Seduta n.407 del 04/05/1999
CDVII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
MARTEDÌ 4 MAGGIO 1999
Presidenza del Presidente SELIS
indi
del Vicepresidente ZUCCA
indi
del Presidente selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 14.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 28 aprile 1999 (402), che è approvato.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
Dal consigliere PITTALIS:
"Interventi in materia di previdenza integrativa". (523)
(Pervenuta il 28 aprile 1999 ed assegnata alla sesta Commissione.)
Annunzio di rinvio di legge regionale
PRESIDENTE. Comunico che il Governo, in data 22 aprile 1999 ha rinviato al nuovo esame di questo Consiglio la legge 25 marzo 1999: "Costituzione dell'azienda speciale per la lotta contro la talassemia e le altre malattie disgenetiche".
La legge rinviata stata trasmessa alla settima Commissione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il Consigliere regionale Gabriella Busonera ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 4 maggio. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Bonesu: "Tutela paesistica delle coste della Sardegna" (174), Ladu: "Norme in materia di gestione di vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 435, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (487), Balia - Manchinu - La Rosa - Dettori Bruno: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (494) e del disegno di legge: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 e alla legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale" (497)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge numeri 174, 487,494 e del disegno di legge 497.
Ricordo anche all'Assemblea il metodo di lavoro che ci eravamo dati e che abbiamo confermato stamattina in Conferenza di Capigruppo e sul quale vi prego di prestare un momento di attenzione.
Riprenderemo con i provvedimenti in materia paesistica. Naturalmente, ove non ci fosse il numero legale, dovremmo sospendere un'ora; però, se dovesse mancare ancora il numero legale dovremmo sospendere definitivamente l'argomento.
Abbiamo votato l'articolo 1 e gli emendamenti 8 e 25 e abbiamo iniziato la discussione e la votazione degli ulteriori emendamenti. Il primo emendamento da votare è l'emendamento numero 8, aggiuntivo, per il quale era stato chiesto il voto segreto.
Onorevole Pittalis, stiamo riprendendo l'esame degli emendamenti ai progetti di legge in materia paesistica. Ho fatto il punto della situazione, abbiamo votato l'articolo 1 e dobbiamo votare l'emendamento numero 8. Sull'emendamento numero 8 era stato chiesto il voto segreto. Chiedo se viene riproposto.
PITTALIS (F.I.). Confermo.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8 aggiuntivo all'articolo 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 39
Votanti 35
Astenuti 4
Maggioranza 18
Favorevoli 2
Contrari 33
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Berria - Cherchi - Concas - Cugini - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giagu - La Rosa - Loddo - Lorenzoni - Macciotta - Marrocu - Marteddu - Montis - Murgia - Obino - Onida - Palomba - Petrini - Pittalis - Sanna Salvatore - Schirru - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si sono astenuti: il Presidente Selis e i consiglieri Amadu - Cadoni - Marracini.)
Poiché non c'è il numero legale, la votazione non è valida. Quindi, come concordato in Conferenza dei Capigruppo, sospendiamo un'ora; se manca ancora il numero legale sospendiamo la legge.
Riprendiamo alle ore 10 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 11 e 20)
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi lo stato dei nostri lavori. Stiamo discutendo i testi dei provvedimenti in materia paesistica. Abbiamo votato l'articolo 1 e dobbiamo iniziare la votazione degli emendamenti aggiuntivi. Il primo emendamento aggiuntivo è il numero 8. Era stata chiesta la votazione a scrutinio segreto. Chiedo all'onorevole Pittalis se la richiesta è confermata.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 39
Votanti 37
Astenuti 2
Maggioranza 19
Favorevoli 3
Contrari 34
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Ballero - Berria - Cherchi - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Fois Paolo - Ghirra - Giagu - La Rosa - Loddo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marteddu - Montis - Murgia - Obino - Onida - Petrini - Piras - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Schirru - Secci - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si sono astenuti: il Presidente Selis - Sassu.)
Non è stato raggiunto il numero legale, quindi l'argomento è accantonato.
Discussione del disegno di legge: "Anticipazione finanziaria per l'entrata in esercizio della diga Cantoniera sul Tirso" (470)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 470. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. E` stata chiesta un'interruzione di due minuti. Se non vi sono opposizioni sospendo la seduta per cinque minuti, non di più.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 23, viene ripresa alle ore 11 e 38.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). In relazione all'esito della votazione sul provvedimento che riguarda i piani territoriali paesistici, essendo arrivati praticamente nel momento in cui si stava chiudendo la votazione dei consiglieri che intendono essere presenti, a quanto mi risulta, io chiedo che venga fatta una verifica per stabilire se è possibile reinserire il provvedimento all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, ricordo che l'accordo era che se mancava una volta il numero legale il provvedimento si intendeva accantonato. Abbiamo fatto già un'eccezione ed è mancato due volte il numero legale. Faccio notare che se non c'è accordo la seduta è automaticamente sospesa per un'ora; stiamo continuando perché c'erano accordi di questo genere, quindi invito tutti al rispetto degli accordi, se no effettivamente ce ne andiamo tutti a casa e non facciamo niente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Signor Presidente, sempre sull'ordine dei lavori, confermo che c'è stato un accordo. Però voglio far notare all'onorevole Bonesu che il numero legale è caduto per un mero disguido, nel senso che abbiamo notato che alcuni colleghi, mentre ci accingevamo a votare, stavano entrando in aula, per cui il numero legale è mancato non per una mera volontà di far mancare il numero legale, ma per l'impossibilità di alcuni colleghi di esprimere il loro voto.
Per cui penso che ragionevolezza voglia che in casi di questo tipo si tenga conto delle ragioni oggettive che hanno impedito l'espressione del voto e che il voto possa essere anche riformulato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta regionale era partecipe dell'intesa e dell'accordo di carattere procedimentale per cui si sarebbe dovuto appurare se vi era o no in Aula la consistenza del numero legale, avendo le opposizioni, ancora una volta, lasciato l'Aula, è accaduto un fatto che deve essere valutato nella sua verità, nella sua vera, reale sostanza cioè è accaduto che alcuni consiglieri regionali hanno ritenuto e hanno riferito di non essere stati presenti al momento della votazione per un mero disguido. Ora a me pare che, se non altro fair play vorrebbe, che all'interno dello spirito dell'accordo, per cui le opposizioni hanno ritenuto che debba essere la maggioranza a farsi carico, se ritiene, del numero legale, un mero disguido di secondi non possa valere un danno così grande. Dipende dai punti di vista ovviamente, ma dal punto di vista della Giunta regionale, dal punto di vista di parte del Consiglio, un danno così grande per la collettività regionale, quale sarebbe quello che deriva dall'avere il territorio della Regione diviso in due da una parte di PTP approvati e da una parte di PTP annullati e una parte della Regione senza un sistema di salvaguardia e senza un sistema che consenta le cose fattibili. Quindi un danno per l'economia, un danno incalcolabile per il patrimonio ambientale, a fronte di un mero disguido. Io credo che gli accordi procedimentali abbiano un valore, ma che di fronte ad una realtà, ad una verità, ad una sostanza di tale rilevanza possa e si debba procedere ad una verifica fattuale per verificare, ciò chiede la Giunta, se vi sia o no il numero legale, perché vi sarebbe, alcuni consiglieri ciò hanno affermato, perché si possa procedere, e poi i Gruppi politici, i singoli consiglieri ovviamente rispetto al merito della legge, del disegno di legge, si pronunceranno sulla base dei loro convincimenti e dei loro intendimenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, io non ho dubbio che lei da garante quale è e quale è stato in questa legislatura delle decisioni adottate sia in sede di Conferenza dei Capigruppo che in Aula rispetterà certamente gli accordi che probabilmente per l'onorevole Cogodi le questioni procedimentali...
DIANA (Progr.Fed.). L'Aula è sovrana.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Sono d'accordo con Diana.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Lasciamo parlare.
PITTALIS (F.I.). Possono sembrare questioni episodiche per noi invece sono questioni di sostanza e ritengo che l'Aula abbia dato una risposta, che piaccia o no all'onorevole Cogodi e all'onorevole Diana, che probabilmente quel disegno di legge sui piani territoriali paesistici non piace. Ma al di là della questione di merito di quel provvedimento il rischio è che l'Aula rimanga ancora, come è accaduto la scorsa settimana, in uno stato di assoluta inoperatività, e allora noi poniamo alla maggioranza il problema, quel problema della istituzione dell'Ente Foreste Demaniali, che è all'ordine del giorno, se superiamo questo impasse probabilmente faremo qualcosa di produttivo.
Allora siccome sui PTP la risposta è stata data, ed è stato detto chiaramente che se fosse venuto a mancare il numero legale, e qui è venuto a mancare per ben due volte, si sarebbe passati all'esame del successivo argomento all'ordine del giorno.
