Seduta n.155 del 24/07/2001
Seduta Clv
Martedì, 24 luglio 2001
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Carloni
La seduta è aperta alle ore 16 e 37.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 20 giugno 2001 che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che l'Ufficio di Presidenza del 4 luglio 2001, ai sensi del comma 4 dell'articolo 4 Regolamento, ha accertato che con l'estinzione del Gruppo di Convergenza Sarda sono venute meno le condizioni che hanno giustificato l'elezione del consigliere Randazzo a Segretario del Consiglio in rappresentanza del Gruppo medesimo. Il consigliere Randazzo pertanto è decaduto dall'incarico di Segretario del Consiglio.
Comunico inoltre che, poiché il consigliere Grauso ha ormai raggiunto le 40 giornate di assenza consecutive dai lavori consiliari, propongo che il nome venga pubblicato, ai sensi del quinto comma dell'articolo 59 del Regolamento interno, nel Bollettino ufficiale della Regione. Poiché non vi sono opposizioni la proposta si intende accolta.
Comunico che in data 11 luglio 2001 è pervenuta comunicazione che l'onorevole Giorgio Corona è il nuovo Presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia.
Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 14 e 19 giugno 2001.
Comunico che la Corte dei Conti ha inviato copia della decisione con annessa relazione pronunciata dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti per la Regione Sardegna, nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione autonoma della Sardegna, e dell'allegato conto consuntivo dell'Azienda Foreste Demaniali relativi all'esercizio finanziario 2000.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Cappai ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo, per motivi di salute, a far data dal 24 luglio 2001.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione MANCA - SANNA Giacomo sullo stato di salute dei 'Cavallini della Giara' custoditi nell'Azienda 'Lavra' di Genoni". (329)
(Risposta scritta in data 9 luglio 2001.)
"Interrogazione PUSCEDDU - SANNA Salvatore - PIRISI - FALCONI sui ritardi del bilancio annuale 2001 e sulla paralisi della spesa regionale". (349)
(Risposta scritta in data 9 luglio 2001.)
"Interrogazione MASIA sull'attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in Comune di Ittiri". (275)
(Risposta scritta in data 16 luglio 2001.)
"Interrogazione FRAU sul trasferimento nel luglio 2000 di un impiegato forestale". (352)
(Risposta scritta in data 16 luglio 2001.)
"Interrogazione SPISSU - CUGINI - LAI - MORITTU sulle gravi difficoltà della società Siderurgica SALIS S.p.A. di Sassari". (357)
(Risposta scritta in data 16 luglio 2001.)
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Contributo straordinario a favore dell'A.R.P.O.S.". (227)
(Pervenuto il 4 luglio 2001 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Accordo di programma tra la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Palau, la Palau Golf S.p.A. e i f.lli Filigheddu s.r.l.". (229)
(Pervenuto il 9 luglio 2001 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
Dal consigliere PIANA: "Modifica alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) e norme varie sugli uffici e il personale della Regione". (226)
(Pervenuta il 3 luglio 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri SANNA Gian Valerio - CALLEDDA - BIANCU - DEMURU - PIRISI - SANNA Salvatore: "Norme per il riordino degli enti di edilizia residenziale pubblica". (228)
(Pervenuta il 10 luglio 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri CAPPAI - CONTU - PIANA: "Istituzione dell'ufficio regionale di protezione e pubblica tutela dei minori". (230)
(Pervenuta il 17 luglio 2001 ed assegnata alla seconda Commissione.)
dai consiglieri CAPPAI - CONTU: "Interventi a favore dei malati affetti da errori genetici del metabolismo". (231)
(Pervenuta il 17 luglio 2001 ed assegnata alla settima Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
MANCA,Segretario:
"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella nomina del direttore generale dell'Istituto di Incremento Ippico della Sardegna ed altri argomenti attinenti la gestione del medesimo ente". (364)
"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della Società SOGAERDIN SECURITY e sulle dimissioni di tre amministratori della Società SOGAER". (365)
"Interrogazione FADDA - SELIS - GIAGU - SECCI - SANNA Gian Valerio, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura da parte delle Poste Italiane del Centro Unificato Automazione Sede (C.U.A.S.)". (366)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul piano straordinario del lavoro dell'Ente foreste". (367)
"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sui disagi derivanti dalla chiusura al traffico della SS 134 Sedini-Castelsardo". (368)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sui disagi nei servizi dell'A.R.S.T. in provincia di Sassari". (369)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MANCA,Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulla mancata emanazione delle direttive attuative per la rinegoziazione dei mutui edilizi regionali". (152)
"Interpellanza FADDA - GIAGU - SANNA Gian Valerio - SECCI - SELIS sulle pesanti ripercussioni che il ritardo nell'erogazione delle borse di studio ERSU per l'anno accademico 2000-2001 sta determinando negli studenti". (153)
"Interpellanza TUNIS - PILO - GIAVANNELLI - SATTA - LA SPISA -BIANCAREDDU sull'attuazione della profilassi vaccinale anti blue tongue e rischio di recrudescenza dell'epidemia". (154)
"Interpellanza MORITTU - CUGINI - CALLEDDA - SANNA Alberto sui gravi disagi causati ai passeggeri sardi dalle recenti disposizioni della Società Treni Italia relative ai nuovi orari dei treni da Cagliari per Sassari-Porto Torres e per Chilivani-Olbia". (155)
"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sul calendario venatorio 2001/2002". (156)
"Interpellanza PUSCEDDU - CALLEDDA - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - DEMURU - PIRISI sull'asta indetta dalla Agenzia del Demanio di Cagliari per la concessione del compendio 'ex batteria Faldi' e sulla più ampia problematica della successione della Regione Sardegna nei beni e diritti patrimoniali dello Stato ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto Speciale". (157)
"Interpellanza VASSALLO - COGODI - ORTU sul progetto di risanamento e depurazione delle acque reflue dei comuni consorziati B.I.M. (Bacino Imbrifero Montano)". (158)
"Interpellanza CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI - PIRISI - BIANCU - DEMURU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - CALLEDDA - DEIANA - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sulle iniziative da intraprendere a seguito della sentenza della Corte Costituzionale riguardante la legge regionale istitutiva delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio". (159)
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
MANCA,Segretario:
"Mozione CUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - DORE - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sui ritardi della Regione nella predisposizione ed approvazione dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria 2001 e nella presentazione degli atti di programmazione economica e finanziaria". (45)
"Mozione SANNA Alberto - DORE - CALLEDDA - MASIA - MORITTU - SELIS - CUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SPISSU - VASSALLO sulla gravissima situazione di collasso del trasporto merci sulle rotte marittime delle Ferrovie dello Stato che collegano Golfo Aranci con Civitavecchia, sui gravi disagi venutisi a creare nei collegamenti da Cagliari a Porto Torres e Olbia con i nuovi orari ferroviari, sulla necessità di procedere alla nomina del nuovo Assessore dei trasporti e sulla necessità di dotare la Sardegna di un sistema ferroviario moderno, adeguato alle esigenze del trasporto merci e passeggeri interno ed esterno". (46)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 45. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, data la scarsa presenza dei consiglieri, le chiedo se non ritenga opportuno sospendere la seduta, in attesa che sia presente un numero decoroso di consiglieri di tutte le forze politiche.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, io non so se qualche minuto sia sufficiente.
SELIS (Popolari-P.S.). Se non è sufficiente ne prendiamo atto e andiamo avanti.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, sospendo la seduta per dieci minuti. I lavori riprenderanno alle ore 17.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 46, viene ripresa alle ore 17 e 04.)
Discussione della mozione Cugini - Fadda - Balia - Cogodi - Dore - Biancu - Calledda - Deiana - Demuru - Dettori - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Morittu - Orrù - Ortu - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Selis - Spissu - Vassallo sui ritardi della Regione nella predisposizione ed approvazione dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria 2001 e nella presentazione degli atti di programmazione economica e finanziaria. (45)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 45. Se ne sia lettura.
MANCA, Segretario:
MOZIONE CUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - DORE - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - Sanna Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sui ritardi della Regione nella predisposizione ed approvazione dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria 2001 e nella presentazione degli atti di programmazione economica e finanziaria.
IL CONSIGLIO REGIONALE
RICHIAMATI:
- l'ordine del giorno n. 34 approvato il 29 marzo 2001 che individua i provvedimenti legislativi da collegare alla manovra finanziaria 2001-2003;
- la legge regionale n. 6 del 2001 "Legge finanziaria 2001";
- il Testo Unico compilativo concernente "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione", pubblicato nel supplemento straordinario n. 29 al BURAS n. 26 del 28 agosto 1999;
SOTTOLINEATOche entro il 18 aprile 2001 i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria sarebbero dovuti essere esitati dalle competenti Commissioni consiliari, e, nei 10 giorni successivi, ovvero entro il 28 aprile, sarebbero dovuti essere esaminati dall'Assemblea, e sottolineato, altresì, che gli stessi collegati vennero presentati dalla maggioranza come l'essenza centrale della manovra finanziaria 2001 e, pertanto, la loro mancata approvazione alla data odierna è un'ulteriore dimostrazione che la maggioranza è priva di una propria politica economica e di sviluppo per la Sardegna;
SOTTOLINEATOche il Testo Unico concernente "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione" prevede che il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) deve essere trasmesso alle Commissioni consiliari entro il 15 maggio e, entro il 30 giugno successivo, approvato dall'Assemblea regionale, e constatato che questi termini non sono stati rispettati;
CONSIDERATO che la programmazione e la spendita dei fondi comunitari del POR Sardegna potevano già essere realizzate e rendicontate e che questo ritardo e questa grave inadempienza stanno pregiudicando pesantemente le opportunità di sviluppo economico per la nostra Isola;
CONSIDERATO che il 40 per cento dei fondi del POR Sardegna è destinato ai PIT, e che le procedure per l'attuazione di questi ultimi risultano essere, in modo preoccupante, lente e senza le adeguate iniziative di informazione e di coinvolgimento degli enti locali né delle organizzazioni imprenditoriali, al punto che il generale disorientamento procedurale e le continue modifiche dei testi base non fanno intravedere chiare e tempestive modalità di impiego delle ingenti risorse disponibili, tanto da sembrare che vengano meno le indicazioni date dal Consiglio regionale per il sostegno alle realtà territoriali deboli dell'economia regionale e prevalgano, al contrario, le strategie clientelari della maggioranza del centrodestra,
impegna la Giunta regionale
1) a riferire in Consiglio sulle cause dei ritardi sopra richiamati e sulle carenze di iniziativa e di impulso che stanno producendo evidenti condizioni di pregiudizio alla spendita dei fondi comunitari secondo le previsioni prescritte;
2) a comunicare al Consiglio regionale l'entità della spesa e degli impegni finanziari assunti al 30 giugno 2001, anche in osservanza a quanto convenuto con le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali sarde;
3) a volere indicare come intende procedere al recupero dei gravi ritardi accumulati, e le iniziative che si rendono necessarie sia per evitare la probabile perdita di quote di finanziamento a valere sul POR Sardegna, sia per l'approvazione dei progetti di legge collegati alla finanziaria 2001;
a rispettare i termini normativi previsti per la predisposizione e l'approvazione del bilancio annuale per il 2002. (45)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis, per illustrare la mozione.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, i firmatari della mozione mi hanno chiesto di illustrare la mozione stessa, ed io lo faccio con un atteggiamento preoccupato, critico, ma anche propositivo.
I colleghi ricorderanno che questa sessione consiliare fa seguito ad altre nelle quali il centrosinistra ha illustrato e documentato l'inconcludenza della Giunta regionale nei confronti del suo stesso programma e l'inadempienza nei confronti del Consiglio regionale e della società sarda.
Più volte abbiamo sottolineato il ritardo nella presentazione dei disegni di riforma, che pure la Giunta riteneva un progetto prioritario; abbiamo sottolineato i ritardi nella riorganizzazione dell'amministrazione regionale, il cosiddetto shock burocratico; abbiamo illustrato l'assenza di una politica di risorse; abbiamo illustrato l'inesistenza annunciata di una task force per l'occupazione; abbiamo illustrato la carenza delle politiche ambientali, del credito, del turismo, delle zone interne, sto citando tutti i capitoli che la Giunta ha indicato come priorità nel proprio programma.
Oggi, a due anni dall'inizio della legislatura, vogliamo soffermare la nostra attenzione sull'inadeguatezza e l'inadempienza della Giunta e della maggioranza in materia di programmazione e di bilancio. E lo facciamo con un atteggiamento profondamente critico e preoccupato ma anche con un intento positivo di stimolo e di incoraggiamento. Vogliamo discutere il comportamento della Giunta in materia di politiche di sviluppo, di efficienza della spesa, di correttezza della gestione, di trasparenza e di pubblicizzazione delle politiche, di rispetto delle regole e dei ruoli, del coordinamento, del monitoraggio, e per fare ciò esaminiamo cinque atti fondamentali, quelli che sono gli atti fondamentali di una politica di programmazione e di bilancio.
Il primo atto riguarda la legge di bilancio e la legge finanziaria; il secondo atto riguarda i disegni di legge collegati alla finanziaria; il terzo, il documento di programmazione economica e finanziaria; il quarto, le politiche comunitarie e il quinto l'intesa Stato-Regione.
Per quanto riguarda il primo atto, la legge di bilancio e la legge finanziaria, io ricordo che già lo scorso anno, all'inizio della legislatura, noi abbiamo discusso con forza in quest'aula l'inadeguatezza della proposta di bilancio. Lo accenno solamente perché andrei troppo indietro nel tempo, ma lo accenno per dire che da quel momento le inadempienze della Giunta sono state macroscopiche.
La Giunta si impegnò, con l'articolo 2 di quella legge, a presentare in sede di assestamento una serie di politiche. Non furono presentate le politiche, che non cito, ma non fu presentato quasi lo stesso assestamento. Ci si disse: "Ne parleremo a settembre". A settembre non arrivò nulla e si disse: "Se non presentiamo in tempo l'assestamento, presenteremo in tempo il bilancio". Il bilancio non solo non arrivò in tempo, arrivò a dicembre inoltrato, a ridosso di Natale, ma arrivò privo delle note di programma. Dovemmo fare una battaglia e chiedere l'arbitrato del Presidente del Consiglio regionale per indurre la Giunta a completare la manovra finanziaria integrando le note di programma. La Giunta approvò queste integrazioni a fine gennaio, e non fu un intervento marginale.
Se il Capogruppo di Forza Italia, che immagino poi dovrà parlare, ascoltasse le cose che si dicono, darebbe esempio di correttezza anche nei confronti dell'Aula.
Credo che tutti dobbiamo dare questo esempio, ma i Capigruppo dovrebbero essere sempre in prima linea.
Le integrazioni vennero approvate il 28 gennaio e costituiscono gran parte delle note di programma che abbiamo discusso in quest'aula. I quattro mesi di ritardo sono quindi certificati non solo dagli atti del Consiglio regionale, ma dalle stesse delibere della Giunta regionale. Si è trattato, come abbiamo documentato in quest'aula, di una finanziaria contorta, per certi versi perversa nella sua articolazione che abbiamo faticato ad approvare. E i quattro mesi di ritardo li stiamo pagando tutti e li sta pagando la Sardegna.
I quattro mesi di ritardo si sono poi ulteriormente amplificati perché, in sede di attuazione, i decreti che hanno articolato le Unità previsionali per capitoli, in base agli articoli 10 e 12 della legge di contabilità, per consentirne la gestione e il rendiconto, sono arrivati nei nostri uffici a metà giugno. Ad oggi non è arrivato alle Commissioni nessun programma di spesa superiore ai cinque miliardi, come la legge prevedeva. Ai quattro mesi di ritardo si sono aggiunti altri due mesi per la promulgazione del decreto di articolazione delle note di programma. Ad oggi noi non abbiamo nessun atto significativo di attuazione.
I casi sono due: o la Giunta non ci sta mandando i programmi superiori ai cinque miliardi come prevede la legge e c'è un inadempimento della legge, oppure la Giunta, pur in ritardo, sta emanando dei programmi ma non li rendenoti. Oppure ancora non sta, come a noi sembra, emanando e varando nessun atto di programmazione.
È evidente non solo il ritardo originario, non solo il ritardo delle note di programma, non solo il ritardo nell'emanazione del decreto che articola le Unità previsionali che rendono possibile la gestione, ma ancor di più il ritardo nell'emanazione e nell'approvazione dei programmi che sono gli atti di attuazione del bilancio stesso.
A queste inadempienze se ne aggiungono altre. Invito i colleghi, non solo dell'opposizione, ma anche della maggioranza, a leggere l'articolo 2 della finanziaria approvata da quest'Assemblea, un paio di mesi fa, per capire cosa di quell'articolo 2 è stato attuato. Non si è fatto quasi nulla, ripeto, né sulle norme antimonopolio, né sulle politiche di trasparenza e di pubblicizzazione, né sui criteri di incarichi professionali trasparenti e così via. Questa è una politica di un bilancio pasticciata, ritardataria, inadempiente ed inconcludente.
Il secondo elemento che voglio esaminare sono i collegati. Sui collegati io mi affido alle parole dell'assessore Pittalis, che replicando ai colleghi Scano, Dettori, Balia, a tutti noi che dicevamo che forse 18 collegati erano troppi, e che sarebbe stato opportuno realisticamente selezionarne 5 o 6 rispondeva che la Giunta li riteneva tutti prioritari e che si poteva fare in tempo, e aggiungeva: "Senza questi collegati la stessa manovra perderebbe una parte qualificante. Siccome il problema è l'organizzazione del lavoro del Consiglio e delle Commissioni, non tutti i disegni di legge sono in carico a una sola Commissione, lavorino le Commissioni".
Noi abbiamo dichiarato allora la massima disponibilità e in questi mesi l'abbiamo dimostrata con una presenza costante in Commissione per esaminare i collegati, anzi vi abbiamo richiamato, vi abbiamo sfidato, vi abbiamo provocato, vi abbiamo chiesto di venire in Commissione. Ad oggi non c'è quasi nessun collegato approvato se non qualcuno riscritto in Commissione e quindi, per sua stessa ammissione, la Giunta ritiene che la manovra sia totalmente svuotata di significato, di potenzialità, di valore politico e programmatico.
Tanto più che su questi collegati, la Giunta regionale aveva a suo tempo chiesto il consenso delle forze sociali e queste, interpellate sia in sede di Commissione sia dall'opposizione, avevano affermato di dare un qualche assenso alla manovra in virtù dei collegati. Dunque se non ci sono i collegati, oltre all'ammissione della Giunta regionale dello svuotamento del significato della manovra, c'è anche l'implicita ammissione delle forze sociali che criticano la Giunta e la maggioranza per questa inadempienza.
Vi abbiamo detto, e tanti altri miei colleghi lo hanno detto meglio di me, rispondendo alle posizioni espresse dell'Assessore: "Se voi ritenete che questi collegati siano l'anima della manovra e se ritenete che sia possibile approvarli in tempo, e che la maggioranza e le Commissioni i cui Presidenti sono tutti della vostra parte politica, debbano convocare in tempo le Commissioni, se le Commissioni non fanno significativi passi in avanti vuol dire che la maggioranza non esiste, che la maggioranza sta implicitamente sfiduciando la Giunta, che la maggioranza sta dicendo alla Giunta che non approva, non recepisce e non convalida la sua manovra."Quindi, c'è una sfiducia reale della maggioranza nei confronti della stessa Giunta regionale di cui credo che la Giunta dovrebbe prendere atto.
Sui disegni di legge collegati alla finanziaria, stando così le cose, le ipotesi sono tre: o avete barato quando dicevate di poter discutere e approvare tutti i collegati in Aula, o avete una visione inaffidabile o forse troppo ottimistica della vostra maggioranza, che non vi da la fiducia che la Giunta ritiene di avere, o entrambe le ipotesi.
Il terzo elemento su cui mi voglio soffermare è il DPEF.
Il DPEF è previsto dall'articolo 1 bis della legge di contabilità, che prevede che sia presentato dalla Giunta entro il 15 maggio e sia approvato dal Consiglio entro il 30 giugno. Il DPEF, come stabilisce la legge, deve indicare le analisi, la diagnosi che voi fate della situazione economica, gli obiettivi, le politiche, le strategie, cioè è l'anima della vostra politica; se voi non presentate questo documento, e soprattutto se non lo presentate nei termini o se, come l'anno scorso, poi lo disattendete, come avete fatto per esempio per quanto riguarda il debito, io credo che voi stiate ammettendo di non aver una politica, di non avere una maggioranza, di non avere una strategia, di non avere una cultura dell'analisi della situazione della realtà economica regionale. E` inutile che poi veniate a parlarci di parametri, vi ricordo che i parametri sugli investimenti e sull'occupazione sono dati che vi provengono dalla scorsa legislatura, e per correttezza fareste bene ad ammetterlo.
Il quarto documento che vorrei esaminare è quello relativo alle politiche di programmazione europea. Abbiamo sottolineato più volte i ritardi, abbiamo più volte sottolineato come la Giunta e la maggioranza abbiano tentato di esautorare il Consiglio e come ancora tentino sistematicamente di esautorarlo, e come non credano nella rappresentatività dell'Assemblea, e come disprezzino le regole della rappresentanza e della democrazia. E lo vedremo, getterete la maschera anche con le iniziative che state proponendo, ma di questo parleremo in seguito.
Avete violato i principi di integrazione e di coordinamento, perché il ciclo unico di programmazione non c'era e non c'è. Avete presentato un documento che evidenzia una frammentazione, una dispersione evidente, una gestione centralistica, un mancato coinvolgimento degli enti locali, una scarsa trasparenza e pubblicità, un'assenza di criteri, e il rischio di perdere risorse, che noi paventammo allora, oggi è evidente, e noi non lo diciamo con soddisfazione, lo diciamo con preoccupazione e con rammarico, offrendo la nostra disponibilità a fare quanto è in nostro potere, come forza d'opposizione, perché questa preoccupazione venga dissipata. Se perderemo risorse, noi non avremo alcuna soddisfazione nel dire che la colpa è della Giunta, perché prima che della colpa della Giunta, di cui conosciamo i limiti, le inadeguatezze, le inadempienze, ci preoccupiamo dei danni per la Sardegna. Eppure vi vediamo ancora preoccupati non tanto di rilanciare l'efficienza, la trasparenza, il coordinamento e di dare un esempio, ma di cambiare i documenti, stravolgendo il POR e i complementi di programmazione con delibere di Giunta che sono d'ordine inferiore alle deliberazioni del Consiglio regionale.
Il Consiglio viene ancora una volta mortificato ed esautorato. Ma continuate a mortificare e ad esautorare le vostre stesse politiche, manipolando i PIT, di cui il centrosinistra in Commissione ha denunciato il ritardo, la scarsa definizione del rapporto tra ammissibilità e selezione di progetti, la debolezza del ruolo attribuito ai privati, l'assenza di un persuasivo ed efficace modello contabile e funzionale.
L'ultimo punto che vorrei sottolineare è l'evanescenza dello stato di attuazione dell'intesa Stato-Regione e vi invitiamo ad informarci anche di questo.
Il bilancio così ritardatario, così frammentato, così, come voi avete denunciato, privo d'anima, così com'è, privo dei complementi e dei collegati, il DPEF ritardatario e vanificato, lo stato d'attuazione inesistente, le politiche comunitarie scoordinate, frammentate e manipolate al di là di ogni logica trasparenza, pongono in evidenza l'incapacità, l'inadeguatezza, l'inadempienza della Giunta rispetto ad alcuni canoni fondamentali.
Siete inadempienti rispetto alla legge di contabilità per quanto riguarda la presentazione in termini del bilancio; siete inadempienti per quanto riguarda la presentazione in termini del documento di programmazione economico-finanziaria. Siete inadempienti rispetto alla natura stessa della legge finanziaria, che dovete, voi per primi, rispettare essendo coerenti a quanto dice la legge di contabilità. Siete inadempienti per quanto riguarda i diritti del Consiglio regionale, che ha diritto di avere gli stati di attuazione che non riusciamo ancora oggi ad ottenere, pur avendoli richiesti. Siete inadempienti rispetto al Regolamento, al ruolo delle Commissioni. Siete inadempienti rispetto alla volontà del Consiglio che voi stessi avete provocato con il vostro ordine del giorno sui disegni di legge collegati, di cui non avete realizzato un minimo di attuazione. Siete quindi inadempienti rispetto al vostro stesso programma.
La conclusione di queste considerazioni così amare e preoccupate, ma che ci auguriamo che vi servano da stimolo per presentare, nei termini stabiliti dalla legge, entro settembre, il bilancio, è che noi non solo siamo in presenza di una Giunta regionale incapace di intendere e di volere le riforme, incapace di intendere e di volere la riorganizzazione della burocrazia, incapace di rilanciare una politica del credito, dell'ambiente, del lavoro; siamo in presenza di una Giunta regionale inadempiente rispetto ai suoi stessi programmi, che dimostra di avere una pochezza di idee, una carenza di proposte, una carenza di slancio per rendere operative le risorse, operative le leggi, operativi i programmi. La Giunta, alla luce delle sue inadempienze, galleggia in una crisi endemica, sotterranea, che però chi vive in Consiglio vede tutti i giorni, perché vede la maggioranza assente in Commissione, la vede assente come forza propulsiva.
La Giunta galleggia in una crisi permanente, senza volontà e senza l'autorevolezza e la dignità di prendere atto di questa crisi endemica; la Giunta galleggia senza avere, in questo momento storico così importante per il presente e il futuro della Sardegna, la forza delle idee, la forza del consenso, la forza della politica, per dare un futuro alla Regione, una Regione che state danneggiando e depauperando, a cui state togliendo persino ogni briciola di speranza.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sulla mozione. Non ci sono iscritti a parlare. Ricordo ai consiglieri che devono iscriversi a parlare prima della conclusione del primo intervento.
Se nessuno chiede di parlare chiudiamo il dibattito.
(Interruzioni)
FADDA (Popolari-P.S.) Capisco che sia scioccato, ma dovevi esserlo già da prima
PRESIDENTE. Io chiedo ancora una volta chi si iscrive a parlare.
FADDA (Popolari-P.S.). Mi sembra che qualcuno che difenda la Giunta debba esserci.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei comprende che io non posso obbligare i consiglieri a parlare. Parla chi si iscrive a parlare. Onorevole Cogodi, io devo dare la parola ad un consigliere del suo gruppo, perché siete gli unici iscritti a parlare.
COGODI (R.C.). C'è anche un ordine naturale delle cose.
LOCCI (A.N.). Sulle mozioni non abbiamo niente da dire. Fino a quando procederete con le mozioni non abbiamo niente da discutere.
FADDA (Popolari-P.S.). Siete incapaci anche di difendere la Giunta!
LOCCI (A.N.). Non vogliamo parlare di mozioni, vogliamo parlare di leggi!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, io mi limiterò, di tutti i punti richiamati nella mozione, a trattarne uno specifico, per dare un contributo, anche parziale, ma che serva perché sia chiaro a tutti dove si vuol concentrare l'attenzione, almeno per quanto mi riguarda. Parto dal punto in cui la mozione dice: "Considerato che il quaranta per cento dei fondi del POR Sardegna è destinato ai PIT, e che le procedure per l'attuazione di questi ultimi risultano essere in modo preoccupante lente e senza le adeguate iniziative di informazione e di coinvolgimento degli enti locali, né delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, al punto che il generale disorientamento procedurale e le continue modifiche dei testi base, non fanno intravedere chiare e tempestive modalità di impiego delle ingenti risorse disponibili, tanto da sembrare che vengano meno - ed è questo il punto fondamentale che voglio mettere a fuoco - le indicazioni date dal Consiglio regionale per il sostegno alle realtà territoriali deboli dell'economia regionale, e prevalgano, al contrario, le strategie clientelari della maggioranza del centrodestra".
