Seduta n.447 del 18/02/2004 

CDXLVII Seduta

(Antimeridiana)

Mercoledì 18 febbraio 2004

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 12.

LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del lunedì 2 febbraio 2004 (441), che è approvato.

Assenza per motivi istituzionali

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che il consigliere Onida è assente nella giornata del 18 febbraio 2004 perché fuori sede per motivi istituzionali.

Informo altresì i colleghi che da questo momento, sono le 10 e 13, decorrono i dieci minuti previsti dal Regolamento perché possano essere effettuate le prime votazioni. Ricordo altresì ai colleghi che eravamo in sede di dichiarazioni di voto relativamente all'emendamento soppressivo totale numero 2 all'articolo 1 del testo unificato PL 482 e seguenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, ma aspettiamo dieci minuti?

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, è lei che mi deve dire cosa dobbiamo fare.

SPISSU (D.S.). Non c'è nessuno.

PRESIDENTE. Io ho iniziato la seduta come è previsto, non è colpa del Presidente se non c'è nessuno in Aula, quindi provvedano i Capigruppo a decidere che cosa si deve fare. L'Assessore è stato puntuale.

Onorevole Spissu, se c'è la necessità di interrompere i lavori, questa Presidenza ritiene che sia opportuno che venga avanzata una formale proposta in tal senso.

SPISSU (D.S.). Dieci minuti perché i colleghi abbiano il tempo di arrivare.

PRESIDENTE. Allora l'onorevole il Spissu ha avanzato la richiesta di sospendere i lavori per dieci minuti, sospensione di Aula, i lavori riprendono alle ore 10 e 25 senza che possa essere invocata la regola dei dieci minuti per la votazione perché i dieci minuti sono già iniziati.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 15, viene ripresa alle ore 10 e 27.)

Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Dore - Fadda - Granella - Sanna Gian Valerio - Selis: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio ( 482) e Piana: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: "Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge: "Morittu - Pirisi: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta; un collega Segretario per cortesia. Siccome siamo in sede di votazione, colleghi, anche un... L'Assessore Asunis. Onorevole Pirisi, vuole svolgere la sua dichiarazione di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. Io ho chiesto di esprimere, di fare la mia dichiarazione di voto perché ritengo che ci siano diverse questioni che devono essere approfondite e credo anche che chi pensa che questo provvedimento possa, in maniera frettolosa, essere liquidato ha fatto male i propri calcoli, noi intendiamo discutere e avvalerci di tutte le opportunità e le possibilità che il Regolamento ci offre per confrontarci con coloro i quali ritengono che la Sardegna debba supinamente accettare una legge nazionale che è stata promulgata per fare cassa. Crediamo che ci siano dei valori che la Sardegna debba tutelare, che vanno al di là di quelle che sono le intenzioni del Governo nazionale. A tal proposito, mi pare che ci sia stata da parte dell'assessore Asunis una reazione, come dire, un tantino sopra le righe dal momento che, è bene chiarirlo, l'ingegnere Asunis, voglio dire, gode nella nostra stima e della nostra considerazione, vorremmo che la stessa stima potesse riceverla anche l'Assessore dell'urbanistica. Quindi, Assessore, è in questa veste che noi le muoviamo critiche e lei le deve accettare perché sennò avrebbe dovuto far altro, se non avesse voluto accettare le nostre critiche, mi pare che in sardo si dica: "chi non chere cantare missa non si depiada are preide"(?), "chi non voleva cantare messa non si doveva fare sacerdote", quindi anche lei deve accettare le nostre critiche per quelle che sono. E quando noi abbiamo detto che occorreva un sussulto di dignità nel difendere le prerogative della nostra Regione che lei ha abbondantemente richiamato nella relazione di accompagnamento al disegno di legge che ha avanzato la Giunta; lei ha rivendicato con forza le prerogative della nostra Isola e della nostra Regione e lei ha citato in maniera espressa l'articolo 3 dello Statuto e ha ricordato che anche le disposizioni introdotte dal Titolo V della Costituzione danno competenza totale, primaria in materia di urbanistica a questa Regione e a questo Consiglio regionale, quindi non riusciamo a capire come mai la Giunta regionale che ha presentato un disegno di legge come è stato ricordato...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Pirisi, svolga il suo intervento.

PIRISI (D.S.). Quindi dicevo che non si riesce a capire come mai la Giunta regionale non abbia neanche abbozzato a una difesa di quello che era un proprio disegno che certamente ha una sua organicità non condivisibile totalmente da parte nostra, ma sulla quale eravamo disponibili a confrontarci e invece si è acceduto, in maniera veramente supina, in maniera assolutamente inaccettabile, ritengo, per la dignità del Consiglio tutto, ad una ipotesi avanzata da chi sta pensando a particelle e a mappali ben identificati e non al bene della nostra Isola. Io credo che sia una caduta non stile ma di dignità della Giunta di fronte a ciò che qualcuno cerca di mettere in essere all'interno di questo Consiglio regionale, ridotto non a un Consiglio comunale di una grande città ma ad una sorta di Consiglio circoscrizionale; è veramente insopportabile che questo accada in questa Aula. Per cui noi crediamo, Assessore, che sia opportuno che la Commissione ascolti la sua voce, la sua parola che quindi ritorni questo provvedimento in Commissione affinché, come è stato dal collega Morittu c'è l'impegno da parte nostra...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Da parte nostra di confrontarci in maniera aperta per pervenire a una soluzione che dia le risposte che riteniamo essere accettabili e che però metta al bando posizioni che sono assolutamente inaccettabili. Il mio voto è a favore dell'emendamento da noi proposto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, come nel mio precedente intervento, io invece mi dichiaro contrario agli emendamenti ma mi dichiaro anche contrario al rinvio della proposta di legge in Commissione. Abbiamo la necessità di dare anche risposte, mi risulta che in questi giorni in queste ultime settimane sono diverse le domande già presentate ai comuni, di richieste di condono edilizio, quindi credo che questa Regione abbia tutto il dovere di dare chiarezza e di dare risposte certe con l'approvazione di una legge che recepisce la legge nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Piana. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente e colleghi, noi abbiamo presentato questo emendamento soppressivo dell'articolo 1 e abbiamo la consapevolezza che un emendamento soppressivo non costruisce nessuna ipotesi alternativa e non costruisce nessuna ipotesi alternativa perché, come abbiamo avuto modo di spiegare, siamo contrari all'articolo 1 che consente l'applicazione in Sardegna della legge nazionale sul condono edilizio tal quale. Quindi non siamo contrari ad affrontare una materia relativa all'intervento in materia di sanatoria di piccoli abusi edilizi, siamo contrari alla applicazione senza che intervenga fra di noi una discussione di merito più articolata della legge nazionale, e non è che noi non avessimo proposte in materia; presso la Commissione giace, fra le altre, senza che sia stata mai presa in considerazione, una nostra proposta di legge di merito, articolata, offerta alla discussione come contributo del nostro Gruppo alla materia che intendiamo affrontare.

Secondo noi è sbagliato, e di qui un invito ulteriore ai colleghi della maggioranza perché su questa materia andiamo in maniera più cauta di quanto non stiamo facendo. La legge nazionale che intendiamo applicare in Sardegna tal quale è una legge che ha la finalità di fare cassa, è una legge che non sta producendo nessun effetto di cassa perché si attende e i cittadini attendono di capire se la Corte Costituzionale ritiene la legge applicabile, quindi i cittadini hanno difficoltà a auto denunciare l'abuso su una legge che probabilmente verrà considerata non costituzionale. Io inviterei i colleghi in questa materia ad andare più cauti, inviterei i cittadini a non fare denuncia di abuso, su una legge che può darsi sia incostituzionale, in questo modo provocandosi un danno eccezionale.

Tanto è vero questo e tanto è vero che la finalità della legge che è quella di consentire alla Stato un gettito maggiore che deriva dalla sanatoria edilizia, tanto è vero questo che il Consiglio dei Ministri nella giornata di ieri ha esaminato una ipotesi di riapertura dei termini al mese di giugno perché i cittadini non fanno domanda di condono edilizio per i motivi che sto dicendo. Allora mi domando per quale motivo noi in Sardegna vogliamo correre in questo modo, per quale motivo vogliamo impedire al Consiglio regionale di affrontare una discussione di merito più articolata, che sani gli abusi ma che eviti l'applicazione di questa legge che così com'è non va bene, come abbiamo detto. Per quale motivo i colleghi impediscono una dialettica consiliare sana, che produca un risultato serio e invece pensino di fare una cosa buona facendo una legge a colpi di maggioranza perché ci serve per dire agli abusivi che siamo dalla loro parte e che stiamo sanando non si sa bene quale situazione.

Io penso che questo sia un modo poco serio di affrontare le cose ed è per questo che invito ancora una volta i colleghi della maggioranza e i Capigruppo della maggioranza a prendere seriamente in considerazione l'ipotesi che ritorniamo in Commissione per un tempo strettissimo necessario ad approfondire la materia,

PRESIDENTE. Concluda onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). A capire come evolve nazionalmente la problematica che, ripeto, è totalmente aperta, non capisco per quale motivo i colleghi della maggioranza non vogliano rendere alla Sardegna un buon servizio evitando di utilizzare questa legge come una clava per favorire situazioni che poi possono diventare situazioni gravi per gli stessi cittadini utenti che accedessero a questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente e colleghi, noi siamo favorevoli all'approvazione dell'emendamento. Io credo che vada detto, per evitare finzioni di occasione o scontri di parte che allontanano la valutazione del merito, che c'è un punto di grande convergenza e consapevolezza, l'idea di affrontare questo tema e di risolverlo; però noi manteniamo una contrarietà al mero recepimento di una normativa nazionale per una serie di ragioni che sembrano non intaccare la vostra rigidità e la vostra determinazione, ma che sono ragioni molto importanti.

La prima è anche soprattutto una visione autonomistica delle problematiche di questa Regione; una Regione che ha avuto la sua normativa, che può fare una sua normativa come esito di un'interpretazione coerente della lettura del problema. Sappiamo tutti che la stragrande maggioranza degli abusi di cui parliamo sono piccoli abusi, io non li chiamo abusi di necessità, perchè - vedete - l'uso della parola necessità in questo periodo della legislatura si presta a molte letture; può essere una necessità degli utenti, dei cittadini forse nella migliore dell'ipotesi, potrebbe essere invece una necessità di altro genere e allora noi non siamo d'accordo a quel tipo di necessità; c'è una violazione del principio dell'autonomia della capacità di leggere e determinare con proprie leggi la prospettiva di risoluzione di questo problema, ma c'è nella vostra ostinazione un punto importante che è un danno che voi state perpetuando nei confronti nella Regione, perché se c'è una cosa alla quale noi non possiamo essere interessati è quella di una Regione che partendo dalle sue condizioni finanziarie e di ritardo debba concorrere, più di tutte le altre Regioni d'Italia, a far fare cassa a uno Stato che è ingeneroso e omissivo rispetto ai trasferimenti nei confronti della nostra Regione e a quello che le spetta.

E noi recepiamo una legge per far fare cassa allo Stato, quando invece una legge fatta, descritta, appropriata per la Regione consentirebbe persino di essere uno strumento che fa far cassa alla Regione e che mette quelle risorse al servizio degli enti locali perché quel processo di risanamento dei contesti abitativi venga fatto, venga perseguito e venga migliorato. Quindi un doppio danno, il danno di non voler salvaguardare una prerogativa e un danno materiale di un mancato introito che invece noi avremmo potuto perseguire attraverso un percorso regionale di lettura e di interpretazione legislativa di questo provvedimento.

Badate in tutto questo la violazione di un percorso democratico che consentisse alle parti di confrontarsi in una lettura consapevole della problematica dell'abuso in Sardegna è il segno che questa classe politica, che è rappresentata dalla maggioranza, è immatura rispetto a un indirizzo riformatore, perché quando queste grandi questioni vengono trattate con questa rigidità non può che essere questo l'esito di un giudizio negativo sulla vostra capacità di realizzare consenso, di allargare il consenso e di comprendere le esigenze di tutti.

