Seduta n.149 del 19/06/2001
SEDUTA CxLIX
Martedì 19 Giugno 2001
Presidenza del Presidente Serrenti
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 06.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 28 marzo 2001 (144), che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Agevolazioni contributive alle imprese nel comparto del commercio". (213)
(Pervenuto il 4 giugno 2001 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Istituzione di un regime di aiuti per favorire le attività commerciali". (220)
(Pervenuto il 15 giugno 2001 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 22.12.1989, n. 45, recante 'Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale, e successive modifiche ed integrazioni'". (221)
(Pervenuto il 15 giugno 2001 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dal consigliere PIANA: "Istituzione dell'Ufficio regionale di protezione e pubblica tutela dei minori". (212)
(Pervenuta il 30 maggio 2001 ed assegnata alla seconda Commissione.)
Dai consiglieri BIANCU - DEMURU - PIRISI - SANNA Gian Valerio: "Disciplina dei mandati consecutivi dei Sindaci e dei Presidenti delle Province". (214)
(Pervenuta il 6 giugno 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Dai consiglieri SANNA Gian Valerio - PIRISI - BIANCU - DEMURU - SANNA Salvatore: "Semplificazione amministrativa. Modifiche alla legge regionale n. 40 del 22.8.1990 (Norme sui rapporti fra i cittadini e l'Amministrazione della Regione Sardegna nello svolgimento dell'attività amministrativa)". (215)
(Pervenuta il 6 giugno 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Dai consiglieri LA SPISA - SCANO - BIGGIO - AMADU - BALIA - BALLETTO - CAPPAI - CUGINI - FOIS - PILI - SANNA Giacomo - SECCI - SPISSU - USAI - GIOVANNELLI - FANTOLA: "Disciplina dell'imposta regionale sulle attività produttive e altre disposizioni in materia tributaria". (216)
(Pervenuta il 7 giugno 2001 ed assegnata alla terza Commissione.)
Dal consigliere BIANCAREDDU: "Modifica alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione". (217)
(Pervenuta il 12 giugno 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Dai consiglieri LA SPISA - GIOVANNELLI - LOMBARDO - BIANCAREDDU: "Allevamento a scopo ornamentale o amatoriale di specie ornitologiche nate in cattività appartenenti alla fauna selvatica". (218)
(Pervenuta il 13 giugno 2001 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Dal consigliere SANNA Salvatore: "Modifica alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione". (219)
(Pervenuta il 14 giugno 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale
PRESIDENTE. Annunzio che è stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge nazionale:
Dalla Giunta regionale: "Revisione dell'articolo 8 (modificato dalla Legge 13 aprile 1983, n. 122) e articolo 10 dello Statuto Speciale per la Sardegna approvato con Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (9)
(Pervenuta il 30 maggio 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione SANNA Gian Valerio - PIRISI sull'opportunità che vengano emanate opportune direttive regionali riguardanti le modalità di appalto per la costruzione degli impianti e la distribuzione del gas nel territorio dell'Isola". (291)
(Risposta scritta in data 31 maggio 2001.)
"Interrogazione AMADU sulla grave situazione dei macellai di Sassari e della Provincia". (333)
(Risposta scritta in data 31 maggio 2001.)
"Interrogazione LAI - SPISSU - SANNA Emanuele - DETTORI Ivana - PACIFICO sui ritardi nell'applicazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili". (325)
(Risposta scritta in data 4 giugno 2001.)
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 30 aprile, 8 e 22 maggio 2001.
Decadenza di consigliere
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle consultazioni elettorali, tenutesi nel Comune di Cagliari il 13 maggio 2001, il consigliere regionale Emilio Floris è stato eletto Sindaco. Poiché a norma dell'articolo 17, comma 2, dello Statuto Speciale per la Sardegna, l'ufficio di consigliere regionale è incompatibile con quello di membro di una delle due Camere o di un altro Consiglio regionale o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti, a seguito del giuramento del consigliere Floris a Sindaco del Comune di Cagliari in data 18 giugno 2001, invito il Presidente della Giunta delle elezioni a convocare immediatamente la Giunta stessa affinché riferisca al Consiglio i conseguenti adempimenti.
Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 10, viene ripresa alle ore 17 e 47.)
Lettura e approvazione di estratto di processo verbale
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Prego i colleghi di prendere posto.
Colleghi, nella precedente seduta sono stati sostituiti alcuni colleghi. Uno di questi è l'onorevole Nuvoli il quale, avendo intenzione di presentare ricorso, ha chiesto l'estratto del verbale della seduta di cui sopra. Ne dobbiamo dare lettura formale in seguito alla quale si potranno eventualmente fare alcune considerazioni.
Prego il Segretario di dare lettura dell'estratto del processo verbale della seduta di giovedì 31 maggio 2001.
(Segue lettura)
Se non vi sono opposizioni, l'estratto del processo verbale si intende approvato.
Proclamazione di consigliere regionale
PRESIDENTE. Sono pervenute le determinazioni della Giunta delle elezioni. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
"Comunico alla S.V. Onorevole che la Giunta delle Elezioni si è riunita in data 19 giugno 2001, per esaminare la situazione determinatasi dalla recente elezione a Sindaco di Cagliari del Consigliere regionale Onorevole Emilio Floris.
La Giunta stessa, nel proporre al Consiglio di dichiarare decaduto da consigliere regionale l'on. Emilio Floris, ai sensi dell'art. 17, secondo comma, dello Statuto Speciale per la Sardegna, fa presente che, dall'esame degli atti redatti dall'Ufficio centrale regionale per la Circoscrizione regionale relativi alle elezioni regionali del 13-27 giugno 1999, risulta che: l'onorevole Emilio Floris era stato eletto nella lista n. 2 avente il contrassegno "Polo per la Sardegna". I candidati della stessa lista e della medesima Circoscrizione regionale che seguono immediatamente l'ultimo proclamato eletto sono nell'ordine: - Diana Mario, con cifra elettorale 6977; - Orgiana Benito, 6353; - Mulas Sebastiana, 5253; - Calia Maddalena, 5067. F.to On. Pier Luigi Carloni".
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni, il Consiglio prende atto della decadenza dalla carica di consigliere regionale di Emilio Floris. Sulla base di quanto comunicato dal Presidente della Giunta delle elezioni, proclamo eletto consigliere regionale Diana Mario. Poiché mi risulta non essere in Aula, noi comunicheremo a Mario Diana la sua avvenuta elezione e quindi presterà giuramento nelle prossime sedute.
PRESIDENTE. Annunzio al Consiglio che, in data 7 giugno 2001, è pervenuta a questa Presidenza una petizione a firma Benedetto Ballero concernente: " Per la modifica dello Statuto Speciale della Sardegna" (4/XII). Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la prima Commissione.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento nel luglio 2000 di un impiegato forestale". (352)
"Interrogazione SPISSU - LAI, con richiesta di risposta scritta, sul peggioramento dei collegamenti ferroviari per gli utenti sardi in seguito ai nuovi orari adottati dalle Ferrovie dello Stato". (353)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul reparto di pediatria dell'ospedale civile di Alghero". (354)
"Interrogazione FANTOLA - CASSANO - PISANO - VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione dell'articolo 19 della Legge 958/1986 e comma 65 dell'articolo 3 della Legge 537/1993". (355)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato decollo dell'Unità operativa di Cardiochirurgia e della connessa 'Unità operativa di terapia intensiva post cardiochirurgica' presso la ASL n. 1 di Sassari". (356)
"Interrogazione SPISSU - CUGINI - LAI - MORITTU, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi difficoltà della Società Siderurgica SALIS S.p.A. di Sassari". (357)
"Interrogazione SPISSU - LAI - CUGINI - MORITTU - AMADU - FRAU - GIAGU - GRANELLA - DEIANA - VASSALLO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'unità operativa di cardiochirurgia dell'Ospedale civile di Sassari". (358)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Interpellanza FADDA - SANNA Gian Valerio - SELIS - GIAGU relativa al mercato libero dell'energia elettrica. Attuazione del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, nel territorio regionale. Abbassamento della soglia di consumo per l'accesso al mercato libero". (147)
"Interpellanza MORITTU - CUGINI - LAI - SPISSU - SANNA Alberto - CALLEDDA sulle motivazioni d'urgenza utilizzate dalla Giunta regionale per giustificare l'adozione della delibera n. 16/35 dell'8 maggio 2001, nella quale è previsto il finanziamento degli invasi di 'Sa Contra Ruia' e di 'Buttule e Calambru'". (148)
"Interpellanza CALLEDDA - CUGINI - FADDA - BALIA - SANNA Emanuele - IBBA - SANNA Gian Valerio - MASIA sull'acquisizione da parte del Comune di Teulada delle opere abusive del complesso alberghiero Baia delle Ginestre". (149)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Mozione PIRISI - SANNA Gian Valerio - DEMURU - SANNA Salvatore - BIANCU - CUGINI - BALIA - FADDA sulle modifiche apportate dalla Giunta regionale al complemento di Programmazione del POR Sardegna 2000-2006 approvato dal Consiglio regionale". (41)
" Mozione CUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sul grave stato di paralisi ed inefficienza della Regione sarda". (42)
"Mozione BALIA - CUGINI - FADDA - DORE - BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU sulla petizione n. 4/XII 'Per la modifica dello Statuto Speciale della Sardegna' ". (43)
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 42.
Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
MOZIONECUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sul grave stato di paralisi ed inefficienza della Regione sarda.
IL CONSIGLIO REGIONALE
premesso che da mesi si è costretti ad operare in una condizione pressoché totale di paralisi istituzionale, nella quale il lavoro delle Commissioni e l'attività dell'intera Assemblea sono pesantemente condizionate dall'assenteismo e dal disimpegno della maggioranza di governo che, al contrario, ne dovrebbe garantire la produttività ed il buon funzionamento;
considerato che tale condizione determina, come diretta conseguenza, l'evidente insufficienza dell'attività di governo, con i programmi di legislatura, quelli annuali e comunitari, interamente disattesi, e la concomitante paralisi dei flussi finanziari di spesa che ricade, giornalmente e in maniera negativa, sulle categorie economiche e produttive e, perciò, sui processi di sviluppo locale;
preso atto che l'assenza dai luoghi e dagli appuntamenti vitali per la Sardegna, l'attività legislativa prodotta e l'indisponibilità ad un confronto serio, aperto e concreto sui temi, non solo dell'emergenza, ma soprattutto dello sviluppo e del lavoro, dimostrano e giustificano i toni di una nostra fondata e ragionevole preoccupazione per il futuro;
constatato che gli impegni presi nelle dichiarazioni programmatiche della Giunta di centrodestra, in particolare con riferimento: 1) alla riforma complessiva della Regione e dei suoi enti; 2) alla Commissione speciale per la riforma dello Statuto; 3) al così detto "choc burocratico"; 4) allo sviluppo e le risorse; 5) alla "task force" per l'occupazione; 6) alla politica del credito; 7) al progetto di sviluppo; 8) all'ambiente; 9) all'attuazione integrale delle leggi a sostegno del lavoro, ampliandone i contenuti e migliorando le norme attuative; 10) all'urbanistica e ai piani territoriali paesistici; 11) all'industria; 12) all'emigrazione; 13) al turismo; 14) al contenimento della spesa; 15) alle zone interne e alla società del malessere, sono stati totalmente disattesi nella loro attuazione e rimasti semplici slogan di propaganda;
ribadito che le forze del centrosinistra e Rifondazione Comunista hanno interpretato il ruolo di opposizione nell'interesse della Sardegna, penalizzata dall'inadeguatezza e dall'inefficienza della Giunta regionale e della maggioranza che la sostiene, attraverso un'assidua presenza nei lavori consiliari, con una disponibilità al confronto sui temi reali e sulle emergenze, con un'intensa attività politica e istituzionale, certificata dai numeri riguardanti le proposte di legge, le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni;
constatato che la finanziaria regionale 2001, preannunciata dalla Giunta regionale come rivoluzionaria, è stata la riprova dell'inadeguatezza della Giunta regionale che ha presentato la manovra con un inaccettabile e dannoso ritardo (oltre tre mesi), e si contraddistingue per il carattere di disorganicità e di clientelismo che rappresenta la mancanza assoluta di un disegno mirato e strategico, atto a raccogliere le numerose esigenze di crescita e di sviluppo dell'Isola a favore dell'esigenza di tenere insieme gli interessi di una frastagliata maggioranza di centrodestra;
accertato che è evidente che la Finanziaria 2001 è stata utilizzata quale veicolo di propaganda elettorale, tant'è che i preannunciati disegni di legge ad essa collegati, per decadenza dei tempi di presentazione, di discussione e di approvazione, hanno perso l'efficacia particolare di strumenti della manovra finanziaria;
constatato che
- ai disegni di legge collegati erano agganciate impellenti problematiche e aspettative di settori particolarmente delicati, quali quello dell'imprenditoria giovanile, del mondo dell'artigianato, dell'ambiente, dello sviluppo, etc.., e che, per colpa di un uso strumentale di questi problemi, viene svilita la stessa istituzione del Consiglio regionale, visto come luogo non risolutivo delle questioni aperte dove, anzi, esse si accentuano fino alle soglie della drammaticità;
- a fronte di tanto immobilismo la Giunta regionale, inspiegabilmente, apporta arbitrarie e sostanziali modifiche al Complemento di programmazione del POR, approvato dall'Assemblea, in palese e grave violazione delle prerogative del Consiglio in materia di programmazione comunitaria, della volontà espressa dall'organo legislativo regionale ed in contrasto con atti dello stesso organo esecutivo regionale;
preso atto che si assiste, peraltro, in questi giorni, a contese intestine fra i partiti della maggioranza, tese a determinare nuovi assetti interni, attraverso esternazioni, consultazioni ed interlocuzioni, tutte esterne alle sedi istituzionali e con il pericoloso riaffacciarsi sulla scena di personaggi che, in una convulsa quanto oscura fase della vita politica regionale, ebbero a condizionare, con metodi e strumenti ancora da chiarire, le scelte decisive sulla formazione di una maggioranza non legittimata dal consenso popolare e in totale dispregio del libero e democratico confronto parlamentare;
rilevato che dopo la vittoria del Polo del 13 maggio, l'ondata neo centralista, che sta progressivamente investendo anche la realtà sarda, si sta ripercuotendo brutalmente non solo sugli assetti del governo regionale ma anche nelle libere determinazioni che le forze politiche assumono per i governi locali, dove gli accordi si devono realizzare esclusivamente sulla base dei bisogni e dei diritti dei cittadini e attraverso limpide convergenze programmatiche;
rilevato altresì, che la crisi strisciante che investe la maggioranza di centrodestra al governo della Regione, debba trovare nella sede istituzionale parlamentare il luogo deputato al confronto ed alla definizione delle scelte istituzionali;
valutata l'opportunità che il perdurante stato d'incertezza e d'inattività che investe il Consiglio regionale debba essere interrotto per consentire il riaprirsi di un confronto pubblico e parlamentare sulle grandi questioni che attendono ormai da tempo risposte concrete e appropriate, a partire dal tema delle riforme istituzionali e strutturali, all'attuazione dei Programmi comunitari e dei temi nodali dello sviluppo regionale, del lavoro e dell'occupazione,
esprime
a) l'esigenza di un urgente dibattito consiliare, al fine di approfondire le ragioni e le dannose ripercussioni di tale stato di paralisi istituzionale;
b) la preoccupazione sugli esiti devastanti, e forse irreversibili, ricadenti sul tessuto economico ed imprenditoriale sardo, e derivanti dall'evidente inefficienza dell'azione di governo dell'attuale maggioranza;
c) la profonda condanna politica per l'irresponsabile perdurare di lotte intestine alla maggioranza, tese a modificare esclusivamente l'attuale assetto di governo, per nulla sensibili ai bisogni ed alle emergenze sociali e congiunturali della Sardegna, per le quali fu sancito un preciso impegno da parte del Governo regionale.
impegna la Giunta regionale
a riferire in Consiglio regionale sullo stato di attuazione delle dichiarazioni programmatiche a suo tempo approvate a maggioranza del Consiglio regionale. (42)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare la mozione numero 42. Ricordo che per l'illustrazione sono concessi venti minuti.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, mi è stato chiesto dai firmatari di illustrare la mozione, cosa che faccio interpretando lo spirito di preoccupazione e tensione che anima la stessa. Una preoccupazione che attraversa ormai, oltre le categorie produttive, l'intera società sarda per la situazione di stallo in cui si trova la Regione e per le sue conseguenze sull'intera economia regionale.
