Seduta n.312 del 07/03/2007 

CCCXII Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 7 marzo 2007

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 51.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 28 febbraio 2007 (306), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Salvatore Mattana ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 7 marzo 2007.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione e fine della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A)

PRESIDENTE. Va, bene, colleghi, avevamo sospeso il nostro lavoro all'emendamento numero 769. Sull'emendamento numero 769 era stato espresso il parere favorevole della Commissione. E' in votazione. Colleghi, possiamo prendere posto?

Metto in votazione l'emendamento numero 769. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Parlo sul "198", chiedo scusa.

PRESIDENTE. Quando ci arriviamo, Onorevole Caligaris, va bene.

Metto in votazione l'articolo 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 815 che è sostitutivo totale del "773". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 754 è stato ritirato.

Sull'emendamento numero 198 era stato formulato un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, soltanto per dire due cose. La prima è questa, che io conosco benissimo il concetto che è stato espresso dall'onorevole Pinna, e credo che se è stato approvato in uno Statuto con questa formula che è quello della Toscana, dove mi sembra che ci sia una tradizione letteraria che possa servire anche come interpretazione del significato delle parole, ecco, non credo che sia né limitativo né possa essere esempio negativo uno Statuto regionale, a meno che non si considerino gli statuti regionali delle Regioni a Statuto ordinario non validi. Trattandosi però di una legge statutaria questa volontà poteva essere tranquillamente espressa, ma vista la considerazione e la valutazione fatta dall'assessore Dadea, io ritiro l'emendamento e dico però che lo presenterò con una formula analoga, e forse anche più incisiva, con la firma spero di tutte le colleghe, nella formulazione di Statuto che avremo, spero, in tempi brevi nella nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Quindi l'emendamento numero 198 è ritirato. Colleghi, torniamo all'articolo 1. E' in distribuzione, o comunque la trovate nel banco della segreteria, la raccolta degli emendamenti che abbiamo sospeso nel corso della discussione che adesso riprendiamo. L'articolo 1 ha il soppressivo totale numero 380, i soppressivi parziali numero 721 e numero 50, il sostitutivo parziale numero 165 e gli aggiuntivi dal numero 51 al numero 401.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Oggetto

1. La presente legge, in attuazione dell'articolo 15, comma secondo, dello Statuto speciale della Sardegna, disciplina la forma di governo e i rapporti fra gli organi, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della Regione, l'esercizio del diritto di iniziativa legislativa popolare e i referendum regionali, i casi di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente della Regione, consigliere e assessore regionale.

EMENDAMENTO soppressivo totale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

L'articolo 1 è soppresso. (380)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LA SPISA - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 1

Nel comma 1, le parole "la forma di Governo" sono soppresse. (721)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 1

Al comma 1 le parole da "…. I principi" fino a "della Regione" sono soppresse. (50)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS.

Articolo 1

Nell'articolo 1, alla terza riga, sostituire il verbo "disciplina" con "determina". (165)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 1

Al comma 1 prima delle parole: "La presente legge" sono aggiunte le seguenti: "In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con l'osservanza di quanto disposto dal Titolo IV dello statuto speciale della Sardegna,….". (51)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "in attuazione dell'articolo 15, comma secondo" è aggiunto: "e seguenti". (384)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "disciplina la forma di governo", è aggiunto: "della Regione e, specificatamente, le modalità di elezione, sulla base dei principi di rappresentatività e di stabilità, del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e dei componenti della Giunta regionale". (381)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "i rapporti fra gli organi", è aggiunto: "la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione". (382)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "i rapporti fra gli organi", è aggiunto: "la presentazione e l'approvazione della mozione di censura individuale nei confronti di un assessore regionale". (393)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 1

Al comma 1 prima delle parole l'esercizio del diritto" sono aggiunte le seguenti parole: "la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione". (52)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "l'esercizio del diritto di iniziativa legislativa popolare e i referendum regionali" è aggiunto: "abrogativi, propositivi e consultivi". (383)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la legalità, l'imparzialità, l'efficienza e la trasparenza dell'azione amministrativa". (385)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "le regole e i doveri dell'attività politica". (386)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il controllo della spesa". (387)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "le nomine di competenza del Consiglio regionale". (388)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il controllo dell'attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali". (389)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il diritto dell'informazione del consigliere". (390)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i supporti all'esercizio delle funzioni consiliari". (391)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "le garanzie delle minoranze e il controllo consiliare". (392)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i divieti contrattuali". (394)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il Consiglio delle autonomie locali". (395)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la qualità normativa". (396)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il procedimento legislativo". (397)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i testi unici". (398)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i regolamenti". (399)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "gli organi di garanzia". (400)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la Consulta di garanzia". (401)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la pubblicazione e la distribuzione di volumi librari illustrativi dei risultati ottenuti nell'attività di governo della Regione". (402)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive". (403).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intervengo sull'articolo 1 che riprende i contenuti dell'articolo 15, introducendo tuttavia alcune modifiche che, se non altro, pongono degli interrogativi. Intanto c'è un problema di significato dei termini che, a mio avviso, dev'essere chiarito. Sostituire il verbo "determina" con "disciplina" non è ininfluente o poco significativo rispetto alla finalità della norma. Disciplinare significa infatti normare, cioè stabilire delle regole, sancire; determinare, che è proprio il verbo utilizzato nell'articolo 15 modificato dello Statuto, vuol dire "indicare". Quindi la legge statutaria dunque determina la forma di governo, anche perché non si possono disciplinare, come prosegue il testo, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della Regione. Ho presentato un emendamento solo perché ho ritenuto che si sia trattato di un errore materiale. Nel dibattito di questa legge statutaria che ormai volge al termine si sono comunque consumate alcune contraddizioni di formazioni politiche e di Gruppi che hanno, di fatto, impedito di migliorare significativamente la prima legge statutaria di una Regione a specialità costituzionale. Non voglio ripercorrere le tappe di questo percorso, ritengo che il tradimento di alcuni Gruppi di centrodestra nei confronti del presidenzialismo con l'intento di far vacillare la maggioranza, abbia avuto un peso determinante e ha infatti condizionato pesantemente la volontà e le scelte di Gruppi importanti del centrosinistra. Ciò è avvenuto nonostante non fosse in discussione la fiducia nei confronti dell'Esecutivo né, tantomeno del Presidente che, peraltro, ha sgombrato il campo da qualunque valutazione politica rispetto alle differenze interne tra parlamentaristi e presidenzialisti. Penso che qualche volta sia anche mancato il coraggio di prendere posizione in modo sereno e oggettivo, estraneo alla contingenza del momento, proprio sull'elezione del Presidente della Regione da parte del Consiglio regionale. Non si è riusciti neppure a prevedere un vicepresidente di nomina consiliare troppo preoccupati dei rilievi dei giudici costituzionali. In qualche tratto, questa legge, come altre del resto che riguardano la nostra comunità, avrebbe meritato di scommettere e affrontare la sfida. Dico questo proprio perché nell'articolo 1 ci sono degli aspetti importanti. Sottolineo che considero molto importante il clima generale del paese, peraltro sempre più influenzato in senso conservatore, contrario ai partiti e alla politica che invece hanno bisogno di riacquistare autorevolezza e anche le norme possono aiutare in questo processo di autoriforma delle istituzioni democratiche. Non posso trascurare che questa legge statutaria, confermando l'elezione diretta del Presidente, gli permette di governare per dieci anni consecutivi con ampi poteri, ipoteca parti importanti del nuovo Statuto di autonomia e anche della legge elettorale. Mi dispiace, da socialista, che non sia stato accolto il principio della sussidiarietà sociale e che non abbiano trovato spazio gli organismi di garanzia dei cittadini e di consulenza che avrebbero, dal mio punto di vista, mitigato in un certo qual modo il presidenzialismo e richiamato l'irrinunciabile valore delle leggi del Consiglio e dei cittadini in ogni momento della legislatura e non solo quando devono votare. Del resto anche le modifiche al numero di firme sui referendum, per quanto ridimensionate rispetto al progetto iniziale, e l'avere introdotto un quorum ballerino relativo proprio alla partecipazione dei votanti alle elezioni regionali, non mi sembrano segnali del tutto corrispondenti alla volontà di coinvolgere pienamente i cittadini nelle scelte. Ci sono tuttavia degli elementi positivi che sarebbe assurdo disconoscere; indubbiamente il lavoro in Aula ha migliorato il testo e ha alleggerito il peso del presidenzialismo, l'aver soppresso l'articolo 35 sui regolamenti che restano in capo esclusivo al Consiglio, per esempio, è molto importante, così come è motivo di vanto dell'Assemblea l'introduzione di articoli che configurano l'avvio di una politica paritaria in Giunta e ai livelli apicali degli enti e delle ASL. C'è anche un altro aspetto che vorrei evidenziare in questo contesto, un particolare sfuggito a molti, forse. Per la prima volta, se la memoria non m'inganna, abbiamo esaminato e lavorato su un disegno di legge in orari civili, lo ricordava l'onorevole Simonetta Sanna in un brillante intervento, quando diceva che nei paesi del nord Europa i Parlamenti svolgono l'attività entro le venti per permettere a chi svolge questo compito di poter, donna o uomo che sia, di dedicarsi ad altro e in particolare alla famiglia. Spero che il rispetto dei tempi che da qualità al lavoro diventi prassi e non un'eccezione. Mi sembra in fine di poter affermare che un altro tratto positivo è che il dibattito su questo disegno di legge ha permesso a ciascuno di poter esprimere senza vincolo di coalizione il proprio convincimento, talvolta con asprezza e anche con tentativi di ridicolizzare i propugnatori di valori non dominanti in questa Aula, talaltra con grande rispetto. E' emerso con chiarezza un dato, che i programmi elettorali come i programmi scolastici non sono dati una volta per sempre, possono essere modificati, così come suggerisce lo scenario politico, per attualizzarli, quanto meno se ne deve discutere, perché dopo due anni e mezzo ci sono novità che non possono essere ignorate. Del resto, come dimostrano l'introduzione delle tasse e molti altri aspetti dell'attività di governo, non sono dogmi o monoliti immodificabili. In conclusione ritengo che finalmente, per la prima volta, e ne sono fiera, l'espressione chentu concas, chentu berrittas, ha perso il significato negativo che i dominatori gli hanno attribuito e ci hanno fatto introiettare un Parlamento che parla, discute e si confronta, polemizza, è un Parlamento di un popolo che vuole essere partecipe, affermare la propria identità e arrivare alla sintesi solo dopo aver ascoltato tutte le voci, non aprioristicamente o quando emerge un timbro tenorile. Anche per questo spero che l'emendamento all'articolo 1 sia accolto, perché dare indicazioni attraverso una legge statutaria rende più agevole il processo anche della legge elettorale e dello Statuto impedendo che si pongano dei vincoli che possono diventare insormontabili. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo ovviamente sul tema, intanto per sostenere che questa è una legge che disciplina una forma di governo che non è stata purtroppo introdotta da una legge statutaria complessa e organizzata come questa, ma è stata invece introdotta da una legge elettorale nazionale subita per insufficienza dello stesso Consiglio regionale nella passata legislatura. Quindi noi ci troviamo di fronte ad una forma di governo già sperimentata in forza di una disposizione di legge che non ha lo stesso valore, la stessa consistenza della legge statutaria.

Rifondazione Comunista si è assunta l'impegno di stare dentro il processo di riforma. Il processo di riforma che riguarda la Regione, ma io direi in modo più ampio il sistema istituzionale locale e nazionale, è un processo di riforma che a partiti come il nostro non fa favori, non costruisce percorsi vantaggiosi.

La cultura prevalente, che è una cultura che arriva dagli anni '80, è una cultura prevalentemente presidenzialista, di taglio presidenzialista, e non è una cultura politica interna alle assemblee parlamentari, una cultura politica interna ai propri dirigenti delle forze organizzate, è una cultura politica che si è diffusa tra le popolazioni e che oggi non solo appare, è evidente che è cultura di maggioranza, a prescindere da quelli che sono gli schieramenti in campo. Tanti presidenzialisti stanno nel centrodestra, la stragrande maggioranza, escluso il partito di ispirazione cattolica come l'U.D.C., e tanti partiti stanno dentro il centrosinistra e hanno una posizione di tipo presidenzialista come i costituenti il partito democratico. Quindi vi è una dimensione politica e una dimensione di assenso generale su quel sistema che prevale in quest'Assemblea e tra la gente, tra le popolazioni. Noi di questo ne abbiamo la piena consapevolezza e abbiamo svolto una funzione che parte da questo ragionamento: se in quest'Aula ci fosse stata la benché minima possibilità di portare a buon fine una legge statutaria di tipo assolutamente parlamentare o di taglio, di impianto, di cultura parlamentarista, Rifondazione Comunista non avrebbe esitato un secondo in nessun tipo di votazione si è ripetuta in quest'Aula.

La realtà è che l'alternativa era ben diversa. L'alternativa era tra l'approvazione di una legge statutaria più organizzata, più strutturata, dove i poteri del Consiglio, i poteri di controllo e di legislazione popolare, i poteri referendari, cioè tutto l'impianto dei contrappesi si costruiva, e il ritiro della statutaria. Il ritiro! Il ritiro della statutaria e quindi un sistema presidenzialista che si poggiava su una legge elettorale nazionale. Questo lo dico per tutti gli autonomisti della prima, seconda e terza ora, perché bisogna sgombrare il campo dagli equivoci. Noi non avremmo qua mai, e tanto meno con il soccorso della destra presidenzialista, potuto avere una legge di taglio parlamentarista integralmente come noi la volevamo, per cui abbiamo accettato a viso aperto il confronto e abbiamo lavorato per migliorare la legge. L'abbiamo migliorata nel riequilibrio di genere nelle rappresentanze e nelle funzioni di governo, l'abbiamo migliorata nei poteri del Consiglio, anche di controllo rispetto all'attività dell'Esecutivo, l'abbiamo migliorata mantenendo integralmente in capo al Consiglio ogni funzione legislativa e quindi anche regolamentare e attuativa delle leggi, l'abbiamo migliorata evitando una deriva bipartitica con l'istituzione del portavoce delle opposizioni, l'abbiamo migliorata sotto ogni profilo rispetto a queste cose.

E oggi è una legge che non è una "riformetta". Intanto è una legge che noi avremmo dovuto fare e sarebbe stato gravissimo che questa legislatura non adempisse all'obbligo contenuto nell'articolo 15 dello Statuto di predisporre una statutaria, dove si regolamentano, e non la Cassazione più, ma la legge regionale, le incompatibilità, le ineleggibilità, il conflitto di interessi e quant'altro abbiamo visto. Abbiamo migliorato questa legge e noi oggi la voteremo e voteremo a favore di questa legge perché è nostra convinzione che questa legge non è più la legge presidenzialista che è entrata, proposta dalla Giunta regionale, e neppure la legge che è uscita dalla Commissione con ancora troppe ambiguità rispetto a questo fronte. E' la legge che ha elaborato l'Aula consiliare e purtroppo l'ha elaborata il centrosinistra quasi esclusivamente, anche nella polemica interna che per fortuna c'è stata e in questo non ha aiutato l'atteggiamento del centrodestra che pensa a legislature di riforma che si susseguono a legislature di riforma per cui ci sono solo ed esclusivamente riforme di maggioranza e mai riforme dell'intero Consiglio regionale, delle intere assemblee parlamentari.

Questa è la verità, purtroppo certificata dai fatti che certificano anche che il tentativo di impedire che noi, noi tutti, da Moro a me, si facesse pienamente il proprio dovere attorno all'obbligo costituzionale di fare la legge statutaria per la Regione Sardegna, per la Regione sarda, per fortuna l'orientamento di impedire questo risultato è l'orientamento che si è rivelato fallimentare.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Il parere è negativo per gli emendamenti numero 675, 721 e 50. Il "165" la Commissione ha discusso; pur sapendo che l'articolo 15 usa il verbo "determina" si è preferito utilizzare "disciplina" proprio perché in qualche modo rende più ragione di una elasticità, di un'autonomia che si ritiene di mantenere nell'interpretazione anche dell'articolo 15 per cui l'orientamento era quello di respingere il "165". Il parere è negativo per gli emendamenti numero 51, 384, 381, 382, 393, 52, 383, 385, 386, 387, 388, 389, 390, 391, 392, 394, 395, 396, 397, 398, 399, 400, 401, 402 e 403.

PRESIDENTE. Bene, grazie onorevole. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno ha domandato di parlare sull'emendamento numero 380, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 721.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese sull'emendamento numero 721, prego i colleghi di prendere posto per la votazione elettronica.

L'emendamento numero 721 è a pagina 13 del nuovo fascicolo degli emendamenti sospesi, è degli onorevoli Ladu, Artizzu, Randazzo e più.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 721.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 63

astenuti 3

maggioranza 32

favorevoli 20

contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 50.

Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 384. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 381. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 382. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 393. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 383. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 385 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 386. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 387. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 388. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 389. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 390. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 391. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 392. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 394. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 395. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 396. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 397. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 400. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 401. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 402 e 403 sono decaduti.

Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 23 e 73 soppressivi, i sostitutivi parziali 494 e 496 che sono decaduti, il 495 e 497.

Siamo agli emendamenti che iniziano a pagina 250 del nuovo fascicolo.

Non ho iscritti a parlare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere sugli emendamenti numero 23, 73, 494, 495, 496 e 497 è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

Metto in votazione l'emendamento numero 23 che è uguale al numero 73. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 495. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 497. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

Sull'articolo 10 avevamo sospeso l'emendamento numero 805.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Un brevissimo momento di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendiamo fino alle 17 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 24, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo. Possiamo votare l'emendamento numero 805?

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). L'emendamento è ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. Resta quindi il 342. Colleghi, essendo stato ritirato l'emendamento sostitutivo dell'emendamento 342, votiamo l'emendamento 342.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Per proporre la votazione per parti. La prima parte si chiude con "l'espressione di qualsiasi natura delle quali fanno parte" e poi la seconda parte.

PRESIDENTE. Dunque colleghi, allora, intanto siamo all'articolo 10, siamo tornati all'articolo 10. All'articolo 10 avevamo sospeso gli emendamenti 342 e il suo sostitutivo totale che era l'805. Adesso l'805 è stato ritirato e resta il 342 che dobbiamo votare. Benissimo, era nel fascicolo precedente dell'articolo 10.

L'onorevole Pinna ha chiesto la votazione per parti e cioè di votare le modifiche al comma, insomma, di votare con una votazione fino...

VARGIU (Riformatori Sardi). Posso chiedere la visione dell'emendamento?

PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo onorevole Vargiu... Aspettiamo qualche secondo che tutti abbiano il testo dell'emendamento numero 342. Allora colleghi, emendamento numero 342. Si vota con due votazioni separate. La prima fino alle parole "delle quali fanno parte" e poi ciò che resta con una successiva votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per annunciare il mio voto contrario all'emendamento numero 342, sia nella prima parte che nella seconda perché ho l'impressione che il testo così come è stato previsto all'articolo 10 sia più che sufficiente come indicazione, d'altra parte io sono andata a vederla, noi facciamo una dichiarazione ai sensi della Legge 24 aprile 2001 numero 6 e ho l'impressione, e non vorrei che passasse questo concetto che si voglia in qualche misura introdurre dei limiti alla libertà di associazione, compresa, mi sembra di capire la massoneria, e che credo che questo non possa essere un punto di vista che possa esprimere questo Consiglio regionale in quanto ritengo che il valore costituzionale della libertà di associazione debba essere comunque rispettato pienamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente. Per conoscere, perché ad una prima lettura, forse poco attenta, mi viene qualche dubbio per quanto riguarda il secondo comma.

"Dopo il secondo comma, dice la legge, prevederà le sanzioni in relazione alla violazione degli obblighi indicati". Beh io, "prevederà", io non so se in legge noi potremo scrivere "prevederà" perché non so se mi deve dare l'ergastolo o un giro delle capitali europee, io vorrei effettivamente sapere se in legge possiamo scrivere queste prescrizioni senza definire bene quelle che possono essere le sanzioni...

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Viene cassato questo!

MORO (A.N.). Va beh, allora voto contro questa seconda parte dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Anch'io voto contro quest'emendamento per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese. Pensavo che il Consiglio regionale avesse deciso di soprassedere su una cosa che a mio avviso, dice bene la collega Caligaris, è assolutamente lesiva della libertà di associazione di qualsiasi consigliere regionale, anche di qualsiasi cittadino libero. Allora, non si capisce bene la ratio di questo emendamento. C'è qualcuno all'interno di questo Consiglio regionale che è contrario alla libertà di associazione? C'è qualcuno in questo Consiglio regionale che ritiene che l'associazionismo sia una minaccia alla libertà di questo Consiglio? C'è qualche associazione che è particolarmente invisa ai consiglieri regionali della maggioranza, sulla quale i consiglieri regionali della maggioranza vogliono impegnarsi in battaglie di retroguardia, che si pensava ormai morte e dimenticate? Perché dietro questo emendamento, colleghi, sembra che ci sia ancora una volta quel fumus persecutionis nei confronti della massoneria. Allora, per me che non sono massone e quindi sono libero di difendere un'istituzione a cui credo che sia libero, per ciascuno di noi, per ciascuno di voi, aderire, ed io ripeto non sono massone, e a prova contraria di smentita chiunque di voi può dimostrare il contrario, e io ritirerei l'intervento per conflitto di interessi, come in qualche circostanza voi avete detto, però credo che la libertà di associazione sia un diritto, credo che se un'associazione non ha obiettivi che siano in contrasto con quelli che l'interesse generale impone ad ogni consigliere regionale in quest'Aula, credo che non sia possibile che nessuno obblighi un consigliere regionale a declinare l'appartenenza a qualsivoglia associazione. Quindi, io vi chiedo di ritirar questo emendamento e di non costringere l'Aula a votare su una questione che è palesemente lesiva dei diritti individuali di ciascuno di noi. Perché se addiveniamo all'idea che si possa declinare l'iscrizione alle associazioni di ciascuno di noi, addirittura voi prevedevate le sanzioni qualora qualcuno si dimenticasse un'associazione a cui aveva dato la propria adesione, beh, intanto ciascuno di noi è motivato a non aderire alle associazioni, perché la sola adesione comporta che ci sia il rischio che l'adesione venga interpretata come un interesse privato con degli atti che vengono svolti dal Consiglio; ma in secondo luogo, e credo cosa ancora più importante, si crea veramente un clima antiassociazionistico che è esattamente l'opposto di ciò che aiuta a crescere una collettività, perché le associazioni aiutano a crescere la collettività. Ora, colleghi, io vi chiedo di ritirare questa emendamento, perché è un emendamento illiberale, lesivo della libertà di associazione di ciascuno di voi e mette in evidenza un atteggiamento punitivo nei confronti dell'associazionismo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Ma, Presidente, io al contrario dell'onorevole Vargiu faccio parte dell'Associazione degli amici della sartiglia, e faccio parte anche dell'associazione de su pani turrau, cosiddetto. Ora, io sinceramente non capisco veramente dove si vuole arrivare, perché i presupposti del comma 2 credo che siano fin troppo chiari, si dice che: "La legge stabilisce le modalità con cui…

Presidente, guardi stiamo affrontando un argomento molto importante, se lei invitasse i colleghi a stare un attimino calmi.

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di… insomma ci sono molti capannelli, capisco che abbiamo bisogno di parlare, però…

DIANA (A.N.). Sì, ma non è per questo che i colleghi sono impegnati, evidentemente sono impegnati per altro!

Dice: "La legge stabilisce le modalità con cui Presidente, consiglieri e Assessori sono tenuti a comunicare i diritti di proprietà, i redditi, le eventuali partecipazioni e le cariche amministrative o sindaco presso società, su società che abbiano incarichi, redditi, consulenze, partecipazioni", ma che poi si aggiunga: "nonché le associazioni di qualsiasi natura", ma io credo che veramente questo sia una cosa veramente fuori da qualsiasi logica. Qualcuno mi dovrebbe dire di quali associazioni stiamo parlando. Allora ha ragione l'onorevole vargiu, che qui c'è un fumus persecutionis, perché non si capisce a chi altro può essere riferita una norma di questo genere. Vorrei capire per quale motivo io dovrei comunicare al Consiglio regionale il mio ruolo di vicepresidente dell'Associazione degli amici della sartiglia, de sa squadra de su pani turrau, dei ragazzini di piazza Galilei del 1958, ma insomma mi dovete dire di che cosa stiamo parlando! Questa è veramente una buffonata, ma è una buffonata! Non ho capito chi è che ha spinto l'onorevole Balia, e mi meraviglia molto, Onorevole Balia, se lei è primo firmatario, ci dica esattamente a chi fa riferimento questo emendamento? Perché sinceramente nessuno di noi lo ha capito, e quindi la invito al ritiro!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Così dico volentieri ed immediatamente a chi fa riferimento l'emendamento. Io intanto non comprendo perché questo emendamento stia destando tanta preoccupazione all'interno dell'Aula consiliare. Io voglio rileggere il comma 2 dell'articolo 10: "La legge stabilisce dell'amor le modalità con cui Presidente, consiglieri ed assessori sono tenuti a comunicare i diritti di proprietà, i redditi, e le eventuali partecipazioni e le cariche di amministratore o sindaco presso società". L'emendamento dice, aggiungiamo anche: "qualunque forma di associazionismo". Poi alcuni di voi, in una libera interpretazione, hanno legato questo "qualunque forma di associazionismo", ad una particolare forma di associazionismo. A me non interessa, evidentemente, fare il legame che voi avete fatto, né tanto meno è vera la tesi che questo è limitativo dell'esercizio della libera scelta di adesione di ogni consigliere ad una forma di associazione. Ogni consigliere è libero di aderire a tutte le forme di associazione che ritiene utili, purché non in contrasto con la Costituzione e con le leggi, e però ogni consigliere ha anche il dovere della trasparenza, così come dichiara il proprio reddito, così come dichiara la propria situazione patrimoniale, così come dichiara l'appartenenza a società o l'essere titolari di cariche all'interno di una società, non vedo perché non possa dichiarare la propria adesione all'Associazione Emilio Lussu, o all'Associazione Gramsci, non lo comprendo, è un problema anch'esso un problema di trasparenza. Peraltro, voglio rammentare che è una trasparenza utile e necessitata. Siccome spesso risorse del Consiglio regionale e della Giunta regionale vengono destinate a forme di associazionismo, è anche evidente che relativamente a questo aspetto vi è un dovere di trasparenza, se non altro per individuare se vi sono state sollecitazioni in una o nell'altra direzione. Quindi non attribuite un significato superiore a quello che l'emendamento ha, non è limitativo….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Anch'io per annunciare il voto contrario a questo emendamento, ma anche per ribadire che non è comprensibile il percorso che ha fatto quest'Aula per arrivare, questa sera, a dover ritirare l'emendamento, che si sarebbe dovuto porre in sostituzione, di aggiustamento alla tesi contenuta, appunto, nell'emendamento Balia, e dover constatare invece che non c'è nessun accordo. Oggi resta questa indicazione così vaga, così ampia, che chiaramente non aiuta nessuno. Io credo che in nessuno Stato democratico, oggi, esista una norma così pressante da un punto di vista della libertà individuale. Non esiste la possibilità nemmeno interpretandola con quella, che vuole essere di chiarezza e di trasparenza, di dovere indicare l'appartenenza ad associazioni, che siano comunque libere associazioni, e che non siano in contrasto nel loro statuto con nessun intendimento politico o meglio democratico di questa Regione. Credo che stiamo facendo un errore veramente grosso, del quale ci pentiremo tutti. Fra qualche mese, quando andremo a fare queste dichiarazioni, è evidente che ci chiederemo: "Ma come abbiamo potuto far nascere una norma così assurda?". E' una norma che ammazza la libertà, che chiaramente va contro ogni principio e di certo non insegue quello della trasparenza. Che io possa appartenere alla cosiddetta Associazione Sant'Anna, o che appartenga all'associazione che fa la cosiddetta adesione a distanza dei profughi, è chiaro che non importa nessuno. Non interessa e non chiarisce niente. Chiariamo invece attraverso un emendamento più specifico, onorevole Balia, quello a cui lei intende di mirare, cioè l'indicazione di associazioni il cui statuto sia in contrasto evidentemente con quelli che sono i principi democratici su cui è fondata questa Regione.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente. Io chiaramente voterò contro questo emendamento, le spiegazioni dell'onorevole Balia non mi hanno certamente convinto e sono seriamente preoccupato che quest'aula debba affrontare, oggi, un argomento di questo tipo che è, veramente, fortemente lesivo di qualunque libertà individuale, di qualunque si tratti. Mi stupisce moltissimo l'onorevole Masia, l'onorevole Maninchedda che abbiano anche solo potuto pensare di firmare un emendamento di questo tipo. Perché, qui non si parla di trasparenza, perché se l'onorevole Balia avesse aggiunto associazioni a delinquere di qualunque natura l'avremmo capito, ma chiaramente sarebbe stato un emendamento pleonastico. Perché vedete, un conto è la trasparenza, un conto è quello che significa andare contro quelle che sono le leggi democratiche di uno Stato civile, un conto sono le ragioni di riservatezza. Perché vedete, io da tanti anni faccio parte di uno studio medico associato, potrei non avere nessuna difficoltà, anche se non capisco quali sono le motivazioni che dovrebbero portarmi a dichiararlo, ma io potrei anche fare parte, e spero che nessuno si offenda, di un'associazione che si chiama Arcigay e se mi consentite, io potrei avere anche qualche motivo di riservatezza nel dovere esprimere quelli che sono i miei gusti in determinate materie e, quindi, sinceramente non riesco veramente a capire il senso che certamente nasconde qualcosa. Allora, invito l'onorevole Balia a essere ancora più chiaro di quelle che sono state le spiegazioni, per quale motivo noi dovremmo scrivere questa pagina che veramente è una pagina vergognosa per quest'aula e per quest'assemblea.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Mi perdonerà il collega e compagno Balia, se dico che questo emendamento copre quello che si vuole scoprire, e lo dicono avendo chiaro che non stiamo parlando di un'associazione cattolica, non stiamo parlando di associazioni culturali, non stiamo parlando di adesione all'associazione dei partiti. Quando parliamo di associazioni, stiamo parlando di associazioni che hanno difficoltà a rendere pubbliche le adesioni e non di associazioni che si richiamano, collega Licandro, all'Arcigay o all'Arcicaccia, per stare dentro il concetto dell'Arci. Stiamo parlando di associazioni che non rendono pubbliche le adesioni, e che sappiamo che svolgono funzioni di lobby e che intervengono nella vita democratica del nostro paese. Questo emendamento seppure nasce con un obiettivo alto, non raccoglie l'obiettivo, bisogna fare un emendamento e scrivere nella legge, che bisogna rendere pubblicala l'adesione ad associazioni della massoneria. Questo bisogna dire. Perché di questo stiamo parlando.

(Interruzioni)

LICANDRO (F.I.). Devi avere il coraggio di scriverlo allora!

PIRISI (D.S.). Ascoltate quello che sta dicendo!

PRESIDENTE. Facciamo parlare colleghi.

CUGINI (D.S.). Licandro, non ti ho detto che devi aderire alla massoneria, è un problema tuo. Sto dicendo che il tema del quale stiamo parlando è questo e che bisogna…

VARGIU (Riformatori Sardi). Lì dice il contrario però!

CUGINI (D.S.). Io sto parlando per ma non sto parlando per te. Calma se no tutte le proteste possono essere interpretate come tentativo di nascondere una adesione. Io non voglio dire questo, io non voglio dire questo, io voglio dire quello che sto dicendo. Allora, se vogliamo fare una cosa chiara le associazioni delle quali stiamo parlando sono quelle che non rendono pubbliche le adesioni, perché nascondono un intento che non è un intento democratico punto e basta, quello sto dicendo. Quindi, questo emendamento copre…

VARGIU (Riformatori Sardi). Le adesioni ai D.S. sono pubbliche?

CUGINI (D.S.). Hai detto che non sei massone ma perché ti vuoi smentire, con questa insistenza. Allora, io penso che…

VARGIU (Riformatori Sardi). Difendo le libertà degli altri, cosa che tu non hai ancora imparato.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa facciamo finire l'onorevole Cugini.

CUGINI (D.S.). Oh Vargiu… ma tu puoi difendere quello che vuoi e io difendo le cose nelle quali credo, però se insisti Vargiu conferma che c'è una volontà di non rendere chiare le adesioni di quel tipo, e siccome io non sto dicendo questo, ti prego siccome tu vieni anche da un mondo dove la massoneria svolge una funzione particolare, che è quello della sanità, allora io penso che noi dobbiamo comprendere di che cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini.

LICANDRO (F.I.). Non si è capito come vota, Presidente.

CUGINI (D.S.). Voto contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La discussione si è fatta molto appassionante e anche appassionata, però io la riporterei su un altro livello e cioè capisco l'intenzione di chi ha scritto questo emendamento, capisco le intenzioni buone nella volontà di chi l'ha proposto, però pur non ritenendo che, francamente, questa sia di per sé una norma, se approvata, liberticida; perché non credo che si freneranno le adesioni alle associazioni pubbliche o segrete solo per l'approvazione di questa norma. Così come non si riuscirebbe, e non si riuscirà, con l'articolo 10, così come lo avete formulato, a far emergere chi ha partecipazioni in società, perché le partecipazioni possono essere dirette e indirette. Gli affari in Regione chi li ha fatti e chi li sta facendo continuerà a farli, nonostante questo articolo 10. Questo è il vero problema, questo è vero problema! Mi sembra semplicemente che questo è un articolo inutile. E' un emendamento inutile, perché non porterà maggiore trasparenza. Se fossi convinto che portasse maggiore trasparenza io lo approverei anche se fosse una limitazione alla libertà di associazione. La approverei se fossi convinto che potesse davvero raggiungere il risultato. Ma purtroppo non lo raggiunge, perché chi è disonesto, chi, attraverso associazioni o attività economiche, si fa gli affari suoi nonostante sia un amministratore pubblico, lo fa e continuerà a farlo, nonostante queste norme. Ci sono ben altri sistemi che noi dobbiamo utilizzare, come il sindacato di controllo, il sindacato politico, come la risposta puntuale da parte della Giunta o del Presidente del Consiglio quando vengono fatte interpellanze o interrogazioni. Cioè, dare ruolo e effettiva possibilità di conoscere ciò che accade nei nostri palazzi, questo è l'unico modo per contrattare il malaffare.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, Presidente. Io per dichiarare il mio voto favorevole alla prima parte di questo emendamento, naturalmente per esprimere tutta la perplessità, che mi pare sia giusto far emergere proprio per questo dibattito così acceso che forse non ha ragione di essere. Io credo che le intenzioni di quest'emendamento siano intenzioni buone, perché credo anche che sia buono appartenere, e anche forse motivo di vanto, appartenere a delle associazioni. Perché, quando si appartiene ad un'associazione è perché si vogliono portare avanti partecipazioni anche nella società. Quindi, non riesco a capire questa contrarietà, non riesco a vedere, in particolar modo, quelle che possono essere le lesioni di libertà. Io credo che le associazioni per legge, legge nazionale, sono tutte associazioni che devono essere trasparenti, che devono essere naturalmente nella legge, da qui ne consegue che non ci sono problemi. Ci sono problemi però quando a queste associazioni, o capire chi fa parte di queste associazioni, è estremamente difficile. Io credo che spesso, troppo spesso - ed è motivo per cui io ritengo che sia buono questo emendamento - si scaricano sull'appartenenza a queste associazioni quei trasversalismi, quelle trasversalità che pure all'interno di questo Consiglio ci sono e che poco hanno a che vedere proprio con l'appartenenza a queste associazioni.

Io credo che potrebbe anche darsi che questo emendamento non cambi nulla, ma almeno questo lo ottiene, quello che appartenere ad una associazione, come qualcuno dichiara, probabilmente non possa essere più motivo per cui alcune leggi, e in particolare dove si fa politica, possano essere strumento di chi in qualche modo crea quelle trasversalità che invece non ci dovrebbero essere. Noi ne abbiamo viste parecchie in sanità, le abbiamo vissute in prima persona, ma credo anche che non sia soltanto all'interno della sanità.

L'appartenenza a queste associazioni come una dichiarazione che è dovuta credo che sia una delle prime cose che all'interno di questo Consiglio deve essere portata avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie, Presidente. Io credo che questo emendamento debba essere integrato perché forse ci sono delle persone che appartengono a qualche associazione e non lo sanno. Per esempio, secondo me qui all'interno di quest'Aula ci sono gli appartenenti al club della banderuola. Sappiamo che la banderuola è uno strumento di ferro, resistente, forte che però, se non si adegua a tutti i venti che si muovono, rischia di spezzarsi; e qui dentro c'è gente che appartiene a questo club, Presidente.

Lei, per esempio, appartiene al club dei cesari, ha sentenziato un collega...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pirisi. Colleghi, posso chiedervi di sedervi, vi dispiace? Grazie.

PIRISI (D.S.). ... al club dei cesari, Presidente, perché qualcuno ha detto che lei è uno di quelli contro i quali bisogna combattere. E c'è anche il club dei cristiani che si sono immolati per evitare di riconoscere la divinità dei cesari, l'ha ripreso questo concetto il collega Porcu l'altro giorno.

Io trovo veramente incredibile che dei compagni e colleghi che vengono da una tradizione libertaria e libera si siano fatti fagocitate da chi invece propugna e ha una visione integralistica del mondo e della società, e che qui vorrebbe smascherare se qualcuno è massone. Io non lo sono. Però è più corretto che lo si dica che si vuole tirar fuori i massoni, colleghi, questa è la verità vera; perché, quale motivo c'è, se uno appartiene alla massoneria non mi pare che sia fuori legge; ma se uno appartiene ad una loggia coperta è fuorilegge e non lo dichiarerebbe. Allora, perché questo atteggiamento è inconciliabile con coloro i quali dicono che oggi dobbiamo essere propugnatori della libertà dell'individuo? La ritengo, caro Presidente, una forzatura inaccettabile perché sta nascondendo, come ha detto il collega Cugini, una finalità vera; e perché non dire allora che anche i componenti che abbiamo nominato nelle associazioni, a presiedere enti e quant'altro debbano fare la stessa dichiarazione?

Si sta ribaltando il mondo qui dentro, Presidente, si sta ribaltando il mondo! Io voterò contro questo emendamento perché lo ritengo lesivo della dignità di questo Consiglio e lo ritengo un sotterfugio messo in campo da compagni e colleghi che hanno una visione laica e libertaria ma che in questo momento sono diventati strumenti di chi vuole colpire alcuni colleghi e che si è fatto propugnatore di fini altri.

Quindi, le cose se dobbiamo dirle diciamole davvero, perché se io sono, inconsapevolmente anche, membro del club delle giovani marmotte o dell'Arci gay o dell'Arci donna...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole.

PIRISI (D.S.). Mi ha tolto...

PRESIDENTE. No, non le abbiamo tolto niente perché abbiamo sospeso il tempo.

PIRISI (D.S.). No, ci mancherebbe, Presidente.