Questo è il senso della nostra posizione, una posizione aggravata dal danno che questa approvazione di questa legge comporterebbe nei confronti della Regione sul piano dell'autonomia e sul piano dei danni finanziari. Io penso che un po' di saggezza vi consiglierebbe non di accantonare un problema, ma di risolverlo al meglio nell'interesse della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA (F.I. - SARDEGNA). Io non nascondo che avrei preferito intervenire per discutere una proposta di legge direi più puntale, completa, più articolata e, direi, più sarda; e per più sarda intendo dire adatta a sanare quelle situazioni di irregolarità tipiche dei paesi e delle città della Sardegna, situazioni che in Sardegna, a differenza di molte altre regioni italiane, in modo particolare del Sud d'Italia, sono generalmente di entità limitata perché generate da tipiche esigenze della famiglia sarda, che leggi regionali e regolamenti comunali, spesso poco comprensibili o inadeguati, e le lungaggini burocratiche talvolta spingono i sardi a violare questi regolamenti e queste leggi.

Personalmente avrei auspicato che ci fosse stata la possibilità di apportare delle modifiche sostanziali a questa legge; una legge adatta alle reali esigenze di quei cittadini prevalentemente sardi, non speculatori, che si sono trovati talvolta a violare leggi e regolamenti per necessità e non per speculazione e non a fini speculativi. Io auspico che dei correttivi durante la discussione della legge vengano apportati in modo tale da migliorare la legge e pertanto annuncio il mio voto contrario all'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ci sono altre dichiarazioni di voto? Se non vi sono altre dichiarazioni di voto, ricordo ai colleghi che l'oggetto della votazione o riguarda l'emendamento soppressivo totale all'articolo 1, numero 2, primo firmatario onorevole Morittu. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Sull'organizzazione dei lavori, Presidente. Noi abbiamo proposto di sospendere questa discussione e di valutare l'ipotesi di ritorno in Commissione. Ma se i colleghi sono d'accordo io proporrei cinque minuti di sospensione perché ci consultiamo con i Capigruppo della maggioranza per valutare se questa ipotesi è percorribile, perché non ho capito se il silenzio dei colleghi significa diniego.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, se lei mi sta chiedendo cinque minuti di sospensione non ci sono problemi, naturalmente come non li abbiamo mai negati a nessuno. Cinque minuti di sospensione, non dell'argomento, onorevole Pittalis, perché nel caso ci fosse stata la richiesta di sospensione dell'argomento occorreva farlo ai sensi del comma 2 dell'articolo 86 come questione pregiudiziale sospensiva, ma non siamo in questa fattispecie. E' stata chiesta la sospensione di cinque minuti per un'interlocuzione fra le diverse forze politiche, quindi i lavori sono sospesi e riprendono alle ore 11.00, con sospensione in Aula.

(La seduta sospesa alle ore 10 e 50, viene ripresa alle ore 11 e 03.)

PRESIDENTE. Onorevole Spissu vuole riferirci dell'interlocuzione? Prego onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). Sì, Presidente l'interlocuzione c'è stata, non ha prodotto esito, i colleghi sono del parere che vada bene così, i colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. Va bene allora possiamo procedere con la votazione.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione elettronica.

PRESIDENTE. Altri sette colleghi che appoggiano la richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MORITTU, PIRISI, FALCONI, CUGINI, COGODI, DEMURU, CALLEDDA, ORRU'.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico palese dell'emendamento numero 2.

Colleghi per cortesia, onorevole Corona! Onorevole Ibba vuole dichiarare il suo voto? Rosso; onorevole Corda, rosso; onorevole Pisano, rosso; onorevole Ladu, rosso.

Rispondono sì i consiglieri: CALLEDDA - CAPELLI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASIA - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto il consigliere: SECCI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 65

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 28

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Passiamo ora all'emendamento sostitutivo totale numero 5, primo firmatario Morittu. È stata chiesta la controprova.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io ritengo che il Consiglio nel suo insieme, nelle sue parti politiche, seppure ha diversa propensione con una diversa visione delle cose, quelle più generali, in questa materia potrebbe, se vuole ancora trovare un modo di contemperare esigenze e utilità che sono di carattere generale. C'è il rischio che questa vicenda della sanatoria in Sardegna passi, come mi pare sta passando, come una vicenda minore, come una cosa marginale, insomma come una cosetta; e Invece tutti noi sappiamo, quelli che contrastiamo questo tipo di intervento e anche quelli che lo stanno agevolando, che vi sono degli interressi grandi che andrebbero meglio evidenziati, interressi grandi del territorio, dell'ambiente ma anche della società sarda, che andrebbero meglio evidenziati e anche meglio governati, meglio risolti. Accade che c'è una maggioranza composita, raccogliticcia, tutto quello che si vuole, però c'è qui una maggioranza che pare che abbia l'idea comunque di sbarcare questo provvedimento, di incamerarne il risultato. Ha i numeri, può essere che riesca a farlo, però non è giusto che qualcuno possa pensare che ciò abbia potuto fare questa maggioranza numerica e raccogliticcia, non dico nell'indifferenza, perché ben si vede che non c'è indifferenza, c'è un contributo positivo, c'è un contrasto anche che l'opposizione, diverse parti politiche stanno tentando di esprimere, ma che non si pensi che questo contrasto è stato, come dire, puramente istituzionale, puramente formale.

L'emendamento numero 5, se accolto, mitiga di molto gli effetti negativi del provvedimento che la maggioranza vorrebbe approvare, che un provvedimento così com'è, e che forse approverete, bisogna dirlo che non è una legge regionale, che non fa onore ad un'Assemblea autonomistica; è un provvedimento che puramente e semplicemente fa proprio il decreto legge berlusconiano. Ma perché valga nel territorio della Regione Autonoma della Sardegna il decreto legge berlusconiano, ma c'è bisogno di Consiglio regionale? Se un Consiglio regionale può legiferare, quindi può esprimere, fare legislazione adatta a questa Regione perché rinuncia a farlo? La sanatoria berlusconiana è una sanatoria di cassa statale, è stato detto, puramente e semplicemente di cassa statale, fatto per fare soldi per l'erario, per la cassa nazionale a danno dell'ambiente, della legalità, dell'equilibrio anche economico ed è possibile che qui non ci poniamo questo problema? Una sanatoria, quella berlusconiana di cassa statale ma anche di scasso regionale, perché solo a perdonare, peraltro pagando il perdono al Governo Berlusconi, in Sardegna rimane comunque il danno. E il risanamento territoriale chi lo farà? E la dotazione dei servizi? Non ci si pone il problema. Ma questa Regione che ha una buona legge, la legge 23 dell'85, che comprende i casi di sanatoria perchè la si vuole dimenticare, mettere nel nulla? Questi emendamenti servono a attualizzare, a migliorare il sistema della legge regionale 23, che è legge di questa Regione, che risponde allo stesso obiettivo, che sana facilmente, anche con meno oneri tutte le irregolarità minori, però tiene conto che le regolarità invece maggiori, quelle più dannose, devono essere diversamente trattate. Tutto qui, voi fatte finta di non capire però intanto noi tenteremo ancora di far capire qualcosa, e cercheremo anche di dire a chi dovrebbe dare informazione di quello che accede nel Consiglio regionale, per favore che diano informazione, che la politica regionale non è fatta solo di quello che avviene in qualche stanzetta fuori dal Consiglio regionale, è fatto anche di quello che avviene nel Consiglio regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, naturalmente per esprimere il voto favorevole all'emendamento e per aggiungere o ribadire alcune considerazioni e per richiamare attraverso queste una riflessione più responsabile da parte di questo Consiglio regionale. Noi davvero stiamo andando ad approvare, o voi vorreste approvare un testo di legge che è pari pari il recepimento del testo nazionale. Dirò di più: è anche meno tutelante dello stesso testo nazionale, perché all'articolo 3, dove si pongono condizioni di divieto semplicemente legate all'articolo 10 bis, ci si dimentica che il testo nazionale va molto oltre i divieti previsti dall'articolo 10 bis, perché parla per esempio di terreni percorsi dal fuoco, cosa che mi risulta che in Commissione invece qualche commissario ha voluto escludere questa fattispecie che è prevista nel testo nazionale, insomma noi stiamo recependo il testo nazionale anche più permissivo, se così si può dire. Io vi vorrei leggere alcuni passi di una risoluzione che ha approvato l'Assemblea regionale del Veneto, che non è retta dal centrosinistra, che dice tra le altre cose: "Considerato inoltre che il condono edilizio è un provvedimento vergognoso e inaccettabile perché si configura come un incentivo all'illegalità che assolve chi ha violato le regole e mortifica chi ha operato correttamente nel rispetto della legge, impegna il Presidente della Giunta regionale ha presentare formale ricorso alla Corte Costituzionale". Ricorso che la Giunta regionale nel Veneto ha presentato. Lo impegna anche a adottare provvedimenti che annullino nel territorio regionale gli effetti del condono sul piano amministrativo, e la impegna a sollecitare gli enti locali ad una scrupolosa vigilanza sui fenomeni di abusivismo. Questo è il Consiglio regionale del Veneto. Analogo provvedimento, ho già detto e lo ribadisco, è stato assunto dal Consiglio regionale del Lazio, per non parlare di alcuni Consigli regionali governati dal centrosinistra.