Ed allora, siccome vi sono argomenti altrettanto importanti, ne ho richiamato uno come quello della istituzione dell'Ente Foreste Demaniali, bene, su questo noi invitiamo la maggioranza e la stessa Giunta ad un confronto e a definire almeno decentemente questa legislatura con l'approvazione di un provvedimento di questa portata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Grazie signor Presidente, indubbiamente chi ha affermato che l'Aula è sovrana dice il vero, ma proprio perché l'Aula è sovrana non si può ripetere una votazione che è stata già fatta. Occorre ricordare che in merito al disegno di legge relativo al PTP quest'Aula è stata impegnata in discussione e votazione per una serata o una mattinata, non ricordo, comunque per lungo tempo, e che fu proprio la Giunta a chiedere la sospensione dei lavori, dell'esame di questo disegno di legge perché la Giunta doveva presentare degli emendamenti. Quindi è la Giunta che ha, per il tramite dell'assessore Ballero, chiesto la sospensione dell'esame di questo disegno di legge e non può oggi venire ad accusare l'opposizione per la mancata approvazione di una legge sulla quale, per ben due volte, ancora stamattina, quest'Aula si è pronunciata in modo negativo. E` vero, l'Aula è sovrana, ma proprio perché io credo nell'affermazione fatta, in virtù di questa sovranità dell'Aula, chiedo che si tenga conto della volontà dell'Aula che ha espresso, cioè è stata bocciata per ben due volte, oggi con la mancanza del numero legale questa proposta e quindi sarebbe assurdo, sarebbe il voler cercare a tutti i costi una maggioranza che ha dimostrato di non esserci nelle occasioni, perché la maggioranza non si deve contare nei corridoi, la maggioranza si deve contare qua dentro, nelle occasioni che il Regolamento prevede e debbono essere date e cioè nell'occasione della votazione. Durante le votazioni, per ben due volte questa mattina, la maggioranza non c'era, quindi in virtù proprio richiamandomi alla sovranità di quel voto, io chiedo che si passi, come è stato concordato, al punto dell'ordine del giorno successivo.
DIANA (Progr.Fed.). Di votazioni segrete che sono state ripetute ce ne sono state tante. Per altri provvedimenti non avete ragionato così.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non è stato bocciato, è mancato il numero legale che è una cosa diversa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, io comprendo perfettamente gli argomenti dei colleghi, perché hanno contribuito a definire l'ordine del giorno, e quando insistono sull'organizzazione dei lavori hanno perfettamente ragione, quello era il punto di incontro al quale siamo arrivati tutti assieme. E` mancato il numero legale per due volte, ed è giusto che si proceda sull'organizzazione che avevamo previsto come Conferenza nei Capigruppo, perché questo era l'impegno. Detto questo, e in presenza di un argomento molto importante, come quello dei PTP, invito i colleghi, che con me ed assieme agli altri colleghi della maggioranza hanno definito l'ordine dei lavori, a ripensare all'organizzazione, non per procedere rapidamente adesso sui PTP, ma per procedere adesso sull'ordine dei lavori che avevamo stabilito e per non accantonare definitivamente l'argomento PTP e riprenderlo subito dopo. Se questa mia ipotesi di lavoro dovesse essere accolta, potremmo dire che si mantengono gli impegni e si conferma una volontà politica espressa per assumere e varare provvedimenti estremamente importanti per la Regione Sarda. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Presidente, sempre sull'ordine dei lavori, per dire che concordo con quanto poc'anzi ha detto l'Assessore Cogodi. Io vorrei ricordare all'Aula, per memoria, che l'altro giorno stavamo votando una legge, ma votando la legge non mettendola in discussione, e per avere la maggioranza l'abbiamo dovuta votare tre volte. Qui, invece, stiamo dando l'opportunità di portare avanti il problema dei PTP, che è di vitale importanza per l'economia della Sardegna.
Io dico ai colleghi che è di vitale importanza anche il problema dei forestali, come è di vitale importanza anche l'argomento sulla diga del Tirso. Bisogna avere la volontà solamente di farla.
Pertanto, io chiedo che venga riproposto all'Aula l'esame dei PTP, dopodiché entro stamattina possiamo fare tutto, dipende della volontà politica, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori la consigliera Petrini. Ne facoltà.
PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, con questo problema del rimandare e di avere questi momenti vuoti, buchi, succede che spesso molti di noi restino nei corridoi. Io chiedo che nessuno dei colleghi si allontani più dall'Aula, o dalle immediatissime vicinanze. Io lo chiedo soprattutto all'opposizione, perché l'opposizione va fatta anche stando in Aula, perché se ci fate mancare il numero legale volontariamente questa non è un'opposizione costruttiva e valida. Noi pensiamo ad esserci, nessuno di noi si alza all'ultimo momento e se ne va. Questo si chiama, a mio parere, boicottaggio.
PITTALIS (F.I.). Lo dica all'onorevole Randaccio, lo dica al suo Capogruppo.
PETRINI (Gruppo Misto). Lei si faccia i fatti suoi, lei si faccia i suoi! Perché non stiamo parlando della singola persona, qui stiamo parlando di Gruppi politici. L'onorevole Randaccio risponderà, come voi rispondete di un intero Gruppo politico. A mio parere avete fatto una gran brutta figura, e lo ripeto e lo ridico, non si combatte così. Quando si abbandona il campo si è perdenti, su questo non si discute.
PITTALIS (F.I.). Lo dica al suo Capogruppo.
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Petrini, mi scusi un attimo.
PETRINI (Gruppo Misto). Lo dico a lei, lo dico al suo Gruppo. Io chiedo al Presidente che venga presa in considerazione...
PRESIDENTE. Scusi un attimo.
PETRINI (Gruppo Misto). No Presidente, non mi dovrebbe far tacere il collega Pittalis.
PRESIDENTE. Vuole stare un attimo zitta.
PETRINI (Gruppo Misto). No, dovrebbe star zitto lui, non io. Non tocca a me tacere.
PRESIDENTE. Consigliere Petrini, ho capito non tocca a lei, mi lascia ristabilire l'ordine e stia zitta un attimo.
E voi, per cortesia, anche per un fatto di correttezza. Lei ha diritto di dire e voi avete diritto di esprimere le proprie idee ognuno, così come l'onorevole Petrini ha diritto delle sue idee. Siccome lei ha lasciato esprimere le idee agli altri, credo che sia corretto....
MASALA (A.N.). Le idee!
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Avrà il diritto di parlare, di esprimere una opinione anche l'onorevole Petrini?
CADONI (A.N.). Lei è stata eletta in un partito e poi se n'è andata in un altro di partito qua dentro!
PRESIDENTE. Se vogliamo concludere la legislatura in questo modo, non è una conclusione coerente con lo stile che abbiamo tenuto in cinque anni.
Concluda consigliera Petrini.
PETRINI (Gruppo Misto). Vorrei concludere dicendo, però, che sono dispiaciuta di questa baruffa di quei colleghi che mi vogliono togliere la parola.
Mi dispiace molto che il collega Pittalis, normalmente corretto e sereno, almeno nei miei confronti, non capisco perché stavolta se la sia proprio presa tanto, anche perché in pratica mi sono limitata a dire la verità. Non ho capito quello che ha detto il collega Cadoni, ma me la spiegherà in un secondo momento, adesso non è il caso che mi ritolga la parola.
Io vorrei chiedere, vorrei ricordare che l'Aula è sovrana qualunque cosa noi decidiamo in questo momento, per alzata di mano. Io credo, Presidente, mi perdoni, non voglio dare consigli a lei che si intende di Regolamento molto meglio di me, che per decidere se fare il secondo punto all'ordine del giorno, o il primo punto lo decidiamo per alzata di mano. Questa è una mia richiesta, lei conosce il Regolamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.-Progr. Sard.). Signor Presidente, la conclusione di questa legislatura, così come si sta svolgendo, è la dimostrazione di quanto sia stata abbastanza complessa e difficile.
Riconosco che la normativa sui piani territoriali paesistici è importante, probabilmente essenziale, e che sarebbe doveroso se l'Aula la affrontasse e la discutesse.
Ciò detto però, signor Presidente, va richiamato in ogni caso l'accordo che avevamo raggiunto in maniera unanime, direi, maggioranza ed opposizione, nella Conferenza dei Capigruppo. E` vero che l'Aula è sovrana e può arrivare a determinazioni diverse rispetto a quelle raggiunte in quella sede, però è anche vero che gli accordi - se possibile e quando possibile - debbono essere rispettati ed è anche vero che se noi dovessimo oggi reinvertire l'ordine del giorno dei lavori e seguire procedure diverse rispetto a quelle concordate, probabilmente, correremmo il rischio di non produrre alcunché neanche nell'arco di questa tornata dei lavori.
Per cui la proposta conclusiva, signor Presidente, io non esprimo né valutazioni, né giudizi sui comportamenti dei colleghi che abbandonano l'Aula quando sono in discussione alcuni argomenti, attiene alle responsabilità di ciascuno, al modo di essere di ciascuno, però riconfermo la volontà del rispetto degli accordi, per cui la proposta finale è che si vada avanti con l'ordine dei lavori, così come l'abbiamo programmato, esitiamo il più rapidamente possibile la leggina relativa adesso(?), mi pare di natura finanziaria, discutiamo subito dopo dell'Ente unico, che diversamente rischierebbe di essere affossato, rivolgiamo poi un appello alle opposizioni, ma è un appello signor Presidente, perché rivedano la loro posizione e a conclusione di questi argomenti si possa poi, eventualmente, ridiscutere dei piani territoriali paesistici.
PRESIDENTE. La situazione è questa; noi abbiamo già votato in materia paesistica la settimana scorsa e abbiamo sospeso per mancanza di numero legale. Eravamo orientati a chiudere già la settimana scorso il Consiglio, e abbiamo programmato di comune accordo un'altra tornata dei lavori e abbiamo verificato, abbiamo concordato tra di noi, in Conferenza dei Capigruppo, poi annunciandolo in Aula e ribadendolo ancora stamattina dopo un'altra Conferenza dei Capigruppo il metodo di lavoro. Discussione delle leggi in materia paesistica; se fosse mancato il numero legale sospensione di un'ora, se fosse mancato il numero legale accantonamento dell'argomento.