PRESIDENTE. Le cose che dice sono interessanti però stiamo adottando questa regola.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Io voterò contro per i motivi che ha detto poc'anzi l'onorevole Pirisi, che sottoscrivo e condivido.

Vorrei far presente che gli elenchi degli aderenti alla massoneria sono degli elenchi pubblici...

PIRISI (D.S.). E certo.

CAPELLI (U.D.C.).... e che solo quelli degli appartenenti alla massoneria deviata, cioè contro legge, non sono pubblici. Ma stiamo parlando di una cosa fuori dalla legge, perciò, nel momento in cui uno è fuori dalla legge, non vedo perchè debba dichiarare qui o altrove di appartenere ad una associazione illegale, come le Brigate rosse per intenderci: non credo che lo dichiari nessuno nel caso di appartenenza illegittima.

Per cui, credo che magari qualcuno potrebbe essere molto contrariato per aver fatto richiesta di appartenenza e non essere stato accettato, forse si è spinti anche da queste motivazioni nel proporre alcune forzature che sono decisamente poco dignitose per una legge. Certo è opportuno che si dichiari tutto quello che mi sembra legittimo dichiarare, ma non l'appartenenza ad una associazione sportiva... Diciamo a che cosa, direttamente, ma quel qualcosa è già illegittimo di per sè, perché tutto il resto è pubblico ed è accessibile - sempre seguendo i principi e i limiti della legge sulla privacy - come l'adesione ad un partito, allo stesso modo. Per cui non vedo che cosa ci sia da nascondere; io, per esempio, non nascondo che sto formando e sto partecipando ad una associazione per la liberazione della Sardegna da Soru e dei suoi cortigiani, uso il termine così, dal presidente Soru e dai suoi cortigiani, perché non lo condivido e sto facendo un'azione associativa perché i sardi, appartenenti a diverse culture politiche, possano aderire perché abbiamo identificato una cosa in comune che non condividiamo. Devo fare la dichiarazione a voi, al Presidente del Consiglio, a quant'altro? Sono delle grandi stupidaggini che aumentano e contribuiscono ulteriormente a fare di questo testo di legge un testo di pessima fattura.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per associarmi al collega Pirisi, per dichiarare che non faccio parte della massoneria, non ne ho mai fatto parte, non mi sono mai iscritto, non ho mai fatto domanda, non sono stato rifiutato.

Da come è scritto l'emendamento non arriva al dunque, caro collega Cugini, perché ogni tanto un po' di chiarezza ci vuole. Se dobbiamo, come dice qualcuno, scovare i massoni, siamo più chiari nello scrivere le cose, perché, associazioni... collega Balia, se le interessa, io faccio parte della (...), balestrieri, ex scolopi, dove fa parte anche qualcun altro di quest'Aula, potrei stare a fare un elenco di ventiquattro pagine delle associazioni che faccio parte, che pago la quota sociale. Mi sembra ridicolo come è scritto l'emendamento e firmato da colleghi illustri che se hanno un fine almeno un po' di trasparenza in modo da non essere chiari e ambigui, perché, da come è scritto l'emendamento, la dichiarazione va fatta a ogni associazione che facciamo parte, a prescindere dal circolo bocciofilo, tutti, da come è scritto parla di qualsiasi natura e mi sembra un po' troppo estensivo e un po' troppo ridicolo; perché allora chiederei anche la pubblicazione di tutte le liste delle associazioni dove facciamo parte, così siamo più trasparenti e così sappiamo anche gli scopi sociali e chi aderisce alle associazioni dove facciamo parte. A Sant'Elia, nell'associazione di volontariato dove faccio parte, quando ci incontriamoci, ci incontriamo maggioranza e opposizione, gradirei che si estendesse anche a tutti i soci che ne fanno parte, così completiamo il quadro normativo e lo facciamo in modo serio e corretto.

Cioè, io chiedo - ovviamente voto contro, Presidente, annuncio il mio voto contrario - perché almeno una volta di mettere la faccia e di essere chiari: dobbiamo fare un emendamento per sapere chi sono i massoni, per la caccia alle streghe, scrivetelo in modo chiaro; tanto, come hanno detto colleghi che hanno parlato prima di me, chi fa parte di logge parallele qua e là è come l'associazione a delinquere, perché, qualcuno fa la dichiarazione che faccio parte dell'associazione a delinquere? E' veramente ridicolo. Qualche collega parlava delle Brigate rosse, vorrei conoscere una persona che si alza e dice " aderisco alle Brigate rosse", cioè, scrivetele in modo serio, scrivetele chiare in modo da chi deve interpretare le cose e, quando riceve le nostre dichiarazioni, che sappia dove andare a trovare ciò che dichiariamo. Mi scoccerebbe fare tre pagine di protocollo per dichiarare le associazioni che faccio parte, però, se dobbiamo per forza, o lo dovete approvare, chiedo anche l'estensione di pubblicare tutti i soci, perché io faccio parte di un partito, gradirei sapere tutti i soci che c'abbiamo, come tutte le associazioni e tutti i partiti qui presenti, almeno conosceremo gli iscritti, almeno per farlo più esplicativo possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GESSA (Progetto Sardegna). Nell'esprimere il parere positivo a questo emendamento, alla prima parte. Devo ricordare che in altri paesi, contrariamente a quello che è stato detto, questa dichiarazione di appartenenza a società, è anche la norma. In America un giudice della Corte suprema, non solo deve dichiarare le proprietà i redditi ed eventuali partecipazioni, ma anche l'eventuale appartenenza a società, naturalmente quelle lecite; se lui appartiene al klux klux klan, ovviamente non può fare il giudice. E vi ricordo che il povero Buttiglione in Europa è stato sottoposto a tanti di quegli esami, ad un esame tanto profondo che gli hanno perfino chiesto le sue inclinazioni sessuali, lui le ha dovuti a dire, non le inclinazioni sessuali, ha dovuto dire tutto quello che gli hanno chiesto e l'esame è stato negativo. E ha dovuto prendere atto di questo.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, c'è troppo chiasso. C'è troppo chiasso! Capisco che sia un argomento appassionante, ma se ci ascoltiamo, forse, riusciamo anche a comprendere meglio le cose di cui stiamo parlando.

Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente. L'UDEUR ha sottoscritto questo emendamento, con il nobile scopo, che il professor Gessa richiamava poc'anzi, di dare una trasparenza vera a tutti coloro che andavano a svolgere determinati ruoli, di importanza e di interesse pubblico. Ma non aveva nessuna intenzione, e non ha nessuna intenzione di criminalizzare questa o quella associazione. E poiché il dibattito ha portato anche a mortificare certe associazioni, di cui invece riteniamo ci possano essere motivi di più nobile considerazione, qualsiasi esse siano, che non entrano nel merito dei personaggi, a cui appartengono, che ci appartengono, ma che valutano soprattutto lo spirito per cui esse nascono e per cui sono state istituite; e siccome riteniamo che il dibattito che si è aperto, questo non aiuta, non aiuta né a capirci, né a capire il motivo per cui avevamo firmato quest'emendamento, anzi lo stravolge. Ed è andato ad abbassarsi in maniera che noi non ritenevamo potesse essere opportuno; siamo disponibili a ritirare la nostra firma dall'emendamento, e chiediamo agli altri firmatari, valutando soprattutto lo stato del dibattito, proprio per valorizzare quello che è invece lo spirito che ci ha spinto, se non fosse opportuno, se non sia opportuno fare altrettanto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Marracini, se non ho capito male, lei ritira la sua firma e quella degli onorevoli Pittalis e Lai.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). L'onorevole Gessa ha anticipato alcuni argomenti. Un consigliere regionale è tenuto a rilevare, a dichiarare se fa parte di società, di società di capitali, di società non di capitali, di persone, ed è tenuto a rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi. In tutti gli Stati liberali, per una questione di trasparenza, l'uomo politico svela anche quali sono gli ambienti che frequenta e che rappresenta, non ha difficoltà a farlo, perché non viene certamente sanzionata la sua appartenenza a queste associazioni. Quindi si tratta di una operazione di trasparenza che è necessaria per consentire a chi vota di sapere esattamente che cosa vota, che sistema di interessi legittimi vota eccetera eccetera. Un'operazione che il nostro ordinamento prevede in una forma molto blanda rispetto a quanto sarebbe opportuno per il cittadino. Io condivido quanti dicono che, l'opinione di quanti dicono, che anche questa legge nella disciplina della trasparenza ha ampi settori di debolezza, la trasparenza è molto utile, badate, perché noi viviamo in un regime che tutela molto l'uomo politico, forse anche troppo, e ne tutela i privilegi. Faccio degli esempi: se l'uomo politico orienta finanziamenti regionali su amministrazioni amiche, e poi viene incaricato dall'amministrazione amica di svolgere quel lavoro in una dimensione discutibile, in una forma discutibile, questo non rientra minimamente nella valutazione del Consiglio regionale, perché né si determini la decadenza. Se un consigliere regionale abusa del proprio ruolo, addirittura va a finire di fronte al giudice, per dire: "ma lei non sa chi sono io", questo non ne determina la decadenza, ne viene pubblicizzato. Allora la trasparenza è aria della democrazia, aria! C'è chi si tiene, e c'è chi si è abituato all'ombra, e vuole stare nell'ombra. L'emendamento ha semplicemente l'obiettivo di allinearsi ai livelli di trasparenza europei, non ha nessun intento punitivo. Nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Ma io pensavo di non intervenire più nel dibattito di questa legge, anche perché ritengo che la frittata sia stata già fatta, e quindi credo che qualsiasi contributo sarebbe stato inutile. Però intervengo perché effettivamente mi pare che abbiamo superato la misura in questo momento, ed è per questo motivo anche vedendo chi sono i firmatari dell'emendamento, che chiedo il ritiro dello stesso, alcuni lo hanno già fatto, io credo che sia opportuno che anche gli altri firmatari ritirino questo emendamento. Perché è un emendamento sinceramente che non solo non chiarisce nulla, ma crea ancora ulteriori dubbi, perché quando un emendamento non è chiaro, non dice di preciso a chi si riferisce, effettivamente è un elemento di non chiarezza, questo non crea trasparenza, ma crea, secondo me, ulteriore confusione, perché se c'è in mente da parte dei firmatari qualche cosa, io credo che avrebbero dovuto dire chiaramente qual è l'oggetto e che cosa si riferisce, non è che dire generalmente, generalmente a qualsiasi associazione, non significa nulla! Questo è creare ulteriore confusione in questo momento. Ecco quello che invece vogliono sottolineare, è, che gli stessi firmatari, ma soprattutto la maggioranza, non vede altre cose gravi invece che avrebbe dovuto vedere anche quando abbiamo discusso questa legge, ma che stiamo vedendo questi giorni nella vita di tutti i giorni questo Consiglio, questa maggioranza non vede quando non viene rispettata la legge, non viene (vede) quando calpestata la certezza del diritto in questo Consiglio regionale in Sardegna, lo stiamo vedendo tutti i giorni, non vede quando i diritti dei cittadini non sono rispettati, non vede nulla questa maggioranza. Vede soltanto fumo, come quello che stiamo praticamente tentando di approvare questa sera. Allora io invito i firmatari dell'emendamento a ritirarlo, e a vedere le cose serie, quello che stanno danneggiando la Sardegna, quello che stanno recando grave confusione, grande incertezza in Sardegna. Io vi invito a fare quello, non certamente ad approvare emendamenti, che non servono assolutamente nulla, comunque se non dovesse essere ritirato quest'emendamento, questo renderà questo testo di legge, questa legge ancora più impresentabile, già lo era prima, ma se noi aggiungiamo ancora questi ulteriori elementi, darà maggiore possibilità, e ci saranno maggiori probabilità, che i cittadini sardi finalmente cancellino quello che questo Consiglio regionale non è stato capace di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Si è discusso più volte su un testo che raccogliesse lo spirito dell'emendamento numero 342, inizialmente è stato presentato l' "805", tutti i Gruppi della maggioranza hanno ritenuto che fosse meglio proporre il primo comma dell'emendamento numero 342, e hanno provveduto al ritiro dell' "805". La finalità è abbastanza chiara, abbastanza evidente, la finalità è quella di consentire al cittadino di conoscere quali possano essere gli interessi non solo particolari e legati alla condizione patrimoniale di reddito del consigliere regionale, ma anche gli interessi di appartenenza culturale e non solo culturale nel mondo delle associazioni, perché le associazioni sono destinatarie di fondi pubblici, stanno dentro il governo del sistema pubblico. Ci sono associazioni che nel terzo settore gestiscono importanti fette dell'iniziativa pubblica, del governo della cosa pubblica; ci sono associazioni di categoria, di imprese, e così via, che hanno ruolo politico fondamentale nel dibattito sociale e politico che riguarda la nostra Regione. Dichiarare di appartenere a un'associazione non è una limitazione della libertà, se è riferita a chi svolge funzioni pubbliche, decide della cosa pubblica come avviene per il Presidente, gli assessori e i consiglieri regionali. Sarebbe lesiva della libertà se noi lo chiedessimo a tutti i cittadini, a quelli, cioè, che stanno a casa loro, che non governano la cosa pubblica, che non hanno responsabilità nei confronti dello Stato e della comunità; allora, in questo, caso sarebbe grave e lesivo delle libertà. Così non è, quindi non diamo significati che non possono avere, anche quelli relativi all'associazionismo segreto. Per cortesia, stiamo nel seminato. Io voto a favore.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Sì, per dichiarare il mio voto di astensione. Non avrei avuto alcuna difficoltà a votare a favore dell'emendamento se i firmatari fossero stati più chiari e non avessero giocato sull'ambiguità. Non trovo, però, che si possa parlare di trasparenza nel segnalare o meno la partecipazione ad una società bocciofila, piuttosto che di bridge o filatelica. Purtroppo, il votare contrario significherebbe non costringere coloro i quali, invece, partecipano ad associazioni di ben altro profilo e di ben altre finalità. Ripeto, mi sarebbe piaciuto che i colleghi fossero stati meno ambigui e più chiari. Il mio voto, quindi, è di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Votiamo contro, ma dico che questo dibattito, che si è sviluppato su questo emendamento, è servito per farci conoscere almeno il nome di tante associazioni culturali, locali, da quella del pane carasau o a quella che diceva il collega Patelli, per la liberazione della Sardegna, benemerita associazione neonata, ma votiamo contro, non certo e non tanto e non solo perché ravvisiamo in questo un problema delle limitazioni della libertà personale, ma perché rimproveriamo, per così dire, agli autori, ai firmatari di questo emendamento di non aver osato abbastanza. Avete voluto soltanto accennare una direzione senza perseguirla coraggiosamente sino in fondo, perché il problema non è l'associazione della sartiglia o di Sant'Efisio, il problema ha un nome che è chiaro, ed è massoneria. Allora, se voi aveste avuto il coraggio e se avrete il coraggio di dire che i consiglieri massoni devono dichiarare di essere massoni, siamo i primi a votarlo, perché ci onoriamo di militare in un partito che, all'articolo 1 del proprio Statuto, sancisce il divieto dell'appartenenza alla massoneria per gli iscritti di Alleanza Nazionale. Se voi avete il coraggio di scrivere o di riscrivere un emendamento simile, Alleanza Nazionale è la prima a votarlo, ma chiamiamo le cose con il loro nome, perché il dubbio e il problema non sorge se il consigliere è uno che gioca a bocce, ma potrebbe sorgere se il consigliere è un fratello massone. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). So che magari quello che le chiederò, Presidente, può sembrare… Io intervengo, invece, per chiedere cinque minuti di sospensione, dopo la dichiarazione, stando anche in Aula, proprio per una valutazione sul voto di questo emendamento, perché ritengo eccessivo il contrasto che è nato rispetto alla volontà di questo emendamento. Quindi, volevo chiederle cinque minuti di sospensione in Aula.

PRESIDENTE. Ho altre tre dichiarazioni di voto. Facciamo le tre dichiarazioni di voto, poi facciamo la sospensione, onorevole. Nessun altra dichiarazione di voto tranne quelle che ho già.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io ho firmato questo emendamento e non intendo ritirare la mia firma, perché ne condivido lo spirito, e il cosmopolitismo e l'emancipazione del professor Gessa, che ha avuto, bontà sua, l'occasione di confrontarsi con altre realtà, ci ha ricordato che questa è una prassi consolidata in tutto il mondo, soprattutto dove i valori libertari, garantisti sono consolidati. Invece, per fede di campanile, rivalse di paesi, qui sono aleggiate delle offese un po' velate, scomodando strumenti che misurano le correnti eoliche. Ma, quando c'era la turbolenza del Piano paesaggistico regionale, alcuni docenti del dio Eolo hanno rischiato di subire proprio una frattura scomposta, perché era impetuoso quello strumento che doveva condizionare lo sviluppo della Sardegna. Allora, per non scadere a regolamenti di conti, per non subire, come firmatario di questo emendamento, intimidazioni che mi hanno creato apprensione, io dico: "Ma, questa benedetta politica non deve essere un servizio, nel senso più nobile del termine?" Allora, io ho avuto sempre l'esigenza di iscrivermi in un partito, e tutti vedevano i miei movimenti, sapevano i miei impegni. Ecco perché io, nel firmare questo emendamento, non ho visto questa malizia, questa caccia alla massoneria e, in altre circostanze, ho detto che, durante la mia esperienza di consigliere comunale a Cagliari, l'allora sindaco De Magistris, buonanima, quando non riusciva a governare la maggioranza tumultuosa e indisciplinata, addossava alla massoneria tutti gli sfaceli in campo urbanistico, nella nona, perché è una pentola buona per tutte le occasioni. Ecco perché io, personalmente, non ho nulla contro la massoneria, ma chi è iscritto anche all'Opus Dei o ai focolarini, oppure alla massoneria può anche segnalarlo con serenità, perché ha fatto una scelta secondo coscienza.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, Presidente. Anche io, ovviamente, voterò a favore di questo emendamento, anche perché l'ho sottoscritto, e ritengo che, in questo momento, avrei anche potuto fare a meno di fare questa dichiarazione perché i concetti sono già stati espressi a fondo, da una parte e dall'altra. Per quanto riguarda la mia parte, condivido quello che ha detto il professor Gessa, oltre a quello che ha detto, ovviamente, il primo firmatario, cioè l'onorevole Balia. Però, ci sono dei momenti in cui i sottintesi non valgono, cioè, in questo caso, non vale nessun sottinteso e quindi anche io devo dichiarare che voterò a favore. I sottintesi non valgono e non valgono per nulla, e non valgono soprattutto per i politici. Qualche tempo fa, su un giornale sardo, è uscita tra le righe una piccola notiziola, in cui si diceva che Tore Serra era proprietario di un'auto Suzuki del 1975. Ora, se è giusto che ci siano notizie di questo genere, e quindi a noi consiglieri regionali, a tutti gli uomini politici vengono chieste delle cose in più rispetto a quelle che vengono chieste ai cittadini normali, cioè a quelli che non si occupano di politica, io credo che questo "di più" debba essere chiesto anche in questo senso. Per quanto mi riguarda io credo di non dover compilare trenta pagine con le associazioni di cui faccio parte, faccio parte anch'io, come tutti, delle associazioni "di amici della musica o della poesia", dichiarerò quello che ho dichiarato così come ho dichiarato di essere semplicemente possessore di un'auto del 1975, credo che questo è quello che dobbiamo fare molto semplicemente, senza togliere niente a nessuno, senza togliere libertà a nessuno, senza voler vedere in questo emendamento quello che non c'è. Perché, certo, ha ragione, diceva prima l'onorevole Cugini: "vogliamo scoprire quello che intenderemo coprire"; non è così, bisogna semplicemente che facciamo un piccolissimo sforzo e diciamo a quali associazioni noi consiglieri regionali apparteniamo e finisce tutta la questione e finiscono tutti i dubbi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, solo brevemente perché il tema credo che sia importante e i colleghi hanno però evidenziato che in qualche modo non è la panacea di tutti i mali, alcuni colleghi hanno detto che ci sono altri problemi, questo emendamento non risolve poi l'appartenenza alle associazioni segrete perché chi appartiene ad associazioni segrete non lo dichiarerà, tuttavia io credo che se siamo coerenti, se questa Aula ha votato, per esempio, una norma che regola il conflitto di interessi e che, di fatto, rende obbligatoria l'astensione ogni qualvolta c'è un conflitto tra i propri doveri pubblici e un interesse privato, astensione che poi va motivata e dichiarata, ecco, quindi, credo che se l'Aula abbia sposato la direzione del codice etico, della condotta etica, dell'autoregolamentazione anche del conflitto e della trasparenza, e di mettere i cittadini di fronte anche a quelle che sono partecipazioni, interessi, essendo la nostra una funzione pubblica la cosa mi sembra normale, ecco, credo che anche se questo emendamento probabilmente non risolva, forse non va neanche enfatizzato, però io credo che sia un piccolo aiuto per dare ancora maggiore autorevolezza e maggiore trasparenza all'operato di ognuno di noi. Quindi, per quanto mi riguarda il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Corda… dopo l'intervento dell'onorevole Corda abbiamo finito e facciamo cinque minuti di sospensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Ma, può darsi che il contenuto dell'emendamento, questa aggiunta all'articolo 10 in cui si dice: "nonché le associazioni di qualsiasi natura delle quali fanno parte" può darsi che si riveli anche inefficace. Però, non capisco, non vedo dove possa essere l'offesa, dove possa essere il limite della libertà altrui, dove possa urtare la sensibilità di ciascuno. Può darsi, ripeto, che si riveli inefficace, ma il perché della contrarietà non riesco a percepirlo, non riesco a capirlo. Semplicemente si vuole tendere a creare elementi di trasparenza. Il dichiarare l'adesione ad un'associazione, qualunque essa sia, non vedo quale sia l'ostacolo, la difficoltà. Se è legale appartenervi, se è un'associazione riconosciuta, qual è il motivo che osta? Io non so se vi possano essere reconditi motivi nella stesura di questo emendamento, io non li vedo, e ripeto, non vedo la ragione della contrarietà. Per cui io ritengo di esprimere il voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Colleghi, sospendiamo per dieci minuti, riprendiamo alle ore 18 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 38, viene ripresa alle ore 19 e 02.)

PRESIDENTE. Bene colleghi, la riflessione è durata oltre il previsto…

ARTIZZU (A.N.). Anche oltre il dovuto.

PRESIDENTE. E anche oltre il dovuto, grazie per l'utile suggerimento onorevole Artizzu, non mi faccia una lettera…

Prego i colleghi di riprendere posto. Dobbiamo votare, colleghi, l'emendamento numero 342 per parti. Allora colleghi, emendamento numero 342, lo votiamo per parti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Per chiedere il voto a scrutinio palese.

PRESIDENTE. Grazie. La votazione è elettronica, prego i colleghi di predisporsi alla votazione. Votiamo la prima parte fino a "delle quali fanno parte". Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 342 sino a " delle quali fanno parte".

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Contu - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Uggias - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Milia - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 70

astenuti 5

maggioranza 36

favorevoli 36

contrari 34

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Votiamo la seconda parte, anche questa con scrutinio elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 342, parte seconda.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Porcu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Randazzo Vittorio.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 73

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 2

contrari 71

(Il Consiglio non approva).

Va bene, colleghi, passiamo all'articolo 13 bis. Al 13 bis avevamo lasciato in sospeso gli emendamenti aggiuntivi numero 220, 335 e 677.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Dopo, dopo.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, il "220"…

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. E' stato ritirato. Sugli emendamenti numero 335 e 677 è stato presentato un emendamento di sintesi a firma delle colleghe Corrias, Barracciu, Cerina, Cocco, Lanzi, Lombardo, Sanna Simonetta, Caligaris.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 817:

EMENDAMENTO aggiuntivo CORRIAS - BARRACCIU - CERINA - COCCO - LANZI - LOMBARDO - SANNA Simonetta - CALIGARIS

Art. 13 bis

Dopo il comma 2 dell'articolo 13 bis è aggiunto il seguente:

"2 bis. In attuazione del principio costituzionale delle pari opportunità tra donne e uomini, le nomine di cui al comma 2 sono determinate promuovendo complessivamente la presenza paritaria d entrambi i generi, ciascuno dei quali deve essere comunque rappresentato in misura non inferiore al 40 per cento, e fermi restando gli altri requisiti e i criteri previsti dalle singole leggi.". (817).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, ma non per voler a tutti i costi sottolineare alcuni aspetti peculiari della politica del mio partito, l'ho già fatto prima a proposito dell'argomento piuttosto scottante che era l'attenzione dell'Aula, ma ecco, certamente per fugare qualunque tipo di problema relativo, invece, alla sostanza di quest'emendamento di sintesi e sottolineando che da parte nostra esiste un profondo rispetto e profonda volontà di valorizzare in tutti i campi, quello politico, quello istituzionale, quello amministrativo, la figura femminile come portatrice di grandi valori e di grandi contributi che può dare. Io credo che…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Artizzu. Le chiedo scusa.

Colleghi, è quasi impossibile lavorare. Io non riesco a capire una parola delle cose che dice l'onorevole Artizzu.

ARTIZZU (A.N.). Dicevo, Presidente…

PRESIDENTE. Non va bene. Tra le altre cose se i colleghi continuano a usare in modo esagerato il telefono in aula isoliamo l'aula, perché non è possibile che si parli in venti contemporaneamente al telefono perché questo produce un rumore di fondo che non è sopportabile. Prego, onorevole Artizzu.

ARTIZZU (A.N.). Sulle modalità di voto, Presidente. Chiedo la votazione con scrutinio segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina. Ne ha facoltà.

Scusi, onorevole Cerina, dichiarazioni di voto non se ne possono fare se non per dichiarare l'astensione perché è stato richiesto il voto segreto.

CERINA (Progetto Sardegna). No, no, mi ero prenotata io prima per parlare… mi ero prenotata per parlare…

PRESIDENTE. No, onorevole Cerina lei si è prenotata dopo l'onorevole Artizzu, altrimenti le avrei dato la parola. Tuttavia poiché l'onorevole Artizzu, che era il primo iscritto a parlare, ha chiesto la votazione per scrutinio segreto non sono ammesse dichiarazioni di voto se non per astenersi e credo che non sia il suo caso. Quindi la pregherei di prendere atto che è così e votiamo.

CERINA (Progetto Sardegna). E, insomma, si tratta di essere scattisti qua, non…

PRESIDENTE. Onorevole Cerina…

CERINA (Progetto Sardegna). No, no…va bene! Basta!

PRESIDENTE. La ringrazio e mi dispiace che lei non possa rappresentare le ragioni che stanno dietro l'emendamento di sintesi, tuttavia così è la regola.

Colleghi, insisto nel dire che c'è troppa confusione, quindi vi prego di stare al vostro posto e vi prego di predisporvi alla votazione per scrutinio elettronico segreto.

L'onorevole Marracini è pregato di tornare al suo posto. Si cerchi un posto, onorevole Marracini. Questo è un problema, lo so, lei ha ragione, ma... Guardi, vicino all'onorevole Sabatini… sì, ma questo è posto dei segretari, onorevole Marracini. Avrei piacere che lei fosse segretario ma…

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 817.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 78

votanti 77

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 36

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.)

BARRACCIU (D.S.). Fascisti! Fascisti e della peggior specie! Fascisti e reazionari!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì, Presidente, mi dispiace perché siamo nella fase finale e per la seconda volta le devo chiedere la cortesia, anche ai colleghi, di avere una sospensione di un quarto d'ora.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, sì, va bene, vista la situazione...

MARROCU (D.S.). Non fare l'ironico!

PRESIDENTE. Accogliamo la proposta, onorevole Marrocu se lei è d'accordo riprendiamo alle 19 e 45. Va bene, colleghi, la seduta sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 15, viene ripresa alle ore 19 e 56.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo il nostro lavoro. Colleghi, prego di prendere posto.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Intanto per una sottolineatura di carattere culturale, credo che alla vigilia dell'8 marzo non si potesse ottenere un risultato migliore di questo per sottolineare il divario culturale che c'è ancora e persiste all'interno di questo Consiglio regionale. La bocciatura dell'emendamento che avrebbe determinato una significativa presenza delle donne in posti di responsabilità...

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di accomodarsi dentro l'aula evitando di affacciarsi al terrazzino?

CALIGARIS (Gruppo Misto). ... finalmente...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, è una pessima impressione.

DIANA (A.N.). Non è che lo può fare solo a noi!

PRESIDENTE. No, no, lo faccio a tutti, lo faccio a tutti e lo sto facendo in continuazione, onorevole Diana, lei non si senta toccato più del necessario. Se ci sediamo, ho richiamato tutti almeno dieci volte. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Dicevo, appunto, che la situazione che si è creata in quest'Aula è significativa del fatto che, purtroppo, esiste questo divario e soprattutto c'è stato un atteggiamento che io reputo irresponsabile da parte di un numero consistente di componenti di questa maggioranza che in modo sconsiderato hanno dato il sostegno a chi, chiedendo il voto segreto, sapeva già evidentemente perché da prima c'erano stati segnali e comunque c'erano stati condizioni perché ciò accadesse, bocciare questo emendamento. Poteva essere un motivo di vanto di questo Consiglio - così come lo è stato l'accogliere il 40 per cento in Giunta - poter contare in tutta Italia un primato, quello non stabilito dalla volontà di un Presidente, ma dalla volontà di un intero Consiglio regionale che valuta positivamente la parità. Quindi, sono molto delusa e pur dando il mio voto favorevole alla legge, proprio per questo atteggiamento della maggioranza non parteciperò venerdì alla riunione di maggioranza sulla finanziaria, per rimarcare il principio che la maggioranza deve essere maggioranza sempre, e non guardare soltanto a chi parla apertamente e si confronta con lealtà, ma soprattutto a chi nel buio e nel segreto lavora contro una maggioranza e contro il presidente Soru perché questo è avvenuto stasera. L'attacco è stato nei confronti della Giunta e del Presidente della Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). L'articolo 135 del Regolamento mi consente di non parlare al vento usando la lingua che mi hanno insegnato mio padre e mia madre quando ero piccolo e mi hanno allevato. E lo faccio per dovervi anticipare a tutti che io voterò contro questa legge. Questa che è una legge che dovrebbe stabilire dei principi cardine e che oggi abbiamo all'ordine del giorno della discussione. Non è cosa di poco conto quello che oggi stiamo facendo ed è per questo che voglio far sentire anche la mia voce: "stiamo scrivendo una importante pagina della storia dell'autonomia e della specialità della nostra Regione, ma non sarà una pagina che verrà ricordata a memoria. Avremmo voluto cantare un ben altro motivo. Questa poesia ci lascia sgomenti perché finisce per scontentare tutti. Questa legge statutaria è destinata a restare per molti anni come un punto fermo per tutti i sardi, quasi come la stella che annuncia l'alba e che era salutata dagli agricoltori all'inizio della loro giornata di lavoro. L'intenzione è stata molto alta, ma non siamo forse riusciti a ottenere quanto ci aspettavamo. Ogni articolo costituisce una preoccupazione, per poterlo riparare occorrerebbe una sarta per poter cucire le numerose zeppe e nonostante questo non avete voluto ascoltare le nostre proposte. Per tutti gli emendamenti avete detto no. Questa legge è senza fondamenti e non è scritta con le mani di tutti, di chi comanda e di chi sta all'opposizione. Ma a quale santo occorre fare voti per far sì abbia una vera approvazione ?

Se tornasse in vita la buonanima di Emilio Lussu certo ne sentireste di mugugni e urla: "Un danno troppo grosso, davanti allo Stato vi siete tutti inchinati, senza che venisse difesa la speranza e l'autonomia che avevo acceso nel cuore dei sardi, scrivendo il nostro Statuto. Ma le cose oggi sono diverse, nel '48 c'era fame, eravamo tutti magri e nonostante questo non ci inchinavamo agli stranieri". Ancora una volta ha avuto ragione la saggezza dei proverbi " in proporzione al buco si ha l'animale".

Certo non faccio vanto di una legge che sembra un fantasma. Dieci Assessori con il Presidente non capita di verderli ogni giorno, come oggi, tutti seduti di fronte al Consiglio Regionale e datemi retta, sembra proprio fatto apposta, lo stesso numero degli Assessori che dovranno restare in funzione dopo questa estenuante votazione.

Per poter giudicare mi sembra ancora presto, ma il buon giorno si vede dal mattino. E non mi sembra di cogliere alcun gesto di buona volontà e di comprensione, non sembriamo neanche in Primavera, ma da parte della maggioranza neanche un minimo accenno di disponibilità.

Non è la legge che si aspettano i Sardi, ne riparleremo molto presto (un giorno che non tarderà ad arrivare).

(Traduzione dell'intervento svolto in lingua sarda redatto a cura dell'oratore).

PRESIDENTE. Grazie...

CAPELLI (U.D.C.). Lo lasci finire...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). No, deu chistionu in sardu però voto a favore de custa lei contrariamente hadi narau su collega Pisano. Signor Presidente e Assessori, colleghe e colleghi, non vi nascondo di aver partecipato alla discussione su questa legge statutaria che comprendo, non ha la valenza politica del nuovo statuto con sofferenze e anche con una certa amarezza. Sofferenza perché si capiva sin dall'inizio che una legge di taglio presidenzialista non poteva essere resa compatibile con una logica parlamentarista e che sarebbe stato difficile persino attenuarla o mitigarla come taluni hanno sostenuto per cui la legge che noi oggi approviamo è comunque una legge presidenzialista che continuerà a produrre effetti preoccupanti secondo il mio punto di vista sul distacco tra cittadini e istituzioni, tra cittadini e la politica, contribuirà a ridurre il ruolo delle Assemblee elettive, a personalizzare la politica dove gli uomini soli al comando continueranno a decidere per gli altri nel bene e nel male aumentando la cultura della delega e riducendo la partecipazione democratica.

Non voglio e non posso sottovalutare però i risultati ottenuti in senso migliorativo della legge rispetto al testo presentato, tra cui alcune maggiori competenze del Consiglio rispetto alla Giunta, la maggiore possibilità di indizione dei tre referendum, questo c'è stato il miglioramento del testo presentato alla Commissione, ho apprezzato molto invece il disegno di legge della Giunta ed in particolare il buon precedente sulla quota minima di genere il quaranta percento che poi ha avuto questo inciampo in aula e spero sia recuperato con la legge di riorganizzazione della Regione che verrà presentata, per citare solo alcuni esempi.

Però questi fatti migliorativi non hanno modificato e intaccato la forma presidenzialista, per cui questa legge statutaria è una parte del processo riformatore che è molto importante. Io esprimerò un voto favorevole manifestando al contempo un dissenso di fondo su questa legge perché è di taglio presidenzialista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, molto brevemente per, intanto dichiarare immediatamente il voto favorevole ma anche per evidenziare alcuni aspetti che mi sembra d'obbligo, sapendo che non sfugge a nessuno che questo è stato un dibattito lungo che ha tenuto questa aula impegnata, io credo quasi per due mesi con aspetti che emergono, emergono anche fortemente. Da una parte chi ha voluto utilizzare questa legge in maniera strumentale per impedire a questa maggioranza di portare in porto una importante legge sulla quale ci eravamo impegnati facendo in modo che venissero anche dilatati i tempi per arrivare a discutere la finanziaria e imponendoci anche un esercizio provvisorio, un ulteriore tempo di esercizio provvisorio. Dall'altra, e questo è stato fatto con circa ottocento emendamenti dei quali a nessuno sfugge la maggior parte privi di contenuto e utili soltanto appunto per questo aspetto, e dall'altra il fatto che attraverso questa legge elettorale, scusate questa legge statutaria, c'è all'interno di questo Consiglio una parte che ritiene che la forma di governo, quella che si sta approvando non è quella che avremmo sicuramente voluto, c'è stato un momento in cui in maniera strumentale, c'è stata in quest'aula anche chi ha voluto utilizzare questo aspetto, io dico che è stato evitato all'ultimo momento, però è anche vero che come componente di un Gruppo, lo SDI, abbiamo voluto sottolineare quelli che sono i fatti positivi che emergono in un parlamentarismo che noi avremmo voluto che fosse contenuto all'interno di questa legge e quelli che sono gli aspetti negativi che invece in qualche modo sono i contenuti di una legge statutaria che stiamo portando in porto. Credo che altri aspetti che ci hanno tenuto lungamente, siano lo stesso da sottolineare e non ultimo anche questo della partecipazione delle donne al governo, sia in Giunta e sia in quelli che sono gli enti, a me dispiace molto la conclusione stasera con un voto segreto che sicuramente si sarebbe e si doveva evitare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LANZI (R.C.). Grazie Presidente. Ma, veramente io mi ero preparata un intervento su questa legge statutaria per evidenziare l'aspetto positivo che comunque quest'Aula aveva raggiunto, nel momento in cui aveva approvato l'emendamento sulla parità di genere, che metteva tra l'altro la Sardegna ai primi posti tra le regioni d'Italia. Ma, ecco, che subito, insomma, è bastato poco perché questo risultato fosse immediatamente svilito dal ricorso al voto segreto. Dispiace questo perché è la dimostrazione, se ce ne volesse ancora tra l'altro, che quest'Aula ancora una volta si è celata e si è nascosta e ha nascosto la propria ignoranza culturale, quello che si è dimostrato dietro un tasto. Dispiace Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta, dell'immaturità politica che regna nella più alta istituzione della Sardegna, e mi chiedo se veramente c'è un senso di responsabilità, o se tutti abbiamo la consapevolezza del senso di responsabilità quando esercitiamo il nostro diritto di voto. Mi chiedo se tutti abbiamo la consapevolezza del mondo che sta fuori da queste mura, di quante donne e uomini combattono per ottenere risultati importanti e di quanto ci siano, anche se non piace che sia detto, delle donne che faticano il doppio degli uomini per ottenere posizioni e ruoli, che voi avete con strade molto più preferenziali rispetto a noi. Lo so che questo non piace che venga detto, potrà essere sminuito, potranno essere attaccate le donne perché combattono per ottenere le riserve indiane, potrete dire quello che volete, però oggi, in poco tempo e in modo poco dignitoso, avete dimostrato che questa arretratezza culturale l'avete tutta. Il mio voto sarà favorevole alla legge, comunque, perché nonostante tutto ci sono forze politiche che in quest'Aula, dignitosamente, lealmente e correttamente hanno dimostrato di non condividere idee e impianti della legge, ma si sono impegnate lealmente, senza ricorrere a nessun voto segreto, in modo palese, anche criticando alcune parti della legge, ma costruendo, quello che non è stato fatto qui in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Il Consiglio è una tornata di quattro settimane ha dimostrato dell'importanza e della complessità dei contenuti di questa legge; si tratta lo sappiamo tutti, lo sappiamo bene, di legge rinforzata di rango superiore, cioè legge ordinaria, inferiore solo alla legge di rango costituzionale. Sono considerazioni ovvie che tuttavia contribuiscono a meglio definire la portata del provvedimento che stiamo esaminando. E'soprattutto per questo motivo che lamento il totale silenzio di questa legge su uno degli aspetti emblematici dell'…autonomista, che a noi tutti sembrano vivere dell'apparenza. La difesa della nostra identità, l'istintività, che è alla base della nostra condizione di populu, un silenzio che non promittiri... Se il riconoscimento e il rafforzamento della nostra identità è materia riservata allo Statuto, il silenzio della legge statutaria rischia di estendere, dopo tante chiacchiere male assortite, il preoccupante velo dell'oblio su uno dei temi centrali della battaglia, facendo evaporare anche quelle realtà minori che tuttavia, per ragioni storiche, culturali e linguistiche, hanno diritto di essere riconosciute come corpus a se stante. E' il caso di Alghero, una comunità compiuta, i cui valori ancora vivi nella popolazione devono essere tutelati espressamente, sia in questa legge, che in quanto sarà il tempo e il nuovo Statuto. Questo riconoscimento costituisce un arricchimento della società sarda e dei suoi valori autonomistici. Chi erroneamente paventa che possa generare un impoverimento, evidentemente, non comprende come la diversità sia motivo di confronto nobile e rapporti umani. Non comprendo perciò perché la statutaria non faccia alcun riferimento al problema delle identità minori, nonostante l'invadenza dei temi statutari. Signor Assessore, il problema del definitivo riconoscimento identitario di Alghero, legato alla sua catalanità, è un problema molto sentito, come è sentita da tutti i sardi l'insularità e la condizione di regione periferica nei confronti delle altre regioni italiane. Pretendere anche dall'Unione Europea, oltre che dallo Stato, il riconoscimento di questo handicap è indispensabile. Aggiungo che gli interventi comunitari a favore delle regioni ultraperiferiche, come noi ci consideriamo, per il forte disagio generato dall'isolamento e i riflessi negativi che procura all'economia, allo sviluppo sociale, agli scambi culturali ecc. hanno consentito di colmare il…

PRESIDENTE. Onorevole Giorico!

