte, tra l'altro, per l'emendamento numero 4, così per l'emendamento numero 9 che viene assorbito, così per l'emendamento numero 10 che è ritirato; non può che esprimere naturalmente parere favorevole all'emendamento numero 15, che rappresenta un ottimo punto di sintesi di tutti gli emendamenti sull'argomento che sono stati presentati e che la Commissione ha appunto predisposto, consenziente anche la Giunta, d'accordo anche la Giunta, per togliere un pochino tutti i nodi che si erano presentati nel merito di tutte queste problematiche.

Esprime parere negativo sull'emendamento numero 16, come abbiamo detto poc'anzi, anche perché estende la data al 31 maggio 1999. L'emendamento numero 6 è ricompreso, così pure l'emendamento numero 11 assorbito. Per l'emendamento numero 13 si esprime parere negativo per le stesse ragioni che abbiamo detto negli emendamenti presentati all'articolo 3, riguardano gli enti dei consorzi provinciali ed interprovinciali frutticoltura di Sassari e Cagliari, dei quali si è stabilito, per accordo, di parlare nel "429 Parte seconda".

L'emendamento numero 14 è ritirato, e per l'emendamento numero 18 si conferma il parere negativo espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, intervengo per tentare di contribuire ad una soluzione unitaria sulla base dell'emendamento numero 15.

Vi sono alcuni emendamenti, che pur accettando la decorrenza di due anni al fine dell'inclusione in ruolo, però poi collocano la data di calcolo di due anni in una data futura. Questo non appare corretto perché chiaramente nel futuro, essendo questi provvedimenti con una certa discrezionalità, anzi, forte discrezionalità sia dell'amministrazione, sia dell'amministrazione di provenienza, si potrebbe giocare nel futuro a cambiare le carte in tavola, per cui la proposta, se ovviamente tutti sono d'accordo, è di ritirare questi emendamenti previa sostituzione, nel primo e nel secondo comma dell'emendamento numero 15, del termine di due anni con diciotto mesi, che raggiungerebbe gli stessi effetti sostanziali, ma con una chiarezza e senza la possibilità di giochi e giochini.

PRESIDENTE. La conclusione dell'intervento dell'onorevole Bonesu era un invito ai presentatori degli emendamenti di ritirarli, con l'ipotesi di riformulare una parte dell'emendamento numero 15 con l'espressione "18 mesi" anziché "2 anni".

Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, ora intervengo non in qualità di relatore ma in qualità di consigliere. Il provvedimento legislativo in discussione di cui sono relatore certamente ha incontrato, salvo per un punto che poi preciserò, anche la mia approvazione come già nella prima votazione espressa a suo tempo in Commissione e in questo Consiglio.

Gli emendamenti che sono stati presentati soprattutto a questo articolo in discussione, sono tali però da stravolgere quello che era stato un orientamento, a suo tempo, condiviso ed approvato dalla Commissione, che aveva identificato un periodo minimo di anzianità per il personale in comando e in distacco che, può essere un termine discutibile come è discutibile qualunque termine si proponga qualsiasi proposito, ma rispondeva al concetto che si veniva incontro alle richieste espresso da questo personale non per quello che è il vantaggio che questo personale può trarre, ma quello che è il compito che dovrebbe guidarci come legislatori, cioè nel tutelare un interesse preciso della pubblica amministrazione. La fissazione di una certa minima anzianità rispondeva appunto alla considerazione che divenisse utile, se non indispensabile, all'amministrazione, un personale che in posizione di comando o di distacco aveva coperto un ruolo operativo nell'ambito dell'amministrazione per un tempo tale da comportare, da lato che questo personale, se non già la possedeva, avesse acquisito in questi atti una specifica professionalità, e dall'altro la dimostrazione che l'amministrazione aveva gradito l'opera di questo personale, avendo avuto tempo sufficiente per valutarla, e quindi ha preferito mantenere la copertura di quei posti da parte di questo personale in posizione di comando o di distacco anziché, come correttamente altrimenti doveva fare, bandire su questi posti un regolare concorso pubblico.

Ora gli emendamenti che sono stati presentati a questo articolo, e che vengono condensati secondo la proposta ribadita in precedenza dall'onorevole Bonesu in questo emendamento sostitutivo totale, che recepisce quanto portato da questi emendamenti, stravolge in primo luogo l'orientamento che la Commissione aveva preso a suo tempo nell'indirizzo che ho ora illustrato.

Seconda considerazione, se noi modifichiamo, e qui non è più una modifica formale come il raggruppamento di due articoli, ma è una modifica sostanziale, perché incidiamo sul criterio di valutazione a cui questo provvedimento si ispira, io ho paura che questo possa essere motivo di nuove osservazioni da parte del Governo. Non ritengo che questo sia lo scopo che ci siamo proposti allorché abbiamo accolto i primi rilievi del Governo e ripresentiamo oggi il provvedimento in Aula. Ma l'intervento dell'onorevole Bonesu con la proposta di abbassare ulteriormente l'anzianità minima prevista dai due anni ai 18 mesi, mi conferma ancora di più nella considerazione che amaramente in questi giorni di discussione mi è venuta spontanea, che qui si tratta di provvedimenti che a questo punto non vengono più presi nell'interesse dell'amministrazione, ma vengono presi negli interessi di categorie, di gruppi di personale o talvolta di singole persone che rendono queste norme legislative non più come dovrebbero essere norme asettiche di carattere generale, ma norme, tra virgolette, decisamente targate.

Come relatore di una legge che ha ricevuto l'approvazione unanime di questo Consiglio, in quanto legge di principio, io credo che con emendamenti di questo genere noi stravolgiamo una legge di principi che noi stessi abbiamo approvato all'unanimità. Quindi, invito l'Assemblea anche se sono pessimista sull'esito di questo mio invito, perché come dicevo inizialmente nell'altro intervento su questi problemi per motivi ovvii di vicinanza al momento elettorale, che non voglio ulteriormente sottolineare per carità di patria, corre tra questi banchi una maggioranza trasversale, dalla maggioranza effettiva alla minoranza effettiva, che certamente se avrà successo non fa onore al Consiglio regionale ed ai suoi compiti. Per questo motivo voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (Progr. Fed.). A seguito dell'intervento dell'onorevole Bonesu laddove l'emendamento numero 15 venisse accolto con la modifica che viene proposta, io non ho alcuna difficoltà ad annunciare il ritiro. Se venisse accolta la modifica dei 18 mesi e se viene votato prima, chiedo conferma. Nel caso non venga votato chiaramente lo mantengo.

PRESIDENTE. Rimane un problema di natura formale. Mi pare di capire che trattandosi di un emendamento orale può essere messo in atto solo se c'è un accordo generale. Se invece c'è una opposizione - come mi pare di aver capito da parte dell'onorevole Macciotta - è difficile accogliere a questo punto l'emendamento all'emendamento 15.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (Progr. Fed.). Signor Presidente forse mi sono spiegato male, io mi riferivo all'emendamento numero 1, forse mi sono distratto quando parlava l'onorevole Macciotta, dicevo che intendo mantenere l'emendamento 1 laddove l'emendamento 15 venisse respinto.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 16 si intende ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Intervengo per sapere se il relatore a prescindere dalla generalizzazione, perché generalizzazione non è unanimità, se il Consiglio si esprime affinché il termine di due anni venga ridotto a 18 mesi, penso che si debba prendere atto che il Consiglio si esprime in tal senso.