Questo è successo, io anzi ho tergiversato qualche minuto, perché so che qualche collega può tardare, eccetera. Ne prendo atto, ne dobbiamo prendere atto, questi sono gli accordi.
Gli accordi si rispettano, gli accordi si possono anche mutare, per cui a fine della seduta, nella Conferenza dei Capigruppo che avevamo preventivato prima di concludere questa tornata dei lavori, siccome mi viene chiesto dall'Aula, lo riproporrò all'attenzione. Se coloro che hanno stipulato gli accordi mutano gli accordi io non ho nessuna difficoltà. Però ora, per un'economia dei lavori, vado avanti con gli argomenti che sono all'ordine del giorno.
L'ordine del giorno reca la discussione del provvedimento 470A.
Continuazione della discussione del disegno di legge: "Anticipazione finanziaria per l'entrata in esercizio della diga Cantoniera sul Tirso" (470)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Il relatore, onorevole Secci, si è rimesso alla relazione scritta.
E' iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, nel dichiararmi favorevole a questo disegno di legge, devo rilevare che due anni fa ed oltre, questa diga è stata fittiziamente inaugurata in pompa magna con tutte le autorità. Inaugurazione fittizia e propagandistica. Il risultato è che come Regione ci troviamo a dover integrare fondi che lo Stato non ci dà. Credo che approvando questa legge occorra fare queste amare considerazioni, che sulle dighe si fa più propaganda che fatti, che lo Stato non ci dà i fondi per mettere in attività le dighe, e dobbiamo provvedere con risorse del bilancio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Anch'io, intervenendo sull'argomento, voglio mettere l'accento sulla questione, sottolineando quanta e quale è la considerazione di cui gode la Sardegna da parte del Governo centrale, nel momento in cui opere ritenute di fondamentale importanza per risolvere o affrontare i problemi che da vicino ci interessano, quali sono quelli che riguardano la carenza di risorse idriche; mentre da una parte c'è il disinteresse, dall'altra parte, quando si tratta di utilizzare in maniera propagandistica e demagogica, ciò che è stato fatto, non si lesinano atteggiamenti festosi o di tripudio, proprio per inaugurare ciò che di fatto non è servito a nulla, e si rischia che per tempo non possa servire.
Ha ricordato il collega Bonesu che questa inaugurazione avvenne in pompa magna alla presenza del Presidente della Repubblica due anni orsono; ebbene questa diga oggi non raccoglie un metro cubo d'acqua, se non quella che può essere raccolta direttamente in occasione di precipitazioni, ma ciò che più guasta è rappresentato dal fatto che, ammesso e non concesso che la diga possa contenere acqua, non potrà mai essere distribuita, perché non esistono gli impianti accessori di completamento dell'opera, attraverso i quali l'acqua può essere distribuita.
In buona sostanza mancano le opere di distribuzione delle acque. Ancora una volta, ad un obbligo di altri, la Sardegna, per inettitudine e incapacità da parte della Giunta nei rapporti, nei confronti, nelle rivendicazioni con lo Stato centrale, si è dimostrata incapace di far valere le ragioni proprie. E niente di meglio sa fare che, per dare soluzione ad un problema di vitale importanza, sostituirsi ad obbligazioni di altri, quelle dello Stato, intervenendo con propri fondi, limitatissimi e ridottissimi, per sollevare altri da responsabilità.
Ovviamente, io mi dichiaro favorevole all'intervento, perché penso che la Regione non possa lasciare un'opera di tale importanza incompiuta, ancora una volta, per mancanza di capacità propositiva da parte dei nostri amministratori regionali. Mi dichiaro favorevole all'opera, ovviamente, censuro fortemente la inettitudine della Giunta, che ancora una volta ha dato dimostrazione del suo valore, modestissimo e ridottissimo, quando non è stata capace di far valere ragioni fondamentali e diritti sacrosanti della Sardegna e delle sue popolazioni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il Consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, credo che non sia la prima volta che intervengo in quest'aula relativamente alla diga del Tirso. Più volte ho affrontato questo problema, e mi amareggiava il fatto che due anni fa fosse stata inaugurata la diga in pompa magna, ma che poi, a distanza di due anni, ancora non si sia riusciti ad inaugurare veramente la diga. Per me l'inaugurazione avviene nel momento in cui si possono raccogliere le acque. Se noi diciamo che l'opera è fatta, ma non si possono raccogliere le acque, evidentemente c'è qualche cosa ancora da fare. E questo qualche cosa da fare, che costerà una decina di miliardi, di fronte ai duecentocinquanta miliardi che sono stati già spesi per la costruzione di questa diga, credo che valga comunque la pena che noi li spendiamo. Soprattutto tenendo presente che, è vero che ci sono delle opere da eseguire, come diceva il collega Balletto, però è vero che anche quest'anno, come al solito, i coltivatori del riso hanno preparato i terreni ma non sanno di poter coltivare l'intera superficie perché l'acqua potrebbe non essere sufficiente, salvo che il Padre Eterno, come sembra, non ci voglia dare un qualche conforto. Ma non possiamo noi non mettere in funzione la diga del Tirso, che è una diga che raccoglierà a pieno regime intorno agli ottocento milioni di metri cubi d'acqua. Si raccoglierà l'acqua gradualmente, non c'è dubbio, ma se capita un'annata piovosa, è evidente che si è in grado di mettere dentro oltre trecento milioni di metri cubi d'acqua. Trecento milioni di metri cubi d'acqua incominciano a dare quella garanzia di cui si ha bisogno nell'esercizio dell'agricoltura. Ci lamentiamo noi, spesso, che non abbiamo imprese competitive, che abbiamo delle imprese i cui costi di produzione sono maggiori di quelli sostenuti dalle imprese similari di altre regioni, ma come possiamo pensare ad una impresa agricola che possa programmare la produzione in assenza di questa materia prima, indispensabile assolutamente per l'esercizio dell'agricoltura? Più volte ho detto che noi avremmo dovuto, veramente, porre tutta la nostra attenzione per la creazione delle infrastrutture per l'esercizio della produzione. Noi abbiamo adottato dei provvedimenti in materia di lavoro che ci sono costati, ci costeranno alcune migliaia di miliardi. Il disegno di legge 447, perdonatemi se non ricordo il numero della legge, è un disegno di legge che ha stanziato qualche migliaio di miliardi, qualche migliaio di miliardi, però noi continuiamo ad avere delle opere non complete. Allora qui si tratta di stanziare dieci o dodici miliardi per rimuovere gli ultimi ostacoli a che la diga venga incominciata a riempire. Mi pare sia dovere dell'Aula approvare questa legge in materia.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Qualche secondo solo per dire che mi trovo, che la Giunta si trova, d'accordo con le considerazioni svolte ora dal collega Desiderio Casu, e per puntualizzare che non vedo davvero motivo, lo dico al collega Balletto, di una polemica politica su questa materia. Si tratta di completare un'opera, rimuovendo appunto gli ultimi impedimenti, essenziale per la Sardegna.
Sul valore della Giunta, dell'opposizione, dei consiglieri, degli Assessori, giudicheranno gli elettori, Balletto. Ne riparliamo il 14 giugno, tanto ormai la scadenza è vicina e quindi non c'è molto da attendere.
BALLETTO. Bisogna ricordarselo!
PRESIDENTE. Credo che le forze politiche avranno qualche settimana per ricordarlo, faremo in tempo anche a stancarci!
Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura del titolo.
LA ROSA, Segretario:
Titolo
Anticipazione finanziaria per l'entrata in esercizio della diga Cantoniera sul Tirso.
PRESIDENTE. Al titolo è stato presentato l'emendamento numero 2. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 2 ha facoltà di illustrarlo.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il titolo. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
LA ROSA, Segretario:
Art. 1
Anticipazione finanziaria
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere al Consorzio di bonifica dell'oristanese, gestione C.B. di 2° grado, il finanziamento di lire 6.000.000.000 a titolo di concorso negli oneri a carico del medesimo Consorzio per la sommersione della diga Santa Chiara e della diga Busachi sul fiume Tirso e per la disattivazione degli annessi impianti per la produzione di energia elettrica conseguenti all'entrata in esercizio della diga sul Tirso in località Cantoniera di Busachi.
2. Il finanziamento di cui al comma 1 è concesso a titolo di anticipazione del finanziamento di pari importo che il Consorzio di bonifica dell'oristanese, gestione C.B. di 2° grado, si impegna a richiedere allo Stato a completamento di quello già concesso per la realizzazione della diga sul Tirso in località Cantoniera di Busachi. In caso di mancato reperimento del finanziamento statale è fatto obbligo al medesimo Consorzio di restituire alla Regione l'indicata anticipazione finanziaria in venticinque annualità non gravate da interessi, con decorrenza dall'entrata in gestione della nuova centrale idroelettrica della diga Cantoniera.
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 3 e 4. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento numero 1.
VASSALLO (Gruppo Misto.). Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento numero 1 deriva da un impegno che diversi colleghi - circa due terzi del Consiglio - avevano assunto nei confronti di un problema che coinvolge un terzo della nostra Isola: il problema delle centrali termoelettriche, il problema dei combustibili che in queste centrali si intende introdurre per effetto di un decreto legislativo (che come si sa dovrebbe essere un fatto eccezionale, invece in questa nostra Nazione sta diventando di natura ordinaria) che introduce la possibilità di utilizzare anche in Sardegna un combustibile ad alto contenuto inquinante.
