Seduta n.114 del 28/12/2000 

Seduta CXIV

(Antimeridiana)

Giovedì, 28 Dicembre 2000

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 11 e 03.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 13 dicembre 2000 (110) che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Noemi Sanna, Edoardo Usai e Nazareno Pacifico hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 28 dicembre 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Non avendo altre comunicazioni da fare, ed essendo ancora in corso la Terza commissione, ritengo opportuno sospendere la seduta per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 04, viene ripresa alle ore 11 e 36.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Chiedo al Presidente della Terza commissione se il disegno di legge 140 è stato esitato.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. E` stato approvato.

PRESIDENTE. Lei dice che è pronto, ma non ce l'abbiamo materialmente.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Il provvedimento è stato approvato qualche minuto fa dalla Commissione, con due emendamenti, credo che occorra semplicemente il tempo di far arrivare il testo in aula.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti in attesa che ci venga portato il testo approvato dalla Commissione.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 38, viene ripresa alle ore 12 e 22.)

Presidenza del Vicepresidente spissu

Discussione generale del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2001 - Deroga per l'Ente Foreste - Conservazione a residui" (140)

Presidente. Riprendiamo la seduta. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge 140/A: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2001".

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il disegno di legge numero 140 riguarda l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2001; si tratta, quanto meno per questa parte, di un atto evidentemente necessario per poter garantire la spesa per i primi due mesi dell'esercizio 2001, nell'attesa che la manovra finanziaria venga approvata dal Consiglio regionale. Nel disegno di legge sono contenuti, oltre all'autorizzazione all'esercizio provvisorio fino a tutto il mese di febbraio 2001, anche altri due articoli che riguardano l'autorizzazione all'esercizio provvisorio per l'Ente Foreste della Sardegna, e l'accantonamento in conto residui di somme che non sono state impegnate per varie motivazioni, entro il 31 dicembre del 2000.

Nella relazione presentata dalla Giunta sono evidenziate, capitolo per capitolo, le finalità per le quali sono state a suo tempo stanziate queste somme e per le quali si chiede oggi la proroga dell'impegnabilità fino a tutto l'esercizio 2001, cioè fino al 31 dicembre 2001.

Le somme di cui si propone un accantonamento in conto residui, sulla base dell'articolo 3, ammontano a 1038 miliardi, si tratta evidentemente di somme che è necessario accantonare, proprio per consentirne la spendita in tempi rapidissimi, per cui si è ritenuto opportuno che non vadano in economia. Il testo è stato approvato dalla Commissione con due emendamenti, uno dei quali riguarda la clausola d'urgenza, e invece l'altro riguarda l'accertamento, al 31 dicembre 2000, degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre 1995 e dei residui di stanziamento accertati al 31 dicembre 2000 e provenienti da esercizi anteriori al 1996; è un accertamento che produrrà quindi un'economia di circa mille miliardi che andrà, evidentemente, ad abbattere una parte del disavanzo fino ad ora maturato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi, relatore di minoranza.

COGODI (R. C.), relatore di minoranza. Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi pensiamo che non sia affatto giusto né opportuno che questo disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio della spesa del bilancio della Regione per l'anno prossimo sia considerato, e in qualche modo si tenti di archiviarlo, come un fatto meramente tecnico, una sorta di atto dovuto: non se ne può fare a meno, così fan tutti.

Noi riteniamo che il Consiglio regionale e l'opinione pubblica debbano essere avvertiti e consapevoli che quello che sta accadendo non è un fatto meramente tecnico, neppure prevalentemente tecnico, è un fatto invece eminentemente politico; è un fatto politico di estrema gravità, che non può essere sottaciuto dall'opposizione, e comunque non può essere neppure ignorato dalle forze politiche che concorrono a costituire la maggioranza.

La Giunta regionale ha chiesto la procedura d'urgenza, a norma del Regolamento, per abbreviare di 5 giorni il termine per la presentazione delle relazioni al Consiglio e per poter approvare in articulo mortis, entro il corrente anno 2000, prima della mezzanotte del 31 dicembre, l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Ha chiesto la procedura abbreviata, togliendo cinque giorni ai dieci che il Regolamento accorda a chi intende approfondire le questioni rilevanti in questo Consiglio, per una scelta tutta dosata e tutta orchestrata, che l'ha portata a chiedere all'Aula l'approvazione dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio, alla vigilia dello scadere dell'anno finanziario, e a ritardare di quasi tre mesi la presentazione del bilancio previsionale per il 2001. Anche in relazione a questa scelta conosciamo le giustificazioni, le più inutili quanto becere: e' accaduto spesso, anzi è accaduto quasi sempre, che vi siano stati ritardi nell'approvazione del bilancio previsionale. Il fatto che sia accaduto spesso non vuol dire che sia lecito e ogni volta che è accaduto ci sono state le rimostranze e le opposizioni di chi aveva il dovere istituzionale di protestare. Il fatto è che questa volta, però, noi siamo di fronte non ad un puro e semplice ritardo che può essere ascritto a valide ragioni: crisi istituzionali, crisi politiche, elezioni, cambi di maggioranza; no, noi eravamo, quest'anno che sta per concludersi, all'interno di una condizione apparentemente ottimale: una Giunta in carica tutto l'anno, assessori tutti ben fermi e ben stretti fra di loro - come direbbe l'onorevole Fois: "Stringiamoci attorno alla Giunta!", sono già stretti, Fois, non c'è bisogno che li stringa tu - nessuna crisi politica e istituzionale. Non vi è pertanto ragione alcuna di ordine tecnico o esterno che possa giustificare il ritardo enorme, non di qualche giorno, con cui si è proceduto alla presentazione al Consiglio della proposta di bilancio.

La verità non è quella che va sostenendo l'Assessore della programmazione, che bisognava fare la grande opera di riconversione del bilancio impostato su capitoli in bilancio per unità previsionali di spesa; tutte balle, giustificazioni puerili, perché la legge che ciò prevede in via sperimentale - già qualche cosa si era fatto - è di anni fa, e c'era tutto l'anno, dal primo di gennaio, per fare questa riconversione, questa traduzione di cui parla l'Assessore, in chissà quale lingua difficile, indecifrabile; in realtà un'opera di semplicemente accorpamento delle poste di bilancio, un lavoro ordinario al quale gli uffici della Regione, in ogni ramo di amministrazione, avrebbero dovuto essere impegnati per l'anno intero perché al 30 settembre si sarebbe dovuto presentare il disegno di legge di bilancio, come dice la legge. Ormai però le leggi della Regione dicono inutilmente, per voi le leggi sono degli optional, che la legge indichi o meno un termine, una prescrizione, un obiettivo, per voi è indifferente; voi siete la Giunta e la maggioranza della illegalità programmatica, siete una Giunta nata per caso, siete una Giunta costruita a tavolino, anzi spesso sotto il tavolino, e quindi, avendo questo vizio congenito, pensate di lucrare su questa malformazione.