Tra l'altro, essendo questo un emendamento sostitutivo di altri emendamenti che fa decadere altri emendamenti, ed essendo personalmente io d'accordo su questo emendamento, non vorrei dover votare contro un emendamento che mi pare racchiudere in sé tanti altri, solamente per un limite temporale. Tanto più che o teniamo presente che questa è una norma di sanatoria, e che nulla a che vedere con la legge che verrà o che abbiamo già approvato con la legge 31, perché questa è una norma di sanatoria, come tale questa norma a mio avviso avrebbe dovuto anche precedere la legge 31, questa è una riparazione a delle ingiustizie che sono state fatte in base alla presentazione della 31, alla presentazione temporale di una legge o di un'area(?) prima della legge in sanatoria.

Ritengo pertanto, vorrei sapere cosa ne pensa il relatore, circa l'accoglimento dell'emendamento da 2 anni a 18 mesi.

PRESIDENTE. Torno a dire con chiarezza che la modifica di questa parte dell'emendamento 15 è possibile solo laddove ci sia l'unanimità dei consensi. Laddove invece ci sia una contrarietà non si può accogliere la modifica.

Quindi è l'onorevole Macciotta quello che deve esprimersi, perché si tratta di un emendamento orale ad un testo scritto che abbiamo e non si può accogliere se non vi è unanimità dei consensi.

Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Posso esprimere la mia opinione, non sto parlando qui come relatore non me lo permetterei, come relatore sono ossequioso. Sto parlando come onorevole Macciotta, consigliere, che non è d'accordo sull'emendamento orale, è un mio diritto e tale lo mantengo.

PRESIDENTE. Con l'opposizione del consigliere Macciotta che parla quale consigliere, non si può accogliere quell'emendamento orale all'emendamento 15; è questo che volevo dire io, che sia o no relatore non c'entra nulla a questo riguardo. C'entra il fatto che non vi è l'unanimità dei consensi, quindi il testo dell'emendamento 15 rimane due anni e non 18 mesi. Questo nel metterlo in votazione si tiene conto che la sua formulazione rimane quella che era nella veste scritta.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. A questo punto è evidente che il mio intervento è superfluo, perché io intendevo intervenire sul merito della proposta dell'emendamento orale fatta dall'onorevole Bonesu, di cui comprendo ed apprezzo lo spirito, però a questo punto non essendo nemmeno possibile metterlo in discussione per effetto del ragionamento fatto dall'onorevole Macciotta, credo che il mio discorso sia praticamente superfluo.

Voglio soltanto far rilevare all'Aula, molto rapidamente, che qui stiamo parlando di personale che è all'interno dell'amministrazione soltanto da un anno e mezzo, che diventa anche difficile allo stato quantificare con precisione a quante unità di personale si riferisca il possibile emendamento fatto dall'onorevole Bonesu. Certamente dovremmo pensare ad una crescita di unità dell'ordine di venti e trenta unità, per cui non sappiamo se siamo in grado di assicurare a tutto questo personale i posti sulla base dei posti disponibili all'interno dell'amministrazione regionale, quindi, di fatto probabilmente potremmo anche rischiare di far pensare a qualcuno la possibilità di, quando di fatto non siamo grado di garantirgliela; quindi sono tutte queste riflessioni che renderebbero comunque molto problematica l'accettazione dell'emendamento orale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Proporrei due anni dalla presente legge, se non viene accettato 18 mesi dall'entrata in vigore della legge 31, allora direi 2 anni dall'approvazione della presente legge, come forma di emendamento orale.

PRESIDENTE. Mi corre l'obbligo precisare che un emendamento pressoché identico al suo vedeva anche me come presentatore, non è stato accolto, fissando al 31 maggio.

C'è l'unanimità su questa ipotesi sulla presente legge?

MACCIOTTA (Gruppo Misto). No.

PRESIDENTE. Non vi è neanche su questa e quindi, rimane la formulazione originaria.

Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 9 soppressivo, sul quale vi è parere negativo. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 15 nella formulazione originaria, l'approvazione del quale farebbe decadere quasi tutti gli emendamenti, eccetto il 13 e il 18, tutti gli altri decadrebbero.

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Rimangono da votare soltanto gli emendamenti numero 13 su cui vi è il parere negativo della Commissione, e l'emendamento numero 18.

Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

Granara (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Prego ai colleghi di prepararsi alla votazione, prego anche i colleghi che sono nelle adiacenze dell'Aula di rientrare in modo tale che possiamo rapidissimamente votare i provvedimenti di legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Come relatore mi corre l'obbligo prima della votazione di dire che l'emendamento non è stato accolto dalla Commissione, in quanto improponibile perché esula dalla materia del provvedimento di legge. Vorrei che il Presidente si pronunciasse sull'accoglibilità o meno di questo emendamento.

PRESIDENTE. L'estraneità non è assoluta nel senso che si tratta pur sempre di personale e di mobilità di personale, comunque il Consiglio è sovrano nel decidere, non è irricevibile e quindi è possibile votarlo e lo votiamo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 47

Astenuti 1

Maggioranza 24

Favorevoli 8

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Boero - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Ghirra - Giordo - Granara - La Rosa - Loddo - Macciotta - Manchinu - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Murgia - Obino - Oppia - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.

Si è astenuto il consigliere: Aresu.)

Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento numero 18, e far notare come la mancata approvazione di questo emendamento fa sì che questo Consiglio affronti i temi di comandi e distacchi in modo difforme tra di loro e non omogeneo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 41

Votanti 41

Maggioranza 21

Favorevoli 9

Contrari 32

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Ballero - Berria - Bertolotti - Boero - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Ghirra - Giordo - La Rosa - Loddo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Murgia - Obino - Sanna Salvatore -Schirru - Tunis Gianfranco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)

L'articolo 5 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 6.

LA ROSA, Segretario:

Art. 6

Assunzioni nell'Istituto incremento ippico

1. L'Istituto incremento ippico è autorizzato ad assumere, in deroga alle vigenti norme per l'immissione negli impieghi degli enti regionali, i lavoratori che erano in servizio in aziende zootecniche attualmente gestite dall'ente, all'atto dell'acquisizione delle stesse da parte del Monte-pascoli.

2. Tali assunzioni potranno avvenire esclusivamente per posti vacanti nell'organico dell'ente.

3. I dipendenti da assumere dovranno essere in possesso dei requisiti per l'immissione nei ruoli dell'ente, con esclusione del requisito dell'età.

4. Le assunzioni avverranno nella qualifica funzionale corrispondente alle mansioni esercitate, purché il dipendente sia in possesso dei titoli di studio e professionali richiesti per l'assunzione in detta qualifica.

5. Ai dipendenti è riconosciuto il trattamento stipendiale iniziale della qualifica.

6. Agli oneri derivanti dalle assunzioni previste dal presente articolo fa fronte l'Istituto incremento ippico con le proprie disponibilità di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 7.

LA ROSA, Segretario:

Art. 7

Compensi per i componenti delle commissioni, comitati ed altri consessi operanti presso l'Amministrazione e gli enti regionali e norme sullo svolgimento dei concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali

1. Al terzo comma dell'articolo 1 della legge regionale 22 giugno 1987, n. 27, sono apportate le seguenti modifiche:

a) le parole "lire 80.000" della lettera a) sono sostituite dalle parole "lire 130.000";

b) la lettera b) è soppressa;

c) le parole "lire 50.000" della lettera c) sono sostituite dalle parole "lire 90.000".

