Seduta n.277 del 17/03/1998
SEDUTA CCLXXVII
Martedì 17 Marzo 1998
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Presidente Selis
La seduta ha inizio alle ore 16 e 42.
DEMONTIS, Segretario dà lettura del Processo verbale della seduta antimeridiana del 14 marzo 1998, che è approvato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Siamo in fase di discussione dell'emendamento numero 80. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.Progr.). Signor Presidente, vorrei rivolgere, sperando in una particolare comprensione, delle questioni che sottoporrò al Presidente della Giunta regionale. Abbiamo avuto notizie oggi attraverso la stampa che, a seguito della delibera della Giunta regionale che ha individuato nell'ente minerario sardo il soggetto al quale trasferire gli immobili, è stato sottoscritto a Milano il contratto di acquisizione dal presidente dello SNAM, Angelo Ferrari, e dal presidente dell'ente minerario sardo, Giampiero Pinna. Il Presidente della Regione, onorevole Palomba, aveva già dato notizie, così siamo stati informati, nel convegno di sabato ad Arbus. Io penso che il Presidente della Regione debba riferire in questo Consiglio e penso che non possa essere la Giunta a decidere di una situazione così impegnativa per gran parte del territorio dell'isola e per quello che comporta soprattutto in futuro per quelle popolazioni. Stiamo parlando delle zone ex minerarie, stiamo parlando dei fabbricati, stiamo parlando delle ex pertinenze minerarie complessive nei processi di estrazione interni ed esterni, una cosa molto grossa. Credo che il Presidente tenga particolare attenzione a queste cose volendo informare in una delle prossime sedute appena terminata la discussione sul bilancio dell'anno 98 e sul bilancio triennale. Questa è la prima questione; la seconda riguarda la costituzione delle nuove province. È stato annunciato in un convegno che la provincia del medio Campidano non verrà attivata perché ci sarebbero dei problemi. Io vorrei invitare i componenti della Giunta e i membri del Consiglio a dirmi se ci sono problemi solo nei territori del medio Campidano, quindi della costituenda provincia di quella zona e degli altri territori dove devono essere costituite le province, cioè nel Sulcis Iglesiente, nella Gallura, nell'Ogliastra. Problemi ce ne sono dappertutto. Se dovessimo prendere a pretesto i problemi che sorgono nei territori, le competizioni, gli incontri, gli scontri, le richieste particolaristiche, eccetera di ogni centro e di gruppi di centri, credo che non faremmo mai niente. Anche su questo chiedo che si riferisca in sede di Consiglio, compatibilmente con la fine dei lavori dell'esame del bilancio 98 e del bilancio triennale della Regione, in una delle sedute successive.
PRESIDENTE. Ha domandato di poter replicare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, soltanto brevissimamente per dire che ringrazio a nome della Giunta il collega Montis per l'interesse sempre vigile che pone ai problemi della Regione. Io impegno me stesso e la Giunta a riferire su questi due temi appena sarà concluso il dibattito consiliare. Brevissimamente posso dire che per quanto riguarda il patrimonio dell'ex attività mineraria che è stata dismessa si tratta finalmente della esecuzione di una delibera già assunta dalla Giunta e che era stata anche discussa nella Commissione industria del Consiglio regionale, quindi un atto attuativo. Ma sui dettagli, sui particolari che non sono di scarso rilievo, volentieri riferirò al Consiglio. Anche per quanto riguarda il secondo problema anche io ero un po' sobbalzato sulla sedia leggendo una notizia di stampa, per cui una legge del Consiglio regionale veniva messa in discussione estemporaneamente; poi ho assunto informazioni presso l'Assessore competente il quale mi ha detto che non è assolutamente vero quanto risulta dalla stampa, e che presto in Giunta ci sarà la presentazione di una ipotesi di formazione delle nuove province. Comunque volentieri assumo l'impegno di riferire presto in Consiglio.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Bilancio per l'anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000" (383)
PRESIDENTE. Do la parola all'onorevole Floris per l'ultimo intervento sugli emendamenti in discussione.
FLORIS (F.I.). Signor Presidente, intervengo sugli emendamenti 78, 79 e 80. Sono tutti emendamenti, signor Presidente, che derivano dalla insoddisfazione del mondo agricolo. Non passa anno, non passa stagione in cui in questo Consiglio non si assista a manifestazioni di allevatori e di agricoltori che si dichiarano insoddisfatti per le provvidenze che ad essi sono destinate. Provvidenze che io ritengo non siano poi così insufficienti, solo che sono caratterizzate a mio avviso più da interventi di carattere assistenzialistico, cosiddetti interventi di carattere clientelare o interventi a pioggia che non lasciano nessun segno, più che di interventi caratterizzati da un vero e proprio interesse per l'agricoltura in senso stretto. Ancora più preoccupanti, probabilmente, delle notizie che abbiamo ora appreso dal collega Montis, sono quelle che provengono dall'ERSAT, laddove le strutture, la stessa ERSAT, sta riformando se stessa con ordini di servizio o con attribuzione ai vari apparati sui servizi dell'Ersat stessa diversi da quelli che finora sono stati assegnati con i compiti dell'Ersat da parte della Regione. E a questo proposito io vorrei ricordare all'Assessore dell'agricoltura, che so sensibile a questi problemi, oltre che competente, che è ora che il Consiglio emani questa legge di riforma dell'Ersat, perché l'Ersat, così come è oggi, a mio avviso non è più quell'ente necessario e indispensabile per creare assistenza ai coltivatori, per offrire i servizi ai coltivatori. Abbiamo assistito a dei finanziamenti straordinari che l'Unione economica ha messo a disposizione del settore dell'agricoltura che oggi stanno venendo meno, che nonostante tutto stanno venendo meno. Sono quei provvedimenti che hanno fatto sì che intervenissero per il tempo sufficiente, a ciò che si ammodernassero le strutture agricole e l'agricoltura nel suo complesso, al fine di poter competere con le altre agricolture, con le altre produzioni che invadevano il mercato europeo. Oggi alcuni paesi che erano tradizionalmente considerati importatori di prodotti agricoli sono diventati da prima autosufficienti adesso stanno andando verso l'esportazione. A me pare che lo stesso processo non stia avvenendo in quest'Isola, laddove se prima eravamo autosufficienti, in seguito alle politiche comunitarie, probabilmente in seguito anche a quella non presenza attiva dell'Ersat, noi stiamo diventando un'isola che è assistita, cioè stiamo diventando un'isola nel contesto della quale la produzione agricola non è sufficiente neanche per i fabbisogni dell'isola stessa. Assessore, io ritengo che, per quanto detto stamattina, cioè per quello che riguarda il marchio di qualità dei prodotti sardi e per quello che riguarda la produzione agricola in Sardegna, sia necessaria una riforma strutturale, una riforma profonda su quelli che sono gli interventi in agricoltura, a partire da quella legge che è stata presentata dal Gruppo di Forza Italia per il riordino fondiario come condizione preliminare e indispensabile per avere una produzione agricola sufficiente e possibilmente quanto più autosostenuta possibile, altrimenti noi potremmo destinare, da parte di questa finanziaria, da parte delle finanziarie che seguiranno, una notevole quantità di risorse, ma saranno risorse buttate al vento, sarà una pioggia nel deserto, saranno risorse che verranno considerate sempre e sicuramente risorse improduttive. A questo fine, allora, riforma dell'Ersat come condizione affinché gli agricoltori siano sicuramente assistiti secondo una politica di assistenza, secondo una politica di servizi per le imprese agricole e non di assistenzialismo, non di clientelismo e, come condizione preliminare o alla pari con la stessa, una profonda legge di riordino fondiario. Senza questi due interventi, caro Assessore, noi riteniamo che qualsiasi cifra si destini agli agricoltori, che riguardino la siccità, che riguardino le alluvioni, che riguardino provvedimenti vari in agricoltura, a mio avviso saranno finalizzate a non creare niente di produttivo nel settore dell'agricoltura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 80 il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signori Assessori, colleghi, l'emendamento numero 80, nel capitolo 06027-00, recupera un miliardo e 300 milioni per la forestazione produttiva. Dico recupera perché all'agricoltura l'emendamento numero 80 e tutti gli emendamenti che girano intorno, dal 79 all'81, 82, sono tutti emendamenti che tendono a recuperare all'agricoltura qualche fondo. Insomma sono di portata tutti abbastanza limitata. In sostanza abbiamo l'emendamento numero 80, un miliardo e 300 milioni, l'emendamento numero 79, 5 miliardi e 900 milioni, il numero 81, 2 miliardi e 450 milioni, il numero 82, 3 miliardi. In sostanza si tende, con questa serie di emendamenti, a dare all'agricoltura un po' di ossigeno, perché l'agricoltura in questa finanziaria non è stata certamente premiata. I fondi destinati all'agricoltura sono stati ridotti intorno ai 100 miliardi, e siccome l'agricoltura dovrà, come ho messo in evidenza questa mattina, dovrà pur rimanere la base essenziale per lo sviluppo economico dell'Isola, io credo che non possiamo penalizzare l'agricoltura. Ecco il tentativo del mio Gruppo: quello di recuperare un po' di somme per l'agricoltura, seppure come bricioline rispetto a quanto è stato destinato all'industria. Mi si dice che si ripetono gli stessi concetti; ma non c'è ombra di dubbio, perché i problemi che noi affrontiamo sono sempre gli stessi, le risorse non sono state distribuite nella legge finanziaria e nel bilancio equamente. E allora vi dobbiamo ripetere che ha fatto la parte del leone l'industria, con dei finanziamenti che superano certamente i finanziamenti di altri settori quali l'agricoltura, il turismo, la pesca eccetera. Perché si è destinata all'industria una risorsa notevolmente superiore agli altri settori economici? Perché evidentemente si conta di basare, ancora una volta, lo sviluppo economico dell'Isola sull'industria. Cioè la Giunta non ha mai messo in evidenza quali sono le linee programmatiche, le linee generali di sviluppo dell'Isola. Speriamo che venga fatto tra non molto, quando l'Assessore porrà mano a ul documento di programmazione economica e finanziaria, così vedremo un po' quale sarà l'impostazione che viene data allo sviluppo dell'Isola. Io ricordo ai colleghi che un paese non può migliorare il proprio tenore di vita se non basa prima di tutto questo miglioramento nell'agricoltura. E tanto più questo discorso è valido per la Sardegna perché la Sardegna ha delle possibilità, delle potenzialità enormi per quanto riguarda l'agricoltura, mentre io credo che ne abbia molto molto meno per quanto riguarda l'industria. D'altra parte questo discorso ormai credo che sia convalidato dai fatti, convalidato storicamente perché il tentativo di far giocare un ruolo importante nello sviluppo economico dell'Isola al settore industria lo si è fatto, lo si è fatto con risultati che lasciano parecchio parecchio a desiderare. Insistere ancora con questa filosofia io credo che non sia, a questo punto, più possibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Durante i lavori in Commissione, di istruttoria sulla manovra finanziaria, la Commissione stessa ha accolto un emendamento con il quale lasciando inalterato lo stanziamento del capitolo 06027-00, prevede che tra i beneficiari della norma sia compresa anche una ulteriore attività, quella dell'incoraggiamento della silvicoltura. Noi riteniamo che nel momento in cui si prevede l'ampliamento dei settori verso i quali sono stabiliti gli interventi, sia necessario un potenziamento degli stanziamenti relativi, perché se così non si dovesse fare c'è il sospetto che o la misura è strumentale e demagogica, nel senso che si dice che si incoraggia questo tipo di attività, ma poi all'atto pratico non si fa perché non vi sono le risorse oppure, se così fosse, e cioè se invece si volesse realmente svolgere un'azione attiva nei confronti di quel settore incoraggiandolo e lasciando inalterato lo stanziamento, evidentemente la previsione precedente era sovradimensionata, e allora siamo di fronte all'ennesimo errore di valutazione e di programmazione. Siccome riteniamo che, è vero che la Giunta sbaglia spesso nelle previsioni e nell'attività di programmazione, ma non pensiamo che sbagli sempre in assoluto, al cento per cento, questo no, non arriviamo nella nostra presunzione a ritenere che si sbagli sempre in tutto e in ogni circostanza. Quindi, riteniamo che lo stanziamento iniziale fosse individuato nella misura corretta, diventa non sufficiente nel momento in cui, evidentemente, si allarga ad un altro settore di attività. L'incremento di un miliardo e 300 milioni su quel particolare capitolo vuole dare soddisfazione a questa esigenza che con l'emendamento si rappresenta all'attenzione dei colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento 82 il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo emendamento pone in luce uno dei problemi dell'agricoltura sarda, cioè l'eccessivo frazionamento a cui gli agricoltori cercano di porre rimedio, però chiaramente, dato l'esiguo valore economico dei fondi, la regolarizzazione catastale, anche per la complessità delle procedure, risulta molto difficile.
La Regione sarda ha fatto questa legge, però chiaramente mi sembra che la procedura non risolva granché, risolve soltanto nel dare un po' di soldi ai notai. Credo che il problema vada affrontato con provvedimenti più radicali, come una legge sul riordino fondiario. Ricordo che questo Consiglio ha, bloccata, una proposta di legge, di cui tra l'altro sono anche firmatario, sul riordino fondiario e sarebbe opportuno che la esaminasse perché le soluzioni da adottare possono essere diverse, ma comunque il problema è estremamente complesso e urgente da risolvere. Si pone il problema con la modifica delle normative catastali di restituire al catasto la sua funzione di dichiarazione di possesso e non di proprietà, quindi nel momento in cui il catasto viene devoluto agli enti locali, forse la Regione potrebbe intervenire dettando delle norme affinché il catasto abbia una procedura di conservazione e di aggiornamento più semplice di quella attuale e far sì che la realtà catastale corrisponda a quella reale senza quei diaframmi che oggi impediscono questo adeguamento rapido e completo. Crediamo che sia necessario per l'agricoltura sarda non solo che i fondi vengano unificati in unità culturali più vaste, ma soprattutto che anche la situazione che è sulle carte corrisponda a quella realtà, in modo che tutti i provvedimenti a favore dell'agricoltura possano essere applicati a una agricoltura effettiva e non ad una agricoltura di carta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). In sintonia con il collega Bonesu, va detto che se non si procede attivamente e fattivamente nel settore della regolarizzazione catastale dei terreni agricoli, individuando dotazioni sufficienti affinché questo possa avvenire e anche in tempi relativamente brevi, non si riuscirà mai a pervenire alla riforma fondiaria. Questa operazione di regolarizzazione catastale dei terreni agricoli è in effetti il primo tassello del più ampio processo di riforma fondiaria, attraverso la quale si deve necessariamente pervenire alla formazione delle unità minime colturali, in assenza delle quali evidentemente qualsiasi tipo di attività agricola non potrà mai avere e assumere quegli aspetti di organizzazione e produttività che invece da più parti sono invocati, al di là delle notorie limitazioni e impedimenti di cui soffre il settore per la viabilità, per i problemi degli approvvigionamenti idrici con regolarità, ci sono anche questi problemi che nascono proprio da una estrema parcellizzazione delle proprietà e dall'elevato numero di imprenditori che esercitano l'attività su un fondo che non è capace, per qualità naturali intrinseche proprie, di assicurare quel minimo di redditività e di rientri in termini finanziari tali da coprire le spese per investimenti e gli oneri finanziari relativi all'indebitamento a cui gli imprenditori agricoli devono ricorrere senza soste.
Va detto che qualsiasi intervento in questo settore che però non è finalizzato e propedeutico a quel processo di riforma al quale facevo riferimento prima rischia di essere vanificato se non si arriva alla formazione dell'unità minima colturale, o quanto meno, gli effetti di qualsiasi stanziamento potrebbero essere fortemente dimensionati se gli intendimenti non fossero questi e se da parte dell'esecutivo, e quindi del Consiglio, non vi fosse un serio piano di riforma fondiaria che possa assicurare questi risultati, che peraltro sono i minimi e indispensabili affinché l'attività non solo possa sussistere anche nelle dimensioni attuali, ma possa essere incrementata con soddisfazione di quanti vi operano e che adesso purtroppo si trovano in condizioni di notevoli difficoltà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Una brevissima replica. Gli emendamenti presentati alla tabella F sono esattamente 12: 11 di questi propongono aumenti a capitoli diversi che riguardano il concorso interessi e contributi per opere di miglioramento fondiario, forestazione produttiva, laghi collinari, contributi per opere di miglioramento fondiario, forestazione produttiva, laghi collinari, contributo a giovani soci relativamente alla legge regionale numero 28, concorso interessi e prestiti di credito agrario, fondo di solidarietà regionale, e regolarizzazione catastale. Uno solo invece prevede riduzioni e sono riduzioni relative ai consorzi di frutticoltura. Rispondo subito a questo ultimo specifico caso che, guarda caso, è stato trattato dall'onorevole Casu, allora io ho ricevuto una richiesta di aumento di fondi dai consorzi di frutticoltura di Cagliari per 800 milioni. E' chiaro che la risposta sarà negativa, ed è chiaro che dobbiamo guardare in prospettiva della riforma e quindi casomai tendere a razionalizzare e realizzare meglio la spesa, se non a ridurla. Ora per quanto riguarda il resto, io credo che tutte le cose dette dai colleghi abbiano avuto una risposta se non in termini normativi almeno in termini politici nell'emendamento numero 176, se non erro, presentato dal Gruppo di Alleanza Nazionale, primo presentatore il Capogruppo onorevole Masala, che ha ottenuto una risposta positiva in termini di impegni da parte della Giunta e da parte di tutto il Consiglio, perché l'emendamento se non erro ha ottenuto l'unanimità dei consensi. All'interno di questo discorso, io dico, e quindi una risposta nel senso che bisogna reperire risorse e dare maggiori risorse all'agricoltura. All'interno di queste risorse ci sono diciamo due tipi di interventi, uno di tipo congiunturale che riguarda in particolar modo i piani di salvataggio e il fondo di solidarietà in agricoltura, quindi interventi di carattere congiunturale per far restare sul campo le aziende che ci sono, gli altri invece di carattere strutturale perché queste aziende diventino competitive sul mercato, e che secondo me devono riguardare, in particolare, fondi per le opere di miglioramento fondiario, e non tanto la regolarizzazione catastale, che è un fatto cartografico, quanto il riordino fondiario nel suo complesso, questo particolare specifico argomento che appunto è stato oggetto di emendamento e di interventi nell'ambito del dibattito, ecco il discorso di fondo è proprio quello del riordino fondiario delle aziende che siano competitive. Io non mi soffermo su come impostare, diciamo, questo tema e questa riforma, e questo adempimento da parte della Regione, certamente devo apprezzare il fatto che già alcuni consiglieri hanno presentato un progetto di legge, che debbo dire e confermare che anche la Giunta sta lavorando per presentare un proprio disegno di legge. Ritengo che anche questo sia una cosa molto importante per la nostra agricoltura. Voglio fare un velocissimo riferimento alle cose dette in relazione all'Ersat. Ora per l'Ersat è stato presentato un disegno di legge di riforma ma non ha avuto il benestare della Commissione apposita e credo che su questa questione ci si debba tornare, perché è parso che quel disegno di riforma fosse non tanto l'istituzione di un ente o un organismo al servizio della Regione, del Governo della Regione e del Consiglio, ma che fosse una sorta di organismo a sé stante e che avesse un potere di governo che soverchiasse addirittura i poteri, diciamo, degli organi regionali, politici tradizionali, perché bisogna riportare l'ente alla sua funzione che è quella di servizio per la Regione nel suo complesso e soprattutto di assistenza tecnica. C'è da dire una cosa, che oggi i servizi di tipo burocratico che sono esercitati dall'Assessorato dell'agricoltura anche attraverso l'Ersat sono di grandissima dimensione, perché l'essere all'interno dell'Unione europea, che è un fatto positivo, però comporta tutta una serie di adempimenti burocratici di dimensioni tali che effettivamente noi rischiamo di perdere i finanziamenti comunitari per il fatto che non siamo adeguatamente organizzati. Ecco quindi che la riforma va vista anche in questo senso, però lasciando ovviamente al potere politico la sua funzione. Detto questo io non ho altro da aggiungere, semplicemente da dire a tutti il Consiglio e a tutti noi che effettivamente per l'agricoltura bisogna fare uno sforzo particolare e ho il conforto della Giunta in questo senso e in particolare dell'Assessore del bilancio e speriamo di poter dare una risposta esauriente con l'assestamento e con la nuova finanziaria. Grazie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 51. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 52. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 79. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). A nome del Gruppo di Forza Italia, per gli emendamenti numero 79, 80, 81, e 82 chiediamo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 79.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 26
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 80.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 81.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 24
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 82.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 23
Contrari 38
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Metto ora in votazione la tabella G. Chi la approva alzi al mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella H.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella H sono stati presentati gli emendamenti numero 30 sostituito dal 60, 31, 46 sostituito dal 61, 47, 59, 64, 83, 84 e 97. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 60.