Cosa vuol dire? Nella discussione della Finanziaria del 2001, il Consiglio, tenendo conto di realtà diverse per quanto riguarda il prodotto interno lordo, aveva votato un emendamento dando indicazioni alla Giunta su come si può raggiungere un equilibrio.
Più volte in quest'Aula è stata richiamata la filosofia che sta alla base del Quadro comunitario di sostegno; e cioè dare la possibilità alle regioni in ritardo di sviluppo di azzerare, o quanto meno di ridurre questo ritardo, rispetto a quelle più avanzate.
L'inserimento della Sardegna nell'Obiettivo uno - lo ricordo - è stato determinato dal mancato raggiungimento del settantacinque per cento della media del prodotto interno lordo europeo.
Lo stato di grave arretratezza delle province di Oristano e di Nuoro e di alcuni ambiti territoriali delle altre province, ha determinato questo risultato negativo.
Il Consiglio, dicevo, tenendo conto di queste realtà, ha approvato un emendamento che è diventato il comma 48 dell'articolo 1 della Finanziaria 2001, e che esprime la necessità, al fine di realizzare la coesione economica e sociale dell'isola, di riservare almeno il sessanta per cento delle risorse dei PIT alle province di Nuoro e di Oristano e a quegli ambiti territoriali delle altre province nei quali si registra il maggior ritardo di sviluppo.
Io penso che questo comma 48 dell'articolo 1 della Finanziaria sia talmente chiaro che non abbia bisogno di ulteriori interpretazioni o spiegazioni.
Traducendo l'enunciato in proposta operativa, vuol dire solo che la Giunta, nel rispetto della prescrizione della legge, e quindi della volontà del Consiglio, nell'elaborare i regolamenti sui Piani integrati territoriali, aveva l'obbligo di far sì che una quota di risorse dei PIT, pari almeno al sessanta per cento, arrivasse in modo vincolato a quei territori che il Consiglio stesso aveva individuato.
Ciò si potrebbe raggiungere solo se tali risorse venissero allocate in modo vincolato in quei territori, e conseguentemente fossero fondi singoli e specifici per l'utilizzo di queste risorse.
Per quanto io possa conoscere, niente di concreto, né tanto meno di vincolante appare nelle numerose bozze e nella stesura definitiva dei regolamenti sui PIT.
Non vedo come possa essere realizzato il principio del vincolo delle risorse per quei territori con un unico bando regionale al quale tutti possono partecipare in un regime di concorrenza esasperata in cui i partecipanti partono da condizioni di base totalmente diverse. E` come far fare le olimpiadi a degli atleti normali assieme a quelli portatori di handicap.
L'Assessore alla programmazione in più occasioni ha assunto impegni verbali e con troppi soggetti, in pratica in tutte le realtà dell'Isola. Così non si raggiunge l'obiettivo.
L'obiettivo potrà essere raggiunto solo prevedendo, nelle regole e nei bandi, il vincolo della destinazione di quelle risorse finanziarie ai territori indicati dalla legge, e le somme ben definite per ciascuno di essi.
Per esercitare il principio della concorrenza più o meno esasperata, sicuramente ci sono molti altri fondi, e sono il sessanta per cento del POR.
Questo è ciò che volevo dire a proposito della mozione, però, prima di concludere, poiché in quest'Aula tra il pubblico sono presenti numerosi operai che stanno vivendo un difficilissimo momento occupazionale, io voglio richiamare l'attenzione dell'Aula anche su questo problema, ricordando brevemente che i lavoratori che sono adibiti alla termodistruzione dei rifiuti speciali ospedalieri vivono una situazione di grave disagio.
Noi abbiamo avuto in Commissione un incontro con le rappresentanze sia dei lavoratori sia delle imprese, e abbiamo verificato l'esistenza di una situazione molto grave, di forte tensione.
Io personalmente ho sollecitato, attraverso il Presidente della Commissione, la Giunta affinché ci fornisse una serie di dati conoscitivi sulla situazione, ho chiesto che l'Assessore all'ambiente Pani, venisse in Commissione a relazionare sulla situazione, e soprattutto vorremo sapere - e questo non solo noi della minoranza ma anche i consiglieri della maggioranza - che cosa intende fare la Giunta per risolvere intanto questa fase acuta di un problema veramente serio. E soprattutto la Giunta e l'assessore Pani ci dovranno dare chiarimenti, in Commissione o in Aula, sulla situazione dello smaltimento dei rifiuti.
Io devo esprimere molta preoccupazione, perché c'è un pressappochismo estremo per quanto concerne il problema dei rifiuti, e non parlo solo dei rifiuti tossici e dei rifiuti ospedalieri. Noi a tutt'oggi non conosciamo le quantità di rifiuti, di qualsiasi tipo, che entrano in Sardegna; abbiamo delle cifre vaghe che ci sono fornite dalla stampa, ma nonostante la nostra richiesta non le abbiamo avute dalla Giunta, anzi, c'è stato quasi un diniego per non so quale procedura. Noi abbiamo la necessità di conoscere questi dati, in modo da dare delle risposte per quanto riguarda il rispetto del principio generale che la Sardegna non deve diventare una pattumiera d'Europa, e dare un'immediata risposta anche a questi lavoratori che oggi stanno chiedendo, giustamente, una soluzione ai loro problemi.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, colleghi, mi sembra che la mozione presentata dai colleghi dell'opposizione incontri, in questo momento, come è stato abbastanza evidente dall'inizio di questa seduta, da parte di tutto il Consiglio, non soltanto da parte dei colleghi che siedono nei banchi della maggioranza, una certa tiepidezza, favorita probabilmente anche dal clima, ma...
CUGINI (D.S.). Non è vero; i nostri colleghi sono iscritti a parlare.
LA SPISA (F.I. - Sardegna). Onorevole Cugini, se lei voleva parlare prima poteva illustrare la mozione, non vedo perché debba interrompermi in questo momento.
CUGINI (D.S.). Lei si tenga i giudizi per sé, i miei colleghi sono iscritti a parlare.
LA SPISA (F.I. - Sardegna). Signor presidente, chiedo che si tenga conto del tempo che perdo.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la prego. Lei parlerà dopo e potrà dire tutto quello che riterrà di dover dire, adesso lasci che l'onorevole La Spisa continui il suo intervento.
Onorevole La Spisa, la prego di continuare, e chiedo ai colleghi, per cortesia, di prendere il loro posto.
LA SPISA (F.I. - Sardegna). Dicevo della tiepidezza con cui l'Aula, complessivamente, non soltanto la maggioranza, mi sembra stia rispondendo a questa mozione.
Io intervengo volentieri perché mi sembra che sia giusto fare alcune precisazioni, credo che però mal volentieri ci si attardi in questo momento a parlare di ritardi, e magari a prevedere, per questi giorni di questo fine luglio, di dedicare tanto tempo in quest'Aula, a parlare dei ritardi accumulati, senza invece fare qualche cosa per ovviare a questi ritardi, esaminando e tentando di approvare i provvedimenti che sono all'ordine del giorno del Consiglio, e che riguardano precisamente anche alcune delle osservazioni contenute in questa mozione. Mi riferisco in particolare alla questione dei disegni di legge collegati. Ne sono stati presentati, e inseriti quindi nell'ordine del giorno approvato prima dell'approvazione finale delle leggi di bilancio e finanziaria, ben venti, e l'accusa dell'opposizione è stata fin da allora che i disegni di legge collegati erano troppi.
Io credo che sia giusto precisare che ne sono stati approvati in Commissione già cinque, e riguardano cinque materie molto importanti; è in dirittura finale un altro disegno di legge collegato, quello sulla cooperazione, che proprio qualche giorno fa in Commissione abbiamo esaminato per esprimere il parere finanziario, ed è ancora in fase di approvazione finale da parte della Commissione di merito .
C'è stata evidentemente, quindi, da parte del Consiglio, subito dopo il periodo elettorale, una accelerazione dei lavori, in particolare da parte di alcune delle Commissioni che erano state investite dell'onere di esaminare questi disegni di legge, e quindi abbiamo già la possibilità di esaminare nel concreto, di mettere alla prova quindi la politica della maggioranza e della Giunta collegata alla manovra finanziaria, esaminando questi progetti di legge. Non si capisce perché dobbiamo parlare dei ritardi e accumularne altri ancora non volendo entrare subito in medias res, esaminando ed approvando questi progetti di legge, che riguardano tutti materie fondamentali. Si tratta dell'apprendistato, delle opere pubbliche, dell'IRAP, del fondo regionale per l'occupazione dei disabili e della cooperazione, quindi materie che potrebbero essere significative. Non ho citato il primo disegno di legge collegato, quello riguardante l'istituzione e gestione della rete contabile agricola regionale, perché obiettivamente non posso dire che sia un argomento fondamentale della politica economica e finanziaria della Regione, però c'è anche questo, e quindi sono cinque.
Sui disegni di legge collegati, l'unico appunto che si può fare alla Giunta è di averne presentati troppi, quindi di aver lavorato troppo, di aver messo troppa carne al fuoco nell'ambito della politica regionale.
CUGINI (D.S.). Ma lo spettacolo non è stasera?
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Scusate la battuta, non lasciatevi andare a un'ironia fin troppo facile. Vi ho offerto la battuta su un piatto d'argento, permettetemi di continuare.
SANNA EMANUELE (D.S.). Scappa da ridere anche a te!
(Interruzione del consigliere Cugini)
LA SPISA (F.I.-Sardegna). L'onorevole Cugini è veramente interessantissimo, è molto simpatico, però vorrei arrivare al nocciolo della questione.
CUGINI (D.S.). Non può dire queste cose! E' fuori dell'ordine del giorno questo intervento, Presidente.
PRESIDENTE. Non è così.
CUGINI (D.S.). Lei deve far parlare sull'ordine del giorno. Non deve essere collaborativo con questi qui.
PRESIDENTE. Sta parlando sull'ordine del giorno. La prego, stia un po' zitto, dopo avrà modo di dire tutto quello che pensa.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Io sto parlando proprio della mozione e sto cercando di rispondere nei termini più seri possibili a una discussione che tutti capiamo che è inutile. È una discussione perfettamente inutile quella di stasera.
CUGINI (D.S.). E insiste!
LA SPISA (F.I.-Sardegna). Scusate, se la metto sul piano dell'ironia vi lamentate, se dico quel che penso fino in fondo vi lamentate lo stesso. Questa è una discussione che rappresenta una sostanziale perdita di tempo per tutti. Vogliamo confrontarci sui termini fondamentali che sono veramente all'ordine del giorno del dibattito fra una maggioranza seria e un'opposizione seria? Allora affrontiamo i disegni di legge collegati; affrontiamo, se vogliamo, i problemi legati all'attuazione del Quadro comunitario di sostegno, e avremo certamente molto da parlare, sicuramente denunciando, da parte vostra, e ammettendo da parte nostra i limiti anche di una gestione di questa materia, che oggettivamente è difficile da governare, perché le normative sono farraginose, e tutti ci scontriamo con la difficoltà di attuare un Quadro comunitario di sostegno che, rispetto al precedente, è basato su un nuovo regolamento, che impone nuove procedure, che individua nuovi soggetti.
Tutti sappiamo che la stessa legge numero 20 - voi stessi l'avete riconosciuto sia in aula, sia in Commissione - è inadeguata rispetto alla normativa comunitaria; è una legge sull'attuazione dei programmi comunitari che si rifà al vecchio regolamento, che non tiene conto del fatto che oggi c'è un comitato di sorveglianza che ha ben altri poteri rispetto al passato e che ci sono dei tempi di attuazione imposti dall'Unione Europea, che richiederebbero un sistema legislativo, amministrativo, e se permettete anche regolamentare delle assemblee legislative come la nostra, ben diverso da quello che abbiamo.
Se affrontiamo concretamente e seriamente questo problema, diciamo che noi non ci nascondiamo dietro un dito, riconosciamo, e lo abbiamo fatto anche in occasione della precedente discussione sulla vostra mozione centrata su un problema politico di fondo, che è vero che questa maggioranza ha delle difficoltà. Nessuno di noi vuole negare la difficoltà di questo periodo di transizione del nostro sistema parlamentare e governativo regionale, però se questo è vero, è anche vero che dobbiamo far di tutto per piegare le norme regolamentari, per piegare le norme non scritte dei rapporti tra noi e voi a una condotta di comportamento che ci porti ad affrontare i problemi nel concreto. Vediamo quali di questi disegni di legge collegati voi non condividete e su cui accentuate le vostre critiche, vediamo se veramente non sono in grado di incidere sulla politica economica regionale, affrontiamoli al più presto. Invitiamo la Giunta a presentare al più presto il DPEF perché è vero che è in ritardo; ma non possiamo non riconoscere e non sottolineare anche in questo caso che il ritardo del DPEF è collegato al ritardo dell'approvazione della manovra finanziaria, così come è accaduto negli ultimi vent'anni, tranne rarissime eccezioni. Soltanto nell'ultimo anno della scorsa legislatura è stato approvato il bilancio nei termini.
Chiediamo per questo di fare in fretta, chiediamo di utilizzare tutto il tempo utile per un confronto serio sia in Commissione, sia in aula. In questo non c'è nessuna polemica da parte nostra, c'è soltanto l'invito a utilizzare bene questi giorni che ci mancano in attesa della pausa estiva per poter poi riprendere subito per approvare, in tempi rapidi speriamo, il nuovo bilancio per il 2002, che invitiamo la Giunta a presentare nei termini.
PRESIDENTE. Poiché si sono iscritti a parlare tutti i consiglieri del centrosinistra, noi abbiamo cercato di dare un ordine agli interventi; se qualcuno vorrà scambiare il turno lo potrà fare, è previsto dal Regolamento.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Lei ha detto che si sono iscritti a parlare tutti i consiglieri del centrosinistra, vorrei sapere se oltre a noi si sono iscritti altri colleghi. Se non si è iscritto nessuno chiedo che lei convochi la Conferenza dei Capigruppo, per organizzare i lavori, perché se dobbiamo parlare solo noi è bene che decidiamo...
CORDA (A.N.). Ma se abbiamo appena iniziato! Abbiamo appena iniziato e già chiedete la Conferenza dei Presidenti di Gruppo!
CUGINI (D.S.). Ma stai zitto, non hai titolo per parlare! Tu non hai titolo per parlare, Corda!
CORDA (A.N.). Ma smettila, Cugini, credi di essere togo? Smettetela di perdere tempo, basta!
CUGINI (D.S.). Presidente, lo faccia allontanare dall'aula, faccia la cortesia, chieda ai commessi che lo allontanino dall'Aula, perché avendo appena pranzato il collega può essere alterato.
PRESIDENTE. Onorevole Corda, la prego!
CORDA (A.N.). Comportati bene qui in aula, comportati bene. Con i problemi che abbiamo da discutere! E' la quarta mozione vostra che si discute per perdere tempo e basta!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei mi costringe a interrompere i lavori del Consiglio, la prego.
CUGINI (D.S.). Presidente, lo allontani dall'aula.
Io chiedevo, prima dell'intervento di quel signore, che si organizzassero i lavori, tenendo presente che siamo iscritti solo noi. Io non penso che i colleghi del centrosinistra concordino sul fatto che dobbiamo parlare solo noi, quindi chiedo di organizzare i lavori perché noi non abbiamo interesse a parlare per confermare ulteriormente la posizione che ha espresso il collega Selis. Quindi le chiedo una breve interruzione per organizzare i lavori.
Può essere che non parli nessuno, e che quindi debba replicare la Giunta. Può essere che interveniamo poi sulla replica della Giunta, può essere che interveniamo per dichiarazione di voto, può essere tutto, però è bene che sappiamo come dobbiamo organizzare la giornata di oggi.
I colleghi della maggioranza possono anche non intervenire alla Conferenza, o delegare Corda, però è bene che sappiamo come dobbiamo concludere la serata.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io non ho nulla in contrario a convocare la Conferenza dei Capigruppo, però credo lei comprenda che il fatto che nessuno della maggioranza si sia iscritto a parlare evidentemente è una risposta politica. Sono iscritti a parlare solamente i consiglieri dell'opposizione, e io devo procedere a chiamare a parlare i consiglieri dell'opposizione.
Le faccio io una proposta: lasciamo che intervenga qualcuno degli iscritti a parlare, poi potremo anche fare una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo per decidere come proseguire i lavori.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor presidente, non credo che sia interesse di nessuno esasperare gli animi. Noi ci aspettavamo, da parte della maggioranza, un atteggiamento un po' più costruttivo sui ritardi della Giunta e anche di difesa della Giunta. Vediamo che sono iscritti a parlare solo gli esponenti del centrosinistra.
Desideriamo concordare con la maggioranza il percorso; può darsi anche che alla fine decidiamo di abbandonare l'Aula, potremmo farlo oggi, potremmo farlo anche domani, perché intanto...
(Interruzioni)
So che sai ululare molto bene, Corda! Sai ululare molto bene!
CORDA (A.N.). So che sapete minacciare molto bene!
FADDA (Popolari-P.S.). So che sai ululare molto bene, lo sai fare molto bene!
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la prego di andare avanti col suo intervento, e prego l'onorevole Corda di non interrompere.
FADDA (Popolari - P.S.). Le interruzioni sono ammesse, ma abbaiare no.
PRESIDENTE. Stiamo perdendo più tempo. Se avessimo fatto una Conferenza avremmo già concluso.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, le interruzioni sono permesse, abbaiare no.
CORDA (A.N.). Vai a scuola e impara l'educazione!
FADDA (Popolari-P.S.). Alla tua scuola?
CORDA (A.N.). Anche!
FADDA (Popolari-P.S.). Ma lo sappiamo che hai un ottimo giudizio. Sappiamo, sappiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, io non posso andare avanti così.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, se non è possibile incontrare i colleghi Capigruppo della maggioranza, chiediamo comunque dieci minuti di sospensione perché possiamo una riunione del centrosinistra per valutare qual è l'atteggiamento che noi dobbiamo mantenere nei confronti di questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine dei lavori.
COGODI (R.C.). E' mio intendimento di richiedere esattamente quello che da ultimo ha chiesto il collega Fadda.
Noi non siamo smaniosi di concordare le cose con la maggioranza. La maggioranza ha diritto di parlare e ha diritto di non parlare, ha diritto di ritirarsi, di dare forfait, di abbandonare l'Aula, di abbandonare anche la Giunta se vuole; però, siccome la maggioranza si ritira, la mozione presentata dall'opposizione, a norma di Regolamento, è regolarmente in discussione e l'opposizione rimane padrona del campo perché dovremmo parlare solo noi. Quindi mi pare utile una breve interruzione dei lavori perché noi possiamo coordinare le nostre idee. La maggioranza coordini le sue, se ne ha, pare che non ne abbia da esporre, ma rientra nei sui diritti e nelle sue prerogative avere idee per un confronto ed anche non averne.
PRESIDENTE. A me pare comunque ragionevole, se non facciamo una Conferenza di Capigruppo, una breve interruzione dei lavori perché l'opposizione apprende ora che non si sono iscritti a parlare consiglieri della maggioranza e dovrà pur valutare politicamente questo fatto.Sospendo i lavori per 10 minuti.
CUGINI (D.S.). Sia chiaro che quello che si fa oggi, si fa anche domani.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 54, viene ripresa alle ore 18 e 10.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio, come lei ha detto, tutti i colleghi del centrosinistra sono iscritti a parlare; ha già parlato il collega Demuru, vorrei sapere, Presidente, per suo tramite chiaramente, se i colleghi Capigruppo della maggioranza intendono intervenire nel dibattito, perché normalmente i Presidenti di Gruppo non si iscrivono a parlare, però prendono sempre la parola. Vorrei sapere preventivamente se i colleghi Capigruppo della maggioranza intendono intervenire nel dibattito, noi ci regoleremo di conseguenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, come lei sa, noi abbiamo sempre disciplinato la discussione in questo modo: intervengono prima tutti i consiglieri che si iscrivono a parlare e alla fine i Capigruppo, naturalmente quelli che vogliono prendere la parola. I colleghi Capigruppo della maggioranza hanno sentito la sua richiesta, daranno una risposta se ritengono di dovergliela dare. Io propongo di continuare il dibattito, io considero i Presidenti dei Gruppi iscritti a parlare, poi naturalmente decideranno loro se intervenire o no.
Continuazione della discussione della mozione Cugini - Fadda - Balia - Cogodi - Dore - Biancu - Calledda - Deiana - Demuru - Dettori - Falconi - Giagu - Granella - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Morittu - Orrù - Ortu - Pacifico - Pirisi - Pusceddu - Sanna Alberto - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Scano - Secci - Selis - Spissu - Vassallo sui ritardi della Regione nella predisposizione ed approvazione dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria 2001 e nella presentazione degli atti di programmazione economica e finanziaria. (45)
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). A questo punto prendiamo la parola per riprendere alcune delle questioni che sono state poste con l'illustrazione della mozione e che sono state riprese negli interventi. Tra l'altro è singolare che da un lato si dica che la maggioranza è disponibile, o sarebbe stata disponibile, a venire in Aula per discutere i provvedimenti che sono alla base della sollecitazione della mozione e dall'altro la Giunta non decida, così come viene chiesto nella mozione, di prendere la parola in Aula, per interloquire con gli estensori della mozione, per fare in Aula il punto della situazione e quindi mettere in condizione lo stesso Consiglio di discutere nel merito dei provvedimenti che vengono sollecitati con la mozione.
L'onorevole La Spisa dice, per enfatizzare il suo ragionamento, che la maggioranza avrebbe approvato ben cinque collegati sui venti presentati. Poi elencando i cinque collegati ne accantona uno, di fatto riconoscendo che la sostanza del lavoro svolto nel corso di queste settimane e di questi mesi si riduce a ben poca cosa. Questo sarebbe il risultato, tra l'altro, dell'impegno assunto in Consiglio, sollecitato dalla maggioranza con un ordine del giorno approvato in quest'Aula al termine della discussione sul bilancio e sulla finanziaria, che aveva anche, in qualche misura, visti i tempi di discussione in Aula della manovra finanziaria, suscitato un po' di ilarità e noi avevamo sin da allora consigliato prudenza, e avevamo anche sollecitato la maggioranza ad essere consapevole delle sue capacità, e quindi a disporsi anche per consentire poi, nei tempi successivi, al Consiglio di poter lavorare in modo ordinato, eventualmente stabilendo un percorso per i provvedimenti prioritari, e quindi consentendo di completare la manovra di bilancio.
BALIA (F.S.D.). Come fai a parlare con questo chiasso?
ORTU (R.C.). Questo è il livello di attenzione, di discussione, e di interlocuzione che c'è in questo Consiglio.
PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa, prendete posto per favore. Chi parla vuole anche essere ascoltato, se uno non gradisce ascoltare può uscire.
ORTU (R.C.). Dicevo che avevamo consigliato prudenza, avevamo chiesto alla maggioranza di individuare i provvedimenti più significativi e avevamo anche sollecitato una organizzazione dei lavori che fosse anche in funzione delle scadenze che avevamo di fronte. La realtà è che sono trascorsi mesi e mesi, siamo arrivati alle elezioni e , successivamente, è trascorso ulteriore tempo e oggi il Consiglio è qui riunito ancora una volta su sollecitazione delle opposizioni. Questa è la terza mozione che viene presentata in Aula per sollecitare la maggioranza a presentarsi nella sede propria, che è il Consiglio, per discutere dei provvedimenti che aveva preannunciato e quindi di come intende dirigere questa benedetta Isola.
Si dice che la maggioranza era pronta per discutere i provvedimenti, che anzi ha approvato in Commissione tutta una di serie di atti che si sarebbero dovuti discutere poi qui in Aula, guarda caso la mozione porta la data del 13 di luglio e la maggioranza prima di questa data non si è preoccupata di concludere l'iter di quei provvedimenti, e pur avendo i numeri, che sono tutti dalla sua parte, e gli strumenti, non ha nemmeno pensato di preordinare l'attività di questo Consiglio per affrontare gli argomenti che riteneva più opportuni, quegli argomenti che oggi sono stati qui richiamati dall'onorevole La Spisa e che sono stati presentati in alternativa alla mozione.
La realtà è che la maggioranza è latitante; la realtà è che questa maggioranza non è bloccata, come sostiene l'onorevole La Spisa, dalla farraginosità dei regolamenti, tanto meno è bloccata da una interminabile fase di passaggio che non si capisce bene come sia stata determinata, la realtà è che invece questa maggioranza è bloccata per le cose che sappiamo tutti, per le cose di cui abbiamo discusso in quest'aula, per le cose di cui hanno parlato tutti i giornali; è bloccata da una litigiosità interna, che emerge continuamente, che sfocia in risse continue, in contrapposizioni perfino tra i vari Assessori e tra lo stesso Presidente e i propri Assessori. L'ultimo episodio, che è apparso sulla stampa ed è stato oggetto di polemiche, è la reprimenda del Presidente della Giunta nei confronti di alcuni Assessori che non lo avrebbero messo in grado, tra l'altro, di raccogliere nemmeno il materiale che era necessario per predisporre il DPEF.
Questa è la realtà! E la realtà dice anche che quei pochi provvedimenti, non quei ben cinque provvedimenti di cui ha parlato l'onorevole La Spisa, quei pochi provvedimenti che sono stati approvati nelle Commissioni, e che oggi siamo in grado di discutere in aula, così come è accaduto in Commissione agricoltura, possono essere discussi solo perché c'è stata non solo la disponibilità, ma perché è venuta dall'opposizione la sollecitazione a mettere le Commissioni in grado di poter lavorare. Il primo atto che doveva compiere dopo le elezioni la Commissione agricoltura era quello di sostituire il presidente, che era stato nel frattempo eletto in Parlamento, in modo da poter lavorare. Ebbene, quando la Commissione agricoltura è stata convocata dal vice presidente, che è un consigliere dell'opposizione, la prima richiesta avanzata dalla maggioranza, guarda caso, è stata quella di rimandare i lavori della Commissione, quindi di rinviare l'elezione del presidente e quindi in questo caso rendere inutilizzabile quello strumento. A quell'atto noi ci siamo opposti, abbiamo costretto la maggioranza a darsi un presidente, e a mettere la Commissione in grado di lavorare.
Questo la dice lunga sulla volontà della maggioranza e sul comportamento che abbiamo adottato come opposizione, tant'è che poi, sempre su sollecitazione della opposizione in Commissione agricoltura, siamo finalmente riusciti a definire un provvedimento che speriamo venga approvato quanto prima in Aula.