GIORICO (Gruppo Misto). Dichiaro il voto favorevole a questa legge, con la speranza che l'Assessore tenga conto di quanto ho potuto brevemente accennare. E' colpa mia se non ho fatto in tempo a poter intervenire più compiutamente e fare il discorso…

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Giorico.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente. Ma io, sinceramente, sono rimasto colpito dall'intervento dell'onorevole Masia. Se non fosse per il rapporto anche di amicizia che mi lega, avrei detto che ci vuole una bella faccia tosta ad imputare alla minoranza i ritardi dell'approvazione di questa legge. I ritardi, onorevole Masia, sono stati tutti ed esclusivamente vostri, e lei non può dire a questa minoranza che ha in qualche maniera ritardato la presentazione della finanziaria, perché la finanziaria, a oggi, è ancora parcheggiata negli uffici del Presidente del Consiglio. Pertanto, tutti i ritardi sono da imputare solo ed esclusivamente a voi. La dimostrazione è che molti articoli, non ultimo l'articolo primo, fondamentale, è stato approvato oggi, la dice lunga sull'iter che ha seguito questa legge.

Allora, diciamola tutta, non eravate d'accordo in Commissione, tant'è che questo testo è stato non dico stravolto ma quasi, rispetto al testo della Commissione, è arrivato comunque in Aula in un momento di emergenza; l'emergenza qual era? Non avevamo altro da fare in Aula, perché non potevamo discutere in Commissione la finanziaria. Quindi, questo è ciò che si è verificato.

Ora, voglio dire che gli emendamenti che abbiamo presentato noi dell'opposizione fossero strumentali, beh, questo, guardi, credo che lo dica solo lei, perché moltissimi emendamenti sono stati ritirati, su molti emendamenti non siamo intervenuti, sono stati votati e basta, non abbiamo fatto assolutamente ostruzione, perché se avessimo fatto l'ostruzionismo vero, come voi siete capaci di fare e lo avete dimostrato negli anni precedenti, beh, saremo qui ancora a Natale per approvare questa legge. Beh, noi avremmo voluto invece approvare questa legge con i due terzi, così come recita l'ultimo comma dell'articolo 15 dello Statuto, avremmo voluto approvarla con i due terzi, per evitare anche l'eventuale referendum, se non richiesto da un terzo o a da un trentesimo degli elettori della Regione Sardegna. Beh, voi non vi siete assolutamente sforzarti. Lo dico anche a lei, Presidente Soru, che oggi si è, come dire, precipitato qui in pompa magna, con tutta la sua Giunta. Io ringrazio l'onorevole Assessore Dadea che ha tenuto veramente banco qui, ma gli Assessori oggi che si presentano qui in pompa magna, quasi in passerella, per festeggiare che cosa? C'è poco da festeggiare, questa è una legge che è nata male e la sua approvazione… ma voglio dire, le testimonianze arrivano anche da banchi della maggioranza, mi pare che siano più evidenti, non siete riusciti a mettere in piedi un testo di legge che, in qualche maniera, potesse coinvolgere anche la minoranza. Ci avete sempre sistematicamente escluso. Di fronte a questo, è ovvio che il voto non può che essere negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie Presidente. Anch'io non posso che esprimere una profonda delusione per il voto che c'è stato poc'anzi, sull'emendamento che riguardava le donne e il genere. Io accetto sempre le sconfitte, poi dirò anche qualcos'altro su queste sconfitte, ma questa, veramente, è una di quelle sconfitte che dispiacciono, perché è una sconfitta che avviene con un voto segreto, e perché è una sconfitta che viene da parti importanti, importanti nel senso numerico, della maggioranza. Io non ho rinunciato, per quanto riguarda la legge che abbiamo in discussione, al voto finale, non ho rinunciato ai principi che ho avuto modo di esprimere anche nella parte iniziale della legge. Noi siamo contro il presidenzialismo, siamo parlamentaristi, l'abbiamo detto e lo ripetiamo. Abbiamo provato, per quanto mi riguarda, a proporre sommessamente anche senza intervenire su tutti gli articoli, senza intervenire su tutti gli emendamenti, abbiamo provato a fare delle proposte che andassero nella direzione da noi auspicata; diciamo che, sostanzialmente, queste proposte sono state tutte quante respinte. Noi sappiamo comunque cosa vuol dire stare in una coalizione e abbiamo anche coscienza del peso che ciascuno di noi e ciascun partito ha in questa coalizione, il peso numerico. Anche se io credo di rappresentare una fascia importante della società, che è la fascia più debole, quella degli ultimi che viene spesso dimenticata. Sappiamo anche quali sono e quali devono essere i ruoli della maggioranza e della minoranza, e i ruoli della minoranza dell'interno della coalizione. Accettiamo anche le sconfitte, però diciamo che questa volta una sconfitta in questo senso è stata veramente sostanziosa e pesante. Alcune modifiche, certo alcune modifiche rispetto al testo originario ci sono state e le abbiamo apprezzate e le apprezziamo, qualcuno è stata già citata: quella per quanto riguarda il genere femminile appunto, quella del potere regolamentare e alcune altre questioni sono state accolte. Io ritengo che non siano state comunque sufficienti, io voterò per quello che ho detto prima, per come facciamo, per la nostra parte politica, per il senso di appartenenza a una maggioranza, voterò a favore di questa legge e voterò come se stessi votando la fiducia alla Giunta, l'azione di questa maggioranza non si esaurisce con questa legge, io voterò la fiducia. Ritengo, però, che d'ora in poi sarebbe necessario che si tenesse maggiormente conto anche di quelle parti di cui ho detto e soprattutto dalla mia parte, sia per quanto riguarda la rappresentanza, che ho detto, sia per quanto riguarda le fasce che rappresentiamo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Serra.

Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Grazie, Presidente. La maggioranza all'inizio dei lavori in quest'aula, su questa legge, c'ha ricordato che questa legge giaceva in Commissione da più di un anno, come dire che avevamo tutto il tempo per discuterla e migliorarla e che, quindi, non avevamo il diritto di stare a lungo per i lavori dell'aula. Soprattutto, se è vero come ci ha ricordato l'onorevole Cugini all'inizio dei lavori, che l'opposizione non ha partecipato granché ai lavori della stessa Commissione, e che quindi non ha dato un contributo sufficiente. Ma, anche se questo fosse vero, mentre invece io continuo a pensare che come al solito si tratta dello sport preferito in quest'aula, cioè dagli al consigliere dell'opposizione, che tanto non ha voglia di lavorare e che, nella migliore delle ipotesi, cerca soltanto, per usare le parole del collega Uras, di ostacolare il lavoro di chi ha voglia invece di lavorare, e che in ogni caso il miglior risultato possibile è quello vicino allo zero, per usare invece parole dell'assessore Dirindin. Ripeto, che anche se fosse vero, questa direttrice certamente non mi trova d'accordo. Come dire che la durata dei lavori deve essere inversamente proporzionale alla durata dei lavori nella Commissione. Forse, è perfino inutile ricordare che Aula e Commissione sono due momenti istituzionali ben diversi, e diversi da quella che è la democrazia parlamentare. E' inutile, non perché voi questo non lo sappiate, ma perché semplicemente la maggioranza ormai tende a licenziare, vorrebbe licenziare il più in fretta possibile qualunque tipo di provvedimento, e questo se possibile rimovendo qualunque ostacolo che possa venire dall'opposizione. E' anche per questo, perché noi la pensiamo diversamente, che non ci piace questa legge statutaria, che incide sulla legge elettorale e incide sullo Statuto, ma non è né legge elettorale né Statuto. Personalmente, io appartengo ancora alla schiera di quelli che ritenevano che lo strumento più idoneo fosse quello dell'assemblea costituente, noi ci abbiamo creduto poco nella scorsa legislatura, ma voi invece oggi avevate i numeri per darci e per dimostrarci il contrario. Ma, io sono convinto che voi invece avete un'altra idea di Sardegna, un'idea chiara, non avete bisogno di confrontarvi a lungo con le parti sociali e con gli enti locali. Lasciateci l'opinione che ancora una volta avete perso l'occasione per ascoltare la forte contrarietà del popolo sardo sul metodo e sul merito. Voterò contro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.

Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. C'è molta strada da fare, viene subito da dire dopo il voto di poco fa. Noi ne siamo consapevoli, signor Presidente. Perché? Perché è dura a morire una cultura politica dominata ancora da oscurantismi e pregiudizi, da una cultura politica perennemente maschilista. In quest'aula abbiamo visto l'utilizzazione di strumenti e metodi che impediscono, chissà ancora per quanto tempo, la presa d'atto di una realtà nuova evidente, ovvia direi, la realtà, appunto, delle questioni di genere. Forse, il voto di stasera non c'entra proprio nulla con la questione di genere. Forse, gli obiettivi erano e sono ancora altri; è una riflessione che stiamo facendo noi all'interno di Rifondazione Comunista. C'eravamo illusi, ci siamo sentiti gratificati troppo presto per lo straordinario successo e il grande risultato che abbiamo ottenuto l'altro giorno sul voto, appunto, sulla questione di genere. Ci siamo impegnati in questa legge con contraddizioni anche nostre interne, voi sapete come la pensiamo sul presidenzialismo, però col nostro impegno e la nostra forza siamo riusciti anche a smascherare, e questo è un merito che noi ci prendiamo, tutto nostro, a smascherare la strumentalizzazione della destra, purtroppo ahimè non siamo riusciti a far emergere contraddizioni e vecchi pregiudizi, che si annidano ancora in pezzi consistenti del centrosinistra. E' triste, signor Presidente, ma abbiamo la necessità di andare avanti e noi di Rifondazione Comunista non ci tiriamo indietro, è una giornata triste ma, ripeto, andiamo avanti con tutte le contraddizioni che abbiamo e voteremo questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io confesso che è una delle occasioni in cui davvero è una dichiarazione di voto sofferta, che richiama al senso di responsabilità. Perché, come sapete, abbiamo fatto una battaglia alla luce del sole, con colleghi del centrosinistra, abbiamo sottoscritto emendamenti anche del Partito Sardo d'Azione, per affermare un modello differente, per quanto riguarda il sistema alternativo, a quello presidenzialista. E' stata una battaglia che non ha raccolto il successo sperato, e di questo abbiamo preso atto e, ciò nondimeno, abbiamo lavorato perché il sistema presidenzialista venisse temperato da una serie di accorgimenti e, in questo senso, riconosciamo che una parte effettivamente ha colto nel segno, nell'ottica di un riequilibrio di poteri tra il Presidente, la Giunta e il Consiglio regionale. Sia individuando e limitando i poteri del primo, sia ampliando quelli del Consiglio regionale, accanto al tradizionale potere legislativo si è reso operativo e concreto il sistema di controlli e, soprattutto, quella funzione di indirizzo, che prima era enunciata come mero principio. E allora, abbiamo preso atto delle modifiche che hanno colto nel segno per la materia referendaria, abbiamo preso atto delle novità introdotte. Certo non è la legge che noi avremmo voluto, è un voto tecnico che noi diamo, signor Presidente, è un voto positivo ma ci rivolgiamo alla maggioranza perché davvero, richiamando le parole di Giorgio La Pira, bisogna imparare a fare come fanno i contadini che guardano la sera il cielo per vedere che tempo farà domani. Ecco, in questo senso e un invito a non richiudersi in quello che sarà il futuro partito democratico perché ci sono altre forze del centrosinistra che vogliono partecipare a pieno titolo, altrimenti...

PRESIDENTE. Prego, onorevole, concluda.

PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per concludere.

PRESIDENTE. Non per concludere, dichiari il voto.

PITTALIS (Gruppo Misto). L'ho già dichiarato, signor Presidente, che voteremo favorevole, e abbiamo spiegato il senso tecnico e abbiamo anche fatto qualche considerazione politica.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). La dichiarazione di voto del nostro Gruppo verrà affidata al collega Giambattista Orrù che nella prima Commissione ha dato tanto di contributo per il buon risultato di questa legge, e io lo ringrazio così come ringrazio la collega Angela Corrias e Renato Cugini che hanno lavorato nella prima Commissione. Così come penso che sia giusto un ringraziamento per il lavoro svolto al Presidente della Commissione nonché relatore, Stefano Pinna.

Però ho deciso di partecipare anch'io, pur avendo deciso nel Gruppo di affidare al collega Orrù la dichiarazione del Gruppo...Sì, hai fatto bene, Peppino, così come credo che sia giusto un ringraziamento di tutti, compresi i colleghi che non voteranno la legge, all'assessore Dadea per l'impegno profuso a nome della Giunta e per il lavoro fatto non mancando in quest'Aula neppure un minuto alla discussione e per la partecipazione e il contributo fornito a questa legge.

Ho deciso di partecipare anch'io con la mia dichiarazione di voto perché io ritengo, al di là delle dichiarazioni fatte dai colleghi, che sto partecipando invece ad uno dei momenti più alti e più importanti della vita di questo Consiglio e di questa legislatura, votando una legge statutaria, una legge fondamentale e votando una legge che va nella direzione di un impegno politico assunto nel giugno 2004 di riformare realmente questa Regione.

E' la prima Regione a Statuto speciale che si dà una legge statutaria compiuta; è l'inizio di un processo di riforma che poi porterà alla legge di organizzazione, alla legge elettorale e, mi auguro rapidamente, anche ad una proposta unitaria di questo Consiglio di riforma e di rinnovamento dello Statuto autonomo della Sardegna.

Quindi, sto partecipando ad uno dei momenti che io ritengo dei più alti e più importanti e significativi della vita di questo Consiglio; e sono orgoglioso di farlo e quindi lo faccio votando con grande convinzione questa legge e ritengo che abbia sbagliato chi invece ha pensato, in modo pregiudiziale, dall'inizio a una eventuale conclusione di questa legge che li portava al voto contrario.

Voglio aggiungere soltanto che anch'io sono dispiaciuto per il voto, soprattutto per il modo con cui è venuto. Vedete, ci siamo divisi anche su un altro emendamento ma lo abbiamo fatto alla luce del sole, assumendoci le responsabilità e anche consentendo all'interno del Gruppo che ci fosse differenziazione di voto. Non c'è bisogno di nascondersi dietro il muretto o dietro questo aggeggio per manifestare il proprio dissenso e la propria non disponibilità al voto a un emendamento: quello è un fatto negativo che offende tutti, offende chi ha votato, offende l'intera Aula e offende tutti noi. E io, da questo punto di vista, assumo un impegno: io mi auguro che ci sia un impegno della Giunta, ci sarà...

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Trenta secondi soltanto.

PRESIDENTE. Ma non è possibile perché poi lo dobbiamo fare per tutti, onorevole Marrocu.

Concluda, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Quell'impegno, previsto in quell'emendamento, per quanto riguarda i Democratici di Sinistra sarà comunque rispettato dalle prossime nomine, al di là di quello che sarà o no contenuto nella legge statutaria. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). Grazie, signor Presidente. Per esprimere il mio voto favorevole, in linea con le dichiarazioni del Gruppo consiliare della Rifondazione Comunista.

La legge statutaria, pur ripulita e modificata dai lavori in Aula, presenta alcuni elementi, come l'elezione diretta del Presidente della Giunta, che noi di Rifondazione Comunista non abbiamo condiviso nella prima stesura della legge e che però non ci ha impedito di dare il nostro contributo per migliorare la proposta di legge e costruire uno strumento nuovo e moderno, capace di disciplinare gli aspetti fondamentali del funzionamento degli organi regionali; cosa che non hanno fatto, come nell'ultimo votazione, settori consistenti di questa maggioranza che preferiscono nascondersi dietro il voto segreto.

Io penso che la fase successiva dovrà essere quella di approvare la legge elettorale, assumendo modelli di democrazia dove poter conciliare il principio della rappresentanza con quello della governabilità, che consenta ai cittadini sardi di sentirsi protagonisti attivi dell'attività istituzionale della Sardegna: è su questo scenario che rimane aperto il confronto e noi, come Partito e come Gruppo della Rifondazione Comunista non mancheremo di portare il nostro contributo di idee e di proposte.

La norma, così come è stata modificata dall'Aula, presenta certamente un impianto complessivo condivisibile e apprezzabile poiché favorisce un potenziamento delle funzioni di controllo del Consiglio sulle principali scelte effettuate dall'Esecutivo.

La discussione, così come si è sviluppata in queste settimane, e anche in questi ultimi momenti, all'interno dalla maggioranza deve servire per far maturare l'idea che ascoltarsi di più, interloquire di più, anche con quelli che esprimono posizioni critiche o semplicemente diverse dal resto dalla maggioranza, possono rafforzare quel patto programmatico che la nostra coalizione ha sottoscritto con gli elettori sardi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licheri. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, inizio con una battuta a rischio che le colleghe mi consentiranno, anche dopo l'episodio di prima. E' una battuta maschilista ma non è mia, è di Piero Calamandrei che, dicendo un giudizio critico sulla Costituzione italiana, affermava che essa "era come un signore di mezza età dai capelli brizzolati a cui una giovane amante ha strappato tutti i capelli bianchi per farlo sembrare più giovane e la compagna più anziana ha strappato tutti i capelli neri per farlo apparire più vicino alla sua età". Questo era il modo, secondo Calamandrei, in cui non bisognava fare le Costituzioni, le leggi costituzionali perché venivano fuori senza un'anima, senza un programma.

Io credo che noi non siamo caduti in questa contraddizione, la nostra legge statutaria ha un chiaro indirizzo di recupero di poteri politici alla cittadinanza: rafforzamento degli istituti di partecipazione popolare; capacità e possibilità di esprimere un giudizio sul Governo, un Governo fondato sulla attribuzione diretta del mandato popolare al capo dell'Esecutivo; e un giudizio e una capacità di rispondere al compito importante di codeterminare l'indirizzo politico all'organo legislativo, attraverso un rafforzamento dei suoi poteri, una chiarificazione delle sue potestà e direi anche un ampliamento rispetto a quella pagina bianca che entrambi gli istituti, l'esecutivo e il legislativo, erano scritte nel nostro Statuto. Io dico che rimane una pagina bianca, che, se il dibattito fosse avvenuto senza i tatticismi e l'ortodossia delle posizioni, avremmo potuto fare delle cose migliori. Ci sono dei capitoli aperti: le leggi di completamento e attuazione; la riforma del Regolamento consiliare; la creazione di nuovi istituti, come la Commissione di garanzia statutaria. Questo sarà il compito di questa seconda parte della legislatura insieme alla legge elettorale e la scrittura dei capitoli più importanti del nuovo Statuto di autonomia. Tra le Regioni autonome arrivammo primi, però riconosciamolo, a tagliare il traguardo della legge statutaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi. Questa legge statutaria è nata male, ed è finita peggio. Nel senso che ha tentato di travalicare la potestà dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna, e ha tentato anche di forzare l'articolo 15 dello Statuto, e comunque il vero problema è, che non c'è stata una vera volontà di fare una legge che garantisse veramente la democrazia interna all'interno di questo Consiglio regionale. Il vero problema è che questa forzatura della legge statutaria, è nata più che altro perché si dovevano chiudere determinati equilibri interni della maggioranza e sicuramente in seconda ipotesi veniva anche la volontà di modernizzare, se vogliamo, anche la democrazia interna della Regione. Allora noi non condividiamo neanche, non solo il metodo, ma non condividiamo anche i contenuti perché noi non condividiamo questo presidenzialismo esasperato, che di fatto, ha prodotto questa legge statutaria, che peggiora anche la situazione che c'era precedentemente, che c'è tuttora. Che riduce il ruolo della Giunta regionale, che mi pare che conti poco dopo l'approvazione, contava poco anche prima, ma adesso conterà ancora di meno, e così come conterà poco anche questo Consiglio regionale dopo l'approvazione di questa legge. Quel equilibrio dei poteri di cui si era parlato non c'è stato sicuramente, e io sono convinto che questo Consiglio regionale conterà ancora di meno, conterà molto di meno; io non credo che si sia mai vista una situazione come questa, praticamente dove il Consiglio regionale è ridotto veramente ad una sorta di comparsa. Allora io credo, e qui mi rivolgo ai consiglieri della maggioranza, che qui non si vota per voto di appartenenza o perché si appartiene ad una coalizione, o non si vota perché si dà un voto tecnico, qui si dovrebbe votare secondo coscienza e secondo le proprie convinzioni politiche. Questo non c'è stato, questo ha dimostrato una mancanza di coraggio da parte della maggioranza che avrebbe dovuto, invece, imporre l'approvazione di una legge diversa, che desse un ruolo diverso, che desse un…

SECCI (La Margherita-D.L.). Bastava partecipare Silvestro…

LADU (Fortza Paris). Abbiamo partecipato, ma quando si è a senso unico…

PRESIDENTE. Abbiamo più di 10 iscritti a parlare, se diamo a tutti una piccola deroga, onorevole Ladu, ho qui l'onorevole Pittalis al quale ho negato, le chiedo scusa. Le chiedo scusa. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì grazie per annunciare il voto contrario alla legge in discussione, e soprattutto per entrare nel merito di discussione che sono state sollevate dai colleghi. Vede, collega Davoli, avrei preferito che il voto segreto non fosse stato chiesto su quell'emendamento, però qui cecchini non ce ne sono e non abbiamo il vizio di nasconderci dietro i muretti a secco, però la matematica non è un'opinione, siccome si lancia la pietra dall'altra parte, e siccome a memoria mia 41 consiglieri, visto che la colpa è sempre degli altri, e ci innalziamo davanti al palco dando sempre la colpa agli altri, io sono tra quelle persone, che mi sento sconfitte dal voto di quell'emendamento. Mi lamento in questa Aula, me ne dispiace, sono stato in minoranza come qualcun altro di voi, sono tra quei 36, non me ne vergogno lo dico apertamente, non ho di questi problemi, però smettiamola anche di fare demagogia, se no chiudiamo la legge peggio di come l'abbiamo iniziata, come diceva il collega, e il mio discorso non è improntato su questo. La legge si è cercata di migliorare, non è stata migliorata, dai discorsi che avete fatto nelle dichiarazioni di voto, perché è inutile che io voto e dico questa legge, io sono contro il presidenzialismo, voto a favore, però sono contro il presidenzialismo, è l'asse portante della legge basta legger i primi articoli, se no non abbiamo letto la legge, e mi preoccupo, abbiamo discusso di tutto tranne della legge. Quando agli inizi abbiamo detto che è una legge contro, io lo confermo, oggi al voto finale della legge, perché quando io leggo l'articolo 23 bis al comma B, e vediamo che solo, visto che siamo i primi della Regioni autonome a fare una legge, mettiamo che i Presidenti delle province, i sindaci al di sopra dei 15 mila abitanti, sono ineleggibili, mi sembra che la legge nazionale e le altre norme parlano di incompatibilità. Mi sembra. Questo è stato dichiarato in questa Aula chi ha letto una legge e l'altra sa qual è la differenza. Sui referendum, articolo 4, siccome tutti hanno accusato l'opposizione di fare ostruzionismo, mi sembra che ci siamo bloccati, la maggior parte delle volte, perché mancava il numero legale e soprattutto perché abbiamo fatto sì, che la maggioranza trovasse una sintesi sui punti comuni che condividevamo, su molte cose ci siamo trovati d'accordo, ma non è che la legge è uscita bella per meritarsi un voto con il coinvolgimento dell'opposizione, perché l'opposizione si coinvolge solo per il voto finale, ma nella discussione degli articoli abbiamo fatto discorsi seri, gli emendamenti, molti sono stati approvati e non sono stati discussi tutti in quest'aula, tutti quei 100 che nominava la maggioranza, perché ne hanno fatto metà opposizione e metà maggioranza, la maggior parte dei bocciati sono quelli della maggioranza evidentemente l'opposizione qualcosa di migliorativo l'ha presentato in quest'aula parlamentare. E' per questo che annuncio il voto contrario mio e del mio partito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS (D.S.). Grazie Presidente. Il dibattito, come hanno detto molti colleghi, è stato lungo e impegnativo e anche aspro in certi momenti, però è stato momento di alta democrazia, per cui chi ha detto che il Consiglio regionale è succube oppure non c'è dialettica vera, credo che si sbagli. Nonostante l'amarezza profonda avevo deciso di non intervenire, come ha detto il nostro Capogruppo incaricato l'onorevole Orrù, per il gruppo D.S., e però mi sento in dovere di intervenire alla fine di questo dibattito. E nonostante l'amarezza profonda per il risultato dell'ultimo voto, voto a favore convintamene di questa legge, ci sono dei momenti in cui l'emotività e l'impulsività rischiano di prevalere sulla ragionevolezza, e questo, vi assicuro, per quanto mi riguarda, è uno di questi. E' invece il momento proprio di rimanere freddi e di non farsi vincere dalla voglia di dire, che la politica, a volte, merita gli epiteti che molte persone, l'uomo della strada - come si dice - gli danno. Era l'occasione, quell'emendamento sulla rappresentanze negli enti, era un'occasione importante per tutta la politica, non solo per le donne, non solo per le donne. Era per tutta la politica sarda, e non solo abbiamo dato un segnale forte per quanto riguarda altri aspetti, potevamo darlo e chiudere bene, e chiudere davvero bene. Serviva un ulteriore segnale di discontinuità ed era importante che questa cosa fosse inserita nella legge statutaria. Capisco, mi rendo conto perfettamente, che quell'emendamento così come il precedente sulla Giunta complicava decisioni, ma rappresentava, secondo me, la complessità di questa società di oggi. E rappresentare la complessità della società non è di per sé un fatto negativo, anzi, e però non è andata così, ognuno si prende le proprie responsabilità anche con la propria coscienza. Io credo, che si è trattato di un passaggio poco felice, sono un po' a disagio perché costringe una persona come me che non è abituata a parlare solo al femminile, invece a continuare a stare solo su quel terreno, ma non mi costringerete, non ci costringerete a restare ghettizzati… Chiedo un minuto, solo una frase, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Corrias, vale la regola anche per lei.

Prego, onorevole Corrias.

CORRIAS (D.S.). Fiorella Mannoia dice in una bellissima canzone che noi donne siamo dolcemente complicate; d'ora in poi, saremo duramente complicate, almeno per quanto mi riguarda. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. E' una seconda grande occasione perduta: la prima accadeva nel '48, quando volevamo usufruire dei benefici dello Statuto siciliano; questa volta, io credo di assistere a una delle pagine più buie dell'autonomia della Sardegna, perché è una legge nata, anzi, è una controriforma nata dalla collusione tra i partiti italianisti che sostengono questa maggioranza; tant'è vero che, se non ci fosse stato un ricatto, molti avrebbero espresso liberamente un voto, senza aggettivazioni tennico o senza scelte aventiane, e ciò è avvenuto in seno alla stessa maggioranza, non c'è condivisione, perché è una legge verticistica, centralistica, è una legge ignobile perché uccide la specialità. Noi, anche questa volta, abbiamo fatto una scelta, la più mediocre, quella di copiare le regioni a statuto ordinario. La tanto declamata specialità viene affossata da una maggioranza che fa una scelta di comodo per una regione che ha una tradizione, una cultura, una orografia differente. Come se io, senza offesa per un collega più opulento, volessi indossare la sua camicia, il suo abito, sarei a disagio. Ecco, noi rifiutiamo l'abito che la Costituzione ci ha voluto riconoscere, perché speciali, e ci appiattiamo miseramente sulle regioni a statuto ordinario. Non vi è nulla di speciale in questo, è una scelta che ci costringerà democraticamente ad accettarla, consapevoli che in quest'Aula una maggioranza precostituita - non tutta, come è emerso democraticamente in questa Aula - non l'accetta, e quindi saremo costretti ad impegnarci all'interno del mio partito, per far capire le contraffazioni del sardismo, dello pseudo sardismo che, finalmente, dopo due anni e mezzo, emergono nella loro di drammaticità, e il sardismo è ben altra cosa; e anche nella società, nelle piazze, perché saremo chiamati a far capire al popolo sardo che sta registrando questa grande apprensione e sofferenza dettata da false riforme, riforme che spesso ho definito di facciata, che sono proprio imperniate di azioni neoliberiste, dove c'è l'ossessione del pareggio del bilancio, e dove si butta nella disperazione il popolo sardo. Questa è una legge che non ha fondamenta, non serve a nessuno, vi assumete la responsabilità anche…

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, grazie Presidente. Io credo che, purtroppo, oggi noi portiamo a casa un risultato che, in qualche misura, è un risultato almeno parzialmente mutilato. Assume, per quanto mi riguarda, un valore anche paradigmatico il fatto che due emendamenti, senza volerli affiancare per importanza, siano stati però traslati e rinviati a fine del dibattito; uno, poi, è stato bocciato col voto segreto, l'altro, quello sulla trasparenza, è stato approvato, ma, cari colleghi, sappiate che quell'emendamento vuol dire esattamente ciò che portava per iscritto, non vuole scoperchiare un vaso di Pandora, ma vuole dire che ci sono molti consiglieri regionali che fanno parte di associazioni e noi nulla ne sappiamo, e attingono con assoluta tranquillità alle risorse del Consiglio e della Giunta regionale. Bene, da questo momento in poi, invece, vorremmo saperlo. Cioè, come diceva uno scrittore, anche in questo caso, chi ha avuto la pretesa da politico di offrire un solo volto, così come fa la luna, una volta per parte.

Noi ci poniamo un altro domanda, abbiamo fatto una battaglia, l'abbiamo fatta a favore del parlamentarismo, nel parlamentarismo continuiamo a credere, ci chiediamo anche, ad onor del vero - e poi faremo un'attenta lettura conclusiva della legge - come si integrino i poteri e quale nuova dignità al Consiglio regionale venga data rispetto all'altro potere che è rappresentato dalla Giunta. Ci restano, relativamente a questo aspetto, molti dubbi. Ciò nonostante, noi siamo parte della maggioranza, interpretiamo, lo ha già detto prima Tore Serra, questo voto come una specie di voto di fiducia a favore della Giunta regionale; in questa logica esprimiamo un voto favorevole, ci riserviamo, però, alla luce di quella lettura più attenta a cui facevo riferimento, ma anche dopo il dibattito necessario, opportuno ed utile che ci sarà all'interno dei partiti, di trarre conclusioni, invece, relativamente al comportamento che dovremmo tenere rispetto ad un eventuale referendum.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GESSA (Progetto Sardegna). Nell'esprimere naturalmente parere favorevole alla legge, volevo commentare brevissimamente il significato del voto segreto. Io credo che sia stato un evento molto positivo. Da una parte avrei voluto sentire le ragioni esplicite di coloro che, ovviamente, hanno votato contro, però ha svelato che molti, anche di noi, hanno, evidentemente, una posizione negativa nei confronti della parità dei generi. Questa è la verità. Conoscere il numero di coloro che si oppongono è molto più favorevole che credere di avere tutti amici. Credo che questo voto, contrariamente a quello che ha detto l'onorevole Caligaris, non sia un voto contro il Presidente, esprime, in realtà, qualcosa di più ambizioso e di più pericoloso, esprime, naturalmente, un'insofferenza per questa progressiva equiparazione delle donne. Quindi, è ancora molto più pericoloso. Questo significa che le donne hanno molta strada da fare prima di rompere il muro di Berlino del maschilismo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gessa. Ha domandato di parlare il consigliere di Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie, Presidente. Questa che stiamo approvando oggi, in via definitiva, è una legge che rappresenta in qualche modo, per quello che è successo in queste giornate di lavoro, una vittoria del Presidente, e forse, per quello che è accaduto oggi, è anche una sconfitta della maggioranza consiliare. Il voto segreto, il voto dell'urna è un voto molto difficile anche da accettare, laddove le aspettative sono diverse e laddove, a monte, non c'è una concertazione che porta al risultato voluto. La sconfitta e la bocciatura di questo emendamento, oggi, è arrivata dalla maggioranza, non dall'opposizione, perché l'opposizione aveva comunque espresso puntualmente, con dichiarazioni di voto anche divergenti tra vari esponenti dell'opposizione, il loro pensiero su questo emendamento e su questa problematica, e quindi sono emerse queste divisioni, ed è emersa, come ho detto prima, la mancata concertazione soprattutto della maggioranza nell'approvare una legge estremamente importante; questo, oggi, è anche messo in evidenza da alcune dichiarazioni di voto.

Io ho sentito più volte: "Voto tecnico", "voto di fiducia al Presidente", " risultato parziale", "crediamo nel parlamentarismo", ma siamo convinti allora di aver approvato una legge che volevamo? Che la maggioranza voleva? Perché se non c'è soddisfazione nell'approvazione questo è un fatto grave, il Consiglio non può permettersi questo. Forse abbiamo sbagliato a non aver approvato contestualmente la problematica della forma di governo e del sistema elettorale e questo crea e creerà un'accentuazione della crisi nella dinamica dei rapporti tra il Consiglio, tra noi eletti e i cittadini. E' ovvio che la maggioranza ha il dovere di fare le riforme, si deve assumere tutte le responsabilità. Io esprimo come altri la soddisfazione per il lavoro e la presenza costante dell'assessore Dadea e anche per aver voluto accogliere, anche oggi, qualche espressione che è pervenuta e qualche suggerimento che è pervenuto dall'opposizione. Speriamo che in futuro si possa costruire qualcosa di importante anche insieme.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente, per annunciare, se ci fosse anche la necessità, il voto contrario a questa legge pasticcio. Abbiamo fatto tutti gli interventi negli articoli dove abbiamo denunciato le manchevolezze di una legge che non ha una spina dorsale, e dove, effettivamente, alla fine del lavoro di oggi mi sono reso conto che la politica non è solo l'arte della mediazione, e ho visto nelle dichiarazioni della maggioranza che è anche l'arte dell'impossibile, perché tutti gli interventi della maggioranza stessa e di molte parti di questa maggioranza hanno denunciato un'avversione nei confronti del presidenzialismo, e poi invece hanno appoggiato, hanno votato una legge marcatamente presidenzialista e in controtendenza alle loro posizioni di parlamentarismo. Io effettivamente non riesco a capire quale possa essere il filo conduttore di questa azione da parte di molte parti della maggioranza. Io sono convinto che se avessero avuto modo di poter agire in libertà, senza quelle coercizioni, quei messaggi, chiamiamoli subliminali, che esistono da una parte all'altra della stessa maggioranza e della Giunta nei confronti di alcune parti della maggioranza, io, forse, sono convinto che avremmo potuto costruire una legge degna del nome di "legge" invece abbiamo seguito una strada che, effettivamente, non da quel senso che tutti quanti si aspettavano nel mettere in piedi l'impalcatura della legge statutaria. Quindi, alla luce di queste considerazioni e in più aggiungendo, se fosse possibile, anche tutte le considerazioni che abbiamo fatto nei diversi articoli che sono stati citati dai colleghi, noi con molta convinzione denunciamo una legge che non avrebbe dovuto avere questo esito, né, addirittura questa impalcatura e pertanto votiamo contro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto favorevole alla legge, voto favorevole accompagnato però da rammarico e sdegno. C'erano i presupposti perché questa legge statutaria nascesse all'insegna di un totale spirito progressista e riformista, invece questo non è avvenuto, o meglio, è avvenuto solo in parte grazie alla vigliaccheria, al maschilismo e all'arretratezza in vaste parti presente in questo Consiglio regionale. L'intento nostro, delle consigliere regionali, non era quello, così come banalmente è stato detto dai banchi, in particolare del centrodestra, e di alcuni partiti in particolare, di stabilire quote rosa o riserve indiane, era quello di contribuire a innalzare il livello di democrazia all'interno della società sarda affermando concretamente il principio della parità di genere nei luoghi della rappresentanza. E' evidente che molti, troppi uomini che occupano questi banchi grazie alla democrazia, in realtà della democrazia non hanno nessuna considerazione, anzi, lavorano in modo vigliacco per affossarla, e non mi sorprende che questo l'abbia fatto gran parte, non tutto, gran parte del centrodestra attraverso un suo rappresentante, rappresentante appartenente ad un partito atavicamente antidemocratico; quello di Alleanza Nazionale. Mi sorprende di più, maggiore sdegno e rammarico provo per il contributo fattivo arrivato dai rappresentanti del centro-sinistra, perché la matematica non è un'opinione. Voto a favore della legge in maniera convinta, perché nonostante nasca con una certa manchevolezza questa legge è importante per la Sardegna e sento il dovere, la responsabilità politica di votare a favore e ricordo all'onorevole Moro che non è questa legge a non avere la spina dorsale, la spina dorsale è totalmente assente in chi non ha il coraggio di esprimere apertamente il proprio voto sui provvedimenti e in chi chiede il voto segreto.

MORO (A.N.). Io ho avuto anche il coraggio di mostrare la mia faccia per essere eletto.