Chi ha legiferato, ribadisco, ha legiferato nel senso di contenere quanto meno il condono nazionale, sto parlando del Veneto, del Lazio e di altre regioni, anche della stessa Puglia tutto sommato, in qualche misura quanto meno incrementando gli oneri oblativi o con altre misure sia pure minori, ha cercato in qualche modo di dare un segnale di diversità, non di recepimento tout court, perché stante alla sentenza del TAR della Sardegna comunque sia se la Regione Sardegna non opera, cioè non legifera, va alla legge nazionale. Ma allora noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo recepito la legge nazionale anche rendendola meno vincolante di quanto essa stessa non prevede per quanto riguarda il territorio regionale. Allora davvero io credo che una riflessione adeguata vada fatta da questo Consiglio, non voglio neanche invocare la tiritera dell'autonomia perché vale soltanto quando si parla di proroga della caccia ai tordi e ai cardellini qua dentro il richiamo all'autonomia, non vale quando bisogna esercitarla responsabilmente su un terreno che è proprio della regione Sardegna, quello cioè della competenza primaria nella materia dell'edilizia e dell'urbanistica, insomma del controllo e del governo del territorio, ma a me pare che poi alla fine l'atteggiamento del centrodestra stia spingendo non al controllo ma alla dissipazione del territorio, dando peraltro il corrispettivo economico, tutto bello intonso, nelle mani del ministro Tremonti, che oggi per altro si vede costretto a proporre in Consiglio dei Ministri un decreto che proroghi non solo quello edilizio, ma anche quello fiscale e quant'altro, proroghi la data di scadenza pare al 30 di giugno, la notizia corre da ormai diverse settimane ed è data per certa da un comunicato apparso su Il Sole 24 Ore di stamattina. Quindi noi ci stiamo precipitando a approvare una legge che poi magari sarà anche sconfessata dalla Corte Costituzionale e che comunque il tempo che la proroga del Governo ci dà ci consente di affrontarla, io credo, io credo davvero con maggiore responsabilità e con maggiore giudizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, devo dire ho visto con più attenzione la legge nazionale, mi sono visto il comma 25 dell'articolo 32 e francamente sono perplesso, sbalordito che si possa pensare di fare una sanatoria cui dice: "Ampliamento non superiore a 750 metri cubi per singola abitazione. La richiesta a titolo abitativo, edilizio in sanatoria a condizione che la nuova costruzione non superi complessivamente i 3000 metri cubi." Mi sembra francamente che questo è un abuso gigantesco, questo vuol dire dare la possibilità a che dei furbi che si sono costruiti una villa o anche molto di più possano sanare rispetto a tutti noi che invece abbiamo una casettina piccola di (?) persone oneste. Parlando con l'Assessore, che naturalmente è un tecnico preparatissimo e credo che conosca la materia più di noi, mi ha già detto che ha predisposto un emendamento per ridurre drasticamente questa volumetria. Se così fosse sarei d'accordo, se no sarebbe il caso di riportare la legge in commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DORE (LA MARGHERITA - D. L.). Presidente, colleghi, avevo già chiesto di intervenire, ma l'intervento nel collega Corda mi dà un motivo in più per dire qualcosa. Devo dire che apprezzo molto, almeno sotto il profilo dell'onesta intellettuale, queste osservazioni che ha fatto l'onorevole Corda, che dimostrano che ad un certo punto qualcuno sta cercando davvero di entrare nel contenuto di questa legge e comincia a rendersi conto di quale oscenità il Consiglio regionale si stava per macchiare. Questo è un segnale positivo, di onestà intellettuale e anche di serietà, però allo stesso tempo dimostra con quale superficialità, con quale leggerezza e con quale senso di responsabilità si è agito in Commissione, soprattutto da chi aveva l'obbligo di presiederla correttamente, perché veramente non si è riusciti in commissione nemmeno ad ottenere che venissero letti i commi della legge che si stava recependo, e questo è veramente grave. Io spero che ci sia un sussulto, è una parola abusata ormai qua dentro, ma spero ancora che ci sia un sussulto di dignità, che la legge torni in Commissione perché va approfondita, non c'è soltanto il comma 25, ci sono tante altre cose, è la prima volta in Italia che vengono sanate le costruzioni realizzate sui beni demaniali, questa è una cosa inaudita della quale non si è tenuto conto, della quale ci si è completamente dimenticati. Beni demaniali, abusi su beni demaniali, questa è una delle tante cose, ma ci sono diverse decine di commi che vanno visti uno per uno e questo lavoro può farlo solo la Commissione e io personalmente a questo punto preannuncio, per quello che può valere, le mie dimissioni da questa Commissione, perché la commissione è stata gestita in malo modo, si è comportata in quel momento con delle intrusioni che io ritengo illecite di gente che non ci faceva nulla, che non sapeva niente e che era venuta solo per fare delle cose che non andavano fatte, però hanno avuto la possibilità di farle e questo è gravissimo, allora a questo punto io, per quello che può valere, rassegno le dimissioni perché tanto di far parte di questa Commissione francamente non me la sento più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I. - S.U). Prendo la parola per ribadire la mia posizione che è quella che noi se in Aula stiamo discutendo in questo modo della legge sul condono chiaramente dobbiamo prendere atto di quelli che possono essere alcune situazioni che si stanno verificando. La prima è che c'è un rifiuto a riportarla in Commissione, ed è sbagliato perché stiamo perdendo un'importante opportunità. La seconda è quella che c'è, da parte del Governo, un decreto che ha stabilito che i termini del 31 marzo sono prorogati ulteriormente. La terza è quella che noi non dobbiamo perdere l'occasione per migliorare quella che è la legge 23 di cui parlavamo ieri dell'85, è una legge che si è rilevata ottima, che però ha bisogno di essere rivista e questa opportunità noi la stiamo perdendo, a me dispiace molto. Nonostante tutto però devo evidenziare un aspetto: questo emendamento, l'emendamento 5, è peggiore dell'emendamento 1. L'emendamento precedente tendeva a sopprimere l'articolo 1 e ci si ritrovava in una totale confusione. Questo emendamento, invece, evidenzia un aspetto, che è quello che non è consentito condonare quando si è in essenza dei necessari titoli abitativi previsti oppure in difformità, diciamo, con variazioni essenziali; sta a significare che si vanifica totalmente quello che è l'effetto della legge, il che sta a significare che non andiamo incontro nemmeno a quelli che sono i dati che sono stati riportati dall'Assessore, nei quali io credo che sono abusi di necessità, sono abusi di piccola entità, non sono gli abusi di cui qua si parla per cercare di annullare gli effetti di questa legge.

Io credo che invece occorra evidenziare un aspetto, che è venuto fuori nei giorni scorsi che però ritengo che la Giunta dovrebbe in qualche modo, e questo lo dico all'Assessore, perché lo faccia con la massima evidenza, occorre dire che la Regione è in possesso dei voli, e che i sardi lo sappiano, quelli che stanno in qualche modo compiendo oggi gli abusi per cercare di approfittare di questa legge, perché si sappia che c'è una fotografia chiara e precisa della situazione nella nostra Regione al 31 marzo 2003 e che quindi non è consentito sicuramente, a chi vuole approfittare dei nostri ritardi, della confusione che in qualche modo stiamo cercando di portare avanti per fare ulteriori abusi. Questo sì che occorre farlo.

Quindi io sono contrario a questo emendamento per i motivi che ho detto, perché sarebbe ulteriore confusione. Ritengo invece che stiamo perdendo una importante opportunità, che è quella di migliorare la legge 23 perché di sicuro in quel modo avremmo potuto far valere il nostro ruolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente, chiedo scusa, io non ho seguito tutto l'iter e il confronto che c'è stato in Commissione sulla legge, quindi chiedo scusa, però sono stato avvicinato da colleghi consiglieri che invece hanno seguito puntualmente la discussione, seppure mal fatta, che c'è stata in Commissione e poi il dibattito in Aula e sostengono posizioni estremamente comprensibili e anche moderate devo dire.

Io non capisco per quale motivo una parte di noi, di fronte a una posizione responsabile che dice: riprendiamo in Commissione la trattazione degli argomenti, della parte più complessa della legge, adesso il collega Corda ne richiamava uno, che poi vede anche la disponibilità dell'Assessore…

PRESIDENTE. Prego, l'Assessore sta prestando attenzione, onorevole Cugini.

CUGINI (D.S.). Mi scusi, Assessore, ho aspettato che lei finisse la telefonata, per carità, niente di offensivo, però se lei, come ci è stato detto, ha in animo, addirittura ha predisposto un emendamento che può essere senz'altro verificato anche tra di noi, io non sto dicendo che lo accoglieremo, però se è un emendamento che si muove nella direzione che è stata proposta in Commissione e che è stata proposta soprattutto in Aula, forse è bene che, trattandosi di una legge abbastanza complessa e delicata, tra di noi e lei, con la partecipazione della Commissione chiaramente, si faccia un minimo di dialogo che ci permetta di trovare un punto di convergenza. Rompere senza discutere mi sembra un percorso che non risponde alle esigenze che abbiamo. Siccome si tratta di una legge complessa, si tratta di una volontà che sta maturando positivamente, io non comprendo, lo dico ai colleghi di Alleanza Nazionale, comunque ai colleghi che non hanno accolto prima la nostra richiesta, io non comprendo per quale motivo non ci sia data la possibilità di esaminare quello che lei ritiene di poter proporre all'Aula come provvedimento migliorativo del testo che si è discusso. Quindi mi assoccio alla richiesta che è stata fatta, dando la disponibilità chiaramente a un esame anche rapido del testo in Commissione in modo tale che ragioniamo tutti con maggiore tranquillità sull'argomento e troviamo punti di convergenza.

Mi sto rivolgendo soprattutto ai colleghi che hanno espresso un'opinione diversa da questa che sto esprimendo io, richiamandomi anche alla competenza dell'Assessore e alla disponibilità e alla volontà che l'Assessore ha proposto. Quindi, Presidente, mi rivolgo a lei, se fosse possibile un minimo di dialogo su questa parte con la totale disponibilità del centrosinistra ad esaminare senza furbizie il testo o la proposta o gli argomenti che si intendono proporre all'Aula come provvedimento migliorativo del testo.

Assessore, io penso che sia chiara la posizione, che lei possa convenire su quanto noi stiamo chiedendo, perché ci pare la sua essere la strada più corrispondente al confronto che c'è in Aula. La ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, anch'io brevemente anzitutto per dire che sono favorevole all'emendamento con alcune specificazioni. Come gli altri colleghi del mio Gruppo che sono già intervenuti sono anch'io per guardare con un occhio di attenzione e anche con un approccio di risposta positiva a quel tipo di abusivismo che viene definito "di necessità" oppure di piccola entità. Ma se su questo siamo tutti d'accordo, così come è d'accordo anche la maggioranza o per meglio dire il centrodestra, visto che non si sa più dov'è la maggioranza, io penso che si possa e si debba accogliere il rinvio in Commissione che poc'anzi ricordava il collega Cugini; un rinvio in Commissione che peraltro è in linea con ciò che sta succedendo a livello nazionale. A livello nazionale - è suoi giornali di oggi - si sta andando, per tutta la partita dei condoni, fiscali, tombali e anche per i condoni edilizi si sta andando appunto a una proroga, perché c'è dal punto di vista legislativo, dal punto di vista della gestione, stanti tutti i ricorsi che sono in atto e fatti anche dalle Regioni del centrodestra, così come è stato ricordato, vi è appunto l'ipotesi di rinviare il tutto nel tempo proprio per vedere meglio le cose. Badate che il rinvio delle cose per approfondirle meglio lo sta proponendo il Governo del centrodestra nazionale! Noi vogliamo superare anche questo, abbiamo tanta fretta di fare quello che il collega Corda, non io, ha ricordato, di fare delle sanatorie che prevedono anche 3000 metri cubi. Ma badate che con 3000 metri cubi si fa, non una casa, come diceva il collega Corda, si fa un albergo di quaranta posti letto, se poi si divide e si fa in tre pratiche, scindendo le società, si possono fare sanatorie per 12.000 metri cubi o quasi illimitate, così come fanno in Sardegna da parecchio tempo. Ma se lo stesso Assessore dice che questi parametri sono spaventosamente alti e che lui stesso li vuole diminuire, ma dove, quando, se adesso non c'è la possibilità di emendare più la legge, di emendare questo provvedimento? Dove lo vuole fare se non lo fa in Commissione? Su questo chiediamo assoluta chiarezza, se c'è davvero la volontà che si manifesti adesso oppure non si potrà più manifestare.

Un ultimo ragionamento mi si è acconsentito da imprenditore. Badate, se andiamo avanti così, gli imprenditori che hanno rispettato la legge saranno ulteriormente beffati e puniti, e saranno beffati e puniti da quelli che la legge in questi anni nel costruire in forme abusive non l'hanno rispettata, perché va da sé che chi non l'ha rispettata tende naturalmente a non rispettarla e invece, contemporaneamente, fanno anche scuola di illegalità per quelli che la legge l'hanno rispettata. Allora, rinunciando, come Regione Sardegna, anche come comuni della Sardegna, a fare i gabellieri per conto dello Stato centralista, noi dobbiamo avere anche qui un sussulto di dignità e di autonomia, proprio per andare a rivedere le cose in forma positiva e dare risposte agli imprenditori e non ai faccendieri, anche in questo caso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI. (D.S.). Signor Presidente, io esprimo il mio voto a favore dell'emendamento che abbiamo presentato, però credo che sia opportuno ricordare ai distratti che noi non abbiamo una posizione pregiudizialmente contraria al recepimento della legge sul condono edilizio. Abbiamo presentato noi una proposta di legge, quindi eravamo disponibili e siamo disponibili al confronto. Noi, Presidente, siamo contrari a favorire i palazzinari, gli speculatori edili, gli Attila del territorio, i saccheggiatori della nostra terra. Siamo contrari. Esistono in Sardegna palazzinari che hanno questi connotati e queste caratteristiche e siamo contro questi, esistono impresari edili che rispettano le norme, rispettano le leggi e sono contrari a questo provvedimento così come la Giunta lo vuole accogliere.