MASALA (A.N.). L'emendamento numero 60, che riguarda il capitolo 07064-00 riguarda i concorsi in conto interessi su prestiti concessi alle imprese individuali, societarie, cooperative eccetera, operanti nel settore del commercio. Io rilevo che il dato finale relativo all'esercizio 1997 è pari a 15.300, e viene ridotto a 11.000. Questo capitolo io l'ho messo in relazione al successivo capitolo 07064-01 che presenta un dato finale di 4380 al 1997e viene portato a 7000. Secondo le informazioni che ho acquisito, in effetti sul capitolo 07064-01 non ci sarebbe l'esigenza di mantenere, per il 1998, lo stanziamento di 7 mila milioni, mentre è un'esigenza impellente quella di avvicinarsi allo stanziamento finale, se non è possibile aumentarne la dotazione complessiva, relativamente al capitolo 07064-00. Per questo l'emendamento opera uno spostamento interno alla stessa tabella, senza pretendere l'aumento di spesa ulteriore, ma spostando i 4 mila milioni dal capitolo 07064-01 al capitolo 07064. Siamo sempre nello stesso campo del commercio. Lo 07063-00, invece, è richiesto un incremento di 3000 milioni, mentre nell'emendamento numero 61, che sostituisce un emendamento precedente, cioè il numero 46, anche qui si opera uno spostamento, si chiede di fare uno spostamento interno perché lo stanziamento di 200 milioni previsto nel capitolo 07052/00 non sarebbe necessario mantenerlo, tant'è che anche per il 1998 e 2000 non viene tenuto in essere, e si tratterebbe di utilizzare questi 200 milioni per incrementare il capitolo 06077/01 relativo ai contributi all'associazione che, stando alle dichiarazioni dell'Assessore, deve essere ridotto del 5 per cento, rispetto, così è stato deciso dalla Giunta nel progetto, agli stanziamenti del 1997. Nel caso di specie, però, c'è un particolare, e cioè che la Confcommercio, pur avendo un numero di associati di gran lunga superiore a quello della Confartigianato ha una contribuzione inferiore. Quindi, attraverso questo emendamento si correggerebbe il dato iniziale. L'emendamento numero 47 deve essere considerato assorbito, diciamo così, dal precedente, perché è lo stesso capitolo, mentre l'emendamento numero 59 è una richiesta di incremento del finanziamento al capitolo 07037, che è finanziamenti a favore dell'artigianato in funzione dell'occupazione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 64, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 64 svolge una funzione analoga rispetto ad un emendamento che abbiamo visto ieri e che era relativo alla copertura finanziaria della legge approvata in febbraio dal Consiglio riguardante gli interventi in agricoltura. Qui stiamo dando copertura finanziaria alla legge, approvata anch'essa a febbraio dal Consiglio, relativa a interventi nel settore turistico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 83.
BERTOLOTTI (F.I.). Si tratta di rispondere alle esigenze di un settore, che è quello del commercio, che non ha nessun altro provvedimento a suo favore e che versa in una situazione di estrema gravità dal punto di vista economico, con il rischio di perdere circa 60 mila posti di lavoro.
Il settore del commercio si è sempre autogestito nel campo dei servizi e anche nel campo finanziario attraverso l'operatività dei consorzi di garanzia fidi. La Giunta ha previsto quest'anno una riduzione complessiva degli stanziamenti, nonostante le promesse degli anni precedenti, questa è un'altra delle dimostrazioni della nostra sfiducia nei confronti delle promesse per il futuro, perché già dalla prima manovra di questa legislatura si era detto: si opererà un piccolo taglio ai fondi sul commercio, tanto saranno l'anno venturo debitamente ampliati. Stiamo ancora aspettando; di anno in anno i fondi sono stati ulteriormente tagliati, togliendo operatività anche a istituzioni che funzionano e forse per questo, proprio perché funzionano, senza che l'istituzione regionale ci possa mettere il naso dentro, come si suol dire, o condizionarne l'operatività, si decide di tagliare questa operatività. Per cui, gli emendamenti 83 e 84 tendono a riportare le cifre a quelle che sono le esigenze della categoria, esigenze che si contemplano sia nell'aumento dei fondi da destinare a garanzia presso le banche per l'operatività delle convenzioni, e quindi l'operatività dei fondi rischi, sia ancora a maggior ragione nell'incrementare il fondo destinato all'abbattimento degli interessi sui prestiti garantiti, che sono tra l'altro in forte ritardo di erogazione e, quindi, non garantendo quell'operatività necessaria perché le aziende possano chiudere con maggiori utili o possibilmente in pareggio i propri bilanci. Per quanto riguarda l'emendamento numero 97 si tratta in questo caso di un aumento sui fondi per le associazioni di categoria, anche in questo caso fortemente penalizzate già in passato con rilevanti tagli, alle quali non viene dato il giusto riconoscimento determinato dal numero degli associati, perché bisognerà rivedere tutti quelli che sono gli interventi nel campo delle associazioni di categoria e sindacali e ripristinare il livello della rappresentatività, di cui spesso ci dimentichiamo a favore di altri criteri che è meglio non specificare in quest'aula, pertanto, chiediamo appunto di dare per lo meno una maggiore visibilità a delle categorie che sono certamente non trattate con favore dalla istituzione regionale, o perlomeno non lo sono state fino ad adesso. Chiediamo che sia ripristinato un minimo di giustizia a livello di operatori economici.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, relativamente all'emendamento numero 60 è un argomento che ha avuto una lunga discussione in Commissione e che prevede lo spostamento a favore del settore del commercio di risorse dal settore dell'artigianato. La Commissione non ha giudicato positivo questo spostamento, sia pure valutando che nel settore del commercio la proposta che i colleghi che hanno presentato l'emendamento fanno ci sia bisogno forse di una attenzione diversa per il futuro.
L'emendamento numero 31 ha la stessa motivazione e non viene accolto. L'emendamento numero 61, ha detto già il collega Masala presentando l'emendamento quali sono le ragioni che hanno determinato questa riduzione che rientra nella politica più generale di riduzione dei contributi alle associazioni di categoria, e quindi questo importo rientra tranquillamente nello standard di riduzione del 5 per cento(?). A questo c'è da aggiungere che la proposta che si fa in diminuzione è stata anch'essa presentata in Commissione riguarda il piano …(?) carburanti per 200 milioni, che non possono essere toccati perché sono assolutamente necessari per lo scopo a cui sono stati destinati. L'emendamento 47 è stato superato, il 59 non viene accolto, il 64 della Giunta, così come dice l'Assessore, introduce la copertura finanziaria di una legge già approvata dal Consiglio, quindi lo si accoglie; l'83 è uguale al 60; l'84 è uguale al 31; il 97 è uguale al 61, sul quale mi sono già espresso, e quindi il parere è negativo anche su questi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione. Come motivazione, trattandosi di emendamenti che trattano gli stessi argomenti, porto alcune argomentazioni rapidissime che valgono per diversi emendamenti, non attribuendole quindi singolarmente a ciascun emendamento. Per quanto riguarda tutta la materia consorzi fidi, io voglio far notare, avendo una attenzione grandissima la Giunta al tema, perché crede nello strumento, che nella tabella b), che è relativa al collegato, come i consiglieri sanno, c'è una dotazione finanziaria di tutto rispetto. Alla lettera b), che è il fondo di garanzia consorzio fidi di secondo grado, sono previsti 10 miliardi per il '98, 5 per il '99 e 5 per il 2000. Alla lettera c) contributi per consorzi e cooperative di garanzia, rendere operativa quindi la legge 44, sono previsti 15 miliardi in ciascun anno del triennio, quindi c'è un'attenzione nella manovra di bilancio, e io aggiungo che se nel corso dell'esercizio venisse fuori dal ritmo dell'utilizzo degli stanziamenti diciamo un fabbisogno vedremo con estrema disponibilità. Per quanto riguarda il contributo alle organizzazioni, ne abbiamo parlato diverse volte, la regola a cui la Giunta si è attenuta è di fare un taglio modesto ma certo e equo in tutte le direzioni, è del 5 per cento e non crediamo quindi che sia giusto e opportuno modificarlo riaprendo poi una discussione all'interno dei settori delle associazioni di categoria e tra le associazioni di categoria medesime. Per quanto riguarda l'emendamento numero 59, contributi alle imprese artigiane, è un tema che abbiamo diciamo all'attenzione tra quelli prioritari andando alla conferenza per l'occupazione e lo sviluppo, il parere è di non accoglimento per tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno intende parlare sugli emendamenti numero 60, 31, 61, 47, 59, 64, passiamo all'emendamento numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere Oppia, ne ha facoltà.
OPPIA (F.I.). Intervengo a sostegno degli emendamenti numero 83 e 84 che riguardano i consorzi di garanzia fidi operanti prevalentemente nei settori del turismo e dei servizi. Come tutti sanno, i consorzi di garanzia fidi sono degli strumenti validi ed efficienti per facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese in questo caso del settore commercio turismo e servizi. Sono preferiti di gran lunga ad altri strumenti e utilizzati in notevoli dimensioni dalle stesse imprese, da tener conto che attualmente queste imprese sono in crisi di liquidità e quindi necessitano di ricorrere al credito bancario in maggior misura che non in altri tempi, sia per finanziare investimenti che per finanziare il normale esercizio dell'attività di credito di esercizio. Bisogna rilevare anche che le richieste di finanziamento che passano tramite i consorzi fidi non subiscono una sola istruttoria bancaria, ma vengono anche esaminate e subiscono il giudizio di un comitato tecnico in cui sono rappresentati gli stessi operatori, i rappresentanti dei consorzi fidi tra l'altro. Ora il contributo regionale in questo caso, nel caso dell'emendamento numero 84, di due miliardi di cui noi chiediamo l'incremento di cinque miliardi, va a incrementare il fondo rischi, noi tutti sappiamo che maggiore è il fondo rischi, maggiori dimensioni possono avere i finanziamenti e maggiori è il numero delle imprese che può ricorrervi. Pertanto, e per tutte queste ragioni, io ritengo che questi emendamenti e quindi l'incremento sia del fondo rischi, emendamento numero 84, sia del fondo per concorsi in conto interessi, numero 83, sia meritevole di maggiore attenzione e di accoglimento da parte di questo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, intervengo anche io sugli emendamenti entrambi, il numero 83 e 84, che riguardano i consorzi fidi, l'uno e l'altro, il numero 83 capitolo 07064 riguarda gli interessi su prestiti concessi alle imprese individuali e societarie, cooperative, consorzi eccetera, l'84 riguarda più strettamente garanzia fidi per il settore commercio, turismo e servizi. Ecco è un fatto, questo contributo che viene dato dalla Regione ai consorzi fidi, largamente positivo, perché consente ai consorzi fidi di abbattere l'interesse di tre o quattro punti e qualche volta anche di cinque punti, quindi dando un sollievo notevole soprattutto alle piccole o piccolissime qualche volta le medie imprese, prima di tutto le cooperative, hanno sempre dato questo servizio soprattutto ai piccoli imprenditori, estensibili poi ai medi imprenditori, accennava il collega Oppia che arrivano con facilità ai piccoli imprenditori, perché? Perché esiste un comitato nei consorzi fidi, nelle cooperative, costituito appunto da operatori del settore per cui si conoscono gli elementi e qualche volta si valuta oltre che la situazione patrimoniale delle imprese richiedenti il fido, che è d'obbligo naturalmente, ma si valuta anche la persona del richiedente, la sua puntualità, la capacità di condurre l'azienda, per cui è veramente un intervento ben mirato perché coglie quelle esigenze dei piccoli e medi imprenditori che difficilmente potrebbero accedere al credito bancario senza l'intervento dei consorzi fidi. In sostanza, le cooperative si assumono una parte della responsabilità della solvibilità del cliente e normalmente in caso di insolvenza la perdita subita viene divisa tra l'istituto di credito finanziatore e la cooperativa fidi. Questo consente di alleviare anche la perdita sia per quanto riguarda la cooperativa, sia per quanto riguarda la banca, è un elemento che ha dato dei risultati, dei quali io sono a conoscenza, largamente positivi. D'altra parte vedete, signor Presidente, qui abbiamo l'emendamento numero 84 presentato da Forza Italia e l'emendamento 31 presentato da Alleanza Nazionale, mentre per quanto riguarda l'83 presentato da Forza Italia e il 60 presentato da Alleanza Nazionale, tendenti alle stesse richieste, evidentemente si tratta di un problema sentito per cui io credo che dovrebbe essere doveroso nella Giunta valutare con molta attenzione questi emendamenti perché scaturiscono da richieste oggettive fatte da coloro che operano in questo settore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'emendamento numero 83, Presidente. Con l'emendamento numero 83 si propone un incremento del capitolo 07064/00 il quale prevede prevede il concorso in conto interessi sui prestiti concessi alle imprese operanti nel settore del commercio, turismo e servizi con la garanzia dei consorzi fidi tra le imprese operanti nei predetti settori. Lo stanziamento iniziale del 1997 era pari a 10 miliardi e 300 milioni, quello finale di 15 miliardi e 300 milioni. Molto spesso a me capita di fare i riferimenti a quelli che erano gli stanziamenti dell'anno precedente e talvolta anche il riferimento all'anno 1996 per vedere qual è il trend, cioè qual è la tendenza che si è manifestata nel tempo. Perché è verosimile che con stanziamenti crescenti si è dimostrato particolare interesse ad un settore che evidentemente necessitava di interventi di una certa consistenza. Allora ogni qualvolta c'è una inversione del trend, cioè dell'andamento, viene fatto di chiedersi quali sono i motivi che giustificano questa inversione di comportamento. Allora nel caso che ci riguarda se guardiamo appunto gli stanziamenti dell'anno precedente, finale 15 miliardi e 300 milioni, e invece per il 1998 uno stanziamento di 11 miliardi, quindi con una riduzione di ben 4 miliardi e 300 milioni, viene da chiedersi immediatamente che se la previsione della Giunta è corretta vuole dire che il settore non ha più bisogno di intervento, o quanto meno si erano dimostrate errate le valutazioni degli esercizi precedenti. Noi riteniamo che forse probabilmente la verità sta nel mezzo, e cioè che ci siano state previsioni sbagliate e che ci sia una esigenza in parte inferiore. Questo può essere, però le pressioni, le indicazioni che arrivano dai settori interessati, farebbero pensare che ancorché i tassi di interesse stiano diminuendo la necessità di intervento per l'abbattimento degli interessi è sempre consistente anche e perché, come è da tutti risaputo, le nostre imprese sia commerciali, turistiche, artigianali sono fortemente capitalizzate, la maggior parte di queste è a conduzione familiare o con pochi dipendenti, e il ricorso al credito di esercizio rappresenta la principale fonte di approvvigionamento dei mezzi finanziari occorrenti per lo svolgimento della attività di impresa. Allora noi diciamo, e ci viene spontaneo dire che se i segnali sono di un certo tipo interveniamo quanto meno ripristinando uno stanziamento corrispondente a quello dell'anno precedente. E perché diciamo interveniamo? Diciamo interveniamo perché, in assenza di progetti più qualificati, è sempre una cosa a nostro modo di vedere fatta bene quando l'intervento si rivolge a una generalità di operatori, quali sono tutti gli imprenditori indistintamente del settore turistico, commerciale e dell'artigianato. Quindi non sono interventi di marca, targati che procurano privilegi a taluni e dispiaceri a talaltri; sono interventi che un buon legislatore deve fare a sostegno di un comparto, due comparti o tre settori quali sono appunto quelli del turismo, artigianato e commercio. Va da sé che il vaglio, la verifica viene fatta a monte, non evidentemente dal legislatore che provvede a emanare le leggi, ma da quello stesso sistema bancario e creditizio verso il quale gli imprenditori si rivolgono per avere un credito di esercizio. Le banche, come noi tutti sappiamo, non sono istituti di pubblica beneficenza, prestano il loro denaro quando vi sono sufficienti condizioni, per lo meno nell'ambito delle loro valutazioni, di ottenere remuneratività dagli impieghi effettuati e il rischio di insolvenza sia limitato secondo valutazioni che sono e vengono fatte dagli istituti. Quindi esistono le garanzie per chi legifera che l'intervento sia rivolto alla generalità dei soggetti che operano e che utilizzano le provvidenze, e la ulteriore garanzia che la istruttoria della concessione del fido viene fatta da soggetti specializzati quali sono gli istituti di credito, senza costi aggiuntivi e quindi senza nessun tipo di problema, neppure procedurale, da parte della amministrazione regionale. Quanto poi ha riferito il collega, onorevole assessore Scano, quando faceva riferimento all'articolo 4, tabella B, è vero che ci sono risorse, Assessore, noi lo sappiamo, noi di Forza Italia l'abbiamo detto sin dall'inizio che in quelle particolari tabelle, la A per le spese correnti e la B per le spese investimenti in conto capitale sono allocati per il 1998 260 miliardi. L'abbiamo detto da subito che volendo intervenire in questi settori, non in assestamento, ma già da oggi, bastava stanziare anziché quanto indicato nella tabella B bastava prelevare le somme lì indicate e intervenire immediatamente in questi settori che, si badi bene, rappresentano una istanza prioritaria del Gruppo di Forza Italia e che sino ad un certo punto ha sostenuto anche Alleanza nazionale, e che fa parte di quella apertura e di quell'emendamento che è stato visto. Quindi la Giunta aveva tutte le possibilità di dare risposte nell'immediato e di non fare le solite promesse. Ecco perché noi insistiamo su questo emendamento, ecco perché noi in questo momento essendo stati approvati l'articolo 4 e la tabella B, quindi non è più modificabile, facciamo riferimento per la copertura a quel capitolo 09037 che rappresenta una delle tante vergogne di questa nostra legislatura. Cioè il capitolo destinato al fondo per la partecipazione al capitale di enti e società. Quindi non mi stancherò ancora una volta di ripetere, come fa il collega Casu in determinate direzioni, io lo faccio su altre non perché evidentemente non possa fare le osservazioni che fa il collega Casu e lui non possa fare quelle che faccio io, però una distinzione del lavoro, una suddivisione del lavoro, vero maestro? ci siamo indirizzati su strade leggermente differenti. Quindi un capitolo che si impingua continuamente e che rappresenta l'esatto contrario di quelle che sono le dichiarazioni di intenti, i proclami che sono stati effettuati in ogni versione della Giunta Palomba, e quindi nelle dichiarazioni e nelle linee programmatiche delle cinque giunte che hanno preceduto l'attuale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 97.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, avevo già chiesto di poter intervenire anche per dover fare alcune precisazioni in merito ad alcune dichiarazioni fatte dal presidente della Commissione e dall'assessore Scano. Intanto questi non sono emendamenti uguali a quelli presentati da Alleanza Nazionale. Non lo sono non perché non vogliano dare la stessa risposta alle categorie a cui si rivolgono, ma perché sono stati improntati ad una filosofia diversa. È stato detto che la Giunta ha dimostrato l'attenzione perché ha già predisposto con il collegato una nuova normativa per il funzionamento dei fondi di garanzia fidi. Infatti noi andiamo a proporre di prelevare una parte delle risorse allocate sulla tabella B, cioè su quelle che erano state allocate proprio per questo scopo con un semplice ragionamento. Siamo ormai quasi ad aprile; il collegato, per quanto in fretta vogliamo fare, probabilmente prima di giugno non vedrà la luce, sempre ammesso che non faccia la fine del CREL (?) degli anni passati, e così via dicendo. L'operatività di una legge di questo genere, quando si ha a che fare con un'operatività che ha che fare con istituti di credito, deve tener conto di norme di attuazione, deve tener conto di convenzioni, non sto poi qua ad esaminare il contenuto del collegato su cui ci ritroveremo in quest'aula, salvo fare un'annotazione che si continua pervicacemente a riprodurre le normative nazionali, dimenticandosi che siamo in Sardegna, che abbiamo delle esigenze diverse, ma qui pare che ormai dobbiamo andare per caduta a dover fare delle cose che da altri parti non hanno funzionato, tra le altre cose. Sul contenuto, ripeto, ci torneremo più avanti. Qui si tratta semplicemente di fare un ragionamento un pochino maturo, e cioè che quel collegato quegli effetti non li potrà, per quanto riguarda almeno, i consorzi di garanzia fidi, i suoi effetti non li potrà produrre prima del prossimo anno. Allora che senso ha mantenere allocate disponibilità per il '98, in una legge che non li potrà dispiegare. Stiamo dicendo: consentiamo ai consorzi di garanzia fidi, per quest'anno, di continuare ad operare, di continuare a lavorare per l'emergenza che stanno affrontando, togliamo una parte di quelle risorse per destinarle oggi alle categorie, senza continuare con le promesse, anche perché di promesse, il presidente Palomba qualche giorno fa ha fatto una dichiarazione a proposito dell' essere uomo d'onore, ma queste promesse di prevedere maggiori stanziamenti sui consorzi di garanzia fidi risalgono a non più dell'assestamento dell'anno scorso, per bocca dello stesso Presidente e del suo assessore Costantino. Costantino è stato giubilato, bontà sua, probabilmente proprio perché si era espresso... con gli impegni forse è andato un po' troppo in là per queste categorie, ma queste cose facevano parte di impegni precisi presi nei confronti delle categorie già da allora. Oggi ci rendiamo conto che, come al solito, queste promesse sono soltanto acqua che corre, e non sono cose che invece legano gli impegni delle persone e non producono gli effetti che ci si aspetta. Ma al di là delle polemiche, ripeto, ha senso mantenere dei soldi che rimarranno lì fermi e che non potranno essere spesi, prima di almeno un altro esercizio? Ha senso prevedere per il '98 di tener bloccati dei soldi che invece potrebbero creare e alleviare problemi agli operatori economici? Sono operatori sardi, non sono né americani né stranieri né russi, sono sardi, è gente che vive qua, che voterà alle prossime elezioni qua.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'onorevole Bertolotti è intervenuto sull'emendamento numero 83?