MARROCU (D.S.). E' stata eletta anche lei.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Moro… onorevoli colleghi…

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Cari amici del Consiglio, io penso che quello che è successo stasera sia uno specchio abbastanza ragionevole del metodo con cui la legge statutaria è stata discussa in Consiglio, una legge imposta al Consiglio in carenza della legge finanziaria, siamo all'otto di marzo ma ancora non è arrivata alla discussione della Commissione, una legge che oggi, emblematicamente, si è presentata al voto con due emendamenti; uno quello giacobino e vendicativo non per la trasparenza, collega Balia, contro la libertà di associazione, figlio della cultura del sospetto che è tipica del centrosinistra e l'altro, immediatamente successivo, quello che la collega Barracciu ha appena ricordato. Collega Barracciu, sarà anche vero che qualcuno ha utilizzato, in maniera lei ritiene impropria, la richiesta di voto segreto, ma sappiamo chi è, sappiamo che almeno la metà dei consiglieri del centrosinistra ha usato lo strumento, quindi dopo aver fatto un bel dibattito sulla trasparenza, io dico contro la libertà di associazione, la trasparenza della coscienza dei consiglieri di centrosinistra è quella che ha affossato l'emendamento che lei ha ricordato in quest'Aula. Quindi quando sento parlare di strumentalizzazioni della destra, fatevi un esame di coscienza, qualcuno dei consiglieri del centrodestra ha votato a favore di quell'emendamento, calcolateli i numeri. Però, ecco, io credo che in definitiva il sintomo, i due emendamenti di questa sera, preludano al giudizio, il giudizio che noi abbiamo su questa legge è stato ben tratteggiato da un proverbio sardo citato dall'onorevole Pisano: "Ogni tana rappresenta la dimensione dell'animale che la scava", questa tana che voi avete scavato con la statutaria è testimonianza non di un colosso che l'ha scavata ma di un animale piccolo piccolo; perché? Beh, è evidente, perché è una legge che ha un filo conduttore di tipo presidenzialista, ma che è stata fatta non da una maggioranza riformista in questo Consiglio, ma dalla maggioranza della maggioranza politica che l'ha condotta a vista, come dimostrano i due emendamenti di stasera, senza una strategia politica precisa, raccattando, di volta in volta, i voti in Aula per tentare di difendere una linea che non è stato possibile difendere nel zigzagare dell'Aula, ed è per questo che esistono in questa legge le tante commistioni tra esecutivo e legislativo che non sono proprie del sistema e della forma di governo che avete scelto o che dite di avere scelto che noi pagheremo negli anni venturi. E' per questo che noi votiamo serenamente contro una cattiva legge statutaria fatta senza statuto e vi rilanciamo la sfida, la sfida sarà nello scrivere lo Statuto, la nostra scelta è di scriverlo fuori da questa Aula perché è ormai ampiamente testimoniato che le cose migliori, purtroppo, in questa legislatura, si possono fare solo con i sardi e fuori da questa Aula in assenza di ogni possibilità di dialogo con voi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Grazie Presidente, io voterò contro questa legge statutaria che non condivido nel merito e non condivido neanche nel metodo. Come ha detto infatti adesso il collega Vargiu si sarebbe dovuto procedere prima alla riscrittura dello Statuto e poi alla definizione di una legge statutaria coerente, e non il contrario. E' come se volessimo costruire una casa partendo dal tetto e non dalle fondamenta. Non posso che esprimere il rammarico per ciò che è avvenuto in Aula con la votazione dell'emendamento all'articolo 13 bis, però me l'aspettavo, tant'è che anche negli interventi che ho fatto in occasione delle dichiarazioni di voto sugli altri emendamenti avevo denunciato già l'ipocrisia che regnava in quest'Aula, perché tutti a parole si sono detti a favore del principio di parità, ma per attuarlo nella forma e non nella sostanza. Perché se ci si crede in un principio allora a cascata si sarebbero dovuti adottare i provvedimenti per garantire una giusta rappresentanza delle donne perché si tratta di applicare un principio che garantisca l'uguaglianza sostanziale e non formale. Purtroppo, come mi aspettavo, ancora una volta ha prevalso l'istinto di sopravvivenza rispetto al buon senso, perché è chiaro che se più donne entrano nelle istituzioni più uomini devono uscirne. Avevamo già vissuto un'esperienza analoga nella scorsa legislatura perché non c'è la maturità e la sensibilità verso un problema di deficit di democrazia, perché è un dato reale l'assenza delle donne dai luoghi della rappresentanza e dai luoghi dove si decide e si amministra. Noi avevamo una grande possibilità che era quella di riaffermare la credibilità della democrazia, soprattutto in un momento come questo di grande disaffezione nei confronti della politica e delle istituzioni. Ci dovrebbe essere una forte presa di coscienza di quanto sia importante la presenza delle donne nelle istituzioni per il contributo che possono dare in termini diversi rispetto agli uomini e ritengo che le donne di questo Consiglio abbiano dato una grande lezione nel portare avanti un interesse che non è un interesse di parte ma dell'intera società, prescindendo dall'appartenenza politica, perché questa era una battaglia giusta in cui abbiamo creduto con grande determinazione e con grande convinzione l'abbiamo portata avanti e la porteremo anche in futuro in occasione della discussione della legge elettorale. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Mi diceva la collega Mariuccia Cocco: "Tu che hai una figlia femmina, dì qualcosa a favore della politica per le donne". Mi veniva in mente forse lo slogan più bello che abbia usato il P.C.I. in tutta la sua stagione, che era uno slogan che utilizzavano all'università le donne della sinistra giovanile ed era scritto in una spilla che portavano al bavero. Era scritto: "Con le donne la politica è meglio". Ed è vero: con le donne la politica è meglio. Però questo significa anche per le donne guadagnare giorno per giorno, passo dopo passo, i risultati e credo che con questa legge statutaria dei passi in avanti siano stati fatti. Uso questo spunto, Presidente, per fare una considerazione di carattere generale, per dire che non possiamo far passare in secondo piano il grande risultato che si otterrà politicamente con l'approvazione di questa legge statutaria con un particolare che per quanto rilevante non deve offuscare ciò che noi stiamo facendo stasera in aula. E' vero che ci sono manifestazioni di diversità di posizioni, ci sono sicuramente risultati che potevano essere ottenuti in maniera migliore, amici e compagni di Rifondazione Comunista, sicuramente poteva essere ottenuto un risultato migliore, amici del FAS e altri della maggioranza che stanno ponendo più in alto l'asticella del miglioramento della qualità della politica, così come l'hanno posto alcuni colleghi della minoranza, però non di meno dobbiamo dimenticare che si tratta di un momento storico. Noi, a distanza di sei anni dal 2001, finalmente abbiamo superato la politica dei veti incrociati. Siamo riusciti a darci una legge statutaria. Siamo riusciti nonostante le diversità, nonostante le difficoltà, a far approvare una legge che per molti versi supera anche i limiti che nel 1948 ci ha imposto lo Statuto. Voglio ricordare che dal 1948 a oggi, solo oggi ci siamo dati un sistema delle regole per quanto riguarda le incompatibilità e le ineleggibilità e così per quanto riguarda altri.

Concludo, Presidente, con un doveroso ringraziamento ai componenti della Commissione, al presidente Pinna, ai colleghi Orrù, Uras e quant'altri e per ultimi, ma non per ultimi, all'assessore Dadea e al collega Francesco Sanna che tanto ha dato al contributo dei lavori di questa sessione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). E volevo ringraziare anche il collega Moro per l'opposizione. Mi sei sfuggito!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Presidente della Giunta, Assessori e colleghi. Io sento il dovere di fronte alle accuse che sono state lanciate dal centrosinistra, spiace, da una collega gentile che rispetto, di rispondere anche perché credo di essere l'unico in quest'Aula che ha una storia di destra che affonda le radici nel vecchio Movimento Sociale, il quale era un partito di reduci, che aveva per le donne un grande rispetto e vi spiego anche perché. Fra questi reduci che collaborarono a fondare il Movimento Sociale c'era il Corpo delle volontarie della Repubblica Sociale Italiana che partecipò a quella grande tragedia - Pound la chiamò così: la grande tragedia - dell'uomo appeso per i piedi a Milano e molte di loro finirono come lui, appese per i piedi a Milano. Questo partito è stato il primo partito che ha candidato una donna in Italia alla carica di sindaco di una metropoli, la città di Napoli; un cognome a caso, si chiamava Mussolini. E fu il primo partito, appunto; non venne eletta. E dopo questo partito è nata Alleanza Nazionale. Alleanza nazionale nelle ultime elezioni ha candidato un numero di donne pari al 25 per cento dei generi per garantire una presenza in Parlamento che fosse sufficientemente rappresentativa delle donne. Le donne di A.N., così come quelle del Movimento Sociale, non hanno mai chiesto un recinto di privilegi; hanno sempre cercato di meritarsi gli incarichi col lavoro e sono state elette così come gli uomini, sono state nominate perché quella legge elettorale permetteva la nomina, perché altrimenti non avrebbero mai certamente raggiunto il risultato che hanno raggiunto di avere un quarto dei parlamentari di A.N. donna. Però una donna noi l'abbiamo nominata Vicepresidente della Camera; la carica istituzionale più importante che ricopre il nostro partito è rivestita da una donna, una ragazza che è la Presidente nazionale dell'organizzazione giovanile.

Sa, la democrazia non si misura nel rispetto dei generi. La democrazia si misura col consenso e il consenso non si richiede per le cariche da ricoprire; il consenso si richiede per avere le pari opportunità di partecipare, ma il risultato garantito a me sembra un privilegio assolutamente inaccettabile che offende prima di tutto le donne, a mio modo di vedere. Rispetto le vostre posizioni e non le dichiaro antidemocratiche, ma non accetto neanche di essere accusato di essere un antidemocratico perché non condivido le vostre opinioni e le vostre richieste, che a me sembrano assolutamente esagerate da questo punto di vista.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Domani è l'8 marzo. Questo Consiglio regionale sarebbe potuto essere ricordato come quello che aveva rotto le barriere di genere; sarà ricordato come quello che ha chiamato il voto segreto sul riconoscimento della parità di genere, cioè sul riconoscimento di un principio sancito dalla Costituzione, e quel voto segreto ha avuto successo, cioè ancora una volta sì è rinviato il tema ad un'altra occasione. Domani leggeremo sul giornale una critica pesante. Domani leggeremo sul giornale anche chi sono stati i colpevoli e questo deve far riflettere questa maggioranza, perché non è un voto, è anche una battaglia in Aula, anche una battaglia interna alla Commissione, come Rifondazione Comunista ha fatto per non accettare in modo passivo una legge che era sì quella entrata in Commissione, e dico ancora quella uscita dalla Commissione, di segno chiaramente presidenzialista. Ha fatto una battaglia e accettato la sfida perché Rifondazione Comunista è una forza riformatrice che guarda ad altro, non evoca le riforme ogni volta e ogni volta vota contro, non evoca le riforme e ogni volta ha atteggiamenti invece di conservazione. Rifondazione Comunista la pratica nel confronti con gli altri, in modo leale, aperto e sempre trasparente ed è per questo che voterà questa legge statutaria perché è una legge statutaria molto migliorata, che ha contenuti sicuramente significativi, che copre carenze di normazione, attua l'articolo 15 dello Statuto, non si rifà esclusivamente ad una legge elettorale nazionale - e lo dico all'amico Atzeri - quella sì, mantenere quell'impianto, quella situazione sarebbe stato gravissimo. E voglio concludere dicendo questo: che della riflessione sul voto sulla parità di genere noi ne faremo oggetto di discussione negli incontri di maggioranza sulla finanziaria, perché vediamo tratteggiare in alcune forze ancora evocazioni che non ci sono proprie, che non ci convincono affatto, non si fanno politiche sociali a favore delle donne incrementando le nascite con un programma di spesa e di sussidi. Bisognerà ragionare molto su quale sarà il taglio da dare alla finanziaria per intervenire profondamente sugli equilibri sociali.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Il voto segreto di cui tanto si è discusso stasera è certamente un qualcosa di insidioso, ma è uno strumento di democrazia, uno strumento previsto dal Regolamento che in questo caso ha dato un esito particolare che dimostra che riguardo a quell'emendamento c'era evidentemente una maggioranza di intendimenti all'interno di quest'Aula, che certamente non è addebitabile né a una parte né all'altra, ma che travalica le singole posizioni di maggioranza e opposizione, ovviamente, nel segreto della scelta personale di ciascun consigliere che ha ritenuto, secondo la propria coscienza, di votare come sentiva di dover fare. Quindi, dimostra semmai non una contrapposizione tra uno schieramento di maggioranza e uno schieramento di opposizione, ma se qualcosa dimostra, dimostra che c'è un intendimento e un sentimento prevalente all'interno di questo Consiglio che è assolutamente trasversale, e che se qualcosa evidenzia, evidenzia una difformità di intendimenti all'interno soprattutto delle forze di maggioranza che siedono all'interno di questo Consiglio regionale e quindi, giustamente, si reclama un chiarimento anche e soprattutto all'interno di voi della maggioranza. Per quanto riguarda noi di Alleanza Nazionale, credo che Alleanza Nazionale non debba prendere lezioni da nessuno, né in termini di democrazia e nemmeno in termini di riconoscimento e di apprezzamento per il valore delle donne e di incentivazione al fatto che le donne partecipino con posizioni primarie alla vita politica. Senz'altro Alleanza Nazionale è stato il primo partito, probabilmente se non è l'unico, è rimasto ancora ad oggi uno dei pochi a mettere per iscritto nelle proprie norme interne l'accesso delle donne garantito, sicuro e vincolante nelle proprie liste, cosa che altri partiti - i cui rappresentanti stasera si sono inalberati - non hanno ancora fatto. Siamo avanti a voi anche in questo, proprio nel vincolare le nostre federazioni provinciali, i nostri coordinamenti regionali, a garantire in modo assoluto e certo la presenza delle donne nelle nostre liste. Abbiamo una Vicepresidente della Camera dei Deputati che è una donna - che è una ragazza anzi, di trent'anni - la direttrice del nostro giornale è una donna, ci sono donne ai massimi livelli nei dipartimenti di Alleanza Nazionale, credetemi che davvero lezioni in questo campo certamente non ne accettiamo da nessuno e non ne abbiamo bisogno perché abbiamo dimostrato con i fatti di andare oltre quello che ha fatto la maggior parte dei partiti italiani.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Grazie, signor Presidente. Per esprimere il voto convinto dei democratici di sinistra a favore della legge sulla forma di governo del nostro sistema autonomistico. Una legge che, come spesso accade, forse troverà più estimatori più in là nel tempo, nella nostra Regione e forse anche oltre Tirreno. E' una legge che per scelta condivisa da un ampio schieramento, da un ampio arco di forze politiche, di tutti gli adempimenti previsti dall'articolo 15 dello Statuto non ha affrontato, per scelta, solo le modalità di elezione degli organi istituzionali. Non l'ha fatto perché ha deciso di affidarlo ad uno strumento pariordinato, cioè alla legge elettorale, che come tale potrà anche intervenire per modificare, secondo un disegno compiuto, per adeguare anche le decisioni che stiamo assumendo, migliorandole e migliorando soprattutto il rapporto tra l'Assemblea legislativa e il potere esecutivo. Ma questo è ancora da scrivere e io spero che questo avvenga con il contributo di tutti, di tutte le forze politiche, oltre i ruoli di governo o di opposizione. Fatta questa scelta, io penso che il lavoro fatto dalla Giunta, dalla Commissione del Consiglio, nel definire gli altri elementi previsti dall'articolo 15, sia stato un lavoro dignitoso e tutt'altro che banale, con molti aspetti significativi e anche originali, e aggiungo che anche per questo degni di essere definiti più autonomisti, non meno autonomisti. Io ricordo solo gli strumenti della partecipazione popolare, non sono molte le Regioni che hanno previsto il referendum propositivo, non sono molte le Regioni che hanno previsto il coinvolgimento delle autonomie locali e anch'io sono - come dire - ho vissuto con amarezza l'episodio di questa sera. Tuttavia, penso che anche su questo terreno l'equilibrio della rappresentanza di genere, le norme introdotte per quanto attiene alla Giunta rappresentano un passo avanti significativo che mette la nostra Regione in prima fila. Questo non oscura l'episodio negativo di oggi, ma anche su questo terreno io sono certo che alla luce del sole, nel dibattito politico al chiaro, credo che recupereremo il terreno perduto. Ora, anche dal punto di vista del riequilibrio tra potere esecutivo e potere legislativo, io credo che si siano fatti dei passi in avanti, si siano definito... naturalmente molto rimane ancora da fare, ma per far questo bisogna fare il primo passo e per fare il primo passo...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il mio voto è contrario, certamente, per un semplicissimo motivo: questa è una legge che incide - non è una legge che non avrà ripercussioni, se diventerà veramente legge - ma non è una riforma. Sul piano delle riforme questa è una piccola, insignificante riforma, ridotta sostanzialmente alla forma di governo, alla disciplina della forma di governo, le altre questioni sono state affrontate in maniera parziale: sulla partecipazione con tantissime polemiche e molti tentativi di affossarla; sulla ineleggibilità e incompatibilità si è manifestata semplicemente da parte di molti la volontà di escludere possibili concorrenti alle prossime competizione elettorale; le possibili novità, come la Consulta di garanzia, si è ridotta veramente a un niente, anzi a un qualcosa di preoccupante; sulla forma di governo avete centrato l'obiettivo, cioè avete semplicemente, semplicisticamente, rafforzato la forma presidenziale con la quale siamo arrivati in questa legislatura. Questo è il risultato che avete ottenuto, non mi sembra assolutamente, dal punto di vista della riforma, non capisco cosa si stia riformando, si sta solo perpetuando un sistema. Ne siete orgogliosi? Tenetelo! Noi abbiamo detto più volte che la forma presidenziale e il sistema bipolare tendiamo ancora a difenderlo, ma avremmo voluto veramente riformarlo, avremmo voluto renderlo più umano, più giusto, più temperato. Non ci siamo riusciti perché su questo piano voi non avete accettato un confronto e perché non avete voluto accettare che si spostasse davvero la volontà riformatrice sul piano della riforma dello Statuto speciale. Solo lì potremo avere un presidenzialismo diverso, ma su questo livello voi non ci siete. Non c'è una maggioranza riformatrice, questo è stato evidente sulla forma di governo, è stato evidente anche su alcune cose come nella votazione di oggi. Sul voto a favore delle donne è successo sostanzialmente quello che è accaduto molte migliaia di anni fa, non so quante, e cioè Alleanza Nazionale, che voi adesso accusate di avervi tentato, come Eva vi ha offerto la mela e voi l'avete non solo mangiata, l'avete azzannata e per giunta dietro un cespuglio, quel cespuglio però si è spostato e siete inesorabilmente nudi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Grazie. Per esprimere il voto favorevole del Gruppo Progetto Sardegna a questa legge che comunque è una buona legge, una legge importante, una legge che probabilmente non è la migliore tra le leggi possibili, si capisce, però è una legge che nel corso della sua applicazione esplicherà, credo, la ricchezza, anche il portato di contributo democratico che la legge contiene. E' una buona legge perché prima di tutto rafforza l'autonomia, non è vero che è una legge che tradisce la specialità, non foss'altro se non perché la Sicilia e il Friuli, al pari della Sardegna prevedono l'elezione diretta del Presidente della Giunta, addirittura la Sicilia l'ha previsto in Statuto quando nel 2001 venne modificato il Titolo V, non è un tradimento ma è un compimento della specialità perché sappiamo distinguere fra la statutaria e lo statuto, e credo che approvando il nuovo statuto avremo modo di raccogliere molte anche delle osservazioni che sono avvenute nel corso anche di questo dibattito. Rafforza l'autonomia perché rafforza le istituzioni, su alcuni principi fondamentali, le istituzioni sono sane se sono forti, se sono autorevoli e se sono trasparenti. Ecco perché abbiamo approvato la legge sul conflitto di interessi, le istituzioni sono forti se si distingue chiaramente tra il ruolo dell'esecutivo e il ruolo de legislativo e quando si garantisce la funzione di governo, la funzione anche di controllo, le istituzioni sono forti quando è forte il popolo, cioè quando si riconosce, come abbiamo fatto con questa legge, il primato del popolo. Nessuno è invulnerabile né il Presidente e nemmeno il Parlamento, è il popolo che alla fine elegge, vota, legittima sulla base anche di patti chiari. Ecco perché è una buona legge, ecco perché è uno strumento attraverso il quale la nostra autonomia cresce. Concludo ringraziando la Commissione, ringraziando la maggioranza, ringraziando l'aula, voglio ringraziare, perché non l'ho fatto nella prima relazione, l'assessore Dadea che ci ha accompagnato per conto della Giunta in questo cammino lungo ma credo senz'altro un cammino virtuoso. Anche a me il rammarico per un voto che ha in qualche modo diminuito la portata di una legge però abbiamo approvato delle norme importanti anche per quanto riguarda la presenza delle donne, è stata persa una battaglia ma non credo assolutamente che si sia persa una guerra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie mille signor Presidente, grazie colleghi. Per annunciare il mio voto favorevole alla legge.

Annunciare un voto convintamente favorevole e per ringraziare tutti quanti voi che avete collaborato a questo risultato, per ringraziare l'assessore Dadea che ha ottimamente rappresentato il lavoro della Giunta in quest'aula, per ringraziare il Presidente della Commissione Stefano Pinna, tutti i rappresentanti alla Commissione e tutti i consiglieri regionali, di qualunque parte, che comunque hanno contribuito al miglioramento di questa legge e alla sua stesura finale. Voglio ringraziare in modo particolare la maggioranza che pur composta da parti diverse, con tradizioni diverse, con pensieri diversi, con molti distinguo che sono state rappresentati e ricordati in quest'aula, pure hanno dichiarato di votare compattamente questa legge riconoscendosi in questa maggioranza e nell'impegno che ci ha legato e nella promessa che abbiamo fatto agli elettori di votare la legge statutaria, una legge statutaria basata su questi principi che oggi riconosciamo. Io la voto con molta convinzione questa legge e con un pizzico d'orgoglio e comprendo anche la dimensione, comunque l'importanza. E' una legge che rafforza l'autonomia, la specificità. La specificità non vuol dire necessariamente essere diversi, specificità vuol dire innanzitutto scegliere, e questa è una legge che sceglie, per una Regione che sceglie e che la prossima volta voterà con un sistema elettorale che non è stato imposto ma che è stato scelto e credo che bene abbia rappresentato questa maggioranza, il parere che è maggioranza in questo Consiglio regionale ma che è maggioranza nella comunità sarda, di voler non sottrarsi, ma partecipare maggiormente alla vicenda democratica. E'una legge che voto con molta convinzione perché è una legge di democrazia liberale, di una democrazia liberale che è sì parlamentare ma che mira anche a rafforzare la partecipazione diretta del popolo. La partecipazione attraverso diverse possibilità, quella referendaria, quella delle autonomie locali e la partecipazione scegliendo direttamente il Presidente della Regione. E' una legge che permette al popolo di scegliere un po' di più e di delegare un po' di meno. La voto con molta convinzione perché sceglie appunto il sistema elettorale, sceglie la forma di governo e ancora rafforza l'autonomia coprendo dei vuoti che dall'approvazione dello statuto ancora non erano stati coperti, come le cause di ineleggibilità e di incompatibilità e come temi importantissimi che sono stati trattati in questo Consiglio regionale quale quello del conflitto di interessi. E' una legge che ha trattato in maniera originale, credo, e ha compreso i tempi in maniera originale rafforzando la separazione, la distinzione dei ruoli...

PRESIDENTE. Prego, concluda Presidente...

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Concludo subito.

Rafforzando la distinzione dei ruoli, ma rafforzandoli al rialzo, rafforzando il ruolo del Consiglio regionale. Mi dispiace, se posso avere ancora solo un secondo, per l'epilogo di oggi sulla conferma della necessità di dare un maggior ruolo alle donne nella vicenda politica di questa Regione. Credo che sia stato fatto un passo importante con la quota della Giunta, con la quota nella Consulta di garanzia, credo che sarebbe stato giusto fare ulteriormente questo passo successivo, che ha bisogno di uno strappo, ma gli strappi sono necessari quando si tratta di avanzare verso il riformismo e verso la modernità. C'è un dato che sorprende, il suffragio universale per le donne è stato garantito in Svizzera solo nel 1971, oggi credo che qualcuno magari riguardando al passato si vergogni di questo, credo che anche noi dobbiamo fare in modo che chi guarderà noi nel futuro non si accorga del troppo ritardo con cui le necessità della modernità siano state comprese. Credo che con la legge di organizzazione avremo modo di ribaltare questa considerazione odierna, e ancora di più ce l'avremo nello statuto dell'autonomia, che io spero questo Consiglio regionale sia in grado di approvare.

PRESIDENTE. E' stato presentato un ordine del giorno che abbiamo provveduto a distribuire.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:

Ordine del giorno Corrias - Barracciu - Caligaris - Cerina - Cocco - Lanzi - Lombardo - Sanna Simonetta sulla necessità di garantire il principio di parità di genere nell'attuazione della legge statutaria ed in tutte le determinazioni relative a nomine e composizioni di organismi regionali.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione dell'esame del disegno di legge 5/STAT/A "Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna",

considerato che:

- la legge statutaria ha in più punti ribadito e dato attuazione al principio di pari opportunità per le cariche di governo e per gli organi di garanzia;

- nel corso della discussione è emerso un orientamento di larga maggioranza favorevole all'inserimento di norme volte a garantire negli organi regionali la rappresentanza paritaria di genere a tutti i livelli politici e di amministrazione;

ritenuto che il pieno inserimento delle donne nella vita politica e amministrativa è condizione fondamentale per la realizzazione della democrazia della rappresentanza e per l'attuazione dei principi costituzionali ed autonomistici e corrisponde ad una tradizione di vita sociale e organizzata che ha visto il ruolo delle donne come dato caratterizzante della specifica cultura civile della Sardegna,

assume l'impegno

di garantire la piena attuazione del principio di parità di genere nella legge elettorale e nella legge di organizzazione,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a garantire il principio di parità di genere nell'attuazione della legge statutaria ed in tutte le determinazioni relative a nomine e composizioni dii organismi regionali.(1)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, dobbiamo votare l'ordine del giorno che è stato distribuito e che è nei banchi.

E' in votazione l'ordine del giorno colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente. Io voterò sicuramente a favore dell'ordine del giorno, però le vorrei chiedere un chiarimento, giusto per una questione, che se si ripresentasse in maniera analoga per fatti differenti da questo a me creerebbe qualche imbarazzo. Nel senso che l'ordine del giorno che ci apprestiamo a votare, a cui io garantisco il voto a favore, dice che nel corso della discussione è emerso un orientamento di larga maggioranza favorevole all'inserimento di norme volte a garantire negli organi regionali la rappresentanza paritaria di genere a tutti i livelli politici e di amministrazione, e impegna il Presidente e la Giunta regionale a garantire il principio di parità di genere, non solo nell'attuazione della legge statutaria, ma in tutte le determinazioni relative a nomine e composizioni di organismi regionali.

Mi sembra che chi ha proposto l'ordine del giorno proponga ai consiglieri regionali quello che un tempo si chiamava "bidè" alla conoscenza, e cioè dopo aver con un voto comunque sovrano, per quanto segreto e deplorato da tutti, tanto che non si capisce chi lo ha votato quel famoso emendamento col tasto rosso, che dopo un voto del Consiglio in una direzione, un ordine del giorno impegna il Consiglio a fare una cosa che è in larga misura differente rispetto a ciò che il Consiglio ha votato. Nel caso di specie a me va benissimo e quindi non sollevo eccezioni, ma significa che il Consiglio potrà fare questo anche in futuro su argomenti diversi?

PRESIDENTE. No, dunque, onorevole Vargiu, lei pone un problema che non è risolvibile dalla Presidenza, perché l'ordine del giorno, come lei sa, ha una caratteristica politica e propone un tema al Consiglio.

Il Consiglio ha votato con le modalità che lei ricordava un emendamento, che può essere in parte ripreso nel dispositivo conclusivo, nel quale si impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a garantire nelle nomine e nella composizione degli organi regionali il principio di parità.

Evidentemente questo è un invito di tipo politico che il Consiglio può assolutamente rivolgere, e che non è nella legge, così come invece si cercava di fare con l'emendamento che non è stato accolto dal Consiglio stesso. Penso che il Consiglio ha la facoltà di accogliere e di formulare questo invito alla Giunta, così come ha la facoltà naturalmente di non accogliere la proposta che le colleghe e che alcuni ci fanno, votandolo totalmente, o per parti, e negandone alcune di queste parti, e costituisce tuttavia un impegno di tipo politico e non un impegno legislativo di ordine statutario, così come veniva proposto.

Quindi, io spero onorevole Vargiu di aver fornito una mia chiave interpretativa dell'ordine del giorno, che è all'attenzione del Consiglio conclusivamente.

Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Onorevole Moro, su che cosa intende intervenire?

MORO (A.N.). Sull' ordine del giorno. Perché?

PRESIDENTE. Dichiarazione di voto Onorevole, perché si vota e basta.

Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Se l'ordine del giorno rimane tale e quale, io non voto, perché noi ci siamo già espressi, come Consiglio, su questa parte qui, e avrei preferito che al di là del fatto che impegna, e l'impegno è una questione diversa, "impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a garantire", eh, non è che sia un invito, sta impegnando, quindi praticamente se si dovesse votare quest'ordine del giorno, il Presidente della Giunta regionale assume l'impegno a garantire, quindi stiamo votando, mezz'ora dopo, un qualche cosa che il Consiglio stesso aveva negato. Ecco per quale motivo i pasticci non mi piacciono, e pertanto non votiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Per dichiarare il mio voto di astensione, solo per un motivo tecnico, non tanto per il voto in se stesso, a favore o meno, di un principio che ritengo sotto certi aspetti, solo sotto certi aspetti, giusto, in quanto si va a votare e ad adottare una norma che è completamente in contrasto con una precedente norma approvata dal Consiglio regionale. Questa la verità! L'articolo 88 su queste cose e su questi principi è chiaro, quindi mi astengo solo per principio tecnico, in quanto, giustamente, se è valida in tutti gli altri casi, la norma, deve essere valido, il Regolamento, anche in questo caso. Quindi, dichiaro la mia astensione a quest'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì. Io invece voterò a favore, e voglio dire, certo c'è nell'ordine del giorno un aspetto che ha sollevato il collega Vargiu, ma non c'è nessuna contraddizione dal punto di vista tecnico e dal punto di vista anche della possibilità, perché anche i colleghi che hanno votato contro l'inserimento nella legge statutaria, secondo me sbagliando, della norma e dell'emendamento proposto, possono votare benissimo l'emendamento, non per lavarsi la coscienza, perché anno due aspetti differenti: La legge statutaria lo poneva come obbligo di legge statutaria; l'ordine del giorno, invece, lo pone come un impegno politico.

Quindi, può darsi che qualche collega, io mi auguro, voti a favore senza difficoltà, perché comunque può assumere questo impegno politico, pur non essendo un impegno di legge. Quindi, non vi è una contraddizione così palese, e non stiamo contraddicendo il voto. Quindi, si può benissimo votare l'ordine del giorno, si può assumere l'impegno, impegna sia la Giunta regionale, ma c'è un impegno anche per noi, perché nella prima parte assume come impegno, il Consiglio, di ritenere questi principi della parità, come dei principi che possono essere inseriti nella legge di organizzazione e nella legge elettorale. E quindi è un impegno per noi, sia quando affronteremo la legge elettorale, che la legge di organizzazione, e io dirò di più, io, per quanto riguarda il nostro Gruppo, lo assumo come impegno per le prossime nomine, che interesseranno questo Consiglio, nelle varie rappresentanze, nei vari enti, che coinvolgeranno il nostro Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì, grazie Presidente. L'8 marzo regaliamo una cosa strana alle donne, perché con la stima che abbiamo, un ordine del giorno, è stato detto in quest'aula, non si nega a nessuno, fare un contentino è più un'offesa per le colleghe, visto che l'emendamento prima bocciato in modo poco chiaro, però democratico, da quest'Aula, penso che sia stato verbalizzato e tutto.

Mi sembra strano che le colleghe si prestino a una manovra del genere, perché il presidente Soru era già stato chiaro in dichiarazioni, dove la Giunta, e tutto, sarebbero state rese partecipi le donne; e il collega Marroccu, con l'intervento che ha fatto precedentemente, diceva che a nome del suo partito, e la Giunta che lo rappresentata, avrebbe tenuto conto delle nomine, e tutto, in ogni modo. Mi sembra il tranquillizzare qualcuno che ha subito un danno. Siccome io tengo particolarmente alle donne, mi dispiace che venga sottoposto in questo modo, perché è offensivo. L'8 marzo ricorda la festa della donna, non la prevaricazione, questa è una prevaricazione pura, dove noi facciamo pura demagogia, perché fatto direttamente in legislazione. Quando parliamo, qui citate la legge elettorale, fatelo direttamente.

(Interruzioni del consigliere Uras)

Grazie, collega Uras, che mi fa precisazioni, mi serve per cambiare la posizione dopo quello che dice lei. Mi stimola l'intelletto.

PRESIDENTE. Onorevole Uras.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, spero che il tempo si fermi e avrò tempo di…

PRESIDENTE. Stia tranquillo che è fermo.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Mi fa piacere sentire il collega Uras, che mi stimola e che poi mi porta a precisare. Bravo, collega Uras, lei dice queste cose sempre senza microfono, prenda il microfono e parli tranquillamente e liberamente come le hanno insegnato a fare. No, perché sa i muretti a secco, come si usa fare in quest'aula, siccome non fa lezione a nessuno, almeno da questa parte non accettiamo lezioni da lei, ecco, mi ha convinto, almeno per quel che mi riguarda, la collega Uras, poi le può dire quello che vuole. Non baso la mia linea politica su quello che dice lei non lo farò mai, meno male. Comunque, grazie a ciò che fa il collega Uras. Mi dispiace offendere le donne con un emendamento di riparazione per quello che è stato e che è successo in quest'aula, perché è offensivo di quello che hanno fatto i colleghi da lei rappresentati, collega Uras. Lei si vergogni di rappresentare una parte che ha bocciato un emendamento. L'esame di coscienza se lo faccia prima non dopo, caro collega Uras. Grazie.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Randazzo. Chiedo scusa ai colleghi e chiedo scusa anche per lui, onorevole Cugini, e per tutti quelli che stanno facendo clamore. Va bene?

Metto ora in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'è un'osservazione che la Giunta deve fare su un articolo, sull'articolo 12.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. Per introdurre una rettifica all'articolo 12, comma 6, ai sensi dell'articolo 89 del Regolamento, perché nel comma 6, dell'articolo 12 che è stato votato da questo Consiglio, si dice, lo leggo integralmente: "Il sistema elettorale per l'elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione garantisce la rappresentanza consiliare a ciascuna provincia della Sardegna nelle forme stabilite dalla legge. Al fine di conseguire l'equilibrio della rappresentanza dei sessi, la legge elettorale promuove con misure adeguate condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali.". Fortunatamente, il voto alle donne è stato conquistato sin dal 1946, quindi verosimilmente non si voleva dire "condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali", ma "condizioni di parità per l'accesso alle cariche elettive". Così come recita anche all'articolo 51 della Costituzione.

ARTIZZU (A.N.). Però, non si sentiva nulla.

PRESIDENTE. Assessore, può riprendere e magari parlare più sul microfono.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Allora, modificare, rettificare "condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali", che fortunatamente è stato conquistato dal 1946, modificandolo con "condizioni di parità per l'accesso alle cariche elettive".

(Interruzioni)

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'aveva chiesto Capelli.

PRESIDENTE. E' chiaro colleghi qual è il problema, insomma? La scrittura "accesso alle consultazioni elettorali" è una scrittura assolutamente incongrua in una legge, perché può significare l'accesso all'edificio insomma, e non è questo che vogliamo favorire. Intendiamo dire l'accesso paritario alle cariche elettive, quindi la possibilità di accesso alle cariche elettive. Così come previsto dalla Costituzione, nient'altro.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Sì, per dire ancora una volta che siccome veramente, devo dire, non si sentiva quasi nulla di quello che diceva prima l'Assessore, ma se quello che lei stava dicendo era una proposta di integrazione articolo 12, già votato, da parte nostra c'è assoluta approvazione per questa indicazione che lei sta inserendo.

PRESIDENTE. Va bene, era esattamente questo. Avevamo chiesto, colleghi, una cosa analoga per l'articolo 13 laddove si è usata una formulazione ambigua su cui abbiamo chiesto, che è relativa al 13 bis, laddove si dice: "i responsabili delle strutture di vertice dell'amministrazione regionale", che significa tutto e non significa niente, perché la dizione è una dizione ambigua che non consente di rispettare la legge, così come dovuto, oppure che consente l'interpretazione talmente estensiva che poi non si capisce che cosa sia. Abbiamo chiesto ai colleghi, io ho chiesto ai colleghi, se c'era la disponibilità a eliminare questa frase che è assolutamente scritta male. Ovviamente se c'è un consenso ampio, così come abbiamo fatto con la correzione che l'Assessore ha proposto un attimo fa.

AMADU (U.D.C.). Si crea un precedente però.

PRESIDENTE. Sì, certo, ci rendiamo conto onorevole Amadu, lei ha assolutamente ragione, è per questo che occorrerebbe l'unanimità dei colleghi nell'accogliere…

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io già nel dialogo che c'è stato tra noi, e anche altri colleghi hanno sottolineato che certamente su questo tema è stato trattato sicuramente leggera nella formulazione del testo, ma non si tratta e non si tratterebbe in questo caso di una correzione, così come per il caso precedente, che è stata accolta evidentemente col favore di tutti, di una correzione per rendere più facilmente comprensibile quello che era chiaramente la volontà del Consiglio nel momento in cui l'ha approvato. In questo caso, si tratterebbe di modificare la volontà espressa, io credo che creare un precedente di questo tipo non sia utile per nessuno, quindi senza entrare nel merito della valutazione, se sia più giusto o no, che vi sia un passaggio nelle Commissioni per le nomine di questo tipo, al limite la questione può essere affrontata in un altro momento, le leggi possono essere fatti e poi anche modificate o anche integrate con una legge di interpretazione autentica. Volendo se ne può discutere, ma non credo che sia opportuno introdurre in mancanza dell'unanimità, degli ottantacinque consiglieri, credo che non sia utile introdurre un procedente che non credo sia buono per la sicurezza e la certezza di ciascun consigliere, che una volta che abbia espresso il suo voto sia certo che quel voto rimanga e non che alla fine della legge, magari in sua assenza, qualcuno possa decidere di cambiarlo. Quindi, per una questione anche di procedimento e di precedente pericoloso che si potrebbe instaurare, noi non siamo d'accordo.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole La Spisa, ovviamente era necessario, come lei ha ricordato, trattandosi di materia delicata sulla quale il Consiglio si è già pronunciato con un voto. Avremmo potuto fare una rettifica con il consenso ampio, altrimenti ovviamente io non la propongo al Consiglio. Va bene.

Siamo alla votazione conclusiva della legge, i colleghi sanno che è necessaria la maggioranza assoluta, è cosa nota che è utile ricordare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 5/Stat/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cappai - Dedoni - Gallus - La Spisa - Ladu - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 43

favorevoli 50

contrari 18

(Il Consiglio approva).

(Applausi dai banchi della maggioranza)

Ricordo ai colleghi, a tutti i colleghi consiglieri, che domani alle ore 12 sono convocate le Commissioni, presso la sala della terza Commissione, per l'elezione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni stesse. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 22 e 02.



Allegati seduta

CCCXII Seduta

(Pomeridiana)

Mercoledì 7 marzo 2007

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 51.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 28 febbraio 2007 (306), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Salvatore Mattana ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 7 marzo 2007.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Continuazione e fine della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A)

PRESIDENTE. Va, bene, colleghi, avevamo sospeso il nostro lavoro all'emendamento numero 769. Sull'emendamento numero 769 era stato espresso il parere favorevole della Commissione. E' in votazione. Colleghi, possiamo prendere posto?