Io ho ascoltato con piacere, per certi versi, le cose che sono state dette dal collega Satta, collega in quanto consigliere regionale e collega anche in quanto architetto, collega e anche estensore, ha lavorato per il Master Plan della Costa Smeralda, ha lavorato per costruire qualcosa di bello, ma non riesco a capire come il collega Satta, oltre alle cose che ha detto, non si indigni profondamente con i suoi colleghi di partito che invece propongono di realizzare cose orripilanti accanto alle cose belle. Non esistono, Presidente, qua persone che non vogliono tener conto di quelli che sono i piccoli abusi che sono stati realizzati, quelli per necessità credo che siano pochissimi, ma piccoli abusi magari per migliorare la propria condizione. Noi non siamo contrari a questi, però, e ho ascoltato il collega Corda con altrettanto piacere quando ha detto: ho approfondito meglio il contenuto della legge nazionale e ho trovato uno obbrobrio che si possano sanare i 3000 metri cubi, così come sono stati proposti, così come si vorrebbe recepirli, per complesso edilizio e i 750 metri cubi per unità immobiliare, che significa una casa di 300 metri quadrati o di 350 metri quadri più annessi e connessi. Allora, noi possiamo pensare che dei 3000 metri cubi tra l'altro, così come diceva il collega Falconi, possono essere costruiti addirittura dei villaggi interi in barba alle regole, in barba alle norme, in barba a quanto la legislazione prevede. Tra l'altro io vorrei richiamare l'articolo 31 del disegno di legge che ha presentato la Giunta, e che è stato redatto dall'attuale Assessore, nel quale si parla di riduzione, cioè si parla di unità immobiliari che superano i 450 metri cubi, cioè di fatto riducendo i 750 proposti dalla legge nazionale e parla di 1800 metri cubi anziché i 3000 metri cubi della legge nazionale. Però c'è un secondo comma dell'articolo 31 che dice questo, che così recita… Presidente Tunis, dovrebbe stare un po' attento, lei che è relatore, e non distragga l'Assessore, per cortesia. "Qualora l'opera" - questo ha scritto l'Assessore attuale, lo dico anche per sua conoscenza, presidente Tunis - "oggetto di sanatoria sia localizzata nella fascia dei 300 metri dal mare e sia ammissibile ai sensi del secondo comma dell'articolo 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989 numero 45, gli oneri di urbanizzazione dovranno essere ulteriormente incrementati del 20 per cento. Qui stiamo parlando, cari colleghi, anche di abusi realizzati nei 300 metri della fascia prospiciente il mare, cioè non stiamo esaminando le questioni delle quali si parla con la dovuta attenzione. Io credo che sia invece opportuno, così come ha fatto il collega Corda e mi pare che altri colleghi che siano sulla stessa lunghezza d'onda, che assieme vediamo le soluzioni utili per la nostra Isola, ma che rigettino invece le prospettive di un ulteriore saccheggio della nostra Isola.

Quindi io credo che la proposta che è stata avanzata, di tornare in Commissione, sia la posizione più saggia e la posizione che ci porterà a produrre in tempi rapidissimi qualche cosa di certamente migliore di quello che si vorrebbe propinare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Brevissimamente, per fare due considerazioni. La prima è per cogliere l'occasione di questa dichiarazione di voto nella quale esprimo il voto favorevole all'emendamento, per chiarire un malinteso che tra alcuni colleghi invece c'è stato ieri sera. Invocare la trasparenza tra di noi non significa accusare nessuno, invece significa porci in condizioni che nessuno venga accusato. La trasparenza è una invocazione, è un principio che vanifica i sospetti, che li fa fuori, non è un'occasione per sospettare qualcuno. Vorrei che questo fosse chiaro per un principio politico e anche per un principio di rispetto reciproco che ci deve essere.

La seconda considerazione, anche questa brevissima: noi, lo stanno dicendo i colleghi, non siamo contrari a un iniziativa di sanatoria per le opere di aggiustamento, per le piccole opere di adattamento, eccetera. Siamo contrari, se siete d'accordo con noi, alle grosse opere che configurano una violazione del diritto, una violazione del paesaggio e una violazione del territorio. Su tutto il resto siamo favorevoli. Allora se c'è l'accordo su questo, come mi pare che da parte vostra venga enunciato, mi pare che negli enunciati anche voi dite che siete favorevoli alla sanatoria di alcune opere e siete anche voi, mi pare di capire, preoccupati dai grossi abusi, perché se c'è questo comune sentimento, comune valutazione non ci si trova, al limite senza neppure sospendere il Consiglio, ma trovando l'occasione, altre volte l'abbiamo fatto, di una parentesi di lavoro di riflessione in Commissione e si pone su una base di razionalità, di confronto, di interesse comune il lavoro? In questo senso io ho apprezzato la parola di alcuni colleghi, da ultimo il collega Corda, che non va nel senso di un tatticismo politico, va nel senso di uno sforzo di ragionamento fatto insieme per capire dove concordiamo e dove discordiamo. Le cose su cui concordiamo si decidono assieme, le cose su cui poi il confronto non porta a sintesi, non concordiamo, c'è una logica democratica di maggioranza e opposizione, ma negare aprioristicamente il confronto, il dialogo e il lavoro comune quando invece si afferma che c'è una volontà e una coincidenza di interessi e anche di preoccupazioni, mi sembra che sia mortificare il ruolo di quest'Aula.

L'appello molto sommesso, ma molto accorato, è quello di dire "troviamo un momento per confrontarci sulle cose di cui stiamo parlando", "troviamo un momento", e credo che le cose che da ultimo il collega Pirisi riferiva e richiamava che erano posizioni dello stesso Assessore, mi pare che siano comunque un punto di discussione ben diverso da quello che la legge sta proponendo. Faccio un appello anch'io come hanno fatto i colleghi dando la disponibilità ad un lavoro senza perdita di tempo ma intenso, faccio appello ad un dialogo che, secondo me, si potrebbe, come è stato detto, svolgere in Commissione trovando le modalità, aprendo una parentesi nei lavori dell'Aula, perché la Commissione approfondisca questi temi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.

DIANA. (A.N.). Elettronico palese.

PRESIDENTE. Otto colleghi che appoggino la richiesta dell'onorevole Diana.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, PIANA, OPPI, CONTU, LADU, BIGGIO, FRAU.)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in votazione, è in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 5, primo firmatario Morittu. Onorevole Cugini, naturalmente il suo appello è caduto un po' nel vuoto, perché nessuno lo ha ripreso.

CUGINI (D.S.). Io avevo chiesto all'Assessore.

PRESIDENTE. L'Assessore non ha chiesto di intervenire, evidentemente non...

(Interruzioni)

Io non posso dare la parola, onorevole Cugini, l'Assessore non ha chiesto di intervenire, mi dispiace.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 5.

Rispondono sì i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GRANELLA - LAI - MANCA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - IBBA -LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASIA - MILIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto il consigliere: BALIA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 66

Votanti 65

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 26

Contrari 39

(Il Consiglio non approva).

Mettiamo ora in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sulla modalità di voto per chiedere il voto a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. È stato chiesto sull'articolo 1 il voto segreto, quindi invito i colleghi a prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Noi poniamo una questione, è stato votato l'emendamento soppressivo all'articolo 1 che è stato respinto, quindi mi pare che sia assolutamente inutile e non conforme mi pare al Regolamento, salvo un erronea mia interpretazione…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, stiamo parlando dell'articolo…scusate colleghi, un attimo di attenzione per cortesia. L'articolo 85 al comma 3 pone un problema nel caso sia stato presentato un solo emendamento, glielo leggo onorevole Pittalis: "Nel caso della presentazione di un solo emendamento soppressivo si pone ai voti il mantenimento del testo". In questo caso gli emendamenti erano più di uno e quindi possiamo procedere anche alla votazione dell'articolo.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

Risultato della votazione.

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 73

Votanti 73

Maggioranza 37

Favorevoli 39

Contrari 34

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 9 all'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per dire ancora per quanto possibile esprimere una parola che valga anche come un'interlocuzione che non serva puramente e semplicemente per occupare il tempo o per rimanere vicendevolmente inascoltati, che anche l'emendamento numero 9 se approvato, se accolto dal Consiglio, servirebbe almeno a mitigare in parte gli effetti nefasti, per molti versi disastrosi, che deriverebbero invece dall'approvazione dell'articolo così come potrebbe essere approvato. Io ho provato a chiedere il voto segreto, per chi ha memoria sa che non sono fra i consiglieri o i Presidenti di Gruppo che spesso chiedono il voto segreto, perché in questa materia per esempio sicuramente vale il voto di coscienza, gli interessi in ballo sono molti, sono grandi, sono interessi costituti in capo a persone, in capo a gruppi, quindi può essere che vi sia un qualche condizionamento, oggettivo voglio dire, nell'espressione almeno verbale che si manifesta nella seduta pubblica del Consiglio regionale per cui il voto di coscienza, però la coscienza si è espressa nei modi nei quali si è espressa poc'anzi, in questa materia niente coscienza, vale solo il gioco dei grandi interessi speculativi che prevalgono anche nell'espressione numerica in questo Consiglio, rimanga certificato. In questa circostanza neppure i muretti a secco per carità, qui sono muri di cemento e sono muri solidi, di cemento armato possibilmente speculativo, possibilmente che danneggi l'ambiente, che danneggi il territorio, che danneggi la legalità. E' tutto in linea, oggi i giornali portano titoli, tutti i giornali nazionali portano titoli cubitali, tra virgolette, stiamo parlando qui della sanatoria di Berlusconi in materia edilizia, ma i titoli cubitali di tutti i giornali sono che il capo del Governo italiano dichiara "è morale non pagare le tasse quando sono troppo elevate.". Badate, siamo nella stessa filosofia, se il Capo del Governo che è quello che mette le tasse che è anche uno che dovrebbe pagare tasse alte ritiene che è morale non pagare le tasse quando le tasse sono alte, e le tasse dovrebbero essere alte in base al principio costituzionale per chi ha redditi alti e ricchezze molte, e invece di diminuire le tasse il Governo le tiene alte per non pagarle, è chiaro che non le abbasseranno mai, perché se le abbassano le devono pagare, se le tengono alte non le pagano e quindi è la soluzione migliore e così Berlusconi onora anche il patto con gli italiani firmato da Vespa, non solo che abbassa le tasse, addirittura le elimina, quelle alte. Guai però a chi deve pagare tasse basse, perché se un cittadino in questa Repubblica ha reddito basso e ha ricchezza poca, quindi paga tasse basse ed è immorale se non le paga, perché è morale solo se non paga le tasse alte, cioè se è ricco.

Noi viviamo in uno Stato, in una Repubblica che ha un consimile Governo! Ci vogliamo poco poco ascoltare? Vi può essere un briciolo di riflessione? Lo dico anche al collega Masia, al compagno Masia! Caro compagno Masia, ti stai prestando ad un gioco che è sbagliato, che è torbido, non c'entrano nulla in queste materie i piccoli abusi. La Giunta ha distribuito un tabulato nel quale risulta che il controllo edilizio della Regione attraverso i comuni della Sardegna avrebbe censito 17.837 abusi dei quali sessanta per cento piccoli e quelli sono tutti sanati, i piccoli, con la legge 23! Rimane l'altro quaranta per cento, che non sono piccoli, sono grandi, ma il sessanta per cento piccoli sono molti molti di meno del quaranta per cento grandi e voi state sanando i grandi abusi perché i piccoli sono già sanati o sanabili con la legge 23, che esiste già in questa Regione. Non imbrogliate o tentate di imbrogliare il prossimo.

