Seduta n.19 del 07/10/2004
XIX Seduta
Giovedì 7 ottobre 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Presidente Spissu
indi
della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 46.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del Giovedì 30 Settembre 2004, che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 4. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor presidente la limitata presenza dei colleghi in generale, e in particolare stamattina di quelli dell'opposizione, la dice lunga sul valore reale di queste due mozioni. Io non penso che le assenze siano da attribuire ad una sottovalutazione dell'importanza del tema della sanità - e che la sanità sia importante è dimostrato dalla presenza nella Commissione competente di numerosi colleghi - ma alla circostanza che queste due mozioni in questo momento appaiono sicuramente fuori luogo.
Mi domando infatti, e domando ai colleghi dell'opposizione: a quale Giunta e a quale nuova amministrazione si può negare il diritto di entrare nel merito di decisioni assunte da una Giunta a fine mandato? Come si può pretendere che la nuova Giunta non abbia dei momenti di riflessione (una riflessione che ritengo necessaria da parte di tutti) e come si può non riconoscere che per confermare anche ciò che si è già deciso su materie così importanti non sia utile, un attimo di ripensamento e di riflessione?
Io credo che sia necessario, per certi versi, proprio per salvaguardare il principio della continuità amministrativa, alla quale noi riteniamo di dover dare concretezza. Però, quando ci si trova davanti a tante delibere assunte in "zona Cesarini", lascio al buon senso dei colleghi, a coloro che sono un po' più addentro alla materia, il giudizio sull'intera vicenda. Anzi; probabilmente basterebbero queste semplici affermazioni per chiudere la partita e poter affermare che forse sarebbe stato meglio non parlarne nemmeno.
Ritengo però che si stia parlando di una materia importante. Nei prossimi mesi si parlerà tantissimo di sanità. Se ne parlerà diffusamente in sede di esame del bilancio di assestamento, che perverrà al Consiglio tra pochi giorni; bilancio finalizzato principalmente a coprire il disavanzo di 149 milioni di euro generato dalla spesa sanitaria. Seguiranno poi una serie di importanti disegni di legge che da troppo tempo stiamo aspettando.
Gli impegni su questo fronte da parte dell'Assessore sono noti, sono stati assunti in Commissione e diffusi anche dalla stampa. Parleremo molto di temi della sanità, in particolare parleremo proprio di piano sanitario regionale, e parleremo delle modifiche all'organizzazione della rete ospedaliera. Credo che da questi due interventi non si possa prescindere nel dibattere di queste due mozioni.
Dal 20 aprile al 16 giugno di quest'anno sono state emanate dalla Giunta regionale dieci delibere. Con queste dieci delibere si autorizzava la nascita di ventiquattro strutture complesse e otto strutture semplici in numerosi presidi ospedalieri della Regione. Si tratta di delibere assunte in assenza di piano sanitario regionale, che una volta attuate potrebbero configurarsi come una modifica sostanziale dell'organizzazione della rete ospedaliera di cui noi dobbiamo andare a parlare. Perciò io domando ai consiglieri: ma questo non è un atto regolamentare di competenza del Consiglio? Non è questo Consiglio che dovrebbe discuterne? Forse é questo il motivo per cui molti dei consiglieri dell'opposizione stamani erano assenti, come denunciava l'onorevole Capelli: perché è probabile che nonostante possano, per un gioco delle parti, condividere l'attività dell'onorevole Capelli, magari ne temono i possibili effetti.
Mi è parso comunque di capire, che almeno alcune di queste delibere non sono state revocate ma solo sospese. L'Assessore si sarebbe preso novanta giorni di tempo per verificare se alcune di queste sono legittime e se possono essere accettate nel merito. Io ritengo che per alcune è possibile che questo avvenga. Le mozioni comunque (lo ripeto) le ritengo sicuramente fuori luogo. La mozione numero 5 contiene anche una...
OPPI (U.D.C.). Ne parliamo dopo della mozione numero 5.
MASIA (Gruppo Misto). Io ne sto parlando contemporaneamente.
OPPI (U.D.C.). Stiamo discutendo di una mozione; non si può parlare di due mozioni.
PRESIDENTE. Va bene, però, insomma, penso che l'onorevole Masia, nell'ambito del tempo assegnato, possa decidere di introdurre anche argomenti relativi all'altra mozione, che sono collegati.
MASIA (Gruppo Misto). Presidente, la ringrazio. Ritengo che se così è...
OPPI (U.D.C.). Sulla base di quale norma?
PRESIDENTE. Abbiamo sempre fatto così; non è che se si sta parlando del Cagliari si parla solo del Cagliari.
CAPPAI (U.D.C.). Se stiamo parlando del Cagliari non possiamo parlare del Milan!
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, se vogliamo adottare un criterio così rigido, per me va bene, lo farò rispettare. Onorevole Masia, la prego, rimanga nel tema, eventualmente parlerà dell'argomento in sede di esame della seconda mozione.
MASIA (Gruppo Misto). Io ritengo di essere in tema perché sto parlando di atti che la Giunta ha ritenuto di sospendere o di revocare; entrambi gli atti nascevano con lo stesso spirito e con lo stesso spirito io ritenevo che potessero essere trattati, e comunque non è questo naturalmente che mi impedisce di entrare nel tema, anche perché ritengo che le ragioni che ho genericamente esposto sposino molto bene sia una mozione sia l'altra. Ma se si deve parlare solo ed esclusivamente della mozione numero 4, e cioè di quella relativa alle delibere revocate, non c'è problema.
Alcuni colleghi, come l'onorevole Frau, stamani hanno spiegato abbastanza dettagliatamente i motivi per cui questa mozione è del tutto fuori luogo. Una di queste delibere detta linee di indirizzo per l'aggiornamento delle tariffe delle prestazioni di assistenza ospedaliera. Il mio punto di vista è che accentuare le gravi discriminazioni in cui versa la Sardegna in riferimento alle tariffe delle prestazioni di assistenza ospedaliera costituisca sicuramente un grave errore, e quindi bisogna sicuramente intervenire, ma nell'intervenire ritengo anche che sia sbagliato generalizzare. E' sbagliato quando si uniformano le prestazioni senza entrare nel merito e nella specialità o specificità dei costi e delle prestazioni.
Io ritengo che occorra un'analisi attenta per arrivare alla determinazione delle tariffe, un approfondimento delle situazioni specifiche, e una concertazione con tutti gli attori interessati. Se soprattutto quest'ultima fosse avvenuta, probabilmente ci sarebbe stata una reazione diversa. Vi è anche un'altra delibera, che detta linee sulla riabilitazione globale, che è stata revocata, e credo che la revoca di questa delibera non significhi che il problema non sia fortemente sentito anche da noi della maggioranza. È un problema che ritengo molto serio, e proprio per questo va affrontato con modalità e criteri diversi rispetto a quelli che ispirano la delibera in oggetto.
Le linee guida in quella materia devono tener conto in maniera organica delle modalità di accesso alla struttura, delle dimissioni dei pazienti quando questi hanno finito il trattamento, dell'organizzazione della rete dei servizi, degli standard di riabilitazione intensiva ed estensiva, e naturalmente, non ultimo, perché credo che sia importante, della riclassificazione dei presidi di riabilitazione attraverso criteri che siano...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.
MASIA (Gruppo Misto). Se mi concede in un paio di minuti, Presidente, le sarò grato.
PRESIDENTE. Io, onorevole Masia, non ho questa possibilità.
MASIA (Gruppo Misto). Pensavo che, così come è stato fatto per altri colleghi…
PRESIDENTE. No, c'è stato un equivoco. L'onorevole Vargiu ha parlato per dieci minuti complessivi e ha chiesto di svolgere un ragionamento in due tempi. Quindi i minuti assegnati sono dieci, i suoi sono esauriti, pertanto la prego di concludere. Poi, quando passeremo all'esame dell'altra mozione, non essendo stato accolto il mio invito a unificarle, lei avrà altri dieci minuti per esprimere la sua opinione. Naturalmente ci sarà anche il tempo per le dichiarazioni di voto.
MASIA (Gruppo Misto). Presidente, concludo affermando che occorre rigettare quella cultura del sospetto che, per certi versi, è emersa in alcuni interventi; cultura del sospetto che insinuava che queste delibere fossero state revocate solo ed esclusivamente perché emanate da un'altra Giunta. Io credo che, mentre alcune delibere sono state sospese, altre siano state revocate perché sono stati riscontrati degli aspetti che era necessario rivedere, che necessitavano di ulteriore riflessione, e che questa maggioranza ritiene di non poter affrontare attraverso interventi sporadici, episodici, che sicuramente non fanno bene a un importante settore qual è quello della sanità e di cui noi tutti abbiamo la responsabilità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, mi perdonerà se abbiamo chiesto di discutere separatamente le due mozioni, Ma l'abbiamo fatto perché concernevano atti completamente diversi: la prima riguarda provvedimenti di revoca, la seconda provvedimenti di sospensione.
Caro Presidente della Commissione, lei ha appena dichiarato che bisogna vederci chiaro, che bisogna acquisire ulteriori elementi, che bisogna studiare e verificare di più. Legittimo. L'Assessore poteva adottare un atto di sospensione anche in questo caso, invece ha preferito revocare. Vorrei ricordare agli amici del centrosinistra che erano presenti in quest'Aula nella precedente legislatura, e che ripetutamente chiedevano un dibattito sulla sanità (non c'era occasione in cui non ricordassero che bisognava parlare di sanità) che l'UDC, il partito che ha amministrato (non gestito come qualcuno ha detto, onorevole Frau) la sanità in questi ultimi anni, non si è mai tirato indietro; anzi, ha chiesto direttamente in quest'Aula un dibattito sulla sanità. Avevamo, mi pare, previsto anche una Commissione d'inchiesta, ma di sanità in quest'Aula non se ne è mai voluto parlare.
Dov'erano gli amici del centrosinistra della precedente legislatura? Dove sono oggi? Vorrei ricordare che erano loro che chiedevano di rivedere i tariffari; è in quel breve lasso di tempo che l'Assessore Capelli, unitamente al Gruppo e alla maggioranza, ma soprattutto con la collaborazione di esperti, e non certo di centrodestra (perché vi presero parte luminari della scienza medica di qualsiasi colorazione politica), predispose quell'atto. Basta controllare la documentazione (disponibile presso l'Assessorato) per capire che si è trattato di un atto dovuto, perché da troppo tempo in Sardegna i tariffari non venivano aggiornati.
La realtà è che se non ci si mette mano si viene criticati, se ci si mette mano si viene criticati ugualmente perché ci si accusa di essere intervenuti a fine legislatura.
Molti componenti di questo Consiglio, anche del centrosinistra, dovrebbero recitare il mea culpa, dovrebbero fare l'esame di coscienza. Non si può lanciare la pietra e nascondere la mano. Mi rivolgo all'amico Mondino Ibba, all'amico Nazzareno Pacifico, all'amico Emanuele Sanna, all'amico Cugini che nelle precedenti legislature ripetutamente chiedevano la rivisitazione di questi tariffari. Ma ciò che mi meraviglia di più è scoprire che l'Assessore Dirindin, peraltro proveniente da fuori, dal Piemonte, in soli trenta giorni di attività - prendo atto con piacere che ha rinunciato alle ferie ferragostiane - sia pervenuta alla conclusione che quelle delibere dovevano essere revocate, però, stranamente, dimenticando di indicare motivi validi, perché i motivi indicati nelle delibere di revoca non giustificano questo atto.
E' stato molto bravo il collega Capelli stamattina a richiamare i principi del diritto amministrativo per dimostrare l'illegittimità di tali revoche. Ma, ripeto, quello che mi meraviglia e che lascia in me qualche dubbio è il fatto che lei, assessore Dirindin, in soli trenta giorni abbia potuto valutare una mole di lavoro che a noi è costata cinque o sei mesi. Cinque o sei mesi per preparare una delibera e lei in soli trenta giorni di ferie è riuscita a provare che bisognava revocarle tutte. Ecco, allora, Assessore, soprattutto sulla mozione numero 4, io la invito a rivedere la sua posizione,a ritirare l'atto di revoca, relativo allo stralcio programma di pubblicità istituzionale.
L'onorevole Frau stamattina ha detto: "Non c'è promozione della salute", poi mi spiegherà che cosa intendeva dire, ma se ho capito bene invito l'onorevole Frau a verificare cosa era previsto come promozione istituzionale da parte dell'Assessorato della sanità, così si renderà conto che probabilmente anche qualche suo collega del Gruppo di Progetto Sardegna per anni, indipendentemente dal colore, ha usufruito di questi contributi. Probabilmente qualcuno siede anche in quest'Aula, e se fosse coerente, potrebbe dichiarare che non ha mai trovato le porte chiuse. La pubblicità istituzionale, finanziata in cinque anni dall'Assessorato amministrato dal C.C.D. prima e dall'U.D.C. dopo, non ha mai guardato al colore politico. Le sue affermazioni di stamattina, caro onorevole Frau, sono totalmente gratuite.
Poi ha usato un altro termine: "senza nessuna ricaduta sulla popolazione". Io la invito a verificare se la pubblicità istituzionale finanziata dall'Assessorato della sanità della Regione Sardegna è servita oppure no a fare educazione sanitaria sotto molteplici aspetti. Ha parlato solo di spot propagandistici: non abbiamo bisogno di fare spot propagandistici; noi siamo a fianco della gente, per la gente e con la gente quando amministriamo.
Allora, Assessore, io le lancio ancora una volta l'appello: adotti un altro atto, elimini l'atto di revoca di quelle delibere, e se fosse vero quello che ha detto il Presidente della Commissione, le sospenda, e acquisisca tutte le informazioni necessarie per verificare se tali delibere erano da adottare o meno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, voglio dedicare qualche minuto del mio intervento per fare chiarezza sui rapporti che penso in questi anni dovremmo intrattenere. Questa mattina sono stata, in quanto membro della Giunta, accusata di superficialità, di facile populismo e di demagogia. Credo che le persone che quest'Aula rappresenta chiedano rispetto reciproco e dialogo franco su ciò che faremo, e non accuse pretestuose e personali. Tutto ciò non corrisponde, peraltro, neanche a quanto ci siamo anche personalmente ripromessi - e mi rivolgo all'onorevole Capelli - in occasione del passaggio delle consegne in capo all'Assessorato, con anche l'impegno a valutare nel merito le questioni e a non assumere posizioni pregiudiziali. E sarebbe bene che ciò non avvenisse soprattutto sul piano personale.
Credo di poter dire che mi sento offesa dalle accuse di superficialità e di populismo, ma non voglio far perdere tempo al Consiglio con valutazioni personali sulle accuse che mi sono state rivolte, perché penso che non fossero rivolte alla mia persona, ma al ruolo che rappresento. Del resto credo che la Giunta abbia dimostrato di non inseguire il populismo e la facile demagogia. Può darsi anche che in futuro questo possa accadere, ma credo che ciò sia accaduto soprattutto in passato. Sarebbe comunque più onesto ammettere che le difficoltà e le incomprensioni, che hanno giustificato forse alcuni dei provvedimenti di cui mi accingo a parlare, siano dovute alla circostanza che probabilmente negli anni passati le maggioranze politiche non consentivano di assumere che non avessero quelle caratteristiche che lei attribuisce al nostro comportamento.
Voglio anche dedicare un minuto all'onorevole Oppi. Egli ha detto giustamente che, per quanto riguarda le delibere, ho ammesso che devo studiare. Le assicuro che non ho paura di ammettere che devo ancora imparare molto e devo studiare, ma, mi consenta di dire, onorevole Oppi, che se guardiamo alla situazione della sanità in questa regione forse non sono l'unica che deve ancora imparare. Forse bisognerebbe essere un po' meno arroganti e ammettere che qualcun altro in passato avrebbe dovuto studiare un po' di più.
OPPI (U.D.C.). Ho studiato troppo!
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Né credo che siano corrette le accuse di aver assunto, come Giunta, delle posizioni politiche pregiudiziali, perché l'onorevole Capelli sa che ad alcune delibere da lui adottate è stata data attuazione, e sa anche che è stata data attuazione con molto coraggio, che ci è stato riconosciuto da molte parti e in qualche caso pubblicamente persino da autorevoli rappresentanze della minoranza, della opposizione. Quindi non abbiamo adottato posizioni pregiudiziali e ci siamo ispirati al principio della continuità amministrativa laddove ci sembrava possibile farlo.
Certo è che è dovere di ogni buon amministratore tener conto che gli atti, di cui l'attuale Giunta è responsabile per l'esecuzione, devono essere atti condivisi nell'impostazione politica, dico politica nel senso nobile del termine, ovvero sulle strategie di politica sanitaria che si devono mettere in atto, e condivisi soprattutto per le ricadute che avranno in termini di economicità, di efficienza e di efficacia dell'azione amministrativa. Quindi credo che sia inevitabile che qualunque Giunta, qualunque organo chiamato al Governo che si ritrovi con una serie di atti di cui è responsabile per l'attuazione, li valuti prima di decidere se portarli o non portarli avanti. Non è pertanto un atto pregiudiziale ma è un atto consapevole di responsabilità. Perché la valutazione... per cortesia non mi interrompete.
Artizzu (A.N.). Eh!
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Eh? Mi pare che questa sia la regola, no?
PRESIDENTE. Ci penso io, Assessore, prego. Onorevole Artizzu, lasci parlare l'Assessore. Prego.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Quali sono le ricadute che questi atti potevano avere e sulle quali noi abbiamo attentamente operato delle valutazioni? E' vero che abbiamo fatto tutto in trenta giorni. Si può sorprendere della nostra efficienza, si sorprenderà ancora, le assicuro, in futuro, ma è certo che non abbiamo fatto valutazioni in maniera avventata.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prosegua, Assessore. Per cortesia colleghi, poi avrete tempo.
OPPI (U.D.C.). Si deve abituare!
PRESIDENTE. Sì, si deve abituare, anche noi ci dobbiamo abituare a non interrompere. Prego.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Certo, abbiamo proceduto con una certa celerità, perché è importante, nel momento in cui si pone mano, avendo davanti una legislatura, a una serie di atti che riteniamo debbano avere un respiro non delimitato a qualche mese, è necessario valutare le ricadute che essi avranno sia sotto il profilo economico sia sotto quello dell'assetto complessivo che il sistema sanitario si deve dare.
E allora, proprio per fornirvi un'idea delle preoccupazioni che ci assillano in questi giorni e ci hanno assalito nei giorni passati in cui abbiamo cercato di valutare attentamente e senza posizioni pregiudiziali la situazione che ci siamo trovati di fronte, mi permetto di dedicare qualche minuto a informare i consiglieri sulla situazione attuale del sistema sanitario che ci costringe, con senso di responsabilità, a valutare con attenzione alcuni degli adempimenti che avremmo dovuto mettere in atto in sede di applicazione di quella delibera. Parlo in particolare della situazione finanziaria.
Ieri abbiamo trascorso l'intero giorno a Roma, al Ministero dell'economia e alla Conferenza Stato-Regioni, (perché la Sardegna è una delle poche Regioni che nel 2001 non adempiutola ottemperato a quanto era stato richiesto dal Ministero dell'economia in vista del risanamento del bilancio della sanità) e insieme a queste Regioni stiamo cercando di riaprire il dialogo con detto Ministero per non essere penalizzati, come è già stato e come altrimenti continuerà ad essere. Per il 2002 gli adempimenti erano regolari; attualmente è aperto il monitoraggio sugli adempimenti del 2003.
Come qualcuno sa benissimo, ora ci troviamo in grave difficoltà perché il Governo centrale ha chiesto alle Regioni, a tutte le Regioni, per poter continuare a erogare i finanziamenti integrativi alla sanità, di mettere in atto alcune azioni. Si può essere d'accordo o no sulla consistenza di quelle azioni, ma certamente, una volta che quelle azioni vengono definite nella Conferenza Stato-Regioni, bisogna attuarle, altrimenti si perdono risorse fondamentali.
Ebbene, su molte di quelle azioni siamo in grave ritardo; abbiamo chiesto al Governo centrale di tener conto che si tratta di un'amministrazione appena insediata, e di concederci un po' più di tempo per adempiere ad impegni che peraltro sono storicamente importanti. Questa Regione presenta delle difficoltà che sono comuni anche ad altre regioni; voglio portare qualche esempio per far comprendere come l'adeguamento delle tariffe, onorevole Capelli, non sia un atto di giustizia, ma costituisca semplicemente la risposta a una richiesta avanzata, insieme ad altre centinaia, dai cittadini anziché dai produttori di prestazioni sanitarie. E i cittadini sono lì che aspettano, i cittadini aspettano da anni la radioterapia, così come i produttori da anni aspettano l'adeguamento delle tariffe.
Prendo atto che l'adeguamento delle tariffe è stato proposto e invece il potenziamento della radioterapia è ancora lì che aspetta. Ma l'adeguamento delle tariffe non è che uno degli aspetti. Quello che ci chiede il Governo centrale, ad esempio, è una certa quantità di posti letto in day hospital e in day surgery perché sono quelli che consentono di risparmiare risorse e garantire una migliore qualità dell'assistenza, e noi in questo siamo spaventosamente indietro. Ci chiede di adeguarci a una dotazione di posti letto di quattro più uno ogni mille abitanti nel totale siamo addirittura un po' sopra, ma non siamo assolutamente vicini se si mantengono distinti quattro posti letto per acuzie e l'uno per la lungodegenza. E siccome abbiamo molti più posti letto destinati alle acuzie anziché alla lungodegenza ciò comporta una maggiore spesa, oltre che ovviamente una qualità di servizi minore, meno ai rispondente ai bisogni dei cittadini.
Il Governo centrale, inoltre, prima di darci i soldi, ci chiede che si operi una verifica sul 2 per cento delle schede di dimissione dei ricoverati in ospedale per controllare l'appropriatezza dei ricoveri. Siamo in difficoltà ma stiamo cercando di mettere in atto anche questo provvedimento. Nel passato, infatti, ciò stato fatto in maniera assolutamente episodica e non adeguata. Il Governo centrale qualche volta si accontenta semplicemente di una lettera dove si comunica l'inizio delle operazioni, senza controllare se ciò avvenga effettivamente. Qualche volta viene posto in essere qualche adempimento amministrativo, qualche altra volta non c'è neanche questo adempimento amministrativo.
Ora io non voglio assolutamente essere polemica nei confronti di chi mi ha preceduto, però auspicherei uno sforzo teso ad acquisire una maggiore consapevolezza della situazione piuttosto che indirizzato solo ad accusare chi cerca (pur rinunciando a qualche giorno di vacanza, è vero) di capire da dove stiamo partendo e quali siano le carenze più grosse. Ebbene, questo valeva per il 2003; nei prossimi mesi dovremo rendere conto di quanto abbiamo fatto per il 2003 per mettere ordine nel settore sanitario in Sardegna e per ottenere i finanziamenti. Per il 2004 la situazione sarà ancora più pesante sia perché alcuni provvedimenti non sono stati presi, sia perché una serie di delibere che sono state adottate, prima fra tutte quella relativa all'aumento delle tariffe, comporteranno un aumento della spesa. Quanto sarà grande questo aumento della spesa possiamo cercare di stimarlo.
È vero, il sistema di pagamento per DRG (Diagnosis Related Group) non è stato adottato neanche in questa Regione in maniera puntuale, ma certamente non potrà che far aumentare la spesa. Di fronte a degli inadempimenti nei confronti del Governo centrale, che ci portano meno risorse, noi assumiamo provvedimenti che fanno aumentare la spesa. Lo stesso discorso vale per l'abolizione dei ticket.
Non porto altri esempi perché credo che questi siano sufficienti per fornire un'idea, anche se vaga, di quanto la situazione sotto il profilo economico e finanziario sia grave e sarà grave per i prossimi anni. Per far fronte a una situazione del genere ed evitare ulteriori penalizzazioni alla nostra Regione sarà necessario un piano di rientro almeno triennale.
Adesso entro nel merito dei tre provvedimenti che sono stati revocati. Il primo: programma stralcio della pubblicità istituzionale. Si tratta di due delibere adottate il 27 di maggio e l'8 di luglio, con le quali si erogava a vari enti e a vari soggetti un importo complessivo di 236.000 euro per pubblicità istituzionale nel campo dell'educazione sanitaria. Prego tutti - gli atti sono pubblici - di informarsi del contenuto di questa campagna di educazione sanitaria, di informazione, di prevenzione. Vi porterò solo qualche esempio per permettervi di farvi un'idea, tenendo presente che noi abbiamo sempre sostenuto che un programma di pubblicità istituzionale su questi temi è assolutamente importante, ma come tutti i programmi che si rispettino - considerato soprattutto che utilizziamo risorse pubbliche, e quindi dobbiamo rendere conto ai cittadini di come le impieghiamo - deve prevedere criteri chiari e trasparenti per la distribuzione delle risorse tra i diversi potenziali beneficiari, strumenti di valutazione dell'efficacia del messaggio e degli obiettivi del messaggio ben definiti; ci deve essere inoltre una valutazione delle ricadute sul target dei potenziali beneficiari di questi programmi.
Uno dei campi nei quali erano previsti gli interventi più consistenti, 89.770 euro, è quello relativo alla campagna di educazione sanitaria attraverso la TV ed altri mezzi di comunicazione. Erano previsti sette interventi, tre a Macomer, Nuoro e in Barbagia; veniva citata la trasmissione radiofonica "Pillole", poi spot vari sui temi della sanità, un'altra trasmissione radiofonica, e ancora un'altra trasmissione radiofonica: "Donare per vivere". Mi sembra che in base a queste indicazioni non sia possibile né valutare il contenuto del messaggio né il target, né tanto meno operare una valutazione delle ricadute. Sono previsti due interventi alla radio e due soli interventi sull'intero territorio regionale, il tutto per 89.770 euro. Il nostro obiettivo, invece, è quello di fare in modo che il programma di promozione istituzionale e di educazione sanitaria sia finalizzato a precisi obiettivi e degli strumenti di valutazione.
Passo rapidamente all'altro più importante provvedimento, che è quello della revoca della delibera relativa all'aggiornamento delle tariffe. Ebbene, qui mi sorprendo della facilità con la quale si afferma che questo programma è un atto di giustizia. Giustizia rispetto a chi? Le tariffe sono lo strumento di remunerazione dei soggetti erogatori, il governo economico del settore sanitario non richiede solo che siano fissate le tariffe, richiede che siano fissate delle regole per definire il budget globale che ogni struttura che produce prestazioni sanitarie, in particolare di ricovero, deve avere. E questo budget globale deve comprendere sia le tariffe che le funzioni non tariffabili. Però la definizione del sistema di remunerazione delle funzioni non tariffabili, che riguarda principalmente le strutture pubbliche, non è ancora stata fatta, ed è importante per far funzionare bene, per esempio, le strutture dotate di un Pronto soccorso. Richiede inoltre che, insieme alle tariffe, sia definito un sistema di controlli.
Non occorre che sia io a ricordarvi che il sistema di accreditamento provvisorio, nato nel 1998 e destinato, secondo la stessa delibera, ad essere sostituito entro 120 giorni da un provvedimento definitivo, è ancora vigente in questa Regione. La delibera sui tetti di spesa è rimasta all'ordine del giorno della Giunta per lungo tempo, e i tetti di spesa sono uno strumento fondamentale, perché nel momento in cui si fissano i prezzi delle prestazioni bisogna fissare anche i volumi di attività e il tetto globale di spesa, e i tetti globali di spesa non sono mai stati approvati. Quello, insieme al provvedimento precedente, sarebbe stato un atto di giustizia.
Così come non sono stati effettuati i controlli sulle schede di dimissione ospedaliere, così come non sono stati impartiti gli indirizzi per gli accordi contrattuali con i soggetti erogatori di prestazioni sanitarie. Insomma, una serie di provvedimenti che, se affiancati a quello di adeguamento delle tariffe, avrebbero potuto giustamente completare il quadro delle regole per il governo economico della sanità, sono stati omessi. Io personalmente e la Giunta riteniamo assolutamente importante adeguare le tariffe, ma non si può adeguare soltanto una tessera del puzzle e accantonare tutte le altre, tutte quelle altre tessere del puzzle che consentono di controllare che a quelle tariffe aumentate corrispondono delle prestazioni di qualità e in volumi adeguati rispetto al fabbisogno di assistenza delle persone.
Mi permetto inoltre di sottolineare che quanto si dice nella mozione riguardo al fatto che la Regione Sardegna spende meno delle altre Regioni è vero, ma è anche vero, basta che si esaminino i dati appena pubblicati dall'Agenzia per i servizi sanitari nazionali, che ormai siamo a ridosso della media nazionale. La media nazionale al netto della mobilità è stata appena pubblicata: 1367 euro; la media della Sardegna è di 1360 euro. Come sappiamo negli ultimi anni il tasso di crescita della spesa in questa Regione è stato superiore alla media italiana, e quindi, pur partendo da una situazione inferiore ci stiamo drammaticamente avvicinando alla media italiana. Non abbiamo pertanto neanche più il vantaggio di poter pensare che un aumento della spesa sia tollerabile e sostenibile in termini comparativi rispetto alle altre Regioni.
Noi stiamo cercando di lavorare alla revisione delle tariffe, ma il problema non è così semplice come potrebbe apparire. Soprattutto, però, vogliamo rivedere le tariffe all'interno di un complesso di interventi che dovranno essere effettuati il più presto possibile.
Il terzo provvedimento riguarda linee di indirizzo sulla riabilitazione globale. La delibera di revoca sostiene appunto che la deliberazione precedente è su molti aspetti incompleta e stamattina l'onorevole Capelli ha letto le motivazioni della nostra delibera sostenendo che era troppo genericamente formulata. Io non voglio entrare nel dettaglio, ma le porto qualche esempio per individuare meglio qualche elemento. La delibera sulla riabilitazione globale sostituisce un'altra delibera, ben più corposa, presentata il 28 agosto del 2003 in Giunta, che è rimasta iscritta all'ordine del giorno per quasi un anno, fino al maggio del corrente anno; poi è stata sostituita da questo provvedimento assolutamente, a nostro giudizio, insufficiente.
Mentre, infatti, da una parte affronta con maggiore attenzione alcuni aspetti relativi ai centri di riabilitazione di cui alla legge regionale numero 26 del 1991 trascura invece altri aspetti che riguardano ad esempio la riabilitazione estensiva, la lungodegenza post acuzie, e contiene riferimenti estremamente generici ad alcuni provvedimenti di ristrutturazione della rete ospedaliera, di riconversione dei posti letto per acuti e alla disciplina dell'attività riabilitativa in ambito ospedaliero. Ci sono poi alcuni aspetti che presi singolarmente, possono apparire non così rilevanti, ma che messi insieme possono consentire un miglioramento di questo provvedimento; ne cito ad esempio uno, quello dell'accesso alle strutture, che lei stesso stamattina ha ricordato.
C'è una sentenza del TAR della Sardegna che riconosce il diritto di alcuni centri di procedere all'accettazione dei pazienti anche non autorizzati. Questo ha generato un grande contenzioso. Ebbene, ciò richiedeva una disciplina delle procedure autorizzative sollecitata, fra l'altro, da molte A.S.L., che non è prevista. Nulla è definito in merito. Ciascuna A.S.L. adotta infatti differenti percorsi e modalità.
Un altro esempio: non è definito quale sia il soggetto che è autorizzato a stabilire la dimissione del paziente. Non sono state individuate le procedure di dimissione dei pazienti, non è stato definito il percorso che l'utente deve seguire dopo la dimissione, non sono indicate le strutture socio-assistenziali e di riabilitazione. Ci sono strutture quali le case famiglia e le residenze protette, che non sono tra quelle definite negli articoli 39 e 40 della legge regionale numero 4 del 1998, e pertanto non sono individuabili gli standard di personale e i requisiti strutturali, così come non sono indicati gli standard di personale e strutturali per la riabilitazione intensiva e estensiva. Quindi, siccome anche in questo caso si parla di tariffe, rischiano anche qui di non completare il quadro complessivo della riabilitazione globale, soprattutto in una realtà in cui questa riabilitazione costituisce un bisogno essenziale e anche una fonte di spesa particolarmente rilevante per la nostra Regione.
Abbiamo quindi osservato alcune deficienze che ci hanno portato a pensare che questi provvedimenti possano essere migliorati e ci siamo presi la responsabilità di farlo. Mi auguro, pertanto, che con spirito di collaborazione si possa evitare di dileggiare di volta in volta coloro che cambiano alcuni modi di analizzare i problemi e che si ragioni soltanto nell'interesse della popolazione della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per la replica; spettano cinque minuti a lei e cinque al consigliere Oppi.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, partendo da una considerazione di tipo personale mi dichiaro totalmente insoddisfatto della replica dell'Assessore. Quando infatti parlo di superficialità, populismo e facile demagogia ritengo ciò insito negli atti, senza voler assolutamente rivolgere alcuna critica di tipo personale, e credo che qui in quest'Aula o fuori nessuno abbia subito da me offese di tipo personali. Del resto nel passaggio delle consegne ho assicurato il massimo della disponibilità, che peraltro non è stata mai ricercata, e del confronto. Perciò il mio giudizio si riferisce agli atti e non alla sua persona che tra l'altro, in quanto ospite, ritengo debba essere considerata con anche maggior riguardo. Mi stupisce, pertanto, che lei possa intravedere nelle mie parole un attacco di natura personale.
Lei ha chiarito bene di essere rappresentante di una parte politica, ne prendo atto (come io sono rappresentante di un'altra parte politica) non pregiudizialmente contro nell'esame degli atti, però mi viene difficile, dopo la sua replica, crederle. Quando lei parla dei DRG (Diagnosis Related Group) come fatto sì importante ma non prioritario perché ci sarebbero anche, per esempio gli atti necessari per la radioterapia, quelli indirizzati ai cittadini, dimentica che quando si parla di DRG si parla anche di posti di lavoro, e anche i lavoratori sono cittadini. Del resto lei ha sospeso la delibera di istituzione presso l'ospedale San Francesco delle strutture complesse di oncologia medica, radioterapia, medicina nucleare, chirurgia vascolare ed altro, nonostante ritenesse prioritari gli atti necessari per la radioterapia. Ma l'ha sospesa per vedere cosa? Credo che lei volesse dire qualcos'altro ma di fatto ha detto questo. Perciò bisogna stare attenti a come ci si esprime; al di là dei sorrisini, bisognerebbe essere più precisi e corretti nei confronti del prossimo.
Sulla riabilitazione lei ha citato poc'anzi un passaggio significativo che io le ho ricordato; ciò dimostra che non ci ascoltiamo. Lei adesso riassumeva le motivazioni della revoca di quella delibera. Le ho risposto stamattina, le ho contestato quelle motivazioni. Mi scusi, non voglio essere offensivo, ma credo che occorra leggere attentamente la delibera. Io non ho il tempo di citare tutto quello che ha citato lei, ma quando in una delibera si scrive: "Alle prestazioni riabilitative erogate nelle strutture ospedaliere ed extra ospedaliere si accede secondo le disposizioni vigenti" e di seguito vengono indicate, come a fa dirmi che è priva di contenuti? Non vedo che cosa ci sia da ridere, io credo che fra poco ci sarà da piangere, non per noi ovviamente, ma per quei cittadini ai quali affermate di dimostrare molta attenzione.
Situazione della finanziaria. Anche qui non vi è stata una corretta informazione. Mi riferisco a quanto lei ha detto sui DRG e per sull'ammontare del contenzioso con lo Stato riferito al 2001. Lei conosce benissimo tutte le azioni che sono state poste in essere dalla Giunta affinché lo Stato, avendo essa (il Consiglio no) rispettato i termini per la copertura con i fondi regionali della parte di deficit sanitario riguardante il 2001, le riconoscesse quanto richiesto. Tremonti invece, Ministro disastro del nostro Governo, lo dico serenamente, l'ho detto anche un anno fa, due anni fa, non lo sto dicendo oggi per la prima volta, per uno slittamento di un mese della delibera del Consiglio per la copertura del deficit, non ha riconosciuto alla Sardegna quanto invece ha riconosciuto ad altre regioni. Perciò anche in questo caso non si è data una corretta informazione.
Per quanto riguarda la delibera sui tetti di spesa, questa era all'ordine del giorno della Giunta da lungo tempo, quindi vi era la possibilità di rivederla ed adottarla, se costituiva questa una delle ragioni che ostava all'approvazione della delibera sui DRG, ma di ciò ho già fatto accenno nel mio intervento preliminare.
Cattiva informazione si è fatta anche per quanto riguarda la pubblicità istituzionale. Quando infatti parla di Barbagia, studi meglio la geografia della Sardegna, perchè Radio Macomer Centrale, per esempio, è nel Marghine e non nella Barbagia.
(Interruzioni)
Peraltro quando cita le delibere è inutile che menzioni solo quelle del nuorese, che è il mio territorio; ne possiamo leggere tante altre che lei ha bloccato. Possiamo leggere, per esempio, quelle relative al finanziamento di convegni, alcuni già svolti, che probabilmente si troveranno in difficoltà per il pagamento delle fatture, perché lei ha bloccato le relative delibere, e si tratta di convegni di cui risultano gli atti, di cui risultano le pubblicazioni, che hanno fornito un servizio al sistema sanitario.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
CAPELLI (U.D.C.). Noto pertanto numerose lacune nel suo intervento di replica, in particolare quando parla della delibera relativa alle linee di indirizzo sulla riabilitazione; non mancano infatti elementi corretti ed obiettivi all'Aula per giudicare la delibera, sulla quale hanno lavorato in tanti per lungo tempo producendo un atto di altissimo livello.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per la replica. Le sono rimasti tre minuti.
OPPI (U.D.C.). Aveva detto cinque e cinque, se lei è cortese da darmene...
PRESIDENTE. L'avverto allo scadere del decimo minuto.
OPPI (U.D.C.). Non ho capito, posso anche non parlare, Presidente, sto dicendo che lei deve essere serio.
PRESIDENTE. Io sono serio.
OPPI (U.D.C.). Perché lei ha detto cinque e cinque. Se lei poi non avesse interrotto l'onorevole Capelli…
PRESIDENTE. Ma l'onorevole Capelli ha parlato per sette minuti.
OPPI (U.D.C.). Non può dire tre minuti, di tre minuti gliene faccio dono.
PRESIDENTE. Ne discute con l'onorevole Capelli, non con me.
OPPI (U.D.C.). Ma è lei che deve distribuire il tempo.
PRESIDENTE. Infatti. Prego onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, durante questo dibattito ho sentito pronunciare frasi ovvie; io ho studiato, tant'è che ho ritirato la delibera del DRG nel 2001, l'ho ritirata a seguito di attenta analisi e contraddistinguendomi dagli stessi funzionari. L'Assessore però ha adoperato una certa terminologia; noi, pur contestando questa terminologia, ne prendiamo atto. La guerriglia comincia; vorrà dire che tutta la disponibilità che abbiamo offerto in questi giorni verrà meno, e verrà meno anche in tutti gli atti importanti futuri.
Lei ha citato l'esempio della delibera del 2001, ma ha detto una stupidaggine. Nel 2001 noi abbiamo deliberato nel mese di settembre, secondo la legge, esattamente per 307 miliardi di lire. Abbiamo poi fatto ricorso all'esercizio provvisorio ed abbiamo approvato il bilancio esattamente a febbraio del 2003. Questo non andava bene al dottor Massicci; noi l'abbiamo contestato e adesso ci troviamo con un credito di 54 milioni di euro. Ma i ritardi non dipendevano dalla nostra volontà, dipendevano dal Consiglio, dalle articolazioni del Consiglio. Il Governo però non ha accettato e quella somma è stata considerata praticamente una distribuzione nel decennio e non un adempimento formale. Noi abbiamo coperto circa 1200 miliardi di deficit delle passate legislature e vantiamo un credito nei confronti dello Stato per anticipazioni della Regione di 61 milioni di euro nel 1998 e di 26 e 54 nei restanti anni.
Lei comunque non ha risposto ai miei rilievi. Prima ha aperto una revoca, poi ha emanato un altro decreto, un secondo decreto, applicando il nomenclatore tariffario con le aliquote relative, senza una preventiva delibera di Giunta. Lei non può emanare un secondo decreto senza prima una delibera di Giunta - e a questa obiezione lei non ha risposto - perché è un atto illegittimo.
Noi siamo anche contrari alla terminologia - garbata forse ma è pesante - che lei adopera: "Io ho eliminato gli sprechi, quindi metto anch'io la quota di cinque milioni di euro". Lei non ha fatto niente! Ieri all'unanimità la Commissione ha prelevato i due milioni e mezzo che non si potevano stornare da quel capitolo, e li ha inseriti come rimborsi dallo Stato per il servizio sanitario, cioè ha modificato questa delibera perché evidentemente ha ritenuto che ciò che era stato fatto era stato fatto male. Ma non può parlare di eliminare degli sprechi quando sottrae 300 - 310 mila euro all'assistenza sociale, quando sottrae dieci mila euro alla Lega regionale dei tumori, ai trapianti eccetera; questi non sono sprechi, è la terminologia che non ci va bene, per il resto possiamo anche condividere certe sue scelte.
Io posso condividere anche quanto sostenuto dal collega Masia, quando ha affermato che le dieci delibere con le quali si autorizzava la nascita di numerose strutture concernono una materia di competenza del Consiglio. Ma quando si fanno questi rilievi occorre essere coerenti perché è di competenza del Consiglio anche la materia oggetto del protocollo d'intesa. Frau ha detto che io bloccai i DRG; ma li bloccai perché la mobilità della sua A.S.L. aveva fatto lievitare di 70 milioni all'anno (135 miliardi di vecchie lire) i costi.
Evidentemente con i nuovi DRG si sarebbe portata al fallimento quella A.S.L..
