Seduta n.169 del 17/02/2006
CLXIX Seduta
(Antimeridiana)
Venerdi' 17 Febbraio 2006
Presidenza del Vicepresidente Paolo Fadda
indi
della Vicepresidente Lombardo
indi
del Vicepresidente Paolo Fadda
INDICE
La seduta è aperta alle ore 9 e 31.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 14 febbraio 2006 (163), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Licandro e Pacifico hanno chiesto congedo per la giornata del 17 febbraio 2006.
Poiché non ci sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 23.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, propongo di considerare l'emendamento numero 23 assorbito dall'emendamento numero 51, con l'importo previsto dalla Giunta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51 con l'importo di 25 milioni di euro. Onorevole Pisano è il suo emendamento. Accetta la proposta?
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo scusa, Presidente, lei mi stava chiedendo se intendevo rinunciare...
PRESIDENTE. No, no, se era d'accordo con la proposta del relatore.
PISANO (Riformatori Sardi). Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51 nel testo modificato dall'Assessore Pigliaru nella precedente seduta e cassando le parole "Per il reddito di cittadinanza". Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, io capisco la sua voglia di procedere speditamente, però sarebbe il caso di rallentare un po', e in ogni caso avere un minimo di rispetto per l'Assessore del bilancio, che non vedo in Aula e che ritengo invece sia doveroso che partecipi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2006-2007-2008 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 14
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della Tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella A. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella B. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella C. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella D. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella F.
(Segue lettura)
(E' approvata)
(E' approvato)
Sospendo la seduta per cinque minuti per consentire alla Commissione bilancio di esaminare gli emendamenti al disegno di legge numero 200.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 38, viene ripresa alle ore 10 e 09.)
PRESIDENTE. Ricordo che dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 200.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 200.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Oppi - Pisano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 48
contrari 23
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno 2006, dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2:
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, ove occorra, a disporre con propri decreti l'istituzione nello stato di previsione dell'entrata di nuovi capitoli nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
TOTALE GENERALE DELLA SPESA
Art. 3
1. E' approvato in euro 9.499.928.000 in termini di competenza ed in euro 8.770.825.000 in termini di cassa, dal 1° gennaio al 31 dicembre, il totale della spesa della Regione per l'anno 2006.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
STATI DI PREVISIONE DELLA SPESA
Art. 4
1. Sono autorizzati gli impegni, le liquidazioni ed i pagamenti delle spese, secondo le leggi in vigore, per l'anno 2006, dal 1° gennaio al 31 dicembre, in conformità degli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge (tabelle da 01 a 13) entro i limiti dei rispettivi stanziamenti di competenza e di cassa in conformità di quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
ELENCHI
Art. 5
1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale n. 11 del 1983 sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 1983, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse e imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni e altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi e del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine, iscritti nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 7
1. Per gli effetti di cui al comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 1983, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti e istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
BILANCIO ANNUALE
Art. 8
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 2006.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo di concerto con gli Assessori competenti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento, e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini dell'articolo 2, in conformità della specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato, dalla Unione europea o da altri enti, in applicazione di apposite norme.
2. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno 2005 con contestuale minore accertamento della relativa entrata.
3. Con lo stesso procedimento di cui al comma 1 è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
4. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione, ivi compresi quelli i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, agli interventi inclusi nella programmazione negoziata e agli accordi di programma approvati dalla Giunta regionale, attingendo dalle disponibilità del capitolo 03040 (UPB S03.008) e, ove occorra, anche mediante le modalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, ad apportare le variazioni di bilancio, anche mediante applicazione della procedura prevista dall'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, necessarie per l'attuazione delle ordinanze del Commissario governativo emesse a' termini del comma 1 dell'articolo 6 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 28 giugno 1995 e dell'articolo 8 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 14 dicembre 2004, n. 3387.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art. 11
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, ad integrare la dotazione del fondo di cassa di cui all'articolo 31 bis della legge regionale n. 11 del 1983 (UPB S03.003 - cap. 03013) in corrispondenza con l'accertamento di nuove entrate di cassa.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 12
1. Ai fini dell'attuazione dei programmi operativi e delle iniziative comunitarie inseriti nel quadro comunitario di sostegno per gli anni 2000-2006, nel rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento comunitario n. 1260/1999 e dei vincoli imposti dall'Unione europea, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, variazioni compensative tra unità previsionali di base, fermo restando il piano finanziario approvato con decisione della Commissione europea, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 131. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso dell'Unione europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto da comunicare entro cinque giorni alla Giunta regionale e alla competente Commissione consiliare, le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976 attingendo, ove occorra, per il cofinanziamento regionale, al fondo di cui all'articolo 23 della legge regionale n. 11 del 1983 (UPB S03.002).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 141. Per gli obblighi derivanti dall'applicazione del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, relativi all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 11607 e 11608 (UPB E03.032), l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa 03160 e 03162 (UPB S03.043) e 12115 (UPB S12.030) anche mediante variazioni compensative tra gli stessi capitoli, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:
Art. 151. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, ove occorra, a disporre con propri decreti l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa relativi alla quota capitale e/o interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti dalla Regione, mediante variazioni compensative tra gli stessi, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 bis:
Art. 15 bis1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 19 febbraio 2005 (Codificazione, modalità e tempi per l'attuazione del SIOPE per le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano), l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto da inviarsi, per conoscenza, alla competente Commissione consiliare, provvede alle necessarie variazioni di bilancio nel rispetto dello stanziamento autorizzato dalla legge di bilancio.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
DISPOSIZIONI DIVERSE
Art. 16
1. Lo stanziamento di cui all'articolo 83 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, è trasferito, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, anche mediante l'applicazione delle procedure di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, ai vari capitoli esistenti o da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base individuate nel programma di spesa.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:
Art. 171. Al fine dell'attuazione del comma 3 dell'articolo 31 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, provvede all'iscrizione delle somme derivanti dai compensi corrisposti da terzi ai dirigenti dell'Amministrazione regionale in conto del capitolo 02071 (UPB S02.066) previo accertamento in conto del capitolo d'entrata 34010 (UPB E02.047).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 18
1. Al fine dell'attuazione dell'articolo 103 del contratto collettivo regionale di lavoro per gli anni 1998-2001, il direttore generale dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, sulla base della determinazione, emessa su conforme deliberazione della Giunta regionale, del direttore del servizio competente dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, a ripartire lo stanziamento dei fondi unici di cui ai capitoli 02072, 02072-01 (UPB S02.053) ai vari fondi per la retribuzione di rendimento e di posizione, attribuiti a ciascuna direzione generale.
2. Con le medesime procedure di cui al comma 1 si provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'utilizzo del fondo di cui al capitolo 02072-01 (UPB S02.053).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 191. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contrattuali in materia di fondi di cui agli articoli 102 e 102 bis del contratto collettivo regionale del lavoro 2002-2005, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, su proposta dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, ad apportare le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa individuate dalle citate disposizioni da destinare ai fondi medesimi.
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 10 del contratto collettivo regionale di lavoro del personale con qualifica dirigenziale biennio economico 2000-2001 e con le stesse modalità indicate nel comma 1, sono apportate le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa realizzate in conto delle risorse destinate alla copertura degli oneri assicurativi.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 201. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede a trasferire, dai corrispondenti capitoli, le somme relative alle spese di missione destinate all'attuazione di interventi, progetti, programmi cofinanziati dall'Unione europea, dallo Stato o da altri enti pubblici da imputarsi ai capitoli 02053 e 02054 (UPB S02.048).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:
Art. 211. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale n. 11 del 1983, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II, categoria 1, degli stati di previsione della spesa, nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, nonché del capitolo 08139 (UPB S08.028) dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a euro 260.000.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 221. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati, è autorizzato a disporre, con proprio decreto, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 32404, 32405 (UPB E01.078), 36203-01 (UPB E08.065) e 36203-02 (UPB E08.027) degli importi corrispondenti, o delle minori somme effettivamente occorrenti agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui al comma 3 dell'articolo 9 della medesima legge, al 31 dicembre 2005.
2. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati abbiano richiesto - a' termini rispettivamente del comma 6 dell'articolo 4 e del comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale n. 1 del 1975 - la riassegnazione degli importi degli interessi e delle economie realizzate e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 231. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere, previo accertamento in conto del capitolo di entrata 36211 (UPB E04.083), le somme derivanti dalla vendita delle riproduzioni della Carta tecnica regionale, in conto del capitolo 04198 (UPB S04.125) per essere utilizzate ai fini dell'aggiornamento della Carta medesima e della produzione di materiale cartografico.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:
Art. 24
1. Gli stanziamenti sussistenti in conto competenza e in conto residui sul capitolo 04048 (UPB S04.020) di cui all'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, sono trasferiti per quanto di competenza ai relativi capitoli delle UPB S04.077 (capitolo 04148), S04.086 (capitolo 04153), S04.094 (capitolo 04156), S04.079 (capitolo 04160), S04.027 (capitolo 04164), S04.029 (capitolo 04168); al trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:
Art. 251. Ai sensi del comma 3 dell'articolo 35 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata 36213 (UPB E04.076) l'iscrizione ai capitoli di spesa 04186, 04187 (UPB S04.111) e 04231 (UPB S04.112) delle somme relative ai rimborsi delle anticipazioni concesse a favore dei comuni per la redazione e l'attuazione dei piani di risanamento urbanistico.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26:
Art. 26
1. Ai fini dell'applicazione del decreto ministeriale 3 settembre 1998, n. 370, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata 35004 (UPB E05.020) l'iscrizione al capitolo di spesa 05061 (UPB S05.020) delle somme relative alla riscossione delle spese amministrative per le procedure di notifica e di sorveglianza delle spedizioni transfrontaliere.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27:
Art. 27
1. All'utilizzo degli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli 05056 (UPB S05.020) e 05062 (UPB S05.021) si provvede previo accertamento delle correlative entrate in conto del capitolo 11605 (UPB E05.013).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 281. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato a disporre, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata 36238 (UPB E06.077), l'iscrizione al capitolo 06322 (UPB S06.058) delle somme relative alla riscossione delle spese di partecipazione alle fiere agro-alimentari.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29:
Art. 29
1. Lo stanziamento di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, (UPB S06.030 - capitolo 06103), è trasferito ai competenti capitoli delle UPB S06.067, S06.074, S06.087, S06.081, sulla base dei fabbisogni di pagamento rappresentati dai rispettivi Servizi ripartimentali dell'agricoltura; al relativo trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, secondo le disposizioni previste dalla legge regionale n. 12 del 1976. Con le stesse modalità sono, altresì, autorizzate variazioni compensative tra le suddette unità previsionali di base.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 30.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30:
Art. 301. Ai fini dell'applicazione della lettera f) dell'articolo 13 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126 (UPB E08.075), l'iscrizione al capitolo di spesa 08162 (UPB S08.079) delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per gli interventi di edilizia agevolata.
2. Gli oneri relativi al pagamento delle semestralità di contributo per gli interventi di edilizia rurale, attivati ai sensi dell'articolo 26 della Legge n. 457 del 1978, fanno carico allo stanziamento iscritto nel capitolo di spesa 08171 (UPB S08.080).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31:
Art. 31
1. Gli stanziamenti iscritti in conto del capitolo 08005 (UPB S08.005) possono essere utilizzati, oltre che per i compensi da corrispondere alle imprese esecutrici di opere immobiliari a diretto carico della Regione, per i maggiori oneri dovuti dagli enti delegati dall'Assessorato dei lavori pubblici per l'attuazione degli interventi nelle zone interne previsti dalla delibera del CIPE del 3 agosto 1998, relativi all'azione organica 6.3 - Interventi nelle zone interne.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32:
Art. 321. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere in conto del capitolo 08166 (UPB S08.079), previo accertamento in conto del capitolo di entrata 36126 (UPB E08.075), le somme derivanti da recuperi relativi ai contributi erogati per interventi di edilizia agevolata, ai fini della tenuta, manutenzione e informatizzazione dell'anagrafe dei beneficiari delle agevolazioni in materia di edilizia residenziale.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33:
Art. 33
1. Per le finalità previste dal comma 4 dell'articolo 164 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 35013 (UPB E11.044), 35013-02 (UPB E11.050), 35013-01 (UPB E11.055), 35013-03 (UPB E11.060) l'iscrizione in conto dei capitoli di spesa 11347 (UPB S11.080), 11352 (UPB S11.085), 11357 (UPB S11.090) e 11362 (UPB S11.095) delle somme provenienti dalle sanzioni erogate a' termini dell'articolo 15 della Legge 25 giugno 1939, n. 1497.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 34:
Art. 34
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12113, 12116 e 12118 (UPB S12.030), ai capitoli esistenti ed a quelli da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, per l'applicazione della Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con le stesse modalità indicate nel comma 1 ed in relazione alle quantificazioni definitive che sono accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale previsti dall'articolo 17 della Legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione degli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12113 e 12116 (UPB S12.030).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 35.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 35:
Art. 35
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa, ancora operanti, effettuate ai sensi del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno 1998, per l'utilizzazione degli stanziamenti relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla Legge 1° marzo 1986, n. 64, restano valide anche per l'anno 2006.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 36.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 36:
BILANCIO PLURIENNALE
Art. 36
1. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2006-2007-2008 nel testo allegato alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 37.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 37:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
BILANCIO PLURIENNALE
Art. 37
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2006-2007-2008.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 38.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 38:
ENTRATA IN VIGORE
Art. 38
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione delle entrate.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione delle entrate è stato presentato l'emendamento numero 34 della Giunta regionale.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 34:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stati di previsione delle entrate
Al fine del recepimento delle disposizioni di cui alla legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 concernente: "Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1998. Riordino delle funzioni socio-assistenziali". Nel bilancio regionale 2006-2008 sono introdotte le seguenti modifiche:
ENTRATA
Le UPB E12.053, E12.054, E12.055, E12.056, E12.057, E12.058, E12.059 e E12.060 sono attribuite alla Direzione Generale 02 - Servizio 05.
Le UPB E12.066, E12.067, E12.068 e E12.069 sono attribuite alla Direzione Generale 02 - Servizio 06.
In diminuzione
UPB E12.066
Assistenza sociale CASSA euro 16.000.000
2006 euro 16.000.000
(AS) 2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
UPB E12.069
Servizi socio assistenziali CASSA euro 1.808.000
2006 euro 1.808.000
(AS) 2007 euro.808.000
2008 euro 1.808.000
In aumento
UPB El2.054
Servizi socio assistenziali CASSA euro 1.808.000
2006 euro 1.808.000
(AS) 2007 euro 1.808.000
2008 euro 1.808.000
UPB E12.060
Servizi alle famiglie e anziani CASSA euro 16.000.000
2006 euro 16.000.000
(AS) 2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
Tabella 12 - SANITÀ
Direzione Generale 02 - Politiche Sociali
UPB SI 2.064 N.I. Tit. I 05.42
Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare PM
UPB SI2.065 N.I. Tit. I 01.04
Rendimento e posizione personale non dirigente PM
Le UPB SI 2.067, S12.068 e S12.069 sono attribuite alla Direzione Generale 02 - Servizio 05.
Le UPB S12.075, S12.076, S12.077, S12.078 e S12.079 sono attribuite alla Direzione Generale 02 -Servizio 06.
In diminuzione
UPB S12.068
Interventi in politiche sociali
2006 euro 1.280.000
2007 euro 580.000
2008 euro 580.000
UPB S12.076
Interventi in materia socio-assistenziale
CASSA euro 53.417.000
2006 euro 35.609.000
(FR) 2007 euro 28.609.000
2008 euro 28.609.000
2006 euro 17.808.000
(AS) 2007 euro 11.808.000
2008 euro 11.808.000
In aumento
UPB SI2.068
Interventi in politiche sociali
CASSA euro 53.417.000
2006 euro 35.609.000
(FR) 2007 euro 28.609.000
2008 euro 28.609.000
2006 euro 17.808.000
(AS) 2007 euro 11.808.000
2008 euro 11.808.000
UPB S12.076
Interventi in materia socio-assistenziale
2006 euro 1.280.000
2007 euro 580.000
2008 euro 580.000
L'UPB S12.078 è soppressa. (34)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per illustrare l'emendamento, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione gli stati di previsione delle entrate. Chi li approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame degli stati di previsione della spesa. Stato di previsione della Spesa 01.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 01 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Uras - Cappai
Stato di previsione della spesa 01
In diminuzione
UPB S01.020 Consiglio regionale
anno 2006 euro 2.500.000
In aumento
UPB S03.006 FNOL - parte corrente
anno 2006 euro 2.500.000
Per incrementare la voce 12 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (21)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione della spesa 01
Tabella 01 - PRESIDENZA
In aumento
UPB S01.038
Indennità e rimborsi ai componenti Comitati
2006 euro 12.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.050
2006 euro 12.000. (25).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Uras per illustrare l'emendamento numero 21.
URAS (R.C.). Signor Presidente, l'emendamento numero 21 riguarda una riduzione dello stato di previsione della spesa per il funzionamento del Consiglio regionale resasi possibile in virtù di una oculata gestione delle disponibilità finanziarie relative all'esercizio dell'anno precedente. Anche lo scorso anno, in ragione di un'equiparazione solo tecnica del dato della spesa prevista rispetto alle disponibilità, fu presentato un emendamento in aumento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io capisco non credo che sia prassi approvare una finanziaria in dieci minuti. Comunque questo è stato fatto, perciò niente da dire, ma chiedo quantomeno che venga rispettato il Regolamento. Ci sono degli emendamenti al bilancio e non è stata convocata la commissione per poterli esaminare. Chi esprime il parere finanziario e sulla base di che cosa? Perciò chiederei che gli emendamenti andassero in Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco la Commissione nella sala attigua. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 10 e 33.)
PRESIDENTE. Per un mero errore di questa Presidenza che ha accelerato troppo i lavori, sono stati presentati 30 emendamenti oltre i termini previsti dal Regolamento. Chiedo pertanto al Consiglio se, con accordo unanime, in via del tutto eccezionale, po.
Metto pertanto in votazione la proposta di ammissione alla discussione degli emendamenti. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Per permettere quindi alla Commissione di poter esaminare gli emendamenti sospendo la seduta per trenta minuti e convoco la Commissione nella sala attigua. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 35, viene ripresa alle ore 11 e 31.)
PRESIDENTE. Ricordo che allo stato di previsione della spesa 01 sono stati presentati due emendamenti. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, la discussione sul bilancio costituisce solo un completamento, in fondo, di un confronto politico che in questi giorni ha visto sulla finanziaria quest'Aula seriamente impegnata ad affrontare, tema dopo tema, materia dopo materia, le problematiche che costituiscono l'ossatura fondamentale della politica regionale.
Nella discussione sulla legge finanziaria è emerso molto chiaramente un concetto politico di fondo, e cioè che il problema fondamentale dell'azione di Governo che si manifesta...
(Interruzione)
Dicevo, lo stato di previsione della spesa della Presidenza offre lo spunto per un giudizio sintetico sulla conduzione dell'indirizzo politico di questa Regione. Noi abbiamo assistito ad una serie di prese di posizione durante l'esame della finanziaria del vertice dell'indirizzo politico regionale, che è definibile molto chiaramente, purtroppo negativamente, come una conduzione verticistica, centralizzata, che ritiene di indirizzare le scelte fondamentali nelle direzioni che da viale Trento si individuano come fondamentali e che però non vengono condivise.
Noi abbiamo assistito qui ad una non condivisione sostanziale anche da parte della maggioranza, al di là delle posizioni di facciata, al di là anche delle difese d'ufficio che alcuni colleghi hanno assunto, in certi casi anche in maniera imbarazzata. Crediamo davvero che la svolta che si impone allo sviluppo economico e sociale della Sardegna debba essere affrontata con una Regione che cammina come un corpo unito e non invece come un corpo in cui sembra funzionare e sembra voler correre soltanto la testa. Le scelte fondamentali di questa Regione sono scelte - per dichiarazioni dello stesso Presidente e di alcuni autorevoli esponenti dell'Esecutivo - che vanno verso la modernizzazione, l'innovazione, gli investimenti sulla innovazione e sulla conoscenza. Ma queste vengono effettuate con una presunzione di fondo, e cioè si presume che lanciando avanti la palla tutti poi possano e debbano essere costretti ad inseguirla e a costruire qualcosa.
Noi crediamo che questa sia una scelta politica metodologicamente, e poi quindi anche sostanzialmente, sbagliata. Non è soltanto puntando sull'innovazione delle infrastrutture o degli apparati della conoscenza, della formazione, che il sistema cresce. Non basta semplicemente far crescere la parte alta; il sistema cresce se tutto il corpo cresce. Non si può partire dal tetto, bisogna iniziare dalle fondamenta e costruire l'edificio progressivamente, lentamente, coinvolgendo la realtà umana, sociale, organizzativa, e permettendole di offrire i suoi contributi. Questo è l'errore fondamentale che noi denunciamo, accanto ad un altro, che è emerso anche nella discussione di ieri, quello cioè di credere di poter eludere la soluzione di problemi concreti.
Ieri parlavamo di trasporti, di continuità territoriale tra passeggeri e merci, abbiamo parlato di formazione, da quella più alta a quella rivolta alle categorie più svantaggiate, ma ugualmente importante per il corpo sociale. Non abbiamo bisogno infatti soltanto di laureati, che pure sono necessari, ma abbiamo bisogno anche di un sistema di istruzione e di formazione che faccia letteralmente crescere tutti, in particolare quelle parti della società che godono di minori opportunità se abbandonate a sé stesse. E' su questo che sta mancando la politica regionale, è su questo che sta mancando l'indirizzo politico governativo della Regione Sardegna.
Noi assistiamo a questa deriva inutile, propagandistica per alcuni aspetti (ma la propaganda la vedremo sul collegato, e lì avremo modo di discutere) e oltre che propagandistica ancorata su una rivendicazione altrettanto inutile. Si continua, cioè, a fare leva sulla passata gestione, sugli errori del passato, sull'eredità pesante che ha - si dice - ricevuto questa Giunta e questa maggioranza. Un'eredità su cui si potrebbe discutere molto, un'eredità alla quale hanno contribuito sia i partiti dell'allora maggioranza sia i partiti dell'opposizione di allora e della maggioranza di oggi, un'eredità che comunque non può essere il pretesto per non affrontare e per non dar conto ai sardi e a quest'Aula delle scelte fondamentali e dei motivi per cui i problemi più impellenti (da quello dei trasporti, di cui abbiamo parlato ieri, a quello dei servizi sociali o dei servizi in genere, per arrivare alla politica delle attività produttive) non vengono risolti.
Abbiamo parlato a lungo di agricoltura, mentre non abbiamo parlato molto di industria, di artigianato e di commercio. Proprio in questi settori produttivi si sono verificate delle emergenze che sono state rappresentate anche nella tribuna di quest'Aula, ma soprattutto, molto più rumorosamente e drammaticamente, nelle strade, nelle piazze, anche sotto questo palazzo. Di fronte a questi problemi noi constatiamo che la Giunta non c'è. La Giunta non c'è accanto ai problemi, non c'è a fianco della società; non solo non ricerca un confronto, ma non è disponibile ad accoglierlo.
E' impressionante l'elenco numeroso di questioni che vengono sistematicamente portate all'attenzione dei Gruppi consiliari da parte delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Tutte partono da una premessa comune, quasi un ritornello: non si concerta, non c'è accordo, non c'è un confronto neanche preliminare con questo Governo sulle questioni. Si arriva addirittura a non concertare neanche un programma di esodi incentivati, un'operazione che è nella tecnica, è nella prassi delle relazioni industriali, delle relazioni sindacali da anni, grazie a un movimento sindacale e a un movimento politico che ha sempre considerato una conquista quella del confronto e della concertazione.
La premessa di fondo di ogni problematica, di ogni incontro, di ogni audizione è la ricerca di un confronto con le rappresentanze consiliari dei diversi partiti di maggioranza e di opposizione anche perché con la Giunta questo confronto è inesistente. Il sindacato ha addirittura scritto che la concertazione ormai è stata derubricata dall'agenda del Governo regionale. Questa è una cosa preoccupante e crediamo che la responsabilità sia ormai non solo della Presidenza della Giunta, di cui discutiamo lo stato di previsione, ma sia ormai una responsabilità che si estende giorno dopo giorno ai partiti della maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.
SANNA MATTEO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, una proposta di bilancio va esaminata senza pregiudizi per cercare di capire quali siano le linee giuda e l'idea concreta di Sardegna, e se alle visioni e ai sogni del 2004 il presidente Soru, soprattutto, e la sua Giunta, abbiano dato gambe per camminare. E chi si accinge a governare, come tutti sappiamo, ha normalmente bisogno di almeno un anno di tempo. Un anno di governo è utile per capire; occorre avere dimestichezza con gli apparati amministrativi e con le norme dell'elenfantiaca organizzazione amministrativa della Regione. Occorre, quindi, mediare e unire interessi. Insomma, un anno di tempo è un tempo congruo ed è soprattutto congruo per quei cittadini che vogliono vedere i risultati dell'opera di un Presidente che vuole essere rivoluzionario. Ho detto bene: rivoluzionario. Il presidente Soru ha sedotto con un sogno e ha promesso cambiamento e novità con un messaggio semplice: cari sardi ci penso io, con me l'Isola vivrà un nuovo rinascimento.
Un cittadino normale aspetta, sa che i problemi sono difficili da risolvere, la classe imprenditoriale aspetta, cerca di intuire quali linee questa maggioranza e questa Giunta metterà in pratica, vuole capire come si opererà per produrre ricchezza, creare posti di lavoro, concorrere nel mercato globale. Ci si attende che una Regione che presenta molti deficit, come la nostra, ponga in essere politiche pubbliche adeguate. Però il tempo scorre, scorre e uno dopo l'altro passano quasi due anni.
Mettiamo in fila i giorni, sono tanti, sono così tanti che il centrosinistra non può più accampare scuse, perché i problemi non sono stati risolti, cari colleghi, anzi si sono aggravati. La Sardegna cresce poco, il divario con il resto d'Italia è pressoché immutato, vi è una stagnazione economica e produttiva preoccupante e aumentano i poveri, come anche la collega Caligaris e i vari colleghi di Rifondazione che si sono avvicendati nei loro interventi ieri evidenziavano. Aumentano i poveri in maniera drammatica, sono circa 300 mila, un numero troppo elevato perché il problema non si ponga.
E' un'emergenza, è un campanello d'allarme che la classe politica di governo sottovaluta. Ci sarà pure un motivo, e mi sono dato una risposta, per così dire antropologica: chi governa oggi la Sardegna, chi consiglia oggi il nostro Presidente ha orrore della povertà, proprio perché ne è distante mille miglia. I poveri sono un intralcio, vanno tenuti nascosti. Sui poveri, sul disagio sociale non c'è niente, non c'è alcuna politica soddisfacente. Vi è poi qualcuno che sussurra a bassa voce che le politiche di questa Giunta e del Presidente sono politiche di destra. Non è così, cari signori, c'è nel bagaglio della destra, della destra politica, il rispetto del sociale e il rispetto per il bisogno, quello che a voi manca, quello che voi avete perduto insieme a tanti valori di base, una deriva che porta solo alla gestione e nient'altro.
Dunque, un bilancio 2006 senza anima, senza un'idea. Il consenso si fonda sul diritto di decidere, ma questa Giunta non ascolta nessuno, decide e basta, e decidendo compie errori clamorosi. Una Giunta di centrodestra che avesse goduto dei numeri di cui il centrosinistra può contare dentro quest'Aula avrebbe puntato tutto sull'impresa, affrontato la povertà e organizzato i finanziamenti sulle leggi di incentivazione, questa è la nostra idea di governo.
Mi chiedo allora: quando i sindacati scenderanno veramente in piazza? Nonostante i proclami non si vede ancora un'iniziativa decisa. Perché? Perché forse siamo a ridosso delle elezioni politiche? Eppure non mancano gli argomenti, a cominciare dall'industria. In questo settore, figlio della miopia del passato, rischiano il posto migliaia di sardi. Nella finanziaria non si intravedono risposte. Certo, non è semplice affrontare problemi che si spingono e che ci spingono a combattere in un mercato globale, ma non si inizia nemmeno. L'ossessione della programmazione è invece quella di tagliare: tagliare come punizione, tagliare contro gli imprenditori, contro la formazione professionale, contro la cultura, contro il turismo, in un'escalation senza fine.
Se è vero che i fondi pubblici dovevano essere spesi meglio e con maggiore oculatezza, è altrettanto vero che non intuiamo scelte strategiche. Prendiamo il turismo: oltre a voler imbalsamare il territorio, qual è la prospettiva per i nostri territori? Si vuole che la BIT di quest'anno registri il fallimento dell'anno scorso? E poi (lo dico prima di tutto da cittadino sardo e quindi da uomo del territorio) questa Giunta ha un'ossessione continua per la Gallura, come se avesse un problema personale con la Gallura e con la Costa Smeralda e con ciò che rappresenta nel territorio regionale. La Gallura e la Costa Smeralda hanno sino ad oggi prodotto ricchezza, hanno tenuto alto il buon nome dell'Isola. La Gallura ci dà fama e prestigio internazionale, non è solo calciatori e veline e non è solo Silvio Berlusconi, è un pezzo importante di Sardegna che stranamente il centrosinistra vuole cancellare. E' provincialismo puro!.
Per noi il turismo è sistema, intorno al turismo dovremmo far ruotare tutte le altre attività, i prodotti di qualità, un'agricoltura migliore e un commercio migliore. E invece niente: si parla dei grandi silenzi dell'Isola, del vento e del mare in termini quasi filosofici, ma dietro le enunciazioni, dietro le promesse, solo vecchi ideali isolazionistici e retrogradi. La nostra offerta turistica è ormai carente, e i dati lo testimoniano. Le presenze turistiche non crescono; i turisti scelgono altre località e noi siamo fuori dai tour delle grandi agenzie internazionali. Dobbiamo quindi riqualificare, ristrutturare, recuperare e infine allungare la stagione. Ecco perché insisto sull'ossessione della Gallura, proprio perché soprattutto il mare e la costa sono la nostra risorsa più importante. A cosa assistiamo, invece? All'idea incredibile di tassare le seconde case e gli yachts!
L'ossessione è anche questa: un'azione demagogica senza costrutto e senza senso, preparata a tavolino. Pensate poi alla trasmissione televisiva "Ballarò", andata in onda recentemente: sapete chi erano quei signori che venivano intervistati, che descrivevano la Gallura, la Sardegna come un esempio da non seguire? Erano tutti personaggi riconducibili al presidente Soru e a collaboratori del presidente Soru.
Dobbiamo, quindi, continuare così? Volete quindi continuare così? Conservare e rispettare, cari colleghi, non significa imbalsamare, non significa impacchettare un territorio e lasciarlo morire. Il centrodestra ha fiducia nell'azione positiva dell'uomo, nella capacità di operare con intelligenza, con grazia e senza distruggere. Con il turismo noi affianchiamo la cultura, insistere sulla cultura deve rappresentare per noi una missione politica. Eppure anche in questo settore denunciamo un sistema di tagli indiscriminato che colpisce i più deboli per il solo gusto di usare l'accetta. Non solo: vengono premiati gli amici col discutibile metodo di premiare chi si manifesta più vicino al Governatore; è raro che chi non ha solide conoscenze possa accedere al sistema dei finanziamenti.
Voglio poi denunciare la situazione dell'università gallurese: come molte altre realtà del territorio, la nostra istruzione superiore subisce i soliti tagli senza senso. La nostra politica è quella che guarda con attenzione alle giovani generazioni, i tagli in questo settore penalizzano il sapere e il futuro, sono una clamorosa marcia indietro rispetto alle promesse del 2004. Rimaniamo convinti, e convinta di ciò ne è soprattutto Alleanza Nazionale, che nell'innovazione e nella ricerca vi siano le strade da seguire. Una società moderna e dinamica toglie quella patina di polvere che si è adagiata da un bel pezzo sulla realtà sarda. Ma in questo bilancio non si intuiscono i mezzi, le idee e le risorse, non c'è un progetto. Certo, un sei per tre con la pubblicità del master and back dovrebbe risolvere il problema, ma non è con le borse di studio per una manciata di privilegiati che risolviamo il problema.
Questi due anni di governo hanno vissuto di novità mediatica, ma di pochissime realizzazioni concrete. Le riforme promesse si trasformano in enti sciolti senza criterio, senza alternative definite e con il commissariamento degli stessi con i soliti amici. Gli uomini e le imprese stanno al centro della nostra azione, creare lavoro sano, pulito, vero non...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, a me pare che in questi giorni di discussione in Aula siano emerse chiaramente molte differenze tra la strategia del Presidente della Regione, quella della Giunta (posto che ci sia) e quella della maggioranza. E vedremo alla fine di questo mio intervento quali siano esattamente queste differenze, che si cerca di non fare apparire, ma che risaltano anche all'occhio di uno sprovveduto.
Si continua a parlare, amici del Consiglio, di un mondo virtuale, di questa società della conoscenza, della tecnologia, della tecnologia dell'informazione, ed è una cosa giusta. Non si parla però di sviluppo della nostra Regione, non si parla di piani, non si parla di qual è l'orientamento che ha in testa il Presidente della Regione per modificare il nostro modello di sviluppo. E' chiaro che per la crescita di un territorio, signor Assessore, è importante la diffusa conoscenza nella popolazione di una seconda lingua, dell'uso del computer, come ovviamente di tanti altri fattori di base che sembrano essere dimenticati, quali l'istruzione, la formazione, l'energia a basso costo, i trasporti efficienti, i servizi socio sanitari adeguati eccetera eccetera.
Di questo non si parla; alcuni di questi fattori che ho appena accennato sono importanti tout court, altri devono essere essi stessi progettati specificatamente in funzione di un disegno generale (che non c'è), di sviluppo che intendiamo costruire nella nostra Regione. Portando il discorso all'eccesso, ovviamente come paradosso, anche diffondere la conoscenza di una seconda lingua nella popolazione, così come Internet in tutte le case, non garantisce sviluppo se appena si guarda a molti paesi del Terzo Mondo dove questo è avvenuto da tanto tempo e dove la miseria continua ad essere presente.
Dunque, ciò di cui dobbiamo dotarci, se gli attuali lineamenti della struttura industriale e produttiva della Regione non ci aggradano, come pare che non aggradino al Presidente della Regione, è un nuovo disegno di sviluppo. Solo in presenza di quest'ultimo potremo comprendere non tanto il ruolo che giocheranno le componenti strumentali (perché la lingua, Internet, tutto è strumentale ad un obiettivo che funzionalmente consentirebbe di perseguire questo disegno) ma soprattutto come devono essere configurate, progettate e rese disponibili queste componenti. Ecco perché parlare di tecnologia in senso generale da porre a base del nostro progetto di sviluppo, come sembrerebbe nelle intenzioni del Governo regionale, è del tutto generico.
In assenza di un disegno di sviluppo, ad esempio l'aspetto dell'informazione, la tecnologia dell'informazione, potrebbe significare per la Sardegna forse lo sviluppo di un'industria, per capirci, tipo Tiscali oltre che, ben inteso, la diffusione di questi importanti strumenti di informazione e di formazione. Se così è, Assessore, che nicchia di mercato potrebbe aprirsi per la nostra Isola? Quale occupazione potrebbe assicurare? Questo è l'aspetto fondamentale che va chiarito con un piano di sviluppo. Ecco perché diviene leziosa e incomprensibile l'insistenza su questa generica necessità dell'impiego di nuova alta informativa tecnologica.
Ci si faccia capire in primo luogo quale sia il modello di sviluppo della Regione che il Governo ha in mente, ma soprattutto attraverso quali strumenti, passaggi, tempi e costi questo modello dovrà essere realizzato. Questo per poter comprendere anche se ciò che abbiamo fatto fino adesso, che riguarda la costruzione attiva dell'Europa, possa costituire una base di partenza per il legittimo miglioramento della nostra condizione attuale e per conoscere in sostanza cosa pretenderebbe il Governo regionale di porre a base di questo modello di sviluppo.
Ma un piano di sviluppo, Assessore, come lei sa bene (lo potrebbe insegnare a molti di noi) dovrebbe contenere l'indicazioni degli obiettivi, la strategia e le linee di intervento. Qui manca il piano e manca anche, in tutti gli interventi che la Giunta sta ponendo in essere, l'analisi di fattibilità. Anche i giovani che stiamo formando rischiano di essere formati dalla Regione Sarda e di andare ad usare il loro cervello altrove perché non c'è una pista di atterraggio. Il museo di Sant'Elia, a cui il Presidente sembra legato, diventerà una cattedrale nel deserto perché mancano gli interventi sul contesto.
Io sono d'accordo col presidente Soru, quando considera la Sardegna una nazione, anzi uno Stato, ma bisogna che prima lo riconoscano gli altri, non che lo riconosciamo noi. Non possiamo da soli impadronirci delle acque territoriali, o del demanio marittimo copiando la Croazia, perché la Croazia è uno Stato, non è una regione. Siamo alla follia! Oggi esiste una strategia del Presidente, che noi stiamo cercando di comprendere, mentre purtroppo non esiste una strategia della Giunta, perché sono convinto che se la Giunta venisse consultata non sarebbe sicuramente in sintonia e in linea con la strategia del Presidente. E non c'è nemmeno una strategia della maggioranza, adagiata come è su quella del Presidente.
Sono convinto che il piano, Assessore, non verrà mai alla luce perché il piano metterebbe a nudo le differenze sostanziali che esistono tra lei e la sua maggioranza. Per evitare che questo piano possa essere motivo di litigio e di bisticcio tra le componenti che oggi governano la Sardegna, quindi, esso non traspare, non c'è. Ne avete parlato nel primo DPEF, nel secondo, nella prima finanziaria, nella seconda finanziaria e siamo al punto di partenza. Adesso mi direte "lo presenteremo con questo DPEF". Io posso dire che noi vi presenteremo in occasione del DPEF il nostro piano generale di sviluppo, perché dobbiamo uscire da questo equivoco di fondo, non possiamo continuare a parlare sempre e soltanto del sesso degli angeli. Dobbiamo cercare di atterrare perché stiamo sempre volando, ma non riusciamo mai a mettere i piedi nella nostra terra.
PRESIDENTE. Chiedo a tutti i colleghi, per rispettare i tempi che ci siamo dati, un'autoregolamentazione nella durata degli interventi.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, in questi giorni ancora una volta abbiamo assistito a quella particolare modalità di confronto che si è instaurata tra Consiglio e Giunta regionale, una modalità che si ripete ormai da quasi due anni e che ha portato (e purtroppo debbo dire anche con la complicità dei colleghi della maggioranza) alla totale impossibilità di questa Assise di partecipare attivamente al processo legislativo. Un'Assise che si scalda soltanto alla presenza di sua eccellenza il Governatore.
Da una parte c'è una minoranza, ci siamo noi, che di fronte all'inconsistenza e alla nocività delle proposte della Giunta proviamo ad incalzare l'Esecutivo nel tentativo di perfezionare le iniziative legislative, dall'altra abbiamo una maggioranza, in particolar modo un Esecutivo, che si rifiuta in modo - passatemi il termine - vergognoso, persino di ascoltare le richieste, le esigenze concrete dei sardi. Un atteggiamento sordo, un'ipoacusia che sta producendo per l'ennesima volta un provvedimento legislativo privo di consistenza, di progettualità e di proposte.
Colleghi, quella che stiamo votando è una manovra finanziaria senza strategia, ma soprattutto una manovra falsata da una politica sulle entrate che, pur partendo da una rivendicazione giusta, fa affidamento un po' troppo sulle capacità miracolistiche del presidente Soru di scrivere in bilancio disponibilità finanziarie che in realtà non possiede ancora. Le definirei, come ha fatto prima l'onorevole Floris, "virtuali".
E' una manovra assolutamente insufficiente ad affrontare le necessità e le problematiche della società sarda, una manovra che non approfondisce i temi che riguardano il lavoro, l'impresa, il rilancio dell'agricoltura, le infrastrutture, i servizi alla persona. La Sardegna aveva bisogno di interventi forti, che puntassero ad incidere significativamente sul sistema economico e sociale.
Partiamo innanzitutto dal lavoro e da quelle politiche in grado di ridurre la disoccupazione e di avvicinare la Sardegna all'Europa. Dove sono, Assessore, i progetti per migliorare in quantità e in qualità l'occupazione in Sardegna e ridurre progressivamente il grave fenomeno della disoccupazione? Dove sono allocate queste risorse? Abbiamo di fronte una manovra finanziaria che non affronta neanche seriamente il problema della scuola, della formazione professionale e della cultura, che non è in grado di offrire risposte e prospettive ai nostri giovani.
Dopo questi giorni in Aula i dubbi, le perplessità espresse tramite i nostri emendamenti e i nostri interventi, non sono state fugate e in alcuni casi si sono ingigantite. Hanno confermato, insomma, che la politica economica del presidente Soru non solo si allontana dalla realtà dei problemi, non solo non è in grado di rispondere alle esigenze della Regione, ma contrasta pesantemente con gli interessi dei sardi. Assistiamo all'ennesima manifestazione del neo centralismo che ispira tutta l'azione della politica del presidente Soru. Non c'è stata concertazione sulle scelte operate non solo con le forze di maggioranza, ma non sono stati neanche ascoltati i suggerimenti dei sindacati, delle associazioni, degli esponenti del sistema economico tutto. Soggetti, questi, che hanno espresso in forme diverse un forte dissenso verso le scelte del Presidente e di questa Giunta e hanno esternato tutte le loro preoccupazioni sulle capacità ad intervenire sui problemi e le criticità che interessano i diversi settori della nostra economia e del nostro sistema sociale.
Come si può consentire al presidente Soru di governare in questo modo, con gli operatori di tutti i comparti che quotidianamente manifestano sotto il palazzo di viale Trento o sotto questo Consiglio? Un Presidente sempre più simile ad un Re Mida, al contrario direi, dove tutto ciò che tocca invece di trasformarlo in oro distrugge. Un Presidente sempre più arroccato sulle sue posizioni personali, come ha dimostrato ieri sera intervenendo sui trasporti e su altri argomenti. I sardi auspicavano una continuità territoriale, Assessore, vera, quella che ha perseguito il Governo nazionale, quella che deve prevedere interventi concreti per la nostra Isola e che voi avete affossato, non una Giunta che sembra non conoscere la realtà di una Sardegna, stretta da annosi problemi che una finanziaria "mordi e fuggi", come quella appena approvata, non si impegna minimamente ad affrontare.
In questo bilancio non c'è nulla, ad esempio, per l'agricoltura, la pastorizia, la zootecnia, solo qualche spicciolo e la totale assenza di capitoli di spesa destinati a produrre i tanto annunciati progetti di rilancio. L'agricoltura, Assessore, non è "solo" Arborea, è "anche" Arborea; ma quello che mi ha lasciato più perplesso è il fatto di non riuscire a comprendere come quei colleghi che siedono tra i banchi della maggioranza, che hanno una cultura politica, che hanno il termometro della situazione isolana, sono riusciti a votare una finanziaria siffatta e ora ripercorrono la stessa strada con questo bilancio.
Colleghi, il mondo dell'impresa reclama maggiore attenzione e politiche adeguate; gli agricoltori, gli artigiani, i commercianti vogliono risposte ed interventi concreti, i nostri disoccupati vorrebbero avere maggiori prospettive per il futuro, i giovani auspicano possibilità di crescita professionale e culturale. I nostri anziani non vogliono essere dimenticati, i malati e le persone in difficoltà si aspettano una sanità migliore e attenta ai loro bisogni, ma soprattutto i sardi e noi tutti aspettiamo ancora l'attuazione di quel programma per cambiare la Sardegna insieme, come dicevate voi. Ecco perché voterò contro tutta questa manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 21.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Sanjust, Diana, Mario Floris, Lombardo, Petrini, Pisano, Contu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cugini Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Oppi - Orrù - Petrini - Pisano - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il consigliere: Atzeri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 01. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 02.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, cercherò anche di auto contingentarmi, non senza mancare di rilevare che stiamo per terminare l'esame dei documenti riguardanti la legge finanziaria e il bilancio al secondo mese di esercizio provvisorio; questo vorrà pur dire qualcosa. Perciò collaboreremo con la Presidenza nell'interesse generale perché i tempi vengano rispettati, nonostante le inopportune accelerazioni che sono state impresse per l'approvazione della finanziaria; inopportune perché alcuni emendamenti presentati costituivano le nostre proposte, quelle che il collega Marrocu chiedeva ieri, ma che noi avevamo già preparato da tempo. Inopportune accelerazioni visto il deficit, rimarcato più volte, da parte della Giunta nel presentare con notevolissimo ritardo i documenti riguardanti la manovra finanziaria.
In Commissione abbiamo acconsentito che la stessa procedesse nei lavori, grazie alla presenza della minoranza, come, del resto, è successo più volte anche in quest'Aula. Tutto questo è dimostrato dalla continua assenza dei colleghi della maggioranza e dalle nostre richieste di verifica del numero legale.
Questa corsa, quindi, è giustificata dalla necessità di porre rimedio alle vostre mancanze iniziali.
Vorrei però adesso ripartire da un presupposto. Il presupposto l'ho enunciato in apertura; speravo però che l'esame della finanziaria e del bilancio in Aula mi consentisse di comprendere qual è il progetto e il piano di sviluppo generale che viene proposto nei documenti finanziari.
Nella finanziaria credo che nessuno possa dire che si intraveda un progetto, anzi su un articolo mi ricordo di aver votato a favore (adesso non ricordo bene se il 6 o l'8 o il 10; uno vale l'altro) per il semplice motivo che non c'era niente, c'erano solo atti dovuti. Perciò il documento finanziario principale della Regione Sardegna non esplicita sicuramente quanto enunciato nel DPEF. Posso anche ricordare il passaggio esplicito dell'ultimo DPEF, che recita "il DPEF stabilisce un ponte con il quadro strategico del futuro programma regionale di sviluppo, per il quale è prevista una prima elaborazione entro l'anno in corso". Stavamo parlando del 2005.
Per diverse ragioni, presumo, per l'ennesima volta i tempi enunciati non sono stati rispettati. Perciò noi stiamo parlando di un progetto di sviluppo in assenza di un progetto di sviluppo che, colpevolmente, la Giunta non ha a tutt'oggi presentato. Si cerca di rimediare a ciò presentando nella finanziaria delle norme che addirittura non considerano neanche le potenziali entrate che sarebbero potute derivare dalle stesse. Parlo delle tre norme che sono assurte agli onori della cronaca nazionale: la tassa per i non residenti sulla casa, sulle aeromobili e quant'altro. Addirittura non ritroviamo neanche le corrispondenti voci in entrata. Sono tasse senza entrata. E non credo sia questo il piano generale di sviluppo che si intendeva presentare.
Voglio rimarcare, però, su questo bilancio, ancora due aspetti fondamentali. Non è chiusa la partita sulla formazione, non è chiusa - e lo vedremo in sede di esame dell'emendamento che abbiamo riproposto per il finanziamento della "42" in bilancio - perché non c'è stato dato modo di discutere stamattina e di chiudere l'argomento formazione con chiare prese di posizione da parte di quest'Aula. L'abbiamo chiuso celermente e velocemente; diciamo che l'abbiamo soffocato con la celerità dei lavori.
Non è mia abitudine, ma devo far riferimento agli assenti e quindi al presidente Soru, che ieri ci ha descritto il favoloso mondo di quella che sarà la formazione. Io seguo con molto interesse gli interventi del presidente Soru perché mi portano in quel mondo fantastico che tutti noi auspicheremmo e per il quale tutti noi lavoriamo e siamo disponibili a lavorare, quel mondo che vuole trasformare e che nella sua mente è un mondo già compiuto, è già reale, perché per chi vive in un mondo virtuale quella è realtà.
Quella proposta, quel disegno del presidente Soru su come la formazione dovrà essere nel prossimo futuro, era in un qualche modo affascinante, e se fosse possibile discuterlo potrebbe anche diventare un progetto perseguibile. Il problema di questo Governo regionale, il problema dell'impostazione di questo Governo regionale è che il mondo fantastico, perseguibile per certi versi, che qualcuno si rappresenta, non viene calato nella realtà. Perciò quel mondo è legge, quel mondo è la proposta unica indiscutibile, quel mondo e i risultati di questa azione sono quelli che ci stanno portando a farci spazio, mentre usciamo dal Consiglio regionale, dalla parte di via Roma o di via Cavour, e farci spazio tra tutta quella gente che viene qui a recriminare diritti. A recriminare i diritti del mondo del volontariato, del mondo dell'agricoltura, del mondo dell'industria, del mondo del turismo, del mondo della formazione lavoro, e queste non sono persone virtuali, come non sono virtuali i loro bisogni.
E' anche vero, ed è giusto ed è legittimo che quando c'è un Governo non debba essere trascinato dalle azioni di piazza nelle sue decisioni, ma debba perseguire il suo progetto che a medio - lungo termine, qualcuno ritiene, darà i suoi frutti. Ma non è possibile confondere l'ascolto con la concertazione, e questo emerge in diversi interventi.
Chiedo scusa agli Assessori se non mi rivolgo a loro, ma purtroppo io mi rivolgo al Presidente assente, ovviamente, mi rivolgo a lui perché è lui l'artefice di questa azione, dell'ascolto, ma non della concertazione che è altra cosa, che ancora probabilmente, nonostante i due anni passati, non è riuscito a far sua. Non è riuscito a far suo lo strumento del dialogo, non è riuscito a far suo lo strumento necessario per trarre poi le conseguenze, in disegni di legge e in azioni operative, delle idee fantasiose che devono essere comunque calate nella realtà, collegate alle disponibilità finanziarie, collegate anche all'ascolto se non alla concertazione con le opposizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale sullo stato di previsione della spesa 02.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dello stato di previsione della spesa 02.
Prendo atto che il consigliere Capelli ha votato contro.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Orrù - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lombardo - Oppi - Petrini - Pisano - Sanciu - Sanna Matteo - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 39
contrari 17
(Il Consiglio approva).
Passiamo allo stato di previsione 03.
(Segue lettura)
A questo stato di previsione sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 03
Tabella 03 - PROGRAMMAZIONE
In diminuzione
UPB S03.005 (Cap. 03024-00)
Anno 2006 euro 572.000
In aumento
UPB S03.005 (Cap. 03024-00)
Anno 2007 euro 4.845.000
Anno 2008 euro 4.845.000
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.006 (Voce 12)
Anno 2006 euro 572.000
UPB E02.003
Anno 2007 euro 3.544.000
Anno 2008 euro 3.544.000
In diminuzione
UPB S03.006 (Voce 11)
Anno 2007 euro 1.301.000
Anno 2008 euro 1.301.000 (26)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Diana - Capelli - Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 03
In aumento
UPB S03.006
Anno 2006 euro 10.000
In diminuzione
UPB S11.007 Cap. 11010-00
Anno 2006 euro 10.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (65).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, questa manovra, giunta alla fase finale della sua discussione e approvazione, certifica il fallimento della Giunta Soru e dello stile imposto alla Regione dal suo autoritario Governatore, al centrosinistra dal suo mal digerito leader.
La Sardegna con Soru sta male, sta peggio, inutile nasconderlo, inutile fare giri di parole o giri di contabilità con soldi inesistenti, altra prodezza di Soru e del suo Assessore. La Sardegna sta male! Permane il divario economico e sociale tra le aree forti del Paese e la nostra Isola, aumentano le sacche di povertà nelle aree interne ed economicamente marginali ma anche nei grossi centri urbani. Permane dunque una forte criticità sulle dinamiche economiche e sociali monitorate dalle statistiche sul mercato del lavoro e da altri indicatori ISTAT, nonché dalle più recenti indagini sul disagio sociale e sul fenomeno delle vecchie e nuove povertà.
Gli indicatori evidenziano una stagnazione economica e produttiva, un tasso di disoccupazione, lo ripeto, che nel terzo trimestre del 2005 risulta al 12,9 per cento rispetto al 12,2 per cento dell'anno precedente, un tasso di occupazione sempre nel terzo trimestre al 51,3 per cento rispetto al 52,2 del 2004, novemila occupati in meno solo nell'industria.
Da un'indagine della CISL sarda su fonti ISTAT, INPS ed altri, si desume un aumento delle povertà in Sardegna; si registrano infatti 324 mila e settecento unità in condizioni di povertà relativa, non duecentomila come diceva un collega di Rifondazione Comunista, ma 324 mila, proprio quei poveri ai quali Soru aveva detto che si sarebbe dedicato. "Comincerò dagli ultimi" aveva detto, e ha mantenuto la promessa, si è occupato di loro e ne ha accresciuto il numero. Si potrebbe dire che lo slogan di Soru è "più povertà per tutti!"
Il Presidente della Regione procede come un bulldozer, senza ascoltare alcuno se non evidentemente i suoi più fidati consiglieri, che non credo siedano sui banchi di quest'Aula. Certamente non voi, colleghi della maggioranza, che siete relegati nel ruolo mortificante che nemmeno voglio definire per il rispetto personale che vi porto.
Per quello che concerne la manovra, il confronto concertativo con i sindacati si è esaurito in una seduta di due ore, con la documentazione del tutto parziale e con un lasso temporale insufficiente ad un esame adeguato per la predisposizione di una valutazione e di proposte articolate. A più di un anno e mezzo dall'insediamento dell'attuale Giunta regionale, constatiamo dunque che la concertazione è stata ormai derubricata a rapida consultazione, e per di più su documenti incompleti.
La Sardegna sta iniziando a soffrire troppo la Presidenza di Soru, la politica dei tagli quando fu annunciata aveva il sapore del nuovo, del pulito e del risanamento. Il Presidente generò la seguente aspettativa nell'opinione pubblica sarda: avete avuto in passato governi guidati da politici spregiudicati e disinvolti che vi hanno portato così in basso, io ricco ed affermato imprenditore porterò nella pubblica amministrazione il valore dell'efficienza, della tecnologia, del rigore. Un'affascinante visione di sapore calvinista, coniugata ad un alone di sardità che abilmente, grazie agli uffici di un noto pubblicitario, era stata propinata ai sardi e da questi ultimi accettata in totale buonafede. Poi è arrivato il momento della verità, la prova dei fatti. La Sardegna ha cominciato ad assaggiare la cura Soru ed oggi, dopo un anno e mezzo di governo, la luna di miele è abbondantemente terminata.
Per questa manovra la Sardegna soffrirà; soffrirà l'industria, l'agricoltura, la pastorizia, il turismo, che rischia di soffrire ancora di più quando vedrà la luce quel maxi collegato alla finanziaria che i sardi attendono con la stessa fiduciosa attesa con la quale si attende un epidemia. Soffrirà la scuola sarda, in particolare la scuola sarda. Molti sono i problemi di tutto il sistema dell'istruzione, per non parlare della formazione professionale; una situazione che vede i ragazzi, le loro famiglie, il personale docente, amministrativo e tecnico attraversare una fase di difficoltà e di precarietà.
I contenuti della manovra in materia di istruzione non solo non risolvono ma aggravano le situazioni di disagio, ad esempio per la dispersione scolastica, i problemi di edilizia scolastica, il sostegno ai minori in condizioni di handicap, l'aggiornamento del personale. La manovra uccide poi il lavoro, quello dipendente e quello autonomo. Nella scorsa finanziaria venne dato particolare risalto ad un piano straordinario del lavoro finanziato con bandi regionali e comunitari; ebbene, vediamo una situazione di totale stagnazione, vediamo che i progetti sono fermi, vediamo che i finanziamenti non ci sono più, vediamo mortificate tutte quelle speranze di quei giovani e di quelle cooperative che proprio nel campo dell'imprenditoria avrebbero potuto trovare uno sbocco e avrebbero potuto dare un lavoro ai tanti giovani che il lavoro lo stanno perdendo, ai tanti giovani che da quelle strutture, da quelle iniziative imprenditoriali avrebbero potuto trarre giovamento.
Per il lavoro autonomo l'attuale situazione si caratterizza per la pressoché totale assenza di strumenti operativi regionali volti a favorire la nascita e la crescita, l'avvio, il sostegno di iniziative imprenditoriali. Sono state abbandonate leggi valide di sostegno, non sono stati creati strumenti alternativi, sono venuti a mancare interventi regionali che in concreto consentivano in passato la creazione di impresa da parte di giovani, ma anche di donne, di gruppi e di cooperative di disoccupati: si pensi soltanto ai bandi de minimis. Tutto questo, inoltre, è avvenuto in una fase in cui, in presenza di una scarsa domanda di lavoro dipendente, molti giovani vedevano proprio nella possibilità di creare un'impresa lo sviluppo e il futuro della propria esistenza.
Questo che io ho tracciato è certamente un quadro sommario e incompleto, ma credo di avere citato alcuni elementi che dimostrano la pochezza e l'inadeguatezza di questa manovra. Il voto contrario a questa manovra è anche un convinto e motivato voto di sfiducia nei confronti del presidente Soru e della sua Giunta. Presidente Soru, io continuo a rivolgermi a lei come se fosse presente, faccio ancora una volta notare una colpevole, ingiustificabile, intollerabile assenza del Presidente della Regione in tutte le fasi importanti della discussione, della votazione ed approvazione di tutti gli articoli di questa manovra. Soru è stato assente dal Consiglio regionale, quasi deserti i banchi della Giunta, questa è l'ennesima dimostrazione, so che l'abbiamo detto migliaia di volte, ma è nostro dovere continuare a fare notare che un'assenza del genere significa un'offesa ed un'umiliazione al Consiglio regionale.
Soru ha tradito le aspettative dei sardi, in particolare di tanti giovani che avevano creduto alle sue promesse elettorali. Con questa manovra si certifica da un lato la sua incapacità a governare, dall'altro il condizionamento che il suo pesante e colossale conflitto di interessi comporta nelle scelte politiche ed amministrative, e vari esempi gravissimi sono stati fatti durante queste giornate di lavoro. Doveva essere corretta, corretta nettamente questa manovra; non lo avete fatto, resterà nella memoria collettiva per il grossolano errore dell'inserimento delle norme intruse, sarà ricordata per il funambolico tentativo di inserire in bilancio soldi che non ci sono e che nemmeno avete contrattato col Governo nazionale, una soluzione geniale.
La Sardegna va giù, c'è una gravissima situazione di difficoltà per i cittadini che vanno dai diciotto ai quarantacinque anni, in alcuni casi c'è disperazione. Presidente Soru, quando sembra che lei ci abbia fatto toccare il fondo, la vediamo riprendere a scavare! Non ci deve essere quindi alcuno sconto per una Giunta che rischia di affondare definitivamente l'Isola. Ciò che si dice, e ciò che non si può dire in quest'Aula va portato fuori nelle piazze. Sarà un lavoro lungo che finirà solamente quando cesserà questo clima pesante di paura che il presidente Soru ha creato in Sardegna, di incertezza, di affanno, di profonda depressione, finirà quando finalmente Soru non sarà più Presidente della Regione.
Quando questo accadrà il più sereno di tutti sarà proprio il Presidente, si ritirerà tornando alle sue attività imprenditoriali che, senza dubbio, in questo periodo in cui si dedica al bene della Sardegna sta trascurando, e lascerà alle spalle questa esperienza che per molti aspetti immagino sia stata noiosa e faticosa, lo dimostra la sua allergia nei confronti del Consiglio regionale. Dicevo per Soru...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente, come mi ha raccomandato lei stesso, per sottolineare che in questione non è un problema di risorse finanziarie. Io ho fatto quattro conti, senza approfondire neppure tanto, ma tra questo e il passato esercizio sono state attribuite diverse centinaia di milioni di euro ad alcuni filoni, in modo particolare a quello della formazione.
La formazione è credo finanziata. La formazione non è la legge numero 42 del 1989, non è l'applicazione di quelle disposizioni, o solo l'attività corsuale in capo all'Assessorato del lavoro, quella più finalizzata alle qualifiche professionali di livello medio - basso, la formazione è anche l'alta formazione, sono i programmi di inserimento, sono gli interventi che si fanno anche in ausilio alle politiche di sviluppo imprenditoriali, quindi formazione ce n'è tanta. Ed è una delle ragioni per le quali, nel corso del dibattito, ho voluto sottolineare, l'ho fatto anche ieri sera, la richiesta di approfondimento, lo dico anche per l'onorevole Chicco Porcu, sul concetto di povertà, e l'ho fatto in ragione dell'articolo 43 che bene ha fatto il Presidente e la Giunta a sostenere di voler finanziare di più, passando dai dieci milioni di euro originariamente proposti ai venticinque successivi.
Ma non c'entra niente con la povertà, con il contrasto alla povertà e col reddito di cittadinanza. E non c'entra niente perché i destinatari di quell'intervento non sono i poveri, i destinatari di quell'intervento sono gli inoccupati e i disoccupati. Ed essere inoccupato o disoccupato non vuole dire essere necessariamente povero; molti disoccupati e molti inoccupati sono poveri, ma ce ne sono anche che poveri non sono, che hanno strumenti di inserimento lavorativo diversi, che hanno un livello culturale di studio diverso, che hanno specializzazioni professionali diverse, che hanno una condizione ambientale diversa. Diverso è l'inoccupato e il disoccupato che sta nel centro della Sardegna in uno dei paesi del malessere, rispetto a quello che sta nel quartiere alto borghese della città di Cagliari.
