Seduta n.288 del 25/10/2002
SEDUTA CCLXXXVIII
Venerdì 25 ottobre 2002
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 06.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° ottobre 2002 (282), che è approvato.
PRESIDENTE. Vista l'assenza del Presidente della Giunta, aggiorniamo la seduta alle ore 10 e 20.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 07, viene ripresa alle ore 10 e 25.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Ricordo che è all'ordine del giorno la mozione 88. E` iscritto a parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.
LAI (D.S.). Grazie signor Presidente. Penso che il dibattito sulla utilità della mozione tra i supertattici di destra e di sinistra...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, stiamo iniziando in ritardo. Vi prego di fare un po' di silenzio per consentire all'oratore di svolgere il suo intervento.
LAI (D.S.). Dicevo che penso che il dibattito sulla mozione di sfiducia tra chi è tattico di sinistra e tattico di destra, tra chi dice che si tratta di una iniziativa che rischia di ricompattare, non ricompattare, sia sostanzialmente un dibattito chiuso, inutile anche da riaprire, perché questa mozione ha sicuramente un merito che è indiscutibile: secondo noi, questa mozione rende un servizio chiaro alla Sardegna perché smonta un indegno teatrino, un teatrino che ha obiettivi mediatici per i singoli partiti, un teatrino che serve a Pili per rappresentarsi come vittima, un teatrino di finzioni che hanno inteso distrarre in questo mese l'attenzione dei Sardi dalla grave situazione economica e sociale. Insomma, si parla di crisi per non fare emergere le ragioni vere della crisi, le ragioni di una crisi economica vera, di una inadeguatezza di questa Giunta, di una inadeguatezza dell'intera maggioranza a risolvere i problemi della Sardegna. E si tratta di finzioni indegne perché non sono credibili, sono questioni montate ad arte con marce avanti e marce indietro, finzioni e teatrino ai quali noi non vogliamo dare un supporto, che noi vogliamo far uscire allo scoperto. E la mozione di oggi fa chiarezza, perché vi costringe a fare chiarezza. Voi deciderete di ricompattarvi su Pili? Ve ne assumerete totalmente le responsabilità con i vostri elettori e con i sardi nell'insieme. I mal di pancia, i mal di testa, i malumori diventeranno ridicoli e risibili agli occhi dei Sardi, come lo sono già davanti ai nostri occhi.
Come giudicare altrimenti i contorcimenti di A.N., un partito che ha due assessorati di grande peso e di grande spesa, due A.S.L., la Presidenza della SFIRS, ruoli chiave nell'amministrazione. Valete cinque e invece avete solo quattro e mezzo? Bene, spiegate questa cosa ai vostri elettori ed ai Sardi, perché per noi è una cosa ridicola, anzi serve solo per essere sculacciati dagli alleati. Se invece c'è una vera dignità di partito, le strade sono altre per riacquisirla, riconquistarla e renderla visibile.
Poi ci sono i Riformatori di Fantola, esperti di lavori pubblici e di acqua, che chiedono consigli alla minoranza. Se gli si dovesse dare una pagella si potrebbero chiamare e giudicare "disorientati". Chiedono, dopo tre anni di Giunta, consigli alla minoranza su cosa fare! Le volte in cui abbiamo corretto le cose palesi che avete proposto, poi le avete usate male. Le cose che non fate vedere, che non proponete, che nascondete non si possono correggere, e la vostra è una posizione, come dice la C.I.S.L., che fa acqua da tutte le parti.
Poi c'è Forza Italia, che è la vera forza di questa maggioranza. Ma questa è l'unica forza consapevole di quello che sta facendo. La preoccupazione è che la consapevolezza di Forza Italia sia sottovalutata dal resto dello schieramento, soprattutto da chi nello schieramento si ispira e alla dottrina sociale della Chiesa e la richiama costantemente, qualche volta come se fosse la tessera dell'Automobil Club d'Italia!
Ci sono poi le altalene dei centristi, sia quelli coerenti sia quelli che hanno tradito il mandato elettorale ed anche quei centristi che dicono che va tutto male da una parte e dall'altra e poi stanno dove sono, cioè dove ci sono gli assessorati. Guardate, non sarà possibile separare le vostre responsabilità da questa Giunta e da questo Presidente, affonderà lui ed affonderete con lui, perché Pili è esattamente il contrario della politica che voi dite di voler rappresentare. Pili affonda il Consiglio, lui rappresenta il nuovo, il Consiglio no, lui resiste, siete voi che litigate. Questo è quello che pensa l'opinione pubblica. Lui è moderno, sono i partiti antichi e residuali, è il Consiglio antico e residuale. E` un Presidente che fa propaganda e non politica, e voi avete invece la cultura politica per fare la politica. Ma c'è di più. Io vi chiedo: che cosa c'entra il cattolicesimo democratico con il progetto di Forza Italia e di Pili? Cosa c'entra il cattolicesimo democratico con le politiche sull'immigrazione di Bossi? Con l'accoglienza dello straniero? Cosa c'entra la solidarietà pelosa che lascia poveri gli ultimi con la scelta dei piccoli, fondamento della cristianità? Cosa c'è di cattolico nelle politiche economiche sociali di questo centrodestra?
E non la mettiamo solo sul piano morale, mettiamola sul piano della dottrina sociale della Chiesa, proviamo anche a metterla su quel piano; la dottrina sociale della Chiesa nasce da Leone XIII, da un'enciclica: Rerum Novarum, nasce dalla descrizione delle cose nuove, della modernità e della nuova industrializzazione. Ma il nucleo di quella enciclica e della dottrina sociale della Chiesa è il riequilibrio delle risorse e la mobilità sociale. Allora chiedetevi se questa politica favorisce la mobilità sociale, se un operaio ha la speranza e la fiducia che suo figlio possa scegliere di non fare l'operaio, come succedeva negli anni più recenti, chiedetevi come si è fermata invece in questi anni la mobilità sociale in Sardegna e come si sta fermando in Italia.
Mettiamo davvero sotto analisi la politica economica e sociale, davvero due sole aliquote fanno bene ai più poveri? Lo sapete che il patto per l'Italia ha cancellato il reddito minimo di inserimento? Lo sapete che i tagli ai comuni, fermi gli stipendi, sono tagli ai servizi sociali? Lo sapete che tagli uguali fanno parti disuguali? E guardate, non basta essere a posto con la propria coscienza personale pensando che singolarmente, da assessore o da consigliere si faccia del bene. Se si contribuisce stando zitti ad una politica che fa male ai poveri, che impoverisce e non dà speranza, che mantiene chi è più debole nella dipendenza dall'elemosina dei ricchi o dei forti. E voi lo sapete, e lo sanno anche i sardi, la Sardegna oggi è più povera, e non tanto nel suo insieme quanto nella sua maggioranza. I poveri sono restati poveri, ma sono migliaia le famiglie che queste politiche hanno portato oltre la soglia di povertà. Se il prodotto interno lordo resta uguale e i poveri aumentano vuol dire che ci sono pochi ricchi che diventano più ricchi, ed anche quando aumenta di poco vuol dire che pochi ricchi diventano più ricchi. Ed il risultato è una Sardegna più povera, ma anche una Sardegna più ingiusta e più diseguale, dove chi ha accesso alle informazioni ed agli assessorati diventa più ricco e chi non vi ha accesso resta dove è. E se la parte più povera aumenta, qual è la risposta che state dando alla vostra coscienza e alla vostra ispirazione cristiana di cattolici democratici?
Un'ultima osservazione: che fine ha fatto il progetto nazionalitario e l'autonomia? Il Presidente della Regione fa il commissario di venti cose per conto del Governo nazionale, ed è l'unico presidente, l'hanno detto anche altri colleghi del centro sud, che non richiama il Governo nazionale per l'attacco all'economia del sud, dal credito di imposta ai tagli dei trasferimenti agli enti locali! Ma come fanno i comuni sotto i cinquemila abitanti, o quelli sotto i tremila abitanti, quelli dell'interno, delle zone interne vostre e nostre, a resistere con un taglio delle loro risorse nella medesima percentuale applicata a tutti? Il taglio del 10 per cento a Milano non gli fa un baffo! Ma il taglio del 10 per cento ad un paesino di duemila abitanti vuol dire decidere di non fare più niente, rivuol dire avere solo i soldi per gli stipendi. Allora sono attacchi alle regioni meno ricche, tra cui la Sardegna. Sono attacchi duri, sono attacchi ai comuni piccoli, alle zone interne. Chiedere anche alle imprese per credere, a quelli che vi hanno dato fiducia e dopo tre anni ve la stanno togliendo! Ve la stanno togliendo perché mal riposta!
E dov'è l'autonomia nell'accettazione delle imposizioni del Governo le cui misure limitano l'autonomia degli enti locali? Perché c'è anche una questione di principio: il Governo limita l'autonomia degli enti locali e delle regioni, le stesse regioni e gli stessi comuni che negli anni scorsi hanno contribuito e consentito il risanamento della finanza pubblica! Dal 2004 cesseranno i trasferimenti alle Regioni salvo che per i trasporti pubblici e la sanità, ma già da oggi la finanziaria non adegua il Fondo nazionale della sanità al fabbisogno esistente, quindi vuol dire che ha meno opportunità economiche per dare risposte con i servizi ad una popolazione che invecchia. E il fondo per le politiche sociali, per dire di questo governo, è fermo ai livelli di finanziamento del 2000, salvo che i fabbisogni crescono perché la gente è più povera, e i finanziamenti per cultura, scuola e ricerca vengono tagliati del 15 per cento!
Insomma, voi avevate promesso ai sardi la novità, la capacità e la competenza, la coesione e lo sviluppo. Ebbene, non c'è niente di nuovo in quello che voi avete fatto, né di migliore, anzi, ciò che c'era di buono voi l'avete distrutto! Allora, se i partiti della vostra coalizione pensassero davvero ai sardi, oggi dovrebbero mandare a casa questo Presidente, altrimenti non avranno più nessuna credibilità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. E` iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, il dibattito che fin qui si è sviluppato in seguito alla presentazione da parte del centrosinistra della mozione di sfiducia al Presidente della Regione ed alla sua Giunta, ha fatto emergere posizioni differenziate e divaricanti nella compagine che lo sostiene. La scelta della maggioranza di limitare i propri interventi non può che essere valutata per quello che è: la volontà di mettere il silenziatore, di mettere la sordina alla fragorosa, dirompente e perdurante crisi del centrodestra.
Il Presidente Floris dell'U.D.R. ci ha riconosciuto implicitamente il merito di aver portato la verifica nella sede propria, che è il Consiglio regionale. Anche l'onorevole Vargiu ha fatto un intervento dialogante, ma sottacendo la difficoltà nella maggioranza ed avanzando, come ricordava il collega Lai poc'anzi, consigli alle opposizioni piuttosto che esaminare il tarlo che corrode questa maggioranza. Sì, onorevole Floris, Alleanza Nazionale e l'U.D.R. hanno scoperchiato il vaso di Pandora disertando la riunione del Consiglio regionale, ma non hanno avuto il coraggio politico di aprire formalmente e alla luce del sole una crisi politica che mina questa maggioranza. E` un gioco tutto imperniato sulla tattica che sta devastando le fondamenta dell'Istituto autonomistico e si sta scaricando interamente sulle spalle delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini sardi.
Di fronte alla vostra paralizzante litigiosità, alla vostra improntitudine e pervicacia che vi hanno portato persino a chiudere il Consiglio regionale, abbiamo dovuto rispondere con due azioni forti ed anche inusuali per noi: abbiamo occupato il Consiglio regionale per difendere questa Istituzione e la sua dignità in tutte le sue componenti, compresi i colleghi del centrodestra, ed abbiamo presentato una mozione di sfiducia al Presidente Commissario e alla sua Giunta per offrire a voi la possibilità di un confronto e a noi di rappresentare con i fatti il fallimento della vostra esperienza di governo.
Qualcuno a destra, ma anche nel centrosinistra, ha detto che con la mozione la maggioranza si ricompatta ma io credo che questo sarebbe veramente uno scoop. Quando mai siete stati compatti su qualcosa? Io credo che non vi sia compattezza su niente da parte vostra, e qualunque sia l'esito della votazione finale...
MURGIA (A.N.). Ci sono posizioni articolate!
PIRISI (D.S.). Collega Murgia, c'è un particolare, voi avete l'onere del governo e dovete avanzare proposte...
(Interruzioni)
PIRISI (D.S.). No, non mi disturba l'onorevole Murgia.
PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi.
PIRISI (D.S.). No, non mi disturba l'onorevole Murgia, anzi, mi stimola. Voi avete l'onere del governo e le vostre proposte si devono tradurre in fatti. Possiamo avere anche....
PRESIDENTE. Collega Pirisi, non faccia polemiche.
PIRISI (D.S.). Presidente, non sto polemizzando, sto semplicemente aggiungendo una considerazione.
PRESIDENTE. No, no, non dovrebbe interloquire.
PIRISI (D.S.). Io credo che ci sia una differenza di non poco conto tra noi e voi: le vostre divisioni paralizzano la Sardegna perché non riuscite a portare una proposta che diventi azione di governo! Noi possiamo anche avere posizioni articolate differenti, voi invece con le vostre divisioni su tutto state paralizzando questo Consiglio e soprattutto state devastando la Sardegna.
Dico che qualunque sia l'esito della votazione finale la crisi non sarà chiusa, perché nessuno dei motivi che l'hanno generata è stato portato a soluzione. Alleanza Nazionale, collega Murgia, non mi pare soddisfatta di quanto è accaduto fino ad oggi. E mi pare che le divisioni siano plateali e palesi, altro che compattezza e compattamento. Esistono due anime anche al vostro interno: quelli che hanno bramosia e famelicità di occupazione di posti di governo e che stanno rinunciando anche ai principi che vi caratterizzano come forza che ha avuto una tradizione ed una storia, altri che invece ritengono che bisognerebbe affermare alcuni principi e basarsi su di essi. E` una divisione che è tutta aperta al vostro interno, ed anche l'U.D.R. non mi pare che sia soddisfatta.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per cortesia, consentite al collega di svolgere il suo intervento!
PIRISI (D.S.). Ma a mio avviso esiste un male endemico, un virus pericoloso e persistente che si è insinuato nella fragile impalcatura della vostra compagine di governo. Nelle elezioni regionali del '99 avevate promesso di innovare, avevate detto che avreste fatto vedere un modo diverso di fare politica.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pirisi, i consiglieri che devono parlare al telefono sono pregati di lasciare l'Aula. Prego, onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Dicevo che nelle elezioni regionali del '99 avevate promesso di innovare; lo riconosco, siete stati di parola sotto questo profilo, rispetto al passato avete introdotto un elemento inedito ed innovativo per la formazione del vostro primo governo, e questa innovazione si chiama compravendita di voti! Io lo ricordo, cari colleghi, perché sto parlando del passato recente, del passato prossimo; ogni volta che voi, invece, dovete nascondere il fallimento della vostra azione vi trincerate dietro il passato remoto, quasi che tutti foste dei "verginelli" (ho avuto modo di dirlo un'altra volta) e che non abbiate avuto nessuna responsabilità di governo! Questo non è. Quella innovazione vi ha consentito di andare al potere e spesso di inebriarvi con esso accedendo alle peggiori pratiche dell'arrembaggio dei posti di governo e di sottogoverno, e innovando anche sotto un altro profilo, inserendo, con una pratica caramente ed affettuosamente nuova, dei famigli ad occupare i posti di sottogoverno. Avete il potere ma non avete governato, avete il potere e avete sgovernato. Siete una maggioranza raccogliticcia che, come giustamente molti di voi hanno affermato, non è mai diventata coalizione né con Floris e tantomeno con Pili. Una coalizione per poter essere considerata tale si deve formare intorno ad un progetto condiviso; a me pare che questo non sia accaduto. Di progetto di sviluppo della Sardegna non ne avevate ieri, né ne avete oggi.
Badate, colleghi, il giudizio dei sardi su questa esperienza di governo è molto severo, e non lo dicono estremisti urlanti o, come dite voi, i girotondini. Dalla Confindustria arrivano critiche severissime così come dalle organizzazioni sindacali, dal mondo delle autonomie di cui anche voi siete parte, dagli artigiani, dal mondo della scuola, e soprattutto da tanti giovani e meno giovani che hanno affrontato di nuovo la strada dell'emigrazione. E questo accade da quando voi siete al governo! Il collega Falconi ricordava con alcuni dati precisi quale sia stato il trend dell'occupazione dal 1995 ad oggi. Oggi è veramente penalizzante per la Sardegna.
Credo che sia giusto anche ricordare, a proposito di stile, che non c'è solo quello mediatico, nel quale il presidente Pili è certamente imbattibile, sul piano dell'immagine nessuno di noi può stargli dietro; ma che c'è un altro stile, quello che ha contraddistinto i suoi predecessori. Il Presidente Floris si è dimesso quando alcune parti del Dpef sono state bocciate dall'Aula, il Presidente Pili ha ricevuto 45 voti contrari sulla finanziaria, è stato battuto anche a voto palese e rimane abbarbicato alla sua poltrona e non ha nessuna intenzione di dimettersi. Ritiene la democrazia, ritiene quest'Aula una sorta di fardello pesante che non gli consente di governare e di fare ciò che lui vorrebbe disprezzando la democrazia e annunciando attraverso degli scoop ed attraverso immagini televisive realizzazioni che spesso manco esistono.
Ma c'è un fallimento grosso che riguarda la vostra azione di governo finalizzata al riequilibrio territoriale, ed è per questo che noi riteniamo che dobbiate sgombrare il campo; quando si governa una regione io credo che sia importante mettere tutti nelle condizioni di avere uno sviluppo armonico. Voi invece, colleghi del centrodestra, avete un atteggiamento che è mortificante, lo dico soprattutto a quelli che vengono dalle zone più povere e più deboli della nostra regione. E` un atteggiamento di vassallaggio nei confronti di questi governi, di questo e dell'altro, senza che la schiena si sia mai una volta drizzata per rivendicare ciò che l'Unione Europea ha detto che si dovrebbe avere! Voi, collega Pittalis, collega Murgia, collega Capelli, assessore Ladu, avete un ruolo importante all'interno di questo Consiglio.