Però, prima di entrare nel merito della nostra mozione, consentitemi una brevissima parentesi. Credo che l'assessore Pirastu se ne stia già occupando, se così fosse lo ringraziamo, ma vorrei porre ugualmente il problema all'attenzione dell'Aula (in particolare del Presidente del Consiglio che rappresenta i consiglieri e deve tutelarli), della Giunta e di tutti noi. Il collega Giampiero Pinna ha occupato di nuovo il Pozzo Sella con scelte, condivisibili o meno, discutibili, le abbiamo anche noi censurate, ma che a lui sembrano un modo estremo di tutelare una causa nella quale crede, e nella quale anche noi crediamo.
Si può discutere sul metodo di lotta, ma non si può dissentire sull'importanza del problema e sulla delicatezza della materia. Su questo credo che il Consiglio e la Giunta debbano sviluppare un maggiore impegno. Quello che oggi vorremmo sottolineare è che, in maniera davvero indelicata e poco responsabile, è stata tolta la corrente elettrica alla miniera stessa.
Al di là del fatto che la cosa provoca condizioni di vita ancora più difficili, io dico, perché resti agli atti e perché venga fatto presente anche ai responsabili della scelta, che si crea così in miniera una situazione di pericolo per l'incolumità non solo del consigliere Pinna, ma anche degli altri occupanti la miniera. Se il pozzo non deve essere reso agibile, si faccia pure questa scelta; ma visto e considerato che la gente è entrata, sia consentito allora di evitare i pericoli che in esso ci sono. In questo senso faccio appello al Consiglio e al Presidente del Consiglio in particolare perché venga tutelato un nostro collega che adotta un sistema di lotta in cui crede, ma faccio appello anche alla Giunta, in particolare all'assessore Pirastu, perché venga immediatamente rimosso il rischio che si corre interrompendo l'erogazione della corrente.
Invece arrivando più rapidamente al discorso della mozione, a noi sembra che, a distanza di due anni dall'avvio della legislatura e di oltre un anno e mezzo dalla costituzione della Giunta Floris, del cui progetto politico il Presidente Floris divide la corresponsabilità con i leader del centrodestra, i colleghi Pili, Serrenti, Onida, sia utile fare il punto sulla situazione e soprattutto non tenere soltanto per noi questa preoccupazione, ma esternarla, portarla nell'alta sede istituzionale, la sede in cui noi crediamo, che è il Consiglio regionale, perché in essa queste preoccupazioni debbono essere sviluppate e dibattute.
E' una Giunta, lo ricordiamo per qualcuno che se ne fosse dimenticato, la cui maggioranza è stata costruita e costituita non dagli elettori, ma attraverso un procedimento molto discutibile che ha determinato un ribaltone e l'abbandono dei patti politici con gli elettori, attraverso un processo di scambio politico, attraverso un processo estenuante di scambio di potere, che si è protratto per tutti questi mesi. Quando coalizioni e governi nascono su queste basi, la ricerca dello scambio e il conflitto per il potere sono inevitabili e durano tutta la legislatura; infatti anche in questo caso stanno perdurando per tutta la legislatura determinando l'instabilità di questo governo. Voi e la Giunta mi direte che comunque la maggioranza è sempre in Aula e vota compatta; la maggioranza sarà anche sempre in Aula e voterà compatta, ma poi scompare nelle Commissioni e nelle attività di governo, cioè nei momenti alti in cui deve farsi carico dei problemi di questa Regione. C'è un profondo conflitto di interessi tra voi, e tra alcuni di voi e le istituzioni, che sta minando la stessa maggioranza e lo stesso Governo regionale che vediamo sempre più impegnati in una logorante mediazione, in un logorante dibattito il cui momento più elevato è la decisione se debba essere il collega Pili o il collega Floris a presiedere la Giunta.
In questo dibattito non sono emerse differenze tra i due schieramenti, non sono emerse questioni programmatiche, ci sembra sempre che sia una questione di interessi personali. Questa situazione sta minando la funzionalità del Governo, sta screditando le istituzioni, lo stesso Consiglio regionale, che è la sede della politica e della democrazia. Noi vogliamo dirlo chiaramente per fugare ogni dubbio: non auspichiamo nessun controribaltone. La maggioranza che vi siete costruiti, con i metodi che vi siete costruiti, che noi non vorremmo mai perseguire, e che non ci appartengono, ve la tenete! Noi stiamo dicendo che questa maggioranza, oltre ad essere costruita sui ribaltoni, dimostra inefficienza e inefficacia, oltre ad avere un profondo disprezzo del Consiglio e delle istituzioni, dimostra di essere fondata non su programmi e su principi, ma su un continuo logorante scambio politico e sul gioco di potere.
Noi vi avevamo detto che non avremmo più parlato dei ribaltoni che hanno dato origine a questa Giunta. Voi avete la maggioranza per governare, governate! Vi sfideremo sulle cose fatte, sugli obiettivi raggiunti, sull'attuazione del vostro stesso programma, che abbiamo a suo tempo considerato ampiamente insufficiente e inadeguato. Credo che almeno su questo dovreste rispondere. Noi abbiamo cercato, in questi due anni circa, di essere un'opposizione responsabile e stimolante, di dirvi che al vertice dei nostri obiettivi non c'era la contestazione della maggioranza e della Giunta, ma c'era l'interesse comune dei sardi e per questo interesse avremmo dovuto e voluto lavorare. L'abbiamo dimostrato. Se andate a guardare le statistiche relative alle leggi approvate che più volte in quest'Aula abbiamo citato, vedrete che il 90 per cento di queste leggi è stato approvato anche con il nostro voto favorevole, spesso dopo averle modificate in Commissione, rielaborate e riportate ad una sintesi e ad una unità positiva. Ma noi non possiamo pensare che questa legislatura vada avanti in questo modo!
Badate, al di là della dialettica e della polemica "maggioranza-opposizione", rischiamo di rendere questa una delle peggiori legislature della storia dell'autonomia, vuota di significato, ricca di tensioni, vuota di progetti, ricca di giochi di potere, nella quale il Consiglio regionale viene esautorato perché il dibattito che dovrebbe essere fatto in Aula viene svolto invece negli anditi, nei sottoscala, nel bar che forse diventa il punto centrale di tutta l'attività dell'istituzione consiliare. Assistiamo in questi giorni, cari colleghi, lo dico con preoccupazione, ad uno spettacolo davvero deludente, si potrebbe dire squallido; c'è una crisi strisciante, viene dichiarata, viene invocata, e non dall'opposizione, come sarebbe d'altronde nostro dovere fare, ma da parti significative della maggioranza, cioè viene invocata da partiti, da gruppi della maggioranza che hanno tolto il loro appoggio alla Giunta e ne hanno mutato la composizione. Credo che la Giunta avrebbe già da tempo dovuto prendere atto di questi fatti. Quando vi era Palomba in quel banco, in altri tempi, alcuni giornali locali lo appellarono Federbostik, oggi noi dovremmo estendere questa dizione al vostro caso, anche se questo a me non piace perché non mi piacciono le battute in politica.
Non si capisce perché, visto che non chiarite qual è la maggioranza con cui oggi governate, questa Giunta sopravviva a se stessa, nonostante parte significativa della sua maggioranza le abbia tolto la fiducia. Io credo che quando si verificano questi fatti sia deturpata la dignità stessa della politica, dei gruppi, della maggioranza, delle coalizioni. Allora ci troviamo davanti una maggioranza che vuole resistere a se stessa, che vuole contare e sopravvivere sino all'ultimo voto e che - invece di porsi il problema della sua autorevolezza, della sua efficienza, della sua forza, della sua idealità, della sua adeguatezza a rappresentare la Sardegna in Italia e in Europa - rimane attaccata all'ultimo voto utile pur di gestire, non di governare, pur di gestire l'amministrazione quotidiana, il proprio potere, i propri equilibri, i propri conflitti.
Quello che è ancora più raccapricciante (lo dico in questa sede sapendo che i termini spesso ci appaiono eccessivi e forse ne abusiamo, ma di questo termine non voglio abusare) è che questa maggioranza, quando si trova in difficoltà, non sa gestire neanche la propria dialettica interna, se è vero come è vero che ogni volta che ci sono complicazioni il proconsole di Berlusconi piomba in Sardegna e diventa lui il vero governatore, il vero commissario della Sardegna, diventa lui quello che da le carte, distribuisce i ruoli, gestisce i conflitti, tratteggia e disciplina le carriere. A coloro che sinceramente credono di rafforzare l'autonomia della Regione pensando di istituire un'Assemblea costituente - io non condivido tale tesi ma so che chi la sostiene lo fa sinceramente - credo di dover dire che quanto meno dovrebbero avere il buon gusto di rifiutare un certo tipo di interferenze e di tutele.
Allora, quando invece questo succede e quando la stessa opposizione, l'opinione pubblica, le forze sociali e le forze culturali, vedono svilupparsi questa sceneggiata ed apprendono i fatti - che dovrebbero essere discussi in quest'Aula, invece che nelle scale, nei sottoscala o nel bar - tramite le televisioni, sentiamo davvero tutti che il ruolo del Consiglio viene mortificato.
Il senso della mozione è riportare il dibattito in quest'Aula, non tanto facendo polemiche sul passato ma cercando di capire che cosa vogliamo, e soprattutto che cosa volete fare. Se c'è un maggioranza, governate! Se dovete rifare ed adeguare il programma, adeguatelo! Se dovete integrare la Giunta, integratela! Ma i problemi che ci stanno di fronte non sono Pili o Floris, Floris o Pili! I problemi che ci stanno di fronte sono: riusciamo ad attaccarci al carro dello sviluppo europeo, riusciamo a non perdere i fondi europei e nazionali, riusciamo ad accelerare i nostri processi di sviluppo, riusciamo ad avere una strategia di crescita, sulla quale dibattiamo ma poi, finito il dibattito, non rimanga impantanata nelle secche di una politica umiliante e di basso profilo?
Il secondo elemento è un grido d'allarme che noi vogliamo rivolgere a voi (facendo appello alla comune responsabilità pur nella distinzione dei rispettivi ruoli e, ripeto, non auspicando in alcun modo i controribaltoni) per affrontare i problemi della Sardegna. Per quanto riguarda il terzo punto si tratta di verificare se riusciamo a dare un senso a questa legislatura che le vostre pratiche, veramente deteriori, stanno davvero mortificando.
Queste sono accuse delicate, le avanziamo con molta preoccupazione, non per animare una polemica che non ci interessa, ma adducendo fatti: l'attività del Consiglio è paralizzata da mesi; le Commissioni stentano a funzionare; l'assenza della maggioranza è evidente; non riusciamo a definire e attuare la programmazione trimestrale dei lavori del Consiglio; è evidente l'assenza della maggioranza in Commissione e la difficoltà di approvare i collegati rappresenta un fatto emblematico di ciò.
Avete dichiarato in quest'Aula che i collegati alla legge finanziaria rappresentavano il cuore della manovra, che su di essi avevate trovato l'intesa con le forze sociali produttive le quali vi avevano dato il loro consenso - l'avete detto voi! - che bisognava approvarli in Commissione entro 20 giorni e che nei 20 giorni successivi bisognava terminare la loro discussione in Aula. Ad oggi non è stato approvato un collegato! Spero che nessun componente della Giunta, il Presidente in particolare, ci venga a dire di avere compiuto il proprio dovere presentando i collegati e che il resto è responsabilità del Consiglio, perché voi siete l'espressione dell'attuale maggioranza e non si può scindere la responsabilità della Giunta da quella della maggioranza; di conseguenza, se la mancata approvazione dei collegati e quello che non funziona in Consiglio sono da attribuire alla responsabilità della maggioranza, tale responsabilità si estende anche alla Giunta. La maggioranza e la Giunta sono due elementi strettamente connessi, sono due facce della stessa medaglia.
Il Consiglio è svuotato. Il Consiglio è violato quando approva atti di programmazione, come il POR, che poi vengono modificati dalla Giunta in difformità al suo deliberato. Lo verificheremo; se questo è avvenuto, è un fatto grave, su cui dovremo avere spiegazioni e verifiche! Sorvoliamo su tutto il resto.
L'articolo 117 del Regolamento interno prevede che la Giunta regionale, previo invio di una relazione scritta da far pervenire almeno quindici giorni prima, è tenuta a svolgere in Consiglio almeno due volte all'anno, in occasione delle tornate ordinarie previste dall'articolo 20 della Statuto, un rapporto di verifica sullo stato di attuazione delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio. In due anni non si è mai fatto! Il discorso della trasparenza è affogato. Il rapporto sullo stato di attuazione dei programmi dello scorso anno, che vi eravate impegnati a fare prima del periodo di giugno, è del tutto dimenticato!
Per non parlare della carenza di funzionalità o della mortificazione del Consiglio, o persino dei programmi della Giunta regionale. Ho qui di fronte la sintesi del vostro programma. Avevate iniziato dicendo che questa sarebbe stata la legislatura delle riforme. Ma quali riforme? Dove sono le riforme? Non mi venite di nuovo a dire che l'assessore Masala ha un pacchetto di riforme e che lo presenterete in Consiglio, perché questo lo sanno fare tutti. Basta che alcuni esperti, alcuni consulenti, scrivano un po' di leggi e poi voi le trasmettiate al Consiglio. Le riforme sono riforme quando vengono trasformate in leggi che diventano operative. Fino ad oggi, a me non risulta che ci sia stata una vostra volontà, un vostro progetto di riforma; e dico ancora, rivolgendomi ad una parte della maggioranza, ai colleghi Riformatori che sanno, al di là delle differenze politiche, quale stima abbia nei loro confronti: come potete voi tollerare - per la connotazione che avete - che, dopo due anni, il dibattito sulle riforme sia solamente incentrato sul tema, pur importantissimo, della Costituente e che poi null'altro venga fatto, né per portare avanti la riforma degli enti, né per attuare la riforma della Costituzione che è già in vigore?
Avevate detto che la burocrazia è responsabile di tutto, ricordo le parole del Presidente Floris: "La burocrazia è l'elemento di paralisi, noi attiveremo uno shock burocratico.". E lo shock, in che cosa consiste? Nell'aver sostituito i precedenti direttori con i vostri affiliati, i quali hanno dimostrato che, in assenza di una riforma complessiva, nessuno di loro, buono o cattivo che sia, riesce a smuovere una macchina burocratica? Avevate parlato di task force per l'occupazione, ci volete dire dov'è la task force per l'occupazione? Avete parlato di credito, avete detto che la politica del credito del centrosinistra è vecchia. Da due anni noi aspettiamo che voi diciate qual è la vostra politica del credito! Avevate parlato di rilancio delle politiche del turismo, dello sviluppo; mentre nel programma della Giunta non avete parlato di sanità e dello Stato sociale perché probabilmente queste cose vi interessano in minor misura, quanto meno ne avete parlato molto marginalmente forse perché questi temi sono da voi considerati più terreno di baratto politico piuttosto che di progettazione del futuro dei cittadini.
E il turismo? Doveva essere il centro del vostro sviluppo, un elemento trainante, ma finora noi non abbiamo visto una legge, un progetto, un programma; abbiamo visto solo incontri al vertice, molto simpatici, tra il Presidente Floris e il principe Karim, ma da questo a realizzare lo sviluppo turistico ce ne passa! Dei lavori pubblici non riusciamo ad avere lo stato di attuazione; i programmi relativi alla tutela ambientale sono dimenticati; una politica delle zone interne non esiste. Sto tratteggiando, con i limiti di tempo che mi sono consentiti, i capitoli fondamentali del vostro programma. Il decentramento agli enti locali è quello che è.
La concertazione che avete tanto sbandierato, (noi in quella occasione vi abbiamo detto che avevate fatto bene, e che dovevate continuare.), incentrata sui vostri collegati al bilancio, sui provvedimenti di riforma e di accelerazione della spesa, si è rivelata una concertazione vuota. Allora, da questi banchi, noi diciamo ai sindacati, alle forze sociali, alle forze produttive, a coloro che vi avevano dato fiducia, tra i quali vi è anche qualcuno d'ispirazione di centrosinistra, di andare a verificare cosa sta succedendo e a che cosa è servita la concertazione.
Per non parlare poi dei piani dell'energia, dei trasporti e delle acque, che più volte sono stati oggetto in quest'Aula di ordini del giorno, e che la Giunta si era impegnata a presentare e su cui non abbiamo uno straccio di impegno, per non parlare di uno straccio di adesione. Il massimo è stato raggiunto l'altro giorno quando, dopo due anni di questo andamento così deteriore, così stiracchiato, così di basso profilo, tutti quanti noi abbiamo ricevuto il decreto dell'Assessore della programmazione contenente la ripartizione in capitoli delle unità previsionali di base. A fine giugno! A fine giugno si dividono le unità previsionali di base e da questo momento il bilancio può essere attuato!