Avevo provveduto, sempre in accordo con numerosi colleghi, a introdurre questa norma in un collegato in discussione presso la terza Commissione. Vi fu una discussione molto articolata in quella sede, alla fine si optò per introdurre la discussione direttamente in aula in quanto la questione è di sicuro articolata e complessa, comunque prevede di dare la possibilità di una espressione molto più ampia rispetto a quella che poteva avvenire nel ristretto della Commissione stessa.
Per cui nella considerazione che noi stiamo chiudendo questi nostri lavori, nella considerazione che questo risulta a nostro avviso l'ultimo e utile provvedimento per introdurre queste norme che recano giustizia alla nostra terra, nel senso che attualmente si sono cambiate le carte mentre i giocatori stavano giocando, per cui riporta ad un livello di equità e di normalità alcune situazioni che di normale avevano molto poco.
Per cui, proprio in virtù di questo, si è ritenuto opportuno raccogliere le firme, si è ritenuto opportuno addivenire all'accordo di presentare questo emendamento all'ultimo momento utile, quando ve ne fosse stata l'opportunità, riteniamo che l'opportunità sia venuta e riteniamo anche che con questo fatto, con l'approvazione di questo emendamento, quest'Aula si riscatti da sé stessa. Nel senso che un terzo del nostro territorio ha combattuto contro una potenza enorme, quella che rappresenta l'ENEL oggi in Sardegna, la Giunta non è intervenuta efficacemente, non ha provveduto a emanare strumenti a tutela di questo territorio, non l'ha fatto la Giunta, noi riteniamo che sia possibile che lo faccia invece questo Consiglio. Dico di più: penso che anche se da parte della Giunta verrà rispetto a questo emendamento un pronunciamento positivo, sarà un momento di riscatto della Giunta stessa rispetto a un problema che è molto sentito che riguarda migliaia di persone.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, sull'emendamento numero 1 la Commissione ha già avuto occasione di discutere lo stesso testo presentato in Commissione dal collega Vassallo.
La materia che viene trattata riguarda la modifica di legge di settore in tema di leggi ambientali con comprensibile difficoltà ad avere una dimensione degli effetti dell'introduzione di un emendamento di questa natura. La Commissione ha respinto l'emendamento e, quindi, il relatore in aula non può che confermare questa posizione, ritenendo appunto che la materia trattata sia sicuramente di grande interesse ambientale ma, che debba essere collocata più propriamente nell'ambito o di una proposta di legge a sé stante o di modifiche di leggi di settore che esistono, e quindi trattata, per l'istruttoria, dalla Commissione competente in materia di ambiente.
Sugli altri emendamenti il parere del relatore è favorevole.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare gli emendamenti numero 3 e 4 e per esprimere il parere sull'emendamento numero 1.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Gli emendamenti numero 3 e 4 hanno, come può vedersi, una natura squisitamente tecnica. L'emendamento 4 si limita a mettere riparo a un errore materiale modificando il capitolo. Lo stanziamento era stato imputato sul capitolo 0633/01 (?) invece lo riportiamo sullo 06339. L'emendamento numero 3 corregge una svista che è stata effettuata pochi giorni fa durante l'esame e l'approvazione della legge di riforma della legge di contabilità e di bilancio. Per quanto attiene all'emendamento numero 1 la Giunta sul merito si astiene dall'entrare con una propria posizione, onestamente io non ho nemmeno approfondito la materia, manca l'Assessore dell'industria che è competente per questa materia, faccio osservare semplicemente questo, d'accordo col relatore: primo, si tratta di una materia eterogenea rispetto al disegno di legge che stiamo discutendo; in secondo in luogo la Giunta deve rispettare un vincolo di carattere politico, cioè c'è stato un accordo tra i Gruppi per dare il via libera solo agli emendamenti concordati con adesione unanime. Quindi, per quanto riguarda l'emendamento numero 1 il parere della Giunta è simile a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo per un chiarimento sull'emendamento numero 3, Assessore. Qua in effetti state chiedendo che l'entrata in vigore di disposizioni di una legge già approvata il 29 aprile 1999, venga anticipata la data di entrata in vigore di questa legge che approviamo oggi.
Qui che cosa succede? Che se dovesse tornare più tardi la legge 29 aprile 1999 approvata dal Governo e questa invece andare in anticipo su quella legge, stiamo dicendo che sono in vigore delle norme che non sono ancora in vigore, non so come possa essere fatta questa cosa. Quindi, vorrei capire se la legge 29 aprile 1999 è già rientrata col visto governativo e se si potesse uscire da questa ambiguità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Signor Presidente, veramente mi meraviglia il fatto che il relatore dichiari in quest'Aula che la Commissione ha respinto l'emendamento. La conclusione è errata, però su come si è arrivati a questa conclusione mi sembra che ci sia qualche cosa da dire.
Nel senso che la Commissione su questo emendamento non procedette a nessun voto, in quanto si concordò proprio perché vi era sufficientemente tempo dal momento in cui abbiamo discusso questo emendamento, e sarà passato forse un mese o un mese fa, trenta giorni, forse di più, e il momento in cui si discuteva e si aveva l'opportunità di discutere in Aula, di avere tutti quanti l'opportunità di approfondire il tema in modo da addivenire al momento in cui si sarebbe discusso in Consiglio, con le idee un po' più chiare rispetto a quelle che avevano in quel momento in Commissione.
Per cui se il relatore provvede ad esprimere un parere negativo rispetto all'emendamento stesso, ritengo che l'opinione del relatore sia una opinione del relatore ma relatore come persona fisica, non relatore come relatore di un insieme di persone per cui relaziona sulla base di un orientamento espresso da una Commissione, per cui da più persone. E` un parere personale. Io lo rispetto, il relatore può avere le opinioni che più ritiene rispetto a questo argomento però questo è per rimettere chiarezza rispetto al parere che in Commissione si è espresso rispetto a questo emendamento, in quanto non si è espresso nessun parere.
Rispetto invece al merito, io chiedo ai colleghi e lo chiedo in maniera convinta ai colleghi che hanno firmato questo emendamento, di esprimere la propria posizione in quanto ricordo a tutti quanti, a tutta l'Aula che questa è l'ultima occasione che abbiamo per determinare un atto di giustizia nei confronti di un terzo del nostro territorio; la Giunta (lo ripeto) non ha avuto la determinazione di farlo, abbiamo l'opportunità di farlo noi, facciamolo. Io vi chiedo vivacemente e convintamente che è necessario che questo provvedimento passi, se è necessario che entriamo nel merito, che discutiamo e che approfondiamo, si discuta, si faccia una discussione anche aspra, ma non è possibile che questo emendamento venga bocciato nel silenzio più assoluto dell'Aula, chi vuole essere contrario dica che sia contrario e i motivi perchè è contrario, perché sennò veramente facciamo anche qua, anche dentro in quest'Aula il gioco delle tre carte, nel senso che fuori diciamo una cosa, ai cittadini diciamo una cosa e qua dentro ne facciamo un'altra. Non mi sembra che sia una cosa corretta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente ed onorevoli colleghi, accolgo il suggerimento dell'onorevole Vassallo perché anch'io sono firmatario di questo emendamento che concerne un problema grosso che viviamo noi tutti i giorni nel territorio del sassarese, principalmente a Porto Torres, e a Fiumesanto. Credo che l'emendamento giustamente dica ed imponga che nel momento in cui ad alcuni impianti che sono stati costruiti da tempo possano essere bruciati i combustibili diversi, è chiaro che debba essere fatto una valutazione di impatto ambientale. Ricordo, e lo ricordo a tutti quanti, che si è parlato molto anche in quest'Aula ma principalmente del nostro territorio del problema dell'orimulsion, questo combustibile naturale che proviene dal Venezuela di cui non si conosce molto; il combustibile è arrivato, è arrivata la prima nave con 80 mila tonnellate, è di oggi un'altra notizia che dà in arrivo a Porte Torres di un'altra nave con altre 80 mila tonnellate di questo combustibile da bruciare a Fiumesanto.
Cosa si è fatto? Si è fatto uno studio di impatto ambientale, assolutamente l'ENEL che indubbiamente è forte riesce ad avere tutte quante le autorizzazioni. Non voglio qui ricordare che l'allora Governo Dini con un decreto aumentò quelle che erano le soglie di utilizzazioni di determinati combustibili, proprio per poter far usare anche nel territorio nazionale il combustibile orimulsion, purtroppo in Sardegna lo si sta bruciando, lo si brucerà. E` vero che a Brindisi dal 10 in poi verrà fatta una sperimentazione però fatto sta che questo combustibile sta arrivando e continua arrivare.
Io credo che sia esatto questo emendamento e che debba essere accolto affinché giustamente non si dicano alle nostre genti determinate cose pubblicamente nelle manifestazioni che facciamo e poi in Aula nel momento in cui possiamo decidere e legiferare si faccia altro. Ricordo a questo proposito che la cittadinanza di Porto Torres ha espletato un referendum, anche se consultivo, al 95 per cento si è espressa contro l'uso del carbone o di altri combustibili inquinanti perché quella popolazione vuole il metano. Del metano si parla molto, se ne parla moltissimo nell'intesa Stato - Regione, però non sappiamo quando questo metano arriverà veramente. Per adesso l'unica certezza è che combustibili inquinanti, combustibili come l'orimulsion, vengono bruciati con tutti i rischi per l'ambiente e per i cittadini.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
(Segue FRAU.) Non sto qui a ricordare, per quanto riguarda il territorio del sassarese, che quella zona ha il più alto tasso di tumori di tutto il Nord Sardegna, sicuramente c'è un nesso tra l'uso di determinati combustili e quello che noi respiriamo.
