Seduta n.224 del 03/08/2006
CCXXIV SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 3 agosto 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 04.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 28 luglio 2006 (218), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cocco, Lanzi e Maninchedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 3 agosto 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo sulla destinazione e utilizzo dei fondi derivanti dalla tassa regionale sulla caccia". (542)
(Risposta scritta in data 2 agosto 2006)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni a tempo indeterminato al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (560)
(Risposta scritta in data 2 agosto 2006)
PRESIDENTE. Mi sembra che la prudenza suggerisca una breve pausa di riflessione, i lavori sono aggiornati alle ore 16 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 04, viene ripresa alle ore 16 e 16.)
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 192-193-233-235/A: "Legge di riforma degli enti agricoli e di riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna" - del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura 'LAORE'" (192/A), del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna (AGRIS)" (193/A), della proposta di leggeCuccu Giuseppe - Uggias - Cachia - Biancu - Cocco - Cucca - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Legge quadro in materia di riordino degli enti agricoli. Istituzione dell'Ente regionale per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA)" (233/A) e della proposta di legge Sanna Alberto - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Serra - Marrocu - Balia - Porcu - Licheri - Marracini: "Legge quadro per il riordino delle competenze regionali in agricoltura e l'istituzione dell'Agenzia per lo sviluppo dell'agricoltura della Sardegna (ASAS)" (235/A)
PRESIDENTE. Bene, riprendiamo i nostri lavori, siamo nella fase di discussione dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Inizio la seduta pomeridiana con uno spirito ben diverso da quello con cui avrei potuto iniziarlo se avessi parlato questa stamattina, perché questa mattina mi venivano, mi passavano per la mente, mentre sentivo gli appelli accorati dell'opposizione perchè qualche cosa si cambiasse, adesso invece con un'aula così gremita, attenta, come quella che mi ritrovo stasera, i pensieri sono completamente diversi. Mi ricordo che, all'inizio della seduta, nella discussione di questa legge, c'è stato un ritornello in tutti gli interventi con frasi roboanti che ponevano la legge sul riordino degli enti agricoli come fosse l'unica cosa giusta che noi potevamo fare per cercare di salvare l'agricoltura e la pastorizia nella nostra Regione. Perché questo è l'argomento in oggetto, perché questo sarebbe stato veramente la soluzione, la panacea per mettere i sardi nella condizione di poter vivere una vita più dignitosa. Invece mi rendo conto che la legge riguarda solo ed esclusivamente, non l'agricoltura in sé e per sé, non la produttività, non la condizione di vita dei nostri allevatori e dei nostri agricoltori e, al di là di tutte le frasi che sono servite per illustrare quella che era la qualità e lo spessore dell'Assessore dell'agricoltura nei confronti del suo predecessore, nella risposta che lui ha dato ieri sera, sinceramente mi ha deluso, mi scusi, Assessore, ma non ha risposto a nessuna delle domande, non ha spiegato neanche l'oggetto del dibattito di ieri.
Il problema è che questa è una legge, come tutte quelle che arrivano, blindata, e che addirittura il padrone del vapore vi dice: "Andate in aula, non è necessario che venga io a controllare, infatti la blindatura è così forte, così spessa, che non è necessaria neanche la presenza del presidente Soru, che lui non viene neanche in aula, e fra gli argomenti che sono venuti fuori, era quella della potestà legislativa che il collega Farigu aveva illustrato cercando di mettere in evidenza lo stridere delle posizioni di alcuni esponenti della maggioranza quando mettono in risalto quelli che sono gli atteggiamenti del Governo nei confronti della Sardegna. Quando, tornando allo specifico e parlando della Consulta, abbiamo detto che anche la stessa composizione desta molta perplessità nonostante vi siano stati degli emendamenti che hanno cercato di riportare nell'alveo della normalità un organismo consultivo come quello della Regione ed in effetti abbiamo detto che questa Consulta, lo stesso nome lo dice, dovrebbe essere il compito per cercare di assegnare ruoli ben definiti, e non solo, ma anche quello dell'elaborazione ed indirizzo dei programmi di questo nuovo ente, però se leggo l'articolo e dice praticamente che vi deve essere la Consulta verifica, è una frase, dice: "La Consulta agricola svolge funzioni consultive e di supporto alla Giunta regionale nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi". Mi soffermo brevemente, proprio anche sull'aspetto della verifica, per evidenziare come ho detto anche nell'intervento generale che, per una strana interpretazione, e se sbaglio correggetemi, anche i tre direttori dei tre enti faranno parte di questa Consulta, mi spiego, mi spiego che vorrei, quale verifica devono fare, devono suggerire all'Assessore, devono dire all'Assessore che cosa hanno fatto loro nel loro ente di riferimento? Perché mai si è visto, è così chiara questa posizione di conflitto di interessi da parte di questi direttori che dovranno giustificare il loro operato all'interno della Consulta, è vero, abbiamo fatto un emendamento e ne annuncio l'astensione perché in parte è stato anche preso in considerazione, l'emendamento numero 86, dove appunto noi ci asterremo su questo emendamento; ma, tornando al discorso della verifica che dovranno portare alla Consulta i tre direttori generali, se dovessero fare perlomeno i tre elencati, perlomeno questo è quanto si dice da parte dell'Assessore, dovrebbero essere i tre direttori generali e comunque, abbiamo detto che, in ogni pubblica amministrazione che si rispetti gli organi di verifica, i risultati dovranno essere pur esterni, è vero che abbiamo messo i rappresentati dell'Università, sia della facoltà di agraria di Sassari che quella di veterinaria, però dico io la verifica va fatta molto seriamente e in quest'organismo, in quest'articolo, la Consulta non è che sia un organo che potrà verificare, perché è stato corretto con questo emendamento, appunto di cui dicevo, sono state recepite le nostre cose, e l'ha composta dall'Assessore, da un componente soltanto e non da due, dalla facoltà di agraria, di medicina veterinaria e i cinque rappresentanti delle filiere agricole e organizzate di cui tre indicati dalle organizzazioni professionali agricole, come la legge regionale, e in base ai rispettivi rappresentanti di due indicati dalle centrali cooperative maggiormente rappresentativi. I direttori generali di cui parlavo prima sono coloro che dovrebbero dare la parte preponderante delle indicazioni sulla Consulta, comunque, noi diciamo no per quanto riguarda il problema dell'articolo perché personalmente non mi piace come è stato istituito e forse l'agricoltura per cambiare quelli che sono i problemi dell'agricoltura, forse avremo bisogno di ben più altra cosa, non di una Consulta così strutturata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Non è presente in aula. Decade.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Oscar - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Licheri - Marracini - Marrocu - Moro - Orrù - Pinna - Porcu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Vargiu.)
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PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 36 consiglieri. Non è presente il numero legale, quindi i lavori sono sospesi per mezz'ora, riprendono alle ore 16 e 55.(Vedi P.V.)
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 25, viene ripresa alle ore 16 e 55.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto. Riprendiamo i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. L'onorevole Diana non è in Aula, è decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà. L'onorevole Sanciu non è in Aula, è decaduto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Artizzu e Vargiu.)
PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale. Prego i colleghi di predisporsi per il voto.
CUGINI (D.S.). Aspettiamo almeno tutti!
PRESIDENTE. Certo, i colleghi sanno che i lavori dovevano riprendere alle ore 16, sono le 17 e mi sembra che non ci sia nessuna giustificazione alle assenze numerose che ci sono, in Aula, sino a questo momento. Per cui prego i colleghi di non irritarsi se chi fa il proprio mestiere utilizza il Regolamento, così per come il Regolamento è stato previsto e adottato. Onorevole Cugini, la prego, mi aiuti lei che è uno che aiuta sempre. Ma mi aiuti a fare le cose bene, non a fare pasticci! Rispettiamo tutti, onorevole Cugini, però se ci prepariamo a votare, probabilmente, riusciamo ad ottenere il risultato che serve.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cherchi Silvio - Cucca - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Meloni - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Bene, dalle verifiche fatte sono presenti 40 consiglieri, non c'è il numero legale. La seduta è aggiornata alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 58, viene ripresa alle ore 17 e 32.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, siccome è passato del tempo, Presidente, non mi ricordo su che cosa stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, siamo all'articolo 4.
SECCI (La Margherita-D.L.). Aveva chiesto la verifica del numero legale l'onorevole Vargiu, non aveva chiesto di parlare!
PRESIDENTE. Sì, onorevole Secci, ho visto che c'è un'iscrizione dell'onorevole Vargiu a parlare, poi, la richiesta di verifica del numero legale può essere mantenuta oppure può anche non essere mantenuta e procediamo nella discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La manteniamo!
PRESIDENTE. Viene mantenuta quindi la richiesta del numero legale e procediamo alla votazione per la verifica del numero legale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Licandro - Licheri - Lombardo - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 59 consiglieri. Siamo in numero legale. Possiamo procedere alla discussione, eravamo rimasti all'articolo 4, eravamo nella fase della discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Il primo iscritto a parlare della serata era l'onorevole Moro.
(Interruzioni)
Chiedo scusa.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Allora, l'emendamento numero 86 è accolto. E l'emendamento numero 8, anche questo è accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo in votazione dell'emendamento sostitutivo parziale numero 86.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente. Intanto, non capisco perché io sarei stato dichiarato decaduto. Voglio dire, già basta e avanza ciò che hanno fatto all'onorevole Biancareddu, adesso ci manca solo che, con i poteri che le sono stati conferiti da quest'Aula…
PRESIDENTE. Una decadenza più soft.
DIANA (A.N.). Presidente, io annuncio il mio voto contrario all'emendamento numero 86, anche perché non c'è ragione che si accetti questo emendamento, è un emendamento che non soddisfa nessuna delle esigenze o, meglio, delle sollecitazioni che erano state proposte dalla maggioranza, anzi soddisfa ancor di più, qui sì soddisfa, le esigenze della maggioranza perché nel momento in cui c'è un componente in meno dell'università di agraria, nel momento in cui c'è un componente in meno della facoltà di veterinaria guarda caso ci sono due componenti in più tra i rappresentanti delle filiere agricole organizzate tra cui tre indicati dalle organizzazioni professionali agricole, come alla legge numero 1 del 1986, in base alla rispettiva rappresentatività.
Premesso che le organizzazioni agricole in Sardegna non sono solo tre, per cui non capisco per quale motivo debbano essere solo tre, saranno tutte le organizzazioni agricole presenti in Sardegna, è chiaro che voi avete tutto l'interesse a tenere le tre organizzazioni che, guarda caso, tutti sanno chi sono, e nessuno lo vuole nascondere, però guarda caso in Sardegna ci sono anche altre organizzazioni agricole che non rientrano forse nelle vostre grazie, però questo non vuol dire niente, e due indicati dalle centrali cooperative maggiormente rappresentative, e il gioco è fatto!
Avete chiuso il cerchio e la Consulta è appiattita, è un'aggregazione che si aggiunge già alla vostra forte aggregazione, sostiene l'Assessore e la Giunta, sostiene il Presidente, non li abbiamo sentiti in tutti questi giorni, non se n'è sentito uno, si sono sentiti solo per il consorzio di bonifica, solo per le tariffe, per quello sì, si sono sentiti! Ma non si sono sentiti, quindi immagino che siano d'accordo sul testo di questo articolo.
Io non sono d'accordo né su questo testo e credo che comincerò ad essere contrario anche a queste organizzazioni che mi pare si stia interessando un po' troppo di quella che è la politica regionale e poco sugli interessi delle persone.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, non ho partecipato alla discussione generale di questo articolo perché sono convinto che i tre minuti che mi sono sufficienti per dichiarare il voto di astensione sull'emendamento numero 86 sono anche più che sufficienti per fare la brevissima riflessione che vi vorrei fare ecioè che, colleghi del centrosinistra, è davvero inquietante, per non usare una terminologia più pesante, che possa arrivare in aula una lettera d) del comma 2 di questo articolo che dice: "tre rappresentanti delle filiere agricole indicati dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale", stiamo parlando di agenzie che non hanno nessun controllo politico se non quello della Giunta e dell'Assessore, e stiamo dicendo, stavate dicendo, fino a poco fa, nel testo originario dell'articolo 4 che anche la Consulta agricola, cioè una struttura che svolge funzioni consultive di supporto della Giunta, viene scelta nella unica parte variabile rappresentativa delle associazioni di categoria, viene scelta dall'Assessore.
Ma, scusate, cosa osta all'Assessore di riunire alcuni amici del mondo dell'agricoltura quando dove e come vuole per avere i suggerimenti che desidera sul mondo dell'agricoltura e sulla gestione delle tre agenzie che stiamo andando a fare? Non costa nulla nel senso che non c'è nessun motivo di scrivere un articolo 4 e di dire pomposamente che: "si vuol fare una Consulta agricola che si esprima sulla elaborazione e verifica dei programmi di indirizzo" quando poi si scrive nello stesso articolo che questa Consulta è fatta dall'Assessore regionale dell'agricoltura, da alcune espressioni dell'università e da tre amici dell'Assessore che partecipano al mondo dell'agricoltura. Insomma è veramente un atto irriguardoso nei confronti dell'aula, che le si chieda originariamente di votare il testo di un articolo di legge in cui un gruppo di studio, interno all'Assessorato, stimabilissimo e rispettabilissimo ma fatto di amici dell'Assessore debba essere addirittura sancito dalla legge e debba poi avere anche quantificato il tipo di rimborso spese che questi amici hanno. Io direi una pizza gli possiamo dare come rimborso spese o gli possiamo dare la fortuna di stare insieme all'Assessore, di chiacchierare, di dividere una domenica, un sabato o un'altra giornata della settimana con l'Assessore. Ma la stesura originaria di questo articolo è veramente la dimostrazione di quanta poca attenzione voi abbiate per i problemi dell'agricoltura sarda.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Le nostre critiche sull'articolo le abbiamo già fatte, prendiamo atto che questo emendamento, sia pur non risolvendo il problema totalmente, in qualche modo però almeno corregge una parte fondamentale e cioè che la designazione dei rappresentanti delle organizzazioni venga fatta dalle stesse organizzazioni e non dalla Giunta regionale. Questo obiettivamente corregge una distorsione mastodontica, non corregge totalmente, non sana totalmente l'impianto né della legge né l'orizzonte limitato di questa Consulta ma poiché c'è comunque un significativo scostamento, noi dichiariamo il nostro voto di astensione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Sull'utilità di questo strumento io anche in relazione ho espresso la mia opinione in tal senso positiva perché senz'altro se fosse un organismo obiettivo e rappresentativo di quelli che sono i soggetti operanti nel settore agricolo e agropastorale senz'altro è uno strumento utile e necessario per il lavoro che sia l'Assessore che le tre agenzie dovranno d'ora in avanti svolgere.
Data proprio la composizione e la leggerezza delle agenzie, data la loro consistenza dal punto di vista operativo abbastanza leggera e snella, quasi volatile, io la dichiarerei; perònel nostro emendamento sinceramente abbiamo voluto, obiettivamente, perché tanto quando si indicano, diciamo così, quando si indica la composizione di uno strumento del genere si è tentato di indicare quelli che sono tutti i soggetti che non in base al nostro parere solamente ma secondo il parere di tutti operano nel settore agricolo e agropastorale, dalle organizzazioni professionali ai rappresentanti di categoria e chiaramente al mondo dell'università. Ma, per il fatto stesso che anche la maggioranza abbia ritenuto opportuno formulare un emendamento in tal senso, vuol dire che la composizione formulata in legge probabilmente non era del tutto soddisfacente. Allora si poteva benissimo, sinceramente, a mio parere, concordare un emendamento di sintesi e tentare di integrare l'emendamento di sintesi perché dato che non c'è. né interesse da una parte né interesse dall'altra se nella Consulta sono rappresentati uno o due rappresentanti di altre categorie, sempre inerenti al settore ordine o quant'altro, credo che non succeda niente, perché è uno strumento importantissimo vista la composizione delle agenzie, la Consulta - a mio parere - è proprio lo strumento determinante, sarà quello strumento, saranno quei soggetti che, assieme all'Assessore, tracceranno quelle che saranno le linee di un progetto strategico. Per cui io credo che le professionalità che debbono e possono essere inserite in questa Consulta, credo che non bisogna risparmiare niente, in quanto di risparmio non c'è niente, ma bensì tentare di incrementarla il più possibile, sempre con rappresentanti professionali e rappresentanti del settore e del mondo agropastorale, oltre che dell'università.
Ecco perché il nostro emendamento è stato presentato così compiutamente. Sarebbe stato bene un emendamento di sintesi, comunque sull'indirizzo del Capogruppo dichiaro il mio voto di astensione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, per dichiarare il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. a questo emendamento, anche perché non riusciamo a capire come, nel giro di poche ore, i rappresentanti indicati dalla facoltà di agraria dell'Università di Sassari vengano dimezzati, fino a ieri erano due componenti, e potevo capirlo perché due della facoltà di agraria, perché stiamo parlando di una riforma degli enti agricoli, enti esperti in agricoltura, poco di quelli esperti in zootecnia; e quindi capivo due componenti, potevo anche essere d'accordo. Improvvisamente uno della facoltà di agraria e uno della facoltà di veterinaria, quindi mi resta un dubbio: perché nel giro di poche ore questa modifica? Poi vado avanti, al successivo comma, però mi rendo conto che il centrosinistra ha fatto en plein, cioè cinque rappresentanti delle filiere agricole organizzate, di cui tre indicati dalle organizzazioni professionali agricole (che sono CIA, Unione agricoltori e coltivatori diretti) in base alle rispettive rappresentatività, e due indicati dalle centrali cooperative maggiormente rappresentative, ecco qui, dice li togliamo da una parte e li mettiamo dall'altra. Noi avevamo indicato tre direttori generali degli enti, che potevano essere i tre direttori generali delle agenzie, i direttori generali delle agenzie, che vivono quotidianamente il problema dell'agricoltura, improvvisamente non ci sono e voi li sostituite con i rappresentanti delle associazioni di categoria; cioè volete far capire a noi che volevate modificare, per avere il voto favorevole, la composizione di questa consulta, che comunque, Assessore, lei ce l'ha già indipendentemente dal fatto che sia istituita in legge. Lei quando ha avuto bisogno di conoscere quali erano i reali problemi dell'agricoltura, li ha chiamati i suoi amici, senza gettone, per chiedere pareri e per chiedere consulenze, non riusciamo a capire perché venga istituita la consulta. Come pure le organizzazioni sindacali le ha sempre chiamate, quando si è trattato di ragionare sui problemi dell'agricoltura e della zootecnia, sul problema del prezzo del latte eccetera, improvvisamente vengono istituzionalizzate perché devono avere quel surplus per partecipare, non so a che cosa, a una consulta che comunque viene nominata dal Presidente della Giunta, risponde al Presidente della Giunta, e non all'Assessore, mi consenta anche di dire questo, perché…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che, nonostante ci sia stato un passo avanti dalla proposta iniziale della Giunta, cioè questo emendamento praticamente migliora un po' la situazione, però quello che non condividiamo di questo emendamento è la logica lottizzatrice dell'emendamento stesso, perché si vede che è fatto per chiudere il cerchio e non perché si vuole migliorare realmente la composizione della consulta. Fermo restando che noi abbiamo grandi perplessità su tutta questa organizzazione dell'agricoltura, degli enti agricoli che adesso diventano aziende, però il problema è che praticamente in questo modo, per la prima volta, mi pare, perché fino adesso non l'avevamo mai visto, hanno fatto la comparsa le centrali delle cooperative maggiormente rappresentate. Allora, si vede che qui c'è stata una mediazione, una divisione di poltrone, questa è la realtà, perché adesso anche le cooperative devono far parte integrante, prima erano le maggiori rappresentanze delle filiere agricole, delle organizzazioni sindacali, adesso ci sono anche le cooperative. Pertanto, a noi pare che questo inserimento sia un inserimento più finalizzato a chiudere il cerchio all'interno della maggioranza piuttosto che a risolvere i problemi dell'agricoltura, nel caso specifico, a migliorare la composizione della consulta. Pertanto, per queste motivazioni, il nostro voto è negativo a questo emendamento, proprio perché non riteniamo che, benché si sia fatto un leggero passo avanti, questo sia il modo migliore per risolvere i problemi dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Voterò, come annunciato dal collega Cappai, contro l'emendamento proposto, vorrei giustificarne a conclusione, non avendone avuto il tempo il collega, dando ulteriori spiegazioni. Vorrei mettere a disposizione dell'Aula il fatto della mia breve esperienza assessoriale, in fase di stesura dei protocolli d'intesa si era scelto, ovviamente, di consultare tutti gli attori in gioco nel protocollo d'intesa e si è formata una sorta di consulta gratuita, senza gettoni, senza rimborsi, a cui tutti hanno risposto immediatamente. Credo che la stessa linea si possa seguire sulla consulta agricola, ancor di più perché all'articolo successivo, all'articolo 5, si ripete la consulta, si ripete, colleghi propositori dell'emendamento, la consultazione delle parti sociali, richiamando nuovamente: "…la consultazione delle organizzazioni professionali agricole, delle organizzazioni delle cooperative agricole e delle associazioni dei consumatori", abbiamo due articoli che dicono le stesse cose. Ovviamente, probabilmente su questo tema qualcuno è distratto, o non coglie il significato di questa indicazione, perché questa formulazione dell'articolo 4 della consulta agricola ha del ridicolo, del ridicolo per le motivazioni esposte nel comma 1 che praticamente funziona come supporto alla Giunta regionale per i programmi di indirizzo, così come l'articolo 5 la consultazione delle parti sociali e, nella fase di predisposizione, delle linee programmatiche e della politica agricola regionale.
CAPPAI (U.D.C.). Che differenza c'è?
CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei capire chi è che scrive queste cose, avrei piacere di avere una conoscenza personale e diretta di chi scrive queste cose, di chi pensa di riempire il testo di una legge ripetendo, di volta in volta, le cose scritte negli articoli precedenti con una variante: nel primo articolo, 4, sono gettonati, e probabilmente anche con rimborsi spese, nel secondo invece è la concertazione prevista per legge.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, Assessori e colleghi, io intervengo spinto dall'auscoltazione…
CAPPAI (U.D.C.). Non rivolgerti al Presidente della Regione!
LIORI (A.N.). Come? Presidente del Consiglio! No, del Presidente della Giunta ne noto soltanto la normale assenza, quindi non è neanche da sottolineare. Io intervengo spinto proprio da lei, onorevole Cappai, perché nel suo lucido intervento ha parlato di una riforma degli enti, siccome qui si gioca sull'equivoco, dall'inizio, questa non è nessuna riforma, è stato già detto da altri, è stata anche sottolineata da altri l'assenza del mondo dell'agricoltura, del mondo agricolo e del mondo della zootecnia, e non è un caso. Perché qui di agricoltura non se ne parla, si parla di un riordino degli enti, la parola riforma è usurpata, non serve assolutamente a niente, non ci sta a far niente con questa legge, quindi non posso che essere assolutamente in linea con quanto hanno detto i colleghi. Perché? Perché qui non si parla del fido in agricoltura, è pieno di aziende all'asta e noi non ci poniamo il problema del perché, di come regolamentarlo, eppure la Sardegna, sul credito, ha autonomia legislativa, non è che ha una piccola autonomia, ha un'autonomia importante che nella nostra storia non è stata mai utilizzata. Potremmo tranquillamente regolamentare e impedire, per esempio, degli scempi in cui un'azienda che, per difficoltà economiche, talvolta legate a leggi improvvide della Regione, venga messa all'asta coinvolgendo, nell'asta e nel sequestro dei beni, anche i familiari perché tutti sappiamo che anche i bambini lavorano da piccoli in questa azienda, investono il loro lavoro e il loro futuro, eppure questa riforma assolutamente ignora questi problemi.
Ignoriamo la gestione delle acque che credo che qualcosa di importante si debba dire sulle acque in agricoltura, ignoriamo il riordino fondiario. Ignoriamo i temi più importanti dell'agricoltura, però ci preoccupiamo di dividere posti di sottopotere, di tenere buone relazioni coi sindacati, che tutto fanno fuorché interessarsi dei problemi veri degli agricoltori, tant'è che neanche li fanno entrare nelle loro aziende (salvo i pochi fortunati e i pochi beneficiari delle loro prebende), ci interessiamo, giustamente, dei dipendenti degli enti perché non vogliamo mandarli a casa, non vogliamo disinteressarci dell'avvenire loro e delle loro famiglie, soprattutto vogliamo che questa Regione funzioni. Naturalmente, onorevole Cappai, credo che dovremo rimettere mano, quando arriveremo noi, spero presto, a governare la Regione, con la stessa determinazione con la quale questa maggioranza, che non è una maggioranza elettorale ma una maggioranza frutto di una legge che dà un premio di maggioranza per garantire la governabilità ma non gli insulti all'opposizione.... mi riservo di intervenire più avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Una Consulta agricola, così come è stata concepita, appare ben troppo allargata al mondo universitario...
CUGINI (D.S.). Ma su che cosa stai intervenendo?
SANCIU (F.I.). L'emendamento numero 86.
CUGINI (D.S.). Quale?
SANCIU (F.I.). Emendamento numero 86.
CUGINI (D.S.). Di quale articolo è?
SANCIU (F.I.). Dell'articolo 4.
CUGINI (D.S.). Ha sbagliato, si accomodi!
MURGIONI (Fortza Paris). Non farti imbrogliare, Fedele.
SANCIU (F.I.). Dell'articolo... però mi ha voluto... . Tempo voglio, eh!
Volevo dire che, senza nulla togliere all'importanza della conoscenza teorica, è ben poco contestualizzata al mondo agricolo al quale, invece, dovrebbe essere più attenta. Da una parte pare, inoltre, riduttivo non aver precisato, per i professori universitari che saranno nominati nella Consulta, una competenza specifica, come ad esempio: zootecnico, economista agrario o esperto in produzioni vegetali; dall'altro canto poteva invece trovare collocazione il termine che prevedesse per le persone designate la qualifica di "esperto" che, allargando appunto il campo di azione, dà invece la possibilità di nominare soggetti che abbiano indiscusse competenze specifiche. Vi cito alcuni casi, tipo il settore vitivinicolo dove ci fu una rivoluzione, e chi ha rivoluzionato, e poi rilanciato, il settore vitivinicolo fu un enologo, Tachis che, pur non essendo docente universitario, è oggi un esperto di chiara fama che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo del comparto vitivinicolo. Indirettamente, anche in questo modo vengono avvilite, in qualche modo, quelle professionalità.
Comunque annuncio il voto di astensione da parte del Gruppo di Forza Italia in quanto è un segnale, già questo emendamento, migliorativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanciu. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Artizzu. L'onorevole La Spisa era per lo stesso motivo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 86.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Secci ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Ladu - Milia - Murgioni - Randazzo.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Atzeri - Contu - Dedoni - La Spisa - Licandro - Liori - Moro - Pisano - Rassu - Sanciu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 50
astenuti 13
maggioranza 26
favorevoli 40
contrari 10
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Per annunciare il voto contrario all'articolo 4, per le motivazioni, intanto, dell'emendamento testé approvato, ma soprattutto per ricordare ai colleghi, qualora ce ne fosse bisogno, qual è il ruolo di questa Consulta. Perché non stiamo parlando del ruolo di una Consulta che deve supportare l'Assessore e la Giunta nelle scelte strategiche dell'agricoltura in Sardegna, no, "La Consulta agricola svolge funzioni consultive e di supporto alla Giunta regionale nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di indirizzo delle agenzie istituite con la presente legge", figuratevi, questa Consulta serve solo per supportare la Giunta nel dare gli indirizzi alle agenzie che stiamo istituendo, beh, io credo veramente che questo è un paradosso. All'articolo 27, l'abbiamo detto tante volte, le agenzie hanno autonomia organizzativa, impositiva, hanno tutte le autonomie di questo mondo, in più godono degli indirizzi della Giunta, beh la Giunta non è in grado di dare gli indirizzi sufficienti alle agenzie e si avvale di una Consulta. Ma io capisco una Consulta che possa funzionare nel riscrivere i programmi regionali, il programma regionale di sviluppo sull'agricoltura, ma sugli indirizzi da dare alle agenzie mettiamo a disposizione della Giunta una Consulta! Capisco che questo è un ragionamento che certamente non tocca minimamente i colleghi della maggioranza, però questo è quello che dice questo articolo 4, la modifica l'avete testé approvata con l'emendamento che è stato approvato, bontà vostra, l'emendamento numero 8, si ottiene che anziché 150 euro per seduta siano 150 euro comprensive del rimborso spese. Ma è possibile che noi stiamo svilendo in questo modo il ruolo delle Consulte? Vabbè che voi con le Consulte siete anche abituati a svilirne il ruolo, anche quando vengono impugnate poi il Presidente ci pensa comunque a nominare la Consulta, ma questa è una Consulta assolutamente insignificante, non ha nessun ruolo, è riduttiva per i soggetti che la compongono, non può assolutamente l'Assessore, per dare gli indirizzi alle agenzie che sono già un braccio operativo della Giunta, chiedere il conforto e il consulto delle organizzazioni agricole e delle organizzazioni cooperativistiche, oltre che dell'Università. Ma questi universitari, ridotti a due...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il voto contrario all'articolo da parte del nostro Gruppo - che credo coincida con il voto contrario di tutta l'opposizione - che è giustificato e può essere argomentato per il fatto che certamente una correzione c'è stata attraverso l'emendamento numero 86 e noi non possiamo non registrarla, pur sottolineando, così come hanno fatto altri colleghi che invece hanno votato contro ma con i quali sostanzialmente condividiamo totalmente, e lo dimostra il voto contrario sull'articolo, il giudizio negativo sull'impianto della legge e anche sulla conformazione e sulla stessa funzione di questa Consulta che sia pur migliorata perché quanto meno è stata data la possibilità alle organizzazioni dei produttori agricoli di esprimere autonomamente i loro rappresentanti e non considerando, o almeno non riconoscendo esplicitamente, posizioni di parte di queste organizzazioni che restano organizzazioni di produttori, con gli orientamenti politici dei propri aderenti che possono essere i più diversificati e speriamo rimangano autonomi rispetto al potere politico di turno. Rimane il fatto che possono essere certamente designati da loro, ma l'impianto di questa Consulta rimane certamente l'impianto di un organismo che certamente non sopperisce alla carenza fondamentale della legge che, affidando totalmente alle agenzie il compito di svolgere i ruoli, finora svolti dagli enti regionali in agricoltura, però di fatto continuano a vedere accentrata nel potere della Giunta regionale ogni decisione. Non crediamo che questa sia la soluzione migliore, per questo confermiamo il voto contrario, oltre che sul resto della legge, anche su questo articolo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, continuando anche sulla linea dell'intervento precedente, io ritengo che questa Giunta stia navigando a vista, e che tutto faccia fuorché programmare una riforma dell'agricoltura in Sardegna, che di riforme avrebbe veramente bisogno. Intanto noi non abbiamo riformato niente, un bel niente non abbiamo riformato neanche le aziende, Assessore. Perché non abbiamo deciso se le aziende della Sardegna devono avere piccole dimensioni, grandi dimensioni, medie dimensioni, non sappiamo se e quanto del patrimonio terriero della Sardegna, azienda per azienda, in percentuale, quanto, diversamente da come ha fatto la Francia non ieri, non dieci anni fa, non cinquant'anni fa ma ai tempi di Napoleone Bonaparte, quindi alla fine del 1700, oltre 200 anni fa, quanto del territorio della Sardegna, azienda per azienda, in percentuale, debba essere destinato alla tutela e alla preservazione del bosco, nella sua espressione naturale, per salvaguardare anche quel po' di paesaggio che forse siamo ancora in tempo a salvaguardare e a valorizzare. E tutte quelle belle cose delle quali si parla tante volte senza mai sostanziare.
Quindi non abbiamo fatto niente, che ci giustifichi nell'utilizzo di termini come quello della riforma, bene, però ci concentriamo sul clientelismo, ci concentriamo sul dirigismo; l'onorevole Farigu ha detto "si tratta di un nuovo centralismo democratico", a me non spaventerebbe neanche il centralismo democratico, sovietico, se questa Giunta dimostrasse, con le sue leggi, di avere un chiaro obiettivo da raggiungere, di dare almeno un faro per segnalare la via ai poveri agricoltori che dall'agricoltura in Sardegna traggono sostentamento, e forse danno anche ragione alla nostra cultura di sardi, se sapessimo indicare loro una via, un qualcosa nel quale credere, nel quale sperare. In realtà, oggi nel mondo dell'agricoltura regna il disorientamento, potrei usare aggettivi e avverbi forse più eclatanti, però, quanto meno il disorientamento, la speranza non è più di casa e questa legge, lasciatemelo dire, col clientelismo che continua ad incrementare, non fa ben sperare gli agricoltori sardi che, da questa legge, infatti, non si attendono niente tant'è che non sono presenti, non partecipano e aspettano tempi migliori. Grazie
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. sull'articolo 4. Abbiamo avuto modo di dire nel precedente intervento, sia io che il collega Capelli, che la Consulta agricola, non è altro che un copione della consultazione delle parti sociali di cui all'articolo 5. Però vorrei invitare i colleghi a soffermarsi un attimo su quanto stabilisce il comma 1 dell'articolo 4, che recita: "La Consulta agricola svolge funzioni consultive e di supporto alla Giunta regionale nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di indirizzo delle agenzie istituite dalla presente legge"; in un altro articolo, esattamente mi pare nell'articolo 3, la programmazione la fa la Giunta regionale, a predisporre questa programmazione con l'articolo 4 viene chiamata la Consulta, a decidere se quella programmazione, o meglio a definire se quella programmazione è quella giusta, viene invece chiamata la Consulta; stranamente, a me pare che sia lo stesso organo che viene istituito o di cui l'Assessore regionale all'agricoltura, o meglio la Giunta regionale, o meglio il suo Presidente, si serve per la elaborazione dei programmi. Andiamo a vedere come è composta? In base all'emendamento numero 86, la Consulta è composta da cinque rappresentanti delle filiere agricole organizzate, poi all'articolo 5 siccome, non bastano questi, l'Assessore attiva la consultazione delle parti sociali, chi fa parte di queste consultazioni? Le organizzazioni professionali agricole, le organizzazioni delle cooperative agricole e dalle associazioni dei consumatori. Mi viene veramente da pensare che qui non bastavano i posti da lottizzare e quindi siccome le organizzazioni agricole erano superiori al numero di quelle maggiormente rappresentative allora, per metterle tutte dentro, si attivano due consultazioni che servono sempre alla Giunta per poter accontentare tutti, ma non perché la Giunta abbia bisogno di queste consultazioni. Ha detto bene il collega Capelli e ho sollecitato anche io, Assessore, sicuramente lei delle organizzazioni professionali agricole si serviva già…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. L'onorevole Gallus non è presente, decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Ma io motivo diversamente il mio voto contrario all'articolo. In primis perché mi sono astenuto sulla composizione della Consulta e io, non me ne vogliano i colleghi, ritengo sia probabilmente lo strumento più idoneo e consono che è previsto in questa legge; quindi sulla prima parte dell'articolo mi sono astenuto per quanto riguarda la composizione, che poteva essere senz'altro più compiuta e più rappresentativa comunque.
Il secondo motivo per cui dico "no" all'articolo è che, così come ho detto in Commissione, i componenti, stante che la Consulta è uno strumento dell'Assessorato dell'agricoltura, uno strumento che lavora con l'Assessore dell'agricoltura, dovrebbe essere l'Assessore a nominare sulle terne presentate dalle organizzazioni professionali e dalle Università, e quant'altro, e non il Presidente; quindi qui si vede nuovamente, nuovamente, il concetto centralistico e accentratore, non democratico ma assolutistico del Presidente che addirittura non permette neanche al suo Assessore, che è competente per materia, di nominare, sulle terne presentate dai soggetti presenti nella Consulta, i nomi, giustamente, che ritiene opportuno nominare.
Terzo: l'ho detto in Commissione, e non mi ritiro, io ritengo che il gettone di presenza di 150 euro sia una cosa irrisoria;, l'ho motivato in Commissione, e lo ripeto ancora, non è possibile che si diano 150 euro, onnicomprensivi, ad un docente universitario che venga da Sassari, ad un rappresentante coldiretti che venga da Sassari, e che debba stare qui, perché se la Consulta veramente ha il peso che deve avere e che è assolutamente sottolineato nell'articolo di legge, è chiaro che questi sono elementi e componenti che si tratterranno presso l'Assessorato, non so dove, più di un giorno, più di due giorni più di tre giorni ogni qualvolta l'Assessore li consulterà.
Detto questo, quindi io vorrei sapere come fa un docente, uno qualsiasi incaricato, a partire da Sassari pagarsi il viaggio, pagarsi l'albergo, perché non rientrano nei costi, quindi non è questo il tipo di risparmio, questo è ridicolo solo dirlo; è necessario, secondo me, retribuire adeguatamente i componenti della Consulta. Non per farli guadagnare ma per rimborsare le spese che effettivamente sostengono, perché questa è la maniera per non far venire nessuno e per non far funzionare la Consulta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anche noi esprimiamo il voto contrario sull'articolo 4 e devo dirvi che lo esprimiamo con serenità nella valutazione che, probabilmente, a questo organismo, che l'articolo 4 prevede, non credete neppure voi. Perché, se voi credeste nel fatto che sia necessaria davvero una consultazione del mondo dell'agricoltura sulla fase di elaborazione e di verifica dei programmi delle agenzie, probabilmente avreste articolato una cosa diversa, probabilmente non sarebbe stato necessario che fossimo noi a dirvi che le organizzazioni del mondo dell'agricoltura devono essere dentro e non fuori da questa organizzazione, probabilmente non sarebbe stato necessario che vi dicessimo noi che non ha un grande senso che siano scelti dall'Assessore regionale dell'agricoltura, a meno che non si tratti di un organismo privato dell'Assessore regionale dell'agricoltura o dell'Assessorato regionale dell'agricoltura. Debbo dire che anche il comma 3 acquisisce, anche alla luce degli emendamenti che abbiamo approvato, un sapore veramente amaro, perché la coincidenza della Consulta con la legislatura fa pensare a un organismo che nasce e muore con lo spoil system, quindi un organismo di chi sa quale importanza, al quale vengono attribuite chissà quali scelte strategiche, mentre è un organismo da niente, di cui ben poco vi fidate e a cui ben poco accreditate come possibilità di darvi davvero dei suggerimenti.
Anche il comma 5 va nella stessa e identica direzione. La Consulta è convocata dall'Assessore regionale dell'agricoltura. Quando è convocata? E chi lo sa! Quante volte all'anno è convocata? E chi lo sa! Cioè, c'è questa cosa che, come tanti altri organismi che il Consiglio regionale nelle sue leggi ha sfoderato negli anni e, lì, ci nominiamo due professori universitari amici, tre rappresentanti delle filiere, gli diamo quattro soldi per il pranzo e per la macchina, se vengono a Cagliari, visto che le Università di riferimento sono quelle di Sassari, poi è lì, la convochiamo una volta, la convochiamo due volte, la convochiamo quando ci pare. In realtà non ci crediamo, è un organismo piccolo piccolo a cui non attribuiamo nessun ruolo, a cui non diamo nessun tipo di affidamento. Voi nell'articolo 4 non ci credete. Noi votiamo contro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Intervengo innanzitutto per dire che questo articolo 4, se la Giunta avesse un moto d'orgoglio lo ritirerebbe, perché nell'animo dei sostenitori della riforma essi puntavano tra l'altro sulla semplificazione degli enti per un problema di risparmio di spese, che deriverebbe, appunto, dalla concentrazione dei soggetti operanti nel mondo agricolo in sole tre agenzie. Invece, con l'istituzione di tutti questi consigli, consulte, eccetera, se dovessimo andare a fare i conti, e forse qualcheduno li ha fatti, i tre comitati di gestione, così come sono stati configurati, costano più di quanto non costassero i consigli di amministrazione. Quindi, questa Consulta mi sembra che sia veramente da abolire, perché se andiamo a vedere successivamente gli articoli di legge, sia l'articolo 8, l'articolo 10, l'articolo 16 e l'articolo 17 e anche quello 18, ci sono tanti copioni di… cito le finalità dell'Agenzia AGRIS. Esiste anche lì la ricerca scientifica, perché la deve promuovere, non penso che si possa riempire un'agenzia senza ricercatori. All'articolo 9, praticamente, quali sono le funzioni? Collabora con le Università, gli istituti e i laboratori del Consiglio nazionale delle ricerche, con il CNR. L'articolo 10. Gli organi dell'Agenzia AGRIS Sardegna: c'è un comitato scientifico. Quindi, mi sembra che sia ad abundantiam che il Presidente della Giunta regionale o l'Assessore, in virtù dell'Assessore, si sia voluto circondare anche di una consulenza a costo molto elevato, 150 euro se non vado errato e quindi, praticamente, io sono convinto che, se ci fosse questo amore per il risparmio, come viene sventolato dal Presidente della Giunta regionale da quando si è insediato in questa posizione, forse avremmo potuto risparmiare qualche soldo ai sardi e soprattutto al mondo agricolo se avessimo eliminato anche questa Consulta. All'articolo 16, addirittura, l'agenzia può, mediante apposite convenzioni, no?, con soggetti, eccetera, per sopperire all'assistenza tecnica. Sono tutte consulenze che arricchiscono quello che è il bagaglio culturale per poter andare a far fronte ai problemi che assillano l'agricoltura. All'articolo 17, gli organi dell'Agenzia LAORE: c'è un comitato tecnico. Ma il comitato tecnico è l'organo di indirizzo e coordinamento dell'attività dell'Agenzia LAORE, cioè stiamo dimostrando….
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Il nostro voto sarà contrario all'articolo 4 per due motivazioni. La prima motivazione è che, praticamente, noi riteniamo che, più che semplificare tutta l'organizzazione degli enti agricoli, noi stiamo complicando le cose e le stiamo intasando più di quanto non lo fossero prima. Questo perché prima c'erano gli enti, con i pochi consigli di amministrazione, oggi ci sono le agenzie ma, assieme alle agenzie, sono nate tutta una serie di altri organismi che hanno anche loro bisogno di spazi, hanno bisogno di una propria organizzazione e quindi noi crediamo che si stia appesantendo troppo questa organizzazione agricola, perché dopo le agenzie abbiamo visto che c'è la Consulta agricola, c'è sono il comitato tecnico scientifico dove anche qui, praticamente, la Giunta regionale può attingere delle informazioni, poi c'è il comitato di coordinamento, il comitato interassessoriale, ci sono tutta una serie di organismi che, a parer nostro, appesantiscono di molto la situazione.
Quindi, noi riteniamo che in questo modo non ci sia alcuna semplificazione, fermo restando che noi, come prima, siamo convinti che bastasse un solo ente agricolo con i vari dipartimenti, se volevamo davvero arrivare ad una sintesi di tutta la situazione. Però, abbiamo preferito rifare un'altra scelta e la scelta è questa. Lo dimostra anche il fatto che gli emendamenti che sono stati presentati all'ultimo momento da una parte della maggioranza hanno l'obiettivo esclusivo di tentare di accontentare il più possibile alcuni amici, anche nella Giunta, di chiudere il cerchio all'interno dalla maggioranza e questo a noi non sta assolutamente bene.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Segue LADU.) L'altro motivo è che, praticamente, questi organismi che noi stiamo eleggendo non hanno nessun potere e quindi è inutile anche che li eleggiamo. Pertanto, noi riteniamo che si potessero trovare soluzioni diverse per fare in modo che la riforma, cosiddetta, che noi stiamo approvando potesse lavorare in modo molto più spedito ed efficace.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Metto in votazione l'articolo 4. Chi l'approva alzi la mano.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Liori - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo - Rassu - Sanciu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 43
Contrari 18
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). No, Presidente, intendevo sull'articolo 5.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati l'emendamento numero 10 soppressivo parziale, l'emendamento numero 12, l'emendamento numero 11 e numero 13 che sono uguali e l'emendamento sostitutivo totale del numero 11 il numero 104.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Consultazione delle parti sociali
1. L'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, nella fase di predisposizione delle linee programmatiche della politica agricola regionale, promuove la consultazione delle organizzazioni professionali agricole, delle organizzazioni delle cooperative agricole e delle associazioni dei consumatori.
2. L'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione è stabilita dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale sulla base del principio di maggiore rappresentatività
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - VARGIU - CASSANO - PISANO - DEDONI - LADU - SANCIU - GALLUS - MURGIONI - CAPPAI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - DIANA - SANJUST.
Articolo 5
Al comma 2 dell'articolo 5 è soppresso il periodo: "dall'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale". (10)
Emendamento soppressivo parziale Sanciu - La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust.
Articolo 5
Nel comma 1 dell'articolo 5, dopo le parole: "cooperative agricole", sono aggiunte le parole: "e per le politiche di riferimento le associazioni dei consumatori". (12)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 11 SANNA Alberto - LA SPISA - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - ARTIZZU - BALIA - VARGIU - LADU - CAPPAI
Articolo 5
L'emendamento numero 11 è sostituito dal seguente:
"Al comma 1, dell'articolo 5, dopo le parole "dei consumatori", sono aggiunte le parole "e per le politichesi riferimento le organizzazioni sindacali regionali di categoria e confederali". (104)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Vargiu - Murgioni - Gallus - Sanciu - Ladu - Dedoni - Cassano - Pisano - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo- Diana - Sanjust.
Articolo 5
Al comma 1 dell'articolo 5, dopo le parole: "dei consumatori", sono aggiunte le parole: "e delle organizzazioni sindacali regionali di categoria e confederali". (11)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Rassu - Vargiu - Cappai - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 5
Nell'articolo 5, al comma 1, dopo la parola: "consumatori", è aggiunta la frase: "e delle organizzazioni sindacali di categoria ". (13).)
CAPPAI (U.D.C.). L'emendamento numero 104 non ce l'abbiamo ancora, non è stato distribuito.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, è disponibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Volevo rendermi conto…. l'emendamento numero 104 è un emendamento della Giunta, Presidente?
PRESIDENTE. Date per cortesia all'onorevole Diana il numero 104.
DIANA (A.N.). E' un emendamento della Giunta?
PRESIDENTE. E' un emendamento a firma Sanna Alberto, La Spisa, Biancu, Marrocu, Porcu, Licheri, Artizzu, Balia, Vargiu, Ladu, Cappai.
DIANA (A.N.) Si, grazie Presidente..
PRESIDENTE. Prego onorevole Diana, il tempo decorre da questo momento.
DIANA (A.N.). E' un emendamento che sostanzialmente non modifica la mia contrarietà sull'articolo 5. Mi chiedo: avete voluto istituire una Consulta per supportare la Giunta regionale nel dare gli indirizzi alle agenzie e poi, invece, all'Assessore è dato un potere immenso per avvalersi di quella fase concertativa, e fino a qui tutto va bene, salvo il comma 2: "l'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione è stabilita dall'Assessore regionale dell'agricoltura". Beh, insomma io credo che questo sia un qualcosa di inaccettabile, onorevole Marrocu, una delega ampia e piena all'Assessore dell'agricoltura che rispetto, ma, voglio dire, si può dare all'Assessore dell'agricoltura l'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione?
A me ricorda tanto Moggi questo, beh, insomma, sceglieva l'arbitro, i guardalinee e ovviamente vinceva sempre le partite, io sono juventino per cui, insomma, voglio dire…
(Interruzione)
Ma qui, sì, a questo volevo arrivare, Assessore, con questo sistema c'è il rischio che lei perda il campionato. Allora, è possibile che non si potesse stabilire? Lo si è stabilito o lo avete voluto stabilire nella Consulta per sostenere gli indirizzi che la Giunta regionale e l'Assessore devono dare alle agenzie, e avete ritenuto invece di dare delega piena all'Assessore per dotarsi, in fase concertativa, sulla materia totale dell'agricoltura in Sardegna, di scegliersi i consultori, cioè è l'Assessore che decide: "Tizio, Caio e Sempronio debbono dialogare con me per…", io credo che sia un fatto veramente… forse ci è sfuggito, non abbiamo chiesto la soppressione di questo comma, ma "L'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione è stabilita dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale sulla base del principio di maggiore rappresentatività", non vuol dire assolutamente niente, perché questo testo l'avrei capito nella fase della Consulta agricola all'articolo 4, finalizzata agli indirizzi che debbono essere dati alle agenzie, ma qui si sta parlando della concertazione vera e propria che l'Assessore dell'agricoltura e la Giunta regionale saranno chiamati a fare nel momento in cui forse, col programma regionale di sviluppo, disegneranno una nuova strategia e una nuova agricoltura per la Sardegna.
Beh, l'Assessore sceglie arbitro, guardalinee, designatore, insomma, credo che questo non possa essere assolutamente ammesso. Siete ancora in tempo, Assessore, faccia lei un emendamento orale, proponga lei un emendamento orale, utilizziamo la stessa Consulta che avete voluto insediare per il resto, ma perché scriverlo in questo modo? Non si può delegare nessun Assessore, neanche la persona più seria, più coerente e ce l'abbiamo, ma neanche l'assessore Foddis può avere una delega piena come questa, non è assolutamente possibile, è impensabile che si possa dare un potere del genere ad un Assessore, non all'assessore Foddis: la possibilità di scegliere coloro che debbono rappresentare in fase concertativa. Insomma io credo che ci sarebbe un conflitto, perché poi dopo, una volta che le norme arrivano in Commissione, le Commissioni dovrebbero utilizzare un parametro diverso e chiamare a raccolta invece tutti i soggetti, non quelli che decide l'Assessore o che ha sentito l'Assessore, questo creerebbe ovviamente problemi non indifferenti. Quindi io credo che ci sia ancora la possibilità di abrogare, di cassare il comma 2 dell'articolo 5 e di riportarlo contestualmente all'articolo 4, con la composizione che voi avete voluto essere, ma non lasciarlo certamente in questo modo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io credo che bene avrebbero fatto i colleghi della maggioranza ad espungere - verbo che viene usato spesso in circostanze simili - da questa legge l'articolo 4 e l'articolo 5, perché sono stati due articoli sui quali ci siamo fermati molto e che, probabilmente, ci hanno rubato del tempo che è stato in larga misura tempo sprecato, nel senso che li abbiamo trattati come se fossero montagne e in realtà sono due piccoli topolini. Abbiamo dato loro un'importanza grande, l'abbiamo fatto anche noi della minoranza, forse anche perché sollecitati da parti importanti del mondo agricolo che avevano paura di essere escluse dall'articolo 4 e dall'articolo 5, soprattutto da ciò che, dall'articolo 4 e dall'articolo 5, avevano intravisto e "intraletto", ma, in realtà,se poi andiamo a rileggere questi due articoli sono veramente due articoli piccoli piccoli, due articoli sui quali poco valeva soffermarsi così a lungo come stiamo facendo. Però, va anche detto che il fatto che abbiate scritto questi due articoli piccoli piccoli, un po' preoccupa e preoccupa per vari motivi.
L'articolo 5, beh, nell'articolo 5, voi che ieri vi siete un po' adontati quando qualcuno vi ha detto che la concertazione… qualcuno di voi si è levato in piedi e ha detto: "Ma, voi del centrodestra volete insegnare a noi del centrosinistra cosa sia la concertazione!"; ci mancherebbe altro! Nessuno di noi vuole insegnarvelo perché sappiamo che in questo siete molto avanti rispetto a noi, tanto avanti che in questo articolo 5 avete inventato un nuovo modo di fare la concertazione, una sorta di concertazione ibrida che è o non è, che può essere a richiesta ma tutto sommato si può fare anche un passo indietro e non c'è più. Voi scrivete, e non stiamo più parlando soltanto delle linee di indirizzo delle agenzie, voi scrivete "la predisposizione delle linee programmatiche della politica regionale", se fossimo seri dovremmo dire: "la cosa più importante che fa la maggioranza in campo agricolo in Sardegna". Bene, questa predisposizione delle linee guida, prima, nella fase di predisposizione si prevede il contatto. Bene, io vorrei chiedere: quando è la fase di predisposizione? Perché questo l'abbiamo chiesto ripetutamente alla Giunta, cioè abbiamo chiesto alla Giunta: quando voi avete, negli altri articoli fasulli di questa legge, parlato di funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo da parte della Regione nei confronti dell'agricoltura sarda e avete detto che queste funzioni rimanevano in capo alla Giunta, insomma, quando ce ne parlate di cosa avete fatto su questo? Quando ci dite, quando venite in aula a raccontarci se avete già predisposto le linee programmatiche della politica agricola regionale o se le dovete ancora predisporre; quindi se questo meccanismo di consultazione, che è previsto nell'articolo 5, è già stato utilizzato e quindi, dopo due anni, sapete quali sono le linee di sviluppo dell'agricoltura sarda e ce le dite, così, più che saperle noi che facciamo i consiglieri regionali, le sanno tutti coloro che sono - ripeto - alla canna del gas nel mondo dell'agricoltura, fuori da questo Consiglio regionale; oppure, se queste linee programmatiche dopo due anni ancora non ci sono (e sarebbe gravissimo, anche se il sospetto è molto forte), diteci quando attiverete questa consultazione delle parti sociali da cui deve discendere la predisposizione delle famose linee programmatiche. Le fate l'anno venturo? Le fate fra sei mesi? Le fate fra un anno e mezzo? Perché quando voi le fate, immagino che ci sia un interesse intorno a ciò che farete, ben diverso rispetto a quello che oggi viviamo in quest'Aula su una legge che, probabilmente, è percepito non avere un impatto sostanziale e fondamentale nel mondo agricolo sardo.
Anche perché - e lo ripeto - sulla concertazione noi siamo un po' frastornati, nel senso che avete approvato una legge di sanità che prevedeva enti bilaterali, controlli incrociati, spie e microspie dietro i banchi di chi lavorava dappertutto, quindi la legge sulla riforma sanitaria prevedeva concertazione e controllo in tutte le fasi di qualsiasi attività di programmazione o di gestione che fosse attribuita alla Regione sarda o alle sue articolazioni. Avete fatto una riforma dello IACP (cosiddetta) che, pur non attribuendo ai Comuni ciò che ai Comuni doveva attribuire (quindi la cosa più importante della riforma), però sistema una serie di meccanismi di concertazione che riguardano la fase di programmazione della gestione delle politiche abitative sociali. Avete fatto una legge di programmazione dove di concertazione non si parla! E ve lo abbiamo detto in aula! La legge che noi abbiamo approvato, e che riguarda le politiche finanziarie della Regione, non parla, in nessuna sua fase, della programmazione! L'Assessore ci ha detto in aula: "Beh, è scontato che quando faremo la programmazione, che poi metteremo dentro il PRS e il DAPEF, in quella fase noi sentiremo le parti sociali. Non l'abbiamo neanche scritto perché era pleonastico, era tautologico". Allora, regolatevi nella stessa maniera anche oggi che parlate di agricoltura! Nel senso che, se date per scontato - come io credo che sia - il fatto che nella fase della programmazione delle linee di sviluppo dell'agricoltura sentiate tutti coloro che vi possono aiutare a programmarle bene (le linee dell'agricoltura), basterebbe stabilire il principio che esiste una concertazione e che la concertazione viene fatta dall'Assessore. Ed è interesse dell'Assessore, io credo, stabilito il principio, concertare, consultare, concertare nel senso positivo del termine, non nell'essere legato lacci e lacciuoli dalla concertazione, ma sentire, ascoltare, accrescere il patrimonio di informazioni da cui poi scaturiscono le scelte che ricadono sul mondo dell'agricoltura sarda. Ma qui, invece, la scelta è una scelta a metà, nel senso che si dice che la concertazione e la consultazione sono indispensabili, non si capisce quando, nel senso che - ripeto - non si capisce quando saranno fatte le linee di programmazione, nel senso che non ci sono ancora queste linee di programmazione, è ventura la concertazione che dovete fare, o è già stata fatta, e allora diteci come l'avete fatta e diteci che cosa ne è uscito fuori da questa consultazione e da questa concertazione perché a oggi, a questo momento, ancora non l'abbiamo sentito. E una volta che avete deciso come deve essere fatta, anche il secondo comma sembra un comma pleonastico, un comma assolutamente ridondante rispetto a quelli che sono gli obiettivi, perché dite (e potrebbe anche essere) che ritenete di dover chiamare nella fase di consultazione le organizzazioni che abbiano la maggiore rappresentatività; poi dite che è l'Assessore che le stabilisce. Beh insomma, o il criterio è oggettivo, ed è quello della maggiore rappresentatività, oppure non è oggettivo e allora serve il notaio che sancisca coloro che devono essere invitati e coloro che non vengono invitati! Siccome il criterio è probabilmente oggettivo ed è vostro interesse consultare e concertare con quelli che effettivamente rappresentano il settore, non c'è nessun motivo di avere un notaio che stabilisce quello che è già stabilito dai numeri e cioè chi è maggiormente rappresentativo nell'ambito del settore agricolo di riferimento.
Quindi, anche l'articolo 5 è una norma assolutamente contraddittoria per alcune parti, pleonastica per altre parti, che non tranquillizza su quelle che sono le vostre intenzioni per altra parte e che crea sconcerto in chi la deve verificare e, probabilmente, creerà grosse difficoltà anche in chi (l'Assessorato, la Giunta) dovrà dare attuazione alle cose che sono scritte in questa legge con una indeterminatezza, con una vaghezza e quindi con un margine di libera interpretazione che dà adito ad errore e a malfunzionamento che è, comunque, elevatissimo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Più si va avanti nell'esame della legge di riforma e più ci rendiamo conto di quanto ha bisogno di essere migliorata e completata questa legge. Dico questo perché effettivamente l'articolo 5 è uno di quegli articoli di cui non si capisce bene la funzione e non si capisce neanche perché è messo lì, perché noi potevamo tranquillamente fare a meno di questo articolo e io sono convinto che non sarebbe successo assolutamente nulla. Cioè se noi decidessimo, così come ritengo sia opportuno, di cancellare questo articolo non cambierebbe assolutamente nulla. Perché questo? Perché quando noi chiediamo e mettiamo in legge che ci deve essere la consultazione delle parti sociali, io credo che questo sia già nelle cose, perché questo è nella prassi, è stato sempre fatto; la consultazione, in tutti questi momenti particolari, c'è sempre stata, quindi scriverlo in legge non ritengo sia manco opportuno. Questo è un ulteriore appesantimento della legge che potrebbe essere tranquillamente evitato.
Semmai io porrei un altro problema: perché si parla di consultazione e non di concertazione. Perché io credo che, invece, la Giunta regionale avrebbe dovuto fare un ragionamento con queste parti, con le parti sociali, più concreto, più incisivo, più forte, perché la consultazione è la consultazione, la concertazione invece ha un altro significato. Allora io, se proprio dovessi inserire qualcosa in legge, parlerei di concertazione perché questo ha veramente un significato più pregnante e più forte in base alla legge che noi stiamo approvando. Per questo motivo io credo che questo articolo di legge possa essere tranquillamente cancellato, anche perché mi pare che questo si aggiunge a tutta una serie di altre cose che noi riteniamo siano inutili in questa legge. Quindi io credo che noi, per quanto ci riguarda, non riteniamo sia assolutamente indispensabile la presenza di questo articolo, così come è messo in legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Sì, proprio molto rapidamente, Presidente, per dire ai colleghi dell'opposizione che naturalmente è nella loro piena facoltà decidere che tipo di opposizione fare, però io credo che sia anche giusto, proprio molto rapidamente, ristabilire un minimo di verità. L'articolo 4 e l'articolo 5 sono due punti estremamente qualificanti e innovativi della normativa della nostra Regione, cioè l'articolo 4 è uno strumento tecnico al servizio della programmazione, cioè fornisce tutte le indicazioni di merito, le conoscenze, non a caso è chiamato in causa il mondo scientifico e non a caso c'è la filiera, cioè chi produce, chi appartiene alle diverse fasi della filiera agricola, che fornisce tutti quegli elementi conoscitivi, di merito, di merito, alla Giunta regionale perché ne faccia buon uso per programmare interventi in agricoltura. Non c'era prima, oggi c'è.
L'articolo 5 è altra cosa, è il luogo della concertazione, è il luogo della politica dove la Giunta regionale, con le forze sociali, si siedono attorno a un tavolo e concertano. Questo è! Sono due cose distinte, nessun doppione, nessuna confusione, io accetto anche gli atteggiamenti professorali, però badate bene sulle cose che noi proponiamo, non sulle cose che si vogliono immaginare. L'emendamento numero 104, che è un emendamento sostitutivo e che vede la firma anche di diversi colleghi dell'opposizione, è un emendamento che integra, che migliora il contenuto dell'articolo 5 dove, alla presenza dei rappresentanti delle imprese agricole e dei consumatori (sottolineo consumatori che è un'assoluta novità nel panorama della legislazione regionale, perché non erano mai presenti da nessuna parte, mentre i consumatori sono quelli che poi pagano le conseguenze delle scelte anche della politica agricola), aggiungo, a questi due elementi, a queste due componenti fondamentali si aggiungono i rappresentanti del sindacato confederale. Quindi, voglio dire questo è un tavolo davvero qualificato che rappresenta il mondo delle imprese, il mondo dei lavoratori dell'agricoltura e i consumatori. Con questi soggetti si confronta la politica, io credo che sono scelte, poi naturalmente si possono non condividere però non si possono svilire e banalizzare in mille modi come si sta facendo in quest'Aula.
Un'altra osservazione e chiudo, la voglio fare sul secondo comma dell'articolo 5, mi dispiace che in questo momento si è assentato un attimo l'Assessore dell'agricoltura, ma insomma, caro onorevole Diana, l'Assessore dell'agricoltura non è il Moggi della situazione in questo secondo comma, semplicemente a lui è attribuita la responsabilità di individuare, non arbitrariamente, ma sulla base della rappresentatività delle organizzazioni, chi deve far parte di questo tavolo. Ma chi deve far parte non lo decide l'Assessore, lo decidono i numeri di ciascuna organizzazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Cappai rinuncia. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. L'emendamento numero 12 è respinto.
PRESIDENTE. "10", onorevole Sanna.
SANNA ALBERTO (D.S.). Mi scusi, è respinto anche l'emendamento numero 10, numero 12 ugualmente "no", il numero 11 e numero 13 sono respinti anch'essi, anche perché sono ricompresi dall'emendamento all'emendamento numero 11, cioè dal "104" che ricomprende meglio il contenuto sia dell'emendamento numero 11 che dell'emendamento numero 13. Quindi, all'emendamento numero 104 si esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
CAPELLI (U.D.C.). Date il tempo di respirare!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io ho una faccia soltanto e due occhi, guardo lo schermo, non mi risulta iscritto nessuno e metto in votazione. Abbia pazienza, mi sembra di essere abbastanza lento e contenuto nei movimenti della bocca.
Metto in votazione l'emendamento numero 12.
MARROCU (D.S.). Non c'è l'emendamento di sintesi numero 104?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 12. No, onorevole Marrocu, il "12" si vota.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, ne approfitto così esprimo anche il giudizio sull'articolo, direttamente esprimendolo sul "12", per il quale do parere favorevole. Dunque, nella discussione avuta sull'articolo 5 non c'è nessuna banalizzazione, banale è l'articolo 5 perché esiste l'articolo 4. Voi confondete, e circola per l'aula un dizionario della lingua italiana... prego?
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sono due cose diverse! Se non le vuole vedere le differenze tra l'articolo 4 e l'articolo 5!
CAPELLI (U.D.C.). Sì, va bene, ha ragione, onorevole Sanna. Comunque è banale, realmente, che si paghi una forma consultiva nell'articolo precedente e si istituzionalizzi una consultazione che dovrebbe fare il verso alla concertazione. Dicevo, gira per l'aula un vocabolario della lingua italiana che differenzia, appunto, consultazione, concertazione, ascolto e quant'altro, che pregherei che i più ne prendano visione, perché qui voi state realmente banalizzando la concertazione. Molto spesso, l'abbiamo visto anche nella legge precedente, che abbiamo esaminato in quest'Aula, evitate la concertazione, voi che passate per quelli che hanno istituito la fase concertativa come nuova regola di confronto tra le Assemblee legislative, tra gli Esecutivi e le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle forze datoriali. Il consultare è ben diverso dal concertare e questo, ovviamente, state sempre cercando di aggirarlo nelle diverse forme e nella stesura delle nuove leggi. Io continuo a dire, negando, appunto, l'approvazione dell'articolo 5, che tutto questo, per l'ennesima volta, ripeto, nelle mani oggi vostre e domani di altri, possono essere degli strumenti, se valutati, così come li state valutando, strumenti a disposizione della Giunta attuale, lo saranno anche per il futuro, lo saranno per il futuro e già mal gestiti ora, chissà cosa potrà succedere domani. Sicuramente molti che oggi stanno votando per queste leggi, domani saranno messi sicuramente in minoranza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, rapidamente, nell'esprimere il voto... che emendamento è, Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, è il numero 12, con preghiera che quando si parla degli emendamenti, non si torni su argomenti che sono già decisi dal Consiglio, perché l'economia dei lavori, chiaramente, ne risente negativamente. La ringrazio, so che lei è molto attento a questo, non lo facevo per lei ma per ricordarlo a tutti.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, quando mai! Voto favorevole all'emendamento numero 12 ed era esclusivamente un modo per rispondere, non rispondere anzi, per fare una considerazione su quanto ha appena detto il collega Alberto Sanna e cioè, collega Sanna, a me, ma credo anche a tutti gli altri, non sfugge che c'è una differenza sostanziale tra il "4" e il "5", nel senso che parlo di due cose completamente diverse. Ci mancherebbe altro e sarebbe assolutamente sgradevole se questo non venisse annotato, perché vorrebbe dire che noi non abbiamo letto la legge e sarebbe altrettanto grave quanto quando noi vi diciamo che l'avete fatta male. Quello che è emerso, la considerazione di fondo che, però, accomuna entrambi gli articoli e, quindi, vale per entrambi è che ci sembrano due articoli veramente modesti, rispetto ai risultati che vorrebbero cogliere, e due articoli contraddittori, nel senso che, sia il "4" per i motivi che abbiamo detto, sia il "5" per i motivi che stiamo ancora dicendo, sono due emendamenti assolutamente modesti se la concertazione delle politiche agricole, se il ragionamento che deve avvenire sulle politiche agricole è affidato all'articolo 5 e se il controllo scientifico dell'attività delle agenzie è affidato all'articolo 4, beh, devo dire che si tratta di ben poca cosa, e si tratta di organismi assolutamente vaghi, indeterminati, che non si sa quando si riuniscono, che non si sa da chi vengono convocati, anzi da chi vengono convocati si sa, ma non si sa quante volte vengono convocati, non si sa, per quanto riguarda l'articolo 5 quando devono essere fatte le linee di programmazione, se sono state già fatte, se la concertazione è da fare, se la consultazione è la stessa cosa della concertazione o, come pensiamo tutti, perché abbiamo letto il vocabolario di Capelli, è cosa diversa, quindi si tratta di articoli che se dovevano essere di principio, potevano essere ben più stringati e ci avrebbero risparmiato una lunga discussione in aula, se dovevano essere di dettaglio, cioè descrivere che cosa si doveva fare, beh, non avete raggiunto l'obiettivo.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 104, che è emendamento all'emendamento numero 11e il 13 in pratica perché hanno lo stesso testo, è stato dato il parere favorevole del relatore e della Giunta.
(Interruzione)
Chiedo scusa, mi ero distratto.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, no, Presidente, per chiedere sul numero 104, non ho capito bene come vengono votati gli emendamenti, sul numero 104 lo scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Si vota il "104", se dovesse essere approvato il "104", decadono gli altri due, onorevole Vargiu.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 104.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LICHERI - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 51
astenuti
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Decadono quindi gli emendamenti numero 11 e numero 13. Passiamo al Capo II, si vota il Titolo.
( Si riporta di seguito il testo del Titolo del Capo II:
Capo II
Agenzia per la ricerca in agricoltura (AGRIS Sardegna)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati l'emendamento numero 15 sostitutivo totale, l'emendamento numero 14 e numero 87 che hanno testo uguale, aggiuntivi, e l'emendamento aggiuntivo numero 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Istituzione dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. È istituita l'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione autonoma della Sardegna, denominata AGRIS Sardegna, quale struttura tecnico-operativa della Regione per la ricerca scientifica generale nelle filiere agricole, agro-industriale e forestale.
2. L'Agenzia AGRIS Sardegna ha sede in Sassari, in località Bonassai.
3. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 l'AGRIS Sardegna assume le funzioni di ricerca svolte dall'ERA Sardegna di cui all' articolo 30 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005), con esclusione di quelle già esercitate dall'Istituto di incremento ippico, e subentra nelle attività svolte dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari.
Emendamento sostitutivo totale Capelli - Ladu - Artizzu - Vargiu - Cappai - Rassu - Moro - Sanna - Murgioni - Amadu - Sanciu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa.
L'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"Art. 6
Istituzione dell'Ente regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA)
1. È istituito l'Ente regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA), di seguito Ente, quale ente pubblico regionale, strumento operativo della Regione autonoma della Sardegna, non avente natura economica, per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale, in conformità agli indirizzi della programmazione regionale e alle direttive della Giunta regionale.
2. L'Ente subentra all'ERSAT Sardegna e all'ERA Sardegna, nell'esercizio di funzioni di ricerca e sperimentazione applicata attraverso l'assistenza tecnica.
3. L'Ente gestisce i compiti di riforma fondiaria prima spettanti all'ERSAT, il patrimonio immobiliare degli enti di provenienza e le banche dati dei potenziali di produzione.". (15)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Rassu - Ladu - Capelli - Artizzu - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 6
Al comma 2 dell'articolo 6 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (14)
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia.
Articolo 6
Al comma 2 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (87)
Emendamento aggiuntivo Artizzu - Ladu - Cappai - Capelli - Vargiu - Rassu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Dopo l'articolo 6 è inserito il seguente:
"Art. 6 bis
Statuto
1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, approva lo statuto dell'Ente, deliberato dal consiglio di amministrazione.
2. La Giunta regionale ha facoltà di apportare modificazioni al testo deliberato dall'Ente.
3. Lo Statuto disciplina le competenze e il funzionamento degli organi, compresi i casi di decadenza dei membri del consiglio di amministrazione, e detta le disposizioni generali relative all'organizzazione e alla contabilità dell'Ente." (16).)
PRESIDENTE. Mi viene suggerito che gli emendamenti numero 15 e 16 decadono perché fanno riferimento all'ente e noi stiamo parlando di agenzie, quindi il "15" è decaduto, e il "16" è decaduto. Sono in discussione quindi l'articolo 6 e gli emendamenti numero 14 e 87 che hanno il testo uguale.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Allora, l'emendamento numero 14 si accoglie, che è uguale al numero 87, quindi "sì" anche per il numero 87, naturalmente uno dei due.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, naturalmente il nostro voto all'articolo 6 non può che essere negativo, e le motivazioni stanno nel fatto che noi non avremmo voluto le agenzie ma avremmo sempre preferito l'ente. Stamattina abbiamo sostenuto che questa legge andava ritirata, rivista, eccetera, perché era fatta, preparata, arrivata in aula con troppa fretta e quindi non concertata, abbiamo cercato di giustificare in mille modi il motivo per cui noi volevamo fare una legge più organica. Lo dimostra il fatto che voi avevate pure dimenticato in questa legge di indicare una sede legale per l'agenzia, cioè è stata fatta questa legge con una velocità tale che oggi supera anche le Ferrari che conquistano il titolo del mondo come velocità, e allora è chiaro che l'intendimento nostro non era quello di fare opposizione a tutti i costi ma era quello di cercare di riportare un po' di dibattito prima di approvare una legge di siffatta importanza, e qui vi siete dimenticati, ripeto, anche di stabilire la sede legale, infatti ha sede ma non dite la sede legale. Peraltro prendiamo atto che avete accolto il nostro suggerimento e non appena avete visto i nostri emendamenti ne fate uno uguale. Ringrazio l'onorevole Sanna Alberto per aver recepito il nostro suggerimento, infatti il primo firmatario dell'emendamento numero 87 è lui, poi firma Marrocu, Biancu, Porcu, Licheri, e quant'altri. Ma io mi volevo rivolgere principalmente non più al presidente Sanna, ma al Capogruppo di Progetto Sardegna, onorevole Porcu, che ha firmato questo emendamento, non lo vedo in aula, c'è, c'è, che ha firmato questo emendamento, probabilmente senza sapere che la minoranza in termini propositivi, l'opposizione in termini propositivi stava dando un suggerimento, siccome non accettate neanche i suggerimenti, ne fate presentare uno alla maggioranza, è chiaro che non c'è dialogo, è chiaro che non possiamo accettare passivamente ciò che ci volete imporre. Ecco, noi in questo scorcio di legislatura, in questi mesi vi stiamo chiedendo, le leggi buone si fanno con la partecipazione di tutti, questa è la dimostrazione che la partecipazione di tutti non la volete, volete solo imporre le vostre cose, accettate qualche volta il dialogo, probabilmente riuscirete davvero…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto su questo articolo è contrario e la motivazione ovviamente è quella della contrarietà all'istituzione, alla scelta dell'agenzia come strumento per perseguire gli scopi che precedentemente erano attribuiti a quella parte di enti regionali che si occupavano di ricerca, sperimentazione nel mondo dell'agricoltura. Basti leggere questo articolo 6 per dare le motivazioni che ci inducono a sostenere ancora questa posizione contraria, certamente era necessario mettere ordine alla materia, certamente era necessario accorpare o comunque organizzare diversamente le funzioni svolte dagli enti che facevano ricerche e sperimentazione, dal CRAS ai consorzi per la frutticoltura, ma non era opportuno che questo venisse realizzato attraverso un'agenzia, e così come si evince anche dal resto degli articoli contenuti nel Capo II, che è avviato proprio da questo articolo che attualmente è in votazione, per delineare uno strumento che di fatto ha una forma di gestione molto ristretta che, sulla base anche degli articoli successivi, viene limitata a un direttore generale, un comitato scientifico e a un collegio di revisori dei conti che di fatto sono semplicemente degli esecutori di quelli che sono gli indirizzi della Giunta regionale e dell'Assessorato competente. Rimane molto debole l'impianto e crediamo perciò che, anche su questo articolo, noi dobbiamo manifestare il voto contrario.
(E' approvato)
Emendamenti aggiuntivi 14 e 87, si votano con il parere favorevole del relatore e della Giunta.
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 18, sostitutivo totale, che decade per le ragioni espresse precedentemente, l'emendamento aggiuntivo 17 e l'emendamento aggiuntivo 19, che decade per le stesse ragioni.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Soppressione dell'ERA Sardegna
e dei Consorzi per la frutticoltura
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 sono soppressi l'ERA Sardegna di cui all'articolo 30 della legge regionale n. 7 del 2005, nonché il Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e il Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari.
2. Alla stessa data di cui al comma 1 l'Agenzia AGRIS Sardegna succede all'ERA Sardegna, al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e al Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, con esclusione di quelli inerenti l'Istituto di incremento ippico.
Emendamento sostitutivo totale Cappai - Rassu - Ladu - Artizzu - Capelli - Vargiu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 7
L'articolo 7 è sostituito dal seguente:
"Art. 7
Soppressione dell'ERSAT Sardegna e dell'ERA Sardegna
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono soppressi l'ERSAT Sardegna e l'ERA Sardegna, di cui alla legge regionale 21 aprile 2005, n. 7.
2. A decorrere dalla stessa data l'Ente subentra all'ERSAT Sardegna e all'ERA Sardegna nelle funzioni e in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi.
3. Alla stessa data la gestione della misura E dell'attuale Piano di sviluppo rurale è affidata ai Servizi ripartimentali dell'agricoltura, i quali, a tal fine, possono stipulare convenzioni con i centri autorizzati di assistenza agricola (CAA).". (18)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Cappai - Capelli - Vargiu - Ladu - Artizzu - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 7
Nell'articolo 7 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Nella stessa legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 dovranno essere previste le risorse economico-finanziarie per l'istituenda agenzia AGRIS". (17)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Capelli - Cappai - Ladu - Artizzu - Rassu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Diana - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Sanciu.
Articolo 7
Dopo l'articolo 7è aggiunto il seguente:
"Art. 7 bis
Scioglimento dei consorzi di frutticoltura
1. La Regione promuove lo scioglimento del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari.
2. A tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il rappresentante della Regione nei consigli di amministrazione dei consorzi di cui al comma 1 chiede la convocazione del relativo consiglio di amministrazione per proporne lo scioglimento.
3. Dalla data di scioglimento, l'Ente subentra ai consorzi di frutticoltura." .(19).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 18 e 19 decadono per le stesse ragioni espresse precedentemente.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente e colleghi del Consiglio. Ma, credo indispensabile che almeno qualche voce della minoranza vi faccia rilevare meglio e vi faccia soffermare, un attimo, a riflettere sul contenuto dell'articolo 7. L'articolo 7, nel primo capoverso e al comma 2 pure, decreta la morte dell'ERA. Anche se è difficile dire se può essere decretata la morte di una cosa che non è mai nata. Insomma, sarebbe un tema appassionante di bioetica, probabilmente, su cui ragionare e riflettere. Ma perché vi sollecito alla riflessione su questo?
Beh, perché io facevo parte, faccio ancora parte, della Commissione bilancio e ricordo bene che la legge 7 del 2005, non credo di sbagliarmi, era la legge finanziaria, e ricordo bene quando arrivò la legge finanziaria in Commissione e quando, in Commissione, vi si fece rilevare che parlare, in finanziaria, di riforma degli enti agricoli era improprio e forse anche imprudente e forse anche sconsiderato, da parte vostra, che in questa legislatura tendete all'obiettivo mediatico, assai più che all'obiettivo vero e, cioè, quello di cambiare le cose, sostituirle, di modificarle, di rinnovarle, di riformarle, di farne migliori rispetto a quelle che c'erano in passato, beh, in quella circostanza, voi, come spesso è successo altre volte in Aula, ci avete tacitato dicendo: "Guardate, siete i soliti, anzi, voi Riformatori peggio degli altri, perché voi Riformatori parlate di riforme quando noi vi riformiamo, tramite l'ERA, gli enti agricoli non ce lo volete far fare". Naturalmente, né la minoranza né i Riformatori, in particolare, avevano la possibilità di impedirvi di fare l'ERA. Per cui l'ERA, che per fortuna è all'imperfetto, così siamo tutti sereni nel ragionare su un tempo che è comunque passato, l'ERA venne licenziato e venne licenziato tra le grancasse medianiche, le solite, quelle di sempre. La maggioranza di centrosinistra ha riformato, ha finalmente sciolto, ha fatto l'ERA, l'ente nuovo che darà finalmente speranze eccetera eccetera.
Beh, insomma colleghi, adesso sarebbe maramaldeggiare se io dovessi continuare l'intervento, infierire dicendo: "Ma, allora, di quel trionfalismo che c'era nella legge finanziaria del 2005, cosa è rimasto? Me la raccontate la storia dell'ERA? Mi raccontate che cosa ha fatto l'ERA d'importante, Assessore, per cambiare l'agricoltura sarda?" - Assessore, Giunta, chi volesse rispondere! - "Mi dite qual è stata la vita breve, se c'è stata vita o se era attaccato alle macchine, come ha respirato, se era in respirazione artificiale? Se era in coma? Insomma, mi dite che cosa è stato dell'ERA? Mi raccontate se l'ERA ha avuto qualche effetto benefico sull'agricoltura sarda e qual è questo evento benefico?". Visto che quando l'avete fatta, accusavate chi vi poneva il dubbio che non fosse opportuno, che non servisse, che fosse necessario ragionare? Ma, insomma, mentre questo vi dicevamo, voi ci tacciavate di essere conservatori.
Beh, insomma, io credo che questa riflessione più che valere al passato, diciamo che il passato passa in cavalleria e che vi auguriamo che le agenzie, che con questa legge vengono licenziate, ci facciano dimenticare le critiche che in questo momento è inevitabile farvi. Però la riflessione varrebbe anche per il futuro…
(Interruzione)
Non ho sentito…
(Interruzione)
Ho capito…
(Interruzione)
Era un'anticipazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, sì, capisco il suo aiuto ma l'onorevole Vargiu si aiuta anche da solo. Lo lasci continuare nel suo intervento. La ringrazio se lo lascia continuare. Grazie.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, è vero! Ringrazio il collega Cugini. Intanto, perché lo ringrazio sempre, di esistere, di essere presente, di essere uno dei più simpatici tra i colleghi dell'intero Consiglio, ma anche per aver fatto questa precisazione. E' vero! Allora, le finanziarie, l'ha detto lei, collega Cugini, sono state utilizzate dal centrosinistra per annunciare riforme. E' proprio di una finanziaria, che vengano annunciate riforme in finanziaria? E' proprio che vengano riempite le pagine dei giornali, durante la discussione della finanziaria, annunciando riforme? Beh, io credo che sia improprio e credo che lo stesso meccanismo rischi di essere utilizzato, purtroppo, anche nella fase presente dove vengono annunciate riforme, innovazioni, grandi novità, che normalmente sono ancora nella fase di intuizione. Dopodiché, lo sviluppo dell'intuizione rimane affidato al futuro. Ora io vi chiederei, facciamo ogni tanto un dibattito, con i testi dei giornali dove voi siete usciti con l'annuncio delle grandi ed epocali riforme e vediamo dopo due anni, dal momento in cui le avete scritte in finanziaria o dove le avete teorizzate, in una qualsiasi delle leggi approvate, cosa di queste riforme si è realmente realizzato? Cosa di queste attività innovative si è realmente realizzato? Cosa è cambiato nella Sardegna in rapporto ai grandi annunci che voi avete dato? Guardate, io potrei essere autolesionista, lo voglio essere, c'è una cosa a cui il Gruppo dei Riformatori guarda con estrema attenzione, e voi lo sapete, ed è il progetto di innovazione sulle competenze linguistiche in Sardegna, il famoso "Sardegna speaks English". Bene, "Sardegna speaks English" è un'intuizione, ma resta ancora un'intuizione, su cui voi avete caricato sopra, il Consiglio, abbiamo votato anche noi, 20 milioni di euro. Ma sapere come verrà sviluppata l'intuizione, beh, ad oggi, nessuno lo sa! Nel senso che, ad oggi, il finanziamento, che è di competenza dell'anno 2006, nessuno dei consiglieri regionali e, credo, neppure la Giunta sa come verrà utilizzato e sa se sarà effettivamente direzionato a far sì che "Sardegna speaks English" possa essere, come noi vorremmo, un progetto che dà risultati importanti per lo sviluppo economico della Sardegna.