Gli strumenti, l'ambiente, tutto questo fanno occupati e disoccupati diversi, inoccupati diversi; ed anche diversi dalla condizione di povertà. L'articolo 43 prevede un programma di formazione, ricerca e di inserimento lavorativo. Programma di formazione, di ricerca vuol dire anche orientamento, vuol dire tutta una serie di servizi, che debbono essere svolti e sviluppati dai centri dei servizi per l'impiego che sono in fase istitutiva, grazie anche alla legge che il Consiglio regionale ha approvato di recente. Magari dovremo fare qualche sforzo in più per rendere meglio applicabile questo articolo, imprimendo più celerità alle procedure di trasferimento dei compiti alle stesse province.
Quindi si tratta di uno degli strumenti utili, come utili sono i cantieri comunali e (55 milioni di euro ci sono) come utili potrebbero essere i trenta milioni stanziati nel bilancio a favore dell'articolo 19 della legge numero 37, se solo si riuscisse ad esprimere direttive più adeguate rispetto all'entità del finanziamento che è stato attribuito, che è diversa da quella originariamente concepita per quel tipo di intervento.
Ma tutto ciò non c'entra con il contrasto alla povertà; il contrasto alla povertà rimane un tema che noi dovremo avere il coraggio di affrontare con un provvedimento specifico, così come abbiamo già ampiamente deciso con l'approvazione della legge sui servizi per le persone. Concludo, Presidente, ricordandole che lei è anche garante di tutte le nostre prerogative. Penso pertanto che chiederemo i termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno per l'inserimento nella programmazione bimestrale della proposta di legge sul reddito di cittadinanza, perché la prima cittadinanza che vorremmo conquistare è interna alla maggioranza affinché siano discusse le proposte che pure noi abbiamo possibilità e modo di presentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Io vorrei interloquire con l'Assessore dei trasporti, quindi, posso rinunciare adesso e riprendere la parola successivamente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione 03. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 04.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 04 sono stati presentati 7 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 04
In aumento
ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI
UPB S04.020
Cap. 04048
Finanziamento ai Comuni per l'attuazione degli interventi destinati a migliorie per lo sviluppo e l'occupazione prevista dall'art. 19 della L.R. 37 del 1998:
Anno 2006 +30.000.000
In diminuzione03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 30.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (2)
Emendamento modificativo Licheri - Marrocu - Biancu - Porcu - Balia
Stato di previsione 04
L'importo previsto alla UPB S04.043 è incrementato di euro 1.500.000,00 di cui euro 900.000,00 (cap. 04107) ed euro 600.000,00 (cap. 041115).
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S04.107
In aumento
Cap. 04107 900.000,00 euro
Cap. 04115 600.000,00 euro
In diminuzioneUPB 03050 1.500.000,00 euro. (24)
Emendamento modificativo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
Stato di previsione 04
In aumento
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.043
Acquisizione di beni e servizi
(a valere sul cap. 04107 - Spese per la pulizia e il riscaldamento di locali e per l'esercizio di impianti idrici, elettrici e per il gas)
Anno 2006 euro 1.200.000
In diminuzione03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 1.200.000
mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (40)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.118 Cap. 04201-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (50)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.112 Cap. 04189-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (51)
Emendamento modificativo Artizzu - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.019 Cap. 04032-00
Anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 300.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (52)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.019 Cap. 04031
Anno 2006 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 2.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (53).)
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento numero 2 è stato dichiarato inammissibile.
Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 24, 40, 50, 51, 52, 53 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Sul numero 24 il parere è positivo condizionatamente alle circostanze che l'importo venga limitato a cinquecento mila euro a valere sulla UPB S03.050 indicando in aumento l'UPB S04.043, e che venga unificato con l'emendamento numero 40. Sui restanti emendamenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione. Si concorda pertanto nulle modifiche proposte all'emendamento numero 24 e sulla sua unificazione con l'emendamento numero 40, chiaramente sempre che ci sia l'accettazione da parte dei proponenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, la proposta che l'Assessore rivolge ai presentatori dell'emendamento, che ovviamente va interpretata come una disponibilità importante, va però valutata nella sua entità, perché l'importo che propone l'Assessore sicuramente non porta a soluzione il problema, se consideriamo che la cifra di un milione e duecento mila euro costituisce proprio la somma minima per poter avere continuità nei servizi di pulizia e quindi anche per dare attuazione a quell'impegno che l'intera maggioranza e l'intera opposizione hanno assunto nei confronti delle lavoratrici che sono venute qui a manifestare, qualche giorno fa, in relazione all'appalto. Quindi, la prego di rivedere l'importo complessivo, perché altrimenti gli impegni che sono stati assunti non potranno essere mantenuti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io avevo chiesto la parola sull'emendamento numero 40. Ancora una volta in questo caso la fretta ci ha giocato un brutto scherzo. Chiederei pertanto una maggiore attenzione.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Caligaris anche per la gentilezza. Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 04. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passioamo all'esame dello stato di previsione della spesa 05.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 05 sono stati presentati 4 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.052
Interventi a tutela della pesca e acquacoltura
Cap. 05187 (AS)
Anno 2006 euro 1.342.000
Tabella ENTRATE
UPB E05.052
Programmi cofinanziati dallo Stato
Cap. 23279 (AS)
Anno 2006 euro 1.342.000. (27)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Capelli - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.035 Cap. 05086-00
Anno 2006 euro 50.000
Anno 2007 euro 50.000
Anno 2008 euro 50.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 50.000
Anno 2007 euro 50.000
Anno 2008 euro 50.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (46)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Capelli - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.035 Cap. 05085-00
Anno 2006 euro 150.000
Anno 2007 euro 150.000
Anno 2008 euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 150.000
Anno 2007 euro 150.000
Anno 2008 euro 150.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (48)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.019
Cap. 05016-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (49).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Approfitto della presenza dell'Assessore dei trasporti per fornire ulteriori notizie riguardo alla famosa linea soppressa Tempio-Cagliari. Questa linea era operativa da circa quindici anni e veniva garantita dall'ARST, con i costi dell'ARST, quindi costava circa 700 milioni delle vecchie lire perché, come lei ben sa, Assessore, il servizio dell'ARST costa mediamente il doppio o il triplo a chilometro rispetto a quello garantito da un vettore privato. La vostra Giunta, giustamente dico questa volta, viaggiando con un pullman da 54 persone ha, come al solito, con la scure tagliato del tutto la linea. Il presidente Soru, venuto in campagna elettorale per le provinciali a Tempio, alle istanze dei suoi alleati di centrosinistra rispose che avrebbe provveduto al ripristino.
Successivamente il 23 maggio è pervenuta al suo Assessorato la domanda protocollata di un privato il quale si offriva di far partire la linea da Calangianus, che si trova a dieci chilometri da Tempio, in modo da coprire la tratta Calangianus-Tempio-Perfugas-Cagliari, riducendo le corse da sette a cinque (quindi escludendo il sabato e la domenica) usando un pulmino di dimensioni più ridotte, e riservandosi, secondo il numero di utenti, di utilizzare una FIAT Multipla o un pullman da 54 posti. Il costo scendeva così da 700 milioni di lire (quindi 350 mila euro) a circa 100 mila euro.
Si trattava quindi sempre di una soluzione onerosa, anche se scontata rispetto a quella dell'ARST. Quella dell'ARST, mi sia consentita la battuta, però garantiva un servizio in più, perché essendo il Presidente dell'ARST dell'epoca un tecnico specifico in tema di trasporti (infatti faceva il barista) offriva l'aranciata a bordo. Forse era per questo che l'ARST costava così tanto? A questa domanda non è stata data risposta. Abbiamo sollecitato una risposta con una lettera io e Renato Cugini, ma non è successo ugualmente niente. Dopo ulteriori istanze all'Amministrazione, finalmente (ed è questo che lei si è dimenticato di trovare e i suoi uffici non hanno trovato) è pervenuta un'offerta per assicurare la tratta in questione a titolo gratuito, cioè facendo affidamento sui soli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti ai passeggeri (se ce ne sono, se non ce ne sono, peggio per lui).
Ieri lei, forse, o anzi sicuramente, per errore, ha dichiarato che negli ultimi cinque mesi non era pervenuta alcuna offerta; io invece ho qui una lettera inviata dal suo Assessorato, dall'ingegnere Giorgio Ferrari, protocollo numero 9079 del 19 dicembre 2005, che così rispondeva all'offerta precedentemente presentata: "In riferimento alla nota, diretta ad ottenere la concessione della granturismo Calangianus-Tempio-Codrongianus-Cagliari, si comunica quanto segue: si riscontra che la proposta di granturismo è finalizzata ad un collegamento che è già assicurato da vari servizi in essere". Forse questo funzionario credeva che a Tempio ci fosse il porto oppure l'aeroporto altrimenti non saprei a quali servizi si riferisse, perché servizi veramente non ce ne sono altri, c'è solo quel pullman che va a Monti e che arriva un'ora dopo che il treno è già partito per Cagliari. Comunque questa lettera è del 19 dicembre del 2005 e quindi non è vero che negli ultimi cinque mesi non c'è stata nessuna corrispondenza e nessuna offerta.
Ed allora, la mia proposta è questa: sicuramente sopprimendo la linea c'è un risparmio, sicuramente tagliando i finanziamenti all'università c'è un risparmio, sicuramente non finanziando il carnevale c'è un risparmio; di tutto questo milioncino di euro che avete risparmiato sulle spalle di Tempio almeno 50 mila euro destinateli ad aumentare la copertura dell'assicurazione per danni di cui tutta la Giunta usufruisce, perché almeno, quando qualcuno vi chiederà conto dei disastri che avete causato, potrete usufruire di un massimale più alto e potrete risarcire adeguatamente chi ha patito danni per causa vostra.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 27, 46, 48 e 49 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 27 e contrario sugli altri.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo Stato di previsione della spesa 05. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 06.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 06 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 06
In diminuzioneU.P.B. S06.021
Finanziamento agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Parte corrente
(AS) 2006 euro 3.500.000
In aumentoU.P.B. S06.024
Ricerca e Sviluppo, borse di studio e statistica agricola - Investimenti
(AS) 2006 euro 1.000.000
U.P.B. S06.067
Miglioramento della competitivita dei sistemi agricoli nelle province di Cagliari e Carbonia-Iglesias
(AS) 2006 euro 800.000
U.P.B. S06.087
Miglioramento della competitivita dei sistemi agricoli nelle province di Nuoro e dell'Ogliastra
(AS) 2006 euro 1.700.000. (28)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 06
In aumentoU.P.B. S06.032
Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica
(Cap. 06132-00 -)
AS 2006 euro 4.508.000
In aumentoENTRATA
U.P.B. E06.036
Interventi nel settore agricolo e zootecnico
(Cap. 24204-00)
AS 2006 euro 4.508.000. (29).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è positivo per tutti e due.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione lo Stato di previsione 06. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 07.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 07 sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 07
In aumento
ASSESSORATO TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO
UPB S07.038
Cap. 07130
Versamento di fondi per la concessione di contributi in conto capitale di imprese artigiane
Anno 2006 +5.000.000
In diminuzione03 ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 -5.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (5)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.024 cap. 07090
Anno 2006 + euro 8.000.000
Art. 12 e 14 l.r. 1/2002
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 8.000.000 (5 bis)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07127
Anno 2006 + euro 5.000.000
Artigianato - contr. conto interessi
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 5.000.000 (8)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07130
Anno 2006 + euro 20.000.000
Artigianato - contr. conto interessi
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 20.000.000. (9)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07127
Anno 2006 + euro 4.000.000
Assunz. apprendisti
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 5.000.000. (10)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07139
Anno 2006 + euro 4.000.000
Concorso interessi su prestiti
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 4.000.000. (11)
Emendamento modificativo Pittalis - Marracini - Atzeri
Stato di previsione 07
In aumento
UPB S07.038
Anno 2006 euro 6.000.000
per incrementare i fondi della LR n. 51 del 1993
In diminuzione
UPB S03.006
FNOL - spese correnti
Anno 2006 euro 6.000.000
mediante riduzione della voce 12 della tabella A allegata alla l.f. (22)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 07
In aumentoU.P.B. S07.038
Incentivazioni alle attività artigiane
Anno 2006 euro 5.000.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzioneU.P.B. S03.050
Anno 2006 euro 5.000.000. (30)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 07
In aumento
UPB S07.018
(cap. 07034)
Anno 2006 -
Anno 2007 euro 6.500.000
Anno 2008 euro 6.500.000
COPERTURA FINANZIARIAIn diminuzione
UPB S12.030
Anno 2006 -
Anno 2007 euro 6.500.000
Anno 2008 euro 6.500.000. (31)
Emendamento modificativo Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni - Sanjust - Petrini - Oppi - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Capelli - La Spisa
Stato di previsione 07
In aumento
UPB S07.018
Anno 2006 euro 700.000
per incrementare il cap. 07035 (pro loco)
In diminuzione
UPB S03.006
FNOL - parte corrente
Anno 2006 euro 700.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (35)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano
Stato di previsione 07
In aumento
07 - TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO
UPB S07.038
Incentivazioni alle attività artigiane (per incrementare i fondi della L.R. 51 del 1993)
Anno 2006 euro 20.000.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativo di parte corrente
Anno 2006 euro 20.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (37).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5 chiedo che venga votato congiuntamente con l'emendamento numero 30 e con un'altra serie di emendamenti che indicherò man mano che li trovo, perché riguardano tutti stanziamenti a favore della "51". C'è una proposta emendativa da parte della Giunta (l'emendamento numero 30) che la Commissione intende accogliere. Quindi, intendo proporre ai presentatori degli altri emendamenti su questa stessa materia di uniformarsi alla previsione dell'emendamento numero 30. Pertanto il parere sarà positivo solo nel caso di accoglimento di questa proposta.
Ugualmente, per quanto riguarda gli emendamenti numero 8, 9, 22, 37, 35 si accolgono solo qualora venissero unificati al numero 30. L'emendamento numero 31 si accoglie a condizione che i proponenti accettino la riduzione dell'importo a 200 mila euro a valere sulla UPB S03.050. Su tutti gli altri emendamenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché i proponenti sono d'accordo, metto in votazione congiuntamente gli emendamenti numero 5, 22, 30, 35, 37, 8 e 9.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 07. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 08.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 08 sono stati presentati quattro emendamenti 12.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 08
Allo stato di previsione 08 - lavori pubblici sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S08.028
Cap. 08145
Anno 2006 + euro 1.000.000
Canili municipali
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 1.000.000. (12)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 08
In aumento
cassa euro 12.500.000
UPB S08.015
Anno 2006 euro 15.000.000
Anno 2007 euro 7.000.000
Anno 2008 euro -
In diminuzione
cassa euro 12.500.000
UPB S08.014
Anno 2006 euro 15.000.000
Anno 2007 euro 7.000.000
Anno 2008 euro - . (32)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Diana - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 08
In aumento
UPB S08.033
Cap. 08312-00
Anno 2006 euro 260.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 260.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (45)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 08
In aumento
UPB S08.028
Cap. 08145-00
Anno 2006 euro 800.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 800.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (47).)
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento numero 45 è stato dichiarato inammissibile.
E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, Intervengo solo prché, così, come ieri abbiamo criticato la Giunta regionale su un aspetto relativo alla formazione professionale, oggi voglio dare atto con la stessa onestà e anche la stessa passione che, per quanto riguarda i fondi dell'artigianato è stata accolta un'istanza è pervenuta da parte di più forze politiche di maggioranza e di opposizione. Questo è un segnale che noi apprezziamo particolarmente e pertanto volevo sottolinearlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 12 e 47 il parere è negativo; sull'emendamento numero 32 il parere è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo Stato di previsione della spesa 08. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 09.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione lo stato di previsione della spesa 09. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 10.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 10 sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.024
cap. 10070
Anno 2006 + euro 200.000
Lavoratori socialmente utili
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 200.000. (13)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.035
cap. 10073
Anno 2006 + euro 7.000.000
Obbligo formativo
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 7.000.000. (14)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.088
cap. 10286
Anno 2006 + euro 50.000
Orientamento giovani e donne
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 50.000. (15)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano
Stato di previsione 10
In aumento
10 - LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE
UPB S10.024
Politiche attive del lavoro - Investimenti
(a valere sul cap. 10070 - Contributi agli enti locali promotori di progetti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità per l'affidamento a terzi convenzionati di servizi, art. 15 della legge 37/1998)
Anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tab. A allegata alla l.f. (36)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Pisano - Dedoni
Stato di previsione 10
In aumento
10 - LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE
UPB S10.035
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
(a valere sul cap. 10188 - Spese relative all'obbligo di frequenza di attività formative - Quota regionale)
Anno 2006 euro 5.000.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 5.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tab. A allegata alla l.f. (38)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Oppi - Diana - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.057
Cap. 10144-00
Anno 2006 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (41)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Oppi - Diana - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.057
Cap. 10143-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (42)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.049
Cap. 10135-00
Anno 2006 euro 1.080.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.080.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (43)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Oppi - Diana - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.049
Cap. 10131-00
Anno 2006 euro 100.000
Anno 2007 euro 100.000
Anno 2008 euro 100.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 100.000
Anno 2007 euro 100.000
Anno 2008 euro 100.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (44)
Emendamento modificativo Capelli - La Spisa - Vargiu - Oppi - Artizzu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.035
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
Anno 2006 euro 15.000.000
Per incrementare il capitolo relativo alla legge regionale n. 42 del 1989
In diminuzione
UPB S03.006
FNOL - parte corrente
Anno 2006 euro 15.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (81)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro, formazione professionale sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.049
Cap. 10135
Anno 2006 + euro 1.079.000
L. Org. Sind.
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 1.079.000. (20).)
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento numero 44 è stato dichiarato inammissibile.
Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che questo sarà il mio ultimo intervento sulla manovra finanziaria. Voglio però intervenire sullo stato di previsione della spesa numero 10, cioè lavoro e formazione professionale, per rappresentare ai colleghi che è stato presentato l'emendamento numero 81, che ripropone il problema della formazione professionale e quindi dell'incremento dell'UPB 10035 che serve a garantire il rifinanziamento della legge numero 42 del 1989.
Continuo ad insistere con l'Aula, continuo ad insistere con i colleghi sul fatto che bisogna garantire una risposta immediata al mondo della formazione professionale in attesa di quello che prima ho definito interessante, ma fantasioso, piano di riforma annunciato ieri dal presidente Soru.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO
(Segue CAPELLI.) Rimarco questo perché all'interno di questo bilancio, all'interno dei diversi stati di previsione, non so se l'avete notato, c'è un aumento per le spese di rappresentanza dei singoli Assessorati. Non c'è invece nessun intervento per l'imprenditorialità giovanile; siamo già ormai al secondo anno di vita di questo Esecutivo ed è dichiarata l'intenzione della Giunta di non sostenere più la legge numero 1 del 2002, che sostituiva la legge numero 28 del 1984.
Appare chiaro anche in altri stati di previsione che non è presente nessuna azione concreta per intervenire realmente sul risparmio e soprattutto sul taglio degli sprechi; allora mi chiedo: se non c'è nessun, per esempio, intervento di tipo finanziario e creditizio per l'eliminazione di quegli interessi di mora che le AA.SS.LL. pagano per i ritardati pagamenti, e che costituiscono buona parte del ricarico che i fornitori delle AA.SS.LL. preventivamente praticano sui prezzi per controbilanciare il ritardato pagamento, se nessuna azione in tal senso è stata posta in essere, perché parliamo di proposte, che sono accettabili o inaccettabili, condivisibili o meno? Da tempo noi abbiamo proposto che venisse rivista la situazione del patrimonio immobiliare nelle aziende sanitarie, avevamo proposto anche una forma di cartolarizzazione, però anche questa proposta è passata nel dimenticatoio dopo una timida apertaura in tal senso a inizio legislatura.
Aggiungo che, mentre nel bilancio di quest'anno ci sono delle risorse destinate alla gestione e all'acquisizione di nuovi immobili, nella scorsa finanziaria si è parlato di dismissione di immobili all'interno del patrimonio regionale. C'è quanto meno, in assenza di spiegazioni, una contraddizione evidente: gli immobili (che peraltro comportano costi di gestione e nulla rendono) li dobbiamo gestire, acquisire o dobbiamo far sì che possano essere messi a reddito? Non si capisce quale sia l'indirizzo. Oggi ci troviamo con una Regione che impegna risorse finanziarie per acquisire degli immobili. Non ci è stata fornita alcuna spiegazione su questo punto; non ci è stata data nessuna risposta.
Potremmo anche parlare in merito allo stock del debito, relativamente ai mutui contratti a suo tempo a tasso fisso, che non vengono rinegoziati, per lo meno non si evince qui la volontà di rinegoziarli. Per quanto i risparmi ammontano a qualche milione di euro, si tratterebbe comounque di un'operazone che andrebbe a tutto vantaggio delle casse regionali. Perché dico questo adesso? Lo dico per giustificare la richiesta, a nostro avviso sensata, di riportare tutto alla realtà e non al mondo fantasioso che ci è stato prospettato in materia di formazione professionale.
Ripeto, anche un po' di fantasia serve, perché con la fantasia si attivano delle risorse intellettuali, dei programmi che possono essere comunque rivisitati, calati nella nostra realtà e forse anche applicati. Non credo che sia realmente un bilancio ispirato a criteri di risparmio. Ho già detto ieri che per attuare una politica di risparmio bisogna essere credibili e rendersi credibili. Le variazioni proposte qui - ricordo appunto l'incremento delle somme per le spese di rappresentanza, una delle tante - non rendono credibile l'azione di risparmio e di razionalizzazione del bilancio. Questa azione sarebbe più credibile se venisse quanto meno prospettata e discussa con tutte le parti politiche, se fosse concertata con le parti sociali; ricordo ora la rilettura del giudizio di alcune commissioni e di molte parti sociali, su questa finanziaria e su questo bilancio. Non ho trovato grandi apprezzamenti per questa manovra.
Per questi motivi, indicando la copertura reale dell'emendamento numero 81, ritengo che ancora oggi, ancora in questo momento, quest'Aula possa assumersi la responsabilità di offrire una risposta al mondo della formazione professionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo innanzitutto per esprimere apprezzamento nei confronti del collega Capelli per aver riproposto, attraverso un emendamento al bilancio e non già più alla finanziaria, il problema che ieri è stato accantonato e non risolto; e per esprimere anche una considerazione sull'entità di questo emendamento che, a mio giudizio, rappresenta proprio la soluzione del problema più prudente. Quindici milioni di euro sicuramente costituiscono l'importo minimo per consentire la continuità della funzione assolta fino a questo momento dalla legge regionale numero 42.
Del problema che ieri è stato sollevato nel dibattito, che a mio giudizio è stato ben rappresentato dall'intervento del Presidente e dall'intervento successivo dell'Assessore del lavoro, è scaturita una indicazione che ritengo nessuno di noi possa non condividere: l'esigenza assoluta di una riforma del sistema della formazione professionale che risolva in maniera definitiva la problematica dell'utilizzo anche delle risorse e del personale oggi orbitante attorno al problema formazione professionale.
Il Presidente dice: "E' necessario che nessuno d'ora in poi percepisca uno stipendio senza che per altro ci sia una effettiva corresponsione lavorativa da parte dei dipendenti che questo stipendio percepiscono". Non solo, dice: "La formazione non deve essere finalizzata ai formatori, ma naturalmente ai giovani e ai non giovani che utilizzano la formazione".
Alcune imprecisioni invece, abbastanza evidenti, sono state enunciate nel momento in cui viene detto che la legge numero 47 del 1979, che costituisce la legge quadro della formazione professionale, sarebbe stata disattesa in questi ultimi dodici anni perché non si è dato luogo ad alcun piano di formazione professionale. Io so bene che in quest'Aula ci sono molti che conoscono a fondo la materia e tutti sanno che da quando è stata introdotta la programmazione attraverso il PON, e poi successivamente attraverso il POR, le risorse che venivano utilizzate per la formazione professionale necessariamente dovevano "andare a bando", e questo significa ovviamente rinunciare ad ogni ipotesi possibile di pianificazione e di assegnazione preordinata ad enti di formazione professionale.
Si è anche detto, in maniera pure imprecisa, che nell'inserire il concetto dell'accreditamento degli enti è stato introdotto un criterio molto ampio: niente di più falso. Innanzitutto va dato atto che proprio la Giunta presieduta dall'onorevole Floris ha introdotto - prima regione italiana in quel momento a seguito esattamente dell'applicazione del POR Sardegna - il concetto proprio di accreditamento di enti di formazione. Nel 2004 il numero degli enti accreditati per l'obbligo formativo era di 32, cioè solo 32 enti potevano svolgere in Sardegna l'attività formativa per l'obbligo formativo, il cui accreditamento richiedeva, peraltro, il punteggio più elevato. Se quei requisiti fossero stati richiesti alla scuola pubblica probabilmente nessuna delle scuole pubbliche sarde, per i problemi che le affliggono e che tutti conosciamo, verrebbe accreditata. Questo per chiarire quanto era severo il criterio relativo all'accreditamento.
Ma non solo, questi stessi criteri ereditati, come ha detto l'assessore Salerno, da lei, sono stati poi usati e, se mi concedete di dirlo, anche interpretati in maniera appena appena più larga, tant'è che se potessimo chiedere all'assessore Salerno quanti sono gli enti oggi accreditati, ci direbbe che sono di gran lunga superiori. Questo per chiarire esattamente il concetto della responsabilità.
Però dico di più. Se qualcuno visita il sito internet dell'Emilia Romagna, il sito del Piemonte, il sito del Veneto si accorge che in queste regioni, che molto spesso assumiamo a riferimento dei nostri ragionamenti e dei nostri obiettivi, il numero degli enti accreditati è dieci volte superiore; non una volta, due volte: dieci volte superiore! Nella regione Piemonte il numero degli enti accreditati è di 270, nella regione Emilia Romagna gli enti accreditati sono quasi 500!
Questo per dire che dobbiamo intenderci su cosa vogliamo fare con il criterio di accreditamento; se l'accreditamento è un accreditamento sano che implica, naturalmente a parità di requisiti accertati, la possibilità di competere e quindi di fornire una offerta formativa plurima ai ragazzi che hanno il diritto di poter scegliere, ben venga. Però noi attendiamo con grande fiducia la proposta che arriverà in quest'Aula per costruire insieme - io me lo auguro - i nuovi criteri per l'accreditamento.
Per ultimo voglio esprimere questa considerazione; se noi oggi non rimpinguassimo questo capitolo, questa UPB, è evidente che non si potrebbe verificare quell'auspicio che il Presidente e l'assessore Salerno qui hanno manifestato. Cioè non serve anticipare per i primi sei mesi queste risorse e dire agli enti: "Ecco, poi vediamo cosa fare". Non serve perché nel frattempo non c'è attività formativa, nel frattempo il 50 per cento continua ad essere per forza scoperto. Gli enti di formazione, quelli aderenti al CESFOP e quindi quelli che hanno in carico 750 o forse anche 800 dipendenti, è evidente che non potranno scaricarsi un euro. Non potranno farlo! E ci sono degli enti che hanno certificazioni che, non devo dirlo io, naturalmente, rispondono ad una qualità elevatissima, parlo dell'ENAIP, parlo dell'ANAP, parlo di altri enti che voi tutti conoscete. Questo per dimostrare che noi non vogliamo e non possiamo distruggere un sistema formativo che funziona, che è di qualità, che avrà pure avuto problemi, ma non per questo dobbiamo oggi rinunciare a trovare una soluzione per 800 dipendenti che seriamente possono lavorare.
Nella proposta di legge della dottoressa Salerno c'è una indicazione che, a mio giudizio, andrebbe molto ben valutata: quella del cosiddetto esodo incentivato. Quell'esodo incentivato non è realizzabile, né è possibile alla luce della legislazione previdenziale attuale, informata al principio contributivo, avere la garanzia di una pensione proporzionale alla retribuzione degli ultimi dieci anni. Quindi l'esodo incentivato, se realizzato in questo modo, perderebbe gran parte della propria efficacia. Bisogna correggerlo; occorre che chi conosce le leggi sull'esodo anticipato - e qui ci sono persone che possono offrire un apporto costruttivo in questo senso - si adoperi per costruire un sistema diverso che funzioni veramente. Se davvero dovesse funzionare noi riusciremmo a portare subito a casa 300 di questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per di chi crede ed affida alla cabala la lettura degli avvenimenti, aver avuto la fortuna o la sfortuna di approvare questa manovra di bilancio un venerdì 17, vuol dire probabilmente, perdere un po' le speranze quelle di trovare soluzioni nell'approvazione degli emendamenti al bilancio stesso.
Il venerdì, del resto, è una giornata di digiuno per noi cattolici: vuol dire che i sardi saranno condannati ad altro digiuno, vuol dire che ai sardi verrà negata la possibilità, approvando questo stato di previsione della spesa relativo al lavoro, di crescere economicamente, culturalmente ma anche di poter sperare davvero, a cominciare dai più bisognosi, di avere la possibilità di un futuro migliore.
Sono convinto che il Consiglio non abbia avuto il coraggio di assumere le sue responsabilità negando le certezze a quei 700 più 500 lavoratori della formazione professionale che davvero speravano in una disponibilità del Consiglio rispetto alle affermazioni anche dure del Presidente che, nelle dichiarazioni rese alla stampa anche di ieri mattina, negava che questi lavoratori costituissero davvero una necessità per la Sardegna e che addirittura svolgessero il loro lavoro.
Si tratta di un'affermazione grave, grave e immorale per due ordini di motivi: perché se davvero il Presidente avesse creduto agli atti che lui stesso ha approvato nel mese di agosto avrebbe già avviato alla formazione professionale i 1200 ragazzi che dovevano iniziare i corsi a settembre e gli altri 800 che dovevano iniziare i corsi per il conseguimento della licenza media fin dal mese di settembre. Invece il futuro che attende questi giovani sarà uguale all'anno scorso: magari un corso della durata di tre mesi per conseguire una licenza media. Questo è davvero immorale! E' immorale se pensiamo che questi ragazzi hanno abbandonato la scuola e non hanno superato neanche la prima media. Come si può in tre mesi pensiare di dargli una formazione a cui hanno diritto? Gli si sta semplicemente regalando un pezzo di carta che non servirà a niente, né nella vita né nel proseguo della loro formazione! Questi sono fatti davvero immorali; ecco perché mi è venuta spontanea la riflessione sulla cabala.
Davvero, non è una giornata fortunata per i sardi, l'avete dimostrato con la vostra reticenza, cari colleghi della maggioranza, avete negato alla vostra intelligenza la possibilità di adottare provvedimenti che davvero rispondessero alle esigenze dei nostri cittadini, l'avete dimostrato negandovi atti di democrazia e assumendo come nell'inizio della mattinata di oggi, decisioni senza che in Aula ci fosse neanche il numero legale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sarò estremamente breve, ma mi preme richiamare l'intervento dell'onorevole Marrocu che ieri, citando i guasti della formazione, aveva fatto intendere che fossero tutti imputabili all'ultima Giunta, dimenticando probabilmente che negli ultimi trent'anni per venticinque ha governato il centrosinistra, e tutti sappiamo chi era Assessore al lavoro nelle Giunte di centrosinistra! Ma debbo anche ricordare che tutta la programmazione è stata impostata secondo quella che era la previsione...
(Interruzioni)
Anche, è capitato anche quello; meglio non allungare perché, lo ricordava prima l'onorevole Pisano, c'era un forte controllo sugli enti che devono essere accreditati, oggi invece sia il numero di enti sia i criteri di accreditamento sono notevolmente diversi. Non si può far passare tutto e il contrario di tutto; credo che sia necessario fare chiarezza, credo che sia opportuno porre rimedio a ciò che non va, sia che la colpa sia della destra o della sinistra. Si è più di una volta detto che bisogna intervenire, ma non si può pensare che il problema sia risolvibile chiudendo un sistema.
Bisogna fare chiarezza e la faremo quando affronteremo il discorso sulla formazione professionale e sulla scuola, perché credo che entrambe rivestano pari dignità. Guai se non si tenesse a mente che non può esserci un canale privilegiato nell'istruzione e nella formazione perché ciò porterebbe ad una perdita di presenza nel sistema della cultura di tantissimi giovani che anziché proseguire gli studi continueranno a disperdersi nei bar e nella strada a fare altro.
L'argomento meriterebbe senz'alro uno spazio maggiore, però è necessario ricordare che non si può assolutamente passare sopra con un rullo compressore pensando di azzerare un qualcosa che ha offerto comunque un servizio sociale e che è a sua volta interprete di un servizio sociale, considerato che il mondo del lavoro è orientamento, formazione e cultura tutto insieme; ma di tutto ciò discuteremo in altra circostanza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 42. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 53
maggioranza 27
favorevoli 15
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 81. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 81.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 66
maggioranza 34
favorevoli 19
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 11.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 11 sono stati presentati 37 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dei relativi emendamenti:
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 11
In aumento
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.027
Cap. 11205
Spese per la conservazione dei monumenti di interesse archeologico artistico e storico
Anno 2006 +1.000.000
In diminuzione
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 1.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (1)
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 11
In aumento
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.027
Cap. 11210
Restauro chiese di particolare valore interesse storico
Anno 2006 +1.500.000
In diminuzione
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 1.500.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (3)
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 11
In aumento
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.015
Cap. 11063
Spese per la diffusione della cultura e della lingua sarda nell'ambito delle formazioni scolastiche degli allievi e il personale docente
Anno 2006 +500.000
In diminuzione
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 500.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (4)
Emendamento modificativo Atzeri - Scarpa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
2006 euro 1.500.000 per incrementare il cap. 11309
In diminuzione
UPB S03.006 FNOL
Anno 2006 euro 1.500.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla L.F. (6)
Emendamento modificativo Atzeri - Scarpa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
Anno 2006 euro 300.000
per incrementare il cap. 11121
In diminuzione
UPB S03.006 FNOL
Anno 2006 euro 300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla L.F. (7)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 11
Allo stato di previsione 11 - istruzione sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S11.016
cap. 11030
Anno 2006 + euro 500.000
Sa die
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 500.000. (16)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 11
Allo stato di previsione 11 - istruzione sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S11.027
cap. 11205
Anno 2006 + euro 3.000.000
Beni archeologici
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 3.000.000. (17)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 11
Allo stato di previsione 11 - istruzione sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S11.048 cap. 11284
Anno 2006 + euro 400.000
Impianti sportivi
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 400.000. (18)
Emendamento modificativo Dedoni - Pisano - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.027
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (a valere sul cap. 11207.00 - contributi agli enti locali per la costruzione di nuovi musei e per il riattamento, l'attrezzatura e l'incremento di quelli esistenti, art. 3 L.R.1/1958; art. 113 L.R. 11/1988; art. 81 L.R, 18/1989; art. 4, comma 1 L.R.25/1993)
Anno 2006 euro 500.000
Anno 2007 euro 500.000
Anno 2008 euro 500.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 500.000
Anno 2007 euro 500.000
Anno 2008 euro 500.000. (23)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.027
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali
(Cap. 11205)
Anno 2006 euro 300.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S11.025
Tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali
(Cap. 11195)
Anno 2006 euro 300.000. (33)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano
Stato di previsione 11
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.049
Interventi in conto capitale per impianti sportivi
(a valere sul cap. 11296 - Contributi in conto capitale ai Comuni e loro consorzi per il completamento, la costruzione, la ristrutturazione e ampliamento di impianti sportivi di base)
Anno 2006 euro 5.000.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 5.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tab. A allegata alla l.f. (39)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.067 Cap. 11152-00
Anno 2006 euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 150.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (54)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.067 Cap. 11148-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (55)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11121-00
Anno 2006 euro 60.000
Anno 2007 euro 60.000
Anno 2008 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
Anno 2007 euro 60.000
Anno 2008 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (56)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.065
Cap. 11100-00
Anno 2006 euro 15.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 15.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (57)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.060
Cap. 11070-00
Anno 2006 euro 2.500.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 2.500.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (58)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.060
Cap. 11069-00
Anno 2006 euro 1.200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (59)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11064-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (60)
Emendamento modificativo Artizzu - Contu - La Spisa -Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11063-00
Anno 2006 euro 350.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 350.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (61)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Oppi - Diana - Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.016
Cap. 11030-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (62)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Contu - La Spisa - Diana -Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11029-00
Anno 2006 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (63)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Contu - La Spisa - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11028-00
Anno 2006 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (64)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.017
Cap. 11237-00
Anno 2006 euro 350.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 350.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (66)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.017
Cap. 11234-00
Anno 2006 euro 50.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 50.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (67)
Emendamento modificativo Artizzu - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.027
Cap. 11209-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (68)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.072
Cap. 11181-00
Anno 2006 euro 100.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 100.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (69)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11176-00
Anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 400.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (70)
Emendamento modificativo Artizzu - Vargiu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.048
Cap. 11284-00
Anno 2006 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 500.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (71)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Oppi - Capelli - Diana - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.048
Cap. 11273-00
Anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 300.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (72)
Emendamento modificativo Artizzu - Vargiu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.048
Cap. 11272-00
Anno 2006 euro 1.000.000
Anno 2007 euro 1.000.000
Anno 2008 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.000.000
Anno 2007 euro 1.000.000
Anno 2008 euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (73)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Capelli - Diana - Ladu - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11316-00
Anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 400.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (74)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Sanjust - Gallus - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11314-00
Anno 2006 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 2.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (75)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Oppi - Ladu - Capelli - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11334-00
Anno 2006 euro 1.200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (76)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Diana - Oppi - Ladu - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11326-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (77)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11335-00
Anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 400.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (78)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11338-00
Anno 2006 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (79)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11196-00
Anno 2006 euro 35.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 35.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (80).)
PRESIDENTE. Comunico he gli emendamenti numero 3, 54, 57, 58, 59, 69 e 70 sono dichiarati inammissibili.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere sugli emendamenti numero 1, 17 e 33 è positivo subordinatamente all'accoglimento, da parte dei presentatori, della proposta di unificarli uniformandoli al testo dell'emendamento numero 33, che prevede per questa destinazione un importo di 300 mila euro. Su tutti gli altri il parere è negativo.
PRESIDENTE. L'onorevole Secci ha posto un problema per gli emendamenti numero 1 e 17. I presentatori, l'onorevole Floris e l'onorevole Scarpa, mi fanno presente che accolgono la proposta. Quindi li possiamo mettere in votazione insieme all'emendamento numero 33. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare metto in votazione congiuntamente gli emendamenti numero 1, 17 e 33. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 12.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 12 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell' emendamento:
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 12
Allo stato di previsione 12 - ISTRUZIONE sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S12.060
Cap. 12343
Anno 2006 + euro 500.000
Lotta al randagismo
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 500.000 (19).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 13.
(Segue lettura)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'elenco numero 1.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'elenco numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'elenco numero 2.
(Segue lettura)
Poiché nessuno chiede di parlare, metto in votazione l'elenco numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'elenco numero 3.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'elenco numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo ora all'esame delle etizioni delle note di programma. Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del passaggio all'esame all'esame delle partizioni delle note di programma.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Cappai - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Si è astenuto il consigliere: Floris Mario.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 44
contrari 15
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della parte relativa al quadro unitario dei programmi e delle attività.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la parte relativa al quadro unitario dei programmi e delle attività. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della parte relativa alla Presidenza della Giunta.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa alla Presidenza della Giunta. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato della difesa dell'ambiente.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato della difesa dell'ambiente. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dei lavori pubblici.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dei lavori pubblici. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dell'industria.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dell'industria. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dell'igiene, sanità ed assistenza sociale.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dei trasporti.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dei trasporti. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori prima di passare agli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni sospendo i lavori sino alle ore 14.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 46, viene ripresa alle ore 14 e 22.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Chiedo, se possibile, una sospensione dei lavori sino alle ore 16.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Sanciu, ringrazio anche tutta l'opposizione per la disponibilità che sta dimostrando anche in questa occasione. I lavori verranno ripresi alle ore 16.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 23, viene ripresa alle ore 15 e 59.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, a nome della Giunta mi scuso per questo ritardo. Siamo ancora nella fase di predisposizione dell'ordine del giorno con l'elenco dei collegati e quindi sono costretto a chiedere, scusandomi ulteriormente, un'ora aggiuntiva di sospensione.
PRESIDENTE. Per evitare ulteriori sospensioni propongo di riprendere i lavori alle ore 17 e 30, però se per quell'ora non si fosse raggiunto un accordo io rinvierò alla prossima settimana i lavori dell'Aula. Poiché non ci sono opposizioni, sospendo la seduta sino alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16, viene ripresa alle ore 17 e 29.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sono stati presentati sei ordini del giorno.
(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno:
Ordine del giorno Caligaris - Pisu - Ibba - Masia - Davoli - Uras - Cerina - Floris Vincenzo - Corda - Bruno - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Balia sullo spegnimento, il 16 marzo prossimo, del segnale televisivo analogico e sulle iniziative della Giunta per superare il divario digitale nei territori dell'Isola
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
CONSIDERATA l'incertezza venutasi a creare tra i cittadini sullo spegnimento, il 16 marzo prossimo, del segnale televisivo analogico e l'attivazione del digitale terrestre;
VALUTATO positivamente l'intervento del Presidente della Regione che, dopo aver denunciato l'inutilità dei decoder messi a disposizione degli abbonati al servizio pubblico televisivo con un apposito bonus statale, ha definito l'esperimento voluto dal Governo, in attuazione della Legge Gasparri, "un colossale inganno";
PREOCCUPATO per le conseguenze che l'imposizione del Ministero delle comunicazioni avrà sui cittadini sardi;
PRESO ATTO delle dichiarazioni del Presidente della Commissione di vigilanza della Rai secondo il quale "occorre gradualità per consentire alle TV private e ai fornitori di contenuti di avere un loro ruolo" e quindi di prevedere "un lasso di tempo più lungo prima di arrivare allo switch off",
impegna la Giunta regionale
1) ad attivare ogni iniziativa, compresa la formale disdetta della convenzione firmata nell'estate scorsa con il Governo e il consorzio DIGITVI, per ottenere l'annullamento dell'esperimento e quindi consentire alla Sardegna di usufruire degli stessi tempi a disposizione delle altre regioni per 1' introduzione del segnale digitale televisivo;
2) a predisporre interventi e finanziamenti, anche straordinari, per superare entro il 2008, data prevista per l'attivazione del digitale terrestre in tutta Italia, il divario digitale nei territori dell'Isola;
3) ad assumere iniziative per consentire alle televisioni locali di attrezzarsi per evitare che il digitale terrestre ripeta o addirittura aggravi il livello di concentrazione (Rai - Mediaset) che esiste con l'analogico;
4) a riferire in Consiglio in tempi brevi sui risultati ottenuti e sulle iniziative assunte. (1)
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Oppi - Ladu - Artizzu - Vargiu sull'adeguamento del bilancio della Regione allo sviluppo delle trattative Stato-Regione sulle entrate
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
PRESO ATTO che una parte notevole del disavanzo della Regione al 31 dicembre 2005 è coperto per 1.850.000.000 di euro con risorse che lo Stato dovrebbe assegnare alla Regione a saldo del mancato trasferimento negli anni di quote di compartecipazione ai gettiti IRPEF e IVA incassati in Sardegna;
CONSIDERATO che la reale copertura del disavanzo è strettamente legata alla positiva conclusione della trattativa con il Governo e all'effettivo trasferimento delle risorse finanziarie alla Sardegna,
impegna la Giunta regionale
1) a proseguire la trattativa con il Governo in modo da pervenire in tempi stretti alla conclusione favorevole della vertenza;
2) a riferire periodicamente in Assemblea sullo stato della trattativa. (2)
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Vargiu - Oppi - Ladu - Artizzu - Amadu - Moro - Sanciu - Sanna Matteo - Lombardo - Rassu - Pisano - Cassano - Cherchi Oscar - Cappai - Biancareddu - Diana - Petrini - Capelli sulla situazione della spesa regionale e dei residui
Il Consiglio regionale
- PRESO ATTO con preoccupazione che, come emerge nei documenti della manovra finanziaria presentati dalla Giunta Regionale, la massa complessiva dei residui per la prima volta supera (per numero 54.721.000 di euro) la somma disponibile del bilancio 2006;
- CONSTATATO che dall'analisi degli stessi documenti si evince che nel 2005 su molte UPB non è stata effettuata nessuna spesa (n. 30.000.000 di euro destinate ai trasferimenti ai Comuni a sostegno dell'occupazione - art. 19 della L.R. 37 del 1998 - e le somme POR destinate alla rete telematica regionale) o è stata avviata la procedura di spesa per somme estremamente limitate rispetto allo stanziamento iniziale (Programmazione Negoziata);
- CONSIDERATO che il mancato utilizzo degli stanziamenti, se dovuto a problemi procedurali, avrebbe dovuto indurre la Giunta ad apportare i necessari adeguamenti legislativi o amministrativi o altrimenti, stante la limitatezza delle risorse finanziarie, a presentare un disegno di legge di assestamento;
- SOTTOLINEATO che con l'approvazione del bilancio il Consiglio Regionale affida alla Giunta il compito di attivare rapidamente gli interventi previsti e di porre in essere, senza alcuna valutazione discrezionale sulla loro opportunità e sui tempi di avvio, le procedure di spesa;
- CONSIDERATO che la preoccupante quantità di residui denota difficoltà di spendita da parte dell'Amministrazione Regionale.
Impegna la Giunta regionale
A trasmettere entro il mese di aprile al Consiglio regionale una completa e dettagliata relazione sull'andamento della spesa regionale che analizzi in particolare i motivi della lentezza della spesa, la situazione dei residui indicando l'ammontare in termini quantitativi e percentuali delle somme che a vario titolo danno origine ai residui. (3)
Ordine del giorno Cherchi Oscar - Dedoni - Gallus - Diana - Licandro - Cuccu Franco Ignazio sul finanziamento straordinario ADI da destinare alla ASL n. 5 di Oristano
Il Consiglio regionale
a conclusione dell'esame degli emendamenti alla manovra finanziario 2006-2008
PRESO ATTO della grave situazione in cui versa il servizio di assistenza domiciliare integrata di cui si fa carico la Asl n. 5 di Oristano;
CONSIDERATO il carattere di estrema urgenza che si è venuto a creare da qualche settimana e che ha costretto la Asl n. 5 di Oristano a ridurre le ore di assistenza domiciliare integrata prestata ai pazienti ventilati;
impegna la Giunta regionale
1) a predisporre un procedimento urgente per destinare alla Asl n. 5 di Oristano i fondi necessari al ripristino del servizio di assistenza domiciliare integrativa, in modo da garantire le sei ore giornaliere a paziente;
2) a riferire in Assemblea sullo stato del procedimento;
3) a predisporre nel caso in cui si rendesse necessario eventuali atti nel Bilancio della Regione 2006 finalizzato a dare copertura finanziaria. (4)
Ordine del giorno Diana - Marrocu - Biancu - La Spisa - Porcu - Oppi - Licheri - Artizzu - Balia - Vargiu - Gallus sul rilancio del Teatro lirico di Cagliari
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
RILEVATO che:
- la Fondazione teatro lirico di Cagliari ha chiuso i propri bilanci in pareggio negli esercizi 2004 e 2005 (unica in Italia) contando su un budget annuale di circa 27 milioni di euro;
- il bilancio preventivo per l'esercizio 2006, approvato dal consiglio d'amministrazione nella seduta del 21 novembre 2005, presentava come risultato economico, sulla base delle poste in entrata consuntivate nel 2005, un utile d'esercizio di euro 1.332,62;
- i risultati delle gestioni dell'ultimo biennio evidenziano un calo dell'indebitamento che è sceso dagli oltre 25 milioni di euro del 2003 ai circa 19 milioni del 2005, vale a dire una riduzione di oltre il 27% dei debiti a breve (fornitori e banche), a medio (fidi bancari) e a lungo termine (mutui e TFR);
CONSTATATO che:
- a motivo del debito patrimoniale accumulato nel periodo 1998-2003, il piano di risanamento varato dal consiglio d'amministrazione ha previsto nel 2004-2005 la temporanea riduzione dell'attività programmata in sede e fuori sede, nell'ambito del decentramento regionale;
- già nel 2006, però, confidando sul medesimo apporto economico del 2004-2005, la Fondazione ha invertito la tendenza, recuperando il quinto titolo d'opera ed aumentando la propria attività decentrata;
- in sede regionale, si sono rafforzati i rapporti di collaborazione con i Comuni di Tempio, Nuoro e Carbonia, varando cartelloni stagionali con scansione temporale ottobre 2005-giugno 2006;
- per la prima volta dopo molti anni, si è realizzata una produzione operistica (Il flauto magico) che ha inaugurato in quei tre teatri il ciclo di manifestazioni dedicate all'anno mozartiano;
- a marzo 2006 si ipotizza che la Fondazione possa essere tra i protagonisti dell'inaugurazione del Teatro di Paulilatino;
CONSIDERATO che:
- al termine della campagna abbonamenti relativa alle stagioni sinfonica e lirica 2005-2006, la Fondazione ha registrato un incremento complessivo del 5% di abbonati rispetto al totale della stagione 2004-2005 e che questo dato, aggregato all'incremento di adesioni realizzatosi lo scorso anno, percentualmente fissa nel 17% totale l'aumento di abbonati rispetto alle stagioni precedenti questa gestione;
- i 12 mila abbonati del Lirico rappresentano un record, in rapporto alla popolazione, nelle fondazioni liriche italiane e che, pertanto, la composizione del nostro pubblico è la smentita più clamorosa per chi immagina i teatri lirici come strutture obsolete, elitarie o riservate a pochi privilegiati;
- tale risultato è dovuto anche a una politica di prezzi "sociali" che garantisce la fruizione di un prodotto culturale di qualità elevata anche a migliaia di studenti della città e della regione, a gruppi organizzati e all'associazionismo, ad anziani e a fasce economicamente deboli;
CONSIDERATO ancora che:
- la crescita lenta ma costante del Teatro lirico di Cagliari è dovuta in larga misura alle competenze e alla professionalità del personale artistico, tecnico e amministrativo;
- nonostante il Teatro disponga di una pianta organica che fissa, dal 2002, in 270 unità stabili l'organico del Teatro, attualmente i dipendenti stabili sono 247 mentre le unità lavorative annue (ULA) raggiunte nel corso del 2005 sono pari a 323 e ciò grazie all'apporto di 76 addetti che, con diverse forme contrattuali (a termine, a progetto, professionali, ecc.), completano, in aggiunta alle unità stabili, l'organico e assolvono alle esigenze produttive e organizzative;
CONVINTO pertanto che, per ridare slancio e vigore al Teatro lirico di Cagliari, oltre che far fronte alla continua erosione della contribuzione ordinaria pubblica, sia necessaria una forte azione del Consiglio regionale della Sardegna sia nei confronti del Governo e sia con il reperimento di risorse proprie,
impegna la Giunta regionale
a) a rappresentare al Governo la grave situazione del Teatro lirico di Cagliari onde ottenere la indispensabile ricontrattazione delle quote quantitative e qualitative derivanti dal FUS o extra FUS;
b) ad attivare tutte le iniziative e procedure in suo possesso per reperire le risorse necessarie alla prosecuzione della attività del Teatro lirico, anche con la predisposizione di progetti atti a diffondere e veicolare l'attività del Teatro lirico in tutta la Sardegna;
c) a favorire altresì tutte le iniziative ed i progetti di sponsor privati che consentano di attingere risorse oltre che dai finanziamenti comunitari, anche dalle risorse ordinarie. (5)
Ordine del giorno Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria 2006-2008
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
CONSIDERATO che:
a) ai sensi del comma 8 dell'articolo 34 del Regolamento interno del Consiglio devono essere individuati i disegni di legge, presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico finanziaria;
b) la Giunta regionale ha presentato al Consiglio, ai sensi della lettera c) del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, così come sostituito dall'articolo 1 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, i seguenti disegni di legge collegati alla manovra economico - finanziaria 2006-2008:
1) D.L. n. 201 - Istituzione dei Parchi naturali regionali dell'Oasi di Tepilora, delle Foreste di Gutturu Mannu e del Monte Arci;
2) D.L. n. 202 - Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna;
3) D.L. n. 203 - Riordino e razionalizzazione delle professioni turistiche;
4) D.L. n. 204 - Nuove norme per l'uso del territorio regionale;
5) D.L. n. 216 - Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo;
c) sono stati inoltre presentati i seguenti disegni di legge:
1) D.L. n. 192 - Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura "LAORE";
2) D.L. n. 193 - Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna "AGRIS";
3) D.L. n. 209 - Riordino delle funzioni in materia di aree industriali;
RAVVISATA la necessità, in virtù del comma 8 del predetto articolo 34 del Regolamento interno, di individuare i provvedimenti da collegare alla manovra economico - finanziaria 2006-2008,
delibera
di individuare quali disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria i seguenti:
1) D.L. n. 192 - Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura "LAORE";
2) D.L. n. 193 - Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna "AGRIS";
3) D.L. n. 201 - Istituzione dei Parchi naturali regionali dell'Oasi di Tepilora, delle Foreste di Gutturu Mannu e del Monte Arci;
4) D.L. n. 202 - Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna;
5) D.L. n. 203 - Riordino e razionalizzazione delle professioni turistiche;
6) D.L. n. 209 - Riordino delle funzioni in materia di aree industriali;
7) D.L. n. 216 - Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo.
8) D.L. n. 204 "Nuove norme per l'uso del territorio regionale", limitatamente alle disposizioni concernenti la normativa regionale stralcio che, in anticipazione di una completa riforma della disciplina regionale di governo del territorio, consenta un'adeguata applicazione delle disposizioni contenute nel Piano paesaggistico regionale. (6)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno non possono essere illustrati. Per esprimere il parere su di essi ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 1. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per evitare fraintendimenti visto che stamattina non ci siamo capiti. Voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1, di cui sono prima firmataria, e sottoscritto dall'onorevole Orrù e da dodici colleghi della maggioranza, perché è improrogabile fare chiarezza una volta per tutte sul passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre, interrompendo il susseguirsi di dichiarazioni contrastanti che hanno generato molta confusione tra i cittadini.
E' evidente che occorre ottenere lo slittamento dello switch off fino a quando l'attivazione del digitale terrestre interesserà l'intero territorio italiano. Soltanto in questo modo sarà possibile completare i programmi per superare il divario digitale tra i territori dell'Isola, informare correttamente i cittadini anche a prescindere da una serie di campagne pubblicitarie per l'acquisto dei decoder e da iniziative di tipo elettoralistico, come sta avvenendo in questi giorni anche con una lettera recapitata agli italiani a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il rinvio consentirà di fare una riflessione su quale decoder sia davvero utile per permettere l'interattività, l'uso dei servizi on line e per garantire un'informazione capillare completa soprattutto per i cittadini che sono meno abituati all'uso dei sistemi tecnologici avanzati. Permetterà inoltre alle emittenti locali di adeguare la strumentazione che attualmente hanno in adozione, alle novità per evitare che si aggravi l'attuale concentrazione RAI-MEDIASET ed infine permetterà di approfondire la questione delicatissima dei contenuti dei nuovi canali a disposizione anche della Regione.
Quindi credo che l'impegno chiesto al presidente Soru perché ci informi e ci dia la possibilità di capire esattamente che cosa verrà fatto su questa materia, sia importantissimo. Il mio voto a favore dell'ordine del giorno è quindi formalmente e sostanzialmente indirizzato a ricevere questi chiarimenti, ormai improrogabili perché la data del 15 marzo è vicina.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ordine del giorno numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per evitare di perdere tempo, se lei mi consente, pronuncerò due parole sull'ordine del giorno numero 2 ed anche sul numero 3.
Credo che in questa tornata di lavori, che ha visto il Consiglio regionale impegnato sulla manovra finanziaria, ognuno abbia esposto le proprie tesi; uno scontro anche spigoloso ma penso civile e democratico. Abbiamo detto di tutto e di più, purtroppo il nostro non è stato un dialogo: è stato un monologo. Eppure a noi non è sembrato di assumere un atteggiamento ostruzionistico né dilatorio. Si sono rispettati forse per la prima volta nella storia dell'autonomia i tempi decisi dal Regolamento per l'approvazione della finanziaria e del bilancio, non certo per merito soltanto del Regolamento, ma credo per merito soprattutto di una minoranza che civilmente ha esposto le proprie posizioni, ma non ha eretto barricate, non ha forzato nessun Regolamento, ha rinunciato anche qualche volta a parlare.
E' chiaro che i nostri ordini del giorno hanno un intento costruttivo, in particolare quello che riguarda la vertenza con lo Stato nazionale; noi vorremmo ricomporre un'unità della Sardegna, delle forze politiche, che riprenda il dialogo ma indichi anche in qualche modo una strada, e la stessa cosa vale per la spesa. Il Presidente sa che, per la prima volta nella storia dell'autonomia, i residui superano la competenza. A fronte di... Perché muove la testa così, Assessore? Allora mi consenta... C'è scritto.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne abbiamo già parlato.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Noi abbiamo un bilancio di novemila miliardi rispetto a oltre cinquemila e settecento miliardi di residui passivi, quindi credo che i residui siano superiori alla competenza. Non ho capito perché mi dice di no! Abbiamo un bilancio di novemila miliardi, se a questo bilancio di novemila miliardi togliamo i tremilacentosessantasei miliardi destinati a pagare il debito, se a questo togliamo anche le spese di funzionamento della Regione, se togliamo la spesa sanitaria, non ci rimangono neanche gli occhi per piangere!
Quindi vorremmo affrontare e controllare la spesa in maniera da comprendere perché spendiamo poco, senza polemica nei confronti di nessuno ma facendo in modo che questa sia una responsabilità di tutti, di tutti quelli che c'erano, di quelli che ci sono e di quelli che ci saranno. Quindi i due ordini del giorno hanno questa motivazione; non capisco perché il Presidente e la Giunta si rimettano all'Aula; ma questo è e questo dovevamo dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno numero 2 per dichiararmi d'accordo, escluso l'ultimo impegno, con la prima parte. Chiedo quindi la votazione per parti, eliminando l'ultimo impegno sia perché a maggio il governo di centrosinistra si sarà appena insediato ed è opportuno concedergli qualche mese di tempo per darci risposte, e poi perché sinceramente nel momento in cui affermiamo nell'ordine del giorno che vogliamo proseguire la trattativa e la vertenza con il Governo, non appare opportuno prefigurare l'ipotesi che questa vertenza si chiuda con un nulla di fatto.
Chiedo pertanto la votazione per parti e dichiaro il mio voto contrario sull'ultima parte, quella che impegna la Giunta entro maggio.
PRESIDENTE. La proposta che viene avanzata è che venga votato l'ultimo comma separatamente.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si può anche chiedere che l'ultimo comma venga ritirato. Così lo vediamo tutti insieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Non ritiriamo nulla, l'ordine del giorno è stato presentato, noi dichiariamo di votare a favore integralmente dell'ordine del giorno, poi la votazione può essere richiesta per parti in ogni caso. Sull'ordine del giorno noi crediamo che si debba onestamente concordare perché costituisce semplicemente una presa d'atto, senza alcun cenno di polemica, della circostanza che la manovra finanziaria che noi stiamo per approvare definitivamente, è caratterizzata dal fatto che una gran parte del disavanzo è coperta della previsione di entrate per un miliardo ed ottocentocinquanta milioni che la Giunta considera di poter ricevere dallo Stato entro l'esercizio 2006.
Noi condividiamo certamente l'augurio, ma sicuramente non possiamo condividere la scelta tecnico-finanziaria adottata dalla Giunta nel presentare una proposta che, incautamente e fittiziamente, copre il disavanzo con un accantonamento che è soltanto di carta, carta ancora utilizzabile in termini positivi come speranza di una risposta; ma che può diventare soltanto un sogno, un'illusione se alla fine dell'esercizio il Parlamento e il Governo non saranno in grado di onorarla.
PRESIDENTE. Metto in votazione la prima dell'ordine del giorno numero 2, escluso l'ultimo capoverso, sino a "riferire periodicamente in Assemblea sullo stato della trattativa". Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvata)
Ordine del giorno numero 3. Ha domandato di parlare, per una precisazione, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Onorevole Floris quando lei ha presentato l'ordine del giorno numero 3 ho fatto un cenno di dissenso per un motivo che adesso spiego. Non so quale stima della massa dei residui lei stia utilizzando, però io ho già riferito in quest'Aula che nelle nostre stime la massa di residui al 31 dicembre 2005 (che non può essere ancora letta con precisione perché stiamo ancora registrando le somme che vanno in economia) sarà pari a circa ottomilacento milioni; riteniamo che possa anche andare meglio, ma secondo le nostre stime, se tutto andrà esattamente come gli altri anni, dovremmo attestarci poco al di sopra degli ottomila milioni di euro, il che significa che ciò che lei afferma qui non corrisponde necessariamente al vero, cioè che per la prima volta la massa dei residui supererebbe la massa delle somme appostate in bilancio.
