Seduta n.238 del 18/12/1997
CCXXXVIII SEDUTA
Giovedì 18 Dicembre 1997
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
indi
del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 16 e 34 .
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 16 dicembre 1997(pomeridiana), che è approvato.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. L'ordine del giorno recherebbe lo svolgimento del disegno di legge numero 338 relativo alla disciplina del settore commerciale. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io propongo, ai sensi dell'articolo 86, primo comma, questione sospensiva dell'argomento all'ordine del giorno, chiedendo che la trattazione avvenga nella seduta di domani in quanto vi sono dei provvedimenti urgenti che questa Assemblea deve affrontare sicuramente prima della mozione di sfiducia alla Giunta che sarà in discussione domani. In particolare preannuncio che verrà richiesta questione sospensiva anche per i due successivi punti all'ordine del giorno. Vi è l'urgenza di affrontare l'argomento del disegno di legge numero 368 che riguarda interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà, che sicuramente ha un carattere prioritario e urgente rispetto all'argomento in discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, chiedo la stessa cosa che chiedeva adesso l'onorevole Bonesu, e cioè l'inversione dell'ordine del giorno per discutere il disegno di legge 368. Tuttavia lei mi consentirà di fare alcune considerazioni brevissime. Le motivazioni sono note e largamente assunte dall'intero schieramento politico che ne ha ravvisato opportunità e urgenza. La Commissione si è pronunciata all'unanimità; la Giunta regionale e l'Assessore competente erano d'accordo, mi risulta che l'intero schieramento politico presente in quest'aula ha manifestato assenso a questa discussione immediata. Ci troviamo in un momento particolarmente favorevole e la contestazione europea non ha da essere per questo disegno di legge, perché la stessa giudica l'intervento settoriale, suscettibile di considerare l'impresa e svilupparla, utile e opportuno senza intervenire in modo indiscriminato come è avvenuto in passato. Gli impegni che sono stati presi possono essere anche rivisti alla luce di avvenimenti e motivazioni non previste, e non è il nostro caso. Cinquecento imprese di avanguardia, occupazione di migliaia di persone, produzioni pregiate sono in attesa pena un gravissimo arretramento e guai finanziari di ordine generale. Dobbiamo prima di ogni altra cosa avere rispetto di noi stessi, rispettando gli impegni che prendiamo nelle istituzioni, nelle articolazioni delle istituzioni, nelle commissioni e in sede di colloqui con le forze politiche e tra le forze politiche. E dobbiamo avere il rispetto di noi stessi per assecondare questa richiesta e questa motivazione particolarmente urgente. Debbo ricordare, signor Presidente, che i nostri serricoltori non sono alle porte di Cagliari bloccando la città e le vie di comunicazione principali con i propri trattori. Hanno manifestato in modo pacifico, hanno richiesto questo in modo democratico, credo che noi dobbiamo assecondare questa richiesta perché è una richiesta responsabile e altamente produttiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sempre sull'ordine dei lavori, il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, io non credo che si possa dubitare del fatto se si ha memoria di ciò che qui è stato in ogni circostanza con riferimento ai problemi che riguardano l'agricoltura, che il Gruppo che io rappresento si è sempre battuto su questo terreno, è sempre stato in prima linea per difendere e tutelare gli interessi del mondo agricolo. Spesso quest'aula è rimasta sorda alle richieste dell'agricoltura. E allora, poiché una determinata istanza non è stata accolta in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, surrettiziamente si vuole ottenere il medesimo risultato ricorrendo all'articolo 86 del Regolamento. L'articolo 86 del Regolamento non va letto comma per comma, ma va letto nel suo complesso. E il secondo comma non aggiunge niente di più a quello che, nella sostanza, dice il capoverso. Nel senso cioè che qualora ci siano delle ragioni che richiedano la sospensione della discussione di un provvedimento di legge, la stessa possa essere concessa a condizione che non si sia iniziato l'esame degli articoli, o per il rinvio alla Commissione o per il rinvio ad altra data. Il secondo comma dell'articolo 86 precisa però che se la richiesta viene fatta dalla Giunta o da un Presidente di Gruppo, la stessa richiesta può essere fatta anche nel corso della discussione degli articoli, ma in tal caso la sospensione può essere concessa soltanto se si ha la certezza matematica che la discussione venga conclusa nella medesima seduta. Ora il motivo che è stato adotto è il seguente: poiché questo provvedimento sarebbe più urgente, e forse obiettivamente è più urgente degli altri due che sono elencati prima e che, tra parentesi, se avessimo iniziato puntualmente alle 16 e 30 l'esame del 338 forse avremmo già votato la legge medesima, perché su quello mi pare che ci sia anche un accordo abbastanza unanime di quest'Aula, come pure per il secondo provvedimento, forse a quest'ora avremmo già iniziato a discutere di quel provvedimento di cui oggi si invoca la discussione in anteprima. Ebbene, questo provvedimento si trova al terzo gradino dell'ordine del giorno, il primo e il secondo al quarto gradino dell'ordine del giorno. Se noi affrontiamo ed esaminiamo i provvedimenti che stanno al primo e al secondo posto noi possiamo tranquillamente, oggi, nella stessa serata, senza stravolgere i programmi che quest'Aula si è data, e che cioè domani si deve discutere la mozione di sfiducia, così come concordato in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, noi oggi licenziamo il provvedimento dell'agricoltura senza ricorrere a questi strumentali stratagemmi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Signor Presidente, mi corre l'obbligo di precisare che non stiamo ricorrendo ad alcun stratagemma e che la proposta avanzata dal collega Bonesu, a nome della maggioranza, è improntata a criteri di correttezza e di linearità. Noi abbiamo proposto un accordo, stamane, in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, siccome domani c'è la mozione di sfiducia e le assicuro, onorevole Masala, che noi siamo assolutamente d'accordo perché la si discuta, né potremmo fare altrimenti peraltro, questa mozione di sfiducia può essere respinta o approvata. Se venisse approvata, noi auspichiamo di no, ma se verrebbe approvata verrebbe interrotta la sessione consiliare e non potrebbero essere affrontati tutta una serie di argomenti che, a nostro avviso, invece, vanno affrontati ed approvati.
Abbiamo detto: scegliamo le priorità, facciamo ciò che è necessario per la continuità amministrativa, quindi esercizio provvisorio, proroga dei dirigenti, e affrontiamo insieme gli argomenti più urgenti. Questa è stata la proposta che noi lealmente abbiamo stamattina avanzato ai Gruppi di opposizione del Polo. La risposta del Polo è stata negativa. Noi la giudichiamo sbagliata, ma è legittima; è nel diritto del Polo di opporsi; ne prendiamo atto. Ma nello stesso senso, nello stesso modo, è nostro diritto utilizzare gli strumenti del Regolamento, compreso l'articolo 86 al quale si è appellato poc'anzi il collega Bonesu. Noi chiediamo quindi non la sospensiva sine die, ma il rinvio della discussione a una precisa data, come è detto nel primo comma dell'articolo 87, cioè alla seduta di domani. Riteniamo invece che ci siano le condizioni, che sia opportuno e che sia anche necessario procedere subito all'esame del disegno di legge numero 368, recante interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà. Domani è una giornata di manifestazioni e di lotta, anche nelle città della Sardegna, ci sono tante questioni urgenti, ma questa è la più urgente, quindi va affrontata, a nostro giudizio, subito e approvata per poi procedere con il punto nove, cioè con l'esercizio provvisorio, e via via con gli altri punti all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intanto apprendiamo questa sera quanto siano assolutamente inutili le Conferenze dei Presidenti di Gruppi consiliari che lei, Presidente, opportunamente e legittimamente convoca, perché se l'organizzazione dei lavori, la programmazione dei lavori e ciò che si decide in Conferenza dei presidenti di Gruppo deve essere poi sottoposta a una serie di interminabili questioni di carattere formale, questioni sulle quali non voglio neanche entrare nel merito, perché mi pare che di questo Regolamento si dia l'interpretazione che è sempre quella più comoda e più confacente a una maggioranza, che se questa mattina avesse rispettato il calendario dei lavori, com'era già programmato, probabilmente avremmo approvato le leggi che gli agricoltori, le leggi che il settore del commercio aspetta. Ed io mi chiedo se non è una vergogna questa, ancora una volta da parte di questa maggioranza, che ha fatto slittare la seduta di questa mattina e che sta ancora, con queste questioni, facendo perdere tempo prezioso ai lavori di quest'Aula, mi chiedo se i lavori, non per le beghe, i litigi, le questioni politiche che non interessano i sardi, ma che interessano solo tre o quattro partiti di questa sgangherata maggioranza, ci chiediamo se gli argomenti all'ordine del giorno quest'Aula legittimamente li avrebbe probabilmente, quelli previsti, esitati tutti. E oggi si chiede che cosa? Con questi stratagemmi si chiede ancora di rinviare la legge per i provvedimenti nel settore dell'agricoltura, bene, lo faccia la maggioranza, se ne assuma la responsabilità. Vogliamo ancora far slittare le leggi sul commercio? La maggioranza il centro sinistra se ne assuma tutta la responsabilità. Noi saremmo fermi, signor Presidente, nelle decisioni che abbiamo assunto, perché si inizi seriamente, siamo disposti a rimanere qui anche il giorno di Natale, signor Presidente, pur di esitare i lavori.
A noi non interessano le beghe della maggioranza, i litigi, non interessano, questi non sono i problemi né che l'Aula, né che i sardi appunto intendono, e noi men che meno, come opposizione, intendiamo farci carico. E allora, più serietà, più determinazione e anche più responsabilità nel fare certe richieste, cari colleghi, e io mi auguro che prevalga ancora il senso della serietà. Già è una vergogna l'esempio che, come maggioranza, state dando alla Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Molto sinteticamente e molto sommessamente per ricordare semplicemente che la seconda sospensione dei lavori di stamattina è stata chiesta espressamente dall'onorevole Pittalis, dal Gruppo di Forza Italia e dal Polo.
Per precisare i termini della questione in modo che non ci siano equivoci.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pittalis, faccio io il punto della situazione adesso.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io vorrei riportare un po' l'Aula a una comune responsabilità dicendo intanto che...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Scusate, non c'è bisogno di essere così surriscaldati, procediamo con calma. prego.
MARTEDDU (Popolari). Dicevo che pur nella normale, legittima, viva e anche trasparente dialettica politica credo che l'Aula può ritrovare il senso della sua responsabilità, intanto dicendo che la Conferenza dei Capigruppo programma i lavori, il Presidente del Consiglio normalmente, in maniera molto democratica, prende atto della volontà della Conferenza dei Capigruppo, difficilmente, quasi mai si affida a decisioni di maggioranza all'interno della Conferenza stessa, ma poi voglio ricordare a tutti noi che l'Aula è sovrana nel decidere i propri lavori. Questo come primo punto, quindi non c'è nessuna sconfessione della Conferenza dei Capigruppo, ma c'è il richiamo alla sovranità dell'Aula.
Dico anche che occorre distinguere l'incedere della politica e della dialettica quando viene attivata sia dalla maggioranza che dall'opposizione. L'opposizione ha attivato per domani una procedura che tende a sfiduciare la Giunta regionale. E' legittimo, ne discuteremo, ciascuno si assumerà la propria responsabilità, credo che sia un atto di grande rilevanza, di grande importanza la discussione che avverrà domani, ma altrettanto importante è che comunemente possiamo decidere prima di questo dibattito politico quali sono gli atti più urgenti. Noi riteniamo che, visti i problemi delle aziende agricole in Sardegna, come ormai sappiamo in tutta Italia, vista la richiesta, la mobilitazione che c'è nei confronti del Consiglio regionale, non solo del governo regionale, delle categorie interessate, del mondo delle campagne, noi stiamo proponendo di procedere con questo atto che riguarda tutto il Consiglio regionale, maggioranza e opposizione, quindi richiamerei a una riflessione anche i colleghi della opposizione sapendo che tutto il Consiglio regionale è interessato a questo.
In secondo luogo ritengo che gli atti che riguardano il bilancio della Regione, come l'autorizzazione per l'esercizio provvisorio, non riguarda solo la maggioranza: riguarda la maggioranza come giudizio politico e avrete tutto il tempo di esprimere un giudizio politico sul dibattito anche per l'esercizio provvisorio, ma sappiamo tutti che non possiamo lasciare l'amministrazione senza questo atto fondamentale e questa legge fondamentale del Consiglio. Noi l'abbiamo detto stamattina in Conferenza dei Capigruppo, non ci è stato risposto dopo una sospensione da parte dei Gruppi della opposizione che questo non veniva accolto, lo riproponiamo in aula con molta serenità ma anche con molta determinazione. Quindi non comprendo i toni accesi, credo che sia un atto normale, un atto responsabile e a questa responsabilità possiamo dare una risposta positiva tutti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, quando si vuole fare demagogia siamo capaci tutti. E allora è il caso di ripuntualizzare: c'è un ordine del giorno che prevede espressamente la discussione nell'ordine di due provvedimenti che io direi siano tra l'altro estremamente semplici, che probabilmente se ci fossimo messi a esaminare avremmo già esaurito, che riguardano aziende commerciali che hanno problemi analoghi e identici a quelli dell'agricoltura, perché sfido chiunque a dire che il commercio oggi sia più agevolato di quanto non lo sia l'agricoltura. Probabilmente adesso staremmo già entrando nella discussione sui provvedimenti per l'agricoltura. Non sto a polemizzare poi sulle tre o quattro ore di sospensione di stamattina che la maggioranza ha chiesto per potersi risolvere problemi in casa, problemi che probabilmente sono ancora lì tutti quanti, ma qui è il caso di precisare che la maggioranza aveva richiesto una inversione dell'ordine del giorno che portava alla discussione di quest'Aula solo ed esclusivamente quelli che venivano considerati dall'onorevole Scano provvedimenti che consentono l'ordinaria amministrazione, e cioè l'esercizio provvisorio del bilancio, la proroga dei dirigenti e niente altro, quindi dimenticandosi dei problemi dell'agricoltura, del commercio e di tutte le altre cose. Adesso, davanti al pubblico che è qui numeroso si vuole tentare di fare le parti di commedia e di accademia, lasciando intendere che si hanno a cuore i problemi della Sardegna. Mi pare che fino a oggi tutto quello che è successo in quest'aula stia a testimoniare esattamente quanto stiano a cuore di questa maggioranza i problemi della Sardegna. Io credo che sia ora di finirla di perdere tempo inutilmente in queste dispute, andiamo avanti con l'ordine del giorno. Per quel che mi riguarda essendo relatore della legge sul commercio, la darò addirittura per illustrata, eviterò di intervenire il più possibile per consentire speditamente l'approvazione di questo provvedimento su cui sembra di sia l'accordo di tutti e che quindi possa passare tranquillo, dopo di che andiamo a oltranza a lavorare sugli altri provvedimenti, senza doverci fermare fino a quando non sono stati tutti portati a compimento, per dare le giuste risposte a chi si aspetta anche in quest'aula da noi giuste risposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (A.N.). Signor Presidente, molte delle cose che avevo intenzione di dire le ha dette il mio collega Bertolotti. Effettivamente, perché bisogna anche raccontare le cose alla gente, la richiesta che era stata fatta dalla maggioranza era quella di passare all'esercizio provvisorio, di votare l'esercizio provvisorio e di prorogare le nomine dei dirigenti, in attesa o delle dimissioni della Giunta Palomba o della discussione della mozione di sfiducia presentata da Forza Italia e sottoscritta dalle altre forze del Polo. Stasera assistiamo a uno spettacolo strano, dove ciascuno vuole assumere la primogenitura di iniziative delle quali non è padre. Allora la richiesta che viene ribadita ancora una volta è quella di passare alla discussione dell'ordine del giorno così come è stato stabilito dai Capigruppo, dal Presidente del consiglio regionale e dalla Giunta. Certo, io so bene che la Giunta e la maggioranza non si aspettavano quello che è successo ieri sera, ma ahimè è successo. Forse un pochino più di lungimiranza e qualche peccato di presunzione in meno avrebbero indotto la Giunta a pensare che ieri sera poteva accadere quello che effettivamente è accaduto, però l'ordine del giorno è stato concordato fra queste istituzioni. E allora, al numero 6, scusate, al numero 5 c'è interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà, al numero 3 è la parte relativa al commercio ma scusate...
MONTIS (R.C.-Progr.). Stai leggendo l'altro ordine del giorno.
USAI EDOARDO (A.N.). Va bene Ribelle, poi vado a ripetizione da te, scusami cosa vuoi che ti dica. Dicevo, il numero 5 "Disciplina nel settore commerciale". Presidente, quattro articoli, il relatore Bertolotti dice di non voler insistere sulla relazione, dice che la dà per illustrata, se c'è la volontà, quattro articoli si approvano in 10 minuti. Il 6...
(interruzioni)
...il 7 e l'8 "Interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà". Allora se si è d'accordo tutti quanti per andare avanti su questo....
MONTIS (R.C.-Progr.). Guarda che quello è un altro ordine del giorno.
USAI EDOARDO (A.N.). Be', Ribelle, allora viene e leggimelo tu, scusami, fammi la cortesia, io ne ho letto già due, ma qua c'è scritto...
PRESIDENTE. Scusate un attimino, e va bene, insomma discutiamo anche sull'ordine del giorno, su!
USAI EDOARDO (A.N.). Chiedo scusa all'onorevole Montis, ma è vero che la data del 17 dicembre è infausta, non soltanto per il numero, adesso c'è quello del 18 evidentemente la Giunta e la maggioranza hanno cancellato il 17 perché porta male. Però parrebbe, mi dicono i colleghi, che quello del 18 dicembre e speriamo che non ci sia quello del 19 che tu sai già come è fatto e quindi mi suggerisci, quello del 18 dicembre cambiano i numeri progressivi ma la sostanza non cambia. E allora per chiudere, c'è prima dei provvedimenti sull'agricoltura, il provvedimento sul commercio, quattro articoli che si possono approvare in dieci minuti, poi c'è i provvedimenti sull'agricoltura, dove credo che siamo tutti d'accordo, il relatore è l'onorevole Marroccu, se io non mi sbaglio, quindi io credo che siamo tutti d'accordo, poi c'è l'esercizio provvisorio e credo che pur avendo qualche riserva, però ci sono i numeri e ve lo voterete, e poi domani con buona pace di tutti andiamo ad affrontare, sempre rispettando l'ordine del giorno, la mozione di sfiducia alla Giunta presieduta dall'onorevole Palomba. Mi pare che sia una cosa semplicissima, se invece di continuare io chiedo scusa perché ho portato via un sacco di tempo, se andiamo avanti entro le ore 20 e 30 abbiamo chiuso tutto. Si, Presidente, la ringrazio
PRESIDENTE. Abbiate pazienza, io sospendo la seduta per cinque minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 04, viene ripresa alle ore 17 e 35.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per il protrarsi della Conferenza dei Capigruppo. Abbiamo cercato di raggiungere un accordo, naturalmente c'è stata ovviamente e come è comprensibile qualche difficoltà, per cui ripartiamo se non ci sono obiezioni, prego i colleghi di prendere posto, dal disegno di legge numero 338.
Discussione del disegno di legge: "Modifiche e integrazioni della legge regionale n. 35. Disciplina del settore commerciale" (338)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 338. Ricordo che è stata posta una questione sospensiva, è stata discussa anche in Conferenza di Capigruppo, c'è stata prima una serie di interventi, in parte sull'ordine del giorno, e in parte sulla contrarietà alla questione sospensiva, se c'è, adesso anche qua non vorrei di nuovo riaprire la discussione per sapere se gli interventi erano sulla questione sospensiva o sull'ordine dei lavori, dico semplicemente che se c'è qualche argomentazione, se c'è qualcuno che vuole intervenire sulla questione lo dica subito, prego di fare interventi brevi e poi andiamo avanti. La questione sospensiva sul punto 2 dell'ordine del giorno riguardava il disegno di legge numero 338. C'è stata già una serie di interventi sulla questione sospensiva, la metto in votazione... Riepilogo brevemente se stiamo un momento calmi. Abbiamo cercato di trovare in tutta la giornata un momento di sintesi sull'ordine dei lavori, naturalmente il clima è influenzato dalla situazione politica e non è stato possibile, ci sono stati rinvii, richiesti prima questa mattina dalla maggioranza sino a mezzogiorno, poi dall'opposizione, poi ancora dalla maggioranza, abbiamo cercato, è inutile riepilogare la giornata di oggi, di trovare una sintesi sull'ordine dei lavori. Non è stato possibile, nonostante la buona volontà di tutti, io adesso non entro nel merito ma non è stato possibile, quindi si procede secondo il Regolamento. Il Regolamento prevede che io apra indicando il primo punto dell'ordine del giorno, e l'ho già fatto prima, sul quale l'onorevole Bonesu aveva chiesto la questione sospensiva. Su questo punto c'è stata già una serie di interventi, alcuni di contrarietà o a favore della questione sospensiva, alcuni altri sull'ordine dei lavori. Non abbiamo trovato nessuna intesa, quindi io devo mettere in votazione la questione sospensiva ai sensi dell'articolo 86. Chiedo posto che abbiamo già abbondantemente discusso su questo, di passare alla votazione e se c'è qualcuno che vuole intervenire, prego onorevole Masala e onorevole Pittalis, sono gli unici due interventi che accettiamo poi mettiamo in votazione. Ricordo che il tempo concesso è di 5 minuti.