Quindi, colleghi, quello che io cerco di dirvi, poi, chi ha orecchie intenda, chi ritiene che sia polemica agostana la giudichi così, ma insomma io normalmente non tendo alla polemica, tendo alla riflessione e all'approfondimento. Quello che vorremmo dirvi, che io vorrei dirvi, è che in molte circostanze è forse utile avere un attimo di riflessione in più sulle cose che si fanno e quando si hanno grandi intuizioni, può darsi che voi ne abbiate avuto, cercare il percorso per condividerle, cercare la maniera per rendere protagonista l'intero Consiglio, sulle intuizioni che eventualmente voi avete; perché, poi, dallo sviluppo delle intuizioni e dal confronto sullo sviluppo delle intuizioni è possibile che si generino delle cose importanti e buone per la Sardegna. Se le intuizioni restano tali e nessuno si mette a lavorare sulle intuizioni per realizzare progetti veri e non c'è, neppure, un tentativo di condivisione del progetto vero, ma magari l'intuizione scarsamente sviluppata viene imposta da una parte all'altra, senza che ci sia il tentativo del ragionamento sulle cose, beh, insomma, normalmente, questo non aiuta a produrre cose buone. Quindi, il suggerimento che, sulle ceneri dell'ERA, noi ci permetteremmo di darvi è quello di far sì che, ogni qualvolta è possibile, nel pubblicizzare le intuizioni siate più cauti e nel dargli un progetto vero che le realizzi siate più laboriosi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori, per chiedere una mezzora di sospensione.
PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa chiede una mezzora di sospensione. Se non ci sono opposizioni, viene accolta la proposta; sospendo la seduta e i lavori riprenderanno alle ore 19 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 16, viene ripresa alle ore 20 e 48.)
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, riprendiamo i nostri lavori.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intervengo sull'articolo 7 del provvedimento in quanto introduce un tema che sarà ripreso successivamente all'articolo 32 con specifico riferimento al personale. In questo articolo 7 si precisa che, con l'entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per il 2007, sono soppressi l'ERA Sardegna e il Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e quello per la frutticoltura di Sassari e che i Consorzi cessano di esistere e i loro rapporti giuridici attivi e passivi passano all'AGRIS.
Ebbene, nella formulazione del testo unificato viene però successivamente sancita una differenziazione nell'ambito del personale delle agenzie che, da parte mia, risulta un po' di difficile accettazione, non è infatti ammissibile, per chi come me proviene culturalmente dalla matrice socialista, fare differenze stipendiali tra lavoratori dello stesso ruolo, se è indigesto e non condivisibile che qualcuno, in virtù di meriti originati da altre cause o forse perché in procinto di andare in pensione, possa addivenire tout court, senza alcun concorso pubblico, parte dell'organico dei regionali, e non accetto questo principio neanche se deriva per meriti o per carriere politiche o per presidenze di enti intermedi, altrettanto poco digeribile risulta la disparità di trattamento all'interno di uno stesso comparto.
La Giunta, anche grazie alla costante interlocuzione con i sindacati, di cui bisogna dare merito, ha preso atto di questo grave rischio di incoerenza. Ha infatti proposto un emendamento con cui si rimanda alla prima contrattazione collettiva regionale, il completamento del periodo però risulta di facile comprensione sicuramente per un tecnico, lascia però qualche dubbio in chi, meno abituato ad usare linguaggi speciali e il "sindacalese" fa riferimento all'espressione di uso comune. Se posso permettermi una osservazione, mi sembra che quella frase compresa all'interno di quell'emendamento si potrebbe concludere soltanto con l'espressione "fino all'adozione, nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale…"…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, siamo all'articolo 7…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, è in linea. Così come chiaramente espresso all'articolo 7.
PRESIDENTE. E' in linea, con che cosa, onorevole Caligaris?
CALIGARIS (Gruppo Misto). E' in linea con l'articolo 7.
PRESIDENTE. Sta parlando di un emendamento ad un articolo che troveremo molto dopo… la prego!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Non sto parlando dell'emendamento, sto parlando di un concetto, poi veramente… se vogliamo chiarirci le cose, io sono intervenuta per dare un contributo, se ogni volta che intervengo succede che qualcosa non va bene quando sto facendo l'intervento, io veramente non so che cosa devo dire… Presidente, chiedo scusa, se lei ritiene che io non debba continuare…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa io, onorevole Caligaris, però stava parlando di una cosa della quale si tratterà più avanti.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ma stiamo parlando dello stesso argomento!
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, prosegua, prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora, se non disturba troppo, chiederei all'assessore Dadea eventualmente di spiegare il significato di questa appendice, un po' veramente oscura. Vorrei però anche cogliere un'occasione, quella di dire all'onorevole Farigu che l'emozione da lui provata nell'essere nuovamente in Aula dopo 15 anni è la stessa condivisa dai socialisti riformisti di sinistra che militano ne La Rosa nel Pugno. Il raggiungimento dell'unità dei socialisti non può prescindere dal mettere insieme laici, liberali e radicali e, partecipando a Tramatza per suo personale invito ad un'iniziativa in tal senso, ho condiviso il progetto e attendo con ansia che, superando i limiti di ciascuno, i valori e gli ideali possano avere la meglio.
Questo è un articolo, io veramente colleghi… ecco, grazie!... La chiarezza e la determinazione nel perseguire gli scopi, nella legislazione e in politica, sono sempre molto utili e la presenza dell'onorevole Farigu nel Gruppo misto mi fa ritenere che le distanze si siano ulteriormente ridotte e ne sono lieta.
Tornando all'argomento, ho appreso che ieri la Giunta finalmente ha provveduto a mettere a disposizione dei Consorzi per la frutticoltura le somme necessarie per pagare gli stipendi. E' una buona notizia, anzi un intervento salvifico anche se in extremis, visto che nel frattempo si era dovuto far ricorso a un fondo che appartiene già ai lavoratori, credo quindi che, così come viene stabilito con chiarezza all'articolo 7, la soppressione dell'ERA Sardegna e dei Consorzi, debba essere chiaro che il personale dei consorzi transiti nell'AGRIS e quindi soggiace alle norme della legge numero 31, sarebbe opportuna, forse per allontanare qualunque dubbio, assessore Dadea, una direttiva, in modo tale da rivolgersi al CORAN che, peraltro, tra qualche giorno, dovrebbe diventare l'ARAN Sardegna, in modo da sciogliere qualunque riserva interpretativa su questo punto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris; per i chiarimenti richiesti alla Giunta, l'Assessore si riserva di intervenire sull'articolo 32.
(Interruzione)
Onorevole Rassu, si è iscritto fuori termine, non è valida la sua prenotazione.
RASSU (F.I.). Non era il primo intervento?
PRESIDENTE. Era l'ultimo intervento degli iscritti a parlare.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento numero 22, inoltre sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 20, che è uguale al numero 88, e gli emendamenti aggiuntivi numero 21, che è uguale al numero 89.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8
Finalità dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. L'AGRIS Sardegna svolge e promuove la ricerca scientifica e applicata, la sperimentazione e l'innovazione tecnologica al fine di:
a) realizzare uno sviluppo rurale sostenibile;
b) favorire lo sviluppo dei settori agricolo, agro-industriale e forestale;
c) accrescere la propria qualificazione competitiva nell'area della ricerca;
d) tutelare e valorizzare la biodiversità vegetale ed animale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale LADU - CAPPAI - ARTIZZU - VARGIU - CAPELLI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 8
L'articolo 8 è sostituito dal seguente:
"Art. 8
Funzioni dell'Ente
1. L'Ente:
a) provvede alla ricerca e sperimentazione applicata, sviluppando azioni di promozione e sostegno alla diffusione e al trasferimento dell'innovazione di processo e di prodotto nei settori agricolo, zootecnico, agro-industriale e di forestazione produttiva;
b) fornisce assistenza tecnica e consulenza agli imprenditori agricoli, anche organizzando corsi di formazione e di aggiornamento per gli operatori dei settori di cui alla lettera a), e provvedendo ad indagini statistiche settoriali;
c) provvede all'incremento e al miglioramento del patrimonio zootecnico;
d) gestisce le banche dati dei potenziali di produzione, compresi i catasti viticolo e olivicolo;
e) promuove lo sviluppo integrato e sostenibile dei territori rurali, la multifunzionalità delle aziende agricole, la diffusione della cultura d'impresa, la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari regionali e la tutela della biodiversità;
f) attua ogni altro compito affidatogli dalla programmazione regionale agricola, nonché quelli di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 (Riforma dell'assetto agro-pastorale) e provvede, fino ad esaurimento, ai compiti di riforma fondiaria prima facenti capo all'ERSAT;
g) partecipa a progetti di interesse regionale, interregionale, nazionale e comunitario in materia di servizi di sviluppo agricolo integrato, anche attraverso accordi di programma o convenzioni con altri soggetti pubblici e privati.
2. Per il raggiungimento delle finalità istituzionali l'Ente può, in conformità con gli indirizzi dettati dalla Giunta regionale, stipulare convenzioni con altri soggetti pubblici e privati, e in particolare con le università, gli istituti di ricerca e le aziende agricole.". (22)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 8
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 8 la parole "realizzare" è sostituita dalla parola "favorire". (20)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 8
Alla lettera a) del comma 1 la parola realizzare è sostituita dalla parola "favorire". (88)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - RASSU - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 8
Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 8, prima della parola "tutelare" sono aggiunte le parole: "contribuire a". (21)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA.
Articolo 8
Alla lettera d) del comma 1, prima della parola "tutelare" sono aggiunte le parole: "contribuire a". (89)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 22 decade per le ragioni più volte richiamate.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Velocemente, dal momento che sono il primo firmatario dell'emendamento numero 20, si è suggerito di cambiare la parola, poi chiaramente in seguito anche ad un emendamento della maggioranza, la parola "realizzare" con la parola "favorire" nella lettera a) del primo comma dell'articolo 8. Tutto qui.
PRESIDENTE.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Allora, sugli emendamenti numero 20 e 88 il parere è favorevole, ugualmente parere favorevole sugli emendamenti numero 21 e 89.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere conforme.
(Sono approvati)
Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti numero 23 soppressivo totale, i soppressivi parziali 24, 25, 26, 27, e l'aggiuntivo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:
Art. 9
Funzioni dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. Per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 8, l'AGRIS Sardegna svolge le seguenti funzioni:
a) promuove il trasferimento dei risultati ottenuti dalla propria attività alle imprese in collaborazione con i soggetti preposti a tali funzioni;
b) collabora con le università, gli istituti e i laboratori del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e con altri enti pubblici e privati di ricerca e assistenza tecnica nazionali ed internazionali, promuovendo a tal fine l'attività di formazione e alta formazione del proprio personale scientifico;
c) svolge, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza e sulla base di apposite convenzioni, attività di ricerca per conto delle imprese dei settori agricolo, agro-industriale e forestale;
d) svolge attività inerenti e a supporto della certificazione di qualità delle produzioni locali;
e) elabora con metodologie scientifiche i dati di filiera dei settori agricolo, agro-industriale e forestale e redige appositi rapporti;
f) svolge attività di formazione e alta formazione di studenti, laureati e ricercatori, anche in collaborazione con le Università, attraverso propri programmi di assegnazione di borse di studio e di ricerca;
g) l'Agenzia può, sulla base di convenzioni quadro approvate dalla Giunta regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con agenzie, enti regionali, enti locali e altre pubbliche amministrazioni;
h) svolge attività tecnico-scientifiche a supporto delle funzioni fitosanitarie regionali.
EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU - CAPELLI - CAPPAI - LADU - RASSU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
L'articolo 9 è soppresso. (23)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - LADU - VARGIU - CAPELLI - DIANA - RASSU - ARTIZZU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 9, dopo la parola "imprese" le parole "in collaborazione" sono soppresse. (24)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - CAPPAI - CAPELLI - LADU - RASSU - VARGIU - ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 9, dopo le parole "svolge attività..." le parole "inerenti e" sono soppresse. (25)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - VARGIU - RASSU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
La lettera e) del comma 1 dell'articolo 9 è soppressa. (26)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPPAI - CAPELLI - RASSU - LADU - VARGIU - ARTIZZU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 9, le parole "promuove il" sono sostituite dalle parole "collabora al". (27)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - ARTIZZU - LADU - CAPPAI - CAPELLI - VARGIU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 9, prima della parola "l'Agenzia" sono aggiunte le parole: "qualora tra il personale in organico non vi siano professionalità specifiche". (28).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Noi abbiamo dato una valutazione complessiva della legge che è centrata fondamentalmente sulla scelta, fatta dalla Giunta e dalla maggioranza, di centrare la riforma degli enti regionali sul modello delle agenzie. Certamente, l'articolo 9 descrive quelli che sono gli obiettivi che l'agenzia deve perseguire in questo settore importante dell'azione di supporto della politica agricola, dell'indirizzo politico in materia di agricoltura che il Consiglio e la Giunta regionale devono realizzare. Il Consiglio secondo le sue competenze, la Giunta regionale in maniera molto più decisa, pregnante e finalizzata a raggiungere obiettivi concreti nella gestione ordinaria e straordinaria delle risorse e delle azioni di politica agricola. Le funzioni che vengono indicate per questa agenzia, si capisce che siano, di fatto, la sintesi di quanto storicamente hanno svolto gli enti regionali che sono stati di volta in volta istituiti, settore per settore, comparto per comparto, nella materia dell'agricoltura, la sintesi è quella che in qualche modo è contenuta soprattutto nelle prime lettere dell'articolo 9, in cui si sintetizza la missione di questa agenzia, proprio nell'elaborazione, nell'approfondimento, nel sostegno di tutta l'azione di ricerca, in materia di agricoltura, che debba essere finalizzata a trasferire i risultati dell'azione di ricerca e di sperimentazione nei confronti e a favore del sistema delle imprese dell'agricoltura.
Noi non possiamo che rilevare un fatto, che la storia di questi anni ci ha fatto vedere un insieme diversificato di funzioni di ricerca, spesso con alcune sovrapposizioni, anche se in alcuni settori gli enti che sono stati soppressi, o che vengono poi fatti convogliare come finalità in questa agenzia, alcuni presi singolarmente hanno anche svolto delle funzioni importantissime, non si può negare che alcuni risultati della ricerca e della sperimentazione possono avere portato al sistema dell'agricoltura qualche beneficio. Certamente è necessario però che l'azione di ricerca e sperimentazione sia in qualche modo funzionalizzata ad una maggiore efficienza e ad una maggiore capacità di rendere le nostre imprese più capaci di essere competitive sul mercato, più capaci di raggiungere livelli produttivi che siano significativamente importanti. Ora la sottolineatura che si fa in questo articolo della collaborazione tra questa agenzia e le istituzioni, pubbliche o private, che operano nel campo della ricerca, è sicuramente importante. Io credo che, nell'esame di questa legge e nella valutazione che diamo anche su questo articolo, si debba correttamente sottolineare che l'importanza di tutti questi punti che vengono messi come funzioni dell'agenzia e che devono avere, da parte della Giunta regionale e dell'Assessorato, un'attenzione davvero rivolta al fatto che queste funzioni, queste iniziative vengano svolte con il concorso di tutti e che possano in qualche modo vedere la collaborazione, non solo degli istituti di ricerca, ma anche del sistema produttivo. Credo, cioè, che sia importante nel valutare, nell'approvare questa legge, ma in particolare questi articoli che disegnano il ruolo e la funzione di questa agenzia, sottolineare il fatto che è proprio necessario perseguire una reale interazione, una reale capacità di valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio. Per il resto, vale il giudizio di fondo dato sul sistema, se queste stesse funzioni fossero state indicate come proprie di un dipartimento, in cui si fosse articolato un ente che avesse un'unica grande funzione, che è quella di trasferire al mondo e al sistema produttivo dell'agricoltura un insieme di dati, di risultati di azioni di ricerca, ma anche contemporaneamente di azioni di promozione sul sistema produttivo, legati cioè sia all'assistenza tecnica, sia a un'intelligente istruttoria amministrativa che fosse a monte e a valle di tutti i progetti finalizzati ad utilizzare e ad ottimizzare le risorse finanziarie che arrivano sia dallo Stato, sia, in particolare, dall'Unione Europea, in materia di agricoltura, noi credo che avremmo realizzato più compiutamente l'obiettivo di dare a questa legge una conformazione unitaria, ma nello stesso tempo capace di valorizzare l'autonomia dei soggetti incaricati di svolgere queste funzioni.
Crediamo, quindi ancora, di dover sottolineare che questa è un'occasione persa e che il perseguire invece la linea, da un lato della scelta dello strumento dell'agenzia, dall'altro della proliferazione di agenzie, non concorra invece a una gestione unificante di tutte le azioni di promozione del sistema agricolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io ho sostenuto e sostengo che le agenzie, così come formulate nel modello che si vuole adottare, per i compiti per i quali le si vogliono far nascere, non siano all'altezza né adeguate, ma non lo dico per partito preso, credete, perché se andiamo a rivedere l'articolo 1, sulle finalità della legge, e l'articolo 3, che riguarda gli obiettivi che la politica agricola in Sardegna si prefigge di raggiungere, io credo che le agenzie, come strumento, siano degli strumenti, come ho già detto, limitati, molto limitati, poiché si riducono ad essere veri e propri organi di consulenza - questa è la verità! - seppur diretti da un direttore generale che è un amministrativo, quindi è la struttura portante dell'Agenzia, cioè è la figura che coordina il personale, che dà le direttive, che dirige nel vero senso della parola la struttura operativa, che non è altro che la stessa struttura operativa riveniente dai vari enti che si sono mano a mano sciolti, quindi ERSAT, ERA (che non era ancora praticamente neanche nata), Consorzi della frutticoltura e via via gli altri enti.
La preoccupazione che si ha è questa, che benché possono essere presentate o le si voglia presentare, probabilmente, io lo dico, con convinzione, cioè presentate con convinzione, come strumenti idonei e che apparentemente tra l'uno e l'altro collaborino, si intendano e lavorino assieme, nella sostanza questo non si vede. Ma c'è un dato in più, nella realtà propria economica, nella realtà giornaliera che va dal contatto diretto con l'allevatore per uno dei mille problemi che giornalmente istruiscono gli ispettorati agrari, gli uffici periferici e quant'altro, cioè si nota questo scollamento, è probabile che manchi un qualcosa e il qualcosa che manca è il contenuto, quel contenuto che non gli si vuol dare, a mio parere a torto, affinché le stesse possono essere gestite univocamente.
E comunque sia, si è tentato in qualche maniera di migliorarne se non altro la forma, noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, tra cui l'emendamento numero 28, io credo che - ho ascoltato in Commissione ciò che hanno detto l'assessore Foddis è l'assessore Dadea - alla lettera g) dell'articolo 9 io credo che bisogna ritornare, poiché, così come è formulata, la lettera g) può essere intesa che è l'Agenzia che " instaura rapporti di collaborazione e consulenza", cioè se l'Agenzia è il soggetto primario è necessario precisarlo, perché qui non si capisce bene, perché se io instauro un rapporto di consulenza vuol dire che posso anche chiedere una consulenza esterna. Allora, se è questo quello che si intende dire, va bene, cioè che io posso dare consulenze e ordinare consulenze, e ricevere consulenze, allora va bene. Ma se si vuol dire, così come è stato detto in Commissione, che l'agenzia dà all'esterno delle consulenze, io credo che sia necessario specificarlo. Ripeto, io posso essere anche del parere, sono del parere, che uno strumento di programmazione come questo può anche chiedere delle consulenze perché se ha necessità di contattare, non so, cosa volete che vi dica, uno scienziato che in Australia è riuscito a raggiungere determinati obiettivi in agricoltura e questo può essere utilizzato anche in Sardegna, io credo che l'Agenzia questo debba farlo, però allora non si dica... ecco, perché in Commissione è stato detto che poteva... allora, se le consulenze possono essere richieste e date, allora va bene la formulazione, se la consulenza invece può essere solo data e non ricevuta, è necessario specificarlo. Perché dico questo? Perché molte volte su una formulazione fatta in fretta ci si deve per forza ritornare, l'esempio è dato dall'ERA che, appena nata, è stata abolita. Ecco qual è la perplessità, che le cose che nascono in fretta molte volte bisogna rifarle e bisogna ricorreggerle.
Quindi si vuole dare un apporto positivo e non negativo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Volevo invitare il collega Rassu a formulare un emendamento orale così come abbiamo visto in Commissione stamattina.
(Interruzione)
Premesso che lo scopo della norma è esattamente quello che lei ha descritto, cioè che l'agenzia fornisca servizi, consulenze, non che si doti di consulenze esterne, formulare un emendamento orale in maniera tale che il suo emendamento non venga bocciato. Per noi è chiaro ma se lei ritiene, formuli un emendamento orale che sia accettabile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Sull'articolo 9. Risente molto dell'articolo 8, ovviamente. Già nell'articolo 8, alla lettera a), anche questa era una delle cose che abbiamo sollevato: mi chiedo come l'AGRIS possa realizzare uno sviluppo rurale sostenibile, rimarrà un mistero nei secoli futuri, perché io credo che l'AGRIS non potrà realizzare proprio un bel niente, dovrà fornire strumenti, tecnologia, ricerca, esperienze, ma che l'AGRIS realizzi uno sviluppo sostenibile in Sardegna credo che sia veramente..., lo può promuovere, lo può avviare, lo può sostenere, lo può incentivare, ma non lo può realizzare, se c'è una cosa che l'AGRIS non potrà fare è realizzare lo sviluppo rurale sostenibile. Io avrei preferito parlare solo di sviluppo sostenibile, non avrei messo neanche la parola "rurale".
Ma, per tornare all'articolo 9, anche ascoltando l'inciso del collega Uggias, beh, guardate, noi stiamo lavorando su una legge che dovrebbe radicalmente modificare l'agricoltura in Sardegna, stiamo creando le condizioni per..., perché questo percorso avete voluto intraprendere, vogliamo mettere a disposizione del comparto agricolo sardo tutta una serie di strumenti che... Uno degli strumenti che in questa legge compare è l'AGRIS con le sue funzioni, sono dalla lettera a) alla lettera h). Forse ci sono due lettere sulle quali si individua la funzione dell'AGRIS in direzione diretta verso l'agricoltura: "promuove il trasferimento dei risultati ottenuti dalla propria attività alle imprese in collaborazione con i soggetti preposti a tali funzioni"; va beh, questo va in quella direzione: sperimentiamo, facciamo ricerca, otteniamo dei risultati, li trasferiamo alle aziende. Poi inizia a "collaborare con le università" e già questa è un'attività che, voglio dire, la deve fare, collabora con il CNR, collabora con tutta una serie di soggetti pubblici e privati, poi "svolge, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza...." e quindi si impone come soggetto commerciale. Assessore, mi chiedo cosa faranno tutti gli Ordini degli agronomi, degli esperti in materia agricola, quelli che forniscono consulenza, perché qui si dice che "svolge, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza e sulla base di apposite convenzioni, attività di ricerca per conto delle imprese dei settori agricolo, agro-industriale e forestale". Non ho capito perché devono fare convenzioni. Istituzionalmente l'AGRIS deve essere preposta a fornire questo supporto; perché si sente la necessità di parlare di "leale concorrenza e sulla base di apposite convenzioni"? Cioè, qui mi viene da pensare, che io, titolare di un'azienda agricola, per esempio nel comparto di Arborea, per cercarne uno che c'è più vicino, dove la sperimentazione e la tecnologia è certamente più avanzata, beh, se la TRE A di Arborea, piuttosto che la cooperativa servizi di Arborea, volesse utilizzare la grande professionalità dell'AGRIS, dovrebbe stipulare una convenzione, perché? "Nel principio della libera concorrenza", cioè a dire, che l'AGRIS si pone sul mercato come soggetto antagonista di tutta un'altra serie di soggetti, che svolgono funzioni, attualmente le svolgono, perchè non è che tutto quello che è nato ad Arborea è nato dall'ERSAT, o è nato da soggetti, è nato anche da iniziative private, è nato da consulenti, da ricercatori, che forse non sono neanche sardi. Beh noi stiamo ponendo l'AGRIS in una condizione di essere un soggetto, comunque, che partecipa, così come qualsiasi altro consulente. "Svolge attività inerenti e a supporto della certificazione di qualità delle produzioni locali", benissimo, perché svolge attività? Chi la deve fare la certificazione? Io credo che l'AGRIS debba fare la certificazione, non è che deve arrivare lì, svolge. "Elabora con metodologie scientifiche i dati di filiera dei settori agricolo, agro-industriale e forestale, e redige appositi rapporti". "Svolge attività di formazione" - anche qui - "alta formazione di studenti", si dice "anche in collaborazione con le università", io vorrei capire ma l'alta formazione e la formazione, se stiamo predisponendo un'agenzia di questo genere, se non la si fa con l'università con chi la si vuol fare? Certo forse sarebbe stato meglio specificare con quali università, perché qui non è scritto, e quando abbiamo investito 50 milioni di euro per la formazione, l'alta formazione dei tremila laureati sardi, abbiamo già deciso che quella alta formazione non si fa in Sardegna, è già deciso, in legge, che non si fa in Sardegna, come se le università sarde avessero la peste, non fossero in grado di fornire alta formazione, non dico in tutti i settori ma in alcuni settori, e anche qui non è chiaro. "L'Agenzia può, sulla base di convenzioni quadro approvate dalla Giunta regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con agenzie, enti regionali, enti locali e altre pubbliche amministrazioni", gratis? A pagamento? Come si svolge questo rapporto?
MARROCU (D.S.). Come è sempre avvenuto. Cosa c'è di strano?
DIANA (A.N.). Così, non c'è niente di strano, ma infatti non c'è niente di strano, basta dire che l'AGRIS si pone come un soggetto commerciale sul mercato, questo c'è scritto, onorevole Marrocu, l'AGRIS diventa un qualsiasi soggetto, è a totale capitale pubblico, è un'agenzia della Regione Sardegna, però svolge anche funzioni, forse come l'istituto di Teramo, probabilmente, ci si rivolge anche la Sardegna, ma è un livello istituzionale un po' più ampio mi pare. Voglio dire, io non sono contrario a tutte le cose che sono menzionate qua, ci mancherebbe altro sono cose di una ovvietà scontata, unica, "svolge poi attività tecnico-scientifiche a supporto delle funzioni fito sanitarie regionali", cioè dell'attività che rimane in capo all'Assessorato dell'ambiente? Perché se tutto quello che questa AGRIS deve fare, tutelare e valorizzare la biodiversità vegetale ed animale, nell'articolo 10 poi noi andremo a vedere chi è, o nell'articolo 11 meglio, il comitato scientifico, e ritroviamo, lo ripeto per l'ennesima volta, che l'Assessorato dell'ambiente non è assolutamente coinvolto; dimentichiamo, forse, che la materia forestale in Sardegna al contrario di quello che succede a livello nazionale, e in altre Regioni, la materia forestale non è in capo all'Assessorato dell'agricoltura ma è in capo all'Assessorato dell'ambiente? Forse sarebbe stato meglio prevedere anche, legittimo, che ci sia una modifica, che tutta la materia forestale, quella produttiva intendo, vada in capo all'Assessorato dell'agricoltura. A livello nazionale, il Ministero delle politiche agricole svolge anche le funzioni relative alla forestazione. In Sardegna è diverso, è tutto diverso, completamente, perché l'Assessorato dell'ambiente ha un'impostazione decisamente proiettata verso la forestazione, verso le biodiversità, verso la tutela ambientale; nel comitato scientifico mi viene difficile pensare che non possa essere presente l'Assessore dell'ambiente, o il direttore generale dell'Assessorato dell'ambiente, o il responsabile del servizio preposto per questi scopi. Insomma, per dire che, con maggiore attenzione, con maggiore oculatezza, forse si sarebbe potuto trovare il modo, certamente non quello di creare un'agenzia, ma quello di creare dei dipartimenti all'interno di un ente unico, l'abbiamo detto tante volte, ma certamente la funzione che si vuole definire all'agenzia AGRIS, ho il vago sospetto, che darà poco supporto agli agricoltori sardi e alle aziende sarde.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Premesso che, come ho ripetuto anche prima, noi non siamo d'accordo così come è stata impostata la organizzazione del personale degli enti in agricoltura. Però io voglio così tentare di fare un ragionamento per convincere la Giunta e l'Aula, insomma, che le cose che stiamo dicendo hanno un fondamento effettivamente per dire che, da parte nostra, c'è la preoccupazione che noi stiamo andando verso il fallimento di una riforma. Quando dico questo, io non parlo soprattutto delle cose che sono contenute dentro questa legge di riforma e, nel caso specifico, all'articolo 9 della legge, dove parla di funzioni della agenzia AGRIS della Sardegna. Perché, in linea di massima, sulla base dell'impostazione che voi avete dato alla legge, sono cose anche ovvie quelle che sono contenute nell'articolo 9, però io mi pongo un altro problema partendo dalle difficoltà che ci sono state in passato per far funzionare bene, diciamo, gli enti, ma soprattutto il rapporto che c'era fra l'Assessorato dell'agricoltura e gli enti. Perché credo che non sfugga a nessuno il fatto, insomma, che c'è stato un problema di coordinamento vero fra l'Assessorato e gli ispettorati agrari, e poi gli enti in agricoltura, soprattutto l'ERSAT, che è il corpo più grande, quello che ha le maggiori professionalità e che è quello più presente nel territorio, in tutto il territorio della Sardegna.
Allora abbiamo constatato effettivamente, insomma, che questo collegamento, diciamo, non c'è mai stato, insomma, e questo ha creato dei problemi, probabilmente, anche dal punto di vista del coordinamento regionale, forse qualcosa è mancata, abbiamo visto, per dire, che le istruttorie delle pratiche agricole prima passavano all'ERSAT, poi l'istruttoria dell'ERSAT doveva passare al vaglio degli ispettorati, magari gli ispettorati, per tutta una serie di motivazioni, non condividevano la istruttoria fatta dall'ERSAT, che tornavano indietro, insomma, si perdeva tempo, si perdevano i finanziamenti, si sono allungati i tempi per la spendita delle risorse, quindi ci sono stati un sacco di problemi che hanno penalizzato fortissimamente l'agricoltura. Non è che la crisi dell'agricoltura dipenda solo da questo, però, questo è stato un contributo per il rallentamento della crescita dello sviluppo agricolo in Sardegna.
Allora, Assessore, io oggi mi chiedo: " Ma il ruolo degli ispettorati agrari quale sarà nel prossimo futuro?". Perché noi stiamo dando pezzi di competenze a queste agenzie regionali, all'AGRIS e alla LAORE, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza. Oggi, praticamente, il problema che ha caratterizzato un funzionamento inadeguato degli enti agricoli, cioè, qui, non vediamo che c'è un collegamento vero fra l'Assessorato e gli enti, fra gli ispettorati agrari. Che fine faranno gli ispettorati agrari? Continueranno ad avere una supervisione nei confronti di questi enti, come è stato fino adesso? Il personale dell'ispettorato, cosa farà? Cioè, ci sono delle carenze. Io sto tentando di fare uno sforzo per capire, per vedere tutto quello che non è contenuto all'interno della proposta, in particolare dell'articolo 9. Perché, praticamente, noi rischiamo, una volta che abbiamo approvato questa legge di riforma, di non riuscire ad avere quella interconnessione che ci sarebbe e che ci doveva essere fra gli enti o le agenzie e l'ispettorato, e quindi l'Assessorato stesso.
Quindi, io vedo, ancora lo dico, questa è un'idea che ho, ma più che un'idea è una convinzione che ho, secondo me, questi enti, queste agenzie che noi stiamo approvando non riusciranno ad avvicinare l'utente, cioè l'agricoltore, il pastore, il mondo agricolo alle istituzioni. E lo dimostra il fatto che c'è oggi un grande disinteresse da parte della gente. A me preoccupa molto, perché io ho tentato di sondare nei giorni scorsi il mondo agricolo e pastorale per vedere qual è il parere su questa riforma che noi stiamo approvando. Ma c'è un disinteresse che fa paura. Eppure stiamo approvando una legge di riforma che dovrebbe cambiare l'agricoltura, che dovrebbe avere un ruolo importante per il prossimo futuro del mondo agricolo e pastorale in Sardegna.
Quindi, se è vero com'è vero che, praticamente, non c'è oggi un interesse da parte di nessuno, è come se questa cosa non li riguardasse, evidentemente, questa cosa che noi stiamo facendo, la gente ancora la sente come una cosa lontana, che non è vicina ai problemi della gente. E io, devo dire che la preoccupazione, la difficoltà che ha il mondo agricolo a capire questa legge che noi stiamo approvando, ce l'ho anch'io, perché io ho ancora l'idea che, probabilmente, quello che noi stiamo approvando è una cosa che non incide ancora realmente sullo sviluppo agricolo. Cioè, quel distacco che c'è stato fino adesso fra il mondo agricolo e le istituzioni, probabilmente, qui non solo diminuirà, ma c'è il rischio che aumenti ancora. Quindi, io credo che noi dobbiamo fare uno sforzo per far funzionare tutto il sistema, perché probabilmente noi stiamo tentando di far portare e mandare avanti una parte del sistema, ma stiamo eventualmente trascurando altre parti che sono importanti della riforma.
Allora, io vorrei capire, vorrei sapere dalla Giunta come intende uniformare l'universo-mondo degli enti agricoli, come si pensa che si possano superare i problemi veri del mondo agricolo, che sono quelli della ricerca, dei problemi che ha appunto il mondo agricolo, cioè, come si può migliorare dal punto di vista tecnico sulla base di una ricerca che sia a contatto con chi produce, e che quindi il mondo della produzione si possa avvalere di questi strumenti che sono importanti per migliorare i livelli qualitativi, i livelli produttivi delle stesse aziende. Io lo vedo questo distacco, io ho la preoccupazione che quello che noi stiamo approvando non vada in questa direzione, che praticamente ci sia ancora il problema che l'azienda agricola non avrà la possibilità di avere grandi vantaggi dalla riforma dell'ente che noi stiamo approvando. Quindi non è detto come si deve rapportare la nuova struttura organizzativa, l'Agenzia, nei confronti del mondo delle produzioni. Questo è un aspetto che non è chiaro neanche all'interno della riforma e tutto mi sembra che sia un po' vago, come lo è un po' tutta la riforma, ma in modo particolare lo è quello che noi stiamo facendo, che stiamo discutendo con questo articolo.
Quindi, io credo e mi auguro che questo Consiglio abbia, se ci dovesse essere la buona volontà di ascoltare e di confrontarsi fra di noi, probabilmente, c'è ancora la possibilità di fare, di introdurre qualche miglioramento alla legge stessa. Perché, se così non fosse, noi rischiamo di approvare, se lo approveremo, un provvedimento che avrà scarsa incidenza nel mondo agricolo e pastorale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sull'articolo, Presidente.
PRESIDENTE. Doveva iscriversi prima, onorevole Artizzu. Se si deve iscrivere sulla discussione dell'articolo, si deve iscrivere col primo intervento.
ARTIZZU (A.N.). Parlo sugli emendamenti. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Presidente, volevo proprio rapidamente dare due risposte a questioni che sono state poste una dall'onorevole Ladu e l'altra dall'onorevole Diana.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, se dà i pareri è meglio.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Sì, ma proprio telegraficamente. Poi darò anche i pareri. L'onorevole Ladu poneva un problema importante, cioè poneva il problema che chi svolgerà le funzioni che oggi vengono svolte, lui li chiamava gli ispettorati agrari, si chiamano servizi dipartimentali dell'agricoltura. Ecco, queste funzioni gestionali, assieme alle funzioni gestionali che svolge l'ERSAT, che svolgono anche in parte settori dell'Assessorato, verranno svolte tutte dall'ARGEA, che è l'Agenzia che si occuperà di gestione e dei pagamenti. L'altro problema che poneva l'onorevole Diana, cioè dell'opportunità di trasferire le competenze in materia forestale in capo all'Assessorato dell'agricoltura, come del resto avviene in campo nazionale per il Ministero dell'agricoltura, questa ipotesi che noi condividiamo implicherebbe una modifica della legge 1, che non possiamo certo fare in questa sede.
Per quanto riguarda il parere sugli emendamenti, sull'emendamento numero 23 il parere è negativo, sull'emendamento numero 24 è negativo, sull'emendamento numero 25 è positivo, sull'emendamento numero 26 è negativo, sull'emendamento numero 27 negativo, sull'emendamento numero 28 è negativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Metto in votazione l'emendamento numero 23.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. In effetti, dopo aver ascoltato gli interventi molto più qualificati del mio, che mi hanno preceduto, non resta davvero che sostenere la necessità di un'abrogazione di un articolo che contiene degli elementi che destano forte preoccupazione e grandi perplessità sul ruolo, sull'esistenza stessa di quest'Agenzia, sul compito che questa Agenzia dovrebbe svolgere e sulle premesse poco rassicuranti sulle quali questa Agenzia si basa. In effetti, come alcuni colleghi prima di me hanno avuto modo di evidenziare, è proprio il metodo che la Giunta regionale ha seguito, che sono convinto, suo malgrado, l'Assessore sia stato indotto, non voglio utilizzare la parola "costretto", a seguire saltando completamente una parte che è indispensabile nella funzione legislativa, ma anche nella funzione di quello che è il potere esecutivo, cioè quello della predisposizione di provvedimenti che poi diventeranno leggi. E mi sto riferendo, Assessore, alla parte della concertazione. La parte della concertazione che, colleghe e colleghi, è evidentemente venuta a mancare riguardo a questa legge di riordino che, in realtà non è un riordino, è un totale stravolgimento verso un obiettivo discutibile del settore agricolo sardo e vede, Assessore, che sia venuta a mancare la concertazione in tutta la fase di elaborazione di questa legge, non lo dice un modesto consigliere di opposizione come me, non lo dicono gli autorevoli consiglieri di opposizione che in questi giorni hanno preso la parola, non lo dicono le organizzazioni di destra o di centrodestra, ma il fatto che sia venuta totalmente a mancare, in modo gravissimo, la concertazione con le parti sociali, con le rappresentanze sindacali, con le rappresentanze di categoria, con gli agricoltori insomma, lo dice un sindacato che certamente non è di destra: la CISL. La CISL ha ufficialmente e pubblicamente denunciato che la Giunta regionale, nella elaborazione di questa riforma degli enti agricoli, non ha voluto ascoltare la voce del sindacato, la CISL lo ha dichiarato in diverse occasioni pubblicamente…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 23 che è un emendamento soppressivo dell'intero articolo 9, il cui articolo 9 dà definizione dell'esistenza di questa nuova, chiamiamola "nuova ERA". Noi, prima della soppressione avvenuta con l'approvazione dell'articolo 7 della precedente ERA Sardegna, siamo passati ora con l'articolo 9, a far debuttare, se verrà approvato questo articolo 9, questa nuova ERA. E' evidente che, da un punto di vista geologico, le ere si misuravano in milioni di anni, è evidente che, da un punto di vista storico, le differenze di era si misuravano in migliaia di anni, qui siamo di fronte a due nuove ere che davvero si confrontano nel giro di pochi minuti, ed è spaventoso, quindi, questo ritmo di accelerazione che la Sardegna oggi sta subendo attraverso questa riforma. Vorrei dire che, dentro l'articolo 9, c'è anche la definizione, affidata sempre a questa "AGRIS", a questa nuova agenzia, della cosiddetta "formazione" e "dell'alta formazione" distinguendo appunto i due tasselli di formazione. Forse ci siamo dimenticati che, nella Regione Sardegna, esistono degli enti di formazione professionale proprio per l'agricoltura, e in particolare la Regione Sardegna è compartecipe della CIFDA ,che è un ente consorziato con la Regione Sicilia; forse bene avremmo fatto, proprio perché l'Assessore dell'agricoltura è componente di quel consorzio, a sopprimere anche questo ente di formazione costituito con la Regione Sicilia, per dar senso alla lettera f) dall'articolo 9 che invece affida la nuova formazione e l'alta formazione a questa nuova agenzia regionale che è una parte, un terzo, di quella vecchia intuizione che voleva essere un unico ente e che invece, unico ente, poi alla fine non è stato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la votazione elettronica.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica, prego i colleghi di prendere posto, si vota l'emendamento soppressivo totale numero 23 per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il parere contrario.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - RASSU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 2
Contrari 38
CAPPAI (U.D.C.). Non c'è il numero legale…. Quanto dobbiamo aspettare per dichiarare la votazione?
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, lei dovrebbe sapere bene cosa stiamo aspettando, stiamo controllando la votazione.
Abbiamo completato, non è presente il numero legale, i lavori si aggiornano alle 22 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 44, viene ripresa alle ore 22 e 15.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, solo per chiedere la votazione con scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di predisposti alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.
(Segue la votazione)
(A causa del malfunzionamento del sistema elettronico, manca il tabulato con i nomi dei consiglieri ed il relativo voto.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 48
Astenuto 1
Maggioranza 21
Favorevoli 8
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). L'emendamento numero 25, quindi, è accolto?
PRESIDENTE. Sì.
DIANA (A.N.). Grazie.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 29, gli emendamenti aggiuntivi numero 30 e 31. (Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10
Organi dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. Sono organi dell'Agenzia AGRIS Sardegna:
a) il direttore generale;
b) il comitato scientifico;
c) il collegio dei revisori dei conti.
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPPAI - ARTIZZU - VARGIU - LADU - CAPELLI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 10
L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
"Art. 10
Organi
1. Sono organi dell'Ente:
a) il presidente;
b) il consiglio di amministrazione;
c) il collegio dei revisori dei conti.". (29)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - LADU - DIANA - CAPELLI - ARTIZZU - VARGIU - RASSU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 10
All'articolo 10 è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. Gli uffici dell'Agenzia sono:
a) la direzione generale;
b) i dipartimenti e/o servizi e le loro articolazioni organizzative.". (30)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - VARGIU - CAPPAI - LADU - RASSU - CAPELLI - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 10 è inserito il seguente:
"Art. 10 bis
Presidente
1. Il presidente, nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, è il rappresentante legale dell'Ente e dura in carica cinque anni.
2. Il presidente convoca e presiede il consiglio di amministrazione e vigila sull'esecuzione delle relative deliberazioni.
3. Il presidente, in casi straordinari, può assumere deliberazioni d'urgenza, che devono essere sottoposte a ratifica nella prima seduta successiva del consiglio di amministrazione, altrimenti si intendono revocate e restano prive di effetti". (31).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 29 e 31 sono decaduti.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente e colleghi del Consiglio, sull'articolo 10 è possibile svolgere la riflessione che abbiamo posto alla base di diversi emendamenti presentati dal centrodestra e che sono stati, durante la fase di verifica in Commissione, considerati tutti nello stesso modo perché proponevano di modificare il tipo di intervento da quello attraverso le agenzie a quello con gli enti. Io comprendo qual è stata la riflessione che ha portato il Governo regionale a privilegiare le agenzie rispetto agli enti, però rispetto a questa riflessione, rispetto a questa considerazione, che ha senz'altro consentito una scelta tra due diversi strumenti e quindi ha, comunque, scelto lo strumento che fosse più fisiologico e più funzionale rispetto a quelli che erano gli obiettivi che la Giunta regionale e il Governo regionale si ponevano, però, ecco, su questa valutazione noi abbiamo posto l'accento, con i nostri emendamenti, su alcune contraddizioni intrinseche che ci sono in questa scelta, perché è vero che la scelta dell'agenzia comporta l'utilizzo di uno strumento che è più direttamente maneggevole, nel senso che è più rapportato direttamente con la Giunta. Nel caso in esame le agenzie sono dotate soltanto di un direttore generale, sono poi organizzate per dipartimenti al loro interno, i direttori generali sono tre, i direttori generali si raccordano direttamente con la Giunta. Pertanto le agenzie diventano degli strumenti operativi diretti alle dipendenze della Giunta, quindi il rapporto tra la Giunta e le agenzie non è mediato in nessun modo. Se noi avessimo scelto la strada degli enti, gli enti portavano l'appesantimento dei consigli di amministrazione. Però l'appesantimento dei consigli di amministrazione ha in sé un'unica cosa positiva, cioè quella che consente un'autonomia organizzativa della struttura, perché mentre una struttura che è gestita esclusivamente da un direttore generale ha - è vero - la capacità di agire e, quindi, la capacità di essere strumento assai più elastico delle volontà politiche della Giunta, però, d'altro lato, non ha il vantaggio di avere una propria politica autonoma che è garantita dalla presenza del consiglio di amministrazione. Quindi la scelta è chiara. La scelta è perché le tre agenzie non abbiano una loro autonomia decisionale e non abbiano in nessun modo la possibilità di programmare una loro attività rispetto agli input che arrivano direttamente dalla Giunta regionale. E' una scelta di tipo politico, quindi è una scelta che voi vi assumete la responsabilità di garantire nella propria funzionalità, ma è una scelta che, comunque, è assolutamente di competenza della maggioranza che se la vuole realizzare. Però, se questa è la scelta, allora vale ancora di più l'obiezione che molti di noi vi hanno posto durante questo dibattito e cioè: se l'idea è quella di avere degli strumenti che siano funzionali alle politiche della Giunta (politiche che, abbiamo visto durante il dibattito, noi non conosciamo, ma comunque sia ci vogliono strumenti funzionali), quindi se l'idea è questa, perché tre diverse agenzie? Perché, alla fine, se voi leggete le abbiamo appena lette con l'articolo 9 e le leggeremo negli articoli successivi per quanto riguarda la LAORE, le due Agenzie AGRIS e LAORE hanno competenze che sono abbastanza intrecciate tra di loro, tant'è che quando voi parlate dei comitati scientifici (lo vedremo negli articoli successivi, magari anticipandolo evito di ritornarci), voi prevedete che all'interno del comitato tecnico scientifico di LAORE ci sia un esponente di AGRIS e prevedete che all'interno di AGRIS ci sia un esponente, un rappresentante di LAORE. Questo a dimostrare che, in realtà, almeno AGRIS e LAORE, forse lo stesso non vale per l'ARGEA che però ha compiti talmente specifici che difficilmente questi compiti potevano non essere ricompresi all'interno di una struttura unica costituendo il dipartimento di questa struttura, ma per quanto riguarda LAORE e AGRIS sicuramente queste considerazioni valgono e sicuramente non si comprende, nel momento in cui si va verso una dipendenza funzionale più forte tra la Giunta e le agenzie, perché le agenzie debbano essere tre e non una soltanto.
Un'altra cosa che non si comprende è perché, quando voi avete parlato di agenzie in altre situazioni, in altre circostanze, avete avuto sempre un'attenzione notevole al programma che l'agenzia stessa si dava, nel senso che è evidente che qualcuno che debba controllare l'attività dell'agenzia, anzi delle tre agenzie che saranno operative con questa legge, debba esserci. L'unico controllore è in questo momento la Giunta o il comitato scientifico, nel caso di AGRIS, tecnico, nel caso di LAORE. Però se poi voi andate a verificare qual è la composizione dei vari comitati, il comitato scientifico di AGRIS di scientifico ha tutto sommato abbastanza poco, e il comitato tecnico di LAORE di tecnico ha abbastanza poco, nel senso che non sono dei comitati che si possono configurare come sostitutivi del ruolo del consiglio di amministrazione. Ovviamente il ruolo del consiglio di amministrazione avrebbe garantito un'autonomia decisionale e quindi una linea dell'agenzia che è una linea strumentale, è vero, a quelle che sono le iniziative dell'Assessorato, ma è una linea in cui, nell'ambito dei compiti dell'Assessorato, l'ente, l'agenzia (l'ente, in quel caso) avrebbe avuto una propria autonomia. E' evidente che invece, in questo caso, l'autonomia non esiste, nel senso che l'autonomia è negata, però sarebbe stato importante, allora, prevedere che, al posto del Consiglio di amministrazione che non esiste, ci fosse perlomeno un atto di programmazione annuale, e magari anche poliennale, dell'attività dell'agenzia che in qualche maniera passasse sotto il vaglio del comitato scientifico e dovesse essere approvato dalla Giunta e magari nel momento in cui veniva approvato dalla Giunta fosse portato anche all'attenzione del Consiglio. Nel senso che, è vero che le agenzie, voi dite, devono avere un'azione strettamente strumentale rispetto all'iniziativa politica e programmatica della Giunta regionale, ma vero anche è che, se prevedete degli organismi di controllo come i comitati tecnici o come i comitati scientifici, diventa ragionevole pensare che questi comitati qualcosa controllino, qualcosa verifichino, di qualcosa entrino nel merito, e di che cosa possono entrare nel merito se le agenzie non fanno un programma annuale in cui annunciano qual è l'attività prevista in quell'anno, quali sono gli obiettivi che l'agenzia si pone in quell'anno, quali sono le metodologie, quali sono le energie che l'agenzia stessa ha in mente di mettere in campo nel corso dell'annualità a cui si riferisce il programma? Quindi, insomma, il ragionamento, credo di non essere pregiudizialmente contrario al fatto che ci sia una dipendenza diretta tra le agenzie e l'Assessorato, sarei però soddisfatto se ci fossero degli elementi di controllo delle attività delle agenzie che fossero oggettivi e che potessero essere anche elementi all'attenzione della politica. Perché, quando noi, eventualmente, avessimo proposto, vi è stato fatto osservare anche nelle leggi precedenti che non l'abbiamo fatto, quando si è parlato di collegio dei revisori dei conti, quando si è parlato di organi di controllo, che ci fossero delle nomine consiliari, beh, il fatto di fare delle nomine consiliari è sostituito dalla pubblicità totale degli atti che si riferiscono all'agenzia o che si riferiscono all'azienda nel caso della legge sugli IACP. Nel senso che il controllo politico sull'attività di programmazione e anche sull'attività di gestione deve avvenire attraverso degli strumenti che sono messi a disposizione dalla politica. Un tempo, quando il Consiglio entrava in compiti di gestione, erroneamente, questo avveniva attraverso nomine consiliari, ma in qualche misura deve avvenire, quindi, resta comunque un problema aperto che all'interno di questo articolo di legge non è risolto e non è risolto neanche negli articoli successivi della legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, voglio all'inizio di questo mio breve intervento approfittare della presenza in aula del Presidente della Regione, finalmente tra noi, Presidente della Regione, le cui Epifanie al Consiglio regionale si stanno facendo sempre più rare... Presidente… grazie... Dicevo che la ringraziavo per la sua presenza qui tra noi, anche perché è un privilegio che ci capita ormai sempre più raramente e sempre per lassi di tempo più brevi. Tant'è vero che ho parlato di Epifania, nel senso greco del termine, cioè della sua manifestazione dal carattere quasi sovrannaturale o praeter naturalem, al punto tale che, davvero, quando lei appare in quest'aula, Presidente, sembra di essere a Fatima e noi ci sentiamo tutti un po' Giacinto, Lucia e Francesco, pronti a ricevere la rivelazione.
Avevo avuto modo, nel mio precedente intervento, di sottolineare alcuni aspetti... c'è qualche problema?
FRAU (Progetto Sardegna). No, no, continui pure.
ARTIZZU (A.N.). Avevo avuto modo, nel mio precedente intervento, di sottolineare alcuni aspetti del dibattito, traendo spunto da interventi qualificati, ben più qualificati dei miei, che colleghi dell'opposizione avevano esposto, facendo rilevare, signor Presidente, tutte le incongruenze, tutte le inadeguatezze, tutte le carenze, tutte le manchevolezze che questo testo contiene e soprattutto, mi permetto io di aggiungere, tutte le carenze che lei ha voluto che questo testo avesse e dico ha voluto perché lei ha volutamente fatto mancare, nella fase di predisposizione di questa importante, corposa, storica riforma degli enti agricoli regionali, un momento davvero importante al quale credo che invece lei avrebbe fatto bene a riservare una maggiore attenzione.
Mi sto riferendo al momento del dialogo. della concertazione. del confronto. Dicevo che il fatto che questo confronto sia mancato totalmente e in modo, mi permetta, colpevole da parte sua e della Giunta, lo ha evidenziato non un modesto esponente dell'opposizione, non il mio partito, non soltanto il mio Gruppo, non soltanto i colleghi dell'opposizione intera, ma un sindacato che certo non può essere sospettato di particolari simpatie per la destra né di particolari antipatie per la sua persona o per il suo operato: la CISL. La CISL ha denunciato pubblicamente, in alcuni incontri, non so se ad alcuni di questi lei ha avuto modo di partecipare, ma ha scritto soprattutto che effettivamente il sindacato non è stato nemmeno ascoltato. Allora, le leggo testualmente una frase scritta dal segretario generale che dice innanzitutto appunto "non sono stati ascoltati i sindacati, non è stata ascoltata la CISL", non so se qualche altro sindacato abbia avuto più fortuna, e scrive il segretario regionale "è un fatto singolare, mai accaduto finora, che ancora una volta limita la partecipazione e il contributo delle organizzazioni sindacali confederali al processo di riforma in atto che interessa ben 1.800 lavoratori occupati nei diversi enti agricoli". Allora, Presidente, si è discusso in questi giorni, lei era assente sicuramente impegnato in faccende molto importanti, si è discusso sul fatto che questa riforma degli enti agricoli, in realtà, non è soltanto una riforma degli enti agricoli, non è soltanto uno smembramento di ciò che esisteva prima e l'istituzione di tre nuove agenzie, ma è un tassello importante di quella riforma complessiva della macchina regionale, a cui lei, col suo stile rispettabile, da noi assolutamente non condiviso, ha posto mano. E cioè, lei dimostra ancora una volta, con questa riforma degli enti agricoli, di considerare l'amministrazione regionale e la Regione che lei presiede sempre meno una questione di partecipazione generale, di partecipazione democratica e sempre più una questione da gestire esclusivamente con la propria testa e con le proprie mani. Tanto è vero che lei ha disegnato queste agenzie, Presidente, in un modo tale da averne completamente il controllo, lei ha fatto in modo, Presidente, in queste agenzie che, all'interno di esse, non potessero avere voce quelle rappresentanze intermedie, non potessero avere voce, o l'avessero il meno possibile, i rappresentanti del mondo agricolo, non potesse avere voce il Consiglio regionale, signor Presidente! Lei ha fatto di queste agenzie uno strumento esclusivamente nelle sue mani. Io capisco quanto questo possa essere rispondente alla sua concezione, peraltro abbastanza aderente alla riforma elettorale, in base alla quale lei è stato eletto, di un accentramento dei poteri che però dovrebbe indirizzare la macchina regionale verso uno snellimento della macchina burocratica, verso un alleggerimento della macchina burocratica per consentire procedure più veloci, meno poltrone, meno fabbriche di poltrone di sottogoverno e meno sprechi e che si ferma invece soltanto alla prima parte, l'accentramento dei poteri nel Presidente della Giunta regionale, perché abbiamo dimostrato, e lei avrebbe, secondo me, fatto bene ad ascoltare questo dibattito, abbiano dimostrato che non è vero che si pone mano agli sprechi, men che meno è vero che si pone mano alla fine della fabbrica di poltrone di sottogoverno, Presidente, che anzi vengono aumentate per poterle dar modo, sempre sotto il suo diretto controllo, di moltiplicare i posti di sottogoverno, di controllare ancora meglio sempre con persone scelte esclusivamente dalla sua sensibilità amministrativa. Allora, se questo è il modo di intendere il ruolo del Presidente della Regione che la riforma elettorale, per la prima volta applicata in Sardegna ha delineato, se questo è il modo di intendere l'alleggerimento della burocrazia in favore di procedure più snelle, in favore di una cessazione di sprechi, in favore di una struttura burocratica più leggera, beh, credo Presidente, che lei ancora una volta abbia perso una buona, ottima occasione per dimostrare che intende svolgere il suo ruolo di Presidente della Regione con una sensibilità democratica degna di essere considerata come tale.
Allora, a proposito di queste agenzie, e mi avvio a conclusione, Presidente, perché tanto penso che a lei non interessi molto quello che io sto dicendo, allora mi preme sottolineare come manchi il coordinamento, ed è stato già ripetuto più volte tra le stesse agenzie, non solo, ma manca anche il coordinamento tra le agenzie, istituite da questa riforma, e la struttura della Regione, manca il coordinamento tra le agenzie e gli Assessorati ed è appena disegnato una specie di raccordo e di coordinamento peraltro tutto da verificare tra le agenzie e il mondo accademico che dovrebbe sviluppare la ricerca. Vediamo in queste agenzie una mortificazione della centralità del territorio, vediamo in queste agenzie un totale disinteresse verso il principio di sussidiarietà, vediamo in queste agenzie e nella filosofia che le ispira, un totale disinteresse verso i progetti di sviluppo locale, per non parlare, ma lo farò anche nel mio prossimo intervento, della sorte che subisce il personale. La CISL denunciava la propria preoccupazione, la preoccupazione di un sindacato confederale per la sorte di circa 1800 lavoratori ai quali, a dire il vero, bisogna aggiungere anche almeno altri 350 lavoratori che lavorano attualmente e continueranno a farlo in convenzione, non ci sono garanzie per questi lavoratori, lei di questi lavoratori si è preoccupato molto poco perché non hanno la garanzia di essere dipendenti di un ente regionale e non hanno la garanzia di essere dipendenti della Regione, ma rimangono appesi a una contrattazione che non è certamente per loro favorevole.
Rimangono ancora una volta invischiati, vittime, stritolati da questo meccanismo che lei ha messo in moto considerando assolutamente non suscettibile di discussione, non suscettibile di discussione, che infatti non l'ha assolutamente interessata questa discussione tant'è vero che per la prima volta si presenta all'aula la sua riforma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.
E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, non interverrò perché voglio lasciare liberi i colleghi del centrosinistra di continuare a fare i "cogodiani", interverrò su qualche emendamento così acceleriamo i tempi. Non fate i maleducati!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, benché anche se accompagnati da questi simpatici rumori che a me richiamano i fuochi d'artificio di "Santa Mariedda" che in questo momento stanno a Senorbì riempiendo (è a Senorbì, "Santa Mariedda"), credo che vada detta una cosa importante, con l'approvazione dell'articolo 30 della legge numero 7, appena, anzi poco più di un anno fa, l'intuizione della Giunta regionale fu quella di individuare l'ente come strumento sostitutivo degli enti regionali che andavano soppressi. Oggi, a distanza appunto di poco più di un anno, quella intuizione abbandona l'ERA Sardegna e definisce tre nuove agenzie, il mio collega Pierpaolo Vargiu si chiedeva: ma perché tre e non una? Ha posto una domanda che, a mio giudizio, è importante, che richiama quello che era un grande mistero. Quando eravamo piccolini, io ricordo che una delle cose che maggiormente mi intristiva proprio nell'affrontare l'esame per la prima comunione, era proprio questo mistero, riuscire a capire questa grande espressione di fede che però veniva rappresentata in maniera molto simbolica e che quasi devo ricordare, incuteva un po' di paura soprattutto nei bambini, era un triangolo con dentro un occhio, ricordo che questa cosa me la misero anche in camera tra l'altro. Questo triangolo con un occhio centrale aveva un significato preciso, i tre lati del triangolo in effetti si identificavano con questo grande occhio che rappresentava tutto e quindi un po' questo è il ragionamento che noi facciamo, ma non è che queste tre agenzie davvero siano rappresentate da un grande occhio che supervisiona tutto e che gestisce tutto e che i tre lati di questo triangolo davvero debbano rispondere a questo occhio, molto aperto tra l'altro, e quindi vivissimo, guizzante, senza occhiali, dieci decimi di diottrie, per capire evidentemente che questo controllo è ciò che noi tutti non vorremmo. Non è auspicabile che lo strumento di agenzia, che deve essere uno strumento snello, uno strumento agile ma anche funzionalmente indipendente e autonomo debba invece, in maniera inusitata, rispondere ad una logica unica.
Ecco, qui forse è la vera differenza fra ciò che noi diciamo e ciò che il Consiglio oggi non vuole capire, per quale motivo dobbiamo far sì che il direttore generale venga nominato da questo occhio benevolo che sovrintende i tre lati di queste agenzie? Non sarebbe più opportuno che ci fosse un sistema un meccanismo che davvero desse maggiore chiarezza e maggiori regole anche democratiche e che davvero questa auspicata autonomia funzionale potesse in maniera concreta risolversi attraverso delle agenzie che rispondano a quello che è il requisito essenziale? Il presidente Soru, l'ho detto anche ieri, aveva in maniera molto precisa definito la intuizione delle tre agenzie dicendo "in questo modo avviciniamo al mondo delle campagne l'assistenza", e quindi il mondo delle campagne che davvero ha bisogno di assistenza, ha bisogno di ricerca, ha bisogno di formazione, ha bisogno di tutte le cose che probabilmente le agenzie sono deputate a erogare, non può questo mondo delle campagne pensare che alla fine il disegno sia unico. Allora se davvero esiste il dialogo, se davvero esiste la possibilità di fare le leggi insieme, perché non concretamente accogliere che questo articolo venga soppresso e che venga sostituito in modo tale che queste tre agenzie abbiano il requisito che meritano di avere, che sono quelle di strumenti funzionalmente autonomi, indipendenti e vicini davvero al mondo delle campagne, lo definisce il presidente Soru, al mondo dell'agricoltura, diciamo noi in maniera più ampia che però risponde a un'esigenza sentita, avvertita.
(Interruzione)
Il direttore non lo nominerà il presidente Soru, lo nominerà, evidentemente, chi lo dovrà nominare, troveremo dei meccanismi che siano concertati, che siano diversi, potrebbe essere questo Consiglio a nominare anche i direttori generali, chissà chi potrebbe essere. Però, questo occhio che riempie questo triangolo e che, davvero, incuteva paura a me che ero piccolino, non vorrei che continuasse, oggi, a distanza di una vita, cinquant'anni diciamo circa, continui davvero ad incutere questo terrore che, in maniera forse non più rispondente a quella logica, oggi non avrebbe significato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Il parere sull'emendamento numero 30 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 10.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. E' vero, siamo tutti stanchi, mi diceva l'onorevole Uras, collega e Questore, non è giusto che si lavori diciotto ore al giorno e, quindi, se non ce la facciamo, andiamo a domani mattina. Io sono convinto che ce la facciamo. Però, consentiteci almeno di esprimere qualche commento sulle cose. Come voi sapete, io ero il primo firmatario del primo emendamento all'articolo 1, quello che diceva che il centrodestra era per l'ente unico e non per le agenzie. Quindi tutti gli emendamenti conseguenti sono decaduti. Condividendo, però, la vostra impostazione dell'articolo 10, che definisce che organi dell'agenzia sono il direttore generale, poi, non condivido, il comitato scientifico e il collegio dei revisori dei conti. Mi sono permesso di presentare un emendamento per vedere se veniva o meno letto e, diciamo, esaminato dal Presidente della Commissione e dall'Assessore. Io penso che nessuno abbia letto questo emendamento, perché condivide la scelta del direttore generale, condivide la scelta dei dipartimenti, però esprimete parere negativo. Guardate cosa dice l'emendamento numero 30: s"i aggiunge l'articolo 10 bis: "Gli uffici dell'agenzia sono: a) la direzione generale; b) i dipartimenti e/o servizi e le loro articolazioni organizzative". Mi dovete dire perché siete contrari a questo emendamento, me lo dovete spiegare! Ditemi che cosa c'è scritto di diverso da quello che voi volete fare.
(Interruzione)
Ma dai! E' che non leggete e che, purtroppo, è una legge blindata dal presidente Soru, non deve passare niente che il presidente Soru non voglia! E, quindi, cioè, qui, vi sto dicendo che gli uffici della direzione generale sono quelli, ci mancherebbe altro che il Direttore generale non avesse un ufficio, ci mancherebbe altro che il dipartimento non avesse un ufficio! Beh, non avete letto neanche l'emendamento, siccome era a firma della minoranza, lo avete bocciato. Questo è per sfottervi, eh!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Semplicemente, per dire anche questo, cioè 18, 20, 22 poi le leggi escono esattamente come possono. Perché chi svolge con consapevolezza anche questo tipo di attività, no? Nell'interesse della Sardegna e dei sardi, deve essere lucido, perché scrive leggi che condizionano la vita delle persone. E non si scrivono nottetempo, perché nottetempo si fanno schifezze e, poi, si condiziona, con schifo, la vita delle persone. E' così che anche l'onorevole Cappai, che è uno stimatissimo Questore, collega, amico personale, nei confronti del quale io ho la massima considerazione, confonde gli uffici con gli organi. (Di organi si potrebbe parlare molto a quest'ora!) Confonde gli uffici con gli organi, cioè con i soggetti che devono amministrare, organizzare il funzionamento degli enti e con le strutture che, invece, devono svolgere le funzioni sulla base delle direttive, degli indirizzi, delle disposizioni, delle prescrizioni e di quant'altro ci viene in mente, no?, che sono disposte dagli organi. E saranno organi anche fatti da un solo occhio, onorevole Pisano, da triangoli, compassi, grembiulini e quant'altro. Però, esistono da quando esistono le strutture, gli enti, le agenzie nell'ordinamento regionale e non solo regionale. E non è vero che è la prima volta che la Giunta, i Presidenti o gli Assessori controllano. Hanno sempre controllato. Quelli della precedente legislatura, come quelli di questa. E chi si è seduto su questi banchi ha contribuito a svolgere la funzione legislativa, spesso non ha controllato niente, ha lavorato per cercare le strade migliori, per rendere funzionante la Regione e non ha nominato consiglieri di amministrazione e neppure direttori generali né di società che gestiscono l'acqua né di enti lirici. Anzi, è rimasto fuori ad osservare, a dare le proprie valutazioni, a chiudere positivamente o negativamente anche le collaborazioni.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 31 è decaduto.
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 sono stati presentati gli emendamenti: sostitutivo totale numero 32, che è decaduto, il parziale 33 e l'aggiuntivo 34, che si sposta all'articolo 31.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti:
Art. 11
Comitato scientifico
1. Il comitato scientifico è l'organo di indirizzo e coordinamento della ricerca e sperimentazione ed elabora i programmi pluriennali e annuali; esso è composto da:
a) il direttore generale dell'AGRIS Sardegna, che lo presiede;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale;
c) due membri scelti fra i responsabili delle strutture di ricerca e i ricercatori dell'Agenzia, secondo i criteri e le modalità indicati nello statuto;
d) un rappresentante designato dall'Agenzia regionale LAORE- Sardegna;
e) tre esperti esterni altamente qualificati nelle materie di competenza dell'AGRIS Sardegna, di cui due indicati dalle Facoltà di agraria e medicina veterinaria dell'Università di Sassari.
2. I componenti del comitato scientifico sono nominati con decreto del Presidente della Regione previa conforme deliberazione della Giunta regionale.
3. Lo statuto dell'Agenzia disciplina il funzionamento del comitato scientifico.
4. Ai componenti del comitato scientifico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un gettone di presenza di 150 euro per seduta.
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPELLI - CAPPAI - LADU - ARTIZZU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
L'articolo 11 è sostituito dal seguente:
"Art. 11
Consiglio di amministrazione
1. Il consiglio di amministrazione è composto dal presidente e da quattro membri eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a due, tra docenti universitari, dirigenti o funzionari statali, regionali o dell'Unione europea, e altre personalità con riconosciute competenze relative alle funzioni e compiti dell'Ente.
2. Il consiglio di amministrazione dura in carica cinque anni e vigila sul buon andamento della gestione dell'Ente e sullo stato di attuazione dei programmi.
3. Il consiglio di amministrazione provvede agli atti necessari al perseguimento degli obiettivi istituzionali dell'Ente e, in particolare, adotta lo statuto.
4. Il consiglio di amministrazione approva:
a) il bilancio preventivo e consuntivo;
b) i programmi annuali e pluriennali di attività;
c) le piante organiche;
d) il regolamento interno dell'Ente.
4. Lo statuto può attribuire al consiglio di amministrazione ulteriori funzioni, fermo restando il principio di attribuzione ai dirigenti delle funzioni di gestione attiva di cui alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
5. Il consiglio di amministrazione si riunisce almeno una volta al mese.
6. Delle riunioni del consiglio di amministrazione è data comunicazione all'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, che ha facoltà di intervenire personalmente o a mezzo di un suo delegato.
7. .Per la validità delle sedute del consiglio di amministrazione è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti; per la validità delle deliberazioni è necessario il voto favorevole della maggioranza dei componenti; in caso di parità prevale il voto del presidente.". (32)
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 11
Il comma 4 dell'articolo 11 viene così sostituito:
"4. Ai componenti del comitato scientifico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un rimborso spese parificato a quello previsto contrattualmente per la dirigenza regionale". (33)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - LADU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 11 è aggiunto il seguente:
"Art. 11 bis
Collegio dei revisori dei conti
1. Il collegio dei revisori dei conti, nominato dalla Giunta regionale, è composto da tre membri scelti tra gli iscritti al registro dei revisori contabili e dura in carica tre anni.". (34)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 32 è decaduto, mentre l'emendamento numero 34, viene spostato all'articolo 31.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Siamo all'articolo 1, questo Comitato scientifico, non so se venga fuori da quel famoso occhio o dai famosi triangoli. La realtà è che, se facciamo un passo indietro e torniamo all'articolo 4, si dice testualmente che "la Consulta agricola, nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di indirizzo delle agenzie", quindi, la Consulta nasce con questo presupposto. Andiamo all'articolo 11 e il comitato scientifico dà altri indirizzi. Il comitato scientifico è l'organo di indirizzo. Beh, mettiamoci d'accordo, mi viene difficile pensare che la Consulta agricola, che ha una certa composizione, possa dare gli stessi indirizzi che vengono forniti, invece, dal comitato scientifico. Questo comitato scientifico che è composto dal direttore generale, un rappresentante dell'Assessorato, due membri scelti fra i responsabili delle strutture, interagisce con LAORE, cose molto belle insomma. Poi si arriva che ci sono tre esperti esterni, si fosse fermato lì, tre esperti esterni ancora ancora, il problema nasce quando questi tre esperti sono altamente qualificati. Professor Gessa, lei non ne può far parte. E' consigliere regionale e quindi non può essere fra quelli esperti, ma certamente immagino che per essere altamente esperti debbano essere almeno esperti quanto è esperto lei nelle sue funzioni, fuori da questo Consiglio regionale, non lo so quanti di questi esperti, altamente esperti, possa fornire la Sardegna. Ma se anche così fosse, ma vi pare che tre altamente esperti poi vadano a far riferimento ai componenti del comitato scientifico, al comma 4, quando questi, altamente esperti, dovrebbero prestare la loro opera con 150 euro al giorno?
Siccome abbiamo già modificato il precedente articolo dove si parlava di 150 euro, e mi pare che sia passata la proposta della minoranza che quei 150 euro sono onnicomprensivi. Io continuo a pensare che "altamente esperti" che lascino il loro lavoro, studi professionali, possano prestare la loro opera a 150 euro complessivi, perché dovrebbero farlo? Vedete, 150 euro sono esattamente 4.500 euro al mese, lordi naturalmente, onnicomprensivi, perché la prima cosa che uno pensa è : " Ma perché io che sono altamente esperto dovrei avere "45 per 12", 53 mila euro all'anno? Se lavorassi tutti i giorni e se fossi costantemente impegnato in un comitato scientifico che ha tutta una serie di incombenze, e poi scopre che funzioni, non altamente qualificate, ma mediamente qualificate, all'interno del comparto regionale godono di prebende estremamente più interessanti. Perché, se una professionalità altamente qualificata, parlo di docenti universitari, di grandi esperti, di managers di una certa dimensione, poi si debbono misurare con l'addetto stampa del Presidente della Giunta che, guarda caso, ci risulta abbia un'indennità di 113 mila euro all'anno. Beh, allora il professore dice: "Ma come, io sono altamente qualificato, quello non scrive nel Washington Post, non scrive in nessuna testata che sia di tiratura mondiale e deve avere un'indennità che è tripla della mia?". Beh, l'altamente qualificato ci pensa due volte, poi scopre che non è il solo e allora alla fine dice: "Ma io debbo andare a fare il componente di un comitato scientifico che deve dare gli indirizzi, guarda caso, che vengono già dati dalla Consulta!".
Il tutto per dire, colleghi, che questa legge, guardate, stiamo incolpando il Presidente, ma il Presidente non ha nessuna colpa, il Presidente ha, come dire, si avvale della vostra connivenza e collaborazione, e fa bene a farlo, è il Presidente! Le truppe seguono, cammellate o meno, però il problema è un altro: il Presidente ha creato un sistema di governo diverso, quella che qualcuno ha definito un'autocrazia modernizzante, è un sistema nuovo. La parola "autocrazia" viene digerita male, ma quando si dice che è modernizzante, rende tutto molto più chiaro, e questo sta succedendo. Ora, io sento molte accuse al Presidente, è ovvio che non può vedere tutto, neanche se fosse all'interno di quel famoso triangolo, onorevole Pisano. E' certo che, se fosse più presente in aula, ma non lo possiamo colpevolizzare per questo, probabilmente alcune cose forse le avremmo anche potute modificare. Forse non siamo più in tempo, anzi non lo siamo affatto, questa legge seguirà il percorso che hanno seguito tutte le altre leggi. L'onorevole Uras dice che a quest'ora non si approvano le leggi, guardi, onorevole Uras, io non sono vecchio della politica, una cosa però la so per certo: che le cose peggiori, ma anche le cose migliori in politica si sono fatte sempre nelle ore più tarde della giornata. Mai la mattina! Mai il pomeriggio! Sempre la sera tardi! E se era l'alba era ancora meglio! Allora, siccome la vostra maggioranza, nell'elezione del Presidente, nell'individuazione del vostro Presidente, è frutto dell'alba, non è frutto del pomeriggio, della mattina, no, è frutto di estenuanti albe e chissà quanti di voi, pochi a dir la verità, hanno partecipato, per cui voi dovete stare allineati e coperti, onorevole Uras, nel senso che si intende, nel senso militare, veramente allineati. Noi facciamo la nostra parte, qualche volta scherziamo, qualche volta facciamo ironia, qualche volta ci divertiamo, non battiamo mai i pugni sul tavolo, non scuotiamo i cestini della carta sotto i banconi dove siamo seduti. Queste intemperanze non le usiamo, non rientra nel nostro stile, forse non rientrano neanche nello stile del Presidente, anzi, sotto questo punto di vista, credo di essere certo che non rientrino nello stile del Presidente. Intendo il Presidente della Giunta, perché il Presidente del Consiglio, a dir la verità, il campanello forse lo avrebbe anche potuto suonare qualche volta. Non lo ha fatto stasera, credo che non si ripeterà più ciò che è successo mentre parlava l'onorevole Pisano, mi pare, anzi l'onorevole Artizzu, spero e credo che non succederà più, non è degno di questa Aula. Le proteste si possono anche manifestare in maniera diversa, per esempio prendendo la parola! E siccome la parola non la potete prendere, perché questo è un testo blindato, che sfugge al vostro controllo, ma rientra in quella famosa autocrazia modernizzante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente, cercherò di essere breve e di rispettare chiaramente quelle che sono le direttive della legge. Saluto il Presidente della Giunta regionale e la Giunta. Ecco io sono testardo di natura, un po', non molto, e torno sempre a sa pesada, narausu, cantadore onu a sa pesada torrada. In Commissione, ed anche nella mia relazione, ho tentato di dimostrare, ma non per partito preso, signor Presidente, ma solo ed esclusivamente una constatazione di fatto, che può essere anche sbagliata, chiaramente, che le agenzie, così come sono proposte, partendo dal presupposto che le si voglia far lavorare così come abbiamo inteso, ma così come sono state presentate, sono dei veri e propri organi di consulenza, e basta. Perché? Vada a leggere il comitato scientifico, collegato con altri articoli degli organi, si rende conto che la funzione e il compito delle agenzie non è assolutamente quello che è riportato negli articoli numero 8 e 9 che riguardano le agenzie. E mi spiego. Detta l'articolo 11, primo comma: "Il comitato scientifico è l'organo di indirizzo e coordinamento della ricerca e sperimentazione ed elabora i programmi pluriennali ed annuali; esso è composto da: Il direttore generale dell'AGRIS Sardegna, che lo presiede", mi fermo qui. Poiché possiamo fare anche la mattina, anche domani mattina, possiamo anche fermarci se vogliamo, io sono stanco tanto quanto gli altri! All'articolo 27 è dettata la natura giuridica delle Agenzie: "Le agenzie istituite dalla presente legge hanno personalità giuridica di diritto pubblico, sono dotate di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile…". L'articolo 28, "Competenze della Regione", è un ragionamento logico, cioè sto leggendo la legge: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, approva, con riferimento alle agenzie istituite con la presente legge: a) gli statuti; b) i regolamenti interni; c) i bilanci di previsione e consuntivi…". La Giunta regionale approva i bilanci di previsione e consuntivi. Abbiamo appena detto che le Agenzie hanno personalità giuridica con autonomia finanziaria e amministrativa, le Agenzie. Vado a leggere le competenze del direttore generale, cioè io voglio arrivare a dimostrare che il comitato scientifico di fatto non ci sta a fare niente: "Il direttore generale" - articolo 30 - "dirige e coordina le attività dell'agenzia e verifica il raggiungimento degli obiettivi; a tal fine svolge le seguenti funzioni: a) definisce gli obiettivi dell'agenzia in conformità degli indirizzi e delle direttive impartiti dalla Giunta regionale ed è responsabile della loro attuazione…". Definisce gli obiettivi dell'Agenzia in conformità agli indirizzi della Giunta regionale, bene, se gli organi dell'Agenzia sono il direttore generale, il comitato scientifico e il collegio dei revisori dei conti; se il direttore generale, di fatto, verifica il raggiungimento degli obiettivi sugli indirizzi dettati dalla Giunta e non dal comitato scientifico; se la Giunta, come ho appena letto all'articolo 28, approva i bilanci di previsione e i bilanci consuntivi, il comitato scientifico alla fine che compito ha? Zero! Poiché è dimostrato, in questi altri due articoli, che l'autonomia amministrativa, contabile e gestionale non esiste. Io ho detto in Commissione che era necessario cambiare l'articolo 27, perché di fatto la competenza esclusiva sul raggiungimento degli obiettivi e sull'esecutività degli indirizzi, non impartiti dal comitato scientifico poiché, benché si dica all'articolo 11 quali sono le sue competenze, all'articolo 28 chiaramente si dice diversamente, così come lo si dice all'articolo 30. Ecco, quindi, sinceramente, non tanto per fare la parte dell'opposizione, fredda, mera, anomala; no, è una constatazione logica, il problema esiste, le Agenzie sono degli strumenti nati senza contenuto operativo, senza un contenuto operativo. E' questa la realtà, avulse completamente dal contatto diretto col mondo agricolo e agropastorale, signor Presidente e signori Assessori di riferimento, che sono qui presenti. Questa è solo un'argomentazione tecnica, non politica. Io sto portando avanti un'argomentazione tecnica, il contenuto dell'articolo 11 stride completamente col contenuto dell'articolo 27 e col contenuto dell'articolo 28 e dell'articolo 30. Poiché, se è vero quello che si dice all'articolo 11, non è vero quello che si dice nell'articolo 30 e nell'articolo 28. Se è vero quello che si dice nell'articolo 30, non è vero quello che si dice nell'articolo 27, dove cita esattamente che le Agenzie hanno autonomia patrimoniale, amministrativa, gestionale e contabile. Ecco quindi perché un confronto sereno, pacato, su determinate cose, può portare anche ad una soluzione che può essere confacente e può essere, se non altro, non dubbia. Perché sinceramente, probabilmente sto sbagliando, e di questo chiedo venia, per la mia ignoranza, ma io ho fatto un ragionamento logico su questi articoli, e qualcosa che non va, qualcosa che non combacia gli uni con gli altri esiste, ed è necessario verificare e vedere. Poiché potremmo fare anche questa volta, si potrebbe andare ad approvare una legge che potrebbe essere impugnata e rinviata al mittente. Questo dispiacerebbe probabilmente, principalmente a voi, ma sinceramente ne avrebbe nocumento, se è vero com'è vero che questa è una riforma che deve andare incontro allo sviluppo rurale, incontro a quelli che sono i problemi, che sono altri, i problemi, purtroppo non ancora affrontati, della nostra agricoltura e del mondo agropastorale, allora una legge respinta di questo tenore potrebbe anche dispiacere. Quindi vi prego, se è possibile, di riflettere su quanto, in questo momento, ho voluto precisare. Con questo dico, quindi, che sono contrario all'articolo 11. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 33 il parere è negativo; l'emendamento numero 34 va attribuito all'articolo 31, perché il collegio dei revisori è previsto all'articolo 31 e diventa un emendamento sostitutivo parziale; il parere comunque è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Per rappresentare al Consiglio che è opportuno aggiungere al comma 4 dell'articolo 11 l'espressione: "comprensivo del rimborso spese", si riferisce appunto ai 150 euro, così come era stato previsto nel comma 4 dell'articolo 4. Grazie.