Noi non siamo docenti di diritto amministrativo, ma abbiamo studiato e abbiamo fatto quello che potevamo fare e nelle condizioni in cui l'abbiamo fatto. Certo, lei ha revocato quella delibera, ma di fatto ne ha determinato, attraverso un decreto, la decorrenza dal 1° gennaio per cui a fine anno si registrerà un incremento dei costi. Però non parliamo, come è stato fatto in questi giorni, di voragine; l'anno scorso, in silenzio, abbiamo inserito per il 2002 198 milioni di euro, in silenzio, così come ogni anno, e l'anno venturo l'incremento sarà anche maggiore, perché la spesa farmaceutica è cresciuta e perché la decorrenza dal 1° gennaio dei DRG, come dicevo, determinerà una lievitazione porterà ad un incremento dei costi.
Ma se ci parliamo senza vedere ombre dappertutto (perché ombre potremmo vederne anche noi e tante) e lavoriamo come stiamo facendo in questi giorni nelle Commissioni competenti, con rapporti di cordialità, di stima reciproca, forse riusciremo a fare qualcosa per il bene della Sardegna. Diversamente dovremmo scegliere strade diverse.
Il progetto di razionalizzazione della rete ospedaliera è stato presentato da me nel 2001, è rimasto fermo nella Commissione consiliare competente per due anni a causa di strani trasversalismi, poi è stato votato grazie a un blitz. Due anni è Rimasto in commissione!
FADDA PAOLO (La Margherita-D.L.). Per colpa di Forza Italia!
OPPI (U.D.C.). Io non discuto. Forza Italia alla prima occasione ha fatto un blitz e l'ha approvato. Ho chiesto io l'inserimento all'ordine del giorno e di fatto non si è mai discusso.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PILI, LADU, CAPPAI, OPPI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 4.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco - DEDONI - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 64
Astenuti 3
Maggioranza 33
Favorevoli 25
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 5. Se ne dia lettura.
CASSANO, Segretario:
MOZIONE CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA - VARGIU - LADU - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - ONIDA - MURGIONI - SANJUST - SANNA Paolo - RASSU - SANCIU - PILI - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PISANO - DEDONI - CASSANO sui provvedimenti di sospensione adottati dalla Giunta regionale in data 25 agosto 2004.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESO ATTO che la Giunta regionale, nella seduta del 25 agosto 2004, ha sospeso i seguenti provvedimenti:
a) delibera n. 18/15 del 20.04.2004 - Attivazione presso l'azienda ospedaliera Brotzu della struttura complessa per l'assistenza meccanica del cuore ed il trapianto cardiaco (cuore artificiale);
b) delibera n. 27/5 dell'8.06.2004 - Trasformazione in strutture complesse, presso l'azienda Brotzu, delle strutture semplici di osservazione medica del centro per le malattie dismetaboliche ed arteriosclerosi e dell'unità di terapia semintensiva per la cura delle patologie cerebrovascolari stroke unit;
c) delibera n. 18/14 del 20.04.2004 - Trasformazione, presso l'azienda ospedaliera Brotzu, della struttura semplice di riabilitazione cardiologica in struttura complessa;
d) delibera n. 27/42 dell'8.06.2004 - Riprogrammazione dell'attività della Casa di cura M. Tommasini - Jerzu;
e) delibera n. 24/42 del 27.05.2004 - Istituzione della struttura complessa di oftalmogia presso il CTO di Iglesas e della struttura complessa di urologia presso il P.O. Sirai di Carbonia ASL n. 7 di Carbonia;
f) delibera n. 28/25 del 16.06.2004 - Istituzione presso il P.O. S. Martino di Oristano delle strutture complesse di cardiologia - UTIC con annesso servizio di emodinamica, neurologia, oculistica, riabilitazione e lungodegenza e delle strutture semplici di otorinolaringoiatria e astenteria e, presso il P.O. Delogu di Ghilarza, la trasformazione della struttura semplice di ostetricia e ginecologia in struttura complessa e la istituzione della struttura semplice di urologia - ASL n. 5 di Oristano;
g) delibera n.25/41 del 3.0.2004 - Istituzione, presso il P.O. N.S. della Mercede dell'ASL n.4 di Lanusei, della struttura complessa di cardiologia - UTIC, delle strutture semplici di oculistica, otorinolaringoiatria e di astanteria, nonché l'individuazione dei posti letto da dedicare all'attività di ricovero diurno;
h) delibera n. 22/30 del 13.05.2004 - Istituzione, presso il P.O. S. Francesco di Nuoro, delle strutture complesse di oncologia medica, radioterapia, medicina nucleare, chirurgia vascolare e della struttura semplice di emodinamica presso l'unità operativa di cardiologia ed UTIC - ASL n. 3 di Nuoro;
i) delibera n. 22/66 del 13.05.2004 - Istituzione delle strutture complesse di oncologia medica, gastroenterologia e cardiologia riabilitativa presso il P.O. SS. Annunziata di Sassari e della struttura complessa di cardiologia ed UTIC presso il P.O. Civile di Alghero - ASL n.1 di Sassari;
l) delibera n.24/39 del 27.5.2004 - Istituzione della struttura complessa di lungodegenza e riabilitazione postacuzie presso il P.O. Zonchello di Nuoro e la trasformazione della U.S. di malattie infettive e del laboratorio di analisi del P.O. S. Francesco di Nuoro da strutture semplici in strutture complesse - ASL n.3 di Nuoro;
m) parte delle disposizioni contenute nella delibera n.25/19 del 3.06.2004 - Linee di indirizzo in materia di residenze sanitarie assistenziali e di centri diurni integrati;
RILEVATO che detti provvedimenti di sospensione sono giuridicamente illegittimi in quanto:- non vi è cenno alcuno alle ragioni di urgenza che ne legittimerebbero l'assunzione;
- negli stessi non viene evidenziato alcun interesse pubblico inderogabile né alcun procedimento di acquisizione e ponderazione dei nuovi interessi la cui tutela implica la sospensione degli atti, nonché le ragioni della prevalenza degli interessi medesimi sul legittimo affidamento dei destinatari, in aperto contrasto coi canoni che presiedono la corretta azione amministrativa;
- dalle motivazioni addotte, che si evidenziano assolutamente generiche, enunciate in termini probabilistici e non supportate da alcuna attività istruttoria, emerge per contro un generale comportamento "superficiale" della Giunta sui termini delle vicende implicate negli atti;
CONSIDERATO
- che i provvedimenti di sospensione perpetuano ed anzi accentuano la situazione di grave discriminazione e di disomogeneità nell'erogazione dei servizi sia verso l'esterno della nostra regione che all'interno della stessa, in quanto determinano una grave riduzione quantitativa e qualitativa delle prestazioni offerte dal nostro servizio sanitario regionale;
- che tra l'altro in alcune ipotesi vi sono pure soggetti privati interessati in quanto i provvedimenti in questione hanno avuto principio di attuazione con la pubblicazione dei bandi;
- che tale modo di operare comporta una inammissibile invasione della sfera gestionale da parte di quella politica,
invita la Giunta regionale
all'immediato ritiro dei provvedimenti di sospensione. (5)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la mozione. Le ricordo che ha venti minuti di tempo per l'illustrazione.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, anticipatamente spiego i motivi per i quali le due mozioni non potevano essere accorpate. Si tratta, infatti, come non compreso dall'onorevole Frau e dall'onorevole Masia, di due documenti che hanno per oggetto provvedimenti sostanzialmente diversi. Il primo concerne provvedimenti di revoca, l'altro provvedimenti di sospensione; e le motivazioni sono totalmente diverse.
L'onorevole Frau probabilmente prenderà la parola per ripetere quello che ci ha detto stamattina, in quanto, avendo già il discorso pronto, non ha trovato gli argomenti per inserirsi in una discussione di tipo diverso. Infatti stamattina ha parlato di un'altra mozione, quella di cui discutiamo adesso. Però, quello che voglio evidenziare è che si sceglie ancora di usare termini che mi sembra avevamo deciso di non usare tra noi e la Giunta, e tra noi e l'Assessore in particolare, che evocano quella politica del sospetto richiamata in quest'Aula da alcuni vostri interventi. Personalmente non riuscirò mai ad abituarmi a quelle frasi, che chiamano in gioco interessi da difendere, parti da difendere. Se lei conosce questi interessi la invito a riferirli, perché io al suo posto, stia tranquillo, li riferirei senza pormi il benché minimo problema.
Se lei ha qualcosa da dire, la dica, perché questa è democrazia, questa è correttezza, questa è lealtà, questo è rappresentare chi l'ha votata. Ma la politica del sospetto niente ha a che vedere con un corretto esercizio della democrazia; appartiene invece ad un'altra cultura, quella dei muretti a secco che molti cercano di cambiare ed altri, come lei, cercano di consolidare. Del resto lei, per quanto riguarda la mozione in questione, non ha sicuramente portato argomenti convincenti. Ha detto solo che non si è avuta, per quanto riguarda l'appropriatezza, nessun confronto, nessuna verifica (stavamo parlando del nomenclatore tariffario) dimenticando che fu proprio quella Giunta che istituì l'Osservatorio dell'appropriatezza nel caso della farmaceutica; Osservatorio che mi risulta sia stato soppresso proprio in queste settimane.
Lei, non avendo altri argomenti, preferisce introdursi nel discorso sulla mozione ripetendo quello che era riuscito a scrivere sui giornali in merito alla delibera di revoca sui DRG, riportando tra l'altro dati non reali, completamente fuori dall'argomento e, in ogni caso, citandoli senza cognizione di causa. Quando lei premette che le delibere in oggetto riguardano argomenti per addetti ai lavori, dimentica che in quest'Aula, quando si parla di argomenti come questi e come tanti altri, dobbiamo essere tutti pronti a diventare addetti ai lavori; anche la terminologia deve essere quella adeguata e conseguente; chi non comprende è meglio che non intervenga e non si cimenti in pericolose elucubrazioni.
Per quanto riguarda l'illegittimità degli atti posti in essere dalla Giunta, io non intendo sostenere che l'Assessore non si preoccupi della correttezza del suo operare, ma ritengo che dovrebbe farsi consigliare da persone capaci di indicargli la via corretta per raggiungere il suo legittimo obiettivo politico. Gli stessi obiettivi si possono conseguire adottando atti legittimi anziché commettendo errori che portano alla censurabilità giuridica dell'atto; è un suggerimento, non un'accusa.
Così come riferito poc'anzi dal collega Oppi, questi suggerimenti li abbiamo espressi anche sede esame dell'assestamento del bilancio. Vi abbiamo detto, per esempio, che quell'articolo che prevedeva un prelievo dei 2 milioni e 500 mila euro è sbagliato, perché quella somma può essere prelevata da quel capitolo; così come, con altri emendamenti approvati ieri in Commissione, abbiamo modificato delle UPB perché sbagliate. Sono tutti atti di collaborazione che ritengo utili, necessari ai fini di un'attività normativa efficace e legittima.
Ma esaminiamo adesso i profili di illegittimità degli atti posti in essere dalla Giunta. La sospensione, diversamente dalla revoca, è un provvedimento col quale l'Amministrazione, in via provvisoria e cautelare, sospende l'efficacia di un proprio precedente atto al fine di evitare che la sua esecuzione produca conseguenze pregiudizievoli. Il provvedimento di sospensione deve essere adeguatamente motivato con riferimento all'urgenza di provvedere, ai presupposti di fatto e di diritto su cui si fonda, allo specifico interesse pubblico, concreto ed attuale, alla sospensione del provvedimento.
Di fatto nessuno dei provvedimenti in materia sanitaria adottati dalla Giunta regionale nella seduta del 25 agosto 2004, possiede i requisiti di legittimità richiesti dall'ordinamento. Infatti, così come anche per la revoca, non si dà conto alcuno dell'eventuale mutamento delle circostanze di fatto, né di una nuova e diversa valutazione dell'interesse pubblico non viene esplicitato l'interesse pubblico concreto ed attuale la cui tutela impone l'adozione dell'atto di revoca o di sospensione. Ho anche citato le giuste osservazioni in questo caso che l'Assessore ha mosso al direttore generale della A.S.L. 5, perché anche in quel caso quella delibera manca dei presupposti di legge.
Non si dà conto del procedimento di ponderazione degli interessi pubblici e privati implicati, né delle ragioni della prevalenza dell'interesse pubblico perseguito con il ritiro o con la sospensione rispetto all'interesse pubblico al mantenimento del provvedimento e agli interessi dei privati che su esso abbiano fatto legittimo affidamento. Non si dà conto dell'avvenuta comunicazione dell'avvio del procedimento come previsto dall'articolo 7 della legge numero 241 del 1990, né delle ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze. Specificatamente negli atti di sospensione non vengono esplicitate le ragioni d'urgenza che sole legittimano l'adozione di un atto di natura cautelare. Si tratta dunque di atti assolutamente invalidi e illegittimi che di certo non uscirebbero indenni dal controllo del giudice amministrativo. Vista la genericità delle motivazioni adottate dall'Assessore, e fatte proprie dalla Giunta regionale, è evidente infatti che gli atti adottati non hanno natura amministrativa ma politica.
E veniamo alle enunciazioni politiche. Vede Assessore, io purtroppo non avendo la possibilità o l'occasione di parlare con lei, mi devo riferire a quello che viene riportato virgolettato dalla stampa sulle sue dichiarazioni. Su tutte le frasi virgolettate noi abbiamo la possibilità di pronunciare un intervento di rettifica, anche se non venivano mai ascoltati.
Come vengono presentate le delibere di sospensione? Si dice: "Si bloccano 24 primariati". Ora, onorevole Frau, mi riferisco a lei perché ha svolto una lezione di dubbio gusto su queste delibere, quando si parla di 24 primariati si deve sapere, e credo che questo l'Assessore lo sappia perché è in tutta Italia così, che non si possono istituire immediatamente 24 primariati. Innanzitutto queste delibere vengono adottate sul richiesta dei direttori generali…
FRAU (Progr. Sardegna). A che cosa si sta riferendo?
CAPELLI (U.D.C.). Alle sospensioni, sto parlando dell'argomento all'ordine del giorno, non di quello di cui ha parlato lei prima; quando si dice che vengono istituiti dei primariati, si dimentica che queste delibere vengono adottate su proposta dei direttori generali, non su iniziativa dell'Assessore, perciò si è data risposta a queste richieste nei tempi che si avevano a disposizione. È inutile quindi che continuiate a sottolineare (e vi prego di smetterla) che le delibere sono state approvate da aprile a giugno; forse qualcuno avrebbe preferito l'inerzia soltanto per il fatto che c'ero io alla guida di quell'Assessorato a fine legislatura?
Voi state dicendo alla gente - ecco il populismo, ecco la demagogia - che quelli erano atti elettorali. Il mio collegio non è Oristano, il mio collegio non è Alghero, il mio collegio non è Sassari, il mio collegio non è Iglesias, il mio collegio non è l'Ogliastra, il mio collegio è Nuoro. Se quindi vogliamo anche in questa circostanza parlare in mala fede allora posso terminare il mio intervento perché non ho più niente da dire.
Si tratta di atti predisposti nelle more dell'approvazione del piano sanitario regionale, in presenza del provvedimento di razionalizzazione ospedaliera approvato dalla Giunta regionale nel 2001 e dalla Commissione consiliare. E' vero anche che non erano atti arrivati alla conclusione del loro iter, però erano atti richiesti dal territorio, erano atti richiesti, punto. Richiesti, e condivisi dal sottoscritto.
Possiamo anche parlare della radioterapia a Nuoro per esempio, dell'oncologia medica, dell'oculistica nell'iglesiente o a Oristano? O vogliamo parlare della situazione della clinica Tommasini di Ierzu? O vogliamo parlare della riabilitazione cardiologica? O vogliamo parlare di tutte queste delibere che sono state sospese? A chi giova?
Anche i concorsi per i primari, da voi tanto sottolineati, sono gestiti dai direttori generali con una commissione dove neanche un componente viene nominato dall'Assessore. Si tratta quindi di concorsi, che andavano gestiti, se si intende mandarli avanti, se non si avrà qualche ripensamento in merito (gestiti tra virgolette, perché non credo che ci siano gestioni dirette) da parte dell'attuale maggioranza. Quindi erano provvedimenti che nell'immediato benefici elettorali e politici non ne potevano produrre.
Oppure vogliamo parlare dell'ospedale di Ghilarza dove si interviene sospendendo la delibera di istituzione della struttura complessa di ostetricia? O se volete possiamo anche parlare, se fa comodo a qualcuno, di quanto è avvenuto in ostetricia e ginecologia a Oristano, di come è andata a finire, e di quanto abuso e strumentalizzazione politica ci siano stati nell'utilizzo di quelle delibere adottate dal direttore generale. O vogliamo parlare di come è finita e di chi oggi dirige quel reparto? Parliamone, sono qui, aspetto la replica per poterne parlare se qualcuno vorrà affrontare l'argomento.
FADDA Paolo (La Margherita-D.L.). Se vuoi presentiamo un'interpellanza!
CAPELLI (U.D.C.). O presentiamo una interpellanza, ha detto bene Fadda.
Si è parlato anche dei cuori artificiali. La delibera sui cuori artificiali, per lo meno secondo la mia interpretazione (poi non conosco le interpretazioni "cagliaritane" del caso) è stata proposta per arrivare ai lunghi di attesa per i trapianti di organo da donatore. Con l'intervento dei cuori artificiali si poteva efficacemente capire questo arco di tempo. Successivamente, invece, scopro i numerosi giochetti che stanno dietro la creazione di queste strutture. Ma il fine dell'istituzione di queste strutture era realmente quello di cui ho parlato.
In ogni caso si tratta di interventi attuati su proposta dei direttori generali e con il parere di legittimità della strutture, e sono stati attuati a costo zero perché (poi parliamo di costi diretti, indiretti ed indotti se si vuole, possiamo arrivare anche ai costi indotti quando si vuole proprio trovare il pelo nell'uovo) i posti letto devono essere riconvertiti e non si possono inventare.
Altre strutture complesse sono state previste mediante la trasformazione di strutture semplici già esistenti ed operanti; le motivazioni sono sempre legate alla situazione epidemiologica e di tipo organizzativo e l'iniziativa parte da proposte dei direttori generali, gran parti delle quali, se non tutte - e vado a memoria - presentate nel 2001. Perciò si è data risposta a provvedimenti presentati e richiesti dai direttori generali nel 2001. E vi lamentate che si è avuto il buon senso di intervenire per offrire una risposta attesa da circa tre anni.
Queste sono motivazioni che sono state riportate nel corpo della delibera, ma soprattutto dalla stampa, stampa che non è responsabile in ogni caso, perché riporta sempre e comunque quello che noi diciamo, e se ciò non facesse noi abbiamo il diritto di chiedere la rettifica di quanto ci viene attribuito. Perciò ritengo che in queste delibere di sospensione si sia effettivamente - non riesco a fornire altra spiegazione - perseguita quell'azione politica di demolizione di quanto avvenuto nella precedente gestione e nella precedente Giunta.
Poi c'è l'ultima: "Linee di indirizzo in materia di residenze sanitarie ed assistenziali, centri diurni integrati", una, delibera che non inventa niente, che riordina totalmente un settore disciplinato, se non sbaglio, da otto o nove delibere precedenti. Perciò spiegatemi voi la ragione di queste sospensioni. In questo caso sarà molto importante per me, più che la discussione della mozione, l'esito del voto. Certo, con una forma di governo parlamentare probabilmente l'esito del voto sarebbe diverso perché col sistema attuale si ha paura di votare, per quella forma di ricatto esercitato dal Presidente: "Attenti a come votate, perché secondo come votate vi mando tutti a casa". E ciò non va sicuramente a favore della dignità del Consiglio. Sono pertanto curioso di vedere come, in sede di appello nominale, molti colleghi voteranno e che tipo di responsabilità si assumeranno su delibere che precedentemente hanno avvallato, sostenuto e richiesto.
È arrivato il momento che tutti pubblicamente si assumano la propria responsabilità; io mi assumo la mia riconoscendo che le delibere sono legittime, opportune e necessarie. Voglio ricordare soltanto una cosa, che non vuole essere però un atto d'accusa: giovedì 30 settembre 2004 è apparso sulla cronaca di Nuoro, un articolo dal titolo …
PRESIDENTE. Venti minuti. La prego di concludere.
CAPELLI (U.D.C.). La invito ad essere più equo Presidente, perché non ho mai sforato.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, lei è stato ascoltato da questo Consiglio per 49 minuti.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, non ho mai sforato, il suo richiamo mi sembra inopportuno in questo momento.
PRESIDENTE. No, lei ha sempre sforato, ed oggi in modo particolare.
CAPELLI (U.D.C.). Comunque concludo. Dicevo, sulla cronaca di Nuoro del 30 settembre è apparso un articolo dal titolo: "Volo in ritardo, muore a bordo. Oltre due ore in attesa dell'elicottero del 118." E leggo un commento solo: "Assessore" -ritengo peraltro che non si volesse responsabilizzare la persona, per lo meno io così lo interpreto - "purtroppo alla morte non si può chiedere di ripassare fra tre mesi". Credo che tutto ciò meriti un'opportuna riflessione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, non mi costringa a toglierle la parola e non faccia richiami all'equità perché in equità abbiamo abbondato stasera in occasione delle discussioni di queste due mozioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che hanno dieci minuti di tempo a disposizione per svolgere intervento.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, sarò molto più breve così potrò lasciare qualche minuto a qualche altro collega di Gruppo, però ritengo doveroso intervenire anche su questa seconda mozione per denunciare, ancora una volta, la fretta con la quale alcuni atti sono stati sospesi. Sì, dico la fretta, perché sono convinto, anzi "straconvinto", che prima di adottare quest'atto l'assessore Dirindin non abbia effettuato nessuno studio, e lo denuncio anche qui, e mi meraviglia che un mio amico quale l'assessore Dadea in quella Giunta non si sia astenuto su almeno uno dei ventiquattro atti di sospensione delle delibere.
Io sono un operatore della sanità dell'ospedale Brotzu, ho fatto il sindacalista per anni, dottoressa, conosco morte, vita e miracoli di quell'ospedale, essendo stato uno dei primi ad essere stato trasferito dall'allora Assessore della Sanità Emanuele Sanna per "tirare su" quell'ospedale, per far bandire le prime gare d'appalto. Deve sapere, che la riabilitazione cardiologica in Sardegna, Assessore, oggi è tutta in mano al privato, e per questo andava tutelato il settore pubblico. Quel direttore generale ha proposto la delibera all'Assessorato tre anni prima che l'onorevole Capelli la portasse in Giunta, dopo vari studi, dopo che la Regione Sarda - l'assessore Paolo Fadda ne sa qualcosa- aveva finanziato in quella struttura la realizzazione di palestre e quant'altro. Poi arriva lei ed in appena venti giorni d'attività sospende anche quella delibera.
Lei ha sospeso anche la delibera relativa al centro di malattia dismetabolico; deve sapere che anche quel centro è l'unico centro di riferimento regionale, assessore Dirindin, non c'è nessun altro centro che cura quei malati. Stamattina sono andato a verificare: arrivavano dal Nuorese, da Gairo e quant'altro per essere seguiti dal centro dismetabolico dell'ospedale Brotzu di Cagliari; come fa quindi a dire che ha svolto uno studio prima di adottare questi atti? Le stroke unit nel resto dell'Italia sono una sessantina, e la maggior parte di queste curano un centinaio di persone all'anno; sa quanti malati di ictus si rivolgono al Brotzu? Almeno cinquecento all'anno. Se lei avesse letto tutte le motivazioni probabilmente non avrebbe adottato questi atti di sospensione.
Ecco perché mi resta il dubbio che siano stati adottati senza criterio - mi passi l'espressione - con superficialità. E mi viene anche un altro dubbio: come mai i funzionari hanno espresso parere favorevole quando l'assessore Capelli ha portato gli atti in Giunta e magari gli stessi funzionari hanno espresso parere contrario dopo? Oppure il parere dei funzionari dopo non è stato richiesto? Non lo so, non ho visto gli atti, ma sarei curioso di conoscere da lei - assessore Dirindin - se esistono questi pareri. Io la invito comunque, assessore Dirindin, senza voler aprire nessuna polemica, ad essere più umile, perché lei in sede replica della mozione precedente non doveva trattarci così. Noi operiamo nell'interesse della gente; queste mozioni non sono state presentate perché vogliamo bloccare il Consiglio su questi argomenti per motivi politici, ma sono state presentate perché sentiamo quei problemi e li vogliamo affrontare con un unico obiettivo: perseguire gli interessi dei sardi.
Il collega Capelli, nella sua illustrazione, rivolgendosi a molti colleghi presenti qua dentro ha affermato che se fossero conseguenti dovrebbero votare a favore di questa mozione, perché più d'uno, a suo tempo, aveva sollecitato i provvedimenti sospesi dalla Giunta. E magari invece oggi, stando dall'altra parte, voteranno pure contro.Resta comunque e sempre un dato, e cioè che lei non conosce la realtà della sanità in Sardegna: perché provvedete a sospendere e a revocare ma poi dimenticate di porre in essere gli atti necessari per programmare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LOMBARDO
(Segue CAPPAI.) Ed allora ho ragione io a sostenere che lei ha adottato quegli atti perché le è stato richiesto di sospendere tutto, di verificare tutto quello che ha fatto la precedente Giunta, anche se in venti giorni non era materialmente possibile farlo. Io, comunque, conoscendo quell'ospedale, la invito ancora una volta, così come ho fatto in precedenza, a riflettere un pò di più e ad emanare un atto che ridia vigore a quelle delibere che lei ha sospeso; e la invito pure a recarsi nel reparto di neurologia del Brotzu, al centro malattie dismetaboliche del Brotzu e al centro di recupero cardiologico sempre del Brotzu: vedrà la gente in fila e i corridoi pieni. E grazie a Dio ci sono medici competenti.
Lei non deve dimenticare che il Brotzu è un ospedale ad alta specializzazione a carattere nazionale, e la stroke unit in quel contesto si sarebbe inserita benissimo. Lei ha sospeso anche quella. Probabilmente gli elementi di cui era in possesso non sono stati sufficienti a permetterle una scelta ponderata. Probabilmente ha ragione il mio collega Capelli: aleggia anche qua dentro il sospetto che quelle delibere fossero state presentate per nominare ventiquattro nuovi primari. Il motivo era un altro, invece, assessore Dirindin: si voleva rendere un servizio all'utenza. Lei ha affermato, nella precedente replica: "Bisogna analizzare i problemi e offrire risposte ai cittadini". Da operatore della sanità le posso garantire che anche queste erano risposte per i cittadini; per i cittadini che arrivavano da tutte le parti dell'Isola per servirsi di quelle strutture. Lei, invece, non preoccupandosi del danno che poteva arrecare, ha preferito adottare un atto di sospensione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente, anche perché su quest'argomento, per un fraintendimento, alcune cose sono state già dette dai colleghi dell'opposizione, che continuano a sostenere che le due mozioni sono spinte da un'unica motivazione: quella della chiarezza.
Credo invece che sia opportuno riprendere alcuni argomenti che stanno sempre più emergendo, e mi pare di poter dire che forse la materia del contendere non è proprio il contenuto delle delibere, perché altrimenti, se così fosse, l'onorevole Capelli avrebbe trattato l'argomento in maniera più dettagliata. Invece ha parlato di altro; non ha difeso le delibere a suo tempo assunte, che peraltro io ritengo possano essere tutte legittime, almeno nell'intendimento con cui le assunse in qualità di Assessore della precedente Giunta. Ha parlato di altro, ha spaziato su tutto e non ha giustificato nessuna delibera; nessuna di queste delibere.
Ha affermato che non interessano presidi sanitari rientranti nel suo collegio elettorale, e ha utilizzato il tempo del suo lungo discorso per cercare di muovere ulteriori accuse nei confronti di chi parla e dell'onorevole Frau, accusati di non aver compreso la differenza tra atti di sospensione e atti di revoca. Ha cercato poi di giustificare le accuse nei confronti dell'Assessore affermando che non erano rivolte alla persona, bensì agli atti da essa posti in essere, senza che sia chiaro quale sia la differenza.
Mi sembra che l'onorevole Capelli abbia utilizzato il tempo a sua disposizione più per parlare a vanvera che per spiegare le ragioni che stavano alla base degli atti da lui emanati. Ha affermato che le delibere non si riferivano a strutture sanitarie del suo collegio elettorale. Invece almeno due incidono su strutture sanitarie del Nuorese; certo, questo non vuole dire niente...
OPPI (U.D.C.). Cambia quel "a vanvera".
AMADU (U.D.C.). "A vanvera" non è rispettoso del collega!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, per cortesia, consenta al collega Masia di svolgere il suo intervento.
MASIA (Gruppo Misto). Io non ho interretto nessuno e sarò breve. È altrettanto rispettoso quanto accusare qualcuno di non aver capito niente, onorevole!
PRESIDENTE. Onorevole Masia, per cortesia, prosegua nel suo intervento.
MASIA (Gruppo Misto). Comunque sia, io sono d'accordo che con quelle delibere non stava curando il suo collegio; probabilmente lo stava curando molto di più quando ha approvato la delibera relativa alla pubblicità, dove molte radio facevano capo proprio al collegio dell'onorevole Capelli.
Certo c'è anche da fare un'altra considerazione. L'onorevole Capelli sostiene di aver soddisfatto le richieste dei direttori generali per quanto riguarda le assunzioni; ha soddisfatto le richieste dei direttori generali quando queste erano rivolte a creare nuove strutture complesse, 24 nuove strutture complesse, come si è già detto, ed otto strutture semplici. Però io credo che ai direttori generali occorresse dire che forse bisognava un po' calmarsi con la richiesta di nuovo personale. Sono state presentate diverse interpellanze che attendono di essere discusse sulle spropositate assunzioni effettuate attraverso le società interinali a Nuoro e a Lanusei. Ci si è quindi interessati di alcune cose, se ne sono trascurate delle altre, probabilmente proprio perché c'erano delle esigenze, come qualcuno cerca di negare, di tipo elettorale.
Io credo che quelle delibere, lo stavo dicendo, presentino un grande difetto: il difetto di essere state assunte in assenza di un piano sanitario regionale. Se fossero state attuate, infatti, potevano, ripeto, configurarsi come modifica sostanziale dell'organizzazione della rete ospedaliera, sulla quale, ribadisco, è competenza del Consiglio intervenire. Su questo punto è intervenuto l'onorevole Oppi affermando: "Sì, è vero che noi abbiamo il dovere, in qualità di Consiglio, di intervenire su atti di programmazione fondamentale". L'onorevole Oppi non può negare che la Presidenza della Commissione ha operato per cercare di ridurre il contenuto programmatico del protocollo d'intesa, rinviando a momenti successivi, all'opportunità della Commissione, di entrare nel merito, perché noi, come altre Commissioni, riteniamo che debba costantemente essere salvaguardato il ruolo di questo Consiglio.
Detto questo, colleghi, io continuo a sostenere che bene abbia fatto l'Assessore a sospenderle, per la semplice considerazione che, pur essendoci all'interno di queste delibere qualcuna che ha motivi per essere confermata, non dobbiamo dimenticare che la programmazione è un atto fondamentale al quale noi vogliamo arrivare velocemente. Comunico già da adesso - perché questa è la decisione dell'Ufficio di Presidenza - che avremo presto un incontro con l'Assessore, un'audizione, per cominciare a conoscere lo "stato dell'arte" relativamente a ciò che si sta facendo in direzione del piano sanitario. È necessaria trasparenza, sono necessari atti di programmazione concreti sui quali tutti quanti possiamo fare affidamento, in maniera tale che non ci siano smagliature, in maniera tale che non ci siano sospetti, in maniera tale che ci sia quello spirito auspicato dall'onorevole Oppi, per il quale tutti quanti, mi creda, da un punto di vista proprio di onestà intellettuale ritengo siamo portati a operare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo alla mozione Capelli e più che anch'io ho sottoscritto, vorrei non estraniarmi dall'entrare nel dibattito per esprimere alcune considerazioni riguardanti una scelta della Giunta regionale che a me pare assolutamente incomprensibile.
Questa Giunta regionale appena insediata si è affrettata a prendere tutta una serie di provvedimenti che in alcuni casi, anche per dichiarazioni, rese testè anche dall'Assessore, hanno un sapore quasi punitivo o di denuncia nei confronti dell'opinione pubblica. Ora ben vengano le denunce quando servono a chiarire all'opinione pubblica e al Consiglio come vengono spesi i soldi della sanità sarda. Però, signor Assessore, professoressa Dirindin, lei è una persona sicuramente competente, ma non può far credere a un consigliere che ha la ventura anche di essere medico, che una delibera come questa, che sospende l'istituzione di responsabili, di strutture complesse (tredici o quattordici se non ricordo male) nell'amministrazione sanitaria della Sardegna, fosse urgente e allo stesso tempo priva di significato politico, perché improntata solo al risparmio e alla razionalizzazione della spesa pubblica.
A me viene infatti naturale pensare a quello che in quel periodo è successo in Sardegna. Mi riferisco, per esempio, all'attuazione di un centro di trapianti di midollo; io non riesco a capire perché sia stato autorizzato. In Sardegna esistono già tre centri di trapianti di midollo, ora se ne istituisce un quarto; vorrei a questo punto che venisse resa edotta l'Aula su quanti centri di trapianti di midollo esistono in tutta l'Italia e negli Stati Uniti e operare un raffronto tra il numero di centri di trapianti di midollo che esistono in Sardegna, per far capire a quale enorme spreco di risorse siamo andati incontro.
Centri quali quello nuovo di trapianti di fegato vengono autorizzati dalla Giunta regionale in presenza di una casistica che forse non ne giustificherebbe neanche la presenza di uno, a meno che non lo si voglia giustificare soltanto per il fatto che i consulenti arrivano dal Piemonte. Considerato che in Sardegna da un po' di tempo a questa parte i dirigenti dei policlinici sono piemontesi, e i consulenti arrivano dal Piemonte, non vorrei che la nuova politica sanitaria della Sardegna consistesse in ciò.
Peraltro questi dirigenti di struttura complessa, oltre ad essere persone meritorie, devono essere proposti dai direttori generali delle A.S.L., e prima di loro dai responsabili dei dipartimenti o dai primari al direttore generale, sempre tra quei medici che possono vantare meriti nei confronti dell'assistenza sanitaria sarda. Poiché non si tratta di nuovi primari, ma di un riconoscimento organizzativo, attribuito a chi percepisce già uno stipendio della ASL, il risparmio derivante dalla sospensione potrebbe aggirarsi sulle 400 o al massimo 500 mila lire al mese per ognuno di loro; quindi un risparmio totale intorno ai 100 milioni di lire.
Vede, Assessore, è noto il caso di un collega che ha mandato avanti l'attività di trapianti della Sardegna per anni - parlo del conosciutissimo e defunto dottor Ricchi, morto nell'espletamento del suo lavoro in un incidente aereo - e che non era neanche responsabile di struttura complessa. Ci sono numerose persone che agiscono e lavorano nella sanità con dignità, con competenza e che sono assolutamente sottopagate rispetto ai colleghi che lavorano con altrettanta dignità, con altrettanta competenza, con altrettanta dedizione nelle regioni del Nord e del Nord est. Eppure non mi risulta che i medici sardi siano meno competenti e che abbiano meno diritto di essere nominati.
Il risparmio e la razionalizzazione non devono essere conseguiti soltanto a discapito di chi lavora, perché a me sembra che questo atto sia soltanto punitivo nei confronti di questi medici. Forse ne esistono anche altri in Sardegna che avrebbero diritto e che attendono di essere nominati, e io mi aspetto, se esistono, che lei li nomini, perché ciò costituirebbe il riconoscimento dell'attività da loro svolta. In certi settori, pur in assenza di risorse, noi eroghiamo delle prestazioni sanitarie di qualità; ben vengano pertanto i riconoscimenti a tutti gli operatori, dall'ultimo degli infermieri ausiliari agli infermieri professionali, ai medici e a tutti coloro che lavorano in queste strutture.
Io non capisco proprio perché si voglia tagliare su questa voce, non capisco perché si chieda la revoca di questa delibera e contemporaneamente ci si rifiuti di portare avanti una seria politica di razionalizzazione della spesa sanitaria. Perché se razionalizzare vuol dire che dobbiamo spendere meglio e avere un costo proporzionato ai benefici, equo e giusto, siamo d'accordo, ma se contemporaneamente si incoraggiano gli sprechi, si inaugurano dei reparti dei quali non abbiamo assoluta necessità allora mi sembra che tagliando voci come queste non si faccia un dispetto all'avversario politico, ma lo si faccia a tutti quegli operatori della sanità che sono delle persone dabbene, capaci, sicuramente meritevoli, e in ultima analisi lo si faccia alla sanità sarda.
Io voglio capire se in Sardegna non abbiamo un centro di riabilitazione serio per i post-acuti del post-infarto, ed abbiamo avuto soltanto per un breve periodo un centro privato nel quale poi lavoravano, anche i colleghi della sanità pubblica - e ci sarebbe da discutere anche su questo - perché non incoraggiare la nascita della riabilitazione del post-infarto nel pubblico? Lei bene avrebbe fatto a meditare su ciò che faceva, perché è giusto che venga incoraggiato questo settore della sanità ed è giusto anche che chi lo porta avanti ottenga quel giusto riconoscimento.
E' bene riflettere a fondo prima di assumere certi provvedimenti. Lei assessore Dirindin sicuramente non conosce il mondo sanitario della Sardegna come magari ha la ventura di conoscere il collega Dadea, che senz'altro le potrà offrire dei buoni consigli, però noi ci aspettiamo ugualmente qualcosa di serio per la sanità, che questo immobilismo cessi, che la carenza del piano sanitario regionale finalmente venga colmata (è una lacuna della quale non possiamo più fare a meno di chiedere l'eliminazione) e che quindi possono essere approvati tutti gli atti seri di programmazione sanitaria che da lì devono discendere. Ecco perché ci siamo lamentati quando è stato siglato il protocollo d'intesa tra policlinico e aziende ASL: perché mancava il piano sanitario regionale, che dovrebbe prevedere procedure e bisogni e offrire le indicazioni opportune.
Noi come primo atto programmatorio chiediamo questo, altrimenti errori come questi saranno destinati a ripetersi e noi continueremo a fare altre brutte figure.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Prog. Sardegna). Signor Presidente, colleghi, io commenterò brevemente una delle delibere di cui è stata chiesta la revoca, e quella concernente la pubblicità istituzionale, in pratica la pubblicità dell'Assessorato della sanità. In che cosa consiste questa pubblicità? Si tratta di inserzioni sui mezzi di informazione, diffusione di libri, programmi televisivi. Bene, queste attività non sono frutto di alcun disegno organico, di alcun programma, nel senso che...
PRESIDENTE. Onorevole Gessa, lei sta intervenendo sulla mozione precedente che è stata già discussa. Siamo passati alla mozione successiva.
GESSA (Prog. Sardegna). Questa delibera revocata contiene molti difetti delle delibere revocate: non esiste infatti chi decide sulla qualità, chi decide sugli interventi, chi valuta i risultati. Si tratta di elargizioni, di 450 mila euro di danaro pubblico senza che esista alcun filo conduttore. Faccio un esempio: ci sono dei libri che molto probabilmente non sono stati letti neanche dall'autore; programmi televisivi dai nomi anche fantasiosi, come "Pillole". Manca quindi una pianificazione. A me pare più una pubblicità per chi elargisce i soldi che non per l'Assessorato della sanità.
La pubblicità è importante, i messaggi sono importanti e hanno una rilevanza enorme. Voi pensate a quanto si ironizza sulla scritta: "il fumo uccide". Perché non mettere allora, per esempio, "rende impotenti"? Oppure: "la droga ci spegne"; tutti i tossicodipendenti sanno che la droga "accende" spesso. È necessaria, inoltre, anche una maggiore razionalità nella spesa. Ci sono giornali la cui diffusione sarà, al massimo, di duecento copie, eppure ricevono soldi; ovviamente non servono per la propaganda nel giornale, ma servono per aiutare legittimamente gli editori dei giornali stessi.
A me sembra che ciò che manca in questo caso, come manca anche per le altre delibere che sono state revocate, è l'atto che necessariamente dovrebbe precederle: il piano sanitario regionale. Cioè prima occorre stabilire il quadro generale e poi decidere cosa fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io cercherò, in questa seconda parte del mio intervento (la prima riguardava la mozione precedente), sviluppare quel ragionamento che avevo iniziato e non portato a compimento.
E nel continuare il ragionamento ovviamente è assai difficile non tenere conto delle risposte che l'assessore Dirindin ha già fornito, anche se noi ci siamo posti, come metodologia di svolgimento della discussione odierna, il criterio di tenere separata la discussione sulle due mozioni.
Qualche collega ha avuto anche materialmente difficoltà a scindere i due temi in discussione, ed è normale che così sia. Tutto ciò però ha un vantaggio, perché ci ha permesso di ascoltare dalla viva voce dell'Assessore alcune considerazioni che rendono senz'altro più facili le ulteriori riflessioni, almeno le mie. E devo dire che coseni concetti che l'Assessore ha espresso io trovo elementi di condivisione ed elementi su cui non riesco ad essere d'accordo. Ritengo, infatti, che sicuramente - nonostante l'Assessore abbia fatto gli straordinari dal momento in cui ha iniziato la sua opera all'interno dell'Assessorato -chi arriva nell'Isola senza conoscere la realtà della sanità sarda, necessiti di un periodo di rodaggio. E' possibile che nelle revoche che sono state effettuate ci sia anche traccia di questo rodaggio, ed è forse uno scotto che viene pagato da chi comunque impatti con una realtà che non può conoscere nel dettaglio.
Devo dire che quando è stato fatto il nome di un Assessore piemontese per la Sardegna personalmente non mi sono unito al coro di sdegno, che forse era figlio dei famosi "panini sardi" dell'aeroporto di Elmas, ma ho detto, a nome dei Riformatori, in più di una circostanza, che non avremmo chiesto la carta d'identità e il luogo di nascita dell'Assessore, ma lo avremmo giudicato sui fatti. Ricordo che quando ero ragazzino circolava un proverbio di Mao che recitava: "il gatto non ha importanza per il colore, ma per il fatto che acchiappi i topi". Noi ci adeguiamo.