Questa è la situazione; una situazione che non emerge, purtroppo, in modo adeguato, nella sua drammaticità, nemmeno negli organi di stampa; che mostra una Regione, un Consiglio regionale, una maggioranza ormai incapaci di produrre qualsiasi atto. La dimostrazione, e concludo, sta nel fatto che anche quest'anno non siamo in grado di discutere il DPEF, lo avremmo dovuto approvare entro il 30 di giugno, non so se qualcuno lo vorrà discutere in queste settimane. Noi per quanto ci riguarda siamo disponibili, non sappiamo quando sarà approvato, quindi non sappiamo quando potrà essere approvato e presentato in Consiglio il bilancio. Questo la dice lunga sulle capacità di questa Giunta e di questa maggioranza. Tra l'altro questo comporterà, così come è accaduto l'anno scorso non solo un ritardo ma anche una incapacità di spendere risorse a favore della Sardegna.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
spissu (D.S.). Signor Presidente del Consiglio e signor Presidente della Giunta, la mozione nasce non tanto dal desiderio dell'opposizione di prodursi in una performance parlamentare e in una ginnastica oratoria che ci risparmieremmo volentieri, la mozione nasce da una grande preoccupazione e soltanto erroneamente e strumentalmente può essere sminuita a livello di una delle tante iniziative strumentali, come voi dite spesso, della opposizione, come anche stasera avete detto.
Noi crediamo più propriamente che l'opposizione debba fare il proprio dovere, e questo delle mozioni, purtroppo, sta diventando uno dei pochi sistemi che abbiamo per provare ad aprire un confronto con questa maggioranza, che confronti non solo non ne offre, ma che confronti non ne vuole neanche quando viene provocata e sollecitata.
Lo scorso 29 marzo, dopo la difficile e tormentata approvazione della legge di bilancio 2001-2003, la maggioranza ha proposto in quest'Aula e votato, a maggioranza appunto, un ordine del giorno con il quale ha individuato venti disegni di legge da collegare a termini del nostro Regolamento alla finanziaria stessa. Avete presentato venti disegni di legge sul riordino dello scibile umano, oltre che di tutte le attività economiche, sportive, culturali, ricreative, della ricerca, dell'ambiente, degli abili e dei disabili. Insomma, di tutto e di più. Velleitariamente e coscientemente falsi avete offerto ai sardi e a tutte le organizzazioni con le quali dite di avere preso impegni e sottoscritto accordi a seguito della concertazione. Avete dato una immagine falsa di produttività e di impegno, consapevoli dell'approssimarsi della campagna elettorale e del bisogno di incassare risultati.
I fatti danno purtroppo ragione a chi allora vi aveva avvertito dell'imbroglio che stavate consumando ed io, insieme a molti altri colleghi, ero fra quelli. Purtroppo, dobbiamo dire, onorevole La Spisa, che difende in questo modo il niente, purtroppo, perché la vostra inefficienza e la vostra inaffidabilità proiettano ombre sinistre sull'intero Consiglio regionale e quindi anche su di noi, se ci consentite. La pochezza della vostra maggioranza, la cronica assenza dal lavoro nelle Commissioni produce, insieme alla totale paralisi legislativa, come ognuno di voi può onestamente verificare, un effetto devastante presso l'opinione pubblica, che ci assimila tutti in un grave giudizio di inefficienza e di inutilità del nostro ruolo, che viene da voi stessi invocato per reclamare a gran voce l'Assemblea Costituente.
Noi ci opponiamo non tanto e non solo alla vostra politica ed ai vostri programmi, ammesso che ne abbiate uno, ed ammesso che siate ancora una maggioranza, dato che siete indecisi a tutto tranne che ad abbandonare il potere e i ruoli che tenacemente mantenete. Ci opponiamo a questo stato di degrado, di improduttività, di costante, palese, arrogante disprezzo delle leggi ed in ultimo dell'intera società sarda.
Attuate con pervicacia una politica di accentramento delle decisioni e di sistematico esautoramento del Consiglio e delle sue prerogative. Come altro possiamo interpretare il fallimento delle politiche cosiddette innovative collegate alla manovra finanziaria? Come dobbiamo interpretare la vostra incapacità di spendere, di fare delle risorse regionali una opportunità che accompagna ed amplifica una propensione ad investire che i sardi manifestano? Ci avete detto più volte della vostra adesione totale al concetto del ciclo unico della programmazione, di un circolo cioè virtuoso nell'uso delle risorse. Il ciclo unico lo avete fatto diventare una barzelletta, neanche troppo buona. Dal ciclo unico della programmazione siamo passati al ciclo unico della inconcludenza. Il DPEF, che doveva essere presentato nel mese di maggio, non si sa quando verrà presentato; la finanziaria per il prossimo anno sicuramente non verrà presentata nel mese di settembre, dato che si accavallerà la discussione del DPEF con la nuova finanziaria. Da oltre un anno mezzo dite e scrivete di nuova autonomia, di nuovo rapporto con lo Stato e non siete stati capaci di portare a compimento nessuno degli atti previsti dall'intesa Stato - regione.
La stessa continuità territoriale che l'assessore neo deputato sbandiera come una propria conquista, e che sta per arrivare a conclusione, arriva in ritardo per causa vostra e non tiene conto della continuità territoriale per le merci su cui niente avete detto e fatto.
Avete via via, in questi mesi, perso i principi fondanti della vostra variegata e malassortita aggregazione, ma in compenso avete sostituito i principi con i prìncipi ismailiti e monegaschi, cui affidate le coste sarde spacciandole per operazioni di marketing.
I PIT, annunciati come grande opportunità e come coinvolgimento della comunità sarda in tutti i livelli nell'uso delle risorse comunitarie, stanno diventando una farsa comica, se non fosse tragica, nella quale il partenariato istituzionale e sociale da voi promosso ed alimentato si sta riducendo a niente, ad un accentramento totale nelle mani dell'assessore regionale e presso il comitato regionale senza alcuna concludenza. Il bando non è ancora fatto, nonostante i tempi fossero stati annunciati, la concertazione è stata ridotta al rango di mera consultazione.
Io credo che a questo punto la mozione resti uno dei pochi strumenti a nostra disposizione per sollecitare il confronto e il dibattito; confronto a dibattito a cui oramai vi sottraete scientificamente, costantemente e in modo organizzato. Sul tema specifico del ciclo unico della programmazione e di tutti i documenti e gli atti conseguenti, io credo, assessore Pittalis, anche con simpatia nei suoi confronti, che sarebbe giusto che lei facesse un atto di coraggio, se non di coerenza, e si dimettesse dall'incarico che lei ricopre, non avendo finora rispettato nessuna delle condizioni che renderebbero pregnante il suo ruolo.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi, anch'io avrei voluto discutere questa mozione in un clima diverso, meno avvilente e umiliante. Questo Consiglio, infatti, sta diventando sempre più l'immagine più alta della ipocrisia pubblica di questa Regione, e voi, avvolti dal silenzio di idee e dalle urla, invece, sull'occupazione delle poltrone, andate avanti. Locci ci dice: "Non abbiamo tempo da perdere", ed io chiedo: "Per che cosa, se siamo qui a constatare il nulla, l'assenza di quel qualcosa che meriterebbe un confronto?." Ma il silenzio che voi ci proponete e che è l'unico oggetto non solo di questo dibattito, ma anche dei dibattiti che noi abbiamo proposto con l'intendimento di arricchire il volgere e la costruzione del futuro di questa regione, questo silenzio, dicevo, fa da contraltare al paesaggio e all'orizzonte che ogni giorno siamo costretti a registrare, nostro malgrado, assieme ai nostri concittadini sardi.
Questo è un Consiglio silente, dicevo, incapace di verità, di autocritica, di confronto e di moralità, al punto che anche oggi qualche assessore, che adesso è assente perché deve fare le programmazioni faziose delle proprie attività, arriva qua e ridacchia fra i banchi della Giunta, proponendoci l'inutilità di questo confronto.
Le Commissioni sono in stallo, la C.I.S.L. regionale anche oggi si lamenta sul carico di lavoro delle Commissioni e sulle inadempienze e sui ritardi, abbiamo una Giunta senza programmi, il cui Presidente Floris ci arricchisce, in ogni occasione ufficiale, della solita relazione programmatica rivista e corretta. La conosciamo già, lo invitiamo ad avere più fantasia, a dirci qualcosa di più e a cominciare a battersi il petto rispetto alle sue responsabilità ed ai ritardi che sono evidenti.
Peraltro le lotte intestine sulla guida della Giunta regionale che non avete risolto, perché avete accantonato anche queste, hanno occupato gran parte del tempo. Cinque consiglieri della maggioranza hanno sfiduciato questa Giunta, ma non hanno il coraggio dei gesti conseguenti e coerenti. Li invitiamo ad essere conseguenti rispetto ai giudizi che hanno dato, ad avere comportamenti coerenti e conseguenti. Non si può parlare in un modo ed agire in un altro. Questa Giunta e questa maggioranza non riescono neppure a sostituire l'assessore ai trasporti, perché sanno di non avere la forza, la linearità di compiere il dovere di farsi rappresentare e di rappresentare concretamente una politica importante che non può essere affidata ad un interim sordo, cieco e muto del Presidente della Giunta.
Gli enti locali sono esiliati al loro ruolo sempre più residuale, senza certezze di risorse e senza prospettive di nuovi ruoli e di nuove competenze. Le province e i comuni che amministrate con le stesse maggioranze o vanno a elezioni anticipate, perché implodono sotto i colpi della vostra inefficienza, o non brillano affatto se non per l'inconsistenza delle proprie azioni. Vedasi Oristano, vedasi le province che non hanno mosso un atto nuovo, diverso, da quelli che sono stati messi in essere dalle precedenti giunte di centrosinistra.
I fondi comunitari sono poi lasciati a uno strano destino, l'incertezza è peraltro accompagnata dall'imbarazzo e dal balbettio dell'assessore Pittalis, che in seconda Commissione non ha saputo dare corrette e conseguenti risposte alle obiezioni sollevate dalle opposizioni sulle manipolazioni dei testi, sugli imbrogli e sulla violazione delle leggi specifiche. I ritardi, poi, stanno diventando oramai endemici e sistematici, al punto che è diventata una regola per voi, quasi un obiettivo violare le norme di legge che questo Consiglio si è dato, una sorta di gatto che si morde la coda, o nella migliore della ipotesi esplicare la propria capacità di grandi legislatori, cercando i vicoli stretti e angusti per aggirare le poche e isolate riforme che la precedente legislatura aveva avviato e che a ragione vi stanno strette, perché purtroppo un clima di riforma, un contesto di cambiamento non può che mettere a nudo la realtà di inefficienza e di incompetenza che state concretando, e il disastroso baratro nel quale state trascinando la Sardegna.
Oramai siamo, si può dire, usando un termine improprio, al corto circuito istituzionale. E il DPEF, che deve produrre un'analisi sulla situazione attuale e da questo punto di osservazione ipotizzare la programmazione economica e finanziaria del futuro, si svolge in ritardo e in un contesto nel quale, a sette mesi dall'inizio dell'esercizio finanziario, nulla avete realizzato del bilancio del 2001. Avete ragione di non presentarlo, un DPEF che deve programmare in contumacia è meglio non presentarlo, perché contumacia di idee, di governo, di fatti e di programmazione è la realtà nella quale ci troviamo ad operare. Allora il silenzio prende un'altra caratteristica, che non è quella di non voler riconoscere il ruolo legittimo delle opposizioni, è probabilmente il silenzio di chi non ha argomenti.
State delegittimando la politica pulita e alta, pensando che questa per il momento non vi serva più, e che il giudizio della gente non valga quanto vi sono servite invece la propaganda e l'illusione che avete riversato sulla Sardegna così come nel contesto nazionale. Non è una risorsa eterna, ne avrete la dimostrazione.
Gli echi dei vostri fallimenti e della insoddisfazione sociale popolare che esiste e che non è bene non evidenziare, montano lentamente, e benché questo vi faccia dispiacere noi teniamo a rimarcare l'esigenza che riportiamo spesso in quest'aula: vi piaccia o no noi rappresentiamo una parte della comunità sarda e questo atteggiamento nei confronti delle opposizioni è di per sé, da parte di chi si è assunto l'onere del governo, un'offesa ai sardi, perché noi abbiamo diritto di rappresentare le istanze di chi ci ha votato, ma anche di chi non ci ha votato, come lo avete voi. E questo rispetto, a cui state venendo meno costantemente in questi due anni, troverà da parte nostra il solito coerente ed immutato atteggiamento. Noi siamo tra quelli che amano le istituzioni, amiamo questa terra e la regione, e voler bene a una terra, a una istituzione, a una regione significa inchiodare ciascuno alle proprie responsabilità. Voler bene alle persone significa metterle di fronte alle proprie responsabilità. Questo è il nostro compito e non ce lo leverete, nonostante questo atteggiamento dilatorio, da presa in giro, da offesa alla Sardegna.
Io mi vergogno profondamente, colleghi, anche per voi. Mi vergogno per la vostra faccia tosta, per l'umiliazione che portate alla dignità di questa Regione, alla nostra e alla mia funzione, per il tempo che state consumando in danno al futuro dei sardi. I tamburi che ogni giorno rullano sotto il palazzo segnano quotidianamente il tempo e il ritmo delle vostre colpe e delle vostre superbie, però state attenti che arriverà pure il tempo per questa maggioranza e per questa Giunta di un naturale e speriamo liberatorio requiem.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
Cugini (D.S.). Avevamo annunciato, e lei ne avrà senz'altro preso atto, che da parte nostra non c'era la volontà di fare una discussione tra di noi, l'abbiamo fatta stamattina nella riunione della coalizione, e quindi i colleghi del centrosinistra e quelli del Gruppo Rifondazione Comunista, esclusi i Capigruppo, da questo momento rinunciano ad intervenire e non partecipano alla discussione, quindi, se vuole può passare alla fase successiva che è quella degli interventi dei Capigruppo. La ringrazio.
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi dei Capigruppo.
E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente e colleghi, siamo per davvero arrivati al paradosso. Il Consiglio regionale non lavora seriamente da tempo immemorabile; le Commissioni consiliari che devono istruire i provvedimenti vanno regolarmente deserte, e quando producono qualche provvedimento è perché l'opposizione non solo garantisce il numero legale ma fornisce anche un contributo per la redazione di qualche atto significativo che possa poi pervenire in aula.
L'opposizione adotta lo strumento regolamentare di convocazione straordinaria del Consiglio per chiedere alla Giunta e alla maggioranza le ragioni dei ritardi, degli inadempimenti, dei danni, del rischio di perdere consistenti finanziamenti. La maggioranza, o quella parte della maggioranza che avrebbe tutto l'interesse ad essere, o almeno ad apparire seria, invece di ringraziare, si chiude, anzi neppure si chiude, se ne va, abdica, tace. E la maggioranza tace non perché essendo d'accordo può ritenere che questo sia un impiego non proficuo di tempo; la maggioranza tace perché è disunita, tace perché non parla in Consiglio regionale formalmente, ma parla a voce alta ugualmente, qui intorno e dice: "E' meglio che non parliamo, perché se parliamo sono danni, sono sfracelli, sono sconquassi". Qualche altro aggiunge, a voce alta: "Se la veda la Giunta".
Signori della Giunta, voi siete seduti lì credendo di rappresentare una maggioranza che non avete! Non è che ognuno di noi è qui occasionalmente, di passaggio. Conosciamo, oltre agli oneri e ai doveri dell'opposizione, anche gli oneri, i doveri, la delicatezza e la responsabilità del governo e sappiamo che la vostra non è una condizione facile. Siete lì. Io non dico che avete faccia tosta, dico che di sicuro avete la faccia in terra, perché in questa condizione è davvero difficile che voi possiate avere energie sufficienti per produrre qualcosa di buono.
Che cosa chiede la mozione dell'opposizione? Intanto che il Consiglio discuta delle cose importanti! Perché questo Consiglio regionale non deve discutere delle cose importanti della Sardegna? Chiediamo con la mozione la convocazione straordinaria, perché in via ordinaria il Consiglio non viene convocato! E non viene convocato perché non c'è materiale istruito per la discussione. Abbiamo chiesto con la mozione quattro semplici cose. Ma vi pare che siano cosette? Abbiamo chiesto innanzitutto che la Giunta dica quali sono le cause dei ritardi. O volete negare che vi siano dei ritardi?
Abbiamo chiesto alla Giunta di dire qual è l'entità della spesa e degli impegni finanziari assunti al 30 giugno, cioè a metà anno. E non volete dire al Consiglio regionale quali sono gli impegni di spesa assunti a metà anno, a metà esercizio finanziario?
Abbiamo chiesto come intendete procedere al recupero dei ritardi accumulati, vi abbiamo dato cioè un'opportunità di fare una bella figura, cioè di dire: "Il ritardo è innegabile però lo recupereremo in questi modi e in questi tempi". Abbiamo chiesto, infine, che siate richiamati a rispettare i tempi della prossima finanziaria regionale. Sono cose demagogiche? Sono cose propagandistiche? Non sono cose che riguardano il bene della Sardegna, la funzione di questo Consiglio regionale? Ma sono le cose essenziali, primordiali di un'assemblea elettiva e di un'assemblea politica.
Ma, scusate, voi del ritardo avete fatto ormai una strategia politica. Voi non siete in ritardo perché avete perso il treno, voi mettete i sassi sul binario perché il treno non possa passare! Avete presentato, e noi ve l'avevamo detto a suo tempo, con tre mesi di ritardo il bilancio preventivo del 2001, perché volevate che il bilancio venisse approvato ovviamente con tre mesi di ritardo, cioè a marzo-aprile.
Avete fatto un bilancio monco, vacuo, quello sì propagandistico, con i suoi 12, 13 mila miliardi, dei quali manco una lira è dovuta alla vostra iniziativa e alla vostra attività. Sono miliardi che avete trovato nelle casse della Regione grazie a chi ha lavorato prima di voi e avete accompagnato quella manovra vuota, con i 18 diventati poi 20 collegati, cioè leggi che dovevano dare sostanza al bilancio. Di quelle 20 leggi non ne avete istruito nessuna, di quelle vere, in Commissione. La Spisa oggi ha citato quattro cianfrusaglie, perché nell'entità complessiva sono 4 arnesi vecchi, sono alcune leggine di attuazione di provvedimenti nazionali, che non cambiano nulla, si approvino o non si approvino, e dei collegati, di quelli veri, quelli che dovevano sostanziare la spesa, promuovere lo sviluppo della Regione e anche sostenere le imprese e il lavoro, non se ne parla!
Dov'è l'imprenditorialità giovanile, dove è la "28", dove è il sostegno alle imprese artigiane, dove sono i grandi provvedimenti che voi stessi avete concertato - dite - con le parti sociali? Insomma, in questa Regione concertano tutti, e solo il Consiglio regionale non può concertare nulla? Il Consiglio regionale è l'organo fondamentale della Regione, è alla base dell'esistenza stessa dell'autonomia; se non ha nulla da fare il Consiglio regionale, la Regione non ci sta a fare nulla! Bastano alcuni uffici decentrati dello Stato per fare le cose ordinarie! E voi avete deciso che il Consiglio regionale deve essere pressoché soppresso.
Questa è la situazione! Per cui il bilancio è in ritardo e la spesa è bloccata, per cui i 20 collegati, i principali, quelli essenziali sono praticamente bloccati. Siamo alla vigilia della sospensione estiva, se ne riparlerà a settembre, cioè se ne riparlerà quando in Regione, per legge, voi dovreste presentare il bilancio preventivo del 2002. E' un anno saltato! Un anno saltato per la politica, quella vera e seria, un anno di espropriazione dei diritti fondamentali dell'assemblea elettiva del Consiglio regionale, un anno di danni in gran parte irreparabili per la nostra Regione.
Vi abbiamo detto ancora: e il DPEF? Cioè il documento di programmazione economica e finanziaria? Gli indirizzi che il Consiglio regionale deve dare perché voi presentiate opportunamente il bilancio 2002? Dopo che è stata presentata la mozione, quando in Conferenza si decideva il giorno di questa riunione, perché costretti dal Regolamento, avete annunciato che il DPEF - bontà vostra - lo prenderete in esame in Giunta, giovedì 26, cioè non è manco approvato in Giunta. Avete detto che il ritardo è dovuto alle pratiche rivoluzionarie che avete messo in campo (così Fantola è contento perché la mattina lui fa colazione a pezzi di rivoluzione, adesso gliene date un altro pezzetto e si alimenterà ancora). Questo pezzetto di rivoluzione aggiuntivo sarebbe dato dal fatto che il DPEF quest'anno, al contrario degli altri anni, si sarebbe compilato con il concorso degli Assessori e degli uffici. Perché prima chi lo compilava? Se lo inventava qualcuno? Se lo sognava qualcuno? E se il DPEF non è compilato con il concorso degli Assessori e degli uffici, viene forse preso in prestito dalla Lombardia? E` sempre stato così, ma si ha l'impudenza di dire che il ritardo è dovuto alle rivoluzioni in corso!
Ecco allora, per concludere, la ragione fondamentale di questa riunione, di questa sollecitazione, e qui sono anche le ragioni del vostro forfait. Noi oggi abbiamo di fronte a noi uno spaccato di questa Regione, i vostri ritardi, la vostra fuga, la vostra incapacità, quella della Giunta e quella della maggioranza e i lavoratori che protestano. I lavoratori che protestano hanno diritto di protestare, ma non basta che abbiano diritto, devono avere anche soddisfazione. I lavoratori vogliono lavoro, lavoro sicuro, lavoro certo e pulito, lavoro ordinato. E voi che avete fatto del governo la strategia del disordine e del ritardo...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, qualche secondo per concludere.
COGODI (R.C.). Ho concluso, perché su questo punto torneremo ancora, perché non basta dire che lavoratori hanno ragione, bisogna trovare le soluzioni e voi, Giunta e maggioranza, fuggite quando i lavoratori chiedono il rispetto di diritti fondamentali. Siete fuggiti, non avete risposto alla Commissione di merito che istruiva provvedimenti importanti per trovare soluzioni, e ritenete che altri, chissà chi e quando e dove, debbano risolvere i problemi.
Siete lì a governare per affrontare i problemi e per fare proposte. Se non siete in grado di fare proposte, ritiratevi! In ogni caso su questo punto, che merita approfondimenti, avremo occasione di tornare anche in sede di dichiarazione di voto, dopo le dichiarazioni della Giunta.
Presidente. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
Contu (C.C.D.). Onorevole Presidente e onorevoli consiglieri, avevo scarsa intenzione di prendere la parola, ma dopo il discorso dell'onorevole Cogodi questo desiderio di non parlare si è veramente ingrandito. Non si può invocare il dialogo quando, come sempre, si buttano vagonate di letame sui colleghi della maggioranza. Una maggioranza che, per Cogodi, è deficiente, una maggioranza inutile, e potrei continuare.
È veramente irrituale che l'opposizione chieda alla maggioranza di intervenire, per che cosa? Per fare una inutile polemica? Perché ci cibiamo ancora di parole e di parole? Ma ci siamo dimenticati che due settimane fa questa Assemblea regionale ha già stabilito di dare la fiducia a questa Giunta? Noi abbiamo votato due settimane fa, abbiamo già respinto questa posizione così oltranzista dell'opposizione. L'opposizione utilizza uno strumento regolamentare inusitato perché solo il nostro Regolamento rende possibile addirittura, se l'opposizione lo desidera, rendere del tutto inutile qualunque lavoro che si faccia in Aula perché, attraverso la presentazione di mozioni su mozioni, l'Aula potrebbe benissimo essere paralizzata.
Ora, io dico, se c'è stato già un pronunciamento, a che serve tutto questo discorso? Voi fate delle domande alla Giunta. Benissimo, si poteva utilizzare il sistema di un'interpellanza…
CUGINI (D.S.). Un telegramma!
CONTU (C.C.D.). Può darsi che a lei il telegramma sia più gradito perché, essendo lei un tacitiano sintetico, attraverso il telegramma avrebbe delle risposte forse più sintetiche e più tacitiane. Dico però che attraverso l'interpellanza, strumento parlamentare, si può benissimo chiedere alla Giunta che dia risposta alle domande che voi ponete. Io credo che la Giunta queste risposte le darà, ma non si può pretendere da questa maggioranza che certamente a malincuore viene in questa Aula per discutere, di una cosa di cui abbiamo già discusso due settimane fa! Come scimmiette ammaestrate dobbiamo obbedire ai vostri dispositivi e parlare, perché voi ci ordinate che dobbiamo intervenire e dobbiamo parlare. Non so fino a che punto tutto questo accresca quella che voi chiamate la dignità dell'Assemblea. C'è anche gusto qualche volta a parlare, a dialogare, quando il dialogo è diverso però, non così. Ed allora, è giusto che la maggioranza non partecipi ad un dialogo che vuol dire solo polemica, dove alla fine ognuno rimane sulle sue posizioni, perché per voi il governo regionale è il peggiore governo del mondo. Può darsi che per noi sia il migliore del mondo e, se anche voi parlaste per dieci ore, sono convinto che rimarreste fermi alla tesi che è il peggiore del mondo e può darsi che, se anche noi parlassimo per altri dieci ore, noi rimarremmo convinti che questo governo è il migliore del mondo.
Vogliamo sprecare giornate perché noi inneggiamo alla Giunta? Volete che facciamo un peana alla Giunta? Volete che facciamo un inno alla Giunta, volete che parliamo ore, ore ed ore? Ma la Giunta non ha bisogno di tutto questo perché la Giunta compie diuturnamente la sua fatica, il suo lavoro, non ha bisogno da parte nostra di chissà quali complimenti o di chissà quali salamelecchi.
Può darsi che abbia bisogno del vostro pungolo! E` proprio dell'opposizione d'altra parte pungolare la Giunta, questo strumento non ve lo toglie nessuno, utilizzatelo. Ma che voi pretendiate che noi facciamo, come scimmiette ammaestrate, quello che voi volete solo perché ce lo chiedete voi, amici carissimi, mi pare veramente esagerato e comunque irrituale.
CUGINI (D.S.). Questa volta non mi sei piaciuto.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Patto Segni-Rif.sardi). Rinuncio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I Democratici). Non ho niente da dire purtroppo, direi addirittura che intervenire in queste condizioni è umiliante. Qui c'è un'atmosfera kafkiana. Come si fa? Sbattere contro un muro di gomma non serve, non ci si fa male ma si rimbalza. E` questa la situazione purtroppo.
E` vero quello che è stato detto dal collega Cogodi che c'è qualcuno che è messo in croce in questa situazione, qualcuno che forse vorrebbe anche produrre e lavorare ma non ci riesce, perché lavorare in queste condizioni credo che sia abbastanza difficile e non è, onorevole Contu, un problema di scimmiette ammaestrate, è un problema di scimmiette; è questo il punto. Di scimmiette che di fronte a problemi gravissimi come quelli che la Sardegna vive tutti i giorni, di cui in questo momento c'è un esempio significativo e drammatico, stanno a dormire! Stanno a dormire come se ormai avessero acquisito la tranquillità per tre anni, salvo qualche scossone che si verifica in occasione del rinnovo delle nomine, dopodiché continua il nirvana. Si sta bene in queste condizioni, però è umiliante. E` umiliante per tutti, è umiliante per la Sardegna e certamente è un problema che non verrà risolto da quella che si ritiene la panacea di tutti i male, cioè dall'Assemblea costituente. Non è questo il problema; il problema è che qua dentro si deve lavorare, si deve rispondere. I ritardi ci sono, sono gravi, sono documentati con date ben precise. Io vi dirò che quando ho visto la mole di disegni di legge collegati alla finanziaria mi sono sinceramente spaventato e ho detto: "Accidenti, dobbiamo studiare tutta questa roba" e invece qualcuno mi ha detto: "No, mettili da parte perché tanto di questi provvedimenti non si parlerà mai più o chissà, forse si parlerà di qualcuno, si dirà qualcosa".