MASALA (A.N.). Grazie signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli colleghi, ora la motivazione che è stata posta a sostegno della richiesta di sospensione non soddisfa perché è fondata sulle ragioni dell'urgenza. Diciamo che abbiamo perso già un'ora nel corso della quale avremmo già potuto licenziare il provvedimento che si vuole sospendere a data da destinarsi o comunque nella stessa sessione e sostituirla con un altro disegno di legge che invece dovrà essere ugualmente trattato oggi e definito oggi, che ha la medesima urgenza perché anche il provvedimento numero 338, occorre sottolineare, è un disegno di legge presentato dalla Giunta e porta delle modifiche alla legge numero 35 del 1991 e provvede alla correzione persino di errori materiali in presenza dei quali l'amministrazione ha avuto difficoltà e scritto nella relazione, all'applicazione della legge medesima. Ora è evidente che se un intervento legislativo volto a correggere errori che ha commesso il legislatore del 1991 non è considerato urgente, io non so che cosa debba essere considerato urgente. C'è una valutazione di ordine più generale per come è stata rappresentata la questione, cioè essendo stati i gruppi di opposizione indicati quali responsabili addirittura di eventuali ritardi nell'approvazione della legge sull'agricoltura, quasi che noi fossimo nemici del mondo agricolo, ma soprattutto quello che più interessa è che il mondo agricolo sarebbe stato presentato in alternativa o addirittura in lotta, in conflitto con il mondo del commercio. Questo non è molto edificante; perché le categorie, purtroppo, in Sardegna sono tutte in situazione disagevole e hanno tutte necessità di interventi che le mettano in condizione di poter promuovere una attività produttiva e risolvere i problemi della categoria. Quindi anche sotto il profilo morale mi pare, per come è stata rappresentata la questione, abbastanza discutibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà
PITTALIS (F.I.). C'è una stranezza nel ritenere da un lato urgenti, e di questo si è certamente tenuto conto quando nella Conferenza dei Capigruppo si è ipotizzato un ordine del giorno, nel mettere al primo punto il disegno di legge cui oggi si chiede la sospensiva. Noi vorremmo capire quali sono le ragioni. Avremmo voluto capire da chi ha formulato questa proposta se vi sono ragioni tecniche, se vi sono ragioni di altra natura perché il provvedimento debba essere in questo momento messo da parte, non si sa se debba ritornare in Commissione, se debba andare ad altra data. Ci sorprende perché questa è un'esigenza che è stata posta dalla stessa Giunta, cioè la ragione dell'urgenza. Allora, signori e colleghi della maggioranza, ma perché non dire le cose con il loro vero nome e cognome. Dire che qui purtroppo si assiste al De profundis alla celebrazione di un funerale, perché non si dice questo? Si denuncia il fallimento, l'impotenza anche di poter esaminare provvedimenti sui quali riteniamo vi sia il consenso anche da parte di questa opposizione, perché sono atti che noi consideriamo non solo dovuti, ma anche necessari per il settore del commercio e per il settore della agricoltura. Perché tanto le sospensive riguarderanno appunto, mi pare, tutta una serie di leggi fino ad arrivare al disegno di legge sull'esercizio provvisorio del bilancio. Allora mi pare che una ragione di coerenza, una ragione di chiarezza avesse imposto nel proponente di denunciare una situazione di fatto che esiste, di una situazione fallimentare, del totale disinteresse per settori di cui evidentemente spesso si ritiene di dover sostenere in occasione di qualche campagna elettorale e nelle piazze e che invece, nel chiuso di queste ovattate stanze, ad evidenziare proprio lo scollamento tra quello che succede qui e quello che sta fuori del palazzo. Allora, signor Presidente, noi confermiamo il nostro no convinto alla questione pregiudiziale, così come è stata sottoposta, che riteniamo assolutamente inammissibile non fosse altro, signor Presidente, perché non è stata portata una sola parola a giustificazione dell'istanza. Questo riteniamo che sia sconveniente sul piano non solo politico, ma perfino della stessa etica. Riteniamo che il Presidente la debba dichiarare inammissibile. Signor Presidente, assuma anche lei nel peso della responsabilità della carica che lei anche ricopre. E questo sicuramente però lo dico ai colleghi della maggioranza con altrettanta serenità; non è certo questo il presupposto per andare a costruire regole che quando esistono noi vediamo che sono sempre interpretate o comunque rese aderenti a una realtà della parte politica che ritiene di avere i numeri per poterle tranquillamente se non violare per lo meno soprassedere alle stesse. Quindi, signor Presidente, noi preannunciamo il voto contrario e certamente si assumerà la maggioranza la responsabilità dei ritardi che nel settore del commercio e dell'agricoltura in particolare subiranno queste categorie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, non sarei intervenuto se l'onorevole Pittalis non avesse detto che la mia richiesta è sconveniente dal punto di vista etico; io invito l'onorevole Pittalis a moderare i termini e soprattutto a non fare affermazioni inesatte, perché afferma che io non avrei motivato la richiesta. La motivazione l'ho portata, credo che sia registrata, se l'onorevole Pittalis non era presente sono affari suoi ma io non intendo ripeterla.
PRESIDENTE. E' stato posto un problema di ammissibilità. L'articolo, come sapete recita che la questione pregiudiziale, cioè quella per cui un dato argomento non si abbia a discutere e la questione sospensiva, quella per cui la discussione debba essere rinviata ad altra data o che il provvedimento debba essere rinviato in Commissione possano essere proposte da un singolo consigliere prima che si entri nella discussione della stessa, quando però questa sia già iniziata le proposte devono essere sottoscritte da cinque consiglieri o da un presidente di Gruppo. La questione sospensiva su richiesta della Giunta, di cinque consiglieri e di un Presidente di Gruppo può essere proposta anche nel corso dell'esame degli articoli. Esse sono discusse prima che si entri e si continui nella discussione né questa prosegue prima che il Consiglio le abbia respinte. Oltre il proponente può parlare un consigliere per Gruppo e ciascun intervento non può superare i cinque minuti. Sia il proponente che gli esponenti dei Gruppi hanno già parlato, quindi io come il collega Pittalis sa e anche gli altri colleghi, ho cercato nell'ambito delle mie competenze di trovare una intesa e purtroppo debbo dire che su questo non ci sono riuscito; però, agendo in termini di regolamento non posso non ammettere che ci sono tutti gli estremi della ammissibilità della questione sospensiva. Quanto poi questo serva o non serva queste sono valutazioni che ciascuno di voi può fare. Vi ricordo che si vota per alzata di mano sulle singole questioni.
Sul disegno di legge numero 338 metto in votazione la questione sospensiva posta dal collega Bonesu. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano. Chi si astiene.
(E' approvata)
TITOLO
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento del Regolamento numero 15. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Per chiedere con le stesse motivazioni e lo stesso riferimento regolamentare la questione sospensiva.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la questione sospensiva sul Regolamento numero 15. Anche in questo caso può parlare, per cinque minuti, un rappresentante per ogni Gruppo. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Francamente non riesco più a capire la logica che vuole far sì che per ragioni di urgenza si vogliano rinviare provvedimenti che invece sono urgentissimi. Qui stiamo mandando a casa gente che lavora sulle strade regolarmente tutti i giorni e che fa fatica a portare il pane in famiglia. Qui ci sono scadenze di termini che fanno sì che le autorizzazioni amministrative per il commercio ambulante saltino regolarmente. Vi state prendendo una responsabilità che io personalmente preferirei che ciò non fosse per questo Consiglio. Io non riesco a capire quale logica stia portando questa maggioranza a distruggere un settore economico come quello del commercio e della distribuzione che, fino a oggi, ha fatto da paravento e da copertura a lacune di altro genere di politica economica, riuscendo ad assorbire posti di lavoro che altrimenti sarebbero nelle strade e porterebbero le famiglie alla disperazione. Vi state assumendo da soli una responsabilità terribile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, il regolamento numero 15, presentato sempre dalla Giunta regionale, ovviamente non poteva che essere presentato dalla Giunta, a termini di legge, è volto a sanare una grandissima ingiustizia che esiste in Sardegna per quanto riguarda i commercianti su aree pubbliche. Occorre tener presente che il Parlamento nazionale ha prorogato al 30 giugno 1997 i termini per la presentazione di comunicazioni di conversione delle autorizzazioni rilasciate agli ambulanti ai sensi della legge numero 78 del 1976. La legge regionale, invece, prevedeva la scadenza di questi termini addirittura il 21 maggio 1996. Il che pone tutti i commercianti su piazza, sardi, non solo in una posizione di illegittimità, ma, in ogni caso, in una posizione di discriminazione e di emarginazione rispetto ai colleghi continentali. E' vero che noi, a parole, continuamente diciamo che siamo e vogliamo essere cittadini di serie A e non vogliamo essere cittadini italiani di serie B, però intanto non facciamo niente per essere cittadini di serie A e vogliamo accettare tranquillamente il ruolo di essere cittadini di serie B. E allora io mi chiedo: ma se questo regolamento che la Commissione ha esitato all'unanimità e che non ha apportato una virgola, dico una virgola, sottolineo una virgola, di modifica del testo presentato dalla Giunta, se non nel titolo, io mi chiedo che tempo sarebbe occorso per approvare questo regolamento; forse molto meno tempo di quello che io sto dedicando per chiedere che venga respinta la richiesta di sospensione. Se non è pretestuosità, se non è un voler a tutti i costi dimostrare, con la forza dei numeri, da quale parte sta la ragione, o la forza, in questo caso, evidentemente non vedo cosa altro possa esistere per dimostrare che qui è esclusivamente in discussione non l'interesse delle categorie, ma esclusivamente per dimostrare a questa platea, e forse anche al pubblico oggi presente, che la forza dei numeri sta da una parte e non dall'altra. Però attenzione: non sempre con la forza dei numeri coincide la forza della ragione. La ragione è oggettiva, non sta necessariamente dalla parte dei numeri, può stare anche dalla parte delle opposizioni, e qui si sta consumando, nei confronti di una categoria, ma di regole che sono anche più importanti della vessazione che si vuol fare nei confronti di determinate categorie, si sta violando un principio fondamentale, che è quello di riconoscere, attraverso il voto di un'Assemblea, che questo regolamento che prevede la proroga dei termini previsti dalla legge nazionale, poteva essere benissimo lasciato nei cassetti dell'Assessore, poteva benissimo essere lasciato nei cassetti della Giunta, negli archivi della Giunta, perché tanto questo Consiglio, addirittura dal 26 maggio 1997, ce l'ha in carico e soltanto in questa occasione era stato presentato. E allora bisogna ritornare sempre sullo stesso punto. Questi provvedimenti erano stati riconosciuti urgenti dall'opposizione e dalla maggioranza, ed è per questo che l'opposizione aveva aderito alla richiesta che venissero inseriti nell'ordine del giorno. Questo come quello relativo all'agricoltura e ad altri provvedimenti che esistono. Ma l'opposizione questa mattina ha commesso un grave torto; ha leso la maestà, non la sovranità del Consiglio, che è un'altra cosa, ha leso la forza, il potere, l'arroganza, oserei dire, della maggioranza, ha commesso l'errore di non aderire ad una proposta di inversione dell'ordine del giorno; di qui questa richiesta di sospensione. Ecco perché noi ci rifiutiamo, con tutte le nostre forze, a questo stato di cose.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, signori consiglieri, vedete qua forse è bene riportare un attimo le cose allo stato dell'origine e dire un po' le cose come veramente stanno. Intanto a me sembra che in quest'Aula si stia, da parte della destra, ingenerando una contrapposizione fra categorie che veramente non ha ragione d'esistere, e non avrebbe ragione d'esistere, e non avrebbe avuto a maggior ragione ragione d'esistere se, da parte del Polo, per cui da parte di una voce unanime sia di Forza Italia e Alleanza Nazionale, si fosse addivenuti alla disponibilità di trovare un accordo per l'inversione dell'ordine del giorno. Perché l'obiettivo era quello comunque di garantire l'effettuazione di tutti i punti all'ordine del giorno che erano ritenuti urgenti.
USAI EDOARDO (A.N.). Facciomolo.
VASSALLO (R.C.-Progr.). E noi condividiamo con voi il fatto che anche il problema del commercio ...
LOCCI (A.N.). Senza fare demagogia.
FRAU (A.N.). Siamo qui per lavorare.
PRESIDENTE. Fate proseguire l'oratore.
LIORI (A.N.). Facciamole le leggi.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Se siete qua per lavorare io mi auguro che starete qua sino alla fine per fare tutti i punti che ci sono da fare e mi auguro che ci starete fino alla fine; non come altre volte che ad una certa ora non si vede più nessuno.
LOCCI (A.N.). La smetta.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Comunque sia, il dato di fatto che possiamo constatare è che la rigidità dimostrata dal Polo di centro destra ha impedito un accordo che permettesse di discutere tutti i punti. Come per altro rileviamo che nell'ultima riunione dei Presidenti di Gruppo, probabilmente se vi fosse stata una maggiore flessibilità di ragionamento da parte della maggioranza si sarebbe arrivati allo stesso risultato che si proponeva ieri; per cui ...
PITTALIS (F.I.). Vergognati, queste sono bugie. Presidente, io la invito ...
PRESIDENTE. Chiarisco le cose io.
LOCCI (A.N.). Non si può andare avanti così.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 59, viene ripresa alle ore 18 e 03.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Quando ho interrotto la seduta stava parlando l'onorevole Vassallo. Io prego di concludere l'intervento tenendo conto che alcuni minuti li ha già utilizzati. Se riuscissimo anche su queste cose pregiudiziali a tenere un clima più sereno forse potremmo andare avanti speditamente.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Soltanto per concludere il mio intervento dicendo che se una maggiore ragionevolezza ci fosse stata anche da parte della maggioranza nell'ultima riunione dei Capigruppo probabilmente si sarebbe trovato un sistema di procedere che indubbiamente avrebbe agevolato i lavori di quest'Aula. Comunque preannuncio che sui vari regolamenti dove abbiamo la possibilità di parlare per cinque minuti ci asterremo dal parlare, per cui agiremo soltanto attraverso il voto per agevolare il lavoro dell'Aula ed evitare eventuali provocazioni che potrebbero determinare ulteriori sospensioni. Grazie.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi sulla questione sospensiva posta sul regolamento 15 dal collega Scano, quindi siamo in sede di votazione. Chi approva la questione sospensiva alzi la mano. (E' stata chiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 334, interventi vari in agricoltura.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, io ho ascoltato poco fa con serena attenzione, con pacatezza, l'intervento dell'onorevole Masala. L'onorevole Masala nel suo intervento ha detto che la maggioranza approfittava chissà come, chissà perché, di questa occasione per una dimostrazione di forza, per far vedere che "ci siamo, è una maggioranza intangibile, è una montagna, siamo una roccia". Magari, Presidente, fosse davvero così. La maggioranza non avendo piena contezza e certezza, ma poi dirò anche perché, di ciò che potrà avvenire in aula, al contrario, nel procedere a queste richieste di sospensiva è perché vuole indicare un ordine di gradualità, di priorità fra argomenti che sono certamente tutti importanti, ma alcuni dei quali sono più essenziali e più importanti degli altri, tra l'altro. Quindi stiamo, signor Presidente, tentando solo di individuare delle priorità. Tra l'altro, relativamente alla richiesta di sospensiva è vero che la maggioranza non sa ciò che nell'aula accadrà, però, per quanto le compete non si vuole sottrarre nel proseguire il dibattito sugli argomenti che oggi verranno sospesi nella seduta di domani, anche prioritariamente se necessario e se l'opposizione fosse d'accordo, prima della discussione della mozione di sfiducia. Quindi non vogliamo sottrarci al dibattito sugli altri argomenti, ma vogliamo che anche gli altri argomenti vengano esaminati da quest'aula consiliare, anche perché, mi scusi onorevole Masala, non ricordo più però se l'abbia detto lui o altri, pare che questi argomenti davvero non abbiano una primogenitura. Così è stato detto. Scusate, la primogenitura ce l'hanno tutti, dal primo all'ultimo: alcuni hanno una primogenitura che avremmo preferito non portare in aula, per esempio quella dell'esercizio provvisorio al quale non saremmo voluti ricorrere, ma gli altri provvedimenti come primogenitura hanno tutti la dicitura Giunta regionale, voglio ricordare a noi della maggioranza, ma anche a coloro della opposizione che ne dubitavano.
Signor Presidente, allora, se la maggioranza è disponibile a dibattere di questi argomenti anche domani, per quale motivo riteniamo oggi utile stabilire un ordine di priorità? L'ordine di priorità intendiamo richiederlo, stabilirlo, se possibile, perché in altre occasioni è avvenuto che la minoranza in sede di Conferenza dei Capigruppo abbia assunto impegni che poi, arrivati in aula, ha regolarmente disatteso.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue BALIA.) Quindi, se volete, questo è un atto, così come voi intendete sfiduciare noi, onorevole Pittalis, questo è un atto di sfiducia da parte della maggioranza nei confronti dell'onorevole Pittalis, che nelle Conferenze dei Capigruppo dichiara una cosa e poi quella stessa cosa non è in grado invece di sostenerla e di mandarla avanti con la stessa affidabilità e determinazione in Aula. Ora, Presidente, siamo arrivati agli interventi vari a favore dell'agricoltura. Noi vogliamo arrivare a discutere per primo l'altro argomento sempre relativo all'agricoltura, e che è il disegno di legge numero 368 dal titolo "Interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà". Quindi anche per il disegno di legge numero 334, per gli stessi problemi esposti prima dall'onorevole Bonesu, chiediamo la sospensiva.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, metto in votazione la sospensiva relativa al Regolamento numero 15 della Giunta regionale...scusate. Stiamo votando a favore della proposta di sospensiva relativa al disegno di legge numero 334 "Interventi vari in agricoltura" per la motivazione che si deve procedere prima all'esame del disegno di legge numero 368. Chi è d'accordo sulla sospensiva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà" (368)
PRESIDENTE. Passiamo dunque al successivo punto dell'ordine del giorno, il disegno numero 368 "Interventi a favore delle aziende agricole in difficoltà". Relatore il consigliere Marrocu.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochissimi secondi anche perché rimando alla relazione scritta rispetto a questo disegno di legge. Ruberò pochi secondi, intanto perché su questo argomento e su questi problemi il Consiglio ha già avuto modo di affrontare e discutere e di trovare anche l'unanimità, approvando mozioni, ordini del giorno che andavano in questa direzione. Ruberò pochi secondi anche perché su questo argomento e su questo disegno di legge, la Commissione ha lavorato assiduamente e unitariamente, e unanimemente ha esitato il disegno di legge. Mi auguro che questa unità e questa unanimità che la Commissione ha saputo esprimere nei Gruppi, possa essere oggi nuovamente realizzata in Aula, in Consiglio perché si tratta di un provvedimento lungamente atteso di un provvedimento importante che le aziende agricole della Sardegna stanno attendendo. Il disegno di legge prevede, così per chiarire solo una cosa, un quadro normativo di riferimento che poi sarà concretizzato e si realizzerà attraverso piani di risanamento e di ristrutturazione; quindi non è un disegno di legge salvadebiti generalizzato. E' un disegno di legge che, attraverso un quadro normativo definito e concordato dall'Unione Europea, consente di affrontare le situazioni delle aziende agricole in difficoltà andando a sanare anche le situazioni debitorie anche attraverso contributi in conto capitale, ma all'interno di un piano che dia a quelle aziende e a quel settore, quindi un piano di ristrutturazione e di riconversione, prospettiva di stare sul mercato. Quindi quello che noi approviamo oggi è un disegno di legge di soli cinque articoli che consentono questo quadro di riferimento e si attuerà attraverso piani di settore, uno dei quali è stato già discusso e approvato dalla Giunta regionale, e riguarda il settore serricolo, la legge prevede che questi piani abbiano poi un passaggio consiliare e le Commissioni abbiano trenta giorni di tempo per esprimere il loro parere. Questo è il disegno di legge e io mi auguro, ripeto, che così come si è lavorato unitariamente e unanimemente nell'esitare il disegno di legge, la stessa cosa possa trovare unità almeno rispetto a questi temi l'Aula e quindi l'Assemblea.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, mi dispiace che si sia arrivati a dover trattare questo argomento in questo modo. Era un argomento da noi visto positivamente in Commissione, era un argomento che abbiamo discusso tutti i consiglieri regionali in questi ultimi anni. Il problema dell'agricoltura è quello che più si è fatto sentire in questo ultimo periodo, non bisogna dimenticare i periodi di siccità, non bisogna dimenticare le contrarietà che esso ha avuto, le difficoltà di tipo economico, le conseguenti restrizioni dei flussi finanziari da parte delle banche, delle difficoltà interpretative dei piani che sono stati portati alla loro attenzione, della facilità con la quale gli agricoltori potevano accedere ai mutui e della facilità con la quale poi le banche chiedevano la restituzione a tasso ordinario e del problema poi che le loro aziende di valori anche di miliardi venivano poi messe in sequestro per alcune centinaia di milioni. Le famiglie, non bisogna dimenticarcelo, erano in gravi difficoltà, sono venute qui hanno fatto delle occupazioni, noi tutti abbiamo concepito e abbiamo condiviso le loro istanze. Abbiamo appoggiato gli agricoltori, l'Assessore del periodo, che è lo stesso che ci sta di fronte, riteneva probabilmente che l'azione che noi volevamo, ricordo un incontro con i Capigruppo a cui avevo partecipato, ci aveva posto nella situazione che noi volevamo affrontare un ostacolo insormontabile, cioè la Comunità Europea ci sarebbe andata contro perché per quanto riguarda questi aspetti di salvataggio era una cosa difficilissima da poterci riuscire. E' stato soltanto la testardaggine dei consiglieri regionali, appartenenti a questo Consiglio regionale, i quali sia pure diversi di impostazione ideologica, condividendo queste problematiche hanno mandato avanti queste esigenze e quindi abbiamo avuto e ottenuto un successo che non è soltanto un successo delle categorie ufficiali che difendevano i coltivatori ma bensì anche dei movimenti autonomi, dei comitati spontanei che erano sorti nel basso Sulcis, e che erano sorti nel medio e nell'alto Campidano e nell'Iglesiente e nella Nurra, che erano venuti anche qui a manifestare; quindi tutto quel mondo era d'accordo che occorreva trovare una svolta per non finire strozzati dalle banche che via via ponevano loro il cappio. Se vi ricordate avevamo fatto una azione di lotta perché venissero bloccate e sospese quelle azioni a danno delle aziende, devo dire la verità noi partecipammo, sia l'Esecutivo che il Consiglio e le banche, accedettero a questo tipo di richiesta fino a che è arrivato il consenso della Comunità Europea. Quella che diventava una ipotesi impercorribile, abbiamo invece ottenuto un aspetto positivo, finalmente il mondo dell'agricoltura è stato identificato in una impresa cioè sono aziende che possono essere messe in grado di competere a somiglianza di tutte le altre, quindi con dei piani, con delle possibilità di essere concepite non soltanto come un mondo che vive di sussidi e di assistenza. Nel giornale di ieri, "il Giornale" in seconda pagina vi era un articolo che ricordava che quando vi era Bonomi, Presidente della coltivatori diretti, il mondo dell'agricoltura viveva per l'88 per cento di assistenza. Quel mondo è finito, quel mondo grazie ai loro sforzi è cambiato, si è trovato in difficoltà soltanto perché costretto da agenti atmosferici o da contrarietà che essi non volevano. Allora per non essere lungo e per evitare e chiarire perché io vorrei chiarire come Marco Tunis che appartiene alla Commissione agricoltura, in cui noi abbiamo vissuto un ambiente sereno, un ambiente un ambiente non di contrapposizione. Qui in aula stavamo arrivando a contrapporci per dei fatti sterili. Cioè da una parte noi che dicevamo che occorreva mantenere l'ordine del giorno per arrivare a discutere questi argomenti; anziché averlo trattato alle ore 18 e 30 probabilmente ci saremmo arrivati alle ore 19, però nel frattempo avremmo trattato anche i punti di altre categorie che sono disgraziate come quella dei commercianti che, a loro volta, se non prendiamo provvedimenti entro il 31 dicembre, non potranno specialmente gli ambulanti esercitare la loro attività. Quindi vi era da parte nostra la volontà di arrivare alla discussione; vi era il fatto che voi testardamente per ragioni strategiche la volevate portare prima evitando di trattarne delle altre. A me fa piacere che comunque se ne parli, per dimostrarvi che Forza Italia non è contraria ai problemi della agricoltura, non lo è mai stata, è sempre stata al fianco, rientra nei punti strategici del programma nazionale di Forza Italia e in quelli del coordinamento regionale. Noi riteniamo l'agricoltura punto fondamentale dello sviluppo della nostra Regione. Quindi signori riteniamo che quello che si è previsto, gli aiuti al salvataggio e gli aiuti alla ristrutturazione, rientrano in quelle tematiche che ci sono state date dalla Comunità economica europea, dandoci anche le direttive; per facilitare l'attuazione di questi aiuti, le forze politiche, compresa Forza Italia, hanno chiesto di poter dire qualcosa, e quindi quando il piano che applicherà le regole degli aiuti sarà approvato, abbiamo chiesto che venisse in Commissione e che la Commissione stessa potesse esprimere un giudizio, poterlo integrare e dare una risposta in trenta giorni. Quindi vi era uno sforzo comune da parte di tutti i componenti della Commissione agricoltura di portare un contributo positivo per la soluzione di questi punti. Abbiamo fatto degli incontri anche nelle zone della provincia di Cagliari e ci siamo accorti che qualche critica è stata mossa a questo piano. Io lo devo accennare. Signori Assessori, signori della maggioranza, è positivo l'aspetto di essere intervenuti a favore di queste aziende, però le somme che sono state stanziate saranno una goccia d'acqua, saranno probabilmente palliativi. Occorre che vengano incrementate di giuste somme per poter risolvere interamente i loro problemi. Preannuncio quindi il nostro giudizio positivo su quanto si è operato e sul progetto stesso, pronti a fornire un ulteriore contributo nelle fasi successive.