MARROCU (D.S.). E' un'argomentazione di competenza tecnica!
PRESIDENTE. Sì, direi, onorevole Sanna, che in conformità a quanto approvato in precedenza possiamo, poi, in sede di coordinamento, conformare la misura, se non pensiamo che sia esagerata.
Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 12
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia AGRIS si ispira ai principi della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), e si articola in dipartimenti operativi e settori.
2. Nell'Agenzia sono individuati almeno i seguenti dipartimenti:
a) dipartimento per la ricerca nel settore delle produzioni vegetali;
b) dipartimento per la ricerca nel settore zootecnico e caseario;
c) dipartimento sperimentale del sughero.
3. Ulteriori dipartimenti e settori possono essere istituiti dallo statuto dell'Agenzia.
4. Il dipartimento è diretto da un direttore di servizio.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - LADU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è sostituito dal seguente:
"Art. 12
Direzioni generali
1. La struttura dell'Ente è articolata in tre direzioni generali:
a) direzione amministrativa;
b) direzione dell'assistenza tecnica;
c) direzione della ricerca e sperimentazione.
2. Ciascuna direzione generale ha al vertice un direttore generale, nominato ai sensi dell'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998.". (35)
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
L'articolo 12 è sostituito dal seguente:
Art. 12
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia Agris è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e, sulla base delle medesime, dal suo statuto. Essa si articola in dipartimenti e servizi; i dipartimenti hanno funzioni di coordinamento di servizi omogenei definiti e specificati dallo statuto.
2. I dipartimenti operativi e i servizi sono diretti da dirigenti; i dirigenti preposti ai dipartimenti operativi sono sovraordinati ai dirigenti preposti ai servizi.
3. Sono individuati i seguenti dipartimenti, fatta salva la facoltà dell'Agenzia di istituire con lo statuto ulteriori dipartimenti:
a) dipartimento della ricerca nel settore delle produzioni vegetali;
b) dipartimento della ricerca nel settore zootecnico e caseario;
c) dipartimento della ricerca per il sughero e la silvicoltura;
d) dipartimento degli affari generali e della contabilità.. (81)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CAPPAI - LADU - ARTIZZU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 12
Il comma 1 dell'articolo 12 viene così sostituito:
"1. L'Agenzia è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge". (36)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 12
Al comma 1, le parole "si ispira ai principi della" sono sostituite dalle parole "è disciplinata dalla". (90)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - CAPELLI - RASSU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 bis
Personale
1. In sede di prima applicazione il personale dell'Ente è costituito dal personale degli enti regionali soppressi dall'articolo 4 alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 7 del 2005, incrementato delle unità destinate all'assolvimento delle funzioni di cui al comma 3 dell'articolo 1.
2. Il personale dei consorzi di frutticoltura è inquadrato nell'Ente dalla data di scioglimento dei consorzi.
3. Il personale di cui ai commi 1 è inquadrato nella categoria equivalente a quella rivestita nell'ente di provenienza e conserva la posizione giuridica, economica, previdenziale e assistenziale in cui si trova all'entrata in vigore della presente legge.
3 bis A1 personale di cui al comma 1 si applica la disciplina contenuta nella legge regionale 31 del 1998 e il relativo contratto collettivo regionale; il personale è inquadrato nelle categorie previste dal contratto collettivo dei dirigenti e dipendenti regionali secondo una tabella di comparazione stabilita con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e continua a svolgere le funzioni rivestite nell'ente di provenienza al momento dello scioglimento dello stesso fino alla stipula del prossimo contratto che dovrà prevedere le corrispondenti figure professionali .
4. L'Ente è autorizzato a bandire concorsi riservati per l'assunzione di personale che, alla data del 31 dicembre 2005, abbia svolto almeno per due anni funzioni di assistenza tecnica nell'attuazione di programmi finanziati dalla Regione autonoma della Sardegna, per lo svolgimento di attività di assistenza tecnica alle aziende zootecniche.
5. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il personale a tempo indeterminato dell'Ente, compreso quello dirigenziale, può presentare istanza di inquadramento nel ruolo ordinario dell'Amministrazione regionale, nonché nell'ARPAS e nell'Ente foreste della Sardegna. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a valutare le domande tenendo conto dei limiti delle dotazioni organiche, della possibilità di acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni e dell'essenzialità dei servizi. I criteri di valutazione sono definiti dalla Giunta medesima, previa consultazione delle organizzazioni sindacali. Ai fini della definizione delle domande, non operano le limitazioni di cui all'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005.
6. Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il personale a tempo indeterminato dei Servizi ripartimentali dell'agricoltura, compreso quello dirigenziale, può presentare istanza di inquadramento nei ruoli ordinari dell'Ente, entro i limiti dei posti conseguenti all'incremento di cui al comma 1.
7. Il personale di cui ai commi 4 e 5 conserva lo status giuridico ed economico rivestito nell'ente di provenienza, con l'applicazione dalla data del nuovo inquadramento dei contratti collettivi regionali successivamente intervenuti.". (37)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - ARTIZZU - CAPELLI - LADU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - AMADU - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 ter
Programmazione e controllo
1. L'Ente predispone il programma di attività in conformità alle direttive e agli indirizzi della Giunta regionale.
2. L'Ente, in conformità allo statuto, definisce un sistema di controlli interni coordinato con quello dell'amministrazione regionale, che disciplini il controllo di gestione e la verifica della regolarità amministrativo-contabile.". (38)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - RASSU - CAPELLI - CAPPAI - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 quater
Entrate e patrimonio
1. Il patrimonio dell'Ente è costituito dai beni mobili e immobili degli enti soppressi dall'articolo 4.
2. L'Ente provvede alle proprie spese di funzionamento e di attività con le risorse derivanti dalle seguenti entrate:
a) il contributo ordinario a carico della Regione per i compiti previsti dalla presente legge e le spese per il personale;
b) i contributi derivanti da normative comunitarie, statali e regionali;
c) le competenze finanziarie derivanti da attività effettuate e servizi prodotti;
d) le rendite patrimoniali;
e) ogni altro introito.". (39)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CAPPAI - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU -CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 quinquies
Norma finanziaria
1. In fase di prima applicazione della presente legge si provvede al funzionamento dell'Ente, con le risorse già destinate ai bilanci degli enti soppressi di cui all'articolo 4.
2. Alle spese di funzionamento si provvede in seguito attraverso apposite UPB del bilancio regionale.". (40)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 sexies
Norme di rinvio
1. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui alle leggi regionali 3 maggio 1995, n. 11, 15 maggio 1995, n. 14, 23 agosto 1995, n. 20, e n. 31 del 1998.". (41)
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - CAPPAI - RASSU - CAPELLI - ARTIZZU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 septies
Modifica alla legge regionale n. 14 del 1995
1. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 14 del 1995 la parte denominata agricoltura e riforma agropastorale è sostituita dalla seguente:
"Agricoltura e riforma agropastorale;
1) Ente Regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA).". (42)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - ARTIZZU - LADU - RASSU - CAPPAI - VARGIU - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 octies
Modifica dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998
1. Nel comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998, le lettere a) e d) sono sostituite dalla seguente:
"a) Ente regionale di intervento per l'innovazione lo sviluppo ih agricoltura (ERISA).". (43).)
Inserire emendamenti)
PRESIDENTE. gli emendamenti numero 35, 36, 37, 38, 39, 40 e 42 sono decaduti..
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Allora, sull'emendamento numero 35 il parere è negativo…
PRESIDENTE. No, il 35 è decaduto, il numero 81.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 81 il parere è favorevole. Sul 90 è negativo…
PRESIDENTE. Il 90 a pagina 42.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il 90 è decaduto…
PRESIDENTE. No!
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sul 90, lei mi ha chiesto il 90, è decaduto.
PRESIDENTE. No, glielo dico io quello che è decaduto.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Mi scusi tanto, sul 90 ho detto che il parere è negativo…
PRESIDENTE. Lei è primo firmatario, però se lei insiste…
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. E' compreso nell'81. Presidente, se vuole dirmi quali sono rimasti…
PRESIDENTE. Sì, poi è rimasto in vita l'aggiuntivo numero 41.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sul 41 il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme al parere del relatore.
(E' approvato)
E' in votazione l'articolo 12.
(Interruzioni)
Il sostitutivo totale numero 81 lo abbiamo approvato, il sostitutivo parziale numero 36 è decaduto, il sostitutivo parziale numero 90 è stato detto dal relatore che è assorbito dal numero 81. Quindi stiamo votando l'articolo 12.
(Interruzioni)
L'abbiamo già votato perché è stato sostituito, sì.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame del titolo del Capo III. Al titolo del Capo III è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 44.
(Si riporta di seguito il testo del titolo del Capo III e del relativo emendamento:
Capo III
Agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale (LAORE Sardegna)
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - RASSU - MORO - SANNA Matteo - CUCCU franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Il titolo del capo III è così sostituito:
"CAPO III
Agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale
(LAORE Sardegna)" (44).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 44 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati l'emendamento soppressivo parziale numero 47, il sostitutivo parziale numero 45 e gli aggiuntivi numero 46 e 91 che sono uguali.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 13Istituzione dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. È istituita l'Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale, denominata LAORE Sardegna, quale struttura tecnico-operativa della Regione per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale, in conformità degli indirizzi della programmazione regionale e delle direttive della Giunta regionale.
2. L'Agenzia LAORE Sardegna ha sede in Cagliari.
3. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 l'Agenzia subentra nell'esercizio delle funzioni di assistenza tecnica svolte dall'ERSAT- Sardegna nonché di quelle già esercitate dall'Istituto di incremento ippico della Sardegna.
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - VARGIU - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - DIANA - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 13
Al comma 3 dell'articolo 13 dopo la parola "funzioni", le parole: "di assistenza tecnica" sono soppresse. (47)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - CAPPAI - LADU - CAPELLI - VARGIU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 13
Il comma 1 dell'articolo 13 viene così sostituito:
"1. E' istituita l'Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale, denominata LAORE Sardegna, quale struttura tecnico-operativa della Regione per l'attuazione della programmazione regionale e in conformità con le direttive della Giunta regionale". (45)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CAPPAI - LADU - CAPELLI - VARGIU -ARTIZZU - DIANA - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 13
Al comma 2 dell'articolo 13 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (46)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 13
Al comma 2, dopo la parola sede è aggiunta la parola "legale". (91).)
PRESIDENTE.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Molto brevemente, Presidente. Siamo all'articolo 15...
(Interruzioni)
Prego i colleghi di consentire all'onorevole Diana di svolgere l'intervento. Prego, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). No, ma sono molto comprensivi i colleghi, le assicuro veramente che non ci sono problemi. Ma io non dovevo parlare sull'articolo 13, per cui...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento 47 il parere è negativo, sull'emendamento 45 è positivo, sugli emendamenti 46 ed 91 è positivo.
Poi vorrei far presente che in Commissione si è ritenuto opportuno proporre all'Aula un emendamento orale al comma terzo dell'articolo 13: dopo "ERSAT Sardegna" aggiungere: "e in quelle previste dal successivo articolo 15". E' un'integrazione molto importante che chiarisce i termini e il contenuto del comma terzo dell'articolo 13.
PRESIDENTE. Può ripetere, onorevole Sanna?
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sì, allora: comma terzo, articolo 13 dopo "ERSAT Sardegna" , "e in quelle previste dal successivo articolo 15", e poi continua " nonché di quelle già esercitate dall'Istituto...", e così via.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
MARROCU (D.S.). E' approvato, Presidente.
CAPPAI (U.D.C.). Per uno che ce ne fate passare!
PRESIDENTE. E' approvato.
Metto in votazione l'articolo 13 Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 46, che è uguale al numero 91. Chi li approva alzi la mano
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 48.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 14
Soppressione dell'ERSAT Sardegna
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 è soppresso l'ERSAT Sardegna di cui all'articolo 29 della legge regionale n. 7 del 2005.
2. Alla stessa data di cui al comma 1 l'Agenzia LAORE Sardegna succede all'ERSAT Sardegna in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, e all'ERA Sardegna nei rapporti giuridici relativi all'Istituto di incremento ippico.
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - VARGIU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 14
All'articolo 14 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Nella stessa legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 dovranno essere previste le risorse economico-finanziarie per l'istituenda Agenzia LAORE Sardegna". (48).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Coerente con il relatore.
CAPPAI (U.D.C.). Questa legge è una barzelletta, siete ancora in tempo per ritirarla.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 49.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 15Funzioni dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. L'Agenzia LAORE Sardegna promuove lo sviluppo dell'agricoltura, lo sviluppo integrato dei territori rurali, la compatibilità ambientale delle attività agricole; favorisce la multifunzionalità delle aziende agricole, le specificità territoriali, le produzioni di qualità e la competitività sui mercati.
2. Ai fini di cui all'articolo 1, l'Agenzia:
a) fornisce assistenza tecnica a soggetti sia pubblici che privati, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza;
b) cura l'informazione, la divulgazione, la valorizzazione e la formazione nel settore dell'agricoltura, della zootecnia e dell'allevamento di razze equine multifunzionali autoctone, e da esse derivate, e tradizionali della Sardegna;
c) coordina l'attività di integrazione all'interno delle filiere agricole, dei distretti agroalimentari e dei distretti rurali;
d) favorisce la valorizzazione delle produzioni agroalimentari, delle biodiversità regionali e dei prodotti tipici;
e) promuove la diffusione della cultura d'impresa;
f) agisce da intermediario tra il sistema produttivo e la ricerca al fine di favorire un efficace trasferimento sul territorio delle innovazioni di processo e di prodotto;
g) promuove e divulga l'attuazione delle normative relative alla disciplina delle coltivazioni e degli allevamenti, all'igiene delle produzioni agricole e alla tutela dell'ambiente, all'adozione di marchi di tutela dell'origine delle produzioni agricole;
h) promuove e partecipa, anche in accordo con altri enti e soggetti pubblici e privati, a progetti di interesse regionale, interregionale, nazionale e comunitario in materia di servizi di sviluppo agricolo integrato, nell'ambito di accordi di programma e di apposite convenzioni, privilegiando forme di progettazione partecipata e di associazionismo tra imprese;
i) svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione nell'ambito della programmazione regionale agricola, nonché quelli di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 (Riforma dell'assetto agro-pastorale), e ad esaurimento i compiti assegnati dalla legge di riforma fondiaria.
3. L'Agenzia può, sulla base di convenzioni-quadro approvate dalla Giunta regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con le altre pubbliche amministrazioni.
EMENDAMENTO sostitutivo totale DIANA - CAPELLI - CAPPAI - LADU - VARGIU - ARTIZZU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
L'articolo 15 viene sostituito dal seguente:
"Art. 15
Funzioni dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. L'Agenzia, nell'ambito delle proprie funzioni, svolge e/o promuove:
a) lo sviluppo dell'agricoltura, lo sviluppo integrato dei territori rurali e il mantenimento delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche e culturali di detti territori;
b) la multifunzionalità delle aziende agricole, le specificità territoriali, le produzioni di qualità e la competitività sui mercati.
2. Nell'esercizio delle sue attribuzioni, l'Agenzia, ai fini di cui all'art. 1, provvederà alla:
a) verifica, applicazione e trasferimento dell'innovazione;
b) assistenza tecnica e consulenza aziendale a soggetti pubblici e privati;
c) valorizzazione delle produzioni agroalimentari, delle biodiversità e prodotti tipici regionali;
d) assistenza alla commercializzazione;
e) promozione della diffusione della cultura d'impresa;
f) attuazione delle normative relative alla disciplina delle coltivazioni e degli allevamenti, all'igiene delle produzioni agricole, alla tutela dell'ambiente e all'adozione di marchi di tutela delle produzioni agricole;
g) formazione, informazione e divulgazione;
h) progettazione integrata e sviluppo rurale;
i) gestione banche dati dei potenziali di produzione (catasto viticolo ed olivicolo, ecc.);
j) gestione piani di ristrutturazione settoriali (viticolo, olivicolo, agrumicolo, ecc.);
k) coordinamento delle attività all'interno delle filiere agricole, dei distretti agroalimentari e rurali;
l) indagini statistiche settoriali;
m) gestione patrimonio immobiliare e attuazione di ogni altro compito affidatogli dalla Regione nell'ambito della programmazione regionale agricola, nonché quelli di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 "Riforma dell'assetto agro-pastorale", e, ad esaurimento, i compiti assegnati dalla legge di riforma fondiaria.
n) promozione e partecipazione, anche in accordo con altri enti e soggetti pubblici e privati, a progetti di interesse regionale, interregionale, nazionale e comunitario in materia di servizi di sviluppo agricolo integrato, nell'ambito di accordi di programma e di apposite convenzioni, privilegiando forme di progettazione partecipata e di associazionismo tra imprese.
3. Per il conseguimento delle finalità istituzionali l'Agenzia può, sulla base di una convenzione quadro approvata dalla Giunta Regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con Enti pubblici e privati." (49).)
........................................................................................................................................
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. A dire la verità, Presidente, un appunto glielo debbo fare: lei non sta contribuendo assolutamente a tenere l'Aula un po' desta, per cui..., sarà l'attenzione con cui i colleghi ascoltano gli interventi dei colleghi dell'opposizione o sarà perché qualche volta dobbiamo ricordarci che esiste la legge 1 e, onorevole Alberto Sanna, la ringrazio per avermi ricordato che la legge 1 esiste, io rimango sempre del parere che a quei famosi comitati forse un rappresentante dell'Assessorato dell'ambiente avrebbe dovuto partecipare, ma evidentemente così non è.
Sulle funzioni dell'Agenzia LAORE Sardegna, mah, veramente quando sono arrivato alla lettera b) mi sono cascate le braccia! Ma si può formulare un comma di questo genere? No, perché, voglio dire, io qualcosa di razze equine la conosco anche, ma ve le immaginate voi queste "razze equine multifunzionali autoctone"? Guardate che ci vuole veramente una grande fantasia! Ho affrontato questo argomento per evitare che intervenisse l'onorevole Rassu, in questo particolare argomento, che so essere di sua conoscenza e pertinenza, però, veramente, "razze equine multifunzionali autoctone", io non so cosa tutto potranno fare, forse i cavalli del Sarcidano, forse i cavallini della Giara. Che i cavallini della Giara fossero multifunzionali... no, voglio dire, ovviamente colgo l'occasione per ricordare che esistono anche altre razze autoctone in Sardegna, che non sono necessariamente equine, e allora esistono anche gli asinelli in Sardegna, e ne esistono molti, e sono tutti autenticamente multifunzionali e autoctoni, su questo non c'è dubbio, quasi tutti, onorevole Pisu. Però, voglio dire: si può scrivere in una legge che uno dei compiti primari di LAORE è quello di tutelare le razze equine multifunzionali autoctone? E' un'offesa anche all'Istituto di incremento ippico! Abbiamo investito miliardi nel Istituto di incremento ippico, e oggi torniamo indietro e parliamo delle razze autoctone multifunzionali! Beh, insomma, io credo che in una legge non si debba usare questo frasario. C'è una leggerezza nello stendere questo articolato, veramente, che fa paura.
Naturalmente l'agenzia LAORE, come tutte le altre agenzie, promuove, e promuove tutta una serie di cose, ve le trascuro perché le avrete lette chissà quante decine di volte, insomma, e se non le avete lette qua le conoscete ormai da bambini. Promuove, il tutto, "lo sviluppo integrato dei territori rurali, la compatibilità ambientale delle attività agricole". Torno a bomba, al di là della legge 1, che conferisce poteri e funzioni all'Assessorato dell'agricoltura e all'Assessorato dell'ambiente, continuo a rimarcare che è indispensabile che l'Assessorato dell'ambiente sia coinvolto, non per modificare la legge 1, onorevole Sanna, non bisogna modificare la legge 1, basta dire che anche in LAORE, quando si passerà poi al raccordo, quali sono gli organi, un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale fa parte del comitato tecnico, poi ha anche qui altri tre esperti, Presidente, altamente specializzati e qualificati. Questa volta diciamo che sono dell'Università di Sassari, due, l'altro non si capisce da dove debba venire, visto che le uniche facoltà importanti che abbiamo in Sardegna, legate al mondo agricolo, stanno a Sassari, però ne dobbiamo nominare tre, ma solo due devono essere di Sassari Professor Gessa non avanzi candidature, non è possibile! Veramente, è una leggerezza, io sto cercando di tenervi svegli, perché vedo che ci sono palpebre che… però è così, la leggerezza con cui è scritto questo articolato, beh, insomma, qui il presidente Soru non c'entra niente, perché di tutto lo possiamo accusare, ma quando è farina del suo sacco lo leggiamo a un chilometro di distanza. Presidente è così, quando invece viene partorito all'interno degli Assessorati, una struttura stanca, una burocrazia antica, non ci credono neanche loro che lo hanno scritto, figuratevi se ci dobbiamo credere noi! E poi noi siamo in presenza di un autocratico doc, per cui siccome è modernizzante, noi ritenevamo che il linguaggio, il frasario, gli stessi acronimi, ce li saremmo aspettati diversi, invece siamo caduti anche questa volta così, con una terminologia che veramente ricorda il vecchio, ricorda lo storico, sembriamo al periodo dell'ETFAS, però, insomma. Naturalmente poi, in conclusione, LAORE, dopo averle dato tutta una serie di doveri, comunque "svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione", e chiudiamo la vicenda perché anche quello che non è scritto "viene affidato dalla Regione". Vorrei capire chi è la Regione che affida qualcosa, e vorrei capire per quale motivo questo Consiglio regionale dovrebbe consentire a questa Regione, che è l'autocrazia personificata, perché dovremmo darle questo ruolo, e cioè "svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione nell'ambito della programmazione regionale agricola nonché di quella della legge eccetera". Ma la Regione, in questo caso, non è il Consiglio regionale, la Regione è il presidente Soru. E'legittimo, è giusto che un articolato termini con questa dizione? Allora non serviva dare a, b, c, d e tutte le lettere dell'alfabeto, bastava dire che le funzioni dell'agenzia LAORE sono quelle di svolgere ogni compito affidatole dalla Regione, e cioè dal presidente Soru. Non ha senso una dicitura di questo genere, o meglio ha un senso: il Consiglio regionale continua a delegare, continua ad abdicare, continua a disfarsi di tutta una serie di prerogative, di ruoli, che gli competono, ma perché dobbiamo abbandonare? Perché non si poteva cancellare una frase, "svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione"? Probabilmente potrà anche inventare qualche altra multifunzione, per quei famosi autoctoni cavalli, non lo so. Di che cosa vogliamo investirla LAORE? Stiamo veramente rasentando il ridicolo, però, nonostante tutto, molti di voi sono convinti delle cose che io sto dicendo, e di altre che non ho detto, però nessuno si azzarda a dire: "Sì, forse, almeno su questo uno degli scemi della minoranza può avere ragione". No, non hanno mai ragione, hanno ragione, presidente Soru, quelli della minoranza, anzi gli viene data la ragione, perché non hanno mai ragione, gli viene data la ragione solo quando quella minoranza è necessaria, quando quella minoranza svolge una funzione che non può essere svolta dai colleghi della maggioranza. Allora sì che viene coinvolta, che viene trattata bene, con i guanti. Ma no, facciamo così, ma sì facciamo un po' tardi, ma poi, insomma… Ecco, questo è l'andazzo che si sta verificando.
E allora io non posso che annunciare il voto contrario all'articolo 15, non interverrò negli emendamenti, perché non ritengo che sia necessario, è sufficiente annunciare il voto contrario sull'articolo 15.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Parere per l'emendamento 49 è negativo.
Volevo far notare all'onorevole Diana che…
(Interruzione del consigliere Diana)
No, mi scusi, onorevole Diana, mi scusi, semplicemente un'informazione, che il vecchio Istituto incremento ippico rientra nell'agenzia LAORE. Quindi quella funzione di tutela della razze equine rientra perfettamente nelle funzioni di questa agenzia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 sono stati presentati gli emendamenti il sostitutivo totale 53, il sostitutivo parziale 52 collegato al 93, gli aggiuntivi 50, 51 e 92 .
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 16
Raccordo con altri soggetti pubblici e privati
1. L'Agenzia può, mediante apposite convenzioni, istituire forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati già operanti nel campo dell'assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici.
2. I soggetti di cui al comma 1 devono possedere strutture e competenze professionali specifiche e una comprovata esperienza nei campi di attività.
3. I soggetti convenzionati devono garantire nei rapporti con il proprio personale il rispetto degli contratti collettivi nazionali e regionali di lavoro impegnandosi a riconoscerne e valorizzare le specifiche professionalità.
4. I soggetti di cui al comma 1 che svolgono attività di assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici tramite convenzione con l'Agenzia devono garantire a tutti gli imprenditori gli stessi diritti nell'accesso all'attività di assistenza tecnica.
5. Le prestazioni di assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici si articolano sulla base di convenzioni quadro quinquennali soggette a verifiche annuali.
Emendamento sostitutivo totale Capelli - Ladu - Artizzu - Vargiu - Diana - Rassu - Murgioni - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Sanciu
L'articolo 16 viene sostituito dal seguente:
"Art. 16
Raccordo con altri soggetti pubblici e privati.
1. L'Agenzia, nell'ambito dei propri compiti istituzionali, per favorire l'attività degli imprenditori agricoli, zootecnici e agroindusitriali, può istituire forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati operanti nel campo della ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica, anche attraverso la stipula di convenzioni.
2. 1 soggetti di cui al comma 1, che collaborano con l'Agenzia, devono possedere strutture e competenze professionali specifiche e una comprovata esperienza nei campi di attività.
3. 1 soggetti di cui al comma 1 eventualmente convenzionati con l'Agenzia, devono garantire nei rapporti con il proprio personale il rispetto dei contratti collettivi nazionali e regionali di lavoro impegnandosi a riconoscerne e valorizzare le specifiche professionalità.
4. 1 soggetti convenzionati di cui al comma 1 che svolgono attività di assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici tramite convenzione con l'agenzia devono garantire a tutti gli imprenditori gli stessi diritti nell'accesso all'attività di assistenza tecnica.
5. Le convenzioni eventualmente stipulate con i soggetti di cui al comma 1, si articolano su programmi quadro quinquennali."(53)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano - Ladu - Sanciu - Gallus - Murgioni - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust
Articolo 16
Al comma 5 dell'art. 16 la parola "quinquennali", è sostituita dalle parole: "decennali rinnovabili". (52)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 16
Al comma 5, la parola "quinquennali" è sostituita dalla parola "settennali". (93)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - La Spisa - Cassano - Pisano - Dedoni - Ladu - Sanciu - Gallus - Murgioni - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust
Articolo 16
Al comma 1, dell'art. 16, dopo le parole: "forme di collaborazione", sono aggiunte le parole: "con l'ARA SARDEGNA e". (50)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Cassano - Ladu - Sanciu - Gallus - Murgioni - Vargiu - Pisano - Dedoni - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust
Articolo 16
Alla fine del comma 3, dell'art. 16, è aggiunto il seguente capoverso: "l'Amministrazione regionale tramite l'Agenzia dovrà garantire la copertura finanziaria relativa ai futuri accordi contrattuali dei convenzionati". (51)
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 16
Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:
"5bis. I bandi di concorso per l'assunzione del personale dell'Agenzia, prevedono, nella valutazione dei titoli, specifici punteggi per l'attività di assistenza tecnica alle aziende zootecniche svolta, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, nell'attuazione di programmi finanziati dalla Regione." (92).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente e colleghi, all'articolo 16, che è un articolo scritto con ben presente il quadro di riferimento a cui si rivolge, noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, che sono fondamentalmente sul quinto comma e sul primo comma, e sono emendamenti direi relativamente accettabili, relativamente potabili. Il numero 50, sostanzialmente, ha come obiettivo quello di andare a specificare chi è il soggetto, l'innominato dell'articolo 16, nel senso che nello scriverlo tutti quanti sappiamo, in maniera chiara, qual è il problema di riferimento, ed è il problema di una struttura che fornisce assistenza tecnica agli agricoltori e agli allevatori da tantissimo tempo. Una struttura che in altri tempi, in altre finanziarie, con altri chiari di luna, ha chiesto con forza che ci potesse essere la possibilità di una internalizzazione dei servizi, cioè che potessero essere ricompresi all'interno dell'organico regionale coloro i quali attraverso l'ARA fornivano prestazioni tecniche preziose per la nostra agricoltura. E' evidente che non esistono le condizioni per poter chiedere in questo momento qualcosa di questo genere. Anche se quest'evidenza non è poi così solare come potrebbe sembrare, nel senso che, ogni tanto, passano dei provvedimenti in questo Consiglio regionale i quali sanano delle situazioni di precarietà che esistono all'interno dall'amministrazione. Ne abbiamo visto con l'ARPAS, ne abbiamo visto discutendo di Abbanoa, ne vedremo probabilmente quando parleremo di Istituto zooprofilattico, ne vedremo, in diverse circostanze, quando ragioneremo di situazioni che sono soggette a necessità di sanatoria. E il ragionamento è sempre lo stesso, che spesso i meccanismi con cui le competenze vengono assunte, vengono prese in carico dagli enti non sono i più limpidi, però una volta che le competenze sono presenti all'interno dell'ente è difficile privarsene o è difficile riniziare da capo nel fare il lavoro per la professionalizzazione. Beh, in questo caso non esiste un problema di questo genere e quello che viene richiesto nei due emendamenti che sono presentati all'articolo 16 è semplicemente il riconoscimento del ruolo dell'ARA, quindi al comma 1, la possibilità di dire che le convenzioni che istituiscono le forme di collaborazione non sono genericamente rivolte a soggetti pubblici e privati già operanti nel campo dell'assistenza, ma sono rivolte, sì, a soggetti pubblici e privati già operanti, ma sono rivolte all'ARA, che viene nominata e quindi che non diventa più l'ombra fantasma che grava sull'articolo 16 e senza che nessuno la possa nominare. E al comma 5 viene ugualmente prospettato un emendamento di buon senso, cioè l'ARA presta servizi, abbiamo appreso in Commissione, nel dettaglio stamattina, da quindici anni agli allevatori e agli imprenditori agricoli sardi. Beh, insomma, se presta servizi da quindici anni, se presta servizi che sono considerati fondamentali nell'ambito dello sviluppo zootecnico e agricolo della Sardegna, insomma, cosa osta che si dia una stabilità più solida al desiderio che coloro i quali lavorano con l'ARA hanno e che cosa osta che si possa prevedere una convenzione decennale che possa legare l'ARA con la Regione Sardegna, con le agenzie che operano per conto della Regione Sardegna? Con la consapevolezza che, comunque, esiste una verifica annuale del rapporto convenzionale tra Agenzia e ARA, quindi esiste la possibilità, annualmente, di verificare che i servizi che vengono forniti dall'ARA siano servizi esattamente coerenti con quelli che sono i piani di sviluppo della Regione Sardegna per quanto riguarda il comparto agro-zootecnico, e quindi esiste la possibilità di aggiornare eventualmente i termini e i rapporti della convenzione in rapporto a diversità nelle esigenze che la Regione, attraverso le sue agenzie strumentali, dovesse eventualmente avere.
Quindi, io credo che, tutto sommato, la possibilità di introdurre al comma 5 l'emendamento che noi proponiamo con il 52, che non è molto diverso da quello che originariamente voi proponevate con l'emendamento numero 93, anzi, direi che era identico all'emendamento numero 93 nella sua stesura originaria, perché almeno nella coppia che ce ne viene fornita c'è la specificazione decennale, che poi è cancellata e sostituita dalla parola "settennale". Insomma, sembra una cosa un po' modesta, nel senso che a fronte di una struttura che rende un servizio che tutti quanti sappiamo essere un servizio di alto livello qualitativo, assolutamente funzionale alle esigenze che sono presenti, quindi un servizio di cui credo che la Regione Sardegna nel suo complesso sia grata all'ARA, beh, a fronte di un servizio reso di questo genere, sembra quasi che si sia andati incontro a una contrattazione di tipo levantino, quasi da mercato. Si parte, nel testo proposto originariamente, dai cinque anni, i colleghi Sanna, Biancu, Marrocu, Porcu e più adeguano la loro richiesta di emendamento a quella che era già presente da parte di colleghi della minoranza per i dieci anni, poi correggono in itinere, e tra i cinque e i dieci si sceglie una strada mediana, come si fa nelle contrattazioni del mercato quando si deve discutere sul costo di una merce il cui valore non è sancito, non è correttamente percepibile, è una merce su cui si può trattare. Ecco, io credo che non sia un atteggiamento corretto, credo che non sia neanche un buon modo di porci nei confronti di figure professionali che sono state negli anni fondamentali per l'agricoltura sarda e che lo saranno anche negli anni venturi. Che poi gli anni venturi siano cinque, come originariamente recita il testo della Giunta e della Commissione, siano sette, come propone l'emendamento numero 93, o siano dieci, come invece correttamente proponiamo noi, beh, io credo che questa sia una di quelle cose in cui il Consiglio può dare atto di cogliere nella richiesta della minoranza la ragionevolezza che informa la richiesta della minoranza stessa. Cioè, tante volte ci dite che sulle questioni di sostanza, sulle questioni di filosofia è difficile ragionare, però ci dite che sulle questioni che non sono di filosofia, che non sono di progettualità politica, che non prevedono lo scontro tra culture diverse, beh, su quelle è possibile ragionare. E' quasi mezzanotte, stiamo ragionando, il fatto che ci si alzi ancora in aula a parlare gli uni con gli altri dimostra che, tutto sommato, un canale di comunicazione lo si vuole mantenere, beh, per mantenere il canale di comunicazione e per rafforzarlo anche per il futuro è anche necessario venirsi incontro in qualcosa.
Allora, noi vi chiediamo di venirci incontro nell'emendamento numero 52, non state venendo incontro a noi, ma state dando dignità a qualcuno che la propria dignità l'ha sempre spesa in maniera eccellente per concorrere ad azioni complessive, concordate con la Regione Sardegna. E' un'occasione che questo Consiglio regionale ha senza levantinismi di riconoscere una professionalità che gli è sempre stata fornita a livelli qualitativi di assoluta eccellenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Noto che non vengo questa volta accompagnato dal suono ritmato dei piedini sul cestino dell'immondezza, episodio che si commenta da solo e che stride anche con la correttezza, con l'educazione del Presidente della Regione, che sta ascoltando anche interventi forse non troppo teneri nei suoi confronti, con la correttezza e l'educazione degli Assessori Foddis e Dadea, che hanno seguito ogni intervento di questo dibattito in Consiglio su questa legge, e dico che il suono col quale gentilmente i colleghi accompagnavano il mio precedente intervento mi ricorda, più che i fuochi d'artificio di Santa Mariedda, quei tamburi delle tribù africane che li accompagnano durante le loro cerimonie religiose, che preludono alla comparsa del re del villaggio, che poi è lo stesso occhio al quale il collega Pisano faceva riferimento, perché l'occhio è un simbolo che riporta all'immanente, nel senso più materiale, cioè, di un qualcosa che vede, ma riporta soprattutto, essendo un simbolo gnostico, l'occhio, riporta al trascendente. Secondo lo gnosticismo, la professoressa sta annuendo, l'occhio è Dio, è il simbolo di Dio, tant'è vero che la religione dei grembiuli, a cui lo stimato collega Uras faceva riferimento, adotta l'occhio proprio come l'icona della divinità. Lo dico con grande libertà, in quanto mi onoro non solo di essere cattolico e quindi di non aver nulla a che fare con quella regione, ma anche di militare in un partito, l'unico partito italiano che nell'articolo 1 del proprio Statuto prevede il divieto di appartenenza e l'incompatibilità tra la militanza in alleanza nazionale e la militanza in organizzazioni, diciamo, di tipo gnostico.
E allora, lascio da parte questa argomentazione, anche perché lo vorrei dire ai colleghi che battevano il piedino: lo gnosticismo presuppone l'iniziazione, cioè, chi fa parte di un movimento gnostico, deve prima di tutto essere iniziato a tale movimento, e ho impressione che qui di iniziati, nel senso di persone che partecipino alle decisioni che si prendono dove sta l'occhio, ce ne siano molto pochi, non sono certamente iniziato io, da questo punto di vista, ma meno ancora lo sono i colleghi che battevano il piede sotto il tavolo.
Presidente Soru, voglio richiamare la sua attenzione, oltre che quella degli Assessori e dei colleghi, sul valore espresso negli ultimi decenni dai tecnici agronomi e veterinari dell'ARA, sperando che questa parola, che è un acronimo, non venga invece utilizzata come se acronimo non fosse e su quest'ARA fossero sacrificati i diritti e le legittime aspirazioni di circa 320 lavoratori. E allora, Presidente, concludo abbastanza rapidamente, richiamando la sua attenzione sui diritti di questi lavoratori. Durante l'emergenza della lingua blu lei sa, anche se probabilmente, anzi certamente, non era ancora Presidente della Regione, ma lo sa bene l'Assessore, quanto siano stati importanti i veterinari dell'ARA e gli agronomi dell'ARA, utilizzati alla stessa maniera dei veterinari e degli agronomi delle strutture regionali, però, questi tecnici non hanno gli stessi diritti, questi tecnici vengono sottopagati, questo personale altamente qualificato, perché come tale è stato riconosciuto più volte dalla Regione che lo ha utilizzato in prima linea per emergenze, per problemi gravi, questo personale vive, intanto perennemente sotto una spada di Damocle, che è quella del rinnovo della convenzione. E io, come già ho detto in un altro intervento rivolgendomi agli Assessori, ora dico a lei: continueranno purtroppo a vivere sotto questo pesante condizionamento e sotto questa incertezza, in quanto potrebbe anche ravvisarsi un giorno, da parte dell'Unione Europea, una questione di legittimità di un affidamento diretto senza, ad esempio, l'espletamento di una gara nazionale o internazionale che ponga vari soggetti in un sistema di competitività, il cui esito potrebbe anche essere quello dell'esclusione dell'ARA, perché questa gara che l'Unione Europea potrebbe costringere la Regione ad espletare, potrebbe essere vinta da un'altra organizzazione. Quindi questa è già un'incertezza di fondo che condiziona pesantemente i lavoratori e quindi condiziona uomini e donne, condiziona famiglie. A questa situazione di incertezza e di precarietà, non si pone rimedio; certo non è la perfezione, non è la soluzione totale e definitiva, neanche il nostro emendamento che porta a 10 anni la durata della convenzione. La soluzione più giusta, a mio avviso, la soluzione a cui bisogna tendere, è l'incorporazione dei veterinari e degli agronomi dell'ARA negli organici regionali, con quale strumento si deciderà, non lo so, ma quella è certamente la direzione più equa da seguire. Ma perlomeno colleghi, perlomeno mostrate un segno di disponibilità e di rispetto verso questi lavoratori, accogliendo l'emendamento numero 52, che porta la durata di questa convenzione ai 10 anni, perché credo che a un personale così qualificato, il cui valore è riconosciuto dalla Regione, che ha sopportato per lunghi anni una situazione di discriminazione dal punto di vista della tutela in senso lato della garanzia economica, perché, questi lavoratori guadagnano molto meno, ad esempio, dei veterinari delle ASL, ecco, credo che, veramente, in questo caso, so che ci sono diversi colleghi della maggioranza che sono sensibili a quanto io sto dicendo, io credo che in questo caso da parte della maggioranza e innanzitutto da parte del Presidente della Regione potrebbe esserci un segno di disponibilità, non tanto per la mia modestissima persona, quanto per questi 300 e passa lavoratori che certamente con una durata decennale della convenzione non avrebbero risolti i loro problemi, certamente non avrebbero soddisfatte tutte le loro giuste e legittime aspirazioni, ma avrebbero, perlomeno, da parte di questa Giunta regionale un riconoscimento di un ruolo e di una dignità che non vi è motivo non debba essere loro riconosciuta. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Questo punto merita qualche considerazione importante, perché è uno dei punti, l'abbiamo già detto anche in discussione generale tutti i colleghi dell'opposizione, è uno dei punti che questa riforma non vuole affrontare, uno dei punti che riguardano il personale, una parte importante del personale, che svolge nei confronti del mondo dell'agricoltura un servizio che notoriamente è apprezzato e qualificato, che viene svolto, anche a parità di condizioni, di prestazione voglio dire, viene svolto invece con una notevole e significativa disparità di trattamento economico, e con una significativa disparità anche nel regime giuridico, nella forma giuridica del contratto.
E' un problema che è stato posto negli anni scorsi più volte dagli addetti del settore, dal sindacato; un problema che era difficile affrontare se non nell'ottica di una riforma del sistema. Questo era il momento giusto, il momento della riforma del sistema degli enti regionali, era ed è il momento per risolvere il problema. E' difficile che possa essere risolto successivamente se non si dà un'indicazione chiara su quale è la prospettiva, e invece la prospettiva che è stata scelta è quella del sistema della convenzione, con quest'articolo che tra l'altro è un articolo che non nomina specificamente i destinatari, lo fa in maniera critica, lasciando alcuni spazi a possibili problemi di natura giuridica. Lo ha già detto il collega Artizzu, le convenzioni sono regolate da norme che l'Unione Europea e quindi, poi, le norme statali di recepimento assoggettano a procedure di un certo tipo, che prevedono la possibilità della concorrenza, non è detto, almeno in teoria, nella prospettiva, che queste convenzioni possano effettivamente mantenere il regime attuale e che il sistema normativo, statale e comunitario, dia garanzia di questo. Era questo, è ancora questo il momento di risolvere definitivamente il problema, equiparando lavoratori che danno servizi della stessa natura, della stessa qualità di questi stessi servizi che invece altri dipendenti, dell'ERSAT, in particolare, svolgono per altri comparti del settore agricolo.
Nonostante tutto, la soluzione proposta è questa e non è per niente soddisfacente ma, anche rispetto ad alcune osservazioni e richieste che venivano fatte di, da un lato, estendere l'arco temporale delle convenzioni quadro, da quinquennale lo portasse a decennale, che noi abbiamo indicato nel nostro emendamento, così come l'indicazione, la richiesta di un obbligo, di un impegno da parte della Regione, del Consiglio regionale, in legge, di assicurare annualmente una dotazione finanziaria necessaria per garantire sempre la copertura dei futuri impegni. Dai pareri che avete dato in Commissione ci sembra che non abbiate accolto nessuna di queste richieste, se non quella contenuta nell'emendamento numero 93, che porta da cinque a sette anni la validità. E' un piccolo contentino che, sicuramente, non risolve il problema.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio, Presidente. Non solo il sottoscritto , ma l'intero Gruppo della Margherita è stato sicuramente il primo, prima ancora che in Consiglio si levassero le voci delle minoranze, che ha affrontato il problema della giusta valorizzazione dell'attività svolta non tanto dall'ARA, quanto dai tecnici dell'ARA. E in questa direzione, in questo senso, ci siamo mossi verso una prima strada che era quella dell'inserimento all'interno della pianta organica delle agenzie istituende, in maniera tale che il ruolo fosse riconosciuto a tutti gli effetti e che la funzione fosse esattamente e perfettamente integrata con quella degli enti. Oggettivamente - e questa è la richiesta che io rivolgo nei confronti non solo di coloro che hanno preso la parola finora, ma anche di tutti i componenti della minoranza - devo riconoscere, così come Gruppo abbiamo riconosciuto, che in questo momento la Regione, l'apparato nel suo insieme, non era in condizioni di poter affrontare d'emblée lo sforzo di assorbire al suo interno 300 tecnici che avrebbero moltiplicato a dismisura la componente del personale, appesantito, in maniera attualmente non sopportabile, il bilancio della Regione costretto da quelle che sono state - abbiamo avuto modo di verificare - finora le ristrettezze finanziarie alle quali ci ha costretto il Governo nazionale. E in questo senso siamo partiti da una considerazione di un personale che viveva in qualche modo alla giornata e abbiamo visto che, pur non essendo possibile l'inserimento nella pianta organica, era certamente possibile migliorare qualitativamente e in maniera quantitativa, in maniera notevole, la posizione di questo personale. E dalla lettura articolata e complessiva della legge credo che anche un profano possa rendersi conto che questo risultato è stato comunque raggiunto.
E vorrei, brevemente, riepilogare alcuni passaggi essenziali. Primo, ed è una premessa: siamo arrivati a questo passaggio attraverso una costante e continua forma di confronto con le organizzazioni interne dei lavoratori dell'ARA, ai quali abbiamo costantemente spiegato i passaggi che ci portavano ad assumere le diverse posizioni e che ci hanno portato poi ad assumere la posizione che è compresa non solo nell'articolato che è in discussione oggi, ma anche in alcuni emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta regionale. Dicevo, quali sono i capisaldi di questa posizione. Primo: c'è il riconoscimento che l'assistenza nel settore zootecnico è una funzione pubblica della quale l'amministrazione regionale e la Regione nel suo insieme si fa carico, cioè c'è il riconoscimento che è una funzione pubblica quella che noi dobbiamo svolgere. Secondo: viene istituito un dipartimento specifico che sta proprio a rappresentare l'importanza che noi diamo al settore, al comparto, ma anche ai lavoratori che costituiscono, in questo caso, lo strumento indispensabile e validamente verificato per l'assistenza nel settore zootecnico. Terzo: abbiamo fatto fare un salto di qualità ai lavoratori che oggi si trovano a vivere una situazione di convenzioni, di rapporto di lavoro annuale, cioè di anno in anno verificato, ad un passaggio in cui si ha una stabilità che periodicamente sicuramente è più estesa, che oggi è indicata nel testo di legge in cinque anni e che c'è la possibilità che venga, attraverso un emendamento che è stato introdotto dalla Giunta regionale, estesa a sette anni. E io vorrei anche spezzare una lancia a favore di un ragionamento che possa anche portare - seppure nel cuore della notte, come dice il collega Uras, ma che comunque può vedere un barlume di ragionamento - anche l'Aula a ragionare sull'ipotesi di accoglimento della durata decennale della convenzione. Non è sicuramente un problema quello che può portare da sette anni a dieci anni e che può dare, comunque, al settore una richiesta, un ottenimento di una soddisfazione che può essere già sufficiente nei sette anni, nella garanzia dei sette anni, ma che può tagliare completamente la testa al toro - visto che stiamo parlando di animali e di allevamenti - e mettere fine completamente ad un sistema di polemiche che poi, alla fine, è rappresentato da uno strascico minimale, che sono questi tre anni. Anche perché poi queste convenzioni - è stato inserito appositamente questo - vanno sottoposte a verifiche annuali! Cioè non è che si dia, una volta per tutte, l'affidamento ad un soggetto che rappresenta poi il soggetto che gestisce per conto proprio una convenzione decennale. Rappresenta una convenzione che poi va sottoposta a verifiche annuali.
L'ultima cosa - anche se non dovesse andare in porto questa situazione, questa prospettiva - è contenuta anche in un emendamento che rappresenta un punto di snodo, quasi di osmosi tra la situazione convenzionale e quella di inserimento nell'organico. C'è un emendamento che prevede che nei bandi che nel futuro la Regione porrà in essere, venga oggettivamente riconosciuto il ruolo e la specificità di coloro che hanno svolto, negli anni precedenti, un lavoro specifico proprio nell'ambito delle attività programmate e finanziate dalla Regione attraverso il riconoscimento di uno specifico punteggio. Ora, colleghi, dopo che abbiamo tracciato un profilo così esatto, così puntuale, dire che ci mettiamo il nome e il cognome all'interno della legge può essere anche eccessivo! E' il problema che ci siamo posti che non ci potesse essere anche un vizio che ci portasse ad una possibile e non auspicata impugnazione della legge. Però, dire che non ci sono le garanzie, che si sta alimentando il precariato, che non abbiamo considerato in tutta la sua consistenza il problema dell'ARA, credo che non sia assolutamente e onestamente sostenibile. Quindi credo che se la Regione, il Consiglio regionale in questo caso, farà un ultimo sforzo che sarà quello di portare a dieci anni la convenzione, attraverso il riconoscimento di questo specifico emendamento, non sbaglierà e in ogni caso non sbaglia certamente portando avanti quell'insieme di garanzie e quel costrutto che va sicuramente a favore di un miglioramento dei lavoratori dell'ARA.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Gli onorevoli Ladu e Marrocu si sono iscritti a parlare, ma si sono iscritti dopo il primo intervento, quindi possono intervenire poi per dichiarazione di voto.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 53 il parere è negativo…
LADU (Fortza Paris). Presidente, un attimo…
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, lei e l'onorevole Marrocu vi siete iscritti dopo il primo intervento, quindi può intervenire per dichiarazione di voto.
SECCI (La Margherita-D.L.). Non è la prima volta…
LADU (Fortza Paris). Non sarà neanche l'ultima!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima del parere, che può dare un'indicazione che poi può risultare in qualche modo definitiva, vorrei sapere se ci sono le condizioni di una sospensione, anche solo di un minuto, solo per capire se - un minuto, non per perdere tempo - per capire se dalle dichiarazioni fatte da parte della maggioranza, se ci siano le condizioni per una modifica rispetto al parere dato in Commissione rispetto ai diversi emendamenti.
PRESIDENTE. Colleghi, è accolta la proposta dell'onorevole La Spisa o ritenete che...
MARROCU (D.S.). Io ho chiesto di parlare proprio perché non sono d'accordo, lo farò in dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Lo può fare per dichiarazione di voto, sì. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Dicevo, sull'emendamento numero 53 parere negativo, sull'emendamento numero 52 parere negativo, l'emendamento numero 93, dove appunto si prevede il periodo dei sette anni di convenzione con l'ARA o con le associazioni che potrebbero svolgere questa funzione, io mi attengo a quanto è stato concordato, all'accordo della maggioranza. L'accordo è per i sette anni, quindi, io propongo che siano rispettati gli accordi che abbiamo stabilito, credo che non si possono improvvisare determinate situazioni che sono state oggetto di lunghi e faticosi confronti tra di noi e non si possono improvvisare in Aula soluzioni diverse, quindi, sull'emendamento numero 93 parere positivo. Sull'emendamento numero 50 parere negativo, sull'emendamento numero 51 parere negativo, sull'emendamento numero 92 parere positivo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo in fase di votazione, sono ammesse dichiarazioni di voto sull'emendamento sostitutivo totale numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Onorevole Ladu, sull'emendamento...prego, decida lei su quale emendamento intende intervenire, prego.
LADU (Fortza Paris). Sul 52.
PRESIDENTE. Stiamo in ordine, sul 53 onorevole Ladu, che è quello degli onorevoli Capelli, Ladu e più.
LADU (Fortza Paris). 52.
PRESIDENTE. 53 a pagina 59!
LADU (Fortza Paris). No, io intervengo sul 52.
PRESIDENTE. Va bene, allora il prossimo, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole!
ARTIZZU (A.N.). Sì, sì, cortesemente, per quanto riguarda l'emendamento numero 52 chiedo il voto segreto.
CAPELLI (U.D.C.). Siamo sul 53!
PRESIDENTE. Va bene, quando ci arriviamo, siamo ancora all'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, per dichiarare che voto contrario all'emendamento numero 53, condividere la proposta e la soluzione della Commissione. L'ARA è un'associazione privata che sino ad oggi garantisce l'assistenza esclusivamente ai propri associati. Da questa riforma l'ARA garantirà l'assistenza a tutti gli allevamenti zootecnici della Sardegna, gli si riconosce una funzione pubblica, ai lavoratori dell'ARA gli si viene garantita la possibilità di avere un contratto nazionale e anche regionale integrativo, che può eliminare quella disparità di trattamento economico di cui si è parlato e gli si riconosce la possibilità di avere una corsia preferenziale, riconoscendo le professionalità acquisite, per un eventuale concorso pubblico.
Io voglio fare un esempio pratico: il fatto che i lavoratori dell'ARA facciano una funzione pubblica, e la faranno da domani perché fino ad oggi non l'hanno fatta, non significa nulla. I lavoratori, perché la Regione può garantire questo servizio pubblico direttamente o attraverso convenzionate strutture. Un chirurgo che lavorare alla clinica Lai o alla clinica di Sant'Antonio, fa un'attività che può essere anche di grandissimo spessore professionale e la fa alla pari di tanti altri chirurghi che lavorano al Brotzu o in altre strutture pubbliche non convenzionate, mentre questa è una struttura convenzionata. Il fatto che lo faccia con risorse pubbliche regionali e statali, perché è garantita dalla Regione quella assistenza, garantita da quel medico specializzato in quella clinica, non significa che a quel lavoratore, che pure gli si riconosce professionalità, anzianità di servizio, ruolo pubblico che è garantito da risorse pubbliche, si chieda, come non è mai stato chiesto a nessuno, che il trattamento previdenziale e contrattuale sia quello pubblico. Questi sono ottimi medici, fanno un'assistenza pubblica, un ruolo pubblico eppure godono di un contratto che è di natura privatistica e di un rapporto che è di natura privatistica perché sono dipendenti di una struttura privata, che è convenzionata con la Regione e garantisce, pur essendo privata, un servizio pubblico. Questi sono i lavoratori dell'ARA, che hanno però il vantaggio di avere una convenzione per sette anni, come viene proposto dalla maggioranza, la corsia preferenziale rispetto ad altri laureati per avere l'accesso al ruolo pubblico, come viene qui proposto e, quindi, mi sembra una soluzione di grande equilibrio e invito la maggioranza a tenere l'equilibrio e la sintesi trovata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Anch'io, Presidente, brevemente, senza alterare i toni su quest'argomento, ritengo che non sia del tutto vero quanto testé detto dall'onorevole Marrocu. Intanto, gli operatori dell'ARA hanno svolto un servizio pubblico nel recente passato, sono stati tutti precettati, per esempio, per l'emergenza della blue tongue, e non si sono limitati soltanto ai privati, ai convenzionati, perché sono andati in tutti gli ovili della Sardegna a svolgere le loro funzioni. Quindi, non è che siano stati particolarmente...che gli viene riconosciuto un ruolo, una funzione pubblica così ex novo, e non è neanche vero, questo, alla luce di quanto già risulta da leggi precedenti che chi svolga un ruolo per la Regione, in nome e per conto della Regione, per più di due anni ha diritto a concorsi con posti riservati, a un riconoscimento per la funzione svolta in passato. Quindi, non stiamo facendo loro nessun regalo, perché questi diritti loro li hanno già acquisiti in virtù di leggi regionali! Quindi, io ritengo che sarebbe giusto, che sarebbe anche equiparativo nei loro confronti rispetto a quanto già dato ad altre categorie con molti meno meriti, che almeno questo decennio venga riconosciuto e venga attribuito dal Consiglio regionale. Grazie.
(Non è approvato)
Emendamento sostitutivo parziale numero 52. E' stata chiesta la votazione segreta. Onorevole Ladu, purtroppo non può intervenire perché è stata chiesta la votazione segreta, quindi, la dichiarazione di voto non può essere fatta se non per astensione eventuale.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 52.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 20
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
Emendamento numero 93.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). No, per dire che in merito a questo articolo 16 e in particolare al comma 5 che mi pare un comma abbastanza controverso, praticamente la parola ARA, così, aleggia però, insomma, non si capisce bene cosa poi succederà. Sembra che sia stato confezionato un abito e però non si sa chi lo indosserà.
E non sono d'accordo con quanto dicevano prima l'onorevole Uggias, poi Marrocu e qualchedun altro, quando si dice insomma che non si poteva far nulla per quanto riguarda questi lavoratori dell'ARA. Io devo dire, insomma, che questi per fortuna sono stati assunti lì perché anche queste figure professionalmente qualificate, che sono diplomati e laureati quasi tutti, praticamente, avrebbero scelto la via dell'emigrazione. Però devo dire che in altre occasioni, questa Giunta regionale ha trovato soluzione per quanto riguarda figure che sono più o meno dello stesso profilo, perché gli operai e i lavoratori della PROGEMISA sono stati praticamente assunti, saranno assunti dall'ARPAS, ci sono altre situazioni per cui… Come no? Ci sono situazioni similari, ecco mi pare, insomma, che non ci sia stata la volontà per trovare una soluzione a questo problema.
Io credo che la Regione, la Giunta regionale stia facendo un errore visto che sta facendo una riforma che riguarda ormai tutto il personale a non trovare anche una soluzione definitiva a queste oltre trecento persone che lavorano nell'ARA, pertanto credo che, pur ormai potendo dire che l'emendamento che prevede un'estensione a dieci anni non si possa più approvare, però io ritengo insomma che questo sia stato un errore perché queste persone meritavano un trattamento diverso così com'è stato fatto in altre occasioni, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Sì, grazie, signor Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 93 e per rammaricarmi per il fatto che nonostante abbiamo dimostrato sempre grande lealtà e senso di responsabilità quando proviamo a ragionare fino alla fine, fino a quando stiamo per votare sugli emendamenti veniamo anche tacciati, insomma, di opportunismo e di cos'altro. Ecco, noi quando facciamo i ragionamenti cerchiamo di farli in maniera compiuta, con un filo logico che è quello che è stato esposto nei nostri ragionamenti e poi dopo comunque ci atteniamo a quelle che sono le indicazioni che provengono dal nostro Gruppo oppure da quelle che sono le mediazioni che la maggioranza riesce a fare. Il rammarico è di non poter esprimere i nostri ragionamenti in libertà senza venir tacciati, insomma, di slealtà o di opportunismo. Questo dovevo dirlo perché insomma non ci sembra il modo e né il momento, dopo che abbiamo portato a casa, e stiamo portando a casa un risultato notevole, con una legge importantissima, che quando ci alziamo da questi banchi, una volta nella discussione di questo Consiglio per fare una proposta di mediazione utile a tutti, utile a tutti, anche a chi oggi sta portando a casa questo risultato, a chi dopo lo dovrà attuare, non possiamo essere accusati di slealtà e di opportunismo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io dico, su questo emendamento, avendo proposto senza successo l'estensione a dieci anni della vigenza della convenzione quadro, certamente non votiamo contro, però non essendo certamente soddisfatti di questa soluzione io dichiaro il nostro voto di astensione. Vorrei sottolineare che dal tabellone che si è appena spento dalla precedente votazione però non risultano astenuti, e questo mi sorprende, perché mi sembra che ci sia tradizionalmente almeno un componente di quest'Assemblea che si astiene o dovrebbe astenersi, evidentemente la scuola della passata legislatura forse ha lasciato qualche strascico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
VARGIU ( Riformatori Sardi). Collega Pirisi, oggi è agitato…
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi…
VARGIU ( Riformatori Sardi). Collega Pirisi, non sia agitato non ce ne sono motivi, almeno nella discussione di questa legge, poi magari ce ne saranno per altre cose, ma per questa legge non ce n'è, possiamo stare sereni per la discussione di questa legge.
Io credo che anche noi voteremo con l'astensione questo emendamento, di cui condividiamo peraltro l'estensione a "settennale" del precedente termine "quinquennale", però vorrei fare una considerazione, la rivolgo in particolar modo al collega Marrocu. Collega Marrocu, il dialogo con la minoranza è fatto anche di capacità di ascoltare le ragioni della minoranza e, quando non ci sono pregiudiziali ideologiche insormontabili, cercare anche nel corso di una legge che comunque ha impegnato il Consiglio per due giorni, legge impegnativa, legge pesante, legge con tanti emendamenti, con tanti articoli, cercare anche di trovare i momenti in cui sulle cose che non solo ideologiche recepire quello che di buono viene dalla minoranza e devo dire anche da qualche pezzo della sua maggioranza. Oltretutto con un ragionamento che lei ha fatto, quello delle case di cura dei medici che non vale nel senso che le convenzioni per le case di cura non sono né quinquennali né settennali né decennali, sono, durano. Quindi quello che si chiedeva in questo emendamento, mi sembra con pari dignità, dalle sue argomentazioni che chiedeva di restare a cinque o a sette e quelle di chi chiedeva di andare a dieci, fosse un ragionamento, entrambi i ragionamenti rispettabili e tutto sommato, probabilmente, era proprio una di quelle situazioni in cui l'ascolto, la capacità di ascolto nei confronti delle indicazioni che provenivano dalla minoranza avrebbe consentito di certificare che esiste sul serio questa capacità da parte vostra di ascoltare le ragioni altrui, e laddove le ragioni altrui differiscono poco dalle vostre, perché tutto sommato sette, dieci o cinque, se uno decide di confermare le convenzioni non è per voi un problema rilevante, magari lo è per i lavoratori dell' ARA che aspettavano da questo Consiglio indicazioni di quel genere e in quel senso. Lo hanno detto in tutti i modi e lo abbiamo esternato, a lei e agli altri colleghi della maggioranza, in tutti i modi da questi banchi della minoranza. Poi c'è stata una chiusura, però la chiusura poi rimane come, non dico un macigno, un sasso, una pietra, come qualche cosa d'importante che ci fa considerare anche sulle questioni ideologiche.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, Onorevole Sanna… Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, per dichiarazione di voto, per dire che voterò favorevolmente questo emendamento che porta a sette anni la durata massima della convenzione.
Si tratta di un argomento importante, mi ricordo che uno dei primi incontri che ho avuto modo di fare quando diventai Presidente di questa Regione fu proprio un incontro con i lavoratori dell'ARA; era ancora piena estate, vennero a sollecitarmi di una convenzione, della loro incertezza, del fatto che di anno in anno andassero avanti in quella maniera con l'incertezza di vedere rifinanziata la loro convenzione e mentre mi portavano a conoscenza di un loro disagio personale, circa la sicurezza del loro lavoro, mi portavano a conoscenza anche di un altro disagio, di non poter fare meglio il loro lavoro al servizio dell'intera comunità regionale.
Mi dicevano, appunto, che dovevano lavorare unicamente con gli associati e mi dicevano anche che mentre andavano in azienda per svolgere il loro compito avrebbero potuto svolgere anche altri compiti, qualora ci fosse stata una convenzione con la Regione, e non potevano invece svolgere, pur andando nell'azienda, semplicemente perché mai era stata fatta una convenzione.
Continuo a sentire, da parte della minoranza, solo pareri negativi su questa legge. Un dato è certo, che se ne poteva fare una migliore nel passato e non è stata fatta; un dato è certo, che fino a oggi questi lavoratori hanno vissuto in maniera totalmente precaria e da domani almeno hanno sette anni di sicurezza. E oltre a sette anni di sicurezza, hanno anche la possibilità di lavorare meglio per l'intero sistema regionale. E hanno anche, in maniera chiara, esplicita, inequivocabile, la certezza che quando verranno fatti dei concorsi, e credo che verranno fatti, per assumere del personale nell'area dell'assistenza tecnica in zootecnia, hanno un titolo valido, preferenziale per cui certamente si attingerà da quel personale. Poi le leggi non sono per sempre. Oggi si fa un passo importante e si fa un passo importante per questi lavoratori e per la qualità dell'assistenza tecnica. Non è detto che tra qualche anno, non si possa fare un passo ulteriore, successivo. Una cosa è certa, questi lavoratori stanno meglio e sta meglio l'assistenza tecnica in zootecnia. Chi oggi si lamenta, poteva fare molto meglio nel passato, ma non l'ha fatto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Onorevole Pisano, su che cosa intende intervenire?
PISANO (Riformatori Sardi). Avevo chiesto di intervenire per dichiarazione di voto sull'articolo 16.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, arriva un attimo dopo!
PISANO (Riformatori Sardi). Viene percepito un attimo dopo!
PRESIDENTE. No, no! Compare un attimo dopo. Aspettiamo qualche secondo per questo, onorevole Pisano. Mi dispiace! Attendiamo qualche secondo in più e voi, magari, dovete aiutarci, essendo un pochino più tempestivi.
Emendamento numero 50. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Faccio una brevissima dichiarazione, cogliendo anche l'invito che mi viene fatto, per riferire esattamente che voterò a favore dell'emendamento numero 50, che si riferisce ovviamente all'articolo 16, ma anche per rilevare una riflessione, a mio giudizio, importante. Io credo molto nella onestà delle parole che vengono riferite in quest'Aula, quelle del Presidente che è intervenuto poc'anzi ma anche l'intervento che ha fatto l'onorevole Uggias qualche minuto fa. La cosa che mi dispiace dover osservare, invece, è che al di là degli impegni e delle parole, purtroppo, l'articolo 16 non è stato scritto in maniera adeguata e perlomeno le cose, gli impegni che sono stati indicati, di certo, non rispecchiano il dettato dell'articolo 16. In particolare, si è parlato appunto del riconoscimento di funzione pubblica e i contratti collettivi di lavoro indicati al comma 3, invece, non parlano assolutamente dei contratti collettivi riferiti, in qualche modo, a un settore ben specifico. Quindi, ne parla in maniera vaga senza indicare a quali contratti collettivi di lavoro. Si è parlato di stabilità, ma la stabilizzazione non compare per niente, perché non si è imposto che questi contratti fossero a tempo indeterminato o quantomeno relativi ad un periodo che durasse almeno quanto la convenzione che viene approvata, di modo che invece l'applicazione dell'articolo 3, in questo modo, è completamente distaccato e, quindi, potrebbe accadere, in maniera ovvia, che la convenzione possa esser fatta a prescindere dalla durata del contratto collettivo di lavoro.
Ma la cosa che maggiormente sconcerta è il fatto che, così come diceva l'onorevole Uggias, non si poteva obiettivamente addivenire ad un regime di maggiore sopportabilità, ha detto l'onorevole Uggias. Però, l'applicazione di questo contratto, che dovrebbe eliminare qualsiasi convenzione o qualsiasi rapporto di lavoro atipico, significherebbe quantomeno, a mio giudizio, triplicare, raddoppiare i costi relativi a questa convenzione, per tenere 340 dipendenti. Però, non vi è copertura finanziaria sufficiente perché questo accada. Allora, una piccola, se permettete, incongruenza è veramente da rilevare.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 92. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17. All'articolo 17 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 54 e 55.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 17
Organi dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. Sono organi dell'Agenzia LAORE Sardegna:
a) il comitato tecnico;
b) il direttore generale;
c) il collegio dei revisori.)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - LADU - CAPPAI - DIANA - CAPELLI - ARTIZZU - MURGIONI - RASSU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Art. 17
Al comma 1 dell'articolo 17 dopo la frase "Sono organi dell'Agenzia LAORE Sardegna" è aggiunta la seguente lettera 0a): l'organo di amministrazione quale legale rappresentante;". (54)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - VARGIU - LADU - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MURGIONI - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Art. 17
All'articolo 17 dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1 bis. Gli Uffici dell'Agenzia sono:
a) La Direzione Generale;
b) I dipartimenti, i Servizi Territoriali e le loro articolazioni amministrative". (55)
(E' approvato)
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 54 il parere è negativo; sull'emendamento 55 il parere è ugualmente negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18. All'articolo 18 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 56.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 18
Comitato tecnico
1. Il comitato tecnico è l'organo di indirizzo e coordinamento dell'attività dell'Agenzia ed elabora i programmi pluriennali e annuali; esso è composto da:
a) il direttore generale di LAORE Sardegna, che lo presiede;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale;
c) due membri scelti fra i responsabili dei dipartimenti per le produzioni vegetali e zootecniche, secondo i criteri e le modalità indicati nello statuto;
d) un rappresentante designato dall'Agenzia per la ricerca in agricoltura AGRIS Sardegna;
e) tre esperti esterni altamente qualificati nelle materie di competenza di LAORE Sardegna, di cui due indicati dalle Facoltà di agraria e di medicina veterinaria dell'Università di Sassari.
2. I componenti del comitato tecnico sono nominati con decreto del Presidente della Regione previa conforme deliberazione della Giunta regionale.
3. Lo statuto dell'Agenzia disciplina il funzionamento del comitato.
4. Ai componenti del comitato tecnico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un gettone di presenza di 150 euro per seduta.)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LADU - VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 18
Il comma 4 dell'articolo 18 è sostituito dal seguente:
"4. Ai componenti del comitato tecnico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un rimborso spese parificato a quello previsto contrattualmente per la dirigenza regionale". (56).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 57.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 19
Decorrenza delle competenze
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 tutti gli atti e i procedimenti amministrativi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge presso gli uffici degli enti di cui al comma 3 dell'articolo 13, sono attribuiti alla competenza degli uffici dell'Agenzia LAORE Sardegna.)
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - VARGI - DIANA - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - ARTIZZU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 19
Al comma 1 dell'articolo 19, dopo le parole: "... alla competenza degli uffici dell'..." è aggiunta la parola: "istituenda". (57).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
Conforme al parere del relatore.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20. All'articolo 20 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 82 e sostitutivi parziali numero 58 e 94.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 20
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia LAORE Sardegna si ispira ai principi della legge regionale n. 31 del 1998 e si articola in dipartimenti operativi e settori.
2. Nell'Agenzia sono individuati almeno i seguenti dipartimenti:
a) dipartimento per le produzioni vegetali;
b) dipartimento per le produzioni zootecniche.
c) dipartimento per l'incremento ippico;
d) dipartimento per la multifunzionalità della impresa agricola, per lo sviluppo rurale e della filiera agro-alimentare.
3. Ulteriori dipartimenti e settori possono essere istituiti dallo statuto dell'Agenzia.
4. Il dipartimento è diretto da un direttore di servizio.
5. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia, con particolare riferimento all'attività di assistenza tecnica, divulgazione e sviluppo agricolo e rurale che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38.)
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Articolo 20
L'articolo 20 è sostituito dal seguente:
Art. 20
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia Laore è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e, sulla base delle medesime, dal suo statuto. Essa si articola in dipartimenti e servizi; i dipartimenti hanno funzioni di coordinamento di servizi omogenei definiti e specificati dallo statuto.
2. I dipartimenti operativi e i servizi sono diretti da dirigenti; i dirigenti preposti ai dipartimenti operativi sono sovraordinati ai dirigenti preposti ai servizi.
3. Sono individuati i seguenti dipartimenti, fatta salva la facoltà dell'Agenzia di istituire con lo statuto ulteriori dipartimenti:
a) dipartimento per le produzioni vegetali;
b) dipartimento per le produzioni zootecniche;
c) dipartimento per l'incremento ippico;
d) dipartimento per la multifunzionalità dell'impresa agricola, per lo sviluppo rurale e per la filiera agroalimentare;
e) dipartimento degli affari generali e della contabilità.
4. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia, con particolare riferimento all'attività di assistenza tecnica, divulgazione e sviluppo agricolo e rurale che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38." (82)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 20
Il comma 1 dell'articolo 20 è così sostituito:
"L'Agenzia LAORE Sardegna è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge". (58)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 20
Al comma 1, le parole "si ispira ai principi della" sono sostituite dalle parole "è disciplinata dalla". (94).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 58 e 94 sono decaduti. L'emendamento sostitutivo totale numero 82 resta in vita.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 82 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. E' conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Capo IV.
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Capo IV
Agenzia regionale per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura (ARGEA Sardegna).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 59, che è uguale al 95.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti:
Art. 21
Istituzione dell'Agenzia ARGEA Sardegna
1. È istituita l'Agenzia regionale sarda per la gestione e la erogazione degli aiuti in agricoltura, denominata ARGEA Sardegna.
2. L'Agenzia ARGEA Sardegna ha sede in Oristano.
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - VARGIU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 21
Al comma 2 dell'articolo 21 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (59)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 21
Al comma 2, dopo la parola sede è aggiunta la parola "legale". (95).)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 59 e 95. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 :
Art. 22
Funzioni dell'Agenzia ARGEA Sardegna
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 all'ARGEA Sardegna è trasferita la competenza in materia di aiuti, contributi e premi previsti da norme comunitarie, nazionali e regionali.
2. La competenza di cui al comma 1 comprende la ricezione, l'istruttoria, la liquidazione ed il controllo delle domande.
3. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 all'Agenzia sono attribuite le funzioni di organismo pagatore degli aiuti, contributi o premi, finanziati o cofinanziati dall'Unione europea, a favore delle imprese agricole operanti in Sardegna.
4. Nell'esercizio delle funzioni di organismo pagatore, ai sensi del regolamento (CE) n. 1663/95 del 7 luglio 2005 "Regolamento della Commissione che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 729/70 per quanto riguarda la procedura di liquidazione dei conti del FEAOG, sezione Garanzia" e successive modificazioni, l'Agenzia provvede:
a) all'autorizzazione dei pagamenti;
b) all'esecuzione dei pagamenti;
c) alla contabilizzazione dei pagamenti;
d) ad assicurare il raccordo operativo con l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e con la Commissione Europea;
e) a garantire il raccordo con il Ministero dell'economia e con l'AGEA relativamente alle anticipazioni di cassa;
f) a predisporre le periodiche relazioni alla Giunta regionale, all'AGEA e alla Commissione europea sull'andamento della gestione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 60.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23 e del relativo emendamento:
Art. 23
Organi dell'Agenzia ARGEA Sardegna
1. Sono organi dell'Agenzia ARGEA Sardegna:
a) il direttore generale;
b) il collegio dei revisori dei conti
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CAPPAI - VARGIU - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 23
Al comma 1 dell'articolo 23 dopo le parole "Sono organi dell'Agenzia ARGEA Sardegna:" è aggiunta la seguente lettera:
"0a) l'organo di amministrazione quale legale rappresentante". (60).)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 61.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24 e del relativo emendamento:
Art. 24
Anagrafe delle aziende
1. L'Agenzia ARGEA Sardegna, sulla base delle direttive impartite dalla Giunta regionale, gestisce l'anagrafe delle aziende agricole ed il registro degli aiuti.
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 24
Al comma 1 dell'articolo 24, dopo la parola: "gestisce" è aggiunta la seguente frase" "collaborando con l'Agenzia LAORE". (61)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25, a cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 83 e sostitutivi parziali numero 62 e 96.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25 e dei relativi emendamenti:
Art. 25
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'ARGEA Sardegna si ispira ai principi della legge regionale n. 31 del 1998 e si articola in aree operative e settori.
2. Nell'Agenzia sono individuate almeno le seguenti aree operative:
a) area operativa per la fase dell'istruttoria;
b) area operativa per la fase dell'erogazione e del controllo.
3. Ulteriori aree operative e settori rispetto a quelli di cui al comma 2 possono essere istituite dallo statuto dell'Agenzia.
4. L'area operativa è diretta da un direttore di servizio.
5. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38.
INSERIRE GLI EMENDAMENTI
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE.
Articolo 25
L'articolo 25 è sostituito dal seguente:
"Art. 25
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia Argea è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e, sulla base delle medesime, dal suo statuto. Essa si articola in aree di coordinamento e servizi; le aree hanno funzioni di coordinamento di servizi omogenei definiti e specificati dallo statuto.
2. Le aree di coordinamento e i servizi sono diretti da dirigenti; i dirigenti preposti alle aree di coordinamento sono sovraordinati ai dirigenti preposti ai servizi.
3. Sono individuate le seguenti aree di coordinamento, fatta salva la facoltà dell'Agenzia di istituire con lo statuto ulteriori aree:
a) area di coordinamento delle istruttorie;
b) area di coordinamento delle erogazioni e del controllo;
4. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia, che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38.". (83)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CAPELLI - LADU - CAPPAI - RASSU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 25
Il comma 1 dell'articolo 25 è così sostituito:
"1. L'Agenzia ARGEA Sardegna è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche e integrazioni ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge". (62)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 25
Al comma 1, le parole "si ispira ai principi della" sono sostituite dalle parole "è disciplinata dalla". (96).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 83 è favorevole, sul 62 e 96 è negativo.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Il 96 è stato ritirato. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 62 a questo punto decade, il numero 96 era ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 26, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 63.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26 e del relativo emendamento:
Art. 26
Convenzioni con i CAA
1. L'Agenzia può stipulare convenzioni con i Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) per lo svolgimento di compiti di propria competenza ai sensi del comma 3 dell'articolo 3 bis del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 (Soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura -AGEA - a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), e successive modifiche ed integrazioni, e di quelli previsti dalla legislazione regionale.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ARTIZZU - CAPPAI - CAPELLI - RASSU - LADU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 26
Al comma 1 dell'articolo 26, dopo la parola "L'Agenzia", la frase "può stipulare convenzioni" è sostituita dalla parola "collabora". (63).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo al Capo V
(Si riporta di seguito il titolo del Capo V:
Capo V
Disposizioni comuni alle agenzie.)
Poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 64.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27 e del relativo emendamento:
Art. 27
Natura giuridica delle agenzie
1. Le agenzie istituite dalla presente legge hanno personalità giuridica di diritto pubblico, sono dotate di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale e sono sottoposte, per quanto non previsto dalla presente legge, ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo della Giunta regionale e ai controlli di cui alla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali).
2. Alle agenzie si applica la normativa contabile prevista per l'Amministrazione regionale e gli enti regionali.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - LADU - CAPELLI - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 27
L'articolo 27 viene così sostituito:
"Art. 27
Natura giuridica delle agenzie"
1. Il sistema organizzativo delle agenzie AGRIS, LAORE e ARGEA rientra nell'ambito di applicazione di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 1 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.ù
2. Le agenzie istituite dalla presente legge hanno personalità giuridica di diritto pubblico, sono dotate di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale e sono sottoposte ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo della Giunta regionale e ai controlli di cui alla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali).". (64).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento , ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28, a cui sono stati presentati l'emendamento soppressivo parziale numero 65 e gli emendamenti aggiuntivi numero 66 e 101.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti:
Art. 28
Competenze della Regione
1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, approva, con riferimento alle agenzie istituite con la presente legge:
a) gli statuti;
b) i regolamenti interni;
c) i bilanci di previsione e consuntivi;
d) i programmi annuali e pluriennali;
e) gli atti di indirizzo e le direttive a cui le agenzie devono attenersi nell'esercizio della loro attività;
f) le piante organiche.
2. Gli statuti e i programmi annuali e pluriennali delle agenzie sono approvati dalla Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione consiliare.
3. Il parere della Commissione di cui al comma 2 è reso entro trenta giorni dalla assegnazione; se la Commissione non esprime il parere nel termine indicato, la Giunta regionale può approvare gli statuti o i programmi prescindendo dallo stesso.
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - VARGIU - LA SPISA - PISANO - DEDONI - CASSANO - SANCIU - GALLUS - MURGIONI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - ARTIZZU.
Articolo 28
Nel comma 1 dell'articolo 28 sono soppresse le seguenti lettere: a), b), c), d), f). (65)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - CAPELLI -RASSU - ARTIZZU - LADU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 28
Al comma 1 dell'articolo 28, dopo le parole: "..dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale..." sono aggiunte le seguenti parole: "... sentito l'organo di amministrazione delle agenzie, ....". (66)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Articolo 28
Dopo il comma 1 dell'articolo 28 è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. A valere sulle disponibilità recate dall'UPB S060.019 è autorizzata la spesa relativa alle attività propedeutiche all'avviamento delle agenzie istituite dalla presente legge. La relativa spesa è valutata in euro 100.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007.". (101).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 65 e 66 è negativo, sull'emendamento numero 101 è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 101. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29, a cui sono stati presentati l'emendamento sostitutivo totale numero 67 e il sostitutivo parziale numero 68.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29
Programmazione e controllo
1. Sulla base degli indirizzi e delle direttive della Giunta regionale, le agenzie predispongono i programmi annuali e pluriennali di attività che definiscono gli obiettivi, le priorità, le risorse necessarie alla loro realizzazione e le modalità di verifica e controllo del raggiungimento degli obiettivi rispetto ai risultati attesi. I programmi annuali e pluriennali predisposti dalle agenzie sono approvati dalla Giunta regionale con la procedura prevista dall'articolo 28.