Il fatto che questa maggioranza non sia quella che gli elettori avevano previsto, il fatto che in quest'aula più di un consigliere regionale via via pensi di essere portatore di azioni politiche ed elettorali da spendere nel borsino della "politica bottegaia", il fatto che non si chieda agli elettori di centrosinistra che hanno votato questi signori o signorotti, se siano o no d'accordo che i loro voti vadano al centro destra; il fatto che accada e sia accaduto tutto questo dovrebbe indurre almeno la Giunta, che tuttavia formalmente è legittimata da un voto del Consiglio, a essere più prudente, più cauta, molto più tempestiva, ordinata ed anche un po' più modesta nei comportamenti e negli atteggiamenti. Invece no, in modo arrogante si ricorre ad un ritardo enorme, di quasi tre mesi, ed è un ritardo programmato, il vostro ritardo programmato - questo bisogna dirlo perché da qualche parte qualcuno, seppure nella distrazione delle feste, lo possa sentire - è la strategia che avete adottato. E' la strategia del danno per i cittadini, del danno per la Regione compensato, secondo voi, da un beneficio clientelare che pensate di ricavare da questo ritardo programmato, da questa strategia del danno. Sarà nostro compito dimostrare questo assunto via via, non solo nel tempo che è previsto per una relazione di minoranza, ma anche nel corso della discussione generale del disegno di legge e dell'esame dei suoi articoli. Voi avete presentato un disegno di legge che non ha il carattere della necessità e basta. "Siamo pure responsabili," - avreste potuto dire - "siamo in ritardo" se non per le ragioni puerili che adduce l'assessore Pittalis, per altre ragioni: "Abbiamo dormito, ci siamo distratti, avevamo molte nomine da fare, molte verifiche erano in corso, assestamenti di maggioranza, fibrillazioni, staffette annunciate", insomma tutte cose dell'alta politica che impegnano il tempo, le energie e l'intelligenza - quella che si ha - e che giustificano il ritardo, per cui si chiede scusa e si va avanti.

La Regione non deve morire perché voi non siete capaci né di governare né di dare sufficienti spiegazioni di questi ritardi. E allora il disegno di legge avrebbe potuto consistere davvero in un articolo di carattere tecnico, di autorizzazione in via provvisoria alla spesa, in attesa che approvando il vero bilancio della Regione, si fosse recuperato il ritardo che voi avete voluto. Invece no, voi avete pensato e messo in campo una strategia del ritardo programmato, del danno alla Regione e del beneficio clientelare che pensate di ricavarne, trascinando la discussione e l'approvazione del bilancio di previsione al prossimo mese di marzo perché si possa promettere maggiormente tutto a tutti; i tempi della politica sono quelli che conosciamo, possiamo avere diverse opinioni ma il calendario non è un'opinione e neppure la scadenza dei mandati parlamentari: che in primavera prossima saremo impegnati nella campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale ovviamente non è un'opinione. E voi avete voluto che il bilancio previsionale del 2001 della Regione si approvasse nel corso del 2001 per ottenere due vantaggi: uno, orientare meglio la spesa in modo clientelare sotto elezioni; due, perché in questo modo, questa maggioranza dissestata, sgangherata, conflittuale, fibrillata, come dice il Presidente, si acquieti un poco ed essendo in discussione il bilancio è chiaro ed evidente che anche tutta la partita vostra interna delle candidature per promozione e per rimozione possa avere un corso più guidato, più calibrato perché nessuno si potrà scomporre più di tanto se si dovrà ancora approvare il bilancio. Quindi avete messo nel conto tutto, avete usato i tempi della politica, anche di quella nazionale, per sistemare i vostri conti. Questo è un aspetto.

Il secondo aspetto di tutta evidenza è dato da quella sequenza e sequela di somme iscritte nei capitoli del bilancio 2000 che voi, con questo provvedimento, intendete portare al 2001. Ma qui c'è la metà della spesa vera, della spesa manovrabile della Regione che voi con questo provvedimento dite che non si deve impegnare nell'anno 2000, ma che volete portare in conto residui per impegnarla nell'anno 2001, cioè sotto elezioni, con danno della Sardegna, con danno dei cittadini e, secondo voi, con beneficio vostro di ordine clientelare. Voi state trascinando al 2001 più di mille miliardi; speriamo che non ci siano altre proposte invereconde che possano ancora sopraggiungere, ma già con la proposta che avanzate non parliamo di mille miliardi non spesi, perché saranno ben più di mille, ma di mille miliardi del bilancio della Regione 2000 non ancora impegnati, cioè non destinati in modo preciso e puntuale ai soggetti ai quali questo Consiglio regionale aveva previsto, con le leggi, che dovevano essere erogati.

Ma vi è una qualità della spesa che rende ancora più grave questo dato: voi prevedete di trascinare all'anno prossimo fondi che il bilancio della Regione prevedeva che venissero impegnati quest'anno e dovete dire perché non li avete impegnati e perché non avete agito persino nei casi in cui le norme prevedevano che altri soggetti istituzionali dovevano essere messi nella condizione eventualmente di avanzare domanda, di espletare una procedura; dovete spiegare perché questi altri soggetti istituzionali, mettiamo comuni e province, non hanno fatto ciò! Non pensiamo che vogliate ricorrere allo scarica barile e dire che la colpa è dei comuni e delle province. Voi pensate di mandare all'anno prossimo i fondi previsti per i progetti speciali per l'occupazione. Ma come, i progetti speciali per l'occupazione sono una derivazione del primo piano per il lavoro, quello del 1989, di undici anni fa, ci è voluta l'ira di Dio per mettere in campo quei progetti, undici anni! Poi negli ultimi tre, quattro anni si è riusciti finalmente a metterli in campo; erano progetti di carattere triennale, vi erano alcune urgenze, il secondo piano per il lavoro, la legge numero 37, aveva previsto alcune prosecuzioni per quei progetti che prevedevano un assorbimento di manodopera o di addetti in modo stabile; progetti che venivano da un piano precedente; era un intervento urgente e voi, per un anno intero, non avete impegnato queste somme! Stiamo parlando di progetti speciali occupazionali, non progetti ordinari: tanto erano speciali che li avete trascurati! E forse pensate, invece, ora di promettere a tutti e sotto elezioni di dare a chi volete.