Metto in votazione l'emendamento numero 769. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Parlo sul "198", chiedo scusa.

PRESIDENTE. Quando ci arriviamo, Onorevole Caligaris, va bene.

Metto in votazione l'articolo 40. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 815 che è sostitutivo totale del "773". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 754 è stato ritirato.

Sull'emendamento numero 198 era stato formulato un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, soltanto per dire due cose. La prima è questa, che io conosco benissimo il concetto che è stato espresso dall'onorevole Pinna, e credo che se è stato approvato in uno Statuto con questa formula che è quello della Toscana, dove mi sembra che ci sia una tradizione letteraria che possa servire anche come interpretazione del significato delle parole, ecco, non credo che sia né limitativo né possa essere esempio negativo uno Statuto regionale, a meno che non si considerino gli statuti regionali delle Regioni a Statuto ordinario non validi. Trattandosi però di una legge statutaria questa volontà poteva essere tranquillamente espressa, ma vista la considerazione e la valutazione fatta dall'assessore Dadea, io ritiro l'emendamento e dico però che lo presenterò con una formula analoga, e forse anche più incisiva, con la firma spero di tutte le colleghe, nella formulazione di Statuto che avremo, spero, in tempi brevi nella nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Quindi l'emendamento numero 198 è ritirato. Colleghi, torniamo all'articolo 1. E' in distribuzione, o comunque la trovate nel banco della segreteria, la raccolta degli emendamenti che abbiamo sospeso nel corso della discussione che adesso riprendiamo. L'articolo 1 ha il soppressivo totale numero 380, i soppressivi parziali numero 721 e numero 50, il sostitutivo parziale numero 165 e gli aggiuntivi dal numero 51 al numero 401.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Oggetto

1. La presente legge, in attuazione dell'articolo 15, comma secondo, dello Statuto speciale della Sardegna, disciplina la forma di governo e i rapporti fra gli organi, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della Regione, l'esercizio del diritto di iniziativa legislativa popolare e i referendum regionali, i casi di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Presidente della Regione, consigliere e assessore regionale.

EMENDAMENTO soppressivo totale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

L'articolo 1 è soppresso. (380)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LA SPISA - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - LOMBARDO - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 1

Nel comma 1, le parole "la forma di Governo" sono soppresse. (721)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 1

Al comma 1 le parole da "…. I principi" fino a "della Regione" sono soppresse. (50)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CALIGARIS.

Articolo 1

Nell'articolo 1, alla terza riga, sostituire il verbo "disciplina" con "determina". (165)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 1

Al comma 1 prima delle parole: "La presente legge" sono aggiunte le seguenti: "In armonia con la Costituzione e i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con l'osservanza di quanto disposto dal Titolo IV dello statuto speciale della Sardegna,….". (51)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "in attuazione dell'articolo 15, comma secondo" è aggiunto: "e seguenti". (384)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "disciplina la forma di governo", è aggiunto: "della Regione e, specificatamente, le modalità di elezione, sulla base dei principi di rappresentatività e di stabilità, del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e dei componenti della Giunta regionale". (381)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "i rapporti fra gli organi", è aggiunto: "la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione". (382)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "i rapporti fra gli organi", è aggiunto: "la presentazione e l'approvazione della mozione di censura individuale nei confronti di un assessore regionale". (393)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 1

Al comma 1 prima delle parole l'esercizio del diritto" sono aggiunte le seguenti parole: "la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione". (52)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Dopo le parole "l'esercizio del diritto di iniziativa legislativa popolare e i referendum regionali" è aggiunto: "abrogativi, propositivi e consultivi". (383)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la legalità, l'imparzialità, l'efficienza e la trasparenza dell'azione amministrativa". (385)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "le regole e i doveri dell'attività politica". (386)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il controllo della spesa". (387)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "le nomine di competenza del Consiglio regionale". (388)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il controllo dell'attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali". (389)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il diritto dell'informazione del consigliere". (390)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i supporti all'esercizio delle funzioni consiliari". (391)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "le garanzie delle minoranze e il controllo consiliare". (392)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i divieti contrattuali". (394)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il Consiglio delle autonomie locali". (395)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la qualità normativa". (396)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "il procedimento legislativo". (397)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i testi unici". (398)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "i regolamenti". (399)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "gli organi di garanzia". (400)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la Consulta di garanzia". (401)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la pubblicazione e la distribuzione di volumi librari illustrativi dei risultati ottenuti nell'attività di governo della Regione". (402)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 1

Al termine dell'articolo, è aggiunto: "la partecipazione del Presidente della Regione a trasmissioni televisive". (403).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, intervengo sull'articolo 1 che riprende i contenuti dell'articolo 15, introducendo tuttavia alcune modifiche che, se non altro, pongono degli interrogativi. Intanto c'è un problema di significato dei termini che, a mio avviso, dev'essere chiarito. Sostituire il verbo "determina" con "disciplina" non è ininfluente o poco significativo rispetto alla finalità della norma. Disciplinare significa infatti normare, cioè stabilire delle regole, sancire; determinare, che è proprio il verbo utilizzato nell'articolo 15 modificato dello Statuto, vuol dire "indicare". Quindi la legge statutaria dunque determina la forma di governo, anche perché non si possono disciplinare, come prosegue il testo, i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento della Regione. Ho presentato un emendamento solo perché ho ritenuto che si sia trattato di un errore materiale. Nel dibattito di questa legge statutaria che ormai volge al termine si sono comunque consumate alcune contraddizioni di formazioni politiche e di Gruppi che hanno, di fatto, impedito di migliorare significativamente la prima legge statutaria di una Regione a specialità costituzionale. Non voglio ripercorrere le tappe di questo percorso, ritengo che il tradimento di alcuni Gruppi di centrodestra nei confronti del presidenzialismo con l'intento di far vacillare la maggioranza, abbia avuto un peso determinante e ha infatti condizionato pesantemente la volontà e le scelte di Gruppi importanti del centrosinistra. Ciò è avvenuto nonostante non fosse in discussione la fiducia nei confronti dell'Esecutivo né, tantomeno del Presidente che, peraltro, ha sgombrato il campo da qualunque valutazione politica rispetto alle differenze interne tra parlamentaristi e presidenzialisti. Penso che qualche volta sia anche mancato il coraggio di prendere posizione in modo sereno e oggettivo, estraneo alla contingenza del momento, proprio sull'elezione del Presidente della Regione da parte del Consiglio regionale. Non si è riusciti neppure a prevedere un vicepresidente di nomina consiliare troppo preoccupati dei rilievi dei giudici costituzionali. In qualche tratto, questa legge, come altre del resto che riguardano la nostra comunità, avrebbe meritato di scommettere e affrontare la sfida. Dico questo proprio perché nell'articolo 1 ci sono degli aspetti importanti. Sottolineo che considero molto importante il clima generale del paese, peraltro sempre più influenzato in senso conservatore, contrario ai partiti e alla politica che invece hanno bisogno di riacquistare autorevolezza e anche le norme possono aiutare in questo processo di autoriforma delle istituzioni democratiche. Non posso trascurare che questa legge statutaria, confermando l'elezione diretta del Presidente, gli permette di governare per dieci anni consecutivi con ampi poteri, ipoteca parti importanti del nuovo Statuto di autonomia e anche della legge elettorale. Mi dispiace, da socialista, che non sia stato accolto il principio della sussidiarietà sociale e che non abbiano trovato spazio gli organismi di garanzia dei cittadini e di consulenza che avrebbero, dal mio punto di vista, mitigato in un certo qual modo il presidenzialismo e richiamato l'irrinunciabile valore delle leggi del Consiglio e dei cittadini in ogni momento della legislatura e non solo quando devono votare. Del resto anche le modifiche al numero di firme sui referendum, per quanto ridimensionate rispetto al progetto iniziale, e l'avere introdotto un quorum ballerino relativo proprio alla partecipazione dei votanti alle elezioni regionali, non mi sembrano segnali del tutto corrispondenti alla volontà di coinvolgere pienamente i cittadini nelle scelte. Ci sono tuttavia degli elementi positivi che sarebbe assurdo disconoscere; indubbiamente il lavoro in Aula ha migliorato il testo e ha alleggerito il peso del presidenzialismo, l'aver soppresso l'articolo 35 sui regolamenti che restano in capo esclusivo al Consiglio, per esempio, è molto importante, così come è motivo di vanto dell'Assemblea l'introduzione di articoli che configurano l'avvio di una politica paritaria in Giunta e ai livelli apicali degli enti e delle ASL. C'è anche un altro aspetto che vorrei evidenziare in questo contesto, un particolare sfuggito a molti, forse. Per la prima volta, se la memoria non m'inganna, abbiamo esaminato e lavorato su un disegno di legge in orari civili, lo ricordava l'onorevole Simonetta Sanna in un brillante intervento, quando diceva che nei paesi del nord Europa i Parlamenti svolgono l'attività entro le venti per permettere a chi svolge questo compito di poter, donna o uomo che sia, di dedicarsi ad altro e in particolare alla famiglia. Spero che il rispetto dei tempi che da qualità al lavoro diventi prassi e non un'eccezione. Mi sembra in fine di poter affermare che un altro tratto positivo è che il dibattito su questo disegno di legge ha permesso a ciascuno di poter esprimere senza vincolo di coalizione il proprio convincimento, talvolta con asprezza e anche con tentativi di ridicolizzare i propugnatori di valori non dominanti in questa Aula, talaltra con grande rispetto. E' emerso con chiarezza un dato, che i programmi elettorali come i programmi scolastici non sono dati una volta per sempre, possono essere modificati, così come suggerisce lo scenario politico, per attualizzarli, quanto meno se ne deve discutere, perché dopo due anni e mezzo ci sono novità che non possono essere ignorate. Del resto, come dimostrano l'introduzione delle tasse e molti altri aspetti dell'attività di governo, non sono dogmi o monoliti immodificabili. In conclusione ritengo che finalmente, per la prima volta, e ne sono fiera, l'espressione chentu concas, chentu berrittas, ha perso il significato negativo che i dominatori gli hanno attribuito e ci hanno fatto introiettare un Parlamento che parla, discute e si confronta, polemizza, è un Parlamento di un popolo che vuole essere partecipe, affermare la propria identità e arrivare alla sintesi solo dopo aver ascoltato tutte le voci, non aprioristicamente o quando emerge un timbro tenorile. Anche per questo spero che l'emendamento all'articolo 1 sia accolto, perché dare indicazioni attraverso una legge statutaria rende più agevole il processo anche della legge elettorale e dello Statuto impedendo che si pongano dei vincoli che possono diventare insormontabili. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo ovviamente sul tema, intanto per sostenere che questa è una legge che disciplina una forma di governo che non è stata purtroppo introdotta da una legge statutaria complessa e organizzata come questa, ma è stata invece introdotta da una legge elettorale nazionale subita per insufficienza dello stesso Consiglio regionale nella passata legislatura. Quindi noi ci troviamo di fronte ad una forma di governo già sperimentata in forza di una disposizione di legge che non ha lo stesso valore, la stessa consistenza della legge statutaria.

Rifondazione Comunista si è assunta l'impegno di stare dentro il processo di riforma. Il processo di riforma che riguarda la Regione, ma io direi in modo più ampio il sistema istituzionale locale e nazionale, è un processo di riforma che a partiti come il nostro non fa favori, non costruisce percorsi vantaggiosi.

La cultura prevalente, che è una cultura che arriva dagli anni '80, è una cultura prevalentemente presidenzialista, di taglio presidenzialista, e non è una cultura politica interna alle assemblee parlamentari, una cultura politica interna ai propri dirigenti delle forze organizzate, è una cultura politica che si è diffusa tra le popolazioni e che oggi non solo appare, è evidente che è cultura di maggioranza, a prescindere da quelli che sono gli schieramenti in campo. Tanti presidenzialisti stanno nel centrodestra, la stragrande maggioranza, escluso il partito di ispirazione cattolica come l'U.D.C., e tanti partiti stanno dentro il centrosinistra e hanno una posizione di tipo presidenzialista come i costituenti il partito democratico. Quindi vi è una dimensione politica e una dimensione di assenso generale su quel sistema che prevale in quest'Assemblea e tra la gente, tra le popolazioni. Noi di questo ne abbiamo la piena consapevolezza e abbiamo svolto una funzione che parte da questo ragionamento: se in quest'Aula ci fosse stata la benché minima possibilità di portare a buon fine una legge statutaria di tipo assolutamente parlamentare o di taglio, di impianto, di cultura parlamentarista, Rifondazione Comunista non avrebbe esitato un secondo in nessun tipo di votazione si è ripetuta in quest'Aula.

La realtà è che l'alternativa era ben diversa. L'alternativa era tra l'approvazione di una legge statutaria più organizzata, più strutturata, dove i poteri del Consiglio, i poteri di controllo e di legislazione popolare, i poteri referendari, cioè tutto l'impianto dei contrappesi si costruiva, e il ritiro della statutaria. Il ritiro! Il ritiro della statutaria e quindi un sistema presidenzialista che si poggiava su una legge elettorale nazionale. Questo lo dico per tutti gli autonomisti della prima, seconda e terza ora, perché bisogna sgombrare il campo dagli equivoci. Noi non avremmo qua mai, e tanto meno con il soccorso della destra presidenzialista, potuto avere una legge di taglio parlamentarista integralmente come noi la volevamo, per cui abbiamo accettato a viso aperto il confronto e abbiamo lavorato per migliorare la legge. L'abbiamo migliorata nel riequilibrio di genere nelle rappresentanze e nelle funzioni di governo, l'abbiamo migliorata nei poteri del Consiglio, anche di controllo rispetto all'attività dell'Esecutivo, l'abbiamo migliorata mantenendo integralmente in capo al Consiglio ogni funzione legislativa e quindi anche regolamentare e attuativa delle leggi, l'abbiamo migliorata evitando una deriva bipartitica con l'istituzione del portavoce delle opposizioni, l'abbiamo migliorata sotto ogni profilo rispetto a queste cose.

E oggi è una legge che non è una "riformetta". Intanto è una legge che noi avremmo dovuto fare e sarebbe stato gravissimo che questa legislatura non adempisse all'obbligo contenuto nell'articolo 15 dello Statuto di predisporre una statutaria, dove si regolamentano, e non la Cassazione più, ma la legge regionale, le incompatibilità, le ineleggibilità, il conflitto di interessi e quant'altro abbiamo visto. Abbiamo migliorato questa legge e noi oggi la voteremo e voteremo a favore di questa legge perché è nostra convinzione che questa legge non è più la legge presidenzialista che è entrata, proposta dalla Giunta regionale, e neppure la legge che è uscita dalla Commissione con ancora troppe ambiguità rispetto a questo fronte. E' la legge che ha elaborato l'Aula consiliare e purtroppo l'ha elaborata il centrosinistra quasi esclusivamente, anche nella polemica interna che per fortuna c'è stata e in questo non ha aiutato l'atteggiamento del centrodestra che pensa a legislature di riforma che si susseguono a legislature di riforma per cui ci sono solo ed esclusivamente riforme di maggioranza e mai riforme dell'intero Consiglio regionale, delle intere assemblee parlamentari.

Questa è la verità, purtroppo certificata dai fatti che certificano anche che il tentativo di impedire che noi, noi tutti, da Moro a me, si facesse pienamente il proprio dovere attorno all'obbligo costituzionale di fare la legge statutaria per la Regione Sardegna, per la Regione sarda, per fortuna l'orientamento di impedire questo risultato è l'orientamento che si è rivelato fallimentare.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Il parere è negativo per gli emendamenti numero 675, 721 e 50. Il "165" la Commissione ha discusso; pur sapendo che l'articolo 15 usa il verbo "determina" si è preferito utilizzare "disciplina" proprio perché in qualche modo rende più ragione di una elasticità, di un'autonomia che si ritiene di mantenere nell'interpretazione anche dell'articolo 15 per cui l'orientamento era quello di respingere il "165". Il parere è negativo per gli emendamenti numero 51, 384, 381, 382, 393, 52, 383, 385, 386, 387, 388, 389, 390, 391, 392, 394, 395, 396, 397, 398, 399, 400, 401, 402 e 403.

PRESIDENTE. Bene, grazie onorevole. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno ha domandato di parlare sull'emendamento numero 380, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 721.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese sull'emendamento numero 721, prego i colleghi di prendere posto per la votazione elettronica.

L'emendamento numero 721 è a pagina 13 del nuovo fascicolo degli emendamenti sospesi, è degli onorevoli Ladu, Artizzu, Randazzo e più.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 721.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lombardo - Milia - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 63

astenuti 3

maggioranza 32

favorevoli 20

contrari 43

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 50.

Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 165. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 384. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 381. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 382. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 393. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 383. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 385 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 386. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 387. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 388. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 389. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 390. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 391. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 392. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 394. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 395. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 396. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 397. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 400. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 401. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 402 e 403 sono decaduti.

Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 23 e 73 soppressivi, i sostitutivi parziali 494 e 496 che sono decaduti, il 495 e 497.

Siamo agli emendamenti che iniziano a pagina 250 del nuovo fascicolo.

Non ho iscritti a parlare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere sugli emendamenti numero 23, 73, 494, 495, 496 e 497 è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

Metto in votazione l'emendamento numero 23 che è uguale al numero 73. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 495. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 497. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

Sull'articolo 10 avevamo sospeso l'emendamento numero 805.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Un brevissimo momento di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendiamo fino alle 17 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 24, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo. Possiamo votare l'emendamento numero 805?

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). L'emendamento è ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. Resta quindi il 342. Colleghi, essendo stato ritirato l'emendamento sostitutivo dell'emendamento 342, votiamo l'emendamento 342.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie. Per proporre la votazione per parti. La prima parte si chiude con "l'espressione di qualsiasi natura delle quali fanno parte" e poi la seconda parte.

PRESIDENTE. Dunque colleghi, allora, intanto siamo all'articolo 10, siamo tornati all'articolo 10. All'articolo 10 avevamo sospeso gli emendamenti 342 e il suo sostitutivo totale che era l'805. Adesso l'805 è stato ritirato e resta il 342 che dobbiamo votare. Benissimo, era nel fascicolo precedente dell'articolo 10.

L'onorevole Pinna ha chiesto la votazione per parti e cioè di votare le modifiche al comma, insomma, di votare con una votazione fino...

VARGIU (Riformatori Sardi). Posso chiedere la visione dell'emendamento?

PRESIDENTE. Lo stiamo distribuendo onorevole Vargiu... Aspettiamo qualche secondo che tutti abbiano il testo dell'emendamento numero 342. Allora colleghi, emendamento numero 342. Si vota con due votazioni separate. La prima fino alle parole "delle quali fanno parte" e poi ciò che resta con una successiva votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per annunciare il mio voto contrario all'emendamento numero 342, sia nella prima parte che nella seconda perché ho l'impressione che il testo così come è stato previsto all'articolo 10 sia più che sufficiente come indicazione, d'altra parte io sono andata a vederla, noi facciamo una dichiarazione ai sensi della Legge 24 aprile 2001 numero 6 e ho l'impressione, e non vorrei che passasse questo concetto che si voglia in qualche misura introdurre dei limiti alla libertà di associazione, compresa, mi sembra di capire la massoneria, e che credo che questo non possa essere un punto di vista che possa esprimere questo Consiglio regionale in quanto ritengo che il valore costituzionale della libertà di associazione debba essere comunque rispettato pienamente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente. Per conoscere, perché ad una prima lettura, forse poco attenta, mi viene qualche dubbio per quanto riguarda il secondo comma.

"Dopo il secondo comma, dice la legge, prevederà le sanzioni in relazione alla violazione degli obblighi indicati". Beh io, "prevederà", io non so se in legge noi potremo scrivere "prevederà" perché non so se mi deve dare l'ergastolo o un giro delle capitali europee, io vorrei effettivamente sapere se in legge possiamo scrivere queste prescrizioni senza definire bene quelle che possono essere le sanzioni...

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Viene cassato questo!

MORO (A.N.). Va beh, allora voto contro questa seconda parte dell'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Anch'io voto contro quest'emendamento per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese. Pensavo che il Consiglio regionale avesse deciso di soprassedere su una cosa che a mio avviso, dice bene la collega Caligaris, è assolutamente lesiva della libertà di associazione di qualsiasi consigliere regionale, anche di qualsiasi cittadino libero. Allora, non si capisce bene la ratio di questo emendamento. C'è qualcuno all'interno di questo Consiglio regionale che è contrario alla libertà di associazione? C'è qualcuno in questo Consiglio regionale che ritiene che l'associazionismo sia una minaccia alla libertà di questo Consiglio? C'è qualche associazione che è particolarmente invisa ai consiglieri regionali della maggioranza, sulla quale i consiglieri regionali della maggioranza vogliono impegnarsi in battaglie di retroguardia, che si pensava ormai morte e dimenticate? Perché dietro questo emendamento, colleghi, sembra che ci sia ancora una volta quel fumus persecutionis nei confronti della massoneria. Allora, per me che non sono massone e quindi sono libero di difendere un'istituzione a cui credo che sia libero, per ciascuno di noi, per ciascuno di voi, aderire, ed io ripeto non sono massone, e a prova contraria di smentita chiunque di voi può dimostrare il contrario, e io ritirerei l'intervento per conflitto di interessi, come in qualche circostanza voi avete detto, però credo che la libertà di associazione sia un diritto, credo che se un'associazione non ha obiettivi che siano in contrasto con quelli che l'interesse generale impone ad ogni consigliere regionale in quest'Aula, credo che non sia possibile che nessuno obblighi un consigliere regionale a declinare l'appartenenza a qualsivoglia associazione. Quindi, io vi chiedo di ritirar questo emendamento e di non costringere l'Aula a votare su una questione che è palesemente lesiva dei diritti individuali di ciascuno di noi. Perché se addiveniamo all'idea che si possa declinare l'iscrizione alle associazioni di ciascuno di noi, addirittura voi prevedevate le sanzioni qualora qualcuno si dimenticasse un'associazione a cui aveva dato la propria adesione, beh, intanto ciascuno di noi è motivato a non aderire alle associazioni, perché la sola adesione comporta che ci sia il rischio che l'adesione venga interpretata come un interesse privato con degli atti che vengono svolti dal Consiglio; ma in secondo luogo, e credo cosa ancora più importante, si crea veramente un clima antiassociazionistico che è esattamente l'opposto di ciò che aiuta a crescere una collettività, perché le associazioni aiutano a crescere la collettività. Ora, colleghi, io vi chiedo di ritirare questa emendamento, perché è un emendamento illiberale, lesivo della libertà di associazione di ciascuno di voi e mette in evidenza un atteggiamento punitivo nei confronti dell'associazionismo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Ma, Presidente, io al contrario dell'onorevole Vargiu faccio parte dell'Associazione degli amici della sartiglia, e faccio parte anche dell'associazione de su pani turrau, cosiddetto. Ora, io sinceramente non capisco veramente dove si vuole arrivare, perché i presupposti del comma 2 credo che siano fin troppo chiari, si dice che: "La legge stabilisce le modalità con cui…

Presidente, guardi stiamo affrontando un argomento molto importante, se lei invitasse i colleghi a stare un attimino calmi.

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di… insomma ci sono molti capannelli, capisco che abbiamo bisogno di parlare, però…

DIANA (A.N.). Sì, ma non è per questo che i colleghi sono impegnati, evidentemente sono impegnati per altro!

Dice: "La legge stabilisce le modalità con cui Presidente, consiglieri e Assessori sono tenuti a comunicare i diritti di proprietà, i redditi, le eventuali partecipazioni e le cariche amministrative o sindaco presso società, su società che abbiano incarichi, redditi, consulenze, partecipazioni", ma che poi si aggiunga: "nonché le associazioni di qualsiasi natura", ma io credo che veramente questo sia una cosa veramente fuori da qualsiasi logica. Qualcuno mi dovrebbe dire di quali associazioni stiamo parlando. Allora ha ragione l'onorevole vargiu, che qui c'è un fumus persecutionis, perché non si capisce a chi altro può essere riferita una norma di questo genere. Vorrei capire per quale motivo io dovrei comunicare al Consiglio regionale il mio ruolo di vicepresidente dell'Associazione degli amici della sartiglia, de sa squadra de su pani turrau, dei ragazzini di piazza Galilei del 1958, ma insomma mi dovete dire di che cosa stiamo parlando! Questa è veramente una buffonata, ma è una buffonata! Non ho capito chi è che ha spinto l'onorevole Balia, e mi meraviglia molto, Onorevole Balia, se lei è primo firmatario, ci dica esattamente a chi fa riferimento questo emendamento? Perché sinceramente nessuno di noi lo ha capito, e quindi la invito al ritiro!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Così dico volentieri ed immediatamente a chi fa riferimento l'emendamento. Io intanto non comprendo perché questo emendamento stia destando tanta preoccupazione all'interno dell'Aula consiliare. Io voglio rileggere il comma 2 dell'articolo 10: "La legge stabilisce dell'amor le modalità con cui Presidente, consiglieri ed assessori sono tenuti a comunicare i diritti di proprietà, i redditi, e le eventuali partecipazioni e le cariche di amministratore o sindaco presso società". L'emendamento dice, aggiungiamo anche: "qualunque forma di associazionismo". Poi alcuni di voi, in una libera interpretazione, hanno legato questo "qualunque forma di associazionismo", ad una particolare forma di associazionismo. A me non interessa, evidentemente, fare il legame che voi avete fatto, né tanto meno è vera la tesi che questo è limitativo dell'esercizio della libera scelta di adesione di ogni consigliere ad una forma di associazione. Ogni consigliere è libero di aderire a tutte le forme di associazione che ritiene utili, purché non in contrasto con la Costituzione e con le leggi, e però ogni consigliere ha anche il dovere della trasparenza, così come dichiara il proprio reddito, così come dichiara la propria situazione patrimoniale, così come dichiara l'appartenenza a società o l'essere titolari di cariche all'interno di una società, non vedo perché non possa dichiarare la propria adesione all'Associazione Emilio Lussu, o all'Associazione Gramsci, non lo comprendo, è un problema anch'esso un problema di trasparenza. Peraltro, voglio rammentare che è una trasparenza utile e necessitata. Siccome spesso risorse del Consiglio regionale e della Giunta regionale vengono destinate a forme di associazionismo, è anche evidente che relativamente a questo aspetto vi è un dovere di trasparenza, se non altro per individuare se vi sono state sollecitazioni in una o nell'altra direzione. Quindi non attribuite un significato superiore a quello che l'emendamento ha, non è limitativo….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Anch'io per annunciare il voto contrario a questo emendamento, ma anche per ribadire che non è comprensibile il percorso che ha fatto quest'Aula per arrivare, questa sera, a dover ritirare l'emendamento, che si sarebbe dovuto porre in sostituzione, di aggiustamento alla tesi contenuta, appunto, nell'emendamento Balia, e dover constatare invece che non c'è nessun accordo. Oggi resta questa indicazione così vaga, così ampia, che chiaramente non aiuta nessuno. Io credo che in nessuno Stato democratico, oggi, esista una norma così pressante da un punto di vista della libertà individuale. Non esiste la possibilità nemmeno interpretandola con quella, che vuole essere di chiarezza e di trasparenza, di dovere indicare l'appartenenza ad associazioni, che siano comunque libere associazioni, e che non siano in contrasto nel loro statuto con nessun intendimento politico o meglio democratico di questa Regione. Credo che stiamo facendo un errore veramente grosso, del quale ci pentiremo tutti. Fra qualche mese, quando andremo a fare queste dichiarazioni, è evidente che ci chiederemo: "Ma come abbiamo potuto far nascere una norma così assurda?". E' una norma che ammazza la libertà, che chiaramente va contro ogni principio e di certo non insegue quello della trasparenza. Che io possa appartenere alla cosiddetta Associazione Sant'Anna, o che appartenga all'associazione che fa la cosiddetta adesione a distanza dei profughi, è chiaro che non importa nessuno. Non interessa e non chiarisce niente. Chiariamo invece attraverso un emendamento più specifico, onorevole Balia, quello a cui lei intende di mirare, cioè l'indicazione di associazioni il cui statuto sia in contrasto evidentemente con quelli che sono i principi democratici su cui è fondata questa Regione.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente. Io chiaramente voterò contro questo emendamento, le spiegazioni dell'onorevole Balia non mi hanno certamente convinto e sono seriamente preoccupato che quest'aula debba affrontare, oggi, un argomento di questo tipo che è, veramente, fortemente lesivo di qualunque libertà individuale, di qualunque si tratti. Mi stupisce moltissimo l'onorevole Masia, l'onorevole Maninchedda che abbiano anche solo potuto pensare di firmare un emendamento di questo tipo. Perché, qui non si parla di trasparenza, perché se l'onorevole Balia avesse aggiunto associazioni a delinquere di qualunque natura l'avremmo capito, ma chiaramente sarebbe stato un emendamento pleonastico. Perché vedete, un conto è la trasparenza, un conto è quello che significa andare contro quelle che sono le leggi democratiche di uno Stato civile, un conto sono le ragioni di riservatezza. Perché vedete, io da tanti anni faccio parte di uno studio medico associato, potrei non avere nessuna difficoltà, anche se non capisco quali sono le motivazioni che dovrebbero portarmi a dichiararlo, ma io potrei anche fare parte, e spero che nessuno si offenda, di un'associazione che si chiama Arcigay e se mi consentite, io potrei avere anche qualche motivo di riservatezza nel dovere esprimere quelli che sono i miei gusti in determinate materie e, quindi, sinceramente non riesco veramente a capire il senso che certamente nasconde qualcosa. Allora, invito l'onorevole Balia a essere ancora più chiaro di quelle che sono state le spiegazioni, per quale motivo noi dovremmo scrivere questa pagina che veramente è una pagina vergognosa per quest'aula e per quest'assemblea.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Mi perdonerà il collega e compagno Balia, se dico che questo emendamento copre quello che si vuole scoprire, e lo dicono avendo chiaro che non stiamo parlando di un'associazione cattolica, non stiamo parlando di associazioni culturali, non stiamo parlando di adesione all'associazione dei partiti. Quando parliamo di associazioni, stiamo parlando di associazioni che hanno difficoltà a rendere pubbliche le adesioni e non di associazioni che si richiamano, collega Licandro, all'Arcigay o all'Arcicaccia, per stare dentro il concetto dell'Arci. Stiamo parlando di associazioni che non rendono pubbliche le adesioni, e che sappiamo che svolgono funzioni di lobby e che intervengono nella vita democratica del nostro paese. Questo emendamento seppure nasce con un obiettivo alto, non raccoglie l'obiettivo, bisogna fare un emendamento e scrivere nella legge, che bisogna rendere pubblicala l'adesione ad associazioni della massoneria. Questo bisogna dire. Perché di questo stiamo parlando.

(Interruzioni)

LICANDRO (F.I.). Devi avere il coraggio di scriverlo allora!

PIRISI (D.S.). Ascoltate quello che sta dicendo!

PRESIDENTE. Facciamo parlare colleghi.

CUGINI (D.S.). Licandro, non ti ho detto che devi aderire alla massoneria, è un problema tuo. Sto dicendo che il tema del quale stiamo parlando è questo e che bisogna…

VARGIU (Riformatori Sardi). Lì dice il contrario però!

CUGINI (D.S.). Io sto parlando per ma non sto parlando per te. Calma se no tutte le proteste possono essere interpretate come tentativo di nascondere una adesione. Io non voglio dire questo, io non voglio dire questo, io voglio dire quello che sto dicendo. Allora, se vogliamo fare una cosa chiara le associazioni delle quali stiamo parlando sono quelle che non rendono pubbliche le adesioni, perché nascondono un intento che non è un intento democratico punto e basta, quello sto dicendo. Quindi, questo emendamento copre…

VARGIU (Riformatori Sardi). Le adesioni ai D.S. sono pubbliche?

CUGINI (D.S.). Hai detto che non sei massone ma perché ti vuoi smentire, con questa insistenza. Allora, io penso che…

VARGIU (Riformatori Sardi). Difendo le libertà degli altri, cosa che tu non hai ancora imparato.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, chiedo scusa facciamo finire l'onorevole Cugini.

CUGINI (D.S.). Oh Vargiu… ma tu puoi difendere quello che vuoi e io difendo le cose nelle quali credo, però se insisti Vargiu conferma che c'è una volontà di non rendere chiare le adesioni di quel tipo, e siccome io non sto dicendo questo, ti prego siccome tu vieni anche da un mondo dove la massoneria svolge una funzione particolare, che è quello della sanità, allora io penso che noi dobbiamo comprendere di che cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini.

LICANDRO (F.I.). Non si è capito come vota, Presidente.

CUGINI (D.S.). Voto contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La discussione si è fatta molto appassionante e anche appassionata, però io la riporterei su un altro livello e cioè capisco l'intenzione di chi ha scritto questo emendamento, capisco le intenzioni buone nella volontà di chi l'ha proposto, però pur non ritenendo che, francamente, questa sia di per sé una norma, se approvata, liberticida; perché non credo che si freneranno le adesioni alle associazioni pubbliche o segrete solo per l'approvazione di questa norma. Così come non si riuscirebbe, e non si riuscirà, con l'articolo 10, così come lo avete formulato, a far emergere chi ha partecipazioni in società, perché le partecipazioni possono essere dirette e indirette. Gli affari in Regione chi li ha fatti e chi li sta facendo continuerà a farli, nonostante questo articolo 10. Questo è il vero problema, questo è vero problema! Mi sembra semplicemente che questo è un articolo inutile. E' un emendamento inutile, perché non porterà maggiore trasparenza. Se fossi convinto che portasse maggiore trasparenza io lo approverei anche se fosse una limitazione alla libertà di associazione. La approverei se fossi convinto che potesse davvero raggiungere il risultato. Ma purtroppo non lo raggiunge, perché chi è disonesto, chi, attraverso associazioni o attività economiche, si fa gli affari suoi nonostante sia un amministratore pubblico, lo fa e continuerà a farlo, nonostante queste norme. Ci sono ben altri sistemi che noi dobbiamo utilizzare, come il sindacato di controllo, il sindacato politico, come la risposta puntuale da parte della Giunta o del Presidente del Consiglio quando vengono fatte interpellanze o interrogazioni. Cioè, dare ruolo e effettiva possibilità di conoscere ciò che accade nei nostri palazzi, questo è l'unico modo per contrattare il malaffare.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, Presidente. Io per dichiarare il mio voto favorevole alla prima parte di questo emendamento, naturalmente per esprimere tutta la perplessità, che mi pare sia giusto far emergere proprio per questo dibattito così acceso che forse non ha ragione di essere. Io credo che le intenzioni di quest'emendamento siano intenzioni buone, perché credo anche che sia buono appartenere, e anche forse motivo di vanto, appartenere a delle associazioni. Perché, quando si appartiene ad un'associazione è perché si vogliono portare avanti partecipazioni anche nella società. Quindi, non riesco a capire questa contrarietà, non riesco a vedere, in particolar modo, quelle che possono essere le lesioni di libertà. Io credo che le associazioni per legge, legge nazionale, sono tutte associazioni che devono essere trasparenti, che devono essere naturalmente nella legge, da qui ne consegue che non ci sono problemi. Ci sono problemi però quando a queste associazioni, o capire chi fa parte di queste associazioni, è estremamente difficile. Io credo che spesso, troppo spesso - ed è motivo per cui io ritengo che sia buono questo emendamento - si scaricano sull'appartenenza a queste associazioni quei trasversalismi, quelle trasversalità che pure all'interno di questo Consiglio ci sono e che poco hanno a che vedere proprio con l'appartenenza a queste associazioni.

Io credo che potrebbe anche darsi che questo emendamento non cambi nulla, ma almeno questo lo ottiene, quello che appartenere ad una associazione, come qualcuno dichiara, probabilmente non possa essere più motivo per cui alcune leggi, e in particolare dove si fa politica, possano essere strumento di chi in qualche modo crea quelle trasversalità che invece non ci dovrebbero essere. Noi ne abbiamo viste parecchie in sanità, le abbiamo vissute in prima persona, ma credo anche che non sia soltanto all'interno della sanità.

L'appartenenza a queste associazioni come una dichiarazione che è dovuta credo che sia una delle prime cose che all'interno di questo Consiglio deve essere portata avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie, Presidente. Io credo che questo emendamento debba essere integrato perché forse ci sono delle persone che appartengono a qualche associazione e non lo sanno. Per esempio, secondo me qui all'interno di quest'Aula ci sono gli appartenenti al club della banderuola. Sappiamo che la banderuola è uno strumento di ferro, resistente, forte che però, se non si adegua a tutti i venti che si muovono, rischia di spezzarsi; e qui dentro c'è gente che appartiene a questo club, Presidente.

Lei, per esempio, appartiene al club dei cesari, ha sentenziato un collega...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pirisi. Colleghi, posso chiedervi di sedervi, vi dispiace? Grazie.

PIRISI (D.S.). ... al club dei cesari, Presidente, perché qualcuno ha detto che lei è uno di quelli contro i quali bisogna combattere. E c'è anche il club dei cristiani che si sono immolati per evitare di riconoscere la divinità dei cesari, l'ha ripreso questo concetto il collega Porcu l'altro giorno.

Io trovo veramente incredibile che dei compagni e colleghi che vengono da una tradizione libertaria e libera si siano fatti fagocitate da chi invece propugna e ha una visione integralistica del mondo e della società, e che qui vorrebbe smascherare se qualcuno è massone. Io non lo sono. Però è più corretto che lo si dica che si vuole tirar fuori i massoni, colleghi, questa è la verità vera; perché, quale motivo c'è, se uno appartiene alla massoneria non mi pare che sia fuori legge; ma se uno appartiene ad una loggia coperta è fuorilegge e non lo dichiarerebbe. Allora, perché questo atteggiamento è inconciliabile con coloro i quali dicono che oggi dobbiamo essere propugnatori della libertà dell'individuo? La ritengo, caro Presidente, una forzatura inaccettabile perché sta nascondendo, come ha detto il collega Cugini, una finalità vera; e perché non dire allora che anche i componenti che abbiamo nominato nelle associazioni, a presiedere enti e quant'altro debbano fare la stessa dichiarazione?

Si sta ribaltando il mondo qui dentro, Presidente, si sta ribaltando il mondo! Io voterò contro questo emendamento perché lo ritengo lesivo della dignità di questo Consiglio e lo ritengo un sotterfugio messo in campo da compagni e colleghi che hanno una visione laica e libertaria ma che in questo momento sono diventati strumenti di chi vuole colpire alcuni colleghi e che si è fatto propugnatore di fini altri.

Quindi, le cose se dobbiamo dirle diciamole davvero, perché se io sono, inconsapevolmente anche, membro del club delle giovani marmotte o dell'Arci gay o dell'Arci donna...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole.

PIRISI (D.S.). Mi ha tolto...

PRESIDENTE. No, non le abbiamo tolto niente perché abbiamo sospeso il tempo.

PIRISI (D.S.). No, ci mancherebbe, Presidente.

PRESIDENTE. Le cose che dice sono interessanti però stiamo adottando questa regola.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Io voterò contro per i motivi che ha detto poc'anzi l'onorevole Pirisi, che sottoscrivo e condivido.