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questo provvedimento sia il primo atto per tentare di affrontare una situazione che però sicuramente supera le nostre capacità istituzionali. Credo che non sia un caso che in tutta Italia, per motivi diversi, agricoltori siano in rivolta; si trovano tutti ad affrontare i loro problemi di fronte ad una Unione europea che è sorda. Ma è sorda anche per un problema istituzionale, cioè il fatto che per l'Italia continua a rappresentarci in materia di politica agricola il Ministro per l'agricoltura che a forza di voler rappresentare tutti non rappresenta niente e nessuno e infatti non incide. Ben diversa la posizione della Germania dove i singoli Lander sono in grado di intervenire quando si tratta di problemi specifici che li riguardano. I problemi della agricoltura padana non sono certo quelli della agricoltura sarda e infatti noi abbiamo problemi profondamente diversi che nessuno manifesta a livello di Unione europea né a livello di Consiglio dei ministri dell'Unione europea, dove appunto il ministro Pinto non rappresenta niente e nessuno, né a livello di Parlamento europeo dove la Sardegna non ha neanche un parlamentare europeo. Quindi siamo in una grave crisi di rappresentanza di cui paghiamo ampiamente le conseguenze. Quindi è ben difficile ai signori di Bruxelles spiegare per esempio che cosa è la siccità in Sardegna; credo che il rappresentante dell'Irlanda, dove piove ogni giorno, abbia ben difficoltà a capire che cosa significhi fare agricoltura in un'isola dove non piove per mesi e mesi e in cui mancano magari le risorse idriche necessarie per coltivare dei vegetali che necessitano ogni giorno di grandi quantità di acqua in un clima che, tra l'altro, ha una fortissima evaporazione. Situazioni profondamente diverse che non vengono capite per cui anche i provvedimenti legislativi, amministrativi che la Regione Sardegna adotta vengono presi in mala parte e si considerano un aiuto illecito che cambia i meccanismi della concorrenza, mentre invece sono provvedimenti necessitati dalla particolare struttura delle aziende agricole sarde che fra l'altro in genere sono aziende sottodimensionate, sottocapitalizzate e molto spesso con una frammentazione delle stesse entità aziendali con terreni a chilometri e chilometri l'uno dall'altro, spesso malamente servite da sistemi irrigui o inesistenti o fatiscenti o sicuramente arretrati. Ci troviamo quindi ad affrontare questo problema privi di strumenti io credo, perché quando anche questo disegno di legge dice che gli aiuti al salvataggio hanno la finalità di sostenere temporaneamente le aziende che si trovano in una grave situazione finanziaria, si dice che tali aiuti possono essere concessi sotto forma di garanzia di crediti e di prestiti a tasso ordinario. Credo che il problema delle aziende agricole non sia quello delle garanzie, perché il debito è garantito proprio dalla azienda agricola, da un patrimonio immobiliare che in teoria ha un certo valore e che poi in pratica, se le banche mettessero in vendita tutte le aziende, queste aziende non varrebbero neppure perché non ci sarebbe una domanda corrispondente all'offerta. Il problema delle aziende agricole è che chiaramente hanno bisogno di un finanziamento che superi la sotto capitalizzazione, quindi la abolizione dei debiti, non il concorso a fare altri debiti che sicuramente non risolve la situazione. Un altro aspetto di questa legge che lascia perplessi è il fatto che i fondi sono chiaramente insufficienti per provvedere a tutte le aziende e quindi verrà fatta una priorità secondo il criterio delle aziende che possono essere utilmente ristrutturate e quelle che non possono essere utilmente ristrutturate. Chiaramente è un compito delicatissimo. Non vorremmo che i criteri preferenziali non fossero oggettivi e fossero legati magari all'umore di qualche funzionario degli ispettorati agrari. E' vero che c'è la garanzia che il piano va all'esame della Commissione consiliare; però siccome il piano poi si sostanzia in mille aziende che hanno problemi diversi e situazioni diverse che la Commissione consiliare sicuramente non conosce, io invito l'Assessore in base alle norme sulla trasparenza dell'azione amministrativa regionale, ad adottare una delibera sui criteri di ammissione a questi finanziamenti. Una delibera chiara; chiaramente si tratta di criteri che non potevano essere introdotti con legge, ma sono criteri che devono essere preliminari alla presentazione delle domande e all'esame delle stesse. Occorre che l'amministrazione regionale si muova su un piano di trasparenza secondo criteri e obiettivi che chiaramente siano rapportati alla complessità del mondo agricolo sardo, e solo così potremo avere la garanzia che questi aiuti vengano utilizzati nel modo migliore e che non si creano figli e figliastri. Quindi io credo che il Consiglio regionale fa bene ad approvare questa legge, ma se non segue una amministrazione chiara, coerente e rispettosa dei diritti di tutti in un quadro di assoluta trasparenza e correttezza amministrativa, noi credo che creiamo una situazione che può avere gravi ripercussioni anche sull'ordine pubblico.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Vorrei fare solo alcune brevissime considerazioni mutuando i colleghi che sono intervenuti prima di me. E' stato già sottolineato che la Commissione ha elaborato questo disegno di legge della Giunta anche con modifiche e con molto impegno direi. Quindi questo va approvato integralmente perché rappresenta un passo in avanti e c'è anche questo fatto positivo. Credo che sia la prima volta che avviene di un accordo con l'Unione Europea, che crea un precedente per affrontare i problemi dell'agricoltura e dell'allevamento, in tutti gli altri settori progressivamente e anche con una disponibilità finanziaria maggiore, perché certamente quella disposta dal 368 non è sufficiente. Ma io voglio fare un'altra considerazione, perché altrimenti inganniamo noi stessi. I problemi dell'agricoltura e dell'allevamento rimangono in Sardegna settori importanti dell'economia, non sono fatti marginali produttivi. E questo lo si dimentica, e si dimentica nell'impegno finanziario, lo si dimentica nell'impegno legislativo, lo si impegna nella mancata realizzazione di un piano e di un progetto e di un programma a valle, attuativo, seppure a gradi, che affronti i drammatici problemi che queste categorie hanno. Se vogliamo che l'economia della Sardegna non regredisca ancora di più di quanto essa non lo sia nel corso di questi anni. L'industria, come tutti sappiamo, la grande industria di Stato, è in crisi, è sull'orlo del disfacimento, la piccola e media industria non cresce, non dà posti di lavoro sufficienti per soddisfare, almeno in parte, i bisogni e le necessità delle province e dei territori più colpiti; uno dei settori che ancora oggi assicura una certa occupazione, un'occupazione importante e un prodotto lordo interno, sono questi settori. Per seguire soltanto l'emergenza crea delle condizioni di non rilancio di questi settori. Questo è il problema, è il problema che la Giunta regionale non si è posta. Io non sono convinto che la Giunta regionale abbia affrontato in questi termini i problemi o intenda affrontarli. Abbiamo avuto i problemi della siccità, abbiamo avuto tutta una serie di questioni, che ha coinvolto l'agricoltura, i piani irrigui, la distribuzione irrazionale dell'acqua che ha colpito questi settori e ha impedito che essi si sviluppassero. Ecco, adesso ci troviamo in questo settore che può essere affrontato, non dico in modo risolutivo, ma certamente dare un aiuto consistente, perché è un settore produttivo, tra l'altro moderno, che riesce a dare ancora migliaia di posti di lavoro, all'interno dei pochi nuclei familiari e all'esterno e che può rappresentare un incentivo anche per gli altri settori dell'agricoltura. Però abbiamo bisogno di questo, abbiamo bisogno di un piano, abbiamo bisogno di una semplificazione legislativa, accorpando le vecchie leggi, spesso inapplicate, spesso non applicabili, impegno che la Giunta regionale si era assunto all'inizio di questa legislatura e che ha disatteso. Se noi riusciamo a portare avanti, in modo concorde e tenendo conto di questa situazione, questo obiettivo del potenziamento di questi settori che, ripeto ancora, sono settori ancora importantissimi e portanti dell'economia sarda, dell'economia isolana, io credo che possiamo far fare passi in avanti a questo settore e agli altri settori, intanto salvando una serie di difficoltà che hanno rasentato persino la perdita dei propri averi da parte dei serricoltori. Un'altra cosa è ho finito. Noi dobbiamo apprezzare, anche se ci sono stati momenti di esasperazione, la civiltà con la quale questi contadini, questi coltivatori, questi imprenditori agricoli si sono comportati. Noi siamo lontani dai blocchi delle strade, l'ho detto iniziando, spesso non sentiamo noi stessi quando diciamo queste cose. Non sono state bloccate le strade, non sono stati fatti atti che hanno messo in discussione i termini di una lotta democratica e di una rivendicazione democratica da parte delle stesse categorie. Dobbiamo apprezzarlo e dobbiamo dire che senza cedimenti di sorta noi dobbiamo stimolare un'analoga lotta, un analogo intervento a favore delle altre categorie. Domani è annunciato in mille città italiane, non so in quante di quelle sarde, manifestazioni della Coltivatori diretti. Noi credo che dobbiamo prendere le rivendicazioni, elaborarle, cercare di trarne le conseguenze positive per aiutare questi settori. Non credo che in questo momento ci siano altri settori, altre attività imprenditoriali in grado di assicurare, nell'immediato, una disponibilità di lavoro di cui la Sardegna è gravemente penalizzata. Sui giovani e sui lavoratori che sono in cassa integrazione o che sono in mobilità non hanno nell'immediato nessuna possibilità di essere occupati se non attraverso provvedimenti marginali e momentanei. Aiutare questo settore, fare un programma, un progetto, avere un disegno significa dare un contributo alla soluzione dei problemi occupativi, economici e sociali dell'Isola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io prendo la parola, molto brevemente, per sottolineare, da un lato che condivido le finalità di questa legge che dà sostegno ad imprese agricole, in gravi difficoltà e, al tempo stesso, realisticamente, perché si tratta di una legge che deve essere posta in essere, entrare in vigore rapidamente, accetta, per così dire, quelle indicazioni che vengono dall'Unione Europea, e infatti la legge, all'articolo 1 e 4 richiama, appunto, la necessità di rispettare le norme della Comunità Europea. Però, ed è questa la ragione per cui ritengo di dover intervenire, non possiamo dare la sensazione, all'esterno, che il Consiglio regionale assuma un atteggiamento, non soltanto realistico ma passivo nei confronti delle prescrizioni dell'Unione Europea. L'Unione Europea, l'abbiamo sentito anche in alcuni interventi, ha una posizione che ignora sistematicamente le situazioni, i problemi particolari, non soltanto della generalità degli agricoltori ma di quelli che vivono nelle regioni periferiche e insulari. Questo lo fa con argomentazioni che, anche sul piano giuridico e sul piano dei trattati, non sono sufficientemente motivati. E allora, poiché spesso il Governo non l'ha fatto nel passato, dobbiamo essere noi, anche nei contatti con Bruxelles a far valere delle argomentazioni che sono quelle secondo cui non si può puntare tutto sul principio della concorrenza ma anche sul principio della coesione economica e sociale che è iscritto nel Trattato come principio fondamentale. L'altra ragione e l'altra linea di condotta del Consiglio regionale è quello di cercare di ottenere che anche a livello di trattati certi principi vengano iscritti. Abbiamo ottenuto, insieme a tutte le altre regioni europee e insulari, che ci sia il principio dell'insularità finalmente riconosciuto nel trattato di Amsterdam, tutto questo ha una serie di implicazioni anche per quanto riguarda gli aiuti, ma direi anche per quanto riguarda la politica mediterranea e quella a favore dell'agricoltura nelle isole, dobbiamo fare una battaglia, insieme a tutte le altre regioni insulari e periferiche, perché finalmente la politica agricola dell'Unione Europea, ma in generale le sue politiche troppo centralistiche e troppo a favore delle regioni ricche, vengano modificate. Quindi il senso di questa legge è che realisticamente teniamo conto, per le esigenze immediate, di quello che l'Unione Europea ci dice, ma vogliamo, al tempo stesso, contestare e porre in posizione di critica quelle tesi che sono sostenute dall'Unione Europea che non ci piacciono assolutamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, io voterò a favore di questo testo, pur essendo convinto che sia l'ennesima presa in giro al mondo dell'agricoltura e ai suoi operatori. Pretendere di dare risposte a fronte delle centinaia di miliardi di situazioni di insolvenza che gravano sul settore, con una dotazione di 9,5 miliardi per il 1998 e di 2 miliardi negli anni successivi è prendere in giro la gente; pretendere di far credere che chiunque potrà avere questi soldi per salvarsi, senza tener conto dei due limiti posti all'articolo 2 dai commi 2 e 3, che stabiliscono espressamente che l'aiuto è rivolto a capire i motivi del dissesto finanziario aziendale, a capire i motivi per cui la redditività non c'è, e quindi a consentire il ripristino della redditività, quasi a dare colpe agli agricoltori di questo dissesto delle loro aziende, quasi a dover dire che è la loro incapacità che ha portato al dissesto finanziario, quasi a dire che la Regione, la struttura pubblica, chi doveva creare le condizioni strutturali per dare modo all'agricoltura di competere sui mercati non esista più. Loro torneranno a casa oggi convinti di poter dormire sonni tranquilli perché con questo provvedimento si saranno illusi di poter salvare le loro aziende. Noi daremo loro questa illusione, probabilmente qualcuno si salverà ma non sarà così. Purtroppo questo è l'ulteriore modo di rispondere in maniera del tutto insufficiente, del tutto incongruente, del tutto inutile a interventi che invece richiedono ben altra misura, ben altra logica, ben altro modo di intendere l'intervento pubblico in agricoltura. Mi dispiace per tutti gli amici dell'agricoltura che saranno delusi dai risultati di questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a di parlare il consigliere Ferrari. Ne ha facoltà.
FERRARI (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, tratterò l'argomento con la brevità che mi è consueta, tuttavia qualche considerazione devo pur farla. Oggi noi esaminiamo un aspetto particolare della crisi dell'agricoltura. D'altra parte abbiamo all'ordine del giorno anche altri provvedimenti, o meglio, avevamo all'ordine del giorno altri provvedimenti, dei quali uno è rimasto, ma è stato spostato, e un altro è stato addirittura tolto. Cioè, rimane all'ordine del giorno il disegno di legge sugli interventi vari in agricoltura, non è più all'ordine del giorno il progetto di legge sull'agriturismo. Sono entrambi provvedimenti che aiutano l'agricoltura sarda, quindi sia l'uno che l'altro dovranno essere esaminati il più presto possibile in quest'aula.
Detto questo, io non mi soffermo a trattare delle questioni dell'agricoltura in generale, delle cause della crisi, delle proposte per superare la crisi, tratterò solo dell'argomento in discussione, dicendo questo, che il provvedimento è un provvedimento non facile. E' stato trattato con l'impegno e con l'approfondimento necessario in Commissione da tutti i commissari, ed è stato approvato all'unanimità in un contesto nel quale chi detta legge non è la Regione sarda, non è lo Stato italiano, è l'Unione Europea, e quindi ci siamo mossi all'interno delle linee e delle direttive della Unione Europea. Abbiamo fatto un provvedimento che pur condizionato dai vincoli che ci vengono dalla Unione Europea è un buon provvedimento. Certo, la dotazione finanziaria è indubbiamente insufficiente, però, per il 1998, noi prevediamo di utilizzare una somma pari quasi a 10 miliardi, mentre abbiamo previsto per gli anni successivi, 1999 e 2000, cifre più basse e certamente insufficienti. Dovremo intervenire in quella fase, però non possiamo sottovalutare l'importanza di questo provvedimento. Certo, è necessario che si facciano delle analisi aziendali adeguate, è necessario che l'Assessorato e la Giunta regionale predispongano un adeguato piano, che dovrà essere visto dalla Commissione consiliare, è necessario che queste aziende che vengono salvate si ristrutturino in modo tale da restare, come si suol dire, sul mercato. Questo è necessario ed è fuori discussione.
Voglio dire un'altra cosa: qual è il motivo che ha indotto la maggioranza a esaminare questo provvedimento di legge prima degli altri? Ma è proprio l'iter a cui questo provvedimento si deve assoggettare, perché qui non si tratta soltanto di fare un piano da parte della Giunta regionale e poi di attuarlo. Qui c'è una procedura più complessa proprio per i vincoli che abbiamo da parte della Unione Europea; cioè il piano regionale deve essere approvato dall'Unione Europea, altrimenti noi questo provvedimento non lo possiamo fare, altrimenti noi provvedimenti del genere non ne potremo fare. Quindi c'è un iter che abbiamo cercato di abbreviare anche dando termini stretti alla Commissione consiliare regionale di trenta giorni, affinché non ci siano intoppi, non ci siano perdite di tempo. Pur tuttavia il passaggio alla Unione Europea ci deve essere e quindi bene abbiamo fatto oggi a mettere al primo punto questo provvedimento. Detto questo, il Gruppo di Federazione democratica come ha sostenuto il provvedimento in Commissione lo sosterrà in aula. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto parlare il consigliere Loddo. Ne ha facoltà.
LODDO (Gruppo Misto). Seguo anch'io l'intelligente esempio che è stato dato dal relatore che è intervenuto in modo rapido e parco. Anch'io mi limito a fare soltanto alcune osservazioni, anche perché stiamo rischiando stasera di ripeterci nelle cose che stiamo dicendo. Che il mondo dell'agricoltura stia vivendo da sempre, non soltanto in questi ultimi tempi, uno stato di grave difficoltà credo che sia sotto gli occhi di tutti e che non abbia bisogno di essere assolutamente dimostrato. Io credo però che anche come Regione dobbiamo fare un mea culpa abbastanza intenso, perché mi pare che nell'ultimo trentennio, negli ultimi decenni, sia mancata nel comparto una programmazione seria, coerente, di largo respiro. Vorrei citare tra le tante cose l'acuta osservazione che già è stata fatta dal collega Montis quando parlava di irrazionale distribuzione dell'acqua, che credo sia uno tra i primi se non il primo fattore di difficoltà per le aziende agricole. Se poi a tutto questo aggiungiamo le calamità naturali, le alternanze di siccità e alluvioni, la parcellizzazione della proprietà fondiaria, la poca redditività della terra sarda, l'esosità delle banche che ormai sono arrivate a praticare tassi che sono molto vicini ai livelli dell'usura, se pensiamo anche che una logica di mercato molto esasperato blocca di fatto le produzioni della Sardegna, perché le multinazionali che controllano i mercati impediscono molto spesso alle produzioni sarde, appunto, di poter avere spazi, ecco, se noi facciamo tutte queste considerazioni ci accorgiamo che ormai i contadini non sono soltanto giunti a una situazione in cui non riescono a vivere, ma stanno praticamente non riuscendo neppure a sopravvivere.
Già in Commissione abbiamo ribadito che occorrono interventi seri e definitivi che risolvano i problemi in modo strutturale. Questo intervento che stiamo esaminando questa sera lo riteniamo un primo tentativo perché intanto si propone di istituire un quadro normativo di intervento e poi perché consente nell'immediato di recuperare la redditività delle aziende, sempre nel pieno rispetto delle normative della CEE. Tra l'altro non dimentichiamoci che, a dati che ritengo abbastanza recenti, proprio in questi ultimi mesi, circa 500 aziende agricole, con le loro case, le loro pertinenze, o sono già state messe all'asta, o sono prossime ad essere messe all'asta. Quindi la situazione è veramente drammatica e occorre dare risposte immediate. Io credo che già stasera avremmo potuto con un attimo di pazienza, con un attimo di equilibrio e di buon senso, essere già molto avanti nella discussione di questa proposta di legge e delle altre, e avremmo potuto risparmiare un po' di tempo a noi e anche a chi segue i lavori di quest'Aula, ma tant'è ormai siamo arrivati a quest'ora e quest'ora ci teniamo. Concludo dicendo che, come già fatto in Commissione, Rinnovamento Italiano si è espresso positivamente su questa proposta di legge. Anche in Aula naturalmente annuncio la valutazione positiva della proposta e il conseguente voto favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Grazie, signor Presidente. Non credo che negli intendimenti della Commissione, dell'Assessore quando ha presentato il disegno di legge che poi è stato esaminato dalla Commissione di merito, ci fosse la tentazione di voler creare illusioni nel mondo agricolo, anche perché il mondo agricolo diciamolo con molta chiarezza è oramai profondamente disilluso, vive una crisi drammatica e una crisi presumibilmente strutturale. Non è solamente una crisi sarda e neanche solo esclusivamente italiana, è una crisi internazionale. Solo che oggi è balzato agli occhi di tutti, delle istituzioni, forse in maniera più clamorosa forse l'attitudine a mantenere nelle aziende la protesta che è una classica abitudine contadina, oramai non essendo più sopportabile la situazione che si era venuta a creare è esplosa qualche volta in maniera anche irrazionale. Ritengo però che questo provvedimento, che l'Assessorato ha predisposto e la Commissione ha esaminato in maniera approfondita, sia sicuramente un messaggio di speranza ma non per voler illudere nessuno ma perché si è convinti che a questo provvedimento debbano seguire altri provvedimenti normativi. Questa è una apertura di porta servono evidentemente risorse economiche e servono ancora dei provvedimenti che ne disciplinano meglio il taglio, ma questa è una cosa sulla quale più avanti, e nel proseguo dell'azione amministrativa di questo Consiglio e della Giunta, ritengo che si potrà intervenire. In questo momento è estremamente urgente provvedere a questa abbisogna. Questo lo dico con grande convinzione. Io, alcuni giorni fa esattamente il 6 dicembre, avevo indirizzato una lettera al Ministro delle risorse agricole e mandata poi anche per conoscenza al Presidente della Giunta e all'Assessore dell'agricoltura di cui leggo un passo: "in Sardegna, signor Ministro, le condizioni generali del settore sono ancora più gravi, le recenti vicende legate all'export del pecorino romano che per l'Isola è produzione strategica, essendo il patrimonio ovino stimato in circa 3200 capi di lattazione, la crisi sulla vendita della carne bovina, l'assenza di margini di guadagno dalle altre produzioni anche da quelle intensive, le avverse condizioni atmosferiche, negli ultimi 15 anni è stato dichiarato lo stato di calamità naturale per ben 5 volte a causa della siccità (questo è un dato credo importantissimo per capire anche la crisi economica delle nostre aziende) hanno costretto gli operatori a ricorrere in maniera massiccia al credito portando il settore ad un indebitamento generale che ha abbondantemente superato il livello di guardia. E' assolutamente necessario, urgentissimo intervenire presso il Ministero del Tesoro e presso l'Aima affinché vengano liquidate le provvidenze della Tac(?) i contributi al settore ovi-caprino, alle vacche nutrici e (?) e vengano finalmente liquidate le spettanze agli operatori che attraverso la direttiva CEE 20/80 hanno effettuato i lavori di impianto di forestazione e da oltre 10 mesi dall'avvenuto collaudo non hanno ancora visto una lira causando notevoli disagi sia all'imprenditore titolare dell'intervento sia a coloro che hanno eseguito i lavori".