Forse la circostanza di essere piemontese la aiuta in altre situazioni, nel senso che è estranea a ragnatele e trasversalità che noi tutti quanti abbiamo conosciuto nella realtà sarda e che forse a lei, che non ha cugini, che non ha compagni di classe, che non ha fratelli, che non ha amici di famiglia in Sardegna sono risparmiate, e quindi può godere di una libertà di manovra maggiore.
Per quanto riguarda i DRG, mi permetta, Assessore, io continuo a non essere convinto di quella distinzione che lei ha aperto tra DRG e radioterapia, dicendo che i DRG servono ai produttori di prestazioni mentre la radioterapia serve al paziente. I DRG servono al paziente ugualmente, perché noi abbiamo avuto in Sardegna - forse lei non ne ha avuto contezza essendo arrivata dopo - in un settore che è stato ricordato più volte durante il dibattito in Aula, e cioè la cardiochirurgia, abbiamo avuto la disgrazia di avere un reparto efficiente che però aveva una lista d'attesa di sei - ottocento persone all'anno perché non era in grado di fornire le prestazioni cardiochirurgiche che venivano richieste. Non era in grado non perché non fosse capace di aumentare il numero degli interventi e il numero delle prestazioni; non era in grado in quanto la retribuzione a DRG di queste prestazioni comportava per ogni prestazione una perdita economica per l'ospedale e non un intervento economicamente in attivo o in pareggio. Per cui si verificava il paradosso che i pazienti sardi in lista d'attesa presso la cardiochirurgia del Brotzu andavano a farsi operare fuori Sardegna dove noi pagavamo dei DRG ben differenti da quelli che venivano pagati in Sardegna, in ospedali che assumevano infermieri, assumevano medici, aggiornavano tecnologicamente le macchine attraverso i maggiori DRG pagati dalla Sardegna.
Quindi, il problema dei DRG non è un problema separato per il paziente, rispetto alla radioterapia; l'adeguamento dei DRG incide, e lei lo sa meglio di me ovviamente, nella qualità dell'assistenza e sulla garanzia del servizio esattamente come la radioterapia.
Un'altra cosa che io non riesco a condividere - e mi scuso se per caso sono caduto nello stesso errore - sono alcuni toni che lei, Assessore, ha usato, che peccano di fondamentalismo; forse lei c'è stata trascinata in questi toni, però quando ha affermato: "Abbiamo sospeso beneficenza", probabilmente qualcuno si sarà sorpreso più di me. Io le auguro che questo non sia un boomerang che ritorni nella sua testa o nella testa della sua Giunta, esattamente come è successo al Presidente Soru quando, in un intervento nei toni difficilmente comprensibile, contestò ai singoli consiglieri di aver usato il telefonino per rispondere in Aula, o di essersi allontanati un attimo per bisogni fisiologici, gli stessi bisogni per i quali (detto tra parentesi) lo stesso Presidente Soru altre volte fece sospendere la seduta. Oggi, invece, su un argomento importante come quello della sanità non l'abbiamo neanche visto. Io immagino che il Presidente Soru abbia questioni anche più importanti di quelle che stiamo discutendo, su cui ragionare e su cui riflettere; però, forse evitare i toni fondamentalisti - e noi tutti che facciamo politica sappiamo che a poco servono - ci aiuterebbe ad aprire degli spazi di ragionamento e di dialogo che potrebbero servire a capire meglio.
Devo dire però, terminata la pars destruens, che ci sono stati degli aspetti che mi sono piaciuti nel suo ragionamento; a me piace la sua chiarezza. Io capisco tutto quello che lei dice, ho sentito bene e memorizzato ciò che lei ha affermato in e non sempre questa chiarezza è stata possibile sui temi della sanità e quindi non sempre è stato possibile apprezzarla, e intuisco anche che in ciò che ha detto (qualcuno in quest'Aula ha letto i suoi libri, tutti quanti hanno letto sicuramente con attenzione tutte le dichiarazioni che lei ha reso da quando è Assessore) che dietro tutto ciò che ha detto in venti minuti - che costituiscono uno spazio piccolo rispetto a ciò che lei sulla sanità sa e pensa di fare - c'è una filosofia di fondo strutturata e quindi che c'è la possibilità di ragionare anche nella diversità delle posizioni. Questa è una cosa importante ed utile, anche se ovviamente ad oggi non è possibile comprendere e conoscere il dettaglio di ciò che scaturisce dalla sua filosofia, perché ancora di questa filosofia non si è parlato.
Io credo che queste considerazioni siano molto importanti in una Regione nella quale - lo abbiamo sottolineato tutti, mille volte - da vent'anni manca il piano sanitario regionale,. Qualcuno ha provato a farlo: ci ha provato l'onorevole Fadda nella legislatura dal 1994 al 1999 e ci hanno provato gli onorevoli Oppi e Capelli nella legislatura dal 1999 al 2004. Ma un piano sanitario nasce da una riflessione di fondo sul sistema; riflessione che forse in questa Regione non è stata approfondita sino al punto da arrivare alla possibilità di concepire un piano sanitario condiviso che fungesse da guida per l'Amministrazione e per il governo della Regione
Devo dire che noi abbiamo anche provato a offrire qualche contributo; nella scorsa legislatura la Commissione sanità ha approvato la proposta per l'istituzione dell'Agenzia regionale della sanità, da noi concepita non come un nuovo carrozzone regionale, ma come pool di cervelli che affiancasse un Assessorato che non ha forse l'elasticità strutturale per rispondere in maniera immediata alle domande del mondo che avanza. L'agenzia poteva essere una cabina di regia, un pensatoio di poche professionalità ma eccelse che stando a fianco dell'Assessore potessero aiutarlo a risolvere i problemi. L'onorevole Dadea, che le è a fianco, quando era responsabile sanità del PDS, ebbe modo di esprimersi in un convegno pubblico a favore dell'istituzione di quest'Agenzia.
Ecco, Assessore, per concludere noi le proponiamo, noi come Riformatori - ma immagino di parlare anche a nome di altri - quello che avevamo proposto già nella scorsa legislatura quando eravamo maggioranza, e cioè un patto per la buona salute in Sardegna, un accordo da stringere tutti insieme tenendo conto che da vent'anni non ragioniamo insieme su un argomento importante come quello della sanità; sul patto per la buona salute noi siamo disponibili a ragionare, a riflettere e a confrontarci anche nella diversità, e le chiederemo, se su questo problema lei intende confrontarsi col Consiglio e con i Riformatori, e di venire e di farsi promotore in quest'Aula di un dibattito sui temi della sanità in cui ci illustrerà le filosofie d'indirizzo sulla base delle quali sta predisponendo i provvedimenti che potranno cambiare la faccia della sanità in Sardegna.
Io credo che questa decisione potrebbe costituire un momento alto di dibattito e potrebbe essere la scelta migliore per conferire veramente spessore a quelle dichiarazioni di disponibilità nei confronti del Consiglio ed anche della minoranza consiliare che tante volte noi abbiamo ascoltato dai banchi della Giunta e che speriamo si traducano oggi in atti concreti sulla sanità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, la dottoressa Dirindin qualche mese fa, ha rilasciato una dichiarazione ad una rivista non sarda del seguente tenore:"È vergognoso" - ha detto giustamente - "che per fare una radioterapia occorra andare in continente, bisogna evitare che ciò accada". Ora questa non è né l'occasione né il momento opportuno, però sarebbe interessante andare indietro e capire che cosa ha rappresentato la radioterapia in Sardegna.
In passato i sardi preferivano non andare a farsi praticare la radioterapia in un certo ospedale perché non c'erano le condizioni per poterne uscire vivi, e quindi per tanti anni è rimasto fermo l'acceleratore lineare. È poi intervenuto un contenzioso che mi pare abbia determinato addirittura il licenziamento del presunto primario. Quindi le responsabilità ci sono ed ovviamente non sono della classe politica. Io ho preso atto delle affermazioni pronunciate dal presidente Masia, venni precettato dopo una settimana e fui sottoposto ad un interrogatorio che sembrava terzo grado. Ma io credo che sia stato utile; da ciò potrebbe infatti scaturire un confronto e magari qualche suggerimento, sempre che venga ritenuto valido e che venga accolto.
Noi riteniamo che il clima possa cambiare; pensi che sulla blue tongue, con cinquecento mila capi morti, senza avere figure di riferimento qui dentro, l'opposizione di allora ma anche la maggioranza, persino l'amico Liori segretario di un partito, avevano presentato mozioni contro gli assessori dell'agricoltura e della sanità che casualmente erano entrambi dell'U.D.C. Tutti erano contrari alla vaccinazione; tutti, nessuno escluso! Io ho avuto il coraggio di optare per le vaccinazioni. Ebbene, nel territorio dove sono nato, da circa quattro anni non c'è focolaio, nel Sulcis (dove sono stati scoperti i primi focolai insieme a quelli di Capoterra) sono stato anche denunciato perché avevo disposto le vaccinazioni. Per fortuna quest'anno non si è verificato il solito malaugurato incidente di percorso che ha determinato la falcidia di tanti dei nostri ovini.
Pensi, le pecore non muoiono più eppure ne morivano tante. L'unica differenza sussistente fra il passato e il presente è che io preferivo che venissero abbattuti i capi (e quindi avevamo creato in tre mesi le condizioni per pagare i capi abbattuti) oggi invece si preferisce che i capi muoiano spontaneamente, e ciò determina lungaggini enormi, per i pagamenti.
Noi abbiamo studiato, abbiamo presentato tutto quello che c'era da presentare, persino il piano sanitario, che certamente può anche non essere preso in nessuna considerazione ma c'è; lo saranno anche duecentoventun pagine che non servono, ma c'è! Io penso che occorra cambiare rispetto al passato, perché in quest'Aula quando si è dovuto votare sulla prevenzione della quale tutti proclamavano la necessità si è chiesto il voto segreto e, grazie anche a un trasversalismo strano, il capitolo sulla prevenzione è stato bocciato. Persino per quanto riguarda il disavanzo del 2001 è stato chiesto in Aula il voto segreto. Ed è passato per un solo voto.
Noi viviamo in una situazione che è diversa; io non voglio entrare nel merito delle valutazioni, però personalmente avevo una mia forma mentis. Non ho infatti proceduto, nei quattro anni e mezzo in cui sono stato Assessore, alla creazione di nuovi servizi; persino il centro di cardiochirurgia di Sassari è stato realizzato sostanzialmente con una trasformazione di posti. Però i funzionari, che sono elastici, inizialmente contrari hanno poi dato un assenso. Forse si è trattato d'emergenza - e chiamiamola pure emergenza - ma evitiamo di fare di tutte le erbe un fascio.
Io voglio intervenire e voglio segnalarle un errore, se così possiamo definirlo. Mi riferisco alle RSA, le residenze sanitarie assistite. Vede le RSA in Sardegna non esistevano, io preparai un programma nel 1991/1992 per circa 1500 posti letto ma andò male,il Ministero si portò via i soldi, ci fu un blocco e quindi noi non potemmo procedere. Successivamente l'assessore Fadda predispose un programma parziale, prevedette una RSA a Tortolì e disse: "Nella seconda tranche inseriamo quelle pubbliche". Io ho avuto la fortuna di poter inserire le RSA pubbliche per ottocentoottanta posti, e così sono state emanate cinque delibere; lei, assessore Dirindin ha le delibere e quindi è in grado di poterle valutare attentamente.
Di queste cinque deliberazioni, poi, è stato approvato una sorta di testo unico che le racchiudeva. Adesso lei, certamente in buona fede, ha praticamente accomunato alle delibere sospese, anche questa relativa alle RSA. Sospendendo questa deliberazione inoltre ha richiamato l'articolo 7 ultimo comma della legge 241 del 1990. Ora, a prescindere dal rilievo che tale norma appare dire qualcosa di diverso rispetto a quanto affermato in delibera, alla Giunta evidentemente è sfuggito che la Regione è dotata di potestà legislativa esclusiva in materia di procedimento amministrativo, e questa potestà l'ha esercitata approvando la legge regionale numero 40 del 1990. Quindi era a quest'ultima che evidentemente ci si doveva richiamare. La legge 241 del 1990 pertanto non poteva, e non può, trovare applicazione.
La violazione è evidente - e sto evitando i termini forti - perché non solo non si rispetta la legge, e quindi di fatto si mortifica l'autonomia, ma anche perché con detta deliberazione sono stati perpetrati ulteriori atti illegittimi che possono dar luogo a danni erariali. La sospensione della delibera ha infatti bloccato tutti coloro che stavano realizzando una RSA, i quali hanno presentato ricorso al TAR perché non sanno più quali siano le tariffe, quali siano gli standard che si devono applicare, quali siano le procedure da porre in essere. Ecco, questo ha creato difficoltà obiettive e pertanto sarebbe opportuno, visto che il problema non può essere risolto in tempi abbastanza rapidi, eliminare il contenzioso.
Se l'operatore non conosce gli standard ai quali deve attenersi si potrebbe trovare nelle condizioni, qualora ciò che ha fatto non andasse bene, di dover successivamente buttare giù tutto, con tutte le implicazioni economiche facilmente intuibili. Io penso che lei sia in grado per la sua competenza, in un lasso di tempo abbastanza ristretto, di poter emanare una delibera correttiva che stabilisca gli standard e i parametri di riferimento ai quali gli operatori dovrebbero attenersi.
La delibera approvata da me, l'ultima, per esempio, prevedeva una riduzione del numero degli infermieri professionali, perché di fatto sul mercato non se ne trovano. Ma la sua delibera, evidentemente, è stata emanata su suggerimento di persone che non conoscono appieno la materia, perché nell'Assessorato dipendenti che conoscono il diritto ce ne sono pochi, tant'è che troppo spesso abbiamo perso cause per la nostra incapacità di operare puntualmente nei tempi e nei modi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, valgono anche per questa mozione le considerazioni di carattere generale già esposte sullo stato del sistema sanitario in questa Regione. Nel rispondere alle precisazioni che mi sono state richieste sulle delibere sospese cercherò di essere più sintetica e di restare nel merito di queste deliberazioni.
Incomincio col ringraziare alcuni consiglieri, in particolare dell'opposizione, che hanno assunto con i loro interventi un tono collaborativo che certamente viene apprezzato dalla Giunta e sul quale credo avremo modo di ritornare lavorando insieme. In particolare mi riferisco all'onorevole Vargiu, che ringrazio per la proposta di pensare ad un patto per la buona salute in questa Regione, che potrebbe essere quasi uno slogan per il piano sanitario, e d per la richiesta di aprire un dibattito sui temi della salute all'interno del Consiglio. La Giunta è sicuramente favorevole ad aprire il dibattito esponendo i propri orientamenti e raccogliendo le indicazioni che dalla maggioranza e dalla minoranza potranno arrivare. Quindi credo che su questo punto avremo modo di definire un processo nell'interesse di tutti.
Ringrazio anche l'onorevole Oppi per le considerazioni che ha espresso e per il tono costruttivo adoperato; mi scuso se il mio tono può essere sembrato da fondamentalista, ma non era mia intenzione. Forse sono apparsa così, però con altrettanta franchezza vorrei che la Giunta in particolare non venisse giudicata solo in base ai tempi che impiega nell'esprimere i provvedimenti, ma venisse giudicata anche in base ai contenuti degli stessi.
È vero che ci sono dei provvedimenti che sono rimasti fermi per tre anni, che sono stati adottati soltanto al termine della precedente legislatura e sui quali in tempi relativamente brevi, la Giunta ha deciso di intervenire. Però, la discussione dovrebbe restare sul merito dei provvedimenti e non sui tempi richiesti per la loro adozione. Così come - se mi permettete una debolezza personale - vorrei una volta per tutte che si superasse l'ostacolo della mia carta d'identità, anche perché, come ha precisato il presidente Soru sin dall'insediamento, i provvedimenti della Giunta sono assunti dalla Giunta e non dai singoli Assessori. Allora è vero che io forse conosco meno la Regione Sardegna di tutti voi, ma è vero anche che la Giunta è composta da persone che conoscono molto bene questa Regione, ed è vero anche che comunque i provvedimenti sono adottati avendo come base le analisi e le informazioni che è possibile reperire all'interno dell'Assessorato ed anche fuori dall'Assessorato.
Quindi, se mi posso permettere, in tono confidenziale quasi amicale, vorrei che il patto fosse "entriamo nel merito delle questioni a prescindere dai tempi e a prescindere dal luogo di nascita di chi firma, e che è chiamato in questo momento a rivestire pro tempore un certo ruolo.
Che cosa dire riguardo alla prima parte delle mozioni sulle delibere sospese, con riguardo all'istituzione di strutture ospedaliere? Capisco che i proponenti la mozione possano avere interpretato quei provvedimenti come decisioni politiche persecutorie (mi pare che sia stato usato questo termine); capisco che possano essere stati interpretati così. È stato più volte detto che non era questo lo spirito con il quale sono stati adottati e che comunque sono il frutto delle analisi che qui riporto in modo molto sintetico. Dal 20 aprile al 16 giugno del 2004, la Giunta regionale ha adottato dieci deliberazioni con le quali sono state autorizzate ventiquattro strutture complesse ed otto strutture semplici in numerosi presidi della Regione. Trentadue strutture autorizzate in meno di due mesi, per l'esattezza in cinquantasei giorni. Nei quattro anni e mezzo precedenti, cioè a partire dal 1999 fino all'aprile del 2004 erano state adottate soltanto tre deliberazioni, di cui una soltanto riguardante l'istituzione di strutture complesse e due riguardanti l'attivazione di strutture semplici. Quindi, in quattro anni e mezzo era stata istituita una sola struttura complessa, in meno di due mesi ne sono state istituite ventiquattro.
Certo non può che stupire l'affollamento in questa fase terminale della legislatura di delibere di attivazione di strutture complesse; è certo che questi provvedimenti sono stati assunti in assenza di un piano sanitario regionale, lo ha detto qualcuno, però dell'assenza del piano sanitario regionale non può essere accusata certo l'attuale Giunta. Le 24 strutture complesse che sono state istituite potrebbero configurarsi come una sostanziale modifica dell'organizzazione della rete ospedaliera, non sono poche ventiquattro strutture complesse. Sappiamo che la modifica dell'organizzazione della rete ospedaliera per legge è attribuita ad un atto regolamentare del Consiglio e non ad una delibera della Giunta. Su questo credo che dovremo riflettere tutti assieme per stabilire come procedere.
La Giunta ha voluto, con senso di responsabilità, credo, sospendere le delibere per valutare una per una l'urgenza, proprio per tenere conto di eventuali esigenze particolari. Sappiamo anche che le strutture complesse sospese non sono tutte uguali. È stato più volte citato in quest'Aula il caso della struttura per la riabilitazione cardiologica che, certamente, è un caso che va esaminato con molta attenzione, perché andrebbe a colmare una carenza grave in questa Regione.
Ma un'altra delibera che è stata sospesa e che riguarda casualmente proprio lo stesso Ospedale Brotzu, si tratta di quella concernente l'attivazione di una struttura complessa per l'assistenza meccanica del cuore: il cuore artificiale. Certamente, rispetto all'attivazione di questa struttura, in questa Regione abbiamo molte altre priorità. Del resto non ci sono i numeri. In Lombardia trapianti di cuori artificiali se ne eseguono pochissimi, eppure la Regione Lombardia vanta un sistema sanitario più corposo e una popolazione di gran lunga più numerosa della nostra. Quindi, come si vede, esistono delle fughe in avanti che rischiano di penalizzare altre priorità, mentre ci sono delle deliberazioni che riguardano strutture che possono essere considerate prioritarie e sulle quali si potrebbe ritornare serenamente a esprimere qualche considerazione.
Ma non voglio anticipare nulla, credo che ognuna di queste delibere debba essere vista all'interno della logica che governa l'intera rete ospedaliera ed anche alla luce di ciò che ho detto prima. Se noi infatti non arriviamo a quattro posti letto per acuzie ed uno per post-acuzie ogni mille patiremo delle penalizzazioni gravi sotto il profilo finanziario, mentre i nostri cittadini si troveranno con un sistema di offerta che, in qualche modo, non è orientato secondo le indicazioni scientifiche internazionali, o secondo le indicazioni di politica sanitaria che sono quasi unanimemente considerate valide in tutto il modo sviluppato.
Esistono studi scientifici, riconosciuti a livello internazionale, effettuati per valutare il numero di strutture complesse che possono essere realizzate in un ambito territoriale come il nostro, per individuare il bacino di utenza ottimale tenendo anche conto della morfologia di questa Regione. Mi pare che alcune di queste strutture debbano essere realizzate tenendo conto di questi parametri, e che questa Regione dovrebbe incominciare ad utilizzare questi dati nella sua programmazione.
Certo, questo è più facile farlo nel momento in cui si tenta di realizzare un piano sanitario, del quale la parte importante sarà costituita proprio dal piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Abbiamo pertanto di fronte una stagione certamente faticosa ma parallelamente al perseguimento di questi obiettivi si può procedere con queste iniziative che ci auguriamo siano portate a termine col contributo costruttivo di tutti. Credo anche che si debba escludere ogni lesione di interessi di soggetti privati connessa alla sospensione dei provvedimenti, in quanto questi provvedimenti autorizzavano le aziende sanitarie ad istituire le strutture, ma ne condizionavano l'attivazione all'approvazione della pianta organica e all'autorizzazione preventiva da parte della Regione.
Questi provvedimenti tra l'altro sono stati adottati, come ho detto, a ridosso del mese di giugno e quindi i procedimenti non erano stati attivati ancora dalle aziende sanitarie. Soltanto l'azienda ospedaliera Brotzu aveva presentato all'Assessorato una delibera attinente la trasformazione dell'organico, con la creazione della struttura complessa di riabilitazione cardiologia. Al riguardo si fa presente che i concorsi che erano stati banditi con immediatezza da quell'azienda sono stati dalla stessa sospesi, e che un eventuale bando di concorso pubblicato può essere sospeso o revocato senza con ciò ledere alcun interesse di soggetti che nel frattempo avessero inoltrato la domanda di partecipazione.
Mi preme anche riprendere alcune affermazioni contenute nei diversi interventi che si sono succeduti.
È vero, sono profondamente convinta che il sistema sanitario di questa Regione garantisca un'assistenza sanitaria di buon livello, grazie all'abnegazione e alla professionalità di molti operatori sanitari che meritano più apprezzamento e meno mortificazione di quanto mi capita di sentire molto spesso.
È vero peraltro che è difficile affermare che le deliberazioni sospese ledano interessi di persone meritorie; ricordiamoci che si tratta di istituzione di strutture complesse e ogni nomina richiede comunque un bando. Non c'è pertanto nessuna persona con un nome e un cognome che abbia titolo per pensare di essere stata lesa. La nomina di un primario richiede un bando come tutti gli altri,; forse qualcuno poteva avere più probabilità di successo di altri, ma non c'è nessuno che si poteva legittimamente aspettare di essere nominato. Qualche volta abbiamo sentito considerazioni di questo genere, quasi che fosse stata una decisione persecutoria nei confronti della singola persona. Sono nomine in strutture pubbliche che vanno messe a concorso e le persone meritorie emergeranno quando le procedure concorsuali verranno espletate e concluse.
Mi dispiace peraltro molto che l'onorevole Capelli abbia richiamato quel fatto increscioso verificatosi a Nuoro, che ha dato luogo alla morte di un infartuato. Certamente non dipende dalla revoca, dalla sospensione della delibera; se fosse così mi domando quanti altri casi del genere la precedente Giunta avrebbe sulla coscienza visto che quelle strutture non esistevano neanche prima. Mi dispiace molto che si venga meno al rispetto degli individui soprattutto quando siamo di fronte al disagio e alla morte; credo che quei casi siano casi di cattivo funzionamento delle strutture rispetto ai quali abbiamo, io in primo luogo, e la Giunta, il dovere di intervenire per verificare come porvi rimedio. Ma credo che doverosamente dovremmo evitare di prestare il fianco a strumentalizzazioni del dolore delle persone per motivi politici.
Passo ora alla seconda delibera che è stata sospesa, è quella relativa alle "linee di indirizzo in materia di residenza sanitaria e assistenziale e centri diurni integrati"; il testo unico che è stato proposto dalla Giunta precedente e che detta linee d'indirizzo in materia di residenza sanitaria ed assistenziale e di centri diurni. I motivi della sospensione sono indicati in maniera riteniamo sufficientemente puntuale, ma forse non è stato giudicato così nel relativo provvedimento. Qui mi preme sottolineare che l'atto sospeso autorizzava l'istituzione su tutto il territorio regionale di residenze sanitarie ed assistenziali per complessivi 4350 posti letto, per una spesa complessiva che deve essere valutata attentamente e sulla quale non ci sono indicazioni precise.
Il motivo della nostra sospensione, e non della revoca, consiste nel fatto che riteniamo il provvedimento migliorabile su alcuni aspetti. D'altra parte, anche con riguardo alle delibere che sono state revocate - mi sono scordata prima di dirlo - abbiamo provveduto ad incontrare tutti i soggetti interessati alle stesse, sia a quelle sospese che a quelle revocate, li abbiamo incontrati e con nostra gradita sorpresa abbiamo colto il loro apprezzamento per il tentativo di lavorare insieme. Avendoli convocati e prevedendo di rivederli nel mese di ottobre prima di ridefinire al meglio la successiva delibera, abbiamo acquisito il loro apprezzamento per il metodo con il quale abbiamo lavorato. L'AIOP, per esempio, ha reso anche delle dichiarazioni pubbliche. Onorevole Capelli, vedo che lei legge attentamente i giornali, forse gliene è sfuggito qualcuno!
OPPI (U.D.C.). Ma Bua non fa testo. E' ondivago!
DIRINDIN, Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale. Questo lo sa lei! Con riguardo alle residenze sanitarie e assistenziali voglio portare soltanto due esempi rispetto alle modifiche che potrebbero essere proposte a complessivo miglioramento di quello sforzo che giudico sicuramente importante. E siccome il rinvio di qualche mese non cambia la sostanza, questi miglioramenti devono essere apportati. Voglio citare solo due punti: il fabbisogno assistenziale e i requisiti strutturali.
Fabbisogno assistenziale: una delibera del 2001 prevedeva un fabbisogno di 2316 posti letto; questi posti letto sono stati quasi raddoppiati (4350). Rispetto alla determinazione di questo fabbisogno assistenziale è necessario un ulteriore approfondimento, in quanto i criteri utilizzati per giungere alla quantificazione di questa nuova dotazione di posti letto non paiono sufficientemente esplicitati. Fra l'altro il calcolo del fabbisogno di RSA dovrebbe essere effettuato tenendo conto dell'offerta complessiva di residenzialità derivante dall'applicazione di uno standard che non abbiamo ancora applicato, e sul quale non vorremmo ingessarci perché poi ci penalizzerebbe nei rapporti col Ministero dell'Economia. Secondo detto Ministero, infatti, noi dobbiamo arrivare ad avere un posto letto ospedaliero per post-acuzie e riabilitazione ogni mille abitanti, e una riqualificazione delle strutture esistenti. Quest'ultima si dovrebbe realizzare soprattutto ampliando e consolidando nel breve termine la rete di assistenza domiciliare integrata, che in questa regione è spaventosamente carente.
Teniamo presente che, senza ledere le attese dei soggetti che hanno già ottenuto il parere di compatibilità e stanno procedendo alla realizzazione di queste strutture, sarebbe necessario giungere all'individuazione di parametri e standard in modo chiaro. Cito l'esempio di due regioni, che certamente non sono governate da Giunte di centrosinistra (ma quando si opera bene non è il colore politico che conta) la Regione Veneto e la Regione Lombardia, che hanno individuato il fabbisogno dei posti letto in queste strutture in modo molto puntuale, definendo lo standard rispetto agli anziani ultra sessantacinquenni, rispetto ai soggetti non autosufficienti, rispetto ai portatori di handicap e così via.
Evidentemente per una rete di RSA così rilevante riteniamo che sia necessario provare a definire degli standard; certo, non vogliamo puntare, lo diciamo sempre, all'ottimo, perché l'ottimo richiederebbe tempi troppo lunghi, ma vogliamo almeno migliorare e definire dei criteri che siano oggettivi. Lo stesso discorso vale per le tariffe delle rette giornaliere, che devono essere definite facendo una analisi dei costi. Per quanto grossolana un'analisi dei costi deve essere fatta, in modo da garantire ancora una volta che le tariffe siano da un lato adeguate rispetto ai costi di produzione e dall'altro compatibili con le risorse che abbiamo a disposizione.
Ancora sui requisiti strutturali; i requisiti strutturali sono in buona parte quelli definiti nelle linee guida, quello che chiamate il testo unico, insomma, nelle linee d'indirizzo che sono state sospese, che sono definite in base alle linee guida nazionali: il decreto del 1997 e poi il decreto del 2001. Tali standard, però, andrebbero omogeneizzati con quelli individuati nella normativa regionale per il complesso delle strutture residenziali. Faccio un esempio; il regolamento di attuazione della legge regionale numero 4 del 1988 stabilisce che la capacità ricettiva di ciascuna camera, anche per soggetti autosufficienti, non può superare i tre posti letto, mentre la deliberazione che è stata sospesa stabilisce che le camere di degenza della RSA possono ospitare fino a quattro posti letto.
Credo che questo esempio sia sufficiente per dimostrare che siamo consapevoli che la difficoltà di predisporre un testo unico che raccolga le diverse disposizioni adottate in precedenza è sicuramente elevata, ma uno sforzo per rendere più omogeneo quanto è stato fatto è necessario. Noi pertanto ci proponiaamo di completare quanto è stato fatto il più in fretta possibile, mantenendo quanto riteniamo di lodevole e ci sia in questo provvedimento e correggendo, integrando e completando quanto a nostro giudizio potrebbe essere migliorato.
PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente credo che a volte noi patiamo un difetto di comunicazione. È positivo che si acceda alle offerte di collaborazione e di confronto per costruire una sanità migliore e che tutti in buona fede vogliamo costruire. Lei giustamente ha affermato di aver trovato una sanità all'altezza della situazione, soprattutto nei suoi operatori. Ecco, noi questi operatori non abbiamo mai inteso denigrarli, anzi li abbiamo sempre sostenuti. Però probabilmente la burocrazia e l'inefficienza a volte non sono state allo stesso livello della qualità degli operatori sanitari.
Così come continuo a dire che c'è un difetto di comunicazione quando cita alcune parti ed omette di riportarne delle altre. Io non ho citato l'articolo sul giornale e non mi ha commosso il suo intervento quando ha affermato che non deve essere usato un fatto così tragico per fare politica. Probabilmente ci sono altri fatti tragici che in quest'Aula più volte ci hanno costretto ad intervenire, perché c'è un'inerzia politica nell'intervenire con immediatezza, efficacia ed efficienza. Ho citato solo quel passaggio del titolo di quell'articolo sul giornale perché credo che lei si contraddica quando afferma che tre mesi alla fine dei conti non tolgono niente. Lei poteva usare, Assessore, altri strumenti, al di là della revoca e della sospensione; non mi ha fornito una risposta sulla legittimità degli atti, né nel caso della discussione della mozione sulla revoca, né in quelli della discussione sulle sospensioni,; non si è avventurata a fornire una benché minima risposta alle obiezioni che le ho sollevato.
Sarebbe triste che la Regione Sarda fosse costretta, in una situazione finanziaria che tutti riconosciamo difficile, a pagare eventuali danni per atti che sono stati assunti non da lei - e non voglio urtare la sua sensibilità - ma probabilmente da alcuni funzionari con grande superficialità. Poteva usare altri strumenti di alta politica e non prestarsi ad adoperare strumenti di bassa politica. Lei sa benissimo che poteva non dare corso comunque a quelle delibere; poteva non consentire, come ben ha detto, l'ulteriore procedura che portasse ai bandi di concorso o poteva in qualche modo comunque bloccarle; ha preferito usare l'atto mediatico. Ha preferito, così come in tutti i suoi interventi, esprimere, a mio avviso, facili e affrettati giudizi sull'operato di chi l'ha preceduta.
Non ho mai fatto questioni di carta d'identità; me ne guardo bene! Voi confondete le istituzioni con i rapporti personali. Il fatto della sua presenza in quest'Aula non ha niente di personale e non può avere niente di personale; è soltanto un atto politico che dichiara la totale incompetenza, dal vostro punto di vista, o incapacità di altri sardi ad assumere quel ruolo. E questo è un fatto politico; io apprezzo o spero di poter apprezzare i suoi atti di programmazione, per adesso abbiamo assistito soltanto ad atti di denigrazione e di disboscamento.
PIRISI (D.S.). Visto che l'ha fatto lei l'assessore in Sardegna lo possono fare gli altri.
CAPELLI (U.D.C.). Visto che l'ho fatto io lo possono fare tanti altri, certo. È vero! Lo riconosco con umiltà: visto che ci sono arrivato io possono arrivarci tanti altri, d'altronde anche tu siedi su quei banchi, e il ché è tutto dire!
Non si cambia denigrando e gli atti di furbizia non sono sempre atti di intelligenza. Vede, io non voglio occuparmi solo di sanità, io ho guidato umilmente, con molta umiltà, per pochi mesi, quell'Assessorato, e di ciò ne vado orgoglioso, con tutti i miei limiti, portando però sempre all'attenzione dell'Aula e della Giunta atti che ritenevo necessari ed utili al sistema sanitario regionale. Dopodiché la mia esperienza è finita e non intendo proseguire discutendo solo ed esclusivamente di sanità. Anzi, devo dire che anche troppo spesso si compare sulle pagine dei giornali per parlare di sanità, e questo sicuramente non è dovuto a particolari prese di posizione di questa parte politica.
Lei ha citato alcune delibere, ha citato gli incontri con le parti con cui ha concertato e che, a sentire lei, hanno gradito il metodo. Credo che abbia concertato anche con i sindacati la chiusura del reparto di ostetricia di Oristano, ma mi risulta che questi non abbiano assolutamente gradito l'azione di quel direttore generale. È vero, non è una sua responsabilità, lo capisce bene anche lei che non è una sua responsabilità, è abbastanza grande per capire però ha posto in essere degli atti che hanno portato a quella conseguenza.
Così come quando cita l'Associazione italiana ospedalità privata per i protocolli d'intesa, lei sa benissimo che l'AIOP ha cambiato repentinamente posizione dopo un incontro avuto a Genova. Due giorni prima la stessa organizzazione aveva sostenuto invece l'esatto contrario di quello che poi ha affermato all'approvazione di quell'atto. Evidentemente le è stato imposto di assumere quelle posizioni. La componente DS probabilmente è intervenuta per quell'atto, così come l'onorevole Cugini e i suoi colleghi sono intervenuti in varie situazioni per favorire l'approvazione di alcune di quelle delibere; delibere che appartengono all'Aula, perché ovviamente sono state recepite le osservazioni utili e necessarie dei rappresentanti di quel territorio, non guardando al colore politico.
Per rispetto istituzionale, Assessore (io non dico che lei usi un tono fondamentalista ma quasi) e per educazione soprattutto non ho risposto, come invece farò se il fatto si ripeterà, alle sue poco equilibrate reazioni ad affermazioni leali, corrette e non offensive che sono state pronunciate in quest'Aula. Continuerò, nonostante tutto, a mettermi a disposizione dell'Aula per quel piccolo contributo che un consigliere regionale può offrire nell'esercizio delle sue funzioni.
Mi permetto, però, di farle un'osservazione: lei sa che i posti letto, i nuovi servizi istituiti, sono stati ottenuti dalla riconversione di quelli ordinari per acuti già autorizzati, senza maggiori spese. Quindi la motivazione del risparmio non può essere valida. Sul problema finanziario in generale, oggetto della sua premessa, anche lì sono state fornite delle indicazioni precise, se si vorranno seguire, perché al sistema sanitario sardo non basteranno i fondi derivati da trasferimenti statali. Abbiamo però un patrimonio immobiliare, che finora produce solo costi, che ancora oggi una parte di quest'Aula non ha voluto smobilizzare, perché a fine legislatura si temeva potesse determinare un'eccessiva visibilità di qualcuno. Con questi principi non si va avanti.
Non voglio attardarmi oltre, se non per ribadirle quanto le ho detto in conclusione della discussione della precedente mozione: in un sistema parlamentare, ma anche con una corretta interpretazione dell'attuale sistema, del ruolo della Giunta e del suo Presidente, io credo che il voto in quest'Aula non sarebbe stato quello che sarà. Purtroppo scelte di parte hanno preso il sopravvento sulle valutazioni obiettive circa l'opportunità di adottare la delibera di sospensione, e quella di revoca.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, molto brevemente perché il tono mesto della risposta dell'onorevole Capelli smorza un pochino il contenuto della stessa. L'aggressività della relazione introduttiva della mozione è venuta un po' meno; la risposta dell'Assessore deve averlo tranquillizzato, e la mestizia probabilmente deriva da questo.
Io ritengo che su questo argomenti si sarebbe potuto svolgere anche una discussione lunghissima, poiché questa mozione contiene una lunga elencazione di delibere relative a singole A.S.L.. Da questo punto di vista, appare anche in un certo senso scorretto entrare nel merito delle singole questioni perché ciò necessita di una valutazione sul singolo servizio o sulla sua singola esigenza, con tutto ciò che ne potrebbe derivare. Noi dobbiamo invece prendere atto di quanto ci ha assicurato l'Assessore: che cioè queste delibere non sono state ritirate, sono state semplicemente sospese e ha anche spiegato il perché, ha spiegato i passaggi che intende attivare per la valutazione di ogni singolo provvedimento in un quadro più generale di valutazione.
Pertanto io direi che, da questo punto di vista, noi dobbiamo prendere atto che non c'è nessuna evidenza nei comportamenti, negli atteggiamenti e nelle deliberazioni dell'Assessorato, di una strumentalizzazione politica di quanto è stato fatto precedentemente. Certo è, comunque, che se noi dovessimo votare su ogni singolo punto, ognuno di noi per coscienza, per competenza, per esperienza, per aderenza al territorio, probabilmente voterebbe differentemente. Però, questo è un difetto della politica in quest'Aula; se noi parcellizziamo il voto in questa maniera perdiamo di vista l'obiettivo più generale.
Io, ad esempio, ho condiviso con l'onorevole Oppi anni di battaglie sulla questione dell'urologia nel Sulcis Iglesiente, ma questo non vuole dire che io voterei a favore di quel tipo di delibera solo perché abbiamo condotto una battaglia comune su una necessità che è socialmente e politicamente sentita nel Sulcis. Io ritengo che se dovessi votare distintamente su ogni singolo provvedimento, qualcuno probabilmente lo salverei, ma sulla basi di una valutazione avulsa da un contesto generale. Ma dovendo operare tenendo sempre presente il quadro generale, è chiaro che voterò contro questo tipo di mozione.
Se dovessi entrare nel particolare, però, onorevole Capelli, come minimo la dovrei accusare d'imprudenza per i provvedimenti da lei assunti. Io sono convinto che l'onorevole Oppi non avrebbe adottato quelle deliberazioni se fosse stato Assessore in quel periodo, per l'equilibrio che gli viene riconosciuto e per l'esperienza acquisita. Alcune delibere sono infatti - e mi scusi il termine - assolutamente fantascientifiche; le motivazioni della delibera sull'attivazione delle strutture per l'assistenza meccanica del cuore artificiale al Brotzu, per esempio, svilisce l'esigenza (assolutamente condivisibile e che è stata esposta da altri colleghi) relativa alla riabilitazione cardiologia.
Sull'assistenza meccanica al cuore artificiale, consentitemi di esprimere tutte le perplessità che anche l'Assessore ha espresso. Non abbiamo l'utenza del Niguarda, però acquistiamo un numero di cuori artificiali che sono il doppio di quelli utilizzati dall'Ospedale Niguarda nel 2003. Ed allora mi dovete spiegare il perché di tutti questi cuori artificiali.
È stata poi richiamata la discussione sulla rete ospedaliera apertasi in Commissione nella passata legislatura. Io continuo a sostenere, onorevole Oppi, che quello è stato un colpo di mano, noi abbiamo votato contro quel tipo di provvedimento che non razionalizzava nulla ma fotografava l'esistente. Quello non era un provvedimento di razionalizzazione, era una semplice fotografia di ciò che c'era; non c'era niente di nuovo rispetto all'esistente. Se ricordo bene, nelle audizioni tenutesi in Commissione, quando abbiamo audito il direttore generale della A.S.L. di Oristano, il dottor Strianese, egli sollevò notevoli perplessità, e a queste si unirono le perplessità dei colleghi di maggioranza.
L'onorevole Licandro, spesso e volentieri dai banchi della maggioranza nella scorsa legislatura, ha decantato le qualità del dottor Strianese, ma io ricordo anche le perplessità manifestate durante la discussione in Commissione, da parte di entrambe le parti politiche, sull'istituzione a Ghilarza della struttura complessa di urologia, e dell'oculistica al San Martino. Noi abbiamo fatto notare al dottor Strianese che un servizio tipo quello di urologia, verosimilmente andava collocato in un ospedale generale come il San Martino di Oristano, perché le patologie pluriorgano di un traumatizzato della strada o quant'altro sicuramente necessitavano di interventi plurispecialistici. Quindi secondo noi era più logico collocare l'oculistica a Ghilarza e l'urologia al San Martino. Il dottor Strianese invece replicava sostenendo che ad Oristano esisteva già un reparto di urologia collocato in una clinica privata e che, quindi, non era necessario allestire un'altra struttura.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PACIFICO.) Questo è il concetto di competizione tra strutture.
OPPI (U.D.C.). Se continua a parlare di Strianese…
PACIFICO (D.S.). No, ma era solo la "chicca" per chiudere, perché io poi, quando ho letto questi atti deliberativi, vi ho ritrovato la stessa posizione del dottor Strianese riproposta pari pari. Ricordo che anche dai banchi della maggioranza di allora questa posizione fu criticata, ed invece noto che l'onorevole Capelli, nelle funzioni di Assessore della Sanità, l'ha riproposta uguale: l'urologia a Ghilarza invece che al San Martino. Quindi io mi chiedo qual è la logica programmatoria insita in questo tipo di provvedimenti.
Credo che il numero di posti letto per patologie urologiche nella Regione Sardegna non vada deciso singolarmente dai direttori generali, ma vada individuata nel quadro di una logica programmatoria più vasta.