La legge di Berlusconi, quella che dichiara immorale il piccolo abuso e dichiara morale il grande abuso, come per le tasse, prevede quel limite folle dei 3000 metri cubi ammessi a sanatoria per unità immobiliare, quindi se sono dodici palazzi uno a fianco all'altro, con unità immobiliari diverse, si possono sanare anche centomila, trecentomila metri cubi abusivi, anche un'intera lottizzazione abusiva, se ognuno sana un pezzo! Quindi voi non potete far finta che stiamo discutendo di cosette, stiamo discutendo di una questione grande, che non può essere ancora sottovalutata in quest'Aula e che è necessario ripensare in un'ottica, in una logica di equilibrio.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). La richiesta che è stata avanzata è di una sospensione dell'argomento per riequilibrare l'intervento regionale, per fare una cosa ben fatta, più vicina anche a quello che la stessa Giunta regionale e l'Assessorato diretto tecnicamente dall'attuale Assessore politico, perché politico è perché è nominato in via politica da una maggioranza, inizialmente prevedeva. Si può fare una cosa che soddisfi l'interesse generale, si può fare anche con un largo concorso del Consiglio, però non si dica che qui si sta venendo incontro agli interessi dei cittadini, si vuole andare incontro solo agli interessi degli speculatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà. Invito i colleghi che fanno le loro telefonate o ricevono le loro telefonate in Aula a parlare sottovoce perché è veramente fastidioso il brusio delle telefonate che arrivano sino in Presidenza. Allora o si va fuori a telefonare oppure si parla sottovoce. Prego onorevole Masia.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Molto brevemente, io sono favorevole a questo emendamento. Sono favorevole perché si muove nell'ottica di cui ho parlato in tutti i miei interventi finora relativamente a questa legge. Si muove nell'ottica di cercare di migliorare, di cercare di trovare quelle che sono le soluzioni per far sì davvero che questa legge possa essere più rispondente a quelle che sono le situazioni della nostra Regione. Quindi va bene quando attraverso un emendamento si migliora e si trova l'opportunità appunto di far sì che non ci sia chi voglia approfittare di questa situazione. L'emendamento precedente, io forse mi sono spiegato male, ma(?) non(?)era necessario, si parlava di poter condonare quello che già oggi è possibile attraverso la legge 23, un semplice accertamento di conformità oggi per ciò che può essere realizzato senza aver ottenuto la concessione è possibile farlo, basta pagare, non c'è bisogno di una legge di condono. Quindi era un emendamento che creava confusione, era un emendamento che serviva soltanto a far sì che non si capisca quello che stiamo cercando di fare. Io sono favorevole a questo emendamento, come sono favorevole ad altri emendamenti che si muovono in quest'ottica e naturalmente ribadisco che, all'interno di questo emendamento, ci sono volontà che servono ad impedire che attraverso il condono si possano continuare a realizzare abusi. Quindi ben venga una dichiarazione così come prevede questo emendamento, che faccia chiarezza su quello che si vuole chiedere, che evidenzi che quell'abuso che si vuole sanare è in quella situazione e non è soltanto una semplice domanda che serva solo a poter consentire un abuso futuro. E` capitato e capita.

Per ciò che dice invece il collega Cogodi, molto velocemente, qua si utilizzano i soliti 17.000 abusi, ma sono abusi che sono stati già condonati in buona parte e dobbiamo prendere in considerazione quelli che si sono fatti, e io mi fido naturalmente di quelli che sono gli uffici della nostra Regione quando dice che gli abusi che si sono realizzati da qualche anno a questa parte, cioè dopo il condono del '95, sono relativamente ridotti, sono per certi versi in numero esiguo. Non è possibile che noi affrontiamo questa legge cercando di spaventare, strumentalizzare e cerrcando naturalmente di far sì che si voglia togliere questa opportunità, un'opportunità che dalle altre parti esiste, un'opportunità che serve a sanare dei piccoli abusi (e continuo a dire che sono dei piccoli abusi). Sono d'accordo per tutti quegli emendamenti che arrivano, per far in modo che non si possa sanare ciò che è insanabile. All'interno di questa legge - poi naturalmente ne prenderemo atto - sono vietati attraverso l'articolo 10 bis quelli che qualcuno invece ritiene che possano essere possibili. Quando si parla di 3000 metri cubi per realizzare chissà quali interventi per l'edilizia turistica, io vorrei vedere chi è che può realizzare cose di questo genere attraverso una legge di condono come questa. Noi abbiamo voluto essere più realistici, credo che almeno quello sia il valore che all'interno di questa legge c'è. Credo però che abbiamo perso l'opportunità, io continuo a dire che è uno sbaglio non averla portata in Commissione, è uno sbaglio che sicuramente consente di continuare a fare una forzatura, quando invece avremmo potuto davvero migliorarla, perché la legge 23, che è buona, sicuramente avremmo avuto l'occasione di renderla ancora più efficiente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis, relatore. Ne ha facoltà.

TUNIS (U.D.R.-Centro), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, io vorrei fare l'intervento come relatore al fine di poter richiamare l'attenzione dei colleghi sul tema che noi stiamo trattando. Qui all'interno dell'Aula ci sono stati dei confronti netti, ci si è confrontati e poi, alla fine, si è arrivati ad una votazione con la quale si è recepita la normativa di tipo nazionale sia pure temperata; però il problema è questo, che si è cercato con emendamenti, prima di soppressivo totale e poi un emendamento che tendeva a limitare e di fatto annullare il recepimento della normativa nazionale, a voler ancora modificare quel testo. Si aggiunge quindi un emendamento che tende a far dichiarare al cittadino che vuole presentare una domanda di sanatoria, un disbrigo di pratiche che non potrebbe farcela, perché al comma secondo dell'emendamento Morittu e più è previsto che ha tempo trenta giorni, che sono condizione essenziale per dover mandare avanti la pratica di sanatoria.

Orbene, nell'emendamento si chiedono tanti di quei documenti che probabilmente il 99,9 per cento dei cittadini sardi non potrebbe farcela; perchè io vorrei rileggervi che cosa chiede il comma 1. Dice che "entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge", intanto noi abbiamo un articolo successivo che stabilisce che sono novanta i giorni e qui invece se ne danno trenta. Ciò vuol dire che il povero Cristo sardo ha trenta giorni di tempo. Poi gli dice che deve indicare le particelle catastali, "ogni altro" dice "dato utile per determinarne la localizzazione", quindi elementi incerti. Poi gli si chiede l'estensione delle opere da sanare e un'analitica descrizione delle opere realizzate con allegata un'idonea documentazione fotografica, per di più asseverata da un tecnico abilitato. Se quel povero disgraziato presenta una documentazione fotografica senza che sia fatta da un tecnico asseverato, significa che quel povero "ziu Paddori" che viene dalle frazioni, di fatto...

PRISI (D.S.). Ma che cosa stai dicendo!

TUNIS (U.D.R.-Centro). Lasciatemi spiegare! Per cui, vorrei dire, se è possibile, siccome ho avuto un confronto con l'Assessore e mi ha preannunciato, così come abbiamo già detto in Aula, che noi non siamo contrari a dover portare dei miglioramenti, però che siano dei miglioramenti e non appesantimenti, cioè di fatto frenare quella sanatoria. L'Assessore ha preannunciato che presentava un emendamento, io chiedo all'Assessore di doversi esprimere ed eventualmente concedere quei cinque minuti per trovare un testo compiuto su questo punto, su questo emendamento aggiuntivo, che però non sia un elemento che possa essere un piede di porco per far saltare la legge stessa.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto.

MORITTU (D.S.). Naturalmente, essendo propositore, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento. Emendamento che io non considero naturalmente un emendamento dirimente. E' stato presentato per sottolineare un problema, non perchè l'emendamento se approvato risolve in maniera esaustiva il tema degli abusi consumati in un periodo doppiamente illecito, perchè è illecito consumare l'abuso, ma è ancor più illecito consumarlo in un periodo in cui la stessa legge prevede la non sanatoria, cioè a partire dal 31 marzo 2003 tutto ciò che viene costruito abusivamente non è sanabile, questo dice la legge.

Allora questo emendamento sottolinea un problema ed è un problema reale, che non mi sono inventato io né ce lo stiamo inventando noi, è un problema acclarato da numerosi studi, sia sui precedenti condoni, '84-'94, sia anche sulle tendenze in atto registrate nei venditori di materiali edili. C'è un incremento dell'attività edilizia illegale, che è valutata dal Cresme, se qualcuno ha piacere di leggere almeno "Il Sole 24 Ore" trova la notizia che è dato al 30 per cento l'aumento dell'abusivismo a partire dall'annuncio e dall'approvazione della legge, cioè doppiamente fuorilegge. Quindi questo emendamento dice: "Blocchiamo, chiediamo a chi ha commesso l'abuso di manifestare l'interesse". Naturalmente dimostrando di aver commesso l'abuso e quindi dandoci una fotografia, che non è la fotografia del fotografo della domenica, lo può anche essere, ma dev'essere quanto meno sottoscritta da un tecnico abilitato.

Ma ritengo poi, ancora, che l'emendamento vero che affronta questo tema noi l'abbiamo presentato al numero 11 ed è un emendamento aggiuntivo all'articolo 3 e in quell'emendamento noi diciamo: "La Regione si obbliga a dare ai Comuni entro un termine di 45 giorni la cartografia aggiornata" che essa possiede e che noi abbiamo chiesto all'allora direttore generale, oggi Assessore, nell'audizione in Commissione, di darla nella disponibilità dei Comuni. Non oggi, diversi mesi fa! Dico di più: la Regione dovrebbe fare un'ulteriore volo al 31 marzo del 2004 e dare ai Comuni ciò che era al 31 marzo del 2003 e ciò che è al 31 marzo del 2004, di modo che i Comuni possano responsabilmente accertare ciò che è sanabile e provvedere, non come dice la legge nazionale, con i prefetti, ma provvedere come dice la legge regionale 23 con i sindaci e con l'Assessorato degli enti locali e urbanistica a, come dire, non sanare ciò che è stato commesso di doppiamente illecito.

Noi non ci possiamo nascondere, caro onorevole Masia, a me dispiace molto perchè io ho lavorato molte volte in grande sintonia, ma noi non ci dobbiamo davvero nascondere dietro gli abusi esigui, dietro gli abusi minori, dietro la povera gente, perchè questo testo approva, sana abusi da 750 metri cubi, non in ampliamento soltanto, che è già un'enormità, ma anche come singola costruzione ex novo.

Le regioni che pure hanno accolto la filosofia dell'aumento della volumetria in condono, parlo per esempio delle province di Trento e di Bolzano, ammettono solo e soltanto gli ampliamenti, gli ampliamenti di case esistenti, non di case ex novo, di case esistenti, per un massimo di 250 metri cubi. Per esempio una proposta approvata da altre parti che potrebbe in una qualche misura essere anche oggetto di discussione, se davvero volessimo fare una discussione di merito in Commissione e in questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.). Ciò che è consentito, caro onorevole Masia, non sono soltanto 750 metri cubi ex novo, ma anche 3000 metri cubi ex novo e ai 3000 metri cubi ex novo se ne possono aggiungere anche, a cento metri, altri 3000 metri cubi ex novo e ad altri cento metri altri 3000 metri cubi ex novo. Questo è il testo che noi stiamo approvando, che voi volete approvare in tutta fretta, altro che piccoli abusi, altro che povera gente! Ma davvero vogliamo aprire in Sardegna una pagina nerissima alle altre che abbiamo in qualche modo e con grande sofferenza cercato di chiudere in questi ultimi decenni? Questo è l'interrogativo che lascio a questo Consiglio che, in qualche modo, con grande disattenzione, sta affrontando un tema che io credo sia strategico per la Sardegna.

PRESIDENTE.? Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

Onorevole Cogodi, lei ha già svolto la sua dichiarazione di voto, non può chiedere una seconda volta, mi scusi. Prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). In effetti quello che diceva poc'anzi il collega Morittu è che fa, come dire, una certa impressione vedere a volte dei colleghi che fanno l'analisi del sangue anche alle pulci, non intervenire su un argomento così importante, così rilevante per la nostra Isola. In effetti c'è una distrazione, perchè l'obiettivo che si vuole raggiungere dev'essere perseguito a tutti i costi.