PRESIDENTE. No, sull'emendamento numero 97.
BALLETTO (F.I.). Ha parlato dopo di me e io ho parlato sull'83.
PRESIDENTE. Allora quando l'onorevole Oppia è intervenuto sugli emendamenti 83 e 84, si è dato per inteso che chiunque stesse intervenendo su quegli emendamenti e l'onorevole Oppia ha parlato su quei due emendamenti, proprio presentati dal Gruppo di Forza Italia. Se poi siamo voluti tornare indietro, io ho chiuso la discussione sull'83 e 84 e sono passato al 97 .
Onorevole Bertolotti, lei ha parlato; io ho detto, siamo in fase di discussione dell'emendamento numero 97, prima del suo intervento.
BERTOLOTTI (F.I.). Ma io avevo chiesto la parola nel momento in cui aveva chiesto la parola l'onorevole Oppia; contemporaneamente ho alzato la mano e sono intervenuto sull'emendamento numero 83.
PRESIDENTE. Allora ripeto, siamo in discussione dell'emendamento numero 97.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Molto brevemente, perché il contenuto e le argomentazioni sono simili a quelle relative all'emendamento numero 83 e 84, anche se non l'ho fatto, ma le argomentazioni sono le medesime, per sostenere l'emendamento che prevede un aumento di 400 milioni sui contributi alle confederazioni delle imprese commerciali, del turismo e dei servizi per favorire la partecipazione degli operatori(?) all'attuazione degli obiettivi dello sviluppo produttivo. Questo anche nella considerazione del fatto che la Commissione ha ridotto l'emendamento, così come era stato proposto inizialmente nel disegno di legge. Le fonti di copertura si individuano nell'articolo 07052, che sono le spese per la formazione e l'aggiornamento pluriennale dell'Isola, con una riduzione di 100 milioni e i 300 milioni a riduzione sempre nel fondo destinato alla partecipazione al capitale di enti e società.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 61. Chi lo approva alzi la mano.
(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano.
(Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 64. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 83.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sugli emendamenti numeri 83, 84 e 97.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 61
maggioranza 31
favorevoli 26
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 84.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 59
maggioranza 30
Favorevoli 24
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 97.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 24
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Metto in votazione la Tabella H. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella I.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 3, 85 e 86. L'emendamento numero 85 è decaduto perché è collegato alla tabella E della legge finanziaria. Si dia lettura dei restanti emendamenti.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo illustro solo perché la modestia della cifra può creare qualche curiosità. Stiamo semplicemente riscrivendo un'economia appartenente ad una partita di assegnazioni statali, esattamente quelle relative al risparmio energetico, e la finalità della riscrizione è semplicemente poter pagare un decreto il cui pagamento non è stato possibile a causa di un cambio di domicilio. Si tratta di un signore di Seneghe, di cui potrei fornire anche le generalità.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 86 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Questo emendamento si propone di portare all'attenzione dell'Aula il problema relativo al randagismo, che sta assumendo nelle nostre città proporzioni che creano un certo allarme nelle comunità. Si tratta di un piccolo, ma significativo, segnale di disponibilità di 630 milioni di contributi per consentire ai comuni che ne facciano richiesta, e sono tanti i comuni che ormai hanno avvertito quest'esigenza, per la costruzione di canili municipali.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. L'emendamento numero 3 si accoglie. Sull'emendamento numero 86 io pongo un problema tra l'altro, perché nell'emendamento è previsto in diminuzione un capitolo dell'Assessorato degli affari generali, tabella che noi abbiamo visto ha emendato e ha approvato. Quindi si pone un problema, secondo me, anche di natura tecnica.
Per quanto riguarda, comunque, la proposta relativa allo stato di previsione dei lavori pubblici, l'aumento delle risorse per i canili, quello dei canili è un problema sicuramente serio, sicuramente importante, però la compensazione con la proposta di diminuzione non è accoglibile, perché sul capitolo a cui si vogliono togliere risorse c'è stata una lunga discussione in presenza di altri emendamenti che non sono stati accolti. Per cui non è accoglibile per questa ragione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie l'emendamento numero 86. Il 3 è della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Secci, per quanto riguarda la sua osservazione, poiché si tratta di emendamenti presentati già da parecchio non si può intendere poiché è approvata la Tabella precedente questi emendamenti non possono modificare, non si tratta della legge finanziaria, quindi crediamo che possano essere assolutamente accolti e ammessi.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Credo che l'emendamento nella sua risibilità sia l'indice di come l'applicazione del piano energetico nazionale in Sardegna stia subendo una stasi, perché è stata bloccata anche la presentazione di domande. Chiaramente mi sembra che un'azione necessaria, perché risparmia la migliore utilizzazione dell'energia, dovrebbe essere uno degli obiettivi sia per fini economici che ambientali, e invece non lo si affronta, salvo poi fare l'emendamento per il singolo contributo che è restato indietro. Non mi sembra che questo indichi una volontà della Giunta di uscire dall'attuale stasi. Chiaramente occorre fare un programma anche con le limitate risorse che sono disponibili, scegliere degli obiettivi prioritari e comunque fare un'azione per la limitazione dello spreco energetico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Per fare osservare come anche in questo caso perdiamo un'occasione. Quello del risparmio energetico era un tema che qualche anno fa andava molto di moda. La Regione sarda fra le tante possibilità ha preferito utilizzare quella meno indolore, quella che aveva bisogno di minore fantasia e di minore capacità imprenditoriale, cioè è andata a finanziare semplicemente pompe di calore e qualche pannello solare e lì è terminato tutto il piano energetico della Regione, ci si è dimenticati di quelle che potevano essere le opportunità per gli autoproduttori, di quelle che potevano essere le opportunità per l'incentivazione dell'industria, per risparmi conseguenti nel settore industriale, si è attuata una politica energetica che non è stata, come possiamo chiamarla, attiva, ma semplicemente fattiva, ci si è limitati semplicemente ad accontentare con qualche manciata, con qualche biglietto da centomila qualche migliaio di cittadini che nelle proprie case avevano montato degli impianti di condizionamento con pompe di calore. Ed è stata anche una possibilità dimenticata per quello che poteva essere il discorso legato al riutilizzo di fonti energetiche da rifiuti e quindi dalla possibilità di creare risparmi nelle bollette non solo a livello energetico ma a livello di servizi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, questi sono tutti degli handicap a cui non si è stati capaci di dare risposte che stanno portando un intero settore a portare avanti e a vivere di diseconomie e di limiti nei confronti della cittadinanza sarda, non solo, ma anche dei settori produttivi. E' un'altra delle dimostrazioni di come non esistono piani di riferimento, non esistono politiche di sviluppo, non esistono politiche di respiro ma ci si limita semplicemente a vivere praticamente alla giornata, facendo qualche iniziativa che ha soltanto sapore propagandistico e clientelare.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 86. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). L'emendamento numero 86, mi è parso di capire dal parere del Presidente della Commissione, dal relatore, che si tratta di un emendamento recepibile, ma non recepito solo perché in diminuzione si è portato il capitolo sullo stato di previsione dell'Assessorato degli affari generali e quindi se fosse possibile una breve sospensione per modificare...
SECCI (Popolari). Non è comunque compatibile.
BERTOLOTTI (F.I.). Ho capito, 630 milioni non sono compatibili con le finanze regionali, bene, è uno splendido giudizio sulla finanza regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 86. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). A nome del Gruppo chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 86.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 42
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 12
Contrari 30
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLETTO - BERRIA - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LIORI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRAS - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro.)
Metto in votazione la tabella I. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella L.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 32, 87 e 88. Sono decaduti il 38, 89, 90, 96. Si dia lettura degli emendamenti numero 32, 87 e 88.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 32.
MASALA (A.N.). Grazie Presidente. Dell'emendamento numero 32, cioè dell'oggetto dell'emendamento numero 32 si è già parlato, in realtà è un emendamento che è volto alla riduzione dei finanziamenti a favore dell'EMSA e per riportare i finanziamenti stessi alla misura che la Giunta nel disegno di legge aveva presentato e che è stato aumentato dalla Commissione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 87.
BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente. Questo emendamento ripropone per la quarta volta in questa legislatura il problema dell'Ente Minerario Sardo, ente strumentale della Regione, costituito tanti tanti e tanti anni fa quando evidentemente in tempi diversi quando evidentemente il comparto minerario rappresentava una delle più importanti attività produttive e di occupazione in un territorio sempre trascurato e certamente non destinatario di particolare interesse in termini di incentivi allo sviluppo e sostegno alle attività produttive da parte della Regione sarda. Dispiace appunto a distanza di quattro anni, questo è il quarto bilancio, ritrovarci a parlare e a discutere di cose già dette, di cose già sviscerate, di argomenti per i quali a parole vi è la totale convergenza da parte di tutti i Gruppi politici e da parte di ciascun consigliere. Dispiace perché alle dichiarazioni di intenti, talvolta proclami con enfasi, talvolta con atteggiamenti propagandistici, si è detto di intervenire in una certa direzione ma poi, all'atto pratico, andare in una strada completamente opposta. La riforma, la riforma dell'EMSA, non voglio qui dire, perché sono esattamente convinto del contrario, che l'attuale Assessore non abbia in animo di arrivare ad una soluzione del problema. In Commissione industria della quale io faccio parte, l'Assessore più volte è stato audito, ha illustrato il suo disegno di legge anche con argomentazioni in parte condivisibili certamente su determinati aspetti, però poi all'atto pratico nulla viene partorito, nulla giunge alla sua definizione. E quando dico che nulla giunge alla sua definizione mi riferisco al fatto che la Commissione industria quel disegno di legge l'ha licenziato ormai da tempo; anzi sotto questo aspetto per ciò che riguarda, se mi è consentito, non ricordo se il Regolamento me lo permette, ma certamente per una proposta di legge sulla stessa materia, di cui sono il primo firmatario assieme ad altri due colleghi, ai sensi del Regolamento poi chiederò la fissazione dei termini perché possa giungere all'aula. Dicevo, ancorché la Commissione industria abbia licenziato quel provvedimento che deve poi, per Regolamento, essere valutato e licenziato dalla Commissione riforme, dalla Commissione competente, dicevo che sono passati ormai diversi mesi, non ricordi quanti, certamente non meno di tre o quattro, in Commissione riforme nulla è stato fatto. Forse è stato preso in carico ma non si discute. Allora io mi chiedo qual è la reale volontà, assessore Pinna, perché se è vero che c'è la convergenza da parte di tutte le forze politiche per dare un assetto definitivo a quel comparto e quindi arrivare ad un processo di riforma e di riordino, il Regolamento consente che il disegno di legge, e la legge che evidentemente ad essa si affiancherà, possa pervenire in aula anche senza il preventivo controllo da parte delle commissioni di merito, se vi è appunto l'accordo da parte di tutti i capigruppo. Allora io mi chiedo dov'è la volontà di arrivare alla riforma se, a distanza di quattro anni, prima si è tardato nella presentazione dei provvedimenti normativi ad hoc, e poi quando questo sforzo è stato fatto, prescindiamo dal contenuto del disegno di legge, condivisibile secondo la Giunta e talune forze politiche, non pienamente condivisibile secondo altre forze politiche che sono presenti in aula, ma prescindiamo dai contenuti; vogliamo veramente arrivare alla risoluzione del problema che può arrivare solo se il confronto finalmente in aula potrà svolgersi. Io ho la sensazione, come ho già avuto occasione di dire in altre circostanze, e anche in qualche seduta di questa sessione della legge di bilancio e della intera manovra, ho avuto modo di affermare che a me sembra che questa volontà non vi sia e che le intenzioni reali del legislatore o perlomeno della parte di maggioranza che esprime poi all'atto pratico le leggi non vi sia l'intenzione di arrivare a questo. E ciò per il semplice motivo che tutti i processi di riforma, se oculati e se finalizzati a risolvere il problema, cozzano con le volontà conservatrici che pure sono presenti e diffuse in moltissime parti di quest'aula. Quindi vi è la prevalenza di una volontà conservatrice rispetto a quella riformatrice, vi è un mantenimento della situazione attuale perché qualsiasi scelta coraggiosa, e tale è quella che mette mano radicalmente per riordinare un sistema che per più di un ventennio ha procurato perdite, debite e impegni consistenti per centinaia, centinaia di miliardi nel corso del tempo. È ovvio che procedere ad una riforma significa tagliare ciò che non si può mantenere, e questo può comportare ovviamente se non vi è la capacità da parte di chi governa di creare le opportunità di lavoro alternative per coloro i quali dovranno essere espulsi da quel determinato sistema, se non vi è la capacità e non vi è la volontà è molto più facile mantenere l'esistente, indebitarsi ancora, costringere le esauste casse regionali ad intervenire non in processi che siano di sostegno per lo sviluppo ma di stampo prettamente assistenziale e per ciò stessi nefandi e produttivi di ulteriori situazioni di declassamento e di impoverimento della nostra isola. Tanto dico per la quarta volta e tanto penso che dovrò ripetere anche in occasione della prossima manovra finanziaria visto e considerato che non si può, anche per quello che è stato l'atteggiamento della Giunta e della maggioranza in questa sessione di bilancio, non ha dimostrato per il proprio comportamento nessuna volontà di innovazione, di cambiamento e non ha manifestato segni concreti di inversione di tendenza e quindi di iniziative a sostegno della vera impresa, della vera impresa che può essere solamente quella di chi rischia i propri capitali, di chi rischia le proprie risorse e che nella salvaguardia del proprio patrimonio e nella prospettiva di poter trarre dalla attività produttiva gli utili sufficienti per sostentare se stessi e le proprie famiglie, può garantire i processi di crescita e di occupazione. Comportamenti coraggiosi si chiedono a questa maggioranza e a questa Giunta; comportamenti coraggiosi e responsabili noi non ne abbiamo riscontrati; dovrò mio malgrado ripetermi probabilmente nella prossima manovra finanziaria, quando ci dovremmo nuovamente confrontare sulla esigenza dell'Emsa e le richieste che il comparto avanza puntualmente ogni anno. Entrando nel merito, e concludo, lo stanziamento iniziale nel disegno di legge era di 38 miliardi e 600 milioni. Lo stanziamento che viene oggi proposto attraverso un emendamento è di 63 miliardi e 600 milioni. Non va sottaciuto che nella tabella D, allegata all'articolo 4, sono previsti ulteriori 50 miliardi per il processo di riforma dell'ente. 50 miliardi stanziati per analogo scopo nel corso del 1997 sono stati impegnati per le finalità che erano state dette, e cioè di anticipazione della riforma, però al di là di qualche privatizzazione che, ahimé, è stata effettuata a condizioni certamente onerose, non si è andati. E mobilità lunga, incentivazioni all'esodo volontario non ve ne sono state, perlomeno a me così risulta. Non vorrei che anche questa volta questi 50 miliardi siano utilizzati per coprire solo le spese di gestione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi, l'emendamento numero 88 porta in diminuzione 15 miliardi relativamente al capitolo 09037-00; il capitolo 09037-00 riguarda incremento del fondo destinato alla partecipazione, al capitale di enti o di imprese costituite nella forma di società per azioni e di società cooperative o di consorzi di cooperative a responsabilità limitata, eccetera. In sostanza, la Regione stanzia 50 miliardi per sottoscrivere eventualmente quote di capitale nelle società regionali. Presidente, cosa dice, svolgo lo stesso l'intervento anche se l'aula è molto, non un po' distratta, maggioranza e opposizione sono piuttosto distratte. Io vi devo indicare delle cifre che dovreste ascoltare così, se pure saltuariamente dovreste ascoltare, perché ne diventate responsabili, badate.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Onorevole Casu, parli pure.