Adesso voi mi direte: "Avete fatto ostruzionismo!". Ma le elezioni sono finite. Al di là dell'ostruzionismo sulla manovra finanziaria, che non c'è stato, l'avete presentata a fine dicembre, le note di programma a fine gennaio. Fatevi dare la documentazione che io ho chiesto e che il Presidente mi ha trasmesso; allora si potrà capire il perché dei quattro mesi di ritardo e il perché dei mesi e mesi di ritardo e di inefficienza della spesa. A proposito di questa inefficienza, vorremmo poi verificare, lo faremo, che fine stanno facendo i programmi comunitari.
In questo carosello di riunioni, di contrattazioni, di scambi politici, abbiamo la sensazione che quasi neppure una lira sia stata spesa e noi vogliamo collaborare a sventare il rischio che si perdano risorse importanti, perché sarebbe un guaio, non saremmo contenti, non saremmo soddisfatti di venire qua a dire che la Giunta ha sbagliato e non spende i soldi. Noi vogliamo prima di tutto che voi li spendiate, e poi darvi atto che avete capacità e siete efficienti. La nostra preoccupazione invece è che questa efficienza e questa capacità non esistano. Questa è la nostra preoccupazione!
La società - concludo cari colleghi - non protesta perché c'è stata, in questi ultimi periodi, una concentrazione di risorse, di potere, di arbitrio nei confronti degli organi centrali del Governo (altro che federalismo territoriale!), ma che con queste risorse, con questo arbitrio e con questo potere, il Governo regionale e la maggioranza che lo sostiene possano davvero condizionare le forze sociali, le forze produttive e gli enti locali.
Quando questo avviene, il malgoverno non è solo inefficienza, ma rischia di essere condizionamento della democrazia, della dialettica politica, rischia di essere freno al dibattito, alla riflessione e allo sviluppo, e senza sviluppo della cultura e della democrazia non ci può essere futuro per questa Regione.
PRESIDENTE. Ricordo ai consiglieri che intendono prendere la parola che devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Presidente, intervengo sull'organizzazione dei lavori. Come lei sa, la convocazione straordinaria è stata da noi richiesta per la discussione di questa mozione che noi abbiamo presentato e da cui scaturirà un dibattito molto ampio ed alto in questa Assemblea. Quindi ritengo che sia giusto organizzarlo per evitare che ci sia una partecipazione non produttiva, perché non vogliamo discutere solo delle opinioni o delle posizioni del centrosinistra, o dell'illustrazione della nostra mozione che ha fatto il collega Selis, ma vorremmo fare in modo che le opinioni effettivamente venissero messe a confronto.
Allora, io chiedo a lei ed ai colleghi, se concordano, di convocare una brevissima Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori e per fare in modo che ci sia un confronto alto e di merito sulla mozione che il collega Selis ha proposto alla nostra attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini senz'altro. Convoco la Conferenza dei Capigruppo e sospendo i lavori per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 27, viene ripresa alle ore 18 e 58)
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Prima di iniziare il mio discorso, devo richiamare l'attenzione su un passaggio dell'intervento poc'anzi fatto dal collega Selis nel quale, secondo me molto inopportunamente, egli ha affermato che l'Assemblea costituente sia sostenuta dalla maggioranza, in quanto si tratta di un progetto elevato che da tempo viene portato avanti tanto che la relativa proposta di legge nazionale approvata da quest'Aula è la risultante di tre proposte di legge e di un disegno di legge.
Credo che non si possa riduttivamente considerare di interesse della sola maggioranza la modifica dei rapporti tra Regione e Stato. Questo problema non riguarda solo la maggioranza, anche perché consentitemi di ricordare che una delle proposte di legge è del Partito Sardo d'Azione (i cui rappresentanti, fino a prova contraria, non fanno parte della maggioranza), ulteriori proposte di legge sono state avanzate da altre componenti dell'opposizione, le quali anch'esse sino a prova contraria non fanno parte della maggioranza.
Quindi, considerare così riduttivamente questo problema, credo che non serva a nessuno. Sarebbe bene, invece, aprire un confronto in quest'Aula, su questo tema, perché dal confronto di idee tra chi è favorevole e chi è contrario si possa recuperare veramente un minimo di valore di carattere politico, e non solo, che quest'Aula attende da tempo.
Colleghe e colleghi, la mancata sottoscrizione della mozione in discussione, da parte dei consiglieri del Partito Sardo d'Azione, deriva dal fatto che si è riscontrata una qualche difficoltà a discutere di inadempienze programmatiche di una Giunta e di un Presidente invitati a sbaraccare dalla loro stessa maggioranza. Non è stata certo la precaria posizione degli uomini del Governo regionale a creare motivi d'imbarazzo, quanto il disagio derivante dal fatto che questa Giunta non ha mai avuto un programma e tanto meno un programma condiviso, ma soltanto un documento formale approvato dalla maggioranza dei consiglieri regionali.
Infatti questa Giunta non è nata per governare la Sardegna, ma soltanto per gestire ed esercitare poteri. Per governare, occorre un programma vero e una maggioranza politica nel Consiglio regionale. Per esercitare il potere invece bastano quarantun voti di altrettanti consiglieri regionali. Le fibrillazioni, le proteste, le scomuniche di questi giorni, non sono altro che una logica conseguenza.
Ma è troppo facile, persino stupido ripetere all'infinito: "Noi l'avevamo detto". Anche perché l'affermazione non sarebbe del tutto vera. Nessuno di noi infatti immaginava che si potesse arrivare a tanto. Nessuno immaginava che il gruppo dei carnefici del giovane Pili e del più esperto Selis fosse così spregiudicato da organizzare in così poco tempo la mattanza del navigato Presidente Floris, condizionando negativamente non soltanto l'azione della Giunta, ma anche il corretto operare dell'intero Consiglio, potendo vantare tra le loro fila la massima carica istituzionale in quest'Aula. All'interno di questa maggioranza quello che poteva considerarsi un normale potere di condizionamento politico si è trasformato nel più terribile potere di interdizione permanente.
Ma d'altronde non poteva che essere così. Pur evitando di considerare i transfughi, gli opportunisti e gli schizofrenici, ben sette consiglieri dell'attuale maggioranza sono rappresentanti unici di altrettante forze politiche, ben nove sono stati eletti con forze politiche diverse da quelle che oggi rappresentano in quest'Aula, senza che siano note le mutate opzioni programmatiche che stanno alla base di così tanto repentini spostamenti. Ricercarle è un'impresa tanto ardua quanto inutile. E` più semplice, invece, individuare la direttrice lungo la quale muovono queste pattuglie di consiglieri erranti, colti da improvvisa inquietudine programmatica: è quella ormai nota e trafficata che porta dritta quanto meno all'ipoteca di un Assessorato, sia esso istituito o di futura istituzione. In una tale situazione è davvero difficile confrontarsi sulle questioni programmatiche, sulle grandi riforme, sullo sviluppo, sul credito, sulle politiche comunitarie, su quelle per l'occupazione o per l'ambiente.
Non credo si possa trarre una qualche utilità da un confronto con una maggioranza che dimostra di stare in piedi soltanto per garantire la gestione del potere ai gruppi dominanti al suo interno, senza una visione comune sui grandi problemi e sui grandi temi della politica in Sardegna. Tutto è proiettato ad inseguire nuovi spazi di visibilità, a soddisfare le rinnovate ambizioni personali, ad un rendimento di conti tutto interno alla maggioranza, che non ha nulla di politico e niente di positivo per la Sardegna.
La disputa personale ha preso il posto della dialettica interna, le trattative politiche sono state sostituite da contrattazioni di tipo commerciale, la politica del confronto viene confusa con la politica del ricatto numerico, con negative conseguenze non soltanto per l'azione di governo, ma per l'intera credibilità delle istituzioni autonomistiche. Questa straordinaria parentesi di ordinaria inadeguatezza da parte di questa maggioranza produrrà comunque un risultato. Il centrodestra prenderà coscienza che non è più possibile fare mercato delle istituzioni. I margini, all'interno dei quali la maggioranza dovrà ricercare una qualche soluzione a una crisi irreversibile, oltre che stretti, sono anche ben inquadrati e non possono essere allargati.
In questi ultimi due anni non è mai stato così. La conquista in più riprese di voti di singoli consiglieri, pur non accrescendo il peso politico della maggioranza, aveva almeno garantito un qualche sostegno numerico a una inefficace azione di governo. Oggi tale precario equilibrio sembra venire meno, ma non è un dato di questi ultimi giorni, è una conferma di quanto da tempo si va manifestando nelle Commissioni del Consiglio regionale, dove una maggioranza non coesa non è in grado neppure di licenziare i disegni di legge, frutto del lavoro della Giunta, e dove è più evidente lo scollamento politico tra le varie forze che la compongono e tra queste e l'Esecutivo. E' una conferma di quanto già accaduto alle elezioni politiche e alle amministrative, con autorevoli esponenti della maggioranza schierati in ordine sparso a cercare gloria. E' anche per questi motivi che giudico paradossale censurare Giunta e Presidente per non aver attuato un programma di governo che nella realtà non hanno mai avuto.
La verità è molto più semplice ed è anche molto più grave, non è mai esistita una maggioranza politica, ma soltanto una sommatoria di voti di singoli consiglieri regionali che hanno dato vita ad una Giunta per gestire quanto più potere possibile. Per questo, qualunque sia l'esito dell'ultima disputa tutta interna al centrodestra, il risultato sarà comunque una sconfitta politica per tutte le forze politiche dell'attuale maggioranza. Staffetta o no, niente potrà cancellare i numeri di un annunciato fallimento politico, e i numeri - a voler essere attenti - sono anche quelli delle recenti politiche in Sardegna, a meno che la maggioranza di governo non intenda considerare come una vittoria la sconfitta del centrosinistra nella nostra Isola. Sarebbe questa una visione estremamente miope e riduttiva dello scenario politico isolano che la direbbe lunga sulle reali prospettive di crescita del centrodestra in Sardegna.
A nessuno è consentito vincere per molto tempo ancora, contando soltanto sugli errori altrui (nel caso specifico sull'incompatibilità politica dell'Ulivo di aggregare le forze indipendentiste in Sardegna) soprattutto quando si è al governo ed è più facile sbagliare. E' una regola che vale per tutti, tanto a destra quanto a sinistra, ed è una regola alla quale nessuno si è potuto sottrarre, neanche chi, nella scorsa legislatura, pensava di essere divenuto invincibile per aver trovato un surrogato al Partito Sardo d'Azione. Ma è una regola che vale soprattutto per questa maggioranza di centrodestra, che è nata con premesse, uomini e modi sbagliati. Presidente. E' iscritto a parlare il consigliere Fantola. Ne ha facoltà.
Fantola (Patto Segni-Rif.Sardi). Signor Presidente, voglio dire subito che io naturalmente rifiuto in toto la premessa di questa mozione, mentre sarei pronto a sottoscrivere la parte dispositiva, cioè l'impegno per la Giunta, se i colleghi della maggioranza fossero d'accordo. Con la presentazione di questa mozione, l'opposizione ha dimostrato non solo di saper fare bene il suo mestiere ma di saperlo fare con tempestività. Ha permesso che in quest'Aula si dibattesse alla luce del sole, sotto i riflettori dei mezzi di comunicazione, e quindi con un maggiore coinvolgimento dell'opinione pubblica, sullo stato di salute di questa coalizione e conseguentemente - lo sottolineo - di questa Giunta. Io credo che sia un fatto importante, tanto importante, oltre che tempestivo; avremmo potuto chiedere anche noi questo dibattito, perché in realtà non si tratta che di rifare in Aula gli stessi ragionamenti che abbiamo fatto in tanti vertici di maggioranza, che poi sono apparsi sulla stampa, quindi niente di segreto.
Veniamo alla sostanza: che cosa chiede la mozione? Mi sembra che Gian Mario Selis lo abbia spiegato molto bene prima. Secondo me pone due domande. La prima: avete il coraggio di fare oggi un bilancio del primo anno e mezzo di governo regionale? O in altre parole: avete il coraggio di sottrarre, da tutto quello che avete promesso nelle dichiarazioni programmatiche, quello che avete realizzato, per poi valutare quantitativamente e qualitativamente la differenza?
La seconda: avete il coraggio di dirci come, nel breve tempo, volete annullare questo gap che voi dite esserci (e in parte c'è, come dirò) tra le promesse e le cose attuate? Volete spiegarci come volete diventare in breve tempo coerenti con voi stessi e con le vostre opzioni fondamentali?
Credo che siano queste le domande alle quali penso anche che l'opposizione abbia già risposto, tracciando il suo bilancio, un bilancio fallimentare, da bancarotta fraudolenta; credo che per il futuro l'unica soluzione che immagina l'opposizione sia quella che noi portiamo i libri di questa maggioranza in tribunale. Ma questo è il vostro punto di vista, non è il nostro punto di vista, non è il mio punto di vista.
Io voglio partire dal fatto che siamo a metà legislatura, mancano 180 giorni alla metà della legislatura, governiamo da un anno e mezzo, ebbene noi abbiamo il coraggio di dire, l'abbiamo detto apertamente, ovunque, che i risultati ottenuti in questo anno e mezzo non sono all'altezza delle speranze che abbiamo acceso tra la gente e delle attese che ci sono in gran parte dell'opinione pubblica e nei nostri elettori. L'abbiamo detto, non è una novità.
Abbiamo anche detto che in questo anno e mezzo abbiamo fatto tante cose importanti, che verranno descritte dal Presidente quando parlerà, abbiamo posto le premesse per scelte rilevanti e fondamentali, però non abbiamo ancora, con chiarezza, segnato la discontinuità con le giunte fallimentari del centrosinistra e non siamo per il momento sufficientemente coerenti con le cose che abbiamo detto di voler fare. Se vi ricordate, noi abbiamo fatto nascere questa maggioranza con il presupposto che rappresentasse il cambiamento, in caso contrario non avremmo contribuito a darle origine; diciamoci, oggi, che ancora non abbiamo tratto i risultati dal lavoro che abbiamo svolto e di conseguenza non abbiamo ancora sufficientemente trasformato né l'assetto istituzionale né l'assetto produttivo.
Sono d'accordo su gran parte delle cose che hai detto, però, caro Giacomo Sanna, non è vero che la nostra maggioranza non sia nata da un programma forte, è nata da un programma e da un'idea forte di innovazione; la capacità di innovare e di cambiare è il cemento di una maggioranza che nasce mettendo insieme gruppi e persone diverse che, pur avendo compiuto scelte diverse in periodi lontani e in periodi recenti, si sono trovati su un progetto di cambiamento.
Cosa fare per il futuro? A titolo personale ritengo che per il futuro non sia il momento, anche se spesso è stato interpretato male, né di ultimatum, né tanto meno di "penultimatum"; ritengo necessario che la nostra maggioranza guardi realisticamente alle cose e alle scelte che deve fare. A mio modo di vedere, questa è un'esigenza abbastanza diffusa anche nella maggioranza, c'è la necessità di muoverci su un percorso molto chiaro, da iniziare subito e da concludere ancora prima, un percorso per individuare temi, tempi e modalità di soluzione dei grandi problemi che abbiamo; un percorso che deve prevedere, se necessario, anche modifiche - naturalmente se congeniali al progetto- all'assetto della Giunta, per rendere più credibile e più autorevole la capacità di governo di questa maggioranza.
Sono profondamente convinto che nessun patto programmatico, nessun patto di assetto di Giunta funziona se noi, e questo riguarda noi, non siamo in grado di riscoprire le ragioni dello stare insieme, gli ideali forti che ci legano, i valori comuni che riescono a trasformare definitivamente questa maggioranza (la quale a volte, non neghiamolo, sembra essere una maggioranza solo numerica) in una vera maggioranza politica.
Che cosa fare? Io vedo due direzioni: la prima direzione è abbastanza semplice, basta mettersi d'accordo sulle cose da fare importanti. Noi abbiamo elencato alcuni punti essenziali, abbiamo parlato dei PIP, della riforma del sistema idrico, della riforma presidenzialista. Un'altra direzione invece riguarda la verifica che dobbiamo fare per accertare fino a che punto oggi arriva la disponibilità, la volontà, l'interesse dell'opposizione ad aprire una stagione costituente, ad aprirla oggi, prima che si concluda la prima parte della legislatura. Ritengo per noi di grande importanza una grande riforma della Regione che parta dalla riscrittura dello Statuto; non dico niente sulla Costituente perché mi associo a quello che ha detto Giacomo Sanna.