2. Dopo il settimo comma del citato articolo 1 sono aggiunti i seguenti commi:

"Ai componenti esterni delle commissioni giudicatrici di concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali, per la partecipazione ai quali sia prescritto il diploma di laurea, in luogo della medaglia giornaliera di presenza è corrisposto un compenso così determinato:

a) lire 4.000.000 per un numero di concorrenti non superiore a 50;

b) lire 60.000 per ogni concorrente oltre i primi 50, sino comunque a un compenso globale non superiore a lire 18.000.000.

Per i concorsi per la partecipazione ai quali sia prescritto il diploma di grado inferiore a quello di laurea, i compensi di cui all'ottavo comma sono corrisposti nella misura del 70 per cento.

Ai presidenti esterni delle commissioni di concorso spetta il compenso di cui all'ottavo e nono comma maggiorato del 20 per cento.

Ai dipendenti dell'Amministrazione regionale e degli enti nominati presidenti, componenti o segretari delle commissioni giudicatrici di concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali, i compensi previsti nei precedenti commi spettano nella misura del 50 per cento; ai dipendenti medesimi che facciano parte di commissioni esaminatrici di concorsi interni i predetti compensi spettano nella misura del 30 per cento.

Ai dipendenti che facciano parte delle commissioni di cui all'articolo 1, comma 5, della legge regionale 29 marzo 1993, n. 12, è attribuito per ogni giornata di riunione un compenso di lire 100.000.

Ai componenti dei comitati di vigilanza è corrisposto un compenso di lire 80.000 per ogni giornata di vigilanza.

I compensi corrisposti ai sensi del presente articolo non sono cumulabili con il compenso per prestazioni di lavoro straordinario.

Le medaglie di presenza e i compensi previsti dalla presente legge non spettano ai dirigenti dell'Amministrazione e degli enti, in considerazione dell'onnicomprensività della loro retribuzione.

Gli importi delle medaglie di presenza e dei compensi di cui alla presente legge sono aggiornati ogni tre anni con decreto dell'Assessore competente in materia di personale in relazione al tasso di inflazione programmato.".

3. Le disposizioni dell'articolo 1 della legge regionale n. 27 del 1987, come modificata dalla presente legge, trovano applicazione nei confronti dei presidenti, dei componenti e dei segretari delle commissioni giudicatrici di concorsi indetti nel 1997 o le cui procedure siano in atto al 1° gennaio 1998.

4. Il primo aggiornamento previsto dal sedicesimo comma dell'articolo 1 della legge regionale n. 27 del 1987, introdotto dal comma 2 del presente articolo, avviene decorso un triennio dalla data di entrata in vigore della presente legge.

5. Ferma la facoltà di prevedere prove preselettive quando si ritenga necessario in relazione allo specifico concorso, devono essere effettuate prove preselettive avvalendosi di sistemi automatizzati ogni qual volta il numero delle domande di partecipazione ai concorsi per l'assunzione agli impieghi regionali superi di dieci volte il numero dei posti messo a concorso, in modo che il numero dei concorrenti ammessi a sostenere le prove d'esame, cui devono aggiungersi i candidati classificati a pari merito dell'ultimo ammesso, non sia superiore a cinque volte il numero dei posti messi a concorso, o a trenta concorrenti nei concorsi per meno di sei posti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 41

Votanti 41

Maggioranza 21

Favorevoli 28

Contrari 13

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Ballero - Berria - Bertolotti - Boero - Bonesu - Busonera - Cadoni - Carloni - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Fois Paolo - Frau - Ghirra - La Rosa - Loddo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marrocu - Marteddu - Masala - Murgia - Obino - Sanna Salvatore - Schirru - Tunis Gianfranco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)

Si dia lettura dell'articolo 8.

LA ROSA, Segretario:

Art. 8

Utilizzazione delle graduatorie dei concorsi

1. Le graduatorie dei concorsi per esami o per titoli ed esami per l'assunzione dei dipendenti dell'Amministrazione regionale il cui termine di efficacia scade nel periodo compreso tra il 1° gennaio 1998 e il 30 dicembre 1999, possono essere utilizzate per il conferimento di posti che si rendano vacanti, per motivi diversi dall'ampliamento della pianta organica, sino al 31 dicembre 1999.

2. L'Amministrazione regionale è tenuta a dare ottemperanza alla sentenza pronunciata dal Tribunale amministrativo regionale sulla deliberazione della Giunta regionale n. 18/38 dell'8 maggio 1996. In relazione a ciò sono fatte salve le assunzioni di personale, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, previste dalla legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, e disposte ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge regionale 15 gennaio 1991, n. 6.

PRESIDENTE. All'articolo 8 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LA ROSA, Segretario:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per illustrare l'emendamento.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). L'emendamento tende a ripristinare il testo precedente che vedete affianco del secondo comma e ha due motivazioni. La prima è quella solita, che non è opportuno modificare la norma nella stesura che già il Governo a suo tempo ha approvato, come nel caso di questo articolo e di questo comma. Ma la motivazione di sostanza è questa: che quando noi diciamo, con questa formulazione nuova, che l'amministrazione è tenuta a dare ottemperanza ad una sentenza della magistratura amministrativa, oltre che diciamo una cosa pleonastica perché non lo deliberiamo noi in Consiglio, né in Commissione che l'amministrazione è tenuta a dare ottemperanza ad una sentenza di tale magistratura, rappresenta un'indebita intromissione del potere legislativo sul potere esecutivo, per dire meglio, dell'organo legislativo sull'organo esecutivo, intromissione che non giudico corretta che venga oltretutto riprodotta in questa forma in una proposta di legge.

Per tale motivo ho presentato l'emendamento che ripristina esattamente il testo originario. La Commissione non lo accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta si trova sostanzialmente in una posizione di difficoltà, perché ha già espresso in Commissione la propria opinione, nel senso che la Giunta è già sulla via, per effetto di una delibera già adottata, di dare ottemperanza alla sentenza pronunciata dal Tribunale Amministrativo Regionale. Chiaramente il Consiglio vuol dare forza e vuole avere certezze da parte della Giunta che questo si faccia, se questo è il senso dell'emendamento comunque sappia il Consiglio che la Giunta è già su questa linea. Quindi la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

LA ROSA, Segretario:

Art. 9

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione degli articoli 2, 3 e 4, valutati in annue lire 1.817.100.000, si fa fronte per gli esercizi finanziari 1999, 2000 e 2001con le disponibilità recate dai seguenti capitoli del bilancio della Regione: 02016 (Stipendi, paghe e indennità) quanto a lire 1.258.000.000; 02019 (Contributi fondo per l'integrazione e il trattamento di quiescenza) quanto a lire 12.200.000; 02022 (Contributi trattamento di previdenza) quanto a lire 439.200.000; 02023 (Versamento imposta regionale attività produttive) quanto a lire 107.700.000, e per gli anni successivi con legge di bilancio.

2. Agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 7, valutati in annue lire 200.000.000, si fa fronte con le seguenti variazioni del bilancio della Regione per l'anno 1999 e per gli anni 2000-2001:

In diminuzione:

12 - SANITA'

Cap. 12126 -

Rimborsi alle Unità Sanitarie Locali e/o alle Aziende U.S.L. delle somme anticipate per il trattamento economico del proprio personale comandato presso la Regione (art. 44, D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761 e L.R. 13 agosto 1985, n. 18) (spesa obbligatoria)

1999 lire 200.000.000

2000 lire 200.000.000

2001 lire 200.000.000

In aumento:

02 - AFFARI GENERALI

Cap. 02102 -

Medaglie fisse di presenza, indennità di trasferta, rimborsi spese di viaggio e indennità per uso di auto proprie o di mezzi gratuiti ai componenti e ai segretari di commissioni, comitati e altri consessi, istituiti dagli organi dell'Amministrazione regionale (artt. 7 e 17 bis, L.R. 11 giugno 1974, n. 15, L.R. 19 maggio 1983, n. 14, L.R. 27 aprile 1984, n. 13 e L.R. 22 giugno 1987, n. 27)

1999 lire 200.000.000

2000 lire 200.000.000

2001 lire 200.000.000

3. Le spese previste per l'attuazione della presente legge fanno carico ai citati capitoli del bilancio della Regione per gli anni 1999-2001 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 9 bis.

LA ROSA, Segretario:

Art. 9 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura della tabella.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

In ottemperanza a una richiesta, che per altro era stata già motivata in precedenza, la votazione avverrà sui quattro testi di legge, i due esaminati oggi e gli altri due li esamineremo domani.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani 20 aprile 1999, alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 21.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziata in apertura di seduta

INTERPELLANZA TUNIS Gianfranco sulla preoccupazione, tra gli addetti del comparto industriale dell'alluminio di Portovesme, per il ventilato disimpegno della società Alcoa.

Il sottoscritto,

premesso che dopo lunghe e difficili trattative, avviate nella recente fase di privatizzazione, la società Alcoa aveva rilevato lo stabilimento industriale dell'Alumix di Portovesme e quello della Sardal di Iglesias;

considerato che operai e organizzazioni sindacali avevano salutato positivamente detta acquisizione anche confortati dalle numerose garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulle prospettive di importanti commesse per le imprese sarde;

ritenuto pertanto che il palese atteggiamento di progressivo disimpegno della società, dimostrato dal non aver presentato piani industriali, nonché l'intenzione dell'Alcoa di ridurre la forza lavoro, in totale contrasto con gli accordi presi nella fase di acquisizione dello stabilimento, sia causa di legittima preoccupazione da parte dei lavoratori per gli ipotizzati esuberi di circa duecentotrenta unità lavorative, fra operai e tecnici;

atteso che, se la situazione di allarme, paventata in questi giorni da lavoratori e organizzazioni sindacali, dovesse concretizzarsi, ulteriori centinaia di lavoratori del Sulcis Iglesiente si troverebbero in una situazione di grave precarietà economica e verrebbe così pericolosamente interrotto, o quanto meno rallentato, il delicato e difficile cammino che mira allo sviluppo di un territorio degradato dalla crisi;

considerato altresì che tale situazione potrebbe ingenerare anche pericolosi pregiudizi in vista di future privatizzazioni delle aziende a partecipazione pubblica, poiché si creerebbe un clima di diffidenza e ostilità che nuocerebbe a questi passaggi,

chiede di interpellare l'Assessore regionale dell'industria per conoscere quali siano le iniziative che intende adottare per risolvere la grave situazione sopra esposta e quali azioni intenda perseguire perché da parte del Ministero venga fatto rispettare il mantenimento dei posti di lavoro. (540)

INTERPELLANZA BIANCAREDDU sullo stato di calamità naturale causato da eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di dicembre 1998 e sul mancato risarcimento dei danni subiti dai privati.

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Il sottoscritto,

premesso che nel mese di dicembre 1998 un evento meteorologico di eccezionale intensità, seppure di limitata durata, si è abbattuto sull'Isola interessando ben quattordici comuni della Gallura;

considerato che l'evento si è manifestato come fenomeno alluvionale nella quasi totalità del territorio indicato causando nel complesso notevoli danni ad infrastrutture pubbliche, a pertinenze produttive e beni della cittadinanza e causando l'interruzione di pubblici servizi;

preso atto che a seguito di una ispezione sull'accaduto, prontamente disposta dalla Protezione Civile con la partecipazione degli enti locali interessati, anche in carenza delle formali denunce impedite dalla contingenza dei fatti, sulla base delle segnalazioni della Prefettura di Sassari e di alcuni comuni interessati, le tipologie di danno e di pericolo sono state:

1) infrastrutture stradali, talvolta asportate per tratti di centinaia di metri e relative opere (ponti, attraversamenti, muri di sostegno e di sotto scarpa, ecc.);

2) danneggiamento o interruzione di sistemi acquedottistici, depurativi, elettrici;

3) danneggiamento di edifici pubblici, di beni architettonici e di strutture a salvaguardia di beni archeologici;

4) danneggiamento o asportazione di opere di difesa spondale di alcuni corsi d'acqua;

5) necessità di intervento di natura idrogeologica;

6) danni minori e indotti;

constatato che la Giunta regionale con propria delibera ha dato mandato all'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio affinché disponga i provvedimenti necessari da presentare al Consiglio regionale per le necessarie variazioni di bilancio in base all'articolo 9 della legge regionale n. 3 del 1989, per gli adeguati stanziamenti finalizzati agli interventi di spesa assunti dagli enti locali per lavori di massima urgenza e garanzia dei servizi primari e ai finanziamenti in delegati ai comuni al fine del ripristino delle infrastrutture pubbliche danneggiate;

rilevato che le necessità di ripristino alle infrastrutture e servizi pubblici sopra detti, così come denunciati dai comuni, sommariamente ammontano a 18,5 miliardi di lire e non tengono conto quindi dei danni subiti da privati e da operatori del comparto produttivo (crollo muretti, serre, recinzioni, sughero, pozzi approvvigionamento idrico, bestiame - pascolo, alberi frutto, filari viti, allagamento officina, ecc.),

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se intendano adottare urgentemente opportuni provvedimenti affinché nella proposta di variazione al bilancio siano previsti interventi finanziari di natura straordinaria per far fronte alle numerosissime richieste di provvidenze da parte di privati e attività produttive colpite dall'eccezionale evento atmosferico del dicembre u.s..(541)

INTERPELLANZA BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sulla nomina dei direttori generali dell'E.R.S.AT. e dell'E.A.F.

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I sottoscritti, premesso che:

- in forza dell'articolo 33, secondo comma della legge regionale 23 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) le funzioni di direttore generale degli enti regionali sono conferite con decreto del Presidente della Giunta, previa delibera della Giunta adottata su iniziativa dell'Assessore competente in materia di personale, su proposta del consiglio di amministrazione dell'ente;

- in sede di prima applicazione della legge tale conferimento di funzioni doveva avvenire entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge e cioè entro il 31 gennaio 1999; sta di fatto che nonostante il Consiglio di amministrazione dell'Ente Autonomo del Flumendosa abbia deliberato la proposta di attribuzione delle funzioni di direttore generale fin dal 18 gennaio 1999, non è stato pubblicato alcun decreto del Presidente della Regione;

- in analoga situazione versa anche l'ERSAT;

- le conseguenze sull'attività degli enti sono disastrose; infatti alla data del 31 gennaio sono cessate le funzioni dei preesistenti coordinatori generali dell'ente ed è comunque entrata in vigore la normativa per cui i provvedimenti gestionali vengono adottati dai dirigenti e non più da organi di derivazione politica;

- in questo quadro la mancata nomina dei direttori generali, che in questa fase transitoria sono elementi propulsivi della nuova organizzazione, comporta la completa paralisi degli enti,

chiedono di interpellare il presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere i motivi del ritardo e in quali tempi si intendano adottare i decreti di nomina. (542)

INTERPELLANZA BALLETTO - PITTALIS - LOMBARDO sulla situazione venutasi a creare in ordine all'utilizzo delle risorse finanziarie messe a disposizione del Commissario della acque per la gestione dell'emergenza idrica del 1995.