Ho cercato di vederli, c'erano degli spunti che potevano essere interessanti se fossero stati sviluppati, se avessero formato oggetto di dibattiti, di approfondimenti e invece, niente, non vanno neanche in commissione, chissà quando ci arrivano! Questa è la situazione.
A questo punto, siccome purtroppo non c'è maggior sordo di chi non vuol capire, certo noi secondo una certa ottica disturbiamo, siamo dei rompiscatole, pretendiamo che la maggioranza faccia delle cose che non vuol fare, che risponda quando non vuol rispondere, però io credo che il nostro dovere sia quello di continuare a battere su questo chiodo, anche se ci rendiamo conto che il chiodo tutto sommato non punge nessuno, non scalfisce assolutamente niente perché, come dicevo, ormai si naviga nel nirvana. Questa è la situazione.
A questo punto è, direi, vergognoso che nessuno risponda almeno ai quattro quesiti che sono stati posti. Non è molto, si tratta di quattro quesiti semplici, ci vorrebbe qualcuno che rispondesse qualche cosa. Io questo me lo auguro e spero che, se non altro, la Giunta ci dica qualche cosa di serio, di efficace e di concreto, che assuma almeno un impegno preciso per evitare che quanto è avvenuto fino ad adesso prosegua, anche se purtroppo non c'è da essere ottimisti. Ma vogliamo almeno sentire qualche cosa..
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Fois.
FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Rinuncio.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). L'onorevole Dore diceva che non aveva molto da dire, io avrei molto da dire ma ho poco tempo a disposizione e di conseguenza vorrei portare alcuni contributi a questo dibattito, anche perché l'utilizzo ripetitivo di strumenti previsti dal nostro Regolamento può generare situazioni come quella di stasera e dare poi un alibi a chi dovrebbe rispondere. E mi sembra che il non intervento della maggioranza sia anche da collegare al tipo di alibi che le si sta dando. Noi non abbiamo firmato la mozione proprio per questo motivo, perché riteniamo che comunque gli strumenti regolamentari abbiano un loro significato e, soprattutto, crediamo che inseguire una maggioranza le cui inadempienze e i cui ritardi sono davanti agli occhi di tutti, non sia utile per favorire il dibattito in quest'Aula, anzi credo che venga meno uno dei principi fondamentali della vita parlamentare, il confronto democratico a cui molte volte facciamo riferimento. Oggi non c'è confronto.
Ed allora i motivi del non intervento da parte della maggioranza, a parer mio possono essere due, poi ognuno scelga quello che ritiene più giusto. Il primo è che questo modo di porre i problemi da parte dell'opposizione, dia alibi e quindi trovi un riscontro negativo nella stessa maggioranza che si ritrae e lascia che il dibattito avvenga all'interno dei propositori della mozione stessa. L'altro motivo potrebbe essere un altro, ben diverso ed ha un significato politico perché la maggioranza in questo momento potrebbe non essere molto vogliosa di partecipare al dibattito, perché forse i problemi che si trascina dietro la portano a non soccorrere un Esecutivo sul quale molti dei consiglieri della maggioranza in diversi momenti, hanno manifestato insofferenza. Io sono convinto che sia quest'ultimo il motivo per cui non si può aprire il dibattito stasera con la serenità e con la voglia di partecipazione che altre volte in questa Aula si sono dimostrate. Però, se questa è la risposta al silenzio della maggioranza, credo che questo accanimento terapeutico non serva a nessuno, è un coma profondo dal quale qualcuno comunque dovrà decidere di uscire. Per essere più preciso: qualcuno stacchi la spina, si decida finalmente a rimettere su la testa, a ritrovare quella volontà propositiva per dare maggior serenità a quest'Assemblea e il giusto ruolo che le compete ed al quale troppe volte noi facciamo riferimento. Io avrei preferito che nel trattare questi argomenti ci fosse stata una maggior serenità. L'unico intervento della maggioranza, a parte quello del collega Contu, cioè quello del Presidente della terza Commissione La Spisa, mi lascia perplesso; non si può dire che su venti disegni di legge collegati alla finanziaria cinque sono già a disposizione del Consiglio. I collegati hanno un loro preciso significatoall'interno delle regole che ci siamo dati. Sono previsti dei termini ai quali dovremmo fare riferimento; ma se questi collegati seguono lo stesso percorso dei disegni di legge ordinari, credo che ce li ritroveremo lungo strada nei prossimi anni, perché oggi hanno assunto questa fisionomia. Non hanno assunto la fisionomia e il significato dei collegati, com'è anche vero che negli anni precedenti, ne è stato approvato uno solo di quelli proposti; anche se non erano così numerosi. Non si può difendere l'indifendibile, ed è questa la realtà che abbiamo davanti agli occhi. Diverso sarebbe stato osservare invece che il livello della spesa, in questo momento, ha battuto il record, cioè è il più basso degli ultimi dieci anni. Stiamo pagando gli stipendi, le spese ordinarie ma oltre questo non si va. Se questo può apparire ininfluente come argomento, qualcuno si rivolga all'esterno; a quella classe imprenditoriale, a quei cittadini che attendono soprattutto il rispetto degli impegni che molte volte sono stati assunti e, per quanto mi risulta, mai rispettati.
Questo è l'allarme vero, perché il non spendere, il non riuscire ad utilizzare a pieno le risorse che abbiamo a disposizione e che quest'anno sono più rilevanti che in passato non è un fatto ininfluente. Questa è un'opportunità da non perdere e invece il record vero è quello negativo dell'incapacità di spendere. Io molte volte ho detto all'assessore Pittalis, nelle varie traversie e in tutti gli appuntamenti mancati, nei quali si sono registrati ritardi di grandi dimensioni, che la responsabilità non era la sua, che forse il meccanismo messo in essere non era dei migliori, ma è pur vero che lei, Assessore, un giorno, forse quando non sarà più assessore alla programmazione, ci spiegherà i motivi di questo accumularsi di ritardi, che continua purtroppo per lei; è impensabile infatti che il rispetto di quelle scadenze per cui lei molte volte ha fatto battaglie dai banchi dell'opposizione, chiedendo il rispetto sacrosanto delle regole, oggi sia venuto meno. Non credo che questo dipenda da lei, credo che tutto stia accadendo per i motivi che poc'anzi ho cercato di spiegare. E visto e considerato che comunque il dibattito stasera ha un oggetto definito, credo che quest'Aula, come in altre occasioni ha dimostrato, possa riprendere a pieno il proprio ruolo nei limiti che ognuno di noi dovrebbe darsi, lasciando da parte elementi di confronto estranei all'oggetto della mozione, come quelli che qualcuno ha voluto citare stasera. L'Assemblea costituente non ha niente a che vedere con questa mozione, è qualcosa di ben diverso, di un valore certamente non paragonabile, e non può essere utilizzata per, annacquare altri temi, con riferimenti che non hanno ragione di esistere.
Presidenza del Vicepresidente CARLONI
(Segue SANNA GIACOMO.) Noi continuiamo il nostro percorso dai banchi dell'opposizione e certamente anche noi vogliamo utilizzare a pieno il Regolamento e le regole che ci siamo dati. Riteniamo anche che dai banchi dell'opposizione e dagli stessi banchi della maggioranza non possa venir meno l'impegno. Oggi credo che questo impegno sia venuto meno, perché non si può star zitti anche se, ripeto, talvolta l'utilizzo degli strumenti parlamentari e regolamentari può portare anche a questo. Lo stare zitti porta a interpretazioni che possono anche essere sbagliate, porta a pensare, ripeto, che i motivi del silenzio siano ben altri, che abbiano un significato politico profondo e che debbano finalmente venire alla luce, per riprendere un percorso con una distinzione dei ruoli che possa soddisfare a pieno il bisogno di partecipazione di tutte le forze politiche.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio la maggioranza perché con il suo silenzio ha dimostrato la validità della nostra mozione. Se la maggioranza non ha la capacità o la voglia o l'interesse di difendere un Esecutivo vuol dire che l'opposizione, nel presentare questa mozione, ha centrato il segno. È un silenzio assenso, si usa anche nella pubblica amministrazione, perché io non credo che sia interesse della maggioranza delegittimare totalmente il Consiglio regionale. Io comprendo che si è dedicato molto tempo in questi giorni alla raccolta di firme per la presentazione della modifica del Regolamento e che si vuol mettere il silenziatore all'opposizione, e di questo si è reso protagonista qualche assessore, addirittura lo stesso Presidente della Giunta regionale.
Il Presidente della Giunta regionale in quest'Aula ha fatto molti appelli perché le regole fossero modificate assieme, perché ci fosse anche il coinvolgimento dell'onorevole Randazzo, perché ci fosse il coinvolgimento di tutti i colleghi. Ebbene, mi risulta che in questi giorni, signor Presidente del Consiglio, sia stata depositata una proposta di modifica del Regolamento, senza che sia stata coinvolta, come sempre è avvenuto in Consiglio regionale, l'opposizione.
Il Presidente della Giunta e l'assessore Pittalis hanno avuto il tempo di studiare, perché immagino che siano tra i protagonisti, perché un Presidente di Giunta non si limita ad apporre la propria firma, ma non ha avuto il tempo di scegliere l'Assessore dei trasporti. Non è ancora in ritardo, Ha ancora qualche giorno, l'utilizzi tutto, tanto le cose vanno benissimo anche nell'intesa Stato-Regione, non c'è bisogno di avere l'Assessore ai trasporti! Non c'è ritardo, come non c'è ritardo, di questo vi dobbiamo dare atto, nella presentazione del DPEF; non c'è contraddizione con quello che l'assessore Pittalis ha dichiarato in aula l'anno scorso al momento della presentazione del DPEF; non c'è contraddizione tra quanto approvato nel DPEF e quanto approvato all'interno della finanziaria; non c'è contraddizione tra quanto dichiarato dall'assessore Pittalis in aula, in occasione dell'approvazione del complemento di programmazione e gli atti conseguenti. Chi avrebbe dovuto difendere principalmente l'assessore Pittalis, ma io dico la Giunta regionale, sarebbe stato il Presidente della Commissione bilancio. Vorrei ricordare, se ce ne fosse bisogno, che i cinque disegni di leggecollegati non possono essere più considerati tali. Credo che il Presidente della Commissione programmazione abbia una conoscenza perfetta delle norme del regolamento, e sappia che i collegati avevano una corsia speciale per l'approvazione. Quelli che sono stati approvati sono dei semplici disegni di legge. Vi avevamo detto che non era possibile approvare venti collegati ma voi siete voluti andare avanti.
Nonostante i pareri degli avvocati, non richiesti da noi, ma richiesti, senza neanche consultare la Commissione, dal Presidente della Commissione, che ha sostenuto che il complemento di programmazione, essendo stato approvato dal Consiglio regionale, doveva essere modificato e riapprovato sempre dal Consiglio regionale, abbiamo dovuto, e l'assessore Pittalis credo che sia buon testimone, convocarlo un paio di volte, fargli presente che il ruolo del Consiglio regionale deve essere sempre rispettato, perché oggi c'è una maggioranza, domani ce ne può essere un'altra. Non si può esautorare completamente il Consiglio regionale su una partita di 13000 miliardi, stravolgendo ciò che è stato approvato da questa Assemblea. Invito tutta la maggioranza ad andare a leggere che cosa sono i PIT approvati dal Consiglio regionale e come sono stati modificati dalla Giunta regionale, o dal Comitato di sorveglianza, perché la Giunta regionale spesso scarica sul Comitato di sorveglianza la responsabilità di modifiche totali del Complemento di programmazione. Andate a vedere che cosa è successo! L'opposizione, durante il dibattito - assessore Pittalis - vi aveva suggerito alcune modifiche. Bene, nonostante questo, noi, con semplicità, ci facciamo esautorare, non rispettiamo le leggi. Il Presidente della Commissione programmazione dice che anche l'opposizione, ha condiviso - ed è vero - l'idea che la legge numero 20 dovesse essere modificata, l'abbiamo detto insieme all'onorevole Contu, insieme alla Giunta regionale. Perché non è stato presentato uno stralcio di modifica della legge "20"? Quali sono gli ostacoli, quali sono le ragioni, se non una condivisione della nostra mozione, visto che non abbiamo fatto ostruzionismo? Noi, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo vi abbiamo sollecitato decine di volte, e credo che i colleghi della maggioranza devono esserne testimoni, ad impegnarvi perché i collegati venissero approvati. Qual è l'ostruzionismo che vogliamo fare? Quante volte abbiamo richiesto a questa maggioranza, che non è in grado in Commissione di garantire il numero legale, di lavorare? Voi andate a vedere, chiedete ai Presidenti di Commissione, se quei disegni di legge collegati che oggi o domani andremo ad approvare, non sono stati approvati all'unanimità. Chiedete alla Commissione programmazione se il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale come collegato non sia stato completamente stravolto, e si sia reso necessario presentare una nuova proposta di legge, il cui relatore di maggioranza è addirittura un rappresentante dell'opposizione. Questo è il ruolo che noi vogliamo svolgere in Consiglio regionale. Ma vi sembra chiedervi troppo che il DPEF, che il Complemento di programmazione, che i PIT siano discussi in questo Consiglio? Noi non abbiamo fatto un abuso delle mozioni. Quando voi discutevate attraverso gli organi di stampa della crisi regionale abbiamo detto: "E' bene che il Consiglio discuta su questo argomento". Quando voi andavate in giro a parlare di riforme abbiamo detto: "Presentiamo una mozione facendo nostra la proposta avanzata dal professor Ballero". Questo è abusare di uno strumento? Voi siete convinti di poter fare le riforme da soli, state sbagliando, come avete sbagliato sulla Costituente a non discutere prima del contenuto, state sbagliando sul regolamento del Consiglio, perché quando la partita è iniziata non si modificano le regole, si concordano con l'opposizione. Se voi pensate di mettere il silenziatore all'opposizione, impedendo che si possa discutere di problemi seri in quest'aula state sbagliando. Noi abbiamo cercato di dimostrarvelo, migliorando i provvedimenti, cambiandoli, stravolgendoli, sollecitando la Giunta regionale nelle Commissioni. Ma non crediate che il vostro silenzio, che io apprezzo, perché credo che significhi che condividete nella sostanza le cose che noi abbiamo detto, sia un modo di rispondere ai problemi della gente. Forse ha ragione l'onorevole Contu, vi stavamo chiedendo troppo, vi stavamo chiedendo di ammettere pubblicamente la vostra incapacità, ma con il vostro silenzio comunque, che noi, ripeto, abbiamo apprezzato e capito, abbiamo capito le vostre difficoltà e credo che sia interesse di tutti non eliminare lo strumento della mozione, ma fare in modo che invece vi sia un dialogo, uno scontro politico che serve a tutti nell'interesse della Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N). Io penso che il centrodestra dia un valore sostanzialmente diverso al silenzio, che ha richiamato il nostro amico e collega Paolo Fadda, perché in questo caso, collega Fadda, non si tratta di silenzio assenso, ma di rispetto verso la nobiltà del silenzio che molto spesso è più valido di qualsiasi chiacchiera. Questa è la nostra visione, la nostra visione anche faziosa.
Io vorrei ricordare a tutti voi, con grande pacatezza (chi mi conosce sa che sono abbastanza moderato), che abbiamo fatto una feroce autocritica, soprattutto in occasione della vostra precedente mozione, e che abbiamo discusso anche una ulteriore mozione sullo Statuto, e che quindi il centrodestra è sempre stato molto attento, molto preciso, molto presente sulle discussioni importanti. In democrazia, consentitecelo, si può anche ritenere che qualche argomento, anche qualche mozione, come quella che voi oggi avete presentato, sia meno importante, perché noi, come è ovvio, siamo più concentrati sull'ordine del giorno di domani che presenta finalmente qualche cosa di concreto sul quale domani entreremo nel merito, e vedremo chi ha più filo da tessere, cosa dirà e cosa farà. Quindi le porte sulle discussioni concrete sono aperte.
Dicevo, come qualche collega ha detto nell'altro dibattito sulla mozione, quello sulla crisi, - e poco mancava che usassimo anche la frusta nei nostri confronti - che spesso la mozione significa dire "tanto peggio quindi tanto meglio". State attenti anche voi, con il vostro elettorato, voi che richiamate sempre il nostro elettorato e richiamate sempre i sardi; state attenti anche voi a non usare troppo la coperta, che può diventare corta, della mozione, perché voi con le mozioni potete mascherare abilmente anche i problemi che ci sono dentro il centrosinistra.
Il collega Gian Valerio Sanna ha parlato di autocritica, ovviamente noi non possiamo passare il tempo a flagellarci, lo facciamo abbondantemente sui giornali, non ce lo potete chiedere anche il 24 di luglio! Il collega Gian Valerio Sanna parla anche di lotte intestine, io voglio dire con molta chiarezza, e credo di poter essere supportato e confortato dalla Giunta e da tutta la maggioranza, che nessuno di voi può sperare di poter usare le mozioni perché acuiscano i problemi del centrodestra. Siccome siamo persone sveglie e serie, sappiamo benissimo che abbiamo dei problemi, ma non saranno le vostre mozioni a creare dei nuovi assetti. Il centrodestra ha ben precisa la strategia da adottare. E su questo serve anche molto coraggio da parte nostra e da parte della Giunta. Il problema delle Commissioni può essere risolto ovviamente in due modi: il primo è rimpolpare questa maggioranza con un progetto politico che - come noi abbiamo già detto - guarda anche al mondo laico riformista e con particolare attenzione guarda anche al mondo autonomista.
Io stesso ho detto recentemente che il problema delle Commissioni va visto anche al nostro interno; volete che facciamo autocritica, noi l'autocritica la facciamo anche oggi; dobbiamo essere più presenti nelle Commissioni, però è anche vero che non si possono convocare tutte le Commissioni alla stessa ora. Questo è un problema di organizzazione, un problema tanto concreto quanto semplice ed allora vediamo di convocarle ad orari differenti. Voglio anche dire…
COGODI (R.C.). I Presidenti sono tutti vostri!
MURGIA (A.N.). Volevate l'autocritica, ve la sto dando; se poi non vi va bene l'autocritica, vi dico qualche altra cosa!
Presidente, abbiamo già detto nella discussione della precedente mozione, quindi voi vi ripetete, ma l'altra discussione era più bella e forse anche più appassionata, che ci vuole uno sforzo comune di tutti, al quale anche voi siete chiamati, perché abbiamo indicato chiaramente la differenza sostanziale che c'è tra la politica del centrodestra e del centrosinistra e la società civile e su questo ci dobbiamo misurare. Ma vorrei richiamare tutti voi anche al fatto che ci sono problemi contingenti: per esempio, sono cambiate le leggi della contabilità - e questo l'Assessore della programmazione lo sa, - e quindi ci vuole forse più tempo per applicarle, per capirle.
Noi abbiamo presentato 20 disegni di legge collegati alla finanziaria, forse troppi, ma da domani inizieremo, proprio perché siamo stati convinti dalla vostra mozione, che il centrodestra deve avere più attenzione nella risoluzione dei problemi, più presenza.
La questione dei PIT è una questione fondamentale, certamente, ma anche a questo proposito voglio richiamare tutti, e in particolare voi esponenti del centrosinistra, a ciò che molti economisti della vostra area hanno dichiarato nei giorni scorsi sui giornali, cioè che comunque l'Europa non è questo Eden, e che le regole per l'attuazione o comunque per poter spendere concretamente tutti i fondi sono complicatissime. E chi piange non è solo la Regione ma anche gli Enti Locali. Allora - l'assessore Pittalis lo sa e ve lo potrà confermare - dopo decine di riunioni, soprattutto con le varie categorie e con tutti gli Enti Locali, probabilmente c'è un ritardo sui PIT anche dovuto alle molte riunioni, ai molti confronti, forse anche agli scontri, ma c'è il problema di quelle regole, c'è il problema di una burocrazia da risolvere.
Questa è una questione che riguarda, ovviamente, tutti noi e per questo si dilatano i tempi. C'è un'altra questione che voglio sottolineare: certamente la Giunta può e deve fare molto di più, è una Giunta che è nata da molte emergenze, certamente non è una Giunta di agnellini, lo sappiamo benissimo, è una Giunta fatta di persone navigate che sanno come si fa la politica. E` pur vero che in questa situazione, comunque, molti istituti di analisi, per esempio il Crenos, hanno detto che la Sardegna non è certamente un giardino fiorito, ma è anche vero che la produzione aumenta e che comunque la Sardegna è un piccolo continente in movimento.
Io credo che se voi siete attenti, se siete onesti intellettualmente, dovreste ricordare, anzi lo ricordo al collega Cugini che probabilmente interverrà subito dopo di me, che tutti i quotidiani sardi ed anche qualche quotidiano economico nazionale dà conto di questa realtà, che noi dobbiamo - ovviamente - utilizzare con molta attenzione.
Voglio dire un'ultima parola sul credito. Il collega Selis ha parlato del credito. Voi ve lo siete venduto il credito, oggi io leggo alcune dichiarazioni del nuovo Presidente della SFIRS che dice che comunque si tratterà di fare sviluppo sostenendo l'impresa locale. Credo che siamo sulla buona strada, quindi cerchiamo di non venderci anche quelle piccole perle che abbiamo. Ricordatevi di questo, ed anche quando fate la critica feroce agli altri, ricordatevi - se siete onesti e lo siete sicuramente e siete anche molto attenti - delle cose non sempre giuste e non sempre utili che avete fatto per la Sardegna.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Corona.
CORONA (Forza Italia). Rinuncio ad intervenire.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Dopo la rinuncia del collega Corona, mi è difficile prendere la parola. Io mi aspettavo dei suggerimenti sull'argomento che ha introdotto il collega Selis con la sua relazione e mi dispiace farne a meno, ma sarà per la prossima volta!
Il collega Murgia diceva che la non partecipazione al dibattito non è silenzio-assenso; io sono perfettamente d'accordo, avevo capito che si trattava effettivamente di silenzio-dissenso non dall'argomento che abbiamo introdotto.
FLORIS (C.S.), Presidente della giunta. "Di senso" staccato.
CUGINI (D.S.).In effetti, cosa si può dire di quello che è avvenuto stasera? C'è una mozione del centrosinistra che denuncia i ritardi, non c'è la partecipazione al dibattito della stragrande maggioranza dei colleghi che hanno responsabilità - seppure al Consiglio - di Governo, è chiaro che viene da dire che la non partecipazione alla discussione non è solo dissenso sugli argomenti che noi abbiamo sottoposto alla valutazione del Consiglio, ma è dissenso sull'operato della Giunta.
La maggioranza del Consiglio regionale non sostiene l'attività della Giunta; c'è una presa di distanza da parte della maggioranza del Consiglio nei confronti della Giunta! Questo è il dato politico. Nessuno di voi, o pochi di voi, si alzano in quest'aula per difendere l'operato della Giunta. Questo è il dato!
CONTU (C.C.D.). Non ne ha bisogno.
CUGINI (D.S.). Non ne ha bisogno - dice il collega Contu - la Giunta si difende da sola!
CONTU (C.C.D.). E' molto brava in questo la Giunta!
CUGINI (D.S.). Molto brava, dice ironicamente il collega Contu!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non dialoghi, per cortesia!
CUGINI (D.S.). E` un dialogo positivo, conferma quello che sto dicendo io: involontariamente il collega Contu partecipa alla discussione non avendo detto prima quello che effettivamente pensava.
Però se al suo posto, Presidente Carloni, ci fosse stato il collega Serrenti, gli avrei chiesto, e senz'altro mi avrebbe risposto, a differenza di quello che farà lei che, essendo un Presidente equilibrato, senz'altro rispetterà quello che noi abbiamo detto: "È vero che i collegati andavano discussi dieci giorni dopo che è stata approvata la finanziaria?" Mi pare di sì! Noi lo stiamo ricordando, l'abbiamo scritto che andavano approvati entro il 28 di aprile! Che cosa abbiamo detto di così scandaloso, avendo richiamato una norma? La Spisa dice che noi utilizziamo lo strumento della mozione per imporre un ritmo di lavoro al Consiglio che invece dovrebbe lavorare su altro. Questo è previsto nelle norme e noi abbiamo chiesto che ci venisse data una spiegazione.
Perché non è avvenuto? Sono stati abbandonati i collegati? Basta dirlo! Basta dire che la maggioranza non ritiene utili i collegati e quindi non li porta in discussione in Commissione (perché è la maggioranza che non li porta in discussione) e conseguentemente non li porta in discussione in Aula.
Noi ne prendiamo atto, però è bene che la Giunta ci dicase sono validi o se non lo sono. Comunque la scadenza non è stata rispettata. Si poteva direche nel periodo elettorale non si sarebbe trattato l'argomento, ma che lo si sarebbe affrontato subito dopo. Si sarebbe potuto dire questo!
Che c'è di male ad ammettere che ci sono state le elezioni? Le avete pure vinte! Le elezioni hanno determinato l'abbandono dei collegati? Se è così, basta dirlo!
Anche per quanto riguarda il DPEF, c'erano le elezioni, dicono i maliziosi della maggioranza! Il collega Pittalis pensava e sperava, altrimenti non si sarebbe candidato, di essere eletto al Parlamento e quindi non ha predisposto il DPEF. Può essere! Bastava dire che chiedeva un periodo diverso da quello previsto dalle norme e noi non avremmo avuto niente da dire.
E` vero, però, Presidente Carloni, che il DPEF andava presentato entro il 15 maggio? E` vero che andava discusso entro il 30 di giugno? Se non è così, dite che non è così, che il collega Selis, illustrando la mozione, ha detto delle cose inesatte! Ne prendiamo atto. Ma se invece quello che abbiamo scritto e quello che abbiamo detto corrisponde al vero, perché voi assumete la posizione che avete assunto in questi giorni?
Aggiungo per La Spisa (che si sta intrattenendo in un dolce dialogo con la Pilo), che i provvedimenti che sono all'ordine del giorno di domani (l'ha già detto il collega Fadda) sono tutti provvedimenti licenziati dalla Commissione con la partecipazione attiva dei colleghi del centrosinistra; addirittura ci sono provvedimenti che verranno illustrati nel corso dei lavori dai colleghi del centrosinistra. Quindi, dov'è questa volontà ostruzionistica da parte nostra nell'impedire che i collegati vengano discussi nelle Commissioni? Non c'è questa volontà, c'è la constatazione dell'incapacità della maggioranza di darsi delle priorità e di portarle in discussione in Commissione. Quando avete voluto darvi delle priorità (e l'abbiamo verificato anche nei giorni passati), avete deciso di darvele e le avete portate avanti, con danni per quanto riguarda la partecipazione del Consiglio al dibattito, però l'avete fatto e quindi siete consapevoli, sapete distinguere il bene dal male!
Penso che sia giusto molto serenamente dire che voi avete ricevuto due comunicati, dei sindacati il 25 giugno sui ritardi nell'attuazione dei provvedimenti riferiti alla finanziaria, due cartelle di ritardi. Poi ne avete ricevuto, in particolare il Presidente Floris e l'Assessore Pittalis, un altro del 19 di luglio sui PIT che dice le stesse cose che ha detto il collega Selis nella sua introduzione."
Non volete rispondere a noi che siamo un'opposizione - dice il collega Contu - strumentale? Ma dovete rispondere senz'altro alle forze sociali con le quali avete concordato scadenze e contenuti! Non volete rispondere al collega Demuru che ha richiamato un norma sui PIT, un ordine del giorno votato all'unanimità di questo Consiglio per quanto riguarda il riequilibrio territoriale? Non gli volete rispondere? Se non rispondete, è chiaro che quello che diciamo noi sulle scelte che avete fatto, di penalizzare le zone già penalizzate, corrisponde al vero.
