Seduta n.402 del 21/02/2008
CDII Seduta
Giovedì 21 Febbraio 2008
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente BIANCU
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del Presidente SPISSU
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del Vicepresidente RASSU
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del Vicepresidente BIANCU
indi
del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente BIANCU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 16.
CAPPAI, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 14 febbraio 2008 (395), che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione della Comunità montana n. 7, denominata Goceano." (1157)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento delle funzioni di polizia mortuaria nell'Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari." (1158)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'annullamento parziale degli atti di gara di cui alla deliberazione n. 618 del 21 giugno 2007 del direttore generale dell'Asl n. 1 di Sassari sull'affidamento del servizio di pulizia e sanificazione degli ospedali di Sassari e sulla necessità di provvedimenti atti a salvaguardare i diritti dei lavoratori interessati che vivono, da alcune settimane, disagi indescrivibili." ( 1159)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione Pittalis - Marracini - Lai Renato sul "caso Tuvixeddu" e sulle sentenze del TAR Sardegna n. 127, 128 e 129 dell'8 febbraio 2008." (168)
PRESIDENTE. Colleghi, sospendo i lavori sino alle ore 10 e 30, quindi i lavori sono sospesi, riprendono alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 17, viene ripresa alle ore 10 e 30.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Stiamo esaminando e ponendo in votazione gli emendamenti pervenuti all'articolo 8 da altri articoli. Bene è stato presentato al comma 5 dell'articolo 3 l'emendamento numero 73 della Giunta regionale. Quindi all'emendamento numero 73 è stato presentato…
BIANCU (P.D.). Presidente, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, soltanto in considerazione del fatto che i colleghi stanno arrivando, se fosse possibile avere 10 minuti, un quarto d'ora di sospensione fino alle 10 e 45. Attendevamo intanto, siamo più tranquilli perché è arrivato l'onorevole La Spisa. Adesso diciamo che anziché dieci minuti ce ne può dare 8… Almeno fino alle undici meno un quarto, che ci consenta…
LA SPISA (F.I.). Iniziamo.
BIANCU (P.D.). Stiamo chiedendo la sospensione di un quarto d'ora.
PRESIDENTE. Sospendiamo in via eccezionale . 5 minuti se non si inizia non si riesce a far andare… 10 minuti.
Bene i lavori riprenderanno alle ore 10 e 47.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 32, viene ripresa alle ore 10 e 47.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì per chiedere che l'emendamento numero 73 venga spostato alla fine, dopo l'articolo 9.
PRESIDENTE. Quindi è stato chiesto lo spostamento all'articolo 9 dell'emendamento orale della Giunta, se non erro, presentato all'emendamento numero 73 e al comma cinque. E quindi discuteremo sia l'emendamento che i commi all'articolo 9. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per quanto ci riguarda, non siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Esiste un emendamento, collega Capelli, un emendamento all'emendamento… onorevole Diana… bene, collega Capelli, è ancora valida la richiesta di… Va bene?
CAPELLI (U.D.C.). Va bene.
PRESIDENTE. Allora, ripeto, è stato chiesto lo spostamento dell'emendamento numero 73 a cui è stato presentato un emendamento orale della Giunta al comma cinque dell'articolo 8 all'articolo 9, c'è il consenso dell'Aula, viene spostato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio. Io intendo intervenire sul Regolamento, Presidente. Presidente, le chiederei un attimo di attenzione in maniera tale da poter essere il più possibile chiaro nell'esplicitare il ragionamento che intendo fare. Nel senso che nella chiusura della riunione di ieri sono stati dichiarati decaduti alcuni emendamenti, in quanto il Presidente ha dichiarato che essendo decaduto il comma cui erano attribuiti, il comma 37, gli emendamenti stessi erano decaduti insieme al comma che è stato abolito. Dopo questa affermazione del Presidente è stata convocata una Conferenza dei Capigruppo e nella Conferenza dei Capigruppo, stante l'ora tarda e l'estemporaneità della convocazione, ero l'unico Capogruppo di minoranza presente, era presente anche lei e quindi ha avuto modo di vedere, e la discussione ovviamente si è svolta in maniera convulsa, sia per l'ora tarda, e il desiderio legittimo dei colleghi anche della maggioranza di raggiungere le proprie abitazioni, e sia per il fatto che nessuno di noi aveva avuto modo comunque di verificare dal punto vista regolamentare gli atti che erano stati in maniera chiara e perentoria dichiarati dal Presidente del Consiglio. Ora questa verifica è stata da me personalmente effettuata, per cui volevo sottoporre all'attenzione della Presidenza del Consiglio, che è quella che decide, e l'attenzione anche degli Uffici che stanno ascoltando, alcune riflessioni sulla base delle quali io chiederei una revisione della decisione presa dalla Presidenza del Consiglio nella tarda serata di ieri. Le riflessioni sono le seguenti: punto 1 gli emendamenti di cui sono primo firmatario, che sono stati dichiarati… anzi scusi, faccio una premessa ancora, Presidente, ovviamente da parte mia c'è il massimo rispetto di quelle che saranno le decisioni degli organi istituzionali, perché non vedo né dolo e neppure accanimento, vedo un'interpretazione regolamentare sulla quale mi permetto di non essere d'accordo…
PRESIDENTE. Un attimo collega, prego colleghi è un argomento abbastanza importante, vi prego di prestare attenzione.
VARGIU (Riformatori Sardi). L'importante è che ascolti il Presidente che deve decidere e gli Uffici che lo devono supportare tale decisione, gli altri parlino di ciò che desiderano. Punto uno negli emendamenti presentati da alcuni consiglieri della minoranza di cui io sono primo firmatario non c'era l'attribuzione al comma 37, nel senso che tutti gli emendamenti recitavano: "al termine dell'articolo 8 è aggiunto il seguente". Per cui è manifesta la volontà del proponente di collegare l'emendamento all'articolo 8 e non ad un comma dell'articolo 8. Io ho verificato il Regolamento consiliare e il Regolamento consiliare non dice che l'emendamento si deve riferire a un comma. L'emendamento aggiuntivo è aggiuntivo all'articolo, quindi l'interpretazione che l'emendamento si debba comunque riferire a un comma è, a mio avviso, un'interpretazione da prassi, sicuramente invalsa, ma non è esplicitata in nessun punto del nostro Regolamento. Punto secondo. E' evidente quindi che dal punto di vista sostanziale gli emendamenti fossero da attribuirsi funzionalmente a qualsiasi comma, ma non al 37, perché nessuno degli emendamenti di cui io sono primo firmatario ha come riferimento il comma 37 a cui gli Uffici lo hanno attribuito.
Punto terzo. Gli Uffici hanno svolto un'azione estremamente positiva, che è stata quella di verificare in tutti quegli emendamenti in cui c'era scritto "al termine dell'articolo 8, dopo l'articolo 8", di verificare se ci fosse un comma all'interno della manovra finanziaria a cui poterlo attribuire, a cui poter attribuire l'emendamento. Per cui ci sono stati diversi emendamenti che sono stati attribuiti al comma a cui si riferivano. Bene, nel caso dei miei emendamenti, questo non è avvenuto. Allora, si arriva a questa incongruenza, che ci sono due emendamenti identici, il numero 441, di cui è primo firmatario il collega Lai, che è identico all'emendamento che si trova a pagina 300, di cui io sono primo firmatario. L'emendamento numero 441 è stato correttamente attribuito, mentre l'emendamento numero 792 è stato attribuito al comma 37. Allora, io capisco il modo in cui hanno lavorato gli Uffici, convulso, in poche ore hanno dovuto esaminare mille emendamenti. Però, se hanno attribuito un emendamento alla propria materia, e se c'erano due emendamenti identici, non è possibile che uno sia stato attribuito al comma 12 e l'altro al comma 37, o tutti e due dovevano essere attribuiti al comma 12, e quindi anche il mio sarebbe dovuto essere discusso, sospeso, nel caso di specie, insieme al comma 12, oppure tutti e due erano da attribuirsi al comma 37, perché erano identici, e tutti e due dovevano essere dichiarati decaduti. Non è possibile che emendamenti identici abbiano una sorte diversa, e uno sia discutibile, perché attribuito correttamente dagli Uffici, l'altro non sia discutibile perché gli Uffici l'hanno attribuito ad un emendamento decaduto. Io credo che ci sarebbe un'incongruenza insanabile e una lesione dei diritti del proponente di entità tale che, in qualche maniera, una risposta deve essere data. Lo stesso ragionamento vale per l'emendamento numero 508, presentato dai colleghi Cherchi Silvio e più, che è un emendamento al termine dell'articolo ottavo, e non è stato attribuito al comma 37, ma è stata attribuito correttamente al comma dell'articolo della sanità a cui si riferiva. In conclusione, io chiedo che gli emendamenti che gli Uffici hanno attribuito al comma 37, e che sono quindi stati attribuiti all'ultimo dei commi dell'articolo, che non parla di sanità, siano tutti quanti più correttamente attribuiti all'ultimo comma dell'articolo 8, se questa è la prassi; ma siccome l'articolo 8 contiene sanità, edilizia e provvedimenti sociali, che siano attribuiti all'ultimo dei commi che riguarda la sanità. In alternativa, chiedo che ci sia una sospensione dei lavori dell'Aula, e che gli Uffici verifichino ciascuno emendamento a quale comma deve essere attribuito, in maniera tale che ci sia stesso identico trattamento nei confronti degli emendamenti di cui sono primo firmatario e degli emendamenti di cui è primo firmatario il collega Lai o il collega Silvio Cherchi, che sono effettivamente stati attribuiti al comma giusto, nonostante avessero la stessa identica edizione che è riportata negli emendamenti di cui sono primo firmatario io, e cioè "dopo l'articolo, al termine dell'articolo 8". Quindi, le chiederei o di attribuire tutti gli emendamenti all'ultimo comma sulla sanità che è presente all'interno dell'articolo, oppure di attribuire ogni singolo emendamento al comma che è più fisiologicamente rapportato con quell'emendamento, come è stato fatto per gli emendamenti di altri colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, collega Vargiu. Io non ho nessuna difficoltà a concedere una sospensiva ai lavori affinché si apra un'interlocuzione con gli Uffici. Tengo a precisare, comunque, che il Presidente, nella seduta di ieri sera, ha già dichiarato decaduti questi emendamenti. Non solo, ma sullo stesso argomento su cui si è già deliberato non è possibile tornarci sopra. Comunque sia, sentendo le argomentazioni che lei ha testè presentato, parrebbe che effettivamente, stante la convulsione che caratterizza la legge finanziaria e la così ampia materia che tratta l'articolo 8, che tratta, di fatto, di tre materie, non solo di materia sanità, può essere successo probabilmente qualche disguido. Ora, non so se sia possibile o meno rimediare, comunque, stante la richiesta del collega Vargiu, e l'importanza di quanto richiede, in quanto si tratta nel caso di rispettare la possibilità che hanno i nostri consiglieri di presentare emendamenti, quindi di legiferare, non ho difficoltà a dichiarare sospesa l'Aula. Si riprendono i lavori alle ore 11 e 15, consentendo quindi un'interlocuzione con gli Uffici, onde verificare, se è possibile, ripeto ancora, se è possibile rivedere quanto chiesto dal collega Vargiu. I lavori sono sospesi, riprenderanno alle ore 11 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 01, viene ripresa alle ore 11 e 58.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, l'emendamento è suo per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Volevo segnalare, Presidente, il fatto che l'emendamento numero 5 e i successivi emendamenti numero 247, a firma Balia, Masia, e il numero 961, a firma Pacifico, Balia, Masia, Barracciu, Lai Silvio, Cocco, Ibba, Lai Renato, Lanzi, Uggias, sostanzialmente tendono allo stesso risultato. Io non so se i colleghi vogliano valutare la possibilità di un'unificazione di questi tre emendamenti e della stesura di un testo di sintesi, se così non fosse, naturalmente chiederei di valutare positivamente l'approvazione di quest'emendamento che, sostanzialmente, tende a fare giustizia di una situazione di ingiustizia che c'è in Sardegna, dove i laureati non medici, specializzandi che frequentano le scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia presso l'Università di Cagliari e Sassari, non hanno nessun rimborso economico, nessuna borsa di studio, contrariamente a quanto avviene per i loro colleghi medici che, invece, godono di questo beneficio. Ora, per fare giustizia di questo, insieme anche al Presidente della Commissione sanità, si era stimata una somma, io avevo messo 1 milione e 200 mila euro, ma ho fatto un emendamento orale riducendola a 600 mila euro, che possa consentire all'Assessorato di dare una risposta anche a questi nostri giovani specializzandi che, purtroppo, non essendo medici, tuttavia svolgono la loro attività all'interno delle scuole di specializzazione come i loro colleghi medici, appunto, di fronte a questa ingiustizia, che in molte altre Regioni non si verifica, si ritiene giusto che anche in Sardegna, questi giovani, possano vedere riconosciuta in qualche maniera l'attività che svolgono in queste scuole di specializzazione. Quindi la mia dichiarazione di voto è favorevole, la richiesta ai colleghi è di valutare favorevolmente la possibilità di accoglierlo. Ribadisco la mia disponibilità, nel caso, con i colleghi che hanno presentato gli altri emendamenti, a trovare una sintesi che possa essere votata da tutti. Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, in armonia con le cose che diceva adesso l'onorevole Scarpa, l'emendamento numero 5 a firma Scarpa, e gli emendamenti numero 247 presentato dai Socialisti e il numero 961, primo firmatario l'onorevole Pacifico, ma poi anche con i nostri nomi più altri, perseguano sostanzialmente lo stesso obiettivo; tendono ad introdurre la possibilità che le borse di studio, che sono previste specificamente per il settore medico, siano invece allargate anche alla possibilità di frequentare scuole di specializzazione anche a quelle altre facoltà, a quelle altre lauree che sono collaterali con il settore medico. L'emendamento numero 247, è più specifico perché tende ad introdurre espressamente la specializzazione nella facoltà di biologia. La cosa che caratterizza e che differenzia gli emendamenti è data dal fatto che, in alcuni casi, è previsto un incremento di risorse finanziarie, mentre nel nostro emendamento le risorse finanziarie non vengono toccate e si chiede di ripartire in maniera più ampia e compiuta quelle già previste alla UPB S02. 04. 010. Naturalmente, qualunque di questi tre emendamenti troverebbe riscontro e avrebbe il nostro voto favorevole. Chiediamo alla Commissione di rimediare ad un'ingiustizia rispetto alla quale altre Regioni d'Italia, già in questo senso, si sono pronunciate, ma che viaggiano armonicamente anche con quanto previsto dalla legislazione nazionale.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo alla Giunta e alla Commissione quale parere esprimono su questi emendamenti; l'emendamento numero 5, il numero 247 e il numero 961 che sono simili e che erano stati sospesi.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.). relatore di maggioranza. Sì, Presidente, la Commissione aveva già manifestato grande attenzione nei confronti della materia trattata e si era riservata poi di sentire anche la Giunta e, comunque, di raccomandare particolare attenzione perché, effettivamente, è un problema che, evidentemente, è da prendere in considerazione con la dovuta attenzione. Pertanto riteniamo che sia opportuno rimettersi all'Aula, in attesa anche di quanto ci dirà la Giunta su questa materia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ma, l'attribuzione di borse di studio a specializzandi diversi da quelli della facoltà di medicina è un argomento che è stato già discusso anche in passato. Normalmente questo non avviene in nessuna Regione, salvo pochissimi casi, credo nelle Province autonome. Non avviene, pur sapendo che questo comporta qualche differenziazione fra persone che frequentano le stesse scuole di specialità, però, la normativa italiana prevede che siano garantite soltanto agli studenti specializzandi delle facoltà di medicina per le quali, addirittura quest'anno, è stato previsto un contratto di formazione anziché una semplice borsa di studio. Questa Regione, in passato, le ha già estese anche ai veterinari, ritengo che procedere ulteriormente all'estensione rischi di creare ulteriori iniquità nei confronti di tutti gli altri studenti di tutte le altre facoltà che, pur facendo una specializzazione e comunque corsi post laurea, non hanno accesso a nessuna forma di borsa di studio o di aiuto comunque per l'ulteriore specialità che fanno. Quindi io ritengo che, come è stato detto in passato dalla Giunta, sarebbe un errore estendere ulteriormente ad altri specializzandi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. Io mi permetto di puntualizzare che anche in altre Regioni d'Italia vi è un sistema di questo tipo per le scuole di specializzazione numeriche. Il primo articolato che noi abbiamo presentato all'attenzione dell'Assessore è lo stesso articolato che è molto ostello e molto semplice dal punto di vista applicativo, che, ad esempio, ha applicato in Trentino. Ricordo ancora che gli specializzati non medici delle scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia hanno una particolarità che è diversa dalle altre specializzazioni, che è quella che, comunque, durante l'espletamento del corso di specializzazione hanno funzioni anche di tipo assistenziale, nel senso che noi parliamo di scuole che sono riferite a scienza dell'alimentazione, alla parassitologia, alla microbiologia, a laboratori d'analisi, quindi tutte specializzazioni tecniche che vengono svolte nel contesto delle strutture pubbliche e di riferimento, in questo senso, parte del loro lavoro è sicuramente anche teso a supporto dell'assistenza. Quindi io credo che da questo punto di vista si potrebbe, quantomeno, avere un occhio di attenzione nel poter rivedere la normativa che noi abbiamo con la legge numero 5, che estende soltanto ai veterinari questo tipo di specialità, per quanto riguarda le scuole di specializzazione, non si tratta di un numero elevatissimo di borse di studio, ma sicuramente stiamo lavorando in questo senso, nel caso fosse accolta questa proposta, anche nel qualificare sicuramente quei corsi di specializzazione delle nostre facoltà.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (P.D.). Signor Presidente, in realtà, questa apertura ai biologi che personalmente mi trova favorevole, però, apre un problema più generale, che è quello: se lo date a noi allora anche agli psicologi, ai filosofi e così via, a tante altre scuole di specializzazione. Inizialmente questa concessione ai medici aveva ed ha una valenza abbastanza riconoscibile; i medici fanno le guardie, fanno gli infermieri, sono responsabili di un reparto, in pratica sono dei lavoratori che vengono anche addirittura utilizzati fortemente per supplire determinate situazioni. C'è un'eccezione che è stata fatta, ed è questa, che dimostra come dando un inizio poi segue tutta una sequela di conseguenze. Ai veterinari è stato dato, e questa è un'eccezione, i biologi si legano al fatto che ci sono delle scuole di specializzazione per medici nelle quali l'assistenza non avviene e loro fanno praticamente lo stesso lavoro nella scuola di specializzazione dei medici. Ma a me sembra che questo problema debba essere affrontato non in un emendamento, ma affrontato seriamente. Io mi sono dato da fare perché in qualche modo venisse sanata questa situazione con l'Università, col rettore, eccetera, e anche il rettore si è molto preoccupato che sanando questa situazione potesse poi nascere tutta una catena di casi analoghi. Secondo me sarebbe bene pensare prima a risolvere il problema in modo veramente generale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Devo chiedere ai colleghi se dopo le spiegazioni dell'Assessore, gli interventi del Presidente della Commissione e quest'ultimo dell'onorevole Gessa intendono mantenere gli emendamenti. Se vengono mantenuti li mettiamo in votazione con scrutinio elettronico palese.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie. Io mantengo l'emendamento proprio perché, come diceva il professor Gessa, il fenomeno è circoscritto a quei laureati non medici che lavorano in quelle scuole di specializzazione, fianco a fianco con i loro colleghi medici, e mi sembra che questa ingiustizia grave, sanata da alcune altre autonomie speciali, possa essere sanata anche nella nostra Regione. Per questa ragione mantengo l'emendamento numero 5 e chiedo ai colleghi di valutare la possibilità di sostenerlo e di votarlo, naturalmente con lo scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie. Colleghi, sono emendamenti uguali nella sostanza e leggermente diversi nella forma. Io propongo di votarli tutti insieme perché se li votassimo uno a uno qualora venisse bocciato uno gli altri decadono perché è materia sulla quale abbiamo votato. Quindi se siete d'accordo io li voterei insieme, sebbene, per esempio, l'emendamento numero 247 non abbia una copertura finanziaria uguale a quella degli altri due.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Mantengo l'emendamento, non ho nulla in contrario a che si votino tutti assieme, annuncio naturalmente il voto favorevole e relativamente all'Assessore va richiamata una cosa. Onorevole Vargiu, lei qualche anno fa ha presentato o un'interrogazione o un'interpellanza in questa direzione. Non è avvenuto assolutamente nulla, le cose continuano a restare così com'erano, quindi anche le osservazioni fatte dall'onorevole Gessa, che tendeva a trovare una sistematizzazione in fasi successive e in modo più organico, se non la si è trovata in questi due anni, dal momento dell'interrogazione ad oggi, evidentemente non c'è la volontà politica da parte della Giunta regionale di trovarla.
Il nostro voto è favorevole.
PRESIDENTE. Grazie. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Scarpa?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Prego i colleghi di prendere posto per la votazione elettronica palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5, 247 e 961.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Farigu - Floris Mario - Giorico - Licandro - Liori - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Salis - Sanna Matteo - Scarpa - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cherchi Oscar - Frau - Gessa - Lombardo - Sanjust.
Sì, un momento, colleghi. Onorevole Pisu, onorevole Cugini, onorevole Lanzi… aggiungiamo Lanzi, Cugini, Pisu e Serra.
(Interruzione)
Però, colleghi, non si può votare verde… rifacciamo la votazione, colleghi, abbiamo difficoltà a registrare quelli che fanno diventare i rossi verdi e i verdi che diventano rossi. Prego i colleghi di aspettare un attimo. Azzeriamo e rifacciamo la votazione. Prego di prendere posto. Colleghi, stiamo rifacendo la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5, 247 e 961.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Giagu - Giorico.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 77
votanti 74
astenuti 3
maggioranza 38
favorevoli 35
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 269, primo firmatario onorevole Lai Renato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io parlo sull'ordine dei lavori perché quando, Presidente, lei non presiedeva, come le avranno senz'altro riferito, è stata posta una questione relativa agli emendamenti che erano stati da lei dichiarati decaduti nella serata di ieri e personalmente, intervenendo a nome della minoranza, ho rappresentato alcuni elementi…
(Interruzione)
Ci fermiamo e aspettiamo!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Se può cortesemente chiedere all'onorevole Marrocu di farlo fuori il comizio, perché mi disturba, non riesco a parlare!
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le dicevo, a nome della minoranza ero intervenuto introducendo una serie di elementi di valutazione nuovi rispetto a quelli che l'estemporaneità degli avvenimenti di ieri sera avevano consentito, sulla base dei quali a nome della minoranza chiedevo alla Presidenza e agli Uffici la rivisitazione della decisione presa ieri, la sua revoca e la riammissione alla discussione degli emendamenti che erano stati, a nostro avviso erroneamente, dichiarati decaduti. Il Presidente che in quel momento presiedeva ha evidentemente deciso che sulle considerazioni nuove che venivano introdotte sarebbe stato opportuno un supplemento di indagine e di riflessione e ha sospeso i lavori dell'Aula per comunicare successivamente all'Aula l'esito delle determinazioni che la Presidenza in materia aveva assunto. Per cui siamo in attesa, sono anche io personalmente in attesa, di avere dalla Presidenza l'esito delle determinazioni che la Presidenza avesse nel frattempo assunto. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Vargiu. Il Presidente che questa mattina ha aperto i lavori ha naturalmente, così come è stato proposto a seguito della sospensione dei lavori, svolto insieme agli Uffici, insieme al resto della Presidenza, un supplemento di indagine che ha portato a confermare la decisione assunta. Il presidente Rassu so che ha comunicato questa decisione ai colleghi della minoranza, ma se questa comunicazione non è avvenuta come necessario la rifacciamo in Aula. I motivi - che sono quelli della prassi consolidata, usata ordinariamente per assumere queste decisioni - vengono confermati, quindi quegli emendamenti sono decaduti. Andiamo avanti, ovviamente questo fatto, così come altri fatti, inclusi i tempi di discussione della finanziaria, determinano vistose lacune nel nostro Regolamento e mi farò promotore, appena conclusa questa finanziaria, di un'ulteriore rivisitazione del Regolamento che copra anche questi aspetti che via via emergono nella discussione e nel nostro lavoro. Onorevole Vargiu, io chiuderei la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Non intendo ampliare la discussione, sono rispettoso delle scelte delle Istituzioni, anche quando non le condivido in nessun modo. Volevo semplicemente chiederle, a nome dei Gruppi della minoranza, dieci minuti di sospensione dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Sì, però l'Aula è sospesa da più di due ore oggi, onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). Stavate lavorando su questo argomento!
PRESIDENTE. Colleghi, calmi e senza urlare soprattutto. Facciamo dieci minuti di sospensione, si riprende alle 12 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 21, viene ripresa alle ore 12 e 40.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
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Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Un minuto di sospensione.
PRESIDENTE. Siccome erano dieci e sono diventati venti, un minuto. Va bene, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 41, viene ripresa alle ore 12 e 42.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io avevo chiesto di parlare prima!
BALIA (Gruppo Misto). Vorrei essere messo nelle condizioni di poter intervenire, Presidente.
PRESIDENTE. Vogliamo prendere posto? Prego, onorevole Balia.
BALIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori e naturalmente anche sul Regolamento. Lo dico con molto rispetto nei confronti della Presidenza, ma con altrettanta determinazione e forza. C'è stata poco fa l'espressione di un voto che ha dato un certo risultato, cioè quel voto ha dato risultato favorevole rispetto ad alcuni emendamenti. Subito dopo averne preso atto ed essere apparsi i numeri nella tabella e anche letti quei numeri, non ho capito in base a quale procedura, a quale percorso innovativo - evidentemente un percorso innovativo in questa direzione può essere che ci ritroviamo anche in futuro - si è chiesto di ripetere il voto, non ho compreso la spiegazione logica, e verrebbe da pensare che a pensar male in questi casi qualche volta ci sia azzecca, che la ripetizione del voto non sia del tutto casuale e in quella ripetizione di voto si è avuto un risultato opposto rispetto a quello originario. Ecco, naturalmente l'Aula si è riempita di consiglieri che invece erano assenti nel corso della prima votazione, ma soprattutto non comprendo il perché la votazione sia stata ripetuta. Io chiedo, Presidente, che questo fatto venga messo a verbale.
PRESIDENTE. Sì onorevole Balia, sarà messo a verbale, volevo farle notare che non ero io a presiedere in quel momento, comunque gli Uffici mi dicono che la votazione è stata ripetuta, poiché rispetto ai voti che erano stati espressi, diversi risultavano non espressi e tra quelli espressi vi erano altrettanto diversi consiglieri che chiedevano di rettificare il loro voto e quindi la proclamazione del voto non era avvenuta in quanto la segreteria, i segretari non avevano ancora quantificato quali erano queste rettifiche da apportare e i voti da aggiungere rispetto a quelli espressi, e il Presidente ha ritenuto, in funzione di questa confusione che si era creata, di ripetere, che fosse più corretto ripetere il voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, io intervengo per dichiarazione di voto, non so se...
PRESIDENTE. No, scusi onorevole Cucca, prima delle dichiarazioni di voto c'è l'onorevole Floris sul Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, a me dispiace che non ci sia il Presidente del Consiglio, e mi dispiace anche che sia lei a presiedere il Consiglio in una fase delicata in cui le opposizioni hanno posto un problema che io ritengo serio, ma questo la dice lunga sul modo padronale con cui si conducono questi lavori. Il Presidente del Consiglio ha il dovere sul Regolamento di essere qui e di dare un'interpretazione. Siccome ha fatto riferimento anche a prassi consolidate, io vorrei che ci fosse lui. Siccome non c'è sono costretto a parlare per richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che questa prassi non è mai esistita. Noi, l'unico punto che abbiamo nel Regolamento è il comma 6 bis dell'articolo 85 che recita testualmente: "quando siano stati presentati in uno stesso testo una pluralità di emendamenti aventi una parte comune identica alla quale può essere attribuito il significato di principio e di una parte recanti una variazione ogni volta diversa, il Presidente pone in votazione preliminarmente il principio e in caso di voto contrario tutti gli altri emendamenti aventi la medesima parte comune decadono". Non siamo in questa fattispecie. Questa fattispecie non esiste, quindi il Presidente deve dire a quale regolamento sta facendo riferimento nell'annunciare il fatto che 200 emendamenti presentati dalle minoranze non possono essere discussi in quest'Aula. Io capisco benissimo la fretta che la maggioranza ha di portare e di incassare il bilancio e la finanziaria, ma questo non può andare a discapito del rispetto integrale del Regolamento e delle prassi. Allora, il problema non è il riferimento agli articoli o ai commi degli articoli, questo è un fatto strumentale ed è un fatto squisitamente tecnico, e chi come me ha presieduto questo Consiglio ha sempre tenuto una diversa posizione. Noi dobbiamo stabilire se l'emendamento e gli emendamenti possono o non possono avere vita autonoma, se sono indipendenti e possono vivere senza bisogno di luce riflessa. Allora, verificare se la materia, la sostanza della materia trattata è differente oppure no dal contenuto del comma a cui facciamo riferimento e agli articoli a cui facciamo riferimento. Tutti gli emendamenti autonomi aldilà del collegamento, hanno diritto in quest'Aula di essere discussi e votati, e non ci può essere nessun Presidente che ha la faccia tosta di dire: "Troviamo questo marchingegno per evitare il dibattito in quest'Aula". Questo è un fatto serio! Certo che le prassi si fanno...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). ...Concludo, che se le prassi si fanno come le ha fatte il Presidente prima, e esiste una votazione, c'è un risultato, quello è il risultato. Io non ho mai visto prassi che hanno annullato le votazioni perché qualche collega non è stato attento e ha votato un pulsante anziché un altro. Guardate, se noi andiamo avanti così
PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). ...Lo dico al Presidente del gruppo del Partito Democratico, tanto non ne usciamo, perché per perdere tempo siamo capaci tutti a perdere tempo, non ne abbiamo perso di tempo, quindi state attenti a quello che state facendo. Io invito la Presidenza che peraltro è composta illegittimamente, anche la Presidenza, perché ci sono gruppi dell'Ufficio di Presidenza che hanno due rappresentanti, questo bisogna rispettare il Regolamento, non potete proseguire come volete voi.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il tema che lei ha proposto sul Regolamento. E' stata data risposta ieri sera, stamattina, ieri sera c'è stata la Conferenza dei Capigruppo, stamattina è stata ripetuta quella che è stata l'interpretazione data non solo dalla Presidenza ma anche dagli Uffici, siamo andati oltre il tema degli emendamenti decaduti, per cui possiamo proseguire sull'emendamento numero 269. Onorevole Scarpa su che cosa intende intervenire?
SCARPA (Gruppo Misto). Sul Regolamento.
PRESIDENTE Sì, lei è il primo iscritto difatti dopo onorevole Floris, non è stato saltato.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Intendo intervenire con il massimo rispetto verso l'istituzione Consiglio regionale, verso il suo Presidente e verso tutti i colleghi. La ripetizione di un voto elettronico è giustificata solo in caso di avaria del sistema. Il sistema ha funzionato, ha enunciato il risultato...
PRESIDENTE. Non è stato enunciato il risultato.
SCARPA (Gruppo Misto). ...Sul tabellone e quindi il voto è stato acquisito.
Io non sto parlando di come ha votato ogni singolo collega o del fatto che dei colleghi dopo sono rientrati o che hanno cambiato voto, sto parlando del principio generale, del principio sacro in tutti parlamenti, il voto acquisito non si può ripetere.
Sarebbe un precedente terrificante per l'autonomia regionale sarda che a fronte di un voto favorevole a una proposta che aveva il parere contrario della Giunta si ripeta per avere il voto favorevole alla proposta della Giunta. Un precedente terrificante. Colleghi, guardate, va bene un Assessore che viene qua e ci tratta come scolaretti e si comporta come in un'Aula universitaria e ci dice di studiare e di essere equilibrati, questo lo potremmo anche tollerare, ma la ripetizione di un voto acquisito non la possiamo tollerare. Allora colleghi, io vi chiedo, ci dobbiamo inchinare tutti al principio del parlamentarismo, inchiniamoci tutti perché è l'ultima cosa che ci rimane e quindi diamo per acquisito il primo voto che è stato espresso da quest'Aula.
Non sto parlando né dell'oggetto dell'emendamento e neppure delle dichiarazioni che sono state fatte in quest'Aula, è il principio generale, si è votato e il voto era favorevole, e quindi dobbiamo accettare quella votazione dell'Aula perché altrimenti salta tutto il sistema e salta il principio delle regole democratiche che dobbiamo rispettare.
PRESIDENTE. Le ho già detto, onorevole Scarpa, che quel voto non è stato certificato perché era in corso la votazione, perché c'erano...
(Interruzioni)
...allora, non è stato letto nessun risultato, non era certificato, perché era... onorevole Contu non è stato letto il risultato, c'è a disposizione la registrazione quindi lei potrà verificare che non è stato letto il risultato perché era in corso di acquisizione. Non è stato letto onorevole Capelli. C'era sul tabellone, erano in corso rettifiche di votazioni da parte dei colleghi, erano in corso di acquisizione l'espressione dei voti da parte dei colleghi, ma la proclamazione del voto non era avvenuta.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io mi auguro che ci sia un po' di equilibrio nel discutere anche questo tema. Allora, che l'Aula sia stata chiamata a ripetere una votazione perché molti colleghi non avevano fatto in tempo a votare, l'ho detto finora, è avvenuto altre volte, e io avrei capito la contestazione da parte dei colleghi non a risultato ottenuto. L'avrei potuto capire durante la richiesta del Presidente che ha detto: "Annulliamo la votazione visto che tanti chiedevano di modificare e la rifacciamo". Siccome abbiamo votato altre volte così annullando e rivotando quando è successo, anche in questa finanziaria, la contestazione andava fatta in quel momento, non dopo che il risultato non dà ragione ai presentatori degli emendamenti, perché altrimenti non è corretto, perché questo è avvenuto anche altre volte. Stessa cosa per quanto riguarda il regolamento sugli emendamenti. Io non ho conosciuto il presidente Floris presiedere, nonostante anche io sia molto anziano in quest'Aula, ma, dal 1994, ho sempre conosciuto, qui, in quest'Aula, che un emendamento aggiuntivo ad un comma, quando cadeva il comma cadeva l'emendamento; è avvenuto dal 1994 ad oggi, che ogni emendamento aggiuntivo ad un comma, se il comma veniva cancellato, soppresso dall'Aula, cadeva tutto ciò che a quel comma era legato. Allora, anche qui, al collega Vargiu, e gli altri colleghi, io…
Scusa un attimo, anche qui io avrei potuto capire una contestazione sulla decisione di legare quell'emendamento a quel comma, se quella contestazione fosse avvenuta prima che il comma cadesse, non dopo. Cioè, prima che il comma cadesse, cioè quando gli Uffici hanno distribuito il malloppo degli emendamenti, uno poteva benissimo contestare e dire: "Io non accetto che l'emendamento numero 456 sia attribuito al comma 37, perché per me ha più attinenza col comma 8, ma non dopo che il comma sia bocciato, perché altrimenti ogni collega, ogni volta che mette un emendamento ad un comma, decadendo il comma, per salvare quell'emendamento, dice: "No, ma andava attribuito all'altro comma". Si fa prima del voto, cioè non dopo che il voto è avvenuto, siccome ovviamente non ho convenienza ad attribuirlo a quel comma che è decaduto, lo avrei voluto spostare ad un altro comma. Se l'interessato e i presentatori degli emendamenti ritenevano non corretto che quegli emendamenti fossero attribuiti a quel comma, avrebbero dovuto segnalarlo prima che il comma venisse bocciato, non dopo. E non è avvenuto, e quindi è chiaro che quello che sta avvenendo è avvenuto dal 94 ad oggi, che tutti gli emendamenti aggiuntivi ad un comma, cade il comma, cadono gli emendamenti. L'attribuzione al comma è avvenuta da parte degli Uffici, prima che si votasse, quindi non c'è certamente la volontà di favorire non so quale bocciatura, e quindi bisogna prenderne atto e rispettare la Presidenza e gli Uffici.
PRESIDENTE. Bene, possiamo andare avanti… su che cosa, onorevole Vargiu?
VARGIU (Riformatori Sardi). Sul Regolamento!
PRESIDENTE. Beh, però, abbia pazienza onorevole Vargiu, però qui non è che possiamo continuare…
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo di avere il diritto a parlare del Regolamento, perché c'è scritto nel Regolamento che un consigliere si può alzare e chiedere di parlare sul Regolamento.
PRESIDENTE. Mi sembra che lei avesse già parlato sul Regolamento, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ho parlato stamattina, poi siccome alla Presidenza si alterna continuamente un Presidente, quindi sembra di dover ripetere…
PRESIDENTE. Quindi lei può avere il diritto a ripetere…
VARGIU (Riformatori Sardi). No, sento il dovere di ripetere le cose, perché sembra che un Presidente non sappia quello che è successo col Presidente precedente.
PRESIDENTE. Stia tranquillo, perché le cose le sappiamo!
VARGIU (Riformatori Sardi). Sono sereno Presidente, assolutamente sereno!
Allora, io le devo dire che le due questioni che sono in discussione, sia l'emendamento che riguarda il finanziamento delle borse di studio, votato due volte, sia gli emendamenti alla legge finanziaria riguardanti la sanità, cassati in uno dei duecentoventi, a mio avviso, non sono cose sostanziali per quest'Aula; nel senso che, probabilmente, si può recuperare, in qualche modo, le borse di studio proposte da una parte significativa dell'Aula, e probabilmente non ha nessun senso che noi discutiamo per altre sei ore di sanità, quando è evidente che siete sordi a discutere su questo argomento. Ma non è questo il problema! Il problema è che entrambe le scelte della Presidenza sono state scelte ad altissima valenza politica, e di nessuna garanzia dei diritti del Consiglio regionale, perché voi, e Marrocu lo sa benissimo, sapete perfettamente che i duecentoventi emendamenti che sono stati bocciati, sono stati bocciati per andare veloci sulla finanziaria, non perché ci fosse un errore di attribuzione, perché non erano emendamenti al comma 37, erano emendamenti all'articolo 8, sono stati attribuiti al comma 37 dagli Uffici, e quando io ho visto l'attribuzione al comma 37 ho semplicemente pensato che fosse un modo più corretto per dire che erano in coda dell'articolo 8, altrimenti mi sarei lamentato e avrei chiesto l'attribuzione ai singoli comma, come peraltro gli Uffici hanno fatto per tanti altri emendamenti. E voi sapete benissimo che nel momento in cui noi abbiamo registrato i risultati della votazione che riguardava le borse di studio è apparso evidente che c'è stata una pressione verso colleghi per andare a cambiare il voto, quindi l'atteggiamento della Presidenza è stato un atteggiamento di tipo politico, in entrambi i casi, e voi avete tutti i diritti, a titolo di Regolamento, a difendere le scelte che avete fatto…
SANNA ALBERTO (P.D.). Ma cosa stai dicendo? Ma pressione di che cosa?
VARGIU (Riformatori Sardi). Guardate, colleghi, le cose vere sono vere indipendentemente dalle proteste, ognuno di voi sa se sono vere, o non sono vere! Se pensate che non sono vere, collega Sanna, chi protesta, tenetevi questa convinzione, io parlo con onestà culturale, normalmente, in quest'Aula. Voi avete pregiudizi, e state gestendo l'Aula in un modo che non è corretto e non è garantista nei confronti della democrazia.
PRESIDENTE. Lei, onorevole Vargiu, fa riferimento e si richiama alle regole, io credo che la decadenza di quegli emendamenti è proprio il rispetto delle regole, che come ricordava il collega Marrocu, in quest'Aula, in tutta questa legislatura, e anche nella precedente, è stato lo stesso che è stato utilizzato. Onorevole Masia, su che cosa?
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, sempre sull'ordine dei lavori, Presidente, perché mi sembra opportuno rimarcare quello che è successo, e credo anche che sia doveroso farlo da parte di ciascun componente di quest'Aula, per quello che è il ruolo che deve svolgere il Consiglio regionale, per quello che è la prerogativa di ogni singolo consigliere, che deve vedere naturalmente valorizzare il proprio voto. Nel massimo rispetto, naturalmente, della Presidenza e degli Uffici, ma con molta determinazione mi va di puntualizzare che quando si è fatto, ed è capitato, ha ragione chi rimarca questo, che c'è stata l'esigenza di assumere qualche voto che non era stato ben espresso, addirittura anche di correggerlo, questo non ha ma, ma mai, davvero, per quella che è la mia memoria, modificato il risultato nel senso di capovolgerlo. Questo è quello che è successo! E quando si è chiesto di poter ripetere questo voto, si è ripetuto, e ancora una volta non è mai capitato che l'apporto dei nuovi arrivi abbia capovolto quel risultato. Quello che è successo, oggi, io credo che sia davvero da rimarcare, e sicuramente da prendere in considerazione, perché non solo non avvenga più, ma se c'è la possibilità, e questa è la richiesta che fa tutto il mio Gruppo, di rivedere quella decisione, perché quella è una decisione, davvero, che toglie a questo Consiglio la possibilità di potersi esprimere, e sicuramente quella di non consentire che diventi prassi, come è successo da altre parti, che si ripeta il voto fino a quando si ha il risultato che si vuole.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Emendamento numero 269. Onorevole Capelli di che cosa intende parlare? Colleghi, io non intendo aprire la discussione, né sulla votazione, né sulle decisioni assunte. Chi è potuto intervenire è intervenuto, non c'è una discussione aperta, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). No, no, io voglio intervenire!
PRESIDENTE. Sì, infatti non doveva intervenire nessuno!
PITTALIS (Gruppo Misto). Ho capito, ma siccome la legge non la scrive lei!
PRESIDENTE. La legge si scrive, di volta, in volta, sulla base dell'andamento della discussione. La prego, onorevole Pittalis, la prego! Onorevole Capelli di che cosa intende parlare?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'articolo 82 del Regolamento.
PRESIDENTE. Infatti non interviene più nessuno! Non è aperta la discussione.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei che riprendesse il tempo, da quando mi ridarà la parola.
PRESIDENTE. Il tempo è fermo, prego!
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, lei già sta decretando, insomma, con la sua conduzione, lo scempio di quest'Aula. Parlo sul articolo 82 del Regolamento, e intendo chiedere votazione su quello che ho da dire, come mi è consentito, non da lei, ma dal Regolamento. Credo che la conduzione di quest'Aula stia veramente toccando il fondo. Credo che si stiano superando i conflitti di interesse presenti in quest'Aula, parlo sempre per quanto riguarda la Presidenza, la presenza di due esponenti dello stesso partito alla Presidenza e alla Vicepresidenza, l'interpretazione del Regolamento del tutto errata e non condivisa da quest'Aula, e non solo dalla minoranza, del Presidente e della Presidenza in generale, soprattutto legata ai due componenti del Partito Democratico. Ritengo che sia stato fatto un attentato alla…
PRESIDENTE. Dica cosa deve dire, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Lo dico quando ritengo di dirlo, sto spiegando la mia richiesta di voto, e lei la deve smettere di interrompermi!
PRESIDENTE. No, lo dice rapidamente, e lasciando perdere le considerazioni politiche, altrimenti le levo la parola. Va bene? Quindi dica quello che deve dire.
CAPELLI (U.D.C.). Io sono in argomento, intendo chiedere il voto su lei. Io intendo chiedere il voto su di lei, perciò io illustro del perché lei è delegittimato, e non ha l'autorevolezza…
PRESIDENTE. Lasci perdere, onorevole Capelli, lasci perdere!
CAPELLI (U.D.C.). … non solo dentro quest'Aula, ma anche al di fuori, per poterci rappresentare.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli!
CAPELLI (U.D.C.). Per cui, concludendo, la situazione su cui chiedo il voto è che venga ridata legittimità al voto, espresso dall'Aula, sull'emendamento Scarpa, che è stato fatto ripetere da quest'Aula perché si è rivoltato, perché molti colleghi che non erano presenti in aula al primo voto e non erano presenti in aula neanche al secondo voto, infatti vorrò vedere l'elenco dei votanti successivamente, hanno votato non sapendo che si stava votando lo stesso emendamento, per cui chiedo che l'Aula si esprima su questo a che parli, uno a favore e uno contro, come previsto dall'articolo 82 del Regolamento sulla riammissione e la legittimazione del primo voto sull'emendamento Scarpa. Riservandomi poi…
PRESIDENTE. Onorevole Capelli abbiamo capito qual è la richiesta, grazie.
CAPELLI (U.D.C.). Io ho cinque minuti per parlare, non so se lei legge il regolamento.
PRESIDENTE. No, non ha 5 minuti per parlare perché non so di cosa stia parlando.
CAPELLI (U.D.C.). Allora: "che deve essere illustrata per non più di cinque minuti", perciò io non ho concluso il mio intervento…
PRESIDENTE. Se viene accolta la richiesta.
CAPELLI (U.D.C.). Se lo legga Presidente.
PRESIDENTE. Se lo legga anche lei.
CAPELLI (U.D.C.). Allora il richiamo riguardante l'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento o la priorità delle votazioni, hanno la precedenza sulle questioni principali, in questi casi dopo la proposta che deve essere illustrata per non più di cinque minuti possono parlare solo un oratore contro e uno a favore.
Motivando il proprio punto di vista per non più di cinque minuti ciascuno, lei non può decidere diversamente, fortunatamente il regolamento non le dà l'opportunità visti…
PRESIDENTE. No lei non ha posto nessuna questione pregiudiziale così come prevista dall'articolo 82, lei sta chiedendo un'altra cosa…
CAPELLI (U.D.C.). Io ho chiesto solo una questione pregiudiziale perché non è solo pregiudiziale ma anche solo sull'ordine dei lavori e sul Regolamento, e sull'ordine dei lavori, io chiedo che l'Aula si esprima e si possa esprimere per ridare piena legittimità alla prima votazione e cancelli quello che è agli atti del Consiglio, che è stata annullata una votazione, ed è stata fatta ripetere senza nessuna motivazione regolamentare, e soltanto per ottenere un esito diverso rispetto al primo che non era confacente alle sue aspettative e a quelle della maggioranza.
PRESIDENTE. Va bene, il suo richiamo pregiudiziale onorevole Capelli non riguarda né l'ordine del giorno, né l'ordine dei lavori, né la priorità delle votazioni, riguarda la ripetizione di una votazione che si è svolta e che è stata acquisita, di una votazione il cui esito non era stato proclamato, e l'esito non è stato proclamato perché numerosi colleghi, se vuole le ricordo anche i nomi di quelli che avevo richiamato prima di ripetere la votazione, non di annullare perché è errato di è la votazione è stata annullata, prima di ripetere la votazione. L'onorevole Ladu, l'onorevole Lanzi, l'onorevole Cugini, l'onorevole Serra, e numerosissimi altri colleghi, più numerosi di quanti normalmente ne registriamo e possiamo correggere manualmente. Questo prima della proclamazione dell'esito della votazione ho detto che avremmo rifatto la votazione, non c'è stata nessuna obiezione. Mi dicono che forse è entrato qualcuno che non era in aula, nessuno dei Segretari, né i colleghi interessati alla votazione hanno sollevato obiezioni, quindi la votazione non si rifà e non rientra comunque nei casi previsti dall'articolo 82. Nel senso che non è sull'ordine dei lavori, né una pregiudiziale di altro genere.
CAPELLI (U.D.C.). Non concordando con la sua precedente interpretazione chiedo che si prenda visione del resoconto d'aula è che l'Ufficio di presidenza lo esamini.
PRESIDENTE. Lo può chiedere lei se vuole, ci evita le richieste.
CAPELLI (U.D.C.). La seconda pregiudiziale riguarda invece la non ammissibilità degli emendamenti all'articolo 8 a seguito della decadenza del comma 37 dell'articolo 8, chiedo che l'Aula si possa esprimere sulla decisione della Presidenza, di dichiarare decaduti gli emendamenti. Ci sono state le motivazioni portate da diversi colleghi degli interventi precedenti per cui non voglio aggiungere molto, anzi niente a quello che precedentemente ai colleghi hanno esposto. Vede, non condividere la scelta della presidenza che rischierebbe di segnare un precedente molto pericoloso anche in carenza di precise osservazioni regolamentari, ricordo che regolamento non potrà mai neanche dopo le modifiche che vorranno essere portate a maggioranza da quest'aula nel prossimo futuro, non potranno mai regolamentare integralmente la vita d'aula i fatti che in aula si presentano di volta in volta. Ho molto di questo ha affidato al buon senso e alle capacità di interpretazione del presidente di turno. Per cui chiedo che la riammissione di tutti quegli emendamenti e chiedo che L'Aula si possa esprimere in merito. Sul resoconto d'aula Presidente le voglio solo segnalare che dopo un'interruzione qualcuno ha detto, ma non è segnato chi: "però colleghi non si può votare verde, rifacciamo la votazione, colleghi abbiamo difficoltà a registrare quelli che fanno diventare i rossi verdi e i verdi che diventano rossi, prego i colleghi di aspettare un attimo, azzeriamo e rifacciamo la votazione, non c'è scritto chi l'ha detto ma è intuibile, che qualcuno dice: "non si può votare verde, rifacciamo la votazione".
Dopo aver letto…
(Interruzioni)
CAPELLI (U.D.C.).Sto leggendo il resoconto d'Aula.
Pirisi tu sei capace di negare l'evidenza, e l'hai già dimostrato diverse volte, c'è scritto qua, è il resoconto d'Aula…
PRESIDENTE. Sulla pregiudiziale onorevole Capelli, relativa all'ammissibilità, torni sulla pregiudiziale relativa alla ammissibilità degli emendamenti.
CAPELLI (U.D.C.). C'è scritto qua, la pregiudiziale credo di averla già esposta e non voglio rubare tutto il tempo.
PRESIDENTE. L'onorevole Capelli chiede che venga rimessa all'aula la decisione assunta dal Presidente di considerare, per i motivi che abbiamo ampiamente spiegato anche questa mattina gli emendamenti dell'articolo 8 aggiuntivi decaduti.
Uno può parlare a favore, uno contro, e si vota per alzata di mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io non parlo… io parlo sulla richiesta mia sull'ordine dei lavori Presidente.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Pittalis…
PITTALIS (Gruppo Misto). No mi scusi perché altrimenti…
PRESIDENTE. Per dare un po' d'ordine, io poi… se lei vuol parlare sull'ordine dei lavori, non so quale sia l'ordine, ne parliamo dopo. Adesso c'è una pregiudiziale, le chiedo scusa. Non voglio essere né scortese, c'è abbastanza confusione, c'è una pregiudiziale, sulla pregiudiziale dobbiamo sentire un intervento a favore e uno contro, se lei vuole parlare a favore io le do la parola.
PITTALIS (Gruppo Misto). Per la parte che mi compete svolgere un intervento che mi pare sia doveroso innanzitutto un richiamo forse a tutti alla necessità che forse venga ristabilito un corretto sistema di lavoro in un'aula parlamentare come questa dove i bracci di ferro penso che non siano utili a nessuno.
Penso che non sia interesse della Giunta, interesse della maggioranza, e io dico interesse di tutti, di concludere i lavori della finanziaria nel più breve tempo possibile perché se ingaggiamo una sorta di contrasto su questioni importantissime ma che attengono alla forma soprattutto, al rispetto anche delle prerogative di questa o di quella parte, oggi minoranza o maggioranza che sia e domani a parti invertite; beh, io penso che conoscendo anche, ciascuno di noi, gli strumenti per fare o un'azione di ostruzionismo o un'azione di rallentamento, qualunque tipo di azione che è nella disponibilità anche dei Gruppi di opposizione, voi capite bene che di questo passo questa finanziaria potrà vedere la luce solo fra qualche mese, non tra qualche giorno, come tutti auspichiamo. Allora, l'invito è a ripristinare un clima corretto, sereno, di rapporti all'interno dell'aula. Io condivido, lo dico senza nessun… è però una riflessione che secondo me rimane appesa a metà, la prospettazione che ha fatto l'onorevole Marrocu. Onorevole Marrocu gli emendamenti al comma 37 sono emendamenti rispetto ai quali noi dobbiamo valutare se hanno una loro autonomia, perché non è stato abrogato l'articolo 8, in quel caso io avrei acceduto alla sua tesi, perché eliminando l'articolo 8 cadono tutti gli emendamenti che sono in qualunque modo, in qualunque forma collegati alla materia di cui all'articolo 8. Invece, noi dobbiamo porci il problema se fra quei 150 emendamenti ve ne siano alcuni che hanno un'attinenza con quel comma 37, perché parlano degli interventi verso le associazioni dei non vedenti o cose simili, allora eliminiamo quelli, perché è caduto il comma, ma se non è caduto l'articolo avendo quegli emendamenti una sorta di autonomia, perché potevano essere attaccati a qualunque altro comma, sopravvivendo l'articolo, Presidente siccome è lei che poi deve dare l'interpretazione… Presidente, non so se ha colto la sostanza di un ragionamento che qui non è caduto l'articolo, è caduto un comma. Allora, siccome l'articolo sopravvive, tutti gli emendamenti che hanno una qualche attinenza con le norme contenute nell'articolo 8, a mio parere, devono essere dichiarati ammissibili e devono essere sottoposti all'esame dell'aula e alla loro votazione. Ripeto, solo gli emendamenti che hanno una stretta attinenza col comma 37 che è stato bocciato quelli è giusto che siano decaduti. Questo lo dico serenamente perché badate abbiamo un articolo 9 al quale possiamo aggiungere 500 emendamenti, o possono aggiungere 500 emendamenti tra mezz'ora, abbiamo un bilancio ancora da approvare. Quindi, vedete recuperiamo tempo tutti con la saggezza se è necessario anche rivederci direttamente questo pomeriggio per un po' svelenire anche il clima, perché di questo passo mi pare che si possa soltanto ritardare il corso di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Concordo pienamente che bisogna avere un clima sereno e corretto, infatti io invito ad avere, da parte vostra, un atteggiamento sereno e corretto. Quanto è stato dichiarato dalla Presidenza, con l'ausilio degli uffici, è quanto è avvenuto, per quanto mi riguarda, dal '94 ad oggi. Ogni emendamento aggiuntivo a un comma quando cadeva il comma cadeva l'emendamento, se era un emendamento all'emendamento come cadeva l'emendamento cadeva l'emendamento collegato. Tutto ciò che si aggiungeva sostitutivo, modificativo, aggiuntivo, a quel comma o a quell'emendamento con il voto soppressivo del comma o dell'emendamento o dell'emendamento all'emendamento cadeva. E' avvenuto sempre così e tutti noi sappiamo che è avvenuto sempre così e io penso che dobbiate rispettare ciò che è sempre successo. Avrei potuto capire la contestazione all'attribuzione a quel comma, se questo fosse avvenuto prima delle votazioni e prima cioè che si decretasse che fossero decaduti gli emendamenti, non adesso perché altrimenti è consentita a ogni collega, dopo che cade un emendamento, o che cade un comma sostenere che l'emendamento suo non andava collegato a quel comma o a quell'emendamento, per non far applicare una norma che per prassi è sempre avvenuta. Io penso che sia per ripristinare un clima di serenità, di correttezza, come ha detto il collega Pittalis, di svelenire la situazione sia quello di rispettare quest'Aula, il Presidente, gli Uffici e il lavoro che è stato fatto. Aggiungo, al collega Pittalis che dice: potremo presentare 500 emendamenti. Che tra le regole di questo Regolamento, che tutti qua stiamo richiamando, ce n'è anche un'altra che prevede che la manovra finanziaria si chiude in 37 giorni e che la manovra finanziaria è arrivata in Consiglio regionale a novembre, i 37 giorni sono passati molto di più e siamo ancora qui.
(Interruzioni)
VARGIU (Riformatori Sardi). E' colpa vostra, non nostra!