Presidenza del Vicepresidente Biggio

(Segue PIRISI.) Noi cerchiamo di richiamare l'attenzione dell'Aula con i nostri interventi, sperando che si possa addivenire ad una sintesi che possa essere realmente fatta nell'interesse dei sardi e della povera gente a cui pare tutti quanti vogliano appellarsi.

Siamo contrari, e lo ribadiamo, ai palazzinari comunque, in qualunque modo siano tinti, che provocano dei danni e dei disastri alla nostra terra. L'ha detto il collega Morittu che mi ha preceduto. Questo articolo è un articolo che vorrebbe evitare che, dal momento in cui è stato fatto l'annuncio del condono, si mettesse in moto un'attività edificatoria fuori da qualunque controllo e da qualunque regola. Allora alla Presidente della Commissione che ha parlato di "tiu Giuanni", di questo e dell'altro, sono le cose, il tecnico che asseveri la documentazione allegata è l'ABC di tutti i condoni, Presidente. Quindi non faccia populismo fuori luogo che non serve a nulla, non si erga a paladino della povera gente, ma butti giù la maschera, almeno in questo caso.

Qua noi vogliamo che venga bloccata l'attività speculativa; e fa specie davvero che ci sia qualche collega che dica che qua si vuole spaventare la gente, che qui si vogliono strumentalizzare i fatti per dichiarare la vera volontà, quella di non fare, di non cogliere questa opportunità che andrebbe a vantaggio dei nostri poveri concittadini. Non è così! Non è così! Se fosse stato vero questo noi non avremmo presentato una proposta di legge. L'abbiamo invece presentata dicendo di voler ascoltare, di andare incontro a coloro i quali ritengono di dover ricorrere alla sanatoria per mettere a punto delle piccole cose. Quello che si è chiuso la veranda, che ha fatto davvero un vano di necessità, ma a coloro i quali qui ritengono che sia un abuso di necessità sanare i 3000 metri cubi che sono contemplati nella legge o i 750 metri cubi per singola costruzione, questa gente qui veramente sta prendendo in giro sé stessa prima di tutto e la propria coscienza se se ne ha. Quindi noi riteniamo che sia veramente positivo e produttivo confrontarci nel merito della legge e qualche collega ha detto: "Ma noi saremmo d'accordo se ci si potesse muovere in sintonia per trovare una soluzione per i piccoli abusi". Noi siamo pronti, vediamoci, in un attimo risolviamo la questione. Non abbiamo bisogno di fare una grandissima legge, abbiamo necessità soltanto di elencare quali sono gli abusi che riteniamo ammissibili. Allora dico anche al Presidente di Forza Italia, al Capogruppo di Forza Italia, al collega Corona, che era sollecito e molto presente nella Commissione lavori pubblici quando si doveva discutere di questo punto e, collega, l'ho già detto, lo ribadisco, fare quel colpo di mano che è stato fatto. Allora dico al collega Corona: noi siamo disponibili a confrontarci nel merito, però non siamo assolutamente disponibili ad accettare che si vada avanti con le questioni delle quali si stava parlando, cioè i 3000 metri cubi, che hanno un effetto moltiplicatore e quindi le scatole cinesi le hanno inventate da tanto ed è un sotterfugio a cui si può ricorrere tranquillamente alla luce di questa legge.

PRESIDENTE. Concluda pure onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Ho concluso. La ringrazio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

LICANDRO, Segretario:

Art. 2

Norme applicative

1. Per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 1, la Regione Autonoma della Sardegna, nel recepimento del decreto legge n. 269 del 2003, non applica nessuna maggiorazione sugli oneri concessori.

2. Ai fini della presentazione della domanda di permesso o di autorizzazione in sanatoria e per il rilascio del titolo edilizio in sanatoria, si fa riferimento alle disposizioni contenute nella legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 e successive modifiche e integrazioni.

3. Il termine di novanta giorni per la presentazione della domanda di permesso di costruire o di autorizzazione in sanatoria e gli altri termini previsti nel procedimento decorrono dalla data di entrata in vigore della presente legge.

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 3 soppressivo totale e 8 sostitutivo totale, inoltre l'emendamento 1 aggiuntivo e l'emendamento 7 aggiuntivo, 13 aggiuntivo e 14 aggiuntivo.

Si dia lettura degli emendamenti numero 3 e numero 8.

ORTU, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano

Art. 2

L'articolo 2 è soppresso. (3)

Emendamento sostitutivo totale Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

Art. 2

Deroga

1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 16 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 è rilasciato l'accertamento di conformità per le domande presentate entro il termine di quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge e relative ad interventi conformi agli strumenti urbanistici generali o attuativi approvati e non in contrasto con quelli vigenti alla data del 31 marzo 2003.

2. Per la procedura di rilascio dell'accertamento di conformità si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 16 della legge regionale n. 23/1985. (8)

PRESIDENTE. Si dia lettura degli emendamenti 1, 7, 13 e 14.

ORTU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Piana - Frau - Cappai - Cassano - Milia - Randazzo - Sanna Noemi

Dopo l'art. 2 è aggiunto il seguente:

Art. 2 bis

Direttiva per le zone agricole del territorio sassarese

1. Al fine di favorire il recupero funzionale ed estetico del patrimonio edilizio esistente sia per l'uso aziendale sia per quello residenziale, la Giunta regionale, entro sessanta giorni dall'approvazione della seguente legge, adotta una proposta di direttiva per le zone agricole del territorio sassarese che, caratterizzate da elevato frazionamento e utilizzo per scopi residenziali, versano in una particolare ed eccezionale situazione e sono, pertanto, suscettibili di una propria disciplina.

2. Tale direttiva, avente validità per un periodo di quattro anni dalla data di pubblicazione sul BURAS, prevede:

a) individuazione delle sottozone agricole:

introduzione di una sottozona E3.1: aree del territorio sassarese che, come definite dalla tavola censuaria "Sassari Agro" distinta nei seguenti fogli catastali n° 2,5,6,9,10,11,12,13,14, 15,16,19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39,40, 41, 45,46, 47,48, 49, 50, 51, 54, 56, 57, 58, 59, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 73, 74, 75, 78, 79, 80, 81, 82, 90, 91, 92, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 104, 110, 112, 115, 116, 118, 119, 121, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137, 138, 103, 122, 123, 139, 140, 144, 145, 146, 126, 127, 142, 129, 143, 141, 120, e siano caratterizzati da un elevato frazionamento e siano utilizzati per scopi residenziali;

b) criteri per l'edificazione nelle zone agricole del sassarese: per le residenze site nelle zone E 3.1, gli indici massimi da applicare sono 0,06 mc/mq.

Ai fini edificatori, la superficie minima di intervento è, in via generale stabilita in Ha 0,40, salvo per quanto riguarda la destinazione per impianti vivaistici, per i quali è stabilita in Ha 0,30;

Per le residenze, la superficie minima di intervento è, in via generale, stabilita in Ha 0,40, salvo quanto disposto dagli strumenti urbanistici comunali.

c) Smaltimento dei rifiuti:

le residenze situate nella zona agricola, che non siano allacciate a fognature comunali, dovranno essere dotate, secondo la natura del sottosuolo, di adeguato sistema di smaltimento dei reflui con impianto di tipo ad ossidazione totale.

3. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della direttiva, il Comune provvede all'individuazione della sottozona E 3.1, sulla base della valutazione della situazione di fatto esistente.

4. Gli strumenti urbanistici comunali disciplinano le tipologie e caratteristiche costruttive finalizzate al recupero degli edifici esistenti, alle nuove edificazioni e ai mutamenti di destinazione d'uso. (1)

Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Dore - Spissu - Fadda - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano

Art. 2

All'art. 2, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

3 bis. In tutti i casi di sanatoria il Comune subordina l'accoglimento della domanda alla materiale effettuazione di lavori relativi al prospetto e all'estetica del fabbricato richiesti dalla continuità e uniformità costruttiva nel contesto ambientale. In tal caso, il provvedimento che definisce la domanda fissa il termine entro il quale i lavori vanno indirizzati e conclusi, decorso il quale, il Comune ne verifica la rispondenza alle prescrizioni e accoglie la domanda di sanatoria. (7)

Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba

Art. 2

All'art. 2, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

3 bis. Qualora la domanda di condono edilizio riguardi manufatti non completi delle opere di finitura, ai fini dell'ottenimento della concessione edilizia in sanatoria in allegato alla medesima domanda deve essere presentato il progetto per il completamento funzionale delle stesse opere, per l'attuazione del quale viene rilasciato il relativo atto abilitativo i cui termini di validità sono stabiliti dall'art. 15 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380. (13)

Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba

Art. 2

Procedimento per la sanatoria

1. domanda di permesso o di autorizzazione in sanatoria deve essere presentata entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Alla domanda, corredata della prova dell'eseguito pagamento degli importi, previsti dalle vigenti disposizioni, dovranno essere allegati:

a) dichiarazione del richiedente resa ai sensi dell'articolo 47, comma 1, del Testo unico di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, con alleata la documentazione fotografica, dalla quale risulti la descrizione delle opere per le quali si chiede il titolo abilitativo edilizio in sanatoria e lo stato dei lavori;

b) elaborati tecnici contenenti almeno una corografia in scala 1:10.000 e le planimetrie riferite alla situazione antecedente e successiva all'intervenuto abuso edilizio, con identificazione quantitativa sia in termini superficiali che volumetrici delle opere oggetto di domanda di condono;

c) detti documenti tecnici dovranno essere prodotti sia su supporto cartaceo che informatico;

d) qualora l'opera abusiva superi i 300 metri cubi, da una perizia giurata sulle dimensioni e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all'esercizio della professione attestante l'idoneità statica delle opere eseguite;

e) il progetto delle opere di completamento e di adeguamento statico, eventualmente necessario;

f) la prova dell'avvenuta presentazione all'ufficio del catasto della documentazione necessaria ai fini dell'accatastamento;

g) il parere delle competenti amministrazioni statali o regionali nel caso in cui gli immobili siano gravati da vincoli imposti da leggi statali o regionali. Qualora non ancora espresso, il parere è sostituito da copia della domanda presentata all'amministrazione interessata;

h) un atto di notorietà dal quale risulti il tempo in cui la costruzione è stata iniziata ed ultimata, qualora non risulti altrimenti.

3. Gli atti di notorietà di cui ai precedenti punti f) e g) possono essere contestuali.

4. L'eventuale documentazione integrativa dovrà essere richiesta da parte del Comune entro sei mesi dalla presentazione della domanda.

5. Entro un anno dalla data di presentazione della domanda, ovvero entro i sei mesi successivi alla richiesta di integrazione documentale di cui al precedente comma, l'interessato dovrà presentare, a pena di improcedibilità, tutta la documentazione prevista o richiesta, fatta salva l'interruzione dei termini derivante dall'acquisizione dei pareri delle autorità preposte alla tutela dei vincoli in cui eventualmente ricada l'opera abusiva.

6. Le opere di completamento e di adeguamento statico, eventualmente necessarie, di cui alla lettera b) del precedente terzo comma, potranno essere eseguite successivamente al rilascio della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria.

7. Il richiedente la sanatoria, quando sia pendente un procedimento giurisdizionale avverso provvedimenti sanzionatori emessi dal comune o dalla Regione, deve darne atto nella domanda precisando, contestualmente, se intende rinunziare al ricorso in caso di rilascio del provvedimento di sanatoria richiesto.

8. Il Comune dovrà procedere, entro sessanta giorni dall'intervenuto deposito della domanda di sanatoria, all'inoltro all'Osservatorio dell'abusivismo edilizio, appositamente istituito presso l'Assessorato regionale competente in materia urbanistica, di copia del supporto informatico di cui alla lettera b) del precedente comma 2 per le successive attività di monitoraggio e di raccolta delle informazioni relative al fenomeno dell'abusivismo edilizio. (14)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento numero 3.