CASU (F.I.). Siccome sto parlando di cose di rilievo ecco perché gradirei...
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Qui sempre si parla di cose di rilievo.
CASU (F..). Dei miei colleghi prima di tutto, non sto accusando nessuno, Presidente.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. E' difficile avere il cento per cento d'attenzione.
CASU (F.I.). Ma no, mi basta il 30 per cento, non voglio il cento per cento. Ecco, sotto questa voce, partecipazione nelle società per azioni o cooperative a responsabilità limitata, si nasconde la copertura delle perdite, perché si aumenta il capitale per coprire le perdite. Se io vi facessi una rassegna breve circa le società del gruppo Emsa, questo è l'ultimo che io ho ricevuto, almeno, schede conoscitive del gennaio '97, aspetto quello successivo che mi darà dei dati più aggiornati. Io vado a vedere, in questa scheda, la perdita di esercizio '95 e il fatturato '96. Emsa, quindi società madre, la perdita '95, 42 miliardi, valore della produzione '95: 2 miliardi; Bariosarda S.p.A., perdite esercizio '95, 6 miliardi, fatturato '96, 5 miliardi e 500 milioni; Acquapa S.p.A. (?) perdita di esercizio '95, 4 milioni, fatturato zero nel '96; Ecodump S.p.A. (?) scusate la mia pronuncia, siccome ci sono anche denominazioni inglesi potrebbe non essere perfetta, perdita esercizio '95, 99 milioni, fatturato '96 zero, non operativa; Felsarda S.p.A. perdita esercizio '95, 1 miliardo e 300 milioni, fatturato '96, 430 milioni; Island Marble S.p.A. (?), perdita esercizio '95, 151 milioni, fatturato non operativa nel '96; Newston S.p.A. (?), perdita esercizio '95, 3 milioni, non operativa, fatturato zero; Carbosulcis S.p.A., perdita esercizio '95, 42 miliardi e 200 milioni, fatturato 250 milioni; Gold Sardinia S.p.A., spese esercizio '95, 209 milioni, fatturato '96, stabilimento in corso di realizzazione; Granit Sarda S.p.A., perdite esercizio '95, 2,4 miliardi, fatturato '96, 2,4 miliardi; ISGRA S.p.A., perdite esercizio '95, 627 milioni, fatturato 7 miliardi e 100 milioni; Miniere Iglesiente S.p.A., perdite esercizio '95, 12 miliardi e 300 milioni, fatturato 14 miliardi e 500 milioni; Società Italiana Miniere S.p.A., questa è in liquidazione, può darsi che adesso sia già liquidata, non ho dati aggiornati in proposito; Progemisa S.p.A., perdite '95, 4 miliardi, fatturato 10 miliardi e 400 milioni; Ceramiche Mediterranea s.r.l., perdite esercizio '95, 32 miliardi, non operativa, quindi nessun fatturato; Elephant s.r.l. (?), perdite esercizio 3 miliardi e 300 milioni, fatturato 2 miliardi; Lana di Roccia S.p.A., perdita di esercizio 631 milioni, fatturato 4 miliardi e 400 milioni; Sarda Basalti s.r.l., perdite esercizio 18 milioni in fase di avvio, quindi non c'è alcun fatturato; Sarda Silicati s.r.l., utile d'esercizio 374 milioni, fatturato 2 miliardi. Ne abbiamo trovato uno, bisogna fare una croce; Sardinia Cristal s.r.l., perdite d'esercizio 2 miliardi 800 milioni, fatturato 792 milioni; Sardinia Gold Minim (?) S.p.A., perdite esercizio 350 milioni, fatturato in fase di avvio, quindi non c'è alcun fatturato; Terrecotte S.r.l., perdite d'esercizio 4,4 miliardi, fatturato 26 miliardi. Non ve le leggo tutte perché alla fine perdereste la pazienza anche voi. Io credo, Assessore, che la Giunta, il Presidente del Consiglio, i consiglieri debbano appena meditare, cioè io vi ho elencato tutta una serie di società che nel '95 hanno registrato una serie infinita di perdite. Cioè tutte le società chiudono in perdita. E allora questo perché capiate esattamente quest'aumento di capitale cos'è, perché leggendo il capitolo di bilancio non si capisce in quanto si parla di sottoscrizione del capitale in società, ma la sottoscrizione del capitale nelle società perché si opera? Per coprire le perdite. In queste società si abbatte il capitale e lo si ricostituisce attraverso la sottoscrizione che fa la Regione di nuove quote di capitale. Io credo che alla luce di queste cose si comprenda qual è quel motto di ribellione che noi sentiamo di fronte a nuovi stanziamenti di miliardi a favore di queste società. So che voi continuerete a fare, ciò non toglie che noi ve le diciamo queste cose, continuerete imperterriti a bruciare le risorse della Regione nelle società per azioni del settore industriale fallimentario. Io ve le ripeterò ancora, non vi stancherete perché ormai siete entrati in quell'ottica e di conseguenza non potete cambiare, ecco perché anche l'indirizzo, la filosofia della finanziaria del 98 va in quella direzione. Però io credo che - se ci dovesse essere la stampa, no, non ci sono mezzi d'informazione - di fronte a tutta una serie di società che chiudono in perdita, perennemente in perdita, molte volte la perdita supera il fatturato, io dico che una riflessione il Consiglio regionale la debba fare in modo tale che possa incominciare a tagliare laddove si può tagliare.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, in apertura prima di dare lettura degli emendamenti, abbiamo detto che sono rimasti in piedi il 32, l'87 e l'88 e sono decaduti il 33, l'89, il 90 e il 96 perché collegati con la finanziaria già approvata.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, il parere sugli emendamenti numero 32 e 87, che con firmatari differenti hanno lo stesso contenuto sotto tutti gli aspetti, non sono accoglibili in quanto questo importo è stato introdotto nel bilancio dalla Commissione. Voglio solo ricordare brevissimamente che questo aumento da 14 miliardi e 600 milioni a 51 miliardi e 600 milioni è determinato per 25 miliardi dal rispetto di un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale alla fine dell'anno passato, del 1997, e per l'altro dal completamento dell'intervento per quanto riguarda la ristrutturazione e il piano di risanamento della Mineraria Silius, per il quale c'era altrettanto impegno per 12 miliardi. Per quanto riguarda l'emendamento numero 88 a cui il collega Casu si riferiva illustrandolo, penso che il collega Casu abbia toccato una serie di problemi che sono assolutamente reali, cioè c'è un intervento continuo in un sistema impresa pubblica che non sta funzionando, sta funzionando male e accumula debiti. Però c'è anche un sistema che sta man mano risanandosi e mi sembra di poter dire che le risorse che stiamo destinando, peraltro inferiori agli esercizi trascorsi, sono certamente un'eredità del passato, ma si può guardare al futuro con l'intesa che per il futuro non si debbano né commettere gli errori, né accumulare partecipazioni in società che producono anziché utile d'impresa, debiti. Mi sembra però che la previsione che è stata fatta dalla Giunta e che è stata accolta dalla Commissione di destinare le risorse sul capitolo 09037/00 sia il minimo possibile per consentire a questo processo di poter proseguire nel senso giusto. Per questa ragione non può essere accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie, per i motivi detti dal relatore della Commissione, né gli emendamenti numero 32 e 87, che hanno lo stesso contenuto, né l'emendamento numero 88.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 87 il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'Assessore ci dirà che il processo di privatizzazione è avviato e ci dirà anche che è avviato con grande fatica, perché cedere a imprenditori privati aziende piene di debiti non è certamente facile, anche perché i debiti devono essere pagati e vengono pagati dalla Regione, anche perché - ricordiamoci - che in buona parte di queste società l'EMSA assume la veste di socio unico e quindi come tale, indipendentemente dal fatto che le società nelle quali la partecipazione è esercitata siano società a responsabilità limitata, il venir meno della pluralità dei soci, caratteristica tipica delle società commerciali, se non vi è la pluralità dei soci la società ovviamente non può esistere. E in questa circostanza, quando la compagine societaria si riduce a un socio solo, trascorso un certo numero di mesi, che se non ricordo male la legge indica in 6 mesi, il socio unico diventa illimitatamente responsabile per le obbligazioni sociali assunte durante la gestione.
A prescindere da quest'aspetto, sappiamo che l'EMSA è ente fideiussore, e cioè che garantisce le obbligazioni che le società partecipate e consociate hanno assunto nei confronti del sistema bancario e quindi, evidentemente, è impensabile che queste società possano essere cedute senza sacrifici. Quindi il processo di privatizzazione è oneroso, però non bisogna neanche dimenticare che le società che si cedono sono dotate di strutture, quindi di capitali fissi, talvolta dell'area, altre volte unitamente all'area anche dei fabbricati, delle macchine operatrici, di know how relativo all'attività esercitata, se ve ne fosse, e quindi esprimono delle potenzialità. E va anche detto che se vi sono imprenditori privati che bene o male sono disposti anche a rilevare le attività, evidentemente ritengono che se diversamente gestite, se meglio organizzate, se dato risalto e importanza alla produttività dei fattori che sono impiegati nello svolgimento dell'impresa, se meglio organizzati e data produttività ai fattori, è possibile che un imprenditore privato possa ricondurre le aziende a condizioni di redditività. Allora, le risorse, le risorse da destinare a questo processo non sono poche e noi non sappiamo neanche quante ne occorreranno, non lo sappiamo perché programmi in questo senso non ce ne sono stati sottoposti, sappiamo solamente che la maggior parte delle privatizzazioni avviene con la forma simbolica del prezzo di una lira e poi a monte vi è il risanamento finanziario delle società. Comunque sia, ben vengano, questa è una delle affermazioni che ha fatto l'assessore Pinna e che sono in una certa misura condivisibili perché ai sacrifici iniziali quanto meno ci saranno risparmi futuri nel momento che non si dovrà più intervenire per coprire i debiti che quelle aziende, quelle intraprese della mano pubblica, avevano sempre procurato. Allora noi diciamo che è il momento di fare chiarezza, e proprio perché è il momento di fare chiarezza bisogna che ci sia un piano globale, che questo piano sia conosciuto da tutti, che lo stato di esecuzione del piano venga sottoposto alla Commissione competente in maniera che passo passo ci si possa rendere conto degli esiti di questo processo e di questa anticipazione del riordino, perché diversamente si ha la sensazione che la Regione venga puntualmente chiamata anno per anno a far fronte ai debiti che esistono, che non pare che stiano diminuendo perché gli esborsi finanziari, caro Presidente di Commissione programmazione e bilancio, non sono certamente diminuiti rispetto a quelli degli anni precedenti. Allora si chiede, come dicevo prima, un atto di coraggio prima di una vera riforma di accelerare il processo di privatizzazione senza che dietro di esso, Assessore, glielo dico, non si nascondano interessi perché è dell'altro giorno la comunicazione e la notizia del "patatrac" che è successo all'interno della società Terre Cotte, sotto questo aspetto è stata presentata da Forza Italia un'interpellanza, primo firmatario, se mal non ricordo, è il collega Granara, dove si evidenziano tutta una serie di situazioni che possono anche sottintendere ad interessi che vengono esercitati da parte di chi, gestendo, intende favorire un imprenditore piuttosto che un altro, probabilmente non è così, quando ci darà risposta all'interpellanza, l'Assessore onorevole chiarirà la situazione, noi ne prenderemo atto, ci auguriamo che non sia così, però il clima del dubbio, per non dire del sospetto, gli esempi del passato sono tanti e tali che lo alimentano e allora facciamo un atto di coraggio, di chiarezza, di impegno e di trasparenza, in questo momento, Presidente, confermo la richiesta di fissazione di termini perché venga portata in Aula la proposta di legge sulla riforma dell'EMSA.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, torna in Aula la questione dell'Ente minerario o per meglio dire più che dell'Ente minerario delle sue partecipate che molto spesso sono anche a cascata. E' evidente ormai da vari anni che si tratta di società in gran parte non risanabili e società assolutamente fuori dal mercato, il tutto perché si tenta di sfruttare risorse minerarie che sono assolutamente marginali e quindi non competitive soprattutto con i paesi del terzo mondo. Non è vero quanto ha affermato il relatore Secci che quest'anno sono stanziati meno fondi perché ai 51 miliardi occorre aggiungere non solo i tre miliardi del contributo per spese correnti, ma nella tabella D vi sono 50 miliardi per il riassetto dell'EMSA, il che porta a oltre cento miliardi la contribuzione regionale a questo ente o per meglio dire alle sue società che in ultima analisi sono quelle che se ne avvantaggiano e non per niente l'Unione Europea ha già contestato la Regione sarda questi interventi in un settore economico in forme assolutamente anomale e probabilmente l'unica difesa che la Regione sarda può effettuare è di dire che non si tratta di incentivi ad una concorrenza sleale in quanto queste società non fanno concorrenza a nessuno, sono semplicemente una forma assistenziale per la manodopera. Ma sin quando si limitassero alla manodopera potremmo anche capire ma il fatto è che queste società molto spesso hanno fatturati largamente inferiori alla spesa per la manodopera mente hanno delle spese, che non sono di manodopera, assolutamente sproporzionate al fatturato. Quindi queste società danno vita a consulenze, appalti, eccetera eccetera che nulla hanno a che fare con la salvaguardia del posto di lavoro.
Presidenza del Presidente SELIS
(Segue BONESU.) A proposito di posti di lavoro dobbiamo notare che l'azione della Giunta verso il Ministero del lavoro e verso il CIPE è stata assolutamente carente tanto che per l'Ente Minerario Sardo non vi sono gli ammortizzatori sociali nella misura che sarebbe necessaria, necessaria perché gran parte di queste società sono assolutamente da chiudere. Non è ipotizzabile il passaggio ai privati perché nessun privato può gestire imprese che sono fuori mercato per fattori oggettivi e non certo molto spesso per fattori manageriali. Qua c'è il pericolo che su queste società che sono ricche di patrimonio immobiliare arrivino richieste di acquisto dettate unicamente da finalità speculative sul patrimonio immobiliare. Per cui bene farebbe la Giunta a vigilare su offerte di acquisto da parte di chi non garantisce la continuazione dell'attività mineraria ma vuole semplicemente avere per poche lire il patrimonio di questa società per poi cessare l'attività mineraria e utilizzare il patrimonio a tutt'altri fini creando una situazione di speculazione immobiliare che effettivamente non vedo perché non possa fare la Regione stessa rivitalizzando un patrimonio oggi inutilizzato o utilizzato male o comunque a fini non produttivi. Credo che si ponga un problema della verifica patrimoniale come patrimonio immobiliare delle società dell'EMSA per vedere se non sia il caso di utilizzare questo patrimonio immobiliare a fini pubblici o di venderlo a privati, ma probabilmente l'operazione è più fruttuosa che svendere le società ivi compreso il patrimonio immobiliare a privati che non hanno intenzione e non hanno neppure la possibilità di continuare l'attività mineraria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa. Ne ha facoltà.