Signor presidente Palomba, è necessaria una azione forte presso il Governo affinché entro l'anno vengano liquidate le spettanze dei coltivatori e degli allevatori, altrimenti si rischia che sotto l'albero di Natale, momento di grande importanza per il settore agricolo, in luogo dei doni e delle speranze ci sia un robusto pacco di cambiali in protesto. A poco sarà servito dimostrare che la Regione sarda è quella che utilizza di più i contributi comunitari, se questi a causa delle disfunzioni burocratiche di fatto non entrano nelle tasche degli operatori agricoli dell'isola. Anche su queste tematiche e su queste sensibilità si misura la capacità di governo. Questo era un segnale che io ho inteso dare in particolare al Ministro perché la crisi dell'Aima la crisi strutturale, l'assenza del commissariamento, l'assenza della ristrutturazione effettivamente sta creando in particolare in Sardegna delle grandi difficoltà. L'approvazione di questa legge, che abbiamo ritenuto tutti quanti urgentissima, serve soprattutto perché nel frattempo in Sardegna si sono create delle grandi capacità imprenditoriali. Noi oggi concorriamo senza timore al mercato, concorriamo avendo capacità di lavoro sicuramente non inferiore a nessuno. Io ricordo per tutti le nostre produzioni intensive, ricordo per tutti gli allevamenti d'élite che abbiamo in Sardegna, ricordo le produzioni vinicole, e ricordo le produzioni di olio. Non abbiamo sicuramente da imparare, l'assistenza tecnica di questi anni ha dato frutti, e ha dato frutti producendo anche eccellenti capacità imprenditoriali. Però la nostra agricoltura, il nostro comparto non sarà in condizioni di combattere se non avrà lenito il cancro che la mina alla radice che è l'indebitamento. L'indebitamento è il male che sta condizionando tutte quante le scelte agricole. Se noi avremo la capacità, come spero e questo in un primo momento, di intervenire in maniera intelligente, dico in maniera intelligente senza premi per nessuno ma dando quello che si può dare per il rilancio dell'azienda senza vuole privilegiare alcuno e senza voler fare figli e figliastri nella distribuzione, starà poi all'Assessorato, alla Commissione e al Consiglio valutare queste scelte ma su questo noi giochiamo la sfida del 2000, sulla sopravvivenza di un comparto che in Sardegna è importantissimo. Volevo poi ricordare, chiudendo, all'amico Marco Tunis che certamente non può un organo di stampa, asservito a una parte politica bene identificata, far venir meno quelli che sono i meriti di gente come Bonomi, di gente come Serra, come Diana, come Lo Bianco, che hanno sempre considerato che dietro una azienda agricola c'era una persona e una famiglia e hanno consentito con il loro operare che le condizioni di una agricoltura assolutamente povera, alla fine degli anni quaranta e cinquanta, diventasse una agricoltura competitiva a livello europeo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare per il penultimo intervento il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente onorevoli colleghi, onorevole Assessore dell'agricoltura, oggi tutto il mondo agricolo italiano è in protesta per le politiche agricole che finora sono state seguite dai vari governi a livello nazionale. Le risposte, ahimè, a livello nazionale, così come per i minatori del Sulcis, per gli studenti romani, per i giovani medici specializzandi che sono andati a Roma a protestare, e anche per altre categorie che sono state trattate allo stesso modo nelle autostrade, sono state sempre le stesse: le manganellate. E le voglio ricordare almeno per cogliere l'occasione, per esprimere loro tutta la mia solidarietà, soprattutto perché un trattamento di questo genere è stato riservato al mondo delle categorie produttive da un Governo che si dichiara di sinistra, e che si dichiara vicino al mondo del lavoro. Voglio fare una considerazione che parte dalla premessa che non si può pretendere di cavalcare le piazze o le categorie dicendo in Aula, magari dopo avere espresso parere contrario negli incontri tra i partiti, di volere l'inversione dell'ordine del giorno per discutere un po' prima, un'ora o un giorno non ha importanza, questo provvedimento che pur è urgentissimo ma non meno di altri e per il quale si sa benissimo che c'è il parere favorevole e la volontà concorde del Consiglio per portarlo a compimento. Noi siamo abituati per educazione, per formazione, ad essere rispettosi delle promesse fatte alle categorie, così come agli elettori, anche quando sono assenti in quest'Aula; mentre altri devono ancora dimostrare coerenza e lealtà anche all'interno della maggioranza che oramai sono abituati ad impallinare ad ogni voto segreto. Per essere credibili di fronte alle categorie bisogna essergli vicino sempre, non improvvisarsi dentro quest'aula, perché la buona fede e le battaglie pregresse non passano invano e ripeto la buona fede trionfa sempre e viene sempre a galla. Voglio riportare l'aula a considerare come si sia arrivati a questa situazione di esposizione debitoria incredibile del mondo agricolo sardo. Intanto c'è stato un sistema di finanziamenti successivi e di esposizioni successive per finanziamenti ottenuti dalle categorie, che sono state invogliate ad indebitarsi via via sempre di più con progetti successivi che hanno trovato l'accoglimento da parte degli assessorati con la complicità di diversi settori; prima di tutto quello dei progettisti che, con il solo fine di incassare le parcelle, dicevano alla gente di mandare avanti un certo progetto. Quando avevano difficoltà a pagare non li invitavano a rivolgersi a chi li avrebbe aiutati a produrre, a lavorare meglio, ma gli dicevano di fare un altro progetto, magari del valore di cento milioni con il quale pagare il debito del vecchio progetto, e così ampliavano il debito. E così via tre, quattro, cinque volte. Poi le banche, che non possono far finta di cadere dalle nuvole perché questa situazione le banche, per ogni azienda che seguono, conoscevano bene prima di crearla. Anche la complicità dei politici c'è stata, perché loro pur di incassare la cambiale del voto se ne sono sempre fregati di quello che poteva succedere negli anni successivi, con questo andazzo - mi si passi la parola - vero e proprio, perché così va definito. Anche l'Ispettorato, che deve vigilare, non mi sembra che abbia vigilato molto in questi anni su quello che succedeva all'interno delle categorie del mondo agricolo. E le stesse associazioni di categoria che magari oggi fomentano dall'alto di questa tribuna, dov'erano quando le aziende si stavano indebitando in questo modo? Che cosa hanno fatto per impedirlo, per sensibilizzare la Regione sarda perché non si arrivasse ad una situazione incredibile come questa. Un'altra considerazione importante è stata fatta già da altri, e cioè che questa legge importante, condivisibile nel principio, ha sicuramente dei limiti che non ci impediranno di votarla lealmente in quest'aula, così come abbiamo sempre detto e come faremo. Intanto i 14 miliardi circa, che ci sono, sono certamente insufficienti. Abbiamo visto il progetto attuativo proposto dall'Assessore, che qui non è il caso di esaminare anche perché non è all'ordine del giorno e che sicuramente non è esente da essere criticabile, migliorabile e credo che la Commissione agricoltura non mancherà di farlo a luogo e tempo debito. Noi comunque di fronte alle categorie, quando il loro grido di aiuto è alto, siamo stati sempre vicini, non mancheremo neanche in questo momento di essergli vicini con la concretezza, però, non con le false promesse, non con la demagogia, ma con i fatti, con il nostro voto qua dentro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Presidente, cosi esaurisco il mio compitino anche perché non voglio sottrarre altro tempo a questo dibattito, e mi sembra che se ne sia perso abbastanza. Però qualche considerazione va fatta. Innanzitutto, e vado in modo telegrafico, io sono tra coloro i quali credono che una bugia anche se ripetuta cento volte rimane sempre una bugia. Allora se in Conferenza dei Capigruppo un presidente ha detto di essere contrario, fin dal primo momento, all'inversione dell'ordine del giorno, non può venire in aula e dire tutto il contrario. Secondo punto; prendo atto che l'onorevole Balia ci ha illustrato che in realtà la maggioranza non è compatta e che la ragione per la quale chiedeva la sospensione degli altri provvedimenti era soltanto perché su questo provvedimento essendoci l'unanimità non era possibile che ci fossero colpi a sorpresa, mentre sugli altri pur essendoci la garanzia da parte della opposizione che ci sarebbe stato il voto a favore, anzi ne avevamo chiesto l'inserimento all'ordine del giorno, la maggioranza evidentemente, così ha detto l'onorevole Balia, non era certa di ciò che sarebbe potuto accadere in aula e quindi ha preferito il rinvio. E' stato richiamato entrando nel merito che la procedura che prevede la legge, che doveva prevedere la legge, per via dei condizionamenti dell'Unione europea, è una procedura complessa. Allora io non posso non rilevare, primo, che questo provvedimento in commissione è stato votato alla unanimità da tutti i Gruppi. Secondo, che la ristrutturazione avverrà su un progetto che verrà fatto dalla Giunta. Allora, invito le categorie a stare vigili fin da questo momento perché se questa legge viene approvata prima delle ore 20 di oggi, e se non ci fosse stato tutto quel dibattito forse l'avremmo potuta approvare alle 19 e 30, ma sempre alla data di oggi che scade a mezzanotte; quindi non è che anticipano le procedure se questa legge viene votata alle 20 anziché alle 19 e 30, oppure alle 20 e 30 anziché alle 20. Allora dicevo che le categorie devono vigilare su questo, perché è la Giunta che dovrà poi approvare questi progetti, ed è la Commissione consiliare che dovrà esprimere poi il parere su questi progetti. Allora quando in legge si fissano termini di trenta giorni, le categorie devono essere lì, con il calendario alla mano pronte a mettere subito in mora il governo che non adempisse ai compiti che la legge gli affida entro il trentesimo giorno. Perché da tre anni e mezzo, io parlo solo di tre anni e mezzo, questa assemblea ci ha abituato a tante altre cose. Ci ha abituato per esempio a fissare il termine di trenta giorni, di sei mesi, e poi al ventinovesimo giorno o al quinto mese e ventinove giorni avere subito la legge di proroga dei termini prossimi alla scadenza pronta. Io dico allora che bisogna fare attenzione quando si prendono impegni così solenni, bisogna anche rispettarli, bisogna onorarli. Allora ultima considerazione; la stessa Commissione dice che le somme a disposizione, le somme impegnate per questo intervento, sono insufficienti rispetto alle reali necessità. E allora mi pongo e pongo al governo regionale questa domanda. Il governo regionale e la maggioranza vogliono veramente affrontare e risolvere il problema? Se vogliono veramente affrontare e risolvere il problema non devono stanziare nove miliardi o due a rivoletti che non servono forse a niente, perché da qui ad approvare i progetti ci sarà da vedere se i soldi ci saranno ancora oppure, non avendo potuto utilizzarli nel corso dell'esercizio, non si arriverà con la legge di assestamento del bilancio a spostarli in un altro capitolo, come sempre accade quando si tratta di provvedimenti a favore della agricoltura. E ne riparleremo in sede di discussione della legge finanziaria e del bilancio, caro Assessore Paba, quando lei ha trasmesso all'Assessorato al bilancio una notizia destituita di fondamento, allorquando ha comunicato che, per esempio, per la forestazione produttiva, lei autorizzava la sottrazione di 5 miliardi che erano stanziati per il capitolo relativo, 6023, mi pare, perché non c'erano domande, mentre io ho documenti, perché la seguo personalmente, di domande esistenti, già istruite e già finite, chiusa la parentesi. Ci vedremo in quella sede se gli impegni oggi presi qui verranno effettivamente mantenuti. E allora io dico: se soltanto per le colture protette, per le 500 aziende delle colture protette occorrono 50, 60 miliardi, ma scusate, li vogliamo trovare i 50, 60 miliardi per affrontare in via definitiva questo problema oppure no? Oppure dobbiamo ogni cinque giorni, ogni cinque mesi arrivare qui con leggine che creano artatamente aspettative. Vengono addirittura invitati a venire ad assistere per vedere i buoni e i cattivi, per guardare se ci sono i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Ovviamente i buoni sono sempre quelli che stanno dalla parte della maggioranza, e i cattivi sono quelli che stanno dalla parte dell'opposizione, anche quando presentano emendamenti sull'agricoltura, per esempio per irrigare aree che hanno bisogno di acqua, soprattutto in periodi di siccità, qui si risolve con l'affermazione che non si può fare perché non ci sono soldi. Ma allora diciamo la verità, dovete dire la verità: non ci sono soldi e quindi non affronterete i problemi. Però se non ci sono per queste categorie non ne dovete trovare neanche per le altre categorie, perché noi non saremo sicuramente disponibili per votare leggi a favore di provvedimenti che hanno esclusivamente carattere assistenziale, tipo i lavori socialmente utili, i contributi più o meno dovuti per il pagamento di stipendi ad enti strumentali della Regione che nient'altro fanno che succhiare il sangue, non soldi, stanno succhiando il sangue della gente questi enti strumentali. O i sindacati che ricevono i contributi da parte della Regione per che cosa? Per non assistere oppure per affidare ad enti strumentali, che dovrebbero svolgere altri compiti, ma intanto sono imponenti, come numero di personale, che vengono mantenuti e a questi vengono affidati compiti istituzionali nell'amministrazione diretta. Invece di farle gli ispettorati, le pratiche, le istruttorie, per esempio, vengono affidate all'Ersat, per esempio, che ha altri compiti, e quindi nessuno riesce, anche quando segue una determinata pratica, a sapere qual è il funzionario che deve seguire la pratica, a chi si deve rivolgere, e i provvedimenti vengono adottati dopo cinque, sei, sette, otto, dieci anni; questa è la verità! Altro che creare aspettative che poi non possono essere soddisfatte. E allora, questa legge comunque ha un provvedimento, contiene una cosa. Se invece di parlare di 14 miliardi, avesse parlato di 140 milioni, o anche di soli 14 milioni noi l'avremmo votata lo stesso; e di questo era certa la maggioranza, l'ha detto l'onorevole Balia, quando ha detto che questa era, in questo momento, l'unica legge che poteva essere discussa da quest'Aula perché sulle altre la maggioranza non aveva la certezza di poterla approvare, nonostante il voto favorevole preannunciato da parte dell'opposizione. Questo è grave che sia stato detto. Se ce l'avesse detto prima, che questo era il vero motivo, noi non saremmo stati a difendere i principi. Perché non ce l'hanno detto prima che non possiamo discutere questa legge, perché non abbiamo la certezza che noi potremmo votarla o che una parte di noi potrà votarla. E quindi non abbiamo la certezza che il provvedimento per il commercio, l'altra legge sui provvedimenti vari per l'agricoltura, noi non abbiamo la certezza matematica di poterla approvare insieme a voi perché potrebbe accadere che una parte consistente della maggioranza invece che votare a favore voti contro. Forse avremmo aderito ancor prima a questa cosa invece di essere stati costretti dalle forza dei numeri.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
PABA, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, come tutti sanno la normativa comunitaria, che non è la normativa degli altri, ma è anche la nostra normativa, è particolarmente attenta alle procedure con le quali vengono concessi aiuti al funzionamento delle aziende e, in particolare, al funzionamento delle aziende agricole. I così detti orientamenti dell'Unione Europea che regolano questo tipo di aiuto sono stati pubblicati nel settembre del 1997 e questo disegno di legge, che costituisce una sorta di legge quadro per gli interventi che prevedono appunto aiuti alle aziende agricole è la prima applicazione in Italia, ma credo anche a livello europeo, di questi orientamenti. Ricordo ancora segnatamente, onorevole Masala, che la Sardegna è la prima fra le regioni meridionali nell'attuazione dei programmi Feoga, e questo anche grazie all'opera di decentramento di alcune attività istruttorie presso gli enti strumentali della Regione. Ho detto che questa è una legge quadro, una sovrastruttura, una struttura, se si vuole, di carattere normativo che consentirà l'applicazione di piani di salvataggio articolati per comparti produttivi. Questo spiega perché la dotazione finanziaria contenuta in questo disegno di legge possa apparire insufficiente. Lo è, questa apparenza, per almeno due motivi: il primo è che quella era la dotazione finanziaria disponibile nel momento in cui questo disegno di legge è stato elaborato. Secondo, perché la definizione precisa delle esigenze finanziarie è affidata ai piani operativi con i quali questo disegno di legge, questa struttura di carattere generale trova applicazione. Credo che, come è stato riconosciuto, questo sia un provvedimento molto importante perché rientra nell'attività, nel modo operare di questa Giunta, di questo Consiglio regionale, che vuole realizzare e adottare provvedimenti che siano inattaccabili dal punto di vista formale, per evitare che molta dell'attività dell'Assessore, della Giunta e anche della Giunta regionale sia rivolta a rimediare i guasti determinati dalla pratica adottata nel passato di approvare leggi, soprattutto quelle che contengono degli aiuti senza contemporaneamente notificarli all'Unione Europea, quindi leggi che siano inattaccabili dal punto di vista formale e che quindi possano essere applicate nel tempo e che siano insieme efficienti. L'iter, una volta approvato questo disegno di legge, è quello che tutti quanti noi conosciamo. Questo disegno di legge deve essere approvato dal Governo, contemporaneamente deve essere notificato all'Unione Europea, e credo che i tempi dell'approvazione saranno molto ridotti perché questo disegno di legge è stato elaborato insieme, con una collaborazione e con un contatto di carattere informale con i funzionari dell'Unione Europea che seguono il regime degli aiuti di Stato. Contemporaneamente la Giunta regionale ha già approvato ed è stato inviato alla Commissione il primo piano operativo che si applica al settore serricolo. E allora, nel momento in cui la Commissione avrà approvato questo piano operativo che contiene, questo è un elemento molto importante, anche la griglia di accesso alle aziende, al piano di salvataggio, sarà possibile definire meglio la dotazione finanziaria, e io sono sicuro che la Giunta e il Consiglio regionale troveranno le risorse finanziarie perché sia un intervento insieme efficiente ed esauriente, e che renda finalmente questo comparto e successivamente gli altri comparti ai quali i piani di salvataggio, di ristrutturazione si applicheranno, in grado finalmente di trovare non solo un maggior equilibrio di carattere finanziario, ma anche una condizione di carattere aziendale che consenta di rimanere da soli, senza bisogno, nel futuro, di ulteriori interventi nel mercato, all'interno di una agricoltura, come quella sarda, che, nonostante le difficoltà che ancora questo pomeriggio sono state ricordate, registra anno dopo anno un ritmo di crescita positivo, salvo una breve flessione verificatasi nel 1995 per effetto
Presidenza del Presidente SELIS
(Segue PABA.) per effetto della siccità. Io credo che molte delle difficoltà derivino dall'indebitamento che grava sulle aziende agricole, ma molte difficoltà derivano anche dalla incertezza in assenza di una prospettiva sicura con la quale affrontare il processo di trasformazione che riguarda non solo l'agricoltura sarda, ma tutti i sistemi agricoli anche delle regioni più sviluppate, si trovano di fronte gli agricoltori. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Molto brevemente approfitto della trattazione dell'articolo 2, in realtà farò alcune considerazioni anche sull'articolo 3 e sulla copertura finanziaria, così in un argomento solo voglio esaurire l'intervento.
Io credo che su questo articolo 2 ci sia un po' il cuore del sistema di questo provvedimento legislativo, e cioè le finalità le abbiamo viste, sono le finalità di salvataggio e ristrutturazione di quelle imprese che si trovano in difficoltà e che la difficoltà non sia dovuta a cause gestionali, ma a cause diverse da quelle gestionali. Gli aiuti, che abbiamo detto consistere in crediti, garanzie di crediti e prestiti a tasso ordinario, tendono a restituire, a ripristinare la redditività delle aziende. Viene specificato poi meglio, nel passaggio...io, Presidente, se l'Aula mi ascolta mi basta un minuto, se alcuni non sono interessati possono uscire un attimo, io faccio in fretta lo stesso.
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Locci. Prego i colleghi di...
LOCCI (A.N.). ecco, dicevo che gli aiuti tendono quindi a ripristinare la redditività delle aziende. La norma specifica all'articolo 2 che il ripristino consiste nel recupero della capacità dell'azienda di coprire la totalità dei propri costi e nel recupero del rendimento del capitale che consenta di competere sul mercato senza richiedere ulteriori interventi pubblici. Allora, io pongo una domanda all'Assessore dell'agricoltura, pongo una domanda all'Aula, pongo una domanda più in generale al mondo dell'agricoltura, premettendo subito che come Gruppo di Alleanza Nazionale voteremo a favore del provvedimento e che quindi questo nostro intervento non ha come obiettivo quello di bocciare l'articolo, bocciare la legge o cose di questo genere: ma siamo veramente certi, chi potrà certificare che l'intervento di carattere pubblico attuale potrà restituire redditività e capacità di confronto sul mercato alle aziende agricole esistenti in assenza di un'azione di riordino fondiario, di una riforma del problema dell'acqua che sappia assicurare quanto meno per un triennio e quindi la programmazione della risorsa idrica verso questo settore, in assenza di una programmazione delle colture rispetto alle domande che i mercati chiedono, una mancanza della promozione dei prodotti agricoli tipici, una inesistenza della assistenza necessaria per la commercializzazione di questi prodotti, una mancanza di connessione delle produzioni con i consumi e gli altri settori della Sardegna?