Voi prevedete di trascinare al 2001 l'impegno delle somme per il piano telematico regionale, 24 miliardi, il fondo per gli accordi sindacali, 48 miliardi. Il contratto dei regionali è fatto da più di anno, siete voi che l'avete ritardato perché dovevate far decadere i tecnici qualificati del Comitato per la rappresentanza negoziale che la legge regionale numero 31 del 1998 ritiene debba essere l'unico organismo ad avere titolo a sottoscrivere il contratto, in modo neutrale, tecnico appunto, perché si rinnovi con equità e con punte di riforma. (Dov'è Fantola, il presunto riformatore?) Il contratto dei regionali l'avete bloccato aspettando che il Comitato scadesse, per poter sostituire i componenti con tecnici vostri, di parte, per questo non avete rinnovato il contratto ai regionali; lo rinnoverete adesso, sotto elezioni, perché anche un contratto fa clientela, secondo voi. E però i 48 miliardi già destinati dalla Regione al rinnovo dei contratti sono ancora lì giacenti, non li avete impegnati, li impegnerete sotto elezioni. Così dicasi per i 68 miliardi a sostegno dei programmi integrati d'area che avete criticato, li avete massacrati i programmi integrati d'area! Avete lasciato qualcosa di cui non avete attivato nulla, zero, 68 miliardi tutti non impegnati. Programmazione negoziata: 30 miliardi, all'anno prossimo, e poi via elencando: finanziamenti ai comuni per l'alluvione '99, all'anno prossimo; lo stesso dicasi sul finanziamento ai comuni per le opere urgenti, erano tanto urgenti queste opere, erano danari da dare ai comuni; ma siete sicuri che i comuni alluvionati non vi abbiano chiesto danari o avete solo raccolto le domande e avete detto sì a tutto e a tutti riservandovi di fare le vostre scelte tra qualche mese, a seconda di chi è l'assessore locale? Erano stanziamenti urgenti per i comuni che hanno subito l'alluvione del '99, più di un anno fa, lo stesso discorso vale in riferimento ai 161 miliardi destinati alle aziende agricole danneggiate dall'alluvione, unitamente a quelli destinati agli interventi per la blue tongue, agli schemi previsionali per la difesa del suolo e alla perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico, era un affidamento semplice, sono quattro miliardi che vi ha dato lo Stato, per altro, ma non sono stati realizzati neppure gli schemi previsionali, né la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico di questa Regione, dove ogni volta che piove in una città il sindaco vi sollecita a fare qualcosa perché quando piove è un disastro! E su tutte queste inadempienze voi non rispondete, e meno male che è cessato di piovere sennò, come dicono i giornali oggi, sarebbe stato un disastro; e avete i danari per la perimetrazione delle aree a rischio, e manco quello fate! Manco il censimento e la perimetrazione delle aree a rischio con i denari che vi ha dato lo Stato! Interventi idropotabili urgenti (acqua, acqua per bere, per uso civile): 63 miliardi del POP '94 - '99, di un programma di sette anni fa, li portate all'anno prossimo; perché non li avete impegnati? Di ogni cosa dovete dare ragione e spiegazione. Contributi agli enti locali per l'erogazione di finanziamenti in conto occupazione: 9 miliardi, non li avete neanche impegnati; cose urgenti, cose su cui si devono mettere le ali ai piedi, su cui un esecutivo che appena appena assomigli a un'idea di governo si attiva, impegna le risorse disponibili; voi non lo avete fatto, proponete oggi al Consiglio di trascinare tutto all'anno prossimo insieme al bilancio ritardatario che voi presenterete, bilancio sulla cui qualità entreremo dopo, anzi a questo proposito suggerirei all'Assessore della programmazione di fare qualche conferenza e qualche dichiarazione in meno prima che il Consiglio ne abbia preso visione; l'ha presentato ieri con tre mesi di ritardo questo bilancio ed è già partito con le magnifiche sorti e progressive che sarebbero assegnate ad esso; aspetti poco poco, si faccia almeno dire dalla sua maggioranza se tutto va bene, e possibilmente ascolti anche qualche piccola, modesta, flebile voce che può pervenire dai banchi dell'opposizione, prima di sbandierare che stiamo facendo l'interesse della Regione.

Conclusione: questo disegno di legge non ha carattere tecnico, appartiene alla strategia politica del clientelismo assoluto che voi volete instaurare e state instaurando in questa Regione, alla strategia della privatizzazione e della personalizzazione della politica; tutto questo non può essere sottaciuto e sarà meglio esplicitato quando entreremo nel merito di alcune delle norme che sono contenute in quei pochi articoli e si svelerà meglio il gioco degli inganni che per voi è un gioco ma che per molti sardi, per i cittadini, per le imprese, è purtroppo solamente un dramma.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. E` iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

Ricordo che chi volesse iscriversi a parlare, deve farlo durante l'intervento dell'onorevole Scano.

SCANO (D.S.). Presidente, colleghi, intervengo brevemente sul disegno di legge recante l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. La prima considerazione che intendo fare è sui ritardi, la seconda sui tempi previsti e la terza sulla questione dei residui.

Il ritardo è un fatto, non è che sia un'opinione; la legge prevede una scadenza che è il 30 settembre, è vero che nel passato solo raramente la si è rispettata e però la legge prescrive quella scadenza e gli errori del passato non possono giustificare quelli di oggi, né le responsabilità del passato possono assolvere le responsabilità di oggi, e poi nel passato c'è anche chi si è comportato bene. Anche gli effetti negativi dell'esercizio provvisorio sono un fatto e non sono un'opinione, non mi dilungo più oltre perché mi pare un concetto molto chiaro, che dovrebbe essere accettato da tutti al di là del gioco di maggioranza ed opposizione.

Le giustificazioni per il ritardo: vengono portate due giustificazioni che a mio giudizio però non sono valide; la Giunta dice che la riforma della legge di contabilità ha richiesto un grande lavoro, non c'è dubbio, e dunque i tempi si sono allungati; però la riforma approvata nel giugno '99 recava un articolo, l'articolo 29, che diceva: "Il bilancio formulato per unità previsionali di base in termine di cassa è predisposto in via sperimentale per l'anno 2000". Io so bene, anche per conoscenza diretta, quanto sia difficile far assimilare delle regole nuove, profondamente nuove, per predisporre il bilancio, quali quelle indotte con le unità previsionali di base, il bilancio di cassa, le note di programma, e non penso tanto all'apparato burocratico dell'Assessorato del bilancio che è di grande capacità, esperienza e impegno, ma all'insieme dell'amministrazione; però c'è stato un anno. L'altra giustificazione fa riferimento al complemento di programmazione. Il complemento di programmazione è stato approvato dal Consiglio solo di recente, ed è del tutto evidente che ha degli effetti sull'impianto e sulla tessitura del bilancio. D'accordo, solo che il complemento di programmazione è stato presentato con grande ritardo e un ritardo non è che può essere utilizzato per giustificare un altro ritardo, il ritardo c'è, sta lì con i suoi effetti negativi.