Questo volevo sottolineare, perché i dati sui residui di qualche settimana o giorno fa non sono ancora dati definitivi e quindi il confronto va effettuato tra grandezze omogenee; quindi credo che, per questo, l'ordine del giorno sia, da questo punto di vista, non preciso.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ordine del giorno numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Federalista Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo per dichiarare un isolatissimo voto contrario sull'ordine del giorno numero 5 relativo al rilancio del teatro lirico di Cagliari, non perché ci sia da parte mia una particolare ostilità verso questa prestigiosa istituzione ma perché rimango dell'idea che la programmazione dell'incentivazione delle iniziative culturali debba tener conto che le iniziative culturali che più "sbigliettano", che più stanno sul mercato, che più contano abbonamenti, meno debbano essere sostenute; è un fatto comprensibile.
La cultura, infatti, è costituita di attività che non sono remunerate, perché non vanno su un mercato, ma che costituiscono, rispetto alle attività invece che "sbigliettano", le infrastrutture rispetto alle grandi fabbriche. Sono le piccole compagnie, sono le piccole riviste, sono i piccoli giornali, sono le piccole scuole di musica. Allora, se si ragiona di questo sistema unitariamente io sono disponibile a considerare anche il teatro lirico, ma siccome questo è un settore che sta soffrendo di una mancanza di interpretazione equilibrata dei suoi bisogni, non sono disponibile all'evidenziazione, al premio al teatro lirico a dispetto di un sistema che merita altrettanta attenzione ed altrettanta cura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io credo che l'onorevole Maninchedda probabilmente non ha avuto il tempo di farci capire esattamente quale fosse il problema, avremo eventualmente modo di dialogare successivamente su questo argomento. Probabilmente avremmo dovuto leggere l'ordine del giorno a voce alta per capire di cosa stiamo parlando, perché qua non si sono chieste risorse aggiuntive, si è chiesta un'attenzione particolare e si impegnata la Giunta regionale a individuare modi e tempi perché il teatro lirico non debba vivere solo del contributo ordinario dello Stato e della Regione. E' necessario però che anche il teatro lirico si impegni a presentare dei progetti e a svolgere un'attività che vada oltre il confine del territorio della città di Cagliari. Solo questo. Volevo ricordare che questa istituzione, in tre anni, ha ridotto di otto miliardi di vecchie lire il suo indebitamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ordine del giorno numero 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, non so se il Presidente del Consiglio sia stato informato della grande responsabilità che lei si sta assumendo in quest'Aula. Inviterei il Vicepresidente a fare in modo che, durante la discussione di questo preciso argomento, ci sia la presenza del Presidente del Consiglio. Io desidero conoscere se il Presidente del Consiglio è stato informato esattamente della presentazione in Consiglio regionale di quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, chiedo la votazione separata di ciascun punto del dispositivo che individua i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria. Poiché sono parti compiute, le decisioni sono indipendenti l'una dall'altra, quindi tecnicamente possono essere votate separatamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Può essere utile per la decisione della pregiudiziale?
PRESIDENTE. Onorevole Floris...
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ho rivolto una domanda, se mi dà questa risposta intendo parlare.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio ha letto l'ordine del giorno e lo ritiene ammissibile.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). I disegni di legge che dovrebbero essere inseriti nell'ordine del giorno per l'individuazione dei provvedimenti da considerare collegati, devono essere quelli trasmessi dalla Giunta con i documenti contabili: legge finanziaria, bilancio, note di programma, allegati, disegni di legge complementari alla manovra finanziaria. Non si possono considerare collegati i provvedimenti presentati antecedentemente; non sono complementari alla manovra finanziaria ma normali disegni di legge che verrebbero sottratti alla ordinaria procedura regolamentare, sul binario dei benefici riservati unicamente ai tempi dei cosiddetti collegati.
Collegati non possono essere perciò intesi i disegni di legge presentati dalla Giunta nella legislatura, perché sennò quando cambieremo vuol dire che faremo tutto un collegato. Non possono, Presidente. Sto ponendo un problema al Presidente del Consiglio. Sul disegno di legge numero 216, il minestrone, che ha recepito tutte le norme intruse espunte dal disegno di legge della finanziaria, esistono forti dubbi (noi abbiamo già i pareri) sulla legittimità di quello che si sta facendo. E' una legge finanziaria bis? In tal caso dovrebbero essere applicate le regole stabilite dall'articolo 13 della legge di contabilità. E' un disegno di legge come tanti? Perché allora attribuire l'esame alla terza Commissione, in seduta congiunta a seconda dei vari articoli? Il Presidente mi insegna che esisterebbero a riguardo problemi procedurali non di piccolo conto. Quale commissione fa...
(Interruzione del consigliere Secci)
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Stai zitto per cortesia, devi stare zitto quando parlano gli altri, perché io sto zitto. La devi smettere!
PRESIDENTE. Onorevole Secci, per gentilezza.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Tu la devi smettere.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, si rivolga alla Presidenza.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Mi rivolgo alla Presidenza. Quale Commissione fa la votazione finale? La Commissione bilancio da sola o con la presenza in seduta congiunta di tutte le altre Commissioni? Se invece si pensa che nella seduta congiunta con ciascuna delle altre Commissioni la terza approvi i singoli articoli, dove va a finire l'uniformità della legge? Ogni Commissione potrà nominare i suoi relatori? Si arriverà perciò ad avere sul provvedimento quattordici relatori in Aula? Sarebbe più corretto rinviare il disegno di legge 216 alla Giunta (ed è una richiesta formale) in modo tale che la stessa possa ripartire il testo in tanti disegni di legge.
Allora, Presidente, che cosa le voglio dire? Questo è un espediente che noi rigettiamo. Attenzione a quello che sta facendo: noi siamo per le battaglie politiche serie, per scontrarci in Aula anche in maniera aspra, come ho detto prima, spigolosa; non costringeteci ad andare fuori e ricorrere ad altri organismi, perché il giorno in cui gli altri organismi entrano nel potere legislativo, in quest'Assemblea, è finita la politica. Quello che voi state facendo è un colpo di mano, che non sta né in cielo né in terra. E' una cosa dichiarata dal presidente Soru prima ancora della manovra finanziaria.
Questo pasticcio non si può fare. Questo è un pasticcio perché se andassimo a vedere che cosa si intende per collegati, lo capirebbero anche i bambini. Quindi, attenzione, noi siamo costretti e saremo costretti a rivolgerci altrove perché la prevaricazione ha un limite. Visto che non è possibile in sede politica far valere le nostre ragioni, ci state costringendo a compiere atti che noi non vorremmo compiere.
PRESIDENTE. Naturalmente al termine delle dichiarazioni di voto il Presidente prenderà una posizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, penso che il collega Floris abbia ben interpretato il pensiero e quanto volevo fare rilevare; per cui credo che ci sia poco da aggiungere. Siamo disponibili nei confronti dei cinque o sei disegni di legge che sono pervenuti come collegato alla finanziaria, per tutto il resto non posso che sottoscrivere e ribadire quanto sostenuto dal collega Floris. Diversamente potrei proporre degli emendamenti orali per l'inserimento, come collegati alla legge finanziaria, di altrettanti provvedimenti tipo l'ARPAS, per esempio, che è in attesa di esame ormai da anni da parte di quest'Aula. La Regione Sardegna è l'unica regione a tutt'oggi che non si è dotata ancora di quest'importante organismo. Oppure potrei chiedere l'inserimento di altri progetti di legge che sono presenti nelle Commissioni, ovviamente conscio del vostro rigetto, ma che per importanza probabilmente vengono prima di alcuni "pasticci" inseriti in questo ordine del giorno.
Per cui ritengo che il Presidente del Consiglio debba senz'altro e in maniera anche celere dare una risposta, visto che siamo rimasti qui in attesa delle vostre proposte per diverse ore. Spero che prevalga la ragione e soprattutto che prevalga, per l'ennesima volta, lo ripeto in quest'Aula, lo stato di diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo che la votazione di ciascuna parte dell'ordine del giorno avvenga con votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, lei doveva chiederlo all'inizio delle dichiarazioni di voto.
(Interruzioni)
Come no? Sono già state pronunciate quattro dichiarazioni di voto. L'onorevole Floris ha parlato per dichiarazione di voto.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ho parlato sul Regolamento.
PRESIDENTE. No, non sul Regolamento. Sono state pronunciate le dichiarazioni di voto.
LA SPISA (F.I.). Le dichiarazioni di voto si pronunciano sulle parti in votazione; quali sono le parti in votazione?
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa non è che se lei chiede la votazione in dieci parti, ognuno può pronunciare dieci dichiarazioni di voto.
(Interruzioni)
Sulla prima parte vediamo di raggiungere un'interpretazione del Regolamento che sia condivisa da tutti. Non è ammessa la richiesta di voto segreto, è ammessa nelle parti successive.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Per esprimere il voto contrario. Ha detto che siamo in dichiarazione di voto sulla prima parte dell'ordine del giorno, per cui inizio.
(Interruzioni)
Presidente su cosa stiamo discutendo? Così mi adeguo e parlo di ciò che è in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu vada avanti per dichiarazione di voto. Sulla prima parte, credo di averlo specificato.
VARGIU (Riformatori Sardi). Il mio voto è contrario e devo dire che sono esterrefatto dall'ordine del giorno numero 6 che è stato presentato dalla maggioranza. Sono esterrefatto perché questo ordine del giorno, colleghi del centrosinistra che ne siete i firmatari, altera sostanzialmente l'intero modo di fare politica di questo Consiglio regionale. Io ipotizzo che voi siate consapevoli di quello che avete scritto nell'ordine del giorno e di quello che state chiedendo all'Aula di votare; state chiedendo, in altre parole, che il Regolamento che noi abbiamo riformato debba continuare a restare un Regolamento inapplicato.
L'articolo 34 del nostro Regolamento regola l'accesso in Aula dei disegni di legge collegati alla finanziaria. Lo regola in questo modo: le Commissioni, dopo l'approvazione della legge finanziaria, hanno venti giorni di tempo per approvare i collegati, dieci giorni hanno i relatori per presentare la relazione, dopodiché in Aula potrebbero arrivare otto disegni di legge su alcune delle questioni di maggiore importanza della Regione Sardegna; disegni di legge che, secondo il Regolamento, dovrebbero essere approvati in dieci giorni. Questo significa che ciascuno di questi disegni di legge, prevedendo di lavorare anche il sabato e la domenica, avrà trentasei ore di tempo per essere approvato, contando anche quelle che eventualmente ciascuno di voi vorrà dedicare al sonno. Significa che se noi volessimo abbracciare un'interpretazione letterale del Regolamento, dopo ogni finanziaria qualsiasi maggioranza regionale potrebbe rifare l'intera legislazione regionale collegando alla finanziaria trenta, quaranta, ottantacinque disegni di legge e rifacendo in dieci giorni l'intera legislazione della Sardegna.
Vi rendete conto della gravità di quello che discende dall'ordine del giorno che voi avete presentato? E' una questione di una gravità inaudita che ovviamente, se voi riterrete che questa sia la strada normale del confronto tra maggioranza ed opposizione, richiederà delle risposte politiche adeguate.
La minoranza non nega il diritto della maggioranza di scegliere dei disegni di legge prioritari, delle proposte di legge prioritarie, di intraprendere un percorso, oltretutto quando ci separano quarantasette giorni da una scadenza elettorale importante quale quella nazionale. Ma che voi pensiate, nei prossimi quaranta giorni, di rifare per intero la legislazione regionale attribuendo 36 ore d'Aula (considerate anche le ore notturne e quelle necessarie per soddisfare i bisogni fisiologici) a ciascuno di questi disegni di legge, colleghi, è una cosa che non ha nessuna ragionevolezza, che ci lascia esterrefatti, che si può porre al di fuori di qualsiasi logica di confronto politico che ci sia mai stato all'interno di quest'Aula. Prima ancora che infastidito e irritato, sono esterrefatto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, nella passata finanziaria avevo esternato la mia amarezza nei confronti del Presidente oggi assente perché, approfittando della debolezza di un Regolamento, aveva permesso che nella finanziaria passata venissero inserite le cosiddette norme intruse "all'ingrosso", dimenticando che un Regolamento non può minare alla base le norme vigenti. Ci siamo dotati finalmente di un nuovo Regolamento, signor Vicepresidente onorevole Fadda, cosicché, tempestivamente, nel vedere questo tentativo di aggressione alla democrazia da parte del Presidente della Giunta e della sua Giunta, ho potuto inoltrare al presidente Spissu il 7 febbraio una richiesta affinché, come garante della legalità e delle prerogative dei consiglieri, rispedisse alla Giunta questo maxi collegato. La Giunta, in ottemperanza alle norme ancora vigenti, avrebbe poi dovuto inviare alle Commissioni competenti tutti questi disegni di legge omogenei.
Il Presidente, dopo due giorni, dopo questo rapporto epistolare mi risponde in modo "pilatesco" dicendo che affidava ad un Consiglio regionale intimidito la soluzione di questo problema. Prima quindi definiva il Regolamento "scarno e labile"; adesso che ci siamo dotati di un nuovo Regolamento richiama, per scaricarsi le responsabilità, l'articolo 34 comma 8. Ma, signori consiglieri, esiste anche l'articolo 7, che è di una chiarezza disarmante e che recita: "Il Presidente convoca il Consiglio, dirige, modera la discussione, mantiene l'ordine, interpreta il Regolamento e ne impone l'osservanza". Significa quindi che il Presidente deve garantire le nostre prerogative, la democrazia e la legalità. Non può fare come Ponzio Pilato.
Voglio soprattutto richiamare la dignità dei colleghi consiglieri che stamattina hanno subito veramente un attacco indegno da questo modo di condurre i lavori da bersagliere isterico. A ciò si aggiungeva anche il sorriso appagato da parte di alcuni componenti della Giunta e dello stesso Presidente, consapevoli che si stava "sacramentando" il fallimento delle ipocrite rivendicazioni di quei consiglieri che reclamavano la centralità e la dignità del loro ruolo. Allora mi affido agli uomini e ai consiglieri liberi, che hanno responsabilità di partito, di territorio, e che quando torneranno ai loro collegi, alle loro abitazioni, dovranno giustificare questo ordine del giorno che sta creando un vulnus gravissimo e dovranno spiegare agli elettori come è possibile che il Consiglio subisca quest'aggressione in un modo passivo, consociativo.
Il Consiglio deve rispedire al mittente questo ordine del giorno perché, come abbiamo detto, le riforme non si approvano sulla pelle dei lavoratori, si fanno a costo zero, le leggi vanno fatte con intelligenza e moderazione; non siamo nel mercato all'ingrosso: nessuno deve millantare efficienza mandando avanti quantitativi "all'ingrossi" di disegni di legge perché non è questo che vuole il popolo sardo. Il popolo sardo vuole leggi calibrate, metabolizzate nei giusti tempi, e ciò non vuol dire essere collusi o rappresentare l'anarchia, il parlamentarismo e l'"inciucio", vuol dire riacquisire il ruolo dignitoso del consigliere regionale che deve rispedire al mittente tutte queste aggressioni intollerabili che non trovano giustificazioni. Quindi mi affido al buonsenso e alla dignità dei consiglieri perché si riapproprino del loro ruolo.
Noi abbiamo presentato proposte di legge dove indicavamo soluzioni tempestive ai problemi dei sardi che sono state puntualmente disattese, emarginate. Invece qui siamo di fronte ad una corsia preferenziale, inspiegabile. Chissà perché una delle leggi tanto sentite dal centrosinistra come quella del conflitto di interessi, che ha impegnato le migliori energie nel chiedere a Silvio Berlusconi che ponesse fine a questo confitto, a questa mucillaggine tra i suoi interessi e la politica…
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Regione, Assessori e colleghi, tanti anni fa quando ho iniziato a fare politica, con le esuberanze gioanili mi portavo dietro, del Consiglio regionale, un'idea, a dire vero, non particolarmente lusinghiera. Quando poi, a seguito del confronto con l'Aula, ho avuto modo di conoscere la storia, la dignità di questo Consesso, ho maturato un concetto alto della funzione del Consiglio regionale e dei singoli consiglieri. Proprio perché potesse funzionare, perché si ponesse termine a quella situazione di imbarazzo che aveva originato dieci Giunte regionali in dieci anni (praticamente la Sardegna è stata governata, sì è no, se togliamo i periodi estivi, le ferie, i periodi di crisi, per cinque anni su dieci; o meglio "sgovernata", sia dal centrosinistra sia dal centrodestra) proprio per evitare il ripetersi di tali situazioni noi siamo stati gli artefici principali, come partito, di una legge che prevedesse un premio di maggioranza e che attribuisse maggiori poteri al Presidente eletto direttamente dalla gente.
Il presidente Soru è arrivato in quest'Aula con un premio di quattordici consiglieri e ha pensato bene di rimpinguare ancora questo premio attribuendosi altri dodici Assessori tecnici in modo che i consiglieri svolgessero solo la funzione di consigliere; una libera scelta che la Sardegna paga con spese di non poco conto, però funzionali al miglioramento della funzionalità appunto (mi si passi il gioco di parole, l'allitterazione) dell'Aula.
Quest'Aula sta funzionando bene non solo grazie alla maggioranza ma grazie alla legge che ha prodotto questa maggioranza; ciò nonostante, in tutti questi anni la maggioranza in Commissione non è stata sempre presente. Ho avuto modo di lamentarmi anche in Aula del fatto che spesso le assenze della maggioranza impediscono i lavori delle Commissioni, denotando anche scarso rispetto nei confronti di chi arriva da lontano; solo grazie alla disponibilità della minoranza si riesce ad andare ad avanti e comunque si va avanti celermente.
Noi abbiamo preso in consegna progetti di legge importanti per quanto riguarda la mia Commissione: mi riferisco, per esempio, a quelli relativi alla tutela della salute e al riordino del sevizio sanitario della Sardegna. Abbiamo iniziato l'esame di questa legge, è stata costituita una sotto Commissione che ha prodotto dei risultati, c'è una volontà di collaborare da parte della minoranza, c'è un clima anche di cordialità, se vogliamo, e comunque non c'è ostruzionismo né in Aula né in Commissione, se non per rimarcare qualche volta le assenze della maggioranza che non dovrebbero esserci e che comunque dovrebbero essere censurate prima dai Capigruppo e dal Presidente della Giunta.
Ma dopo aver fatto le nostre rimostranze, anche nelle ultime sedute, abbiamo comunque lavorato garantendo la presenza, garantendo il proseguo dei lavori, non impedendo, a chi ha ricevuto il mandato dal popolo, di governare. Io non riesco a capire il perché di questa volontà della maggioranza, di questo colpo di mano, di questa esautorazione delle funzioni del Consiglio che comunque non impedirebbe un mese dopo, due mesi dopo, di portare a compimento l'iter legislativo di una legge che va pensata, che va ragionata, che deve accettare il contributo, piccolo ma qualche volta intelligente, della minoranza. Qualche cosa da dire pensiamo di averla anche noi; anche noi abbiamo ricevuto un mandato popolare. Ma soprattutto avete ricevuto un mandato popolare voi, consiglieri della maggioranza, un mandato che dovete rispettare.
La delimitazione dei poteri del Consiglio da quelli della Giunta è un tema che è stato rimarcato anche da me in quest'Aula a inizio della legislatura, è uno dei temi politici che necessariamente si pone quando un Presidente eletto direttamente dalla gente invoca a sè maggiori poteri. Ma avere maggiori poteri non vuol dire esautorare completamente le funzioni dell'Aula, perché questo si sta facendo. Io chiedo ai colleghi, appunto, di valutare bene quello che si sta facendo, perché in politica - io non sono d'accordo con il presidente Floris - non si va e non si fa ricorso e non si vince al di fuori...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente e colleghi, io voto contro questa prima dell'ordine del giorno; il motivo per cui voto contro, il motivo per cui faremo appello alla libertà di ciascuno è che noi, quando abbiamo approvato il Regolamento, abbiamo riconosciuto a questa Assemblea, ai nostri colleghi, fiducia e correttezza dei rapporti. Scopriamo oggi che abbiamo attribuito incautamente fiducia, abbiamo confidato incautamente sulla correttezza dei rapporti tra le forze politiche in quest'Aula perché, così come si dice, che "fatta la legge trovato l'inganno", fatto il Regolamento voi oggi, qualcuno almeno, ha trovato l'inganno. L'inganno è quello di concepire, nelle considerazioni preliminari di quest'ordine del giorno, tutti questi disegni di legge come collegati alla manovra finanziaria, cosa che realisticamente sapete tutti non può essere; così come non è possibile forzare il Regolamento per ottenere una compressione dei tempi di lavoro.
I miei colleghi hanno già spiegato che in questo modo in 40 giorni verrebbe compressa l'attività legislativa di tutto un anno, di tutto un esercizio finanziario. Se questo è l'obiettivo della Giunta, se l'obiettivo è quello di comprimere la libertà di questa Assemblea, noi facciamo appello alla vostra libertà, colleghi, perché prendiate coscienza di quello che vi apprestate a votare. Proprio perché il voto deve essere libero, nella dichiarazione di voto io anticipo, Presidente, la richiesta formale di votazione a scrutinio segreto per parti separate dei punti 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, del dispositivo di questo ordine del giorno.
Occorre che sia offerta la possibilità in quest'Aula, se c'è qualcuno che tiene alla sua libertà e alla dignità del suo lavoro, di esprimere liberamente la propria volontà, perché questa libertà con questa proposta è messa a rischio. E' palesemente offesa. Il Presidente avrà modo, come suo solito, di esprimere tutte le argomentazioni con le quali cercherà di far presa sull'opinione pubblica che, in qualche modo, ci ascolta. Ma qualunque sarà l'arzigogolo, lo strumento retorico che, molto sapientemente utilizzerà, al di là della povertà del suo linguaggio, noi facciamo appello alla libertà di lasciar lavorare quest'Aula non permettendo che fittiziamente si considerino collegati alla manovra finanziaria altri provvedimenti che richiedono ben altra possibilità di confronto e di ponderazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intevenire perché voglio far presente che ci sono alcuni provvedimenti estremamente urgenti su cui la Commissione quinta sta lavorando. Mi riferisco al disegno di legge sull'istituzione dei distretti di pesca, su cui la Giunta e tutti i Gruppi consiliari hanno assunto un impegno col mondo della pesca per far si che in sede di esame usufruisse di una corsia preferenziale. In Commissione l'esame è già in fase avanzata, nonostante ciò non compare nella programmazione dei collegati.
Perché richiamo questo provvedimento? Perché è un provvedimento al quale, tra le altre cose, è legata la possibilità dell'utilizzo delle risorse del fermo biologico. Il mondo della pesca in Sardegna da due anni non percepisce queste risorse e se noi non dotiamo la Regione di questo provvedimento non possiamo erogarle.
L'altro provvedimento molto importante, su cui la Commissione quinta sta lavorando, è quello, piuttosto scottante e urgente, del riordino dei consorzi di bonifica in Sardegna. Siccome ho visto nell'ordine del giorno i primi tre provvedimenti (i due disegni di legge sugli enti agricoli e l'altro sui parchi) che sono stati attribuiti alla quinta Commissione, voglio rappresentare che in Commissione ci sono anche altri provvedimenti urgenti su cui si sta lavorando. Io penso che noi dobbiamo continuare a lavorare come quinta Commissione per esitare il provvedimento sulla pesca, per esitare quello sui consorzi di bonifica. Sui consorzi di bonifica, non si può fare in fretta, è questione difficile a cui bisogna prestare molta attenzione. E bisogna effettuare tutti i passaggi necessari, nei tempi necessari.
Io questo lo dico perché sento tutta la responsabilità della funzione istituzionale alla quale devo rispondere. Non lo sto dicendo perché non condivido la programmazione dei lavori del Consiglio - ci mancherebbe altro - e la necessità di dare corso e di continuare nel lavoro di riforma che la Giunta, che questa maggioranza sta portando avanti. Lo dico perché si tenga conto nella programmazione dei lavori delle Commissioni e dell'Aula dei provvedimenti che devono essere esitati e delle necessità che ci sono. Io credo, per esempio, che il provvedimento sui consorzi di bonifica sia il più urgente dei primi tre che compaiono nell'ordine del giorno.
Chiedo pertanto all'Aula di prevedere come prioritari questi due provvedimenti su cui, ripeto, la Commissione quinta è ad uno stadio avanzato di definizione: quello sulla pesca e quello sui consorzi di bonifica.
Un'ultima considerazione sul progetto di legge sui parchi del Monte Arci. Noi nel corso delle settimane precedenti abbiamo partecipato ad alcuni incontri promossi da organizzazioni, da amministratori locali, partiti e altre forze nei diversi comuni del Monte Arci. In quelle sedi a gran voce ci hanno chiesto di non collegare questo disegno di legge con la manovra di bilancio, perché c'è bisogno di un coinvolgimento pieno delle popolazioni. Io voglio ricordare a quest'Aula che noi dieci anni fa abbiamo cercato di portare a buon fine il progetto di istituzione del parco di Monte Arci, ma non ci siamo riusciti perché ci fu un'impostazione verticistica che estrometteva dalle scelte le popolazioni e le amministrazioni locali. Noi questo errore oggi lo vogliamo evitare e vorremmo avere il tempo per coinvolgere tutti i soggetti che devono avere voce in capitolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, le questioni poste da alcuni colleghi devono essere esaminate analizzando i vari aspetti che sono stati richiamati. Prima questione, il collega La Spisa afferma: "quando abbiamo approvato il Regolamento non pensavamo che se ne potesse fare un uso improprio e limitativo della libertà del Consiglio". Vorrei ricordare al collega La Spisa che il problema dell'aspetto relativo ai collegati alla manovra finanziaria è regolato dall'ottavo, nono, decimo comma dell'articolo 34 che non ha subito nessuna modificazione, è lo stesso che avevamo nella legislatura precedente.
E' quello che prevede che alla conclusione si approvi un ordine del giorno che individui i disegni di legge che si intendono collegare alla manovra finanziaria. Non c'è nessuna novità. E' vero che il sette...
LA SPISA (F.I.). Non fare il furbo!
MARROCU (D.S.). Scusa Giorgio, io non ti ho disturbato. E' da un po' di tempo che non è più il Giorgio che abbiamo conosciuto nei cinque anni precedenti...
LA SPISA (F.I.). Hai ragione, quei tempi sono finiti.
MARROCU (D.S.). Ma io lo preferivo molto più equilibrato e serio con toni e con atteggiamenti differenti anche nel rivolgersi alla Presidenza. Preferivo il Giorgio precedente, serio, preciso, anche molto puntiglioso nell'opposizione e nella maggioranza.
(Interruzione del consigliere La Spisa)
MARROCU (D.S.). Allora, i commi otto, nove e dieci non hanno subito nessuna modificazione. E' vero che c'è il comma sette che fa riferimento alla programmazione dei lavori, ma nell'articolo che prevede la programmazione dei lavori sono esclusi proprio dal quadro della programmazione dei lavori la manovra finanziaria e i collegati. E' detto in modo esplicito in un comma, quindi anche quell'articolo non ha introdotto nessuna novità rispetto alla manovra finanziaria e ai collegati.
Seconda questione; c'è un problema di merito e il collega Floris dice: o si risponde politicamente o mi appellerò anche ad altre istanze. Vorrei ricordare che l'opposizione è già ricorsa ad altre istanze, e per altri provvedimenti. Sino adesso, mi pare che le minacce "ci sarà la Corte che dirà" non abbiano prodotto nessun risultato. Io chiedo alla Presidenza (perché questo ordine del giorno non è rivolto a noi, è rivolto alla Presidenza) di sapere correttamente se esso è in base al Regolamento, in base alla legge di contabilità, possa considerarsi regolare, e se non è regolare quali siano le parti che non sono regolari perché le parti che non sono regolari devono essere espunte dall'ordine del giorno.
Terza questione; il numero dei collegati. Anche in questo caso sinceramente la polemica mi sorprende. Noi abbiamo approvato una manovra finanziaria, Presidente della Giunta l'onorevole Mario Floris, con oltre venti collegati, con lo stesso Regolamento attuale. Venti collegati. La differenza sapete qual è? Che di quei venti collegati non ne arrivò neanche uno in Aula perché non c'era una maggioranza che fosse in grado di supportare con il lavoro, con la discussione, con il confronto quei collegati. Noi invece puntiamo, con questo ordine del giorno, ad indicare le nostre priorità, gli impegni che assumiamo con la Sardegna e con questa Assemblea. Impegni che vogliamo concretizzare e portare a termine.
Guardate, abbiamo discusso molto sulla possibilità di portarli a termine, e il fatto che i tempi siano molto ristretti non ci sembra un limite per la discussione, perché i tempi si possono allungare tantissimo senza che ci sia né confronto vero, né discussione, né concertazione, né rappresentazione esterna. I tempi si possono accorciare e in quei tempi, lavorando, si può discutere, ci si può confrontare, chiarire, si può incontrare chiunque però alla fine si arriva all'approvazione. Tant'è che su un argomento, quello dell'urbanistica che riteniamo invece necessiti maggiore confronto, abbiamo creduto opportuno indicare solo una manovra stralcio, cioè quella che supporta il piano paesaggistico regionale, per avere il tempo necessario per avviare un confronto vero con gli enti locali, con le province, tra di noi per consegnare alla Sardegna una buona legge urbanistica.
E abbiamo chiesto, con l'ultimo punto, una modificazione rispetto all'impostazione di quando è arrivato in Consiglio. In Consiglio è arrivato come disegno di legge collegato; e noi abbiamo chiesto che come collegato venisse presentata una norma stralcio che supportasse il piano paesaggistico ma non andasse oltre quell'aspetto, e per aver più tempo di discutere del testo perché c'è molto bisogno di confronto, di discussione, di partecipazione e di condivisione delle proposte. Sta avvenendo tutto quello che è avvenuto nelle altre legislature, con la differenza che noi li porteremo a termine…
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Quando abbiamo discusso del Regolamento - lo ricordo per il collega La Spisa - sono rimasto sorpreso dalla modifica che è stata introdotta all'articolo sulla richiesta della verifica del numero legale: a me sembrava una soluzione un po' forzata, poi mi è stato spiegato che era un modo per far sì che il Consiglio regionale venisse frequentato dai consiglieri. Vuol dire che c'è una parte di noi che ha bisogno di un obbligo ulteriore per mantenere gli impegni che assume prima con se stessa e poi con la collettività sarda. Non l'ho apprezzata ma l'ho rispettata.
Il presidente Floris pone un problema: chiede se la maggioranza intenda compiere un colpo di mano. Presidente, la maggioranza non intende compiere nessun colpo di mano. C'è il Presidente del Consiglio, ci sono gli uffici, tutto ciò che non è a norma non deve far parte delle decisioni che assumiamo, ma non perché ci facciamo tra di noi i richiami o le minacce, ma perché siamo tutti consapevoli di ciò che si deve fare con le norme, e quando qualcosa non si può fare non si fa e non vince nessuno, perché si applica una norma. Quindi il Presidente, con la collaborazione degli uffici, può dare senz'altro rapidamente una risposta, e noi dobbiamo attenerci alla risposta, per rispetto della funzione che il Prsidente esercita.
L'altro punto: rapporti tra maggioranza e opposizione. Presidente Floris, io questo punto l'ho richiamato tante volte, inascoltato, adesso alcuni colleghi simpaticamente mi "sfottono" e dicono: "e beh, non fai un appello all'unità?" L'appello all'unità l'ho fatto tante volte, ma non ha prodotto nulla. Poi però quando ci troviamo di fronte ai problemi dove c'è bisogno del confronto di merito tutti vorremmo partecipare ad una soluzione unitaria.
Lo dico per i colleghi delle opposizioni: ma voi pensate che se continuerete con questo atteggiamento di non partecipazione al ragionamento sulle riforme si potranno trovare in Aula dei punti di convergenza senza averli discussi preventivamente nelle Commissioni? Io penso di no. Però voi direte allora quello che in parte state anticipando oggi: l'inizio di questo mandato è stato un inizio che io ho considerato sbagliato; è prevalsa in voi un'idea di un rapporto conflittuale perché avete pensato che da questa parte vi fosse indisponibilità alla discussione. Non era e non è così.
Il mio Capogruppo richiama il collega La Spisa; La Spisa fa quelle cose per farsi coraggio, non perché ne è convinto, perché si deve fare coraggio, perché è prevalsa una linea che non condivide. Vogliamo tornare, presidente Floris, al ragionamento iniziale, senza colpi di mano, senza furbizie, senza sotterfugi, senza niente di tutto ciò che non è norma? Noi, la maggioranza, la Giunta, siamo totalmente disponibili; ma occorre tornare a quel dialogo della politica che, sbagliando, è stato lasciato fuori dalla porta, sbagliando. Però si può correggere l'errore, noi siamo disponibili a riprendere quel dialogo, ma si deve passare attraverso un confronto politico sulle cose da fare.
Chiudo dichiarando che sulla prima parte voterò a favore. Mi appello al Presidente del Consiglio perché da lui provenga una risposta pensata, ragionata con gli uffici.
PRESIDENTE. La ringrazio per il consiglio onorevole Cugini.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Intendo rappresentare il mio personalissimo imbarazzo in questa situazione in cui noto una forte difficoltà interna all'Aula. Mi riferisco, in particolare, alle parole che ha usato il Presidente della Commissione agricoltura, che ha posto dei problemi legati all'attività, alle priorità e a tutto il lavoro che spetta alle Commissioni. Ma mi riferisco anche al clima positivo creato in queste due giornate, che aveva comunque consentito di considerare il lavoro che stavamo facendo, nonostante il nuovo Regolamento, da me non approvato, essendomi astenuta quando è stato valutato dall'Aula.
Ebbene, pur non avendo l'esperienza degli onorevoli Marrocu e Cugini, intendo riferirmi alla situazione difficile che si è creata in Aula e chiedo un aiuto per capire esattamente cosa sta accadendo. In questa circostanza non voterò a favore della prima parte, ma mi asterrò; forse mi verrà dato anche il nomignolo di quella che si astiene sempre, e forse sarà anche l'occasione per ricevere qualche rimprovero perché assumo atteggiamenti non in linea con la maggioranza. Credo però che a livello personale e di coscienza quando uno vota lo debba fare serenamente e con convinzione.
Sono anche del parere - e questo mi dispiace - che non sia corretto ricorrere alla votazione a scrutinio segreto. Ho grande rispetto del voto segreto perché lo considero veramente un baluardo di libertà, nonostante il mio partito tradizionalmente si sia battuto perché venisse abolito. Ebbene, credo che palesemente, con il ragionamento si possa arrivare ad una soluzione in modo tale che ciascuno di noi si possa esprimere sicuramente e liberamente con convinzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Cercherò di fornire delle motivazioni all'onorevole Caligaris, che apprezzo molto per quanto ha detto. Userò pochi termini, ma alcuni li voglio rappresentare subito: interpretazione, mortificazione, ricatto, compromesso, dimostrazione del presidente Soru. Queste sono le cinque parole che utilizzerò per cercare di far capire alla collega Caligaris che cosa sta succedendo in quest'Aula.
Esiste un problema di interpretazione. Questo Regolamento è stato frutto certamente di un coinvolgimento totale dell'Aula; è un Regolamento che alla luce di quello che sta accadendo non possiamo più accettare nella versione e nell'interpretazione che viene data dalla Presidenza e pertanto il nostro atteggiamento non sarà più quello di opposizione ma, per quanto mi riguarda, sarà quello di ostruzione.
E sfrutteremo tutte le possibilità che ci vengono fornite da questo Regolamento per arginare. Per arginare che cosa? Intanto la mortificazione, la mortificazione di un'Aula che sta abdicando, che sta rinunciando al suo ruolo sia nella sua sede istituzionale, sia nelle sedi delle Commissioni, sia negli incontri tra i Capigruppo, tra i Gruppi, tra tutti coloro che intendono collaborare ed essere coinvolti per far sì che la Regione Sardegna cambi.
Questo determina che cosa? Un compromesso, il compromesso che avete raggiunto, colleghi del centrosinistra, per evitare il ricatto del Presidente. Mi spiace Presidente, lei si lamenta perché usiamo toni troppo forti; non esiste un termine diverso dal termine ricatto, perlomeno io non lo conosco, forse perché ho fatto le scale dell'università in salita, molto in salita, per cui il mio vocabolario è limitato, però certamente questa è l'arma del ricatto, e siete caduti nel tranello tutti quanti.
L'onorevole Marrocu, ingenuamente forse, ha detto a tutti quanti dove è che casca l'asino. Siete cascati proprio lì, siete cascati sul disegno di legge numero 209, che è l'elemento che vi ha portato ad accettare, a subire questo collegato, pur di non andare nella seconda parte dell'ordine del giorno che non menziono, ne parleremo dopo. E' qui che è accaduto il tutto. Cosa determina tutto questo stato di cose? Determina un fatto importantissimo, epocale: il presidente Soru con questo comportamento, con questo ordine del giorno dimostra a tutti quanti noi, ai sardi, che tutto ciò che può essere fatto non in una legislatura, ma in mezza legislatura, può essere fatto in venti giorni. Vi sta rendendo, ci sta rendendo inutili. Questo è quello che sta accadendo in quest'Aula!
E mi meraviglia (ma non mi meraviglia più di tanto) che l'onorevole Marrocu, che l'onorevole Cugini - tralascio l'onorevole Sanna che qualche volta, forse perché è oristanese, dimostra ancora di ragionare sulle cose - non si accorgono che stiamo abdicando, stiamo consegnando i nostri poteri nelle mani di una sola persona. Sono esistiti anche altre volte questi personaggi, forse è giusto anche che esistano in certi momenti storici, ma questo non è possibile oggi.
LIORI (A.N.). Si riferiva a Stalin!
DIANA (A.N.). Ha detto bene l'onorevole Liori, sapeva a chi facevo riferimento. Ma la Sardegna non vive quei problemi, la Sardegna ha una democrazia, ha sessant'anni di storia, ha la possibilità veramente di legiferare e di farlo in quest'Aula. State attenti, quindi, a ciò che sta succedendo. Io personalmente non sono più disponibile e credo che non lo siano neanche i colleghi della minoranza, credo che potremmo arrivare anche all'occupazione dell'Aula se fosse necessario. Questo è il messaggio che vi stiamo inviando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, io trovo ragionevoli e ho trovato ragionevoli ancora una volta, come talvolta è capitato, le parole pronunciate da colleghi della maggioranza che, insomma, invitano al dialogo, invitano alla collaborazione reciproca, ad un senso di unità all'interno del Consiglio regionale che deve portare ad un'azione amministrativa efficace. Quello che non riesco mai a trovare è l'applicazione pratica di questi rispettabilissimi principi enunciati. Non riuscite a metterli in pratica.
Ricordo una frase di San Paolo: desidero il bene ma faccio il male. Così come mi ricordo anche di un altro brano della Sacra Scrittura che, riferito a coloro che hanno il potere all'interno del Tempio, recitava: "osservate e state attenti scrupolosamente a quello che loro dicono perché è giusto, ma guardatevi bene dal fare quello che fanno, perché è sempre sbagliato". Mi sembra che questo fotografi in modo abbastanza fedele quello il vostro atteggiamento.
(Interruzioni)
Per carità io non mi permetto certo, sto semplicemente citando. Allora, io credo che non ci sia una dimostrazione pratica di una reale volontà di applicare i principi giusti che pronunciate. Probabilmente vorreste, ma i fatti, la situazione vi impedisce di metterli in pratica. Certo è, presidente Soru, che non credo fosse questo lo spirito del legislatore che ha riformato la legge elettorale; lo spirito era quello di creare un tipo di amministrazione più efficace, più veloce, più rispondente alle esigenze dei tempi, ma non certo quello di generare situazioni abnormi qual è quella da lei deliberatamente creata in Sardegna.
Oggi non si capisce più quale sia il significato dell'autorità e quale sia il significato dell'autorevolezza. L'autorità, se non è coniugata con l'autorevolezza, diventa una caricatura dell'autorità stessa. Qui abbiamo una manifestazione continua di autorità che io credo non possa e non debba lasciare insensibili i colleghi della maggioranza, non è possibile che vi lasci insensibili. E allora io non faccio riferimento a concetti troppo alti come "libertà", "democrazia" e via dicendo, non mi permetto perché so che sto parlando ad un uditorio di persone che possono insegnarmi tante cose, che hanno molta più esperienza di me e dalle quali, ripeto, ho tanto da imparare, però mi permetto di fare appello, questo sì, al rispetto dell'istituzione. Al rispetto di questa istituzione della quale voi fate parte da molto prima di me, in alcuni casi da tanti anni, da decenni, da lustri, da tante legislature. Per questo ci si aspetta da voi una difesa dell'autonomia e della dignità del Consiglio regionale.
Il presidente Soru ha vinto le elezioni, non ha vinto la Sardegna ad una lotteria, non è diventato il padrone della Sardegna. Certo, è vero che sta aprendo delle ferite, sta aprendo veramente delle ferite profonde, che io non so se ci dovranno portare in sedi istituzionali diverse da quelle politiche, probabilmente questo potrà o dovrà inevitabilmente anche succedere, ma certo è che ferite profonde ne sta aprendo. Io so che voi non tornerete indietro, vi ringrazio per avermi ascoltato e mi permetto di dirle, presidente Soru: lei confonde davvero il concetto di autorità con quello di autorevolezza ed è un grande onore essere suo oppositore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente e colleghi, io credo che un Consiglio regionale che rivendichi, come facciamo ogni volta noi, una sua dignità, una sua libertà prossima a quella delle aule dei parlamenti nazionali - e io sono molto d'accordo su questo - debba però anche iniziare a percepirsi come un luogo dove l'onere dei parlamenti, che è quello di legiferare, venga assunto con una serietà diversa da quella che forse noi consideriamo sufficiente per svolgere il nostro lavoro.
Nella legislatura attuale, quella che sta per finire, il Parlamento nazionale, che è un Parlamento che ha molte cose da fare, come molte cose da fare abbiamo noi, perché molte cose chiedono gli italiani ma molte cose chiedono i sardi, ha votato e ha portato a perfezionamento sino all'altro giorno 665 leggi, 2,66 leggi ogni settimana, a cui ne devo aggiungere una per la quale hanno lavorato anche dopo la fine della legislatura (quella relativa all'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento) per cui arriviamo a 666. Il 78 per cento di queste leggi è di origine governativa, come si verifica nelle assemblee legislative dove l'Esecutivo ha sotto controllo molte delle problematiche, molte delle soluzioni tecniche.
In Parlamento ricordo che è stato approvato un collegato alla legge finanziaria, che è stato chiamato collegato "ordinamentale", nel quale venivano affrontati temi che riguardavano l'ordinamento della Repubblica. Ora io dico, senza arrivare a questi estremi, noi abbiamo un Regolamento molto chiaro che prevede che, come strumento di orientamento della politica legislativa per la traduzione del programma politico in realtà, la Giunta possa determinare una priorità di percorso legislativo rispetto ad una serie di disegni di legge, disegni di leggi non precedentemente approvati da Commissioni, ma già presentati dalla Giunta regionale, che quindi fanno già parte della politica programmatica dell'Esecutivo. Spetterà all'Aula decidere se quella linea programmatica debba essere accelerata rispetto ai tempi previsti dal Regolamento. Previsti dal Regolamento, ma permettetemi, colleghi, non interpretati nel modo liberticida, in cui alcuni di voi li interpreta.
Questi otto disegni di legge non verranno infatti approvati dall'Aula in dieci giorni con la statistica terribile che ci ha prospettato l'onorevole Vargiu, verranno esaminati con la massima cura, verranno considerati verificando gli interessi reali della Sardegna, verranno discussi ascoltandoci gli uni e gli altri in Commissione e in Aula, però verranno esaminati. Forse è questo che disturba: il fatto che il Consiglio regionale invece di autoincensarsi, di proclamarsi dignitoso, libero, grande a parole, voglia affermare la sua libertà e la sua grandezza facendo il suo lavoro, approvando le leggi.
Certo, è una novità, e sarà una novità di cui si gioverà non solo questa maggioranza, ma anche l'opposizione, perché un recupero di questa dignità, di questa libertà, di questa competenza giova al confronto che quest'Aula e questo Parlamento dei sardi ha con l'Esecutivo dei sardi e col Presidente dei sardi. Perché quando si portano risultati, quando il lavoro viene svolto e viene svolto nei tempi stabiliti si può parlare a testa alta, si può avere maggior potere contrattuale.
Potremmo anche cimentarci in qualche operazione di archeologia consiliare riesumando disegni di legge collegati alla finanziaria presentati dalle vostre Giunte, anche considerando testi presentati precedentemente alla finanziaria; non lo facciamo perché la sostanza è un'altra: non è regolamentare, è la politica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che questo dibattito ci stia consentendo di esprimere alcune riflessioni forse nuove per quest'Aula, sicuramente interessanti per stabilire che cosa davvero intendiamo fare. Il collega ha concluso poco fa il suo intervento dicendo: "Dobbiamo recuperare una serietà diversa". E la serietà diversa che il collega richiama la richiama esattamente nei numeri delle leggi che il Parlamento italiano ha licenziato nell'ultima legislatura.
Guarda caso proprio "La Repubblica" aveva pubblicato qualche giorno fa una tabella che riportava il confronto tra il numero delle leggi esitate dal Parlamento in questa legislatura e quello delle leggi esitate nelle due legislature precedenti per dimostrare che innanzitutto non c'è stato un incremento nel numero delle leggi approvate, e tanto meno vi è stato un incremento qualitativo. Io credo che il problema che si sta ponendo questa sera non sia il problema del presidente Soru, non sia il problema della Giunta, il vero problema siamo noi, il vero problema è il dibattito, il confronto, ciò che qui ha richiamato l'onorevole Cugini. Però perché questo confronto si stabilisca è vero che bisogna davvero stare seduti intorno a un tavolo nel quale decidere le nuove regole; la grossa verità però è che non abbiamo bisogno di scorciatoie per dimostrare che le riforme si possono fare in maniera seria.
Le ultime riforme che quest'Aula ha approvato sono una grossa conquista, Presidente; noi non abbiamo bisogno di riforme approvate a maggioranza, noi abbiamo bisogno di riforme che siano approvate possibilmente all'unanimità, come è accaduto per la riforma dei servizi per l'impiego, che io credo costituisca una riforma cardine dell'attività legislativa di quest'Aula, così come è accaduto per il Consiglio delle autonomie locali, che credo costituisca una riforma rivoluzionaria per la Sardegna.
Quando ero piccolino mio padre mi diceva sempre "maladitta sa pressi, esclamò su sizzigorru quando cadde naturalmente dal muretto". Presidente, la fretta non aiuta mai nessuno, noi non abbiamo bisogno di compattare i tempi per approvare riforme serie, né il numero delle riforme che andremo a approvare qualificheranno la sua Giunta e la sua attività. E' vero, lei qui ha prestato un giuramento, presidente Soru, e l'ha prestato in maniera molto apprezzabile. Io credo che lei ancora sia convinto di questo, del rispetto dovuto a quest'Aula, del rispetto delle funzioni che noi come Consiglieri regionali dobbiamo svolgere. Ecco, recuperiamo questo principio e questo suo giuramento.
Io penso che ci siano tutti i presupposti perché oggi venga ritirato quest'ordine del giorno e perché si stabiliscano insieme quali possano essere davvero i provvedimenti da considerare collegati e quelli che andremo ad approvare e che possibilmente approveremo tutti insieme. Sono certo che le nuove regole che andremo a stabilire ci consentiranno di trovare le soluzioni che vorremo. Non è vero che esiste questa forma di ricatto e né tanto meno noi saremo d'accordo per un voto a scrutinio segreto, vogliamo vedere in faccia chi voterà a favore e chi non voterà. Noi non ci stiamo a queste condizioni, non ci interessa capire se davvero ci siano quattro, cinque, sei franchi tiratori, perché questa non è la risposta che attendono i sardi.
Oggi i sardi vogliono il rispetto di quest'Aula, Presidente del Consiglio. Lei ci deve fornire una risposta che sia quella scritta dentro il Regolamento, scritta dentro le regole che quest'Aula deve davvero rispettare e che consenta il prosieguo di questa attività legislativa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Un intervento ha fatto riferimento alla posizione che dovrà assumere la Presidenza. Al termine delle dichiarazioni di voto comunicherò la posizione della Presidenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, io spero che in tutti noi sia ben chiara quale sia l'immagine consolidata del Consiglio regionale all'esterno dell'Aula, ed è bene che ce la ricordiamo: veniamo considerati dei privilegiati, pigri, disinformati, cinici, poco inclini ad essere tempestivi rispetto ai problemi emergenti. Allora, ci sono due modi per smentire questa fama: il primo è quello di affidare la nostra attività soltanto agli esercizi retorici, alla contundenza delle parole che usiamo, allo scalpore che suscitiamo, al richiamo che riusciamo ad avere nei media, il secondo è quello richiamato dall'onorevole Cugini: riuscire a parlare nel merito delle cose.
L'ordine del giorno è legale, ed è paradossale che si pronuncino parole grosse per un documento di questo genere, ed è giusto stabilire di che cosa si vuol parlare in tempi certi e determinati. Questo significa che stiamo entrando nel merito? No, il problema di quest'Aula si chiama conformismo, il problema di quest'Aula è che un consigliere regionale non legge i documenti con l'attenzione e con gli occhi volti a cogliere la verità delle cose, ma prima è attento a ripetere gli standard della parte a cui appartiene. Io non penso di essere d'accordo su tutto quel che c'è scritto nei collegati ma credo che sia giusto dimostrare con la propria attività, col coraggio, con la fatica su che cosa si è d'accordo e su che cosa non si è d'accordo, dichiararlo in Commissione e ripeterlo in Aula.
Non c'è un limite a questo, colleghi del centrodestra, non c'è. E francamente è più facile sentire da voi parole generiche, di attacco, di valutazione anche personale, che non un attacco su proposte precise. Ci sono persone coraggiose che sono disponibili a votare le proposte ragionevoli che arrivano dalla vostra parte politica. Non vi segue nessuno quando tutto è legato alla contundenza e ad una violenza verbale che non ha senso. Credo di poterle dire queste cose. Io mi sono confrontato col presidente Soru e credo di avere molte idee diverse dalle sue, ma le manifesto qui, argomentando nel merito, leggendomi le leggi, pagandomi i consulenti, perché qui dentro siamo ciechi, non abbiamo informazioni, abbiamo un centro studi che non funziona, dobbiamo pagarci le statistiche, ma bisogna fare così. Non dicendo "la democrazia è non fare", perché io non ci sto ad andare per strada come l'appartenente ad un Gruppo che non fa e che dice che c'è democrazia perché impedisce di fare. No, io voglio stare in un Gruppo in cui possa dire che su quel determinato tema "io l'ho pensata in un determinato modo e l'ho detto".
Se prendiamo questa strada quest'Aula acquisisce e riconquista prestigio (ed è ciò che vi ha chiesto l'onorevole Cugini) se prendiamo la strada della banale contrapposizione retorica non resta altro, nella storia della Sardegna, che il fare dell'Esecutivo; scegliete voi. Io sono qui per dire, con chiarezza, e far prevalere agli schieramenti la verità delle cose. Confrontiamoci sui contenuti e vediamo se lo stesso coraggio che avete nello sverniciare le persone si riverbera nelle cose da fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista Autonomista Sardo). Signor Presidente, io oggi ho sentito tanti ragionamenti più o meno iperbolici, ma voglio fare un esempio che ha certamente un valore paradigmatico.
E' il 29 marzo del 2001, occasione: approvazione della legge finanziaria di allora; a seguire delibera contentente l'indicazione delle leggi di accompagnamento. Né più e né meno come adesso, solo che erano tante, di più: il disegno di legge numero 143 "norme in materia di ricerca scientifica e tecnologica"; 144 "interventi integrativi in materia di istruzione scolastica, cultura, informazione e sport"; 145 "disposizioni varie in materia di difesa dell'ambiente"; 146 "interventi nel settore della pesca e dell'acquicoltura"; 147 "norme in materia di gestioni di rifiuti e di bonifica di siti inquinanti"; 148 "interventi a favore di forme collettive e di garanzie e fidi nel settore agricolo"; 149 "istituzione e gestione della rete contabile agricola regionale"; 150 "interventi a favore delle zone di montagna"; 151 "interventi alle imprese artigiane sull'apprendistato"; 52 "provvedimenti in materia di opere pubbliche"; 53 "disciplina dell'imposta regionale sulle attività produttive"; 54 "modifica alla legge 13 del '39 sulla disciplina dell'attività di volontariato"; 55 valorizzazione e riconoscimento del volontariato sociale"; 56 "istituzione del fondo regionale per l'occupazione dei disabili"; 57 "interventi a favore della cooperazione"; 58; 60 "competenze in materia di recupero crediti"; 61 "interventi straordinari sulle produzioni agricole inquinate"; 63 "contributi all'organizzazione dei sardi nel mondo"; 64 "disciplina delle attività di spettacolo in Sardegna".
Queste erano le leggi collegate alla finanziaria contenute nella delibera del 29 marzo 2001. Quisquilie, sciocchezze, colleghi, colleghi del centrodestra, sciocchezze! Queste erano cose serie; avete presentato esattamente venti provvedimenti, ne sono stati portati in Aula, approvati dalle competenti Commissioni, esattamente zero. Ecco perché affermo che l'esempio ha valore paradigmatico.
Ma, venendo ad oggi, io credo che abbiamo dimostrato grande serietà, soprattutto quando, a proposito del disegno di legge numero 204, "nuove norme per l'uso del territorio regionale" con molta chiarezza, con un dibattito aperto, franco e leale, abbiamo detto al presidente Soru e alla Giunta regionale che ritenevamo di non essere in grado, nell'ambito dei venti giorni, di esaminare per intero quella disciplina ottenendo una riformulazione del punto 8 dell'ordine del giorno dove si precisa che le nuove norme per l'uso del territorio regionale devono intendersi "limitatamente alle disposizioni concernenti la normativa regionale stralcio".
Questo, cari colleghi, credo che sia un modo di restare ancorati alla realtà, è un modo abbastanza serio di operare, altro che le fantasie! Per il resto, Presidente, vi sono delle illegittimità come qualcuno ha affacciato? Beh, lei è arbitro, lei e i suoi uffici dovete decidere. Se vi sono delle illegittimità noi chiederemo per primi naturalmente che vengano rimosse e saremo ossequiosi della decisione che la Presidenza assumerà. Se non vi sono, cari colleghi, evidentemente ci sentiremo tutti impegnati a lavorare nei prossimi giorni per l'approvazione di quelle leggi che abbiamo ritenuto utile ed opportuno collegare alla legge finanziaria, non in contrasto con la Giunta regionale, ma in una verifica, in un confronto dialettico, che alla fine ha portato le parti, se di parti si può parlare, ad un accordo corretto, consapevole e condiviso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stasera nessuno di noi pensasse di partecipare ad un dibattito così ampio e articolato e vi debbo dire che a me, tutto sommato, non dispiace, e non sono certamente d'accordo con coloro che potrebbero fare di quest'Aula "sorda e grigia" eccetera eccetera, anche perché non vedo colonnelli di siffatta portata, ma è altrettanto vero che quando si ragionava attorno al Regolamento, ed io ero uno dei componenti della Giunta per il Regolamento, certe cose le avevo adombrate, tanto le avevo adombrate che proposi di prevedere una corsia preferenziale per i progetti di iniziativa dell'Esecutivo, da portare in Aula, perché si capisce bene che vi è la necessità di dare uno sfogo all'Esecutivo per poter dibattere in Aula. Ma questo non fu accettato né fu regolamentato lasciando che fosse la Conferenza dei Capigruppo a decidere sui tempi e sugli argomenti da inserire all'ordine del giorno.
Oggi c'è quest'ordine del giorno che francamente pone all'attenzione del Consiglio una quantità veramente ingente di disegni di legge. E' inutile, secondo me, richiamare precedenti Giunte e precedenti maggioranze, io credo che si debba porre l'attenzione su ciò che viviamo oggi, non guardando verso il passato, ma tenendo presente quello che si ha.
Allora debbo dire all'onorevole Francesco Sanna, che ci ha ricordato che il Parlamento regionale approva in media 2,7 leggi alla settimana per un totale di oltre oltre 600 per legislatura, che non credo che tutto ciò che ha prodotto in termini di numeri il Parlamento nazionale possa essere considerato di ottima fattura. Volendo poi rispondere all'onorevole Maninchedda - mi pare che abbia detto lui, che la democrazia non è non fare - aggiungo che è fare, ma fare bene. E allora per fare bene ci vuole l'attenzione, ci vuole il discernimento e ci vuole la capacità di dialogare, di inserirsi.
Signor Presidente del Consiglio, io capisco che probabilmente ci sono condizioni oggettive che pongono l'Aula in questa situazione, però accettiamo tutto. Noi intanto preavvisiamo che non faremo gli aventiniani, siamo in Aula e in Aula discuteremo anche non condividendo quello che magari la maggioranza propone. Né accuserò il presidente Soru, a cui riconosco la possibilità di proporsi, cosa che non riconosco però alla sua maggioranza, che ha dimostrato di non essere capace di decisioni autonome, perché si potrebbe dialogare nella Conferenza dei Capigruppo e ragionare attorno a questi argomenti. Credo che in questo modo potrebbero esserci momenti di dialogo tra maggioranza e opposizione che consentirebbero uno sviluppo coerente, democratico e partecipato di tutti al lavoro dell'Aula.
Noi non ci vogliamo sottrarre, siamo per lavorare, per dare consistenza al lavoro dell'Aula e l'onorevole Soru più di una volta, ha detto e ribadito che ha rispetto dell'Aula e vuole avere rispetto dell'Aula. Io la prego, presidente Soru, abbia rispetto dell'Aula e noi, come Aula faremo lo sforzo di dimostrarle che siamo capaci, in quanto maggiorenni e autonomi, di non lasciarci tirare per la giacca ma di approvare le leggi, le giuste leggi che d'altronde la Sardegna aspetta da tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Rinuncia?
PIRISI (D.S.). Rinuncio a Satana, Presidente, dato che qui stiamo facendo professioni di fede di vario genere.
PRESIDENTE. Era ora.
PIRISI (D.S.). No, no, sono battezzato quanto lei Presidente.
Signori Presidenti, Assessori, colleghi, si sta invocando, si è invocato oggi un sussulto di dignità di quest'Aula e si sono levati toni molto accesi. L'onorevole Floris ha parlato di "colpo di mano" da parte della maggioranza, termine forte, anche perché poi l'onorevole Balia ha ricordato i collegati della manovra finanziaria quando lei, onorevole presidente Floris, era appunto Presidente della Regione: venti collegati. "Ostruzionismo" ha dichiarato l'onorevole Diana d'ora in poi; "atteggiamento duro" ha tuonato l'onorevole La Spisa. Toni duri da parte del centrodestra.
Colleghi, io credo che neanche voi siate convinti di ciò che state dicendo, anche perché lanciate delle parole d'ordine e i vostri banchi sono desolatamente vuoti, tranne alcuni colleghi di valore la cui presenza ci fa molto piacere. Io credo che sia sbagliato questo atteggiamento anche perché, lo devo dire, a me piace molto anche il confronto aspro, però il confronto aspro sulle questioni di merito. L'onorevole Dedoni ha anche fatto delle affermazioni… però altri colleghi Riformatori hanno detto: "Noi non abbandoniamo il campo, stiamo qui". E' un aspetto importante che io personalmente voglio sottolineare con un apprezzamento pubblico. Ma, nella Commissione che presiedo, il confronto e la collaborazione per raggiungere gli scopi che assieme vogliamo raggiungere, devo dire che c'è stato, in un rispetto reciproco delle parti, e io credo che questo sia il terreno intorno al quale ci dobbiamo trovare e confrontare per andare avanti. Un terreno che deve essere anche duro, forte, diciamo aspro, "maschio", come qualcuno - utilizzando un'espressione ormai desueta - usa dire.
Quindi tutto bene, tutto perfetto? Un piccolo appunto vorrei fare da subito. Per esempio io non gradisco, e lo voglio dire, che ci siano degli Assessori che sono sempre presenti ai nostri lavori, che mi pare siano anche tra i più efficienti ed efficaci e altri Assessori non ci siano. Presidente, è una cosa che non gradisco: ci sono Assessori che non si sono fatti vedere durante questa manovra finanziaria. Io credo che anche stando qua tutti abbiamo da imparare; bene, che anche gli Assessori ascoltino ciò che viene detto in quest'Aula perché questo è il Parlamento dei sardi e non può esserci un corpo staccato, quello degli Assessorati, all'interno del quale la gente si trova ad operare.
Tutto bene, tutto perfetto? No, ci sono degli aspetti che non ci vanno bene e quando non ci vanno bene le diciamo, e raggiungiamo anche attraverso il confronto aspro delle posizioni. Colleghi, ci siamo confrontati spesso col Presidente della Regione e devo dire che ogni volta che mi è capitato di confrontarmi con lui l'ho trovato molto più dialettico e aperto al confronto di qualche Assessore che qualche volta vuole essere più realista del re. E' importante invece che ci sia un confronto, perché dall'Aula non arrivano sempre sciocchezze, la verità non è mai da una parte e noi assieme portiamo avanti un discorso che riteniamo utile nell'interesse della Sardegna. Però, onorevole Caligaris, mica possiamo, ogni volta che ci viene in testa, distinguerci, perché altrimenti qui che maggioranza ci sarebbe? Diciamole le cose nelle sedi opportune, confrontiamoci, non è detto che ogni volta che ci vengono delle crisi di coscienza…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io ho avuto modo di apprezzare, in diversi momenti, alcuni interventi del collega Pirisi per la sua schiettezza e per prese di posizione a volte anche difficili. Mi permetta di dirle, onorevole Pirisi, che se noi fossimo, a mio avviso (la prenda non come una provocazione) nel febbraio del 2007 lei non avrebbe fatto questo discorso. Perché è vero che la democrazia è fare, che la democrazia sicuramente non è non fare però la democrazia è fare secondo le regole e secondo le norme. Si va oltre nell'interpretazione delle regole e delle norme con l'utilizzo del buon senso. Adesso è un non senso.
