Seduta n.58 del 06/06/2000 

Lviii SEDUTA

MARTEDI' 6 GIUGNO 2000

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

La seduta è aperta alle ore 11 e 07.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 maggio 2000 e dell'estratto del processo verbale della seduta del 31 maggio 2000, che si intendono approvati.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cogodi e Onida hanno chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 6 giugno 2000. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:

"Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie". (86)

Pervenuto il 1° giugno 2000 ed assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

Presidente. Annunzio che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Dai consiglieri SANNA Alberto - CUGINI - CALLEDDA - MORITTU - PIRISI - SANNA Salvatore - GIAGU - BALIA - COGODI - DETTORI Bruno - SANNA Gian Valerio: "Disciplina ed organizzazione del trasporto pubblico locale in Sardegna, in attuazione del decreto legislativo 19.11.1997, n. 422 e successive modifiche e integrazioni come dal D.Leg.vo 20.9.1999, n. 400 e dalla Legge 7.12.1999, n. 472". (84)

(Pervenuta il 31 maggio 2000 ed assegnata alla quarta Commissione.)

dal consigliere CAPPAI: "Modifiche alla legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 concernente: 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna'". (85)

(Pervenuta il 31 maggio 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dai consiglieri SANNA Gian Valerio - SELIS - GIAGU - FADDA - TUNIS Gianfranco : "Valorizzazione dei prodotti agricoli ed alimentari ottenuti con tecniche rispettose dell'ambiente e della salute dei consumatori. Adozione del marchio certificativo regionale di 'Qualità controllata'". (87)

(Pervenuta il 1° giugno 2000 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Discussione della legge regionale 29 aprile 1999: "Nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 6 aprile 1989, n. 13 e 22 agosto 1995, n. 22" (CCCXIII/B), rinviata dal Governo centrale

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della legge regionale rinviata numero CCCXIII. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tunis, relatore.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna), relatore. La legge in questione è stata rinviata dal Governo, ed era già stata discussa in Aula e rinviata alla Commissione, su richiesta del consigliere Salvatore Sanna, per un ulteriore approfondimento, alla luce del quale si è predisposto un nuovo testo, sul quale svolgerò compiutamente la relazione illustrativa successivamente. Preliminarmente infatti vorrei informare l'Aula che la Commissione bilancio, seppure nel tempo di 30 giorni anziché di 15, come prescrive il Regolamento, ha espresso parere negativo sulla copertura finanziaria, per cui ho chiesto all'Assessore di adeguarsi a quanto richiesto e di predisporre un emendamento che dovrà essere presentato, ritengo, al momento in cui io esporrò la relazione.

Tutto ciò premesso, per rendere compiuta e perfetta la legge in aula, chiedo di sospendere l'esame di questo argomento sino a quando l'assessore della programmazione, onorevole Pittalis, non avrà presentato l'emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, perché l'Aula capisca, intende comunque fare la relazione in questa tornata, cioè tra oggi e domani?