Se non è così, perché non lo dite nel dibattito? Lo dico per i colleghi delle realtà più povere della Regione sarda, non solo quelli della provincia di Oristano o della provincia di Nuoro, ma anche quelli della provincia di Sassari, dell'Anglona in particolare, che sono qui presenti come il collega Frau. E' bene che diamo un attimo di priorità alla discussione ed attenzione aglii argomenti che vengono portati in discussione. Che cosa c'è di strumentale su questi temi? Perché non realizziamo il confronto?. Si potrebbe decidere che questi argomenti hanno priorità su tutto e portarli in discussione prima di tutto, ma lo dovete decidere voi come maggioranza e invece questo non lo fate. Quindi, tutta la logica della non partecipazione al dibattito, cari colleghi, è una logica che nasconde altro, è appunto il silenzio dissenso.
La relazione sul collegato relativo all'irap, licenziato unanimemente dalla terza Commissione, collega La Spisa, impegna anche noi, mi pare. Che facciamo? Siccome voi non partecipate alla discussione su questi argomenti noi ci ritiriamo dalla discussione? E` questo l'invito che ci fate? Ossia ci chiedete di non partecipare alla discussione nei prossimi giorni perché voi non volete partecipare alla discussione sugli argomenti che noi proponiamo. E` questo l'invito che rivolgete al Consiglio? Io penso che ci sia l'esigenza che voi facciate una riflessione profonda sulla funzione del Consiglio, sul vostro rapporto con la Giunta e sul rapporto tra maggioranza e opposizione, perché diversamente ci troveremmo di fronte ad una situazione di emergenza sul funzionamento della più alta istituzione autonomistica e le responsabilità non le potremmo certo attribuire a Corda. Cosa ne sa Corda della democrazia? E` un problema che lo interessa? Non ci possiamo affidare alla parte più disattenta del Consiglio. Noi abbiamo bisogno di riflettere sugli argomenti.
CORDA (A.N.). È finito il tempo, buffone!
CUGINI (D.S.). Questo ci dice il perché del giudizio non positivo che ho dato su Corda.
PRESIDENTE. Ha trenta secondi per concludere.
cugini (D.S.). Il tempo è finito, finisco l'intervento e concludo.
Tu non eri a Genova, perché se tu fossi stato a Genova non saresti stato né con gli estremisti né con i moderati, perché tu saresti stato con i block notes.
CORDA (A.N.). Chiedo la parola per fatto personale.
PRESIDENTE. Onorevole Corda, non posso concederle la parola, parlerà a fine seduta se ritiene.
CORDA (A.N.). Presidente, chiedo la parola perché non si può consentire che questo qui offenda la gente ogni volta. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Corda non è il momento di parlare sull'ordine dei lavori. Do la parola alla Giunta, se lei vorrà parlare per fatto personale lo farà dopo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, intervengo a nome del Governo regionale sulle questioni poste dalla mozione dell'onorevole Cugini e più, evitando inutili polemiche di dettaglio ma cercando di fornire, per quanto possibile, un quadro esaustivo sulla situazione e sulle problematiche poste dalla mozione, cercando di valorizzare gli aspetti critici, anche quelli rappresentati nel corso del dibattito con toni aspri, se tutto serve per fare chiarezza e per dare nuovo impulso e nuova linfa ai lavori non solo del Consiglio ma dello stesso Esecutivo.
Debbo dire con assoluta franchezza che sarebbe da stolti nascondersi dietro un dito, non prendere atto di una situazione oggettiva, e cioè che l'ultima manovra finanziaria è stata presentata in ritardo e che il DPEF che doveva essere, sulla base della legge di contabilità, presentato entro il 30 maggio ed esitato dal Consiglio regionale entro il 30 giugno non è stato ancora presentato. Mi sia però consentito soggiungere subito che se in questo il Governo regionale è chiamato, mutuando dall'ordinamento penale, ad una sorta di sua oggettiva responsabilità, le cause vanno però serenamente ricercate, valutate, analizzate perché non penso che sia un anno e mezzo di governo di questa maggioranza ad aver determinato ritardi, carenze, inadeguatezze anche normative che abbiamo trovato. E anzi qui voglio cercare, senza assumere difese d'ufficio o comunque precostituite, di proporre alcuni argomenti che stanno a significare invece del lavoro davvero notevole che è stato posto in essere proprio per colmare i ritardi che non sono neanche imputabili alle ultime Giunte dell'ultima legislatura ma che ormai risalgono veramente nei tempi e si sono affastellati negli anni.
Voglio solo ricordare brevemente che la Giunta in carica ha cominciato a lavorare nel dicembre 1999 e che in questi 18 mesi abbiamo approntato una manovra finanziaria di emergenza per le alluvioni, ben tre documenti di programmazione economica e finanziaria, tre manovre finanziarie, due leggi finanziarie e una legge di assestamento di bilancio, l'emergenza blue tongue, gli interventi per fronteggiare i danni provocati dalla siccità. Abbiamo portato a compimento la procedura di negoziazione del Programma operativo regionale che è stato approvato dalla Commissione europea l'8 agosto 2000, e abbiamo predisposto nei termini stabiliti il Complemento di programmazione al POR Sardegna.
Voglio anche ricordare che in appena 18 mesi sono state poste in essere tutte le attività di governo per aggiornare gli accordi di programma quadro nell'ambito dell'intesa istituzionale Stato - Regione, con riferimento al settore della viabilità, dell'energia, dei trasporti, con anche il risultato sulla continuità territoriale che certamente non parte da questa Giunta, ma che questa Giunta ha portato a definizione. Voglio anche ricordare, in un settore davvero importante come quello delle risorse idriche, che questa Giunta ha addirittura non aggiornato, ma preteso dal Governo nazionale la predisposizione di un accordo di programma quadro sul quale stanno appunto lavorando oltre al Presidente, gli assessori dei lavori pubblici e dell'ambiente.
Si tratta, come è possibile vedere e giudicare senza posizioni pregiudizialmente contrarie, di una mole di atti di governo in materia di programmazione che può serenamente essere discussa nel merito, perché si può anche non essere d'accordo, ma di cui mi pare non possa in alcuna maniera essere messa in discussione la rilevanza.
Ricordo all'Aula che da quest'anno la Regione si è dotata di un bilancio di previsione articolato in Unità previsionali di base. E' un intelligente lavoro che era stato fatto dall'allora assessore del bilancio onorevole Scano, che però è stato sperimentato per la prima volta nei fatti, in concreto, nel corso di questo esercizio finanziario, il che ha comportato la rivisitazione dell'intera procedura informatica e la formazione del personale per affrontare il nuovo sistema di contabilità, e non è cosa da poco, perché purtroppo abbiamo anche un sistema burocratico con tante intelligenze e tante capacità, ma anche con tantissimi limiti.
E` stato giustamente detto che la riforma di contabilità ha introdotto una legge finanziaria molto più snella. Questo ha comportato, da parte della Giunta, la predisposizione di quei disegni di legge collegati che rappresentano una novità assoluta e che consentiranno, in prospettiva, se esitati, un notevole alleggerimento delle procedure e dei tempi, restituendo la giusta competenza sul merito alle Commissioni e dunque all'intero Consiglio regionale.
I disegni di legge collegati alla finanziaria si sono resi necessari perché non sono pensabili un settore come l'artigianato senza una legge organica sull'apprendistato, un settore come la cooperazione senza una legge di riferimento, o altri settori come il settore agricolo, che è il solo a non avere una legge sui consorzi fidi, ma gli esempi potrebbero moltiplicarsi all'infinito. Io prendo atto che finalmente le Commissioni hanno esitato diversi provvedimenti, la Giunta non può che essere veramente d'accordo anche con chi sollecita l'esame in Aula di questi provvedimenti che rappresentano, e lo ribadiamo, una parte essenziale della manovra finanziaria, senza la quale quella manovra finanziaria rimane per così dire monca. Per questo la Giunta regionale si rivolge al Presidente del Consiglio perché tutti i collegati vengano richiamati in aula e si appronti una seduta straordinaria per esaminarli, discuterli ed approvarli, proprio perché rappresentano una parte sostanziale ed integrante dell'intera manovra, senza i quali ha ragione l'onorevole Selis a dire quello che ha detto con riferimento a questo punto.
Non ci rimangiamo quello che abbiamo detto, siamo però preoccupati anche per l'organizzazione dei lavori. Ha fatto bene l'onorevole Cugini a rivolgersi al Presidente del Consiglio, non certo al Presidente della Giunta o all'Esecutivo. Sull'andamento dei lavori l'Assemblea è sovrana; vi sono i momenti come la Conferenza dei Capigruppo nei quali i lavori si organizzano e si organizzano anche i lavori delle Commissioni.
Ecco perché la Giunta regionale, pur essendo priva di competenza in materia e rimettendosi integralmente alla volontà dell'Aula, ritiene opportuno segnalare che forse è necessario rivedere il numero delle Commissioni, l'accorpamento delle competenze, rivedere anche lo stesso Regolamento perché consenta un modello di funzionamento al pari degli altri Consigli regionali, dando il giusto riconoscimento all'azione dell'opposizione, ma prevedendo anche corsie preferenziali per i provvedimenti della maggioranza e della Giunta.
Ecco perché riteniamo che questa mozione, nel richiamare la necessità di riportare tutta l'attività ai termini ordinariamente stabiliti, sia condivisibile, su questo siamo perfettamente d'accordo, ma siamo d'accordo se serenamente concordiamo sul fatto che il Documento di programmazione economica e finanziaria abbia un senso in quanto la finanziaria venga approvata nei termini. Ecco perché questa Giunta regionale, presenterà entro il 30 settembre la manovra economica e finanziaria per il 2002-2004. Questo è un impegno che assumiamo pubblicamente, perché se non rispettiamo i termini previsti per i successivi provvedimenti ci ritroveremo a predisporre un DPEF senza dare conto dello stato di attuazione della spesa dell'esercizio di riferimento.
Ecco perché il documento di programmazione 2002, che verrà discusso nella prossima seduta di Giunta del 26 luglio, avrà in sé il limite, purtroppo, riferire la verifica soltanto a tre mesi di gestione di spesa, mentre sarebbe stato opportuno avere un quadro molto più esaustivo di lungo periodo, e dunque anche su questo noi siamo del parere che il rispetto complessivo dei termini debba portare la maggioranza, ma, mi sia consentito, con il fattivo contributo della opposizione, a rimettere tutto nei giusti binari.
Per quanto riguarda il problema correlato alla spendita delle risorse del Quadro comunitario di sostegno, e con esse anche la spendita delle risorse del bilancio ordinario, informo che alla data del 30 giugno 2000 risultano, a fronte di uno stanziamento iniziale di 13.764 miliardi e 753 milioni, impegni per circa 4.370 miliardi e pagamenti per 2.097 miliardi, il che significa che in poco più due mesi di esercizio la Regione è stata capace di impegnare il 31,75 per cento delle risorse.
Si tratta di un trend molto positivo che conferma una forte attività anche di impulso politico. Per una più compiuta verifica comunque ho provveduto a fornire ai colleghi consiglieri un quadro riassuntivo della spesa per Unità previsionali di base che consegnerò al Presidente del Consiglio insieme ad altra documentazione che sarà messa a disposizione dei colleghi onorevoli consiglieri regionali per una valutazione ancor più approfondita.
Sui ritardi nella spendita dei fondi comunitari, che sono richiamati con enfasi nella mozione, io direi, che, nell'interesse di tutti, è necessaria una maggiore prudenza, perché non è assolutamente rispondente al vero che esiste un rischio di perenzione dei fondi e di una loro restituzione all'Unione Europea. Se un rischio di questa natura esiste questo purtroppo è vero, ma solo per la rendicontazione finale del Piano operativo plurifondo 1994-1999, nel quale i ritardi accumulati, senza voler individuare responsabilità politiche, sono stati così rilevanti e tali da compromettere alcune azioni. Mi riferiscono soprattutto al fondo FEOGA che in assenza di una legge di riferimento, legge notificata all'Unione Europea, non è stato ancora possibile, pur con gli impegni di spesa, definire tutti i pagamenti.
Quindi, voi capite bene che ci sono cause strutturali che non sono imputabili né a questa e forse neanche alla precedente Giunta della precedente legislatura. Ci sono cause remote che riguardano l'intero impianto normativo di questa Regione che, logicamente, noi ci trasciniamo, e meno male che, nel novembre 2000, per esempio nel settore dell'agricoltura, è stata approvata dal Consiglio all'unanimità la legge numero 21, che finalmente consente di recuperare in parte i ritardi del vecchio Piano operativo plurifondo, ma consente soprattutto la spendita celere e immediata delle risorse a valere sul programma operativo 2000-2006.
Voglio mettere in evidenza anche l'aspetto che richiamava l'onorevole Paolo Fadda, perché un fondo di verità c'è in alcune cose che diceva sulle modifiche al Complemento di programmazione. Oggi l'autorità unica, ma non perché lo ha deciso la Giunta o l'Assessore alla programmazione, che è abilitata ad apportare modifiche e integrazioni per rendere il testo aderente al Programma operativo regionale e al Quadro comunitario di sostegno, è il comitato di sorveglianza, dove sono rappresentate le parti economiche e sociali e tutte le espressioni delle diverse direzioni generali delle Commissioni europee, dei ministeri e della stessa Regione, ed è totalmente mutata la filosofia e l'impostazione nella spendita dei fondi comunitari. Voglio anzi mettere in evidenza che riguardo al por Sardegna, la Sardegna secondo i dati al 31 marzo 2001 è di gran lunga la prima regione italiana tra le regioni dell'Obiettivo 1 nella spendita delle risorse. Ho qui i documenti, quindi li metterò a vostra disposizione, che mostrano che la spendita è pari al 2,59 per cento a fronte dell'1,8 per cento della regione Basilicata, dello 0,78 per cento della regione Campania, dello 0,48 per cento della regione Calabria, dello 0,30 per cento della regione Puglia e dello 0 per cento delle regioni Molise e Sicilia.
E' chiaro che noi, come Sardegna, cercheremo di fare ancora meglio e ancora di più a prescindere dal trend di spesa delle altre regioni, ma questo dato comparativo comunque denota come, grazie anche all'impegno e al lavoro delle varie strutture dei diversi assessorati, si sta veramente mettendo la macchina nel giusto binario per la rendicontazione delle spese.
Pur nella complessità dei programmi, la Giunta non ha inteso, né intende, per il futuro prossimo, sottrarsi al confronto con il Consiglio, ma intende addirittura investire il Consiglio come ha già fatto con riferimento ai programmi di iniziativa comunitaria LEADER PLUS e INTERREG 3. Noi li abbiamo trasmessi già dall'inverno dell'anno scorso, sono all'attenzione della Commissione, addirittura anche per dettare indirizzi prima che si definisca il negoziato in sede comunitaria. Una volta definito il negoziato in sede comunitaria si seguirà la procedura così come prevista dalla legge 20, in particolare dall'articolo 8.
Anzi, su questo formulo un appello che non è rivolto solo alla maggioranza ma anche alle opposizioni, perché è necessario avere il contributo di tutti su questi argomenti che, come giustamente è stato sottolineato, devono risolvere i problemi di ritardo nello sviluppo, e penso che questa non sia una partita di una parte politica piuttosto che di un'altra, ma di tutte le forze politiche nell'interesse della Sardegna complessivamente.
Al momento dunque la Giunta regionale ha rispettato addirittura per il Fondo europeo di sviluppo regionale e per il fondo SFOP le previsioni di spesa approvate dal Comitato di sorveglianza del 7 dicembre 2000. Nel prossimo trimestre ci sarà una accelerazione notevole della spendita dei fondi feoga, il Fondo sociale europeo, perché proprio in questi giorni la Giunta regionale ha esitato i bandi che hanno curato gli Assessori del lavoro e dell'agricoltura.
L'Unione Europea ha ratificato, come dicevo prima, la legge regionale numero 21 in materia di sostegno all'agricoltura e dunque questo consentirà in Sardegna finalmente di dare risposte a quell'importante comparto che è il settore agro-pastorale.
Riguardo alle richieste di informazioni sui Programmi integrati territoriali mi pare opportuno ribadire che questa Giunta regionale ha provveduto ad effettuare una rigorosa inversione di tendenza in materia programmatoria, intanto provvedendo a promuovere una programmazione, così detta, dal basso. Il progetto di una interlocuzione a livello territoriale con i comuni, le autonomie locali, e un dibattito serrato con le amministrazioni provinciali e le parti economiche e sociali certo hanno comportato anche una dilatazione dei tempi nella predisposizione del documento relativo al regolamento dei pit, però riteniamo che sia stata una interlocuzione davvero preziosa, perché per la prima volta sono stati investiti i sindaci, gli amministratori, i comuni con un ruolo di proposta, le province con un ruolo di coordinamento e si è dato un forte riconoscimento al parterariato economico e sociale.
Questa non è tutta l'attività di questo Governo, di questa maggioranza, è soltanto la dimostrazione di come, pur nelle difficoltà oggettive, vi siano tutte le premesse addirittura per un rilancio di questa azione e un sostegno forte che non può che venire dal Consiglio e soprattutto da una buona organizzazione dei lavori di questa Aula.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di replica.
Ha facoltà di parlare il consigliere Selis.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, voglio fare alcune brevi considerazioni a conclusione di questo dibattito. Non aggiungo molto alle cose che abbiamo detto i colleghi e io, ringrazio i colleghi della maggioranza che sono intervenuti, perché credo che, magari più o meno volentieri, il silenzio abbia un doppio significato. Lo diceva prima il collega Sanna, e io vorrei riprendere questo discorso. È un doppio significato su cui si è sviluppato il dibattito di questa sera, da un lato c'è il significato istituzionale del dibattito di stasera, dall'altro lato c'è quello più legato al contenuto e al confronto politico. Qual è la dimensione istituzionale? Cari colleghi, in un sistema democratico, la maggioranza governa e rende conto e l'opposizione, che rappresenta la gran parte dei sardi stimola, propone e rende conto anche essa. Se c'è una maggioranza inadempiente non potete pensare che anche l'opposizione debba essere inadempiente. Il compito dell'opposizione, che a sua volta dovrà rendere conto ai propri elettori, ai movimenti sociali, ai partiti e alle organizzazioni che rappresenta, è chiedere conto al Governo delle cose che sta facendo. questo confronto tra una maggioranza che governa e rende conto, e una opposizione che chiede conto, stimola e propone, avviene in questa Aula. Se questa Aula viene svuotata di significato, se qualcuno di voi avesse la tentazione di dire che il Consiglio è una perdita di tempo, se qualcuno pensasse di accelerare l'azione di governo, rendendo vuoto il significato del confronto democratico, questo sarebbe un fatto estremamente negativo che va oltre il dibattito di quest'Aula di stasera e va oltre il dibattito e i nostri confronti più o meno aspri e più o meno cordiali, perché sarebbe mettere in discussione uno dei pilastri della vita e dell'assetto democratico delle istituzioni. Vanificare e mortificare la vita del Consiglio, arrivare qua per dire "tutto questo non serve a niente", significa svuotare di significato la sede alta della rappresentanza e significa in qualche modo minare il senso, il valore del Parlamento e delle regole della rappresentanza. Se qualcuno di voi ha la tentazione di fare operazioni di questo genere, tenetene conto, perché queste operazioni non vanno contro l'opposizione di oggi o la maggioranza di ieri o di domani, queste cose minano i principi su cui si fonda l'ordinato svolgimento della vita democratica, su cui si fonda il nostro confronto democratico, e questo confronto, io credo, bisogna salvaguardare. Quanto tempo vi ha fatto perdere il confronto di stasera? Tre ore? Se qualcuno di voi fosse intervenuto, avremmo perso un'altra ora. Ma abbiamo parlato di cose marginali? O non abbiamo chiesto di sapere da voi e dalla Giunta qual è il senso, lo stato di attuazione dei programmi, dei bilanci, della legge finanziaria, del DPEF, dei collegati? Ma se di queste cose non se ne occupa questo Consiglio, se non se ne occupano i rappresentanti del popolo sardo, chi se ne deve occupare? Il vostro compito è governare, non ci sono ribaltoni, noi vi sfidiamo sulle cose da fare e il nostro compito è quello invece di chiedervi conto, di incalzarvi, di essere propositori, di essere un'opposizione che è tale non per volontà del popolo sardo ma per giochi di bassa bottega, che però vuole essere qua forza di governo e di opposizione, presentando le sue proposte e partecipando nelle sedi opportune ad un confronto. E quando il confronto è alto e i problemi sono veri noi abbiamo dimostrato in questi due anni che la convergenza si trova, che i punti di concertazione si trovano. Noi non siamo una opposizione che fa il proprio dovere gridando "tanto peggio, tanto meglio", perché quando le cose vanno peggio, certo la vostra responsabilità è grande, ma la nostra delegittimazione è complessiva ed è altrettanto grande. La nostra ambizione è fare andare bene le cose di questa Regione, giocando il nostro ruolo che è quello di starvi addosso, di stimolarvi, di farvi le proposte, di chiedere conto dei tempi, dei ritardi, delle inadempienze, delle responsabilità, questo è il senso! E` un dibattito inutile questo? E' una perdita di tempo? E' un gioco o voi pensate che noi abbiamo più tempo da perdere di voi e che ci divertiamo a venire qua? Attenzione con questi giochetti e con questi atteggiamenti che sminuiscono il senso del lavoro politico e del Consiglio perché per questo si rischia di pagare e di pagare tutti. Per questo il ringraziamento, ai colleghi dell'opposizione ma anche della maggioranza che hanno parlato è sincero. Dite che abusiamo degli ordini del giorno e delle mozioni, troviamo un altro sistema, mettiamoci d'accordo, chiediamo alla Giunta che periodicamente venga qua per rendere conto delle proprie attività e periodicamente si faccia un dibattito, chiediamo alla Giunta di essere conseguente sugli impegni che ha preso, di darci gli stati di attuazione che l'Assessore adesso ci ha annunciato, chiediamo alla Giunta di essere rispettosa di questo Consiglio, della legge finanziaria, della legge di contabilità, del Regolamento, il quale Regolamento prevede che periodicamente la Giunta faccia il punto, per esempio, sull'attuazione degli ordini del giorno. Se c'è questo dialogo noi non abbiamo necessità di incalzarvi con ordini del giorno e mozioni perché troviamo la sede istituzionale per farlo. Quando chiedete che il Consiglio faccia in fretta ad approvare i collegati, noi potremmo fare in frettissima ma la funzione dei collegati, lo ricordo a me stesso per ricordarlo a tutti noi, e dei tempi rapidi previsti - dieci giorni per l'esame in Commissione, dieci giorni per le relazioni e dieci giorni per la discussione in Aula - è quella di attuare la manovra finanziaria, spendendo le risorse accantonate. Se infatti i collegati vengono approvati entro i trenta giorni previsti hanno un significato, se vengono approvati dopo sei mesi saranno anche leggi importanti che serviranno in futuro, ma in quel caso con la variazione di bilancio dovete recuperare i fondi che avete accantonato e utilizzarli in altro modo. La preoccupazione per i ritardi nei collegati non è una preoccupazione formale, è che sono giacenti a copertura dei collegati centinaia di miliardi che se non impieghiamo in altro modo rischiano di essere inutilizzati e inutilizzabili. Il problema dei collegati non è quindi un problema formale, è un invito a essere rigorosi nella gestione, nell'amministrazione, nella spesa.
Vi abbiamo detto che il bilancio è in ritardo, e l'Assessore lo ha ammesso, che i collegati sono in ritardo, che il DPEF è in ritardo, e non ripeto le critiche sul POR, sul Complemento di programmazione, non abbiamo notizia sull'attuazione dell'Intesa Stato-Regione, abbiamo una percezione di lentezza della spesa. Perché dico che abbiamo una percezione di lentezza della spesa? Onorevole Assessore, quando lei dice : "Noi in due mesi - che poi sono sei mesi di amministrazione - abbiamo speso il 31 per cento delle risorse", considerando che le risorse che si spendono subito sono le risorse ordinarie, di gestione, di trasferimento agli Enti Locali, di trasferimento alle A.S.L., sta confermando quanto io ho detto, che sulla base della legge finanziaria che prevede che ogni programma che superi i 5 miliardi venga in Consiglio, posto che noi non abbiamo visto nessun programma, nessun programma significativo la Giunta ha approvato.
Questi sono dati concreti e inequivocabili. Perciò la maggioranza, di fronte a questi dati, credo che sia rimasta imbarazzata e perplessa; anche i colleghi che sono intervenuti hanno naturalmente rilevato il loro imbarazzo; l'ha fatto con molta onestà il collega Murgia, lo ha fatto onestamente il collega La Spisa, lo hanno fatto tutti, ma l'ha fatto anche l'Assessore. Allora, se questi ritardi ci sono, se siete e siamo consapevoli, al di là delle responsabilità, che sono diverse, che questi ritardi sono un grave danno per l'economia della regione, noi vi chiediamo non tanto di cospargervi il capo di cenere, ma : di fare con noi il punto sullo stato d'attuazione dei programmi, di verificare perché non funzionano, perché la spesa è così lenta, di trovare insieme i percorsi di accelerazione, gli itinerari - lo diceva l'Assessore - per attuare nei termini previsti le stesse leggi, rimettendo nei giusti binari le regole, la tempistica, le procedure di approvazione del bilancio. Questo credo che potrete farlo anche voi. Noi chiederemo, se i colleghi sono d'accordo, di votare la mozione per parti; non pretendiamo che condividiate le premesse ma credo che le conclusioni possano essere condivise.
Dico questo in maniera accorata e preoccupata, ribadendo la nostra volontà di collaborare allo sviluppo e all'attuazione dell'attività legislativa, ma anche sottolineando con forza che i gravi ritardi, le gravi responsabilità sono un danno terribile per la Regione, di cui questa Giunta e questa maggioranza si assumono le responsabilità che non possono essere disgiunte, tra Giunta e maggioranza stessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto.
SCANO (D.S.). Io, Presidente, colgo l'occasione offerta dalla possibilità di dichiarare il mio voto a favore della mozione del centrosinistra, per rispondere, sia pure brevissimamente, come è consono a una dichiarazione di voto, ad alcune affermazioni della sua replica che trovo - onorevole Pittalis - non precise o non condivisibili.
Mi limito per ovvi motivi a due esempi. Sulla situazione della spesa, lei ha richiamato i dati, naturalmente al 30 giugno: lo stanziamento iniziale è 13 mila miliardi e rotti, lo stanziamento finale è 14 mila miliardi e 279 milioni, gli impegni ammontando a 4 mila miliardi circa, i pagamenti a 2 mila miliardi; stiamo parlando del bilancio di competenza, per ora lasciamo perdere i residui.
L'Assessore ha detto una cosa, mi consenta, un po' curiosa, e cioè che questi dati si riferiscono alla gestione di tre mesi, quindi spendere 2 mila miliardi in tre mesi sarebbe un grande risultato".Non è così, questa è la gestione di sei mesi, comunque, e va misurata sui sei mesi. Perché, assessore Pittalis, io penso che voi, gli stipendi non li abbiate pagati solo ad aprile, maggio e giugno, immagino che li abbiate pagati anche a gennaio, febbraio e marzo. Ma la verità è che su un bilancio di 14 mila miliardi a metà esercizio siamo a 2 mila miliardi di spesa, questa è la verità, ed è un risultato pesantemente negativo.