Mi scusi onorevole Cugini: l'onorevole Floris ed io non abbiamo citato il Regolamento, abbiamo citato la legge di contabilità, che è un'altra cosa. Perciò, onorevole Sanna, non si è parlato del Regolamento, si è parlato della legge di contabilità regionale non del Regolamento, il Regolamento non lo stiamo citando e quest'ordine del giorno indubbiamente si colloca fuori dalla legge di contabilità. Perché parlate del Regolamento se noi non ne stiamo parlando? E' vero che abbiamo presentato venti collegati e nessuno ha discusso il numero dei collegati presentati. Quindi altra bugia o altro fraintendimento: nessuno ha mai discusso del numero, discutiamo invece del fatto che è stata presentata una manovra finanziaria con quattro disegni di legge collegati alla finanziaria.
Qui ora stanno aggiungendo disegni di legge che non sono collegabili o collegati alla finanziaria, compreso quello sulle norme intruse che è arrivato successivamente; si discute di questo, non del merito, del merito si discuterà in Commissione, secondo Regolamento, ma rispettiamo le leggi e le norme che ci siamo dati e che abbiamo ereditato.
Non mi riconosco, onorevole Maninchedda, anche se so che molti ci vedono così, ma non mi riconosco nella sua descrizione, perché credo di aver imparato molto qui ascoltando gli altri e spero qualche volta anche voi facciate altrettanto, non perché impariate (me ne guarderei bene, ho io da imparare ancora) ma perché se ci aveste ascoltato vi saresta accorti che ciò che avete detto sul Regolamento noi non l'abbiamo detto; state cercando altre giustificazioni.
E' vero anche, onorevole Sanna, che la legge finanziaria si è presentata con una miriade di collegati, è vero anche che lì dove noi non abbiamo concordato con l'interpretazione regolamentare della Camera o con le leggi che quando per primi abbiamo impugnato la devolution perché votata solo da una parte o abbiamo discusso anche la legge elettorale perché votata solo da una parte, abbiamo avuto la libertà di farlo, e noi vorremmo utilizzare questa libertà anche qui. Perché non è una linea di maggioranza, non è, l'ho già detto (peraltro quei venti collegati erano collegati anche con la minoranza di allora) il fatto di appartenere ad una maggioranza, noi abbiamo l'obbligo morale di frapporre in alcune occasioni, all'ordine di scuderia, la nostra visione dei fatti, il rispetto delle norme, il rispetto delle regole. Perché quando si perde la forza delle idee, Presidente, quando si perde la forza del convincimento non ci si può aggrappare alla forza del ruolo.
E lei non può - perché questa è l'impressione che si ha - dire che quando da voi si alza un po' la voce vuol dire che c'è un confronto mentre quando succede da altre parti è una rissa. Ecco perché c'è il richiamo al voto. Se le nostre ragioni sono servite, voterete come riterrete opportuno, se non sono servite voterete comunque secondo le vostre conclusioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io credo che il dibattito con le conseguenti dichiarazioni di voto sia stato un dibattito libero, un dibattito dove ciascuno ha espresso il proprio parere. Onorevole Floris, oggi è la prima volta, da quando siedo in Consiglio regionale, che mi sono sentito offeso non per le sue critiche, ma per l'eventualità da lei prospettata di rivolgersi ad altri organi. E' chiaro che lei si riferisce alla Presidenza e non all'organo del Consiglio regionale. Mi dispiace che il decano del Consiglio abbia paventato la possibilità in quest'Aula di rivolgersi ad altri organi. Io devo dare una risposta e la do ricordando ai colleghi che, con la Giunta presieduta da lei, presidente Floris, si approvò un ordine del giorno che testualmente recitava: "considerato altresì che la Giunta regionale ha presentato al Consiglio anche il disegno di legge numero 15, disciplina delle attività commerciali sul territorio regionale, non ancora esaminato dalla Commissione". Quindi esiste un precedente che ha creato lei, da Presidente, chiedendo a quest'Aula di poter approvare anche dei disegni di legge non collegati alla finanziaria.
Per quanto concerne l'assegnazione alla terza Commissione la Presidenza del Consiglio ha ritenuto di dover coinvolgere tutte le Commissioni competenti; e quando si parla di esame congiunto lei sa benissimo, onorevole Floris, che parliamo di un provvedimento che deve essere votato dalle due Commissioni; pertanto chi fa parte delle due Commissioni ha diritto al doppio voto.
Questo è il Regolamento, questo era il Regolamento, questa era la legge finanziaria, onorevole Capelli, anche quando abbiamo approvato la legge di contabilità, anche quando abbiamo approvato l'ordine del giorno con la presidenza Floris; è la stessa legge finanziaria, lo stesso ordine del giorno, quindi credo che gli Uffici, che questa Presidenza, anche nel rispetto di quanto è avvenuto in passato, stia applicando il Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale della prima parte dell'ordine del giorno numero 6.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'ordine del giorno numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Cappai - Cherchi Oscar - Dedoni - Floris Mario - Pisano - Randazzo - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 42
contrari 10
(Il Consiglio approva).
Se non ricordo male l'onorevole La Spisa ha chiesto che gli altri provvedimenti venissero approvati a scrutinio segreto.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, votazione per parti?
PRESIDENTE. Sì.
CAPELLI (U.D.C.). Però, Presidente, c'è una diversa proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarare la sua astensione, il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto di parlare perché lei mi ha chiamato in causa, i colleghi mi hanno chiamato in causa e volevo almeno precisare.
PRESIDENTE. Lei pronuncia dichiarazione di voto per astenersi perché è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto…
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Allora prima sentiamo le modalità di voto e poi…
PRESIDENTE. Prego onorevole Capelli, è già stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, ma ne voglio chiedere una diversa, sempre a scrutinio segreto però per parti in modo diverso; perciò chiedo che il numero 1 venga votato con le stesse modalità richieste…
PRESIDENTE. E' già stato votato.
CAPELLI (U.D.C.). Che cosa? Il dispositivo?
PRESIDENTE. Sì, perché la proposta... Onorevole Capelli, senza che lei si arrabbi. La proposta dell'onorevole La Spisa era di votare per parti. Ha chiesto che venisse votato per parti sino al comma 1 del dispositivo.
CAPELLI (U.D.C.). Allora chiedo che il numero 2 venga votato separatamente. E poi si prosegua con la richiesta di La Spisa.
PRESIDENTE. Votiamo a scrutinio segreto il punto 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per darle una risposta, Presidente. E' vero che la legge regionale di contabilità è sempre quella e che sulla base di quella legge è stata inserita in quell'ordine del giorno ricordato da Balia la discussione della legge sul commercio. E si chiese l'unanimità, le ricordo (e infatti ci fu l'astensione dall'altra parte) perché c'erano le scadenze del recepimento della "legge Bersani". Quindi si decise di inserirla per recepire la "legge Bersani". Poi non fu fatto - lo dico prima che lo ricordi qualcun altro - però il senso dell'inserimento in quell'ordine era ben diverso dalle ragioni che determinano i diersi inserimenti in questo ordine del giorno.
Ribadisco la mia contrarietà in modo particolare all'inserimento del disegno di legge numero 193, anche se per ragioni tecniche devo preannunciare la mia astensione, perché si tratta di un inserimento assolutamente ingiustificato! E non sto parlando di merito, perché il merito lo possiamo affrontare in qualsiasi momento secondo le regole, secondo le leggi, secondo il Regolamento nel momento in cui la maggioranza vorrà discuterlo nelle Commissioni, possibilmente anche garantendo il numero legale.
Colleghi, noi andremo ad esaminare tutto questo in un periodo caldo politicamente; dopo tutto quello che avete detto, se passeranno tutti questi provvedimenti all'ordine del giorno (perché ha preso la parola anche qualcuno che ha il vezzo di non venire in Commissione) vi prego di essere presenti, di essere presenti nelle Commissioni, di garantire il numero legale perché fino ad oggi indiscutibilmente non l'avete fatto. Ovviamente mi riferisco alle Commissioni di cui faccio parte.
Del resto lo stesso è successo in quest'Aula; vi ricordo che vi abbiamo aspettato per ore anche oggi; che avete approvato la finanziaria anche oggi in assenza di numero legale. Perciò è facile fare le enunciazioni per la stampa in quest'Aula, diverso è garantire che le norme, le regole e le leggi vengano rispettate. E prima di qualsiasi altro in quest'Isola siamo noi che abbiamo il dovere di rispettarle per poter pretendere che altri le rispettino.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto di astensione. Mi spiace che la richiesta di voto segreto mi impedisca di esprimere dichiarazioni di voto e contemporaneamente di votare come vorrei, però mi sembra che non sia il caso di esimere l'Aula dal sentire otto volte, tante quante saranno le votazioni, ripetute le stesse considerazioni, anche perché qualcuno potrebbe aver fatto finta di non sentire o di aver capito male.
Caro collega Maninchedda, io condivido la sua preoccupazione che questo Consiglio venga riconosciuto dalla gente di Sardegna come un Consiglio che lavora, non come una manica di individui impegnati esclusivamente a confrontarsi sulla dialettica o sulla retorica. Allora vorrei chiederle, collega Maninchedda, qual è la legge che la minoranza consiliare vi ha impedito di approvare in questa legislatura; qual è la legge che l'atteggiamento ostruzionistico di questa maggioranza vi ha impedito di approvare, a parte la legge sulle coste, che è stata approvata con un giorno di ritardo rispetto alla data da voi prevista a causa di un atteggiamento ostruzionistico di questa minoranza.
Collega Francesco Sanna, insomma, non scherziamo! Due sono i percorsi possibili previsti dal nuovo Regolamento. Uno è il percorso ordinario che per le leggi prevede un calendario bimestrale, un calendario mensile e il contingentamento dei tempi. Quindi non esiste la possibilità, non esiste un metodo, qualsivoglia esso sia, per impedire che le priorità condivise della maggioranza diventino leggi.
La maggioranza sta scegliendo uno strumento straordinario che è quello dei collegati, che prevede venti giorni per l'esame in Commissione, dieci giorni di tempo per i relatori e dieci per la discussione in Aula. Quindi voi non scegliete lo strumento ordinario che vi offre la possibilità di approvare le leggi in tempi certificati e certi, voi scegliete di sottrarvi al confronto, perché otto leggi in dieci giorni in Aula sono 36 ore per ciascuna legge, e sono leggi di importanza sostanziale quelle che avete inserito nell'ordine del giorno!
Se volevate il confronto, onorevole Sanna, potevate ricorrere alla programmazione bimestrale, alla programmazione mensile e al contingentamento dei tempi, e ci saremmo confrontati in Aula. Voi non volete il confronto! La maggioranza, non il presidente Soru! Magari il presidente Soru voleva il confronto, l'ordine del giorno è firmato dai Capigruppo di maggioranza, non dal presidente Soru! Non scaricate tutto sul presidente Soru! La colpa è vostra, la scelta è vostra, e con voi discuteremo. Noi rimaniamo in Aula, i Riformatori resteranno in Aula e vi ripeteranno queste cose ossessivamente. Vediamo se qualcuno si astiene, così controbilancia la nostra astensione e ci dà risposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per annunciare che anche io mi asterrò e che ho apprezzato molto l'intervento dei rappresentanti del PDS, meno quello di alcuni rappresentanti che, evidentemente, andando oltre le parole, intendevano riabilitarsi in quest'Aula e dimostrare di essere tutti fedeli a chi devono essere fedeli, perché sono stati interventi che forse non ho capito (ma il deficit è mio) però non sono entrati nel cuore del problema. E mi meraviglia alquanto che lei, Presidente del Consiglio, e l'onorevole Balia abbiate richiamato l'inserimento del disegno di legge sul commercio come collegato alla finanziaria, perché quell'inserimento fu dovuto alla necessità di evitare la scadenza dei termini di recepimento della "legge Bersani".
Ed è stata una lotta durissima voluta dall'allora opposizione, cioè da voi, che avevate chiesto di inserire quella legge nei collegati per questo sacrosanto motivo. In quell'occasione, peraltro, avete attuato delle tattiche ostruzionistiche che, se poste in essere anche da noi voi qui non avreste fatto più nulla! Ma non è detto che non le porremo in essere, perché ci state costringendo, perché alcuni sono lanci di vera e propria sfida politica: "Ci siamo noi, vedrete, noi faremo le cose, voi non le avete fatte". Ma questo non è neanche un linguaggio da Assemblea legislativa!
Allora Presidente, io ho posto un problema, che è un problema serissimo; io credo che i disegni di legge collegati non possano essere considerati tali solo perché si vuole riservare a loro una corsia preferenziale nei tempi, ma perché sono di sostegno alla manovra finanziaria. Questi che voi avete inserito non sono di sostegno a niente e non c'entrano nulla con la manovra finanziaria. Quindi questo è un atto di pirateria politica!
Ricordiamoci, colleghi, che già due mesi fa, quando è stato presentato il piano paesistico si diceva che nei collegati alla finanziaria avremmo inserito questa norma per consentire di rispettare i tempi. Quindi non è una trovata di oggi, è qualcosa che voi avete ponderato nel tempo. Io credo di poter dire che noi non abbiamo bisogno di queste leggi; abbiamo bisogno intanto di mettere mano all'elaborazione dei testi unici che stava procedendo e che si è fermata con questa legislatura e col presidente Soru; bisogna separare le leggi importanti per materie, perché la gente non ci capisce più nulla!
Ma come fa il Presidente del Consiglio ad affidare alcune di queste leggi, alcuni di questi articoli ad una Commissione e alcuni articoli a un'altra Commissione! Ma qui siamo alla vera e propria follia! Noi peraltro non abbiamo, Presidente, glielo diciamo, fiducia in questo Presidente del Consiglio perché riteniamo che anche questo Presidente del Consiglio, anche lui, ritenga di essere eletto dal popolo! Il Regolamento va rispettato e il Presidente del Consiglio è il garante, e noi stiamo chiedendo che il Presidente del Consiglio faccia rispettare le leggi che ci siamo dati. Non sono il solo a sostenere che questi disegni di legge non possono essere considerati collegati; ecco perché ho detto "Vediamo se c'è un giudice terzo che possa dichiarare che questi disegni di legge sono collegati alla finanziaria". Io credo che non lo potrà mai dichiarare.
Allora che cosa c'entra tutto questo? Vi state assumendo la responsabilità di una rottura vera tra maggioranza ed opposizione; perché ha ragione Vargiu: noi non andiamo via né da qui né dalle Commissioni, noi rimarremo, anzi, casomai saremo più presenti, e faremo sentire molto di più di quanto abbiamo fatto fino ad oggi il nostro contributo.
Vi ricordate che, onorevole Cugini, noi volevamo che la prima Commissione, che doveva mettere mano alle riforme, operasse in composizioe paritetica? Non ci avete ancora dato una risposta. Anche nelle Commissioni si va a maggioranza, maggioranza ferrea punto e basta. Io non credevo comunque di sollevare un problema reale relativo ai bisogni della gente, presidente Soru, perché quando all'interno delle manovre finanziarie vengono inserite queste leggi la gente non ci capisce più niente; un agricoltore dove deve andare a guardare per trovare la materia che gli interessa? Non ci riesce più, non comprende più nulla! Ecco perché bisogna separare le materie, non per perdere tempo; io capisco anche che la Giunta chieda una corsia preferenziale e dica che desidera che questa legge vada portata avanti prima di altre. Ma non si può procedere così!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io dichiaro di astenermi, però approfitto dell'occasione (perché potrei aver capito male, anche se ho frequentato la Commissione che ha innovato il nostro Regolamento) per chiedere se effettivamente i tempi annunciati dall'onorevole Vargiu siano quelli o non siano quelli, come mi pare che l'onorevole Marrocu abbia sussurrato nel suo intervento precedente. Perché se così è pregherei l'onorevole Marrocu, sprecando magari la sua dichiarazione di astensione, tanto ce n'è abbastanza di maggioranza...
MARROCU (D.S.). Io non ho più diritto alla dichiarazione di voto. Si può parlare cinque minuti per Regolamento e l'ho già fatto.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, no, ne ha diritto come me e se vuole può intervenire per dichiarare l'astensione. La sto invitando ad astenersi, perché tanto c'è una larga maggioranza, o ha paura di nascondersi ancora! Spero che non abbia paura di nascondersi sino a questo punto, ha una larga maggioranza!
PRESIDENTE. Invito i colleghi ad un po' di serenità.
DEDONI (Riformatori Sardi). Se lei ha confutato quei termini che ha enunciato prima l'onorevole Vargiu la prego di dirlo, perché in tal caso modificherei sostanzialmente il mio approccio con il dibattito attuale. Siccome lei non lo può fare, questo vuol significare che i termini di discussione di leggi così importanti sono tanto compressi che effettivamente dire che il presto è nemico dell'ottimo è dir poco. E siccome stiamo proponendo leggi per la Sardegna e siccome stiamo cercando di fornire una legislazione più adeguata, più attenta alle esigenze del popolo sardo, e siccome vorremmo che questo fosse veramente il Parlamento dei sardi, io inviterei l'onorevole Marrocu a spiegare perché ha contestato i tempi indicati dall'onorevole Vargiu, perché se avesse ragione aderirei alla proposta di aprire una discussione, ma se non avesse ragione inviterei tutti a riflettere, perché si sta comprimendo un dibattito democratico, un dibattito di rappresentanza del popolo sardo, si sta coartando nel tempo, nella ristrettezza del tempo un dibattito su norme che rivestono un'estrema importanza per quello sviluppo che il presidente Soru vorrebbe che fosse più attivo, più fruttifero per la Sardegna.
Non credo che questa sia la strada migliore. Noi vorremmo che questa strada venisse percorsa nel migliore dei modi, e per percorrerla nel migliore dei modi deve essere consentito a tutti di esprimersi pienamente, con capacità (non vedo più l'onorevole Maninchedda) e anche con il conforto di quegli apporti, di quei sussidi necessari per poter legiferare al meglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Poiché c'è stata una richiesta del collega Vargiu, a dimostrazione che anche i componenti della maggioranza, per quanto non abbiano firmato quest'ordine del giorno, come noi, come il sottoscritto, avendo avuto la possibilità di ascoltare un intervento importante come quello del Capigruppo dei Riformatori, con questo intervento gli restituiamo il voto di astensione che gli ha consentito di parlare. Questo è anche a dimostrazione che non vogliamo impedire il dibattito.
PRESIDENTE. Intervengo per l'ultima volta sull'ammissibilità dell'ordine del giorno, ricordando ai colleghi il comma 8 dell'articolo 34 del Regolamento che recita: "Al termine dell'esame in Assemblea della legge finanziaria e del bilancio annuale e pluriennale, il Consiglio, mediante l'approvazione di un ordine del giorno, individua i disegni di legge, ove non precedentemente approvati, già presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico - finanziaria." Quindi è l'ordine del giorno che indica i collegati, l'ordine del giorno firmato dai Capigruppo ed approvato dal Consiglio.
Invito i colleghi a prendere posto, ricordo che il voto è segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico della parte seconda, coincidente col punto 2 del dispositivo.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 29
favorevoli 40
contrari 17
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Murgioni - Orrù - Petrini - Pirisi - Randazzo - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Pisano - Vargiu.)
Passiamo al punto 3. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarzione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sono facilitato nel rifare il mio intervento dal fatto che, al di là del gesto di fair play del collega Marracini, altre risposte da parte dell'opposizione non ce ne sono state, neanche da parte di quei consiglieri che sono stati puntuali nel corso del ragionamento precedente nel far rilevare delle considerazioni che io ho ascoltato con attenzione. Allora voglio proporre ai colleghi che eventualmente decidessero di intervenire una ulteriore considerazione: ci siamo lamentati, centrodestra e centrosinistra, tutti quanti, considerato che questa sarebbe dovuta essere una legislatura riformista, ci siamo lamentati di ciò che è successo. Negli anni passati la legge finanziaria era una legge omnibus, era sostanzialmente l'unica legge che si sapeva sarebbe stata discussa ed approvata dal Consiglio regionale, l'unico treno che attraversava per tre lunghi mesi questo Consiglio regionale e nel quale tutti cercavano di appendervi l'ombrello. Noi passavamo ore ed ore in quest'Aula a discutere tra maggioranza e minoranza, tra norme intruse e superintruse, di una finanziaria che parlava di tutto e che originava quella legislazione spezzettata che tanti, in tante circostanze, hanno affermato essere la tomba della legislazione regionale sarda.
Bene, con questo Regolamento noi abbiamo deciso di porre finalmente termine a quello che era uno scempio del modo di legiferare, e abbiamo deciso che la finanziaria non avrebbe dovuto contenere norme intruse. Così la finanziaria non avrebbe più richiesto tre mesi per la sua approvazione, ma i 38 giorni, 37 giorni che effettivamente sta richiedendo. Cosa abbiamo fatto, colleghi? Pensateci e ditemi se non ho ragione: abbiamo fatto la solita "finanziaria zibaldone" di tutti gli anni precedenti e l'abbiamo divisa in due pezzi. Il primo pezzo lo abbiamo approvato in 37 giorni, il secondo pezzo, colleghi, che si intitola: disposizioni varie in materie di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali di sviluppo, e chi ne può aggiungere altre ne aggiunga, dovrebbe essere approvato nei prossimi 40 giorni!
Cioè la finanziaria zibaldone, lo "spezzatino" legislativo, quello che poi creava difficoltà agli uffici, difficoltà di interpretazione alla gente, norme intrecciate, intricate, di cui non si capiva niente, noi abbiamo scientificamente deciso di dividerlo in due pezzi: il primo pezzo sarà approvato questa sera, il secondo pezzo nei prossimi quaranta giorni. Non più tre mesi: quaranta più quaranta. E' cambiata l'organizzazione del tempo ma non è cambiato purtroppo lo spirito con cui questa Regione si accinge a legiferare. Non siete d'accordo? Utilizzate cinque minuti del vostro tempo per dire dove il mio ragionamento è sbagliato!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Se non vado errando stiamo parlando dell'istituzione dei parchi naturali regionali, dell'oasi di Tepilora, della foresta di Gutturu Mannu e del Monte Arci. Dico bene Presidente? Siccome non l'aveva annunciato, volevo averne certezza. Io, che mi sto astenendo in questa circostanza per un fatto sostanziale, richiamato peraltro anche dall'onorevole Alberto Sanna, mi trovo estremamente in imbarazzo nel pensare che si voglia comprimere un dibattito che interessa le popolazioni delle zone interessate alla costituzione dei parchi.
Io ho partecipato personalmente ad alcuni incontri con gli abitanti di quei comuni, lo stesso Capogruppo de La Margherita ha organizzato, con un buon risultato di partecipazione al dibattito in quel di Ales, un incontro sul parco e, se non vado errando, in quelle sedi è sortita la necessità da parte di tutti, delle forze politiche più sensibili, delle persone interessate, di soprassedere alle urgenze nel costituire dei parchi che al momento costituiscono soltanto un divieto, o di caccia o di pesca se ci sono i corsi, o di prelievo di funghi e così via. Io penso che sia importante invece trovare il modo di vedere d'accordo la gente che vive in quei posti, e che spesso ha una sensibilità ambientale molto superiore a quella di quanti si professano attenti ai problemi dell'eco-ambiente.
Voglio anche ricordare che nel 1983-1984, giusto nel Monte Arci, quando qualcuno ipotizzò di farvi una riserva personale, appiccarono il fuoco, perché tutte le volte che si va contro l'antropizzazione si ottiene sempre un risultato uguale e contrario: anziché difendere l'ambiente si fa un danno all'ambiente! Dico tutto ciò per ricordare, cari colleghi, che probabilmente i tempi assegnati non sono quelli più giusti per poter dibattere su argomenti che devono vedere l'interessamento, il coinvolgimento e la compartecipazione di popolazioni, settori di popolazioni. Se questi aspetti non verranno attentamente valutati noi faremo veramente uno zibaldone che non darà risposte puntuali e positive al popolo sardo. E non faremo neanche la figura di grandi lavoratori, perché lavorare molto e non dare risposte alla collettività non significa lavorare bene e con la dovuta attenzione per il bene della gente! Questo è importante.
La democrazia è l'esercizio più difficile da praticare, e chi ha troppa fretta a volte rischia di sbattere la faccia al muro. Bisogna stare attenti, bisogna essere attenti alle molteplici esigenze. Chi rappresenta tante esperienze, tante volontà, come questo Consiglio, dovrebbe rappresentare l'intero popolo sardo, e le scorciatoie a volte impediscono che si dia il giusto rilievo e la giusta valorizzazione al lavoro del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista Autonomista Sardo). Dieci secondi per rispondere all'onorevole Vargiu che non avevo veramente idea, nel mio intervento, di accusare l'opposizione di ostruzionismo, perché è assolutamente falso; se ho dato questa idea me ne scuso.
Però vorrei richiamare la sua attenzione su un fatto: degli otto disegni di legge quattro sono collegati alla finanziaria e depositati con la finanziaria del 3 gennaio. Il quinto è parte della norma stralciata dal Presidente del Consiglio e ripresentato come disegno di legge. Quindi sono argomenti giacenti nel nostro dibattito dalla stessa data e con un collegamento che ha avuto anche degli svolgimenti nel dibattito nazionale e regionale sulla stampa, non argomenti ex novo. Gli altri tre sono giacenti in Consiglio regionale, i primi due dal 9 di dicembre e sono riferibili alla vecchia finanziaria, cioè costituiscono la conclusione di un dibattito che abbiamo iniziato l'anno scorso, mentre quello sul consorzio industriale è arrivato il 17 gennaio, dopo una discussione lunga extraconsiliare, che certamente non ha chiuso tutti gli spazi di dibattito. Io, per esempio, ho anche motivi per presentare emendamenti a quella norma, ma non sono norme piovute dal cielo su cui il Consiglio non ha potuto confrontarsi prima. Per cui non mi sembra ci sia in atto uno "scippo" di tempo né di competenze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per annunciare la mia astensione a questa votazione e per rammaricarmi ancora una volta di quello che sta accadendo in quest'Aula. Veda, l'onorevole Maninchedda proprio in questo istante è intervenuto per una precisazione riferita ad una proposta di legge relativa al riordino dei consorzi industriali. Questa proposta di legge - e lo sanno bene tutti i componenti della sesta Commissione - attendeva in maniera paziente la presentazione di un disegno di legge della Giunta regionale. L'inerzia e i ritardi non possono assolutamente essere imputati a questo Consiglio. L'inerzia, i ritardi in questo caso penalizzano per intero la Sardegna, perché quella proposta di legge, che non so con quanta serietà democratica noi davvero possiamo dire di aver utilizzato per attendere qualcosa che ancora doveva sopraggiungere, è evidente che poteva essere presa a riferimento per un ragionamento, a base, per una discussione.
Allora mi chiedo: qual è la fretta? Perché dobbiamo stabilire un percorso eccezionale quando non abbiamo utilizzato il tempo per intraprendere il percorso che si doveva seguire? Noi siamo favorevoli alla riforma, ad esempio, dei consorzi industriali; abbiamo presentato una proposta che non si alloca nemmeno a mezza via rispetto alla proposta che probabilmente ha in mente la Giunta regionale, però ci vogliamo confrontare, e se questo confronto fino a questo momento non c'è stato, è chiaro che non possiamo invocare poi le scorciatoie perché possa essere compattato e soffocato il dibattito, perché su questa materia avremo bisogno di un confronto molto ampio, fuori anche dall'Aula.
Una competenza primaria è assegnata al Consiglio delle autonomie locali e dovremo obbligatoriamente sentire cosa pensa il Consiglio delle autonomie locali. Perché allora stabilire percorsi brevi in un momento in cui il dibattito e la democrazia stessa ne verrebbe svilita? Io credo che sarebbe saggio, ma l'abbiamo anche proposto prima, confrontarci su quello che davvero può essere tenuto dentro questo ordine del giorno come collegati. E' una sfida che noi lanciamo. Presidente Soru, probabilmente lei potrebbe intervenire in quest'Aula in maniera autorevole; noi l'abbiamo detto: non è il presidente Soru il problema, lei potrebbe davvero darci un'indicazione per fare in modo che questo Consiglio si riappropri delle proprie prerogative, delle proprie competenze, aprendo la strada ad un confronto sereno, così come è avvenuto in tantissime occasioni fino a questo momento.
Noi vogliamo esattamente questo; le riforme stanno a cuore anche a noi, stanno a cuore a lei, stanno a cuore a tutta la Sardegna. Facciamo un passo indietro un po' tutti e cogliamo quell'invito che l'onorevole Cugini aveva rivolto all'inizio del suo dibattito. Questo è l'aspetto più importante, altrimenti davvero le distanze diventeranno ancora più lunghe e noi stessi avremo difficoltà a offrire un apporto costruttivo.
PRESIDENTE. Invito i colleghi che hanno pronunciato la dichiarazione di astensione a non votare, perché nell'altra votazione ci sono stati dei colleghi che hanno votato.
(Interruzioni)
Non ho fatto nomi. Ho detto soltanto che d'ora in poi chi si astiene, perché si può commettere anche un errore, non deve votare.
CAPPAI (U.D.C.). Come fa a saperlo?
PRESIDENTE. Perché risulta chi ha votato, e lei lo sa, onorevole Questore; aiuti il Presidente a guidare l'Aula.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazzione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della terza parte dell'ordine del giorno, coincidente col punto 3 del dispositivo.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 58
votanti 55
astenuti 3
maggioranza 28
favorevoli 42
contrari 13
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Petrini - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Vargiu.)
Passiamo al punto 4. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto di astensione sul punto numero 4 e ne approfitto, come sempre, per provare a ragionare con qualche spirito libero - se c'è nella maggioranza - che mi offra le spiegazioni alle domande rimaste ancora inevase in quest'Aula.
Inizio ringraziando il collega Maninchedda che ha ritenuto di spendere qualche minuto di tempo per raccogliere l'invito al ragionamento. Collega Maninchedda, io sono partito da una riflessione che è comune tra me e lei, e credo di avere lo stesso interesse che ha lei affinché questo Consiglio regionale presso i sardi dia la sensazione di essere un Consiglio regionale operativo, un Consiglio regionale che approva leggi, possibilmente buone, che vadano verso la soluzione dei problemi della Sardegna. Queste leggi, come responsabilità e iniziativa, sono affidate a voi che siete la maggioranza, io come esponente della minoranza ho il compito di sindacarle e anche di integrarle e migliorarle. Le chiedevo, pertanto, se il ricorso alla procedura d'urgenza prevista dai collegati sia giustificata dal fatto che questa minoranza abbia dato in qualche circostanza l'idea di voler rallentare ad arte i procedimenti legislativi portati in quest'Aula dalla maggioranza, di impedire l'approvazione di buone leggi per la Sardegna e quindi si sia resa in qualche modo colpevole del misfatto di non aver consentito l'approvazione di leggi. Se questo non è, perché fare leggi d'urgenza?
Collega Maninchedda, noi andremo ad approvare in dieci giorni otto leggi, in una di queste leggi, quella che riguarda la riforma dei servizi sanitari, ho contato 21 deleghe alla Giunta. La prego di contarle, può darsi che abbia sbagliato, ecceda di uno o difetti di uno; lei stesso ha posto il problema dell'eccesso di delega negli scorsi interventi. Allora va bene approvare in 36 ore di orologio un argomento ed una riforma importante come quella della legge numero 5 del 1995 sulla sanità e del recepimento della "229"? Va bene?
Cioè il meccanismo di legiferazione ordinaria, quello che passa per il contingentamento dei tempi, per la programmazione mensile e bimestrale, cosa ci avrebbe impedito in questo caso? Voi elencate otto priorità, facciamo quelle otto leggi. Anzi, le devo dire che il Regolamento affida anche alla minoranza la possibilità di inserire all'interno dell'ordine del giorno degli argomenti, quindi con l'inserimento degli otto disegni di legge la minoranza verrebbe anche espropriata dal poter inserire argomenti di iniziativa di consiglieri di minoranza. Oltre ad uno schiaffo al Consiglio c'è anche uno schiaffo al ruolo della minoranza nel Consiglio. Bisogna sempre stare attenti a questo quando si è in maggioranza e quando si è in minoranza. Questi ragionamenti che lei sente soltanto in questi mesi, onorevole Maninchedda, io li ho svolti anche quando ero in maggioranza, ed è per quello che non mi vergogno di proporli adesso in quest'Aula.
E le chiedo ancora: rispetto alle finanziarie che abbiamo criticato, le finanziarie pot pourri, quelle dove ci stava dentro tutto e che duravano tre mesi, questa mezza finanziaria più mezza finanziaria che stiamo approvando adesso, cioè questa vecchia finanziaria di cinque anni fa divisa in due, che differenze presenta? Me lo spieghi! In quaranta giorni abbiamo approvato le norme finanziarie, negli altri quaranta giorni approviamo lo zibaldone, che poi caricherà sulla groppa dei sardi, perché ci saranno sicuramente dei problemi di interpretazione, dei problemi, a parte quelli di eccesso di delega, che renderanno difficile l'inserimemto di questo tipo di legislazione in maniera coerente nel corpus giuridico complessivo della Regione Sardegna.
Io vorrei che un collega della maggioranza si alzasse e mi dicesse: "Non condivido queste argomentazioni" e mi spiegasse la motivazione per cui non le condivide. Colleghi, io rinuncerei in quel momento a tenervi per altri venti minuti in Aula; se mi convincete smetto di pronunciare dichiarazioni di voto, ce ne andiamo a casa, torniamo tutti dalle nostre famiglie!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, siccome conosco le persone, vorrei togliere dalla testa di qualcuno l'idea di poter utilizzare gli interventi pronunciati dai componenti del Gruppo dei Riformatori, come esempio classico di come un Consiglio regionale non lavora o non vuole far lavorare. Presidente Soru, non è così! Noi stiamo utilizzando questi momenti di dibattito per dire alla maggioranza (non accuso lei, accuso la maggioranza che la sostiene) e all'opinione pubblica che in questo modo ci si sta imponendo di approvare leggi migliori e attente a dare risposte positive al popolo sardo. Non si fraintenda. Noi vogliamo far partecipare la gente alle decisioni, ad iniziare da questo Consiglio regionale, ma ci troviamo di fronte ad una maggioranza assente, ad una maggioranza che si nasconde dietro i numeri, ad maggioranza che non può neanche più rappresentare quello che ha rappresentato nella raccolta dei voti elettorali.
Certo che staremo molto bene attenti a toccare - mi si passi il termine - San Renato Soru da Sanluri, perché noi non lo attaccheremo, come pensava qualcuno. State sbagliando! Noi, nella campagna elettorale, non andremo a toccare Renato Soru, accuseremo invece una maggioranza che non è capace di offrire risposte alle attenzioni che su di essa ha rivolto una parte consistente del popolo sardo. E vi ricordo che voi siete diversi partiti, quindi sensibilità diverse di cittadini diversi che hanno dato il loro suffragio a questa maggioranza proprio in virtù di una diversificazione di esperienze e di volontà di rappresentazione dei propri interessi e delle proprie esigenze. Se questo non si verifica in democrazia, e voi oggi qui ne siete la testimonianza, vuol significare che avete abdicato al vostro ruolo, voi come maggioranza, non il presidente Soru che probabilmente giustamente chiedeva una semplice via preferenziale nell'esame dei propri disegni di legge.
Del resto io stesso ho sollevato il problema quando si parlava di modificare il Regolamento, proponendo che venisse offerta alla Giunta la possibilità di individuare una corsia preferenziale per le proposte più urgenti. L'avevo proposto e non fu accettato. Oggi, invece, attraverso un ordine del giorno, volete inserire in un'unica sessione una miriade di argomenti che invece andrebbero approfonditi separatamente perché possono offirire risposte serie serie alla gente. Allora non è colpa dell'opposizione, non è colpa di chi si ostina a intervenire in un dibattito che vede muta, sorda, la controparte, se si corre il rischio che, a poco a poco, si perda anche la dignità di essere rappresentanti del popolo sardo. Ci stiamo incamminando in questa strada.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, nell'annunciare il mio voto di astensione voglio esprimere qualche considerazione, pur senza il calore, la passione, la grinta che ha caratterizzato l'intervento del collega Dedoni. Certo, lui ha la fortuna di arrivare da una terra ricca di queste passioni, il Comune di Masullas, che aveva tra i suoi abitanti un predicatore famoso dal quale, sicuramente, qualche dote avrà ereditato. Ci rendiamo comunque conto che questo viottolo, questa scorciatoia che voi avete pensato di dover percorrere, la dovremo percorrere scontando un affollamento inusuale.
Le due Commissioni, la Commissione bilancio e le altre Commissioni che costituiranno occasionalmente la Commissione congiunta, saranno composte da 40 o 45 consiglieri. E' già difficile di lavorare in una grossa Commissione, ma in una Commissione congiunta, che registra metà Consiglio regionale tra i suoi compentnti, pensate veramente si possa impostare un lavoro organico? Ma davvero ritenete che tutto ciò possa facilitare il percorso che voi avete stabilito?
Io credo che ci dobbiamo porre anche questi piccoli problemi tecnici. Il problema di avere il numero legale nelle Commissioni congiunte, diventerà davvero una tragedia! L'ha già annunciato il collega Capelli, ma comunque è una previsione facile da farsi. Io credo che il tempo che voi pensate di recuperare non potrà essere assolutamente recuperato. Non solo: mancherà la serenità per lavorare con tempi così stretti, con tempi così contingentati. Chi ama il dibattito e il confronto democratico, intervenga quindi in quest'Aula.
Il "silenzio assordante" del consigliere Uras, ad esempio - lui che è capace di calorose affermazioni - credo non ci aiuti in questo momento. Noi pensiamo che sia utile davvero, che ci sia l'apporto costruttivo di tutti e che si prenda in considerazione la difficoltà obiettiva che questa Commissione congiunta incontrerà nel produrre il risultato che voi stessi auspicate. Ritiriamo o adattiamo l'ordine del giorno; inseriamo soltanto i disegni di legge riferibili davvero alla manovra finanziaria e restituiamo al Consiglio quel percorso ordinario che è anche, così come si è visto, quello più produttivo. Compiremo così un atto di giustizia non solo nei confronti del Regolamento, delle leggi che sono state richiamate, ma anche nei confronti di quell'obiettivo finale di approvare leggi il più possibile ponderate e rispondenti ai bisogni dei cittadini.
Le cose fatte in fretta non ci aiutano. Le cose fatte in fretta, si sa, sortiscono dei risultati dei quali poi ci si pente. Occorre maggiore funzionalità nel percorso, occorre semplificazione nella procedura. Noi attendiamo una risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo soprattutto per rispondere agli amici e colleghi del Gruppo dei Riformatori le cui frequentazioni con Cogodi nell'ultima legislatura hanno evidentemente prodotto qualche effetto positivo; soprattutto una particolare attenzione per le vicende che riguardano i temi della democrazia ed il funzionamento delle istituzioni. E' una loro caratteristica.
Però mi pare che in questa circostanza ci sia una drammatizzazione del problema; anzi, il problema francamente non lo vedo. Mi sono letto e riletto il Regolamento, e, tra l'altro, ho contribuito anche alla sua ultima stesura. Se avessimo voluto accelerare molto i tempi avremmo utilizzato meglio, per esempio, i lavori in Commissione, nel senso che avremmo stabilito che la Commissione o alcune Commissioni avrebbero potuto lavorare in sede redigente anziché con il sistema ordinario. Se avessimo voluto introdurre con forza, con violenza (ma questa non è la sede, né noi siamo soggetti che possono in qualche misura accreditarsi questa funzione) l'approvazione di norme capestro su alcune materie, l'avremmo potuto fare introducendo due o tre articoli in una leggina da far passare in una delle Commissioni di merito in cui siamo più attrezzati dal punto di vista delle competenze e dei numeri.
Non abbiamo fatto questo. Abbiamo utilizzato un Regolamento che è stato utilizzato più volte; tra l'altro gli articoli in questione sono collegati ad una parte del Regolamento che non è stata modificata, ed i termini - voi me lo insegnate - non sono termini perentori, cioè non arriva la mannaia a tagliare la testa a chi non avesse il ventunesimo giorno compiuto integralmente il lavoro. Sono termini ordinatori e pertanto hanno una funzione di monito. Il termine cioè è un invito forte alla responsabilità dei consiglieri ad operare entro tempi stabiliti, quei tempi che sono funzionali alla realizzazione dell'obiettivo.
Io credo che i colleghi Riformatori abbiano assunto oggi un ruolo di responsabilità, anche nella discussione, che gli va riconosciuto. Ma il messaggio che è arrivato, è che qua ci sono soggetti che hanno in mente di togliere la libertà o di svuotare di funzioni il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della quarta parte dell'ordine del giorno coincidente col punto 4 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 49
astenuti 3
maggioranza 25
favorevoli 40
contrari 9
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Vargiu.)
Passiamo al punto 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà. Però, se si continua così, sarò costretto a contingentare i tempi.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, mi dirà il Presidente in base a quale articolo del Regolamento e io accetterò ovviamente il contingentamento che lei propone.
Devo dire, Presidente, che non c'è da parte mia alcuna volontà di sprecare del tempo, anzi io ho la speranza che il tempo che stiamo utilizzando in quest'ultimo scampolo di una sera di venerdì comunque dedicata al lavoro, possa farcene risparmiare altrettanto nel proseguo. Non è abitudine dei Riformatori intervenire ripetutamente su un argomento senza portare argomentazioni.
Ringrazio dell'intervento il collega Uras, dalle cui idee sicuramente ci separano da mille miglia, ma col quale condividiamo il gusto della garanzia e dello stato di diritto, e quindi del garantismo che, per certi versi, produce dei riverberi pur nella distanza delle posizioni politiche. Nel suo intervento il collega Uras ha affermato: I termini del Regolamento non sono termini perentori, sono termini ordinatori, quindi, vogliono semplicemente significare che la maggioranza e la Giunta si danno delle priorità, le elencano e quindi, quelle sono le priorità all'attenzione di tutti.
Ma, collega Uras, noi abbiamo riformato il Regolamento proprio per evitare che fosse un sorta di Regolamento posticcio e inutile alle esigenze del Consiglio, come tante volte era stato. Del resto sono stati già ricordati i venti collegati della vecchia maggioranza, ed è stato ricordato il contesto assolutamente differente da questo che non ha consentito neanche a un collegato di andare in Aula, ma neanche le manovre finanziarie venivano esaurite in 37 giorni! Non è mai successo!
Quindi il precedente Regolamento era un Regolamento che rischiava di essere imbelle. La minoranza allora aveva convenuto con la maggioranza sulla necessità di dare operatività al Consiglio, di dotare il Consiglio di un Regolamento efficace, efficiente, in grado di permettere alla maggioranza di approvare le leggi. Questo è un diritto della maggioranza. Ma c'è un percorso ordinario che è quello che ha menzionato lei: è quello della programmazione mensile, della programmazione bimestrale con la possibilità del contingentamento dei tempi.
E' possibile, quindi (prendiamo il primo dei disegni di legge che voi proponete, quello sull'agricoltura) stabilire che un disegno di legge passi all'esame dell'Aula il lunedì e venga approvato il giovedì, perché si conviene che quattro giorni sono sufficienti per un esame approfondito di quel disegno di legge. In questo modo avreste potuto approvare tutte le leggi che desideravate e noi avremmo potuto discuterle fino in fondo con voi! Non capisco quindi il ricorso ad uno strumento straordinario.
E' un meccanismo di campagna elettorale, per cui volete rimanere in Aula durante il periodo della campagna elettorale a litigare sulle cose che voi proporrete e che noi in qualche maniera cercheremo di modificare, di cambiare, di controbattere? Oppure è un meccanismo per conculcare il dibattito dentro la vostra maggioranza, nel senso che dite: "Siccome è impossibile trovare un accordo tra di noi, allora fissiamo un limite di 36 ore per l'esame in Aula di ogni disegno di legge. In 36 ore chi si è visto si è visto! Tolte 12 ore per dormire in 24 ore si approvano".
Sono queste le preoccupazioni che noi stiamo esponendo. Ci sono deleghe a bizzeffe! Le discutiamo in 36 ore? Ce le illustrerà il consigliere Paolo Maninchedda e noi decideremo sulla fiducia? Noi vi stiamo ponendo questo problema e ve lo stiamo ponendo in una maniera veramente, assolutamente non rituale, in nessuno modo ostruzionistica, in nessun modo oltraggiosa delle vostre competenze e dei vostri diritti.
Poi, insomma, io mi rendo conto che non intendete dare risposte, perché quelle che avete dato per il momento non sono risposte, sono semplicemente dei tentativi di maldestra giustificazione. Io non ho problemi; se voi lo ritenete, lo chiedete, come gesto di cortesia istituzionale, io, non ho problemi a non intervenire più! Ma il problema è un macigno che resta qui, ed è evidente che i comportamenti conseguenti nei prossimi giorni, nei prossimi mesi saranno legati a questo macigno che voi state mettendo in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, volevo iniziare il mio intervento con il dire che quando poco fa lei, Presidente, ha affermato che avrebbe contingentato il tempo, io che non ho utilizzato a pieno mai il tempo a disposizione, mi sono sentito toccato. Perché quando si affida alla Presidenza, come abbiamo fatto noi in buona fede, considerate anche le modifiche apportate al Regolamento interno, la possibilità di decidere, nell'interesse complessivo dell'Aula, un Presidente non si stizzisce per un comportamento irrituale di una parte del Consiglio regionale, solo perché vuole ricordare quali sono le incombenze e quali sono gli aspetti che devono caratterizzare un dibattito politico a più voci nell'ambito del Consiglio regionale.
A proposito di innovazione del Regolamento, voglio ricordare che l'articolo 33 prevede la Commissione in sede redigente. Commissione introdotta anche per agevolare il percorso normativo. Allora se così è, e chiaro che non c'è la volontà di soffocare qualunque iniziativa della maggioranza, ed ancor meno dell'Esecutivo, considerato che l'Esecutivo probabilmente vive sulla sua pelle, in termini anche più puntuali, le necessità e le urgenze che si riverberano nel lavoro amministrativo; noi comprendiamo tutto ciò e crediamo che il Consiglio non debba farsi scudo di una sua prerogativa per non concedere una corsia preferenziale a una richiesta dell'Esecutivo! Ma, attenzione a voler comprimere, come adesso si vuole comprimere, un dibattito.
Non è vero, onorevole Uras, che quello previsto dal Regolamento è un termine ordinatorio. Del resto io vi devo ricordare che nessuno, nessuno nella minoranza si è alzato in piedi - a iniziare dall'onorevole Oppi che è assente ma lo cito - per chiedere all'Aula di non applicare i termini del nuovo Regolamento per ciò che riguarda l'esame della finanziaria. Perché con un patto tra le parti, tra maggioranza e opposizione si stabilì che anche se si fosse svolto dopo il primo gennaio, il dibattito sulla finanziaria sarebbe stato escluso dall'applicazione del nuovo Regolamento.
Ma nessuno in quest'Aula della minoranza e dell'opposizione ha chiesto questa applicazione, nessuno si è comportato in maniera difforme. E giustappunto, come ricordava qualche mio collega, le norme sono state quasi tutte approvate, fatta eccezione per una, all'unanimità. Per lo meno quelle più importanti, quelle più considerevoli nell'impatto sociale e nella possibilità di intersecare settori produttivi della nostra realtà isolana.
Ma, vivaddio, vogliamo vivere davvero tutto all'interno del palazzo o all'interno di una determinata linea preconfezionata, magari illuminata, come può essere quella che ci propone la maggioranza oggi? Io avrei qualche dubbio, perché dagli illuminati qualche volta bisogna guardarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo anch'io per annunciare il mio voto di astensione e lo faccio anche anticipando che questo è l'ultimo degli interventi che noi Riformatori pronunceremo questa sera. E' l'ultimo perché davvero constatiamo che non vi è capacità d'interlocuzione, che non vi è la possibilità concreta - al di là del messaggio che l'onorevole Uras dice che è stato percepito - di incidere su un problema che noi riteniamo vitale per la democrazia.
Però non posso non essere grato all'onorevole Uras, perché ci ha fornito elementi di ragionamento e di riflessione importanti. Lui ha parlato esattamente di accelerazione del tempo; e, paradossalmente, lo stesso Presidente del Consiglio ha parlato di contingentamento dei tempi. Questa variabile tempo quindi diventa il soggetto principale delle nostre argomentazioni. Una variabile che se è accelerata e se è compressa ci porta diritti nel campo relativistico, ed è quindi capace di incidere su altre variabili, in primo luogo sul concetto spazio.
L'accelerazione del tempo riduce lo spazio, e se riduce lo spazio torniamo a quel viottolo, Presidente, la strada diventa viottolo. Ecco dimostrata la teoria relativistica ancora una volta applicata a quest'Aula! Ma non solo, il dramma è un altro, il dramma è ancora dietro l'angolo perché l'accelerazione del tempo porta fatalmente al buco nero, dove la gravitazione diventa infinita e dove naturalmente noi non possiamo che avere dubbi sull'operatività di questo Consiglio.
Non possiamo davvero credere che questa irresponsabilità generale, che noi stiamo in questo momento percependo, possa portare a un dialogo inesistente tra opposizione e maggioranza; al di là dei concetti che adesso noi utilizziamo per banalizzare, però è una reale considerazione. E' amara, è per noi davvero disagevole constatare che non c'è possibilità di capire che il percorso che voi proponete è un percorso tortuoso, è un percorso difficile, è un percorso che non offre garanzie democratiche.
Qualcuno sosteneva che nessuno di noi vuole diminuire le regole democratiche, vuole minori garanzie. Io credo che anche se in buona fede ognuno di noi vuole queste garanzie, di fatto non le potrà avere perché la mancanza del tempo, la mancanza di spazi, ci costringeranno a procedere in maniera frettolosa; e noi riformatori siamo certi che questa non è una scelta razionale.
Abbiamo ancora qualche secondo di tempo per ribadire che qualcosa può essere modificata. Presidente non lasci solo Uras a interloquire con noi, lo dica lei, presidente Soru, che forse qualche modifica può essere approvata in questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della quinta parte dell'ordine del giorno coincidente col punto 5 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 48
astenuti 4
maggioranza 25
favorevoli 39
contrari 9
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Pisano - Vargiu.)
Passiamo al punto numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, pur dichiarando per necessità l'astensione, volevo sottolineare l'opportunità che le norme del Regolamento sulla modalità con cui si individuano i disegni di legge collegati alla finanziaria, vadano lette in stretta connessione con la legge di contabilità.
La legge regionale di contabilità prevede che entro il 30 settembre debbano essere presentati tutti i documenti che compongono la manovra finanziaria, tra cui i disegni di legge collegati con l'attuale ordine del giorno, invece, l'Aula individua quali disegni di legge siano effettivamente da collegare, da sottoporre alla nuova procedura che è stata introdotta con l'ultimo Regolamento, quindi alla possibilità di contingentare i tempi e di fissare dei termini stretti con conseguente collasso dell'attività dell'Aula.
Per questo motivo le norme vanno lette così come ho suggerito, e credo che una corretta interpretazione del Regolamento riguardo alla legge di contabilità avrebbe dovuto suggerire alla Presidenza di assicurare una posizione diversa. Credo che in questo stia la forzatura politica e giuridica che la Giunta sta utilizzando per porre fretta ad affrontare disegni di legge che non hanno nulla a che vedere con la manovra finanziaria ma che, evidentemente, hanno un'importanza politica per tantissimi motivi, che però discuteremo.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della sesta parte dell'ordine del giorno coincidente col punto 6 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 52
nulli 1
maggioranza 27
favorevoli 40
contrari 11
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Pisano - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras - Vargiu.)
Passiamo al punto 7.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, volevo ricordare ai colleghi Consiglieri che il bilancio coniuga l'innovazione e l'equità fiscale. Questa frase non è mia ma è una dichiarazione che il Presidente della Regione Sardegna ha rilasciato ai giornalisti sardi e di tutto il mondo nel presentare la nuova manovra finanziaria; abbiamo visto la qualità della stessa e non ci torniamo.
Per quanto riguarda questa equità fiscale, da quando è rimbalzata la balzana idea di tassare imbarcazioni, aeromobili e seconde case, e tutto il mondo trepidante aspetta di conoscere il gettito erariale che gratificherà le casse sarde! Questo mi preoccuperò di chiederlo entro il 31 dicembre del 2006.
Però da un'indagine frettolosa effettuata da chi, come me, non è uomo avvezzo a frequentare salotti dell'alta finanza (e non sono un abile uomo d'affari quasi libanese come il Presidente della Regione) risultano esserci in Italia un migliaio di questi piccoli aerei privati (le compagnie aeree che trasportano il pubblico non sono soggetti a questa imposta) ed altrettante imbarcazioni. Allora la domanda è: perché ricorrere sempre a questo impatto gratificante ma mediatico e non entrare strutturalmente nei problemi?
Ecco perché queste fughe in avanti, queste proposte che non sono dettate dal nuovo che avanza ma purtroppo dagli avanzi della vecchia politica. E se le mie mucose olfattive non sono inquinate dalla stanchezza quotidiana e hanno mantenuto la loro sensibilità, dico veramente che c'è da preoccuparsi! E nella competente commissione si deve avere il coraggio di rimuovere tutto ciò che sa di demagogia. Perché quando parliamo di entrate, noi che abbiamo presentato, credendo di offrire un contributo, una proposta di legge puntualmente disattesa, poi siamo costretti ad ascoltare la profonda e sonora risata di tutto questo mondo che aspetta i risultati economici, le gratificazioni derivanti da questa iniziativa.
Qualche perplessità sul modo di interpretare la politica e sulla prospettiva politica della Giunta e di chi la capeggia pertanto ce l'abbiamo. Per questo dichiaro l'astensione, così come hanno fatto i colleghi, sulla parte dell'ordine del giorno relativo al disegno di legge numero 216 e aspetterò, oltre che il 31 dicembre 2006 per vedere questi bruscolini che cadranno nelle casse regionali, anche una legge che possa segnare finalmente, dal punto di vista sardista, un primo passo verso un'autonomia impositiva, perché questa si conquista con la serietà, con proposte organiche strutturali e non, ripeto, con le sparate mediatiche che possono offrire solo una certa soddisfazione momentanea. Alla lunga, infatti, quando non arriveranno i risultati, anche i colleghi gioiosi che si stringono attorno facendo i falangisti alla difesa dell'indifendibile, saranno costretti a giustificarsi con gli elettori.
Questa è la penultima finanziaria, se avremo l'accortezza e la sensibilità per preparare la legge elettorale; accingiamoci allora a celebrare l'ultima finanziaria, che sarà quella del 2007, con proposte serie, con maggiore riflessione, perché su questa Sardegna non ricada veramente l'amarezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, essendo entrato in possesso del testo della legge numero 11 del 1983, vorrei soffermarmi a leggere il comma 3 dell'Articolo 10: "L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio propone all'approvazione della Giunta regionale il disegno di legge finanziaria, il disegno di legge del bilancio annuale e pluriennale, nonché le note di programma. Propone altresì, verificatane la compatibilità finanziaria e la coerenza programmatica, i disegni di legge collegati alla manovra economico-finanziaria predisposti ad iniziativa degli assessori competenti per materia".
Comma 5: "i disegni di legge di cui al comma 3 sono trasmessi al Consiglio regionale per l'approvazione entro il 30 settembre dell'anno precedente all'esercizio finanziario cui gli stessi si riferiscono". Quindi lo status di legge collegata è attribuito dalla legge di contabilità e non dal Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, l'onorevole Artizzu si astiene. Invito i colleghi che pronunciano le dichiarazioni di astensione a non votare.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della settima parte dell'ordine del giorno, coincidente con il punto 7 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 43
contrari 13
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Pisano - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'ottava parte dell'ordine del giorno, coincidente con il punto 8 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 42
contrari 14
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Pisano - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras - Vargiu.)
Votazione ed approvazione della manovra economico-finanziaria 2006-2008
PRESIDENTE. Passiamo adesso alla votazione della manovra finanziaria.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Non allarmatevi perché sarò veramente di una brevità quasi spaventosa. Penso che sia assolutamente inutile continuare a ripetere quali aspetti sono piaciuti e quali meno nella finanziaria o nel bilancio. Però vorrei evidenziarne soltanto uno (e mi dispiace, recito il mea culpa questa mattina per non essere purtroppo arrivato puntualissimo) un aspetto che tengo particolarmente a sottolineare.
Probabilmente la fretta - ed io spero che sia solo e esclusivamente la fretta - ha fatto passare un finanziamento che io continuo a definire scandaloso: quello all'associazione dei partigiani. Non sto a ripetere la motivazione perché penso di essere stato abbastanza chiaro nei giorni scorsi, però è assolutamente incredibile che questa Aula abbia offerto la possibilità, con quei centomila euro, di mettere nelle condizioni dei ragazzi adolescenti, ed esattamente delle scuole medie, di svolgere un tema... Purtroppo non trovo il foglio, perché volevo per la seconda volta leggere il titolo del tema a tutta l'Aula, ma il concetto era questo: il Governo di centrodestra avrebbe cancellato cento anni di storia con il sangue. Insomma, non ricordo purtroppo bene il titolo. Penso comunque che sia una iniziativa veramente scandalosa e della quale tutti quanti, me compreso, ci dobbiamo veramente vergognare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 199-S/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Calledda ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo -Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 43
contrari 7
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 200/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo -Petrini - Pisano - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 43
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Posso? Il titolo del tema era il seguente: "Il Governo di centrodestra ha ucciso la Costituzione nata dalla resistenza scritta con il sangue innocente di centomila morti per la libertà".
CALLEDDA (D.S.). Perché, è bugia?
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del programma numero 13.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo -Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 51
maggioranza 26
favorevoli 43
contrari 8
(Il Consiglio approva).
Io credo che sia mio dovere ringraziare tutto il Consiglio. Ringrazio comunque in modo particolare l'opposizione perché per la prima volta nella storia anche del nostro Consiglio, nei termini previsti dal Regolamento è stata approvata la manovra finanziaria.
Discussione e approvazione del Conto Consuntivo del Consiglio regionale - Esercizio Finanziario 2004
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del conto consuntivo del Consiglio per l'esercizio finanziario 2004. Relatore il questore Uras. Invito i consiglieri questori a prendere posto nei banchi della Giunta.
(I consiglieri questori Uras e Cappai prendono posto presso i banchi della Giunta.)
Ha facoltà di parlare il consigliere Uras, questore.
URAS (R.C.), Questore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del conto consuntivo del Consiglio.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Pisano - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 43
votanti 43
maggioranza 22
favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio.
Ha facoltà di parlare il consigliere Uras, questore.
URAS (R.C.), Questore. Solo alcune parole per dire che manteniamo sostanzialmente le cifre dell'anno precedente. Alcune voci hanno subito una riduzione, in modo particolare quella relativa alle indennità dei consiglieri regionali, così come previsto tra l'altro dalla legislazione vigente in materia finanziaria nazionale. Gli incrementi di spesa sono dovuti alle recenti assunzioni di personale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del bilancio interno del Consiglio.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Pisano - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 45
maggioranza 23
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 21 e 01.
Allegati seduta
CLXIX Seduta
(Antimeridiana)
Venerdi' 17 Febbraio 2006
Presidenza del Vicepresidente Paolo Fadda
indi
della Vicepresidente Lombardo
indi
del Vicepresidente Paolo Fadda
INDICE
La seduta è aperta alle ore 9 e 31.
ORRU', Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 14 febbraio 2006 (163), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Licandro e Pacifico hanno chiesto congedo per la giornata del 17 febbraio 2006.
Poiché non ci sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 23.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, propongo di considerare l'emendamento numero 23 assorbito dall'emendamento numero 51, con l'importo previsto dalla Giunta.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51 con l'importo di 25 milioni di euro. Onorevole Pisano è il suo emendamento. Accetta la proposta?
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo scusa, Presidente, lei mi stava chiedendo se intendevo rinunciare...
PRESIDENTE. No, no, se era d'accordo con la proposta del relatore.
PISANO (Riformatori Sardi). Sono d'accordo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 51 nel testo modificato dall'Assessore Pigliaru nella precedente seduta e cassando le parole "Per il reddito di cittadinanza". Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Presidente, io capisco la sua voglia di procedere speditamente, però sarebbe il caso di rallentare un po', e in ogni caso avere un minimo di rispetto per l'Assessore del bilancio, che non vedo in Aula e che ritengo invece sia doveroso che partecipi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2006-2007-2008 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 14
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della Tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella A. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella B. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella C. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella D. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della Tabella F.
(Segue lettura)
(E' approvata)
(E' approvato)
Sospendo la seduta per cinque minuti per consentire alla Commissione bilancio di esaminare gli emendamenti al disegno di legge numero 200.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 38, viene ripresa alle ore 10 e 09.)