Se ogni A.S.L. si può comportare come una piccola repubblica ed istituire tutto ciò che vuole è chiaro che poi noi alla fine ne pagheremo le conseguenze.
Dichiaro ovviamente il mio voto contrario alla mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, pronuncerò una breve dichiarazione di voto entrando di sfuggita nel merito ed analizzando alcuni aspetti della forma delle risposte della signora Dirindin. Nel merito, signor Assessore, ella afferma di non conoscere la Sardegna. Sono rimasto molto sfavorevolmente sorpreso da questa sua affermazione, perché lei ha sospeso dei provvedimenti importanti e qualificanti per la sanità sarda, compiendo un atto che presupporrebbe invece una profonda conoscenza delle situazioni e dei problemi.
potrei elencarle tante delibere scritte e pensate per risolvere i problemi specifici della Sardegna, mi sarei aspettato che un Assessore che le sospendesse sine die avesse una profonda conoscenza del territorio, delle sue problematiche, e che quindi prendesse la decisione di non attuare determinati provvedimenti partendo proprio da quella conoscenza profonda. Per questo credo che lei abbia dato una risposta preoccupante.
Non si meravigli se qualcuno ricorda le sue origini piemontesi. Lei sa cosa hanno fatto i Piemontesi in Sardegna, lei sa cosa hanno fatto i sardi per liberarsi dal giogo Piemontese; qualche ricordo è rimasto in tutti noi. Ci sentiamo anche in un certo senso lesi, come sardi (senza con ciò voler esprimere valutazioni negative sulla sua persona) l'abbiamo detto fin dal primo giorno, lesi dalla scelta del Presidente di far guidare l'Assessorato della sanità da una persona proveniente da fuori e che quindi non conosce - l'ha confessato lei stessa - la realtà della Sardegna. Così come ci sentiamo lesi dal fatto che a guidare un ente importante...
PIRISI (D.S.). Si sentirà leso lei; noi no.
PRESIDENTE. Lasci proseguire il collega Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, i consiglieri del centrodestra si sentono lesi e spero che questo la soddisfi. Così come ci sentiamo lesi nella nostra dignità di sardi del fatto che a guidare un ente importante (e anche se voi dite di non sentire questo problema, non ci crediamo) arrivi un signore dalla Calabria.
CUGINI (D.S.). Se ho un cognome che non è sardo mi devo vergognare di parlare con te? Non ho capito!
ARTIZZU (A.N.). Posso proseguire?
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei mi dà sempre una mano, quindi la ringrazio anche stasera.
ARTIZZU (A.N.). E allora, se questi provvedimenti, signor assessore, non si basano, come lei stessa ha confessato candidamente, su una conoscenza della realtà sarda, devo dedurne che si basano semplicemente su una furia iconoclasta che si deve esplicitare nel distruggere o nel bloccare tutto ciò che è stato fatto in precedenza. E questo, francamente, non solo non fa onore a lei, ma non fa onore al Presidente e non fa onore alla Giunta, perché ella ricordava poc'anzi che tutti gli atti di un Assessore non appartengono solo a quel singolo Assessore, ma sono propri dell'intera Giunta.
Giustamente lei condanna un'eventuale speculazione su casi personali e io sono d'accordo con lei. Io provengo dal giornalismo e ci sono tanti documenti e tanti codici di autoregolamentazione della professione dove queste principi vengono sanciti. Ma, proprio per non dare adito ad alcuno di pensare a speculazioni di sorta su un caso singolo, io questa settimana, per due giorni, ho cercato di prendere contatto con il suo Assessorato per segnalare il caso disperato di un ragazzo che aveva bisogno di recarsi in Francia per farsi operare per la terza volta al cervello, e che non riusciva ad ottenere i soldi fermi presso l'assessorato. Fortunatamente ho trovato, non in lei, che non mi ha degnato di udienza, ma nel suo segretario, una persona sensibile a questo problema. Dopo aver cercato invano, per due giorni, di mettermi in contatto con lei, nel silenzio, senza vendere il problema alla stampa e senza speculare (lo sto dicendo oggi in Aula, lealmente, senza rivelare l'identità della famiglia) ho trovato nel suo segretario una persona molto capace e volenterosa (per puro caso è sardo) che si è preso a cuore il problema. Quindi non bisogna certo speculare, ma non bisogna neanche aspettarsi che per non speculare sui casi umani questi casi umani possano essere tralasciati.
Io ho seguito anche, con un certo dispiacere, le sue intemperanze nei confronti dell'Aula; una severità che trovo francamente fuori luogo. Io credo e spero che lei non sia così ingenua da pensare che questa opposizione si faccia intimorire dal suo tono deciso, perché sarebbe una pia illusione. Non si fa intimorire un'opposizione che è libera, che è costituita da persone che non hanno interessi nella sanità, che non hanno redditi all'infuori di quello che si dichiara alle tasse. Le assicuro che qui, se c'è qualcuno che forse possiede anche qualche azienda privata, ci sono tante persone che non hanno interessi al di fuori di quest'Aula e non hanno nessuna paura del suo tono un po' troppo severo.
C'è una differenza tra lei e noi, e mi permetto, con molto rispetto, di ricordargliela e di fargliela presente: lei è qui per un gioco di giuste, legittime, comprensibili alchimie delle segreterie dei partiti. Noi siamo qui perché eletti dal popolo.
PIRISI (D.S.). Ma in pochi vi hanno eletto però!
PRESIDENTE. Io devo richiamare i colleghi al rispetto del tema, così come mi ricorda sempre il collega Oppi. Bisogna stare in tema anche in sede di dichiarazioni di voto. Onorevole Artizzu , come ha detto che vota?
ARTIZZU (A.N.). Voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, ho cercato di favorire l'instaurarsi di un'atmosfera diversa, quindi mi dispiace che il clima si sia riacceso. Volevo comunque dirle, Assessore Dirindin, che non concordo con lei quando parla dei casi particolari. Mi sembra che sia caduta, infatti, in una piccola contraddizione. Lei ha affermato: obiettivamente ventiquattro strutture complesse sono una mezza razionalizzazione della strutture ospedaliere, la quale razionalizzazione, del resto, praticamente è competenza del Consiglio. Ora, non avendo io attivato queste procedure, ma per responsabilità anche dei funzionari che me l'hanno impedito, faccio mie alcune osservazioni.
Io credo che il numero di ventiquattro sia noto perché in quel trasversalismo anomalo, molti si sono buttati in prima fila a chiedere; ovviamente le richieste provenivano formalmente dai direttori generali. Io ho contribuito, ma da prima. Del resto due delibere, quella relativa alla struttura di oculistica e quella relativa alla struttura di urologia di Carbonia sono il frutto di una vecchia battaglia. Credo che in Sardegna siano necessari nuovi primariati di oculistica perché abbiamo due soli primari. Non riusciamo neanche a bandire i concorsi; forse voi ci riuscirete, visto che uno dei pochi galantuomini che ci sono, legato a me da profonda amicizia, che ha svolto con senso di efficienza come pochi il suo lavoro di direttore generale, il dottor Simeone, non ha presentato domanda come futuro direttore. "Cinque anni" - ha detto in un'intervista - "sono stati significativi, possono benissimo arrivare altri e forse lavorare meglio di me".
Quando poi ha parlato di apprezzamenti pervenuti dai soggetti da lei convocati, io assessore Dirindin, non avrei fatto riferimento all'AIOP. L'ho detto prima, gliel'ho detto sempre in faccia… il dottor Bua ha tenuto duecento incontri con l'assessore Capelli, ne ha tenuto cinquanta attraverso i suoi canali con il presidente Masala, avevano persino posto in essere una delibera per 32 milioni di bonus, però c'è stato chi, come me, ha parlato con loro per dimostrargli che non sarebbe mai passato un provvedimento in Aula in quel particolare momento. Se poi, con lei, come faceva con Capelli (con me meno perché ho un carattere diverso) si è sperticato in elogi, evidentemente appartiene a quella famiglia dei farisei che è meglio perdere che trovare. Lo stesso discorso vale per i convocati delle altre associazioni. RSA in Sardegna praticamente non ce ne sono; ce ne sono quattro o cinque; per quanto riguarda l'ADI, avremo modo di parlarne in sede di assestamento di bilancio, anche perché 1 milione e 188 mila euro sono stati messi in diminuzione di cassa, ma io dimostrerò che 35 miliardi di lire, recuperando i fondi CIPE nel 2002 e 2003, sono stati spesi e spesi anche bene.
Vede, quello che io le ho detto però è una cosa diversa, e mi rivolgo ancora a lei per dirle che c'è un vuoto e che questo vuoto bisogna colmarlo per evitare ricorsi. Che cosa succede infatti, nello specifico? Sospendendo l'efficacia di questa deliberazione del 3 giugno, che ha sostituito tutte le precedenti deliberazioni, in effetti la Giunta ha privato di regolamentazione la materia. Che così sia è confermato dalla considerazione che nella deliberazione in questione è affermato espressamente che la stessa sostituisce tutte le precedenti, e che i vari profili che la Giunta dichiara di voler rivedere sono disciplinati nelle precedenti deliberazioni raccolte nel testo unico. Così oggi non è possibile provvedere al pagamento delle prestazioni effettuate dalle varie strutture accreditate e non è possibile rilasciare autorizzazioni o accrediti alle strutture ultimate. Ecco perché è stato presentato ricorso.
Allora io ritengo che, siccome sussiste questa situazione di incertezza, occorra rapidamente provvedere. Voglio fare soltanto un'osservazione sulle rette, che ho stabilito io, non fidandomi (nessuno se ne abbia a male) di un tentativo maldestro effettuato nella precedente legislatura dal professor Ricciarelli. Nel Sulcis-Iglesiente era stata infatti costituita una società mista pubblico-privato, denominata "Insieme" e che nel 1997-98 aveva individuato l'importo delle rette in 380 mila lire al giorno aggiornate secondo gli indici ISTAT. In sede di regolamentazione sono state poi individuate, attraverso un'analisi di tutte le rette in Italia, due fasce: quella che prevedeva una retta di 115 e quella che prevedeva una retta di 130 mila lire. Ed è chiaro che queste fasce vanno corrette, dottoressa Dirindin, perché se noi mettiamo non 380 e 400 come voleva Ricciarelli, ma mettiamo 115 o 130 dal fondo sanitario, l'altra quota, il 50 per cento, resterà di competenza del sociale, poiché difficilmente in Sardegna ci sono persone che possono disporre di 3.900.000 o 3.600.000 mensili per poter stare in una RSA.
A maggior ragione, quindi, ritengo che tutto questo vada valutato perché i comuni sono poveri e non sempre possono contribuire adeguatamente. Chi viene ospitato da queste RSA spesso ha risorse finanziarie minime: la pensione o l'assegno di accompagnamento. Quindi credo che tutto ciò vada rivisto, anche per mettere fine a questa incertezza che pone gli operatori in difficoltà finanziarie. Tutto ciò determina quelle disfunzioni che poi portano ai ricorsi, e i ricorsi poi hanno degli esiti e hanno dei costi.
Quindi il mio è soltanto un invito ad accelerare questa procedura per arrivare in termini rapidi a colmare questo vuoto che di fatto crea incertezza e mette nelle condizioni le stesse AA.SS.LL. di non poter pagare le rette mensili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sarò brevissimo, Presidente, recupererò così il tempo di cui ho abusato precedentemente. Un tono pacato e sereno non deve far pensare che si esprimano concetti di cui non si è convinti o che sia sempre necessaria la rappresentazione scenica in quest'Aula. Certo, a volte si viene colpiti da rassegnazione per il fatto che si pongono in essere finti confronti democratici, perché il sistema non ci consente, non vi consente di essere liberi nelle vostre determinazioni finali. Forse se ci fossimo trovati a parti invertite, con una situazione non parlamentare come quelle che abbiamo vissuto nella precedente legislatura, forse sarebbe così anche per noi, il che significa che qualcosa non funziona.
Per rispondere all'onorevole Pacifico, che affermava che forse quelle delibere erano state un po' avventate, e che altre persone di esperienza probabilmente non le avrebbero adottate, voglio ricordare che quella maggioranza e quella Giunta avevano scelto me per quel ruolo di fine legislatura, e che nei momenti di concertazione associazioni e sindacati erano tutti d'accordo che si dovesse procedere al taglio delle contribuzioni ma tutti partivano dal presupposto che il taglio doveva essere praticato agli altri, non al sindacato o all'associazione che rappresentavano. a Così, l'onorevole Pacifico, che giustamente critica dal suo punto di vista la scelta da me operata all'epoca su alcune delibere, . si riferiva ovviamente alle delibere degli altri, non alle delibere che lui ha condiviso.
Perciò, prima di esprimere giudizi e prima di parlare di sanità, credo che sarebbe opportuno che tutti in quest'Aula firmassero il documento che ha presentato al Presidente del Consiglio l'onorevole Oppi, dove dichiara di non aver interessi né diretti né indiretti nel settore. Solo dopo che firmerete tutti quel documento, in modo particolare alcuni che sono intervenuti stasera, avrete diritto di parlare di sanità e avrete diritto di parlare del fatto che probabilmente qualcuno o altri hanno gestito sulla spinta di interessi privati la sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario e riprendere alcune osservazioni che sono state espresse nel corso del dibattito e soprattutto in sede di dichiarazioni di voto, che non tengono conto, purtroppo, delle ragioni per le quali la Giunta ha proceduto, al di là della valutazione di merito del singolo atto sospeso. La situazione della sanità è una situazione talmente difficile sul piano finanziario che noi ci accingiamo ad affrontare la sessione di assestamento di bilancio soprattutto per coprirne il deficit.
Bisogna che ci attrezziamo a capire come si determinano i buchi di bilancio, perché la stessa Giunta, operando una ricognizione sulla spesa, e in modo particolare sulle operazioni di contrazione dei mutui, ci informa del fatto che, in ordine ai mutui autorizzati e non accesi, per investimenti, abbiamo 1 miliardo e 710 milioni di euro relativi alla legge numero 350, abbiamo 939 milioni di euro relativi ai residui di stanziamento, abbiamo 524 milioni di euro relativi all'articolo 19 della legge numero 37 del 1998, per intenderci il piano straordinario per il lavoro. Quindi abbiamo autorizzazioni per la contrazione di mutui mai accesi per finalità di investimento e per finalità di lavoro che è pari, credo, a venti volte il buco della sanità che dobbiamo affrontare in sede di assestamento del bilancio.
Questo per dire che il modo in cui si gestisce la finanza pubblica, il modo in cui si realizzano gli interventi regionali, il modo in cui si concretizza l'azione amministrativa della Regione in funzione dell'erogazione dei servizi e di servizi di qualità, è ben strano. Ed è talmente strano che, soprattutto negli ultimi cinque anni, durante i quali tanto si è speso e poco purtroppo si è visto - forse questa è una critica che si può anche trasferire alla legislatura precedente - tanti sforzi sono stati profusi per organizzare strutture, per offrire risposte a primari, per allargare la base di intervento della sanità pubblica, per garantire al contempo lo sviluppo sul piano della qualità, della sanità privata, è veramente strano che durante tutti questi anni noi siamo riusciti ad aprire una voragine nel bilancio della Regione e nel contempo siamo riusciti a non indebitarci per ciò che invece riguardava l'occupazione e gli investimenti.
La ragione, quindi, per cui voto contro è tutta qui. Bisogna vedere chiaro su come si è proceduto perché sicuramente si è proceduto male, da una parte la spesa che si doveva fare non si è fatta, dall'altra parte la spesa che si doveva contenere e non si è contenuta. È venuto il momento di capire perché e d operare con un minimo di riflessione per ottenere un risultato, quello positivo a cui tutti quanti noi tendiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signori Assessori, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi; mi trovo costretto a pronunciare questa dichiarazione di voto a causa delle mancate risposte dell'assessore Dirindin a quanto affermato nel mio intervento e anche in parte sollecitato dall'intervento del collega Uras. Intanto, io vorrei capire dov'è il risparmio che si otterrebbe con questa delibera? È una domanda che io ho già rivolto all'assessore Dirindin, ma è rimasta senza risposta, forse non ha voluto rispondere. Però la verità è che quella delibera blocca, non la nomina di venti nuovi primari ma di venti nuovi dirigenti di struttura complessa, e questi non sono "primari" perché altrimenti riceverebbero lo stipendio di primari con un incremento della retribuzione di svariati milioni e non di 400 mila lire al mese.
Quindi, io mi sono chiesto nel mio intervento, come mai si aferma di voler razionalizzare la spesa risparmiando su questa voce e contemporaneamente si autorizza la nascita di centri di trapianto che all'estero richiedono una popolazione di decine di milioni di abitanti, considerato che in Europa ce ne sono già tanti? Anziché accorpare i centri di trapianto si autorizza la creazione di nuovi; per non parlare poi dei nuovi centri di trapianti di fegato che comportano costi veramente esorbitanti. Quindi, onorevole Uras, voglio capire dov'è il risparmio quando si portano avanti operazioni che io reputo puri sperperi?
Oltretutto non si può affermare che istituire nuovi venti dirigenti di struttura complessa, costituisca un atto di programmazione: sono infatti meno di uno per ospedale in Sardegna. È un atto normalmente richiesto - l'ho già detto - dai direttori generali, sulla spinta delle pressioni dei primari e dei capi dipartimento. Se qualcuno non va bene, ci si dica quale, però che in Sardegna esistano delle necessità è fuor di dubbio. Io non ho voluto affrontare prima questo argomento, ma, come ha ricordato l'onorevole Oppi, esistono tante strutture che dovrebbero essere istituite; penso, per esempio, all'oculistica nel Sulcis: in tutto il Sulcis - un territorio geograficamente immenso - non c'è un reparto di oculistica, non c'è un pronto soccorso oculistico. Beh, non è giusto!
Io voglio capire da che cosa sono dettate queste scelte e ho diritto di ricevere una risposta. Per quanto riguarda poi i buchi nel bilancio determinati dalle spese nel campo della sanità, io voglio ricordare che questi buchi li abbiamo trovati anche noi, e non erano di poco conto. Talvolta si trattava addirittura di voragini, di pozzi di San Patrizio, di pozzi senza fondo. È pur vero che la tendenza si è in parte consolidata per demerito di direttori generali più strani che "Strianesi", che talvolta si sono dimostrati incapaci, in parte anche per necessità oggettive.
Attuare un contratto collettivo di lavoro comporta necessariamente aumenti di stipendi e quindi un accumulo di costi del comparto sanitario. E quando la coperta è stretta, se la si tira da una parte, per gli aumenti di stipendio, è chiaro che poi si resta scoperti dall'altra; lo sappiamo tutti. Credo che la moltiplicazione dei fondi e dei soldi in cassa sia riuscita a realizzarla, per Tiscali, il nuovo Presidente della Giunta regionale, ma in sanità non si può aprire una sottoscrizione di azioni a favore dell'utenza, e ritengo che pochi sarebbero così pazzi da aprirla. Però per poter votare contro e ritirare addirittura la mia firma, da questa mozione, devo conoscere i motivi dell'urgenza, le ragioni di questa scelta, altrimenti non posso che annunciare il mio voto favorevole alla mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io credo che il Consiglio sarà presto chiamato a una riflessione, a una discussione sulle problematiche della sanità. Riflessione e discussione che si svolgeranno in Commissione e in Aula, perché è indubbio che si tratta di un tema che non può essere trascurato dall'intero Consiglio. Spero comunque che la discussione si apra su temi diversi da quelli introdotti con la mozione da parte dei colleghi. La necessità di una riflessione su cos'è la sanità in Sardegna e sul rapporto tra la Regione e la sanità credo che derivi non solo dal problema delle risorse ma anche dell'esigenza che ha accompagnato la spesa di offrire un servizio sempre più qualificato ai sardi.
La domanda che mi sono posto è perché il centrodestra e i due colleghi che hanno rivestito la carica di assessori della sanità nella legislatura precedente, hanno in queste settimane, in questo mese, utilizzato armi che considero esagerate nei confronti dell'assessore Dirindin. Alcuni colleghi mi hanno chiesto: "Ma non sarà il caso che esprimiamo solidarietà, che interveniamo, difendiamo, magari…"; io ho risposto: "Mi pare - e lo confermo - che l'Assessore sia così brava che non ha bisogno di conferenze stampa da parte dei Capigruppo per difenderla". Devo dire però che l'interrogativo permane: perché puntare esclusivamente sulla sanità e sull'Assessore? Non credo che i motivi riguardino la sua provenienza territoriale, credo che la ragione risieda proprio nella specificità dell'Assessorato.
Io sono convinto che oggi si utilizzano artiglierie e cannonate per vedere la reazione. Conoscendo poi il collega che le utilizza - che tra l'altro è un politico "navigato" - alla fine magari proprio lui finirà per essere uno dei maggiori collaboratori dell'Assessorato e dell'Assessore, una volta constatato che le cannonate e le artiglierie non avranno prodotto nessun risultato e che l'Assessore con determinazione, con severità, con decisione manderà avanti il programma prefissato in materia di sanità. Credo che sia questo forse l'obiettivo che le mozioni si sono poste realmente: quello di "testare" la determinazione della Giunta e dell'Assessore su questi temi.
Io esprimo un giudizio sull'Assessore molto positivo, l'ho già espresso sulla stampa quando un giornalista mi ha chiamato e mi ha domandato: "Ma al Centro di programmazione, non è che si sia verificato un altro caso Dirindin?", ho risposto: "Magari!" L'assessore Dirindin ha infatti accettato di venire in Sardegna probabilmente con un grande sacrificio anche personale e familiare, si è messa a disposizione dei sardi, di quei sardi che non offesi o lesi, ma che si sentono positivamente impegnati a sostenerla in quest'opera, severa, corretta e giusta che sta così tenacemente perseguendo. Credo che questi attacchi più che metterla in difficoltà la stiano rafforzando.
Io pertanto voterò contro la mozione, se verrà mantenuta, sapendo che oltre alle finalità dichiarate, ne ha probabilmente anche un'altra: costituisce una sorta di "prova di guerriglia" rispetto a un tema più severo, perché discutendo a fondo sulla sanità si discuterà anche di altro, non solo di queste delibere, e si vuol osservare il tipo di reazione. Noi - io e il nostro Gruppo, e credo tutto il centrosinistra - se si arriverà al voto voteremo contro. Colgo l'occasione per ribadire invece la piena fiducia e la stima totale verso l'azione di governo che sta portando avanti l'assessore Dirindin.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, avrei voluto intervenire ma alla fine, "spizzula spizzula", l'amico Siro Marrocu mi costringe a prendere la parola. Siro è preoccupato e dice: "Perché i due ex Assessori della sanità?". E già qui sbaglia. Poi si corregge e dice: "Perché i Gruppi di centrodestra presentano, in questo ultimo periodo, mozioni sulla sanità?". Perché non ci date altri elementi. Nell'ultimo mese sulla stampa appare solo quello che sta succedendo nel settore sanitario. La dottoressa Dirindin ,addirittura a un certo punto si permette di dire sulla stampa: "Così l'altra parte potrà anche stare zitta".
Ne approfitto per dichiarare che io invece voterò a favore della mozione anche perché alle mie domande, dottoressa Dirindin, lei non ha fornito una risposta. Io le ho chiesto se lei ha assunto informazioni prima di procedere alla sospensione delle quattro del delibere dell'Ospedale Brotzu e lei non mi ha risposto, così come pure non mi ha risposto sulla richiesta di conoscere - se c'erano - le relazioni dei funzionari sugli atti che lei ha adottato il 25 agosto. Non è possibile che nel mese di marzo e aprile i funzionari esprimano un parere e dopo tre mesi ne esprimano uno contrario. Quindi io sicuramente voterò a favore della mozione e sono pronto a sottoscrivere anche altre qualora se ne ravvisasse la necessità. Così si potrà parlare di sanità in quest'Aula!
Veda, Assessore, io all'inizio, quando lei è stata nominata, mi sono recato in Assessorato due volte, e ho avvertito in una parte del personale un clima quasi di coprifuoco. E allora il dubbio che ho espresso nella mia relazione si fa sempre più forte. Perché adottare questi atti? Perché tenere questi comportamenti? Ma soprattutto perché essere diffidenti, cioè diffidare di tutto quello che altri hanno compiuto? Lei non ha risposto alle mie domande, per cui il nostro voto sarà favorevole alla mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto (perché mi sembra che su questa mozione presentata dalle opposizioni sia doveroso esprimersi) e perché, tra l'altro, nei vari interventi dei colleghi in Aula ho potuto riscontrare un'assenza di giudizi di carattere generale dovuta alla tendenza di ciascun consigliere di calarsi solo nelle proprie realtà. Così i tagli apportati dall'assessore Dirindin sono stati considerati per l'opposizione sbagliati e per la maggioranza giusti. A questo punto è necessaria un'analisi veramente attenta delle problematiche.
Io voglio segnalare all'Assessore che la sospensione della delibera numero 22/66 del 13 maggio 2004 relativa alla A.S.L. di Sassari, specialmente per quanto riguarda l'istituzione delle strutture complesse di oncologia medica, costituisce un colpo traumatico per quella realtà. Mi ha stupito anche che l'Assessore abbia affermato che durante gli incontri con i responsabili dei vari nosocomi abbia ricevuto il sostegno di tutti, come se il direttore generale dell'A.S.L. numero 1 di Sassari avesse detto: "Grazie di aver tagliato questi fondi". Poiché il consigliere Lai che rappresenta lo stesso territorio dove opero io e che era iscritto a parlare prima di me non è presente in Aula, ho sentito il dovere di esternare questa mia preoccupazione, perché il nosocomio di Sassari non nuota in acque tranquille.
Proprio oggi, a proposito del problema della radioterapia, un amico mi ha chiesto se avevo la possibilità di intervenire presso l'Assessore a favore di un signore che deve fare la radioterapia a Sassari (dove non c'è posto) perché non ha la possibilità di recarsi in nessuna altra parte della Sardegna; operano in condizioni drammatiche. Però voglio far notare anche che tutte queste delibere sono state emanate in linea di massima nel mese di agosto; quindi in un periodo ben preciso. Io pensavo che la sospensione di questa delibera fosse del 14, poi invece ho visto che si riferisce al 25 agosto 2004. Sarà anche stata accettata da tutti i direttori generali, da tutti gli operatori, ma non certo dai consiglieri sardi. Per questi motivi io voto a favore di questa mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CACHIA (Insieme per la Sardegna). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, noi invece, contrariamente all'amico che mi ha preceduto, dichiariamo il voto contrario. Le spiegazioni che ha fornito in quest'Aula l'assessore Dirindin sono state infatti talmente esaustive che ci hanno rafforzato nel nostro convincimento. Eravamo rimasti effettivamente molto perplessi nel leggere che in circa due mesi erano state improvvisamente create 24 strutture complesse, che non si era sentita la necessità di istituire in circa due anni e mezzo. È senza dubbio lodevole fare quello che non si è fatto prima ma, come i gatti che hanno fretta nel partorire fanno i gattini possono nascere ciechi, anche l'istituire 24 strutture complesse nell'arco di due mesi senza che negli anni precedenti si sia fatto niente può creare degli scompensi. Poi abbiamo avuto, come dicevo, il conforto esaustivo della professoressa Dirindin che ci ha ancora di più aperto gli occhi e quindi siamo arrivati alla ferma determinazione di votare contro questa mozione.
OPPI (U.D.C.). I gattini non sono più ciechi.
CACHIA (Insieme per la Sardegna). Hanno aperto gli occhi, non sono nati in due mesi, ma in cinque mesi, che è il tempo normale per il parto di un felino. Votiamo con ancora maggiore convinzione perché non riusciamo a capire questi attacchi sviscerati, che a volte rasentano perfino la scostumanza, rivolti verso un Assessore piemontese. Difendo anche la signora Dirindin perché i può darsi che un giorno abbia la ventura, o la sventura, di fare l'Assessore e non vorrei che questi attacchi che oggi sono rivolti alla sua piemontesità domani venissero rivolti - considerate le mie origini - alla mia sicilianità. Ma non la difendo solo per questo, la difendo perché sono anche un medico e riconosco in lei una persona molto preparata, in gamba, che sa prendere delle decisioni, piacciano o non piacciano.
D'altronde è compito di chi governa prendere decisioni e di chi è all'opposizione sindacarle. Questa è una regola democratica che ci deve indicare sempre la strada. Poi, come ha ricordato qualcuno, al tempo di Mao si diceva che non era importante il colore del gatto, se il gatto fosse rosso o fosse bianco, l'importante era che catturasse i topi! La professoressa Dirindin non è un gatto però, secondo me, sa catturare i topi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, prendo la parola perché credo che bisogni in qualche misura rompere una sorta di rito che ormai si è determinato, in forza del quale il centrodestra attacca l'Assessore e il centrosinistra lo difende. Io voglio unire, Assessore, le mie lagnanze a quelle del centrodestra, perché ritengo che lei abbia, in qualche modo, omesso qualcosa. Voglio ricordarle infatti che oltre ai punti contenuti all'interno della mozione, ce ne sono anche degli altri. Ci sono per esempio delle interrogazioni, delle interpellanze che le sono state rivolte e con le quali le si chiedevano chiarimenti sulla gestione di qualche A.S.L. considerata - come dire - un po' allegra o pre-elettorale e forse anche da parte di qualche Assessore. Lei Assessore credo, con una buona educazione, ancora non ha risposto perché devono essere discusse prima le mozioni presentate dai colleghi.
Voglio dirle che sulla questione, per esempio, delle assunzioni pre-elettorali effettuate nella A.S.L. di Nuoro è chiaro che magari c'è stato qualche trasversalismo, come anche in quelle effettuate nella A.S.L. dell'Ogliastra. Del resto l'onorevole Oppi diceva: "Attenzione a parlare delle delibere perchè qualche trasversalismo c'è sempre in sanità, qualche buco si crea, c'è qualche accordo". Io ritengo, signor Assessore, che lei dovrà offrire delle risposte esaustive sotto questo profilo e credo che la tracotanza di qualche ex Assessore forse verrà in qualche misura ridimensionata. Io comunque penso - tornando alla mozione di oggi - che la tempestività con la quale sono state approvate queste delibere (dal mese di aprile al mese di giugno) sia un tantino sospetta!
CAPELLI (U.D.C.). Lo stesso allora vale per le strutture di riabilitazione di Macomer. Parlane!
PIRISI (D.S.). A Macomer abbiamo sentito un sacco di chiacchiere, caro Capelli, chiacchiere da parte sua e atti zero; nonché molte assunzioni in un periodo pre-elettorale! Per cortesia! Quindi non parliamo di trasversalità perchè posso parlare di sanità senza firmare nulla, perchè non ho mai avuto rapporti di alcuna natura con un certo mondo che viene rappresentato - secondo le parole che state usando - in maniera torbida.
Io credo che in sanità ci sia anche grande nobiltà, ed è la gestione, che, qualche volta, porta un timbro e un marchio che non fa onore.
La sanità in Sardegna presenta dei problemi grossi e lei, Assessore, si è trovato in una situazione che tutti conosciamo e devo dirle che, onde evitare che qualcuno lo dica prima, sono molto contento che lei ricopra quel ruolo. Sono sardo, sono barbaricino, i romani dicono di settima generazione e forse anche oltre, e sono onorato che lei faccia l'Assessore perchè lo sta facendo molto bene e sta offrendo lezioni di comportamento a coloro che si alzano per dirle che non avrebbe dovuto fare questo o non avrebbe dovuto fare quello.
Si è parlato addirittura di coprifuoco in Assessorato! Ma, insomma, cari colleghi! Probabilmente qualche collega si è sentito in qualche modo toccato perchè lei ricopre questo ruolo e questa funzione. Ma dico, in un di mondo che va verso la globalizzazione, che qualcuno vorrebbe di impronta liberista, è possibile che di fronte al fatto che arrivi un Assessore che cerca di guardare alla sanità con occhio attento e con grande spirito di solidarietà, non in maniera egoistica, ma cercando di intervenire in maniera concreta nelle piaghe che qualcuno ha lasciato - e qualche piaga è diventata purulenta in alcune situazioni - ci si scandalizzi così tanto? Credo invece che noi dobbiamo darle atto, caro Assessore, della bontà del cammino da lei intrapreso per cui con grande enfasi voterò contro questa mozione.
Sono contento, però, che il tono usato dall'onorevole Oppi facesse intravedere una sorta di ripensamento e quasi una scusa per averla firmata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io cercherò di non apparire scostumato, come ha detto l'onorevole Cachia, e certamente, essendo il decano cardiopatico di questo Consiglio regionale, sfiorerò l'argomento, ma lo sfiorerò perchè mi riguarda come passato paziente, mi riguarda come rappresentante di un territorio, mi riguarda come eletto in Consiglio regionale e quindi come consigliere attento ai problemi della Sardegna e in questo caso della sanità.
Ripercorrendo le considerazioni espresse in Aula dall'assessore Dirindin, mi sembra di non aver trovato comunque una giustificazione attenta e puntuale alle motivazioni che sono state illustrate nella mozione. Nel momento in cui l'assessore Dirindin ci confida di aver riscontrato grande attenzione da parte dei rappresentanti dei territori, da parte degli operatori del settore, di aver trovato grande attenzione e disponibilità a condividere una delibera di questo genere, non posso che esprimere grande preoccupazione. Io infatti sono anche Presidente di una Provincia, assessore Dirindin - è una coincidenza che è spettata solo a me in Italia, però così è - che ha avuto il coraggio di bocciare per tre volte consecutivamente il bilancio della A.S.L. di Oristano, quindi sono particolarmente attento al problema. Sono attento anche alle problematiche che riguardano un territorio posto al centro della Sardegna. E nel momento in cui si interviene o si cerca di intervenire per creare una struttura complessa nell'ospedale Delogu di Ghilarza, al di là dei numeri, io spero, voglio sperare e voglio credere che non siano state fatte considerazioni di tipo numerico, e mi meraviglia che autorevoli rappresentanti di quel territorio non si siano sentiti toccati.
Mi rivolgo al sindaco di Abbasanta, l'onorevole Pinna, che apprezzo perchè personaggio che comunque sa fare la politica: l'ospedale di Ghilarza è un presidio perchè sta al centro della Sardegna e ha assoluta necessità di quei servizi, al di là dei numeri che compongono il Barigadu, che è facilmente raggiungibile da tutto il centro Sardegna. Io le ho ricordato che sono un decano cardiopatico di questo Consiglio regionale; sono stato trapiantato nel 1981 e ho dovuto fare questa esperienza all'estero, l'ho dovuta fare all'estero!
Oggi che ci sono tutte le condizioni, non per avere un reparto di cardiochirurgia a Oristano o a Ghilarza, ma per avere quantomeno un reparto di emodinamica, quantomeno per effettuare una diagnosi, per fare una prova da sforzo, di fronte ad un taglio di questo genere (che mi auguro non sia permanente, ma che costituisca solo una sospensione momentanea) non posso non sentire la necessità di intervenire. Intervengo soprattutto perchè non ho ricevuto motivazioni sufficienti - l'ha già anticipato il collega Liori - che ci facessero pensare che questa sospensione adottata dalla Giunta regionale fosse giustificata. L'assessore Dirindin bene ha fatto (e l'apprezzo per questo) a confermare che si tratta di un atto di Giunta, condiviso quindi da tutta la Giunta. Prendiamo pertanto atto che l'assessore Dirindin consulta la Giunta, la Giunta si sente consultata e di fronte ad una delibera di questo genere ritiene all'unanimità di dover operare in questo senso.
Di fronte a ciò però io sono molto preoccupato, perchè credo che tutti gli interventi sospesi siano meritevoli di attenzione. Mi riferisco particolarmente a quelli relativi al mio territorio, dove i tagli effettuati non possono risultare dannosi.
Noi siamo attenti al problema, lo vogliamo affrontare, condividere, ma vorremmo motivazioni più certe; vorremmo che delibere di questo genere non venissero approvate il 25 di agosto, sotto le ferie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Prog. Sardegna). Signor Presidente, prendo le mosse dall'intervento dell'onorevole Diana per fare osservare che la delibera sospesa, tra l'altro, riguarda anche l'ospedale di Ghilarza, dov'era prevista una struttura complessa proprio per il reparto di ostetricia. Molti di noi hanno presentato delle interrogazioni, sono state già tenute delle conferenze di sindaci, allargate anche agli operatori sanitari e ai cittadini perchè dal 3 di settembre ciò che doveva essere una struttura complessa, e che è invece una struttura semplice, di fatto è chiusa.
Ora, non è questo il luogo né il momento per discutere delle cause, intervengo semplicemente per annunciare che noi votiamo contro la mozione che è stata presentata, perché quella serie di delibere prefigurava una sorta di programmazione, cioè precostituiva in qualche modo il piano, la rete di servizi ospedalieri o una certa distribuzione dei servizi ospedalieri in Sardegna. Per, mi associo a quanti hanno detto che questo dibattito, partito dalla discussione sulla mozione, è un dibattito positivo. Perchè? Perchè non possiamo non prendere consapevolezza del fatto che il dotarci finalmente di un piano sanitario, il definire esattamente un sistema che disegni la rete degli ospedali in Sardegna costituisce una condizione fondamentale.
Abbiamo bisogno di un piano, abbiamo bisogno che della sanità, al di là delle schermaglie, al di là delle guerriglie e al di là dei clamori, si discuta con consapevolezza, si discuta con responsabilità, si reintroduca finalmente il concetto della programmazione. Lo dico perchè solo in presenza di una programmazione seria possiamo pensare di intervenire finalmente per salvaguardare le realtà un po' più periferiche. È vero che esistono i presidi ospedalieri urbani, però esistono anche i presidi ospedalieri che non sono urbani, ma che comunque garantiscono un servizio ad aree cosiddette interne.
Ebbene, solo la presenza di un piano regionale sul quale ci si possa confrontare può consentire anche all'ospedale di Ghilarza, ma così a tanti altri presidi delle zone più interne che fanno sì che il bisogno sanitario di questa Sardegna sia di questo tipo e non di altro, di aggredire finalmente con forza, finalmente con una cultura che non sia semplicemente una cultura della rivendicazione o del pianto, il problema della sanità.
Noi votiamo contro questa mozione perchè riteniamo giusto che quanto prima (l'onorevole Oppi parla sempre di Gesù Bambino, parla di doni di Natale) l'Assessorato possa licenziare un testo, un documento, una proposta da sottoporre all'esame di questo Consiglio con grande responsabilità prenderà in esame perchè questo Consiglio ha l'obbligo e il dovere fondamentale di restituire a quest'Isola una politica sanitaria moderna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, credo che a seguito di alcune dichiarazioni di voto sentite in quest'Aula sia utile ribadire alcuni concetti che pure sono stati espressi in maniera abbastanza chiara. Il più importante mi sembra questo: che in Sardegna, pur in assenza di strumenti pianificatori aggiornati nel tempo e quindi capaci di costituire precisi e puntuali punti di riferimento di tutti gli atti sanitari che si sono succeduti, che sono stati firmati e sottoscritti dagli Assessori negli ultimi vent'anni, pur in presenza di un cronico sotto finanziamento del sistema (nel senso che è il sistema sanitario regionale sardo comunque registra un gap rispetto agli altri sistemi regionali di parecchie decine di migliaia di lire pro capite, sino alle 600 mila lire pro capite che ci separano dal sistema sanitario del Trentino Alto Adige) pur in presenza di un sotto dimensionamento delle risorse finanziarie che deriva dai vecchi accordi delle conferenze Stato - Regioni, che ci hanno punito dal punto di vista del finanziamento, pur in presenza di tutte queste difficoltà strutturali, sicuramente in parte dovute a carenze della stessa classe politica sarda, abbiamo un sistema sanitario in grado di fornire prestazioni di qualità.
Possiamo cioè inviare ai sardi il messaggio che, per l'abnegazione, per la capacità e per la disponibilità di tante persone che all'interno del sistema hanno operato, questo sistema è in grado oggi di fornire un'assistenza sanitaria di qualità. È per questo che io non accetto il tono di disponibilità quasi messianica che qualche collega della maggioranza ha manifestato nei confronti del cambiamento, che pure speriamo di registrare nei prossimi mesi; nel senso che ad oggi non ci sono stati cambiamenti rivoluzionari nel sistema sanitario regionale. Oggi, con la sospensione di questi atti, attraversiamo un momento di ragionamento dal quale tutti quanti, come Consiglio, speriamo scaturiscano dei cambiamenti positivi, importanti, significativi e di peso per il nostro sistema sanitario regionale.
Questa è la situazione in cui ci troviamo ad operare oggi, di questo noi Riformatori teniamo conto. Non amiamo i ruoli pirandelliani, quindi non tendiamo a cambiare l'atteggiamento a seconda della circostanza di trovarci in maggioranza o all'opposizione; quando eravamo in maggioranza ci siamo rivolti tante volte ai banchi della sinistra affermando che la responsabilità di ciò che non funziona in sanità è da addebitare all'attività di vent'anni, auspicando pertanto un impegno unitario. Ancora oggi pensiamo che la salute sia uno di quegli argomenti sui quali in Sardegna ci debba e ci possa essere un impegno unitario.
Da alcuni interventi pronunciati da colleghi dei D.S. in sede di dichiarazioni di voto ci siamo accorti che probabilmente anche all'interno dei D.S. è cambiato il clima culturale rispetto a certe problematiche. Forse certi trasversalismi, grazie anche all'assessore Dirindin, sono venuti meno e c'è più libertà di espressione da parte dei colleghi. Ci aspettiamo pertanto che questo si possa tradurre davvero in note positive. Abbiamo apprezzato la disponibilità manifestata dell'assessore Dirindin dalla Giunta regionale nella sua collegialità a venire a discutere in Aula, illustrando le linee guida del cambiamento che in sanità si vuol realizzare. Aspettiamo di giudicare sui fatti concreti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri OPPI, CAPPAI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU, MURGIONI, MORO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 5.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 60
Astenuti 3
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 52.