LA ROSA (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, molto brevemente intendo intervenire sul tema che desta come di solito molto interesse ed è giusto che sia così. Ho sentito poc'anzi da parte del collega Balletto alcune considerazioni e affermazioni che credo vadano prese positivamente, quando egli riconosce che c'è stato qui uno sforzo reale nei confronti di questo sistema difficile e complesso per il quale è in atto un altrettanto difficile e complesso, per il quale è in atto un altrettanto difficile e complesso processo di ristrutturazione, di privatizzazione e di dismissione. L'onorevole Balletto ritiene che probabilmente non si sia fatto abbastanza e potrebbe avere anche ragione, io credo che certamente si scontano dei ritardi; tuttavia credo anche che processi di questa complessità hanno bisogno anche di tempi, di percorsi che non possono essere vissuti o portati a termine in modo semplificato o accorciato nei tempi in quanto vi sono problemi connessi che non possono essere trascurati. Però il processo di ristrutturazione è pienamente in atto; ed è in atto anche con l'accordo delle parti sociali e questo mi sembra che sia un punto di assoluta importanza. Processi di questa natura non si possono portare avanti se non c'è un accordo con le parti sociali. Questo accordo esiste e questo accordo ha dato un impulso forte al processo di privatizzazione e di ristrutturazione. Tanto è vero che i dati che richiamava prima l'onorevole Casu non sono certamente dati di oggi, e credo che l'Assessore avrà modo, lo farà lui sicuramente quindi non mi attardo io, di dimostrare come appunto si tratti di dati assolutamente superati, e questi richiami del collega Casu danno la possibilità a tutti anche di verificare, con i riferimenti che certamente l'Assessore non mancherà di fare, quanto sia stato fatto concretamente da quegli anni di cui parlava il collega Casu, che erano il 95-96 ad oggi. E si renderà conto, l'aula potrà rendersi conto di come in poco più di un anno sia stato fatto un percorso molto molto interessante. C'è un ritardo che è nella legge di riforma. Un ritardo che deve essere rapidamente colmato, però io vorrei mettere l'accento sul fatto che il ritardo della legge di riforma non inerisce tanto sul processo di ristrutturazione quanto sul processo di riconversione produttiva di quelle aree, che è un altro aspetto ed è un aspetto assolutamente importante e fondamentale. Non si dimentichi che non è possibile immaginare un processo di ristrutturazione, di riconversione(?) e di dismissione di un settore come quello se non accompagnato da un processo di riconversione produttiva; e se c'è una ricaduta negativa nel ritardo della legge di riforma non è tanto sul processo di ristrutturazione che è in atto e che può andare avanti anche in mancanza di una legge di riforma che deve intervenire quanto prima, ma è proprio invece il processo di riconversione che ne risente e questo certamente può essere un ostacolo per portare a compimento il processo di ristrutturazione stesso. E infatti anche le risorse, le risorse previste sulla riforma non devono essere intese come risorse tutte da spendere per mantenere il piedi il settore così come esso è oggi, no, devono essere risorse da intendersi, da impiegare così come previsto dalla legge di riforma e cioè per il funzionamento del nuovo soggetto, che ha compiti di promozione e di ricerca, per la riabilitazione ambientale, per la riconversione produttiva che è prevista nella proposta legge di riforma che è stata esitata dalla sesta Commissione e quindi sulle risorse che sono destinate per la legge di riforma va fatta appunto questa distinzione. Non possono essere pari pari sommate ai 51 miliardi previsti in bilancio, che certamente attengono anche al mantenimento dei livelli occupazionali e delle attività. E ci mancherebbe! Non può che essere così. D'altra parte nessuno ha contestato la necessità del mantenimento dei livelli occupazionali, e credo che questo sia assolutamente indispensabile per poter procedere nel processo in atto. Quindi in conclusione, io credo che il processo pur con limiti e ostacoli che, non sono sempre dipesi tra l'altro dalla volontà regionale, anche di recente per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, come ricordava il collega Bonesu, ci sono stati dei problemi che hanno riguardato soprattutto atteggiamenti e decisioni di livello governativo. Devo dire però che le cose non stanno come ha detto poc'anzi il collega Bonesu, perché invece l'azione congiunta della Regione, delle organizzazioni sindacali ha consentito di recuperare anche su questo terreno. Tanto è vero che le richieste che erano state avanzate dalle aziende del settore minerario possono essere soddisfatte attraverso la mobilità lunga e la mobilità corta, attraverso quindi un processo di contrattazione con il Ministero del lavoro si è giunti finalmente, proprio di recente, alla possibilità di accettare e di soddisfare le richieste che sono state avanzate dalle aziende del settore minerario. Quindi parte delle risorse previste per il 98 sarà certamente necessario per fare in modo che non meno di duecento, forse anche più, lavoratori possano uscire dal sistema; e questo rappresenta una ulteriore importante fase di questo processo di ristrutturazione. Io ovviamente nel ritenere che questi emendamenti, il 32 e l'87 non possano e non debbano essere accolti perché proprio la mancanza delle risorse necessarie impedirebbe il processo di ristrutturazione e di riforma, non la disponibilità delle risorse, quindi credo che l'interesse di tutti coloro che credono nella necessità del processo di riforma sia quello di mettere a disposizione tutte le risorse necessarie perché ciò sia fatto e non sottrarre le risorse, perché altrimenti significa che non si vuole un processo di riforma e di ristrutturazione, questo mi sembra evidente. Nel dire questo io ovviamente mi unisco a tutti coloro che, e credo che qui siano veramente tutti, chiedono che si faccia veramente presto con la legge di riforma del settore minerario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.). Signor Presidente, abbiamo più volte trattato sino a consumazione in quest'aula delle aziende del gruppo EMSA, in particolare del settore estrattivo e delle valutazioni che le varie entità politico sindacali ne hanno di volta in volta dato. Più volte abbiamo criticato come i vari amministratori abbiano più voluto persistere in una politica del piagnisteo di richieste protezionistiche trascurando gli indirizzi generali di avviare quelle privatizzazioni che in quest'aula sono state più volte sollecitate sia come società di gruppo sia nelle varie branche di attività produttive. Conseguenza logica di questa vicenda dovrebbe essere pertanto la ricerca di eventuali incentivazioni da destinare agli operatori industriali affinché possano concludere, con le dovute garanzie, e qui mi riferisco alla attenzione dell'assessore Pinna, dicevo assessore Pinna imprenditori privati che possano concludere con le dovute garanzie, ove possibile, le tante annunciate privatizzazioni mallevando(?) finalmente la Regione di un notevole carico finanziario oramai insostenibile anche se è ovvio che difficilmente si troveranno privati che vorranno avventurarsi in tutte le attività dell'ente e alcune di queste attività purtroppo dovranno essere dismesse. Non è accettabile che si continui a porre i lavoratori del settore quali scudi umani davanti ad ogni richiesta finanziaria, quando è assodato che tutti i provvedimenti finora adottati non sono stati mai finalizzati al pagamento delle retribuzioni, ma sono stati spesso adoperati per proseguire in maniera perversa l'azione di ulteriori dissesti finanziari. Bisogna fare al più presto delle scelte. O si avvia effettivamente la privatizzazione in termini reali e quindi perseguibili, sapendo che non sarà possibile in tale settore salvaguardare tutti i posti di lavoro, o si continua a proseguire in questa politica dissennata di spreco di risorse che dovranno essere distratte da altri settori economicamente più produttivi, capaci di creare veri posti di lavoro per i giovani, per i disoccupati e assorbire gli esuberi di cui stiamo trattando. Se salvataggi dovranno essere fatti, che si salvino solo i redditi delle famiglie interessate, e si destinino le residue capacità a creare occasioni di lavoro in settori alternativi. E' in corso da troppo tempo la discussione sulla riforma di tale ente senza individuare alcuna soluzione valida, come inutile si è dimostrata la Commissione d'inchiesta che è stata avviata da questo Consiglio. Diciamolo chiaramente: non esiste più alcuna valenza contingente e strategica dell'operatività dell'Emsa, né nel medio né tanto meno nel lungo termine, pertanto anche l'attività di ricerca non sarebbe azzardato contenerla in termini privatistici, anche se sotto la tutela di partecipazione pubblica. Siamo pertanto favorevoli al mantenimento di un finanziamento a copertura esclusiva del costi del personale, a condizione però che si avvii immediatamente e con determinazione una promozione effettiva dell'attività di privatizzazione e di conoscenza delle effettiva opportunità di mercato. E' proprio di ieri, signor Presidente e signor assessore Pinna, che ho presentato un'interrogazione a loro, per sapere se è vero che una privatizzazione avviata e che doveva concludersi si è, non si sa per quale motivi, inceppata, sicuramente non per l'operatività del suo Assessorato, di cui prendiamo atto della correttezza e dell'alta professionalità, ma per tutta una serie di inconvenienti che sono stati sollevati da un partner, nella fattispecie dalla Progemisa. Noi chiediamo al Presidente e all'assessore Pinna delle risposte immediate perché non si può continuare a giocare sulla testa di 80 lavoratori che da otto mesi non stanno percependo una lira. Mi riferisco alle Terre Cotte, e il Presidente sa perfettamente e conosce già la situazione. Signor Presidente, io provengo dal Sulcis e conosco perfettamente la tragica realtà di quella zona. Sono stati illusi i lavoratori di quel territorio che ingenuamente hanno creduto a chi ha propinato loro modelli di sviluppo che si sono rivelati irrealizzabili. Io mi auguro che una volta per tutte, in quest'aula, si smetta di approfittare della buona fede e della disperazione di questa gente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io approfitto di questa circostanza, mi hanno un po' spaventato le argomentazioni che sono state adottate dall'intervento di alcuni consiglieri. Tra la severa critica dell'onorevole Balletto e dell'onorevole Bonesu, e questo atteggiamento molto bonario dell'onorevole La Rosa, credo che ci sia una via di mezzo. La cosa che mi spaventa qual è? Dice: è in atto la ristrutturazione della legge di riforma. Di quale legge? E' stata esitata dalla Commissione? Il Consiglio non l'ha mai discussa, ed è notorio che difficilmente una legge esitata da una Commissione passa in Consiglio senza modifiche. Io non conosco questa legge, immagino che sia una buona legge, c'erano dei consiglieri abbastanza competenti, c'erano dei consiglieri critici, molto critici sull'attività dell'ente minerario, e credo che abbiano tentato di riportare su una strada accettabile l'attività di questo ente. Questo è il problema; io sento sollecitare sempre, di tanto in tanto, la riforma e l'approvazione della legge, la discussione in Consiglio della legge sulla pesca, sull'agriturismo, su altre cose eccetera, non sento richiamare la legge di riforma sull'ente minerario. Pare che questo sia assolutamente immune da qualunque critica, non solo critica ma da qualunque provvedimento formulato dal Consiglio regionale. Io me lo spiego, non voglio riferirlo, anche perché può essere un'impressione personale, un ente che svolge una certa attività, che coincide poi con fortune elettorali da un capo all'altro delle regioni sud occidentali dell'Isola eccetera eccetera, può avere una protezione molto forte, però pensiamo alle finanze della nostra Isola, pensiamo ai bisogni profondi che hanno popolazioni che hanno bisogno di lavoro, di assistenza, di una riforma sociale. Granara, i dipendenti di Terre Cotte, non sono 80, sono 106 e sono senza salario. Io sono stato il primo, in assoluto, non solo ad aver presentato interrogazioni e interpellanze in materia, già discusse, ma ad avere contestato la bontà degli imprenditori che venivano presentati in quest'aula (?), e non una volta, più volte, come quelli che avrebbero dato un nuovo corso agli imprenditori forestieri che venivano in Sardegna, perché avevano capacità imprenditoriale, serietà imprenditoriale, avevano risorse finanziarie da investire in Sardegna, a differenza di altri che venivano solo per avere delle risorse finanziarie che dispone la Regione o che dispone lo Stato, a favore della stessa. E invece le cose sono andate... voi immaginate 4 anni di lavoro, 29 miliardi di fatturato, non so se l'abbia letto, l'onorevole Casu, 50 miliardi di passivo. Sono cose assolutamente incredibili. L'ente minerario ha il 30 per cento di partecipazione e il Presidente del Consiglio di amministrazione. Ma come è possibile non criticare, avere un atteggiamento non critico, di accettazione di questo modo di condurre queste attività imprenditoriali da parte di un ente strumentale della Regione. Non per fare la croce a nessuno, perché bisogna fare una svolta in questo senso. Ella mi perdonerà, onorevole Pittalis, perché i convegni che hanno promosso assessorati eccetera, che lei criticava, sono niente in confronto a quello che promuove e svolge l'ente minerario continuamente. Anche questa settimana fra qualche giorno ci sarà nel Gerrei, dove è invitata e prevista la partecipazione di mezza Giunta regionale, l'altro giorno c'era ad Arbus, c'era a Fluminimaggiore, continua a sfornare progetti per centinaia di miliardi, pagare progetti, pagare cartografie, libri che vengono prodotti e diffusi in migliaia di copie, Dove esce questo denaro? L'Assessore dell'ambiente ha dato di recente 2 miliardi e 500 milioni per un progetto generale sul parco geominerario. Io non so come si stia spendendo; qualche giorno io ho riesumato vecchie leggi, qualche giorno bisognerà pur avere dei riscontri su queste somme. C'è anche una richiesta formale che fanno le organizzazioni sindacali, in data odierna, 17 marzo 1998, diretta all'onorevole Gian Mario Selis, Presidente del Consiglio regionale, e ai Presidenti di Gruppo del Consiglio regionale, di Cagliari, riforma ente minerario. Sono le organizzazioni sindacali che chiedono un incontro urgente del Presidente, con i Presidenti di Gruppo del Consiglio, per discutere dei problemi della mineraria Iglesiente, dell'Ente minerario per consentire di abbattere sensibilmente i costi dell'attuale gestione, in attesa di riordino eccetera eccetera. Che cosa è questa legge di riforma che comincia ad operare e che il Consiglio regionale non conosce, non ha mai approvato, non ha mai disposto risorse finanziarie, non ha mai, in nessun senso, dato il suo parere e discusso di queste cose. Per questi motivi, signor Presidente, dovremmo avere l'umiltà; se non avremo questa umiltà continueremo ad essere dei piccoli prepotenti, ognuno di noi, di credere che abbiamo la verità in tasca e di dire poi cose che non sono esatte. Io, consentitemi queste battute, questi riferimenti spesso personali, che mi dispiacciono anche, ma che sono costretto a fare. Io sono nato e allevato in miniera, in una di quelle miniere che dovrebbero risorgere con l'imprenditoria dell'Ente minerario, se questo Consiglio avrà la sfortuna di approvare un provvedimento di questo genere, per questo sono sensibile a queste cose, sono sensibile non per distruggere, sono convinto che l'Ente minerario ha ancora un ruolo in Sardegna, che ci sono ancora giacimenti da utilizzare in modo razionale e da sfruttare anche in termini di esportazioni, dalle sabbie silicee a un'altra serie, anche se sono finite le attività nei bacini minerari metalliferi. C'è quindi la possibilità di dare un ruolo, ma non di gestire 33 aziende, di partecipare alla loro gestione, di avere 33 consigli di amministrazione, di avere amministratori delegati, di avere una struttura elefantiaca per la quale vengono spese risorse ingenti, di cui nessuno risponde. Però grava tutto sul bilancio del popolo sardo.
Io ho perso la battuta, se mi è consentito, signor Presidente, di riferirmi a una cosa. Si discuteva prima di questo la tabella I, bilancio dei lavori pubblici; è stato approvato un emendamento della Giunta che aumenta l'abbattimento degli interessi sui mutui, portandoli a 130-125 milioni circa. Fu una richiesta nostra lo scorso anno, la Giunta ci disse "ritirate l'emendamento perché la cosa è giusta, faremo una legge collegata". La legge collegata non fu fatta; presentammo un disegno di legge, mai discusso in questo senso, poi credo che ci siano stati anche degli screzi tra noi e la Giunta per rimettere in discussione e approvare un emendamento di questo genere, perché tutto deve tendere all'occupazione in Sardegna, perché non è possibile continuare ad avere tanti disoccupati, perché non è possibile avere decine e decine di migliaia di giovani, di ragazzi in cerca di occupazione e non avere sbocco. A questo bisogna destinare i soldi, i risparmi che dobbiamo fare in ogni senso, abbattere quella che eufemisticamente, lo ripeto per la decima volta, viene chiamata diseconomia e sono invece risorse destinate ad altro, per interventi non dico non legittimi, non oso tanto, ma certamente per interventi che vanno nella direzione di favorire questa o quella forza politica, questo o quel candidato, questo o quel "ministro" della Regione sarda. Questa non è una critica distruttiva, è una realtà; consideratela come volete, neanch'io ho la verità rivelata in tasca, però fate un esame di coscienza e fate un giro di orizzonte sulla situazione in Sardegna e fatelo nei confronti di questo episodio che stiamo discutendo stasera, che è un episodio importantissimo, che riguarda una parte notevole del territorio, della storia, della peculiarità, della cultura del popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io mi auguro che almeno i componenti della Giunta regionale abbiano seguito con attenzione l'intervento del collega Ribelle Montis, intervento che noi apprezziamo per l'alto contenuto e il richiamo forte a una Regione che ancora non riesce a programmare al meglio le poche, ma pur sempre significative risorse, e che per altro verso, invece, dilapida quelle poche ma significative risorse verso enti inutili e decotti. E intanto aumenta la disoccupazione, aumenta l'indebitamento e il tutto secondo la consueta allegra gestione che pare, anzi non pare, che neanche con questa manovra finanziaria e di bilancio si è avuto non il coraggio, ma, dico, l'ordinaria diligenza, la sensibilità di porvi finalmente mano.
Si deve per forza, se si vuole uscire dall'equivoco di mantenere ancora partecipazioni in società decotte che sono solo funzionali, come giustamente diceva il collega Montis, ad alcuni partiti politici, se non anche ad alcuni politici che su questi enti hanno fatto la loro fortuna e su questi enti impegnano la propria campagna elettorale.
E allora, noi diciamo: la Regione deve fare un passo indietro, deve riappropriarsi del ruolo di ente programmatore, deve dismettere le partecipazioni nel modo in cui finora l'hanno vista protagonista. La Regione interviene sempre laddove ci sono situazioni ormai fallimentari, perché la logica non è quella di mercato, ma è quella dell'assistenza fine a sé stessa, ingannando così e drogando così spesso anche il mercato e creando false aspettative ai lavoratori.