PRESIDENTE. Ricordo che dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 200.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 200.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Oppi - Pisano - Rassu - Sanciu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 48
contrari 23
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno 2006, dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2:
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, ove occorra, a disporre con propri decreti l'istituzione nello stato di previsione dell'entrata di nuovi capitoli nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
TOTALE GENERALE DELLA SPESA
Art. 3
1. E' approvato in euro 9.499.928.000 in termini di competenza ed in euro 8.770.825.000 in termini di cassa, dal 1° gennaio al 31 dicembre, il totale della spesa della Regione per l'anno 2006.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
STATI DI PREVISIONE DELLA SPESA
Art. 4
1. Sono autorizzati gli impegni, le liquidazioni ed i pagamenti delle spese, secondo le leggi in vigore, per l'anno 2006, dal 1° gennaio al 31 dicembre, in conformità degli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge (tabelle da 01 a 13) entro i limiti dei rispettivi stanziamenti di competenza e di cassa in conformità di quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
ELENCHI
Art. 5
1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale n. 11 del 1983 sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 1983, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse e imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni e altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi e del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine, iscritti nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 7
1. Per gli effetti di cui al comma 1 dell'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 1983, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti e istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
BILANCIO ANNUALE
Art. 8
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 2006.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo di concerto con gli Assessori competenti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento, e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini dell'articolo 2, in conformità della specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato, dalla Unione europea o da altri enti, in applicazione di apposite norme.
2. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno 2005 con contestuale minore accertamento della relativa entrata.
3. Con lo stesso procedimento di cui al comma 1 è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
4. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione, ivi compresi quelli i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, agli interventi inclusi nella programmazione negoziata e agli accordi di programma approvati dalla Giunta regionale, attingendo dalle disponibilità del capitolo 03040 (UPB S03.008) e, ove occorra, anche mediante le modalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, ad apportare le variazioni di bilancio, anche mediante applicazione della procedura prevista dall'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, necessarie per l'attuazione delle ordinanze del Commissario governativo emesse a' termini del comma 1 dell'articolo 6 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 28 giugno 1995 e dell'articolo 8 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 14 dicembre 2004, n. 3387.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art. 11
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, ad integrare la dotazione del fondo di cassa di cui all'articolo 31 bis della legge regionale n. 11 del 1983 (UPB S03.003 - cap. 03013) in corrispondenza con l'accertamento di nuove entrate di cassa.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 12
1. Ai fini dell'attuazione dei programmi operativi e delle iniziative comunitarie inseriti nel quadro comunitario di sostegno per gli anni 2000-2006, nel rispetto delle disposizioni contenute nel regolamento comunitario n. 1260/1999 e dei vincoli imposti dall'Unione europea, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, variazioni compensative tra unità previsionali di base, fermo restando il piano finanziario approvato con decisione della Commissione europea, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 131. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso dell'Unione europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto da comunicare entro cinque giorni alla Giunta regionale e alla competente Commissione consiliare, le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976 attingendo, ove occorra, per il cofinanziamento regionale, al fondo di cui all'articolo 23 della legge regionale n. 11 del 1983 (UPB S03.002).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 141. Per gli obblighi derivanti dall'applicazione del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, relativi all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 11607 e 11608 (UPB E03.032), l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa 03160 e 03162 (UPB S03.043) e 12115 (UPB S12.030) anche mediante variazioni compensative tra gli stessi capitoli, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:
Art. 151. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, ove occorra, a disporre con propri decreti l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa relativi alla quota capitale e/o interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti dalla Regione, mediante variazioni compensative tra gli stessi, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 bis:
Art. 15 bis1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 19 febbraio 2005 (Codificazione, modalità e tempi per l'attuazione del SIOPE per le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano), l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto da inviarsi, per conoscenza, alla competente Commissione consiliare, provvede alle necessarie variazioni di bilancio nel rispetto dello stanziamento autorizzato dalla legge di bilancio.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
DISPOSIZIONI DIVERSE
Art. 16
1. Lo stanziamento di cui all'articolo 83 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, è trasferito, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, anche mediante l'applicazione delle procedure di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, ai vari capitoli esistenti o da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base individuate nel programma di spesa.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:
Art. 171. Al fine dell'attuazione del comma 3 dell'articolo 31 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, provvede all'iscrizione delle somme derivanti dai compensi corrisposti da terzi ai dirigenti dell'Amministrazione regionale in conto del capitolo 02071 (UPB S02.066) previo accertamento in conto del capitolo d'entrata 34010 (UPB E02.047).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 18
1. Al fine dell'attuazione dell'articolo 103 del contratto collettivo regionale di lavoro per gli anni 1998-2001, il direttore generale dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, sulla base della determinazione, emessa su conforme deliberazione della Giunta regionale, del direttore del servizio competente dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, a ripartire lo stanziamento dei fondi unici di cui ai capitoli 02072, 02072-01 (UPB S02.053) ai vari fondi per la retribuzione di rendimento e di posizione, attribuiti a ciascuna direzione generale.
2. Con le medesime procedure di cui al comma 1 si provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'utilizzo del fondo di cui al capitolo 02072-01 (UPB S02.053).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 191. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contrattuali in materia di fondi di cui agli articoli 102 e 102 bis del contratto collettivo regionale del lavoro 2002-2005, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, su proposta dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, ad apportare le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa individuate dalle citate disposizioni da destinare ai fondi medesimi.
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 10 del contratto collettivo regionale di lavoro del personale con qualifica dirigenziale biennio economico 2000-2001 e con le stesse modalità indicate nel comma 1, sono apportate le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa realizzate in conto delle risorse destinate alla copertura degli oneri assicurativi.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 201. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede a trasferire, dai corrispondenti capitoli, le somme relative alle spese di missione destinate all'attuazione di interventi, progetti, programmi cofinanziati dall'Unione europea, dallo Stato o da altri enti pubblici da imputarsi ai capitoli 02053 e 02054 (UPB S02.048).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:
Art. 211. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale n. 11 del 1983, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II, categoria 1, degli stati di previsione della spesa, nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, nonché del capitolo 08139 (UPB S08.028) dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a euro 260.000.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 221. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati, è autorizzato a disporre, con proprio decreto, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 32404, 32405 (UPB E01.078), 36203-01 (UPB E08.065) e 36203-02 (UPB E08.027) degli importi corrispondenti, o delle minori somme effettivamente occorrenti agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui al comma 3 dell'articolo 9 della medesima legge, al 31 dicembre 2005.
2. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati abbiano richiesto - a' termini rispettivamente del comma 6 dell'articolo 4 e del comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale n. 1 del 1975 - la riassegnazione degli importi degli interessi e delle economie realizzate e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 231. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere, previo accertamento in conto del capitolo di entrata 36211 (UPB E04.083), le somme derivanti dalla vendita delle riproduzioni della Carta tecnica regionale, in conto del capitolo 04198 (UPB S04.125) per essere utilizzate ai fini dell'aggiornamento della Carta medesima e della produzione di materiale cartografico.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:
Art. 24
1. Gli stanziamenti sussistenti in conto competenza e in conto residui sul capitolo 04048 (UPB S04.020) di cui all'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, sono trasferiti per quanto di competenza ai relativi capitoli delle UPB S04.077 (capitolo 04148), S04.086 (capitolo 04153), S04.094 (capitolo 04156), S04.079 (capitolo 04160), S04.027 (capitolo 04164), S04.029 (capitolo 04168); al trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:
Art. 251. Ai sensi del comma 3 dell'articolo 35 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata 36213 (UPB E04.076) l'iscrizione ai capitoli di spesa 04186, 04187 (UPB S04.111) e 04231 (UPB S04.112) delle somme relative ai rimborsi delle anticipazioni concesse a favore dei comuni per la redazione e l'attuazione dei piani di risanamento urbanistico.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26:
Art. 26
1. Ai fini dell'applicazione del decreto ministeriale 3 settembre 1998, n. 370, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata 35004 (UPB E05.020) l'iscrizione al capitolo di spesa 05061 (UPB S05.020) delle somme relative alla riscossione delle spese amministrative per le procedure di notifica e di sorveglianza delle spedizioni transfrontaliere.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27:
Art. 27
1. All'utilizzo degli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli 05056 (UPB S05.020) e 05062 (UPB S05.021) si provvede previo accertamento delle correlative entrate in conto del capitolo 11605 (UPB E05.013).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 281. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato a disporre, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata 36238 (UPB E06.077), l'iscrizione al capitolo 06322 (UPB S06.058) delle somme relative alla riscossione delle spese di partecipazione alle fiere agro-alimentari.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29:
Art. 29
1. Lo stanziamento di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, (UPB S06.030 - capitolo 06103), è trasferito ai competenti capitoli delle UPB S06.067, S06.074, S06.087, S06.081, sulla base dei fabbisogni di pagamento rappresentati dai rispettivi Servizi ripartimentali dell'agricoltura; al relativo trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, secondo le disposizioni previste dalla legge regionale n. 12 del 1976. Con le stesse modalità sono, altresì, autorizzate variazioni compensative tra le suddette unità previsionali di base.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 30.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30:
Art. 301. Ai fini dell'applicazione della lettera f) dell'articolo 13 della Legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126 (UPB E08.075), l'iscrizione al capitolo di spesa 08162 (UPB S08.079) delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per gli interventi di edilizia agevolata.
2. Gli oneri relativi al pagamento delle semestralità di contributo per gli interventi di edilizia rurale, attivati ai sensi dell'articolo 26 della Legge n. 457 del 1978, fanno carico allo stanziamento iscritto nel capitolo di spesa 08171 (UPB S08.080).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31:
Art. 31
1. Gli stanziamenti iscritti in conto del capitolo 08005 (UPB S08.005) possono essere utilizzati, oltre che per i compensi da corrispondere alle imprese esecutrici di opere immobiliari a diretto carico della Regione, per i maggiori oneri dovuti dagli enti delegati dall'Assessorato dei lavori pubblici per l'attuazione degli interventi nelle zone interne previsti dalla delibera del CIPE del 3 agosto 1998, relativi all'azione organica 6.3 - Interventi nelle zone interne.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32:
Art. 321. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere in conto del capitolo 08166 (UPB S08.079), previo accertamento in conto del capitolo di entrata 36126 (UPB E08.075), le somme derivanti da recuperi relativi ai contributi erogati per interventi di edilizia agevolata, ai fini della tenuta, manutenzione e informatizzazione dell'anagrafe dei beneficiari delle agevolazioni in materia di edilizia residenziale.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33:
Art. 33
1. Per le finalità previste dal comma 4 dell'articolo 164 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata 35013 (UPB E11.044), 35013-02 (UPB E11.050), 35013-01 (UPB E11.055), 35013-03 (UPB E11.060) l'iscrizione in conto dei capitoli di spesa 11347 (UPB S11.080), 11352 (UPB S11.085), 11357 (UPB S11.090) e 11362 (UPB S11.095) delle somme provenienti dalle sanzioni erogate a' termini dell'articolo 15 della Legge 25 giugno 1939, n. 1497.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 34:
Art. 34
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12113, 12116 e 12118 (UPB S12.030), ai capitoli esistenti ed a quelli da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, per l'applicazione della Legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con le stesse modalità indicate nel comma 1 ed in relazione alle quantificazioni definitive che sono accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale previsti dall'articolo 17 della Legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione degli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12113 e 12116 (UPB S12.030).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 35.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 35:
Art. 35
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa, ancora operanti, effettuate ai sensi del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno 1998, per l'utilizzazione degli stanziamenti relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla Legge 1° marzo 1986, n. 64, restano valide anche per l'anno 2006.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 36.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 36:
BILANCIO PLURIENNALE
Art. 36
1. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2006-2007-2008 nel testo allegato alla presente legge.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 37.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 37:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
BILANCIO PLURIENNALE
Art. 37
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2006-2007-2008.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 38.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 38:
ENTRATA IN VIGORE
Art. 38
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione delle entrate.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione delle entrate è stato presentato l'emendamento numero 34 della Giunta regionale.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 34:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stati di previsione delle entrate
Al fine del recepimento delle disposizioni di cui alla legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 concernente: "Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1998. Riordino delle funzioni socio-assistenziali". Nel bilancio regionale 2006-2008 sono introdotte le seguenti modifiche:
ENTRATA
Le UPB E12.053, E12.054, E12.055, E12.056, E12.057, E12.058, E12.059 e E12.060 sono attribuite alla Direzione Generale 02 - Servizio 05.
Le UPB E12.066, E12.067, E12.068 e E12.069 sono attribuite alla Direzione Generale 02 - Servizio 06.
In diminuzione
UPB E12.066
Assistenza sociale CASSA euro 16.000.000
2006 euro 16.000.000
(AS) 2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
UPB E12.069
Servizi socio assistenziali CASSA euro 1.808.000
2006 euro 1.808.000
(AS) 2007 euro.808.000
2008 euro 1.808.000
In aumento
UPB El2.054
Servizi socio assistenziali CASSA euro 1.808.000
2006 euro 1.808.000
(AS) 2007 euro 1.808.000
2008 euro 1.808.000
UPB E12.060
Servizi alle famiglie e anziani CASSA euro 16.000.000
2006 euro 16.000.000
(AS) 2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
Tabella 12 - SANITÀ
Direzione Generale 02 - Politiche Sociali
UPB SI 2.064 N.I. Tit. I 05.42
Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare PM
UPB SI2.065 N.I. Tit. I 01.04
Rendimento e posizione personale non dirigente PM
Le UPB SI 2.067, S12.068 e S12.069 sono attribuite alla Direzione Generale 02 - Servizio 05.
Le UPB S12.075, S12.076, S12.077, S12.078 e S12.079 sono attribuite alla Direzione Generale 02 -Servizio 06.
In diminuzione
UPB S12.068
Interventi in politiche sociali
2006 euro 1.280.000
2007 euro 580.000
2008 euro 580.000
UPB S12.076
Interventi in materia socio-assistenziale
CASSA euro 53.417.000
2006 euro 35.609.000
(FR) 2007 euro 28.609.000
2008 euro 28.609.000
2006 euro 17.808.000
(AS) 2007 euro 11.808.000
2008 euro 11.808.000
In aumento
UPB SI2.068
Interventi in politiche sociali
CASSA euro 53.417.000
2006 euro 35.609.000
(FR) 2007 euro 28.609.000
2008 euro 28.609.000
2006 euro 17.808.000
(AS) 2007 euro 11.808.000
2008 euro 11.808.000
UPB S12.076
Interventi in materia socio-assistenziale
2006 euro 1.280.000
2007 euro 580.000
2008 euro 580.000
L'UPB S12.078 è soppressa. (34)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per illustrare l'emendamento, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione gli stati di previsione delle entrate. Chi li approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame degli stati di previsione della spesa. Stato di previsione della Spesa 01.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 01 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Uras - Cappai
Stato di previsione della spesa 01
In diminuzione
UPB S01.020 Consiglio regionale
anno 2006 euro 2.500.000
In aumento
UPB S03.006 FNOL - parte corrente
anno 2006 euro 2.500.000
Per incrementare la voce 12 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (21)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione della spesa 01
Tabella 01 - PRESIDENZA
In aumento
UPB S01.038
Indennità e rimborsi ai componenti Comitati
2006 euro 12.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.050
2006 euro 12.000. (25).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Uras per illustrare l'emendamento numero 21.
URAS (R.C.). Signor Presidente, l'emendamento numero 21 riguarda una riduzione dello stato di previsione della spesa per il funzionamento del Consiglio regionale resasi possibile in virtù di una oculata gestione delle disponibilità finanziarie relative all'esercizio dell'anno precedente. Anche lo scorso anno, in ragione di un'equiparazione solo tecnica del dato della spesa prevista rispetto alle disponibilità, fu presentato un emendamento in aumento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io capisco non credo che sia prassi approvare una finanziaria in dieci minuti. Comunque questo è stato fatto, perciò niente da dire, ma chiedo quantomeno che venga rispettato il Regolamento. Ci sono degli emendamenti al bilancio e non è stata convocata la commissione per poterli esaminare. Chi esprime il parere finanziario e sulla base di che cosa? Perciò chiederei che gli emendamenti andassero in Commissione bilancio.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco la Commissione nella sala attigua. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 10 e 33.)
PRESIDENTE. Per un mero errore di questa Presidenza che ha accelerato troppo i lavori, sono stati presentati 30 emendamenti oltre i termini previsti dal Regolamento. Chiedo pertanto al Consiglio se, con accordo unanime, in via del tutto eccezionale, po.
Metto pertanto in votazione la proposta di ammissione alla discussione degli emendamenti. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Per permettere quindi alla Commissione di poter esaminare gli emendamenti sospendo la seduta per trenta minuti e convoco la Commissione nella sala attigua. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 35, viene ripresa alle ore 11 e 31.)
PRESIDENTE. Ricordo che allo stato di previsione della spesa 01 sono stati presentati due emendamenti. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, la discussione sul bilancio costituisce solo un completamento, in fondo, di un confronto politico che in questi giorni ha visto sulla finanziaria quest'Aula seriamente impegnata ad affrontare, tema dopo tema, materia dopo materia, le problematiche che costituiscono l'ossatura fondamentale della politica regionale.
Nella discussione sulla legge finanziaria è emerso molto chiaramente un concetto politico di fondo, e cioè che il problema fondamentale dell'azione di Governo che si manifesta...
(Interruzione)
Dicevo, lo stato di previsione della spesa della Presidenza offre lo spunto per un giudizio sintetico sulla conduzione dell'indirizzo politico di questa Regione. Noi abbiamo assistito ad una serie di prese di posizione durante l'esame della finanziaria del vertice dell'indirizzo politico regionale, che è definibile molto chiaramente, purtroppo negativamente, come una conduzione verticistica, centralizzata, che ritiene di indirizzare le scelte fondamentali nelle direzioni che da viale Trento si individuano come fondamentali e che però non vengono condivise.
Noi abbiamo assistito qui ad una non condivisione sostanziale anche da parte della maggioranza, al di là delle posizioni di facciata, al di là anche delle difese d'ufficio che alcuni colleghi hanno assunto, in certi casi anche in maniera imbarazzata. Crediamo davvero che la svolta che si impone allo sviluppo economico e sociale della Sardegna debba essere affrontata con una Regione che cammina come un corpo unito e non invece come un corpo in cui sembra funzionare e sembra voler correre soltanto la testa. Le scelte fondamentali di questa Regione sono scelte - per dichiarazioni dello stesso Presidente e di alcuni autorevoli esponenti dell'Esecutivo - che vanno verso la modernizzazione, l'innovazione, gli investimenti sulla innovazione e sulla conoscenza. Ma queste vengono effettuate con una presunzione di fondo, e cioè si presume che lanciando avanti la palla tutti poi possano e debbano essere costretti ad inseguirla e a costruire qualcosa.
Noi crediamo che questa sia una scelta politica metodologicamente, e poi quindi anche sostanzialmente, sbagliata. Non è soltanto puntando sull'innovazione delle infrastrutture o degli apparati della conoscenza, della formazione, che il sistema cresce. Non basta semplicemente far crescere la parte alta; il sistema cresce se tutto il corpo cresce. Non si può partire dal tetto, bisogna iniziare dalle fondamenta e costruire l'edificio progressivamente, lentamente, coinvolgendo la realtà umana, sociale, organizzativa, e permettendole di offrire i suoi contributi. Questo è l'errore fondamentale che noi denunciamo, accanto ad un altro, che è emerso anche nella discussione di ieri, quello cioè di credere di poter eludere la soluzione di problemi concreti.
Ieri parlavamo di trasporti, di continuità territoriale tra passeggeri e merci, abbiamo parlato di formazione, da quella più alta a quella rivolta alle categorie più svantaggiate, ma ugualmente importante per il corpo sociale. Non abbiamo bisogno infatti soltanto di laureati, che pure sono necessari, ma abbiamo bisogno anche di un sistema di istruzione e di formazione che faccia letteralmente crescere tutti, in particolare quelle parti della società che godono di minori opportunità se abbandonate a sé stesse. E' su questo che sta mancando la politica regionale, è su questo che sta mancando l'indirizzo politico governativo della Regione Sardegna.
Noi assistiamo a questa deriva inutile, propagandistica per alcuni aspetti (ma la propaganda la vedremo sul collegato, e lì avremo modo di discutere) e oltre che propagandistica ancorata su una rivendicazione altrettanto inutile. Si continua, cioè, a fare leva sulla passata gestione, sugli errori del passato, sull'eredità pesante che ha - si dice - ricevuto questa Giunta e questa maggioranza. Un'eredità su cui si potrebbe discutere molto, un'eredità alla quale hanno contribuito sia i partiti dell'allora maggioranza sia i partiti dell'opposizione di allora e della maggioranza di oggi, un'eredità che comunque non può essere il pretesto per non affrontare e per non dar conto ai sardi e a quest'Aula delle scelte fondamentali e dei motivi per cui i problemi più impellenti (da quello dei trasporti, di cui abbiamo parlato ieri, a quello dei servizi sociali o dei servizi in genere, per arrivare alla politica delle attività produttive) non vengono risolti.
Abbiamo parlato a lungo di agricoltura, mentre non abbiamo parlato molto di industria, di artigianato e di commercio. Proprio in questi settori produttivi si sono verificate delle emergenze che sono state rappresentate anche nella tribuna di quest'Aula, ma soprattutto, molto più rumorosamente e drammaticamente, nelle strade, nelle piazze, anche sotto questo palazzo. Di fronte a questi problemi noi constatiamo che la Giunta non c'è. La Giunta non c'è accanto ai problemi, non c'è a fianco della società; non solo non ricerca un confronto, ma non è disponibile ad accoglierlo.
E' impressionante l'elenco numeroso di questioni che vengono sistematicamente portate all'attenzione dei Gruppi consiliari da parte delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Tutte partono da una premessa comune, quasi un ritornello: non si concerta, non c'è accordo, non c'è un confronto neanche preliminare con questo Governo sulle questioni. Si arriva addirittura a non concertare neanche un programma di esodi incentivati, un'operazione che è nella tecnica, è nella prassi delle relazioni industriali, delle relazioni sindacali da anni, grazie a un movimento sindacale e a un movimento politico che ha sempre considerato una conquista quella del confronto e della concertazione.
La premessa di fondo di ogni problematica, di ogni incontro, di ogni audizione è la ricerca di un confronto con le rappresentanze consiliari dei diversi partiti di maggioranza e di opposizione anche perché con la Giunta questo confronto è inesistente. Il sindacato ha addirittura scritto che la concertazione ormai è stata derubricata dall'agenda del Governo regionale. Questa è una cosa preoccupante e crediamo che la responsabilità sia ormai non solo della Presidenza della Giunta, di cui discutiamo lo stato di previsione, ma sia ormai una responsabilità che si estende giorno dopo giorno ai partiti della maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Matteo. Ne ha facoltà.
SANNA MATTEO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, una proposta di bilancio va esaminata senza pregiudizi per cercare di capire quali siano le linee giuda e l'idea concreta di Sardegna, e se alle visioni e ai sogni del 2004 il presidente Soru, soprattutto, e la sua Giunta, abbiano dato gambe per camminare. E chi si accinge a governare, come tutti sappiamo, ha normalmente bisogno di almeno un anno di tempo. Un anno di governo è utile per capire; occorre avere dimestichezza con gli apparati amministrativi e con le norme dell'elenfantiaca organizzazione amministrativa della Regione. Occorre, quindi, mediare e unire interessi. Insomma, un anno di tempo è un tempo congruo ed è soprattutto congruo per quei cittadini che vogliono vedere i risultati dell'opera di un Presidente che vuole essere rivoluzionario. Ho detto bene: rivoluzionario. Il presidente Soru ha sedotto con un sogno e ha promesso cambiamento e novità con un messaggio semplice: cari sardi ci penso io, con me l'Isola vivrà un nuovo rinascimento.
Un cittadino normale aspetta, sa che i problemi sono difficili da risolvere, la classe imprenditoriale aspetta, cerca di intuire quali linee questa maggioranza e questa Giunta metterà in pratica, vuole capire come si opererà per produrre ricchezza, creare posti di lavoro, concorrere nel mercato globale. Ci si attende che una Regione che presenta molti deficit, come la nostra, ponga in essere politiche pubbliche adeguate. Però il tempo scorre, scorre e uno dopo l'altro passano quasi due anni.
Mettiamo in fila i giorni, sono tanti, sono così tanti che il centrosinistra non può più accampare scuse, perché i problemi non sono stati risolti, cari colleghi, anzi si sono aggravati. La Sardegna cresce poco, il divario con il resto d'Italia è pressoché immutato, vi è una stagnazione economica e produttiva preoccupante e aumentano i poveri, come anche la collega Caligaris e i vari colleghi di Rifondazione che si sono avvicendati nei loro interventi ieri evidenziavano. Aumentano i poveri in maniera drammatica, sono circa 300 mila, un numero troppo elevato perché il problema non si ponga.
E' un'emergenza, è un campanello d'allarme che la classe politica di governo sottovaluta. Ci sarà pure un motivo, e mi sono dato una risposta, per così dire antropologica: chi governa oggi la Sardegna, chi consiglia oggi il nostro Presidente ha orrore della povertà, proprio perché ne è distante mille miglia. I poveri sono un intralcio, vanno tenuti nascosti. Sui poveri, sul disagio sociale non c'è niente, non c'è alcuna politica soddisfacente. Vi è poi qualcuno che sussurra a bassa voce che le politiche di questa Giunta e del Presidente sono politiche di destra. Non è così, cari signori, c'è nel bagaglio della destra, della destra politica, il rispetto del sociale e il rispetto per il bisogno, quello che a voi manca, quello che voi avete perduto insieme a tanti valori di base, una deriva che porta solo alla gestione e nient'altro.
Dunque, un bilancio 2006 senza anima, senza un'idea. Il consenso si fonda sul diritto di decidere, ma questa Giunta non ascolta nessuno, decide e basta, e decidendo compie errori clamorosi. Una Giunta di centrodestra che avesse goduto dei numeri di cui il centrosinistra può contare dentro quest'Aula avrebbe puntato tutto sull'impresa, affrontato la povertà e organizzato i finanziamenti sulle leggi di incentivazione, questa è la nostra idea di governo.
Mi chiedo allora: quando i sindacati scenderanno veramente in piazza? Nonostante i proclami non si vede ancora un'iniziativa decisa. Perché? Perché forse siamo a ridosso delle elezioni politiche? Eppure non mancano gli argomenti, a cominciare dall'industria. In questo settore, figlio della miopia del passato, rischiano il posto migliaia di sardi. Nella finanziaria non si intravedono risposte. Certo, non è semplice affrontare problemi che si spingono e che ci spingono a combattere in un mercato globale, ma non si inizia nemmeno. L'ossessione della programmazione è invece quella di tagliare: tagliare come punizione, tagliare contro gli imprenditori, contro la formazione professionale, contro la cultura, contro il turismo, in un'escalation senza fine.
Se è vero che i fondi pubblici dovevano essere spesi meglio e con maggiore oculatezza, è altrettanto vero che non intuiamo scelte strategiche. Prendiamo il turismo: oltre a voler imbalsamare il territorio, qual è la prospettiva per i nostri territori? Si vuole che la BIT di quest'anno registri il fallimento dell'anno scorso? E poi (lo dico prima di tutto da cittadino sardo e quindi da uomo del territorio) questa Giunta ha un'ossessione continua per la Gallura, come se avesse un problema personale con la Gallura e con la Costa Smeralda e con ciò che rappresenta nel territorio regionale. La Gallura e la Costa Smeralda hanno sino ad oggi prodotto ricchezza, hanno tenuto alto il buon nome dell'Isola. La Gallura ci dà fama e prestigio internazionale, non è solo calciatori e veline e non è solo Silvio Berlusconi, è un pezzo importante di Sardegna che stranamente il centrosinistra vuole cancellare. E' provincialismo puro!.
Per noi il turismo è sistema, intorno al turismo dovremmo far ruotare tutte le altre attività, i prodotti di qualità, un'agricoltura migliore e un commercio migliore. E invece niente: si parla dei grandi silenzi dell'Isola, del vento e del mare in termini quasi filosofici, ma dietro le enunciazioni, dietro le promesse, solo vecchi ideali isolazionistici e retrogradi. La nostra offerta turistica è ormai carente, e i dati lo testimoniano. Le presenze turistiche non crescono; i turisti scelgono altre località e noi siamo fuori dai tour delle grandi agenzie internazionali. Dobbiamo quindi riqualificare, ristrutturare, recuperare e infine allungare la stagione. Ecco perché insisto sull'ossessione della Gallura, proprio perché soprattutto il mare e la costa sono la nostra risorsa più importante. A cosa assistiamo, invece? All'idea incredibile di tassare le seconde case e gli yachts!
L'ossessione è anche questa: un'azione demagogica senza costrutto e senza senso, preparata a tavolino. Pensate poi alla trasmissione televisiva "Ballarò", andata in onda recentemente: sapete chi erano quei signori che venivano intervistati, che descrivevano la Gallura, la Sardegna come un esempio da non seguire? Erano tutti personaggi riconducibili al presidente Soru e a collaboratori del presidente Soru.
Dobbiamo, quindi, continuare così? Volete quindi continuare così? Conservare e rispettare, cari colleghi, non significa imbalsamare, non significa impacchettare un territorio e lasciarlo morire. Il centrodestra ha fiducia nell'azione positiva dell'uomo, nella capacità di operare con intelligenza, con grazia e senza distruggere. Con il turismo noi affianchiamo la cultura, insistere sulla cultura deve rappresentare per noi una missione politica. Eppure anche in questo settore denunciamo un sistema di tagli indiscriminato che colpisce i più deboli per il solo gusto di usare l'accetta. Non solo: vengono premiati gli amici col discutibile metodo di premiare chi si manifesta più vicino al Governatore; è raro che chi non ha solide conoscenze possa accedere al sistema dei finanziamenti.
Voglio poi denunciare la situazione dell'università gallurese: come molte altre realtà del territorio, la nostra istruzione superiore subisce i soliti tagli senza senso. La nostra politica è quella che guarda con attenzione alle giovani generazioni, i tagli in questo settore penalizzano il sapere e il futuro, sono una clamorosa marcia indietro rispetto alle promesse del 2004. Rimaniamo convinti, e convinta di ciò ne è soprattutto Alleanza Nazionale, che nell'innovazione e nella ricerca vi siano le strade da seguire. Una società moderna e dinamica toglie quella patina di polvere che si è adagiata da un bel pezzo sulla realtà sarda. Ma in questo bilancio non si intuiscono i mezzi, le idee e le risorse, non c'è un progetto. Certo, un sei per tre con la pubblicità del master and back dovrebbe risolvere il problema, ma non è con le borse di studio per una manciata di privilegiati che risolviamo il problema.
Questi due anni di governo hanno vissuto di novità mediatica, ma di pochissime realizzazioni concrete. Le riforme promesse si trasformano in enti sciolti senza criterio, senza alternative definite e con il commissariamento degli stessi con i soliti amici. Gli uomini e le imprese stanno al centro della nostra azione, creare lavoro sano, pulito, vero non...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, a me pare che in questi giorni di discussione in Aula siano emerse chiaramente molte differenze tra la strategia del Presidente della Regione, quella della Giunta (posto che ci sia) e quella della maggioranza. E vedremo alla fine di questo mio intervento quali siano esattamente queste differenze, che si cerca di non fare apparire, ma che risaltano anche all'occhio di uno sprovveduto.
Si continua a parlare, amici del Consiglio, di un mondo virtuale, di questa società della conoscenza, della tecnologia, della tecnologia dell'informazione, ed è una cosa giusta. Non si parla però di sviluppo della nostra Regione, non si parla di piani, non si parla di qual è l'orientamento che ha in testa il Presidente della Regione per modificare il nostro modello di sviluppo. E' chiaro che per la crescita di un territorio, signor Assessore, è importante la diffusa conoscenza nella popolazione di una seconda lingua, dell'uso del computer, come ovviamente di tanti altri fattori di base che sembrano essere dimenticati, quali l'istruzione, la formazione, l'energia a basso costo, i trasporti efficienti, i servizi socio sanitari adeguati eccetera eccetera.
Di questo non si parla; alcuni di questi fattori che ho appena accennato sono importanti tout court, altri devono essere essi stessi progettati specificatamente in funzione di un disegno generale (che non c'è), di sviluppo che intendiamo costruire nella nostra Regione. Portando il discorso all'eccesso, ovviamente come paradosso, anche diffondere la conoscenza di una seconda lingua nella popolazione, così come Internet in tutte le case, non garantisce sviluppo se appena si guarda a molti paesi del Terzo Mondo dove questo è avvenuto da tanto tempo e dove la miseria continua ad essere presente.
Dunque, ciò di cui dobbiamo dotarci, se gli attuali lineamenti della struttura industriale e produttiva della Regione non ci aggradano, come pare che non aggradino al Presidente della Regione, è un nuovo disegno di sviluppo. Solo in presenza di quest'ultimo potremo comprendere non tanto il ruolo che giocheranno le componenti strumentali (perché la lingua, Internet, tutto è strumentale ad un obiettivo che funzionalmente consentirebbe di perseguire questo disegno) ma soprattutto come devono essere configurate, progettate e rese disponibili queste componenti. Ecco perché parlare di tecnologia in senso generale da porre a base del nostro progetto di sviluppo, come sembrerebbe nelle intenzioni del Governo regionale, è del tutto generico.
In assenza di un disegno di sviluppo, ad esempio l'aspetto dell'informazione, la tecnologia dell'informazione, potrebbe significare per la Sardegna forse lo sviluppo di un'industria, per capirci, tipo Tiscali oltre che, ben inteso, la diffusione di questi importanti strumenti di informazione e di formazione. Se così è, Assessore, che nicchia di mercato potrebbe aprirsi per la nostra Isola? Quale occupazione potrebbe assicurare? Questo è l'aspetto fondamentale che va chiarito con un piano di sviluppo. Ecco perché diviene leziosa e incomprensibile l'insistenza su questa generica necessità dell'impiego di nuova alta informativa tecnologica.
Ci si faccia capire in primo luogo quale sia il modello di sviluppo della Regione che il Governo ha in mente, ma soprattutto attraverso quali strumenti, passaggi, tempi e costi questo modello dovrà essere realizzato. Questo per poter comprendere anche se ciò che abbiamo fatto fino adesso, che riguarda la costruzione attiva dell'Europa, possa costituire una base di partenza per il legittimo miglioramento della nostra condizione attuale e per conoscere in sostanza cosa pretenderebbe il Governo regionale di porre a base di questo modello di sviluppo.
Ma un piano di sviluppo, Assessore, come lei sa bene (lo potrebbe insegnare a molti di noi) dovrebbe contenere l'indicazioni degli obiettivi, la strategia e le linee di intervento. Qui manca il piano e manca anche, in tutti gli interventi che la Giunta sta ponendo in essere, l'analisi di fattibilità. Anche i giovani che stiamo formando rischiano di essere formati dalla Regione Sarda e di andare ad usare il loro cervello altrove perché non c'è una pista di atterraggio. Il museo di Sant'Elia, a cui il Presidente sembra legato, diventerà una cattedrale nel deserto perché mancano gli interventi sul contesto.
Io sono d'accordo col presidente Soru, quando considera la Sardegna una nazione, anzi uno Stato, ma bisogna che prima lo riconoscano gli altri, non che lo riconosciamo noi. Non possiamo da soli impadronirci delle acque territoriali, o del demanio marittimo copiando la Croazia, perché la Croazia è uno Stato, non è una regione. Siamo alla follia! Oggi esiste una strategia del Presidente, che noi stiamo cercando di comprendere, mentre purtroppo non esiste una strategia della Giunta, perché sono convinto che se la Giunta venisse consultata non sarebbe sicuramente in sintonia e in linea con la strategia del Presidente. E non c'è nemmeno una strategia della maggioranza, adagiata come è su quella del Presidente.
Sono convinto che il piano, Assessore, non verrà mai alla luce perché il piano metterebbe a nudo le differenze sostanziali che esistono tra lei e la sua maggioranza. Per evitare che questo piano possa essere motivo di litigio e di bisticcio tra le componenti che oggi governano la Sardegna, quindi, esso non traspare, non c'è. Ne avete parlato nel primo DPEF, nel secondo, nella prima finanziaria, nella seconda finanziaria e siamo al punto di partenza. Adesso mi direte "lo presenteremo con questo DPEF". Io posso dire che noi vi presenteremo in occasione del DPEF il nostro piano generale di sviluppo, perché dobbiamo uscire da questo equivoco di fondo, non possiamo continuare a parlare sempre e soltanto del sesso degli angeli. Dobbiamo cercare di atterrare perché stiamo sempre volando, ma non riusciamo mai a mettere i piedi nella nostra terra.
PRESIDENTE. Chiedo a tutti i colleghi, per rispettare i tempi che ci siamo dati, un'autoregolamentazione nella durata degli interventi.
E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, in questi giorni ancora una volta abbiamo assistito a quella particolare modalità di confronto che si è instaurata tra Consiglio e Giunta regionale, una modalità che si ripete ormai da quasi due anni e che ha portato (e purtroppo debbo dire anche con la complicità dei colleghi della maggioranza) alla totale impossibilità di questa Assise di partecipare attivamente al processo legislativo. Un'Assise che si scalda soltanto alla presenza di sua eccellenza il Governatore.
Da una parte c'è una minoranza, ci siamo noi, che di fronte all'inconsistenza e alla nocività delle proposte della Giunta proviamo ad incalzare l'Esecutivo nel tentativo di perfezionare le iniziative legislative, dall'altra abbiamo una maggioranza, in particolar modo un Esecutivo, che si rifiuta in modo - passatemi il termine - vergognoso, persino di ascoltare le richieste, le esigenze concrete dei sardi. Un atteggiamento sordo, un'ipoacusia che sta producendo per l'ennesima volta un provvedimento legislativo privo di consistenza, di progettualità e di proposte.
Colleghi, quella che stiamo votando è una manovra finanziaria senza strategia, ma soprattutto una manovra falsata da una politica sulle entrate che, pur partendo da una rivendicazione giusta, fa affidamento un po' troppo sulle capacità miracolistiche del presidente Soru di scrivere in bilancio disponibilità finanziarie che in realtà non possiede ancora. Le definirei, come ha fatto prima l'onorevole Floris, "virtuali".
E' una manovra assolutamente insufficiente ad affrontare le necessità e le problematiche della società sarda, una manovra che non approfondisce i temi che riguardano il lavoro, l'impresa, il rilancio dell'agricoltura, le infrastrutture, i servizi alla persona. La Sardegna aveva bisogno di interventi forti, che puntassero ad incidere significativamente sul sistema economico e sociale.
Partiamo innanzitutto dal lavoro e da quelle politiche in grado di ridurre la disoccupazione e di avvicinare la Sardegna all'Europa. Dove sono, Assessore, i progetti per migliorare in quantità e in qualità l'occupazione in Sardegna e ridurre progressivamente il grave fenomeno della disoccupazione? Dove sono allocate queste risorse? Abbiamo di fronte una manovra finanziaria che non affronta neanche seriamente il problema della scuola, della formazione professionale e della cultura, che non è in grado di offrire risposte e prospettive ai nostri giovani.
Dopo questi giorni in Aula i dubbi, le perplessità espresse tramite i nostri emendamenti e i nostri interventi, non sono state fugate e in alcuni casi si sono ingigantite. Hanno confermato, insomma, che la politica economica del presidente Soru non solo si allontana dalla realtà dei problemi, non solo non è in grado di rispondere alle esigenze della Regione, ma contrasta pesantemente con gli interessi dei sardi. Assistiamo all'ennesima manifestazione del neo centralismo che ispira tutta l'azione della politica del presidente Soru. Non c'è stata concertazione sulle scelte operate non solo con le forze di maggioranza, ma non sono stati neanche ascoltati i suggerimenti dei sindacati, delle associazioni, degli esponenti del sistema economico tutto. Soggetti, questi, che hanno espresso in forme diverse un forte dissenso verso le scelte del Presidente e di questa Giunta e hanno esternato tutte le loro preoccupazioni sulle capacità ad intervenire sui problemi e le criticità che interessano i diversi settori della nostra economia e del nostro sistema sociale.
Come si può consentire al presidente Soru di governare in questo modo, con gli operatori di tutti i comparti che quotidianamente manifestano sotto il palazzo di viale Trento o sotto questo Consiglio? Un Presidente sempre più simile ad un Re Mida, al contrario direi, dove tutto ciò che tocca invece di trasformarlo in oro distrugge. Un Presidente sempre più arroccato sulle sue posizioni personali, come ha dimostrato ieri sera intervenendo sui trasporti e su altri argomenti. I sardi auspicavano una continuità territoriale, Assessore, vera, quella che ha perseguito il Governo nazionale, quella che deve prevedere interventi concreti per la nostra Isola e che voi avete affossato, non una Giunta che sembra non conoscere la realtà di una Sardegna, stretta da annosi problemi che una finanziaria "mordi e fuggi", come quella appena approvata, non si impegna minimamente ad affrontare.
In questo bilancio non c'è nulla, ad esempio, per l'agricoltura, la pastorizia, la zootecnia, solo qualche spicciolo e la totale assenza di capitoli di spesa destinati a produrre i tanto annunciati progetti di rilancio. L'agricoltura, Assessore, non è "solo" Arborea, è "anche" Arborea; ma quello che mi ha lasciato più perplesso è il fatto di non riuscire a comprendere come quei colleghi che siedono tra i banchi della maggioranza, che hanno una cultura politica, che hanno il termometro della situazione isolana, sono riusciti a votare una finanziaria siffatta e ora ripercorrono la stessa strada con questo bilancio.
Colleghi, il mondo dell'impresa reclama maggiore attenzione e politiche adeguate; gli agricoltori, gli artigiani, i commercianti vogliono risposte ed interventi concreti, i nostri disoccupati vorrebbero avere maggiori prospettive per il futuro, i giovani auspicano possibilità di crescita professionale e culturale. I nostri anziani non vogliono essere dimenticati, i malati e le persone in difficoltà si aspettano una sanità migliore e attenta ai loro bisogni, ma soprattutto i sardi e noi tutti aspettiamo ancora l'attuazione di quel programma per cambiare la Sardegna insieme, come dicevate voi. Ecco perché voterò contro tutta questa manovra finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 21.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Sanjust, Diana, Mario Floris, Lombardo, Petrini, Pisano, Contu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cugini Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Oppi - Orrù - Petrini - Pisano - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuto il consigliere: Atzeri.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 01. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 02.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, cercherò anche di auto contingentarmi, non senza mancare di rilevare che stiamo per terminare l'esame dei documenti riguardanti la legge finanziaria e il bilancio al secondo mese di esercizio provvisorio; questo vorrà pur dire qualcosa. Perciò collaboreremo con la Presidenza nell'interesse generale perché i tempi vengano rispettati, nonostante le inopportune accelerazioni che sono state impresse per l'approvazione della finanziaria; inopportune perché alcuni emendamenti presentati costituivano le nostre proposte, quelle che il collega Marrocu chiedeva ieri, ma che noi avevamo già preparato da tempo. Inopportune accelerazioni visto il deficit, rimarcato più volte, da parte della Giunta nel presentare con notevolissimo ritardo i documenti riguardanti la manovra finanziaria.
In Commissione abbiamo acconsentito che la stessa procedesse nei lavori, grazie alla presenza della minoranza, come, del resto, è successo più volte anche in quest'Aula. Tutto questo è dimostrato dalla continua assenza dei colleghi della maggioranza e dalle nostre richieste di verifica del numero legale.
Questa corsa, quindi, è giustificata dalla necessità di porre rimedio alle vostre mancanze iniziali.
Vorrei però adesso ripartire da un presupposto. Il presupposto l'ho enunciato in apertura; speravo però che l'esame della finanziaria e del bilancio in Aula mi consentisse di comprendere qual è il progetto e il piano di sviluppo generale che viene proposto nei documenti finanziari.
Nella finanziaria credo che nessuno possa dire che si intraveda un progetto, anzi su un articolo mi ricordo di aver votato a favore (adesso non ricordo bene se il 6 o l'8 o il 10; uno vale l'altro) per il semplice motivo che non c'era niente, c'erano solo atti dovuti. Perciò il documento finanziario principale della Regione Sardegna non esplicita sicuramente quanto enunciato nel DPEF. Posso anche ricordare il passaggio esplicito dell'ultimo DPEF, che recita "il DPEF stabilisce un ponte con il quadro strategico del futuro programma regionale di sviluppo, per il quale è prevista una prima elaborazione entro l'anno in corso". Stavamo parlando del 2005.
Per diverse ragioni, presumo, per l'ennesima volta i tempi enunciati non sono stati rispettati. Perciò noi stiamo parlando di un progetto di sviluppo in assenza di un progetto di sviluppo che, colpevolmente, la Giunta non ha a tutt'oggi presentato. Si cerca di rimediare a ciò presentando nella finanziaria delle norme che addirittura non considerano neanche le potenziali entrate che sarebbero potute derivare dalle stesse. Parlo delle tre norme che sono assurte agli onori della cronaca nazionale: la tassa per i non residenti sulla casa, sulle aeromobili e quant'altro. Addirittura non ritroviamo neanche le corrispondenti voci in entrata. Sono tasse senza entrata. E non credo sia questo il piano generale di sviluppo che si intendeva presentare.
Voglio rimarcare, però, su questo bilancio, ancora due aspetti fondamentali. Non è chiusa la partita sulla formazione, non è chiusa - e lo vedremo in sede di esame dell'emendamento che abbiamo riproposto per il finanziamento della "42" in bilancio - perché non c'è stato dato modo di discutere stamattina e di chiudere l'argomento formazione con chiare prese di posizione da parte di quest'Aula. L'abbiamo chiuso celermente e velocemente; diciamo che l'abbiamo soffocato con la celerità dei lavori.
Non è mia abitudine, ma devo far riferimento agli assenti e quindi al presidente Soru, che ieri ci ha descritto il favoloso mondo di quella che sarà la formazione. Io seguo con molto interesse gli interventi del presidente Soru perché mi portano in quel mondo fantastico che tutti noi auspicheremmo e per il quale tutti noi lavoriamo e siamo disponibili a lavorare, quel mondo che vuole trasformare e che nella sua mente è un mondo già compiuto, è già reale, perché per chi vive in un mondo virtuale quella è realtà.
Quella proposta, quel disegno del presidente Soru su come la formazione dovrà essere nel prossimo futuro, era in un qualche modo affascinante, e se fosse possibile discuterlo potrebbe anche diventare un progetto perseguibile. Il problema di questo Governo regionale, il problema dell'impostazione di questo Governo regionale è che il mondo fantastico, perseguibile per certi versi, che qualcuno si rappresenta, non viene calato nella realtà. Perciò quel mondo è legge, quel mondo è la proposta unica indiscutibile, quel mondo e i risultati di questa azione sono quelli che ci stanno portando a farci spazio, mentre usciamo dal Consiglio regionale, dalla parte di via Roma o di via Cavour, e farci spazio tra tutta quella gente che viene qui a recriminare diritti. A recriminare i diritti del mondo del volontariato, del mondo dell'agricoltura, del mondo dell'industria, del mondo del turismo, del mondo della formazione lavoro, e queste non sono persone virtuali, come non sono virtuali i loro bisogni.
E' anche vero, ed è giusto ed è legittimo che quando c'è un Governo non debba essere trascinato dalle azioni di piazza nelle sue decisioni, ma debba perseguire il suo progetto che a medio - lungo termine, qualcuno ritiene, darà i suoi frutti. Ma non è possibile confondere l'ascolto con la concertazione, e questo emerge in diversi interventi.
Chiedo scusa agli Assessori se non mi rivolgo a loro, ma purtroppo io mi rivolgo al Presidente assente, ovviamente, mi rivolgo a lui perché è lui l'artefice di questa azione, dell'ascolto, ma non della concertazione che è altra cosa, che ancora probabilmente, nonostante i due anni passati, non è riuscito a far sua. Non è riuscito a far suo lo strumento del dialogo, non è riuscito a far suo lo strumento necessario per trarre poi le conseguenze, in disegni di legge e in azioni operative, delle idee fantasiose che devono essere comunque calate nella realtà, collegate alle disponibilità finanziarie, collegate anche all'ascolto se non alla concertazione con le opposizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale sullo stato di previsione della spesa 02.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dello stato di previsione della spesa 02.
Prendo atto che il consigliere Capelli ha votato contro.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Orrù - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Lombardo - Oppi - Petrini - Pisano - Sanciu - Sanna Matteo - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 39
contrari 17
(Il Consiglio approva).
Passiamo allo stato di previsione 03.
(Segue lettura)
A questo stato di previsione sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 03
Tabella 03 - PROGRAMMAZIONE
In diminuzione
UPB S03.005 (Cap. 03024-00)
Anno 2006 euro 572.000
In aumento
UPB S03.005 (Cap. 03024-00)
Anno 2007 euro 4.845.000
Anno 2008 euro 4.845.000
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.006 (Voce 12)
Anno 2006 euro 572.000
UPB E02.003
Anno 2007 euro 3.544.000
Anno 2008 euro 3.544.000
In diminuzione
UPB S03.006 (Voce 11)
Anno 2007 euro 1.301.000
Anno 2008 euro 1.301.000 (26)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Diana - Capelli - Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 03
In aumento
UPB S03.006
Anno 2006 euro 10.000
In diminuzione
UPB S11.007 Cap. 11010-00
Anno 2006 euro 10.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (65).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, questa manovra, giunta alla fase finale della sua discussione e approvazione, certifica il fallimento della Giunta Soru e dello stile imposto alla Regione dal suo autoritario Governatore, al centrosinistra dal suo mal digerito leader.
La Sardegna con Soru sta male, sta peggio, inutile nasconderlo, inutile fare giri di parole o giri di contabilità con soldi inesistenti, altra prodezza di Soru e del suo Assessore. La Sardegna sta male! Permane il divario economico e sociale tra le aree forti del Paese e la nostra Isola, aumentano le sacche di povertà nelle aree interne ed economicamente marginali ma anche nei grossi centri urbani. Permane dunque una forte criticità sulle dinamiche economiche e sociali monitorate dalle statistiche sul mercato del lavoro e da altri indicatori ISTAT, nonché dalle più recenti indagini sul disagio sociale e sul fenomeno delle vecchie e nuove povertà.
Gli indicatori evidenziano una stagnazione economica e produttiva, un tasso di disoccupazione, lo ripeto, che nel terzo trimestre del 2005 risulta al 12,9 per cento rispetto al 12,2 per cento dell'anno precedente, un tasso di occupazione sempre nel terzo trimestre al 51,3 per cento rispetto al 52,2 del 2004, novemila occupati in meno solo nell'industria.
Da un'indagine della CISL sarda su fonti ISTAT, INPS ed altri, si desume un aumento delle povertà in Sardegna; si registrano infatti 324 mila e settecento unità in condizioni di povertà relativa, non duecentomila come diceva un collega di Rifondazione Comunista, ma 324 mila, proprio quei poveri ai quali Soru aveva detto che si sarebbe dedicato. "Comincerò dagli ultimi" aveva detto, e ha mantenuto la promessa, si è occupato di loro e ne ha accresciuto il numero. Si potrebbe dire che lo slogan di Soru è "più povertà per tutti!"
Il Presidente della Regione procede come un bulldozer, senza ascoltare alcuno se non evidentemente i suoi più fidati consiglieri, che non credo siedano sui banchi di quest'Aula. Certamente non voi, colleghi della maggioranza, che siete relegati nel ruolo mortificante che nemmeno voglio definire per il rispetto personale che vi porto.
Per quello che concerne la manovra, il confronto concertativo con i sindacati si è esaurito in una seduta di due ore, con la documentazione del tutto parziale e con un lasso temporale insufficiente ad un esame adeguato per la predisposizione di una valutazione e di proposte articolate. A più di un anno e mezzo dall'insediamento dell'attuale Giunta regionale, constatiamo dunque che la concertazione è stata ormai derubricata a rapida consultazione, e per di più su documenti incompleti.
La Sardegna sta iniziando a soffrire troppo la Presidenza di Soru, la politica dei tagli quando fu annunciata aveva il sapore del nuovo, del pulito e del risanamento. Il Presidente generò la seguente aspettativa nell'opinione pubblica sarda: avete avuto in passato governi guidati da politici spregiudicati e disinvolti che vi hanno portato così in basso, io ricco ed affermato imprenditore porterò nella pubblica amministrazione il valore dell'efficienza, della tecnologia, del rigore. Un'affascinante visione di sapore calvinista, coniugata ad un alone di sardità che abilmente, grazie agli uffici di un noto pubblicitario, era stata propinata ai sardi e da questi ultimi accettata in totale buonafede. Poi è arrivato il momento della verità, la prova dei fatti. La Sardegna ha cominciato ad assaggiare la cura Soru ed oggi, dopo un anno e mezzo di governo, la luna di miele è abbondantemente terminata.
Per questa manovra la Sardegna soffrirà; soffrirà l'industria, l'agricoltura, la pastorizia, il turismo, che rischia di soffrire ancora di più quando vedrà la luce quel maxi collegato alla finanziaria che i sardi attendono con la stessa fiduciosa attesa con la quale si attende un epidemia. Soffrirà la scuola sarda, in particolare la scuola sarda. Molti sono i problemi di tutto il sistema dell'istruzione, per non parlare della formazione professionale; una situazione che vede i ragazzi, le loro famiglie, il personale docente, amministrativo e tecnico attraversare una fase di difficoltà e di precarietà.
I contenuti della manovra in materia di istruzione non solo non risolvono ma aggravano le situazioni di disagio, ad esempio per la dispersione scolastica, i problemi di edilizia scolastica, il sostegno ai minori in condizioni di handicap, l'aggiornamento del personale. La manovra uccide poi il lavoro, quello dipendente e quello autonomo. Nella scorsa finanziaria venne dato particolare risalto ad un piano straordinario del lavoro finanziato con bandi regionali e comunitari; ebbene, vediamo una situazione di totale stagnazione, vediamo che i progetti sono fermi, vediamo che i finanziamenti non ci sono più, vediamo mortificate tutte quelle speranze di quei giovani e di quelle cooperative che proprio nel campo dell'imprenditoria avrebbero potuto trovare uno sbocco e avrebbero potuto dare un lavoro ai tanti giovani che il lavoro lo stanno perdendo, ai tanti giovani che da quelle strutture, da quelle iniziative imprenditoriali avrebbero potuto trarre giovamento.
Per il lavoro autonomo l'attuale situazione si caratterizza per la pressoché totale assenza di strumenti operativi regionali volti a favorire la nascita e la crescita, l'avvio, il sostegno di iniziative imprenditoriali. Sono state abbandonate leggi valide di sostegno, non sono stati creati strumenti alternativi, sono venuti a mancare interventi regionali che in concreto consentivano in passato la creazione di impresa da parte di giovani, ma anche di donne, di gruppi e di cooperative di disoccupati: si pensi soltanto ai bandi de minimis. Tutto questo, inoltre, è avvenuto in una fase in cui, in presenza di una scarsa domanda di lavoro dipendente, molti giovani vedevano proprio nella possibilità di creare un'impresa lo sviluppo e il futuro della propria esistenza.
Questo che io ho tracciato è certamente un quadro sommario e incompleto, ma credo di avere citato alcuni elementi che dimostrano la pochezza e l'inadeguatezza di questa manovra. Il voto contrario a questa manovra è anche un convinto e motivato voto di sfiducia nei confronti del presidente Soru e della sua Giunta. Presidente Soru, io continuo a rivolgermi a lei come se fosse presente, faccio ancora una volta notare una colpevole, ingiustificabile, intollerabile assenza del Presidente della Regione in tutte le fasi importanti della discussione, della votazione ed approvazione di tutti gli articoli di questa manovra. Soru è stato assente dal Consiglio regionale, quasi deserti i banchi della Giunta, questa è l'ennesima dimostrazione, so che l'abbiamo detto migliaia di volte, ma è nostro dovere continuare a fare notare che un'assenza del genere significa un'offesa ed un'umiliazione al Consiglio regionale.
Soru ha tradito le aspettative dei sardi, in particolare di tanti giovani che avevano creduto alle sue promesse elettorali. Con questa manovra si certifica da un lato la sua incapacità a governare, dall'altro il condizionamento che il suo pesante e colossale conflitto di interessi comporta nelle scelte politiche ed amministrative, e vari esempi gravissimi sono stati fatti durante queste giornate di lavoro. Doveva essere corretta, corretta nettamente questa manovra; non lo avete fatto, resterà nella memoria collettiva per il grossolano errore dell'inserimento delle norme intruse, sarà ricordata per il funambolico tentativo di inserire in bilancio soldi che non ci sono e che nemmeno avete contrattato col Governo nazionale, una soluzione geniale.
La Sardegna va giù, c'è una gravissima situazione di difficoltà per i cittadini che vanno dai diciotto ai quarantacinque anni, in alcuni casi c'è disperazione. Presidente Soru, quando sembra che lei ci abbia fatto toccare il fondo, la vediamo riprendere a scavare! Non ci deve essere quindi alcuno sconto per una Giunta che rischia di affondare definitivamente l'Isola. Ciò che si dice, e ciò che non si può dire in quest'Aula va portato fuori nelle piazze. Sarà un lavoro lungo che finirà solamente quando cesserà questo clima pesante di paura che il presidente Soru ha creato in Sardegna, di incertezza, di affanno, di profonda depressione, finirà quando finalmente Soru non sarà più Presidente della Regione.
Quando questo accadrà il più sereno di tutti sarà proprio il Presidente, si ritirerà tornando alle sue attività imprenditoriali che, senza dubbio, in questo periodo in cui si dedica al bene della Sardegna sta trascurando, e lascerà alle spalle questa esperienza che per molti aspetti immagino sia stata noiosa e faticosa, lo dimostra la sua allergia nei confronti del Consiglio regionale. Dicevo per Soru...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente, come mi ha raccomandato lei stesso, per sottolineare che in questione non è un problema di risorse finanziarie. Io ho fatto quattro conti, senza approfondire neppure tanto, ma tra questo e il passato esercizio sono state attribuite diverse centinaia di milioni di euro ad alcuni filoni, in modo particolare a quello della formazione.
La formazione è credo finanziata. La formazione non è la legge numero 42 del 1989, non è l'applicazione di quelle disposizioni, o solo l'attività corsuale in capo all'Assessorato del lavoro, quella più finalizzata alle qualifiche professionali di livello medio - basso, la formazione è anche l'alta formazione, sono i programmi di inserimento, sono gli interventi che si fanno anche in ausilio alle politiche di sviluppo imprenditoriali, quindi formazione ce n'è tanta. Ed è una delle ragioni per le quali, nel corso del dibattito, ho voluto sottolineare, l'ho fatto anche ieri sera, la richiesta di approfondimento, lo dico anche per l'onorevole Chicco Porcu, sul concetto di povertà, e l'ho fatto in ragione dell'articolo 43 che bene ha fatto il Presidente e la Giunta a sostenere di voler finanziare di più, passando dai dieci milioni di euro originariamente proposti ai venticinque successivi.
Ma non c'entra niente con la povertà, con il contrasto alla povertà e col reddito di cittadinanza. E non c'entra niente perché i destinatari di quell'intervento non sono i poveri, i destinatari di quell'intervento sono gli inoccupati e i disoccupati. Ed essere inoccupato o disoccupato non vuole dire essere necessariamente povero; molti disoccupati e molti inoccupati sono poveri, ma ce ne sono anche che poveri non sono, che hanno strumenti di inserimento lavorativo diversi, che hanno un livello culturale di studio diverso, che hanno specializzazioni professionali diverse, che hanno una condizione ambientale diversa. Diverso è l'inoccupato e il disoccupato che sta nel centro della Sardegna in uno dei paesi del malessere, rispetto a quello che sta nel quartiere alto borghese della città di Cagliari.
Gli strumenti, l'ambiente, tutto questo fanno occupati e disoccupati diversi, inoccupati diversi; ed anche diversi dalla condizione di povertà. L'articolo 43 prevede un programma di formazione, ricerca e di inserimento lavorativo. Programma di formazione, di ricerca vuol dire anche orientamento, vuol dire tutta una serie di servizi, che debbono essere svolti e sviluppati dai centri dei servizi per l'impiego che sono in fase istitutiva, grazie anche alla legge che il Consiglio regionale ha approvato di recente. Magari dovremo fare qualche sforzo in più per rendere meglio applicabile questo articolo, imprimendo più celerità alle procedure di trasferimento dei compiti alle stesse province.
Quindi si tratta di uno degli strumenti utili, come utili sono i cantieri comunali e (55 milioni di euro ci sono) come utili potrebbero essere i trenta milioni stanziati nel bilancio a favore dell'articolo 19 della legge numero 37, se solo si riuscisse ad esprimere direttive più adeguate rispetto all'entità del finanziamento che è stato attribuito, che è diversa da quella originariamente concepita per quel tipo di intervento.