L'altro esempio, anche questo molto semplice è quello del Complemento di programmazione e dei piani integrati. C'è un documento molto severo, che la Giunta naturalmente conosce, molto severo, e, della Commissione Europea, ne cito solo un pezzetto perché in un minuto non posso fare altro, e questo basta a dare l'idea: "Alla previsione che destina almeno il 40 per cento delle risorse del POR ai PIT non corrisponde, contrariamente al disposto del QCS, l'identificazione delle misure e la relativa identificazione delle risorse destinate ai programmi integrati da ognuna di esse. Non sono rilevabili i meccanismi attraverso i quali possa coerentemente e trasparentemente procedersi a identificare le ulteriori risorse, disattendendo il principio della programmazione. La mancata identificazione delle misure interessate influisce negativamente sul percorso di identificazione della strategia d'intervento". E` un giudizio molto severo, quasi demolitorio, rispetto allo stato attuale della programmazione dei piani integrati; né mi consola il fatto che la Calabria, forse, sia più arretrata rispetto a noi. La realtà è questa, perciò, anche nella polemica, rispettiamoci reciprocamente; e, in ogni caso, rispettiamo la verità. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono altre dichiarazioni di voto passiamo alla votazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Confermo la richiesta di votazione della mozione per parti, separando le premesse dal dispositivo.
PRESIDENTE. Metto in votazione le premesse della mozione. Chi le approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non le approva alzi la mano.
(Non sono approvate)
Pongo in votazione il dispositivo della mozione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.00.
La seduta è tolta alle ore 20 e 27.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale all'interrogazione Manca - Sanna Giacomo sullo stato di salute dei "Cavallini della Giara" custoditi nell'azienda "Lavra" di Genoni. (329)
Con riferimento alla interrogazione Consiliare di cui all'oggetto si trasmettono gli elementi di seguito riportati.
Dati conoscitivi dell'azienda
L'azienda "Lavra" consta di 684 Ha. ca. Acquisita al Demanio Regionale del Monte dei Pascoli è stata concessa all'Istituto Incremento Ippico della Sardegna il 23 Maggio 1991 per la durata di 29 anni e quindi sino al 20 maggio 2020.
All'interno dell'azienda sono stati immessi, nel 1996, n. 93 soggetti e nel 1997 n. 19 soggetti, per un totale di 112 soggetti acquisiti dai privati grazie al finanziamento concesso nel 1992 sui fondi FEOGA.
Diffusione del cavallino della Giara
Con Decreto del Ministero dell'Agricoltura e Foreste 27.7.90, è stato attivato il Registro Anagrafico delle popolazioni equine riconducibili a gruppi etnici locali, detenuto presso l'Associazione Italiana Allevatori e gestito a livello locale attraverso le Associazioni Provinciali Allevatori. Tra queste popolazioni è compreso il Cavallino della Giara.
E' quindi iniziata un'opera di catalogazione, agevolata dagli interventi contributivi resi possibili a seguito dell'applicazione Reg. (CE) 2078/. Attualmente risultano iscritti a detto registro n. 764 capi per 94 allevamenti, di cui 86 capi nella provincia di Cagliari, n. 515 nella provincia di Nuoro, n. 71 nella provincia di Sassari e n. 92 nella provincia di Oristano. È da ritenere che di questi soggetti, solo circa 400 facciano effettivamente riferimento a soggetti viventi sull'altopiano. Si consideri inoltre che nel computo totale di 764 capi non sono inclusi i soggetti viventi nell'azienda gestita dall'Istituto (attualmente circa 120 capi), ne quelli della Comunità Montana (stimati in circa 200).
Si stima inoltre che oltre a tali soggetti, altri 200 circa, non iscritti al Registro, vivano in Sardegna, al di fuori dell'area di origine e nel continente per l'attività di commercializzazione che, seppur meno intensa che nel passato, prosegue ancora oggi ad opera degli allevatori privati.
Attualmente sono presenti sull'altopiano tre differenti gruppi di animali: quello dell'Istituto di Incremento Ippico, di circa 120 capi, quello della Comunità Montana di Tuili di circa 200 soggetti e quello dei singoli privati che gestiscono attualmente circa 300 soggetti.
È di tutta evidenza che l'Istituto non può imporre alcun controllo gestionale sui soggetti presenti in Giara al di fuori dei confini dell'azienda in concessione.
Criteri di classificazione delle popolazioni in via di estinzione
Può assumersi come riferimento il criterio di classificazione pubblicato su "Export consultation on the management of global animal genetic resources" (F.A.O., 1992):
Razze-popolazioni in condizioni critiche: 100 capi
Razze-popolazioni in condizioni minacciate: 100-1000 capi
Razze-popolazioni in condizioni vulnerabili: 100-5000 capi
Modalità di controllo operata dall'Istituto di Incremento Ippico
Sin dal momento dell'acquisizione dei cavallini, stante la carenza di personale e la lontananza anche geografica delle altre unità operative dell'Istituto, è stato attivato un servizio di sorveglianza sui cavallini e sull'azienda. Lo stesso assicura la vigilanza e controllo della popolazione equina, la registrazione dei nati ove possibile, il soccorso della popolazione equina nel periodo avverso, la vigilanza e il controllo del territorio. Il servizio di guardiania è stato sinora garantito dall'Associazione Cavallo sardo della Giara, sorta nel 1976, per volere degli allevatori del cavallino. Ciò anche per non disperdere un patrimonio secolare di conoscenze sull'etologia del cavallo, del suo habitat e delle relative problematiche. La relativa convenzione, datata 17 Aprile 1996, è tutt'ora vigente, e si sostanzia in una costante attività di monitoraggio e di segnalazione e raccordo con i tecnici di questo Ente.
L'attività di controllo sanitario è stata svolta, originariamente dai tecnici dell'Istituto e, a partire dal 17 Aprile 1999, con il convenzionamento di un veterinario libero professionista. Lo stesso ha svolto e svolge la sua funzione nell'ambito del principio di minima interferenza umana, secondo metodiche adottate comunemente nei parchi naturali, ovvero attraverso il monitoraggio continuo dell'animale, anche al fine della restituzione al cavallino delle caratteristiche di selvaticità proprie, come meglio specificato al successivo punto.
Modalità gestionali
Le scelte gestionali seguite attualmente dall'Istituto sono sostanzialmente diverse dal passato in cui, al fine di ripristinare una razza ormai incrociata e parzialmente inquinata, si interferì notevolmente sia dal punto di vista selettivo che sanitario. Le attuali scelte sono improntate alla gestione naturalistica e si sostanziano nelle seguenti linee di gestione:
1) minima interferenza umana;
2) gestione naturalistica degli animali, liberi di muoversi nel territorio e di formare i relativi "harem", con l'Istituto che svolge una sorta di "soprintendenza" tecnica e naturalistica sugli animali posseduti;
3) controllo massale e non più individuale degli individui.
Presupposto fondante di questa metodologia di intervento è che i cavallini siano in possesso di eccezionali caratteristiche morfologiche, di rusticità, di resistenza alle malattie, di adattamento ambientale ad una situazione marginale, tutte proprietà ormai scomparse nelle razze selezionate, che siano in possesso, nel proprio patrimonio genetico, di caratteri "relitti" ovvero di varianti genetiche ormai assenti nelle razze domestiche. Cessata ogni funzione economica, scopo primario dell'allevamento è divenuto quello di tutela degli stessi in quanto preziosi serbatoi di geni ormai scomparsi nelle altre razze e quindi da conservare indefinitamente alle generazioni future, ovvero tutela del cavallino e dell'ambiente inospitale in cui vive, quale biodiversità da salvare.
Questo compito viene affidato alla natura, la sola che interviene indistintamente su tutti i soggetti salvaguardando i soggetti più forti (e quindi portatori di geni utili) ed eliminando i più deboli. La selezione umana invece sarebbe dettata dalla moda, da soggettive valutazioni del modello, varierebbe con il mutare del tempo e potrebbe inconsapevolmente salvaguardare i più deboli a discapito dei più forti.
Per quanto sopra si è deciso negli ultimi anni di non effettuare alcun intervento antiparassitario (pur monitorando trimestralmente i soggetti), alcuna marchiatura (se non quella con i microchip di ultima generazione sui puledri nati nell'anno), di effettuare una gestione massale e non individuale e di intervenire in casi di deficit alimentare solo qualora sia a rischio la scomparsa della razza.
Mortalità
I dati della mortalità sono stimati durante l'anno ed accertati definitivamente all'atto delle catture annuali che vengono effettuate nel periodo luglio/agosto di ogni anno.
Negli anni 1999 e primi otto mesi del 2000 si è assistito a una delle morie ben note nella storia del cavallino sebbene, trattandosi di una situazione "limite", si sia attivato l'aumento della sorveglianza e della somministrazione alimentare.
Attualmente non è segnalata alcuna moria.
L'ultima moria è stata per così dire "misurata" più nel dettaglio solo nell'estate dell'anno 2000, a seguito delle catture effettuate con la collaborazione della società di guardiania, mentre precedentemente si è calcolata in modo stimativo con la costante attività di monitoraggio effettuata oltre che dalla stessa società, dal veterinario convenzionato e dai tecnici dell'Ente. Nell'occasione vennero catturati 93 soggetti e stimata una presenza in azienda di circa 100 soggetti. L'impossibilità di verificare la consistenza numerica al di fuori delle catture estive è dovuta a diverse ragioni:
1) la tendenza del cavallino ad aggregarsi in harem consentendo così le catture al termine del periodo riproduttivo, ovvero nel periodo giugno-luglio; la suddivisione in gruppi di 1-3 cavalli nei restanti periodi annuali ne impedisce infatti la cattura complessiva;
2) l'inopportunità di effettuare la cattura durante il periodo dei parti (febbraio-giugno), stante lo stress che si determinerebbe negli animali in un delicato momento fisiologico;
3) la maggiore facilità di raduno dei cavalli in periodi di scarsità d'acqua, sfruttando l'avvicinamento degli stessi all'unica sorgente perenne.
Le cause della mortalità, terminata al cessare della grave siccità che ha colpito la Sardegna, sono da riferirsi ai seguenti fattori:
1) Eccessivo carico di animali all'interno della superficie aziendale.
L'attuale superficie aziendale ha consentito il mantenimento in vita di un numero elevato di soggetti e la loro progressione nel tempo sino a che più annate siccitose hanno palesato la scarsità di risorsa alimentare rispetto ai fabbisogni. Ciò anche in relazione a quelle che erano state a suo tempo le premesse dei piani a finanziamento FEOGA che ipotizzavano la gestione all'interno dell'azienda di oltre 450 soggetti.
2) Siccità degli ultimi anni.
L'altopiano della Giara è situato nella zona pluviometrica compresa tra 700 e 800 mm con una media storica nel periodo 1922-1992 di 780 mm all'anno (stazione di Genoni). Già il 1997 ed il 1998 sono stati molto meno piovosi della norma (526 mm nel 1997 e 448 mm nel 1998! - dati casa Lavra). Per dare una misura dell'accaduto nel 1998 il mese di novembre, uno dei mesi più piovosi dell'anno e secondo solo a dicembre, è stato drammaticamente arido (solo 12,8 mm contro una media di 95,8 mm! - dati azienda Istituto). Purtroppo la capannina meteorologica presente in azienda per i fini di ricerca di un tesista, ha cessato di funzionare nel febbraio 1999 e non è stato possibile rilevare i successivi dati. Peraltro il 1999 ed il primo semestre del 2000, sulla base di dati meteorologici correlabili, sembrano essere stati, dal punto di vista pluviometrico, peggiori del 1998.
3) Competizione degli altri animali e l'ampliamento della macchia bassa.
Ha anche concorso la competizione esercitata dai cinghiali, in numero davvero eccessivo, che hanno distrutto grandi estensioni di cotica ed il progressivo ampliamento della superficie a macchia bassa, facilmente evidenziabile sulle strade, che riduce ulteriormente la superficie effettivamente pascolabile degli animali. Da non trascurare anche la presenza in azienda di n. 8 capi bovini che permangono nonostante la causa civile intentata dall'Ente nei confronti del proprietario, e che esercitano una forte pressione competitiva nei confronti dei cavallini e rispetto alle integrazioni in fieno apportate dall'Ente.
4) Cattiva distribuzione del sistema di abbeveraggio.
Nell'ambito dell'azienda un solo abbeveratoio è fornito da una sorgente perenne che rappresenta l'unica fonte di abbeverata per gli animali durante il periodo estivo. Le altre sorgenti, di converso, reppresentano altrettanti pericoli perché, quando semiasciutte, divengono ricettacolo di parassiti e fonte di contaminazione per i cavallini. Gli altri abbeveratoi presenti in azienda, serviti dalla vecchia condotta del Sarcidano, soggiacciono alla scarsissima o nulla funzionalità di quest'ultima, costringendo gli animali a trasferimenti lunghissimi all'unica sorgente disponibile che debilitano soprattutto i soggetti già sfiniti dalla fame e dalle patologie instauratesi.
Non è infine da trascurare il decadimento, rapidissimo ed inaspettato nella misura, della condizione dei cavalli che sono passati nel giro di una settimana da una condizione tutto sommato sostenibile ad una condizione di grave sofferenza. La moria ha interessato in prima istanza i puledri dell'anno. Di questi, calcolati in 50 ai raduni estivi, solo 5 sono risultati sopravvissuti l'anno successivo. Ciò è spegabile, in quanto le madri in sofferenza non hanno potuto allattare come necessario i redi al seguito. La moria è incominciata alla fine del mese di agosto del 1989 ed è proseguita sino all'inizio dell'estate successiva, al ritmo, almeno sino al mese di gennaio di 1, 2 decessi settimanali. Successivamente c'è stato un incremento dovuto all'irrigidimento della temperatura e all'impoverimento del pascolo.
In sostanza si ritiene che le periodiche morie dei cavallini, da sempre associate dall'opinione pubblica a insetti, vermi o presunte infezioni è una diretta conseguenza della carenza alimentare dovuta a sovraccarico animale sul territorio. Sugli organismi debilitati si inseriscono esoparassitosi, endoparassitosi e stress di vario genere, quali il vento freddo di maestrale (cui la Giara di Genoni è maggiormente esposta rispetto al resto dell'altopiano) che si innestano successivamente per effetto secondario dello stato di prostrazione conseguente alla carenza alimentare. Ciò è facilmente desumibile dall'andamento delle morie. Le stesse sono infatti cicliche e strettamente correlate all'andamento climatico. Una serie di annate piovose determina un pregressivo incremento numerico con mortalità contenuta; l'incremento numerico giunge sino ad un punto in cui l'ambiente, non più in grado di soddisfare il carico esistente, per così dire si autoregola e si assiste ad una morte di numerosi soggetti, per poi ripartire per un altro ciclo di incremento numerico esponenziali, pur in presenza di scarsa piovosità. Da ciò derivano le note fluttuazioni del carico in cavallini dell'altopiano che, negli ultimi decenni, hanno determinato consistenze variabili tra i limiti estremi di 400/450 e 800/850 cavallini.
La moria che aveva colpito i cavalli nell'azienda dell'Ente, soprattutto nel 1999, si è ripetuta in più intensa all'inizio del 2000 sul resto dell'altopiano e si è arrestata solo al sopravvenire delle piogge abbondanti dell'autunno scorso. Lo scostamento di un anno è intuitivamente correlabile, a parità di andamento climatico, alla differente densità di popolazione nelle due aree.
Natalità
Più che di natalità, si può parlare di soggetti riscontrati vivi e vitali alle catture annuali.
Si riassumono di seguito i dati relativi agli ultimi anni:
1997: 59 animali;
1998: 36 animali;
1999: 50 animali;
2000: 0 animali;
2001: 34 animali (dato in corso di aggiornamento).
Relativamente all'anno 2000 la società di guardiania ha segnalato la nascita di un puledro nato da madre in cattive condizioni per vecchiaia, morta anch'essa nel volgere di pochi giorni.
La bassa natalità riscontrata è conseguente a:
1) mancati calori o calori silenti nella primavera precedente (atipica per il gelo e freddo sino a metà maggio);
2) incremento nel numero di aborti dovuto al freddo, alle condizioni di prostrazione delle madri, alle infestazioni parassitarie, ai raduni ed alle lunghe ed estenuanti percorrenze per l'abbeverata.
La Società di guardiania ha rendicontato verbalmente di una bassissima natalità anche nel resto dell'altopiano e negli animali di proprietà della Comunità montana e dei privati.
Fornutura di fieno
La fornutura del fieno che, peraltro, si ritiene debba avere carattere di eccezionalità per quanto in premessa affermato, è stata effettuata relativamente agli anni 1996, 1997, 1998 esclusivamente quale ausilio per il convogliamento dei cavallini destinati poi alle catture annuali. Nel 1999, considerata la perdurante grave siccità, si è invece provveduto alla fornutura con carattere di continuità. Dagli elaborati d'azienda, fermo restando la possibilità di qualche margine di errore in relazione ai viaggi effettuati direttamente per l'Istituto e non con terzi, si rileva la seguente situazione:
1999: n. 1006 presse nel periodo compreso tra 24/6/1999 e 22/12/1999;
2000: n. 1880 presse nel periodo 13/1/2000 e 28/9/2000;
2001: al momento non è stata somministrata alcuna pressa di fieno.
Si deve peraltro segnalare che, come da indicazione della Società di guardiania puntualmente verificata in occasione delle periodiche visite del personale dell'Ente, e specie in occasione del 1999, (presumibilmente) il poco adattamento dei cavalli sull'alimentazione con fieno comportava che, nonostante il grave stato di deperimento dell'animale, buona parte del fieno somministrato permanesse per terra inutilizzato, con un evedente comportamento del capo branco che tendeva ad allontanare il resto dei componenti dell'harem dall'alimento apportato. Permanevano quindi inutilizzate sul terreno elevate quantità di foraggio.
Relativamente all'affermazione dell'interrogazione in oggetto secondo la quale i responsabili dell'Istituto non avrebbero ottemperato alle indicazioni del Veterinario, si specifica che alla richiesta del 22 dicembre 1999 del Dottor Melosu di estendere la distribuzione del foraggio nelle sei sedi di maggiore stazionamento dei cavallini, l'Istituto ha tempestivamente provveduto. Anzi nel caso in specie, l'Istituto come peraltro è spesso accaduto, stante la grave situazione, ha addirittura preceduto la relativa comunicazione formale.
Risulta agli atti dell'Ente il mandato n. 1210 del 13.11.00 che attesta il pagamento extra convenzione alla società di guardiania, della somma do £. 3.900.000 quali oneri di noleggio del trattore per la distribuzione decentrata del foraggio effettuata dal 1 20 dicembre 1999 (prima della compilazione della nota scritta del Veterinario!) al 15 marzo 2000 per un totale di giorni 78, Preme sottolineare che l'opportunità di apportare il foraggio ai cavalli nelle sedi di stazionamento dei branchi era stata ampiamente discussa a fino ad allora esclusa per evitare che i cavalli, trovando l'alimento in loco e non in prossimità dell'unica sorgente perenne aziendale, evitassero di effettuare il pur faticoso trasferimento necessario per abbeverarsi. Fatto questo puntualmente avvenuto e che si è realmente dimostrato, in epoca successiva alla somministrazione decentrata, una delle concause di mortalità.
Approccio tecnico futuro
Vista la grave moria verificatasi, l'Istituto ha provveduto ad esaminare e dettagliare meglio l'approccio tecnico futuro per evitare, per quanto possibile, il ripetersi di queste situazioni. Approccio di cui di seguito di dà dettaglio:
1) determinazione di un massimo carico mantenibile calcolato in circa 140/150 capi tra adulti e giovani nell'azienda Lavra, con funzione di serbatoio genico per il resto dell'altopiano;
2) censimento numerico, quando possibile, o per aree campione nel rispetto della capacità portante del territorio, monitorando l'andamento demografico complessivo e la salute generale della popolazione;
3) asportazione dell'eccesso di cavallini sui puledri dell'anno, con metodica casuale e nel rispetto della parità dei sessi (m/f 1:1);
4) trasferimento dei cavalli in eccesso ed immissione degli stessi nel resto dell'altopiano qualora la densità dello stesso non sia eccessiva e previo accordo con gli Enti locali interessati;
5) qualora la densità nell'altopiano sia già eccessiva e non sia opportuna l'immissione dei cavallini dell'Ente, questi verranno trasferiti presso l'azienda di Tanca Regia, ove è stato formato dallo scorso anno un gruppo di cavallini della Giara in purezza, anche ai fini del proggetto denominato "Testimonianza vivente del cavallo in Sardegna" già finanziato dall'Amministrazione Regionale. Questo gruppo reppresenterà una ulteriore base di garanzia per la tutela del cavallino della Giara.
C'è da rilevare peraltro, che il superamento del succitato carico mantenibile nell'azienda Giara dovrebbe avvenire al Giugno del 2002, mentre presso Tanca Regia, qualora l'altopiano stesso non possa rappresentare il naturale sfogo, potrebbe presentarsi un eccesso numerico nel 2003. Per quest'ultimo, considerata la sostanziale mancanza di utilizzo produttivo della razza in questione, si sceglierà tra due alternative:
1) cessione ai privati allevatori che ne facessero richiesta, sulla base di una sorta di adozione vincolata a comportamenti regimentati in materia di allevamento;
2) sviluppo della proposta commerciale dei soggetti "giarasimili", stimolando la realizzazione di una struttura per l'ammansimento e l'utilizzazione del cavallino (sella, sport, ecc.);
3) macellazione della quota eccedentaria. Intervento traumatico, questo, che sarebbe rivolto ai soggetti deperiti, vecchi, malati e di supposta atipicità.
La prima ipotesi, senz'altro più accattivante, richiama il metodo adottato dall'organizzazione americana che tutela il Mustang. Tale scelta merita una riflessione, politica più che tecnica, sull'opportunità di incrementare ulteriormente il già consistente numero di cavallini di razza Giara allevati già al momento in diverse zone della Sardegna. Ciò andrebbe a porsi in antitesi alla modesta attività commerciale già avviata dai pochi allevatori di cavallini rimasti sull'altopiano (che traggono da essi un pur minimo sostentamento economico) e alla proposta turistica degli Enti locali del territorio che fonda le sue basi proprio sull'ecosistema Giara caratterizzato dall'unicità dei cavallini.
Si deve anche rilevare che, sin dall'autunno scorso, era intendimento dell'Amministrazione procedere allo svolgimento di una conferenza di servizi con Enti locali, Associazioni Ambientaliste, competenti Assessorati e popolazioni locali al fine di derimere la questione e pubblicizzare l'innovativa scelta tecnica dell'Istituto e valutare congiuntamente le metodiche d'intervento futuro. La conferenza venne poi rinviata per evidenti ragioni di opportunità in quanto non pareva infatti possibile spiegare con la dovuta serenità la moria appena conclusa ad utenti, almeno in parte, tecnicamente non preparati. Si deve segnalare peraltro che il metodo di gestione sinora adottato ha ricevuto il plauso verbale di biologi di fama che hanno studiato ampiamente il cavallo dal punto di vista etologico e che sono consulenti scientifici di Parchi Regionali e Nazionali.
Permane l'opinione che nel prossimo autunno debba organizzarsi detta conferenza, con la collaborazione di quanti, tra Regione, Enti Locali e di Enti di Ricerca, possano avere un ruolo propulsivo sul cavallino.
In un'ottica, oltre che di salvaguardia del cavallino, di fruizione turistica dell'area che faccia conseguire all'azienda il ruolo di polo attrattivo e d'immagine per l'intero altopiano, si indicano alcune possibili soluzioni operative per le competenti valutazioni tecniche e politiche:
1) allacciamento della rete idrica recentemente realizzata nel comunale di Genoni con quella aziendale svincolando la stessa dalla vetusta rete del Sarcidano;
2) ampliamento e decentramento della rete di abbeveraggio attualmente esistente;
3) ricerca di finanziamenti per la piena fruizione dell'area attraverso rapporti di collaborazione con organismi ambientalistici che sostengano, con l'uso di personale locale, le attività di didattica e fruizione turistica;
4) realizzazione di una mostra espositiva del cavallino della Giara, dell'altopiano e delle attività d'Istituto presso Casa Lavra che potrebbe fungere all'uopo da Centro visite;
5) realizzazione di interventi minimi aziendali per la fruizione con trekking a piedi, a cavallo, con calesse, con mountain bike, ecc., da gestire con formule da convenire con Enti locali e/o Cooperative o Società locali;
6) predisposizione di protocolli d'intesa con Regione e Università, per un accurato studio sui carichi mantenibili in relazione alle intercorrelazioni esistenti tra carico zootecnico, predatori animali e biodiversità vegetale;
7) realizzazione di aree sosta per visitatori in prossimità dei "cuili" esistenti e della Casa Lavra;
8) realizzazione di appositi depliant promozionali.
L'entità degli interventi da realizzare, ovviamente estremamente impegnativi per le risorse di bilancio dell'Istituto di Incremento Ippico, imporranno interventi congiunti con gli Assessorati di riferimento e con la Comunità Europea. Per questi ultimi l'azienda dell'Istituto potrebbe rappresentare uno straordinario veicolo per la proposizione - in piccolo - di un modello di Parco Naturale, fungendo da stimolo per le Comunità locali per le quali l'attivazione del Parco Regionale, seppur formalmente istituito, ancora stenta a manifestare la propria presenza.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Manca - Sanna Giacomo sullo stato di salute dei "cavallini della Giara" custoditi nell'azienda "LAVRA" di Genoni. (329)
Con riferimento all'oggetto dell'interrogazione, gli uffici dell'Assessorato, tempestivamente interpellati, hanno comunicato di non essere a conoscenza della vicenda relativa all'azienda "Lavra" di Genoni.
Sebbene la suddetta azienda sia stata acquisita a demanio regionale dal Monte dei Pascoli per lo svolgimento dei programmi finalizzati dell'Assessorato dell'Agricoltura, è stata successivamente concessa all'Istituto Incremento Ippico della Sardegna di Ozieri in data 23.5.1991 per la durata di ventinove anni, quindi sino al 20 maggio 2020.
Non si dispone di ulteriori elementi inerenti alle problematiche oggetto della richiesta.
Risposta scritta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio all'interrogazione Pusceddu - Sanna Salvatore - Pirisi - Falconi sui ritardi del bilancio annuale 2001 e sulla paralisi della spesa regionale. (349)
Si riscontra, per quanto di competenza (punto 1) la nota n. 1515 del 1 giugno u.s., di pari oggetto, per rappresentare che con riferimento all'interrogazione n. 349/A il decreto di ripartizione di cui all'art. 12 bis della L.R. 5.5.83 n. 11 - norme in materia di bilancio e contabilità regionale - è stato emesso in data 11 maggio 2001 (venerdì) ed è stato trasmesso il 14 maggio (lunedì), come risulta dall'allegata nota, alla Presidenza del Consiglio regionale e tutti gli organi amministrativi, al CRP, alla Ragioneria e al BURAS.
I termini suindicati non sembrano configurare un ritardo ingiustificato nella predisposizione del decreto (numero giorni lavorativi: 9), considerata la novità dell'atto e la particolare complessità del suo contenuto.