Nella finanziaria del 2001, noi abbiamo introdotto un comma che prevedeva la spendita delle risorse dei PIT nei territori più deboli della Sardegna. Qualcuno ha detto, e l'ha sbandierato anche sulla stampa, che quella norma sarebbe stata un freno ad un'azione verso il riequilibrio; è una menzogna, è una falsità!
PRESIDENTE. Ha qualche secondo per concludere.
PIRISI (D.S.). Vado rapidamente per concludere. Quell'emendamento da noi proposto, che l'assessore di allora, Pittalis, testualmente disse che condivideva nello spirito e nella sostanza, di fatto è stato utilizzato per non far cambiare nulla, e noi l'abbiamo introdotto perché non c'era una parola da parte vostra sul riequilibrio; è un fatto di cui vi dovreste vergognare. Ma c'è anche, Presidente, un altro aspetto che io credo che vada indicato a quest'Aula ed ai sardi, il fatto cioè che non si è mai visto un tale atteggiamento di vassallaggio, da parte del Presidente della Giunta, genuflesso e col capello in mano, come ricordava il Presidente Floris, verso il Governo centrale, il quale elargisce elemosine, frutto anche di conquiste del passato, che vengono sbandierate come grandi conquiste di questo Presidente - Governatore. La verità è che attraverso questi atteggiamenti state mortificando l'autonomia di questa Regione e l'Istituto autonomistico!
Credo, Presidente, che non siamo mai arrivati ad un livello così basso nella storia di tutta l'autonomia sarda. Ecco perchè sarebbe opportuno, Presidente, che votasse anche lei, per dare una mano ai sardi, a favore della mozione che abbiamo presentato.
PRESIDENTE. E` iscritta a parlare la consigliera Dettori che non è presente in Aula.
E` iscritto a parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, colleghi, stamattina ho preso in mano la rassegna stampa di quest'ultimo periodo cercando di capire se le perplessità avanzate dall'onorevole Diana nel suo intervento in qualche modo corrispondevano a realtà o meno. Insomma, leggendo la rassegna stampa di questi ultimi venti giorni, appare chiarissimo ed evidente lo stato di confusione e di sfascio in cui versa la maggioranza. Abbiamo letto un continuo inseguirsi di dichiarazioni minacciose, di proposte di commissioni di inchiesta sull'operato di questo e di quell'altro assessore, di sfide finte a regolar tenzone su programmi e così via. L'ultima dichiarazione è del Capogruppo di A.N., l'onorevole Murgia, apparsa ieri sulla stampa, che dopo la retromarcia imposta dal segretario Fini e sicuramente mal digerita dagli irriducibili, rilanciava, un po' per salvarsi, con il titolo "La verifica non è scontata" che tradotto poi in termini un po' più chiari significa: non pensiate che A.N. abbia rinunciato alle poltrone che ha chiesto, ai posti di potere che ha chiesto.
Tutti ricordiamo, e credo anche l'onorevole Corda, che purtroppo non è in Aula, ma che ieri faceva finta di niente, che non più di venti giorni fa Alleanza Nazionale non si è presentata in Aula, fatto politicamente rilevante per quanto riguarda la maggioranza, ma atto molto grave sotto il profilo istituzionale, che ha impedito a questo Consiglio di affrontare argomenti importanti ed urgenti, tra i quali, per esempio, un argomento oggetto del contendere: l'ARPAS. Tutti naturalmente ricordiamo il lungo travaglio, il conclave continuo, le proposte di ritiro delle delegazioni di Giunta, di appoggio esterno; alla fine la montagna ha partorito il topolino del contributo programmatico. Evidentemente le pressioni del duo Fini-Berlusconi hanno poi avuto la meglio anche sugli irriducibili di Alleanza Nazionale.
Ma poi neanche questa posizione, come dire, molto blanda, molto ragionevole del Gruppo di Alleanza Nazionale viene accettata dagli alleati del Centro, che minacciano un dibattito curioso in Aula sui programmi. E` una curiosità che ci è rimasta inappagata naturalmente, perché di questo niente abbiamo sentito dalla voce degli autorevoli esponenti del Centro e di Alleanza Nazionale.
Onorevole Diana, io credo davvero che dovete prendere atto che avete fatto una marcia indietro clamorosa su tutto; avete fatto tanto rumore per nulla. E mi consenta, come avrebbe detto il vero capo, secondo me, anche vostro, che è Berlusconi, la sua difesa sul ruolo centrale di Alleanza Nazionale in maggioranza appare a dir poco poco credibile davvero e suona come una sorta di excusatio non petita in fondo. La verità vera è che avete tentato di mostrare i muscoli e alla prima difficoltà vi siete ritirati, e in buon ordine, con il solo risultato di essere oggi più divisi di quanto non lo eravate ieri. Ma state pur tranquilli, perché secondo me, cari colleghi di Alleanza Nazionale, ciò che è toccato a voi oggi toccherà al Centro e allo stesso U.D.C. domani.
Il disegno del Presidente secondo me è abbastanza chiaro da questo punto di vista, è fondato sul presupposto del divide et impera. E` sicuro che la sua maggioranza ballerina non troverà mai la forza di sfiduciarlo in maniera palese, pertanto lui non si dimette, come ha fatto sinora, mi pare, davanti ai numerosi voti contrari subiti, 45, qualcuno li elencava, nel corso dell'esame della precedente finanziaria e del Dpef. Questo è uno stile nuovo che sconcerta molti osservatori politici interni ed esterni a questo Consiglio regionale. E` la prima volta che un Presidente, di fronte a innumerevoli voti contrari, va avanti e non si dimette. Secondo me questo atteggiamento sottende una minaccia molto chiara: dopo di me in questo Consiglio c'è il diluvio, dopo di me si va ad elezioni. Questa minaccia, che non è stata mai esplicitata in Consiglio, è il vero fantasma che si aggira in quest'Aula e che terrorizza la maggioranza a numeri variabili, che sta sgovernando la Sardegna. Infatti il giovane Presidente non solo non appare preoccupato dei litigi e delle divisioni della maggioranza, ma li alimenta, ed assume per alimentarli atti rilevanti....
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, fate silenzio!
MORITTU (D.S.). Non solo non li ricompone, non li sana, ma li alimenta. Assume infatti atti rilevanti in contrasto ora con una parte, ora con l'altra parte della maggioranza: la questione Sfirs-Costa Smeralda da un lato, l'approvazione del piano d'ambito con un atto monocratico dall'altra.
Ormai è chiaro a tutti, mi pare, che siamo di fronte ad un approccio nuovo e spregiudicato alla carica di Presidente; stiamo assistendo alle prove generali del nuovo governatore della Sardegna. Oggi infatti il Presidente non è più ostaggio della maggioranza, questo è il punto vero, questa è piuttosto l'immagine di comodo che vuole accreditare il giovane Pili per guadagnarsi la simpatia degli elettori, ma è vero esattamente il contrario, è la maggioranza in ostaggio del Presidente, e da tempo le forze del centro, mi pare, al di fuori dell'onorevole Capelli, si sentono strette nella morsa presidenziale, e ad eccezione dell'onorevole Floris, non reagiscono perché si accontentano di rosicchiare maggiore potere, pensando così di salvarsi. Lo stesso onorevole Floris, pur denunciando la deriva cesarista del Presidente, non ha il coraggio politico di lasciare lo scoglio solitario in cui lo relega la maggioranza, e così finisce per agitarsi impigliato nella stessa rete.
Intanto la crisi continua più strisciante e paralizzante di prima.
MURGIA (A.N.). E parla della sinistra ogni tanto!
MORITTU (D.S.). Onorevole Murgia, mantenas sa latranga[B1] , perché ne avrai bisogno molto in questo anno e mezzo che ti tocca, se ti tocca, di governare il tuo Gruppo, peraltro molto diviso e litigioso, quindi, come dire, riservati un po' le energie. Così, mentre la maggioranza litiga e si divide, il Presidente commissario, forte dei poteri illegittimi conferitigli da Roma, con ordinanze decide da solo sulla programmazione e sulla gestione dei fondi comunitari, nazionali e regionali. In questo modo governa a prescindere dalla stessa Giunta, decide su assegnazioni di fondi, sulla scelta delle opere, sulle priorità, sugli incarichi, sugli appalti e così via. Mi chiedo, e chiedo a voi, costituenti del centrodestra, ma si può continuare a parlare di costituente, di nazione sarda a Cagliari e poi pietire poteri a Roma, come facevano un tempo i vassalli? Si può continuare a subire l'affronto di essere espropriati dei poteri e delle funzioni autonomistiche assegnate dallo Statuto al Consiglio, alla Giunta e al sistema degli enti locali senza che questo Consiglio manifesti un qualche sussulto di orgoglio?
Cari colleghi, paradossalmente, guardate, all'entrata in vigore del Titolo V della Costituzione ha corrisposto immediatamente un nuovo neo centralismo nazionale e regionale. Ne sono una chiara dimostrazione l'allocazione dei grandi fondi al Ministero dei lavori pubblici con la legge obiettivo di Lunardi; ne sono una dimostrazione il congelamento dell'autonomia impositiva delle autonomie locali da parte del Governo nazionale; e in Italia tutti protestano, sindaci, presidenti di Giunta, di centrodestra e di centrosinistra, e il nostro Presidente lascia passare, lascia scorrere le cose come se niente fosse, come se tutto ciò non riguardasse anche la Sardegna. E poco importa, poi, se questa Sardegna sta pagando un prezzo insopportabile, se è diventata il fanalino di coda nella crescita nazionale, assai lenta, peraltro, anch'essa; se l'immigrazione giovanile sta risorgendo in maniera dirompente in Sardegna.
PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere.
MORITTU (D.S.). E poco importa se i comparti agricolo, industriale eccetera., sono lasciati allo sbando senza uno straccio di programmazione.
A detta di molti in Sardegna, sindaci, forze sindacali e sociali, oggi anche le forze imprenditoriali affermano questo, il bilancio complessivo di questi tre anni della vostra Giunta è del tutto insoddisfacente, e noi aggiungiamo che è, allo stato, fallimentare. E` fallito il progetto di Aritzo, è fallita la promessa di stabilità e buon governo tanto cara ad Alleanza Nazionale, si è visto molto clientelismo, come ricordava il collega Pirisi, ed anche un po' di familismo. Sono fallite le riforme annunciate, tanto care ai riformatori e delle quali non se ne vede neanche l'ombra. Anche la Costituente sta naufragando nonostante il solito contributo di idee, lo dobbiamo riconoscere, messo a disposizione dagli amici del centrosinistra che hanno sostenuto quel progetto. La responsabilità, però, non può essere certo attribuita ai parlamentari sardi, che non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). La responsabilità è tutta della maggioranza di centrodestra che governa a Cagliari e a Roma. Di fronte ad un bilancio così fallimentare una maggioranza e un Presidente responsabile si dovrebbero dimettere. Pare che la parola dimissioni non compaia nel vocabolario del Presidente. Noi siamo convinti e faremo di tutto affinché questa parola la scrivano gli elettori della Sardegna.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Emanuele Sanna che non è presente in Aula. E` iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi, lo ha affermato nel primo intervento il capogruppo Cogodi, è stato ripreso anche ieri sera da Ortu e lo voglio ribadire io stamani: con questa mozione, cara maggioranza, caro centrodestra, vi è stata offerta una opportunità, quella di fare chiarezza una volta per tutte nella sede istituzionale propria qual è il Consiglio regionale. La mozione a nostro avviso avrebbe dovuto determinare o una accelerazione del vostro confronto interno producendo più avanzati equilibri tra le forze politiche della vostra maggioranza, e con essi l'elaborazione di un progetto politico programmatico mai concepito, sul quale attivare un reale confronto politico con l'opposizione, o la presa di coscienza che non possono convivere sensibilità e valori completamente diversi tra loro, che non vi può essere alleanza tra chi si richiama ancora ai valori del cattolicesimo, della solidarietà, della pratica concertativa presenti a volte nel centro moderato, e gli intransigenti che praticano l'autoritarismo politico, convinti per il solo fatto di avere qualche consigliere in più, di essere legittimati a porre condizioni a tutti. Abbiamo, nella nostra valutazione, preteso probabilmente troppo da una maggioranza nata sul ribaltone, sullo spostamento di alcuni consiglieri eletti nel centro sinistra e passati nelle file del centro destra, da una maggioranza che si regge di più sugli interessi politici dei singoli che sulle idealità e sui programmi.
Non voglio qua riprendere e rimarcare le tappe che hanno determinato la paralisi del Consiglio regionale, il non governo della Giunta Pili. In questi giorni di dibattito sono state messe a nudo tutte le inadempienze e le insufficienze del governo della Regione sarda. Non meraviglia che si possano anche disconoscere i propri atti; è legittimo, anzi, è lodevole accorgersi di sbagliare e ravvedersi, quello che non può essere tollerato è la deformazione della verità con affermazioni gratuite prive di fondamento e di costrutto.
Capelli, lei ha recitato le lodi del Presidente e della sua Giunta. Io riassumerei così il suo intervento: meglio di così non si poteva fare; siamo arrivati al top con le elencazioni degli innumerevoli risultati raggiunti e degli obiettivi perseguiti. Capelli, io mi chiedo: ma come fai a fare certe affermazioni? Potremmo consegnarti un faldone di atti nei quali tu pubblicamente, ripetutamente, in più sedi rimarcavi l'inadeguatezza dell'azione politica della Giunta! Presidente, non produrrò questa documentazione, anche perché chi non ricorda oggi, domani potrebbe nuovamente dimenticare. Forse sarebbe più utile che lei organizzasse un corso per rafforzare la memoria, visto che ieri la Nuova Sardegna dava notizia delle doti e delle capacità di Gianni Golpera di fare questi corsi per aumentare la memoria di chi facilmente dimentica. Questo è di sicuro il caso del nostro collega Capelli!
Mi chiedo, e ci dovremo chiedere tutti: a chi giova tutto questo? Ai disoccupati? Agli artigiani, ai commercianti, agli agricoltori, alla Sardegna in generale? Non penso proprio che giovi a costoro. A chi giova insabbiare (prima si diceva insabbiare, oggi si dice congelare) i problemi? Lo chiedo a voi, a voi soprattutto, amici e colleghi del centro destra. Vedete, si possono comprendere le difficoltà all'interno delle forze politiche, chi è che non le ha avute, ma quando si va oltre e si crea un danno alla Sardegna, non si possono giustificare.
Alleanza Nazionale è all'ennesimo "penultimatum"; nel Gruppo ci sono posizioni diverse, ma tutti i consiglieri, per riportare fedelmente le parole del Capogruppo Murgia, sono insoddisfatti di come si sta procedendo. Tutti all'unanimità chiedono che ci sia finalmente la svolta politica e programmatica. Se lo dite voi che esprimete l'Assessorato della programmazione, pensate un po' cosa dovremmo dire noi! Voi stessi, con queste dichiarazioni, avete certificato il vostro fallimento! Peraltro non meno severo risulta essere il giudizio di un pezzo del centro moderato, l'U.D.R. che, attraverso l'ex presidente Floris, afferma: "Bisogna uscire dall'improvvisazione" sempre riferito alla Giunta e al suo Presidente; "Crisi della politica", sempre riferito alla Giunta e al suo Presidente; "Distacco dalla società", sempre riferito alla Giunta e al suo Presidente; "Bisogna tornare al programma originario", questa veramente non l'ho capita, perché non si capisce quale sia il programma originario, forse si riferisce a quello di Floris. Per ultimo si afferma: "Bisogna sostituire il nocchiere".
Vedete, queste brevi espressioni la dicono lunga sia sulla tenuta della maggioranza ma soprattutto la dicono lunga sul giudizio complessivo che le forze politiche che sostengono la maggioranza danno su questa Giunta. E` per questo che noi chiediamo coerenza fra il dire e il fare. Avete voluto con l'inganno il ribaltone e la responsabilità del governo? E noi vi diciamo: esercitatela! Sciogliete il nodo, se ne siete capaci, o lasciate il passo! In quest'aula si sono levate voci che richiedevano il confronto tra maggioranza ed opposizione. Ma quale confronto può esserci tra progetti diversi se sempre più spesso abbandonate l'Aula? E noi la occupiamo, ma la occupiamo per protesta, per pretendere l'esercizio democratico delle funzioni che ci derivano dal mandato che abbiamo ricevuto.
Quale confronto si può attivare quando non ci riuscite con l'esercizio democratico del lavoro in quest'aula, quando si procede sempre più spesso con i commissariamenti? E` naturale che il Presidente attivi questa procedura, l'attiva dopo aver constatato che all'interno della sua maggioranza non si è in grado di portare avanti nessun tipo di progetto, anche perché il progetto realmente non esiste, ed allora trova più semplice operare ed agire attraverso il commissariamento per nascondere le proprie inefficienze.
Al Presidente chiediamo uno scatto di dignità politica. Presidente Pili, io mi auguro che riconosca lei quello che le forze politiche che la sostengono vogliono ostinatamente e maldestramente nascondere. Basta con gli indugi, compia un atto di coraggio, liberi il campo rassegnando a quest'Aula le proprie dimissioni. Farà un servizio alla Sardegna, farà un servizio a tutti noi. Grazie.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi; molti di noi da un po' di tempo, quando chiedono di parlare in quest'Aula sono sempre più tormentati da un interrogativo: ne vale la pena? E` utile tentare di alimentare il dibattito e, quando è necessario, anche il conflitto democratico in un'assemblea i cui componenti, in gran parte manifestano un'indifferenza e persino un fastidio sempre più evidente verso il confronto tra posizioni politiche differenti? Sì, cari colleghi, chiediamo la parola, alcuni di noi anche con un crescente senso di scoramento perché gran parte dei consiglieri della maggioranza ormai parlano e litigano solo fra di loro e pensano che quest'Aula sia ormai un angolo morto della vita politica e democratica della nostra Regione. Per riportare in aula la maggioranza, per rendere di nuovo agibile il Consiglio, i Gruppi di opposizione hanno dovuto presentare una mozione di sfiducia al Presidente della Regione. E questo fatto da solo certifica lo stato di degrado ed anche di estrema emergenza che sta vivendo ormai da molti mesi la massima Istituzione politica della Regione.