Ma tutto ciò non c'entra con il contrasto alla povertà; il contrasto alla povertà rimane un tema che noi dovremo avere il coraggio di affrontare con un provvedimento specifico, così come abbiamo già ampiamente deciso con l'approvazione della legge sui servizi per le persone. Concludo, Presidente, ricordandole che lei è anche garante di tutte le nostre prerogative. Penso pertanto che chiederemo i termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno per l'inserimento nella programmazione bimestrale della proposta di legge sul reddito di cittadinanza, perché la prima cittadinanza che vorremmo conquistare è interna alla maggioranza affinché siano discusse le proposte che pure noi abbiamo possibilità e modo di presentare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Io vorrei interloquire con l'Assessore dei trasporti, quindi, posso rinunciare adesso e riprendere la parola successivamente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione 03. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 04.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 04 sono stati presentati 7 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 04
In aumento
ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI
UPB S04.020
Cap. 04048
Finanziamento ai Comuni per l'attuazione degli interventi destinati a migliorie per lo sviluppo e l'occupazione prevista dall'art. 19 della L.R. 37 del 1998:
Anno 2006 +30.000.000
In diminuzione03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 30.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (2)
Emendamento modificativo Licheri - Marrocu - Biancu - Porcu - Balia
Stato di previsione 04
L'importo previsto alla UPB S04.043 è incrementato di euro 1.500.000,00 di cui euro 900.000,00 (cap. 04107) ed euro 600.000,00 (cap. 041115).
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S04.107
In aumento
Cap. 04107 900.000,00 euro
Cap. 04115 600.000,00 euro
In diminuzioneUPB 03050 1.500.000,00 euro. (24)
Emendamento modificativo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
Stato di previsione 04
In aumento
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.043
Acquisizione di beni e servizi
(a valere sul cap. 04107 - Spese per la pulizia e il riscaldamento di locali e per l'esercizio di impianti idrici, elettrici e per il gas)
Anno 2006 euro 1.200.000
In diminuzione03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 1.200.000
mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (40)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.118 Cap. 04201-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (50)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.112 Cap. 04189-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (51)
Emendamento modificativo Artizzu - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.019 Cap. 04032-00
Anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 300.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (52)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 04
In aumento
UPB S04.019 Cap. 04031
Anno 2006 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 2.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (53).)
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento numero 2 è stato dichiarato inammissibile.
Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 24, 40, 50, 51, 52, 53 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Sul numero 24 il parere è positivo condizionatamente alle circostanze che l'importo venga limitato a cinquecento mila euro a valere sulla UPB S03.050 indicando in aumento l'UPB S04.043, e che venga unificato con l'emendamento numero 40. Sui restanti emendamenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione. Si concorda pertanto nulle modifiche proposte all'emendamento numero 24 e sulla sua unificazione con l'emendamento numero 40, chiaramente sempre che ci sia l'accettazione da parte dei proponenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, la proposta che l'Assessore rivolge ai presentatori dell'emendamento, che ovviamente va interpretata come una disponibilità importante, va però valutata nella sua entità, perché l'importo che propone l'Assessore sicuramente non porta a soluzione il problema, se consideriamo che la cifra di un milione e duecento mila euro costituisce proprio la somma minima per poter avere continuità nei servizi di pulizia e quindi anche per dare attuazione a quell'impegno che l'intera maggioranza e l'intera opposizione hanno assunto nei confronti delle lavoratrici che sono venute qui a manifestare, qualche giorno fa, in relazione all'appalto. Quindi, la prego di rivedere l'importo complessivo, perché altrimenti gli impegni che sono stati assunti non potranno essere mantenuti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io avevo chiesto la parola sull'emendamento numero 40. Ancora una volta in questo caso la fretta ci ha giocato un brutto scherzo. Chiederei pertanto una maggiore attenzione.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Caligaris anche per la gentilezza. Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 04. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passioamo all'esame dello stato di previsione della spesa 05.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 05 sono stati presentati 4 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.052
Interventi a tutela della pesca e acquacoltura
Cap. 05187 (AS)
Anno 2006 euro 1.342.000
Tabella ENTRATE
UPB E05.052
Programmi cofinanziati dallo Stato
Cap. 23279 (AS)
Anno 2006 euro 1.342.000. (27)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Capelli - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.035 Cap. 05086-00
Anno 2006 euro 50.000
Anno 2007 euro 50.000
Anno 2008 euro 50.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 50.000
Anno 2007 euro 50.000
Anno 2008 euro 50.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (46)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Capelli - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.035 Cap. 05085-00
Anno 2006 euro 150.000
Anno 2007 euro 150.000
Anno 2008 euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 150.000
Anno 2007 euro 150.000
Anno 2008 euro 150.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (48)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana
Stato di previsione 05
In aumento
UPB S05.019
Cap. 05016-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (49).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Approfitto della presenza dell'Assessore dei trasporti per fornire ulteriori notizie riguardo alla famosa linea soppressa Tempio-Cagliari. Questa linea era operativa da circa quindici anni e veniva garantita dall'ARST, con i costi dell'ARST, quindi costava circa 700 milioni delle vecchie lire perché, come lei ben sa, Assessore, il servizio dell'ARST costa mediamente il doppio o il triplo a chilometro rispetto a quello garantito da un vettore privato. La vostra Giunta, giustamente dico questa volta, viaggiando con un pullman da 54 persone ha, come al solito, con la scure tagliato del tutto la linea. Il presidente Soru, venuto in campagna elettorale per le provinciali a Tempio, alle istanze dei suoi alleati di centrosinistra rispose che avrebbe provveduto al ripristino.
Successivamente il 23 maggio è pervenuta al suo Assessorato la domanda protocollata di un privato il quale si offriva di far partire la linea da Calangianus, che si trova a dieci chilometri da Tempio, in modo da coprire la tratta Calangianus-Tempio-Perfugas-Cagliari, riducendo le corse da sette a cinque (quindi escludendo il sabato e la domenica) usando un pulmino di dimensioni più ridotte, e riservandosi, secondo il numero di utenti, di utilizzare una FIAT Multipla o un pullman da 54 posti. Il costo scendeva così da 700 milioni di lire (quindi 350 mila euro) a circa 100 mila euro.
Si trattava quindi sempre di una soluzione onerosa, anche se scontata rispetto a quella dell'ARST. Quella dell'ARST, mi sia consentita la battuta, però garantiva un servizio in più, perché essendo il Presidente dell'ARST dell'epoca un tecnico specifico in tema di trasporti (infatti faceva il barista) offriva l'aranciata a bordo. Forse era per questo che l'ARST costava così tanto? A questa domanda non è stata data risposta. Abbiamo sollecitato una risposta con una lettera io e Renato Cugini, ma non è successo ugualmente niente. Dopo ulteriori istanze all'Amministrazione, finalmente (ed è questo che lei si è dimenticato di trovare e i suoi uffici non hanno trovato) è pervenuta un'offerta per assicurare la tratta in questione a titolo gratuito, cioè facendo affidamento sui soli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti ai passeggeri (se ce ne sono, se non ce ne sono, peggio per lui).
Ieri lei, forse, o anzi sicuramente, per errore, ha dichiarato che negli ultimi cinque mesi non era pervenuta alcuna offerta; io invece ho qui una lettera inviata dal suo Assessorato, dall'ingegnere Giorgio Ferrari, protocollo numero 9079 del 19 dicembre 2005, che così rispondeva all'offerta precedentemente presentata: "In riferimento alla nota, diretta ad ottenere la concessione della granturismo Calangianus-Tempio-Codrongianus-Cagliari, si comunica quanto segue: si riscontra che la proposta di granturismo è finalizzata ad un collegamento che è già assicurato da vari servizi in essere". Forse questo funzionario credeva che a Tempio ci fosse il porto oppure l'aeroporto altrimenti non saprei a quali servizi si riferisse, perché servizi veramente non ce ne sono altri, c'è solo quel pullman che va a Monti e che arriva un'ora dopo che il treno è già partito per Cagliari. Comunque questa lettera è del 19 dicembre del 2005 e quindi non è vero che negli ultimi cinque mesi non c'è stata nessuna corrispondenza e nessuna offerta.
Ed allora, la mia proposta è questa: sicuramente sopprimendo la linea c'è un risparmio, sicuramente tagliando i finanziamenti all'università c'è un risparmio, sicuramente non finanziando il carnevale c'è un risparmio; di tutto questo milioncino di euro che avete risparmiato sulle spalle di Tempio almeno 50 mila euro destinateli ad aumentare la copertura dell'assicurazione per danni di cui tutta la Giunta usufruisce, perché almeno, quando qualcuno vi chiederà conto dei disastri che avete causato, potrete usufruire di un massimale più alto e potrete risarcire adeguatamente chi ha patito danni per causa vostra.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 27, 46, 48 e 49 ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 27 e contrario sugli altri.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo Stato di previsione della spesa 05. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 06.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 06 sono stati presentati due emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 06
In diminuzioneU.P.B. S06.021
Finanziamento agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Parte corrente
(AS) 2006 euro 3.500.000
In aumentoU.P.B. S06.024
Ricerca e Sviluppo, borse di studio e statistica agricola - Investimenti
(AS) 2006 euro 1.000.000
U.P.B. S06.067
Miglioramento della competitivita dei sistemi agricoli nelle province di Cagliari e Carbonia-Iglesias
(AS) 2006 euro 800.000
U.P.B. S06.087
Miglioramento della competitivita dei sistemi agricoli nelle province di Nuoro e dell'Ogliastra
(AS) 2006 euro 1.700.000. (28)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 06
In aumentoU.P.B. S06.032
Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica
(Cap. 06132-00 -)
AS 2006 euro 4.508.000
In aumentoENTRATA
U.P.B. E06.036
Interventi nel settore agricolo e zootecnico
(Cap. 24204-00)
AS 2006 euro 4.508.000. (29).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è positivo per tutti e due.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione lo Stato di previsione 06. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 07.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 07 sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 07
In aumento
ASSESSORATO TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO
UPB S07.038
Cap. 07130
Versamento di fondi per la concessione di contributi in conto capitale di imprese artigiane
Anno 2006 +5.000.000
In diminuzione03 ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 -5.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (5)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.024 cap. 07090
Anno 2006 + euro 8.000.000
Art. 12 e 14 l.r. 1/2002
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 8.000.000 (5 bis)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07127
Anno 2006 + euro 5.000.000
Artigianato - contr. conto interessi
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 5.000.000 (8)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07130
Anno 2006 + euro 20.000.000
Artigianato - contr. conto interessi
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 20.000.000. (9)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07127
Anno 2006 + euro 4.000.000
Assunz. apprendisti
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 5.000.000. (10)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 07
Allo stato di previsione 07 - turismo sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S07.038 cap. 07139
Anno 2006 + euro 4.000.000
Concorso interessi su prestiti
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 4.000.000. (11)
Emendamento modificativo Pittalis - Marracini - Atzeri
Stato di previsione 07
In aumento
UPB S07.038
Anno 2006 euro 6.000.000
per incrementare i fondi della LR n. 51 del 1993
In diminuzione
UPB S03.006
FNOL - spese correnti
Anno 2006 euro 6.000.000
mediante riduzione della voce 12 della tabella A allegata alla l.f. (22)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 07
In aumentoU.P.B. S07.038
Incentivazioni alle attività artigiane
Anno 2006 euro 5.000.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzioneU.P.B. S03.050
Anno 2006 euro 5.000.000. (30)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 07
In aumento
UPB S07.018
(cap. 07034)
Anno 2006 -
Anno 2007 euro 6.500.000
Anno 2008 euro 6.500.000
COPERTURA FINANZIARIAIn diminuzione
UPB S12.030
Anno 2006 -
Anno 2007 euro 6.500.000
Anno 2008 euro 6.500.000. (31)
Emendamento modificativo Vargiu - Cassano - Pisano - Dedoni - Sanjust - Petrini - Oppi - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Capelli - La Spisa
Stato di previsione 07
In aumento
UPB S07.018
Anno 2006 euro 700.000
per incrementare il cap. 07035 (pro loco)
In diminuzione
UPB S03.006
FNOL - parte corrente
Anno 2006 euro 700.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (35)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano
Stato di previsione 07
In aumento
07 - TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO
UPB S07.038
Incentivazioni alle attività artigiane (per incrementare i fondi della L.R. 51 del 1993)
Anno 2006 euro 20.000.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativo di parte corrente
Anno 2006 euro 20.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla l.f. (37).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5 chiedo che venga votato congiuntamente con l'emendamento numero 30 e con un'altra serie di emendamenti che indicherò man mano che li trovo, perché riguardano tutti stanziamenti a favore della "51". C'è una proposta emendativa da parte della Giunta (l'emendamento numero 30) che la Commissione intende accogliere. Quindi, intendo proporre ai presentatori degli altri emendamenti su questa stessa materia di uniformarsi alla previsione dell'emendamento numero 30. Pertanto il parere sarà positivo solo nel caso di accoglimento di questa proposta.
Ugualmente, per quanto riguarda gli emendamenti numero 8, 9, 22, 37, 35 si accolgono solo qualora venissero unificati al numero 30. L'emendamento numero 31 si accoglie a condizione che i proponenti accettino la riduzione dell'importo a 200 mila euro a valere sulla UPB S03.050. Su tutti gli altri emendamenti il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché i proponenti sono d'accordo, metto in votazione congiuntamente gli emendamenti numero 5, 22, 30, 35, 37, 8 e 9.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 07. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 08.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 08 sono stati presentati quattro emendamenti 12.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 08
Allo stato di previsione 08 - lavori pubblici sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S08.028
Cap. 08145
Anno 2006 + euro 1.000.000
Canili municipali
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 1.000.000. (12)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 08
In aumento
cassa euro 12.500.000
UPB S08.015
Anno 2006 euro 15.000.000
Anno 2007 euro 7.000.000
Anno 2008 euro -
In diminuzione
cassa euro 12.500.000
UPB S08.014
Anno 2006 euro 15.000.000
Anno 2007 euro 7.000.000
Anno 2008 euro - . (32)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Diana - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 08
In aumento
UPB S08.033
Cap. 08312-00
Anno 2006 euro 260.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 260.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (45)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 08
In aumento
UPB S08.028
Cap. 08145-00
Anno 2006 euro 800.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 800.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (47).)
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento numero 45 è stato dichiarato inammissibile.
E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, Intervengo solo prché, così, come ieri abbiamo criticato la Giunta regionale su un aspetto relativo alla formazione professionale, oggi voglio dare atto con la stessa onestà e anche la stessa passione che, per quanto riguarda i fondi dell'artigianato è stata accolta un'istanza è pervenuta da parte di più forze politiche di maggioranza e di opposizione. Questo è un segnale che noi apprezziamo particolarmente e pertanto volevo sottolinearlo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 12 e 47 il parere è negativo; sull'emendamento numero 32 il parere è positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo Stato di previsione della spesa 08. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 09.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione lo stato di previsione della spesa 09. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 10.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 10 sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.024
cap. 10070
Anno 2006 + euro 200.000
Lavoratori socialmente utili
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 200.000. (13)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.035
cap. 10073
Anno 2006 + euro 7.000.000
Obbligo formativo
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 7.000.000. (14)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.088
cap. 10286
Anno 2006 + euro 50.000
Orientamento giovani e donne
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 50.000. (15)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano
Stato di previsione 10
In aumento
10 - LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE
UPB S10.024
Politiche attive del lavoro - Investimenti
(a valere sul cap. 10070 - Contributi agli enti locali promotori di progetti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità per l'affidamento a terzi convenzionati di servizi, art. 15 della legge 37/1998)
Anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tab. A allegata alla l.f. (36)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Pisano - Dedoni
Stato di previsione 10
In aumento
10 - LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE
UPB S10.035
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
(a valere sul cap. 10188 - Spese relative all'obbligo di frequenza di attività formative - Quota regionale)
Anno 2006 euro 5.000.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 5.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tab. A allegata alla l.f. (38)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Oppi - Diana - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.057
Cap. 10144-00
Anno 2006 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (41)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Oppi - Diana - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.057
Cap. 10143-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (42)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.049
Cap. 10135-00
Anno 2006 euro 1.080.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.080.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (43)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - Capelli - Oppi - Diana - La Spisa - Contu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.049
Cap. 10131-00
Anno 2006 euro 100.000
Anno 2007 euro 100.000
Anno 2008 euro 100.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 100.000
Anno 2007 euro 100.000
Anno 2008 euro 100.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (44)
Emendamento modificativo Capelli - La Spisa - Vargiu - Oppi - Artizzu
Stato di previsione 10
In aumento
UPB S10.035
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
Anno 2006 euro 15.000.000
Per incrementare il capitolo relativo alla legge regionale n. 42 del 1989
In diminuzione
UPB S03.006
FNOL - parte corrente
Anno 2006 euro 15.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (81)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 10
Allo stato di previsione 10 - lavoro, formazione professionale sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S10.049
Cap. 10135
Anno 2006 + euro 1.079.000
L. Org. Sind.
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 1.079.000. (20).)
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento numero 44 è stato dichiarato inammissibile.
Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo su tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che questo sarà il mio ultimo intervento sulla manovra finanziaria. Voglio però intervenire sullo stato di previsione della spesa numero 10, cioè lavoro e formazione professionale, per rappresentare ai colleghi che è stato presentato l'emendamento numero 81, che ripropone il problema della formazione professionale e quindi dell'incremento dell'UPB 10035 che serve a garantire il rifinanziamento della legge numero 42 del 1989.
Continuo ad insistere con l'Aula, continuo ad insistere con i colleghi sul fatto che bisogna garantire una risposta immediata al mondo della formazione professionale in attesa di quello che prima ho definito interessante, ma fantasioso, piano di riforma annunciato ieri dal presidente Soru.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO
(Segue CAPELLI.) Rimarco questo perché all'interno di questo bilancio, all'interno dei diversi stati di previsione, non so se l'avete notato, c'è un aumento per le spese di rappresentanza dei singoli Assessorati. Non c'è invece nessun intervento per l'imprenditorialità giovanile; siamo già ormai al secondo anno di vita di questo Esecutivo ed è dichiarata l'intenzione della Giunta di non sostenere più la legge numero 1 del 2002, che sostituiva la legge numero 28 del 1984.
Appare chiaro anche in altri stati di previsione che non è presente nessuna azione concreta per intervenire realmente sul risparmio e soprattutto sul taglio degli sprechi; allora mi chiedo: se non c'è nessun, per esempio, intervento di tipo finanziario e creditizio per l'eliminazione di quegli interessi di mora che le AA.SS.LL. pagano per i ritardati pagamenti, e che costituiscono buona parte del ricarico che i fornitori delle AA.SS.LL. preventivamente praticano sui prezzi per controbilanciare il ritardato pagamento, se nessuna azione in tal senso è stata posta in essere, perché parliamo di proposte, che sono accettabili o inaccettabili, condivisibili o meno? Da tempo noi abbiamo proposto che venisse rivista la situazione del patrimonio immobiliare nelle aziende sanitarie, avevamo proposto anche una forma di cartolarizzazione, però anche questa proposta è passata nel dimenticatoio dopo una timida apertaura in tal senso a inizio legislatura.
Aggiungo che, mentre nel bilancio di quest'anno ci sono delle risorse destinate alla gestione e all'acquisizione di nuovi immobili, nella scorsa finanziaria si è parlato di dismissione di immobili all'interno del patrimonio regionale. C'è quanto meno, in assenza di spiegazioni, una contraddizione evidente: gli immobili (che peraltro comportano costi di gestione e nulla rendono) li dobbiamo gestire, acquisire o dobbiamo far sì che possano essere messi a reddito? Non si capisce quale sia l'indirizzo. Oggi ci troviamo con una Regione che impegna risorse finanziarie per acquisire degli immobili. Non ci è stata fornita alcuna spiegazione su questo punto; non ci è stata data nessuna risposta.
Potremmo anche parlare in merito allo stock del debito, relativamente ai mutui contratti a suo tempo a tasso fisso, che non vengono rinegoziati, per lo meno non si evince qui la volontà di rinegoziarli. Per quanto i risparmi ammontano a qualche milione di euro, si tratterebbe comounque di un'operazone che andrebbe a tutto vantaggio delle casse regionali. Perché dico questo adesso? Lo dico per giustificare la richiesta, a nostro avviso sensata, di riportare tutto alla realtà e non al mondo fantasioso che ci è stato prospettato in materia di formazione professionale.
Ripeto, anche un po' di fantasia serve, perché con la fantasia si attivano delle risorse intellettuali, dei programmi che possono essere comunque rivisitati, calati nella nostra realtà e forse anche applicati. Non credo che sia realmente un bilancio ispirato a criteri di risparmio. Ho già detto ieri che per attuare una politica di risparmio bisogna essere credibili e rendersi credibili. Le variazioni proposte qui - ricordo appunto l'incremento delle somme per le spese di rappresentanza, una delle tante - non rendono credibile l'azione di risparmio e di razionalizzazione del bilancio. Questa azione sarebbe più credibile se venisse quanto meno prospettata e discussa con tutte le parti politiche, se fosse concertata con le parti sociali; ricordo ora la rilettura del giudizio di alcune commissioni e di molte parti sociali, su questa finanziaria e su questo bilancio. Non ho trovato grandi apprezzamenti per questa manovra.
Per questi motivi, indicando la copertura reale dell'emendamento numero 81, ritengo che ancora oggi, ancora in questo momento, quest'Aula possa assumersi la responsabilità di offrire una risposta al mondo della formazione professionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo innanzitutto per esprimere apprezzamento nei confronti del collega Capelli per aver riproposto, attraverso un emendamento al bilancio e non già più alla finanziaria, il problema che ieri è stato accantonato e non risolto; e per esprimere anche una considerazione sull'entità di questo emendamento che, a mio giudizio, rappresenta proprio la soluzione del problema più prudente. Quindici milioni di euro sicuramente costituiscono l'importo minimo per consentire la continuità della funzione assolta fino a questo momento dalla legge regionale numero 42.
Del problema che ieri è stato sollevato nel dibattito, che a mio giudizio è stato ben rappresentato dall'intervento del Presidente e dall'intervento successivo dell'Assessore del lavoro, è scaturita una indicazione che ritengo nessuno di noi possa non condividere: l'esigenza assoluta di una riforma del sistema della formazione professionale che risolva in maniera definitiva la problematica dell'utilizzo anche delle risorse e del personale oggi orbitante attorno al problema formazione professionale.
Il Presidente dice: "E' necessario che nessuno d'ora in poi percepisca uno stipendio senza che per altro ci sia una effettiva corresponsione lavorativa da parte dei dipendenti che questo stipendio percepiscono". Non solo, dice: "La formazione non deve essere finalizzata ai formatori, ma naturalmente ai giovani e ai non giovani che utilizzano la formazione".
Alcune imprecisioni invece, abbastanza evidenti, sono state enunciate nel momento in cui viene detto che la legge numero 47 del 1979, che costituisce la legge quadro della formazione professionale, sarebbe stata disattesa in questi ultimi dodici anni perché non si è dato luogo ad alcun piano di formazione professionale. Io so bene che in quest'Aula ci sono molti che conoscono a fondo la materia e tutti sanno che da quando è stata introdotta la programmazione attraverso il PON, e poi successivamente attraverso il POR, le risorse che venivano utilizzate per la formazione professionale necessariamente dovevano "andare a bando", e questo significa ovviamente rinunciare ad ogni ipotesi possibile di pianificazione e di assegnazione preordinata ad enti di formazione professionale.
Si è anche detto, in maniera pure imprecisa, che nell'inserire il concetto dell'accreditamento degli enti è stato introdotto un criterio molto ampio: niente di più falso. Innanzitutto va dato atto che proprio la Giunta presieduta dall'onorevole Floris ha introdotto - prima regione italiana in quel momento a seguito esattamente dell'applicazione del POR Sardegna - il concetto proprio di accreditamento di enti di formazione. Nel 2004 il numero degli enti accreditati per l'obbligo formativo era di 32, cioè solo 32 enti potevano svolgere in Sardegna l'attività formativa per l'obbligo formativo, il cui accreditamento richiedeva, peraltro, il punteggio più elevato. Se quei requisiti fossero stati richiesti alla scuola pubblica probabilmente nessuna delle scuole pubbliche sarde, per i problemi che le affliggono e che tutti conosciamo, verrebbe accreditata. Questo per chiarire quanto era severo il criterio relativo all'accreditamento.
Ma non solo, questi stessi criteri ereditati, come ha detto l'assessore Salerno, da lei, sono stati poi usati e, se mi concedete di dirlo, anche interpretati in maniera appena appena più larga, tant'è che se potessimo chiedere all'assessore Salerno quanti sono gli enti oggi accreditati, ci direbbe che sono di gran lunga superiori. Questo per chiarire esattamente il concetto della responsabilità.
Però dico di più. Se qualcuno visita il sito internet dell'Emilia Romagna, il sito del Piemonte, il sito del Veneto si accorge che in queste regioni, che molto spesso assumiamo a riferimento dei nostri ragionamenti e dei nostri obiettivi, il numero degli enti accreditati è dieci volte superiore; non una volta, due volte: dieci volte superiore! Nella regione Piemonte il numero degli enti accreditati è di 270, nella regione Emilia Romagna gli enti accreditati sono quasi 500!
Questo per dire che dobbiamo intenderci su cosa vogliamo fare con il criterio di accreditamento; se l'accreditamento è un accreditamento sano che implica, naturalmente a parità di requisiti accertati, la possibilità di competere e quindi di fornire una offerta formativa plurima ai ragazzi che hanno il diritto di poter scegliere, ben venga. Però noi attendiamo con grande fiducia la proposta che arriverà in quest'Aula per costruire insieme - io me lo auguro - i nuovi criteri per l'accreditamento.
Per ultimo voglio esprimere questa considerazione; se noi oggi non rimpinguassimo questo capitolo, questa UPB, è evidente che non si potrebbe verificare quell'auspicio che il Presidente e l'assessore Salerno qui hanno manifestato. Cioè non serve anticipare per i primi sei mesi queste risorse e dire agli enti: "Ecco, poi vediamo cosa fare". Non serve perché nel frattempo non c'è attività formativa, nel frattempo il 50 per cento continua ad essere per forza scoperto. Gli enti di formazione, quelli aderenti al CESFOP e quindi quelli che hanno in carico 750 o forse anche 800 dipendenti, è evidente che non potranno scaricarsi un euro. Non potranno farlo! E ci sono degli enti che hanno certificazioni che, non devo dirlo io, naturalmente, rispondono ad una qualità elevatissima, parlo dell'ENAIP, parlo dell'ANAP, parlo di altri enti che voi tutti conoscete. Questo per dimostrare che noi non vogliamo e non possiamo distruggere un sistema formativo che funziona, che è di qualità, che avrà pure avuto problemi, ma non per questo dobbiamo oggi rinunciare a trovare una soluzione per 800 dipendenti che seriamente possono lavorare.
Nella proposta di legge della dottoressa Salerno c'è una indicazione che, a mio giudizio, andrebbe molto ben valutata: quella del cosiddetto esodo incentivato. Quell'esodo incentivato non è realizzabile, né è possibile alla luce della legislazione previdenziale attuale, informata al principio contributivo, avere la garanzia di una pensione proporzionale alla retribuzione degli ultimi dieci anni. Quindi l'esodo incentivato, se realizzato in questo modo, perderebbe gran parte della propria efficacia. Bisogna correggerlo; occorre che chi conosce le leggi sull'esodo anticipato - e qui ci sono persone che possono offrire un apporto costruttivo in questo senso - si adoperi per costruire un sistema diverso che funzioni veramente. Se davvero dovesse funzionare noi riusciremmo a portare subito a casa 300 di questi lavoratori.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, per di chi crede ed affida alla cabala la lettura degli avvenimenti, aver avuto la fortuna o la sfortuna di approvare questa manovra di bilancio un venerdì 17, vuol dire probabilmente, perdere un po' le speranze quelle di trovare soluzioni nell'approvazione degli emendamenti al bilancio stesso.
Il venerdì, del resto, è una giornata di digiuno per noi cattolici: vuol dire che i sardi saranno condannati ad altro digiuno, vuol dire che ai sardi verrà negata la possibilità, approvando questo stato di previsione della spesa relativo al lavoro, di crescere economicamente, culturalmente ma anche di poter sperare davvero, a cominciare dai più bisognosi, di avere la possibilità di un futuro migliore.
Sono convinto che il Consiglio non abbia avuto il coraggio di assumere le sue responsabilità negando le certezze a quei 700 più 500 lavoratori della formazione professionale che davvero speravano in una disponibilità del Consiglio rispetto alle affermazioni anche dure del Presidente che, nelle dichiarazioni rese alla stampa anche di ieri mattina, negava che questi lavoratori costituissero davvero una necessità per la Sardegna e che addirittura svolgessero il loro lavoro.
Si tratta di un'affermazione grave, grave e immorale per due ordini di motivi: perché se davvero il Presidente avesse creduto agli atti che lui stesso ha approvato nel mese di agosto avrebbe già avviato alla formazione professionale i 1200 ragazzi che dovevano iniziare i corsi a settembre e gli altri 800 che dovevano iniziare i corsi per il conseguimento della licenza media fin dal mese di settembre. Invece il futuro che attende questi giovani sarà uguale all'anno scorso: magari un corso della durata di tre mesi per conseguire una licenza media. Questo è davvero immorale! E' immorale se pensiamo che questi ragazzi hanno abbandonato la scuola e non hanno superato neanche la prima media. Come si può in tre mesi pensiare di dargli una formazione a cui hanno diritto? Gli si sta semplicemente regalando un pezzo di carta che non servirà a niente, né nella vita né nel proseguo della loro formazione! Questi sono fatti davvero immorali; ecco perché mi è venuta spontanea la riflessione sulla cabala.
Davvero, non è una giornata fortunata per i sardi, l'avete dimostrato con la vostra reticenza, cari colleghi della maggioranza, avete negato alla vostra intelligenza la possibilità di adottare provvedimenti che davvero rispondessero alle esigenze dei nostri cittadini, l'avete dimostrato negandovi atti di democrazia e assumendo come nell'inizio della mattinata di oggi, decisioni senza che in Aula ci fosse neanche il numero legale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, sarò estremamente breve, ma mi preme richiamare l'intervento dell'onorevole Marrocu che ieri, citando i guasti della formazione, aveva fatto intendere che fossero tutti imputabili all'ultima Giunta, dimenticando probabilmente che negli ultimi trent'anni per venticinque ha governato il centrosinistra, e tutti sappiamo chi era Assessore al lavoro nelle Giunte di centrosinistra! Ma debbo anche ricordare che tutta la programmazione è stata impostata secondo quella che era la previsione...
(Interruzioni)
Anche, è capitato anche quello; meglio non allungare perché, lo ricordava prima l'onorevole Pisano, c'era un forte controllo sugli enti che devono essere accreditati, oggi invece sia il numero di enti sia i criteri di accreditamento sono notevolmente diversi. Non si può far passare tutto e il contrario di tutto; credo che sia necessario fare chiarezza, credo che sia opportuno porre rimedio a ciò che non va, sia che la colpa sia della destra o della sinistra. Si è più di una volta detto che bisogna intervenire, ma non si può pensare che il problema sia risolvibile chiudendo un sistema.
Bisogna fare chiarezza e la faremo quando affronteremo il discorso sulla formazione professionale e sulla scuola, perché credo che entrambe rivestano pari dignità. Guai se non si tenesse a mente che non può esserci un canale privilegiato nell'istruzione e nella formazione perché ciò porterebbe ad una perdita di presenza nel sistema della cultura di tantissimi giovani che anziché proseguire gli studi continueranno a disperdersi nei bar e nella strada a fare altro.
L'argomento meriterebbe senz'alro uno spazio maggiore, però è necessario ricordare che non si può assolutamente passare sopra con un rullo compressore pensando di azzerare un qualcosa che ha offerto comunque un servizio sociale e che è a sua volta interprete di un servizio sociale, considerato che il mondo del lavoro è orientamento, formazione e cultura tutto insieme; ma di tutto ciò discuteremo in altra circostanza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 42. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 42.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 53
maggioranza 27
favorevoli 15
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 81. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 81.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 66
maggioranza 34
favorevoli 19
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 11.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 11 sono stati presentati 37 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dei relativi emendamenti:
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 11
In aumento
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.027
Cap. 11205
Spese per la conservazione dei monumenti di interesse archeologico artistico e storico
Anno 2006 +1.000.000
In diminuzione
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 1.000.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (1)
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 11
In aumento
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.027
Cap. 11210
Restauro chiese di particolare valore interesse storico
Anno 2006 +1.500.000
In diminuzione
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 1.500.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (3)
Emendamento modificativo Floris Mario - Cherchi Oscar
Stato di previsione 11
In aumento
ASSESSORATO PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.015
Cap. 11063
Spese per la diffusione della cultura e della lingua sarda nell'ambito delle formazioni scolastiche degli allievi e il personale docente
Anno 2006 +500.000
In diminuzione
03 - ASSESSORATO PROGRAMMAZIONE
UPB S03006
Cap. 03030 FNOL
Anno 2006 - 500.000
E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (4)
Emendamento modificativo Atzeri - Scarpa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
2006 euro 1.500.000 per incrementare il cap. 11309
In diminuzione
UPB S03.006 FNOL
Anno 2006 euro 1.500.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla L.F. (6)
Emendamento modificativo Atzeri - Scarpa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
Anno 2006 euro 300.000
per incrementare il cap. 11121
In diminuzione
UPB S03.006 FNOL
Anno 2006 euro 300.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla L.F. (7)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 11
Allo stato di previsione 11 - istruzione sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S11.016
cap. 11030
Anno 2006 + euro 500.000
Sa die
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 500.000. (16)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 11
Allo stato di previsione 11 - istruzione sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S11.027
cap. 11205
Anno 2006 + euro 3.000.000
Beni archeologici
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 3.000.000. (17)
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 11
Allo stato di previsione 11 - istruzione sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S11.048 cap. 11284
Anno 2006 + euro 400.000
Impianti sportivi
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 400.000. (18)
Emendamento modificativo Dedoni - Pisano - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.027
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (a valere sul cap. 11207.00 - contributi agli enti locali per la costruzione di nuovi musei e per il riattamento, l'attrezzatura e l'incremento di quelli esistenti, art. 3 L.R.1/1958; art. 113 L.R. 11/1988; art. 81 L.R, 18/1989; art. 4, comma 1 L.R.25/1993)
Anno 2006 euro 500.000
Anno 2007 euro 500.000
Anno 2008 euro 500.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 500.000
Anno 2007 euro 500.000
Anno 2008 euro 500.000. (23)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.027
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali
(Cap. 11205)
Anno 2006 euro 300.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S11.025
Tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali
(Cap. 11195)
Anno 2006 euro 300.000. (33)
Emendamento modificativo Cassano - Vargiu - Dedoni - Pisano
Stato di previsione 11
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.049
Interventi in conto capitale per impianti sportivi
(a valere sul cap. 11296 - Contributi in conto capitale ai Comuni e loro consorzi per il completamento, la costruzione, la ristrutturazione e ampliamento di impianti sportivi di base)
Anno 2006 euro 5.000.000
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.006
Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 5.000.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tab. A allegata alla l.f. (39)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.067 Cap. 11152-00
Anno 2006 euro 150.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 150.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (54)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.067 Cap. 11148-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (55)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11121-00
Anno 2006 euro 60.000
Anno 2007 euro 60.000
Anno 2008 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
Anno 2007 euro 60.000
Anno 2008 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (56)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.065
Cap. 11100-00
Anno 2006 euro 15.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 15.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (57)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.060
Cap. 11070-00
Anno 2006 euro 2.500.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 2.500.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (58)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Vargiu - Ladu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.060
Cap. 11069-00
Anno 2006 euro 1.200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (59)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11064-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (60)
Emendamento modificativo Artizzu - Contu - La Spisa -Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11063-00
Anno 2006 euro 350.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 350.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (61)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Oppi - Diana - Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.016
Cap. 11030-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (62)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Contu - La Spisa - Diana -Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11029-00
Anno 2006 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (63)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Contu - La Spisa - Oppi - Ladu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11028-00
Anno 2006 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (64)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.017
Cap. 11237-00
Anno 2006 euro 350.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 350.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (66)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.017
Cap. 11234-00
Anno 2006 euro 50.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 50.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (67)
Emendamento modificativo Artizzu - Contu - Diana - Capelli - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.027
Cap. 11209-00
Anno 2006 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (68)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.072
Cap. 11181-00
Anno 2006 euro 100.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 100.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (69)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Vargiu - Ladu - La Spisa - Contu - Diana - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11176-00
Anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 400.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (70)
Emendamento modificativo Artizzu - Vargiu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.048
Cap. 11284-00
Anno 2006 euro 500.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 500.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (71)
Emendamento modificativo Artizzu - Ladu - Oppi - Capelli - Diana - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.048
Cap. 11273-00
Anno 2006 euro 300.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 300.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (72)
Emendamento modificativo Artizzu - Vargiu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.048
Cap. 11272-00
Anno 2006 euro 1.000.000
Anno 2007 euro 1.000.000
Anno 2008 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.000.000
Anno 2007 euro 1.000.000
Anno 2008 euro 1.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (73)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Capelli - Diana - Ladu - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11316-00
Anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 400.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (74)
Emendamento modificativo Artizzu - La Spisa - Sanjust - Gallus - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11314-00
Anno 2006 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 2.000.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (75)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Oppi - Ladu - Capelli - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11334-00
Anno 2006 euro 1.200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 1.200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (76)
Emendamento modificativo Artizzu - Capelli - Diana - Oppi - Ladu - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11326-00
Anno 2006 euro 200.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 200.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (77)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.052
Cap. 11335-00
Anno 2006 euro 400.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 400.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (78)
Emendamento modificativo Artizzu - Oppi - Ladu - Capelli - Diana - Contu - La Spisa - Vargiu
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11338-00
Anno 2006 euro 60.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 60.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (79)
Emendamento modificativo Artizzu - Diana - Oppi - Ladu - Vargiu - La Spisa - Contu - Capelli
Stato di previsione 11
In aumento
UPB S11.015
Cap. 11196-00
Anno 2006 euro 35.000
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 euro 35.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (80).)
PRESIDENTE. Comunico he gli emendamenti numero 3, 54, 57, 58, 59, 69 e 70 sono dichiarati inammissibili.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere sugli emendamenti numero 1, 17 e 33 è positivo subordinatamente all'accoglimento, da parte dei presentatori, della proposta di unificarli uniformandoli al testo dell'emendamento numero 33, che prevede per questa destinazione un importo di 300 mila euro. Su tutti gli altri il parere è negativo.
PRESIDENTE. L'onorevole Secci ha posto un problema per gli emendamenti numero 1 e 17. I presentatori, l'onorevole Floris e l'onorevole Scarpa, mi fanno presente che accolgono la proposta. Quindi li possiamo mettere in votazione insieme all'emendamento numero 33. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme al parere del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare metto in votazione congiuntamente gli emendamenti numero 1, 17 e 33. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa 12.
(Segue lettura)
Allo stato di previsione della spesa 12 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell' emendamento:
Emendamento sostitutivo parziale Scarpa - Atzeri
Stato di previsione 12
Allo stato di previsione 12 - ISTRUZIONE sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S12.060
Cap. 12343
Anno 2006 + euro 500.000
Lotta al randagismo
In diminuzione
UPB S03.006
Anno 2006 - euro 500.000 (19).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo allo stato di previsione della spesa 13.
(Segue lettura)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'elenco numero 1.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'elenco numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'elenco numero 2.
(Segue lettura)
Poiché nessuno chiede di parlare, metto in votazione l'elenco numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'elenco numero 3.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'elenco numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo ora all'esame delle etizioni delle note di programma. Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del passaggio all'esame all'esame delle partizioni delle note di programma.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Cappai - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Petrini - Pisano - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Si è astenuto il consigliere: Floris Mario.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 60
votanti 59
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 44
contrari 15
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della parte relativa al quadro unitario dei programmi e delle attività.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione la parte relativa al quadro unitario dei programmi e delle attività. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della parte relativa alla Presidenza della Giunta.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa alla Presidenza della Giunta. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato della difesa dell'ambiente.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato della difesa dell'ambiente. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dei lavori pubblici.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dei lavori pubblici. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dell'industria.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dell'industria. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dell'igiene, sanità ed assistenza sociale.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dell'igiene, sanità ed assistenza sociale. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Passiamo all'esame della parte relativa all'Assessorato dei trasporti.
(Segue lettura)
Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione la parte relativa all'Assessorato dei trasporti. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei lavori prima di passare agli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono opposizioni sospendo i lavori sino alle ore 14.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 46, viene ripresa alle ore 14 e 22.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE PAOLO FADDA
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Chiedo, se possibile, una sospensione dei lavori sino alle ore 16.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Sanciu, ringrazio anche tutta l'opposizione per la disponibilità che sta dimostrando anche in questa occasione. I lavori verranno ripresi alle ore 16.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 23, viene ripresa alle ore 15 e 59.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, a nome della Giunta mi scuso per questo ritardo. Siamo ancora nella fase di predisposizione dell'ordine del giorno con l'elenco dei collegati e quindi sono costretto a chiedere, scusandomi ulteriormente, un'ora aggiuntiva di sospensione.
PRESIDENTE. Per evitare ulteriori sospensioni propongo di riprendere i lavori alle ore 17 e 30, però se per quell'ora non si fosse raggiunto un accordo io rinvierò alla prossima settimana i lavori dell'Aula. Poiché non ci sono opposizioni, sospendo la seduta sino alle ore 17 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 16, viene ripresa alle ore 17 e 29.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Sono stati presentati sei ordini del giorno.
(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno:
Ordine del giorno Caligaris - Pisu - Ibba - Masia - Davoli - Uras - Cerina - Floris Vincenzo - Corda - Bruno - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Balia sullo spegnimento, il 16 marzo prossimo, del segnale televisivo analogico e sulle iniziative della Giunta per superare il divario digitale nei territori dell'Isola
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
CONSIDERATA l'incertezza venutasi a creare tra i cittadini sullo spegnimento, il 16 marzo prossimo, del segnale televisivo analogico e l'attivazione del digitale terrestre;
VALUTATO positivamente l'intervento del Presidente della Regione che, dopo aver denunciato l'inutilità dei decoder messi a disposizione degli abbonati al servizio pubblico televisivo con un apposito bonus statale, ha definito l'esperimento voluto dal Governo, in attuazione della Legge Gasparri, "un colossale inganno";
PREOCCUPATO per le conseguenze che l'imposizione del Ministero delle comunicazioni avrà sui cittadini sardi;
PRESO ATTO delle dichiarazioni del Presidente della Commissione di vigilanza della Rai secondo il quale "occorre gradualità per consentire alle TV private e ai fornitori di contenuti di avere un loro ruolo" e quindi di prevedere "un lasso di tempo più lungo prima di arrivare allo switch off",
impegna la Giunta regionale
1) ad attivare ogni iniziativa, compresa la formale disdetta della convenzione firmata nell'estate scorsa con il Governo e il consorzio DIGITVI, per ottenere l'annullamento dell'esperimento e quindi consentire alla Sardegna di usufruire degli stessi tempi a disposizione delle altre regioni per 1' introduzione del segnale digitale televisivo;
2) a predisporre interventi e finanziamenti, anche straordinari, per superare entro il 2008, data prevista per l'attivazione del digitale terrestre in tutta Italia, il divario digitale nei territori dell'Isola;
3) ad assumere iniziative per consentire alle televisioni locali di attrezzarsi per evitare che il digitale terrestre ripeta o addirittura aggravi il livello di concentrazione (Rai - Mediaset) che esiste con l'analogico;
4) a riferire in Consiglio in tempi brevi sui risultati ottenuti e sulle iniziative assunte. (1)
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Oppi - Ladu - Artizzu - Vargiu sull'adeguamento del bilancio della Regione allo sviluppo delle trattative Stato-Regione sulle entrate
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
PRESO ATTO che una parte notevole del disavanzo della Regione al 31 dicembre 2005 è coperto per 1.850.000.000 di euro con risorse che lo Stato dovrebbe assegnare alla Regione a saldo del mancato trasferimento negli anni di quote di compartecipazione ai gettiti IRPEF e IVA incassati in Sardegna;
CONSIDERATO che la reale copertura del disavanzo è strettamente legata alla positiva conclusione della trattativa con il Governo e all'effettivo trasferimento delle risorse finanziarie alla Sardegna,
impegna la Giunta regionale
1) a proseguire la trattativa con il Governo in modo da pervenire in tempi stretti alla conclusione favorevole della vertenza;
2) a riferire periodicamente in Assemblea sullo stato della trattativa. (2)
Ordine del giorno Floris Mario - La Spisa - Vargiu - Oppi - Ladu - Artizzu - Amadu - Moro - Sanciu - Sanna Matteo - Lombardo - Rassu - Pisano - Cassano - Cherchi Oscar - Cappai - Biancareddu - Diana - Petrini - Capelli sulla situazione della spesa regionale e dei residui
Il Consiglio regionale
- PRESO ATTO con preoccupazione che, come emerge nei documenti della manovra finanziaria presentati dalla Giunta Regionale, la massa complessiva dei residui per la prima volta supera (per numero 54.721.000 di euro) la somma disponibile del bilancio 2006;
- CONSTATATO che dall'analisi degli stessi documenti si evince che nel 2005 su molte UPB non è stata effettuata nessuna spesa (n. 30.000.000 di euro destinate ai trasferimenti ai Comuni a sostegno dell'occupazione - art. 19 della L.R. 37 del 1998 - e le somme POR destinate alla rete telematica regionale) o è stata avviata la procedura di spesa per somme estremamente limitate rispetto allo stanziamento iniziale (Programmazione Negoziata);
- CONSIDERATO che il mancato utilizzo degli stanziamenti, se dovuto a problemi procedurali, avrebbe dovuto indurre la Giunta ad apportare i necessari adeguamenti legislativi o amministrativi o altrimenti, stante la limitatezza delle risorse finanziarie, a presentare un disegno di legge di assestamento;
- SOTTOLINEATO che con l'approvazione del bilancio il Consiglio Regionale affida alla Giunta il compito di attivare rapidamente gli interventi previsti e di porre in essere, senza alcuna valutazione discrezionale sulla loro opportunità e sui tempi di avvio, le procedure di spesa;
- CONSIDERATO che la preoccupante quantità di residui denota difficoltà di spendita da parte dell'Amministrazione Regionale.
Impegna la Giunta regionale
A trasmettere entro il mese di aprile al Consiglio regionale una completa e dettagliata relazione sull'andamento della spesa regionale che analizzi in particolare i motivi della lentezza della spesa, la situazione dei residui indicando l'ammontare in termini quantitativi e percentuali delle somme che a vario titolo danno origine ai residui. (3)
Ordine del giorno Cherchi Oscar - Dedoni - Gallus - Diana - Licandro - Cuccu Franco Ignazio sul finanziamento straordinario ADI da destinare alla ASL n. 5 di Oristano
Il Consiglio regionale
a conclusione dell'esame degli emendamenti alla manovra finanziario 2006-2008
PRESO ATTO della grave situazione in cui versa il servizio di assistenza domiciliare integrata di cui si fa carico la Asl n. 5 di Oristano;
CONSIDERATO il carattere di estrema urgenza che si è venuto a creare da qualche settimana e che ha costretto la Asl n. 5 di Oristano a ridurre le ore di assistenza domiciliare integrata prestata ai pazienti ventilati;
impegna la Giunta regionale
1) a predisporre un procedimento urgente per destinare alla Asl n. 5 di Oristano i fondi necessari al ripristino del servizio di assistenza domiciliare integrativa, in modo da garantire le sei ore giornaliere a paziente;
2) a riferire in Assemblea sullo stato del procedimento;
3) a predisporre nel caso in cui si rendesse necessario eventuali atti nel Bilancio della Regione 2006 finalizzato a dare copertura finanziaria. (4)
Ordine del giorno Diana - Marrocu - Biancu - La Spisa - Porcu - Oppi - Licheri - Artizzu - Balia - Vargiu - Gallus sul rilancio del Teatro lirico di Cagliari
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
RILEVATO che:
- la Fondazione teatro lirico di Cagliari ha chiuso i propri bilanci in pareggio negli esercizi 2004 e 2005 (unica in Italia) contando su un budget annuale di circa 27 milioni di euro;
- il bilancio preventivo per l'esercizio 2006, approvato dal consiglio d'amministrazione nella seduta del 21 novembre 2005, presentava come risultato economico, sulla base delle poste in entrata consuntivate nel 2005, un utile d'esercizio di euro 1.332,62;
- i risultati delle gestioni dell'ultimo biennio evidenziano un calo dell'indebitamento che è sceso dagli oltre 25 milioni di euro del 2003 ai circa 19 milioni del 2005, vale a dire una riduzione di oltre il 27% dei debiti a breve (fornitori e banche), a medio (fidi bancari) e a lungo termine (mutui e TFR);
CONSTATATO che:
- a motivo del debito patrimoniale accumulato nel periodo 1998-2003, il piano di risanamento varato dal consiglio d'amministrazione ha previsto nel 2004-2005 la temporanea riduzione dell'attività programmata in sede e fuori sede, nell'ambito del decentramento regionale;
- già nel 2006, però, confidando sul medesimo apporto economico del 2004-2005, la Fondazione ha invertito la tendenza, recuperando il quinto titolo d'opera ed aumentando la propria attività decentrata;
- in sede regionale, si sono rafforzati i rapporti di collaborazione con i Comuni di Tempio, Nuoro e Carbonia, varando cartelloni stagionali con scansione temporale ottobre 2005-giugno 2006;
- per la prima volta dopo molti anni, si è realizzata una produzione operistica (Il flauto magico) che ha inaugurato in quei tre teatri il ciclo di manifestazioni dedicate all'anno mozartiano;
- a marzo 2006 si ipotizza che la Fondazione possa essere tra i protagonisti dell'inaugurazione del Teatro di Paulilatino;
CONSIDERATO che:
- al termine della campagna abbonamenti relativa alle stagioni sinfonica e lirica 2005-2006, la Fondazione ha registrato un incremento complessivo del 5% di abbonati rispetto al totale della stagione 2004-2005 e che questo dato, aggregato all'incremento di adesioni realizzatosi lo scorso anno, percentualmente fissa nel 17% totale l'aumento di abbonati rispetto alle stagioni precedenti questa gestione;
- i 12 mila abbonati del Lirico rappresentano un record, in rapporto alla popolazione, nelle fondazioni liriche italiane e che, pertanto, la composizione del nostro pubblico è la smentita più clamorosa per chi immagina i teatri lirici come strutture obsolete, elitarie o riservate a pochi privilegiati;
- tale risultato è dovuto anche a una politica di prezzi "sociali" che garantisce la fruizione di un prodotto culturale di qualità elevata anche a migliaia di studenti della città e della regione, a gruppi organizzati e all'associazionismo, ad anziani e a fasce economicamente deboli;
CONSIDERATO ancora che:
- la crescita lenta ma costante del Teatro lirico di Cagliari è dovuta in larga misura alle competenze e alla professionalità del personale artistico, tecnico e amministrativo;
- nonostante il Teatro disponga di una pianta organica che fissa, dal 2002, in 270 unità stabili l'organico del Teatro, attualmente i dipendenti stabili sono 247 mentre le unità lavorative annue (ULA) raggiunte nel corso del 2005 sono pari a 323 e ciò grazie all'apporto di 76 addetti che, con diverse forme contrattuali (a termine, a progetto, professionali, ecc.), completano, in aggiunta alle unità stabili, l'organico e assolvono alle esigenze produttive e organizzative;
CONVINTO pertanto che, per ridare slancio e vigore al Teatro lirico di Cagliari, oltre che far fronte alla continua erosione della contribuzione ordinaria pubblica, sia necessaria una forte azione del Consiglio regionale della Sardegna sia nei confronti del Governo e sia con il reperimento di risorse proprie,
impegna la Giunta regionale
a) a rappresentare al Governo la grave situazione del Teatro lirico di Cagliari onde ottenere la indispensabile ricontrattazione delle quote quantitative e qualitative derivanti dal FUS o extra FUS;
b) ad attivare tutte le iniziative e procedure in suo possesso per reperire le risorse necessarie alla prosecuzione della attività del Teatro lirico, anche con la predisposizione di progetti atti a diffondere e veicolare l'attività del Teatro lirico in tutta la Sardegna;
c) a favorire altresì tutte le iniziative ed i progetti di sponsor privati che consentano di attingere risorse oltre che dai finanziamenti comunitari, anche dalle risorse ordinarie. (5)
Ordine del giorno Marrocu - Biancu - Porcu - Licheri - Balia sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria 2006-2008
Il Consiglio regionalea conclusione della discussione dei disegni di legge n. 199/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)" e n. 200/A "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008";
CONSIDERATO che:
a) ai sensi del comma 8 dell'articolo 34 del Regolamento interno del Consiglio devono essere individuati i disegni di legge, presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico finanziaria;
b) la Giunta regionale ha presentato al Consiglio, ai sensi della lettera c) del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, così come sostituito dall'articolo 1 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, i seguenti disegni di legge collegati alla manovra economico - finanziaria 2006-2008:
1) D.L. n. 201 - Istituzione dei Parchi naturali regionali dell'Oasi di Tepilora, delle Foreste di Gutturu Mannu e del Monte Arci;
2) D.L. n. 202 - Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna;
3) D.L. n. 203 - Riordino e razionalizzazione delle professioni turistiche;
4) D.L. n. 204 - Nuove norme per l'uso del territorio regionale;
5) D.L. n. 216 - Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo;
c) sono stati inoltre presentati i seguenti disegni di legge:
1) D.L. n. 192 - Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura "LAORE";
2) D.L. n. 193 - Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna "AGRIS";
3) D.L. n. 209 - Riordino delle funzioni in materia di aree industriali;
RAVVISATA la necessità, in virtù del comma 8 del predetto articolo 34 del Regolamento interno, di individuare i provvedimenti da collegare alla manovra economico - finanziaria 2006-2008,
delibera
di individuare quali disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria i seguenti:
1) D.L. n. 192 - Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura "LAORE";
2) D.L. n. 193 - Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna "AGRIS";
3) D.L. n. 201 - Istituzione dei Parchi naturali regionali dell'Oasi di Tepilora, delle Foreste di Gutturu Mannu e del Monte Arci;
4) D.L. n. 202 - Tutela della salute e riordino del Servizio sanitario della Sardegna;
5) D.L. n. 203 - Riordino e razionalizzazione delle professioni turistiche;
6) D.L. n. 209 - Riordino delle funzioni in materia di aree industriali;
7) D.L. n. 216 - Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo.
8) D.L. n. 204 "Nuove norme per l'uso del territorio regionale", limitatamente alle disposizioni concernenti la normativa regionale stralcio che, in anticipazione di una completa riforma della disciplina regionale di governo del territorio, consenta un'adeguata applicazione delle disposizioni contenute nel Piano paesaggistico regionale. (6)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno non possono essere illustrati. Per esprimere il parere su di essi ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ordine del giorno numero 1. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per evitare fraintendimenti visto che stamattina non ci siamo capiti. Voterò a favore dell'ordine del giorno numero 1, di cui sono prima firmataria, e sottoscritto dall'onorevole Orrù e da dodici colleghi della maggioranza, perché è improrogabile fare chiarezza una volta per tutte sul passaggio dal sistema analogico al digitale terrestre, interrompendo il susseguirsi di dichiarazioni contrastanti che hanno generato molta confusione tra i cittadini.
E' evidente che occorre ottenere lo slittamento dello switch off fino a quando l'attivazione del digitale terrestre interesserà l'intero territorio italiano. Soltanto in questo modo sarà possibile completare i programmi per superare il divario digitale tra i territori dell'Isola, informare correttamente i cittadini anche a prescindere da una serie di campagne pubblicitarie per l'acquisto dei decoder e da iniziative di tipo elettoralistico, come sta avvenendo in questi giorni anche con una lettera recapitata agli italiani a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il rinvio consentirà di fare una riflessione su quale decoder sia davvero utile per permettere l'interattività, l'uso dei servizi on line e per garantire un'informazione capillare completa soprattutto per i cittadini che sono meno abituati all'uso dei sistemi tecnologici avanzati. Permetterà inoltre alle emittenti locali di adeguare la strumentazione che attualmente hanno in adozione, alle novità per evitare che si aggravi l'attuale concentrazione RAI-MEDIASET ed infine permetterà di approfondire la questione delicatissima dei contenuti dei nuovi canali a disposizione anche della Regione.
Quindi credo che l'impegno chiesto al presidente Soru perché ci informi e ci dia la possibilità di capire esattamente che cosa verrà fatto su questa materia, sia importantissimo. Il mio voto a favore dell'ordine del giorno è quindi formalmente e sostanzialmente indirizzato a ricevere questi chiarimenti, ormai improrogabili perché la data del 15 marzo è vicina.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ordine del giorno numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per evitare di perdere tempo, se lei mi consente, pronuncerò due parole sull'ordine del giorno numero 2 ed anche sul numero 3.
Credo che in questa tornata di lavori, che ha visto il Consiglio regionale impegnato sulla manovra finanziaria, ognuno abbia esposto le proprie tesi; uno scontro anche spigoloso ma penso civile e democratico. Abbiamo detto di tutto e di più, purtroppo il nostro non è stato un dialogo: è stato un monologo. Eppure a noi non è sembrato di assumere un atteggiamento ostruzionistico né dilatorio. Si sono rispettati forse per la prima volta nella storia dell'autonomia i tempi decisi dal Regolamento per l'approvazione della finanziaria e del bilancio, non certo per merito soltanto del Regolamento, ma credo per merito soprattutto di una minoranza che civilmente ha esposto le proprie posizioni, ma non ha eretto barricate, non ha forzato nessun Regolamento, ha rinunciato anche qualche volta a parlare.
E' chiaro che i nostri ordini del giorno hanno un intento costruttivo, in particolare quello che riguarda la vertenza con lo Stato nazionale; noi vorremmo ricomporre un'unità della Sardegna, delle forze politiche, che riprenda il dialogo ma indichi anche in qualche modo una strada, e la stessa cosa vale per la spesa. Il Presidente sa che, per la prima volta nella storia dell'autonomia, i residui superano la competenza. A fronte di... Perché muove la testa così, Assessore? Allora mi consenta... C'è scritto.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne abbiamo già parlato.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Noi abbiamo un bilancio di novemila miliardi rispetto a oltre cinquemila e settecento miliardi di residui passivi, quindi credo che i residui siano superiori alla competenza. Non ho capito perché mi dice di no! Abbiamo un bilancio di novemila miliardi, se a questo bilancio di novemila miliardi togliamo i tremilacentosessantasei miliardi destinati a pagare il debito, se a questo togliamo anche le spese di funzionamento della Regione, se togliamo la spesa sanitaria, non ci rimangono neanche gli occhi per piangere!
Quindi vorremmo affrontare e controllare la spesa in maniera da comprendere perché spendiamo poco, senza polemica nei confronti di nessuno ma facendo in modo che questa sia una responsabilità di tutti, di tutti quelli che c'erano, di quelli che ci sono e di quelli che ci saranno. Quindi i due ordini del giorno hanno questa motivazione; non capisco perché il Presidente e la Giunta si rimettano all'Aula; ma questo è e questo dovevamo dire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo sull'ordine del giorno numero 2 per dichiararmi d'accordo, escluso l'ultimo impegno, con la prima parte. Chiedo quindi la votazione per parti, eliminando l'ultimo impegno sia perché a maggio il governo di centrosinistra si sarà appena insediato ed è opportuno concedergli qualche mese di tempo per darci risposte, e poi perché sinceramente nel momento in cui affermiamo nell'ordine del giorno che vogliamo proseguire la trattativa e la vertenza con il Governo, non appare opportuno prefigurare l'ipotesi che questa vertenza si chiuda con un nulla di fatto.
Chiedo pertanto la votazione per parti e dichiaro il mio voto contrario sull'ultima parte, quella che impegna la Giunta entro maggio.
PRESIDENTE. La proposta che viene avanzata è che venga votato l'ultimo comma separatamente.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Si può anche chiedere che l'ultimo comma venga ritirato. Così lo vediamo tutti insieme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Non ritiriamo nulla, l'ordine del giorno è stato presentato, noi dichiariamo di votare a favore integralmente dell'ordine del giorno, poi la votazione può essere richiesta per parti in ogni caso. Sull'ordine del giorno noi crediamo che si debba onestamente concordare perché costituisce semplicemente una presa d'atto, senza alcun cenno di polemica, della circostanza che la manovra finanziaria che noi stiamo per approvare definitivamente, è caratterizzata dal fatto che una gran parte del disavanzo è coperta della previsione di entrate per un miliardo ed ottocentocinquanta milioni che la Giunta considera di poter ricevere dallo Stato entro l'esercizio 2006.
Noi condividiamo certamente l'augurio, ma sicuramente non possiamo condividere la scelta tecnico-finanziaria adottata dalla Giunta nel presentare una proposta che, incautamente e fittiziamente, copre il disavanzo con un accantonamento che è soltanto di carta, carta ancora utilizzabile in termini positivi come speranza di una risposta; ma che può diventare soltanto un sogno, un'illusione se alla fine dell'esercizio il Parlamento e il Governo non saranno in grado di onorarla.