Pertanto mi dichiaro favorevole, l'ho detto, ho firmato questo emendamento affinché l'emendamento sia accolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, per fare osservazioni su due emendamenti. Emendamento numero 3: in effetti le osservazioni fatte sono pertinenti perché si sta slegando l'entrata in vigore della legge sulla contabilità dall'entrata in vigore, dalla pubblicazione di quella legge. Per cui io propongo un emendamento verbale anziché "anticipata alla data di entrata in vigore della presente legge", dico "è anticipata alla data di pubblicazione sul B.U.R.A.S. di detta legge", cioè della legge sulla contabilità, che, cioè, queste norme abbiano effetto immediato alla pubblicazione di quella legge, quindi staccandola dalle vicende che avrà questa legge.
Sull'emendamento numero 1 devo osservare che è un intervento che la Regione fa a tutela dell'ambiente; quindi sembrerebbe rientrare nelle competenze regionali, richiedendo che nelle valutazioni di impatto ambientale non si cambino le carte in tavola. Se un impianto ha avuto la valutazione di impatto ambientale per un determinato combustibile, è chiaro che cambiando il combustibile vada rideterminato l'impatto ambientale, tanto più quando si tratti di combustibili dagli effetti sconosciuti, perché è noto a tutti che l'orimulsion ha un problema diverso dagli altri combustibili, cioè l'accumulo nelle scorie di metalli pesanti. Per cui in effetti mi sembra che l'emendamento sia correttamente impostato e, quindi, il nostro Gruppo voterà a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (P.S.d'Az.). Presidente, sull'emendamento numero 1 credo che la protesta che ha manifestato nel suo intervento il collega Vassallo sia più che condivisibile. La coerenza che non ritrovo in quest'Aula, in un momento come questo su un argomento dove l'intero territorio del nord - est si ribella, e non per chiedere finanziamenti ma bensì per impedire decisioni prese da altre parti su interessi di carattere economico ben individuati, possano penalizzare ulteriormente quella parte di territorio.
L'emendamento numero 1 può essere anche una forzatura, come ha segnalato il collega Secci, ma con l'emergenza ritengo che si debba rispondere con l'emergenza stessa. Per il semplice motivo che l'arroganza dimostrata dall'ENEL in questo periodo contro i sindaci e quant'altro che in quel territorio ha manifestato, dai semplici cittadini a tutte le istituzioni, sia ancora oggi un qualcosa di non ascoltato. Di non ascoltato per il semplice motivo che l'ENEL attraverso il suo Presidente con un atto di arroganza, e questo mi fa veramente meraviglia, in quanto i trascorsi del Presidente Chicco Testa sono conosciuti a tutti noi, e sappiamo benissimo l'area di provenienza e non si riesce a spiegare e a trovare le motivazioni di questo atteggiamento così arrogante per il nostro territorio.
Ritengo anche che la seconda nave che in queste ore è arrivata sia la testimonianza che neanche a livello governativo vi sia interesse ad impedire che l'ENEL possa decidere, anche dopo fasi di sperimentazione già individuate in quel di Brindisi, di portare ancora ulteriore carico di orimulsion a Porto Torres.
Voglio ricordare qua perché i temi di carattere ambientali sono sempre stati all'attenzione del Consiglio, ma non credo che sia un'attenzione momentanea; lì c'è un' isola, ed è l'isola dell'Asinara che è un parco nazionale che sta proprio di fronte alla centrale che in questo momento viene aggredita da questo tipo di decisione. Se il biglietto da visita per il parco è questo, credo che tutti noi dovremo ragionare attorno sui motivi che hanno portato a rendere parco nazionale l'isola dell'Asinara e liberarla dal carcere.
Quindi l'emendamento numero 1 credo che sia un emendamento da prendere nella giusta considerazione e da approvare per dare una risposta, un segnale di interesse reale, concreto a quel territorio; i sindaci fino adesso stanno continuando a mantenere ferme le loro posizioni, ma sono piuttosto isolati, sono soli e sono sempre più deboli e da questo Consiglio deve arrivare un messaggio forte di una presenza di un Consiglio regionale che intenda fino in fondo rigettare l'arroganza che dal Ministero, ma soprattutto dall'ENEL sta arrivando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, pare che il problema relativamente all'emendamento 1 sia molto complesso, e probabilmente non di facile soluzione o che possa essere risolto attraverso questo articolo, che poi in effetti dice "deve essere applicata la legge vigente in materia"; perché l'atteggiamento dello Stato e l'atteggiamento dell' ENEL nell'ambito di istituzioni che dovrebbero essere rispettate e rispettate non sono riguarderebbe altre tipi di leggi, altri tipi di codici ed altri tipi di interventi che andrebbero fatti. Sono fatti gravi certamente, ma non è che possono risolversi attraverso questo emendamento gli atteggiamenti dell'ENEL e gli atteggiamenti del signor Chicco Testa che io invece non conosco bene, anche se capisco bene invece il cambiamento di atteggiamento. Come capisco o non capisco meglio il cambiamento di atteggiamento della cittadina di Porto Torres, che pare che tutti si intendano di tutto o di più, prima grande tifo per il carbone poi non più carbone, poi tifo per un prodotto e poi non tifo più per il prodotto, poi c'è il parco, poi vogliamo le fabbriche. Qui bisogna decidere, signori, industria o non industria, impianti o non impianti, tutti gli impianti e tutti i prodotti lasciano così! Io non mi intendo di orimulsion o di altri prodotti, per un discorso di questo tipo credo che nessuno qui dentro, tranne forse qualcuno, ma la maggioranza forse il 98 per cento o il 95 per cento almeno, conosca il problema dell'orimulsion. Qui si va a votare non conoscendo il problema.
Allora io non so, in coscienza mi rendo conto del pericolo ma non so perché non è stato affrontato, si va per ondate. Porto Torres sosteneva il carbone a spada tratta e poi si dice no al carbone, poi si sostiene una cosa e poi si dice no ad un'altra cosa. Ed allora le linee quali sono? E` come la storia del progetto per l'Aga Khan, se si fa una deroga per la Costa Smeralda si deve derogare tutta la Sardegna; allora se io obietto se c'è una raffineria a Sarroch o c'è qualche raffineria a Porto Torres, in tutta la Sardegna facciamo la raffineria. Fare politica vuole dire avere il coraggio di fare delle scelte, di assumersi le responsabilità conoscendo ed affrontando fino alle radici i problemi. Qui si va per mode e per modi di dire. Altro è il problema grave e serio dell'ENEL che continua a fare - non solo in questa occasione - gli affaracci suoi, è un problema ben più grave che merita ben altra attenzione di un emendamento.
Chiedo il voto segreto a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, non tanto per aggiungere argomenti al testo che mi pare siano stati ben proposti da chi lo ha sostenuto. Sono dell'idea che occorre rimanere fermi a quello che c'è scritto; mi sembra un testo, ho l'impressione di trovarmi di fronte ad un testo di grande equilibrio perché chiede che prima che il combustibile venga impiegato si faccia la sperimentazione, chi può sostenere il contrario? Sarebbe ridicolo dire: utilizziamolo senza sperimentarlo, qui si dice prima si sperimenta, poi si utilizza modificando gli impianti, è normale; siamo in presenza di una macchina che cammina a benzina, vogliamo farla funzionare a gas, occorre fare un impianto con le modifiche alla macchina. Quindi mi pare un provvedimento (lo dico per il collega Biggio che ha chiesto il voto segreto) di grande equilibrio, che sostiene un'iniziativa territoriale molto sentita dalle popolazioni del sassarese. Quindi, non ho da aggiungere altro se non richiamare l'attenzione dei colleghi sul provvedimento per dire che non stiamo introducendo elementi di turbativa o paragonabili a tutti i ragionamenti che erano stati fatti sul carbone, siamo in presenza di un provvedimento che viene proposto a salvaguardia dell'ambiente e del corretto funzionamento degli impianti e come tale deve essere affrontato, non c'è niente di diverso da quello che si vuole ottenere; mi pare appunto equilibrato e sostenibile, non solo perché è sottoscritto da decine di colleghi ma perché è quello che nel territorio si richiede, ed è quello che occorre comunque fare qualora si dovesse bruciare - alla fine della sperimentazione - questo combustibile; occorre modificare ed intervenire sugli impianti, punto e basta! Perché impedire che si faccia questa operazione di tipo industriale a vantaggio dell'insieme del territorio?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente contrariamente a quella che era la decisione mia, ma mi sembrava anche di molti altri colleghi, mi trovo costretto a riprendere la parola dopo aver espresso, come relatore della Commissione terza, il parere sull'emendamento 1.