Ecco, io credo che se questo criterio dovesse essere attuato in maniera diciamo così spietata nessuna azienda potrebbe avere questo requisito. E allora questo è il primo campanello d'allarme che vogliamo far squillare.
La seconda questione riguarda l'articolo 3. Abbiamo detto che questi aiuti si rivolgono in due direzioni: il salvataggio o la ristrutturazione dell'azienda. Allora, il comma 1 dell'articolo 3 francamente, Assessore, ci fa paura perché se gli interventi del salvataggio e della ristrutturazione sono contestuali allora la questione può essere discussa in una certa maniera, ma se voi tratterete gli argomenti in maniera separata, cioè aziende che possono essere solamente oggetto di salvataggio, senza la ristrutturazione, e in questo caso il comma 1 dice che le aziende devono al momento della richiesta dell'aiuto documentare lo stato di difficoltà finanziaria, allora in questo caso mi chiedo quali siano i criteri per la selezione delle aziende che possono accedere al salvataggio, quali siano i criteri obiettivi per la selezione e la scelta di queste aziende. Lo stesso problema riguarda anche la ristrutturazione, ma nella ristrutturazione vediamo un problema in più, perché vedete stasera diciamo che finisce la farsa in qualche maniera, cioè tra qualche minuto questo Consiglio regionale avrà approvato, io spero e credo che approverà anche all'unanimità questo provvedimento legislativo, da questo momento, diceva bene il mio Capogruppo, inizia il conto alla rovescia, cioè inizia quel conto alla rovescia da parte degli operatori agricoli, i quali avranno diritto di pretendere, perché una legge della loro Regione gli conferirà questo diritto, e questo diritto dovrà incominciare a scontrarsi con la vostra burocrazia, con la vostra tempistica, con le vostre crisi regionali, con le vostre inefficienze, con una tempistica ormai inadeguata ai tempi e alla industria agricola. E allora su questo veramente dobbiamo chiedere al mondo agricolo che forse si è mostrato impaziente di attendere un'ora perché avremmo voluto pensare non solo a loro ma anche ai commercianti. E allora è da questo momento che chiediamo loro di vigilare la tempistica della Giunta, la tempistica che dovrà adottare nel compiere il primo atto successivo alla approvazione della legge e cioè in quella predisposizione, intanto seguire la legge dai vostri amici romani, di modo che passi immediatamente il controllo al governo romano, perché successivamente venga seguita davanti all'Unione Europea perché ottenga il nulla osta previsto dalla legislazione europea e subito dopo io mi auguro che qui ci sia ancora una Giunta che faccia trovare già pronto, mettetevi a lavoro domani mattina se siete capaci, per predisporre quel piano che voi stessi qui avete inserito, perché questo piano stesso dovrà tornare al l'Unione Europea. E allora vogliamo anche sapere per quale motivo non avete inserito qui almeno dei tempi certi, perché non avete quanto meno individuato una procedura da seguire? Chi saranno gli organismi preposti alla istruttoria di queste pratiche? Con quali tempi certi coloro che hanno necessità e bisogno dovranno rivolgersi? A chi dovranno rivolgersi e quali requisiti dovranno esporre, oltre a quelli dell'amicizia o delle tessere che spero stiano fuori da questa partita? E tutto questo, vede, Assessore, resta aggravato da un fatto, che questo mondo aveva bisogno di dotazioni finanziarie che si avvicinino almeno a cento miliardi di lire e che invece qui trovano una rispondenza per il 1998 in una somma pari a 9,5 e alla misera cifra, dico la misera cifra per il 1999 e il 2000 di 2 miliardi e 111 milioni. Questa è una vergogna, questa è demagogia legale, questa è demagogia di governo. Questo significa scrivere grandi principi da un lato, significa scrivere che ci vogliamo occupare di un problema e non affiancare a questi principi le risorse per rendere efficaci e concreti questi principi. Allora vi sfidiamo da ora, andremo a discutere, speriamo presto, speriamo che questa crisi non impegni ancora una volta le istituzioni e non blocchi quindi la Sardegna, così come avete fatto in questi lunghissimi tre anni e mezzo. E vi sfidiamo da ora ad inserire nella legge finanziaria, l'andiamo a fare tra qualche giorno, speriamo tra qualche settimana. E allora dimostrateci là che questi principi possono diventare cose concrete, e là vi aspettiamo per verificare se sapete dotare il mondo agricolo di quelle risorse finanziarie di cui ha necessità. E allora vedremo chi sono i demagoghi, chi sono gli imbroglioni e chi invece sta da parte del mondo della produzione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Io devo scusarmi, perché in effetti, avendo voluto soltanto fare pochi secondi di considerazione nella relazione, forse non ho fornito all'Aula i chiarimenti necessari, e credo poi che anche quelle poche cose che ho detto mi pare che non siano state comprese, credo per limiti miei. Così mi pare che non abbiano compreso neanche le cose che l'Assessore ha detto in chiarimento, allora colgo l'occasione adesso dell'intervento del collega Locci, per chiarirle. Allora la prima questione, veniva citato l'articolo 3 bis, abbiamo precisato prima che noi siamo stati condannati dall'Unione Europea per la legge numero 44, che abbatteva i debiti di una legge del 1989, legata al periodo di siccità. Gli agricoltori sardi e le aziende sarde e noi stessi siamo in una situazione di difficoltà a por rimedio a quella condanna che l'anno scorso ci è pervenuta dall'Unione Europea per la legge numero 44, che appunto sosteneva aiuti non previsti dal quadro comunitario. Quindi si è precisato che questa legge, il piano di risanamento non può essere separato dal piano di ristrutturazione, quindi mentre è possibile, anzi mentre non è possibile che ci sia un piano di risanamento che non è accompagnato da un piano di ristrutturazione, perché bisogna dimostrare o meno nel piano, la tendenza deve essere quella che si risana ristrutturando il settore e ristrutturando l'azienda. Può essere invece possibilissimo che ci sia un'azienda che abbia bisogno di ristrutturare e che non ha bisogno di risanare, perché non tutte le aziende serricole in Sardegna hanno debiti al 31-12-'96 e ci sono aziende che possono non avere debiti ma che entrano dentro un progetto di comparto e che hanno bisogno di ristrutturarsi per continuare ad operare senza avere debiti. Quindi non ci sarà risanamento senza ristrutturazione, mentre ci può essere ristrutturazione senza risanamento perché magari non hanno debiti. Quindi è chiaro che il programma, il piano sarà uno solo, la Commissione ha avuto, o meglio la Giunta regionale ha già approvato il primo piano che affronta l'emergenza e la maggiore urgenza delle aziende agricole, che era il settore serricolo, perché ci sono i serricoltori che hanno avuto pignoramento delle aziende e in qualche caso anche della propria abitazione, perché ci sono serricoltori che hanno visto messe all'asta le proprie aziende e quindi ha dato priorità la Giunta regionale, ben facendo - secondo me - l'Assessore dell'agricoltura, a questo settore. Quindi la Giunta regionale addirittura ha fatto precedere il piano per il settore serricolo di risanamento e ristrutturazione e poi c'è il POP che contribuisce, il Piano FEOGA che la Commissione ha già approvato, che va in quella direzione, ha fatto precedere il piano con l'approvazione della Giunta alla stessa approvazione della legge. Infatti ho precisato che la legge è semplicemente un quadro normativo di riferimento, che troverà la sua piena attuazione attraverso i piani esecutivi che già sono stati approvati dalla Giunta e che prevedono passaggi consiliari, tant'è che quando la Commissione avrà modo di avere in carico il piano che la Giunta ha già approvato avremo modo di discutere e di approfondire il piano per il settore serricolo. Quindi le risorse saranno commisurate in rapporto al piano, al programma e al settore. In questo caso, come già precisato anche nella relazione, si trattava di avere un quadro normativo di riferimento, i capitoli da inserire nel bilancio e questo la legge ha fatto. Le risorse potevano essere, il collega Amadu diceva 140 milioni, potevano essere anche solo un miliardo, l'importante in questo momento è avere una legge che l'Unione Europea ci riconosce, perché soltanto avendo la legge che l'Unione Europea ci riconosce e ci approva e quindi concordata con l'Unione Europea, si possono poi determinare i piani di risanamento e di ristrutturazione. E sono i piani di risanamento e di ristrutturazione che determineranno le risorse necessarie.
Anche io sono tra quelli che si batterà anche nel bilancio e nella finanziaria, sapendo che la coperta è corta, ma sapendo che questo settore ha bisogno di risorse, che siano reperite le risorse necessarie, anche attraverso una trattativa con l'Unione Europea, attraverso l'utilizzo dei fondi che questo Assessorato, tra l'altro, ha utilizzato in maniera egregia in questi anni, attraverso l'utilizzo dei fondi nazionali, attraverso l'utilizzo dei fondi comunitari e anche attraverso trattativa con le banche, in quanto il piano di risanamento, il primo piano, nasce anche da un coinvolgimento delle stesse banche. Ecco questo è il piano. Io pensavo che fosse chiaro perché in Commissione è stato ampiamente approfondito, tant'è che poi ha determinato un voto unanime della Commissione, ma vedo anche dagli interventi che forse i commissari che la guidano non sono riusciti a portare questa riflessione ai Gruppi, visto che si denuncia la scarsezza di risorse, sapendo, come ho detto prima, che è solo una legge quadro, un semplice quadro di riferimento, ma le risorse vanno reperite sulla base dei piani e per il fatto che abbiamo già annunciato in Commissione che il primo piano era stato già redatto e che la Commissione appena l'avrebbe ricevuto l'avrebbe rispedito. Quindi solo queste considerazioni e ribadisco che non esiste un piano di risanamento senza un piano di ristrutturazione, mentre può essere che ci sia qualche azienda (e ce ne sono) che ha bisogno di ristrutturarsi senza avere bisogno di abbattere i debiti perché debiti in questo momento non ne hanno contratto, oppure attraverso mille sacrifici sono riusciti a mantenere a galla, però anche questo ha bisogno sicuramente di essere inserito in un progetto di razionalizzazione e di sviluppo che comprenderà molte delle cose che il collega Locci ha richiamato, magari consorziarli, magari la commercializzazione, magari tutti quegli strumenti che oggi sono stati causa delle difficoltà delle aziende agricole. E' ovvio che nella legge non si fa riferimento a responsabilità dell'agricoltore, perché la legge essendo finalizzata non a sanare i debiti, ma a mettere quelle aziende nelle condizioni di stare sul mercato ha quella finalità. Se io affermassi già nella legge che un'azienda è in quelle condizioni, non perché ci sono difficoltà oggettive, elementi esterni, siccità, commerciali, eccetera, ma perché l'agricoltore è incapace, io a quell'azienda le posso dare tutta l'assistenza finanziaria possibile, quella che l'articolo 4 prevede quando dice "l'amministrazione regionale partecipa finanziariamente in misura non superiore al 75 per cento alla realizzazione del programma di risanamento aziendale", che può comprendere interventi di tipo strutturale o finanziario, quindi prevede sia interventi strutturali o finanziari. Ma se io dico che già quell'azienda, l'agricoltore è incapace, è chiaro che non posso intervenire per sostenere quell'azienda, questa mi pare una cosa abbastanza normale e questo che c'è nella legge è quello che ovviamente consente di rendere attuabile quei programmi, così come nella stessa legge era previsto di fare ristrutturazioni e così via. C'è scritto all'articolo 4 bis. Quindi anche quest'aspetto che il collega Locci richiamava è già previsto nella legge e nei prossimi articoli che penso approveremo rapidamente.
Chiedo scusa di questo nuovo intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io vorrei un attimo soffermarmi sulla formulazione del primo comma dell'articolo 2, che potrebbe essere un pochino migliorata nell'ultima frase "e sono concedibili una sola volta", vi è una certa contraddizione perché non si capisce bene se il soggetto sia " gli interventi" o "gli aiuti". E allora poiché il soggetto è "gli aiuti" dal punto di vista della sostanza e non della forma io penso che la formulazione potrebbe essere quella del secondo comma "tali aiuti possono essere concessi una sola volta", e "sono concedibili" andrebbe sostituito da "tali aiuti possono essere concessi". Questo volevo richiamare per il fatto che appunto è opportuno correggere questa formulazione. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi sottolineo l'ultima proposta dell'onorevole Paolo Fois che per una migliore intelligenza della legge propone che nel primo comma dell'articolo 2 l'espressione "sono concedibili" venga sostituita da "tali aiuti possono essere concessi una sola volta". Su questo emendamento orale se siamo d'accordo lo possiamo accogliere. Allora metterei in votazione con questa precisazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4 bis.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4 ter.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli articoli 5 e 6 sono stati soppressi.Si dia lettura dell'articolo 7.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare su questo articolo il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, molti degli interventi hanno messo in evidenza la modestia delle cifre stanziate sia per l'anno 1998 che per l'anno 1999 o meglio 97/98. Io credo che spesse volte noi abbiamo i mezzi finanziari a disposizione ma non li andiamo a cercare. Vi invito a vedere un po' i fondi di rotazione disponibili, ed erano disponibili badate alla data del 30 giugno 1997. Agricoltura, parlo di agricoltura, 78 miliardi 852 milioni 449 mila 839 lire. Queste disponibilità di cassa di fronte a impegni esistenti alla stessa data di 8 miliardi 608 milioni 519 mila lire. Vale a dire come fondi di rotazione per l'agricoltura è come se fossero disponibili 70 miliardi. Ma perché non li tiriamo fuori, ma perché non li diamo alla agricoltura, perché non cominciamo a toglierli adesso in sede di formazione di bilancio 98, di finanziaria '98 e destinarli chissà dove. Lo vedrò perché la legge finanziaria ce l'ho da pochi giorni e non ho ancora visto nei particolari dove vanno a finire questi fondi. Una parte certamente dei fondi di rotazione disponibili dell'agricoltura, ho già visto, è stata tolta. Ma perché continuiamo a mantenere i fondi di rotazione, badate ce n'erano di disponibili al 30 giugno 1997, disponibilità di cassa presso tutta una serie di istituti di credito, per mille e trenta miliardi, diverse centinaia di miliardi vi erano per l'industria, per il turismo, per il commercio. Noi continuiamo a piangere miseria però abbiamo depositati presso una serie di istituti di credito la bellezza di oltre mille miliardi. Signori, ve l'ho fatto l'anno scorso questo discorso, credo che dovrò ripetervelo in sede di finanziaria quest'anno. Questi fondi devono essere tolti da questi istituti di credito, destinati alle finalità per le quali il nostro ente è stato istituito; abbiamo le aziende agrarie che muoiono e noi lasciamo 80 miliardi disponibili presso gli istituti di credito. Traete le conclusioni, perché io ripeto l'argomento lo riprenderò in sede di discussione della legge finanziaria per l'anno 98 e per il triennio.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Procediamo ora alla votazione con procedimento elettronico del disegno di legge numero 368.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LOCCI -- LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.
Voti nulli: MURGIA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 63
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
Discussione del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione e dei bilanci degli enti strumentali per l'anno finanziario 1998" (381)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 381; relatore il consigliere Secci.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. La Commissione, nella seduta del 16 dicembre...
(Applausi dalle tribune del pubblico)
PRESIDENTE. Vorrei che l'onorevole Secci non si illudesse perché l'applauso non era per lui.
SECCI (Popolari), relatore. Pensavo che fosse una dimostrazione di stima personale, ma va rinviata per la prossima volta. E con l'emozione superata, il provvedimento di cui si tratta, il disegno di legge della Giunta che riguarda l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, e il bilancio degli enti strumentali per l'anno finanziario 1998, si rende necessario, come è, penso, a conoscenza di tutti, perché la manovra finanziaria, la legge finanziaria, il bilancio per il 1998 e il triennale per il 1998-2000, sono pervenuti in Consiglio soltanto qualche giorno fa. E quindi, così come è avvenuto per altri esercizi, si rende necessario un periodo limitato di esercizio provvisorio che, nella proposta della Giunta accolta dalla Commissione, si parla di esercizio provvisorio per due mesi, fino a quindi il 28 febbraio del '98. Mi preme soltanto sottolineare una cosa, Presidente, che sottopongo all'attenzione dell'Aula, mi sembra che i termini che vengono proposti e che comunque abbiamo deciso unanimemente che fossero quelli proponibili all'Aula, siano estremamente stretti, nel senso che, secondo quelle che sono le procedure di approvazione della nuova finanziaria, andiamo verosimilmente alla discussione della finanziaria e del bilancio per il 1998 ai primi giorni del mese di febbraio, tenuto conto dei tempi strettissimi. Il che, siccome il Consiglio ha pure bisogno di qualche giorno per approvare la manovra finanziaria, è possibile che, non prima del 10 di febbraio tutto il sistema abbia avuto le approvazioni necessarie. E allora siccome c'è, come altre volte è successo, il rischio di un'ulteriore proroga dell'esercizio provvisorio, è probabile che sia opportuno, in questa sede, durante l'esame del provvedimento, valutare se il tempo d'esercizio provvisorio sia quello indicato e non possa invece, più verosimilmente, essere portato leggermente in avanti per consentire un'approvazione, tutto sommato, tranquilla della manovra stessa in Consiglio e rendere poi la possibilità di legge emanata nei tempi che sono previsti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Ritengo necessario prendere la parola sull'esercizio provvisorio perché qui circolano sempre voci un po' strane, e cioè la voce strana è che noi siamo contrari all'approvazione del disegno di legge sull'esercizio provvisorio. Non è questa la nostra contrarietà, perché ormai è evidente che l'esercizio provvisorio è indispensabile perché diversamente l'attività amministrativa dal primo gennaio si blocca. Il discorso che facciamo noi non è questo: noi diciamo che all'esercizio provvisorio non si doveva fare ricorso perché la legge finanziaria doveva essere presentata entro il 30 settembre. Anziché il 30 settembre è stata presentata il 15 dicembre. C'è una bella differenza, non è una settimana, né dieci né quindici giorni, sono due mesi e mezzo dopo. Ecco perché noi siamo contrari all'esercizio provvisorio. Del resto io credo, ce lo insegnate voi stessi, il Parlamento nazionale ricorre anche alla fiducia e anche ripetutamente, pur di approvare la finanziaria entro l'anno, in modo da non fare ricorso all'esercizio provvisorio. Invece noi siamo sempre daccapo. Esercizio provvisorio richiesto per due mesi, l'onorevole collega Secci ha detto: due mesi sono pochi. Ci abbiamo pensato noi come opposizione, attraverso un emendamento dell'onorevole Balletto di portarlo a tre mesi... no, mi dicono che non è stato presentato. Avevamo in mente, perché io sono convinto che certamente non ce la faremo né in due mesi e forse neanche in tre mesi, perché anche le commissioni vogliono i tempi stabiliti dal Regolamento, le commissioni di merito, la Commissione bilancio e programmazione economica e nel Consiglio io ritengo che debba essere discusso abbondantemente perché trattasi dell'atto fondamentale di programmazione economica che viene compiuto, per cui non lo possiamo liquidare rapidamente. Le disposizioni attraverso le quali si realizza la vita programmatica ed economica della Regione è la legge finanziaria e il bilancio di previsione, per cui lo dobbiamo approvare con una certa serenità. Quindi, l'esercizio provvisorio io dico che lo dovete approvare perché è indispensabile. Ma tanto la lezione per l'anno venturo non vi servirà perché arriveremo sempre attraverso litigi, bisticci della Giunta a portare il bilancio in Aula non al 30 settembre ma al 15 di dicembre.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Scusi, Presidente, siccome ho visto che si è iscritto anche l'onorevole Sassu, per l'alternanza degli interventi degli oratori preferirei parlare dopo, se fosse possibile.
PRESIDENTE. Onorevole Sassu, lei è d'accordo?
SASSU (Progr. Fed.). Col collega Balletto abbiamo spesso potuto verificare un rapporto di cordialità, quindi credo di poter accogliere la richiesta fatta al presidente del Consiglio. Intervengo molto brevemente per dire che voterò a favore del disegno di legge relativo all'esercizio provvisorio, pur dicendo che anch'io avrei preferito di non dover discutere in Aula il ricorso all'esercizio stesso, sappiamo che è un limite che impedisce di dispiegare la subito tutte le risorse regionali per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna, sappiamo anche che è un limite che deriva da una difficoltà oggettiva (perché negarlo ?) che attiene al Governo regionale e alla stessa maggioranza. Ma è un atto indispensabile che consente di spendere almeno una parte di risorse, i due dodicesimi, legati ai mesi di cui si richiede l'esercizio provvisorio. Intervengo anche per riprendere la valutazione del collega relatore di maggioranza, Eliseo Secci, per quanto riguarda la valutazione sui tempi. E' vero, i tempi richiesti, due mesi, sono molto ristretti; c'è il rischio di un'ulteriore richiesta di esercizio provvisorio. Ma io credo che questo rischio lo potremo valutare e verificare successivamente, anche perché ritengo che noi, come Consiglio, come Commissione di merito e come Commissione terza dovremmo cercare, nel rispetto del Regolamento, di ridurre al massimo i tempi di riflessione della finanziaria stessa. Quindi ho l'impressione che se noi, per quanto riguarda la finanziaria e per quanto riguarda il bilancio, tentiamo di rispettare i tempi del Regolamento, sapendo anche che i tempi della Camera e del Senato sono decisamente inferiori, e a questo penso che poi la Giunta per il Regolamento lavorerà per modificare i tempi dell'iter legislativo, della finanziaria e del bilancio, io credo che potremmo concludere il lavoro della finanziaria e del bilancio in tempo utile per limitare l'esercizio provvisorio ai due mesi, così come noi stiamo indicando nel disegno di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non prima di ringraziare il collega Sassu per la cortesia che mi ha voluto riservare, intervengo per rappresentare tutta la mia preoccupazione per ciò che riguarda non tanto il disegno di legge relativo alla approvazione dell'esercizio provvisorio, quanto per rimarcare la situazione gravissima nella quale ci troviamo e, badate bene, non per la prima volta nello scorcio di questa legislatura, ma per la quarta volta, e quindi per ogni esercizio che sino adesso si è verificato.