La seconda considerazione riguarda i due mesi richiesti dal disegno di legge; la Giunta, naturalmente è nella sua responsabilità, è legittimo, fa la previsione che ritiene congrua e prevede due mesi per l'esercizio provvisorio. Nella relazione è scritto: "Il periodo di tempo previsto pari a due mesi si auspica sufficiente". Il termine "si auspica" fa trasparire una qualche incertezza da parte del proponente, ma comunque la speranza, se non ricordo male, qualcuno è in grado di correggermi se sbaglio, è una delle virtù teologali e dunque è giusto esercitarla, siamo anche in periodo natalizio e quindi insieme alla fede e alla carità va bene esercitare anche la virtù della speranza.

I residui: mi riferisco all'articolo 3, commi 1 e 2, ma prevalentemente al comma 1. Anche questa è una considerazione di carattere generale che vale per oggi e per la verità vale anche per il passato, e speriamo che valga sempre meno per il futuro. Se facessimo la somma degli importi conservati a residuo indicati nei commi 1 e 2, ed appunto li sommiamo con gli importi che ci vanno, diciamo ope legis, in virtù di norme già scritte nella legge di contabilità con tutte le sue successive variazioni e modificazioni, ci renderemo conto - io non ho fatto naturalmente la somma, ma "a spanne" si può vedere di cosa stiamo parlando - che una quota rilevante del bilancio, in questo caso dell'esercizio finanziario 2000, viene conservata a residuo per l'esercizio finanziario successivo. Cioè stiamo dicendo che nelle abitudini di questa Regione, accentuate però da un emendamento di questo genere, ancorché obbligato perché le somme non vadano in economia, nelle abitudini negative, nei vizi di questa Regione, c'è che una quota rilevantissima, io non so se siamo lontani dal quaranta per cento se ci limitiamo alle spese di investimento, non viene spesa e va all'esercizio successivo e spesso agli esercizi successivi; questa è la prima considerazione.

La seconda riguarda il comma tre del medesimo articolo, dove c'è invece una norma utile perché va nella direzione di una verifica e di una bonifica dei residui, non è senza precedenti debbo dire, perché per esempio - vado a memoria perché non ho avuto il tempo di guardare i riferimenti normativi - all'inizio degli anni '90, nel '91 o '92, mi pare fosse assessore Antonello Cabras, venne estesa alle spese in conto capitale, se ricordo bene, la normativa esistente per le spese correnti e il risultato fu un notevole abbattimento della massa dei residui e quindi una forte pulizia del bilancio. Negli anni successivi quella innovazione positiva andò perduta; nel periodo 1998 - 1999 è stata riportata con forza all'attenzione del Consiglio la questione dei residui, la Giunta su questo assunse anche degli impegni, io ricordo che venne approvata una norma, può essere che ricordi male, stiamo accertando questo fatto; ma, in ogni caso, sia stata approvata e abbia costituito un precedente per l'oggi o non sia stata approvata, questo lo possiamo accertare, e sia oggi vigente o meno, io credo che norme di questo genere, chiunque le introduca nella legislazione, siano utili perché aiutano ad avere un bilancio più pulito, più realistico, meno pesante.

Rivolgo a questo proposito una domanda all'Assessore, anche in questo caso perché non abbiamo avuto il tempo di fare questa verifica: abbiamo discusso in Commissione un'ora fa l'esercizio provvisorio, vorrei capire come le somme sussistenti sui capitoli indicati nel comma uno dell'articolo 3, sono iscritte, sono considerate, sono trattate nel disegno di legge di bilancio, perché è del tutto evidente che a seconda di come sono iscritte nel bilancio ne risultano degli effetti per il disavanzo e per la conseguente determinazione del mutuo.

Il giudizio di sintesi che io mi sento di dare, non tanto sull'esercizio provvisorio ma sulla gestione delle politiche di bilancio, è questo: sarebbe utile in questa materia, lo dico con molta serenità ma anche con molta convinzione, meno propaganda e più celerità nella programmazione e nella spesa. Il resto naturalmente lo vedremo quando discuteremo il bilancio, ma credo conclusivamente che sia giunto ormai il tempo in cui al centro delle verifiche e delle discussioni del Consiglio debba esserci, per questo come per altri settori dell'amministrazione, la gestione attuale più che quelle precedenti perché, ormai, diciamo che comincia a mostrare capelli bianchi e un fisico decrepito l'argomento per cui del presente non si parla perché bisogna parlare male naturalmente del passato. Io credo che ormai sia il caso di parlare del presente: bene le poche volte che dovesse occorrere, credo che l'opposizione deve avere la maturità di fare questo, male, come per lo più mi sembra motivato e giustificato, quando ne ricorrano i motivi.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo. (Gruppo Misto). Signor Presidente, vado ripetendo da tempo che questa è una maggioranza numerica perché gli elementi fondanti per poterla chiamare in modo diverso ormai sono scomparsi totalmente, cioè la presenza di un programma che potesse consentire, insieme a una strategia di carattere politico, di dare corso, come vi eravate ripromessi, ad una legislatura di cambiamento, a un nuovo modo di fare politica; ma credo che sia davanti agli occhi di tutti che tutto ciò è venuto meno da diversi mesi e che ci si vuole trascinare su questa strada pur sapendo di avere fallito il primo obiettivo. Ma per essere più chiaro e suffragare quello che vado dicendo, voglio richiamare una lunga intervista rilasciata dal Presidente Floris, non in questa legislatura ma quando già era Presidente due legislature fa. Il Presidente Floris, a proposito di poltrone, siccome qua ci è arrivato perché lo avete chiamato, andava dicendo a chi lo intervistava in quel momento e gli chiedeva se era disponibile a lasciare la poltrona: "In un colloquio privato con un autorevolissimo uomo politico italiano mi sono sentito dire: "Ricordati che devi sempre dichiarare la disponibilità a lasciare la poltrona ma non devi mollarla"". Credo che oggi, ancor più, questa intervista sarebbe di attualità, di grandissima attualità, unitamente a questa strategia di vecchio stampo, che porta innanzitutto a cercare di delegittimare quest'Aula, con tentativi che vengono portati avanti ogni qualvolta che se ne presenta la possibilità.