2. Sulla base degli indirizzi della Giunta regionale, le agenzie definiscono un sistema di controlli interni, coordinato con quello dell'Amministrazione regionale, che disciplina il controllo strategico, le procedure per il controllo di gestione e le procedure di controllo di regolarità amministrativo-contabile.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - ARTIZZU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 29
L'articolo 29 è sostituito dal seguente:
"Art. 29
Programmazione e controllo
1. Sulla base degli indirizzi e delle direttive della Giunta regionale, le agenzie predispongono e approvano programmi annuali e pluriennali di attività che definiscono gli obiettivi, le priorità, le risorse necessarie alla loro realizzazione e le modalità di verifica e controllo del raggiungimento degli obiettivi rispetto ai risultati attesi; ne stabiliscono le esigenze finanziarie sulla base di quanto previsto nel bilancio della Regione definito così come prevede la legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.". (67)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - VARGIU - LA SPISA - PISANO - DEDONI - CASSANO - SANCIU - GALLUS - MURGIONI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - Artizzu -
Articolo 29
L'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 29 è soppresso. (68).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sugli emendamenti numero 67 e 68 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 30, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 69.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30 e del relativo emendamento:
Art. 30
Funzioni e nomina del direttore generale
1. Il direttore generale è il rappresentante legale della relativa agenzia; entro i limiti stabiliti dallo statuto, ha competenza in materia amministrativa, finanziaria e di bilancio.
2. Il direttore generale dirige e coordina le attività dell'agenzia e verifica il raggiungimento degli obiettivi; a tal fine svolge le seguenti funzioni:
a) definisce gli obiettivi dell'agenzia in conformità degli indirizzi e delle direttive impartiti dalla Giunta regionale ed è responsabile della loro attuazione;
b) conferisce gli incarichi ai dirigenti, assegna loro le risorse umane, strumentali e finanziarie, ne definisce la responsabilità in relazione alle competenze e agli obiettivi affidati;
c) dirige, coordina e valuta l'attività dei dirigenti, promuove i procedimenti disciplinari e quelli per responsabilità dirigenziale adottando le relative misure sanzionatorie.
e) propone alla Giunta regionale l'adozione della pianta organica.
3. L'incarico di direttore generale dell'agenzia è conferito dal Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
4. Il direttore generale è scelto, con procedura ad evidenza pubblica, tra persone in possesso di comprovata esperienza e competenza che abbiano ricoperto, per almeno cinque anni, incarichi di responsabilità amministrativa, tecnica e gestionale in strutture pubbliche o private; per il direttore generale dell'Agenzia AGRIS Sardegna è richiesto il possesso di un'alta qualificazione scientifica e professionale nelle materie di competenza dell'Agenzia.
5. Il rapporto di lavoro del direttore generale dell'agenzia è regolato da un contratto di diritto privato che non deve essere di durata superiore a quella della legislatura e si conclude al massimo entro i novanta giorni successivi alla fine della stessa.
6. Al direttore generale è attribuito lo stesso trattamento economico dei direttori generali dell'Amministrazione regionale.
7. L'incarico di direttore generale è incompatibile con cariche pubbliche elettive, nonché con ogni altra attività di lavoro autonomo o subordinato e, per i dipendenti pubblici, determina il collocamento in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 30
L'articolo 30 è così sostituito:
"Art. 30
Funzioni e nomina del direttore generale
1. Il direttore generale ha le responsabilità definite dall'articolo 22 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e i compiti di cui all'articolo 24 della medesima legge
2. L'incarico di direttore generale è conferito secondo le procedure definite dagli articoli 28 e 29 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
3. Il rapporto del direttore generale dell'agenzia è regolato da un contratto di diritto privato che non deve essere di durata superiore alla legislatura e si conclude al massimo entro novanta giorni dal termine della stessa.
4. Al direttore generale è attribuito lo stesso trattamento economico dei direttori generali dell'Amministrazione regionale.
5. L'incarico di direttore generale è incompatibile con cariche pubbliche elettive, nonché con ogni altra attività di lavoro autonomo o subordinato e, per i dipendenti pubblici, determina il collocamento in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico.". (69).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 69 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31, a cui è stato spostato l'emendamento sostitutivo parziale numero 34, precedente presentato all'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31:
Art. 31
Collegio dei revisori dei conti
1. Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri iscritti al Registro dei revisori ufficiali, di cui uno svolge le funzioni di presidente. Il collegio è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale che ne indica anche il presidente e dura in carica cinque anni. Il collegio esercita le funzioni previste dall'articolo 6 della legge regionale n. 14 del 1995.
2. Al presidente e ai componenti del collegio sindacale competono i compensi previsti dal comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale).)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 34 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32, a cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi totali numero 70 e 73; i sostitutivi parziali numero 71 e 84; i soppressivi parziali numero 80 e 72; gli emendamenti aggiuntivi numero 100, 74 e il 97, a cui è stato presentato il sostitutivo totale numero 103.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32 e dei relativi emendamenti:
Art. 32
Personale
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 il personale di ruolo dell'ERA Sardegna, con esclusione del personale proveniente dall'Istituto di incremento ippico, e il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari è inquadrato nelle dotazioni organiche dell'Agenzia AGRIS Sardegna con la salvaguardia del trattamento giuridico, economico e previdenziale in atto, ivi compreso quello integrativo. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 il personale di ruolo dell'ERSAT Sardegna e il personale di ruolo dell'ERA Sardegna proveniente dall'Istituto di incremento ippico è inquadrato nelle dotazioni organiche dell'Agenzia LAORE Sardegna con la salvaguardia del trattamento giuridico, economico e previdenziale in atto, ivi compreso quello integrativo.
2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti, fatta eccezione per il personale proveniente dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionali di categoria nei cui confronti continuano ad applicarsi i contratti medesimi.
3. Per l'espletamento dei propri compiti, all'ARGEA Sardegna è assegnato, nell'ambito della dotazione organica dell'Agenzia, con decreto dell'Assessore regionale agli affari generali, personale e riforma della Regione, un contingente di personale individuato tra quello appartenente all'Amministrazione regionale, agli enti regionali o alle agenzie regionali; i criteri per l'individuazione e l'assegnazione del personale sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione di concerto con l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
4. Il personale delle agenzie istituite dalla presente legge fa parte del comparto unico di contrattazione collettiva regionale, fatta eccezione per il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionali di categoria.
5. Al personale dell'Agenzia AGRIS Sardegna che svolge attività di ricerca si applica il disposto contenuto nel comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998.
6. L'Amministrazione regionale e le agenzie per lo svolgimento delle funzioni, in attuazione del comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998, come modificato dal comma 8 dell'articolo 20 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), possono disporre la mobilità temporanea del personale mediante intese che definiscono compiti, modalità, tempi e oneri che gravano sull'Amministrazione regionale o sull'agenzia di assegnazione. È inoltre consentito il trasferimento di personale, a domanda del dipendente o del dirigente, mediante accordo tra le agenzie interessate.
7. Con apposita norma della legge finanziaria regionale sono disciplinate forme di incentivazione per la cessazione anticipata dal servizio del personale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - ARTIZZU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 32
L'articolo 32 è così sostituito:
"Art. 32
Personale.
1. Le agenzie sono soggette alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche ed integrazioni e sono inserite nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti, disciplinato dalla medesima legge.
2. Il personale degli enti soppressi, indicati agli articoli 7 e 14 della presente legge, rimane inquadrato nella dotazione organica dei ruoli dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie, definita ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
3. Il personale di cui al comma 2 della presente legge, è inquadrato nella categoria e livello retributivo corrispondente a quella rivestita nell'ente di provenienza e conserva e mantiene la stessa sede di lavoro, posizione giuridica, economica, previdenziale ed assistenziale in atto alla data di applicazione della presente legge.
4. Al personale di cui al comma 2 della presente legge è mantenuto a titolo individuale il trattamento economico di maggior favore.
5. Per il personale proveniente dagli enti soppressi, il cui rapporto di lavoro sia regolato da contratti collettivi diversi da quello del comparto Regione - enti, si applica l'articolo ? comma 3 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
6. In sede di prima applicazione e fino all'approvazione delle dotazioni organiche delle Agenzie, il personale dei ruoli dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie, proveniente dagli enti soppressi indicati negli articoli 7 e 14 della presente legge, presta la propria opera presso le agenzie istituite dalla legge medesima. A seguito dell'approvazione delle dotazioni organiche delle agenzie, definite ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, il personale, proveniente dagli enti soppressi, eventualmente non incluso nelle dotazioni organiche delle stesse agenzie, rimane inquadrato nella dotazione organica dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie come definito dalla stessa legge regionale n. 31 del 1998 e successive modificazioni.
7. Per l'espletamento dei propri compiti, all'ARGEA è assegnato, con decreto dell'Assessore agli affari generali, personale e riforma della Regione, di concerto con l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, un contingente di personale individuato tra quello appartenente all'Amministrazione regionale, agli enti regionali o alle Agenzie regionali. I criteri per l'individuazione e per la selezione del contingente dovranno in ogni caso tenere conto delle funzioni svolte dal personale interessato dal provvedimento e l'eventuale trasferimento sarà vincolato alla volontarietà del dipendente.
8. Al personale delle agenzie si applica il disposto contenuto del comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
9. Il personale di cui al presente articolo, a decorrere dal nuovo inquadramento, sarà regolato dai contratti collettivi regionali che successivamente interverranno.
10. Con apposita norma della legge finanziaria regionale sono disciplinate forme di incentivazione per la cessazione anticipata dal servizio del personale.". (70)
EMENDAMENTO sostitutivo totale LA SPISA - SANJUST - RASSU - SANCIU - CAPPAI
Articolo 32
L'articolo 32 è sostituito dal seguente:
"1. Le agenzie operano mediante l'utilizzo del personale regionale, a tal fine alle Agenzie è assegnato, nell'ambito delle dotazioni organiche delle stesse, con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, un contingente di personale individuato tra quello appartenete all'Amministrazione regionale o agli enti regionali; icriteri per l'individuazione e l'assegnazione del personale sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
2. Il personale di ruolo dell'ERA Sardegna e dell'ERSAT Sardegna nonché il personale del Consorzio interprovinciale di frutticoltura di Cagliari, Nuoro, ed Oristano ed il personale del Consorzio per la frutticoltura di Sassari al quale si applica la disciplina prevista dalla legge regionale n. 31 del 1998 è trasferito, dalla data di scioglimento degli stessi nella dotazione organica dell'Amministrazione regionale con la salvaguardia del trattamento in atto, giuridico, economico e previdenziale, ed è inquadrato nella categoria e livello retributivo equivalente rivestito nell'ente di provenienza; conseguentemente la dotazione organica dell'Amministrazione è incrementata di un numero di posti pari al contingente di personale proveniente dagli enti soppressi.
3. Con apposita norma della legge finanziaria regionale sono disciplinate forme di incentivazione per la cessazione anticipata dal servizio del personale." (73)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CAPPAI - CAPELLI - LADU - VARGIU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 32
Al comma 2 dell'articolo 32 le parole successive alla frase:" 2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti," sono soppresse. (71)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - RASSU - CAPELLI - VARGIU - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - SANCIU - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA.
Articolo 32
Nel comma 4 dell'articolo 32 sono soppresse le parole "fatta eccezione per il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionale di categoria". (80)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPPAI - RASSU - CAPELLI - VARGIU - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - SANCIU - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA.
Articolo 32
Il comma 2 dell'articolo 32 è sostituito dal seguente:
"2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale 31 del 1998 e successive modificazione ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione e degli enti. Il personale proveniente dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Nuoro e Oristano e il personale proveniente dal Consorzio per la frutticoltura di Sassari, regolato con contratti collettivi nazionali di lavoro è inquadrato nella dotazione organica dell'agenzia Agris-Sardegna sulla base di una tabella di comparazione approvata con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e continua a svolgere le funzioni e i compiti esercitati nell'ente di provenienza al momento di scioglimento dello stesso fino alla stipula del prossimo contratto regionale che dovrà prevedere le corrispondenti figure professionali.". (72)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Articolo 32
Il comma 2 dell'articolo 32 è sostituito dal seguente:
"2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti. In sede di prima applicazione, al personale proveniente dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato dai contratti collettivi nazionali di categoria, continuano ad applicarsi gli stessi contratti fino all'adozione, nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale, di una compiuta disciplina adeguata alle attività ed alle tipologie lavorative del personale medesimo.". (84)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Articolo 32
Al comma 4 dell'articolo 32 è aggiunta la seguente frase:
"fino all'adozione, nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale, di una compiuta disciplina adeguata alle attività ed alle tipologie lavorative del personale medesimo.". (100)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - VARGIU - PISANO - DEDONI - CASSANO - SANCIU -GALLUS - MURGIONI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - XXX
Articolo 32
All'articolo 32, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente comma:
"4 bis. Nel caso di indizione di concorsi per il reclutamento di personale delle agenzie, deve essere riconosciuto adeguato punteggio ai fini della partecipazione ai concorsi stessi del personale dei soggetto convenzionati di cui al comma 1 dell'articolo 16 della presente legge.". (74)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento 97 RASSU - PETRINI - CAPPAI
Articolo 32
L'emendamento numero 97 è sostituito dal seguente:
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
7 bis. Le Agenzie AGRIS-LAORE-ARSEA di cui alla presente legge, sono autorizzate a rinnovare o prorogare fino all'espletamento dei concorsi pubblici, i rapporti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata e continuativa, secondo il contratto in atto presso gli enti soppressi ERA Sardegna, ERSAT Sardegna e Consorzi per la Frutticoltura della Sardegna alla data del 1° maggio 2006. Nei relativi concorsi faranno titolo le competenze professionali maturate nei rapporti predetti. (103)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 32
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
"7. bis. Le agenzie previste dalla presente legge sono autorizzate a rinnovare o prorogare, sino all'espletamento dei primi concorsi pubblici, i rapporti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata e continuativa, secondo il contratto in atto presso i soppressi ERA Sardegna, ERSAT Sardegna e Consorzi per la frutticoltura alla data del 1° Maggio 2006. Nei concorsi di cui al presente comma verranno valutate le competenze professionali maturate nei rapporti predetti.". (97).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, Assessori, signor Presidente della Giunta, colleghi, mi riallaccio, per iniziare, all'intervento del presidente Soru, che ho ascoltato un po' con dispiacere, a dire la verità, perché non è stato molto generoso nei confronti dell'atteggiamento dell'opposizione che, vorrei ricordarlo, ha permesso a tantissime leggi, e anche a questa, di arrivare in Aula in tempi abbastanza celeri e ha avuto un atteggiamento costruttivo e di miglioramento già dalla fase della Commissione.
Vorrei ricordare al presidente Soru, che non l'ha vissuto, che nella passata legislatura tutto ci si sarebbe potuto aspettare, ma con onestà - al suo fianco c'è un Assessore che potrebbe testimoniarlo - credo che nessuna persona intelligente che abbia vissuto quegli anni possa affermare, in onestà appunto, che quelli erano anni nei quali sarebbe stato possibile fare qualunque riforma. In quest'Aula non c'era nessuna maggioranza, abbiamo portato a compimento leggi importanti, come quella dell'ARPAS, in Commissione, non è stato possibile proprio per la situazione reale dell'Aula, portarla e farla approvare da questa Assemblea.
Lei Presidente è un Presidente fortunato perché grazie a questa che oggi è l'opposizione, in particolare al mio Partito per l'azione svolta in Aula, noi abbiamo permesso che si affermasse la legge nazionale, che è quella che ha consentito a lei di avere il premio di maggioranza, quello che le consente appunto di affrontare l'Aula, di imporre il suo volere all'Aula, e di governare, qualcuno dice con prepotenza, con arroganza, comunque di governare, era quello che noi volevamo, per dare ai sardi comunque un governo. Ma questa forza non le viene dalla maggioranza schiacciante dei voti dei sardi, le viene dalla volontà dell'Aula che ha imposto una legge che le ha regalato 14 consiglieri in più, oltre al risultato della volontà del popolo. Anche quello della volontà del popolo, per carità, perché la legge è la legge, e il popolo sapeva come votava, comunque sarebbe bastato un voto in più per darle questa maggioranza. Quindi non ci si può dire: "Perché voi non avete fatto", mi ci metto anch'io, è stato detto ai Riformatori, che forse sono il Partito che più degli altri avrebbe dovuto, o voluto, o saputo, o potuto impegnarsi per l'effettuazione delle riforme, perché queste venissero portate a compimento, cosa che oggi può essere fatta. E quindi questo un po' mi lascia perplesso, in più io vorrei dire, e ribadire, che non è vero che voi avete regalato ai rappresentanti dell'ARA la possibilità di avere dei titoli preferenziali per i concorsi, perché esiste già una legge, varata in passato, che dà ai rappresentanti, a coloro che abbiano lavorato in convenzione o per enti che lavorano comunque per la Regione, di maturare titoli per avere posti riservati nei concorsi della Regione. E questo esiste già Presidente, siccome i rappresentanti dell'ARA hanno lavorato, per anni, combattendo contro la lingua blu, coi veterinari, per esempio, delle AA.SS.LL. che entravano nelle stesse aziende a fare i vaccini, a portare avanti tutte le attività di prevenzione e di profilassi, loro hanno diritto già di partecipare ai concorsi pubblici, noi non gli abbiamo riconosciuto niente in questo caso, lo hanno già avuto in passato, se lo sono già sudato e conquistato.
In ogni caso, in quest'articolo 32, c'è per me un altro motivo di perplessità, al comma 4 che dice: "Il personale delle agenzie istituite dalla presente legge fa parte del comparto unico di contrattazione collettiva regionale, fatta eccezione per il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari, con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionali di categoria…". Io sinceramente non faccio più parte ormai, in questa legislatura, della Commissione agricoltura, il mio Partito non ha più diritto a questo posto, l'ho sempre ricoperto con attenzione e con impegno, e quindi non riesco a capacitarmi del perché di questa dicitura, di come sia possibile, che persone che svolgono lo stesso lavoro, nello stesso ente, fianco a fianco, percepiscano emolumenti e abbiano contrattazioni diverse, e comunque siano trattati con disparità. Secondo me questo è un grave atteggiamento nei confronti dei lavoratori, e può essere causa di impugnative, di dispute, di ricorsi, e forse anche di qualcos'altro di peggio che può venire anche dal Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io volevo che ancor prima di passare alla votazione, se questo fosse possibile farlo, degli emendamenti in quanto proprio sul problema che il collega Liori ha testé presentato, sui lavoratori del Consorzio della frutticoltura, sono stati presentati alcuni emendamenti dalla minoranza e un emendamento, sostitutivo parziale, da parte della Giunta, che di fatto è una sintesi degli emendamenti presentati. Ecco, vorrei che l'Assessore desse una spiegazione, in quanto c'è il dubbio sui tempi in cui possono essere inquadrati questi lavoratori, cioè sui tempi che intercorrono da oggi alla contrattazione che verrà fatta per poter regolarizzare ed equiparare il trattamento economico, degli stessi lavoratori sullo stesso ente. Dopodiché, volevo portare l'attenzione anche sugli altri emendamenti, sul 103 che poi in effetti è un emendamento all'emendamento 104, sul personale precario, affinché appunto possano essere prorogati i rapporti di lavoro, sino a bandire i pubblici concorsi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie, Presidente. Mi rivolgo al presidente Soru, perché il problema relativo al personale dei Consorzi interprovinciali per la frutticoltura, sia quello di Cagliari, Oristano, Nuoro e quello di Sassari, nelle due finanziarie che abbiamo approvato sotto la sua Presidenza, sono stati sempre presentati degli emendamenti cercando di venire incontro a questo personale, perché fosse inquadrato nel personale del ruolo unico regionale. Ma questi emendamenti, venivano presentati nella precedente legislatura, stranamente, da chi oggi sta in maggioranza, e io son qui da sette anni e questo emendamento è sempre stato presentato.
Ormai è arrivato il momento, con questa legge di riforma, di dire basta a questa situazione assurda che si è venuta a creare all'interno dei Consorzi, nel senso che 180 dipendenti, fra i due consorzi, una parte del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e un altro numero del Consorzio interprovinciale di Sassari, vengano inquadrati allo stesso modo degli altri. E' assurdo che, lavorando a fianco, due dipendenti abbiano due contratti diversi, uno quello dei regionali e l'altro quello delle cooperative agricole, o comunque contratti collettivi nazionali del settore privato. Ecco, noi abbiamo predisposto, come opposizione, una serie di emendamenti, abbiamo cercato anche di dialogare con la maggioranza, abbiamo cercato di dialogare con la Giunta, ci è sembrato che su questi emendamenti si possa, poi, arrivare in definitiva a un accordo. Io ho letto con attenzione l'emendamento numero 84 della Giunta, che potrebbe essere condivisibile, però, aggiungerei, Assessore, poi mi corregga se questo è possibile o non possibile, se è giusto o non giusto, aggiungerei - e quindi propongo un emendamento orale, Assessore - dopo le parole "…nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale" "di una compiuta disciplina adeguata alle attività e alle tipologie lavorative del personale medesimo, con prevalenza della normativa più favorevole al lavoratore". Questo perché, Assessore? Cercherò di spiegarlo. Purtroppo questa categoria di lavoratori non ha dirigenti sindacali che potrebbero difenderli in sede di contrattazione, perché appartenendo a una categoria di contrattazione diversa da quella dei regionali, potrebbe rischiare, dico potrebbe rischiare di essere tagliato fuori. Ecco, se le garanzie che l'Assessore darà, e se fosse possibile inserire questa frase, non avremmo difficoltà a ritirare i nostri emendamenti ed essere d'accordo con quello proposto dalla Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie, signor Presidente e onorevoli consiglieri. Penso che sia opportuno sanare un'anomalia, che era contenuta naturalmente all'interno del Consorzio per la frutticoltura, l'anomalia della coesistenza, oramai da diverso tempo, di due contratti di lavoro che interessavano due diverse componenti di questo ente.
Penso che questa esigenza sia accoglibile, solo che dobbiamo trovare le forme giuridiche che consentano di sanare questa anomalia e che consentano di portare, una volta che questo personale è entrato all'interno delle Agenzie, con il contratto di lavoro preesistente, dobbiamo trovare le condizioni giuridiche perché questo personale possa essere inserito all'interno della legge numero 31. L'emendamento che è stato presentato dalla Giunta regionale, l'84, prevede questa possibilità, ma io penso che, a sostegno ulteriore di questo convincimento e di questa volontà, si possa dire che nell'ambito del rinnovo contrattuale che si aprirà a settembre, negli indirizzi che la Giunta regionale darà al CORAN per il rinnovo del nuovo contratto regionale, ci sarà una parte dedicata specificatamente a questa questione. Verrà dato mandato al CORAN perché trovi gli elementi giuridici perché il personale che oggi ha un contratto di natura privatistica possa essere inserito definitivamente e stabilmente all'interno della legge numero 31.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Emendamento 70 è negativo, emendamento 73 negativo, emendamento 71 negativo, emendamento 80 negativo, emendamento 72 negativo, emendamento 84 positivo, emendamento 100 positivo, emendamento 74 negativo, emendamento 103 negativo, emendamento 97 positivo.[s1]
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Siccome avevo annunciato che, se le dichiarazioni dell'Assessore in quest'Aula fossero state rispondenti in qualche modo a ciò che erano anche le esigenze di questi lavoratori, oltre che nostre, avremmo ritirato gli emendamenti, gli emendamenti nostri vengono ritirati così evitiamo di ripetere una sfilza di no. Considerando che uno è quasi uguale a quello della Giunta l'avrebbe almeno potuto leggere, il Presidente, per evitare di dire no anche su quello.
PRESIDENTE. Quindi, sono tutti ritirati?
CAPPAI (U.D.C.) Sì, quelli che riguardano l'articolo 32, che riguardano il personale del Consorzio. Poi ci sono i vostri.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, l'emendamento sostitutivo totale numero 70 è ritirato, l'emendamento sostitutivo totale numero 73, La Spisa, Sanjust e più, compreso l'onorevole Cappai, è ritirato, l'emendamento soppressivo parziale numero 71 è ritirato, l'emendamento soppressivo parziale numero 80 è ritirato, l'emendamento soppressivo parziale numero 72 è ritirato, l'emendamento aggiuntivo numero 74 è ritirato. L'emendamento numero 103 resta, è un sostitutivo totale del numero 97, dell'onorevole Rassu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Si può coordinare.
RASSU (F.I.). Si coordina perché la terminologia non era esatta.
PRESIDENTE. Se è possibile, valutatelo.
Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti rimasti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale numero 84.
Ha ragione, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Siccome avevo sollevato questo problema precedentemente e siccome avevo posto il quesito in merito al significato conclusivo dell'emendamento, volevo esprimere soddisfazione perché mi sembra che con un intervento preciso nei confronti del CORAN sia possibile risolvere questo problema che veramente ha tenuto in ansia diversi lavoratori. Quindi ovviamente voterò a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io voterò a favore del sostitutivo parziale numero 84, per quanto nella stesura dell'articolo e dell'emendamento rimangano ancora vaghi alcuni aspetti e si evidenzino anche delle contraddizioni. Cioè, il personale dei Consorzi interprovinciali per la frutticoltura è o non è dentro le Agenzie? E se è dentro le Agenzie, com'è possibile pensare, anche in sede di prima applicazione - lo dico pur avendo dichiarato il voto a favore -, a due posizioni distinte che sono motivate solo ed esclusivamente dalla provenienza? Questo è un elemento che, a mio avviso, pone problemi in sede di applicazione, e purtroppo… noi stiamo facendo una pessima esperienza da questo punto di vista perché ogni volta bisogna andare a difendere, poi magari qualche volta ci riusciamo, qualche altra volta è possibile che ciò non avvenga, ma non c'è dubbio che nella stesura stessa dell'emendamento e nella stesura stessa dell'articolo ci siano elementi che poi possono determinare il sorgere di contenzioso e anche ragioni, problemi, di natura costituzionale. Cioè, lavoratori che provengono pur da situazioni diverse (la Regione, l'Amministrazione regionale nel suo complesso, gli enti regionali, anche quelli di nuova costituzione, sono strapieni di questo tipo di vicende) sono retribuiti e hanno una previdenza e hanno un sistema di tutele distinto e diverso, non in ragione dell'attività che svolgono, non in ragione del fatto o meno di essere dipendenti dell'Agenzia, ma in ragione della provenienza, provenienza che peraltro non scelgono i lavoratori ma viene imposta dalla legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
RASSU (F.I.). Velocemente, per ringraziare l'assessore Dadea delle delucidazioni fornite e richieste dal sottoscritto che danno senz'altro rassicurazioni e serenità ai lavoratori dei Consorzi per la frutticoltura. Tutto qui.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Per esprimere il parere della Giunta sul coordinamento degli emendamenti numero 97 e 103 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, mi rivolgo all'onorevole Rassu, e naturalmente alla sua proverbiale sensibilità, nel senso che l'emendamento 103, che è sostanzialmente simile all'emendamento 97 e comunque il contenuto è sostanzialmente identico, e probabilmente sarebbe opportuno o che venissero coordinati o comunque, altrimenti, potrebbe essere ritirato.
MARROCU (D.S.). Si votano insieme e il testo è quello del 103.
BIANCU (La Margherita-D.L.). No, si votano insieme e il testo è quello del 97.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si votano insieme e possiamo...
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 97, che è abbinato al 103. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33. All'articolo 33 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 76 e 75.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 33
Entrate e patrimonio
1. Il patrimonio dell'Agenzia AGRIS Sardegna è costituito dai beni mobili e immobili degli enti soppressi di cui al comma 1 dell'articolo 7, con esclusione di quelli già appartenenti all'Istituto di incremento ippico riconosciuti strettamente funzionali alle attività attribuite all'Agenzia con atto ricognitivo approvato dal Presidente della Regione.
2. Il patrimonio dell'Agenzia LAORE Sardegna è costituito dai beni mobili e immobili dell'ERSAT Sardegna soppresso dal comma 1 dell'articolo 14 e da quelli già appartenenti all'Istituto di incremento ippico riconosciuti strettamente funzionali alle attività attribuite all'Agenzia con atto ricognitivo approvato dal Presidente della Regione.
3. Le agenzie provvedono alle proprie spese di funzionamento e di attività con le risorse derivanti dalle seguenti entrate:
a) il contributo ordinario a carico della Regione per i compiti previsti dalla presente legge e le spese relative al personale;
b) i contributi derivanti da normative comunitarie, statali e regionali;
c) i proventi derivanti da attività e servizi effettuati;
d) le rendite patrimoniali;
e) ogni altro introito.
4. Costituiscono entrate dell'Agenzia AGRIS Sardegna anche i proventi derivanti da contratti di ricerca stipulati con organismi pubblici o privati.
Emendamento sostitutivo parziale Cappai - Capelli - Rassu - Artizzu - Ladu - Vargiu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 33
Al comma 3 dell'articolo 33 le parole: "Le agenzie provvedono..." sono sostituite dalle parole: "Ciascuna agenzia provvede....". (76)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Rassu - Ladu - Capelli - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 33
La lettera a) del comma 3 dell'articolo 33 è sostituita dalla seguente:
"a) il contributo ordinario ovvero specifica risorsa a carico del bilancio regionale assegnata secondo le procedure definite dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, per i compiti previsti dalla presente legge e per le spese relative al funzionamento e al personale.". (75).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 76 e 75 il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme al parere del relatore.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 34
Coordinamento delle agenzie
1. È istituito il Comitato di coordinamento tecnico e programmatico delle agenzie istituite dalla presente legge.
2. Il Comitato è costituito dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e dai tre direttori generali delle agenzie.
3. Il Comitato ha il compito di:
a) coordinare l'attuazione dei programmi elaborati dalle singole agenzie;
b) garantire il coordinamento tecnico e l'integrazione funzionale tra le attività attribuite alle agenzie;
c) organizzare, con cadenza periodica, attività di formazione per il trasferimento dei risultati della ricerca alle strutture preposte all'assistenza tecnica.
4. Alle riunioni del Comitato partecipano i direttori di dipartimento delle agenzie direttamente interessati agli argomenti in discussione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 35.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 35
Comitato interassessoriale
1. Per l'attuazione della presente legge è istituito un Comitato interassessoriale presieduto dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e composto dai rappresentanti dei seguenti Assessorati:
a) Assessorato regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione;
b) Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica;
c) Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
2. Il Comitato coordina l'attività dei vari assessorati coinvolti nelle fasi di attuazione della legge con particolare riferimento alla istituzione e all'avviamento delle agenzie..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 36.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 36
Relazione alla Commissione consiliare
1. La Giunta regionale, entro il 31 maggio di ciascun anno, presenta alla competente Commissione consiliare una dettagliata relazione sull'attuazione dei programmi delle agenzie..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 37. All'articolo 37 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 77.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 37
Prima approvazione degli statuti e
delle piante organiche
1. Entro la data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 la Giunta regionale approva in sede di prima applicazione gli statuti delle agenzie nel rispetto della procedura prevista dall'articolo 28.
2. Entro la data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 la Giunta regionale approva in sede di prima applicazione le piante organiche delle agenzie.
Emendamento sostitutivo totale Artizzu - Capelli - Cappai - Ladu - Rassu - Vargiu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 37
L'articolo 37 è sostituito dal seguente:
"Art. 37
Prima approvazione degli statuti e delle piante organiche.
1. Nelle more d'approvazione degli statuti delle Agenzie valgono i regolamenti organici degli enti soppressi.
2. Nelle more di approvazione delle dotazioni organiche delle Agenzie, da definire secondo l'articolo 32 della presente legge, in sede di prima applicazione sono confermatele dotazioni organiche degli enti soppressi.". (77).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessoredell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 37. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 38. All'articolo 38 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 78 e sostitutivo parziale numero 98.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 38
Sportelli unici territoriali
1. L'Amministrazione regionale e le agenzie previste dalla presente legge organizzano le proprie strutture amministrative mediante la realizzazione di sportelli unici territoriali per la prestazione di servizi integrati a favore degli imprenditori agricoli e degli operatori della filiera agro-alimentare.
Emendamento soppressivo totale Vargiu - Ladu - Capelli - Cappai - Rassu - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 38
L'articolo 38 è soppresso. (78)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 38
Al comma 1 le parole "previste dalla presente legge organizzano" sono sostituite dalle parole "LAORE e ARGEA organizzano, sulla base di protocolli d'intesa,". (98).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 78 il parere è negativo, sul 98 è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 38. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame del Capo VI .
(Si riporta di seguito il titolo del Capo VI:
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 39. All'articolo 39 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 99.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 39
Proroga dei commissari
1. I commissari straordinari dell'ERSAT Sardegna e dell'ERA Sardegna sono prorogati fino alla data di scioglimento degli stessi.
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 39
Al comma 1 le parole "I Commissari straordinari" sono sostituite dalle parole "Le gestioni commissariali". (99).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 39. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 40. All'articolo 40 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 79 e 85.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 40
Abrogazione di norme
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 sono abrogate le seguenti leggi regionali e le loro successive modifiche ed integrazioni:
a) legge regionale 26 marzo 1953, n. 8 (Trasferimento dei poteri di vigilanza sull'Istituto zootecnico e caseario per la Sardegna dal Ministero dell'agricoltura e foreste alla Regione autonoma della Sardegna);
b) legge regionale 19 giugno 1956, n. 22 (Istituzione del Centro regionale agrario sperimentale);
c) legge regionale 6 febbraio 1952, n. 5 (Istituzione della Stazione sperimentale del sughero);
d) legge regionale 19 gennaio 1984, n. 5 (Trasformazione dell'ETFAS - Ente di sviluppo in Sardegna - in Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (ERSAT));
e) legge regionale 28 maggio 1969, n. 27 (Statuto dell'Istituto incremento ippico della Sardegna);
f) l'articolo 35 della legge regionale n. 7 del 2005.
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano - Sanciu - Gallus - Murgioni - Diana - Sanna Matteo - Moro - Artizzu.
Articolo 38
Dopo l'articolo 40 è aggiunto il seguente articolo:
"40 bis. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui ale leggi regionali 11, 14 e 20 del 1995 e della legge regionale n. 31 del 1998.". (79)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale
Articolo 40
Dopo l'articolo 40 è aggiunto il seguente:
Art. 40 bis
Modifiche della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31
1. Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, dopo le parole "...degli enti pubblici ..." sono aggiunte le parole "e delle agenzie".
2. Al comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, dopo le parole "...i seguenti enti..." sono aggiunte le parole: "e Agenzie regionali:".
3. Nell'elenco di cui all'articolo 69 della legge n. 31 del 1998, al momento della soppressione delle lettere di cui agli enti non più esistenti vengono aggiunti all'elenco: "Agenzia AGRIS, Agenzia LAORE; Agenzia ARGEA."..) (85).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 79 il parere è negativo, sugli emendamenti numero 85 e 102 è favorevole.
PRESIDENTE. Ci fermiamo all'85, sul 40. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 41. All'articolo 41 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 102 della Giunta regionale.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 41
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge valutati in euro 200.000 per l'anno 2006 e in euro 77.250.000 per l'anno 2007 e successivi si fa fronte per l'anno 2006 con quota parte delle risorse stanziate dal comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006), e per gli anni 2007 e successivi con le risorse già destinate al funzionamento ed all'attività degli enti di cui si prevede la soppressione con la presente legge.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
Finanziamento agli enti strumentali ed ai consorzi per la frutticoltura-parte corrente
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle citate UPB S06.019 e S06.021 del bilancio della Regione per l'anno 2006 ed alle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Emendamento sostitutivo totale Giunta REGIONALE
Articolo 41
L'Articolo 41 è sostituito dal seguente
Art. 41
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge valutati in euro 300.000 per l'anno 2006 e in euro 77.250.000 per l'anno 2007 e successivi si fa fronte per l'anno 2006 con le risorse stanziate dal comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, e per gli anni 2007 e successivi con le risorse già destinate al funzionamento ed all'attività degli enti di cui si prevede la soppressione con la presente legge.
2 Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006/2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
06 - AGRICOLTURA
in diminuzione
UPB S 06.021
Finanziamento agli enti strumentali ed ai consorzi per la frutticoltura - parte corrente
2006 euro 300.000
2007 euro 450.000
2008 euro 450.000
in aumento
UPB 506.019
Consulta agricola e spese per l'avvio delle agenzie agricola
2006 euro 300.000
2007 euro 450.000
2008 euro 450.000
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle citate UPB S06.019, S06.021 del bilancio della Regione per l'anno 2006 ed alle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.". (102).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Siamo arrivati all'articolo 41 è l'1 e 10 , e io penso che fra qualche attimo tutti quanti fuggiranno, e abbiamo depositato una mozione con 40 firme che riguarda una situazione di particolare gravità, cioè il conflitto in corso in Libano. E' una mozione che ha un senso se viene discussa e approvata questa sera, che non può essere rinviata a dopo le vacanze. La norma finanziaria, secondo me, è scritta benissimo, e questa legge merita di essere approvata velocissimamente, come di fatto, poi, tutto sommato si è fatto. Però sarebbe gravissimo se noi andassimo via senza discutere, e senza approvare, la mozione che è stata presentata sulla situazione in Libano, sulla necessità di intervento umanitario, così come da più parti, a livello internazionale, richiesto e sostenuto.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Uras, concludiamo il nostro lavoro sulla legge e poi affrontiamo questo problema della mozione, di un ordine del giorno che è stato presentato. Quindi, sebbene l'ora sia tarda, andiamo con ordine e vediamo di condurre il nostro lavoro fino a conclusione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cuccu, va bene, l'onorevole Uggias anche, va bene. Siamo alla norma finanziaria, all'articolo 41 e all'emendamento sostitutivo totale 102.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà a parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Votazione finale della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, è stato presentato un ordine del giorno, è qui nei banchi della Presidenza, l'ordine del giorno La Spisa, Vargiu, Capelli, Artizzu e più. E' stato distribuito, lo conoscete, siamo sull'ordine del giorno colleghi.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:ORDINE DEL GIORNO LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - LADU - SANCIU - RASSU - PETRINI - CONTU - CAPPAI - MORO - LIORI - DIANA sulla grave situazione in cui versano numerosi agricoltori a causa delle tariffe praticate dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
Prendendo atto:
- della grave situazione in cui si trovano i tantissimi agricoltori ai quali sono stati notificati dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale gli avvisi di pagamento relativi al saldo del servizio irriguo per l'anno 2001, in misura pari a 491 euro per ettaro;
Considerato che:
- per lo stesso esercizio era stato richiesto un primo acconto pari a 217 euro/ha ed un secondo acconto pari a 110 euro/ha, per un totale di 818 euro/ha. A tale importo occorre aggiungere la quota manutenzione, pari a 28 euro/ha e la quota istituzionale, pari mediamente a 39 euro per azienda;
- il saldo previsto per la gestione irrigua dell'anno 2002 è di 1424 euro/ha: ancora più elevato rispetto agli anni precedenti e riferibile ad una erogazione molto limitata nella quantità e nella estensione territoriale del servizio reso;
Rilevato che:
- gli importi richiesti sono frutto di una semplice divisione tra ì costi sostenuti dal Consorzio e il numero di utenti consorziati;
- lo stesso Consorzio di bonifica ha chiesto e ottenuto dal bilancio regionale uno stanziamento supplementare di risorse, per far fronte alle proprie carenze finanziarie;
- i costi attuali non sono né compatibili con il servizio reso, né sopportabili dai consorziati; gli stessi costi derivano da. un deficitario sistema strutturale, non attribuibile certamente agli operatori agricoli, evidenziato dal fatto che su 55.000 ettari attrezzati con impianti irrigui in esercizio, solo 12.000 ettari sono irrigati annualmente;
Sottolineato che:
- la continua emissione di avvisi di pagamento, relativi ad annualità e capitoli di bilancio diversi, ha il solo emetto di generare allarme e confusione, non raggiungendo invece il risultato di un effettivo miglioramento della situazione finanziaria;
- la legge regionale n. 5 del 2006, collegata alla manovra finanziaria, ha previsto stanziamenti a favore dei Consorzi, ma ad oggi non è ancora chiaro l'importo esatto destinato al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, quali destinazioni d'uso abbia e quale impatto avrà nell'abbattimento dei costi relativi agli esercizi dal 2001 al 2005;
- il Consorzio stesso vive una fase di forte tensione anche nella gestione del personale, che subisce forti e ingiustificati ritardi nei pagamenti delle retribuzioni mensili;
Appreso che:
- il bilancio di previsione del 2006 prevede ulteriori aumenti dei tributi a carico dei consorziati; è necessario un piano di ristrutturazione che renda il Consorzio funzionale alle esigenze delle imprese agricole e del territorio;
Considerato, infine, che:
- la valutazione delle modalità di utilizzazione dell'acqua in agricoltura non può essere disgiunta dalla considerazione dell'agricoltura stessa come attività di interesse generale, non solo per motivi sociali, come sostegno vitale di molti territori, ma anche per ragioni ambientali, legate al valore di un sistema corale equilibrato, per cui le buone pratiche agricole devono essere riconosciute e sostenute;
- manca tuttora, in Sardegna, una sostanziale uniformità delle tariffe consortili sull'intero territorio regionale, con differenze del costo della gestione irrigua fra i diversi comprensori che variano, in modo sensibile, da un minimo di 100 euro/ha ad un massimo che segna i 500 euro/ha,
impegna la Giunta Regionale
- ad istituire immediatamente un tavolo di concertazione con le organizzazioni agricole e sindacali per affrontare tutti i problemi gestionali (tariffe e gestione del personale) del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale;
- a valutare, conseguentemente, l'opportunità di sospendere degli avvisi di pagamento notificati, di rideterminare di tariffe eque e forme di pagamento rateizzate;
- a elaborare un piano di ristrutturazione del consorzio, che individui strategie gestionale adeguate alla realtà del sistema irriguo di riferimento;
- a risolvere i problemi di natura finanziaria, indicando gli impegni da assumere nella prossima manovra finanziaria. (1).)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno può essere illustrato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). L'ordine del giorno…
PRESIDENTE. Chiedo scusa un secondo. Onorevole La Spisa, l'ordine del giorno non è stato presentato durante la discussione generale, è stato presentato dopo, quindi non può essere illustrato. Io le avevo dato la parola erroneamente.
LA SPISA (F.I.). Sì, va bene.
PRESIDENTE. Sì, grazie, lei a quest'ora diventa buono! E' il comma 5 dell'articolo 122. Comunque la presidente Lombardo può essere anche più veloce di me nel citare commi e articoli, insomma. Va bene. Quindi dobbiamo porre in votazione l'ordine del giorno.
Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Veramente non l'abbiamo preso in esame, Presidente, l'ordine del giorno. Comunque, io credo che…
PRESIDENTE. All'Aula, onorevole, se…
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Sì, un'opinione personale che noi abbiamo nel programma dei lavori della Commissione agricoltura, come seconda legge da esaminare e da esitare da parte della Commissione, quella di riordino e di riforma dei consorzi di bonifica. Cioè, noi abbiamo, come Consiglio regionale, fronteggiato una situazione di grande emergenza con due interventi finanziari, uno in finanziaria e un altro nel maxi collegato. Abbiamo messo a disposizione risorse molto ingenti che sono servite e serviranno per fronteggiare l'emergenza dei consorzi. Io credo che poi a questa situazione gravissima dobbiamo mettere mano approvando la riforma e dando una risposta seria agli agricoltori, ecco, quindi io credo che questo Ordine del giorno non sia da accogliere, perché non dà risposte ai problemi che invece vanno affrontati come li stiamo affrontando.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere della Giunta è conforme a quanto detto dal Presidente della Commissione per le stesse motivazioni, perché le attività che qua vengono sollecitate sono tutte già sufficientemente attivate e per quanto riguarda l'aspetto…
PRESIDENTE. Non è aperta una discussione, Assessore.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Quindi, dovete dire il parere rapidamente. Grazie.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Quindi, siamo alla votazione dell'ordine del giorno.
Ordine del giorno numero 1. Chi è favorevole? Che cosa, onorevole La Spisa?
LA SPISA (F.I.). C'è un'irregolarità.
PRESIDENTE. Ho una lunga serie di iscrizioni, non capisco più se sono iscrizioni per dichiarazione finale di voto. Ho una lunga sfilza, onorevole La Spisa. No, no, ce ne sono tre, prima di lei. Non è il primo, capisce.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Lo sta mettendo in votazione, il fatto che non fossi il primo non credo che possa far risparmiare l'obbligo di dare la parola per dichiarazione di voto. Brevissima, per annunciare il voto favorevole naturalmente, ma anche per dichiarare come minimo uno scontato stupore per la superficialità che ha manifestato il Presidente della Commissione riguardo a quest'ordine del giorno. Non so se l'abbia letto, francamente. Però, il Presidente della Commissione dice che è un ordine del giorno che non risolve il problema, che lo state risolvendo voi il problema. Per ora non avete dimostrato di aver risolto questa questione. Abbiamo ricevuto notifiche ripetute da parte della Giunta che tutto era a posto, che questi avvisi di pagamento erano praticamente da considerarsi inutili o comunque non certamente approvati dalla Giunta. Non ci risulta che sia così, ci risulta che la distribuzione delle risorse sia avvenuta o stia venendo con grave ritardo, sono passati molti mesi dal momento in cui le risorse sono state stanziate. In ogni caso noi abbiamo registrato da indegni rappresentanti del popolo sardo in questa Assemblea e da parte delle organizzazioni di categoria un allarme molto forte per una confusione, una forte preoccupazione da parte degli agricoltori riguardo alle bollette molto alte che ricevono. Questo ci ha indotto a chiedere che l'Assemblea si pronunciasse su questo argomento. Non l'avete voluto fare neanche quando vi abbiamo segnalato l'opportunità magari di fare anche un ordine del giorno unitario, magari modificando il contenuto di questa proposta. Non volete sentire nulla, siete convinti che tutto vada bene così come lo state affrontando voi. Saranno poi i cittadini, di volta in volta, a manifestare concretamente se è vero quello che con tanta enfasi dite oppure se invece rimane un'amara verità e che su tanti problemi siete totalmente assenti, così come in questo.
PRESIDENTE. Dunque, non capisco se l'onorevole Vargiu è iscritto per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io annuncio il voto favorevole all'Ordine del giorno e chiedo anche la votazione con lo scrutinio elettronico palese. Devo dire che mi stupisce che quest'ordine del giorno non sia stato preso in considerazione con la serenità dovuta e con la disponibilità dovuta. Mi stupisce anche perché lo spezzone di intervento che l'Assessore dell'agricoltura ha tentato di fare, se non ho capito male, aveva come fondamento la considerazione che sugli impegni che venivano richiesti dalla Giunta in realtà la Giunta era già attiva e disponibile. Allora, siccome non credo che possa essere contestato alcunché nel dispositivo dell'ordine del giorno, cioè nella parte che precede il dispositivo dell'ordine del giorno, cioè nella presa d'atto, nelle considerazioni, nelle valutazioni. Sono tutte considerazioni oggettive sulle quali anche le interlocuzioni verbali avvenute con molti dei colleghi della maggioranza non consentono di negare quella che è, in questo momento, la situazione di grave sofferenza degli agricoltori che sono associati al Consorzio di bonifica, obbligatoriamente associati al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale; per cui se sulla base delle considerazioni che venivano fatte, quello che è l'impegno richiesto alla Giunta regionale e che è un impegno, direi, del tutto conseguente rispetto alla situazione che stanno vivendo gli agricoltori del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, se l'impegno, appunto, è talmente accettato che già la Giunta è in azione per risolvere, secondo quelle che sono le indicazioni dell'ordine del giorno, le criticità, beh, io penso che l'ordine del giorno potesse essere tranquillamente accettato sia dal Presidente della Commissione sia dall'Assessore, e sarebbe stato un modo per concludere la discussione di oggi anche più consono al tono complessivo della discussione.
Quindi, sono stupito della chiusura che c'è nei confronti dell'ordine del giorno, assolutamente ragionevole, assolutamente sensato, sollecitato e stimolato dalla situazione che gli agricoltori del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale stanno vivendo in questi giorni. Mi spiace che non ci sia una sensibilità nell'accogliere sia le considerazioni di base sia soprattutto il dispositivo dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Onorevole Diana, sull'ordine del giorno o sulla legge?
DIANA (A.N.). Sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, sull'ordine del giorno. Certo, vorrei dire, è sconcertante che si sia demandato al Presidente della Commissione agricoltura il parere di una maggioranza, Presidente della Commissione che ha ammesso di non conoscere assolutamente quest'ordine del giorno, di non averne preso visione, di aver fatto una figura barbina. Ora, io non voglio infierire sul Presidente della Commissione, sarebbe anche troppo facile, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa in questo momento. Le considerazioni…
MARROCU (D.S.). Ha detto semplicemente che è arrivato dopo che la Commissione si è riunita.
DIANA (A.N.). Onorevole Marrocu, non è chiamato in causa lei.
Le considerazioni sull'Ordine del giorno e sul voto della legge che dobbiamo andare ad approvare in via definitiva non le faremo in quest'Aula, perlomeno io non le farò in quest'Aula. Saranno oggetto di discussione e di esternazione da parte nostra, domani, perché non è assolutamente possibile che una maggioranza come la vostra possa assumere nei confronti, non dell'opposizione, non della minoranza, ma di un gruppo di consiglieri, comunque, che si è fatto carico di sentire agricoltori importanti, per i quali voi non avete avuto e non avete nessun riguardo. Allora, non considerare le cose che sono scritte in questo ordine del giorno e rimandare ai lavori della Commissione, onorevole Sanna, io non lo so quando lei avrà la fortuna di approvare un'altra legge col suo nome in quest'Aula, perché credo che saremmo veramente molto più drastici e molto meno accondiscendenti di come non siamo stati oggi. Lei di questo non ha tenuto conto, non è stato assolutamente da parte nostra oggetto di grandi contrarietà, proprio, l'abbiamo appena appena considerato e riconosciuto solo nel suo ruolo, ma nient'altro. Beh, questo comunque che vale per il Consorzio della Sardegna meridionale le assicuro che è un argomento che vale anche nel suo territorio e le considerazioni che ha fatto lei, ovviamente, saranno conosciute nelle sedi opportune, saranno divulgate in modo che comunque tutti gli agricoltori sappiano, tutti gli agricoltori della Sardegna sappiano qual è l'atteggiamento in questo caso suo, perché si è fatto carico, e non l'avrebbe dovuto fare, di bocciare o di non prendere in considerazione quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). La votazione per scrutinio elettronico palese l'ha già chiesta il collega Vargiu. Non sarei voluto intervenire perché ho ritenuto che il fatto che quest'ordine del giorno non sia stato preso in considerazione mi faceva pensare che il problema fosse già risolto, così mi era sembrato di capire da una dichiarazione fatta ieri dal Capogruppo del partito di maggioranza relativa all'interno del centrosinistra, l'onorevole Siro Marrocu, che ha detto ieri, non volendo incontrare gli agricoltori, cioè gli utenti del Consorzio di bonifica, non li ha voluti incontrare e ha detto: "in quanto la Giunta ha già deliberato". Ecco noi chiediamo altre cose nell'ordine del giorno, chiediamo altre cose per evitare che altre aziende vadano a finire sul lastrico, perché ci sono aziende che sono state chiamate, Presidente, a pagare 1.741 euro ad ettaro, e ritengo che sia un problema del quale noi ci dobbiamo fare carico.
Ma mi rivolgo a lei, Presidente, quando approviamo le leggi, poi le leggi devono avere un excursus, all'articolo 7 della finanziaria del 2005, c'è un titolo: "Interventi di risanamento finanziario dei Consorzi di bonifica e interventi di sviluppo rurale". Al comma 2 dice: "Il Piano è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare. La Giunta regionale entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge approva un apposito disegno di legge di riordino, riforma e razionalizzazione dei consorzi di bonifica". A tutt'oggi questo piano non c'è, e il presidente Sanna dice: "Tanto fra poco andremo ad esaminare le proposte di legge che ci sono giacenti". Quelle proposte di legge sul riordino dei consorzi di bonifica, presentate peraltro prima dalle opposizioni, giacciono lì da un anno. Ritenevamo e ritenevate un anno fa che il riordino dei consorzi di bonifica fosse una legge urgente, non l'avete voluta portare in discussione e la carenza è vostra. Agli agricoltori andremo a dirlo che il riordino non c'è stato, perché la Giunta regionale da lei presieduta non ha presentato il piano, ma soprattutto in quest'occasione, non vuole sentire del problema presente in questi giorni, perché a giorni scadono quelle bollette, e la Giunta potrebbe intervenire per bloccarle dal momento che ha già adottato la delibera. Questo c'è scritto nell'ordine del giorno. Non è stato preso in considerazione, ne prendiamo atto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo. Dell'ordine del giorno presentato può essere accolta come suggerimento, come raccomandazione la parte che invita ad un avvio di un processo di ristrutturazione dei consorzi di bonifica, che è appunto la legge giacente in Commissione che rapidamente dovrebbero portare in Aula. Lo stanziamento che è stato fatto nel bilancio 2006 è di oltre 66 milioni di euro per gli anni 2001 e 2005, cioè stiamo parlando degli anni precedenti a questo, per abbattere i costi. E' evidente, che siccome questi soldi sono integrativi di quelli che abbiamo stanziato in quegli anni, questi consorzi sono costati una cifra enorme alla comunità regionale, ed è il secondo risanamento in 15 anni che si fa perché ce ne fu un altro precedente nella legislatura '94-'99 dove ci fu un risanamento delle passività del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. E' evidente che la raccomandazione ad avviare rapidamente la ristrutturazione del Consorzio è indispensabile perché altrimenti, fra quattro anni, chi ci sarà dopo di noi dovrà fare un altro risanamento di queste dimensioni.
L'altro, devo essere sincero, il collega La Spisa me l'ha proposto, io mi sentirei ridicolo ad affrontare un ordine del giorno nel quale chiedo a me e alla Giunta di fare ciò che ho già fatto. Primo: abbiamo stanziato le risorse per risanare. Secondo: la Giunta ha già sospeso le bollette e ci sono atti formali della Giunta che chiedeva la sospensione dell'emissione delle bollette, e nessun agricoltore dal 2001 ad oggi ha pagato più di 217 euro ad ettaro di tariffa. Secondo, le risorse sono state ripartite, ma perchéè la ripartizione delle risorse è avvenuta una settimana fa? Perché i consorzi non erano in grado, questi consorzi che vanno riformati, neppure di dire quanto avevano speso per manutenzione ordinaria e straordinaria, perché non avevano neppure bilanci messi a posto, dopo che sono state stanziate sino a che le risorse non arrivano materialmente al consorzio, cioè dalla settimana scorsa ci passano solitamente 15 giorni ad andare in ragioneria a fare il mandato e arrivare in banca, e i consorzi non fanno una variazione di bilancio non facendo la variazione di bilancio, si tratta di due o tre giorni ancora, non possono essere fatti gli atti formali di annullamento e non più di sospensione delle bollette che sono state invece inviate. Però nessun agricoltore ha pagato, gli atti di sospensione ci sono, i soldi ci sono e sono stati stanziati, sono stati già ripartiti a tutti i consorzi di bonifica dalla Giunta regionale e non è solo la parola dell'Assessore, ma sono atti che sono su Internet, si può entrare e vedere le delibere, è in ragioneria per il mandato, i consorzi stanno aspettando formalmente l'annuncio che le risorse sono state ripartite anno per anno, che mi sembra che sia stato fatto l'altro ieri dalla Giunta regionale, ci sarà una variazione di bilancio e quella che oggi è una sospensione sarà un atto formale di annullamento.
Ecco perché la denuncia può essere accolta come raccomandazione che occorre riformare questi consorzi per il disastro che è stato prodotto fino ad oggi e l'altra invece è una cosa a cui insieme abbiamo adempiuto, perché gli emendamenti che stanziavano i 66 milioni di euro li abbiamo votati insieme, li abbiamo votati tutti all'unanimità, quelli del Consorzio di bonifica e quindi non possiamo chiedere di fare ciò che abbiamo già fatto. Quello che va accelerato è l'iter amministrativo, ma ormai è già chiuso dalla Giunta regionale, dalla Ragioneria, e quello che ho fatto è una raccomandazione alla Commissione che dopo avere riformato niente riformi i consorzi di bonifica… Quindi io personalmente chiederei il ritiro dell'ordine del giorno e la Giunta accettare la raccomandazione di dare priorità a quest'aspetto di riforma, e noi come maggioranza, e ritirare l'ordine del giorno perché si è già potutoo accertare che alla vostra richiesta si è dato già corso.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, l'invito dell'onorevole Marrocu non è accolto, quindi si vota con il sistema elettronico, come richiesto. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuto 1
Maggioranza 29
Favorevoli 14
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Siamo alla votazione conclusiva della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Brevissimo, però penso che dopo alcuni mesi di lavoro non sia tempo sprecato sottolineare quelli che sono gli aspetti positivi del lavoro che abbiamo fatto. Io penso che abbiamo dato, stiamo dando con questa legge strumenti idonei e migliori per proiettare un'agricoltura moderna e per dare anche risposte al mondo agricolo, che ormai sentiva molto distanti gli strumenti che aveva a disposizione, che erano i sette enti che con questa legge stiamo sopprimendo.
Ecco, quindi, l'aspetto più qualificante di questa legge è senz'altro il fatto che abbiamo trovato il modo di creare delle sinergie fra gli strumenti a disposizione del mondo agricolo, creare delle sinergie tra ricerca, sperimentazione e anche attività di assistenza tecnica e anche quella di istruttoria e di pagamento delle pratiche; siamo riusciti a metterle assieme, li abbiamo ridotti, abbiamo anche trovato un momento in cui possono essere tra di loro coordinati. Diamo delle garanzie al personale dell'ARA, gli riconosciamo un ruolo, un ruolo che già aveva, glielo riconosciamo in maniera pubblica, perché diciamo che quello strumento lì, che era già in mano all'amministrazione regionale, diventa uno strumento che è codificato nella stessa norma come strumento dell'amministrazione regionale perché abbiamo definito l'attività di assistenza tecnica in zootecnia un'attività che viene garantita dal servizio pubblico e riusciamo a valorizzare anche quelle professionalità che sono notevoli e che abbiamo contribuito a formare. Allo stesso tempo riusciamo a dare garanzie notevoli al personale. Avevamo un certo numero di personale precario (specie nel CRAS, ma non solo nel CRAS, anche nei consorzi, anche nell'ERSAT), questo personale precario finalmente lo facciamo entrare a pieno titolo nella macchina regionale, attraverso degli strumenti che sono quelli, ovviamente, della selezione pubblica, ma riconoscendo quella che è una professionalità che hanno maturato e poi abbiamo la possibilità di eliminare quella che era una disparità di trattamento di personale che svolgeva le stesse mansioni e aveva un trattamento contrattuale, giuridico, economico differente, che era il personale del consorzio di frutticoltura. Ecco, penso che aspetti di questo tipo debbano essere anche enfatizzati, perché una coalizione di centrosinistra interviene su argomenti sui quali si è dimostrata sempre una certa sensibilità: il precariato, la possibilità che ci sia un adeguato riconoscimento della professionalità, riconoscimento che dev'essere non solo economico, ma anche riconoscimento di tipo giuridico. Ecco, tutte queste cose - per farla breve, perché siamo in sede di dichiarazioni di voto e sono anche le 2 meno 20 - in sintesi sono gli aspetti qualificanti di questa norma. Adesso la stiamo mettendo nelle mani della Giunta regionale che ha il potere di indirizzo…
SANCIU (F.I.). Eh, gi seisi a postu!
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Sono mani buone!
PRESIDENTE. Prego, onorevole, concluda.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). … funzioni di coordinamento e di indirizzo. Insomma, gli strumenti penso che siano idonei. Non sarà una Ferrari, ma forse avevamo bisogno, anziché di una Ferrari, di una macchina con un passo corto, ma che sapesse fare anche le salite, oltre che le discese.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Anch'io sarò molto breve, anche nell'ottica di ciò che chiedeva il collega Uras. Vogliamo candidarci ad essere la Regione del Mediterraneo, non possiamo rimanere indifferenti a ciò che succede alle porte di casa nostra.
Il discorso parte, seppure velocemente, da diverse posizioni, presidente Soru, e il lavoro che abbiamo fatto in quest'Aula credo che sia proprio l'estrinsecazione di una volontà che in maniera uniforme, pur partendo da posizioni differenti, ci trova alla ricerca di un punto di equilibrio, di un punto d'incontro nell'ottica sia del programma, ma soprattutto di obiettivi comuni che in questa legge abbiamo raggiunto. Li abbiamo raggiunti con soddisfazione, devo dire anche grazie al lavoro in tandem che hanno fatto l'assessore Foddis e l'assessore Dadea e che ha visto nella Margherita, sicuramente, uno dei grandi protagonisti di questo lavoro. Forse è il protagonista che ha fatto più sacrifici rispetto alle posizioni di partenza, perché vorrei ricordare che noi siamo partiti da posizioni apparentemente conflittuali, ma siamo arrivati con soddisfazione alla definizione di questo equilibrio e di queste tre Agenzie; abbiamo dato - e di questo possiamo dire di essere fortemente soddisfatti - un segnale di attenzione nei confronti del personale. Se non avessimo effettuato questo lavoro sicuramente, in questi giorni, avremmo avuto alle porte del Consiglio regionale una bagarre che voi potete immaginare quale sarebbe stata. E' stato invece un segnale importante che questa coalizione abbia rassicurato, rasserenato centinaia, anzi migliaia di lavoratori. Abbiamo dato un segnale di decentramento. Abbiamo dato un segnale di attenzione verso uno strumento che sarà lo strumento, il collega Cuccu parlava di macchina, io poco fa ho parlato di tandem, e vorrei concludere con una battuta dicendo che questa è una bella bicicletta, assessore Foddis, adesso ha da pedalare, abbiamo da pedalare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Data l'ora tarda rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Io volevo, a nome della maggioranza, esprimere grande soddisfazione per il lavoro che è stato realizzato, ringraziare tutto il Consiglio regionale, anche naturalmente i colleghi dell'opposizione che hanno svolto il loro ruolo in Commissione e in Aula, e hanno contribuito, anche con il loro contributo critico, a migliorare la proposta che è stata approvata dalla Commissione. Un ringraziamento particolare voglio rivolgere anche agli assessori Foddis e Dadea, e a tutta la Giunta per il contributo che ha dato in tutti questi mesi di lavoro. Non è stata una passeggiata. Abbiamo percorso questo processo tutti assieme, siamo arrivati a un risultato, a mio parere, estremamente importante, diamo alla Sardegna e all'agricoltura sarda una legge che ha una valenza storica perché chiude con tutta una lunga fase e ne apre una nuova che mette a disposizione uno strumento moderno ed efficace per riformare un sistema che era arrivato ormai al capolinea. Io credo che dobbiamo essere tutti soddisfatti, al di là del ruolo e della funzione che svolgiamo, di questo risultato. Quindi voto a favore con questo spirito e con questi sentimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. Solamente per ringraziare molto sentitamente gli Assessori e il presidente Alberto Sanna, a cui va riconosciuto un ruolo importante, di aver favorito la sintesi che ha trovato unita la Commissione e l'intera maggioranza che è partita da posizioni, come è stato ricordato, anche diverse. Ringrazio l'intero Consiglio regionale, ringrazio la minoranza che, come ha ricordato l'onorevole Liori nel corso del dibattito, ha avuto un comportamento costruttivo, ha dato il suo contributo anche nelle modalità di partecipazione ai lavori della Commissione e nella pacatezza, comunque, con cui si è svolto questo dibattito in questi giorni. Mi scuso se ho avuto un momento di dispiacere per aver sentito solamente delle… mai direi accolta con favore questa legge, che, invece, penso sarebbe stata una legge migliore se avesse avuto la partecipazione più convinta dell'intero Consiglio regionale.
Condivido quanto è stato ricordato anche con la mozione che è stata presentata e che non è stata accolta favorevolmente, l'importanza di proseguire il dibattito, la discussione, le riforme degli enti agricoli approvando con urgenza la riforma dei consorzi di bonifica. E' un argomento ampiamente sentito, promesso da questa maggioranza e che ci impegniamo tutti a portare a conclusione nel più breve tempo possibile. I consorzi di bonifica parlano di acqua, del costo dell'acqua e della disponibilità dell'acqua e quindi è altrettanto urgente portare a compimento una riforma, sentita da decenni da questa Regione, che è quella dell'autorità di bacino e dell'ente unico dell'acqua per la multifunzione, per fare in modo che non ci siano più consorzi di bonifica che hanno l'acqua e non la pagano e consorzi di bonifica, invece, che non l'hanno e la pagano, e che ci siano agricoltori trattati in maniera diversa in Sardegna. Per far sì, anche, che non ci sia acqua sciupata da qualche parte, mentre nel resto della Sardegna muoiono di fame, o che ci sia acqua trattata diversamente laddove l'agricoltura, qualche volta, pur avendone avuto bisogno strettissimo e urgente, non l'ha avuta a disposizione.
Oggi il Consiglio regionale ha approvato una legge importantissima, io mi congratulo, veramente, sono felice di questo, credo che serva abbondantemente, sia importante per il sistema agricolo sardo, che tutti amiamo e vogliamo rilanciare. Sono certo che il Consiglio regionale approverà nei prossimi mesi il compimento di questa riforma che va assieme alla riforma dei Consorzi di bonifica, di cui non vorremmo più parlare di piani straordinari di risanamento con il compimento della riforma dell'acqua. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 192-193-233-235/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Liori ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 44
Contrari 13
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Bene, colleghi, c'è un ultimo adempimento. E' stata richiesta, ai sensi del comma 2, dell'articolo 114, l'ammissione in Aula di una mozione che è stata presentata con le caratteristiche di urgenza, primo firmatario l'onorevole Davoli, sul conflitto in Libano. Come sapete, in base al Regolamento, ove la Giunta regionale si dichiari favorevole, la discussione sulla stessa può avvenire immediatamente.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Va bene, la Giunta è favorevole, la discussione, quindi, può avvenire immediatamente.
(Si riporta di seguito il testo della mozione numero 86:
.)
PRESIDENTE. Due oratori possono parlare a favore, due contro, cinque minuti di tempo a disposizione. Ha facoltà di parlare il consigliere Davoli.
DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. Se si ride posso anche smettere, mi rendo conto che l'ora è tarda e forse non c'è neanche l'attenzione sufficiente per ragionare con un po' di lucidità...
PRESIDENTE. Colleghi, posso chiedervi di stare seduti? Grazie.
DAVOLI (R.C.). ...su un argomento che avrebbe meritato sicuramente ben altra attenzione. Ma non possiamo andare via da quest'aula, non possiamo andare via in vacanza se non esprimiamo almeno, pur brevemente, una valutazione, un parere, un giudizio su quello che accade in un paese non molto lontano da qui, il Libano, il paese dei cedri. Così come non possiamo dimenticare le strazianti immagini dei bambini di Cana, no, non possiamo dimenticarle! Tutti chiedono una pace duratura, però da una parte si insiste che non ci deve essere nessuna tregua fino al raggiungimento degli obiettivi, chissà quali saranno questi obiettivi. Ma è possibile, c'è da chiedersi, ci dobbiamo chiedere, raggiungere una pace duratura se ogni giorno, quotidianamente, si lanciano missili, continuano i raid e cresce l'odio? Non è una domanda così banale, bisogna chiederselo. Come si fa a sperare se continuamente ci viene comunicato che la campagna militare deve essere portata a termine, ogni giorno la radio, la televisione ci comunica questo, anche a costo di sacrifici, anche a cose di vedere, appunto, quei bambini di Cana estratti dalle macerie di quella palazzina che era semplicemente un rifugio dalle bombe, un rifugio, appunto, dalla violenza? Che efficacia può avere, tra l'altro, un intervento umanitario di 48 ore, di 52 ore, per distribuire viveri e medicinali, quando si è già in presenza di una catastrofe? Le strutture dove portare gli aiuti, cioè, le scuole e gli ospedali sono sovraffollati, ma ci sono 700, 800 mila persone che vagano senza alcuna direzione perché sono completamente… così, non sanno neanche dove andare. Le vie di comunicazione sono bloccate, i ponti sono distrutti e i bombardamenti continuano.
Lo spazio dell'azione umanitaria è quasi inesistente, perfino le autoambulanze vengono colpite, come si può parlare allora di corridoio umanitario se non cessano i bombardamenti? L'escalation di odio è in piena attività, gli integralismi di una parte e dell'altra, e dico di una parte e dell'altra, si irrigidiscono, si ricompattano e si cristallizzano, non solo, ma la stessa realtà di opposizione che sono presenti in alcuni Governi autoritari, che cercano di aprire dei varchi di democrazia, invece, sono costretti a tacere davanti a tanta devastazione. Credo che ci si stia avviando, invece, verso una guerra permanente se la comunità internazionale non interviene subito, e lo spirito di questa mozione - lo so, siamo stanchi, resistiamo un po' qualche minuto, però - è semplicemente quello che il Consiglio regionale, questo Consiglio regionale, che si trova nel Mediterraneo in una zona, appunto, molto interessata alle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente, prenda atto o, comunque, attivi un intervento, un'iniziativa politica per cercare di trovare un percorso perché questi bombardamenti finiscano e che si instauri finalmente il cessate il fuoco nella zona del Medio Oriente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Davoli. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Due cose, una di metodo e una di contenuto, invece. Sul metodo, io non posso che rilevare che questa è una mozione che noi abbiamo conosciuto due minuti fa, che abbiamo letto in maniera velocissima, e non credo che l'intento di fare una mozione che, costruttivamente, possa dare un segnale politico, che comunque è sempre utile dare in queste circostanze, non lo nego, ma si poteva discuterne prima e valutare anche il contenuto. Se, quindi, il vostro metodo è prendere o lasciare anche su queste cose, lascio da parte la questione di metodo e, brevissimamente, dico sulla sostanza.
Nella lettura veloce che ho potuto fare, noto che c'è sì l'impegno da parte dei presentatori di questa mozione di cercare di restare in equilibrio, ma dietro un richiamo all'urgenza umanitaria, che pure rimane realistica, traspare da questa mozione, dal contenuto una ingiustificata superficialità con cui si analizzano le questioni in gioco su questa vicenda storica, che non è solo di oggi, ma risale ad anni e anni di atrocità, di integralismi, di calcoli di ogni tipo e che non credo possano essere risolti con quattro righe non preparate, non discusse e non approfondite. Vi è una superficialità, un modo molto superficiale con cui si ignora che se il Libano è, sì, la terra dei cedri, è anche la terra che ha vissuto e desidera sicuramente vivere in pace, ma questa pace non è minacciata oggi dai bombardamenti israeliani soltanto, ma è minacciata dalle pressioni degli Stati arabi oltranzisti che ospitano il terrorismo, lo organizzano, lo finanziano, lo armano. Quindi in una mozione di questo tipo o si fa un'analisi seria o altrimenti si rischia, dietro un'emergenza umanitaria, di nascondere delle letture parzialissime su questa vicenda che noi, io personalmente non ritengo di poter accettare. Non è possibile ignorare che questi Stati arabi che premono sul Libano contro Israele lo fanno dicendo esplicitamente che non ci sarà pace finché lo Stato d'Israele e il popolo israelita non verrà cancellato dalla faccia della terra. Io non sono filoisraeliano, non ho simpatie per il sionismo, ho grandi simpatie per il mondo arabo, ve lo assicuro, per il mondo palestinese, e per gli uomini palestinesi in particolare. Ma non credo che un atto politico di questo tipo possa essere appesantito da una superficialità nelle valutazioni così come questo testo, per questo io non partecipo né alla discussione né alla votazione di questa mozione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Un altro collega parla contro, onorevole Vargiu, onorevole Liori, lei è iscritto, ma due colleghi possono parlare contro, se l'onorevole Vargiu ovviamente parla contro.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente, colleghi del Consiglio, io devo manifestare profondo rammarico per come questa mozione arriva alla discussione del Consiglio regionale. Mi sembra veramente irriguardoso nei confronti delle ragioni che pure sono contenute all'interno di questo documento, portare in discussione in Consiglio regionale alle 2 del mattino un argomento di questa portata. E mi sembra che sia ancora più irriguardoso farlo ipotizzando già in partenza che in questo Consiglio ci sia una divisione, perché se quaranta consiglieri hanno scelto di scrivere e firmare un documento e di portarlo in discussione escludendo tutti i colleghi che rappresentano uno schieramento differente evidentemente hanno pensato che questa non fosse una mozione del Consiglio regionale della Sardegna, ma fosse una mozione di uno schieramento del Consiglio regionale della Sardegna. E questo mi dispiace, mi dispiace in modo particolare perché penso che le motivazioni di fondo di questo documento difficilmente possano non essere condivise da qualche componente di quest'Aula, cioè se questo documento è un documento per la pace, se è un documento contro le violenze se è un documento per i diritti dei cittadini, perché vengano rispettati i diritti individuali, vengano garantiti i diritti dei deboli in tutte le parti del mondo e in particolare in Medio Oriente, dove oggi sono calpestati, io credo che questo documento dovesse essere un documento dell'intero Consiglio regionale, quindi un documento da preparare insieme, un documento da concertare, da verificare, da valutare, in cui sicuramente, io immagino, ci saremmo trovati d'accordo sulla sostanza e la sostanza è che questo Consiglio regionale chiede la pace. Invece, andando a leggere, questo documento, beh insomma, non è un documento neutro, è un documento in cui vengono fatte, nelle premesse, nelle considerazioni, delle omissioni e delle valutazioni a senso unico. Ne potrei leggere qualcuna, ma chi le ha scritte sa benissimo dove le ha messe e come le ha scritte che, senza mai avere l'idea di dare un giudizio preciso, in realtà danno un giudizio, in realtà fanno delle considerazioni che riflettono le simpatie politiche, riflettono gli schieramenti ideologici e danno una spiegazione del motivo per cui quaranta consiglieri hanno deciso di non coinvolgerne altri trenta nella stesura. Ed è una cosa, lo ripeto, di cui io sento profondo rammarico, perché mi sembra inaccettabile che su argomenti di questo genere si voglia segnare l'appartenenza politica, si voglia dividere il Consiglio regionale, si voglia replicare logiche di schieramento in valutazioni complessive sui diritti umanitari che, lo ripeto, secondo me, non hanno niente a che vedere con le logiche di schieramento. Ma per poter fare un documento neutro, è necessario pesare le parole è necessario sapere bene, conoscere bene la storia, conoscere bene la responsabilità della storia, conoscere bene le ragioni delle parti in causa e, se si sceglie di difendere la pace, non entrare nel merito delle ragioni delle parti in causa, perché se si entra nel merito delle ragioni delle parti in causa si rischia la divisione.
Io sono stupito che quaranta consiglieri, trentaquattro consiglieri condividano l'impostazione ideologica che in questo documento è stata data da alcuni consiglieri che hanno, in questa maniera, scelto che il Consiglio regionale non lo votasse all'unanimità, come sarebbe stato necessario, ma che si dividesse anche su questo su logiche di schieramento. E' un documento che personalmente non ritengo di poter votare, ho ritenuto di dover partecipare alla discussione perché desideravo che le considerazioni che ho fatto fossero sentite dall'intera Aula, compresi i colleghi che hanno scritto e redatto questo documento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, io credo che nessuno dei colleghi possa essere rimasto insensibile alle immagini di orrore, che sono state portate a casa nostra in questi giorni, di quanto sta avvenendo, però forse non faremmo causa buona neppure se ci dividessimo nel voto su un tema come questo. Certo che è difficile che arriviamo alle 2 quando non c'è il tempo di sospendere, di incontrarci, di scrivere, di adeguare, di modificare e arrivare, però credo che sarebbe un grave errore che noi andassimo a dividere il Consiglio su un tema che invece deve unirci.
Per questo io proporrei anche agli altri firmatari di sospendere il voto sulla mozione e di recuperare incaricando, incaricare magari avrebbe forse comunque una stessa utilità, la possibilità di arrivare a un documento che possa essere sottoscritto dai Capigruppo, da altri, come impegno, come appello che poi ha questa funzione, da fare anche entro domani mattina, tra i colleghi evitando di arrivare a un voto nel quale l'impegno che viene qui richiamato sia un impegno solo di una parte. Quindi il mio invito è alla sospensione del voto e a non dividere l'Aula accogliendo un po' l'appello che il collega Vargiu ha fatto poco fa.
PRESIDENTE. Colleghi, noi, insomma, abbiamo fatto adesso un pezzo di discussione un po' entrando nel merito, in realtà siamo nella fase preliminare nella quale due oratori a favore e due contro precedono il voto sulla ammissibilità immediata in Aula della mozione stessa. Quindi, siamo in questa fase, la mozione non è formalmente ammessa se non attraverso il voto. L'onorevole Marrocu propone ai sottoscrittori della mozione la sospensione di questa votazione perché domani si possa lavorare a un documento comune. Bisogna che i presentatori condividano questa impostazione perché se è così non passiamo al voto sull'ammissione della mozione in Aula. Eppure io penso che…
URAS (R.C.). Io non ritiro niente!
PRESIDENTE. No, non si ritira, onorevole Uras, non stiamo parlando del ritiro, stiamo parlando di sospensione del voto per l'ammissibilità in Aula e la sua discussione stanotte della mozione.
URAS (R.C.). Non abbiamo notizia, Presidente, di una convocazione del Consiglio per domani mattina…
PRESIDENTE. No, certo, il Consiglio non è convocato, infatti l'onorevole Marrocu propone un documento politico sottoscritto da tutti i Gruppi politici, che ha un valore di documento politico. Questa è una valutazione politica che lascio ai presentatori insomma. Io vorrei che insieme valutaste…
URAS (R.C.). Si vota anche a maggioranza!
PRESIDENTE. ...vorrei che insieme valutaste quali sono le condizioni anche di agibilità della discussione in Aula di questa mozione.
Onorevole Davoli, io piuttosto che sviluppare… sospenderei cinque minuti e farei valutare, ai presentatori soprattutto, la condizione della discussione in Aula di una mozione così importante, con le posizioni che sono state rappresentate. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 2 e 07, viene ripresa alle ore 2 e 11.)
PRESIDENTE. Sono trascorsi i cinque minuti. Se i colleghi prendono posto. Colleghi, dobbiamo votare sull'ammissione della mozione in Aula, con la procedura prevista dal comma 2 dell'articolo 114. Dopodiché, ovviamente si aprirebbe la discussione sulla mozione. Dobbiamo fare un'operazione di voto, se qualche Segretario ci assiste!
Bene, colleghi, votiamo sull'ammissione della mozione. Propongo di votare con il sistema elettronico. Prego i colleghi di prender posto. Prego?!
PORCU (Progetto Sardegna). Cosa stiamo votando, Presidente?
PRESIDENTE. Stiamo votando l'ammissione alla discussione immediata della mozione Davoli, Uras e più. L'Assemblea decide per alzata di mano, colleghi, chiedo scusa, perché questa è la cosa che prevede il Regolamento, era soltanto un'esigenza di velocità nella conta.
(Segue la votazione per alzata di mano)
Colleghi, non siamo in numero legale. Siamo presenti, Votanti in 32, 33 con il Presidente. Non siamo in numero legale e, quindi, la votazione non produce nessun risultato. Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è tolta alle ore 2 e 15.
[s1](O meglio: Sugli emendamenti numero 70, 73, 71, 80, 72, 74 e 103 il parere è contrario; sugli emendamenti numero 84, 100 e 97 il parere è favorevole.)
Allegati seduta
CCXXIV SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 3 agosto 2006
Presidenza del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
indi
del Vicepresidente Secci
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 16 e 04.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 28 luglio 2006 (218), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cocco, Lanzi e Maninchedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 3 agosto 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo sulla destinazione e utilizzo dei fondi derivanti dalla tassa regionale sulla caccia". (542)
(Risposta scritta in data 2 agosto 2006)
"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni a tempo indeterminato al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (560)
(Risposta scritta in data 2 agosto 2006)
PRESIDENTE. Mi sembra che la prudenza suggerisca una breve pausa di riflessione, i lavori sono aggiornati alle ore 16 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 04, viene ripresa alle ore 16 e 16.)
Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato 192-193-233-235/A: "Legge di riforma degli enti agricoli e di riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna" - del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura 'LAORE'" (192/A), del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna (AGRIS)" (193/A), della proposta di leggeCuccu Giuseppe - Uggias - Cachia - Biancu - Cocco - Cucca - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Legge quadro in materia di riordino degli enti agricoli. Istituzione dell'Ente regionale per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA)" (233/A) e della proposta di legge Sanna Alberto - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Serra - Marrocu - Balia - Porcu - Licheri - Marracini: "Legge quadro per il riordino delle competenze regionali in agricoltura e l'istituzione dell'Agenzia per lo sviluppo dell'agricoltura della Sardegna (ASAS)" (235/A)
PRESIDENTE. Bene, riprendiamo i nostri lavori, siamo nella fase di discussione dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Inizio la seduta pomeridiana con uno spirito ben diverso da quello con cui avrei potuto iniziarlo se avessi parlato questa stamattina, perché questa mattina mi venivano, mi passavano per la mente, mentre sentivo gli appelli accorati dell'opposizione perchè qualche cosa si cambiasse, adesso invece con un'aula così gremita, attenta, come quella che mi ritrovo stasera, i pensieri sono completamente diversi. Mi ricordo che, all'inizio della seduta, nella discussione di questa legge, c'è stato un ritornello in tutti gli interventi con frasi roboanti che ponevano la legge sul riordino degli enti agricoli come fosse l'unica cosa giusta che noi potevamo fare per cercare di salvare l'agricoltura e la pastorizia nella nostra Regione. Perché questo è l'argomento in oggetto, perché questo sarebbe stato veramente la soluzione, la panacea per mettere i sardi nella condizione di poter vivere una vita più dignitosa. Invece mi rendo conto che la legge riguarda solo ed esclusivamente, non l'agricoltura in sé e per sé, non la produttività, non la condizione di vita dei nostri allevatori e dei nostri agricoltori e, al di là di tutte le frasi che sono servite per illustrare quella che era la qualità e lo spessore dell'Assessore dell'agricoltura nei confronti del suo predecessore, nella risposta che lui ha dato ieri sera, sinceramente mi ha deluso, mi scusi, Assessore, ma non ha risposto a nessuna delle domande, non ha spiegato neanche l'oggetto del dibattito di ieri.