Dobbiamo cercare di trovare la più ampia alleanza fra tutti i Gruppi in questo Consiglio, distinguendo naturalmente il confronto sulle riforme istituzionali da quello sull'azione di governo, dove i ruoli devono essere diversi. Ci riusciremo? Credo che il cammino sia difficile per noi, io non do per scontato che riusciremo a percorrerlo e a metterci d'accordo per trovare insieme le motivazioni; dobbiamo lavorare in questi giorni per rafforzare la nostra capacità propositiva, per essere coerenti con noi stessi e per realizzare le cose che sono in cantiere.
Questo è un nostro impegno, noi non possiamo fallire. Guardate, anche per la gran parte delle cose che ho detto sulla maggioranza, secondo me, questa maggioranza non ha alternative; probabilmente se fallissimo verrebbero fuori tante altre idee, io non ne ho, io ne ho una sola, cioè se falliamo noi, sarà un governo istituzionale a modificare le regole necessarie e a portarci tutti al voto. Voglio essere chiaro, questa soluzione è una soluzione che non condivido, che io combatto perché ritengo che sia disastrosa per la Sardegna, ma credo che se dovessimo fallire noi, questa soluzione si profilerebbe inevitabilmente nello scenario politico sardo.
CUGINI (D.S.). Povero illuso!
Presidente. E` iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
CogOdi (R.C.). Di norma quando si inizia un intervento, soprattutto in ragione della discussione di una mozione che pone la questione della possibilità o meno che esista un Governo della Regione, ancorché formalmente essa non sia classificata come mozione di fiducia o di sfiducia, normalmente avviene che ci si rivolga alla maggioranza, intendendo per maggioranza un insieme, un'aggregazione di carattere politico che ha un progetto, che ha un programma, che ha un disegno comune.
E` di tutta evidenza che qui non c'è un progetto, non c'è un disegno comune, non c'è un programma condiviso, non c'è una maggioranza; c'è un insieme di numeri, c'è una sommatoria di persone, di parti e di particine che insieme fanno numericamente maggioranza, ma che non sono un'aggregazione politica. Al fondo della crisi, al fondo delle difficoltà, c'è questo dato che bisogna riconoscere e c'è quel difetto, quel vizio d'origine che già è stato richiamato e che segnerà inesorabilmente l'andamento delle cose per tutta la legislatura, per quanto durerà questa legislatura.
Abbiamo detto, non era una espressione fantasiosa, immaginifica, e non era neppure una battuta di spirito, che questa è (se maggioranza può essere definita, se governo c'è in questa Regione o qualcosa che gli assomiglia) una Giunta geneticamente modificata, transgenica. Il vizio d'origine è dovuto a quel tradimento iniziale, il quale non appartiene ai singoli perché i singoli hanno commesso errori di valutazione, ma all'aver interrotto quel collegamento fisiologico, necessario con il corpo elettorale, laaddove proposte di programma, proposte politiche, presentate agli elettori in un modo sono state poi personalmente prese e travasate in altro modo e in altro mondo. Vedi, Fantola, quello che tu non riesci a capire è prima di tutto che le riforme non sono una invenzione, una elaborazione, una invocazione, e poi che le riforme devono essere innanzitutto sorrette da posizioni politiche serie, non si può solo invocare una cosa nuova per dire che si fa novità; tu vuoi quelle cose nuove per tornare indietro, non per andare avanti, vuoi una costituente e neghi il costituito, neghi il valore, il potere e anche la dignità di questa Assemblea elettiva che comunque è eletta dal popolo.
Abbiamo appreso dalla stampa che la maggioranza, se tale è e se tale fosse, cioè la sommatoria numerica, ha deciso ieri di sospendere la verifica che ha in corso al suo interno perché c'è il dibattito in Aula, riprenderà il suo confronto interno dopodomani, dopo il dibattito in Aula; ma cosa è l'Aula? Un incidente di percorso? Ma cos'è il Consiglio regionale? Un disturbo per la democrazia e per l'autonomia? Ma non è invece questo il cuore del sistema? Non è qui che, se avete da dire, dovete dire? Non è qui che il Presidente ha invitato tutti ad intervenire subito ed esporre le ragioni di questa difficoltà e di questa crisi?
Noi abbiamo presentato una mozione non per provocare una crisi, noi abbiamo presentato una mozione per risolvere la crisi, perché la crisi c'è e non è latente, è evidente ed è devastante, perché la crisi è nel blocco delle istituzioni, della politica e del governo, la crisi è nel fatto che i diciotto collegati, che sono disegni di legge, provvedimenti, danari, risorse, programmi, interventi per l'economia, per il lavoro, per la socialità, in questa Regione sono tutti abbandonati; la crisi è nel fatto che il documento di programmazione economica, che doveva essere presentato in Consiglio entro il 15 di questo mese, per essere approvato entro il 30, sempre di questo mese, non è neppure annunciato. Così è in ritardo il bilancio, niente leggi collegate, niente documento di programmazione economica e finanziaria; altro che novità, qui non c'è neppure ordinaria corretta e normale amministrazione!
Dice Fantola: "Noi abbiamo detto discontinuità."; ma dov'è? Tu dici: "Non c'è sufficientemente."; no, non ce n'è nulla. Tu dici: "Noi avevamo detto o cambiamento o morte."; ebbene è la morte, questa è la morte politica, dovete prenderne atto. Tu mi ricordi molto quel Simeone II (un re spodestato cinquant'anni fa) che è andato a fare il Presidente del Governo di uno Stato repubblicano, senza rinunciare a essere pretendente al trono. Accade anche questo nel mondo, in un'altra parte del mondo, e cioè che un pretendente al trono (il quale, essendo re e volendolo ancora essere, è chiaro che è monarchico) vada a governare una repubblica nella quale vince pure le elezioni.
Siamo in tempi di globalizzazione e quindi le stravaganze non accadono solo in quel di Bulgaria, accadono anche in quel di Sardegna. Accadono stravaganze come quella di ieri, quando Cossiga ieri ha dichiarato che non voterà il Governo Berlusconi perché Berlusconi ha fatto un discorso troppo democristiano; Cossiga (l'inventore dell'U.D.R., un partito che non c'è più, mi pare che ha regalato anche lo stemma, la sigla al Presidente attuale della Regione Sarda, mi pare che esiste qualcosa ancora da queste parti dell'u.d.r.) non vota Berlusconi perché ha fatto un discorso troppo democristiano, fosse stato troppo poco democristiano, lo avremmo capito.
Accadono stravaganze: i grandi della Terra, badate, i G8, grandi "G", in otto sono i più grandi della Terra, devono fare una riunione, pare che non si possano riunire sulla terra, stanno pensando di riunirsi in mare, in una nave o in una barca, perché sulla terra, di cui sono i più grandi, nessuno li vuole più, e non accettano la contestazione, non accettano il dissenso, non accettano la critica!
Fantola, qui tu sei Simeone II o III, e sei parte di queste stravaganze e di queste contraddizioni, tu insieme a tutta questa maggioranza, tu insieme a Pili, tu insieme a Floris, tu insieme a Serrenti. Non si è capito perché mai questa Regione debba rimanere paralizzata sul fatto se il Presidente della Giunta di centrodestra debba essere Floris o debba essere Pili e se Serrenti possa o no permanere Presidente del Consiglio, (ma chi se ne impipa? Lo possiamo dire?) e ancora se Floris e Pili si metteranno d'accordo, e se ci sarà una staffetta consensuale. Cosa è la staffetta consensuale? Consensualmente ci si può unire, consensualmente ci si può anche separare, consensualmente ci si può anche suicidare, non ho mai visto una relazione di consensualità perché uno butti in mare l'altro, ma quando mai ci sarà una staffetta consensuale tra due contendenti, di cui uno vuole fare fuori l'altro?
Ma la politica dov'è in tutto questo? Se il Presidente della Regione appartiene al Gruppo Convergenza sarda, ed è il suo Gruppo che gli ha dato la sfiducia, esiste o no questo Gruppo? Il Presidente ha anche dichiarato che quel Gruppo è formato da cinque consiglieri, e che senza la sua adesione non può più esistere, però quel Gruppo gli ha dato la sfiducia. Convergenza sarda ha dato la sfiducia al Presidente, che vi appartiene, e gliela ha data sotto l'auspicio del Presidente del Consiglio, che è di Convergenza sarda, di qualche apolide della politica e di qualche occasionale viandante.
Questa sta diventando la politica, badate, in questa Regione e in questo Consiglio regionale. Come facciamo a parlare di alte strategie, come facciamo a dare un contributo alla soluzione della crisi, se non dando ragione a Fantola: "o cambiamento, o morte"? Cambiamento non ce n'è, accettate la morte! La più dolce possibile! Però voi non potete dire: "Noi soli possiamo governare in questa condizione perché in parte abbiamo avuto i voti e in parte abbiamo comprato alcuni consiglieri", "comprato", scusate l'espressione, volevo dire "acquisito", intendendo l'espressione ancora in senso politico, "alcuni consiglieri". Avete detto: "Quindi solo noi possiamo governare e anche non governare.". No, dovete governare! O governate o ve ne andate, non c'è altra soluzione, o governate bene questa Regione, oppure dichiarate fallimento.
Mi dispiace, dovrei fare un'ultima annotazione, ma penso di avere il tempo di poter sviluppare appena un ragionamento. Presidente, non sottovaluti lei, ma non tanto e solo come Presidente della Regione, come persona che comunque ha dato una indicazione, non sottovaluti...
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi, mi dispiace, purtroppo, la ringrazio per le belle parole che avrebbe detto nei miei confronti.
E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io vorrei limitare e ricondurre il dibattito, se è possibile, sui temi della mozione. Sotto questo aspetto è opportuno, anche riprendendo le animate parole del Presidente Selis nell'illustrare la mozione, ricordare che questa maggioranza è stata costituita in ossequio e nel massimo rispetto degli elettori, i quali con il voto del 13 giugno 1999 hanno dato una chiara indicazione; si credeva, era diffuso il convincimento che votando Pili si votasse direttamente il Presidente, mentre quel voto aveva valore di semplice indicazione, però è anche vero che con quel voto si è voluto privare il centrosinistra del compito di condurre le sorti della Sardegna, e questo dopo 50 anni di governo di quelle forze politiche i cui esiti e i cui risultati sono ancora sotto gli occhi di tutti. E questa maggioranza oggi con difficoltà…
SCANO (D.S.). Stai parlando della Democrazia Cristiana?
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si è già detto che le scelte politiche che ognuno fa, oggi e in tempi diversi, sono frutto proprio dell'evoluzione dei tempi, quindi non c'è da sorprendersi nel modo più assoluto, l'importante è che alla base di quelle scelte vi siano dei seri convincimenti che io non esito a credere che sussistano.
Quindi, forze responsabili, presenti in questo Consiglio, hanno consentito con le loro scelte che la volontà popolare si affermasse in questo Consiglio, dato che una legge elettorale iniqua aveva negato agli elettori di esprimerla direttamente.
Le accuse, rivolte alla maggioranza e al Governo regionale in questa mozione, sono ingiustificate e immotivate; le respingiamo, poiché non è pensabile che, in poco meno di due anni, i grandi problemi che affliggono la Sardegna - che sono una triste eredità - da questa maggioranza e da questo Governo potessero essere risolti. Gli indicatori economici, volendoli leggere e sapendoli leggere, si esprimono in direzione opposta allo scenario che il collega onorevole Selis ha rappresentato all'Aula.
L'occupazione è in crescita, anche se lenta; le carenze e i deficit strutturali, causa principale del sottosviluppo, vengono lentamente eliminati attraverso una politica di bilancio che ha visto ingenti risorse a tal fine destinate, a scapito della spesa corrente, dove storicamente, e sottolineo "storicamente", si annidano e sono presenti sacche di spreco, inefficienze e clientelismo. E' vero che la spesa è lenta, dovrà essere impegno di questa maggioranza e di questo Esecutivo, in questi tre anni di legislatura, operare in questa direzione; è vero che l'attività legislativa è insufficiente, lo ha sottolineato anche il collega Fantola, e la produzione di leggi pregnanti e significative per l'attuazione del programma di questa maggioranza è anch'essa esasperatamente lenta, ma bisogna anche dirci la verità, sotto questo aspetto si deve affermare con forza e con determinazione che l'opposizione, svolgendo legittimamente il suo ruolo, che nessuno intende contestare, ha usato spesso, anzi direi ha abusato del Regolamento, dello strumento regolamentare per rallentare, al limite dell'ostruzionismo più esasperato, la produttività dei lavori; tutto ciò è legittimo, ma questo è un fatto che si è verificato.
La manovra finanziaria, inchiodata per due mesi in Commissione, e per un altro mese in Aula, è l'esempio più chiaro ed evidente dell'utilizzo distorto del Regolamento, e da questo fatto dipendono anche i ritardi conseguenti relativi ai disegni di legge collegati, che non sono stati ancora portati in Aula; ritardi che si trascinano e che derivano dalle cause che io ho appena ricordato. Però è anche vero che l'Esecutivo è in carica da diciotto mesi e in tale periodo non avrebbe potuto fronteggiare eventi di portata eccezionale che avrebbero posto in ginocchio chiunque se, alla base del suo essere, non ci fosse stata una reale coesione delle forze politiche che compongono la maggioranza e non ci fosse stata una sentita e concreta condivisione del progetto politico che ne ha rappresentato sino ad oggi, o sino ad avant'ieri, se qualcuno lo preferisce, il suo indissolubile collante.
Bisogna ricordare gli eventi calamitosi (l'alluvione, la siccità, il morbo della lingua blu) che per mesi hanno impegnato la Giunta e la maggioranza, distogliendo le loro attenzioni da altri importanti problemi la cui soluzione è stata posta alla base del proprio programma. Ma, come dicevo, sono stati fatti anche passi in avanti, tra tutti basti ricordare la continuità territoriale ormai avviata a conclusione e l'avanzata fase di elaborazione dei piani territoriali integrati nell'ambito dell'utilizzo dei fondi rinvenienti dal Quadro comunitario di sostegno, che vedono sinergicamente impegnate la Giunta regionale e le amministrazioni provinciali; attraverso questo strumento bisogna ricordare a tutti noi che si sta dando pratica attuazione alla devoluzione amministrativa.
Per concludere, cari colleghi dell'opposizione, i consuntivi si fanno alla fine del mandato, e non agli inizi, come noi in questa fase ci troviamo per i motivi che ho detto poc'anzi. Quindi diamo tempo al tempo, e agli elettori il giudizio finale sul complessivo operato di questa nuova maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi, credo che il senso della nostra mozione sia stato ben illustrato e abbia mostrato una portata assai più vasta rispetto alla crisi strisciante che attraversa la maggioranza. La crisi infatti sta nei fatti, nella inconcludenza, nella incapacità di governo mostrata in questi anni. La genesi di questa maggioranza, d'altra parte, non contraddice affatto i suoi comportamenti e i suoi risultati; accordo di potere fu siglato e gestione del potere tout court è stata fatta finora.
Lo vediamo qui oggi come anche in tutte le amministrazioni locali di centrodestra, che sono cadute e stanno cadendo a causa dell'assenza di progetto, di programma e di unità di intenti, ultima quella di Oristano, vittima delle contrapposizioni fra i riferimenti consiliari dei due Assessori oristanesi di questa stessa Giunta regionale. Viceversa in altri comuni, dove si fanno scelte ed accordi non in linea con l'intento omologante di questa maggioranza, si sollevano polveroni di accuse, processando i rappresentanti regionali di quei partiti, per quella giusta autonomia che, sul piano locale e per il governo locale, i propri rappresentanti esercitano nell'interesse della comunità che sono chiamati a governare.
Ma ciò che ci motiva maggiormente ad un giudizio severo e negativo su questa maggioranza sono le questioni di forma e di stile che si accompagnano alla litigiosità e alla inconcludenza manifestata fin qui. Su queste questioni voglio circoscrivere le mie considerazioni, lasciando ad altri le questioni di merito. Voglio cominciare dall'avvilimento dell'autonomia, dal decadimento procurato in questi anni a questo sentimento, che abbiamo fin troppo imparato a declinare soltanto a parole, ma che risulta inesistente e mortificato nella sua portata e nella sua potenzialità vera. Basterà ricordare le continue e monotone accuse lanciate al Governo nazionale di centrosinistra, più in ragione di una non gradita ed omogenea collocazione politica di questa maggioranza, che in base ad un coerente disegno di rivendicazione autonomista, ad un progetto forte basato su un'idea concreta di crescita regionale, salvo poi registrare il voto contrario dei vostri parlamentari sulla continuità territoriale e l'improvvida esaltazione di questo risultato fatto dall'ex assessore Manunza in campagna elettorale, benché in quasi due anni abbia preso la parola in quest'Aula non più di una o due volte nella materia di propria competenza.