MARROCU (P.D.). Per cui io vi invito… Ovviamente respingiamo la pregiudiziale vostra, vi invito soprattutto ai colleghi che so essere responsabili, che so avere atteggiamento di grande correttezza, di non trasformare questo come un argomento di propaganda, di rispettare la Presidenza e gli Uffici per una cosa che è avvenuta da sempre in questo Consiglio. Che decadono tutti gli emendamenti collegati al comma o all'emendamento che è stato bocciato dall'Aula. Mi dispiace che non vi siete resi conto nel momento in cui avete… tra l'altro l'emendamento soppressivo del comma 37 non veniva dalla maggioranza, veniva dall'opposizione. Mi dispiace che non vi siate resi conto che questo avrebbe determinato questo fatto politico, di far decadere 200 emendamenti, ma questo è un errore vostro che non vi siete resi conto, non è che dopo si trasforma in un attacco, non è che dopo un errore si trasforma in un attacco alla Presidenza e agli Uffici. Prendetene atto e andiamo avanti. Anche perché devo dire che di sanità ne abbiamo parlato abbastanza in questo Consiglio, andiamo avanti rispetto alle altre questioni che abbiamo sospeso, l'articolo 9 e gli altri emendamenti sospesi, e finiamo questa discussione sul bilancio e sulla finanziaria. Se poi presentate gli emendamenti discuteremo gli emendamenti che presentate, se presentate 300 emendamenti discuteremo 300 emendamenti, nel rispetto delle regole e dalla prassi.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, io sospendo l'Aula per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo, senza gli Uffici, nella sala attigua.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 21, viene ripresa alle ore 14 e 10.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, comunico un po' l'andamento della discussione in Conferenza dei Capigruppo. L'onorevole Capelli, che aveva avanzato una pregiudiziale ritira la pregiudiziale e quindi non votiamo, confermiamo il principio generale, sebbene discutibile, sulla base del quale molti emendamenti sono considerati decaduti. Riprendiamo il lavoro in prosecuzione di seduta, questo pomeriggio alle ore 16 dal punto nel quale lo abbiamo interrotto.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 11, viene ripresa alle ore 16 e 37.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
PRESIDENTE. Bene si riprendono i lavori dell'Aula avevamo in esame gli emendamenti che sono stati allegati all'articolo numero 8, nella fattispecie l'esame dell'emendamento numero 269 non ha copertura finanziaria, l'emendamento è firmato dai colleghi Lai, Marracini, Pittalis. Ancora l'Aula mi sembra sia sonnacchiosa, sono le 16 e 39, io direi di sospendere per 5 minuti. Va bene, onorevole Cucca, sospendiamo per 5 minuti. Prego i colleghi di avvisare affinché siano presenti in Aula almeno un numero compatibile con i lavori. Grazie, i lavori riprenderanno alle ore 16 e 46.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 39, viene ripresa alle ore 16 e 48.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto, così possiamo riprendere i lavori. Grazie.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Grazie Presidente. Per informare il Consiglio che per ragioni tecniche non siamo riusciti a presentare un emendamento che non si è agganciava, essendo aggiuntivo, a nessuno di quelli che erano in discussione, per cui chiediamo al Consiglio cortesemente se possiamo presentare questo problema come emendamento orale, che possiamo anche distribuire, che direbbe questo: "La Giunta regionale determina per l'anno 2008 le modalità, i criteri di erogazione e le entità del contributo giornaliero pro capite previsto dall'articolo 92 della legge regionale 12/85 per il trasporto delle persone con disabilità ai centri di riabilitazione, per gli anni successivi il contributo è adeguato in base agli indici dei prezzi al consumo dell'ISTAT per il capitolo dei trasporti. La spesa prevista per l'attuazione del presente comma è valutata in euro 1 milione e 500 mila annui.". Se il Consiglio è d'accordo abbiamo fatto coppie e si possono distribuire e quindi discutere eventualmente se fosse necessaria un'integrazione, l'assessore Dirindin è disponibile per qualsiasi chiarimento.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Secci. Quindi la Giunta ha presentato un emendamento orale di cui ne ha dato lettura l'assessore Secci, se il Consiglio è d'accordo…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per sapere, se è un emendamento al comma 37 dell'articolo 8.
PRESIDENTE. A che comma viene agganciato, assessore Secci.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì è capito, diamo una risposta, onorevole Pittalis, è dopo l'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, abbia pazienza io ho iscritti a parlare compreso lei ora chiamo gli iscritti a parlare. Quindi la Giunta ha specificato che è un articolo aggiuntivo, e così, assessore Secci?
CAPELLI (U.D.C.). Se dice dopo l'articolo…
PRESIDENTE. Al 37 non può essere agganciato perché è decaduto, questo non c'è ombra di dubbio, dai. E' un emendamento orale, il problema è che la Giunta ha detto che è aggiunto dopo l'articolo 8, quindi, mi scusi assessore Secci, è un 8 bis, deve specificare questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, avevo chiesto di poter intervenire stamattina prima della Conferenza dei Capigruppo, so che sarà fuori luogo ma intervengo lo stesso, chiedo a lei, che in questo momento sostituisce il Presidente del Consiglio, per conoscere quali sono le irregolarità che hanno determinato l'annullamento della votazione stamattina, così come previsto dall'articolo 98 del Regolamento. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, può ripetere per cortesia, che non ho capito bene. Grazie.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, glielo ripeto con molta… io non so cosa sia successo nella Conferenza dei Capigruppo, ma al di là di quello, avevo chiesto stamattina di intervenire sul Regolamento, per chiedere al Presidente del Consiglio, che in questo momento è lei, ma prima c'era un altro Presidente, per conoscere quali sono le irregolarità in base alle quali è stata annullata una votazione e indetta una nuova votazione stamattina. Questo lo chiedo in base all'articolo 98 del Regolamento. Siccome vorrei una risposta sarebbe cosa gradita se arrivasse subito.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Cappai, grazie. Dunque stamattina è stata data ampia risposta alla richiesta che alcuni colleghi hanno fatto sulla votazione annullata e ripetuta dalla Presidenza, è stata data una spiegazione esaustiva. Lei ha citato l'articolo 98, l'articolo 98 come si sa dà la facoltà al Presidente, lo cito perché lei l'ha citato, dà la facoltà al Presidente in caso di votazione, di irregolarità nelle votazioni, di poter ripetere immediatamente la votazione. Questo cita l'articolo 98, comunque, sia il presidente Spissu che il presidente Biancu stamattina a richiesta hanno specificato le motivazioni per cui la votazione è stata ripetuta. Ora non possiamo sinceramente ritornare su un discorso ancora una volta. In sede di riunione dei Capigruppo, comunque sia, si sono chiariti alcuni degli equivoci che stamattina hanno caratterizzato gli andamenti del lavoro dell'Aula, penso con chiarezza da tutte le parti, si è deciso di proseguire i lavori dando comunque per scontato la risoluzione fornita dalla Presidenza sulle modalità di votazione di cui lei ha chiesto testé spiegazione. La Giunta ha presentato un emendamento orale, se non vi sono opposizioni da parte del Consiglio si accetta, oppure…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Gli Uffici mi hanno comunicato, che la Presidenza ha dichiarato inammissibile un emendamento da me presentato, da me e dai colleghi Marracini e Lai, all'articolo 9. Ed è un emendamento di contenuto differente da questo, ma sotto il profilo strettamente procedimentale, mi pare che non cambi assolutamente nulla rispetto a quello. Se viene ammesso questo, io subordino, per quanto mi riguarda, l'ammissibilità di questo emendamento all'ammissione anche dell'emendamento numero 991, perché versiamo in uno stesso identico caso. Questo perché la Presidenza, se una regola la dà, deve essere uguale per tutti, altrimenti, se eccezioni si devono ammettere, anche quella che riguarda l'emendamento da me presentato è un fatto assolutamente rilevante, è una norma interpretativa, e quindi ritengo che si debba seguire uniformità anche di decisioni, e non di arbitrio, da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. L'emendamento che lei ha presentato è un emendamento orale o un emendamento scritto?
PITTALIS (Gruppo Misto). Scritto, già presentato da giorni.
PRESIDENTE. Io posso dire questo. Questo, che è un emendamento orale e non scritto, se non c'è unanimità da parte dell'Aula, io non posso accettarlo. Basta, non si discute. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACCINI (Gruppo Misto). Questo emendamento è evidente che di orale ha poco, ma è chiaramente un emendamento scritto. Il collega Pittalis ha detto bene, o questo emendamento è un emendamento scritto all'articolo 9, oppure…
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, sta intervenendo sull'emendamento numero 269?
MARRACCINI (Gruppo Misto). Sull'emendamento della Giunta. Sull'oggetto di discussione in Aula.
PRESIDENTE. L'emendamento della Giunta è stato ritirato. Noi abbiamo in discussione l'emendamento numero 269. Non è stato ritirato, non è stato ammesso a votazione.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io voglio il pronunciamento degli Uffici. Io voglio sentire il parere degli Uffici sull'ammissibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le ho già risposto, se non c'è unanimità non è ammissibile. Le ho già risposto, le sto rispondendo, se non c'è unanimità del Consiglio, dell'Aula, io non posso accettare l'emendamento orale.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io voglio il pronunciamento degli Uffici, come è stato fatto con l'emendamento della Giunta. Il mio è stato dichiarato inammissibile. Io voglio sapere il parere degli Uffici.
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi, stiamo verificando. Rispondiamo subito.
Stiamo cercando l'emendamento, rispondiamo subito, onorevole Pittalis.
Bene, in risposta all'onorevole Pittalis, l'emendamento numero 991, che è stato presentato come emendamento all'emendamento numero 915, non è stato ammesso, in quanto il contenuto dello stesso emendamento non ha nessun collegamento diretto con l'emendamento numero 915. Solo per questo motivo.
PITTALIS (Gruppo Misto). Mi dica qual è il collegamento di questo emendamento con che cosa?
PRESIDENTE. L'emendamento orale si sottopone al giudizio dell'Aula, perché è un fatto straordinario, non è un emendamento all'emendamento. Di fatto, è un fatto eccezionale, ed è per questo che viene sottoposto all'esame dell'Aula. Se c'è unanimità viene accolto, sennò non viene accolto. Questo comunque non ha niente a che vedere e a che fare con l'emendamento presentato scritto a un altro emendamento, in quanto il Regolamento impone che il contenuto dell'emendamento che si presenta debba avere stretta connessione con l'emendamento per il quale viene presentato. Tutto qui.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
Tre minuti, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). Tre secondi, non tre minuti. Solo per sapere, quindi, se io l'emendamento numero 991 lo proponessi come emendamento orale, si seguirebbe questa procedura? Per capire.
PRESIDENTE. E' sempre stata seguita questa procedura.
PRESIDENTE. Quindi io lo collegherei all'intero articolo 9, e potrei presentarlo come emendamento orale. Giusto per sapere. Questo è ammissibile, Presidente?
PRESIDENTE. Certamente, onorevole Pittalis. Se l'Aula lo accetta, è ammissibile.
PITTALIS (Gruppo Misto). Perfetto, benissimo. Mi sembra tutto chiaro adesso.
PRESIDENTE. Grazie. Bene, abbiamo in discussione l'emendamento numero 269.
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACCINI (Gruppo Misto). Su questo emendamento, noi abbiamo voluto richiamare l'attenzione dell'Aula sulla possibilità di trasferire delle risorse dai fondi della programmazione negoziata a favore delle scuole paritarie, per le finalità di cui all'articolo 73. Noi crediamo che questa esigenza sia un'esigenza sentita da più colleghi, anche della maggioranza; abbiamo sentito l'onorevole Mariuccia Cocco, che ha sempre avuto grande sensibilità per questo argomento, e riteniamo che possa essere utile e importante il trasferimento di risorse a favore delle scuole dell'infanzia paritarie. Per questo motivo noi lo sosteniamo, lo abbiamo presentato, lo teniamo in vita, e ne chiediamo la votazione a scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. La Commissione aveva espresso parere contrario a questo emendamento, il numero 269, invitando i presentatori al ritiro. QQQQQQQQqqqqQqqqqqqqqqqquesto invito credo che sia necessario reiterarlo ulteriormente, non per poca sensibilità verso il problema, ma solo perché la stessa Commissione bilancio era già intervenuta su questa materia e in sede di prima riunione avevamo già portato gli importi da 20 milioni di euro a 21 milioni e mezzo, seguendo, per altro, quelle che erano le istanze da parte del sistema delle scuole materne. Quindi è stata accolta esattamente la richiesta che era stata formulata dal sistema delle scuole materne all'euro, diciamo, al centesimo dell'euro, e pertanto si ritiene che l'aumento non sia assolutamente necessario, come dicevo, perché già la Commissione aveva già presi in considerazione questo problema che era stato affrontato e crediamo anche risolto. In questo senso, quindi, si insiste perché l'emendamento venga ritirato. Ovviamente rimane il parere contrario e il voto contrario.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cucca. C'è un invito al ritiro. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che noi siamo d'accordo con l'emendamento numero 269, perché riteniamo che è vero quello che ha detto poc'anzi il Presidente della Commissione Cucca, che c'è stato un lieve aumento delle somme destinate alle scuole paritarie, però, la cifra è ancora insufficiente, tant'è che non siamo ancora riusciti a raggiungere neanche le cifre che abbiamo impegnato l'anno scorso, e, soprattutto, negli anni precedenti. Allora, siccome noi riteniamo che effettivamente questo capitolo vada rimpinguato, anche perché ne abbiamo parlato i giorni scorsi in occasione della discussione all'articolo 4, e, effettivamente, c'è la necessità di avere un'attenzione diversa per quanto riguarda le scuole d'infanzia paritaria e, quindi, noi riteniamo che questo emendamento sia giusto e riteniamo che la cifra che è stata richiesta sia una cifra adeguata, anche perché c'è necessità di un ampliamento della possibilità di poter scegliere le scuole di formazione e, siccome la logica è quella che si vada a privilegiare soltanto un tipo di informazione che è quella della scuola pubblica, quindi, riteniamo che questo emendamento serve per dare maggiore possibilità di educazione agli studenti, perché, in questo modo, c'è anche la possibilità di un'educazione migliore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io volevo capire, innanzitutto, se stiamo parlando dell'emendamento numero 247, perché qui si rischia di non riuscire a capire neanche di che cosa si debba parlare. Presidente, le chiedo scusa, però… di quale emendamento e in che pagina si trova l'emendamento per il quale stiamo intervenendo?
PRESIDENTE. Fa parte di quel fascicolo a parte.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, se lei ci aiuta a capire, perché sono tanti i fascicoli… capisce?
PRESIDENTE. La capisco perfettamente. Io ho detto chiaramente il numero dell'emendamento già da un quarto d'ora fa.
PISANO (Riformatori Sardi). Ci deve legge l'emendamento, altrimenti diventa impossibile poter seguire.
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, qui, in bacheca, mi consenta, c'è un fascicolo dove sono allegati… io non ho un numero di pagina onorevole Cassano… ha capito?
CASSANO (Riformatori Sardi). L'emendamento che numero è?
PRESIDENTE. E' il numero 269, l'abbiamo ripetuto 10 volte, e fa parte del fascicolo a parte degli emendamenti spostati all'articolo 8. L'ha trovato?... prego onorevole Pisano
PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio, io vorrei intervenire per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 269 che è proposto dai colleghi Lai, Marracini e Pittalis…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Pisano. Colleghi, vi prego, avete notato la difficoltà che hanno i colleghi al banco…
PISANO (Riformatori Sardi). … E per il quale io voterò a favore, Presidente, perché è un emendamento…
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, mi lasci parlare, se lei non lascia parlare… ecco perché non riesce a capire… colleghi, vi prego di fare silenzio, poiché c'è difficoltà, da parte dell'Aula, di sentire e recepire quello che viene detto dalla Presidenza. Onorevole Marrocu, si accomodi, prego, onorevole Espa, onorevole Lai, si accomodi, prego. Vi prego, onorevole Capelli, io non do inizio ai lavori se prima non c'è attenzione da parte dell'Aula; i colleghi non riescono né a sentire né a capire di cosa si sta parlando. Prego onorevole Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, la ringrazio Presidente, io intervengo a favore dell'emendamento numero 269, e debbo esprimere un particolare ringraziamento ai colleghi Lai, Marracini e Pittalis per la sensibilità, e anche Uggias, perché ha aggiunto il proprio nome, per la sensibilità che vogliono dimostrare ponendo all'attenzione di questa aula un problema che è elevato soprattutto nei piccoli centri laddove esistono delle scuole materne che sono affidate ai privati, quindi dichiarate paritarie. Allo stato attuale, questi istituti che assolvono a una funzione pubblica, sono completamente penalizzati nell'assolvimento di questo loro ruolo, proprio perché i contributi a loro riconosciuti non sono assolutamente equivalenti ai contributi che sono nella misura del 100 per cento riconosciuti alle scuole materne statali. Io ho la fortuna di vivere in un comune nel quale c'è una scuola materna privata gestita dalle suore, è una scuola materna ovviamente paritaria, e che assolve in maniera devo dire egregia a quella funzione educativa, formativa per i ragazzi dai tre ai sei anni che ancora non frequentano le elementari. Quindi un'integrazione di risorse a favore di queste scuole è una cosa dovuta, nel senso che si tratta di equiparare, in termini anche di giustizia, quello che è il diritto di tutte le famiglie a far fluire ai propri figli di un servizio che altrimenti avrebbe dovuto erogare lo Stato. Quindi applaudo a questa iniziativa, e credo proprio che debba essere accolta dall'intero Consiglio per la rilevante componente sociale che accompagna questa proposta e che, finalmente, restituirebbe parità di diritti ai ragazzi delle nostre piccole comunità, soprattutto delle piccole comunità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Questi emendamenti hanno un valore se sono condivisi, e la condivisione non può nascere solo sulla base di una, non dico privilegiata, ma nella risposta del Presidente Cucca sembrava quasi che fosse il depositario dell'interlocuzione con la rappresentatività di queste scuole. Noi diciamo, con dovuto rispetto, che nelle interlocuzione che abbiamo avuto noi, è stato possibile calcolare e ridefinire l'intervento per queste scuole, e ci abbiamo anche i numeri e i dati, e glieli possiamo anche mostrare, che, relativamente ai contratti, i bisogni sono di 25 milioni di euro. Naturalmente si può anche apprezzare l'intento che c'è stato di implementare le risorse, noi però vorremmo fossero definiti. In questo senso facciamo affidamento sulla sensibilità del Consiglio, ma non ci sono né forzature né atti di tipo demagogico perché stiamo rappresentando un problema importante, per entità importante, lo abbiamo fatto l'anno scorso e lo stiamo facendo quest'anno. Il Consiglio è qui proprio per giudicare se questo ha valore oppure se non lo ha.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). La ringrazio Presidente. Anch'io…
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Moro.
MORO (A.N.). Presidente, riazzeri il tempo e mi dia l'opportunità di poter parlare…
PRESIDENTE. Colleghi… onorevole Contu, onorevole Pirisi, onorevole Davoli, se qui dobbiamo lavorare lavoriamo, se poi invece vogliamo far salotto facciamo salotto! Prego, colleghi, prendete posto. Onorevole Contu, la prego! Onorevole Davoli! Prego, onorevole Moro.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Plaudo per la sensibilità dei colleghi che hanno steso quest'emendamento e vorrei apporre anch'io la firma. E' un problema che dimostra anche che tutti i cittadini sono uguali, per cui anche la scelta di dover mandare i loro bimbi in queste scuole dell'infanzia parificate è un'opportunità a cui molte famiglie non possono rinunciare perché, tra l'altro, bisogna dire perché conosciamo effettivamente anche delle scuole di questa natura che hanno dei problemi per quanto riguarda la sopravvivenza perché la retta, essendo questione sociale, non copre tutte le spese della scuola. Molti genitori, ripeto, hanno problemi di poter mantenere, ritirare nelle scuole pubbliche, ecco la motivazione anche non secondaria, perché gli orari sono molto più elastici in queste scuole private ed è una questione sociale, dicevo, perché appunto forse non è il caso di dimenticare che molti genitori lavorano oppure in alcuni paesi molto piccoli è presente solo la scuola parificata. Ripeto, io mi auguro che il Consiglio nell'accogliere, nel sentire questi richiami possa effettivamente dare una mano per votare a favore di quest'emendamento numero 269. E' una questione che bisogna prendere in considerazione. Ripeto che, tra l'altro, per molti genitori sarebbe il caso di dover ritirare i bambini della scuola materna perché non sono in grado di portare i loro bimbi nelle scuole pubbliche perché vivono magari in una realtà e in un contesto in cui la scuola pubblica non esiste. Conosco, appunto, una scuola in città gestita dalle suore, che hanno una situazione di precariato per quanto riguarda il problema del funzionamento della scuola e forse con questo finanziamento potremmo metterle nella condizione di dare un servizio ancora più qualificante per quanto riguarda il loro impegno. Quindi voto a favore e aggiungo anche il mio nome all'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie Presidente. Solamente per cercare di riportare un po' di verità in quest'Aula e mi meraviglia che il collega Lai, che conosco come persona equilibrata, però mi sembra che ultimamente su alcuni aspetti evidentemente non sta mantenendo quell'equilibrio che io gli riconoscevo. Il Presidente della Commissione non è depositario di nessuna cassa; io credo che abbia tenuto nella dovuta considerazione quelle che sono le considerazioni e quelle che sono le richieste del sistema delle scuole materne non statali e questo sistema ha chiesto di poter avere un incremento di un milione e mezzo di euro, cioè di passare da 20 milioni a 21 milioni e mezzo; la Commissione, sulla base anche delle disponibilità e del consenso della Giunta regionale, ha apportato questa modifica recependo interamente la loro richiesta. Mi meraviglia che ci siano queste uscite estemporanee, e dico anche demagogiche a questo punto, in quest'Aula, che uno vuole essere sempre più avanti anche di quello che sono le richieste che vengono dai diversi mondi e in questo caso dal mondo della scuola materna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, stamattina nella Conferenza dei Capigruppo c'è stato un invito da parte del Presidente del Consiglio a tenere i toni un po' più tranquilli e calmi. Mi sembra che Vicepresidente del Consiglio non abbia recepito questo invito. Ci sarebbe di rispondere adeguatamente, ma vorrei stare al tema dell'emendamento, riconoscendo e richiamando anch'io il fatto che effettivamente in Commissione si è passati da 20 milioni di stanziamento a 21 milioni e 500, recependo le istanze delle associazioni, appunto, delle scuole per l'infanzia paritarie e dando soddisfazione a quella richiesta. Ora, noi dobbiamo tener conto che abbiamo votato nell'articolo 4 alcune disposizioni per le scuole pubbliche, giustamente, quali, per esempio, i libri in comodato per avere l'accesso correttamente allo studio dei giovani studenti, e riconosciamo tutti che la quota di 21.500.000 euro è la quota minima per la quale le associazioni che rappresentano le scuole paritarie per l'infanzia richiedevano, era la quota di sopravvivenza. Ora, io credo che noi possiamo in questo caso andare oltre la quota di sopravvivenza che è stata chiesta da queste scuole, che ricordo che negli anni sono passate da 24 milioni prima, poi a 23 milioni, poi a 22 milioni e quest'anno c'era la proposta a 20 milioni, perciò tendenzialmente sempre a diminuire, comprendendo benissimo che, invece, il costo della vita tende gradatamente a salire. Io credo che sarebbe stato opportuno da parte della Giunta cercare un punto di mediazione che potrebbe dare qualche speranza in più per il futuro agli istituti paritari. Credo che possa venire dalla Giunta questa proposta anche in termini di riconoscimento di ruolo e di impegno per le scuole paritarie. Ovviamente sarebbe una proposta di buon senso, non so se c'è qualcuno qui, dall'altra parte dei banchi e nei banchi della Giunta, che sia ancora in grado di fare proposte di buonsenso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Marracini?
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
Prego i colleghi di prendere posto. E' in votazione l'emendamento numero 269. Ricordo al Consiglio che non c'è copertura.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 269.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore e il consigliere Davoli ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta.
Si è astenuto il consigliere: Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 69
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 30
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora, colleghi, all'esame degli emendamenti sospesi all'articolo 8, di cui è stata richiesta la sospensione dagli stessi colleghi presentatori. Abbiamo quindi in discussione l'emendamento numero 508, a pagina 52. Primo firmatario l'onorevole Cherchi Silvio. E' in votazione l'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, su questo emendamento era stata richiesta una sospensione per vedere se era possibile perché quando parliamo di enti che si occupano di sicurezza sociale, cioè che hanno a che fare con categorie di persone particolarmente bisognose, da mutilati a invalidi civili, credo che l'importante sia cercare di non dividersi, allora l'effetto di questo emendamento per il quale era stata chiesta la sospensione, che se mantenuto così avrebbe il mio voto contrario e che purtroppo va in direzione opposta a quella che era stata discussa in Commissione.
In Commissione avevamo creato su questo capitolo che riguarda appunto gli enti che si occupano del settore della sicurezza sociale, avevamo aumentato la dotazione di 200.000 euro, l'avevamo portata su questo capitolo da 810.000 a un milione e 10.000 euro, con l'intento soprattutto di valorizzare la progettualità legata a tutta una serie di enti, tra cui l'associazione ABC, l'associazione che si occupa di riforma psichiatrica di bambini down eccetera, che hanno diritto a queste risorse attraverso dei progetti e quindi danno una regolare rendicontazione che dovrebbe essere la modalità che garantisce la massima trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche. L'effetto di questo emendamento, per cui se mantenuto in questa forma il mio voto sarebbe contrario, è che invece vanifica e toglie completamente questo incremento di risorse per questa categoria di enti, che tra l'altro l'Assessorato al lavoro ci dice di essere aumentati da 7 a 11, che quindi già le risorse dell'anno scorso erano largamente insufficienti, ha l'effetto di azzerare questo aumento e addirittura riportare le risorse al di sotto dell'anno precedente. Quindi, io quello che mi sentirei di dire ai presentatori, è quello possibilmente di ritirarlo o comunque eventualmente valutare se fosse disponibile la Giunta ad aumentare la dotazione di questo capitolo rivedendo le cifre dell'aumento previsto e facendo sì che l'approvazione di questo emendamento non implichi premiare alcuni enti a discapito di altri, quindi togliere ad alcuni a dare ad altri. Credo che sarebbe un segnale estremamente negativo dividere chi si occupa di questa particolare materia, e quindi propongo, o il ritiro oppure un aumento della disponibilità e non andare a prendere le risorse a quelle che in Commissione avevamo stabilito voler dare proprio a quegli enti che per la loro progettualità meritano di essere premiati. Quindi io...
PRESIDENTE. Concluda.
PORCU (P.D.). Ripeto, se dovesse essere mantenuta in questa forma dichiaro il mio voto contrario, altrimenti propongo ai presentatori un ridimensionamento a circa la metà degli aumenti previsti con parallelamente un aumento della dotazione di 100.000 euro da parte della Giunta. Se questo non fosse possibile il mio voto è contrario.
PRESIDENTE. Emendamento numero 508 a pagina 52. Articolo 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Non siamo disponibili a ritirare l'emendamento anche perché questo emendamento nasce da un atto di giustizia nei confronti delle cosiddette associazioni storiche, il cui contributo è fermo al 1997, cioè ben 11 anni.
Nel 1997 le associazioni storiche su un totale di 500.000 euro, un miliardo di vecchie lire, avevano 457.000 euro, le associazioni non storiche avevano 43.000 euro. Nel 2008, secondo la proposta di questo emendamento, le associazioni storiche quindi avrebbero un incremento dopo 11 anni, e andrebbero a 675.000 euro cioè circa 200.000 euro in più, le associazioni non storiche passerebbero da 43.000 a 325.000 euro. Io credo che questo emendamento tiene conto delle nuove associazioni cosiddette non storiche, tiene conto dell'adeguamento necessario, corretto, nei confronti delle associazioni cosiddette storiche. Io credo che sia un emendamento equilibrato e quindi noi riteniamo che questo emendamento risponda a quello che è un giusto adeguamento dei contributi a queste associazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Siamo all'emendamento numero 508 a pagina 52. Come sempre vorrei che mi seguisse la Giunta. Allora, le risorse sono state aumentate, anche notevolmente portandole ad un milione e 10.000 euro per le varie associazioni.
Entrambi chi mi ha preceduto hanno detto entrambi due cose vere, da un lato il collega Biancu sostiene che le associazioni storiche, l'associazione invalidi, l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro così come quelle civili e le altre associazioni Gesù Nazzareno eccetera, sono da undici anni con un contributo che è bloccato e quindi gli aumenti di questi anni sono stati utilizzati per le altre comunque benemerite associazioni e non in funzione di queste.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
(Segue MARROCU.) Allora, il collega Cherchi e altri hanno presentato un emendamento che consente che l'aumento previsto nel 2008 vada a recuperare per queste associazioni. Però c'è una novità che mi è stata segnalata anche se non li vedo per niente, dai colleghi di Rifondazione dopo avere sentito anche l'assessore al lavoro Congera, e che in una delle altre associazioni che avrebbe diritto nel 2008 a partecipare all'utilizzo di queste risorse, stiamo parlando di associazioni che hanno una funzione importantissima, poi io sono ormai .... nel comma 37 che tra l'altro serviva proprio per consentire di dare indirizzi rispetto all'utilizzo delle risorse... lo si farà magari successivamente, o lo si fa per direttiva della Giunta perché comunque è giusto che abbiano direttive e anche obiettivi queste associazioni, però sono quelle associazioni che quando uno scopre perché gli arriva in famiglia la malattia o perché qualche parente viene coinvolto, sa dove rivolgersi e sa di avere un punto di riferimento. Allora, siccome questo elenco di associazioni passerebbe da sette a undici, se tutte le risorse in aumento vanno alle vecchie associazioni storiche, le altre associazioni non solo non aumentano, ma rischierebbero di perdere rispetto al passato. Allora, io vorrei proporre oralmente un emendamento di questo tipo, un aumento di risorse di 90.000 euro portando da un milione e 10.000 stanziato nel capitolo a 1.100.000 e indicare se la Giunta questi 90.000 euro li ritrova, dà la disponibilità a questi 90.000 euro, e riindicare le varie voci. La voce a), da 348 a 313.200
PRESIDENTE. Concluda onorevole Marrocu.
MARROCU (P.D.). ...cioè 313.200 euro, la voce b) a 70.200, la voce c) a 48.805, e la voce d) a 184.815. In questo modo si avrebbe un buon recupero degli undici anni in cui sono ferme le associazioni storiche, ma non procurerebbe nessun danno per le associazioni che utilizzano questo capitolo. In questo modo chiedo quindi uno sforzo di 90.000 euro alla Giunta aggiuntiva e una riduzione delle voci a), b), c) e d) dell'emendamento numero 508. Chiedo il voto possibilmente unanime dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io volevo annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 508, sicura del fatto che le considerazioni che sono state svolte da lei precedentemente, ma con le indicazioni precise che derivano dall'emendamento di cui è primo firmatario l'onorevole Cherchi, siano perfettamente in sintonia con un'esigenza riconosciuta e chiaramente anche illustrata durante la presentazione dell'emendamento. Ora, io capisco le perplessità dell'onorevole Porcu, ma mi sembra che, visto e considerato anche che ci sono sempre grosse difficoltà a reperire finanziamenti aggiuntivi, che l'emendamento vada bene così com'è, e anzi, proprio a questo proposito, chiedo anche che venga aggiunta, se non disturba ai proponenti, la mia firma, perché ritengo che fare un ragionamento su un adeguamento dei finanziamenti sia corretto, indipendentemente dal fatto che si debbano, poi, salvare sempre capre e cavoli, quando c'è un'esigenza sentita, rimarcata e sottolineata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Io capisco che le esigenze siano tali da giustificare tutte le proposte che si stanno facendo, e comprendo anche lo sforzo fatto da innumerevoli consiglieri della maggioranza, per cercare di trovare una sintesi a questo problema. La Giunta però ha il dovere di ricordare una cosa, a tutto il Consiglio regionale, perché ne prenda atto. Su questa materia, tra la proposta dello stanziamento del 2007, che era 770 mila euro, già la Giunta nella sua proposta originaria l'ha portato a 810 mila euro, la Commissione bilancio, nella sua autonomia, l'ha portato a un milione e 10 mila euro, questo stanziamento ha avuto, in un anno soltanto, un aumento del 25 percento. La Giunta regionale è disponibile a trovare qualsiasi forma compensativa, che autorizzi una diversa distribuzione, ma non è in condizioni di trovare risorse aggiuntive, oltre quelle che sono state già trovate.
PRESIDENTE. Solo per una precisazione, assessore Secci, lo stanziamento dell'anno scorso era 810 mila euro, come quello di quest'anno, proposto dalla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, per dire, io mi rendo perfettamente conto delle preoccupazioni dei colleghi, rispetto ad una tematica che riguarda quest'area dell'invalidità. Si impone, con urgenza, una proposta di legge di riordino, perché questa, lo dicevo ieri nel mio intervento, quando chiedevo al Presidente di turno quale fosse il comma 4 dell'articolo 4, della legge 8/86, per sapere chi erano le associazioni, perché vi era un errore. Questa è materia indicata nel comma 37, che è stato votato, soppresso. Ora noi ci troviamo di fronte ad una questione verso la quale, in termini sociali, abbiamo la sensibilità, o comunque non abbiamo il coraggio di dire fino in fondo le cose come stanno. Io, che in quell'area sociale sono cresciuto e vissuto, e vivo, debbo dire la verità, mi libero di queste preoccupazioni, per dire, con estrema franchezza, che non ci sono associazioni storiche e non storiche, e dobbiamo ricordare esattamente quello che fanno. Perché dentro ciascuno di noi, per una inerzia culturale, rimane ferma all'antica concezione che queste associazioni essendo state nel passato, ma ormai lontano passato, associazioni enti di diritto pubblico, che non lo sono più, che sono associazioni con personalità giuridica privata, e che hanno l'obbligo unicamente di funzione sindacale rappresentativa. L'assistenza con queste associazioni non c'entra nulla, assolutamente nulla. Hanno una funzione meramente sindacale ed ognuna rappresenta i propri iscritti, non c'è una potestà di rappresentanza generalizzata per le diverse categorie. Allora, per essere chiari, noi vogliamo certamente che i sindacati funzionino e funzionino bene, perché appartengono al sistema della nostra moderna democrazia. Essi sono dei sindacati e, come tutti, devono essere posti nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo, ma senza travisamenti, senza ipocrisie, con estrema chiarezza. Occorre un riordino di questa materia. Cosa vuol dire associazioni storiche o non storiche? I sindacati vengono distinti in sindacati storici o non storici? Appartiene più al linguaggio comune, che a una effettività di diversa funzione. I sindacati hanno tutti la stessa funzione, sanno più o meno rilevanti, a seconda della capacità di rappresentatività, ma non ci sono sindacati storici e non storici. Così vale l'argomentazione per queste associazioni. Io dico che la questione va affermata, va riordinata, e va dato ad ognuna quello che gli compete, in base alla rappresentatività e all'organizzazione. E bisogna anche chiedere conto di quello che realmente fanno, e bisogna anche fare un'indagine, per vedere le effettive funzioni e il rapporto che esiste con i propri rappresentati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Sì, due parole, Presidente la ringrazio intanto, io credo che stiamo cercando, se dovesse passare l'emendamento numero 508, di dividere un mondo che invece non ha nessuna necessità di essere diviso. Anzi, è un mondo che ha necessità di essere sostenuto, e sostenuto col pieno sostegno, anche finanziario, da parte di questo Consiglio regionale. Stiamo parlando di associazioni dei bambini cerebrolesi, stiamo parlando dei centri-down, stiamo parlando dell'Associazione sarda invalidi, stiamo parlando delle associazioni per la sclerosi multipla. Allora, io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento orale, proposto dal nostro Capogruppo, e mi dichiaro contrario all'emendamento numero 508.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau. Allora c'è un emendamento orale dell'onorevole Marrocu, che propone che le voci a) diventi 313.200, anziché 348.000. La voce b) 70.200, la voce c) 48.805, la voce d) 184.815, con un incremento al capitolo 05.06.012, UPB S05.03.005, e la copertura finanziaria FNOL voce 1, tabella A. Chi è d'accordo…
LA SPISA (F.I.). I pareri non li sentiamo?
PRESIDENTE. Ha ragione onorevole La Spisa, le chiedo scusa.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Ma, la Commissione esprime parere favorevole, reputando che, di fatto, si ponga rimedio al problema in generale. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. La copertura era per 90 mila euro.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 508, la versione orale dell'onorevole Marrocu. Chi è d'accordo…
LA SPISA (F.I.). E' troppo veloce Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, io ho aspettato che lei s'iscrivesse. Non sono troppo veloce! Allora, eravamo in votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 508. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Interruzioni)
Allora, abbiamo in votazione l'emendamento numero 441, che è collegato al 268 e all'857.
Allora, siamo in votazione degli emendamenti sospesi nella giornata di ieri, relativamente… a pagina 62, e poi a pagina 68 e 69. Ieri ci si è sospesi, in attesa di una proposta, se non ci sono proposte, dobbiamo mettere in votazione gli emendamenti numeri 441, 268 e 857.
Onorevole Marrocu, onorevole Espa, possiamo riprendere a lavorare un po' in ordine? Onorevole Espa!
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, vorrei sapere se intende fare due votazioni o un'unica votazione, in quanto il "441" propone uno stanziamento di 5 milioni di euro, mentre gli altri due emendamenti, il numero 268 a pagina 68 e il numero 857 a pagina 69, propongono invece, ugualmente, uno stanziamento di 3 milioni e 500 mila euro.
PRESIDENTE. Due votazioni, onorevole Capelli. Una prima votazione sull'emendamento numero 441 e successivamente una votazione unica sugli emendamenti numero 268 e 857.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Semplicemente per chiedere la votazione palese elettronica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 441, rispetto al quale assieme ai colleghi Lai, Pittalis, Atzeri e Maninchedda, si è cercato di avere quell'occhio di riguardo rispetto a un problema molto sentito sul territorio da parte dei pazienti, che riguarda, appunto, il vuoto lasciato nell'assistenza domiciliare e soprattutto nell'ambito della medicina di distretto. Noi abbiamo fatto una battaglia anche per quanto riguarda l'implementazione dei fondi in relazione alla medicina generale e crediamo che questo problema molto sentito...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Marracini, abbia pazienza. Se non ci sistemiamo nei propri posti io sospendo i lavori. Prego, onorevole Marracini.
MARRACINI (Gruppo Misto). Riprendo. Quindi, il problema dell'accordo regionale con i medici di medicina generale è un problema molto sentito, non soltanto dalla categoria medica, che è evidente si possa pensare direttamente interessata e che possa avere quindi trovato una facile sponda in diversi colleghi della maggioranza e dell'opposizione, ma è anche vero che invece questo problema paradossalmente interessa più l'utenza, cioè i malati, di quanto non possa interessare i colleghi medici. Noi, lo dico al collega Pacifico, continuiamo a dire che questa battaglia contro i medici di medicina generale, questa battaglia contro i pazienti dei medici di medicina generale, questa battaglia che questa Giunta regionale e anche questa norma finanziaria continua a fare contro la sanità del territorio, è una battaglia veramente senza senso e io chiedo, sapendo tra l'altro di non avere grande risultato, per ovvi motivi, al collega Pacifico, collega medico e collega consigliere, che dia un sussulto di dignità della categoria e faccia sentire anche lui la voce di protesta che è arrivata a lui, non solo dai medici di medicina generale, ma dalle associazioni dei pazienti e da tutti coloro che oggi ritengono assolutamente inefficiente questo servizio senza questo tipo di aiuto e di agevolazione in finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che io sono d'accordo con questo emendamento anche per completare un ragionamento che abbiamo iniziato ieri. Nel senso che questo emendamento va nella direzione del potenziamento della medicina del territorio, quindi nella periferia, e che va in linea con quanto sta dicendo questa Giunta regionale, ma anche con quanto stiamo dicendo anche noi, nel senso che bisogna fare in modo che il paziente venga assistito nel territorio e che non sia costretto tutte le volte, anche per uno starnuto, a recarsi in una struttura ospedaliera e ad andare nei grandi centri. Pertanto, io credo che bisogna fare una vera politica di assistenza nel territorio, nel distretto stesso e pertanto credo che bisogna partire proprio dalla base che è quella di poter, in qualche modo, fare in modo che la medicina di base, che è il primo presidio, il primo impatto del malato col medico, con l'assistenza sanitaria, e pertanto siccome questa categoria che comprende circa 1500 e più medici in Sardegna ha il contratto scaduto da diversi anni, e considerato anche che l'abbiamo già ripetuto, ma lo ripeto ancora, perché è un problema importante, c'è la necessità che il contratto venga firmato in Sardegna e che non venga rimandato al tavolo nazionale. Pertanto, si chiede che venga accolto l'emendamento, ma soprattutto che in tempi brevi questa importante categoria di medici abbia la possibilità di avere una firma del contratto ed essere equiparato perlomeno agli altri medici del resto dell'Italia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Non me ne vogliano i colleghi Lai, Marracini, Pittalis, Atzeri e Maninchedda, ma io su questo emendamento mi asterrò, ritenendo che quello successivo, proposto dall'onorevole Pacifico e dai componenti di maggioranza della Commissione sanità che ha individuato in 3 milioni e 500 mila il fondo necessario per soddisfare queste necessità manifestate dalla medicina generale, dalla continuità assistenziale, dalla pediatria di libera scelta, penso che sia più idoneo. Quindi, nell'annunciare il voto di astensione sull'emendamento numero 441, dichiaro anche il voto favorevole all'emendamento numero 857 che, da quanto ho capito, verrà messo in votazione insieme all'emendamento numero 268. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole all'emendamento o agli emendamenti, ma in modo particolare al "441". Credo che nelle motivazioni già rappresentate durante la discussione della giornata di ieri, abbiamo potuto avere la possibilità di evidenziare come sul contratto integrativo per la medicina generale e la pediatria di libera scelta ci sia la necessità di dare fondo a nuove risorse per i nuovi impegni che il Piano sanitario regionale chiede a questi operatori della sanità. Io ritengo che la rete della medicina generale e dalla pediatria di base sia una di quelle reti che hanno bisogno di essere attivate, soprattutto a fronte di quelle necessità in termini di risposte di salute della nostra popolazione. Credo che negli obiettivi che ci si pone con questa finanziaria sull'attivazione di alcune parti del Piano sanitario regionale, ci sia la necessità di partire proprio da quella ramificazione che rappresenta in tutti i nostri territori la medicina di base. Non sono convinto delle motivazioni addotte dall'Assessore sul fatto che a Roma potessero essere trovate soluzioni più soddisfacenti rispetto a quelle che invece avrebbe potuto essere contrattato a livello locale. Convinto del fatto, inoltre, che in altre regioni, proprio su questo tema, regioni peraltro non amministrate dal centrodestra, sulla contrattazione decentrata siano stati fatti passi da gigante rispetto ai piccoli passi che oggi sollecitiamo e sosteniamo per la regione sarda. Credo che su questo ci sia la necessità, eventualmente, anche di approfondire citava, non voglio sbagliare, il collega Vargiu in un'altra occasione che il Trentino Alto Adige, proprio su questo tema, lo ha bilanciato nel bilancio per il 2008 circa 40 milioni di euro. Questo basterebbe soltanto a dire in che termini di rapporti ci stiamo proponendo sia che l'aula approvi l'emendamento numero 441, che prevede un finanziamento di 5 milioni di euro, sia che l'aula approvi l'emendamento che propone invece risorse per 3 milioni e mezzo di euro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io mi voglio riallacciare alla dichiarazione di voto che ha fatto la collega Caligaris, che ha detto che si sarebbe astenuta sull'emendamento presentato dal collega Lai e che avrebbe votato a favore dell'emendamento presentato dai colleghi della Commissione sanità, per riuscire a capire se esiste, visto che questi emendamenti erano stati sospesi con l'idea di trovare una sintesi che fosse condivisa dall'Aula, dalla maggioranza, dalla minoranza e anche dalla Giunta, se esiste un'idea economica di un quantum sul quale c'è un accordo. Perché anche tra gli emendamenti di cui noi stiamo chiedendo il recupero, il numero 792 a pagina 300 erroneamente attribuito al comma 37, come dimostra il fatto che emendamenti identici sono invece in discussione, prevede anche questo un intervento per il contratto dei medici di medicina generale e prevede una somma che è di 30 milioni di euro, che sarebbe quella congrua rispetto alle esigenze di una ristrutturazione della rete dei medici di medicina generale e di famiglia del nostro territorio. Quindi, insomma sarebbe utile comprendere se la sospensione degli emendamenti, per trovare un'idea che possa essere praticata, sia stata realmente opportuna e utile e se c'è un'indicazione di qualche genere. Se c'è un'indicazione di qualche genere, Presidente del Consiglio, forse meglio che votare tre emendamenti con cifre economiche diverse e con qualche sfumatura di differenza nell'elaborato, nella norma potremmo votare direttamente la somma che tutti quanti siamo d'intesa che è quella massima consentita dalle disponibilità attuali di cassa da parte della Giunta regionale. Quindi, se c'è la volontà di votare l'emendamento che ha presentato il collega Pacifico, come primo firmatario, per 3 milioni e mezzo di euro non è il massimo e non è esattamente quello che noi desideravamo, ma votiamo quello ed è un emendamento che perlomeno ha messo su una cosa d'accordo l'intero Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Io prima di iniziare la discussione su questi tre emendamenti ho chiesto all'Aula se c'erano novità rispetto alla sospensiva di ieri e non ho avuto nessuna risposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Per dire alla collega Caligaris che a pagina 68 l'emendamento numero 268, se andiamo in parallelo integrandoci, ridimensiona ridetermina la spesa a 3 milioni e mezzo. Per dire che il mio approccio ai numeri non è stato superficiale posso entrare, assessore Secci, in questi numeri anche nel dettaglio perché questa problematica è anche all'attenzione dei consigli direttivi degli ordini dei medici perché è una questione annosa e quindi ho, e lo dico con tutta la modesta del mio ruolo, competenza. I problemi sono in relazione ad aspetti come la domiciliarità, i finanziamenti aziendali, l'incremento dell'orario, i progetti diabete, malattie cardiovascolari e pazienti cronici, l'impegno finanziario così com'è stato definito dall'Assessore ma le diverse voci, il governo clinico e l'interpretazione. Quindi, non sono stato così superficiale e posso, se vuole, anche dargliene dimostrazione. Io sostengo questo emendamento, naturalmente sono disposto a dare il mio contributo se dovesse esserci poi una rideterminazione. Ricordo che questi sono emendamenti condivisi dalla Commissione, che sono stati individuati come elementi per dare significatività al Piano sanitario e sempre non raccogliendo solo le istanze dei medici di medicina generale e pediatri di distretto, ma dando valore alle cure primarie, all'assistenza del distretto e ai progetti. Quindi, mettendo precise condizioni, ma lasciando spazio a elementi di condivisione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Sì, grazie Presidente molto breve brevemente. C'era una trasmissione tanti anni fa che quando dava la parola all'orchestra diceva: fiato alle trombe, Turchetti. Qui si continua a dare fiato ad emendamenti che secondo me sono ormai superati nei fatti, e io voto contro questi emendamenti perché sono a favore dei medici di medicina generale, perché gli stanziamenti che questi emendamenti propongono, tutte e tre, sono inferiori a quanto già è stato stanziato, 8 milioni di euro, per la contrattazione decentrata dei medici di medicina generale. Io ho fatto, la settimana scorsa, un'assemblea dei medici di medicina generale del mio territorio, beh devo dire che ormai si è raggiunto praticamente un accordo e io credo che questi emendamenti siano superati nei fatti, perché probabilmente la prossima settimana a livello regionale si va a firmare il contratto. E con una cifra che è nettamente superiore a quella che è contenuta in questi emendamenti, avendo i medici di medicina generale accettato anche quelle che erano le quattro proposte di governo clinico e cioè: il rischio cardiovascolare, il diabete, gli screening oncologici e il risparmio farmaceutico. Essendo già tutt'e quattro voci accettate dai sindacati regionali dei medici di medicina generale. Allora io voto contro questo emendamento, perché se noi facessimo passare un finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro a favore della contrattazione decentrata dei medici di medicina generale faremmo loro un torto e non un beneficio, essendoci già previsti 8 milioni di euro.
Quanto alle altre Regioni. E'vero altre Regioni hanno previsto cifre superiori la Lombardia ha previsto 11 milioni di euro rispetto ai nostri 8, ma ha anche dieci milioni di abitanti rispetto al nostro milione e mezzo. Allora, io credo che in tema di contrattazione decentrata bisognerebbe essere anche abbastanza informati e tenersi aggiornati anche su quelli che sono gli sviluppi di questa contrattazione, sia per quanto riguarda la parte pubblica, che per quanto riguarda le organizzazioni sindacali. Voto contro questo emendamento numero 268, perché credo che i medici di medicina generale abbiano diritto ad avere più soldi rispetto a quanti sono previsti in questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). I presentatori degli emendamenti, tra cui quello della Commissione, sostengono che c'è bisogno di maggiore risorse per il contratto, l'assessore Secci e anche l'assessore Dirindin hanno sostenuto che per il contratto dei medici sono stati stanziati 6 milioni di euro, 2 e mezzo più 3 e mezzo.
CAPELLI (U.D.C.). Non 8, Frau!