Allegati seduta
XIX Seduta
Giovedì 7 ottobre 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Presidente Spissu
indi
della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 46.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del Giovedì 30 Settembre 2004, che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 4. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor presidente la limitata presenza dei colleghi in generale, e in particolare stamattina di quelli dell'opposizione, la dice lunga sul valore reale di queste due mozioni. Io non penso che le assenze siano da attribuire ad una sottovalutazione dell'importanza del tema della sanità - e che la sanità sia importante è dimostrato dalla presenza nella Commissione competente di numerosi colleghi - ma alla circostanza che queste due mozioni in questo momento appaiono sicuramente fuori luogo.
Mi domando infatti, e domando ai colleghi dell'opposizione: a quale Giunta e a quale nuova amministrazione si può negare il diritto di entrare nel merito di decisioni assunte da una Giunta a fine mandato? Come si può pretendere che la nuova Giunta non abbia dei momenti di riflessione (una riflessione che ritengo necessaria da parte di tutti) e come si può non riconoscere che per confermare anche ciò che si è già deciso su materie così importanti non sia utile, un attimo di ripensamento e di riflessione?
Io credo che sia necessario, per certi versi, proprio per salvaguardare il principio della continuità amministrativa, alla quale noi riteniamo di dover dare concretezza. Però, quando ci si trova davanti a tante delibere assunte in "zona Cesarini", lascio al buon senso dei colleghi, a coloro che sono un po' più addentro alla materia, il giudizio sull'intera vicenda. Anzi; probabilmente basterebbero queste semplici affermazioni per chiudere la partita e poter affermare che forse sarebbe stato meglio non parlarne nemmeno.
Ritengo però che si stia parlando di una materia importante. Nei prossimi mesi si parlerà tantissimo di sanità. Se ne parlerà diffusamente in sede di esame del bilancio di assestamento, che perverrà al Consiglio tra pochi giorni; bilancio finalizzato principalmente a coprire il disavanzo di 149 milioni di euro generato dalla spesa sanitaria. Seguiranno poi una serie di importanti disegni di legge che da troppo tempo stiamo aspettando.
Gli impegni su questo fronte da parte dell'Assessore sono noti, sono stati assunti in Commissione e diffusi anche dalla stampa. Parleremo molto di temi della sanità, in particolare parleremo proprio di piano sanitario regionale, e parleremo delle modifiche all'organizzazione della rete ospedaliera. Credo che da questi due interventi non si possa prescindere nel dibattere di queste due mozioni.
Dal 20 aprile al 16 giugno di quest'anno sono state emanate dalla Giunta regionale dieci delibere. Con queste dieci delibere si autorizzava la nascita di ventiquattro strutture complesse e otto strutture semplici in numerosi presidi ospedalieri della Regione. Si tratta di delibere assunte in assenza di piano sanitario regionale, che una volta attuate potrebbero configurarsi come una modifica sostanziale dell'organizzazione della rete ospedaliera di cui noi dobbiamo andare a parlare. Perciò io domando ai consiglieri: ma questo non è un atto regolamentare di competenza del Consiglio? Non è questo Consiglio che dovrebbe discuterne? Forse é questo il motivo per cui molti dei consiglieri dell'opposizione stamani erano assenti, come denunciava l'onorevole Capelli: perché è probabile che nonostante possano, per un gioco delle parti, condividere l'attività dell'onorevole Capelli, magari ne temono i possibili effetti.
Mi è parso comunque di capire, che almeno alcune di queste delibere non sono state revocate ma solo sospese. L'Assessore si sarebbe preso novanta giorni di tempo per verificare se alcune di queste sono legittime e se possono essere accettate nel merito. Io ritengo che per alcune è possibile che questo avvenga. Le mozioni comunque (lo ripeto) le ritengo sicuramente fuori luogo. La mozione numero 5 contiene anche una...
OPPI (U.D.C.). Ne parliamo dopo della mozione numero 5.
MASIA (Gruppo Misto). Io ne sto parlando contemporaneamente.
OPPI (U.D.C.). Stiamo discutendo di una mozione; non si può parlare di due mozioni.
PRESIDENTE. Va bene, però, insomma, penso che l'onorevole Masia, nell'ambito del tempo assegnato, possa decidere di introdurre anche argomenti relativi all'altra mozione, che sono collegati.
MASIA (Gruppo Misto). Presidente, la ringrazio. Ritengo che se così è...
OPPI (U.D.C.). Sulla base di quale norma?
PRESIDENTE. Abbiamo sempre fatto così; non è che se si sta parlando del Cagliari si parla solo del Cagliari.
CAPPAI (U.D.C.). Se stiamo parlando del Cagliari non possiamo parlare del Milan!
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, se vogliamo adottare un criterio così rigido, per me va bene, lo farò rispettare. Onorevole Masia, la prego, rimanga nel tema, eventualmente parlerà dell'argomento in sede di esame della seconda mozione.
MASIA (Gruppo Misto). Io ritengo di essere in tema perché sto parlando di atti che la Giunta ha ritenuto di sospendere o di revocare; entrambi gli atti nascevano con lo stesso spirito e con lo stesso spirito io ritenevo che potessero essere trattati, e comunque non è questo naturalmente che mi impedisce di entrare nel tema, anche perché ritengo che le ragioni che ho genericamente esposto sposino molto bene sia una mozione sia l'altra. Ma se si deve parlare solo ed esclusivamente della mozione numero 4, e cioè di quella relativa alle delibere revocate, non c'è problema.
Alcuni colleghi, come l'onorevole Frau, stamani hanno spiegato abbastanza dettagliatamente i motivi per cui questa mozione è del tutto fuori luogo. Una di queste delibere detta linee di indirizzo per l'aggiornamento delle tariffe delle prestazioni di assistenza ospedaliera. Il mio punto di vista è che accentuare le gravi discriminazioni in cui versa la Sardegna in riferimento alle tariffe delle prestazioni di assistenza ospedaliera costituisca sicuramente un grave errore, e quindi bisogna sicuramente intervenire, ma nell'intervenire ritengo anche che sia sbagliato generalizzare. E' sbagliato quando si uniformano le prestazioni senza entrare nel merito e nella specialità o specificità dei costi e delle prestazioni.
Io ritengo che occorra un'analisi attenta per arrivare alla determinazione delle tariffe, un approfondimento delle situazioni specifiche, e una concertazione con tutti gli attori interessati. Se soprattutto quest'ultima fosse avvenuta, probabilmente ci sarebbe stata una reazione diversa. Vi è anche un'altra delibera, che detta linee sulla riabilitazione globale, che è stata revocata, e credo che la revoca di questa delibera non significhi che il problema non sia fortemente sentito anche da noi della maggioranza. È un problema che ritengo molto serio, e proprio per questo va affrontato con modalità e criteri diversi rispetto a quelli che ispirano la delibera in oggetto.
Le linee guida in quella materia devono tener conto in maniera organica delle modalità di accesso alla struttura, delle dimissioni dei pazienti quando questi hanno finito il trattamento, dell'organizzazione della rete dei servizi, degli standard di riabilitazione intensiva ed estensiva, e naturalmente, non ultimo, perché credo che sia importante, della riclassificazione dei presidi di riabilitazione attraverso criteri che siano...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.
MASIA (Gruppo Misto). Se mi concede in un paio di minuti, Presidente, le sarò grato.
PRESIDENTE. Io, onorevole Masia, non ho questa possibilità.
MASIA (Gruppo Misto). Pensavo che, così come è stato fatto per altri colleghi…
PRESIDENTE. No, c'è stato un equivoco. L'onorevole Vargiu ha parlato per dieci minuti complessivi e ha chiesto di svolgere un ragionamento in due tempi. Quindi i minuti assegnati sono dieci, i suoi sono esauriti, pertanto la prego di concludere. Poi, quando passeremo all'esame dell'altra mozione, non essendo stato accolto il mio invito a unificarle, lei avrà altri dieci minuti per esprimere la sua opinione. Naturalmente ci sarà anche il tempo per le dichiarazioni di voto.
MASIA (Gruppo Misto). Presidente, concludo affermando che occorre rigettare quella cultura del sospetto che, per certi versi, è emersa in alcuni interventi; cultura del sospetto che insinuava che queste delibere fossero state revocate solo ed esclusivamente perché emanate da un'altra Giunta. Io credo che, mentre alcune delibere sono state sospese, altre siano state revocate perché sono stati riscontrati degli aspetti che era necessario rivedere, che necessitavano di ulteriore riflessione, e che questa maggioranza ritiene di non poter affrontare attraverso interventi sporadici, episodici, che sicuramente non fanno bene a un importante settore qual è quello della sanità e di cui noi tutti abbiamo la responsabilità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, mi perdonerà se abbiamo chiesto di discutere separatamente le due mozioni, Ma l'abbiamo fatto perché concernevano atti completamente diversi: la prima riguarda provvedimenti di revoca, la seconda provvedimenti di sospensione.
Caro Presidente della Commissione, lei ha appena dichiarato che bisogna vederci chiaro, che bisogna acquisire ulteriori elementi, che bisogna studiare e verificare di più. Legittimo. L'Assessore poteva adottare un atto di sospensione anche in questo caso, invece ha preferito revocare. Vorrei ricordare agli amici del centrosinistra che erano presenti in quest'Aula nella precedente legislatura, e che ripetutamente chiedevano un dibattito sulla sanità (non c'era occasione in cui non ricordassero che bisognava parlare di sanità) che l'UDC, il partito che ha amministrato (non gestito come qualcuno ha detto, onorevole Frau) la sanità in questi ultimi anni, non si è mai tirato indietro; anzi, ha chiesto direttamente in quest'Aula un dibattito sulla sanità. Avevamo, mi pare, previsto anche una Commissione d'inchiesta, ma di sanità in quest'Aula non se ne è mai voluto parlare.
Dov'erano gli amici del centrosinistra della precedente legislatura? Dove sono oggi? Vorrei ricordare che erano loro che chiedevano di rivedere i tariffari; è in quel breve lasso di tempo che l'Assessore Capelli, unitamente al Gruppo e alla maggioranza, ma soprattutto con la collaborazione di esperti, e non certo di centrodestra (perché vi presero parte luminari della scienza medica di qualsiasi colorazione politica), predispose quell'atto. Basta controllare la documentazione (disponibile presso l'Assessorato) per capire che si è trattato di un atto dovuto, perché da troppo tempo in Sardegna i tariffari non venivano aggiornati.
La realtà è che se non ci si mette mano si viene criticati, se ci si mette mano si viene criticati ugualmente perché ci si accusa di essere intervenuti a fine legislatura.
Molti componenti di questo Consiglio, anche del centrosinistra, dovrebbero recitare il mea culpa, dovrebbero fare l'esame di coscienza. Non si può lanciare la pietra e nascondere la mano. Mi rivolgo all'amico Mondino Ibba, all'amico Nazzareno Pacifico, all'amico Emanuele Sanna, all'amico Cugini che nelle precedenti legislature ripetutamente chiedevano la rivisitazione di questi tariffari. Ma ciò che mi meraviglia di più è scoprire che l'Assessore Dirindin, peraltro proveniente da fuori, dal Piemonte, in soli trenta giorni di attività - prendo atto con piacere che ha rinunciato alle ferie ferragostiane - sia pervenuta alla conclusione che quelle delibere dovevano essere revocate, però, stranamente, dimenticando di indicare motivi validi, perché i motivi indicati nelle delibere di revoca non giustificano questo atto.
E' stato molto bravo il collega Capelli stamattina a richiamare i principi del diritto amministrativo per dimostrare l'illegittimità di tali revoche. Ma, ripeto, quello che mi meraviglia e che lascia in me qualche dubbio è il fatto che lei, assessore Dirindin, in soli trenta giorni abbia potuto valutare una mole di lavoro che a noi è costata cinque o sei mesi. Cinque o sei mesi per preparare una delibera e lei in soli trenta giorni di ferie è riuscita a provare che bisognava revocarle tutte. Ecco, allora, Assessore, soprattutto sulla mozione numero 4, io la invito a rivedere la sua posizione,a ritirare l'atto di revoca, relativo allo stralcio programma di pubblicità istituzionale.
L'onorevole Frau stamattina ha detto: "Non c'è promozione della salute", poi mi spiegherà che cosa intendeva dire, ma se ho capito bene invito l'onorevole Frau a verificare cosa era previsto come promozione istituzionale da parte dell'Assessorato della sanità, così si renderà conto che probabilmente anche qualche suo collega del Gruppo di Progetto Sardegna per anni, indipendentemente dal colore, ha usufruito di questi contributi. Probabilmente qualcuno siede anche in quest'Aula, e se fosse coerente, potrebbe dichiarare che non ha mai trovato le porte chiuse. La pubblicità istituzionale, finanziata in cinque anni dall'Assessorato amministrato dal C.C.D. prima e dall'U.D.C. dopo, non ha mai guardato al colore politico. Le sue affermazioni di stamattina, caro onorevole Frau, sono totalmente gratuite.
Poi ha usato un altro termine: "senza nessuna ricaduta sulla popolazione". Io la invito a verificare se la pubblicità istituzionale finanziata dall'Assessorato della sanità della Regione Sardegna è servita oppure no a fare educazione sanitaria sotto molteplici aspetti. Ha parlato solo di spot propagandistici: non abbiamo bisogno di fare spot propagandistici; noi siamo a fianco della gente, per la gente e con la gente quando amministriamo.
Allora, Assessore, io le lancio ancora una volta l'appello: adotti un altro atto, elimini l'atto di revoca di quelle delibere, e se fosse vero quello che ha detto il Presidente della Commissione, le sospenda, e acquisisca tutte le informazioni necessarie per verificare se tali delibere erano da adottare o meno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, voglio dedicare qualche minuto del mio intervento per fare chiarezza sui rapporti che penso in questi anni dovremmo intrattenere. Questa mattina sono stata, in quanto membro della Giunta, accusata di superficialità, di facile populismo e di demagogia. Credo che le persone che quest'Aula rappresenta chiedano rispetto reciproco e dialogo franco su ciò che faremo, e non accuse pretestuose e personali. Tutto ciò non corrisponde, peraltro, neanche a quanto ci siamo anche personalmente ripromessi - e mi rivolgo all'onorevole Capelli - in occasione del passaggio delle consegne in capo all'Assessorato, con anche l'impegno a valutare nel merito le questioni e a non assumere posizioni pregiudiziali. E sarebbe bene che ciò non avvenisse soprattutto sul piano personale.
Credo di poter dire che mi sento offesa dalle accuse di superficialità e di populismo, ma non voglio far perdere tempo al Consiglio con valutazioni personali sulle accuse che mi sono state rivolte, perché penso che non fossero rivolte alla mia persona, ma al ruolo che rappresento. Del resto credo che la Giunta abbia dimostrato di non inseguire il populismo e la facile demagogia. Può darsi anche che in futuro questo possa accadere, ma credo che ciò sia accaduto soprattutto in passato. Sarebbe comunque più onesto ammettere che le difficoltà e le incomprensioni, che hanno giustificato forse alcuni dei provvedimenti di cui mi accingo a parlare, siano dovute alla circostanza che probabilmente negli anni passati le maggioranze politiche non consentivano di assumere che non avessero quelle caratteristiche che lei attribuisce al nostro comportamento.
Voglio anche dedicare un minuto all'onorevole Oppi. Egli ha detto giustamente che, per quanto riguarda le delibere, ho ammesso che devo studiare. Le assicuro che non ho paura di ammettere che devo ancora imparare molto e devo studiare, ma, mi consenta di dire, onorevole Oppi, che se guardiamo alla situazione della sanità in questa regione forse non sono l'unica che deve ancora imparare. Forse bisognerebbe essere un po' meno arroganti e ammettere che qualcun altro in passato avrebbe dovuto studiare un po' di più.
OPPI (U.D.C.). Ho studiato troppo!
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Né credo che siano corrette le accuse di aver assunto, come Giunta, delle posizioni politiche pregiudiziali, perché l'onorevole Capelli sa che ad alcune delibere da lui adottate è stata data attuazione, e sa anche che è stata data attuazione con molto coraggio, che ci è stato riconosciuto da molte parti e in qualche caso pubblicamente persino da autorevoli rappresentanze della minoranza, della opposizione. Quindi non abbiamo adottato posizioni pregiudiziali e ci siamo ispirati al principio della continuità amministrativa laddove ci sembrava possibile farlo.
Certo è che è dovere di ogni buon amministratore tener conto che gli atti, di cui l'attuale Giunta è responsabile per l'esecuzione, devono essere atti condivisi nell'impostazione politica, dico politica nel senso nobile del termine, ovvero sulle strategie di politica sanitaria che si devono mettere in atto, e condivisi soprattutto per le ricadute che avranno in termini di economicità, di efficienza e di efficacia dell'azione amministrativa. Quindi credo che sia inevitabile che qualunque Giunta, qualunque organo chiamato al Governo che si ritrovi con una serie di atti di cui è responsabile per l'attuazione, li valuti prima di decidere se portarli o non portarli avanti. Non è pertanto un atto pregiudiziale ma è un atto consapevole di responsabilità. Perché la valutazione... per cortesia non mi interrompete.
Artizzu (A.N.). Eh!
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Eh? Mi pare che questa sia la regola, no?
PRESIDENTE. Ci penso io, Assessore, prego. Onorevole Artizzu, lasci parlare l'Assessore. Prego.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Quali sono le ricadute che questi atti potevano avere e sulle quali noi abbiamo attentamente operato delle valutazioni? E' vero che abbiamo fatto tutto in trenta giorni. Si può sorprendere della nostra efficienza, si sorprenderà ancora, le assicuro, in futuro, ma è certo che non abbiamo fatto valutazioni in maniera avventata.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prosegua, Assessore. Per cortesia colleghi, poi avrete tempo.
OPPI (U.D.C.). Si deve abituare!
PRESIDENTE. Sì, si deve abituare, anche noi ci dobbiamo abituare a non interrompere. Prego.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Certo, abbiamo proceduto con una certa celerità, perché è importante, nel momento in cui si pone mano, avendo davanti una legislatura, a una serie di atti che riteniamo debbano avere un respiro non delimitato a qualche mese, è necessario valutare le ricadute che essi avranno sia sotto il profilo economico sia sotto quello dell'assetto complessivo che il sistema sanitario si deve dare.
E allora, proprio per fornirvi un'idea delle preoccupazioni che ci assillano in questi giorni e ci hanno assalito nei giorni passati in cui abbiamo cercato di valutare attentamente e senza posizioni pregiudiziali la situazione che ci siamo trovati di fronte, mi permetto di dedicare qualche minuto a informare i consiglieri sulla situazione attuale del sistema sanitario che ci costringe, con senso di responsabilità, a valutare con attenzione alcuni degli adempimenti che avremmo dovuto mettere in atto in sede di applicazione di quella delibera. Parlo in particolare della situazione finanziaria.
Ieri abbiamo trascorso l'intero giorno a Roma, al Ministero dell'economia e alla Conferenza Stato-Regioni, (perché la Sardegna è una delle poche Regioni che nel 2001 non adempiutola ottemperato a quanto era stato richiesto dal Ministero dell'economia in vista del risanamento del bilancio della sanità) e insieme a queste Regioni stiamo cercando di riaprire il dialogo con detto Ministero per non essere penalizzati, come è già stato e come altrimenti continuerà ad essere. Per il 2002 gli adempimenti erano regolari; attualmente è aperto il monitoraggio sugli adempimenti del 2003.
Come qualcuno sa benissimo, ora ci troviamo in grave difficoltà perché il Governo centrale ha chiesto alle Regioni, a tutte le Regioni, per poter continuare a erogare i finanziamenti integrativi alla sanità, di mettere in atto alcune azioni. Si può essere d'accordo o no sulla consistenza di quelle azioni, ma certamente, una volta che quelle azioni vengono definite nella Conferenza Stato-Regioni, bisogna attuarle, altrimenti si perdono risorse fondamentali.
Ebbene, su molte di quelle azioni siamo in grave ritardo; abbiamo chiesto al Governo centrale di tener conto che si tratta di un'amministrazione appena insediata, e di concederci un po' più di tempo per adempiere ad impegni che peraltro sono storicamente importanti. Questa Regione presenta delle difficoltà che sono comuni anche ad altre regioni; voglio portare qualche esempio per far comprendere come l'adeguamento delle tariffe, onorevole Capelli, non sia un atto di giustizia, ma costituisca semplicemente la risposta a una richiesta avanzata, insieme ad altre centinaia, dai cittadini anziché dai produttori di prestazioni sanitarie. E i cittadini sono lì che aspettano, i cittadini aspettano da anni la radioterapia, così come i produttori da anni aspettano l'adeguamento delle tariffe.
Prendo atto che l'adeguamento delle tariffe è stato proposto e invece il potenziamento della radioterapia è ancora lì che aspetta. Ma l'adeguamento delle tariffe non è che uno degli aspetti. Quello che ci chiede il Governo centrale, ad esempio, è una certa quantità di posti letto in day hospital e in day surgery perché sono quelli che consentono di risparmiare risorse e garantire una migliore qualità dell'assistenza, e noi in questo siamo spaventosamente indietro. Ci chiede di adeguarci a una dotazione di posti letto di quattro più uno ogni mille abitanti nel totale siamo addirittura un po' sopra, ma non siamo assolutamente vicini se si mantengono distinti quattro posti letto per acuzie e l'uno per la lungodegenza. E siccome abbiamo molti più posti letto destinati alle acuzie anziché alla lungodegenza ciò comporta una maggiore spesa, oltre che ovviamente una qualità di servizi minore, meno ai rispondente ai bisogni dei cittadini.
Il Governo centrale, inoltre, prima di darci i soldi, ci chiede che si operi una verifica sul 2 per cento delle schede di dimissione dei ricoverati in ospedale per controllare l'appropriatezza dei ricoveri. Siamo in difficoltà ma stiamo cercando di mettere in atto anche questo provvedimento. Nel passato, infatti, ciò stato fatto in maniera assolutamente episodica e non adeguata. Il Governo centrale qualche volta si accontenta semplicemente di una lettera dove si comunica l'inizio delle operazioni, senza controllare se ciò avvenga effettivamente. Qualche volta viene posto in essere qualche adempimento amministrativo, qualche altra volta non c'è neanche questo adempimento amministrativo.
Ora io non voglio assolutamente essere polemica nei confronti di chi mi ha preceduto, però auspicherei uno sforzo teso ad acquisire una maggiore consapevolezza della situazione piuttosto che indirizzato solo ad accusare chi cerca (pur rinunciando a qualche giorno di vacanza, è vero) di capire da dove stiamo partendo e quali siano le carenze più grosse. Ebbene, questo valeva per il 2003; nei prossimi mesi dovremo rendere conto di quanto abbiamo fatto per il 2003 per mettere ordine nel settore sanitario in Sardegna e per ottenere i finanziamenti. Per il 2004 la situazione sarà ancora più pesante sia perché alcuni provvedimenti non sono stati presi, sia perché una serie di delibere che sono state adottate, prima fra tutte quella relativa all'aumento delle tariffe, comporteranno un aumento della spesa. Quanto sarà grande questo aumento della spesa possiamo cercare di stimarlo.
È vero, il sistema di pagamento per DRG (Diagnosis Related Group) non è stato adottato neanche in questa Regione in maniera puntuale, ma certamente non potrà che far aumentare la spesa. Di fronte a degli inadempimenti nei confronti del Governo centrale, che ci portano meno risorse, noi assumiamo provvedimenti che fanno aumentare la spesa. Lo stesso discorso vale per l'abolizione dei ticket.
Non porto altri esempi perché credo che questi siano sufficienti per fornire un'idea, anche se vaga, di quanto la situazione sotto il profilo economico e finanziario sia grave e sarà grave per i prossimi anni. Per far fronte a una situazione del genere ed evitare ulteriori penalizzazioni alla nostra Regione sarà necessario un piano di rientro almeno triennale.
Adesso entro nel merito dei tre provvedimenti che sono stati revocati. Il primo: programma stralcio della pubblicità istituzionale. Si tratta di due delibere adottate il 27 di maggio e l'8 di luglio, con le quali si erogava a vari enti e a vari soggetti un importo complessivo di 236.000 euro per pubblicità istituzionale nel campo dell'educazione sanitaria. Prego tutti - gli atti sono pubblici - di informarsi del contenuto di questa campagna di educazione sanitaria, di informazione, di prevenzione. Vi porterò solo qualche esempio per permettervi di farvi un'idea, tenendo presente che noi abbiamo sempre sostenuto che un programma di pubblicità istituzionale su questi temi è assolutamente importante, ma come tutti i programmi che si rispettino - considerato soprattutto che utilizziamo risorse pubbliche, e quindi dobbiamo rendere conto ai cittadini di come le impieghiamo - deve prevedere criteri chiari e trasparenti per la distribuzione delle risorse tra i diversi potenziali beneficiari, strumenti di valutazione dell'efficacia del messaggio e degli obiettivi del messaggio ben definiti; ci deve essere inoltre una valutazione delle ricadute sul target dei potenziali beneficiari di questi programmi.
Uno dei campi nei quali erano previsti gli interventi più consistenti, 89.770 euro, è quello relativo alla campagna di educazione sanitaria attraverso la TV ed altri mezzi di comunicazione. Erano previsti sette interventi, tre a Macomer, Nuoro e in Barbagia; veniva citata la trasmissione radiofonica "Pillole", poi spot vari sui temi della sanità, un'altra trasmissione radiofonica, e ancora un'altra trasmissione radiofonica: "Donare per vivere". Mi sembra che in base a queste indicazioni non sia possibile né valutare il contenuto del messaggio né il target, né tanto meno operare una valutazione delle ricadute. Sono previsti due interventi alla radio e due soli interventi sull'intero territorio regionale, il tutto per 89.770 euro. Il nostro obiettivo, invece, è quello di fare in modo che il programma di promozione istituzionale e di educazione sanitaria sia finalizzato a precisi obiettivi e degli strumenti di valutazione.
Passo rapidamente all'altro più importante provvedimento, che è quello della revoca della delibera relativa all'aggiornamento delle tariffe. Ebbene, qui mi sorprendo della facilità con la quale si afferma che questo programma è un atto di giustizia. Giustizia rispetto a chi? Le tariffe sono lo strumento di remunerazione dei soggetti erogatori, il governo economico del settore sanitario non richiede solo che siano fissate le tariffe, richiede che siano fissate delle regole per definire il budget globale che ogni struttura che produce prestazioni sanitarie, in particolare di ricovero, deve avere. E questo budget globale deve comprendere sia le tariffe che le funzioni non tariffabili. Però la definizione del sistema di remunerazione delle funzioni non tariffabili, che riguarda principalmente le strutture pubbliche, non è ancora stata fatta, ed è importante per far funzionare bene, per esempio, le strutture dotate di un Pronto soccorso. Richiede inoltre che, insieme alle tariffe, sia definito un sistema di controlli.
Non occorre che sia io a ricordarvi che il sistema di accreditamento provvisorio, nato nel 1998 e destinato, secondo la stessa delibera, ad essere sostituito entro 120 giorni da un provvedimento definitivo, è ancora vigente in questa Regione. La delibera sui tetti di spesa è rimasta all'ordine del giorno della Giunta per lungo tempo, e i tetti di spesa sono uno strumento fondamentale, perché nel momento in cui si fissano i prezzi delle prestazioni bisogna fissare anche i volumi di attività e il tetto globale di spesa, e i tetti globali di spesa non sono mai stati approvati. Quello, insieme al provvedimento precedente, sarebbe stato un atto di giustizia.
Così come non sono stati effettuati i controlli sulle schede di dimissione ospedaliere, così come non sono stati impartiti gli indirizzi per gli accordi contrattuali con i soggetti erogatori di prestazioni sanitarie. Insomma, una serie di provvedimenti che, se affiancati a quello di adeguamento delle tariffe, avrebbero potuto giustamente completare il quadro delle regole per il governo economico della sanità, sono stati omessi. Io personalmente e la Giunta riteniamo assolutamente importante adeguare le tariffe, ma non si può adeguare soltanto una tessera del puzzle e accantonare tutte le altre, tutte quelle altre tessere del puzzle che consentono di controllare che a quelle tariffe aumentate corrispondono delle prestazioni di qualità e in volumi adeguati rispetto al fabbisogno di assistenza delle persone.
Mi permetto inoltre di sottolineare che quanto si dice nella mozione riguardo al fatto che la Regione Sardegna spende meno delle altre Regioni è vero, ma è anche vero, basta che si esaminino i dati appena pubblicati dall'Agenzia per i servizi sanitari nazionali, che ormai siamo a ridosso della media nazionale. La media nazionale al netto della mobilità è stata appena pubblicata: 1367 euro; la media della Sardegna è di 1360 euro. Come sappiamo negli ultimi anni il tasso di crescita della spesa in questa Regione è stato superiore alla media italiana, e quindi, pur partendo da una situazione inferiore ci stiamo drammaticamente avvicinando alla media italiana. Non abbiamo pertanto neanche più il vantaggio di poter pensare che un aumento della spesa sia tollerabile e sostenibile in termini comparativi rispetto alle altre Regioni.
Noi stiamo cercando di lavorare alla revisione delle tariffe, ma il problema non è così semplice come potrebbe apparire. Soprattutto, però, vogliamo rivedere le tariffe all'interno di un complesso di interventi che dovranno essere effettuati il più presto possibile.
Il terzo provvedimento riguarda linee di indirizzo sulla riabilitazione globale. La delibera di revoca sostiene appunto che la deliberazione precedente è su molti aspetti incompleta e stamattina l'onorevole Capelli ha letto le motivazioni della nostra delibera sostenendo che era troppo genericamente formulata. Io non voglio entrare nel dettaglio, ma le porto qualche esempio per individuare meglio qualche elemento. La delibera sulla riabilitazione globale sostituisce un'altra delibera, ben più corposa, presentata il 28 agosto del 2003 in Giunta, che è rimasta iscritta all'ordine del giorno per quasi un anno, fino al maggio del corrente anno; poi è stata sostituita da questo provvedimento assolutamente, a nostro giudizio, insufficiente.
Mentre, infatti, da una parte affronta con maggiore attenzione alcuni aspetti relativi ai centri di riabilitazione di cui alla legge regionale numero 26 del 1991 trascura invece altri aspetti che riguardano ad esempio la riabilitazione estensiva, la lungodegenza post acuzie, e contiene riferimenti estremamente generici ad alcuni provvedimenti di ristrutturazione della rete ospedaliera, di riconversione dei posti letto per acuti e alla disciplina dell'attività riabilitativa in ambito ospedaliero. Ci sono poi alcuni aspetti che presi singolarmente, possono apparire non così rilevanti, ma che messi insieme possono consentire un miglioramento di questo provvedimento; ne cito ad esempio uno, quello dell'accesso alle strutture, che lei stesso stamattina ha ricordato.
C'è una sentenza del TAR della Sardegna che riconosce il diritto di alcuni centri di procedere all'accettazione dei pazienti anche non autorizzati. Questo ha generato un grande contenzioso. Ebbene, ciò richiedeva una disciplina delle procedure autorizzative sollecitata, fra l'altro, da molte A.S.L., che non è prevista. Nulla è definito in merito. Ciascuna A.S.L. adotta infatti differenti percorsi e modalità.
Un altro esempio: non è definito quale sia il soggetto che è autorizzato a stabilire la dimissione del paziente. Non sono state individuate le procedure di dimissione dei pazienti, non è stato definito il percorso che l'utente deve seguire dopo la dimissione, non sono indicate le strutture socio-assistenziali e di riabilitazione. Ci sono strutture quali le case famiglia e le residenze protette, che non sono tra quelle definite negli articoli 39 e 40 della legge regionale numero 4 del 1998, e pertanto non sono individuabili gli standard di personale e i requisiti strutturali, così come non sono indicati gli standard di personale e strutturali per la riabilitazione intensiva e estensiva. Quindi, siccome anche in questo caso si parla di tariffe, rischiano anche qui di non completare il quadro complessivo della riabilitazione globale, soprattutto in una realtà in cui questa riabilitazione costituisce un bisogno essenziale e anche una fonte di spesa particolarmente rilevante per la nostra Regione.
Abbiamo quindi osservato alcune deficienze che ci hanno portato a pensare che questi provvedimenti possano essere migliorati e ci siamo presi la responsabilità di farlo. Mi auguro, pertanto, che con spirito di collaborazione si possa evitare di dileggiare di volta in volta coloro che cambiano alcuni modi di analizzare i problemi e che si ragioni soltanto nell'interesse della popolazione della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per la replica; spettano cinque minuti a lei e cinque al consigliere Oppi.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, partendo da una considerazione di tipo personale mi dichiaro totalmente insoddisfatto della replica dell'Assessore. Quando infatti parlo di superficialità, populismo e facile demagogia ritengo ciò insito negli atti, senza voler assolutamente rivolgere alcuna critica di tipo personale, e credo che qui in quest'Aula o fuori nessuno abbia subito da me offese di tipo personali. Del resto nel passaggio delle consegne ho assicurato il massimo della disponibilità, che peraltro non è stata mai ricercata, e del confronto. Perciò il mio giudizio si riferisce agli atti e non alla sua persona che tra l'altro, in quanto ospite, ritengo debba essere considerata con anche maggior riguardo. Mi stupisce, pertanto, che lei possa intravedere nelle mie parole un attacco di natura personale.
Lei ha chiarito bene di essere rappresentante di una parte politica, ne prendo atto (come io sono rappresentante di un'altra parte politica) non pregiudizialmente contro nell'esame degli atti, però mi viene difficile, dopo la sua replica, crederle. Quando lei parla dei DRG (Diagnosis Related Group) come fatto sì importante ma non prioritario perché ci sarebbero anche, per esempio gli atti necessari per la radioterapia, quelli indirizzati ai cittadini, dimentica che quando si parla di DRG si parla anche di posti di lavoro, e anche i lavoratori sono cittadini. Del resto lei ha sospeso la delibera di istituzione presso l'ospedale San Francesco delle strutture complesse di oncologia medica, radioterapia, medicina nucleare, chirurgia vascolare ed altro, nonostante ritenesse prioritari gli atti necessari per la radioterapia. Ma l'ha sospesa per vedere cosa? Credo che lei volesse dire qualcos'altro ma di fatto ha detto questo. Perciò bisogna stare attenti a come ci si esprime; al di là dei sorrisini, bisognerebbe essere più precisi e corretti nei confronti del prossimo.
Sulla riabilitazione lei ha citato poc'anzi un passaggio significativo che io le ho ricordato; ciò dimostra che non ci ascoltiamo. Lei adesso riassumeva le motivazioni della revoca di quella delibera. Le ho risposto stamattina, le ho contestato quelle motivazioni. Mi scusi, non voglio essere offensivo, ma credo che occorra leggere attentamente la delibera. Io non ho il tempo di citare tutto quello che ha citato lei, ma quando in una delibera si scrive: "Alle prestazioni riabilitative erogate nelle strutture ospedaliere ed extra ospedaliere si accede secondo le disposizioni vigenti" e di seguito vengono indicate, come a fa dirmi che è priva di contenuti? Non vedo che cosa ci sia da ridere, io credo che fra poco ci sarà da piangere, non per noi ovviamente, ma per quei cittadini ai quali affermate di dimostrare molta attenzione.
Situazione della finanziaria. Anche qui non vi è stata una corretta informazione. Mi riferisco a quanto lei ha detto sui DRG e per sull'ammontare del contenzioso con lo Stato riferito al 2001. Lei conosce benissimo tutte le azioni che sono state poste in essere dalla Giunta affinché lo Stato, avendo essa (il Consiglio no) rispettato i termini per la copertura con i fondi regionali della parte di deficit sanitario riguardante il 2001, le riconoscesse quanto richiesto. Tremonti invece, Ministro disastro del nostro Governo, lo dico serenamente, l'ho detto anche un anno fa, due anni fa, non lo sto dicendo oggi per la prima volta, per uno slittamento di un mese della delibera del Consiglio per la copertura del deficit, non ha riconosciuto alla Sardegna quanto invece ha riconosciuto ad altre regioni. Perciò anche in questo caso non si è data una corretta informazione.
Per quanto riguarda la delibera sui tetti di spesa, questa era all'ordine del giorno della Giunta da lungo tempo, quindi vi era la possibilità di rivederla ed adottarla, se costituiva questa una delle ragioni che ostava all'approvazione della delibera sui DRG, ma di ciò ho già fatto accenno nel mio intervento preliminare.
Cattiva informazione si è fatta anche per quanto riguarda la pubblicità istituzionale. Quando infatti parla di Barbagia, studi meglio la geografia della Sardegna, perchè Radio Macomer Centrale, per esempio, è nel Marghine e non nella Barbagia.
(Interruzioni)
Peraltro quando cita le delibere è inutile che menzioni solo quelle del nuorese, che è il mio territorio; ne possiamo leggere tante altre che lei ha bloccato. Possiamo leggere, per esempio, quelle relative al finanziamento di convegni, alcuni già svolti, che probabilmente si troveranno in difficoltà per il pagamento delle fatture, perché lei ha bloccato le relative delibere, e si tratta di convegni di cui risultano gli atti, di cui risultano le pubblicazioni, che hanno fornito un servizio al sistema sanitario.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
CAPELLI (U.D.C.). Noto pertanto numerose lacune nel suo intervento di replica, in particolare quando parla della delibera relativa alle linee di indirizzo sulla riabilitazione; non mancano infatti elementi corretti ed obiettivi all'Aula per giudicare la delibera, sulla quale hanno lavorato in tanti per lungo tempo producendo un atto di altissimo livello.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per la replica. Le sono rimasti tre minuti.
OPPI (U.D.C.). Aveva detto cinque e cinque, se lei è cortese da darmene...
PRESIDENTE. L'avverto allo scadere del decimo minuto.
OPPI (U.D.C.). Non ho capito, posso anche non parlare, Presidente, sto dicendo che lei deve essere serio.
PRESIDENTE. Io sono serio.
OPPI (U.D.C.). Perché lei ha detto cinque e cinque. Se lei poi non avesse interrotto l'onorevole Capelli…
PRESIDENTE. Ma l'onorevole Capelli ha parlato per sette minuti.
OPPI (U.D.C.). Non può dire tre minuti, di tre minuti gliene faccio dono.
PRESIDENTE. Ne discute con l'onorevole Capelli, non con me.
OPPI (U.D.C.). Ma è lei che deve distribuire il tempo.
PRESIDENTE. Infatti. Prego onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, durante questo dibattito ho sentito pronunciare frasi ovvie; io ho studiato, tant'è che ho ritirato la delibera del DRG nel 2001, l'ho ritirata a seguito di attenta analisi e contraddistinguendomi dagli stessi funzionari. L'Assessore però ha adoperato una certa terminologia; noi, pur contestando questa terminologia, ne prendiamo atto. La guerriglia comincia; vorrà dire che tutta la disponibilità che abbiamo offerto in questi giorni verrà meno, e verrà meno anche in tutti gli atti importanti futuri.
Lei ha citato l'esempio della delibera del 2001, ma ha detto una stupidaggine. Nel 2001 noi abbiamo deliberato nel mese di settembre, secondo la legge, esattamente per 307 miliardi di lire. Abbiamo poi fatto ricorso all'esercizio provvisorio ed abbiamo approvato il bilancio esattamente a febbraio del 2003. Questo non andava bene al dottor Massicci; noi l'abbiamo contestato e adesso ci troviamo con un credito di 54 milioni di euro. Ma i ritardi non dipendevano dalla nostra volontà, dipendevano dal Consiglio, dalle articolazioni del Consiglio. Il Governo però non ha accettato e quella somma è stata considerata praticamente una distribuzione nel decennio e non un adempimento formale. Noi abbiamo coperto circa 1200 miliardi di deficit delle passate legislature e vantiamo un credito nei confronti dello Stato per anticipazioni della Regione di 61 milioni di euro nel 1998 e di 26 e 54 nei restanti anni.
Lei comunque non ha risposto ai miei rilievi. Prima ha aperto una revoca, poi ha emanato un altro decreto, un secondo decreto, applicando il nomenclatore tariffario con le aliquote relative, senza una preventiva delibera di Giunta. Lei non può emanare un secondo decreto senza prima una delibera di Giunta - e a questa obiezione lei non ha risposto - perché è un atto illegittimo.
Noi siamo anche contrari alla terminologia - garbata forse ma è pesante - che lei adopera: "Io ho eliminato gli sprechi, quindi metto anch'io la quota di cinque milioni di euro". Lei non ha fatto niente! Ieri all'unanimità la Commissione ha prelevato i due milioni e mezzo che non si potevano stornare da quel capitolo, e li ha inseriti come rimborsi dallo Stato per il servizio sanitario, cioè ha modificato questa delibera perché evidentemente ha ritenuto che ciò che era stato fatto era stato fatto male. Ma non può parlare di eliminare degli sprechi quando sottrae 300 - 310 mila euro all'assistenza sociale, quando sottrae dieci mila euro alla Lega regionale dei tumori, ai trapianti eccetera; questi non sono sprechi, è la terminologia che non ci va bene, per il resto possiamo anche condividere certe sue scelte.
Io posso condividere anche quanto sostenuto dal collega Masia, quando ha affermato che le dieci delibere con le quali si autorizzava la nascita di numerose strutture concernono una materia di competenza del Consiglio. Ma quando si fanno questi rilievi occorre essere coerenti perché è di competenza del Consiglio anche la materia oggetto del protocollo d'intesa. Frau ha detto che io bloccai i DRG; ma li bloccai perché la mobilità della sua A.S.L. aveva fatto lievitare di 70 milioni all'anno (135 miliardi di vecchie lire) i costi.
Evidentemente con i nuovi DRG si sarebbe portata al fallimento quella A.S.L..
Noi non siamo docenti di diritto amministrativo, ma abbiamo studiato e abbiamo fatto quello che potevamo fare e nelle condizioni in cui l'abbiamo fatto. Certo, lei ha revocato quella delibera, ma di fatto ne ha determinato, attraverso un decreto, la decorrenza dal 1° gennaio per cui a fine anno si registrerà un incremento dei costi. Però non parliamo, come è stato fatto in questi giorni, di voragine; l'anno scorso, in silenzio, abbiamo inserito per il 2002 198 milioni di euro, in silenzio, così come ogni anno, e l'anno venturo l'incremento sarà anche maggiore, perché la spesa farmaceutica è cresciuta e perché la decorrenza dal 1° gennaio dei DRG, come dicevo, determinerà una lievitazione porterà ad un incremento dei costi.