Non ci sfugge inoltre l'ultima offesa, quella più fresca e assai più oltraggiosa nei confronti della sovranità di questo Consiglio regionale e dei sardi in generale. Mi riferisco alla richiamata visita del proconsole di Berlusconi, inviato per consegnare a voi la decisione monocratica del Capo su chi deve governare la Sardegna, ed anche per separare Pili e Floris che si azzuffano da alcuni mesi senza risultato alcuno, anziché lavorare per sollevare le sorti della Sardegna.
Si era visto altre volte il vostro proconsole di Arcore quando, con personaggi locali assai consimili per cultura, stile e tasso di trasparenza, confezionava "l'operazione tenda" e il ribaltone dei tradimenti. Non credo servisse allora solo un sostegno ideale, infatti le ombre di allora persistono tutte, allungate e dilatate come mai, anche nelle vicende di oggi, con personaggi che compaiono alla bisogna e che andrebbero iscritti, per l'impegno mostrato in questo Consiglio fino ad oggi, fra i ricercati dalla trasmissione "Chi l'ha visto?".
Con oggettiva capacità di autocritica, che invece manca del tutto a voi, si potrebbe anche affermare che, pur tra gli errori e le insufficienze dell'esperienza del centrosinistra nella passata legislatura, non si giunse mai al punto di un decadimento e di un insulto così forte e violento nei confronti dell'Istituto autonomistico regionale. Mai padroni o padroncini romani infatti furono inviati per portare le decisioni altrui sul destino e il futuro dei sardi, e mai affermazioni furono più ipocrite di quelle fatte da questa maggioranza quando preconizzava modelli irlandesi, catalani o milanesi sull'orizzonte tutt'altro che copiabile e compatibile della Sardegna. Siamo costretti ancora a ricordare qui il diffuso comportamento di qualche Assessore di questa Giunta, che usa la responsabilità e il mandato al governo di tutti per assecondare l'operato dei soli amici e degli amministratori in linea con la propria appartenenza politica.
Quando mai si è visto che Assessori e segretari particolari esaminino ed interroghino preventivamente sindaci ed amministratori locali sulle loro appartenenze per far derivare da questo esame il loro impegno e la loro disponibilità? Quando mai si è visto e sentito di Assessori minaccianti il taglio dei finanziamenti a enti ed organismi non regionali per procurarsi ed agevolare le dimissioni degli amministratori di questi enti a favore dei propri amici e compari, nel disegno assai frequente di ricondurre tutto a sé, a discapito delle specifiche autonomie? E` purtroppo la cronaca di tutti i giorni; quello che ci raccontano esterrefatti molti sindaci e tanti amministratori locali e che spesso anche noi tocchiamo nostro malgrado con mano.
Io non so, Presidente Floris, se lei condivide tutto ciò, e se questo sia il portato della sua formazione politica. E' questo tuttavia lo stile che vi accompagna e che fa il paio con il profilo morale di questo Governo regionale privo di idee e carico di personalismi che lo stanno sfiancando e immiserendo al limite della decenza. E quando il potere non è più tale da essere utile allo scopo, si scade facilmente pure nell'imbroglio e nella falsità, come quando si catapulta un consigliere in Commissione, contro ogni norma regolamentare, a riunione iniziata, per consentire l'elezione di un presidente per il quale non si hanno i numeri sufficienti, oppure come quando si registrano atti della Giunta adottati in una certa data e che contengono deliberati approvati dal Consiglio settimane dopo. Sono solo alcuni esempi dell'infinito rosario che fanno e definiscono il vostro profilo istituzionale, che appalesano con fin troppa evidenza l'istinto famelico all'esercizio del potere per il potere, ben lontani da un'idea di servizio e di imparzialità verso tutti.
In questo quadro i contenuti del vostro governare o "sgovernare" la Sardegna non possono che passare in secondo piano per quantità, così come per qualità. Tolte le tribolate leggi finanziarie non sappiamo cosa richiamare sul piano legislativo, quale prodotto e risultato del vostro lavoro e della vostra iniziativa, degno di tale nome. Deroghe sì, una serie interminabile di proposte per aggirare ed eludere le leggi in vigore e per dilatare a dismisura l'area clientelare dei privilegi, con i quali pensate di far crescere la Sardegna e gli interessi imprenditoriali di qualcuno, questo sì!
Infine, questo strano valzer delle proposte sui mezzi e mai sui fini ed i contenuti, prima fra tutte la litania della Costituente. Su questo tema la commistione fra convenienze, propagande e strumentalismi non conosce paternità di schieramento e continua ad impegnare i comunicati stampa di chi, per non parlare dei propri fallimenti, pensa di indicare e declinare l'indice dell'agenda ideale del buon consigliere regionale. Sarebbe ora, e perfino maturo il tempo, dei contenuti e della sobrietà di comportamenti, così come quello di far approdare in quest'Aula il confronto di merito, proprio per far sì che la prima riforma si operi sui nostri comportamenti e che il nostro mandato sia riempito di contenuti e di soluzioni facendo dell'intelligenza di ciascuno il vero mezzo attraverso il quale parlare delle cose che servono, delle cose che sono attese e che darebbero una ragione diversa alla nostra responsabilità. Pili o Floris non cambieranno questo patrimonio genetico diffuso nella vostra maggioranza. E` come parlare di Caino e Abele invece che del peccato originale; la Genesi anche in questo caso è la spiegazione e l'origine di tutto.
Sono tuttavia convinto che, con questo bagaglio politico istituzionale, sarete ben all'altezza di perseverare nella vostra strada, nei vostri dannosi disegni. Noi non ci rassegniamo all'idea che la Sardegna meriti di più, ma pensiamo di costruire questa aspettativa su valori e principi diversi, più seri e concreti dei vostri. Non invochiamo nessun controribaltone, vi lasciamo per intero questo marchio, né ci sottraiamo al confronto istituzionale sui contenuti che abbiamo portato e continueremo a portare all'attenzione di quest'Aula. Ciò è assai diverso che chiedere a chi è stato tradito, onorevole Fantola, di condividere progetti o governi di strana estrazione costituente, noi non possiamo e non potremo mai costituzionalizzare il tradimento e il ribaltone, senza il necessario azzeramento e chiarimento. La dignità spesso si salva ammettendo anche una sconfitta e facendo in modo che questa non diventi una costante nella prospettiva dei sardi. Noi ci impegneremo nei prossimi giorni a diffondere fra loro, tra i cittadini della Sardegna, la consapevolezza delle cose che abbiamo sostenuto nella nostra mozione, perché senza consapevolezza e conoscenza non c'è democrazia e non c'è libertà.
Fareste meglio a contare le idee più utili per la Sardegna e meno gli Assessorati che vi potrebbero spettare. La crisi e la paralisi in cui avete condotto la Regione merita una onesta e immediata presa d'atto e l'impegno di gente che più che alla passione per le cose proprie, abbia come obiettivo l'interesse vero della Sardegna. Per dirla con Bobbio: "Per ora, una classe dirigente da prendere sul serio, in Sardegna non c'è.".
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sia diritto-dovere dell'opposizione presentare mozioni per far notare - come è scritto nella mozione stessa - l'inadeguatezza e l'inefficienza della Giunta regionale e della maggioranza che la sostiene. Ma penso che le cose non siano assolutamente così, perché la Giunta di centrodestra, che fu varata nel novembre del 1999, fu una novità per la Sardegna - lo dissi allora, durante le dichiarazioni programmatiche - perché la presenza di A.N., cioè della destra politica e sociale della Sardegna, in quella maggioranza, dopo cinquant'anni di autonomia, era la vera novità, e noi accettammo il progetto politico di questa nuova maggioranza consapevoli dell'importanza del momento storico.
Alleanza Nazionale in quel momento non chiese assolutamente niente, non fece discussioni, non fece barricate su posti di potere o di sottopotere, perché volevamo e vogliamo metterci al servizio della nostra gente. E' pur vero, bisogna riconoscerlo, che avevamo una legge elettorale scellerata la quale, nel 1992, quando fu approvata, passò come il meglio che la Sardegna potesse dare all'Italia. La Sardegna fu definita "laboratorio politico"; così fu detto, andate a leggervi gli atti. Una legge elettorale strana che parlava di "trilottaggio" prima e di ballottaggio poi. Di "trilottaggio" perché i sedici consiglieri regionali del listone dovevano essere divisi allora tra D.C., P.C.I. e P.S.I., per far fuori tutti gli altri. Poi siamo arrivati al ballottaggio, per che cosa? Per dividere i sedici seggi proporzionalmente, quindi in pratica senza dare la possibilità a chi eventualmente fosse indicato Presidente, di poter governare.
Questa è la situazione, però da quel momento siamo partiti, è stato presentato un programma, un programma di legislatura serio e completo, un programma che ebbe il plauso delle forze imprenditoriali e sindacali. Non dimentichiamoci, cari amici, anche questo. Purtroppo, ed è stato già ricordato dall'onorevole Balletto prima, abbiamo dovuto in questo anno e mezzo affrontare varie calamità; in occasione delle quali, questa maggioranza e questa Giunta si sono dimostrate capaci di affrontare alcuni problemi particolari, momentanei della Sardegna.
Forse è vero, non è stato fatto tutto il possibile, ma le colpe, cari amici consiglieri regionali, sono solo della maggioranza o non sono anche della opposizione? Io credo che le mozioni possano essere presentate, che se ne possano presentare tante, però il Consiglio regionale non può essere inchiodato a discutere mozioni, mozioni, mozioni defatiganti. Non è forse vero che, per approvare una legge di un solo articolo, abbiamo impiegato un giorno? Immaginate per un attimo se il Senato della Repubblica, al quale ieri sera il Presidente Berlusconi ha presentato le dichiarazioni programmatiche, e che domani mattina voterà la fiducia, dovesse impiegare lo stesso tempo , non ne uscirebbe più! Questo vale, cari amici, per noi oggi in maggioranza, ma anche per voi, eventuale maggioranza domani, e per tutti.
Credo, pertanto, cari amici, cari colleghi, che sia opportuno mettere mano al Regolamento consiliare, perché in caso contrario noi impiegheremo ancora mesi per discutere la finanziaria sia in Commissione che in Aula, a scapito di chi? Non nostro, ma sicuramente dei cittadini della Sardegna che aspettano risposte, le colpe allora non saranno della maggioranza, né dell'opposizione, ma di tutti. Quindi credo che sia necessario rivedere il Regolamento, rivederlo presto, per far sì che i lavori in Aula e in Commissione siano snelli, per dare risposte, per portare in Aula tutti quei collegati, disegni e proposte di legge che sono nel loro carico e che sono importanti. Altrimenti, cari amici, non ne usciremo, pur con tutta la buona volontà di ognuno di noi.
E' vero anche, l'ho detto altre volte, che non sempre l'immagine esterna di questa maggioranza e di questo Consiglio è stata ottimale, diciamocelo. I mass media l'hanno detto spessissimo, hanno parlato di assenze, assenze in Commissione, assenze in Aula, questo è vero. Probabilmente non tutti i consiglieri regionali della maggioranza avevano capito la novità dell'impegno, avevano capito la necessità di cambiamento. Credo che ci siano state determinate cose che non sono andate bene. Io lo riconosco, noi di Alleanza Nazionale lo riconosciamo, ma sicuramente queste accuse non possono essere fatte a noi. L'ha scritto la stampa nell'evidenziare le presenze in Commissione e in Aula, in riferimento ai singoli consiglieri e ai Gruppi; nonostante ciò, in occasione delle elezioni politiche, i sardi ci hanno dato fiducia. Dobbiamo ricordare anche questo, cari amici.. Rispetto al 1999 il centrodestra è aumentato, ed è aumentato sensibilmente, vuol dire che ci hanno dato fiducia.
Allora, cari amici della maggioranza, se ci hanno dato fiducia ci deve essere un nuovo impegno, il nostro impegno, per un'azione di governo seria, per andare avanti, se vogliamo andare avanti, e noi di Alleanza Nazionale vogliamo andare avanti. Credo pertanto che, a circa due anni dal varo della maggioranza di centrodestra, sia anche necessaria una verifica. La parola verifica significa controllare quello che è stato fatto, quello che si deve fare, se si vuol fare, per studiare tempi, priorità e scelte. Pertanto, cari amici, non sono comprensibili, a mio avviso, alcune fughe in avanti, non sempre chiare e condivisibili, spesso sponsorizzate da assenteisti cronici.
Qualsiasi nuova scelta (che può anche, al limite, essere condivisa) non può essere il frutto di uscite estemporanee ma di un'azione comune e concordata. Su questo, cari amici, ci dobbiamo confrontare, altrimenti rischiamo di andare a una crisi al buio senza sapere quali risultati si avranno. Allora sì che avremo tradito i sardi, che avremo tradito noi stessi, avremo tradito quindi le aspettative di tanti.
A proposito di numeri per governare, sì i numeri sono indubbiamente necessari, ma io vorrei dire a chi parla di numeri che nelle grandi democrazie si può governare anche con quarantun voti, con quarantun persone che prendono un impegno e che possono andare, se vogliono, avanti. Nelle grandi democrazie europee, come quella inglese, questo è successo spesso. Quindi credo che non ci dobbiamo assolutamente spaventare, è importante che ci sia la volontà di andare avanti, di portare avanti i programmi per dare, come dicevo prima, risposte alla gente. E noi, dicevo, vogliamo andare avanti, perché abbiamo fatto una scommessa; principalmente noi di Alleanza Nazionale abbiamo assunto un impegno con i sardi, impegni che dobbiamo onorare. Non ci siamo innamorati né di questo, né dell'altro, cari amici, ci siamo innamorati della Sardegna, ci siamo innamorati dei sardi per dare ai sardi le risposte che essi vogliono da noi. Ecco, il messaggio rivolto a coloro i quali nel novembre 1999 fecero un patto, è che questo patto deve essere onorato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Prima di svolgere l'intervento, seguendo la traccia dell'esposizione della nostra mozione che ha fatto il collega Selis, sento il bisogno, molto amichevolmente, di chiedere al collega Frau se, quando parlava di colleghi assenteisti che tirano le fila di questa crisi, si riferiva all'onorevole Grauso, o se si riferiva a qualcun altro. Se fosse possibile, vorrei avere questa risposta, perché il mio intervento potrebbe collocarsi diversamente.
Io ho capito che parlava del grande registra Grauso, però Grauso ha titolo per svolgere un'alta funzione come quella che sta svolgendo adesso, perché meno titolo per svolgere quest'altra funzione ce l'ha il senatore Comincioli. Ossia, noi stiamo trattando un argomento che molto seriamente ha introdotto il collega Selis, ma i riferimenti della strategia per risolvere la crisi sono, come ha detto il collega Frau, da una parte Grauso e dall'altra parte il senatore Comincioli. Questo è il livello della proposta per la soluzione dei problemi che il collega Selis ha richiamato alla nostra attenzione. Non si può sfuggire dal merito che è stato proposto alla nostra attenzione, ed anche dalla serietà, pacatezza e profondità dell'esposizione che ha fatto il collega Selis delle difficoltà nelle quali è la Sardegna. Delle difficoltà nelle quali è la Sardegna!
Dobbiamo essere tra di noi seri, chi di voi mi può dire che negli incontri di maggioranza state trattando gli argomenti che sin qui avete esposto? Chi di voi mi può dire che nelle riunioni di maggioranza state discutendo su come far funzionare le Commissioni, chi di voi può sostenere che state ragionando per stabilire le priorità, per attuare i proclami del Presidente Floris? Nessuno lo può fare seriamente, state discutendo di altro, e state discutendo di altro al di là di quello che proponete alla nostra attenzione. Stasera si conclude una prima parte del dibattito, un dibattito che noi vogliamo serio, per questo avevamo chiesto al Presidente Floris di rispondere alle considerazioni svolte dal Presidente Selis, perché riteniamo che occorre entrare nel merito delle difficoltà nelle quali siamo, ed occorre dare al Consiglio regionale la dignità che esso merita, non per quello che sta avvenendo in questi giorni in riferimento alla crisi, ma perché questo è un obbligo che abbiamo tutti noi e che abbiamo assunto con l'elettorato sardo.