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I sottoscritti, premesso che:

- in considerazione della grave emergenza idrica dipendente dalla prolungata siccità relativa all'anno 1995, erano state stanziate dallo Stato cospicue risorse finanziarie per affrontare i problemi che da tale situazione derivavano alla popolazione per usi civili e all'intera economia isolana per i riflessi negativi che la carenza del "bene acqua" originava all'industria, all'agricoltura, al turismo, ecc.;

- in relazione a ciò, a suo tempo, era stato approntato un piano di intervento per affrontare e lenire la situazione di grave disagio venutasi a creare in seguito all'ennesima emergenza idrica;

- detti interventi si sono in massima parte concretizzati in studi e progettazioni affidati per lo più a figure professionali già presenti all'interno dell'Amministrazione regionale (EAF, ESAF, Consorzi di bonifica, ecc.);

considerato che:

- detti soggetti hanno svolto l'incarico loro affidato in qualità di lavoratori dipendenti di enti pubblici regionali, dai quali hanno percepito la retribuzione ordinaria e i compensi di lavoro straordinario e i premi incentivanti;

- agli interpellanti è pervenuta notizia secondo la quale ai prestatori delle consulenze sono stati corrisposti compensi aggiuntivi a quelli loro già erogati in funzione dei rapporti di lavoro dipendente in atto con le rispettive amministrazioni in misura superiore all'uno per cento definito dalla legge Merloni;

- se i fatti rappresentati rispondono al vero, si verserebbe in situazione di danno a carico delle amministrazioni pubbliche di appartenenza poiché ad esse è stato sottratto l'apporto lavorativo dei dipendenti impegnati nelle consulenze pur avendone continuato a sopportare i carichi delle retribuzioni ordinarie e - ove siano ricorse le condizioni - anche gli oneri per il lavoro straordinario e incentivanti,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere se i fatti riportati rispondano al vero e, in caso affermativo, quali misure intenda attuare per ristorare le pubbliche amministrazioni che hanno sopportato ingiustamente gli oneri finanziari non ad esse imputabili. (543)

INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sul mancato utilizzo dell'istituto della mobilità dei dirigenti medici di I livello da parte dell'Azienda Sanitaria Locale n. 8 e dell'Azienda Ospedaliera Brotzu.

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Il sottoscritto,

premesso che in base alla normativa vigente in materia (D.P.R. 20 dicembre 1979, n. 761, Legge 23 ottobre 1992, n. 421, D.L.G.S. 3 febbraio 1993, n. 29, legge regionale n. 5 del 1995 e articolo 30 del contratto di categoria del 1994/97) esiste la possibilità del ricorso all'istituto della mobilità anche per i dirigenti medici di I livello;

rilevato che tutte le aziende sanitarie locali della Sardegna ad eccezione dell'ASL n. 8 e dell'Azienda Ospedaliera Brotzu, sia per ragioni di carattere economico-aziendali, sia per ragioni di corretta applicazione della normativa vigente sopra citata hanno utilizzato - laddove opportuno - l'istituto della mobilità interaziendale anche per i dirigenti medici di I livello, anche contemporaneamente alla pubblicazione di bandi di concorso per coprire nuovi posti;

denunciato che il manager dell'ASL n. 8 (e quello dell'Azienda Ospedaliera Brotzu) interpretando restrittivamente e capziosamente la normativa vigente in materia di mobilità dei pubblici dipendenti, e particolarmente l'articolo 31 del contratto collettivo nazionale di lavoro del 1994/97 frustrano le legittime aspettative di un'intera categoria di operatori sanitari con un'alta professionalità maturata in molti anni esperienza di lavoro nei presidi sanitari, che nel prossimo futuro verranno probabilmente ridimensionati;

sottolineato che il TAR Sardegna con ordinanza 266/98 ha sospeso la procedura relativa al concorso di neurologia presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della sanità per sapere:

1) se non ritengano opportuno e necessario intervenire immediatamente, per quanto nelle loro competenze, presso il manager dell'Azienda Sanitaria Locale n. 8 ed il manager dell'azienda Ospedaliera Brotzu per verificare la congruità delle ragioni economico-aziendali e di diritto, che inducono loro a non applicare l'istituto della mobilità per i dirigenti medici di I livello come avviene nelle altre ASL sarde;

2) se abbiano proceduto, in base all'articolo 41 della Legge n. 761 del 1979 alla nomina della Commissione competente alla formulazione di un'unica graduatoria di tutti gli operatori sanitari interessati al trasferimento. (544)

INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sul mancato recepimento da parte della Regione autonoma della Sardegna del D. Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, e della mancata erogazione degli stanziamenti a beneficio delle Ferrovie Meridionali Sarde previsti nella legge regionale n. 1 del 1999 (legge finanziaria).

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Il sottoscritto,

premesso che il D. Lgs. 19 novembre 1997, n. 422, stabilisce regole e procedure per ciò che concerne il trasferimento di tutte le competenze sul trasporto pubblico locale dallo Stato alle Regioni;

rilevato che a distanza di oltre un anno la Regione Sardegna, per "responsabilità omissiva" della maggioranza consiliare di centro sinistra, non ha provveduto all'emanazione di un provvedimento di legge per il recepimento di quanto previsto dal sopra indicato D.Lgs. ed è, quindi, soggetto inadempiente autore di gravi danni economico - finanziari delle Ferrovie Meridionali Sarde (FMS);

denunciato, inoltre, che la Giunta regionale non ha provveduto neanche all'erogazione dei finanziamenti già previsti nella legge regionale finanziaria 1999, art. 24, e conseguentemente le FMS non possono procedere all'esperimento delle gare d'appalto per l'acquisto di nuovi autobus di linea al fine di migliorare il servizio dell'utenza;

evidenziato che l'azienda Ferrovie Meridionali Sarde è attualmente, dopo l'approvazione della Legge n. 309 del 1974, l'unico gestore di servizi di trasporto pubblico di persone nel bacino di traffico del Sulcis - Iglesiente, area con particolari difficoltà dal punto di vista socio economico e dei trasporti,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per sapere:

1) se non ritengano necessario intervenire immediatamente con adeguati provvedimenti al fine di una rapida erogazione delle risorse finanziarie stanziate dalla legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, così da consentire il rinnovo del parco autobus circolante dell'azienda FMS;

2) se non ritengano necessario attivarsi, affinché prima della fine dell'attuale legislatura regionale, venga recepito il D.Lgs. n. 422 del 1997 che consentirebbe una riorganizzazione dell'azienda con un suo rilancio economico - finanziario - produttivo e una stabilizzazione del quadro occupazionale. (545)

INTERPELLANZA VASSALLO sulla situazione creatasi a seguito dell'ordinanza di sgombero intimata ai pastori di Escalaplano.

