Seduta n.170 del 02/10/2001
ClXX SEDUTA
Martedì, 2 ottobre 2001
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 21.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 30 agosto 2001 (165), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Nicolò Rassu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 2 ottobre 2001. Poiché non vi sono opposizioni questo congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del documento numero 26/A. Ricordo che ieri sera sono state svolte la relazione di maggioranza e le due relazioni di minoranza.
E' iscritto a parlare il consigliere Granella, che però non è presente in Aula.
Poiché mancano anche numerosi consiglieri sospendo la seduta sino alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 10 e 38.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.
GRANELLA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, onorevoli colleghe- e colleghi, non ho la presunzione, né tanto meno l'arroganza, di rivolgere critiche gratuite, e forse anche troppo scontate, nei confronti dell'operato della maggioranza che oggi presenta alla valutazione del Consiglio un documento così corposo, dico corposo in senso fisico. Il mio atteggiamento e, ritengo, quello dei Democratici in questo Consiglio, è conseguente all'invito che il relatore di maggioranza ha rivolto all'opposizione affinché si riduca il tasso di conflittualità istituzionale che, a suo dire, in molte circostanze paralizza l'azione di questo Consiglio.
In altri termini, la maggioranza chiede all'opposizione non solo di poter governare senza intoppi, ma anche di approvare senza discussioni quanto da essa proposto ed elaborato, evitando così il rischio, grave forse per loro, di eventuali interventi migliorativi. Mi pare infatti impossibile intervenire, e qui convengo con quanto ha detto il collega Scano nella sua relazione, su qualcosa che viene presentata in Consiglio il 1° ottobre, con circa quattro mesi di ritardo, quando ormai un confronto in Aula diventa inutile, e tenuto conto anche del fatto che la concertazione della Giunta con le parti sociali sulla finanziaria è stata già avviata e, a dire di qualcuno, anche già conclusa.
I Democratici comunque, sempre pronti ad offrire la loro collaborazione nell'interesse dei sardi e della Sardegna, apprezzano la richiesta dell'onorevole La Spisa, ma sommessamente, e senza che questo voglia essere né un rimprovero né altro, rimarcano che la proposizione è tardiva oltre ogni limite, è una richiesta d'aiuto quando tutto è già stato fatto. Quindi noi, pur con tutta la buona volontà, non sappiamo che intervento suggerire per cercare di dare gambe a un progetto sul quale nessuno - e sottolineo nessuno - ci ha mai interpellati né ha cercato un piccolo contributo da parte nostra nella fase della sua costruzione. L'aiuto si dà nel momento in cui si costruisce, non a lavoro concluso per vedere come il lavoro stesso è stato fatto. Comunque, ciò che salta agli occhi in questa fase di analisi del documento è che, per quel poco che so, questa maggioranza in occasione di ogni appuntamento di carattere economico e finanziario ripropone all'esame dell'Aula, , il contenuto, trito e ritrito, che ormai è conosciuto da tutti, del piano operativo regionale, quasi che il POR, appunto, fosse da considerare la madre di tutti i documenti economici e finanziari.
Purtroppo del POR ben poco è stato realizzato, per cui, se tanto mi dà tanto e se ci dovessimo aspettare altrettanto da questo DPEF, allora sì che il futuro dei sardi, uso una circonlocuzione, non sarebbe così roseo e non sarà così roseo come il Governo regionale lo vuole dipingere.
Non posso e non voglio entrare nel merito dell'analisi testuale, in quanto - come già sottolineato - il gravissimo ritardo nella presentazione del documento e la povertà di contenuti, in contrasto, ripeto, con la mole cartacea, rendono inutile ogni possibilità di contribuire al suo miglioramento. Perché questo mi pare sia il dovere di ogni consigliere regionale, spogliato delle casacche politiche.
Appare comunque doveroso elencare almeno alcune delle conseguenze più gravi determinate dal DPEF così concepito. Ritardo nella spendita delle risorse, nessuna speranza, o per lo meno pochissime speranze di aumento dell'occupazione o di aumento immediato dell'occupazione, in generale un rallentamento, ancora una frenata quindi dello sviluppo economico della nostra Isola, che ha già subito un forte colpo a causa della tardiva presentazione della finanziaria 2001.
L'onorevole Cogodi, quale esponente dell'opposizione (non l'unico, ma certamente un validissimo esponente dell'opposizione), ha già detto parole critiche, pesanti, ma giuste sulle politiche del lavoro; ha detto che sono inadeguate e confusionarie.