Noi sappiamo, l'hanno detto quasi tutti i colleghi di opposizione, che a voto palese l'esito di questo dibattito è pressoché scontato, la fiducia formale e virtuale non verrà negata, la resa dei conti sarà ancora una volta rinviata, nonostante il bastone e la carota usati ieri dal presidente Floris, che arriva, fa il suo intervento, poi scompare. (Eccolo, è arrivato, mi fa piacere che ci sia). Dicevo, presidente Floris, che nonostante il bastone e la carota usati da lei ieri nel suo intervento temo che non succederà assolutamente nulla. Io penso che col deterrente di una crisi che potrebbe sfociare anche in una fine anticipata della legislatura il Presidente Pili, che tanto ha brigato un anno fa per scalare il vertice della Regione, avrà un altro provvisorio lasciapassare. Per adesso i pugnali è meglio tenerli sotto la tunica, per adesso è preferibile tenere Pili in camera di rianimazione, poi superato anche questo affannoso passaggio, quando fra poche settimane la mano dei congiurati si potrà di nuovo nascondere nel segreto dell'urna, allora il partito oscuro ed irresponsabile che sta paralizzando e mortificando la nostra democrazia autonomistica ricomparirà, e sono certo che riprenderà a tessere le sue trame.
A questo punto, cari colleghi, avendo assistito al deprimente gioco dei veleni e degli inganni della vostra inaffidabile coalizione, noi non siamo molto interessati all'epilogo di questo dibattito, però interveniamo doverosamente per consegnare agli atti di questa Assemblea la nostra ferma denuncia delle gravi responsabilità che, come forze politiche, anche individualmente vi state assumendo, rinviando l'apertura formale di una crisi che è in atto da molti mesi, e che sta determinando conseguenze devastanti per il futuro dell'autonomia regionale.
In pochi minuti voglio fare alcune stringate considerazioni sul quadro politico, sempre più allarmante, in cui rischia di precipitare la legislatura in una lunga agonia verso le elezioni del 2004, come ricordava ieri il collega Piersandro Scano, ed anche alcune doverose considerazioni sulle responsabilità, anche individuali, di chi ha determinato e sta perpetuando questa insostenibile situazione istituzionale e politica. Vedete, colleghi, io sono stato colpito in questi mesi dal comportamento prima sempre più trasformistico e poi sempre più irresponsabile del Gruppo di Alleanza Nazionale; sto parlando del secondo Gruppo della coalizione, del terzo Gruppo del Consiglio Regionale della Sardegna. Ho detto, in tempi non sospetti, che considero positivo sul piano democratico generale, in un sistema politico maturo, fondato sull'alternanza e sul bipolarismo di schieramenti programmatici alternativi, che il partito della destra italiana sia stato non, come si dice con un termine sgradevole, sdoganato, ma pienamente legittimato e costituzionalizzato sul terreno delle alleanze di governo. L'ho detto allora e lo penso anche adesso, però Alleanza Nazionale, approdata dopo cinquant'anni al Governo della Sardegna, sta manifestando un allarmante inadeguatezza di cultura di governo e soprattutto di cultura istituzionale. Dopo il tirocinio del primo anno i vostri comportamenti, cari colleghi, tendono a peggiorare e si scaricano pesantemente sulla vita del Consiglio e sulla normale attività istituzionale.
Alleanza Nazionale si lamenta di essere emarginata negli assetti di governo, verrebbe da dire: sono fatti vostri, vedeteveli dentro la maggioranza. Però lasciatemi dire, è un partito che ha l'Assessorato del bilancio e della programmazione, l'Assessorato della difesa dell'ambiente, la presidenza della SFIRS, la presidenza del più importante ente idrico, i suoi uomini di fiducia nelle aziende sanitarie locali e in tutti i consigli di amministrazione degli enti. Un partito con questo ruolo e con queste leve si lamenta e da mesi inonda i giornali di annunci di crisi, di verifiche ultimative, di accuse molto pesanti verso i suoi alleati, e poi fa il passo grave di disertare i lavori del Consiglio regionale, facendo mancare il numero legale e impedendo l'esame degli argomenti all'ordine del giorno. Tutto questo, caro collega Murgia, a parte l'atteggiamento goliardico e un po' fastidioso che assume il presidente del Gruppo di A.N. in Aula in questi passaggi, tutto questo, onorevole Murgia, va spiegato qui, non negli ambulacri della politica e del palazzo quando siete inseguiti dalle telecamere e dai cronisti dei giornali sardi. La verità è che tutto questo avviene perché non si trova, non dico una strada dignitosa e lineare, ma neanche una scorciatoia tortuosa per sostituire un proprio assessore del quale, evidentemente, non date un giudizio positivo. No, cari colleghi, non basta l'intervento acrobatico ed insincero di ieri mattina del collega Corda per occultare questa inaccettabile realtà; o trovate il modo di risolvere questi insostenibili problemi, che non sono solo problemi vostri, o tornate dignitosamente in aula per confrontarvi ed aprire la crisi.
Onorevole Fantola, lei rappresenta un movimento politico che opera sulla scena politica regionale ormai da qualche lustro; lei è componente autorevole di questa Assemblea ormai da tre legislature e il suo partito o movimento ha svolto spesso anche un ruolo determinante negli equilibri politici e di governo della nostra Regione. E` stato, nella prima parte della precedente legislatura, determinante per la formazione di una maggioranza di centro sinistra; oggi senza i riformatori la Giunta Pili non ci sarebbe, così come non sarebbe nata tre anni fa la Giunta Floris. Io non voglio sottolineare, colleghi, alcuna contraddizione. Rispetto le posizioni politiche più tormentate e più evolutive, capisco che il movimento Segni, che pure ha fatto fermentare novità politiche molto interessanti, in particolare sul terreno delle riforme istituzionali, nel suo ruolo spesso di cerniera tra gli schieramenti manifesta di sovente delle oscillazioni molto ampie. Così può capitare in pochi anni di essere alleati dell'Ulivo e poi del Polo, vicini a Prodi e poi vicini a Fini, ma queste oscillazioni che possono apparire contraddittorie, e a qualcuno di noi anche un po' spericolate, soprattutto per un movimento che ha fatto del bipolarismo la sua bandiera politica, sono materia di riflessione del movimento Segni - Fantola in Sardegna e dei suoi elettori. Ma vi chiedo, collega Fantola: voi siete il puntello di una stagione perniciosa di immobilismo e di trasformismo politico; potete continuare a stare inerti e afasici in questa palude, in questo palazzo, sempre più paralizzato dai giochi di potere?
U.D.C. o ex C.C.D.: un Gruppo, si dice, in crescita e determinante, accusato da Alleanza Nazionale di essere troppo esoso ed onnivoro in termini di assetti di governo e di sottogoverno; Capelli, che stimo, oggi merita una particolare solidarietà per l'eroismo, portato quasi fino alla temerarietà, con cui ha svolto ieri l'ingrato compito di gendarme della maggioranza e di megafono delle sue strabilianti realizzazioni; ma, a parte l'ipocrisia, per dovere d'ufficio vi chiedo: c'è o non c'è un problema di rapporto politico all'interno della maggioranza tra A.N. e U.D.C.? C'è o non c'è un problema di rapporto politico tra voi e la stessa U.D.R. dell'onorevole Floris?
Il tempo si sta consumando, volevo dedicare un minuto all'onorevole Floris, che è ritornato ed è ripartito; ne parliamo anche se non c'è. Le chiedo un minuto, Presidente.
PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere.
SANNA EMANUELE (D.S.). Onorevole Floris lei nell'ultimo anno ha preso in mano più volte la frusta e spesso anche il randello di critico severo ed incalzante di questa maggioranza. E` arrivato persino al limite di dare i termini per un disimpegno formale dalla maggioranza se alcune questioni cruciali, che ha ricordato anche ieri mattina, di carattere istituzionale e politico: il ruolo del presidente, ed altre di carattere programmatico: il profilo identitario e nazionalitario della nostra autonomia e la gestione delle risorse e degli strumenti nell'interesse esclusivo della comunità sarda ed affrancati da qualsiasi condizionamento esterno, non fossero chiarite. Ebbene, chiedo (glielo riferirà evidentemente il collega Tunis; no il collega Tunis sta telefonando, glielo riferirà il collega Assessore), e finisco: i termini sono scaduti, la situazione si è ulteriormente incancrenita, la Giunta resta al suo posto ed è alla deriva, il Consiglio è paralizzato ed umiliato, la politica e l'autonomia sarda non sono mai state così condizionate e subalterne. Che fa l'onorevole Mario Floris? Aspetta che sia Alleanza Nazionale ad aprire la crisi, o aspetta che Tore Amadu se ne vada spontaneamente dall'Assessorato dei trasporti? Anche noi dobbiamo essere franchi e sgradevoli, collega Floris, perché non accoglie l'invito autorevole e pressante che le ha rivolto anche negli ultimi giorni il Presidente Cossiga, perché lascia in campo il sospetto che sia solo una questione di poltrone?
Presidente Pili, rifletta sulle conseguenze, che potrebbero essere esiziali, di questa situazione, e se aspira ad essere - glielo dico da avversario, Presidente Pili - un vero protagonista di una nuova stagione dell'autonomia sarda faccia un passo coraggioso e limpido e rimetta il suo mandato (un mandato ormai sterile e logorato) nelle mani di questa Assemblea che esercita, come lei sa, la vera sovranità del popolo sardo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna.
E` iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente agli studenti quando si cimentano con i primi rudimenti delle scienze giuridiche, qui ci sono tanti valenti avvocati e cultori della materia, viene fra l'altro insegnato un concetto: la differenza fra residenza, domicilio e dimora. E l'onorevole Pili, che non so se abbia studiato materie giuridiche, ma ha svolto il ruolo di Sindaco, e quindi almeno nell'espletamento di quelle funzioni più volte avrà attestato e riconosciuto il diritto dei propri concittadini alla residenza, non può ignorare la differenza fra questi termini. Ma benché l'onorevole Pili certamente non ignori le differenze giuridiche, mostra, con i suoi comportamenti, la chiara volontà e determinazione che non intende applicarle a se stesso. Villa Devoto non è, come dovrebbe essere, il domicilio, non è la dimora provvisoria dell'onorevole Pili e della sua Giunta, è nella sua concezione la residenza permanente sua e della Giunta.
L'onorevole Floris ha parlato di democrazia ed autonomia, questi sono concetti sui quali fra qualche minuto intendo tornare, ma va subito detto che noi qui siamo all'eclissi dell'una e dell'altra. L'una e l'altra sono svilite ed umiliate, l'onorevole Pili ed alcuni suoi assessori per il coraggio che hanno di stare lì silenti rappresentano speciali convitati di pietra. Nell'espletamento dei loro ruoli si considerano inamovibili, intoccabili, in servizio permanente effettivo da qui alla pensione, ma sono presenza effimera, soprattutto in quanto a produttività. Vedete, nell'espletamento della funzione politica vi sono, al pari di tutti i settori, regole. Regole comportamentali scritte e non. C'è insomma un codice politico che, se calpestato, rischia di travolgere tutto e tradire anche il codice morale. Ed oggi più che mai, invece, c'è bisogno di coniugare la politica con l'etica.
Ma come fa l'onorevole Pili ed una parte della sua Giunta silente, non tutta, quella dei convitati di pietra, a non comprendere che quando una maggioranza per sfuggire al confronto politico fugge dall'aula, scappa, si dilegua,c'è l'esigenza di un chiarimento politico al proprio interno che sia un chiarimento definitivo? Ma quando il chiarimento nulla produce, anzi tutto offusca, annebbia, rinvia, c'è solo un modo onorevole per non produrre danni e rispettare quel sistema di regole, quel codice politico a cui facevo riferimento: le dimissioni. Queste sono le regole della democrazia. Rispettare le regole della democrazia comporta spesso la disaggregazione di parti aggregate; rispettare le regole della democrazia comporta rispettare il frastuono della democrazia, perché la democrazia è frastuono, non è silenzio. Come altri hanno detto la democrazia non è una cosa, non è una legge, è una lotta, Presidente Pili.
Ma torniamo un attimo al concetto di autonomia umiliata, svilita, annullata. Il Parlamento Italiano, lo citava poc'anzi l'onorevole Morittu, ha approvato qualche anno fa le modifiche al Titolo V della Costituzione; con quelle modifiche ha ceduto ai poteri locali anche quote parziali di sovranità; così oggi, per esempio, la Sardegna ha competenza primaria ed esclusiva in materia di lavori pubblici, di commercio, di artigianato, di ambiente. Da ciò discende immediatamente una duplice considerazione: la nomina a commissario dell'onorevole Pili - badate uno speciale "sci' tottu" perché ormai è commissario per l'ambiente, per il commercio, per l'approvvigionamento idrico e per chissà quali altre diavolerie che noi non conosciamo - a mio avviso dopo le variazioni del Titolo V della Costituzione, intanto probabilmente è a rischio di illegittimità, ma in ogni caso interviene come atto autoritativo del Governo centrale che così espropria Giunta e Consiglio regionale del potere programmatorio e decisionale, affidandolo ad uno speciale capataz. Non solo, ma la nomina a commissario, oltre che esulare oggi dai poteri dello Stato, rappresenta una progressiva degenerazione del potere politico, che delega, guarda caso, ad adempiere un compito ed una funzione chi è stato inadempiente in qualità di Presidente della Giunta Regionale, delega la stessa persona. La risultante, onorevole Pili, è un totale svilimento dell'autonomia; la progressiva degenerazione del potere politico comporta la progressiva perdita dei valori primari, e primo fra tutti quello della coscienza autonomistica.
Lei, Presidente, non è solo un accentratore, ma spesso per un eccesso di considerazione di sé reagisce con comportamenti esasperati, che fanno presumere anche una personale sopravvalutazione morale. E, a proposito di etica, anch'io voglio dedicare un secondo all'intervento dell'onorevole Capelli che, badate, rammentiamolo, ha parlato di giornalisti prezzolati, di giornalisti a libro paga dell'opposizione. Naturalmente io presumo che l'onorevole Capelli sia ricorso ad una metafora carica di autoironia, perché è un'accusa che viene da chi fa parte di una maggioranza che a livello di controllo della stampa e dei mass media anche nazionali credo che abbia molto da insegnare a tutti. Manca, evidentemente, il senso del pudore, ma siccome abbiamo detto che è una metafora, noi, onorevole Capelli, non useremo le armi di ricorrere alla magistratura, come l'onorevole Pili, invece, minaccia di fare perché lo ritiene necessario per tutelare la propria onorabilità.
Conclusivamente, presidente Pili, un solo accenno al problema idrico: non siamo interessati alla querelle del momento, perché è una querelle parziale, quella relativa alla provenienza dell'acqua delle miniere, ma siamo in ogni caso molto interessati ai futuri sviluppi, perché siamo nettamente contrari, lo annunciamo oggi, alla fase in cui lei bandirà la gara di livello internazionale, anche quello... Corda sta ringraziando l'onorevole Pili.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente Pili, anche il momento del bando della gara di livello internazionale sarà un momento di svilimento dell'autonomia degli enti locali, che rischiano, anzi che perderanno quasi con assoluta sicurezza, ulteriori ruoli che sino a questo momento hanno esercitato. Il rischio maggiore, presidente Pili, è che l'acqua da quel momento non parli più né la lingua sarda, né la lingua italiana, ma presumibilmente parlerà la lingua francese, con buona soddisfazione sua, Presidente, e del suo caro ministro Lunardi. E comunque, presidente Pili, mi servo anch'io di una metafora: lei e la sua Giunta, lei e la sua maggioranza fate davvero acqua da tutte le parti.
Presidente, un consiglio conclusivo, amichevole: la smetta di farsi designare commissario straordinario; commissario straordinario è colui il quale in condizioni eccezionali opera, agisce, interviene, decide. Lei, invece, ho la sensazione che sia colui il quale viene nominato commissario ma di un altro settore, quello dei fallimenti: commissario fallimentare. Questo, però non le sarà consentito, presidente Pili, dai cittadini sardi che hanno fierezza, che hanno orgoglio, che hanno cultura e che hanno anche cultura politica e consapevolezza che errori commessi in passato non possano più essere commessi oggi, perché i cittadini sardi non consentiranno che lei da commissario liquidi la Sardegna intera.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia.
E` iscritto a parlare il consigliere Onida. Ne ha facoltà.
ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Signor Presidente, colleghi, intervengo perché si è deciso che tutti debbano intervenire ed intervengo anche perché chiamato in causa per alcune questioni che non sono state lette bene, o probabilmente non sono state ben interpretate. Era mia opinione che su questa mozione la maggioranza dovesse arrivare all'Aula con una voce sola. Ed era mia opinione che la voce sarebbe dovuta essere quella di Alleanza Nazionale. Così non è stato, e tutti facciamo parte, quindi, della logica che continua ad occupare gli spazi temporali del Consiglio regionale. Io credo che non possiamo andare avanti così, e lo dico a tutti, lo dico alla maggioranza che non può e non deve inseguire i ritmi che l'opposizione propone al lavoro in Aula, ritmi che vanno tutti nella direzione di non consentire il lavoro produttivo. La maggioranza di oggi domani potrebbe essere all'opposizione; io credo che veramente in Aula si debba venire per fare leggi e per produrre; per questo, onorevole Pier Sandro Scano, la finanziaria non è arrivata. Per questo - per stare soltanto a provvedimenti che mi hanno riguardato nella breve o lunga storia che mi ha visto amministrare la Regione - non sono state approvate le leggi sull'ARPA, che pure la Giunta Palomba aveva presentato nel giugno del 1998…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non interrompete l'oratore.
ONIDA (P.P.S.-Sardistas). No, caro amico, io non sto facendo un intervento polemico, sto facendo un intervento che vuole essere di riflessione e di meditazione; non va bene che qui si faccia tutto, qui ci sono filosofi, qui ci sono educatori, qui ci sono moralisti, qui si parla di tutto, si parla del sesso degli angeli, ma non si faccia quello che si deve fare.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Collega Cogodi, per cortesia.