Noi abbiamo il compito, e la pacatezza del ragionamento del collega Selis lo conferma, di conferire a questa istituzione una funzione alta, nonostante ci troviamo in presenza di iniziative di basso livello da parte di coloro i quali dovrebbero proprio rappresentarla. Il Presidente del Consiglio sfiducia il Presidente della Giunta, non si è mai visto! E voi lo volete nascondere, ma perché lo dovete nascondere! Siete dentro una soluzione che voi avete costruito, una gabbia che voi avete costruito e dentro la quale voi state operando e non riuscite ad uscire perché il massimo che riuscite a dire, non Fantola, che ha prodotto stasera il quarto segreto di Fatima, il "massimo" non sta per lui, è proporci di costruire la palude, di stare nella melma, di stare dentro la malaria, di proporre l'epidemia e quindi la distruzione della Sardegna.
Non è quella la linea, non è la melassa di Aritzo, il torrone che si appiccica alle mani. Noi abbiamo bisogno di fare un'altra operazione. Bisogna essere seri tra di noi, come fa Balletto a dire: "Questa maggioranza è frutto del voto dei sardi!". Questa maggioranza è frutto di una combina, per stare alle cose che si possono dire in questa Aula, che è avvenuta fuori di quest'Aula. Avvenuta allora con una compravendita di voti, oggi va riattualizzata, perché l'euro giustamente determina un nuovo valore; state facendo un'operazione che sta dentro quel segno del degrado della politica. Voi oggi siete l'espressione più alta del degrado della politica e state portando questo Consiglio dentro quella situazione. Quindi dovete assumervi le responsabilità di quello che sta avvenendo. Ma che discussione di merito state facendo? State facendo una discussione per una ridistribuzione del potere, perché quello che avete fatto con una gestione perversa della finanziaria, con una gestione perversa delle risorse pubbliche, con un accentramento, nelle mani di pochi Assessori, della finanziaria, conferma - così come avete fatto non discutendo i collegati - che volete un rapporto diretto tra l'Esecutivo e le clientele che si fanno fuori dall'Esecutivo.
Voi non lo direte mai questo, perché siete pasticciati ed incollati, non tutti, non ho difficoltà a dirlo, non tutti, tra di voi ci sono molte persone perbene, ma ce ne sono tra di voi che perbene non sono, che hanno interessi diretti nella gestione della risorsa pubblica. Io leggo i giornali, leggo anche qualche periodico locale, non so se mensile, o quindicinale, che tratta le questioni della sanità, ebbene si parla di un nostro collega, non faccio il nome perché lo conoscono tutti, che minaccia ogni giorno la maggioranza di toglierle il sostegno se non si modificano le tariffe per l'attività che svolge. Quindi quale convergenza? Convergenza di interessi oscuri che voi non avete il coraggio di portare qui in Aula, perché potrebbero anche essere disciplinati, sottoposti a vaglio critico, i relativi costi potrebbero essere sottoposti a verifiche, potrebbero essere studiate le soluzioni; ma chi di voi è in grado di riprendere l'argomento e portarlo a conclusione? Nessuno, perché state dentro un pasticcio che il collega Selis ha richiamato alla vostra attenzione, dal quale non riuscirete ad uscire.
Pili tenta di nobilitare la sua iniziativa. Ma sappiamo che non può essere nobilitata perché il livello del confronto purtroppo è quello, e stasera voi l'avete di fatto confermato. E se domani non farete una operazione di verità, partecipando seriamente alla discussione, è chiaro che tutti noi saremo coinvolti in un giudizio pessimo sul lavoro che noi svolgiamo. Allora io vi rivolgo un invito, l'invito ad avviare una discussione leale. Non è vero che state discutendo su come far funzionare le Commissioni, non è vero, non ne avete mai parlato. Non è vero che state concordando le priorità programmatiche perché non ne avete mai parlato, state discutendo come meglio spartire la torta e le risorse regionali. Questo è il punto!
Poi Fantola fa lo sforzo per cercare di nascondere questi accordi con una cortina fumogena: dobbiamo parlare delle riforme perché le riforme sono la soluzione dei problemi. Ma non ci prendiamo in giro tra di noi, ma quando mai avete proposto, nelle Commissioni competenti, che le riforme fossero davvero prioritarie, ma quando mai? Ma quando mai i colleghi del Partito di Fantola hanno sostenuto l'esigenza che occorre riformare l'Esit, e tutti gli altri enti che dirigono direttamente i "fantoliani"; io credo che sia giusto dire che c'è, dentro questa maggioranza, una logica di potere che non è possibile scardinare perché sta dentro la logica attraverso la quale è nata questa maggioranza.
Ed allora voi dovete cuocere nel vostro brodo, poi lo dovrete anche bere quel brodo, e sarà un brodo avvelenato, perché avvelenata è la vostra iniziativa politica e il confronto tra di voi, perché avvelenata è la soluzione che voi proponete, però questo veleno lo dovrete consumare voi. Noi vi porteremo al voto, e dovrete alzare quella manina. Quando solleverete quella manina si capirà con chi state, cosa volete rappresentare, e quali interessi diretti voi rappresentate in Sardegna. Per noi è chiaro, per voi invece ancora oscuro perché oscura è la vostra scelta politica.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio finiscono qui, riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 05.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Sanna Gian Valerio - Pirisi sull'opportunità che vengano emanate opportune direttive regionali riguardanti le modalità di appalto per la costruzione degli impianti e la distribuzione del gas nel territorio dell'Isola. (291)
Si ritiene di non poter concordare con quanto affermato nella interrogazione consiliare in oggetto per quanto riguarda l'inquadramento della fattispecie di costruzione e gestione dei gasdotti come appalto di servizi nella materia dei cosiddetti settori esclusi e la conseguente applicazione del Dlgs 158/1995.
Alla luce della normativa vigente (art. 3 Dlgs 157/1995 e art. 2 L. 109/1994), infatti, l'appalto di costruzione e gestione dei gasdotti deve essere qualificato come appalto di lavori allorché gli stessi assumono rilievo economico superiore al 50%, come di fatto accade nella generalità dei casi.
Ciò posto, si espone sinteticamente di seguito il quadro normativo inerente gli appalti di lavori pubblici nei settori esclusi.
Gli appalti di lavoro sono disciplinati, per importi superiori alla soglia comunitaria, dal D.L.vo 158/95 senza alcuna distinzione rispetto agli appalti di servizi e di forniture, mentre per importi inferiori a detta soglia essi sono regolati da singole leggi di settore.
La legge di settore per gli appalti di lavori sotto soglia comunitaria (inferiore a 5.000.000 di euro) è la legge 109/94 (legge Merloni), con la precisazione, però, che in alcuni casi previsti dal D.P.C.M. 517/97 e dalla legge 415/98, essa si applica anche per gli appalti sopra soglia, andando così ad occupare lo spazio riservato al D.L.vo 158/95.
Attualmente, infatti, i soggetti che operano nei settori speciali, devono applicare la Merloni per gli appalti di qualunque importo quando si tratta di lavori che:
a) realizzano scopi diversi da quelli propri dei settori speciali;
b) realizzano gli stessi scopi dei settori speciali ma con contenuti tecnologici che non si discostano da quelli utilizzati nella generalità dei lavori pubblici. Categoria, quest'ultima, descritta poi con maggior dettaglio all'art. 2 del D.P.C.M. 517/97, ove è distinta in otto sotto categorie.
Sulla base di questo quadro normativo, dunque, si ritiene che la legge Merloni - e quindi anche il project financing - si applichi per la gran parte dei lavori nei settori speciali, compreso quello del gas.
Si ritiene, altresì, che la Merloni si applichi in ogni caso - quindi anche per la parte di lavori ancora disciplinati dal D.L.gs 158/95 - per quanto riguarda i requisiti di qualificazione delle imprese. Il D.L.gs 158/95, infatti, all'art. 22 fa rinvio al D.L.vo 406/91, ormai soppiantato interamente dalla Merloni.
E' intendimento di questo Assessorato, nella predisposizione della nuova legge regionale sui lavori pubblici, rivedere gli istituti in modo che sia garantita la più larga partecipazione delle imprese sarde anche nel settore del gas, compatibilmente con le disposizioni comunitarie e le leggi statali di riforma economico-sociale.
Risposta scritta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione Amadu sulla grave situazione dei macellai di Sassari e della Provincia. (333)
Con la presente si trasmettono gli elementi di risposta richiesti in relazione all'interrogazione Amadu n. 333/A riguardante la grave situazione dei macellai di Sassari e Provincia.
La diffusione del morbo denominato Encefalopatia Spongiforme Bovina (B.S.E.) in Sardegna è da ritenersi sotto controllo, in quanto su tutti gli animali di età superiore ai trenta mesi vengono correntemente effettuati tutti i tests previsti dalla normativa comunitaria in materia.
Nonostante ciò, il timore nel consumatore di poter incorrere nell'acquisto di carne infetta ha determinato un sostanziale crollo delle vendite ed una conseguente notevole riduzione del fatturato.
Per porre un rimedio a tale situazione si è provveduto ad intraprendere un'azione di sensibilizzazione del Ministro dell'Industria, Commercio ed artigianato, Enrico Letta. In data 5 febbraio 2001, con nota n. 66/Gab., è stata avanzata al Ministro la proposta di istituzione di un bonus fiscale a favore dei commercianti di carne bovina.
In seguito ad un incontro presso l'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio con i rappresentanti del settore maggiormente colpito e delle Associazioni di categoria maggiormente rappresentative (Confcommercio e Confesercenti), è emersa l'indifferibile esigenza di porre un rimedio alla situazione di forte carenza di liquidità in cui sono venute a trovarsi le imprese del comparto.
A tal fine l'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, in una materia non di stretta competenza, ha prestato assistenza ai Capi Gruppo consiliari per l'elaborazione di un disegno di legge finalizzato all'istituzione di un contributo in conto interesse nella misura massima del 60% del tasso riferimento vigente applicato sui finanziamenti che verranno assunti per sopperire al fabbisogno del capitale circolante (credito d'esercizio). Le imprese commerciali beneficiarie dovranno avere sede legale ed operare nell'Isola e dovranno operare nel settore della distribuzione delle carni bovine.
Trattandosi di provvidenza rientrante nella categoria degli aiuti al funzionamento, le agevolazioni dovranno essere contenute entro i limiti fissati dalla disciplina comunitaria denominata "de minimis", in base alla quale ogni beneficiario non può superare, in un periodo di tre anni, la soglia di 100.000 euro.
Il disegno di legge, firmato da tutti i Presidenti dei Gruppi consiliari è attualmente depositato presso il Consiglio Regionale della Sardegna.
Si conclude sottolineando il fatto che i provvedimenti sopra esposti sono stati adottati col fine di recepire le istanze non solo dei macellai della Provincia di Sassari, ma di tutta la Sardegna, tutti egualmente e gravemente colpiti.
Risposta scritta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione all'interrogazione Lai - Spissu - Sanna Emanuele - Dettori Ivana - Pacifico sui ritardi nell'applicazione della Legge 12 marzo 1999, n. 68, recante norme per il diritto al lavoro dei disabili. (325)
Con riferimento all'interrogazione consiliare in oggetto, si precisa preliminarmente che l'attuazione della L. 12 marzo 1999 n. 68 fa capo all'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, mentre gravano sull'Assessorato degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione e sugli Enti strumentali gli adempimenti previsti dalle disposizioni della predetta legge, che impongono degli obblighi alle rispettive amministrazioni in qualità di "datori di lavoro".
Si ricorda, infatti, che l'art. 3 della legge stabilisce che "i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all'articolo 1 (soggetti con ridotta capacità lavorativa, invalidi del lavoro, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi di servizio) nella seguente misura: a) sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti; b) due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti; c) un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti".
Inoltre, "i datori di lavoro…sono tenuti ad inviare agli uffici competenti (cioè agli uffici del lavoro) un prospetto dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero ed i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all'articolo 3, nonché i posti di lavoro e le mansioni dipsonibili per i lavoratori di cui all'articolo 1" (art. 9, comma 6).
Ciò posto, si informa che, in relazione ai suddetti adempimenti, questo Assessorato ha provveduto ad inviare, nei termini di legge, il prospetto sopra descritto, dal quale si rileva che alla data del 1° gennaio 2001 presso l'Amministrazione risulta coperta la quota d'obbligo prevista dalla legge 68/99.
Nei bandi di concorso si terrà conto, comunque, delle percentuali di riserva di cui alla predetta legge, in relazione alle scoperture di organico.
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA FADDA - SANNA Gianvalerio - SELIS - GIAGU, relativa al mercato libero dell'energia elettrica. Attuazione del D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, nel territorio regionale. Abbassamento della soglia di consumo per l'accesso al mercato libero.
I sottoscritti, premesso che:
1) il decreto legislativo 79/99 recepisce la direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e disciplina l'accesso al mercato libero nazionale dell'energia a partire dal 1° gennaio 2000 indicando la soglia caratteristica del "cliente idoneo" in qualità di cliente finale e/o di consorzio e demandando alle regioni l'individuazione dello specifico territorio di riferimento mediante specifici atti di programmazione;
2) altre regioni hanno deliberato fin dai primi mesi dell'anno 2000 al fine di favorire la costituzione di consorzi per l'accesso al mercato libero dell'energia, facendo conseguire alle aziende aderenti significativi risparmi di gestione;
3) la Sardegna, caratterizzata da una rete elettrica collegata alla rete nazionale solo attraverso il cavo "SA.CO.I.", risulta fortemente penalizzata rispetto alle altre regioni in termini di maggiori costi di approvvigionamento, continuità del servizio e qualità erogata. A tale proposito, se da un lato è opportuno garantire una forte produzione locale con impianti ad alto rendimento e con basso impatto ambientale (fonti alternative), appare non più procrastinabile il raddoppio del "SA.CO.I.", da prevedere nel piano energetico regionale, anche in sinergia con la realizzazione del prossimo metanodotto;
4) considerato che alla data odierna, su mille "clienti idonei" e oltre 8000 punti di consegna dell'energia elettrica sul mercato libero censiti a livello nazionale, solo 13 "clienti idonei" sono ubicati in Sardegna con 50 punti di erogazione; è evidente l'alto grado di asimmetria e squilibrio con altre regioni del Paese. Infatti, pur in presenza di alcuni poli di alto consumo di elettricità ascrivibile essenzialmente all'attività di aziende "energivore" dell'alluminio e della chimica presenti nella regione, la stragrande maggioranza delle imprese sarde non può accedere al mercato libero a causa dell'alta soglia dei consumi di ingresso e della non contiguità dei comuni di ubicazione degli impianti. La soglia di accesso indicata nel D.Lgs. 79/99 se risulta coerente con altre zone del Paese, è troppo elevata e fortemente penalizzante e squilibrata se comparata col tessuto produttivo sardo che, come è ampiamente noto, è caratterizzato da piccole e medie aziende e da una vasta platea di imprese artigiane;
5) la Regione autonoma della Sardegna dovrebbe dare attuazione a quanto previsto dal D.Lgs. 79/99 per consentire a tutte le aziende sarde di accedere al mercato libero dell'energia al fine di conseguire significativi risparmi di gestione e garantire condizioni di parità con le altre regioni del Paese. Con riferimento ai maggiori oneri economici sostenuti dalle aziende sarde per l'approvvigionamento energetico, al fine di permettere maggiore competitività alle aziende, la Giunta regionale dovrà attestare che in Sardegna sussistono tutte le condizioni per anticipare l'abbassamento della soglia per l'accesso al mercato libero dell'energia elettrica a 100.000 Kwh, come previsto dal collegato alla finanziaria 2001;
6) in tema di approvvigionamenti energetici, la Regione Sardegna ha il dovere prioritario di creare "pari opportunità" competitive per tutte le aziende sarde al fine di diminuire il divario esistente con altre zone e regioni del Paese,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria sulla mancata determinazione ai sensi e per gli effetti delle disposizioni vigenti:
- dell'abbassamento della soglia di consumo per l'accesso al mercato libero dell'energia da parte delle utenze civili e industriali ubicate in Sardegna, sia pubbliche che private, a 100.000 Kwh, come già previsto dal collegato alla finanziaria 2001, a partire dal 1° luglio 2001;
- dell'indicazione dell'intero territorio regionale come zona di ubicazione delle aziende che intendono riunirsi in consorzio per l'acquisto di energia elettrica ai sensi del già citato D.Lgs. 79/99, indipendentemente da vincoli di contiguità dei comuni di ubicazione delle utenze. (147)
INTERPELLANZA MORITTU, CUGINI, LAI, SPISSU, SANNA Alberto, CALLEDDA sulle motivazioni d'urgenza utilizzate dalla Giunta regionale per giustificare l'adozione della delibera n. 16/35 dell'8 maggio 2001, nella quale è previsto il finanziamento degli invasi di "Sa Contra Ruia" e di "Buttule e Calambru".