Vorrei far presente che gli elenchi degli aderenti alla massoneria sono degli elenchi pubblici...

PIRISI (D.S.). E certo.

CAPELLI (U.D.C.).... e che solo quelli degli appartenenti alla massoneria deviata, cioè contro legge, non sono pubblici. Ma stiamo parlando di una cosa fuori dalla legge, perciò, nel momento in cui uno è fuori dalla legge, non vedo perchè debba dichiarare qui o altrove di appartenere ad una associazione illegale, come le Brigate rosse per intenderci: non credo che lo dichiari nessuno nel caso di appartenenza illegittima.

Per cui, credo che magari qualcuno potrebbe essere molto contrariato per aver fatto richiesta di appartenenza e non essere stato accettato, forse si è spinti anche da queste motivazioni nel proporre alcune forzature che sono decisamente poco dignitose per una legge. Certo è opportuno che si dichiari tutto quello che mi sembra legittimo dichiarare, ma non l'appartenenza ad una associazione sportiva... Diciamo a che cosa, direttamente, ma quel qualcosa è già illegittimo di per sè, perché tutto il resto è pubblico ed è accessibile - sempre seguendo i principi e i limiti della legge sulla privacy - come l'adesione ad un partito, allo stesso modo. Per cui non vedo che cosa ci sia da nascondere; io, per esempio, non nascondo che sto formando e sto partecipando ad una associazione per la liberazione della Sardegna da Soru e dei suoi cortigiani, uso il termine così, dal presidente Soru e dai suoi cortigiani, perché non lo condivido e sto facendo un'azione associativa perché i sardi, appartenenti a diverse culture politiche, possano aderire perché abbiamo identificato una cosa in comune che non condividiamo. Devo fare la dichiarazione a voi, al Presidente del Consiglio, a quant'altro? Sono delle grandi stupidaggini che aumentano e contribuiscono ulteriormente a fare di questo testo di legge un testo di pessima fattura.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per associarmi al collega Pirisi, per dichiarare che non faccio parte della massoneria, non ne ho mai fatto parte, non mi sono mai iscritto, non ho mai fatto domanda, non sono stato rifiutato.

Da come è scritto l'emendamento non arriva al dunque, caro collega Cugini, perché ogni tanto un po' di chiarezza ci vuole. Se dobbiamo, come dice qualcuno, scovare i massoni, siamo più chiari nello scrivere le cose, perché, associazioni... collega Balia, se le interessa, io faccio parte della (...), balestrieri, ex scolopi, dove fa parte anche qualcun altro di quest'Aula, potrei stare a fare un elenco di ventiquattro pagine delle associazioni che faccio parte, che pago la quota sociale. Mi sembra ridicolo come è scritto l'emendamento e firmato da colleghi illustri che se hanno un fine almeno un po' di trasparenza in modo da non essere chiari e ambigui, perché, da come è scritto l'emendamento, la dichiarazione va fatta a ogni associazione che facciamo parte, a prescindere dal circolo bocciofilo, tutti, da come è scritto parla di qualsiasi natura e mi sembra un po' troppo estensivo e un po' troppo ridicolo; perché allora chiederei anche la pubblicazione di tutte le liste delle associazioni dove facciamo parte, così siamo più trasparenti e così sappiamo anche gli scopi sociali e chi aderisce alle associazioni dove facciamo parte. A Sant'Elia, nell'associazione di volontariato dove faccio parte, quando ci incontriamoci, ci incontriamo maggioranza e opposizione, gradirei che si estendesse anche a tutti i soci che ne fanno parte, così completiamo il quadro normativo e lo facciamo in modo serio e corretto.

Cioè, io chiedo - ovviamente voto contro, Presidente, annuncio il mio voto contrario - perché almeno una volta di mettere la faccia e di essere chiari: dobbiamo fare un emendamento per sapere chi sono i massoni, per la caccia alle streghe, scrivetelo in modo chiaro; tanto, come hanno detto colleghi che hanno parlato prima di me, chi fa parte di logge parallele qua e là è come l'associazione a delinquere, perché, qualcuno fa la dichiarazione che faccio parte dell'associazione a delinquere? E' veramente ridicolo. Qualche collega parlava delle Brigate rosse, vorrei conoscere una persona che si alza e dice " aderisco alle Brigate rosse", cioè, scrivetele in modo serio, scrivetele chiare in modo da chi deve interpretare le cose e, quando riceve le nostre dichiarazioni, che sappia dove andare a trovare ciò che dichiariamo. Mi scoccerebbe fare tre pagine di protocollo per dichiarare le associazioni che faccio parte, però, se dobbiamo per forza, o lo dovete approvare, chiedo anche l'estensione di pubblicare tutti i soci, perché io faccio parte di un partito, gradirei sapere tutti i soci che c'abbiamo, come tutte le associazioni e tutti i partiti qui presenti, almeno conosceremo gli iscritti, almeno per farlo più esplicativo possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GESSA (Progetto Sardegna). Nell'esprimere il parere positivo a questo emendamento, alla prima parte. Devo ricordare che in altri paesi, contrariamente a quello che è stato detto, questa dichiarazione di appartenenza a società, è anche la norma. In America un giudice della Corte suprema, non solo deve dichiarare le proprietà i redditi ed eventuali partecipazioni, ma anche l'eventuale appartenenza a società, naturalmente quelle lecite; se lui appartiene al klux klux klan, ovviamente non può fare il giudice. E vi ricordo che il povero Buttiglione in Europa è stato sottoposto a tanti di quegli esami, ad un esame tanto profondo che gli hanno perfino chiesto le sue inclinazioni sessuali, lui le ha dovuti a dire, non le inclinazioni sessuali, ha dovuto dire tutto quello che gli hanno chiesto e l'esame è stato negativo. E ha dovuto prendere atto di questo.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, c'è troppo chiasso. C'è troppo chiasso! Capisco che sia un argomento appassionante, ma se ci ascoltiamo, forse, riusciamo anche a comprendere meglio le cose di cui stiamo parlando.

Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente. L'UDEUR ha sottoscritto questo emendamento, con il nobile scopo, che il professor Gessa richiamava poc'anzi, di dare una trasparenza vera a tutti coloro che andavano a svolgere determinati ruoli, di importanza e di interesse pubblico. Ma non aveva nessuna intenzione, e non ha nessuna intenzione di criminalizzare questa o quella associazione. E poiché il dibattito ha portato anche a mortificare certe associazioni, di cui invece riteniamo ci possano essere motivi di più nobile considerazione, qualsiasi esse siano, che non entrano nel merito dei personaggi, a cui appartengono, che ci appartengono, ma che valutano soprattutto lo spirito per cui esse nascono e per cui sono state istituite; e siccome riteniamo che il dibattito che si è aperto, questo non aiuta, non aiuta né a capirci, né a capire il motivo per cui avevamo firmato quest'emendamento, anzi lo stravolge. Ed è andato ad abbassarsi in maniera che noi non ritenevamo potesse essere opportuno; siamo disponibili a ritirare la nostra firma dall'emendamento, e chiediamo agli altri firmatari, valutando soprattutto lo stato del dibattito, proprio per valorizzare quello che è invece lo spirito che ci ha spinto, se non fosse opportuno, se non sia opportuno fare altrettanto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Marracini, se non ho capito male, lei ritira la sua firma e quella degli onorevoli Pittalis e Lai.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). L'onorevole Gessa ha anticipato alcuni argomenti. Un consigliere regionale è tenuto a rilevare, a dichiarare se fa parte di società, di società di capitali, di società non di capitali, di persone, ed è tenuto a rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi. In tutti gli Stati liberali, per una questione di trasparenza, l'uomo politico svela anche quali sono gli ambienti che frequenta e che rappresenta, non ha difficoltà a farlo, perché non viene certamente sanzionata la sua appartenenza a queste associazioni. Quindi si tratta di una operazione di trasparenza che è necessaria per consentire a chi vota di sapere esattamente che cosa vota, che sistema di interessi legittimi vota eccetera eccetera. Un'operazione che il nostro ordinamento prevede in una forma molto blanda rispetto a quanto sarebbe opportuno per il cittadino. Io condivido quanti dicono che, l'opinione di quanti dicono, che anche questa legge nella disciplina della trasparenza ha ampi settori di debolezza, la trasparenza è molto utile, badate, perché noi viviamo in un regime che tutela molto l'uomo politico, forse anche troppo, e ne tutela i privilegi. Faccio degli esempi: se l'uomo politico orienta finanziamenti regionali su amministrazioni amiche, e poi viene incaricato dall'amministrazione amica di svolgere quel lavoro in una dimensione discutibile, in una forma discutibile, questo non rientra minimamente nella valutazione del Consiglio regionale, perché né si determini la decadenza. Se un consigliere regionale abusa del proprio ruolo, addirittura va a finire di fronte al giudice, per dire: "ma lei non sa chi sono io", questo non ne determina la decadenza, ne viene pubblicizzato. Allora la trasparenza è aria della democrazia, aria! C'è chi si tiene, e c'è chi si è abituato all'ombra, e vuole stare nell'ombra. L'emendamento ha semplicemente l'obiettivo di allinearsi ai livelli di trasparenza europei, non ha nessun intento punitivo. Nessuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Ma io pensavo di non intervenire più nel dibattito di questa legge, anche perché ritengo che la frittata sia stata già fatta, e quindi credo che qualsiasi contributo sarebbe stato inutile. Però intervengo perché effettivamente mi pare che abbiamo superato la misura in questo momento, ed è per questo motivo anche vedendo chi sono i firmatari dell'emendamento, che chiedo il ritiro dello stesso, alcuni lo hanno già fatto, io credo che sia opportuno che anche gli altri firmatari ritirino questo emendamento. Perché è un emendamento sinceramente che non solo non chiarisce nulla, ma crea ancora ulteriori dubbi, perché quando un emendamento non è chiaro, non dice di preciso a chi si riferisce, effettivamente è un elemento di non chiarezza, questo non crea trasparenza, ma crea, secondo me, ulteriore confusione, perché se c'è in mente da parte dei firmatari qualche cosa, io credo che avrebbero dovuto dire chiaramente qual è l'oggetto e che cosa si riferisce, non è che dire generalmente, generalmente a qualsiasi associazione, non significa nulla! Questo è creare ulteriore confusione in questo momento. Ecco quello che invece vogliono sottolineare, è, che gli stessi firmatari, ma soprattutto la maggioranza, non vede altre cose gravi invece che avrebbe dovuto vedere anche quando abbiamo discusso questa legge, ma che stiamo vedendo questi giorni nella vita di tutti i giorni questo Consiglio, questa maggioranza non vede quando non viene rispettata la legge, non viene (vede) quando calpestata la certezza del diritto in questo Consiglio regionale in Sardegna, lo stiamo vedendo tutti i giorni, non vede quando i diritti dei cittadini non sono rispettati, non vede nulla questa maggioranza. Vede soltanto fumo, come quello che stiamo praticamente tentando di approvare questa sera. Allora io invito i firmatari dell'emendamento a ritirarlo, e a vedere le cose serie, quello che stanno danneggiando la Sardegna, quello che stanno recando grave confusione, grande incertezza in Sardegna. Io vi invito a fare quello, non certamente ad approvare emendamenti, che non servono assolutamente nulla, comunque se non dovesse essere ritirato quest'emendamento, questo renderà questo testo di legge, questa legge ancora più impresentabile, già lo era prima, ma se noi aggiungiamo ancora questi ulteriori elementi, darà maggiore possibilità, e ci saranno maggiori probabilità, che i cittadini sardi finalmente cancellino quello che questo Consiglio regionale non è stato capace di fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Si è discusso più volte su un testo che raccogliesse lo spirito dell'emendamento numero 342, inizialmente è stato presentato l' "805", tutti i Gruppi della maggioranza hanno ritenuto che fosse meglio proporre il primo comma dell'emendamento numero 342, e hanno provveduto al ritiro dell' "805". La finalità è abbastanza chiara, abbastanza evidente, la finalità è quella di consentire al cittadino di conoscere quali possano essere gli interessi non solo particolari e legati alla condizione patrimoniale di reddito del consigliere regionale, ma anche gli interessi di appartenenza culturale e non solo culturale nel mondo delle associazioni, perché le associazioni sono destinatarie di fondi pubblici, stanno dentro il governo del sistema pubblico. Ci sono associazioni che nel terzo settore gestiscono importanti fette dell'iniziativa pubblica, del governo della cosa pubblica; ci sono associazioni di categoria, di imprese, e così via, che hanno ruolo politico fondamentale nel dibattito sociale e politico che riguarda la nostra Regione. Dichiarare di appartenere a un'associazione non è una limitazione della libertà, se è riferita a chi svolge funzioni pubbliche, decide della cosa pubblica come avviene per il Presidente, gli assessori e i consiglieri regionali. Sarebbe lesiva della libertà se noi lo chiedessimo a tutti i cittadini, a quelli, cioè, che stanno a casa loro, che non governano la cosa pubblica, che non hanno responsabilità nei confronti dello Stato e della comunità; allora, in questo, caso sarebbe grave e lesivo delle libertà. Così non è, quindi non diamo significati che non possono avere, anche quelli relativi all'associazionismo segreto. Per cortesia, stiamo nel seminato. Io voto a favore.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Sì, per dichiarare il mio voto di astensione. Non avrei avuto alcuna difficoltà a votare a favore dell'emendamento se i firmatari fossero stati più chiari e non avessero giocato sull'ambiguità. Non trovo, però, che si possa parlare di trasparenza nel segnalare o meno la partecipazione ad una società bocciofila, piuttosto che di bridge o filatelica. Purtroppo, il votare contrario significherebbe non costringere coloro i quali, invece, partecipano ad associazioni di ben altro profilo e di ben altre finalità. Ripeto, mi sarebbe piaciuto che i colleghi fossero stati meno ambigui e più chiari. Il mio voto, quindi, è di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Votiamo contro, ma dico che questo dibattito, che si è sviluppato su questo emendamento, è servito per farci conoscere almeno il nome di tante associazioni culturali, locali, da quella del pane carasau o a quella che diceva il collega Patelli, per la liberazione della Sardegna, benemerita associazione neonata, ma votiamo contro, non certo e non tanto e non solo perché ravvisiamo in questo un problema delle limitazioni della libertà personale, ma perché rimproveriamo, per così dire, agli autori, ai firmatari di questo emendamento di non aver osato abbastanza. Avete voluto soltanto accennare una direzione senza perseguirla coraggiosamente sino in fondo, perché il problema non è l'associazione della sartiglia o di Sant'Efisio, il problema ha un nome che è chiaro, ed è massoneria. Allora, se voi aveste avuto il coraggio e se avrete il coraggio di dire che i consiglieri massoni devono dichiarare di essere massoni, siamo i primi a votarlo, perché ci onoriamo di militare in un partito che, all'articolo 1 del proprio Statuto, sancisce il divieto dell'appartenenza alla massoneria per gli iscritti di Alleanza Nazionale. Se voi avete il coraggio di scrivere o di riscrivere un emendamento simile, Alleanza Nazionale è la prima a votarlo, ma chiamiamo le cose con il loro nome, perché il dubbio e il problema non sorge se il consigliere è uno che gioca a bocce, ma potrebbe sorgere se il consigliere è un fratello massone. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). So che magari quello che le chiederò, Presidente, può sembrare… Io intervengo, invece, per chiedere cinque minuti di sospensione, dopo la dichiarazione, stando anche in Aula, proprio per una valutazione sul voto di questo emendamento, perché ritengo eccessivo il contrasto che è nato rispetto alla volontà di questo emendamento. Quindi, volevo chiederle cinque minuti di sospensione in Aula.

PRESIDENTE. Ho altre tre dichiarazioni di voto. Facciamo le tre dichiarazioni di voto, poi facciamo la sospensione, onorevole. Nessun altra dichiarazione di voto tranne quelle che ho già.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io ho firmato questo emendamento e non intendo ritirare la mia firma, perché ne condivido lo spirito, e il cosmopolitismo e l'emancipazione del professor Gessa, che ha avuto, bontà sua, l'occasione di confrontarsi con altre realtà, ci ha ricordato che questa è una prassi consolidata in tutto il mondo, soprattutto dove i valori libertari, garantisti sono consolidati. Invece, per fede di campanile, rivalse di paesi, qui sono aleggiate delle offese un po' velate, scomodando strumenti che misurano le correnti eoliche. Ma, quando c'era la turbolenza del Piano paesaggistico regionale, alcuni docenti del dio Eolo hanno rischiato di subire proprio una frattura scomposta, perché era impetuoso quello strumento che doveva condizionare lo sviluppo della Sardegna. Allora, per non scadere a regolamenti di conti, per non subire, come firmatario di questo emendamento, intimidazioni che mi hanno creato apprensione, io dico: "Ma, questa benedetta politica non deve essere un servizio, nel senso più nobile del termine?" Allora, io ho avuto sempre l'esigenza di iscrivermi in un partito, e tutti vedevano i miei movimenti, sapevano i miei impegni. Ecco perché io, nel firmare questo emendamento, non ho visto questa malizia, questa caccia alla massoneria e, in altre circostanze, ho detto che, durante la mia esperienza di consigliere comunale a Cagliari, l'allora sindaco De Magistris, buonanima, quando non riusciva a governare la maggioranza tumultuosa e indisciplinata, addossava alla massoneria tutti gli sfaceli in campo urbanistico, nella nona, perché è una pentola buona per tutte le occasioni. Ecco perché io, personalmente, non ho nulla contro la massoneria, ma chi è iscritto anche all'Opus Dei o ai focolarini, oppure alla massoneria può anche segnalarlo con serenità, perché ha fatto una scelta secondo coscienza.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, Presidente. Anche io, ovviamente, voterò a favore di questo emendamento, anche perché l'ho sottoscritto, e ritengo che, in questo momento, avrei anche potuto fare a meno di fare questa dichiarazione perché i concetti sono già stati espressi a fondo, da una parte e dall'altra. Per quanto riguarda la mia parte, condivido quello che ha detto il professor Gessa, oltre a quello che ha detto, ovviamente, il primo firmatario, cioè l'onorevole Balia. Però, ci sono dei momenti in cui i sottintesi non valgono, cioè, in questo caso, non vale nessun sottinteso e quindi anche io devo dichiarare che voterò a favore. I sottintesi non valgono e non valgono per nulla, e non valgono soprattutto per i politici. Qualche tempo fa, su un giornale sardo, è uscita tra le righe una piccola notiziola, in cui si diceva che Tore Serra era proprietario di un'auto Suzuki del 1975. Ora, se è giusto che ci siano notizie di questo genere, e quindi a noi consiglieri regionali, a tutti gli uomini politici vengono chieste delle cose in più rispetto a quelle che vengono chieste ai cittadini normali, cioè a quelli che non si occupano di politica, io credo che questo "di più" debba essere chiesto anche in questo senso. Per quanto mi riguarda io credo di non dover compilare trenta pagine con le associazioni di cui faccio parte, faccio parte anch'io, come tutti, delle associazioni "di amici della musica o della poesia", dichiarerò quello che ho dichiarato così come ho dichiarato di essere semplicemente possessore di un'auto del 1975, credo che questo è quello che dobbiamo fare molto semplicemente, senza togliere niente a nessuno, senza togliere libertà a nessuno, senza voler vedere in questo emendamento quello che non c'è. Perché, certo, ha ragione, diceva prima l'onorevole Cugini: "vogliamo scoprire quello che intenderemo coprire"; non è così, bisogna semplicemente che facciamo un piccolissimo sforzo e diciamo a quali associazioni noi consiglieri regionali apparteniamo e finisce tutta la questione e finiscono tutti i dubbi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, solo brevemente perché il tema credo che sia importante e i colleghi hanno però evidenziato che in qualche modo non è la panacea di tutti i mali, alcuni colleghi hanno detto che ci sono altri problemi, questo emendamento non risolve poi l'appartenenza alle associazioni segrete perché chi appartiene ad associazioni segrete non lo dichiarerà, tuttavia io credo che se siamo coerenti, se questa Aula ha votato, per esempio, una norma che regola il conflitto di interessi e che, di fatto, rende obbligatoria l'astensione ogni qualvolta c'è un conflitto tra i propri doveri pubblici e un interesse privato, astensione che poi va motivata e dichiarata, ecco, quindi, credo che se l'Aula abbia sposato la direzione del codice etico, della condotta etica, dell'autoregolamentazione anche del conflitto e della trasparenza, e di mettere i cittadini di fronte anche a quelle che sono partecipazioni, interessi, essendo la nostra una funzione pubblica la cosa mi sembra normale, ecco, credo che anche se questo emendamento probabilmente non risolva, forse non va neanche enfatizzato, però io credo che sia un piccolo aiuto per dare ancora maggiore autorevolezza e maggiore trasparenza all'operato di ognuno di noi. Quindi, per quanto mi riguarda il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Corda… dopo l'intervento dell'onorevole Corda abbiamo finito e facciamo cinque minuti di sospensione.

Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Ma, può darsi che il contenuto dell'emendamento, questa aggiunta all'articolo 10 in cui si dice: "nonché le associazioni di qualsiasi natura delle quali fanno parte" può darsi che si riveli anche inefficace. Però, non capisco, non vedo dove possa essere l'offesa, dove possa essere il limite della libertà altrui, dove possa urtare la sensibilità di ciascuno. Può darsi, ripeto, che si riveli inefficace, ma il perché della contrarietà non riesco a percepirlo, non riesco a capirlo. Semplicemente si vuole tendere a creare elementi di trasparenza. Il dichiarare l'adesione ad un'associazione, qualunque essa sia, non vedo quale sia l'ostacolo, la difficoltà. Se è legale appartenervi, se è un'associazione riconosciuta, qual è il motivo che osta? Io non so se vi possano essere reconditi motivi nella stesura di questo emendamento, io non li vedo, e ripeto, non vedo la ragione della contrarietà. Per cui io ritengo di esprimere il voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Colleghi, sospendiamo per dieci minuti, riprendiamo alle ore 18 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 38, viene ripresa alle ore 19 e 02.)

PRESIDENTE. Bene colleghi, la riflessione è durata oltre il previsto…

ARTIZZU (A.N.). Anche oltre il dovuto.

PRESIDENTE. E anche oltre il dovuto, grazie per l'utile suggerimento onorevole Artizzu, non mi faccia una lettera…

Prego i colleghi di riprendere posto. Dobbiamo votare, colleghi, l'emendamento numero 342 per parti. Allora colleghi, emendamento numero 342, lo votiamo per parti.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Per chiedere il voto a scrutinio palese.

PRESIDENTE. Grazie. La votazione è elettronica, prego i colleghi di predisporsi alla votazione. Votiamo la prima parte fino a "delle quali fanno parte". Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento numero 342 sino a " delle quali fanno parte".

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Contu - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Vincenzo - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Uggias - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Milia - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 70

astenuti 5

maggioranza 36

favorevoli 36

contrari 34

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Votiamo la seconda parte, anche questa con scrutinio elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 342, parte seconda.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Porcu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Randazzo Vittorio.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Sanjust.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 73

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 2

contrari 71

(Il Consiglio non approva).

Va bene, colleghi, passiamo all'articolo 13 bis. Al 13 bis avevamo lasciato in sospeso gli emendamenti aggiuntivi numero 220, 335 e 677.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Dopo, dopo.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, il "220"…

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri. E' stato ritirato. Sugli emendamenti numero 335 e 677 è stato presentato un emendamento di sintesi a firma delle colleghe Corrias, Barracciu, Cerina, Cocco, Lanzi, Lombardo, Sanna Simonetta, Caligaris.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 817:

EMENDAMENTO aggiuntivo CORRIAS - BARRACCIU - CERINA - COCCO - LANZI - LOMBARDO - SANNA Simonetta - CALIGARIS

Art. 13 bis

Dopo il comma 2 dell'articolo 13 bis è aggiunto il seguente:

"2 bis. In attuazione del principio costituzionale delle pari opportunità tra donne e uomini, le nomine di cui al comma 2 sono determinate promuovendo complessivamente la presenza paritaria d entrambi i generi, ciascuno dei quali deve essere comunque rappresentato in misura non inferiore al 40 per cento, e fermi restando gli altri requisiti e i criteri previsti dalle singole leggi.". (817).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, ma non per voler a tutti i costi sottolineare alcuni aspetti peculiari della politica del mio partito, l'ho già fatto prima a proposito dell'argomento piuttosto scottante che era l'attenzione dell'Aula, ma ecco, certamente per fugare qualunque tipo di problema relativo, invece, alla sostanza di quest'emendamento di sintesi e sottolineando che da parte nostra esiste un profondo rispetto e profonda volontà di valorizzare in tutti i campi, quello politico, quello istituzionale, quello amministrativo, la figura femminile come portatrice di grandi valori e di grandi contributi che può dare. Io credo che…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Artizzu. Le chiedo scusa.

Colleghi, è quasi impossibile lavorare. Io non riesco a capire una parola delle cose che dice l'onorevole Artizzu.

ARTIZZU (A.N.). Dicevo, Presidente…

PRESIDENTE. Non va bene. Tra le altre cose se i colleghi continuano a usare in modo esagerato il telefono in aula isoliamo l'aula, perché non è possibile che si parli in venti contemporaneamente al telefono perché questo produce un rumore di fondo che non è sopportabile. Prego, onorevole Artizzu.

ARTIZZU (A.N.). Sulle modalità di voto, Presidente. Chiedo la votazione con scrutinio segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina. Ne ha facoltà.

Scusi, onorevole Cerina, dichiarazioni di voto non se ne possono fare se non per dichiarare l'astensione perché è stato richiesto il voto segreto.

CERINA (Progetto Sardegna). No, no, mi ero prenotata io prima per parlare… mi ero prenotata per parlare…

PRESIDENTE. No, onorevole Cerina lei si è prenotata dopo l'onorevole Artizzu, altrimenti le avrei dato la parola. Tuttavia poiché l'onorevole Artizzu, che era il primo iscritto a parlare, ha chiesto la votazione per scrutinio segreto non sono ammesse dichiarazioni di voto se non per astenersi e credo che non sia il suo caso. Quindi la pregherei di prendere atto che è così e votiamo.

CERINA (Progetto Sardegna). E, insomma, si tratta di essere scattisti qua, non…

PRESIDENTE. Onorevole Cerina…

CERINA (Progetto Sardegna). No, no…va bene! Basta!

PRESIDENTE. La ringrazio e mi dispiace che lei non possa rappresentare le ragioni che stanno dietro l'emendamento di sintesi, tuttavia così è la regola.

Colleghi, insisto nel dire che c'è troppa confusione, quindi vi prego di stare al vostro posto e vi prego di predisporvi alla votazione per scrutinio elettronico segreto.

L'onorevole Marracini è pregato di tornare al suo posto. Si cerchi un posto, onorevole Marracini. Questo è un problema, lo so, lei ha ragione, ma... Guardi, vicino all'onorevole Sabatini… sì, ma questo è posto dei segretari, onorevole Marracini. Avrei piacere che lei fosse segretario ma…

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 817.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 78

votanti 77

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 36

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.)

BARRACCIU (D.S.). Fascisti! Fascisti e della peggior specie! Fascisti e reazionari!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di prendere posto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì, Presidente, mi dispiace perché siamo nella fase finale e per la seconda volta le devo chiedere la cortesia, anche ai colleghi, di avere una sospensione di un quarto d'ora.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, sì, va bene, vista la situazione...

MARROCU (D.S.). Non fare l'ironico!

PRESIDENTE. Accogliamo la proposta, onorevole Marrocu se lei è d'accordo riprendiamo alle 19 e 45. Va bene, colleghi, la seduta sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 15, viene ripresa alle ore 19 e 56.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo il nostro lavoro. Colleghi, prego di prendere posto.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Intanto per una sottolineatura di carattere culturale, credo che alla vigilia dell'8 marzo non si potesse ottenere un risultato migliore di questo per sottolineare il divario culturale che c'è ancora e persiste all'interno di questo Consiglio regionale. La bocciatura dell'emendamento che avrebbe determinato una significativa presenza delle donne in posti di responsabilità...

PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di accomodarsi dentro l'aula evitando di affacciarsi al terrazzino?

CALIGARIS (Gruppo Misto). ... finalmente...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi, è una pessima impressione.

DIANA (A.N.). Non è che lo può fare solo a noi!

PRESIDENTE. No, no, lo faccio a tutti, lo faccio a tutti e lo sto facendo in continuazione, onorevole Diana, lei non si senta toccato più del necessario. Se ci sediamo, ho richiamato tutti almeno dieci volte. Prego, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Dicevo, appunto, che la situazione che si è creata in quest'Aula è significativa del fatto che, purtroppo, esiste questo divario e soprattutto c'è stato un atteggiamento che io reputo irresponsabile da parte di un numero consistente di componenti di questa maggioranza che in modo sconsiderato hanno dato il sostegno a chi, chiedendo il voto segreto, sapeva già evidentemente perché da prima c'erano stati segnali e comunque c'erano stati condizioni perché ciò accadesse, bocciare questo emendamento. Poteva essere un motivo di vanto di questo Consiglio - così come lo è stato l'accogliere il 40 per cento in Giunta - poter contare in tutta Italia un primato, quello non stabilito dalla volontà di un Presidente, ma dalla volontà di un intero Consiglio regionale che valuta positivamente la parità. Quindi, sono molto delusa e pur dando il mio voto favorevole alla legge, proprio per questo atteggiamento della maggioranza non parteciperò venerdì alla riunione di maggioranza sulla finanziaria, per rimarcare il principio che la maggioranza deve essere maggioranza sempre, e non guardare soltanto a chi parla apertamente e si confronta con lealtà, ma soprattutto a chi nel buio e nel segreto lavora contro una maggioranza e contro il presidente Soru perché questo è avvenuto stasera. L'attacco è stato nei confronti della Giunta e del Presidente della Regione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). L'articolo 135 del Regolamento mi consente di non parlare al vento usando la lingua che mi hanno insegnato mio padre e mia madre quando ero piccolo e mi hanno allevato. E lo faccio per dovervi anticipare a tutti che io voterò contro questa legge. Questa che è una legge che dovrebbe stabilire dei principi cardine e che oggi abbiamo all'ordine del giorno della discussione. Non è cosa di poco conto quello che oggi stiamo facendo ed è per questo che voglio far sentire anche la mia voce: "stiamo scrivendo una importante pagina della storia dell'autonomia e della specialità della nostra Regione, ma non sarà una pagina che verrà ricordata a memoria. Avremmo voluto cantare un ben altro motivo. Questa poesia ci lascia sgomenti perché finisce per scontentare tutti. Questa legge statutaria è destinata a restare per molti anni come un punto fermo per tutti i sardi, quasi come la stella che annuncia l'alba e che era salutata dagli agricoltori all'inizio della loro giornata di lavoro. L'intenzione è stata molto alta, ma non siamo forse riusciti a ottenere quanto ci aspettavamo. Ogni articolo costituisce una preoccupazione, per poterlo riparare occorrerebbe una sarta per poter cucire le numerose zeppe e nonostante questo non avete voluto ascoltare le nostre proposte. Per tutti gli emendamenti avete detto no. Questa legge è senza fondamenti e non è scritta con le mani di tutti, di chi comanda e di chi sta all'opposizione. Ma a quale santo occorre fare voti per far sì abbia una vera approvazione ?

Se tornasse in vita la buonanima di Emilio Lussu certo ne sentireste di mugugni e urla: "Un danno troppo grosso, davanti allo Stato vi siete tutti inchinati, senza che venisse difesa la speranza e l'autonomia che avevo acceso nel cuore dei sardi, scrivendo il nostro Statuto. Ma le cose oggi sono diverse, nel '48 c'era fame, eravamo tutti magri e nonostante questo non ci inchinavamo agli stranieri". Ancora una volta ha avuto ragione la saggezza dei proverbi " in proporzione al buco si ha l'animale".

Certo non faccio vanto di una legge che sembra un fantasma. Dieci Assessori con il Presidente non capita di verderli ogni giorno, come oggi, tutti seduti di fronte al Consiglio Regionale e datemi retta, sembra proprio fatto apposta, lo stesso numero degli Assessori che dovranno restare in funzione dopo questa estenuante votazione.

Per poter giudicare mi sembra ancora presto, ma il buon giorno si vede dal mattino. E non mi sembra di cogliere alcun gesto di buona volontà e di comprensione, non sembriamo neanche in Primavera, ma da parte della maggioranza neanche un minimo accenno di disponibilità.

Non è la legge che si aspettano i Sardi, ne riparleremo molto presto (un giorno che non tarderà ad arrivare).

(Traduzione dell'intervento svolto in lingua sarda redatto a cura dell'oratore).

PRESIDENTE. Grazie...

CAPELLI (U.D.C.). Lo lasci finire...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). No, deu chistionu in sardu però voto a favore de custa lei contrariamente hadi narau su collega Pisano. Signor Presidente e Assessori, colleghe e colleghi, non vi nascondo di aver partecipato alla discussione su questa legge statutaria che comprendo, non ha la valenza politica del nuovo statuto con sofferenze e anche con una certa amarezza. Sofferenza perché si capiva sin dall'inizio che una legge di taglio presidenzialista non poteva essere resa compatibile con una logica parlamentarista e che sarebbe stato difficile persino attenuarla o mitigarla come taluni hanno sostenuto per cui la legge che noi oggi approviamo è comunque una legge presidenzialista che continuerà a produrre effetti preoccupanti secondo il mio punto di vista sul distacco tra cittadini e istituzioni, tra cittadini e la politica, contribuirà a ridurre il ruolo delle Assemblee elettive, a personalizzare la politica dove gli uomini soli al comando continueranno a decidere per gli altri nel bene e nel male aumentando la cultura della delega e riducendo la partecipazione democratica.

Non voglio e non posso sottovalutare però i risultati ottenuti in senso migliorativo della legge rispetto al testo presentato, tra cui alcune maggiori competenze del Consiglio rispetto alla Giunta, la maggiore possibilità di indizione dei tre referendum, questo c'è stato il miglioramento del testo presentato alla Commissione, ho apprezzato molto invece il disegno di legge della Giunta ed in particolare il buon precedente sulla quota minima di genere il quaranta percento che poi ha avuto questo inciampo in aula e spero sia recuperato con la legge di riorganizzazione della Regione che verrà presentata, per citare solo alcuni esempi.

Però questi fatti migliorativi non hanno modificato e intaccato la forma presidenzialista, per cui questa legge statutaria è una parte del processo riformatore che è molto importante. Io esprimerò un voto favorevole manifestando al contempo un dissenso di fondo su questa legge perché è di taglio presidenzialista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, molto brevemente per, intanto dichiarare immediatamente il voto favorevole ma anche per evidenziare alcuni aspetti che mi sembra d'obbligo, sapendo che non sfugge a nessuno che questo è stato un dibattito lungo che ha tenuto questa aula impegnata, io credo quasi per due mesi con aspetti che emergono, emergono anche fortemente. Da una parte chi ha voluto utilizzare questa legge in maniera strumentale per impedire a questa maggioranza di portare in porto una importante legge sulla quale ci eravamo impegnati facendo in modo che venissero anche dilatati i tempi per arrivare a discutere la finanziaria e imponendoci anche un esercizio provvisorio, un ulteriore tempo di esercizio provvisorio. Dall'altra, e questo è stato fatto con circa ottocento emendamenti dei quali a nessuno sfugge la maggior parte privi di contenuto e utili soltanto appunto per questo aspetto, e dall'altra il fatto che attraverso questa legge elettorale, scusate questa legge statutaria, c'è all'interno di questo Consiglio una parte che ritiene che la forma di governo, quella che si sta approvando non è quella che avremmo sicuramente voluto, c'è stato un momento in cui in maniera strumentale, c'è stata in quest'aula anche chi ha voluto utilizzare questo aspetto, io dico che è stato evitato all'ultimo momento, però è anche vero che come componente di un Gruppo, lo SDI, abbiamo voluto sottolineare quelli che sono i fatti positivi che emergono in un parlamentarismo che noi avremmo voluto che fosse contenuto all'interno di questa legge e quelli che sono gli aspetti negativi che invece in qualche modo sono i contenuti di una legge statutaria che stiamo portando in porto. Credo che altri aspetti che ci hanno tenuto lungamente, siano lo stesso da sottolineare e non ultimo anche questo della partecipazione delle donne al governo, sia in Giunta e sia in quelli che sono gli enti, a me dispiace molto la conclusione stasera con un voto segreto che sicuramente si sarebbe e si doveva evitare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LANZI (R.C.). Grazie Presidente. Ma, veramente io mi ero preparata un intervento su questa legge statutaria per evidenziare l'aspetto positivo che comunque quest'Aula aveva raggiunto, nel momento in cui aveva approvato l'emendamento sulla parità di genere, che metteva tra l'altro la Sardegna ai primi posti tra le regioni d'Italia. Ma, ecco, che subito, insomma, è bastato poco perché questo risultato fosse immediatamente svilito dal ricorso al voto segreto. Dispiace questo perché è la dimostrazione, se ce ne volesse ancora tra l'altro, che quest'Aula ancora una volta si è celata e si è nascosta e ha nascosto la propria ignoranza culturale, quello che si è dimostrato dietro un tasto. Dispiace Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta, dell'immaturità politica che regna nella più alta istituzione della Sardegna, e mi chiedo se veramente c'è un senso di responsabilità, o se tutti abbiamo la consapevolezza del senso di responsabilità quando esercitiamo il nostro diritto di voto. Mi chiedo se tutti abbiamo la consapevolezza del mondo che sta fuori da queste mura, di quante donne e uomini combattono per ottenere risultati importanti e di quanto ci siano, anche se non piace che sia detto, delle donne che faticano il doppio degli uomini per ottenere posizioni e ruoli, che voi avete con strade molto più preferenziali rispetto a noi. Lo so che questo non piace che venga detto, potrà essere sminuito, potranno essere attaccate le donne perché combattono per ottenere le riserve indiane, potrete dire quello che volete, però oggi, in poco tempo e in modo poco dignitoso, avete dimostrato che questa arretratezza culturale l'avete tutta. Il mio voto sarà favorevole alla legge, comunque, perché nonostante tutto ci sono forze politiche che in quest'Aula, dignitosamente, lealmente e correttamente hanno dimostrato di non condividere idee e impianti della legge, ma si sono impegnate lealmente, senza ricorrere a nessun voto segreto, in modo palese, anche criticando alcune parti della legge, ma costruendo, quello che non è stato fatto qui in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIORICO (Gruppo Misto). Il Consiglio è una tornata di quattro settimane ha dimostrato dell'importanza e della complessità dei contenuti di questa legge; si tratta lo sappiamo tutti, lo sappiamo bene, di legge rinforzata di rango superiore, cioè legge ordinaria, inferiore solo alla legge di rango costituzionale. Sono considerazioni ovvie che tuttavia contribuiscono a meglio definire la portata del provvedimento che stiamo esaminando. E'soprattutto per questo motivo che lamento il totale silenzio di questa legge su uno degli aspetti emblematici dell'…autonomista, che a noi tutti sembrano vivere dell'apparenza. La difesa della nostra identità, l'istintività, che è alla base della nostra condizione di populu, un silenzio che non promittiri... Se il riconoscimento e il rafforzamento della nostra identità è materia riservata allo Statuto, il silenzio della legge statutaria rischia di estendere, dopo tante chiacchiere male assortite, il preoccupante velo dell'oblio su uno dei temi centrali della battaglia, facendo evaporare anche quelle realtà minori che tuttavia, per ragioni storiche, culturali e linguistiche, hanno diritto di essere riconosciute come corpus a se stante. E' il caso di Alghero, una comunità compiuta, i cui valori ancora vivi nella popolazione devono essere tutelati espressamente, sia in questa legge, che in quanto sarà il tempo e il nuovo Statuto. Questo riconoscimento costituisce un arricchimento della società sarda e dei suoi valori autonomistici. Chi erroneamente paventa che possa generare un impoverimento, evidentemente, non comprende come la diversità sia motivo di confronto nobile e rapporti umani. Non comprendo perciò perché la statutaria non faccia alcun riferimento al problema delle identità minori, nonostante l'invadenza dei temi statutari. Signor Assessore, il problema del definitivo riconoscimento identitario di Alghero, legato alla sua catalanità, è un problema molto sentito, come è sentita da tutti i sardi l'insularità e la condizione di regione periferica nei confronti delle altre regioni italiane. Pretendere anche dall'Unione Europea, oltre che dallo Stato, il riconoscimento di questo handicap è indispensabile. Aggiungo che gli interventi comunitari a favore delle regioni ultraperiferiche, come noi ci consideriamo, per il forte disagio generato dall'isolamento e i riflessi negativi che procura all'economia, allo sviluppo sociale, agli scambi culturali ecc. hanno consentito di colmare il…

PRESIDENTE. Onorevole Giorico!