ONIDA (P.P.S.-Sardistas). Allora, l'invito che rivolgo a tutti è quello di modificare il clima dei rapporti, per cui veramente si consenta - senza manco utilizzare quei giusti, legittimi strumenti che le opposizioni forse tutte hanno adoperato nel passato, ma che in modo particolare oggi l'opposizione sta utilizzando in maniera esagerata, come la verifica continua del numero legale, tanto nelle Commissioni come in Aula - se si vuole bene alla Sardegna, se si vuole passare un guado difficile, di realizzare alcuni interventi che sono nell'interesse non della destra o della sinistra, ma dei sardi. Dicevo, se quelle cose le avessimo fatte probabilmente non sarebbero nati i problemi che stanno nascendo, parlavo dell'ARPA, della legge urbanistica; se avessimo approvato quest'ultima probabilmente non sarebbe accaduto quello che è accaduto in ordine ai rapporti Regione-SFIRS-Costa Smeralda e cose di questo genere, se avessimo fatto le regole, deciso i paletti, disciplinato meglio la pianificazione territoriale, se gli acquirenti avessero avuto davanti a sé norme chiare e precise, probabilmente tutte queste cose non sarebbero avvenute. Per non parlare della legge quadro sulla pesca approvata anche dal Consiglio con qualche avvertimento del Governo e ancora ferma; per non parlare della legge sul diritto allo studio, della legge sullo spettacolo, per non parlare delle leggi sulla gestione dei rifiuti, sulle aree protette.
Direte che sono tutti argomenti che siamo noi a dover proporre ed approvare, ma voi dovete pur consentire a questa Giunta di governare, perché questa Giunta, lo debbo dire in coscienza, da quando si è insediata non ha potuto governare. Non ha potuto governare così come ha governato con serenità la Giunta precedente, la Giunta di Mario Floris, che ieri ha fatto un intervento che io ho apprezzato in alcune parti. Però, caro presidente Floris, attenzione; timeo Danaos et dona ferentes, quando il collega Spissu pone la contrapposizione tra Pili e Floris giudicando Floris bravo e Pili no, conclude la sua orazione dicendo che comunque negli ultimi tre anni nessun processo riformatore si è visto, nessun accenno allo sviluppo si è visto. Ed allora caro presidente Floris, attenzione alle sirene di Spissu, attenzione alle sirene di un'opposizione che il coltello lo manda dentro per far del male, ma non è assolutamente corretta nei suoi metodi con comportamenti di questo genere. Dice Scano, e io sono d'accordo, che è sul terreno della politica il bilancio deludente di questa legislatura; probabilmente inconsciamente si riferiva ad un bilancio deludente di questa maggioranza, e io dico che è vero che sul piano della politica il bilancio di questa legislatura, e non solo di questa, ma anche dell'altra, è deludente, ma il soggetto è la politica ed abbraccia, impegna e comporta riflessioni per voi e per noi, perché se così non fosse voi non sareste Democratzia e noi non saremmo P.P.S., per fare piccolissimi esempi del travaglio e del disagio che c'è, che esiste dentro le due coalizioni. Quindi è la politica che deve superare il guado, è per questo che parlavo di regole, è per questo che io ritengo che debba essere riportata sul piano della collaborazione, dell'intesa tra le parti, la individuazione dei paletti da mettere, dentro i quali passare il guado per arrivare poi, finalmente, nell'alternanza, nel bipolarismo con un presidenzialismo moderato a governare meglio la Sardegna.
Sullo stato dell'attuale maggioranza io mi soffermo a dire le cose che ho detto quando nell'ultima riunione di maggioranza, in un momento di confronto aspro, il Segretario regionale di Alleanza Nazionale ha detto che tutte le azioni politiche che hanno messo in campo in quei giorni pure drammatici, sono tutte rivolte e tese a migliorare la condizione di questa maggioranza. Ed allora il dibattito interno a quel partito merita rispetto; merita rispetto se anche qualche giornata, qualche momento, è stato lasciato alla loro meditazione interrompendo i lavori dell'Aula. E rispettare questo travaglio significa consentire la definizione di un processo interno di maturazione delle decisioni, di maturazione delle verità che all'interno di ogni Gruppo, lo diceva bene questo qualche tempo fa il presidente Pili osservando che la dialettica fra i Gruppi e i partiti, anche di maggioranza, non può essere messa in discussione ed anche se accesa, la pluralità delle posizioni è utile alla democratica rappresentazione di una coalizione di governo, però è indispensabile la ragionevole ricerca dell'intesa che, da posizioni pur variegate, deve essere raggiunta al fine di dare al governo della Regione quella giusta unitarietà, sulla quale convergono le forze alleate. Ed allora i processi positivi di cui parlo devono essere consentiti all'interno dell'intera Aula e delle singole forze politiche, e questo vale per noi e vale per voi, oggi e domani.
Il collega Oppi in quella occasione, in quel momento di rapporto difficile all'interno della maggioranza, ha sostenuto che l'U.D.C. si candida a partecipare al governo della Regione nella fase finale di questa legislatura e per la legislatura successiva, quindi sono letture libertine, non libertarie quelle che si fanno dei comportamenti che può essere che qualcuno della maggioranza intraprende e trattiene anche con forze della opposizione, ma la pulizia e la purezza dei rapporti, la lealtà dei rapporti sta nell'aver detto con chiarezza che oggi e domani noi staremo nel quadro di centrodestra. Lo stesso ottimismo dell'U.D.R. in quella seduta, che poi è stato recuperato dalle parole, secondo me, dell'onorevole Floris ieri, contribuisce a questa schiarita. Certo, non condivido l'interpretazione secondo la quale Pili sia considerato il capofila di una cultura diversa, mentre la cultura dei riformatori liberaldemocratici, la cultura sociale di Alleanza Nazionale…
PRESIDENTE. Le concedo qualche secondo per concludere.
ONIDA (P.P.S.-Sardistas)… le sensibilità nazionalitarie, la cultura dei cattolici democratici, cari amici, queste sensibilità non si fondono nel crogiolo delle pastette ma si armonizzano nel cammino sofferto della tolleranza e della reciproca disponibilità.
Caro Cugini, la proposta di legge che noi abbiamo fatto è presidenzialista. E' presidenzialista con una particolare attenzione, che poi sta diventando parte e coscienza anche delle esperienze di quelle Regioni che già hanno il presidenzialismo, che si realizzi un contrappeso che consenta ai Consigli regionali di continuare ad avere il proprio ruolo; il presidente della Regione indicato dal popolo, nella nostra ipotesi - è una provocazione che riteniamo intelligente - deve necessariamente essere volato ed eletto dal Consiglio, in capo al quale Consiglio rimangono le potestà di indicare presidente, squadra di governo e maggioranza; in seguito, se il presidente muore, o commette reati gravissimi, o si dimette per qualunque motivo, non può essere che la vita democratica si interrompa per azioni dirette e conseguenti all'azione presidenziale, quindi è chiarissima la nostra attenzione a questo fatto. Il Consiglio deve avere e mantenere una funzione di contrappeso che credo sarà meglio spiegata; intanto vanno letti i testi, perché se si giudica sulla base delle notizie lette sui giornali non si hanno gli elementi tutti. Ho detto che si trattava di provocazione intelligente per sdrammatizzare un clima, ma noi siamo fortemente convinti che la legge elettorale vada fatta nel rispetto delle piccole formazioni, nel rispetto del bipolarismo, del maggioritario, e il presidenzialismo è per noi punto di riferimento e non soltanto una scusa per stare assieme.
Io concludo con un dubbio: ma non è che al centrosinistra va bene tutto, Floris, Fantola, Oppi e chissà altri quanti, e non va bene Pili forse perché avete la preoccupazione che Pili sia l'unico o la più interessante energia umana che possa, se riproposta, vincere nuovamente le elezioni? E` un dubbio che mi sta venendo sempre di più visto il ritmo col quale incalzate nella direzione anche personale del Presidente. Io credo che dobbiamo, sotto questo profilo, tranquillizzarci tutti; non siamo ancora alla fine di questa legislatura, facciamo un anno e mezzo bene perché ciò consentirà a tutti di giudicarlo; se ha lavorato bene verrà promosso, se non lavorerà bene sarà bocciato.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Che questa Giunta continui a galleggiare in una situazione di profonda crisi ormai non meraviglia più nessuno, ma molte volte ci chiediamo e ci meravigliamo, non certo a ragione, perchè la gente sia lontana della politica. Una bella domanda, la risposta la troviamo qua dentro. Oggi si discute una mozione di sfiducia, dopo un mese di minacce di appoggio esterno, un mese in cui si è fatto a gara tra Alleanza Nazionale e U.D.C. a chi usciva prima. Tutto questo anticipato con accuse durissime da parte di Alleanza Nazionale nei confronti del Presidente Pili per il commissariamento voluto e programmato dell'ARPAS. Il condimento si completa con le accuse continue e sempre meno credibili degli amici dell'U.D.R., e col richiamo dei riformatori al servire tacendo, come tentativo un po' maldestro e più volte ripetuto di tirarsi fuori da un tombino maleodorante. Si grida alle dimissioni, si grida alla crisi, ma di fatti conseguenti manco a parlarne: maggioranza granitica! Una recita a copione con alcuni servi sciocchi, ieri ne abbiamo avuto la dimostrazione, utilizzati con la promessa di far parte del circo dell'acqua. Ed è proprio dell'acqua che intendo parlare, caro commissario. Mi viene da dire caro commissario simpatico e bugiardo, ma non posso perché si dice bugiardo a chi mente in determinati momenti, a uno che non ha mai detto la verità non gli si può dire bugiardo.
L'altro giorno abbiamo fatto una conferenza stampa per fare una denuncia di carattere politico - e intendo rimarcare tale carattere, poi devo riconoscere che c'è stata qualche enfatizzazione non certo addebitabile a chi ha convocato la conferenza - previo sopralluogo fatto dopo aver appreso dalla stampa, perché solo attraverso la stampa a noi è dato apprendere queste cose, di una avvenuta inaugurazione il sabato precedente, alla scadenza dei famosi cinquanta giorni, della condotta che dovrebbe portare l'acqua dalle miniere a Cagliari, e quindi al ripartitore di Uta. Qualcuno ha detto che questo è stato un flop, un boomerang, qualcuno ha detto dai banchi dell'opposizione che si dissociava. Veramente non ci siamo mai associati in questa conferenza stampa, quindi non vedo perché ci si debba anche dissociare.
L'inaugurazione è avvenuta sabato, noi martedì siamo andati a verificare l'opera, curiosi di vedere, credo che in ognuno di noi ci sia un minimo di curiosità, un'opera realizzata in cinquanta giorni, per verificare anche i pregi e, perchè no, i difetti. Ci siamo recati alla miniera di Monteponi; là il vascone di contenimento dell'acqua che fuoriesce dalla miniera era vuoto, scoperchiato, l'unica cosa che conteneva era gli operai che ci stavano lavorando. Delle quattro pompe due erano scollegate, le più piccole, che sono quelle che poi sono state attivate, le due grandi ancora non lo sono; tutto ciò dava l'impressione, a distanza di poche ore dall'inaugurazione, di un cantiere aperto, senz'acqua, senza pompe in funzione, scollegate addirittura dal vascone che dovrebbe contenerla per mandarla a Campo Pisano.
Abbiamo fatto le nostre fotografie, qualcuno è andato a dire che erano anche false, viene da ridere, non possono dire che le riprese di Videolina fossero false, non possono dire che le riprese fatte da TCS fossero false. Abbiamo prodotto questo materiale fotografico e apriti cielo! Abbiamo fatto una denuncia di carattere politico: si fa l'inaugurazione, il giorno dopo il cantiere è nuovamente aperto, acqua non se ne pompa, quale tipo di inaugurazione si è fatta? Per propagandare il fatto che in cinquanta giorni si è riusciti a posizionare la condotta? O invece, per acclarare il reale funzionamento di tutta l'opera che porta l'acqua alla città di Cagliari? Io tutto questo non l'ho visto. Ma apriti cielo perché quattro consiglieri, anzi sei, si sono permessi di fare questo tipo di affermazioni, di porre dei dubbi, di produrre una documentazione fotografica attestante il non funzionamento. Questo abbiamo attestato. E` un sacrilegio, è lesa maestà? Io credo di no, se no francamente fra un po' ci proibiranno anche di entrare in quest'aula perché si correrebbe il rischio di dire cose che ad uno non piace sentirsi dire. Siamo al paradosso, guardate; e comunque l'inaugurazione è stata fatta.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue SANNA GIACOMO.) Ma a lasciarmi ancora più perplesso sono state le dichiarazioni del presidente del Consorzio di Bonifica del Cixerri, che è il soggetto appaltante dell'opera, che su "L'Unione Sarda" del 30 ottobre, e cioè il giorno dopo che noi abbiamo fatto il sopralluogo, dichiara apertamente che il cantiere e le pompe per meglio dire, si sono fermate per un'ora per un adeguamento di carattere tecnico e poi hanno ripreso pompare e adesso stanno pompando. Allora, non stavano pompando il martedì, non stavano pompando il mercoledì mattina quando Videolina ha fatto le riprese, però il giorno precedente il presidente del Consorzio rilascia le dichiarazioni che vi ho riferito, stabilite voi se sono vere o false. Ma la reazione più scomposta l'ha avuta il presidente Pili per il semplice motivo che mentre era ancora in corso la conferenza stampa indetta da noi, lui chiamava i giornalisti a raccolta per fare una contro conferenza senza sapere quello che avevamo detto e, certamente, quello che ancora dovevamo dire, quindi ha replicato con una contro conferenza per sentito dire, diciamo così. In quell'occasione il Presidente Pili - usando dei termini che poi se ci riuscirò entro il tempo a mia disposizione restituirò al mittente, perché è stato usato un linguaggio che non ci appartiene e sono state lanciate accuse che non riteniamo qualificanti per chi le fa - ha mostrato alle stesse emittenti televisive, e gradirei che esse dessero lo stesso spazio anche ad un povero consigliere regionale, un verbale di funzionalità dell'acquedotto, facendolo passare per un collaudo in corso d'opera. Voi sapete, molti di voi sono sindaci, hanno esperienza amministrativa, che una cosa è il verbale di funzionalità dell'acquedotto, una cosa è il collaudo. Il collaudo lo fanno i collaudatori, che sono tre, che possono essere interni o anche esterni. Questo verbale, invece, è un semplice verbale di funzionalità fatto dal direttore dei lavori, non è controllore-controllato, tanto per intenderci. Ma, se non fosse sufficiente questo, il verbale in questione parla di una funzionalità dell'opera limitata al tratto che va dal vascone di Campo Pisano al ripartitore di Uta; noi non abbiamo parlato né di condotta, né del vascone di Campo Pisano.
PRESIDENTE. Le concedo pochi secondi per concludere, onorevole.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Tanto meno del ripartitore di Uta. Allora mi volete dire: da che parte sta la verità, con documenti alla mano? Chi ha detto che questo era un collaudo in corso d'opera? Chi ha detto che esiste un collaudo per la parte dell'opera che va dalla miniera al vascone di Monte Pisano? Quale funzionalità ha quella parte? Per ora non ha neanche, perché non è stato mostrato, un verbale di funzionalità, immaginiamoci un collaudo.
Termino ricordandole, Presidente, che quelle accuse a cui ho fatto riferimento poc'anzi non ci appartengono ed appartengono a lei. Quindi tutte le affermazioni da lei fatte le rispediamo al mittente: "il personaggio squallido che ha alle spalle solo fallimenti" riguarda lei, "che sa gettare solo fango" riguarda lei, "che umilia e calunnia", riguarda lei, "che è ignorante e sa affermare solo stupidità" riguarda certamente la sua persona.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Signor Presidente, colleghi, dico subito in apertura che il mio Gruppo voterà compatto contro la mozione presentata dalla sinistra.
SPISSU (D.S.). Finalmente una buona notizia!
MURGIA (A.N.). Voi non siete molto compatti, poi te lo spiego, Giacomo...
(Interruzioni)
MURGIA (A.N.). Lo dirò anche al tuo collega Sanna quello che avviene nei corridoi. La tentazione dell'opposizione è quella, come emerge dalle vicende di queste ultime ore, di dare una spallata alla Giunta attraverso un modo di fare che è sicuramente basso e insinuante, attraverso un modo di fare politica che usa la delegittimazione come sistema ossessivo; e io, piuttosto che occuparsi delle questioni di Alleanza Nazionale, vorrei suggerire al collega Morittu, ogni tanto, di guardare dietro i suoi banchi, perché ne ha quattro di colleghi che certamente sono stati, come dire, allontanati dal Gruppo e quindi...
PINNA (Gruppo Misto). Non voteranno certo con te questi quattro!
MURGIA (A.N.). Hai capito male, non volevo parlare di te, volevo supportare la tua posizione.
PRESIDENTE. Onorevole Murgia, la prego, si rivolga alla Presidenza, per cortesia.
MURGIA (A.N.). Una sinistra che è in preda a qualche scissione in Sardegna e sul territorio nazionale e che ha perso alcuni dei valori che molti le riconoscevano. Ma avete un nemico, bontà vostra, e questo pensate che possa darvi anche fiato; l'unica cosa che può consolarvi adesso è tenervi in vita. Non avete, al contrario, lo avete dimostrato nel dibattito di stamattina, una politica né tanto meno una proposta programmatica e su questo vi dividete; avete sull'altro campo, il nostro campo, io non sfuggo anche alle responsabilità, colleghi del centrodestra, una coalizione che sta cercando una strada, che vuole ritrovarsi, che deve ritrovarsi.
Le vostre azioni, colleghi del centrosinistra, il vostro solito modo di condurre i lavori dell'Aula, per tornare a quello che diceva Pasquale Onida prima, è per noi la dimostrazione migliore che il centrodestra ancora ha l'occasione di essere maggioranza vera, politica, ora e in futuro in questa Regione. Lei ha ragione, Presidente Pili, quando sostiene che il centrodestra ha una propensione a complicarsi la vita - lo dimostra quotidianamente - perché vi è ancora un fondo di sana ingenuità, vivvadio, anche un poco di goliardia. Collega Emanuele Sanna, che rispetto, le potrei rispondere con una battutaccia, ma lei è un vecchio e consumato e stimato santone della politica, per cui me la risparmio, certamente abbiamo una difficoltà a chiudere le partite senza fare rumore, così come una moderna ma esperta democrazia, Presidente, imporrebbe.