Il problema è che questa è una legge, come tutte quelle che arrivano, blindata, e che addirittura il padrone del vapore vi dice: "Andate in aula, non è necessario che venga io a controllare, infatti la blindatura è così forte, così spessa, che non è necessaria neanche la presenza del presidente Soru, che lui non viene neanche in aula, e fra gli argomenti che sono venuti fuori, era quella della potestà legislativa che il collega Farigu aveva illustrato cercando di mettere in evidenza lo stridere delle posizioni di alcuni esponenti della maggioranza quando mettono in risalto quelli che sono gli atteggiamenti del Governo nei confronti della Sardegna. Quando, tornando allo specifico e parlando della Consulta, abbiamo detto che anche la stessa composizione desta molta perplessità nonostante vi siano stati degli emendamenti che hanno cercato di riportare nell'alveo della normalità un organismo consultivo come quello della Regione ed in effetti abbiamo detto che questa Consulta, lo stesso nome lo dice, dovrebbe essere il compito per cercare di assegnare ruoli ben definiti, e non solo, ma anche quello dell'elaborazione ed indirizzo dei programmi di questo nuovo ente, però se leggo l'articolo e dice praticamente che vi deve essere la Consulta verifica, è una frase, dice: "La Consulta agricola svolge funzioni consultive e di supporto alla Giunta regionale nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi". Mi soffermo brevemente, proprio anche sull'aspetto della verifica, per evidenziare come ho detto anche nell'intervento generale che, per una strana interpretazione, e se sbaglio correggetemi, anche i tre direttori dei tre enti faranno parte di questa Consulta, mi spiego, mi spiego che vorrei, quale verifica devono fare, devono suggerire all'Assessore, devono dire all'Assessore che cosa hanno fatto loro nel loro ente di riferimento? Perché mai si è visto, è così chiara questa posizione di conflitto di interessi da parte di questi direttori che dovranno giustificare il loro operato all'interno della Consulta, è vero, abbiamo fatto un emendamento e ne annuncio l'astensione perché in parte è stato anche preso in considerazione, l'emendamento numero 86, dove appunto noi ci asterremo su questo emendamento; ma, tornando al discorso della verifica che dovranno portare alla Consulta i tre direttori generali, se dovessero fare perlomeno i tre elencati, perlomeno questo è quanto si dice da parte dell'Assessore, dovrebbero essere i tre direttori generali e comunque, abbiamo detto che, in ogni pubblica amministrazione che si rispetti gli organi di verifica, i risultati dovranno essere pur esterni, è vero che abbiamo messo i rappresentati dell'Università, sia della facoltà di agraria di Sassari che quella di veterinaria, però dico io la verifica va fatta molto seriamente e in quest'organismo, in quest'articolo, la Consulta non è che sia un organo che potrà verificare, perché è stato corretto con questo emendamento, appunto di cui dicevo, sono state recepite le nostre cose, e l'ha composta dall'Assessore, da un componente soltanto e non da due, dalla facoltà di agraria, di medicina veterinaria e i cinque rappresentanti delle filiere agricole e organizzate di cui tre indicati dalle organizzazioni professionali agricole, come la legge regionale, e in base ai rispettivi rappresentanti di due indicati dalle centrali cooperative maggiormente rappresentativi. I direttori generali di cui parlavo prima sono coloro che dovrebbero dare la parte preponderante delle indicazioni sulla Consulta, comunque, noi diciamo no per quanto riguarda il problema dell'articolo perché personalmente non mi piace come è stato istituito e forse l'agricoltura per cambiare quelli che sono i problemi dell'agricoltura, forse avremo bisogno di ben più altra cosa, non di una Consulta così strutturata. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Non è presente in aula. Decade.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cherchi Oscar - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Licheri - Marracini - Marrocu - Moro - Orrù - Pinna - Porcu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Vargiu.)
.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 36 consiglieri. Non è presente il numero legale, quindi i lavori sono sospesi per mezz'ora, riprendono alle ore 16 e 55.(Vedi P.V.)
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 25, viene ripresa alle ore 16 e 55.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di riprendere posto. Riprendiamo i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. L'onorevole Diana non è in Aula, è decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà. L'onorevole Sanciu non è in Aula, è decaduto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Artizzu e Vargiu.)
PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale. Prego i colleghi di predisporsi per il voto.
CUGINI (D.S.). Aspettiamo almeno tutti!
PRESIDENTE. Certo, i colleghi sanno che i lavori dovevano riprendere alle ore 16, sono le 17 e mi sembra che non ci sia nessuna giustificazione alle assenze numerose che ci sono, in Aula, sino a questo momento. Per cui prego i colleghi di non irritarsi se chi fa il proprio mestiere utilizza il Regolamento, così per come il Regolamento è stato previsto e adottato. Onorevole Cugini, la prego, mi aiuti lei che è uno che aiuta sempre. Ma mi aiuti a fare le cose bene, non a fare pasticci! Rispettiamo tutti, onorevole Cugini, però se ci prepariamo a votare, probabilmente, riusciamo ad ottenere il risultato che serve.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cherchi Silvio - Cucca - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai - Licheri - Manca - Marrocu - Meloni - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Bene, dalle verifiche fatte sono presenti 40 consiglieri, non c'è il numero legale. La seduta è aggiornata alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 58, viene ripresa alle ore 17 e 32.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, siccome è passato del tempo, Presidente, non mi ricordo su che cosa stiamo discutendo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, siamo all'articolo 4.
SECCI (La Margherita-D.L.). Aveva chiesto la verifica del numero legale l'onorevole Vargiu, non aveva chiesto di parlare!
PRESIDENTE. Sì, onorevole Secci, ho visto che c'è un'iscrizione dell'onorevole Vargiu a parlare, poi, la richiesta di verifica del numero legale può essere mantenuta oppure può anche non essere mantenuta e procediamo nella discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La manteniamo!
PRESIDENTE. Viene mantenuta quindi la richiesta del numero legale e procediamo alla votazione per la verifica del numero legale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Licandro - Licheri - Lombardo - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 59 consiglieri. Siamo in numero legale. Possiamo procedere alla discussione, eravamo rimasti all'articolo 4, eravamo nella fase della discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Il primo iscritto a parlare della serata era l'onorevole Moro.
(Interruzioni)
Chiedo scusa.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Allora, l'emendamento numero 86 è accolto. E l'emendamento numero 8, anche questo è accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo in votazione dell'emendamento sostitutivo parziale numero 86.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente. Intanto, non capisco perché io sarei stato dichiarato decaduto. Voglio dire, già basta e avanza ciò che hanno fatto all'onorevole Biancareddu, adesso ci manca solo che, con i poteri che le sono stati conferiti da quest'Aula…
PRESIDENTE. Una decadenza più soft.
DIANA (A.N.). Presidente, io annuncio il mio voto contrario all'emendamento numero 86, anche perché non c'è ragione che si accetti questo emendamento, è un emendamento che non soddisfa nessuna delle esigenze o, meglio, delle sollecitazioni che erano state proposte dalla maggioranza, anzi soddisfa ancor di più, qui sì soddisfa, le esigenze della maggioranza perché nel momento in cui c'è un componente in meno dell'università di agraria, nel momento in cui c'è un componente in meno della facoltà di veterinaria guarda caso ci sono due componenti in più tra i rappresentanti delle filiere agricole organizzate tra cui tre indicati dalle organizzazioni professionali agricole, come alla legge numero 1 del 1986, in base alla rispettiva rappresentatività.
Premesso che le organizzazioni agricole in Sardegna non sono solo tre, per cui non capisco per quale motivo debbano essere solo tre, saranno tutte le organizzazioni agricole presenti in Sardegna, è chiaro che voi avete tutto l'interesse a tenere le tre organizzazioni che, guarda caso, tutti sanno chi sono, e nessuno lo vuole nascondere, però guarda caso in Sardegna ci sono anche altre organizzazioni agricole che non rientrano forse nelle vostre grazie, però questo non vuol dire niente, e due indicati dalle centrali cooperative maggiormente rappresentative, e il gioco è fatto!
Avete chiuso il cerchio e la Consulta è appiattita, è un'aggregazione che si aggiunge già alla vostra forte aggregazione, sostiene l'Assessore e la Giunta, sostiene il Presidente, non li abbiamo sentiti in tutti questi giorni, non se n'è sentito uno, si sono sentiti solo per il consorzio di bonifica, solo per le tariffe, per quello sì, si sono sentiti! Ma non si sono sentiti, quindi immagino che siano d'accordo sul testo di questo articolo.
Io non sono d'accordo né su questo testo e credo che comincerò ad essere contrario anche a queste organizzazioni che mi pare si stia interessando un po' troppo di quella che è la politica regionale e poco sugli interessi delle persone.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, non ho partecipato alla discussione generale di questo articolo perché sono convinto che i tre minuti che mi sono sufficienti per dichiarare il voto di astensione sull'emendamento numero 86 sono anche più che sufficienti per fare la brevissima riflessione che vi vorrei fare ecioè che, colleghi del centrosinistra, è davvero inquietante, per non usare una terminologia più pesante, che possa arrivare in aula una lettera d) del comma 2 di questo articolo che dice: "tre rappresentanti delle filiere agricole indicati dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale", stiamo parlando di agenzie che non hanno nessun controllo politico se non quello della Giunta e dell'Assessore, e stiamo dicendo, stavate dicendo, fino a poco fa, nel testo originario dell'articolo 4 che anche la Consulta agricola, cioè una struttura che svolge funzioni consultive di supporto della Giunta, viene scelta nella unica parte variabile rappresentativa delle associazioni di categoria, viene scelta dall'Assessore.
Ma, scusate, cosa osta all'Assessore di riunire alcuni amici del mondo dell'agricoltura quando dove e come vuole per avere i suggerimenti che desidera sul mondo dell'agricoltura e sulla gestione delle tre agenzie che stiamo andando a fare? Non costa nulla nel senso che non c'è nessun motivo di scrivere un articolo 4 e di dire pomposamente che: "si vuol fare una Consulta agricola che si esprima sulla elaborazione e verifica dei programmi di indirizzo" quando poi si scrive nello stesso articolo che questa Consulta è fatta dall'Assessore regionale dell'agricoltura, da alcune espressioni dell'università e da tre amici dell'Assessore che partecipano al mondo dell'agricoltura. Insomma è veramente un atto irriguardoso nei confronti dell'aula, che le si chieda originariamente di votare il testo di un articolo di legge in cui un gruppo di studio, interno all'Assessorato, stimabilissimo e rispettabilissimo ma fatto di amici dell'Assessore debba essere addirittura sancito dalla legge e debba poi avere anche quantificato il tipo di rimborso spese che questi amici hanno. Io direi una pizza gli possiamo dare come rimborso spese o gli possiamo dare la fortuna di stare insieme all'Assessore, di chiacchierare, di dividere una domenica, un sabato o un'altra giornata della settimana con l'Assessore. Ma la stesura originaria di questo articolo è veramente la dimostrazione di quanta poca attenzione voi abbiate per i problemi dell'agricoltura sarda.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Le nostre critiche sull'articolo le abbiamo già fatte, prendiamo atto che questo emendamento, sia pur non risolvendo il problema totalmente, in qualche modo però almeno corregge una parte fondamentale e cioè che la designazione dei rappresentanti delle organizzazioni venga fatta dalle stesse organizzazioni e non dalla Giunta regionale. Questo obiettivamente corregge una distorsione mastodontica, non corregge totalmente, non sana totalmente l'impianto né della legge né l'orizzonte limitato di questa Consulta ma poiché c'è comunque un significativo scostamento, noi dichiariamo il nostro voto di astensione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Sull'utilità di questo strumento io anche in relazione ho espresso la mia opinione in tal senso positiva perché senz'altro se fosse un organismo obiettivo e rappresentativo di quelli che sono i soggetti operanti nel settore agricolo e agropastorale senz'altro è uno strumento utile e necessario per il lavoro che sia l'Assessore che le tre agenzie dovranno d'ora in avanti svolgere.
Data proprio la composizione e la leggerezza delle agenzie, data la loro consistenza dal punto di vista operativo abbastanza leggera e snella, quasi volatile, io la dichiarerei; perònel nostro emendamento sinceramente abbiamo voluto, obiettivamente, perché tanto quando si indicano, diciamo così, quando si indica la composizione di uno strumento del genere si è tentato di indicare quelli che sono tutti i soggetti che non in base al nostro parere solamente ma secondo il parere di tutti operano nel settore agricolo e agropastorale, dalle organizzazioni professionali ai rappresentanti di categoria e chiaramente al mondo dell'università. Ma, per il fatto stesso che anche la maggioranza abbia ritenuto opportuno formulare un emendamento in tal senso, vuol dire che la composizione formulata in legge probabilmente non era del tutto soddisfacente. Allora si poteva benissimo, sinceramente, a mio parere, concordare un emendamento di sintesi e tentare di integrare l'emendamento di sintesi perché dato che non c'è. né interesse da una parte né interesse dall'altra se nella Consulta sono rappresentati uno o due rappresentanti di altre categorie, sempre inerenti al settore ordine o quant'altro, credo che non succeda niente, perché è uno strumento importantissimo vista la composizione delle agenzie, la Consulta - a mio parere - è proprio lo strumento determinante, sarà quello strumento, saranno quei soggetti che, assieme all'Assessore, tracceranno quelle che saranno le linee di un progetto strategico. Per cui io credo che le professionalità che debbono e possono essere inserite in questa Consulta, credo che non bisogna risparmiare niente, in quanto di risparmio non c'è niente, ma bensì tentare di incrementarla il più possibile, sempre con rappresentanti professionali e rappresentanti del settore e del mondo agropastorale, oltre che dell'università.
Ecco perché il nostro emendamento è stato presentato così compiutamente. Sarebbe stato bene un emendamento di sintesi, comunque sull'indirizzo del Capogruppo dichiaro il mio voto di astensione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, per dichiarare il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. a questo emendamento, anche perché non riusciamo a capire come, nel giro di poche ore, i rappresentanti indicati dalla facoltà di agraria dell'Università di Sassari vengano dimezzati, fino a ieri erano due componenti, e potevo capirlo perché due della facoltà di agraria, perché stiamo parlando di una riforma degli enti agricoli, enti esperti in agricoltura, poco di quelli esperti in zootecnia; e quindi capivo due componenti, potevo anche essere d'accordo. Improvvisamente uno della facoltà di agraria e uno della facoltà di veterinaria, quindi mi resta un dubbio: perché nel giro di poche ore questa modifica? Poi vado avanti, al successivo comma, però mi rendo conto che il centrosinistra ha fatto en plein, cioè cinque rappresentanti delle filiere agricole organizzate, di cui tre indicati dalle organizzazioni professionali agricole (che sono CIA, Unione agricoltori e coltivatori diretti) in base alle rispettive rappresentatività, e due indicati dalle centrali cooperative maggiormente rappresentative, ecco qui, dice li togliamo da una parte e li mettiamo dall'altra. Noi avevamo indicato tre direttori generali degli enti, che potevano essere i tre direttori generali delle agenzie, i direttori generali delle agenzie, che vivono quotidianamente il problema dell'agricoltura, improvvisamente non ci sono e voi li sostituite con i rappresentanti delle associazioni di categoria; cioè volete far capire a noi che volevate modificare, per avere il voto favorevole, la composizione di questa consulta, che comunque, Assessore, lei ce l'ha già indipendentemente dal fatto che sia istituita in legge. Lei quando ha avuto bisogno di conoscere quali erano i reali problemi dell'agricoltura, li ha chiamati i suoi amici, senza gettone, per chiedere pareri e per chiedere consulenze, non riusciamo a capire perché venga istituita la consulta. Come pure le organizzazioni sindacali le ha sempre chiamate, quando si è trattato di ragionare sui problemi dell'agricoltura e della zootecnia, sul problema del prezzo del latte eccetera, improvvisamente vengono istituzionalizzate perché devono avere quel surplus per partecipare, non so a che cosa, a una consulta che comunque viene nominata dal Presidente della Giunta, risponde al Presidente della Giunta, e non all'Assessore, mi consenta anche di dire questo, perché…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che, nonostante ci sia stato un passo avanti dalla proposta iniziale della Giunta, cioè questo emendamento praticamente migliora un po' la situazione, però quello che non condividiamo di questo emendamento è la logica lottizzatrice dell'emendamento stesso, perché si vede che è fatto per chiudere il cerchio e non perché si vuole migliorare realmente la composizione della consulta. Fermo restando che noi abbiamo grandi perplessità su tutta questa organizzazione dell'agricoltura, degli enti agricoli che adesso diventano aziende, però il problema è che praticamente in questo modo, per la prima volta, mi pare, perché fino adesso non l'avevamo mai visto, hanno fatto la comparsa le centrali delle cooperative maggiormente rappresentate. Allora, si vede che qui c'è stata una mediazione, una divisione di poltrone, questa è la realtà, perché adesso anche le cooperative devono far parte integrante, prima erano le maggiori rappresentanze delle filiere agricole, delle organizzazioni sindacali, adesso ci sono anche le cooperative. Pertanto, a noi pare che questo inserimento sia un inserimento più finalizzato a chiudere il cerchio all'interno della maggioranza piuttosto che a risolvere i problemi dell'agricoltura, nel caso specifico, a migliorare la composizione della consulta. Pertanto, per queste motivazioni, il nostro voto è negativo a questo emendamento, proprio perché non riteniamo che, benché si sia fatto un leggero passo avanti, questo sia il modo migliore per risolvere i problemi dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Voterò, come annunciato dal collega Cappai, contro l'emendamento proposto, vorrei giustificarne a conclusione, non avendone avuto il tempo il collega, dando ulteriori spiegazioni. Vorrei mettere a disposizione dell'Aula il fatto della mia breve esperienza assessoriale, in fase di stesura dei protocolli d'intesa si era scelto, ovviamente, di consultare tutti gli attori in gioco nel protocollo d'intesa e si è formata una sorta di consulta gratuita, senza gettoni, senza rimborsi, a cui tutti hanno risposto immediatamente. Credo che la stessa linea si possa seguire sulla consulta agricola, ancor di più perché all'articolo successivo, all'articolo 5, si ripete la consulta, si ripete, colleghi propositori dell'emendamento, la consultazione delle parti sociali, richiamando nuovamente: "…la consultazione delle organizzazioni professionali agricole, delle organizzazioni delle cooperative agricole e delle associazioni dei consumatori", abbiamo due articoli che dicono le stesse cose. Ovviamente, probabilmente su questo tema qualcuno è distratto, o non coglie il significato di questa indicazione, perché questa formulazione dell'articolo 4 della consulta agricola ha del ridicolo, del ridicolo per le motivazioni esposte nel comma 1 che praticamente funziona come supporto alla Giunta regionale per i programmi di indirizzo, così come l'articolo 5 la consultazione delle parti sociali e, nella fase di predisposizione, delle linee programmatiche e della politica agricola regionale.
CAPPAI (U.D.C.). Che differenza c'è?
CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei capire chi è che scrive queste cose, avrei piacere di avere una conoscenza personale e diretta di chi scrive queste cose, di chi pensa di riempire il testo di una legge ripetendo, di volta in volta, le cose scritte negli articoli precedenti con una variante: nel primo articolo, 4, sono gettonati, e probabilmente anche con rimborsi spese, nel secondo invece è la concertazione prevista per legge.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, Assessori e colleghi, io intervengo spinto dall'auscoltazione…
CAPPAI (U.D.C.). Non rivolgerti al Presidente della Regione!
LIORI (A.N.). Come? Presidente del Consiglio! No, del Presidente della Giunta ne noto soltanto la normale assenza, quindi non è neanche da sottolineare. Io intervengo spinto proprio da lei, onorevole Cappai, perché nel suo lucido intervento ha parlato di una riforma degli enti, siccome qui si gioca sull'equivoco, dall'inizio, questa non è nessuna riforma, è stato già detto da altri, è stata anche sottolineata da altri l'assenza del mondo dell'agricoltura, del mondo agricolo e del mondo della zootecnia, e non è un caso. Perché qui di agricoltura non se ne parla, si parla di un riordino degli enti, la parola riforma è usurpata, non serve assolutamente a niente, non ci sta a far niente con questa legge, quindi non posso che essere assolutamente in linea con quanto hanno detto i colleghi. Perché? Perché qui non si parla del fido in agricoltura, è pieno di aziende all'asta e noi non ci poniamo il problema del perché, di come regolamentarlo, eppure la Sardegna, sul credito, ha autonomia legislativa, non è che ha una piccola autonomia, ha un'autonomia importante che nella nostra storia non è stata mai utilizzata. Potremmo tranquillamente regolamentare e impedire, per esempio, degli scempi in cui un'azienda che, per difficoltà economiche, talvolta legate a leggi improvvide della Regione, venga messa all'asta coinvolgendo, nell'asta e nel sequestro dei beni, anche i familiari perché tutti sappiamo che anche i bambini lavorano da piccoli in questa azienda, investono il loro lavoro e il loro futuro, eppure questa riforma assolutamente ignora questi problemi.
Ignoriamo la gestione delle acque che credo che qualcosa di importante si debba dire sulle acque in agricoltura, ignoriamo il riordino fondiario. Ignoriamo i temi più importanti dell'agricoltura, però ci preoccupiamo di dividere posti di sottopotere, di tenere buone relazioni coi sindacati, che tutto fanno fuorché interessarsi dei problemi veri degli agricoltori, tant'è che neanche li fanno entrare nelle loro aziende (salvo i pochi fortunati e i pochi beneficiari delle loro prebende), ci interessiamo, giustamente, dei dipendenti degli enti perché non vogliamo mandarli a casa, non vogliamo disinteressarci dell'avvenire loro e delle loro famiglie, soprattutto vogliamo che questa Regione funzioni. Naturalmente, onorevole Cappai, credo che dovremo rimettere mano, quando arriveremo noi, spero presto, a governare la Regione, con la stessa determinazione con la quale questa maggioranza, che non è una maggioranza elettorale ma una maggioranza frutto di una legge che dà un premio di maggioranza per garantire la governabilità ma non gli insulti all'opposizione.... mi riservo di intervenire più avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Una Consulta agricola, così come è stata concepita, appare ben troppo allargata al mondo universitario...
CUGINI (D.S.). Ma su che cosa stai intervenendo?
SANCIU (F.I.). L'emendamento numero 86.
CUGINI (D.S.). Quale?
SANCIU (F.I.). Emendamento numero 86.
CUGINI (D.S.). Di quale articolo è?
SANCIU (F.I.). Dell'articolo 4.
CUGINI (D.S.). Ha sbagliato, si accomodi!
MURGIONI (Fortza Paris). Non farti imbrogliare, Fedele.
SANCIU (F.I.). Dell'articolo... però mi ha voluto... . Tempo voglio, eh!
Volevo dire che, senza nulla togliere all'importanza della conoscenza teorica, è ben poco contestualizzata al mondo agricolo al quale, invece, dovrebbe essere più attenta. Da una parte pare, inoltre, riduttivo non aver precisato, per i professori universitari che saranno nominati nella Consulta, una competenza specifica, come ad esempio: zootecnico, economista agrario o esperto in produzioni vegetali; dall'altro canto poteva invece trovare collocazione il termine che prevedesse per le persone designate la qualifica di "esperto" che, allargando appunto il campo di azione, dà invece la possibilità di nominare soggetti che abbiano indiscusse competenze specifiche. Vi cito alcuni casi, tipo il settore vitivinicolo dove ci fu una rivoluzione, e chi ha rivoluzionato, e poi rilanciato, il settore vitivinicolo fu un enologo, Tachis che, pur non essendo docente universitario, è oggi un esperto di chiara fama che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo del comparto vitivinicolo. Indirettamente, anche in questo modo vengono avvilite, in qualche modo, quelle professionalità.
Comunque annuncio il voto di astensione da parte del Gruppo di Forza Italia in quanto è un segnale, già questo emendamento, migliorativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanciu. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Artizzu. L'onorevole La Spisa era per lo stesso motivo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 86.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Secci ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Licheri - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Ladu - Milia - Murgioni - Randazzo.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Atzeri - Contu - Dedoni - La Spisa - Licandro - Liori - Moro - Pisano - Rassu - Sanciu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 50
astenuti 13
maggioranza 26
favorevoli 40
contrari 10
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Per annunciare il voto contrario all'articolo 4, per le motivazioni, intanto, dell'emendamento testé approvato, ma soprattutto per ricordare ai colleghi, qualora ce ne fosse bisogno, qual è il ruolo di questa Consulta. Perché non stiamo parlando del ruolo di una Consulta che deve supportare l'Assessore e la Giunta nelle scelte strategiche dell'agricoltura in Sardegna, no, "La Consulta agricola svolge funzioni consultive e di supporto alla Giunta regionale nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di indirizzo delle agenzie istituite con la presente legge", figuratevi, questa Consulta serve solo per supportare la Giunta nel dare gli indirizzi alle agenzie che stiamo istituendo, beh, io credo veramente che questo è un paradosso. All'articolo 27, l'abbiamo detto tante volte, le agenzie hanno autonomia organizzativa, impositiva, hanno tutte le autonomie di questo mondo, in più godono degli indirizzi della Giunta, beh la Giunta non è in grado di dare gli indirizzi sufficienti alle agenzie e si avvale di una Consulta. Ma io capisco una Consulta che possa funzionare nel riscrivere i programmi regionali, il programma regionale di sviluppo sull'agricoltura, ma sugli indirizzi da dare alle agenzie mettiamo a disposizione della Giunta una Consulta! Capisco che questo è un ragionamento che certamente non tocca minimamente i colleghi della maggioranza, però questo è quello che dice questo articolo 4, la modifica l'avete testé approvata con l'emendamento che è stato approvato, bontà vostra, l'emendamento numero 8, si ottiene che anziché 150 euro per seduta siano 150 euro comprensive del rimborso spese. Ma è possibile che noi stiamo svilendo in questo modo il ruolo delle Consulte? Vabbè che voi con le Consulte siete anche abituati a svilirne il ruolo, anche quando vengono impugnate poi il Presidente ci pensa comunque a nominare la Consulta, ma questa è una Consulta assolutamente insignificante, non ha nessun ruolo, è riduttiva per i soggetti che la compongono, non può assolutamente l'Assessore, per dare gli indirizzi alle agenzie che sono già un braccio operativo della Giunta, chiedere il conforto e il consulto delle organizzazioni agricole e delle organizzazioni cooperativistiche, oltre che dell'Università. Ma questi universitari, ridotti a due...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il voto contrario all'articolo da parte del nostro Gruppo - che credo coincida con il voto contrario di tutta l'opposizione - che è giustificato e può essere argomentato per il fatto che certamente una correzione c'è stata attraverso l'emendamento numero 86 e noi non possiamo non registrarla, pur sottolineando, così come hanno fatto altri colleghi che invece hanno votato contro ma con i quali sostanzialmente condividiamo totalmente, e lo dimostra il voto contrario sull'articolo, il giudizio negativo sull'impianto della legge e anche sulla conformazione e sulla stessa funzione di questa Consulta che sia pur migliorata perché quanto meno è stata data la possibilità alle organizzazioni dei produttori agricoli di esprimere autonomamente i loro rappresentanti e non considerando, o almeno non riconoscendo esplicitamente, posizioni di parte di queste organizzazioni che restano organizzazioni di produttori, con gli orientamenti politici dei propri aderenti che possono essere i più diversificati e speriamo rimangano autonomi rispetto al potere politico di turno. Rimane il fatto che possono essere certamente designati da loro, ma l'impianto di questa Consulta rimane certamente l'impianto di un organismo che certamente non sopperisce alla carenza fondamentale della legge che, affidando totalmente alle agenzie il compito di svolgere i ruoli, finora svolti dagli enti regionali in agricoltura, però di fatto continuano a vedere accentrata nel potere della Giunta regionale ogni decisione. Non crediamo che questa sia la soluzione migliore, per questo confermiamo il voto contrario, oltre che sul resto della legge, anche su questo articolo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, continuando anche sulla linea dell'intervento precedente, io ritengo che questa Giunta stia navigando a vista, e che tutto faccia fuorché programmare una riforma dell'agricoltura in Sardegna, che di riforme avrebbe veramente bisogno. Intanto noi non abbiamo riformato niente, un bel niente non abbiamo riformato neanche le aziende, Assessore. Perché non abbiamo deciso se le aziende della Sardegna devono avere piccole dimensioni, grandi dimensioni, medie dimensioni, non sappiamo se e quanto del patrimonio terriero della Sardegna, azienda per azienda, in percentuale, quanto, diversamente da come ha fatto la Francia non ieri, non dieci anni fa, non cinquant'anni fa ma ai tempi di Napoleone Bonaparte, quindi alla fine del 1700, oltre 200 anni fa, quanto del territorio della Sardegna, azienda per azienda, in percentuale, debba essere destinato alla tutela e alla preservazione del bosco, nella sua espressione naturale, per salvaguardare anche quel po' di paesaggio che forse siamo ancora in tempo a salvaguardare e a valorizzare. E tutte quelle belle cose delle quali si parla tante volte senza mai sostanziare.
Quindi non abbiamo fatto niente, che ci giustifichi nell'utilizzo di termini come quello della riforma, bene, però ci concentriamo sul clientelismo, ci concentriamo sul dirigismo; l'onorevole Farigu ha detto "si tratta di un nuovo centralismo democratico", a me non spaventerebbe neanche il centralismo democratico, sovietico, se questa Giunta dimostrasse, con le sue leggi, di avere un chiaro obiettivo da raggiungere, di dare almeno un faro per segnalare la via ai poveri agricoltori che dall'agricoltura in Sardegna traggono sostentamento, e forse danno anche ragione alla nostra cultura di sardi, se sapessimo indicare loro una via, un qualcosa nel quale credere, nel quale sperare. In realtà, oggi nel mondo dell'agricoltura regna il disorientamento, potrei usare aggettivi e avverbi forse più eclatanti, però, quanto meno il disorientamento, la speranza non è più di casa e questa legge, lasciatemelo dire, col clientelismo che continua ad incrementare, non fa ben sperare gli agricoltori sardi che, da questa legge, infatti, non si attendono niente tant'è che non sono presenti, non partecipano e aspettano tempi migliori. Grazie
PRESIDENTE. Grazie onorevole Liori.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto contrario del Gruppo dell'U.D.C. sull'articolo 4. Abbiamo avuto modo di dire nel precedente intervento, sia io che il collega Capelli, che la Consulta agricola, non è altro che un copione della consultazione delle parti sociali di cui all'articolo 5. Però vorrei invitare i colleghi a soffermarsi un attimo su quanto stabilisce il comma 1 dell'articolo 4, che recita: "La Consulta agricola svolge funzioni consultive e di supporto alla Giunta regionale nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di indirizzo delle agenzie istituite dalla presente legge"; in un altro articolo, esattamente mi pare nell'articolo 3, la programmazione la fa la Giunta regionale, a predisporre questa programmazione con l'articolo 4 viene chiamata la Consulta, a decidere se quella programmazione, o meglio a definire se quella programmazione è quella giusta, viene invece chiamata la Consulta; stranamente, a me pare che sia lo stesso organo che viene istituito o di cui l'Assessore regionale all'agricoltura, o meglio la Giunta regionale, o meglio il suo Presidente, si serve per la elaborazione dei programmi. Andiamo a vedere come è composta? In base all'emendamento numero 86, la Consulta è composta da cinque rappresentanti delle filiere agricole organizzate, poi all'articolo 5 siccome, non bastano questi, l'Assessore attiva la consultazione delle parti sociali, chi fa parte di queste consultazioni? Le organizzazioni professionali agricole, le organizzazioni delle cooperative agricole e dalle associazioni dei consumatori. Mi viene veramente da pensare che qui non bastavano i posti da lottizzare e quindi siccome le organizzazioni agricole erano superiori al numero di quelle maggiormente rappresentative allora, per metterle tutte dentro, si attivano due consultazioni che servono sempre alla Giunta per poter accontentare tutti, ma non perché la Giunta abbia bisogno di queste consultazioni. Ha detto bene il collega Capelli e ho sollecitato anche io, Assessore, sicuramente lei delle organizzazioni professionali agricole si serviva già…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai.
Ha domandato di parlare il consigliere Gallus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. L'onorevole Gallus non è presente, decade.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Ma io motivo diversamente il mio voto contrario all'articolo. In primis perché mi sono astenuto sulla composizione della Consulta e io, non me ne vogliano i colleghi, ritengo sia probabilmente lo strumento più idoneo e consono che è previsto in questa legge; quindi sulla prima parte dell'articolo mi sono astenuto per quanto riguarda la composizione, che poteva essere senz'altro più compiuta e più rappresentativa comunque.
Il secondo motivo per cui dico "no" all'articolo è che, così come ho detto in Commissione, i componenti, stante che la Consulta è uno strumento dell'Assessorato dell'agricoltura, uno strumento che lavora con l'Assessore dell'agricoltura, dovrebbe essere l'Assessore a nominare sulle terne presentate dalle organizzazioni professionali e dalle Università, e quant'altro, e non il Presidente; quindi qui si vede nuovamente, nuovamente, il concetto centralistico e accentratore, non democratico ma assolutistico del Presidente che addirittura non permette neanche al suo Assessore, che è competente per materia, di nominare, sulle terne presentate dai soggetti presenti nella Consulta, i nomi, giustamente, che ritiene opportuno nominare.
Terzo: l'ho detto in Commissione, e non mi ritiro, io ritengo che il gettone di presenza di 150 euro sia una cosa irrisoria;, l'ho motivato in Commissione, e lo ripeto ancora, non è possibile che si diano 150 euro, onnicomprensivi, ad un docente universitario che venga da Sassari, ad un rappresentante coldiretti che venga da Sassari, e che debba stare qui, perché se la Consulta veramente ha il peso che deve avere e che è assolutamente sottolineato nell'articolo di legge, è chiaro che questi sono elementi e componenti che si tratterranno presso l'Assessorato, non so dove, più di un giorno, più di due giorni più di tre giorni ogni qualvolta l'Assessore li consulterà.
Detto questo, quindi io vorrei sapere come fa un docente, uno qualsiasi incaricato, a partire da Sassari pagarsi il viaggio, pagarsi l'albergo, perché non rientrano nei costi, quindi non è questo il tipo di risparmio, questo è ridicolo solo dirlo; è necessario, secondo me, retribuire adeguatamente i componenti della Consulta. Non per farli guadagnare ma per rimborsare le spese che effettivamente sostengono, perché questa è la maniera per non far venire nessuno e per non far funzionare la Consulta.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Anche noi esprimiamo il voto contrario sull'articolo 4 e devo dirvi che lo esprimiamo con serenità nella valutazione che, probabilmente, a questo organismo, che l'articolo 4 prevede, non credete neppure voi. Perché, se voi credeste nel fatto che sia necessaria davvero una consultazione del mondo dell'agricoltura sulla fase di elaborazione e di verifica dei programmi delle agenzie, probabilmente avreste articolato una cosa diversa, probabilmente non sarebbe stato necessario che fossimo noi a dirvi che le organizzazioni del mondo dell'agricoltura devono essere dentro e non fuori da questa organizzazione, probabilmente non sarebbe stato necessario che vi dicessimo noi che non ha un grande senso che siano scelti dall'Assessore regionale dell'agricoltura, a meno che non si tratti di un organismo privato dell'Assessore regionale dell'agricoltura o dell'Assessorato regionale dell'agricoltura. Debbo dire che anche il comma 3 acquisisce, anche alla luce degli emendamenti che abbiamo approvato, un sapore veramente amaro, perché la coincidenza della Consulta con la legislatura fa pensare a un organismo che nasce e muore con lo spoil system, quindi un organismo di chi sa quale importanza, al quale vengono attribuite chissà quali scelte strategiche, mentre è un organismo da niente, di cui ben poco vi fidate e a cui ben poco accreditate come possibilità di darvi davvero dei suggerimenti.
Anche il comma 5 va nella stessa e identica direzione. La Consulta è convocata dall'Assessore regionale dell'agricoltura. Quando è convocata? E chi lo sa! Quante volte all'anno è convocata? E chi lo sa! Cioè, c'è questa cosa che, come tanti altri organismi che il Consiglio regionale nelle sue leggi ha sfoderato negli anni e, lì, ci nominiamo due professori universitari amici, tre rappresentanti delle filiere, gli diamo quattro soldi per il pranzo e per la macchina, se vengono a Cagliari, visto che le Università di riferimento sono quelle di Sassari, poi è lì, la convochiamo una volta, la convochiamo due volte, la convochiamo quando ci pare. In realtà non ci crediamo, è un organismo piccolo piccolo a cui non attribuiamo nessun ruolo, a cui non diamo nessun tipo di affidamento. Voi nell'articolo 4 non ci credete. Noi votiamo contro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Intervengo innanzitutto per dire che questo articolo 4, se la Giunta avesse un moto d'orgoglio lo ritirerebbe, perché nell'animo dei sostenitori della riforma essi puntavano tra l'altro sulla semplificazione degli enti per un problema di risparmio di spese, che deriverebbe, appunto, dalla concentrazione dei soggetti operanti nel mondo agricolo in sole tre agenzie. Invece, con l'istituzione di tutti questi consigli, consulte, eccetera, se dovessimo andare a fare i conti, e forse qualcheduno li ha fatti, i tre comitati di gestione, così come sono stati configurati, costano più di quanto non costassero i consigli di amministrazione. Quindi, questa Consulta mi sembra che sia veramente da abolire, perché se andiamo a vedere successivamente gli articoli di legge, sia l'articolo 8, l'articolo 10, l'articolo 16 e l'articolo 17 e anche quello 18, ci sono tanti copioni di… cito le finalità dell'Agenzia AGRIS. Esiste anche lì la ricerca scientifica, perché la deve promuovere, non penso che si possa riempire un'agenzia senza ricercatori. All'articolo 9, praticamente, quali sono le funzioni? Collabora con le Università, gli istituti e i laboratori del Consiglio nazionale delle ricerche, con il CNR. L'articolo 10. Gli organi dell'Agenzia AGRIS Sardegna: c'è un comitato scientifico. Quindi, mi sembra che sia ad abundantiam che il Presidente della Giunta regionale o l'Assessore, in virtù dell'Assessore, si sia voluto circondare anche di una consulenza a costo molto elevato, 150 euro se non vado errato e quindi, praticamente, io sono convinto che, se ci fosse questo amore per il risparmio, come viene sventolato dal Presidente della Giunta regionale da quando si è insediato in questa posizione, forse avremmo potuto risparmiare qualche soldo ai sardi e soprattutto al mondo agricolo se avessimo eliminato anche questa Consulta. All'articolo 16, addirittura, l'agenzia può, mediante apposite convenzioni, no?, con soggetti, eccetera, per sopperire all'assistenza tecnica. Sono tutte consulenze che arricchiscono quello che è il bagaglio culturale per poter andare a far fronte ai problemi che assillano l'agricoltura. All'articolo 17, gli organi dell'Agenzia LAORE: c'è un comitato tecnico. Ma il comitato tecnico è l'organo di indirizzo e coordinamento dell'attività dell'Agenzia LAORE, cioè stiamo dimostrando….
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Il nostro voto sarà contrario all'articolo 4 per due motivazioni. La prima motivazione è che, praticamente, noi riteniamo che, più che semplificare tutta l'organizzazione degli enti agricoli, noi stiamo complicando le cose e le stiamo intasando più di quanto non lo fossero prima. Questo perché prima c'erano gli enti, con i pochi consigli di amministrazione, oggi ci sono le agenzie ma, assieme alle agenzie, sono nate tutta una serie di altri organismi che hanno anche loro bisogno di spazi, hanno bisogno di una propria organizzazione e quindi noi crediamo che si stia appesantendo troppo questa organizzazione agricola, perché dopo le agenzie abbiamo visto che c'è la Consulta agricola, c'è sono il comitato tecnico scientifico dove anche qui, praticamente, la Giunta regionale può attingere delle informazioni, poi c'è il comitato di coordinamento, il comitato interassessoriale, ci sono tutta una serie di organismi che, a parer nostro, appesantiscono di molto la situazione.
Quindi, noi riteniamo che in questo modo non ci sia alcuna semplificazione, fermo restando che noi, come prima, siamo convinti che bastasse un solo ente agricolo con i vari dipartimenti, se volevamo davvero arrivare ad una sintesi di tutta la situazione. Però, abbiamo preferito rifare un'altra scelta e la scelta è questa. Lo dimostra anche il fatto che gli emendamenti che sono stati presentati all'ultimo momento da una parte della maggioranza hanno l'obiettivo esclusivo di tentare di accontentare il più possibile alcuni amici, anche nella Giunta, di chiudere il cerchio all'interno dalla maggioranza e questo a noi non sta assolutamente bene.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
(Segue LADU.) L'altro motivo è che, praticamente, questi organismi che noi stiamo eleggendo non hanno nessun potere e quindi è inutile anche che li eleggiamo. Pertanto, noi riteniamo che si potessero trovare soluzioni diverse per fare in modo che la riforma, cosiddetta, che noi stiamo approvando potesse lavorare in modo molto più spedito ed efficace.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Metto in votazione l'articolo 4. Chi l'approva alzi la mano.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Chiedo scusa. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione elettronica. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Liori - Moro - Murgioni - Petrini - Randazzo - Rassu - Sanciu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 43
Contrari 18
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). No, Presidente, intendevo sull'articolo 5.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati l'emendamento numero 10 soppressivo parziale, l'emendamento numero 12, l'emendamento numero 11 e numero 13 che sono uguali e l'emendamento sostitutivo totale del numero 11 il numero 104.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Consultazione delle parti sociali
1. L'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, nella fase di predisposizione delle linee programmatiche della politica agricola regionale, promuove la consultazione delle organizzazioni professionali agricole, delle organizzazioni delle cooperative agricole e delle associazioni dei consumatori.
2. L'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione è stabilita dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale sulla base del principio di maggiore rappresentatività
EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - VARGIU - CASSANO - PISANO - DEDONI - LADU - SANCIU - GALLUS - MURGIONI - CAPPAI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - DIANA - SANJUST.
Articolo 5
Al comma 2 dell'articolo 5 è soppresso il periodo: "dall'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale". (10)
Emendamento soppressivo parziale Sanciu - La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust.
Articolo 5
Nel comma 1 dell'articolo 5, dopo le parole: "cooperative agricole", sono aggiunte le parole: "e per le politiche di riferimento le associazioni dei consumatori". (12)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 11 SANNA Alberto - LA SPISA - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - ARTIZZU - BALIA - VARGIU - LADU - CAPPAI
Articolo 5
L'emendamento numero 11 è sostituito dal seguente:
"Al comma 1, dell'articolo 5, dopo le parole "dei consumatori", sono aggiunte le parole "e per le politichesi riferimento le organizzazioni sindacali regionali di categoria e confederali". (104)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Vargiu - Murgioni - Gallus - Sanciu - Ladu - Dedoni - Cassano - Pisano - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo- Diana - Sanjust.
Articolo 5
Al comma 1 dell'articolo 5, dopo le parole: "dei consumatori", sono aggiunte le parole: "e delle organizzazioni sindacali regionali di categoria e confederali". (11)
Emendamento aggiuntivo Capelli - Rassu - Vargiu - Cappai - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 5
Nell'articolo 5, al comma 1, dopo la parola: "consumatori", è aggiunta la frase: "e delle organizzazioni sindacali di categoria ". (13).)
CAPPAI (U.D.C.). L'emendamento numero 104 non ce l'abbiamo ancora, non è stato distribuito.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, è disponibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Volevo rendermi conto…. l'emendamento numero 104 è un emendamento della Giunta, Presidente?
PRESIDENTE. Date per cortesia all'onorevole Diana il numero 104.
DIANA (A.N.). E' un emendamento della Giunta?
PRESIDENTE. E' un emendamento a firma Sanna Alberto, La Spisa, Biancu, Marrocu, Porcu, Licheri, Artizzu, Balia, Vargiu, Ladu, Cappai.
DIANA (A.N.) Si, grazie Presidente..
PRESIDENTE. Prego onorevole Diana, il tempo decorre da questo momento.
DIANA (A.N.). E' un emendamento che sostanzialmente non modifica la mia contrarietà sull'articolo 5. Mi chiedo: avete voluto istituire una Consulta per supportare la Giunta regionale nel dare gli indirizzi alle agenzie e poi, invece, all'Assessore è dato un potere immenso per avvalersi di quella fase concertativa, e fino a qui tutto va bene, salvo il comma 2: "l'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione è stabilita dall'Assessore regionale dell'agricoltura". Beh, insomma io credo che questo sia un qualcosa di inaccettabile, onorevole Marrocu, una delega ampia e piena all'Assessore dell'agricoltura che rispetto, ma, voglio dire, si può dare all'Assessore dell'agricoltura l'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione?
A me ricorda tanto Moggi questo, beh, insomma, sceglieva l'arbitro, i guardalinee e ovviamente vinceva sempre le partite, io sono juventino per cui, insomma, voglio dire…
(Interruzione)
Ma qui, sì, a questo volevo arrivare, Assessore, con questo sistema c'è il rischio che lei perda il campionato. Allora, è possibile che non si potesse stabilire? Lo si è stabilito o lo avete voluto stabilire nella Consulta per sostenere gli indirizzi che la Giunta regionale e l'Assessore devono dare alle agenzie, e avete ritenuto invece di dare delega piena all'Assessore per dotarsi, in fase concertativa, sulla materia totale dell'agricoltura in Sardegna, di scegliersi i consultori, cioè è l'Assessore che decide: "Tizio, Caio e Sempronio debbono dialogare con me per…", io credo che sia un fatto veramente… forse ci è sfuggito, non abbiamo chiesto la soppressione di questo comma, ma "L'individuazione degli organismi ammessi alla consultazione è stabilita dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale sulla base del principio di maggiore rappresentatività", non vuol dire assolutamente niente, perché questo testo l'avrei capito nella fase della Consulta agricola all'articolo 4, finalizzata agli indirizzi che debbono essere dati alle agenzie, ma qui si sta parlando della concertazione vera e propria che l'Assessore dell'agricoltura e la Giunta regionale saranno chiamati a fare nel momento in cui forse, col programma regionale di sviluppo, disegneranno una nuova strategia e una nuova agricoltura per la Sardegna.
Beh, l'Assessore sceglie arbitro, guardalinee, designatore, insomma, credo che questo non possa essere assolutamente ammesso. Siete ancora in tempo, Assessore, faccia lei un emendamento orale, proponga lei un emendamento orale, utilizziamo la stessa Consulta che avete voluto insediare per il resto, ma perché scriverlo in questo modo? Non si può delegare nessun Assessore, neanche la persona più seria, più coerente e ce l'abbiamo, ma neanche l'assessore Foddis può avere una delega piena come questa, non è assolutamente possibile, è impensabile che si possa dare un potere del genere ad un Assessore, non all'assessore Foddis: la possibilità di scegliere coloro che debbono rappresentare in fase concertativa. Insomma io credo che ci sarebbe un conflitto, perché poi dopo, una volta che le norme arrivano in Commissione, le Commissioni dovrebbero utilizzare un parametro diverso e chiamare a raccolta invece tutti i soggetti, non quelli che decide l'Assessore o che ha sentito l'Assessore, questo creerebbe ovviamente problemi non indifferenti. Quindi io credo che ci sia ancora la possibilità di abrogare, di cassare il comma 2 dell'articolo 5 e di riportarlo contestualmente all'articolo 4, con la composizione che voi avete voluto essere, ma non lasciarlo certamente in questo modo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io credo che bene avrebbero fatto i colleghi della maggioranza ad espungere - verbo che viene usato spesso in circostanze simili - da questa legge l'articolo 4 e l'articolo 5, perché sono stati due articoli sui quali ci siamo fermati molto e che, probabilmente, ci hanno rubato del tempo che è stato in larga misura tempo sprecato, nel senso che li abbiamo trattati come se fossero montagne e in realtà sono due piccoli topolini. Abbiamo dato loro un'importanza grande, l'abbiamo fatto anche noi della minoranza, forse anche perché sollecitati da parti importanti del mondo agricolo che avevano paura di essere escluse dall'articolo 4 e dall'articolo 5, soprattutto da ciò che, dall'articolo 4 e dall'articolo 5, avevano intravisto e "intraletto", ma, in realtà,se poi andiamo a rileggere questi due articoli sono veramente due articoli piccoli piccoli, due articoli sui quali poco valeva soffermarsi così a lungo come stiamo facendo. Però, va anche detto che il fatto che abbiate scritto questi due articoli piccoli piccoli, un po' preoccupa e preoccupa per vari motivi.
L'articolo 5, beh, nell'articolo 5, voi che ieri vi siete un po' adontati quando qualcuno vi ha detto che la concertazione… qualcuno di voi si è levato in piedi e ha detto: "Ma, voi del centrodestra volete insegnare a noi del centrosinistra cosa sia la concertazione!"; ci mancherebbe altro! Nessuno di noi vuole insegnarvelo perché sappiamo che in questo siete molto avanti rispetto a noi, tanto avanti che in questo articolo 5 avete inventato un nuovo modo di fare la concertazione, una sorta di concertazione ibrida che è o non è, che può essere a richiesta ma tutto sommato si può fare anche un passo indietro e non c'è più. Voi scrivete, e non stiamo più parlando soltanto delle linee di indirizzo delle agenzie, voi scrivete "la predisposizione delle linee programmatiche della politica regionale", se fossimo seri dovremmo dire: "la cosa più importante che fa la maggioranza in campo agricolo in Sardegna". Bene, questa predisposizione delle linee guida, prima, nella fase di predisposizione si prevede il contatto. Bene, io vorrei chiedere: quando è la fase di predisposizione? Perché questo l'abbiamo chiesto ripetutamente alla Giunta, cioè abbiamo chiesto alla Giunta: quando voi avete, negli altri articoli fasulli di questa legge, parlato di funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo da parte della Regione nei confronti dell'agricoltura sarda e avete detto che queste funzioni rimanevano in capo alla Giunta, insomma, quando ce ne parlate di cosa avete fatto su questo? Quando ci dite, quando venite in aula a raccontarci se avete già predisposto le linee programmatiche della politica agricola regionale o se le dovete ancora predisporre; quindi se questo meccanismo di consultazione, che è previsto nell'articolo 5, è già stato utilizzato e quindi, dopo due anni, sapete quali sono le linee di sviluppo dell'agricoltura sarda e ce le dite, così, più che saperle noi che facciamo i consiglieri regionali, le sanno tutti coloro che sono - ripeto - alla canna del gas nel mondo dell'agricoltura, fuori da questo Consiglio regionale; oppure, se queste linee programmatiche dopo due anni ancora non ci sono (e sarebbe gravissimo, anche se il sospetto è molto forte), diteci quando attiverete questa consultazione delle parti sociali da cui deve discendere la predisposizione delle famose linee programmatiche. Le fate l'anno venturo? Le fate fra sei mesi? Le fate fra un anno e mezzo? Perché quando voi le fate, immagino che ci sia un interesse intorno a ciò che farete, ben diverso rispetto a quello che oggi viviamo in quest'Aula su una legge che, probabilmente, è percepito non avere un impatto sostanziale e fondamentale nel mondo agricolo sardo.
Anche perché - e lo ripeto - sulla concertazione noi siamo un po' frastornati, nel senso che avete approvato una legge di sanità che prevedeva enti bilaterali, controlli incrociati, spie e microspie dietro i banchi di chi lavorava dappertutto, quindi la legge sulla riforma sanitaria prevedeva concertazione e controllo in tutte le fasi di qualsiasi attività di programmazione o di gestione che fosse attribuita alla Regione sarda o alle sue articolazioni. Avete fatto una riforma dello IACP (cosiddetta) che, pur non attribuendo ai Comuni ciò che ai Comuni doveva attribuire (quindi la cosa più importante della riforma), però sistema una serie di meccanismi di concertazione che riguardano la fase di programmazione della gestione delle politiche abitative sociali. Avete fatto una legge di programmazione dove di concertazione non si parla! E ve lo abbiamo detto in aula! La legge che noi abbiamo approvato, e che riguarda le politiche finanziarie della Regione, non parla, in nessuna sua fase, della programmazione! L'Assessore ci ha detto in aula: "Beh, è scontato che quando faremo la programmazione, che poi metteremo dentro il PRS e il DAPEF, in quella fase noi sentiremo le parti sociali. Non l'abbiamo neanche scritto perché era pleonastico, era tautologico". Allora, regolatevi nella stessa maniera anche oggi che parlate di agricoltura! Nel senso che, se date per scontato - come io credo che sia - il fatto che nella fase della programmazione delle linee di sviluppo dell'agricoltura sentiate tutti coloro che vi possono aiutare a programmarle bene (le linee dell'agricoltura), basterebbe stabilire il principio che esiste una concertazione e che la concertazione viene fatta dall'Assessore. Ed è interesse dell'Assessore, io credo, stabilito il principio, concertare, consultare, concertare nel senso positivo del termine, non nell'essere legato lacci e lacciuoli dalla concertazione, ma sentire, ascoltare, accrescere il patrimonio di informazioni da cui poi scaturiscono le scelte che ricadono sul mondo dell'agricoltura sarda. Ma qui, invece, la scelta è una scelta a metà, nel senso che si dice che la concertazione e la consultazione sono indispensabili, non si capisce quando, nel senso che - ripeto - non si capisce quando saranno fatte le linee di programmazione, nel senso che non ci sono ancora queste linee di programmazione, è ventura la concertazione che dovete fare, o è già stata fatta, e allora diteci come l'avete fatta e diteci che cosa ne è uscito fuori da questa consultazione e da questa concertazione perché a oggi, a questo momento, ancora non l'abbiamo sentito. E una volta che avete deciso come deve essere fatta, anche il secondo comma sembra un comma pleonastico, un comma assolutamente ridondante rispetto a quelli che sono gli obiettivi, perché dite (e potrebbe anche essere) che ritenete di dover chiamare nella fase di consultazione le organizzazioni che abbiano la maggiore rappresentatività; poi dite che è l'Assessore che le stabilisce. Beh insomma, o il criterio è oggettivo, ed è quello della maggiore rappresentatività, oppure non è oggettivo e allora serve il notaio che sancisca coloro che devono essere invitati e coloro che non vengono invitati! Siccome il criterio è probabilmente oggettivo ed è vostro interesse consultare e concertare con quelli che effettivamente rappresentano il settore, non c'è nessun motivo di avere un notaio che stabilisce quello che è già stabilito dai numeri e cioè chi è maggiormente rappresentativo nell'ambito del settore agricolo di riferimento.
Quindi, anche l'articolo 5 è una norma assolutamente contraddittoria per alcune parti, pleonastica per altre parti, che non tranquillizza su quelle che sono le vostre intenzioni per altra parte e che crea sconcerto in chi la deve verificare e, probabilmente, creerà grosse difficoltà anche in chi (l'Assessorato, la Giunta) dovrà dare attuazione alle cose che sono scritte in questa legge con una indeterminatezza, con una vaghezza e quindi con un margine di libera interpretazione che dà adito ad errore e a malfunzionamento che è, comunque, elevatissimo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Più si va avanti nell'esame della legge di riforma e più ci rendiamo conto di quanto ha bisogno di essere migliorata e completata questa legge. Dico questo perché effettivamente l'articolo 5 è uno di quegli articoli di cui non si capisce bene la funzione e non si capisce neanche perché è messo lì, perché noi potevamo tranquillamente fare a meno di questo articolo e io sono convinto che non sarebbe successo assolutamente nulla. Cioè se noi decidessimo, così come ritengo sia opportuno, di cancellare questo articolo non cambierebbe assolutamente nulla. Perché questo? Perché quando noi chiediamo e mettiamo in legge che ci deve essere la consultazione delle parti sociali, io credo che questo sia già nelle cose, perché questo è nella prassi, è stato sempre fatto; la consultazione, in tutti questi momenti particolari, c'è sempre stata, quindi scriverlo in legge non ritengo sia manco opportuno. Questo è un ulteriore appesantimento della legge che potrebbe essere tranquillamente evitato.
Semmai io porrei un altro problema: perché si parla di consultazione e non di concertazione. Perché io credo che, invece, la Giunta regionale avrebbe dovuto fare un ragionamento con queste parti, con le parti sociali, più concreto, più incisivo, più forte, perché la consultazione è la consultazione, la concertazione invece ha un altro significato. Allora io, se proprio dovessi inserire qualcosa in legge, parlerei di concertazione perché questo ha veramente un significato più pregnante e più forte in base alla legge che noi stiamo approvando. Per questo motivo io credo che questo articolo di legge possa essere tranquillamente cancellato, anche perché mi pare che questo si aggiunge a tutta una serie di altre cose che noi riteniamo siano inutili in questa legge. Quindi io credo che noi, per quanto ci riguarda, non riteniamo sia assolutamente indispensabile la presenza di questo articolo, così come è messo in legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Sì, proprio molto rapidamente, Presidente, per dire ai colleghi dell'opposizione che naturalmente è nella loro piena facoltà decidere che tipo di opposizione fare, però io credo che sia anche giusto, proprio molto rapidamente, ristabilire un minimo di verità. L'articolo 4 e l'articolo 5 sono due punti estremamente qualificanti e innovativi della normativa della nostra Regione, cioè l'articolo 4 è uno strumento tecnico al servizio della programmazione, cioè fornisce tutte le indicazioni di merito, le conoscenze, non a caso è chiamato in causa il mondo scientifico e non a caso c'è la filiera, cioè chi produce, chi appartiene alle diverse fasi della filiera agricola, che fornisce tutti quegli elementi conoscitivi, di merito, di merito, alla Giunta regionale perché ne faccia buon uso per programmare interventi in agricoltura. Non c'era prima, oggi c'è.
L'articolo 5 è altra cosa, è il luogo della concertazione, è il luogo della politica dove la Giunta regionale, con le forze sociali, si siedono attorno a un tavolo e concertano. Questo è! Sono due cose distinte, nessun doppione, nessuna confusione, io accetto anche gli atteggiamenti professorali, però badate bene sulle cose che noi proponiamo, non sulle cose che si vogliono immaginare. L'emendamento numero 104, che è un emendamento sostitutivo e che vede la firma anche di diversi colleghi dell'opposizione, è un emendamento che integra, che migliora il contenuto dell'articolo 5 dove, alla presenza dei rappresentanti delle imprese agricole e dei consumatori (sottolineo consumatori che è un'assoluta novità nel panorama della legislazione regionale, perché non erano mai presenti da nessuna parte, mentre i consumatori sono quelli che poi pagano le conseguenze delle scelte anche della politica agricola), aggiungo, a questi due elementi, a queste due componenti fondamentali si aggiungono i rappresentanti del sindacato confederale. Quindi, voglio dire questo è un tavolo davvero qualificato che rappresenta il mondo delle imprese, il mondo dei lavoratori dell'agricoltura e i consumatori. Con questi soggetti si confronta la politica, io credo che sono scelte, poi naturalmente si possono non condividere però non si possono svilire e banalizzare in mille modi come si sta facendo in quest'Aula.
Un'altra osservazione e chiudo, la voglio fare sul secondo comma dell'articolo 5, mi dispiace che in questo momento si è assentato un attimo l'Assessore dell'agricoltura, ma insomma, caro onorevole Diana, l'Assessore dell'agricoltura non è il Moggi della situazione in questo secondo comma, semplicemente a lui è attribuita la responsabilità di individuare, non arbitrariamente, ma sulla base della rappresentatività delle organizzazioni, chi deve far parte di questo tavolo. Ma chi deve far parte non lo decide l'Assessore, lo decidono i numeri di ciascuna organizzazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Cappai rinuncia. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. L'emendamento numero 12 è respinto.
PRESIDENTE. "10", onorevole Sanna.
SANNA ALBERTO (D.S.). Mi scusi, è respinto anche l'emendamento numero 10, numero 12 ugualmente "no", il numero 11 e numero 13 sono respinti anch'essi, anche perché sono ricompresi dall'emendamento all'emendamento numero 11, cioè dal "104" che ricomprende meglio il contenuto sia dell'emendamento numero 11 che dell'emendamento numero 13. Quindi, all'emendamento numero 104 si esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
CAPELLI (U.D.C.). Date il tempo di respirare!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io ho una faccia soltanto e due occhi, guardo lo schermo, non mi risulta iscritto nessuno e metto in votazione. Abbia pazienza, mi sembra di essere abbastanza lento e contenuto nei movimenti della bocca.
Metto in votazione l'emendamento numero 12.
MARROCU (D.S.). Non c'è l'emendamento di sintesi numero 104?
PRESIDENTE. L'emendamento numero 12. No, onorevole Marrocu, il "12" si vota.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, ne approfitto così esprimo anche il giudizio sull'articolo, direttamente esprimendolo sul "12", per il quale do parere favorevole. Dunque, nella discussione avuta sull'articolo 5 non c'è nessuna banalizzazione, banale è l'articolo 5 perché esiste l'articolo 4. Voi confondete, e circola per l'aula un dizionario della lingua italiana... prego?
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sono due cose diverse! Se non le vuole vedere le differenze tra l'articolo 4 e l'articolo 5!
CAPELLI (U.D.C.). Sì, va bene, ha ragione, onorevole Sanna. Comunque è banale, realmente, che si paghi una forma consultiva nell'articolo precedente e si istituzionalizzi una consultazione che dovrebbe fare il verso alla concertazione. Dicevo, gira per l'aula un vocabolario della lingua italiana che differenzia, appunto, consultazione, concertazione, ascolto e quant'altro, che pregherei che i più ne prendano visione, perché qui voi state realmente banalizzando la concertazione. Molto spesso, l'abbiamo visto anche nella legge precedente, che abbiamo esaminato in quest'Aula, evitate la concertazione, voi che passate per quelli che hanno istituito la fase concertativa come nuova regola di confronto tra le Assemblee legislative, tra gli Esecutivi e le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle forze datoriali. Il consultare è ben diverso dal concertare e questo, ovviamente, state sempre cercando di aggirarlo nelle diverse forme e nella stesura delle nuove leggi. Io continuo a dire, negando, appunto, l'approvazione dell'articolo 5, che tutto questo, per l'ennesima volta, ripeto, nelle mani oggi vostre e domani di altri, possono essere degli strumenti, se valutati, così come li state valutando, strumenti a disposizione della Giunta attuale, lo saranno anche per il futuro, lo saranno per il futuro e già mal gestiti ora, chissà cosa potrà succedere domani. Sicuramente molti che oggi stanno votando per queste leggi, domani saranno messi sicuramente in minoranza.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, rapidamente, nell'esprimere il voto... che emendamento è, Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, è il numero 12, con preghiera che quando si parla degli emendamenti, non si torni su argomenti che sono già decisi dal Consiglio, perché l'economia dei lavori, chiaramente, ne risente negativamente. La ringrazio, so che lei è molto attento a questo, non lo facevo per lei ma per ricordarlo a tutti.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, quando mai! Voto favorevole all'emendamento numero 12 ed era esclusivamente un modo per rispondere, non rispondere anzi, per fare una considerazione su quanto ha appena detto il collega Alberto Sanna e cioè, collega Sanna, a me, ma credo anche a tutti gli altri, non sfugge che c'è una differenza sostanziale tra il "4" e il "5", nel senso che parlo di due cose completamente diverse. Ci mancherebbe altro e sarebbe assolutamente sgradevole se questo non venisse annotato, perché vorrebbe dire che noi non abbiamo letto la legge e sarebbe altrettanto grave quanto quando noi vi diciamo che l'avete fatta male. Quello che è emerso, la considerazione di fondo che, però, accomuna entrambi gli articoli e, quindi, vale per entrambi è che ci sembrano due articoli veramente modesti, rispetto ai risultati che vorrebbero cogliere, e due articoli contraddittori, nel senso che, sia il "4" per i motivi che abbiamo detto, sia il "5" per i motivi che stiamo ancora dicendo, sono due emendamenti assolutamente modesti se la concertazione delle politiche agricole, se il ragionamento che deve avvenire sulle politiche agricole è affidato all'articolo 5 e se il controllo scientifico dell'attività delle agenzie è affidato all'articolo 4, beh, devo dire che si tratta di ben poca cosa, e si tratta di organismi assolutamente vaghi, indeterminati, che non si sa quando si riuniscono, che non si sa da chi vengono convocati, anzi da chi vengono convocati si sa, ma non si sa quante volte vengono convocati, non si sa, per quanto riguarda l'articolo 5 quando devono essere fatte le linee di programmazione, se sono state già fatte, se la concertazione è da fare, se la consultazione è la stessa cosa della concertazione o, come pensiamo tutti, perché abbiamo letto il vocabolario di Capelli, è cosa diversa, quindi si tratta di articoli che se dovevano essere di principio, potevano essere ben più stringati e ci avrebbero risparmiato una lunga discussione in aula, se dovevano essere di dettaglio, cioè descrivere che cosa si doveva fare, beh, non avete raggiunto l'obiettivo.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 104, che è emendamento all'emendamento numero 11e il 13 in pratica perché hanno lo stesso testo, è stato dato il parere favorevole del relatore e della Giunta.
(Interruzione)
Chiedo scusa, mi ero distratto.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, no, Presidente, per chiedere sul numero 104, non ho capito bene come vengono votati gli emendamenti, sul numero 104 lo scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Si vota il "104", se dovesse essere approvato il "104", decadono gli altri due, onorevole Vargiu.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 104.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LICHERI - LIORI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 51
astenuti
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Decadono quindi gli emendamenti numero 11 e numero 13. Passiamo al Capo II, si vota il Titolo.
( Si riporta di seguito il testo del Titolo del Capo II:
Capo II
Agenzia per la ricerca in agricoltura (AGRIS Sardegna)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati l'emendamento numero 15 sostitutivo totale, l'emendamento numero 14 e numero 87 che hanno testo uguale, aggiuntivi, e l'emendamento aggiuntivo numero 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Istituzione dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. È istituita l'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione autonoma della Sardegna, denominata AGRIS Sardegna, quale struttura tecnico-operativa della Regione per la ricerca scientifica generale nelle filiere agricole, agro-industriale e forestale.
2. L'Agenzia AGRIS Sardegna ha sede in Sassari, in località Bonassai.
3. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 l'AGRIS Sardegna assume le funzioni di ricerca svolte dall'ERA Sardegna di cui all' articolo 30 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005), con esclusione di quelle già esercitate dall'Istituto di incremento ippico, e subentra nelle attività svolte dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari.
Emendamento sostitutivo totale Capelli - Ladu - Artizzu - Vargiu - Cappai - Rassu - Moro - Sanna - Murgioni - Amadu - Sanciu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa.
L'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"Art. 6
Istituzione dell'Ente regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA)
1. È istituito l'Ente regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA), di seguito Ente, quale ente pubblico regionale, strumento operativo della Regione autonoma della Sardegna, non avente natura economica, per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale, in conformità agli indirizzi della programmazione regionale e alle direttive della Giunta regionale.
2. L'Ente subentra all'ERSAT Sardegna e all'ERA Sardegna, nell'esercizio di funzioni di ricerca e sperimentazione applicata attraverso l'assistenza tecnica.
3. L'Ente gestisce i compiti di riforma fondiaria prima spettanti all'ERSAT, il patrimonio immobiliare degli enti di provenienza e le banche dati dei potenziali di produzione.". (15)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Rassu - Ladu - Capelli - Artizzu - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 6
Al comma 2 dell'articolo 6 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (14)
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia.
Articolo 6
Al comma 2 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (87)
Emendamento aggiuntivo Artizzu - Ladu - Cappai - Capelli - Vargiu - Rassu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Dopo l'articolo 6 è inserito il seguente:
"Art. 6 bis
Statuto
1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, approva lo statuto dell'Ente, deliberato dal consiglio di amministrazione.
2. La Giunta regionale ha facoltà di apportare modificazioni al testo deliberato dall'Ente.
3. Lo Statuto disciplina le competenze e il funzionamento degli organi, compresi i casi di decadenza dei membri del consiglio di amministrazione, e detta le disposizioni generali relative all'organizzazione e alla contabilità dell'Ente." (16).)
PRESIDENTE. Mi viene suggerito che gli emendamenti numero 15 e 16 decadono perché fanno riferimento all'ente e noi stiamo parlando di agenzie, quindi il "15" è decaduto, e il "16" è decaduto. Sono in discussione quindi l'articolo 6 e gli emendamenti numero 14 e 87 che hanno il testo uguale.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Allora, l'emendamento numero 14 si accoglie, che è uguale al numero 87, quindi "sì" anche per il numero 87, naturalmente uno dei due.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, naturalmente il nostro voto all'articolo 6 non può che essere negativo, e le motivazioni stanno nel fatto che noi non avremmo voluto le agenzie ma avremmo sempre preferito l'ente. Stamattina abbiamo sostenuto che questa legge andava ritirata, rivista, eccetera, perché era fatta, preparata, arrivata in aula con troppa fretta e quindi non concertata, abbiamo cercato di giustificare in mille modi il motivo per cui noi volevamo fare una legge più organica. Lo dimostra il fatto che voi avevate pure dimenticato in questa legge di indicare una sede legale per l'agenzia, cioè è stata fatta questa legge con una velocità tale che oggi supera anche le Ferrari che conquistano il titolo del mondo come velocità, e allora è chiaro che l'intendimento nostro non era quello di fare opposizione a tutti i costi ma era quello di cercare di riportare un po' di dibattito prima di approvare una legge di siffatta importanza, e qui vi siete dimenticati, ripeto, anche di stabilire la sede legale, infatti ha sede ma non dite la sede legale. Peraltro prendiamo atto che avete accolto il nostro suggerimento e non appena avete visto i nostri emendamenti ne fate uno uguale. Ringrazio l'onorevole Sanna Alberto per aver recepito il nostro suggerimento, infatti il primo firmatario dell'emendamento numero 87 è lui, poi firma Marrocu, Biancu, Porcu, Licheri, e quant'altri. Ma io mi volevo rivolgere principalmente non più al presidente Sanna, ma al Capogruppo di Progetto Sardegna, onorevole Porcu, che ha firmato questo emendamento, non lo vedo in aula, c'è, c'è, che ha firmato questo emendamento, probabilmente senza sapere che la minoranza in termini propositivi, l'opposizione in termini propositivi stava dando un suggerimento, siccome non accettate neanche i suggerimenti, ne fate presentare uno alla maggioranza, è chiaro che non c'è dialogo, è chiaro che non possiamo accettare passivamente ciò che ci volete imporre. Ecco, noi in questo scorcio di legislatura, in questi mesi vi stiamo chiedendo, le leggi buone si fanno con la partecipazione di tutti, questa è la dimostrazione che la partecipazione di tutti non la volete, volete solo imporre le vostre cose, accettate qualche volta il dialogo, probabilmente riuscirete davvero…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il voto su questo articolo è contrario e la motivazione ovviamente è quella della contrarietà all'istituzione, alla scelta dell'agenzia come strumento per perseguire gli scopi che precedentemente erano attribuiti a quella parte di enti regionali che si occupavano di ricerca, sperimentazione nel mondo dell'agricoltura. Basti leggere questo articolo 6 per dare le motivazioni che ci inducono a sostenere ancora questa posizione contraria, certamente era necessario mettere ordine alla materia, certamente era necessario accorpare o comunque organizzare diversamente le funzioni svolte dagli enti che facevano ricerche e sperimentazione, dal CRAS ai consorzi per la frutticoltura, ma non era opportuno che questo venisse realizzato attraverso un'agenzia, e così come si evince anche dal resto degli articoli contenuti nel Capo II, che è avviato proprio da questo articolo che attualmente è in votazione, per delineare uno strumento che di fatto ha una forma di gestione molto ristretta che, sulla base anche degli articoli successivi, viene limitata a un direttore generale, un comitato scientifico e a un collegio di revisori dei conti che di fatto sono semplicemente degli esecutori di quelli che sono gli indirizzi della Giunta regionale e dell'Assessorato competente. Rimane molto debole l'impianto e crediamo perciò che, anche su questo articolo, noi dobbiamo manifestare il voto contrario.
(E' approvato)
Emendamenti aggiuntivi 14 e 87, si votano con il parere favorevole del relatore e della Giunta.
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 18, sostitutivo totale, che decade per le ragioni espresse precedentemente, l'emendamento aggiuntivo 17 e l'emendamento aggiuntivo 19, che decade per le stesse ragioni.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Soppressione dell'ERA Sardegna
e dei Consorzi per la frutticoltura
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 sono soppressi l'ERA Sardegna di cui all'articolo 30 della legge regionale n. 7 del 2005, nonché il Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e il Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari.
2. Alla stessa data di cui al comma 1 l'Agenzia AGRIS Sardegna succede all'ERA Sardegna, al Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e al Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, con esclusione di quelli inerenti l'Istituto di incremento ippico.
Emendamento sostitutivo totale Cappai - Rassu - Ladu - Artizzu - Capelli - Vargiu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 7
L'articolo 7 è sostituito dal seguente:
"Art. 7
Soppressione dell'ERSAT Sardegna e dell'ERA Sardegna
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono soppressi l'ERSAT Sardegna e l'ERA Sardegna, di cui alla legge regionale 21 aprile 2005, n. 7.
2. A decorrere dalla stessa data l'Ente subentra all'ERSAT Sardegna e all'ERA Sardegna nelle funzioni e in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi.
3. Alla stessa data la gestione della misura E dell'attuale Piano di sviluppo rurale è affidata ai Servizi ripartimentali dell'agricoltura, i quali, a tal fine, possono stipulare convenzioni con i centri autorizzati di assistenza agricola (CAA).". (18)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Cappai - Capelli - Vargiu - Ladu - Artizzu - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 7
Nell'articolo 7 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Nella stessa legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 dovranno essere previste le risorse economico-finanziarie per l'istituenda agenzia AGRIS". (17)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Capelli - Cappai - Ladu - Artizzu - Rassu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Diana - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Sanciu.
Articolo 7
Dopo l'articolo 7è aggiunto il seguente:
"Art. 7 bis
Scioglimento dei consorzi di frutticoltura
1. La Regione promuove lo scioglimento del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari.
2. A tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il rappresentante della Regione nei consigli di amministrazione dei consorzi di cui al comma 1 chiede la convocazione del relativo consiglio di amministrazione per proporne lo scioglimento.
3. Dalla data di scioglimento, l'Ente subentra ai consorzi di frutticoltura." .(19).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 18 e 19 decadono per le stesse ragioni espresse precedentemente.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente e colleghi del Consiglio. Ma, credo indispensabile che almeno qualche voce della minoranza vi faccia rilevare meglio e vi faccia soffermare, un attimo, a riflettere sul contenuto dell'articolo 7. L'articolo 7, nel primo capoverso e al comma 2 pure, decreta la morte dell'ERA. Anche se è difficile dire se può essere decretata la morte di una cosa che non è mai nata. Insomma, sarebbe un tema appassionante di bioetica, probabilmente, su cui ragionare e riflettere. Ma perché vi sollecito alla riflessione su questo?
Beh, perché io facevo parte, faccio ancora parte, della Commissione bilancio e ricordo bene che la legge 7 del 2005, non credo di sbagliarmi, era la legge finanziaria, e ricordo bene quando arrivò la legge finanziaria in Commissione e quando, in Commissione, vi si fece rilevare che parlare, in finanziaria, di riforma degli enti agricoli era improprio e forse anche imprudente e forse anche sconsiderato, da parte vostra, che in questa legislatura tendete all'obiettivo mediatico, assai più che all'obiettivo vero e, cioè, quello di cambiare le cose, sostituirle, di modificarle, di rinnovarle, di riformarle, di farne migliori rispetto a quelle che c'erano in passato, beh, in quella circostanza, voi, come spesso è successo altre volte in Aula, ci avete tacitato dicendo: "Guardate, siete i soliti, anzi, voi Riformatori peggio degli altri, perché voi Riformatori parlate di riforme quando noi vi riformiamo, tramite l'ERA, gli enti agricoli non ce lo volete far fare". Naturalmente, né la minoranza né i Riformatori, in particolare, avevano la possibilità di impedirvi di fare l'ERA. Per cui l'ERA, che per fortuna è all'imperfetto, così siamo tutti sereni nel ragionare su un tempo che è comunque passato, l'ERA venne licenziato e venne licenziato tra le grancasse medianiche, le solite, quelle di sempre. La maggioranza di centrosinistra ha riformato, ha finalmente sciolto, ha fatto l'ERA, l'ente nuovo che darà finalmente speranze eccetera eccetera.
Beh, insomma colleghi, adesso sarebbe maramaldeggiare se io dovessi continuare l'intervento, infierire dicendo: "Ma, allora, di quel trionfalismo che c'era nella legge finanziaria del 2005, cosa è rimasto? Me la raccontate la storia dell'ERA? Mi raccontate che cosa ha fatto l'ERA d'importante, Assessore, per cambiare l'agricoltura sarda?" - Assessore, Giunta, chi volesse rispondere! - "Mi dite qual è stata la vita breve, se c'è stata vita o se era attaccato alle macchine, come ha respirato, se era in respirazione artificiale? Se era in coma? Insomma, mi dite che cosa è stato dell'ERA? Mi raccontate se l'ERA ha avuto qualche effetto benefico sull'agricoltura sarda e qual è questo evento benefico?". Visto che quando l'avete fatta, accusavate chi vi poneva il dubbio che non fosse opportuno, che non servisse, che fosse necessario ragionare? Ma, insomma, mentre questo vi dicevamo, voi ci tacciavate di essere conservatori.
Beh, insomma, io credo che questa riflessione più che valere al passato, diciamo che il passato passa in cavalleria e che vi auguriamo che le agenzie, che con questa legge vengono licenziate, ci facciano dimenticare le critiche che in questo momento è inevitabile farvi. Però la riflessione varrebbe anche per il futuro…
(Interruzione)
Non ho sentito…
(Interruzione)
Ho capito…
(Interruzione)
Era un'anticipazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, sì, capisco il suo aiuto ma l'onorevole Vargiu si aiuta anche da solo. Lo lasci continuare nel suo intervento. La ringrazio se lo lascia continuare. Grazie.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, è vero! Ringrazio il collega Cugini. Intanto, perché lo ringrazio sempre, di esistere, di essere presente, di essere uno dei più simpatici tra i colleghi dell'intero Consiglio, ma anche per aver fatto questa precisazione. E' vero! Allora, le finanziarie, l'ha detto lei, collega Cugini, sono state utilizzate dal centrosinistra per annunciare riforme. E' proprio di una finanziaria, che vengano annunciate riforme in finanziaria? E' proprio che vengano riempite le pagine dei giornali, durante la discussione della finanziaria, annunciando riforme? Beh, io credo che sia improprio e credo che lo stesso meccanismo rischi di essere utilizzato, purtroppo, anche nella fase presente dove vengono annunciate riforme, innovazioni, grandi novità, che normalmente sono ancora nella fase di intuizione. Dopodiché, lo sviluppo dell'intuizione rimane affidato al futuro. Ora io vi chiederei, facciamo ogni tanto un dibattito, con i testi dei giornali dove voi siete usciti con l'annuncio delle grandi ed epocali riforme e vediamo dopo due anni, dal momento in cui le avete scritte in finanziaria o dove le avete teorizzate, in una qualsiasi delle leggi approvate, cosa di queste riforme si è realmente realizzato? Cosa di queste attività innovative si è realmente realizzato? Cosa è cambiato nella Sardegna in rapporto ai grandi annunci che voi avete dato? Guardate, io potrei essere autolesionista, lo voglio essere, c'è una cosa a cui il Gruppo dei Riformatori guarda con estrema attenzione, e voi lo sapete, ed è il progetto di innovazione sulle competenze linguistiche in Sardegna, il famoso "Sardegna speaks English". Bene, "Sardegna speaks English" è un'intuizione, ma resta ancora un'intuizione, su cui voi avete caricato sopra, il Consiglio, abbiamo votato anche noi, 20 milioni di euro. Ma sapere come verrà sviluppata l'intuizione, beh, ad oggi, nessuno lo sa! Nel senso che, ad oggi, il finanziamento, che è di competenza dell'anno 2006, nessuno dei consiglieri regionali e, credo, neppure la Giunta sa come verrà utilizzato e sa se sarà effettivamente direzionato a far sì che "Sardegna speaks English" possa essere, come noi vorremmo, un progetto che dà risultati importanti per lo sviluppo economico della Sardegna.