Evidentemente il momento particolare che si vive non consente quella serenità di analisi e di freddezza che invece è necessaria per adottare provvedimenti che abbiano senso e che siano di livello adeguato all'istituzione che vogliamo rappresentare. Allora quando il relatore ha detto - e non si è confuso, Presidente - che in Commissione il problema era stato discusso e la Commissione aveva respinto questa proposta emendativa, il relatore conferma questa decisione e la rafforza con alcune considerazioni di merito che spero che i colleghi vogliano ascoltare. Nessuno ha detto o si è detto contrario al contenuto di questo emendamento, nessuno ha espresso dei giudizi anche perché non c'erano le competenze sufficienti per esprimere giudizi su questo problema, si è detto, diversamente, che l'emendamento tratta argomenti, che sono materia complessa in ambito di provvedimenti del settore industriale e che tratta materia complessa in ambito di tutela ambientale. Per cui ci è sembrato, e continua a sembrare, ad Eliseo Secci, che questo provvedimento meriti un'istruttoria più adeguata di un emendamento presentato all'ultimo secondo in un provvedimento che nulla ha che vedere con questa materia, che meriti un parere approfondito dalla Commissione industria, che meriti un parere approfondito dalla Commissione ambiente, perché si stanno dicendo cose gravi e pesanti su comportamenti che la Regione dovrebbe tenere. Allora, io invito il Consiglio regionale, che è stato saggio fino ad ora in moltissime circostanze, ad esserlo ancora una volta e nel chiedere ai colleghi presentatori di ritirare l'emendamento, che sarebbe la cosa più utile da fare, per ripresentarlo, se si vuole; il Consiglio regionale non finisce oggi, se ci sono argomenti urgenti ed importanti che devono essere trattati, si può anche riunire di nuovo il Consiglio regionale, ma è meglio trattare gli argomenti con competenza specifica, entrando nel merito, che trattarli frettolosamente come si vuol fare, rischiando magari aborti che altre volte, in questa Assemblea, sono stati fatti. Ecco da che cosa derivava il parere contrario della Commissione espresso dal relatore. Ecco da cosa deriva il parere contrario del consigliere Secci a questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo solo sull'emendamento 3 Presidente, perché è stato rilevato da Bertolotti e Bonesu un inconveniente al quale è bene porre riparo. Il problema spero che adesso sia chiaro. La legge approvata il 29 aprile, per una parte, che è quella che riguarda il bilancio di cassa e le unità previsionali di base, entra in vigore nell'esercizio 2001; il grosso della legge entra in vigore con l'esercizio finanziario 2000; vogliamo ottenere il risultato correggendo una svista che i quattro articoli citati, cioè il 39, il 39 bis, il 39 ter e il 46 bis entrino in vigore subito. Questo è il problema.
L'emendamento orale va bene per quanto riguarda la sostituzione alla formulazione "la presente legge" "della predetta legge", quindi il riferimento lo facciamo chiaramente alla legge approvata dal Consiglio il 29 aprile. A noi sembra preferibile però, e chiedo a Bonesu se è d'accordo, anche se potremmo dire sia data di entrata vigore, sia data di pubblicazione, però preferiremmo lasciare l'espressione "alla data di entrare in vigore della predetta legge". Mi pare che questo consenta di superare gli inconvenienti segnalati.
PRESIDENTE. Su questo aspetto, ovviamente, la Presidenza, nel caso che non ci siano obiezioni di sorta da parte dei consiglieri, intende approvare questo emendamento, che è di natura linguistica, ma che pur essendo di natura linguistica cambia in maniera positiva il testo. Questo è l'emendamento aggiuntivo.
Essendo i tre emendamenti di natura aggiuntiva, cominciamo con la votazione dell'articolo 1.
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Presidente, soltanto per chiedere all'onorevole Biggio di riconsiderare la sua richiesta di voto segreto sull'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Qua siamo in una fase singolare in cui un consigliere richiedente la votazione a scrutinio segreto chiede al presentatore dell'emendamento di ritirare l'emendamento. Il consigliere Secci è il relatore, chiede di ritirare l'emendamento. Al contrario, il presentatore dell'emendamento chiede al richiedente il voto segreto di ritirare la richiesta. Si incrociano richieste, e la Presidenza ovviamente terrà conto delle determinazioni.
Onorevole Biggio, intende accedere a questa richiesta?
BIGGIO (A.N.). Non intendo accedere.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato del votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggiorannza 29
Favorevoli 23
Contrari 34
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biggio - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Falconi - Ferrari - Floris - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Locci - Loddo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marrocu - Masala - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Palomba - Petrini - Pirastu - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2
LA ROSA, Segretario:
Art.2
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in lire 6.000.000.000 per l'anno 1998.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03146 -
Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, della legge finanziaria) (spesa obbligatoria)
lire 6.000.000.000
In aumento
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08061 -
(N.I.) 2.1.2.3.8.3.10.15 (03.02) - Anticipazione finanziaria al Consorzio di bonifica dell'oristanese, Gestione C.B. di 2° Grado, per l'entrata in esercizio della diga Cantoniera sul Tirso.
lire 6.000.000.000
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha facoltà di parlare, per una precisazione di natura tecnico-contabile, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo semplicemente per segnalare che in sede di coordinamento bisognerà integrare la denominazione del capitolo 08052 per adeguarlo alle esigenze di questo intervento con l'indicazione del consorzio beneficiario dell'articolo 2 bis che autorizza la spesa.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, come mi pare di capire, questo emendamento, di natura strettamente tecnico-contabile, ancorché orale, viene accolto nella legge che andiamo a votare con questa precisazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge 470A.
Votano sì i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Berria - Bertolotti - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giagu - Granara - La Rosa - Locci - Loddo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marrocu - Marteddu - Murgia - Obino - Oppia - Palomba - Petrini - Randaccio - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Usai Pietro - Zucca.
Si è astenuto il consigliere: Giordo.
Risultato della votazione
Presenti 49
Votanti 48
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 48
(Il Consiglio approva)
Discussione generale del disegno di legge: "Istituzione dell'Ente Foreste Demaniali" (457)
PRESIDENTE. Passiamo ora, come da accordi intervenuti nella Conferenza dei Capigruppo, e ribaditi nel corso della discussione precedente, a discutere il punto 4 all'ordine del giorno, il disegno di legge numero 457.
Non sono state presentate le relazioni entro i termini prescritti, quindi non ci sarà una relazione.
Non essendoci una relazione dobbiamo comunque aprire la discussione generale e poi eventualmente votare il passaggio all'esame degli articoli. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, sembrerà strano, ma a fine legislatura c'è sempre qualcosa che bisogna imparare. Io sono stato indicato dalla Commissione prima quale relatore per l'Aula, non riesco a capire com'è che poi nei meandri di queste cose si perdono.... Sono qui per imparare sempre e spero di tornarci in questo processo didattico costante e continuo. Però, visto che è stata aperta la discussione generale, ne approfitto per dire che la relazione predisposta dalla Giunta regionale, che presenta il disegno di legge numero 457 è una relazione articolata, molto precisa sugli obiettivi che il disegno di legge intende raggiungere, molto motivata, debbo dire, e quindi i colleghi avranno sicuramente avuto modo di leggerla, ed è per questo che io richiamo i colleghi stessi alla lettura di questa relazione. Non posso non dire, però, che la Commissione agricoltura e ambiente, che è stata chiamata ad esprimere un proprio parere, e la Commissione prima che aveva in carico il disegno di legge ha svolto un lavoro intenso e molto articolato, che ha consentito di entrare nel merito specifico, insieme alla Giunta, di tutti gli aspetti, debbo dire complessi, di questo disegno di legge; complessi per le implicanze che ha intanto di ordine finanziario nelle risorse pubbliche regionali, ma nella strategia stessa della forestazione in Sardegna come scelta di fondo, che i Consigli regionali precedenti hanno fatto, e che sono stati confermati da questo Consiglio regionale al momento di votare i bilanci annuali e pluriennali in materia forestale, e dal Governo della Regione, che ha confermato anche nella legge numero 37 questo impegno suppletivo per i prossimi tre anni. Complesso anche per le risorse occupazionali che mette in campo e che mette in moto, che sono anche una scelta di civiltà in molti paesi soprattutto dell'interno della Sardegna.
Io credo che con questo disegno di legge il Consiglio regionale pone ordine e indica una razionalità diffusa e articolata nel territorio di presenza forestale. L'istituzione dell'ente unico significa avere uno strumento snello e agile controllato e controllabile dal sistema pubblico, così come richiama e ha richiamato spesso la Corte dei Conti. Indica un rapporto più chiaro e più stringente con le comunità locali e con gli enti locali interessati al sistema della forestazione, indica un rapporto più organico e coordinato con le forze sociali del lavoro in particolare, che rappresentano questo immenso patrimonio di lavoro che la forestazione in Sardegna mette in essere.
Sono convinto, signor Presidente, appunto rimettendomi alla relazione scritta, che se il Consiglio regionale approverà questo disegno di legge con le eventuali correzioni che l'Aula potrà apportare, potrà consegnare alla prossima legislatura una di quelle riforme che segnano la vita istituzionale e sociale della nostra Regione.
PRESIDENTE. Mi corre l'obbligo di precisare che la Presidenza ha detto esattamente le cose come stanno. Quindi quella battuta sulle cose da imparare non mi è piaciuta come Presidente dell'Aula, nel senso che qua non sono arrivate nei termini né la relazione maggioranza, né la relazione di minoranza, e non c'è scritto nemmeno perché non sono arrivate nei termini né il nome del relatore. Questo non ha vietato all'onorevole Marteddu di fare la relazione orale che ha potuto fare, però nessun addebito e nessuna battuta sferzante nei confronti della Presidenza è legittima, né giusta.