Va detto anche che quest'anno i disegni di legge relativi alla legge finanziaria, alla legge di bilancio e vari collegati, rispetto agli anni precedenti sono stati presentati con ulteriore ritardo, perché lo scorso anno, se mal non ricordo, vennero presentati in Consiglio il 12 di novembre. Quest'anno oltre un mese più tardi e poi con quel famoso giallo relativo a un bilancio, una manovra finanziaria approvata il 31 ottobre, e non ho motivo di dubitare che così sia stato, perché in questi termini si era espresso il professor Sassu in Commissione terza, e nonostante l'approvazione formale questo bilancio, questi atti hanno impiegato la bellezza di quarantacinque giorni per giungere in Consiglio. E sono giunti evidentemente dopo sollecitazioni non solo da parte del sottoscritto, che in proposito ha scritto una lettera allo stesso assessore professor Sassu e al Presidente della Giunta regionale sollecitando gli atti, ma questo per una questione di trasparenza, per una questione di obiettività, per una questione di dire le cose a chi ci guarda, a chi ha aspettative tutti i santi giorni, quali sono le situazioni e quali sono le reali difficoltà. Io non disconosco, per carità, che la Giunta una volta che approvi un documento o un disegno di legge possa ritornare sui suoi passi e modificarlo, ci mancherebbe altro, però è anche vero che quando un consigliere regionale in presenza di una dichiarazione di intervenuta delibera e di atti che sono approvati ne richiede sia la delibera, sia gli atti e non ha risposta evidentemente qualche cosa non va. La mia sensazione è che quei documenti, assessore Sassu, fossero stati solamente approvati sulla carta ma che dovessero essere ancora compilati e riempiti di contenuti. E qui probabilmente, anzi sicuramente saranno intervenute le contrapposizioni, i litigi all'interno della Giunta, tra i vari Assessori per l'attribuzione di somme relative ai propri disegni.
Allora, la preoccupazione: lei Assessore ci insegna che la manovra finanziaria, la legge di bilancio raccoglie tutti gli atti fondamentali della programmazione della Regione. E' il punto culminante dell'attività politica di una maggioranza e di una Giunta che la rappresenta. Non avere quasi alla fine dell'anno questo documento fondamentale, questo disegno di legge fondamentale significa proprio che programmazione non ve ne è. Adesso faccio un esempio, colleghi. La legge sulla cultura sarda che è stata di recente licenziata e che prevede degli stanziamenti di somme non potrà avere per i primi due mesi del 1998 nessuna destinazione di somme perché il meccanismo dei dodicesimi impedisce di spendere. E questo vale per tutti quegli altri provvedimenti e tutte quelle altre iniziative che la Giunta avesse assunto nella sua attività di programmazione e quindi di governo per l'anno successivo. Questo è un fatto gravissimo. Ci possono essere interventi che hanno necessità, proprio per la loro logica e architettura, di interventi di spesa nella fase iniziale, per poi non averne quasi niente nella parte successiva. Questo significa bloccare di fatto, e se non bloccare impedire e limitare fortemente l'attività di spesa. Quindi la preoccupazione è che per il quarto anno consecutivo questa attività di governo, seria, puntuale, finalizzata ad affrontare e a risolvere i veri problemi della nostra economia oramai collassata non c'è e non esiste.
Poi, mi sorprende anche la relazione della Commissione. Do atto al Presidente di aver sollevato un problema, che è quello relativo alla durata dell'esercizio provvisorio. Io avevo predisposto un emendamento in questo senso, che aveva già firmato il collega Casu, ne aveva dichiarato la presentazione. Ma così non ho fatto perché mi son detto che se la maggioranza ritiene che due mesi siano sufficienti perché le leggi di bilancio vengano approvate evidentemente ritiene di avere santi in Paradiso. Ricordiamoci che lo scorso anno ci fu la legge di proroga all'esercizio provvisorio e venne approvata l'8 marzo, se non ricordo male, quindi la nostra Regione per otto giorno ha lavorato, ha speso, ha governato senza copertura. Fatto gravissimo, cosa che un'amministrazione appena appena attenta e responsabile non può consentire che si verifichi. Sotto questo aspetto, come mi ricordava il collega Casu, c'è stato anche un rilievo da parte della Corte dei Conti, ma allora perché gettare fumo negli occhi a ci guarda, a chi ci ascolta e a chi ha aspettative? Le cose diciamole per quelle che sono: il problema l'ha sollevato il collega Secci, e bisogna dargliene atto, ma non è che debba essere sollevato, va risolto. Bisogna dire le cose per quelle che sono: le leggi di bilancio non potranno essere verosimilmente approvate, posto che i trenta giorni il Governo se li tiene tutti quanti, prima della fine del mese di marzo, e quindi siamo seri e se occorrono tre mesi visto che la frittata è fatta almeno cuociamola in maniera giusta e non serviamola cruda.
Ritornando al discorso di prima, come fa la Commissione programmazione, presidente Secci, a condividere, perché la relazione della Commissione è molto stringata, si legge: "La terza Commissione, nella seduta....ha licenziato...avendo condiviso i motivi che hanno indotto la Giunta regionale a presentare...". ma vuole dire all'Aula, ai sardi, quali sono i motivi che hanno indotto la Giunta a presentare la manovra finanziaria con questo ritardo? Avremmo fatto più bella figura... bastava non fare nessuna relazione.
Mi riservo comunque di entrare nel dettaglio del disegno di legge durante la discussione degli articoli. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, io sono un po' perplesso per questo modo di procedere. Il relatore ha detto che questo disegno di legge si rende necessario. Io avrei voluto conoscere anche perché si renda necessario, indipendentemente dalla ovvietà che per il combinato disposto che deriva dalla frase testé citata dall'onorevole Balletto "avendo condiviso i motivi" e l'ovvietà che sta scritta nella relazione della Giunta, stante l'imminente fine dell'anno. Che vuol dire? Se la legge finanziaria dice che il bilancio deve essere presentato il 30 settembre io ho bisogno anche di capire per quale motivo si è arrivati alla fine dell'anno, senza giustificarlo lo scorso anno il bilancio fu presentato in ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge, ma in ogni caso fu data una motivazione di carattere politico. Cioè si disse: c'è la crisi in atto, il governo è in crisi, la Giunta è in crisi e quindi siccome siamo in crisi, siccome siamo in una situazione di crisi ovviamente c'è stato un ritardo nella presentazione degli atti di bilancio. Tutti dicono che non c'è crisi in questo momento, quindi se non c'è crisi, se non c'è una motivazione diversa da quella dell'anno scorso si potrebbe così, per una curiosità di chi parla in questo momento, conoscere la ragione per la quale si è arrivati alla fine del mese? Allora, prima considerazione: innanzitutto non è vero, almeno a me non risulta che il bilancio e gli atti del bilancio siano pervenuti alcuni giorni fa, perché questo poi lo dovremo verificare, Regolamento alla mano. Perché l'articolo 34 dice che tutti i termini previsti dal Regolamento decorrono dal momento in cui ciascun consigliere ha ricevuto la documentazione completa, cioè al completo gli atti di bilancio. Si dà il caso che almeno io, e credo anche tutti gli altri...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, prego i colleghi, se qualcuno deve scambiare qualche parola, vorrei che non lo facesse qua di fronte, prego.
MASALA (A.N.). Non solo io, ma credo anche gli altri colleghi abbiano ricevuto soltanto oggi, 18 dicembre 1997, una parte di questi documenti e cioè la famosa tabella H che riguarda l'Assessorato del turismo. La parte di spesa relativa all'Assessorato del turismo è stata consegnata oggi 18 dicembre, sostituisce la tabella vecchia, tutto quello che vogliamo, ma è comunque una parte dei documenti finanziari che è stata consegnata oggi. E poiché il Regolamento dice che i termini decorrono da quando ogni consigliere ha ricevuto completamente tutta la documentazione, è ovvio che i termini incominciano a decorrere da oggi. Anzi, per essere più esatti dovrebbero decorrere da domani, 19 dicembre 1997. Che dire poi all'onorevole Sassu che si è richiamato al Regolamento? Noi avremmo anche potuto, come Giunta per il Regolamento, ridurre i tempi da assegnare alle Commissioni di merito e alla Commissione bilancio per l'esame dei documenti finanziari. Benissimo. Che cosa sarebbe accaduto? Niente, non sarebbe accaduto niente perché la Giunta avrebbe ugualmente trasmesso gli atti in questi giorni e soltanto in questi giorni il Consiglio, e le varie Commissioni. avrebbe potuto prendere in esame la documentazione relativa. E quindi quello stato di necessità non viene determinato dalla lunghezza dei termini previsti dal Regolamento, ma vengono determinati esclusivamente dalle inadempienze della Giunta. A me non interessa che il documento sia stato approvato dalla Giunta, così si dice, il 31 ottobre, a me interessa che il Consiglio è venuto in possesso di questi documenti soltanto oggi, 18 dicembre 1997. E' molto facile creare le condizioni perché si verifichi un'esigenza e poi dire: io devo fare una cosa perché è diventata necessitata. No, andiamo a fare almeno una valutazione e quindi quanto meno a dare una censura di natura politica nei confronti della Giunta che è inadempiente. Diversamente a che serve discutere di queste cose? Non serve a niente, non potrà mai essere di insegnamento alla Giunta futura e all'esercizio finanziario dell'anno prossimo, perché l'anno prossimo noi probabilmente dovremo ancora discutere dei ritardi con i quali vengono presentati i documenti dalla Giunta e magari, quando lo presenta pur in ritardo, ma in tempo utile perché il Consiglio approvi entro il 31 dicembre, magari sono poi i consiglieri, le Commissioni che ritardano, perché magari ritardano anche perché il bilancio viene presentato in modo formale, nel senso cioè che viene presentato, come lo scorso anno, un malloppo di documenti e poi cinque minuti dopo la stessa Giunta presenta altrettanti emendamenti, come quelli che aveva presentato prima, cioè presentando una manovra finanziaria radicalmente diversa da quella precedentemente fissata. Questo è vero. Perché chi non fa parte di quella Commissione ed esamina i documenti per conto suo, privatamente, quando arriva in Aula o qualche giorno prima, si trova con proposte di legge e con cifre completamente diverse da quelle che si avevano all'origine. Altro che intangibilità del bilancio! Il bilancio è intangibile per le iniziative delle opposizioni, per le iniziative dei singoli consiglieri, ma è sempre tangibile, modificabile ad iniziativa della Giunta, apparentemente della Giunta, diciamo della maggioranza. Questa è la realtà perché nel frattempo c'è tutto un insieme di meccanismi che vengono messi in atto per modificare, aggiustare, concordare, compensare le eventuali poste che mancano all'appello al primo momento. Ovviamente questo pur essendo un atto dovuto è un atto dovuto, ma è diventato atto dovuto, quindi necessitato per responsabilità della maggioranza ed essendo responsabilità della maggioranza, questa cosa, è la maggioranza che se la deve votare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Molto brevemente, signor Presidente, per sottolineare che oramai tutto ciò che dovrebbe essere l'eccezione in quest'Aula sta diventando una regola, così anche l'esercizio provvisorio, che non è la conseguenza di un mero incidente, come spesso capita, di percorso, non vi sono eventi straordinari di particolare rilevanza, ma è la conseguenza di un fallimento politico, sottolineo, di questa maggioranza di centro sinistra, che continua ad avallare pratiche non legittime. Per questo motivo noi voteremo contro, ma non tanto contro l'atto in sé, quanto contro queste pratiche che hanno contraddistinto, nel corso di questi tre anni e mezzo di legislatura, l'azione della Giunta regionale. Alla maggioranza diciamo: trovi i numeri per approvarsela e all'onorevole Peppino Balia dico che non abbiamo lezioni da prendere da lui e tanto meno sull'affidabilità. Si tenga nei suoi abiti tutto quel discredito che è proprio dell'agire politico che gli pertiene e non cerchi di deviare né su chi responsabilmente rappresenta l'opposizione e fa le battaglie da questi banchi, perché i sardi non credono più certamente alle bugie che oramai di giorno in giorno e alle pratiche che sono sicuramente informate a calcoli di bottega e non certo a programmi per fare uscire dal pantano questa nostra Isola, per fare uscire da una situazione che oramai è divenuta ingovernabile e intollerabile. Per questo ribadisco non daremo con il nostro voto l'avallo a pratiche che ancora continueremo con tutta la nostra forza a denunciare come pratiche non legittime.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.Progr.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno qua in quest'aula diceva se questo disegno di legge si rende necessario chiedeva quali sono le ragioni e chiedeva una risposta alla Giunta. Io credo che non bisogna aspettarsi una risposta dalla Giunta, la risposta è di fronte a tutti noi, è di fronte ai sardi, è di fronte al popolo sardo che ogni giorno ha potuto constatare l'inadeguatezza di una azione politica e la mancanza di una capacità di governo che poi forse ha portato anche alla presentazione con molto ritardo del bilancio di previsione per il 1998. Per altro voglio dire siamo di fronte a un fatto ormai ricorrente; qualcuno ricordava che è il quarto esercizio che viene approvato con un grandissimo margine di ritardo, quest'anno in modo particolare nel senso che siamo ancora più in ritardo rispetto a tutti gli altri anni; e soprattutto stiamo registrando che non soltanto si sta consolidando la politica del rinvio, del ritardo e quant'altro, ma non si rispettano nemmeno più gli impegni che la Giunta aveva assunto precisamente in quest'aula, e cioè che la prassi del ritardo avesse a finire. Per cui è una constatazione politica, di un modo di agire politico di questa maggioranza che porta inevitabilmente a questo stato di cose. Uno stato di cose che poi si ripercuote con tutta la sua drammaticità nella economia isolana e nella incapacità di dare quelle risposte che invece il popolo della Sardegna si aspetta di noi, si aspetta da questa maggioranza, si aspetta soprattutto da questo Consiglio regionale. Qualcuno dice che si tratta di un atto dovuto; di sicuro è un atto dovuto da parte della maggioranza di permettere un esercizio provvisorio, non è un atto dovuto da parte delle forze di opposizione, noi siamo una forza di opposizione, comunque a considerare il fatto che non vi possa essere il nostro voto favorevole a questa proposta di esercizio provvisorio. Perché questo? Perché riteniamo che ormai questa Giunta, questa maggioranza siano giunte al capolinea; la stessa dimostrazione di ciò che è successo ieri in quest'aula, con la mancata approvazione del piano di razionalizzazione ospedaliera, dimostra che si naviga ormai al buio, ma nel buio più profondo nel senso che non si vede più nessuno spazio di luce, e quando si viaggia al buio il rischio sempre inevitabile è quello di andare a sbattere contro il muro e molte volte anche di fare male. Ma se si facesse male soltanto la Giunta o la maggioranza poco male sarebbe, nel senso che molte volte il male porta anche a riconsiderare le azioni che si fanno, il problema è che con questo modo di governare oltre a farsi male loro fanno male alle popolazioni che hanno la pretesa di voler governare. Io non so se l'atto che non è stato esitato ieri dal Consiglio regionale provocherà danni anche economici alle casse della Regione sarda. Se così fosse e se la Giunta non correrà immediatamente ai ripari, per far sì che questo non avvenga, sarebbe veramente un atto inqualificabile che non potrebbe trovare giustificazione alcuna. Per cui noi voteremo contro questo provvedimento, così come annunciando questo voto contrario rileviamo che non viene a cadere il malvezzo da parte della Giunta regionale di continuare a emendare i testi da lei stessa presentati pochi giorni prima. Questo succede quando è in discussione il bilancio, e questo succede anche quando è in discussione l'autorizzazione per l'esercizio provvisorio. Ho qua di fronte l'emendamento numero uno, sono pochi perché gli articoli sono pochi, finora abbiamo trovato soltanto due emendamenti, che riguarda soprattutto un argomento che probabilmente doveva essere esitato nell'assestamento di bilancio, perché si tratta in effetti di una ulteriore proroga di uno stanziamento che può essere utilizzato sino al 31 dicembre 1998. Questa è l'ulteriore dimostrazione di come anche sugli atti concreti siamo in continuo ritardo, che si viaggia alla cieca e che di giorno in giorno si cerca di riparare ai danni o alle mancanze che non si è riusciti ad operare per tempo come prevedono le norme che regolano questo Consiglio.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, solo una brevissima replica toccando tre punti. Primo, ritardi. Debbo dire che non ho niente da aggiungere a quello che in maniera cortese, seppure comunque molto severa, hanno detto sia l'onorevole Casu, sia l'onorevole Balletto; è nei fatti, credo che non ci sia altro commento da fare. Se però questo non vuole essere una mancanza di riguardo nei confronti dell'aula io chiedo, o almeno confido che il senso di responsabilità del Consiglio regionale possa, nei limiti in cui è possibile, recuperare i ritardi che sono stati accumulati fino a questo momento dalla Giunta. Secondo, perché il ritardo. Confesso che la domanda che è stata posta dall'onorevole Masala è in parte disarmante. E in qualche modo è disarmante la risposta che io do. Diceva l'onorevole Masala che l'anno scorso è arrivato il 12 novembre perché c'era la crisi della Giunta regionale. Perché quest'anno invece? Perché la crisi è davanti agli occhi di tutti, è esaminata abbondantemente, continuamente, in dibattiti. Credo che questa sia la mia risposta disarmante ma allo stesso tempo è l'unica risposta seria che mi sento di dare. Terzo, la durata dell'esercizio provvisorio. Tutti coloro che sono intervenuti si sono soffermati su questo argomento; ho già presentato un emendamento in cui si chiede che l'esercizio provvisorio venga prorogato di un ulteriore mese.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
1. Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, la Giunta regionale è autorizzata ad esercitare provvisoriamente, fino a quando è approvato con legge e, comunque, non oltre il 28 febbraio 1998, il bilancio della Regione per l'anno finanziario 1998 secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nel relativo disegno di legge, presentati al Consiglio regionale.
2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare due dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascun capitolo degli stati di previsione della spesa.
3. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità ed alla scadenza delle erogazioni.
4. Sul capitolo 03149 relativo a "Interessi passivi da corrispondere agli istituti tesorieri per scoperti di conto corrente" è autorizzata l'assunzione di impegni sino all'importo di lire 2.000.000.000.
5. Sono esclusi dalla gestione provvisoria gli stanziamenti che costituiscono nuove o maggiori spese e sono previsti nel disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 1998)", ugualmente presentato al Consiglio regionale, fino all'entrata in vigore della legge stessa.
6. In corrispondenza a quanto previsto nei precedenti commi e con le stesse modalità e limitazioni è autorizzato, altresì, l'esercizio provvisorio del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, noi riteniamo che la legge di contabilità, la numero 11 del 1983, nello stabilire che nel corso dell'esercizio provvisorio le spese non possano superare gli stanziamenti in misura di tanti dodicesimi quanto dura l'esercizio provvisorio, proprio per il rigore e le finalità di rigore che la legge e l'esercizio provvisorio si impone, le spese debbano essere riferite a un dodicesimo per ciascun mese di durata dell'esercizio provvisorio e non anche di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell'esercizio stesso. Come dire esemplificando: se l'esercizio provvisorio fosse di tre mesi, non è affatto questo lo spirito della legge e cioè di consentire che i tre dodicesimi comunque complessivamente spendibili possano essere indifferentemente spesi il primo giorno di gennaio o l'ultimo giorno di marzo. Riteniamo che, proprio per le finalità di rigore che disciplinano l'esercizio provvisorio, così come previsto nella legge numero 11 dell'83, imponga il rispetto della spesa per tanti dodicesimi per ciascun mese di durata dell'esercizio. In questo senso si indirizza e si orienta l'emendamento che è stato presentato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà ai parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 2 è un argomento che è stato oggetto di lunga e approfondita discussione in Commissione ed è opportuno, per tutto il Consiglio, che si leggano, sono soltanto quattro righe, quanto dispone l'articolo 35 della legge numero 11 del 1983 che regola le norme in materie di bilancio e contabilità della Regione. Il comma secondo dell'articolo 35 dice: durante l'esercizio provvisorio la gestione del bilancio è consentita per tanti dodicesimi della spesa prevista da ciascun capitolo del disegno di legge di bilancio per quanti sono i mesi dell'esercizio provvisorio. Allora il testo che la Giunta propone e che propone di emendare portando a tre dodicesimi, contiene evidentemente il vincolo della spesa per dodicesimi per ciascun mese, e però siccome può essere speso anche al secondo o al terzo mese un impegno, al secondo o al terzo mese si può spendere, se non si è speso nulla, i due dodicesimi o i tre dodicesimi. Questo è, nella norma corrente della gestione finanziaria dell'amministrazione regionale, dell'amministrazione degli enti locali, una cosa diffusissima e utilizzata in maniera costante. Per cui il parere della Commissione su questo emendamento, ripeto, anche per averlo già discusso durante i lavori della Commissione, è contrario. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 4, essendo stato io stesso a sostenere l'esigenza di un allargamento dell'esercizio provvisorio, mi sembra che il parere non possa che essere positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io credo che l'interpretazione che adesso ha dato il Presidente della Commissione sia assolutamente corretta e i termini che la Giunta regionale ha utilizzato nel disegno di legge per l'esercizio provvisorio debbo dire ripercorrono esattamente i termini che sono indicati nella legge che il relatore ci ha appena ricordato. Quindi credo che sia questa l'espressione più corretta, e quindi esprime parere non favorevole sull'emendamento numero 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Come ho detto durante l'illustrazione, questa interpretazione non convince, perché le finalità della legge nello stabilire la spesa per dodicesimi, proprio differenzia la situazione di normalità durante l'esercizio ordinario, laddove gli stanziamenti possono, anche se riguardano i dodici mesi dell'esercizio finanziario, possono essere indifferentemente impegnati e spesi in qualunque periodo dell'esercizio. Quindi, data l'eccezionalità e la straordinarietà del momento, e quindi della gestione e della spesa che avviene senza un bilancio formalmente approvato, la limitazione è categorica e vuol dare proprio quel segno di rigidità all'attività del Governo regionale, vincolandolo alla spendita nella misura di un dodicesimo in ragione di ogni mese. Se così non fosse, evidentemente, le due situazioni, ordinaria la prima e straordinaria la seconda, verrebbero equiparate e messe sullo stesso piano; il che non avrebbe nessun senso. E' evidente che la ratio e la volontà della legge è indirizzata sull'interpretazione che ne ha dato il sottoscritto e i presentatori dell'emendamento e non anche all'interpretazione che ha dato il Presidente della Commissione e la Giunta. Pertanto insistiamo sull'emendamento, nella speranza che venga approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, semplicemente per far notare che i commi 2 e 3 dell'articolo 1 potrebbero anche non esservi perché la materia è interamente regolata dall'articolo 35 della legge regionale numero 11 del 1983, che disciplina come avviene l'esercizio provvisorio. Semplicemente hanno riprodotto le norme di legge, per cui se adottiamo la formula dell'assessore Balletto stiamo andando a modificare la legge numero 11 del 1983 ...
BALLETTO (F.I.). Grazie per la promozione, mi hai definito assessore Balletto.
BONESU (P.S.d'Az.). Siamo in periodo di crisi. Quindi credo effettivamente che la vera modifica della normativa sarebbe l'approvazione dell'emendamento proposto dall'onorevole Balletto.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
1. E' autorizzato, non oltre il 28 febbraio 1998, l'esercizio provvisorio dei bilanci degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14, secondo gli stati di previsione ed i relativi provvedimenti di variazione dei rispettivi bilanci per l'anno finanzio 1997; valgono al riguardo i limiti di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 1 della presente legge.
PRESIDENTE. Mi pare di capire che, per un fatto di coordinamento, se siete d'accordo, lo facciamo in coordinamento, anche qua sono portati a tre mesi, e quindi al 31 marzo.