Molto ci sarebbe da dire su due temi che non credo siano stati o che vengano dimenticati dall'Aula, ma di cui credo che qualcuno parlerà a breve dilungandosi molto più di me. Si tratta degli interventi in agricoltura e degli interventi in materia di istruzione, con particolare riguardo alla ricerca scientifica. Su questi temi solo qualche accenno; si parla tanto del fatto che la Sardegna si deve reggere sull'agricoltura, ma poi l'agricoltura continua a essere trattata da Cenerentola, stavolta in ottima compagnia con la ricerca scientifica che è assolutamente trascurata.
Probabilmente questi ultimi due settori non appaiono degni di particolare riguardo agli occhi della maggioranza e, al di là di qualche bella parola, forse anche di molte belle parole, nessun intervento particolarmente qualificato è stato partorito da chi in altre cose - mi si perdoni la rima - è affaccendato.
Voglio concludere questo mio brevissimo intervento affermando che, ad un controllo tecnico anche abbastanza superficiale, i Democratici registrano che l'impalcatura che sorregge questo Dpef è debole, molto debole, priva soprattutto di elementi di chiarezza sulle reali cose da fare; una mancanza, questa, che sminuisce, anzi fa precipitare questo, che dovrebbe essere lo strumento principe di programmazione economica e finanziaria, nella inevitabile e dolorosa indifferenza di tutte le forze politiche, dolorosa per l'opposizione, forse indolore per la maggioranza.
Ma anche la maggioranza mostra una certa indifferenza. Ma soprattutto le forze sociali e imprenditoriali si allontanano da questa istituzione.
Ancora una volta voglio dire che si è persa un'occasione per pianificare in maniera incisiva, e con l'apporto sia delle istituzioni che delle diverse categorie economiche, le risorse e gli investimenti che sono necessari per lo sviluppo del nostro tartassato territorio. Il mio intervento è così breve proprio perché noi Democratici crediamo fermamente, e lo ribadiamo,che sia inutile discutere oggi su questo documento che abbiamo in esame. Ci riserviamo però, siatene certi, una partecipazione attenta, puntuale, critica, ma soprattutto costruttiva, sulla finanziaria che si spera verrà sottoposta a breve alla nostra attenzione.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi, sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sull'ordine del giorno, che poi attiene anche al modo di lavorare. Quando mi sono avvicinato al banco della Presidenza dove, per Regolamento, nel corso del primo intervento, è d'obbligo iscriversi per partecipare al confronto e alla discussione generale, ho potuto apprendere che l'opposizione ritiene di partecipare a questo confronto politico importante con i suoi iscritti, e che la maggioranza, invece, diserta integralmente il confronto, cioè nessuno della maggioranza si è iscritto a parlare, né si può più iscrivere.
PRESIDENTE. Mi permetta di correggerla, onorevole Cogodi, si possono iscrivere solo i Capigruppo.
COGODI (R.C.). Solo i Capigruppo perché per consuetudine vengono iscritti d'ufficio; ciò non cambia nulla in ragione della volontà, politicamente esternata e notificata al Consiglio, che sul documento di programmazione economica e finanziaria, non su una cosetta, la maggioranza intende sfuggire, non intende partecipare al confronto politico.
Questa è un'Aula parlamentare, questa è la fase del confronto. Noi poniamo una questione non solo di carattere generale e politico, poniamo una questione anche di procedibilità e chiediamo che, posto che il Regolamento è questo e quindi nessuno più della maggioranza si potrebbe formalmente iscrivere, si voglia sospendere un minuto per verificare quali sono le possibilità che il Consiglio regionale non sia ridotto in queste condizioni. Chiedo questa brevissima sospensione anche perché possiamo, come forze d'opposizione, valutare quale atteggiamento conseguente assumere.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, se fosse utile io potrei anche sospendere brevemente; ma tenga presente comunque che, a termini di Regolamento, chi non si è iscritto durante l'intervento dell'onorevole Granella non si può più iscrivere. La situazione al momento è questa: tutti i consiglieri del centrosinistra sono iscritti a parlare, per il centrodestra sono iscritti i Capigruppo. Questa potrebbe essere una scelta politica che richiede comunque il rispetto da parte di tutti. Si può criticare, certo, però è una scelta politica, onorevole Cogodi, quindi io sono del parere che si debba andare avanti.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, posso interloquire?