MARROCU (P.D.). Allora, io ho un problema che è questo: ma che contrattazione è se si dice ci mettiamo altri 3, altri 4, altri 5 in modo che quello che stabiliamo noi di risorse poi si distribuisca ai medici di base. In effetti in questo modo di vera e propria contrattazione non c'è nulla, perché semplicemente io potrei capire se fossimo di fronte a un dettaglio che i colleghi hanno che dicono: i medici in Sardegna sono cinquemila, il costo dei medici attualmente è di tot lire, tot euro, siccome prevediamo che l'aumento della retribuzione di questi medici debba avere come valenza contrattuale un aumento del 10, 12, 15 per cento, come costo contrattuale ci sembra che ci servano più risorse. Ora, questo io penso che sia in mano alla Giunta come soggetto che ha incaricato chi di dovere a contrattare, se i colleghi hanno altri elementi, li portino fuori. Non è che noi diciamo: no mettiamo altri 6 milioni così a caso. Magari in questo modo facciamo un contratto che invece di aumentare del 12 per cento lo aumentiamo del 30 per cento. Senza tener conto che ci sono livelli contrattuali, cioè chi rappresenta i medici, che avranno presentato una piattaforma, una controproposta della Giunta regionale e c'è una trattativa. Voglio dire, se il contratto si chiude dove non c'è bisogno di 6 milioni ma di 7 saremmo obbligati a trovare gli altri milioni di euro da aggiungere, ma perché dobbiamo stabilirlo preventivamente alla stipula del contratto le risorse in modo che poi le parti si vedano e poi ah grazie a Vargiu abbiamo non 6 milioni ne abbiamo 12, 11, distribuiamoci questo indifferentemente dalle piattaforme contrattuali, dalle percentuali di aumento, dalla svalutazione, dagli indici, indifferentemente dai contratti che si stipulano per le altre categorie. Semplicemente perché è stato bravo un consigliere regionale che ha strappato per quel contratto altri 6 milioni di euro. Io non penso che questo faccia onore né ai sindacati, perché vuol dire che contrattazione non se ne fa, e neppure all'amministrazione regionale perché vuol dire che contrattazione no ne fa, cioè stabilisce il Consiglio sulla base di un tira e molla tra un consigliere e l'altro quanto va in quella contrattazione. Io penso, invece, che la contrattazione, lo dico anche da ex sindacalista, non può essere regolata dalla disponibilità esclusivamente di risorse che ci mettono in bilancio, c'è una contrattazione, quando si chiuderà la contrattazione, come spero che si chiuda al più presto possibile, si vedrà se le risorse sono sufficienti o se vanno integrate. Se ha ragione la Dirindin le risorse sono sufficiente, se avete ragione voi, che le percentuali di aumento, diritti saranno di più, li metteremo quando sarà necessario metterli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Mi perdoni, Presidente, ma realmente in questo gioco dei numeri mi viene da ridere, perché io capisco che se i numeri vengono dati dalla Giunta ci sia questa confusione, perché è notorio che i numeri cambiano dalla mattina alla sera, ma adesso abbiamo ascoltato il collega Frau che diceva che ci sono 8 milioni già disponibili, il Capogruppo del P.D. che dice che ci sono 6 milioni disponibili, e tra l'altro mi compiaccio molto della saggezza da terza legislatura che ha il Capogruppo del P.D., perché è davvero imbarazzante vederlo e sentirlo così saggio e così pronto ad aprire gli occhi ai colleghi su tutte le materie, mastri in totus si dice dalle nostre parti, e qui ne abbiamo un grande esempio. Ma i numeri siccome non sono delle opinioni, rispondo prima al collega Frau. L'Emilia-Romagna ha uno stanziamento di 11 milioni e 470 mila euro per anno, piccolo particolare che se si omette di dire fa pensare che sia sproporzionata la richiesta dei medici di base della Sardegna. Secondo, quando si va ad una contrattazione ci sono sempre i calcoli di base sulla quale e i limiti ai quali si può arrivare o non si può arrivare, non è una semplice contrattazione e lo stesso dottor Angelo Cuccu, nel bollettino del gennaio 2008, dice che le contrattazioni si possono fare quando ci sono dialoghi e confronti, ma quando il responsabile della FINC dice che sta parlando con un muro di gomma virgolettato, dovuto alla mancanza di un dialogo concreto e di un coinvolgimento continuo, di cosa stiamo parlando? Di cosa stiamo parlando, dove è tutta questa saggezza, da quale pulpito viene fuori. Primo da una base non documentato di tipo numerico e finanziario, primo aspetto; secondo con le contraddizioni interne vostre, adesso magari si alzerà la Giunta, difficile che si alzi a dire qualcosa, e ci darà numeri ancora diversi, quello che sta proponendo il collega Lai e non quello che propone la Commissione, anzi invito il collega Pacifico, Presidente della Commissione a ritirare l'emendamento, sarebbe più opportuno e lineare per quanto deciso probabilmente dal P.D., perciò lo ritiri direttamente, così votiamo gli altri. Ed è proprio quello dei 3 milioni e mezzo che comunque per il quale voterò a favore compreso quello dei 5, che è fuori scala e se passasse quello, e non quello dei 5 milioni, dovremo tornare sull'argomento per dare un'adeguata copertura per il futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Sì, Presidente, anche per cogliere l'occasione di ritirare l'emendamento numero 857. Io condivido gran parte dei ragionamenti che sono stati fatti dai colleghi, mi rendo conto che poi gli emendamenti si sostengono quando hanno una possibilità di poter essere sostenuti, condivido anche che le risorse per la medicina generale, ma questo è un ragionamento di natura squisitamente politica e non tecnica, sicuramente sono inferiori a quelle che servirebbe per raggiungere gli obiettivi posti nel piano e gli obiettivi di coinvolgimento dei medici di base nei territorio sulla questione del diabete, sulla questione della medicina di base, sulla questione del risparmio farmaceutico, sono tanti aspetti della loro attività che necessitano comunque di risorse aggiuntive, perché si possano raggiungere questi obiettivi pienamente, quindi noi abbiamo analizzato questa situazione in Commissione, in Commissione si è arrivati alla formulazione di questo emendamento. Devo dire che in parte questo emendamento è stato accolto già presentato in Commissione terza con 2 milioni di euro aggiunti nella tabella del bilancio, relativa alle risorse da impegnare per il contratto integrativo dei medici di base e quindi in parte la Giunta, il Consiglio, la maggioranza hanno già accolto questo tipo di proposta. La differenza non è dei 3 milioni e mezzo, la differenza rispetto a quell'emendamento è di 1 milione di euro. Quindi noi riteniamo già in parte avere incassato un obiettivo politico, che era quello di dare una risposta rispetto ad una categoria che attende da tempo di chiudere il proprio contratto integrativo. Ritengo proprio per questo a maggior ragione di dover ritirare l'emendamento, e chiedo ai colleghi cortesemente e di non farlo proprio né ai colleghi di maggioranza né ai colleghi di opposizione, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Una voce da tuttologo dichiarato, per capire, 6 milioni, 8 milioni, 3 e 5 sono meno di 8? Ma 3 e 5 più 8 voto sono più di 8, onorevole Frau,3 e 5 più 8 sono più di 8, ma allora comunque 3 e 5 più 6 sono più di 8. Allora il problema è che non ci prendiate in giro, che non prendiate in giro nessuno anche soprattutto fuori da questa Aula, state contenendo la spesa, non volete aggiungere risorse, questi emendamenti erano aggiuntivi per dare maggiore possibilità di avviare una contrattazione, onorevole Marrocu, e chiudo, che evidentemente parte sempre da una disponibilità di budget e quindi avere più risorse in una contrattazione non vuol dire spendere tutto nella contrattazione, ma avere un margine per andare eventualmente incontro alle richieste, d'altra parte il suo collega Pacifico la smentisce perché dice che al conto manca ancora 1 milione di euro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io ritengo davvero paradossale il fatto che si cerchi di risolvere una vertenza contrattuale tra un'organizzazione sindacale e una categoria, quella dei medici di medicina generale tra questi e l'Assessorato regionale alla sanità nell'Aula del Consiglio regionale. Mi sembra una cosa veramente strana, perché su questo contratto ci si sta dibattendo da un sacco di tempo, le posizioni sono peraltro arrivate ad un punto tale per cui mi pare che sia anche difficile ipotizzare, come dire soluzioni pacifiche in questo momento, non pacifiche di Nazzareno, ma pacifiche nel senso che si trovi un accordo, perché c'è una posizione che ormai mi sembra, come dire, irreversibile che parte da posizioni che sono diventate culturalmente inavvicinabili. E ne cito soltanto due, guardate che non è solo un problema di danari a disposizione, è un problema di come utilizzare quei danari, su cui tra l'assessore Dirindin e i medici di medicina generale, c'è una concezione che è diametralmente opposta perché anche se di milioni di euro non ne mettiamo 5, ma ne mettiamo 10, il problema poi diventa lo scontro di come impiegarli e di come utilizzarli, perché sull'assistenza domiciliare integrata non c'è la stessa visione dell'utilizzo delle finalità del servizio, sull'assistenza domiciliare programmata idem come sopra, sulla questione della reperibilità o della cosiddetta disponibilità telefonica, la stessa cosa. Noi siamo una Regione che ferma a 18 euro e 90 per l'ADI, siamo l'unica Regione in Italia e non si può pensare che con 18 euro e 90, che non coprono le spese che non sono sicuramente incentivanti, ci sia la possibilità di fare assistenza domiciliare integrata. E allora nessuno si lamenti se su questo non c'è il tentativo, la possibilità di travasare tutta quella parte di degenze che oggi sono ospedaliere verso il territorio e verso l'assistenza. Quindi non è una questione di mettere soldi, è una questione di come strutturare il sistema. La cosa più difficile, stavo per dire "più peggiore", ma se si potesse dire lo vorrei dire, la cosa "più peggiore" che c'è in questo rapporto è la difficoltà dell'applicazione degli indicatori di risultato, su cui, mi consenta, Assessore Dirindin, c'è l'obbligo di mezzi, non c'è l'obbligo del risultato, lei questo lo sa bene, e non si può pensare di sostituire l'obbligo di mezzi con l'obbligo di risultati, sostituendo gli indicatori di risultati invece che l'obbligo di risultati. Se su questo c'era davvero la volontà di chiudere, come ho già detto altre volte, i soggetti che sono qui dentro si propongono come soggetti di mediazione tra le due parti in campo, perché la medicina generale è fondamentale per il servizio sanitario regionale. Io sono disponibile a questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie, Presidente. Solo per dare con molta serenità qualche informazione in più rispetto a quella che abbiamo dato ieri. Evidentemente, non sono stata sufficientemente chiara. Intanto, mi dispiace che si parli di una vertenza sindacale senza avere sufficientemente elementi, e capisco bene perché al tavolo della vertenza ci sono i sindacati, che sono quattro, e la parte pubblica, che è il servizio sanitario. Molte delle cose, direi tutte quelle che ha detto l'onorevole Ibba, sono cose già superate, che già stanno scritte nella bozza del contratto che io penso riusciremo a chiudere anche abbastanza rapidamente. Sulla reperibilità telefonica abbiamo già trovato un accordo, sull'assistenza domiciliare abbiamo trovato l'accordo e abbiamo anche previsto un aumento delle tariffe per l'assistenza domiciliare, così come per quella programmata, così come per gli indicatori di esito e di processo, che, chi conosce questa materia, sa benissimo che sono previsti, e, anche se sono difficili da valutare, abbiamo trovato sia sul tavolo regionale che sul tavolo nazionale delle soluzioni verso le quali crediamo di essere pronti a trovare una soluzione. Quindi, io penso veramente che non si debbano aggiungere ulteriori polemiche una vertenza difficile, e mi corre l'obbligo di sottolineare che la parte pubblica si è dimostrata molto più equilibrata in questa vertenza della parte sindacale. Dopodiché, le vertenze sono così, non siamo noi che abbiamo rifiutato il dialogo, il dialogo è stato interrotto per otto mesi da uno dei quattro sindacati, perché chiedeva un rapporto ottimale che poi il TAR, il Consiglio di Stato ha definito non potesse essere richiesto. E' stato abbandonato il tavolo da parte di un'organizzazione sindacale, perché richiedeva un'applicazione del concetto di governo clinico, che poi in sede nazionale hanno verificato l'interpretazione che davano gli Uffici, era quella corretta, successivamente abbiamo avuto varie difficoltà, perché è cambiato il segretario regionale, e il nuovo segretario è stato poi, dopo, dichiarato non legittimamente nominato, ed è stata dovuta fare una nuova elezione dei sindacati, quindi c'è stata una vertenza che ha risentito molto delle difficoltà del sindacato, di uno dei quattro sindacati a rappresentare. Noi sappiamo benissimo che ci sono queste difficoltà, abbiamo con pazienza aspettato che si arrivasse a una conclusione, abbiamo firmato tutti insieme, i quattro sindacati e la parte pubblica, di andare in sede nazionale non per rinunciare all'autonomia, alla quale non rinunciamo, ma perché ci rendevamo conto che c'erano interpretazioni tecniche che il contratto prevede che, quando non sono superate, si possa andare in sede nazionale a verificare con molta serenità chi ha ragione e chi ha torto. Ora, il vero problema, le cifre sono: 22 milioni, 14 li stiamo già pagando, 8 milioni sono oggetto della vertenza, 2 li abbiamo già messi da parte attraverso altre fonti, 6 sono state messi da parte, nel bilancio ci sono già. Quindi i soldi ci sono tutti, credo che riusciremo a chiudere, e anzi è importante perché, stante la procedura, se non si chiude entro trenta giorni, gli 8 milioni vengono definitivamente persi.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Dirindin. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Avrei voluto intervenire prima delle comunicazione dell'Assessore, però io rappresento, signor Presidente, il disagio dei consiglieri regionali che non sono medici. Glielo voglio rappresentare.
DIANA (A.N.). Non ti ho delegato.
SALIS (Gruppo Misto). Glielo voglio rappresentare perché, effettivamente, noi siamo qui due giorni…
PRESIDENTE. Onorevole Diana!
SALIS (Gruppo Misto). Penso di aver colpito un nervo sensibile, viste le reazioni. Io chiederei ai colleghi medici, se possibile, di non interrompermi, e far parlare i colleghi non medici, eventualmente. Perché, badate, quando noi parliamo dell'articolo 8, della sanità, quando parliamo dell'articolo 8, della sanità, io sono abituato a pensare in prima battuta ai malati. Ho sbagliato? Allora, io mi impegnerò, nelle elezioni del 2009, spero che altri partiti lo facciano, a fare arrivare in quest'Aula il Presidente del tribunale del malato, associazioni che tutelino i malati, perché non se ne può più, cari colleghi, di vedere quest'Aula trasformata in una manifestazione sindacale a favore dei medici. Non ne possiamo più. Parliamo dei problemi dei malati, per cortesia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis. Onorevole Salis, come vota?
SALIS (Gruppo Misto). Chiaramente, voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (P.D.). Per evitare che il collega Capelli possa dire che io mi propongo come tuttologo, intendo precisare una cosa: i Capigruppo, per funzione, trattano tutti gli argomenti che si propongono all'Aula, e quindi penso che sia giusto evitare di abbassare il livello del confronto tra di noi. Io prendo la parola su questo argomento perché in Commissione sanità ho sostituito la collega Lanzi proprio su questo punto. Allora, ho detto ai colleghi che era sbagliato, questa era la mia opinione, profondamente e politicamente sbagliato far diventare la Commissione o il Consiglio regionale, tramite la Commissione, controparte nella trattativa sindacale. Rimango convinto che sia così. Il Consiglio regionale non può essere la controparte, le funzioni del Consiglio sono diverse da quelle dell'Esecutivo, invece si è insistito su argomenti riferiti alle risorse, che producono questa situazione. E da questa situazione è bene che il Consiglio, con un'iniziativa politicamente corretta, esca e lasci la Giunta nella trattativa. Dico questo per dire che la trattativa sindacale è un ragionamento politico e organizzativo, ed è un ragionamento specifico e non pacifico. Chiaro? Allora, credo che sia giusto, siccome la situazione evolve, e il collega Ibba ha anche richiamato una linea di comportamento, lo dico per quanto riguarda questa parte, la sinistra, e quindi anche la collega Lanzi che allora ha firmato, ma la rappresentavo io, e non ero d'accordo su questa impostazione, primo a ritirare la firma, ma la cosa più corretta è ritirare gli emendamenti che ci espongono come controparte, e noi non siamo la controparte dei medici che devono rinnovare il contratto. Questa è la nostra opinione. Quindi, se li lasciano, votiamo contro, ma suggeriamo invece di essere un po' più sobri e di evitare che si arrivi a questa contrapposizione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io sono uno dei fautori di una tesi che, riportata in termini generali, potrebbe dirsi questa; che il nostro sistema economico e sociale ha un grande blocco che è determinato dai conflitti di interessi che vincolano la nostra attività istituzionale, a livello nazionale, a livello regionale, e sicuramente uno dei più grandi conflitti di interessi è quello dei medici, noi non possiamo non riconoscere che in quest'Aula, nel momento in cui si vota a favore di un provvedimento, ci sono persone che a fine mese incassano di più o incassano di meno, e di questo, senza fare battaglie politiche dell'ultimo momento, dobbiamo tutti tenerne conto. Però, nello stesso tempo, abbiamo il dovere di distinguere, oggettivamente, il ruolo che ricopriamo in questo momento, e dire che non possiamo neanche omettere di considerare che, per competenza specifica, collega Frau, la Commissione sanità è stata investita di un problema grosso, e cioè che uno strumento, che questo Consiglio ha dato in mano all'assessore Dirindin e che si regge sulla medicina del territorio da parificare alla medicina ospedaliera, non parte, e non parte perché questo accordo tra medici e Assessorato non riesce a trovare un punto di incontro. Quindi, per quanto ci riguarda, il nostro interlocutore è l'Assessore, e se questo accordo e il piano non decollano, responsabile è l'Assessore. Allora, noi oggi prendiamo atto di una situazione, e la situazione è questa; l'Assessore ci sta dicendo: non abbiamo bisogno di altre risorse, e in quanto tale il Consiglio regionale è esonerato da andare oltre, ma questo non significa, collega Cugini, lavarsi le mani del problema, perché se è vero, come ha detto Pericle in una sua orazione funebre, che pochi sono in grado di dare vita a una politica, ma tutti siamo in grado di giudicarla, noi andremo a giudicare l'operato dell'Assessore sulla base del risultato che porterà a casa. Quindi io accolgo l'invito del Presidente della Commissione a ritirare l'emendamento che porta ugualmente la mia firma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente. Io, dal 69 non mi sarei mai ritirato, mi meraviglia tanto che l'onorevole Pacifico, persona attenta, uomo di mondo, conoscendo tutti quei problemi che… onorevole Cugini, si tratta di controparte in una trattativa sindacale, lasciare alla Giunta. Questo è un argomento che deve assolutamente interessare il Consiglio regionale, non sono sufficienti, Assessore, lei fa la sua parte e noi facciamo la nostra, è una materia che io non conosco molto bene, so solo una cosa, che la gente di Sardegna io non ho capito per quale motivo ce l'abbia contro di lei. Guardi, veramente, certe volte ci penso e dico: bah! per quale motivo? E' una donna che in qualche maniera è di Sardegna, quantomeno per la sua origine, se sbaglia, sbaglia come sbagliamo noi. In un momento nel quale l'onorevole Pacifico presenta un emendamento, il numero 69, mai tanto invocato in Sardegna come questo, beh, poi alla fine lo ritira.
CAPELLI (U.D.C.). A pagina 69…
DIANA (A.N.). Sì, alla pagina 69, intendevo l'emendamento numero 857, ovviamente, per chi fosse distratto, mi pare l'onorevole Salis, che ha invocato qui, anzi, ha criticato il fatto che a parlare di sanità siano solo i medici. Onorevole Salis, io non sono un medico, non sono un chirurgo, non sono uno specialista, però le assicuro che il bisturi lo su usare bene, non ci sono problemi. Allora, le penetrazioni nei tessuti più sensibili di questa Regione, ma come li volete mettere in piedi, ritirando questo emendamento? Io credo che questo sia un emendamento fondamentale se si vuole dare un certo sviluppo alla sanità in Sardegna, e lei invece dice: ma qui se ne stanno occupando solo i medici; ma se ne debbono occupare solo loro? Con tanto di cappello per l'onorevole Vargiu, per l'onorevole Pacifico, per l'onorevole Lai, esempio fulgido di quella che dev'essere la politica che si deve fare in Sardegna. Non alludevo all'onorevole Silvio Lai, alludevo all'onorevole Renato Lai, perché l'onorevole Silvio Lai ha delle capacità certamente straordinarie, ma non ha l'ingenuità che invece è indispensabile per chi come me non è medico e vuol essere interpretato dall'onorevole Renato Lai; questo è quello che volevo dire stasera, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, io, da medico di base, anche se non parlerò a nome dei medici di base, mi asterrò sulla votazione di questo emendamento. Sono d'accordo con quello che hanno detto altri colleghi, con quello che ha detto l'onorevole Cugini, che l'Aula non può diventare un campo di battaglia per contrattazioni sindacale. Non avrei voluto parlare, ma quando sento un collega, Salis, che dice che non ne può più di sentire parlare solo di medici, che a lui interessano solamente i malati, allora io vorrei chiedere all'onorevole Salis: chi è che ha bocciato l'emendamento numero 144 che parlava del potenziamento della rete dei centri trasfusionali a favore dei malati? L'abbiamo bocciato noi? Chi ha bocciato l'emendamento numero 215 a favore della struttura complessa della chirurgia pediatrica, perché neanche quando si parla di bambini avete timore e vi frena il dito sul tasto rosso. Chi ha bocciato l'emendamento numero 273 dovrebbe vergognarsi! E' l'emendamento che autorizzava la spesa di 4 milioni per la realizzazione, in prossimità degli ospedali oncologici di riferimento regionale, di case di accoglienza per malati oncologici; chi parlava di malati, voi o noi? Chi l'ha bocciato questo emendamento, l'abbiamo bocciato noi o l'avete bocciato voi? Parlavamo di medici, quando avete bocciato l'emendamento numero 271 per i servizi di neuropsichiatria infantile e dei servizi sociali? L'abbiamo bocciato noi? parlavamo di medici o parlavamo di malati quando abbiamo presentato l'emendamento numero 263 dove veniva autorizzata la spesa per il potenziamento dell'assistenza domiciliare oncologica, parlavamo di medici o parlavamo di malati? E chi ha bocciato l'emendamento numero 573, onorevole Salis, collega Salis, per un progetto di monitoraggio dei neonati a basso peso alla nascita, e di quelli con malformazioni genetiche, l'abbiamo bocciato noi perché non ci interessavano i malati e ci interessavano solamente i medici o l'avete bocciato voi? Ci vorrebbe una dichiarazione di voto di un'ora e mezza oggi per elencare tutti quegli emendamenti che avete bocciato voi e che parlavano di malati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io oggi sto assistendo a un'Aula in fermento, tra medici e non medici…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate colleghi, per favore… onorevole Salis… onorevole Contu. Prego onorevole Petrini.
PETRINI (F.I.). Grazie. In realtà, non si tratta tra consiglieri medici e consiglieri non medici, si tratta del nostro territorio, delle persone che ci hanno mandato qua dentro, cari colleghi; migliorare la medicina nel territorio, l'ha detto l'Assessore in Commissione, come si migliora? Migliorare significa dare qualcosa in più nel territorio ai medici. Un esempio banale; un bambino si fa male, si fa un taglio alla gamba e dove va? Prima il medico lo vedeva al Pronto Soccorso, oggi no, oggi non è più così, si mette lì, e gli mette quattro o cinque punti. Allora avete capito che significa il territorio, migliorare e spendere meno, Assessore, invece di mandarlo al pronto soccorso? Questo significa! Migliorare il territorio! L'ho detto in due parole, ma cercate di capirlo: migliorare il territorio, dare più assistenza alle persone, specialmente nei paesini, che l'ospedale è a tanti chilometri. Questo è migliorare! Questo è migliorare il territorio e per questo sono d'accordo con quest'emendamento e dovete essere d'accordo anche voi perché il territorio va difeso. La gente va difesa, le persone vanno difese e vanno curate! Mi ha insegnato l'Assessore, in Commissione sanità ci ha detto questo l'Assessore: risparmiare. Risparmiare significa dare qualcosa in più ai medici del territorio per fare qualcosa in più, perché gli stiamo chiedendo sempre qualcosa in più e i medici, secondo me, sono disposti a fare qualcosa in più, ma diamogli qualcosa in più a loro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io intervengo per almeno due ordini di motivi. Primo, mi auguro che non si spazientisca molto l'onorevole Secci, che lo vedo modo agitato, ma, onorevole Secci, è anche colpa sua perché rappresenta la chiusura di un bilancio alle necessità di una necessaria politica sanitaria che veramente abbia l'interesse della gente e del malato. Allora, se vogliamo dircela tutta, io condivido molto l'intervento dell'onorevole Uggias e sono anche convinto che questo Consiglio non debba essere il momento di dibattito per un confronto sindacale, ma è altrettanto vero che come consigliere regionale ho il dovere-diritto di conoscere e partecipare al dibattito di quelle che sono le spese di qualunque tipo esse siano, in particolare se sono quelle che riguardano delle persone che sensibilmente hanno necessità di essere tutelate, così come sono i malati.
Allora, assessore Dirindin, a me risulta che tutti i Capigruppo le abbiano scritto una lettera in cui chiedevano a lei di far pubblicare sul sito Web della SISAC, ove si è andato poi a trattare l'argomento non riuscendolo a concludere nel posto dovuto, quelli che sono i verbali degli accordi raggiunti o meno da parte delle parti sindacali, perché così ci sarebbero tutti i consiglieri messi in condizione di sapere quelle che sono… non soltanto quelli vicini alle sottane dell'Assessore. Non solo quelli! Non solo quelli!
(Interruzioni)
Non solo quelli! Non solo quelli!
PRESIDENTE. Scusate, colleghi.
DEDONI (Riformatori Sardi). Allora, se qui si vuole fare politica come politica deve essere, bisogna parlare e discutere dei temi. E, caro Salis, è ora di finirla che tu venga a dare lezioni di moralità, perché la moralità prima è quando non sia ha sangue nelle corsie degli ospedali e tu sei uno di quelli che ha alzato la mano dicendo: "No!", affinché ci fosse una certa cifra per poter garantire giusta presenza di sangue nelle corsie degli ospedali, così come per i malati terminali ed oncologici, così come si è fatto per tutte le proposte che si sono levate da qui. La sanità è sanità e vale a destra come a sinistra, e voi vi state arrogando il compito… voglio concludere, Presidente.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Vi state arrogando il compito di fare un taglieggiamento dei finanziamenti della sanità in modo inadeguato, improprio e che colpirà, ancora una volta, la gente che è più debole e indifesa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Metto in votazione l'emendamento numero 441, è stata chiesta la controprova…
CAPPAI (U.D.C.). Elettronico palese!
PRESIDENTE. Colleghi, abbiate pazienza, chiedetelo per tempo per favore. E' stato richiesto il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 441.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Giorico - Ibba - Licandro - Masia - Scarpa.
Scusate, ripetiamo la votazione. Siccome ci sono state delle persone che hanno votato e non sono presenti, quindi si ripete la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 441.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Giorico - Ibba - Licandro - Masia - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 57
astenuti 6
maggioranza 29
favorevoli 19
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 268, a pagina 68. L'emendamento numero 857, che era uguale all'emendamento numero 268 è stato ritirato.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 268.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cassano, Diana e Vargiu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Marracini - Milia - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Balia - Giorico - Ibba - Masia - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 59
Astenuti 5
Maggioranza 30
Favorevoli 21
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 913, a pagina 74.
DIANA (A.N.). Elettronico palese!
PRESIDENTE. Scusate, siccome era uno di quelli sospesi, il parere della Commissione come era? Onorevole Cucca, per gentilezza.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. In effetti erano stati lasciati perché avevamo detto di vederli con l'articolo 6. Era favorevole comunque.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 913.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Farigu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il consigliere: Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 63
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 914.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il parere della Commissione mi pare coerente con quello dell'Assessore, della Giunta, favorevole. "Quando Lai canta de dì o cambia il tempo o resta così". Onorevole Lai, lei sta facendo il .... Non c'è un emendamento dove è primo firmatario l'onorevole Lai che non abbia il conforto della Commissione e dall'Assessore ovvero della Giunta. Ora, che l'onorevole Lai sia certamente una persona che coincide, quello che è stato bocciato è stato presentato bello a posto, onorevole. Ora io onestamente dico: "Ma, è possibile che in questa Aula su 80 consiglieri che sono diventati 85 per un meccanismo elettorale che conosciamo tutti quanti, è possibile che non ci sia un consigliere di minoranza che riesca a presentare un emendamento che abbia il parere favorevole della Commissione e della Giunta?"
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Più di uno onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Assessore Secci, si astenga perché lei non fa più parte di noi, lei è andato a far parte di un'altra gerarchia che, voglio dire, non ci è molto simpatica.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'avevo capito!
DIANA (A.N.). E quindi se ne conviene che anche ella che è stato un nostro confratello nel senso che è stato qui...
(Interruzioni)
...l'onorevole Cugini si è sentito urtato, chiedo scusa, chiedo scusa onorevole Cugini. Il presidente Sarkozy quando si è presentato ai francesi non ha più usato il termine amici, fratelli, compagni, ha mischiato le carte, ha usato il termine compatrioti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DIANA.) Io, così mi è venuto spontaneo pensare che la patria è una cosa importante, per me in particolare, però la fratellanza è un'altra cosa importante, ecco perché vi ho definito confratelli. Ora se questo vi urta, ritiro, la realtà rimane solo una, che l'Assessora piemontese accetta solo gli emendamenti che vengono presentati da una certa parte. Ma mi chiedo, e ho terminato Presidente, e non cito nessun altro consigliere se non l'onorevole Vargiu...
PRESIDENTE. Concluda prego.
DIANA (A.N.) Ho concluso. E' possibile che l'onorevole Vargiu che ha rappresentato e rappresenta ormai da anni le istanze della sanità sarda, Vargiu, non sei riuscito a presentare un emendamento, un emendamento, che possa essere in qualche maniera condiviso dall'assessore Dirindin, la quale si sta preoccupando certamente di tante cose, ma non si è ancora preoccupata del fatto che circa 80.000 vitelli vivono in Sardegna e non possono andare in continente perché i vaccini non ci sono Assessore. Ritornerò su questo argomento. Non è finito, è solo l'antipasto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Pensavamo di essere alla frutta.
Poiché nessun altro domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Va bene colleghi. Un paio di minuti di sospensione in Aula perché stiamo preparando un fascicolo di emendamenti che vengono ammessi alla discussione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 50 , viene ripresa alle ore 19 e 38.)
PRESIDENTE. Se riprendiamo posto possiamo continuare il nostro lavoro, colleghi. Prego colleghi, è stato distribuito un fascicolo con alcuni emendamenti all'articolo 8, che tecnicamente si collocano dopo il comma 17, che è l'ultimo comma che riguarda la sanità.
Emendamento numero 629, primo presentatore l'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Voto a favore sull'emendamento numero 629. Comprendendo le ragioni dell'Aula, io chiederei ai colleghi del centrosinistra soltanto un attimo di attenzione all'inizio del ragionamento. Colleghi, noi abbiamo, con tutte le vicende note e con le diversità di posizioni note, abbiamo estrapolato dai 200 e passa emendamenti, che sono stati dichiarati decaduti, quindici temi, che per noi rappresentano temi, ovviamente, di alto profilo e di interesse generale della sanità sarda, sui quali, colleghi del centrosinistra, saremo contenti non se ci fosse una risposta economica congruente rispetto alle nostre richieste, perché ovviamente non possiamo avere questa pretesa, saremo contenti, e sicuramente l'Aula andrebbe più veloce su questi argomenti, se ci fosse uno straccio di ragionamento. Nel senso che sulla sanità è probabilmente il tema sul quale abbiamo avuto più difficoltà a ragionare insieme, durante questa legge finanziaria. Allora siamo arrivati a 15 emendamenti… Eh, ma io non posso costringerli ad ascoltarmi!
PRESIDENTE. Colleghi, però, proviamo anche ad ascoltarci e ad ascoltare.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi, l'idea sarebbe, collega Pacifico, collega Marrocu, collega Porcu, collega Meloni, l'idea sarebbe, se fosse possibile, su questi argomenti, che sono argomenti impegnativi della sanità sarda, parlare insieme, non so, su ogni emendamento per dieci minuti, non è che si sta chiedendo di fare discussioni di ore in aula su ogni emendamento, proprio dieci minuti, giusto per capirci su quali sono i vostri intendimenti e le vostre convinzioni su ciò che noi proponiamo, e giusto per avere un'idea che un confronto si è svolto sui temi della sanità, quindi che non c'è stato un dialogo tra sordi, dove noi abbiamo parlato e voi avete fatto finta di non sentire, o non avete sentito.
Allora, il primo di questi emendamenti, il 629, riguarda il potenziamento, che noi vi proponiamo, delle attività che consentano di ridurre la mobilità passiva extraregionale. Voi sapete che ci sono una serie di patologie, faccio solo un esempio, la cardiochirurgia, che sta registrando un incremento elevatissimo delle liste d'attesa, noi vi chiediamo, beh, nella vostra testa, cosa ne pensate di stanziare una somma specifica a evitare che rinizino i viaggi della speranza, quindi a tamponare in Sardegna quelle esigenze, che sono sempre state tamponate in Sardegna e che è possibile tamponare in Sardegna, che rappresentano gli indicatori più elevati per quanto riguarda la mobilità extraregionale? Ce la date una risposta, non di soldi, quantomeno di dialogo e di dibattito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Ma, per esprimere, evidentemente, una evidente e ovvia condivisione di questo emendamento, che è un emendamento rispetto al quale chi conosce i problemi della sanità sa essere un argomento trattato, quasi quotidianamente, dalle famiglie, dai parenti degli ammalati, da tutti coloro che hanno questo tipo di esigenza. Non è assolutamente pensabile che non ci possa essere una sensibilità rispetto ad un incremento, in questo capitolo di spesa, di questi soldi che sono stati richiesti, perché sarebbero sicuramente utilizzati bene e per cose importantissime. Chi ha avuto, o chi avrà problemi di questo genere, si potrà rendere conto e toccare direttamente quali siano i disagi che colpiscono i pazienti, gli ammalati, le famiglie degli ammalati e quant'altro. E siccome, come diceva l'onorevole Petrini, questo tipo di problemi possono capitare a tutti, non solo a quelli che ce li hanno già, io credo che questo vada considerato con un approfondimento, e nell'interesse di tutti, anche noi che siamo qui presenti, perché un domani potrebbe essere una negligenza che potrebbe toccare anche a noi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che il buon senso possa essere una di quelle regole che se dovesse diventare prevalente in quest'Aula, soprattutto quando si trattano temi quali quello della salute, molto probabilmente non saremmo arrivati, così, anche a queste pause defatiganti, per cercare soluzioni e vie di uscita rispetto al superlavoro, dice qualcuno, a cui ci siamo sottoposti. E pur considerando il fatto che a me piace evidenziare, per i colleghi della Commissione bilancio, a cominciare dal Presidente della Commissione, e all'Assessore, che è stato presente a tutto il corso dei lavori, dal 14 di novembre fino alla conclusione dei lavori, che sulla sanità, la sanità è stato uno di quegli articoli che non è stato discusso in Commissione, è stato uno di quegli articoli sui quali ci siamo riservati di aprire una discussione in Consiglio. Credo che se avessimo aperto la discussione sugli emendamenti in Commissione, forse saremmo ancora in Commissione, forse, per non dire che forse non saremmo manco arrivati all'articolo 8. Ma questo credo che vada detto, perché venga registrato agli atti, sulla volontà che ha ispirato, non solo la Commissione, ma in particolare la componente di minoranza nella conduzione dei lavori, durante l'esame in Commissione. Ma questo, e tornando al tema sostenuto dall'emendamento numero 629, io credo che sia nella mente di noi tutti che cosa significano i viaggi della speranza, spesso e volentieri per sentito dire, spesso e volentieri per averne letto, spesso e volentieri magari per averli vissuti tra i propri conoscenti, i propri familiari e così via. Bene, se noi, oggi, cogliessimo, su questo emendamento, qual è la volontà dei colleghi della maggioranza e dell'Assessore, forse potremmo riservare buona parte del tempo all'esame di qualche provvedimento che l'Assessore voglia predisporre, con la collaborazione della Commissione consiliare, voglia predisporre per andare a verificare quali sono quelle attività, contenute in un progetto che tende a ridurre la mobilità passiva, che è una grossa fetta dell'impegno economico di questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. Io vorrei provare a fare un intervento in dichiarazione di voto, il mio voto è chiaramente contrario sull'emendamento, ma per fare un ragionamento con i colleghi, perché noi potremo anche continuare a discutere per l'intera nottata, se ognuno di noi si dovesse iscrivere in dichiarazione di voto su ognuno di questi emendamenti, che di per sé portano argomenti che sono totalmente condivisibili. Per quanto riguarda, però, la mobilità passiva, io credo che un ragionamento si possa fare perché tutti quanti noi sappiamo che è legata prevalentemente al tema della radioterapia e dei pazienti oncologici e mi pare che noi stiamo per raggiungere alcuni degli obiettivi che c'eravamo posti su questo tema specifico, forse l'Assessore ci può anche dire entro quanto tempo il centro di radioterapia di Cagliari potrà essere pronto per essere operativo e quindi dare le risposte ai pazienti oncologici da questo punto di vista. Credo che anche quanto si sta facendo sulla rete oncologica regionale possa dare risposte chiare e precise.
Sul tema della cardiochirurgia, che secondo me è l'altro punto, invece, di debolezza del nostro sistema, su cui le liste d'attesa si stanno allungando, sicuramente tutti quanti noi sappiamo qual è il problema e credo che su questo probabilmente noi potremo fare qualcosa di più, ma è un qualcosa di più probabilmente non dal punto di vista delle risorse professionali, ma forse dell'impegno che i nostri professionisti devono mettere nelle strutture ove operano, perché non è soltanto una questione di tecnologia, è una questione puramente, a mi avviso, organizzativa e di impegno professionale e di tipo di organizzazione che non viene condiviso dai professionisti. Su questo anche l'Assessore ci potrebbe dare qualche risposta, però il tema finale di tutti questi emendamenti è che pur essendo ogni singolo argomento sicuramente oggettivamente condivisibile da parte di tutti, se io faccio la somma degli importi economici su tutti questi emendamenti mi viene una cifra intorno ai 57 milioni di euro. Quindi, noi sappiamo benissimo che stiamo parlando di cifre che attualmente non sono nella disponibilità del Consiglio, non sono nella disponibilità economica di questa finanziaria. Allora, credo che forse sarebbe il caso di poter c'entrare più chiaramente alcuni obiettivi e credo che forse uno degli obiettivi prioritari, rispetto a quelle esigenze che sono state poste, siano quelli dell'obsolescenza tecnologica dell'ospedale Brotzu. Se su questo si può fare un ragionamento, io credo che possiamo chiedere all'assessore Dirindin e all'assessore Secci di poter prendere un impegno in questo senso e, pur condividendo gran parte delle questioni che sono state poste su questi emendamenti, sapendo che vi è un'impossibilità di accedere alle risorse economiche che vengono indicate, io credo che si possa fare un ragionamento che possa anche concludere questa discussione, perché nessuno di noi...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Anch'io faccio una sola dichiarazione di voto e devo dire che sono stato quasi totalmente preceduto dal collega Pacifico. Faccio una dichiarazione di voto, può sembrare strano perché sono stati riammessi, per invitare il collega Vargiu a ritirarli. Ho visto tutti gli emendamenti, sia quelli riammessi, sia quelli che sono decaduti. Effettivamente, come diceva il collega Pacifico, ogni emendamento segnala una cosa che stando all'emendamento scatta quella reazione del collega che dice: "Ma come, vi stiamo ponendo un problema giusto, corretto, da risolvere e voi siete sordi!". Perché sono tutti emendamenti, singolarmente presi, accoglibili? Perché, in effetti, tutti gli emendamenti non fanno altro che richiamare il Piano sanitario regionale che noi abbiamo approvato, infatti dice: "In attuazione al Piano regionale sanitario... approvato dal Consiglio regionale... eccetera". Cioè, questi emendamenti servono a richiamare il Consiglio regionale - e poteva essere richiamato anche con una mozione o un ordine del giorno - al fatto che ci siamo dati un Piano sanitario regionale e che quel Piano sanitario va attuato e che per attuare quel Piano sanitario regionale e quindi portare a quei livelli di eccellenza della sanità sarda e per raggiungere quegli obiettivi ci vuole una immensità di risorse. Perché solo per questi sedici, dice il collega Pacifico, ci vogliono 60 milioni di euro, mi dica qualcuno dove si possono trovare, ma l'insieme di tutti gli emendamenti decaduti forse vogliono un'altra finanziaria. Cioè, noi siamo in una situazione nella quale già oggi il 50 per cento del bilancio è speso per la sanità, se noi decidessimo di spendere le intere risorse regionali, tutte, per la sanità non sarebbero sufficienti a rispondere alle sollecitazioni del collega Vargiu con gli emendamenti presentati. Allora, è chiaro che ogni obiettivo è un obiettivo giustificato, tutti insieme gli obiettivi del Piano sanitario regionale richiederebbero tre bilanci regionali e non siamo in grado. Tra l'altro, chi li sollecita è chi ha festeggiato che ci hanno condannato rispetto alle tasse e quindi abbiamo perso 100 milioni di euro di entrate e chi sosteneva che avremmo sbagliato ad anticipare 500 milioni di euro. Quindi, già oggi, se avessimo dovuto ascoltare, avremmo dovuto tagliare non solo i 50 più 50, ma anche gli altri 500 milioni di euro di entrate che abbiamo anticipato, quindi già oggi il bilancio non è in grado di soddisfare altre 50 per cento delle spese della sanità, quindi servono solo come una denuncia per dire: "Ragazzi, abbiamo un Piano sanitario, un bel Piano sanitario, ma ci servono le risorse per attuarlo e non siamo in grado". Ecco perché io condivido la proposta del collega Pacifico, vediamo qual è la risorsa che possiamo ulteriormente recuperare dal bilancio regionale, quelle poche risorse che possiamo ancora recuperare non spese, spendibili, e facciamo una scelta.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
MARROCU (P.D.). Il collega Pacifico invitava il collega Vargiu a individuarne una in quello che abbiamo tagliato, cioè le nuove tecnologie finalizzate magari proprio a quella ASL di eccellenza che poteva essere il Brotzu, su quelle si assume un impegno complessivo e gli altri si ritirano, perché sono emendamenti che hanno come obiettivo quello di dire: "Attuiamo il Piano sanitario", e noi vogliamo attuarlo, man mano in base alle risorse e alle compatibilità. La compatibilità economica delle risorse non è un fatto secondario nell'accogliere o non accogliere un emendamento. Invito al ritiro su tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io volevo fare un ragionamento in merito a questi emendamenti, perché io credo che l'obiettivo che ci siamo posti come Consiglio regionale e col Piano sanitario regionale stesso è che questa Regione debba essere autosufficiente per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. Presidente, io non riesco a parlare quando sento... se per cortesia fa fare un po' di silenzio... dicevo, l'obiettivo che ci siamo posti è quello di essere autosufficienti, dov'è possibile. Certo, mi rendo conto che non è possibile garantire l'assistenza sanitaria al 100 per cento in Sardegna, quindi per qualcosa noi dobbiamo ricorrere all'esterno. Questo non significa che noi dobbiamo ricorrere all'esterno anche per cose che noi possiamo fare in Sardegna. Allora, io credo che ci sono delle situazioni, si è parlato della radioterapia, si è parlato della terapia oncologica, ma perché noi ancora siamo costretti a mandare i pazienti fuori a farsi curare? Io credo, Assessore, che c'era il tempo in questi anni per far sì che effettivamente tutta quella gente che è costretta a un'emigrazione interna in Sardegna, ma soprattutto a un'emigrazione esterna verso il continente, doveva avere la possibilità di essere assistita in Sardegna e questo, purtroppo, non è stato perché abbiamo visto che comunque non c'è stato un miglioramento per quanto riguarda l'uscita dei pazienti fuori dalla Sardegna. Allora, io non condivido, caro collega Pacifico e caro collega Marrocu, che non ci sono risorse disponibili e quindi dobbiamo rinunciare a fare questi interventi. No, non è che non ci sono, non le abbiamo volute mettere le risorse! Perché quando noi privilegiamo altri interventi e sappiamo che abbiamo preferito altri interventi che sono di natura puramente assistenziale, è chiaro che vengono a mancare le risorse poi per interventi importanti! Allora è una scelta che deve fare questo Consiglio, se la scelta del Consiglio è quella di fare interventi di tipo assistenziale che non producono nulla, oppure…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
LADU (Fortza Paris). Oppure devono essere fatti interventi che siano capaci di garantire una sanità vera in Sardegna. Ecco, se questo Consiglio vuole ragionare in questi termini io credo che ci siano ancora le condizioni per migliorare questa manovra, ma anche per garantire un'assistenza sanitaria migliore.
Poi le regaliamo un tamburo.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 627.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, collega Marrocu, non ritirerò gli emendamenti che abbiamo portato in discussione in Aula ma neanche intendo massacrare l'Aula, il motivo per il quale abbiamo selezionato dai duecento e oltre emendamenti quindici problemi è perché vi vogliamo segnalare quindici problemi che secondo noi rappresentano comunque argomenti di cui l'Aula, in qualche misura, dovrebbe occuparsi. Purtroppo, lei ha dato il giudizio sul Piano sanitario lei ha detto: per realizzare il Piano visto che voi nei duecento emendamenti state ponendo obiettivi che sono in realtà la realizzazione del Piano sanitario ci vorrebbero tre finanziarie. Ha ragione lei, nel senso che per realizzare gli obiettivi di questo Piano ci vorrebbero tre finanziarie ed è questa una delle critiche che ha fatto sempre il centrodestra. Cioè il centrodestra ha detto invece di scrivere ottocento obiettivi di piano, scrivetene trenta perché tanto in due anni facciamo trenta cose. Allora, sì diciamo che le aspettative della sanità sarda sono tante e diversificate, però concentriamoci su quelle trenta che abbiamo la speranza di risolvere nel biennio dei tre anni di vigenza del piano; quindi questo sarebbe stato l'obiettivo. E anche il ragionamento di questa sera, 50 milioni di euro, è vero sono tanti 50 milioni di euro, ma in realtà nella sanità ci sono soltanto le risorse dell'ordinaria amministrazione, perché una parte di quelle risorse aggiuntive, di quelle poche risorse aggiuntive che c'erano purtroppo, io dico purtroppo perché penso purtroppo, sono state falcidiate dalla necessità di dover recuperare i soldi persi con le tasse sulle seconde case. Voi avete detto che non appena possibile troverete la maniera di rimettere in circolazione per la sanità quei soldi. Io spero che sia così, però ad oggi sono stati levati 40 milioni di euro dal bilancio del 2008 e altri 40 e passa milioni di euro dai bilanci degli anni successivi. Allora, l'emendamento numero 627, esprimo il parere a favore e non chiedo la votazione per scrutinio elettronico palese, segnala un'esigenza fondamentale, un milione di euro, cioè quella di creare maggior qualità all'interno dell'Assessorato, perché credetemi, si potrebbe alzare l'assessore Dirindin a dirmi che non è vero, la necessità di dare qualità alla burocrazia che c'è dentro l'Assessorato alla sanità è fondamentale. Quindi, se noi potessimo scegliere, nell'ambito del Piano, una delle priorità inizieremo da questa, dare maggiore qualità all'Assessorato regionale alla sanità, che oggi rischia di essere un carrozzone burocratico assolutamente inadeguato rispetto alle risposte di nuovo e di moderno di cui la Sardegna ha bisogno nel campo della sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 627. Io credo di aver colto nelle parole del collega Pacifico e del collega Marrocu per lo meno due cose.
La prima, collega Pacifico, noi abbiamo la sensazione che lei i conti li sappia fare ed effettivamente il contenuto economico dei sedici emendamenti sono 58 milioni e 500 mila, su questo non ci sono dubbi che le risorse chieste da questi emendamenti equivalgono all'incirca alle stesse risorse che sono state messe, con in più aggiuntive quelle che abbiamo approvato anche come comma di questo articolo, sul piano di comunicazione della Regione sarda. Allora, rispetto al piano di settore della sanità che è stato approvato, avere risorse per 58 milioni di euro a disposizione sul piano di comunicazione, possiamo anche dire che forse è molto più importante garantire i servizi efficienti nella sanità che andare a fare tutto quel pastrocchio che è stato costruito su quel piano di comunicazione istituzionale. Allora, collega Marrocu invece a lei vorrei riferire e ricordare un passaggio importante del perché oggi noi, pur condividendo la sua soddisfazione di aver approvato un Piano sanitario regionale e posso condividere la sua soddisfazione, non i contenuti, perché su i contenuti avevamo detto che i contenuti era un enunciato di cose senza sostanza, perché alla fine quando come contropartita non ci sono le risorse, allora è inutile che abbia fatto un Piano di cui lei è perfettamente soddisfatto. Ma voglio anche ricordarle che fino all'anno scorso noi avevamo e attingevamo a finanziamenti statali per la sanità a cui abbiamo rinunciato, si trattava di circa 970 milioni di euro. Insomma, collega Marrocu ma lei ha la memoria così corta? Io credo di no, mi è sembrato di poter apprezzare che lei ha una buona memoria. Perché dimenticare improvvisamente questa grande rinuncia a 970 milioni di euro? Vi siete già pentiti? Oppure dovete ancora rincorrere Prodi, visto che ormai è sparito dalla circolazione, per chiedergli il conto di quanto non c'ha assicurato e dato per la sanità? Io credo che questo sia un tema di riflessione, per voi tutti colleghi della maggioranza, l'Assessore tanto su queste cose è stata sempre abbastanza sorda. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Volevo dare qualche elemento di informazione perché sicuramente la richiesta contenuta nell'emendamento numero 627, così come quella dell'emendamento numero 626 che viene subito dopo, con riguardo alla formazione del personale dell'Amministrazione regionale dell'Assessorato della sanità e di tutto il personale del servizio sanitario, è una richiesta che condividiamo. Tant'è vero che sono già partiti i corsi, abbiamo dedicato più di 2 milioni di fondi comunitari, 2000 e 2006, a un progetto di formazione complessiva e da un paio di mesi, per tutto l'anno 2008, si terranno corsi di formazione compreso ai direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi di tutte le aziende sanitarie e dell'Amministrazione regionale. Quindi è un obiettivo che condividiamo al quale appunto abbiamo dedicato se non erro circa 2 milioni e mezzo complessivamente. Così come, se posso dire, per l'emendamento precedente abbiamo alcune iniziative che sicuramente loro ricordano, le abbiamo già avviate, dico per tutti una delle attività per le quali c'è molta mobilità passiva è la radioterapia. A giorni sta già funzionando il nuovo acceleratore lineare di Sassari e a giorni lo inauguriamo definitivamente, entro la fine di aprile lo sarà per quello di Cagliari. Nel frattempo stanno utilizzando alcune tecnologie che non erano utilizzate. Lo stesso dicasi per l'emodinamica che deve partire il primo marzo a Oristano, stiamo predisponendolo a Olbia e ci stiamo lavorando a potenziarlo a Cagliari. Quindi, sono sicuramente obiettivi importanti ma suoi quali, come ha già detto, in gran parte, condividendo l'obiettivo, abbiamo già destinato risorse e stiamo già lavorando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che, Assessore, ci sia un problema effettivamente in Sardegna oggi che riguarda in modo particolare la burocratizzazione della sanità. La burocratizzazione della sanità dipende fondamentalmente da due motivazioni. Una riguarda appunto la qualificazione del personale, sicuramente se noi riusciamo a qualificare di più il personale, a creare dal punto di vista tecnico le condizioni perché si possa avere una semplificazione del sistema, io sono convinto che noi risparmieremo in tempo e in risorse. Quindi questo è un aspetto per cui io condivido questo emendamento. Ma io credo invece che ci sia un altro aspetto che non va sottovalutato molte volte la burocratizzazione la creiamo noi, creando tutta una serie di norme che forse possono essere anche evitate perché io non credo che bisogna creare 1000 condizioni, 1000 intralci che poi alla fine creano problemi agli Uffici, creano problemi agli operatori della sanità, creano un allungamento dei tempi dell'assistenza sanitaria stessa. Pertanto ci sono alcune cose, ci sono alcune norme nazionali, certo, che noi non possiamo modificare, però ci sono molte cose che dipendono dalla politica regionale che possono essere migliorate. Possono essere migliorate, come dicevo, migliorando la qualità del personale che lavora all'interno della sanità, e c'è ancora molto da fare, e anche creando un sistema dal punto di vista legislativo che metta in condizione di semplificare più che complicare le cose come purtroppo chi opera nel settore sanitario sa che tutti i giorni ci sono nuove normative molte volte anche in contraddizione tra di loro che spesso creano confusione e che allungano i tempi, allungano i tempi dell'assistenza sanitaria stessa e soprattutto allungano i tempi della spendita delle risorse e poi che non contribuiscono ad una semplificazione ad uno snellimento della sanità stessa, che oggi sarebbe veramente indispensabile, se vogliamo creare una sanità all'altezza dei tempi che stiamo vivendo.
PRESIDENTE. Grazie è in votazione l'emendamento numero 627.
VARGIU (Riformatori Sardi). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Passiamo all'emendamento numero 626, primo presentatore l'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io sarei orientato a ritirare anche l'emendamento numero 626, sul quale però chiederei una conferma di aver capito bene all'assessore Dirindin. Nel senso che, Assessore, una delle carenze che noi abbiamo vissuto in Sardegna è quella di figure professionali manageriale per le AA.SS.LL., sia nelle qualifiche di direttore generale, sanitario, amministrativo, ma anche nelle fasce immediatamente successive però sempre con connotazione di management sanitario, diciamo così e anche di management amministrativo. Io ero rimasto fermo al punto in cui l'Assessorato non aveva ancora organizzato in Sardegna corsi di management per direttori generali sanitari e amministrativi e anche alla carenza di una attività di formazione per le figure immediatamente intermedie al punto che mi risultava che in Sardegna ci fossero figure di direttori sanitari, amministrativi, non so forse anche generali, che non avessero ancora acquisito i titoli per poter esercitare la funzione a cui sono stati preposti. Se lei mi chiarisce che anche su questo ci sono delle cose che io non conosco, l'emendamento è destinato al ritiro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì mi spiace, non sapendo non ho tutte le informazioni cerco di ricordare le cose essenziali. Come ho detto credo che siamo intorno a 2 milioni e mezzo di fondi che avevamo fondi comunitari per fare formazione, abbiamo fatto il bando, il progetto si chiama progetto Ippocrate, questo progetto si divide in tre lotti, uno riguarda l'alta dirigenza della sanità, sia dell'Assessorato regionale che delle aziende sanitarie, dove abbiamo ritagliato un corso per i vertici delle aziende sanitarie, direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitario, il secondo lotto riguarda la dirigenza in generale della sanità e il terzo lotto riguarda corsi di formazione che mettono insieme personale sanitario e personale del sociale per favorire l'integrazione. Abbiamo pochi altri fondi, che stiamo utilizzando, proprio oggi dovrebbero aver firmato dei protocolli con le province per favorire il sostegno, la formazione agli Uffici per la programmazione dei plus. Quindi stiamo mettendo sul 2008 una quantità di risorse di impegno in modo che si possa supplire ad una carenza che sappiamo essere importante e che condividiamo.
VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento è ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 626 è ritirato. Passiamo all'emendamento numero 599, dell'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io su quest'emendamento esprimo il mio voto a favore, chiedo lo scrutinio elettronico palese e chiedo, sempre nell'ottica di avere un ragionamento e non una contrapposizione, credo che possa essere nelle intenzioni dei presentatori abbinato all'emendamento numero 642. Perché dico questo, si tratta di due emendamenti che riguardano l'unica azienda ad alta specializzazione che c'è in Sardegna, il Brotzu. Il Brotzu è stato oggetto di un'azione di denuncia da parte dei consiglieri di minoranza della Commissione sanità e dei Capigruppo che hanno avuto occasione di visitarlo e di rilevare delle criticità, delle sofferenze elevate. A seguito di questa visita, oppure anche perché aveva già deciso autonomamente la stessa Commissione sanità è andata all'ospedale Brotzu e brevi manu il direttore generale dell'ospedale Brotzu ci ha consegnato una lista di criticità e nell'ambito di questa lista di criticità ha sottolineato alcune opere che erano ferme, per esempio il trauma center, che è una specie di fabbrica deserta, per esempio il cosiddetto vuoto tecnico che c'è sotto il Brotzu che è quello che da ospizio alle zanzare che poi tormentano in tutte le stagioni dell'anno i ricoverati, o l'altro elemento di grave criticità sottolineato è quello della carenza dell'innovazione tecnologica. Cioè un'azienda ospedaliera di alta specialità come il Brotzu si regge sulle macchine e cioè sul fatto che le macchine siano adeguate. Purtroppo le macchine del Brotzu stanno rilevando una obsolescenza elevata e il direttore generale ci diceva che gli stanziamenti per l'ospedale sono fermi da tre anni e che l'aggiornamento tecnologico delle macchine è purtroppo così fermo che non si riesce a fare neanche l'ammortamento delle macchine, neanche l'ordinaria manutenzione. Per cui la Commissione espresse proprio all'Assessore alla sanità di intervenire urgentemente in questo. Mi risulta che l'Assessore regionale alla sanità insieme con il Presidente della Regione e insieme con l'Assessore agli affari generali Dadea fecero una visita specifica al Brotzu, quindi ebbero occasione anche loro di persona, l'Assessore Dadea lo fa quotidianamente ebbero occasione di persona di toccare di persona le sofferenze e le criticità presero degli impegni che ad oggi non si sono purtroppo tradotti in atti formali e sostanziali indirizzati alla soluzione dei problemi. Quindi questi due emendamenti hanno l'obiettivo di provare a smuovere le acque da questo punto di vista e a far prendere un impegno che non sia soltanto verbale o assegnato a risorse future, ma che sia sostanziale, economico per la soluzione di qualcuno dei problemi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì anche qui provo a dare qualche aggiornamento che forse giustamente non tutti possono conoscere. Per quel che riguarda in generale i finanziamenti dati all'ospedale Brotzu in occasione dell'ultimo piano per il finanziamento degli investimenti, che abbiamo approvato nell'ultima parte del 2007, anche qui non ricordo esattamente, ma più di 10 milioni sono stati assegnati all'ospedale Brotzu. In particolare per il trauma center, che condividiamo costituisce una delle priorità importanti per il sud della Sardegna e non solo per il sud della Sardegna, sono già stati stanziati 2, 9 milioni che sono per la parte dell'adeguamento tecnologico e della realizzazione concreta perché la parte dell'edilizia era già finanziata precedentemente e sarà a breve completata. Sappiamo perché abbiamo fatto una riunione forse quattro o cinque settimane fa per capire se questi 2,9 milioni per il trauma center fossero sufficienti in quella occasione i tecnici ci hanno segnalato l'esigenza, insomma l'opportunità, di sostituire una precedente tecnologia con una tecnologia di ultima generazione, che a suo tempo non era stata indicata come prioritaria, e per la quale potrebbero essere necessari 1,2 milioni circa in più. Io mi ero in quell'occasione impegnata a cercare di trovare soluzione nel corso di quest'anno, d'altra parte non ne abbiamo bisogno subito perché deve essere approntato in queste settimane il capitolato e poi andrà a gara la realizzazione del trauma center. Quindi rispetto alle tecnologie impegni importanti si è già assunta la Regione, sia per le facciate, che per il vuoto tecnico che sono vecchi problemi del Brotzu, sia per le tecnologie, certo non risolvendo tutto. Quindi, credo che, se potessimo considerare possibile garantire il finanziamento per questa ultima tecnologia che mi è stata rappresentata solo qualche settimana fa, potrebbe essere una soluzione che credo potrebbe essere condivisa anche dall'opposizione. A questo proposito, credo che la Giunta potrebbe trovare una soluzione per integrare l'ammontare complessivo di risorse che sono a disposizione per le tecnologie, con un impegno che si prende in particolare l'Assessorato della sanità, ma che si prende l'intera Giunta a valutare attentamente questa proposta che è emersa in quella occasione, e al momento in cui ci sarà bisogno di acquisire questa nuova tecnologia, se sarà confermata la richiesta che è stata fatta per la prima volta qualche settimana fa, a finanziarla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io credo che in questo caso i numeri siano più che corretti, e l'investimento aggiuntivo previsto di 1,2 milioni di euro credo che possa servire e bastare per dare risposta alla richiesta prevista nell'emendamento di quei complessivi 4 milioni di euro. Mi ero prenotato anche prima ma era saltata naturalmente la prenotazione, e approfitto ora solo per dire che sull'emendamento precedente, a completamento, sulla formazione delle figure manageriali e gestionali, oltre che al Progetto Ippocrate, interviene anche la legge numero 502 del '92, poi rivisitata dal decreto legislativo numero 229 del '99, che prevede i corsi di management obbligatori per le figure dirigenziali, i direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi, che erano già stati impostati; e sono stati anche effettuati corsi di formazione e di aggiornamento per i direttori sanitari ed amministrativi, resta qualche dubbio sui direttori generali. Ma c'era un'altra domanda del collega Vargiu, alla quale probabilmente non è stata data tempo sufficiente per la risposta, cioè quella se tutti i direttori generali fossero nella pienezza dei loro titoli per ricoprire il ruolo. Se fosse possibile, anche a che punto è il chiarimento della situazione del direttore generale dell'Azienda mista di Sassari, in quanto non vorremmo che gli atti compiuti magari possano essere in qualche modo inficiati da azioni che possono essere poste in essere con richiesta di annullamento degli atti stessi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 599. Io credo che questo modo di condurre i lavori, oltre che aver generato un silenzio assordante nella maggioranza, perlomeno ci ha fatto riscoprire la voce dell'Assessore, che finalmente riesce a darci qualche notizia perlomeno per quelli che sono gli impegni di spesa già assunti su questo e su quelli che si intenderebbero assumere, anche se, rispetto all'ultimo intervento, non abbiamo capito, nelle volontà dell'Assessorato della sanità, quali siano le risorse che si intende mettere in campo. Ma comunque abbiamo capito, non vorrei aver capito male, che si tratta all'incirca di un milione e 200, un milione e mezzo di euro. Credo che aver dato anche degli spiragli, o aperto degli spiragli rispetto a una richiesta specifica come quella sull'Ospedale ad alta specializzazione del Brotzu, e lo stesso discorso vale chiaramente per centri di alta specializzazione di Sassari, credo che il Trauma Center sia una necessità, una necessità sulla quale l'Assessore ci ha fatto capire si stava già lavorando. E' ovvio, anche l'informazione, soprattutto se è sostenuta da valutazioni che fanno capire che un percorso è iniziato molto probabilmente, è un modo di procedere che si può anche condividere. Peraltro, siamo pienamente convinti che le risorse che si sono richieste con questo intervento potrebbero portare a soluzione il completamento del centro di alta specializzazione e la creazione del Trauma Center sia a Cagliari che a Sassari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACCINI (Gruppo Misto). Credo che qualche risposta sia stata data, ma il problema del Brotzu è sicuramente un problema che oggi acchiappa non soltanto l'area cagliaritana, ma acchiappa un po' tutta l'area sanitaria regionale, perché quello che doveva essere un Ospedale di eccellenza sta diventando una vittima incolpevole di una riduzione di attenzione da parte della classe politica e dell'Assessore, in particolare. Io credo che pur non essendo nel comparto ospedaliero, ma avendo un ruolo nella medicina del territorio, ho sempre guardato con molta attenzione il destino dell'Ospedale Brotzu, anche perché, come ho detto prima, è un Ospedale che è un po' il rifugio di tutte le malattie più gravi e che richiedono una maggiore specializzazione. Quindi, tutti ne potremmo avere bisogno un domani. Io credo che, se noi stessimo attenti a questi argomenti, dovremmo stare attenti a cercare di non distogliere la nostra attenzione dal cercare di dare al Brotzu quelle risorse che sono necessarie perché l'Ospedale mantenga questo livello di alta specializzazione, compreso, e quindi qui mi esprimo a favore di questo emendamento, questo aspetto di cui, appunto, i colleghi Vargiu e più trattano nell'emendamento in oggetto, e credo che su questo noi possiamo esprimere parere favorevole perché siamo convinti che siano risorse investite bene, nell'interesse della salute dei sardi e di tutti noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, solo per chiedere lo scrutinio elettronico palese su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie. Intanto mi sono arrivati i dati. Nella delibera del 9 ottobre 2007 abbiamo stanziato per il Brotzu 15 milioni 150 mila euro, distribuiti su un piano triennale, e comunque sono già impegnati e quindi utilizzabili. Invece, per quello che riguarda i corsi dei direttori generali, i direttori generali che non hanno fatto il corso da direttore generale lo devono fare per legge entro diciotto mesi, chi non lo aveva fatto lo ha fatto, chi non lo ha fatto, ancora lo sta facendo con il corso che noi abbiamo istituito, che riguarda un caso particolare dell'azienda ospedaliera universitaria di Sassari, per il quale è stato chiesto informazione. Stiamo precisando con l'ufficio legale del Ministero della salute e del Ministero degli interni se le condizioni che sembrerebbero non sussistere, effettivamente, rendono impossibile la sottoscrizione del contratto con la persona che è stata nominata, nel qual caso provvederemmo altrimenti. Però, mi sembra che ci siano buone possibilità per superare queste difficoltà, che comunque stiamo valutando attentamente con i legali.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie, Presidente. Io non comprendo il perché della votazione, soprattutto il perché della votazione a scrutinio elettronico palese. Mi rivolgo ai colleghi perché si è chiesto di interloquire e di capire. L'Assessore e la Giunta sono intervenuti, e credo che abbiamo dato delle cifre. C'è stato detto che 2 milioni e 900 mila euro sono stati già stanziati per il Trauma Center. Ci viene detto, interloquendo con i tecnici del Brotzu, che vi è una richiesta ulteriore di un milione e 200 mila euro dal punto di vista del completamento tecnologico del Trauma Center. L'assessore accede a questo tipo di richiesta, e dice che, da questo punto di vista, c'è un impegno da parte della Giunta a integrare con ulteriori risorse per il completamento di quest'opera, mi pare che da questo punto di vista ci sia un'attenzione assoluta rispetto a questo tema, non comprendo il perché del mantenimento dell'emendamento quando tutte le assicurazioni che sono state date in questo senso completano, di fatto, le richieste che sono negli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, se gli emendamenti non vengono ritirati li dobbiamo mettere in votazione. E' stata richiesta anche la votazione elettronica palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 599.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 16
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 595.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, anche qui poniamo un'esigenza che a noi sembra quasi ovvia, e anche qui forse un intervento chiarificatore ci aiuta, nel senso che, il Piano sanitario regionale sposta, tende a spostare le prestazioni improprie di specialistica che vengono fornite all'interno degli ospedali, fuori degli ospedali, per intenderci meglio, per parlare anzi con l'Assessore Dadea che ho di fronte. Un elettrocardiogramma di un paziente asintomatico, è uno spreco farlo nel sottopiano del Brotzu, può essere tranquillamente fatto a minor costo e con maggior soddisfazione nella velocità per il paziente fuori dell'ospedale; siamo d'accordo su questo. Ma, fare questo implica che si potenzi la possibilità di dare prestazioni di qualità controllata nel territorio, quindi, implica il potenziamento di quella che un tempo veniva definita convenzionata esterna e oggi la medicina accreditata, quindi implica anche un mantenimento dei tetti di spesa immodificati, o addirittura che un po' aumentano in rapporto alla dismissione di queste prestazioni improprie da parte dell'ospedale. Se questo non avviene, quello che si verifica è l'allungamento delle liste d'attesa, perché se c'è un contingentamento delle prestazioni specialistiche nei convenzionati esterni oggi accreditati, e se c'è uno stimolo a non farle più in ospedale perché sono inappropriate, anzi, distraggono dalla mission complessiva l'ospedale, chi le fa queste prestazioni? Per cui, già nella finanziaria dell'anno scorso, comparì un provvedimento per il contenimento delle liste d'attesa. Ora noi ci chiediamo: come avviene il contenimento delle liste d'attesa? Perché se il contenimento delle liste d'attesa rischia di ricreare nuovamente prestazioni improprie in ospedale, quindi se avviene attraverso il potenziamento dell'ambulatorio di cardiologia del Brotzu, del Binaghi o di un'altra struttura ospedaliera, questo sembrerebbe in contraddizione con la mission del Piano, mentre, se avviene con il rafforzamento delle risposte territoriali, non si comprende come ci possa essere un contingentamento al ribasso del tetto della specialistica convenzionata, che è quello che fa sì che se oggi noi andiamo a chiedere una radiografia in uno studio, ci dicono: richiama domani alle sette, perché per oggi abbiamo raggiunto il tetto; questo capita, è capitato a me, personalmente, facendo le solite telefonate in cui vengo sollecitato dai pazienti che non trovano prestazioni per le vie fisiologiche.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 595.
Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 575.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io ricordo, che magari la cosa buona è poter avere qualche mini risposta, perché questo aiuta sicuramente l'Aula a essere più veloce. Sull'emendamento numero 665 dichiaro il voto a favore e chiedo lo scrutinio elettronico palese. E' un emendamento che pone un problema che io posi già nella scorsa finanziaria all'Assessore, che si impegnò a risolverlo. Vorrei sapere se l'ha risolto. Nel senso che, a oggi, i pazienti che sono affetti da sclerosi multipla hanno, Assessore, diritto a cicli di 60 giorni di FisioKinesi terapia. Ora, noi sappiamo che per un paziente…
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 575, onorevole Vargiu… guardia medica.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, io nell'ordine di impaginazione ho l'emendamento numero 665, dopo il numero 643 ho il numero 665.
PRESIDENTE. Siamo molto più su, dopo il numero 595 c'è il numero 575.
VARGIU (Riformatori Sardi). Benissimo, io ringrazio. Presidente, gli Uffici nella fretta, come lei ha avuto modo di acclarare, fanno fascicoli incompleti.
PRESIDENTE. Va bene.
VARGIU (Riformatori Sardi). Emendamento numero 595, benissimo…
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, siamo all'emendamento numero 575.
VARGIU (Riformatori Sardi). Emendamento numero 575, benissimo, il problema è quello delle guardie mediche. La stanchezza prende tutti. Nelle guardie mediche, all'interno del Piano sanitario, come l'Assessore ben sa, c'è un progetto complessivo di riqualificazione del sistema che si sarebbe dovuto tradurre in un piano sulle guardie mediche. C'è una delibera di Giunta del mese di dicembre che riguarda il riassetto delle guardie mediche, che, però, è una delibera non completa dal punto di vista della possibilità di comprendere quali sono le intenzioni dell'Assessorato nella ristrutturazione del servizio, nella tutela dei livelli occupazionali che pure sono previsti all'interno del Piano, in particolar modo per quanto riguarda il personale che non avesse orario completo nel servizio di guardia medica, e che non entra nel merito di quegli interventi di riqualificazione strutturale delle sedi delle guardie mediche, e di potenziamento, attraverso proposte che vennero, a onor del vero va detto, nella scorsa finanziaria dal centrosinistra che diceva, sostanzialmente, che più che pagare guardiania, come oggi facciamo all'interno dei servizi di guardia medica in relazione alla precarietà dei luoghi dove viene esercitata l'azione del medico, più che, diceva il centrosinistra, pagare guardiania, sarebbe positivo potenziare il servizio con figure professionali aggiuntive quali quelle infermieristiche che potrebbero consentire al punto di guardia medica di diventare davvero un presidio territoriale in grado di rispondere ad esigenze della popolazione. Quindi l'emendamento è finalizzato a migliorare la qualità del servizio di guardia medica, anche attraverso professionalità aggiuntive da impiegare insieme al medico all'interno dei punti di guardia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 575. Ieri abbiamo avuto occasione, signor Presidente, colleghi del Consiglio, parlando del tema della continuità assistenziale, in particolare dell'emendamento che riguardava la richiesta dell'istituzione del punto di continuità assistenziale di Budoni, c'è capitato di approfondire, in diverso modo, il tema e la necessità di avere nel territorio una rete di continuità assistenziale dove ci sia un servizio per delle popolazioni che spesso e volentieri hanno nella guardia medica l'unico tipo di risposta rispetto alla continuità assistenziale. Bene, il contenuto di questo emendamento, Assessore, era capitato anche di parlarne di questi aspetti durante la discussione del Piano sanitario regionale, della necessità di rivisitare, in qualche modo, la rete della continuità assistenziale per renderla più efficiente, più efficace, più pronta e quanto meno rispondente a quelli che erano i bisogni di avere dei presidi sanitari qualificati non solo nella presenza, ma qualificati soprattutto nella risposta.
Bene, questo emendamento richiede nei suoi contenuti il rafforzamento delle figure professionali presenti nella rete della continuità assistenziale. Poi è chiaro che la proposta, almeno secondo quelle che sono le linee del Piano sanitario regionale, dovrebbe essere un compito di elaborazione di un Piano dove si era arrivati a discutere persino, durante la discussione del Piano sanitario, su una ridistribuzione e una riallocazione dei punti di guardia medica, pensando a una qualificazione del servizio che andava ad essere verificata rispetto alla presenza di strutture, non solo strutture degne di questo nome, ma degne soprattutto per il tipo di risposta da offrire ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente. Anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 575 presentato dal collega Vargiu, anche perché mi sento sempre particolarmente coinvolto ogni qualvolta si parla di continuità assistenziale. Del resto non è certamente colpa nostra se voi avete liquidato nel Piano sanitario regionale, approvato un anno e mezzo fa, la questione della guardia medica in appena una paginetta e mezzo, avendo cura, fra l'altro, di usare termini come razionalizzazione, accorpamento, riallocazione che, nonostante le continue rassicurazioni dell'Assessore, sono parole che hanno avuto un effetto dirompente tra gli operatori. Avremmo voluto altre occasioni nel corso della discussione e le avremmo avute se non fossero caduti 270 emendamenti che seguivano, che erano collegati al comma 37, e avremo certamente, invece, altre occasioni future per parlarne, perché io credo che in qualunque posto venga esercitata una qualunque attività bisogna mettere gli operatori nelle migliori condizioni di svolgere il proprio lavoro e questo vale ancora di più per chi lavora in guardia medica perché conosciamo quanto sia un lavoro difficile e ingrato. E quindi io credo che sarebbe un ennesimo atto di buon senso, che voi vi rifiutate di accettare, quello che questo emendamento si prefigge, che è il rafforzamento delle figure professionali presenti nei punti di guardia medica con il chiaro intento e il chiaro obiettivo di migliorarne la risposta assistenziale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. E' stata richiesta la votazione elettronica su questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 575.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Contu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Milia - Murgioni - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 47
astenuti 2
maggioranza 24
favorevoli 9
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 637.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io dichiaro il voto a favore dell'emendamento numero 637 che riguarda lo stanziamento della somma di 4 milioni di euro per il funzionamento dell'Agenzia regionale per la sanità e rinuncio agli altri due minuti e mezzo dell'intervento per lasciarli all'Assessore, che ci dica che ne è dell'Agenzia regionale per la sanità.
PRESIDENTE. Assessore, intende intervenire? Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Come sapete abbiamo fatto il bando per ricevere delle candidature per fare il direttore generale, abbiamo inserito nel bilancio di quest'anno uno stanziamento superiore a quello dell'anno scorso proprio per mettere in condizione l'Agenzia di partire. Non ricordo esattamente, mi pare che ci sia un milione e mezzo se non ricordo male, quindi c'è già una postazione superiore a quella che era prevista l'anno scorso, che era l'anno in cui avrebbe potuto partire, e partirà nel 2008.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 640.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Anche questo è un emendamento delicato e riguarda un problema grave, importante, su quale sarebbe utile avere un po' una risposta. Noi quando abbiamo scritto il Piano sanitario regionale - il collega Pacifico si ricorda senz'altro di questa situazione perché in questa situazione capitò che si discusse abbastanza sull'argomento - verificammo che una quota importante di pazienti aveva bisogno di terapia del dolore, cioè che una delle emergenze sanitarie che erano previste in Sardegna era quella relativa alle cure palliative e alla terapia del dolore. Quindi verificammo che in Sardegna la risposta alla terapia del dolore, la risposta al dolore cronico, ma anche e soprattutto a quello del dolore neoplastico, quindi anche la qualità della vita del paziente, quindi anche il suo rapporto con la volontà stessa dell'esistenza, non era strutturato in maniera adeguata; andammo ad individuare l'unica struttura esistente, e cioè quella dell'Ospedale Businco, che peraltro è un ospedale regionale di riferimento per quanto riguarda la malattia oncologica; andammo a individuare quella struttura come struttura di riferimento di un sistema ad hub and spoke che avesse, appunto, il centro nell'Ospedale Businco di riferimento regionale per la terapia del dolore e che avesse poi le sue diramazioni nelle varie ospedalità periferiche, in particolare in quelle che si stavano creando, che già c'erano, che si occupavano di terapia oncologica.
Ora, nella finanziaria del 2007 sull'argomento ritornammo con un emendamento che probabilmente ricorda anche l'assessore Dirindin perché all'interno delle priorità che indicavano le linee di spesa del Piano sanitario sulla finanziaria 2007 su nostra richiesta venne inserita la terapia del dolore. Purtroppo ci risulta che a oggi questo sistema che ha centro nell'Ospedale Businco, ma che ha raggi in tante altre strutture della Sardegna e che è dedicato, lo ripeto, alle cure palliative e alla terapia del dolore, cioè una cosa di importanza davvero fondamentale per ciascuna famiglia sarda, purtroppo ci risulta che non sia decollato, per cui da parte nostra l'idea di mettere 3 milioni di euro segnatamente e specificatamente rivolti a questo perché l'intervento generico dell'anno scorso non è stato sufficiente, è un problema fondamentale, cerchiamo di risolverlo attraverso la finanziaria di quest'anno. Chiederei, Presidente, su questo emendamento lo scrutinio palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che dire che voto a favore dell'emendamento è il primo dato da acquisire per l'Aula. Dire che il tema del dolore sia un tema sul quale i colleghi del Consiglio, quelli presenti e quelli assenti, non hanno conoscenze a me sembra perlomeno ridurre a zero la sensibilità dei colleghi, perché la sensazione del dolore credo che noi tutti l'abbiamo vissuta. Credo che nella vita capiti a noi tutti di poterla vivere e credo che non vi debba ricordare che sofferenza è qualsiasi tipo di dolore, che sia quello odontoiatrico, quello della faringe, quello da traumi, quello da parto, e così via. Ma pensare che esistono centinaia di persone per non dire migliaia di persone che non solo per trauma, ma in modo particolare per patologie croniche abbiano ad avere delle risposte che non siano soltanto delle cure palliative, avendo nella disponibilità e nella convinzione della necessità di avere delle figure professionali dedicate, condiviso in Commissione sanità, ma condiviso nell'approvazione del piano sanitario, l'individuazione per la Sardegna di una rete dedicata in ogni ASL alla cura del dolore e al trattamento del dolore, allora dico, bene, ammettiamo che noi tutti per il futuro possiamo essere esenti dall'aver bisogno direttamente e indirettamente di rivolgerci a queste strutture, io non voglio, diceva il collega Petrini l'anno scorso durante la discussione della finanziaria, parlando di questi temi disse: "Mi auguro non vi capiti mai". Perché davvero dobbiamo estremizzare i discorsi a questi livelli. Allora, io chiudo così, anch'io non volevo utilizzare tutto il tempo per capire cosa l'Assessore in merito pensava di mettere in campo.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica palese sull'emendamento numero 640.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 640.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Lai Renato - Lombardo - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 50
Astenuti 2
Maggioranza 26
Favorevoli 11
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 642.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ritengo di averlo già illustrato sostanzialmente insieme all'emendamento precedente sempre sul Brotzu, mi limito a chiedere la votazione per scrutinio elettronico palese dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Credo di aver fatto già una domanda in merito all'Assessore e comunque esprimo il voto a favore dell'emendamento. E' necessitato esprimere il pensiero su un tema come quello dell'innovazione tecnologica dell'azienda ospedaliera Brotzu. Per me è necessitato, è necessitato per i rilievi che abbiamo potuto fare durante quelle famose incursioni che sono state fatte da alcuni consiglieri regionali, tra i quali il sottoscritto, presso l'azienda Brotzu. Non erano incursioni, era dovere da parte dei consiglieri regionali andare a rendersi conto di persona su che problematiche si stava vivendo al Brotzu, e si vive ancora oggi al Brotzu, nei termini di non avere a disposizione tutta quella strumentazione che ormai per certi reparti da anni si chiede di ricambiare, da anni si chiede di avere aggiornate, da anni si chiede di aver sostituito. Allora, rispetto a quanto, colleghi, io non ho nessun tema di smentita dire che sono un medico e i colleghi che operano nel Brotzu sono dei colleghi. Allora, dire che noi non siamo o ci neghiamo la possibilità di chiedere all'Assessore, di chiedere ai colleghi della maggioranza di condividere in questo momento in cui l'ospedale Brotzu ha perso e sta perdendo di giorno in giorno... Presidente, per cortesia il collega Frau torni nei suoi banchi, grazie.
PRESIDENTE. Onorevole prosegua e concluda, prego.
CONTU (F.I.). Quindi, dicevo, la necessità di avere in un momento in cui il Brotzu e i vari primari segnalano la decadenza della struttura, la perdita di quei connotati di ospedale ad alta specializzazione, credo che l'alta specializzazione, molto probabilmente, si mantiene anche con le dotazioni tecnologiche necessarie perché questo obiettivo possa continuare ad essere perseguito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Ho appreso dalle dichiarazioni dell'Assessore che una parte del finanziamento necessario per il Brotzu è stato assegnato alla fine del 2007.
Ne prendo atto perché durante quelle visite all'ospedale Brotzu che abbiamo fatto girando quasi tutti i reparti, le richieste dei primari e le richieste dei responsabili anche delle unità semplici, erano quelle che richiedevano l'aggiornamento tecnologico del materiale e delle apparecchiature in dotazione. Non furono incursioni, dottor Frau, onorevole Frau, ma era semplicemente una visita richiesta dai medici del Brotzu alla quale abbiamo acceduto. Posso dirle a tutt'oggi che in cardiochirurgia chiedono attrezzature, in cardiologia pediatrica pure, se può verificare poi l'Assessore verifichi pure, in urologia, dove si fanno i trapianti e dove si fanno anche gli espianti, e dove si fanno gli espianti contemporaneamente ai trapianti, mancano moltissime attrezzature come pure nei laboratori e nella radiologia. Ecco, ho indicato alcuni reparti per dire che probabilmente 15 milioni di euro potevano essere eccessivi, assessore Dirindin, per l'aggiornamento tecnologico dall'ospedale Brotzu, cioè l'azienda ad alta specializzazione in Sardegna.
Però sicuramente con i soldi che avete investito nella pubblicità, con l'articolo 8, che ammontano ad assai più di 15 milioni di euro, potevate certamente destinare una quota della pubblicità all'ammodernamento tecnologico dell'ospedale che serve tutta la Sardegna. Bisogna ricordarlo, che serve tutta la Sardegna. Io le ho fatto l'esempio personale, c'è un solo apparecchio per fare le ecografie cardiache, mi passi il termine, cioè le scintigrafie miocardiche, eppure io ho dovuto aspettare un anno perché sono seguito in quell'ospedale, perché mancano le attrezzature.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 642.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 642. Coraggio, colleghi, andate a votare, capisco che sia un lavoraccio, ma siamo pagati anche per questo, colleghi.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore e il consigliere Alberto Sanna a votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Diana - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 18
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 643.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì. È un emendamento che per sbaglio ho già illustrato, quindi non tormento il Consiglio ulteriormente. Chiedo lo scrutinio elettronico palese. È l'emendamento nel quale si proponeva, per la riduzione delle liste d'attesa, di andare dal soggetto erogatore delle prestazioni, che consente la riduzione delle liste d'attesa, cioè l'accreditato esterno. Se la riduzione delle liste d'attesa dovesse avvenire attraverso il potenziamento di prestazioni che vengono rese in ospedale, si andrebbe in maniera assolutamente opposta rispetto a quelle che sono le indicazioni contenute all'interno del Piano. Quindi, ragionevolezza vorrebbe, se uno vuole ridurre le liste d'attesa, che si riducano attraverso il potenziamento delle prestazioni territoriali. Dicevo che già nella scorsa finanziaria, collega Pacifico, nella scorsa finanziaria, anche su vostra proposta, venne introdotto un emendamento che dava dei soldi per la riduzione delle liste d'attesa. Ci può cortesemente spiegare come sono stati utilizzati quei soldi? A chi li si danno, per ridurre le liste d'attesa?
PACIFICO (P.D.). Glielo dico un'altra volta!
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. C'è una delibera di Giunta che spiega tutto!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 643.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Rassu ha votato a favore e che il consigliere Sabatini ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Contu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 57
Astenuti 2
Maggioranza 29
Favorevoli 15
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 665.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io voto a favore dell'emendamento numero 665, per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese. È un emendamento, anche questo, che va nella direzione di un ragionamento fatto l'anno scorso, in occasione della legge finanziaria, con l'Assessorato, con l'assessore Dirindin, nel corso del quale si segnalava, nel corso dell'intervento fatto, che per quanto riguarda i pazienti affetti da sclerosi multipla, era estremamente difficile per loro poter essere soddisfatti dalle indicazioni, attraverso cui l'Assessorato erogava la fisiochinesiterapia, che prevedono non più di 60 cicli di fisiochinesiterapia, non più di 60 prestazioni di fisiochinesiterapia nell'ambito di un anno. È evidente che i pazienti da sclerosi multipla non hanno l'aspirazione di migliorare attraverso la fisiocinesiterapia, per cui, se la fisiochinesiterapia resta vincolata ad obiettivi di miglioramento, è difficile prevedere che si possa andare oltre le 60 prestazioni. Ma è altrettanto evidente che in una malattia cronica e progressiva, come la sclerosi multipla, ma ce ne sono altre in una regione ad alta incidenza di malattia reumatica, la possibilità di avere prestazioni di fisiochinesiterapiche quotidiane, e anche la possibilità di non peggiorare, quindi la possibilità di mantenere l'autonomia esistenziale, quindi è la possibilità di fare una vita normale, la possibilità di ridurre la quantità di farmaci che vengono, quotidianamente, presi. Allora, noi, già l'anno scorso, chiedemmo un impegno specifico per questi pazienti, affinché venissero erogate le prestazioni, che potessero consentire il mantenimento della miglior qualità possibile di vita. L'impegno venne preso, devo dire che fu un impegno scritto nella sabbia, perché purtroppo, ad oggi, le indicazioni che provengono dall'Assessorato, e che l'Associazione dei pazienti affetti da sclerosi multipla "contesta", nel senso che chiede che vengano, in qualche maniera, rettificate, modificate, sono ancora quelle, 60 terapie in un anno, che non sono assolutamente sufficienti per i pazienti affetti da questa patologia. Quindi, Assessore, l'impegno preso un anno fa, purtroppo rimasto lettera morta, l'emendamento con cui noi le chiediamo anche uno stanziamento economico, la aiuta, se lei ha dei vincoli di bilancio, almeno per questa specificità a fare un passo in avanti, verso una parte di società che noi sappiamo, in Sardegna, essere particolarmente sofferente, sicuramente appartenente alla fascia dei più deboli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Ovviamente voterò a favore di questo emendamento e chiedo anche di poter apporre la mia firma, anche perché, qualche tempo fa, avevo presentato un'interpellanza, della quale l'Assessore adesso è a conoscenza, proprio perché erano arrivate numerose segnalazioni, per quanto riguarda, appunto, la riduzione a 60 sedute annue. E in molti casi le segnalazioni riguardavano pazienti che sono stati inseriti nelle liste di pazienti stabilizzati, dalla Unità di valutazione, senza una preventiva comunicazione da parte della ASL, ma semplicemente dalle società che effettuavano i trattamenti, e senza che, come previsto dalle linee di indirizzo, sia stato fatto un programma personalizzato. E quindi mi pare che questo emendamento vada nella direzione giusta per poter ddare una risposta, perché io presumo che questi tagli siano stati effettuati soprattutto per mancanza di fondi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 665.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Lai Renato - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 13
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 666.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Io annuncio il mio voto a favore di questo emendamento. Credo che durante l'approvazione del Piano sanitario regionale si sia avuta occasione di prevedere l'istituzione, non voglio sbagliare ma, forse, mi sembra di ricordare bene che, in capo all'Osservatorio epidemiologico regionale, sia stato messo in programma la realizzazione dei registri regionali, su una miriade di patologie per le quali non esisteva alcuna conoscenza sull'incidenza di diverse patologie rare e non, che fosse comunque sia un aggiornamento e una conoscenza approfondita sulla presenza di diverse patologie tra la nostra popolazione. Credo che abbiamo previsto complessivamente la realizzazione e l'istituzione di circa trenta registri regionali di patologie. Allora, io credo, Assessore, che noi avessimo bisogno non soltanto di istituzionalizzare i registri, ma avessimo bisogno di avere delle persone dedicate a questo tipo di attività, perché non credo che nell'attività dell'osservatorio epidemiologico regionale noi avessimo a disposizione il personale necessitato perché questo potesse essere un esercizio e una funzione attivata presso l'Assessorato. L'ausilio della conoscenza dello stato epidemiologico di queste patologie molto probabilmente nella programmazione sanitaria è imprescindibile, per cui io chiedo anche nel prosieguo di quella che sarà l'attività di sviluppo del Piano sanitario regionale quanto di programmato è stato messo in essere nel corso di quest'anno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 666 e mi rendo conto che probabilmente l'idea che noi avevamo che si potesse, sugli argomenti che erano stati sollevati almeno da questi quindici emendamenti, avere una riflessione, un ragionamento, forse è atipica rispetto all'andamento dei lavori dell'Aula, però devo dire che purtroppo, assessore Dirindin, io non conto quante decine di interrogazioni presentate all'Assessorato non hanno mai avuto risposta. Quindi, una sede in cui un consigliere regionale che, come lei immagina, non ha soltanto la sanità a cui badare quindi, sarebbe bello se io potessi leggermi tutte le delibere di Giunta che la Giunta regionale assume, purtroppo non è materialmente possibile, nel senso che le cose da fare sono tante, lei ha una struttura, un Assessorato che si occupa di supportarla nelle politiche della sanità e ha solo la sanità a cui badare, purtroppo noi abbiamo un compito tuttologico, per cui dobbiamo interessarci, almeno un po', di tante cose e quindi questo comporta che spesso perdiamo qualche provvedimento, perdiamo qualche notizia importante. Magari le occasioni come queste d'Aula sono occasioni in cui, se si riesce a trovare un canale di dialogo, uno acquisisce anche informazioni che possono essergli utili per stemperare certi toni di polemica, nel senso che quando ci si rende conto che su una cosa su cui non si hanno informazioni si apprende qualche cosa in più rispetto a quello che si sa, aiuta a essere meno determinati nel sostenere le proprie tesi o addirittura a cambiare le proprie tesi. Sul problema dell'osservatore epidemiologico, vi sono stati degli emendamenti, ricordo quelli del collega Lai perché mi avevano colpito perché erano su un problema, che poi ha ripreso anche la collega Caligaris, quello del registro sull'endometriosi, il problema fondamentale è che il Piano propone l'istituzione dei registi all'interno dell'osservatorio epidemiologico, allora, che l'Aula sappia, che sia rasserenata sul fatto che il registro dell'endometriosi, ma anche tutti gli altri registi, quello dei tumori, quello dei melanomi, i tumori del colon, dell'SM, insomma tutti quei registi sui quali è necessario avere, in Sardegna più che altrove, una specifica valutazione precisa, analitica e statistica di quelle che sono le incidenze per area, in rapporto alle particolari caratteristiche tipologiche delle aree in cui si determinano, beh, insomma, sono questioni fondamentali in una regione come la Sardegna. Quindi, l'idea è, come chiede il collega Contu, sapere se l'osservatorio epidemiologico ha attivato tutti i registri, se li sta attivando e come stanno andando.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 671.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 671, che in una certa misura si riallaccia anche all'emendamento precedente. Il problema che solleva quest'emendamento, con una un'ipotesi di stanziamento che devo dire assolutamente probabilmente inadeguato, è il problema delle patologie da Alzheimer, le demenze, cioè quelle patologie a cui abbiamo dedicato parti importanti del Piano, che dovremo cercare di comprendere, se è vero che in Sardegna hanno una incidenza che è superiore rispetto a quella di altre regioni italiane o di altre regioni europee, e nelle quali la presenza di un intervento pubblico è fondamentale perché il paziente di Alzheimer, io non so se qualche collega consigliere regionale abbia avuto la disgrazia di avere un conoscente, un familiare affetto da questa patologia, è come un bambino di sei mesi, anzi è peggio di un bambino di sei mesi, perché un bambino di sei mesi resta in culla, il paziente di Alzheimer è un paziente che non consente ai familiari una vita normale nelle ventiquattr'ore. Bene, io vi garantisco che le strutture sia di intercettazione della patologia, sia di primo approccio terapeutico e di rallentamento delle fasi rallentabili della malattia, sia quelle di accoglienza per il paziente stabilizzato, a oggi, in Sardegna, non sono all'altezza di quella che è la domanda crescente. Sarebbe importante anche qui avere una rassicurazione che il problema è monitorato e che esistono in essere o in fieri, ma comunque nell'immediato, delle risposte che consentono di avere la certezza che negli anni a venire non ci sarà un'ulteriore discrasia tra la domanda che cresce e l'offerta che è bassa, ma ci sarà l'impegno ad adeguare l'offerta quanto più possibile alla domanda, anche cercando di badare alla territorialità delle strutture, perché le strutture devono essere quanto più possibili vicine al luogo di residenza del malato se non si vuole avere un ulteriore sradicamento del malato e un'ulteriore interruzione che non è certo positiva dal punto di vista terapeutico del rapporto tra il malato e la propria famiglia.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 711.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Intervengo, signor Presidente, perché penso che questo sia un emendamento importante, di grande significato e mi consente, entrando nei contenuti, di dire qualcosa su quello che, nell'ambito dell'assistenza domiciliare e oncologica, il valore della ospedalizzazione domiciliare e oncologica, dicendo subito che c'è in Sardegna, finanziato dalla Regione, un unico modello d'assistenza, attraverso un progetto che opera nella ASL numero 2, un'esperienza davvero qualificante che segue i malati oncologici in fase terminale. Sono azioni che hanno lo scopo di consentire ai malati di trascorrere gli ultimi mesi della loro vita nella loro casa, circondati dalle loro famiglie, evitando i lunghi e inutili ricoveri in ospedale. Questo progetto ha consentito di far sì che questi pazienti, molto instabili che abbisognano di cure particolari, siano seguiti, curati da una equipe specialistica ospedaliera composta da medici e infermieri di oncologia; un buon esempio di integrazione medicina e ospedale del distretto con la collaborazione della famiglia, dei medici di medicina generale, dei servizi sociali e del volontariato. Devo dire che sono stati ottenuti, in quest'esperienza che ha un valore e un progetto quasi sperimentale, risultati che si sono espressi nella formazione continua delle famiglie e nella loro preparazione all'evento finale, avendo e ottenendo la massima collaborazione nella gestione dei pazienti. Però, questo modello di assistenza non è ancora standardizzato, quindi io ne ho parlato perché, al di là di questo emendamento, sicuramente le risorse che ci sono a disposizione e quelle che potessero essere individuate potrebbero consentire di rendere standardizzato, ed esteso a tutte le aziende sanitarie, a un modello del quale ho voluto parlare perché dà qualità all'assistenza domiciliare oncologica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, molto brevemente. Io voterò a favore di questo emendamento perché resto convinto nella convenzione che l'oncologia debba tendere veramente a garantire adeguati servizi nell'intero territorio regionale, e questo nel senso più compiuto del termine. Ogni paziente ha diritto di essere curato il più vicino possibile a casa sua, perché purtroppo in troppe realtà sanitaria dell'isola il paziente oncologico oltre alla sfortuna della malattia spesso è un paziente mortificato. Io vi garantisco che certamente è possibile, lo dico da medico, potenziare l'assistenza oncologica domiciliare. E non è assolutamente detto che i 3 milioni che chiede questo emendamento alla fine non rappresentino un investimento che porti a ben altri risparmi. Ma se così non fosse credetemi io credo che questi sarebbero tra i soldi meglio spesi di tutta questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche secondo me è un emendamento, il numero 711, tra quelli che sollevano problemi di maggior drammaticità io apprendo con piacere che nella ASL 2 è in corso un'attività di sperimentazione, o addirittura un'attività consolidata che ha consentito un miglioramento notevole dell'assistenza a questo tipo di malati. Devo dire che anche nell'area di Cagliari si muove qualcosa, perché è stato finalmente inaugurato l'Hospice, e perché per quanto l'Hospice proceda a scartamento ridotto, perché ha attivato un numero di posti letto che è inferiore, rispetto a quelli che potenzialmente può avere, comincia già ad essere una struttura che allevia il dolore nel territorio. Credo che le strutture di Hospice e quelle di assistenza domiciliare oncologica siano poi un gol complessivo del sistema, nel senso che il paziente tumorale, soprattutto il paziente tumorale in fase terminale, è un paziente difficilissimamente gestibile nelle famiglie ed è un paziente che è difficilissimamente gestibile anche nei reparti ospedalieri. Dai quali normalmente tende ad essere cacciato perché l'idea di dover utilizzare un posto letto per un paziente che non ha più aspettative di vita e che ha semplicemente l'idea di una qualità accettabile della vita, sino al termine dell'esistenza per se stesso e per i suoi familiari, è un'idea che cozza con quella dell'economicità della sanità alla quale comunque ci stiamo abituando. Per cui, è difficile che un paziente in fase terminale sia accettato presso una struttura ospedaliera, se non per un problema di urgenza, e spesso si contrabbanda l'urgenza pur di levare la rogna, la gravità del peso alla famiglia. Allora, l'idea del potenziamento dell'assistenza domiciliare integrata oncologica e l'idea dell'ampliamento degli Hospice e della creazione di altre reti di Hospice, di una rete di Hospice che sia in Sardegna è, a mio avviso, un'idea importante di civiltà, perché va verso la riqualificazione, così come quella della terapia antalgica, va verso la riqualificazione delle fasi estreme dell'esistenza, che sono un diritto del paziente ancor più quando è un paziente difficile che si difenda da solo, qual è il paziente oncologico con problemi algici, o il paziente oncologico in fase terminale. Si tratta di 3 milioni di euro sarebbe un segnale importante nei confronti di questi pazienti e delle loro famiglie. Presidente, le chiedo lo scrutinio palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Io chiederei, alla luce di quanto è avvenuto tutto il giorno anche ieri, al collega Vargiu di ritirarlo, di non sottoporci nuovamente all'ennesimo black-out che esiste tra l'opposizione e la maggioranza, non c'è dialogo, lei stesso lo ha riconosciuto anche in diversi interventi. Perché, io sono convinto che qui in Questo consiglio regionale siamo tutti scolarizzati, la Giunta ugualmente, sanno leggere gli emendamenti non ne hanno approvato uno, non ne hanno preso in considerazione neanche uno, non hanno neanche pensato minimamente di poter chiedere un time out per cercare di vederci meglio, perché non lo conosciamo. Quindi, dico io siccome qui il problema è di grande importanza ed è mortificante continuare ancora a cantare un ritornello che veramente ci umilia, umilia la sanità e il problema… se prendiamo Sassari, lei parla di potenziamento, non c'è un reparto di oncologia c'è un servizio di oncologia che è collegato alla medicina, quindi sta a significare che quasi quasi il problema viene preso da tutta la sanità. Avremmo visto i grandi numeri che purtroppo riguardano la popolazione sassarese, sono convinto che sarebbe dovuto nascere un reparto oncologico degno di tale nome. Quindi, il servizio purtroppo, caro Assessore lo conosco molto bene,dico purtroppo. Quindi, caro collega Vargiu alla luce dei fatti sono convinto che non è il caso di dover ricorrere al voto elettronico palese, ma sarebbe il caso di dire: ritiro l'emendamento per incapacità di colloquiare con questa maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 711.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Licandro ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 54
Astenuti 2
Maggioranza 28
Favorevoli 13
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 768.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. L'ultimo degli emendamenti soggetti a ripescaggio. Io voto a favore, che resti come memento e ne chiedo anche la votazione per scrutinio elettronico palese, è una nostra richiesta fatta tante volte per il potenziamento del centro dell'autismo e Dio sa quanto la Sardegna ne abbia bisogno. Però, uso gli ultimi due minuti del mio intervento per un commento sui ripescati, nel senso che noi non avevamo nessuna aspettativa che gli emendamenti, di cui abbiamo ottenuto la discussione in aula, potessero suscitare un interesse diverso da quello che hanno suscitato, collega Moro, non c'era la speranza che le cose potessero essere diverse. Non è facile riuscire a parlare, però io colleghi, in un minuto, quello finale, vi vorrei dire una cosa, cioè è ben strano, e a me non è mai capitato, non è mai capitato neanche nella finanziaria di quest'anno che ci sia un argomento sul quale non esista nessuna possibilità di ragionamento in Aula tra maggioranza e opposizione. Bene se voi ci pensate con la sanità ci siamo riusciti. Adesso io non sto a dire dove siano le responsabilità, se qualcuno abbia colpe, se qualcuno ne abbia di più, se qualcuno ne abbia di meno. Però vi devo dire, su un tema importante per i sardi qual è la salute nell'aula consiliare della Regione Sardegna non c'è nessun modo di scambiarsi idee, di comunicare tra maggioranza e minoranza. Sicuramente sarà anche colpa della minoranza, non c'è dubbio. Però sicuramente non è una cosa buona. Quindi ognuno per la sua parte ci rifletta e ognuno per la sua parte cerchi se può di rimuovere qualcuna di quelle condizioni che sono come un macigno nel dialogo di questa Aula, colleghi, come un macigno, perché stiamo discutendo, senza parlarci tra di noi, della salute dei sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Io esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 768 per poter riparlare di un tema quello dell'autismo sul quale all'inizio della discussione della finanziaria feci un'affermazione. Allora io credo, e mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, al collega Uras in modo particolare, perché questo è importante. Allora sull'autismo nel mese, non ricordo bene, settembre, ottobre, delibera di Giunta, collega Uras, viene dato il via ad un piano e a un progetto sull'autismo, come Azienda capofila il Brotzu di Cagliari, bene mentre l'Assessore non mi ascolta, io comunque sia, poi glielo ripeterò eventualmente, noi abbiamo approvato dei provvedimenti nello stesso periodo, quello che interdiva la Giunta ad attivare nuovi processi di attivazione di short list, comunque sia ad attivare percorsi di nuovo precariato nell'ambito delle aziende sanitarie. Bene andiamo a vedere gli atti di quello che è stato compiuto rispetto all'attivazione di questo progetto sull'autismo, un detto e un fatto. Si è riuscito anche lì a fare la short list, forse l'Assessore ci può dare qualche informazione migliore, perché io gli atti non li ho ancora visti, ma questo mi è stato comunicato, che sono stati chiamati in servizio presso l'azienda Brotzu, chiamati in servizio nuovo personale precario. Allora se l'Assessore è in grado di smentirmi lo faccia con gli atti. Ecco questo volevo dire, ma dirlo del perché, magari qualcuno pensa che noi ci interessiamo di sanità soltanto perché abbiamo voglia di portare alla vostra attenzione problemi risolvibili e mai risolti, no la realtà vera è che i problemi della sanità si portano perché si trovino le soluzioni, e oggi sinceramente, nonostante gli sforzi che abbiamo fatto per attivare un percorso di confronto, avete perso un'altra occasione, grazie, colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Grazie Presidente, molto brevemente, lo faccio anche da questo banco, perché volevo rispondere anche all'ultimo emendamento sull'articolo 8, volevo risponedere al collega Vargiu, a cui ovviamente mi lega oltre che colleganza anche grande stima. Beh io credo che noi abbiamo approvato in quest'aula, esattamente un anno fa un piano sanitario e io credo che questi emendamenti che sono stati presentati quest'anno siano per la gran parte uguali a quelli che si presentarono un anno fa per l'approvazione del piano sanitario regionale. Io credo che sui problemi della sanità sia anche arrivato il momento di finirla con le speculazioni, abbiamo dimostrato oggi che molte delle informazioni che sono state portate all'Aula attraverso questi emendamenti sono infondati. Come infondato è anche questo ultimo sull'autismo, in realtà sull'autismo proprio recentemente, ma due-tre mesi fa sono stati fatti da parte di questa amministrazione grandi investimenti e sono state anche aumentate le piante organiche del centro contro la autismo dell'ospedale Brotzu. Allora io credo che a distanza di un anno dall'approvazione del piano sanitario sicuramente non tutta la sanità vada bene, non era questo credo, poteva essere la nostra speranza, ma non certo la nostra certezza, ma credo anche che questi emendamenti andassero bene più un anno fa, rispetto a quanto possono andar bene oggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). L'autismo è una cosa seria, molto seria. Assessore, vorrei sapere da lei, cosa abbiamo fatto per l'azienda Brotzu per il reparto di autismo che c'è lì, se c'è abbiamo fatto veramente qualcosa, se si è fatto qualcosa in più dall'anno scorso ad oggi, cioè perché noi non sappiamo se lei prende la parola e ce lo dice ci fa veramente piacere; è una cosa importante questa, molto importante, importante perché si tratta di bambini, i bambini si possono recuperare, e recuperiamo un processo molto grave per la Sardegna, un processo molto grave per la Sardegna per evitare di, perché se no noi, Assessore, qui in Sardegna non avendo altri centri, l'unico centro di riferimento regionale è il Brotzu, l'unico centro. Ha detto che ne facevamo qualche d'un altro, ma non si è fatto ancora niente. Io vorrei sapere da lei se si è fatto qualcosa rispetto all'anno scorso, mi basta solo, io credo a lei, mi dica se si è fatto qualcosa, se si è fatto qualcosa la ringrazio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, abbiamo fatto due cose per l'autismo, che non erano state fatte prima. Abbiamo messo a disposizione 1 milione e 150 mila euro in gran parte per il Brotzu e poi per tutte le aziende sanitarie per incrementare l'attività e abbiamo avviato una procedura, per rispondere all'onorevole Contu, per regolarizzare una situazione perché il Brotzu lavorava con convenzionamento con cooperative non accreditate con il servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 768, chi è favorevole…
VARGIU (Riformatori Sardi). Avevo chiesto il voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 768.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Corda ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 57
Astenuti 1
Maggioranza 29
Favorevoli 14
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 992.
Colleghi dobbiamo mettere in votazione l'emendamento numero 992, degli onorevoli Pirisi, Marrocu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Grazie Presidente. Questo emendamento è un emendamento che richiama l'articolo 17 della finanziaria passata dell'anno scorso, dove era stata inserita la possibilità di deroga volumetrica nel caso di persone con gravi disabilità motorie. Devo dire che questa proposta è sostanzialmente condivisibile, anche perché ricalca quanto era già scritto prevalentemente in una proposta di legge che avevamo presentato l'anno scorso, e che non è stata ancora esaminata, e quindi con particolare riferimento ai 120 metri cubi era già previsto in questa proposta di legge, quindi credo che sia pienamente condivisibile. Come, comunque, è condivisibile anche il fatto di mettere un limite temporale alla risposta, l'articolo 17 prevedeva priorità per questo tipo di pratiche, quindi l'inserimento dei sessanta giorni credo che sia un fatto positivo. Quindi, io esprimerò il mio voto favorevole per questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Presidente, solo per dire che questo emendamento tende a superare le difficoltà che sono emerse nell'applicazione dell'articolo 17 della legge finanziaria dello scorso anno, e riguarda le disposizioni urbanistiche a favore dei portatori di handicap gravi, cioè si tratta di quei cittadini affetti da disabilità gravi, non emendabile ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge numero 104 del '92. Questo emendamento è condiviso da tutti i Capigruppo e quindi da tutti i Gruppi presenti in Consiglio, e chiedo scusa se non ho potuto parlare singolarmente con tutti i colleghi. Quindi, Presidente, c'è la firma a di tutti i colleghi del Consiglio regionale, solo che era stato presentato e caducato. Si tratta di un emendamento orale, ho avuto modo di parlare con tutti i Capigruppo, non ho raggiunto personalmente i singoli consiglieri. Si tratta quindi di inserire nel comma 1 dell'articolo 17 dello scorso anno la massima volumetria realizzabile che è di 120 metri cubi, e si tratta di tassare poi, al comma 2 della lettera a), sempre dell'articolo 17, quando si parla di una relazione che deve essere fatta dalla ASL, cassare con l'indicazione delle condizioni necessarie a garantire il completo soddisfacimento delle sue esigenze abitative, ed infine inserire in sostanza il silenzio assenso. Lo dico perché, a distanza di un anno dall'approvazione della finanziaria, nessuna pratica si è potuta mandare avanti sulla base dell'articolo 17. Quindi, ringraziando anche tutti i colleghi per l'adesione che hanno voluto dare, io, Presidente, finisco il mio intervento, chiaramente sostenendo l'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente. Adesso, finalmente, questo emendamento corregge tutto e fa tutto, mette tutto a posto, per queste persone gravemente disabili. Per questo mi sembra che il Gruppo di Forza Italia sia d'accordo, e chiedo la votazione elettronica palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei chiedere se è possibile proporre un emendamento orale. Se mi è consentito, si tratterebbe di questo. Io vorrei proporre che questa deroga di 120 metri cubi riservata mi pare alle abitazioni possa essere anche dedicata alle strutture sanitarie che si predispongono ad ospitare malati disabili gravi. Dico questo perché so che è in corso, presso l'Assessorato della sanità, una procedura che sta predisponendo le linee guida sui criteri di autorizzazione alle nuove strutture, e quindi, siccome questo è un problema importante, cioè l'organizzazione delle strutture sanitarie disponibili ad ospitare i disabili, questo favorirebbe spazi più idonei, soprattutto nei centri storici, nei punti dove questo sarebbe più difficile ottenersi. Quindi, mi permetto di fare questa proposta allargandola alle strutture sanitarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io francamente non esprimo un parere sulla ulteriore proposta emendativa presentata da Raimondo Ibba, perché non sono in grado di comprendere compiutamente cosa intenda la proposta, però se le persone competenti del Consiglio ritengono che sia praticabile, nulla osta. Volevo però porre l'attenzione su un problema. Sono il presentatore di un emendamento, tra quelli decaduti, che è identico al comma 2 di questo ulteriore emendamento. Devo dire che vorrei segnalare ai presentatori dell'emendamento un rischio, che è il rischio correlato al fatto che io ricordo perfettamente come venne introdotta all'interno della finanziaria dell'anno scorso l'argomento, nel senso che venne introdotto senza un'adeguata istruzione, e l'introduzione senza adeguata istruzione, collega Pirisi, è quella che comporta che, a distanza di sei mesi, perché da maggio dell'anno scorso ne sono passati otto, siamo costretti ritornare sull'argomento per cambiare le regole. E siamo costretti, collega Pirisi, tu hai detto sino a oggi nessuna autorizzazione è stata data, perché, te lo dico io, perché le Commissioni delle AA.SS.LL. non sono in grado di certificare che l'indicazione delle condizioni necessarie a garantire il completo soddisfacimento delle esigenze abitative dell'handicappato, nel senso che qual è la Commissione medica che può dire se il progetto che il portatore di handicap diversamente abile presenta è o non è adeguato a garantire pienamente le sue esigenze abitative. Quindi, noi avevamo fatto una sciocchezza quando avevamo scritto questo, un'inesattezza, una leggerezza, quando senza istruzione avevamo scritto questo nella legge finanziera dell'anno scorso. Questo ci dice quanto non sia positivo inserire all'interno della legge finanziaria, come facciamo sempre, dovremmo cercare di darci un limite definitivo, Presidente, su questo, norme che non hanno nessuna attinenza con la finanziaria e che sono decisamente posticce rispetto all'assetto della finanziera stesso. Le dico questo, collega Pirisi, perché non so se i sessanta giorni, io non ne ho idea, sono un termine congruo, perché non ho idea di quale sia il pezzo della ASL che si esprime su queste cose, se sia cioè un pezzo che è oberato di richieste, per cui sessanta giorni sono pochi o troppi. Quindi, sarebbe stato utile cercare di capire dove va a finire, in quale struttura, soprattutto nelle AASSLL periferiche, queste domande per comprendere se il termine dei sessanta giorni non può essere uno di quei termini che essendo troppo ristretto magari comporta che vadano tutte col silenzio assenso, perché non è materialmente possibile istruire le pratiche in servizi che sono già ingolfati da una quantità di lavoro istituzionale esagerato. Grazie
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Molto velocemente, per esprimere un voto favorevole a questo emendamento, che ha le caratteristiche di cercare di aggiustare una norma di legge che, per quanto voluta da questo Consiglio, e condivisa, ha dimostrato di avere delle difficoltà per essere attuata. Quindi, è giusto cercare di intervenire, io non sono ancora sicuro che questo sia sufficiente, è un passo sicuro in avanti. Di sicuro è anche che non è soltanto il valutare l'entità delle volumetrie necessarie per dare soddisfazione a quelle che sono esigenze abitative di coloro che sono portatori di handicap, ma è valutario, io credo che l'ASL non debba mai venire meno se è vero che chi ne fa la richiesta è in quel tipo di situazione. Per ciò che riguarda la richiesta che fa l'onorevole Ibba, è sicuramente condivisibile quando non si tratta di strutture, ma di uffici privati, o professionali, e in questo caso io ritengo debbano essere studi professionali che devono ricevere pazienti in questa situazione. Non lo so se è da affrontare allo stesso modo, di sicuro però la richiesta è condivisibile, perché anche in queste strutture, chiaramente, bisogna cercare di trovare quelle che sono le soluzioni necessarie per non creare barriere che, sicuramente, sono necessarie. Credo che però, principalmente, deve essere rivolto a quella che è l'esigenza dei privati, e quindi nelle residenze trovare una possibilità di accelerare le pratiche e di togliere quelli che sono stati, in qualche modo, i vincoli che hanno impedito a questa legge di funzionare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Molto brevemente. Per l'esperienza che ho avuto nel mio mandato assessoriale dove facevo pratiche edilizie, vorrei comunicare al collega Vargiu che i 60 giorni non sono nati così, è il tempo di legge necessario agli enti locali per poter definire le pratiche, e si è introdotto il silenzio assenso che diceva, appunto, giustamente il collega Pirisi, per cui le pratiche non dovranno giacere nei comuni oppure nelle AA.SS.LL., perché c'è un termine perentorio di 60 giorni entro il quale dovranno pur dare una risposta. Questo è il senso del terzo comma di questo problema. Voto a favore dell'emendamento numero 992. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. C'è una proposta dell'onorevole Ibba che ha bisogno di una risposta… non può essere accolta?... va bene. Votiamo l'emendamento numero 992. E' stata richiesta dall'onorevole Petrini la votazione elettronica palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 992.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Diana e Contu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 59
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 59
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Articolo 9. Colleghi, iniziamo l'articolo 9. Il primo iscritto a parlare sull'articolo 9 è l'onorevole Licandro…
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei proporre che, nel caso ci sia la disponibilità, si faccia pure il primo intervento con le iscrizioni a parlare, e poi, magari, continuiamo domani mattina. Perciò, se questo è possibile, si può pure iniziare con il primo intervento, i Capigruppo iscriveranno i colleghi che hanno dato la loro disponibilità, oppure, francamente, l'articolo 9 si potrebbe anche concludere integralmente domani e iniziare domani direttamente limitando anche gli interventi. Il mio Gruppo per questo è disponibile.
PRESIDENTE. Colleghi, io non ho problemi, ho bisogno di fare una Conferenza dei Capigruppo, perché stiamo viaggiando un po' a vista.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Se noi stasera non completiamo la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti all'articolo 9, domani non siamo in grado di chiudere l'articolo 9. Tra emendamenti all'articolo 9, discussione generale e per di più si deve iscrivere chi non è neanche presente, perché viene iscritto dal Capogruppo, emendamenti sospesi, impegni o non impegni io penso sia giusto chiudere la discussione generale sull'articolo 9. Per quanto riguarda la maggioranza noi ci riserviamo di non intervenire e, poi, domani si va all'articolo 9 e agli emendamenti.
SANJUST (F.I.). La programmazione era fino alle 10.
PRESIDENTE. Facciamo una Conferenza dei Capigruppo, colleghi. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 56 , viene ripresa alle ore 22 e 07.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
PRESIDENTE. Allora, i lavori si chiudono qui e siamo convocati domani alle ore 10, puntuali, perché chi intende parlare sull'articolo 9, si dovrà iscrivere alle 10, perché alle 10 iniziano i lavori.
La seduta è tolta alle ore 22 e 08.
Allegati seduta
CDII Seduta
Giovedì 21 Febbraio 2008
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente BIANCU
indi
del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente RASSU
indi
del Vicepresidente BIANCU
indi
del Presidente SPISSU
indi
del Vicepresidente BIANCU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 16.