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CONCAS, Segretaria:
Art. 3
1. Le somme stanziate in conto competenza e disponibili in conto residui per la realizzazione di programmi o iniziative comunitarie, qualora non impegnate al termine dell'esercizio 1997, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
2. Le somme non impegnate alla data del 31 dicembre 1997 in conto del capitolo 03014, relativo a "Fondo per gli oneri derivanti da accordi sindacali", sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e 3. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 3.
BALLETTO (F.I.). Con riferimento all'articolo 3, riesce veramente difficile capire il senso di ciò che vi è scritto. L'articolo 3 testualmente recita: "Le somme stanziate in conto competenza e disponibili in conto residui". Fanno un po' a pugno l'una con le altre, perché se le somme sono stanziate in conto competenza non possono essere disponibili in conto residui, a meno che non si volesse dire "le somme stanziate in conto competenza nonché quelle disponibili in conto residui", e quindi bisognerebbe dire bene, perché l'interprete può non capire.
Fatta questa piccola puntualizzazione, l'Assessore ha detto che l'interpretazione corretta è "nonché quelle disponibili in conto residui", vediamo di illustrare l' emendamento. Mantenere in bilancio le somme comunque disponibili in conto residui significa, a mio modo di vedere, favorire la moda o il malvezzo, scusatemi l'espressione e passatemi il termine, di non impegnare le somme stesse e quindi di evitare di spendere. In sostanza, se le somme non impegnate andassero, come dovrebbe essere, in economia, e quindi ci fosse l'obbligo di un eventuale ristanziamento, probabilmente l'impegno delle somme stanziate e l'erogazione sarebbe molto più facile e possibile. Ora, siccome da informazioni rese dalla stampa in questi ultimi giorni apprendiamo che le somme complessivamente non spese nel corso dell'esercizio finanziario 1996-1997, sia in conto dei residui, sia in conto della competenza, assommano a circa 10.000 miliardi, è evidente che la tendenza di trasferire all'esercizio immediatamente successivo le somme che comunque non sono impegnate, o comunque sono disponibili in conto residui, evidentemente favorisce questo tipo di attività piuttosto che accelerare la spesa. Ma poi c'è anche un altro aspetto che i proponenti dell'emendamento vogliono con l' emendamento stesso evidenziare: che senso ha, per ciò che riguarda il secondo comma, stabilire che le somme non impegnate alla data del 31 dicembre 1997 in conto capitolo, ecc., possono essere utilizzate nell'esercizio successivo. Chiedo scusa, Assessore, ci spieghi perché questo differimento, o meglio questo mantenimento di stanziamento non debba essere effettuato con la legge ordinaria di bilancio. Che senso ha che venga fatto con la legge che autorizza l'esercizio provvisorio? L'esercizio provvisorio sta semplicemente autorizzato, in quelle determinate modalità, l'esercizio in assenza di legge di bilancio. Ebbene, la legge ordinaria di bilancio, se si riterrà che questo tipo di operazione, al di là degli aspetti censurati nella prima parte del mio intervento, se riterrà che si debba fare lo farà la legge ordinaria, non la legge di esercizio provvisorio. Non riesco a capire quale sia il motivo, quali siano le finalità e quale sia l'esigenza di inserire in una legge di esercizio provvisorio un mantenimento di stanziamenti che invece deve essere effettuato, come dicevo poc'anzi, nella legge ordinaria. Grazie.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, l'emendamento numero 1 è essenzialmente un emendamento che posso definire anche di natura tecnica perché riguarda un articolo della manovra di assestamento recentemente approvato, all'interno della quale un emendamento presentato dalla stessa Giunta aveva commesso un errore. In altri termini, l'emendamento numero 32 all'articolo 13 del disegno di legge di assestamento aveva scritto sostitutivo anziché aggiuntivo, il che ha permesso la cancellazione di un comma dell'articolo 13, più precisamente del secondo comma, che era già stato approvato dalla Commissione. Per porre rimedio a quell'errore viene presentato in questo provvedimento anche l'emendamento che è aggiuntivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 1 le indicazioni che dava l'Assessore sono da me confermate, nel senso che nel momento della discussione e della approvazione, sia nella proposta della Giunta che durante i lavori della Commissione, gli articoli 57 e 58 cui faceva riferimento erano stati illustrati in maniera distinta. Il lavoro convulso in aula ha portato a ritenere un emendamento sostituivo di un altro anziché aggiuntivo. Si rende quindi soltanto giustizia a una fatto che nella volontà complessiva esisteva già in questa maniera. Per quanto riguarda l'emendamento numero 3 è stato oggetto anche questo problema di lunga discussione in commissione, con interventi anche del collega Balletto che ha illustrato l' emendamento che è stato presentato e le ragioni della Giunta sono state considerate in Commissione valide e quindi accolte. Per questa ragione l' emendamento stesso non può essere accolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, intervengo sull' emendamento numero 1 per dire che la spiegazione che potrà essere anche esatta sotto il profilo storico, ma sotto il profilo tecnico come è stato definito non mi pare che trovi coerenza con l'articolo 57 della legge che si intende modificare. L'articolo 57 recita testualmente che le somme destinate al CRS4, ai sensi del comma 1 della legge regionale...ecc., possono essere utilizzate anche nel periodo successivo e fino alla emanazione della legge regionale sulla ricerca scientifica e tecnologica, e comunque non oltre il 31 dicembre 1997. Qual è il problema? Il problema è che indipendentemente dal fatto che l' emendamento fosse aggiuntivo o sostitutivo sta di fatto che la volontà del legislatore, così come risulta dal testo legislativo, è che le somme potevano essere utilizzate entro il 31 dicembre 1997. Se cioè l'Assessore avesse detto che essendo stata la legge approvata il 21 dicembre 1996 e probabilmente non è entrata in vigore entro il 31 dicembre 1997, e quindi secondo le intenzioni il legislatore avrebbe dovuto in quel momento tener conto di questo dato e scrivere magari 31 dicembre 1998, e magari ci avesse detto che i progetti, che i programmi sono stati approvati successivamente al 31/12/97 e che le somme sono state erogate nel 1998.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue MASALA.) In realtà propone questo emendamento per rendere legittime le somme che sono state già erogate, perché rimane il fatto che oggi 18 dicembre 1997 tutte le somme eventualmente erogate ai sensi dell'articolo 57 della legge 21 dicembre 1996, numero 37, sono indebite fino a questo momento. Quindi a rigore il C.S.R.E. o come si chiama, dovrebbe restituirle, questo è il senso.
Avrei preferito una spiegazione più legata al testo legislativo piuttosto che una spiegazione di natura storica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.).Onorevole Presidente del Consiglio, io dico che la Giunta avrebbe fatto bene a non scrivere l'articolo 3, perché sta continuando ad ingrossare i residui passivi e spesse volte i residui passivi non ci sono. Se andasse per curiosità a vedere: anno 1996 minori residui passivi 516 miliardi; anno 1995 minori residui passivi accertati o determinati nel corso dell'anno 562 miliardi; anno 1994 minori residui passivi 470 miliardi e 496 milioni. Potrei continuare, vi risparmio la lettura del riaccertamento dei residui nel corso dell'anno. Perché questo? Perché mettono tutto a residuo anche se non esiste un impegno, hanno snaturato i residui passivi, quindi chi va a leggere il risultato finanziario dell'ente sa di camminare, chi come me lo ha esaminato, sulle sabbie mobili, perché vengono riportati... Presidente, si può fare un po' di silenzio?
PRESIDENTE. Predo i colleghi di seguire con la dovuta attenzione l'intervento dell'onorevole Casu.
CASU (F.I.). Li lasci chiacchierare, Presidente, ci rinuncio io, grazie.
PRESIDENTE. No, no, onorevole Casu, prosegua, per cortesia. Sarebbe un'ingiustizia troppo grande, prego continui il suo intervento.
CASU (F.I.). In sostanza non ricordo neanche cosa stavo dicendo... per effetto del contenuto di questo articolo 3 si continuano ad alimentare in modo pauroso i residui passivi, mentre in realtà non ci sono. E allora chi va a leggere il rendiconto della Regione sarda si trova dei dati che non corrispondono alla realtà. Per dimostrarvi questo io vi ho letto come è avvenuto in tre anni, '96, '95, andando a ritroso '94, i residui passivi nel corso dell'anno sono stati corretti per 516 miliardi, 562 miliardi e 470 miliardi. Chi ce lo fa fare ad indicare nel rendiconto residui passivi, somme che residui non sono? E' semplicemente la cocciutaggine di non voler modificare l'atteggiamento, solo questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, io mi stupisco dell'accanimento contro l'articolo 3 che risponde invece ad alcune esigenze di chiarezza contabile. Noi abbiamo delle entrate provenienti dall'Unione Europea, nel corso dell'anno in cui riceviamo le entrate non riusciamo ad impegnare la spesa. La conseguenza sarebbe che questa spesa va in economia, ma non può andare in realtà in economia perché deve essere una spesa correlata all'entrata. Quindi noi ci troveremo un'entrata alla quale non corrisponde una spesa, mentre le due somme devono essere in correlazione. Che cosa avviene quindi? Che conservando a residuo, nonostante la mancanza di impegno, cioè considerandola praticamente un residuo di stanziamento e non un residuo di impegno, quindi non si tratta in realtà di un residuo passivo propriamente detto, noi manteniamo il vincolo di destinazione delle somme che abbiamo introitato nella parte di entrata e forse per opportunità contabile e di chiarezza occorrerebbe che si distinguessero poi i residui di stanziamento dai residui che derivano da impegno: questo per comodità di lettura. Ma a me sembra che l'operazione abbia il vantaggio di evitare manovre di reiscrizione in bilancio che sarebbero prive, in questo caso, di entrata nel corrispondente anno e quindi, veramente, sfalzando l'annualità di bilancio che invece nei limiti del possibile occorre conservare anche per queste entrate e spese che devono essere correlate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Lo so che disturba, ma avete perso tanto tempo prima in questioni che non avevano nessun significato, è ovvio che adesso chi ha da dire qualche cosa la dica, ovviamente non c'è obbligo di intendere o di ascoltare, ma soprattutto forse di intendere. Allora, io mi riallaccio a quello che diceva poc'anzi il collega Casu e faccio riferimento alle ultime affermazioni del collega Bonesu. Caro Bonesu esistono bilanci e norme di contabilità pubblica che sono vincolanti, se intendiamo farci il bilancio e disporre la contabilità con il conto, e chiedo scusa al soggetto al quale mi riferisco, della serva, facciamolo pure, però diciamo che stiamo facendo la contabilità con i conti della serva. Le norme di contabilità pubblica sono quelle, piaccia o non piaccia, devono essere seguite, se no stiamo facendo i comodi nostri, stiamo solamente, non stiamo, state soddisfacendo esigenze che tendono a sopperire le negligenze che si sono dimostrate nel momento dell'impegno, nel momento dell'erogazione della spesa. Ancora un altro rilievo sull'emendamento numero 1, scusate, noi qui stiamo discutendo di un disegno di legge che deve disporre l'esercizio provvisorio, qui invece con l'emendamento numero 1 si sta introducendo una modifica a una legge esistente, l'articolo 57 della legge citata poc'anzi, con la quale si stabilisce che le somme comunque stanziate per il CRS4 possono essere impegnate o erogate fino a quando non sarà emanata la legge regionale sulla ricerca scientifica e comunque non oltre il 31.12.1997, con legge regionale è stato imposto un vincolo. Ebbene, noi questo vincolo di una legge lo modifichiamo con il disegno di legge relativo all'esercizio provvisorio? Mi sembra che a questo punto ci possiamo fare anche una piccola finanziaria qua dentro, ci possiamo fare una manovra di assestamento, possiamo fare quello che ci pare e ci piace, potete fare quello che vi pare e vi piace. Quindi è una questione soprattutto di metodo e di rispetto delle regole, per cui questo emendamento è veramente improponibile nella forma, nella sostanza, nel contenuto e già anticipo almeno per questo emendamento la richiesta di voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Dobbiamo mettere in votazione nel seguente ordine: la prima votazione riguarderà l'emendamento numero 3, soppressivo totale, la seconda votazione nel caso che non passasse quell'emendamento soppressivo totale, riguarderebbe l'articolo 3 e poi l'emendamento numero 1 successivo. Sull'emendamento numero 1 se non sbaglio è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi al mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 37
Contrari 24
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CONCAS, Segretaria:
Art. 4
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione, con effetto dal 1° gennaio 1998.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno può, non deve, illustrarlo.
LA ROSA (Gruppo Misto). Io accolgo l'invito implicito, lo darei per illustrato anche perché mi sembra sufficientemente chiaro e corrisponde ad alcuni obiettivi che, tra l'altro, credo che questo Consiglio abbia già condiviso in altri momenti.
PRESIDENTE. Le sono grato a nome di tutto il Consiglio. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, dichiaro che voterò contro l'ordine del giorno, perché l'ordine del giorno è una dimostrazione di incoerenza del Consiglio. Impegna infatti la Giunta regionale a provvedere a delle spese che il Consiglio ha bocciato. Il Consiglio ha bocciato lo stanziamento che avrebbe consentito alla Giunta regionale di provvedervi. Io non capisco come si possa chiedere alla Giunta regionale una condotta che la Giunta regionale non può esercitare proprio perché il Consiglio le ha negato le possibilità. Io credo che sia il tempo di finirla con la demagogia e che il Consiglio regionale si assuma la responsabilità dei propri atti. Il Consiglio regionale ha preso una decisione, non può chiedere alla Giunta di eludere quella decisione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto, immagino. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). No, Presidente, io vorrei discutere.
PRESIDENTE. Non è stata aperta nessuna discussione sull'ordine del giorno. E' stato illustrato.
BALLETTO (F.I.). E' stato dato per illustrato. Il collega Bonesu ha chiesto la parola e ha fatto una dichiarazione di voto. Io voglio entrare nel merito.
PRESIDENTE. Non mi risulta che nel Regolamento sia previsto un dibattito a tutto campo su un ordine del giorno. Mi risulta che esista nel Regolamento che un ordine del giorno venga illustrato e che poi si facciano dichiarazioni di voti sull'ordine del giorno. Questo mi risulta dal Regolamento; se non è così mi corregga e io prenderò atto delle spiegazioni che mi verranno date e, se è come dice lei, apriremo la discussione a tutto campo. Può darsi che sia come dice lei, ma non mi risulta. Non lo dico polemicamente, può darsi che non ne sia a conoscenza.
BALLETTO (F.I.). Comunque per prassi in passato abbiamo sempre discusso gli ordini del giorno.
PRESIDENTE. No, non mi risulta nemmeno questo. Comunque, prego.
BALLETTO (F.I.). Benissimo, il Presidente ricorderà meglio di me anche perché è assistito dagli uffici. Farò un intervento per dichiarazione di voto. Ciò che ha affermato poc'anzi il collega Bonesu è sacrosanto e mi trova perfettamente in sintonia con il suo orientamento. Ma, se vogliamo entrare nel merito di questo ordine del giorno, in funzione del quale poi si esprimerà il voto, va detto che con questo stanziamento si intende carpire ancora una volta la buona fede di questo Consiglio. Quando nel mese di agosto di questo anno, proprio per le stesse finalità che sono indicate nell'ordine del giorno, vennero messi a disposizione dell'ente strumentale 25 miliardi che avevano precipuamente la finalità e lo scopo di anticipare gli esiti della riforma di un disegno di legge che era stato appena presentato. Venne anche approvato, e mi sto ripetendo, perché queste cose le ho già dette più volte però evidentemente non c'è peggior sordo di chi non voglia intendere, venne anche approvato in quella occasione un ordine del giorno con il quale si impegnava la Giunta a destinare prioritariamente le somme per la mobilità lunga e per incentivare l'esodo volontario. Di fatto queste somme sono state impegnate solo ed esclusivamente per pagare gli stipendi di talune società consociate dell'ente strumentale. E sono stati utilizzati come se queste consociate non avessero nessun flusso finanziario in entrata, le perdite le hanno sicuramente, ma qualche liretta dalle attività che svolgono pure entrerà. Ebbene, tutte le somme sono state utilizzate per pagare gli stipendi di queste società. Il Consiglio è stato già ingannato una volta in questi termini. Oggi si ritenta l'inganno, ma anche con sfrontataggine, perché la prima volta ci si poteva anche cascare, la seconda volta evidentemente chi propone, o chi ritiene di proporre un ordine del giorno di questo genere, evidentemente ritiene anche di avere a che fare con degli allocchi. Così purtroppo non è; gli occhi ce li ha chiusi chi li vuole tenere chiusi, evidentemente ce li ha aperti chi vuole guardare. E non guarda solamente di notte, come fanno gli uccelli rapaci, cioè gli allochi ai quali mi riferivo prima; ce li hanno aperti sempre. E allora, come si possono mettere a disposizione dell'Ente minerario 25 miliardi quando il disegno di legge sulla riforma non è ancora stato discusso in Aula e non è stato ancora approvato, quando esistono proposte alternative al disegno di legge che è stato licenziato dalla Commissione sesta e che comunque deve essere sottoposto al vaglio e all'esame della Commissione prima? Qui riforma non ce n'è ancora, qui si vuole anticipare un qualche cosa che ancora non esiste, ma di fatto si vuole solamente mantenere il sistema assistenziale che gravita intorno all'Emsa. Ma mi volete dire per quale motivo, come facciamo a dire a chi ha aspettative da parte di interventi seri, che non siano indirizzati a dispensare privilegi, e quindi nei confronti di tutti quei soggetti che fanno riferimento all'economia pubblica, come facciamo a dire che solo ed esclusivamente, perché in quel settore privato il proprietario è la Regione questi debbano godere di vita eterna e non confrontarsi, invece, con i problemi che le aziende hanno tutte quante nel mercato. Come fate voi, signori della maggioranza, a dire ai dipendenti della Fas, che era la famosa acciaierie sarde, che è finita in concordato preventivo, con cessione di beni, e tutti i dipendenti sono finiti sul lastrico solo ed esclusivamente, mi consta che erano più di 200, solo ed esclusivamente perché hanno avuto la sventura di essere assunti da un imprenditore privato, da una società per azioni che faceva riferimento ad un imprenditore privato. Ma mi volete dire: questa è la giustizia dell'Ulivo? E allora, per cortesia, se si vogliono veramente fare le cose serie, prima approviamo una riforma che sia indirizzata verso il risanamento e il riordino del comparto minerario al quale sovrintende l'Emsa; dopo di che potremmo anche mettere a disposizione tutte le somme che occorrono, quante ne occorrono, quante sono necessarie e sufficienti per risolvere il problema di quel settore, ma solo quando avremo risorse chiare. E non mi si venga, per cortesia, a dire che bisogna avere linguaggi sobri quando, evidentemente, con i comportamenti non poco chiari, taluni, evidentemente esponenti della maggioranza e della Giunta, questi linguaggi li favoriscono. Esprimo ovviamente voto contrario all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, al quale approfitto per chiedere anche il parere del relatore che non ho chiesto prima perché si sono affollate le richieste di intervento.
SECCI (Popolari), relatore. Io intendo sviluppare qualche considerazione su questo ordine del giorno. Il primo è attinente all'obbligo al quale mi richiamava di esprimere il parere previsto. Le debbo confessare, con estrema sincerità e trasparenza, che io non sono in condizione, come relatore, di esprimere il parere su questo provvedimento. Questo provvedimento ci è stato distribuito in aula, non se ne capiscono molti aspetti e, soprattutto, gli aspetti di natura finanziaria sul sistema regionale, per cui esprimere un parere, in questo momento, per me non è possibile. Da questo punto di vista, evidentemente, mi rimetto alle decisioni che l'Aula assumerà. Per quanto riguarda invece il merito del provvedimento io ritengo di aver qualche considerazione da sottoporre all'attenzione del Consiglio; e a parte quella che ormai non c'è provvedimento importante del Consiglio regionale che non veda in coda presentato qualcosa che riguarda l'Ente minerario sardo, mi chiedo che cosa significhi quando, con questo ordine del giorno, si intenda impegnare la Giunta ad assicurare tempestivamente, mediante ricorso agli strumenti possibili e necessari, risorse finanziarie adeguate esclusivamente a... Che a me risulti, Presidente, onorevoli colleghi, l'unica possibilità che ha la Giunta di erogare risorse finanziarie agli enti strumentali è attraverso strumenti regolamentari o di legge. Non ci sono, evidentemente, strade differenti. E quindi la Giunta, in questo momento, non può erogare all'Ente minerario sardo nessuna risorsa. Quindi l'interpretazione non può essere quella che ci sono erogazioni. L'altra interpretazione è che, evidentemente, la Giunta dovrebbe autorizzare l'Ente minerario sardo a ricorrere a strumenti finanziari diversi. E su questo, però, signor Presidente, sorge una domanda: il sistema dell'Ente minerario sardo si è indebitato, attraverso i sistemi che gli consentano di fare questo, perché composto prevalentemente da società per azioni, dove ci sono amministratori responsabili, si è indebitato in questi ultimi anni, per svariate decine di miliardi, forse per più di 100 miliardi dicono quelli che conoscono a fondo la materia. E allora, il problema che si pone, signor presidente, secondo me, non è quello di trovare le risorse per pagare gli stipendi, perché per fare questo gli organi delle società operative dell'Ente minerario sardo possono ricorrere tranquillamente agli strumenti che gli hanno consentito sino ad ora di indebitarsi per tot lire. La preoccupazione che si intravede, signor Presidente, in questo documento, è che ci sia chi, incaricato di una responsabilità pubblica e trovandosi a non sopportare più gli oneri di una gestione (?) catastrofica, voglia trovare luoghi diversi dove la responsabilità si assume collegialmente per poter dire poi che è il Consiglio regionale che ha autorizzato indebitamenti successivo. E io penso che questo non sia giusto. Allora gli strumenti propri che possono essere adottati per risolvere il problema Emsa e di società collegate, stanno, in questo momento, nelle sedi proprie di discussione della Commissione prima, dove ci sono diversi provvedimenti, diverse proposte di legge, diversi disegni di legge, che trattano della materia e che propongono, per la materia, una soluzione organica. Si tratta quindi di accelerare questi processi, Presidente, trovando finalmente il coraggio di dare anche giudizi su chi è stato incaricato di gestire enti strumentali e società partecipate o controllate; perché questa è la verità. E allora, gli stipendi e le tredicesime possono essere tranquillamente pagati attraverso il ricorso agli strumenti ordinari di indebitamento da parte della società. Non c'è bisogno di un ordine del giorno del Consiglio regionale per fare questo, per fare le altre cose, che sono l'incentivazione all'esodo e quanto altro, che è tutto giusto, si badi bene, perché nessuno è contrario a questo, occorrono strumenti di legge diversi, che regolino la materia in maniera organica, che dicano dove si vuole andare, che cosa si vuole fare, chi lo vuole fare e chi lo deve fare, e quali sono le responsabilità attribuite a chi fa le cose. Perché se no, finisce sempre che troveremo fra sei mesi o un anno a dire che le cose che si dovevano fare non sono state fatte nella maniera giusta e che occorre trovare, ancora una volta, risorse pubbliche per tappare buchi ulteriori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. La Giunta concorda sul contenuto dell'ordine del giorno; lo ritiene indispensabile per evitare maggiori perdite nel bilancio pubblico, poiché questo provvedimento consente l'esodo di una parte di lavoratori e la collocazione in mobilità lunga di un'altra parte e quindi la fuoriuscita dal nostro sistema, il che consente evidentemente di realizzare economie che diventano economie definitive, nel senso che quel carico di lavoratori talvolta impegnati in attività che si vanno esaurendo viene ridotto in via definitiva. Quindi, in qualche modo, anticipa il processo di dismissione, di privatizzazione e di alleggerimento dei costi che sul bilancio hanno gravato in tutti questi anni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io volevo fare anche un chiarimento a proposito di quanto affermava il collega onorevole Eliseo Secci. Lui diceva che l'Emsa può contrarre dei debiti, oppure le società controllate possono contrarre dei debiti e che gli risultava che avessero già contratto dei debiti. Io, in quest'Aula, qualche mese fa, feci presente che nell'anno 1996 l'EMSA ha consolidato debiti per 84 miliardi, che riguardavano perdite subite nel 1996, solo anno 1996, da parte dell'EMSA e di tutte le società controllate. Io credo di potermi associare a quanto affermato dal collega Balletto per quanto riguarda il riordino di quest'ente, e fino a quando non avverrà questo riordino io ritengo che non dobbiamo stanziare nessun'altra somma. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.) Signor Presidente, colleghi consiglieri, il mondo è bello perché è variegato, cioè ci sono delle persone...