Quindi, colleghi, quello che io cerco di dirvi, poi, chi ha orecchie intenda, chi ritiene che sia polemica agostana la giudichi così, ma insomma io normalmente non tendo alla polemica, tendo alla riflessione e all'approfondimento. Quello che vorremmo dirvi, che io vorrei dirvi, è che in molte circostanze è forse utile avere un attimo di riflessione in più sulle cose che si fanno e quando si hanno grandi intuizioni, può darsi che voi ne abbiate avuto, cercare il percorso per condividerle, cercare la maniera per rendere protagonista l'intero Consiglio, sulle intuizioni che eventualmente voi avete; perché, poi, dallo sviluppo delle intuizioni e dal confronto sullo sviluppo delle intuizioni è possibile che si generino delle cose importanti e buone per la Sardegna. Se le intuizioni restano tali e nessuno si mette a lavorare sulle intuizioni per realizzare progetti veri e non c'è, neppure, un tentativo di condivisione del progetto vero, ma magari l'intuizione scarsamente sviluppata viene imposta da una parte all'altra, senza che ci sia il tentativo del ragionamento sulle cose, beh, insomma, normalmente, questo non aiuta a produrre cose buone. Quindi, il suggerimento che, sulle ceneri dell'ERA, noi ci permetteremmo di darvi è quello di far sì che, ogni qualvolta è possibile, nel pubblicizzare le intuizioni siate più cauti e nel dargli un progetto vero che le realizzi siate più laboriosi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sull'ordine dei lavori, per chiedere una mezzora di sospensione.
PRESIDENTE. L'onorevole La Spisa chiede una mezzora di sospensione. Se non ci sono opposizioni, viene accolta la proposta; sospendo la seduta e i lavori riprenderanno alle ore 19 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 16, viene ripresa alle ore 20 e 48.)
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, riprendiamo i nostri lavori.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intervengo sull'articolo 7 del provvedimento in quanto introduce un tema che sarà ripreso successivamente all'articolo 32 con specifico riferimento al personale. In questo articolo 7 si precisa che, con l'entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per il 2007, sono soppressi l'ERA Sardegna e il Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e quello per la frutticoltura di Sassari e che i Consorzi cessano di esistere e i loro rapporti giuridici attivi e passivi passano all'AGRIS.
Ebbene, nella formulazione del testo unificato viene però successivamente sancita una differenziazione nell'ambito del personale delle agenzie che, da parte mia, risulta un po' di difficile accettazione, non è infatti ammissibile, per chi come me proviene culturalmente dalla matrice socialista, fare differenze stipendiali tra lavoratori dello stesso ruolo, se è indigesto e non condivisibile che qualcuno, in virtù di meriti originati da altre cause o forse perché in procinto di andare in pensione, possa addivenire tout court, senza alcun concorso pubblico, parte dell'organico dei regionali, e non accetto questo principio neanche se deriva per meriti o per carriere politiche o per presidenze di enti intermedi, altrettanto poco digeribile risulta la disparità di trattamento all'interno di uno stesso comparto.
La Giunta, anche grazie alla costante interlocuzione con i sindacati, di cui bisogna dare merito, ha preso atto di questo grave rischio di incoerenza. Ha infatti proposto un emendamento con cui si rimanda alla prima contrattazione collettiva regionale, il completamento del periodo però risulta di facile comprensione sicuramente per un tecnico, lascia però qualche dubbio in chi, meno abituato ad usare linguaggi speciali e il "sindacalese" fa riferimento all'espressione di uso comune. Se posso permettermi una osservazione, mi sembra che quella frase compresa all'interno di quell'emendamento si potrebbe concludere soltanto con l'espressione "fino all'adozione, nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale…"…
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, siamo all'articolo 7…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, è in linea. Così come chiaramente espresso all'articolo 7.
PRESIDENTE. E' in linea, con che cosa, onorevole Caligaris?
CALIGARIS (Gruppo Misto). E' in linea con l'articolo 7.
PRESIDENTE. Sta parlando di un emendamento ad un articolo che troveremo molto dopo… la prego!
CALIGARIS (Gruppo Misto). Non sto parlando dell'emendamento, sto parlando di un concetto, poi veramente… se vogliamo chiarirci le cose, io sono intervenuta per dare un contributo, se ogni volta che intervengo succede che qualcosa non va bene quando sto facendo l'intervento, io veramente non so che cosa devo dire… Presidente, chiedo scusa, se lei ritiene che io non debba continuare…
PRESIDENTE. Le chiedo scusa io, onorevole Caligaris, però stava parlando di una cosa della quale si tratterà più avanti.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ma stiamo parlando dello stesso argomento!
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, prosegua, prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Allora, se non disturba troppo, chiederei all'assessore Dadea eventualmente di spiegare il significato di questa appendice, un po' veramente oscura. Vorrei però anche cogliere un'occasione, quella di dire all'onorevole Farigu che l'emozione da lui provata nell'essere nuovamente in Aula dopo 15 anni è la stessa condivisa dai socialisti riformisti di sinistra che militano ne La Rosa nel Pugno. Il raggiungimento dell'unità dei socialisti non può prescindere dal mettere insieme laici, liberali e radicali e, partecipando a Tramatza per suo personale invito ad un'iniziativa in tal senso, ho condiviso il progetto e attendo con ansia che, superando i limiti di ciascuno, i valori e gli ideali possano avere la meglio.
Questo è un articolo, io veramente colleghi… ecco, grazie!... La chiarezza e la determinazione nel perseguire gli scopi, nella legislazione e in politica, sono sempre molto utili e la presenza dell'onorevole Farigu nel Gruppo misto mi fa ritenere che le distanze si siano ulteriormente ridotte e ne sono lieta.
Tornando all'argomento, ho appreso che ieri la Giunta finalmente ha provveduto a mettere a disposizione dei Consorzi per la frutticoltura le somme necessarie per pagare gli stipendi. E' una buona notizia, anzi un intervento salvifico anche se in extremis, visto che nel frattempo si era dovuto far ricorso a un fondo che appartiene già ai lavoratori, credo quindi che, così come viene stabilito con chiarezza all'articolo 7, la soppressione dell'ERA Sardegna e dei Consorzi, debba essere chiaro che il personale dei consorzi transiti nell'AGRIS e quindi soggiace alle norme della legge numero 31, sarebbe opportuna, forse per allontanare qualunque dubbio, assessore Dadea, una direttiva, in modo tale da rivolgersi al CORAN che, peraltro, tra qualche giorno, dovrebbe diventare l'ARAN Sardegna, in modo da sciogliere qualunque riserva interpretativa su questo punto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris; per i chiarimenti richiesti alla Giunta, l'Assessore si riserva di intervenire sull'articolo 32.
(Interruzione)
Onorevole Rassu, si è iscritto fuori termine, non è valida la sua prenotazione.
RASSU (F.I.). Non era il primo intervento?
PRESIDENTE. Era l'ultimo intervento degli iscritti a parlare.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento numero 22, inoltre sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 20, che è uguale al numero 88, e gli emendamenti aggiuntivi numero 21, che è uguale al numero 89.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8
Finalità dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. L'AGRIS Sardegna svolge e promuove la ricerca scientifica e applicata, la sperimentazione e l'innovazione tecnologica al fine di:
a) realizzare uno sviluppo rurale sostenibile;
b) favorire lo sviluppo dei settori agricolo, agro-industriale e forestale;
c) accrescere la propria qualificazione competitiva nell'area della ricerca;
d) tutelare e valorizzare la biodiversità vegetale ed animale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale LADU - CAPPAI - ARTIZZU - VARGIU - CAPELLI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 8
L'articolo 8 è sostituito dal seguente:
"Art. 8
Funzioni dell'Ente
1. L'Ente:
a) provvede alla ricerca e sperimentazione applicata, sviluppando azioni di promozione e sostegno alla diffusione e al trasferimento dell'innovazione di processo e di prodotto nei settori agricolo, zootecnico, agro-industriale e di forestazione produttiva;
b) fornisce assistenza tecnica e consulenza agli imprenditori agricoli, anche organizzando corsi di formazione e di aggiornamento per gli operatori dei settori di cui alla lettera a), e provvedendo ad indagini statistiche settoriali;
c) provvede all'incremento e al miglioramento del patrimonio zootecnico;
d) gestisce le banche dati dei potenziali di produzione, compresi i catasti viticolo e olivicolo;
e) promuove lo sviluppo integrato e sostenibile dei territori rurali, la multifunzionalità delle aziende agricole, la diffusione della cultura d'impresa, la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari regionali e la tutela della biodiversità;
f) attua ogni altro compito affidatogli dalla programmazione regionale agricola, nonché quelli di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 (Riforma dell'assetto agro-pastorale) e provvede, fino ad esaurimento, ai compiti di riforma fondiaria prima facenti capo all'ERSAT;
g) partecipa a progetti di interesse regionale, interregionale, nazionale e comunitario in materia di servizi di sviluppo agricolo integrato, anche attraverso accordi di programma o convenzioni con altri soggetti pubblici e privati.
2. Per il raggiungimento delle finalità istituzionali l'Ente può, in conformità con gli indirizzi dettati dalla Giunta regionale, stipulare convenzioni con altri soggetti pubblici e privati, e in particolare con le università, gli istituti di ricerca e le aziende agricole.". (22)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 8
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 8 la parole "realizzare" è sostituita dalla parola "favorire". (20)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 8
Alla lettera a) del comma 1 la parola realizzare è sostituita dalla parola "favorire". (88)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - RASSU - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 8
Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 8, prima della parola "tutelare" sono aggiunte le parole: "contribuire a". (21)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA.
Articolo 8
Alla lettera d) del comma 1, prima della parola "tutelare" sono aggiunte le parole: "contribuire a". (89)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 22 decade per le ragioni più volte richiamate.
E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Velocemente, dal momento che sono il primo firmatario dell'emendamento numero 20, si è suggerito di cambiare la parola, poi chiaramente in seguito anche ad un emendamento della maggioranza, la parola "realizzare" con la parola "favorire" nella lettera a) del primo comma dell'articolo 8. Tutto qui.
PRESIDENTE.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Allora, sugli emendamenti numero 20 e 88 il parere è favorevole, ugualmente parere favorevole sugli emendamenti numero 21 e 89.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere conforme.
(Sono approvati)
Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti numero 23 soppressivo totale, i soppressivi parziali 24, 25, 26, 27, e l'aggiuntivo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:
Art. 9
Funzioni dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. Per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 8, l'AGRIS Sardegna svolge le seguenti funzioni:
a) promuove il trasferimento dei risultati ottenuti dalla propria attività alle imprese in collaborazione con i soggetti preposti a tali funzioni;
b) collabora con le università, gli istituti e i laboratori del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e con altri enti pubblici e privati di ricerca e assistenza tecnica nazionali ed internazionali, promuovendo a tal fine l'attività di formazione e alta formazione del proprio personale scientifico;
c) svolge, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza e sulla base di apposite convenzioni, attività di ricerca per conto delle imprese dei settori agricolo, agro-industriale e forestale;
d) svolge attività inerenti e a supporto della certificazione di qualità delle produzioni locali;
e) elabora con metodologie scientifiche i dati di filiera dei settori agricolo, agro-industriale e forestale e redige appositi rapporti;
f) svolge attività di formazione e alta formazione di studenti, laureati e ricercatori, anche in collaborazione con le Università, attraverso propri programmi di assegnazione di borse di studio e di ricerca;
g) l'Agenzia può, sulla base di convenzioni quadro approvate dalla Giunta regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con agenzie, enti regionali, enti locali e altre pubbliche amministrazioni;
h) svolge attività tecnico-scientifiche a supporto delle funzioni fitosanitarie regionali.
EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU - CAPELLI - CAPPAI - LADU - RASSU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
L'articolo 9 è soppresso. (23)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - LADU - VARGIU - CAPELLI - DIANA - RASSU - ARTIZZU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 9, dopo la parola "imprese" le parole "in collaborazione" sono soppresse. (24)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - CAPPAI - CAPELLI - LADU - RASSU - VARGIU - ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera d) del comma 1 dell'articolo 9, dopo le parole "svolge attività..." le parole "inerenti e" sono soppresse. (25)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - VARGIU - RASSU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
La lettera e) del comma 1 dell'articolo 9 è soppressa. (26)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPPAI - CAPELLI - RASSU - LADU - VARGIU - ARTIZZU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 9, le parole "promuove il" sono sostituite dalle parole "collabora al". (27)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - ARTIZZU - LADU - CAPPAI - CAPELLI - VARGIU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 9
Alla lettera g) del comma 1 dell'articolo 9, prima della parola "l'Agenzia" sono aggiunte le parole: "qualora tra il personale in organico non vi siano professionalità specifiche". (28).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Noi abbiamo dato una valutazione complessiva della legge che è centrata fondamentalmente sulla scelta, fatta dalla Giunta e dalla maggioranza, di centrare la riforma degli enti regionali sul modello delle agenzie. Certamente, l'articolo 9 descrive quelli che sono gli obiettivi che l'agenzia deve perseguire in questo settore importante dell'azione di supporto della politica agricola, dell'indirizzo politico in materia di agricoltura che il Consiglio e la Giunta regionale devono realizzare. Il Consiglio secondo le sue competenze, la Giunta regionale in maniera molto più decisa, pregnante e finalizzata a raggiungere obiettivi concreti nella gestione ordinaria e straordinaria delle risorse e delle azioni di politica agricola. Le funzioni che vengono indicate per questa agenzia, si capisce che siano, di fatto, la sintesi di quanto storicamente hanno svolto gli enti regionali che sono stati di volta in volta istituiti, settore per settore, comparto per comparto, nella materia dell'agricoltura, la sintesi è quella che in qualche modo è contenuta soprattutto nelle prime lettere dell'articolo 9, in cui si sintetizza la missione di questa agenzia, proprio nell'elaborazione, nell'approfondimento, nel sostegno di tutta l'azione di ricerca, in materia di agricoltura, che debba essere finalizzata a trasferire i risultati dell'azione di ricerca e di sperimentazione nei confronti e a favore del sistema delle imprese dell'agricoltura.
Noi non possiamo che rilevare un fatto, che la storia di questi anni ci ha fatto vedere un insieme diversificato di funzioni di ricerca, spesso con alcune sovrapposizioni, anche se in alcuni settori gli enti che sono stati soppressi, o che vengono poi fatti convogliare come finalità in questa agenzia, alcuni presi singolarmente hanno anche svolto delle funzioni importantissime, non si può negare che alcuni risultati della ricerca e della sperimentazione possono avere portato al sistema dell'agricoltura qualche beneficio. Certamente è necessario però che l'azione di ricerca e sperimentazione sia in qualche modo funzionalizzata ad una maggiore efficienza e ad una maggiore capacità di rendere le nostre imprese più capaci di essere competitive sul mercato, più capaci di raggiungere livelli produttivi che siano significativamente importanti. Ora la sottolineatura che si fa in questo articolo della collaborazione tra questa agenzia e le istituzioni, pubbliche o private, che operano nel campo della ricerca, è sicuramente importante. Io credo che, nell'esame di questa legge e nella valutazione che diamo anche su questo articolo, si debba correttamente sottolineare che l'importanza di tutti questi punti che vengono messi come funzioni dell'agenzia e che devono avere, da parte della Giunta regionale e dell'Assessorato, un'attenzione davvero rivolta al fatto che queste funzioni, queste iniziative vengano svolte con il concorso di tutti e che possano in qualche modo vedere la collaborazione, non solo degli istituti di ricerca, ma anche del sistema produttivo. Credo, cioè, che sia importante nel valutare, nell'approvare questa legge, ma in particolare questi articoli che disegnano il ruolo e la funzione di questa agenzia, sottolineare il fatto che è proprio necessario perseguire una reale interazione, una reale capacità di valorizzazione di tutte le risorse presenti sul territorio. Per il resto, vale il giudizio di fondo dato sul sistema, se queste stesse funzioni fossero state indicate come proprie di un dipartimento, in cui si fosse articolato un ente che avesse un'unica grande funzione, che è quella di trasferire al mondo e al sistema produttivo dell'agricoltura un insieme di dati, di risultati di azioni di ricerca, ma anche contemporaneamente di azioni di promozione sul sistema produttivo, legati cioè sia all'assistenza tecnica, sia a un'intelligente istruttoria amministrativa che fosse a monte e a valle di tutti i progetti finalizzati ad utilizzare e ad ottimizzare le risorse finanziarie che arrivano sia dallo Stato, sia, in particolare, dall'Unione Europea, in materia di agricoltura, noi credo che avremmo realizzato più compiutamente l'obiettivo di dare a questa legge una conformazione unitaria, ma nello stesso tempo capace di valorizzare l'autonomia dei soggetti incaricati di svolgere queste funzioni.
Crediamo, quindi ancora, di dover sottolineare che questa è un'occasione persa e che il perseguire invece la linea, da un lato della scelta dello strumento dell'agenzia, dall'altro della proliferazione di agenzie, non concorra invece a una gestione unificante di tutte le azioni di promozione del sistema agricolo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io ho sostenuto e sostengo che le agenzie, così come formulate nel modello che si vuole adottare, per i compiti per i quali le si vogliono far nascere, non siano all'altezza né adeguate, ma non lo dico per partito preso, credete, perché se andiamo a rivedere l'articolo 1, sulle finalità della legge, e l'articolo 3, che riguarda gli obiettivi che la politica agricola in Sardegna si prefigge di raggiungere, io credo che le agenzie, come strumento, siano degli strumenti, come ho già detto, limitati, molto limitati, poiché si riducono ad essere veri e propri organi di consulenza - questa è la verità! - seppur diretti da un direttore generale che è un amministrativo, quindi è la struttura portante dell'Agenzia, cioè è la figura che coordina il personale, che dà le direttive, che dirige nel vero senso della parola la struttura operativa, che non è altro che la stessa struttura operativa riveniente dai vari enti che si sono mano a mano sciolti, quindi ERSAT, ERA (che non era ancora praticamente neanche nata), Consorzi della frutticoltura e via via gli altri enti.
La preoccupazione che si ha è questa, che benché possono essere presentate o le si voglia presentare, probabilmente, io lo dico, con convinzione, cioè presentate con convinzione, come strumenti idonei e che apparentemente tra l'uno e l'altro collaborino, si intendano e lavorino assieme, nella sostanza questo non si vede. Ma c'è un dato in più, nella realtà propria economica, nella realtà giornaliera che va dal contatto diretto con l'allevatore per uno dei mille problemi che giornalmente istruiscono gli ispettorati agrari, gli uffici periferici e quant'altro, cioè si nota questo scollamento, è probabile che manchi un qualcosa e il qualcosa che manca è il contenuto, quel contenuto che non gli si vuol dare, a mio parere a torto, affinché le stesse possono essere gestite univocamente.
E comunque sia, si è tentato in qualche maniera di migliorarne se non altro la forma, noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, tra cui l'emendamento numero 28, io credo che - ho ascoltato in Commissione ciò che hanno detto l'assessore Foddis è l'assessore Dadea - alla lettera g) dell'articolo 9 io credo che bisogna ritornare, poiché, così come è formulata, la lettera g) può essere intesa che è l'Agenzia che " instaura rapporti di collaborazione e consulenza", cioè se l'Agenzia è il soggetto primario è necessario precisarlo, perché qui non si capisce bene, perché se io instauro un rapporto di consulenza vuol dire che posso anche chiedere una consulenza esterna. Allora, se è questo quello che si intende dire, va bene, cioè che io posso dare consulenze e ordinare consulenze, e ricevere consulenze, allora va bene. Ma se si vuol dire, così come è stato detto in Commissione, che l'agenzia dà all'esterno delle consulenze, io credo che sia necessario specificarlo. Ripeto, io posso essere anche del parere, sono del parere, che uno strumento di programmazione come questo può anche chiedere delle consulenze perché se ha necessità di contattare, non so, cosa volete che vi dica, uno scienziato che in Australia è riuscito a raggiungere determinati obiettivi in agricoltura e questo può essere utilizzato anche in Sardegna, io credo che l'Agenzia questo debba farlo, però allora non si dica... ecco, perché in Commissione è stato detto che poteva... allora, se le consulenze possono essere richieste e date, allora va bene la formulazione, se la consulenza invece può essere solo data e non ricevuta, è necessario specificarlo. Perché dico questo? Perché molte volte su una formulazione fatta in fretta ci si deve per forza ritornare, l'esempio è dato dall'ERA che, appena nata, è stata abolita. Ecco qual è la perplessità, che le cose che nascono in fretta molte volte bisogna rifarle e bisogna ricorreggerle.
Quindi si vuole dare un apporto positivo e non negativo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Volevo invitare il collega Rassu a formulare un emendamento orale così come abbiamo visto in Commissione stamattina.
(Interruzione)
Premesso che lo scopo della norma è esattamente quello che lei ha descritto, cioè che l'agenzia fornisca servizi, consulenze, non che si doti di consulenze esterne, formulare un emendamento orale in maniera tale che il suo emendamento non venga bocciato. Per noi è chiaro ma se lei ritiene, formuli un emendamento orale che sia accettabile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Sull'articolo 9. Risente molto dell'articolo 8, ovviamente. Già nell'articolo 8, alla lettera a), anche questa era una delle cose che abbiamo sollevato: mi chiedo come l'AGRIS possa realizzare uno sviluppo rurale sostenibile, rimarrà un mistero nei secoli futuri, perché io credo che l'AGRIS non potrà realizzare proprio un bel niente, dovrà fornire strumenti, tecnologia, ricerca, esperienze, ma che l'AGRIS realizzi uno sviluppo sostenibile in Sardegna credo che sia veramente..., lo può promuovere, lo può avviare, lo può sostenere, lo può incentivare, ma non lo può realizzare, se c'è una cosa che l'AGRIS non potrà fare è realizzare lo sviluppo rurale sostenibile. Io avrei preferito parlare solo di sviluppo sostenibile, non avrei messo neanche la parola "rurale".
Ma, per tornare all'articolo 9, anche ascoltando l'inciso del collega Uggias, beh, guardate, noi stiamo lavorando su una legge che dovrebbe radicalmente modificare l'agricoltura in Sardegna, stiamo creando le condizioni per..., perché questo percorso avete voluto intraprendere, vogliamo mettere a disposizione del comparto agricolo sardo tutta una serie di strumenti che... Uno degli strumenti che in questa legge compare è l'AGRIS con le sue funzioni, sono dalla lettera a) alla lettera h). Forse ci sono due lettere sulle quali si individua la funzione dell'AGRIS in direzione diretta verso l'agricoltura: "promuove il trasferimento dei risultati ottenuti dalla propria attività alle imprese in collaborazione con i soggetti preposti a tali funzioni"; va beh, questo va in quella direzione: sperimentiamo, facciamo ricerca, otteniamo dei risultati, li trasferiamo alle aziende. Poi inizia a "collaborare con le università" e già questa è un'attività che, voglio dire, la deve fare, collabora con il CNR, collabora con tutta una serie di soggetti pubblici e privati, poi "svolge, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza...." e quindi si impone come soggetto commerciale. Assessore, mi chiedo cosa faranno tutti gli Ordini degli agronomi, degli esperti in materia agricola, quelli che forniscono consulenza, perché qui si dice che "svolge, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza e sulla base di apposite convenzioni, attività di ricerca per conto delle imprese dei settori agricolo, agro-industriale e forestale". Non ho capito perché devono fare convenzioni. Istituzionalmente l'AGRIS deve essere preposta a fornire questo supporto; perché si sente la necessità di parlare di "leale concorrenza e sulla base di apposite convenzioni"? Cioè, qui mi viene da pensare, che io, titolare di un'azienda agricola, per esempio nel comparto di Arborea, per cercarne uno che c'è più vicino, dove la sperimentazione e la tecnologia è certamente più avanzata, beh, se la TRE A di Arborea, piuttosto che la cooperativa servizi di Arborea, volesse utilizzare la grande professionalità dell'AGRIS, dovrebbe stipulare una convenzione, perché? "Nel principio della libera concorrenza", cioè a dire, che l'AGRIS si pone sul mercato come soggetto antagonista di tutta un'altra serie di soggetti, che svolgono funzioni, attualmente le svolgono, perchè non è che tutto quello che è nato ad Arborea è nato dall'ERSAT, o è nato da soggetti, è nato anche da iniziative private, è nato da consulenti, da ricercatori, che forse non sono neanche sardi. Beh noi stiamo ponendo l'AGRIS in una condizione di essere un soggetto, comunque, che partecipa, così come qualsiasi altro consulente. "Svolge attività inerenti e a supporto della certificazione di qualità delle produzioni locali", benissimo, perché svolge attività? Chi la deve fare la certificazione? Io credo che l'AGRIS debba fare la certificazione, non è che deve arrivare lì, svolge. "Elabora con metodologie scientifiche i dati di filiera dei settori agricolo, agro-industriale e forestale, e redige appositi rapporti". "Svolge attività di formazione" - anche qui - "alta formazione di studenti", si dice "anche in collaborazione con le università", io vorrei capire ma l'alta formazione e la formazione, se stiamo predisponendo un'agenzia di questo genere, se non la si fa con l'università con chi la si vuol fare? Certo forse sarebbe stato meglio specificare con quali università, perché qui non è scritto, e quando abbiamo investito 50 milioni di euro per la formazione, l'alta formazione dei tremila laureati sardi, abbiamo già deciso che quella alta formazione non si fa in Sardegna, è già deciso, in legge, che non si fa in Sardegna, come se le università sarde avessero la peste, non fossero in grado di fornire alta formazione, non dico in tutti i settori ma in alcuni settori, e anche qui non è chiaro. "L'Agenzia può, sulla base di convenzioni quadro approvate dalla Giunta regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con agenzie, enti regionali, enti locali e altre pubbliche amministrazioni", gratis? A pagamento? Come si svolge questo rapporto?
MARROCU (D.S.). Come è sempre avvenuto. Cosa c'è di strano?
DIANA (A.N.). Così, non c'è niente di strano, ma infatti non c'è niente di strano, basta dire che l'AGRIS si pone come un soggetto commerciale sul mercato, questo c'è scritto, onorevole Marrocu, l'AGRIS diventa un qualsiasi soggetto, è a totale capitale pubblico, è un'agenzia della Regione Sardegna, però svolge anche funzioni, forse come l'istituto di Teramo, probabilmente, ci si rivolge anche la Sardegna, ma è un livello istituzionale un po' più ampio mi pare. Voglio dire, io non sono contrario a tutte le cose che sono menzionate qua, ci mancherebbe altro sono cose di una ovvietà scontata, unica, "svolge poi attività tecnico-scientifiche a supporto delle funzioni fito sanitarie regionali", cioè dell'attività che rimane in capo all'Assessorato dell'ambiente? Perché se tutto quello che questa AGRIS deve fare, tutelare e valorizzare la biodiversità vegetale ed animale, nell'articolo 10 poi noi andremo a vedere chi è, o nell'articolo 11 meglio, il comitato scientifico, e ritroviamo, lo ripeto per l'ennesima volta, che l'Assessorato dell'ambiente non è assolutamente coinvolto; dimentichiamo, forse, che la materia forestale in Sardegna al contrario di quello che succede a livello nazionale, e in altre Regioni, la materia forestale non è in capo all'Assessorato dell'agricoltura ma è in capo all'Assessorato dell'ambiente? Forse sarebbe stato meglio prevedere anche, legittimo, che ci sia una modifica, che tutta la materia forestale, quella produttiva intendo, vada in capo all'Assessorato dell'agricoltura. A livello nazionale, il Ministero delle politiche agricole svolge anche le funzioni relative alla forestazione. In Sardegna è diverso, è tutto diverso, completamente, perché l'Assessorato dell'ambiente ha un'impostazione decisamente proiettata verso la forestazione, verso le biodiversità, verso la tutela ambientale; nel comitato scientifico mi viene difficile pensare che non possa essere presente l'Assessore dell'ambiente, o il direttore generale dell'Assessorato dell'ambiente, o il responsabile del servizio preposto per questi scopi. Insomma, per dire che, con maggiore attenzione, con maggiore oculatezza, forse si sarebbe potuto trovare il modo, certamente non quello di creare un'agenzia, ma quello di creare dei dipartimenti all'interno di un ente unico, l'abbiamo detto tante volte, ma certamente la funzione che si vuole definire all'agenzia AGRIS, ho il vago sospetto, che darà poco supporto agli agricoltori sardi e alle aziende sarde.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Premesso che, come ho ripetuto anche prima, noi non siamo d'accordo così come è stata impostata la organizzazione del personale degli enti in agricoltura. Però io voglio così tentare di fare un ragionamento per convincere la Giunta e l'Aula, insomma, che le cose che stiamo dicendo hanno un fondamento effettivamente per dire che, da parte nostra, c'è la preoccupazione che noi stiamo andando verso il fallimento di una riforma. Quando dico questo, io non parlo soprattutto delle cose che sono contenute dentro questa legge di riforma e, nel caso specifico, all'articolo 9 della legge, dove parla di funzioni della agenzia AGRIS della Sardegna. Perché, in linea di massima, sulla base dell'impostazione che voi avete dato alla legge, sono cose anche ovvie quelle che sono contenute nell'articolo 9, però io mi pongo un altro problema partendo dalle difficoltà che ci sono state in passato per far funzionare bene, diciamo, gli enti, ma soprattutto il rapporto che c'era fra l'Assessorato dell'agricoltura e gli enti. Perché credo che non sfugga a nessuno il fatto, insomma, che c'è stato un problema di coordinamento vero fra l'Assessorato e gli ispettorati agrari, e poi gli enti in agricoltura, soprattutto l'ERSAT, che è il corpo più grande, quello che ha le maggiori professionalità e che è quello più presente nel territorio, in tutto il territorio della Sardegna.
Allora abbiamo constatato effettivamente, insomma, che questo collegamento, diciamo, non c'è mai stato, insomma, e questo ha creato dei problemi, probabilmente, anche dal punto di vista del coordinamento regionale, forse qualcosa è mancata, abbiamo visto, per dire, che le istruttorie delle pratiche agricole prima passavano all'ERSAT, poi l'istruttoria dell'ERSAT doveva passare al vaglio degli ispettorati, magari gli ispettorati, per tutta una serie di motivazioni, non condividevano la istruttoria fatta dall'ERSAT, che tornavano indietro, insomma, si perdeva tempo, si perdevano i finanziamenti, si sono allungati i tempi per la spendita delle risorse, quindi ci sono stati un sacco di problemi che hanno penalizzato fortissimamente l'agricoltura. Non è che la crisi dell'agricoltura dipenda solo da questo, però, questo è stato un contributo per il rallentamento della crescita dello sviluppo agricolo in Sardegna.
Allora, Assessore, io oggi mi chiedo: " Ma il ruolo degli ispettorati agrari quale sarà nel prossimo futuro?". Perché noi stiamo dando pezzi di competenze a queste agenzie regionali, all'AGRIS e alla LAORE, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza. Oggi, praticamente, il problema che ha caratterizzato un funzionamento inadeguato degli enti agricoli, cioè, qui, non vediamo che c'è un collegamento vero fra l'Assessorato e gli enti, fra gli ispettorati agrari. Che fine faranno gli ispettorati agrari? Continueranno ad avere una supervisione nei confronti di questi enti, come è stato fino adesso? Il personale dell'ispettorato, cosa farà? Cioè, ci sono delle carenze. Io sto tentando di fare uno sforzo per capire, per vedere tutto quello che non è contenuto all'interno della proposta, in particolare dell'articolo 9. Perché, praticamente, noi rischiamo, una volta che abbiamo approvato questa legge di riforma, di non riuscire ad avere quella interconnessione che ci sarebbe e che ci doveva essere fra gli enti o le agenzie e l'ispettorato, e quindi l'Assessorato stesso.
Quindi, io vedo, ancora lo dico, questa è un'idea che ho, ma più che un'idea è una convinzione che ho, secondo me, questi enti, queste agenzie che noi stiamo approvando non riusciranno ad avvicinare l'utente, cioè l'agricoltore, il pastore, il mondo agricolo alle istituzioni. E lo dimostra il fatto che c'è oggi un grande disinteresse da parte della gente. A me preoccupa molto, perché io ho tentato di sondare nei giorni scorsi il mondo agricolo e pastorale per vedere qual è il parere su questa riforma che noi stiamo approvando. Ma c'è un disinteresse che fa paura. Eppure stiamo approvando una legge di riforma che dovrebbe cambiare l'agricoltura, che dovrebbe avere un ruolo importante per il prossimo futuro del mondo agricolo e pastorale in Sardegna.
Quindi, se è vero com'è vero che, praticamente, non c'è oggi un interesse da parte di nessuno, è come se questa cosa non li riguardasse, evidentemente, questa cosa che noi stiamo facendo, la gente ancora la sente come una cosa lontana, che non è vicina ai problemi della gente. E io, devo dire che la preoccupazione, la difficoltà che ha il mondo agricolo a capire questa legge che noi stiamo approvando, ce l'ho anch'io, perché io ho ancora l'idea che, probabilmente, quello che noi stiamo approvando è una cosa che non incide ancora realmente sullo sviluppo agricolo. Cioè, quel distacco che c'è stato fino adesso fra il mondo agricolo e le istituzioni, probabilmente, qui non solo diminuirà, ma c'è il rischio che aumenti ancora. Quindi, io credo che noi dobbiamo fare uno sforzo per far funzionare tutto il sistema, perché probabilmente noi stiamo tentando di far portare e mandare avanti una parte del sistema, ma stiamo eventualmente trascurando altre parti che sono importanti della riforma.
Allora, io vorrei capire, vorrei sapere dalla Giunta come intende uniformare l'universo-mondo degli enti agricoli, come si pensa che si possano superare i problemi veri del mondo agricolo, che sono quelli della ricerca, dei problemi che ha appunto il mondo agricolo, cioè, come si può migliorare dal punto di vista tecnico sulla base di una ricerca che sia a contatto con chi produce, e che quindi il mondo della produzione si possa avvalere di questi strumenti che sono importanti per migliorare i livelli qualitativi, i livelli produttivi delle stesse aziende. Io lo vedo questo distacco, io ho la preoccupazione che quello che noi stiamo approvando non vada in questa direzione, che praticamente ci sia ancora il problema che l'azienda agricola non avrà la possibilità di avere grandi vantaggi dalla riforma dell'ente che noi stiamo approvando. Quindi non è detto come si deve rapportare la nuova struttura organizzativa, l'Agenzia, nei confronti del mondo delle produzioni. Questo è un aspetto che non è chiaro neanche all'interno della riforma e tutto mi sembra che sia un po' vago, come lo è un po' tutta la riforma, ma in modo particolare lo è quello che noi stiamo facendo, che stiamo discutendo con questo articolo.
Quindi, io credo e mi auguro che questo Consiglio abbia, se ci dovesse essere la buona volontà di ascoltare e di confrontarsi fra di noi, probabilmente, c'è ancora la possibilità di fare, di introdurre qualche miglioramento alla legge stessa. Perché, se così non fosse, noi rischiamo di approvare, se lo approveremo, un provvedimento che avrà scarsa incidenza nel mondo agricolo e pastorale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sull'articolo, Presidente.
PRESIDENTE. Doveva iscriversi prima, onorevole Artizzu. Se si deve iscrivere sulla discussione dell'articolo, si deve iscrivere col primo intervento.
ARTIZZU (A.N.). Parlo sugli emendamenti. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Presidente, volevo proprio rapidamente dare due risposte a questioni che sono state poste una dall'onorevole Ladu e l'altra dall'onorevole Diana.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, se dà i pareri è meglio.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Sì, ma proprio telegraficamente. Poi darò anche i pareri. L'onorevole Ladu poneva un problema importante, cioè poneva il problema che chi svolgerà le funzioni che oggi vengono svolte, lui li chiamava gli ispettorati agrari, si chiamano servizi dipartimentali dell'agricoltura. Ecco, queste funzioni gestionali, assieme alle funzioni gestionali che svolge l'ERSAT, che svolgono anche in parte settori dell'Assessorato, verranno svolte tutte dall'ARGEA, che è l'Agenzia che si occuperà di gestione e dei pagamenti. L'altro problema che poneva l'onorevole Diana, cioè dell'opportunità di trasferire le competenze in materia forestale in capo all'Assessorato dell'agricoltura, come del resto avviene in campo nazionale per il Ministero dell'agricoltura, questa ipotesi che noi condividiamo implicherebbe una modifica della legge 1, che non possiamo certo fare in questa sede.
Per quanto riguarda il parere sugli emendamenti, sull'emendamento numero 23 il parere è negativo, sull'emendamento numero 24 è negativo, sull'emendamento numero 25 è positivo, sull'emendamento numero 26 è negativo, sull'emendamento numero 27 negativo, sull'emendamento numero 28 è negativo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Metto in votazione l'emendamento numero 23.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. In effetti, dopo aver ascoltato gli interventi molto più qualificati del mio, che mi hanno preceduto, non resta davvero che sostenere la necessità di un'abrogazione di un articolo che contiene degli elementi che destano forte preoccupazione e grandi perplessità sul ruolo, sull'esistenza stessa di quest'Agenzia, sul compito che questa Agenzia dovrebbe svolgere e sulle premesse poco rassicuranti sulle quali questa Agenzia si basa. In effetti, come alcuni colleghi prima di me hanno avuto modo di evidenziare, è proprio il metodo che la Giunta regionale ha seguito, che sono convinto, suo malgrado, l'Assessore sia stato indotto, non voglio utilizzare la parola "costretto", a seguire saltando completamente una parte che è indispensabile nella funzione legislativa, ma anche nella funzione di quello che è il potere esecutivo, cioè quello della predisposizione di provvedimenti che poi diventeranno leggi. E mi sto riferendo, Assessore, alla parte della concertazione. La parte della concertazione che, colleghe e colleghi, è evidentemente venuta a mancare riguardo a questa legge di riordino che, in realtà non è un riordino, è un totale stravolgimento verso un obiettivo discutibile del settore agricolo sardo e vede, Assessore, che sia venuta a mancare la concertazione in tutta la fase di elaborazione di questa legge, non lo dice un modesto consigliere di opposizione come me, non lo dicono gli autorevoli consiglieri di opposizione che in questi giorni hanno preso la parola, non lo dicono le organizzazioni di destra o di centrodestra, ma il fatto che sia venuta totalmente a mancare, in modo gravissimo, la concertazione con le parti sociali, con le rappresentanze sindacali, con le rappresentanze di categoria, con gli agricoltori insomma, lo dice un sindacato che certamente non è di destra: la CISL. La CISL ha ufficialmente e pubblicamente denunciato che la Giunta regionale, nella elaborazione di questa riforma degli enti agricoli, non ha voluto ascoltare la voce del sindacato, la CISL lo ha dichiarato in diverse occasioni pubblicamente…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 23 che è un emendamento soppressivo dell'intero articolo 9, il cui articolo 9 dà definizione dell'esistenza di questa nuova, chiamiamola "nuova ERA". Noi, prima della soppressione avvenuta con l'approvazione dell'articolo 7 della precedente ERA Sardegna, siamo passati ora con l'articolo 9, a far debuttare, se verrà approvato questo articolo 9, questa nuova ERA. E' evidente che, da un punto di vista geologico, le ere si misuravano in milioni di anni, è evidente che, da un punto di vista storico, le differenze di era si misuravano in migliaia di anni, qui siamo di fronte a due nuove ere che davvero si confrontano nel giro di pochi minuti, ed è spaventoso, quindi, questo ritmo di accelerazione che la Sardegna oggi sta subendo attraverso questa riforma. Vorrei dire che, dentro l'articolo 9, c'è anche la definizione, affidata sempre a questa "AGRIS", a questa nuova agenzia, della cosiddetta "formazione" e "dell'alta formazione" distinguendo appunto i due tasselli di formazione. Forse ci siamo dimenticati che, nella Regione Sardegna, esistono degli enti di formazione professionale proprio per l'agricoltura, e in particolare la Regione Sardegna è compartecipe della CIFDA ,che è un ente consorziato con la Regione Sicilia; forse bene avremmo fatto, proprio perché l'Assessore dell'agricoltura è componente di quel consorzio, a sopprimere anche questo ente di formazione costituito con la Regione Sicilia, per dar senso alla lettera f) dall'articolo 9 che invece affida la nuova formazione e l'alta formazione a questa nuova agenzia regionale che è una parte, un terzo, di quella vecchia intuizione che voleva essere un unico ente e che invece, unico ente, poi alla fine non è stato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la votazione elettronica.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica, prego i colleghi di prendere posto, si vota l'emendamento soppressivo totale numero 23 per il quale il relatore e la Giunta hanno espresso il parere contrario.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: CAPPAI - RASSU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 2
Contrari 38
CAPPAI (U.D.C.). Non c'è il numero legale…. Quanto dobbiamo aspettare per dichiarare la votazione?
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, lei dovrebbe sapere bene cosa stiamo aspettando, stiamo controllando la votazione.
Abbiamo completato, non è presente il numero legale, i lavori si aggiornano alle 22 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 44, viene ripresa alle ore 22 e 15.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, solo per chiedere la votazione con scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di predisposti alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.
(Segue la votazione)
(A causa del malfunzionamento del sistema elettronico, manca il tabulato con i nomi dei consiglieri ed il relativo voto.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 48
Astenuto 1
Maggioranza 21
Favorevoli 8
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). L'emendamento numero 25, quindi, è accolto?
PRESIDENTE. Sì.
DIANA (A.N.). Grazie.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 29, gli emendamenti aggiuntivi numero 30 e 31. (Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10
Organi dell'Agenzia AGRIS Sardegna
1. Sono organi dell'Agenzia AGRIS Sardegna:
a) il direttore generale;
b) il comitato scientifico;
c) il collegio dei revisori dei conti.
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPPAI - ARTIZZU - VARGIU - LADU - CAPELLI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 10
L'articolo 10 è sostituito dal seguente:
"Art. 10
Organi
1. Sono organi dell'Ente:
a) il presidente;
b) il consiglio di amministrazione;
c) il collegio dei revisori dei conti.". (29)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - LADU - DIANA - CAPELLI - ARTIZZU - VARGIU - RASSU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 10
All'articolo 10 è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. Gli uffici dell'Agenzia sono:
a) la direzione generale;
b) i dipartimenti e/o servizi e le loro articolazioni organizzative.". (30)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - VARGIU - CAPPAI - LADU - RASSU - CAPELLI - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 10 è inserito il seguente:
"Art. 10 bis
Presidente
1. Il presidente, nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, è il rappresentante legale dell'Ente e dura in carica cinque anni.
2. Il presidente convoca e presiede il consiglio di amministrazione e vigila sull'esecuzione delle relative deliberazioni.
3. Il presidente, in casi straordinari, può assumere deliberazioni d'urgenza, che devono essere sottoposte a ratifica nella prima seduta successiva del consiglio di amministrazione, altrimenti si intendono revocate e restano prive di effetti". (31).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 29 e 31 sono decaduti.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente e colleghi del Consiglio, sull'articolo 10 è possibile svolgere la riflessione che abbiamo posto alla base di diversi emendamenti presentati dal centrodestra e che sono stati, durante la fase di verifica in Commissione, considerati tutti nello stesso modo perché proponevano di modificare il tipo di intervento da quello attraverso le agenzie a quello con gli enti. Io comprendo qual è stata la riflessione che ha portato il Governo regionale a privilegiare le agenzie rispetto agli enti, però rispetto a questa riflessione, rispetto a questa considerazione, che ha senz'altro consentito una scelta tra due diversi strumenti e quindi ha, comunque, scelto lo strumento che fosse più fisiologico e più funzionale rispetto a quelli che erano gli obiettivi che la Giunta regionale e il Governo regionale si ponevano, però, ecco, su questa valutazione noi abbiamo posto l'accento, con i nostri emendamenti, su alcune contraddizioni intrinseche che ci sono in questa scelta, perché è vero che la scelta dell'agenzia comporta l'utilizzo di uno strumento che è più direttamente maneggevole, nel senso che è più rapportato direttamente con la Giunta. Nel caso in esame le agenzie sono dotate soltanto di un direttore generale, sono poi organizzate per dipartimenti al loro interno, i direttori generali sono tre, i direttori generali si raccordano direttamente con la Giunta. Pertanto le agenzie diventano degli strumenti operativi diretti alle dipendenze della Giunta, quindi il rapporto tra la Giunta e le agenzie non è mediato in nessun modo. Se noi avessimo scelto la strada degli enti, gli enti portavano l'appesantimento dei consigli di amministrazione. Però l'appesantimento dei consigli di amministrazione ha in sé un'unica cosa positiva, cioè quella che consente un'autonomia organizzativa della struttura, perché mentre una struttura che è gestita esclusivamente da un direttore generale ha - è vero - la capacità di agire e, quindi, la capacità di essere strumento assai più elastico delle volontà politiche della Giunta, però, d'altro lato, non ha il vantaggio di avere una propria politica autonoma che è garantita dalla presenza del consiglio di amministrazione. Quindi la scelta è chiara. La scelta è perché le tre agenzie non abbiano una loro autonomia decisionale e non abbiano in nessun modo la possibilità di programmare una loro attività rispetto agli input che arrivano direttamente dalla Giunta regionale. E' una scelta di tipo politico, quindi è una scelta che voi vi assumete la responsabilità di garantire nella propria funzionalità, ma è una scelta che, comunque, è assolutamente di competenza della maggioranza che se la vuole realizzare. Però, se questa è la scelta, allora vale ancora di più l'obiezione che molti di noi vi hanno posto durante questo dibattito e cioè: se l'idea è quella di avere degli strumenti che siano funzionali alle politiche della Giunta (politiche che, abbiamo visto durante il dibattito, noi non conosciamo, ma comunque sia ci vogliono strumenti funzionali), quindi se l'idea è questa, perché tre diverse agenzie? Perché, alla fine, se voi leggete le abbiamo appena lette con l'articolo 9 e le leggeremo negli articoli successivi per quanto riguarda la LAORE, le due Agenzie AGRIS e LAORE hanno competenze che sono abbastanza intrecciate tra di loro, tant'è che quando voi parlate dei comitati scientifici (lo vedremo negli articoli successivi, magari anticipandolo evito di ritornarci), voi prevedete che all'interno del comitato tecnico scientifico di LAORE ci sia un esponente di AGRIS e prevedete che all'interno di AGRIS ci sia un esponente, un rappresentante di LAORE. Questo a dimostrare che, in realtà, almeno AGRIS e LAORE, forse lo stesso non vale per l'ARGEA che però ha compiti talmente specifici che difficilmente questi compiti potevano non essere ricompresi all'interno di una struttura unica costituendo il dipartimento di questa struttura, ma per quanto riguarda LAORE e AGRIS sicuramente queste considerazioni valgono e sicuramente non si comprende, nel momento in cui si va verso una dipendenza funzionale più forte tra la Giunta e le agenzie, perché le agenzie debbano essere tre e non una soltanto.
Un'altra cosa che non si comprende è perché, quando voi avete parlato di agenzie in altre situazioni, in altre circostanze, avete avuto sempre un'attenzione notevole al programma che l'agenzia stessa si dava, nel senso che è evidente che qualcuno che debba controllare l'attività dell'agenzia, anzi delle tre agenzie che saranno operative con questa legge, debba esserci. L'unico controllore è in questo momento la Giunta o il comitato scientifico, nel caso di AGRIS, tecnico, nel caso di LAORE. Però se poi voi andate a verificare qual è la composizione dei vari comitati, il comitato scientifico di AGRIS di scientifico ha tutto sommato abbastanza poco, e il comitato tecnico di LAORE di tecnico ha abbastanza poco, nel senso che non sono dei comitati che si possono configurare come sostitutivi del ruolo del consiglio di amministrazione. Ovviamente il ruolo del consiglio di amministrazione avrebbe garantito un'autonomia decisionale e quindi una linea dell'agenzia che è una linea strumentale, è vero, a quelle che sono le iniziative dell'Assessorato, ma è una linea in cui, nell'ambito dei compiti dell'Assessorato, l'ente, l'agenzia (l'ente, in quel caso) avrebbe avuto una propria autonomia. E' evidente che invece, in questo caso, l'autonomia non esiste, nel senso che l'autonomia è negata, però sarebbe stato importante, allora, prevedere che, al posto del Consiglio di amministrazione che non esiste, ci fosse perlomeno un atto di programmazione annuale, e magari anche poliennale, dell'attività dell'agenzia che in qualche maniera passasse sotto il vaglio del comitato scientifico e dovesse essere approvato dalla Giunta e magari nel momento in cui veniva approvato dalla Giunta fosse portato anche all'attenzione del Consiglio. Nel senso che, è vero che le agenzie, voi dite, devono avere un'azione strettamente strumentale rispetto all'iniziativa politica e programmatica della Giunta regionale, ma vero anche è che, se prevedete degli organismi di controllo come i comitati tecnici o come i comitati scientifici, diventa ragionevole pensare che questi comitati qualcosa controllino, qualcosa verifichino, di qualcosa entrino nel merito, e di che cosa possono entrare nel merito se le agenzie non fanno un programma annuale in cui annunciano qual è l'attività prevista in quell'anno, quali sono gli obiettivi che l'agenzia si pone in quell'anno, quali sono le metodologie, quali sono le energie che l'agenzia stessa ha in mente di mettere in campo nel corso dell'annualità a cui si riferisce il programma? Quindi, insomma, il ragionamento, credo di non essere pregiudizialmente contrario al fatto che ci sia una dipendenza diretta tra le agenzie e l'Assessorato, sarei però soddisfatto se ci fossero degli elementi di controllo delle attività delle agenzie che fossero oggettivi e che potessero essere anche elementi all'attenzione della politica. Perché, quando noi, eventualmente, avessimo proposto, vi è stato fatto osservare anche nelle leggi precedenti che non l'abbiamo fatto, quando si è parlato di collegio dei revisori dei conti, quando si è parlato di organi di controllo, che ci fossero delle nomine consiliari, beh, il fatto di fare delle nomine consiliari è sostituito dalla pubblicità totale degli atti che si riferiscono all'agenzia o che si riferiscono all'azienda nel caso della legge sugli IACP. Nel senso che il controllo politico sull'attività di programmazione e anche sull'attività di gestione deve avvenire attraverso degli strumenti che sono messi a disposizione dalla politica. Un tempo, quando il Consiglio entrava in compiti di gestione, erroneamente, questo avveniva attraverso nomine consiliari, ma in qualche misura deve avvenire, quindi, resta comunque un problema aperto che all'interno di questo articolo di legge non è risolto e non è risolto neanche negli articoli successivi della legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, voglio all'inizio di questo mio breve intervento approfittare della presenza in aula del Presidente della Regione, finalmente tra noi, Presidente della Regione, le cui Epifanie al Consiglio regionale si stanno facendo sempre più rare... Presidente… grazie... Dicevo che la ringraziavo per la sua presenza qui tra noi, anche perché è un privilegio che ci capita ormai sempre più raramente e sempre per lassi di tempo più brevi. Tant'è vero che ho parlato di Epifania, nel senso greco del termine, cioè della sua manifestazione dal carattere quasi sovrannaturale o praeter naturalem, al punto tale che, davvero, quando lei appare in quest'aula, Presidente, sembra di essere a Fatima e noi ci sentiamo tutti un po' Giacinto, Lucia e Francesco, pronti a ricevere la rivelazione.
Avevo avuto modo, nel mio precedente intervento, di sottolineare alcuni aspetti... c'è qualche problema?
FRAU (Progetto Sardegna). No, no, continui pure.
ARTIZZU (A.N.). Avevo avuto modo, nel mio precedente intervento, di sottolineare alcuni aspetti del dibattito, traendo spunto da interventi qualificati, ben più qualificati dei miei, che colleghi dell'opposizione avevano esposto, facendo rilevare, signor Presidente, tutte le incongruenze, tutte le inadeguatezze, tutte le carenze, tutte le manchevolezze che questo testo contiene e soprattutto, mi permetto io di aggiungere, tutte le carenze che lei ha voluto che questo testo avesse e dico ha voluto perché lei ha volutamente fatto mancare, nella fase di predisposizione di questa importante, corposa, storica riforma degli enti agricoli regionali, un momento davvero importante al quale credo che invece lei avrebbe fatto bene a riservare una maggiore attenzione.
Mi sto riferendo al momento del dialogo. della concertazione. del confronto. Dicevo che il fatto che questo confronto sia mancato totalmente e in modo, mi permetta, colpevole da parte sua e della Giunta, lo ha evidenziato non un modesto esponente dell'opposizione, non il mio partito, non soltanto il mio Gruppo, non soltanto i colleghi dell'opposizione intera, ma un sindacato che certo non può essere sospettato di particolari simpatie per la destra né di particolari antipatie per la sua persona o per il suo operato: la CISL. La CISL ha denunciato pubblicamente, in alcuni incontri, non so se ad alcuni di questi lei ha avuto modo di partecipare, ma ha scritto soprattutto che effettivamente il sindacato non è stato nemmeno ascoltato. Allora, le leggo testualmente una frase scritta dal segretario generale che dice innanzitutto appunto "non sono stati ascoltati i sindacati, non è stata ascoltata la CISL", non so se qualche altro sindacato abbia avuto più fortuna, e scrive il segretario regionale "è un fatto singolare, mai accaduto finora, che ancora una volta limita la partecipazione e il contributo delle organizzazioni sindacali confederali al processo di riforma in atto che interessa ben 1.800 lavoratori occupati nei diversi enti agricoli". Allora, Presidente, si è discusso in questi giorni, lei era assente sicuramente impegnato in faccende molto importanti, si è discusso sul fatto che questa riforma degli enti agricoli, in realtà, non è soltanto una riforma degli enti agricoli, non è soltanto uno smembramento di ciò che esisteva prima e l'istituzione di tre nuove agenzie, ma è un tassello importante di quella riforma complessiva della macchina regionale, a cui lei, col suo stile rispettabile, da noi assolutamente non condiviso, ha posto mano. E cioè, lei dimostra ancora una volta, con questa riforma degli enti agricoli, di considerare l'amministrazione regionale e la Regione che lei presiede sempre meno una questione di partecipazione generale, di partecipazione democratica e sempre più una questione da gestire esclusivamente con la propria testa e con le proprie mani. Tanto è vero che lei ha disegnato queste agenzie, Presidente, in un modo tale da averne completamente il controllo, lei ha fatto in modo, Presidente, in queste agenzie che, all'interno di esse, non potessero avere voce quelle rappresentanze intermedie, non potessero avere voce, o l'avessero il meno possibile, i rappresentanti del mondo agricolo, non potesse avere voce il Consiglio regionale, signor Presidente! Lei ha fatto di queste agenzie uno strumento esclusivamente nelle sue mani. Io capisco quanto questo possa essere rispondente alla sua concezione, peraltro abbastanza aderente alla riforma elettorale, in base alla quale lei è stato eletto, di un accentramento dei poteri che però dovrebbe indirizzare la macchina regionale verso uno snellimento della macchina burocratica, verso un alleggerimento della macchina burocratica per consentire procedure più veloci, meno poltrone, meno fabbriche di poltrone di sottogoverno e meno sprechi e che si ferma invece soltanto alla prima parte, l'accentramento dei poteri nel Presidente della Giunta regionale, perché abbiamo dimostrato, e lei avrebbe, secondo me, fatto bene ad ascoltare questo dibattito, abbiano dimostrato che non è vero che si pone mano agli sprechi, men che meno è vero che si pone mano alla fine della fabbrica di poltrone di sottogoverno, Presidente, che anzi vengono aumentate per poterle dar modo, sempre sotto il suo diretto controllo, di moltiplicare i posti di sottogoverno, di controllare ancora meglio sempre con persone scelte esclusivamente dalla sua sensibilità amministrativa. Allora, se questo è il modo di intendere il ruolo del Presidente della Regione che la riforma elettorale, per la prima volta applicata in Sardegna ha delineato, se questo è il modo di intendere l'alleggerimento della burocrazia in favore di procedure più snelle, in favore di una cessazione di sprechi, in favore di una struttura burocratica più leggera, beh, credo Presidente, che lei ancora una volta abbia perso una buona, ottima occasione per dimostrare che intende svolgere il suo ruolo di Presidente della Regione con una sensibilità democratica degna di essere considerata come tale.
Allora, a proposito di queste agenzie, e mi avvio a conclusione, Presidente, perché tanto penso che a lei non interessi molto quello che io sto dicendo, allora mi preme sottolineare come manchi il coordinamento, ed è stato già ripetuto più volte tra le stesse agenzie, non solo, ma manca anche il coordinamento tra le agenzie, istituite da questa riforma, e la struttura della Regione, manca il coordinamento tra le agenzie e gli Assessorati ed è appena disegnato una specie di raccordo e di coordinamento peraltro tutto da verificare tra le agenzie e il mondo accademico che dovrebbe sviluppare la ricerca. Vediamo in queste agenzie una mortificazione della centralità del territorio, vediamo in queste agenzie un totale disinteresse verso il principio di sussidiarietà, vediamo in queste agenzie e nella filosofia che le ispira, un totale disinteresse verso i progetti di sviluppo locale, per non parlare, ma lo farò anche nel mio prossimo intervento, della sorte che subisce il personale. La CISL denunciava la propria preoccupazione, la preoccupazione di un sindacato confederale per la sorte di circa 1800 lavoratori ai quali, a dire il vero, bisogna aggiungere anche almeno altri 350 lavoratori che lavorano attualmente e continueranno a farlo in convenzione, non ci sono garanzie per questi lavoratori, lei di questi lavoratori si è preoccupato molto poco perché non hanno la garanzia di essere dipendenti di un ente regionale e non hanno la garanzia di essere dipendenti della Regione, ma rimangono appesi a una contrattazione che non è certamente per loro favorevole.
Rimangono ancora una volta invischiati, vittime, stritolati da questo meccanismo che lei ha messo in moto considerando assolutamente non suscettibile di discussione, non suscettibile di discussione, che infatti non l'ha assolutamente interessata questa discussione tant'è vero che per la prima volta si presenta all'aula la sua riforma. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.
E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, non interverrò perché voglio lasciare liberi i colleghi del centrosinistra di continuare a fare i "cogodiani", interverrò su qualche emendamento così acceleriamo i tempi. Non fate i maleducati!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, benché anche se accompagnati da questi simpatici rumori che a me richiamano i fuochi d'artificio di "Santa Mariedda" che in questo momento stanno a Senorbì riempiendo (è a Senorbì, "Santa Mariedda"), credo che vada detta una cosa importante, con l'approvazione dell'articolo 30 della legge numero 7, appena, anzi poco più di un anno fa, l'intuizione della Giunta regionale fu quella di individuare l'ente come strumento sostitutivo degli enti regionali che andavano soppressi. Oggi, a distanza appunto di poco più di un anno, quella intuizione abbandona l'ERA Sardegna e definisce tre nuove agenzie, il mio collega Pierpaolo Vargiu si chiedeva: ma perché tre e non una? Ha posto una domanda che, a mio giudizio, è importante, che richiama quello che era un grande mistero. Quando eravamo piccolini, io ricordo che una delle cose che maggiormente mi intristiva proprio nell'affrontare l'esame per la prima comunione, era proprio questo mistero, riuscire a capire questa grande espressione di fede che però veniva rappresentata in maniera molto simbolica e che quasi devo ricordare, incuteva un po' di paura soprattutto nei bambini, era un triangolo con dentro un occhio, ricordo che questa cosa me la misero anche in camera tra l'altro. Questo triangolo con un occhio centrale aveva un significato preciso, i tre lati del triangolo in effetti si identificavano con questo grande occhio che rappresentava tutto e quindi un po' questo è il ragionamento che noi facciamo, ma non è che queste tre agenzie davvero siano rappresentate da un grande occhio che supervisiona tutto e che gestisce tutto e che i tre lati di questo triangolo davvero debbano rispondere a questo occhio, molto aperto tra l'altro, e quindi vivissimo, guizzante, senza occhiali, dieci decimi di diottrie, per capire evidentemente che questo controllo è ciò che noi tutti non vorremmo. Non è auspicabile che lo strumento di agenzia, che deve essere uno strumento snello, uno strumento agile ma anche funzionalmente indipendente e autonomo debba invece, in maniera inusitata, rispondere ad una logica unica.
Ecco, qui forse è la vera differenza fra ciò che noi diciamo e ciò che il Consiglio oggi non vuole capire, per quale motivo dobbiamo far sì che il direttore generale venga nominato da questo occhio benevolo che sovrintende i tre lati di queste agenzie? Non sarebbe più opportuno che ci fosse un sistema un meccanismo che davvero desse maggiore chiarezza e maggiori regole anche democratiche e che davvero questa auspicata autonomia funzionale potesse in maniera concreta risolversi attraverso delle agenzie che rispondano a quello che è il requisito essenziale? Il presidente Soru, l'ho detto anche ieri, aveva in maniera molto precisa definito la intuizione delle tre agenzie dicendo "in questo modo avviciniamo al mondo delle campagne l'assistenza", e quindi il mondo delle campagne che davvero ha bisogno di assistenza, ha bisogno di ricerca, ha bisogno di formazione, ha bisogno di tutte le cose che probabilmente le agenzie sono deputate a erogare, non può questo mondo delle campagne pensare che alla fine il disegno sia unico. Allora se davvero esiste il dialogo, se davvero esiste la possibilità di fare le leggi insieme, perché non concretamente accogliere che questo articolo venga soppresso e che venga sostituito in modo tale che queste tre agenzie abbiano il requisito che meritano di avere, che sono quelle di strumenti funzionalmente autonomi, indipendenti e vicini davvero al mondo delle campagne, lo definisce il presidente Soru, al mondo dell'agricoltura, diciamo noi in maniera più ampia che però risponde a un'esigenza sentita, avvertita.
(Interruzione)
Il direttore non lo nominerà il presidente Soru, lo nominerà, evidentemente, chi lo dovrà nominare, troveremo dei meccanismi che siano concertati, che siano diversi, potrebbe essere questo Consiglio a nominare anche i direttori generali, chissà chi potrebbe essere. Però, questo occhio che riempie questo triangolo e che, davvero, incuteva paura a me che ero piccolino, non vorrei che continuasse, oggi, a distanza di una vita, cinquant'anni diciamo circa, continui davvero ad incutere questo terrore che, in maniera forse non più rispondente a quella logica, oggi non avrebbe significato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Il parere sull'emendamento numero 30 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme al relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo 10.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. E' vero, siamo tutti stanchi, mi diceva l'onorevole Uras, collega e Questore, non è giusto che si lavori diciotto ore al giorno e, quindi, se non ce la facciamo, andiamo a domani mattina. Io sono convinto che ce la facciamo. Però, consentiteci almeno di esprimere qualche commento sulle cose. Come voi sapete, io ero il primo firmatario del primo emendamento all'articolo 1, quello che diceva che il centrodestra era per l'ente unico e non per le agenzie. Quindi tutti gli emendamenti conseguenti sono decaduti. Condividendo, però, la vostra impostazione dell'articolo 10, che definisce che organi dell'agenzia sono il direttore generale, poi, non condivido, il comitato scientifico e il collegio dei revisori dei conti. Mi sono permesso di presentare un emendamento per vedere se veniva o meno letto e, diciamo, esaminato dal Presidente della Commissione e dall'Assessore. Io penso che nessuno abbia letto questo emendamento, perché condivide la scelta del direttore generale, condivide la scelta dei dipartimenti, però esprimete parere negativo. Guardate cosa dice l'emendamento numero 30: s"i aggiunge l'articolo 10 bis: "Gli uffici dell'agenzia sono: a) la direzione generale; b) i dipartimenti e/o servizi e le loro articolazioni organizzative". Mi dovete dire perché siete contrari a questo emendamento, me lo dovete spiegare! Ditemi che cosa c'è scritto di diverso da quello che voi volete fare.
(Interruzione)
Ma dai! E' che non leggete e che, purtroppo, è una legge blindata dal presidente Soru, non deve passare niente che il presidente Soru non voglia! E, quindi, cioè, qui, vi sto dicendo che gli uffici della direzione generale sono quelli, ci mancherebbe altro che il Direttore generale non avesse un ufficio, ci mancherebbe altro che il dipartimento non avesse un ufficio! Beh, non avete letto neanche l'emendamento, siccome era a firma della minoranza, lo avete bocciato. Questo è per sfottervi, eh!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Semplicemente, per dire anche questo, cioè 18, 20, 22 poi le leggi escono esattamente come possono. Perché chi svolge con consapevolezza anche questo tipo di attività, no? Nell'interesse della Sardegna e dei sardi, deve essere lucido, perché scrive leggi che condizionano la vita delle persone. E non si scrivono nottetempo, perché nottetempo si fanno schifezze e, poi, si condiziona, con schifo, la vita delle persone. E' così che anche l'onorevole Cappai, che è uno stimatissimo Questore, collega, amico personale, nei confronti del quale io ho la massima considerazione, confonde gli uffici con gli organi. (Di organi si potrebbe parlare molto a quest'ora!) Confonde gli uffici con gli organi, cioè con i soggetti che devono amministrare, organizzare il funzionamento degli enti e con le strutture che, invece, devono svolgere le funzioni sulla base delle direttive, degli indirizzi, delle disposizioni, delle prescrizioni e di quant'altro ci viene in mente, no?, che sono disposte dagli organi. E saranno organi anche fatti da un solo occhio, onorevole Pisano, da triangoli, compassi, grembiulini e quant'altro. Però, esistono da quando esistono le strutture, gli enti, le agenzie nell'ordinamento regionale e non solo regionale. E non è vero che è la prima volta che la Giunta, i Presidenti o gli Assessori controllano. Hanno sempre controllato. Quelli della precedente legislatura, come quelli di questa. E chi si è seduto su questi banchi ha contribuito a svolgere la funzione legislativa, spesso non ha controllato niente, ha lavorato per cercare le strade migliori, per rendere funzionante la Regione e non ha nominato consiglieri di amministrazione e neppure direttori generali né di società che gestiscono l'acqua né di enti lirici. Anzi, è rimasto fuori ad osservare, a dare le proprie valutazioni, a chiudere positivamente o negativamente anche le collaborazioni.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 31 è decaduto.
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 sono stati presentati gli emendamenti: sostitutivo totale numero 32, che è decaduto, il parziale 33 e l'aggiuntivo 34, che si sposta all'articolo 31.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e dei relativi emendamenti:
Art. 11
Comitato scientifico
1. Il comitato scientifico è l'organo di indirizzo e coordinamento della ricerca e sperimentazione ed elabora i programmi pluriennali e annuali; esso è composto da:
a) il direttore generale dell'AGRIS Sardegna, che lo presiede;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale;
c) due membri scelti fra i responsabili delle strutture di ricerca e i ricercatori dell'Agenzia, secondo i criteri e le modalità indicati nello statuto;
d) un rappresentante designato dall'Agenzia regionale LAORE- Sardegna;
e) tre esperti esterni altamente qualificati nelle materie di competenza dell'AGRIS Sardegna, di cui due indicati dalle Facoltà di agraria e medicina veterinaria dell'Università di Sassari.
2. I componenti del comitato scientifico sono nominati con decreto del Presidente della Regione previa conforme deliberazione della Giunta regionale.
3. Lo statuto dell'Agenzia disciplina il funzionamento del comitato scientifico.
4. Ai componenti del comitato scientifico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un gettone di presenza di 150 euro per seduta.
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPELLI - CAPPAI - LADU - ARTIZZU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
L'articolo 11 è sostituito dal seguente:
"Art. 11
Consiglio di amministrazione
1. Il consiglio di amministrazione è composto dal presidente e da quattro membri eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a due, tra docenti universitari, dirigenti o funzionari statali, regionali o dell'Unione europea, e altre personalità con riconosciute competenze relative alle funzioni e compiti dell'Ente.
2. Il consiglio di amministrazione dura in carica cinque anni e vigila sul buon andamento della gestione dell'Ente e sullo stato di attuazione dei programmi.
3. Il consiglio di amministrazione provvede agli atti necessari al perseguimento degli obiettivi istituzionali dell'Ente e, in particolare, adotta lo statuto.
4. Il consiglio di amministrazione approva:
a) il bilancio preventivo e consuntivo;
b) i programmi annuali e pluriennali di attività;
c) le piante organiche;
d) il regolamento interno dell'Ente.
4. Lo statuto può attribuire al consiglio di amministrazione ulteriori funzioni, fermo restando il principio di attribuzione ai dirigenti delle funzioni di gestione attiva di cui alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
5. Il consiglio di amministrazione si riunisce almeno una volta al mese.
6. Delle riunioni del consiglio di amministrazione è data comunicazione all'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, che ha facoltà di intervenire personalmente o a mezzo di un suo delegato.
7. .Per la validità delle sedute del consiglio di amministrazione è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti; per la validità delle deliberazioni è necessario il voto favorevole della maggioranza dei componenti; in caso di parità prevale il voto del presidente.". (32)
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 11
Il comma 4 dell'articolo 11 viene così sostituito:
"4. Ai componenti del comitato scientifico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un rimborso spese parificato a quello previsto contrattualmente per la dirigenza regionale". (33)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - LADU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 11 è aggiunto il seguente:
"Art. 11 bis
Collegio dei revisori dei conti
1. Il collegio dei revisori dei conti, nominato dalla Giunta regionale, è composto da tre membri scelti tra gli iscritti al registro dei revisori contabili e dura in carica tre anni.". (34)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 32 è decaduto, mentre l'emendamento numero 34, viene spostato all'articolo 31.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Siamo all'articolo 1, questo Comitato scientifico, non so se venga fuori da quel famoso occhio o dai famosi triangoli. La realtà è che, se facciamo un passo indietro e torniamo all'articolo 4, si dice testualmente che "la Consulta agricola, nelle fasi di elaborazione e di verifica dei programmi di indirizzo delle agenzie", quindi, la Consulta nasce con questo presupposto. Andiamo all'articolo 11 e il comitato scientifico dà altri indirizzi. Il comitato scientifico è l'organo di indirizzo. Beh, mettiamoci d'accordo, mi viene difficile pensare che la Consulta agricola, che ha una certa composizione, possa dare gli stessi indirizzi che vengono forniti, invece, dal comitato scientifico. Questo comitato scientifico che è composto dal direttore generale, un rappresentante dell'Assessorato, due membri scelti fra i responsabili delle strutture, interagisce con LAORE, cose molto belle insomma. Poi si arriva che ci sono tre esperti esterni, si fosse fermato lì, tre esperti esterni ancora ancora, il problema nasce quando questi tre esperti sono altamente qualificati. Professor Gessa, lei non ne può far parte. E' consigliere regionale e quindi non può essere fra quelli esperti, ma certamente immagino che per essere altamente esperti debbano essere almeno esperti quanto è esperto lei nelle sue funzioni, fuori da questo Consiglio regionale, non lo so quanti di questi esperti, altamente esperti, possa fornire la Sardegna. Ma se anche così fosse, ma vi pare che tre altamente esperti poi vadano a far riferimento ai componenti del comitato scientifico, al comma 4, quando questi, altamente esperti, dovrebbero prestare la loro opera con 150 euro al giorno?
Siccome abbiamo già modificato il precedente articolo dove si parlava di 150 euro, e mi pare che sia passata la proposta della minoranza che quei 150 euro sono onnicomprensivi. Io continuo a pensare che "altamente esperti" che lascino il loro lavoro, studi professionali, possano prestare la loro opera a 150 euro complessivi, perché dovrebbero farlo? Vedete, 150 euro sono esattamente 4.500 euro al mese, lordi naturalmente, onnicomprensivi, perché la prima cosa che uno pensa è : " Ma perché io che sono altamente esperto dovrei avere "45 per 12", 53 mila euro all'anno? Se lavorassi tutti i giorni e se fossi costantemente impegnato in un comitato scientifico che ha tutta una serie di incombenze, e poi scopre che funzioni, non altamente qualificate, ma mediamente qualificate, all'interno del comparto regionale godono di prebende estremamente più interessanti. Perché, se una professionalità altamente qualificata, parlo di docenti universitari, di grandi esperti, di managers di una certa dimensione, poi si debbono misurare con l'addetto stampa del Presidente della Giunta che, guarda caso, ci risulta abbia un'indennità di 113 mila euro all'anno. Beh, allora il professore dice: "Ma come, io sono altamente qualificato, quello non scrive nel Washington Post, non scrive in nessuna testata che sia di tiratura mondiale e deve avere un'indennità che è tripla della mia?". Beh, l'altamente qualificato ci pensa due volte, poi scopre che non è il solo e allora alla fine dice: "Ma io debbo andare a fare il componente di un comitato scientifico che deve dare gli indirizzi, guarda caso, che vengono già dati dalla Consulta!".
Il tutto per dire, colleghi, che questa legge, guardate, stiamo incolpando il Presidente, ma il Presidente non ha nessuna colpa, il Presidente ha, come dire, si avvale della vostra connivenza e collaborazione, e fa bene a farlo, è il Presidente! Le truppe seguono, cammellate o meno, però il problema è un altro: il Presidente ha creato un sistema di governo diverso, quella che qualcuno ha definito un'autocrazia modernizzante, è un sistema nuovo. La parola "autocrazia" viene digerita male, ma quando si dice che è modernizzante, rende tutto molto più chiaro, e questo sta succedendo. Ora, io sento molte accuse al Presidente, è ovvio che non può vedere tutto, neanche se fosse all'interno di quel famoso triangolo, onorevole Pisano. E' certo che, se fosse più presente in aula, ma non lo possiamo colpevolizzare per questo, probabilmente alcune cose forse le avremmo anche potute modificare. Forse non siamo più in tempo, anzi non lo siamo affatto, questa legge seguirà il percorso che hanno seguito tutte le altre leggi. L'onorevole Uras dice che a quest'ora non si approvano le leggi, guardi, onorevole Uras, io non sono vecchio della politica, una cosa però la so per certo: che le cose peggiori, ma anche le cose migliori in politica si sono fatte sempre nelle ore più tarde della giornata. Mai la mattina! Mai il pomeriggio! Sempre la sera tardi! E se era l'alba era ancora meglio! Allora, siccome la vostra maggioranza, nell'elezione del Presidente, nell'individuazione del vostro Presidente, è frutto dell'alba, non è frutto del pomeriggio, della mattina, no, è frutto di estenuanti albe e chissà quanti di voi, pochi a dir la verità, hanno partecipato, per cui voi dovete stare allineati e coperti, onorevole Uras, nel senso che si intende, nel senso militare, veramente allineati. Noi facciamo la nostra parte, qualche volta scherziamo, qualche volta facciamo ironia, qualche volta ci divertiamo, non battiamo mai i pugni sul tavolo, non scuotiamo i cestini della carta sotto i banconi dove siamo seduti. Queste intemperanze non le usiamo, non rientra nel nostro stile, forse non rientrano neanche nello stile del Presidente, anzi, sotto questo punto di vista, credo di essere certo che non rientrino nello stile del Presidente. Intendo il Presidente della Giunta, perché il Presidente del Consiglio, a dir la verità, il campanello forse lo avrebbe anche potuto suonare qualche volta. Non lo ha fatto stasera, credo che non si ripeterà più ciò che è successo mentre parlava l'onorevole Pisano, mi pare, anzi l'onorevole Artizzu, spero e credo che non succederà più, non è degno di questa Aula. Le proteste si possono anche manifestare in maniera diversa, per esempio prendendo la parola! E siccome la parola non la potete prendere, perché questo è un testo blindato, che sfugge al vostro controllo, ma rientra in quella famosa autocrazia modernizzante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente, cercherò di essere breve e di rispettare chiaramente quelle che sono le direttive della legge. Saluto il Presidente della Giunta regionale e la Giunta. Ecco io sono testardo di natura, un po', non molto, e torno sempre a sa pesada, narausu, cantadore onu a sa pesada torrada. In Commissione, ed anche nella mia relazione, ho tentato di dimostrare, ma non per partito preso, signor Presidente, ma solo ed esclusivamente una constatazione di fatto, che può essere anche sbagliata, chiaramente, che le agenzie, così come sono proposte, partendo dal presupposto che le si voglia far lavorare così come abbiamo inteso, ma così come sono state presentate, sono dei veri e propri organi di consulenza, e basta. Perché? Vada a leggere il comitato scientifico, collegato con altri articoli degli organi, si rende conto che la funzione e il compito delle agenzie non è assolutamente quello che è riportato negli articoli numero 8 e 9 che riguardano le agenzie. E mi spiego. Detta l'articolo 11, primo comma: "Il comitato scientifico è l'organo di indirizzo e coordinamento della ricerca e sperimentazione ed elabora i programmi pluriennali ed annuali; esso è composto da: Il direttore generale dell'AGRIS Sardegna, che lo presiede", mi fermo qui. Poiché possiamo fare anche la mattina, anche domani mattina, possiamo anche fermarci se vogliamo, io sono stanco tanto quanto gli altri! All'articolo 27 è dettata la natura giuridica delle Agenzie: "Le agenzie istituite dalla presente legge hanno personalità giuridica di diritto pubblico, sono dotate di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile…". L'articolo 28, "Competenze della Regione", è un ragionamento logico, cioè sto leggendo la legge: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, approva, con riferimento alle agenzie istituite con la presente legge: a) gli statuti; b) i regolamenti interni; c) i bilanci di previsione e consuntivi…". La Giunta regionale approva i bilanci di previsione e consuntivi. Abbiamo appena detto che le Agenzie hanno personalità giuridica con autonomia finanziaria e amministrativa, le Agenzie. Vado a leggere le competenze del direttore generale, cioè io voglio arrivare a dimostrare che il comitato scientifico di fatto non ci sta a fare niente: "Il direttore generale" - articolo 30 - "dirige e coordina le attività dell'agenzia e verifica il raggiungimento degli obiettivi; a tal fine svolge le seguenti funzioni: a) definisce gli obiettivi dell'agenzia in conformità degli indirizzi e delle direttive impartiti dalla Giunta regionale ed è responsabile della loro attuazione…". Definisce gli obiettivi dell'Agenzia in conformità agli indirizzi della Giunta regionale, bene, se gli organi dell'Agenzia sono il direttore generale, il comitato scientifico e il collegio dei revisori dei conti; se il direttore generale, di fatto, verifica il raggiungimento degli obiettivi sugli indirizzi dettati dalla Giunta e non dal comitato scientifico; se la Giunta, come ho appena letto all'articolo 28, approva i bilanci di previsione e i bilanci consuntivi, il comitato scientifico alla fine che compito ha? Zero! Poiché è dimostrato, in questi altri due articoli, che l'autonomia amministrativa, contabile e gestionale non esiste. Io ho detto in Commissione che era necessario cambiare l'articolo 27, perché di fatto la competenza esclusiva sul raggiungimento degli obiettivi e sull'esecutività degli indirizzi, non impartiti dal comitato scientifico poiché, benché si dica all'articolo 11 quali sono le sue competenze, all'articolo 28 chiaramente si dice diversamente, così come lo si dice all'articolo 30. Ecco, quindi, sinceramente, non tanto per fare la parte dell'opposizione, fredda, mera, anomala; no, è una constatazione logica, il problema esiste, le Agenzie sono degli strumenti nati senza contenuto operativo, senza un contenuto operativo. E' questa la realtà, avulse completamente dal contatto diretto col mondo agricolo e agropastorale, signor Presidente e signori Assessori di riferimento, che sono qui presenti. Questa è solo un'argomentazione tecnica, non politica. Io sto portando avanti un'argomentazione tecnica, il contenuto dell'articolo 11 stride completamente col contenuto dell'articolo 27 e col contenuto dell'articolo 28 e dell'articolo 30. Poiché, se è vero quello che si dice all'articolo 11, non è vero quello che si dice nell'articolo 30 e nell'articolo 28. Se è vero quello che si dice nell'articolo 30, non è vero quello che si dice nell'articolo 27, dove cita esattamente che le Agenzie hanno autonomia patrimoniale, amministrativa, gestionale e contabile. Ecco quindi perché un confronto sereno, pacato, su determinate cose, può portare anche ad una soluzione che può essere confacente e può essere, se non altro, non dubbia. Perché sinceramente, probabilmente sto sbagliando, e di questo chiedo venia, per la mia ignoranza, ma io ho fatto un ragionamento logico su questi articoli, e qualcosa che non va, qualcosa che non combacia gli uni con gli altri esiste, ed è necessario verificare e vedere. Poiché potremmo fare anche questa volta, si potrebbe andare ad approvare una legge che potrebbe essere impugnata e rinviata al mittente. Questo dispiacerebbe probabilmente, principalmente a voi, ma sinceramente ne avrebbe nocumento, se è vero com'è vero che questa è una riforma che deve andare incontro allo sviluppo rurale, incontro a quelli che sono i problemi, che sono altri, i problemi, purtroppo non ancora affrontati, della nostra agricoltura e del mondo agropastorale, allora una legge respinta di questo tenore potrebbe anche dispiacere. Quindi vi prego, se è possibile, di riflettere su quanto, in questo momento, ho voluto precisare. Con questo dico, quindi, che sono contrario all'articolo 11. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 33 il parere è negativo; l'emendamento numero 34 va attribuito all'articolo 31, perché il collegio dei revisori è previsto all'articolo 31 e diventa un emendamento sostitutivo parziale; il parere comunque è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Per rappresentare al Consiglio che è opportuno aggiungere al comma 4 dell'articolo 11 l'espressione: "comprensivo del rimborso spese", si riferisce appunto ai 150 euro, così come era stato previsto nel comma 4 dell'articolo 4. Grazie.
MARROCU (D.S.). E' un'argomentazione di competenza tecnica!