E' strategia nella quale lei, assessore Pittalis, è coinvolto marginalmente, non dico questo per assolverla, ma ritengo che in parte una certa buona fede le vada riconosciuta; lei ha provato ad accelerare i tempi, ha provato a proporre una manovra correttiva a suo tempo, manovra che è entrata in vigore agli inizi di agosto, ma essa ha subito, subito dopo, non certo per sua volontà, quaranta, quarantacinque emendamenti della Giunta, che l'hanno trasformata in qualcosa di completamente differente da quello che lei si era proposto. L'assestamento vero e proprio sarebbe dovuto arrivare, ma non è mai stato presentato, e la strategia a cui faceva riferimento l'onorevole Cogodi credo che risponda a verità perché lei, il nuovo bilancio, il bilancio 2001 lo aveva già predisposto, il lavoro lo aveva fatto per tempo, e avrebbe avuto anche la possibilità di presentarlo alla Commissione e a quest'Aula a tempo debito, evitando di arrivare qua oggi, il 28 dicembre, a discutere un disegno di legge che lascia un po' a desiderare, perché non contiene una semplice autorizzazione all'esercizio provvisorio; l'elencazione l'abbiamo vista poc'anzi in Commissione, la quantità di risorse di cui proroga l'impegnabilità non è di poco conto.

Pertanto con questi due mesi di esercizio provvisorio arriveremo a discutere della manovra finanziaria forse nel mese di marzo, quando saremo tutti profondamente impegnati in una campagna elettorale molto difficile, piuttosto lunga, dispendiosa sotto tutti gli aspetti e, se non fosse sufficiente la campagna per le elezioni politiche, ci saranno anche quelle amministrative che riguardanti centri importanti dell'Isola, da Quartu a Carbonia, Porto Torres e così via. Quindi l'impegno e la strategia posti in essere credo che stiano andando a buon fine, capisco che questa strategia non sia la sua ma di chi non vuole aprire alcun tipo di confronto, di chi, con l'arma del ricatto numerico, vuole trascinare l'Aula e, perché no, questa maggioranza, sino alla tornata elettorale, anche se poi forse si renderanno conto, verificandone il risultato, che come strategia non è delle migliori. E' una strategia che blocca l'Aula, una strategia che sicuramente noi non accettiamo, e che continueremo a denunciare in ogni circostanza e in ogni luogo; se al contrario i consiglieri di maggioranza la dovessero trovare apprezzabile, la apprezzino pure, la subiscano e, come si suol dire, se la tengano. Il tutto poi viene condito da una esasperata ricerca di visibilità attraverso l'uso di una propaganda che lascia quasi meravigliati; meravigliati perché è impensabile che tutto ciò che si è ereditato venga presentato come qualcosa di negativo, e invece quando c'è convenienza, ciò che si eredita, si cerca di presentarlo nel migliore dei modi, appropriandosene e facendosi passare come salvatore della patria, cosa che non è e lo sappiamo tutti noi. Saranno i sardi gli unici a pagare il danno che deriva da questa strategia, e ne siamo tutti coscienti, sarà il popolo sardo, parola ormai magica che difficilmente prima veniva pronunciata in quest'Aula da alcune forze politiche, che oggi invece se ne riempiono orgogliosamente la bocca.

Cari amici, credo che il danno provocato dai ritardi, dalle inadempienze derivanti da queste strategie, che a parer mio non porteranno niente di buono, vi ricadrà addosso; vi ricadrà addosso perché la propaganda non paga, e non paga neanche alla luce di ciò che lo stesso Presidente, in quella famosa intervista, andava dicendo, utilizzando anche gli accadimenti atmosferici. Pioveva sino a ieri, e, a proposito di pioggia, a questa domanda: "E` arrivata la pioggia, finalmente, che effetto le fa?" il Presidente rispondeva: "Ah sì? Chiuso qui dentro non me ne ero neanche accorto, mi fa un piacere immenso, mi lasci vedere; l'effetto è positivo, ma questo non basta, non possiamo limitarci a guardare dalla finestra per vedere se piove. A questo proposito ritengo che la mia Giunta sia nata sotto buona stella. Durante la visita di un gruppo di ragazzi californiani, in una giornata piovosa, uno dei giovani, nel porgermi il saluto, mi ha detto: "Siamo contenti di aver visitato questa terra bellissima e siamo anche felici per avervi portato la pioggia". L'ho interrotto e gli ho detto: "Mi duole molto, moltissimo, ma l'arrivo della pioggia è merito della neo eletta Giunta regionale, che spero sia nata, come dice un vecchio adagio italiano, sotto la buona stella".

Credo che a distanza di non molti anni, perché il Presidente Floris è mancato solo nella passata legislatura, possa ripetersi che questa Giunta è nata sotto una buona stella e che il fatto che la pioggia sia arrivata sia merito della Giunta. Se quindi propaganda si deve fare, credo che questo sia il modo peggiore per fare propaganda. Ma se a qualcuno fosse sfuggito il significato di ciò che può rappresentare un Presidente della Giunta, lo stesso Presidente Floris ce lo ricorda rispondendo alla domanda su che cosa sia oggi il Presidente della Giunta: "Una specie di poster, una figura rappresentativa che non riesce ad esercitare pienamente la propria funzione e a far rispettare degnamente, come dev'essere, l'Istituto regionale nel suo complesso". Credo che questa sia la risposta più esatta, che sia la risposta alla situazione attuale, che sia ciò che i sardi non si aspettavano e che certamente non meritano, ma è il frutto di questa strategia che vuole ancora una volta impoverire quest'Aula del proprio ruolo, delle proprie prerogative, del significato che dovrebbe avere per i Sardi.

Spero che da quest'ultima risposta si sia capito il significato del momento attuale; non vorrei riportare altri passaggi di questa lunga, lunghissima intervista, perché rischierei di annoiarvi.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, non so se interverrò brevemente, come molti vorrebbero, perché un disegno di legge che comunque ha un grande significato non può passare in quest'Aula sotto silenzio, quindi, a parer nostro, dev'essere discusso, dev'essere valutato, anche se non nascondo che, in un clima di questo tipo, è difficile, anche perché si viene fraintesi, si è considerati come quelli che in qualche modo vogliono rovinare le feste. Anche sotto Natale bisognava fare in fretta, bisognava approvare i due provvedimenti in discussione, vi era l'emergenza, il rischio di perdere i soldi, provocando danno ai sardi e alla Sardegna, quindi bisognava approvare, evitare di discutere, e chi, anche in quell'occasione, chiedeva di discutere, veniva visto come uno che disturba. Così accade per questo disegno di legge di autorizzazione dell'esercizio provvisorio; qualcuno potrà pur dire che, anche per il passato, in più occasioni sì è dovuto ricorrere ad esso e quindi che anche in questo caso non bisogna rovinare le feste, si dovrebbe approvarlo rapidamente senza discuterlo.