Voglio toccare in quest'occasione anche un aspetto che non è stato evidenziato da alcuno dei colleghi che mi hanno preceduto, perché se è vero che un emendamento è stato ritenuto irricevibile, o comunque decaduto, perché ha costituito già oggetto di approvazione in finanziaria, finché però questa Giunta continua a prevedere nel bilancio centinaia di milioni per spese per l'applicazione dell'accordo di programma per l'attuazione del piano specifico di sviluppo minerario ed energetico, senza ancora occuparsi seriamente di questo piano di sviluppo energetico, ecco, noi ci chiediamo, ma mi pare che il presidente, non so se sia ancora il senatore Cabras, se in funzione di chi sono queste somme previste, se in funzione del coordinamento o se in funzione ancora di qualche studio o, in una parola, del nulla. Su questo io voglio interrogare il presidente Palomba a proposito dei piani di sviluppo energetico della nostra Isola. Abbiamo visto come giorni fa si è verificato quello che noi avevamo temuto, si è cioè svelato una volta per tutte quello che è stato pomposamente sbandierato come l'accordo Stato-Regione a proposito della metanizzazione dell' Isola. Su questo debbo ricordare che il Gruppo di Forza Italia alla Camera ha cercato di modificare il provvedimento, su quello che ormai è un fantomatico, non un vero piano, ma un fantomatico piano di metanizzazione, e ciò attraverso emendamenti che potessero rendere tale piano meno vago, perché tutti ricorderete che il programma doveva essere formalizzato entro il 21 ottobre 1997, e interventi da parte del Gruppo di Forza Italia che assicurassero nel contempo, in attesa di una sua effettiva realizzazione perlomeno l'esenzione dall'IVA per i gas combustibili bruciati in Sardegna per uso industriale eccetera. E' stato fatto osservare che al Governo, forse quello che lei presidente Palomba ha dimenticato di rappresentare al presidente Prodi, noi di Forza Italia l'abbiamo rappresentato in maniera chiara che il costo della metanizzazione risulta oscillare tra i 2330 e i 2500 miliardi e che soprattutto non sono stati ancora individuati i cespiti da cui trarre questa somma. A lei, presidente Palomba, è bastato che Prodi le facesse una promessa e di questo lei si è accontentato, ahimè, a nome di tutti i sardi. Risulta per altro che l'eventuale utilizzazione del metano, da parte dell'ENEL, comporterebbe per l'ente la perdita di investimenti già effettuati per il carbone, si parla di 1500 miliardi, annullerebbe investimenti già programmati per 1900 miliardi e comporterebbe maggiori spese per combustibili per 2000 miliardi all'anno. Queste cifre non le ha inventate il collega Desiderio Casu o il collega Giorgio Balletto, pur attenti anche alle cifre, ma vengono proprio dagli ambienti governativi, sono state messe in circolazione proprio per dimostrare che la metanizzazione nella Sardegna non è assolutamente fattibile ed è quindi una clamorosa presa in giro, una vera e propria beffa di cui questa Giunta regionale deve rispondere davanti ai sardi. La verità è che il Governo dell'Ulivo, l'Ulivo nazionale quanto quella parvenza di Ulivo che vi è qui in Sardegna, doveva allora rispondere a promesse elettorale incautamente fatte a Porto Torres e dintorni durante la campagna elettorale nella quale la metanizzazione è stata venduta e rivenduta in tutti i modi. Noi ribadiamo in questa occasione che siamo favorevoli e restiamo favorevoli al metano e siamo nettamente contrari all'uso del carbone, ma se il Governo non è in grado, come dimostrano le sue cifre, di dar la metanizzazione, assuma almeno il Governo della Regione Sardegna una posizione più dignitosa e ci dica in quale modo può garantire ai sardi di pagare una bolletta energetica esattamente uguale a quella pagata da tutti gli altri italiani. Altro che chiacchiere, altro che parole, signor Presidente, siamo ormai a fine della legislatura, almeno salvate la faccia voi davanti ai sardi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Presidente, la ringrazio, relativamente agli importi finanziari ha già detto in modo puntuale il relatore, relativamente cioè a come si compone la cifra di 51 miliardi e 600 milioni, e niente devo aggiungere se non la considerazione che si tratta di risorse indispensabili e a rigore anche di risorse insufficienti, ritornerò dopo su questo punto ma forse vale la pena di riflettere che tutti i paesi, non dico le regioni, le nazioni che hanno fatto privatizzazioni sono passate attraverso oneri ben diversi proporzionalmente, anche in relazione intendo dire al numero dei lavoratori occupati da ricollocare e così via rispetto a quelli che noi prevediamo di dover impegnare le risorse, mi riferisco alle partecipazioni statali, l'Eni, l'IRI, all'Efim, la riforma dell'EMSA è una riforma indispensabile, dico più complessivamente che è indispensabile procedere nelle forme più spedite nel processo di privatizzazione perché mantenere in piedi questo sistema significa destinare una quantità consistente di energia a cose che non competono alle istituzioni regionali, noi produciamo pomodori, produciamo zucchero, produciamo ossido di magnesio, produciamo un po' di tutto, queste risorse sono risorse sottratte al sistema delle imprese private e sono risorse che impediscono in Sardegna o comunque condizionano la nascita e la crescita di un tessuto imprenditoriale diffuso e privato, competitivo, si badi bene, si tratta di qualcosa come di 150 miliardi all'anno, si tratta cioè di una legge 15, anche abbastanza consistente in termini di finanziamento annuale. Di qui l'urgenza, non solo della riforma EMSA che è sicuramente la realtà più grossa, ma più complessivamente io farò riferimento rapidamente anche a questo insieme delle privatizzazioni. Devo dire con qualche sorriso che le riforme su cui si cerca, si fa uno sforzo, diciamo, per andare avanti speditamente suscitano grandi dibattiti, le riforme però non sono solo quelle dell'EMSA, quelle delle privatizzazioni, quelle che a mio giudizio segnano di più il passo non suscitano nessun dibattito e questo francamente mi sorprende sia sul fronte della maggioranza che anche, lo devo dire, sul fronte dell'opposizione. Si stanno seguendo, come anche dall'opposizione è stato richiamato, due linee, una è la via amministrativa, adesso mi riferisco all'EMSA in particolare, nel senso che in attesa della riforma si sta provando per via amministrativa a fare tutto ciò che è fattibile anche in assenza della legge, in questo modo si è già proceduto alla privatizzazione della Sarda bauxiti, si è proceduto alla privatizzazione della Granitsarda, sono in liquidazione tutte le scatole vuote che anche qui sono state richiamate, sostanzialmente, salvo qualcuna delle imprese, adesso non voglio scendere nel dettaglio, per il quale poi al momento della trattativa non c'era convenienza né da parte pubblica né da parte privata e quindi l'offerta che era stata fatta, non è stata considerata congrua, per la gran parte delle società di fatto sono in corso trattative, quasi per tutte sono in corse trattative con un confronto con imprenditori privati interessati. Io ho chiesto a tutte le società, all'Ente minerario ma anche alle altre società finanziarie regionali che agissero attraverso il ricorso ad un adviser, sia perché è necessaria in questa materia il ricorso alla più alta professionalità, sia perché a giudizio mio ma giudizio della Giunta è necessario anche un elemento di terziarietà. E' evidente che c'è la Giunta, c'è l'Assessore e poi c'è la società finanziaria o l'ente ma questi ultimi, sia le società finanziarie, Sipas, Impex, sia l'Ente minerario poi dipendono dalla Regione. Abbiamo ritenuto quindi che siano risorse, qualche centinaio di milioni, ben spese sia il fatto che ci si avvalga sia sotto il profilo dell'elevata professionalità, sia sotto il profilo anche dell'obiettività di un adviser per ciascuna delle privatizzazioni, naturalmente per gruppi di privatizzazioni. Si è proceduto anche alla privatizzazione della Sardamag, l'atto conclusivo, perché è stato firmato solo un preliminare, l'atto conclusivo verrà firmato ritengo ormai la prossima settimana, esattamente stasera da parte di Sigma mi è stata trasmessa la conclusione dell'adviser relativamente agli imprenditori e alle offerte fatte da Tessilrama con una valutazione dell'adviser relativamente all'imprenditore, diciamo, più conveniente per la privatizzazione. Già nel corso di quest'anno, per quanto riguarda la Sigma e lo stesso vale per la Texal e vale anche per la Sipas, le necessità finanziarie si vanno riducendo, intanto per Sardamag perderemo in meno 17 miliardi in meno all'anno, se si arriverà a concludere anche per TESSILRAMA, avverrà la stessa cosa. Questo è avvenuto già di fatto, perché si tratta di un'altra privatizzazione, almeno della maggioranza del pacchetto di maggioranza fino al 70 per cento anche per ORFASHION(?) che è un'azienda tessile che dipende dalla società finanziaria tessile INTEX, ci sono già due imprenditori che stanno facendo le prove per sei mesi, ma sono uno almeno abbastanza vicino alla fine, relativamente ai due rami aziendali di TEXAL, che presumo si concludano con altrettante privatizzazioni. Entro i prossimi mesi verrà privatizzato definitivamente, adesso è in affitto, lo zuccherificio di Villasor. Una privatizzazione che io considero virtuosa, ma altre credo che se ne faranno in questo senso, nel senso che non solo si privatizza ma si riesce ad accrescere la produzione di zucchero in Sardegna nel corso del 98 fino a coprire il fabbisogno regionale mantenendo di fatto l'occupazione o, se vogliamo, incrementandola almeno sul fronte dei produttori. Nel senso che quest'anno si raggiungeranno settemila ettari che è un massimo storico nella coltivazione della barbabietola. Abbiamo dovuto perfezionare, dopo l'invito a manifestare interesse da parte degli imprenditori, il bando relativamente alla privatizzazione di CASAR, di ANGLONA, di PRALIZO' e della VALRISO. La VALRISO è quella che presenta le maggiori difficoltà, debbo dirlo con onestà, perché è una società che in qualche modo svolge anche una funzione di servizio pubblico, quindi ha una sua complessità, comunque anche su quello si sta lavorando. Per quanto riguarda TERRE COTTE, è stato richiamato sia dall'onorevole Montis che da altri, che noi abbiamo solo il 30 per cento, ma la caratteristica dell'essere dentro società per azioni da parte di enti pubblici o di istituzioni pubbliche, significa che anche se hai solamente il 10 per cento sei coinvolto pienamente perché comunque i problemi sociali si scaricano evidentemente sulle istituzioni. La trattativa di TERRE COTTE è stata sin dall'inizio molto complessa, molto difficile, è in corso anche adesso in Assessorato una riunione, io non dispero ancora che si possa concluderla positivamente. Naturalmente pongo delle riserve, un punto interrogativo. Tuttavia debbo dire che già il lavoro fatto nel corso del 97 e in parte all'inizio del 98 ci consentirà, nel corso del 98 in particolare, di risparmiare alcune decine di miliardi senza che ancora abbiamo la riforma legge. Come dicevo prima si sta lavorando sia sul piano amministrativo, che sono le cose che ho richiamato finora, sia anche sul piano legislativo e qui mi riferisco essenzialmente all'EMSA, perché l'ente minerario per essere modificato ha bisogno di una legge perché con legge è stato istituito. Non c'è dubbio che vi è un ritardo rispetto ai tempi che ci si era prefissi relativamente alla riforma. La legge come è noto dopo il passaggio in sesta Commissione è adesso in prima commissione, ho la sensazione, anzi ho la certezza ma qui parlo al Consiglio e quindi nessuno meglio dei consiglieri sa di questa situazione, e cioè che in prima Commissione vi è una sorta di ingorgo, tutto lì si viene a concentrare. Io non ignoro il peso che ha anche la volontà politica, la volontà di fare le riforme, ma non c'è dubbio che nella capacità di legiferare nella nostra Regione incidono anche le regole che ci si è dati, che io considero senza che questo venga considerata una interferenza rispetto alle funzioni del Consiglio, io non sono un assessore consigliere, considero un Regolamento non consono ad una società dinamica; credo che occorra guardare a ciò che hanno fatto altre assemblee sia regionali che nazionali, e credo che al di là della volontà politica che ripeto è sempre di grande importanza occorra darsi delle regole che consentano di realizzare quella volontà politica, ho provato a parlare stamani con il presidente della prima Commissione e ho concluso la discussione in modo un po' sconsolato perché mi ha detto che in prima Commissione si potrà discutere della riforma dell'EMSA non prima del 15 aprile non per scelta politica ma per la serie di altri carichi di lavoro che in quella Commissione ci sono. Non spetta a me, vado a concludere, dire quali debbono essere le vie di uscita da questa situazione, da parte della Giunta vi è la volontà di fare la riforma ritengo che vi sia anche da parte del Consiglio, non vedo grandi vie di uscita: o si modificano le regole o bisogna supplire con come dire uno sforzo maggiore in termini di tempo di lavoro. Io non chiedo benevolenza alla opposizione però credo che uno sforzo di obiettività debba essere fatto, debba essere fatto da parte di tutti. Vedete il diniego dei 25 miliardi a suo tempo ha provocato un aggravio finanziario sul bilancio della Regione, nel senso che si è stati costretti al rinvio di scelte di esodo che avrebbero potuto alleggerire già da tempo gli impegni finanziari. Presidente, un'ultimissima considerazione. Io credo che sulla riforma occorra dire delle parole chiare. O si lascia crollare questo sistema mandando a casa centinaia di lavoratori, e credo che nessuno in questo Consiglio intenda fare questa scelta, badate se si approvasse questo emendamento si farebbe implicitamente questa scelta, questo deve essere chiaro, oppure si segue un percorso che è un percorso più tormentato ma fermo e coerente, che ci porta alla fuoriuscita come Regione da un sistema che deve essere o dismesso o gestito dai privati governando le tensioni sociali e venendone fuori senza che anche il potere pubblico contribuisca ad accrescere il livello di disoccupazione. Io credo che la via sia quella di approvare rapidissimamente la riforma mantenendo le risorse finanziarie che sono state previste e che io considero non solo indispensabili ma, per essere onesti, anche insufficienti. Alcune cose non riusciremo a farle pur essendo pronte perché quelle risorse non saranno sufficienti.
PRESIDENTE. Nel passaggio di consegne, e ringrazio il collega Balletto per avermelo fatto notare, tra l'onorevole Milia e me, forse mi sono distratto, c'era anche un altro emendamento il numero 88 che attiene alla tabella L. Questo emendamento è stato illustrato, sono stati richiesti i pareri, è in fase di discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, sull'emendamento 88. Al capitolo 09037/00 sono previsti 50 miliardi per l'incremento del fondo destinato alla partecipazione al capitale di enti o di imprese costituite nella forma di società per azioni, e di società cooperative o consorzi in cooperativa a responsabilità limitata, eccetera. Allora io mi chiedo perché e i motivi di questo stanziamento quando, così come ho avuto modo di dire in precedenza, l'Esecutivo non perde occasione per dire che si va verso la privatizzazione e quindi verso il disimpegno nel settore della economia con intervento diretto oppure indiretto attraverso il sistema delle partecipazioni. Quindi sarebbe opportuno sapere di che cosa si tratta, sapere che cosa si intende fare con questi 50 miliardi e se rappresenta l'inversione di quella rotta già tracciata, oppure è la conferma o il potenziamento. Durante la finanziaria abbiamo avuto modo di approvare l'articolo 20. L'articolo 20 titolava: interventi a favore delle aziende cooperative e agroindustriali. E anche con questo provvedimento si è dato dimostrazione che la strada che si percorre è la vecchia e non la nuova. Con quell'articolo, se ben ricorderete, sono stati sottratti 25 miliardi ai fondi di rotazione, e non sto ad indicare quali erano e quali settori interessavano, per essere poi riversati al titolo di spesa 10.1.01/I. Quel programma di intervento approvato dal CIPE, a quel particolare titolo di spesa, prevede la costituzione di una società finanziaria che abbia a suo volta, come oggetto, l'intervento nel capitale delle società cooperative per sottoscrivere quote di partecipazione. Taluno più smaliziato di me potrebbe sostenere che si tratta di intervenire per coprire le perdite, così come probabilmente avviene in quest'articolo, in questo capitolo, lo 09037. Quindi noi vorremmo che ci fossero concreti e tangibili segni di corrispondenti coerenti con le dichiarazioni e le linee programmatiche che sono state annunciate. Ed ecco perché, se gli interventi nei confronti della SIPAS si sono in parte conclusi e che potevano avere giustificato l'impinguamento di questo capitolo lo scorso anno, perché era passato da 60 miliardi a 96 miliardi finale, oggi non c'è più apparente giustificazione al mantenimento di una somma così consistente. L'Assessore ci ha detto poc'anzi, nel suo intervento, che per via amministrativa si stanno facendo le privatizzazioni, e questo è giusto perché rientra evidentemente nella facoltà e nelle potestà della proprieià di decidere se mantenere una certa attività oppure no, dismettendo ed eccedendo le quote di partecipazione.
Però anche qui, Assessore, ci consenta di dire che in questa attività, almeno in passato, poi successivamente in tempi più o meno lontani, quando gli atti si conosceranno nelle loro forme definitive, ma almeno in passato certamente la Giunta, in quest'attività di privatizzazione, ha percorso strade che portavano ad individuare soggetti preferenziali rispetto a quelli che invece concorrevano, e il riferimento, vedo che lei si acciglia..., ma io glielo faccio... mi è sembrato, allora chiedo scusa. Basti pensare alla privatizzazione della SARDAMAG, con tutto quello che è successo tra l'acquirente iniziale, la NORKA, l'interferenza che si era avuta con la KAITAN, i ritardi che si sono avuti nel processo di privatizzazione, quando poi si è verificato che il soggetto che in un certo modo era stato preferito alla NORKA dalla SIGMA si era dimostrato inaffidabile, così come era stato indicato dagli stessi operatori, quindi sindacati e dipendenti, così come era stato denunciato dall'opposizione di Forza Italia, la privatizzazione è avvenuta due anni dopo, guardiamo il caso specifico, si è ritornati alla NORKA, le condizioni alle quali si è ceduto non erano più quelle vantaggiose alle quali si sarebbe potuto definire due anni prima e la Regione, da tutta questa vicenda, ha perso qualcosa come 50, 60 miliardi.
Assessore, di questo tipo di operazioni bisogna dare conto, bisogna dare risposte, bisogna assumere il coraggio di intervenire nei confronti di chi si rende responsabile e consente che situazioni di questo genere avvengano. Come dicevo prima, Assessore, io la prego di vigilare nella privatizzazione delle Terre Cotte, perché giungono segnali che ci siano anche questa volta degli atteggiamenti e dei comportamenti che tendono a privilegiare individui e acquirenti ben individuati a scapito di altri. Quindi so che lei è persona responsabile, persona seria, ne sono fermamente convinto, la prego di vigilare e di mettere rimedio a situazioni che possono degenerare e che possono, nel ritardare le privatizzazioni, comportare ulteriori danni a carico delle casse regionali. Ecco perché noi proponiamo un emendamento che sia riduttivo di quello stanziamento, proprio perché in questo emendamento riduttivo vedremo un comportamento coerente della linea con ciò che dichiara di voler fare, ma che a noi sembra che invece, bene o male, si trascuri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Molto brevemente, perché l'Assessore, nell'intervento precedente, ha anticipato l'argomento di quest'emendamento. Devo cogliere che nonostante tentativi il problema delle società in cui vi è la partecipazione diretta o mediata della Regione resta grave, anche perché si continua ad insistere sulla privatizzazione, mentre, in certi casi, è la liquidazione la via, salvo poi l'esperimento di ammortizzatori sociali riguardo all'occupazione. Restano comunque incomprensibili certe scelte effettuate anche negli ultimi anni, e siccome su una non ho mai avuto spiegazioni, nonostante ripetute interrogazioni, non faccio che riproporre la partecipazione della SIPAS alla Grimsar(?), mi è sembrata senza capo né coda, perché la SIPAS è andata a mettere miliardi dentro senza esercitare neppure poteri di controllo sull'azionista principale che ha condotto quella società ad una situazione fallimentare. Credo che i quattrini della Regione vadano gestiti anche dalle società regionali in modo più adeguato, e non si possono fare regali ai privati, soprattutto se sono privati che dimostrano di non avere a cuore neppure la gestione delle loro aziende. Io sarei favorevole all'attuale stanziamento del capitolo 09037 se fosse in effetti un incremento di capitale per dare occupazione e sviluppo, ma noi sappiamo che ormai da anni la Regione si limita a ricapitalizzare le società in relazione alle perdite, con intervento molto discutibile anche sul piano della legittimità, secondo le norme dell'Unione Europea, ma comunque assolutamente improduttivo di effetti. Credo che, come dicevo, il problema sia molto spesso non di privatizzazione, ma di liquidazione, e manca mi sembra un piano organico che faccia sì che, conservata l'occupazione anche con il dirottamento dei lavoratori verso altre attività, si possa por fine a questo spreco di risorse che, appunto, come il caso della Grimsar (?) dimostra, molto spesso è assolutamente privo di qualunque motivazione, si tratta quindi di un intervento che non adempie a nessuna funzione economica e sociale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Questa volta vi assicuro, Presidente, sarò breve. Io ho già fatto il mio intervento in relazione all'emendamento numero 88, e volevo riprendere l'argomento solo un momentino per dire all'onorevole La Rosa, che mi ha detto che la situazione in queste società è largamente migliorata, che a me non risulta che sia migliorata da quando sono stati formulati questi dati. Questi dati sono stati pubblicati nel gennaio del 1997 e si riferiscono al 1995-96, ma io sono informato attraverso una delibera della Giunta che nell'anno 1996 un gruppo, non l'intero gruppo di queste società, ma una parte di esse ha collezionato perdite per 84 miliardi. Vorrei dire all'Assessore, vedere i risultati di questi bilanci è veramente una cosa impressionante. Che si debba procedere nelle privatizzazioni sono d'accordo con lei, credo che si stia operando perché queste avvengano il più rapidamente possibile, ma io le pongo una domanda: l'EMSA li controlla i bilanci? E' in grado di esercitare veramente una funzione nella limitazione delle spesse di tutte queste società? La SIPAS fa ugualmente questo lavoro? Perché veramente sono spaventosi i dati che io ho elencato nell'intervento precedente e ve ne ho risparmiati una bella quantità, non li ho letti tutti. Ecco, vedere quei bilanci è veramente una cosa spaventosa. C'è un'attenzione... va bene, l'Assemblea è stanca, Presidente, mi riservo di completare il discorso in un altro intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Casu, concluda l'intervento. Prego i colleghi di dedicare un attimo di attenzione.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Rinuncio per solidarietà.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Sarò brevissimo. Anche per farmi scusare... Rinuncio.
PRESIDENTE. Una catena di solidarietà ci ha investito. Siamo in sede di votazione. Ricordo che votiamo in questo modo: l'emendamento numero 32 viene abbinato all'emendamento numero 87, perché sono identici. Se siamo d'accordo passiamo alla votazione degli emendamenti unificati numero 32 e 87.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sia sull'emendamento numero 32, sia sul successivo numero 88.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico degli emendamenti numero 32 e 87.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 61
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 88.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 60
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 25
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione la Tabella L. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella M.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 13, 91, 92, 93, 99, 100 e 101. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 13.
BALLETTO (F.I.). Si da per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Per segnalare un errore, perché mi pare che il capitolo non sia 1025/00 ma 10025/00.
PRESIDENTE. Nell'emendamento numero 13 c'è un errore nel capitolo, ringrazio l'onorevole Masala, lo correggiamo.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis per illustrare l'emendamento numero 91.