CAPPAI, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 14 febbraio 2008 (395), che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione della Comunità montana n. 7, denominata Goceano." (1157)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'affidamento delle funzioni di polizia mortuaria nell'Azienda sanitaria locale n. 8 di Cagliari." (1158)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sull'annullamento parziale degli atti di gara di cui alla deliberazione n. 618 del 21 giugno 2007 del direttore generale dell'Asl n. 1 di Sassari sull'affidamento del servizio di pulizia e sanificazione degli ospedali di Sassari e sulla necessità di provvedimenti atti a salvaguardare i diritti dei lavoratori interessati che vivono, da alcune settimane, disagi indescrivibili." ( 1159)
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione Pittalis - Marracini - Lai Renato sul "caso Tuvixeddu" e sulle sentenze del TAR Sardegna n. 127, 128 e 129 dell'8 febbraio 2008." (168)
PRESIDENTE. Colleghi, sospendo i lavori sino alle ore 10 e 30, quindi i lavori sono sospesi, riprendono alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 17, viene ripresa alle ore 10 e 30.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Stiamo esaminando e ponendo in votazione gli emendamenti pervenuti all'articolo 8 da altri articoli. Bene è stato presentato al comma 5 dell'articolo 3 l'emendamento numero 73 della Giunta regionale. Quindi all'emendamento numero 73 è stato presentato…
BIANCU (P.D.). Presidente, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, soltanto in considerazione del fatto che i colleghi stanno arrivando, se fosse possibile avere 10 minuti, un quarto d'ora di sospensione fino alle 10 e 45. Attendevamo intanto, siamo più tranquilli perché è arrivato l'onorevole La Spisa. Adesso diciamo che anziché dieci minuti ce ne può dare 8… Almeno fino alle undici meno un quarto, che ci consenta…
LA SPISA (F.I.). Iniziamo.
BIANCU (P.D.). Stiamo chiedendo la sospensione di un quarto d'ora.
PRESIDENTE. Sospendiamo in via eccezionale . 5 minuti se non si inizia non si riesce a far andare… 10 minuti.
Bene i lavori riprenderanno alle ore 10 e 47.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 32, viene ripresa alle ore 10 e 47.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì per chiedere che l'emendamento numero 73 venga spostato alla fine, dopo l'articolo 9.
PRESIDENTE. Quindi è stato chiesto lo spostamento all'articolo 9 dell'emendamento orale della Giunta, se non erro, presentato all'emendamento numero 73 e al comma cinque. E quindi discuteremo sia l'emendamento che i commi all'articolo 9. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per quanto ci riguarda, non siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Esiste un emendamento, collega Capelli, un emendamento all'emendamento… onorevole Diana… bene, collega Capelli, è ancora valida la richiesta di… Va bene?
CAPELLI (U.D.C.). Va bene.
PRESIDENTE. Allora, ripeto, è stato chiesto lo spostamento dell'emendamento numero 73 a cui è stato presentato un emendamento orale della Giunta al comma cinque dell'articolo 8 all'articolo 9, c'è il consenso dell'Aula, viene spostato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, la ringrazio. Io intendo intervenire sul Regolamento, Presidente. Presidente, le chiederei un attimo di attenzione in maniera tale da poter essere il più possibile chiaro nell'esplicitare il ragionamento che intendo fare. Nel senso che nella chiusura della riunione di ieri sono stati dichiarati decaduti alcuni emendamenti, in quanto il Presidente ha dichiarato che essendo decaduto il comma cui erano attribuiti, il comma 37, gli emendamenti stessi erano decaduti insieme al comma che è stato abolito. Dopo questa affermazione del Presidente è stata convocata una Conferenza dei Capigruppo e nella Conferenza dei Capigruppo, stante l'ora tarda e l'estemporaneità della convocazione, ero l'unico Capogruppo di minoranza presente, era presente anche lei e quindi ha avuto modo di vedere, e la discussione ovviamente si è svolta in maniera convulsa, sia per l'ora tarda, e il desiderio legittimo dei colleghi anche della maggioranza di raggiungere le proprie abitazioni, e sia per il fatto che nessuno di noi aveva avuto modo comunque di verificare dal punto vista regolamentare gli atti che erano stati in maniera chiara e perentoria dichiarati dal Presidente del Consiglio. Ora questa verifica è stata da me personalmente effettuata, per cui volevo sottoporre all'attenzione della Presidenza del Consiglio, che è quella che decide, e l'attenzione anche degli Uffici che stanno ascoltando, alcune riflessioni sulla base delle quali io chiederei una revisione della decisione presa dalla Presidenza del Consiglio nella tarda serata di ieri. Le riflessioni sono le seguenti: punto 1 gli emendamenti di cui sono primo firmatario, che sono stati dichiarati… anzi scusi, faccio una premessa ancora, Presidente, ovviamente da parte mia c'è il massimo rispetto di quelle che saranno le decisioni degli organi istituzionali, perché non vedo né dolo e neppure accanimento, vedo un'interpretazione regolamentare sulla quale mi permetto di non essere d'accordo…
PRESIDENTE. Un attimo collega, prego colleghi è un argomento abbastanza importante, vi prego di prestare attenzione.
VARGIU (Riformatori Sardi). L'importante è che ascolti il Presidente che deve decidere e gli Uffici che lo devono supportare tale decisione, gli altri parlino di ciò che desiderano. Punto uno negli emendamenti presentati da alcuni consiglieri della minoranza di cui io sono primo firmatario non c'era l'attribuzione al comma 37, nel senso che tutti gli emendamenti recitavano: "al termine dell'articolo 8 è aggiunto il seguente". Per cui è manifesta la volontà del proponente di collegare l'emendamento all'articolo 8 e non ad un comma dell'articolo 8. Io ho verificato il Regolamento consiliare e il Regolamento consiliare non dice che l'emendamento si deve riferire a un comma. L'emendamento aggiuntivo è aggiuntivo all'articolo, quindi l'interpretazione che l'emendamento si debba comunque riferire a un comma è, a mio avviso, un'interpretazione da prassi, sicuramente invalsa, ma non è esplicitata in nessun punto del nostro Regolamento. Punto secondo. E' evidente quindi che dal punto di vista sostanziale gli emendamenti fossero da attribuirsi funzionalmente a qualsiasi comma, ma non al 37, perché nessuno degli emendamenti di cui io sono primo firmatario ha come riferimento il comma 37 a cui gli Uffici lo hanno attribuito.
Punto terzo. Gli Uffici hanno svolto un'azione estremamente positiva, che è stata quella di verificare in tutti quegli emendamenti in cui c'era scritto "al termine dell'articolo 8, dopo l'articolo 8", di verificare se ci fosse un comma all'interno della manovra finanziaria a cui poterlo attribuire, a cui poter attribuire l'emendamento. Per cui ci sono stati diversi emendamenti che sono stati attribuiti al comma a cui si riferivano. Bene, nel caso dei miei emendamenti, questo non è avvenuto. Allora, si arriva a questa incongruenza, che ci sono due emendamenti identici, il numero 441, di cui è primo firmatario il collega Lai, che è identico all'emendamento che si trova a pagina 300, di cui io sono primo firmatario. L'emendamento numero 441 è stato correttamente attribuito, mentre l'emendamento numero 792 è stato attribuito al comma 37. Allora, io capisco il modo in cui hanno lavorato gli Uffici, convulso, in poche ore hanno dovuto esaminare mille emendamenti. Però, se hanno attribuito un emendamento alla propria materia, e se c'erano due emendamenti identici, non è possibile che uno sia stato attribuito al comma 12 e l'altro al comma 37, o tutti e due dovevano essere attribuiti al comma 12, e quindi anche il mio sarebbe dovuto essere discusso, sospeso, nel caso di specie, insieme al comma 12, oppure tutti e due erano da attribuirsi al comma 37, perché erano identici, e tutti e due dovevano essere dichiarati decaduti. Non è possibile che emendamenti identici abbiano una sorte diversa, e uno sia discutibile, perché attribuito correttamente dagli Uffici, l'altro non sia discutibile perché gli Uffici l'hanno attribuito ad un emendamento decaduto. Io credo che ci sarebbe un'incongruenza insanabile e una lesione dei diritti del proponente di entità tale che, in qualche maniera, una risposta deve essere data. Lo stesso ragionamento vale per l'emendamento numero 508, presentato dai colleghi Cherchi Silvio e più, che è un emendamento al termine dell'articolo ottavo, e non è stato attribuito al comma 37, ma è stata attribuito correttamente al comma dell'articolo della sanità a cui si riferiva. In conclusione, io chiedo che gli emendamenti che gli Uffici hanno attribuito al comma 37, e che sono quindi stati attribuiti all'ultimo dei commi dell'articolo, che non parla di sanità, siano tutti quanti più correttamente attribuiti all'ultimo comma dell'articolo 8, se questa è la prassi; ma siccome l'articolo 8 contiene sanità, edilizia e provvedimenti sociali, che siano attribuiti all'ultimo dei commi che riguarda la sanità. In alternativa, chiedo che ci sia una sospensione dei lavori dell'Aula, e che gli Uffici verifichino ciascuno emendamento a quale comma deve essere attribuito, in maniera tale che ci sia stesso identico trattamento nei confronti degli emendamenti di cui sono primo firmatario e degli emendamenti di cui è primo firmatario il collega Lai o il collega Silvio Cherchi, che sono effettivamente stati attribuiti al comma giusto, nonostante avessero la stessa identica edizione che è riportata negli emendamenti di cui sono primo firmatario io, e cioè "dopo l'articolo, al termine dell'articolo 8". Quindi, le chiederei o di attribuire tutti gli emendamenti all'ultimo comma sulla sanità che è presente all'interno dell'articolo, oppure di attribuire ogni singolo emendamento al comma che è più fisiologicamente rapportato con quell'emendamento, come è stato fatto per gli emendamenti di altri colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, collega Vargiu. Io non ho nessuna difficoltà a concedere una sospensiva ai lavori affinché si apra un'interlocuzione con gli Uffici. Tengo a precisare, comunque, che il Presidente, nella seduta di ieri sera, ha già dichiarato decaduti questi emendamenti. Non solo, ma sullo stesso argomento su cui si è già deliberato non è possibile tornarci sopra. Comunque sia, sentendo le argomentazioni che lei ha testè presentato, parrebbe che effettivamente, stante la convulsione che caratterizza la legge finanziaria e la così ampia materia che tratta l'articolo 8, che tratta, di fatto, di tre materie, non solo di materia sanità, può essere successo probabilmente qualche disguido. Ora, non so se sia possibile o meno rimediare, comunque, stante la richiesta del collega Vargiu, e l'importanza di quanto richiede, in quanto si tratta nel caso di rispettare la possibilità che hanno i nostri consiglieri di presentare emendamenti, quindi di legiferare, non ho difficoltà a dichiarare sospesa l'Aula. Si riprendono i lavori alle ore 11 e 15, consentendo quindi un'interlocuzione con gli Uffici, onde verificare, se è possibile, ripeto ancora, se è possibile rivedere quanto chiesto dal collega Vargiu. I lavori sono sospesi, riprenderanno alle ore 11 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 01, viene ripresa alle ore 11 e 58.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, l'emendamento è suo per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Volevo segnalare, Presidente, il fatto che l'emendamento numero 5 e i successivi emendamenti numero 247, a firma Balia, Masia, e il numero 961, a firma Pacifico, Balia, Masia, Barracciu, Lai Silvio, Cocco, Ibba, Lai Renato, Lanzi, Uggias, sostanzialmente tendono allo stesso risultato. Io non so se i colleghi vogliano valutare la possibilità di un'unificazione di questi tre emendamenti e della stesura di un testo di sintesi, se così non fosse, naturalmente chiederei di valutare positivamente l'approvazione di quest'emendamento che, sostanzialmente, tende a fare giustizia di una situazione di ingiustizia che c'è in Sardegna, dove i laureati non medici, specializzandi che frequentano le scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia presso l'Università di Cagliari e Sassari, non hanno nessun rimborso economico, nessuna borsa di studio, contrariamente a quanto avviene per i loro colleghi medici che, invece, godono di questo beneficio. Ora, per fare giustizia di questo, insieme anche al Presidente della Commissione sanità, si era stimata una somma, io avevo messo 1 milione e 200 mila euro, ma ho fatto un emendamento orale riducendola a 600 mila euro, che possa consentire all'Assessorato di dare una risposta anche a questi nostri giovani specializzandi che, purtroppo, non essendo medici, tuttavia svolgono la loro attività all'interno delle scuole di specializzazione come i loro colleghi medici, appunto, di fronte a questa ingiustizia, che in molte altre Regioni non si verifica, si ritiene giusto che anche in Sardegna, questi giovani, possano vedere riconosciuta in qualche maniera l'attività che svolgono in queste scuole di specializzazione. Quindi la mia dichiarazione di voto è favorevole, la richiesta ai colleghi è di valutare favorevolmente la possibilità di accoglierlo. Ribadisco la mia disponibilità, nel caso, con i colleghi che hanno presentato gli altri emendamenti, a trovare una sintesi che possa essere votata da tutti. Chiedo la votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, in armonia con le cose che diceva adesso l'onorevole Scarpa, l'emendamento numero 5 a firma Scarpa, e gli emendamenti numero 247 presentato dai Socialisti e il numero 961, primo firmatario l'onorevole Pacifico, ma poi anche con i nostri nomi più altri, perseguano sostanzialmente lo stesso obiettivo; tendono ad introdurre la possibilità che le borse di studio, che sono previste specificamente per il settore medico, siano invece allargate anche alla possibilità di frequentare scuole di specializzazione anche a quelle altre facoltà, a quelle altre lauree che sono collaterali con il settore medico. L'emendamento numero 247, è più specifico perché tende ad introdurre espressamente la specializzazione nella facoltà di biologia. La cosa che caratterizza e che differenzia gli emendamenti è data dal fatto che, in alcuni casi, è previsto un incremento di risorse finanziarie, mentre nel nostro emendamento le risorse finanziarie non vengono toccate e si chiede di ripartire in maniera più ampia e compiuta quelle già previste alla UPB S02. 04. 010. Naturalmente, qualunque di questi tre emendamenti troverebbe riscontro e avrebbe il nostro voto favorevole. Chiediamo alla Commissione di rimediare ad un'ingiustizia rispetto alla quale altre Regioni d'Italia, già in questo senso, si sono pronunciate, ma che viaggiano armonicamente anche con quanto previsto dalla legislazione nazionale.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo alla Giunta e alla Commissione quale parere esprimono su questi emendamenti; l'emendamento numero 5, il numero 247 e il numero 961 che sono simili e che erano stati sospesi.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.). relatore di maggioranza. Sì, Presidente, la Commissione aveva già manifestato grande attenzione nei confronti della materia trattata e si era riservata poi di sentire anche la Giunta e, comunque, di raccomandare particolare attenzione perché, effettivamente, è un problema che, evidentemente, è da prendere in considerazione con la dovuta attenzione. Pertanto riteniamo che sia opportuno rimettersi all'Aula, in attesa anche di quanto ci dirà la Giunta su questa materia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Ma, l'attribuzione di borse di studio a specializzandi diversi da quelli della facoltà di medicina è un argomento che è stato già discusso anche in passato. Normalmente questo non avviene in nessuna Regione, salvo pochissimi casi, credo nelle Province autonome. Non avviene, pur sapendo che questo comporta qualche differenziazione fra persone che frequentano le stesse scuole di specialità, però, la normativa italiana prevede che siano garantite soltanto agli studenti specializzandi delle facoltà di medicina per le quali, addirittura quest'anno, è stato previsto un contratto di formazione anziché una semplice borsa di studio. Questa Regione, in passato, le ha già estese anche ai veterinari, ritengo che procedere ulteriormente all'estensione rischi di creare ulteriori iniquità nei confronti di tutti gli altri studenti di tutte le altre facoltà che, pur facendo una specializzazione e comunque corsi post laurea, non hanno accesso a nessuna forma di borsa di studio o di aiuto comunque per l'ulteriore specialità che fanno. Quindi io ritengo che, come è stato detto in passato dalla Giunta, sarebbe un errore estendere ulteriormente ad altri specializzandi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. Io mi permetto di puntualizzare che anche in altre Regioni d'Italia vi è un sistema di questo tipo per le scuole di specializzazione numeriche. Il primo articolato che noi abbiamo presentato all'attenzione dell'Assessore è lo stesso articolato che è molto ostello e molto semplice dal punto di vista applicativo, che, ad esempio, ha applicato in Trentino. Ricordo ancora che gli specializzati non medici delle scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia hanno una particolarità che è diversa dalle altre specializzazioni, che è quella che, comunque, durante l'espletamento del corso di specializzazione hanno funzioni anche di tipo assistenziale, nel senso che noi parliamo di scuole che sono riferite a scienza dell'alimentazione, alla parassitologia, alla microbiologia, a laboratori d'analisi, quindi tutte specializzazioni tecniche che vengono svolte nel contesto delle strutture pubbliche e di riferimento, in questo senso, parte del loro lavoro è sicuramente anche teso a supporto dell'assistenza. Quindi io credo che da questo punto di vista si potrebbe, quantomeno, avere un occhio di attenzione nel poter rivedere la normativa che noi abbiamo con la legge numero 5, che estende soltanto ai veterinari questo tipo di specialità, per quanto riguarda le scuole di specializzazione, non si tratta di un numero elevatissimo di borse di studio, ma sicuramente stiamo lavorando in questo senso, nel caso fosse accolta questa proposta, anche nel qualificare sicuramente quei corsi di specializzazione delle nostre facoltà.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (P.D.). Signor Presidente, in realtà, questa apertura ai biologi che personalmente mi trova favorevole, però, apre un problema più generale, che è quello: se lo date a noi allora anche agli psicologi, ai filosofi e così via, a tante altre scuole di specializzazione. Inizialmente questa concessione ai medici aveva ed ha una valenza abbastanza riconoscibile; i medici fanno le guardie, fanno gli infermieri, sono responsabili di un reparto, in pratica sono dei lavoratori che vengono anche addirittura utilizzati fortemente per supplire determinate situazioni. C'è un'eccezione che è stata fatta, ed è questa, che dimostra come dando un inizio poi segue tutta una sequela di conseguenze. Ai veterinari è stato dato, e questa è un'eccezione, i biologi si legano al fatto che ci sono delle scuole di specializzazione per medici nelle quali l'assistenza non avviene e loro fanno praticamente lo stesso lavoro nella scuola di specializzazione dei medici. Ma a me sembra che questo problema debba essere affrontato non in un emendamento, ma affrontato seriamente. Io mi sono dato da fare perché in qualche modo venisse sanata questa situazione con l'Università, col rettore, eccetera, e anche il rettore si è molto preoccupato che sanando questa situazione potesse poi nascere tutta una catena di casi analoghi. Secondo me sarebbe bene pensare prima a risolvere il problema in modo veramente generale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Devo chiedere ai colleghi se dopo le spiegazioni dell'Assessore, gli interventi del Presidente della Commissione e quest'ultimo dell'onorevole Gessa intendono mantenere gli emendamenti. Se vengono mantenuti li mettiamo in votazione con scrutinio elettronico palese.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie. Io mantengo l'emendamento proprio perché, come diceva il professor Gessa, il fenomeno è circoscritto a quei laureati non medici che lavorano in quelle scuole di specializzazione, fianco a fianco con i loro colleghi medici, e mi sembra che questa ingiustizia grave, sanata da alcune altre autonomie speciali, possa essere sanata anche nella nostra Regione. Per questa ragione mantengo l'emendamento numero 5 e chiedo ai colleghi di valutare la possibilità di sostenerlo e di votarlo, naturalmente con lo scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie. Colleghi, sono emendamenti uguali nella sostanza e leggermente diversi nella forma. Io propongo di votarli tutti insieme perché se li votassimo uno a uno qualora venisse bocciato uno gli altri decadono perché è materia sulla quale abbiamo votato. Quindi se siete d'accordo io li voterei insieme, sebbene, per esempio, l'emendamento numero 247 non abbia una copertura finanziaria uguale a quella degli altri due.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Mantengo l'emendamento, non ho nulla in contrario a che si votino tutti assieme, annuncio naturalmente il voto favorevole e relativamente all'Assessore va richiamata una cosa. Onorevole Vargiu, lei qualche anno fa ha presentato o un'interrogazione o un'interpellanza in questa direzione. Non è avvenuto assolutamente nulla, le cose continuano a restare così com'erano, quindi anche le osservazioni fatte dall'onorevole Gessa, che tendeva a trovare una sistematizzazione in fasi successive e in modo più organico, se non la si è trovata in questi due anni, dal momento dell'interrogazione ad oggi, evidentemente non c'è la volontà politica da parte della Giunta regionale di trovarla.
Il nostro voto è favorevole.
PRESIDENTE. Grazie. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Scarpa?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Prego i colleghi di prendere posto per la votazione elettronica palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5, 247 e 961.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Farigu - Floris Mario - Giorico - Licandro - Liori - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Salis - Sanna Matteo - Scarpa - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cherchi Oscar - Frau - Gessa - Lombardo - Sanjust.
Sì, un momento, colleghi. Onorevole Pisu, onorevole Cugini, onorevole Lanzi… aggiungiamo Lanzi, Cugini, Pisu e Serra.
(Interruzione)
Però, colleghi, non si può votare verde… rifacciamo la votazione, colleghi, abbiamo difficoltà a registrare quelli che fanno diventare i rossi verdi e i verdi che diventano rossi. Prego i colleghi di aspettare un attimo. Azzeriamo e rifacciamo la votazione. Prego di prendere posto. Colleghi, stiamo rifacendo la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5, 247 e 961.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pisu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Marracini - Masia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Giagu - Giorico.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 77
votanti 74
astenuti 3
maggioranza 38
favorevoli 35
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 269, primo firmatario onorevole Lai Renato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io parlo sull'ordine dei lavori perché quando, Presidente, lei non presiedeva, come le avranno senz'altro riferito, è stata posta una questione relativa agli emendamenti che erano stati da lei dichiarati decaduti nella serata di ieri e personalmente, intervenendo a nome della minoranza, ho rappresentato alcuni elementi…
(Interruzione)
Ci fermiamo e aspettiamo!
PRESIDENTE. Prego, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Se può cortesemente chiedere all'onorevole Marrocu di farlo fuori il comizio, perché mi disturba, non riesco a parlare!
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le dicevo, a nome della minoranza ero intervenuto introducendo una serie di elementi di valutazione nuovi rispetto a quelli che l'estemporaneità degli avvenimenti di ieri sera avevano consentito, sulla base dei quali a nome della minoranza chiedevo alla Presidenza e agli Uffici la rivisitazione della decisione presa ieri, la sua revoca e la riammissione alla discussione degli emendamenti che erano stati, a nostro avviso erroneamente, dichiarati decaduti. Il Presidente che in quel momento presiedeva ha evidentemente deciso che sulle considerazioni nuove che venivano introdotte sarebbe stato opportuno un supplemento di indagine e di riflessione e ha sospeso i lavori dell'Aula per comunicare successivamente all'Aula l'esito delle determinazioni che la Presidenza in materia aveva assunto. Per cui siamo in attesa, sono anche io personalmente in attesa, di avere dalla Presidenza l'esito delle determinazioni che la Presidenza avesse nel frattempo assunto. La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Vargiu. Il Presidente che questa mattina ha aperto i lavori ha naturalmente, così come è stato proposto a seguito della sospensione dei lavori, svolto insieme agli Uffici, insieme al resto della Presidenza, un supplemento di indagine che ha portato a confermare la decisione assunta. Il presidente Rassu so che ha comunicato questa decisione ai colleghi della minoranza, ma se questa comunicazione non è avvenuta come necessario la rifacciamo in Aula. I motivi - che sono quelli della prassi consolidata, usata ordinariamente per assumere queste decisioni - vengono confermati, quindi quegli emendamenti sono decaduti. Andiamo avanti, ovviamente questo fatto, così come altri fatti, inclusi i tempi di discussione della finanziaria, determinano vistose lacune nel nostro Regolamento e mi farò promotore, appena conclusa questa finanziaria, di un'ulteriore rivisitazione del Regolamento che copra anche questi aspetti che via via emergono nella discussione e nel nostro lavoro. Onorevole Vargiu, io chiuderei la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Non intendo ampliare la discussione, sono rispettoso delle scelte delle Istituzioni, anche quando non le condivido in nessun modo. Volevo semplicemente chiederle, a nome dei Gruppi della minoranza, dieci minuti di sospensione dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE. Sì, però l'Aula è sospesa da più di due ore oggi, onorevole Vargiu!
VARGIU (Riformatori Sardi). Stavate lavorando su questo argomento!
PRESIDENTE. Colleghi, calmi e senza urlare soprattutto. Facciamo dieci minuti di sospensione, si riprende alle 12 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 21, viene ripresa alle ore 12 e 40.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
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Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Un minuto di sospensione.
PRESIDENTE. Siccome erano dieci e sono diventati venti, un minuto. Va bene, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 41, viene ripresa alle ore 12 e 42.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente!
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io avevo chiesto di parlare prima!
BALIA (Gruppo Misto). Vorrei essere messo nelle condizioni di poter intervenire, Presidente.
PRESIDENTE. Vogliamo prendere posto? Prego, onorevole Balia.
BALIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Sull'ordine dei lavori e naturalmente anche sul Regolamento. Lo dico con molto rispetto nei confronti della Presidenza, ma con altrettanta determinazione e forza. C'è stata poco fa l'espressione di un voto che ha dato un certo risultato, cioè quel voto ha dato risultato favorevole rispetto ad alcuni emendamenti. Subito dopo averne preso atto ed essere apparsi i numeri nella tabella e anche letti quei numeri, non ho capito in base a quale procedura, a quale percorso innovativo - evidentemente un percorso innovativo in questa direzione può essere che ci ritroviamo anche in futuro - si è chiesto di ripetere il voto, non ho compreso la spiegazione logica, e verrebbe da pensare che a pensar male in questi casi qualche volta ci sia azzecca, che la ripetizione del voto non sia del tutto casuale e in quella ripetizione di voto si è avuto un risultato opposto rispetto a quello originario. Ecco, naturalmente l'Aula si è riempita di consiglieri che invece erano assenti nel corso della prima votazione, ma soprattutto non comprendo il perché la votazione sia stata ripetuta. Io chiedo, Presidente, che questo fatto venga messo a verbale.
PRESIDENTE. Sì onorevole Balia, sarà messo a verbale, volevo farle notare che non ero io a presiedere in quel momento, comunque gli Uffici mi dicono che la votazione è stata ripetuta, poiché rispetto ai voti che erano stati espressi, diversi risultavano non espressi e tra quelli espressi vi erano altrettanto diversi consiglieri che chiedevano di rettificare il loro voto e quindi la proclamazione del voto non era avvenuta in quanto la segreteria, i segretari non avevano ancora quantificato quali erano queste rettifiche da apportare e i voti da aggiungere rispetto a quelli espressi, e il Presidente ha ritenuto, in funzione di questa confusione che si era creata, di ripetere, che fosse più corretto ripetere il voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, io intervengo per dichiarazione di voto, non so se...
PRESIDENTE. No, scusi onorevole Cucca, prima delle dichiarazioni di voto c'è l'onorevole Floris sul Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, a me dispiace che non ci sia il Presidente del Consiglio, e mi dispiace anche che sia lei a presiedere il Consiglio in una fase delicata in cui le opposizioni hanno posto un problema che io ritengo serio, ma questo la dice lunga sul modo padronale con cui si conducono questi lavori. Il Presidente del Consiglio ha il dovere sul Regolamento di essere qui e di dare un'interpretazione. Siccome ha fatto riferimento anche a prassi consolidate, io vorrei che ci fosse lui. Siccome non c'è sono costretto a parlare per richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che questa prassi non è mai esistita. Noi, l'unico punto che abbiamo nel Regolamento è il comma 6 bis dell'articolo 85 che recita testualmente: "quando siano stati presentati in uno stesso testo una pluralità di emendamenti aventi una parte comune identica alla quale può essere attribuito il significato di principio e di una parte recanti una variazione ogni volta diversa, il Presidente pone in votazione preliminarmente il principio e in caso di voto contrario tutti gli altri emendamenti aventi la medesima parte comune decadono". Non siamo in questa fattispecie. Questa fattispecie non esiste, quindi il Presidente deve dire a quale regolamento sta facendo riferimento nell'annunciare il fatto che 200 emendamenti presentati dalle minoranze non possono essere discussi in quest'Aula. Io capisco benissimo la fretta che la maggioranza ha di portare e di incassare il bilancio e la finanziaria, ma questo non può andare a discapito del rispetto integrale del Regolamento e delle prassi. Allora, il problema non è il riferimento agli articoli o ai commi degli articoli, questo è un fatto strumentale ed è un fatto squisitamente tecnico, e chi come me ha presieduto questo Consiglio ha sempre tenuto una diversa posizione. Noi dobbiamo stabilire se l'emendamento e gli emendamenti possono o non possono avere vita autonoma, se sono indipendenti e possono vivere senza bisogno di luce riflessa. Allora, verificare se la materia, la sostanza della materia trattata è differente oppure no dal contenuto del comma a cui facciamo riferimento e agli articoli a cui facciamo riferimento. Tutti gli emendamenti autonomi aldilà del collegamento, hanno diritto in quest'Aula di essere discussi e votati, e non ci può essere nessun Presidente che ha la faccia tosta di dire: "Troviamo questo marchingegno per evitare il dibattito in quest'Aula". Questo è un fatto serio! Certo che le prassi si fanno...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). ...Concludo, che se le prassi si fanno come le ha fatte il Presidente prima, e esiste una votazione, c'è un risultato, quello è il risultato. Io non ho mai visto prassi che hanno annullato le votazioni perché qualche collega non è stato attento e ha votato un pulsante anziché un altro. Guardate, se noi andiamo avanti così
PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). ...Lo dico al Presidente del gruppo del Partito Democratico, tanto non ne usciamo, perché per perdere tempo siamo capaci tutti a perdere tempo, non ne abbiamo perso di tempo, quindi state attenti a quello che state facendo. Io invito la Presidenza che peraltro è composta illegittimamente, anche la Presidenza, perché ci sono gruppi dell'Ufficio di Presidenza che hanno due rappresentanti, questo bisogna rispettare il Regolamento, non potete proseguire come volete voi.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il tema che lei ha proposto sul Regolamento. E' stata data risposta ieri sera, stamattina, ieri sera c'è stata la Conferenza dei Capigruppo, stamattina è stata ripetuta quella che è stata l'interpretazione data non solo dalla Presidenza ma anche dagli Uffici, siamo andati oltre il tema degli emendamenti decaduti, per cui possiamo proseguire sull'emendamento numero 269. Onorevole Scarpa su che cosa intende intervenire?
SCARPA (Gruppo Misto). Sul Regolamento.
PRESIDENTE Sì, lei è il primo iscritto difatti dopo onorevole Floris, non è stato saltato.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Intendo intervenire con il massimo rispetto verso l'istituzione Consiglio regionale, verso il suo Presidente e verso tutti i colleghi. La ripetizione di un voto elettronico è giustificata solo in caso di avaria del sistema. Il sistema ha funzionato, ha enunciato il risultato...
PRESIDENTE. Non è stato enunciato il risultato.
SCARPA (Gruppo Misto). ...Sul tabellone e quindi il voto è stato acquisito.
Io non sto parlando di come ha votato ogni singolo collega o del fatto che dei colleghi dopo sono rientrati o che hanno cambiato voto, sto parlando del principio generale, del principio sacro in tutti parlamenti, il voto acquisito non si può ripetere.
Sarebbe un precedente terrificante per l'autonomia regionale sarda che a fronte di un voto favorevole a una proposta che aveva il parere contrario della Giunta si ripeta per avere il voto favorevole alla proposta della Giunta. Un precedente terrificante. Colleghi, guardate, va bene un Assessore che viene qua e ci tratta come scolaretti e si comporta come in un'Aula universitaria e ci dice di studiare e di essere equilibrati, questo lo potremmo anche tollerare, ma la ripetizione di un voto acquisito non la possiamo tollerare. Allora colleghi, io vi chiedo, ci dobbiamo inchinare tutti al principio del parlamentarismo, inchiniamoci tutti perché è l'ultima cosa che ci rimane e quindi diamo per acquisito il primo voto che è stato espresso da quest'Aula.
Non sto parlando né dell'oggetto dell'emendamento e neppure delle dichiarazioni che sono state fatte in quest'Aula, è il principio generale, si è votato e il voto era favorevole, e quindi dobbiamo accettare quella votazione dell'Aula perché altrimenti salta tutto il sistema e salta il principio delle regole democratiche che dobbiamo rispettare.
PRESIDENTE. Le ho già detto, onorevole Scarpa, che quel voto non è stato certificato perché era in corso la votazione, perché c'erano...
(Interruzioni)
...allora, non è stato letto nessun risultato, non era certificato, perché era... onorevole Contu non è stato letto il risultato, c'è a disposizione la registrazione quindi lei potrà verificare che non è stato letto il risultato perché era in corso di acquisizione. Non è stato letto onorevole Capelli. C'era sul tabellone, erano in corso rettifiche di votazioni da parte dei colleghi, erano in corso di acquisizione l'espressione dei voti da parte dei colleghi, ma la proclamazione del voto non era avvenuta.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Io mi auguro che ci sia un po' di equilibrio nel discutere anche questo tema. Allora, che l'Aula sia stata chiamata a ripetere una votazione perché molti colleghi non avevano fatto in tempo a votare, l'ho detto finora, è avvenuto altre volte, e io avrei capito la contestazione da parte dei colleghi non a risultato ottenuto. L'avrei potuto capire durante la richiesta del Presidente che ha detto: "Annulliamo la votazione visto che tanti chiedevano di modificare e la rifacciamo". Siccome abbiamo votato altre volte così annullando e rivotando quando è successo, anche in questa finanziaria, la contestazione andava fatta in quel momento, non dopo che il risultato non dà ragione ai presentatori degli emendamenti, perché altrimenti non è corretto, perché questo è avvenuto anche altre volte. Stessa cosa per quanto riguarda il regolamento sugli emendamenti. Io non ho conosciuto il presidente Floris presiedere, nonostante anche io sia molto anziano in quest'Aula, ma, dal 1994, ho sempre conosciuto, qui, in quest'Aula, che un emendamento aggiuntivo ad un comma, quando cadeva il comma cadeva l'emendamento; è avvenuto dal 1994 ad oggi, che ogni emendamento aggiuntivo ad un comma, se il comma veniva cancellato, soppresso dall'Aula, cadeva tutto ciò che a quel comma era legato. Allora, anche qui, al collega Vargiu, e gli altri colleghi, io…
Scusa un attimo, anche qui io avrei potuto capire una contestazione sulla decisione di legare quell'emendamento a quel comma, se quella contestazione fosse avvenuta prima che il comma cadesse, non dopo. Cioè, prima che il comma cadesse, cioè quando gli Uffici hanno distribuito il malloppo degli emendamenti, uno poteva benissimo contestare e dire: "Io non accetto che l'emendamento numero 456 sia attribuito al comma 37, perché per me ha più attinenza col comma 8, ma non dopo che il comma sia bocciato, perché altrimenti ogni collega, ogni volta che mette un emendamento ad un comma, decadendo il comma, per salvare quell'emendamento, dice: "No, ma andava attribuito all'altro comma". Si fa prima del voto, cioè non dopo che il voto è avvenuto, siccome ovviamente non ho convenienza ad attribuirlo a quel comma che è decaduto, lo avrei voluto spostare ad un altro comma. Se l'interessato e i presentatori degli emendamenti ritenevano non corretto che quegli emendamenti fossero attribuiti a quel comma, avrebbero dovuto segnalarlo prima che il comma venisse bocciato, non dopo. E non è avvenuto, e quindi è chiaro che quello che sta avvenendo è avvenuto dal 94 ad oggi, che tutti gli emendamenti aggiuntivi ad un comma, cade il comma, cadono gli emendamenti. L'attribuzione al comma è avvenuta da parte degli Uffici, prima che si votasse, quindi non c'è certamente la volontà di favorire non so quale bocciatura, e quindi bisogna prenderne atto e rispettare la Presidenza e gli Uffici.
PRESIDENTE. Bene, possiamo andare avanti… su che cosa, onorevole Vargiu?
VARGIU (Riformatori Sardi). Sul Regolamento!
PRESIDENTE. Beh, però, abbia pazienza onorevole Vargiu, però qui non è che possiamo continuare…
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo di avere il diritto a parlare del Regolamento, perché c'è scritto nel Regolamento che un consigliere si può alzare e chiedere di parlare sul Regolamento.
PRESIDENTE. Mi sembra che lei avesse già parlato sul Regolamento, onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ho parlato stamattina, poi siccome alla Presidenza si alterna continuamente un Presidente, quindi sembra di dover ripetere…
PRESIDENTE. Quindi lei può avere il diritto a ripetere…
VARGIU (Riformatori Sardi). No, sento il dovere di ripetere le cose, perché sembra che un Presidente non sappia quello che è successo col Presidente precedente.
PRESIDENTE. Stia tranquillo, perché le cose le sappiamo!
VARGIU (Riformatori Sardi). Sono sereno Presidente, assolutamente sereno!
Allora, io le devo dire che le due questioni che sono in discussione, sia l'emendamento che riguarda il finanziamento delle borse di studio, votato due volte, sia gli emendamenti alla legge finanziaria riguardanti la sanità, cassati in uno dei duecentoventi, a mio avviso, non sono cose sostanziali per quest'Aula; nel senso che, probabilmente, si può recuperare, in qualche modo, le borse di studio proposte da una parte significativa dell'Aula, e probabilmente non ha nessun senso che noi discutiamo per altre sei ore di sanità, quando è evidente che siete sordi a discutere su questo argomento. Ma non è questo il problema! Il problema è che entrambe le scelte della Presidenza sono state scelte ad altissima valenza politica, e di nessuna garanzia dei diritti del Consiglio regionale, perché voi, e Marrocu lo sa benissimo, sapete perfettamente che i duecentoventi emendamenti che sono stati bocciati, sono stati bocciati per andare veloci sulla finanziaria, non perché ci fosse un errore di attribuzione, perché non erano emendamenti al comma 37, erano emendamenti all'articolo 8, sono stati attribuiti al comma 37 dagli Uffici, e quando io ho visto l'attribuzione al comma 37 ho semplicemente pensato che fosse un modo più corretto per dire che erano in coda dell'articolo 8, altrimenti mi sarei lamentato e avrei chiesto l'attribuzione ai singoli comma, come peraltro gli Uffici hanno fatto per tanti altri emendamenti. E voi sapete benissimo che nel momento in cui noi abbiamo registrato i risultati della votazione che riguardava le borse di studio è apparso evidente che c'è stata una pressione verso colleghi per andare a cambiare il voto, quindi l'atteggiamento della Presidenza è stato un atteggiamento di tipo politico, in entrambi i casi, e voi avete tutti i diritti, a titolo di Regolamento, a difendere le scelte che avete fatto…
SANNA ALBERTO (P.D.). Ma cosa stai dicendo? Ma pressione di che cosa?
VARGIU (Riformatori Sardi). Guardate, colleghi, le cose vere sono vere indipendentemente dalle proteste, ognuno di voi sa se sono vere, o non sono vere! Se pensate che non sono vere, collega Sanna, chi protesta, tenetevi questa convinzione, io parlo con onestà culturale, normalmente, in quest'Aula. Voi avete pregiudizi, e state gestendo l'Aula in un modo che non è corretto e non è garantista nei confronti della democrazia.
PRESIDENTE. Lei, onorevole Vargiu, fa riferimento e si richiama alle regole, io credo che la decadenza di quegli emendamenti è proprio il rispetto delle regole, che come ricordava il collega Marrocu, in quest'Aula, in tutta questa legislatura, e anche nella precedente, è stato lo stesso che è stato utilizzato. Onorevole Masia, su che cosa?
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì, sempre sull'ordine dei lavori, Presidente, perché mi sembra opportuno rimarcare quello che è successo, e credo anche che sia doveroso farlo da parte di ciascun componente di quest'Aula, per quello che è il ruolo che deve svolgere il Consiglio regionale, per quello che è la prerogativa di ogni singolo consigliere, che deve vedere naturalmente valorizzare il proprio voto. Nel massimo rispetto, naturalmente, della Presidenza e degli Uffici, ma con molta determinazione mi va di puntualizzare che quando si è fatto, ed è capitato, ha ragione chi rimarca questo, che c'è stata l'esigenza di assumere qualche voto che non era stato ben espresso, addirittura anche di correggerlo, questo non ha ma, ma mai, davvero, per quella che è la mia memoria, modificato il risultato nel senso di capovolgerlo. Questo è quello che è successo! E quando si è chiesto di poter ripetere questo voto, si è ripetuto, e ancora una volta non è mai capitato che l'apporto dei nuovi arrivi abbia capovolto quel risultato. Quello che è successo, oggi, io credo che sia davvero da rimarcare, e sicuramente da prendere in considerazione, perché non solo non avvenga più, ma se c'è la possibilità, e questa è la richiesta che fa tutto il mio Gruppo, di rivedere quella decisione, perché quella è una decisione, davvero, che toglie a questo Consiglio la possibilità di potersi esprimere, e sicuramente quella di non consentire che diventi prassi, come è successo da altre parti, che si ripeta il voto fino a quando si ha il risultato che si vuole.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Emendamento numero 269. Onorevole Capelli di che cosa intende parlare? Colleghi, io non intendo aprire la discussione, né sulla votazione, né sulle decisioni assunte. Chi è potuto intervenire è intervenuto, non c'è una discussione aperta, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). No, no, io voglio intervenire!
PRESIDENTE. Sì, infatti non doveva intervenire nessuno!
PITTALIS (Gruppo Misto). Ho capito, ma siccome la legge non la scrive lei!
PRESIDENTE. La legge si scrive, di volta, in volta, sulla base dell'andamento della discussione. La prego, onorevole Pittalis, la prego! Onorevole Capelli di che cosa intende parlare?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'articolo 82 del Regolamento.
PRESIDENTE. Infatti non interviene più nessuno! Non è aperta la discussione.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei che riprendesse il tempo, da quando mi ridarà la parola.
PRESIDENTE. Il tempo è fermo, prego!
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, lei già sta decretando, insomma, con la sua conduzione, lo scempio di quest'Aula. Parlo sul articolo 82 del Regolamento, e intendo chiedere votazione su quello che ho da dire, come mi è consentito, non da lei, ma dal Regolamento. Credo che la conduzione di quest'Aula stia veramente toccando il fondo. Credo che si stiano superando i conflitti di interesse presenti in quest'Aula, parlo sempre per quanto riguarda la Presidenza, la presenza di due esponenti dello stesso partito alla Presidenza e alla Vicepresidenza, l'interpretazione del Regolamento del tutto errata e non condivisa da quest'Aula, e non solo dalla minoranza, del Presidente e della Presidenza in generale, soprattutto legata ai due componenti del Partito Democratico. Ritengo che sia stato fatto un attentato alla…
PRESIDENTE. Dica cosa deve dire, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Lo dico quando ritengo di dirlo, sto spiegando la mia richiesta di voto, e lei la deve smettere di interrompermi!
PRESIDENTE. No, lo dice rapidamente, e lasciando perdere le considerazioni politiche, altrimenti le levo la parola. Va bene? Quindi dica quello che deve dire.
CAPELLI (U.D.C.). Io sono in argomento, intendo chiedere il voto su lei. Io intendo chiedere il voto su di lei, perciò io illustro del perché lei è delegittimato, e non ha l'autorevolezza…
PRESIDENTE. Lasci perdere, onorevole Capelli, lasci perdere!
CAPELLI (U.D.C.). … non solo dentro quest'Aula, ma anche al di fuori, per poterci rappresentare.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli!
CAPELLI (U.D.C.). Per cui, concludendo, la situazione su cui chiedo il voto è che venga ridata legittimità al voto, espresso dall'Aula, sull'emendamento Scarpa, che è stato fatto ripetere da quest'Aula perché si è rivoltato, perché molti colleghi che non erano presenti in aula al primo voto e non erano presenti in aula neanche al secondo voto, infatti vorrò vedere l'elenco dei votanti successivamente, hanno votato non sapendo che si stava votando lo stesso emendamento, per cui chiedo che l'Aula si esprima su questo a che parli, uno a favore e uno contro, come previsto dall'articolo 82 del Regolamento sulla riammissione e la legittimazione del primo voto sull'emendamento Scarpa. Riservandomi poi…
PRESIDENTE. Onorevole Capelli abbiamo capito qual è la richiesta, grazie.
CAPELLI (U.D.C.). Io ho cinque minuti per parlare, non so se lei legge il regolamento.
PRESIDENTE. No, non ha 5 minuti per parlare perché non so di cosa stia parlando.
CAPELLI (U.D.C.). Allora: "che deve essere illustrata per non più di cinque minuti", perciò io non ho concluso il mio intervento…
PRESIDENTE. Se viene accolta la richiesta.
CAPELLI (U.D.C.). Se lo legga Presidente.
PRESIDENTE. Se lo legga anche lei.
CAPELLI (U.D.C.). Allora il richiamo riguardante l'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento o la priorità delle votazioni, hanno la precedenza sulle questioni principali, in questi casi dopo la proposta che deve essere illustrata per non più di cinque minuti possono parlare solo un oratore contro e uno a favore.
Motivando il proprio punto di vista per non più di cinque minuti ciascuno, lei non può decidere diversamente, fortunatamente il regolamento non le dà l'opportunità visti…
PRESIDENTE. No lei non ha posto nessuna questione pregiudiziale così come prevista dall'articolo 82, lei sta chiedendo un'altra cosa…
CAPELLI (U.D.C.). Io ho chiesto solo una questione pregiudiziale perché non è solo pregiudiziale ma anche solo sull'ordine dei lavori e sul Regolamento, e sull'ordine dei lavori, io chiedo che l'Aula si esprima e si possa esprimere per ridare piena legittimità alla prima votazione e cancelli quello che è agli atti del Consiglio, che è stata annullata una votazione, ed è stata fatta ripetere senza nessuna motivazione regolamentare, e soltanto per ottenere un esito diverso rispetto al primo che non era confacente alle sue aspettative e a quelle della maggioranza.
PRESIDENTE. Va bene, il suo richiamo pregiudiziale onorevole Capelli non riguarda né l'ordine del giorno, né l'ordine dei lavori, né la priorità delle votazioni, riguarda la ripetizione di una votazione che si è svolta e che è stata acquisita, di una votazione il cui esito non era stato proclamato, e l'esito non è stato proclamato perché numerosi colleghi, se vuole le ricordo anche i nomi di quelli che avevo richiamato prima di ripetere la votazione, non di annullare perché è errato di è la votazione è stata annullata, prima di ripetere la votazione. L'onorevole Ladu, l'onorevole Lanzi, l'onorevole Cugini, l'onorevole Serra, e numerosissimi altri colleghi, più numerosi di quanti normalmente ne registriamo e possiamo correggere manualmente. Questo prima della proclamazione dell'esito della votazione ho detto che avremmo rifatto la votazione, non c'è stata nessuna obiezione. Mi dicono che forse è entrato qualcuno che non era in aula, nessuno dei Segretari, né i colleghi interessati alla votazione hanno sollevato obiezioni, quindi la votazione non si rifà e non rientra comunque nei casi previsti dall'articolo 82. Nel senso che non è sull'ordine dei lavori, né una pregiudiziale di altro genere.
CAPELLI (U.D.C.). Non concordando con la sua precedente interpretazione chiedo che si prenda visione del resoconto d'aula è che l'Ufficio di presidenza lo esamini.
PRESIDENTE. Lo può chiedere lei se vuole, ci evita le richieste.
CAPELLI (U.D.C.). La seconda pregiudiziale riguarda invece la non ammissibilità degli emendamenti all'articolo 8 a seguito della decadenza del comma 37 dell'articolo 8, chiedo che l'Aula si possa esprimere sulla decisione della Presidenza, di dichiarare decaduti gli emendamenti. Ci sono state le motivazioni portate da diversi colleghi degli interventi precedenti per cui non voglio aggiungere molto, anzi niente a quello che precedentemente ai colleghi hanno esposto. Vede, non condividere la scelta della presidenza che rischierebbe di segnare un precedente molto pericoloso anche in carenza di precise osservazioni regolamentari, ricordo che regolamento non potrà mai neanche dopo le modifiche che vorranno essere portate a maggioranza da quest'aula nel prossimo futuro, non potranno mai regolamentare integralmente la vita d'aula i fatti che in aula si presentano di volta in volta. Ho molto di questo ha affidato al buon senso e alle capacità di interpretazione del presidente di turno. Per cui chiedo che la riammissione di tutti quegli emendamenti e chiedo che L'Aula si possa esprimere in merito. Sul resoconto d'aula Presidente le voglio solo segnalare che dopo un'interruzione qualcuno ha detto, ma non è segnato chi: "però colleghi non si può votare verde, rifacciamo la votazione, colleghi abbiamo difficoltà a registrare quelli che fanno diventare i rossi verdi e i verdi che diventano rossi, prego i colleghi di aspettare un attimo, azzeriamo e rifacciamo la votazione, non c'è scritto chi l'ha detto ma è intuibile, che qualcuno dice: "non si può votare verde, rifacciamo la votazione".
Dopo aver letto…
(Interruzioni)
CAPELLI (U.D.C.).Sto leggendo il resoconto d'Aula.
Pirisi tu sei capace di negare l'evidenza, e l'hai già dimostrato diverse volte, c'è scritto qua, è il resoconto d'Aula…
PRESIDENTE. Sulla pregiudiziale onorevole Capelli, relativa all'ammissibilità, torni sulla pregiudiziale relativa alla ammissibilità degli emendamenti.
CAPELLI (U.D.C.). C'è scritto qua, la pregiudiziale credo di averla già esposta e non voglio rubare tutto il tempo.
PRESIDENTE. L'onorevole Capelli chiede che venga rimessa all'aula la decisione assunta dal Presidente di considerare, per i motivi che abbiamo ampiamente spiegato anche questa mattina gli emendamenti dell'articolo 8 aggiuntivi decaduti.
Uno può parlare a favore, uno contro, e si vota per alzata di mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io non parlo… io parlo sulla richiesta mia sull'ordine dei lavori Presidente.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Pittalis…
PITTALIS (Gruppo Misto). No mi scusi perché altrimenti…
PRESIDENTE. Per dare un po' d'ordine, io poi… se lei vuol parlare sull'ordine dei lavori, non so quale sia l'ordine, ne parliamo dopo. Adesso c'è una pregiudiziale, le chiedo scusa. Non voglio essere né scortese, c'è abbastanza confusione, c'è una pregiudiziale, sulla pregiudiziale dobbiamo sentire un intervento a favore e uno contro, se lei vuole parlare a favore io le do la parola.
PITTALIS (Gruppo Misto). Per la parte che mi compete svolgere un intervento che mi pare sia doveroso innanzitutto un richiamo forse a tutti alla necessità che forse venga ristabilito un corretto sistema di lavoro in un'aula parlamentare come questa dove i bracci di ferro penso che non siano utili a nessuno.
Penso che non sia interesse della Giunta, interesse della maggioranza, e io dico interesse di tutti, di concludere i lavori della finanziaria nel più breve tempo possibile perché se ingaggiamo una sorta di contrasto su questioni importantissime ma che attengono alla forma soprattutto, al rispetto anche delle prerogative di questa o di quella parte, oggi minoranza o maggioranza che sia e domani a parti invertite; beh, io penso che conoscendo anche, ciascuno di noi, gli strumenti per fare o un'azione di ostruzionismo o un'azione di rallentamento, qualunque tipo di azione che è nella disponibilità anche dei Gruppi di opposizione, voi capite bene che di questo passo questa finanziaria potrà vedere la luce solo fra qualche mese, non tra qualche giorno, come tutti auspichiamo. Allora, l'invito è a ripristinare un clima corretto, sereno, di rapporti all'interno dell'aula. Io condivido, lo dico senza nessun… è però una riflessione che secondo me rimane appesa a metà, la prospettazione che ha fatto l'onorevole Marrocu. Onorevole Marrocu gli emendamenti al comma 37 sono emendamenti rispetto ai quali noi dobbiamo valutare se hanno una loro autonomia, perché non è stato abrogato l'articolo 8, in quel caso io avrei acceduto alla sua tesi, perché eliminando l'articolo 8 cadono tutti gli emendamenti che sono in qualunque modo, in qualunque forma collegati alla materia di cui all'articolo 8. Invece, noi dobbiamo porci il problema se fra quei 150 emendamenti ve ne siano alcuni che hanno un'attinenza con quel comma 37, perché parlano degli interventi verso le associazioni dei non vedenti o cose simili, allora eliminiamo quelli, perché è caduto il comma, ma se non è caduto l'articolo avendo quegli emendamenti una sorta di autonomia, perché potevano essere attaccati a qualunque altro comma, sopravvivendo l'articolo, Presidente siccome è lei che poi deve dare l'interpretazione… Presidente, non so se ha colto la sostanza di un ragionamento che qui non è caduto l'articolo, è caduto un comma. Allora, siccome l'articolo sopravvive, tutti gli emendamenti che hanno una qualche attinenza con le norme contenute nell'articolo 8, a mio parere, devono essere dichiarati ammissibili e devono essere sottoposti all'esame dell'aula e alla loro votazione. Ripeto, solo gli emendamenti che hanno una stretta attinenza col comma 37 che è stato bocciato quelli è giusto che siano decaduti. Questo lo dico serenamente perché badate abbiamo un articolo 9 al quale possiamo aggiungere 500 emendamenti, o possono aggiungere 500 emendamenti tra mezz'ora, abbiamo un bilancio ancora da approvare. Quindi, vedete recuperiamo tempo tutti con la saggezza se è necessario anche rivederci direttamente questo pomeriggio per un po' svelenire anche il clima, perché di questo passo mi pare che si possa soltanto ritardare il corso di questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Concordo pienamente che bisogna avere un clima sereno e corretto, infatti io invito ad avere, da parte vostra, un atteggiamento sereno e corretto. Quanto è stato dichiarato dalla Presidenza, con l'ausilio degli uffici, è quanto è avvenuto, per quanto mi riguarda, dal '94 ad oggi. Ogni emendamento aggiuntivo a un comma quando cadeva il comma cadeva l'emendamento, se era un emendamento all'emendamento come cadeva l'emendamento cadeva l'emendamento collegato. Tutto ciò che si aggiungeva sostitutivo, modificativo, aggiuntivo, a quel comma o a quell'emendamento con il voto soppressivo del comma o dell'emendamento o dell'emendamento all'emendamento cadeva. E' avvenuto sempre così e tutti noi sappiamo che è avvenuto sempre così e io penso che dobbiate rispettare ciò che è sempre successo. Avrei potuto capire la contestazione all'attribuzione a quel comma, se questo fosse avvenuto prima delle votazioni e prima cioè che si decretasse che fossero decaduti gli emendamenti, non adesso perché altrimenti è consentita a ogni collega, dopo che cade un emendamento, o che cade un comma sostenere che l'emendamento suo non andava collegato a quel comma o a quell'emendamento, per non far applicare una norma che per prassi è sempre avvenuta. Io penso che sia per ripristinare un clima di serenità, di correttezza, come ha detto il collega Pittalis, di svelenire la situazione sia quello di rispettare quest'Aula, il Presidente, gli Uffici e il lavoro che è stato fatto. Aggiungo, al collega Pittalis che dice: potremo presentare 500 emendamenti. Che tra le regole di questo Regolamento, che tutti qua stiamo richiamando, ce n'è anche un'altra che prevede che la manovra finanziaria si chiude in 37 giorni e che la manovra finanziaria è arrivata in Consiglio regionale a novembre, i 37 giorni sono passati molto di più e siamo ancora qui.
(Interruzioni)
VARGIU (Riformatori Sardi). E' colpa vostra, non nostra!