L'arte del governo va affinata, è un esercizio duro, spesso oscuro e faticoso, ma voglio chiarire subito un concetto: Alleanza Nazionale non vuole assolutamente tirarsi fuori dalla lotta politica; le esemplificazioni di questi ultimi giorni non sempre hanno dato atto del grande dibattito che si è sviluppato dentro il nostro partito, dentro il nostro Gruppo. Il confronto è nato perché lealmente abbiamo detto cose che in tanti pensavano, cose che avevano bisogno di essere dette con forza, con vigore e con coraggio. Non sono state esternazioni vaghe ed estemporanee, ma rilievi motivati, questioni che non potevano essere più rimandate. E l'opinione pubblica, l'elettorato di centro destra, le parti sociali hanno guardato con attenzione all'azione che stavamo svolgendo e a chi vuole imporre ancora adesso una svolta politica al centro destra; noi abbiamo sempre pensato che comunque la coalizione fosse il valore aggiunto per vincere le battaglie politiche. Il centro destra era ed è portatore di un progetto modernizzatore della Regione che necessariamente si basa su una coalizione dai forti valori condivisi; da un idem sentire in assenza del quale ognuno si muove come meglio conviene e seguendo un proprio personale tragitto politico. La cornice politica, Presidente, l'assodata discontinuità sono concetti sui quali abbiamo insistito e insistiamo con convinzione; il dibattito che si svolge in queste ore all'interno della maggioranza nasce proprio da queste elementari ma sostanziali considerazioni.
E il confronto, lo voglio dire con chiarezza, colleghi del centro destra, è solamente all'inizio. Penso che sarà aspro, che sarà duro, ma comunque leale e non potrà essere risolto con alcun colpo di spugna. Noi non possiamo permettercelo, non se lo può permettere Alleanza Nazionale, perché per vincere ancora occorre una coalizione che ammetta comportamenti differenziati e che dia fiato alle diverse identità. Noi vogliamo marcare oggi un'idea di destra nella nostra coalizione, pensiamo di averne la forza, il coraggio, le capacità, l'incoscienza ed aggiungo un pizzico di goliardia che nella vita non guasta mai.
Il nostro reale interlocutore è il Presidente della Regione, quale garante del patto di maggioranza, ma vi è un dovere, Presidente, che abbiamo richiamato, che continuiamo a richiamare e che si chiama collegialità, si chiama condivisione delle scelte. Questa condivisione spesso è mancata. Spesso è mancata la sensazione di far parte di una casa comune, sono stati sottolineati troppi distinguo e troppe precisazioni. Nessuno vuole richiamarsi ad uno schema rigidamente nazionale, ma è arrivato il momento di riconoscersi tutti senza distinguo, senza problemi nel centro destra sardo. Questa è la condizione minima di partenza. Il centro destra sardo non è cresciuto agevolmente, è figlio di una vittoria, quella del '99, che ancora oggi appare controversa, ma da allora ad oggi un insieme di partiti si è riconosciuto nello schieramento che ha visto prima Floris e oggi Pili quali capi della coalizione. A.N. ha favorito questo percorso, ci ha creduto e ci crede profondamente, ecco da dove nasce la nostra azione; non può essere interpretata, come alcuni hanno scritto, come una vile faccenda di poltrone, per quanto il governo sia piena assunzione di responsabilità; su questi temi moltissima ipocrisia è stata gettata a quattro mani.
Sull'azione della destra sarda, e questo passaggio noi lo riteniamo importante, abbiamo registrato il parere positivo delle parti sociali. Noi siamo convinti che ancora vi sia tra noi un difetto di cultura partecipativa, che l'esercizio e le scelte della politica siano da effettuare attraverso un continuo dialogo con i soggetti organizzati che si muovono nella società, questa è la nostra visione dei rapporti tra politica e mondo produttivo. Questa è l'indicazione che diamo al Presidente della Regione.
Io dico qua, al Presidente Floris, che non è necessario separarsi, che si può avere assolutamente una cultura partecipativa e nel contempo riuscire a fare le scelte importanti della politica, che si può mescolare la tradizione con la modernità della politica. Questo è il grande passo che noi dobbiamo correre. Capiamo infatti che spesso vi è la necessità di decidere in fretta, ma stare seduti al tavolo del confronto un minuto di più può certamente essere prezioso. Il centro destra, infatti, ha il dovere di riannodare i rapporti un po' difficili col vasto mondo della società civile organizzata; ha il dovere di riprendere a discutere con tutto ciò che è fuori dal palazzo, ha bisogno di una iniziativa che sia chiara e percepibile, fosse anche elementare.
Qualcuno in questi giorni, è emerso anche da questo dibattito, ha scritto che Alleanza Nazionale si trovava in una qualche difficoltà; chiunque voglia ottenere un risultato, migliorare e migliorarsi si mette in discussione, chiunque abbia a cuore - come in questo caso - le sorti di un governo, l'amore per la propria terra, sa che deve correre un rischio, sa che può essere giudicato dall'opinione pubblica, ma nessuno conosce evidentemente la capacità di radicamento e di mobilitazione che sappiamo mettere in campo quando ci sentiamo vicini a scelte o a percorsi difficili; la nostra storia vecchia e recente lo testimonia. Ci piace combattere nell'agone della politica e chi pensa che la coalizione possa snaturarsi per diventare altro, sa che non sarà più una forza di modernizzazione e noi combatteremo quest'idea. Sappia che l'unità del Gruppo e del partito sui grandi ideali e sui grandi valori di riferimento non sarà mai in discussione.
Presidente Pili, il percorso è duro ma dobbiamo uscirne, se riuscissimo a farcela, e credo che forse riusciremo a farcela, molto più forti, molto più coesi. Noi - glielo diciamo con estrema franchezza, come sempre alla luce del sole - non abbandoneremo la maggioranza che abbiamo costruito con fatica, non sfasceremo la maggioranza per fare un piacere alla sinistra, questa non è la nostra opinione ma vogliamo ritrovare l'entusiasmo, vogliamo sapere che è la nostra casa. E se le cose andranno per il verso giusto, ognuno giustamente conscio del proprio ruolo fondamentale, io le propongo fin da ora di convocare gli stati generali della coalizione; noi già lavoriamo ad un progetto nel quale elencare, come emerso dagli interventi dei colleghi di Alleanza Nazionale di ieri, le nostre priorità che riguardano il lavoro e le riforme possibili. Ma prima di ogni altra cosa noi siamo credibili, se siamo capaci di avere un'anima; la voglia di cambiare le cose e di cambiarle veramente definitivamente non ci ha ancora abbandonato.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito che noi diamo un giudizio molto positivo sull'attività del presidente Pili e della sua Giunta e confermiamo la volontà di rilanciare il quadro politico di centro destra.
Sappiamo che la nostra regione attraversa un momento difficile, ma i motivi vengono da lontano, vengono dal risultato elettorale del 1999. Nessuno vuole negare che oggi il momento politico sia complicato e delicato. Da un lato si devono riconoscere alcuni problemi politici e di programma sollevati da Alleanza Nazionale e dall'U.D.R, noi pensiamo sia corretta ed opportuna l'esigenza di affrontare con decisione le regole dello stare insieme; pensiamo sia necessario rafforzare la condivisione, la trasparenza dell'azione di governo e l'informazione su di essa. Per questo saranno rafforzati i rapporti tra il Presidente della Regione e i Gruppi consiliari, per questo saranno intensificati i rapporti tra la Giunta regionale e i Gruppi. I rapporti devono essere più stretti anche per una migliore comunicazione dell'azione di governo su tutto il territorio della nostra Regione. Siamo consapevoli che l'azione politica di Alleanza Nazionale sia da interpretare positivamente; a noi appare infatti una rivendicazione legittima la richiesta di maggiore attenzione e pari dignità all'interno di una coalizione, da parte di una sua forza importante e indispensabile. Dialettica, anche aspra, ma sempre costruttiva e improntata alla ricerca delle soluzioni come ha fatto sinora Alleanza Nazionale e hanno fatto tutti gli altri partiti e le forze alleate. Ed in questo quadro Forza Italia ha sempre assunto, ed oggi assumerà ancora di più, ogni e qualsiasi iniziativa che sia capace di unire la coalizione. Allo stesso tempo, siamo impegnati a sostenere fortemente l'azione del Presidente e della Giunta regionale, assicurando in primo luogo la governabilità della nostra Regione.
A questa logica, a questo patto implicito tra le forze di maggioranza si è sempre ispirata la nostra politica; in questa logica abbiamo sempre operato, per trovare le soluzioni e superare le difficoltà che hanno segnato e segnano questa tormentata legislatura. Sarebbe un grave errore confondere la ricerca di nuovi equilibri di coalizione con la fondamentale esigenza di portare a termine questa legislatura. Noi pensiamo che ci sia bisogno di assicurare la necessaria stabilità per continuare l'azione di questo Governo; noi siamo per un governo che dia risultati concreti ai sardi, e la stabilità è la precondizione per un buon governo.
Bisogna dare atto al Presidente Pili che governare la Regione in queste condizioni è cosa difficile, l'entusiasmo e la voglia di essere concreti e tempestivi nella soluzione dei problemi non possono essere scambiati per atti di prevaricazione o mancanza di rispetto. Lo impongono la gravità dei problemi e gli impegni che la nostra Regione ha assunto con i sardi. Alcune recenti azioni della Giunta regionale sono state imposte dall'esigenza di portare a compimento importanti programmi per non perdere le premialità e le risorse finanziarie previste per i POR. Grazie all'azione della Giunta, la Sardegna conferma un trend positivo, che la vede tra le regioni con i più elevati livelli di spesa delle risorse comunitarie.
Qualcuno ha criticato il Presidente per alcuni comportamenti sopra le righe, noi invece riconosciamo al Presidente e alla sua Giunta, che nonostante le difficoltà sta ottenendo importanti e tangibili risultati. Noi diciamo no alle azioni strumentali del centro sinistra che è sempre più diviso e polverizzato in mille anime e a corto di argomenti e prospettive; per questo si affida a iniziative asfittiche, isteriche e prive di qualsiasi credibilità. Per tutte basti citare la figuraccia rimediata due giorni fa sulla vicenda delle acque di miniera. In questo caso siamo di fronte a personaggi che scambiano lucciole per lanterne; qualcuno assomiglia di più ad un personaggio di Collodi. Ho sentito dire nei giorni scorsi che esiste un rapporto ancillare tra il Governo sardo e il Governo nazionale, ma vorrei osservare che la stretta collaborazione, prima della Giunta Floris poi della Giunta Pili, con il Governo nazionale, ha consentito di sbloccare questioni essenziali per la nostra Regione: la continuità territoriale, le risorse idriche, l'energia, la riqualificazione dei poli chimici, gli interventi per la sicurezza dei cittadini.
Noi abbiamo come obiettivo una Regione aperta al confronto, aperta al confronto con i cittadini e con gli enti locali, una Regione non più ostacolo ma volano per i sardi. In futuro dobbiamo realizzare, entro la fine di questa legislatura, alcuni importanti obiettivi prioritari: l'intesa col governo nazionale per potenziare le infrastrutture idriche, energetiche e di trasporto, la semplificazione e l'accelerazione delle procedure burocratiche e amministrative, l'accelerazione delle opere pubbliche in corso, il rilancio della programmazione territoriale con grande attenzione al ruolo chiave dei comuni e degli enti locali, il rilancio della nostra cultura favorendo il legame tra modernità e valori profondi della nostra tradizione.
Signori consiglieri, il divario nord - sud che aumenta, la concorrenza delle altre regioni d'Italia e d'Europa e soprattutto la crisi internazionale, non giocano a favore delle aree deboli; in più, le altre regioni d'Europa non attendono la soluzione della crisi sarda, è indispensabile trovare le soluzioni per ristabilire un clima di serena e fattiva collaborazione tra le forze di maggioranza. Abbiamo importanti obiettivi e solo insieme le forze di maggioranza potranno arrivare ai traguardi che tutti i sardi vogliono raggiungere.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, il dibattito in quest'Aula mi ha convinto che la mozione di sfiducia sia stato un passo istituzionalmente importante e politicamente corretto, perché le riflessioni serie e le constatazioni serie fatte da parte dell'opposizione, e in qualche modo anche le difese fatte da parte della maggioranza, hanno riportato la politica in quest'Aula. Dei problemi che ci sono, dall'acqua, alle infrastrutture, alla crisi industriale, credo che avremo modo di parlare più volte nei prossimi giorni.
Mi soffermo sulla mozione, quindi, per sostenere una tesi che articolo in tre parti. C'è una degenerazione politica e istituzionale grave che si riflette sull'attività di governo nazionale e regionale creando risultati disastrosi e che ha un riflesso ancora più pesante sulla qualità della politica, della cultura e dell'etica del nostro tempo. Per quanto riguarda il primo punto, la crisi politica e istituzionale, lo dico con molta amarezza ma con molta chiarezza, io credo sia dovuta al fatto che si stia affermando, certo prima a livello nazionale ma per riflesso anche a livello regionale, il disegno della massoneria deviata della P2; col potere assunto, elettoralmente, certo, dall'onorevole Berlusconi, tessera 1640 della P2, si è consumato l'uso delle istituzioni e si è instaurato un potere assoluto a tutti i livelli. Il patto con gli italiani è diventato presto un patto fraudolento e le istituzioni, il Parlamento, il Governo sono state occupate e vengono usate per fini privati. Il calendario del Parlamento è scandito non dalle emergenze del Paese ma dagli avvisi di garanzia, e il Paese è governato non dal Presidente imprenditore - operaio secondo i manifesti elettorali ma dal Presidente - imputato.
Questa è la storia di questi giorni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti:, una regressione del prodotto interno lordo, una crisi delle entrate, un deficit che cresce, una finanziaria che dovrà imporre agli italiani tagli drastici nella scuola, nel lavoro, nella sanità, nei trasferimenti agli enti locali, al sud, alle imprese. Il Presidente D'Amato, che non è certo un rivoluzionario, ha detto che questa è la peggiore finanziaria mai presentata, una finanziaria amorale.
Bene, la stessa logica di occupazione ed uso delle istituzioni pervade la realtà regionale. Avete occupato le istituzioni e quando siete inadempienti, invece di trarne le conclusioni, vedi l'ARPAS o l'autorità d'ambito che avreste dovuto costituire, diventate commissari, e quando non avete la maggioranza invece di trarne le conclusioni chiudete il Consiglio. Invece di continuare a lavorare, come è vostro dovere, utilizzando il metodo della concertazione, liquidate anche quella. Avete quindi prodotto una paralisi istituzionale che va avanti da mesi e che si riflette pesantemente sul governo, anzi, sul malgoverno che, lo dico per chiarezza, non dura da un anno, ma dura da tre anni, tre anni e mezzo.
Quando l'onorevole Floris parla di cesarismo dovrebbe trarne le conseguenze, quando l'onorevole Fantola parla di risultati insoddisfacenti dovrebbe trarne le conseguenze, quando i P.P.S. continuano a parlare di motivi ideali dovrebbero fare un atto di contrizione e essere più coerenti; ed allora diciamo a tutti voi, ma in particolare ai partiti e alle forze politiche del centro, che la politica è chiarezza e nettezza, che se pensano di ondeggiare a destra o a sinistra per alzare il prezzo del consenso che hanno dato e vogliono continuare a dare a questa Giunta hanno sbagliato; che in quest'area non ci sono sponde di nessuna natura, che facciano le loro scelte liberamente ma liberamente le rispettino: noi non siamo disponibili a considerare il centro come invece voi avete fatto, l'area del mercato politico, l'area dell'ambiguità.
Questa situazione critica, politica e istituzionale di malgoverno si riflette sulla vostra paralisi e basta prendere il programma di Pili e leggere i titoli per vederlo. Cinque grandi questioni: revisione del Titolo III dello Statuto: zero; continuità territoriale, passeggeri e merci oltre quello che era stato fatto prima: zero; energia: andate a vedere Portovesme ricerche e San Gavino: zero; risorse idriche al di là del tubo: zero; l'Assemblea Costituente: zero. Cinque grandi sfide da giocare in casa: creazione in Sardegna di un modello di innovazione: zero; semplificazione ed accelerazione delle procedure burocratiche: meno che zero; programmazione territoriale: meno che zero; project financing: meno che zero; accelerazione delle opere pubbliche: qualche giochetto di immagine. Cinque idee forza per lo sviluppo: il turismo, vi sfido a dirci qual è la legge, la riforma e l'intervento che avete fatto: meno che zero; la riqualificazione dell'ambiente: zero; il collegamento con la Corsica: zero; la realizzazione della Silicon Valley è una barzelletta: zero; rilancio della cultura sarda: non fateci ridere!
Allora, quando diciamo queste cose, ognuno salta fuori e dice "Abbiamo un documento firmato col Governo", mandatelo per posta ai sardi per la vostra pubblicità elettorale, certamente i sardi si rendono conto che i documenti non danno da mangiare a nessuno. Allora questo zero si concretizza nell'esame, lo dico al collega Onida, delle leggi approvate quest'anno. Andate a vedere, tolte le leggi finanziarie che avete una compiacenza di votarvi, tutte le altre leggi sono state votate col nostro contributo, col nostro voto determinante. A Pili dico: riguarda il bilancio di quest'anno di governo, i risultati al di là della propaganda, i risultati, i numeri, questi sono i fatti: gli investimenti sono caduti, la produttività è caduta e le esportazioni sono crollate del 20 per cento, l'emigrazione aumenta di quattromila persone ogni anno, cioè un intero paese lascia la Sardegna, sono quattromila giovani e lavoratori é il segno della sfiducia che hanno nei vostri confronti, andate a vedere il giudizio delle imprese nei vostri confronti, ed andate a vedere tutte le altre vostre inadempienze:, il ritardo nella presentazione del bilancio, la vanificazione del ciclo unico di programmazione, la morte della concertazione, la crescita del debito, dodicimila miliardi, state facendo pagare ai vostri ed ai nostri figli la vostra incapacità e per quanto riguarda la spendita dei fondi comunitari, al di là dei dati fasulli che avete dato, il Correre della Sera del 14 ottobre, mette la Sardegna insieme alla Sicilia all'ultimo posto. Ed allora questo è il risultato di quella crisi istituzionale.