GIORICO (Gruppo Misto). Dichiaro il voto favorevole a questa legge, con la speranza che l'Assessore tenga conto di quanto ho potuto brevemente accennare. E' colpa mia se non ho fatto in tempo a poter intervenire più compiutamente e fare il discorso…

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Giorico.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sì, grazie Presidente. Ma io, sinceramente, sono rimasto colpito dall'intervento dell'onorevole Masia. Se non fosse per il rapporto anche di amicizia che mi lega, avrei detto che ci vuole una bella faccia tosta ad imputare alla minoranza i ritardi dell'approvazione di questa legge. I ritardi, onorevole Masia, sono stati tutti ed esclusivamente vostri, e lei non può dire a questa minoranza che ha in qualche maniera ritardato la presentazione della finanziaria, perché la finanziaria, a oggi, è ancora parcheggiata negli uffici del Presidente del Consiglio. Pertanto, tutti i ritardi sono da imputare solo ed esclusivamente a voi. La dimostrazione è che molti articoli, non ultimo l'articolo primo, fondamentale, è stato approvato oggi, la dice lunga sull'iter che ha seguito questa legge.

Allora, diciamola tutta, non eravate d'accordo in Commissione, tant'è che questo testo è stato non dico stravolto ma quasi, rispetto al testo della Commissione, è arrivato comunque in Aula in un momento di emergenza; l'emergenza qual era? Non avevamo altro da fare in Aula, perché non potevamo discutere in Commissione la finanziaria. Quindi, questo è ciò che si è verificato.

Ora, voglio dire che gli emendamenti che abbiamo presentato noi dell'opposizione fossero strumentali, beh, questo, guardi, credo che lo dica solo lei, perché moltissimi emendamenti sono stati ritirati, su molti emendamenti non siamo intervenuti, sono stati votati e basta, non abbiamo fatto assolutamente ostruzione, perché se avessimo fatto l'ostruzionismo vero, come voi siete capaci di fare e lo avete dimostrato negli anni precedenti, beh, saremo qui ancora a Natale per approvare questa legge. Beh, noi avremmo voluto invece approvare questa legge con i due terzi, così come recita l'ultimo comma dell'articolo 15 dello Statuto, avremmo voluto approvarla con i due terzi, per evitare anche l'eventuale referendum, se non richiesto da un terzo o a da un trentesimo degli elettori della Regione Sardegna. Beh, voi non vi siete assolutamente sforzarti. Lo dico anche a lei, Presidente Soru, che oggi si è, come dire, precipitato qui in pompa magna, con tutta la sua Giunta. Io ringrazio l'onorevole Assessore Dadea che ha tenuto veramente banco qui, ma gli Assessori oggi che si presentano qui in pompa magna, quasi in passerella, per festeggiare che cosa? C'è poco da festeggiare, questa è una legge che è nata male e la sua approvazione… ma voglio dire, le testimonianze arrivano anche da banchi della maggioranza, mi pare che siano più evidenti, non siete riusciti a mettere in piedi un testo di legge che, in qualche maniera, potesse coinvolgere anche la minoranza. Ci avete sempre sistematicamente escluso. Di fronte a questo, è ovvio che il voto non può che essere negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie Presidente. Anch'io non posso che esprimere una profonda delusione per il voto che c'è stato poc'anzi, sull'emendamento che riguardava le donne e il genere. Io accetto sempre le sconfitte, poi dirò anche qualcos'altro su queste sconfitte, ma questa, veramente, è una di quelle sconfitte che dispiacciono, perché è una sconfitta che avviene con un voto segreto, e perché è una sconfitta che viene da parti importanti, importanti nel senso numerico, della maggioranza. Io non ho rinunciato, per quanto riguarda la legge che abbiamo in discussione, al voto finale, non ho rinunciato ai principi che ho avuto modo di esprimere anche nella parte iniziale della legge. Noi siamo contro il presidenzialismo, siamo parlamentaristi, l'abbiamo detto e lo ripetiamo. Abbiamo provato, per quanto mi riguarda, a proporre sommessamente anche senza intervenire su tutti gli articoli, senza intervenire su tutti gli emendamenti, abbiamo provato a fare delle proposte che andassero nella direzione da noi auspicata; diciamo che, sostanzialmente, queste proposte sono state tutte quante respinte. Noi sappiamo comunque cosa vuol dire stare in una coalizione e abbiamo anche coscienza del peso che ciascuno di noi e ciascun partito ha in questa coalizione, il peso numerico. Anche se io credo di rappresentare una fascia importante della società, che è la fascia più debole, quella degli ultimi che viene spesso dimenticata. Sappiamo anche quali sono e quali devono essere i ruoli della maggioranza e della minoranza, e i ruoli della minoranza dell'interno della coalizione. Accettiamo anche le sconfitte, però diciamo che questa volta una sconfitta in questo senso è stata veramente sostanziosa e pesante. Alcune modifiche, certo alcune modifiche rispetto al testo originario ci sono state e le abbiamo apprezzate e le apprezziamo, qualcuno è stata già citata: quella per quanto riguarda il genere femminile appunto, quella del potere regolamentare e alcune altre questioni sono state accolte. Io ritengo che non siano state comunque sufficienti, io voterò per quello che ho detto prima, per come facciamo, per la nostra parte politica, per il senso di appartenenza a una maggioranza, voterò a favore di questa legge e voterò come se stessi votando la fiducia alla Giunta, l'azione di questa maggioranza non si esaurisce con questa legge, io voterò la fiducia. Ritengo, però, che d'ora in poi sarebbe necessario che si tenesse maggiormente conto anche di quelle parti di cui ho detto e soprattutto dalla mia parte, sia per quanto riguarda la rappresentanza, che ho detto, sia per quanto riguarda le fasce che rappresentiamo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Serra.

Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Grazie, Presidente. La maggioranza all'inizio dei lavori in quest'aula, su questa legge, c'ha ricordato che questa legge giaceva in Commissione da più di un anno, come dire che avevamo tutto il tempo per discuterla e migliorarla e che, quindi, non avevamo il diritto di stare a lungo per i lavori dell'aula. Soprattutto, se è vero come ci ha ricordato l'onorevole Cugini all'inizio dei lavori, che l'opposizione non ha partecipato granché ai lavori della stessa Commissione, e che quindi non ha dato un contributo sufficiente. Ma, anche se questo fosse vero, mentre invece io continuo a pensare che come al solito si tratta dello sport preferito in quest'aula, cioè dagli al consigliere dell'opposizione, che tanto non ha voglia di lavorare e che, nella migliore delle ipotesi, cerca soltanto, per usare le parole del collega Uras, di ostacolare il lavoro di chi ha voglia invece di lavorare, e che in ogni caso il miglior risultato possibile è quello vicino allo zero, per usare invece parole dell'assessore Dirindin. Ripeto, che anche se fosse vero, questa direttrice certamente non mi trova d'accordo. Come dire che la durata dei lavori deve essere inversamente proporzionale alla durata dei lavori nella Commissione. Forse, è perfino inutile ricordare che Aula e Commissione sono due momenti istituzionali ben diversi, e diversi da quella che è la democrazia parlamentare. E' inutile, non perché voi questo non lo sappiate, ma perché semplicemente la maggioranza ormai tende a licenziare, vorrebbe licenziare il più in fretta possibile qualunque tipo di provvedimento, e questo se possibile rimovendo qualunque ostacolo che possa venire dall'opposizione. E' anche per questo, perché noi la pensiamo diversamente, che non ci piace questa legge statutaria, che incide sulla legge elettorale e incide sullo Statuto, ma non è né legge elettorale né Statuto. Personalmente, io appartengo ancora alla schiera di quelli che ritenevano che lo strumento più idoneo fosse quello dell'assemblea costituente, noi ci abbiamo creduto poco nella scorsa legislatura, ma voi invece oggi avevate i numeri per darci e per dimostrarci il contrario. Ma, io sono convinto che voi invece avete un'altra idea di Sardegna, un'idea chiara, non avete bisogno di confrontarvi a lungo con le parti sociali e con gli enti locali. Lasciateci l'opinione che ancora una volta avete perso l'occasione per ascoltare la forte contrarietà del popolo sardo sul metodo e sul merito. Voterò contro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licandro.

Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. C'è molta strada da fare, viene subito da dire dopo il voto di poco fa. Noi ne siamo consapevoli, signor Presidente. Perché? Perché è dura a morire una cultura politica dominata ancora da oscurantismi e pregiudizi, da una cultura politica perennemente maschilista. In quest'aula abbiamo visto l'utilizzazione di strumenti e metodi che impediscono, chissà ancora per quanto tempo, la presa d'atto di una realtà nuova evidente, ovvia direi, la realtà, appunto, delle questioni di genere. Forse, il voto di stasera non c'entra proprio nulla con la questione di genere. Forse, gli obiettivi erano e sono ancora altri; è una riflessione che stiamo facendo noi all'interno di Rifondazione Comunista. C'eravamo illusi, ci siamo sentiti gratificati troppo presto per lo straordinario successo e il grande risultato che abbiamo ottenuto l'altro giorno sul voto, appunto, sulla questione di genere. Ci siamo impegnati in questa legge con contraddizioni anche nostre interne, voi sapete come la pensiamo sul presidenzialismo, però col nostro impegno e la nostra forza siamo riusciti anche a smascherare, e questo è un merito che noi ci prendiamo, tutto nostro, a smascherare la strumentalizzazione della destra, purtroppo ahimè non siamo riusciti a far emergere contraddizioni e vecchi pregiudizi, che si annidano ancora in pezzi consistenti del centrosinistra. E' triste, signor Presidente, ma abbiamo la necessità di andare avanti e noi di Rifondazione Comunista non ci tiriamo indietro, è una giornata triste ma, ripeto, andiamo avanti con tutte le contraddizioni che abbiamo e voteremo questa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io confesso che è una delle occasioni in cui davvero è una dichiarazione di voto sofferta, che richiama al senso di responsabilità. Perché, come sapete, abbiamo fatto una battaglia alla luce del sole, con colleghi del centrosinistra, abbiamo sottoscritto emendamenti anche del Partito Sardo d'Azione, per affermare un modello differente, per quanto riguarda il sistema alternativo, a quello presidenzialista. E' stata una battaglia che non ha raccolto il successo sperato, e di questo abbiamo preso atto e, ciò nondimeno, abbiamo lavorato perché il sistema presidenzialista venisse temperato da una serie di accorgimenti e, in questo senso, riconosciamo che una parte effettivamente ha colto nel segno, nell'ottica di un riequilibrio di poteri tra il Presidente, la Giunta e il Consiglio regionale. Sia individuando e limitando i poteri del primo, sia ampliando quelli del Consiglio regionale, accanto al tradizionale potere legislativo si è reso operativo e concreto il sistema di controlli e, soprattutto, quella funzione di indirizzo, che prima era enunciata come mero principio. E allora, abbiamo preso atto delle modifiche che hanno colto nel segno per la materia referendaria, abbiamo preso atto delle novità introdotte. Certo non è la legge che noi avremmo voluto, è un voto tecnico che noi diamo, signor Presidente, è un voto positivo ma ci rivolgiamo alla maggioranza perché davvero, richiamando le parole di Giorgio La Pira, bisogna imparare a fare come fanno i contadini che guardano la sera il cielo per vedere che tempo farà domani. Ecco, in questo senso e un invito a non richiudersi in quello che sarà il futuro partito democratico perché ci sono altre forze del centrosinistra che vogliono partecipare a pieno titolo, altrimenti...

PRESIDENTE. Prego, onorevole, concluda.

PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per concludere.

PRESIDENTE. Non per concludere, dichiari il voto.

PITTALIS (Gruppo Misto). L'ho già dichiarato, signor Presidente, che voteremo favorevole, e abbiamo spiegato il senso tecnico e abbiamo anche fatto qualche considerazione politica.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). La dichiarazione di voto del nostro Gruppo verrà affidata al collega Giambattista Orrù che nella prima Commissione ha dato tanto di contributo per il buon risultato di questa legge, e io lo ringrazio così come ringrazio la collega Angela Corrias e Renato Cugini che hanno lavorato nella prima Commissione. Così come penso che sia giusto un ringraziamento per il lavoro svolto al Presidente della Commissione nonché relatore, Stefano Pinna.

Però ho deciso di partecipare anch'io, pur avendo deciso nel Gruppo di affidare al collega Orrù la dichiarazione del Gruppo...Sì, hai fatto bene, Peppino, così come credo che sia giusto un ringraziamento di tutti, compresi i colleghi che non voteranno la legge, all'assessore Dadea per l'impegno profuso a nome della Giunta e per il lavoro fatto non mancando in quest'Aula neppure un minuto alla discussione e per la partecipazione e il contributo fornito a questa legge.

Ho deciso di partecipare anch'io con la mia dichiarazione di voto perché io ritengo, al di là delle dichiarazioni fatte dai colleghi, che sto partecipando invece ad uno dei momenti più alti e più importanti della vita di questo Consiglio e di questa legislatura, votando una legge statutaria, una legge fondamentale e votando una legge che va nella direzione di un impegno politico assunto nel giugno 2004 di riformare realmente questa Regione.

E' la prima Regione a Statuto speciale che si dà una legge statutaria compiuta; è l'inizio di un processo di riforma che poi porterà alla legge di organizzazione, alla legge elettorale e, mi auguro rapidamente, anche ad una proposta unitaria di questo Consiglio di riforma e di rinnovamento dello Statuto autonomo della Sardegna.

Quindi, sto partecipando ad uno dei momenti che io ritengo dei più alti e più importanti e significativi della vita di questo Consiglio; e sono orgoglioso di farlo e quindi lo faccio votando con grande convinzione questa legge e ritengo che abbia sbagliato chi invece ha pensato, in modo pregiudiziale, dall'inizio a una eventuale conclusione di questa legge che li portava al voto contrario.

Voglio aggiungere soltanto che anch'io sono dispiaciuto per il voto, soprattutto per il modo con cui è venuto. Vedete, ci siamo divisi anche su un altro emendamento ma lo abbiamo fatto alla luce del sole, assumendoci le responsabilità e anche consentendo all'interno del Gruppo che ci fosse differenziazione di voto. Non c'è bisogno di nascondersi dietro il muretto o dietro questo aggeggio per manifestare il proprio dissenso e la propria non disponibilità al voto a un emendamento: quello è un fatto negativo che offende tutti, offende chi ha votato, offende l'intera Aula e offende tutti noi. E io, da questo punto di vista, assumo un impegno: io mi auguro che ci sia un impegno della Giunta, ci sarà...

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Trenta secondi soltanto.

PRESIDENTE. Ma non è possibile perché poi lo dobbiamo fare per tutti, onorevole Marrocu.

Concluda, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Quell'impegno, previsto in quell'emendamento, per quanto riguarda i Democratici di Sinistra sarà comunque rispettato dalle prossime nomine, al di là di quello che sarà o no contenuto nella legge statutaria. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). Grazie, signor Presidente. Per esprimere il mio voto favorevole, in linea con le dichiarazioni del Gruppo consiliare della Rifondazione Comunista.

La legge statutaria, pur ripulita e modificata dai lavori in Aula, presenta alcuni elementi, come l'elezione diretta del Presidente della Giunta, che noi di Rifondazione Comunista non abbiamo condiviso nella prima stesura della legge e che però non ci ha impedito di dare il nostro contributo per migliorare la proposta di legge e costruire uno strumento nuovo e moderno, capace di disciplinare gli aspetti fondamentali del funzionamento degli organi regionali; cosa che non hanno fatto, come nell'ultimo votazione, settori consistenti di questa maggioranza che preferiscono nascondersi dietro il voto segreto.

Io penso che la fase successiva dovrà essere quella di approvare la legge elettorale, assumendo modelli di democrazia dove poter conciliare il principio della rappresentanza con quello della governabilità, che consenta ai cittadini sardi di sentirsi protagonisti attivi dell'attività istituzionale della Sardegna: è su questo scenario che rimane aperto il confronto e noi, come Partito e come Gruppo della Rifondazione Comunista non mancheremo di portare il nostro contributo di idee e di proposte.

La norma, così come è stata modificata dall'Aula, presenta certamente un impianto complessivo condivisibile e apprezzabile poiché favorisce un potenziamento delle funzioni di controllo del Consiglio sulle principali scelte effettuate dall'Esecutivo.

La discussione, così come si è sviluppata in queste settimane, e anche in questi ultimi momenti, all'interno dalla maggioranza deve servire per far maturare l'idea che ascoltarsi di più, interloquire di più, anche con quelli che esprimono posizioni critiche o semplicemente diverse dal resto dalla maggioranza, possono rafforzare quel patto programmatico che la nostra coalizione ha sottoscritto con gli elettori sardi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Licheri. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori della Giunta, inizio con una battuta a rischio che le colleghe mi consentiranno, anche dopo l'episodio di prima. E' una battuta maschilista ma non è mia, è di Piero Calamandrei che, dicendo un giudizio critico sulla Costituzione italiana, affermava che essa "era come un signore di mezza età dai capelli brizzolati a cui una giovane amante ha strappato tutti i capelli bianchi per farlo sembrare più giovane e la compagna più anziana ha strappato tutti i capelli neri per farlo apparire più vicino alla sua età". Questo era il modo, secondo Calamandrei, in cui non bisognava fare le Costituzioni, le leggi costituzionali perché venivano fuori senza un'anima, senza un programma.

Io credo che noi non siamo caduti in questa contraddizione, la nostra legge statutaria ha un chiaro indirizzo di recupero di poteri politici alla cittadinanza: rafforzamento degli istituti di partecipazione popolare; capacità e possibilità di esprimere un giudizio sul Governo, un Governo fondato sulla attribuzione diretta del mandato popolare al capo dell'Esecutivo; e un giudizio e una capacità di rispondere al compito importante di codeterminare l'indirizzo politico all'organo legislativo, attraverso un rafforzamento dei suoi poteri, una chiarificazione delle sue potestà e direi anche un ampliamento rispetto a quella pagina bianca che entrambi gli istituti, l'esecutivo e il legislativo, erano scritte nel nostro Statuto. Io dico che rimane una pagina bianca, che, se il dibattito fosse avvenuto senza i tatticismi e l'ortodossia delle posizioni, avremmo potuto fare delle cose migliori. Ci sono dei capitoli aperti: le leggi di completamento e attuazione; la riforma del Regolamento consiliare; la creazione di nuovi istituti, come la Commissione di garanzia statutaria. Questo sarà il compito di questa seconda parte della legislatura insieme alla legge elettorale e la scrittura dei capitoli più importanti del nuovo Statuto di autonomia. Tra le Regioni autonome arrivammo primi, però riconosciamolo, a tagliare il traguardo della legge statutaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi. Questa legge statutaria è nata male, ed è finita peggio. Nel senso che ha tentato di travalicare la potestà dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna, e ha tentato anche di forzare l'articolo 15 dello Statuto, e comunque il vero problema è, che non c'è stata una vera volontà di fare una legge che garantisse veramente la democrazia interna all'interno di questo Consiglio regionale. Il vero problema è che questa forzatura della legge statutaria, è nata più che altro perché si dovevano chiudere determinati equilibri interni della maggioranza e sicuramente in seconda ipotesi veniva anche la volontà di modernizzare, se vogliamo, anche la democrazia interna della Regione. Allora noi non condividiamo neanche, non solo il metodo, ma non condividiamo anche i contenuti perché noi non condividiamo questo presidenzialismo esasperato, che di fatto, ha prodotto questa legge statutaria, che peggiora anche la situazione che c'era precedentemente, che c'è tuttora. Che riduce il ruolo della Giunta regionale, che mi pare che conti poco dopo l'approvazione, contava poco anche prima, ma adesso conterà ancora di meno, e così come conterà poco anche questo Consiglio regionale dopo l'approvazione di questa legge. Quel equilibrio dei poteri di cui si era parlato non c'è stato sicuramente, e io sono convinto che questo Consiglio regionale conterà ancora di meno, conterà molto di meno; io non credo che si sia mai vista una situazione come questa, praticamente dove il Consiglio regionale è ridotto veramente ad una sorta di comparsa. Allora io credo, e qui mi rivolgo ai consiglieri della maggioranza, che qui non si vota per voto di appartenenza o perché si appartiene ad una coalizione, o non si vota perché si dà un voto tecnico, qui si dovrebbe votare secondo coscienza e secondo le proprie convinzioni politiche. Questo non c'è stato, questo ha dimostrato una mancanza di coraggio da parte della maggioranza che avrebbe dovuto, invece, imporre l'approvazione di una legge diversa, che desse un ruolo diverso, che desse un…

SECCI (La Margherita-D.L.). Bastava partecipare Silvestro…

LADU (Fortza Paris). Abbiamo partecipato, ma quando si è a senso unico…

PRESIDENTE. Abbiamo più di 10 iscritti a parlare, se diamo a tutti una piccola deroga, onorevole Ladu, ho qui l'onorevole Pittalis al quale ho negato, le chiedo scusa. Le chiedo scusa. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì grazie per annunciare il voto contrario alla legge in discussione, e soprattutto per entrare nel merito di discussione che sono state sollevate dai colleghi. Vede, collega Davoli, avrei preferito che il voto segreto non fosse stato chiesto su quell'emendamento, però qui cecchini non ce ne sono e non abbiamo il vizio di nasconderci dietro i muretti a secco, però la matematica non è un'opinione, siccome si lancia la pietra dall'altra parte, e siccome a memoria mia 41 consiglieri, visto che la colpa è sempre degli altri, e ci innalziamo davanti al palco dando sempre la colpa agli altri, io sono tra quelle persone, che mi sento sconfitte dal voto di quell'emendamento. Mi lamento in questa Aula, me ne dispiace, sono stato in minoranza come qualcun altro di voi, sono tra quei 36, non me ne vergogno lo dico apertamente, non ho di questi problemi, però smettiamola anche di fare demagogia, se no chiudiamo la legge peggio di come l'abbiamo iniziata, come diceva il collega, e il mio discorso non è improntato su questo. La legge si è cercata di migliorare, non è stata migliorata, dai discorsi che avete fatto nelle dichiarazioni di voto, perché è inutile che io voto e dico questa legge, io sono contro il presidenzialismo, voto a favore, però sono contro il presidenzialismo, è l'asse portante della legge basta legger i primi articoli, se no non abbiamo letto la legge, e mi preoccupo, abbiamo discusso di tutto tranne della legge. Quando agli inizi abbiamo detto che è una legge contro, io lo confermo, oggi al voto finale della legge, perché quando io leggo l'articolo 23 bis al comma B, e vediamo che solo, visto che siamo i primi della Regioni autonome a fare una legge, mettiamo che i Presidenti delle province, i sindaci al di sopra dei 15 mila abitanti, sono ineleggibili, mi sembra che la legge nazionale e le altre norme parlano di incompatibilità. Mi sembra. Questo è stato dichiarato in questa Aula chi ha letto una legge e l'altra sa qual è la differenza. Sui referendum, articolo 4, siccome tutti hanno accusato l'opposizione di fare ostruzionismo, mi sembra che ci siamo bloccati, la maggior parte delle volte, perché mancava il numero legale e soprattutto perché abbiamo fatto sì, che la maggioranza trovasse una sintesi sui punti comuni che condividevamo, su molte cose ci siamo trovati d'accordo, ma non è che la legge è uscita bella per meritarsi un voto con il coinvolgimento dell'opposizione, perché l'opposizione si coinvolge solo per il voto finale, ma nella discussione degli articoli abbiamo fatto discorsi seri, gli emendamenti, molti sono stati approvati e non sono stati discussi tutti in quest'aula, tutti quei 100 che nominava la maggioranza, perché ne hanno fatto metà opposizione e metà maggioranza, la maggior parte dei bocciati sono quelli della maggioranza evidentemente l'opposizione qualcosa di migliorativo l'ha presentato in quest'aula parlamentare. E' per questo che annuncio il voto contrario mio e del mio partito. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Corrias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORRIAS (D.S.). Grazie Presidente. Il dibattito, come hanno detto molti colleghi, è stato lungo e impegnativo e anche aspro in certi momenti, però è stato momento di alta democrazia, per cui chi ha detto che il Consiglio regionale è succube oppure non c'è dialettica vera, credo che si sbagli. Nonostante l'amarezza profonda avevo deciso di non intervenire, come ha detto il nostro Capogruppo incaricato l'onorevole Orrù, per il gruppo D.S., e però mi sento in dovere di intervenire alla fine di questo dibattito. E nonostante l'amarezza profonda per il risultato dell'ultimo voto, voto a favore convintamene di questa legge, ci sono dei momenti in cui l'emotività e l'impulsività rischiano di prevalere sulla ragionevolezza, e questo, vi assicuro, per quanto mi riguarda, è uno di questi. E' invece il momento proprio di rimanere freddi e di non farsi vincere dalla voglia di dire, che la politica, a volte, merita gli epiteti che molte persone, l'uomo della strada - come si dice - gli danno. Era l'occasione, quell'emendamento sulla rappresentanze negli enti, era un'occasione importante per tutta la politica, non solo per le donne, non solo per le donne. Era per tutta la politica sarda, e non solo abbiamo dato un segnale forte per quanto riguarda altri aspetti, potevamo darlo e chiudere bene, e chiudere davvero bene. Serviva un ulteriore segnale di discontinuità ed era importante che questa cosa fosse inserita nella legge statutaria. Capisco, mi rendo conto perfettamente, che quell'emendamento così come il precedente sulla Giunta complicava decisioni, ma rappresentava, secondo me, la complessità di questa società di oggi. E rappresentare la complessità della società non è di per sé un fatto negativo, anzi, e però non è andata così, ognuno si prende le proprie responsabilità anche con la propria coscienza. Io credo, che si è trattato di un passaggio poco felice, sono un po' a disagio perché costringe una persona come me che non è abituata a parlare solo al femminile, invece a continuare a stare solo su quel terreno, ma non mi costringerete, non ci costringerete a restare ghettizzati… Chiedo un minuto, solo una frase, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Corrias, vale la regola anche per lei.

Prego, onorevole Corrias.

CORRIAS (D.S.). Fiorella Mannoia dice in una bellissima canzone che noi donne siamo dolcemente complicate; d'ora in poi, saremo duramente complicate, almeno per quanto mi riguarda. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. E' una seconda grande occasione perduta: la prima accadeva nel '48, quando volevamo usufruire dei benefici dello Statuto siciliano; questa volta, io credo di assistere a una delle pagine più buie dell'autonomia della Sardegna, perché è una legge nata, anzi, è una controriforma nata dalla collusione tra i partiti italianisti che sostengono questa maggioranza; tant'è vero che, se non ci fosse stato un ricatto, molti avrebbero espresso liberamente un voto, senza aggettivazioni tennico o senza scelte aventiane, e ciò è avvenuto in seno alla stessa maggioranza, non c'è condivisione, perché è una legge verticistica, centralistica, è una legge ignobile perché uccide la specialità. Noi, anche questa volta, abbiamo fatto una scelta, la più mediocre, quella di copiare le regioni a statuto ordinario. La tanto declamata specialità viene affossata da una maggioranza che fa una scelta di comodo per una regione che ha una tradizione, una cultura, una orografia differente. Come se io, senza offesa per un collega più opulento, volessi indossare la sua camicia, il suo abito, sarei a disagio. Ecco, noi rifiutiamo l'abito che la Costituzione ci ha voluto riconoscere, perché speciali, e ci appiattiamo miseramente sulle regioni a statuto ordinario. Non vi è nulla di speciale in questo, è una scelta che ci costringerà democraticamente ad accettarla, consapevoli che in quest'Aula una maggioranza precostituita - non tutta, come è emerso democraticamente in questa Aula - non l'accetta, e quindi saremo costretti ad impegnarci all'interno del mio partito, per far capire le contraffazioni del sardismo, dello pseudo sardismo che, finalmente, dopo due anni e mezzo, emergono nella loro di drammaticità, e il sardismo è ben altra cosa; e anche nella società, nelle piazze, perché saremo chiamati a far capire al popolo sardo che sta registrando questa grande apprensione e sofferenza dettata da false riforme, riforme che spesso ho definito di facciata, che sono proprio imperniate di azioni neoliberiste, dove c'è l'ossessione del pareggio del bilancio, e dove si butta nella disperazione il popolo sardo. Questa è una legge che non ha fondamenta, non serve a nessuno, vi assumete la responsabilità anche…

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, grazie Presidente. Io credo che, purtroppo, oggi noi portiamo a casa un risultato che, in qualche misura, è un risultato almeno parzialmente mutilato. Assume, per quanto mi riguarda, un valore anche paradigmatico il fatto che due emendamenti, senza volerli affiancare per importanza, siano stati però traslati e rinviati a fine del dibattito; uno, poi, è stato bocciato col voto segreto, l'altro, quello sulla trasparenza, è stato approvato, ma, cari colleghi, sappiate che quell'emendamento vuol dire esattamente ciò che portava per iscritto, non vuole scoperchiare un vaso di Pandora, ma vuole dire che ci sono molti consiglieri regionali che fanno parte di associazioni e noi nulla ne sappiamo, e attingono con assoluta tranquillità alle risorse del Consiglio e della Giunta regionale. Bene, da questo momento in poi, invece, vorremmo saperlo. Cioè, come diceva uno scrittore, anche in questo caso, chi ha avuto la pretesa da politico di offrire un solo volto, così come fa la luna, una volta per parte.

Noi ci poniamo un altro domanda, abbiamo fatto una battaglia, l'abbiamo fatta a favore del parlamentarismo, nel parlamentarismo continuiamo a credere, ci chiediamo anche, ad onor del vero - e poi faremo un'attenta lettura conclusiva della legge - come si integrino i poteri e quale nuova dignità al Consiglio regionale venga data rispetto all'altro potere che è rappresentato dalla Giunta. Ci restano, relativamente a questo aspetto, molti dubbi. Ciò nonostante, noi siamo parte della maggioranza, interpretiamo, lo ha già detto prima Tore Serra, questo voto come una specie di voto di fiducia a favore della Giunta regionale; in questa logica esprimiamo un voto favorevole, ci riserviamo, però, alla luce di quella lettura più attenta a cui facevo riferimento, ma anche dopo il dibattito necessario, opportuno ed utile che ci sarà all'interno dei partiti, di trarre conclusioni, invece, relativamente al comportamento che dovremmo tenere rispetto ad un eventuale referendum.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GESSA (Progetto Sardegna). Nell'esprimere naturalmente parere favorevole alla legge, volevo commentare brevissimamente il significato del voto segreto. Io credo che sia stato un evento molto positivo. Da una parte avrei voluto sentire le ragioni esplicite di coloro che, ovviamente, hanno votato contro, però ha svelato che molti, anche di noi, hanno, evidentemente, una posizione negativa nei confronti della parità dei generi. Questa è la verità. Conoscere il numero di coloro che si oppongono è molto più favorevole che credere di avere tutti amici. Credo che questo voto, contrariamente a quello che ha detto l'onorevole Caligaris, non sia un voto contro il Presidente, esprime, in realtà, qualcosa di più ambizioso e di più pericoloso, esprime, naturalmente, un'insofferenza per questa progressiva equiparazione delle donne. Quindi, è ancora molto più pericoloso. Questo significa che le donne hanno molta strada da fare prima di rompere il muro di Berlino del maschilismo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gessa. Ha domandato di parlare il consigliere di Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie, Presidente. Questa che stiamo approvando oggi, in via definitiva, è una legge che rappresenta in qualche modo, per quello che è successo in queste giornate di lavoro, una vittoria del Presidente, e forse, per quello che è accaduto oggi, è anche una sconfitta della maggioranza consiliare. Il voto segreto, il voto dell'urna è un voto molto difficile anche da accettare, laddove le aspettative sono diverse e laddove, a monte, non c'è una concertazione che porta al risultato voluto. La sconfitta e la bocciatura di questo emendamento, oggi, è arrivata dalla maggioranza, non dall'opposizione, perché l'opposizione aveva comunque espresso puntualmente, con dichiarazioni di voto anche divergenti tra vari esponenti dell'opposizione, il loro pensiero su questo emendamento e su questa problematica, e quindi sono emerse queste divisioni, ed è emersa, come ho detto prima, la mancata concertazione soprattutto della maggioranza nell'approvare una legge estremamente importante; questo, oggi, è anche messo in evidenza da alcune dichiarazioni di voto.

Io ho sentito più volte: "Voto tecnico", "voto di fiducia al Presidente", " risultato parziale", "crediamo nel parlamentarismo", ma siamo convinti allora di aver approvato una legge che volevamo? Che la maggioranza voleva? Perché se non c'è soddisfazione nell'approvazione questo è un fatto grave, il Consiglio non può permettersi questo. Forse abbiamo sbagliato a non aver approvato contestualmente la problematica della forma di governo e del sistema elettorale e questo crea e creerà un'accentuazione della crisi nella dinamica dei rapporti tra il Consiglio, tra noi eletti e i cittadini. E' ovvio che la maggioranza ha il dovere di fare le riforme, si deve assumere tutte le responsabilità. Io esprimo come altri la soddisfazione per il lavoro e la presenza costante dell'assessore Dadea e anche per aver voluto accogliere, anche oggi, qualche espressione che è pervenuta e qualche suggerimento che è pervenuto dall'opposizione. Speriamo che in futuro si possa costruire qualcosa di importante anche insieme.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente, per annunciare, se ci fosse anche la necessità, il voto contrario a questa legge pasticcio. Abbiamo fatto tutti gli interventi negli articoli dove abbiamo denunciato le manchevolezze di una legge che non ha una spina dorsale, e dove, effettivamente, alla fine del lavoro di oggi mi sono reso conto che la politica non è solo l'arte della mediazione, e ho visto nelle dichiarazioni della maggioranza che è anche l'arte dell'impossibile, perché tutti gli interventi della maggioranza stessa e di molte parti di questa maggioranza hanno denunciato un'avversione nei confronti del presidenzialismo, e poi invece hanno appoggiato, hanno votato una legge marcatamente presidenzialista e in controtendenza alle loro posizioni di parlamentarismo. Io effettivamente non riesco a capire quale possa essere il filo conduttore di questa azione da parte di molte parti della maggioranza. Io sono convinto che se avessero avuto modo di poter agire in libertà, senza quelle coercizioni, quei messaggi, chiamiamoli subliminali, che esistono da una parte all'altra della stessa maggioranza e della Giunta nei confronti di alcune parti della maggioranza, io, forse, sono convinto che avremmo potuto costruire una legge degna del nome di "legge" invece abbiamo seguito una strada che, effettivamente, non da quel senso che tutti quanti si aspettavano nel mettere in piedi l'impalcatura della legge statutaria. Quindi, alla luce di queste considerazioni e in più aggiungendo, se fosse possibile, anche tutte le considerazioni che abbiamo fatto nei diversi articoli che sono stati citati dai colleghi, noi con molta convinzione denunciamo una legge che non avrebbe dovuto avere questo esito, né, addirittura questa impalcatura e pertanto votiamo contro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto favorevole alla legge, voto favorevole accompagnato però da rammarico e sdegno. C'erano i presupposti perché questa legge statutaria nascesse all'insegna di un totale spirito progressista e riformista, invece questo non è avvenuto, o meglio, è avvenuto solo in parte grazie alla vigliaccheria, al maschilismo e all'arretratezza in vaste parti presente in questo Consiglio regionale. L'intento nostro, delle consigliere regionali, non era quello, così come banalmente è stato detto dai banchi, in particolare del centrodestra, e di alcuni partiti in particolare, di stabilire quote rosa o riserve indiane, era quello di contribuire a innalzare il livello di democrazia all'interno della società sarda affermando concretamente il principio della parità di genere nei luoghi della rappresentanza. E' evidente che molti, troppi uomini che occupano questi banchi grazie alla democrazia, in realtà della democrazia non hanno nessuna considerazione, anzi, lavorano in modo vigliacco per affossarla, e non mi sorprende che questo l'abbia fatto gran parte, non tutto, gran parte del centrodestra attraverso un suo rappresentante, rappresentante appartenente ad un partito atavicamente antidemocratico; quello di Alleanza Nazionale. Mi sorprende di più, maggiore sdegno e rammarico provo per il contributo fattivo arrivato dai rappresentanti del centro-sinistra, perché la matematica non è un'opinione. Voto a favore della legge in maniera convinta, perché nonostante nasca con una certa manchevolezza questa legge è importante per la Sardegna e sento il dovere, la responsabilità politica di votare a favore e ricordo all'onorevole Moro che non è questa legge a non avere la spina dorsale, la spina dorsale è totalmente assente in chi non ha il coraggio di esprimere apertamente il proprio voto sui provvedimenti e in chi chiede il voto segreto.

MORO (A.N.). Io ho avuto anche il coraggio di mostrare la mia faccia per essere eletto.