E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo mille problemi procedurali approda in Aula questo disegno di legge, e veramente almeno questo è un successo; se poi l'Aula approverà credo che sarà un successo anche della funzionalità del Consiglio.
Il disegno di legge affronta un problema vero, quello della dispersione e della mancata programmazione generale della politica forestale della Regione. Politica forestale che è essenziale perché il territorio della Regione è estremamente degradato. I dati sul dilavamento, e quindi sulla qualità delle acque dei bacini sono paurosi, cioè vi è uno scorrimento superficiale dell'acqua sui terreni che è veramente eccessivo, e chiaramente porta sia a un peggioramento della qualità delle acque, sia a un degrado dei terreni. Quindi l'esigenza primaria di una politica forestale forte, capace e coordinata della Regione è di tutta evidenza, però la Regione finora si è dotata di strumenti contraddittori e dispersivi perché da una parte tiene un'Azienda foreste demaniali che ha un bilancio ridottissimo e che agisce recuperando fondi dal bilancio dell'Assessorato, e d'altra parte gli interventi di maggiore urgenza vengono effettuati dagli ispettorati forestali, che dovrebbero essere preposti al controllo dei boschi, invece si trovano essi stessi a operare per la salvaguardia o la ricostituzione dei boschi.
Questi problemi avevo evidenziato due anni fa in sede di discussione del bilancio dell'Azienda foreste demaniali; ho visto che la Giunta ha recepito questa necessità, ha operato con un disegno di legge, la Commissione prima l'ha esaminato e ha ritenuto che però numerose soluzioni tecniche, anche perché elaborate precedentemente alla 31, non fossero più valide, quindi il testo che arriva in Aula è profondamente diverso come impostazione tecnica da quello elaborato dalla Giunta, anche se rispetta profondamente la finalità del disegno della Giunta.
Credo che sia stato fatto un buon lavoro, che consentirà di avere un ente snello ed efficiente, che consenta di riordinare i rapporti di lavoro col personale secondo criteri che levino queste anomalie che sono tuttora vigenti, pertanto credo che l'Aula farebbe bene ad approvarlo. Chiaramente il testo è sempre perfettibile, ma sicuramente arriva in Aula un testo che sicuramente pone all'avanguardia il nuovo ente in relazione anche alle riforme che sono avvenute e stanno avvenendo nell'amministrazione regionale.
Credo che forse si sarebbe dovuto avere po' più di coraggio ed eliminare altri doppioni che esistono, come la Stazione sperimentale del sughero, le cui funzioni sono chiaramente comprese in quelle del nuovo ente. Comunque questo è un problema che il nuovo Consiglio potrà affrontare, probabilmente prima anche della legge finanziaria del 2000, evitando appunto che si creino enti che hanno la sola funzione di aumentare il numero delle poltrone, ma non servono oggettivamente a uno sviluppo delle attività produttive o ambientali della Regione Sarda. Per cui, dichiarandoci favorevoli, come abbiamo collaborato in Commissione, noi sardisti restiamo disponibili a collaborare anche in Aula.
PRESIDENTE. Ricordo che a termini di Regolamento chi intende iscriversi a parlare addirittura doveva farlo durante il primo intervento, ma se intende farlo lo faccia adesso.
E` iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Un brevissimo intervento perché il mio auspicio, e credo almeno della Commissione ambiente che approvò all'unanimità una risoluzione di assenso al progetto di legge della Giunta, al disegno legge della Giunta, l'auspicio ovviamente è che oltre ad aprire la discussione si riesca oggi a chiudere e ad avere questa legge di riforma dell'intervento pubblico nel settore forestale.
Io credo che la nascita dell'ente demaniale rappresenti comunque, così come è stato impostato dalla Giunta, una riforma dell'intervento pubblico regionale nel settore forestale, quindi saluto positivamente che sia arrivato in Aula il disegno di legge, e mi auguro che si possa concludere il dibattito dando una legge.
Segnalo solo due aspetti che sono positivi. La legge numero 26 prevedeva il superamento, ed è dall'85, del ruolo di gestione dell'intervento pubblico nel settore forestale da parte dell'ispettorato dipartimentale delle foreste. Sono passati quattordici anni ed ancora oggi gli ispettorati continuano ad avere un duplice ruolo, di gestione e di controllo, quindi di controllori e di controllati. E` uno degli aspetti che questa legge supera.
Un altro aspetto importante che viene posto in questo disegno di legge è quello di far giustizia rispetto forse ad un luogo comune che in questi anni abbiamo consentito che passasse sulla forestazione. Non c'è dichiarazione programmatica, non c'è neppure, nei programmi di sviluppo che la stessa opposizione ha più volte evidenziato anche in quest'Aula, che non abbia nell'ambiente il punto centrale, una idea guida, una idea sulla quale ruota tutta l'idea di sviluppo della nostra isola. Allora investire anche 200, 220, 250 miliardi che possono sembrare cifre enormi, date le scarse risorse del bilancio regionale, investire queste cifre in un settore strategico come quello della forestazione, che comunque garantisce una gestione di oltre 220 mila ettari di terre pubbliche che vengono mantenute, gestite con la manutenzione, con nuovi rimboschimenti, cioè fare della Sardegna un'isola verde che possa realmente vendere questa immagine nel mondo, quindi non solo l'immagine delle coste, ma anche del suo interno, credo che sia un fatto positivo.
Io credo che il disegno di legge si possa approvare con il correttivo che propone la Giunta con gli emendamenti, proprio in relazione alla parte che riguarda il personale.
E' una sfida che ci è stata lanciata, rispetto alla possibilità che pur superando l'ibrido che oggi è presente all'interno dell'intervento pubblico nel settore forestale, l'ibrido della presenza di personale di ruolo e di personale impiegatizio operaio disciplinato con contratti privatistici. Io credo che sia possibile superare questa situazione, così come è stato richiesto anche dal collega Bonesu, attraverso una novità che gli stessi sindacati e i lavoratori ci chiedono, che è quello di mantenere, pur riconoscendo che il rapporto di lavoro può essere un rapporto di lavoro di pubblico impiego, mantenendo una disciplina contrattuale che più si addice a questi lavoratori, che più si addice a questo settore, che è la disciplina contrattuale privatistica. Del resto, su questo elemento la stessa Corte di Cassazione si è più volte pronunciata, ritenendo legittima e compatibile la natura pubblica del rapporto di lavoro con la disciplina privatistica.
Credo che sia data a noi, anche adesso, nell'ultimo minuto, nell'ultima fase, la possibilità proprio di sperimentare per un settore che è diverso, come quello del settore forestale, la possibilità appunto che pur riconoscendo un ruolo ai lavoratori, pur riconoscendo un rapporto diretto con l'ente demaniale ai lavoratori, agli impiegati, ai tecnici, agli operai, possa essere mantenuta questa disciplina contrattuale privatistica che ha regolamentato in questi anni i rapporti di lavoro di questi lavoratori esaltandone anche questo elemento positivo, che può essere oggi per l'ente demaniale e che forse non sarebbe male che in prospettiva potrebbe essere esteso anche ad altri lavoratori con i quali la Regione ha un diretto rapporto di lavoro.
Quindi questi correttivi che mi pare proposti alla Giunta al disegno di legge, esitati dalla Commissione prima, io personalmente li accolgo, anche perché sono in sintonia col documento che la Quinta Commissione approvò, ripeto ancora una volta, all'unanimità, quindi senza divisioni tra maggioranza e minoranza, quindi tra maggioranza ed opposizione, e che avevano in questo elemento uno dei punti più importanti, a detta della Commissione quinta che approvò quella risoluzione.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo brevemente perché desideriamo abbreviare, per quanto ci compete, l'iter dell'approvazione di questa legge in tempi molto rapidi. Chi avesse voglia, l'avventura di leggere il discorso di insediamento di questa legislatura, troverebbe un riferimento preciso che io avevo fatto al problema della forestazione in Sardegna, del recupero dei terreni percorsi dal fuoco, e contemporaneamente la possibilità rapida di dare posti di lavoro a migliaia e a migliaia di lavoratori sardi disoccupati. Credo che non lo farà nessuno, tuttavia rimane agli atti.
Siamo stati per un quinquennio in controtendenza con scettici e con giudizi superficiali, abbiamo sempre sostenuto la possibilità, la necessità di una forestazione semplificandone la gestione, accentrando ad un nuovo processo, uno strumento di nuovo processo di politica forestale con fini che sono stati enunciati più volte nel corso dei dibattiti generali e nel corso del dibattito sulle dichiarazioni della presentazione delle cinque, sei, sette, otto..., chi ricorda più, giunte regionali in questa legislatura.
A me fa molto piacere leggere sulla stampa che nei territori dell'Oristanese i problemi del rimboschimento hanno dato lavoro a 357 persone. Questa è la strada, questa è una delle strade che noi abbiamo sempre sostenuto. E quindi questa legge si pone alcuni fini che devono essere ampliati nella prossima legislatura con risorse finanziarie anche più imponenti di quelle che vengono previste oggi. Ripetendo una storia a ritroso del depauperamento che c'è stato della forestazione, dell'abbattimento delle foreste nella nostra isola.