PRESIDENTE. Sì, direi, onorevole Sanna, che in conformità a quanto approvato in precedenza possiamo, poi, in sede di coordinamento, conformare la misura, se non pensiamo che sia esagerata.
Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 12
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia AGRIS si ispira ai principi della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), e si articola in dipartimenti operativi e settori.
2. Nell'Agenzia sono individuati almeno i seguenti dipartimenti:
a) dipartimento per la ricerca nel settore delle produzioni vegetali;
b) dipartimento per la ricerca nel settore zootecnico e caseario;
c) dipartimento sperimentale del sughero.
3. Ulteriori dipartimenti e settori possono essere istituiti dallo statuto dell'Agenzia.
4. Il dipartimento è diretto da un direttore di servizio.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - LADU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è sostituito dal seguente:
"Art. 12
Direzioni generali
1. La struttura dell'Ente è articolata in tre direzioni generali:
a) direzione amministrativa;
b) direzione dell'assistenza tecnica;
c) direzione della ricerca e sperimentazione.
2. Ciascuna direzione generale ha al vertice un direttore generale, nominato ai sensi dell'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998.". (35)
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
L'articolo 12 è sostituito dal seguente:
Art. 12
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia Agris è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e, sulla base delle medesime, dal suo statuto. Essa si articola in dipartimenti e servizi; i dipartimenti hanno funzioni di coordinamento di servizi omogenei definiti e specificati dallo statuto.
2. I dipartimenti operativi e i servizi sono diretti da dirigenti; i dirigenti preposti ai dipartimenti operativi sono sovraordinati ai dirigenti preposti ai servizi.
3. Sono individuati i seguenti dipartimenti, fatta salva la facoltà dell'Agenzia di istituire con lo statuto ulteriori dipartimenti:
a) dipartimento della ricerca nel settore delle produzioni vegetali;
b) dipartimento della ricerca nel settore zootecnico e caseario;
c) dipartimento della ricerca per il sughero e la silvicoltura;
d) dipartimento degli affari generali e della contabilità.. (81)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CAPPAI - LADU - ARTIZZU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 12
Il comma 1 dell'articolo 12 viene così sostituito:
"1. L'Agenzia è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge". (36)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 12
Al comma 1, le parole "si ispira ai principi della" sono sostituite dalle parole "è disciplinata dalla". (90)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - CAPELLI - RASSU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 bis
Personale
1. In sede di prima applicazione il personale dell'Ente è costituito dal personale degli enti regionali soppressi dall'articolo 4 alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 7 del 2005, incrementato delle unità destinate all'assolvimento delle funzioni di cui al comma 3 dell'articolo 1.
2. Il personale dei consorzi di frutticoltura è inquadrato nell'Ente dalla data di scioglimento dei consorzi.
3. Il personale di cui ai commi 1 è inquadrato nella categoria equivalente a quella rivestita nell'ente di provenienza e conserva la posizione giuridica, economica, previdenziale e assistenziale in cui si trova all'entrata in vigore della presente legge.
3 bis A1 personale di cui al comma 1 si applica la disciplina contenuta nella legge regionale 31 del 1998 e il relativo contratto collettivo regionale; il personale è inquadrato nelle categorie previste dal contratto collettivo dei dirigenti e dipendenti regionali secondo una tabella di comparazione stabilita con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e continua a svolgere le funzioni rivestite nell'ente di provenienza al momento dello scioglimento dello stesso fino alla stipula del prossimo contratto che dovrà prevedere le corrispondenti figure professionali .
4. L'Ente è autorizzato a bandire concorsi riservati per l'assunzione di personale che, alla data del 31 dicembre 2005, abbia svolto almeno per due anni funzioni di assistenza tecnica nell'attuazione di programmi finanziati dalla Regione autonoma della Sardegna, per lo svolgimento di attività di assistenza tecnica alle aziende zootecniche.
5. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il personale a tempo indeterminato dell'Ente, compreso quello dirigenziale, può presentare istanza di inquadramento nel ruolo ordinario dell'Amministrazione regionale, nonché nell'ARPAS e nell'Ente foreste della Sardegna. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a valutare le domande tenendo conto dei limiti delle dotazioni organiche, della possibilità di acquisire figure professionali in relazione a specifici fabbisogni e dell'essenzialità dei servizi. I criteri di valutazione sono definiti dalla Giunta medesima, previa consultazione delle organizzazioni sindacali. Ai fini della definizione delle domande, non operano le limitazioni di cui all'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2005.
6. Entro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente legge, il personale a tempo indeterminato dei Servizi ripartimentali dell'agricoltura, compreso quello dirigenziale, può presentare istanza di inquadramento nei ruoli ordinari dell'Ente, entro i limiti dei posti conseguenti all'incremento di cui al comma 1.
7. Il personale di cui ai commi 4 e 5 conserva lo status giuridico ed economico rivestito nell'ente di provenienza, con l'applicazione dalla data del nuovo inquadramento dei contratti collettivi regionali successivamente intervenuti.". (37)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - ARTIZZU - CAPELLI - LADU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - AMADU - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 ter
Programmazione e controllo
1. L'Ente predispone il programma di attività in conformità alle direttive e agli indirizzi della Giunta regionale.
2. L'Ente, in conformità allo statuto, definisce un sistema di controlli interni coordinato con quello dell'amministrazione regionale, che disciplini il controllo di gestione e la verifica della regolarità amministrativo-contabile.". (38)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - RASSU - CAPELLI - CAPPAI - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 quater
Entrate e patrimonio
1. Il patrimonio dell'Ente è costituito dai beni mobili e immobili degli enti soppressi dall'articolo 4.
2. L'Ente provvede alle proprie spese di funzionamento e di attività con le risorse derivanti dalle seguenti entrate:
a) il contributo ordinario a carico della Regione per i compiti previsti dalla presente legge e le spese per il personale;
b) i contributi derivanti da normative comunitarie, statali e regionali;
c) le competenze finanziarie derivanti da attività effettuate e servizi prodotti;
d) le rendite patrimoniali;
e) ogni altro introito.". (39)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CAPPAI - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU -CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 quinquies
Norma finanziaria
1. In fase di prima applicazione della presente legge si provvede al funzionamento dell'Ente, con le risorse già destinate ai bilanci degli enti soppressi di cui all'articolo 4.
2. Alle spese di funzionamento si provvede in seguito attraverso apposite UPB del bilancio regionale.". (40)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - RASSU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 sexies
Norme di rinvio
1. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui alle leggi regionali 3 maggio 1995, n. 11, 15 maggio 1995, n. 14, 23 agosto 1995, n. 20, e n. 31 del 1998.". (41)
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - CAPPAI - RASSU - CAPELLI - ARTIZZU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 septies
Modifica alla legge regionale n. 14 del 1995
1. Nella tabella A allegata alla legge regionale n. 14 del 1995 la parte denominata agricoltura e riforma agropastorale è sostituita dalla seguente:
"Agricoltura e riforma agropastorale;
1) Ente Regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA).". (42)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - ARTIZZU - LADU - RASSU - CAPPAI - VARGIU - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Dopo l'articolo 12 è aggiunto il seguente:
"Art. 12 octies
Modifica dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998
1. Nel comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale n. 31 del 1998, le lettere a) e d) sono sostituite dalla seguente:
"a) Ente regionale di intervento per l'innovazione lo sviluppo ih agricoltura (ERISA).". (43).)
Inserire emendamenti)
PRESIDENTE. gli emendamenti numero 35, 36, 37, 38, 39, 40 e 42 sono decaduti..
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Allora, sull'emendamento numero 35 il parere è negativo…
PRESIDENTE. No, il 35 è decaduto, il numero 81.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 81 il parere è favorevole. Sul 90 è negativo…
PRESIDENTE. Il 90 a pagina 42.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il 90 è decaduto…
PRESIDENTE. No!
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sul 90, lei mi ha chiesto il 90, è decaduto.
PRESIDENTE. No, glielo dico io quello che è decaduto.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Mi scusi tanto, sul 90 ho detto che il parere è negativo…
PRESIDENTE. Lei è primo firmatario, però se lei insiste…
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. E' compreso nell'81. Presidente, se vuole dirmi quali sono rimasti…
PRESIDENTE. Sì, poi è rimasto in vita l'aggiuntivo numero 41.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sul 41 il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme al parere del relatore.
(E' approvato)
E' in votazione l'articolo 12.
(Interruzioni)
Il sostitutivo totale numero 81 lo abbiamo approvato, il sostitutivo parziale numero 36 è decaduto, il sostitutivo parziale numero 90 è stato detto dal relatore che è assorbito dal numero 81. Quindi stiamo votando l'articolo 12.
(Interruzioni)
L'abbiamo già votato perché è stato sostituito, sì.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame del titolo del Capo III. Al titolo del Capo III è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 44.
(Si riporta di seguito il testo del titolo del Capo III e del relativo emendamento:
Capo III
Agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale (LAORE Sardegna)
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - RASSU - MORO - SANNA Matteo - CUCCU franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Il titolo del capo III è così sostituito:
"CAPO III
Agenzia per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e per lo sviluppo rurale
(LAORE Sardegna)" (44).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 44 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati l'emendamento soppressivo parziale numero 47, il sostitutivo parziale numero 45 e gli aggiuntivi numero 46 e 91 che sono uguali.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 13Istituzione dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. È istituita l'Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale, denominata LAORE Sardegna, quale struttura tecnico-operativa della Regione per l'attuazione dei programmi regionali in campo agricolo e rurale, in conformità degli indirizzi della programmazione regionale e delle direttive della Giunta regionale.
2. L'Agenzia LAORE Sardegna ha sede in Cagliari.
3. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 l'Agenzia subentra nell'esercizio delle funzioni di assistenza tecnica svolte dall'ERSAT- Sardegna nonché di quelle già esercitate dall'Istituto di incremento ippico della Sardegna.
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - VARGIU - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - DIANA - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 13
Al comma 3 dell'articolo 13 dopo la parola "funzioni", le parole: "di assistenza tecnica" sono soppresse. (47)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - CAPPAI - LADU - CAPELLI - VARGIU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 13
Il comma 1 dell'articolo 13 viene così sostituito:
"1. E' istituita l'Agenzia regionale per l'attuazione dei programmi in campo agricolo e per lo sviluppo rurale, denominata LAORE Sardegna, quale struttura tecnico-operativa della Regione per l'attuazione della programmazione regionale e in conformità con le direttive della Giunta regionale". (45)
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CAPPAI - LADU - CAPELLI - VARGIU -ARTIZZU - DIANA - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 13
Al comma 2 dell'articolo 13 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (46)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 13
Al comma 2, dopo la parola sede è aggiunta la parola "legale". (91).)
PRESIDENTE.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Molto brevemente, Presidente. Siamo all'articolo 15...
(Interruzioni)
Prego i colleghi di consentire all'onorevole Diana di svolgere l'intervento. Prego, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). No, ma sono molto comprensivi i colleghi, le assicuro veramente che non ci sono problemi. Ma io non dovevo parlare sull'articolo 13, per cui...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento 47 il parere è negativo, sull'emendamento 45 è positivo, sugli emendamenti 46 ed 91 è positivo.
Poi vorrei far presente che in Commissione si è ritenuto opportuno proporre all'Aula un emendamento orale al comma terzo dell'articolo 13: dopo "ERSAT Sardegna" aggiungere: "e in quelle previste dal successivo articolo 15". E' un'integrazione molto importante che chiarisce i termini e il contenuto del comma terzo dell'articolo 13.
PRESIDENTE. Può ripetere, onorevole Sanna?
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sì, allora: comma terzo, articolo 13 dopo "ERSAT Sardegna" , "e in quelle previste dal successivo articolo 15", e poi continua " nonché di quelle già esercitate dall'Istituto...", e così via.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
MARROCU (D.S.). E' approvato, Presidente.
CAPPAI (U.D.C.). Per uno che ce ne fate passare!
PRESIDENTE. E' approvato.
Metto in votazione l'articolo 13 Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 46, che è uguale al numero 91. Chi li approva alzi la mano
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 48.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 14
Soppressione dell'ERSAT Sardegna
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 è soppresso l'ERSAT Sardegna di cui all'articolo 29 della legge regionale n. 7 del 2005.
2. Alla stessa data di cui al comma 1 l'Agenzia LAORE Sardegna succede all'ERSAT Sardegna in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, e all'ERA Sardegna nei rapporti giuridici relativi all'Istituto di incremento ippico.
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - VARGIU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 14
All'articolo 14 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Nella stessa legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 dovranno essere previste le risorse economico-finanziarie per l'istituenda Agenzia LAORE Sardegna". (48).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Coerente con il relatore.
CAPPAI (U.D.C.). Questa legge è una barzelletta, siete ancora in tempo per ritirarla.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 49.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 15Funzioni dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. L'Agenzia LAORE Sardegna promuove lo sviluppo dell'agricoltura, lo sviluppo integrato dei territori rurali, la compatibilità ambientale delle attività agricole; favorisce la multifunzionalità delle aziende agricole, le specificità territoriali, le produzioni di qualità e la competitività sui mercati.
2. Ai fini di cui all'articolo 1, l'Agenzia:
a) fornisce assistenza tecnica a soggetti sia pubblici che privati, nel rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza;
b) cura l'informazione, la divulgazione, la valorizzazione e la formazione nel settore dell'agricoltura, della zootecnia e dell'allevamento di razze equine multifunzionali autoctone, e da esse derivate, e tradizionali della Sardegna;
c) coordina l'attività di integrazione all'interno delle filiere agricole, dei distretti agroalimentari e dei distretti rurali;
d) favorisce la valorizzazione delle produzioni agroalimentari, delle biodiversità regionali e dei prodotti tipici;
e) promuove la diffusione della cultura d'impresa;
f) agisce da intermediario tra il sistema produttivo e la ricerca al fine di favorire un efficace trasferimento sul territorio delle innovazioni di processo e di prodotto;
g) promuove e divulga l'attuazione delle normative relative alla disciplina delle coltivazioni e degli allevamenti, all'igiene delle produzioni agricole e alla tutela dell'ambiente, all'adozione di marchi di tutela dell'origine delle produzioni agricole;
h) promuove e partecipa, anche in accordo con altri enti e soggetti pubblici e privati, a progetti di interesse regionale, interregionale, nazionale e comunitario in materia di servizi di sviluppo agricolo integrato, nell'ambito di accordi di programma e di apposite convenzioni, privilegiando forme di progettazione partecipata e di associazionismo tra imprese;
i) svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione nell'ambito della programmazione regionale agricola, nonché quelli di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 (Riforma dell'assetto agro-pastorale), e ad esaurimento i compiti assegnati dalla legge di riforma fondiaria.
3. L'Agenzia può, sulla base di convenzioni-quadro approvate dalla Giunta regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con le altre pubbliche amministrazioni.
EMENDAMENTO sostitutivo totale DIANA - CAPELLI - CAPPAI - LADU - VARGIU - ARTIZZU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
L'articolo 15 viene sostituito dal seguente:
"Art. 15
Funzioni dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. L'Agenzia, nell'ambito delle proprie funzioni, svolge e/o promuove:
a) lo sviluppo dell'agricoltura, lo sviluppo integrato dei territori rurali e il mantenimento delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche e culturali di detti territori;
b) la multifunzionalità delle aziende agricole, le specificità territoriali, le produzioni di qualità e la competitività sui mercati.
2. Nell'esercizio delle sue attribuzioni, l'Agenzia, ai fini di cui all'art. 1, provvederà alla:
a) verifica, applicazione e trasferimento dell'innovazione;
b) assistenza tecnica e consulenza aziendale a soggetti pubblici e privati;
c) valorizzazione delle produzioni agroalimentari, delle biodiversità e prodotti tipici regionali;
d) assistenza alla commercializzazione;
e) promozione della diffusione della cultura d'impresa;
f) attuazione delle normative relative alla disciplina delle coltivazioni e degli allevamenti, all'igiene delle produzioni agricole, alla tutela dell'ambiente e all'adozione di marchi di tutela delle produzioni agricole;
g) formazione, informazione e divulgazione;
h) progettazione integrata e sviluppo rurale;
i) gestione banche dati dei potenziali di produzione (catasto viticolo ed olivicolo, ecc.);
j) gestione piani di ristrutturazione settoriali (viticolo, olivicolo, agrumicolo, ecc.);
k) coordinamento delle attività all'interno delle filiere agricole, dei distretti agroalimentari e rurali;
l) indagini statistiche settoriali;
m) gestione patrimonio immobiliare e attuazione di ogni altro compito affidatogli dalla Regione nell'ambito della programmazione regionale agricola, nonché quelli di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 44 "Riforma dell'assetto agro-pastorale", e, ad esaurimento, i compiti assegnati dalla legge di riforma fondiaria.
n) promozione e partecipazione, anche in accordo con altri enti e soggetti pubblici e privati, a progetti di interesse regionale, interregionale, nazionale e comunitario in materia di servizi di sviluppo agricolo integrato, nell'ambito di accordi di programma e di apposite convenzioni, privilegiando forme di progettazione partecipata e di associazionismo tra imprese.
3. Per il conseguimento delle finalità istituzionali l'Agenzia può, sulla base di una convenzione quadro approvata dalla Giunta Regionale, instaurare rapporti di collaborazione, consulenza, servizio e promozione con Enti pubblici e privati." (49).)
........................................................................................................................................
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. A dire la verità, Presidente, un appunto glielo debbo fare: lei non sta contribuendo assolutamente a tenere l'Aula un po' desta, per cui..., sarà l'attenzione con cui i colleghi ascoltano gli interventi dei colleghi dell'opposizione o sarà perché qualche volta dobbiamo ricordarci che esiste la legge 1 e, onorevole Alberto Sanna, la ringrazio per avermi ricordato che la legge 1 esiste, io rimango sempre del parere che a quei famosi comitati forse un rappresentante dell'Assessorato dell'ambiente avrebbe dovuto partecipare, ma evidentemente così non è.
Sulle funzioni dell'Agenzia LAORE Sardegna, mah, veramente quando sono arrivato alla lettera b) mi sono cascate le braccia! Ma si può formulare un comma di questo genere? No, perché, voglio dire, io qualcosa di razze equine la conosco anche, ma ve le immaginate voi queste "razze equine multifunzionali autoctone"? Guardate che ci vuole veramente una grande fantasia! Ho affrontato questo argomento per evitare che intervenisse l'onorevole Rassu, in questo particolare argomento, che so essere di sua conoscenza e pertinenza, però, veramente, "razze equine multifunzionali autoctone", io non so cosa tutto potranno fare, forse i cavalli del Sarcidano, forse i cavallini della Giara. Che i cavallini della Giara fossero multifunzionali... no, voglio dire, ovviamente colgo l'occasione per ricordare che esistono anche altre razze autoctone in Sardegna, che non sono necessariamente equine, e allora esistono anche gli asinelli in Sardegna, e ne esistono molti, e sono tutti autenticamente multifunzionali e autoctoni, su questo non c'è dubbio, quasi tutti, onorevole Pisu. Però, voglio dire: si può scrivere in una legge che uno dei compiti primari di LAORE è quello di tutelare le razze equine multifunzionali autoctone? E' un'offesa anche all'Istituto di incremento ippico! Abbiamo investito miliardi nel Istituto di incremento ippico, e oggi torniamo indietro e parliamo delle razze autoctone multifunzionali! Beh, insomma, io credo che in una legge non si debba usare questo frasario. C'è una leggerezza nello stendere questo articolato, veramente, che fa paura.
Naturalmente l'agenzia LAORE, come tutte le altre agenzie, promuove, e promuove tutta una serie di cose, ve le trascuro perché le avrete lette chissà quante decine di volte, insomma, e se non le avete lette qua le conoscete ormai da bambini. Promuove, il tutto, "lo sviluppo integrato dei territori rurali, la compatibilità ambientale delle attività agricole". Torno a bomba, al di là della legge 1, che conferisce poteri e funzioni all'Assessorato dell'agricoltura e all'Assessorato dell'ambiente, continuo a rimarcare che è indispensabile che l'Assessorato dell'ambiente sia coinvolto, non per modificare la legge 1, onorevole Sanna, non bisogna modificare la legge 1, basta dire che anche in LAORE, quando si passerà poi al raccordo, quali sono gli organi, un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale fa parte del comitato tecnico, poi ha anche qui altri tre esperti, Presidente, altamente specializzati e qualificati. Questa volta diciamo che sono dell'Università di Sassari, due, l'altro non si capisce da dove debba venire, visto che le uniche facoltà importanti che abbiamo in Sardegna, legate al mondo agricolo, stanno a Sassari, però ne dobbiamo nominare tre, ma solo due devono essere di Sassari Professor Gessa non avanzi candidature, non è possibile! Veramente, è una leggerezza, io sto cercando di tenervi svegli, perché vedo che ci sono palpebre che… però è così, la leggerezza con cui è scritto questo articolato, beh, insomma, qui il presidente Soru non c'entra niente, perché di tutto lo possiamo accusare, ma quando è farina del suo sacco lo leggiamo a un chilometro di distanza. Presidente è così, quando invece viene partorito all'interno degli Assessorati, una struttura stanca, una burocrazia antica, non ci credono neanche loro che lo hanno scritto, figuratevi se ci dobbiamo credere noi! E poi noi siamo in presenza di un autocratico doc, per cui siccome è modernizzante, noi ritenevamo che il linguaggio, il frasario, gli stessi acronimi, ce li saremmo aspettati diversi, invece siamo caduti anche questa volta così, con una terminologia che veramente ricorda il vecchio, ricorda lo storico, sembriamo al periodo dell'ETFAS, però, insomma. Naturalmente poi, in conclusione, LAORE, dopo averle dato tutta una serie di doveri, comunque "svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione", e chiudiamo la vicenda perché anche quello che non è scritto "viene affidato dalla Regione". Vorrei capire chi è la Regione che affida qualcosa, e vorrei capire per quale motivo questo Consiglio regionale dovrebbe consentire a questa Regione, che è l'autocrazia personificata, perché dovremmo darle questo ruolo, e cioè "svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione nell'ambito della programmazione regionale agricola nonché di quella della legge eccetera". Ma la Regione, in questo caso, non è il Consiglio regionale, la Regione è il presidente Soru. E'legittimo, è giusto che un articolato termini con questa dizione? Allora non serviva dare a, b, c, d e tutte le lettere dell'alfabeto, bastava dire che le funzioni dell'agenzia LAORE sono quelle di svolgere ogni compito affidatole dalla Regione, e cioè dal presidente Soru. Non ha senso una dicitura di questo genere, o meglio ha un senso: il Consiglio regionale continua a delegare, continua ad abdicare, continua a disfarsi di tutta una serie di prerogative, di ruoli, che gli competono, ma perché dobbiamo abbandonare? Perché non si poteva cancellare una frase, "svolge ogni altro compito affidatole dalla Regione"? Probabilmente potrà anche inventare qualche altra multifunzione, per quei famosi autoctoni cavalli, non lo so. Di che cosa vogliamo investirla LAORE? Stiamo veramente rasentando il ridicolo, però, nonostante tutto, molti di voi sono convinti delle cose che io sto dicendo, e di altre che non ho detto, però nessuno si azzarda a dire: "Sì, forse, almeno su questo uno degli scemi della minoranza può avere ragione". No, non hanno mai ragione, hanno ragione, presidente Soru, quelli della minoranza, anzi gli viene data la ragione, perché non hanno mai ragione, gli viene data la ragione solo quando quella minoranza è necessaria, quando quella minoranza svolge una funzione che non può essere svolta dai colleghi della maggioranza. Allora sì che viene coinvolta, che viene trattata bene, con i guanti. Ma no, facciamo così, ma sì facciamo un po' tardi, ma poi, insomma… Ecco, questo è l'andazzo che si sta verificando.
E allora io non posso che annunciare il voto contrario all'articolo 15, non interverrò negli emendamenti, perché non ritengo che sia necessario, è sufficiente annunciare il voto contrario sull'articolo 15.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Parere per l'emendamento 49 è negativo.
Volevo far notare all'onorevole Diana che…
(Interruzione del consigliere Diana)
No, mi scusi, onorevole Diana, mi scusi, semplicemente un'informazione, che il vecchio Istituto incremento ippico rientra nell'agenzia LAORE. Quindi quella funzione di tutela della razze equine rientra perfettamente nelle funzioni di questa agenzia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 sono stati presentati gli emendamenti il sostitutivo totale 53, il sostitutivo parziale 52 collegato al 93, gli aggiuntivi 50, 51 e 92 .
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 16
Raccordo con altri soggetti pubblici e privati
1. L'Agenzia può, mediante apposite convenzioni, istituire forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati già operanti nel campo dell'assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici.
2. I soggetti di cui al comma 1 devono possedere strutture e competenze professionali specifiche e una comprovata esperienza nei campi di attività.
3. I soggetti convenzionati devono garantire nei rapporti con il proprio personale il rispetto degli contratti collettivi nazionali e regionali di lavoro impegnandosi a riconoscerne e valorizzare le specifiche professionalità.
4. I soggetti di cui al comma 1 che svolgono attività di assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici tramite convenzione con l'Agenzia devono garantire a tutti gli imprenditori gli stessi diritti nell'accesso all'attività di assistenza tecnica.
5. Le prestazioni di assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici si articolano sulla base di convenzioni quadro quinquennali soggette a verifiche annuali.
Emendamento sostitutivo totale Capelli - Ladu - Artizzu - Vargiu - Diana - Rassu - Murgioni - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Sanciu
L'articolo 16 viene sostituito dal seguente:
"Art. 16
Raccordo con altri soggetti pubblici e privati.
1. L'Agenzia, nell'ambito dei propri compiti istituzionali, per favorire l'attività degli imprenditori agricoli, zootecnici e agroindusitriali, può istituire forme di collaborazione con soggetti pubblici e privati operanti nel campo della ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica, anche attraverso la stipula di convenzioni.
2. 1 soggetti di cui al comma 1, che collaborano con l'Agenzia, devono possedere strutture e competenze professionali specifiche e una comprovata esperienza nei campi di attività.
3. 1 soggetti di cui al comma 1 eventualmente convenzionati con l'Agenzia, devono garantire nei rapporti con il proprio personale il rispetto dei contratti collettivi nazionali e regionali di lavoro impegnandosi a riconoscerne e valorizzare le specifiche professionalità.
4. 1 soggetti convenzionati di cui al comma 1 che svolgono attività di assistenza tecnica a favore degli imprenditori agricoli e zootecnici tramite convenzione con l'agenzia devono garantire a tutti gli imprenditori gli stessi diritti nell'accesso all'attività di assistenza tecnica.
5. Le convenzioni eventualmente stipulate con i soggetti di cui al comma 1, si articolano su programmi quadro quinquennali."(53)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano - Ladu - Sanciu - Gallus - Murgioni - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust
Articolo 16
Al comma 5 dell'art. 16 la parola "quinquennali", è sostituita dalle parole: "decennali rinnovabili". (52)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 16
Al comma 5, la parola "quinquennali" è sostituita dalla parola "settennali". (93)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - La Spisa - Cassano - Pisano - Dedoni - Ladu - Sanciu - Gallus - Murgioni - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust
Articolo 16
Al comma 1, dell'art. 16, dopo le parole: "forme di collaborazione", sono aggiunte le parole: "con l'ARA SARDEGNA e". (50)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Cassano - Ladu - Sanciu - Gallus - Murgioni - Vargiu - Pisano - Dedoni - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Diana - Sanjust
Articolo 16
Alla fine del comma 3, dell'art. 16, è aggiunto il seguente capoverso: "l'Amministrazione regionale tramite l'Agenzia dovrà garantire la copertura finanziaria relativa ai futuri accordi contrattuali dei convenzionati". (51)
Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 16
Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:
"5bis. I bandi di concorso per l'assunzione del personale dell'Agenzia, prevedono, nella valutazione dei titoli, specifici punteggi per l'attività di assistenza tecnica alle aziende zootecniche svolta, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, nell'attuazione di programmi finanziati dalla Regione." (92).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente e colleghi, all'articolo 16, che è un articolo scritto con ben presente il quadro di riferimento a cui si rivolge, noi abbiamo presentato alcuni emendamenti, che sono fondamentalmente sul quinto comma e sul primo comma, e sono emendamenti direi relativamente accettabili, relativamente potabili. Il numero 50, sostanzialmente, ha come obiettivo quello di andare a specificare chi è il soggetto, l'innominato dell'articolo 16, nel senso che nello scriverlo tutti quanti sappiamo, in maniera chiara, qual è il problema di riferimento, ed è il problema di una struttura che fornisce assistenza tecnica agli agricoltori e agli allevatori da tantissimo tempo. Una struttura che in altri tempi, in altre finanziarie, con altri chiari di luna, ha chiesto con forza che ci potesse essere la possibilità di una internalizzazione dei servizi, cioè che potessero essere ricompresi all'interno dell'organico regionale coloro i quali attraverso l'ARA fornivano prestazioni tecniche preziose per la nostra agricoltura. E' evidente che non esistono le condizioni per poter chiedere in questo momento qualcosa di questo genere. Anche se quest'evidenza non è poi così solare come potrebbe sembrare, nel senso che, ogni tanto, passano dei provvedimenti in questo Consiglio regionale i quali sanano delle situazioni di precarietà che esistono all'interno dall'amministrazione. Ne abbiamo visto con l'ARPAS, ne abbiamo visto discutendo di Abbanoa, ne vedremo probabilmente quando parleremo di Istituto zooprofilattico, ne vedremo, in diverse circostanze, quando ragioneremo di situazioni che sono soggette a necessità di sanatoria. E il ragionamento è sempre lo stesso, che spesso i meccanismi con cui le competenze vengono assunte, vengono prese in carico dagli enti non sono i più limpidi, però una volta che le competenze sono presenti all'interno dell'ente è difficile privarsene o è difficile riniziare da capo nel fare il lavoro per la professionalizzazione. Beh, in questo caso non esiste un problema di questo genere e quello che viene richiesto nei due emendamenti che sono presentati all'articolo 16 è semplicemente il riconoscimento del ruolo dell'ARA, quindi al comma 1, la possibilità di dire che le convenzioni che istituiscono le forme di collaborazione non sono genericamente rivolte a soggetti pubblici e privati già operanti nel campo dell'assistenza, ma sono rivolte, sì, a soggetti pubblici e privati già operanti, ma sono rivolte all'ARA, che viene nominata e quindi che non diventa più l'ombra fantasma che grava sull'articolo 16 e senza che nessuno la possa nominare. E al comma 5 viene ugualmente prospettato un emendamento di buon senso, cioè l'ARA presta servizi, abbiamo appreso in Commissione, nel dettaglio stamattina, da quindici anni agli allevatori e agli imprenditori agricoli sardi. Beh, insomma, se presta servizi da quindici anni, se presta servizi che sono considerati fondamentali nell'ambito dello sviluppo zootecnico e agricolo della Sardegna, insomma, cosa osta che si dia una stabilità più solida al desiderio che coloro i quali lavorano con l'ARA hanno e che cosa osta che si possa prevedere una convenzione decennale che possa legare l'ARA con la Regione Sardegna, con le agenzie che operano per conto della Regione Sardegna? Con la consapevolezza che, comunque, esiste una verifica annuale del rapporto convenzionale tra Agenzia e ARA, quindi esiste la possibilità, annualmente, di verificare che i servizi che vengono forniti dall'ARA siano servizi esattamente coerenti con quelli che sono i piani di sviluppo della Regione Sardegna per quanto riguarda il comparto agro-zootecnico, e quindi esiste la possibilità di aggiornare eventualmente i termini e i rapporti della convenzione in rapporto a diversità nelle esigenze che la Regione, attraverso le sue agenzie strumentali, dovesse eventualmente avere.
Quindi, io credo che, tutto sommato, la possibilità di introdurre al comma 5 l'emendamento che noi proponiamo con il 52, che non è molto diverso da quello che originariamente voi proponevate con l'emendamento numero 93, anzi, direi che era identico all'emendamento numero 93 nella sua stesura originaria, perché almeno nella coppia che ce ne viene fornita c'è la specificazione decennale, che poi è cancellata e sostituita dalla parola "settennale". Insomma, sembra una cosa un po' modesta, nel senso che a fronte di una struttura che rende un servizio che tutti quanti sappiamo essere un servizio di alto livello qualitativo, assolutamente funzionale alle esigenze che sono presenti, quindi un servizio di cui credo che la Regione Sardegna nel suo complesso sia grata all'ARA, beh, a fronte di un servizio reso di questo genere, sembra quasi che si sia andati incontro a una contrattazione di tipo levantino, quasi da mercato. Si parte, nel testo proposto originariamente, dai cinque anni, i colleghi Sanna, Biancu, Marrocu, Porcu e più adeguano la loro richiesta di emendamento a quella che era già presente da parte di colleghi della minoranza per i dieci anni, poi correggono in itinere, e tra i cinque e i dieci si sceglie una strada mediana, come si fa nelle contrattazioni del mercato quando si deve discutere sul costo di una merce il cui valore non è sancito, non è correttamente percepibile, è una merce su cui si può trattare. Ecco, io credo che non sia un atteggiamento corretto, credo che non sia neanche un buon modo di porci nei confronti di figure professionali che sono state negli anni fondamentali per l'agricoltura sarda e che lo saranno anche negli anni venturi. Che poi gli anni venturi siano cinque, come originariamente recita il testo della Giunta e della Commissione, siano sette, come propone l'emendamento numero 93, o siano dieci, come invece correttamente proponiamo noi, beh, io credo che questa sia una di quelle cose in cui il Consiglio può dare atto di cogliere nella richiesta della minoranza la ragionevolezza che informa la richiesta della minoranza stessa. Cioè, tante volte ci dite che sulle questioni di sostanza, sulle questioni di filosofia è difficile ragionare, però ci dite che sulle questioni che non sono di filosofia, che non sono di progettualità politica, che non prevedono lo scontro tra culture diverse, beh, su quelle è possibile ragionare. E' quasi mezzanotte, stiamo ragionando, il fatto che ci si alzi ancora in aula a parlare gli uni con gli altri dimostra che, tutto sommato, un canale di comunicazione lo si vuole mantenere, beh, per mantenere il canale di comunicazione e per rafforzarlo anche per il futuro è anche necessario venirsi incontro in qualcosa.
Allora, noi vi chiediamo di venirci incontro nell'emendamento numero 52, non state venendo incontro a noi, ma state dando dignità a qualcuno che la propria dignità l'ha sempre spesa in maniera eccellente per concorrere ad azioni complessive, concordate con la Regione Sardegna. E' un'occasione che questo Consiglio regionale ha senza levantinismi di riconoscere una professionalità che gli è sempre stata fornita a livelli qualitativi di assoluta eccellenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Noto che non vengo questa volta accompagnato dal suono ritmato dei piedini sul cestino dell'immondezza, episodio che si commenta da solo e che stride anche con la correttezza, con l'educazione del Presidente della Regione, che sta ascoltando anche interventi forse non troppo teneri nei suoi confronti, con la correttezza e l'educazione degli Assessori Foddis e Dadea, che hanno seguito ogni intervento di questo dibattito in Consiglio su questa legge, e dico che il suono col quale gentilmente i colleghi accompagnavano il mio precedente intervento mi ricorda, più che i fuochi d'artificio di Santa Mariedda, quei tamburi delle tribù africane che li accompagnano durante le loro cerimonie religiose, che preludono alla comparsa del re del villaggio, che poi è lo stesso occhio al quale il collega Pisano faceva riferimento, perché l'occhio è un simbolo che riporta all'immanente, nel senso più materiale, cioè, di un qualcosa che vede, ma riporta soprattutto, essendo un simbolo gnostico, l'occhio, riporta al trascendente. Secondo lo gnosticismo, la professoressa sta annuendo, l'occhio è Dio, è il simbolo di Dio, tant'è vero che la religione dei grembiuli, a cui lo stimato collega Uras faceva riferimento, adotta l'occhio proprio come l'icona della divinità. Lo dico con grande libertà, in quanto mi onoro non solo di essere cattolico e quindi di non aver nulla a che fare con quella regione, ma anche di militare in un partito, l'unico partito italiano che nell'articolo 1 del proprio Statuto prevede il divieto di appartenenza e l'incompatibilità tra la militanza in alleanza nazionale e la militanza in organizzazioni, diciamo, di tipo gnostico.
E allora, lascio da parte questa argomentazione, anche perché lo vorrei dire ai colleghi che battevano il piedino: lo gnosticismo presuppone l'iniziazione, cioè, chi fa parte di un movimento gnostico, deve prima di tutto essere iniziato a tale movimento, e ho impressione che qui di iniziati, nel senso di persone che partecipino alle decisioni che si prendono dove sta l'occhio, ce ne siano molto pochi, non sono certamente iniziato io, da questo punto di vista, ma meno ancora lo sono i colleghi che battevano il piede sotto il tavolo.
Presidente Soru, voglio richiamare la sua attenzione, oltre che quella degli Assessori e dei colleghi, sul valore espresso negli ultimi decenni dai tecnici agronomi e veterinari dell'ARA, sperando che questa parola, che è un acronimo, non venga invece utilizzata come se acronimo non fosse e su quest'ARA fossero sacrificati i diritti e le legittime aspirazioni di circa 320 lavoratori. E allora, Presidente, concludo abbastanza rapidamente, richiamando la sua attenzione sui diritti di questi lavoratori. Durante l'emergenza della lingua blu lei sa, anche se probabilmente, anzi certamente, non era ancora Presidente della Regione, ma lo sa bene l'Assessore, quanto siano stati importanti i veterinari dell'ARA e gli agronomi dell'ARA, utilizzati alla stessa maniera dei veterinari e degli agronomi delle strutture regionali, però, questi tecnici non hanno gli stessi diritti, questi tecnici vengono sottopagati, questo personale altamente qualificato, perché come tale è stato riconosciuto più volte dalla Regione che lo ha utilizzato in prima linea per emergenze, per problemi gravi, questo personale vive, intanto perennemente sotto una spada di Damocle, che è quella del rinnovo della convenzione. E io, come già ho detto in un altro intervento rivolgendomi agli Assessori, ora dico a lei: continueranno purtroppo a vivere sotto questo pesante condizionamento e sotto questa incertezza, in quanto potrebbe anche ravvisarsi un giorno, da parte dell'Unione Europea, una questione di legittimità di un affidamento diretto senza, ad esempio, l'espletamento di una gara nazionale o internazionale che ponga vari soggetti in un sistema di competitività, il cui esito potrebbe anche essere quello dell'esclusione dell'ARA, perché questa gara che l'Unione Europea potrebbe costringere la Regione ad espletare, potrebbe essere vinta da un'altra organizzazione. Quindi questa è già un'incertezza di fondo che condiziona pesantemente i lavoratori e quindi condiziona uomini e donne, condiziona famiglie. A questa situazione di incertezza e di precarietà, non si pone rimedio; certo non è la perfezione, non è la soluzione totale e definitiva, neanche il nostro emendamento che porta a 10 anni la durata della convenzione. La soluzione più giusta, a mio avviso, la soluzione a cui bisogna tendere, è l'incorporazione dei veterinari e degli agronomi dell'ARA negli organici regionali, con quale strumento si deciderà, non lo so, ma quella è certamente la direzione più equa da seguire. Ma perlomeno colleghi, perlomeno mostrate un segno di disponibilità e di rispetto verso questi lavoratori, accogliendo l'emendamento numero 52, che porta la durata di questa convenzione ai 10 anni, perché credo che a un personale così qualificato, il cui valore è riconosciuto dalla Regione, che ha sopportato per lunghi anni una situazione di discriminazione dal punto di vista della tutela in senso lato della garanzia economica, perché, questi lavoratori guadagnano molto meno, ad esempio, dei veterinari delle ASL, ecco, credo che, veramente, in questo caso, so che ci sono diversi colleghi della maggioranza che sono sensibili a quanto io sto dicendo, io credo che in questo caso da parte della maggioranza e innanzitutto da parte del Presidente della Regione potrebbe esserci un segno di disponibilità, non tanto per la mia modestissima persona, quanto per questi 300 e passa lavoratori che certamente con una durata decennale della convenzione non avrebbero risolti i loro problemi, certamente non avrebbero soddisfatte tutte le loro giuste e legittime aspirazioni, ma avrebbero, perlomeno, da parte di questa Giunta regionale un riconoscimento di un ruolo e di una dignità che non vi è motivo non debba essere loro riconosciuta. Grazie
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Questo punto merita qualche considerazione importante, perché è uno dei punti, l'abbiamo già detto anche in discussione generale tutti i colleghi dell'opposizione, è uno dei punti che questa riforma non vuole affrontare, uno dei punti che riguardano il personale, una parte importante del personale, che svolge nei confronti del mondo dell'agricoltura un servizio che notoriamente è apprezzato e qualificato, che viene svolto, anche a parità di condizioni, di prestazione voglio dire, viene svolto invece con una notevole e significativa disparità di trattamento economico, e con una significativa disparità anche nel regime giuridico, nella forma giuridica del contratto.
E' un problema che è stato posto negli anni scorsi più volte dagli addetti del settore, dal sindacato; un problema che era difficile affrontare se non nell'ottica di una riforma del sistema. Questo era il momento giusto, il momento della riforma del sistema degli enti regionali, era ed è il momento per risolvere il problema. E' difficile che possa essere risolto successivamente se non si dà un'indicazione chiara su quale è la prospettiva, e invece la prospettiva che è stata scelta è quella del sistema della convenzione, con quest'articolo che tra l'altro è un articolo che non nomina specificamente i destinatari, lo fa in maniera critica, lasciando alcuni spazi a possibili problemi di natura giuridica. Lo ha già detto il collega Artizzu, le convenzioni sono regolate da norme che l'Unione Europea e quindi, poi, le norme statali di recepimento assoggettano a procedure di un certo tipo, che prevedono la possibilità della concorrenza, non è detto, almeno in teoria, nella prospettiva, che queste convenzioni possano effettivamente mantenere il regime attuale e che il sistema normativo, statale e comunitario, dia garanzia di questo. Era questo, è ancora questo il momento di risolvere definitivamente il problema, equiparando lavoratori che danno servizi della stessa natura, della stessa qualità di questi stessi servizi che invece altri dipendenti, dell'ERSAT, in particolare, svolgono per altri comparti del settore agricolo.
Nonostante tutto, la soluzione proposta è questa e non è per niente soddisfacente ma, anche rispetto ad alcune osservazioni e richieste che venivano fatte di, da un lato, estendere l'arco temporale delle convenzioni quadro, da quinquennale lo portasse a decennale, che noi abbiamo indicato nel nostro emendamento, così come l'indicazione, la richiesta di un obbligo, di un impegno da parte della Regione, del Consiglio regionale, in legge, di assicurare annualmente una dotazione finanziaria necessaria per garantire sempre la copertura dei futuri impegni. Dai pareri che avete dato in Commissione ci sembra che non abbiate accolto nessuna di queste richieste, se non quella contenuta nell'emendamento numero 93, che porta da cinque a sette anni la validità. E' un piccolo contentino che, sicuramente, non risolve il problema.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio, Presidente. Non solo il sottoscritto , ma l'intero Gruppo della Margherita è stato sicuramente il primo, prima ancora che in Consiglio si levassero le voci delle minoranze, che ha affrontato il problema della giusta valorizzazione dell'attività svolta non tanto dall'ARA, quanto dai tecnici dell'ARA. E in questa direzione, in questo senso, ci siamo mossi verso una prima strada che era quella dell'inserimento all'interno della pianta organica delle agenzie istituende, in maniera tale che il ruolo fosse riconosciuto a tutti gli effetti e che la funzione fosse esattamente e perfettamente integrata con quella degli enti. Oggettivamente - e questa è la richiesta che io rivolgo nei confronti non solo di coloro che hanno preso la parola finora, ma anche di tutti i componenti della minoranza - devo riconoscere, così come Gruppo abbiamo riconosciuto, che in questo momento la Regione, l'apparato nel suo insieme, non era in condizioni di poter affrontare d'emblée lo sforzo di assorbire al suo interno 300 tecnici che avrebbero moltiplicato a dismisura la componente del personale, appesantito, in maniera attualmente non sopportabile, il bilancio della Regione costretto da quelle che sono state - abbiamo avuto modo di verificare - finora le ristrettezze finanziarie alle quali ci ha costretto il Governo nazionale. E in questo senso siamo partiti da una considerazione di un personale che viveva in qualche modo alla giornata e abbiamo visto che, pur non essendo possibile l'inserimento nella pianta organica, era certamente possibile migliorare qualitativamente e in maniera quantitativa, in maniera notevole, la posizione di questo personale. E dalla lettura articolata e complessiva della legge credo che anche un profano possa rendersi conto che questo risultato è stato comunque raggiunto.
E vorrei, brevemente, riepilogare alcuni passaggi essenziali. Primo, ed è una premessa: siamo arrivati a questo passaggio attraverso una costante e continua forma di confronto con le organizzazioni interne dei lavoratori dell'ARA, ai quali abbiamo costantemente spiegato i passaggi che ci portavano ad assumere le diverse posizioni e che ci hanno portato poi ad assumere la posizione che è compresa non solo nell'articolato che è in discussione oggi, ma anche in alcuni emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta regionale. Dicevo, quali sono i capisaldi di questa posizione. Primo: c'è il riconoscimento che l'assistenza nel settore zootecnico è una funzione pubblica della quale l'amministrazione regionale e la Regione nel suo insieme si fa carico, cioè c'è il riconoscimento che è una funzione pubblica quella che noi dobbiamo svolgere. Secondo: viene istituito un dipartimento specifico che sta proprio a rappresentare l'importanza che noi diamo al settore, al comparto, ma anche ai lavoratori che costituiscono, in questo caso, lo strumento indispensabile e validamente verificato per l'assistenza nel settore zootecnico. Terzo: abbiamo fatto fare un salto di qualità ai lavoratori che oggi si trovano a vivere una situazione di convenzioni, di rapporto di lavoro annuale, cioè di anno in anno verificato, ad un passaggio in cui si ha una stabilità che periodicamente sicuramente è più estesa, che oggi è indicata nel testo di legge in cinque anni e che c'è la possibilità che venga, attraverso un emendamento che è stato introdotto dalla Giunta regionale, estesa a sette anni. E io vorrei anche spezzare una lancia a favore di un ragionamento che possa anche portare - seppure nel cuore della notte, come dice il collega Uras, ma che comunque può vedere un barlume di ragionamento - anche l'Aula a ragionare sull'ipotesi di accoglimento della durata decennale della convenzione. Non è sicuramente un problema quello che può portare da sette anni a dieci anni e che può dare, comunque, al settore una richiesta, un ottenimento di una soddisfazione che può essere già sufficiente nei sette anni, nella garanzia dei sette anni, ma che può tagliare completamente la testa al toro - visto che stiamo parlando di animali e di allevamenti - e mettere fine completamente ad un sistema di polemiche che poi, alla fine, è rappresentato da uno strascico minimale, che sono questi tre anni. Anche perché poi queste convenzioni - è stato inserito appositamente questo - vanno sottoposte a verifiche annuali! Cioè non è che si dia, una volta per tutte, l'affidamento ad un soggetto che rappresenta poi il soggetto che gestisce per conto proprio una convenzione decennale. Rappresenta una convenzione che poi va sottoposta a verifiche annuali.
L'ultima cosa - anche se non dovesse andare in porto questa situazione, questa prospettiva - è contenuta anche in un emendamento che rappresenta un punto di snodo, quasi di osmosi tra la situazione convenzionale e quella di inserimento nell'organico. C'è un emendamento che prevede che nei bandi che nel futuro la Regione porrà in essere, venga oggettivamente riconosciuto il ruolo e la specificità di coloro che hanno svolto, negli anni precedenti, un lavoro specifico proprio nell'ambito delle attività programmate e finanziate dalla Regione attraverso il riconoscimento di uno specifico punteggio. Ora, colleghi, dopo che abbiamo tracciato un profilo così esatto, così puntuale, dire che ci mettiamo il nome e il cognome all'interno della legge può essere anche eccessivo! E' il problema che ci siamo posti che non ci potesse essere anche un vizio che ci portasse ad una possibile e non auspicata impugnazione della legge. Però, dire che non ci sono le garanzie, che si sta alimentando il precariato, che non abbiamo considerato in tutta la sua consistenza il problema dell'ARA, credo che non sia assolutamente e onestamente sostenibile. Quindi credo che se la Regione, il Consiglio regionale in questo caso, farà un ultimo sforzo che sarà quello di portare a dieci anni la convenzione, attraverso il riconoscimento di questo specifico emendamento, non sbaglierà e in ogni caso non sbaglia certamente portando avanti quell'insieme di garanzie e quel costrutto che va sicuramente a favore di un miglioramento dei lavoratori dell'ARA.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Gli onorevoli Ladu e Marrocu si sono iscritti a parlare, ma si sono iscritti dopo il primo intervento, quindi possono intervenire poi per dichiarazione di voto.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 53 il parere è negativo…
LADU (Fortza Paris). Presidente, un attimo…
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, lei e l'onorevole Marrocu vi siete iscritti dopo il primo intervento, quindi può intervenire per dichiarazione di voto.
SECCI (La Margherita-D.L.). Non è la prima volta…
LADU (Fortza Paris). Non sarà neanche l'ultima!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Prima del parere, che può dare un'indicazione che poi può risultare in qualche modo definitiva, vorrei sapere se ci sono le condizioni di una sospensione, anche solo di un minuto, solo per capire se - un minuto, non per perdere tempo - per capire se dalle dichiarazioni fatte da parte della maggioranza, se ci siano le condizioni per una modifica rispetto al parere dato in Commissione rispetto ai diversi emendamenti.
PRESIDENTE. Colleghi, è accolta la proposta dell'onorevole La Spisa o ritenete che...
MARROCU (D.S.). Io ho chiesto di parlare proprio perché non sono d'accordo, lo farò in dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Lo può fare per dichiarazione di voto, sì. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Dicevo, sull'emendamento numero 53 parere negativo, sull'emendamento numero 52 parere negativo, l'emendamento numero 93, dove appunto si prevede il periodo dei sette anni di convenzione con l'ARA o con le associazioni che potrebbero svolgere questa funzione, io mi attengo a quanto è stato concordato, all'accordo della maggioranza. L'accordo è per i sette anni, quindi, io propongo che siano rispettati gli accordi che abbiamo stabilito, credo che non si possono improvvisare determinate situazioni che sono state oggetto di lunghi e faticosi confronti tra di noi e non si possono improvvisare in Aula soluzioni diverse, quindi, sull'emendamento numero 93 parere positivo. Sull'emendamento numero 50 parere negativo, sull'emendamento numero 51 parere negativo, sull'emendamento numero 92 parere positivo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo in fase di votazione, sono ammesse dichiarazioni di voto sull'emendamento sostitutivo totale numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Onorevole Ladu, sull'emendamento...prego, decida lei su quale emendamento intende intervenire, prego.
LADU (Fortza Paris). Sul 52.
PRESIDENTE. Stiamo in ordine, sul 53 onorevole Ladu, che è quello degli onorevoli Capelli, Ladu e più.
LADU (Fortza Paris). 52.
PRESIDENTE. 53 a pagina 59!
LADU (Fortza Paris). No, io intervengo sul 52.
PRESIDENTE. Va bene, allora il prossimo, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Stiamo votando, onorevole!
ARTIZZU (A.N.). Sì, sì, cortesemente, per quanto riguarda l'emendamento numero 52 chiedo il voto segreto.
CAPELLI (U.D.C.). Siamo sul 53!
PRESIDENTE. Va bene, quando ci arriviamo, siamo ancora all'emendamento numero 53. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, per dichiarare che voto contrario all'emendamento numero 53, condividere la proposta e la soluzione della Commissione. L'ARA è un'associazione privata che sino ad oggi garantisce l'assistenza esclusivamente ai propri associati. Da questa riforma l'ARA garantirà l'assistenza a tutti gli allevamenti zootecnici della Sardegna, gli si riconosce una funzione pubblica, ai lavoratori dell'ARA gli si viene garantita la possibilità di avere un contratto nazionale e anche regionale integrativo, che può eliminare quella disparità di trattamento economico di cui si è parlato e gli si riconosce la possibilità di avere una corsia preferenziale, riconoscendo le professionalità acquisite, per un eventuale concorso pubblico.
Io voglio fare un esempio pratico: il fatto che i lavoratori dell'ARA facciano una funzione pubblica, e la faranno da domani perché fino ad oggi non l'hanno fatta, non significa nulla. I lavoratori, perché la Regione può garantire questo servizio pubblico direttamente o attraverso convenzionate strutture. Un chirurgo che lavorare alla clinica Lai o alla clinica di Sant'Antonio, fa un'attività che può essere anche di grandissimo spessore professionale e la fa alla pari di tanti altri chirurghi che lavorano al Brotzu o in altre strutture pubbliche non convenzionate, mentre questa è una struttura convenzionata. Il fatto che lo faccia con risorse pubbliche regionali e statali, perché è garantita dalla Regione quella assistenza, garantita da quel medico specializzato in quella clinica, non significa che a quel lavoratore, che pure gli si riconosce professionalità, anzianità di servizio, ruolo pubblico che è garantito da risorse pubbliche, si chieda, come non è mai stato chiesto a nessuno, che il trattamento previdenziale e contrattuale sia quello pubblico. Questi sono ottimi medici, fanno un'assistenza pubblica, un ruolo pubblico eppure godono di un contratto che è di natura privatistica e di un rapporto che è di natura privatistica perché sono dipendenti di una struttura privata, che è convenzionata con la Regione e garantisce, pur essendo privata, un servizio pubblico. Questi sono i lavoratori dell'ARA, che hanno però il vantaggio di avere una convenzione per sette anni, come viene proposto dalla maggioranza, la corsia preferenziale rispetto ad altri laureati per avere l'accesso al ruolo pubblico, come viene qui proposto e, quindi, mi sembra una soluzione di grande equilibrio e invito la maggioranza a tenere l'equilibrio e la sintesi trovata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Anch'io, Presidente, brevemente, senza alterare i toni su quest'argomento, ritengo che non sia del tutto vero quanto testé detto dall'onorevole Marrocu. Intanto, gli operatori dell'ARA hanno svolto un servizio pubblico nel recente passato, sono stati tutti precettati, per esempio, per l'emergenza della blue tongue, e non si sono limitati soltanto ai privati, ai convenzionati, perché sono andati in tutti gli ovili della Sardegna a svolgere le loro funzioni. Quindi, non è che siano stati particolarmente...che gli viene riconosciuto un ruolo, una funzione pubblica così ex novo, e non è neanche vero, questo, alla luce di quanto già risulta da leggi precedenti che chi svolga un ruolo per la Regione, in nome e per conto della Regione, per più di due anni ha diritto a concorsi con posti riservati, a un riconoscimento per la funzione svolta in passato. Quindi, non stiamo facendo loro nessun regalo, perché questi diritti loro li hanno già acquisiti in virtù di leggi regionali! Quindi, io ritengo che sarebbe giusto, che sarebbe anche equiparativo nei loro confronti rispetto a quanto già dato ad altre categorie con molti meno meriti, che almeno questo decennio venga riconosciuto e venga attribuito dal Consiglio regionale. Grazie.
(Non è approvato)
Emendamento sostitutivo parziale numero 52. E' stata chiesta la votazione segreta. Onorevole Ladu, purtroppo non può intervenire perché è stata chiesta la votazione segreta, quindi, la dichiarazione di voto non può essere fatta se non per astensione eventuale.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 52.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 20
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.)
Emendamento numero 93.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). No, per dire che in merito a questo articolo 16 e in particolare al comma 5 che mi pare un comma abbastanza controverso, praticamente la parola ARA, così, aleggia però, insomma, non si capisce bene cosa poi succederà. Sembra che sia stato confezionato un abito e però non si sa chi lo indosserà.
E non sono d'accordo con quanto dicevano prima l'onorevole Uggias, poi Marrocu e qualchedun altro, quando si dice insomma che non si poteva far nulla per quanto riguarda questi lavoratori dell'ARA. Io devo dire, insomma, che questi per fortuna sono stati assunti lì perché anche queste figure professionalmente qualificate, che sono diplomati e laureati quasi tutti, praticamente, avrebbero scelto la via dell'emigrazione. Però devo dire che in altre occasioni, questa Giunta regionale ha trovato soluzione per quanto riguarda figure che sono più o meno dello stesso profilo, perché gli operai e i lavoratori della PROGEMISA sono stati praticamente assunti, saranno assunti dall'ARPAS, ci sono altre situazioni per cui… Come no? Ci sono situazioni similari, ecco mi pare, insomma, che non ci sia stata la volontà per trovare una soluzione a questo problema.
Io credo che la Regione, la Giunta regionale stia facendo un errore visto che sta facendo una riforma che riguarda ormai tutto il personale a non trovare anche una soluzione definitiva a queste oltre trecento persone che lavorano nell'ARA, pertanto credo che, pur ormai potendo dire che l'emendamento che prevede un'estensione a dieci anni non si possa più approvare, però io ritengo insomma che questo sia stato un errore perché queste persone meritavano un trattamento diverso così com'è stato fatto in altre occasioni, grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Sì, grazie, signor Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento numero 93 e per rammaricarmi per il fatto che nonostante abbiamo dimostrato sempre grande lealtà e senso di responsabilità quando proviamo a ragionare fino alla fine, fino a quando stiamo per votare sugli emendamenti veniamo anche tacciati, insomma, di opportunismo e di cos'altro. Ecco, noi quando facciamo i ragionamenti cerchiamo di farli in maniera compiuta, con un filo logico che è quello che è stato esposto nei nostri ragionamenti e poi dopo comunque ci atteniamo a quelle che sono le indicazioni che provengono dal nostro Gruppo oppure da quelle che sono le mediazioni che la maggioranza riesce a fare. Il rammarico è di non poter esprimere i nostri ragionamenti in libertà senza venir tacciati, insomma, di slealtà o di opportunismo. Questo dovevo dirlo perché insomma non ci sembra il modo e né il momento, dopo che abbiamo portato a casa, e stiamo portando a casa un risultato notevole, con una legge importantissima, che quando ci alziamo da questi banchi, una volta nella discussione di questo Consiglio per fare una proposta di mediazione utile a tutti, utile a tutti, anche a chi oggi sta portando a casa questo risultato, a chi dopo lo dovrà attuare, non possiamo essere accusati di slealtà e di opportunismo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io dico, su questo emendamento, avendo proposto senza successo l'estensione a dieci anni della vigenza della convenzione quadro, certamente non votiamo contro, però non essendo certamente soddisfatti di questa soluzione io dichiaro il nostro voto di astensione. Vorrei sottolineare che dal tabellone che si è appena spento dalla precedente votazione però non risultano astenuti, e questo mi sorprende, perché mi sembra che ci sia tradizionalmente almeno un componente di quest'Assemblea che si astiene o dovrebbe astenersi, evidentemente la scuola della passata legislatura forse ha lasciato qualche strascico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
VARGIU ( Riformatori Sardi). Collega Pirisi, oggi è agitato…
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi…
VARGIU ( Riformatori Sardi). Collega Pirisi, non sia agitato non ce ne sono motivi, almeno nella discussione di questa legge, poi magari ce ne saranno per altre cose, ma per questa legge non ce n'è, possiamo stare sereni per la discussione di questa legge.
Io credo che anche noi voteremo con l'astensione questo emendamento, di cui condividiamo peraltro l'estensione a "settennale" del precedente termine "quinquennale", però vorrei fare una considerazione, la rivolgo in particolar modo al collega Marrocu. Collega Marrocu, il dialogo con la minoranza è fatto anche di capacità di ascoltare le ragioni della minoranza e, quando non ci sono pregiudiziali ideologiche insormontabili, cercare anche nel corso di una legge che comunque ha impegnato il Consiglio per due giorni, legge impegnativa, legge pesante, legge con tanti emendamenti, con tanti articoli, cercare anche di trovare i momenti in cui sulle cose che non solo ideologiche recepire quello che di buono viene dalla minoranza e devo dire anche da qualche pezzo della sua maggioranza. Oltretutto con un ragionamento che lei ha fatto, quello delle case di cura dei medici che non vale nel senso che le convenzioni per le case di cura non sono né quinquennali né settennali né decennali, sono, durano. Quindi quello che si chiedeva in questo emendamento, mi sembra con pari dignità, dalle sue argomentazioni che chiedeva di restare a cinque o a sette e quelle di chi chiedeva di andare a dieci, fosse un ragionamento, entrambi i ragionamenti rispettabili e tutto sommato, probabilmente, era proprio una di quelle situazioni in cui l'ascolto, la capacità di ascolto nei confronti delle indicazioni che provenivano dalla minoranza avrebbe consentito di certificare che esiste sul serio questa capacità da parte vostra di ascoltare le ragioni altrui, e laddove le ragioni altrui differiscono poco dalle vostre, perché tutto sommato sette, dieci o cinque, se uno decide di confermare le convenzioni non è per voi un problema rilevante, magari lo è per i lavoratori dell' ARA che aspettavano da questo Consiglio indicazioni di quel genere e in quel senso. Lo hanno detto in tutti i modi e lo abbiamo esternato, a lei e agli altri colleghi della maggioranza, in tutti i modi da questi banchi della minoranza. Poi c'è stata una chiusura, però la chiusura poi rimane come, non dico un macigno, un sasso, una pietra, come qualche cosa d'importante che ci fa considerare anche sulle questioni ideologiche.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, Onorevole Sanna… Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, per dichiarazione di voto, per dire che voterò favorevolmente questo emendamento che porta a sette anni la durata massima della convenzione.
Si tratta di un argomento importante, mi ricordo che uno dei primi incontri che ho avuto modo di fare quando diventai Presidente di questa Regione fu proprio un incontro con i lavoratori dell'ARA; era ancora piena estate, vennero a sollecitarmi di una convenzione, della loro incertezza, del fatto che di anno in anno andassero avanti in quella maniera con l'incertezza di vedere rifinanziata la loro convenzione e mentre mi portavano a conoscenza di un loro disagio personale, circa la sicurezza del loro lavoro, mi portavano a conoscenza anche di un altro disagio, di non poter fare meglio il loro lavoro al servizio dell'intera comunità regionale.
Mi dicevano, appunto, che dovevano lavorare unicamente con gli associati e mi dicevano anche che mentre andavano in azienda per svolgere il loro compito avrebbero potuto svolgere anche altri compiti, qualora ci fosse stata una convenzione con la Regione, e non potevano invece svolgere, pur andando nell'azienda, semplicemente perché mai era stata fatta una convenzione.
Continuo a sentire, da parte della minoranza, solo pareri negativi su questa legge. Un dato è certo, che se ne poteva fare una migliore nel passato e non è stata fatta; un dato è certo, che fino a oggi questi lavoratori hanno vissuto in maniera totalmente precaria e da domani almeno hanno sette anni di sicurezza. E oltre a sette anni di sicurezza, hanno anche la possibilità di lavorare meglio per l'intero sistema regionale. E hanno anche, in maniera chiara, esplicita, inequivocabile, la certezza che quando verranno fatti dei concorsi, e credo che verranno fatti, per assumere del personale nell'area dell'assistenza tecnica in zootecnia, hanno un titolo valido, preferenziale per cui certamente si attingerà da quel personale. Poi le leggi non sono per sempre. Oggi si fa un passo importante e si fa un passo importante per questi lavoratori e per la qualità dell'assistenza tecnica. Non è detto che tra qualche anno, non si possa fare un passo ulteriore, successivo. Una cosa è certa, questi lavoratori stanno meglio e sta meglio l'assistenza tecnica in zootecnia. Chi oggi si lamenta, poteva fare molto meglio nel passato, ma non l'ha fatto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Onorevole Pisano, su che cosa intende intervenire?
PISANO (Riformatori Sardi). Avevo chiesto di intervenire per dichiarazione di voto sull'articolo 16.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, arriva un attimo dopo!
PISANO (Riformatori Sardi). Viene percepito un attimo dopo!
PRESIDENTE. No, no! Compare un attimo dopo. Aspettiamo qualche secondo per questo, onorevole Pisano. Mi dispiace! Attendiamo qualche secondo in più e voi, magari, dovete aiutarci, essendo un pochino più tempestivi.
Emendamento numero 50. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Faccio una brevissima dichiarazione, cogliendo anche l'invito che mi viene fatto, per riferire esattamente che voterò a favore dell'emendamento numero 50, che si riferisce ovviamente all'articolo 16, ma anche per rilevare una riflessione, a mio giudizio, importante. Io credo molto nella onestà delle parole che vengono riferite in quest'Aula, quelle del Presidente che è intervenuto poc'anzi ma anche l'intervento che ha fatto l'onorevole Uggias qualche minuto fa. La cosa che mi dispiace dover osservare, invece, è che al di là degli impegni e delle parole, purtroppo, l'articolo 16 non è stato scritto in maniera adeguata e perlomeno le cose, gli impegni che sono stati indicati, di certo, non rispecchiano il dettato dell'articolo 16. In particolare, si è parlato appunto del riconoscimento di funzione pubblica e i contratti collettivi di lavoro indicati al comma 3, invece, non parlano assolutamente dei contratti collettivi riferiti, in qualche modo, a un settore ben specifico. Quindi, ne parla in maniera vaga senza indicare a quali contratti collettivi di lavoro. Si è parlato di stabilità, ma la stabilizzazione non compare per niente, perché non si è imposto che questi contratti fossero a tempo indeterminato o quantomeno relativi ad un periodo che durasse almeno quanto la convenzione che viene approvata, di modo che invece l'applicazione dell'articolo 3, in questo modo, è completamente distaccato e, quindi, potrebbe accadere, in maniera ovvia, che la convenzione possa esser fatta a prescindere dalla durata del contratto collettivo di lavoro.
Ma la cosa che maggiormente sconcerta è il fatto che, così come diceva l'onorevole Uggias, non si poteva obiettivamente addivenire ad un regime di maggiore sopportabilità, ha detto l'onorevole Uggias. Però, l'applicazione di questo contratto, che dovrebbe eliminare qualsiasi convenzione o qualsiasi rapporto di lavoro atipico, significherebbe quantomeno, a mio giudizio, triplicare, raddoppiare i costi relativi a questa convenzione, per tenere 340 dipendenti. Però, non vi è copertura finanziaria sufficiente perché questo accada. Allora, una piccola, se permettete, incongruenza è veramente da rilevare.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 92. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17. All'articolo 17 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 54 e 55.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 17
Organi dell'Agenzia LAORE Sardegna
1. Sono organi dell'Agenzia LAORE Sardegna:
a) il comitato tecnico;
b) il direttore generale;
c) il collegio dei revisori.)
EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - LADU - CAPPAI - DIANA - CAPELLI - ARTIZZU - MURGIONI - RASSU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Art. 17
Al comma 1 dell'articolo 17 dopo la frase "Sono organi dell'Agenzia LAORE Sardegna" è aggiunta la seguente lettera 0a): l'organo di amministrazione quale legale rappresentante;". (54)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - VARGIU - LADU - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MURGIONI - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Art. 17
All'articolo 17 dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1 bis. Gli Uffici dell'Agenzia sono:
a) La Direzione Generale;
b) I dipartimenti, i Servizi Territoriali e le loro articolazioni amministrative". (55)
(E' approvato)
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 54 il parere è negativo; sull'emendamento 55 il parere è ugualmente negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18. All'articolo 18 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 56.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 18
Comitato tecnico
1. Il comitato tecnico è l'organo di indirizzo e coordinamento dell'attività dell'Agenzia ed elabora i programmi pluriennali e annuali; esso è composto da:
a) il direttore generale di LAORE Sardegna, che lo presiede;
b) un rappresentante dell'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale;
c) due membri scelti fra i responsabili dei dipartimenti per le produzioni vegetali e zootecniche, secondo i criteri e le modalità indicati nello statuto;
d) un rappresentante designato dall'Agenzia per la ricerca in agricoltura AGRIS Sardegna;
e) tre esperti esterni altamente qualificati nelle materie di competenza di LAORE Sardegna, di cui due indicati dalle Facoltà di agraria e di medicina veterinaria dell'Università di Sassari.
2. I componenti del comitato tecnico sono nominati con decreto del Presidente della Regione previa conforme deliberazione della Giunta regionale.
3. Lo statuto dell'Agenzia disciplina il funzionamento del comitato.
4. Ai componenti del comitato tecnico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un gettone di presenza di 150 euro per seduta.)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - LADU - VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 18
Il comma 4 dell'articolo 18 è sostituito dal seguente:
"4. Ai componenti del comitato tecnico, con esclusione del direttore generale e dei dipendenti delle agenzie e dell'Amministrazione regionale, compete un rimborso spese parificato a quello previsto contrattualmente per la dirigenza regionale". (56).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 57.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 19
Decorrenza delle competenze
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 tutti gli atti e i procedimenti amministrativi pendenti alla data di entrata in vigore della presente legge presso gli uffici degli enti di cui al comma 3 dell'articolo 13, sono attribuiti alla competenza degli uffici dell'Agenzia LAORE Sardegna.)
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - VARGI - DIANA - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - ARTIZZU - MURGIONI - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 19
Al comma 1 dell'articolo 19, dopo le parole: "... alla competenza degli uffici dell'..." è aggiunta la parola: "istituenda". (57).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
Conforme al parere del relatore.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20. All'articolo 20 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 82 e sostitutivi parziali numero 58 e 94.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 20
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia LAORE Sardegna si ispira ai principi della legge regionale n. 31 del 1998 e si articola in dipartimenti operativi e settori.
2. Nell'Agenzia sono individuati almeno i seguenti dipartimenti:
a) dipartimento per le produzioni vegetali;
b) dipartimento per le produzioni zootecniche.
c) dipartimento per l'incremento ippico;
d) dipartimento per la multifunzionalità della impresa agricola, per lo sviluppo rurale e della filiera agro-alimentare.
3. Ulteriori dipartimenti e settori possono essere istituiti dallo statuto dell'Agenzia.
4. Il dipartimento è diretto da un direttore di servizio.
5. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia, con particolare riferimento all'attività di assistenza tecnica, divulgazione e sviluppo agricolo e rurale che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38.)
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Articolo 20
L'articolo 20 è sostituito dal seguente:
Art. 20
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia Laore è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e, sulla base delle medesime, dal suo statuto. Essa si articola in dipartimenti e servizi; i dipartimenti hanno funzioni di coordinamento di servizi omogenei definiti e specificati dallo statuto.
2. I dipartimenti operativi e i servizi sono diretti da dirigenti; i dirigenti preposti ai dipartimenti operativi sono sovraordinati ai dirigenti preposti ai servizi.
3. Sono individuati i seguenti dipartimenti, fatta salva la facoltà dell'Agenzia di istituire con lo statuto ulteriori dipartimenti:
a) dipartimento per le produzioni vegetali;
b) dipartimento per le produzioni zootecniche;
c) dipartimento per l'incremento ippico;
d) dipartimento per la multifunzionalità dell'impresa agricola, per lo sviluppo rurale e per la filiera agroalimentare;
e) dipartimento degli affari generali e della contabilità.
4. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia, con particolare riferimento all'attività di assistenza tecnica, divulgazione e sviluppo agricolo e rurale che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38." (82)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 20
Il comma 1 dell'articolo 20 è così sostituito:
"L'Agenzia LAORE Sardegna è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge". (58)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 20
Al comma 1, le parole "si ispira ai principi della" sono sostituite dalle parole "è disciplinata dalla". (94).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 58 e 94 sono decaduti. L'emendamento sostitutivo totale numero 82 resta in vita.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 82 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. E' conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Capo IV.
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Capo IV
Agenzia regionale per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura (ARGEA Sardegna).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 59, che è uguale al 95.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti:
Art. 21
Istituzione dell'Agenzia ARGEA Sardegna
1. È istituita l'Agenzia regionale sarda per la gestione e la erogazione degli aiuti in agricoltura, denominata ARGEA Sardegna.
2. L'Agenzia ARGEA Sardegna ha sede in Oristano.
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - VARGIU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 21
Al comma 2 dell'articolo 21 dopo la parola "sede" è aggiunta la parola "legale". (59)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 21
Al comma 2, dopo la parola sede è aggiunta la parola "legale". (95).)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 59 e 95. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 :
Art. 22
Funzioni dell'Agenzia ARGEA Sardegna
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 all'ARGEA Sardegna è trasferita la competenza in materia di aiuti, contributi e premi previsti da norme comunitarie, nazionali e regionali.
2. La competenza di cui al comma 1 comprende la ricezione, l'istruttoria, la liquidazione ed il controllo delle domande.
3. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 all'Agenzia sono attribuite le funzioni di organismo pagatore degli aiuti, contributi o premi, finanziati o cofinanziati dall'Unione europea, a favore delle imprese agricole operanti in Sardegna.
4. Nell'esercizio delle funzioni di organismo pagatore, ai sensi del regolamento (CE) n. 1663/95 del 7 luglio 2005 "Regolamento della Commissione che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 729/70 per quanto riguarda la procedura di liquidazione dei conti del FEAOG, sezione Garanzia" e successive modificazioni, l'Agenzia provvede:
a) all'autorizzazione dei pagamenti;
b) all'esecuzione dei pagamenti;
c) alla contabilizzazione dei pagamenti;
d) ad assicurare il raccordo operativo con l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e con la Commissione Europea;
e) a garantire il raccordo con il Ministero dell'economia e con l'AGEA relativamente alle anticipazioni di cassa;
f) a predisporre le periodiche relazioni alla Giunta regionale, all'AGEA e alla Commissione europea sull'andamento della gestione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 60.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23 e del relativo emendamento:
Art. 23
Organi dell'Agenzia ARGEA Sardegna
1. Sono organi dell'Agenzia ARGEA Sardegna:
a) il direttore generale;
b) il collegio dei revisori dei conti
EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - CAPPAI - VARGIU - CAPELLI - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 23
Al comma 1 dell'articolo 23 dopo le parole "Sono organi dell'Agenzia ARGEA Sardegna:" è aggiunta la seguente lettera:
"0a) l'organo di amministrazione quale legale rappresentante". (60).)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 61.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24 e del relativo emendamento:
Art. 24
Anagrafe delle aziende
1. L'Agenzia ARGEA Sardegna, sulla base delle direttive impartite dalla Giunta regionale, gestisce l'anagrafe delle aziende agricole ed il registro degli aiuti.
EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - DIANA - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - SANCIU
Articolo 24
Al comma 1 dell'articolo 24, dopo la parola: "gestisce" è aggiunta la seguente frase" "collaborando con l'Agenzia LAORE". (61)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25, a cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo totale numero 83 e sostitutivi parziali numero 62 e 96.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25 e dei relativi emendamenti:
Art. 25
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'ARGEA Sardegna si ispira ai principi della legge regionale n. 31 del 1998 e si articola in aree operative e settori.
2. Nell'Agenzia sono individuate almeno le seguenti aree operative:
a) area operativa per la fase dell'istruttoria;
b) area operativa per la fase dell'erogazione e del controllo.
3. Ulteriori aree operative e settori rispetto a quelli di cui al comma 2 possono essere istituite dallo statuto dell'Agenzia.
4. L'area operativa è diretta da un direttore di servizio.
5. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38.
INSERIRE GLI EMENDAMENTI
EMENDAMENTO sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE.
Articolo 25
L'articolo 25 è sostituito dal seguente:
"Art. 25
Struttura organizzativa
1. La struttura organizzativa dell'Agenzia Argea è disciplinata dalla presente legge, dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e, sulla base delle medesime, dal suo statuto. Essa si articola in aree di coordinamento e servizi; le aree hanno funzioni di coordinamento di servizi omogenei definiti e specificati dallo statuto.
2. Le aree di coordinamento e i servizi sono diretti da dirigenti; i dirigenti preposti alle aree di coordinamento sono sovraordinati ai dirigenti preposti ai servizi.
3. Sono individuate le seguenti aree di coordinamento, fatta salva la facoltà dell'Agenzia di istituire con lo statuto ulteriori aree:
a) area di coordinamento delle istruttorie;
b) area di coordinamento delle erogazioni e del controllo;
4. La struttura amministrativa garantisce una diffusa ed equilibrata presenza nel territorio regionale degli uffici dell'Agenzia, che viene assicurata dagli sportelli territoriali di cui all'articolo 38.". (83)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - CAPELLI - LADU - CAPPAI - RASSU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 25
Il comma 1 dell'articolo 25 è così sostituito:
"1. L'Agenzia ARGEA Sardegna è soggetta alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche e integrazioni ed è inserita nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti disciplinato dalla medesima legge". (62)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 25
Al comma 1, le parole "si ispira ai principi della" sono sostituite dalle parole "è disciplinata dalla". (96).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 83 è favorevole, sul 62 e 96 è negativo.
(Interruzione)
PRESIDENTE. Il 96 è stato ritirato. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 62 a questo punto decade, il numero 96 era ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 26, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 63.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26 e del relativo emendamento:
Art. 26
Convenzioni con i CAA
1. L'Agenzia può stipulare convenzioni con i Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) per lo svolgimento di compiti di propria competenza ai sensi del comma 3 dell'articolo 3 bis del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165 (Soppressione dell'AIMA e istituzione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura -AGEA - a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59), e successive modifiche ed integrazioni, e di quelli previsti dalla legislazione regionale.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale ARTIZZU - CAPPAI - CAPELLI - RASSU - LADU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 26
Al comma 1 dell'articolo 26, dopo la parola "L'Agenzia", la frase "può stipulare convenzioni" è sostituita dalla parola "collabora". (63).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo al Capo V
(Si riporta di seguito il titolo del Capo V:
Capo V
Disposizioni comuni alle agenzie.)
Poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 64.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27 e del relativo emendamento:
Art. 27
Natura giuridica delle agenzie
1. Le agenzie istituite dalla presente legge hanno personalità giuridica di diritto pubblico, sono dotate di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale e sono sottoposte, per quanto non previsto dalla presente legge, ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo della Giunta regionale e ai controlli di cui alla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali).
2. Alle agenzie si applica la normativa contabile prevista per l'Amministrazione regionale e gli enti regionali.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - LADU - CAPELLI - ARTIZZU - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 27
L'articolo 27 viene così sostituito:
"Art. 27
Natura giuridica delle agenzie"
1. Il sistema organizzativo delle agenzie AGRIS, LAORE e ARGEA rientra nell'ambito di applicazione di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 1 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.ù
2. Le agenzie istituite dalla presente legge hanno personalità giuridica di diritto pubblico, sono dotate di autonomia finanziaria, organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile e gestionale e sono sottoposte ai poteri di indirizzo, vigilanza e controllo della Giunta regionale e ai controlli di cui alla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali).". (64).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento , ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 27. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28, a cui sono stati presentati l'emendamento soppressivo parziale numero 65 e gli emendamenti aggiuntivi numero 66 e 101.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti:
Art. 28
Competenze della Regione
1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, approva, con riferimento alle agenzie istituite con la presente legge:
a) gli statuti;
b) i regolamenti interni;
c) i bilanci di previsione e consuntivi;
d) i programmi annuali e pluriennali;
e) gli atti di indirizzo e le direttive a cui le agenzie devono attenersi nell'esercizio della loro attività;
f) le piante organiche.
2. Gli statuti e i programmi annuali e pluriennali delle agenzie sono approvati dalla Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione consiliare.
3. Il parere della Commissione di cui al comma 2 è reso entro trenta giorni dalla assegnazione; se la Commissione non esprime il parere nel termine indicato, la Giunta regionale può approvare gli statuti o i programmi prescindendo dallo stesso.
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - VARGIU - LA SPISA - PISANO - DEDONI - CASSANO - SANCIU - GALLUS - MURGIONI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - ARTIZZU.
Articolo 28
Nel comma 1 dell'articolo 28 sono soppresse le seguenti lettere: a), b), c), d), f). (65)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPPAI - CAPELLI -RASSU - ARTIZZU - LADU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 28
Al comma 1 dell'articolo 28, dopo le parole: "..dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale..." sono aggiunte le seguenti parole: "... sentito l'organo di amministrazione delle agenzie, ....". (66)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Articolo 28
Dopo il comma 1 dell'articolo 28 è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. A valere sulle disponibilità recate dall'UPB S060.019 è autorizzata la spesa relativa alle attività propedeutiche all'avviamento delle agenzie istituite dalla presente legge. La relativa spesa è valutata in euro 100.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007.". (101).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 65 e 66 è negativo, sull'emendamento numero 101 è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 101. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29, a cui sono stati presentati l'emendamento sostitutivo totale numero 67 e il sostitutivo parziale numero 68.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29
Programmazione e controllo
1. Sulla base degli indirizzi e delle direttive della Giunta regionale, le agenzie predispongono i programmi annuali e pluriennali di attività che definiscono gli obiettivi, le priorità, le risorse necessarie alla loro realizzazione e le modalità di verifica e controllo del raggiungimento degli obiettivi rispetto ai risultati attesi. I programmi annuali e pluriennali predisposti dalle agenzie sono approvati dalla Giunta regionale con la procedura prevista dall'articolo 28.