MARROCU (P.D.). Per cui io vi invito… Ovviamente respingiamo la pregiudiziale vostra, vi invito soprattutto ai colleghi che so essere responsabili, che so avere atteggiamento di grande correttezza, di non trasformare questo come un argomento di propaganda, di rispettare la Presidenza e gli Uffici per una cosa che è avvenuta da sempre in questo Consiglio. Che decadono tutti gli emendamenti collegati al comma o all'emendamento che è stato bocciato dall'Aula. Mi dispiace che non vi siete resi conto nel momento in cui avete… tra l'altro l'emendamento soppressivo del comma 37 non veniva dalla maggioranza, veniva dall'opposizione. Mi dispiace che non vi siate resi conto che questo avrebbe determinato questo fatto politico, di far decadere 200 emendamenti, ma questo è un errore vostro che non vi siete resi conto, non è che dopo si trasforma in un attacco, non è che dopo un errore si trasforma in un attacco alla Presidenza e agli Uffici. Prendetene atto e andiamo avanti. Anche perché devo dire che di sanità ne abbiamo parlato abbastanza in questo Consiglio, andiamo avanti rispetto alle altre questioni che abbiamo sospeso, l'articolo 9 e gli altri emendamenti sospesi, e finiamo questa discussione sul bilancio e sulla finanziaria. Se poi presentate gli emendamenti discuteremo gli emendamenti che presentate, se presentate 300 emendamenti discuteremo 300 emendamenti, nel rispetto delle regole e dalla prassi.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, io sospendo l'Aula per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo, senza gli Uffici, nella sala attigua.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 21, viene ripresa alle ore 14 e 10.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, comunico un po' l'andamento della discussione in Conferenza dei Capigruppo. L'onorevole Capelli, che aveva avanzato una pregiudiziale ritira la pregiudiziale e quindi non votiamo, confermiamo il principio generale, sebbene discutibile, sulla base del quale molti emendamenti sono considerati decaduti. Riprendiamo il lavoro in prosecuzione di seduta, questo pomeriggio alle ore 16 dal punto nel quale lo abbiamo interrotto.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 11, viene ripresa alle ore 16 e 37.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
PRESIDENTE. Bene si riprendono i lavori dell'Aula avevamo in esame gli emendamenti che sono stati allegati all'articolo numero 8, nella fattispecie l'esame dell'emendamento numero 269 non ha copertura finanziaria, l'emendamento è firmato dai colleghi Lai, Marracini, Pittalis. Ancora l'Aula mi sembra sia sonnacchiosa, sono le 16 e 39, io direi di sospendere per 5 minuti. Va bene, onorevole Cucca, sospendiamo per 5 minuti. Prego i colleghi di avvisare affinché siano presenti in Aula almeno un numero compatibile con i lavori. Grazie, i lavori riprenderanno alle ore 16 e 46.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 39, viene ripresa alle ore 16 e 48.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori, prego i colleghi di prendere posto, così possiamo riprendere i lavori. Grazie.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Grazie Presidente. Per informare il Consiglio che per ragioni tecniche non siamo riusciti a presentare un emendamento che non si è agganciava, essendo aggiuntivo, a nessuno di quelli che erano in discussione, per cui chiediamo al Consiglio cortesemente se possiamo presentare questo problema come emendamento orale, che possiamo anche distribuire, che direbbe questo: "La Giunta regionale determina per l'anno 2008 le modalità, i criteri di erogazione e le entità del contributo giornaliero pro capite previsto dall'articolo 92 della legge regionale 12/85 per il trasporto delle persone con disabilità ai centri di riabilitazione, per gli anni successivi il contributo è adeguato in base agli indici dei prezzi al consumo dell'ISTAT per il capitolo dei trasporti. La spesa prevista per l'attuazione del presente comma è valutata in euro 1 milione e 500 mila annui.". Se il Consiglio è d'accordo abbiamo fatto coppie e si possono distribuire e quindi discutere eventualmente se fosse necessaria un'integrazione, l'assessore Dirindin è disponibile per qualsiasi chiarimento.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Secci. Quindi la Giunta ha presentato un emendamento orale di cui ne ha dato lettura l'assessore Secci, se il Consiglio è d'accordo…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per sapere, se è un emendamento al comma 37 dell'articolo 8.
PRESIDENTE. A che comma viene agganciato, assessore Secci.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì è capito, diamo una risposta, onorevole Pittalis, è dopo l'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, abbia pazienza io ho iscritti a parlare compreso lei ora chiamo gli iscritti a parlare. Quindi la Giunta ha specificato che è un articolo aggiuntivo, e così, assessore Secci?
CAPELLI (U.D.C.). Se dice dopo l'articolo…
PRESIDENTE. Al 37 non può essere agganciato perché è decaduto, questo non c'è ombra di dubbio, dai. E' un emendamento orale, il problema è che la Giunta ha detto che è aggiunto dopo l'articolo 8, quindi, mi scusi assessore Secci, è un 8 bis, deve specificare questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, avevo chiesto di poter intervenire stamattina prima della Conferenza dei Capigruppo, so che sarà fuori luogo ma intervengo lo stesso, chiedo a lei, che in questo momento sostituisce il Presidente del Consiglio, per conoscere quali sono le irregolarità che hanno determinato l'annullamento della votazione stamattina, così come previsto dall'articolo 98 del Regolamento. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, può ripetere per cortesia, che non ho capito bene. Grazie.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, glielo ripeto con molta… io non so cosa sia successo nella Conferenza dei Capigruppo, ma al di là di quello, avevo chiesto stamattina di intervenire sul Regolamento, per chiedere al Presidente del Consiglio, che in questo momento è lei, ma prima c'era un altro Presidente, per conoscere quali sono le irregolarità in base alle quali è stata annullata una votazione e indetta una nuova votazione stamattina. Questo lo chiedo in base all'articolo 98 del Regolamento. Siccome vorrei una risposta sarebbe cosa gradita se arrivasse subito.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Cappai, grazie. Dunque stamattina è stata data ampia risposta alla richiesta che alcuni colleghi hanno fatto sulla votazione annullata e ripetuta dalla Presidenza, è stata data una spiegazione esaustiva. Lei ha citato l'articolo 98, l'articolo 98 come si sa dà la facoltà al Presidente, lo cito perché lei l'ha citato, dà la facoltà al Presidente in caso di votazione, di irregolarità nelle votazioni, di poter ripetere immediatamente la votazione. Questo cita l'articolo 98, comunque, sia il presidente Spissu che il presidente Biancu stamattina a richiesta hanno specificato le motivazioni per cui la votazione è stata ripetuta. Ora non possiamo sinceramente ritornare su un discorso ancora una volta. In sede di riunione dei Capigruppo, comunque sia, si sono chiariti alcuni degli equivoci che stamattina hanno caratterizzato gli andamenti del lavoro dell'Aula, penso con chiarezza da tutte le parti, si è deciso di proseguire i lavori dando comunque per scontato la risoluzione fornita dalla Presidenza sulle modalità di votazione di cui lei ha chiesto testé spiegazione. La Giunta ha presentato un emendamento orale, se non vi sono opposizioni da parte del Consiglio si accetta, oppure…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Gli Uffici mi hanno comunicato, che la Presidenza ha dichiarato inammissibile un emendamento da me presentato, da me e dai colleghi Marracini e Lai, all'articolo 9. Ed è un emendamento di contenuto differente da questo, ma sotto il profilo strettamente procedimentale, mi pare che non cambi assolutamente nulla rispetto a quello. Se viene ammesso questo, io subordino, per quanto mi riguarda, l'ammissibilità di questo emendamento all'ammissione anche dell'emendamento numero 991, perché versiamo in uno stesso identico caso. Questo perché la Presidenza, se una regola la dà, deve essere uguale per tutti, altrimenti, se eccezioni si devono ammettere, anche quella che riguarda l'emendamento da me presentato è un fatto assolutamente rilevante, è una norma interpretativa, e quindi ritengo che si debba seguire uniformità anche di decisioni, e non di arbitrio, da questo punto di vista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. L'emendamento che lei ha presentato è un emendamento orale o un emendamento scritto?
PITTALIS (Gruppo Misto). Scritto, già presentato da giorni.
PRESIDENTE. Io posso dire questo. Questo, che è un emendamento orale e non scritto, se non c'è unanimità da parte dell'Aula, io non posso accettarlo. Basta, non si discute. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACCINI (Gruppo Misto). Questo emendamento è evidente che di orale ha poco, ma è chiaramente un emendamento scritto. Il collega Pittalis ha detto bene, o questo emendamento è un emendamento scritto all'articolo 9, oppure…
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, sta intervenendo sull'emendamento numero 269?
MARRACCINI (Gruppo Misto). Sull'emendamento della Giunta. Sull'oggetto di discussione in Aula.
PRESIDENTE. L'emendamento della Giunta è stato ritirato. Noi abbiamo in discussione l'emendamento numero 269. Non è stato ritirato, non è stato ammesso a votazione.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io voglio il pronunciamento degli Uffici. Io voglio sentire il parere degli Uffici sull'ammissibilità.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le ho già risposto, se non c'è unanimità non è ammissibile. Le ho già risposto, le sto rispondendo, se non c'è unanimità del Consiglio, dell'Aula, io non posso accettare l'emendamento orale.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io voglio il pronunciamento degli Uffici, come è stato fatto con l'emendamento della Giunta. Il mio è stato dichiarato inammissibile. Io voglio sapere il parere degli Uffici.
PRESIDENTE. Un attimo, colleghi, stiamo verificando. Rispondiamo subito.
Stiamo cercando l'emendamento, rispondiamo subito, onorevole Pittalis.
Bene, in risposta all'onorevole Pittalis, l'emendamento numero 991, che è stato presentato come emendamento all'emendamento numero 915, non è stato ammesso, in quanto il contenuto dello stesso emendamento non ha nessun collegamento diretto con l'emendamento numero 915. Solo per questo motivo.
PITTALIS (Gruppo Misto). Mi dica qual è il collegamento di questo emendamento con che cosa?
PRESIDENTE. L'emendamento orale si sottopone al giudizio dell'Aula, perché è un fatto straordinario, non è un emendamento all'emendamento. Di fatto, è un fatto eccezionale, ed è per questo che viene sottoposto all'esame dell'Aula. Se c'è unanimità viene accolto, sennò non viene accolto. Questo comunque non ha niente a che vedere e a che fare con l'emendamento presentato scritto a un altro emendamento, in quanto il Regolamento impone che il contenuto dell'emendamento che si presenta debba avere stretta connessione con l'emendamento per il quale viene presentato. Tutto qui.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
Tre minuti, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). Tre secondi, non tre minuti. Solo per sapere, quindi, se io l'emendamento numero 991 lo proponessi come emendamento orale, si seguirebbe questa procedura? Per capire.
PRESIDENTE. E' sempre stata seguita questa procedura.
PRESIDENTE. Quindi io lo collegherei all'intero articolo 9, e potrei presentarlo come emendamento orale. Giusto per sapere. Questo è ammissibile, Presidente?
PRESIDENTE. Certamente, onorevole Pittalis. Se l'Aula lo accetta, è ammissibile.
PITTALIS (Gruppo Misto). Perfetto, benissimo. Mi sembra tutto chiaro adesso.
PRESIDENTE. Grazie. Bene, abbiamo in discussione l'emendamento numero 269.
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACCINI (Gruppo Misto). Su questo emendamento, noi abbiamo voluto richiamare l'attenzione dell'Aula sulla possibilità di trasferire delle risorse dai fondi della programmazione negoziata a favore delle scuole paritarie, per le finalità di cui all'articolo 73. Noi crediamo che questa esigenza sia un'esigenza sentita da più colleghi, anche della maggioranza; abbiamo sentito l'onorevole Mariuccia Cocco, che ha sempre avuto grande sensibilità per questo argomento, e riteniamo che possa essere utile e importante il trasferimento di risorse a favore delle scuole dell'infanzia paritarie. Per questo motivo noi lo sosteniamo, lo abbiamo presentato, lo teniamo in vita, e ne chiediamo la votazione a scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. La Commissione aveva espresso parere contrario a questo emendamento, il numero 269, invitando i presentatori al ritiro. QQQQQQQQqqqqQqqqqqqqqqqquesto invito credo che sia necessario reiterarlo ulteriormente, non per poca sensibilità verso il problema, ma solo perché la stessa Commissione bilancio era già intervenuta su questa materia e in sede di prima riunione avevamo già portato gli importi da 20 milioni di euro a 21 milioni e mezzo, seguendo, per altro, quelle che erano le istanze da parte del sistema delle scuole materne. Quindi è stata accolta esattamente la richiesta che era stata formulata dal sistema delle scuole materne all'euro, diciamo, al centesimo dell'euro, e pertanto si ritiene che l'aumento non sia assolutamente necessario, come dicevo, perché già la Commissione aveva già presi in considerazione questo problema che era stato affrontato e crediamo anche risolto. In questo senso, quindi, si insiste perché l'emendamento venga ritirato. Ovviamente rimane il parere contrario e il voto contrario.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cucca. C'è un invito al ritiro. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che noi siamo d'accordo con l'emendamento numero 269, perché riteniamo che è vero quello che ha detto poc'anzi il Presidente della Commissione Cucca, che c'è stato un lieve aumento delle somme destinate alle scuole paritarie, però, la cifra è ancora insufficiente, tant'è che non siamo ancora riusciti a raggiungere neanche le cifre che abbiamo impegnato l'anno scorso, e, soprattutto, negli anni precedenti. Allora, siccome noi riteniamo che effettivamente questo capitolo vada rimpinguato, anche perché ne abbiamo parlato i giorni scorsi in occasione della discussione all'articolo 4, e, effettivamente, c'è la necessità di avere un'attenzione diversa per quanto riguarda le scuole d'infanzia paritaria e, quindi, noi riteniamo che questo emendamento sia giusto e riteniamo che la cifra che è stata richiesta sia una cifra adeguata, anche perché c'è necessità di un ampliamento della possibilità di poter scegliere le scuole di formazione e, siccome la logica è quella che si vada a privilegiare soltanto un tipo di informazione che è quella della scuola pubblica, quindi, riteniamo che questo emendamento serve per dare maggiore possibilità di educazione agli studenti, perché, in questo modo, c'è anche la possibilità di un'educazione migliore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io volevo capire, innanzitutto, se stiamo parlando dell'emendamento numero 247, perché qui si rischia di non riuscire a capire neanche di che cosa si debba parlare. Presidente, le chiedo scusa, però… di quale emendamento e in che pagina si trova l'emendamento per il quale stiamo intervenendo?
PRESIDENTE. Fa parte di quel fascicolo a parte.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, se lei ci aiuta a capire, perché sono tanti i fascicoli… capisce?
PRESIDENTE. La capisco perfettamente. Io ho detto chiaramente il numero dell'emendamento già da un quarto d'ora fa.
PISANO (Riformatori Sardi). Ci deve legge l'emendamento, altrimenti diventa impossibile poter seguire.
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, qui, in bacheca, mi consenta, c'è un fascicolo dove sono allegati… io non ho un numero di pagina onorevole Cassano… ha capito?
CASSANO (Riformatori Sardi). L'emendamento che numero è?
PRESIDENTE. E' il numero 269, l'abbiamo ripetuto 10 volte, e fa parte del fascicolo a parte degli emendamenti spostati all'articolo 8. L'ha trovato?... prego onorevole Pisano
PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio, io vorrei intervenire per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 269 che è proposto dai colleghi Lai, Marracini e Pittalis…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Pisano. Colleghi, vi prego, avete notato la difficoltà che hanno i colleghi al banco…
PISANO (Riformatori Sardi). … E per il quale io voterò a favore, Presidente, perché è un emendamento…
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, mi lasci parlare, se lei non lascia parlare… ecco perché non riesce a capire… colleghi, vi prego di fare silenzio, poiché c'è difficoltà, da parte dell'Aula, di sentire e recepire quello che viene detto dalla Presidenza. Onorevole Marrocu, si accomodi, prego, onorevole Espa, onorevole Lai, si accomodi, prego. Vi prego, onorevole Capelli, io non do inizio ai lavori se prima non c'è attenzione da parte dell'Aula; i colleghi non riescono né a sentire né a capire di cosa si sta parlando. Prego onorevole Pisano.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, la ringrazio Presidente, io intervengo a favore dell'emendamento numero 269, e debbo esprimere un particolare ringraziamento ai colleghi Lai, Marracini e Pittalis per la sensibilità, e anche Uggias, perché ha aggiunto il proprio nome, per la sensibilità che vogliono dimostrare ponendo all'attenzione di questa aula un problema che è elevato soprattutto nei piccoli centri laddove esistono delle scuole materne che sono affidate ai privati, quindi dichiarate paritarie. Allo stato attuale, questi istituti che assolvono a una funzione pubblica, sono completamente penalizzati nell'assolvimento di questo loro ruolo, proprio perché i contributi a loro riconosciuti non sono assolutamente equivalenti ai contributi che sono nella misura del 100 per cento riconosciuti alle scuole materne statali. Io ho la fortuna di vivere in un comune nel quale c'è una scuola materna privata gestita dalle suore, è una scuola materna ovviamente paritaria, e che assolve in maniera devo dire egregia a quella funzione educativa, formativa per i ragazzi dai tre ai sei anni che ancora non frequentano le elementari. Quindi un'integrazione di risorse a favore di queste scuole è una cosa dovuta, nel senso che si tratta di equiparare, in termini anche di giustizia, quello che è il diritto di tutte le famiglie a far fluire ai propri figli di un servizio che altrimenti avrebbe dovuto erogare lo Stato. Quindi applaudo a questa iniziativa, e credo proprio che debba essere accolta dall'intero Consiglio per la rilevante componente sociale che accompagna questa proposta e che, finalmente, restituirebbe parità di diritti ai ragazzi delle nostre piccole comunità, soprattutto delle piccole comunità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Questi emendamenti hanno un valore se sono condivisi, e la condivisione non può nascere solo sulla base di una, non dico privilegiata, ma nella risposta del Presidente Cucca sembrava quasi che fosse il depositario dell'interlocuzione con la rappresentatività di queste scuole. Noi diciamo, con dovuto rispetto, che nelle interlocuzione che abbiamo avuto noi, è stato possibile calcolare e ridefinire l'intervento per queste scuole, e ci abbiamo anche i numeri e i dati, e glieli possiamo anche mostrare, che, relativamente ai contratti, i bisogni sono di 25 milioni di euro. Naturalmente si può anche apprezzare l'intento che c'è stato di implementare le risorse, noi però vorremmo fossero definiti. In questo senso facciamo affidamento sulla sensibilità del Consiglio, ma non ci sono né forzature né atti di tipo demagogico perché stiamo rappresentando un problema importante, per entità importante, lo abbiamo fatto l'anno scorso e lo stiamo facendo quest'anno. Il Consiglio è qui proprio per giudicare se questo ha valore oppure se non lo ha.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). La ringrazio Presidente. Anch'io…
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Moro.
MORO (A.N.). Presidente, riazzeri il tempo e mi dia l'opportunità di poter parlare…
PRESIDENTE. Colleghi… onorevole Contu, onorevole Pirisi, onorevole Davoli, se qui dobbiamo lavorare lavoriamo, se poi invece vogliamo far salotto facciamo salotto! Prego, colleghi, prendete posto. Onorevole Contu, la prego! Onorevole Davoli! Prego, onorevole Moro.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Plaudo per la sensibilità dei colleghi che hanno steso quest'emendamento e vorrei apporre anch'io la firma. E' un problema che dimostra anche che tutti i cittadini sono uguali, per cui anche la scelta di dover mandare i loro bimbi in queste scuole dell'infanzia parificate è un'opportunità a cui molte famiglie non possono rinunciare perché, tra l'altro, bisogna dire perché conosciamo effettivamente anche delle scuole di questa natura che hanno dei problemi per quanto riguarda la sopravvivenza perché la retta, essendo questione sociale, non copre tutte le spese della scuola. Molti genitori, ripeto, hanno problemi di poter mantenere, ritirare nelle scuole pubbliche, ecco la motivazione anche non secondaria, perché gli orari sono molto più elastici in queste scuole private ed è una questione sociale, dicevo, perché appunto forse non è il caso di dimenticare che molti genitori lavorano oppure in alcuni paesi molto piccoli è presente solo la scuola parificata. Ripeto, io mi auguro che il Consiglio nell'accogliere, nel sentire questi richiami possa effettivamente dare una mano per votare a favore di quest'emendamento numero 269. E' una questione che bisogna prendere in considerazione. Ripeto che, tra l'altro, per molti genitori sarebbe il caso di dover ritirare i bambini della scuola materna perché non sono in grado di portare i loro bimbi nelle scuole pubbliche perché vivono magari in una realtà e in un contesto in cui la scuola pubblica non esiste. Conosco, appunto, una scuola in città gestita dalle suore, che hanno una situazione di precariato per quanto riguarda il problema del funzionamento della scuola e forse con questo finanziamento potremmo metterle nella condizione di dare un servizio ancora più qualificante per quanto riguarda il loro impegno. Quindi voto a favore e aggiungo anche il mio nome all'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie Presidente. Solamente per cercare di riportare un po' di verità in quest'Aula e mi meraviglia che il collega Lai, che conosco come persona equilibrata, però mi sembra che ultimamente su alcuni aspetti evidentemente non sta mantenendo quell'equilibrio che io gli riconoscevo. Il Presidente della Commissione non è depositario di nessuna cassa; io credo che abbia tenuto nella dovuta considerazione quelle che sono le considerazioni e quelle che sono le richieste del sistema delle scuole materne non statali e questo sistema ha chiesto di poter avere un incremento di un milione e mezzo di euro, cioè di passare da 20 milioni a 21 milioni e mezzo; la Commissione, sulla base anche delle disponibilità e del consenso della Giunta regionale, ha apportato questa modifica recependo interamente la loro richiesta. Mi meraviglia che ci siano queste uscite estemporanee, e dico anche demagogiche a questo punto, in quest'Aula, che uno vuole essere sempre più avanti anche di quello che sono le richieste che vengono dai diversi mondi e in questo caso dal mondo della scuola materna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, stamattina nella Conferenza dei Capigruppo c'è stato un invito da parte del Presidente del Consiglio a tenere i toni un po' più tranquilli e calmi. Mi sembra che Vicepresidente del Consiglio non abbia recepito questo invito. Ci sarebbe di rispondere adeguatamente, ma vorrei stare al tema dell'emendamento, riconoscendo e richiamando anch'io il fatto che effettivamente in Commissione si è passati da 20 milioni di stanziamento a 21 milioni e 500, recependo le istanze delle associazioni, appunto, delle scuole per l'infanzia paritarie e dando soddisfazione a quella richiesta. Ora, noi dobbiamo tener conto che abbiamo votato nell'articolo 4 alcune disposizioni per le scuole pubbliche, giustamente, quali, per esempio, i libri in comodato per avere l'accesso correttamente allo studio dei giovani studenti, e riconosciamo tutti che la quota di 21.500.000 euro è la quota minima per la quale le associazioni che rappresentano le scuole paritarie per l'infanzia richiedevano, era la quota di sopravvivenza. Ora, io credo che noi possiamo in questo caso andare oltre la quota di sopravvivenza che è stata chiesta da queste scuole, che ricordo che negli anni sono passate da 24 milioni prima, poi a 23 milioni, poi a 22 milioni e quest'anno c'era la proposta a 20 milioni, perciò tendenzialmente sempre a diminuire, comprendendo benissimo che, invece, il costo della vita tende gradatamente a salire. Io credo che sarebbe stato opportuno da parte della Giunta cercare un punto di mediazione che potrebbe dare qualche speranza in più per il futuro agli istituti paritari. Credo che possa venire dalla Giunta questa proposta anche in termini di riconoscimento di ruolo e di impegno per le scuole paritarie. Ovviamente sarebbe una proposta di buon senso, non so se c'è qualcuno qui, dall'altra parte dei banchi e nei banchi della Giunta, che sia ancora in grado di fare proposte di buonsenso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Marracini?
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
Prego i colleghi di prendere posto. E' in votazione l'emendamento numero 269. Ricordo al Consiglio che non c'è copertura.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 269.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore e il consigliere Davoli ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta.
Si è astenuto il consigliere: Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 69
astenuti 1
maggioranza 35
favorevoli 30
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora, colleghi, all'esame degli emendamenti sospesi all'articolo 8, di cui è stata richiesta la sospensione dagli stessi colleghi presentatori. Abbiamo quindi in discussione l'emendamento numero 508, a pagina 52. Primo firmatario l'onorevole Cherchi Silvio. E' in votazione l'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, su questo emendamento era stata richiesta una sospensione per vedere se era possibile perché quando parliamo di enti che si occupano di sicurezza sociale, cioè che hanno a che fare con categorie di persone particolarmente bisognose, da mutilati a invalidi civili, credo che l'importante sia cercare di non dividersi, allora l'effetto di questo emendamento per il quale era stata chiesta la sospensione, che se mantenuto così avrebbe il mio voto contrario e che purtroppo va in direzione opposta a quella che era stata discussa in Commissione.
In Commissione avevamo creato su questo capitolo che riguarda appunto gli enti che si occupano del settore della sicurezza sociale, avevamo aumentato la dotazione di 200.000 euro, l'avevamo portata su questo capitolo da 810.000 a un milione e 10.000 euro, con l'intento soprattutto di valorizzare la progettualità legata a tutta una serie di enti, tra cui l'associazione ABC, l'associazione che si occupa di riforma psichiatrica di bambini down eccetera, che hanno diritto a queste risorse attraverso dei progetti e quindi danno una regolare rendicontazione che dovrebbe essere la modalità che garantisce la massima trasparenza nell'utilizzo delle risorse pubbliche. L'effetto di questo emendamento, per cui se mantenuto in questa forma il mio voto sarebbe contrario, è che invece vanifica e toglie completamente questo incremento di risorse per questa categoria di enti, che tra l'altro l'Assessorato al lavoro ci dice di essere aumentati da 7 a 11, che quindi già le risorse dell'anno scorso erano largamente insufficienti, ha l'effetto di azzerare questo aumento e addirittura riportare le risorse al di sotto dell'anno precedente. Quindi, io quello che mi sentirei di dire ai presentatori, è quello possibilmente di ritirarlo o comunque eventualmente valutare se fosse disponibile la Giunta ad aumentare la dotazione di questo capitolo rivedendo le cifre dell'aumento previsto e facendo sì che l'approvazione di questo emendamento non implichi premiare alcuni enti a discapito di altri, quindi togliere ad alcuni a dare ad altri. Credo che sarebbe un segnale estremamente negativo dividere chi si occupa di questa particolare materia, e quindi propongo, o il ritiro oppure un aumento della disponibilità e non andare a prendere le risorse a quelle che in Commissione avevamo stabilito voler dare proprio a quegli enti che per la loro progettualità meritano di essere premiati. Quindi io...
PRESIDENTE. Concluda.
PORCU (P.D.). Ripeto, se dovesse essere mantenuta in questa forma dichiaro il mio voto contrario, altrimenti propongo ai presentatori un ridimensionamento a circa la metà degli aumenti previsti con parallelamente un aumento della dotazione di 100.000 euro da parte della Giunta. Se questo non fosse possibile il mio voto è contrario.
PRESIDENTE. Emendamento numero 508 a pagina 52. Articolo 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Non siamo disponibili a ritirare l'emendamento anche perché questo emendamento nasce da un atto di giustizia nei confronti delle cosiddette associazioni storiche, il cui contributo è fermo al 1997, cioè ben 11 anni.
Nel 1997 le associazioni storiche su un totale di 500.000 euro, un miliardo di vecchie lire, avevano 457.000 euro, le associazioni non storiche avevano 43.000 euro. Nel 2008, secondo la proposta di questo emendamento, le associazioni storiche quindi avrebbero un incremento dopo 11 anni, e andrebbero a 675.000 euro cioè circa 200.000 euro in più, le associazioni non storiche passerebbero da 43.000 a 325.000 euro. Io credo che questo emendamento tiene conto delle nuove associazioni cosiddette non storiche, tiene conto dell'adeguamento necessario, corretto, nei confronti delle associazioni cosiddette storiche. Io credo che sia un emendamento equilibrato e quindi noi riteniamo che questo emendamento risponda a quello che è un giusto adeguamento dei contributi a queste associazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Siamo all'emendamento numero 508 a pagina 52. Come sempre vorrei che mi seguisse la Giunta. Allora, le risorse sono state aumentate, anche notevolmente portandole ad un milione e 10.000 euro per le varie associazioni.
Entrambi chi mi ha preceduto hanno detto entrambi due cose vere, da un lato il collega Biancu sostiene che le associazioni storiche, l'associazione invalidi, l'associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro così come quelle civili e le altre associazioni Gesù Nazzareno eccetera, sono da undici anni con un contributo che è bloccato e quindi gli aumenti di questi anni sono stati utilizzati per le altre comunque benemerite associazioni e non in funzione di queste.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
(Segue MARROCU.) Allora, il collega Cherchi e altri hanno presentato un emendamento che consente che l'aumento previsto nel 2008 vada a recuperare per queste associazioni. Però c'è una novità che mi è stata segnalata anche se non li vedo per niente, dai colleghi di Rifondazione dopo avere sentito anche l'assessore al lavoro Congera, e che in una delle altre associazioni che avrebbe diritto nel 2008 a partecipare all'utilizzo di queste risorse, stiamo parlando di associazioni che hanno una funzione importantissima, poi io sono ormai .... nel comma 37 che tra l'altro serviva proprio per consentire di dare indirizzi rispetto all'utilizzo delle risorse... lo si farà magari successivamente, o lo si fa per direttiva della Giunta perché comunque è giusto che abbiano direttive e anche obiettivi queste associazioni, però sono quelle associazioni che quando uno scopre perché gli arriva in famiglia la malattia o perché qualche parente viene coinvolto, sa dove rivolgersi e sa di avere un punto di riferimento. Allora, siccome questo elenco di associazioni passerebbe da sette a undici, se tutte le risorse in aumento vanno alle vecchie associazioni storiche, le altre associazioni non solo non aumentano, ma rischierebbero di perdere rispetto al passato. Allora, io vorrei proporre oralmente un emendamento di questo tipo, un aumento di risorse di 90.000 euro portando da un milione e 10.000 stanziato nel capitolo a 1.100.000 e indicare se la Giunta questi 90.000 euro li ritrova, dà la disponibilità a questi 90.000 euro, e riindicare le varie voci. La voce a), da 348 a 313.200
PRESIDENTE. Concluda onorevole Marrocu.
MARROCU (P.D.). ...cioè 313.200 euro, la voce b) a 70.200, la voce c) a 48.805, e la voce d) a 184.815. In questo modo si avrebbe un buon recupero degli undici anni in cui sono ferme le associazioni storiche, ma non procurerebbe nessun danno per le associazioni che utilizzano questo capitolo. In questo modo chiedo quindi uno sforzo di 90.000 euro alla Giunta aggiuntiva e una riduzione delle voci a), b), c) e d) dell'emendamento numero 508. Chiedo il voto possibilmente unanime dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io volevo annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 508, sicura del fatto che le considerazioni che sono state svolte da lei precedentemente, ma con le indicazioni precise che derivano dall'emendamento di cui è primo firmatario l'onorevole Cherchi, siano perfettamente in sintonia con un'esigenza riconosciuta e chiaramente anche illustrata durante la presentazione dell'emendamento. Ora, io capisco le perplessità dell'onorevole Porcu, ma mi sembra che, visto e considerato anche che ci sono sempre grosse difficoltà a reperire finanziamenti aggiuntivi, che l'emendamento vada bene così com'è, e anzi, proprio a questo proposito, chiedo anche che venga aggiunta, se non disturba ai proponenti, la mia firma, perché ritengo che fare un ragionamento su un adeguamento dei finanziamenti sia corretto, indipendentemente dal fatto che si debbano, poi, salvare sempre capre e cavoli, quando c'è un'esigenza sentita, rimarcata e sottolineata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Io capisco che le esigenze siano tali da giustificare tutte le proposte che si stanno facendo, e comprendo anche lo sforzo fatto da innumerevoli consiglieri della maggioranza, per cercare di trovare una sintesi a questo problema. La Giunta però ha il dovere di ricordare una cosa, a tutto il Consiglio regionale, perché ne prenda atto. Su questa materia, tra la proposta dello stanziamento del 2007, che era 770 mila euro, già la Giunta nella sua proposta originaria l'ha portato a 810 mila euro, la Commissione bilancio, nella sua autonomia, l'ha portato a un milione e 10 mila euro, questo stanziamento ha avuto, in un anno soltanto, un aumento del 25 percento. La Giunta regionale è disponibile a trovare qualsiasi forma compensativa, che autorizzi una diversa distribuzione, ma non è in condizioni di trovare risorse aggiuntive, oltre quelle che sono state già trovate.
PRESIDENTE. Solo per una precisazione, assessore Secci, lo stanziamento dell'anno scorso era 810 mila euro, come quello di quest'anno, proposto dalla Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, per dire, io mi rendo perfettamente conto delle preoccupazioni dei colleghi, rispetto ad una tematica che riguarda quest'area dell'invalidità. Si impone, con urgenza, una proposta di legge di riordino, perché questa, lo dicevo ieri nel mio intervento, quando chiedevo al Presidente di turno quale fosse il comma 4 dell'articolo 4, della legge 8/86, per sapere chi erano le associazioni, perché vi era un errore. Questa è materia indicata nel comma 37, che è stato votato, soppresso. Ora noi ci troviamo di fronte ad una questione verso la quale, in termini sociali, abbiamo la sensibilità, o comunque non abbiamo il coraggio di dire fino in fondo le cose come stanno. Io, che in quell'area sociale sono cresciuto e vissuto, e vivo, debbo dire la verità, mi libero di queste preoccupazioni, per dire, con estrema franchezza, che non ci sono associazioni storiche e non storiche, e dobbiamo ricordare esattamente quello che fanno. Perché dentro ciascuno di noi, per una inerzia culturale, rimane ferma all'antica concezione che queste associazioni essendo state nel passato, ma ormai lontano passato, associazioni enti di diritto pubblico, che non lo sono più, che sono associazioni con personalità giuridica privata, e che hanno l'obbligo unicamente di funzione sindacale rappresentativa. L'assistenza con queste associazioni non c'entra nulla, assolutamente nulla. Hanno una funzione meramente sindacale ed ognuna rappresenta i propri iscritti, non c'è una potestà di rappresentanza generalizzata per le diverse categorie. Allora, per essere chiari, noi vogliamo certamente che i sindacati funzionino e funzionino bene, perché appartengono al sistema della nostra moderna democrazia. Essi sono dei sindacati e, come tutti, devono essere posti nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo, ma senza travisamenti, senza ipocrisie, con estrema chiarezza. Occorre un riordino di questa materia. Cosa vuol dire associazioni storiche o non storiche? I sindacati vengono distinti in sindacati storici o non storici? Appartiene più al linguaggio comune, che a una effettività di diversa funzione. I sindacati hanno tutti la stessa funzione, sanno più o meno rilevanti, a seconda della capacità di rappresentatività, ma non ci sono sindacati storici e non storici. Così vale l'argomentazione per queste associazioni. Io dico che la questione va affermata, va riordinata, e va dato ad ognuna quello che gli compete, in base alla rappresentatività e all'organizzazione. E bisogna anche chiedere conto di quello che realmente fanno, e bisogna anche fare un'indagine, per vedere le effettive funzioni e il rapporto che esiste con i propri rappresentati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Sì, due parole, Presidente la ringrazio intanto, io credo che stiamo cercando, se dovesse passare l'emendamento numero 508, di dividere un mondo che invece non ha nessuna necessità di essere diviso. Anzi, è un mondo che ha necessità di essere sostenuto, e sostenuto col pieno sostegno, anche finanziario, da parte di questo Consiglio regionale. Stiamo parlando di associazioni dei bambini cerebrolesi, stiamo parlando dei centri-down, stiamo parlando dell'Associazione sarda invalidi, stiamo parlando delle associazioni per la sclerosi multipla. Allora, io dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento orale, proposto dal nostro Capogruppo, e mi dichiaro contrario all'emendamento numero 508.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Frau. Allora c'è un emendamento orale dell'onorevole Marrocu, che propone che le voci a) diventi 313.200, anziché 348.000. La voce b) 70.200, la voce c) 48.805, la voce d) 184.815, con un incremento al capitolo 05.06.012, UPB S05.03.005, e la copertura finanziaria FNOL voce 1, tabella A. Chi è d'accordo…
LA SPISA (F.I.). I pareri non li sentiamo?
PRESIDENTE. Ha ragione onorevole La Spisa, le chiedo scusa.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Ma, la Commissione esprime parere favorevole, reputando che, di fatto, si ponga rimedio al problema in generale. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. La copertura era per 90 mila euro.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è contrario.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 508, la versione orale dell'onorevole Marrocu. Chi è d'accordo…
LA SPISA (F.I.). E' troppo veloce Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, io ho aspettato che lei s'iscrivesse. Non sono troppo veloce! Allora, eravamo in votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 508. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Interruzioni)
Allora, abbiamo in votazione l'emendamento numero 441, che è collegato al 268 e all'857.
Allora, siamo in votazione degli emendamenti sospesi nella giornata di ieri, relativamente… a pagina 62, e poi a pagina 68 e 69. Ieri ci si è sospesi, in attesa di una proposta, se non ci sono proposte, dobbiamo mettere in votazione gli emendamenti numeri 441, 268 e 857.
Onorevole Marrocu, onorevole Espa, possiamo riprendere a lavorare un po' in ordine? Onorevole Espa!
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, vorrei sapere se intende fare due votazioni o un'unica votazione, in quanto il "441" propone uno stanziamento di 5 milioni di euro, mentre gli altri due emendamenti, il numero 268 a pagina 68 e il numero 857 a pagina 69, propongono invece, ugualmente, uno stanziamento di 3 milioni e 500 mila euro.
PRESIDENTE. Due votazioni, onorevole Capelli. Una prima votazione sull'emendamento numero 441 e successivamente una votazione unica sugli emendamenti numero 268 e 857.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Semplicemente per chiedere la votazione palese elettronica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 441, rispetto al quale assieme ai colleghi Lai, Pittalis, Atzeri e Maninchedda, si è cercato di avere quell'occhio di riguardo rispetto a un problema molto sentito sul territorio da parte dei pazienti, che riguarda, appunto, il vuoto lasciato nell'assistenza domiciliare e soprattutto nell'ambito della medicina di distretto. Noi abbiamo fatto una battaglia anche per quanto riguarda l'implementazione dei fondi in relazione alla medicina generale e crediamo che questo problema molto sentito...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Marracini, abbia pazienza. Se non ci sistemiamo nei propri posti io sospendo i lavori. Prego, onorevole Marracini.
MARRACINI (Gruppo Misto). Riprendo. Quindi, il problema dell'accordo regionale con i medici di medicina generale è un problema molto sentito, non soltanto dalla categoria medica, che è evidente si possa pensare direttamente interessata e che possa avere quindi trovato una facile sponda in diversi colleghi della maggioranza e dell'opposizione, ma è anche vero che invece questo problema paradossalmente interessa più l'utenza, cioè i malati, di quanto non possa interessare i colleghi medici. Noi, lo dico al collega Pacifico, continuiamo a dire che questa battaglia contro i medici di medicina generale, questa battaglia contro i pazienti dei medici di medicina generale, questa battaglia che questa Giunta regionale e anche questa norma finanziaria continua a fare contro la sanità del territorio, è una battaglia veramente senza senso e io chiedo, sapendo tra l'altro di non avere grande risultato, per ovvi motivi, al collega Pacifico, collega medico e collega consigliere, che dia un sussulto di dignità della categoria e faccia sentire anche lui la voce di protesta che è arrivata a lui, non solo dai medici di medicina generale, ma dalle associazioni dei pazienti e da tutti coloro che oggi ritengono assolutamente inefficiente questo servizio senza questo tipo di aiuto e di agevolazione in finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che io sono d'accordo con questo emendamento anche per completare un ragionamento che abbiamo iniziato ieri. Nel senso che questo emendamento va nella direzione del potenziamento della medicina del territorio, quindi nella periferia, e che va in linea con quanto sta dicendo questa Giunta regionale, ma anche con quanto stiamo dicendo anche noi, nel senso che bisogna fare in modo che il paziente venga assistito nel territorio e che non sia costretto tutte le volte, anche per uno starnuto, a recarsi in una struttura ospedaliera e ad andare nei grandi centri. Pertanto, io credo che bisogna fare una vera politica di assistenza nel territorio, nel distretto stesso e pertanto credo che bisogna partire proprio dalla base che è quella di poter, in qualche modo, fare in modo che la medicina di base, che è il primo presidio, il primo impatto del malato col medico, con l'assistenza sanitaria, e pertanto siccome questa categoria che comprende circa 1500 e più medici in Sardegna ha il contratto scaduto da diversi anni, e considerato anche che l'abbiamo già ripetuto, ma lo ripeto ancora, perché è un problema importante, c'è la necessità che il contratto venga firmato in Sardegna e che non venga rimandato al tavolo nazionale. Pertanto, si chiede che venga accolto l'emendamento, ma soprattutto che in tempi brevi questa importante categoria di medici abbia la possibilità di avere una firma del contratto ed essere equiparato perlomeno agli altri medici del resto dell'Italia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Non me ne vogliano i colleghi Lai, Marracini, Pittalis, Atzeri e Maninchedda, ma io su questo emendamento mi asterrò, ritenendo che quello successivo, proposto dall'onorevole Pacifico e dai componenti di maggioranza della Commissione sanità che ha individuato in 3 milioni e 500 mila il fondo necessario per soddisfare queste necessità manifestate dalla medicina generale, dalla continuità assistenziale, dalla pediatria di libera scelta, penso che sia più idoneo. Quindi, nell'annunciare il voto di astensione sull'emendamento numero 441, dichiaro anche il voto favorevole all'emendamento numero 857 che, da quanto ho capito, verrà messo in votazione insieme all'emendamento numero 268. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il voto favorevole all'emendamento o agli emendamenti, ma in modo particolare al "441". Credo che nelle motivazioni già rappresentate durante la discussione della giornata di ieri, abbiamo potuto avere la possibilità di evidenziare come sul contratto integrativo per la medicina generale e la pediatria di libera scelta ci sia la necessità di dare fondo a nuove risorse per i nuovi impegni che il Piano sanitario regionale chiede a questi operatori della sanità. Io ritengo che la rete della medicina generale e dalla pediatria di base sia una di quelle reti che hanno bisogno di essere attivate, soprattutto a fronte di quelle necessità in termini di risposte di salute della nostra popolazione. Credo che negli obiettivi che ci si pone con questa finanziaria sull'attivazione di alcune parti del Piano sanitario regionale, ci sia la necessità di partire proprio da quella ramificazione che rappresenta in tutti i nostri territori la medicina di base. Non sono convinto delle motivazioni addotte dall'Assessore sul fatto che a Roma potessero essere trovate soluzioni più soddisfacenti rispetto a quelle che invece avrebbe potuto essere contrattato a livello locale. Convinto del fatto, inoltre, che in altre regioni, proprio su questo tema, regioni peraltro non amministrate dal centrodestra, sulla contrattazione decentrata siano stati fatti passi da gigante rispetto ai piccoli passi che oggi sollecitiamo e sosteniamo per la regione sarda. Credo che su questo ci sia la necessità, eventualmente, anche di approfondire citava, non voglio sbagliare, il collega Vargiu in un'altra occasione che il Trentino Alto Adige, proprio su questo tema, lo ha bilanciato nel bilancio per il 2008 circa 40 milioni di euro. Questo basterebbe soltanto a dire in che termini di rapporti ci stiamo proponendo sia che l'aula approvi l'emendamento numero 441, che prevede un finanziamento di 5 milioni di euro, sia che l'aula approvi l'emendamento che propone invece risorse per 3 milioni e mezzo di euro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io mi voglio riallacciare alla dichiarazione di voto che ha fatto la collega Caligaris, che ha detto che si sarebbe astenuta sull'emendamento presentato dal collega Lai e che avrebbe votato a favore dell'emendamento presentato dai colleghi della Commissione sanità, per riuscire a capire se esiste, visto che questi emendamenti erano stati sospesi con l'idea di trovare una sintesi che fosse condivisa dall'Aula, dalla maggioranza, dalla minoranza e anche dalla Giunta, se esiste un'idea economica di un quantum sul quale c'è un accordo. Perché anche tra gli emendamenti di cui noi stiamo chiedendo il recupero, il numero 792 a pagina 300 erroneamente attribuito al comma 37, come dimostra il fatto che emendamenti identici sono invece in discussione, prevede anche questo un intervento per il contratto dei medici di medicina generale e prevede una somma che è di 30 milioni di euro, che sarebbe quella congrua rispetto alle esigenze di una ristrutturazione della rete dei medici di medicina generale e di famiglia del nostro territorio. Quindi, insomma sarebbe utile comprendere se la sospensione degli emendamenti, per trovare un'idea che possa essere praticata, sia stata realmente opportuna e utile e se c'è un'indicazione di qualche genere. Se c'è un'indicazione di qualche genere, Presidente del Consiglio, forse meglio che votare tre emendamenti con cifre economiche diverse e con qualche sfumatura di differenza nell'elaborato, nella norma potremmo votare direttamente la somma che tutti quanti siamo d'intesa che è quella massima consentita dalle disponibilità attuali di cassa da parte della Giunta regionale. Quindi, se c'è la volontà di votare l'emendamento che ha presentato il collega Pacifico, come primo firmatario, per 3 milioni e mezzo di euro non è il massimo e non è esattamente quello che noi desideravamo, ma votiamo quello ed è un emendamento che perlomeno ha messo su una cosa d'accordo l'intero Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Io prima di iniziare la discussione su questi tre emendamenti ho chiesto all'Aula se c'erano novità rispetto alla sospensiva di ieri e non ho avuto nessuna risposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Per dire alla collega Caligaris che a pagina 68 l'emendamento numero 268, se andiamo in parallelo integrandoci, ridimensiona ridetermina la spesa a 3 milioni e mezzo. Per dire che il mio approccio ai numeri non è stato superficiale posso entrare, assessore Secci, in questi numeri anche nel dettaglio perché questa problematica è anche all'attenzione dei consigli direttivi degli ordini dei medici perché è una questione annosa e quindi ho, e lo dico con tutta la modesta del mio ruolo, competenza. I problemi sono in relazione ad aspetti come la domiciliarità, i finanziamenti aziendali, l'incremento dell'orario, i progetti diabete, malattie cardiovascolari e pazienti cronici, l'impegno finanziario così com'è stato definito dall'Assessore ma le diverse voci, il governo clinico e l'interpretazione. Quindi, non sono stato così superficiale e posso, se vuole, anche dargliene dimostrazione. Io sostengo questo emendamento, naturalmente sono disposto a dare il mio contributo se dovesse esserci poi una rideterminazione. Ricordo che questi sono emendamenti condivisi dalla Commissione, che sono stati individuati come elementi per dare significatività al Piano sanitario e sempre non raccogliendo solo le istanze dei medici di medicina generale e pediatri di distretto, ma dando valore alle cure primarie, all'assistenza del distretto e ai progetti. Quindi, mettendo precise condizioni, ma lasciando spazio a elementi di condivisione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Sì, grazie Presidente molto breve brevemente. C'era una trasmissione tanti anni fa che quando dava la parola all'orchestra diceva: fiato alle trombe, Turchetti. Qui si continua a dare fiato ad emendamenti che secondo me sono ormai superati nei fatti, e io voto contro questi emendamenti perché sono a favore dei medici di medicina generale, perché gli stanziamenti che questi emendamenti propongono, tutte e tre, sono inferiori a quanto già è stato stanziato, 8 milioni di euro, per la contrattazione decentrata dei medici di medicina generale. Io ho fatto, la settimana scorsa, un'assemblea dei medici di medicina generale del mio territorio, beh devo dire che ormai si è raggiunto praticamente un accordo e io credo che questi emendamenti siano superati nei fatti, perché probabilmente la prossima settimana a livello regionale si va a firmare il contratto. E con una cifra che è nettamente superiore a quella che è contenuta in questi emendamenti, avendo i medici di medicina generale accettato anche quelle che erano le quattro proposte di governo clinico e cioè: il rischio cardiovascolare, il diabete, gli screening oncologici e il risparmio farmaceutico. Essendo già tutt'e quattro voci accettate dai sindacati regionali dei medici di medicina generale. Allora io voto contro questo emendamento, perché se noi facessimo passare un finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro a favore della contrattazione decentrata dei medici di medicina generale faremmo loro un torto e non un beneficio, essendoci già previsti 8 milioni di euro.
Quanto alle altre Regioni. E'vero altre Regioni hanno previsto cifre superiori la Lombardia ha previsto 11 milioni di euro rispetto ai nostri 8, ma ha anche dieci milioni di abitanti rispetto al nostro milione e mezzo. Allora, io credo che in tema di contrattazione decentrata bisognerebbe essere anche abbastanza informati e tenersi aggiornati anche su quelli che sono gli sviluppi di questa contrattazione, sia per quanto riguarda la parte pubblica, che per quanto riguarda le organizzazioni sindacali. Voto contro questo emendamento numero 268, perché credo che i medici di medicina generale abbiano diritto ad avere più soldi rispetto a quanti sono previsti in questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). I presentatori degli emendamenti, tra cui quello della Commissione, sostengono che c'è bisogno di maggiore risorse per il contratto, l'assessore Secci e anche l'assessore Dirindin hanno sostenuto che per il contratto dei medici sono stati stanziati 6 milioni di euro, 2 e mezzo più 3 e mezzo.
CAPELLI (U.D.C.). Non 8, Frau!