Ma se ci parliamo senza vedere ombre dappertutto (perché ombre potremmo vederne anche noi e tante) e lavoriamo come stiamo facendo in questi giorni nelle Commissioni competenti, con rapporti di cordialità, di stima reciproca, forse riusciremo a fare qualcosa per il bene della Sardegna. Diversamente dovremmo scegliere strade diverse.
Il progetto di razionalizzazione della rete ospedaliera è stato presentato da me nel 2001, è rimasto fermo nella Commissione consiliare competente per due anni a causa di strani trasversalismi, poi è stato votato grazie a un blitz. Due anni è Rimasto in commissione!
FADDA PAOLO (La Margherita-D.L.). Per colpa di Forza Italia!
OPPI (U.D.C.). Io non discuto. Forza Italia alla prima occasione ha fatto un blitz e l'ha approvato. Ho chiesto io l'inserimento all'ordine del giorno e di fatto non si è mai discusso.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PILI, LADU, CAPPAI, OPPI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 4.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco - DEDONI - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 67
Votanti 64
Astenuti 3
Maggioranza 33
Favorevoli 25
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 5. Se ne dia lettura.
CASSANO, Segretario:
MOZIONE CAPELLI - OPPI - LA SPISA - DIANA - VARGIU - LADU - AMADU - BIANCAREDDU - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - ONIDA - MURGIONI - SANJUST - SANNA Paolo - RASSU - SANCIU - PILI - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PISANO - DEDONI - CASSANO sui provvedimenti di sospensione adottati dalla Giunta regionale in data 25 agosto 2004.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESO ATTO che la Giunta regionale, nella seduta del 25 agosto 2004, ha sospeso i seguenti provvedimenti:
a) delibera n. 18/15 del 20.04.2004 - Attivazione presso l'azienda ospedaliera Brotzu della struttura complessa per l'assistenza meccanica del cuore ed il trapianto cardiaco (cuore artificiale);
b) delibera n. 27/5 dell'8.06.2004 - Trasformazione in strutture complesse, presso l'azienda Brotzu, delle strutture semplici di osservazione medica del centro per le malattie dismetaboliche ed arteriosclerosi e dell'unità di terapia semintensiva per la cura delle patologie cerebrovascolari stroke unit;
c) delibera n. 18/14 del 20.04.2004 - Trasformazione, presso l'azienda ospedaliera Brotzu, della struttura semplice di riabilitazione cardiologica in struttura complessa;
d) delibera n. 27/42 dell'8.06.2004 - Riprogrammazione dell'attività della Casa di cura M. Tommasini - Jerzu;
e) delibera n. 24/42 del 27.05.2004 - Istituzione della struttura complessa di oftalmogia presso il CTO di Iglesas e della struttura complessa di urologia presso il P.O. Sirai di Carbonia ASL n. 7 di Carbonia;
f) delibera n. 28/25 del 16.06.2004 - Istituzione presso il P.O. S. Martino di Oristano delle strutture complesse di cardiologia - UTIC con annesso servizio di emodinamica, neurologia, oculistica, riabilitazione e lungodegenza e delle strutture semplici di otorinolaringoiatria e astenteria e, presso il P.O. Delogu di Ghilarza, la trasformazione della struttura semplice di ostetricia e ginecologia in struttura complessa e la istituzione della struttura semplice di urologia - ASL n. 5 di Oristano;
g) delibera n.25/41 del 3.0.2004 - Istituzione, presso il P.O. N.S. della Mercede dell'ASL n.4 di Lanusei, della struttura complessa di cardiologia - UTIC, delle strutture semplici di oculistica, otorinolaringoiatria e di astanteria, nonché l'individuazione dei posti letto da dedicare all'attività di ricovero diurno;
h) delibera n. 22/30 del 13.05.2004 - Istituzione, presso il P.O. S. Francesco di Nuoro, delle strutture complesse di oncologia medica, radioterapia, medicina nucleare, chirurgia vascolare e della struttura semplice di emodinamica presso l'unità operativa di cardiologia ed UTIC - ASL n. 3 di Nuoro;
i) delibera n. 22/66 del 13.05.2004 - Istituzione delle strutture complesse di oncologia medica, gastroenterologia e cardiologia riabilitativa presso il P.O. SS. Annunziata di Sassari e della struttura complessa di cardiologia ed UTIC presso il P.O. Civile di Alghero - ASL n.1 di Sassari;
l) delibera n.24/39 del 27.5.2004 - Istituzione della struttura complessa di lungodegenza e riabilitazione postacuzie presso il P.O. Zonchello di Nuoro e la trasformazione della U.S. di malattie infettive e del laboratorio di analisi del P.O. S. Francesco di Nuoro da strutture semplici in strutture complesse - ASL n.3 di Nuoro;
m) parte delle disposizioni contenute nella delibera n.25/19 del 3.06.2004 - Linee di indirizzo in materia di residenze sanitarie assistenziali e di centri diurni integrati;
RILEVATO che detti provvedimenti di sospensione sono giuridicamente illegittimi in quanto:- non vi è cenno alcuno alle ragioni di urgenza che ne legittimerebbero l'assunzione;
- negli stessi non viene evidenziato alcun interesse pubblico inderogabile né alcun procedimento di acquisizione e ponderazione dei nuovi interessi la cui tutela implica la sospensione degli atti, nonché le ragioni della prevalenza degli interessi medesimi sul legittimo affidamento dei destinatari, in aperto contrasto coi canoni che presiedono la corretta azione amministrativa;
- dalle motivazioni addotte, che si evidenziano assolutamente generiche, enunciate in termini probabilistici e non supportate da alcuna attività istruttoria, emerge per contro un generale comportamento "superficiale" della Giunta sui termini delle vicende implicate negli atti;
CONSIDERATO
- che i provvedimenti di sospensione perpetuano ed anzi accentuano la situazione di grave discriminazione e di disomogeneità nell'erogazione dei servizi sia verso l'esterno della nostra regione che all'interno della stessa, in quanto determinano una grave riduzione quantitativa e qualitativa delle prestazioni offerte dal nostro servizio sanitario regionale;
- che tra l'altro in alcune ipotesi vi sono pure soggetti privati interessati in quanto i provvedimenti in questione hanno avuto principio di attuazione con la pubblicazione dei bandi;
- che tale modo di operare comporta una inammissibile invasione della sfera gestionale da parte di quella politica,
invita la Giunta regionale
all'immediato ritiro dei provvedimenti di sospensione. (5)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare la mozione. Le ricordo che ha venti minuti di tempo per l'illustrazione.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, anticipatamente spiego i motivi per i quali le due mozioni non potevano essere accorpate. Si tratta, infatti, come non compreso dall'onorevole Frau e dall'onorevole Masia, di due documenti che hanno per oggetto provvedimenti sostanzialmente diversi. Il primo concerne provvedimenti di revoca, l'altro provvedimenti di sospensione; e le motivazioni sono totalmente diverse.
L'onorevole Frau probabilmente prenderà la parola per ripetere quello che ci ha detto stamattina, in quanto, avendo già il discorso pronto, non ha trovato gli argomenti per inserirsi in una discussione di tipo diverso. Infatti stamattina ha parlato di un'altra mozione, quella di cui discutiamo adesso. Però, quello che voglio evidenziare è che si sceglie ancora di usare termini che mi sembra avevamo deciso di non usare tra noi e la Giunta, e tra noi e l'Assessore in particolare, che evocano quella politica del sospetto richiamata in quest'Aula da alcuni vostri interventi. Personalmente non riuscirò mai ad abituarmi a quelle frasi, che chiamano in gioco interessi da difendere, parti da difendere. Se lei conosce questi interessi la invito a riferirli, perché io al suo posto, stia tranquillo, li riferirei senza pormi il benché minimo problema.
Se lei ha qualcosa da dire, la dica, perché questa è democrazia, questa è correttezza, questa è lealtà, questo è rappresentare chi l'ha votata. Ma la politica del sospetto niente ha a che vedere con un corretto esercizio della democrazia; appartiene invece ad un'altra cultura, quella dei muretti a secco che molti cercano di cambiare ed altri, come lei, cercano di consolidare. Del resto lei, per quanto riguarda la mozione in questione, non ha sicuramente portato argomenti convincenti. Ha detto solo che non si è avuta, per quanto riguarda l'appropriatezza, nessun confronto, nessuna verifica (stavamo parlando del nomenclatore tariffario) dimenticando che fu proprio quella Giunta che istituì l'Osservatorio dell'appropriatezza nel caso della farmaceutica; Osservatorio che mi risulta sia stato soppresso proprio in queste settimane.
Lei, non avendo altri argomenti, preferisce introdursi nel discorso sulla mozione ripetendo quello che era riuscito a scrivere sui giornali in merito alla delibera di revoca sui DRG, riportando tra l'altro dati non reali, completamente fuori dall'argomento e, in ogni caso, citandoli senza cognizione di causa. Quando lei premette che le delibere in oggetto riguardano argomenti per addetti ai lavori, dimentica che in quest'Aula, quando si parla di argomenti come questi e come tanti altri, dobbiamo essere tutti pronti a diventare addetti ai lavori; anche la terminologia deve essere quella adeguata e conseguente; chi non comprende è meglio che non intervenga e non si cimenti in pericolose elucubrazioni.
Per quanto riguarda l'illegittimità degli atti posti in essere dalla Giunta, io non intendo sostenere che l'Assessore non si preoccupi della correttezza del suo operare, ma ritengo che dovrebbe farsi consigliare da persone capaci di indicargli la via corretta per raggiungere il suo legittimo obiettivo politico. Gli stessi obiettivi si possono conseguire adottando atti legittimi anziché commettendo errori che portano alla censurabilità giuridica dell'atto; è un suggerimento, non un'accusa.
Così come riferito poc'anzi dal collega Oppi, questi suggerimenti li abbiamo espressi anche sede esame dell'assestamento del bilancio. Vi abbiamo detto, per esempio, che quell'articolo che prevedeva un prelievo dei 2 milioni e 500 mila euro è sbagliato, perché quella somma può essere prelevata da quel capitolo; così come, con altri emendamenti approvati ieri in Commissione, abbiamo modificato delle UPB perché sbagliate. Sono tutti atti di collaborazione che ritengo utili, necessari ai fini di un'attività normativa efficace e legittima.
Ma esaminiamo adesso i profili di illegittimità degli atti posti in essere dalla Giunta. La sospensione, diversamente dalla revoca, è un provvedimento col quale l'Amministrazione, in via provvisoria e cautelare, sospende l'efficacia di un proprio precedente atto al fine di evitare che la sua esecuzione produca conseguenze pregiudizievoli. Il provvedimento di sospensione deve essere adeguatamente motivato con riferimento all'urgenza di provvedere, ai presupposti di fatto e di diritto su cui si fonda, allo specifico interesse pubblico, concreto ed attuale, alla sospensione del provvedimento.
Di fatto nessuno dei provvedimenti in materia sanitaria adottati dalla Giunta regionale nella seduta del 25 agosto 2004, possiede i requisiti di legittimità richiesti dall'ordinamento. Infatti, così come anche per la revoca, non si dà conto alcuno dell'eventuale mutamento delle circostanze di fatto, né di una nuova e diversa valutazione dell'interesse pubblico non viene esplicitato l'interesse pubblico concreto ed attuale la cui tutela impone l'adozione dell'atto di revoca o di sospensione. Ho anche citato le giuste osservazioni in questo caso che l'Assessore ha mosso al direttore generale della A.S.L. 5, perché anche in quel caso quella delibera manca dei presupposti di legge.
Non si dà conto del procedimento di ponderazione degli interessi pubblici e privati implicati, né delle ragioni della prevalenza dell'interesse pubblico perseguito con il ritiro o con la sospensione rispetto all'interesse pubblico al mantenimento del provvedimento e agli interessi dei privati che su esso abbiano fatto legittimo affidamento. Non si dà conto dell'avvenuta comunicazione dell'avvio del procedimento come previsto dall'articolo 7 della legge numero 241 del 1990, né delle ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze. Specificatamente negli atti di sospensione non vengono esplicitate le ragioni d'urgenza che sole legittimano l'adozione di un atto di natura cautelare. Si tratta dunque di atti assolutamente invalidi e illegittimi che di certo non uscirebbero indenni dal controllo del giudice amministrativo. Vista la genericità delle motivazioni adottate dall'Assessore, e fatte proprie dalla Giunta regionale, è evidente infatti che gli atti adottati non hanno natura amministrativa ma politica.
E veniamo alle enunciazioni politiche. Vede Assessore, io purtroppo non avendo la possibilità o l'occasione di parlare con lei, mi devo riferire a quello che viene riportato virgolettato dalla stampa sulle sue dichiarazioni. Su tutte le frasi virgolettate noi abbiamo la possibilità di pronunciare un intervento di rettifica, anche se non venivano mai ascoltati.
Come vengono presentate le delibere di sospensione? Si dice: "Si bloccano 24 primariati". Ora, onorevole Frau, mi riferisco a lei perché ha svolto una lezione di dubbio gusto su queste delibere, quando si parla di 24 primariati si deve sapere, e credo che questo l'Assessore lo sappia perché è in tutta Italia così, che non si possono istituire immediatamente 24 primariati. Innanzitutto queste delibere vengono adottate sul richiesta dei direttori generali…
FRAU (Progr. Sardegna). A che cosa si sta riferendo?
CAPELLI (U.D.C.). Alle sospensioni, sto parlando dell'argomento all'ordine del giorno, non di quello di cui ha parlato lei prima; quando si dice che vengono istituiti dei primariati, si dimentica che queste delibere vengono adottate su proposta dei direttori generali, non su iniziativa dell'Assessore, perciò si è data risposta a queste richieste nei tempi che si avevano a disposizione. È inutile quindi che continuiate a sottolineare (e vi prego di smetterla) che le delibere sono state approvate da aprile a giugno; forse qualcuno avrebbe preferito l'inerzia soltanto per il fatto che c'ero io alla guida di quell'Assessorato a fine legislatura?
Voi state dicendo alla gente - ecco il populismo, ecco la demagogia - che quelli erano atti elettorali. Il mio collegio non è Oristano, il mio collegio non è Alghero, il mio collegio non è Sassari, il mio collegio non è Iglesias, il mio collegio non è l'Ogliastra, il mio collegio è Nuoro. Se quindi vogliamo anche in questa circostanza parlare in mala fede allora posso terminare il mio intervento perché non ho più niente da dire.
Si tratta di atti predisposti nelle more dell'approvazione del piano sanitario regionale, in presenza del provvedimento di razionalizzazione ospedaliera approvato dalla Giunta regionale nel 2001 e dalla Commissione consiliare. E' vero anche che non erano atti arrivati alla conclusione del loro iter, però erano atti richiesti dal territorio, erano atti richiesti, punto. Richiesti, e condivisi dal sottoscritto.
Possiamo anche parlare della radioterapia a Nuoro per esempio, dell'oncologia medica, dell'oculistica nell'iglesiente o a Oristano? O vogliamo parlare della situazione della clinica Tommasini di Ierzu? O vogliamo parlare della riabilitazione cardiologica? O vogliamo parlare di tutte queste delibere che sono state sospese? A chi giova?
Anche i concorsi per i primari, da voi tanto sottolineati, sono gestiti dai direttori generali con una commissione dove neanche un componente viene nominato dall'Assessore. Si tratta quindi di concorsi, che andavano gestiti, se si intende mandarli avanti, se non si avrà qualche ripensamento in merito (gestiti tra virgolette, perché non credo che ci siano gestioni dirette) da parte dell'attuale maggioranza. Quindi erano provvedimenti che nell'immediato benefici elettorali e politici non ne potevano produrre.
Oppure vogliamo parlare dell'ospedale di Ghilarza dove si interviene sospendendo la delibera di istituzione della struttura complessa di ostetricia? O se volete possiamo anche parlare, se fa comodo a qualcuno, di quanto è avvenuto in ostetricia e ginecologia a Oristano, di come è andata a finire, e di quanto abuso e strumentalizzazione politica ci siano stati nell'utilizzo di quelle delibere adottate dal direttore generale. O vogliamo parlare di come è finita e di chi oggi dirige quel reparto? Parliamone, sono qui, aspetto la replica per poterne parlare se qualcuno vorrà affrontare l'argomento.
FADDA Paolo (La Margherita-D.L.). Se vuoi presentiamo un'interpellanza!
CAPELLI (U.D.C.). O presentiamo una interpellanza, ha detto bene Fadda.
Si è parlato anche dei cuori artificiali. La delibera sui cuori artificiali, per lo meno secondo la mia interpretazione (poi non conosco le interpretazioni "cagliaritane" del caso) è stata proposta per arrivare ai lunghi di attesa per i trapianti di organo da donatore. Con l'intervento dei cuori artificiali si poteva efficacemente capire questo arco di tempo. Successivamente, invece, scopro i numerosi giochetti che stanno dietro la creazione di queste strutture. Ma il fine dell'istituzione di queste strutture era realmente quello di cui ho parlato.
In ogni caso si tratta di interventi attuati su proposta dei direttori generali e con il parere di legittimità della strutture, e sono stati attuati a costo zero perché (poi parliamo di costi diretti, indiretti ed indotti se si vuole, possiamo arrivare anche ai costi indotti quando si vuole proprio trovare il pelo nell'uovo) i posti letto devono essere riconvertiti e non si possono inventare.
Altre strutture complesse sono state previste mediante la trasformazione di strutture semplici già esistenti ed operanti; le motivazioni sono sempre legate alla situazione epidemiologica e di tipo organizzativo e l'iniziativa parte da proposte dei direttori generali, gran parti delle quali, se non tutte - e vado a memoria - presentate nel 2001. Perciò si è data risposta a provvedimenti presentati e richiesti dai direttori generali nel 2001. E vi lamentate che si è avuto il buon senso di intervenire per offrire una risposta attesa da circa tre anni.
Queste sono motivazioni che sono state riportate nel corpo della delibera, ma soprattutto dalla stampa, stampa che non è responsabile in ogni caso, perché riporta sempre e comunque quello che noi diciamo, e se ciò non facesse noi abbiamo il diritto di chiedere la rettifica di quanto ci viene attribuito. Perciò ritengo che in queste delibere di sospensione si sia effettivamente - non riesco a fornire altra spiegazione - perseguita quell'azione politica di demolizione di quanto avvenuto nella precedente gestione e nella precedente Giunta.
Poi c'è l'ultima: "Linee di indirizzo in materia di residenze sanitarie ed assistenziali, centri diurni integrati", una, delibera che non inventa niente, che riordina totalmente un settore disciplinato, se non sbaglio, da otto o nove delibere precedenti. Perciò spiegatemi voi la ragione di queste sospensioni. In questo caso sarà molto importante per me, più che la discussione della mozione, l'esito del voto. Certo, con una forma di governo parlamentare probabilmente l'esito del voto sarebbe diverso perché col sistema attuale si ha paura di votare, per quella forma di ricatto esercitato dal Presidente: "Attenti a come votate, perché secondo come votate vi mando tutti a casa". E ciò non va sicuramente a favore della dignità del Consiglio. Sono pertanto curioso di vedere come, in sede di appello nominale, molti colleghi voteranno e che tipo di responsabilità si assumeranno su delibere che precedentemente hanno avvallato, sostenuto e richiesto.
È arrivato il momento che tutti pubblicamente si assumano la propria responsabilità; io mi assumo la mia riconoscendo che le delibere sono legittime, opportune e necessarie. Voglio ricordare soltanto una cosa, che non vuole essere però un atto d'accusa: giovedì 30 settembre 2004 è apparso sulla cronaca di Nuoro, un articolo dal titolo …
PRESIDENTE. Venti minuti. La prego di concludere.
CAPELLI (U.D.C.). La invito ad essere più equo Presidente, perché non ho mai sforato.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, lei è stato ascoltato da questo Consiglio per 49 minuti.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, non ho mai sforato, il suo richiamo mi sembra inopportuno in questo momento.
PRESIDENTE. No, lei ha sempre sforato, ed oggi in modo particolare.
CAPELLI (U.D.C.). Comunque concludo. Dicevo, sulla cronaca di Nuoro del 30 settembre è apparso un articolo dal titolo: "Volo in ritardo, muore a bordo. Oltre due ore in attesa dell'elicottero del 118." E leggo un commento solo: "Assessore" -ritengo peraltro che non si volesse responsabilizzare la persona, per lo meno io così lo interpreto - "purtroppo alla morte non si può chiedere di ripassare fra tre mesi". Credo che tutto ciò meriti un'opportuna riflessione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, non mi costringa a toglierle la parola e non faccia richiami all'equità perché in equità abbiamo abbondato stasera in occasione delle discussioni di queste due mozioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che hanno dieci minuti di tempo a disposizione per svolgere intervento.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, sarò molto più breve così potrò lasciare qualche minuto a qualche altro collega di Gruppo, però ritengo doveroso intervenire anche su questa seconda mozione per denunciare, ancora una volta, la fretta con la quale alcuni atti sono stati sospesi. Sì, dico la fretta, perché sono convinto, anzi "straconvinto", che prima di adottare quest'atto l'assessore Dirindin non abbia effettuato nessuno studio, e lo denuncio anche qui, e mi meraviglia che un mio amico quale l'assessore Dadea in quella Giunta non si sia astenuto su almeno uno dei ventiquattro atti di sospensione delle delibere.
Io sono un operatore della sanità dell'ospedale Brotzu, ho fatto il sindacalista per anni, dottoressa, conosco morte, vita e miracoli di quell'ospedale, essendo stato uno dei primi ad essere stato trasferito dall'allora Assessore della Sanità Emanuele Sanna per "tirare su" quell'ospedale, per far bandire le prime gare d'appalto. Deve sapere, che la riabilitazione cardiologica in Sardegna, Assessore, oggi è tutta in mano al privato, e per questo andava tutelato il settore pubblico. Quel direttore generale ha proposto la delibera all'Assessorato tre anni prima che l'onorevole Capelli la portasse in Giunta, dopo vari studi, dopo che la Regione Sarda - l'assessore Paolo Fadda ne sa qualcosa- aveva finanziato in quella struttura la realizzazione di palestre e quant'altro. Poi arriva lei ed in appena venti giorni d'attività sospende anche quella delibera.
Lei ha sospeso anche la delibera relativa al centro di malattia dismetabolico; deve sapere che anche quel centro è l'unico centro di riferimento regionale, assessore Dirindin, non c'è nessun altro centro che cura quei malati. Stamattina sono andato a verificare: arrivavano dal Nuorese, da Gairo e quant'altro per essere seguiti dal centro dismetabolico dell'ospedale Brotzu di Cagliari; come fa quindi a dire che ha svolto uno studio prima di adottare questi atti? Le stroke unit nel resto dell'Italia sono una sessantina, e la maggior parte di queste curano un centinaio di persone all'anno; sa quanti malati di ictus si rivolgono al Brotzu? Almeno cinquecento all'anno. Se lei avesse letto tutte le motivazioni probabilmente non avrebbe adottato questi atti di sospensione.
Ecco perché mi resta il dubbio che siano stati adottati senza criterio - mi passi l'espressione - con superficialità. E mi viene anche un altro dubbio: come mai i funzionari hanno espresso parere favorevole quando l'assessore Capelli ha portato gli atti in Giunta e magari gli stessi funzionari hanno espresso parere contrario dopo? Oppure il parere dei funzionari dopo non è stato richiesto? Non lo so, non ho visto gli atti, ma sarei curioso di conoscere da lei - assessore Dirindin - se esistono questi pareri. Io la invito comunque, assessore Dirindin, senza voler aprire nessuna polemica, ad essere più umile, perché lei in sede replica della mozione precedente non doveva trattarci così. Noi operiamo nell'interesse della gente; queste mozioni non sono state presentate perché vogliamo bloccare il Consiglio su questi argomenti per motivi politici, ma sono state presentate perché sentiamo quei problemi e li vogliamo affrontare con un unico obiettivo: perseguire gli interessi dei sardi.
Il collega Capelli, nella sua illustrazione, rivolgendosi a molti colleghi presenti qua dentro ha affermato che se fossero conseguenti dovrebbero votare a favore di questa mozione, perché più d'uno, a suo tempo, aveva sollecitato i provvedimenti sospesi dalla Giunta. E magari invece oggi, stando dall'altra parte, voteranno pure contro.Resta comunque e sempre un dato, e cioè che lei non conosce la realtà della sanità in Sardegna: perché provvedete a sospendere e a revocare ma poi dimenticate di porre in essere gli atti necessari per programmare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LOMBARDO
(Segue CAPPAI.) Ed allora ho ragione io a sostenere che lei ha adottato quegli atti perché le è stato richiesto di sospendere tutto, di verificare tutto quello che ha fatto la precedente Giunta, anche se in venti giorni non era materialmente possibile farlo. Io, comunque, conoscendo quell'ospedale, la invito ancora una volta, così come ho fatto in precedenza, a riflettere un pò di più e ad emanare un atto che ridia vigore a quelle delibere che lei ha sospeso; e la invito pure a recarsi nel reparto di neurologia del Brotzu, al centro malattie dismetaboliche del Brotzu e al centro di recupero cardiologico sempre del Brotzu: vedrà la gente in fila e i corridoi pieni. E grazie a Dio ci sono medici competenti.
Lei non deve dimenticare che il Brotzu è un ospedale ad alta specializzazione a carattere nazionale, e la stroke unit in quel contesto si sarebbe inserita benissimo. Lei ha sospeso anche quella. Probabilmente gli elementi di cui era in possesso non sono stati sufficienti a permetterle una scelta ponderata. Probabilmente ha ragione il mio collega Capelli: aleggia anche qua dentro il sospetto che quelle delibere fossero state presentate per nominare ventiquattro nuovi primari. Il motivo era un altro, invece, assessore Dirindin: si voleva rendere un servizio all'utenza. Lei ha affermato, nella precedente replica: "Bisogna analizzare i problemi e offrire risposte ai cittadini". Da operatore della sanità le posso garantire che anche queste erano risposte per i cittadini; per i cittadini che arrivavano da tutte le parti dell'Isola per servirsi di quelle strutture. Lei, invece, non preoccupandosi del danno che poteva arrecare, ha preferito adottare un atto di sospensione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente, anche perché su quest'argomento, per un fraintendimento, alcune cose sono state già dette dai colleghi dell'opposizione, che continuano a sostenere che le due mozioni sono spinte da un'unica motivazione: quella della chiarezza.
Credo invece che sia opportuno riprendere alcuni argomenti che stanno sempre più emergendo, e mi pare di poter dire che forse la materia del contendere non è proprio il contenuto delle delibere, perché altrimenti, se così fosse, l'onorevole Capelli avrebbe trattato l'argomento in maniera più dettagliata. Invece ha parlato di altro; non ha difeso le delibere a suo tempo assunte, che peraltro io ritengo possano essere tutte legittime, almeno nell'intendimento con cui le assunse in qualità di Assessore della precedente Giunta. Ha parlato di altro, ha spaziato su tutto e non ha giustificato nessuna delibera; nessuna di queste delibere.
Ha affermato che non interessano presidi sanitari rientranti nel suo collegio elettorale, e ha utilizzato il tempo del suo lungo discorso per cercare di muovere ulteriori accuse nei confronti di chi parla e dell'onorevole Frau, accusati di non aver compreso la differenza tra atti di sospensione e atti di revoca. Ha cercato poi di giustificare le accuse nei confronti dell'Assessore affermando che non erano rivolte alla persona, bensì agli atti da essa posti in essere, senza che sia chiaro quale sia la differenza.
Mi sembra che l'onorevole Capelli abbia utilizzato il tempo a sua disposizione più per parlare a vanvera che per spiegare le ragioni che stavano alla base degli atti da lui emanati. Ha affermato che le delibere non si riferivano a strutture sanitarie del suo collegio elettorale. Invece almeno due incidono su strutture sanitarie del Nuorese; certo, questo non vuole dire niente...
OPPI (U.D.C.). Cambia quel "a vanvera".
AMADU (U.D.C.). "A vanvera" non è rispettoso del collega!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, per cortesia, consenta al collega Masia di svolgere il suo intervento.
MASIA (Gruppo Misto). Io non ho interretto nessuno e sarò breve. È altrettanto rispettoso quanto accusare qualcuno di non aver capito niente, onorevole!
PRESIDENTE. Onorevole Masia, per cortesia, prosegua nel suo intervento.
MASIA (Gruppo Misto). Comunque sia, io sono d'accordo che con quelle delibere non stava curando il suo collegio; probabilmente lo stava curando molto di più quando ha approvato la delibera relativa alla pubblicità, dove molte radio facevano capo proprio al collegio dell'onorevole Capelli.
Certo c'è anche da fare un'altra considerazione. L'onorevole Capelli sostiene di aver soddisfatto le richieste dei direttori generali per quanto riguarda le assunzioni; ha soddisfatto le richieste dei direttori generali quando queste erano rivolte a creare nuove strutture complesse, 24 nuove strutture complesse, come si è già detto, ed otto strutture semplici. Però io credo che ai direttori generali occorresse dire che forse bisognava un po' calmarsi con la richiesta di nuovo personale. Sono state presentate diverse interpellanze che attendono di essere discusse sulle spropositate assunzioni effettuate attraverso le società interinali a Nuoro e a Lanusei. Ci si è quindi interessati di alcune cose, se ne sono trascurate delle altre, probabilmente proprio perché c'erano delle esigenze, come qualcuno cerca di negare, di tipo elettorale.
Io credo che quelle delibere, lo stavo dicendo, presentino un grande difetto: il difetto di essere state assunte in assenza di un piano sanitario regionale. Se fossero state attuate, infatti, potevano, ripeto, configurarsi come modifica sostanziale dell'organizzazione della rete ospedaliera, sulla quale, ribadisco, è competenza del Consiglio intervenire. Su questo punto è intervenuto l'onorevole Oppi affermando: "Sì, è vero che noi abbiamo il dovere, in qualità di Consiglio, di intervenire su atti di programmazione fondamentale". L'onorevole Oppi non può negare che la Presidenza della Commissione ha operato per cercare di ridurre il contenuto programmatico del protocollo d'intesa, rinviando a momenti successivi, all'opportunità della Commissione, di entrare nel merito, perché noi, come altre Commissioni, riteniamo che debba costantemente essere salvaguardato il ruolo di questo Consiglio.
Detto questo, colleghi, io continuo a sostenere che bene abbia fatto l'Assessore a sospenderle, per la semplice considerazione che, pur essendoci all'interno di queste delibere qualcuna che ha motivi per essere confermata, non dobbiamo dimenticare che la programmazione è un atto fondamentale al quale noi vogliamo arrivare velocemente. Comunico già da adesso - perché questa è la decisione dell'Ufficio di Presidenza - che avremo presto un incontro con l'Assessore, un'audizione, per cominciare a conoscere lo "stato dell'arte" relativamente a ciò che si sta facendo in direzione del piano sanitario. È necessaria trasparenza, sono necessari atti di programmazione concreti sui quali tutti quanti possiamo fare affidamento, in maniera tale che non ci siano smagliature, in maniera tale che non ci siano sospetti, in maniera tale che ci sia quello spirito auspicato dall'onorevole Oppi, per il quale tutti quanti, mi creda, da un punto di vista proprio di onestà intellettuale ritengo siamo portati a operare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguardo alla mozione Capelli e più che anch'io ho sottoscritto, vorrei non estraniarmi dall'entrare nel dibattito per esprimere alcune considerazioni riguardanti una scelta della Giunta regionale che a me pare assolutamente incomprensibile.
Questa Giunta regionale appena insediata si è affrettata a prendere tutta una serie di provvedimenti che in alcuni casi, anche per dichiarazioni, rese testè anche dall'Assessore, hanno un sapore quasi punitivo o di denuncia nei confronti dell'opinione pubblica. Ora ben vengano le denunce quando servono a chiarire all'opinione pubblica e al Consiglio come vengono spesi i soldi della sanità sarda. Però, signor Assessore, professoressa Dirindin, lei è una persona sicuramente competente, ma non può far credere a un consigliere che ha la ventura anche di essere medico, che una delibera come questa, che sospende l'istituzione di responsabili, di strutture complesse (tredici o quattordici se non ricordo male) nell'amministrazione sanitaria della Sardegna, fosse urgente e allo stesso tempo priva di significato politico, perché improntata solo al risparmio e alla razionalizzazione della spesa pubblica.
A me viene infatti naturale pensare a quello che in quel periodo è successo in Sardegna. Mi riferisco, per esempio, all'attuazione di un centro di trapianti di midollo; io non riesco a capire perché sia stato autorizzato. In Sardegna esistono già tre centri di trapianti di midollo, ora se ne istituisce un quarto; vorrei a questo punto che venisse resa edotta l'Aula su quanti centri di trapianti di midollo esistono in tutta l'Italia e negli Stati Uniti e operare un raffronto tra il numero di centri di trapianti di midollo che esistono in Sardegna, per far capire a quale enorme spreco di risorse siamo andati incontro.
Centri quali quello nuovo di trapianti di fegato vengono autorizzati dalla Giunta regionale in presenza di una casistica che forse non ne giustificherebbe neanche la presenza di uno, a meno che non lo si voglia giustificare soltanto per il fatto che i consulenti arrivano dal Piemonte. Considerato che in Sardegna da un po' di tempo a questa parte i dirigenti dei policlinici sono piemontesi, e i consulenti arrivano dal Piemonte, non vorrei che la nuova politica sanitaria della Sardegna consistesse in ciò.
Peraltro questi dirigenti di struttura complessa, oltre ad essere persone meritorie, devono essere proposti dai direttori generali delle A.S.L., e prima di loro dai responsabili dei dipartimenti o dai primari al direttore generale, sempre tra quei medici che possono vantare meriti nei confronti dell'assistenza sanitaria sarda. Poiché non si tratta di nuovi primari, ma di un riconoscimento organizzativo, attribuito a chi percepisce già uno stipendio della ASL, il risparmio derivante dalla sospensione potrebbe aggirarsi sulle 400 o al massimo 500 mila lire al mese per ognuno di loro; quindi un risparmio totale intorno ai 100 milioni di lire.
Vede, Assessore, è noto il caso di un collega che ha mandato avanti l'attività di trapianti della Sardegna per anni - parlo del conosciutissimo e defunto dottor Ricchi, morto nell'espletamento del suo lavoro in un incidente aereo - e che non era neanche responsabile di struttura complessa. Ci sono numerose persone che agiscono e lavorano nella sanità con dignità, con competenza e che sono assolutamente sottopagate rispetto ai colleghi che lavorano con altrettanta dignità, con altrettanta competenza, con altrettanta dedizione nelle regioni del Nord e del Nord est. Eppure non mi risulta che i medici sardi siano meno competenti e che abbiano meno diritto di essere nominati.
Il risparmio e la razionalizzazione non devono essere conseguiti soltanto a discapito di chi lavora, perché a me sembra che questo atto sia soltanto punitivo nei confronti di questi medici. Forse ne esistono anche altri in Sardegna che avrebbero diritto e che attendono di essere nominati, e io mi aspetto, se esistono, che lei li nomini, perché ciò costituirebbe il riconoscimento dell'attività da loro svolta. In certi settori, pur in assenza di risorse, noi eroghiamo delle prestazioni sanitarie di qualità; ben vengano pertanto i riconoscimenti a tutti gli operatori, dall'ultimo degli infermieri ausiliari agli infermieri professionali, ai medici e a tutti coloro che lavorano in queste strutture.
Io non capisco proprio perché si voglia tagliare su questa voce, non capisco perché si chieda la revoca di questa delibera e contemporaneamente ci si rifiuti di portare avanti una seria politica di razionalizzazione della spesa sanitaria. Perché se razionalizzare vuol dire che dobbiamo spendere meglio e avere un costo proporzionato ai benefici, equo e giusto, siamo d'accordo, ma se contemporaneamente si incoraggiano gli sprechi, si inaugurano dei reparti dei quali non abbiamo assoluta necessità allora mi sembra che tagliando voci come queste non si faccia un dispetto all'avversario politico, ma lo si faccia a tutti quegli operatori della sanità che sono delle persone dabbene, capaci, sicuramente meritevoli, e in ultima analisi lo si faccia alla sanità sarda.
Io voglio capire se in Sardegna non abbiamo un centro di riabilitazione serio per i post-acuti del post-infarto, ed abbiamo avuto soltanto per un breve periodo un centro privato nel quale poi lavoravano, anche i colleghi della sanità pubblica - e ci sarebbe da discutere anche su questo - perché non incoraggiare la nascita della riabilitazione del post-infarto nel pubblico? Lei bene avrebbe fatto a meditare su ciò che faceva, perché è giusto che venga incoraggiato questo settore della sanità ed è giusto anche che chi lo porta avanti ottenga quel giusto riconoscimento.
E' bene riflettere a fondo prima di assumere certi provvedimenti. Lei assessore Dirindin sicuramente non conosce il mondo sanitario della Sardegna come magari ha la ventura di conoscere il collega Dadea, che senz'altro le potrà offrire dei buoni consigli, però noi ci aspettiamo ugualmente qualcosa di serio per la sanità, che questo immobilismo cessi, che la carenza del piano sanitario regionale finalmente venga colmata (è una lacuna della quale non possiamo più fare a meno di chiedere l'eliminazione) e che quindi possono essere approvati tutti gli atti seri di programmazione sanitaria che da lì devono discendere. Ecco perché ci siamo lamentati quando è stato siglato il protocollo d'intesa tra policlinico e aziende ASL: perché mancava il piano sanitario regionale, che dovrebbe prevedere procedure e bisogni e offrire le indicazioni opportune.
Noi come primo atto programmatorio chiediamo questo, altrimenti errori come questi saranno destinati a ripetersi e noi continueremo a fare altre brutte figure.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Prog. Sardegna). Signor Presidente, colleghi, io commenterò brevemente una delle delibere di cui è stata chiesta la revoca, e quella concernente la pubblicità istituzionale, in pratica la pubblicità dell'Assessorato della sanità. In che cosa consiste questa pubblicità? Si tratta di inserzioni sui mezzi di informazione, diffusione di libri, programmi televisivi. Bene, queste attività non sono frutto di alcun disegno organico, di alcun programma, nel senso che...
PRESIDENTE. Onorevole Gessa, lei sta intervenendo sulla mozione precedente che è stata già discussa. Siamo passati alla mozione successiva.
GESSA (Prog. Sardegna). Questa delibera revocata contiene molti difetti delle delibere revocate: non esiste infatti chi decide sulla qualità, chi decide sugli interventi, chi valuta i risultati. Si tratta di elargizioni, di 450 mila euro di danaro pubblico senza che esista alcun filo conduttore. Faccio un esempio: ci sono dei libri che molto probabilmente non sono stati letti neanche dall'autore; programmi televisivi dai nomi anche fantasiosi, come "Pillole". Manca quindi una pianificazione. A me pare più una pubblicità per chi elargisce i soldi che non per l'Assessorato della sanità.
La pubblicità è importante, i messaggi sono importanti e hanno una rilevanza enorme. Voi pensate a quanto si ironizza sulla scritta: "il fumo uccide". Perché non mettere allora, per esempio, "rende impotenti"? Oppure: "la droga ci spegne"; tutti i tossicodipendenti sanno che la droga "accende" spesso. È necessaria, inoltre, anche una maggiore razionalità nella spesa. Ci sono giornali la cui diffusione sarà, al massimo, di duecento copie, eppure ricevono soldi; ovviamente non servono per la propaganda nel giornale, ma servono per aiutare legittimamente gli editori dei giornali stessi.
A me sembra che ciò che manca in questo caso, come manca anche per le altre delibere che sono state revocate, è l'atto che necessariamente dovrebbe precederle: il piano sanitario regionale. Cioè prima occorre stabilire il quadro generale e poi decidere cosa fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io cercherò, in questa seconda parte del mio intervento (la prima riguardava la mozione precedente), sviluppare quel ragionamento che avevo iniziato e non portato a compimento.
E nel continuare il ragionamento ovviamente è assai difficile non tenere conto delle risposte che l'assessore Dirindin ha già fornito, anche se noi ci siamo posti, come metodologia di svolgimento della discussione odierna, il criterio di tenere separata la discussione sulle due mozioni.
Qualche collega ha avuto anche materialmente difficoltà a scindere i due temi in discussione, ed è normale che così sia. Tutto ciò però ha un vantaggio, perché ci ha permesso di ascoltare dalla viva voce dell'Assessore alcune considerazioni che rendono senz'altro più facili le ulteriori riflessioni, almeno le mie. E devo dire che coseni concetti che l'Assessore ha espresso io trovo elementi di condivisione ed elementi su cui non riesco ad essere d'accordo. Ritengo, infatti, che sicuramente - nonostante l'Assessore abbia fatto gli straordinari dal momento in cui ha iniziato la sua opera all'interno dell'Assessorato -chi arriva nell'Isola senza conoscere la realtà della sanità sarda, necessiti di un periodo di rodaggio. E' possibile che nelle revoche che sono state effettuate ci sia anche traccia di questo rodaggio, ed è forse uno scotto che viene pagato da chi comunque impatti con una realtà che non può conoscere nel dettaglio.
Devo dire che quando è stato fatto il nome di un Assessore piemontese per la Sardegna personalmente non mi sono unito al coro di sdegno, che forse era figlio dei famosi "panini sardi" dell'aeroporto di Elmas, ma ho detto, a nome dei Riformatori, in più di una circostanza, che non avremmo chiesto la carta d'identità e il luogo di nascita dell'Assessore, ma lo avremmo giudicato sui fatti. Ricordo che quando ero ragazzino circolava un proverbio di Mao che recitava: "il gatto non ha importanza per il colore, ma per il fatto che acchiappi i topi". Noi ci adeguiamo.