L'ultima parte del mio intervento la dedico al deterioramento della qualità della politica. Signor Presidente, ad ognuno di noi capita di perdere la pazienza, ma un Presidente, soprattutto quando, per fare un discorso che sembra quello alla Nazione del Presidente americano, con le bandiere dietro e la scenografia, convoca le televisioni dei suoi amici, non può usare certi toni; fare televisione in questo modo è un gioco da ragazzi, soprattutto se paga la Regione. La sua invasione del video è una vera, per noi, grottesca, continua, presa in giro. Allora lei, quando usa termini come "imbroglioni" eccetera eccetera, io mi auguro che abbia la sera la possibilità di farsi un esame di coscienza, perché per essere così sopra le righe, -io non me la sentirei, perché sono insufficiente, sono al di sotto, non al di sopra, di ogni sospetto e ho sempre la coscienza sporca - mi auguro che abbia la coscienza pulita, perché per dire queste cose bisogna avere la coscienza a posto, essere, per esempio, leali ed avere un percorso di lealtà: è leale la sua Giunta? E` formata sulla lealtà dei suoi alleati? E` stato leale il suo comportamento nei confronti della Giunta Floris quando viaggiava da queste parti delle bancate per chiedere il voto segreto per poi fare quella sceneggiata in televisione sul voto segreto? Bisogna essere rigorosi, ma qual è il rigore da voi dimostrato? Quali sono le riforme che avete fatto? C'era una volta un partito che si chiamava Lotta Continua, voi siete il partito della lottizzazione continua; quanto costano le vostre sceneggiate? Quanto costano pranzi nei ristoranti a Forte Village? Ce lo dica, non perché siano determinanti, ma perché sono un segno del rigore; bisogna avere senso del dovere, lei ha avuto senso del dovere, su 113 sedute fatte della Commissione programmazione è mancato per oltre la metà, questo è il sostegno che ha dato alla Giunta Floris con grande lealtà. Per dire ciò che lei ha detto bisogna avere serietà e rigore culturale, noi non vogliamo tornare sul fatto delle dichiarazioni copiate o su altre vicende anche sue professionali, lasciamo alla sua coscienza ricordarglielo; bisogna avere orgoglio autonomistico, se quando ci sono problemi qua invece di affrontarli la vediamo andare a strisciare o a fare l'inchino ai suoi padrini, crediamo che l'orgoglio sia in liquidazione. Bisogna avere dignità politica…
PRESIDENTE. Le concedo qualche minuto per concludere.
SELIS (La Margherita-D.L.). E la dignità politica, dopo aver ricevuto decine di voti contrari ed essere stato tante volte bocciato da quest'Aula con votazioni a scrutinio palese e segreto, dovrebbe darle dei suggerimenti.
Allora, signor Presidente, non essendo lei un campione di lealtà, di rigore, di senso del dovere, di serietà, di orgoglio autonomistico, di dignità politica, di trasparenza, di rispetto istituzionale, perché si mette ad usare toni di questo livello, non rispettando le opposizioni che, pur in maniera discutibile, fanno il loro lavoro e il loro dovere con serietà? Ce lo spieghi e ce lo spieghi con grande sincerità e con grande nettezza.
Noi, per questi motivi, per queste qualità sue e del suo Governo e per la vostra degenerazione abbiamo necessità di tenervi in campo perché sarete giudicati dagli elettori per il disastro, purtroppo, in cui state gettando la Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Selis. Per la replica ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Grazie Presidente e grazie onorevoli colleghi, è stato un dibattito franco, leale, con toni anche accesi, con qualche parola sopra le righe ma che ha avuto il merito di portare in quest'Aula la politica, e far conoscere a chi ha avuto la bontà di seguire questo dibattito le posizioni in campo, non ultime quelle che abbiamo sentito, e consentitemi di rivolgere all'onorevole Selis un franco ringraziamento. Le sue parole sono il più grande aiuto politico, morale che è venuto da questo dibattito; perché il livore personale col quale sono state rivolte e fatte alcune affermazioni è la palese dimostrazione di quanto ancora bruci e pesantemente la sconfitta elettorale.
Credo che questo dibattito - e parto dagli aspetti che hanno politicamente richiamato le opposizioni - si sia fondato su tre accuse importanti: una gestione anti autonomista, un ruolo despota e autoritario, e un ruolo da servo del padrone. Parole che hanno risuonato più volte in quest'Aula. E mi domando: qual era l'obiettivo di queste accuse? L'obiettivo era quello di ottenere le dimissioni del Presidente della Giunta, l'obiettivo era quello della sfiducia verso questa maggioranza, verso questa Giunta, verso questo Presidente, oppure era quello non dichiarato di rafforzare, magari con l'obiettivo di portarla al logoramento, questa maggioranza? Credo che non otterrete nessuno di questi risultati. Sarà l'Aula a decidere per quanto riguarda la sfiducia ma non otterrete le dimissioni e neanche il logoramento. E' evidente che sfugge a molti degli intervenuti una regola aurea della comunicazione, cioè che per comunicare bisogna essere concreti, non si può solo limitare la comunicazione che è stata fatta oggi dal portavoce, mi auguro futuro candidato alla Presidenza della Regione per il centrosinistra, l'onorevole Selis, con totale mancanza di concretezza solo agli insulti, alle sporche insinuazioni nei confronti del Governo nazionale e di quello regionale, insulti che non hanno niente a che fare con l'autonomia, con la difesa dei valori della sardità e dell'autonomismo, ma che risultano davvero offensivi per l'intelligenza della maggioranza del popolo sardo che ha deciso sia per il Governo nazionale che per il Governo regionale di bocciare voi e di promuovere un'altra coalizione.
Ed allora è giusto entrare nel merito delle questioni fondamentali che in questi mesi hanno caratterizzato l'attacco politico. Si è detto che siamo succubi del Governo nazionale perché accettiamo di essere commissariati, e io mi domando: qualche anno fa, in Sicilia, il Governo Prodi nominò commissario per l'emergenza idrica il Presidente della Regione o un generale dei Carabinieri?; la differenza tra il Governo Prodi e quello che oggi amministra il Paese é che in tutte le regioni italiane dalla Campania, alla Puglia, alla Sicilia i commissari governativi sono i presidenti delle regioni. Altro che violazione dell'autonomia, colleghi, altro che violazione! E soprattutto quando questa richiesta di poteri, già avanzata nel passato e mai recepita, è stata soddisfatta per venire incontro a delle esigenze stringenti di questa Regione, per poter affrontare problemi che da anni dovevano essere affrontati, per l'esattezza dal '94, cioè dall'inizio della legislatura catastrofica che ha visto il Governo Palomba guidare, con decine di crisi sotterranee e palesi, la Regione portandola alla disfatta politica e amministrativa.
Ed allora, mi si dovrebbe dire perché il piano d'ambito, la cui adozione era obbligatoria per legge dal giugno del 1994, negli anni caratterizzati da quel governo di centrosinistra non è stato fatto. Non avevate la forza politica? Non avevate la capacità tecnica e professionale per realizzarlo? O forse c'erano le divisioni del potere consolidato che imponevano che in Sardegna non si potesse arrivare alla chiarezza gestionale delle risorse idriche? Io lo dico, scusandomi anche con molti colleghi della maggioranza con i quali non potuto condividere in quelle ore, in quelle giornate, la decisione - ma dell'unione di maggioranza, l'onorevole Fantola che ne è coordinatore per il settore idrico, è buon testimone - il piano d'ambito rappresenta una scelta epocale per la Sardegna, perché pone delle regole e dei paletti che sono obbligatori, e chiunque...
(Interruzioni)
Chiunque oggi, da una parte e dall'altra, contesta affermando che ho fatto di tutta l'erba un fascio, che ho messo insieme tutta la Sardegna nel piano d'ambito unico, deve sapere che la legge che sancisce l'ambito unico è stata votata nel 1997 da questo Consiglio regionale, che ha voluto unitario il sistema idrico in Sardegna, chi afferma che Pili era contro le autonomie ed è contro le autonomie si dimentica che nel '97 questo Consiglio regionale ha fatto una legge che impone tale scelta. Ed io condivido quella scelta, per essere chiari, condivido la scelta unitaria che il Consiglio regionale, con un altro quadro politico, ha fatto nel '97, e dico che era giusto istituire in tempi rapidi l'autorità d'ambito, che dovrà essere realizzata per le scelte finali decisive con il concorso delle autonomie locali, degli enti intermedi e dei soggetti gestionalmente preposti al governo delle risorse idriche.
Lo dico con estrema chiarezza, perché una responsabilità di questa portata, per chi si è assunto l'onere personale e politico di decidere, non è sopportabile, è un onere troppo grande che io non mi sento di poter assumere. L'ho fatto con scelte provvisorie seppur efficaci, per l'unico obiettivo che io avevo e che ho, che è quello di tentare di evitare di perdere oltre duemila miliardi dei fondi comunitari dell'asse 1 che tutti sanno che, se entro il 30 settembre e il 31 dicembre non fossero stati attivati con questi strumenti, sarebbero stati bloccati. Lo sanno tutti. Chiunque ha l'accortezza, la capacità e l'onestà intellettuale di leggere gli atti, sa benissimo che il quadro comunitario di sostegno ha individuato la data del 30 settembre 2002 per attribuire la premialità del 6 per cento, ed anche in questo campo la Sardegna non solo è diventata una delle prime regioni, come risulta dai dati che stanno arrivando dal Ministero dell'Economia, ma anche per sbloccare il 70 per cento delle risorse comunitarie che erano bloccate. Altro che gara internazionale! Io spero di poter trovare tutti gli atti che nel passato hanno visto le forze politiche del centrosinistra dialogare con soggetti che miravano alla privatizzazione; io non voglio la privatizzazione; io voglio trovare, insieme a tutto questo Consiglio regionale, uno strumento che possa garantire innanzitutto le grandi professionalità che ci sono nella gestione delle risorse idriche, ma che ci consenta di non dover più coprire 150 miliardi di debiti all'anno. Chiunque si acconci a dover ripianare 150 miliardi di debiti all'anno accumulati da che gestisce il sistema idrico e potabile della Sardegna, si assume la responsabilità di danneggiare i sardi, di danneggiare la Sardegna.
Il piano d'ambito impone la individuazione dei paletti finanziari e economici ma non prevede e non può prevedere la gara internazionale, perché non è competenza del piano d'ambito, e chiunque conosce le norme del modello definito dal precedente governo per redigere i piani d'ambito se ne renderà conto. Ed allora, perché alimentare una polemica su qualcosa che non esiste? Con chiarezza estrema in tutte le ordinanze si parla di affidamento e non di gara internazionale, ma perché si vuole speculare su un qualcosa che non esiste, perché poi alla fine - e torno alla regola aurea della comunicazione - l'onestà intellettuale, la concretezza sono quelle che pagano, tutto il resto è un imbroglio, è un inganno.
Allora, consentitemi di dire che, se i risultati raggiunti in questi tre anni - onorevole Floris, lo dico con estrema franchezza, i risultati ottenuti da questa maggioranza riguardano le due giunte, quella che lei ha guidato realizzando grandi obiettivi e quella che noi con molta più modestia stiamo cercando di portare avanti - hanno posto in essere le regole per cambiare il governo della Sardegna, non è stato facile dopo la disfatta dei precedenti anni, però è anche vero che noi abbiamo assistito in questi giorni a qualcosa di assolutamente grave. Concordo con l'onorevole Piersandro Scano, persona che stimo e di cui apprezzo l'onestà intellettuale, che ha avuto ieri la bontà di richiamarmi ad abbassare i toni della polemica, a riportare il dialogo sotto le righe. E` vero, io ho perso la pazienza, sono saltati, come si dice, ad uno che ha 36 anni, i nervi, perché vedere i sacrifici di tanta gente umiliata e lo sanno coloro che sono andati...
SPISSU (D.S.). Pagando!
PIRISI (D.S.). Non dire fesserie!
LIORI (A.N.). Vi pizzica!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia siete stati ascoltati tutti quanti, consentite ora al presidente Pili di svolgere il suo intervento.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi!
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. E` evidente che il risultato ottenuto, che è davanti agli occhi di tutti, non può essere né modificato né mistificato da chi utilizza soltanto la malversazione e l'interesse a denigrare tutto ciò che di buono si fa in quest'Isola. L'acqua che è stata utilizzata per l'inaugurazione della condotta è acqua di miniera, solo chi non capisce un tubo può affrontare i temi con superficialità così come è stato fatto. Dico questo perché quando non si conoscono le principali ed elementari regole dell'idraulica si possono affermare certe cose; ed io non voglio approfondire questo argomento perché l'abbiamo già detto con estrema chiarezza, ma credo che le immagini e la concretezza del risultato parlino da sé.
Però c'è davvero una diversità di visione sull'autonomia, questo sì, e mi riferisco a coloro che dovrebbero essere gli alfieri dell'autonomia, del sardismo, la nostra non è l'autonomia urlata, la nostra non vuole essere l'autonomia che non ottiene niente; se viene fatto carico a questi tre anni di governo del centrodestra il mancato raggiungimento del rifinanziamento del piano di rinascita, se viene fatto carico a questo governo di non avere rivisto e rimodulato i trasferimenti dello Stato in base al Titolo III dello Statuto; se ci dite che non abbiamo fatto le opere infrastrutturali, se ci dite tutto questo, noi vi chiediamo: ma l'autonomia di cui siete stati artefici negli anni passati cosa ha prodotto? Forse l'intesa istituzionale, tanto richiamata, firmata un mese prima delle elezioni? Allora è credibile l'intesa istituzionale vuota di risultati e di risorse finanziarie firmata un mese prima delle elezioni o sono credibili i fatti che abbiamo realizzato in questi tre anni, che potranno essere verificati, quelli sì, con i risultati concreti. Risultati concreti, colleghi, per chi non gira la Sardegna e non la batte a tappeto, che vanno dalla realizzazione e dal cantieramento di gran parte delle opere che noi ci eravamo impegnati a realizzare! I Lavori sulla 125 sono tutti cantierati.
FADDA (La Margherita-D.L.). E i soldi?
PILI, Presidente della Giunta. Sono tutti cantierati onorevole Fadda, se lei avesse...
FADDA (La Margherita-D.L.). Erano già cantierati, sono i soldi che non ci sono.
LIORI (A.N.). Li avete persi voi!
(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, ovviamente le chiederei la cortesia di poter recuperare il tempo che i colleghi mi stanno facendo perdere.
PRESIDENTE. Certo Presidente. Onorevole Corda, per cortesia.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Colleghi, credo che sia sotto gli occhi di tutti un dato che non è frutto della informazione di regime, come qualcuno l'ha voluta definire, e non è nascondibile: in questi ultimi anni e in quest'ultimo anno, grazie ad un accordo con l'ANAS, che ha spostato gran parte delle risorse sulla Sardegna mettendo la priorità uno, la spesa pro capite per le opere pubbliche è stata portata a 455 euro. Nel centro nord è di 397,9; nel mezzogiorno è di 259, il dato nazionale è di 348. Sono dati pubblicati da Il Corriere della Sera, che non mi pare sia un organo di informazione di regime o legato al carro del governo, come amate dire. Sono dati concreti che dimostrano un risultato importante che è stato raggiunto, che si sta raggiungendo.
Allora noi diciamo che all'autonomia vecchia, stantia, senza alcuna caratterizzazione di concretezza e di modernità, rispondiamo...
(Interruzioni dai banchi)
PRESIDENTE. Per cortesia! Onorevole Rassu, stia calmo! Colleghi della sinistra, onorevole Pirisi, siete al secondo avviso, al terzo applico il Regolamento, sarò costretto ad allontanarvi dall'aula. Ve lo dico prima, applico il Regolamento. Prego Presidente.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. All'autonomia delle chiacchiere noi vogliamo sostituire l'autonomia moderna e concreta. Abbiamo bisogno di strumenti, di poteri nuovi per recuperare il tempo perso, colleghi, per dare alla Sardegna la possibilità di non perdere risorse che sono strategiche per eliminare in quest'ultimo anno e mezzo, ma anche per il futuro, quei ritardi che abbiamo accumulato in tanti anni, in tanti decenni. Sappiamo che questo compito non è facile, sappiamo che il percorso non è semplice e che la scommessa, più si avvicinano le elezioni e più sarà dura. Ma dalla nostra parte abbiamo alcune realizzazioni importanti; abbiamo firmato ed avviato l'accordo di programma quadro sull'acqua, uno dei primi in Italia che ha consentito di sbloccare oltre mille e seicento miliardi. Abbiamo attivato l'APQ, l'accordo di programma quadro sulla sicurezza. Abbiamo attivato un'intesa per tenere la Sardegna tra le regioni dell'obiettivo uno dell'Unione europea. Abbiamo sottoscritto un piano con l'ANAS per accelerare, per aumentare, gli investimenti e i dati ci danno ragione, perchè anche in questo caso la Sardegna ha un parametro che è doppio rispetto alla media nazionale; in Sardegna l'ANAS negli anni 2002, 2003 e 2004 utilizzerà 75 euro ad abitante contro i 47 della media nazionale.
Ed allora ci sono dei limiti, colleghi; i limiti sono i ritmi di quest'Aula, lo diceva molto bene l'onorevole Onida; noi avevamo degli obiettivi, che sono stati sanciti dalla Giunta Floris prima...