PITTALIS (F.I.). Presidente, per economia illustro l'emendamento numero 91 con il numero 92 perché attengono grosso modo alla stessa materia e precisamente riguarda la voce di spesa relativa a contributi, concorsi e sussidi per favorire l'attività di studio e ricerca da parte delle organizzazioni dei lavoratori, e il capitolo 10028 per garantire le attività e le iniziative delle organizzazioni dei lavoratori sui problemi dello sviluppo economico e sociale della Regione. Nessun problema perché le organizzazioni dei lavoratori debbano essere in qualche modo sostenute per l'esercizio dei loro compiti che non sono però compiti istituzionali, sono i compiti delle organizzazioni sindacali, questi contributi non vanno ai lavoratori ma vanno alle organizzazioni sindacali, alla CGIL, all CISL e alla UIL e allora sarebbe più corretto inserire nella legge finanziaria e nella stessa legge di bilancio le sigle delle organizzazioni sindacali e ben inteso, nessuno vuole attentare al diritto-dovere, all'esercizio di questa importante funzione, ma certo è che è quanto meno singolare che per queste organizzazioni ogni anno la Regione destini somme per circa quattro miliardi, su questo io penso che una seria riflessione l'Assessore del lavoro, se il collega Piras mi consente di richiamare l'attenzione dell'Assessore competente, sarebbe l'ora anche di mettere mano perché le organizzazioni sindacali, che sono delle associazioni private, non vedo la ragione perché ancora oggi la Regione debba farsi carico di questi contributi; e vorremmo sapere se sono poi contributi finalizzati secondo quel che richiede la legge o se siano invece dei contributi solo giustificativi di spese per alberghi, ristoranti o spese che non sono strettamente inerenti alle attività e alle iniziative invece che la legge stessa, ricordo che sono leggi tra l'altro del 1978 e del 1968, direi che una Regione moderna non possa continuare a far finta che il problema non si ponga e allegramente distribuire centinaia di milioni a queste organizzazioni che hanno tutto il merito e nessuno mette in dubbio la loro funzione, ma mettiamo in dubbio la funzione della Regione di intervenire con queste risorse. Anche su questo quindi noi invitiamo a una politica integrale di questo bilancio eliminando anche queste che sono spese assolutamente non motivate, se non la funzione che hanno avuto di organizzare i pullmann in occasione dello sciopero contro il Governo Berlusconi e mi pare che questo non sia un compito istituzionale della Regione.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 93, sempre a firma Pittalis-Casu, tutti gli altri emendamenti, gli ultimi quattro, sono degli stessi firmatari e li illustra l'onorevole Pittalis.
Per illustrare l'emendamento numero 93 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, questo emendamento intende ripristinare con un'aggiunta di 50 milioni rispetto agli originari 500 milioni la somma da versare al fondo sociale di cui alla legge 7 aprile 1965 numero 10 per l'attuazione delle azioni positive a favore degli emigrati, ci sorprende che la nostra isola che vanta una lunga tradizione per ospitalità ma anche per sensibilità mossa da ragioni di sentimento civile ma per molti di noi anche da un vero profondo e sincero sentimento cristiano, che non si preveda alcuna somma, alcuna risorsa per venire incontro almeno a quelle che sono le urgenze, le esigenze primarie di immigrati, di extracomunitari o persone che provengono appunto dal nord Africa e dall'est, oggi soltanto la chiesa è in prima linea in questo settore a fronteggiare un fenomeno e un'emergenza, mentre notiamo l'assenza totale da parte della Giunta regionale sarda. 550 milioni non sono una grossa somma, ma consentirebbe a quei comuni che hanno già avviato iniziative per allestire dei centri di prima accoglienza di consentire di venire incontro appunto quanto meno alle primarie necessità di queste persone, extracomunitari, che penso si trovino in Sardegna non certo per una scelta vacanziera o voluttuaria ma molte volte perché costretti da situazioni interne al proprio paese o di conflitti o comunque dalla stessa miseria ad evitare che in questo modo sia gli uomini ma soprattutto le donne possano poi popolare strade e quartieri che sono noti per il traffico notturno e invece la Regione deve fare la propria parte per evitare situazioni del genere, per prevenire, e un significativo contributo lo può dare attuando azioni positive. Meno chiacchiere anche su questo campo e più fatti, i fatti sono rappresentati dal segno tangibile che si può dare attraverso un contributo che è un segnale di solidarietà verso appunto gli extracomunitari.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 99.
CASU (F.I.). Signor Presidente, con questo emendamento si ricostituisce lo stanziamento di cui al capitolo di bilancio 10137, nel quale sono indicati contributi in conto capitale alle cooperative, società giovanili per lo svolgimento di attività finalizzate alla produzione di beni e di servizi con esclusione dei settori agricolo, acquacoltura e del turismo. È una cosa strana l'atteggiamento assunto dalla Giunta a proposito di questo capitolo. Nel 97 c'era uno stanziamento originario di 42 miliardi, è finito poi per arrivare a 48 miliardi e 500 milioni. Nel 98 lo stanziamento è di zero lire, scompare, riappare nel 99 per 30 miliardi, nel duemila per 28 miliardi. Ora ci siamo chiesti perché nel 98 scompare questo stanziamento. Esisteva nel 97 ed era addirittura di 48 miliardi come chiusura e 500 milioni, nel 98 non viene stanziata alcuna somma, nel 99 ci sono 30 miliardi e nel duemila ci sono 28 miliardi. Trattandosi di interventi nel settore cooperativistico dei giovani a noi pare che ci debba essere una ragione ben plausibile per annullare questo stanziamento nell'anno 1998. Noi attendiamo almeno una risposta esauriente da parte della Giunta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 100.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, illustro anche l'emendamento 101. Con l'emendamento numero 100 si propone un incremento di 10 miliardi a favore del capitolo 10145/00; e questo incremento nasce per un duplice ordine di ragioni. Il primo per ripristinare lo stanziamento dello scorso anno che in finanziaria del 97 era stato previsto in 50 miliardi e poi lievitato in sede di assestamento a 51 miliardi e 546 milioni. Quest'anno l'analogo stanziamento del capitolo prevede invece 40 miliardi con una riduzione di diecimila milioni. Vedo che all'Assessore gli si sono raddrizzati i capelli e sta controllando, ma mi sembra che sia proprio così, non vorrei aver preso una topica perché in questo capitolo c'è una riduzione di dieci miliardi. Ne era al corrente Assessore? Quindi la prima ragione l'ho illustrata. La seconda è perché senza voler intessere sperticate lodi a favore dell'assessore Deiana va detto che l'Agenzia regionale del lavoro senza aver strafatto, o perlomeno strafatto secondo le nostre valutazioni, le nostre aspettative, le nostre speranze, ha discretamente operato riuscendo a recuperare una certa parte del cospicuo arretrato che nel tempo si era accumulato. A Cesare quel che è di Cesare e ciò che va detto va detto. Ripeto senza fare lodi sperticate però, effettivamente, un certo aumento di produttività vi è stato e bisogna darne atto. Allora io mi chiedo siccome il lavoro della Agenzia regionale non si è certamente concluso e le somme che vanno ad incrementare quel fondo sono quelle previste dalla legge numero 33 dell'88, e noi sappiamo che anche lì vi sono numerose istanze e domande che attendono di essere definite, riteniamo che le risorse di cui avrebbe bisogno quel fondo sono ben altre rispetto a quelle indicate nei 50 miliardi. Allora per fare un favore all'assessore Deiana noi riteniamo che sia giusto che questo capitolo sia quanto meno ricostituito nella misura dell'anno scorso. Questo per dare risposte a quegli imprenditori che, confidando su leggi di questa Regione, hanno presentato le domande e che attendono le dovute risposte e il rispetto degli impegni che l'amministrazione regionale nei loro confronti ha assunto. Per questo motivo caldeggiamo che questo emendamento venga accolto. Per ciò che riguarda invece l'emendamento 101, l'emendamento 101 riguarda il capitolo 10143, concorso negli interessi sui mutui concessi alle cooperative e società giovanili che intraprendono e svolgono attività finalizzate alla produzione di beni e servizi. Anche qui lo scorso anno lo stanziamento era di 15 miliardi, finale 14 miliardi, il che vuol dire che in assestamento un miliardo è stato destinato ad altri utilizzi. Questo potrebbe far pensare, assessore Deiana, che le esigenze siano obiettivamente diminuite, da 15 miliardi si è passati a 14 miliardi finali. Però quest'anno si propone una ulteriore riduzione di altri 7 miliardi. Quindi all'assessore Deiana la domanda di rito: sono terminate le esigenze oppure questo sostegno e questo tipo di intervento non è giustificato, pur le esigenze essendo presenti, e quindi c'è un disimpegno della Giunta nell'intervento appunto sul concorso degli interessi sui mutui concessi. Non credo che l'Assessore mi dia questa risposta, noi riteniamo che anche questo capitolo debba mantenere uno stanziamento che sia adeguato ai fini per i quali lo stanziamento stesso deve assolvere e deve dare risposte, per cui anche in questa circostanza manteniamo l'emendamento e ne caldeggiamo la sua approvazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. La Commissione non accoglie l'emendamento 13, non accoglie gli emendamenti 91 e 92, accoglie l'emendamento 93, non accoglie gli emendamenti 99, 100 e 101.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul merito
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul merito dirà poi l'Assessore del lavoro, io mi limito ad esprimere il parere. La Giunta accoglie l'emendamento numero 93, per le ragioni di umanità, civiltà e solidarietà dette dal Capogruppo di Forza Italia. Vorrei semplicemente verificare un attimo la copertura e quindi proporre di assumerla ipoteticamente e di confermarla prima del voto finale domani mattina. Per quanto riguarda gli altri emendamenti, la Giunta non accoglie il 13, il 91, il 92, il 99, il 100 e il 101.
PRESIDENTE. Con il solito sistema metto in discussione l'emendamento numero 13. Poiché nessuno domanda di parlare metto in discussione l'emendamento numero 91; poiché nessuno domanda di parlare metto in discussione l'emendamento numero 92; metto in discussione l'emendamento numero 93 con quella precisazione e accolto con la precisazione... metto in discussione l'emendamento numero 99.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Credo che probabilmente non basti un emendamento al bilancio. Però devo notare che una Giunta che fa come sua bandiera l'occupazione sopprime uno dei pochi strumenti che poteva funzionare, cioè la legge 28 per quanto riguarda le cooperative di servizi. Per cui effettivamente ritengo che questo bilancio vada, come abbiamo sostenuto più volte, contro l'occupazione.
PRESIDENTE. Metto in discussione l'emendamento numero 100. Metto in discussione l'emendamento numero 101.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, io prendo atto dei suggerimenti positivi degli interventi che ci sono stati in aula e mi soffermerò brevemente sugli argomenti, naturalmente rimandando l'approfondimento a momenti che hanno spazi temporali diversi. Una prima osservazione: mi sembra, quando si parla di contributi che vanno verso le forze sociali e si fa riferimento anche a degli scioperi nazionali che ci sono stati, forse l'osservazione parziale, perché mi sembra che ci siano stati anche degli scioperi regionali. Però con la libertà di manifestazione delle forze sociali io penso che non debba andare incontro ad una modifica di quella che è la normativa in un atto di bilancio. Quindi penso che questo argomento possa essere sviluppato in altre occasioni più approfonditamente. E' stato fatto un rilievo per quanto riguarda la 28, esattamente per quanto riguarda le disponibilità che sono in conto occupazione all'articolo 10, naturalmente. Devo precisare che queste cifre, che vengono proposte, sono già nel 402 e quindi vengono recuperati quei soldi da un'altra parte. Mi fa piacere, quando si afferma che uno strumento sta funzionando, perché effettivamente questo articolo 10 ha dato delle risposte molto puntuali, tanto è vero che nei 10 anni '86-'96 noi abbiamo avuto un raddoppio delle unità iniziali, e quindi un raddoppio dell'occupazione e abbiamo avuto un fallimento inferiore al 13 per cento nelle aziende, nelle imprese, e quindi un risultato meraviglioso. E' una legge, un articolo, l'articolo 10 della 28, che non lascia cifre per essere recuperata, perché viene decretato tutto entro l'anno finanziario, quindi anche da questo punto di vista è molto snello e molto puntuale lo strumento. Devo dire che, da questo punto di vista, mi sembra che c'è la Conferenza del lavoro e dello sviluppo, e tra la Conferenza del lavoro e dello sviluppo e l'assestamento di bilancio, ci saranno momenti di riflessione per vedere se è necessario oppure no incrementare i capitoli, perché i capitoli sono in questo mese, tra qui e maggio, diciamo all'assestamento di bilancio, sono ampiamente coperti per decantare (?) già tutte le pratiche che ci sono istruite. Quindi ben vengano, se è necessario, in un momento successivo le risorse che sono necessarie. Devo far notare e dare la notizia anche al Presidente della Giunta e all'Assessore della programmazione, ieri sera si è conclusa una verifica promossa dalla Corte dei Conti dell'Unione Europea per il controllo di questi fondi, e io ho dovuto fare l'accompagnatore a questi signori, a cena ieri sera, e mi riferivano che siamo la prima Regione, al di là anche delle previsioni dell'Emilia Romagna, "no, no, no"- dice - "siete voi i più bravi". C'è stata una correttezza della spendita e quindi le somme rientreranno in riferimento a quei soldi dell'agenzia del lavoro, rientreranno 50 miliardi immediatamente nelle casse regionali, perché c'è stata la procedura corretta e che quindi non ci saranno osservazioni dalla parte della Corte dei Conti, e quindi c'è un riferimento positivo, anche questo, per quanto riguarda l'agenzia, ma rientra nello stesso argomento della riflessione che stiamo facendo, in vista della Conferenza regionale del lavoro e dello sviluppo, dove tutti questi aspetti e importi verranno sicuramente verificati e aggiornati.
PRESIDENTE. Allora votiamo prima gli emendamenti e poi la tabella. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 92. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 101. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione la tabella M. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella N.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella N sono stati presentati gli emendamenti numero 34, 35, 36, 37, 38, 39, ritirato, 40, che viene considerato decaduto perché collegato alla finanziaria, idem per il 41 e il 42, decaduti, 43, 44, 55, decaduto, 65, 66, 67, decaduto per lo stesso motivo, 94 e 95. Naturalmente i proponenti verificheranno se questa interpretazioni li trova concordi.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Se posso, prima della lettura degli emendamenti, così evitiamo anche la lettura, voglio comunicare che gli emendamenti numero 34, 35, 36, 37e il 38, indipendentemente dalla decadenza, e così gli emendamenti numero 40, 41, e il 42, indipendentemente dalla decandenza, 43 e 44 debbono intendersi ritirati.
PRESIDENTE. Quindi rimangono gli emendamenti numero 65, 66, 94 e 95.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Sull'ordine dei lavori. Siccome normalmente abbiamo interrotto la seduta alle 20 e 30, vedo che sono le 21 e 3 minuti, vorrei almeno sapere se si deve andare ancora una volta a oltranza. Io sono sempre qui seduto, non faccio come molti settori della maggioranza e dell'opposizione che in aula non ci stanno. Io ritengo che a un certo punto abbia diritto di sapere se si deve chiudere stanotte oppure si interrompe a una certa ora.
PRESIDENTE. Mi sembra una domanda più che legittima. Io non ho fatto una Conferenza dei Capigruppo perché ho cercato di interpretare i sentimenti dell'Aula e anche perché stamattina nella riunione, o ieri, avevamo detto interrompiamo intorno alle 9 con l'elasticità di arrivare intorno alle 10. Siamo in un po' in dirittura d'arrivo, nel senso che ci rimane questa tabella che ha 3 o 4 emendamenti e la prossima che ne ha ugualmente 2 o 3, mi pare. Allora il problema è questo, mi pare di capire, però se l'Aula ha orientamenti diversi me lo comunichi, che ci sia la volontà di concludere l'esame delle tabelle stanotte per lasciare la giornata di domani agli del giorno e alle dichiarazioni di voto, cioè, per essere chiari alla politica, alle valutazioni politiche, al senso che questo lungo dibattito ha avuto e che qualche volta noi stessi, ma forse anche i mezzi di comunicazione hanno sottovalutato, e invece va valorizzato. E' un dibattito, lo dico qua incidentalmente, non spetta a me dare giudizi politici, però credo che sia stato un dibattito importante. Allora io credo, lasciando alla fine i giudizi vostri, delle diverse componenti politiche e dei diversi singoli, che ci siano in quest'Aula le condizioni per chiudere stasera l'esame delle tabelle, lasciando la giornata di domani alla valutazione politica, al confronto politico, alla sintesi politica che avete fatto, maggioranza ed opposizione, e che in qualche modo, lo dico sottovoce, va valorizzato perché è un fatto importante.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Presidente, io ritengo che anche se rimane una tabella o ne rimandono due alla giornata di domani non è la fine del mondo. Noi abbiamo affrontato veramente una discussione e un dibattito serio, mi pare che la conclusione ad un certo punto non sia altrettanto seria.
PRESIDENTE. Adesso discutiamo gli ultimi emendamenti, sono quattro o cinque emendamenti, però io credo che la giornata di domani, con l'intensità politica che i Gruppi saranno in grado di dare, portando le proprie ragioni, portando a sintesi il lavoro importante fatto valorizza, mette a fuoco tutto questo confronto e questo dibattito che, ripeto, pur nel dissenso delle diverse parti, è stato davvero serio. Con questa precisazione pregherei il collega Demontis di dare lettura degli emendamenti numero 65, 66, 94 e 95.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, lei ha dichiarato inammissibile il 55 e il 67. Non mi sembra proprio, in particolare il 67, perché lo stanziamento previsto nel progetto di legge finanziaria per la scuola per interpreti e traduttori è stato bocciato dal Consiglio e quindi 200 milioni sono disponibili proprio a seguito della bocciatura da parte del Consiglio di quello stanziamento.
PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, però viene ritirato, l'emendamento numero 67 è stato dichiarato ritirato dai proponenti, a prescindere dal fatto che io lo avessi dichiarato decaduto in base all'istruttoria degli uffici è stato ritirato.
BONESU (P.S.d'Az.). Se sono io il presentatore, Presidente!
PRESIDENTE. Scusate, è una mia svista, è stato considerato decaduto, però l'onorevole Bonesu adesso ci richiama ad una osservazione.
BONESU (P.S.d'Az.). Mi sembra che sia tutt'altro che decaduto, proprio perché il Consiglio ha bocciato la previsione della legge finanziaria di quello stanziamento, quindi 200 milioni sono disponibili proprio a seguito della bocciatura da parte del Consiglio.
PRESIDENTE. Faccio una verifica, un attimo.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, anche per il 55, la legge finanziaria prevede una riserva all'interno del capitolo, ma non determina il capitolo.