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna), relatore. Sì, sono pronto a svolgere la mia relazione non appena l'emendamento verrà presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Come diceva il relatore, questa legge rinviata è stata portata in Aula già qualche mese fa e francamente ritengo che questa richiesta sia singolare, perché sono ormai anni che molti locatari stanno aspettando questa legge. Se la volontà è quella di affrontarla in questa tornata consiliare, va bene; diversamente non sono d'accordo sulla proposta di spostare ulteriormente questa discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La richiesta dell'onorevole Tunis mi pare quanto mai opportuna, perché la copertura finanziaria riportata all'articolo 14 del testo all'esame dell'Aula, non reca l'indicazione del capitolo corretto in diminuzione, perché si riferisce a un capitolo per spese obbligatorie e solo per l'anno '99, e non contiene le annualità 2000 e 2001. Nonostante la norma sia stata emendata in Commissione prevedendo la copertura per le annualità 2000/2002, è stato sempre indicato un capitolo che non reca le risorse contenute nel testo. Quindi, si chiede una breve sospensione, per vedere nel corso della mattinata come risolvere questo problema, che non è solo tecnico, ma anche di sostanza. Pertanto il provvedimento potrà essere esitato anche nella mattinata odierna, ma si dia la possibilità di correggere la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Se questo è l'obiettivo noi possiamo esaminare la legge sino all'articolo 14 e sospendere l'esame di questo articolo.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, l'onorevole Selis propone di sospendere l'esame del solo articolo 14.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna), relatore. Era soltanto una questione di correttezza istituzionale. Io avrei gradito di poter tenere una relazione sapendo che l'intero testo è a posto, per evitare sospensioni. Tuttavia non ho difficoltà ad accogliere la proposta avanzata dal collega Selis. Si può procedere all'esame della legge sospendendo quello della norma finanziaria o dell'intera legge qualora l'emendamento non fosse pervenuto prima della votazione finale. Si tratta di una cosa che io posso anche specificare nella mia relazione, quindi mi dichiaro disponibile ad iniziare.

PRESIDENTE. Possiamo procedere così, onorevole Selis, noi adesso iniziamo la discussione della legge sospendendo l'esame dell'articolo 14, nonché il voto finale al quale si procederà non appena la Giunta e la Commissione avranno definito le questioni che attengono all'articolo 14.

Pertanto ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tunis, relatore.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, come dicevo prima, la legge regionale rinviata CCCXIII, reca una nuova disciplina per la fissazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e modifica ed integra le leggi precedenti, quella numero 13 del 1989 e quella numero 22 del 1995. E` una legge seguita con molta attenzione dall'opinione pubblica e dai diretti interessati; è chiaro infatti che chi abita in alloggi popolari ha sempre avuto e ha il desiderio che il canone di locazione sia il più accessibile e il più idoneo a non gravare eccessivamente sui costi economici delle famiglie.

C'è una grande aspettativa da parte degli interessati, perché questa legge disciplina i nuovi canoni delle case popolari della Sardegna ed anche il loro acquisto prevedendo, in relazione alla precedente legislazione un prezzo più attuale, che tenga conto anche dell'eventuale deterioramento della casa e degli anni di vetustà. Quindi si tratta di un provvedimento importante per molte persone che, non potendo costruire una casa, nello stesso tempo hanno il desiderio, prima di terminare la loro vita terrena, di avere un tetto sicuro per sé e per i propri eredi.

Abbiamo consultato i sindacati del settore, abbiamo consultato i presidenti degli Istituti autonomi case popolari e le loro organizzazioni; ho già tenuto una relazione compiuta in occasione della prima discussione in Consiglio regionale, però un collega, Salvatore Sanna, nel momento in cui stavamo per procedere alla discussione dell'articolato, ha posto l'attenzione sul fatto che, nell'uniformarci ai motivi del rinvio formulati dal Governo, avevamo modificato i parametri dei costi di costruzione delle case popolari, provocando con tale decisione un consistente aumento dei canoni di locazione e con ciò facendo un passo indietro rispetto a quanto la legislazione regionale già in vigore disponeva. Infatti sin dal 1989 avevamo approvato una legge che fissava questi parametri, per cui se ci fossimo adeguati ai motivi del rinvio avremmo fatto un passo indietro rispetto a decisioni già adottate con una legge precedente. Quindi in effetti la richiesta del consigliere Sanna era pertinente tanto che alcuni sindacati che avevano chiesto di essere sentiti dalla Commissione su questo aspetto.

La legge regionale rinviata è ritornata in Commissione, abbiamo ascoltato le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del settore, ed anche i presidenti degli Istituti autonomi case popolari, i quali, pur invitandoci ad adeguarci ai motivi del rinvio per le forti aspettative che la legge ha suscitato, hanno chiesto di non modificare nella sostanza la normativa precedente in materia di costi di produzione degli alloggi, sulla quale si è convenuto che avrebbero trovato un accordo, per poi essere risentiti dalla stessa Commissione. Così è stato fatto, si è trovato un equilibrio fra i diversi interessi in gioco, quelli degli inquilini e quelli degli IACP, che hanno espresso alcune indicazioni, che noi abbiamo recepito.