Ebbene, noi riteniamo che lo si debba discutere, a maggior ragione in una situazione di questo tipo, anche in considerazione del fatto che abbiamo appreso di tutte le vicende che caratterizzano l'approdo del bilancio in Consiglio dalla stampa, e quindi ne abbiamo avuto una rappresentazione, una raffigurazione fondamentalmente basata su quanto detto dalla Giunta. Sì, c'è stato spazio anche per l'opposizione, ma l'immagine che sempre finisce per prevalere è quella che io purtroppo ho ricordato anche in occasione della discussione del provvedimento che autorizzava di fatto, anche in quel caso, la proroga dell'impegno di spesa - che stranamente non è stata inserita nell'attuale disegno di legge, visto che ne prevede tante altre - dei 70 miliardi destinati all'agricoltura, che sommati ai 17 del disegno di legge approvato un mese prima, così come ebbi modo di dire in quell'occasione, significavano poi in sostanza, il totale degli investimenti da destinare all'agricoltura sarda nel 2000. Così come ho avuto modo di dire in quella occasione, spesso l'idea, l'immagine, la raffigurazione che finisce per prevalere...

Presidente, chi non intende ascoltare può anche accomodarsi fuori. Se non lo dice lei, lo chiedo io.

Dicevo che anche in quella occasione noi evidenziammo alcuni aspetti che si ripropongono con l'operazione che si vuole compiere oggi. Cioè, in sostanza, corriamo il rischio addirittura che il danno del ritardo con cui viene presentato il bilancio diventi un vantaggio per la Giunta, così come accadde in relazione a quelle proroghe, che hanno consentito all'Assessore dell'agricoltura nel corso di questi mesi, di far apparire ad ogni piè sospinto le somme che non era riuscito a spendere per tempo, quasi come nuovi investimenti, quindi aggiuntivi rispetto al passato. L'immagine che si dà del ricorso all'esercizio provvisorio è identica: non vi è una parola di autocritica da parte dell'Assessore, in questi giorni, in occasione della presentazione della manovra finanziaria, nemmeno una parola che sia di scuse, scuse dovute ai lavoratori, ai cittadini, al popolo sardo, per i tre mesi di ritardo; non un cenno in questa direzione da parte dell'Assessore del bilancio. Eppure si sarebbe dovuto presentare in punta di piedi, sia in quest'aula, sia di fronte all'opinione pubblica, anche perché quando loro si sono presentati ai cittadini sardi, chiedendone il voto o in quest'aula in occasione della presentazione del programma di questa Giunta, così come hanno fatto da ultimo presentando la manovra finanziaria, hanno promesso in modo roboante che avrebbero cambiato tutto, che avrebbero cambiato il mondo. Mi ricordano un certo signor Fossa, Presidente della CONFINDUSTRIA, che anche lui prima voleva cambiare il mondo, non era mai soddisfatto di nulla e di nessuno e proprio l'altro ieri ha bloccato ventimila persone dimostrando, di fronte a una nevicata che lui dice non prevista (bontà sua, non so perché lo paghino), la sua capacità di cambiare il mondo, capacità di cui si riempiva la bocca ad ogni piè sospinto quando era Presidente della CONFINDUSTRIA, mentre non è in grado nemmeno di far funzionare l'aeroporto di Milano di fronte a un'emergenza ordinaria e ha lasciato a terra ventimila persone.

Queste sono le parole roboanti che da una parte e dall'altra vengono ripetutamente dette da chi vuole cambiare il mondo e poi non riesce a svolgere l'ordinaria amministrazione, che non dico sia quella di presentare il bilancio entro i termini stabiliti, ma insomma, almeno quaranta giorni, un mese fa. Ma non solo l'Assessore non si scusa e non giustifica nemmeno con una parola i suoi ritardi, ma, questi sono i titoli della stampa di questi giorni, afferma che la manovra finanziaria presentata dalla Giunta è rivoluzionaria, intimando subito all'opposizione di collaborare in aula, guai se non collabora! Anche in questi giorni ci hanno detto: "Siamo in ritardo, vi chiediamo scusa, ma collaborate". Non solo, ma l'Assessore aggiunge, parlando del disegno di legge finanziaria: "Un provvedimento rivoluzionario, un provvedimento di soli quattro articoli!". Io sinceramente, non avevo ancora aperto la finanziaria, ho creduto al titolo del giornale e ho chiesto: "Ma questa finanziaria è davvero di quattro articoli?". Bene, è vero, sono quattro articoli e si vede che all'Assessore, per semplificare il provvedimento, per agevolare il Consiglio, ma anche chi sarà chiamato ad attuare quella legge, è venuta in mente l'idea intelligente di proporre una legge finanziaria di quattro articoli il primo dei quali è composto di 62 commi. Così si è fatta la rivoluzione, con il primo articolo, mi dice Luigi Cogodi, di 13 pagine. E' vero, ha fatto la rivoluzione, un marchingegno del genere non sarebbe stato capace nessuno di concepirlo; una grande rivoluzione, Assessore, una grande rivoluzione! Io mi sarei augurato che queste cose lei le avesse illustrate alla stampa magari presentando l'articolato e dicendo: "Badate, questo è un grande lavoro, un'idea geniale che consente di lavorare meglio in Consiglio, e di agevolare il compito di chi sarà chiamato ad attuare la legge perché potrà capire meglio e potrà agire più speditamente".

Non solo, è tanto convinto che si potrà essere più spediti che annuncia pomposamente di aver fatto anche un'altra grande operazione rivoluzionaria raddoppiando in sostanza gli stanziamenti che sono destinati agli investimenti, che dovrebbero mettere in moto in modo particolare lo sviluppo, l'economia di questa benedetta Isola. E ha ragione, nulla da dire, vedremo le cifre, vedremo gli stanziamenti, vedremo la loro destinazione e come poi saranno utilizzati. Anche in riferimento a ciò l'Assessore non dice niente di quello che avrebbe dovuto dire, soprattutto lui, ripeto, e la sua Giunta, la sua maggioranza che si sono presentati ribadendo di voler cambiare il mondo, di voler compiere manovre rivoluzionarie e di voler fare anche la rivoluzione. Ha dimenticato di fare un bilancio, come sarebbe stato necessario e utile, visto che presentava il nuovo bilancio, su come ha utilizzato i fondi dell'esercizio che si sta per chiudere. Sarebbe stato utile. Un buon amministratore dice quello che vuol fare, ma rende anche conto di quello che ha fatto, almeno io, quando ero sindaco, facevo così. Ma perché non ha parlato dei risultati dell'esercizio che si sta per chiudere? Perché avrebbe dovuto spiegare che con una leggina, di cui non ha parlato, con la quale si autorizza l'esercizio provvisorio, lui chiede di poter prorogare al 2001 l'impegno di spesa per ben il 50 per cento delle risorse per investimenti, ma poi se facciamo i conti si va ben oltre questa percentuale, perché se è vero quanto lui sostiene in riferimento agli investimenti per l'esercizio 2001 affermando di averli raddoppiati, debbo dedurre che grosso modo gli stanziamenti per la medesima finalità previsti dal precedente esercizio erano intorno ai 2000 miliardi essendo che per 1000 di essi chiede la proroga dell'impegnabilità a tutto l'esercizio 2001. Anche su questo qualcuno di noi si sarebbe aspettato un atteggiamento più attento, è giusto che la cautela venga tenuta in conto ma questa non è prerogativa di questa Giunta, salvo magari chiedere poi l'applicazione della procedura di urgenza, oppure chiedere che l'opposizione non parli, così si fa in fretta, così chi aspetta fuori di quest'Aula potrà ricevere le provvidenze in tempi rapidi, così come ci avete detto nel corso di tutto questo anno.Come dicevo, noi ci saremo attesi, anche in questo caso, cautela, prudenza, quindi una richiesta di proroga di due, tre mesi; se in due mesi si pensa di poter approvare il bilancio, in due mesi si possono anche impegnare i residui dell'anno precedente. Invece no, con la leggina si chiede addirittura una proroga fino al 31 dicembre 2001!