PRESIDENTE. Prego, prosegua pure Presidente.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Dall'onorevole Onida all'onorevole Milia, con la legge organica sull'urbanistica, a causa della quale con troppa facilità, come la demagogia porta spesso a dire, ci avete accusato di voler fare i mobiliaristi. Io sono convinto che serva la legge organica, ma vi era l'esigenza di intervenire immediatamente con strumenti di accelerazione che abbiamo proposto nella legge finanziaria dell'ultimo anno. Eppure anche in quel caso c'è stato l'ostruzionismo, ma c'è stato il male più grave di questo Consiglio regionale: il voto a scrutinio segreto. Io ribadisco che questa è l'occasione per sfiduciare il Presidente Pili, per sfiduciare questa maggioranza e questa Giunta. Col voto segreto non potranno mai essere sfiduciati né un Presidente né una maggioranza! Occorre la chiarezza, la lealtà, la franchezza davanti agli elettori perché chi vuole sfiduciare questa maggioranza lo faccia alla luce del sole! I punti di forza di questa maggioranza possono diventare la stabilità, la franchezza, la lealtà e certo il dialogo, che forse su questi provvedimenti, e me ne duole, può essere che sia venuto meno. Il dialogo può riprendere, perché i provvedimenti da quello sull'ARPA, a quelli sul piano d'ambito, sull'autorità di bacino, sull'autorità d'ambito, possono essere migliorati, possono essere modificati, sarà la politica, il dialogo a farci intendere.
Per quanto mi riguarda non ci sono due scuole di pensiero, ci sono modi di intendere la politica, che possono diventare coagulo per una strategia forte e capace di portarci alla vittoria elettorale. L'autonomia positiva, moderna, concreta che noi vogliamo portare avanti non ha paura delle elezioni né oggi né fra un anno e mezzo. Se lo mettano bene in testa coloro che auspicano le elezioni. Se fosse una scelta personale, sarei pronto anche domani, ma credo che ci sia davvero molto tempo davanti a noi, un anno e mezzo per concretizzare, per far vedere ancora meglio quello che in questi tre anni abbiamo fatto. C'è una qualità della politica che non passa attraverso le offese e i richiami alla dignità morale di ognuno di noi, ma si basa sui risultati, su una concezione di una moderna autonomia che non ci deve vedere isolati ma capaci di pensare da sardi, da italiani e da europei, perché solo così possiamo costruire la Sardegna del futuro.
PRESIDENTE. Sono iscritti ora per la replica gli estensori della mozione, il tempo previsto per la replica verrà diviso in due parti, anzichè un intervento di dieci minuti ce ne saranno due di circa cinque minuti ciascuno, l'onorevole Spissu e l'onorevole Cogodi a seguire.
Ha facoltà di replicare il consigliere Spissu.
SPISSU (D.S.). Presidente, credo che l'onorevole Murgia abbia ragione quando dice che è necessario anche avere il senso dell'ironia e un pizzico di goliardia, se non è troppa. Se facessi un po' il goliardo anch'io direi che siamo su "Scherzi a parte"; però, poiché siamo in un'Aula consiliare, abbiamo il dovere di mantenere il livello della discussione e il dibattito su toni alti, come si addice al Parlamento sardo, come molti di noi impropriamente dicono.
Io penso che il presidente Pili, nella sua replica, nel corso della quale si è accalorato, abbia sbagliato mozione; oggi non parlavamo, come abbiamo annunciato, della mozione sul sistema idrico, sul piano d'ambito e sui provvedimenti che la Giunta sta assumendo e che il Presidente commissario sta assumendo, la discussione ieri ed oggi era sulla mozione di sfiducia che noi abbiamo portato in aula per discutere della vostra crisi.
Non intendevamo, onorevole Murgia (che è sparito dell'Aula), dare una spallata al governo regionale. Noi facciamo più semplicemente l'opposizione, seguiamo l'evoluzione politica dell'attività della maggioranza, sviluppiamo la nostra azione in aula e fuori da quest'aula. Non abbiamo inteso dare una spallata al governo regionale, a dare le spallate al governo regionale ci pensate benissimo da soli; o volete farci credere, così come avete fatto in molti degli interventi sviluppati ieri ed oggi, che ci siamo inventati tutto? Abbiamo inventato lo scontro tra il Presidente della Giunta e la SFIRS, clamoroso, che si sta sviluppando in questi giorni con la SFIRS che esce dalla cordata tanto vituperata e criticata? Abbiamo inventato noi la vicenda del commissariamento dell'ARPA? Abbiamo parlato noi di cesarismo e di gestione autoritaria della maggioranza? Abbiamo forse detto noi, onorevole Murgia, di avere forti perplessità sull'opportunità di dare continuità al finora leale e incondizionato sostegno alla maggioranza? I ritardi accumulati nel varo delle riforme sono oramai insopportabili; abbiamo forse usato noi questi termini? Abbiamo forse detto noi che A.N. manifesta all'unanimità il proprio disagio per una situazione che potrebbe incancrenirsi così da vanificare il patto con gli elettori e il sostegno alla Giunta Pili?
Non abbiamo inventato noi queste cose. Le abbiamo ascoltate, le avete dette e ripetute reiteratamente. Abbiamo inventato noi l'abbandono dell'Aula consiliare e la sospensione dell'attività legislativa di questa Assemblea? Questo è un Consiglio che non produce dall'8 di agosto, e proseguiremo l'attività il 5 di novembre! E` forse per merito, o per demerito della opposizione che, come dice l'onorevole Onida, non lascia lavorare? Chi vi impedisce di lavorare? Avete i numeri, avete potere, avete tutte le possibilità di farlo. La verità è che non ci siete. Abbiamo forse inventato noi il cecchinaggio di Mario Floris? Questa è la situazione di questa vostra maggioranza così compatta, così forte e così veloce come dice Capelli. Abbiamo detto noi che è necessario fare una commissione di inchiesta sull'operato dell'assessore Oppi?
Io credo che questi siano i fatti che hanno prodotto la nostra mozione, che vi ha costretto a venire in Aula a spiegarci che cosa sta succedendo e, se non avete perduto l'onestà intellettuale che è necessaria per svolgere la nostra alta funzione, sapete benissimo che la vostra maggioranza non c'è, non ci siete.
PRESIDENTE. Prego, le concedo qualche secondo per concludere.
SPISSU (D.S.). Non ci siete e non ci siete sul piano del governo, non ci siete come capacità legislativa, i vostri progetti di legge, quei pochi che avete prodotto, li lasciate marcire in Commissione; non avete né il coraggio, né la costanza, né la presenza fisica nelle commissioni che possano farvi apparire come una classe dirigente che vuole governare la Sardegna. Noi vi sfidiamo, vi sfidiamo a venire in Aula a discutere i progetti che voi dite di avere!
Onorevole Vargiu, non è che voi sfidate noi a produrre proposte alternative; noi le proposte alternative le abbiamo, se ci lasciate governare noi produrremo proposte, progetti e capacità di governo. Ma non stiamo giocando a rimpiattino, che ci dite di proporre noi qualcosa; noi proponiamo quotidianamente, costantemente, ogni giorno. Siete voi che non ci siete, siete voi che non sapete dove andare. Vi abbiamo sfidato su tutti i piani e su tutti i terreni, persino su quello, sul quale siete scappati, delle riforme e dell'Assemblea costituente.
Quindi noi siamo assolutamente delusi del modo col quale avete concluso questa discussione, della finzione di un mese di abbandono dell'Aula consiliare. Il Presidente Pili dice che bisogna votare alla luce del sole; credo che sia questa la causa del disagio e del nervosismo manifestato in molti settori della maggioranza: sarete costretti a votare alla luce del sole per coprire tutte le incongruenze e le divisioni di questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Signori della maggioranza, fra poco esprimerete un voto di fiducia a favore del vostro Presidente e della vostra Giunta. Quanto quel voto sia sincero solo voi lo sapete. La mozione che noi abbiamo presentato unitariamente, un merito ha avuto e un risultato innegabile lo ha già raggiunto: ha introdotto nel Consiglio regionale, nella politica sarda, un elemento di maggior chiarezza. La replica del presidente Pili, che tutti abbiamo poc'anzi ascoltato, non era una replica prevalentemente rivolta alla opposizione, era una replica a voi della maggioranza. La sua sfida è nei vostri confronti, è contro di voi!
Si è detto del merito innegabile di aver riportato in Aula la politica attraverso la mozione, lo ha riconosciuto anche il Presidente. Riconosciamo anche il demerito innegabile che ha la replica del Presidente, per le cose dette e per il modo in cui sono state dette, quello di allontanare nuovamente di molto la politica da quest'Aula!
La sfida del Presidente è rivolta principalmente all'Aula, al Parlamento, all'Assemblea rappresentativa, e l'Aula siamo tutti noi, ma l'Aula principalmente, maggioritariamente è costituita da voi! "L'Aula non produce, l'Aula è incapace", tutte le derive autoritarie sempre sono iniziate quando i capi e i capetti hanno disprezzato i parlamenti, e per noi e per il popolo sardo e per l'autonomia questo è il parlamento. Dovremmo riniziare il dibattito, dovremmo riniziare la discussione: l'autonomia vecchia e stantia sareste voi, e saremmo noi l'Assemblea elettiva, la modernità e l'efficienza! Secondo voi invece sarebbe esso, e solo esso il Presidente, il presidentissimo, il commissario, il commissarissimo la modernità e l'efficienza?! Non è possibile! L'Aula fa quello che riesce a fare in ragione della capacità che ha la maggioranza di produrre politica, questa è la democrazia! E quando la maggioranza non funziona non funziona l'Assemblea, perché c'è un difetto della politica, e di questo bisogna prendere atto. E` stato ricordato che dai primi di agosto, siamo a fine ottobre, l'Aula non ha potuto lavorare, e chi l'ha impedito? L'opposizione dite voi! Onida dice "lasciateci lavorare", ma per favore, lavorate! Timeo Danaos et dona ferentes, restituisci i doni ai Danai tu, Fois e tu Ladu! Pili, non hai vinto nessuna elezzione in questa regione, senza i passaggi di campo non ci sarebbe stata una maggioranza che potesse esprimere questa Giunta, questo Presidente e gli altri pure!
(Interruzione)
Perché dire che brucia? Che cosa brucia? Brucia una sola cosa, che quell'autonomia vecchia e stantia alla quale sprezzantemente ci si riferisce è quella dei compradores di prima, di sempre, antichi e nuovi! Quella è l'autonomia vecchia e stantia! L'autonomia moderna è quella della democrazia, della partecipazione sociale, delle istituzioni di base, tutto quello che voi respingete, è quella anche del rispetto delle istituzioni e della dialettica politica! Non una parola nella sua replica è stata da lei dedicata alla sua maggioranza e alle sue componenti che sprezzantemente ...
PRESIDENTE. Concluda onorevole, la prego.
COGODI (R.C.). Io non so quanto legittime e fondate, da un partito politico comunque, A.N., da un partito politico comunque, U.D.R., da altre parti politiche, comunque dalle file del centro e del centro destra, parti politiche, mi limito a questo; abbiamo prima polemizzato, ovviamente, con la maggioranza e con le sue componenti. Oggi dobbiamo prendere atto che la replica del Presidente ributta indietro il confronto, la dialettica e la politica nel suo insieme. Dovremo tornare su questi argomenti. Ho concluso. La sua replica così esposta e così motivata, dice del fallimento totale. Si è detto tante volte di dignità; ci sia una dignità del Consiglio, e nel Consiglio ci siamo tutti, può governare la destra in questa Regione, può governare la sinistra, ma chiunque governi, teniamolo in conto e teniamolo caro, governi nel rispetto dei sacri canoni della democrazia e dell'autonomia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ho ascoltato con grande attenzione l'intervento del Presidente della Giunta. Preferisce non dare risposte, preferisce evitare, nel confronto in aula, le affermazioni fatte in controconferenza che non vengono comprovate con una documentazione reale; è più facile davanti ad una televisione accusare, denigrare e quant'altro. E` più facile far apparire come un bluff il lavoro e la volontà politica che esprimiamo in quest'aula; chi ha strumenti mediatici riesce a far apparire falso quello che è vero e vero quello che è falso. Lei è Commissario per l'emergenza idrica, prima di lei lo era l'onorevole Floris, prima dell'onorevole Floris lo era l'allora presidente Palomba. Non è questa la novità. La novità è che lei diventa commissario non solo per l'emergenza idrica, come è giusto, diventa commissario abilitato ad adottare ben altri atti amministrativi che non si riferiscono a nessuna emergenza; diventa commissario per il piano d'ambito, richiesta fatta da lei e ordinanza prodotta nel mese di aprile, diventa commissario per l'attuazione dell'intesa, perché c'è scritto. Credo che ci sia, non una moda, ma un rincorrere un tale delirio nei commissariamenti, che neanche il famoso Commissario Rex, che tutti conoscono dalle trasmissioni televisive di vecchia data, abbia avuto mai l'ambizione di fare tanto.
Se lei si vuole sostituire al Consiglio, se lei si vuole sostituire agli enti locali negli atti amministrativi, nella programmazione che riguarda l'intera Isola, credo che questo non possa essere portato ad esempio come ambito di competenza del Commissario per l'emergenza idrica in Sardegna o in Campania o dove lei stesso ha richiamato l'attenzione dell'Aula.
In quest'ultimo periodo lei più volte si è appellato alla magistratura, Presidente Pili. Allora, siccome adesso mi sono stancato, la invito, per la trasparenza che le è riconosciuta, a prendere quegli atti a cui noi abbiamo fatto appunto riferimento, si prenda il bando di gara, si prenda il verbale di aggiudicazione della stessa, si prenda tutta la documentazione necessaria, compresa quella sul subappalto e la fornitura di tubi e pompe, e lei sa di che cosa sto parlando. La consegni al magistrato. Lei è di una limpidezza unica, non ho dubbio, nessuno qua dentro ne ha, però se così non fa, smetta, ogni qualvolta che qualcuno svolge appieno il proprio ruolo di oppositore, di minacciare di rivolgersi alla magistratura.
Il confronto è politico, ed io ringrazio i colleghi che hanno firmato questa mozione, per aver dato la possibilità all'Aula finalmente di aprire un dibattito politico. Noi non l'abbiamo firmato allora, e pur ringranziandoli abbiamo preso parte al dibattito. Non parteciperemo al voto non perché non siamo convinti che lei meriti la sfiducia e debba andar via, ma perché siamo convinti che ancora una volta un voto palese, e non aggiungo altro, le possa dar ragione e quindi lei stesso possa avvantaggiarsene utilizzando a tale scopo i mass media per avere riconoscimenti di una maggioranza unita e coesa e di un Presidente più riconfermato che mai, questo noi non l'aiuteremo a farlo. Se lo tenga!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Brevemente vorrei confermare, non l'ho fatto ieri nel corso dell'intervento, che io chiaramente voterò a favore della mozione che abbiamo presentato. Vorrei fare una considerazione di un minuto: il presidente Pili ha messo molta forza nel suo intervento, però onestamente bisogna dire che non ha risposto a nessun problema posto dalla mozione. Avremo occasione comunque, nei prossimi giorni, di richiamare tali problemi; lei ha utilizzato un fatto di questi giorni per cercare di nascondere le critiche avanzate nei confronti suoi e del suo modo di governare. Anche se i colleghi Locci, Carloni e Corda dovessero votare contro la nostra mozione, io considero i loro voti a favore della nostra mozione, perché le considerazioni che hanno fatto in questi giorni sul merito delle cose, considerazioni che nei giorni passati erano condivise anche dall'aspirante assessore Liori, ed anche dalla collega Noemi Sanna, che per molte parti del ragionamento ha avuto occasione di confermare, dimostrano che comunque quei voti sono palesemente contro di lei. Però comprendo che tecnicamente dovranno esprimersi contro la nostra mozione.
CORDA (A.N.). Questo accade nel tuo partito! Da noi invece vi è la coscienza di votare contro voi e a favore del Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, se deve intervenire chieda di intervenire. Per cortesia! Non è consentito interrompere quando è in corso un altro intervento.
CUGINI (D.S.). Cesare, a proposito di partiti, tu sei partito di testa.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini...
CORDA (A.N.). Tu sei maleducato. Oltre che ignorante sei anche maleducato!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la pregherei di usare un diverso linguaggio.
CUGINI (D.S.). La ringrazio per avermi richiamato, ma se parla...
PRESIDENTE. E` vero che è stato detto di tutto di più, che siamo anche a "Scherzi a parte" eccetera, però lei, onorevole Cugini, riveste un ruolo di responsabilità non solo dentro quest'Aula ma anche nella società civile, quindi la invito a comportarsi di conseguenza, anche nell'uso del linguaggio, per cortesia.
CUGINI (D.S.). Io sono di Calangianus, di quelli come Corda ce ne sono tantissimi al mio paese, quindi lo conosco, ho una competenza!
CORDA (A.N.). Tu sei ignorante, sei una persona ignorante! Dovresti andare a scuola per imparare oltre che qualche nozione, l'educazione! Cafone!
CUGINI (D.S.). Nella mia ignoranza ignoravo che Corda fosse così ignorante! Se vogliamo continuare.
La crisi è aperta nelle cose, nei prossimi giorni torneremo sull'argomento, avremo occasione di verificarlo. Presidente Pili, non è il voto di oggi che la mette al riparo dalla crisi, sono le considerazioni di merito che sono state fatte negli altri giorni che la acclarano. Quindi assegnare a questo voto che viene dato nei termini che stiamo dicendo un significato di riconferma della fiducia mi sembra eccessivo anche per lei, che ha richiamato la sua giovane età per dire che sta facendo un'esperienza mettendo la sua competenza a disposizione della Regione.
Siamo nella crisi, questo è il punto, non riuscite a trovare la strada per risolverla, si conferma un rapporto tra di voi che è quello che è stato richiamato nei giorni passati, quindi, al di là del voto di oggi, penso che quelli che vengono chiamati da qualche collega "colleghi che non hanno esperienza, ingenui" sono richiamati a non essere ingenui; certamente non è ingenuo Fantola che è intelligente, competente, non è ingenuo Floris, che è intelligente, competente, non è ingenuo Onida, che anche lui è competente, non è ingenuo Oppi, non è ingenuo dentro questo Consiglio regionale chi porta la responsabilità del fallimento dell'esperienza di governo, e siete prevalentemente voi del centro che state dando la copertura a questo fallimento e non avete il coraggio politico di assumervi le vostre responsabilità. Voterete assieme a Corda anche voi, però questo fatto vi qualifica per quello che state facendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Io non parlo per fatto personale, ieri ho parlato di linguaggio, di etica della politica, sono tutti argomenti, mi rendo conto, difficili da comprendere per persone come lei, quindi non mi soffermo ad analizzare quello che lei ha detto se non per dire che...