Forse la circostanza di essere piemontese la aiuta in altre situazioni, nel senso che è estranea a ragnatele e trasversalità che noi tutti quanti abbiamo conosciuto nella realtà sarda e che forse a lei, che non ha cugini, che non ha compagni di classe, che non ha fratelli, che non ha amici di famiglia in Sardegna sono risparmiate, e quindi può godere di una libertà di manovra maggiore.
Per quanto riguarda i DRG, mi permetta, Assessore, io continuo a non essere convinto di quella distinzione che lei ha aperto tra DRG e radioterapia, dicendo che i DRG servono ai produttori di prestazioni mentre la radioterapia serve al paziente. I DRG servono al paziente ugualmente, perché noi abbiamo avuto in Sardegna - forse lei non ne ha avuto contezza essendo arrivata dopo - in un settore che è stato ricordato più volte durante il dibattito in Aula, e cioè la cardiochirurgia, abbiamo avuto la disgrazia di avere un reparto efficiente che però aveva una lista d'attesa di sei - ottocento persone all'anno perché non era in grado di fornire le prestazioni cardiochirurgiche che venivano richieste. Non era in grado non perché non fosse capace di aumentare il numero degli interventi e il numero delle prestazioni; non era in grado in quanto la retribuzione a DRG di queste prestazioni comportava per ogni prestazione una perdita economica per l'ospedale e non un intervento economicamente in attivo o in pareggio. Per cui si verificava il paradosso che i pazienti sardi in lista d'attesa presso la cardiochirurgia del Brotzu andavano a farsi operare fuori Sardegna dove noi pagavamo dei DRG ben differenti da quelli che venivano pagati in Sardegna, in ospedali che assumevano infermieri, assumevano medici, aggiornavano tecnologicamente le macchine attraverso i maggiori DRG pagati dalla Sardegna.
Quindi, il problema dei DRG non è un problema separato per il paziente, rispetto alla radioterapia; l'adeguamento dei DRG incide, e lei lo sa meglio di me ovviamente, nella qualità dell'assistenza e sulla garanzia del servizio esattamente come la radioterapia.
Un'altra cosa che io non riesco a condividere - e mi scuso se per caso sono caduto nello stesso errore - sono alcuni toni che lei, Assessore, ha usato, che peccano di fondamentalismo; forse lei c'è stata trascinata in questi toni, però quando ha affermato: "Abbiamo sospeso beneficenza", probabilmente qualcuno si sarà sorpreso più di me. Io le auguro che questo non sia un boomerang che ritorni nella sua testa o nella testa della sua Giunta, esattamente come è successo al Presidente Soru quando, in un intervento nei toni difficilmente comprensibile, contestò ai singoli consiglieri di aver usato il telefonino per rispondere in Aula, o di essersi allontanati un attimo per bisogni fisiologici, gli stessi bisogni per i quali (detto tra parentesi) lo stesso Presidente Soru altre volte fece sospendere la seduta. Oggi, invece, su un argomento importante come quello della sanità non l'abbiamo neanche visto. Io immagino che il Presidente Soru abbia questioni anche più importanti di quelle che stiamo discutendo, su cui ragionare e su cui riflettere; però, forse evitare i toni fondamentalisti - e noi tutti che facciamo politica sappiamo che a poco servono - ci aiuterebbe ad aprire degli spazi di ragionamento e di dialogo che potrebbero servire a capire meglio.
Devo dire però, terminata la pars destruens, che ci sono stati degli aspetti che mi sono piaciuti nel suo ragionamento; a me piace la sua chiarezza. Io capisco tutto quello che lei dice, ho sentito bene e memorizzato ciò che lei ha affermato in e non sempre questa chiarezza è stata possibile sui temi della sanità e quindi non sempre è stato possibile apprezzarla, e intuisco anche che in ciò che ha detto (qualcuno in quest'Aula ha letto i suoi libri, tutti quanti hanno letto sicuramente con attenzione tutte le dichiarazioni che lei ha reso da quando è Assessore) che dietro tutto ciò che ha detto in venti minuti - che costituiscono uno spazio piccolo rispetto a ciò che lei sulla sanità sa e pensa di fare - c'è una filosofia di fondo strutturata e quindi che c'è la possibilità di ragionare anche nella diversità delle posizioni. Questa è una cosa importante ed utile, anche se ovviamente ad oggi non è possibile comprendere e conoscere il dettaglio di ciò che scaturisce dalla sua filosofia, perché ancora di questa filosofia non si è parlato.
Io credo che queste considerazioni siano molto importanti in una Regione nella quale - lo abbiamo sottolineato tutti, mille volte - da vent'anni manca il piano sanitario regionale,. Qualcuno ha provato a farlo: ci ha provato l'onorevole Fadda nella legislatura dal 1994 al 1999 e ci hanno provato gli onorevoli Oppi e Capelli nella legislatura dal 1999 al 2004. Ma un piano sanitario nasce da una riflessione di fondo sul sistema; riflessione che forse in questa Regione non è stata approfondita sino al punto da arrivare alla possibilità di concepire un piano sanitario condiviso che fungesse da guida per l'Amministrazione e per il governo della Regione
Devo dire che noi abbiamo anche provato a offrire qualche contributo; nella scorsa legislatura la Commissione sanità ha approvato la proposta per l'istituzione dell'Agenzia regionale della sanità, da noi concepita non come un nuovo carrozzone regionale, ma come pool di cervelli che affiancasse un Assessorato che non ha forse l'elasticità strutturale per rispondere in maniera immediata alle domande del mondo che avanza. L'agenzia poteva essere una cabina di regia, un pensatoio di poche professionalità ma eccelse che stando a fianco dell'Assessore potessero aiutarlo a risolvere i problemi. L'onorevole Dadea, che le è a fianco, quando era responsabile sanità del PDS, ebbe modo di esprimersi in un convegno pubblico a favore dell'istituzione di quest'Agenzia.
Ecco, Assessore, per concludere noi le proponiamo, noi come Riformatori - ma immagino di parlare anche a nome di altri - quello che avevamo proposto già nella scorsa legislatura quando eravamo maggioranza, e cioè un patto per la buona salute in Sardegna, un accordo da stringere tutti insieme tenendo conto che da vent'anni non ragioniamo insieme su un argomento importante come quello della sanità; sul patto per la buona salute noi siamo disponibili a ragionare, a riflettere e a confrontarci anche nella diversità, e le chiederemo, se su questo problema lei intende confrontarsi col Consiglio e con i Riformatori, e di venire e di farsi promotore in quest'Aula di un dibattito sui temi della sanità in cui ci illustrerà le filosofie d'indirizzo sulla base delle quali sta predisponendo i provvedimenti che potranno cambiare la faccia della sanità in Sardegna.
Io credo che questa decisione potrebbe costituire un momento alto di dibattito e potrebbe essere la scelta migliore per conferire veramente spessore a quelle dichiarazioni di disponibilità nei confronti del Consiglio ed anche della minoranza consiliare che tante volte noi abbiamo ascoltato dai banchi della Giunta e che speriamo si traducano oggi in atti concreti sulla sanità.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, la dottoressa Dirindin qualche mese fa, ha rilasciato una dichiarazione ad una rivista non sarda del seguente tenore:"È vergognoso" - ha detto giustamente - "che per fare una radioterapia occorra andare in continente, bisogna evitare che ciò accada". Ora questa non è né l'occasione né il momento opportuno, però sarebbe interessante andare indietro e capire che cosa ha rappresentato la radioterapia in Sardegna.
In passato i sardi preferivano non andare a farsi praticare la radioterapia in un certo ospedale perché non c'erano le condizioni per poterne uscire vivi, e quindi per tanti anni è rimasto fermo l'acceleratore lineare. È poi intervenuto un contenzioso che mi pare abbia determinato addirittura il licenziamento del presunto primario. Quindi le responsabilità ci sono ed ovviamente non sono della classe politica. Io ho preso atto delle affermazioni pronunciate dal presidente Masia, venni precettato dopo una settimana e fui sottoposto ad un interrogatorio che sembrava terzo grado. Ma io credo che sia stato utile; da ciò potrebbe infatti scaturire un confronto e magari qualche suggerimento, sempre che venga ritenuto valido e che venga accolto.
Noi riteniamo che il clima possa cambiare; pensi che sulla blue tongue, con cinquecento mila capi morti, senza avere figure di riferimento qui dentro, l'opposizione di allora ma anche la maggioranza, persino l'amico Liori segretario di un partito, avevano presentato mozioni contro gli assessori dell'agricoltura e della sanità che casualmente erano entrambi dell'U.D.C. Tutti erano contrari alla vaccinazione; tutti, nessuno escluso! Io ho avuto il coraggio di optare per le vaccinazioni. Ebbene, nel territorio dove sono nato, da circa quattro anni non c'è focolaio, nel Sulcis (dove sono stati scoperti i primi focolai insieme a quelli di Capoterra) sono stato anche denunciato perché avevo disposto le vaccinazioni. Per fortuna quest'anno non si è verificato il solito malaugurato incidente di percorso che ha determinato la falcidia di tanti dei nostri ovini.
Pensi, le pecore non muoiono più eppure ne morivano tante. L'unica differenza sussistente fra il passato e il presente è che io preferivo che venissero abbattuti i capi (e quindi avevamo creato in tre mesi le condizioni per pagare i capi abbattuti) oggi invece si preferisce che i capi muoiano spontaneamente, e ciò determina lungaggini enormi, per i pagamenti.
Noi abbiamo studiato, abbiamo presentato tutto quello che c'era da presentare, persino il piano sanitario, che certamente può anche non essere preso in nessuna considerazione ma c'è; lo saranno anche duecentoventun pagine che non servono, ma c'è! Io penso che occorra cambiare rispetto al passato, perché in quest'Aula quando si è dovuto votare sulla prevenzione della quale tutti proclamavano la necessità si è chiesto il voto segreto e, grazie anche a un trasversalismo strano, il capitolo sulla prevenzione è stato bocciato. Persino per quanto riguarda il disavanzo del 2001 è stato chiesto in Aula il voto segreto. Ed è passato per un solo voto.
Noi viviamo in una situazione che è diversa; io non voglio entrare nel merito delle valutazioni, però personalmente avevo una mia forma mentis. Non ho infatti proceduto, nei quattro anni e mezzo in cui sono stato Assessore, alla creazione di nuovi servizi; persino il centro di cardiochirurgia di Sassari è stato realizzato sostanzialmente con una trasformazione di posti. Però i funzionari, che sono elastici, inizialmente contrari hanno poi dato un assenso. Forse si è trattato d'emergenza - e chiamiamola pure emergenza - ma evitiamo di fare di tutte le erbe un fascio.
Io voglio intervenire e voglio segnalarle un errore, se così possiamo definirlo. Mi riferisco alle RSA, le residenze sanitarie assistite. Vede le RSA in Sardegna non esistevano, io preparai un programma nel 1991/1992 per circa 1500 posti letto ma andò male,il Ministero si portò via i soldi, ci fu un blocco e quindi noi non potemmo procedere. Successivamente l'assessore Fadda predispose un programma parziale, prevedette una RSA a Tortolì e disse: "Nella seconda tranche inseriamo quelle pubbliche". Io ho avuto la fortuna di poter inserire le RSA pubbliche per ottocentoottanta posti, e così sono state emanate cinque delibere; lei, assessore Dirindin ha le delibere e quindi è in grado di poterle valutare attentamente.
Di queste cinque deliberazioni, poi, è stato approvato una sorta di testo unico che le racchiudeva. Adesso lei, certamente in buona fede, ha praticamente accomunato alle delibere sospese, anche questa relativa alle RSA. Sospendendo questa deliberazione inoltre ha richiamato l'articolo 7 ultimo comma della legge 241 del 1990. Ora, a prescindere dal rilievo che tale norma appare dire qualcosa di diverso rispetto a quanto affermato in delibera, alla Giunta evidentemente è sfuggito che la Regione è dotata di potestà legislativa esclusiva in materia di procedimento amministrativo, e questa potestà l'ha esercitata approvando la legge regionale numero 40 del 1990. Quindi era a quest'ultima che evidentemente ci si doveva richiamare. La legge 241 del 1990 pertanto non poteva, e non può, trovare applicazione.
La violazione è evidente - e sto evitando i termini forti - perché non solo non si rispetta la legge, e quindi di fatto si mortifica l'autonomia, ma anche perché con detta deliberazione sono stati perpetrati ulteriori atti illegittimi che possono dar luogo a danni erariali. La sospensione della delibera ha infatti bloccato tutti coloro che stavano realizzando una RSA, i quali hanno presentato ricorso al TAR perché non sanno più quali siano le tariffe, quali siano gli standard che si devono applicare, quali siano le procedure da porre in essere. Ecco, questo ha creato difficoltà obiettive e pertanto sarebbe opportuno, visto che il problema non può essere risolto in tempi abbastanza rapidi, eliminare il contenzioso.
Se l'operatore non conosce gli standard ai quali deve attenersi si potrebbe trovare nelle condizioni, qualora ciò che ha fatto non andasse bene, di dover successivamente buttare giù tutto, con tutte le implicazioni economiche facilmente intuibili. Io penso che lei sia in grado per la sua competenza, in un lasso di tempo abbastanza ristretto, di poter emanare una delibera correttiva che stabilisca gli standard e i parametri di riferimento ai quali gli operatori dovrebbero attenersi.
La delibera approvata da me, l'ultima, per esempio, prevedeva una riduzione del numero degli infermieri professionali, perché di fatto sul mercato non se ne trovano. Ma la sua delibera, evidentemente, è stata emanata su suggerimento di persone che non conoscono appieno la materia, perché nell'Assessorato dipendenti che conoscono il diritto ce ne sono pochi, tant'è che troppo spesso abbiamo perso cause per la nostra incapacità di operare puntualmente nei tempi e nei modi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, valgono anche per questa mozione le considerazioni di carattere generale già esposte sullo stato del sistema sanitario in questa Regione. Nel rispondere alle precisazioni che mi sono state richieste sulle delibere sospese cercherò di essere più sintetica e di restare nel merito di queste deliberazioni.
Incomincio col ringraziare alcuni consiglieri, in particolare dell'opposizione, che hanno assunto con i loro interventi un tono collaborativo che certamente viene apprezzato dalla Giunta e sul quale credo avremo modo di ritornare lavorando insieme. In particolare mi riferisco all'onorevole Vargiu, che ringrazio per la proposta di pensare ad un patto per la buona salute in questa Regione, che potrebbe essere quasi uno slogan per il piano sanitario, e d per la richiesta di aprire un dibattito sui temi della salute all'interno del Consiglio. La Giunta è sicuramente favorevole ad aprire il dibattito esponendo i propri orientamenti e raccogliendo le indicazioni che dalla maggioranza e dalla minoranza potranno arrivare. Quindi credo che su questo punto avremo modo di definire un processo nell'interesse di tutti.
Ringrazio anche l'onorevole Oppi per le considerazioni che ha espresso e per il tono costruttivo adoperato; mi scuso se il mio tono può essere sembrato da fondamentalista, ma non era mia intenzione. Forse sono apparsa così, però con altrettanta franchezza vorrei che la Giunta in particolare non venisse giudicata solo in base ai tempi che impiega nell'esprimere i provvedimenti, ma venisse giudicata anche in base ai contenuti degli stessi.
È vero che ci sono dei provvedimenti che sono rimasti fermi per tre anni, che sono stati adottati soltanto al termine della precedente legislatura e sui quali in tempi relativamente brevi, la Giunta ha deciso di intervenire. Però, la discussione dovrebbe restare sul merito dei provvedimenti e non sui tempi richiesti per la loro adozione. Così come - se mi permettete una debolezza personale - vorrei una volta per tutte che si superasse l'ostacolo della mia carta d'identità, anche perché, come ha precisato il presidente Soru sin dall'insediamento, i provvedimenti della Giunta sono assunti dalla Giunta e non dai singoli Assessori. Allora è vero che io forse conosco meno la Regione Sardegna di tutti voi, ma è vero anche che la Giunta è composta da persone che conoscono molto bene questa Regione, ed è vero anche che comunque i provvedimenti sono adottati avendo come base le analisi e le informazioni che è possibile reperire all'interno dell'Assessorato ed anche fuori dall'Assessorato.
Quindi, se mi posso permettere, in tono confidenziale quasi amicale, vorrei che il patto fosse "entriamo nel merito delle questioni a prescindere dai tempi e a prescindere dal luogo di nascita di chi firma, e che è chiamato in questo momento a rivestire pro tempore un certo ruolo.
Che cosa dire riguardo alla prima parte delle mozioni sulle delibere sospese, con riguardo all'istituzione di strutture ospedaliere? Capisco che i proponenti la mozione possano avere interpretato quei provvedimenti come decisioni politiche persecutorie (mi pare che sia stato usato questo termine); capisco che possano essere stati interpretati così. È stato più volte detto che non era questo lo spirito con il quale sono stati adottati e che comunque sono il frutto delle analisi che qui riporto in modo molto sintetico. Dal 20 aprile al 16 giugno del 2004, la Giunta regionale ha adottato dieci deliberazioni con le quali sono state autorizzate ventiquattro strutture complesse ed otto strutture semplici in numerosi presidi della Regione. Trentadue strutture autorizzate in meno di due mesi, per l'esattezza in cinquantasei giorni. Nei quattro anni e mezzo precedenti, cioè a partire dal 1999 fino all'aprile del 2004 erano state adottate soltanto tre deliberazioni, di cui una soltanto riguardante l'istituzione di strutture complesse e due riguardanti l'attivazione di strutture semplici. Quindi, in quattro anni e mezzo era stata istituita una sola struttura complessa, in meno di due mesi ne sono state istituite ventiquattro.
Certo non può che stupire l'affollamento in questa fase terminale della legislatura di delibere di attivazione di strutture complesse; è certo che questi provvedimenti sono stati assunti in assenza di un piano sanitario regionale, lo ha detto qualcuno, però dell'assenza del piano sanitario regionale non può essere accusata certo l'attuale Giunta. Le 24 strutture complesse che sono state istituite potrebbero configurarsi come una sostanziale modifica dell'organizzazione della rete ospedaliera, non sono poche ventiquattro strutture complesse. Sappiamo che la modifica dell'organizzazione della rete ospedaliera per legge è attribuita ad un atto regolamentare del Consiglio e non ad una delibera della Giunta. Su questo credo che dovremo riflettere tutti assieme per stabilire come procedere.
La Giunta ha voluto, con senso di responsabilità, credo, sospendere le delibere per valutare una per una l'urgenza, proprio per tenere conto di eventuali esigenze particolari. Sappiamo anche che le strutture complesse sospese non sono tutte uguali. È stato più volte citato in quest'Aula il caso della struttura per la riabilitazione cardiologica che, certamente, è un caso che va esaminato con molta attenzione, perché andrebbe a colmare una carenza grave in questa Regione.
Ma un'altra delibera che è stata sospesa e che riguarda casualmente proprio lo stesso Ospedale Brotzu, si tratta di quella concernente l'attivazione di una struttura complessa per l'assistenza meccanica del cuore: il cuore artificiale. Certamente, rispetto all'attivazione di questa struttura, in questa Regione abbiamo molte altre priorità. Del resto non ci sono i numeri. In Lombardia trapianti di cuori artificiali se ne eseguono pochissimi, eppure la Regione Lombardia vanta un sistema sanitario più corposo e una popolazione di gran lunga più numerosa della nostra. Quindi, come si vede, esistono delle fughe in avanti che rischiano di penalizzare altre priorità, mentre ci sono delle deliberazioni che riguardano strutture che possono essere considerate prioritarie e sulle quali si potrebbe ritornare serenamente a esprimere qualche considerazione.
Ma non voglio anticipare nulla, credo che ognuna di queste delibere debba essere vista all'interno della logica che governa l'intera rete ospedaliera ed anche alla luce di ciò che ho detto prima. Se noi infatti non arriviamo a quattro posti letto per acuzie ed uno per post-acuzie ogni mille patiremo delle penalizzazioni gravi sotto il profilo finanziario, mentre i nostri cittadini si troveranno con un sistema di offerta che, in qualche modo, non è orientato secondo le indicazioni scientifiche internazionali, o secondo le indicazioni di politica sanitaria che sono quasi unanimemente considerate valide in tutto il modo sviluppato.
Esistono studi scientifici, riconosciuti a livello internazionale, effettuati per valutare il numero di strutture complesse che possono essere realizzate in un ambito territoriale come il nostro, per individuare il bacino di utenza ottimale tenendo anche conto della morfologia di questa Regione. Mi pare che alcune di queste strutture debbano essere realizzate tenendo conto di questi parametri, e che questa Regione dovrebbe incominciare ad utilizzare questi dati nella sua programmazione.
Certo, questo è più facile farlo nel momento in cui si tenta di realizzare un piano sanitario, del quale la parte importante sarà costituita proprio dal piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Abbiamo pertanto di fronte una stagione certamente faticosa ma parallelamente al perseguimento di questi obiettivi si può procedere con queste iniziative che ci auguriamo siano portate a termine col contributo costruttivo di tutti. Credo anche che si debba escludere ogni lesione di interessi di soggetti privati connessa alla sospensione dei provvedimenti, in quanto questi provvedimenti autorizzavano le aziende sanitarie ad istituire le strutture, ma ne condizionavano l'attivazione all'approvazione della pianta organica e all'autorizzazione preventiva da parte della Regione.
Questi provvedimenti tra l'altro sono stati adottati, come ho detto, a ridosso del mese di giugno e quindi i procedimenti non erano stati attivati ancora dalle aziende sanitarie. Soltanto l'azienda ospedaliera Brotzu aveva presentato all'Assessorato una delibera attinente la trasformazione dell'organico, con la creazione della struttura complessa di riabilitazione cardiologia. Al riguardo si fa presente che i concorsi che erano stati banditi con immediatezza da quell'azienda sono stati dalla stessa sospesi, e che un eventuale bando di concorso pubblicato può essere sospeso o revocato senza con ciò ledere alcun interesse di soggetti che nel frattempo avessero inoltrato la domanda di partecipazione.
Mi preme anche riprendere alcune affermazioni contenute nei diversi interventi che si sono succeduti.
È vero, sono profondamente convinta che il sistema sanitario di questa Regione garantisca un'assistenza sanitaria di buon livello, grazie all'abnegazione e alla professionalità di molti operatori sanitari che meritano più apprezzamento e meno mortificazione di quanto mi capita di sentire molto spesso.
È vero peraltro che è difficile affermare che le deliberazioni sospese ledano interessi di persone meritorie; ricordiamoci che si tratta di istituzione di strutture complesse e ogni nomina richiede comunque un bando. Non c'è pertanto nessuna persona con un nome e un cognome che abbia titolo per pensare di essere stata lesa. La nomina di un primario richiede un bando come tutti gli altri,; forse qualcuno poteva avere più probabilità di successo di altri, ma non c'è nessuno che si poteva legittimamente aspettare di essere nominato. Qualche volta abbiamo sentito considerazioni di questo genere, quasi che fosse stata una decisione persecutoria nei confronti della singola persona. Sono nomine in strutture pubbliche che vanno messe a concorso e le persone meritorie emergeranno quando le procedure concorsuali verranno espletate e concluse.
Mi dispiace peraltro molto che l'onorevole Capelli abbia richiamato quel fatto increscioso verificatosi a Nuoro, che ha dato luogo alla morte di un infartuato. Certamente non dipende dalla revoca, dalla sospensione della delibera; se fosse così mi domando quanti altri casi del genere la precedente Giunta avrebbe sulla coscienza visto che quelle strutture non esistevano neanche prima. Mi dispiace molto che si venga meno al rispetto degli individui soprattutto quando siamo di fronte al disagio e alla morte; credo che quei casi siano casi di cattivo funzionamento delle strutture rispetto ai quali abbiamo, io in primo luogo, e la Giunta, il dovere di intervenire per verificare come porvi rimedio. Ma credo che doverosamente dovremmo evitare di prestare il fianco a strumentalizzazioni del dolore delle persone per motivi politici.
Passo ora alla seconda delibera che è stata sospesa, è quella relativa alle "linee di indirizzo in materia di residenza sanitaria e assistenziale e centri diurni integrati"; il testo unico che è stato proposto dalla Giunta precedente e che detta linee d'indirizzo in materia di residenza sanitaria ed assistenziale e di centri diurni. I motivi della sospensione sono indicati in maniera riteniamo sufficientemente puntuale, ma forse non è stato giudicato così nel relativo provvedimento. Qui mi preme sottolineare che l'atto sospeso autorizzava l'istituzione su tutto il territorio regionale di residenze sanitarie ed assistenziali per complessivi 4350 posti letto, per una spesa complessiva che deve essere valutata attentamente e sulla quale non ci sono indicazioni precise.
Il motivo della nostra sospensione, e non della revoca, consiste nel fatto che riteniamo il provvedimento migliorabile su alcuni aspetti. D'altra parte, anche con riguardo alle delibere che sono state revocate - mi sono scordata prima di dirlo - abbiamo provveduto ad incontrare tutti i soggetti interessati alle stesse, sia a quelle sospese che a quelle revocate, li abbiamo incontrati e con nostra gradita sorpresa abbiamo colto il loro apprezzamento per il tentativo di lavorare insieme. Avendoli convocati e prevedendo di rivederli nel mese di ottobre prima di ridefinire al meglio la successiva delibera, abbiamo acquisito il loro apprezzamento per il metodo con il quale abbiamo lavorato. L'AIOP, per esempio, ha reso anche delle dichiarazioni pubbliche. Onorevole Capelli, vedo che lei legge attentamente i giornali, forse gliene è sfuggito qualcuno!
OPPI (U.D.C.). Ma Bua non fa testo. E' ondivago!
DIRINDIN, Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza sociale. Questo lo sa lei! Con riguardo alle residenze sanitarie e assistenziali voglio portare soltanto due esempi rispetto alle modifiche che potrebbero essere proposte a complessivo miglioramento di quello sforzo che giudico sicuramente importante. E siccome il rinvio di qualche mese non cambia la sostanza, questi miglioramenti devono essere apportati. Voglio citare solo due punti: il fabbisogno assistenziale e i requisiti strutturali.
Fabbisogno assistenziale: una delibera del 2001 prevedeva un fabbisogno di 2316 posti letto; questi posti letto sono stati quasi raddoppiati (4350). Rispetto alla determinazione di questo fabbisogno assistenziale è necessario un ulteriore approfondimento, in quanto i criteri utilizzati per giungere alla quantificazione di questa nuova dotazione di posti letto non paiono sufficientemente esplicitati. Fra l'altro il calcolo del fabbisogno di RSA dovrebbe essere effettuato tenendo conto dell'offerta complessiva di residenzialità derivante dall'applicazione di uno standard che non abbiamo ancora applicato, e sul quale non vorremmo ingessarci perché poi ci penalizzerebbe nei rapporti col Ministero dell'Economia. Secondo detto Ministero, infatti, noi dobbiamo arrivare ad avere un posto letto ospedaliero per post-acuzie e riabilitazione ogni mille abitanti, e una riqualificazione delle strutture esistenti. Quest'ultima si dovrebbe realizzare soprattutto ampliando e consolidando nel breve termine la rete di assistenza domiciliare integrata, che in questa regione è spaventosamente carente.
Teniamo presente che, senza ledere le attese dei soggetti che hanno già ottenuto il parere di compatibilità e stanno procedendo alla realizzazione di queste strutture, sarebbe necessario giungere all'individuazione di parametri e standard in modo chiaro. Cito l'esempio di due regioni, che certamente non sono governate da Giunte di centrosinistra (ma quando si opera bene non è il colore politico che conta) la Regione Veneto e la Regione Lombardia, che hanno individuato il fabbisogno dei posti letto in queste strutture in modo molto puntuale, definendo lo standard rispetto agli anziani ultra sessantacinquenni, rispetto ai soggetti non autosufficienti, rispetto ai portatori di handicap e così via.
Evidentemente per una rete di RSA così rilevante riteniamo che sia necessario provare a definire degli standard; certo, non vogliamo puntare, lo diciamo sempre, all'ottimo, perché l'ottimo richiederebbe tempi troppo lunghi, ma vogliamo almeno migliorare e definire dei criteri che siano oggettivi. Lo stesso discorso vale per le tariffe delle rette giornaliere, che devono essere definite facendo una analisi dei costi. Per quanto grossolana un'analisi dei costi deve essere fatta, in modo da garantire ancora una volta che le tariffe siano da un lato adeguate rispetto ai costi di produzione e dall'altro compatibili con le risorse che abbiamo a disposizione.
Ancora sui requisiti strutturali; i requisiti strutturali sono in buona parte quelli definiti nelle linee guida, quello che chiamate il testo unico, insomma, nelle linee d'indirizzo che sono state sospese, che sono definite in base alle linee guida nazionali: il decreto del 1997 e poi il decreto del 2001. Tali standard, però, andrebbero omogeneizzati con quelli individuati nella normativa regionale per il complesso delle strutture residenziali. Faccio un esempio; il regolamento di attuazione della legge regionale numero 4 del 1988 stabilisce che la capacità ricettiva di ciascuna camera, anche per soggetti autosufficienti, non può superare i tre posti letto, mentre la deliberazione che è stata sospesa stabilisce che le camere di degenza della RSA possono ospitare fino a quattro posti letto.
Credo che questo esempio sia sufficiente per dimostrare che siamo consapevoli che la difficoltà di predisporre un testo unico che raccolga le diverse disposizioni adottate in precedenza è sicuramente elevata, ma uno sforzo per rendere più omogeneo quanto è stato fatto è necessario. Noi pertanto ci proponiaamo di completare quanto è stato fatto il più in fretta possibile, mantenendo quanto riteniamo di lodevole e ci sia in questo provvedimento e correggendo, integrando e completando quanto a nostro giudizio potrebbe essere migliorato.
PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente credo che a volte noi patiamo un difetto di comunicazione. È positivo che si acceda alle offerte di collaborazione e di confronto per costruire una sanità migliore e che tutti in buona fede vogliamo costruire. Lei giustamente ha affermato di aver trovato una sanità all'altezza della situazione, soprattutto nei suoi operatori. Ecco, noi questi operatori non abbiamo mai inteso denigrarli, anzi li abbiamo sempre sostenuti. Però probabilmente la burocrazia e l'inefficienza a volte non sono state allo stesso livello della qualità degli operatori sanitari.
Così come continuo a dire che c'è un difetto di comunicazione quando cita alcune parti ed omette di riportarne delle altre. Io non ho citato l'articolo sul giornale e non mi ha commosso il suo intervento quando ha affermato che non deve essere usato un fatto così tragico per fare politica. Probabilmente ci sono altri fatti tragici che in quest'Aula più volte ci hanno costretto ad intervenire, perché c'è un'inerzia politica nell'intervenire con immediatezza, efficacia ed efficienza. Ho citato solo quel passaggio del titolo di quell'articolo sul giornale perché credo che lei si contraddica quando afferma che tre mesi alla fine dei conti non tolgono niente. Lei poteva usare, Assessore, altri strumenti, al di là della revoca e della sospensione; non mi ha fornito una risposta sulla legittimità degli atti, né nel caso della discussione della mozione sulla revoca, né in quelli della discussione sulle sospensioni,; non si è avventurata a fornire una benché minima risposta alle obiezioni che le ho sollevato.
Sarebbe triste che la Regione Sarda fosse costretta, in una situazione finanziaria che tutti riconosciamo difficile, a pagare eventuali danni per atti che sono stati assunti non da lei - e non voglio urtare la sua sensibilità - ma probabilmente da alcuni funzionari con grande superficialità. Poteva usare altri strumenti di alta politica e non prestarsi ad adoperare strumenti di bassa politica. Lei sa benissimo che poteva non dare corso comunque a quelle delibere; poteva non consentire, come ben ha detto, l'ulteriore procedura che portasse ai bandi di concorso o poteva in qualche modo comunque bloccarle; ha preferito usare l'atto mediatico. Ha preferito, così come in tutti i suoi interventi, esprimere, a mio avviso, facili e affrettati giudizi sull'operato di chi l'ha preceduta.
Non ho mai fatto questioni di carta d'identità; me ne guardo bene! Voi confondete le istituzioni con i rapporti personali. Il fatto della sua presenza in quest'Aula non ha niente di personale e non può avere niente di personale; è soltanto un atto politico che dichiara la totale incompetenza, dal vostro punto di vista, o incapacità di altri sardi ad assumere quel ruolo. E questo è un fatto politico; io apprezzo o spero di poter apprezzare i suoi atti di programmazione, per adesso abbiamo assistito soltanto ad atti di denigrazione e di disboscamento.
PIRISI (D.S.). Visto che l'ha fatto lei l'assessore in Sardegna lo possono fare gli altri.
CAPELLI (U.D.C.). Visto che l'ho fatto io lo possono fare tanti altri, certo. È vero! Lo riconosco con umiltà: visto che ci sono arrivato io possono arrivarci tanti altri, d'altronde anche tu siedi su quei banchi, e il ché è tutto dire!
Non si cambia denigrando e gli atti di furbizia non sono sempre atti di intelligenza. Vede, io non voglio occuparmi solo di sanità, io ho guidato umilmente, con molta umiltà, per pochi mesi, quell'Assessorato, e di ciò ne vado orgoglioso, con tutti i miei limiti, portando però sempre all'attenzione dell'Aula e della Giunta atti che ritenevo necessari ed utili al sistema sanitario regionale. Dopodiché la mia esperienza è finita e non intendo proseguire discutendo solo ed esclusivamente di sanità. Anzi, devo dire che anche troppo spesso si compare sulle pagine dei giornali per parlare di sanità, e questo sicuramente non è dovuto a particolari prese di posizione di questa parte politica.
Lei ha citato alcune delibere, ha citato gli incontri con le parti con cui ha concertato e che, a sentire lei, hanno gradito il metodo. Credo che abbia concertato anche con i sindacati la chiusura del reparto di ostetricia di Oristano, ma mi risulta che questi non abbiano assolutamente gradito l'azione di quel direttore generale. È vero, non è una sua responsabilità, lo capisce bene anche lei che non è una sua responsabilità, è abbastanza grande per capire però ha posto in essere degli atti che hanno portato a quella conseguenza.
Così come quando cita l'Associazione italiana ospedalità privata per i protocolli d'intesa, lei sa benissimo che l'AIOP ha cambiato repentinamente posizione dopo un incontro avuto a Genova. Due giorni prima la stessa organizzazione aveva sostenuto invece l'esatto contrario di quello che poi ha affermato all'approvazione di quell'atto. Evidentemente le è stato imposto di assumere quelle posizioni. La componente DS probabilmente è intervenuta per quell'atto, così come l'onorevole Cugini e i suoi colleghi sono intervenuti in varie situazioni per favorire l'approvazione di alcune di quelle delibere; delibere che appartengono all'Aula, perché ovviamente sono state recepite le osservazioni utili e necessarie dei rappresentanti di quel territorio, non guardando al colore politico.
Per rispetto istituzionale, Assessore (io non dico che lei usi un tono fondamentalista ma quasi) e per educazione soprattutto non ho risposto, come invece farò se il fatto si ripeterà, alle sue poco equilibrate reazioni ad affermazioni leali, corrette e non offensive che sono state pronunciate in quest'Aula. Continuerò, nonostante tutto, a mettermi a disposizione dell'Aula per quel piccolo contributo che un consigliere regionale può offrire nell'esercizio delle sue funzioni.
Mi permetto, però, di farle un'osservazione: lei sa che i posti letto, i nuovi servizi istituiti, sono stati ottenuti dalla riconversione di quelli ordinari per acuti già autorizzati, senza maggiori spese. Quindi la motivazione del risparmio non può essere valida. Sul problema finanziario in generale, oggetto della sua premessa, anche lì sono state fornite delle indicazioni precise, se si vorranno seguire, perché al sistema sanitario sardo non basteranno i fondi derivati da trasferimenti statali. Abbiamo però un patrimonio immobiliare, che finora produce solo costi, che ancora oggi una parte di quest'Aula non ha voluto smobilizzare, perché a fine legislatura si temeva potesse determinare un'eccessiva visibilità di qualcuno. Con questi principi non si va avanti.
Non voglio attardarmi oltre, se non per ribadirle quanto le ho detto in conclusione della discussione della precedente mozione: in un sistema parlamentare, ma anche con una corretta interpretazione dell'attuale sistema, del ruolo della Giunta e del suo Presidente, io credo che il voto in quest'Aula non sarebbe stato quello che sarà. Purtroppo scelte di parte hanno preso il sopravvento sulle valutazioni obiettive circa l'opportunità di adottare la delibera di sospensione, e quella di revoca.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, molto brevemente perché il tono mesto della risposta dell'onorevole Capelli smorza un pochino il contenuto della stessa. L'aggressività della relazione introduttiva della mozione è venuta un po' meno; la risposta dell'Assessore deve averlo tranquillizzato, e la mestizia probabilmente deriva da questo.
Io ritengo che su questo argomenti si sarebbe potuto svolgere anche una discussione lunghissima, poiché questa mozione contiene una lunga elencazione di delibere relative a singole A.S.L.. Da questo punto di vista, appare anche in un certo senso scorretto entrare nel merito delle singole questioni perché ciò necessita di una valutazione sul singolo servizio o sulla sua singola esigenza, con tutto ciò che ne potrebbe derivare. Noi dobbiamo invece prendere atto di quanto ci ha assicurato l'Assessore: che cioè queste delibere non sono state ritirate, sono state semplicemente sospese e ha anche spiegato il perché, ha spiegato i passaggi che intende attivare per la valutazione di ogni singolo provvedimento in un quadro più generale di valutazione.
Pertanto io direi che, da questo punto di vista, noi dobbiamo prendere atto che non c'è nessuna evidenza nei comportamenti, negli atteggiamenti e nelle deliberazioni dell'Assessorato, di una strumentalizzazione politica di quanto è stato fatto precedentemente. Certo è, comunque, che se noi dovessimo votare su ogni singolo punto, ognuno di noi per coscienza, per competenza, per esperienza, per aderenza al territorio, probabilmente voterebbe differentemente. Però, questo è un difetto della politica in quest'Aula; se noi parcellizziamo il voto in questa maniera perdiamo di vista l'obiettivo più generale.
Io, ad esempio, ho condiviso con l'onorevole Oppi anni di battaglie sulla questione dell'urologia nel Sulcis Iglesiente, ma questo non vuole dire che io voterei a favore di quel tipo di delibera solo perché abbiamo condotto una battaglia comune su una necessità che è socialmente e politicamente sentita nel Sulcis. Io ritengo che se dovessi votare distintamente su ogni singolo provvedimento, qualcuno probabilmente lo salverei, ma sulla basi di una valutazione avulsa da un contesto generale. Ma dovendo operare tenendo sempre presente il quadro generale, è chiaro che voterò contro questo tipo di mozione.
Se dovessi entrare nel particolare, però, onorevole Capelli, come minimo la dovrei accusare d'imprudenza per i provvedimenti da lei assunti. Io sono convinto che l'onorevole Oppi non avrebbe adottato quelle deliberazioni se fosse stato Assessore in quel periodo, per l'equilibrio che gli viene riconosciuto e per l'esperienza acquisita. Alcune delibere sono infatti - e mi scusi il termine - assolutamente fantascientifiche; le motivazioni della delibera sull'attivazione delle strutture per l'assistenza meccanica del cuore artificiale al Brotzu, per esempio, svilisce l'esigenza (assolutamente condivisibile e che è stata esposta da altri colleghi) relativa alla riabilitazione cardiologia.
Sull'assistenza meccanica al cuore artificiale, consentitemi di esprimere tutte le perplessità che anche l'Assessore ha espresso. Non abbiamo l'utenza del Niguarda, però acquistiamo un numero di cuori artificiali che sono il doppio di quelli utilizzati dall'Ospedale Niguarda nel 2003. Ed allora mi dovete spiegare il perché di tutti questi cuori artificiali.
È stata poi richiamata la discussione sulla rete ospedaliera apertasi in Commissione nella passata legislatura. Io continuo a sostenere, onorevole Oppi, che quello è stato un colpo di mano, noi abbiamo votato contro quel tipo di provvedimento che non razionalizzava nulla ma fotografava l'esistente. Quello non era un provvedimento di razionalizzazione, era una semplice fotografia di ciò che c'era; non c'era niente di nuovo rispetto all'esistente. Se ricordo bene, nelle audizioni tenutesi in Commissione, quando abbiamo audito il direttore generale della A.S.L. di Oristano, il dottor Strianese, egli sollevò notevoli perplessità, e a queste si unirono le perplessità dei colleghi di maggioranza.
L'onorevole Licandro, spesso e volentieri dai banchi della maggioranza nella scorsa legislatura, ha decantato le qualità del dottor Strianese, ma io ricordo anche le perplessità manifestate durante la discussione in Commissione, da parte di entrambe le parti politiche, sull'istituzione a Ghilarza della struttura complessa di urologia, e dell'oculistica al San Martino. Noi abbiamo fatto notare al dottor Strianese che un servizio tipo quello di urologia, verosimilmente andava collocato in un ospedale generale come il San Martino di Oristano, perché le patologie pluriorgano di un traumatizzato della strada o quant'altro sicuramente necessitavano di interventi plurispecialistici. Quindi secondo noi era più logico collocare l'oculistica a Ghilarza e l'urologia al San Martino. Il dottor Strianese invece replicava sostenendo che ad Oristano esisteva già un reparto di urologia collocato in una clinica privata e che, quindi, non era necessario allestire un'altra struttura.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PACIFICO.) Questo è il concetto di competizione tra strutture.
OPPI (U.D.C.). Se continua a parlare di Strianese…
PACIFICO (D.S.). No, ma era solo la "chicca" per chiudere, perché io poi, quando ho letto questi atti deliberativi, vi ho ritrovato la stessa posizione del dottor Strianese riproposta pari pari. Ricordo che anche dai banchi della maggioranza di allora questa posizione fu criticata, ed invece noto che l'onorevole Capelli, nelle funzioni di Assessore della Sanità, l'ha riproposta uguale: l'urologia a Ghilarza invece che al San Martino. Quindi io mi chiedo qual è la logica programmatoria insita in questo tipo di provvedimenti.
Credo che il numero di posti letto per patologie urologiche nella Regione Sardegna non vada deciso singolarmente dai direttori generali, ma vada individuata nel quadro di una logica programmatoria più vasta.