(Gli allegati alla risposta sono agli atti del Consiglio)
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Masia sulla attuazione del Piano per gli Insediamenti Produttivi (PIP) di Monte Coinzolu in Comune di Ittiri. (275)
Con riferimento alla nota n. 4130 del 15.12.2000 si fornisce la risposta alla interrogazione in oggetto. Il Piano per gli Insediamenti Produttivi del Comune di Ittiri, realizzato in località "Monte Coinzolu" è stato adottato con deliberazione consiliare n. 29 in data 28.03.1980 e approvato con decreto dell'Assessore regionale degli Enti Locali Finanze e Urbanistica n. 1212/U in data 11.09.1981.
Il procedimento per l'acquisizione delle aree occorrenti alla realizzazione del Piano è stato definito a mezzo di cessioni volontarie. Le opere di urbanizzazione ricomprese nel PIP, approvate con deliberazione della Giunta comunale n. 111 del 28.11.1985 e approvate con contratto n. 392 del 17.06.1988, sono state ultimate. Il Piano comprende 30 lotti, assegnati e ceduti ai rispettivi richiedenti, con contratti stipulati negli anni 1991-1998.
Risponde al vero che taluni assegnatari (n. 11) non hanno ottemperato agli obblighi nascenti dalla cessione, riguardanti la realizzazione degli insediamenti. Il problema è stato affrontato nella seduta dell'1.06.2001, dal Consiglio comunale di Ittiri, che ha deciso di modificare il Regolamento per l'assegnazione delle aree, nel senso che è stato accordato, ai concessionari ritardatari, un termine massimo di dodici mesi per adempiere agli obblighi derivanti dalla concessione. Tale proroga sarà consentita solo in presenza di cause giuste, documentate e comunque non attribuibili alla volontà dei concessionari. La relativa delibera è attualmente all'esame del CORECO.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Frau sul trasferimento nel luglio 2000 di un impiegato forestale. (352)
In relazione all'interrogazione in oggetto, si precisa quanto segue:
Il trasferimento di un impiegato amministrativo di IV livello, residente a Berchidda, dalla sede di Sassari alla foresta demaniale di "Filigosu", in agro di Oschiri e Berchidda, è avvenuto esclusivamente per esigenze organizzative dello stesso cantiere forestale, come già precisato in occasione di altra interrogazione consiliare avente lo stesso oggetto.
Con delibera del Consiglio di Amministrazione di questo Ente n. 13 del 24 maggio 2001, inoltre, è stata istituzionalizzata la figura di un impiegato amministrativo di IV livello amministrativo in tutti i cantieri forestali della Sardegna, al fine di fornire al capo cantiere, impiegato del ruolo tecnico, un idoneo supporto amministratio nell'espletamento di tutte le attività amministrative e contabili di competenza. Tra queste, basterà citare l'amministrazione degli operai (rilevazione presenze ferie, permessi, assenze per malattie, permessi sindacali), l'espletamento di gare per la fornitura minuta di materiali di consumo, la registrazione ed il controllo dei prelievi di carburante, il protocollo, la corrispondenza con il Servizio Provinciale ecc.
Il provvedimento di trasferimento è stato infatti riconosciuto legittimo dal Tribunale Civile di Sassari, Sez. del Lavoro, con pronuncia R.G. 509/2001, a seguito di impugnativa dello stesso dipendente.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Spissu - Cugini - Lai - Morittu sulle gravi difficoltà della Società Siderurgica SALIS S.p.A. di Sassari. (357)
In merito alle vicende della SALIS S.p.A. e della collegata STEL si fa presente che in data 18 luglio 2000, con delibera n. 31/13, la Giunta Regionale aveva individuato le procedure necessarie per fare in modo che si risolvesse la situazione fallimentare del Gruppo Siderurgico.
In particolare era stata incaricata la SIGMA Invest S.p.A. di fare da "advisor" per convincere che tutto il "Sistema bancario" a non insinuarsi nel fallimento delle società e quindi fare in modo che le stesse tornassero "in bonis".
Grazie all'incessante lavoro della SIGMA si riuscì ad ottenere il ritorno "in bonis" della STEL che riprese quindi la sua normale attività. Successivamente alcuni Istituti di Credito, venendo meno agli impegni assunti, si insinuarono nel fallimento della SALIS S.p.A. facendo così venir meno la complessa operazione finanziaria studiata per la soluzione della situazione fallimentare.
Sulla base del nuovo atteggiamento assunto dagli Istituti di Credito sono venute meno anche le prospettive di una favorevole gestione della STEL, nel frattempo tornata "in bonis", che vedendo venir meno le risorse necessarie, circa Lire 6 miliardi di crediti nei confronti della SALIS, per la prosecuzione dell'attività ha a sua volta richiesto il proprio fallimento.
La delibera regionale surrichiamata prevedeva anche da parte della Regione una rimodulazione dei crediti dalla stessa vantati per finanziamenti erogati su Fondi Regionali ex L.R. 23/57, L. 588/62 e L.R. 31/83 per un totale di oltre Lire milioni 3.500.
Oltre a quanto fatto dalla Regione anche attraverso la SIGMA Invest, non potendo incidere sulle determinazioni del Sistema Bancario, non si intravedono ulteriori possibili interventi, nell'ambito delle norme vigenti e della disciplina comunitaria, da parte della Regione stessa per la soluzione del fallimento della SALIS S.p.A..
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulla mancata emanazione delle direttive attuative per la rinegoziazione dei mutui edilizi regionali.
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I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Regione sui seguenti fatti:
- la legge regionale 24 aprile 2001 n. 6 (legge finanziaria 2001) è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna in data 28 aprile 2001;
- il comma 66 dell'art.1, della su citata legge finanziaria, riporta il testo dell'emendamento, presentato dai Consiglieri regionali del Partito Sardo d'Azione ed approvato in sede di discussione, inerente la rinegoziazione dei mutui residenziali agevolati assistiti da contributo regionale;
- il testo di legge stabilisce che - ai fini dell'applicazione delle disposizioni che obbligano gli istituti bancari a rinegoziare i mutui secondo le attuali condizioni di mercato - la Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio d'intesa con l'Assessore dei lavori pubblici, emani apposite direttive attuative entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge;
- poiché tale termine è scaduto e sarebbe stato auspicabile emanare tali direttive in tempi addirittura antecedenti la scadenza di legge, considerate le gravi penalizzazioni che derivano alla Regione sarda ed ai cittadini della Sardegna dalla mancata ricontrattazione dei mutui,
chiedono inoltre di sapere:
- quali gravi motivi abbiano impedito l'emanazione delle direttive attuative così come previsto dall'art.1 comma 66 della Legge 24 aprile 2001, n.6;
- se non si giudichi opportuno intervenire con la massima urgenza per far sì che anche nella nostra regione si possano ricontrattare i mutui edilizi agevolati assistiti da contributo regionale, facendo cessare l'omaggio di ingenti somme che sia Regione che cittadini sardi sono costretti a fare agli istituti di credito a causa delle palesi inadempienze della Giunta regionale;
- se non si giudichino tali atteggiamenti lesivi degli interessi dei sardi considerato, tra l'altro, che nel resto dell'Italia, la ricontrattazione dei mutui è ormai da tempo possibile, per la tempestiva emanazione da parte del Ministero del Tesoro dell'apposito regolamento (D.M. 24 marzo 2000 n. 110) che dà attuazione alla disposizioni di cui all'art. 29 della Legge 13 maggio 1999, n. 133, approvata dal Parlamento Italiano. (152)
INTERPELLANZA FADDA - GIAGU - SANNA Gianvalerio - SECCI - SELIS sulle pesanti ripercussioni che il ritardo nell'erogazione delle borse di studio ERSU per l'anno accademico 2000-2001 sta determinando negli studenti.
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I sottoscritti,
appreso che alla data odierna ancora non è stata erogata la seconda rata della borsa di studio ERSU, il cui termine era fissato per il 31 maggio;
appreso che i 4.400 studenti, aventi diritto a tale contributo, non hanno neanche avuto alcuna informazione in merito a tale ritardo e saputo che l'ERSU per quanto gli compete ha completato le istruttorie nei termini fissati;
constatato che il pesante ritardo è da attribuirsi unicamente a responsabilità dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione;
preso atto che è necessario mettere in essere tutti i provvedimenti per far+ sì che termini questo stato di disagio tra gli studenti universitari, per moltissimi dei quali la borsa di studio rappresenta realmente l'unica forma di sostentamento e l'unica opportunità per portare avanti il proprio percorso di studio,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione per sapere quali iniziative intendano adottare per far sì che vengano erogate con immediatezza le borse di studio e per conoscere i motivi che hanno causato questo ritardo in maniera che non si verifichino, in futuro, queste situazioni di disagio che stanno condizionando negativamente il corso di studio di migliaia di studenti universitari sardi. (153)
INTERPELLANZA TUNIS - PILO - GIOVANNELLI - SATTA - LA SPISA - BIANCAREDDU sull'attuazione della profilassi vaccinale anti blue tongue e rischio di recrudescenza dell'epidemia.
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I sottoscritti,
premesso che lo scorso anno, in Sardegna, l'epidemia della "febbre catarrale ovina" (nota come blue tongue o morbo della lingua blu) ha causato la perdita di circa 300.000 ovini (tra capi abbattuti e morti per malattia) e danni economici per almeno 150 miliardi con la conseguente gravissima crisi dell'intero settore agro-pastorale dell'Isola;
evidenziato che l'articolo 1 della legge regionale n. 22 del 2000 rubricato "Piano di lotta, controllo e eradicazione delle febbre catarrale ovina" prevede l'adozione di idonee misure di bonifica e di profilassi da parte del governo regionale e, più specificatamente degli Assessorati competenti della sanità e dell'agricoltura;
rilevato che:
a) con direttiva n. 2000/75 CE, il 20 novembre 2000 il Consiglio dei Ministri dei paesi dell'unione europea ha fornito note specifiche per la lotta ed eradicazione della febbre catarrale degli ovini;
b) con decisione della Commissione del 20 febbraio 2001 veniva attivato un programma di vaccinazione anti blue tongue;
c) con ordinanza del 16 maggio 2001 il Ministro della Sanità ha reso obbligatorio un programma di controllo della malattia, basato sulla vaccinazione pianificata dei ruminanti allevati nei territori di alcune regioni, tra le quali la Sardegna, mediante la somministrazione del vaccino vivo-attenuato, prodotto in sud Africa, messo a disposizione dalla Unione Europea;
rimarcato che ad oggi le autorità sanitarie regionali non hanno provveduto a dare inizio alla vaccinazione pianificata probabilmente perché gruppi di pressione esterni paventano presunti rischi di gravi e diffusi effetti negativi collaterali sul nostro patrimonio ovino;
constatato però che lo studio condotto dal centro di referenza di Teramo (recentemente pubblicato) evidenzia al contrario, l'alto rischio di riesplosione del morbo della lingua blu, in assenza di mancata attivazione della profilassi vaccinale,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore della sanità e l'Assessore dell'agricoltura per sapere:
1) se intendano farsi carico della problematica posta alla loro attenzione dagli interpellanti;
2) se intendano quindi superare questo momento di incertezza nella azione di prevenzione dalla febbre catarrale ovina;
3) se non ritengano che ulteriori ritardi nella realizzazione di una profilassi vaccinale pianificata, favoriscano l'endemizzazione della blue tongue nella nostra Isola con il rischio conseguente di distruzione nel giro di pochi anni di gran parte del patrimonio ovino. (154)
INTERPELLANZA MORITTU - CUGINI - CALLEDDA - SANNA Alberto sui gravi disagi causati ai passeggeri sardi dalle recenti disposizioni della Società Treni Italia relative ai nuovi orari dei treni da Cagliari per Sassari-Porto Torres e per Chilivani-Olbia.
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I sottoscritti,
venuti a conoscenza dei gravi disagi a cui sono sottoposti i viaggiatori in conseguenza del nuovo orario dei treni diretti da Cagliari con direzione Porto Torres ed Obia in continuità con il continente, che comporta il trasbordo dei passeggeri da un treno all'altro nella stazione di Macomer con soste che superano mediamente i 30 minuti, rendendo così il viaggio, già di per sé lungo e disagiato, un vero e proprio insopportabile calvario;
considerato il grave stato di obsolescenza in cui versano le infrastrutture ferroviarie, soprattutto del Centro-Nord della Sardegna, che in alcuni casi sono la rappresentazione dello stato di abbandono;
considerato, altresì, che questa ultima decisione sul cambiamento degli orari sembra corrispondere ad una più generale strategia della Società Treni Italia che punta all'abbandono e/o a rendere residuale il traffico ferroviario diretto a Nord di Oristano spezzando così di fatto non solo la continuità territoriale con il continente, ma anche quella interna tra il Nord e il Sud dell'Isola;
ritenuta tale incomprensibile decisione lesiva degli interessi degli utenti che devono raggiungere il continente per motivi di lavoro o di studio e che si vedono così costretti, per evitare un viaggio disagevole ed estenuante, ad utilizzare altri vettori più costosi o servirsi dei mezzi privati, con conseguente appesantimento del traffico stradale soprattutto in prossimità dei nodi aereo-portuali;
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere:
1) quali iniziative siano state assunte o si intendano assumere nei confronti della Società Treni Italia per il ripristino degli orari, dei tempi di percorrenza e delle modalità di trasporto tali da incentivare l'utilizzo del vettore ferroviario, garantendo la certezza dei tempi di partenza e di arrivo oltre che un ragionevole livello di confort e di sicurezza a tutt'oggi del tutto insufficiente;
2) quali sono i problemi che ancora oggi non consentono l'apertura al traffico della variante di Campeda i cui lavori si protraggono da oltre quindici anni;
3) lo stato di attuazione delle opere finanziate dall'Accordo di programma quadro sul trasporto ferroviario che prevede interventi per circa 600 miliardi per la realizzazione di opere di miglioramento della rete e delle infrastrutture ferroviarie sarde. (155)
INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo sul calendario venatorio 2001/2002.
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I sottoscritti,
chiedono di interpellare l'Assessore della difesa dell'ambiente sui seguenti fatti:
- il 26 giugno 2001 il Comitato faunistico regionale ha approvato il calendario venatorio per la stagione 2001\2002;
- perplessità destano le disposizioni relative alla caccia al cinghiale, la cui apertura è prevista per il 4 novembre, mentre da più parti ci si attendeva un ripristino dell'apertura entro la prima settimana di dicembre. Così come appare assai discutibile la scelta delle cinque giornate di caccia per pernice e lepre, quando da più parti si è richiesta una limitazione della caccia alla nobile stanziale che con ragionevolezza dovrebbe aprirsi solo per tre giornate, massimo, quattro giornate antimeridiane. Quantomeno azzardata può considerarsi l'apertura alla caccia alla tortora per due giornate, quando è fondata l'ipotesi di una sospensione di tale attività venatoria;
- ma ciò che è opportuno evidenziare è il fatto che il calendario venatorio 2001\2002 è stato approvato senza che siano stati attivati gli istituti previsti nel piano regionale faunistico e senza che via sia la completa attuazione della normativa adottata in materia con la legge regionale n. 23 del 29 luglio 1998;
- la stessa composizione del comitato faunistico è fortemente condizionata dalla mancata istituzione degli ambiti territoriali di caccia e dalla conseguente impossibilità di individuarne i rappresentanti in seno al comitato;
- delle quattro amministrazioni provinciali della Sardegna, solo quella di Cagliari ha provveduto alla predisposizione del relativo piano provinciale faunistico - venatorio;
- la mancata istituzione degli ambiti territoriali di caccia permette, inoltre, l'esercizio indifferenziato dell'attività venatoria in tutto il territorio sardo e ciò è in contrasto con gli obiettivi fondamentali della normativa nazionale che, come ribadito da recenti sentenze della Corte Costituzionale, mira a disciplinare l'attività venatoria negli ambiti territoriali di appartenenza;
- tali manchevolezze e ormai croniche inefficienze politico - amministrative, non permettono corrette valutazioni sulla conservazione e sulle effettive capacità riproduttive delle specie, sulla densità ottimale delle stesse e sulla dinamica delle popolazioni faunistiche. Limitano inoltre le azioni volte alla conservazione delle specie mediante la riqualificazione delle risorse ambientali e gli interventi tesi al miglioramento della fauna e degli ambienti;
- tali carenze contrastano con quanto previsto nel calendario venatorio 2001\2002 che merita quantomeno una riformulazione per quanto attiene le modalità ed i tempi di apertura della caccia al cinghiale, alle lepre e pernice ed alla tortora,
chiedono inoltre di sapere
- se intende rivedere il calendario venatorio 2001\2002, evidenziata la scarsa considerazione mostrata in ordine all'andamento climatico e ambientale a cui è strettamente legata la presenza della fauna selvatica, ed in particolare, modificare modalità e tempi della caccia alle specie prima elencate;
- se si sia provveduto, entro i termini stabiliti dalla legge n. 23 del 1998 alla trasmissione alle Amministrazioni Provinciali dei criteri di omogeneità e congruenza per la predisposizione della pianificazione faunistico - venatoria e lo schema di piano provinciale;
- in caso di risposta affermativa, quali siano le ragioni per le quali, ai sensi dell'articolo 20 della legge n. 23 del 1998, non si sia provveduto alla nomina dei commissari ad acta in quelle Province che non hanno proceduto nella definizione del rispettivo piano;
- quali iniziative intende adottare per garantire la piena attuazione di quanto disposto dalla legge n. 23 del 1998, soprattutto per quanto attiene la costituzione degli ambiti territoriali di caccia;
- quali iniziative intenda adottare per dar seguito alle legittime richieste tendenti a prorogare la chiusura della caccia ai migratori fino al mese di febbraio, così come avviene, in deroga ai regolamenti comunitari, nella vicina Corsica. (156)
INTERPELLANZA PUSCEDDU - CALLEDDA - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore - DEMURU - PIRISI sull'asta indetta dalla Agenzia del Demanio di Cagliari per la concessione del compendio "ex batteria Faldi" e sulla più ampia problematica della successione della Regione Sardegna nei beni e diritti patrimoniali dello Stato ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto Speciale.
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I sottoscritti,
premesso:
- che l'Agenzia del Demanio - Filiale di Cagliari - ha indetto per il giorno 31 luglio 2001 una gara d'asta, mediante offerte per schede segrete in aumento rispetto al prezzo base, per la concessione di parte del compendio demaniale, denominato "ex batteria Faldi", sito in Comune di Quartu Sant'Elena, località "Is Mortorius";
- che il suddetto compendio - distinto al N.C.T. nel Fg. 66 mappali 9-10-11-14-15-28 - è costituito da una area di superficie pari a Ha 3.77.30 e da alcuni fabbricati, con destinazione urbanistica H2C;
- che la concessione avrà la durata di anni 15 a decorrere dalla data di approvazione del contratto e che il prezzo base sarà pari a £ 26.000.000 annue anticipate;
accertato che il suddetto compendio demaniale è ricompreso nell'elenco dei beni dismissibili non più necessari a soddisfare esigenze di carattere militare allegato al documento conclusivo, sottoscritto in data 3- 4 aprile 1989, della Commisione Stato-Regione, insediatasi a Cagliari il giorno 8 luglio 1986;
rilevato che con nota n. 2/20680/10-1-20-20/89 dell'aprile 1989, l'allora Ministro della Difesa On. Valerio Zanone ha comunicato al Presidente della Regione di aver impartito disposizioni agli organi tecnici della difesa, per l'avvio della procedura prevista per la cessione all'Amministrazione finanziaria dei beni demaniali non più necessari alle Forze armate;
considerato che al termine delle procedure di cui sopra si sarebbe dovuto effettuare il trapasso dei beni dell'Amministrazione finanziaria dello Stato alla Regione;
valutato che ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto speciale per la Sardegna, norma di rango costituzionale che disciplina le modalità di formazione del demanio e del patrimonio regionale, la Regione Sardegna, nell'ambito del suo patrimonio, succede "nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare ed in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo" (art. 14 St., 1° comma) e che restano allo Stato "i beni e diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali, finché duri tale condizione" (art. 14 St., 2° commma);
appurato che la clausola dell'art. 14, 2° comma dello Statuto sardo, che non è invece presente negli Statuti delle altre Regioni ad autonomia differenziata, contiene di fatto una condizione risolutiva secondo la quale alcuni beni restano incardinati nel demanio e nel patrimonio dello Stato in quanto possiedono requisiti specifici (essere funzionalmente connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali) una volta venuti meno questi requisiti, nei confronti di quegli stessi beni trova automatica applicazione la regola generale stabilita dal 1° comma dell'art. 14 dello Statutto ed essi devono pertanto essere immediatamente trasferiti al demanio della Regione sarda;
considerato inoltre che l'art. 39 del DPR 9 maggio 1949, n. 250, nel dettare le modalità per la concreta acquisizione dei beni da parte dell'amministrazione regionale, ha stabilito che la consegna dei beni dello Stato alla Regione dovesse avvenire sulla base di elenchi, predisposti dalle intendenze di finanza di ciascuna delle province sarde;
considerato altresì che i giudici amministrativi e quelli costituzionali hanno dichiarato giuridicamente obbligatorio il trasferimento dei beni alle amministrazioni regionali non appena vengano a cessare le cause e le ragioni che ne avevano determinato il mantenimento in capo alle amministrazioni statali;
appurato che il Consiglio di Stato, III sezione, con parere del 12 febbraio 1985, dando risposta ad un quesito del Ministero della Difesa sulla disposizione del secondo comma dell'articolo 14 dello Statuto sardo, ha sostenuto che "requisito necessario per impedire il trasferimento alla Regione del bene o del diritto è la connessione con servizi di competenza statale";
appurato inoltre che la tesi affermata dal Consiglio di Stato è stata successivamente ribadita anche dalla Corte costituzionale che, con sentenza 10 ottobre 1992, n. 383, ha dichiarato l'illegittimità del provvedimento con cui l'intendenza di finanza di Aosta aveva indetto un'asta pubblica per la vendita di un immobile "ex casermetta dei carabinieri", facendo peraltro esplicito riferimento alle disposizioni del secondo comma dell'articolo 14 dello Statuto sardo;
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica per conoscere:
1) quali iniziative intendano porre in essere affinché sia data piena applicazione al disposto dell'articolo 14 dello Statuto Speciale della Sardegna;
2) se non ritengano opportuno promuovere una indagine conoscitiva sul mancata trasferimento dei beni immobili, non più soggetti a gravami militari, dallo Stato alla Regione anche a seguito delle conclusioni a cui è pervenuta la specifica Commissione Stato-Regione;
3) se non ritengano necessaria una puntuale iniziativa di vigilanza e controllo e formale opposizione sulle iniziative assunte dall'Agenzia del demanio richiamate in premessa. (157)
INTERPELLANZA VASSALLO - COGODI - ORTU sul progetto di risanamento e depurazione delle acque reflue dei comuni consorziati B.I.M. (Bacino Imbrifero Montano).
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I sottoscritti,
premesso che:
- l'Assessore della difesa dell'ambiente ha finanziato, per un importo pari a 18 miliardi di lire, un progetto di risanamento e depurazione delle acque reflue dei comuni consorziati B.I.M. (Bacino Imbrifero Montano) del Taloro, attualmente in fase di realizzazione;
- uno dei comuni consorziati B.I.M. è il Comune di Tonara, che ne fa parte in seguito ad una nota di sollecito, da parte del Presidente del consorzio, n. 110 del 13 febbraio 1998;
- il Comune di Tonara ha espresso parere favorevole, allo stesso progetto, con delibera della Giunta comunale n. 33 del 26 marzo 1998;
considerato che:
- la stessa Giunta comunale, con delibera n. 17 del 20 aprile 1999 ha approvato un progetto esecutivo (redatto dallo studio tecnico Chessa-Pinna) per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione versante Cucchinadorza nell'alveo del rio Istradalazzà;
- tale progetto è stato altresì finanziato dall'Assessore della difesa dell'ambiente nell'esercizio di bilancio 1996/1997 per un importo complessivo di lire 900 milioni, e che lo stesso è in fase di realizzazione, con notevoli carenze anche sotto il profilo della tutela ambientale,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) con quale criterio si è proceduto a finanziare l'impianto di depurazione al Comune di Tonara di lire 900 milioni considerando che:
a) l'impianto vanifica il primo e più importante progetto dei Comuni consorziati B.I.M. che prevedono il convogliamento delle acque reflue in condotte che non scaricano nei laghi;
b) l'impianto scarica le acque reflue nei laghi le cui acque sono di uso potabile;
2) se non ritenga opportuno convocare, in tempi brevi, una conferenza di servizi tra l'Assessorato dell'Ambiente, il Comune di Tonara e la B.I.M., al fine di evitare uno sperpero dei denari pubblici ed il raggiungimento di obiettivi che non siano dannosi agli interessi ed alla salute della collettività e dell'ambiente. (158)
INTERPELLANZA CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI - PIRISI - BIANCU - DEMURU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - CALLEDDA - DEIANA - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sulle iniziative da intraprendere a seguito della sentenza della Corte Costituzionale riguardante la legge regionale istitutiva delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio.
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I sottoscritti,
vista la sentenza n. 230 /2001 della Corte Costituzionale con la quale si dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Presidente del Consiglio dei Ministri e relativa alla legge regionale approvata dal Consiglio regionale della Sardegna il 14 aprile 2000, riapprovata il 6 giugno 2000, concernente l'istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell'Ogliastra e di Olbia-Tempio;
considerato che la Corte, nel dispositivo giurisprudenziale, ritiene che rientri nelle competenze della Regione Sardegna l'istituzione di nuove Province nel suo territorio nei limiti indicati nell'art.3 dello Statuto e in armonia con le norme della Costituzione;
rilevato che nulla osta affinché vengano attivate tutte le procedure per l'approvazione delle relative norme di attuazione contenute nel dispositivo legislativo;
preso atto che la mobilitazione di tutti i comitati promotori delle nuove province tende a chiedere con urgenza che la Giunta regionale e il Consiglio regionale compiano gli atti conseguenti affinché nella prossima sessione elettorale primaverile si possa procedere alla elezione dei nuovi organi provinciali;
considerato che si rende necessario procedere urgentemente a ridefinire le competenze da assegnare alle amministrazioni provinciali;
chiedono di interpellare la Giunta regionale per conoscere quali iniziative urgenti intenda adottare a seguito della sentenza della Corte e quali iniziative si intendano intraprendere affinché vengano soddisfatte le legittime aspirazioni delle popolazioni interessate dall'istituzione delle nuove Province. (159)
INTERROGAZIONE SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella nomina del direttore generale dell'Istituto di Incremento Ippico della Sardegna ed altri argomenti attinenti la gestione del medesimo ente.