PRESIDENTE. Le do solo qualche secondo, onorevole Cogodi, altrimenti diventa un dibattito fra me e lei che, sarà d'accordo con me, non è utile.
COGODI (R.C.). Il tempo che impieghiamo è` un tempo ampiamente recuperato dalla diserzione della destra. Certo che ho posto un problema politico, le opposizioni hanno l'esigenza di valutare questo problema politico, che è di enorme rilevanza, e chiedono un minuto, o poco più di un minuto, per valutare sul piano politico, quale tipo di condotta dovremmo adottare noi, opposizione. Potremmo anche ritenere superfluo lo svolgimento dei nostri interventi perché o c'è confronto o qui non si può recitare a soggetto, fare i solisti. Quindi sto chiedendo cortesemente di offrirci la possibilità di poterci scambiare un'idea. La destra le idee se l'è già scambiate, anzi le ha già date all'ammasso, quindi non c'è bisogno d'altro.
PRESIDENTE. C'è una richiesta di una breve sospensione da parte dell'onorevole Cogodi. Se non vi sono obiezioni la richiesta è accolta.
Onorevole Cogodi, sono le 10 e 53, alle 11.00 riprendiamo i lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 53, viene ripresa alle ore 11 e 06.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Onorevole Cogodi, la invito ad essere breve perché dobbiamo proseguire il dibattito.
COGODI (R.C.). Sarò brevissimo, signor Presidente, le chiedo gentilmente, in base al Regolamento del Consiglio regionale, di prendere nota che a nome del mio Gruppo avanzo la richiesta di inversione dell'ordine del giorno. In specie chiediamo che si ponga al primo punto l'argomento iscritto al punto quattro dell'ordine del giorno in discussione e cioè il disegno di legge numero 123/A, concernente il pagamento della somma di lire 138.000.000 in favore dell'ingegner Giorgio Garau, per un arbitrato contro la Regione. Io sapevo che gli arbitri non erano contro nessuno, qui c'è un arbitrato contro la Regione e credo che sia un argomento che può interessare la maggioranza, in questa fase, naturalmente, molto di più che non la discussione del Dpef, posto che nessuno si è iscritto a parlare. Chiedo inoltre che sulla richiesta di inversione dell'ordine del giorno il Consiglio si pronunci con votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-SARDEGNA). Signor Presidente, ritengo che la richiesta del collega, onorevole Cogodi, non sia ammissibile, in quanto l'inversione dell'ordine del giorno, per logica e per prassi, può essere richiesta solamente ad esaurimento di un argomento che è in discussione, ma non sopravanzandolo per escluderlo, anteponendo ad esso un argomento che è iscritto successivamente nell'ordine del giorno. Detto ciò, ovviamente, ci dichiariamo assolutamente contrari alla richiesta di inversione.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, secondo logica le cose seguono la strada da lei indicata, ma il Regolamento non pone limiti ad una richiesta di inversione dell'ordine del giorno, come dispone l'articolo 55, comma 3, che prescrive solo la maggioranza qualificata di due terzi dei votanti. Io, a questo punto, non posso fare altro che verificare se in Aula c'è una volontà favorevole o meno all'inversione dell'ordine del giorno.
Il voto segreto su proposte di carattere pregiudiziale non è ammissibile; la votazione avverrà quindi a scrutinio palese in base all'articolo 82 del Regolamento che recita: "I richiami riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni, hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, possono parlare solo un oratore contro ed uno a favore , motivando il proprio punto di vista, e per non più di dieci minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano". Il Regolamento prevede espressamente il tipo di votazione, quando si tratta di questioni pregiudiziali.
Per facilitare il conteggio dei voti utilizzeremo il sistema elettronico.
Ricordo ai colleghi del centrosinistra che questa richiesta deve essere appoggiata, oltre che dal proponente, l'onorevole Cogodi, da sette consiglieri regionali, che debbono restare in Aula.
(Appoggiano la richiesta di votazione nominale i consiglieri PUSCEDDU, Emanuele SANNA, ORTU, GRANELLA, CUGINI, CALLEDDA, FALCONI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della richiesta di inversione dell'ordine del giorno.
Il consigliere LICANDRO, privo di scheda magnetica, dichiara di votare contro.