Se ogni A.S.L. si può comportare come una piccola repubblica ed istituire tutto ciò che vuole è chiaro che poi noi alla fine ne pagheremo le conseguenze.
Dichiaro ovviamente il mio voto contrario alla mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, pronuncerò una breve dichiarazione di voto entrando di sfuggita nel merito ed analizzando alcuni aspetti della forma delle risposte della signora Dirindin. Nel merito, signor Assessore, ella afferma di non conoscere la Sardegna. Sono rimasto molto sfavorevolmente sorpreso da questa sua affermazione, perché lei ha sospeso dei provvedimenti importanti e qualificanti per la sanità sarda, compiendo un atto che presupporrebbe invece una profonda conoscenza delle situazioni e dei problemi.
potrei elencarle tante delibere scritte e pensate per risolvere i problemi specifici della Sardegna, mi sarei aspettato che un Assessore che le sospendesse sine die avesse una profonda conoscenza del territorio, delle sue problematiche, e che quindi prendesse la decisione di non attuare determinati provvedimenti partendo proprio da quella conoscenza profonda. Per questo credo che lei abbia dato una risposta preoccupante.
Non si meravigli se qualcuno ricorda le sue origini piemontesi. Lei sa cosa hanno fatto i Piemontesi in Sardegna, lei sa cosa hanno fatto i sardi per liberarsi dal giogo Piemontese; qualche ricordo è rimasto in tutti noi. Ci sentiamo anche in un certo senso lesi, come sardi (senza con ciò voler esprimere valutazioni negative sulla sua persona) l'abbiamo detto fin dal primo giorno, lesi dalla scelta del Presidente di far guidare l'Assessorato della sanità da una persona proveniente da fuori e che quindi non conosce - l'ha confessato lei stessa - la realtà della Sardegna. Così come ci sentiamo lesi dal fatto che a guidare un ente importante...
PIRISI (D.S.). Si sentirà leso lei; noi no.
PRESIDENTE. Lasci proseguire il collega Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, i consiglieri del centrodestra si sentono lesi e spero che questo la soddisfi. Così come ci sentiamo lesi nella nostra dignità di sardi del fatto che a guidare un ente importante (e anche se voi dite di non sentire questo problema, non ci crediamo) arrivi un signore dalla Calabria.
CUGINI (D.S.). Se ho un cognome che non è sardo mi devo vergognare di parlare con te? Non ho capito!
ARTIZZU (A.N.). Posso proseguire?
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei mi dà sempre una mano, quindi la ringrazio anche stasera.
ARTIZZU (A.N.). E allora, se questi provvedimenti, signor assessore, non si basano, come lei stessa ha confessato candidamente, su una conoscenza della realtà sarda, devo dedurne che si basano semplicemente su una furia iconoclasta che si deve esplicitare nel distruggere o nel bloccare tutto ciò che è stato fatto in precedenza. E questo, francamente, non solo non fa onore a lei, ma non fa onore al Presidente e non fa onore alla Giunta, perché ella ricordava poc'anzi che tutti gli atti di un Assessore non appartengono solo a quel singolo Assessore, ma sono propri dell'intera Giunta.
Giustamente lei condanna un'eventuale speculazione su casi personali e io sono d'accordo con lei. Io provengo dal giornalismo e ci sono tanti documenti e tanti codici di autoregolamentazione della professione dove queste principi vengono sanciti. Ma, proprio per non dare adito ad alcuno di pensare a speculazioni di sorta su un caso singolo, io questa settimana, per due giorni, ho cercato di prendere contatto con il suo Assessorato per segnalare il caso disperato di un ragazzo che aveva bisogno di recarsi in Francia per farsi operare per la terza volta al cervello, e che non riusciva ad ottenere i soldi fermi presso l'assessorato. Fortunatamente ho trovato, non in lei, che non mi ha degnato di udienza, ma nel suo segretario, una persona sensibile a questo problema. Dopo aver cercato invano, per due giorni, di mettermi in contatto con lei, nel silenzio, senza vendere il problema alla stampa e senza speculare (lo sto dicendo oggi in Aula, lealmente, senza rivelare l'identità della famiglia) ho trovato nel suo segretario una persona molto capace e volenterosa (per puro caso è sardo) che si è preso a cuore il problema. Quindi non bisogna certo speculare, ma non bisogna neanche aspettarsi che per non speculare sui casi umani questi casi umani possano essere tralasciati.
Io ho seguito anche, con un certo dispiacere, le sue intemperanze nei confronti dell'Aula; una severità che trovo francamente fuori luogo. Io credo e spero che lei non sia così ingenua da pensare che questa opposizione si faccia intimorire dal suo tono deciso, perché sarebbe una pia illusione. Non si fa intimorire un'opposizione che è libera, che è costituita da persone che non hanno interessi nella sanità, che non hanno redditi all'infuori di quello che si dichiara alle tasse. Le assicuro che qui, se c'è qualcuno che forse possiede anche qualche azienda privata, ci sono tante persone che non hanno interessi al di fuori di quest'Aula e non hanno nessuna paura del suo tono un po' troppo severo.
C'è una differenza tra lei e noi, e mi permetto, con molto rispetto, di ricordargliela e di fargliela presente: lei è qui per un gioco di giuste, legittime, comprensibili alchimie delle segreterie dei partiti. Noi siamo qui perché eletti dal popolo.
PIRISI (D.S.). Ma in pochi vi hanno eletto però!
PRESIDENTE. Io devo richiamare i colleghi al rispetto del tema, così come mi ricorda sempre il collega Oppi. Bisogna stare in tema anche in sede di dichiarazioni di voto. Onorevole Artizzu , come ha detto che vota?
ARTIZZU (A.N.). Voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, ho cercato di favorire l'instaurarsi di un'atmosfera diversa, quindi mi dispiace che il clima si sia riacceso. Volevo comunque dirle, Assessore Dirindin, che non concordo con lei quando parla dei casi particolari. Mi sembra che sia caduta, infatti, in una piccola contraddizione. Lei ha affermato: obiettivamente ventiquattro strutture complesse sono una mezza razionalizzazione della strutture ospedaliere, la quale razionalizzazione, del resto, praticamente è competenza del Consiglio. Ora, non avendo io attivato queste procedure, ma per responsabilità anche dei funzionari che me l'hanno impedito, faccio mie alcune osservazioni.
Io credo che il numero di ventiquattro sia noto perché in quel trasversalismo anomalo, molti si sono buttati in prima fila a chiedere; ovviamente le richieste provenivano formalmente dai direttori generali. Io ho contribuito, ma da prima. Del resto due delibere, quella relativa alla struttura di oculistica e quella relativa alla struttura di urologia di Carbonia sono il frutto di una vecchia battaglia. Credo che in Sardegna siano necessari nuovi primariati di oculistica perché abbiamo due soli primari. Non riusciamo neanche a bandire i concorsi; forse voi ci riuscirete, visto che uno dei pochi galantuomini che ci sono, legato a me da profonda amicizia, che ha svolto con senso di efficienza come pochi il suo lavoro di direttore generale, il dottor Simeone, non ha presentato domanda come futuro direttore. "Cinque anni" - ha detto in un'intervista - "sono stati significativi, possono benissimo arrivare altri e forse lavorare meglio di me".
Quando poi ha parlato di apprezzamenti pervenuti dai soggetti da lei convocati, io assessore Dirindin, non avrei fatto riferimento all'AIOP. L'ho detto prima, gliel'ho detto sempre in faccia… il dottor Bua ha tenuto duecento incontri con l'assessore Capelli, ne ha tenuto cinquanta attraverso i suoi canali con il presidente Masala, avevano persino posto in essere una delibera per 32 milioni di bonus, però c'è stato chi, come me, ha parlato con loro per dimostrargli che non sarebbe mai passato un provvedimento in Aula in quel particolare momento. Se poi, con lei, come faceva con Capelli (con me meno perché ho un carattere diverso) si è sperticato in elogi, evidentemente appartiene a quella famiglia dei farisei che è meglio perdere che trovare. Lo stesso discorso vale per i convocati delle altre associazioni. RSA in Sardegna praticamente non ce ne sono; ce ne sono quattro o cinque; per quanto riguarda l'ADI, avremo modo di parlarne in sede di assestamento di bilancio, anche perché 1 milione e 188 mila euro sono stati messi in diminuzione di cassa, ma io dimostrerò che 35 miliardi di lire, recuperando i fondi CIPE nel 2002 e 2003, sono stati spesi e spesi anche bene.
Vede, quello che io le ho detto però è una cosa diversa, e mi rivolgo ancora a lei per dirle che c'è un vuoto e che questo vuoto bisogna colmarlo per evitare ricorsi. Che cosa succede infatti, nello specifico? Sospendendo l'efficacia di questa deliberazione del 3 giugno, che ha sostituito tutte le precedenti deliberazioni, in effetti la Giunta ha privato di regolamentazione la materia. Che così sia è confermato dalla considerazione che nella deliberazione in questione è affermato espressamente che la stessa sostituisce tutte le precedenti, e che i vari profili che la Giunta dichiara di voler rivedere sono disciplinati nelle precedenti deliberazioni raccolte nel testo unico. Così oggi non è possibile provvedere al pagamento delle prestazioni effettuate dalle varie strutture accreditate e non è possibile rilasciare autorizzazioni o accrediti alle strutture ultimate. Ecco perché è stato presentato ricorso.
Allora io ritengo che, siccome sussiste questa situazione di incertezza, occorra rapidamente provvedere. Voglio fare soltanto un'osservazione sulle rette, che ho stabilito io, non fidandomi (nessuno se ne abbia a male) di un tentativo maldestro effettuato nella precedente legislatura dal professor Ricciarelli. Nel Sulcis-Iglesiente era stata infatti costituita una società mista pubblico-privato, denominata "Insieme" e che nel 1997-98 aveva individuato l'importo delle rette in 380 mila lire al giorno aggiornate secondo gli indici ISTAT. In sede di regolamentazione sono state poi individuate, attraverso un'analisi di tutte le rette in Italia, due fasce: quella che prevedeva una retta di 115 e quella che prevedeva una retta di 130 mila lire. Ed è chiaro che queste fasce vanno corrette, dottoressa Dirindin, perché se noi mettiamo non 380 e 400 come voleva Ricciarelli, ma mettiamo 115 o 130 dal fondo sanitario, l'altra quota, il 50 per cento, resterà di competenza del sociale, poiché difficilmente in Sardegna ci sono persone che possono disporre di 3.900.000 o 3.600.000 mensili per poter stare in una RSA.
A maggior ragione, quindi, ritengo che tutto questo vada valutato perché i comuni sono poveri e non sempre possono contribuire adeguatamente. Chi viene ospitato da queste RSA spesso ha risorse finanziarie minime: la pensione o l'assegno di accompagnamento. Quindi credo che tutto ciò vada rivisto, anche per mettere fine a questa incertezza che pone gli operatori in difficoltà finanziarie. Tutto ciò determina quelle disfunzioni che poi portano ai ricorsi, e i ricorsi poi hanno degli esiti e hanno dei costi.
Quindi il mio è soltanto un invito ad accelerare questa procedura per arrivare in termini rapidi a colmare questo vuoto che di fatto crea incertezza e mette nelle condizioni le stesse AA.SS.LL. di non poter pagare le rette mensili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sarò brevissimo, Presidente, recupererò così il tempo di cui ho abusato precedentemente. Un tono pacato e sereno non deve far pensare che si esprimano concetti di cui non si è convinti o che sia sempre necessaria la rappresentazione scenica in quest'Aula. Certo, a volte si viene colpiti da rassegnazione per il fatto che si pongono in essere finti confronti democratici, perché il sistema non ci consente, non vi consente di essere liberi nelle vostre determinazioni finali. Forse se ci fossimo trovati a parti invertite, con una situazione non parlamentare come quelle che abbiamo vissuto nella precedente legislatura, forse sarebbe così anche per noi, il che significa che qualcosa non funziona.
Per rispondere all'onorevole Pacifico, che affermava che forse quelle delibere erano state un po' avventate, e che altre persone di esperienza probabilmente non le avrebbero adottate, voglio ricordare che quella maggioranza e quella Giunta avevano scelto me per quel ruolo di fine legislatura, e che nei momenti di concertazione associazioni e sindacati erano tutti d'accordo che si dovesse procedere al taglio delle contribuzioni ma tutti partivano dal presupposto che il taglio doveva essere praticato agli altri, non al sindacato o all'associazione che rappresentavano. a Così, l'onorevole Pacifico, che giustamente critica dal suo punto di vista la scelta da me operata all'epoca su alcune delibere, . si riferiva ovviamente alle delibere degli altri, non alle delibere che lui ha condiviso.
Perciò, prima di esprimere giudizi e prima di parlare di sanità, credo che sarebbe opportuno che tutti in quest'Aula firmassero il documento che ha presentato al Presidente del Consiglio l'onorevole Oppi, dove dichiara di non aver interessi né diretti né indiretti nel settore. Solo dopo che firmerete tutti quel documento, in modo particolare alcuni che sono intervenuti stasera, avrete diritto di parlare di sanità e avrete diritto di parlare del fatto che probabilmente qualcuno o altri hanno gestito sulla spinta di interessi privati la sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto contrario e riprendere alcune osservazioni che sono state espresse nel corso del dibattito e soprattutto in sede di dichiarazioni di voto, che non tengono conto, purtroppo, delle ragioni per le quali la Giunta ha proceduto, al di là della valutazione di merito del singolo atto sospeso. La situazione della sanità è una situazione talmente difficile sul piano finanziario che noi ci accingiamo ad affrontare la sessione di assestamento di bilancio soprattutto per coprirne il deficit.
Bisogna che ci attrezziamo a capire come si determinano i buchi di bilancio, perché la stessa Giunta, operando una ricognizione sulla spesa, e in modo particolare sulle operazioni di contrazione dei mutui, ci informa del fatto che, in ordine ai mutui autorizzati e non accesi, per investimenti, abbiamo 1 miliardo e 710 milioni di euro relativi alla legge numero 350, abbiamo 939 milioni di euro relativi ai residui di stanziamento, abbiamo 524 milioni di euro relativi all'articolo 19 della legge numero 37 del 1998, per intenderci il piano straordinario per il lavoro. Quindi abbiamo autorizzazioni per la contrazione di mutui mai accesi per finalità di investimento e per finalità di lavoro che è pari, credo, a venti volte il buco della sanità che dobbiamo affrontare in sede di assestamento del bilancio.
Questo per dire che il modo in cui si gestisce la finanza pubblica, il modo in cui si realizzano gli interventi regionali, il modo in cui si concretizza l'azione amministrativa della Regione in funzione dell'erogazione dei servizi e di servizi di qualità, è ben strano. Ed è talmente strano che, soprattutto negli ultimi cinque anni, durante i quali tanto si è speso e poco purtroppo si è visto - forse questa è una critica che si può anche trasferire alla legislatura precedente - tanti sforzi sono stati profusi per organizzare strutture, per offrire risposte a primari, per allargare la base di intervento della sanità pubblica, per garantire al contempo lo sviluppo sul piano della qualità, della sanità privata, è veramente strano che durante tutti questi anni noi siamo riusciti ad aprire una voragine nel bilancio della Regione e nel contempo siamo riusciti a non indebitarci per ciò che invece riguardava l'occupazione e gli investimenti.
La ragione, quindi, per cui voto contro è tutta qui. Bisogna vedere chiaro su come si è proceduto perché sicuramente si è proceduto male, da una parte la spesa che si doveva fare non si è fatta, dall'altra parte la spesa che si doveva contenere e non si è contenuta. È venuto il momento di capire perché e d operare con un minimo di riflessione per ottenere un risultato, quello positivo a cui tutti quanti noi tendiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signori Assessori, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi; mi trovo costretto a pronunciare questa dichiarazione di voto a causa delle mancate risposte dell'assessore Dirindin a quanto affermato nel mio intervento e anche in parte sollecitato dall'intervento del collega Uras. Intanto, io vorrei capire dov'è il risparmio che si otterrebbe con questa delibera? È una domanda che io ho già rivolto all'assessore Dirindin, ma è rimasta senza risposta, forse non ha voluto rispondere. Però la verità è che quella delibera blocca, non la nomina di venti nuovi primari ma di venti nuovi dirigenti di struttura complessa, e questi non sono "primari" perché altrimenti riceverebbero lo stipendio di primari con un incremento della retribuzione di svariati milioni e non di 400 mila lire al mese.
Quindi, io mi sono chiesto nel mio intervento, come mai si aferma di voler razionalizzare la spesa risparmiando su questa voce e contemporaneamente si autorizza la nascita di centri di trapianto che all'estero richiedono una popolazione di decine di milioni di abitanti, considerato che in Europa ce ne sono già tanti? Anziché accorpare i centri di trapianto si autorizza la creazione di nuovi; per non parlare poi dei nuovi centri di trapianti di fegato che comportano costi veramente esorbitanti. Quindi, onorevole Uras, voglio capire dov'è il risparmio quando si portano avanti operazioni che io reputo puri sperperi?
Oltretutto non si può affermare che istituire nuovi venti dirigenti di struttura complessa, costituisca un atto di programmazione: sono infatti meno di uno per ospedale in Sardegna. È un atto normalmente richiesto - l'ho già detto - dai direttori generali, sulla spinta delle pressioni dei primari e dei capi dipartimento. Se qualcuno non va bene, ci si dica quale, però che in Sardegna esistano delle necessità è fuor di dubbio. Io non ho voluto affrontare prima questo argomento, ma, come ha ricordato l'onorevole Oppi, esistono tante strutture che dovrebbero essere istituite; penso, per esempio, all'oculistica nel Sulcis: in tutto il Sulcis - un territorio geograficamente immenso - non c'è un reparto di oculistica, non c'è un pronto soccorso oculistico. Beh, non è giusto!
Io voglio capire da che cosa sono dettate queste scelte e ho diritto di ricevere una risposta. Per quanto riguarda poi i buchi nel bilancio determinati dalle spese nel campo della sanità, io voglio ricordare che questi buchi li abbiamo trovati anche noi, e non erano di poco conto. Talvolta si trattava addirittura di voragini, di pozzi di San Patrizio, di pozzi senza fondo. È pur vero che la tendenza si è in parte consolidata per demerito di direttori generali più strani che "Strianesi", che talvolta si sono dimostrati incapaci, in parte anche per necessità oggettive.
Attuare un contratto collettivo di lavoro comporta necessariamente aumenti di stipendi e quindi un accumulo di costi del comparto sanitario. E quando la coperta è stretta, se la si tira da una parte, per gli aumenti di stipendio, è chiaro che poi si resta scoperti dall'altra; lo sappiamo tutti. Credo che la moltiplicazione dei fondi e dei soldi in cassa sia riuscita a realizzarla, per Tiscali, il nuovo Presidente della Giunta regionale, ma in sanità non si può aprire una sottoscrizione di azioni a favore dell'utenza, e ritengo che pochi sarebbero così pazzi da aprirla. Però per poter votare contro e ritirare addirittura la mia firma, da questa mozione, devo conoscere i motivi dell'urgenza, le ragioni di questa scelta, altrimenti non posso che annunciare il mio voto favorevole alla mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io credo che il Consiglio sarà presto chiamato a una riflessione, a una discussione sulle problematiche della sanità. Riflessione e discussione che si svolgeranno in Commissione e in Aula, perché è indubbio che si tratta di un tema che non può essere trascurato dall'intero Consiglio. Spero comunque che la discussione si apra su temi diversi da quelli introdotti con la mozione da parte dei colleghi. La necessità di una riflessione su cos'è la sanità in Sardegna e sul rapporto tra la Regione e la sanità credo che derivi non solo dal problema delle risorse ma anche dell'esigenza che ha accompagnato la spesa di offrire un servizio sempre più qualificato ai sardi.
La domanda che mi sono posto è perché il centrodestra e i due colleghi che hanno rivestito la carica di assessori della sanità nella legislatura precedente, hanno in queste settimane, in questo mese, utilizzato armi che considero esagerate nei confronti dell'assessore Dirindin. Alcuni colleghi mi hanno chiesto: "Ma non sarà il caso che esprimiamo solidarietà, che interveniamo, difendiamo, magari…"; io ho risposto: "Mi pare - e lo confermo - che l'Assessore sia così brava che non ha bisogno di conferenze stampa da parte dei Capigruppo per difenderla". Devo dire però che l'interrogativo permane: perché puntare esclusivamente sulla sanità e sull'Assessore? Non credo che i motivi riguardino la sua provenienza territoriale, credo che la ragione risieda proprio nella specificità dell'Assessorato.
Io sono convinto che oggi si utilizzano artiglierie e cannonate per vedere la reazione. Conoscendo poi il collega che le utilizza - che tra l'altro è un politico "navigato" - alla fine magari proprio lui finirà per essere uno dei maggiori collaboratori dell'Assessorato e dell'Assessore, una volta constatato che le cannonate e le artiglierie non avranno prodotto nessun risultato e che l'Assessore con determinazione, con severità, con decisione manderà avanti il programma prefissato in materia di sanità. Credo che sia questo forse l'obiettivo che le mozioni si sono poste realmente: quello di "testare" la determinazione della Giunta e dell'Assessore su questi temi.
Io esprimo un giudizio sull'Assessore molto positivo, l'ho già espresso sulla stampa quando un giornalista mi ha chiamato e mi ha domandato: "Ma al Centro di programmazione, non è che si sia verificato un altro caso Dirindin?", ho risposto: "Magari!" L'assessore Dirindin ha infatti accettato di venire in Sardegna probabilmente con un grande sacrificio anche personale e familiare, si è messa a disposizione dei sardi, di quei sardi che non offesi o lesi, ma che si sentono positivamente impegnati a sostenerla in quest'opera, severa, corretta e giusta che sta così tenacemente perseguendo. Credo che questi attacchi più che metterla in difficoltà la stiano rafforzando.
Io pertanto voterò contro la mozione, se verrà mantenuta, sapendo che oltre alle finalità dichiarate, ne ha probabilmente anche un'altra: costituisce una sorta di "prova di guerriglia" rispetto a un tema più severo, perché discutendo a fondo sulla sanità si discuterà anche di altro, non solo di queste delibere, e si vuol osservare il tipo di reazione. Noi - io e il nostro Gruppo, e credo tutto il centrosinistra - se si arriverà al voto voteremo contro. Colgo l'occasione per ribadire invece la piena fiducia e la stima totale verso l'azione di governo che sta portando avanti l'assessore Dirindin.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, avrei voluto intervenire ma alla fine, "spizzula spizzula", l'amico Siro Marrocu mi costringe a prendere la parola. Siro è preoccupato e dice: "Perché i due ex Assessori della sanità?". E già qui sbaglia. Poi si corregge e dice: "Perché i Gruppi di centrodestra presentano, in questo ultimo periodo, mozioni sulla sanità?". Perché non ci date altri elementi. Nell'ultimo mese sulla stampa appare solo quello che sta succedendo nel settore sanitario. La dottoressa Dirindin ,addirittura a un certo punto si permette di dire sulla stampa: "Così l'altra parte potrà anche stare zitta".
Ne approfitto per dichiarare che io invece voterò a favore della mozione anche perché alle mie domande, dottoressa Dirindin, lei non ha fornito una risposta. Io le ho chiesto se lei ha assunto informazioni prima di procedere alla sospensione delle quattro del delibere dell'Ospedale Brotzu e lei non mi ha risposto, così come pure non mi ha risposto sulla richiesta di conoscere - se c'erano - le relazioni dei funzionari sugli atti che lei ha adottato il 25 agosto. Non è possibile che nel mese di marzo e aprile i funzionari esprimano un parere e dopo tre mesi ne esprimano uno contrario. Quindi io sicuramente voterò a favore della mozione e sono pronto a sottoscrivere anche altre qualora se ne ravvisasse la necessità. Così si potrà parlare di sanità in quest'Aula!
Veda, Assessore, io all'inizio, quando lei è stata nominata, mi sono recato in Assessorato due volte, e ho avvertito in una parte del personale un clima quasi di coprifuoco. E allora il dubbio che ho espresso nella mia relazione si fa sempre più forte. Perché adottare questi atti? Perché tenere questi comportamenti? Ma soprattutto perché essere diffidenti, cioè diffidare di tutto quello che altri hanno compiuto? Lei non ha risposto alle mie domande, per cui il nostro voto sarà favorevole alla mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto (perché mi sembra che su questa mozione presentata dalle opposizioni sia doveroso esprimersi) e perché, tra l'altro, nei vari interventi dei colleghi in Aula ho potuto riscontrare un'assenza di giudizi di carattere generale dovuta alla tendenza di ciascun consigliere di calarsi solo nelle proprie realtà. Così i tagli apportati dall'assessore Dirindin sono stati considerati per l'opposizione sbagliati e per la maggioranza giusti. A questo punto è necessaria un'analisi veramente attenta delle problematiche.
Io voglio segnalare all'Assessore che la sospensione della delibera numero 22/66 del 13 maggio 2004 relativa alla A.S.L. di Sassari, specialmente per quanto riguarda l'istituzione delle strutture complesse di oncologia medica, costituisce un colpo traumatico per quella realtà. Mi ha stupito anche che l'Assessore abbia affermato che durante gli incontri con i responsabili dei vari nosocomi abbia ricevuto il sostegno di tutti, come se il direttore generale dell'A.S.L. numero 1 di Sassari avesse detto: "Grazie di aver tagliato questi fondi". Poiché il consigliere Lai che rappresenta lo stesso territorio dove opero io e che era iscritto a parlare prima di me non è presente in Aula, ho sentito il dovere di esternare questa mia preoccupazione, perché il nosocomio di Sassari non nuota in acque tranquille.
Proprio oggi, a proposito del problema della radioterapia, un amico mi ha chiesto se avevo la possibilità di intervenire presso l'Assessore a favore di un signore che deve fare la radioterapia a Sassari (dove non c'è posto) perché non ha la possibilità di recarsi in nessuna altra parte della Sardegna; operano in condizioni drammatiche. Però voglio far notare anche che tutte queste delibere sono state emanate in linea di massima nel mese di agosto; quindi in un periodo ben preciso. Io pensavo che la sospensione di questa delibera fosse del 14, poi invece ho visto che si riferisce al 25 agosto 2004. Sarà anche stata accettata da tutti i direttori generali, da tutti gli operatori, ma non certo dai consiglieri sardi. Per questi motivi io voto a favore di questa mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CACHIA (Insieme per la Sardegna). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, noi invece, contrariamente all'amico che mi ha preceduto, dichiariamo il voto contrario. Le spiegazioni che ha fornito in quest'Aula l'assessore Dirindin sono state infatti talmente esaustive che ci hanno rafforzato nel nostro convincimento. Eravamo rimasti effettivamente molto perplessi nel leggere che in circa due mesi erano state improvvisamente create 24 strutture complesse, che non si era sentita la necessità di istituire in circa due anni e mezzo. È senza dubbio lodevole fare quello che non si è fatto prima ma, come i gatti che hanno fretta nel partorire fanno i gattini possono nascere ciechi, anche l'istituire 24 strutture complesse nell'arco di due mesi senza che negli anni precedenti si sia fatto niente può creare degli scompensi. Poi abbiamo avuto, come dicevo, il conforto esaustivo della professoressa Dirindin che ci ha ancora di più aperto gli occhi e quindi siamo arrivati alla ferma determinazione di votare contro questa mozione.
OPPI (U.D.C.). I gattini non sono più ciechi.
CACHIA (Insieme per la Sardegna). Hanno aperto gli occhi, non sono nati in due mesi, ma in cinque mesi, che è il tempo normale per il parto di un felino. Votiamo con ancora maggiore convinzione perché non riusciamo a capire questi attacchi sviscerati, che a volte rasentano perfino la scostumanza, rivolti verso un Assessore piemontese. Difendo anche la signora Dirindin perché i può darsi che un giorno abbia la ventura, o la sventura, di fare l'Assessore e non vorrei che questi attacchi che oggi sono rivolti alla sua piemontesità domani venissero rivolti - considerate le mie origini - alla mia sicilianità. Ma non la difendo solo per questo, la difendo perché sono anche un medico e riconosco in lei una persona molto preparata, in gamba, che sa prendere delle decisioni, piacciano o non piacciano.
D'altronde è compito di chi governa prendere decisioni e di chi è all'opposizione sindacarle. Questa è una regola democratica che ci deve indicare sempre la strada. Poi, come ha ricordato qualcuno, al tempo di Mao si diceva che non era importante il colore del gatto, se il gatto fosse rosso o fosse bianco, l'importante era che catturasse i topi! La professoressa Dirindin non è un gatto però, secondo me, sa catturare i topi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, prendo la parola perché credo che bisogni in qualche misura rompere una sorta di rito che ormai si è determinato, in forza del quale il centrodestra attacca l'Assessore e il centrosinistra lo difende. Io voglio unire, Assessore, le mie lagnanze a quelle del centrodestra, perché ritengo che lei abbia, in qualche modo, omesso qualcosa. Voglio ricordarle infatti che oltre ai punti contenuti all'interno della mozione, ce ne sono anche degli altri. Ci sono per esempio delle interrogazioni, delle interpellanze che le sono state rivolte e con le quali le si chiedevano chiarimenti sulla gestione di qualche A.S.L. considerata - come dire - un po' allegra o pre-elettorale e forse anche da parte di qualche Assessore. Lei Assessore credo, con una buona educazione, ancora non ha risposto perché devono essere discusse prima le mozioni presentate dai colleghi.
Voglio dirle che sulla questione, per esempio, delle assunzioni pre-elettorali effettuate nella A.S.L. di Nuoro è chiaro che magari c'è stato qualche trasversalismo, come anche in quelle effettuate nella A.S.L. dell'Ogliastra. Del resto l'onorevole Oppi diceva: "Attenzione a parlare delle delibere perchè qualche trasversalismo c'è sempre in sanità, qualche buco si crea, c'è qualche accordo". Io ritengo, signor Assessore, che lei dovrà offrire delle risposte esaustive sotto questo profilo e credo che la tracotanza di qualche ex Assessore forse verrà in qualche misura ridimensionata. Io comunque penso - tornando alla mozione di oggi - che la tempestività con la quale sono state approvate queste delibere (dal mese di aprile al mese di giugno) sia un tantino sospetta!
CAPELLI (U.D.C.). Lo stesso allora vale per le strutture di riabilitazione di Macomer. Parlane!
PIRISI (D.S.). A Macomer abbiamo sentito un sacco di chiacchiere, caro Capelli, chiacchiere da parte sua e atti zero; nonché molte assunzioni in un periodo pre-elettorale! Per cortesia! Quindi non parliamo di trasversalità perchè posso parlare di sanità senza firmare nulla, perchè non ho mai avuto rapporti di alcuna natura con un certo mondo che viene rappresentato - secondo le parole che state usando - in maniera torbida.
Io credo che in sanità ci sia anche grande nobiltà, ed è la gestione, che, qualche volta, porta un timbro e un marchio che non fa onore.
La sanità in Sardegna presenta dei problemi grossi e lei, Assessore, si è trovato in una situazione che tutti conosciamo e devo dirle che, onde evitare che qualcuno lo dica prima, sono molto contento che lei ricopra quel ruolo. Sono sardo, sono barbaricino, i romani dicono di settima generazione e forse anche oltre, e sono onorato che lei faccia l'Assessore perchè lo sta facendo molto bene e sta offrendo lezioni di comportamento a coloro che si alzano per dirle che non avrebbe dovuto fare questo o non avrebbe dovuto fare quello.
Si è parlato addirittura di coprifuoco in Assessorato! Ma, insomma, cari colleghi! Probabilmente qualche collega si è sentito in qualche modo toccato perchè lei ricopre questo ruolo e questa funzione. Ma dico, in un di mondo che va verso la globalizzazione, che qualcuno vorrebbe di impronta liberista, è possibile che di fronte al fatto che arrivi un Assessore che cerca di guardare alla sanità con occhio attento e con grande spirito di solidarietà, non in maniera egoistica, ma cercando di intervenire in maniera concreta nelle piaghe che qualcuno ha lasciato - e qualche piaga è diventata purulenta in alcune situazioni - ci si scandalizzi così tanto? Credo invece che noi dobbiamo darle atto, caro Assessore, della bontà del cammino da lei intrapreso per cui con grande enfasi voterò contro questa mozione.
Sono contento, però, che il tono usato dall'onorevole Oppi facesse intravedere una sorta di ripensamento e quasi una scusa per averla firmata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io cercherò di non apparire scostumato, come ha detto l'onorevole Cachia, e certamente, essendo il decano cardiopatico di questo Consiglio regionale, sfiorerò l'argomento, ma lo sfiorerò perchè mi riguarda come passato paziente, mi riguarda come rappresentante di un territorio, mi riguarda come eletto in Consiglio regionale e quindi come consigliere attento ai problemi della Sardegna e in questo caso della sanità.
Ripercorrendo le considerazioni espresse in Aula dall'assessore Dirindin, mi sembra di non aver trovato comunque una giustificazione attenta e puntuale alle motivazioni che sono state illustrate nella mozione. Nel momento in cui l'assessore Dirindin ci confida di aver riscontrato grande attenzione da parte dei rappresentanti dei territori, da parte degli operatori del settore, di aver trovato grande attenzione e disponibilità a condividere una delibera di questo genere, non posso che esprimere grande preoccupazione. Io infatti sono anche Presidente di una Provincia, assessore Dirindin - è una coincidenza che è spettata solo a me in Italia, però così è - che ha avuto il coraggio di bocciare per tre volte consecutivamente il bilancio della A.S.L. di Oristano, quindi sono particolarmente attento al problema. Sono attento anche alle problematiche che riguardano un territorio posto al centro della Sardegna. E nel momento in cui si interviene o si cerca di intervenire per creare una struttura complessa nell'ospedale Delogu di Ghilarza, al di là dei numeri, io spero, voglio sperare e voglio credere che non siano state fatte considerazioni di tipo numerico, e mi meraviglia che autorevoli rappresentanti di quel territorio non si siano sentiti toccati.
Mi rivolgo al sindaco di Abbasanta, l'onorevole Pinna, che apprezzo perchè personaggio che comunque sa fare la politica: l'ospedale di Ghilarza è un presidio perchè sta al centro della Sardegna e ha assoluta necessità di quei servizi, al di là dei numeri che compongono il Barigadu, che è facilmente raggiungibile da tutto il centro Sardegna. Io le ho ricordato che sono un decano cardiopatico di questo Consiglio regionale; sono stato trapiantato nel 1981 e ho dovuto fare questa esperienza all'estero, l'ho dovuta fare all'estero!
Oggi che ci sono tutte le condizioni, non per avere un reparto di cardiochirurgia a Oristano o a Ghilarza, ma per avere quantomeno un reparto di emodinamica, quantomeno per effettuare una diagnosi, per fare una prova da sforzo, di fronte ad un taglio di questo genere (che mi auguro non sia permanente, ma che costituisca solo una sospensione momentanea) non posso non sentire la necessità di intervenire. Intervengo soprattutto perchè non ho ricevuto motivazioni sufficienti - l'ha già anticipato il collega Liori - che ci facessero pensare che questa sospensione adottata dalla Giunta regionale fosse giustificata. L'assessore Dirindin bene ha fatto (e l'apprezzo per questo) a confermare che si tratta di un atto di Giunta, condiviso quindi da tutta la Giunta. Prendiamo pertanto atto che l'assessore Dirindin consulta la Giunta, la Giunta si sente consultata e di fronte ad una delibera di questo genere ritiene all'unanimità di dover operare in questo senso.
Di fronte a ciò però io sono molto preoccupato, perchè credo che tutti gli interventi sospesi siano meritevoli di attenzione. Mi riferisco particolarmente a quelli relativi al mio territorio, dove i tagli effettuati non possono risultare dannosi.
Noi siamo attenti al problema, lo vogliamo affrontare, condividere, ma vorremmo motivazioni più certe; vorremmo che delibere di questo genere non venissero approvate il 25 di agosto, sotto le ferie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Prog. Sardegna). Signor Presidente, prendo le mosse dall'intervento dell'onorevole Diana per fare osservare che la delibera sospesa, tra l'altro, riguarda anche l'ospedale di Ghilarza, dov'era prevista una struttura complessa proprio per il reparto di ostetricia. Molti di noi hanno presentato delle interrogazioni, sono state già tenute delle conferenze di sindaci, allargate anche agli operatori sanitari e ai cittadini perchè dal 3 di settembre ciò che doveva essere una struttura complessa, e che è invece una struttura semplice, di fatto è chiusa.
Ora, non è questo il luogo né il momento per discutere delle cause, intervengo semplicemente per annunciare che noi votiamo contro la mozione che è stata presentata, perché quella serie di delibere prefigurava una sorta di programmazione, cioè precostituiva in qualche modo il piano, la rete di servizi ospedalieri o una certa distribuzione dei servizi ospedalieri in Sardegna. Per, mi associo a quanti hanno detto che questo dibattito, partito dalla discussione sulla mozione, è un dibattito positivo. Perchè? Perchè non possiamo non prendere consapevolezza del fatto che il dotarci finalmente di un piano sanitario, il definire esattamente un sistema che disegni la rete degli ospedali in Sardegna costituisce una condizione fondamentale.
Abbiamo bisogno di un piano, abbiamo bisogno che della sanità, al di là delle schermaglie, al di là delle guerriglie e al di là dei clamori, si discuta con consapevolezza, si discuta con responsabilità, si reintroduca finalmente il concetto della programmazione. Lo dico perchè solo in presenza di una programmazione seria possiamo pensare di intervenire finalmente per salvaguardare le realtà un po' più periferiche. È vero che esistono i presidi ospedalieri urbani, però esistono anche i presidi ospedalieri che non sono urbani, ma che comunque garantiscono un servizio ad aree cosiddette interne.
Ebbene, solo la presenza di un piano regionale sul quale ci si possa confrontare può consentire anche all'ospedale di Ghilarza, ma così a tanti altri presidi delle zone più interne che fanno sì che il bisogno sanitario di questa Sardegna sia di questo tipo e non di altro, di aggredire finalmente con forza, finalmente con una cultura che non sia semplicemente una cultura della rivendicazione o del pianto, il problema della sanità.
Noi votiamo contro questa mozione perchè riteniamo giusto che quanto prima (l'onorevole Oppi parla sempre di Gesù Bambino, parla di doni di Natale) l'Assessorato possa licenziare un testo, un documento, una proposta da sottoporre all'esame di questo Consiglio con grande responsabilità prenderà in esame perchè questo Consiglio ha l'obbligo e il dovere fondamentale di restituire a quest'Isola una politica sanitaria moderna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, credo che a seguito di alcune dichiarazioni di voto sentite in quest'Aula sia utile ribadire alcuni concetti che pure sono stati espressi in maniera abbastanza chiara. Il più importante mi sembra questo: che in Sardegna, pur in assenza di strumenti pianificatori aggiornati nel tempo e quindi capaci di costituire precisi e puntuali punti di riferimento di tutti gli atti sanitari che si sono succeduti, che sono stati firmati e sottoscritti dagli Assessori negli ultimi vent'anni, pur in presenza di un cronico sotto finanziamento del sistema (nel senso che è il sistema sanitario regionale sardo comunque registra un gap rispetto agli altri sistemi regionali di parecchie decine di migliaia di lire pro capite, sino alle 600 mila lire pro capite che ci separano dal sistema sanitario del Trentino Alto Adige) pur in presenza di un sotto dimensionamento delle risorse finanziarie che deriva dai vecchi accordi delle conferenze Stato - Regioni, che ci hanno punito dal punto di vista del finanziamento, pur in presenza di tutte queste difficoltà strutturali, sicuramente in parte dovute a carenze della stessa classe politica sarda, abbiamo un sistema sanitario in grado di fornire prestazioni di qualità.
Possiamo cioè inviare ai sardi il messaggio che, per l'abnegazione, per la capacità e per la disponibilità di tante persone che all'interno del sistema hanno operato, questo sistema è in grado oggi di fornire un'assistenza sanitaria di qualità. È per questo che io non accetto il tono di disponibilità quasi messianica che qualche collega della maggioranza ha manifestato nei confronti del cambiamento, che pure speriamo di registrare nei prossimi mesi; nel senso che ad oggi non ci sono stati cambiamenti rivoluzionari nel sistema sanitario regionale. Oggi, con la sospensione di questi atti, attraversiamo un momento di ragionamento dal quale tutti quanti, come Consiglio, speriamo scaturiscano dei cambiamenti positivi, importanti, significativi e di peso per il nostro sistema sanitario regionale.
Questa è la situazione in cui ci troviamo ad operare oggi, di questo noi Riformatori teniamo conto. Non amiamo i ruoli pirandelliani, quindi non tendiamo a cambiare l'atteggiamento a seconda della circostanza di trovarci in maggioranza o all'opposizione; quando eravamo in maggioranza ci siamo rivolti tante volte ai banchi della sinistra affermando che la responsabilità di ciò che non funziona in sanità è da addebitare all'attività di vent'anni, auspicando pertanto un impegno unitario. Ancora oggi pensiamo che la salute sia uno di quegli argomenti sui quali in Sardegna ci debba e ci possa essere un impegno unitario.
Da alcuni interventi pronunciati da colleghi dei D.S. in sede di dichiarazioni di voto ci siamo accorti che probabilmente anche all'interno dei D.S. è cambiato il clima culturale rispetto a certe problematiche. Forse certi trasversalismi, grazie anche all'assessore Dirindin, sono venuti meno e c'è più libertà di espressione da parte dei colleghi. Ci aspettiamo pertanto che questo si possa tradurre davvero in note positive. Abbiamo apprezzato la disponibilità manifestata dell'assessore Dirindin dalla Giunta regionale nella sua collegialità a venire a discutere in Aula, illustrando le linee guida del cambiamento che in sanità si vuol realizzare. Aspettiamo di giudicare sui fatti concreti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri OPPI, CAPPAI, AMADU, RANDAZZO, ARTIZZU, MURGIONI, MORO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 5.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CUCCU Franco - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - URAS.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - CHERCHI Oscar.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 60
Astenuti 3
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 52.
Versione per la stampa