I sottoscritti,
vista la deliberazione della Giunta regionale n. 16/35 dell'8 maggio 2001, avente per oggetto "Ripartizione risorse aree depresse", con la quale, su insolita proposta del Presidente Floris, si prevede, in via d'urgenza e senza alcuna vera motivazione e senza riferimento ad atti di programmazione regionale, di finanziare la realizzazione degli invasi di Sa Contra Ruia (per lire 25 miliardi) e Buttule e Calambru (per lire 20 miliardi);
esaminate le delibere CIPE n. 4 del 22 gennaio 1999, n. 84 del 4 agosto 2000 e n. 138 del 21 dicembre 2000 (quest'ultima non ancora pubblicata sulla G.U. e pertanto non operativa), con le quali vengono ripartite le risorse previste nelle Leggi n. 208 del 1998 (aree depresse) e n. 488 del 1999 per un importo complessivo per la Sardegna di lire 1.183 miliardi da destinare alle infrastrutture della mobilità, del sistema idrico-fognario-depurativo e della difesa del suolo, già previste nei rispettivi Accordi di Programma Quadro di cui all'Intesa Istituzionale di programma tra il Governo e la Regione Sarda stipulata il 21 aprile 1999;
considerato che dalla lettura della predetta deliberazione della Giunta n. 16/35 non si evincono i veri motivi d'urgenza che hanno indotto il Presidente della Giunta ad avanzare tale proposta, che appare peraltro in contraddizione rispetto al contenuto della relazione dell'Assessore della programmazione che è parte integrante della stessa delibera, e che si ritiene altresì non coerente con la considerazione finale della Giunta laddove riconosce "di dover ulteriormente approfondire le varie tematiche unitamente alla individuazione di tutti gli interventi da porre in essere", e cioè implicitamente riconosce che l'atto che sta per adottare è non solo parziale, ma dovrà essere ridiscusso e forse rivisto alla luce di un atto di più seria, coerente e complessiva programmazione delle risorse;
considerato altresì, che le richiamate delibere CIPE prevedono che la programmazione delle risorse debba avvenire nell'ambito di accordi di programma quadro tra Regione e Stato ed in coerenza con la programmazione definita nel Quadro Comunitario di Sostegno(Q.C.S.) approvato dal Consiglio Regionale dove sono state indicate altre priorità ed urgenze;
ritenuto che nella delibera n. 16/35 mancano non solo le motivazioni che ne giustificano l'urgenza, ma anche i presupposti finanziari sufficienti per consentire, qualora sussistano le preliminari condizioni tecniche, la immediata cantierabilità dei lavori che richiedono per la loro realizzazione un impegno finanziario di molto superiore a quello previsto,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per conoscere:
1) le reali motivazioni che, a pochi giorni dalla tornata elettorale del 13 maggio, hanno indotto la Giunta regionale ad adottare un atto di programmazione così rilevante ed in forte contrasto con gli indirizzi e le priorità definite nel P.O.R. ed in altri atti approvati dalla stessa Giunta regionale, con particolare riferimento al documento posto a base della proposta di accordo di programma approvato nel luglio 2000;
2) quali nuovi elementi siano emersi in questi pochi e, fortunatamente, piovosi mesi trascorsi dall'approvazione del Q.C.S., per giustificare l'urgenza con la quale è stato adottato un atto riconosciuto "parziale" dalla stessa Giunta;
3) se siano stati definiti gli studi di fattibilità, e quali risultati hanno prodotto ed, eventualmente, a che punto è lo stato di progettazione delle opere e qual è il costo complessivo previsto per realizzarle;
4) qualora sussistano gli invocati motivi d'urgenza, perché non sono stati previsti gli importi necessari e sufficienti per la realizzazione delle opere nella loro completezza e funzionalità, che si presume necessitano di importi di gran lunga superiori a quelli previsti in delibera, in considerazione del fatto che le risorse rese disponibili dal CIPE sono più che sufficienti per finanziare interamente i due invasi, ma, soprattutto, in considerazione del fatto che un finanziamento insufficiente equivale di fatto ad immobilizzare inutilmente risorse importanti e necessarie per affrontare con serietà e concretezza i gravi ed annosi problemi dell'emergenza idrica sarda. (148)
INTERPELLANZA CALLEDDA - CUGINI - FADDA - BALIA - SANNA Emanuele - IBBA - SANNA Gian Valerio - MASIA, sull'acquisizione da parte del Comune di Teulada delle opere abusive del complesso alberghiero Baia delle Ginestre.
I sottoscritti,
preso atto che il Consiglio comunale di Teulada, in data 5 maggio 2001, ha dichiarato l'interesse pubblico alla conservazione al patrimonio comunale, per l'utilizzazione a finalità sociali (realizzazione di un centro di formazione professionale di interesse regionale in collaborazione con l'Università di Perugia) delle opere abusive del complesso alberghiero Baia delle Ginestre, su cui grava un ordine di demolizione del giudice penale;
rilevato che, su questa base, valutati i presupposti di legge (L.R. n. 23/85 e Legge n. 47/85), è stato presentato "incidente d'esecuzione" davanti alla Corte d'Appello di Cagliari che, con ordinanza del 25 maggio 2001, ha rigettato l'istanza;
sottolineato che :
- l'Amministrazione comunale, ritenendo fondato e legittimo il proprio deliberato in ordine al prevalente interesse pubblico, ha dato incarico al proprio legale di ricorrere presso la Corte di Cassazione contro l'ordinanza di rigetto;
- rispetto alla questione è tuttora pendente anche il procedimento di esecuzione immobiliare relativo alla acquisizione del bene al patrimonio comunale, con udienza fissata per il 17 gennaio 2002;
evidenziato che prima di procedere all'esecuzione della sentenza di demolizione l'Amministrazione comunale teuladina, anche con riferimento al deliberato prevalente interesse pubblico, ha ritenuto opportuno attendere l'esito di tutte le istanze chiamate a pronunciarsi al fine di evitare interventi definitivi e situazioni irreversibili tali da vanificare eventuali diverse decisioni;
rimarcata la viva preoccupazione che l'esecuzione della sentenza avvenga prima del pronunciamento della Corte di Cassazione sul ricorso proposto dall'Amministrazione comunale di Teulada avverso la decisione della Corte d'Appello di Cagliari, ponendo così fine anche alle speranze di mantenimento dei posti di lavoro delle maestranze occupate e della conservazione al patrimonio pubblico dell'immobile,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e gli Assessori della pubblica istruzione, della difesa dell'ambiente e degli enti locali per sapere quali atti abbiano posto o intendano porre in essere per sostenere la posizione assunta dal Consiglio comunale di Teulada che, nell'interesse della propria comunità, ha acquisito la opere abusive del complesso alberghiero Baia delle Ginestre destinandole a finalità sociali di interesse pubblico per consentire la salvaguardia sia dei posti di lavoro che del patrimonio comunale. (149)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento nel luglio 2000 di un impiegato forestale.
Il sottoscritto, premesso che:
a) nel lontano luglio 2000 fu improvvisamente trasferito, dalla sede di Sassari alla foresta demaniale di "Filigosu" compresa nel territorio dei comuni di Oschiri e Berchidda, un impiegato forestale di 4° livello amministrativo;
b) questo trasferimento è stato effettuato alcuni giorni dopo una assemblea del personale, durante la quale il dipendente in questione prese la parola - alla presenza dell'allora direttore generale dell'Azienda foreste demaniali - per esprimere la propria opinione in merito alla organizzazione degli uffici;
c) il trasferimento ebbe vasto eco sia in Consiglio regionale (una interrogazione ed una interpellanza) che nei mass media, perché il provvedimento fu considerato da tanti come un atto di ritorsione per il coraggio che l'impiegato aveva avuto durante una assemblea di esprimere in modo chiaro e compiuto i suoi convincimenti;
d) nonostante le assicurazioni (nota n. 2629/gab. del 10 agosto 2000: "si sta valutando l'opportunità di consentire in tempi brevi nell'ambito delle superiori esigenze organizzative dell'AFDRS, il rientro presso gli uffici del servizio provinciale di Sassari"), niente è stato fatto e l'impiegato, con gravi problemi di vista, continua a rimanere "in punizione" a "Filigosu",
chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) quali siano i reali motivi che impediscono, dopo circa un anno di "purgatorio" presso la foresta demaniale di "Filigosu", il rientro alla sede centrale dell'impiegato forestale di 4° livello amministrativo, nonostante le assicurazioni, verbali e scritte, ricevute in più occasioni;
2) se non sia opportuno chiudere questa faccenda con un atto di coraggio, che renderebbe giustizia ad un lavoratore che ha avuto solamente "il torto" di voler esprimere in libertà la propria opinione. (352)
INTERROGAZIONE SPISSU - LAI, con richiesta di risposta scritta, sul peggioramento dei collegamenti ferroviari per gli utenti sardi in seguito ai nuovi orari adottati dalle Ferrovie dello Stato.
I sottoscritti,
visto il nuovo orario adottato dalle Ferrovie dello Stato dal 10 giugno u.s. che di fatto peggiora la qualità del servizio per gli utenti sardi, in modo particolare per coloro i quali volessero utilizzare il vettore ferroviario in coincidenza con i collegamenti marittimi;
valutato che tali decisioni, oltreché aumentare i disagi per i viaggiatori, renderanno nei fatti non competitiva la ferrovia rispetto ad altri sistemi di trasporto, determinando in questo modo un'ulteriore riduzione dei passeggeri che diventerà la premessa per ulteriori tagli;
considerato che potrebbe affermarsi un disegno di divisione della Sardegna in due aree geografiche col progressivo peggioramento del servizio ferroviario nel centro nord dell'Isola, di fatto compromettendo il principio dell'unicità del trasporto interno ed esterno;
valutato, inoltre, che la Direzione delle Ferrovie dello Stato adotta tali decisivi e compromettenti provvedimenti in totale disprezzo della consultazione con le organizzazioni sindacali del settore e con tutte le autorità competenti (Regione e Province),
chiedono d'interrogare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali iniziative intenda assumere nell'immediato per rimuovere la situazione determinata dalle Ferrovie dello Stato e per far valere le ragioni delle popolazioni della Sardegna in materia di trasporto;
2) quali atti intenda porre in essere per rendere attuabile anche in Sardegna il D.Lgs. 422/1977 che assegna alle Regioni potestà decisionale sulla quantità e qualità dei servizi FF.SS. (353)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul reparto di pediatria dell'ospedale civile di Alghero.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:
1) se sia a conoscenza delle proteste dei genitori dei piccoli pazienti che vengono ricoverati presso il reparto di pediatria dell'ospedale civile di Alghero, i quali in più occasioni hanno protestato per i troppi problemi che affliggono tale reparto così importante, quali la mancanza oramai cronica di personale, le strutture e le suppellettili interne non sempre rispondenti alla norma, l'insufficienza dei servizi igienici che non garantiscono gli standard di legge, etc.;
2) se non sia opportuno un suo intervento al fine di rimuovere - in tempi brevissimi (non bastano più le solite promesse!) - i problemi succitati, al fine di rendere funzionale un reparto così importante per il territorio, in caso contrario verrebbero vanificate le professionalità presenti e le attrezzature all'avanguardia, ridando certezza e sicurezza nella sanità pubblica ai piccoli utenti ed ai loro familiari. (354)
INTERROGAZIONE FANTOLA - CASSANO - PISANO - VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione dell'articolo 19 della Legge 958/1986 e comma 65 dell'articolo 3 della Legge 537/1993.
I sottoscritti,
premesso che l'articolo 19 della Legge 958/1986 e le successive modifiche introdotte dal comma 65 dell'articolo 3 della Legge 537/1993 recante "Norme sul servizio militare di leva e sulla ferma di leva prolungata", stabilisce che "le amministrazioni dello Stato, delle regioni, delle province, nonché dei comuni superiori a 150.000 abitanti, sono obbligate ad assumere nel limite del 20 per cento delle assunzioni annuali i militari in ferma di leva prolungata ed i volontari specializzati delle Forze Armate, congedati senza demerito al termine della ferma o della rafferma contratte";
tenuto conto che lo stesso articolo prevede che "le qualifiche professionali e le specializzazioni acquisite durante la ferma di leva prolungata, attestate con diploma rilasciato dall'ente militare competente, costituiscono titolo per l'iscrizione nelle liste ordinarie e speciali di collocamento";
considerato che l'utilizzazione delle professionalità acquisite dai militari in ferma di leva prolungata dei volontari specializzati delle Forze Armate, oltre ad essere vantaggiosa per gli enti o i privati che assumono personale in possesso di notevole preparazione professionale, rappresenta un importantissimo raccordo tra le Forze Armate e il lavoro in ambito civile,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale del lavoro per sapere :
a) se i soggetti pubblici della Sardegna stiano applicando correttamente la Legge 958/1986 e la successiva Legge 537/1993, che prevede l'obbligo per le amministrazioni dello Stato, delle regioni, delle province, nonché dei comuni superiori a 150.000 abitanti, ad assumere nel limite del 20 per cento delle assunzioni annuali i militari in ferma di leva prolungata ed i volontari specializzati delle Forze Armate, congedati senza demerito al termine della ferma o della rafferma contratte;
b) se gli uffici preposti alla vigilanza e al controllo nei confronti dei soggetti destinatari abbiano posto in essere tutte le procedure per la puntuale verifica dell'esatta applicazione di detta norma e, in caso contrario, quali iniziative intenda adottare al fine di garantirne la corretta applicazione, a tutela di tutti i lavoratori disoccupati beneficiari dei diritti occupazionali previsti dalla citata norma. (355)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato decollo dell'Unità operativa di Cardiochirurgia e della connessa "Unità operativa di terapia intensiva post cardiochirurgica" presso la ASL n. 1 di Sassari
Il sottoscritto,
premesso che l'assenza di un centro di Cardiochirurgia e di un'Unità operativa di terapia intensiva post cardiochirurgica nella ASL n. 1 di Sassari crea quotidiani e notevoli disagi ai cittadini e determina ingenti spese per l'Azienda e per la stessa Regione;
tenuto conto che la ASL n. 1 fin dal 16 gennaio u.s. ha deliberato "l'istituzione dell'Unità operativa di Cardiochirurgia e della connessa Unità operativa di terapia intensiva post cardiochirurgica" e a tutt'oggi non ha ancora ricevuto il parere della Regione Sardegna;
considerato che la stragrande maggioranza degli interventi viene eseguita nel continente con notevoli disagi ed incalcolabili spese per i cittadini;
accertato che il costo di gestione, anche compreso quello del personale e dei materiali di consumo, sarebbe pari a circa 3 miliardi e 700 milioni, risultando inferiore al valore delle prestazioni erogate, pari a 5 miliardi e 700 milioni, previste per circa 300 utenti;
appurato che la ASL n.1 di possiede tutti i requisiti sia per la presenza di équipe di medici specialisti altamente qualificati sia di mezzi adeguati alle numerose richieste;
vista la dotazione organica prevista nella richiesta della ASL n. 1, che comprende:
- 6 dirigenti medici cardiochirurghi;
- 5 dirigenti medici anestesisti-rianimatori;
- 2 collaboratori professionali sanitari (caposala) di cui uno per la sala operatoria e terapia intensiva ed uno per il reparto di degenza;
- 3 operatori professionali sanitari (tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare);
- 32 operatori professionali sanitari (infermieri, di cui 8 per il comparto operatorio, 12 per la terapia intensiva, 12 per il reparto degenza);
- 10 ausiliari specializzati (di cui 3 per il comparto operatorio, 3 per la terapia intensiva, 4 per il reparto degenza);
dato atto che l'istituzione di questo importante servizio per gli utenti della Provincia di Sassari non è più rinviabile
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere
- quali siano ancora oggi le reali motivazioni che impediscono il relativo parere favorevole della Regione;
- se non ritenga onorare gli impegni assunti ad altre mie sollecitazioni (9 febbraio 2000 - 11 ottobre 2000), ponendo così fine al lungo calvario cui va incontro la stragrande maggioranza di cittadini e determinando inoltre il risparmio di ingenti costi che finiscono in favore della penisola. (356)
INTERROGAZIONE SPISSU - CUGINI - LAI - MORITTU, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi difficoltà della Società Siderurgica SALIS S.p.A. di Sassari.