PRESIDENTE. Metto in votazione la prima dell'ordine del giorno numero 2, escluso l'ultimo capoverso, sino a "riferire periodicamente in Assemblea sullo stato della trattativa". Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvata)
Ordine del giorno numero 3. Ha domandato di parlare, per una precisazione, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Onorevole Floris quando lei ha presentato l'ordine del giorno numero 3 ho fatto un cenno di dissenso per un motivo che adesso spiego. Non so quale stima della massa dei residui lei stia utilizzando, però io ho già riferito in quest'Aula che nelle nostre stime la massa di residui al 31 dicembre 2005 (che non può essere ancora letta con precisione perché stiamo ancora registrando le somme che vanno in economia) sarà pari a circa ottomilacento milioni; riteniamo che possa anche andare meglio, ma secondo le nostre stime, se tutto andrà esattamente come gli altri anni, dovremmo attestarci poco al di sopra degli ottomila milioni di euro, il che significa che ciò che lei afferma qui non corrisponde necessariamente al vero, cioè che per la prima volta la massa dei residui supererebbe la massa delle somme appostate in bilancio.
Questo volevo sottolineare, perché i dati sui residui di qualche settimana o giorno fa non sono ancora dati definitivi e quindi il confronto va effettuato tra grandezze omogenee; quindi credo che, per questo, l'ordine del giorno sia, da questo punto di vista, non preciso.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Ordine del giorno numero 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Federalista Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo per dichiarare un isolatissimo voto contrario sull'ordine del giorno numero 5 relativo al rilancio del teatro lirico di Cagliari, non perché ci sia da parte mia una particolare ostilità verso questa prestigiosa istituzione ma perché rimango dell'idea che la programmazione dell'incentivazione delle iniziative culturali debba tener conto che le iniziative culturali che più "sbigliettano", che più stanno sul mercato, che più contano abbonamenti, meno debbano essere sostenute; è un fatto comprensibile.
La cultura, infatti, è costituita di attività che non sono remunerate, perché non vanno su un mercato, ma che costituiscono, rispetto alle attività invece che "sbigliettano", le infrastrutture rispetto alle grandi fabbriche. Sono le piccole compagnie, sono le piccole riviste, sono i piccoli giornali, sono le piccole scuole di musica. Allora, se si ragiona di questo sistema unitariamente io sono disponibile a considerare anche il teatro lirico, ma siccome questo è un settore che sta soffrendo di una mancanza di interpretazione equilibrata dei suoi bisogni, non sono disponibile all'evidenziazione, al premio al teatro lirico a dispetto di un sistema che merita altrettanta attenzione ed altrettanta cura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io credo che l'onorevole Maninchedda probabilmente non ha avuto il tempo di farci capire esattamente quale fosse il problema, avremo eventualmente modo di dialogare successivamente su questo argomento. Probabilmente avremmo dovuto leggere l'ordine del giorno a voce alta per capire di cosa stiamo parlando, perché qua non si sono chieste risorse aggiuntive, si è chiesta un'attenzione particolare e si impegnata la Giunta regionale a individuare modi e tempi perché il teatro lirico non debba vivere solo del contributo ordinario dello Stato e della Regione. E' necessario però che anche il teatro lirico si impegni a presentare dei progetti e a svolgere un'attività che vada oltre il confine del territorio della città di Cagliari. Solo questo. Volevo ricordare che questa istituzione, in tre anni, ha ridotto di otto miliardi di vecchie lire il suo indebitamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ordine del giorno numero 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, non so se il Presidente del Consiglio sia stato informato della grande responsabilità che lei si sta assumendo in quest'Aula. Inviterei il Vicepresidente a fare in modo che, durante la discussione di questo preciso argomento, ci sia la presenza del Presidente del Consiglio. Io desidero conoscere se il Presidente del Consiglio è stato informato esattamente della presentazione in Consiglio regionale di quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, chiedo la votazione separata di ciascun punto del dispositivo che individua i disegni di legge collegati alla manovra finanziaria. Poiché sono parti compiute, le decisioni sono indipendenti l'una dall'altra, quindi tecnicamente possono essere votate separatamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Può essere utile per la decisione della pregiudiziale?
PRESIDENTE. Onorevole Floris...
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ho rivolto una domanda, se mi dà questa risposta intendo parlare.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio ha letto l'ordine del giorno e lo ritiene ammissibile.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). I disegni di legge che dovrebbero essere inseriti nell'ordine del giorno per l'individuazione dei provvedimenti da considerare collegati, devono essere quelli trasmessi dalla Giunta con i documenti contabili: legge finanziaria, bilancio, note di programma, allegati, disegni di legge complementari alla manovra finanziaria. Non si possono considerare collegati i provvedimenti presentati antecedentemente; non sono complementari alla manovra finanziaria ma normali disegni di legge che verrebbero sottratti alla ordinaria procedura regolamentare, sul binario dei benefici riservati unicamente ai tempi dei cosiddetti collegati.
Collegati non possono essere perciò intesi i disegni di legge presentati dalla Giunta nella legislatura, perché sennò quando cambieremo vuol dire che faremo tutto un collegato. Non possono, Presidente. Sto ponendo un problema al Presidente del Consiglio. Sul disegno di legge numero 216, il minestrone, che ha recepito tutte le norme intruse espunte dal disegno di legge della finanziaria, esistono forti dubbi (noi abbiamo già i pareri) sulla legittimità di quello che si sta facendo. E' una legge finanziaria bis? In tal caso dovrebbero essere applicate le regole stabilite dall'articolo 13 della legge di contabilità. E' un disegno di legge come tanti? Perché allora attribuire l'esame alla terza Commissione, in seduta congiunta a seconda dei vari articoli? Il Presidente mi insegna che esisterebbero a riguardo problemi procedurali non di piccolo conto. Quale commissione fa...
(Interruzione del consigliere Secci)
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Stai zitto per cortesia, devi stare zitto quando parlano gli altri, perché io sto zitto. La devi smettere!
PRESIDENTE. Onorevole Secci, per gentilezza.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Tu la devi smettere.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, si rivolga alla Presidenza.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Mi rivolgo alla Presidenza. Quale Commissione fa la votazione finale? La Commissione bilancio da sola o con la presenza in seduta congiunta di tutte le altre Commissioni? Se invece si pensa che nella seduta congiunta con ciascuna delle altre Commissioni la terza approvi i singoli articoli, dove va a finire l'uniformità della legge? Ogni Commissione potrà nominare i suoi relatori? Si arriverà perciò ad avere sul provvedimento quattordici relatori in Aula? Sarebbe più corretto rinviare il disegno di legge 216 alla Giunta (ed è una richiesta formale) in modo tale che la stessa possa ripartire il testo in tanti disegni di legge.
Allora, Presidente, che cosa le voglio dire? Questo è un espediente che noi rigettiamo. Attenzione a quello che sta facendo: noi siamo per le battaglie politiche serie, per scontrarci in Aula anche in maniera aspra, come ho detto prima, spigolosa; non costringeteci ad andare fuori e ricorrere ad altri organismi, perché il giorno in cui gli altri organismi entrano nel potere legislativo, in quest'Assemblea, è finita la politica. Quello che voi state facendo è un colpo di mano, che non sta né in cielo né in terra. E' una cosa dichiarata dal presidente Soru prima ancora della manovra finanziaria.
Questo pasticcio non si può fare. Questo è un pasticcio perché se andassimo a vedere che cosa si intende per collegati, lo capirebbero anche i bambini. Quindi, attenzione, noi siamo costretti e saremo costretti a rivolgerci altrove perché la prevaricazione ha un limite. Visto che non è possibile in sede politica far valere le nostre ragioni, ci state costringendo a compiere atti che noi non vorremmo compiere.
PRESIDENTE. Naturalmente al termine delle dichiarazioni di voto il Presidente prenderà una posizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, penso che il collega Floris abbia ben interpretato il pensiero e quanto volevo fare rilevare; per cui credo che ci sia poco da aggiungere. Siamo disponibili nei confronti dei cinque o sei disegni di legge che sono pervenuti come collegato alla finanziaria, per tutto il resto non posso che sottoscrivere e ribadire quanto sostenuto dal collega Floris. Diversamente potrei proporre degli emendamenti orali per l'inserimento, come collegati alla legge finanziaria, di altrettanti provvedimenti tipo l'ARPAS, per esempio, che è in attesa di esame ormai da anni da parte di quest'Aula. La Regione Sardegna è l'unica regione a tutt'oggi che non si è dotata ancora di quest'importante organismo. Oppure potrei chiedere l'inserimento di altri progetti di legge che sono presenti nelle Commissioni, ovviamente conscio del vostro rigetto, ma che per importanza probabilmente vengono prima di alcuni "pasticci" inseriti in questo ordine del giorno.
Per cui ritengo che il Presidente del Consiglio debba senz'altro e in maniera anche celere dare una risposta, visto che siamo rimasti qui in attesa delle vostre proposte per diverse ore. Spero che prevalga la ragione e soprattutto che prevalga, per l'ennesima volta, lo ripeto in quest'Aula, lo stato di diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo che la votazione di ciascuna parte dell'ordine del giorno avvenga con votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, lei doveva chiederlo all'inizio delle dichiarazioni di voto.
(Interruzioni)
Come no? Sono già state pronunciate quattro dichiarazioni di voto. L'onorevole Floris ha parlato per dichiarazione di voto.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ho parlato sul Regolamento.
PRESIDENTE. No, non sul Regolamento. Sono state pronunciate le dichiarazioni di voto.
LA SPISA (F.I.). Le dichiarazioni di voto si pronunciano sulle parti in votazione; quali sono le parti in votazione?
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa non è che se lei chiede la votazione in dieci parti, ognuno può pronunciare dieci dichiarazioni di voto.
(Interruzioni)
Sulla prima parte vediamo di raggiungere un'interpretazione del Regolamento che sia condivisa da tutti. Non è ammessa la richiesta di voto segreto, è ammessa nelle parti successive.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Per esprimere il voto contrario. Ha detto che siamo in dichiarazione di voto sulla prima parte dell'ordine del giorno, per cui inizio.
(Interruzioni)
Presidente su cosa stiamo discutendo? Così mi adeguo e parlo di ciò che è in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu vada avanti per dichiarazione di voto. Sulla prima parte, credo di averlo specificato.
VARGIU (Riformatori Sardi). Il mio voto è contrario e devo dire che sono esterrefatto dall'ordine del giorno numero 6 che è stato presentato dalla maggioranza. Sono esterrefatto perché questo ordine del giorno, colleghi del centrosinistra che ne siete i firmatari, altera sostanzialmente l'intero modo di fare politica di questo Consiglio regionale. Io ipotizzo che voi siate consapevoli di quello che avete scritto nell'ordine del giorno e di quello che state chiedendo all'Aula di votare; state chiedendo, in altre parole, che il Regolamento che noi abbiamo riformato debba continuare a restare un Regolamento inapplicato.
L'articolo 34 del nostro Regolamento regola l'accesso in Aula dei disegni di legge collegati alla finanziaria. Lo regola in questo modo: le Commissioni, dopo l'approvazione della legge finanziaria, hanno venti giorni di tempo per approvare i collegati, dieci giorni hanno i relatori per presentare la relazione, dopodiché in Aula potrebbero arrivare otto disegni di legge su alcune delle questioni di maggiore importanza della Regione Sardegna; disegni di legge che, secondo il Regolamento, dovrebbero essere approvati in dieci giorni. Questo significa che ciascuno di questi disegni di legge, prevedendo di lavorare anche il sabato e la domenica, avrà trentasei ore di tempo per essere approvato, contando anche quelle che eventualmente ciascuno di voi vorrà dedicare al sonno. Significa che se noi volessimo abbracciare un'interpretazione letterale del Regolamento, dopo ogni finanziaria qualsiasi maggioranza regionale potrebbe rifare l'intera legislazione regionale collegando alla finanziaria trenta, quaranta, ottantacinque disegni di legge e rifacendo in dieci giorni l'intera legislazione della Sardegna.
Vi rendete conto della gravità di quello che discende dall'ordine del giorno che voi avete presentato? E' una questione di una gravità inaudita che ovviamente, se voi riterrete che questa sia la strada normale del confronto tra maggioranza ed opposizione, richiederà delle risposte politiche adeguate.
La minoranza non nega il diritto della maggioranza di scegliere dei disegni di legge prioritari, delle proposte di legge prioritarie, di intraprendere un percorso, oltretutto quando ci separano quarantasette giorni da una scadenza elettorale importante quale quella nazionale. Ma che voi pensiate, nei prossimi quaranta giorni, di rifare per intero la legislazione regionale attribuendo 36 ore d'Aula (considerate anche le ore notturne e quelle necessarie per soddisfare i bisogni fisiologici) a ciascuno di questi disegni di legge, colleghi, è una cosa che non ha nessuna ragionevolezza, che ci lascia esterrefatti, che si può porre al di fuori di qualsiasi logica di confronto politico che ci sia mai stato all'interno di quest'Aula. Prima ancora che infastidito e irritato, sono esterrefatto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, nella passata finanziaria avevo esternato la mia amarezza nei confronti del Presidente oggi assente perché, approfittando della debolezza di un Regolamento, aveva permesso che nella finanziaria passata venissero inserite le cosiddette norme intruse "all'ingrosso", dimenticando che un Regolamento non può minare alla base le norme vigenti. Ci siamo dotati finalmente di un nuovo Regolamento, signor Vicepresidente onorevole Fadda, cosicché, tempestivamente, nel vedere questo tentativo di aggressione alla democrazia da parte del Presidente della Giunta e della sua Giunta, ho potuto inoltrare al presidente Spissu il 7 febbraio una richiesta affinché, come garante della legalità e delle prerogative dei consiglieri, rispedisse alla Giunta questo maxi collegato. La Giunta, in ottemperanza alle norme ancora vigenti, avrebbe poi dovuto inviare alle Commissioni competenti tutti questi disegni di legge omogenei.
Il Presidente, dopo due giorni, dopo questo rapporto epistolare mi risponde in modo "pilatesco" dicendo che affidava ad un Consiglio regionale intimidito la soluzione di questo problema. Prima quindi definiva il Regolamento "scarno e labile"; adesso che ci siamo dotati di un nuovo Regolamento richiama, per scaricarsi le responsabilità, l'articolo 34 comma 8. Ma, signori consiglieri, esiste anche l'articolo 7, che è di una chiarezza disarmante e che recita: "Il Presidente convoca il Consiglio, dirige, modera la discussione, mantiene l'ordine, interpreta il Regolamento e ne impone l'osservanza". Significa quindi che il Presidente deve garantire le nostre prerogative, la democrazia e la legalità. Non può fare come Ponzio Pilato.
Voglio soprattutto richiamare la dignità dei colleghi consiglieri che stamattina hanno subito veramente un attacco indegno da questo modo di condurre i lavori da bersagliere isterico. A ciò si aggiungeva anche il sorriso appagato da parte di alcuni componenti della Giunta e dello stesso Presidente, consapevoli che si stava "sacramentando" il fallimento delle ipocrite rivendicazioni di quei consiglieri che reclamavano la centralità e la dignità del loro ruolo. Allora mi affido agli uomini e ai consiglieri liberi, che hanno responsabilità di partito, di territorio, e che quando torneranno ai loro collegi, alle loro abitazioni, dovranno giustificare questo ordine del giorno che sta creando un vulnus gravissimo e dovranno spiegare agli elettori come è possibile che il Consiglio subisca quest'aggressione in un modo passivo, consociativo.
Il Consiglio deve rispedire al mittente questo ordine del giorno perché, come abbiamo detto, le riforme non si approvano sulla pelle dei lavoratori, si fanno a costo zero, le leggi vanno fatte con intelligenza e moderazione; non siamo nel mercato all'ingrosso: nessuno deve millantare efficienza mandando avanti quantitativi "all'ingrossi" di disegni di legge perché non è questo che vuole il popolo sardo. Il popolo sardo vuole leggi calibrate, metabolizzate nei giusti tempi, e ciò non vuol dire essere collusi o rappresentare l'anarchia, il parlamentarismo e l'"inciucio", vuol dire riacquisire il ruolo dignitoso del consigliere regionale che deve rispedire al mittente tutte queste aggressioni intollerabili che non trovano giustificazioni. Quindi mi affido al buonsenso e alla dignità dei consiglieri perché si riapproprino del loro ruolo.
Noi abbiamo presentato proposte di legge dove indicavamo soluzioni tempestive ai problemi dei sardi che sono state puntualmente disattese, emarginate. Invece qui siamo di fronte ad una corsia preferenziale, inspiegabile. Chissà perché una delle leggi tanto sentite dal centrosinistra come quella del conflitto di interessi, che ha impegnato le migliori energie nel chiedere a Silvio Berlusconi che ponesse fine a questo confitto, a questa mucillaggine tra i suoi interessi e la politica…
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Regione, Assessori e colleghi, tanti anni fa quando ho iniziato a fare politica, con le esuberanze gioanili mi portavo dietro, del Consiglio regionale, un'idea, a dire vero, non particolarmente lusinghiera. Quando poi, a seguito del confronto con l'Aula, ho avuto modo di conoscere la storia, la dignità di questo Consesso, ho maturato un concetto alto della funzione del Consiglio regionale e dei singoli consiglieri. Proprio perché potesse funzionare, perché si ponesse termine a quella situazione di imbarazzo che aveva originato dieci Giunte regionali in dieci anni (praticamente la Sardegna è stata governata, sì è no, se togliamo i periodi estivi, le ferie, i periodi di crisi, per cinque anni su dieci; o meglio "sgovernata", sia dal centrosinistra sia dal centrodestra) proprio per evitare il ripetersi di tali situazioni noi siamo stati gli artefici principali, come partito, di una legge che prevedesse un premio di maggioranza e che attribuisse maggiori poteri al Presidente eletto direttamente dalla gente.
Il presidente Soru è arrivato in quest'Aula con un premio di quattordici consiglieri e ha pensato bene di rimpinguare ancora questo premio attribuendosi altri dodici Assessori tecnici in modo che i consiglieri svolgessero solo la funzione di consigliere; una libera scelta che la Sardegna paga con spese di non poco conto, però funzionali al miglioramento della funzionalità appunto (mi si passi il gioco di parole, l'allitterazione) dell'Aula.
Quest'Aula sta funzionando bene non solo grazie alla maggioranza ma grazie alla legge che ha prodotto questa maggioranza; ciò nonostante, in tutti questi anni la maggioranza in Commissione non è stata sempre presente. Ho avuto modo di lamentarmi anche in Aula del fatto che spesso le assenze della maggioranza impediscono i lavori delle Commissioni, denotando anche scarso rispetto nei confronti di chi arriva da lontano; solo grazie alla disponibilità della minoranza si riesce ad andare ad avanti e comunque si va avanti celermente.
Noi abbiamo preso in consegna progetti di legge importanti per quanto riguarda la mia Commissione: mi riferisco, per esempio, a quelli relativi alla tutela della salute e al riordino del sevizio sanitario della Sardegna. Abbiamo iniziato l'esame di questa legge, è stata costituita una sotto Commissione che ha prodotto dei risultati, c'è una volontà di collaborare da parte della minoranza, c'è un clima anche di cordialità, se vogliamo, e comunque non c'è ostruzionismo né in Aula né in Commissione, se non per rimarcare qualche volta le assenze della maggioranza che non dovrebbero esserci e che comunque dovrebbero essere censurate prima dai Capigruppo e dal Presidente della Giunta.
Ma dopo aver fatto le nostre rimostranze, anche nelle ultime sedute, abbiamo comunque lavorato garantendo la presenza, garantendo il proseguo dei lavori, non impedendo, a chi ha ricevuto il mandato dal popolo, di governare. Io non riesco a capire il perché di questa volontà della maggioranza, di questo colpo di mano, di questa esautorazione delle funzioni del Consiglio che comunque non impedirebbe un mese dopo, due mesi dopo, di portare a compimento l'iter legislativo di una legge che va pensata, che va ragionata, che deve accettare il contributo, piccolo ma qualche volta intelligente, della minoranza. Qualche cosa da dire pensiamo di averla anche noi; anche noi abbiamo ricevuto un mandato popolare. Ma soprattutto avete ricevuto un mandato popolare voi, consiglieri della maggioranza, un mandato che dovete rispettare.
La delimitazione dei poteri del Consiglio da quelli della Giunta è un tema che è stato rimarcato anche da me in quest'Aula a inizio della legislatura, è uno dei temi politici che necessariamente si pone quando un Presidente eletto direttamente dalla gente invoca a sè maggiori poteri. Ma avere maggiori poteri non vuol dire esautorare completamente le funzioni dell'Aula, perché questo si sta facendo. Io chiedo ai colleghi, appunto, di valutare bene quello che si sta facendo, perché in politica - io non sono d'accordo con il presidente Floris - non si va e non si fa ricorso e non si vince al di fuori...
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente e colleghi, io voto contro questa prima dell'ordine del giorno; il motivo per cui voto contro, il motivo per cui faremo appello alla libertà di ciascuno è che noi, quando abbiamo approvato il Regolamento, abbiamo riconosciuto a questa Assemblea, ai nostri colleghi, fiducia e correttezza dei rapporti. Scopriamo oggi che abbiamo attribuito incautamente fiducia, abbiamo confidato incautamente sulla correttezza dei rapporti tra le forze politiche in quest'Aula perché, così come si dice, che "fatta la legge trovato l'inganno", fatto il Regolamento voi oggi, qualcuno almeno, ha trovato l'inganno. L'inganno è quello di concepire, nelle considerazioni preliminari di quest'ordine del giorno, tutti questi disegni di legge come collegati alla manovra finanziaria, cosa che realisticamente sapete tutti non può essere; così come non è possibile forzare il Regolamento per ottenere una compressione dei tempi di lavoro.
I miei colleghi hanno già spiegato che in questo modo in 40 giorni verrebbe compressa l'attività legislativa di tutto un anno, di tutto un esercizio finanziario. Se questo è l'obiettivo della Giunta, se l'obiettivo è quello di comprimere la libertà di questa Assemblea, noi facciamo appello alla vostra libertà, colleghi, perché prendiate coscienza di quello che vi apprestate a votare. Proprio perché il voto deve essere libero, nella dichiarazione di voto io anticipo, Presidente, la richiesta formale di votazione a scrutinio segreto per parti separate dei punti 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8, del dispositivo di questo ordine del giorno.
Occorre che sia offerta la possibilità in quest'Aula, se c'è qualcuno che tiene alla sua libertà e alla dignità del suo lavoro, di esprimere liberamente la propria volontà, perché questa libertà con questa proposta è messa a rischio. E' palesemente offesa. Il Presidente avrà modo, come suo solito, di esprimere tutte le argomentazioni con le quali cercherà di far presa sull'opinione pubblica che, in qualche modo, ci ascolta. Ma qualunque sarà l'arzigogolo, lo strumento retorico che, molto sapientemente utilizzerà, al di là della povertà del suo linguaggio, noi facciamo appello alla libertà di lasciar lavorare quest'Aula non permettendo che fittiziamente si considerino collegati alla manovra finanziaria altri provvedimenti che richiedono ben altra possibilità di confronto e di ponderazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di intevenire perché voglio far presente che ci sono alcuni provvedimenti estremamente urgenti su cui la Commissione quinta sta lavorando. Mi riferisco al disegno di legge sull'istituzione dei distretti di pesca, su cui la Giunta e tutti i Gruppi consiliari hanno assunto un impegno col mondo della pesca per far si che in sede di esame usufruisse di una corsia preferenziale. In Commissione l'esame è già in fase avanzata, nonostante ciò non compare nella programmazione dei collegati.
Perché richiamo questo provvedimento? Perché è un provvedimento al quale, tra le altre cose, è legata la possibilità dell'utilizzo delle risorse del fermo biologico. Il mondo della pesca in Sardegna da due anni non percepisce queste risorse e se noi non dotiamo la Regione di questo provvedimento non possiamo erogarle.
L'altro provvedimento molto importante, su cui la Commissione quinta sta lavorando, è quello, piuttosto scottante e urgente, del riordino dei consorzi di bonifica in Sardegna. Siccome ho visto nell'ordine del giorno i primi tre provvedimenti (i due disegni di legge sugli enti agricoli e l'altro sui parchi) che sono stati attribuiti alla quinta Commissione, voglio rappresentare che in Commissione ci sono anche altri provvedimenti urgenti su cui si sta lavorando. Io penso che noi dobbiamo continuare a lavorare come quinta Commissione per esitare il provvedimento sulla pesca, per esitare quello sui consorzi di bonifica. Sui consorzi di bonifica, non si può fare in fretta, è questione difficile a cui bisogna prestare molta attenzione. E bisogna effettuare tutti i passaggi necessari, nei tempi necessari.
Io questo lo dico perché sento tutta la responsabilità della funzione istituzionale alla quale devo rispondere. Non lo sto dicendo perché non condivido la programmazione dei lavori del Consiglio - ci mancherebbe altro - e la necessità di dare corso e di continuare nel lavoro di riforma che la Giunta, che questa maggioranza sta portando avanti. Lo dico perché si tenga conto nella programmazione dei lavori delle Commissioni e dell'Aula dei provvedimenti che devono essere esitati e delle necessità che ci sono. Io credo, per esempio, che il provvedimento sui consorzi di bonifica sia il più urgente dei primi tre che compaiono nell'ordine del giorno.
Chiedo pertanto all'Aula di prevedere come prioritari questi due provvedimenti su cui, ripeto, la Commissione quinta è ad uno stadio avanzato di definizione: quello sulla pesca e quello sui consorzi di bonifica.
Un'ultima considerazione sul progetto di legge sui parchi del Monte Arci. Noi nel corso delle settimane precedenti abbiamo partecipato ad alcuni incontri promossi da organizzazioni, da amministratori locali, partiti e altre forze nei diversi comuni del Monte Arci. In quelle sedi a gran voce ci hanno chiesto di non collegare questo disegno di legge con la manovra di bilancio, perché c'è bisogno di un coinvolgimento pieno delle popolazioni. Io voglio ricordare a quest'Aula che noi dieci anni fa abbiamo cercato di portare a buon fine il progetto di istituzione del parco di Monte Arci, ma non ci siamo riusciti perché ci fu un'impostazione verticistica che estrometteva dalle scelte le popolazioni e le amministrazioni locali. Noi questo errore oggi lo vogliamo evitare e vorremmo avere il tempo per coinvolgere tutti i soggetti che devono avere voce in capitolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, le questioni poste da alcuni colleghi devono essere esaminate analizzando i vari aspetti che sono stati richiamati. Prima questione, il collega La Spisa afferma: "quando abbiamo approvato il Regolamento non pensavamo che se ne potesse fare un uso improprio e limitativo della libertà del Consiglio". Vorrei ricordare al collega La Spisa che il problema dell'aspetto relativo ai collegati alla manovra finanziaria è regolato dall'ottavo, nono, decimo comma dell'articolo 34 che non ha subito nessuna modificazione, è lo stesso che avevamo nella legislatura precedente.
E' quello che prevede che alla conclusione si approvi un ordine del giorno che individui i disegni di legge che si intendono collegare alla manovra finanziaria. Non c'è nessuna novità. E' vero che il sette...
LA SPISA (F.I.). Non fare il furbo!
MARROCU (D.S.). Scusa Giorgio, io non ti ho disturbato. E' da un po' di tempo che non è più il Giorgio che abbiamo conosciuto nei cinque anni precedenti...
LA SPISA (F.I.). Hai ragione, quei tempi sono finiti.
MARROCU (D.S.). Ma io lo preferivo molto più equilibrato e serio con toni e con atteggiamenti differenti anche nel rivolgersi alla Presidenza. Preferivo il Giorgio precedente, serio, preciso, anche molto puntiglioso nell'opposizione e nella maggioranza.
(Interruzione del consigliere La Spisa)
MARROCU (D.S.). Allora, i commi otto, nove e dieci non hanno subito nessuna modificazione. E' vero che c'è il comma sette che fa riferimento alla programmazione dei lavori, ma nell'articolo che prevede la programmazione dei lavori sono esclusi proprio dal quadro della programmazione dei lavori la manovra finanziaria e i collegati. E' detto in modo esplicito in un comma, quindi anche quell'articolo non ha introdotto nessuna novità rispetto alla manovra finanziaria e ai collegati.
Seconda questione; c'è un problema di merito e il collega Floris dice: o si risponde politicamente o mi appellerò anche ad altre istanze. Vorrei ricordare che l'opposizione è già ricorsa ad altre istanze, e per altri provvedimenti. Sino adesso, mi pare che le minacce "ci sarà la Corte che dirà" non abbiano prodotto nessun risultato. Io chiedo alla Presidenza (perché questo ordine del giorno non è rivolto a noi, è rivolto alla Presidenza) di sapere correttamente se esso è in base al Regolamento, in base alla legge di contabilità, possa considerarsi regolare, e se non è regolare quali siano le parti che non sono regolari perché le parti che non sono regolari devono essere espunte dall'ordine del giorno.
Terza questione; il numero dei collegati. Anche in questo caso sinceramente la polemica mi sorprende. Noi abbiamo approvato una manovra finanziaria, Presidente della Giunta l'onorevole Mario Floris, con oltre venti collegati, con lo stesso Regolamento attuale. Venti collegati. La differenza sapete qual è? Che di quei venti collegati non ne arrivò neanche uno in Aula perché non c'era una maggioranza che fosse in grado di supportare con il lavoro, con la discussione, con il confronto quei collegati. Noi invece puntiamo, con questo ordine del giorno, ad indicare le nostre priorità, gli impegni che assumiamo con la Sardegna e con questa Assemblea. Impegni che vogliamo concretizzare e portare a termine.
Guardate, abbiamo discusso molto sulla possibilità di portarli a termine, e il fatto che i tempi siano molto ristretti non ci sembra un limite per la discussione, perché i tempi si possono allungare tantissimo senza che ci sia né confronto vero, né discussione, né concertazione, né rappresentazione esterna. I tempi si possono accorciare e in quei tempi, lavorando, si può discutere, ci si può confrontare, chiarire, si può incontrare chiunque però alla fine si arriva all'approvazione. Tant'è che su un argomento, quello dell'urbanistica che riteniamo invece necessiti maggiore confronto, abbiamo creduto opportuno indicare solo una manovra stralcio, cioè quella che supporta il piano paesaggistico regionale, per avere il tempo necessario per avviare un confronto vero con gli enti locali, con le province, tra di noi per consegnare alla Sardegna una buona legge urbanistica.
E abbiamo chiesto, con l'ultimo punto, una modificazione rispetto all'impostazione di quando è arrivato in Consiglio. In Consiglio è arrivato come disegno di legge collegato; e noi abbiamo chiesto che come collegato venisse presentata una norma stralcio che supportasse il piano paesaggistico ma non andasse oltre quell'aspetto, e per aver più tempo di discutere del testo perché c'è molto bisogno di confronto, di discussione, di partecipazione e di condivisione delle proposte. Sta avvenendo tutto quello che è avvenuto nelle altre legislature, con la differenza che noi li porteremo a termine…
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Quando abbiamo discusso del Regolamento - lo ricordo per il collega La Spisa - sono rimasto sorpreso dalla modifica che è stata introdotta all'articolo sulla richiesta della verifica del numero legale: a me sembrava una soluzione un po' forzata, poi mi è stato spiegato che era un modo per far sì che il Consiglio regionale venisse frequentato dai consiglieri. Vuol dire che c'è una parte di noi che ha bisogno di un obbligo ulteriore per mantenere gli impegni che assume prima con se stessa e poi con la collettività sarda. Non l'ho apprezzata ma l'ho rispettata.
Il presidente Floris pone un problema: chiede se la maggioranza intenda compiere un colpo di mano. Presidente, la maggioranza non intende compiere nessun colpo di mano. C'è il Presidente del Consiglio, ci sono gli uffici, tutto ciò che non è a norma non deve far parte delle decisioni che assumiamo, ma non perché ci facciamo tra di noi i richiami o le minacce, ma perché siamo tutti consapevoli di ciò che si deve fare con le norme, e quando qualcosa non si può fare non si fa e non vince nessuno, perché si applica una norma. Quindi il Presidente, con la collaborazione degli uffici, può dare senz'altro rapidamente una risposta, e noi dobbiamo attenerci alla risposta, per rispetto della funzione che il Prsidente esercita.
L'altro punto: rapporti tra maggioranza e opposizione. Presidente Floris, io questo punto l'ho richiamato tante volte, inascoltato, adesso alcuni colleghi simpaticamente mi "sfottono" e dicono: "e beh, non fai un appello all'unità?" L'appello all'unità l'ho fatto tante volte, ma non ha prodotto nulla. Poi però quando ci troviamo di fronte ai problemi dove c'è bisogno del confronto di merito tutti vorremmo partecipare ad una soluzione unitaria.
Lo dico per i colleghi delle opposizioni: ma voi pensate che se continuerete con questo atteggiamento di non partecipazione al ragionamento sulle riforme si potranno trovare in Aula dei punti di convergenza senza averli discussi preventivamente nelle Commissioni? Io penso di no. Però voi direte allora quello che in parte state anticipando oggi: l'inizio di questo mandato è stato un inizio che io ho considerato sbagliato; è prevalsa in voi un'idea di un rapporto conflittuale perché avete pensato che da questa parte vi fosse indisponibilità alla discussione. Non era e non è così.
Il mio Capogruppo richiama il collega La Spisa; La Spisa fa quelle cose per farsi coraggio, non perché ne è convinto, perché si deve fare coraggio, perché è prevalsa una linea che non condivide. Vogliamo tornare, presidente Floris, al ragionamento iniziale, senza colpi di mano, senza furbizie, senza sotterfugi, senza niente di tutto ciò che non è norma? Noi, la maggioranza, la Giunta, siamo totalmente disponibili; ma occorre tornare a quel dialogo della politica che, sbagliando, è stato lasciato fuori dalla porta, sbagliando. Però si può correggere l'errore, noi siamo disponibili a riprendere quel dialogo, ma si deve passare attraverso un confronto politico sulle cose da fare.
Chiudo dichiarando che sulla prima parte voterò a favore. Mi appello al Presidente del Consiglio perché da lui provenga una risposta pensata, ragionata con gli uffici.
PRESIDENTE. La ringrazio per il consiglio onorevole Cugini.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Intendo rappresentare il mio personalissimo imbarazzo in questa situazione in cui noto una forte difficoltà interna all'Aula. Mi riferisco, in particolare, alle parole che ha usato il Presidente della Commissione agricoltura, che ha posto dei problemi legati all'attività, alle priorità e a tutto il lavoro che spetta alle Commissioni. Ma mi riferisco anche al clima positivo creato in queste due giornate, che aveva comunque consentito di considerare il lavoro che stavamo facendo, nonostante il nuovo Regolamento, da me non approvato, essendomi astenuta quando è stato valutato dall'Aula.
Ebbene, pur non avendo l'esperienza degli onorevoli Marrocu e Cugini, intendo riferirmi alla situazione difficile che si è creata in Aula e chiedo un aiuto per capire esattamente cosa sta accadendo. In questa circostanza non voterò a favore della prima parte, ma mi asterrò; forse mi verrà dato anche il nomignolo di quella che si astiene sempre, e forse sarà anche l'occasione per ricevere qualche rimprovero perché assumo atteggiamenti non in linea con la maggioranza. Credo però che a livello personale e di coscienza quando uno vota lo debba fare serenamente e con convinzione.
Sono anche del parere - e questo mi dispiace - che non sia corretto ricorrere alla votazione a scrutinio segreto. Ho grande rispetto del voto segreto perché lo considero veramente un baluardo di libertà, nonostante il mio partito tradizionalmente si sia battuto perché venisse abolito. Ebbene, credo che palesemente, con il ragionamento si possa arrivare ad una soluzione in modo tale che ciascuno di noi si possa esprimere sicuramente e liberamente con convinzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Cercherò di fornire delle motivazioni all'onorevole Caligaris, che apprezzo molto per quanto ha detto. Userò pochi termini, ma alcuni li voglio rappresentare subito: interpretazione, mortificazione, ricatto, compromesso, dimostrazione del presidente Soru. Queste sono le cinque parole che utilizzerò per cercare di far capire alla collega Caligaris che cosa sta succedendo in quest'Aula.
Esiste un problema di interpretazione. Questo Regolamento è stato frutto certamente di un coinvolgimento totale dell'Aula; è un Regolamento che alla luce di quello che sta accadendo non possiamo più accettare nella versione e nell'interpretazione che viene data dalla Presidenza e pertanto il nostro atteggiamento non sarà più quello di opposizione ma, per quanto mi riguarda, sarà quello di ostruzione.
E sfrutteremo tutte le possibilità che ci vengono fornite da questo Regolamento per arginare. Per arginare che cosa? Intanto la mortificazione, la mortificazione di un'Aula che sta abdicando, che sta rinunciando al suo ruolo sia nella sua sede istituzionale, sia nelle sedi delle Commissioni, sia negli incontri tra i Capigruppo, tra i Gruppi, tra tutti coloro che intendono collaborare ed essere coinvolti per far sì che la Regione Sardegna cambi.
Questo determina che cosa? Un compromesso, il compromesso che avete raggiunto, colleghi del centrosinistra, per evitare il ricatto del Presidente. Mi spiace Presidente, lei si lamenta perché usiamo toni troppo forti; non esiste un termine diverso dal termine ricatto, perlomeno io non lo conosco, forse perché ho fatto le scale dell'università in salita, molto in salita, per cui il mio vocabolario è limitato, però certamente questa è l'arma del ricatto, e siete caduti nel tranello tutti quanti.
L'onorevole Marrocu, ingenuamente forse, ha detto a tutti quanti dove è che casca l'asino. Siete cascati proprio lì, siete cascati sul disegno di legge numero 209, che è l'elemento che vi ha portato ad accettare, a subire questo collegato, pur di non andare nella seconda parte dell'ordine del giorno che non menziono, ne parleremo dopo. E' qui che è accaduto il tutto. Cosa determina tutto questo stato di cose? Determina un fatto importantissimo, epocale: il presidente Soru con questo comportamento, con questo ordine del giorno dimostra a tutti quanti noi, ai sardi, che tutto ciò che può essere fatto non in una legislatura, ma in mezza legislatura, può essere fatto in venti giorni. Vi sta rendendo, ci sta rendendo inutili. Questo è quello che sta accadendo in quest'Aula!
E mi meraviglia (ma non mi meraviglia più di tanto) che l'onorevole Marrocu, che l'onorevole Cugini - tralascio l'onorevole Sanna che qualche volta, forse perché è oristanese, dimostra ancora di ragionare sulle cose - non si accorgono che stiamo abdicando, stiamo consegnando i nostri poteri nelle mani di una sola persona. Sono esistiti anche altre volte questi personaggi, forse è giusto anche che esistano in certi momenti storici, ma questo non è possibile oggi.
LIORI (A.N.). Si riferiva a Stalin!
DIANA (A.N.). Ha detto bene l'onorevole Liori, sapeva a chi facevo riferimento. Ma la Sardegna non vive quei problemi, la Sardegna ha una democrazia, ha sessant'anni di storia, ha la possibilità veramente di legiferare e di farlo in quest'Aula. State attenti, quindi, a ciò che sta succedendo. Io personalmente non sono più disponibile e credo che non lo siano neanche i colleghi della minoranza, credo che potremmo arrivare anche all'occupazione dell'Aula se fosse necessario. Questo è il messaggio che vi stiamo inviando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, io trovo ragionevoli e ho trovato ragionevoli ancora una volta, come talvolta è capitato, le parole pronunciate da colleghi della maggioranza che, insomma, invitano al dialogo, invitano alla collaborazione reciproca, ad un senso di unità all'interno del Consiglio regionale che deve portare ad un'azione amministrativa efficace. Quello che non riesco mai a trovare è l'applicazione pratica di questi rispettabilissimi principi enunciati. Non riuscite a metterli in pratica.
Ricordo una frase di San Paolo: desidero il bene ma faccio il male. Così come mi ricordo anche di un altro brano della Sacra Scrittura che, riferito a coloro che hanno il potere all'interno del Tempio, recitava: "osservate e state attenti scrupolosamente a quello che loro dicono perché è giusto, ma guardatevi bene dal fare quello che fanno, perché è sempre sbagliato". Mi sembra che questo fotografi in modo abbastanza fedele quello il vostro atteggiamento.
(Interruzioni)
Per carità io non mi permetto certo, sto semplicemente citando. Allora, io credo che non ci sia una dimostrazione pratica di una reale volontà di applicare i principi giusti che pronunciate. Probabilmente vorreste, ma i fatti, la situazione vi impedisce di metterli in pratica. Certo è, presidente Soru, che non credo fosse questo lo spirito del legislatore che ha riformato la legge elettorale; lo spirito era quello di creare un tipo di amministrazione più efficace, più veloce, più rispondente alle esigenze dei tempi, ma non certo quello di generare situazioni abnormi qual è quella da lei deliberatamente creata in Sardegna.
Oggi non si capisce più quale sia il significato dell'autorità e quale sia il significato dell'autorevolezza. L'autorità, se non è coniugata con l'autorevolezza, diventa una caricatura dell'autorità stessa. Qui abbiamo una manifestazione continua di autorità che io credo non possa e non debba lasciare insensibili i colleghi della maggioranza, non è possibile che vi lasci insensibili. E allora io non faccio riferimento a concetti troppo alti come "libertà", "democrazia" e via dicendo, non mi permetto perché so che sto parlando ad un uditorio di persone che possono insegnarmi tante cose, che hanno molta più esperienza di me e dalle quali, ripeto, ho tanto da imparare, però mi permetto di fare appello, questo sì, al rispetto dell'istituzione. Al rispetto di questa istituzione della quale voi fate parte da molto prima di me, in alcuni casi da tanti anni, da decenni, da lustri, da tante legislature. Per questo ci si aspetta da voi una difesa dell'autonomia e della dignità del Consiglio regionale.
Il presidente Soru ha vinto le elezioni, non ha vinto la Sardegna ad una lotteria, non è diventato il padrone della Sardegna. Certo, è vero che sta aprendo delle ferite, sta aprendo veramente delle ferite profonde, che io non so se ci dovranno portare in sedi istituzionali diverse da quelle politiche, probabilmente questo potrà o dovrà inevitabilmente anche succedere, ma certo è che ferite profonde ne sta aprendo. Io so che voi non tornerete indietro, vi ringrazio per avermi ascoltato e mi permetto di dirle, presidente Soru: lei confonde davvero il concetto di autorità con quello di autorevolezza ed è un grande onore essere suo oppositore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sanna Francesco. Ne ha facoltà.
SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente e colleghi, io credo che un Consiglio regionale che rivendichi, come facciamo ogni volta noi, una sua dignità, una sua libertà prossima a quella delle aule dei parlamenti nazionali - e io sono molto d'accordo su questo - debba però anche iniziare a percepirsi come un luogo dove l'onere dei parlamenti, che è quello di legiferare, venga assunto con una serietà diversa da quella che forse noi consideriamo sufficiente per svolgere il nostro lavoro.
Nella legislatura attuale, quella che sta per finire, il Parlamento nazionale, che è un Parlamento che ha molte cose da fare, come molte cose da fare abbiamo noi, perché molte cose chiedono gli italiani ma molte cose chiedono i sardi, ha votato e ha portato a perfezionamento sino all'altro giorno 665 leggi, 2,66 leggi ogni settimana, a cui ne devo aggiungere una per la quale hanno lavorato anche dopo la fine della legislatura (quella relativa all'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento) per cui arriviamo a 666. Il 78 per cento di queste leggi è di origine governativa, come si verifica nelle assemblee legislative dove l'Esecutivo ha sotto controllo molte delle problematiche, molte delle soluzioni tecniche.
In Parlamento ricordo che è stato approvato un collegato alla legge finanziaria, che è stato chiamato collegato "ordinamentale", nel quale venivano affrontati temi che riguardavano l'ordinamento della Repubblica. Ora io dico, senza arrivare a questi estremi, noi abbiamo un Regolamento molto chiaro che prevede che, come strumento di orientamento della politica legislativa per la traduzione del programma politico in realtà, la Giunta possa determinare una priorità di percorso legislativo rispetto ad una serie di disegni di legge, disegni di leggi non precedentemente approvati da Commissioni, ma già presentati dalla Giunta regionale, che quindi fanno già parte della politica programmatica dell'Esecutivo. Spetterà all'Aula decidere se quella linea programmatica debba essere accelerata rispetto ai tempi previsti dal Regolamento. Previsti dal Regolamento, ma permettetemi, colleghi, non interpretati nel modo liberticida, in cui alcuni di voi li interpreta.
Questi otto disegni di legge non verranno infatti approvati dall'Aula in dieci giorni con la statistica terribile che ci ha prospettato l'onorevole Vargiu, verranno esaminati con la massima cura, verranno considerati verificando gli interessi reali della Sardegna, verranno discussi ascoltandoci gli uni e gli altri in Commissione e in Aula, però verranno esaminati. Forse è questo che disturba: il fatto che il Consiglio regionale invece di autoincensarsi, di proclamarsi dignitoso, libero, grande a parole, voglia affermare la sua libertà e la sua grandezza facendo il suo lavoro, approvando le leggi.
Certo, è una novità, e sarà una novità di cui si gioverà non solo questa maggioranza, ma anche l'opposizione, perché un recupero di questa dignità, di questa libertà, di questa competenza giova al confronto che quest'Aula e questo Parlamento dei sardi ha con l'Esecutivo dei sardi e col Presidente dei sardi. Perché quando si portano risultati, quando il lavoro viene svolto e viene svolto nei tempi stabiliti si può parlare a testa alta, si può avere maggior potere contrattuale.
Potremmo anche cimentarci in qualche operazione di archeologia consiliare riesumando disegni di legge collegati alla finanziaria presentati dalle vostre Giunte, anche considerando testi presentati precedentemente alla finanziaria; non lo facciamo perché la sostanza è un'altra: non è regolamentare, è la politica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che questo dibattito ci stia consentendo di esprimere alcune riflessioni forse nuove per quest'Aula, sicuramente interessanti per stabilire che cosa davvero intendiamo fare. Il collega ha concluso poco fa il suo intervento dicendo: "Dobbiamo recuperare una serietà diversa". E la serietà diversa che il collega richiama la richiama esattamente nei numeri delle leggi che il Parlamento italiano ha licenziato nell'ultima legislatura.
Guarda caso proprio "La Repubblica" aveva pubblicato qualche giorno fa una tabella che riportava il confronto tra il numero delle leggi esitate dal Parlamento in questa legislatura e quello delle leggi esitate nelle due legislature precedenti per dimostrare che innanzitutto non c'è stato un incremento nel numero delle leggi approvate, e tanto meno vi è stato un incremento qualitativo. Io credo che il problema che si sta ponendo questa sera non sia il problema del presidente Soru, non sia il problema della Giunta, il vero problema siamo noi, il vero problema è il dibattito, il confronto, ciò che qui ha richiamato l'onorevole Cugini. Però perché questo confronto si stabilisca è vero che bisogna davvero stare seduti intorno a un tavolo nel quale decidere le nuove regole; la grossa verità però è che non abbiamo bisogno di scorciatoie per dimostrare che le riforme si possono fare in maniera seria.
Le ultime riforme che quest'Aula ha approvato sono una grossa conquista, Presidente; noi non abbiamo bisogno di riforme approvate a maggioranza, noi abbiamo bisogno di riforme che siano approvate possibilmente all'unanimità, come è accaduto per la riforma dei servizi per l'impiego, che io credo costituisca una riforma cardine dell'attività legislativa di quest'Aula, così come è accaduto per il Consiglio delle autonomie locali, che credo costituisca una riforma rivoluzionaria per la Sardegna.
Quando ero piccolino mio padre mi diceva sempre "maladitta sa pressi, esclamò su sizzigorru quando cadde naturalmente dal muretto". Presidente, la fretta non aiuta mai nessuno, noi non abbiamo bisogno di compattare i tempi per approvare riforme serie, né il numero delle riforme che andremo a approvare qualificheranno la sua Giunta e la sua attività. E' vero, lei qui ha prestato un giuramento, presidente Soru, e l'ha prestato in maniera molto apprezzabile. Io credo che lei ancora sia convinto di questo, del rispetto dovuto a quest'Aula, del rispetto delle funzioni che noi come Consiglieri regionali dobbiamo svolgere. Ecco, recuperiamo questo principio e questo suo giuramento.
Io penso che ci siano tutti i presupposti perché oggi venga ritirato quest'ordine del giorno e perché si stabiliscano insieme quali possano essere davvero i provvedimenti da considerare collegati e quelli che andremo ad approvare e che possibilmente approveremo tutti insieme. Sono certo che le nuove regole che andremo a stabilire ci consentiranno di trovare le soluzioni che vorremo. Non è vero che esiste questa forma di ricatto e né tanto meno noi saremo d'accordo per un voto a scrutinio segreto, vogliamo vedere in faccia chi voterà a favore e chi non voterà. Noi non ci stiamo a queste condizioni, non ci interessa capire se davvero ci siano quattro, cinque, sei franchi tiratori, perché questa non è la risposta che attendono i sardi.
Oggi i sardi vogliono il rispetto di quest'Aula, Presidente del Consiglio. Lei ci deve fornire una risposta che sia quella scritta dentro il Regolamento, scritta dentro le regole che quest'Aula deve davvero rispettare e che consenta il prosieguo di questa attività legislativa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Un intervento ha fatto riferimento alla posizione che dovrà assumere la Presidenza. Al termine delle dichiarazioni di voto comunicherò la posizione della Presidenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista Autonomista Sardo). Onorevoli colleghi, io spero che in tutti noi sia ben chiara quale sia l'immagine consolidata del Consiglio regionale all'esterno dell'Aula, ed è bene che ce la ricordiamo: veniamo considerati dei privilegiati, pigri, disinformati, cinici, poco inclini ad essere tempestivi rispetto ai problemi emergenti. Allora, ci sono due modi per smentire questa fama: il primo è quello di affidare la nostra attività soltanto agli esercizi retorici, alla contundenza delle parole che usiamo, allo scalpore che suscitiamo, al richiamo che riusciamo ad avere nei media, il secondo è quello richiamato dall'onorevole Cugini: riuscire a parlare nel merito delle cose.
L'ordine del giorno è legale, ed è paradossale che si pronuncino parole grosse per un documento di questo genere, ed è giusto stabilire di che cosa si vuol parlare in tempi certi e determinati. Questo significa che stiamo entrando nel merito? No, il problema di quest'Aula si chiama conformismo, il problema di quest'Aula è che un consigliere regionale non legge i documenti con l'attenzione e con gli occhi volti a cogliere la verità delle cose, ma prima è attento a ripetere gli standard della parte a cui appartiene. Io non penso di essere d'accordo su tutto quel che c'è scritto nei collegati ma credo che sia giusto dimostrare con la propria attività, col coraggio, con la fatica su che cosa si è d'accordo e su che cosa non si è d'accordo, dichiararlo in Commissione e ripeterlo in Aula.
Non c'è un limite a questo, colleghi del centrodestra, non c'è. E francamente è più facile sentire da voi parole generiche, di attacco, di valutazione anche personale, che non un attacco su proposte precise. Ci sono persone coraggiose che sono disponibili a votare le proposte ragionevoli che arrivano dalla vostra parte politica. Non vi segue nessuno quando tutto è legato alla contundenza e ad una violenza verbale che non ha senso. Credo di poterle dire queste cose. Io mi sono confrontato col presidente Soru e credo di avere molte idee diverse dalle sue, ma le manifesto qui, argomentando nel merito, leggendomi le leggi, pagandomi i consulenti, perché qui dentro siamo ciechi, non abbiamo informazioni, abbiamo un centro studi che non funziona, dobbiamo pagarci le statistiche, ma bisogna fare così. Non dicendo "la democrazia è non fare", perché io non ci sto ad andare per strada come l'appartenente ad un Gruppo che non fa e che dice che c'è democrazia perché impedisce di fare. No, io voglio stare in un Gruppo in cui possa dire che su quel determinato tema "io l'ho pensata in un determinato modo e l'ho detto".
Se prendiamo questa strada quest'Aula acquisisce e riconquista prestigio (ed è ciò che vi ha chiesto l'onorevole Cugini) se prendiamo la strada della banale contrapposizione retorica non resta altro, nella storia della Sardegna, che il fare dell'Esecutivo; scegliete voi. Io sono qui per dire, con chiarezza, e far prevalere agli schieramenti la verità delle cose. Confrontiamoci sui contenuti e vediamo se lo stesso coraggio che avete nello sverniciare le persone si riverbera nelle cose da fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista Autonomista Sardo). Signor Presidente, io oggi ho sentito tanti ragionamenti più o meno iperbolici, ma voglio fare un esempio che ha certamente un valore paradigmatico.
E' il 29 marzo del 2001, occasione: approvazione della legge finanziaria di allora; a seguire delibera contentente l'indicazione delle leggi di accompagnamento. Né più e né meno come adesso, solo che erano tante, di più: il disegno di legge numero 143 "norme in materia di ricerca scientifica e tecnologica"; 144 "interventi integrativi in materia di istruzione scolastica, cultura, informazione e sport"; 145 "disposizioni varie in materia di difesa dell'ambiente"; 146 "interventi nel settore della pesca e dell'acquicoltura"; 147 "norme in materia di gestioni di rifiuti e di bonifica di siti inquinanti"; 148 "interventi a favore di forme collettive e di garanzie e fidi nel settore agricolo"; 149 "istituzione e gestione della rete contabile agricola regionale"; 150 "interventi a favore delle zone di montagna"; 151 "interventi alle imprese artigiane sull'apprendistato"; 52 "provvedimenti in materia di opere pubbliche"; 53 "disciplina dell'imposta regionale sulle attività produttive"; 54 "modifica alla legge 13 del '39 sulla disciplina dell'attività di volontariato"; 55 valorizzazione e riconoscimento del volontariato sociale"; 56 "istituzione del fondo regionale per l'occupazione dei disabili"; 57 "interventi a favore della cooperazione"; 58; 60 "competenze in materia di recupero crediti"; 61 "interventi straordinari sulle produzioni agricole inquinate"; 63 "contributi all'organizzazione dei sardi nel mondo"; 64 "disciplina delle attività di spettacolo in Sardegna".
Queste erano le leggi collegate alla finanziaria contenute nella delibera del 29 marzo 2001. Quisquilie, sciocchezze, colleghi, colleghi del centrodestra, sciocchezze! Queste erano cose serie; avete presentato esattamente venti provvedimenti, ne sono stati portati in Aula, approvati dalle competenti Commissioni, esattamente zero. Ecco perché affermo che l'esempio ha valore paradigmatico.
Ma, venendo ad oggi, io credo che abbiamo dimostrato grande serietà, soprattutto quando, a proposito del disegno di legge numero 204, "nuove norme per l'uso del territorio regionale" con molta chiarezza, con un dibattito aperto, franco e leale, abbiamo detto al presidente Soru e alla Giunta regionale che ritenevamo di non essere in grado, nell'ambito dei venti giorni, di esaminare per intero quella disciplina ottenendo una riformulazione del punto 8 dell'ordine del giorno dove si precisa che le nuove norme per l'uso del territorio regionale devono intendersi "limitatamente alle disposizioni concernenti la normativa regionale stralcio".
Questo, cari colleghi, credo che sia un modo di restare ancorati alla realtà, è un modo abbastanza serio di operare, altro che le fantasie! Per il resto, Presidente, vi sono delle illegittimità come qualcuno ha affacciato? Beh, lei è arbitro, lei e i suoi uffici dovete decidere. Se vi sono delle illegittimità noi chiederemo per primi naturalmente che vengano rimosse e saremo ossequiosi della decisione che la Presidenza assumerà. Se non vi sono, cari colleghi, evidentemente ci sentiremo tutti impegnati a lavorare nei prossimi giorni per l'approvazione di quelle leggi che abbiamo ritenuto utile ed opportuno collegare alla legge finanziaria, non in contrasto con la Giunta regionale, ma in una verifica, in un confronto dialettico, che alla fine ha portato le parti, se di parti si può parlare, ad un accordo corretto, consapevole e condiviso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che stasera nessuno di noi pensasse di partecipare ad un dibattito così ampio e articolato e vi debbo dire che a me, tutto sommato, non dispiace, e non sono certamente d'accordo con coloro che potrebbero fare di quest'Aula "sorda e grigia" eccetera eccetera, anche perché non vedo colonnelli di siffatta portata, ma è altrettanto vero che quando si ragionava attorno al Regolamento, ed io ero uno dei componenti della Giunta per il Regolamento, certe cose le avevo adombrate, tanto le avevo adombrate che proposi di prevedere una corsia preferenziale per i progetti di iniziativa dell'Esecutivo, da portare in Aula, perché si capisce bene che vi è la necessità di dare uno sfogo all'Esecutivo per poter dibattere in Aula. Ma questo non fu accettato né fu regolamentato lasciando che fosse la Conferenza dei Capigruppo a decidere sui tempi e sugli argomenti da inserire all'ordine del giorno.
Oggi c'è quest'ordine del giorno che francamente pone all'attenzione del Consiglio una quantità veramente ingente di disegni di legge. E' inutile, secondo me, richiamare precedenti Giunte e precedenti maggioranze, io credo che si debba porre l'attenzione su ciò che viviamo oggi, non guardando verso il passato, ma tenendo presente quello che si ha.
Allora debbo dire all'onorevole Francesco Sanna, che ci ha ricordato che il Parlamento regionale approva in media 2,7 leggi alla settimana per un totale di oltre oltre 600 per legislatura, che non credo che tutto ciò che ha prodotto in termini di numeri il Parlamento nazionale possa essere considerato di ottima fattura. Volendo poi rispondere all'onorevole Maninchedda - mi pare che abbia detto lui, che la democrazia non è non fare - aggiungo che è fare, ma fare bene. E allora per fare bene ci vuole l'attenzione, ci vuole il discernimento e ci vuole la capacità di dialogare, di inserirsi.
Signor Presidente del Consiglio, io capisco che probabilmente ci sono condizioni oggettive che pongono l'Aula in questa situazione, però accettiamo tutto. Noi intanto preavvisiamo che non faremo gli aventiniani, siamo in Aula e in Aula discuteremo anche non condividendo quello che magari la maggioranza propone. Né accuserò il presidente Soru, a cui riconosco la possibilità di proporsi, cosa che non riconosco però alla sua maggioranza, che ha dimostrato di non essere capace di decisioni autonome, perché si potrebbe dialogare nella Conferenza dei Capigruppo e ragionare attorno a questi argomenti. Credo che in questo modo potrebbero esserci momenti di dialogo tra maggioranza e opposizione che consentirebbero uno sviluppo coerente, democratico e partecipato di tutti al lavoro dell'Aula.
Noi non ci vogliamo sottrarre, siamo per lavorare, per dare consistenza al lavoro dell'Aula e l'onorevole Soru più di una volta, ha detto e ribadito che ha rispetto dell'Aula e vuole avere rispetto dell'Aula. Io la prego, presidente Soru, abbia rispetto dell'Aula e noi, come Aula faremo lo sforzo di dimostrarle che siamo capaci, in quanto maggiorenni e autonomi, di non lasciarci tirare per la giacca ma di approvare le leggi, le giuste leggi che d'altronde la Sardegna aspetta da tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. Rinuncia?
PIRISI (D.S.). Rinuncio a Satana, Presidente, dato che qui stiamo facendo professioni di fede di vario genere.
PRESIDENTE. Era ora.
PIRISI (D.S.). No, no, sono battezzato quanto lei Presidente.
Signori Presidenti, Assessori, colleghi, si sta invocando, si è invocato oggi un sussulto di dignità di quest'Aula e si sono levati toni molto accesi. L'onorevole Floris ha parlato di "colpo di mano" da parte della maggioranza, termine forte, anche perché poi l'onorevole Balia ha ricordato i collegati della manovra finanziaria quando lei, onorevole presidente Floris, era appunto Presidente della Regione: venti collegati. "Ostruzionismo" ha dichiarato l'onorevole Diana d'ora in poi; "atteggiamento duro" ha tuonato l'onorevole La Spisa. Toni duri da parte del centrodestra.
Colleghi, io credo che neanche voi siate convinti di ciò che state dicendo, anche perché lanciate delle parole d'ordine e i vostri banchi sono desolatamente vuoti, tranne alcuni colleghi di valore la cui presenza ci fa molto piacere. Io credo che sia sbagliato questo atteggiamento anche perché, lo devo dire, a me piace molto anche il confronto aspro, però il confronto aspro sulle questioni di merito. L'onorevole Dedoni ha anche fatto delle affermazioni… però altri colleghi Riformatori hanno detto: "Noi non abbandoniamo il campo, stiamo qui". E' un aspetto importante che io personalmente voglio sottolineare con un apprezzamento pubblico. Ma, nella Commissione che presiedo, il confronto e la collaborazione per raggiungere gli scopi che assieme vogliamo raggiungere, devo dire che c'è stato, in un rispetto reciproco delle parti, e io credo che questo sia il terreno intorno al quale ci dobbiamo trovare e confrontare per andare avanti. Un terreno che deve essere anche duro, forte, diciamo aspro, "maschio", come qualcuno - utilizzando un'espressione ormai desueta - usa dire.