In linea di massima quindi, tutto ciò premesso, abbiamo recepito le osservazioni del Governo, tranne quelle riguardanti i parametri relativi ai costi di costruzione, in relazione ai quali abbiamo richiamato la disciplina dettata da una nostra precedente legge, che era stata già approvata dal Governo. Pertanto riteniamo che non possa essere ridiscussa né rinviata nuovamente al Consiglio regionale. Rispetto al testo precedentemente sottoposto all'Aula c'è una sostanziale novità, anche questa introdotta su richiesta dei sindacati, cioè l'introduzione di una norma che, in applicazione della legge 24 dicembre 1993, n. 560 e della circolare del PCM n. 5075/III del 18 maggio 1999, consente non solo di affittare ma anche di alienare ai profughi gli alloggi degli Istituti autonomi delle case popolari.

Noi, per evitare ulteriori rinvii, abbiamo approvato un articolo che fa espresso rinvio alla circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Tutto ciò premesso, ritengo che sia una legge da dover approvare urgentemente, anche perché contiene un articolo che riguarda le occupazioni abusive, che ha generato forti aspettative da parte delle categorie interessate, avviando a soluzione un problema di grande rilevanza. Con l'approvazione di questa legge si pone fine a questa diatriba, si pone fine agli sfratti, all'invio della forza pubblica, al dover vedere delle famiglie, che hanno occupano e tuttora occupano questi alloggi anche da dieci anni, sempre esposte al pericolo di essere estromesse senza avere la certezza di un tetto.

Con questa legge si pone fine a questo sistema, si opera una sanatoria, si regolano gli affitti e gli acquisti. Rivolgo pertanto ai colleghi l'invito preciso ad approvarla celermente.

PRESIDENTE. Informo l'Aula che non possiamo votare il passaggio agli articoli, perché una volta votato questo non è più possibile presentare emendamenti.

Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Stiamo definendo tecnicamente l'emendamento sulla copertura finanziaria della legge, chiedo su questo provvedimento almeno un'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la mia proposta è di sospendere l'esame della legge e proseguire i lavori con il punto 3 dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Io credo che, se l'Assessore dice che è sufficiente un'ora, l'emendamento sia semplice. Oltretutto, diciamolo tra di noi in maniera informale, probabilmente quest'ora serve anche per evitare a noi di chiedere la verifica del numero legale e consentire alla maggioranza di essere più presente. Per cui credo che possiamo proprio sospendere, come diceva l'Assessore, un'ora o anche di meno, anche mezz'ora, noi non abbiamo problemi. Decidiamo il tempo minimo per predisporre l'emendamento, per consentire ai colleghi di arrivare in aula e poi procediamo spediti.

Pongo una seconda considerazione, all'attenzione della Giunta in particolare, ma anche dell'Aula, anche in questa occasione sottraendola alla solita dialettica ed anche alla polemica, che fanno parte della politica, ma se sul problema del credito, del CIS in particolare, il Consiglio venisse informato più precisamente di quanto avviene tramite i comunicati degli organi di stampa, che non sempre sono esaurienti, noi non escludiamo un sostegno, un atteggiamento di attenzione nei confronti delle posizioni della Giunta. Però, al di là di questo, anche senza portare il Consiglio a decidere su queste cose, mi pare che, su un problema così delicato, l'esigenza di una più completa informazione sia sentita da parte dell'intero Consiglio, dalla maggioranza e dall'opposizione.