I sottoscritti,
considerato che da mesi, ormai, si rafforzano le notizie delle gravi difficoltà nelle quali si dibatte la Società Siderurgica SALIS S.p.A. di Sassari;
valutato che i tentativi di ripresa e di rilancio produttivo dell'azienda non hanno sortito alcun effetto nonostante permangano le condizioni di mercato favorevoli e le possibilità che si mantengano i posti di lavoro per i dipendenti finora occupati;
appreso che non è stata accolta la possibilità di affitto dell'azienda con l'acquisto delle giacenze valutate in lire 2.160.000.000 e con la garanzia di mantenimento dei livelli occupazionali;
appreso che si sta procedendo alla vendita a prezzi estremamente ribassati delle giacenze e allo smantellamento, in senso letterale, dello stabilimento della SALIS S.p.A.;
appreso, inoltre, che i lavoratori saranno licenziati fra qualche giorno, producendo ulteriori ferite al tessuto occupazionale e provocando ulteriori tensioni fra le maestranze e preoccupati delle conseguenze che si potrebbero determinare anche in termini di ordine pubblico,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per conoscere quali iniziative abbiano sinora assunto e, nel caso in cui non siano fin qui intervenuti, per conoscere in quale modo intendano esercitare un ruolo per scongiurare la scomparsa di un'azienda storica per il territorio della Sardegna e per evitare la perdita di circa cento posti di lavoro. (357)
INTERROGAZIONE SPISSU - LAI - CUGINI - MORITTU - AMADU - FRAU - GIAGU - GRANELLA - DEIANA - VASSALLO - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA Noemi - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione dell'unità operativa di cardiochirurgia dell'Ospedale civile di Sassari.
I sottoscritti, premesso che:
- dal maggio del 2000 ha preso avvio l'attività dell'unità operativa di Cardiochirurgia dell'Ospedale civile di Sassari;
- in un anno di attività sono stati effettuati 117 interventi con risultati più che soddisfacenti, considerate le esigue strutture e il ridotto numero di personale medico infermieristico messo a disposizione dell'équipe guidata del prof. Barboso;
- l'estrema gravità delle patologie affrontate dall'unità operativa rendono assolutamente necessaria la prosecuzione dell'attività a Sassari;
accertato che da qualche settimana è stata sospesa qualunque attività operatoria proprio a causa delle insostenibili condizioni generali;
considerato che da tempo viene richiesto un intervento concreto, da parte dell'Assessorato regionale della sanità, per il riconoscimento ufficiale del Servizio di cardiochirurgia dell'Ospedale Civile di Sassari;
evidenziato che solo in questo modo si consentirebbe di rendere il servizio adeguato alle reali esigenze dell'unità operativa, mediante lo stanziamento di fondi destinati al potenziamento delle strutture e all'ampliamento del personale medico infermieristico,
chiedono d'interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
- se non ritenga indispensabile la prosecuzione dell'attività dell'unità operativa di Cardiochirurgia a Sassari;
- quali iniziative urgenti intenda assumere per potenziare le strutture e il personale attualmente a disposizione dell'équipe medica;
- quali risposte intenda dare alle persone affette da patologie cardiache abitanti nel territorio del Sassarese che attendono risposte concrete riguardo ad un problema di così grande importanza.
MOZIONE PIRISI - SANNA Gianvalerio - DEMURU - SANNA Salvatore - BIANCU - CUGINI - BALIA - FADDA, sulle modifiche apportate dalla Giunta regionale al Complemento di Programmazione del POR Sardegna 2000-2006 approvato dal Consiglio regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che in data 31 ottobre 2000 è stato approvato il POR Sardegna e, in data 6 dicembre 2000, il documento contenente il relativo Complemento di Programmazione;
VERIFICATO che in entrambi i documenti, all'Asse 6, Misura 6.1, nella parte che tratta dell'intermodalità, risultavano indicati i centri intermodali di Cagliari, Porto Torres e Olbia e che nessun emendamento modificativo o integrativo è stato presentato in Consiglio al fine di cambiare tali scelte;
ACCERTATO che il testo dei citati documenti, trasmessi dall'Assemblea alla Giunta, menzionava unicamente i centri intermodali di Cagliari, Porto Torres e Olbia;
SOTTOLINEATO che, al fine di sopperire alla mancanza di un centro intermodale nella Sardegna centrale, nel corso della discussione del disegno di legge n. 141 (Legge finanziaria 2001) è stato presentato ed approvato un emendamento dell'opposizione di centrosinistra che prevedeva "la realizzazione del Centro Intermodale di Macomer (località Tossilo)";
CONSTATATO come appaia quantomeno singolare che nell'allegato alla delibera della Giunta regionale n. 10/32, approvata il 22 marzo 2001, risulti integralmente inserito il comma 48 dell'articolo 1 della legge finanziaria approvata dall'Aula il 29 marzo 2001 e cioè una settimana dopo il provvedimento della Giunta regionale;
PRESO ATTO che il Complemento di Programmazione contiene nel testo ufficiale diffuso l'indicazione della "necessità…… di localizzare a Borore uno specifico Centro Intermodale a supporto della Sardegna centrale", scelta della quale non vi è assolutamente traccia nei documenti approvati dal Consiglio regionale;
RILEVATO come quanto contenuto nella delibera del Consiglio comunale di Borore del 29 marzo 2001 (riunitosi proprio per discutere sul centro intermodale) nella quale si afferma che "nell'anno 1998 la suddetta iniziativa è stata proposta dal Comune di Borore all'Assessorato regionale della programmazione nell'ambito dell'attività di predisposizione dei Programmi Integrati d'Area, con richiesta di un finanziamento di 8 miliardi di lire per l'acquisto delle attrezzature elettromeccaniche e di movimentazione……", può ritenersi una violazione delle procedure previste dalla legge regionale n. 14 del 1996 (PIA);
CONSIDERATO che le affermazioni, contenute nella delibera di Borore n. 18/2001 di cui sopra, possono far maturare il ragionevole dubbio che esista un collegamento tra quanto accaduto e le stesse ed essere ritenute prodromiche alla azione di modifica della volontà espressa dal Consiglio regionale,
impegna la Giunta Regionale
a) a riferire al Consiglio regionale sui motivi che hanno indotto la Giunta ad apportare arbitrarie e sostanziali modifiche al Complemento di Programmazione del POR Sardegna approvato dall'Assemblea legislativa sarda, in palese e grave violazione delle prerogative del Consiglio in materia di programmazione comunitaria, della volontà espressa dall'organo legislativo regionale ed in contrasto con lo stesso deliberato della Giunta regionale n. 10/32;
b) a voler riportare a coerenza in sede di Complemento di Programmazione gli atti deliberativi approvati dal Consiglio regionale e ivi ricompresi;
c) a ripristinare l'indispensabile correttezza nella gestione delle procedure amministrative interne evitando che atti successivi trovino esecuzione in atti antecedenti, fatto che, al di là della sua gravità, determina incertezza di diritto e violazione fondamentale del principio del buon funzionamento della Amministrazione regionale. (41)
MOZIONECUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - DETTORI Ivana - PUSCEDDU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DORE - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gianvalerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sul grave stato di paralisi ed inefficienza della Regione sarda.
IL CONSIGLIO REGIONALE
premesso che da mesi si è costretti ad operare in una condizione pressoché totale di paralisi istituzionale, nella quale il lavoro delle Commissioni e l'attività dell'intera Assemblea sono pesantemente condizionate dall'assenteismo e dal disimpegno della maggioranza di governo che, al contrario, ne dovrebbe garantire la produttività ed il buon funzionamento;
considerato che tale condizione determina, come diretta conseguenza, l'evidente insufficienza dell'attività di governo, con i programmi di legislatura, quelli annuali e comunitari, interamente disattesi, e la concomitante paralisi dei flussi finanziari di spesa che ricade, giornalmente e in maniera negativa, sulle categorie economiche e produttive e, perciò, sui processi di sviluppo locale;
preso atto che l'assenza dai luoghi e dagli appuntamenti vitali per la Sardegna, l'attività legislativa prodotta e l'indisponibilità ad un confronto serio, aperto e concreto sui temi, non solo dell'emergenza, ma soprattutto dello sviluppo e del lavoro, dimostrano e giustificano i toni di una nostra fondata e ragionevole preoccupazione per il futuro;
constatato che gli impegni presi nelle dichiarazioni programmatiche della Giunta di centrodestra, in particolare con riferimento: 1) alla riforma complessiva della Regione e dei suoi enti; 2) alla Commissione speciale per la riforma dello Statuto; 3) al così detto "choc burocratico"; 4) allo sviluppo e le risorse; 5) alla "task force" per l'occupazione; 6) alla politica del credito; 7) al progetto di sviluppo; 8) all'ambiente; 9) all'attuazione integrale delle leggi a sostegno del lavoro, ampliandone i contenuti e migliorando le norme attuative; 10) all'urbanistica e ai piani territoriali paesistici; 11) all'industria; 12) all'emigrazione; 13) al turismo; 14) al contenimento della spesa; 15) alle zone interne e alla società del malessere, sono stati totalmente disattesi nella loro attuazione e rimasti semplici slogan di propaganda;
ribadito che le forze del centrosinistra e Rifondazione Comunista hanno interpretato il ruolo di opposizione nell'interesse della Sardegna, penalizzata dall'inadeguatezza e dall'inefficienza della Giunta regionale e della maggioranza che la sostiene, attraverso un'assidua presenza nei lavori consiliari, con una disponibilità al confronto sui temi reali e sulle emergenze, con un'intensa attività politica e istituzionale, certificata dai numeri riguardanti le proposte di legge, le mozioni, le interpellanze e le interrogazioni;
constatato che la finanziaria regionale 2001, preannunciata dalla Giunta regionale come rivoluzionaria, è stata la riprova dell'inadeguatezza della Giunta regionale che ha presentato la manovra con un inaccettabile e dannoso ritardo (oltre tre mesi), e si contraddistingue per il carattere di disorganicità e di clientelismo che rappresenta la mancanza assoluta di un disegno mirato e strategico, atto a raccogliere le numerose esigenze di crescita e di sviluppo dell'Isola a favore dell'esigenza di tenere insieme gli interessi di una frastagliata maggioranza di centrodestra;
accertato che è evidente che la Finanziaria 2001 è stata utilizzata quale veicolo di propaganda elettorale, tant'è che i preannunciati disegni di legge ad essa collegati, per decadenza dei tempi di presentazione, di discussione e di approvazione, hanno perso l'efficacia particolare di strumenti della manovra finanziaria;
constatato che
- ai disegni di legge collegati erano agganciate impellenti problematiche e aspettative di settori particolarmente delicati, quali quello dell'imprenditoria giovanile, del mondo dell'artigianato, dell'ambiente, dello sviluppo, etc.., e che, per colpa di un uso strumentale di questi problemi, viene svilita la stessa istituzione del Consiglio regionale, visto come luogo non risolutivo delle questioni aperte dove, anzi, esse si accentuano fino alle soglie della drammaticità;
- a fronte di tanto immobilismo la Giunta regionale, inspiegabilmente, apporta arbitrarie e sostanziali modifiche al Complemento di programmazione del POR, approvato dall'Assemblea, in palese e grave violazione delle prerogative del Consiglio in materia di programmazione comunitaria, della volontà espressa dall'organo legislativo regionale ed in contrasto con atti dello stesso organo esecutivo regionale;
preso atto che si assiste, peraltro, in questi giorni, a contese intestine fra i partiti della maggioranza, tese a determinare nuovi assetti interni, attraverso esternazioni, consultazioni ed interlocuzioni, tutte esterne alle sedi istituzionali e con il pericoloso riaffacciarsi sulla scena di personaggi che, in una convulsa quanto oscura fase della vita politica regionale, ebbero a condizionare, con metodi e strumenti ancora da chiarire, le scelte decisive sulla formazione di una maggioranza non legittimata dal consenso popolare e in totale dispregio del libero e democratico confronto parlamentare;
rilevato che dopo la vittoria del Polo del 13 maggio, l'ondata neo centralista, che sta progressivamente investendo anche la realtà sarda, si sta ripercuotendo brutalmente non solo sugli assetti del governo regionale ma anche nelle libere determinazioni che le forze politiche assumono per i governi locali, dove gli accordi si devono realizzare esclusivamente sulla base dei bisogni e dei diritti dei cittadini e attraverso limpide convergenze programmatiche;
rilevato altresì, che la crisi strisciante che investe la maggioranza di centrodestra al governo della Regione, debba trovare nella sede istituzionale parlamentare il luogo deputato al confronto ed alla definizione delle scelte istituzionali;
valutata l'opportunità che il perdurante stato d'incertezza e d'inattività che investe il Consiglio regionale debba essere interrotto per consentire il riaprirsi di un confronto pubblico e parlamentare sulle grandi questioni che attendono ormai da tempo risposte concrete e appropriate, a partire dal tema delle riforme istituzionali e strutturali, all'attuazione dei Programmi comunitari e dei temi nodali dello sviluppo regionale, del lavoro e dell'occupazione,
esprime
a) l'esigenza di un urgente dibattito consiliare, al fine di approfondire le ragioni e le dannose ripercussioni di tale stato di paralisi istituzionale;
b) la preoccupazione sugli esiti devastanti, e forse irreversibili, ricadenti sul tessuto economico ed imprenditoriale sardo, e derivanti dall'evidente inefficienza dell'azione di governo dell'attuale maggioranza;
c) la profonda condanna politica per l'irresponsabile perdurare di lotte intestine alla maggioranza, tese a modificare esclusivamente l'attuale assetto di governo, per nulla sensibili ai bisogni ed alle emergenze sociali e congiunturali della Sardegna, per le quali fu sancito un preciso impegno da parte del Governo regionale.
impegna la Giunta regionale
a riferire in Consiglio regionale sullo stato di attuazione delle dichiarazioni programmatiche a suo tempo approvate a maggioranza del Consiglio regionale. (42)
MOZIONE BALIA - CUGINI - FADDA - DORE - BIANCU - CALLEDDA - DEMURU - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SECCI - SELIS - SPISSU, sulla petizione n. 4/XII "Per la modifica dello Statuto Speciale della Sardegna".
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESA VISIONE della petizione presentata da Benedetto Ballero in ordine al contenuto di quello che sarà il nuovo Statuto Speciale della Sardegna, se e quando verrà approvato il referendum sulla legge costituzionale di riforma del Titolo V della Costituzione;
RITENUTO che se ciò avverrà, ed anzi ormai in ogni caso, la riformulazione del nuovo Statuto non dovrà partire dal testo approvato nel 1948, ormai di gran lunga superato, ma da ciò che il Parlamento ha approvato in ordine al nuovo rapporto tra Stato e Regioni;
PRESO ATTO, tuttavia, che una tale soluzione di fatto determina un appiattimento della Sardegna al livello di autonomia delle regioni ordinarie perché non sarebbero più molte le norme speciali riferite solo alla nostra Regione;
RIAFFERMATA, pertanto, la necessità di procedere ad una attenta valutazione di tale testo base per individuare le parti dello stesso che dovranno essere eventualmente modificate perché riferite ad una regione speciale e per stabilire tutte le nuove disposizioni che siano in grado di sancire il nuovo patto tra la Sardegna e lo Stato integrando i contenuti della nuova specialità della Sardegna;
OSSERVATO che ciò sarà possibile solo se il Consiglio regionale potrà definire al più presto gli indirizzi per la nuova specialità dando poi mandato alle competenti commissioni perché approfondiscano i relativi aspetti economici ed istituzionali;
RIBADITO che tale proposta vuole contribuire all'apertura di un confronto anche con chi auspica l'approvazione dei complessi atti che sarebbero necessari per dar vita ad una Assemblea costituente, qualora in ipotesi ammissibile, perché il nuovo Statuto speciale dovrà necessariamente intervenire senza troppo ritardo rispetto al momento in cui le Regioni ordinarie avranno tutti i poteri che loro deriveranno dall'entrata in vigore della riforma del Titolo V della Costituzione;
PRESO ATTO che il nuovo Statuto elaborato, eventualmente, dall'Assemblea Costituente, se ammissibile, richiederebbe metodiche e tempi così riassumibili:
a) approvazione da parte del Consiglio regionale di una legge di proposta al Parlamento per l'istituzione di una Assemblea costituente;
b) approvazione in doppia lettura della legge costituzionale che l'autorizza;
c) approvazione da parte del Consiglio regionale della legge per l'elezione;
d) elezione ed insediamento;
e) lavori per almeno un anno;
f) intervento del Consiglio regionale (parere o voto);
g) trasmissione al Parlamento per l'approvazione in doppia lettura;
RITENUTO, quindi, che occorrerà operare perché il nuovo Statuto possa entrare in vigore prima dell'estate del 2002;
delibera
- di prendere in esame il testo di Statuto, così come modificato dalla Legge costituzionale n. 2 del 2001 e ulteriormente integrato dalla riforma del Titolo V della Costituzione, riforma che entrerà in vigore dopo il referendum popolare ;
- di assumere le necessarie iniziative al fine di pervenire alla formulazione di un testo organico e compiuto di Statuto che riaffermi e rilanci la specialità della Sardegna. (43)
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