Quindi tutto bene, tutto perfetto? Un piccolo appunto vorrei fare da subito. Per esempio io non gradisco, e lo voglio dire, che ci siano degli Assessori che sono sempre presenti ai nostri lavori, che mi pare siano anche tra i più efficienti ed efficaci e altri Assessori non ci siano. Presidente, è una cosa che non gradisco: ci sono Assessori che non si sono fatti vedere durante questa manovra finanziaria. Io credo che anche stando qua tutti abbiamo da imparare; bene, che anche gli Assessori ascoltino ciò che viene detto in quest'Aula perché questo è il Parlamento dei sardi e non può esserci un corpo staccato, quello degli Assessorati, all'interno del quale la gente si trova ad operare.
Tutto bene, tutto perfetto? No, ci sono degli aspetti che non ci vanno bene e quando non ci vanno bene le diciamo, e raggiungiamo anche attraverso il confronto aspro delle posizioni. Colleghi, ci siamo confrontati spesso col Presidente della Regione e devo dire che ogni volta che mi è capitato di confrontarmi con lui l'ho trovato molto più dialettico e aperto al confronto di qualche Assessore che qualche volta vuole essere più realista del re. E' importante invece che ci sia un confronto, perché dall'Aula non arrivano sempre sciocchezze, la verità non è mai da una parte e noi assieme portiamo avanti un discorso che riteniamo utile nell'interesse della Sardegna. Però, onorevole Caligaris, mica possiamo, ogni volta che ci viene in testa, distinguerci, perché altrimenti qui che maggioranza ci sarebbe? Diciamole le cose nelle sedi opportune, confrontiamoci, non è detto che ogni volta che ci vengono delle crisi di coscienza…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io ho avuto modo di apprezzare, in diversi momenti, alcuni interventi del collega Pirisi per la sua schiettezza e per prese di posizione a volte anche difficili. Mi permetta di dirle, onorevole Pirisi, che se noi fossimo, a mio avviso (la prenda non come una provocazione) nel febbraio del 2007 lei non avrebbe fatto questo discorso. Perché è vero che la democrazia è fare, che la democrazia sicuramente non è non fare però la democrazia è fare secondo le regole e secondo le norme. Si va oltre nell'interpretazione delle regole e delle norme con l'utilizzo del buon senso. Adesso è un non senso.
Mi scusi onorevole Cugini: l'onorevole Floris ed io non abbiamo citato il Regolamento, abbiamo citato la legge di contabilità, che è un'altra cosa. Perciò, onorevole Sanna, non si è parlato del Regolamento, si è parlato della legge di contabilità regionale non del Regolamento, il Regolamento non lo stiamo citando e quest'ordine del giorno indubbiamente si colloca fuori dalla legge di contabilità. Perché parlate del Regolamento se noi non ne stiamo parlando? E' vero che abbiamo presentato venti collegati e nessuno ha discusso il numero dei collegati presentati. Quindi altra bugia o altro fraintendimento: nessuno ha mai discusso del numero, discutiamo invece del fatto che è stata presentata una manovra finanziaria con quattro disegni di legge collegati alla finanziaria.
Qui ora stanno aggiungendo disegni di legge che non sono collegabili o collegati alla finanziaria, compreso quello sulle norme intruse che è arrivato successivamente; si discute di questo, non del merito, del merito si discuterà in Commissione, secondo Regolamento, ma rispettiamo le leggi e le norme che ci siamo dati e che abbiamo ereditato.
Non mi riconosco, onorevole Maninchedda, anche se so che molti ci vedono così, ma non mi riconosco nella sua descrizione, perché credo di aver imparato molto qui ascoltando gli altri e spero qualche volta anche voi facciate altrettanto, non perché impariate (me ne guarderei bene, ho io da imparare ancora) ma perché se ci aveste ascoltato vi saresta accorti che ciò che avete detto sul Regolamento noi non l'abbiamo detto; state cercando altre giustificazioni.
E' vero anche, onorevole Sanna, che la legge finanziaria si è presentata con una miriade di collegati, è vero anche che lì dove noi non abbiamo concordato con l'interpretazione regolamentare della Camera o con le leggi che quando per primi abbiamo impugnato la devolution perché votata solo da una parte o abbiamo discusso anche la legge elettorale perché votata solo da una parte, abbiamo avuto la libertà di farlo, e noi vorremmo utilizzare questa libertà anche qui. Perché non è una linea di maggioranza, non è, l'ho già detto (peraltro quei venti collegati erano collegati anche con la minoranza di allora) il fatto di appartenere ad una maggioranza, noi abbiamo l'obbligo morale di frapporre in alcune occasioni, all'ordine di scuderia, la nostra visione dei fatti, il rispetto delle norme, il rispetto delle regole. Perché quando si perde la forza delle idee, Presidente, quando si perde la forza del convincimento non ci si può aggrappare alla forza del ruolo.
E lei non può - perché questa è l'impressione che si ha - dire che quando da voi si alza un po' la voce vuol dire che c'è un confronto mentre quando succede da altre parti è una rissa. Ecco perché c'è il richiamo al voto. Se le nostre ragioni sono servite, voterete come riterrete opportuno, se non sono servite voterete comunque secondo le vostre conclusioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io credo che il dibattito con le conseguenti dichiarazioni di voto sia stato un dibattito libero, un dibattito dove ciascuno ha espresso il proprio parere. Onorevole Floris, oggi è la prima volta, da quando siedo in Consiglio regionale, che mi sono sentito offeso non per le sue critiche, ma per l'eventualità da lei prospettata di rivolgersi ad altri organi. E' chiaro che lei si riferisce alla Presidenza e non all'organo del Consiglio regionale. Mi dispiace che il decano del Consiglio abbia paventato la possibilità in quest'Aula di rivolgersi ad altri organi. Io devo dare una risposta e la do ricordando ai colleghi che, con la Giunta presieduta da lei, presidente Floris, si approvò un ordine del giorno che testualmente recitava: "considerato altresì che la Giunta regionale ha presentato al Consiglio anche il disegno di legge numero 15, disciplina delle attività commerciali sul territorio regionale, non ancora esaminato dalla Commissione". Quindi esiste un precedente che ha creato lei, da Presidente, chiedendo a quest'Aula di poter approvare anche dei disegni di legge non collegati alla finanziaria.
Per quanto concerne l'assegnazione alla terza Commissione la Presidenza del Consiglio ha ritenuto di dover coinvolgere tutte le Commissioni competenti; e quando si parla di esame congiunto lei sa benissimo, onorevole Floris, che parliamo di un provvedimento che deve essere votato dalle due Commissioni; pertanto chi fa parte delle due Commissioni ha diritto al doppio voto.
Questo è il Regolamento, questo era il Regolamento, questa era la legge finanziaria, onorevole Capelli, anche quando abbiamo approvato la legge di contabilità, anche quando abbiamo approvato l'ordine del giorno con la presidenza Floris; è la stessa legge finanziaria, lo stesso ordine del giorno, quindi credo che gli Uffici, che questa Presidenza, anche nel rispetto di quanto è avvenuto in passato, stia applicando il Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale della prima parte dell'ordine del giorno numero 6.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'ordine del giorno numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Biancareddu - Cappai - Cherchi Oscar - Dedoni - Floris Mario - Pisano - Randazzo - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 42
contrari 10
(Il Consiglio approva).
Se non ricordo male l'onorevole La Spisa ha chiesto che gli altri provvedimenti venissero approvati a scrutinio segreto.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, votazione per parti?
PRESIDENTE. Sì.
CAPELLI (U.D.C.). Però, Presidente, c'è una diversa proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarare la sua astensione, il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto di parlare perché lei mi ha chiamato in causa, i colleghi mi hanno chiamato in causa e volevo almeno precisare.
PRESIDENTE. Lei pronuncia dichiarazione di voto per astenersi perché è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto…
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Allora prima sentiamo le modalità di voto e poi…
PRESIDENTE. Prego onorevole Capelli, è già stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, ma ne voglio chiedere una diversa, sempre a scrutinio segreto però per parti in modo diverso; perciò chiedo che il numero 1 venga votato con le stesse modalità richieste…
PRESIDENTE. E' già stato votato.
CAPELLI (U.D.C.). Che cosa? Il dispositivo?
PRESIDENTE. Sì, perché la proposta... Onorevole Capelli, senza che lei si arrabbi. La proposta dell'onorevole La Spisa era di votare per parti. Ha chiesto che venisse votato per parti sino al comma 1 del dispositivo.
CAPELLI (U.D.C.). Allora chiedo che il numero 2 venga votato separatamente. E poi si prosegua con la richiesta di La Spisa.
PRESIDENTE. Votiamo a scrutinio segreto il punto 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per darle una risposta, Presidente. E' vero che la legge regionale di contabilità è sempre quella e che sulla base di quella legge è stata inserita in quell'ordine del giorno ricordato da Balia la discussione della legge sul commercio. E si chiese l'unanimità, le ricordo (e infatti ci fu l'astensione dall'altra parte) perché c'erano le scadenze del recepimento della "legge Bersani". Quindi si decise di inserirla per recepire la "legge Bersani". Poi non fu fatto - lo dico prima che lo ricordi qualcun altro - però il senso dell'inserimento in quell'ordine era ben diverso dalle ragioni che determinano i diersi inserimenti in questo ordine del giorno.
Ribadisco la mia contrarietà in modo particolare all'inserimento del disegno di legge numero 193, anche se per ragioni tecniche devo preannunciare la mia astensione, perché si tratta di un inserimento assolutamente ingiustificato! E non sto parlando di merito, perché il merito lo possiamo affrontare in qualsiasi momento secondo le regole, secondo le leggi, secondo il Regolamento nel momento in cui la maggioranza vorrà discuterlo nelle Commissioni, possibilmente anche garantendo il numero legale.
Colleghi, noi andremo ad esaminare tutto questo in un periodo caldo politicamente; dopo tutto quello che avete detto, se passeranno tutti questi provvedimenti all'ordine del giorno (perché ha preso la parola anche qualcuno che ha il vezzo di non venire in Commissione) vi prego di essere presenti, di essere presenti nelle Commissioni, di garantire il numero legale perché fino ad oggi indiscutibilmente non l'avete fatto. Ovviamente mi riferisco alle Commissioni di cui faccio parte.
Del resto lo stesso è successo in quest'Aula; vi ricordo che vi abbiamo aspettato per ore anche oggi; che avete approvato la finanziaria anche oggi in assenza di numero legale. Perciò è facile fare le enunciazioni per la stampa in quest'Aula, diverso è garantire che le norme, le regole e le leggi vengano rispettate. E prima di qualsiasi altro in quest'Isola siamo noi che abbiamo il dovere di rispettarle per poter pretendere che altri le rispettino.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, dichiaro il mio voto di astensione. Mi spiace che la richiesta di voto segreto mi impedisca di esprimere dichiarazioni di voto e contemporaneamente di votare come vorrei, però mi sembra che non sia il caso di esimere l'Aula dal sentire otto volte, tante quante saranno le votazioni, ripetute le stesse considerazioni, anche perché qualcuno potrebbe aver fatto finta di non sentire o di aver capito male.
Caro collega Maninchedda, io condivido la sua preoccupazione che questo Consiglio venga riconosciuto dalla gente di Sardegna come un Consiglio che lavora, non come una manica di individui impegnati esclusivamente a confrontarsi sulla dialettica o sulla retorica. Allora vorrei chiederle, collega Maninchedda, qual è la legge che la minoranza consiliare vi ha impedito di approvare in questa legislatura; qual è la legge che l'atteggiamento ostruzionistico di questa maggioranza vi ha impedito di approvare, a parte la legge sulle coste, che è stata approvata con un giorno di ritardo rispetto alla data da voi prevista a causa di un atteggiamento ostruzionistico di questa minoranza.
Collega Francesco Sanna, insomma, non scherziamo! Due sono i percorsi possibili previsti dal nuovo Regolamento. Uno è il percorso ordinario che per le leggi prevede un calendario bimestrale, un calendario mensile e il contingentamento dei tempi. Quindi non esiste la possibilità, non esiste un metodo, qualsivoglia esso sia, per impedire che le priorità condivise della maggioranza diventino leggi.
La maggioranza sta scegliendo uno strumento straordinario che è quello dei collegati, che prevede venti giorni per l'esame in Commissione, dieci giorni di tempo per i relatori e dieci per la discussione in Aula. Quindi voi non scegliete lo strumento ordinario che vi offre la possibilità di approvare le leggi in tempi certificati e certi, voi scegliete di sottrarvi al confronto, perché otto leggi in dieci giorni in Aula sono 36 ore per ciascuna legge, e sono leggi di importanza sostanziale quelle che avete inserito nell'ordine del giorno!
Se volevate il confronto, onorevole Sanna, potevate ricorrere alla programmazione bimestrale, alla programmazione mensile e al contingentamento dei tempi, e ci saremmo confrontati in Aula. Voi non volete il confronto! La maggioranza, non il presidente Soru! Magari il presidente Soru voleva il confronto, l'ordine del giorno è firmato dai Capigruppo di maggioranza, non dal presidente Soru! Non scaricate tutto sul presidente Soru! La colpa è vostra, la scelta è vostra, e con voi discuteremo. Noi rimaniamo in Aula, i Riformatori resteranno in Aula e vi ripeteranno queste cose ossessivamente. Vediamo se qualcuno si astiene, così controbilancia la nostra astensione e ci dà risposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per annunciare che anche io mi asterrò e che ho apprezzato molto l'intervento dei rappresentanti del PDS, meno quello di alcuni rappresentanti che, evidentemente, andando oltre le parole, intendevano riabilitarsi in quest'Aula e dimostrare di essere tutti fedeli a chi devono essere fedeli, perché sono stati interventi che forse non ho capito (ma il deficit è mio) però non sono entrati nel cuore del problema. E mi meraviglia alquanto che lei, Presidente del Consiglio, e l'onorevole Balia abbiate richiamato l'inserimento del disegno di legge sul commercio come collegato alla finanziaria, perché quell'inserimento fu dovuto alla necessità di evitare la scadenza dei termini di recepimento della "legge Bersani".
Ed è stata una lotta durissima voluta dall'allora opposizione, cioè da voi, che avevate chiesto di inserire quella legge nei collegati per questo sacrosanto motivo. In quell'occasione, peraltro, avete attuato delle tattiche ostruzionistiche che, se poste in essere anche da noi voi qui non avreste fatto più nulla! Ma non è detto che non le porremo in essere, perché ci state costringendo, perché alcuni sono lanci di vera e propria sfida politica: "Ci siamo noi, vedrete, noi faremo le cose, voi non le avete fatte". Ma questo non è neanche un linguaggio da Assemblea legislativa!
Allora Presidente, io ho posto un problema, che è un problema serissimo; io credo che i disegni di legge collegati non possano essere considerati tali solo perché si vuole riservare a loro una corsia preferenziale nei tempi, ma perché sono di sostegno alla manovra finanziaria. Questi che voi avete inserito non sono di sostegno a niente e non c'entrano nulla con la manovra finanziaria. Quindi questo è un atto di pirateria politica!
Ricordiamoci, colleghi, che già due mesi fa, quando è stato presentato il piano paesistico si diceva che nei collegati alla finanziaria avremmo inserito questa norma per consentire di rispettare i tempi. Quindi non è una trovata di oggi, è qualcosa che voi avete ponderato nel tempo. Io credo di poter dire che noi non abbiamo bisogno di queste leggi; abbiamo bisogno intanto di mettere mano all'elaborazione dei testi unici che stava procedendo e che si è fermata con questa legislatura e col presidente Soru; bisogna separare le leggi importanti per materie, perché la gente non ci capisce più nulla!
Ma come fa il Presidente del Consiglio ad affidare alcune di queste leggi, alcuni di questi articoli ad una Commissione e alcuni articoli a un'altra Commissione! Ma qui siamo alla vera e propria follia! Noi peraltro non abbiamo, Presidente, glielo diciamo, fiducia in questo Presidente del Consiglio perché riteniamo che anche questo Presidente del Consiglio, anche lui, ritenga di essere eletto dal popolo! Il Regolamento va rispettato e il Presidente del Consiglio è il garante, e noi stiamo chiedendo che il Presidente del Consiglio faccia rispettare le leggi che ci siamo dati. Non sono il solo a sostenere che questi disegni di legge non possono essere considerati collegati; ecco perché ho detto "Vediamo se c'è un giudice terzo che possa dichiarare che questi disegni di legge sono collegati alla finanziaria". Io credo che non lo potrà mai dichiarare.
Allora che cosa c'entra tutto questo? Vi state assumendo la responsabilità di una rottura vera tra maggioranza ed opposizione; perché ha ragione Vargiu: noi non andiamo via né da qui né dalle Commissioni, noi rimarremo, anzi, casomai saremo più presenti, e faremo sentire molto di più di quanto abbiamo fatto fino ad oggi il nostro contributo.
Vi ricordate che, onorevole Cugini, noi volevamo che la prima Commissione, che doveva mettere mano alle riforme, operasse in composizioe paritetica? Non ci avete ancora dato una risposta. Anche nelle Commissioni si va a maggioranza, maggioranza ferrea punto e basta. Io non credevo comunque di sollevare un problema reale relativo ai bisogni della gente, presidente Soru, perché quando all'interno delle manovre finanziarie vengono inserite queste leggi la gente non ci capisce più niente; un agricoltore dove deve andare a guardare per trovare la materia che gli interessa? Non ci riesce più, non comprende più nulla! Ecco perché bisogna separare le materie, non per perdere tempo; io capisco anche che la Giunta chieda una corsia preferenziale e dica che desidera che questa legge vada portata avanti prima di altre. Ma non si può procedere così!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io dichiaro di astenermi, però approfitto dell'occasione (perché potrei aver capito male, anche se ho frequentato la Commissione che ha innovato il nostro Regolamento) per chiedere se effettivamente i tempi annunciati dall'onorevole Vargiu siano quelli o non siano quelli, come mi pare che l'onorevole Marrocu abbia sussurrato nel suo intervento precedente. Perché se così è pregherei l'onorevole Marrocu, sprecando magari la sua dichiarazione di astensione, tanto ce n'è abbastanza di maggioranza...
MARROCU (D.S.). Io non ho più diritto alla dichiarazione di voto. Si può parlare cinque minuti per Regolamento e l'ho già fatto.
DEDONI (Riformatori Sardi). No, no, ne ha diritto come me e se vuole può intervenire per dichiarare l'astensione. La sto invitando ad astenersi, perché tanto c'è una larga maggioranza, o ha paura di nascondersi ancora! Spero che non abbia paura di nascondersi sino a questo punto, ha una larga maggioranza!
PRESIDENTE. Invito i colleghi ad un po' di serenità.
DEDONI (Riformatori Sardi). Se lei ha confutato quei termini che ha enunciato prima l'onorevole Vargiu la prego di dirlo, perché in tal caso modificherei sostanzialmente il mio approccio con il dibattito attuale. Siccome lei non lo può fare, questo vuol significare che i termini di discussione di leggi così importanti sono tanto compressi che effettivamente dire che il presto è nemico dell'ottimo è dir poco. E siccome stiamo proponendo leggi per la Sardegna e siccome stiamo cercando di fornire una legislazione più adeguata, più attenta alle esigenze del popolo sardo, e siccome vorremmo che questo fosse veramente il Parlamento dei sardi, io inviterei l'onorevole Marrocu a spiegare perché ha contestato i tempi indicati dall'onorevole Vargiu, perché se avesse ragione aderirei alla proposta di aprire una discussione, ma se non avesse ragione inviterei tutti a riflettere, perché si sta comprimendo un dibattito democratico, un dibattito di rappresentanza del popolo sardo, si sta coartando nel tempo, nella ristrettezza del tempo un dibattito su norme che rivestono un'estrema importanza per quello sviluppo che il presidente Soru vorrebbe che fosse più attivo, più fruttifero per la Sardegna.
Non credo che questa sia la strada migliore. Noi vorremmo che questa strada venisse percorsa nel migliore dei modi, e per percorrerla nel migliore dei modi deve essere consentito a tutti di esprimersi pienamente, con capacità (non vedo più l'onorevole Maninchedda) e anche con il conforto di quegli apporti, di quei sussidi necessari per poter legiferare al meglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Poiché c'è stata una richiesta del collega Vargiu, a dimostrazione che anche i componenti della maggioranza, per quanto non abbiano firmato quest'ordine del giorno, come noi, come il sottoscritto, avendo avuto la possibilità di ascoltare un intervento importante come quello del Capigruppo dei Riformatori, con questo intervento gli restituiamo il voto di astensione che gli ha consentito di parlare. Questo è anche a dimostrazione che non vogliamo impedire il dibattito.
PRESIDENTE. Intervengo per l'ultima volta sull'ammissibilità dell'ordine del giorno, ricordando ai colleghi il comma 8 dell'articolo 34 del Regolamento che recita: "Al termine dell'esame in Assemblea della legge finanziaria e del bilancio annuale e pluriennale, il Consiglio, mediante l'approvazione di un ordine del giorno, individua i disegni di legge, ove non precedentemente approvati, già presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico - finanziaria." Quindi è l'ordine del giorno che indica i collegati, l'ordine del giorno firmato dai Capigruppo ed approvato dal Consiglio.
Invito i colleghi a prendere posto, ricordo che il voto è segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico della parte seconda, coincidente col punto 2 del dispositivo.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 29
favorevoli 40
contrari 17
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Murgioni - Orrù - Petrini - Pirisi - Randazzo - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Pisano - Vargiu.)
Passiamo al punto 3. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarzione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sono facilitato nel rifare il mio intervento dal fatto che, al di là del gesto di fair play del collega Marracini, altre risposte da parte dell'opposizione non ce ne sono state, neanche da parte di quei consiglieri che sono stati puntuali nel corso del ragionamento precedente nel far rilevare delle considerazioni che io ho ascoltato con attenzione. Allora voglio proporre ai colleghi che eventualmente decidessero di intervenire una ulteriore considerazione: ci siamo lamentati, centrodestra e centrosinistra, tutti quanti, considerato che questa sarebbe dovuta essere una legislatura riformista, ci siamo lamentati di ciò che è successo. Negli anni passati la legge finanziaria era una legge omnibus, era sostanzialmente l'unica legge che si sapeva sarebbe stata discussa ed approvata dal Consiglio regionale, l'unico treno che attraversava per tre lunghi mesi questo Consiglio regionale e nel quale tutti cercavano di appendervi l'ombrello. Noi passavamo ore ed ore in quest'Aula a discutere tra maggioranza e minoranza, tra norme intruse e superintruse, di una finanziaria che parlava di tutto e che originava quella legislazione spezzettata che tanti, in tante circostanze, hanno affermato essere la tomba della legislazione regionale sarda.
Bene, con questo Regolamento noi abbiamo deciso di porre finalmente termine a quello che era uno scempio del modo di legiferare, e abbiamo deciso che la finanziaria non avrebbe dovuto contenere norme intruse. Così la finanziaria non avrebbe più richiesto tre mesi per la sua approvazione, ma i 38 giorni, 37 giorni che effettivamente sta richiedendo. Cosa abbiamo fatto, colleghi? Pensateci e ditemi se non ho ragione: abbiamo fatto la solita "finanziaria zibaldone" di tutti gli anni precedenti e l'abbiamo divisa in due pezzi. Il primo pezzo lo abbiamo approvato in 37 giorni, il secondo pezzo, colleghi, che si intitola: disposizioni varie in materie di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali di sviluppo, e chi ne può aggiungere altre ne aggiunga, dovrebbe essere approvato nei prossimi 40 giorni!
Cioè la finanziaria zibaldone, lo "spezzatino" legislativo, quello che poi creava difficoltà agli uffici, difficoltà di interpretazione alla gente, norme intrecciate, intricate, di cui non si capiva niente, noi abbiamo scientificamente deciso di dividerlo in due pezzi: il primo pezzo sarà approvato questa sera, il secondo pezzo nei prossimi quaranta giorni. Non più tre mesi: quaranta più quaranta. E' cambiata l'organizzazione del tempo ma non è cambiato purtroppo lo spirito con cui questa Regione si accinge a legiferare. Non siete d'accordo? Utilizzate cinque minuti del vostro tempo per dire dove il mio ragionamento è sbagliato!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Se non vado errando stiamo parlando dell'istituzione dei parchi naturali regionali, dell'oasi di Tepilora, della foresta di Gutturu Mannu e del Monte Arci. Dico bene Presidente? Siccome non l'aveva annunciato, volevo averne certezza. Io, che mi sto astenendo in questa circostanza per un fatto sostanziale, richiamato peraltro anche dall'onorevole Alberto Sanna, mi trovo estremamente in imbarazzo nel pensare che si voglia comprimere un dibattito che interessa le popolazioni delle zone interessate alla costituzione dei parchi.
Io ho partecipato personalmente ad alcuni incontri con gli abitanti di quei comuni, lo stesso Capogruppo de La Margherita ha organizzato, con un buon risultato di partecipazione al dibattito in quel di Ales, un incontro sul parco e, se non vado errando, in quelle sedi è sortita la necessità da parte di tutti, delle forze politiche più sensibili, delle persone interessate, di soprassedere alle urgenze nel costituire dei parchi che al momento costituiscono soltanto un divieto, o di caccia o di pesca se ci sono i corsi, o di prelievo di funghi e così via. Io penso che sia importante invece trovare il modo di vedere d'accordo la gente che vive in quei posti, e che spesso ha una sensibilità ambientale molto superiore a quella di quanti si professano attenti ai problemi dell'eco-ambiente.
Voglio anche ricordare che nel 1983-1984, giusto nel Monte Arci, quando qualcuno ipotizzò di farvi una riserva personale, appiccarono il fuoco, perché tutte le volte che si va contro l'antropizzazione si ottiene sempre un risultato uguale e contrario: anziché difendere l'ambiente si fa un danno all'ambiente! Dico tutto ciò per ricordare, cari colleghi, che probabilmente i tempi assegnati non sono quelli più giusti per poter dibattere su argomenti che devono vedere l'interessamento, il coinvolgimento e la compartecipazione di popolazioni, settori di popolazioni. Se questi aspetti non verranno attentamente valutati noi faremo veramente uno zibaldone che non darà risposte puntuali e positive al popolo sardo. E non faremo neanche la figura di grandi lavoratori, perché lavorare molto e non dare risposte alla collettività non significa lavorare bene e con la dovuta attenzione per il bene della gente! Questo è importante.
La democrazia è l'esercizio più difficile da praticare, e chi ha troppa fretta a volte rischia di sbattere la faccia al muro. Bisogna stare attenti, bisogna essere attenti alle molteplici esigenze. Chi rappresenta tante esperienze, tante volontà, come questo Consiglio, dovrebbe rappresentare l'intero popolo sardo, e le scorciatoie a volte impediscono che si dia il giusto rilievo e la giusta valorizzazione al lavoro del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista Autonomista Sardo). Dieci secondi per rispondere all'onorevole Vargiu che non avevo veramente idea, nel mio intervento, di accusare l'opposizione di ostruzionismo, perché è assolutamente falso; se ho dato questa idea me ne scuso.
Però vorrei richiamare la sua attenzione su un fatto: degli otto disegni di legge quattro sono collegati alla finanziaria e depositati con la finanziaria del 3 gennaio. Il quinto è parte della norma stralciata dal Presidente del Consiglio e ripresentato come disegno di legge. Quindi sono argomenti giacenti nel nostro dibattito dalla stessa data e con un collegamento che ha avuto anche degli svolgimenti nel dibattito nazionale e regionale sulla stampa, non argomenti ex novo. Gli altri tre sono giacenti in Consiglio regionale, i primi due dal 9 di dicembre e sono riferibili alla vecchia finanziaria, cioè costituiscono la conclusione di un dibattito che abbiamo iniziato l'anno scorso, mentre quello sul consorzio industriale è arrivato il 17 gennaio, dopo una discussione lunga extraconsiliare, che certamente non ha chiuso tutti gli spazi di dibattito. Io, per esempio, ho anche motivi per presentare emendamenti a quella norma, ma non sono norme piovute dal cielo su cui il Consiglio non ha potuto confrontarsi prima. Per cui non mi sembra ci sia in atto uno "scippo" di tempo né di competenze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per annunciare la mia astensione a questa votazione e per rammaricarmi ancora una volta di quello che sta accadendo in quest'Aula. Veda, l'onorevole Maninchedda proprio in questo istante è intervenuto per una precisazione riferita ad una proposta di legge relativa al riordino dei consorzi industriali. Questa proposta di legge - e lo sanno bene tutti i componenti della sesta Commissione - attendeva in maniera paziente la presentazione di un disegno di legge della Giunta regionale. L'inerzia e i ritardi non possono assolutamente essere imputati a questo Consiglio. L'inerzia, i ritardi in questo caso penalizzano per intero la Sardegna, perché quella proposta di legge, che non so con quanta serietà democratica noi davvero possiamo dire di aver utilizzato per attendere qualcosa che ancora doveva sopraggiungere, è evidente che poteva essere presa a riferimento per un ragionamento, a base, per una discussione.
Allora mi chiedo: qual è la fretta? Perché dobbiamo stabilire un percorso eccezionale quando non abbiamo utilizzato il tempo per intraprendere il percorso che si doveva seguire? Noi siamo favorevoli alla riforma, ad esempio, dei consorzi industriali; abbiamo presentato una proposta che non si alloca nemmeno a mezza via rispetto alla proposta che probabilmente ha in mente la Giunta regionale, però ci vogliamo confrontare, e se questo confronto fino a questo momento non c'è stato, è chiaro che non possiamo invocare poi le scorciatoie perché possa essere compattato e soffocato il dibattito, perché su questa materia avremo bisogno di un confronto molto ampio, fuori anche dall'Aula.
Una competenza primaria è assegnata al Consiglio delle autonomie locali e dovremo obbligatoriamente sentire cosa pensa il Consiglio delle autonomie locali. Perché allora stabilire percorsi brevi in un momento in cui il dibattito e la democrazia stessa ne verrebbe svilita? Io credo che sarebbe saggio, ma l'abbiamo anche proposto prima, confrontarci su quello che davvero può essere tenuto dentro questo ordine del giorno come collegati. E' una sfida che noi lanciamo. Presidente Soru, probabilmente lei potrebbe intervenire in quest'Aula in maniera autorevole; noi l'abbiamo detto: non è il presidente Soru il problema, lei potrebbe davvero darci un'indicazione per fare in modo che questo Consiglio si riappropri delle proprie prerogative, delle proprie competenze, aprendo la strada ad un confronto sereno, così come è avvenuto in tantissime occasioni fino a questo momento.
Noi vogliamo esattamente questo; le riforme stanno a cuore anche a noi, stanno a cuore a lei, stanno a cuore a tutta la Sardegna. Facciamo un passo indietro un po' tutti e cogliamo quell'invito che l'onorevole Cugini aveva rivolto all'inizio del suo dibattito. Questo è l'aspetto più importante, altrimenti davvero le distanze diventeranno ancora più lunghe e noi stessi avremo difficoltà a offrire un apporto costruttivo.
PRESIDENTE. Invito i colleghi che hanno pronunciato la dichiarazione di astensione a non votare, perché nell'altra votazione ci sono stati dei colleghi che hanno votato.
(Interruzioni)
Non ho fatto nomi. Ho detto soltanto che d'ora in poi chi si astiene, perché si può commettere anche un errore, non deve votare.
CAPPAI (U.D.C.). Come fa a saperlo?
PRESIDENTE. Perché risulta chi ha votato, e lei lo sa, onorevole Questore; aiuti il Presidente a guidare l'Aula.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazzione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della terza parte dell'ordine del giorno, coincidente col punto 3 del dispositivo.
(Segue la votazione)
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
presenti 58
votanti 55
astenuti 3
maggioranza 28
favorevoli 42
contrari 13
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Petrini - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Vargiu.)
Passiamo al punto 4. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il mio voto di astensione sul punto numero 4 e ne approfitto, come sempre, per provare a ragionare con qualche spirito libero - se c'è nella maggioranza - che mi offra le spiegazioni alle domande rimaste ancora inevase in quest'Aula.
Inizio ringraziando il collega Maninchedda che ha ritenuto di spendere qualche minuto di tempo per raccogliere l'invito al ragionamento. Collega Maninchedda, io sono partito da una riflessione che è comune tra me e lei, e credo di avere lo stesso interesse che ha lei affinché questo Consiglio regionale presso i sardi dia la sensazione di essere un Consiglio regionale operativo, un Consiglio regionale che approva leggi, possibilmente buone, che vadano verso la soluzione dei problemi della Sardegna. Queste leggi, come responsabilità e iniziativa, sono affidate a voi che siete la maggioranza, io come esponente della minoranza ho il compito di sindacarle e anche di integrarle e migliorarle. Le chiedevo, pertanto, se il ricorso alla procedura d'urgenza prevista dai collegati sia giustificata dal fatto che questa minoranza abbia dato in qualche circostanza l'idea di voler rallentare ad arte i procedimenti legislativi portati in quest'Aula dalla maggioranza, di impedire l'approvazione di buone leggi per la Sardegna e quindi si sia resa in qualche modo colpevole del misfatto di non aver consentito l'approvazione di leggi. Se questo non è, perché fare leggi d'urgenza?
Collega Maninchedda, noi andremo ad approvare in dieci giorni otto leggi, in una di queste leggi, quella che riguarda la riforma dei servizi sanitari, ho contato 21 deleghe alla Giunta. La prego di contarle, può darsi che abbia sbagliato, ecceda di uno o difetti di uno; lei stesso ha posto il problema dell'eccesso di delega negli scorsi interventi. Allora va bene approvare in 36 ore di orologio un argomento ed una riforma importante come quella della legge numero 5 del 1995 sulla sanità e del recepimento della "229"? Va bene?
Cioè il meccanismo di legiferazione ordinaria, quello che passa per il contingentamento dei tempi, per la programmazione mensile e bimestrale, cosa ci avrebbe impedito in questo caso? Voi elencate otto priorità, facciamo quelle otto leggi. Anzi, le devo dire che il Regolamento affida anche alla minoranza la possibilità di inserire all'interno dell'ordine del giorno degli argomenti, quindi con l'inserimento degli otto disegni di legge la minoranza verrebbe anche espropriata dal poter inserire argomenti di iniziativa di consiglieri di minoranza. Oltre ad uno schiaffo al Consiglio c'è anche uno schiaffo al ruolo della minoranza nel Consiglio. Bisogna sempre stare attenti a questo quando si è in maggioranza e quando si è in minoranza. Questi ragionamenti che lei sente soltanto in questi mesi, onorevole Maninchedda, io li ho svolti anche quando ero in maggioranza, ed è per quello che non mi vergogno di proporli adesso in quest'Aula.
E le chiedo ancora: rispetto alle finanziarie che abbiamo criticato, le finanziarie pot pourri, quelle dove ci stava dentro tutto e che duravano tre mesi, questa mezza finanziaria più mezza finanziaria che stiamo approvando adesso, cioè questa vecchia finanziaria di cinque anni fa divisa in due, che differenze presenta? Me lo spieghi! In quaranta giorni abbiamo approvato le norme finanziarie, negli altri quaranta giorni approviamo lo zibaldone, che poi caricherà sulla groppa dei sardi, perché ci saranno sicuramente dei problemi di interpretazione, dei problemi, a parte quelli di eccesso di delega, che renderanno difficile l'inserimemto di questo tipo di legislazione in maniera coerente nel corpus giuridico complessivo della Regione Sardegna.
Io vorrei che un collega della maggioranza si alzasse e mi dicesse: "Non condivido queste argomentazioni" e mi spiegasse la motivazione per cui non le condivide. Colleghi, io rinuncerei in quel momento a tenervi per altri venti minuti in Aula; se mi convincete smetto di pronunciare dichiarazioni di voto, ce ne andiamo a casa, torniamo tutti dalle nostre famiglie!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, siccome conosco le persone, vorrei togliere dalla testa di qualcuno l'idea di poter utilizzare gli interventi pronunciati dai componenti del Gruppo dei Riformatori, come esempio classico di come un Consiglio regionale non lavora o non vuole far lavorare. Presidente Soru, non è così! Noi stiamo utilizzando questi momenti di dibattito per dire alla maggioranza (non accuso lei, accuso la maggioranza che la sostiene) e all'opinione pubblica che in questo modo ci si sta imponendo di approvare leggi migliori e attente a dare risposte positive al popolo sardo. Non si fraintenda. Noi vogliamo far partecipare la gente alle decisioni, ad iniziare da questo Consiglio regionale, ma ci troviamo di fronte ad una maggioranza assente, ad una maggioranza che si nasconde dietro i numeri, ad maggioranza che non può neanche più rappresentare quello che ha rappresentato nella raccolta dei voti elettorali.
Certo che staremo molto bene attenti a toccare - mi si passi il termine - San Renato Soru da Sanluri, perché noi non lo attaccheremo, come pensava qualcuno. State sbagliando! Noi, nella campagna elettorale, non andremo a toccare Renato Soru, accuseremo invece una maggioranza che non è capace di offrire risposte alle attenzioni che su di essa ha rivolto una parte consistente del popolo sardo. E vi ricordo che voi siete diversi partiti, quindi sensibilità diverse di cittadini diversi che hanno dato il loro suffragio a questa maggioranza proprio in virtù di una diversificazione di esperienze e di volontà di rappresentazione dei propri interessi e delle proprie esigenze. Se questo non si verifica in democrazia, e voi oggi qui ne siete la testimonianza, vuol significare che avete abdicato al vostro ruolo, voi come maggioranza, non il presidente Soru che probabilmente giustamente chiedeva una semplice via preferenziale nell'esame dei propri disegni di legge.
Del resto io stesso ho sollevato il problema quando si parlava di modificare il Regolamento, proponendo che venisse offerta alla Giunta la possibilità di individuare una corsia preferenziale per le proposte più urgenti. L'avevo proposto e non fu accettato. Oggi, invece, attraverso un ordine del giorno, volete inserire in un'unica sessione una miriade di argomenti che invece andrebbero approfonditi separatamente perché possono offirire risposte serie serie alla gente. Allora non è colpa dell'opposizione, non è colpa di chi si ostina a intervenire in un dibattito che vede muta, sorda, la controparte, se si corre il rischio che, a poco a poco, si perda anche la dignità di essere rappresentanti del popolo sardo. Ci stiamo incamminando in questa strada.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, nell'annunciare il mio voto di astensione voglio esprimere qualche considerazione, pur senza il calore, la passione, la grinta che ha caratterizzato l'intervento del collega Dedoni. Certo, lui ha la fortuna di arrivare da una terra ricca di queste passioni, il Comune di Masullas, che aveva tra i suoi abitanti un predicatore famoso dal quale, sicuramente, qualche dote avrà ereditato. Ci rendiamo comunque conto che questo viottolo, questa scorciatoia che voi avete pensato di dover percorrere, la dovremo percorrere scontando un affollamento inusuale.
Le due Commissioni, la Commissione bilancio e le altre Commissioni che costituiranno occasionalmente la Commissione congiunta, saranno composte da 40 o 45 consiglieri. E' già difficile di lavorare in una grossa Commissione, ma in una Commissione congiunta, che registra metà Consiglio regionale tra i suoi compentnti, pensate veramente si possa impostare un lavoro organico? Ma davvero ritenete che tutto ciò possa facilitare il percorso che voi avete stabilito?
Io credo che ci dobbiamo porre anche questi piccoli problemi tecnici. Il problema di avere il numero legale nelle Commissioni congiunte, diventerà davvero una tragedia! L'ha già annunciato il collega Capelli, ma comunque è una previsione facile da farsi. Io credo che il tempo che voi pensate di recuperare non potrà essere assolutamente recuperato. Non solo: mancherà la serenità per lavorare con tempi così stretti, con tempi così contingentati. Chi ama il dibattito e il confronto democratico, intervenga quindi in quest'Aula.
Il "silenzio assordante" del consigliere Uras, ad esempio - lui che è capace di calorose affermazioni - credo non ci aiuti in questo momento. Noi pensiamo che sia utile davvero, che ci sia l'apporto costruttivo di tutti e che si prenda in considerazione la difficoltà obiettiva che questa Commissione congiunta incontrerà nel produrre il risultato che voi stessi auspicate. Ritiriamo o adattiamo l'ordine del giorno; inseriamo soltanto i disegni di legge riferibili davvero alla manovra finanziaria e restituiamo al Consiglio quel percorso ordinario che è anche, così come si è visto, quello più produttivo. Compiremo così un atto di giustizia non solo nei confronti del Regolamento, delle leggi che sono state richiamate, ma anche nei confronti di quell'obiettivo finale di approvare leggi il più possibile ponderate e rispondenti ai bisogni dei cittadini.
Le cose fatte in fretta non ci aiutano. Le cose fatte in fretta, si sa, sortiscono dei risultati dei quali poi ci si pente. Occorre maggiore funzionalità nel percorso, occorre semplificazione nella procedura. Noi attendiamo una risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo soprattutto per rispondere agli amici e colleghi del Gruppo dei Riformatori le cui frequentazioni con Cogodi nell'ultima legislatura hanno evidentemente prodotto qualche effetto positivo; soprattutto una particolare attenzione per le vicende che riguardano i temi della democrazia ed il funzionamento delle istituzioni. E' una loro caratteristica.
Però mi pare che in questa circostanza ci sia una drammatizzazione del problema; anzi, il problema francamente non lo vedo. Mi sono letto e riletto il Regolamento, e, tra l'altro, ho contribuito anche alla sua ultima stesura. Se avessimo voluto accelerare molto i tempi avremmo utilizzato meglio, per esempio, i lavori in Commissione, nel senso che avremmo stabilito che la Commissione o alcune Commissioni avrebbero potuto lavorare in sede redigente anziché con il sistema ordinario. Se avessimo voluto introdurre con forza, con violenza (ma questa non è la sede, né noi siamo soggetti che possono in qualche misura accreditarsi questa funzione) l'approvazione di norme capestro su alcune materie, l'avremmo potuto fare introducendo due o tre articoli in una leggina da far passare in una delle Commissioni di merito in cui siamo più attrezzati dal punto di vista delle competenze e dei numeri.
Non abbiamo fatto questo. Abbiamo utilizzato un Regolamento che è stato utilizzato più volte; tra l'altro gli articoli in questione sono collegati ad una parte del Regolamento che non è stata modificata, ed i termini - voi me lo insegnate - non sono termini perentori, cioè non arriva la mannaia a tagliare la testa a chi non avesse il ventunesimo giorno compiuto integralmente il lavoro. Sono termini ordinatori e pertanto hanno una funzione di monito. Il termine cioè è un invito forte alla responsabilità dei consiglieri ad operare entro tempi stabiliti, quei tempi che sono funzionali alla realizzazione dell'obiettivo.
Io credo che i colleghi Riformatori abbiano assunto oggi un ruolo di responsabilità, anche nella discussione, che gli va riconosciuto. Ma il messaggio che è arrivato, è che qua ci sono soggetti che hanno in mente di togliere la libertà o di svuotare di funzioni il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della quarta parte dell'ordine del giorno coincidente col punto 4 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 49
astenuti 3
maggioranza 25
favorevoli 40
contrari 9
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Vargiu.)
Passiamo al punto 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà. Però, se si continua così, sarò costretto a contingentare i tempi.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, mi dirà il Presidente in base a quale articolo del Regolamento e io accetterò ovviamente il contingentamento che lei propone.
Devo dire, Presidente, che non c'è da parte mia alcuna volontà di sprecare del tempo, anzi io ho la speranza che il tempo che stiamo utilizzando in quest'ultimo scampolo di una sera di venerdì comunque dedicata al lavoro, possa farcene risparmiare altrettanto nel proseguo. Non è abitudine dei Riformatori intervenire ripetutamente su un argomento senza portare argomentazioni.
Ringrazio dell'intervento il collega Uras, dalle cui idee sicuramente ci separano da mille miglia, ma col quale condividiamo il gusto della garanzia e dello stato di diritto, e quindi del garantismo che, per certi versi, produce dei riverberi pur nella distanza delle posizioni politiche. Nel suo intervento il collega Uras ha affermato: I termini del Regolamento non sono termini perentori, sono termini ordinatori, quindi, vogliono semplicemente significare che la maggioranza e la Giunta si danno delle priorità, le elencano e quindi, quelle sono le priorità all'attenzione di tutti.
Ma, collega Uras, noi abbiamo riformato il Regolamento proprio per evitare che fosse un sorta di Regolamento posticcio e inutile alle esigenze del Consiglio, come tante volte era stato. Del resto sono stati già ricordati i venti collegati della vecchia maggioranza, ed è stato ricordato il contesto assolutamente differente da questo che non ha consentito neanche a un collegato di andare in Aula, ma neanche le manovre finanziarie venivano esaurite in 37 giorni! Non è mai successo!
Quindi il precedente Regolamento era un Regolamento che rischiava di essere imbelle. La minoranza allora aveva convenuto con la maggioranza sulla necessità di dare operatività al Consiglio, di dotare il Consiglio di un Regolamento efficace, efficiente, in grado di permettere alla maggioranza di approvare le leggi. Questo è un diritto della maggioranza. Ma c'è un percorso ordinario che è quello che ha menzionato lei: è quello della programmazione mensile, della programmazione bimestrale con la possibilità del contingentamento dei tempi.
E' possibile, quindi (prendiamo il primo dei disegni di legge che voi proponete, quello sull'agricoltura) stabilire che un disegno di legge passi all'esame dell'Aula il lunedì e venga approvato il giovedì, perché si conviene che quattro giorni sono sufficienti per un esame approfondito di quel disegno di legge. In questo modo avreste potuto approvare tutte le leggi che desideravate e noi avremmo potuto discuterle fino in fondo con voi! Non capisco quindi il ricorso ad uno strumento straordinario.
E' un meccanismo di campagna elettorale, per cui volete rimanere in Aula durante il periodo della campagna elettorale a litigare sulle cose che voi proporrete e che noi in qualche maniera cercheremo di modificare, di cambiare, di controbattere? Oppure è un meccanismo per conculcare il dibattito dentro la vostra maggioranza, nel senso che dite: "Siccome è impossibile trovare un accordo tra di noi, allora fissiamo un limite di 36 ore per l'esame in Aula di ogni disegno di legge. In 36 ore chi si è visto si è visto! Tolte 12 ore per dormire in 24 ore si approvano".
Sono queste le preoccupazioni che noi stiamo esponendo. Ci sono deleghe a bizzeffe! Le discutiamo in 36 ore? Ce le illustrerà il consigliere Paolo Maninchedda e noi decideremo sulla fiducia? Noi vi stiamo ponendo questo problema e ve lo stiamo ponendo in una maniera veramente, assolutamente non rituale, in nessuno modo ostruzionistica, in nessun modo oltraggiosa delle vostre competenze e dei vostri diritti.
Poi, insomma, io mi rendo conto che non intendete dare risposte, perché quelle che avete dato per il momento non sono risposte, sono semplicemente dei tentativi di maldestra giustificazione. Io non ho problemi; se voi lo ritenete, lo chiedete, come gesto di cortesia istituzionale, io, non ho problemi a non intervenire più! Ma il problema è un macigno che resta qui, ed è evidente che i comportamenti conseguenti nei prossimi giorni, nei prossimi mesi saranno legati a questo macigno che voi state mettendo in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, volevo iniziare il mio intervento con il dire che quando poco fa lei, Presidente, ha affermato che avrebbe contingentato il tempo, io che non ho utilizzato a pieno mai il tempo a disposizione, mi sono sentito toccato. Perché quando si affida alla Presidenza, come abbiamo fatto noi in buona fede, considerate anche le modifiche apportate al Regolamento interno, la possibilità di decidere, nell'interesse complessivo dell'Aula, un Presidente non si stizzisce per un comportamento irrituale di una parte del Consiglio regionale, solo perché vuole ricordare quali sono le incombenze e quali sono gli aspetti che devono caratterizzare un dibattito politico a più voci nell'ambito del Consiglio regionale.
A proposito di innovazione del Regolamento, voglio ricordare che l'articolo 33 prevede la Commissione in sede redigente. Commissione introdotta anche per agevolare il percorso normativo. Allora se così è, e chiaro che non c'è la volontà di soffocare qualunque iniziativa della maggioranza, ed ancor meno dell'Esecutivo, considerato che l'Esecutivo probabilmente vive sulla sua pelle, in termini anche più puntuali, le necessità e le urgenze che si riverberano nel lavoro amministrativo; noi comprendiamo tutto ciò e crediamo che il Consiglio non debba farsi scudo di una sua prerogativa per non concedere una corsia preferenziale a una richiesta dell'Esecutivo! Ma, attenzione a voler comprimere, come adesso si vuole comprimere, un dibattito.
Non è vero, onorevole Uras, che quello previsto dal Regolamento è un termine ordinatorio. Del resto io vi devo ricordare che nessuno, nessuno nella minoranza si è alzato in piedi - a iniziare dall'onorevole Oppi che è assente ma lo cito - per chiedere all'Aula di non applicare i termini del nuovo Regolamento per ciò che riguarda l'esame della finanziaria. Perché con un patto tra le parti, tra maggioranza e opposizione si stabilì che anche se si fosse svolto dopo il primo gennaio, il dibattito sulla finanziaria sarebbe stato escluso dall'applicazione del nuovo Regolamento.
Ma nessuno in quest'Aula della minoranza e dell'opposizione ha chiesto questa applicazione, nessuno si è comportato in maniera difforme. E giustappunto, come ricordava qualche mio collega, le norme sono state quasi tutte approvate, fatta eccezione per una, all'unanimità. Per lo meno quelle più importanti, quelle più considerevoli nell'impatto sociale e nella possibilità di intersecare settori produttivi della nostra realtà isolana.
Ma, vivaddio, vogliamo vivere davvero tutto all'interno del palazzo o all'interno di una determinata linea preconfezionata, magari illuminata, come può essere quella che ci propone la maggioranza oggi? Io avrei qualche dubbio, perché dagli illuminati qualche volta bisogna guardarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo anch'io per annunciare il mio voto di astensione e lo faccio anche anticipando che questo è l'ultimo degli interventi che noi Riformatori pronunceremo questa sera. E' l'ultimo perché davvero constatiamo che non vi è capacità d'interlocuzione, che non vi è la possibilità concreta - al di là del messaggio che l'onorevole Uras dice che è stato percepito - di incidere su un problema che noi riteniamo vitale per la democrazia.
Però non posso non essere grato all'onorevole Uras, perché ci ha fornito elementi di ragionamento e di riflessione importanti. Lui ha parlato esattamente di accelerazione del tempo; e, paradossalmente, lo stesso Presidente del Consiglio ha parlato di contingentamento dei tempi. Questa variabile tempo quindi diventa il soggetto principale delle nostre argomentazioni. Una variabile che se è accelerata e se è compressa ci porta diritti nel campo relativistico, ed è quindi capace di incidere su altre variabili, in primo luogo sul concetto spazio.
L'accelerazione del tempo riduce lo spazio, e se riduce lo spazio torniamo a quel viottolo, Presidente, la strada diventa viottolo. Ecco dimostrata la teoria relativistica ancora una volta applicata a quest'Aula! Ma non solo, il dramma è un altro, il dramma è ancora dietro l'angolo perché l'accelerazione del tempo porta fatalmente al buco nero, dove la gravitazione diventa infinita e dove naturalmente noi non possiamo che avere dubbi sull'operatività di questo Consiglio.
Non possiamo davvero credere che questa irresponsabilità generale, che noi stiamo in questo momento percependo, possa portare a un dialogo inesistente tra opposizione e maggioranza; al di là dei concetti che adesso noi utilizziamo per banalizzare, però è una reale considerazione. E' amara, è per noi davvero disagevole constatare che non c'è possibilità di capire che il percorso che voi proponete è un percorso tortuoso, è un percorso difficile, è un percorso che non offre garanzie democratiche.
Qualcuno sosteneva che nessuno di noi vuole diminuire le regole democratiche, vuole minori garanzie. Io credo che anche se in buona fede ognuno di noi vuole queste garanzie, di fatto non le potrà avere perché la mancanza del tempo, la mancanza di spazi, ci costringeranno a procedere in maniera frettolosa; e noi riformatori siamo certi che questa non è una scelta razionale.
Abbiamo ancora qualche secondo di tempo per ribadire che qualcosa può essere modificata. Presidente non lasci solo Uras a interloquire con noi, lo dica lei, presidente Soru, che forse qualche modifica può essere approvata in questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della quinta parte dell'ordine del giorno coincidente col punto 5 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 48
astenuti 4
maggioranza 25
favorevoli 39
contrari 9
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Marracini - Pisano - Vargiu.)
Passiamo al punto numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, pur dichiarando per necessità l'astensione, volevo sottolineare l'opportunità che le norme del Regolamento sulla modalità con cui si individuano i disegni di legge collegati alla finanziaria, vadano lette in stretta connessione con la legge di contabilità.
La legge regionale di contabilità prevede che entro il 30 settembre debbano essere presentati tutti i documenti che compongono la manovra finanziaria, tra cui i disegni di legge collegati con l'attuale ordine del giorno, invece, l'Aula individua quali disegni di legge siano effettivamente da collegare, da sottoporre alla nuova procedura che è stata introdotta con l'ultimo Regolamento, quindi alla possibilità di contingentare i tempi e di fissare dei termini stretti con conseguente collasso dell'attività dell'Aula.
Per questo motivo le norme vanno lette così come ho suggerito, e credo che una corretta interpretazione del Regolamento riguardo alla legge di contabilità avrebbe dovuto suggerire alla Presidenza di assicurare una posizione diversa. Credo che in questo stia la forzatura politica e giuridica che la Giunta sta utilizzando per porre fretta ad affrontare disegni di legge che non hanno nulla a che vedere con la manovra finanziaria ma che, evidentemente, hanno un'importanza politica per tantissimi motivi, che però discuteremo.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della sesta parte dell'ordine del giorno coincidente col punto 6 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 52
nulli 1
maggioranza 27
favorevoli 40
contrari 11
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Pisano - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras - Vargiu.)
Passiamo al punto 7.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, volevo ricordare ai colleghi Consiglieri che il bilancio coniuga l'innovazione e l'equità fiscale. Questa frase non è mia ma è una dichiarazione che il Presidente della Regione Sardegna ha rilasciato ai giornalisti sardi e di tutto il mondo nel presentare la nuova manovra finanziaria; abbiamo visto la qualità della stessa e non ci torniamo.
Per quanto riguarda questa equità fiscale, da quando è rimbalzata la balzana idea di tassare imbarcazioni, aeromobili e seconde case, e tutto il mondo trepidante aspetta di conoscere il gettito erariale che gratificherà le casse sarde! Questo mi preoccuperò di chiederlo entro il 31 dicembre del 2006.
Però da un'indagine frettolosa effettuata da chi, come me, non è uomo avvezzo a frequentare salotti dell'alta finanza (e non sono un abile uomo d'affari quasi libanese come il Presidente della Regione) risultano esserci in Italia un migliaio di questi piccoli aerei privati (le compagnie aeree che trasportano il pubblico non sono soggetti a questa imposta) ed altrettante imbarcazioni. Allora la domanda è: perché ricorrere sempre a questo impatto gratificante ma mediatico e non entrare strutturalmente nei problemi?
Ecco perché queste fughe in avanti, queste proposte che non sono dettate dal nuovo che avanza ma purtroppo dagli avanzi della vecchia politica. E se le mie mucose olfattive non sono inquinate dalla stanchezza quotidiana e hanno mantenuto la loro sensibilità, dico veramente che c'è da preoccuparsi! E nella competente commissione si deve avere il coraggio di rimuovere tutto ciò che sa di demagogia. Perché quando parliamo di entrate, noi che abbiamo presentato, credendo di offrire un contributo, una proposta di legge puntualmente disattesa, poi siamo costretti ad ascoltare la profonda e sonora risata di tutto questo mondo che aspetta i risultati economici, le gratificazioni derivanti da questa iniziativa.
Qualche perplessità sul modo di interpretare la politica e sulla prospettiva politica della Giunta e di chi la capeggia pertanto ce l'abbiamo. Per questo dichiaro l'astensione, così come hanno fatto i colleghi, sulla parte dell'ordine del giorno relativo al disegno di legge numero 216 e aspetterò, oltre che il 31 dicembre 2006 per vedere questi bruscolini che cadranno nelle casse regionali, anche una legge che possa segnare finalmente, dal punto di vista sardista, un primo passo verso un'autonomia impositiva, perché questa si conquista con la serietà, con proposte organiche strutturali e non, ripeto, con le sparate mediatiche che possono offrire solo una certa soddisfazione momentanea. Alla lunga, infatti, quando non arriveranno i risultati, anche i colleghi gioiosi che si stringono attorno facendo i falangisti alla difesa dell'indifendibile, saranno costretti a giustificarsi con gli elettori.
Questa è la penultima finanziaria, se avremo l'accortezza e la sensibilità per preparare la legge elettorale; accingiamoci allora a celebrare l'ultima finanziaria, che sarà quella del 2007, con proposte serie, con maggiore riflessione, perché su questa Sardegna non ricada veramente l'amarezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarare la sua astensione. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, essendo entrato in possesso del testo della legge numero 11 del 1983, vorrei soffermarmi a leggere il comma 3 dell'Articolo 10: "L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio propone all'approvazione della Giunta regionale il disegno di legge finanziaria, il disegno di legge del bilancio annuale e pluriennale, nonché le note di programma. Propone altresì, verificatane la compatibilità finanziaria e la coerenza programmatica, i disegni di legge collegati alla manovra economico-finanziaria predisposti ad iniziativa degli assessori competenti per materia".
Comma 5: "i disegni di legge di cui al comma 3 sono trasmessi al Consiglio regionale per l'approvazione entro il 30 settembre dell'anno precedente all'esercizio finanziario cui gli stessi si riferiscono". Quindi lo status di legge collegata è attribuito dalla legge di contabilità e non dal Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Quindi, l'onorevole Artizzu si astiene. Invito i colleghi che pronunciano le dichiarazioni di astensione a non votare.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della settima parte dell'ordine del giorno, coincidente con il punto 7 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 43
contrari 13
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Pisano - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'ottava parte dell'ordine del giorno, coincidente con il punto 8 del dispositivo.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 29
favorevoli 42
contrari 14
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pirisi - Pisano - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras - Vargiu.)
Votazione ed approvazione della manovra economico-finanziaria 2006-2008
PRESIDENTE. Passiamo adesso alla votazione della manovra finanziaria.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Non allarmatevi perché sarò veramente di una brevità quasi spaventosa. Penso che sia assolutamente inutile continuare a ripetere quali aspetti sono piaciuti e quali meno nella finanziaria o nel bilancio. Però vorrei evidenziarne soltanto uno (e mi dispiace, recito il mea culpa questa mattina per non essere purtroppo arrivato puntualissimo) un aspetto che tengo particolarmente a sottolineare.
Probabilmente la fretta - ed io spero che sia solo e esclusivamente la fretta - ha fatto passare un finanziamento che io continuo a definire scandaloso: quello all'associazione dei partigiani. Non sto a ripetere la motivazione perché penso di essere stato abbastanza chiaro nei giorni scorsi, però è assolutamente incredibile che questa Aula abbia offerto la possibilità, con quei centomila euro, di mettere nelle condizioni dei ragazzi adolescenti, ed esattamente delle scuole medie, di svolgere un tema... Purtroppo non trovo il foglio, perché volevo per la seconda volta leggere il titolo del tema a tutta l'Aula, ma il concetto era questo: il Governo di centrodestra avrebbe cancellato cento anni di storia con il sangue. Insomma, non ricordo purtroppo bene il titolo. Penso comunque che sia una iniziativa veramente scandalosa e della quale tutti quanti, me compreso, ci dobbiamo veramente vergognare.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 199-S/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Calledda ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo -Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 43
contrari 7
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 200/A.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo -Petrini - Pisano - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 43
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Posso? Il titolo del tema era il seguente: "Il Governo di centrodestra ha ucciso la Costituzione nata dalla resistenza scritta con il sangue innocente di centomila morti per la libertà".
CALLEDDA (D.S.). Perché, è bugia?
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del programma numero 13.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo -Petrini - Pisano - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 51
maggioranza 26
favorevoli 43
contrari 8
(Il Consiglio approva).
Io credo che sia mio dovere ringraziare tutto il Consiglio. Ringrazio comunque in modo particolare l'opposizione perché per la prima volta nella storia anche del nostro Consiglio, nei termini previsti dal Regolamento è stata approvata la manovra finanziaria.
Discussione e approvazione del Conto Consuntivo del Consiglio regionale - Esercizio Finanziario 2004
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del conto consuntivo del Consiglio per l'esercizio finanziario 2004. Relatore il questore Uras. Invito i consiglieri questori a prendere posto nei banchi della Giunta.
(I consiglieri questori Uras e Cappai prendono posto presso i banchi della Giunta.)
Ha facoltà di parlare il consigliere Uras, questore.
URAS (R.C.), Questore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del conto consuntivo del Consiglio.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Pisano - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 43
votanti 43
maggioranza 22
favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio.
Ha facoltà di parlare il consigliere Uras, questore.
URAS (R.C.), Questore. Solo alcune parole per dire che manteniamo sostanzialmente le cifre dell'anno precedente. Alcune voci hanno subito una riduzione, in modo particolare quella relativa alle indennità dei consiglieri regionali, così come previsto tra l'altro dalla legislazione vigente in materia finanziaria nazionale. Gli incrementi di spesa sono dovuti alle recenti assunzioni di personale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del bilancio interno del Consiglio.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe -Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pirisi - Pisano - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 45
maggioranza 23
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 21 e 01.
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