MARROCU (P.D.). Allora, io ho un problema che è questo: ma che contrattazione è se si dice ci mettiamo altri 3, altri 4, altri 5 in modo che quello che stabiliamo noi di risorse poi si distribuisca ai medici di base. In effetti in questo modo di vera e propria contrattazione non c'è nulla, perché semplicemente io potrei capire se fossimo di fronte a un dettaglio che i colleghi hanno che dicono: i medici in Sardegna sono cinquemila, il costo dei medici attualmente è di tot lire, tot euro, siccome prevediamo che l'aumento della retribuzione di questi medici debba avere come valenza contrattuale un aumento del 10, 12, 15 per cento, come costo contrattuale ci sembra che ci servano più risorse. Ora, questo io penso che sia in mano alla Giunta come soggetto che ha incaricato chi di dovere a contrattare, se i colleghi hanno altri elementi, li portino fuori. Non è che noi diciamo: no mettiamo altri 6 milioni così a caso. Magari in questo modo facciamo un contratto che invece di aumentare del 12 per cento lo aumentiamo del 30 per cento. Senza tener conto che ci sono livelli contrattuali, cioè chi rappresenta i medici, che avranno presentato una piattaforma, una controproposta della Giunta regionale e c'è una trattativa. Voglio dire, se il contratto si chiude dove non c'è bisogno di 6 milioni ma di 7 saremmo obbligati a trovare gli altri milioni di euro da aggiungere, ma perché dobbiamo stabilirlo preventivamente alla stipula del contratto le risorse in modo che poi le parti si vedano e poi ah grazie a Vargiu abbiamo non 6 milioni ne abbiamo 12, 11, distribuiamoci questo indifferentemente dalle piattaforme contrattuali, dalle percentuali di aumento, dalla svalutazione, dagli indici, indifferentemente dai contratti che si stipulano per le altre categorie. Semplicemente perché è stato bravo un consigliere regionale che ha strappato per quel contratto altri 6 milioni di euro. Io non penso che questo faccia onore né ai sindacati, perché vuol dire che contrattazione non se ne fa, e neppure all'amministrazione regionale perché vuol dire che contrattazione no ne fa, cioè stabilisce il Consiglio sulla base di un tira e molla tra un consigliere e l'altro quanto va in quella contrattazione. Io penso, invece, che la contrattazione, lo dico anche da ex sindacalista, non può essere regolata dalla disponibilità esclusivamente di risorse che ci mettono in bilancio, c'è una contrattazione, quando si chiuderà la contrattazione, come spero che si chiuda al più presto possibile, si vedrà se le risorse sono sufficienti o se vanno integrate. Se ha ragione la Dirindin le risorse sono sufficiente, se avete ragione voi, che le percentuali di aumento, diritti saranno di più, li metteremo quando sarà necessario metterli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Mi perdoni, Presidente, ma realmente in questo gioco dei numeri mi viene da ridere, perché io capisco che se i numeri vengono dati dalla Giunta ci sia questa confusione, perché è notorio che i numeri cambiano dalla mattina alla sera, ma adesso abbiamo ascoltato il collega Frau che diceva che ci sono 8 milioni già disponibili, il Capogruppo del P.D. che dice che ci sono 6 milioni disponibili, e tra l'altro mi compiaccio molto della saggezza da terza legislatura che ha il Capogruppo del P.D., perché è davvero imbarazzante vederlo e sentirlo così saggio e così pronto ad aprire gli occhi ai colleghi su tutte le materie, mastri in totus si dice dalle nostre parti, e qui ne abbiamo un grande esempio. Ma i numeri siccome non sono delle opinioni, rispondo prima al collega Frau. L'Emilia-Romagna ha uno stanziamento di 11 milioni e 470 mila euro per anno, piccolo particolare che se si omette di dire fa pensare che sia sproporzionata la richiesta dei medici di base della Sardegna. Secondo, quando si va ad una contrattazione ci sono sempre i calcoli di base sulla quale e i limiti ai quali si può arrivare o non si può arrivare, non è una semplice contrattazione e lo stesso dottor Angelo Cuccu, nel bollettino del gennaio 2008, dice che le contrattazioni si possono fare quando ci sono dialoghi e confronti, ma quando il responsabile della FINC dice che sta parlando con un muro di gomma virgolettato, dovuto alla mancanza di un dialogo concreto e di un coinvolgimento continuo, di cosa stiamo parlando? Di cosa stiamo parlando, dove è tutta questa saggezza, da quale pulpito viene fuori. Primo da una base non documentato di tipo numerico e finanziario, primo aspetto; secondo con le contraddizioni interne vostre, adesso magari si alzerà la Giunta, difficile che si alzi a dire qualcosa, e ci darà numeri ancora diversi, quello che sta proponendo il collega Lai e non quello che propone la Commissione, anzi invito il collega Pacifico, Presidente della Commissione a ritirare l'emendamento, sarebbe più opportuno e lineare per quanto deciso probabilmente dal P.D., perciò lo ritiri direttamente, così votiamo gli altri. Ed è proprio quello dei 3 milioni e mezzo che comunque per il quale voterò a favore compreso quello dei 5, che è fuori scala e se passasse quello, e non quello dei 5 milioni, dovremo tornare sull'argomento per dare un'adeguata copertura per il futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Sì, Presidente, anche per cogliere l'occasione di ritirare l'emendamento numero 857. Io condivido gran parte dei ragionamenti che sono stati fatti dai colleghi, mi rendo conto che poi gli emendamenti si sostengono quando hanno una possibilità di poter essere sostenuti, condivido anche che le risorse per la medicina generale, ma questo è un ragionamento di natura squisitamente politica e non tecnica, sicuramente sono inferiori a quelle che servirebbe per raggiungere gli obiettivi posti nel piano e gli obiettivi di coinvolgimento dei medici di base nei territorio sulla questione del diabete, sulla questione della medicina di base, sulla questione del risparmio farmaceutico, sono tanti aspetti della loro attività che necessitano comunque di risorse aggiuntive, perché si possano raggiungere questi obiettivi pienamente, quindi noi abbiamo analizzato questa situazione in Commissione, in Commissione si è arrivati alla formulazione di questo emendamento. Devo dire che in parte questo emendamento è stato accolto già presentato in Commissione terza con 2 milioni di euro aggiunti nella tabella del bilancio, relativa alle risorse da impegnare per il contratto integrativo dei medici di base e quindi in parte la Giunta, il Consiglio, la maggioranza hanno già accolto questo tipo di proposta. La differenza non è dei 3 milioni e mezzo, la differenza rispetto a quell'emendamento è di 1 milione di euro. Quindi noi riteniamo già in parte avere incassato un obiettivo politico, che era quello di dare una risposta rispetto ad una categoria che attende da tempo di chiudere il proprio contratto integrativo. Ritengo proprio per questo a maggior ragione di dover ritirare l'emendamento, e chiedo ai colleghi cortesemente e di non farlo proprio né ai colleghi di maggioranza né ai colleghi di opposizione, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Una voce da tuttologo dichiarato, per capire, 6 milioni, 8 milioni, 3 e 5 sono meno di 8? Ma 3 e 5 più 8 voto sono più di 8, onorevole Frau,3 e 5 più 8 sono più di 8, ma allora comunque 3 e 5 più 6 sono più di 8. Allora il problema è che non ci prendiate in giro, che non prendiate in giro nessuno anche soprattutto fuori da questa Aula, state contenendo la spesa, non volete aggiungere risorse, questi emendamenti erano aggiuntivi per dare maggiore possibilità di avviare una contrattazione, onorevole Marrocu, e chiudo, che evidentemente parte sempre da una disponibilità di budget e quindi avere più risorse in una contrattazione non vuol dire spendere tutto nella contrattazione, ma avere un margine per andare eventualmente incontro alle richieste, d'altra parte il suo collega Pacifico la smentisce perché dice che al conto manca ancora 1 milione di euro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io ritengo davvero paradossale il fatto che si cerchi di risolvere una vertenza contrattuale tra un'organizzazione sindacale e una categoria, quella dei medici di medicina generale tra questi e l'Assessorato regionale alla sanità nell'Aula del Consiglio regionale. Mi sembra una cosa veramente strana, perché su questo contratto ci si sta dibattendo da un sacco di tempo, le posizioni sono peraltro arrivate ad un punto tale per cui mi pare che sia anche difficile ipotizzare, come dire soluzioni pacifiche in questo momento, non pacifiche di Nazzareno, ma pacifiche nel senso che si trovi un accordo, perché c'è una posizione che ormai mi sembra, come dire, irreversibile che parte da posizioni che sono diventate culturalmente inavvicinabili. E ne cito soltanto due, guardate che non è solo un problema di danari a disposizione, è un problema di come utilizzare quei danari, su cui tra l'assessore Dirindin e i medici di medicina generale, c'è una concezione che è diametralmente opposta perché anche se di milioni di euro non ne mettiamo 5, ma ne mettiamo 10, il problema poi diventa lo scontro di come impiegarli e di come utilizzarli, perché sull'assistenza domiciliare integrata non c'è la stessa visione dell'utilizzo delle finalità del servizio, sull'assistenza domiciliare programmata idem come sopra, sulla questione della reperibilità o della cosiddetta disponibilità telefonica, la stessa cosa. Noi siamo una Regione che ferma a 18 euro e 90 per l'ADI, siamo l'unica Regione in Italia e non si può pensare che con 18 euro e 90, che non coprono le spese che non sono sicuramente incentivanti, ci sia la possibilità di fare assistenza domiciliare integrata. E allora nessuno si lamenti se su questo non c'è il tentativo, la possibilità di travasare tutta quella parte di degenze che oggi sono ospedaliere verso il territorio e verso l'assistenza. Quindi non è una questione di mettere soldi, è una questione di come strutturare il sistema. La cosa più difficile, stavo per dire "più peggiore", ma se si potesse dire lo vorrei dire, la cosa "più peggiore" che c'è in questo rapporto è la difficoltà dell'applicazione degli indicatori di risultato, su cui, mi consenta, Assessore Dirindin, c'è l'obbligo di mezzi, non c'è l'obbligo del risultato, lei questo lo sa bene, e non si può pensare di sostituire l'obbligo di mezzi con l'obbligo di risultati, sostituendo gli indicatori di risultati invece che l'obbligo di risultati. Se su questo c'era davvero la volontà di chiudere, come ho già detto altre volte, i soggetti che sono qui dentro si propongono come soggetti di mediazione tra le due parti in campo, perché la medicina generale è fondamentale per il servizio sanitario regionale. Io sono disponibile a questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie, Presidente. Solo per dare con molta serenità qualche informazione in più rispetto a quella che abbiamo dato ieri. Evidentemente, non sono stata sufficientemente chiara. Intanto, mi dispiace che si parli di una vertenza sindacale senza avere sufficientemente elementi, e capisco bene perché al tavolo della vertenza ci sono i sindacati, che sono quattro, e la parte pubblica, che è il servizio sanitario. Molte delle cose, direi tutte quelle che ha detto l'onorevole Ibba, sono cose già superate, che già stanno scritte nella bozza del contratto che io penso riusciremo a chiudere anche abbastanza rapidamente. Sulla reperibilità telefonica abbiamo già trovato un accordo, sull'assistenza domiciliare abbiamo trovato l'accordo e abbiamo anche previsto un aumento delle tariffe per l'assistenza domiciliare, così come per quella programmata, così come per gli indicatori di esito e di processo, che, chi conosce questa materia, sa benissimo che sono previsti, e, anche se sono difficili da valutare, abbiamo trovato sia sul tavolo regionale che sul tavolo nazionale delle soluzioni verso le quali crediamo di essere pronti a trovare una soluzione. Quindi, io penso veramente che non si debbano aggiungere ulteriori polemiche una vertenza difficile, e mi corre l'obbligo di sottolineare che la parte pubblica si è dimostrata molto più equilibrata in questa vertenza della parte sindacale. Dopodiché, le vertenze sono così, non siamo noi che abbiamo rifiutato il dialogo, il dialogo è stato interrotto per otto mesi da uno dei quattro sindacati, perché chiedeva un rapporto ottimale che poi il TAR, il Consiglio di Stato ha definito non potesse essere richiesto. E' stato abbandonato il tavolo da parte di un'organizzazione sindacale, perché richiedeva un'applicazione del concetto di governo clinico, che poi in sede nazionale hanno verificato l'interpretazione che davano gli Uffici, era quella corretta, successivamente abbiamo avuto varie difficoltà, perché è cambiato il segretario regionale, e il nuovo segretario è stato poi, dopo, dichiarato non legittimamente nominato, ed è stata dovuta fare una nuova elezione dei sindacati, quindi c'è stata una vertenza che ha risentito molto delle difficoltà del sindacato, di uno dei quattro sindacati a rappresentare. Noi sappiamo benissimo che ci sono queste difficoltà, abbiamo con pazienza aspettato che si arrivasse a una conclusione, abbiamo firmato tutti insieme, i quattro sindacati e la parte pubblica, di andare in sede nazionale non per rinunciare all'autonomia, alla quale non rinunciamo, ma perché ci rendevamo conto che c'erano interpretazioni tecniche che il contratto prevede che, quando non sono superate, si possa andare in sede nazionale a verificare con molta serenità chi ha ragione e chi ha torto. Ora, il vero problema, le cifre sono: 22 milioni, 14 li stiamo già pagando, 8 milioni sono oggetto della vertenza, 2 li abbiamo già messi da parte attraverso altre fonti, 6 sono state messi da parte, nel bilancio ci sono già. Quindi i soldi ci sono tutti, credo che riusciremo a chiudere, e anzi è importante perché, stante la procedura, se non si chiude entro trenta giorni, gli 8 milioni vengono definitivamente persi.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Dirindin. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Avrei voluto intervenire prima delle comunicazione dell'Assessore, però io rappresento, signor Presidente, il disagio dei consiglieri regionali che non sono medici. Glielo voglio rappresentare.
DIANA (A.N.). Non ti ho delegato.
SALIS (Gruppo Misto). Glielo voglio rappresentare perché, effettivamente, noi siamo qui due giorni…
PRESIDENTE. Onorevole Diana!
SALIS (Gruppo Misto). Penso di aver colpito un nervo sensibile, viste le reazioni. Io chiederei ai colleghi medici, se possibile, di non interrompermi, e far parlare i colleghi non medici, eventualmente. Perché, badate, quando noi parliamo dell'articolo 8, della sanità, quando parliamo dell'articolo 8, della sanità, io sono abituato a pensare in prima battuta ai malati. Ho sbagliato? Allora, io mi impegnerò, nelle elezioni del 2009, spero che altri partiti lo facciano, a fare arrivare in quest'Aula il Presidente del tribunale del malato, associazioni che tutelino i malati, perché non se ne può più, cari colleghi, di vedere quest'Aula trasformata in una manifestazione sindacale a favore dei medici. Non ne possiamo più. Parliamo dei problemi dei malati, per cortesia. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Salis. Onorevole Salis, come vota?
SALIS (Gruppo Misto). Chiaramente, voto contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (P.D.). Per evitare che il collega Capelli possa dire che io mi propongo come tuttologo, intendo precisare una cosa: i Capigruppo, per funzione, trattano tutti gli argomenti che si propongono all'Aula, e quindi penso che sia giusto evitare di abbassare il livello del confronto tra di noi. Io prendo la parola su questo argomento perché in Commissione sanità ho sostituito la collega Lanzi proprio su questo punto. Allora, ho detto ai colleghi che era sbagliato, questa era la mia opinione, profondamente e politicamente sbagliato far diventare la Commissione o il Consiglio regionale, tramite la Commissione, controparte nella trattativa sindacale. Rimango convinto che sia così. Il Consiglio regionale non può essere la controparte, le funzioni del Consiglio sono diverse da quelle dell'Esecutivo, invece si è insistito su argomenti riferiti alle risorse, che producono questa situazione. E da questa situazione è bene che il Consiglio, con un'iniziativa politicamente corretta, esca e lasci la Giunta nella trattativa. Dico questo per dire che la trattativa sindacale è un ragionamento politico e organizzativo, ed è un ragionamento specifico e non pacifico. Chiaro? Allora, credo che sia giusto, siccome la situazione evolve, e il collega Ibba ha anche richiamato una linea di comportamento, lo dico per quanto riguarda questa parte, la sinistra, e quindi anche la collega Lanzi che allora ha firmato, ma la rappresentavo io, e non ero d'accordo su questa impostazione, primo a ritirare la firma, ma la cosa più corretta è ritirare gli emendamenti che ci espongono come controparte, e noi non siamo la controparte dei medici che devono rinnovare il contratto. Questa è la nostra opinione. Quindi, se li lasciano, votiamo contro, ma suggeriamo invece di essere un po' più sobri e di evitare che si arrivi a questa contrapposizione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io sono uno dei fautori di una tesi che, riportata in termini generali, potrebbe dirsi questa; che il nostro sistema economico e sociale ha un grande blocco che è determinato dai conflitti di interessi che vincolano la nostra attività istituzionale, a livello nazionale, a livello regionale, e sicuramente uno dei più grandi conflitti di interessi è quello dei medici, noi non possiamo non riconoscere che in quest'Aula, nel momento in cui si vota a favore di un provvedimento, ci sono persone che a fine mese incassano di più o incassano di meno, e di questo, senza fare battaglie politiche dell'ultimo momento, dobbiamo tutti tenerne conto. Però, nello stesso tempo, abbiamo il dovere di distinguere, oggettivamente, il ruolo che ricopriamo in questo momento, e dire che non possiamo neanche omettere di considerare che, per competenza specifica, collega Frau, la Commissione sanità è stata investita di un problema grosso, e cioè che uno strumento, che questo Consiglio ha dato in mano all'assessore Dirindin e che si regge sulla medicina del territorio da parificare alla medicina ospedaliera, non parte, e non parte perché questo accordo tra medici e Assessorato non riesce a trovare un punto di incontro. Quindi, per quanto ci riguarda, il nostro interlocutore è l'Assessore, e se questo accordo e il piano non decollano, responsabile è l'Assessore. Allora, noi oggi prendiamo atto di una situazione, e la situazione è questa; l'Assessore ci sta dicendo: non abbiamo bisogno di altre risorse, e in quanto tale il Consiglio regionale è esonerato da andare oltre, ma questo non significa, collega Cugini, lavarsi le mani del problema, perché se è vero, come ha detto Pericle in una sua orazione funebre, che pochi sono in grado di dare vita a una politica, ma tutti siamo in grado di giudicarla, noi andremo a giudicare l'operato dell'Assessore sulla base del risultato che porterà a casa. Quindi io accolgo l'invito del Presidente della Commissione a ritirare l'emendamento che porta ugualmente la mia firma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente. Io, dal 69 non mi sarei mai ritirato, mi meraviglia tanto che l'onorevole Pacifico, persona attenta, uomo di mondo, conoscendo tutti quei problemi che… onorevole Cugini, si tratta di controparte in una trattativa sindacale, lasciare alla Giunta. Questo è un argomento che deve assolutamente interessare il Consiglio regionale, non sono sufficienti, Assessore, lei fa la sua parte e noi facciamo la nostra, è una materia che io non conosco molto bene, so solo una cosa, che la gente di Sardegna io non ho capito per quale motivo ce l'abbia contro di lei. Guardi, veramente, certe volte ci penso e dico: bah! per quale motivo? E' una donna che in qualche maniera è di Sardegna, quantomeno per la sua origine, se sbaglia, sbaglia come sbagliamo noi. In un momento nel quale l'onorevole Pacifico presenta un emendamento, il numero 69, mai tanto invocato in Sardegna come questo, beh, poi alla fine lo ritira.
CAPELLI (U.D.C.). A pagina 69…
DIANA (A.N.). Sì, alla pagina 69, intendevo l'emendamento numero 857, ovviamente, per chi fosse distratto, mi pare l'onorevole Salis, che ha invocato qui, anzi, ha criticato il fatto che a parlare di sanità siano solo i medici. Onorevole Salis, io non sono un medico, non sono un chirurgo, non sono uno specialista, però le assicuro che il bisturi lo su usare bene, non ci sono problemi. Allora, le penetrazioni nei tessuti più sensibili di questa Regione, ma come li volete mettere in piedi, ritirando questo emendamento? Io credo che questo sia un emendamento fondamentale se si vuole dare un certo sviluppo alla sanità in Sardegna, e lei invece dice: ma qui se ne stanno occupando solo i medici; ma se ne debbono occupare solo loro? Con tanto di cappello per l'onorevole Vargiu, per l'onorevole Pacifico, per l'onorevole Lai, esempio fulgido di quella che dev'essere la politica che si deve fare in Sardegna. Non alludevo all'onorevole Silvio Lai, alludevo all'onorevole Renato Lai, perché l'onorevole Silvio Lai ha delle capacità certamente straordinarie, ma non ha l'ingenuità che invece è indispensabile per chi come me non è medico e vuol essere interpretato dall'onorevole Renato Lai; questo è quello che volevo dire stasera, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, io, da medico di base, anche se non parlerò a nome dei medici di base, mi asterrò sulla votazione di questo emendamento. Sono d'accordo con quello che hanno detto altri colleghi, con quello che ha detto l'onorevole Cugini, che l'Aula non può diventare un campo di battaglia per contrattazioni sindacale. Non avrei voluto parlare, ma quando sento un collega, Salis, che dice che non ne può più di sentire parlare solo di medici, che a lui interessano solamente i malati, allora io vorrei chiedere all'onorevole Salis: chi è che ha bocciato l'emendamento numero 144 che parlava del potenziamento della rete dei centri trasfusionali a favore dei malati? L'abbiamo bocciato noi? Chi ha bocciato l'emendamento numero 215 a favore della struttura complessa della chirurgia pediatrica, perché neanche quando si parla di bambini avete timore e vi frena il dito sul tasto rosso. Chi ha bocciato l'emendamento numero 273 dovrebbe vergognarsi! E' l'emendamento che autorizzava la spesa di 4 milioni per la realizzazione, in prossimità degli ospedali oncologici di riferimento regionale, di case di accoglienza per malati oncologici; chi parlava di malati, voi o noi? Chi l'ha bocciato questo emendamento, l'abbiamo bocciato noi o l'avete bocciato voi? Parlavamo di medici, quando avete bocciato l'emendamento numero 271 per i servizi di neuropsichiatria infantile e dei servizi sociali? L'abbiamo bocciato noi? parlavamo di medici o parlavamo di malati quando abbiamo presentato l'emendamento numero 263 dove veniva autorizzata la spesa per il potenziamento dell'assistenza domiciliare oncologica, parlavamo di medici o parlavamo di malati? E chi ha bocciato l'emendamento numero 573, onorevole Salis, collega Salis, per un progetto di monitoraggio dei neonati a basso peso alla nascita, e di quelli con malformazioni genetiche, l'abbiamo bocciato noi perché non ci interessavano i malati e ci interessavano solamente i medici o l'avete bocciato voi? Ci vorrebbe una dichiarazione di voto di un'ora e mezza oggi per elencare tutti quegli emendamenti che avete bocciato voi e che parlavano di malati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io oggi sto assistendo a un'Aula in fermento, tra medici e non medici…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate colleghi, per favore… onorevole Salis… onorevole Contu. Prego onorevole Petrini.
PETRINI (F.I.). Grazie. In realtà, non si tratta tra consiglieri medici e consiglieri non medici, si tratta del nostro territorio, delle persone che ci hanno mandato qua dentro, cari colleghi; migliorare la medicina nel territorio, l'ha detto l'Assessore in Commissione, come si migliora? Migliorare significa dare qualcosa in più nel territorio ai medici. Un esempio banale; un bambino si fa male, si fa un taglio alla gamba e dove va? Prima il medico lo vedeva al Pronto Soccorso, oggi no, oggi non è più così, si mette lì, e gli mette quattro o cinque punti. Allora avete capito che significa il territorio, migliorare e spendere meno, Assessore, invece di mandarlo al pronto soccorso? Questo significa! Migliorare il territorio! L'ho detto in due parole, ma cercate di capirlo: migliorare il territorio, dare più assistenza alle persone, specialmente nei paesini, che l'ospedale è a tanti chilometri. Questo è migliorare! Questo è migliorare il territorio e per questo sono d'accordo con quest'emendamento e dovete essere d'accordo anche voi perché il territorio va difeso. La gente va difesa, le persone vanno difese e vanno curate! Mi ha insegnato l'Assessore, in Commissione sanità ci ha detto questo l'Assessore: risparmiare. Risparmiare significa dare qualcosa in più ai medici del territorio per fare qualcosa in più, perché gli stiamo chiedendo sempre qualcosa in più e i medici, secondo me, sono disposti a fare qualcosa in più, ma diamogli qualcosa in più a loro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io intervengo per almeno due ordini di motivi. Primo, mi auguro che non si spazientisca molto l'onorevole Secci, che lo vedo modo agitato, ma, onorevole Secci, è anche colpa sua perché rappresenta la chiusura di un bilancio alle necessità di una necessaria politica sanitaria che veramente abbia l'interesse della gente e del malato. Allora, se vogliamo dircela tutta, io condivido molto l'intervento dell'onorevole Uggias e sono anche convinto che questo Consiglio non debba essere il momento di dibattito per un confronto sindacale, ma è altrettanto vero che come consigliere regionale ho il dovere-diritto di conoscere e partecipare al dibattito di quelle che sono le spese di qualunque tipo esse siano, in particolare se sono quelle che riguardano delle persone che sensibilmente hanno necessità di essere tutelate, così come sono i malati.
Allora, assessore Dirindin, a me risulta che tutti i Capigruppo le abbiano scritto una lettera in cui chiedevano a lei di far pubblicare sul sito Web della SISAC, ove si è andato poi a trattare l'argomento non riuscendolo a concludere nel posto dovuto, quelli che sono i verbali degli accordi raggiunti o meno da parte delle parti sindacali, perché così ci sarebbero tutti i consiglieri messi in condizione di sapere quelle che sono… non soltanto quelli vicini alle sottane dell'Assessore. Non solo quelli! Non solo quelli!
(Interruzioni)
Non solo quelli! Non solo quelli!
PRESIDENTE. Scusate, colleghi.
DEDONI (Riformatori Sardi). Allora, se qui si vuole fare politica come politica deve essere, bisogna parlare e discutere dei temi. E, caro Salis, è ora di finirla che tu venga a dare lezioni di moralità, perché la moralità prima è quando non sia ha sangue nelle corsie degli ospedali e tu sei uno di quelli che ha alzato la mano dicendo: "No!", affinché ci fosse una certa cifra per poter garantire giusta presenza di sangue nelle corsie degli ospedali, così come per i malati terminali ed oncologici, così come si è fatto per tutte le proposte che si sono levate da qui. La sanità è sanità e vale a destra come a sinistra, e voi vi state arrogando il compito… voglio concludere, Presidente.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Vi state arrogando il compito di fare un taglieggiamento dei finanziamenti della sanità in modo inadeguato, improprio e che colpirà, ancora una volta, la gente che è più debole e indifesa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Metto in votazione l'emendamento numero 441, è stata chiesta la controprova…
CAPPAI (U.D.C.). Elettronico palese!
PRESIDENTE. Colleghi, abbiate pazienza, chiedetelo per tempo per favore. E' stato richiesto il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 441.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Giorico - Ibba - Licandro - Masia - Scarpa.
Scusate, ripetiamo la votazione. Siccome ci sono state delle persone che hanno votato e non sono presenti, quindi si ripete la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 441.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Balia - Giorico - Ibba - Licandro - Masia - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 57
astenuti 6
maggioranza 29
favorevoli 19
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 268, a pagina 68. L'emendamento numero 857, che era uguale all'emendamento numero 268 è stato ritirato.
VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 268.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cassano, Diana e Vargiu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Marracini - Milia - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Balia - Giorico - Ibba - Masia - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 59
Astenuti 5
Maggioranza 30
Favorevoli 21
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 913, a pagina 74.
DIANA (A.N.). Elettronico palese!
PRESIDENTE. Scusate, siccome era uno di quelli sospesi, il parere della Commissione come era? Onorevole Cucca, per gentilezza.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. In effetti erano stati lasciati perché avevamo detto di vederli con l'articolo 6. Era favorevole comunque.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 913.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Farigu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il consigliere: Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 63
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 914.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Il parere della Commissione mi pare coerente con quello dell'Assessore, della Giunta, favorevole. "Quando Lai canta de dì o cambia il tempo o resta così". Onorevole Lai, lei sta facendo il .... Non c'è un emendamento dove è primo firmatario l'onorevole Lai che non abbia il conforto della Commissione e dall'Assessore ovvero della Giunta. Ora, che l'onorevole Lai sia certamente una persona che coincide, quello che è stato bocciato è stato presentato bello a posto, onorevole. Ora io onestamente dico: "Ma, è possibile che in questa Aula su 80 consiglieri che sono diventati 85 per un meccanismo elettorale che conosciamo tutti quanti, è possibile che non ci sia un consigliere di minoranza che riesca a presentare un emendamento che abbia il parere favorevole della Commissione e della Giunta?"
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Più di uno onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Assessore Secci, si astenga perché lei non fa più parte di noi, lei è andato a far parte di un'altra gerarchia che, voglio dire, non ci è molto simpatica.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'avevo capito!
DIANA (A.N.). E quindi se ne conviene che anche ella che è stato un nostro confratello nel senso che è stato qui...
(Interruzioni)
...l'onorevole Cugini si è sentito urtato, chiedo scusa, chiedo scusa onorevole Cugini. Il presidente Sarkozy quando si è presentato ai francesi non ha più usato il termine amici, fratelli, compagni, ha mischiato le carte, ha usato il termine compatrioti.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DIANA.) Io, così mi è venuto spontaneo pensare che la patria è una cosa importante, per me in particolare, però la fratellanza è un'altra cosa importante, ecco perché vi ho definito confratelli. Ora se questo vi urta, ritiro, la realtà rimane solo una, che l'Assessora piemontese accetta solo gli emendamenti che vengono presentati da una certa parte. Ma mi chiedo, e ho terminato Presidente, e non cito nessun altro consigliere se non l'onorevole Vargiu...
PRESIDENTE. Concluda prego.
DIANA (A.N.) Ho concluso. E' possibile che l'onorevole Vargiu che ha rappresentato e rappresenta ormai da anni le istanze della sanità sarda, Vargiu, non sei riuscito a presentare un emendamento, un emendamento, che possa essere in qualche maniera condiviso dall'assessore Dirindin, la quale si sta preoccupando certamente di tante cose, ma non si è ancora preoccupata del fatto che circa 80.000 vitelli vivono in Sardegna e non possono andare in continente perché i vaccini non ci sono Assessore. Ritornerò su questo argomento. Non è finito, è solo l'antipasto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Pensavamo di essere alla frutta.
Poiché nessun altro domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Va bene colleghi. Un paio di minuti di sospensione in Aula perché stiamo preparando un fascicolo di emendamenti che vengono ammessi alla discussione.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 50 , viene ripresa alle ore 19 e 38.)
PRESIDENTE. Se riprendiamo posto possiamo continuare il nostro lavoro, colleghi. Prego colleghi, è stato distribuito un fascicolo con alcuni emendamenti all'articolo 8, che tecnicamente si collocano dopo il comma 17, che è l'ultimo comma che riguarda la sanità.
Emendamento numero 629, primo presentatore l'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Voto a favore sull'emendamento numero 629. Comprendendo le ragioni dell'Aula, io chiederei ai colleghi del centrosinistra soltanto un attimo di attenzione all'inizio del ragionamento. Colleghi, noi abbiamo, con tutte le vicende note e con le diversità di posizioni note, abbiamo estrapolato dai 200 e passa emendamenti, che sono stati dichiarati decaduti, quindici temi, che per noi rappresentano temi, ovviamente, di alto profilo e di interesse generale della sanità sarda, sui quali, colleghi del centrosinistra, saremo contenti non se ci fosse una risposta economica congruente rispetto alle nostre richieste, perché ovviamente non possiamo avere questa pretesa, saremo contenti, e sicuramente l'Aula andrebbe più veloce su questi argomenti, se ci fosse uno straccio di ragionamento. Nel senso che sulla sanità è probabilmente il tema sul quale abbiamo avuto più difficoltà a ragionare insieme, durante questa legge finanziaria. Allora siamo arrivati a 15 emendamenti… Eh, ma io non posso costringerli ad ascoltarmi!
PRESIDENTE. Colleghi, però, proviamo anche ad ascoltarci e ad ascoltare.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi, l'idea sarebbe, collega Pacifico, collega Marrocu, collega Porcu, collega Meloni, l'idea sarebbe, se fosse possibile, su questi argomenti, che sono argomenti impegnativi della sanità sarda, parlare insieme, non so, su ogni emendamento per dieci minuti, non è che si sta chiedendo di fare discussioni di ore in aula su ogni emendamento, proprio dieci minuti, giusto per capirci su quali sono i vostri intendimenti e le vostre convinzioni su ciò che noi proponiamo, e giusto per avere un'idea che un confronto si è svolto sui temi della sanità, quindi che non c'è stato un dialogo tra sordi, dove noi abbiamo parlato e voi avete fatto finta di non sentire, o non avete sentito.
Allora, il primo di questi emendamenti, il 629, riguarda il potenziamento, che noi vi proponiamo, delle attività che consentano di ridurre la mobilità passiva extraregionale. Voi sapete che ci sono una serie di patologie, faccio solo un esempio, la cardiochirurgia, che sta registrando un incremento elevatissimo delle liste d'attesa, noi vi chiediamo, beh, nella vostra testa, cosa ne pensate di stanziare una somma specifica a evitare che rinizino i viaggi della speranza, quindi a tamponare in Sardegna quelle esigenze, che sono sempre state tamponate in Sardegna e che è possibile tamponare in Sardegna, che rappresentano gli indicatori più elevati per quanto riguarda la mobilità extraregionale? Ce la date una risposta, non di soldi, quantomeno di dialogo e di dibattito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Ma, per esprimere, evidentemente, una evidente e ovvia condivisione di questo emendamento, che è un emendamento rispetto al quale chi conosce i problemi della sanità sa essere un argomento trattato, quasi quotidianamente, dalle famiglie, dai parenti degli ammalati, da tutti coloro che hanno questo tipo di esigenza. Non è assolutamente pensabile che non ci possa essere una sensibilità rispetto ad un incremento, in questo capitolo di spesa, di questi soldi che sono stati richiesti, perché sarebbero sicuramente utilizzati bene e per cose importantissime. Chi ha avuto, o chi avrà problemi di questo genere, si potrà rendere conto e toccare direttamente quali siano i disagi che colpiscono i pazienti, gli ammalati, le famiglie degli ammalati e quant'altro. E siccome, come diceva l'onorevole Petrini, questo tipo di problemi possono capitare a tutti, non solo a quelli che ce li hanno già, io credo che questo vada considerato con un approfondimento, e nell'interesse di tutti, anche noi che siamo qui presenti, perché un domani potrebbe essere una negligenza che potrebbe toccare anche a noi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che il buon senso possa essere una di quelle regole che se dovesse diventare prevalente in quest'Aula, soprattutto quando si trattano temi quali quello della salute, molto probabilmente non saremmo arrivati, così, anche a queste pause defatiganti, per cercare soluzioni e vie di uscita rispetto al superlavoro, dice qualcuno, a cui ci siamo sottoposti. E pur considerando il fatto che a me piace evidenziare, per i colleghi della Commissione bilancio, a cominciare dal Presidente della Commissione, e all'Assessore, che è stato presente a tutto il corso dei lavori, dal 14 di novembre fino alla conclusione dei lavori, che sulla sanità, la sanità è stato uno di quegli articoli che non è stato discusso in Commissione, è stato uno di quegli articoli sui quali ci siamo riservati di aprire una discussione in Consiglio. Credo che se avessimo aperto la discussione sugli emendamenti in Commissione, forse saremmo ancora in Commissione, forse, per non dire che forse non saremmo manco arrivati all'articolo 8. Ma questo credo che vada detto, perché venga registrato agli atti, sulla volontà che ha ispirato, non solo la Commissione, ma in particolare la componente di minoranza nella conduzione dei lavori, durante l'esame in Commissione. Ma questo, e tornando al tema sostenuto dall'emendamento numero 629, io credo che sia nella mente di noi tutti che cosa significano i viaggi della speranza, spesso e volentieri per sentito dire, spesso e volentieri per averne letto, spesso e volentieri magari per averli vissuti tra i propri conoscenti, i propri familiari e così via. Bene, se noi, oggi, cogliessimo, su questo emendamento, qual è la volontà dei colleghi della maggioranza e dell'Assessore, forse potremmo riservare buona parte del tempo all'esame di qualche provvedimento che l'Assessore voglia predisporre, con la collaborazione della Commissione consiliare, voglia predisporre per andare a verificare quali sono quelle attività, contenute in un progetto che tende a ridurre la mobilità passiva, che è una grossa fetta dell'impegno economico di questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie Presidente. Io vorrei provare a fare un intervento in dichiarazione di voto, il mio voto è chiaramente contrario sull'emendamento, ma per fare un ragionamento con i colleghi, perché noi potremo anche continuare a discutere per l'intera nottata, se ognuno di noi si dovesse iscrivere in dichiarazione di voto su ognuno di questi emendamenti, che di per sé portano argomenti che sono totalmente condivisibili. Per quanto riguarda, però, la mobilità passiva, io credo che un ragionamento si possa fare perché tutti quanti noi sappiamo che è legata prevalentemente al tema della radioterapia e dei pazienti oncologici e mi pare che noi stiamo per raggiungere alcuni degli obiettivi che c'eravamo posti su questo tema specifico, forse l'Assessore ci può anche dire entro quanto tempo il centro di radioterapia di Cagliari potrà essere pronto per essere operativo e quindi dare le risposte ai pazienti oncologici da questo punto di vista. Credo che anche quanto si sta facendo sulla rete oncologica regionale possa dare risposte chiare e precise.
Sul tema della cardiochirurgia, che secondo me è l'altro punto, invece, di debolezza del nostro sistema, su cui le liste d'attesa si stanno allungando, sicuramente tutti quanti noi sappiamo qual è il problema e credo che su questo probabilmente noi potremo fare qualcosa di più, ma è un qualcosa di più probabilmente non dal punto di vista delle risorse professionali, ma forse dell'impegno che i nostri professionisti devono mettere nelle strutture ove operano, perché non è soltanto una questione di tecnologia, è una questione puramente, a mi avviso, organizzativa e di impegno professionale e di tipo di organizzazione che non viene condiviso dai professionisti. Su questo anche l'Assessore ci potrebbe dare qualche risposta, però il tema finale di tutti questi emendamenti è che pur essendo ogni singolo argomento sicuramente oggettivamente condivisibile da parte di tutti, se io faccio la somma degli importi economici su tutti questi emendamenti mi viene una cifra intorno ai 57 milioni di euro. Quindi, noi sappiamo benissimo che stiamo parlando di cifre che attualmente non sono nella disponibilità del Consiglio, non sono nella disponibilità economica di questa finanziaria. Allora, credo che forse sarebbe il caso di poter c'entrare più chiaramente alcuni obiettivi e credo che forse uno degli obiettivi prioritari, rispetto a quelle esigenze che sono state poste, siano quelli dell'obsolescenza tecnologica dell'ospedale Brotzu. Se su questo si può fare un ragionamento, io credo che possiamo chiedere all'assessore Dirindin e all'assessore Secci di poter prendere un impegno in questo senso e, pur condividendo gran parte delle questioni che sono state poste su questi emendamenti, sapendo che vi è un'impossibilità di accedere alle risorse economiche che vengono indicate, io credo che si possa fare un ragionamento che possa anche concludere questa discussione, perché nessuno di noi...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Anch'io faccio una sola dichiarazione di voto e devo dire che sono stato quasi totalmente preceduto dal collega Pacifico. Faccio una dichiarazione di voto, può sembrare strano perché sono stati riammessi, per invitare il collega Vargiu a ritirarli. Ho visto tutti gli emendamenti, sia quelli riammessi, sia quelli che sono decaduti. Effettivamente, come diceva il collega Pacifico, ogni emendamento segnala una cosa che stando all'emendamento scatta quella reazione del collega che dice: "Ma come, vi stiamo ponendo un problema giusto, corretto, da risolvere e voi siete sordi!". Perché sono tutti emendamenti, singolarmente presi, accoglibili? Perché, in effetti, tutti gli emendamenti non fanno altro che richiamare il Piano sanitario regionale che noi abbiamo approvato, infatti dice: "In attuazione al Piano regionale sanitario... approvato dal Consiglio regionale... eccetera". Cioè, questi emendamenti servono a richiamare il Consiglio regionale - e poteva essere richiamato anche con una mozione o un ordine del giorno - al fatto che ci siamo dati un Piano sanitario regionale e che quel Piano sanitario va attuato e che per attuare quel Piano sanitario regionale e quindi portare a quei livelli di eccellenza della sanità sarda e per raggiungere quegli obiettivi ci vuole una immensità di risorse. Perché solo per questi sedici, dice il collega Pacifico, ci vogliono 60 milioni di euro, mi dica qualcuno dove si possono trovare, ma l'insieme di tutti gli emendamenti decaduti forse vogliono un'altra finanziaria. Cioè, noi siamo in una situazione nella quale già oggi il 50 per cento del bilancio è speso per la sanità, se noi decidessimo di spendere le intere risorse regionali, tutte, per la sanità non sarebbero sufficienti a rispondere alle sollecitazioni del collega Vargiu con gli emendamenti presentati. Allora, è chiaro che ogni obiettivo è un obiettivo giustificato, tutti insieme gli obiettivi del Piano sanitario regionale richiederebbero tre bilanci regionali e non siamo in grado. Tra l'altro, chi li sollecita è chi ha festeggiato che ci hanno condannato rispetto alle tasse e quindi abbiamo perso 100 milioni di euro di entrate e chi sosteneva che avremmo sbagliato ad anticipare 500 milioni di euro. Quindi, già oggi, se avessimo dovuto ascoltare, avremmo dovuto tagliare non solo i 50 più 50, ma anche gli altri 500 milioni di euro di entrate che abbiamo anticipato, quindi già oggi il bilancio non è in grado di soddisfare altre 50 per cento delle spese della sanità, quindi servono solo come una denuncia per dire: "Ragazzi, abbiamo un Piano sanitario, un bel Piano sanitario, ma ci servono le risorse per attuarlo e non siamo in grado". Ecco perché io condivido la proposta del collega Pacifico, vediamo qual è la risorsa che possiamo ulteriormente recuperare dal bilancio regionale, quelle poche risorse che possiamo ancora recuperare non spese, spendibili, e facciamo una scelta.
PRESIDENTE. Prego, concluda.
MARROCU (P.D.). Il collega Pacifico invitava il collega Vargiu a individuarne una in quello che abbiamo tagliato, cioè le nuove tecnologie finalizzate magari proprio a quella ASL di eccellenza che poteva essere il Brotzu, su quelle si assume un impegno complessivo e gli altri si ritirano, perché sono emendamenti che hanno come obiettivo quello di dire: "Attuiamo il Piano sanitario", e noi vogliamo attuarlo, man mano in base alle risorse e alle compatibilità. La compatibilità economica delle risorse non è un fatto secondario nell'accogliere o non accogliere un emendamento. Invito al ritiro su tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io volevo fare un ragionamento in merito a questi emendamenti, perché io credo che l'obiettivo che ci siamo posti come Consiglio regionale e col Piano sanitario regionale stesso è che questa Regione debba essere autosufficiente per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. Presidente, io non riesco a parlare quando sento... se per cortesia fa fare un po' di silenzio... dicevo, l'obiettivo che ci siamo posti è quello di essere autosufficienti, dov'è possibile. Certo, mi rendo conto che non è possibile garantire l'assistenza sanitaria al 100 per cento in Sardegna, quindi per qualcosa noi dobbiamo ricorrere all'esterno. Questo non significa che noi dobbiamo ricorrere all'esterno anche per cose che noi possiamo fare in Sardegna. Allora, io credo che ci sono delle situazioni, si è parlato della radioterapia, si è parlato della terapia oncologica, ma perché noi ancora siamo costretti a mandare i pazienti fuori a farsi curare? Io credo, Assessore, che c'era il tempo in questi anni per far sì che effettivamente tutta quella gente che è costretta a un'emigrazione interna in Sardegna, ma soprattutto a un'emigrazione esterna verso il continente, doveva avere la possibilità di essere assistita in Sardegna e questo, purtroppo, non è stato perché abbiamo visto che comunque non c'è stato un miglioramento per quanto riguarda l'uscita dei pazienti fuori dalla Sardegna. Allora, io non condivido, caro collega Pacifico e caro collega Marrocu, che non ci sono risorse disponibili e quindi dobbiamo rinunciare a fare questi interventi. No, non è che non ci sono, non le abbiamo volute mettere le risorse! Perché quando noi privilegiamo altri interventi e sappiamo che abbiamo preferito altri interventi che sono di natura puramente assistenziale, è chiaro che vengono a mancare le risorse poi per interventi importanti! Allora è una scelta che deve fare questo Consiglio, se la scelta del Consiglio è quella di fare interventi di tipo assistenziale che non producono nulla, oppure…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
LADU (Fortza Paris). Oppure devono essere fatti interventi che siano capaci di garantire una sanità vera in Sardegna. Ecco, se questo Consiglio vuole ragionare in questi termini io credo che ci siano ancora le condizioni per migliorare questa manovra, ma anche per garantire un'assistenza sanitaria migliore.
Poi le regaliamo un tamburo.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 627.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, collega Marrocu, non ritirerò gli emendamenti che abbiamo portato in discussione in Aula ma neanche intendo massacrare l'Aula, il motivo per il quale abbiamo selezionato dai duecento e oltre emendamenti quindici problemi è perché vi vogliamo segnalare quindici problemi che secondo noi rappresentano comunque argomenti di cui l'Aula, in qualche misura, dovrebbe occuparsi. Purtroppo, lei ha dato il giudizio sul Piano sanitario lei ha detto: per realizzare il Piano visto che voi nei duecento emendamenti state ponendo obiettivi che sono in realtà la realizzazione del Piano sanitario ci vorrebbero tre finanziarie. Ha ragione lei, nel senso che per realizzare gli obiettivi di questo Piano ci vorrebbero tre finanziarie ed è questa una delle critiche che ha fatto sempre il centrodestra. Cioè il centrodestra ha detto invece di scrivere ottocento obiettivi di piano, scrivetene trenta perché tanto in due anni facciamo trenta cose. Allora, sì diciamo che le aspettative della sanità sarda sono tante e diversificate, però concentriamoci su quelle trenta che abbiamo la speranza di risolvere nel biennio dei tre anni di vigenza del piano; quindi questo sarebbe stato l'obiettivo. E anche il ragionamento di questa sera, 50 milioni di euro, è vero sono tanti 50 milioni di euro, ma in realtà nella sanità ci sono soltanto le risorse dell'ordinaria amministrazione, perché una parte di quelle risorse aggiuntive, di quelle poche risorse aggiuntive che c'erano purtroppo, io dico purtroppo perché penso purtroppo, sono state falcidiate dalla necessità di dover recuperare i soldi persi con le tasse sulle seconde case. Voi avete detto che non appena possibile troverete la maniera di rimettere in circolazione per la sanità quei soldi. Io spero che sia così, però ad oggi sono stati levati 40 milioni di euro dal bilancio del 2008 e altri 40 e passa milioni di euro dai bilanci degli anni successivi. Allora, l'emendamento numero 627, esprimo il parere a favore e non chiedo la votazione per scrutinio elettronico palese, segnala un'esigenza fondamentale, un milione di euro, cioè quella di creare maggior qualità all'interno dell'Assessorato, perché credetemi, si potrebbe alzare l'assessore Dirindin a dirmi che non è vero, la necessità di dare qualità alla burocrazia che c'è dentro l'Assessorato alla sanità è fondamentale. Quindi, se noi potessimo scegliere, nell'ambito del Piano, una delle priorità inizieremo da questa, dare maggiore qualità all'Assessorato regionale alla sanità, che oggi rischia di essere un carrozzone burocratico assolutamente inadeguato rispetto alle risposte di nuovo e di moderno di cui la Sardegna ha bisogno nel campo della sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 627. Io credo di aver colto nelle parole del collega Pacifico e del collega Marrocu per lo meno due cose.
La prima, collega Pacifico, noi abbiamo la sensazione che lei i conti li sappia fare ed effettivamente il contenuto economico dei sedici emendamenti sono 58 milioni e 500 mila, su questo non ci sono dubbi che le risorse chieste da questi emendamenti equivalgono all'incirca alle stesse risorse che sono state messe, con in più aggiuntive quelle che abbiamo approvato anche come comma di questo articolo, sul piano di comunicazione della Regione sarda. Allora, rispetto al piano di settore della sanità che è stato approvato, avere risorse per 58 milioni di euro a disposizione sul piano di comunicazione, possiamo anche dire che forse è molto più importante garantire i servizi efficienti nella sanità che andare a fare tutto quel pastrocchio che è stato costruito su quel piano di comunicazione istituzionale. Allora, collega Marrocu invece a lei vorrei riferire e ricordare un passaggio importante del perché oggi noi, pur condividendo la sua soddisfazione di aver approvato un Piano sanitario regionale e posso condividere la sua soddisfazione, non i contenuti, perché su i contenuti avevamo detto che i contenuti era un enunciato di cose senza sostanza, perché alla fine quando come contropartita non ci sono le risorse, allora è inutile che abbia fatto un Piano di cui lei è perfettamente soddisfatto. Ma voglio anche ricordarle che fino all'anno scorso noi avevamo e attingevamo a finanziamenti statali per la sanità a cui abbiamo rinunciato, si trattava di circa 970 milioni di euro. Insomma, collega Marrocu ma lei ha la memoria così corta? Io credo di no, mi è sembrato di poter apprezzare che lei ha una buona memoria. Perché dimenticare improvvisamente questa grande rinuncia a 970 milioni di euro? Vi siete già pentiti? Oppure dovete ancora rincorrere Prodi, visto che ormai è sparito dalla circolazione, per chiedergli il conto di quanto non c'ha assicurato e dato per la sanità? Io credo che questo sia un tema di riflessione, per voi tutti colleghi della maggioranza, l'Assessore tanto su queste cose è stata sempre abbastanza sorda. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Volevo dare qualche elemento di informazione perché sicuramente la richiesta contenuta nell'emendamento numero 627, così come quella dell'emendamento numero 626 che viene subito dopo, con riguardo alla formazione del personale dell'Amministrazione regionale dell'Assessorato della sanità e di tutto il personale del servizio sanitario, è una richiesta che condividiamo. Tant'è vero che sono già partiti i corsi, abbiamo dedicato più di 2 milioni di fondi comunitari, 2000 e 2006, a un progetto di formazione complessiva e da un paio di mesi, per tutto l'anno 2008, si terranno corsi di formazione compreso ai direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi di tutte le aziende sanitarie e dell'Amministrazione regionale. Quindi è un obiettivo che condividiamo al quale appunto abbiamo dedicato se non erro circa 2 milioni e mezzo complessivamente. Così come, se posso dire, per l'emendamento precedente abbiamo alcune iniziative che sicuramente loro ricordano, le abbiamo già avviate, dico per tutti una delle attività per le quali c'è molta mobilità passiva è la radioterapia. A giorni sta già funzionando il nuovo acceleratore lineare di Sassari e a giorni lo inauguriamo definitivamente, entro la fine di aprile lo sarà per quello di Cagliari. Nel frattempo stanno utilizzando alcune tecnologie che non erano utilizzate. Lo stesso dicasi per l'emodinamica che deve partire il primo marzo a Oristano, stiamo predisponendolo a Olbia e ci stiamo lavorando a potenziarlo a Cagliari. Quindi, sono sicuramente obiettivi importanti ma suoi quali, come ha già detto, in gran parte, condividendo l'obiettivo, abbiamo già destinato risorse e stiamo già lavorando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che, Assessore, ci sia un problema effettivamente in Sardegna oggi che riguarda in modo particolare la burocratizzazione della sanità. La burocratizzazione della sanità dipende fondamentalmente da due motivazioni. Una riguarda appunto la qualificazione del personale, sicuramente se noi riusciamo a qualificare di più il personale, a creare dal punto di vista tecnico le condizioni perché si possa avere una semplificazione del sistema, io sono convinto che noi risparmieremo in tempo e in risorse. Quindi questo è un aspetto per cui io condivido questo emendamento. Ma io credo invece che ci sia un altro aspetto che non va sottovalutato molte volte la burocratizzazione la creiamo noi, creando tutta una serie di norme che forse possono essere anche evitate perché io non credo che bisogna creare 1000 condizioni, 1000 intralci che poi alla fine creano problemi agli Uffici, creano problemi agli operatori della sanità, creano un allungamento dei tempi dell'assistenza sanitaria stessa. Pertanto ci sono alcune cose, ci sono alcune norme nazionali, certo, che noi non possiamo modificare, però ci sono molte cose che dipendono dalla politica regionale che possono essere migliorate. Possono essere migliorate, come dicevo, migliorando la qualità del personale che lavora all'interno della sanità, e c'è ancora molto da fare, e anche creando un sistema dal punto di vista legislativo che metta in condizione di semplificare più che complicare le cose come purtroppo chi opera nel settore sanitario sa che tutti i giorni ci sono nuove normative molte volte anche in contraddizione tra di loro che spesso creano confusione e che allungano i tempi, allungano i tempi dell'assistenza sanitaria stessa e soprattutto allungano i tempi della spendita delle risorse e poi che non contribuiscono ad una semplificazione ad uno snellimento della sanità stessa, che oggi sarebbe veramente indispensabile, se vogliamo creare una sanità all'altezza dei tempi che stiamo vivendo.
PRESIDENTE. Grazie è in votazione l'emendamento numero 627.
VARGIU (Riformatori Sardi). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Passiamo all'emendamento numero 626, primo presentatore l'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io sarei orientato a ritirare anche l'emendamento numero 626, sul quale però chiederei una conferma di aver capito bene all'assessore Dirindin. Nel senso che, Assessore, una delle carenze che noi abbiamo vissuto in Sardegna è quella di figure professionali manageriale per le AA.SS.LL., sia nelle qualifiche di direttore generale, sanitario, amministrativo, ma anche nelle fasce immediatamente successive però sempre con connotazione di management sanitario, diciamo così e anche di management amministrativo. Io ero rimasto fermo al punto in cui l'Assessorato non aveva ancora organizzato in Sardegna corsi di management per direttori generali sanitari e amministrativi e anche alla carenza di una attività di formazione per le figure immediatamente intermedie al punto che mi risultava che in Sardegna ci fossero figure di direttori sanitari, amministrativi, non so forse anche generali, che non avessero ancora acquisito i titoli per poter esercitare la funzione a cui sono stati preposti. Se lei mi chiarisce che anche su questo ci sono delle cose che io non conosco, l'emendamento è destinato al ritiro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì mi spiace, non sapendo non ho tutte le informazioni cerco di ricordare le cose essenziali. Come ho detto credo che siamo intorno a 2 milioni e mezzo di fondi che avevamo fondi comunitari per fare formazione, abbiamo fatto il bando, il progetto si chiama progetto Ippocrate, questo progetto si divide in tre lotti, uno riguarda l'alta dirigenza della sanità, sia dell'Assessorato regionale che delle aziende sanitarie, dove abbiamo ritagliato un corso per i vertici delle aziende sanitarie, direttore generale, direttore amministrativo e direttore sanitario, il secondo lotto riguarda la dirigenza in generale della sanità e il terzo lotto riguarda corsi di formazione che mettono insieme personale sanitario e personale del sociale per favorire l'integrazione. Abbiamo pochi altri fondi, che stiamo utilizzando, proprio oggi dovrebbero aver firmato dei protocolli con le province per favorire il sostegno, la formazione agli Uffici per la programmazione dei plus. Quindi stiamo mettendo sul 2008 una quantità di risorse di impegno in modo che si possa supplire ad una carenza che sappiamo essere importante e che condividiamo.
VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento è ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 626 è ritirato. Passiamo all'emendamento numero 599, dell'onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io su quest'emendamento esprimo il mio voto a favore, chiedo lo scrutinio elettronico palese e chiedo, sempre nell'ottica di avere un ragionamento e non una contrapposizione, credo che possa essere nelle intenzioni dei presentatori abbinato all'emendamento numero 642. Perché dico questo, si tratta di due emendamenti che riguardano l'unica azienda ad alta specializzazione che c'è in Sardegna, il Brotzu. Il Brotzu è stato oggetto di un'azione di denuncia da parte dei consiglieri di minoranza della Commissione sanità e dei Capigruppo che hanno avuto occasione di visitarlo e di rilevare delle criticità, delle sofferenze elevate. A seguito di questa visita, oppure anche perché aveva già deciso autonomamente la stessa Commissione sanità è andata all'ospedale Brotzu e brevi manu il direttore generale dell'ospedale Brotzu ci ha consegnato una lista di criticità e nell'ambito di questa lista di criticità ha sottolineato alcune opere che erano ferme, per esempio il trauma center, che è una specie di fabbrica deserta, per esempio il cosiddetto vuoto tecnico che c'è sotto il Brotzu che è quello che da ospizio alle zanzare che poi tormentano in tutte le stagioni dell'anno i ricoverati, o l'altro elemento di grave criticità sottolineato è quello della carenza dell'innovazione tecnologica. Cioè un'azienda ospedaliera di alta specialità come il Brotzu si regge sulle macchine e cioè sul fatto che le macchine siano adeguate. Purtroppo le macchine del Brotzu stanno rilevando una obsolescenza elevata e il direttore generale ci diceva che gli stanziamenti per l'ospedale sono fermi da tre anni e che l'aggiornamento tecnologico delle macchine è purtroppo così fermo che non si riesce a fare neanche l'ammortamento delle macchine, neanche l'ordinaria manutenzione. Per cui la Commissione espresse proprio all'Assessore alla sanità di intervenire urgentemente in questo. Mi risulta che l'Assessore regionale alla sanità insieme con il Presidente della Regione e insieme con l'Assessore agli affari generali Dadea fecero una visita specifica al Brotzu, quindi ebbero occasione anche loro di persona, l'Assessore Dadea lo fa quotidianamente ebbero occasione di persona di toccare di persona le sofferenze e le criticità presero degli impegni che ad oggi non si sono purtroppo tradotti in atti formali e sostanziali indirizzati alla soluzione dei problemi. Quindi questi due emendamenti hanno l'obiettivo di provare a smuovere le acque da questo punto di vista e a far prendere un impegno che non sia soltanto verbale o assegnato a risorse future, ma che sia sostanziale, economico per la soluzione di qualcuno dei problemi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì anche qui provo a dare qualche aggiornamento che forse giustamente non tutti possono conoscere. Per quel che riguarda in generale i finanziamenti dati all'ospedale Brotzu in occasione dell'ultimo piano per il finanziamento degli investimenti, che abbiamo approvato nell'ultima parte del 2007, anche qui non ricordo esattamente, ma più di 10 milioni sono stati assegnati all'ospedale Brotzu. In particolare per il trauma center, che condividiamo costituisce una delle priorità importanti per il sud della Sardegna e non solo per il sud della Sardegna, sono già stati stanziati 2, 9 milioni che sono per la parte dell'adeguamento tecnologico e della realizzazione concreta perché la parte dell'edilizia era già finanziata precedentemente e sarà a breve completata. Sappiamo perché abbiamo fatto una riunione forse quattro o cinque settimane fa per capire se questi 2,9 milioni per il trauma center fossero sufficienti in quella occasione i tecnici ci hanno segnalato l'esigenza, insomma l'opportunità, di sostituire una precedente tecnologia con una tecnologia di ultima generazione, che a suo tempo non era stata indicata come prioritaria, e per la quale potrebbero essere necessari 1,2 milioni circa in più. Io mi ero in quell'occasione impegnata a cercare di trovare soluzione nel corso di quest'anno, d'altra parte non ne abbiamo bisogno subito perché deve essere approntato in queste settimane il capitolato e poi andrà a gara la realizzazione del trauma center. Quindi rispetto alle tecnologie impegni importanti si è già assunta la Regione, sia per le facciate, che per il vuoto tecnico che sono vecchi problemi del Brotzu, sia per le tecnologie, certo non risolvendo tutto. Quindi, credo che, se potessimo considerare possibile garantire il finanziamento per questa ultima tecnologia che mi è stata rappresentata solo qualche settimana fa, potrebbe essere una soluzione che credo potrebbe essere condivisa anche dall'opposizione. A questo proposito, credo che la Giunta potrebbe trovare una soluzione per integrare l'ammontare complessivo di risorse che sono a disposizione per le tecnologie, con un impegno che si prende in particolare l'Assessorato della sanità, ma che si prende l'intera Giunta a valutare attentamente questa proposta che è emersa in quella occasione, e al momento in cui ci sarà bisogno di acquisire questa nuova tecnologia, se sarà confermata la richiesta che è stata fatta per la prima volta qualche settimana fa, a finanziarla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io credo che in questo caso i numeri siano più che corretti, e l'investimento aggiuntivo previsto di 1,2 milioni di euro credo che possa servire e bastare per dare risposta alla richiesta prevista nell'emendamento di quei complessivi 4 milioni di euro. Mi ero prenotato anche prima ma era saltata naturalmente la prenotazione, e approfitto ora solo per dire che sull'emendamento precedente, a completamento, sulla formazione delle figure manageriali e gestionali, oltre che al Progetto Ippocrate, interviene anche la legge numero 502 del '92, poi rivisitata dal decreto legislativo numero 229 del '99, che prevede i corsi di management obbligatori per le figure dirigenziali, i direttori generali, direttori sanitari e direttori amministrativi, che erano già stati impostati; e sono stati anche effettuati corsi di formazione e di aggiornamento per i direttori sanitari ed amministrativi, resta qualche dubbio sui direttori generali. Ma c'era un'altra domanda del collega Vargiu, alla quale probabilmente non è stata data tempo sufficiente per la risposta, cioè quella se tutti i direttori generali fossero nella pienezza dei loro titoli per ricoprire il ruolo. Se fosse possibile, anche a che punto è il chiarimento della situazione del direttore generale dell'Azienda mista di Sassari, in quanto non vorremmo che gli atti compiuti magari possano essere in qualche modo inficiati da azioni che possono essere poste in essere con richiesta di annullamento degli atti stessi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 599. Io credo che questo modo di condurre i lavori, oltre che aver generato un silenzio assordante nella maggioranza, perlomeno ci ha fatto riscoprire la voce dell'Assessore, che finalmente riesce a darci qualche notizia perlomeno per quelli che sono gli impegni di spesa già assunti su questo e su quelli che si intenderebbero assumere, anche se, rispetto all'ultimo intervento, non abbiamo capito, nelle volontà dell'Assessorato della sanità, quali siano le risorse che si intende mettere in campo. Ma comunque abbiamo capito, non vorrei aver capito male, che si tratta all'incirca di un milione e 200, un milione e mezzo di euro. Credo che aver dato anche degli spiragli, o aperto degli spiragli rispetto a una richiesta specifica come quella sull'Ospedale ad alta specializzazione del Brotzu, e lo stesso discorso vale chiaramente per centri di alta specializzazione di Sassari, credo che il Trauma Center sia una necessità, una necessità sulla quale l'Assessore ci ha fatto capire si stava già lavorando. E' ovvio, anche l'informazione, soprattutto se è sostenuta da valutazioni che fanno capire che un percorso è iniziato molto probabilmente, è un modo di procedere che si può anche condividere. Peraltro, siamo pienamente convinti che le risorse che si sono richieste con questo intervento potrebbero portare a soluzione il completamento del centro di alta specializzazione e la creazione del Trauma Center sia a Cagliari che a Sassari. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACCINI (Gruppo Misto). Credo che qualche risposta sia stata data, ma il problema del Brotzu è sicuramente un problema che oggi acchiappa non soltanto l'area cagliaritana, ma acchiappa un po' tutta l'area sanitaria regionale, perché quello che doveva essere un Ospedale di eccellenza sta diventando una vittima incolpevole di una riduzione di attenzione da parte della classe politica e dell'Assessore, in particolare. Io credo che pur non essendo nel comparto ospedaliero, ma avendo un ruolo nella medicina del territorio, ho sempre guardato con molta attenzione il destino dell'Ospedale Brotzu, anche perché, come ho detto prima, è un Ospedale che è un po' il rifugio di tutte le malattie più gravi e che richiedono una maggiore specializzazione. Quindi, tutti ne potremmo avere bisogno un domani. Io credo che, se noi stessimo attenti a questi argomenti, dovremmo stare attenti a cercare di non distogliere la nostra attenzione dal cercare di dare al Brotzu quelle risorse che sono necessarie perché l'Ospedale mantenga questo livello di alta specializzazione, compreso, e quindi qui mi esprimo a favore di questo emendamento, questo aspetto di cui, appunto, i colleghi Vargiu e più trattano nell'emendamento in oggetto, e credo che su questo noi possiamo esprimere parere favorevole perché siamo convinti che siano risorse investite bene, nell'interesse della salute dei sardi e di tutti noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, solo per chiedere lo scrutinio elettronico palese su questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie. Intanto mi sono arrivati i dati. Nella delibera del 9 ottobre 2007 abbiamo stanziato per il Brotzu 15 milioni 150 mila euro, distribuiti su un piano triennale, e comunque sono già impegnati e quindi utilizzabili. Invece, per quello che riguarda i corsi dei direttori generali, i direttori generali che non hanno fatto il corso da direttore generale lo devono fare per legge entro diciotto mesi, chi non lo aveva fatto lo ha fatto, chi non lo ha fatto, ancora lo sta facendo con il corso che noi abbiamo istituito, che riguarda un caso particolare dell'azienda ospedaliera universitaria di Sassari, per il quale è stato chiesto informazione. Stiamo precisando con l'ufficio legale del Ministero della salute e del Ministero degli interni se le condizioni che sembrerebbero non sussistere, effettivamente, rendono impossibile la sottoscrizione del contratto con la persona che è stata nominata, nel qual caso provvederemmo altrimenti. Però, mi sembra che ci siano buone possibilità per superare queste difficoltà, che comunque stiamo valutando attentamente con i legali.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (P.D.). Grazie, Presidente. Io non comprendo il perché della votazione, soprattutto il perché della votazione a scrutinio elettronico palese. Mi rivolgo ai colleghi perché si è chiesto di interloquire e di capire. L'Assessore e la Giunta sono intervenuti, e credo che abbiamo dato delle cifre. C'è stato detto che 2 milioni e 900 mila euro sono stati già stanziati per il Trauma Center. Ci viene detto, interloquendo con i tecnici del Brotzu, che vi è una richiesta ulteriore di un milione e 200 mila euro dal punto di vista del completamento tecnologico del Trauma Center. L'assessore accede a questo tipo di richiesta, e dice che, da questo punto di vista, c'è un impegno da parte della Giunta a integrare con ulteriori risorse per il completamento di quest'opera, mi pare che da questo punto di vista ci sia un'attenzione assoluta rispetto a questo tema, non comprendo il perché del mantenimento dell'emendamento quando tutte le assicurazioni che sono state date in questo senso completano, di fatto, le richieste che sono negli emendamenti. Grazie.