PRESIDENTE. Onorevole Corda, si rivolga alla Presidenza, non direttamente ai colleghi. Prego.
CORDA (A.N.). Le faccio i complimenti e sono compiaciuto del fatto che lei sia stato nominato segretario regionale di un partito, nostro avversario, e che nello stesso tempo abbia anche lasciato l'incarico di Capogruppo. Abbiamo preso due piccioni con una fava, il più grande assist per noi che ci potesse essere per vincere anche le prossime elezioni. Quindi di questo siamo estremamente grati a lei e al partito che ha deciso.
Detto questo, io ho espresso malumore, ho espresso malessere, l'ho detto ad alta voce, l'ho detto sui giornali, l'ho detto in Aula, l'ho ripetuto ieri, ma ho anche detto che nessuno di noi, parlo per me, ha la minima intenzione di distruggere qualcosa. Noi vogliamo costruire. Vogliamo costruire qualcosa di utile per la Sardegna, qualcosa di migliore. Noi abbiamo chiesto che vengano fatte delle cose perché crediamo che le cose che noi abbiamo chiesto siano utili, assolutamente utili per la Sardegna. Solo se queste cose non verranno fatte, la fiducia che io esprimo convintamente al presidente Pili potrà essere tolta. Non c'è la fiducia eterna. Nel nostro partito c'è libertà di coscienza, caro Cugini. Da noi si ragiona, noi non siamo utili idioti che votano a comando, siamo persone che ragionano, che hanno capacità di discernere e di capire. Ed allora, sulla base di questa nostra cultura, noi decidiamo di votare contro la vostra mozione, denunciando che ancora una volta abbiamo perso due giorni a parlare di cose inutili quando abbiamo più di 400 provvedimenti in attesa di essere esaminati, questa è la verità, ma di nessuna di queste cose si parla e si parla del sesso degli Angeli da due giorni! Questa è la realtà! Quindi quando voi dite che quest'Aula non lavora ricordate che in quest'Aula negli ultimi sei mesi si è parlato di argomenti da voi proposti, ed erano sempre mozioni e proteste inutili, strumentali, per avere visibilità, punto e basta!
Detto questo, confermo naturalmente il mio voto contrario a questa vostra ridicola mozione e confermo la mia fiducia al presidente Pili ed alla sua Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Io non sarei voluto intervenire in questo dibattito, tentando di essere coerente, come sono abituato ad essere. Le questioni che abbiamo posto, io, il collega Cesare Corda, il collega Carloni e per un altro pezzo di strada la collega Noemi Sanna, l'onorevole Usai, sono questioni vere, sono questioni serie, sono questioni che non abbisognavano di una scorciatoia, secondo me scarsamente intelligente, del centrosinistra, di una mozione di sfiducia, che impone a persone serie, responsabili e coerenti di votare contro. Questo non diminuisce l'importanza delle questioni che noi abbiamo sollevato e che un incidente di percorso quale la vostra mozione di sfiducia, ha impedito di poter trattare in profondità e con la necessaria serietà. Quindi, di fatto, il dibattito che avete provocato ha sminuito sicuramente la serietà e l'importanza delle questioni che noi tentavamo di porre e che riguardavano due argomenti fondamentali: poiché non ci può essere un centrodestra senza una destra, noi chiedevamo di poter ragionare all'interno della nostra coalizione per verificare se il ruolo esercitato dalla destra in questo Governo fino ad oggi fosse un ruolo adeguato alle aspettative di questa, alle questioni programmatiche e al patto che noi avevamo con i nostri elettori; pensavamo inoltre di verificare se l'azione di governo e di programmazione di questa maggioranza potesse trovare un momento di riflessione ed approfondimento rispetto a questioni che riguardavano la coerenza dell'impianto di un centrodestra, ed ecco le nostre lamentele verso alcuni segmenti della maggioranza in merito a delle avances che aveva fatto proprio il centrosinistra, ed abbiamo chiesto su questo chiarezza, chiarezza strategica della nostra alleanza. Noi non volevamo demolire la nostra alleanza ma vogliamo e pretendiamo all'interno di questa maggioranza, e lo faremo, e lo farò anche a rischio di rimaner da solo, coerenza, correttezza e lealtà, perché noi pensiamo che le maggioranze si fondino su questi principi.
La seconda questione è di ordine programmatico, l'abbiamo detto: lamentiamo il ritardo nelle riforme. Questo è un problema che abbiamo posto, ed è un problema vero di una coalizione giovane all'interno della quale Alleanza Nazionale, ce lo ha ricordato anche molto bene il collega Emanuele Sanna, è alla sua prima esperienza di governo, e speriamo faccia meno danni di quanti non ne hanno fatto pezzi del centrosinistra negli ultimi cinquant'anni, almeno a questo aspiriamo. Tuttavia vogliamo occuparci anche di una Regione che va riformata e che non è stata riformata neanche dal centrosinistra. Lo dobbiamo dire con un pizzico di delusione.
Credo che stamattina voi abbiate offerto anche al Presidente l'occasione di rinfrancarci su alcune questioni che fino a qualche giorno fa magari erano nebulose, per cui anche sotto questo aspetto la vostra mozione fallisce l'obiettivo, e dico però che non risolve il problema. Il problema è di natura politica, ma è interno alla maggioranza, interno al Gruppo di Alleanza Nazionale. Per cui, al di là del voto, rivendichiamo la serietà delle questioni che abbiamo posto, la coerenza dei comportamenti che abbiamo tenuto e quindi il voto di oggi non fa altro che ribadire una cosa che già sappiamo: noi siamo di destra, non del centrodestra, di destra! E alla destra apparteniamo e alla destra vogliamo appartenere! Pertanto il nostro voto non potrà che essere "no", al di là della serietà delle questioni che abbiamo posto. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Locci.
Ha domandato di parlare il consigliere Dore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. Anch'io, non per imitare l'onorevole Locci, dico che non intendevo prendere la parola. Però, quando si è tirati per i capelli, come si suol dire, allora forse qualche cosa bisogna dirla. Qualcosa bisogna dirla, è un dovere, così come era un dovere presentare questa mozione e mantenerla, perché ognuno di noi si deve assumere le sue responsabilità davanti agli elettori e davanti a tutta la Sardegna.
L'onorevole Locci è una persona stimabile, perché generalmente mostra coerenza, si differenzia da tanti altri che stanno seduti da quella parte, si differenzia, con questo non voglio dire di più. Ma francamente un atteggiamento così farisaico come quello che ha tenuto poco fa lascia perplessi. Stava cercando un pretesto, insieme ad altri, per dire che tutto sommato il presidente Pili va tenuto in sella nonostante dica che permangono i problemi. Va bene, voleva un pretesto? Il pretesto glielo abbiamo dato. Lui si sta assumendo la sua responsabilità, una grave responsabilità, ed è un politico giovane, davanti a tutti i sardi; che se l'assuma, perché non è certo questo il motivo che doveva giustificare questo atteggiamento e questa cosiddetta difesa di chi sta guidando questa Giunta. Non è questo il modo. Non è questo il modo di giustificare certe posizioni. Cosa vuol dire essere di destra? Essere di destra vuol dire andare a sbattere la testa contro il muro? Essere di destra, motivandolo in questo modo, vuol dire far finta di salvarsi l'anima, ma l'anima non ve la salvate in questo modo, l'anima ve la siete venduta nel '94, quando, pur di uscire dall'isolamento nel quale vi trovavate, un isolamento che era rispettabile, vi siete venduti a Berlusconi! Questo è il problema, questo è il macigno che non riuscirete mai a spostare fino al momento in cui non ne trarrete realmente e coraggiosamente le conseguenze!
Io vi posso anche stimare sul piano personale, però queste cose non le dovete dire, non dovete prendere in giro la gente, perché non è così che si fa politica. Chi ha dei valori non condivisi da noi, ma comunque in parte rispettabili, soltanto in parte, perché per l'altra parte purtroppo non lo sono per niente, bene, questi valori li deve difendere e non deve cercare di prendere in giro l'opinione pubblica. Come si fa a parlare di coalizione giovane? L'onorevole Locci, mi pare all'epoca in cui votò la fiducia a Pili, parlò di ciabattini ed usò altri epiteti che nemmeno noi ci siamo permessi di usare, è fra quelli che hanno bloccato per un mese il funzionamento del Consiglio regionale a causa della crisi al loro interno, come fa adesso a far finta che nulla sia successo e che tutte le responsabilità siano addebitabili al centrosinistra? E, bontà sua, ritiene, afferma e sostiene che però i problemi non sono superati. No, questo non è modo di affrontare i problemi, questo non è modo di chiedere il rispetto. Mi dispiace. Ovviamente concludo dicendo che voterò a favore della mozione di sfiducia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dore. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, io ho già avuto modo nel mio intervento di dire che la mozione presentata dalla minoranza rappresentava un'occasione per tutti quanti noi per poter dire pubblicamente nella sede più alta del popolo sardo i motivi, le ragioni di un dissenso politico che si è potuto constatare anche durante il dibattito e che è sempre emerso in pubblico e in privato. Io ho detto qui in Aula le stesse cose che ho detto a Villa Devoto, le stesse cose che ho sempre detto all'interno della maggioranza che governa la Sardegna. Quindi credo che la minoranza si sia posta il problema di rendere pubblico un dibattito che stava avvenendo tra noi in altre sedi. Certamente non credo che la minoranza si aspettasse che noi votassimo la mozione di sfiducia da essa presentata, anche perché non mi risulta che la minoranza abbia mai dato la fiducia a Pili, quindi non vedo perché adesso dovrebbe ritirare una fiducia che non ha mai dato.
Se quindi lo scopo era quello di fare diventare di dominio pubblico queste ragioni, per parlare della qualità della politica in una Regione nazionalitaria, credo che l'iniziativa della minoranza abbia avuto successo, ha ragione Cogodi, un grande successo. E credo che ci ritorneremo anche, perché io sono contro determinati sistemi, contro determinati modi di operare, perché in tutta la mia vita ho sempre operato cercando il consenso attraverso la concertazione vera con tutte le parti sociali, con tutti gli uomini di buona volontà, e quindi ho messo in evidenza questo. Ma direi anche che la verifica non è conclusa, perché noi abbiamo una verifica aperta. Io non so se Alleanza Nazionale ritenga conclusa la verifica. Noi non riteniamo che questa verifica sia conclusa, e che si debba anche concludere. Non mi è sfuggito l'accenno che il Presidente nella sua replica ha fatto a questi due modi di interpretare la politica; ha ritenuto di dover dire che forse questi due mondi si possono anche abbracciare, io mi auguro che questo avvenga, ma se questo non dovesse avvenire la verifica all'interno della maggioranza si concluderà e si concluderà con un dato positivo o negativo, con la fiducia piena che le parti della maggioranza potranno dare, oppure assumendosi ognuna le proprie responsabilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L). Presidente, mi pare che l'intervento dell'onorevole Floris e, direi, anche quello dell'onorevole Locci facciano chiarezza sulla finalità degli istituti del diritto parlamentare, la mozione di sfiducia serve, infatti, per chiarire le posizioni. Le nostre e le vostre. La mozione si vota a scrutinio palese, ovviamente, e sarebbe stato quanto meno ingenuo da parte nostra pensare che qualche pezzo della maggioranza potesse esprimere voto favorevole. L'obiettivo non era questo. L'obiettivo era quello di riportare in quest'Aula un dibattito che sembrava in parte sfuggire dalla centralità dell'Aula. Così ha detto Floris, così ha detto Locci. Io ho apprezzato la chiarezza; avete un travaglio che un voto dell'Aula non può chiudere, che continuerà, e continuerà nel rispetto dei ruoli di ciascuno, nel rispetto delle posizioni di ciascuno. Noi, da parte nostra, volevamo portare in quest'Aula le nostre valutazioni, ma non per rafforzare o indebolire la maggioranza, ma per rafforzare l'istituzione, per rafforzare il Parlamento, per rafforzare il controllo democratico, e senza - mi consenta, onorevole Pili - rancori personali, ma ci mancherebbe altro, io ho già avuto modo altre volte pubblicamente e privatamente di esprimerle simpatia. Così come lei continua a dirmi che ha preso più voti di me, ed io gliene do atto, tanti più voti e gliene ho dato atto, ci dia atto, ma non vogliamo tornare ad un dibattito che mi sembra un po' stantio, che avevamo preso più seggi e che voi avete vinto perché su quei seggi siete stati in grado di fare un'offerta al rialzo che noi non facciamo, perché su questo metodo non vi seguiamo. Allora, affianco al discorso dei voti avete fatto, come si può dire, uno scambio, un mercato politico di cui vi assumete in coscienza tutte le responsabilità di fronte alla coerenza, alla lealtà e all'etica della politica. Non mi pare che da parte sua tornare su questo argomento sia molto meritorio; noi cerchiamo di non infierire da questo punto di vista e lei ci ritorna.
Lei ha detto giustamente che per comunicare bisogna essere concreti e che noi, invece, facciamo discorsi astratti. Mi consenta, scusi l'espressione, di dirle che di concreto nella sua replica c'erano alcune cose precise, una replica che sembrava precotta, scritta prima perché aveva poco a che fare con gli interventi, con le contestazioni, con le osservazioni che abbiamo fatto in quest'Aula. Il dibattito sull'acqua e sulle opere pubbliche lo faremo nel dettaglio in un altro momento, anche a breve, perché è necessario anche in quel caso per fare chiarezza, non per fare polemiche, per confrontare idee e sperare che venga fatta una sintesi. A me è sembrata che più che la replica di un Presidente della Regione che affronta un dibattito sulla fiducia o sulla sfiducia, la sua fosse una replica di un direttore dei lavori, di un commissario alle opere pubbliche, di un commissario agli appalti, perché in venticinque minuti ha parlato per venti minuti di appalti, di opere pubbliche, di strade. Ma noi abbiamo posto ben altri problemi, quelli delle riforme che non ci sono, della programmazione che è in ritardo, del ciclo unico che è abbandonato, della concertazione che è morta, delle esportazioni che sono crollate drasticamente. Abbiamo posto il problema della crisi dei grandi comparti: industria, artigianato, turismo; abbiamo posto il problema del debito pubblico che grava sulle prossime generazioni. Abbiamo posto il problema dell'energia che sta mortificando le imprese soprattutto del Sulcis. Abbiamo posto il problema della pressione fiscale, del ticket che aumenta. Abbiamo posto il problema della scuola in Sardegna, dell'università che è mortificata dal livello nazionale e dal livello regionale. Abbiamo posto il problema del sud, il problema delle imprese, il problema degli enti locali che vengono mortificati dalle politiche nazionali e regionali. Di fronte a tutti questi problemi, la risposta è stata un elenco di appalti. Sarà pure una fissazione, ognuno ha le proprie preferenze, ma non mi pare che su questi temi ci sia stata una seria replica. L'autonomia, allora, che viene sbandierata come moderna, mi sembra un'autonomia sotto tutela, un'autonomia guidata da un padrino che governa il Presidente, la sua Giunta e che purtroppo anche per noi sardi, è sempre più presente, ingombrante e davvero mortificante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Presidente, intanto vorrei fare una considerazione: dopo gli interventi dell'onorevole Locci e dell'onorevole Floris, apprendiamo, ma non avevamo dubbi che di fatto così fosse, l'unico ad avere certezze granitiche nell'altro senso era l'onorevole Pili, che la verifica è tutt'altro che chiusa. La verifica continua. E` una verifica permanente. La verifica resta aperta a segnalare che i problemi erano reali, che c'erano forti disagi dentro la maggioranza, che c'erano forti disaccordi e che tutti i tormenti, onorevole Pili, continuano a restare. Ma al di là delle mistificazioni, una filosofa, la Arendt, ha detto che le possibilità che la verità di fatto sopravviva all'assalto del potere sono veramente pochissime, e diventano ancora più striminzite quando le risposte sono quelle demagogiche che l'onorevole Pili qua ha dato. Lei, Presidente, ha ribattuto alle accuse di mancanza di coscienza autonomistica e di democrazia, noi ribadiamo - dall'altro lato - l'una e l'altra. E ribadiamo che contrariamente a quanto lei crede né l'una, né l'altra sono né una cosa, né una norma, ma sono il risultato, il frutto di una lotta permanente. Ma lei di lotte, Presidente Pili, ne conosce solo una, quella per la gestione del potere.
A proposito, Presidente Pili, per uscire dalle mistificazioni relativamente alla designazione a commissario di tutto, una specie di "sci' tottu", noi contestavamo la legittimità anche del percorso non perché in passato ciò non sia avvenuto, ma perché avviene dopo che il Titolo V della Costituzione è stato modificato demandando in questi casi i poteri agli enti locali; le nomine a commissario che intervengono dopo quella modifica hanno quindi un significato di natura completamente diversa. Ed infine i miei complimenti, Presidente Pili, per la sua perseveranza - mi auguro stia ascoltando, anche se è molto impegnato con l'Assessore dei lavori pubblici, starà continuando a fare l'elenco delle strade e dei lavori pubblici che prima ha enunciato, perché dovete continuare, è un lunghissimo elenco - per la sua perseveranza nel respingere con forza e determinazione un eventuale censura che derivasse da una votazione a scrutinio segreto. Complimenti per la perseveranza, ma, evidentemente, anche per la coerenza dimostrata nel tempo; perché sicuramente, e noi dubbi che così sia non ne abbiamo, per l'onestà intellettuale che naturalmente la caratterizza, avrà usato tutte le armi dialettiche utili e necessarie per convincere l'onorevole Floris a non dimettersi quando è rimasto travolto dal voto contrario espresso a scrutinio segreto da questa stessa maggioranza.
Quando avrà, Presidente Pili, assunto tutte queste consapevolezze, allora noi potremo riconoscerle che davvero è diventato un democratico e che davvero ha assunto quella coscienza autonomistica a cui prima facevo riferimento.
Il voto del Gruppo sulla mozione naturalmente è favorevole.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 88. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 26, corrispondente al nome del consigliere Floris).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Floris.
CAPPAI, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI.
Rispondono no i consiglieri: FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 32
contrari 44
(Il Consiglio non approva)
I lavori del Consiglio riprenderanno il 5 novembre alle ore 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 51.
[B1]Correto dall'oratore
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