Questa è tutta la sua capacità rivoluzionaria, Assessore, questa è la sua volontà, manifestata in più occasioni, di voler rispondere alle esigenze dei sardi, questo è il cambiamento che avete propinato a piene mani, in tante occasioni e a più riprese a chi fuori di quest'Aula, ripeto, attende provvedimenti importanti e scelte di governo che siano capaci di risolvere i problemi della nostra Isola. Magari nella discussione e nel corso dei prossimi giorni vi sentiremo anche dire che voi in sostanza siete i protagonisti di qualche miracolo, cioè anche dei processi di cambiamento, soprattutto di quelli positivi, che pure sono in atto, sotto la spinta dell'azione di chi comunque, davvero, vuole cambiare nel profondo questa società, quindi lo sviluppo e le sorti di questa nostra Isola.

Io concludo anche, Assessore, dicendo che in realtà voi state operando così come siete stati capaci di operare nel corso di questi mesi; avete propinato al Consiglio tutta una serie di richieste di proroga, siamo arrivati alla definizione dei provvedimenti sempre condizionati dall'urgenza, in situazioni tali da non poter discutere, quindi in condizione di non poter davvero rispondere alle esigenze di quei cittadini che hanno votato noi e voi e quelli che oggi pagano soprattutto i danni della scelta che ha portato a costituire in quest'Aula una maggioranza che non è capace nemmeno di gestire l'ordinaria amministrazione, che non è capace di esercitare l'iniziativa legislativa presentando al Consiglio i disegni di legge, che non è capace nemmeno di dire quello che realmente sta accadendo in quest'Aula, che tenta di deformare la realtà e quindi di costruire un'immagine che non risponde concretamente a una situazione che definire drammatica è poco, se solo pensiamo che con questo provvedimento si chiede tra l'altro la proroga di tutta una serie di interventi che pure avevamo definito urgenti e che riguardano le diverse calamità che si sono abbattute in questa benedetta Isola, calamità che pure avrebbero dovuto imporre a tutti il dovere morale , non solo di garantire l'approvazione rapida delle relative leggi, così come quest'Aula è stata capace di fare, ma anche la spendita rapida delle risorse stanziate per risolvere problemi drammatici, problemi la cui soluzione invece verrà anch'essa prorogata al prossimo anno, non si sa bene quando.

Per queste ragioni noi abbiamo e sentiamo il dovere di intervenire in quest'Aula, di denunciare una situazione che riteniamo inaccettabile, che definiamo intollerabile e che noi speriamo venga davvero descritta nei suoi termini reali anche dagli organi di stampa. Ci auguriamo che la stampa dica realmente quello che sta accadendo, che l'Esecutivo attuale è incapace di governare quest'Isola, è incapace di garantire l'attuazione delle leggi approvate, così come è dimostrato dalla richiesta appunto di proroga degli impegni di spesa, ma così come si è verificato anche per tutti gli altri atti fondamentali che sono stati discussi e approvati da quest'Aula: dal Complemento di programmazione ai provvedimenti di urgenza e alle proroghe a più riprese concesse per l'impegno delle somme contenute nelle previsioni di bilancio dell'esercizio che sta per terminare al 31 dicembre del 2000.

Noi avremmo voluto avere, e con questo concludo, i dati che ci avrebbero davvero consentito di fare una discussione seria su quello che è accaduto nel corso del 2000 e quindi davvero essere in condizioni di valutare l'ipotesi che è stata presentata alla luce anche di quello che non siete stati in grado di fare nel corso dell'esercizio del 2000, in attuazione di un provvedimento di legge che pure era stato definito in quest'Aula e sul quale avete il dovere morale di render conto non solo al Consiglio, ma all'insieme di quelle popolazioni che attendono la soluzione dei tanti problemi della nostra Isola.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, poche considerazioni da aggiungere alle cose che sono state già dette ma che mi pare opportuno fare quanto meno perché, pur nella normale distrazione di quest'Aula, restino agli atti.

La prima considerazione è una domanda che rivolgo a lei, Presidente, alla Presidenza del Consiglio, ma anche alla Giunta e alla maggioranza ed è questa: i termini previsti per la presentazione e discussione della manovra finanziaria, che noi ci proponiamo di rispettare, valgono solo per l'opposizione e per l'Aula o valgono anche per la Giunta e per la maggioranza? E` naturalmente una domanda se volete retorica, ma quando il bilancio arriva in ritardo, come è stato già più volte detto, con quasi tre mesi di ritardo, credo che dobbiamo fare tutti un'analisi, questo non riguarda solamente la Giunta che ha la responsabilità prima, ma c'è qualcosa che continua a non funzionare nel sistema dell'amministrazione regionale. Allora il problema è capire il perché del ritardo.

Quello che a noi lascia perplessi è che continuiamo a non capire esattamente le ragioni del ritardo, perché se il ritardo ha una causa burocratica, tecnica, e ciò è possibile, allora la Giunta deve farsi carico di informare il Consiglio di questa causa tecnica, burocratica, e insieme, Giunta e Consiglio, devono cercare di rimuoverla con delle riforme procedurali, con delle riforme legislative, con delle riforme organizzative, quelle riforme che erano uno dei fiori all'occhiello delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Floris, che aveva parlato di shock burocratico. Lo shock burocratico è servito a questo, a presentare il bilancio con quasi tre mesi di ritardo, per la precisione 80 giorni di ritardo, e ad arrivare all'ultimo momento con una serie di provvedimenti urgenti quali quelli sui Consorzi fidi o sull'agricoltura.