Richiamiamo l'attenzione della Giunta sull'opportunità, la correttezza, la sensibilità politica, di trovare un momento nei prossimi giorni, magari domattina, prima che si concluda questa sessione, di informare il Consiglio circa la posizione della Giunta su questo problema, perché - le volte scorse lo diceva l'opposizione, adesso siamo noi all'opposizione - prendere conoscenza di problemi così delicati sulla stampa poi porta noi a reagire magari in maniera troppo polemica. Riportiamo la politica in questa sede istituzionale, pertanto chiediamo alla Giunta di illustrare il suo punto di vista, noi faremo le nostre valutazioni e poi ognuno si terrà le proprie posizioni, ma intanto si riporta la politica in questa sede, che è la sede istituzionale. La Giunta e la maggioranza esporranno correttamente le loro posizioni, noi faremo le nostre osservazioni, se siamo convinti anche le nostre critiche, oppure le nostre proposte e si troverà un punto di incontro. Non è detto che le comunicazioni debbano essere rese stamattina, questo lo lasciamo alla valutazione della Giunta, possono essere rese domani o in un altro momento.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la Giunta le risponderà dopo. Ma, per quanto riguarda la prosecuzione dei lavori, lei sta proponendo di sospendere i lavori per una mezz'ora, in modo tale da non uscire dalla discussione del secondo punto all'ordine del giorno?

SELIS (Popolari-P.S.). Per dirla ancora più esplicitamente, se passiamo al punto successivo, chiederemmo la verifica del numero legale; se c'è andiamo avanti, se non c'è non si prosegue. Cogliamo l'occasione dell'emendamento alla norma finanziaria, è meglio. Io non so se ci sia il numero legale, sto facendo questa proposta per venire incontro alla stessa maggioranza.

PRESIDENTE. Poiché c'è una richiesta di sospensione per un'ora, se non ci sono osservazioni i lavori sono sospesi e riprenderanno alle ore 12.30.

(La seduta sospesa alle ore 11 e 30, viene ripresa alle ore 12 e 34.)

Presidenza del Vicepresidente Carloni

PRESIDENTE. Avevamo sospeso i lavori prima di porre in votazione il passaggio all'esame degli articoli della legge rinviata dal Governo.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento numero 12 aggiuntivo. Si dia lettura dell'articolo e dell'emendamento.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Canoni di locazione

1. Il canone di locazione deve garantire il pareggio tra i costi e i ricavi di amministrazione ed è diretto a compensare:

1) le spese di amministrazione, di gestione e di manutenzione degli alloggi, ivi compresi gli oneri fiscali;

2) una quota delle risorse impiegate per la realizzazione degli alloggi, stabilita in misura pari allo 0,50 per cento annuo del valore locativo dei medesimi, determinato ai sensi della Legge 27 luglio 1978, n. 392, con esclusione di quelli di cui alla fascia A del prospetto allegato alla presente legge.

2. Gli assegnatari sono comunque tenuti a rimborsare integralmente all'ente gestore le spese sostenute per i servizi ad essi prestati, nella misura fissata dall'ente in relazione al costo degli stessi, calcolato sul complesso degli immobili gestiti ovvero su gruppi di essi, secondo criteri stabiliti con decreto dell'Assessore regionale dei Lavori pubblici.

3. Il canone di locazione, calcolato secondo le modalità di seguito elencate, non potrà essere inferiore al costo di gestione determinato in lire 6.000 mensili per vano.

4. Il canone di locazione concorre altresì ad alimentare il fondo di cui all'articolo 5 per la quota dello 0,50 per cento.

5. I componenti del nucleo familiare sono obbligati in solido con l'assegnatario ai fini di quanto dovuto all'ente gestore per la conduzione dell'alloggio assegnato.