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Il sottoscritto,

appreso che nella Comunità di Escalaplano si stanno determinando forti tensioni tra i pastori (storici) che da anni utilizzano i terreni di Figu Niedda e la Cooperativa "Taccu Sa Figu Niedda";

verificato che la quasi totalità dei pastori di Escalaplano hanno utilizzato, per oltre un decennio i terreni citati ed attraverso il loro utilizzo hanno sviluppato floride attività pastorali, garantendo alle loro famiglie un adeguato sostegno economico;

constatato che a causa di una concessione da parte dell'ERSAT dei suddetti pascoli alla Cooperativa, si è innescato un contenzioso giudiziario tra le parti in causa, che recentemente, con sentenza di appello il tribunale ha ribaltato la sentenza di primo grado, dando ragione alla Cooperative ed ordinando lo sgombero, da parte dei pastori, dei terreni oggetto del conflitto;

accertato che i pastori, allo stato attuale, sono impossibilitati a svolgere la propria attività e non disponendo di altri fondi viene loro meno la capacità di sostentamento alle proprie famiglie;

ritenuto che la situazione che si è venuta a creare, a causa di questa contesa, ha già creato i presupposti perché possano verificarsi fatti criminosi e che solamente agendo per via politica e non giudiziaria, è possibile trovare una soluzione al problema;

ritenuta tale questione importante, urgente e indifferibile,

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura al fine di:

1) attivarsi per ripristinare una convivenza civile all'interno della Comunità di Escalaplano;

2) farsi interprete dell'esigenza di un incontro tra le parti: pastori, cooperativa, ERSAT, sindaco e Regione Sardegna con lo scopo di ricercare una giusta ed equa soluzione al problema che garantisca il lavoro di tutte le parti in causa. (546)

INTERROGAZIONE SCHIRRU - SANNA Salvatore, con richiesta di risposta scritta, sull'avviso di selezione per l'assunzione di due custodi all'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda per il cantiere di Villasalto.

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I sottoscritti,

venuti a conoscenza dell'avviso di selezione, reso pubblico dal Servizio provinciale di amministrazione di Cagliari dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda, per l'assunzione a tempo indeterminato di due operai agricoli forestali da adibire a custodi per il cantiere di Villasalto;

rilevato come la procedura messa in atto per questa selezione appaia essere in palese contrasto con tutte le norme di accesso previste per il pubblico impiego e con quelle del collocamento;

considerato che i requisiti di partecipazione richiesti, quali l'obbligatorietà della residenza a Villasalto, il limite d'età non superiore ai 28 anni che ormai per tutte le selezioni pubbliche viene elevato oltre i 40 anni, il servizio militare effettivamente prestato, appaiono arbitrari e soprattutto discriminatori dei candidati, in considerazione:

1) dell'elevato numero di giovani in cerca di prima occupazione o disoccupati che sono stati per un motivo o per un altro esonerati dall'obbligo militare o hanno scelto di svolgere il servizio sociale sostitutivo;

2) del fatto che nel momento in cui ai candidati aspiranti custodi viene richiesto il possesso di "tutti i requisiti", e perciò anche di quello del "servizio militare effettivamente prestato", viene impedita la partecipazione delle donne alla selezione,

chiedono di interrogare gli Assessori regionali della difesa dell'ambiente e degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere quali atti intendano porre in essere per rendere nullo l'avviso di selezione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda di Cagliari e per dare avvio ad una nuova selezione nel rispetto rigoroso delle norme previste per il pubblico impiego e delle pari opportunità tra uomini e donne. (1281)

INTERROGAZIONE TUNIS Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sul non efficiente servizio marittimo notturno Carloforte-Calasetta effettuato dalla Società di navigazione Delcomar.

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Il sottoscritto,

premesso che la Società di navigazione Delcomar sulla base della convenzione n. 6 del 30 dicembre 1997 stipulata tra la stessa società e l'Assessore regionale dei trasporti, svolge attualmente il collegamento marittimo notturno Carloforte-Calasetta;

considerato che tale collegamento ha dei contenuti altamente sociali in quanto assicura la piena realizzazione del principio di continuità territoriale tanto auspicata dagli abitanti dell'Isola di San Pietro;

considerato altresì che tale servizio dovrebbe garantire, qualora ce ne fosse bisogno, in totale sicurezza, puntualità e celerità, il trasporto delle ambulanze con paziente al seguito;

accertato che tale servizio non è svolto con la dovuta efficienza e regolarità per:

1) sospensione del servizio al verificarsi di condizioni meteomarine non particolarmente avverse poiché viene utilizzata una nave che per le sue caratteristiche tecniche non è adeguata a garantire la navigazione lungo il Canale di San Pietro sulla linea Carloforte-Calasetta, per contro, unica tratta realmente sicura a svolgere tale servizio in qualsiasi condizione meteomarina;

2) sospensione del servizio al verificarsi di frequenti imprevisti e avarie con gravi ripercussioni a danno del personale imbarcato nonché dei passeggeri trasportati, molti dei quali ormai rinunciano ad usufruire di tale servizio;

3) sospensione del servizio per negligenza dei dirigenti circa la sostituibilità del personale imbarcato in caso di infortunio o malattia ( si è già verificato per malattia del comandante);

venuto a conoscenza che la società non eroga dal mese di ottobre lo stipendio agli ormeggiatori operanti nel porto di Carloforte e non liquida con regolarità lo stipendio al personale imbarcato;

atteso che tutto quanto sopra esporto provoca un diffuso malcontento nonché indignazione tra i carlofortini,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per conoscere quali siano le iniziative che intende adottare per risolvere la delicata situazione in corso e quali azioni intende perseguire affinché venga svolto con efficienza e regolarità tale fondamentale servizio. (1282)

INTERROGAZIONE BOERO, con richiesta di risposta scritta, sul Banco di Sardegna nella vicenda Banca Popolare di Sassari.

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Il sottoscritto,

osservato che il 24 maggio 1993 i soci della Banca di Sassari società cooperativa sono stati chiamati a partecipare all'assemblea straordinaria che, su pressante invito dei Commissari della Banca d'Italia e di diverse personalità politiche ed economiche intervenute all'assemblea, ha votato la fusione per incorporazione nella Banca di Sassari S.p.A., costituita ad hoc su iniziativa del Banco di Sardegna;

considerato che l'assemblea citata, dunque, aveva da esaminare il monumentale progetto di fusione, il quale comportava la creazione di una nuova banca, che avrebbe rimpiazzato la cooperativa, con conseguente passaggio dei soci da cooperatori - padroni della banca ad azionisti di minoranza, senza alcun potere di influenza sulla gestione, posto che il Banco di Sardegna si è riservato la maggioranza assoluta del capitale e lo statuto della nuova S.p.A. non prevedeva il voto di lista, che avrebbe assicurato ai piccoli soci quantomeno una o due presenze nel Consiglio di Amministrazione in funzione di controllo, tutela e stimolo;

rilevato che questo stato di cose ha comportato effetti macroeconomici notevoli, mutando di fatto il panorama del credito nell'Isola;

rilevato, ancora, che per i soci della Banca di Sassari società cooperativa l'operazione non è stata indolore: il valore di ciascuna azione passava dalle 20.000-27.000 lire pagate dai soci al momento dell'acquisto a 3.000 lire (tanto si evince aritmeticamente dalla situazione patrimoniale al 31 dicembre 1992), valore esclusivamente teorico in quanto non c'erano, e non potevano esserci compratori reali o ipotetici per azioni senza alcun diritto di incidenza;