PRESIDENTE. I Greci la chiamavano una gnome questa, una sentenza.
TUNIS MARCO (F.I.). Bene, c'è qualcuno che la pensa in maniera diversa, che appunto perché vive in una zona che è travagliata da questi problemi, probabilmente sento in modo particolare rispetto ad altri e sono in difficoltà personale. E' stato avviato un processo di riforma dell'ente, nel corso del 1997 sono stati destinati all'EMSA 25 miliardi su 50 che erano già stati previsti dalla legge finanziaria per la riforma dell'ente. Quindi si tratta di concedere altri 25 miliardi che fanno parte di un pacchetto per altro già approvato dal Consiglio regionale. Questo come premessa. Seconda premessa: anche quando per il teatro il Consiglio regionale ha proceduto a bocciare una proposta di finanziamento dopo quindici giorni questo stesso Consiglio si è trovato con un altro provvedimento a riapprovarlo e non ci siamo vergognati, non siamo diventati rossi, siamo rimasti tutti con le nostre convinzioni. Io sono convinto che soltanto perché non ci sono processi ancora di ristrutturazione, che siccome il procedimento è in corso in questo momento la mia posizione è variegata rispetto a quella del collega Casu, il quale dice che appunto perché non si è arrivati alla conclusione egli non può votare a favore. io sono per l'inverso: appunto perché il processo di riforma non si è realizzato non mi sento di affossare i diritti dei dipendenti, i quali per un errore di gestione di coloro che li amministrano non possono pagare le colpe di tanti anni di disfatta.
Loro hanno il diritto, specialmente in questo periodo, durante il quale noi ci recheremo a casa a godere del focolare domestico, di trovarci nella situazione di un lauto pranzo nel momento in cui noi festeggeremo, io andando nel mio paese, dove incontrerò questi operai dovrò dire loro: "scusate, i miei colleghi hanno votato così". Io rivendico il diritto personale di votare secondo coscienza. Io quando incontrerò questi operai li guardo negli occhi e dico: "io ho votato a favore".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo per consentire a tutti il voto secondo coscienza chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La votazione a scrutinio segreto è esclusa dal fatto che si sono dichiarati a favore o contro già diversi consiglieri. Non sarebbe più segreta, è escluso (?), non c'è niente da fare. Metto in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 381.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU -BIGGIO - CADONI - CASU - CONCAS - FLORIS - FRAU - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MASALA - MONTIS - OPPIA - PITTALIS - SANNA NIVOLI - USAI Edoardo - VASSALLO.
Si è astenuto il consigliere: LA ROSA.
Voti nulli: TUNIS MARCO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 60
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 38
Contrari 21
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del progetto di "Esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 1998".
PRESIDENTE. Invito i Questori a prender posto, e contestualmente la Giunta ad abbandonare il posto, perché si deve discutere l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. Absit iniuria verbis.
Ha facoltà di parlare il Questore Loddo.
LODDO (Gruppo Misto), Questore. Come è noto le risorse del Consiglio regionale sono legate al bilancio regionale per cui, essendo stato chiesto l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per tre mesi per l'anno 1998, si rende necessario anche procedere alla approvazione dell'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio per lo stesso periodo. Pertanto nell'articolo unico si propone, lo propongo a voce, in conformità a quanto stabilito per il bilancio della Regione, di passare alla seconda riga da "28 febbraio 1998" a "31 marzo 1998" e similmente nella terzultima riga anziché i due dodicesimi dello stanziamento complessivo vanno letti i tre dodicesimi dello stanziamento complessivo. Il collegio dei Questori invita il Consiglio a votare favorevolmente.
PRESIDENTE. Si dia lettura rapida della deliberazione dell'articolo unico.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo unico, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Variazioni al bilancio dell'Azienda Foreste Demaniali per l'anno finanziario 1997" (372)
PRESIDENTE. Passiamo al punto successivo all'ordine del giorno, il disegno di legge numero 372, relatore il consigliere Secci.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, questo disegno di legge nasce da un'esigenza tecnica, nell'approvazione del bilancio della Regione per il 1997, tra le altre cose fu deciso di prelevare dall'avanzo di amministrazione dell'Azienda Foreste demaniali la somma di 30 miliardi, che poi non è stata tecnicamente inserita in modo corretto nel bilancio dell'Azienda stessa, per cui è risultato non possibile fare quest'operazione. Con il disegno di legge di cui si parla, con l'articolo 1 si pone rimedio a questo inconveniente tecnico; e inoltre, considerate le esigenze particolari che sono brillantemente illustrate nella relazione della Giunta, si propone anche che la disponibilità consistente nel conto dei capitoli 281, 285, 287 dell'esercizio 1997 sempre nel bilancio dell'Azienda foreste demaniali possano essere impegnate entro il 31 dicembre 1998.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Do parere favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale col sistema elettronico del disegno di legge numero 372.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - ZUCCA.
Rispondono no i consiglieri: BIANCAREDDU - BIGGIO - FRAU - LIORI - LOMBARDO - MASALA.
Si sono astenuti i consiglieri: ARESU - CONCAS - OPPIA - TUNIS Marco - VASSALLO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 45
Astenuti 5
Maggioranza 23
Favorevoli 39
Contrari 6
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 27 dicembre 1996, n. 39 e 22 giugno 1987, n. 27, concernenti il personale regionale" (375/Parte)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 375; relatore il consigliere Bonesu.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu, relatore.
BONESU (P.S.d'Az.), relatore. Sarò molto breve, a seguito dell'annullamento delle graduatorie per la nona qualifica il Consiglio regionale aveva approvato con legge un rifacimento delle graduatorie incaricando un'apposita Commissione e assegnando un termine. Poiché il Consiglio di Stato non ha deciso ancora una parte dei ricorsi e in particolare non ha deciso la questione dei titoli, la Commissione ha fatto il lavoro, ma non è in grado di completarlo entro il termine previsto che dovrebbe essere il 14 gennaio. Per cui la proposta prevede una proroga di questo termine e conseguentemente una proroga di tutte le disposizioni che vi sono in questa situazione provvisoria. Ovviamente la prima Commissione sta cercando di superare il problema agli effetti della funzionalità dell'amministrazione regionale in altro modo, cioè approvando le norme sull'ordinamento della Regione che creerebbero una situazione di superamento, sotto il profilo giuridico non economico, della situazione incresciosa che si è creata per queste graduatorie annullate.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
BALLERO (Progr. S.F.D.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta si rimette alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del Titolo.
CONCAS, Segretaria:
TITOLO
Differimento di termini recati dalla legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
1. I termini stabiliti dall'articolo 1, comma 5, e dall'articolo 2, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 1996, n. 39, sono prorogati di centottanta giorni.
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2 e 4. L'emendamento numero 3 è stato ritirato. Si dia lettura degli emendamenti numero 1 e 2 perché l'emendamento numero 4 è in distribuzione.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare l'emendamento numero 1.
SECCI (Popolari). Presidente, due brevissime parole per illustrare questo emendamento. La legge numero 39, a cui si fa riferimento, pone rimedio all'annullamento della graduatoria per la funzione dirigenziale del personale nel ruolo regionale. E la legge invece che regolava la materia della dirigenza era la legge numero 41 del 93, dove si prevede che possano accedere alle funzioni di coordinatore regionale gli impiegati dei ruoli organici della amministrazione regionale e degli enti pubblici strumentali che appartengono alla qualifica funzionale dirigenziale. La sentenza, a cui ha fatto riferimento il relatore nella sua introduzione, ha annullato la graduatoria dei dirigenti della Regione, mentre non vale per la graduatoria dei dirigenti degli enti strumentali. Per cui ci si trova in un paradosso che sembrava essere compreso nella legge numero 39, e cioè che doveva prevedere comportamenti sia per quanto riguarda i dirigenti della Regione, sia per quanto riguarda gli enti strumentali. E così è stata interpretata sino a quando non si è posto il caso specifico di attuazione. Ed è nata in questo frangente l'interpretazione restrittiva da parte del sistema regionale che dice che la legge numero 39 opera soltanto per il personale regionale diretto. Il che è una palese ingiustizia perché ci sono dirigenti, funzionari o impiegati di ottava qualifica che hanno tutti i requisiti per essere collocati in nona, secondo quelli che sono i criteri stabiliti, e non lo sono solo perché è intervenuta la sentenza. Quindi si mette questo personale nelle condizioni di ingiustizia palese rispetto all'altro personale che non è stato toccato da questa sentenza. L'emendamento invece tende a riportare nella stessa condizione tutte queste funzioni.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 4.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 2 e 4 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
BALLERO (Progr. S.F.D.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, gli emendamenti numero 2 e 4 sono chiaramente collegati perché l'emendamento numero 4 è la norma finanziaria dell'emendamento numero 2. L'emendamento nasce dalla esigenza di consentire una maggiore funzionalità nell'espletamento dei concorsi, prevedendo così come avviene per quanto riguarda i concorsi statali un emolumento onnicomprensivo per quanto riguarda i componenti della Commissione, e che quindi consente di accelerare i lavori rispetto ad una previsione, come è l'attuale, che prevede un compenso per seduta con di fatto una moltiplicazione delle sedute. A ciò si aggiunga che per quanto riguarda i componenti interni alla amministrazione, il corrispettivo oggi pagato in termini di straordinario sconta i limiti dello straordinario mensile e questo porta ulteriormente ad accelerare nei mesi la durata dei concorsi e quindi la mancanza di funzionalità per l'amministrazione di avere i concorsi espletati e conclusi nel più breve tempo possibile. Secondo le valutazioni il compenso medio per seduta con questi criteri per gli esterni è di circa 170 mila lire a seduta e 140 per le fasce inferiori, ovviamente dimezzati del 50 per cento per gli interni.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.), relatore. Emendamento numero 1, il relatore esprime parere favorevole perché si tratta sostanzialmente di norma interpretativa che tende ad eliminare una interpretazione sbagliata che stava sorgendo, quindi non cambia né la lettera, né lo spirito della legge, è semplicemente un chiarimento. Gli emendamenti 2 e 4 riguardano materia che la Commissione ha stralciato. Detto questo la Commissione non ha inteso esprimere nessun voto per cui il relatore si rimette all'aula. Però si rimette all'aula ove la Commissione finanze non esprima parere negativo. Perché fondamentalmente la Commissione autonomia aveva stralciato per non appesantire l'iter della legge, considerato che ove la materia fosse stata discussa e approvata sarebbe dovuta andare comunque alla Commissione finanze e quindi l'iter sarebbe stato rallentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Per quanto concerne gli emendamenti numero 2 e 4 mi pare che il relatore abbia motivato a sufficienza le ragioni per le quali la Commissione ha ritenuto di stralciare questa parte e di riservarla ad altre occasioni, cioè quando si faranno delle riforme su questa materia. Mi pare quindi che la proposta avanzata dalla Giunta sia in contrasto con quanto emerso alla unanimità dalla Commissione. Pertanto dovrebbe ritirare gli emendamenti se vuole essere in coerenza con la Commissione stessa. Ora, per quanto riguarda l'emendamento numero 1 il discorso non è esattamente come viene presentato anche se può essere presentato come un emendamento che interpreta una norma poco chiara. Noi qui ci troviamo di fronte a due situazioni. Da un lato abbiamo all'interno della amministrazione regionale una graduatoria per la qualifica di dirigente che è sotto giudizio da parte dei TAR e del Consiglio di Stato. L'articolo 1 che noi abbiamo votato sta lì proprio ad indicare che, a cagione del fatto che il Consiglio di Stato si pronuncerà nel merito del ricorso del primo gruppo di ricorrenti, di dirigenti esclusi dalla graduatoria a suo tempo fatta, deciderà il 14 o il 15 di gennaio del 1998, e quindi si è avvertita la necessità di prorogare i termini di durata dei lavori di questa Commissione che sta riesaminando tutta la documentazione per stilare una nuova graduatoria, e una volta che si sta stabilendo questa graduatoria questo vale esclusivamente per l'amministrazione diretta. Per quanto concerne invece gli enti, gli enti hanno i dirigenti, hanno i loro ruoli e quindi non capisco per quale motivo debba in questa legge, in questa occasione, nel momento cioè in cui in Commissione si stanno esaminando le proposte di legge, sia con riferimento alla 421, sia ad altri provvedimenti di legge, debba essere incluso in questo emendamento, debba essere escluso in questa legge anziché sottoporlo all'esame approfondito della Commissione che sta esaminando questa legge. Quindi trovo, sotto il profilo del metodo, in questo momento, inserire questo emendamento in questa sede lo trovo anche scarsamente rispettoso del lavoro che si sta svolgendo in prima Commissione in materia di riordino dell'amministrazione regionale. Io non lo so se sia interpretativa o meno; perché possa valutare se sia interpretativa o meno questa norma io ho bisogno di vederla nella sede competente, ossia in Commissione, perché questa non è sufficientemente istruita e quindi io ho bisogno di vederla. Perché quello che capisco dalla lettura è che possono essere nominati coordinatori regionali attingendo ai ruoli della Regione, cioè di amministrazione, possono essere nominati coordinatori generali presso gli enti, i quali hanno già i dirigenti, e noi abbiamo già approvato in Commissione la norma che prevede il bando di concorso per il personale dipendente degli enti per coprire i posti di dirigente. E allora io non vorrei che, attraverso questo sistema, si affidino gli incarichi di coordinatori generali a dipendenti dell'amministrazione e sistemati poi presso gli enti. E poi noi ce li troviamo lì. Allora dobbiamo fare la sanatoria di queste posizioni. Io mi rifiuto di accettare questo metodo, di introdurre, di accettare questo emendamento in questa sede, senza un preventivo approfondito esame presso la Commissione competente.
PRESIDENTE. Se ho ben capito l'onorevole Masala invita la Giunta a ritirare gli emendamenti numero 2 e 4. Invita altresì i proponenti dell'emendamento numero 1 ad analogo divisamento. E' chiaro che io devo sentire il parere sia dei proponenti l'emendamento numero 1 che della Giunta, relativamente agli emendamenti numero 2 e 4. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, io penso che l'autorevolezza della firma di tanti colleghi che sono in Commissione e le espressioni diffuse che sono state dette in Consiglio sull'interpretazione di questo emendamento ne richiedano la conferma.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sulla proposta del consigliere Masala ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
BALLERO (Progr. S.F.D.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io segnalo all'Aula che le norme sono indifferibili ed urgenti per ridare funzionalità ad una amministrazione che è fortemente carente di personale. Le norme attualmente vigenti determinano, di fatto, un ritardo che si sta protraendo nella conclusione dei concorsi. Quindi io credo che sia opportuno approvarla senza ritardo.
PRESIDENTE. L'onorevole Bonesu aveva chiesto anche il parere finanziario che io, a mia volta, chiedo al consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, questo è un emendamento presentato in Aula; la norma finanziaria, dal punto di vista della copertura, non ha problemi, nel senso che la voce del capitolo 03016, la voce 4, ha sufficiente disponibilità. E' chiaro che io non posso esprimere parere in quanto il provvedimento non è stato oggetto di discussione della Commissione e quindi mi rimetto all'Aula. Volevo però aggiungere, se fosse questo un contributo alla soluzione dei problemi che si stanno ponendo, che se non ho capito male questa materia è l'oggetto del provvedimento generale presentato in Commissione ed è stato volontariamente stralciato, però considerata anche l'urgenza a cui faceva riferimento l'assessore Ballero e che io mi sento di condividere, potrebbe essere, questa materia, oggetto di inserimento in un articolo della finanziaria che stiamo per discutere e per portare all'attenzione del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Signor Presidente, la Commissione prima sta lavorando da parecchio tempo cercando di trovare, al proprio interno, senza nessuna esclusione, un grande equilibrio che le consenta di procedere con l'enorme carico di lavoro che si trova ad affrontare. Da qui ne discende il fatto che, anche in relazione a questi due provvedimenti che sono iscritti all'ordine del giorno della seduta odierna, questo che abbiamo in esame e quello successivo, la Commissione ha cercato di lavorare sempre mantenendo quel giusto e corretto equilibrio che ha portato la Commissione stessa a trovare delle soluzioni che la Commissione, quasi sempre all'unanimità, ha ritenuto adeguate alle esigenze. Allora io invito, in relazione a quello che ho appena detto, i presentatori degli emendamenti numero 1, 2, e 4, a tener conto delle cose che sono state dette qui stasera durante il dibattito da tutti gli intervenuti, perché ritengo necessario non alterare l'equilibrio del quale parlavo prima che è stato raggiunto in Commissione, perchè se questo equilibrio venisse alterato potrebbero derivarne gravissimi danni in relazione a tutto il lavoro che la Commissione sta portando avanti. Quindi io ritengo che, visti anche i tempi abbastanza brevi che la Commissione si è data per dare risposte alle esigenze giuste e contenute, sia nell'emendamento numero 1 che nell'emendamento numero 2 e 4, vi siano le condizioni perché questi emendamenti vengano ritirati e, col provvedimento di stasera, si dia risposta immediata all'esigenza principale, che è quella della proroga.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione, che peraltro è anche firmatario di uno degli emendamenti, invita, alla luce della discussione che c'è stata, i proponenti degli emendamenti numero 1, 2 e 4 a ritirarli per un esame più approfondito in Commissione. Vorrei sentire il parere dei firmatari dell'emendamento.
Uno dei firmatari di un emendamento è lo stesso onorevole Sanna.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, io devo rispetto al Presidente della Commissione, che con me ha firmato questo emendamento, però penso che si stia generando in Aula, forse perché l'emendamento è stato presentato durante l'esame del provvedimento, qualche elemento di comprensione difficile. E allora provo, se ci riesco, a spiegarmi meglio, a cercare di chiarire il contenuto di questo emendamento, che non tende a modificare nessuna norma. Tanto è vero questo che gli uffici competenti a derimere le controversie in questa materia interpretano la norma, la legge numero 39, così come io sto proponendo di interpretarla, e cioè la legge originaria che è stata oggetto poi di annullamento della graduatoria del ruolo dei dirigenti per la Regione normava la materia per quanto riguarda il ruolo unico di dirigenti della Regione e di dirigenti degli enti strumentali. La sentenza, che evidentemente risponde a una denuncia che è stata fatta, ha annullato per una parte di questi alcuni diritti e alcuni requisiti. Allora noi abbiamo fatto una norma che dice che il personale riportato all'ottavo livello in base a quella sentenza può, se ha alcuni requisiti che sono richiamati in legge, essere utilizzato all'occorrenza e secondo le valutazioni che sono previste per compiti di coordinamento generale. Cioè riportando di fatto l'utilizzo della norma precedente del 1993, numero 41.
Allora, Presidente, io mi chiedo e chiedo ai colleghi: tutti quei funzionari della Regione in ottavo livello, che avevano il nono attraverso un concorso, attraverso una graduatoria che era stata stabilita, e che sono oggi chiamati per molta parte, perché mi sembra che quasi tutti i coordinatori rientrino in questa fattispecie, a ricoprire il ruolo di coordinatore generale perché devono essere messi, questi funzionari, nella condizione di non poter usufruire di quelli che erano i benefici che la legge originaria prevedeva? Solo questo tende a fare questo emendamento, non tende a stravolgere nulla, non tende a creare squilibri, tende a creare un'interpretazione di una distinzione tra la presidenza della Giunta, per essere molto chiari, e l'Assessorato degli affari generali, che interpretano la norma in maniera differente. E allora, siccome non esiste che ci sia un'interpretazione differente da parte di due sistemi dello stesso ente, io dico che è giusto, che è legittimo, che è necessario, che è urgente che il Consiglio dica che questo è da interpretare in questa maniera: i dirigenti del ruolo regionale e degli enti strumentali fanno riferimento alla stessa norma di legge e dalla stessa norma di legge traggono la loro funzione e le possibilità che la funzione stessa dà.
Per questa ragione, signor Presidente, io penso di non poter e di non dover ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. A questo punto in questa selva di interpretazioni, l'emendamento numero 1 non viene ritirato, non ho sentito però con altrettanta chiarezza l'atteggiamento della Giunta sugli emendamenti numero 2 e 4, dopo la richiesta del presidente della Commissione. Li mantiene anche la Giunta, non mi rimane che mettere in votazione prima l'articolo e poi gli emendamenti che sono tutti aggiuntivi.
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Quale articolo abbiamo votato?
PRESIDENTE. Abbiamo votato l'articolo 1. Essendo gli emendamenti aggiuntivi prima si vota l'articolo.
MASALA (A.N.). Era stato già votato. Chiedo la votazione a scrutinio segreto sugli emendamenti numero 1 e 2.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 1
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 46
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 29
Contrari 17
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LIORI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 2
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 2.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 22
Contrari 24
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LIORI - LODDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto il consigliere MACCIOTTA.)
Decade quindi l'emendamento numero 4.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale del disegno di legge numero 375/parte.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - ZUCCA.
Rispondono no i consiglieri: CONCAS - FOIS Pietro.
Si sono astenuti i consiglieri: ARESU - BIANCAREDDU - FRAU - LIORI - MASALA - OPPIA - PITTALIS - TUNIS Marco - VASSALLO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 41
Astenuti 9
Maggioranza 21
Favorevoli 39
Contrari 2
(Il Consiglio approva).
I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 22 e 16.
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