PRESIDENTE. Mentre prego gli uffici di fare un'ulteriore verifica per quanto riguarda i due emendamenti che l'onorevole Bonesu ci richiama il 55 e il 67, chiedo al collega Demontis di dare nel frattempo lettura degli emendamenti numero 65, 66, 94 e 95.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 65 e 66, ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, gli emendamenti numero 65 e 66, come i due di cui si contesta la decadenza, hanno una unica finalità il ripristino parziale delle somme già previste nel progetto di bilancio per la legge della lingua e cultura sarda. Ricordo che si tratta di una legge appena approvata, di una legge quindi che va sperimentata e per sperimentarla occorre che vi siano dei mezzi. Faccio notare che comunque tali capitoli porterebbero occupazione, soprattutto intellettuale e giovanile, perché darebbero lavoro a giovani laureati in queste attività di promozione culturale, per cui ritengo che vadano nell'indirizzo di creare occupazione e creare, al tempo stesso, cultura. L'operazione di incremento di questi capitoli avviene con movimenti interni ai capitoli dell'Assessorato della pubblica istruzione, credo meno utili come quelli alle associazioni e ai capitoli dello spettacolo.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 94, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 94 si propone la soppressione dello stanziamento sul capitolo 11093, che prevede interventi a favore di borse di studio e contributi per lo svolgimento di piani di studio e di ricerche e per la pubblicazione di memorie originali o di opere di particolare valore. Noi riteniamo che in questo particolare momento dove si ripete per l'ennesima volta che le risorse sono sempre di più scarse e per questo motivo tanto più deve essere attenta e oculata l'attività di spendita, questo settore per il momento può essere certamente trascurato. Così facendo condividiamo l'iniziale atteggiamento della Giunta, la quale nel disegno di legge, prima della sua istruttoria in Commissione, per questo specifico capitolo aveva soppresso lo stanziamento dell'anno precedente indicando appunto zero appunto nella considerazione, riteniamo, che abbia fatto le medesime valutazioni e considerazioni alle quali io ho fatto poc'anzi riferimento. Nel 1997 lo stanziamento era di un miliardo, finale di un miliardo e cento, e la Giunta aveva previsto per il corrente anno, ripeto ancora, uno stanziamento pari a zero. Riteniamo che quella scelta fosse la più appropriata e quindi insistiamo nel mantenimento dell'emendamento e invitando la Giunta a ritornare sulle sue prime valutazioni che per noi sono sicuramente le più condivisibili.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 95 ha facoltà di parlare il consigliere Casu.
CASU (F.I.). Signor Presidente, questo emendamento tende un po' a ripristinare la situazione precedente, cioè quella del 1997. Si tratta del capitolo 11124/09, contributi agli enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive a carattere dilettantistico, organizzazioni scolastiche e enti locali per l'acquisto di attrezzature sportive. Ecco, trattandosi di associazioni sportive, io credo che le somme che vengono stanziate e spese in questo settore siano sempre ben spese, almeno si facesse una attività sportiva più diffusa di quella che molte volte non si fa. Ma ci meraviglia il fatto anche che nell'anno 1997 ci fossero stanziati due miliardi e 100 milioni, nell'anno 1998 vengono ridotti a un miliardo e 800 milioni, poi continua la riduzione a 1 miliardo e 5 e a 1 miliardo e 3. Insomma io ritengo che questa riduzione di fondi, in questo particolare settore non sia assolutamente giustificata perché dobbiamo non scoraggiare le attività sportive ma le dobbiamo incoraggiare e quindi una spendita di ulteriori 300 milioni per arrivare alla cifra che abbiamo speso nell'anno 1997, io credo che costituisca uno sforzo sopportabile per la nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Ho verificato i due emendamenti, l'emendamento numero 55 ribadisco che non può essere perché non c'è più la disponibilità, mentre invece per l'emendamento numero 67 c'è la disponibilità con questo accorgimento che aveva in qualche modo creato il malinteso. Quando è stato bocciato l'articolo sui corsi linguistici, non ricordo adesso la dizione esatta, ma a voi è presente, i 200 milioni, che erano stati previsti in quell'articolo, erano andati a finire in nuovi oneri legislativi. Allora l'onorevole Bonesu considerandoli ancora disponibili li aveva usati nel suo emendamento per coprire la proposta di incrementare il capitolo 11061. Non ci sono particolari problemi salvo a considerare che i fondi di 200 milioni vanno a questo punto ripescati dal fondo nuovi oneri legislativi, quindi in sede di coordinamento finanziario la cosa si può fare. Allora pregherei l'onorevole Bonesu di illustrarlo.
Si dia lettura dell'emendamento numero 67. (Vpv.)
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 67. (vpv)
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, le motivazioni sono comuni agli emendamenti già illustrati, per cui si ribadiscono.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, gli emendamenti numero 65, 66 e 67 riguardano tutti la materia relativa all'applicazione della nuova legge sulla lingua e la cultura sarda. La Commissione ha discusso e operato una serie di riduzione di stanziamento sulla base del presupposto che l'avvio della legge è abbastanza difficoltoso per cui non si vuole o non si è voluto togliere nessuna risorsa, si è voluto soltanto ragguardare le risorse impegnate per il 1998 ai tempi di applicazione della legge. Per questa ragione i tre emendamenti non possono essere accolti.
L'emendamento numero 94 è stato introdotto come si vede dalla Commissione e quindi ovviamente la Commissione ha ritenuto valida la proposta che è stata fatta di destinare 1200 milioni per il 1998 alle borse di studio di cui ha letto il collega che ha presentato l'emendamento. Sull'emendamento numero 95, sugli enti di promozione sportiva, il discorso fatto dal collega Casu è sicuramente un discorso valido, però il problema della riduzione di questi stanziamenti da 2 miliardi e 100 a 1 miliardo e 800 rientra nel discorso della dinamica complessiva di riduzione dei contributi agli enti più vari che hanno subito tutti un taglio. Quindi per questa ragione non può essere accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta si uniforma al parere dato dal Presidente della Commissione per quanto riguarda gli emendamenti relativi alla legge sulla cultura che dalle tabelle di bilancio sono sicuramente ampi i finanziamenti ad essa destinati, voglio ricordare che quest'anno, per i tempi che si sono determinati, abbiamo appena approvato con la legge finanziaria una norma ponte che ci consente di fare appunto la programmazione per questi prossimi mesi che non sono però l'intera annualità, ma poco più di sei mesi. Quindi aver portato più che raddoppiato lo stanziamento dai sei miliardi previsti dalla legge approvata l'anno scorso ai quasi quindici che sono contenuti in bilancio crediamo che sia una misura sufficiente per consentire la piena espansione nel primo anno di applicazione della legge. Per quanto riguarda l'emendamento numero 94, che porta alla soppressione dei capitoli, io voglio ricordare che proprio in un momento come questo è fondamentale l'attività di ricerca scientifica, ed è l'unico capitolo dell'assessorato che consente di intervenire nei confronti dei programmi di ricerca universitaria o comunque di alta ricerca e di alta specializzazione. Credo che questo sia un momento in cui i risparmi non vadano fatti su questi capitoli. Per quanto riguarda l'emendamento numero 95 mi rimetto alle valutazioni fatte dal relatore della Commissione.
PRESIDENTE. È aperta la discussione sugli emendamenti. Se nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 65 passiamo all'emendamento numero 66. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, una battuta perché mi rendo conto che l'ora non consente interventi di lunga durata, ma siccome si tratta di un argomento per noi molto importante perché abbiamo contribuito significativamente ad approvare la legge sulla lingua e sulla cultura sarda, noi riteniamo che questa legge che ha una importanza notevole per la nostra isola e per il significato che ad essa tutti noi attribuiamo, una legge per essere attuata logicamente deve avere anche le disponibilità finanziarie necessarie e sufficienti, come giustamente ricordava il collega onorevole Bonesu, altrimenti sarebbe davvero una conquista solo sulla carta, la solita conquista di cui lo stesso presidente Palomba, io ricordo, in diverse manifestazioni e interviste ha richiamato più volte. Allora giustamente facciamo seguire alla importanza della legge la possibilità concreta, attraverso le necessarie disponibilità finanziarie, perché la legge stessa possa trovare effettiva attuazione. Quindi noi preannuncio voteremo a favore degli emendamenti presentati dal Gruppo sardista.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Brevemente, onorevole Presidente, onorevoli colleghi, rifacendomi a quello che ho detto durante la discussione generale, io voglio ricordare ai colleghi che nel momento in cui abbiamo approvato la legge la copertura finanziaria era pari a 6 miliardi 430 milioni; e l'articolo 27 diceva anche che la presente legge sarebbe entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 1998. Cioè noi avevamo ipotizzato una spesa pari, almeno il primo anno, a 6 miliardi e 430 milioni. Poi controllando il bilancio che è stato presentato questa spesa è stata portata a circa 19 miliardi, quindi con un aumento sensibile di circa 13 miliardi rispetto a quello che era stato preventivato. Poi la Commissione ha diminuito a 12 miliardi e mezzo queste poste. Io dico, voi conoscete qual è la posizione di Alleanza Nazionale per quanto riguarda questa legge, continuiamo a dire che a nostro avviso non esiste una lingua sarda, tanto è vero che si parla spessissimo e ne parlano coloro i quali sono gli stessi intellettuali che dovrebbero difendere la cosiddetta lingua sarda parlano di lingua sarda campidanese e di lingua sarda per esempio logudorese, senza entrare nel merito di tutte le altre varianti. Noi siamo certi che 6 miliardi e 430 milioni sarebbero stati più che sufficienti, perché oltretutto non vorremmo che solamente con la distribuzione dei soldi si riesca a mandare avanti questa legge. Se c'è la volontà da parte dei sardi di usare questa legge, la si può usare anche con pochi mezzi. Non vorremmo che siano solamente i quattrini, il poter avere i quattrini che facciano sì che certe popolazioni possano accettare il tutto. Per quanto mi riguarda pertanto io voterò contro questi emendamenti, riconfermando in questo quello che ho detto in altre occasioni.
PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'emendamento 67, se nessuno domanda di parlare passiamo all'emendamento 94, se nessuno domanda di parlare metto in discussione l'emendamento 95. Poiché non ci sono interventi passiamo alle votazioni. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 65.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 65.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 48
Votanti 47
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 10
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Passiamo ora alla votazione dell'emendamento numero 66. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 95. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
Metto in votazione la tabella N. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella O.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella non sono stati presentati emendamenti. Poiché nessuno domanda di parlare la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella P.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 48, 57 e 68. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. L'emendamento numero 48 viene dato per illustrato. Per illustrare l'emendamento numero 57 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Sarò breve, come lo sono sempre stato, durante questa sessione di bilancio. Il capitolo 13046 prevede contributi alle aziende di trasporto collettive per l'adeguamento dei mezzi e delle strutture di servizio alle esigenze dei cittadini portatori di handicap. Noi pensiamo che proprio la Regione Sardegna non debba risparmiare su queste categorie di beneficiari, e quindi lo stanziamento non può non essere mantenuto e quindi noi proponiamo, per il 1998, non soltanto il mantenimento dello stanziamento, ma addirittura un incremento rispetto a quanto non era stato previsto nella finanziaria e nel bilancio dello scorso esercizio. Anche in questa circostanza ci si affida alla sensibilità della Giunta, del suo Presidente in particolare, verso il settore dei più bisognosi, ma bisognosi perché la natura è stata con loro matrigna, e quindi la necessità e il bisogno non deriva e non dipende da scelte proprie e personali, oppure da disavventure che, nel corso della vita, possono capitare a chiunque di noi, che sbaglia le proprie scelte, la Regione non può, nei confronti di questi soggetti, non può essere presente. Se mi permetto di esprimere anche una valutazione che è personale ma che ritengo che possa essere condivisa dal mio Gruppo, e quindi mi sentirei anche di proporre un emendamento orale che possa anche prevedere una riduzione dell'importo compatibilmente con le disponibilità saremmo disposti a ridurre l'emendamento nella misura che l'Assessore della programmazione, se ritenesse di poter accedere a questo tipo di intervento e di richiesta, dovesse eventualmente individuare. Ripeto, si tratta di un intervento a favore di soggetti che nulla e nessuna colpa hanno del loro stato, e che pertanto un intervento in questa direzione non solo sarebbe di solidarietà ma certamente sarebbe un segno di grande rispetto verso queste categorie di soggetti sfortunati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 68.
BONESU (P.S.d'Az.). Il Consiglio, in sede di legge finanziaria, ha abolito il vincolo che c'era nel bilancio pluriennale sui 600 milioni gravanti per il piano aereo portuale. Ha abolito il vincolo però ha lasciato praticamente lo stanziamento, per cui il finanziamento adesso viene liberato per qualunque finalità. Io faccio presente che l'anno scorso, in sede di approvazione del bilancio annuale e pluriennale, l'assessore dei trasporti e la Giunta avevano proposto che non ci fossero altre consulenze se non il piano aereo portuale, quindi ci meraviglia molto che siano sorte tutte queste esigenze, per cui riteniamo che l'importo vada ridotto congruamente, pur lasciando un minimo di 200 milioni per l'esperimento di consulenze in altra materia. Ma non si può abolire il vincolo che era complessivo sul totale del capitolo e lasciare il capitolo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Accoglie l'emendamento numero 48. Per quanto riguarda l'emendamento numero 57 la Commissione lo accoglie con le indicazioni del collega Balletto e magari con la precisazione che farà la Giunta nel suo intervento. L'emendamento numero 68 non lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.
LORRAI, Assessore dei trasporti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 48, chiaramente è d'accordo, perché si tratta di un impegno di cooperazione europea, e quindi una somma che trova intanto giustificazione già in impegni assunti nell'anno passato, e si tratta di onorare quegli impegni. Per quanto riguarda l'emendamento numero 57, la Giunta condivide perfettamente l'esigenza rappresentata dall'onorevole Balletto, ma spiega che quel finanziamento già esistente l'anno scorso non è stato utilizzato, perché effettivamente è difficile intervenire con misure atte a favorire i portatori di handicap in mezzi pubblici in circolazione per il traffico normale. Quindi si sta delineando, da parte delle aziende che esercitano il trasporto pubblico, un servizio specifico ad uso dei portatori di handicap. Quindi la Giunta, l'Assessore, sono disponibili ad utilizzare i fondi per l'investimento, anche per la contribuzione di pullman abitualmente attrezzati per il servizio handicappati. In questo senso esiste la decisione di Giunta e la disponibilità ma non si ritiene di poter accogliere, per questo motivo, l'emendamento. Per quanto riguarda l'emendamento numero 68 si torna sulle giustificazioni rappresentate in quest'Aula al momento della finanziaria, e cioè l'Assessorato dei trasporti, a fronte di un personale che dovrebbe essere di 50 professionalità, ha soltanto 22 addetti su 50. Quindi è un Assessorato che, malgrado tutti siano convinti che debba assolvere un ruolo centrale nella vita della Regione, è sottodimensionato quanto a personale e ha competenze specifiche. Oltre tutto sono in arrivo alla Regione, all'Assessorato dei trasporti, competenze nuove gravosissime dovute alla 422 del 1997, quindi esigenze nuove che meritano di essere approfondite, studiate perché la Regione non si trovi impreparata di fronte a queste incombenze che arriveranno. E' in questo senso che l'Assessorato ritiene di dover disporre di alcune cifre da poter impiegare per approfondimenti, per studi, per dare risposte a queste esigenze non preventivate e improvvise.
Ripeto che qualunque impegno di quella cifra passerà attraverso la Commissione competente e quindi attraverso il controllo del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 48 il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Vorrei dire due parole riferendomi a quanto già detto dall'Assessore a proposito delle motivazioni di questo emendamento che prevede un aumento dello stanziamento del capitolo 13059. L'emendamento si propone di rendere possibile un progetto di collaborazione con le Regioni mediterranee, e in particolare con la Regione Catalogna, che insieme alla Regione alla Sardegna, nell'ambito della Conferenza delle Regioni periferiche marittime, ha proposto la realizzazione di uno studio di fattibilità per l'eventuale istituzione di una linea aerea Barcellona-Alghero-Cagliari e di una linea marittima Barcellona-Porto Torres-Livorno. Credo che non ci sia bisogno di spendere molte parole per l'importanza di questo progetto che permetterebbe alla Regione Sardegna di collegarsi con una realtà in grande sviluppo nel Nord del Mediterraneo e di attirare correnti turistiche verso la nostra Isola. Credo che non ci sia bisogno neppure di sottolineare come la realizzazione di questo progetto è condizione perché operatori economici già potenzialmente interessati si decidano a istituire queste linee aeree e marittime, e al tempo stesso per mantenere l'inserimento della Regione Sardegna in questa rete delle Regioni mediterranee che, come abbiamo visto ieri, è essenziale per il nostro effettivo entrare in Europa.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 57, a firma Pirastu e più, era stato accolto dal relatore con una tendenza alla riduzione della cifra. Ma mi pare di capire che l'Assessore diceva che pur essendo sensibile, non è un problema di risorse in questo momento, ma è un problema di organizzazione. Chiedevo all'onorevole Balletto se dopo le spiegazioni dell'Assessore l'emendamento rimane con questa cifra, o se rimane ridotto, o se si può magari, lo pongo come ipotesi assembleare, chiedere di essere accolto come raccomandazione dalla Giunta. Siccome su questo problema c'è un accordo ovviamente del proponente, del relatore e della Giunta, c'è proprio l'esigenza di una…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Attraverso un emendamento orale se è possibile la riformulazione prevedendo 500 milioni per il 1998, 1 miliardo per ciascuno degli anni 1999 e 2000. Chiedo se con questa nuova formulazione può rimanere, siccome vedo perplesso l'Assessore …
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, una annotazione tecnica: i proponenti dell'emendamento indicano come fonte di copertura il capitolo 13026, da cui dovrebbero scalare nella formulazione originale 2 miliardi, 1 miliardo e 1 miliardo, però la finanziaria all'articolo 24 ha approvato la spesa intera dei 20 miliardi quindi sono tutti già programmati questi 20 miliardi, quindi essendo una norma già approvata, la copertura deve essere trovata in altra fonte, quindi dovete sempre con l'emendamento orale trovare un'altra fonte.
PITTALIS (F.I.). Presidente, se mai riconsidereremo il tutto in fase di assestamento. Questo emendamento lo ritiriamo e accettiamo la raccomandazione così come espressa.
PRESIDENTE. Siccome su questo emendamento c'era un consenso dei proponenti, del relatore e della Giunta, viene considerato come raccomandazione e poi si vedrà in fase di assestamento, e questo resta a verbale.
Se non ci sono altri interventi, siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 68.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 68.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 68 è modificativo, il 57 è stato ritirato, quindi metto prima in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 68.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 44
Votanti 43
Astenuti 1
Maggioranza 22
Favorevoli 12
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione la tabella P. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Era rimasta sospesa la tabella D, sulla quale c'era stata una discussione relativa all'emendamento numero 102. Alla tabella D (ricordo che si tratta dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione) erano stati presentati gli emendamenti numero 8, 10 e 102. In particolare ricordo che la discussione era sorta sull'emendamento numero 102, che in qualche modo poteva considerarsi come una riproposizione di un articolo della finanziaria bocciato dall'Aula, articolo che riguardava finanziamenti alle piccole imprese. L'emendamento riguarda finanziamenti al Consorzio 21 non solo per le piccole imprese ma anche per fini di istituto. Ciononostante, avrei dei dubbi sulla ammissibilità, se non fosse firmato come ora mi viene sottolineato, da tutti i componenti. Questo naturalmente se c'è una firma di tutti i componenti della Commissione, mi pare quindi maggioranza e opposizione, questo consente di superare le perplessità della Presidenza e di procedere.
Riprendiamo gli emendamenti 8, 10, e 102 che, erano stati già letti, illustrati e messi in discussione, devono essere messi in votazione. Metto quindi in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 102. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella D. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Per completezza di votazione, metto in votazione l'elenco numero 1 delle spese obbligatorie. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'elenco numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'elenco numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'allegato numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
A questo punto abbiamo finito di votare la parte del bilancio, credo che possiamo togliere la seduta, rivederci domani mattina alle 10. Riprendiamo con gli ordini del giorno, prima con il programma, ma sul programma non ci sono emendamenti e quindi con il programma è implicita l'applicazione, quindi programma, ordini del giorno, dichiarazioni di voto e votazione finale.
La seduta è tolta alle ore 21 e 53.
Versione per la stampa