considerato inoltre che, nel corso della più volte citata assemblea straordinaria, i tre commissari nominati dalla Banca d'Italia non hanno ritenuto di mettere a disposizione dei soci altri documenti contabili oltre la situazione patrimoniale al 31 dicembre 1992, evidenziando i saldi di gestione del 1991 (perdita di 44 miliardi di lire) e del 1992 (perdita di 144 miliardi di lire);

osservato, infine, che i documenti relativi ai conti economici non sono stati mostrati nel corso della citata assemblea;

rilevato, ancora, che i soci hanno ripetutamente chiesto di poter visionare detti conti economici, onde avere chiari il modo e le motivazioni per i quali si siano formati tali saldi decisamente rovinosi per tutti gli azionisti della Banca Popolare di Sassari società cooperativa, richieste formalizzate ad ogni assemblea e sempre disattese,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere se intenda svolgere un'azione nei confronti del Banco di Sardegna, controllato dalla Fondazione Banco di Sardegna, e controllore della Banca di Sassari S.p.A., per ottenere che finalmente siano messi a disposizione degli azionisti della Banca di Sassari S.p.A., i conti economici 1991 e 1992 della Banca di Sassari società cooperativa, assorbita quest'ultima dalla Banca di Sassari S.p.A. a seguito di fusione per incorporazione avvenuta nel 1993. (1283)

INTERROGAZIONE BOERO, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione del Banco di Sardegna dai benefici di cui all'articolo 4 della Legge n. 218 del 20 luglio 1990.

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Il sottoscritto,

osservato che l'articolo 4 della Legge n. 218 del 1990 prevede un contributo complessivo di 1.800 miliardi di lire da erogarsi in cinque anni agli Istituti di credito di diritto pubblico ;

considerato che i soggetti destinatari del riparto di detto contributo erano potenzialmente sei e precisamente la Banca Nazionale del Lavoro, il Banco di Napoli, il Banco di Sardegna, il Banco di Sicilia, l'Istituto di Credito San Paolo di Torino, il Monte dei Paschi di Siena;

rilevato che le condizioni dettate dal citato articolo 4 erano due, e precisamente, avere lo statuto conforme al Decreto ministeriale del 27 luglio 1981 ed avere "esigenze patrimoniali di riorganizzazione e sviluppo" ( e non generiche situazioni di bassa capitalizzazione);

rilevato ancora che l'Istituto di Credito San Paolo di Torino ed il Monte dei Paschi di Siena non erano in condizioni di concorrere al citato riparto in quanto i rispettivi statuti non erano conformi allo schema di cui al Decreto ministeriale del 27 luglio 1981;

considerato inoltre che la Banca Nazionale del Lavoro, il Banco di Napoli, il Banco di Sardegna, il Banco di Sicilia avevano uno statuto conforme allo schema di detto Decreto ministeriale;

osservato infine che il Decreto legislativo n. 358 del 1990 ripartisce la somma di cui alla Legge n. 218 del 1990 nel modo che segue: alla banca Nazionale del Lavoro un totale di 350 miliardi di lire (57 miliardi di lire per il 1990, 88 miliardi di lire per il 1992, 98 miliardi di lire per il 1993, 107 miliardi di lire per il 1994), al Banco di Napoli un totale di 850 miliardi di lire (140 miliardi di lire per il 1990, 213 miliardi di lire per il 1992, 237 miliardi di lire per il 1993, 260 miliardi di lire per il 1994, al Banco di Sicilia un totale di 650 miliardi di lire (100 miliardi di lire per il 1990, 151 miliardi di lire per il 1992, 167 miliardi di lire per il 1993, 182 miliardi di lire per il 1994);

rilevato pertanto che il Banco di Sardegna, pur avendo i requisiti di cui alla detta legge, è rimasta esclusa dal riparto del contributo statale;

tutto ciò premesso chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

- quali siano i motivi che hanno indotto il Governo, in sede di emanazione del Decreto legislativo n. 358 del 1990, ad escludere il Banco di Sardegna dal riparto delle somme di cui al citato articolo 4 della Legge n. 218 del 1990;

- quali siano stati i criteri qualitativi e quantitativi che hanno ispirato il riparto;

- se lo statuto del Banco di Sardegna, alla data di promulgazione della citata Legge n. 218 del 1990, era nelle condizioni di consentire la partecipazione al riparto del contributo statale;

- quale sia stato l'atteggiamento del Banco di Sardegna in ordine al secondo requisito di cui all'articolo 4 della Legge n. 218 del 1990, se cioè abbia concretamente operato, ovvero sia rimasto passivo o addirittura abbia agito in senso nocivo in relazione ad una assegnazione di danaro pubblico che, stante la mera presentazione di un semplice piano di riordino e sviluppo, totalmente slegato da parametri e controlli che la Legge citata non poneva, era da ritenersi scontata. (1284)

INTERROGAZIONE RANDACCIO, con richiesta di risposta scritta, sui problemi relativi alla mancanza di una sede dell'AIMA nel territorio regionale.

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Il sottoscritto, premesso che:

a) i coltivatori della Regione hanno presentato domanda all'AIMA per i contributi relativi alla coltivazione dei cereali;

b) gli stessi nel marzo 1999 si sono recati nella sede vacante dell'AIMA per confrontare i dati delle domande presentate con i rilievi aerei effettuati dall'ente;

c) i rilevamenti aerei non coincidono con le misurazioni riscontrate dai coltivatori,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se sia a conoscenza di quanto succitato;

2) in base a quale legge i coltivatori possano fare richiesta di una sede regionale dell'AIMA;

3) se si sia attivato l'ufficio di rappresentanza della Presidenza della Giunta regionale in Roma riguardo a questa richiesta;

4) se tramite l'ufficio di rappresentanza della Presidenza della Giunta regionale in Roma sia possibile una nuova rilevazione sul luogo insieme ai coltivatori richiedenti. (1285)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di acquisto di un'autoambulanza-centro mobile di rianimazione, da parte dell'associazione intercomunale AVIS di Burgos-Esporlatu.

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Il sottoscritto,

appreso che nel 1992 è stata istituita l'associazione intercomunale AVIS Burgos-Esporlatu, il cui impegno prioritario è rivolto alla donazione del sangue;

considerato che tale associazione riveste un ruolo importante in quanto i propri soci volontari svolgono una funzione di solidarietà civile e cristiana, in un territorio svantaggiato a causa di una periferia sempre più isolata;

rilevato che il Consiglio direttivo dell'associazione ha programmato l'acquisto di un'autoambulanza attrezzata con strumenti idonei, necessaria per garantire un adeguato soccorso sanitario ed un agevole collegamento con gli ospedali di Nuoro, Ozieri e Sassari;

rilevato altresì che la realizzazione di tale programma richiede l'investimento di una cifra elevata rispetto alle entrate attualmente esigue del bilancio dell'associazione in oggetto,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere quali interventi urgenti intenda adottare per consentire all'associazione intercomunale AVIS di Burgos-Esporlatu di dotarsi di un'autoambulanza-centro mobile di rianimazione necessaria per la realizzazione di un importante servizio per l'intera collettività. (1286)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione dei traghetti veloci nella tratta Genova - Porto Torres.