Il secondo problema me lo pongo perché parlando subito dopo le ferie con l'assessore Pittalis, con i colleghi La Spisa e Scano, in una sorta di informale ufficio di Presidenza della Commissione, avendo la Giunta annunciato l'assestamento di bilancio, abbiamo detto che se avesse presentato entro i termini il bilancio di previsione, avrebbe potuto anche valutarsi non utile la presentazione dell'assestamento. Entro i termini non è arrivato né l'assestamento di bilancio che la Giunta, prima della ferie estive, aveva annunciato per settembre, e neanche il bilancio. Allora, anche in questo caso, la mancata presentazione dell'assestamento del bilancio non è una banalità perché poi ha creato e crea dei disguidi che la Giunta ha dovuto rimediare presentando provvedimenti urgenti, volta per volta, spezzoni di assestamento, come nel caso dell'agricoltura, che sono stati approvati grazie al senso di responsabilità dell'opposizione.

Terza considerazione: nel corso dell'esame del bilancio dell'anno scorso, voi ricorderete, noi abbiamo proclamato che l'atteggiamento dell'opposizione sarebbe stato positivo e così è stato. Contrariamente a quanto accadeva tradizionalmente noi non abbiamo cercato di fare approvare emendamenti che ostacolassero la Giunta, anzi abbiamo presentato emendamenti che aiutassero la Giunta a governare, abbiamo cercato di rastrellare risorse per metterle a disposizione della Giunta, perché la Giunta governasse meglio - si potrebbero fare tanti esempi ma voi li avete perfettamente presenti - e abbiamo detto: "Facciamo questo non per correre in soccorso alla Giunta ma perché c'è un'esigenza economica, sociale". La nostra sfida alla Giunta non è quella di creare difficoltà procedurali nel corso della sessione di bilancio, di sottrarre qualche risorsa, la nostra sfida alla Giunta è quella di assicurare ad essa tutte le condizioni, in termini di risorse e norme, per governare; è nostro intento sfidare la Giunta sulla capacità del fare. La Giunta ci dica quali sono e noi saremo disponibili a porre a sua disposizione le risorse, le procedure, le riforme, però noi la sfidiamo sulla capacità di utilizzare quelle norme, quelle risorse, quelle procedure, sulla capacità del fare. E in quest'anno la capacità del fare è dimostrata dal contenuto di questo disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio che è emblematico, infatti quando l'Assessore ha illustrato il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, la sequenza dei capitoli di spesa e le risorse, noi abbiamo detto: "Non abbiamo nulla da dire, questa è la relazione dell'opposizione, la relazione dell'Assessore è paradossalmente uguale alla relazione dell'opposizione", o meglio la relazione dell'opposizione è uguale a quella dell'Assessore. Perché quando si dice che si mandano a residui perché siano utilizzati nell'anno 2001, gli stanziamenti per i progetti speciali per l'occupazione, per il piano telematico regionale, per il fondo accordi sindacali, per i programmi integrati d'aria, per la programmazione negoziata, per i finanziamenti ai comuni, quelli per il fermo biologico, i contributi alle aziende agricole danneggiate per l'alluvione, per le opere di soccorso per l'alluvione del 1999, per gli schemi previsionali per la difesa del suolo, per la perimetrazione per le aree idrogeologiche, gli stanziamenti per la realizzazione della legge 125, per gli interventi idropotabili urgenti, per la ristrutturazione e completamento dei porti turistici, per la realizzazione dell'impianto di gassificazione, i fondi destinati agli enti locali per l'erogazione dei contributi in conto occupazione, uno rimane allibito, che cosa volete che diciamo di più? Che questi oltre 1000 miliardi, sono, stando alle cifre che l'Assessorato ha fornito all'inizio dell'anno e ribadito nella conferenza stampa, metà degli investimenti stanziati per il 2000? La Giunta, sfidata sul fare, non è riuscita a spendere metà degli investimenti previsti per l'anno 2000 e questo è un fatto che mi pare si commenti da solo. Quindi la Giunta ha perso la sfida e noi non lo diciamo con soddisfazione, noi lo diciamo con preoccupazione, noi continuiamo a dire alla Giunta: "Diteci che cosa possiamo fare per sostenere la vostra capacità di operare, per sostenere la capacità dell'Amministrazione regionale di essere più efficiente e più efficace, diteci che cosa possiamo fare per venire incontro alla Sardegna!"

Questa è la cosa che diciamo, questa è la vera sfida, su questo dobbiamo essere capaci di confrontarci, maggioranza e opposizione, per agire a favore della Sardegna. Se la causa invece non è burocratica, non è procedurale, non è attribuibile alla vischiosità delle leggi, perché non avete proposto nulla per rimuoverla? Allora hanno ragione i colleghi che mi hanno preceduto, si tratta di una manovra dilatoria con cui cercate di tenere delle risorse da portare a spesa sotto le elezioni per un uso politico, clientelare, molto becero; se fosse così, e mi auguro che non sia così, ma controlleremo, sarebbe molto preoccupante. Speriamo che non sia così, ci auguriamo che non sia così, ci auguriamo che i ritardi siano addebitabili a disservizi amministrativi, burocratici, operativi che insieme si possano rimuovere, ma oggi rimane la preoccupazione sul fatto che metà degli stanziamenti del bilancio 2000 non sono stati spesi e per poterli spendere nel 2001 ci chiedete, ancora una volta, di fare un sforzo di responsabilità, di saggezza, di cooperazione.

Ecco perché, quando diciamo che la Giunta ci pare inadeguata, che la maggioranza ci pare inadeguata, non è una critica, non sono parole al vento, sono il risultato di una sfida che, lo ribadiamo anche in questa sede, vorremmo che accettaste. Diteci che cosa dobbiamo fare perché voi utilizzate meglio la vostra capacità di governo a favore della Sardegna ma per cortesia, alla luce di questa sfida e di questa nostra disponibilità, siate anche voi più modesti, agite con meno propaganda, e se mi consentite, anche con un po' più di autoironia.

PRESIDENTE. Io propongo di sospendere la seduta di questa mattina e di riprendere i lavori del Consiglio alle ore 16,00 con gli interventi dei Capigruppo; ci sono altri 5 iscritti a parlare, poi c'è l'intervento della Giunta e successivamente possiamo passare all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Siccome nell'ultima Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta era stato assunto questo impegno da parte della Giunta regionale ma anche dei Capigruppo, chiedo che questo tempo venga utilizzato, dalla Giunta se intente partecipare, comunque dai Capigruppo, per incontrare le organizzazioni sindacali sul problema dei lavoratori socialmente utili, in modo tale che alla ripresa dei lavori possa essere presentato un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE. Questo naturalmente è nella facoltà dei Gruppi e della Giunta. La seduta è chiusa, i lavori riprenderanno alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 43.