MORITTU (D.S.). All'emendamento soppressivo dell'articolo 2 noi facciamo seguire un emendamento che è sostitutivo totale dell'articolo 2; cioè sopprimiamo la proposta presentata in Aula per sostituirla con un testo che noi riteniamo più rispondente alle esigenze della nostra Isola e comunque più rispondente a criteri di giustizia, di legittimità, di equità per i nostri concittadini. Ma all'articolo 2 poi presentiamo un emendamento aggiuntivo che in qualche modo si pone un problema che è un problema di natura estetica e funzionale degli edifici abusivi che abbiamo visto essere poi causa delle brutture che accompagnano queste manifestazioni di illegalità nel nostro territorio, e che rimangono a imperituro esempio della illegalità anche a volte stracciona, se mi è consentito questo termine.

L'articolo 2 proposto dalla Commissione presenta per esempio un primo comma che è potrei dire pleonastico, ma anche un po' sintomatico, il comma 1 dell'articolo 2 recita... Se non si fosse ben capito, chiedo scusa Presidente, chiedo scusa anche ai colleghi se in qualche modo li sto disturbando nella loro attività consueta. Dicevo, il comma primo dell'articolo 2, quello approvato dalla Commissione, recita: "Per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 1", cioè l'accoglimento della sanatoria, così come abbiamo discusso precedentemente, "la Regione autonoma della Sardegna nel recepimento del decreto legge non applica nessuna maggiorazione degli oneri accessori". Se non si fosse capito non solo la accogliamo, ma sottolineiamo che non vi sarà nessun maggior onere. C'è bisogno di dirlo, si dice quando si introduce un maggior onere, non si dice mai quando l'onere rimane immutato, è pleonastico. Però, oltre che pleonastico, è anche sintomatico, ci dice cioè che qualcuno si vuole precipitare a dire al popolo che questa Regione non solo accoglie sic et simpliciter il condono nazionale, ma cerca anche in qualche modo di mandare un messaggio che dice: "Attenzione, non vi facciamo pagare una lira in più, perchè già lo Stato ve ne sta facendo pagare tanti" di euro, più che di lire.

Noi abbiamo un po' ironizzato su questo comma dicendo: "Poco ci mancava che il propositore del testo, che poi è stato un po' il riferimento della Commissione, non proponesse invece una sorta di contributo per pagare gli oneri oblativi dello Stato a spese della Regione", perché secondo me l'idea era anche un po' quella: "Vi aiutiamo noi a pagare l'oblazione dello Stato" o la parcella degli ingegneri, a cui si riferiva il nostro ineffabile onorevole Piana. Noi proponiamo, nella sostituzione dell'articolo 2, ciò che la maggior parte delle regioni che hanno legiferato in Italia propongono, cioè propongono di accogliere in sanatoria solo le opere che sono conformi con la pianificazione vigente. L'onorevole Masia su questo punto diceva poc'anzi che noi non proponevamo niente di diverso rispetto alla 23; la 23 propone la doppia conformità, cioè la conformità dall'opera abusiva rispetto agli strumenti urbanistici vigenti al momento dell'abuso e la conformità rispetto al momento in cui si sana. Questo significa che se io ho commesso un abuso nel momento in cui non si poteva commettere, secondo la 23, ed oggi invece questo abuso è consentito, non è sanabile, perché non ha la doppia conformità. La nostra proposta prevede di mantenere la pianificazione comunale come riferimento comunque di coerenza ed anche di legalità, ma soprattutto di coerenza, anche per rispondere a quel sindaco che vi citavo ieri e che, mandandoci una lettera, ci ha detto: "Ma io i miei cittadini li ho costretti a seguire le regole, ho abbattuto ciò che era fuori dalle regole, ho rischiato", perché è un sindaco di una zona ogliastrina anche abbastanza delicata, "ho rischiato anche personalmente per la legalità". "Voi oggi state sancendo con l'approvazione di questa legge l'illegalità diffusa, mi state cioè delegittimando nella mia azione amministrativa, mi state sottoponendo anche a rischi, in una qualche misura anche di vendette personali che si possono consumare per il fatto che io ti ho impedito di fare ciò che tu volevi fare". E noi sappiamo bene che anche su queste questioni molte volte si sono giocate amministrazioni e si sono giocati periodi di grande instabilità e di mancanza di governo democratico in Sardegna. Allora noi non possiamo davvero continuare a dare un segnale di illegalità, noi non possiamo continuare a delegittimare chi opera con rigore e con osservanza delle leggi, anche a rischio della sua incolumità personale. Perché davvero stiamo facendo una cosa che è devastante, non solo sotto il profilo ambientale, sotto il profilo economico, come vi dice l'ANCE o come vi dicono le associazioni degli imprenditori. Io ho letto una bellissima lettera sul condono, apparsa su un giornale regionale, scritta dal responsabile regionale della C.N.A., insomma dei piccoli imprenditori edili, quelli che noi vorremmo salvaguardare, e diceva le stesse cose che stiamo dicendo noi contro il condono, perché il condono è una porcheria, è qualcosa che aiuta il sommerso, nel senso che aiuta l'illegalità anche sotto il profilo economico. Io non è che vi voglio tediare con questi argomenti, ma io ci insisto, perché non rinuncio alla speranza di poter far breccia in menti che io ritengo menti illuminate dentro questo Consiglio, a prescindere dalla maglietta o dal colore politico che questi menti indossano. Non parlo di maschere naturalmente, onorevole Tunis, sto parlando di menti; le maschere lasciamole stare.

Con l'emendamento numero 8, proprio per dare anche un segnale, io ieri ho definito riformista, ma noi vediamo ancora oggi, se giriamo i nostri paesi, ma soprattutto se giriamo la fascia costiera, noi vediamo ancora oggi brutture; io ho visto una foto qualche tempo fa di Capoterra; una schiera di scheletri in cemento armato incompiuti, che giacciono lì forse da dieci anni. Noi diciamo: ciò che saniamo vincoliamolo almeno a che sia compiuto, a che sia decente, a che si presenti, non dico bello, ma quanto meno non dissonante rispetto al contesto in cui questo è stato inserito. Quindi seppure frettolosamente, perchè non molto tempo c'è stato dato da questa approvazione repentina da parte della Commissione, che - ribadisco - era una Commissione sicuramente illegittima, ma una Commissione curiosa, curiosa nei suoi componenti, componenti che in quella Commissione non hanno neanche aperto mai la porta per vedere di che cosa si parlava, che erano tutti in sostituzione ai componenti storici di quella Commissione. Mancava l'architetto Satta, che non mi pare che rappresenti indegnamente Forza Italia in quella Commissione, mancavo io, mancava l'ingegner Masia, mancava lo stesso Piana, propositore di proposta di legge e anch'io primo firmatario di una proposta, mancava la Giunta; insomma c'erano alcune persone che in quella Commissione o sono arrivate da poco, da pochissimo e pare che abbiano avuto qualche problema a inserire norme che per altro sono previste sulla normativa nazionale, sulle aree percorse da incendi, persone che, insomma, in quella Commissione non sono mai passate....

PRESIDENTE. Concluda pure.

MORITTU (D.S.). Non mi pare davvero, senza niente togliere, naturalmente, alla legittimità e al lavoro fatto in quella mattinata frettolosa dalla Commissione, ma non mi pare davvero che noi possiamo responsabilmente andare avanti ad esaminare un testo di legge che ha questa origine, che io definisco semplicemente un po' curiosa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS (U.D.R.-Centro), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Morittu, primo firmatario dell'emendamento numero 3, con il quale chiede la soppressione totale dell'articolo 2, intende cancellare quanto è stato indicato nel medesimo articolo, cioè la volontà della Regione che nel recepire la legge non applica nessuna maggiorazione, e siccome occorreva specificarlo in quanto si intendevano perseguire i fini di cui all'articolo 1 del recepimento stesso, lo abbiamo voluto indicare. Al secondo comma, per evitare che la Commissione si infilasse in un argomento troppo vasto di portare degli elementi diversi rispetto alla documentazione, alle modalità di sanatoria, alle domande da presentare, ci si è rifatti a una legge precedente, cioè alla legge regionale 11 ottobre '85 numero 23, cioè una legge che aveva voluto una formula diversa da quella attuale, presieduta da autorità della sinistra, rispettabili, ed anche da una diversa maggioranza e hanno indicato queste modalità, noi non abbiamo voluto discostarcene e quindi le abbiamo ribadite. Perché se nell'85 si tendeva a portare delle sanatorie, stabilendo delle modalità le abbiamo recepite. Poi al terzo punto dell'articolo 2 si è previsto il termine di 90 giorni per consentire al cittadino di poter portare una domanda di permesso di sanatoria o di autorizzazione stessa, quindi noi abbiamo concesso, rispetto alla legge nazionale il cui termine di scadenza era il 31 marzo, di dare tempo 90 giorni. Noi quindi intendiamo mantenere quanto è contenuto nell'articolo 2, pertanto l'onorevole Morittu intende sopprimerlo totalmente, il relatore esprime parere contrario.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 8, a firma Morittu, trattasi di un articolo sostitutivo dell'articolo 2 che abbiamo appena citato, del progetto di legge che si sta discutendo. Quindi l'onorevole Morittu sta di fatto riproponendo un testo che faceva parte del suo già discusso dalla Commissione al momento dell'esame stesso. Sta di fatto riproponendo il testo che la Commissione non aveva accolto, con vivo dispiacere per non modificare...

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, lei deve darci il parere, i commenti li può fare in discussione generale. Lei fa una relazione, deve dare il parere, i commenti e le valutazioni le fa in discussione generale!

TUNIS (U.D.R.-Centro), relatore. Con vivo dispiacere quindi il relatore esprime parere negativo.

PRESIDENTE. Il relatore può continuare se fa la relazione, non fa una risposta a tu per tu. Abbiamo dato il parere sul 3 e sull'8.

Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. In riferimento - a me così risultano, per lo meno, forse ho colto male - ai tre emendamenti di fatto se andiamo ad analizzare l'articolo 2 del testo licenziato dalla Giunta stiamo operando in riferimento ad una puntualizzazione ed esplicitazione delle norme applicative e, per quanto attiene nello specifico, la presentazione delle domande di permesso o autorizzazione a costruire, si sta giustamente rifacendo riferimento all'articolo 40 della legge regionale numero 23. Di fatto l'emendamento presentato con il numero 3 andrebbe a sopprimere integralmente l'articolo 2 recante le norme applicative e conseguentemente renderebbe pressoché impossibile o poco chiaro il riferimento normativo al quale fare riferimento per la formalizzazione delle istanze da parte dei cittadini. Quindi la Giunta ritiene, in riferimento all'emendamento numero 3, di esprimere una valutazione in negativo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 8, nell'emendamento numero 8, che risulta come emendamento sostituivo totale, siamo nel campo di un esercizio derogatorio, sembrerebbe dalla lettura dell'articolo stesso, che di fatto, andando a sostituirsi allo stesso articolo 2, impedirebbe o comprometterebbe la chiara lettura ed applicazione delle disposizioni per quanto attiene la presentazione in particolare delle istanze. Quindi anche in riferimento all'emendamento numero 8 il parere della Giunta non è positivo.

PRESIDENTE. Riprendiamo con gli emendamenti 1, 7, 13 e 14. Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare l'emendamento numero 1.