MARROCU (D.S.). E' stata eletta anche lei.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Moro… onorevoli colleghi…

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Cari amici del Consiglio, io penso che quello che è successo stasera sia uno specchio abbastanza ragionevole del metodo con cui la legge statutaria è stata discussa in Consiglio, una legge imposta al Consiglio in carenza della legge finanziaria, siamo all'otto di marzo ma ancora non è arrivata alla discussione della Commissione, una legge che oggi, emblematicamente, si è presentata al voto con due emendamenti; uno quello giacobino e vendicativo non per la trasparenza, collega Balia, contro la libertà di associazione, figlio della cultura del sospetto che è tipica del centrosinistra e l'altro, immediatamente successivo, quello che la collega Barracciu ha appena ricordato. Collega Barracciu, sarà anche vero che qualcuno ha utilizzato, in maniera lei ritiene impropria, la richiesta di voto segreto, ma sappiamo chi è, sappiamo che almeno la metà dei consiglieri del centrosinistra ha usato lo strumento, quindi dopo aver fatto un bel dibattito sulla trasparenza, io dico contro la libertà di associazione, la trasparenza della coscienza dei consiglieri di centrosinistra è quella che ha affossato l'emendamento che lei ha ricordato in quest'Aula. Quindi quando sento parlare di strumentalizzazioni della destra, fatevi un esame di coscienza, qualcuno dei consiglieri del centrodestra ha votato a favore di quell'emendamento, calcolateli i numeri. Però, ecco, io credo che in definitiva il sintomo, i due emendamenti di questa sera, preludano al giudizio, il giudizio che noi abbiamo su questa legge è stato ben tratteggiato da un proverbio sardo citato dall'onorevole Pisano: "Ogni tana rappresenta la dimensione dell'animale che la scava", questa tana che voi avete scavato con la statutaria è testimonianza non di un colosso che l'ha scavata ma di un animale piccolo piccolo; perché? Beh, è evidente, perché è una legge che ha un filo conduttore di tipo presidenzialista, ma che è stata fatta non da una maggioranza riformista in questo Consiglio, ma dalla maggioranza della maggioranza politica che l'ha condotta a vista, come dimostrano i due emendamenti di stasera, senza una strategia politica precisa, raccattando, di volta in volta, i voti in Aula per tentare di difendere una linea che non è stato possibile difendere nel zigzagare dell'Aula, ed è per questo che esistono in questa legge le tante commistioni tra esecutivo e legislativo che non sono proprie del sistema e della forma di governo che avete scelto o che dite di avere scelto che noi pagheremo negli anni venturi. E' per questo che noi votiamo serenamente contro una cattiva legge statutaria fatta senza statuto e vi rilanciamo la sfida, la sfida sarà nello scrivere lo Statuto, la nostra scelta è di scriverlo fuori da questa Aula perché è ormai ampiamente testimoniato che le cose migliori, purtroppo, in questa legislatura, si possono fare solo con i sardi e fuori da questa Aula in assenza di ogni possibilità di dialogo con voi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOMBARDO (F.I.). Grazie Presidente, io voterò contro questa legge statutaria che non condivido nel merito e non condivido neanche nel metodo. Come ha detto infatti adesso il collega Vargiu si sarebbe dovuto procedere prima alla riscrittura dello Statuto e poi alla definizione di una legge statutaria coerente, e non il contrario. E' come se volessimo costruire una casa partendo dal tetto e non dalle fondamenta. Non posso che esprimere il rammarico per ciò che è avvenuto in Aula con la votazione dell'emendamento all'articolo 13 bis, però me l'aspettavo, tant'è che anche negli interventi che ho fatto in occasione delle dichiarazioni di voto sugli altri emendamenti avevo denunciato già l'ipocrisia che regnava in quest'Aula, perché tutti a parole si sono detti a favore del principio di parità, ma per attuarlo nella forma e non nella sostanza. Perché se ci si crede in un principio allora a cascata si sarebbero dovuti adottare i provvedimenti per garantire una giusta rappresentanza delle donne perché si tratta di applicare un principio che garantisca l'uguaglianza sostanziale e non formale. Purtroppo, come mi aspettavo, ancora una volta ha prevalso l'istinto di sopravvivenza rispetto al buon senso, perché è chiaro che se più donne entrano nelle istituzioni più uomini devono uscirne. Avevamo già vissuto un'esperienza analoga nella scorsa legislatura perché non c'è la maturità e la sensibilità verso un problema di deficit di democrazia, perché è un dato reale l'assenza delle donne dai luoghi della rappresentanza e dai luoghi dove si decide e si amministra. Noi avevamo una grande possibilità che era quella di riaffermare la credibilità della democrazia, soprattutto in un momento come questo di grande disaffezione nei confronti della politica e delle istituzioni. Ci dovrebbe essere una forte presa di coscienza di quanto sia importante la presenza delle donne nelle istituzioni per il contributo che possono dare in termini diversi rispetto agli uomini e ritengo che le donne di questo Consiglio abbiano dato una grande lezione nel portare avanti un interesse che non è un interesse di parte ma dell'intera società, prescindendo dall'appartenenza politica, perché questa era una battaglia giusta in cui abbiamo creduto con grande determinazione e con grande convinzione l'abbiamo portata avanti e la porteremo anche in futuro in occasione della discussione della legge elettorale. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lombardo. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Mi diceva la collega Mariuccia Cocco: "Tu che hai una figlia femmina, dì qualcosa a favore della politica per le donne". Mi veniva in mente forse lo slogan più bello che abbia usato il P.C.I. in tutta la sua stagione, che era uno slogan che utilizzavano all'università le donne della sinistra giovanile ed era scritto in una spilla che portavano al bavero. Era scritto: "Con le donne la politica è meglio". Ed è vero: con le donne la politica è meglio. Però questo significa anche per le donne guadagnare giorno per giorno, passo dopo passo, i risultati e credo che con questa legge statutaria dei passi in avanti siano stati fatti. Uso questo spunto, Presidente, per fare una considerazione di carattere generale, per dire che non possiamo far passare in secondo piano il grande risultato che si otterrà politicamente con l'approvazione di questa legge statutaria con un particolare che per quanto rilevante non deve offuscare ciò che noi stiamo facendo stasera in aula. E' vero che ci sono manifestazioni di diversità di posizioni, ci sono sicuramente risultati che potevano essere ottenuti in maniera migliore, amici e compagni di Rifondazione Comunista, sicuramente poteva essere ottenuto un risultato migliore, amici del FAS e altri della maggioranza che stanno ponendo più in alto l'asticella del miglioramento della qualità della politica, così come l'hanno posto alcuni colleghi della minoranza, però non di meno dobbiamo dimenticare che si tratta di un momento storico. Noi, a distanza di sei anni dal 2001, finalmente abbiamo superato la politica dei veti incrociati. Siamo riusciti a darci una legge statutaria. Siamo riusciti nonostante le diversità, nonostante le difficoltà, a far approvare una legge che per molti versi supera anche i limiti che nel 1948 ci ha imposto lo Statuto. Voglio ricordare che dal 1948 a oggi, solo oggi ci siamo dati un sistema delle regole per quanto riguarda le incompatibilità e le ineleggibilità e così per quanto riguarda altri.

Concludo, Presidente, con un doveroso ringraziamento ai componenti della Commissione, al presidente Pinna, ai colleghi Orrù, Uras e quant'altri e per ultimi, ma non per ultimi, all'assessore Dadea e al collega Francesco Sanna che tanto ha dato al contributo dei lavori di questa sessione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). E volevo ringraziare anche il collega Moro per l'opposizione. Mi sei sfuggito!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Presidente della Giunta, Assessori e colleghi. Io sento il dovere di fronte alle accuse che sono state lanciate dal centrosinistra, spiace, da una collega gentile che rispetto, di rispondere anche perché credo di essere l'unico in quest'Aula che ha una storia di destra che affonda le radici nel vecchio Movimento Sociale, il quale era un partito di reduci, che aveva per le donne un grande rispetto e vi spiego anche perché. Fra questi reduci che collaborarono a fondare il Movimento Sociale c'era il Corpo delle volontarie della Repubblica Sociale Italiana che partecipò a quella grande tragedia - Pound la chiamò così: la grande tragedia - dell'uomo appeso per i piedi a Milano e molte di loro finirono come lui, appese per i piedi a Milano. Questo partito è stato il primo partito che ha candidato una donna in Italia alla carica di sindaco di una metropoli, la città di Napoli; un cognome a caso, si chiamava Mussolini. E fu il primo partito, appunto; non venne eletta. E dopo questo partito è nata Alleanza Nazionale. Alleanza nazionale nelle ultime elezioni ha candidato un numero di donne pari al 25 per cento dei generi per garantire una presenza in Parlamento che fosse sufficientemente rappresentativa delle donne. Le donne di A.N., così come quelle del Movimento Sociale, non hanno mai chiesto un recinto di privilegi; hanno sempre cercato di meritarsi gli incarichi col lavoro e sono state elette così come gli uomini, sono state nominate perché quella legge elettorale permetteva la nomina, perché altrimenti non avrebbero mai certamente raggiunto il risultato che hanno raggiunto di avere un quarto dei parlamentari di A.N. donna. Però una donna noi l'abbiamo nominata Vicepresidente della Camera; la carica istituzionale più importante che ricopre il nostro partito è rivestita da una donna, una ragazza che è la Presidente nazionale dell'organizzazione giovanile.

Sa, la democrazia non si misura nel rispetto dei generi. La democrazia si misura col consenso e il consenso non si richiede per le cariche da ricoprire; il consenso si richiede per avere le pari opportunità di partecipare, ma il risultato garantito a me sembra un privilegio assolutamente inaccettabile che offende prima di tutto le donne, a mio modo di vedere. Rispetto le vostre posizioni e non le dichiaro antidemocratiche, ma non accetto neanche di essere accusato di essere un antidemocratico perché non condivido le vostre opinioni e le vostre richieste, che a me sembrano assolutamente esagerate da questo punto di vista.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Domani è l'8 marzo. Questo Consiglio regionale sarebbe potuto essere ricordato come quello che aveva rotto le barriere di genere; sarà ricordato come quello che ha chiamato il voto segreto sul riconoscimento della parità di genere, cioè sul riconoscimento di un principio sancito dalla Costituzione, e quel voto segreto ha avuto successo, cioè ancora una volta sì è rinviato il tema ad un'altra occasione. Domani leggeremo sul giornale una critica pesante. Domani leggeremo sul giornale anche chi sono stati i colpevoli e questo deve far riflettere questa maggioranza, perché non è un voto, è anche una battaglia in Aula, anche una battaglia interna alla Commissione, come Rifondazione Comunista ha fatto per non accettare in modo passivo una legge che era sì quella entrata in Commissione, e dico ancora quella uscita dalla Commissione, di segno chiaramente presidenzialista. Ha fatto una battaglia e accettato la sfida perché Rifondazione Comunista è una forza riformatrice che guarda ad altro, non evoca le riforme ogni volta e ogni volta vota contro, non evoca le riforme e ogni volta ha atteggiamenti invece di conservazione. Rifondazione Comunista la pratica nel confronti con gli altri, in modo leale, aperto e sempre trasparente ed è per questo che voterà questa legge statutaria perché è una legge statutaria molto migliorata, che ha contenuti sicuramente significativi, che copre carenze di normazione, attua l'articolo 15 dello Statuto, non si rifà esclusivamente ad una legge elettorale nazionale - e lo dico all'amico Atzeri - quella sì, mantenere quell'impianto, quella situazione sarebbe stato gravissimo. E voglio concludere dicendo questo: che della riflessione sul voto sulla parità di genere noi ne faremo oggetto di discussione negli incontri di maggioranza sulla finanziaria, perché vediamo tratteggiare in alcune forze ancora evocazioni che non ci sono proprie, che non ci convincono affatto, non si fanno politiche sociali a favore delle donne incrementando le nascite con un programma di spesa e di sussidi. Bisognerà ragionare molto su quale sarà il taglio da dare alla finanziaria per intervenire profondamente sugli equilibri sociali.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Il voto segreto di cui tanto si è discusso stasera è certamente un qualcosa di insidioso, ma è uno strumento di democrazia, uno strumento previsto dal Regolamento che in questo caso ha dato un esito particolare che dimostra che riguardo a quell'emendamento c'era evidentemente una maggioranza di intendimenti all'interno di quest'Aula, che certamente non è addebitabile né a una parte né all'altra, ma che travalica le singole posizioni di maggioranza e opposizione, ovviamente, nel segreto della scelta personale di ciascun consigliere che ha ritenuto, secondo la propria coscienza, di votare come sentiva di dover fare. Quindi, dimostra semmai non una contrapposizione tra uno schieramento di maggioranza e uno schieramento di opposizione, ma se qualcosa dimostra, dimostra che c'è un intendimento e un sentimento prevalente all'interno di questo Consiglio che è assolutamente trasversale, e che se qualcosa evidenzia, evidenzia una difformità di intendimenti all'interno soprattutto delle forze di maggioranza che siedono all'interno di questo Consiglio regionale e quindi, giustamente, si reclama un chiarimento anche e soprattutto all'interno di voi della maggioranza. Per quanto riguarda noi di Alleanza Nazionale, credo che Alleanza Nazionale non debba prendere lezioni da nessuno, né in termini di democrazia e nemmeno in termini di riconoscimento e di apprezzamento per il valore delle donne e di incentivazione al fatto che le donne partecipino con posizioni primarie alla vita politica. Senz'altro Alleanza Nazionale è stato il primo partito, probabilmente se non è l'unico, è rimasto ancora ad oggi uno dei pochi a mettere per iscritto nelle proprie norme interne l'accesso delle donne garantito, sicuro e vincolante nelle proprie liste, cosa che altri partiti - i cui rappresentanti stasera si sono inalberati - non hanno ancora fatto. Siamo avanti a voi anche in questo, proprio nel vincolare le nostre federazioni provinciali, i nostri coordinamenti regionali, a garantire in modo assoluto e certo la presenza delle donne nelle nostre liste. Abbiamo una Vicepresidente della Camera dei Deputati che è una donna - che è una ragazza anzi, di trent'anni - la direttrice del nostro giornale è una donna, ci sono donne ai massimi livelli nei dipartimenti di Alleanza Nazionale, credetemi che davvero lezioni in questo campo certamente non ne accettiamo da nessuno e non ne abbiamo bisogno perché abbiamo dimostrato con i fatti di andare oltre quello che ha fatto la maggior parte dei partiti italiani.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Grazie, signor Presidente. Per esprimere il voto convinto dei democratici di sinistra a favore della legge sulla forma di governo del nostro sistema autonomistico. Una legge che, come spesso accade, forse troverà più estimatori più in là nel tempo, nella nostra Regione e forse anche oltre Tirreno. E' una legge che per scelta condivisa da un ampio schieramento, da un ampio arco di forze politiche, di tutti gli adempimenti previsti dall'articolo 15 dello Statuto non ha affrontato, per scelta, solo le modalità di elezione degli organi istituzionali. Non l'ha fatto perché ha deciso di affidarlo ad uno strumento pariordinato, cioè alla legge elettorale, che come tale potrà anche intervenire per modificare, secondo un disegno compiuto, per adeguare anche le decisioni che stiamo assumendo, migliorandole e migliorando soprattutto il rapporto tra l'Assemblea legislativa e il potere esecutivo. Ma questo è ancora da scrivere e io spero che questo avvenga con il contributo di tutti, di tutte le forze politiche, oltre i ruoli di governo o di opposizione. Fatta questa scelta, io penso che il lavoro fatto dalla Giunta, dalla Commissione del Consiglio, nel definire gli altri elementi previsti dall'articolo 15, sia stato un lavoro dignitoso e tutt'altro che banale, con molti aspetti significativi e anche originali, e aggiungo che anche per questo degni di essere definiti più autonomisti, non meno autonomisti. Io ricordo solo gli strumenti della partecipazione popolare, non sono molte le Regioni che hanno previsto il referendum propositivo, non sono molte le Regioni che hanno previsto il coinvolgimento delle autonomie locali e anch'io sono - come dire - ho vissuto con amarezza l'episodio di questa sera. Tuttavia, penso che anche su questo terreno l'equilibrio della rappresentanza di genere, le norme introdotte per quanto attiene alla Giunta rappresentano un passo avanti significativo che mette la nostra Regione in prima fila. Questo non oscura l'episodio negativo di oggi, ma anche su questo terreno io sono certo che alla luce del sole, nel dibattito politico al chiaro, credo che recupereremo il terreno perduto. Ora, anche dal punto di vista del riequilibrio tra potere esecutivo e potere legislativo, io credo che si siano fatti dei passi in avanti, si siano definito... naturalmente molto rimane ancora da fare, ma per far questo bisogna fare il primo passo e per fare il primo passo...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il mio voto è contrario, certamente, per un semplicissimo motivo: questa è una legge che incide - non è una legge che non avrà ripercussioni, se diventerà veramente legge - ma non è una riforma. Sul piano delle riforme questa è una piccola, insignificante riforma, ridotta sostanzialmente alla forma di governo, alla disciplina della forma di governo, le altre questioni sono state affrontate in maniera parziale: sulla partecipazione con tantissime polemiche e molti tentativi di affossarla; sulla ineleggibilità e incompatibilità si è manifestata semplicemente da parte di molti la volontà di escludere possibili concorrenti alle prossime competizione elettorale; le possibili novità, come la Consulta di garanzia, si è ridotta veramente a un niente, anzi a un qualcosa di preoccupante; sulla forma di governo avete centrato l'obiettivo, cioè avete semplicemente, semplicisticamente, rafforzato la forma presidenziale con la quale siamo arrivati in questa legislatura. Questo è il risultato che avete ottenuto, non mi sembra assolutamente, dal punto di vista della riforma, non capisco cosa si stia riformando, si sta solo perpetuando un sistema. Ne siete orgogliosi? Tenetelo! Noi abbiamo detto più volte che la forma presidenziale e il sistema bipolare tendiamo ancora a difenderlo, ma avremmo voluto veramente riformarlo, avremmo voluto renderlo più umano, più giusto, più temperato. Non ci siamo riusciti perché su questo piano voi non avete accettato un confronto e perché non avete voluto accettare che si spostasse davvero la volontà riformatrice sul piano della riforma dello Statuto speciale. Solo lì potremo avere un presidenzialismo diverso, ma su questo livello voi non ci siete. Non c'è una maggioranza riformatrice, questo è stato evidente sulla forma di governo, è stato evidente anche su alcune cose come nella votazione di oggi. Sul voto a favore delle donne è successo sostanzialmente quello che è accaduto molte migliaia di anni fa, non so quante, e cioè Alleanza Nazionale, che voi adesso accusate di avervi tentato, come Eva vi ha offerto la mela e voi l'avete non solo mangiata, l'avete azzannata e per giunta dietro un cespuglio, quel cespuglio però si è spostato e siete inesorabilmente nudi!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Grazie. Per esprimere il voto favorevole del Gruppo Progetto Sardegna a questa legge che comunque è una buona legge, una legge importante, una legge che probabilmente non è la migliore tra le leggi possibili, si capisce, però è una legge che nel corso della sua applicazione esplicherà, credo, la ricchezza, anche il portato di contributo democratico che la legge contiene. E' una buona legge perché prima di tutto rafforza l'autonomia, non è vero che è una legge che tradisce la specialità, non foss'altro se non perché la Sicilia e il Friuli, al pari della Sardegna prevedono l'elezione diretta del Presidente della Giunta, addirittura la Sicilia l'ha previsto in Statuto quando nel 2001 venne modificato il Titolo V, non è un tradimento ma è un compimento della specialità perché sappiamo distinguere fra la statutaria e lo statuto, e credo che approvando il nuovo statuto avremo modo di raccogliere molte anche delle osservazioni che sono avvenute nel corso anche di questo dibattito. Rafforza l'autonomia perché rafforza le istituzioni, su alcuni principi fondamentali, le istituzioni sono sane se sono forti, se sono autorevoli e se sono trasparenti. Ecco perché abbiamo approvato la legge sul conflitto di interessi, le istituzioni sono forti se si distingue chiaramente tra il ruolo dell'esecutivo e il ruolo de legislativo e quando si garantisce la funzione di governo, la funzione anche di controllo, le istituzioni sono forti quando è forte il popolo, cioè quando si riconosce, come abbiamo fatto con questa legge, il primato del popolo. Nessuno è invulnerabile né il Presidente e nemmeno il Parlamento, è il popolo che alla fine elegge, vota, legittima sulla base anche di patti chiari. Ecco perché è una buona legge, ecco perché è uno strumento attraverso il quale la nostra autonomia cresce. Concludo ringraziando la Commissione, ringraziando la maggioranza, ringraziando l'aula, voglio ringraziare, perché non l'ho fatto nella prima relazione, l'assessore Dadea che ci ha accompagnato per conto della Giunta in questo cammino lungo ma credo senz'altro un cammino virtuoso. Anche a me il rammarico per un voto che ha in qualche modo diminuito la portata di una legge però abbiamo approvato delle norme importanti anche per quanto riguarda la presenza delle donne, è stata persa una battaglia ma non credo assolutamente che si sia persa una guerra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie mille signor Presidente, grazie colleghi. Per annunciare il mio voto favorevole alla legge.

Annunciare un voto convintamente favorevole e per ringraziare tutti quanti voi che avete collaborato a questo risultato, per ringraziare l'assessore Dadea che ha ottimamente rappresentato il lavoro della Giunta in quest'aula, per ringraziare il Presidente della Commissione Stefano Pinna, tutti i rappresentanti alla Commissione e tutti i consiglieri regionali, di qualunque parte, che comunque hanno contribuito al miglioramento di questa legge e alla sua stesura finale. Voglio ringraziare in modo particolare la maggioranza che pur composta da parti diverse, con tradizioni diverse, con pensieri diversi, con molti distinguo che sono state rappresentati e ricordati in quest'aula, pure hanno dichiarato di votare compattamente questa legge riconoscendosi in questa maggioranza e nell'impegno che ci ha legato e nella promessa che abbiamo fatto agli elettori di votare la legge statutaria, una legge statutaria basata su questi principi che oggi riconosciamo. Io la voto con molta convinzione questa legge e con un pizzico d'orgoglio e comprendo anche la dimensione, comunque l'importanza. E' una legge che rafforza l'autonomia, la specificità. La specificità non vuol dire necessariamente essere diversi, specificità vuol dire innanzitutto scegliere, e questa è una legge che sceglie, per una Regione che sceglie e che la prossima volta voterà con un sistema elettorale che non è stato imposto ma che è stato scelto e credo che bene abbia rappresentato questa maggioranza, il parere che è maggioranza in questo Consiglio regionale ma che è maggioranza nella comunità sarda, di voler non sottrarsi, ma partecipare maggiormente alla vicenda democratica. E'una legge che voto con molta convinzione perché è una legge di democrazia liberale, di una democrazia liberale che è sì parlamentare ma che mira anche a rafforzare la partecipazione diretta del popolo. La partecipazione attraverso diverse possibilità, quella referendaria, quella delle autonomie locali e la partecipazione scegliendo direttamente il Presidente della Regione. E' una legge che permette al popolo di scegliere un po' di più e di delegare un po' di meno. La voto con molta convinzione perché sceglie appunto il sistema elettorale, sceglie la forma di governo e ancora rafforza l'autonomia coprendo dei vuoti che dall'approvazione dello statuto ancora non erano stati coperti, come le cause di ineleggibilità e di incompatibilità e come temi importantissimi che sono stati trattati in questo Consiglio regionale quale quello del conflitto di interessi. E' una legge che ha trattato in maniera originale, credo, e ha compreso i tempi in maniera originale rafforzando la separazione, la distinzione dei ruoli...

PRESIDENTE. Prego, concluda Presidente...

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Concludo subito.

Rafforzando la distinzione dei ruoli, ma rafforzandoli al rialzo, rafforzando il ruolo del Consiglio regionale. Mi dispiace, se posso avere ancora solo un secondo, per l'epilogo di oggi sulla conferma della necessità di dare un maggior ruolo alle donne nella vicenda politica di questa Regione. Credo che sia stato fatto un passo importante con la quota della Giunta, con la quota nella Consulta di garanzia, credo che sarebbe stato giusto fare ulteriormente questo passo successivo, che ha bisogno di uno strappo, ma gli strappi sono necessari quando si tratta di avanzare verso il riformismo e verso la modernità. C'è un dato che sorprende, il suffragio universale per le donne è stato garantito in Svizzera solo nel 1971, oggi credo che qualcuno magari riguardando al passato si vergogni di questo, credo che anche noi dobbiamo fare in modo che chi guarderà noi nel futuro non si accorga del troppo ritardo con cui le necessità della modernità siano state comprese. Credo che con la legge di organizzazione avremo modo di ribaltare questa considerazione odierna, e ancora di più ce l'avremo nello statuto dell'autonomia, che io spero questo Consiglio regionale sia in grado di approvare.

PRESIDENTE. E' stato presentato un ordine del giorno che abbiamo provveduto a distribuire.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno:

Ordine del giorno Corrias - Barracciu - Caligaris - Cerina - Cocco - Lanzi - Lombardo - Sanna Simonetta sulla necessità di garantire il principio di parità di genere nell'attuazione della legge statutaria ed in tutte le determinazioni relative a nomine e composizioni di organismi regionali.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione dell'esame del disegno di legge 5/STAT/A "Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna",

considerato che:

- la legge statutaria ha in più punti ribadito e dato attuazione al principio di pari opportunità per le cariche di governo e per gli organi di garanzia;

- nel corso della discussione è emerso un orientamento di larga maggioranza favorevole all'inserimento di norme volte a garantire negli organi regionali la rappresentanza paritaria di genere a tutti i livelli politici e di amministrazione;

ritenuto che il pieno inserimento delle donne nella vita politica e amministrativa è condizione fondamentale per la realizzazione della democrazia della rappresentanza e per l'attuazione dei principi costituzionali ed autonomistici e corrisponde ad una tradizione di vita sociale e organizzata che ha visto il ruolo delle donne come dato caratterizzante della specifica cultura civile della Sardegna,

assume l'impegno

di garantire la piena attuazione del principio di parità di genere nella legge elettorale e nella legge di organizzazione,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

a garantire il principio di parità di genere nell'attuazione della legge statutaria ed in tutte le determinazioni relative a nomine e composizioni dii organismi regionali.(1)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, dobbiamo votare l'ordine del giorno che è stato distribuito e che è nei banchi.

E' in votazione l'ordine del giorno colleghi.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente. Io voterò sicuramente a favore dell'ordine del giorno, però le vorrei chiedere un chiarimento, giusto per una questione, che se si ripresentasse in maniera analoga per fatti differenti da questo a me creerebbe qualche imbarazzo. Nel senso che l'ordine del giorno che ci apprestiamo a votare, a cui io garantisco il voto a favore, dice che nel corso della discussione è emerso un orientamento di larga maggioranza favorevole all'inserimento di norme volte a garantire negli organi regionali la rappresentanza paritaria di genere a tutti i livelli politici e di amministrazione, e impegna il Presidente e la Giunta regionale a garantire il principio di parità di genere, non solo nell'attuazione della legge statutaria, ma in tutte le determinazioni relative a nomine e composizioni di organismi regionali.

Mi sembra che chi ha proposto l'ordine del giorno proponga ai consiglieri regionali quello che un tempo si chiamava "bidè" alla conoscenza, e cioè dopo aver con un voto comunque sovrano, per quanto segreto e deplorato da tutti, tanto che non si capisce chi lo ha votato quel famoso emendamento col tasto rosso, che dopo un voto del Consiglio in una direzione, un ordine del giorno impegna il Consiglio a fare una cosa che è in larga misura differente rispetto a ciò che il Consiglio ha votato. Nel caso di specie a me va benissimo e quindi non sollevo eccezioni, ma significa che il Consiglio potrà fare questo anche in futuro su argomenti diversi?

PRESIDENTE. No, dunque, onorevole Vargiu, lei pone un problema che non è risolvibile dalla Presidenza, perché l'ordine del giorno, come lei sa, ha una caratteristica politica e propone un tema al Consiglio.

Il Consiglio ha votato con le modalità che lei ricordava un emendamento, che può essere in parte ripreso nel dispositivo conclusivo, nel quale si impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a garantire nelle nomine e nella composizione degli organi regionali il principio di parità.

Evidentemente questo è un invito di tipo politico che il Consiglio può assolutamente rivolgere, e che non è nella legge, così come invece si cercava di fare con l'emendamento che non è stato accolto dal Consiglio stesso. Penso che il Consiglio ha la facoltà di accogliere e di formulare questo invito alla Giunta, così come ha la facoltà naturalmente di non accogliere la proposta che le colleghe e che alcuni ci fanno, votandolo totalmente, o per parti, e negandone alcune di queste parti, e costituisce tuttavia un impegno di tipo politico e non un impegno legislativo di ordine statutario, così come veniva proposto.

Quindi, io spero onorevole Vargiu di aver fornito una mia chiave interpretativa dell'ordine del giorno, che è all'attenzione del Consiglio conclusivamente.

Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Onorevole Moro, su che cosa intende intervenire?

MORO (A.N.). Sull' ordine del giorno. Perché?

PRESIDENTE. Dichiarazione di voto Onorevole, perché si vota e basta.

Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Se l'ordine del giorno rimane tale e quale, io non voto, perché noi ci siamo già espressi, come Consiglio, su questa parte qui, e avrei preferito che al di là del fatto che impegna, e l'impegno è una questione diversa, "impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale a garantire", eh, non è che sia un invito, sta impegnando, quindi praticamente se si dovesse votare quest'ordine del giorno, il Presidente della Giunta regionale assume l'impegno a garantire, quindi stiamo votando, mezz'ora dopo, un qualche cosa che il Consiglio stesso aveva negato. Ecco per quale motivo i pasticci non mi piacciono, e pertanto non votiamo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Per dichiarare il mio voto di astensione, solo per un motivo tecnico, non tanto per il voto in se stesso, a favore o meno, di un principio che ritengo sotto certi aspetti, solo sotto certi aspetti, giusto, in quanto si va a votare e ad adottare una norma che è completamente in contrasto con una precedente norma approvata dal Consiglio regionale. Questa la verità! L'articolo 88 su queste cose e su questi principi è chiaro, quindi mi astengo solo per principio tecnico, in quanto, giustamente, se è valida in tutti gli altri casi, la norma, deve essere valido, il Regolamento, anche in questo caso. Quindi, dichiaro la mia astensione a quest'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì. Io invece voterò a favore, e voglio dire, certo c'è nell'ordine del giorno un aspetto che ha sollevato il collega Vargiu, ma non c'è nessuna contraddizione dal punto di vista tecnico e dal punto di vista anche della possibilità, perché anche i colleghi che hanno votato contro l'inserimento nella legge statutaria, secondo me sbagliando, della norma e dell'emendamento proposto, possono votare benissimo l'emendamento, non per lavarsi la coscienza, perché anno due aspetti differenti: La legge statutaria lo poneva come obbligo di legge statutaria; l'ordine del giorno, invece, lo pone come un impegno politico.

Quindi, può darsi che qualche collega, io mi auguro, voti a favore senza difficoltà, perché comunque può assumere questo impegno politico, pur non essendo un impegno di legge. Quindi, non vi è una contraddizione così palese, e non stiamo contraddicendo il voto. Quindi, si può benissimo votare l'ordine del giorno, si può assumere l'impegno, impegna sia la Giunta regionale, ma c'è un impegno anche per noi, perché nella prima parte assume come impegno, il Consiglio, di ritenere questi principi della parità, come dei principi che possono essere inseriti nella legge di organizzazione e nella legge elettorale. E quindi è un impegno per noi, sia quando affronteremo la legge elettorale, che la legge di organizzazione, e io dirò di più, io, per quanto riguarda il nostro Gruppo, lo assumo come impegno per le prossime nomine, che interesseranno questo Consiglio, nelle varie rappresentanze, nei vari enti, che coinvolgeranno il nostro Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì, grazie Presidente. L'8 marzo regaliamo una cosa strana alle donne, perché con la stima che abbiamo, un ordine del giorno, è stato detto in quest'aula, non si nega a nessuno, fare un contentino è più un'offesa per le colleghe, visto che l'emendamento prima bocciato in modo poco chiaro, però democratico, da quest'Aula, penso che sia stato verbalizzato e tutto.

Mi sembra strano che le colleghe si prestino a una manovra del genere, perché il presidente Soru era già stato chiaro in dichiarazioni, dove la Giunta, e tutto, sarebbero state rese partecipi le donne; e il collega Marroccu, con l'intervento che ha fatto precedentemente, diceva che a nome del suo partito, e la Giunta che lo rappresentata, avrebbe tenuto conto delle nomine, e tutto, in ogni modo. Mi sembra il tranquillizzare qualcuno che ha subito un danno. Siccome io tengo particolarmente alle donne, mi dispiace che venga sottoposto in questo modo, perché è offensivo. L'8 marzo ricorda la festa della donna, non la prevaricazione, questa è una prevaricazione pura, dove noi facciamo pura demagogia, perché fatto direttamente in legislazione. Quando parliamo, qui citate la legge elettorale, fatelo direttamente.

(Interruzioni del consigliere Uras)

Grazie, collega Uras, che mi fa precisazioni, mi serve per cambiare la posizione dopo quello che dice lei. Mi stimola l'intelletto.

PRESIDENTE. Onorevole Uras.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Presidente, spero che il tempo si fermi e avrò tempo di…

PRESIDENTE. Stia tranquillo che è fermo.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Mi fa piacere sentire il collega Uras, che mi stimola e che poi mi porta a precisare. Bravo, collega Uras, lei dice queste cose sempre senza microfono, prenda il microfono e parli tranquillamente e liberamente come le hanno insegnato a fare. No, perché sa i muretti a secco, come si usa fare in quest'aula, siccome non fa lezione a nessuno, almeno da questa parte non accettiamo lezioni da lei, ecco, mi ha convinto, almeno per quel che mi riguarda, la collega Uras, poi le può dire quello che vuole. Non baso la mia linea politica su quello che dice lei non lo farò mai, meno male. Comunque, grazie a ciò che fa il collega Uras. Mi dispiace offendere le donne con un emendamento di riparazione per quello che è stato e che è successo in quest'aula, perché è offensivo di quello che hanno fatto i colleghi da lei rappresentati, collega Uras. Lei si vergogni di rappresentare una parte che ha bocciato un emendamento. L'esame di coscienza se lo faccia prima non dopo, caro collega Uras. Grazie.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Randazzo. Chiedo scusa ai colleghi e chiedo scusa anche per lui, onorevole Cugini, e per tutti quelli che stanno facendo clamore. Va bene?

Metto ora in votazione l'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'è un'osservazione che la Giunta deve fare su un articolo, sull'articolo 12.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. Per introdurre una rettifica all'articolo 12, comma 6, ai sensi dell'articolo 89 del Regolamento, perché nel comma 6, dell'articolo 12 che è stato votato da questo Consiglio, si dice, lo leggo integralmente: "Il sistema elettorale per l'elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione garantisce la rappresentanza consiliare a ciascuna provincia della Sardegna nelle forme stabilite dalla legge. Al fine di conseguire l'equilibrio della rappresentanza dei sessi, la legge elettorale promuove con misure adeguate condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali.". Fortunatamente, il voto alle donne è stato conquistato sin dal 1946, quindi verosimilmente non si voleva dire "condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali", ma "condizioni di parità per l'accesso alle cariche elettive". Così come recita anche all'articolo 51 della Costituzione.

ARTIZZU (A.N.). Però, non si sentiva nulla.

PRESIDENTE. Assessore, può riprendere e magari parlare più sul microfono.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Allora, modificare, rettificare "condizioni di parità per l'accesso alle consultazioni elettorali", che fortunatamente è stato conquistato dal 1946, modificandolo con "condizioni di parità per l'accesso alle cariche elettive".

(Interruzioni)

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'aveva chiesto Capelli.

PRESIDENTE. E' chiaro colleghi qual è il problema, insomma? La scrittura "accesso alle consultazioni elettorali" è una scrittura assolutamente incongrua in una legge, perché può significare l'accesso all'edificio insomma, e non è questo che vogliamo favorire. Intendiamo dire l'accesso paritario alle cariche elettive, quindi la possibilità di accesso alle cariche elettive. Così come previsto dalla Costituzione, nient'altro.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Sì, per dire ancora una volta che siccome veramente, devo dire, non si sentiva quasi nulla di quello che diceva prima l'Assessore, ma se quello che lei stava dicendo era una proposta di integrazione articolo 12, già votato, da parte nostra c'è assoluta approvazione per questa indicazione che lei sta inserendo.

PRESIDENTE. Va bene, era esattamente questo. Avevamo chiesto, colleghi, una cosa analoga per l'articolo 13 laddove si è usata una formulazione ambigua su cui abbiamo chiesto, che è relativa al 13 bis, laddove si dice: "i responsabili delle strutture di vertice dell'amministrazione regionale", che significa tutto e non significa niente, perché la dizione è una dizione ambigua che non consente di rispettare la legge, così come dovuto, oppure che consente l'interpretazione talmente estensiva che poi non si capisce che cosa sia. Abbiamo chiesto ai colleghi, io ho chiesto ai colleghi, se c'era la disponibilità a eliminare questa frase che è assolutamente scritta male. Ovviamente se c'è un consenso ampio, così come abbiamo fatto con la correzione che l'Assessore ha proposto un attimo fa.

AMADU (U.D.C.). Si crea un precedente però.

PRESIDENTE. Sì, certo, ci rendiamo conto onorevole Amadu, lei ha assolutamente ragione, è per questo che occorrerebbe l'unanimità dei colleghi nell'accogliere…

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io già nel dialogo che c'è stato tra noi, e anche altri colleghi hanno sottolineato che certamente su questo tema è stato trattato sicuramente leggera nella formulazione del testo, ma non si tratta e non si tratterebbe in questo caso di una correzione, così come per il caso precedente, che è stata accolta evidentemente col favore di tutti, di una correzione per rendere più facilmente comprensibile quello che era chiaramente la volontà del Consiglio nel momento in cui l'ha approvato. In questo caso, si tratterebbe di modificare la volontà espressa, io credo che creare un precedente di questo tipo non sia utile per nessuno, quindi senza entrare nel merito della valutazione, se sia più giusto o no, che vi sia un passaggio nelle Commissioni per le nomine di questo tipo, al limite la questione può essere affrontata in un altro momento, le leggi possono essere fatti e poi anche modificate o anche integrate con una legge di interpretazione autentica. Volendo se ne può discutere, ma non credo che sia opportuno introdurre in mancanza dell'unanimità, degli ottantacinque consiglieri, credo che non sia utile introdurre un procedente che non credo sia buono per la sicurezza e la certezza di ciascun consigliere, che una volta che abbia espresso il suo voto sia certo che quel voto rimanga e non che alla fine della legge, magari in sua assenza, qualcuno possa decidere di cambiarlo. Quindi, per una questione anche di procedimento e di precedente pericoloso che si potrebbe instaurare, noi non siamo d'accordo.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole La Spisa, ovviamente era necessario, come lei ha ricordato, trattandosi di materia delicata sulla quale il Consiglio si è già pronunciato con un voto. Avremmo potuto fare una rettifica con il consenso ampio, altrimenti ovviamente io non la propongo al Consiglio. Va bene.

Siamo alla votazione conclusiva della legge, i colleghi sanno che è necessaria la maggioranza assoluta, è cosa nota che è utile ricordare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 5/Stat/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cappai - Dedoni - Gallus - La Spisa - Ladu - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 43

favorevoli 50

contrari 18

(Il Consiglio approva).

(Applausi dai banchi della maggioranza)

Ricordo ai colleghi, a tutti i colleghi consiglieri, che domani alle ore 12 sono convocate le Commissioni, presso la sala della terza Commissione, per l'elezione degli Uffici di Presidenza delle Commissioni stesse. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 22 e 02.