Rispondono sì i consiglieri: ORTU - PUSCEDDU.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SANNA Emanuele - COGODI - GRANELLA - CALLEDDA - FALCONI - CUGINI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 37
votanti 29
astenuti 7
maggioranza 20
favorevoli 2
contrari 27
Poiché manca il numero legale, sospendiamo i lavori per mezz'ora.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io chiedo conto di quei due voti che sono apparsi sul tabellone elettronico, al banco dove siedono i Segretari, essendo presente solo il consigliere Piana. Perché lui sarà Piana ma non può essere un pianista. Chiedo conto del perché, chiedo cioè se è un errore, se è un guasto meccanico, se è un tentativo di truffa.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, questo fatto non è sfuggito agli uffici, si è trattato di un disguido nella votazione e ne abbiamo tenuto conto.
COGODI (R.C.). Allora si dice, che è un disguido.
PRESIDENTE. Che cosa c'è da dire? I voti che io ho comunicato sono quelli giusti, il risultato non si può contestare.
SELIS (Popolari-P.S.). Siccome un disguido non si capisce bene che cosa sia, le dispiacerebbe chiarire, Presidente, in che cosa consiste il disguido?
PRESIDENTE. L'onorevole Piana ha inserito la sua tessera, ha votato e non è apparsa nessuna indicazione, ha ritirato la tessera, si è spostato di postazione, ha rivotato e il voto è apparso. Gli uffici si sono resi conto che c'era un problema e hanno chiesto spiegazioni all'onorevole Piana, il quale immediatamente ha spiegato come si erano svolti i fatti. Quindi il voto conteggiato è uno solo.. Il numero dei voti che io ho comunicato, onorevole Selis, è esatto.
SELIS (Popolari-P.S.).Signor Presidente, chiedo che ci fornisca l'elenco dei votanti.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, mancando il numero legale, è necessario sospendere la seduta. Fra mezz'ora, alla ripresa dei lavori, io leggerò l'elenco di coloro che hanno votato. Nel frattempo, se vuole, lei ne può prendere visione subito.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo solamente per chiarire, per rendere più trasparente il lavoro dell'Aula. Non vedo neanche la necessità di fare polemica, però l'incidente di cui parliamo, avvenuto tutto sommato in una fase tranquilla e banale dei lavori dell'Aula, è comunque significativo. Io dico che un voto non può apparire due volte, per votare due volte occorrono due tessere. L'onorevole Piana, se vota e poi leva la tessera e vota da un'altra parte, ha bisogno di due tessere. Allora la prego di verificare quante volte ha votato l'onorevole Piana e quante volte ha votato l'onorevole Licandro. Poiché essendo scomparsa la videata dove compariva anche il numero dei votanti, non possiamo più verificare questo risultato.
Chiedo comunque al Presidente di effettuare questa verifica perché pur essendo queste fasi non particolari, se cominciamo a cavalcare anche gli equivoci in fase di votazione non credo che forniremo un contributo, né alla trasparenza né alla serenità dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, dal tabellone si rileva quanto lei dice, ma il voto è uno, quello che conta poi è questo. Io le ho proposto di controllare immediatamente il tabulato, se vuole. Comunque alla ripresa dei lavori darò lettura dell'elenco dei votanti risultante dal tabulato. I lavori del Consiglio sono sospesi per mezz'ora, come prevede il Regolamento. La seduta riprenderà alle ore 11 e 55.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 25, viene ripresa alle ore 12 e 17.)
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Lei, Presidente, ha partecipato nella sua veste istituzionale alla discussione che si è svolta nella Conferenza dei Capigruppo, dove abbiamo cercato di costruire un'ipotesi di lavoro che permettesse al Consiglio di comprendere perfettamente la durata della discussione e anche tutti i ragionamenti di merito relativi al DPEF. Siamo stati chiamati adesso ad esprimere un voto; io chiedo a questo punto una brevissima riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo per cercare di riprendere l'argomento e portarlo a conclusione positiva. Su questa ipotesi, che poi proporremo nella riunione, ho l'assenso del collega Contu, che conosce anche il merito dell'argomento.
PRESIDENTE. La prassi imporrebbe di non interrompere i lavori in questa fase, tuttavia, se c'è la possibilità di raggiungere un accordo anche sul prosieguo dei lavori, e se non ci sono opposizioni, convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 22, viene ripresa alle ore 13 e 24.)
PRESIDENTE. Colleghi, la ricerca di questo accordo su come portare avanti i lavori purtroppo ha portato via tutta la mattinata.
Riterrei opportuno, a questo punto, interrompere i lavori del Consiglio e riprenderli questo pomeriggio alle 16 e 30. La seduta è tolta alle ore 13 e 25.
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