2. Sulla base degli indirizzi della Giunta regionale, le agenzie definiscono un sistema di controlli interni, coordinato con quello dell'Amministrazione regionale, che disciplina il controllo strategico, le procedure per il controllo di gestione e le procedure di controllo di regolarità amministrativo-contabile.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - ARTIZZU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 29
L'articolo 29 è sostituito dal seguente:
"Art. 29
Programmazione e controllo
1. Sulla base degli indirizzi e delle direttive della Giunta regionale, le agenzie predispongono e approvano programmi annuali e pluriennali di attività che definiscono gli obiettivi, le priorità, le risorse necessarie alla loro realizzazione e le modalità di verifica e controllo del raggiungimento degli obiettivi rispetto ai risultati attesi; ne stabiliscono le esigenze finanziarie sulla base di quanto previsto nel bilancio della Regione definito così come prevede la legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.". (67)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - VARGIU - LA SPISA - PISANO - DEDONI - CASSANO - SANCIU - GALLUS - MURGIONI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - Artizzu -
Articolo 29
L'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 29 è soppresso. (68).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sugli emendamenti numero 67 e 68 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 30, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 69.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30 e del relativo emendamento:
Art. 30
Funzioni e nomina del direttore generale
1. Il direttore generale è il rappresentante legale della relativa agenzia; entro i limiti stabiliti dallo statuto, ha competenza in materia amministrativa, finanziaria e di bilancio.
2. Il direttore generale dirige e coordina le attività dell'agenzia e verifica il raggiungimento degli obiettivi; a tal fine svolge le seguenti funzioni:
a) definisce gli obiettivi dell'agenzia in conformità degli indirizzi e delle direttive impartiti dalla Giunta regionale ed è responsabile della loro attuazione;
b) conferisce gli incarichi ai dirigenti, assegna loro le risorse umane, strumentali e finanziarie, ne definisce la responsabilità in relazione alle competenze e agli obiettivi affidati;
c) dirige, coordina e valuta l'attività dei dirigenti, promuove i procedimenti disciplinari e quelli per responsabilità dirigenziale adottando le relative misure sanzionatorie.
e) propone alla Giunta regionale l'adozione della pianta organica.
3. L'incarico di direttore generale dell'agenzia è conferito dal Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
4. Il direttore generale è scelto, con procedura ad evidenza pubblica, tra persone in possesso di comprovata esperienza e competenza che abbiano ricoperto, per almeno cinque anni, incarichi di responsabilità amministrativa, tecnica e gestionale in strutture pubbliche o private; per il direttore generale dell'Agenzia AGRIS Sardegna è richiesto il possesso di un'alta qualificazione scientifica e professionale nelle materie di competenza dell'Agenzia.
5. Il rapporto di lavoro del direttore generale dell'agenzia è regolato da un contratto di diritto privato che non deve essere di durata superiore a quella della legislatura e si conclude al massimo entro i novanta giorni successivi alla fine della stessa.
6. Al direttore generale è attribuito lo stesso trattamento economico dei direttori generali dell'Amministrazione regionale.
7. L'incarico di direttore generale è incompatibile con cariche pubbliche elettive, nonché con ogni altra attività di lavoro autonomo o subordinato e, per i dipendenti pubblici, determina il collocamento in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale RASSU - CAPELLI - CAPPAI - ARTIZZU - LADU - VARGIU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU
Articolo 30
L'articolo 30 è così sostituito:
"Art. 30
Funzioni e nomina del direttore generale
1. Il direttore generale ha le responsabilità definite dall'articolo 22 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e i compiti di cui all'articolo 24 della medesima legge
2. L'incarico di direttore generale è conferito secondo le procedure definite dagli articoli 28 e 29 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
3. Il rapporto del direttore generale dell'agenzia è regolato da un contratto di diritto privato che non deve essere di durata superiore alla legislatura e si conclude al massimo entro novanta giorni dal termine della stessa.
4. Al direttore generale è attribuito lo stesso trattamento economico dei direttori generali dell'Amministrazione regionale.
5. L'incarico di direttore generale è incompatibile con cariche pubbliche elettive, nonché con ogni altra attività di lavoro autonomo o subordinato e, per i dipendenti pubblici, determina il collocamento in aspettativa senza assegni per tutta la durata dell'incarico.". (69).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 69 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31, a cui è stato spostato l'emendamento sostitutivo parziale numero 34, precedente presentato all'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31:
Art. 31
Collegio dei revisori dei conti
1. Il collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri iscritti al Registro dei revisori ufficiali, di cui uno svolge le funzioni di presidente. Il collegio è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale che ne indica anche il presidente e dura in carica cinque anni. Il collegio esercita le funzioni previste dall'articolo 6 della legge regionale n. 14 del 1995.
2. Al presidente e ai componenti del collegio sindacale competono i compensi previsti dal comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale).)
.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 34 è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32, a cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi totali numero 70 e 73; i sostitutivi parziali numero 71 e 84; i soppressivi parziali numero 80 e 72; gli emendamenti aggiuntivi numero 100, 74 e il 97, a cui è stato presentato il sostitutivo totale numero 103.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32 e dei relativi emendamenti:
Art. 32
Personale
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 il personale di ruolo dell'ERA Sardegna, con esclusione del personale proveniente dall'Istituto di incremento ippico, e il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari è inquadrato nelle dotazioni organiche dell'Agenzia AGRIS Sardegna con la salvaguardia del trattamento giuridico, economico e previdenziale in atto, ivi compreso quello integrativo. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 il personale di ruolo dell'ERSAT Sardegna e il personale di ruolo dell'ERA Sardegna proveniente dall'Istituto di incremento ippico è inquadrato nelle dotazioni organiche dell'Agenzia LAORE Sardegna con la salvaguardia del trattamento giuridico, economico e previdenziale in atto, ivi compreso quello integrativo.
2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti, fatta eccezione per il personale proveniente dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionali di categoria nei cui confronti continuano ad applicarsi i contratti medesimi.
3. Per l'espletamento dei propri compiti, all'ARGEA Sardegna è assegnato, nell'ambito della dotazione organica dell'Agenzia, con decreto dell'Assessore regionale agli affari generali, personale e riforma della Regione, un contingente di personale individuato tra quello appartenente all'Amministrazione regionale, agli enti regionali o alle agenzie regionali; i criteri per l'individuazione e l'assegnazione del personale sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione di concerto con l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
4. Il personale delle agenzie istituite dalla presente legge fa parte del comparto unico di contrattazione collettiva regionale, fatta eccezione per il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionali di categoria.
5. Al personale dell'Agenzia AGRIS Sardegna che svolge attività di ricerca si applica il disposto contenuto nel comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale n. 31 del 1998.
6. L'Amministrazione regionale e le agenzie per lo svolgimento delle funzioni, in attuazione del comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale n. 31 del 1998, come modificato dal comma 8 dell'articolo 20 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), possono disporre la mobilità temporanea del personale mediante intese che definiscono compiti, modalità, tempi e oneri che gravano sull'Amministrazione regionale o sull'agenzia di assegnazione. È inoltre consentito il trasferimento di personale, a domanda del dipendente o del dirigente, mediante accordo tra le agenzie interessate.
7. Con apposita norma della legge finanziaria regionale sono disciplinate forme di incentivazione per la cessazione anticipata dal servizio del personale.
EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - ARTIZZU - LADU - CAPELLI - CAPPAI - RASSU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 32
L'articolo 32 è così sostituito:
"Art. 32
Personale.
1. Le agenzie sono soggette alle disposizioni della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, e successive modifiche ed integrazioni e sono inserite nel comparto di contrattazione del personale dell'amministrazione e degli enti, disciplinato dalla medesima legge.
2. Il personale degli enti soppressi, indicati agli articoli 7 e 14 della presente legge, rimane inquadrato nella dotazione organica dei ruoli dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie, definita ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
3. Il personale di cui al comma 2 della presente legge, è inquadrato nella categoria e livello retributivo corrispondente a quella rivestita nell'ente di provenienza e conserva e mantiene la stessa sede di lavoro, posizione giuridica, economica, previdenziale ed assistenziale in atto alla data di applicazione della presente legge.
4. Al personale di cui al comma 2 della presente legge è mantenuto a titolo individuale il trattamento economico di maggior favore.
5. Per il personale proveniente dagli enti soppressi, il cui rapporto di lavoro sia regolato da contratti collettivi diversi da quello del comparto Regione - enti, si applica l'articolo ? comma 3 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
6. In sede di prima applicazione e fino all'approvazione delle dotazioni organiche delle Agenzie, il personale dei ruoli dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie, proveniente dagli enti soppressi indicati negli articoli 7 e 14 della presente legge, presta la propria opera presso le agenzie istituite dalla legge medesima. A seguito dell'approvazione delle dotazioni organiche delle agenzie, definite ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, il personale, proveniente dagli enti soppressi, eventualmente non incluso nelle dotazioni organiche delle stesse agenzie, rimane inquadrato nella dotazione organica dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie come definito dalla stessa legge regionale n. 31 del 1998 e successive modificazioni.
7. Per l'espletamento dei propri compiti, all'ARGEA è assegnato, con decreto dell'Assessore agli affari generali, personale e riforma della Regione, di concerto con l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, un contingente di personale individuato tra quello appartenente all'Amministrazione regionale, agli enti regionali o alle Agenzie regionali. I criteri per l'individuazione e per la selezione del contingente dovranno in ogni caso tenere conto delle funzioni svolte dal personale interessato dal provvedimento e l'eventuale trasferimento sarà vincolato alla volontarietà del dipendente.
8. Al personale delle agenzie si applica il disposto contenuto del comma 3 dell'articolo 58 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.
9. Il personale di cui al presente articolo, a decorrere dal nuovo inquadramento, sarà regolato dai contratti collettivi regionali che successivamente interverranno.
10. Con apposita norma della legge finanziaria regionale sono disciplinate forme di incentivazione per la cessazione anticipata dal servizio del personale.". (70)
EMENDAMENTO sostitutivo totale LA SPISA - SANJUST - RASSU - SANCIU - CAPPAI
Articolo 32
L'articolo 32 è sostituito dal seguente:
"1. Le agenzie operano mediante l'utilizzo del personale regionale, a tal fine alle Agenzie è assegnato, nell'ambito delle dotazioni organiche delle stesse, con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, un contingente di personale individuato tra quello appartenete all'Amministrazione regionale o agli enti regionali; icriteri per l'individuazione e l'assegnazione del personale sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
2. Il personale di ruolo dell'ERA Sardegna e dell'ERSAT Sardegna nonché il personale del Consorzio interprovinciale di frutticoltura di Cagliari, Nuoro, ed Oristano ed il personale del Consorzio per la frutticoltura di Sassari al quale si applica la disciplina prevista dalla legge regionale n. 31 del 1998 è trasferito, dalla data di scioglimento degli stessi nella dotazione organica dell'Amministrazione regionale con la salvaguardia del trattamento in atto, giuridico, economico e previdenziale, ed è inquadrato nella categoria e livello retributivo equivalente rivestito nell'ente di provenienza; conseguentemente la dotazione organica dell'Amministrazione è incrementata di un numero di posti pari al contingente di personale proveniente dagli enti soppressi.
3. Con apposita norma della legge finanziaria regionale sono disciplinate forme di incentivazione per la cessazione anticipata dal servizio del personale." (73)
EMENDAMENTO soppressivo parziale RASSU - CAPPAI - CAPELLI - LADU - VARGIU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - SANCIU.
Articolo 32
Al comma 2 dell'articolo 32 le parole successive alla frase:" 2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti," sono soppresse. (71)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPPAI - RASSU - CAPELLI - VARGIU - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - SANCIU - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA.
Articolo 32
Nel comma 4 dell'articolo 32 sono soppresse le parole "fatta eccezione per il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionale di categoria". (80)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPPAI - RASSU - CAPELLI - VARGIU - LADU - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - SANCIU - AMADU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA.
Articolo 32
Il comma 2 dell'articolo 32 è sostituito dal seguente:
"2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale 31 del 1998 e successive modificazione ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione e degli enti. Il personale proveniente dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Nuoro e Oristano e il personale proveniente dal Consorzio per la frutticoltura di Sassari, regolato con contratti collettivi nazionali di lavoro è inquadrato nella dotazione organica dell'agenzia Agris-Sardegna sulla base di una tabella di comparazione approvata con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione e continua a svolgere le funzioni e i compiti esercitati nell'ente di provenienza al momento di scioglimento dello stesso fino alla stipula del prossimo contratto regionale che dovrà prevedere le corrispondenti figure professionali.". (72)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Articolo 32
Il comma 2 dell'articolo 32 è sostituito dal seguente:
"2. Al personale delle agenzie si applicano le disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998 e successive modifiche ed integrazioni e i contratti collettivi regionali di lavoro dei dipendenti e dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti. In sede di prima applicazione, al personale proveniente dal Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e dal Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari con rapporto di lavoro regolato dai contratti collettivi nazionali di categoria, continuano ad applicarsi gli stessi contratti fino all'adozione, nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale, di una compiuta disciplina adeguata alle attività ed alle tipologie lavorative del personale medesimo.". (84)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Articolo 32
Al comma 4 dell'articolo 32 è aggiunta la seguente frase:
"fino all'adozione, nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale, di una compiuta disciplina adeguata alle attività ed alle tipologie lavorative del personale medesimo.". (100)
EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - LADU - VARGIU - PISANO - DEDONI - CASSANO - SANCIU -GALLUS - MURGIONI - DIANA - SANNA Matteo - MORO - XXX
Articolo 32
All'articolo 32, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente comma:
"4 bis. Nel caso di indizione di concorsi per il reclutamento di personale delle agenzie, deve essere riconosciuto adeguato punteggio ai fini della partecipazione ai concorsi stessi del personale dei soggetto convenzionati di cui al comma 1 dell'articolo 16 della presente legge.". (74)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento 97 RASSU - PETRINI - CAPPAI
Articolo 32
L'emendamento numero 97 è sostituito dal seguente:
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
7 bis. Le Agenzie AGRIS-LAORE-ARSEA di cui alla presente legge, sono autorizzate a rinnovare o prorogare fino all'espletamento dei concorsi pubblici, i rapporti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata e continuativa, secondo il contratto in atto presso gli enti soppressi ERA Sardegna, ERSAT Sardegna e Consorzi per la Frutticoltura della Sardegna alla data del 1° maggio 2006. Nei relativi concorsi faranno titolo le competenze professionali maturate nei rapporti predetti. (103)
EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Alberto - BIANCU - MARROCU - PORCU - LICHERI - BALIA
Articolo 32
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
"7. bis. Le agenzie previste dalla presente legge sono autorizzate a rinnovare o prorogare, sino all'espletamento dei primi concorsi pubblici, i rapporti di lavoro a tempo determinato e di collaborazione coordinata e continuativa, secondo il contratto in atto presso i soppressi ERA Sardegna, ERSAT Sardegna e Consorzi per la frutticoltura alla data del 1° Maggio 2006. Nei concorsi di cui al presente comma verranno valutate le competenze professionali maturate nei rapporti predetti.". (97).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, Assessori, signor Presidente della Giunta, colleghi, mi riallaccio, per iniziare, all'intervento del presidente Soru, che ho ascoltato un po' con dispiacere, a dire la verità, perché non è stato molto generoso nei confronti dell'atteggiamento dell'opposizione che, vorrei ricordarlo, ha permesso a tantissime leggi, e anche a questa, di arrivare in Aula in tempi abbastanza celeri e ha avuto un atteggiamento costruttivo e di miglioramento già dalla fase della Commissione.
Vorrei ricordare al presidente Soru, che non l'ha vissuto, che nella passata legislatura tutto ci si sarebbe potuto aspettare, ma con onestà - al suo fianco c'è un Assessore che potrebbe testimoniarlo - credo che nessuna persona intelligente che abbia vissuto quegli anni possa affermare, in onestà appunto, che quelli erano anni nei quali sarebbe stato possibile fare qualunque riforma. In quest'Aula non c'era nessuna maggioranza, abbiamo portato a compimento leggi importanti, come quella dell'ARPAS, in Commissione, non è stato possibile proprio per la situazione reale dell'Aula, portarla e farla approvare da questa Assemblea.
Lei Presidente è un Presidente fortunato perché grazie a questa che oggi è l'opposizione, in particolare al mio Partito per l'azione svolta in Aula, noi abbiamo permesso che si affermasse la legge nazionale, che è quella che ha consentito a lei di avere il premio di maggioranza, quello che le consente appunto di affrontare l'Aula, di imporre il suo volere all'Aula, e di governare, qualcuno dice con prepotenza, con arroganza, comunque di governare, era quello che noi volevamo, per dare ai sardi comunque un governo. Ma questa forza non le viene dalla maggioranza schiacciante dei voti dei sardi, le viene dalla volontà dell'Aula che ha imposto una legge che le ha regalato 14 consiglieri in più, oltre al risultato della volontà del popolo. Anche quello della volontà del popolo, per carità, perché la legge è la legge, e il popolo sapeva come votava, comunque sarebbe bastato un voto in più per darle questa maggioranza. Quindi non ci si può dire: "Perché voi non avete fatto", mi ci metto anch'io, è stato detto ai Riformatori, che forse sono il Partito che più degli altri avrebbe dovuto, o voluto, o saputo, o potuto impegnarsi per l'effettuazione delle riforme, perché queste venissero portate a compimento, cosa che oggi può essere fatta. E quindi questo un po' mi lascia perplesso, in più io vorrei dire, e ribadire, che non è vero che voi avete regalato ai rappresentanti dell'ARA la possibilità di avere dei titoli preferenziali per i concorsi, perché esiste già una legge, varata in passato, che dà ai rappresentanti, a coloro che abbiano lavorato in convenzione o per enti che lavorano comunque per la Regione, di maturare titoli per avere posti riservati nei concorsi della Regione. E questo esiste già Presidente, siccome i rappresentanti dell'ARA hanno lavorato, per anni, combattendo contro la lingua blu, coi veterinari, per esempio, delle AA.SS.LL. che entravano nelle stesse aziende a fare i vaccini, a portare avanti tutte le attività di prevenzione e di profilassi, loro hanno diritto già di partecipare ai concorsi pubblici, noi non gli abbiamo riconosciuto niente in questo caso, lo hanno già avuto in passato, se lo sono già sudato e conquistato.
In ogni caso, in quest'articolo 32, c'è per me un altro motivo di perplessità, al comma 4 che dice: "Il personale delle agenzie istituite dalla presente legge fa parte del comparto unico di contrattazione collettiva regionale, fatta eccezione per il personale del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e del Consorzio provinciale per la frutticoltura di Sassari, con rapporto di lavoro regolato da contratti collettivi nazionali di categoria…". Io sinceramente non faccio più parte ormai, in questa legislatura, della Commissione agricoltura, il mio Partito non ha più diritto a questo posto, l'ho sempre ricoperto con attenzione e con impegno, e quindi non riesco a capacitarmi del perché di questa dicitura, di come sia possibile, che persone che svolgono lo stesso lavoro, nello stesso ente, fianco a fianco, percepiscano emolumenti e abbiano contrattazioni diverse, e comunque siano trattati con disparità. Secondo me questo è un grave atteggiamento nei confronti dei lavoratori, e può essere causa di impugnative, di dispute, di ricorsi, e forse anche di qualcos'altro di peggio che può venire anche dal Governo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io volevo che ancor prima di passare alla votazione, se questo fosse possibile farlo, degli emendamenti in quanto proprio sul problema che il collega Liori ha testé presentato, sui lavoratori del Consorzio della frutticoltura, sono stati presentati alcuni emendamenti dalla minoranza e un emendamento, sostitutivo parziale, da parte della Giunta, che di fatto è una sintesi degli emendamenti presentati. Ecco, vorrei che l'Assessore desse una spiegazione, in quanto c'è il dubbio sui tempi in cui possono essere inquadrati questi lavoratori, cioè sui tempi che intercorrono da oggi alla contrattazione che verrà fatta per poter regolarizzare ed equiparare il trattamento economico, degli stessi lavoratori sullo stesso ente. Dopodiché, volevo portare l'attenzione anche sugli altri emendamenti, sul 103 che poi in effetti è un emendamento all'emendamento 104, sul personale precario, affinché appunto possano essere prorogati i rapporti di lavoro, sino a bandire i pubblici concorsi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie, Presidente. Mi rivolgo al presidente Soru, perché il problema relativo al personale dei Consorzi interprovinciali per la frutticoltura, sia quello di Cagliari, Oristano, Nuoro e quello di Sassari, nelle due finanziarie che abbiamo approvato sotto la sua Presidenza, sono stati sempre presentati degli emendamenti cercando di venire incontro a questo personale, perché fosse inquadrato nel personale del ruolo unico regionale. Ma questi emendamenti, venivano presentati nella precedente legislatura, stranamente, da chi oggi sta in maggioranza, e io son qui da sette anni e questo emendamento è sempre stato presentato.
Ormai è arrivato il momento, con questa legge di riforma, di dire basta a questa situazione assurda che si è venuta a creare all'interno dei Consorzi, nel senso che 180 dipendenti, fra i due consorzi, una parte del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro e un altro numero del Consorzio interprovinciale di Sassari, vengano inquadrati allo stesso modo degli altri. E' assurdo che, lavorando a fianco, due dipendenti abbiano due contratti diversi, uno quello dei regionali e l'altro quello delle cooperative agricole, o comunque contratti collettivi nazionali del settore privato. Ecco, noi abbiamo predisposto, come opposizione, una serie di emendamenti, abbiamo cercato anche di dialogare con la maggioranza, abbiamo cercato di dialogare con la Giunta, ci è sembrato che su questi emendamenti si possa, poi, arrivare in definitiva a un accordo. Io ho letto con attenzione l'emendamento numero 84 della Giunta, che potrebbe essere condivisibile, però, aggiungerei, Assessore, poi mi corregga se questo è possibile o non possibile, se è giusto o non giusto, aggiungerei - e quindi propongo un emendamento orale, Assessore - dopo le parole "…nell'ambito della prima contrattazione collettiva regionale" "di una compiuta disciplina adeguata alle attività e alle tipologie lavorative del personale medesimo, con prevalenza della normativa più favorevole al lavoratore". Questo perché, Assessore? Cercherò di spiegarlo. Purtroppo questa categoria di lavoratori non ha dirigenti sindacali che potrebbero difenderli in sede di contrattazione, perché appartenendo a una categoria di contrattazione diversa da quella dei regionali, potrebbe rischiare, dico potrebbe rischiare di essere tagliato fuori. Ecco, se le garanzie che l'Assessore darà, e se fosse possibile inserire questa frase, non avremmo difficoltà a ritirare i nostri emendamenti ed essere d'accordo con quello proposto dalla Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie, signor Presidente e onorevoli consiglieri. Penso che sia opportuno sanare un'anomalia, che era contenuta naturalmente all'interno del Consorzio per la frutticoltura, l'anomalia della coesistenza, oramai da diverso tempo, di due contratti di lavoro che interessavano due diverse componenti di questo ente.
Penso che questa esigenza sia accoglibile, solo che dobbiamo trovare le forme giuridiche che consentano di sanare questa anomalia e che consentano di portare, una volta che questo personale è entrato all'interno delle Agenzie, con il contratto di lavoro preesistente, dobbiamo trovare le condizioni giuridiche perché questo personale possa essere inserito all'interno della legge numero 31. L'emendamento che è stato presentato dalla Giunta regionale, l'84, prevede questa possibilità, ma io penso che, a sostegno ulteriore di questo convincimento e di questa volontà, si possa dire che nell'ambito del rinnovo contrattuale che si aprirà a settembre, negli indirizzi che la Giunta regionale darà al CORAN per il rinnovo del nuovo contratto regionale, ci sarà una parte dedicata specificatamente a questa questione. Verrà dato mandato al CORAN perché trovi gli elementi giuridici perché il personale che oggi ha un contratto di natura privatistica possa essere inserito definitivamente e stabilmente all'interno della legge numero 31.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Emendamento 70 è negativo, emendamento 73 negativo, emendamento 71 negativo, emendamento 80 negativo, emendamento 72 negativo, emendamento 84 positivo, emendamento 100 positivo, emendamento 74 negativo, emendamento 103 negativo, emendamento 97 positivo.[s1]
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Siccome avevo annunciato che, se le dichiarazioni dell'Assessore in quest'Aula fossero state rispondenti in qualche modo a ciò che erano anche le esigenze di questi lavoratori, oltre che nostre, avremmo ritirato gli emendamenti, gli emendamenti nostri vengono ritirati così evitiamo di ripetere una sfilza di no. Considerando che uno è quasi uguale a quello della Giunta l'avrebbe almeno potuto leggere, il Presidente, per evitare di dire no anche su quello.
PRESIDENTE. Quindi, sono tutti ritirati?
CAPPAI (U.D.C.) Sì, quelli che riguardano l'articolo 32, che riguardano il personale del Consorzio. Poi ci sono i vostri.
PRESIDENTE. Va bene. Allora, l'emendamento sostitutivo totale numero 70 è ritirato, l'emendamento sostitutivo totale numero 73, La Spisa, Sanjust e più, compreso l'onorevole Cappai, è ritirato, l'emendamento soppressivo parziale numero 71 è ritirato, l'emendamento soppressivo parziale numero 80 è ritirato, l'emendamento soppressivo parziale numero 72 è ritirato, l'emendamento aggiuntivo numero 74 è ritirato. L'emendamento numero 103 resta, è un sostitutivo totale del numero 97, dell'onorevole Rassu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Si può coordinare.
RASSU (F.I.). Si coordina perché la terminologia non era esatta.
PRESIDENTE. Se è possibile, valutatelo.
Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti rimasti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale numero 84.
Ha ragione, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Siccome avevo sollevato questo problema precedentemente e siccome avevo posto il quesito in merito al significato conclusivo dell'emendamento, volevo esprimere soddisfazione perché mi sembra che con un intervento preciso nei confronti del CORAN sia possibile risolvere questo problema che veramente ha tenuto in ansia diversi lavoratori. Quindi ovviamente voterò a favore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io voterò a favore del sostitutivo parziale numero 84, per quanto nella stesura dell'articolo e dell'emendamento rimangano ancora vaghi alcuni aspetti e si evidenzino anche delle contraddizioni. Cioè, il personale dei Consorzi interprovinciali per la frutticoltura è o non è dentro le Agenzie? E se è dentro le Agenzie, com'è possibile pensare, anche in sede di prima applicazione - lo dico pur avendo dichiarato il voto a favore -, a due posizioni distinte che sono motivate solo ed esclusivamente dalla provenienza? Questo è un elemento che, a mio avviso, pone problemi in sede di applicazione, e purtroppo… noi stiamo facendo una pessima esperienza da questo punto di vista perché ogni volta bisogna andare a difendere, poi magari qualche volta ci riusciamo, qualche altra volta è possibile che ciò non avvenga, ma non c'è dubbio che nella stesura stessa dell'emendamento e nella stesura stessa dell'articolo ci siano elementi che poi possono determinare il sorgere di contenzioso e anche ragioni, problemi, di natura costituzionale. Cioè, lavoratori che provengono pur da situazioni diverse (la Regione, l'Amministrazione regionale nel suo complesso, gli enti regionali, anche quelli di nuova costituzione, sono strapieni di questo tipo di vicende) sono retribuiti e hanno una previdenza e hanno un sistema di tutele distinto e diverso, non in ragione dell'attività che svolgono, non in ragione del fatto o meno di essere dipendenti dell'Agenzia, ma in ragione della provenienza, provenienza che peraltro non scelgono i lavoratori ma viene imposta dalla legge.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
RASSU (F.I.). Velocemente, per ringraziare l'assessore Dadea delle delucidazioni fornite e richieste dal sottoscritto che danno senz'altro rassicurazioni e serenità ai lavoratori dei Consorzi per la frutticoltura. Tutto qui.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Per esprimere il parere della Giunta sul coordinamento degli emendamenti numero 97 e 103 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, mi rivolgo all'onorevole Rassu, e naturalmente alla sua proverbiale sensibilità, nel senso che l'emendamento 103, che è sostanzialmente simile all'emendamento 97 e comunque il contenuto è sostanzialmente identico, e probabilmente sarebbe opportuno o che venissero coordinati o comunque, altrimenti, potrebbe essere ritirato.
MARROCU (D.S.). Si votano insieme e il testo è quello del 103.
BIANCU (La Margherita-D.L.). No, si votano insieme e il testo è quello del 97.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si votano insieme e possiamo...
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 97, che è abbinato al 103. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33. All'articolo 33 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 76 e 75.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 33
Entrate e patrimonio
1. Il patrimonio dell'Agenzia AGRIS Sardegna è costituito dai beni mobili e immobili degli enti soppressi di cui al comma 1 dell'articolo 7, con esclusione di quelli già appartenenti all'Istituto di incremento ippico riconosciuti strettamente funzionali alle attività attribuite all'Agenzia con atto ricognitivo approvato dal Presidente della Regione.
2. Il patrimonio dell'Agenzia LAORE Sardegna è costituito dai beni mobili e immobili dell'ERSAT Sardegna soppresso dal comma 1 dell'articolo 14 e da quelli già appartenenti all'Istituto di incremento ippico riconosciuti strettamente funzionali alle attività attribuite all'Agenzia con atto ricognitivo approvato dal Presidente della Regione.
3. Le agenzie provvedono alle proprie spese di funzionamento e di attività con le risorse derivanti dalle seguenti entrate:
a) il contributo ordinario a carico della Regione per i compiti previsti dalla presente legge e le spese relative al personale;
b) i contributi derivanti da normative comunitarie, statali e regionali;
c) i proventi derivanti da attività e servizi effettuati;
d) le rendite patrimoniali;
e) ogni altro introito.
4. Costituiscono entrate dell'Agenzia AGRIS Sardegna anche i proventi derivanti da contratti di ricerca stipulati con organismi pubblici o privati.
Emendamento sostitutivo parziale Cappai - Capelli - Rassu - Artizzu - Ladu - Vargiu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 33
Al comma 3 dell'articolo 33 le parole: "Le agenzie provvedono..." sono sostituite dalle parole: "Ciascuna agenzia provvede....". (76)
Emendamento sostitutivo parziale Vargiu - Rassu - Ladu - Capelli - Cappai - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 33
La lettera a) del comma 3 dell'articolo 33 è sostituita dalla seguente:
"a) il contributo ordinario ovvero specifica risorsa a carico del bilancio regionale assegnata secondo le procedure definite dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, per i compiti previsti dalla presente legge e per le spese relative al funzionamento e al personale.". (75).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 76 e 75 il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme al parere del relatore.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 34
Coordinamento delle agenzie
1. È istituito il Comitato di coordinamento tecnico e programmatico delle agenzie istituite dalla presente legge.
2. Il Comitato è costituito dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e dai tre direttori generali delle agenzie.
3. Il Comitato ha il compito di:
a) coordinare l'attuazione dei programmi elaborati dalle singole agenzie;
b) garantire il coordinamento tecnico e l'integrazione funzionale tra le attività attribuite alle agenzie;
c) organizzare, con cadenza periodica, attività di formazione per il trasferimento dei risultati della ricerca alle strutture preposte all'assistenza tecnica.
4. Alle riunioni del Comitato partecipano i direttori di dipartimento delle agenzie direttamente interessati agli argomenti in discussione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 35.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 35
Comitato interassessoriale
1. Per l'attuazione della presente legge è istituito un Comitato interassessoriale presieduto dall'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e composto dai rappresentanti dei seguenti Assessorati:
a) Assessorato regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione;
b) Assessorato regionale degli enti locali, finanze e urbanistica;
c) Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
2. Il Comitato coordina l'attività dei vari assessorati coinvolti nelle fasi di attuazione della legge con particolare riferimento alla istituzione e all'avviamento delle agenzie..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 36.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 36
Relazione alla Commissione consiliare
1. La Giunta regionale, entro il 31 maggio di ciascun anno, presenta alla competente Commissione consiliare una dettagliata relazione sull'attuazione dei programmi delle agenzie..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 37. All'articolo 37 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 77.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 37
Prima approvazione degli statuti e
delle piante organiche
1. Entro la data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 la Giunta regionale approva in sede di prima applicazione gli statuti delle agenzie nel rispetto della procedura prevista dall'articolo 28.
2. Entro la data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 la Giunta regionale approva in sede di prima applicazione le piante organiche delle agenzie.
Emendamento sostitutivo totale Artizzu - Capelli - Cappai - Ladu - Rassu - Vargiu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 37
L'articolo 37 è sostituito dal seguente:
"Art. 37
Prima approvazione degli statuti e delle piante organiche.
1. Nelle more d'approvazione degli statuti delle Agenzie valgono i regolamenti organici degli enti soppressi.
2. Nelle more di approvazione delle dotazioni organiche delle Agenzie, da definire secondo l'articolo 32 della presente legge, in sede di prima applicazione sono confermatele dotazioni organiche degli enti soppressi.". (77).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessoredell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 37. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 38. All'articolo 38 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 78 e sostitutivo parziale numero 98.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 38
Sportelli unici territoriali
1. L'Amministrazione regionale e le agenzie previste dalla presente legge organizzano le proprie strutture amministrative mediante la realizzazione di sportelli unici territoriali per la prestazione di servizi integrati a favore degli imprenditori agricoli e degli operatori della filiera agro-alimentare.
Emendamento soppressivo totale Vargiu - Ladu - Capelli - Cappai - Rassu - Artizzu - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Amadu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Sanciu.
Articolo 38
L'articolo 38 è soppresso. (78)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 38
Al comma 1 le parole "previste dalla presente legge organizzano" sono sostituite dalle parole "LAORE e ARGEA organizzano, sulla base di protocolli d'intesa,". (98).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 78 il parere è negativo, sul 98 è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 38. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame del Capo VI .
(Si riporta di seguito il titolo del Capo VI:
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 39. All'articolo 39 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 99.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 39
Proroga dei commissari
1. I commissari straordinari dell'ERSAT Sardegna e dell'ERA Sardegna sono prorogati fino alla data di scioglimento degli stessi.
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Biancu - Marrocu - Porcu - Licheri - Balia
Articolo 39
Al comma 1 le parole "I Commissari straordinari" sono sostituite dalle parole "Le gestioni commissariali". (99).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 39. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 40. All'articolo 40 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 79 e 85.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 40
Abrogazione di norme
1. Dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria della Regione per l'anno 2007 sono abrogate le seguenti leggi regionali e le loro successive modifiche ed integrazioni:
a) legge regionale 26 marzo 1953, n. 8 (Trasferimento dei poteri di vigilanza sull'Istituto zootecnico e caseario per la Sardegna dal Ministero dell'agricoltura e foreste alla Regione autonoma della Sardegna);
b) legge regionale 19 giugno 1956, n. 22 (Istituzione del Centro regionale agrario sperimentale);
c) legge regionale 6 febbraio 1952, n. 5 (Istituzione della Stazione sperimentale del sughero);
d) legge regionale 19 gennaio 1984, n. 5 (Trasformazione dell'ETFAS - Ente di sviluppo in Sardegna - in Ente regionale di sviluppo e assistenza tecnica in agricoltura (ERSAT));
e) legge regionale 28 maggio 1969, n. 27 (Statuto dell'Istituto incremento ippico della Sardegna);
f) l'articolo 35 della legge regionale n. 7 del 2005.
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano - Sanciu - Gallus - Murgioni - Diana - Sanna Matteo - Moro - Artizzu.
Articolo 38
Dopo l'articolo 40 è aggiunto il seguente articolo:
"40 bis. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui ale leggi regionali 11, 14 e 20 del 1995 e della legge regionale n. 31 del 1998.". (79)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale
Articolo 40
Dopo l'articolo 40 è aggiunto il seguente:
Art. 40 bis
Modifiche della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31
1. Al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, dopo le parole "...degli enti pubblici ..." sono aggiunte le parole "e delle agenzie".
2. Al comma 1 dell'articolo 69 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, dopo le parole "...i seguenti enti..." sono aggiunte le parole: "e Agenzie regionali:".
3. Nell'elenco di cui all'articolo 69 della legge n. 31 del 1998, al momento della soppressione delle lettere di cui agli enti non più esistenti vengono aggiunti all'elenco: "Agenzia AGRIS, Agenzia LAORE; Agenzia ARGEA."..) (85).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 79 il parere è negativo, sugli emendamenti numero 85 e 102 è favorevole.
PRESIDENTE. Ci fermiamo all'85, sul 40. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 41. All'articolo 41 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 102 della Giunta regionale.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:
Art. 41
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge valutati in euro 200.000 per l'anno 2006 e in euro 77.250.000 per l'anno 2007 e successivi si fa fronte per l'anno 2006 con quota parte delle risorse stanziate dal comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 (legge finanziaria 2006), e per gli anni 2007 e successivi con le risorse già destinate al funzionamento ed all'attività degli enti di cui si prevede la soppressione con la presente legge.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
Finanziamento agli enti strumentali ed ai consorzi per la frutticoltura-parte corrente
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle citate UPB S06.019 e S06.021 del bilancio della Regione per l'anno 2006 ed alle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Emendamento sostitutivo totale Giunta REGIONALE
Articolo 41
L'Articolo 41 è sostituito dal seguente
Art. 41
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge valutati in euro 300.000 per l'anno 2006 e in euro 77.250.000 per l'anno 2007 e successivi si fa fronte per l'anno 2006 con le risorse stanziate dal comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1, e per gli anni 2007 e successivi con le risorse già destinate al funzionamento ed all'attività degli enti di cui si prevede la soppressione con la presente legge.
2 Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006/2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
06 - AGRICOLTURA
in diminuzione
UPB S 06.021
Finanziamento agli enti strumentali ed ai consorzi per la frutticoltura - parte corrente
2006 euro 300.000
2007 euro 450.000
2008 euro 450.000
in aumento
UPB 506.019
Consulta agricola e spese per l'avvio delle agenzie agricola
2006 euro 300.000
2007 euro 450.000
2008 euro 450.000
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge fanno carico alle citate UPB S06.019, S06.021 del bilancio della Regione per l'anno 2006 ed alle UPB corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.". (102).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Siamo arrivati all'articolo 41 è l'1 e 10 , e io penso che fra qualche attimo tutti quanti fuggiranno, e abbiamo depositato una mozione con 40 firme che riguarda una situazione di particolare gravità, cioè il conflitto in corso in Libano. E' una mozione che ha un senso se viene discussa e approvata questa sera, che non può essere rinviata a dopo le vacanze. La norma finanziaria, secondo me, è scritta benissimo, e questa legge merita di essere approvata velocissimamente, come di fatto, poi, tutto sommato si è fatto. Però sarebbe gravissimo se noi andassimo via senza discutere, e senza approvare, la mozione che è stata presentata sulla situazione in Libano, sulla necessità di intervento umanitario, così come da più parti, a livello internazionale, richiesto e sostenuto.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Uras, concludiamo il nostro lavoro sulla legge e poi affrontiamo questo problema della mozione, di un ordine del giorno che è stato presentato. Quindi, sebbene l'ora sia tarda, andiamo con ordine e vediamo di condurre il nostro lavoro fino a conclusione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Cuccu, va bene, l'onorevole Uggias anche, va bene. Siamo alla norma finanziaria, all'articolo 41 e all'emendamento sostitutivo totale 102.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà a parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
(E' approvato)
Votazione finale della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, è stato presentato un ordine del giorno, è qui nei banchi della Presidenza, l'ordine del giorno La Spisa, Vargiu, Capelli, Artizzu e più. E' stato distribuito, lo conoscete, siamo sull'ordine del giorno colleghi.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:ORDINE DEL GIORNO LA SPISA - VARGIU - CAPELLI - ARTIZZU - LADU - SANCIU - RASSU - PETRINI - CONTU - CAPPAI - MORO - LIORI - DIANA sulla grave situazione in cui versano numerosi agricoltori a causa delle tariffe praticate dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
Prendendo atto:
- della grave situazione in cui si trovano i tantissimi agricoltori ai quali sono stati notificati dal Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale gli avvisi di pagamento relativi al saldo del servizio irriguo per l'anno 2001, in misura pari a 491 euro per ettaro;
Considerato che:
- per lo stesso esercizio era stato richiesto un primo acconto pari a 217 euro/ha ed un secondo acconto pari a 110 euro/ha, per un totale di 818 euro/ha. A tale importo occorre aggiungere la quota manutenzione, pari a 28 euro/ha e la quota istituzionale, pari mediamente a 39 euro per azienda;
- il saldo previsto per la gestione irrigua dell'anno 2002 è di 1424 euro/ha: ancora più elevato rispetto agli anni precedenti e riferibile ad una erogazione molto limitata nella quantità e nella estensione territoriale del servizio reso;
Rilevato che:
- gli importi richiesti sono frutto di una semplice divisione tra ì costi sostenuti dal Consorzio e il numero di utenti consorziati;
- lo stesso Consorzio di bonifica ha chiesto e ottenuto dal bilancio regionale uno stanziamento supplementare di risorse, per far fronte alle proprie carenze finanziarie;
- i costi attuali non sono né compatibili con il servizio reso, né sopportabili dai consorziati; gli stessi costi derivano da. un deficitario sistema strutturale, non attribuibile certamente agli operatori agricoli, evidenziato dal fatto che su 55.000 ettari attrezzati con impianti irrigui in esercizio, solo 12.000 ettari sono irrigati annualmente;
Sottolineato che:
- la continua emissione di avvisi di pagamento, relativi ad annualità e capitoli di bilancio diversi, ha il solo emetto di generare allarme e confusione, non raggiungendo invece il risultato di un effettivo miglioramento della situazione finanziaria;
- la legge regionale n. 5 del 2006, collegata alla manovra finanziaria, ha previsto stanziamenti a favore dei Consorzi, ma ad oggi non è ancora chiaro l'importo esatto destinato al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, quali destinazioni d'uso abbia e quale impatto avrà nell'abbattimento dei costi relativi agli esercizi dal 2001 al 2005;
- il Consorzio stesso vive una fase di forte tensione anche nella gestione del personale, che subisce forti e ingiustificati ritardi nei pagamenti delle retribuzioni mensili;
Appreso che:
- il bilancio di previsione del 2006 prevede ulteriori aumenti dei tributi a carico dei consorziati; è necessario un piano di ristrutturazione che renda il Consorzio funzionale alle esigenze delle imprese agricole e del territorio;
Considerato, infine, che:
- la valutazione delle modalità di utilizzazione dell'acqua in agricoltura non può essere disgiunta dalla considerazione dell'agricoltura stessa come attività di interesse generale, non solo per motivi sociali, come sostegno vitale di molti territori, ma anche per ragioni ambientali, legate al valore di un sistema corale equilibrato, per cui le buone pratiche agricole devono essere riconosciute e sostenute;
- manca tuttora, in Sardegna, una sostanziale uniformità delle tariffe consortili sull'intero territorio regionale, con differenze del costo della gestione irrigua fra i diversi comprensori che variano, in modo sensibile, da un minimo di 100 euro/ha ad un massimo che segna i 500 euro/ha,
impegna la Giunta Regionale
- ad istituire immediatamente un tavolo di concertazione con le organizzazioni agricole e sindacali per affrontare tutti i problemi gestionali (tariffe e gestione del personale) del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale;
- a valutare, conseguentemente, l'opportunità di sospendere degli avvisi di pagamento notificati, di rideterminare di tariffe eque e forme di pagamento rateizzate;
- a elaborare un piano di ristrutturazione del consorzio, che individui strategie gestionale adeguate alla realtà del sistema irriguo di riferimento;
- a risolvere i problemi di natura finanziaria, indicando gli impegni da assumere nella prossima manovra finanziaria. (1).)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno può essere illustrato. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarlo.
LA SPISA (F.I.). L'ordine del giorno…
PRESIDENTE. Chiedo scusa un secondo. Onorevole La Spisa, l'ordine del giorno non è stato presentato durante la discussione generale, è stato presentato dopo, quindi non può essere illustrato. Io le avevo dato la parola erroneamente.
LA SPISA (F.I.). Sì, va bene.
PRESIDENTE. Sì, grazie, lei a quest'ora diventa buono! E' il comma 5 dell'articolo 122. Comunque la presidente Lombardo può essere anche più veloce di me nel citare commi e articoli, insomma. Va bene. Quindi dobbiamo porre in votazione l'ordine del giorno.
Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Veramente non l'abbiamo preso in esame, Presidente, l'ordine del giorno. Comunque, io credo che…
PRESIDENTE. All'Aula, onorevole, se…
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Sì, un'opinione personale che noi abbiamo nel programma dei lavori della Commissione agricoltura, come seconda legge da esaminare e da esitare da parte della Commissione, quella di riordino e di riforma dei consorzi di bonifica. Cioè, noi abbiamo, come Consiglio regionale, fronteggiato una situazione di grande emergenza con due interventi finanziari, uno in finanziaria e un altro nel maxi collegato. Abbiamo messo a disposizione risorse molto ingenti che sono servite e serviranno per fronteggiare l'emergenza dei consorzi. Io credo che poi a questa situazione gravissima dobbiamo mettere mano approvando la riforma e dando una risposta seria agli agricoltori, ecco, quindi io credo che questo Ordine del giorno non sia da accogliere, perché non dà risposte ai problemi che invece vanno affrontati come li stiamo affrontando.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Il parere della Giunta è conforme a quanto detto dal Presidente della Commissione per le stesse motivazioni, perché le attività che qua vengono sollecitate sono tutte già sufficientemente attivate e per quanto riguarda l'aspetto…
PRESIDENTE. Non è aperta una discussione, Assessore.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Quindi, dovete dire il parere rapidamente. Grazie.
FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme.
PRESIDENTE. Quindi, siamo alla votazione dell'ordine del giorno.
Ordine del giorno numero 1. Chi è favorevole? Che cosa, onorevole La Spisa?
LA SPISA (F.I.). C'è un'irregolarità.
PRESIDENTE. Ho una lunga serie di iscrizioni, non capisco più se sono iscrizioni per dichiarazione finale di voto. Ho una lunga sfilza, onorevole La Spisa. No, no, ce ne sono tre, prima di lei. Non è il primo, capisce.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Lo sta mettendo in votazione, il fatto che non fossi il primo non credo che possa far risparmiare l'obbligo di dare la parola per dichiarazione di voto. Brevissima, per annunciare il voto favorevole naturalmente, ma anche per dichiarare come minimo uno scontato stupore per la superficialità che ha manifestato il Presidente della Commissione riguardo a quest'ordine del giorno. Non so se l'abbia letto, francamente. Però, il Presidente della Commissione dice che è un ordine del giorno che non risolve il problema, che lo state risolvendo voi il problema. Per ora non avete dimostrato di aver risolto questa questione. Abbiamo ricevuto notifiche ripetute da parte della Giunta che tutto era a posto, che questi avvisi di pagamento erano praticamente da considerarsi inutili o comunque non certamente approvati dalla Giunta. Non ci risulta che sia così, ci risulta che la distribuzione delle risorse sia avvenuta o stia venendo con grave ritardo, sono passati molti mesi dal momento in cui le risorse sono state stanziate. In ogni caso noi abbiamo registrato da indegni rappresentanti del popolo sardo in questa Assemblea e da parte delle organizzazioni di categoria un allarme molto forte per una confusione, una forte preoccupazione da parte degli agricoltori riguardo alle bollette molto alte che ricevono. Questo ci ha indotto a chiedere che l'Assemblea si pronunciasse su questo argomento. Non l'avete voluto fare neanche quando vi abbiamo segnalato l'opportunità magari di fare anche un ordine del giorno unitario, magari modificando il contenuto di questa proposta. Non volete sentire nulla, siete convinti che tutto vada bene così come lo state affrontando voi. Saranno poi i cittadini, di volta in volta, a manifestare concretamente se è vero quello che con tanta enfasi dite oppure se invece rimane un'amara verità e che su tanti problemi siete totalmente assenti, così come in questo.
PRESIDENTE. Dunque, non capisco se l'onorevole Vargiu è iscritto per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io annuncio il voto favorevole all'Ordine del giorno e chiedo anche la votazione con lo scrutinio elettronico palese. Devo dire che mi stupisce che quest'ordine del giorno non sia stato preso in considerazione con la serenità dovuta e con la disponibilità dovuta. Mi stupisce anche perché lo spezzone di intervento che l'Assessore dell'agricoltura ha tentato di fare, se non ho capito male, aveva come fondamento la considerazione che sugli impegni che venivano richiesti dalla Giunta in realtà la Giunta era già attiva e disponibile. Allora, siccome non credo che possa essere contestato alcunché nel dispositivo dell'ordine del giorno, cioè nella parte che precede il dispositivo dell'ordine del giorno, cioè nella presa d'atto, nelle considerazioni, nelle valutazioni. Sono tutte considerazioni oggettive sulle quali anche le interlocuzioni verbali avvenute con molti dei colleghi della maggioranza non consentono di negare quella che è, in questo momento, la situazione di grave sofferenza degli agricoltori che sono associati al Consorzio di bonifica, obbligatoriamente associati al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale; per cui se sulla base delle considerazioni che venivano fatte, quello che è l'impegno richiesto alla Giunta regionale e che è un impegno, direi, del tutto conseguente rispetto alla situazione che stanno vivendo gli agricoltori del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, se l'impegno, appunto, è talmente accettato che già la Giunta è in azione per risolvere, secondo quelle che sono le indicazioni dell'ordine del giorno, le criticità, beh, io penso che l'ordine del giorno potesse essere tranquillamente accettato sia dal Presidente della Commissione sia dall'Assessore, e sarebbe stato un modo per concludere la discussione di oggi anche più consono al tono complessivo della discussione.
Quindi, sono stupito della chiusura che c'è nei confronti dell'ordine del giorno, assolutamente ragionevole, assolutamente sensato, sollecitato e stimolato dalla situazione che gli agricoltori del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale stanno vivendo in questi giorni. Mi spiace che non ci sia una sensibilità nell'accogliere sia le considerazioni di base sia soprattutto il dispositivo dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Onorevole Diana, sull'ordine del giorno o sulla legge?
DIANA (A.N.). Sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sull'ordine del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, sull'ordine del giorno. Certo, vorrei dire, è sconcertante che si sia demandato al Presidente della Commissione agricoltura il parere di una maggioranza, Presidente della Commissione che ha ammesso di non conoscere assolutamente quest'ordine del giorno, di non averne preso visione, di aver fatto una figura barbina. Ora, io non voglio infierire sul Presidente della Commissione, sarebbe anche troppo facile, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa in questo momento. Le considerazioni…
MARROCU (D.S.). Ha detto semplicemente che è arrivato dopo che la Commissione si è riunita.
DIANA (A.N.). Onorevole Marrocu, non è chiamato in causa lei.
Le considerazioni sull'Ordine del giorno e sul voto della legge che dobbiamo andare ad approvare in via definitiva non le faremo in quest'Aula, perlomeno io non le farò in quest'Aula. Saranno oggetto di discussione e di esternazione da parte nostra, domani, perché non è assolutamente possibile che una maggioranza come la vostra possa assumere nei confronti, non dell'opposizione, non della minoranza, ma di un gruppo di consiglieri, comunque, che si è fatto carico di sentire agricoltori importanti, per i quali voi non avete avuto e non avete nessun riguardo. Allora, non considerare le cose che sono scritte in questo ordine del giorno e rimandare ai lavori della Commissione, onorevole Sanna, io non lo so quando lei avrà la fortuna di approvare un'altra legge col suo nome in quest'Aula, perché credo che saremmo veramente molto più drastici e molto meno accondiscendenti di come non siamo stati oggi. Lei di questo non ha tenuto conto, non è stato assolutamente da parte nostra oggetto di grandi contrarietà, proprio, l'abbiamo appena appena considerato e riconosciuto solo nel suo ruolo, ma nient'altro. Beh, questo comunque che vale per il Consorzio della Sardegna meridionale le assicuro che è un argomento che vale anche nel suo territorio e le considerazioni che ha fatto lei, ovviamente, saranno conosciute nelle sedi opportune, saranno divulgate in modo che comunque tutti gli agricoltori sappiano, tutti gli agricoltori della Sardegna sappiano qual è l'atteggiamento in questo caso suo, perché si è fatto carico, e non l'avrebbe dovuto fare, di bocciare o di non prendere in considerazione quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). La votazione per scrutinio elettronico palese l'ha già chiesta il collega Vargiu. Non sarei voluto intervenire perché ho ritenuto che il fatto che quest'ordine del giorno non sia stato preso in considerazione mi faceva pensare che il problema fosse già risolto, così mi era sembrato di capire da una dichiarazione fatta ieri dal Capogruppo del partito di maggioranza relativa all'interno del centrosinistra, l'onorevole Siro Marrocu, che ha detto ieri, non volendo incontrare gli agricoltori, cioè gli utenti del Consorzio di bonifica, non li ha voluti incontrare e ha detto: "in quanto la Giunta ha già deliberato". Ecco noi chiediamo altre cose nell'ordine del giorno, chiediamo altre cose per evitare che altre aziende vadano a finire sul lastrico, perché ci sono aziende che sono state chiamate, Presidente, a pagare 1.741 euro ad ettaro, e ritengo che sia un problema del quale noi ci dobbiamo fare carico.
Ma mi rivolgo a lei, Presidente, quando approviamo le leggi, poi le leggi devono avere un excursus, all'articolo 7 della finanziaria del 2005, c'è un titolo: "Interventi di risanamento finanziario dei Consorzi di bonifica e interventi di sviluppo rurale". Al comma 2 dice: "Il Piano è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare. La Giunta regionale entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge approva un apposito disegno di legge di riordino, riforma e razionalizzazione dei consorzi di bonifica". A tutt'oggi questo piano non c'è, e il presidente Sanna dice: "Tanto fra poco andremo ad esaminare le proposte di legge che ci sono giacenti". Quelle proposte di legge sul riordino dei consorzi di bonifica, presentate peraltro prima dalle opposizioni, giacciono lì da un anno. Ritenevamo e ritenevate un anno fa che il riordino dei consorzi di bonifica fosse una legge urgente, non l'avete voluta portare in discussione e la carenza è vostra. Agli agricoltori andremo a dirlo che il riordino non c'è stato, perché la Giunta regionale da lei presieduta non ha presentato il piano, ma soprattutto in quest'occasione, non vuole sentire del problema presente in questi giorni, perché a giorni scadono quelle bollette, e la Giunta potrebbe intervenire per bloccarle dal momento che ha già adottato la delibera. Questo c'è scritto nell'ordine del giorno. Non è stato preso in considerazione, ne prendiamo atto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo. Dell'ordine del giorno presentato può essere accolta come suggerimento, come raccomandazione la parte che invita ad un avvio di un processo di ristrutturazione dei consorzi di bonifica, che è appunto la legge giacente in Commissione che rapidamente dovrebbero portare in Aula. Lo stanziamento che è stato fatto nel bilancio 2006 è di oltre 66 milioni di euro per gli anni 2001 e 2005, cioè stiamo parlando degli anni precedenti a questo, per abbattere i costi. E' evidente, che siccome questi soldi sono integrativi di quelli che abbiamo stanziato in quegli anni, questi consorzi sono costati una cifra enorme alla comunità regionale, ed è il secondo risanamento in 15 anni che si fa perché ce ne fu un altro precedente nella legislatura '94-'99 dove ci fu un risanamento delle passività del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. E' evidente che la raccomandazione ad avviare rapidamente la ristrutturazione del Consorzio è indispensabile perché altrimenti, fra quattro anni, chi ci sarà dopo di noi dovrà fare un altro risanamento di queste dimensioni.
L'altro, devo essere sincero, il collega La Spisa me l'ha proposto, io mi sentirei ridicolo ad affrontare un ordine del giorno nel quale chiedo a me e alla Giunta di fare ciò che ho già fatto. Primo: abbiamo stanziato le risorse per risanare. Secondo: la Giunta ha già sospeso le bollette e ci sono atti formali della Giunta che chiedeva la sospensione dell'emissione delle bollette, e nessun agricoltore dal 2001 ad oggi ha pagato più di 217 euro ad ettaro di tariffa. Secondo, le risorse sono state ripartite, ma perchéè la ripartizione delle risorse è avvenuta una settimana fa? Perché i consorzi non erano in grado, questi consorzi che vanno riformati, neppure di dire quanto avevano speso per manutenzione ordinaria e straordinaria, perché non avevano neppure bilanci messi a posto, dopo che sono state stanziate sino a che le risorse non arrivano materialmente al consorzio, cioè dalla settimana scorsa ci passano solitamente 15 giorni ad andare in ragioneria a fare il mandato e arrivare in banca, e i consorzi non fanno una variazione di bilancio non facendo la variazione di bilancio, si tratta di due o tre giorni ancora, non possono essere fatti gli atti formali di annullamento e non più di sospensione delle bollette che sono state invece inviate. Però nessun agricoltore ha pagato, gli atti di sospensione ci sono, i soldi ci sono e sono stati stanziati, sono stati già ripartiti a tutti i consorzi di bonifica dalla Giunta regionale e non è solo la parola dell'Assessore, ma sono atti che sono su Internet, si può entrare e vedere le delibere, è in ragioneria per il mandato, i consorzi stanno aspettando formalmente l'annuncio che le risorse sono state ripartite anno per anno, che mi sembra che sia stato fatto l'altro ieri dalla Giunta regionale, ci sarà una variazione di bilancio e quella che oggi è una sospensione sarà un atto formale di annullamento.
Ecco perché la denuncia può essere accolta come raccomandazione che occorre riformare questi consorzi per il disastro che è stato prodotto fino ad oggi e l'altra invece è una cosa a cui insieme abbiamo adempiuto, perché gli emendamenti che stanziavano i 66 milioni di euro li abbiamo votati insieme, li abbiamo votati tutti all'unanimità, quelli del Consorzio di bonifica e quindi non possiamo chiedere di fare ciò che abbiamo già fatto. Quello che va accelerato è l'iter amministrativo, ma ormai è già chiuso dalla Giunta regionale, dalla Ragioneria, e quello che ho fatto è una raccomandazione alla Commissione che dopo avere riformato niente riformi i consorzi di bonifica… Quindi io personalmente chiederei il ritiro dell'ordine del giorno e la Giunta accettare la raccomandazione di dare priorità a quest'aspetto di riforma, e noi come maggioranza, e ritirare l'ordine del giorno perché si è già potutoo accertare che alla vostra richiesta si è dato già corso.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, l'invito dell'onorevole Marrocu non è accolto, quindi si vota con il sistema elettronico, come richiesto. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - URAS - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 56
Astenuto 1
Maggioranza 29
Favorevoli 14
Contrari 42
(Il Consiglio non approva).
Siamo alla votazione conclusiva della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Brevissimo, però penso che dopo alcuni mesi di lavoro non sia tempo sprecato sottolineare quelli che sono gli aspetti positivi del lavoro che abbiamo fatto. Io penso che abbiamo dato, stiamo dando con questa legge strumenti idonei e migliori per proiettare un'agricoltura moderna e per dare anche risposte al mondo agricolo, che ormai sentiva molto distanti gli strumenti che aveva a disposizione, che erano i sette enti che con questa legge stiamo sopprimendo.
Ecco, quindi, l'aspetto più qualificante di questa legge è senz'altro il fatto che abbiamo trovato il modo di creare delle sinergie fra gli strumenti a disposizione del mondo agricolo, creare delle sinergie tra ricerca, sperimentazione e anche attività di assistenza tecnica e anche quella di istruttoria e di pagamento delle pratiche; siamo riusciti a metterle assieme, li abbiamo ridotti, abbiamo anche trovato un momento in cui possono essere tra di loro coordinati. Diamo delle garanzie al personale dell'ARA, gli riconosciamo un ruolo, un ruolo che già aveva, glielo riconosciamo in maniera pubblica, perché diciamo che quello strumento lì, che era già in mano all'amministrazione regionale, diventa uno strumento che è codificato nella stessa norma come strumento dell'amministrazione regionale perché abbiamo definito l'attività di assistenza tecnica in zootecnia un'attività che viene garantita dal servizio pubblico e riusciamo a valorizzare anche quelle professionalità che sono notevoli e che abbiamo contribuito a formare. Allo stesso tempo riusciamo a dare garanzie notevoli al personale. Avevamo un certo numero di personale precario (specie nel CRAS, ma non solo nel CRAS, anche nei consorzi, anche nell'ERSAT), questo personale precario finalmente lo facciamo entrare a pieno titolo nella macchina regionale, attraverso degli strumenti che sono quelli, ovviamente, della selezione pubblica, ma riconoscendo quella che è una professionalità che hanno maturato e poi abbiamo la possibilità di eliminare quella che era una disparità di trattamento di personale che svolgeva le stesse mansioni e aveva un trattamento contrattuale, giuridico, economico differente, che era il personale del consorzio di frutticoltura. Ecco, penso che aspetti di questo tipo debbano essere anche enfatizzati, perché una coalizione di centrosinistra interviene su argomenti sui quali si è dimostrata sempre una certa sensibilità: il precariato, la possibilità che ci sia un adeguato riconoscimento della professionalità, riconoscimento che dev'essere non solo economico, ma anche riconoscimento di tipo giuridico. Ecco, tutte queste cose - per farla breve, perché siamo in sede di dichiarazioni di voto e sono anche le 2 meno 20 - in sintesi sono gli aspetti qualificanti di questa norma. Adesso la stiamo mettendo nelle mani della Giunta regionale che ha il potere di indirizzo…
SANCIU (F.I.). Eh, gi seisi a postu!
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Sono mani buone!
PRESIDENTE. Prego, onorevole, concluda.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). … funzioni di coordinamento e di indirizzo. Insomma, gli strumenti penso che siano idonei. Non sarà una Ferrari, ma forse avevamo bisogno, anziché di una Ferrari, di una macchina con un passo corto, ma che sapesse fare anche le salite, oltre che le discese.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Anch'io sarò molto breve, anche nell'ottica di ciò che chiedeva il collega Uras. Vogliamo candidarci ad essere la Regione del Mediterraneo, non possiamo rimanere indifferenti a ciò che succede alle porte di casa nostra.
Il discorso parte, seppure velocemente, da diverse posizioni, presidente Soru, e il lavoro che abbiamo fatto in quest'Aula credo che sia proprio l'estrinsecazione di una volontà che in maniera uniforme, pur partendo da posizioni differenti, ci trova alla ricerca di un punto di equilibrio, di un punto d'incontro nell'ottica sia del programma, ma soprattutto di obiettivi comuni che in questa legge abbiamo raggiunto. Li abbiamo raggiunti con soddisfazione, devo dire anche grazie al lavoro in tandem che hanno fatto l'assessore Foddis e l'assessore Dadea e che ha visto nella Margherita, sicuramente, uno dei grandi protagonisti di questo lavoro. Forse è il protagonista che ha fatto più sacrifici rispetto alle posizioni di partenza, perché vorrei ricordare che noi siamo partiti da posizioni apparentemente conflittuali, ma siamo arrivati con soddisfazione alla definizione di questo equilibrio e di queste tre Agenzie; abbiamo dato - e di questo possiamo dire di essere fortemente soddisfatti - un segnale di attenzione nei confronti del personale. Se non avessimo effettuato questo lavoro sicuramente, in questi giorni, avremmo avuto alle porte del Consiglio regionale una bagarre che voi potete immaginare quale sarebbe stata. E' stato invece un segnale importante che questa coalizione abbia rassicurato, rasserenato centinaia, anzi migliaia di lavoratori. Abbiamo dato un segnale di decentramento. Abbiamo dato un segnale di attenzione verso uno strumento che sarà lo strumento, il collega Cuccu parlava di macchina, io poco fa ho parlato di tandem, e vorrei concludere con una battuta dicendo che questa è una bella bicicletta, assessore Foddis, adesso ha da pedalare, abbiamo da pedalare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Data l'ora tarda rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Io volevo, a nome della maggioranza, esprimere grande soddisfazione per il lavoro che è stato realizzato, ringraziare tutto il Consiglio regionale, anche naturalmente i colleghi dell'opposizione che hanno svolto il loro ruolo in Commissione e in Aula, e hanno contribuito, anche con il loro contributo critico, a migliorare la proposta che è stata approvata dalla Commissione. Un ringraziamento particolare voglio rivolgere anche agli assessori Foddis e Dadea, e a tutta la Giunta per il contributo che ha dato in tutti questi mesi di lavoro. Non è stata una passeggiata. Abbiamo percorso questo processo tutti assieme, siamo arrivati a un risultato, a mio parere, estremamente importante, diamo alla Sardegna e all'agricoltura sarda una legge che ha una valenza storica perché chiude con tutta una lunga fase e ne apre una nuova che mette a disposizione uno strumento moderno ed efficace per riformare un sistema che era arrivato ormai al capolinea. Io credo che dobbiamo essere tutti soddisfatti, al di là del ruolo e della funzione che svolgiamo, di questo risultato. Quindi voto a favore con questo spirito e con questi sentimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. Solamente per ringraziare molto sentitamente gli Assessori e il presidente Alberto Sanna, a cui va riconosciuto un ruolo importante, di aver favorito la sintesi che ha trovato unita la Commissione e l'intera maggioranza che è partita da posizioni, come è stato ricordato, anche diverse. Ringrazio l'intero Consiglio regionale, ringrazio la minoranza che, come ha ricordato l'onorevole Liori nel corso del dibattito, ha avuto un comportamento costruttivo, ha dato il suo contributo anche nelle modalità di partecipazione ai lavori della Commissione e nella pacatezza, comunque, con cui si è svolto questo dibattito in questi giorni. Mi scuso se ho avuto un momento di dispiacere per aver sentito solamente delle… mai direi accolta con favore questa legge, che, invece, penso sarebbe stata una legge migliore se avesse avuto la partecipazione più convinta dell'intero Consiglio regionale.
Condivido quanto è stato ricordato anche con la mozione che è stata presentata e che non è stata accolta favorevolmente, l'importanza di proseguire il dibattito, la discussione, le riforme degli enti agricoli approvando con urgenza la riforma dei consorzi di bonifica. E' un argomento ampiamente sentito, promesso da questa maggioranza e che ci impegniamo tutti a portare a conclusione nel più breve tempo possibile. I consorzi di bonifica parlano di acqua, del costo dell'acqua e della disponibilità dell'acqua e quindi è altrettanto urgente portare a compimento una riforma, sentita da decenni da questa Regione, che è quella dell'autorità di bacino e dell'ente unico dell'acqua per la multifunzione, per fare in modo che non ci siano più consorzi di bonifica che hanno l'acqua e non la pagano e consorzi di bonifica, invece, che non l'hanno e la pagano, e che ci siano agricoltori trattati in maniera diversa in Sardegna. Per far sì, anche, che non ci sia acqua sciupata da qualche parte, mentre nel resto della Sardegna muoiono di fame, o che ci sia acqua trattata diversamente laddove l'agricoltura, qualche volta, pur avendone avuto bisogno strettissimo e urgente, non l'ha avuta a disposizione.
Oggi il Consiglio regionale ha approvato una legge importantissima, io mi congratulo, veramente, sono felice di questo, credo che serva abbondantemente, sia importante per il sistema agricolo sardo, che tutti amiamo e vogliamo rilanciare. Sono certo che il Consiglio regionale approverà nei prossimi mesi il compimento di questa riforma che va assieme alla riforma dei Consorzi di bonifica, di cui non vorremmo più parlare di piani straordinari di risanamento con il compimento della riforma dell'acqua. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 192-193-233-235/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Liori ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CAPPAI - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 44
Contrari 13
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Bene, colleghi, c'è un ultimo adempimento. E' stata richiesta, ai sensi del comma 2, dell'articolo 114, l'ammissione in Aula di una mozione che è stata presentata con le caratteristiche di urgenza, primo firmatario l'onorevole Davoli, sul conflitto in Libano. Come sapete, in base al Regolamento, ove la Giunta regionale si dichiari favorevole, la discussione sulla stessa può avvenire immediatamente.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Va bene, la Giunta è favorevole, la discussione, quindi, può avvenire immediatamente.
(Si riporta di seguito il testo della mozione numero 86:
.)
PRESIDENTE. Due oratori possono parlare a favore, due contro, cinque minuti di tempo a disposizione. Ha facoltà di parlare il consigliere Davoli.
DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. Se si ride posso anche smettere, mi rendo conto che l'ora è tarda e forse non c'è neanche l'attenzione sufficiente per ragionare con un po' di lucidità...
PRESIDENTE. Colleghi, posso chiedervi di stare seduti? Grazie.
DAVOLI (R.C.). ...su un argomento che avrebbe meritato sicuramente ben altra attenzione. Ma non possiamo andare via da quest'aula, non possiamo andare via in vacanza se non esprimiamo almeno, pur brevemente, una valutazione, un parere, un giudizio su quello che accade in un paese non molto lontano da qui, il Libano, il paese dei cedri. Così come non possiamo dimenticare le strazianti immagini dei bambini di Cana, no, non possiamo dimenticarle! Tutti chiedono una pace duratura, però da una parte si insiste che non ci deve essere nessuna tregua fino al raggiungimento degli obiettivi, chissà quali saranno questi obiettivi. Ma è possibile, c'è da chiedersi, ci dobbiamo chiedere, raggiungere una pace duratura se ogni giorno, quotidianamente, si lanciano missili, continuano i raid e cresce l'odio? Non è una domanda così banale, bisogna chiederselo. Come si fa a sperare se continuamente ci viene comunicato che la campagna militare deve essere portata a termine, ogni giorno la radio, la televisione ci comunica questo, anche a costo di sacrifici, anche a cose di vedere, appunto, quei bambini di Cana estratti dalle macerie di quella palazzina che era semplicemente un rifugio dalle bombe, un rifugio, appunto, dalla violenza? Che efficacia può avere, tra l'altro, un intervento umanitario di 48 ore, di 52 ore, per distribuire viveri e medicinali, quando si è già in presenza di una catastrofe? Le strutture dove portare gli aiuti, cioè, le scuole e gli ospedali sono sovraffollati, ma ci sono 700, 800 mila persone che vagano senza alcuna direzione perché sono completamente… così, non sanno neanche dove andare. Le vie di comunicazione sono bloccate, i ponti sono distrutti e i bombardamenti continuano.
Lo spazio dell'azione umanitaria è quasi inesistente, perfino le autoambulanze vengono colpite, come si può parlare allora di corridoio umanitario se non cessano i bombardamenti? L'escalation di odio è in piena attività, gli integralismi di una parte e dell'altra, e dico di una parte e dell'altra, si irrigidiscono, si ricompattano e si cristallizzano, non solo, ma la stessa realtà di opposizione che sono presenti in alcuni Governi autoritari, che cercano di aprire dei varchi di democrazia, invece, sono costretti a tacere davanti a tanta devastazione. Credo che ci si stia avviando, invece, verso una guerra permanente se la comunità internazionale non interviene subito, e lo spirito di questa mozione - lo so, siamo stanchi, resistiamo un po' qualche minuto, però - è semplicemente quello che il Consiglio regionale, questo Consiglio regionale, che si trova nel Mediterraneo in una zona, appunto, molto interessata alle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente, prenda atto o, comunque, attivi un intervento, un'iniziativa politica per cercare di trovare un percorso perché questi bombardamenti finiscano e che si instauri finalmente il cessate il fuoco nella zona del Medio Oriente. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Davoli. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Due cose, una di metodo e una di contenuto, invece. Sul metodo, io non posso che rilevare che questa è una mozione che noi abbiamo conosciuto due minuti fa, che abbiamo letto in maniera velocissima, e non credo che l'intento di fare una mozione che, costruttivamente, possa dare un segnale politico, che comunque è sempre utile dare in queste circostanze, non lo nego, ma si poteva discuterne prima e valutare anche il contenuto. Se, quindi, il vostro metodo è prendere o lasciare anche su queste cose, lascio da parte la questione di metodo e, brevissimamente, dico sulla sostanza.
Nella lettura veloce che ho potuto fare, noto che c'è sì l'impegno da parte dei presentatori di questa mozione di cercare di restare in equilibrio, ma dietro un richiamo all'urgenza umanitaria, che pure rimane realistica, traspare da questa mozione, dal contenuto una ingiustificata superficialità con cui si analizzano le questioni in gioco su questa vicenda storica, che non è solo di oggi, ma risale ad anni e anni di atrocità, di integralismi, di calcoli di ogni tipo e che non credo possano essere risolti con quattro righe non preparate, non discusse e non approfondite. Vi è una superficialità, un modo molto superficiale con cui si ignora che se il Libano è, sì, la terra dei cedri, è anche la terra che ha vissuto e desidera sicuramente vivere in pace, ma questa pace non è minacciata oggi dai bombardamenti israeliani soltanto, ma è minacciata dalle pressioni degli Stati arabi oltranzisti che ospitano il terrorismo, lo organizzano, lo finanziano, lo armano. Quindi in una mozione di questo tipo o si fa un'analisi seria o altrimenti si rischia, dietro un'emergenza umanitaria, di nascondere delle letture parzialissime su questa vicenda che noi, io personalmente non ritengo di poter accettare. Non è possibile ignorare che questi Stati arabi che premono sul Libano contro Israele lo fanno dicendo esplicitamente che non ci sarà pace finché lo Stato d'Israele e il popolo israelita non verrà cancellato dalla faccia della terra. Io non sono filoisraeliano, non ho simpatie per il sionismo, ho grandi simpatie per il mondo arabo, ve lo assicuro, per il mondo palestinese, e per gli uomini palestinesi in particolare. Ma non credo che un atto politico di questo tipo possa essere appesantito da una superficialità nelle valutazioni così come questo testo, per questo io non partecipo né alla discussione né alla votazione di questa mozione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Un altro collega parla contro, onorevole Vargiu, onorevole Liori, lei è iscritto, ma due colleghi possono parlare contro, se l'onorevole Vargiu ovviamente parla contro.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente, colleghi del Consiglio, io devo manifestare profondo rammarico per come questa mozione arriva alla discussione del Consiglio regionale. Mi sembra veramente irriguardoso nei confronti delle ragioni che pure sono contenute all'interno di questo documento, portare in discussione in Consiglio regionale alle 2 del mattino un argomento di questa portata. E mi sembra che sia ancora più irriguardoso farlo ipotizzando già in partenza che in questo Consiglio ci sia una divisione, perché se quaranta consiglieri hanno scelto di scrivere e firmare un documento e di portarlo in discussione escludendo tutti i colleghi che rappresentano uno schieramento differente evidentemente hanno pensato che questa non fosse una mozione del Consiglio regionale della Sardegna, ma fosse una mozione di uno schieramento del Consiglio regionale della Sardegna. E questo mi dispiace, mi dispiace in modo particolare perché penso che le motivazioni di fondo di questo documento difficilmente possano non essere condivise da qualche componente di quest'Aula, cioè se questo documento è un documento per la pace, se è un documento contro le violenze se è un documento per i diritti dei cittadini, perché vengano rispettati i diritti individuali, vengano garantiti i diritti dei deboli in tutte le parti del mondo e in particolare in Medio Oriente, dove oggi sono calpestati, io credo che questo documento dovesse essere un documento dell'intero Consiglio regionale, quindi un documento da preparare insieme, un documento da concertare, da verificare, da valutare, in cui sicuramente, io immagino, ci saremmo trovati d'accordo sulla sostanza e la sostanza è che questo Consiglio regionale chiede la pace. Invece, andando a leggere, questo documento, beh insomma, non è un documento neutro, è un documento in cui vengono fatte, nelle premesse, nelle considerazioni, delle omissioni e delle valutazioni a senso unico. Ne potrei leggere qualcuna, ma chi le ha scritte sa benissimo dove le ha messe e come le ha scritte che, senza mai avere l'idea di dare un giudizio preciso, in realtà danno un giudizio, in realtà fanno delle considerazioni che riflettono le simpatie politiche, riflettono gli schieramenti ideologici e danno una spiegazione del motivo per cui quaranta consiglieri hanno deciso di non coinvolgerne altri trenta nella stesura. Ed è una cosa, lo ripeto, di cui io sento profondo rammarico, perché mi sembra inaccettabile che su argomenti di questo genere si voglia segnare l'appartenenza politica, si voglia dividere il Consiglio regionale, si voglia replicare logiche di schieramento in valutazioni complessive sui diritti umanitari che, lo ripeto, secondo me, non hanno niente a che vedere con le logiche di schieramento. Ma per poter fare un documento neutro, è necessario pesare le parole è necessario sapere bene, conoscere bene la storia, conoscere bene la responsabilità della storia, conoscere bene le ragioni delle parti in causa e, se si sceglie di difendere la pace, non entrare nel merito delle ragioni delle parti in causa, perché se si entra nel merito delle ragioni delle parti in causa si rischia la divisione.
Io sono stupito che quaranta consiglieri, trentaquattro consiglieri condividano l'impostazione ideologica che in questo documento è stata data da alcuni consiglieri che hanno, in questa maniera, scelto che il Consiglio regionale non lo votasse all'unanimità, come sarebbe stato necessario, ma che si dividesse anche su questo su logiche di schieramento. E' un documento che personalmente non ritengo di poter votare, ho ritenuto di dover partecipare alla discussione perché desideravo che le considerazioni che ho fatto fossero sentite dall'intera Aula, compresi i colleghi che hanno scritto e redatto questo documento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì, io credo che nessuno dei colleghi possa essere rimasto insensibile alle immagini di orrore, che sono state portate a casa nostra in questi giorni, di quanto sta avvenendo, però forse non faremmo causa buona neppure se ci dividessimo nel voto su un tema come questo. Certo che è difficile che arriviamo alle 2 quando non c'è il tempo di sospendere, di incontrarci, di scrivere, di adeguare, di modificare e arrivare, però credo che sarebbe un grave errore che noi andassimo a dividere il Consiglio su un tema che invece deve unirci.
Per questo io proporrei anche agli altri firmatari di sospendere il voto sulla mozione e di recuperare incaricando, incaricare magari avrebbe forse comunque una stessa utilità, la possibilità di arrivare a un documento che possa essere sottoscritto dai Capigruppo, da altri, come impegno, come appello che poi ha questa funzione, da fare anche entro domani mattina, tra i colleghi evitando di arrivare a un voto nel quale l'impegno che viene qui richiamato sia un impegno solo di una parte. Quindi il mio invito è alla sospensione del voto e a non dividere l'Aula accogliendo un po' l'appello che il collega Vargiu ha fatto poco fa.
PRESIDENTE. Colleghi, noi, insomma, abbiamo fatto adesso un pezzo di discussione un po' entrando nel merito, in realtà siamo nella fase preliminare nella quale due oratori a favore e due contro precedono il voto sulla ammissibilità immediata in Aula della mozione stessa. Quindi, siamo in questa fase, la mozione non è formalmente ammessa se non attraverso il voto. L'onorevole Marrocu propone ai sottoscrittori della mozione la sospensione di questa votazione perché domani si possa lavorare a un documento comune. Bisogna che i presentatori condividano questa impostazione perché se è così non passiamo al voto sull'ammissione della mozione in Aula. Eppure io penso che…
URAS (R.C.). Io non ritiro niente!
PRESIDENTE. No, non si ritira, onorevole Uras, non stiamo parlando del ritiro, stiamo parlando di sospensione del voto per l'ammissibilità in Aula e la sua discussione stanotte della mozione.
URAS (R.C.). Non abbiamo notizia, Presidente, di una convocazione del Consiglio per domani mattina…
PRESIDENTE. No, certo, il Consiglio non è convocato, infatti l'onorevole Marrocu propone un documento politico sottoscritto da tutti i Gruppi politici, che ha un valore di documento politico. Questa è una valutazione politica che lascio ai presentatori insomma. Io vorrei che insieme valutaste…
URAS (R.C.). Si vota anche a maggioranza!
PRESIDENTE. ...vorrei che insieme valutaste quali sono le condizioni anche di agibilità della discussione in Aula di questa mozione.
Onorevole Davoli, io piuttosto che sviluppare… sospenderei cinque minuti e farei valutare, ai presentatori soprattutto, la condizione della discussione in Aula di una mozione così importante, con le posizioni che sono state rappresentate. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 2 e 07, viene ripresa alle ore 2 e 11.)
PRESIDENTE. Sono trascorsi i cinque minuti. Se i colleghi prendono posto. Colleghi, dobbiamo votare sull'ammissione della mozione in Aula, con la procedura prevista dal comma 2 dell'articolo 114. Dopodiché, ovviamente si aprirebbe la discussione sulla mozione. Dobbiamo fare un'operazione di voto, se qualche Segretario ci assiste!
Bene, colleghi, votiamo sull'ammissione della mozione. Propongo di votare con il sistema elettronico. Prego i colleghi di prender posto. Prego?!
PORCU (Progetto Sardegna). Cosa stiamo votando, Presidente?
PRESIDENTE. Stiamo votando l'ammissione alla discussione immediata della mozione Davoli, Uras e più. L'Assemblea decide per alzata di mano, colleghi, chiedo scusa, perché questa è la cosa che prevede il Regolamento, era soltanto un'esigenza di velocità nella conta.
(Segue la votazione per alzata di mano)
Colleghi, non siamo in numero legale. Siamo presenti, Votanti in 32, 33 con il Presidente. Non siamo in numero legale e, quindi, la votazione non produce nessun risultato. Dichiaro chiusa la seduta.
La seduta è tolta alle ore 2 e 15.
[s1](O meglio: Sugli emendamenti numero 70, 73, 71, 80, 72, 74 e 103 il parere è contrario; sugli emendamenti numero 84, 100 e 97 il parere è favorevole.)
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