PRESIDENTE. Bene, se gli emendamenti non vengono ritirati li dobbiamo mettere in votazione. E' stata richiesta anche la votazione elettronica palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 599.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Lai Renato - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 16
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 595.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, anche qui poniamo un'esigenza che a noi sembra quasi ovvia, e anche qui forse un intervento chiarificatore ci aiuta, nel senso che, il Piano sanitario regionale sposta, tende a spostare le prestazioni improprie di specialistica che vengono fornite all'interno degli ospedali, fuori degli ospedali, per intenderci meglio, per parlare anzi con l'Assessore Dadea che ho di fronte. Un elettrocardiogramma di un paziente asintomatico, è uno spreco farlo nel sottopiano del Brotzu, può essere tranquillamente fatto a minor costo e con maggior soddisfazione nella velocità per il paziente fuori dell'ospedale; siamo d'accordo su questo. Ma, fare questo implica che si potenzi la possibilità di dare prestazioni di qualità controllata nel territorio, quindi, implica il potenziamento di quella che un tempo veniva definita convenzionata esterna e oggi la medicina accreditata, quindi implica anche un mantenimento dei tetti di spesa immodificati, o addirittura che un po' aumentano in rapporto alla dismissione di queste prestazioni improprie da parte dell'ospedale. Se questo non avviene, quello che si verifica è l'allungamento delle liste d'attesa, perché se c'è un contingentamento delle prestazioni specialistiche nei convenzionati esterni oggi accreditati, e se c'è uno stimolo a non farle più in ospedale perché sono inappropriate, anzi, distraggono dalla mission complessiva l'ospedale, chi le fa queste prestazioni? Per cui, già nella finanziaria dell'anno scorso, comparì un provvedimento per il contenimento delle liste d'attesa. Ora noi ci chiediamo: come avviene il contenimento delle liste d'attesa? Perché se il contenimento delle liste d'attesa rischia di ricreare nuovamente prestazioni improprie in ospedale, quindi se avviene attraverso il potenziamento dell'ambulatorio di cardiologia del Brotzu, del Binaghi o di un'altra struttura ospedaliera, questo sembrerebbe in contraddizione con la mission del Piano, mentre, se avviene con il rafforzamento delle risposte territoriali, non si comprende come ci possa essere un contingentamento al ribasso del tetto della specialistica convenzionata, che è quello che fa sì che se oggi noi andiamo a chiedere una radiografia in uno studio, ci dicono: richiama domani alle sette, perché per oggi abbiamo raggiunto il tetto; questo capita, è capitato a me, personalmente, facendo le solite telefonate in cui vengo sollecitato dai pazienti che non trovano prestazioni per le vie fisiologiche.
PRESIDENTE. Grazie. E' in votazione l'emendamento numero 595.
Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 575.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io ricordo, che magari la cosa buona è poter avere qualche mini risposta, perché questo aiuta sicuramente l'Aula a essere più veloce. Sull'emendamento numero 665 dichiaro il voto a favore e chiedo lo scrutinio elettronico palese. E' un emendamento che pone un problema che io posi già nella scorsa finanziaria all'Assessore, che si impegnò a risolverlo. Vorrei sapere se l'ha risolto. Nel senso che, a oggi, i pazienti che sono affetti da sclerosi multipla hanno, Assessore, diritto a cicli di 60 giorni di FisioKinesi terapia. Ora, noi sappiamo che per un paziente…
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 575, onorevole Vargiu… guardia medica.
VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, io nell'ordine di impaginazione ho l'emendamento numero 665, dopo il numero 643 ho il numero 665.
PRESIDENTE. Siamo molto più su, dopo il numero 595 c'è il numero 575.
VARGIU (Riformatori Sardi). Benissimo, io ringrazio. Presidente, gli Uffici nella fretta, come lei ha avuto modo di acclarare, fanno fascicoli incompleti.
PRESIDENTE. Va bene.
VARGIU (Riformatori Sardi). Emendamento numero 595, benissimo…
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, siamo all'emendamento numero 575.
VARGIU (Riformatori Sardi). Emendamento numero 575, benissimo, il problema è quello delle guardie mediche. La stanchezza prende tutti. Nelle guardie mediche, all'interno del Piano sanitario, come l'Assessore ben sa, c'è un progetto complessivo di riqualificazione del sistema che si sarebbe dovuto tradurre in un piano sulle guardie mediche. C'è una delibera di Giunta del mese di dicembre che riguarda il riassetto delle guardie mediche, che, però, è una delibera non completa dal punto di vista della possibilità di comprendere quali sono le intenzioni dell'Assessorato nella ristrutturazione del servizio, nella tutela dei livelli occupazionali che pure sono previsti all'interno del Piano, in particolar modo per quanto riguarda il personale che non avesse orario completo nel servizio di guardia medica, e che non entra nel merito di quegli interventi di riqualificazione strutturale delle sedi delle guardie mediche, e di potenziamento, attraverso proposte che vennero, a onor del vero va detto, nella scorsa finanziaria dal centrosinistra che diceva, sostanzialmente, che più che pagare guardiania, come oggi facciamo all'interno dei servizi di guardia medica in relazione alla precarietà dei luoghi dove viene esercitata l'azione del medico, più che, diceva il centrosinistra, pagare guardiania, sarebbe positivo potenziare il servizio con figure professionali aggiuntive quali quelle infermieristiche che potrebbero consentire al punto di guardia medica di diventare davvero un presidio territoriale in grado di rispondere ad esigenze della popolazione. Quindi l'emendamento è finalizzato a migliorare la qualità del servizio di guardia medica, anche attraverso professionalità aggiuntive da impiegare insieme al medico all'interno dei punti di guardia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 575. Ieri abbiamo avuto occasione, signor Presidente, colleghi del Consiglio, parlando del tema della continuità assistenziale, in particolare dell'emendamento che riguardava la richiesta dell'istituzione del punto di continuità assistenziale di Budoni, c'è capitato di approfondire, in diverso modo, il tema e la necessità di avere nel territorio una rete di continuità assistenziale dove ci sia un servizio per delle popolazioni che spesso e volentieri hanno nella guardia medica l'unico tipo di risposta rispetto alla continuità assistenziale. Bene, il contenuto di questo emendamento, Assessore, era capitato anche di parlarne di questi aspetti durante la discussione del Piano sanitario regionale, della necessità di rivisitare, in qualche modo, la rete della continuità assistenziale per renderla più efficiente, più efficace, più pronta e quanto meno rispondente a quelli che erano i bisogni di avere dei presidi sanitari qualificati non solo nella presenza, ma qualificati soprattutto nella risposta.
Bene, questo emendamento richiede nei suoi contenuti il rafforzamento delle figure professionali presenti nella rete della continuità assistenziale. Poi è chiaro che la proposta, almeno secondo quelle che sono le linee del Piano sanitario regionale, dovrebbe essere un compito di elaborazione di un Piano dove si era arrivati a discutere persino, durante la discussione del Piano sanitario, su una ridistribuzione e una riallocazione dei punti di guardia medica, pensando a una qualificazione del servizio che andava ad essere verificata rispetto alla presenza di strutture, non solo strutture degne di questo nome, ma degne soprattutto per il tipo di risposta da offrire ai cittadini. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente. Anch'io voterò a favore dell'emendamento numero 575 presentato dal collega Vargiu, anche perché mi sento sempre particolarmente coinvolto ogni qualvolta si parla di continuità assistenziale. Del resto non è certamente colpa nostra se voi avete liquidato nel Piano sanitario regionale, approvato un anno e mezzo fa, la questione della guardia medica in appena una paginetta e mezzo, avendo cura, fra l'altro, di usare termini come razionalizzazione, accorpamento, riallocazione che, nonostante le continue rassicurazioni dell'Assessore, sono parole che hanno avuto un effetto dirompente tra gli operatori. Avremmo voluto altre occasioni nel corso della discussione e le avremmo avute se non fossero caduti 270 emendamenti che seguivano, che erano collegati al comma 37, e avremo certamente, invece, altre occasioni future per parlarne, perché io credo che in qualunque posto venga esercitata una qualunque attività bisogna mettere gli operatori nelle migliori condizioni di svolgere il proprio lavoro e questo vale ancora di più per chi lavora in guardia medica perché conosciamo quanto sia un lavoro difficile e ingrato. E quindi io credo che sarebbe un ennesimo atto di buon senso, che voi vi rifiutate di accettare, quello che questo emendamento si prefigge, che è il rafforzamento delle figure professionali presenti nei punti di guardia medica con il chiaro intento e il chiaro obiettivo di migliorarne la risposta assistenziale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. E' stata richiesta la votazione elettronica su questo emendamento.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 575.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Contu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Milia - Murgioni - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 47
astenuti 2
maggioranza 24
favorevoli 9
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 637.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io dichiaro il voto a favore dell'emendamento numero 637 che riguarda lo stanziamento della somma di 4 milioni di euro per il funzionamento dell'Agenzia regionale per la sanità e rinuncio agli altri due minuti e mezzo dell'intervento per lasciarli all'Assessore, che ci dica che ne è dell'Agenzia regionale per la sanità.
PRESIDENTE. Assessore, intende intervenire? Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Come sapete abbiamo fatto il bando per ricevere delle candidature per fare il direttore generale, abbiamo inserito nel bilancio di quest'anno uno stanziamento superiore a quello dell'anno scorso proprio per mettere in condizione l'Agenzia di partire. Non ricordo esattamente, mi pare che ci sia un milione e mezzo se non ricordo male, quindi c'è già una postazione superiore a quella che era prevista l'anno scorso, che era l'anno in cui avrebbe potuto partire, e partirà nel 2008.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 640.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Anche questo è un emendamento delicato e riguarda un problema grave, importante, su quale sarebbe utile avere un po' una risposta. Noi quando abbiamo scritto il Piano sanitario regionale - il collega Pacifico si ricorda senz'altro di questa situazione perché in questa situazione capitò che si discusse abbastanza sull'argomento - verificammo che una quota importante di pazienti aveva bisogno di terapia del dolore, cioè che una delle emergenze sanitarie che erano previste in Sardegna era quella relativa alle cure palliative e alla terapia del dolore. Quindi verificammo che in Sardegna la risposta alla terapia del dolore, la risposta al dolore cronico, ma anche e soprattutto a quello del dolore neoplastico, quindi anche la qualità della vita del paziente, quindi anche il suo rapporto con la volontà stessa dell'esistenza, non era strutturato in maniera adeguata; andammo ad individuare l'unica struttura esistente, e cioè quella dell'Ospedale Businco, che peraltro è un ospedale regionale di riferimento per quanto riguarda la malattia oncologica; andammo a individuare quella struttura come struttura di riferimento di un sistema ad hub and spoke che avesse, appunto, il centro nell'Ospedale Businco di riferimento regionale per la terapia del dolore e che avesse poi le sue diramazioni nelle varie ospedalità periferiche, in particolare in quelle che si stavano creando, che già c'erano, che si occupavano di terapia oncologica.
Ora, nella finanziaria del 2007 sull'argomento ritornammo con un emendamento che probabilmente ricorda anche l'assessore Dirindin perché all'interno delle priorità che indicavano le linee di spesa del Piano sanitario sulla finanziaria 2007 su nostra richiesta venne inserita la terapia del dolore. Purtroppo ci risulta che a oggi questo sistema che ha centro nell'Ospedale Businco, ma che ha raggi in tante altre strutture della Sardegna e che è dedicato, lo ripeto, alle cure palliative e alla terapia del dolore, cioè una cosa di importanza davvero fondamentale per ciascuna famiglia sarda, purtroppo ci risulta che non sia decollato, per cui da parte nostra l'idea di mettere 3 milioni di euro segnatamente e specificatamente rivolti a questo perché l'intervento generico dell'anno scorso non è stato sufficiente, è un problema fondamentale, cerchiamo di risolverlo attraverso la finanziaria di quest'anno. Chiederei, Presidente, su questo emendamento lo scrutinio palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Credo che dire che voto a favore dell'emendamento è il primo dato da acquisire per l'Aula. Dire che il tema del dolore sia un tema sul quale i colleghi del Consiglio, quelli presenti e quelli assenti, non hanno conoscenze a me sembra perlomeno ridurre a zero la sensibilità dei colleghi, perché la sensazione del dolore credo che noi tutti l'abbiamo vissuta. Credo che nella vita capiti a noi tutti di poterla vivere e credo che non vi debba ricordare che sofferenza è qualsiasi tipo di dolore, che sia quello odontoiatrico, quello della faringe, quello da traumi, quello da parto, e così via. Ma pensare che esistono centinaia di persone per non dire migliaia di persone che non solo per trauma, ma in modo particolare per patologie croniche abbiano ad avere delle risposte che non siano soltanto delle cure palliative, avendo nella disponibilità e nella convinzione della necessità di avere delle figure professionali dedicate, condiviso in Commissione sanità, ma condiviso nell'approvazione del piano sanitario, l'individuazione per la Sardegna di una rete dedicata in ogni ASL alla cura del dolore e al trattamento del dolore, allora dico, bene, ammettiamo che noi tutti per il futuro possiamo essere esenti dall'aver bisogno direttamente e indirettamente di rivolgerci a queste strutture, io non voglio, diceva il collega Petrini l'anno scorso durante la discussione della finanziaria, parlando di questi temi disse: "Mi auguro non vi capiti mai". Perché davvero dobbiamo estremizzare i discorsi a questi livelli. Allora, io chiudo così, anch'io non volevo utilizzare tutto il tempo per capire cosa l'Assessore in merito pensava di mettere in campo.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica palese sull'emendamento numero 640.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 640.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Lai Renato - Lombardo - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 50
Astenuti 2
Maggioranza 26
Favorevoli 11
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 642.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ritengo di averlo già illustrato sostanzialmente insieme all'emendamento precedente sempre sul Brotzu, mi limito a chiedere la votazione per scrutinio elettronico palese dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Credo di aver fatto già una domanda in merito all'Assessore e comunque esprimo il voto a favore dell'emendamento. E' necessitato esprimere il pensiero su un tema come quello dell'innovazione tecnologica dell'azienda ospedaliera Brotzu. Per me è necessitato, è necessitato per i rilievi che abbiamo potuto fare durante quelle famose incursioni che sono state fatte da alcuni consiglieri regionali, tra i quali il sottoscritto, presso l'azienda Brotzu. Non erano incursioni, era dovere da parte dei consiglieri regionali andare a rendersi conto di persona su che problematiche si stava vivendo al Brotzu, e si vive ancora oggi al Brotzu, nei termini di non avere a disposizione tutta quella strumentazione che ormai per certi reparti da anni si chiede di ricambiare, da anni si chiede di avere aggiornate, da anni si chiede di aver sostituito. Allora, rispetto a quanto, colleghi, io non ho nessun tema di smentita dire che sono un medico e i colleghi che operano nel Brotzu sono dei colleghi. Allora, dire che noi non siamo o ci neghiamo la possibilità di chiedere all'Assessore, di chiedere ai colleghi della maggioranza di condividere in questo momento in cui l'ospedale Brotzu ha perso e sta perdendo di giorno in giorno... Presidente, per cortesia il collega Frau torni nei suoi banchi, grazie.
PRESIDENTE. Onorevole prosegua e concluda, prego.
CONTU (F.I.). Quindi, dicevo, la necessità di avere in un momento in cui il Brotzu e i vari primari segnalano la decadenza della struttura, la perdita di quei connotati di ospedale ad alta specializzazione, credo che l'alta specializzazione, molto probabilmente, si mantiene anche con le dotazioni tecnologiche necessarie perché questo obiettivo possa continuare ad essere perseguito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Ho appreso dalle dichiarazioni dell'Assessore che una parte del finanziamento necessario per il Brotzu è stato assegnato alla fine del 2007.
Ne prendo atto perché durante quelle visite all'ospedale Brotzu che abbiamo fatto girando quasi tutti i reparti, le richieste dei primari e le richieste dei responsabili anche delle unità semplici, erano quelle che richiedevano l'aggiornamento tecnologico del materiale e delle apparecchiature in dotazione. Non furono incursioni, dottor Frau, onorevole Frau, ma era semplicemente una visita richiesta dai medici del Brotzu alla quale abbiamo acceduto. Posso dirle a tutt'oggi che in cardiochirurgia chiedono attrezzature, in cardiologia pediatrica pure, se può verificare poi l'Assessore verifichi pure, in urologia, dove si fanno i trapianti e dove si fanno anche gli espianti, e dove si fanno gli espianti contemporaneamente ai trapianti, mancano moltissime attrezzature come pure nei laboratori e nella radiologia. Ecco, ho indicato alcuni reparti per dire che probabilmente 15 milioni di euro potevano essere eccessivi, assessore Dirindin, per l'aggiornamento tecnologico dall'ospedale Brotzu, cioè l'azienda ad alta specializzazione in Sardegna.
Però sicuramente con i soldi che avete investito nella pubblicità, con l'articolo 8, che ammontano ad assai più di 15 milioni di euro, potevate certamente destinare una quota della pubblicità all'ammodernamento tecnologico dell'ospedale che serve tutta la Sardegna. Bisogna ricordarlo, che serve tutta la Sardegna. Io le ho fatto l'esempio personale, c'è un solo apparecchio per fare le ecografie cardiache, mi passi il termine, cioè le scintigrafie miocardiche, eppure io ho dovuto aspettare un anno perché sono seguito in quell'ospedale, perché mancano le attrezzature.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 642.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 642. Coraggio, colleghi, andate a votare, capisco che sia un lavoraccio, ma siamo pagati anche per questo, colleghi.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore e il consigliere Alberto Sanna a votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Diana - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 18
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 643.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì. È un emendamento che per sbaglio ho già illustrato, quindi non tormento il Consiglio ulteriormente. Chiedo lo scrutinio elettronico palese. È l'emendamento nel quale si proponeva, per la riduzione delle liste d'attesa, di andare dal soggetto erogatore delle prestazioni, che consente la riduzione delle liste d'attesa, cioè l'accreditato esterno. Se la riduzione delle liste d'attesa dovesse avvenire attraverso il potenziamento di prestazioni che vengono rese in ospedale, si andrebbe in maniera assolutamente opposta rispetto a quelle che sono le indicazioni contenute all'interno del Piano. Quindi, ragionevolezza vorrebbe, se uno vuole ridurre le liste d'attesa, che si riducano attraverso il potenziamento delle prestazioni territoriali. Dicevo che già nella scorsa finanziaria, collega Pacifico, nella scorsa finanziaria, anche su vostra proposta, venne introdotto un emendamento che dava dei soldi per la riduzione delle liste d'attesa. Ci può cortesemente spiegare come sono stati utilizzati quei soldi? A chi li si danno, per ridurre le liste d'attesa?
PACIFICO (P.D.). Glielo dico un'altra volta!
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. C'è una delibera di Giunta che spiega tutto!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 643.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Rassu ha votato a favore e che il consigliere Sabatini ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Contu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 57
Astenuti 2
Maggioranza 29
Favorevoli 15
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 665.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io voto a favore dell'emendamento numero 665, per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese. È un emendamento, anche questo, che va nella direzione di un ragionamento fatto l'anno scorso, in occasione della legge finanziaria, con l'Assessorato, con l'assessore Dirindin, nel corso del quale si segnalava, nel corso dell'intervento fatto, che per quanto riguarda i pazienti affetti da sclerosi multipla, era estremamente difficile per loro poter essere soddisfatti dalle indicazioni, attraverso cui l'Assessorato erogava la fisiochinesiterapia, che prevedono non più di 60 cicli di fisiochinesiterapia, non più di 60 prestazioni di fisiochinesiterapia nell'ambito di un anno. È evidente che i pazienti da sclerosi multipla non hanno l'aspirazione di migliorare attraverso la fisiocinesiterapia, per cui, se la fisiochinesiterapia resta vincolata ad obiettivi di miglioramento, è difficile prevedere che si possa andare oltre le 60 prestazioni. Ma è altrettanto evidente che in una malattia cronica e progressiva, come la sclerosi multipla, ma ce ne sono altre in una regione ad alta incidenza di malattia reumatica, la possibilità di avere prestazioni di fisiochinesiterapiche quotidiane, e anche la possibilità di non peggiorare, quindi la possibilità di mantenere l'autonomia esistenziale, quindi è la possibilità di fare una vita normale, la possibilità di ridurre la quantità di farmaci che vengono, quotidianamente, presi. Allora, noi, già l'anno scorso, chiedemmo un impegno specifico per questi pazienti, affinché venissero erogate le prestazioni, che potessero consentire il mantenimento della miglior qualità possibile di vita. L'impegno venne preso, devo dire che fu un impegno scritto nella sabbia, perché purtroppo, ad oggi, le indicazioni che provengono dall'Assessorato, e che l'Associazione dei pazienti affetti da sclerosi multipla "contesta", nel senso che chiede che vengano, in qualche maniera, rettificate, modificate, sono ancora quelle, 60 terapie in un anno, che non sono assolutamente sufficienti per i pazienti affetti da questa patologia. Quindi, Assessore, l'impegno preso un anno fa, purtroppo rimasto lettera morta, l'emendamento con cui noi le chiediamo anche uno stanziamento economico, la aiuta, se lei ha dei vincoli di bilancio, almeno per questa specificità a fare un passo in avanti, verso una parte di società che noi sappiamo, in Sardegna, essere particolarmente sofferente, sicuramente appartenente alla fascia dei più deboli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Ovviamente voterò a favore di questo emendamento e chiedo anche di poter apporre la mia firma, anche perché, qualche tempo fa, avevo presentato un'interpellanza, della quale l'Assessore adesso è a conoscenza, proprio perché erano arrivate numerose segnalazioni, per quanto riguarda, appunto, la riduzione a 60 sedute annue. E in molti casi le segnalazioni riguardavano pazienti che sono stati inseriti nelle liste di pazienti stabilizzati, dalla Unità di valutazione, senza una preventiva comunicazione da parte della ASL, ma semplicemente dalle società che effettuavano i trattamenti, e senza che, come previsto dalle linee di indirizzo, sia stato fatto un programma personalizzato. E quindi mi pare che questo emendamento vada nella direzione giusta per poter ddare una risposta, perché io presumo che questi tagli siano stati effettuati soprattutto per mancanza di fondi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 665.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Contu - Lai Renato - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 27
favorevoli 13
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento numero 666.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Io annuncio il mio voto a favore di questo emendamento. Credo che durante l'approvazione del Piano sanitario regionale si sia avuta occasione di prevedere l'istituzione, non voglio sbagliare ma, forse, mi sembra di ricordare bene che, in capo all'Osservatorio epidemiologico regionale, sia stato messo in programma la realizzazione dei registri regionali, su una miriade di patologie per le quali non esisteva alcuna conoscenza sull'incidenza di diverse patologie rare e non, che fosse comunque sia un aggiornamento e una conoscenza approfondita sulla presenza di diverse patologie tra la nostra popolazione. Credo che abbiamo previsto complessivamente la realizzazione e l'istituzione di circa trenta registri regionali di patologie. Allora, io credo, Assessore, che noi avessimo bisogno non soltanto di istituzionalizzare i registri, ma avessimo bisogno di avere delle persone dedicate a questo tipo di attività, perché non credo che nell'attività dell'osservatorio epidemiologico regionale noi avessimo a disposizione il personale necessitato perché questo potesse essere un esercizio e una funzione attivata presso l'Assessorato. L'ausilio della conoscenza dello stato epidemiologico di queste patologie molto probabilmente nella programmazione sanitaria è imprescindibile, per cui io chiedo anche nel prosieguo di quella che sarà l'attività di sviluppo del Piano sanitario regionale quanto di programmato è stato messo in essere nel corso di quest'anno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 666 e mi rendo conto che probabilmente l'idea che noi avevamo che si potesse, sugli argomenti che erano stati sollevati almeno da questi quindici emendamenti, avere una riflessione, un ragionamento, forse è atipica rispetto all'andamento dei lavori dell'Aula, però devo dire che purtroppo, assessore Dirindin, io non conto quante decine di interrogazioni presentate all'Assessorato non hanno mai avuto risposta. Quindi, una sede in cui un consigliere regionale che, come lei immagina, non ha soltanto la sanità a cui badare quindi, sarebbe bello se io potessi leggermi tutte le delibere di Giunta che la Giunta regionale assume, purtroppo non è materialmente possibile, nel senso che le cose da fare sono tante, lei ha una struttura, un Assessorato che si occupa di supportarla nelle politiche della sanità e ha solo la sanità a cui badare, purtroppo noi abbiamo un compito tuttologico, per cui dobbiamo interessarci, almeno un po', di tante cose e quindi questo comporta che spesso perdiamo qualche provvedimento, perdiamo qualche notizia importante. Magari le occasioni come queste d'Aula sono occasioni in cui, se si riesce a trovare un canale di dialogo, uno acquisisce anche informazioni che possono essergli utili per stemperare certi toni di polemica, nel senso che quando ci si rende conto che su una cosa su cui non si hanno informazioni si apprende qualche cosa in più rispetto a quello che si sa, aiuta a essere meno determinati nel sostenere le proprie tesi o addirittura a cambiare le proprie tesi. Sul problema dell'osservatore epidemiologico, vi sono stati degli emendamenti, ricordo quelli del collega Lai perché mi avevano colpito perché erano su un problema, che poi ha ripreso anche la collega Caligaris, quello del registro sull'endometriosi, il problema fondamentale è che il Piano propone l'istituzione dei registi all'interno dell'osservatorio epidemiologico, allora, che l'Aula sappia, che sia rasserenata sul fatto che il registro dell'endometriosi, ma anche tutti gli altri registi, quello dei tumori, quello dei melanomi, i tumori del colon, dell'SM, insomma tutti quei registi sui quali è necessario avere, in Sardegna più che altrove, una specifica valutazione precisa, analitica e statistica di quelle che sono le incidenze per area, in rapporto alle particolari caratteristiche tipologiche delle aree in cui si determinano, beh, insomma, sono questioni fondamentali in una regione come la Sardegna. Quindi, l'idea è, come chiede il collega Contu, sapere se l'osservatorio epidemiologico ha attivato tutti i registri, se li sta attivando e come stanno andando.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 671.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 671, che in una certa misura si riallaccia anche all'emendamento precedente. Il problema che solleva quest'emendamento, con una un'ipotesi di stanziamento che devo dire assolutamente probabilmente inadeguato, è il problema delle patologie da Alzheimer, le demenze, cioè quelle patologie a cui abbiamo dedicato parti importanti del Piano, che dovremo cercare di comprendere, se è vero che in Sardegna hanno una incidenza che è superiore rispetto a quella di altre regioni italiane o di altre regioni europee, e nelle quali la presenza di un intervento pubblico è fondamentale perché il paziente di Alzheimer, io non so se qualche collega consigliere regionale abbia avuto la disgrazia di avere un conoscente, un familiare affetto da questa patologia, è come un bambino di sei mesi, anzi è peggio di un bambino di sei mesi, perché un bambino di sei mesi resta in culla, il paziente di Alzheimer è un paziente che non consente ai familiari una vita normale nelle ventiquattr'ore. Bene, io vi garantisco che le strutture sia di intercettazione della patologia, sia di primo approccio terapeutico e di rallentamento delle fasi rallentabili della malattia, sia quelle di accoglienza per il paziente stabilizzato, a oggi, in Sardegna, non sono all'altezza di quella che è la domanda crescente. Sarebbe importante anche qui avere una rassicurazione che il problema è monitorato e che esistono in essere o in fieri, ma comunque nell'immediato, delle risposte che consentono di avere la certezza che negli anni a venire non ci sarà un'ulteriore discrasia tra la domanda che cresce e l'offerta che è bassa, ma ci sarà l'impegno ad adeguare l'offerta quanto più possibile alla domanda, anche cercando di badare alla territorialità delle strutture, perché le strutture devono essere quanto più possibili vicine al luogo di residenza del malato se non si vuole avere un ulteriore sradicamento del malato e un'ulteriore interruzione che non è certo positiva dal punto di vista terapeutico del rapporto tra il malato e la propria famiglia.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 711.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Intervengo, signor Presidente, perché penso che questo sia un emendamento importante, di grande significato e mi consente, entrando nei contenuti, di dire qualcosa su quello che, nell'ambito dell'assistenza domiciliare e oncologica, il valore della ospedalizzazione domiciliare e oncologica, dicendo subito che c'è in Sardegna, finanziato dalla Regione, un unico modello d'assistenza, attraverso un progetto che opera nella ASL numero 2, un'esperienza davvero qualificante che segue i malati oncologici in fase terminale. Sono azioni che hanno lo scopo di consentire ai malati di trascorrere gli ultimi mesi della loro vita nella loro casa, circondati dalle loro famiglie, evitando i lunghi e inutili ricoveri in ospedale. Questo progetto ha consentito di far sì che questi pazienti, molto instabili che abbisognano di cure particolari, siano seguiti, curati da una equipe specialistica ospedaliera composta da medici e infermieri di oncologia; un buon esempio di integrazione medicina e ospedale del distretto con la collaborazione della famiglia, dei medici di medicina generale, dei servizi sociali e del volontariato. Devo dire che sono stati ottenuti, in quest'esperienza che ha un valore e un progetto quasi sperimentale, risultati che si sono espressi nella formazione continua delle famiglie e nella loro preparazione all'evento finale, avendo e ottenendo la massima collaborazione nella gestione dei pazienti. Però, questo modello di assistenza non è ancora standardizzato, quindi io ne ho parlato perché, al di là di questo emendamento, sicuramente le risorse che ci sono a disposizione e quelle che potessero essere individuate potrebbero consentire di rendere standardizzato, ed esteso a tutte le aziende sanitarie, a un modello del quale ho voluto parlare perché dà qualità all'assistenza domiciliare oncologica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, molto brevemente. Io voterò a favore di questo emendamento perché resto convinto nella convenzione che l'oncologia debba tendere veramente a garantire adeguati servizi nell'intero territorio regionale, e questo nel senso più compiuto del termine. Ogni paziente ha diritto di essere curato il più vicino possibile a casa sua, perché purtroppo in troppe realtà sanitaria dell'isola il paziente oncologico oltre alla sfortuna della malattia spesso è un paziente mortificato. Io vi garantisco che certamente è possibile, lo dico da medico, potenziare l'assistenza oncologica domiciliare. E non è assolutamente detto che i 3 milioni che chiede questo emendamento alla fine non rappresentino un investimento che porti a ben altri risparmi. Ma se così non fosse credetemi io credo che questi sarebbero tra i soldi meglio spesi di tutta questa finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche secondo me è un emendamento, il numero 711, tra quelli che sollevano problemi di maggior drammaticità io apprendo con piacere che nella ASL 2 è in corso un'attività di sperimentazione, o addirittura un'attività consolidata che ha consentito un miglioramento notevole dell'assistenza a questo tipo di malati. Devo dire che anche nell'area di Cagliari si muove qualcosa, perché è stato finalmente inaugurato l'Hospice, e perché per quanto l'Hospice proceda a scartamento ridotto, perché ha attivato un numero di posti letto che è inferiore, rispetto a quelli che potenzialmente può avere, comincia già ad essere una struttura che allevia il dolore nel territorio. Credo che le strutture di Hospice e quelle di assistenza domiciliare oncologica siano poi un gol complessivo del sistema, nel senso che il paziente tumorale, soprattutto il paziente tumorale in fase terminale, è un paziente difficilissimamente gestibile nelle famiglie ed è un paziente che è difficilissimamente gestibile anche nei reparti ospedalieri. Dai quali normalmente tende ad essere cacciato perché l'idea di dover utilizzare un posto letto per un paziente che non ha più aspettative di vita e che ha semplicemente l'idea di una qualità accettabile della vita, sino al termine dell'esistenza per se stesso e per i suoi familiari, è un'idea che cozza con quella dell'economicità della sanità alla quale comunque ci stiamo abituando. Per cui, è difficile che un paziente in fase terminale sia accettato presso una struttura ospedaliera, se non per un problema di urgenza, e spesso si contrabbanda l'urgenza pur di levare la rogna, la gravità del peso alla famiglia. Allora, l'idea del potenziamento dell'assistenza domiciliare integrata oncologica e l'idea dell'ampliamento degli Hospice e della creazione di altre reti di Hospice, di una rete di Hospice che sia in Sardegna è, a mio avviso, un'idea importante di civiltà, perché va verso la riqualificazione, così come quella della terapia antalgica, va verso la riqualificazione delle fasi estreme dell'esistenza, che sono un diritto del paziente ancor più quando è un paziente difficile che si difenda da solo, qual è il paziente oncologico con problemi algici, o il paziente oncologico in fase terminale. Si tratta di 3 milioni di euro sarebbe un segnale importante nei confronti di questi pazienti e delle loro famiglie. Presidente, le chiedo lo scrutinio palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Io chiederei, alla luce di quanto è avvenuto tutto il giorno anche ieri, al collega Vargiu di ritirarlo, di non sottoporci nuovamente all'ennesimo black-out che esiste tra l'opposizione e la maggioranza, non c'è dialogo, lei stesso lo ha riconosciuto anche in diversi interventi. Perché, io sono convinto che qui in Questo consiglio regionale siamo tutti scolarizzati, la Giunta ugualmente, sanno leggere gli emendamenti non ne hanno approvato uno, non ne hanno preso in considerazione neanche uno, non hanno neanche pensato minimamente di poter chiedere un time out per cercare di vederci meglio, perché non lo conosciamo. Quindi, dico io siccome qui il problema è di grande importanza ed è mortificante continuare ancora a cantare un ritornello che veramente ci umilia, umilia la sanità e il problema… se prendiamo Sassari, lei parla di potenziamento, non c'è un reparto di oncologia c'è un servizio di oncologia che è collegato alla medicina, quindi sta a significare che quasi quasi il problema viene preso da tutta la sanità. Avremmo visto i grandi numeri che purtroppo riguardano la popolazione sassarese, sono convinto che sarebbe dovuto nascere un reparto oncologico degno di tale nome. Quindi, il servizio purtroppo, caro Assessore lo conosco molto bene,dico purtroppo. Quindi, caro collega Vargiu alla luce dei fatti sono convinto che non è il caso di dover ricorrere al voto elettronico palese, ma sarebbe il caso di dire: ritiro l'emendamento per incapacità di colloquiare con questa maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 711.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Licandro ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 54
Astenuti 2
Maggioranza 28
Favorevoli 13
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 768.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. L'ultimo degli emendamenti soggetti a ripescaggio. Io voto a favore, che resti come memento e ne chiedo anche la votazione per scrutinio elettronico palese, è una nostra richiesta fatta tante volte per il potenziamento del centro dell'autismo e Dio sa quanto la Sardegna ne abbia bisogno. Però, uso gli ultimi due minuti del mio intervento per un commento sui ripescati, nel senso che noi non avevamo nessuna aspettativa che gli emendamenti, di cui abbiamo ottenuto la discussione in aula, potessero suscitare un interesse diverso da quello che hanno suscitato, collega Moro, non c'era la speranza che le cose potessero essere diverse. Non è facile riuscire a parlare, però io colleghi, in un minuto, quello finale, vi vorrei dire una cosa, cioè è ben strano, e a me non è mai capitato, non è mai capitato neanche nella finanziaria di quest'anno che ci sia un argomento sul quale non esista nessuna possibilità di ragionamento in Aula tra maggioranza e opposizione. Bene se voi ci pensate con la sanità ci siamo riusciti. Adesso io non sto a dire dove siano le responsabilità, se qualcuno abbia colpe, se qualcuno ne abbia di più, se qualcuno ne abbia di meno. Però vi devo dire, su un tema importante per i sardi qual è la salute nell'aula consiliare della Regione Sardegna non c'è nessun modo di scambiarsi idee, di comunicare tra maggioranza e minoranza. Sicuramente sarà anche colpa della minoranza, non c'è dubbio. Però sicuramente non è una cosa buona. Quindi ognuno per la sua parte ci rifletta e ognuno per la sua parte cerchi se può di rimuovere qualcuna di quelle condizioni che sono come un macigno nel dialogo di questa Aula, colleghi, come un macigno, perché stiamo discutendo, senza parlarci tra di noi, della salute dei sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Io esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 768 per poter riparlare di un tema quello dell'autismo sul quale all'inizio della discussione della finanziaria feci un'affermazione. Allora io credo, e mi rivolgo ai colleghi della maggioranza, al collega Uras in modo particolare, perché questo è importante. Allora sull'autismo nel mese, non ricordo bene, settembre, ottobre, delibera di Giunta, collega Uras, viene dato il via ad un piano e a un progetto sull'autismo, come Azienda capofila il Brotzu di Cagliari, bene mentre l'Assessore non mi ascolta, io comunque sia, poi glielo ripeterò eventualmente, noi abbiamo approvato dei provvedimenti nello stesso periodo, quello che interdiva la Giunta ad attivare nuovi processi di attivazione di short list, comunque sia ad attivare percorsi di nuovo precariato nell'ambito delle aziende sanitarie. Bene andiamo a vedere gli atti di quello che è stato compiuto rispetto all'attivazione di questo progetto sull'autismo, un detto e un fatto. Si è riuscito anche lì a fare la short list, forse l'Assessore ci può dare qualche informazione migliore, perché io gli atti non li ho ancora visti, ma questo mi è stato comunicato, che sono stati chiamati in servizio presso l'azienda Brotzu, chiamati in servizio nuovo personale precario. Allora se l'Assessore è in grado di smentirmi lo faccia con gli atti. Ecco questo volevo dire, ma dirlo del perché, magari qualcuno pensa che noi ci interessiamo di sanità soltanto perché abbiamo voglia di portare alla vostra attenzione problemi risolvibili e mai risolti, no la realtà vera è che i problemi della sanità si portano perché si trovino le soluzioni, e oggi sinceramente, nonostante gli sforzi che abbiamo fatto per attivare un percorso di confronto, avete perso un'altra occasione, grazie, colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Grazie Presidente, molto brevemente, lo faccio anche da questo banco, perché volevo rispondere anche all'ultimo emendamento sull'articolo 8, volevo risponedere al collega Vargiu, a cui ovviamente mi lega oltre che colleganza anche grande stima. Beh io credo che noi abbiamo approvato in quest'aula, esattamente un anno fa un piano sanitario e io credo che questi emendamenti che sono stati presentati quest'anno siano per la gran parte uguali a quelli che si presentarono un anno fa per l'approvazione del piano sanitario regionale. Io credo che sui problemi della sanità sia anche arrivato il momento di finirla con le speculazioni, abbiamo dimostrato oggi che molte delle informazioni che sono state portate all'Aula attraverso questi emendamenti sono infondati. Come infondato è anche questo ultimo sull'autismo, in realtà sull'autismo proprio recentemente, ma due-tre mesi fa sono stati fatti da parte di questa amministrazione grandi investimenti e sono state anche aumentate le piante organiche del centro contro la autismo dell'ospedale Brotzu. Allora io credo che a distanza di un anno dall'approvazione del piano sanitario sicuramente non tutta la sanità vada bene, non era questo credo, poteva essere la nostra speranza, ma non certo la nostra certezza, ma credo anche che questi emendamenti andassero bene più un anno fa, rispetto a quanto possono andar bene oggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). L'autismo è una cosa seria, molto seria. Assessore, vorrei sapere da lei, cosa abbiamo fatto per l'azienda Brotzu per il reparto di autismo che c'è lì, se c'è abbiamo fatto veramente qualcosa, se si è fatto qualcosa in più dall'anno scorso ad oggi, cioè perché noi non sappiamo se lei prende la parola e ce lo dice ci fa veramente piacere; è una cosa importante questa, molto importante, importante perché si tratta di bambini, i bambini si possono recuperare, e recuperiamo un processo molto grave per la Sardegna, un processo molto grave per la Sardegna per evitare di, perché se no noi, Assessore, qui in Sardegna non avendo altri centri, l'unico centro di riferimento regionale è il Brotzu, l'unico centro. Ha detto che ne facevamo qualche d'un altro, ma non si è fatto ancora niente. Io vorrei sapere da lei se si è fatto qualcosa rispetto all'anno scorso, mi basta solo, io credo a lei, mi dica se si è fatto qualcosa, se si è fatto qualcosa la ringrazio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, abbiamo fatto due cose per l'autismo, che non erano state fatte prima. Abbiamo messo a disposizione 1 milione e 150 mila euro in gran parte per il Brotzu e poi per tutte le aziende sanitarie per incrementare l'attività e abbiamo avviato una procedura, per rispondere all'onorevole Contu, per regolarizzare una situazione perché il Brotzu lavorava con convenzionamento con cooperative non accreditate con il servizio sanitario nazionale.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 768, chi è favorevole…
VARGIU (Riformatori Sardi). Avevo chiesto il voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 768.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Corda ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Contu - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 57
Astenuti 1
Maggioranza 29
Favorevoli 14
Contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 992.
Colleghi dobbiamo mettere in votazione l'emendamento numero 992, degli onorevoli Pirisi, Marrocu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Grazie Presidente. Questo emendamento è un emendamento che richiama l'articolo 17 della finanziaria passata dell'anno scorso, dove era stata inserita la possibilità di deroga volumetrica nel caso di persone con gravi disabilità motorie. Devo dire che questa proposta è sostanzialmente condivisibile, anche perché ricalca quanto era già scritto prevalentemente in una proposta di legge che avevamo presentato l'anno scorso, e che non è stata ancora esaminata, e quindi con particolare riferimento ai 120 metri cubi era già previsto in questa proposta di legge, quindi credo che sia pienamente condivisibile. Come, comunque, è condivisibile anche il fatto di mettere un limite temporale alla risposta, l'articolo 17 prevedeva priorità per questo tipo di pratiche, quindi l'inserimento dei sessanta giorni credo che sia un fatto positivo. Quindi, io esprimerò il mio voto favorevole per questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Presidente, solo per dire che questo emendamento tende a superare le difficoltà che sono emerse nell'applicazione dell'articolo 17 della legge finanziaria dello scorso anno, e riguarda le disposizioni urbanistiche a favore dei portatori di handicap gravi, cioè si tratta di quei cittadini affetti da disabilità gravi, non emendabile ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge numero 104 del '92. Questo emendamento è condiviso da tutti i Capigruppo e quindi da tutti i Gruppi presenti in Consiglio, e chiedo scusa se non ho potuto parlare singolarmente con tutti i colleghi. Quindi, Presidente, c'è la firma a di tutti i colleghi del Consiglio regionale, solo che era stato presentato e caducato. Si tratta di un emendamento orale, ho avuto modo di parlare con tutti i Capigruppo, non ho raggiunto personalmente i singoli consiglieri. Si tratta quindi di inserire nel comma 1 dell'articolo 17 dello scorso anno la massima volumetria realizzabile che è di 120 metri cubi, e si tratta di tassare poi, al comma 2 della lettera a), sempre dell'articolo 17, quando si parla di una relazione che deve essere fatta dalla ASL, cassare con l'indicazione delle condizioni necessarie a garantire il completo soddisfacimento delle sue esigenze abitative, ed infine inserire in sostanza il silenzio assenso. Lo dico perché, a distanza di un anno dall'approvazione della finanziaria, nessuna pratica si è potuta mandare avanti sulla base dell'articolo 17. Quindi, ringraziando anche tutti i colleghi per l'adesione che hanno voluto dare, io, Presidente, finisco il mio intervento, chiaramente sostenendo l'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PETRINI (F.I.). Grazie, Presidente. Adesso, finalmente, questo emendamento corregge tutto e fa tutto, mette tutto a posto, per queste persone gravemente disabili. Per questo mi sembra che il Gruppo di Forza Italia sia d'accordo, e chiedo la votazione elettronica palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei chiedere se è possibile proporre un emendamento orale. Se mi è consentito, si tratterebbe di questo. Io vorrei proporre che questa deroga di 120 metri cubi riservata mi pare alle abitazioni possa essere anche dedicata alle strutture sanitarie che si predispongono ad ospitare malati disabili gravi. Dico questo perché so che è in corso, presso l'Assessorato della sanità, una procedura che sta predisponendo le linee guida sui criteri di autorizzazione alle nuove strutture, e quindi, siccome questo è un problema importante, cioè l'organizzazione delle strutture sanitarie disponibili ad ospitare i disabili, questo favorirebbe spazi più idonei, soprattutto nei centri storici, nei punti dove questo sarebbe più difficile ottenersi. Quindi, mi permetto di fare questa proposta allargandola alle strutture sanitarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io francamente non esprimo un parere sulla ulteriore proposta emendativa presentata da Raimondo Ibba, perché non sono in grado di comprendere compiutamente cosa intenda la proposta, però se le persone competenti del Consiglio ritengono che sia praticabile, nulla osta. Volevo però porre l'attenzione su un problema. Sono il presentatore di un emendamento, tra quelli decaduti, che è identico al comma 2 di questo ulteriore emendamento. Devo dire che vorrei segnalare ai presentatori dell'emendamento un rischio, che è il rischio correlato al fatto che io ricordo perfettamente come venne introdotta all'interno della finanziaria dell'anno scorso l'argomento, nel senso che venne introdotto senza un'adeguata istruzione, e l'introduzione senza adeguata istruzione, collega Pirisi, è quella che comporta che, a distanza di sei mesi, perché da maggio dell'anno scorso ne sono passati otto, siamo costretti ritornare sull'argomento per cambiare le regole. E siamo costretti, collega Pirisi, tu hai detto sino a oggi nessuna autorizzazione è stata data, perché, te lo dico io, perché le Commissioni delle AA.SS.LL. non sono in grado di certificare che l'indicazione delle condizioni necessarie a garantire il completo soddisfacimento delle esigenze abitative dell'handicappato, nel senso che qual è la Commissione medica che può dire se il progetto che il portatore di handicap diversamente abile presenta è o non è adeguato a garantire pienamente le sue esigenze abitative. Quindi, noi avevamo fatto una sciocchezza quando avevamo scritto questo, un'inesattezza, una leggerezza, quando senza istruzione avevamo scritto questo nella legge finanziera dell'anno scorso. Questo ci dice quanto non sia positivo inserire all'interno della legge finanziaria, come facciamo sempre, dovremmo cercare di darci un limite definitivo, Presidente, su questo, norme che non hanno nessuna attinenza con la finanziaria e che sono decisamente posticce rispetto all'assetto della finanziera stesso. Le dico questo, collega Pirisi, perché non so se i sessanta giorni, io non ne ho idea, sono un termine congruo, perché non ho idea di quale sia il pezzo della ASL che si esprime su queste cose, se sia cioè un pezzo che è oberato di richieste, per cui sessanta giorni sono pochi o troppi. Quindi, sarebbe stato utile cercare di capire dove va a finire, in quale struttura, soprattutto nelle AASSLL periferiche, queste domande per comprendere se il termine dei sessanta giorni non può essere uno di quei termini che essendo troppo ristretto magari comporta che vadano tutte col silenzio assenso, perché non è materialmente possibile istruire le pratiche in servizi che sono già ingolfati da una quantità di lavoro istituzionale esagerato. Grazie
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Molto velocemente, per esprimere un voto favorevole a questo emendamento, che ha le caratteristiche di cercare di aggiustare una norma di legge che, per quanto voluta da questo Consiglio, e condivisa, ha dimostrato di avere delle difficoltà per essere attuata. Quindi, è giusto cercare di intervenire, io non sono ancora sicuro che questo sia sufficiente, è un passo sicuro in avanti. Di sicuro è anche che non è soltanto il valutare l'entità delle volumetrie necessarie per dare soddisfazione a quelle che sono esigenze abitative di coloro che sono portatori di handicap, ma è valutario, io credo che l'ASL non debba mai venire meno se è vero che chi ne fa la richiesta è in quel tipo di situazione. Per ciò che riguarda la richiesta che fa l'onorevole Ibba, è sicuramente condivisibile quando non si tratta di strutture, ma di uffici privati, o professionali, e in questo caso io ritengo debbano essere studi professionali che devono ricevere pazienti in questa situazione. Non lo so se è da affrontare allo stesso modo, di sicuro però la richiesta è condivisibile, perché anche in queste strutture, chiaramente, bisogna cercare di trovare quelle che sono le soluzioni necessarie per non creare barriere che, sicuramente, sono necessarie. Credo che però, principalmente, deve essere rivolto a quella che è l'esigenza dei privati, e quindi nelle residenze trovare una possibilità di accelerare le pratiche e di togliere quelli che sono stati, in qualche modo, i vincoli che hanno impedito a questa legge di funzionare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Molto brevemente. Per l'esperienza che ho avuto nel mio mandato assessoriale dove facevo pratiche edilizie, vorrei comunicare al collega Vargiu che i 60 giorni non sono nati così, è il tempo di legge necessario agli enti locali per poter definire le pratiche, e si è introdotto il silenzio assenso che diceva, appunto, giustamente il collega Pirisi, per cui le pratiche non dovranno giacere nei comuni oppure nelle AA.SS.LL., perché c'è un termine perentorio di 60 giorni entro il quale dovranno pur dare una risposta. Questo è il senso del terzo comma di questo problema. Voto a favore dell'emendamento numero 992. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. C'è una proposta dell'onorevole Ibba che ha bisogno di una risposta… non può essere accolta?... va bene. Votiamo l'emendamento numero 992. E' stata richiesta dall'onorevole Petrini la votazione elettronica palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 992.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Diana e Contu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 59
Astenuti 1
Maggioranza 30
Favorevoli 59
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Articolo 9. Colleghi, iniziamo l'articolo 9. Il primo iscritto a parlare sull'articolo 9 è l'onorevole Licandro…
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei proporre che, nel caso ci sia la disponibilità, si faccia pure il primo intervento con le iscrizioni a parlare, e poi, magari, continuiamo domani mattina. Perciò, se questo è possibile, si può pure iniziare con il primo intervento, i Capigruppo iscriveranno i colleghi che hanno dato la loro disponibilità, oppure, francamente, l'articolo 9 si potrebbe anche concludere integralmente domani e iniziare domani direttamente limitando anche gli interventi. Il mio Gruppo per questo è disponibile.
PRESIDENTE. Colleghi, io non ho problemi, ho bisogno di fare una Conferenza dei Capigruppo, perché stiamo viaggiando un po' a vista.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Se noi stasera non completiamo la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti all'articolo 9, domani non siamo in grado di chiudere l'articolo 9. Tra emendamenti all'articolo 9, discussione generale e per di più si deve iscrivere chi non è neanche presente, perché viene iscritto dal Capogruppo, emendamenti sospesi, impegni o non impegni io penso sia giusto chiudere la discussione generale sull'articolo 9. Per quanto riguarda la maggioranza noi ci riserviamo di non intervenire e, poi, domani si va all'articolo 9 e agli emendamenti.
SANJUST (F.I.). La programmazione era fino alle 10.
PRESIDENTE. Facciamo una Conferenza dei Capigruppo, colleghi. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 56 , viene ripresa alle ore 22 e 07.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU
PRESIDENTE. Allora, i lavori si chiudono qui e siamo convocati domani alle ore 10, puntuali, perché chi intende parlare sull'articolo 9, si dovrà iscrivere alle 10, perché alle 10 iniziano i lavori.
La seduta è tolta alle ore 22 e 08.
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