PIANA (U.D.C.). L'emendamento numero 1 prevede una modifica alle direttive agricole, in modo particolare per l'area del Comune di Sassari. In quanto già dal precedente, anzi dall'attuale piano regolatore, approvato mi sembra nel 1974, il Comune di Sassari aveva previsto all'interno del suo piano regolatore delle zone E, trovando anche un aggiustamento e portando alla possibilità di avere il lotto minimo di 2500 metri. Utilizzando sempre la direttiva agricola, dove si prevede che le residenze potevano avere un indice di edificabilità dello 003, in circa 25 anni, nel comune di Sassari, in una fascia di territorio molto limitata che è intorno alla città, si è consentito di attuare dei frazionamenti a lotti da 2500 metri quadri. In quei frazionamenti, con la possibilità di concessioni dirette ad edificare, una consistente parte di cittadini, se non quasi tutti, ha potuto presentare delle richieste di concessione edilizia con quell'indice dello 00.3, portando ad edificare delle costruzioni con un indice dello 00.3 di 25 metri quadri su un lotto minimo di 2500 metri quadri stesso. Ora, che cosa è successo? Abbiamo - stiamo parlando di condono edilizio - nel 1985 il primo condono edilizio, 12.000 e oltre domande presentate al comune di Sassari, condono edilizio 1994 circa 2400 domande, condono edilizio sicuramente se la legge su questo condono dovesse passare, avremo sicuramente dalle 3000 alle 4000 domande. Questo significa che c'è una forte necessità di edificazione su quella parte limitata di territorio che corrisponde con la fascia "olivettata" (?). Ora, poi anche aggirando le norme sull'edilizia molti hanno utilizzato anche i piani interrati che non rientrano in volumetria rendendolo poi abitativi. E quindi oggi noi abbiamo migliaia di persone, si valutano in circa 30, 35 mila persone che vivono nell'agro sassarese e che hanno costruito il fuoriterra con regolari concessioni edilizie e che, facendo anche dei seminterrati vivono e quindi rendendo abitabili anche quei seminterrati stessi. Allora, con questo emendamento si vuole apportare una modifica alla direttiva agricola, in modo particolare per quella parte di territorio, consentendo un sensibile aumento di volumetria per regolarizzare tutte quelle persone che oggi vivono comunque in quella parte di territorio, che comunque devono essere sanate, permettergli appunto di vivere e di adeguarsi alla vita normale. Tra l'altro, quando si parla di mappali all'interno dell'emendamento, molto probabilmente chi parla di mappali non ha letto l'emendamento, ma si parla di fogli catastali, quindi è molto indicato, anziché indicarlo con una piantina, sono ben indicati i fogli catastali.

Altro elemento che noi riteniamo e che io ritengo, insieme a chi ha firmato l'emendamento, i colleghi che hanno firmato l'emendamento, molto fondamentale che oggi con la concessione diretta si autorizza l'utilizzo, essendo un territorio non servito da reti fognarie, delle vasche imhoff, cioè quelle a dispersione sul territorio, e quindi rendendo oggi altamente inquinato quel territorio per una consistente presenza di un certo numero di abitanti, migliaia di abitanti. Mentre con questo emendamento si vuole introdurre l'obbligo all'utilizzo di mini depuratori ad ossidazione totale e quindi senza nessuna dispersione sul terreno dei reflui dell'abitazione. Quindi si avrebbe anche un risanamento ambientale dello stesso terreno. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 7 ha facoltà di illustrarlo.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, io di questo emendamento per la verità ne ho parlato nella presentazione degli altri due e ho aggiunto anche questo. Una sola battuta per dire che introduciamo con questo emendamento un obbligo per l'abusivo, per chi ha commesso comunque un abuso e ha realizzato un edificio abusivo, l'obbligo della conclusione, della effettuazione di tutti i lavori necessari a rendere esteticamente accettabile e quindi definito il manufatto edilizio. Questo obbligo naturalmente è un obbligo che il comune esercita nell'accogliere o meno la domanda, cioè la domanda viene accolta solo se il manufatto edilizio viene concluso nelle sue parti abusive, naturalmente in coerenza con il contesto ambientale in cui questo è inserito. E', come dire, una proposta migliorativa pensata in un contesto naturalmente che non è quello che noi stiamo per la verità affrontando con l'approvazione del testo esitato dalla Commissione. Quindi è un esercizio di buona volontà che, ahimè, cade però in un contesto assai pericoloso.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 13 e 14 ha facoltà di illustrarli.

MASIA (S.D.I.-S.U.). L'emendamento numero 13 si collega un po' all'emendamento presentato dal collega Morittu, ma si differenzia per un aspetto che è sostanziale. Ritengo che sia nell'ottica, così come gli altri emendamenti di cui sto sentendo, sempre di un miglioramento di questa legge, per quel poco che ci è stato consentito, ma qua corriamo il rischio di essere troppo ripetitivi. Allora, questo emendamento, l'emendamento numero 13 entra proprio in merito all'aspetto che riguarda l'abuso che si vuole sanare, cioè riguarda quei manufatti che non sono completati e che privi di opere di finitura logicamente devono, per ottenere la concessione, dimostrare quale sarà il risultato finale. Allora, attraverso questo emendamento, che è un emendamento aggiuntivo all'articolo 2, diciamo che la domanda in sanatoria deve essere corredata di un progetto che preveda il completamento funzionale delle opere che naturalmente si vuole condonare e, chiaramente, questo progetto che prevede il completamento delle opere e l'impegno a completarle nel caso in cui l'abuso venga sanato, è un progetto che naturalmente dovrà acquisire validità a tutti gli effetti e quindi sarà concessionato così come verrà concessionata l'opera che si viene a realizzare abusivamente. E' un emendamento abbastanza semplice, ma credo che sia necessario nell'ottica di ottenere il meglio anche attraverso queste opere.

L'emendamento numero 14 è un emendamento più complesso. Nell'articolo 2, al comma 3, si dice che: "Il termine di novanta giorni per la presentazione della domanda di permesso di costruire o di autorizzare in sanatoria e gli altri termini previsti nel procedimento decorrono dalla data di entrata in vigore della presente legge". Diciamo che noi questo lo ribadiamo, però si fa riferimento, nel comma 2, alle disposizioni contenute nella legge 23 per ciò che riguarda tutti gli strumenti, gli elaborati che devono essere presentati per poter ottenere il condono. Quindi qua si fa un elenco che in qualche modo riprende la legge 23, però lo integra in particolare su alcuni aspetti: lo integra per ciò che riguarda gli elaborati tecnici contenenti almeno una cartografia di scala 1:10.000, perché questa è la scala che a cui si fa riferimento, e naturalmente deve essere tale che le planimetrie riferite alla situazione antecedente e successiva all'intervento edilizio abusivo risultino tra gli elaborati che sono a corredo della domanda di condono. Non basta, ma tutti i documenti tecnici dovranno essere prodotti su un supporto oltre che cartaceo anche informatico. Questo non è previsto, credo che sia un adeguamento a quella che è la situazione ad oggi e che quindi faciliterà sicuramente di molto quella che è la lettura, nel momento in cui questi condoni verranno inseriti in quella che è la documentazione in possesso del comune che riceve le domande di condono, e quindi faciliterà sicuramente il compito per una lettura immediata di quella che è la realtà e, perché no, anche la trasmissione alla Regione, così come si parlava, di una visione totale di quella che è la quantità di domande presentate, della entità naturalmente degli abusi di cui si chiede il condono e quindi una facilitata e più repentina visione di quello che è il fenomeno che si sta andando a sanare. Grazie.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al relatore, siccome ho colto, si sono adombrate alcune riserve sulla conduzione e perché siamo informati tutti per la chiarezza, ricordo a me stesso e all'Aula che il Regolamento, all'articolo 85, al comma 10, in merito all'intervento del relatore, recita: "Il relatore della Commissione e la Giunta regionale esprimono il loro parere sugli emendamenti prima che siano posti in votazione, per un tempo non superiore a cinque minuti". Allora, il mio intervento era dovuto a due ragioni, onorevole relatore Tunis, perché il tempo era stato superato e perché le argomentazioni riguardavano più risposte a un intervento che non l'esposizione di un parere. Si può pensare a una motivazione del parere, ma una motivazione è una cosa e una risposta e una sorta di contraddittorio con l'estensore dell'emendamento è un'altra. Per cui questa Presidenza ha ritenuto di richiamare alla conclusione dell'espressione del parere il relatore stesso.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS (U.D.S.-Centro), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, cercherò di attenermi alle indicazioni del Presidente. Sull'emendamento numero 1 ci si rimette all'Aula; sull'emendamento numero 7, aggiuntivo, devo comunque far rilevare che c'è un errore materiale, anche senza contraddittorio, perché non è possibile che un'amministrazione comunale possa autorizzare l'esecuzione di opere senza che prima sia stata preventivamente oggetto di sanatoria l'opera stessa. Per cui esprimo parere negativo sul 7. Sul 13, come relatore, parere favorevole; sul 14 ci si rimette all'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ASUNIS, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. In riferimento all'emendamento numero 1, come per altro ha esplicitato l'onorevole Piana, trattasi di una norma afferente alle direttive per le zone agricole, norma che di fatto trova respiro all'interno della legge 45, in uno specifico articolo, che definisce anche le procedure stesse di approvazione. Di fatto le direttive sono approvate dal Consiglio regionale e trovano conclusione del procedimento con l'emissione da parte del Presidente della Giunta regionale di un DPGR.

Oggettivamente la Giunta, senza entrare nel merito del contenuto stesso dell'emendamento, non rileva forti elementi di interconnessione con la disposizione legislativa oggetto di esame. Quindi la Giunta non esprime una valutazione in positivo e si rimette a quelle che sono le volontà dell'Aula.

Per quanto attiene invece all'emendamento numero 7, che mi permetterei di valutare unitamente all'emendamento numero 13, perché attengono bene o male a una problematica che è identica, oggettivamente allo stato attuale le verifiche compiute hanno accertato che molto spesso dei contenitori edilizi realizzati illegittimamente, anche oggetto di sanatoria, poi hanno visto il non completamento delle opere. Quindi, oggettivamente, i due emendamenti sono fortemente indirizzati in un tentativo di recupero anche architettonico compositivo del sistema edilizio. Devo dire che per le stesse considerazioni che esprimeva il consigliere Tunis, oggettivamente c'è una perplessità, preoccupazione in riferimento all'emendamento numero 7, non tanto per il contenuto e per la finalità, quanto perché l'amministrazione comunale autorizzerebbe la realizzazione di opere che sono intimamente connesse con altre per le quali non esiste un titolo abilitativo vuoi ordinario vuoi in sanatoria.

E' solo per questa considerazione che, anche a nome della Giunta, esprimo una valutazione in positivo in riferimento all'emendamento numero 13 ed esprimo contestualmente una valutazione non positiva per quanto attiene all'emendamento numero 7.

Per quanto attiene, invece, all'emendamento numero 14, di fatto si tratta di un emendamento di natura tecnica che tende ad ampliare i contenuti della legge numero 23 e nello specifico dell'articolo 40, introducendo alcuni elementi innovativi che aiutano le strutture tecniche delle amministrazioni comunali a identificare univocamente l'area oggetto di intervento, laddove si dice, in riferimento all'emendamento, secondo comma lettera b), che la corografia va impostava sulla scala 1:10.000, che è la carta tecnica regionale, che guarda caso è anche l'ortofotocarta in coordinate Gauss-Boaga. Questo consentirebbe all'amministrazione comunale una spedita verifica e anche una spedita localizzazione dell'immobile stesso.

L'informatizzazione: per quanto riguarda i dati informatizzati questi è auspicabile vengano oggettivamente raccolti dalle amministrazioni comunali perché questo consente di poter operare in maniera immediata una verifica puntuale di quelle che sono le istanze presentate, una verifica puntuale di quelle che sono le zone omogenee urbanisticamente intese interessate dall'opera realizzata illegittimamente e quindi consente all'amministrazione comunale una verifica spedita e d'altro canto consente anche all'amministrazione regionale di poter acquisire quei dati minimali per poter monitorare in tempi rapidi quelle che sono le risultanze conseguenti all'eventuale promulgazione da parte di quest'Aula del testo oggetto di esame.

Per cui la Giunta, in riferimento all'emendamento numero 14, esprime una valutazione in positivo.

PRESIDENTE. Grazie. I lavori si concludono qui, riprendiamo questo pomeriggio alle ore 16 e 30 con la discussione generale sull'articolo e sugli emendamenti. Si vuole iscrivere qualcuno? Onorevole Cogodi, la iscriviamo ad honores.

La seduta è tolta alle ore 13 e 03.