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Il sottoscritto,

preso atto che la compagnia nazionale di navigazione TIRRENIA, entro il mese di giugno, intende inserire i traghetti veloci nella tratta Genova - Porto Torres;

considerato che, a causa di inaudite lungaggini ministeriali, il "Piano regolatore generale" giace tuttora nei cassetti del Ministero dell'ambiente per la mancanza del "Piano di valutazione di impatto ambientale";

accertato che

- a causa di questa situazione non possono essere resi disponibili gli oltre 50 miliardi, già stanziati a livello nazionale, e i 7,5 miliardi a disposizione della Regione sarda;

- questo stato di cose condiziona pesantemente la piena funzionalità dello scalo marittimo e di conseguenza le navi veloci verranno, probabilmente, dirottate con punti di attracco decentrati rispetto alla città,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se intenda:

1) attivarsi con urgenza, presso la TIRRENIA, per conoscere esattamente i punti di attracco e gli orari di arrivo e di partenza dello scalo turritano;

2) promuovere un incontro con tutti i soggetti interessati (TIRRENIA - FF.SS. - Comune - Capitaneria) al fine di elaborare un accordo tra enti diversi per garantire ai passeggeri da e per la Sardegna i necessari collegamenti con le diverse località della nostra Regione;

3) intervenire con la massima urgenza presso il Ministero della difesa dell'ambiente al fine di richiedere lo sblocco della pratica riguardante il porto turritano, qualora fosse necessario in sede di Presidenza del Consiglio in occasione degli incontri Stato - Regione. (1287)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione venutasi a creare nella VII Comunità Montana "Goceano" a seguito della modifica della legge regionale n. 25 del 1993.

Il sottoscritto,

considerato che:

- l'articolo 2 della legge regionale n. 25 del 1993 prevede i criteri di ripartizione del fondo per il funzionamento degli enti, per l'espletamento delle funzioni di competenza e per la riqualificazione dei servizi;

- la quota del medesimo fondo destinata alle comunità montane è ripartita in parti uguali;

rilevato che l'articolo 11 della legge finanziaria 1999 (Modifiche alla L.R. 25/93e alla L.R. 38/94) prevede una ripartizione delle quote destinate alle Comunità montane ripartita: per il 20 per cento in parti uguali; per il 40 per cento in proporzione alla popolazione residente e per il 40 per cento in proporzione alla superficie territoriale;

constatato che tale modifica ha comportato notevoli disagi per la VII Comunità Montana "Goceano", in quanto la ripartizione dei fondi necessari per le spese di funzionamento dell'ente è stata ridotta di circa 94 milioni, nonostante le medesime non siano di fatto legate né alla superficie territoriale, né alla popolazione residente;

constatato, altresì, che in attesa della riforma degli assetti territoriali e istituzionali delle Comunità Montane, in applicazione della Legge n. 142 del 1990, non ancora attuata da circa 10 anni, tale riparto di fondi è particolarmente discriminante per le zone interne;

preso atto che tale situazione incentiva l'esodo delle popolazioni verso le zone costiere annullando, in tal modo, gli sforzi della Comunità tesi a favorire la permanenza nelle zone interne,

chiede di interrogare l'Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica per sapere se intenda ripristinare la ripartizione preesistente, prevista dalla prima stesura della legge regionale n. 25 del 1993, al fine di scongiurare le annunciate dimissioni degli amministratori della VII Comunità Montana "Goceano". (1288)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sul servizio postale in Sardegna.

I sottoscritti chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali azioni la Giunta abbia intrapreso per l'attuazione della mozione n. 163/36 approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 23 luglio 1998.

Con tale mozione il Consiglio chiedeva, come avviene per altre isole dell'Unione Europea, il trasferimento, o la delega, alla Regione delle competenze in materia postale.

Tale richiesta era motivata dal continuo degrado del servizio attuato dalla gestione monopolistica della società subentrata al disciolto Ente Poste Italiane.

Il degrado negli ultimi mesi si è ulteriormente aggravato tanto che anche la postacelere in Sardegna è diventata postalumaca con consegna in tre giorni.

Non si è sinora avuta alcuna notizia di iniziative assunte dalla Giunta regionale per richiedere al Governo l'attribuzione delle competenze in materia di servizio postale. Né si riesce a capire quali motivi il Governo potrebbe opporre al trasferimento di un servizio che asserisce fortemente passivo, se non l'inveterata ostilità centralistica ad ogni autonomia.

Non sembra che l'argomento abbia formato oggetto degli intensi incontri per l'intesa Stato - Regione, sui cui contenuti non è stata comunque data alcuna comunicazione al Consiglio.

Si chiede perciò di conoscere in quali modi la Giunta intenda dare attuazione al deliberato o se anche la mozione sul servizio postale sia destinata, come tante altre volontà espresse dal Consiglio, a restare inutile per la carenza di volontà autonomistica della Giunta regionale. (1289)

MOZIONE TUNIS Marco Fabrizio - PITTALIS - SERRENTI - LOCCI - FLORIS - GIORDO - LOMBARDO sull'istituzione del servizio geologico regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che con Decreto Legge 11 giugno 1998, n. 180, coordinato con la legge di conversione del 3 agosto 1998, n. 267, sono state disposte misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico nelle zone colpite da disastri franosi in Campania e la medesima disposizione di legge prevede nell'articolo 2, comma 7 bis, che tutte le regioni che non ne siano già dotate possono provvedere, entro sei mesi e cioè entro febbraio 1999, alla costituzione dell'ufficio geologico regionale in modo da soddisfare le esigenze conoscitive, sperimentali, di controllo ed allertamento per effetto dell'instabilità del territorio; alle stesse regioni è pure demandato il compito della costituzione del servizio di polizia idraulica ed assistenza agli enti locali;

PREMESSO che rientra nei compiti delle regioni, in base alla Legge del 18 giugno 1989, n. 183 sulla difesa del suolo, la perimetrazione delle aree a rischio instabile con conseguente finanziamento a favore delle regioni di lire 100.000 milioni per l'anno 1998, nonché per l'attuazione di interventi e misure di salvaguardia è autorizzata una spesa di lire 110.000 milioni per il 1998 e lire 495.000 milioni per ciascuno degli ani 1999 e 2000;

RILEVATO che per la predisposizione di un programma teso al potenziamento delle reti di monitoraggio meteo idropluviometrico in tutto il territorio nazionale è invece prevista una spesa di lire 10.000 milioni per il 1998 e lire 20.000 milioni per ciascuno degli anni 1999 e 2000;

CONSIDERATO che le regioni possono assumere, in deroga ai propri ordinamenti e con procedure d'urgenza, personale tecnico con contratto di diritto privato a tempo determinato nel limite della disponibilità di lire 20 miliardi per il 1998;

CONSIDERATO che nell'ambito della Legge n. 183 del 1989 sulla difesa del suolo e rientra pure la competenza in carico alla Regione relativa alla salvaguardia dell'assetto di dinamica costiera per quei litorali fortemente degradati e in cui è preminente l'azione erosiva del mare;

DENUNCIATO che già in data 1° marzo 1995 era stata presentata in Consiglio regionale sul problema analoga mozione mai discussa

censura

l'Assessore regionale dei lavori pubblici per il lassivo comportamento e

impegna la Giunta regionale

- alla costituzione di un servizio geologico regionale annesso alla Presidenza della Giunta regionale secondo quanto previsto dall'articolo 2 della Legge 3 agosto 1998, n. 267 e a coordinare e finanziare interventi di salvaguardia per i litorali bassi della Sardegna;

- alla costituzione del servizio di polizia idraulica e assistenza agli enti locali. (182)