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I sottoscritti, premesso che:
- il direttore generale dell'Istituto di Incremento Ippico della Sardegna, Dott. Vanni Fadda, ha lasciato la direzione generale per altro incarico, già dal 9 febbraio c.a., ed a tutt'oggi non si è provveduto alla nomina del nuovo direttore e l'incarico è retto da un sostituto;
- l'art. 28, comma 7, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, stabilisce che la nomina del direttore generale debba avvenire entro 60 giorni dalla sopravvenuta vacanza;
- nonostante i ripetuti solleciti e le formali richieste da parte dei componenti del consiglio di amministrazione dell'Istituto, il Presidente del CDA, non ha convocato a distanza di mesi, il Consiglio per la nomina del direttore generale;
- tale discutibile quanto inopportuna decisione, ha comportato e comporta immaginabili ritardi sulla corretta gestione amministrativa ed operativa delle attività proprie dell'ente;
- l'ultima riunione del CDA si è tenuta il 15 aprile 2001 ed ha trattato solo l'approvazione del bilancio e la rettifica di alcune delibere d'urgenza adottate dal Presidente dell'istituto a partire dal 30 marzo 2001 e nel periodo successivo a tale data, quando rifiutandosi di convocare il Consiglio per la nomina del direttore, ha fatto sì che restassero inevase numerose richieste, ad iniziare da quelle avanzate da allevatori, associazioni e società ippiche per l'organizzazione di importanti manifestazioni finalizzate alla promozione dell'istituto medesimo e del cavallo in Sardegna;
- il Presidente dell'ente, nonostante il parere contrario dei due consiglieri di amministrazione, ha autorizzato l'acquisto di due cavalli di razza Giara (razza in pericolo di estinzione) per essere regalati al di fuori del territorio della Sardegna e la vendita, senza nessuna trattativa ed a prezzo non congruo, di un cavallo di razza puro sangue arabo, che attualmente gareggia per conto di un proprietario del continente;
- il comitato ristretto dell'istituto, organo collegiale composto da tre membri, con il compito della revisione del materiale cavallino selezionato e la selezione delle fattrici, che dovrebbe operare in regime collegiale, registra invece l'assenza del rappresentante dell'Assessorato regionale all'agricoltura ed alcune volte opera in assenza di due membri, facendo venire meno i presupposti della collegialità, indispensabili per il corretto operare di un così importante organo per l'allevamento regionale,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:
- quali iniziative intenda intraprendere per garantire il corretto e trasparente operare dell'Istituto d'Incremento Ippico della Sardegna e garantire allo stesso un direttore generale regolarmente e legittimamente nominato dal preposto consiglio di amministrazione;
- se sia a conoscenza che, nonostante i ripetuti solleciti, il presidente dell'Ente non ha riferito, neppure con comunicazione scritta ai componenti il CDA, su argomenti estremamente importanti ed urgenti, quali la situazione degli impianti di Chilivani ritenuti pericolosi in quanto non a norma e sull'adozione delle misure cautelative in merito alla situazione delle strutture dell'ente a Foresta Burgos e Tanca Regia, dove sono presenti manufatti realizzati con amianto;
- quali siano le motivazioni che giustifichino la chiusura del centro di addestramento e formazione per preparatori di giovani cavalli in funzione nell'azienda di Tanca Regia, che rappresentava, oltre che una struttura idonea per gli stage formativi, anche un'ottima vetrina per i cavalli e gli stalloni di pregio a disposizione per eventuali acquirenti continentali e stranieri. (364)
INTERROGAZIONE CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della Società SOGAERDIN SECURITY e sulle dimissioni di tre amministratori della Società SOGAER.
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Il sottoscritto,
apprese le allarmanti notizie apparse recentemente sul quotidiano "La Nuova Sardegna" secondo le quali risulta che la Società SOGAERDYN SECURITY, messa a regime la macchina dei controlli di sicurezza in aeroporto, ha assunto circa 40 giovani assegnati in buona parte al settore amministrativo il cui requisito essenziale parrebbe essere una parentela ravvicinata con notabili politici;
considerato che il Presidente della Società SOGAER, in una conferenza stampa tenutasi a febbraio, spiegò che i lavori dell'aerostazione si sarebbero conclusi con un ritardo di sei mesi;
rilevato che i ritardi sui tempi per l'ultimazione dell'aerostazione sarebbero in realtà molto più gravi come risulta dalla delibera n. 179 del 31.05.2001 dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, in cui la SOGAER aveva chiesto una proroga di diciotto mesi sulla scadenza prevista: 31 dicembre 2001;
considerato che la mancata ultimazione dei lavori alla data stabilita causerebbe la perdita di 75 miliardi di finanziamento europeo su 112 miliardi di costo della struttura complessiva;
appreso che la Regione ha ultimamente varato una task-force, incaricata di trovare una soluzione per accelerare i lavori e portarli a termine nei tempi stabiliti, composta dalle stesse persone che hanno operato finora;
preso atto che la soluzione proposta dal Presidente SOGAER e formalizzata con regolare delibera adottata a maggioranza dei componenti il consiglio di amministrazione, ha determinato le dimissioni di tre consiglieri eccellenti ed autorevoli i quali hanno verbalizzato il loro aperto dissenso per la scelta;
preso atto altresì che l'impresa incaricata di eseguire i lavori avrebbe già maturato penali per 38 miliardi a causa dei ritardi sui lavori stessi,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dei trasporti per sapere:
1) se il Presidente della SOGAERDYN SECURITY, società controllata SOGAER, abbia anche un rapporto di consulenza con la stessa SOGAER;
2) se, stante le illazioni della stampa, non ritenga opportuno rendere pubblici i nominativi degli assunti presso la SOGAERDYN, le modalità di assunzione di ciascuno di essi e se gli assunti posseggano i requisiti a suo tempo pubblicizzati quali indispensabili per l'assunzione;
3) i veri motivi delle dimissioni di tre esperti ed autorevoli membri del consiglio di amministrazione della SOGAER al fine di accertare se tali dimissioni non nascondano contrasti sostanziali e insanabili sulle modalità di conduzione dei lavori e/o dissenso sulla gestione degli appalti il cui frazionamento, contrastato dall'autorità di vigilanza sui lavori pubblici, fa sorgere dubbi sulla sua liceità;
4) se a causa dell'andamento dei lavori, ci sia già un contenzioso in atto e per le quali somme, se siano state inscritte riserve sugli atti contabili e quale sia il loro importo e nel caso se siano state definite e per quali importi;
chiede inoltre di conoscere;
1) quali conseguenze ricadranno sulla Regione sarda o su altri enti pubblici istituzionalmente preposti alla gestione aeroportuale, nel caso vada perso il finanziamento di 75 miliardi concesso dall'Unione Europea;
2) se la scadenza del 31 dicembre 2001 prevista per la ultimazione e consegna dei lavori, visti i contrasti all'interno della società affidataria e la manifesta lentezza con cui proseguono i lavori nell'aerostazione, potrà essere rispettata o quale altra data è prevista per la ultimazione dei lavori;
3) se corrisponde a verità che il Vice Presidente della SOGAERDYN SECURITY percepisca annualmente 200 milioni ed in caso affermativo si chiede di conoscere l'esatto costo degli emolumenti relativi all'intero consiglio di amministrazione della stessa società;
4) chi abbia determinato gli emolumenti per gli amministratori e se gli stessi vengano determinati sulla base degli utili della società e se siano indipendenti da essi e se gravino sul capitale versato da enti pubblici;
5) come una tale politica dei costi di gestione di una società di servizi si concili con l'esigenza di creare le condizioni di una riduzione dei costi operativi degli aeroscali dell'Isola e con la politica delle proposte di agevolazione per favorire le condizioni di realizzo di una vera continuità territoriale. (365)
INTERROGAZIONE FADDA - SELIS - GIAGU - SECCI - SANNA Gianvalerio, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura da parte delle Poste Italiane del Centro Unificato Automazione Sede (C.U.A.S.).
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I sottoscritti,
premesso che il Centro Unificato Automazione Sede (C.U.A.S.) di Cagliari è stato soppresso da parte delle Poste Italiane e che tale chiusura comporta il trasferimento della lavorazione dei conti correnti all'analoga struttura di Torino, con gravi disagi sia per il personale dipendente costretto a subire comandi in altre località della Sardegna che per la stessa funzionalità dei servizi per effetto della dispersione di importanti professionalità acquisite nel settore specifico;
considerato che tale decisione è stata adottata in difetto rispetto ai contenuti dell'intesa istituzionale di programma stipulata fra Regione e Governo, per la quale la riorganizzazione complessiva dell'Ente Poste italiane doveva essere oggetto di apposita trattativa fra Poste e Regione sarda;
dato atto che con tale decisione si va a privare la Sardegna di un centro di elaborazione ad alta tecnologia e professionalità riconducendo la presenza delle Poste Italiane nell'isola a semplice attività di sportello e di esecutività,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali iniziative intenda assumere a sostegno della protesta dei lavoratori interessati al problema e se non ritenga necessario ed inderogabile l'apertura immediata di un tavolo negoziabile con le Poste Italiane al fine di rivisitare le scelte operate e ricondurre l'organizzazione aziendale delle stesse poste in Sardegna ad ambiti di maggiore tutela e prerogativa regionale, nella elementare considerazione che la dispersione di importanti strutture operative mortifica la stessa autonomia regionale creando indubbie condizioni di difficoltà e di inefficienza dei servizi a carico dei cittadini sardi. (366)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul piano straordinario del lavoro dell'Ente foreste.
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Il sottoscritto chiede di interrogare gli Assessori dell'ambiente e del personale per sapere:
a) se siano a conoscenza che il direttore dell'Ente foreste, in data 3 luglio 2001, con atto di natura gestionale ha dato incarico di coordinare - nell'ambito dei servizi di Sassari e Tempio - tutti gli atti per la predisposizione del piano straordinario del lavoro (legge regionale n. 37 del 1998) ad un dipendente di terzo livello (archivista), nonostante l'ente abbia altro personale con qualifiche superiori;
b) se questo incarico debba essere interpretato quale modo surrettizio per una futura promozione della persona incaricata;
c) se questo dipendente di terzo livello sia lo stesso che fu nominato componente di alcune commissioni di esami per la selezione di laureati da assumere presso l'ex Azienda foreste demaniali, fatto che portò alla presentazione di una interrogazione da parte di alcuni consiglieri della opposizione;
d) per quali cause a tutt'oggi non sia stato nominato il direttore di servizio di Sassari, la cui presenza darebbe certezza gerarchica nell'ufficio e riporterebbe tranquillità fra il personale. (367)
INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sui disagi derivanti dalla chiusura al traffico della SS 134 Sedini-Castelsardo.
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Il sottoscritto,
preso atto che la strada SS 134 Sedini-Castelsardo è chiusa al traffico da ormai 5 anni e che tale chiusura ha provocato nel corso degli anni un completo isolamento dei paesi di Sedini e Bulzi insieme a tutta l'Anglona interna;
accertato che tale isolamento ha avuto risvolti estremamente negativi su tutti i cittadini ma in particolar modo sugli ammalati, gli anziani e gli studenti che devono recarsi a Sassari e il cui flusso (unitamente a quello delle merci) si è praticamente interrotto creando gravi danni all'economia della regione;
considerato che nel piano stradale dell'ANAS risulta che la conclusione dei lavori non sia né risolutiva per l'apertura al traffico della SS 134 né, tanto meno, a breve scadenza;
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se intenda pronunciarsi a favore della copertura finanziaria residua, richiesta dall'Amministrazione provinciale di Sassari a sostegno del progetto, già sottoposto alla Sua attenzione e di cui esiste attualmente uno stanziamento dell'Amministrazione sassarese, per il progetto di una nuova strada di circa tre chilometri che risolverebbe una situazione oramai divenuta insostenibile;
2) quali ostacoli hanno impedito che il pronunciamento dell'Assessorato dei lavori pubblici fosse effettuato, vista l'urgenza dell'intervento, in tempi brevissimi, considerando che senza alcuna possibilità di viabilità un intera zona della Sardegna, qual' è appunto l'Anglona, risulta ancor più precaria dal punto di vista economico sociale, in relazione, inoltre, ad un'attività turistica che potrebbe essere interessante ma che risulta allo stato attuale, invece, estremamente mortificata. (368)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sui disagi nei servizi dell'A.R.S.T. in provincia di Sassari.
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Il sottoscritto,
premesso che nel periodo estivo l'A.R.S.T. dovrebbe potenziare i sevizi, anziché ridimensionarli;
considerato che l'A.R.S.T. senza alcun preavviso, né giustificato motivo, ha sospeso le corse da e per Sassari per i cittadini che risiedono in località Campanedda e Saccheddu;
preso atto che l'interruzione di queste corse sta creando disagi a quanti, e sono tantissimi, si servono di questo mezzo di trasporto, data anche la distanza dal centro della città verso diversi chilometri;
rilevato che i cittadini residenti nelle località suindicate debbano essere considerati alla pari degli altri cittadini residenti in zone più vicine alla città capoluogo,
chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere se sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se non ritenga di dover intervenire con urgenza presso l'Azienda Regionale Sarda Trasporti affinché ripristini immediatamente le corse a suo tempo in vigore ponendo fine così agli innumerevoli disagi. (369)
MOZIONE CUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - DORE - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - Sanna Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO sui ritardi della Regione nella predisposizione ed approvazione dei disegni di legge collegati alla manovra finanziaria 2001 e nella presentazione degli atti di programmazione economica e finanziaria.
IL CONSIGLIO REGIONALE
RICHIAMATI:
- l'ordine del giorno n. 34 approvato il 29 marzo 2001 che individua i provvedimenti legislativi da collegare alla manovra finanziaria 2001-2003;
- la legge regionale n. 6 del 2001 "Legge finanziaria 2001";
- il Testo Unico compilativo concernente "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione", pubblicato nel supplemento straordinario n. 29 al BURAS n. 26 del 28 agosto 1999;
SOTTOLINEATO che entro il 18 aprile 2001 i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria sarebbero dovuti essere esitati dalle competenti Commissioni consiliari, e, nei 10 giorni successivi, ovvero entro il 28 aprile, sarebbero dovuti essere esaminati dall'Assemblea, e sottolineato, altresì, che gli stessi collegati vennero presentati dalla maggioranza come l'essenza centrale della manovra finanziaria 2001 e, pertanto, la loro mancata approvazione alla data odierna è un'ulteriore dimostrazione che la maggioranza è priva di una propria politica economica e di sviluppo per la Sardegna;
SOTTOLINEATO che il Testo Unico concernente "Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione" prevede che il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) deve essere trasmesso alle Commissioni consiliari entro il 15 maggio e, entro il 30 giugno successivo, approvato dall'Assemblea regionale, e constatato che questi termini non sono stati rispettati;
CONSIDERATO che la programmazione e la spendita dei fondi comunitari del POR Sardegna potevano già essere realizzate e rendicontate e che questo ritardo e questa grave inadempienza stanno pregiudicando pesantemente le opportunità di sviluppo economico per la nostra Isola;
CONSIDERATO che il 40 per cento dei fondi del POR Sardegna è destinato ai PIT, e che le procedure per l'attuazione di questi ultimi risultano essere, in modo preoccupante, lente e senza le adeguate iniziative di informazione e di coinvolgimento degli enti locali né delle organizzazioni imprenditoriali, al punto che il generale disorientamento procedurale e le continue modifiche dei testi base non fanno intravedere chiare e tempestive modalità di impiego delle ingenti risorse disponibili, tanto da sembrare che vengano meno le indicazioni date dal Consiglio regionale per il sostegno alle realtà territoriali deboli dell'economia regionale e prevalgano, al contrario, le strategie clientelari della maggioranza del centrodestra,
impegna la Giunta regionale
1) a riferire in Consiglio sulle cause dei ritardi sopra richiamati e sulle carenze di iniziativa e di impulso che stanno producendo evidenti condizioni di pregiudizio alla spendita dei fondi comunitari secondo le previsioni prescritte;
2) a comunicare al Consiglio regionale l'entità della spesa e degli impegni finanziari assunti al 30 giugno 2001, anche in osservanza a quanto convenuto con le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali sarde;
3) a volere indicare come intende procedere al recupero dei gravi ritardi accumulati, e le iniziative che si rendono necessarie sia per evitare la probabile perdita di quote di finanziamento a valere sul POR Sardegna, sia per l'approvazione dei progetti di legge collegati alla finanziaria 2001;
4) a rispettare i termini normativi previsti per la predisposizione e l'approvazione del bilancio annuale per il 2002. (45)
MOZIONE SANNA Alberto - DORE - CALLEDDA - MASIA - MORITTU - SELIS - CUGINI - FADDA - BALIA - COGODI - BIANCU - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SPISSU - VASSALLO sulla gravissima situazione di collasso del trasporto merci sulle rotte marittime delle Ferrovie dello Stato che collegano Golfo Aranci con Civitavecchia, sui gravi disagi venutisi a creare nei collegamenti da Cagliari a Porto Torres e Olbia con i nuovi orari ferroviari, sulla necessità di procedere alla nomina del nuovo Assessore dei trasporti e sulla necessità di dotare la Sardegna di un sistema ferroviario moderno, adeguato alle esigenze del trasporto merci e passeggeri interno ed esterno.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che il Piano d'impresa proposto dalle Ferrovie ed approvato dal Governo nel luglio 2000, nell'ambito di una politica generale tendente alla riduzione dei costi ed al risanamento delle Ferrovie dello Stato, prevede sulla rotta Golfo Aranci-Civitavecchia il mantenimento del solo trasporto merci su carro attraverso la nave "Garibaldi", con la riserva della nave mista "Logudoro" e entro il 2001 la totale dismissione del trasporto passeggeri con auto al seguito e del gommato pesante;
PRESO ATTO che il mancato adeguamento della flotta marittima delle Ferrovie, a fronte dell'ingresso nel mercato di armatori privati che dispongono di navi moderne e competitive e del contemporaneo sforzo messo in atto dalla Tirrenia per adeguare la propria flotta, hanno di fatto messo fuori mercato le Ferrovie nei segmenti del trasporto passeggeri e del gommato pesante;
CONSIDERATO che la scelta fatta da F.S. S.p.A. nel suddetto Piano d'impresa di assicurare nei collegamenti da e per la Sardegna il solo trasporto merci su carro è in palese contraddizione con il mancato potenziamento della rispettiva flotta che si concretizza con la disponibilità di una nave tutto merci (Garibaldi) e di una nave mista (Logudoro), vecchie e inadeguate per capacità di trasporto e per tecnologia;
CONSIDERATO, inoltre, che le FF.SS. in Sardegna scoraggiano in tutti i modi il trasporto delle merci su rotaia non assicurando alle imprese i carri necessari e spingendole di fatto verso il trasporto su gomma, con gravi danni per l'economia e per l'ambiente;
VISTA la gravissima situazione di collasso del trasporto merci su ferro venutasi a creare sulla Golfo Aranci-Civitavecchia a seguito delle scelte inaccettabili di F.S. S.p.A. che stanno arrecando danni gravissimi all'economia della Sardegna e che non garantiscono la continuità territoriale prevista dalle normative vigenti, sia comunitarie che nazionali;
CONSIDERATA, inoltre, la necessità di richiamare il Governo ad un'azione più incisiva ed efficace finalizzata ad assicurare alla Sardegna il diritto alla mobilità sia nel trasporto merci che in quello passeggeri, anche in considerazione del carattere totalmente pubblico del capitale azionario di F.S. S.p.A. e delle risorse ulteriori che lo Stato mette a disposizione delle Ferrovie per assicurare la continuità territoriale nel comparto delle merci;
VISTO il Piano Generale dei Trasporti che della dorsale ferroviaria sarda ricomprende solo il tratto Cagliari-Porto Torres con l'esclusione del tratto Chilivani-Olbia;
ACCERTATO che la Sardegna rientra pienamente negli obiettivi strategici del Piano generale dei trasporti;
CONSIDERATO che l'azione della Giunta regionale della Sardegna non può limitarsi alla vacua lamentazione;
RITENUTOnecessario affermare un rapporto di autentica sussidiarietà fra la Regione Sardegna e lo Stato attraverso l'assunzione da parte della Giunta regionale delle proprie responsabilità, in particolare attraverso:
1) il recepimento del Decreto legislativo n. 422 del 1997 in materia di trasporto pubblico locale che attribuisce alle regioni competenze, poteri e risorse per l'adeguamento di tutto il sistema del trasporto pubblico locale;
2) l'approvazione da parte della Regione Sardegna del Piano regionale trasporti passeggeri e del Piano regionale trasporti merci;
TENUTO CONTO che, in assenza degli atti legislativi e programmatori suddetti, la Regione sarda non dispone degli strumenti necessari per rapportarsi con il Governo e le Ferrovie e che ciò costituisce l'ostacolo principale alla soluzione dei problemi;
RITENUTO, inoltre, necessario fare il punto sulle cause della mancata attuazione dell'Accordo di Programma-Quadro sulle Ferrovie contenuto nell'Intesa Stato-Regione dell'aprile 1999, che prevede investimenti per circa 600 miliardi nel sessennio 1999-2004, finalizzati all'ammodernamento complessivo del sistema ferroviario sardo, settore-chiave per lo sviluppo del sistema trasportistico interno ed esterno della Sardegna;
CONSIDERATO che l'Intesa Stato-Regione-Ferrovie prevede importanti interventi finalizzati all'ammodernamento e alla velocizzazione del trasporto ferroviario, in particolare:
a) le rettifiche di tracciato nelle tratte Oristano - Porto Torres e Chilivani - Olbia;
b) interventi tecnologici sulla rete;
c) la dotazione di materiale rotabile moderno;
d) interventi finalizzati all'integrazione del ferro con gli altri mezzi di trasporto nel settore passeggeri e merci;
e) il raddoppio della tratta Decimomannu - San Gavino (già finanziata) fino ad Oristano (da finanziare);
f) lo studio di fattibilità sul trasporto merci in Sardegna;
RITENUTO indispensabile ed urgente rilanciare l'Intesa sia per realizzare le opere già finanziate che per definire un progetto organico di ammodernamento complessivo del sistema ferroviario sardo;
VISTI i programmi e le decisioni che le Ferrovie stanno mettendo in atto tesi a declassare la rete isolana a ferrovia di livello regionale, premessa per il successivo totale disimpegno di F.S. S.p.A. in Sardegna;
CONSIDERATO che con il nuovo orario dei treni in vigore fino al 22 gennaio 2002, i vertici delle Ferrovie hanno disposto che i treni diretti da Cagliari a Porto Torres e Olbia, che dovrebbero garantire la continuità territoriale con il Continente, terminano la loro corsa alla stazione di Macomer, con conseguente trasbordo dei passeggeri da un treno all'altro, con conseguenti disagi e l'allungamento dei tempi di percorrenza di circa 30 minuti che si aggiungono ai tempi lunghissimi già noti;
RITENUTO che questa decisione divide di fatto la Sardegna in due per quanto riguarda il trasporto ferroviario passeggeri contribuendo a dequalificarlo ulteriormente;
TENUTO CONTO che l'ammodernamento delle ferrovie sarde è la condizione per qualificarne l'offerta e aumentare la domanda, attualmente quasi completamente concentrata sulla gomma, nonostante i maggiori costi economici, i problemi relativi all'ambiente e alla sicurezza dei cittadini, la inadeguatezza del sistema viario sardo;
RITENUTA, inoltre, inaccettabile la determinazione della Direzione nazionale delle Ferrovie di privare la Sardegna dei centri decisionali relativi alla gestione delle reti (Palermo), dei servizi passeggeri (Milano) e merci (Bologna), che rende ancora più marginali e subalterni i servizi ferroviari sardi;
CONSIDERATA la necessità di definire rapidamente con il Governo e le F.S. S.p.A. l'annosa questione delle Ferrovie in concessione, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e dal comma 2, articolo 145, della Legge 23 dicembre 2000 (Finanziaria 2001);
ACCERTATO che l'articolo 145, comma 83, della legge finanziaria 2001 dello Stato, al fine di contenere le tariffe, estende al trasporto delle merci prodotte in Sardegna le disposizioni sulla continuità territoriale di cui all'articolo 36 della Legge 17 maggio 1999, n. 144, mettendo a disposizione 20 miliardi per il 1999 e 30 a decorrere dall'anno 2000 con la compartecipazione della Regione Sardegna non inferiore al 50 per cento della contribuzione statale;
VISTO il POR 2000-2006 della Regione Sardegna che, pur finalizzato al superamento degli ostacoli strutturali che ne impediscono lo sviluppo, non ha previsto alcuna misura, né risorse per il potenziamento del sistema ferroviario sardo;
CONSIDERATA profondamente inadeguata e dannosa la politica e l'azione complessiva della Giunta regionale della Sardegna in materia di trasporti in generale e di trasporto ferroviario in particolare,
CONSIDERATO, infine, che la maggioranza di Centrodestra non ha ancora provveduto alla surroga dell'assessore Manunza, dimissionario dal marzo 2001, lasciando senza governo un settore strategico per l'economia e per la vita della comunità regionale;
impegna il Presidente della Giunta Regionale
a proporre rapidamente al Consiglio la nomina del nuovo assessore regionale dei Trasporti;
impegna la Giunta regionale
1) a chiedere alle Ferrovie dello Stato che i treni diretti che collegano Cagliari con Porto Torres e Olbia non si interrompano a Macomer come previsto dai nuovi orari in vigore dal 10 giugno 2001;
2) a sviluppare una forte iniziativa nei confronti del Governo e delle Ferrovie dello Stato tesa al potenziamento del trasporto merci da e per la Sardegna;
3) a recepire il Decreto legislativo n. 422/'97 che attribuisce alle Regioni competenze, poteri e risorse in materia di trasporto pubblico locale;
4) a dotare la Regione Sardegna del Piano regionale del Trasporto passeggeri e del Piano regionale del Trasporto merci;
5) a definire un progetto complessivo di ammodernamento del sistema ferroviario sardo come condizione perché la Sardegna partecipi attivamente alla programmazione degli interventi del Piano Generale dei Trasporti in fase di approvazione da parte del Governo;
6) a svolgere un ruolo attivo per l'attuazione di quanto previsto dall'Accordo di Programma Quadro sulle ferrovie definito nell'aprile del 1999 nell'ambito dell'Intesa Stato- Regione-Ferrovie;
7) a rilanciare l'Accordo di Programma Quadro dell'aprile 1999 ampliandolo a tutti quegli interventi necessari all'ammodernamento del sistema ferroviario sardo con particolare riferimento all'adeguamento e al potenziamento della rete ferroviaria che collega Oristano con il Centro-Nord della Sardegna (Porto Torres e Olbia) e al raddoppio della tratta Cagliari-Oristano;
8) a svolgere un'azione forte perché il Governo, anche in qualità di maggiore azionista di F.S. S.p.A. si impegni a:
a) riportare a Cagliari il governo della rete e dei servizi ferroviari che operano in Sardegna;
b) far sì che F.S. S.p.A. rispetti gli impegni assunti in sede di Intesa Stato-Regione-Ferrovie dando corso alla realizzazione delle opere nei tempi previsti;
c) invertire sostanzialmente la politica di F.S. S.p.A. in Sardegna facendo sì che, attraverso un serio programma di investimenti, si muova nella direzione dell'ampliamento della domanda attraverso una politica di ammodernamento della rete e di riqualificazione dei servizi ferroviari;
d) risolvere l'annosa questione delle Ferrovie concesse attraverso il loro risanamento finanziario a carico del Governo come condizione preliminare alla successiva gestione da parte della Regione sarda;
9) ad avviare le procedure previste dall'articolo 145, comma 83, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, che estende al trasporto delle merci prodotte in Sardegna le disposizioni sulla continuità territoriale aerea previste dalla Legge n. 144 del 1999, articolo 36, e prevedere nel bilancio della Regione la quota di compartecipazione regionale pari al 50 per cento del contributo statale previsto dalla Legge n. 388 del 2000;
10) a prevedere una quota di risorse di compartecipazione regionale per la definizione di un nuovo Accordo di Programma Quadro con lo Stato e le Ferrovie che preveda il completo ammodernamento del sistema ferroviario sardo. (46)
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