6. Al fine di verificare il conseguimento del pareggio di costi e ricavi sulla base dei canoni di locazione determinati dalla presente legge, gli enti gestori trasmettono alla Giunta regionale,

contestualmente al bilancio di previsione, un prospetto dimostrativo. Tale prospetto, redatto secondo le modalità indicate dalla Giunta regionale, è finalizzato all'adozione da parte della Giunta regionale, sentiti gli enti gestori e le organizzazioni sindacali di categoria, di eventuali provvedimenti circa la modifica dei canoni e dei costi di gestione per vano convenzionale. La Giunta regionale potrà individuare misure alternative idonee ad assicurare il rispetto di tale vincolo finanziario.

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 1 comma 6

Dopo le parole "Sentiti gli enti gestori", inserire "la IV Commissione consiliare competente per materia". (12)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, signori consiglieri, l'emendamento è molto semplice, deriva da una necessità che per altro è stata constatata alcuni mesi fa, quando proprio la Giunta regionale, sentite le organizzazioni degli inquilini e gli enti gestori, aveva provveduto a varare una deliberazione che teneva conto delle osservazioni dei soggetti poc'anzi menzionati, però non teneva conto assolutamente delle esigenze degli affittuari. Il Consiglio regionale intervenne in quell'occasione per far modificare quella deliberazione. Oggi noi stiamo varando un nuovo provvedimento di legge che prevede, in questa fattispecie, che vengano coinvolti gli stessi soggetti che in passato ebbero modo di fare qualche cosa di poco corretto, o quanto meno non condivisibile da parte di quest'Aula.

Quindi, con questo emendamento, ripristiniamo il diritto della commissione di avere conoscenza delle decisioni che la Giunta regionale può adottare in materia di determinazione dei canoni, e rendere il Consiglio consapevole di quello che realmente succede.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.

TUNIS Marco ( F.I.-Sardegna), relatore. La previsione del parere obbligatorio della commissione consiliare competente, ritengo sia positiva perché tale parere implica anche una valutazione sulla economicità della gestione dell'ente. Quindi, anziché limitare la consultazione soltanto ai soggetti interessati, gli IACP e i sindacati, è giusto che i componenti della commissione che hanno dato l'avvio alla legge possano verificarne anche la corretta attuazione. Pertanto il relatore ritiene che l'emendamento sia da accogliere, ma che la sua formulazione debba essere modificata cassando la parola "quarta", è sufficiente che si indichi "commissione consiliare competente", secondo il mio parere.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici La Giunta condivide il parere del relatore della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). In qualità di presentatori, esprimiamo il nostro parere favorevole a modificare l'emendamento secondo le indicazioni del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiediamo la votazione nominale tramite procedimento elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

Rispondono si i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI.

Si è astenuto: il consigliere SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 37

Votanti 36

Astenuti 1

Maggioranza 19

Favorevoli 36

Poiché non si è raggiunto il numero legale, la votazione è nulla. Sospendo i lavori per mezzora.

I lavori riprenderanno alle ore 13 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore12 e 45, viene ripresa alle ore 13 e 16.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiediamo la votazione a scrutinio segreto.

(è approvato)

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lo scrutinio segreto va chiesto prima della votazione. Si è già proceduto con votazione per alzata di mano.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ascolti, noi siamo molto pazienti, se c'è l'esigenza di aspettare cinque minuti perché la maggioranza sia presente non importa, però rispettiamoci reciprocamente. Pertanto quando indice una votazione guardi anche da questa parte. Chiediamo lo scrutinio segreto per verificare il numero legale.

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 12 è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto. Il Regolamento prescrive che sia un capo gruppo a chiederla.

GIAGU (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Vi ricordo che queste richieste vanno fatte prima e non dopo, visto che il Regolamento vale per tutti.

E` stata chiesta dall'onorevole Giagu, la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 28

Votanti 26

Astenuti 2

Maggioranza 14

Favorevoli 22

Contrari 2

Voti nulli 2

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - CARLONI - CASSANO - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FEDERICI - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS MARCO.

Si sono astenuti i consiglieri: GIAGU - SCARPA.)

Poiché non sussiste il numero legale, i lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore13 e 32.