Debbo ricordare che, se vi sono le possibilità, con questo stanziamento, di intervenire su 200 mila ettari di terre pubbliche, che le terre pubbliche in Sardegna assommano a 540 mila ettari. La Sardegna ha un quarto, più di un quarto della sua estensione che sono terre pubbliche, che possono essere, in un arco di tempo ragionevole, ed attraverso una programmazione organica ed uno studio organico, gran parte recuperate all'attività produttiva e all'occupazione. Occupazione reale, possibile, in tempi rapidi, che non comporta grandi progetti, grandi passaggi tecnici e burocratici, e quindi impedendo l'utilizzo delle risorse finanziarie disposte con tempi lunghissimi, aiutando un processo di sviluppo soprattutto nei territori, in molti territori delle zone interne.
Ecco, questo è l'intendimento con il quale noi abbiamo sostenuto con impegno in Commissione questo disegno di legge, lo sosteniamo oggi e diamo il nostro assenso, lo sosterremo votandolo con piena soddisfazione di chi riceverà, e saranno i sardi, i benefici di questa legge.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Noi, Gruppo di Forza Italia, sottolineiamo la notevole importanza di questo provvedimento che riguarda un settore di rilievo per l'occupazione in Sardegna - sono circa seimila i lavoratori addetti del settore -, e soprattutto per l'azione di tutela che svolgono con riferimento al patrimonio boschivo ed ambientale in generale. Quindi nella prima Commissione noi abbiamo dato tutto il contributo per riscrivere la proposta, il disegno di legge della Giunta, che su alcuni aspetti, per la verità, non portava elementi di chiarezza sull'individuazione esatta della natura dell'ente, tant'è che in Commissione si è ritenuto del tutto inutile riscrivere alcuni articoli che erano stati già definiti con la legge regionale numero 31 del 1998. E ciò perché riteniamo che questo ente possa e debba essere annoverato fra gli enti strumentali della Regione a pieno titolo, con tutto ciò che quindi ne consegue sul piano proprio dell'applicazione delle norme sugli enti strumentali della Regione e della stessa richiamata legge regionale 31 del 1998.
Riteniamo che alcuni emendamenti introdotti dalla Giunta, e che esamineremo nel corso dei nostri lavori, probabilmente correggono, in qualche modo introducono anche elementi di novità, nel senso che riportano il testo a previsioni originarie che hanno costituito oggetto del dibattito politico, e su questo nel corso del dibattito preciseremo meglio la nostra posizione.
In questa fase mi preme sottolineare che finalmente tutti quei rilievi, anche recentemente fatti dalla Corte dei Conti sull'esercizio, spesso anche disinvolto, bisogna riconoscere, tra i ruoli che spesso si confondono tra coloro che fanno le perizie, coloro che fanno i collaudi all'interno di uno stesso sistema, forse non dava elementi di trasparenza e di chiarezza, quale un settore come quello di cui discutiamo aveva certamente bisogno.
Quindi il testo senz'altro va nella direzione giusta, valuteremo articolo per articolo sulle modifiche che alcuni emendamenti apportano, ma nel complesso ci pare un testo che finalmente introduce chiarezza in questo settore.
Un'ultima osservazione, è una certa incongruenza che rileviamo dal testo di legge che oggi è in discussione, cioè la mancanza di una precisa tabella per la dotazione organica. La disposizione dell'articolo 35 al quarto comma, per la verità, rinvia tale problematica all'approvazione del regolamento organico del nuovo ente, però sul piano politico, mi consentirà l'Assessore, di sottolineare un aspetto che a mio avviso denota una certa approssimazione con cui è stato predisposto il testo da parte della Giunta, soprattutto è una preoccupazione perché fa quanto meno presumere una se non scarsa, comunque sicuramente insufficiente conoscenza della situazione reale, dei cantieri e degli uffici, salvo che non si tratti invece di una volontà politica, pur sempre legittima, di evitare scelte precise in relazione alle dotazioni organiche.
A parer nostro si sarebbe dovuto invece predisporre una pianta organica, definita e a regime, in relazione all'attività ritenuta ordinaria e prevedere il mantenimento in servizio ad esaurimento dell'eventuale personale eccedente tale previsione. Questo avrebbe creato sicurezza per i posti di lavoro, a nostro avviso, maggior sicurezza e stabilità anche per il futuro.
Mi auguro che questi aspetti possano essere chiariti, e soprattutto possano essere fugati quei dubbi che mi auguro siano solo di carattere tecnico e che non sottintendano altre scelte. Ma soprattutto dobbiamo apprezzare che si supera una situazione, dove si riportano a regole chiare e di piana trasparenza le procedure di assunzione finora utilizzate in questo comparto.
Quindi noi ci auguriamo che da oggi e per il futuro funzioni veramente, non come una sorta di refugium peccatorum, Assessore Onida, lei non c'entra, ma di qualche Assessore anche nel passato che ha fatto scempio sotto il profilo anche clientelare, ma che ritorni nel suo ruolo, quale quello oggi per la verità diligentemente e con grande apprezzamento esercitato da tutti gli operatori del settore. Quindi il nostro sarà un sicuro sostegno a questo provvedimento.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Presidente, vorrei ricordare ai colleghi il lavoro che è stato fatto dalla Prima Commissione competente per la riforma di questo settore, a seguito dell'assegnazione del provvedimento che è pervenuto a ottobre del '98, è stato trasmesso intorno al mese di novembre alla Commissione Agricoltura, che è la Commissione di merito, e la Commissione agricoltura ha reso il parere alla Prima Commissione a fine del mese di febbraio del '99, perché evidentemente il provvedimento era complesso e richiedeva un esame attento e approfondito, cosa peraltro che è stata necessaria anche a livello di prima Commissione.
In effetti l'importanza e la centralità dell'argomento, non inteso esclusivamente come forestazione ma come governo del settore dell'ambiente, cioè governo di un settore strategico per lo sviluppo equilibrato della Sardegna, e gli elementi di riforma profonda che il disegno di legge della Giunta contenevano per le implicazioni di carattere finanziario, ricordiamoci che stiamo parlando di un intervento complessivo di circa 300 miliardi che interessano, tra le altre cose, lo ricordava il collega Pittalis, almeno 6 mila lavoratori, direi che è un intervento diffuso in maniera piuttosto omogenea quasi su tutto il territorio regionale.
Tutti questi argomenti, naturalmente, hanno fatto sì che il provvedimento venisse con estrema attenzione esaminato e valutato dalla Commissione. Mi pare che la prima Commissione, senza distinzione alcuna, come ha lavorato la prima Commissione in questi cinque anni, se non nella parte finale per il collega Manunza che ha espresso alcune riserve e che poi credo che abbia tradotto anche in una serie di emendamenti che ha presentato, la Commissione, con tutte le forze politiche hanno lavorato in maniera piuttosto serrata e poi ha approvato e licenziato il testo che oggi ci troviamo di fronte.
Mi pare che, nonostante questo lavoro di revisione, rimangano ancora aperti alcuni problemi che andranno visti e affrontati nella prossima legislatura, se la futura Assemblea legislativa regionale vorrà riprendere questo argomento.
Credo che ci siano da fare ancora approfondimenti, ma in tutti i casi il provvedimento, così come è licenziato dalla Commissione, sicuramente è un grosso passo avanti e consente un intervento più razionale sicuramente nel settore della forestazione.
Il problema di più difficile soluzione è senz'altro quello del personale, perché chiaramente non è ipotizzabile una privatizzazione totale di questo settore, soprattutto per quegli interventi che sono finalizzati a interventi in terreni sottoposti a vincolo idrogeologico, che hanno particolari caratteristiche, che sono dislocati quindi in zone prevalentemente interne, afflitte da uno sviluppo piuttosto ridotto, per non dire inesistente, intervento che spesse volte ha risolto quindi anche problemi legati all'occupazione e alla formazione del reddito in questi territori, intervento che in un qualche modo ha teso e deve tendere sempre di più a radicare in quel territorio la presenza di questi lavoratori, possibilmente delle loro famiglie, e quindi garantire non l'abbandono di questi territori, cosa che sarebbe sicuramente disastrosa per l'intero sviluppo e per l'intera economia della Sardegna, ma caso mai andare a incentivarlo ulteriormente.
Questo però rappresenta un problema, la gestione e il governo di questo personale, si sono trovate alcune soluzioni che sicuramente non sono soddisfacenti, ma dico subito, lo dico all'assessore, assessore, attenzione agli emendamenti che avete presentato, perché in Commissione si è raggiunto un equilibrio fra tutte le forze politiche, io mantengo una riserva su questi emendamenti, nel senso che vorrei, anche in modo rapidissimo, avere la possibilità di un confronto in Commissione per esaminare questi emendamenti che avete presentato e poi rapidamente esprimere il nostro parere perché, ripeto, a me pare che l'equilibrio raggiunto in Commissione fosse in quel momento l'equilibrio massimo raggiungibile.
Questo che sto dicendo non significa che il lavoro della Commissione non possa essere modificato, però valutiamolo con attenzione, anche sulla base delle cose che sono state dette qui stamattina. E` del tutto evidente che tutti, dato che abbiamo espresso la volontà politica di varare il provvedimento, lavoreremo ininterrottamente per chiuderlo.
L'altro problema, l'altro settore che a me pare ancora non totalmente risolto è il problema della gestione complessiva di questo immenso patrimonio naturalistico e ambientale, costituito in prevalenza dal patrimonio dell'Azienda Foreste Demaniali.
Sono state introdotte in questo provvedimento forme di gestione e di apertura a forme di gestione anche diverse da quelle sostanzialmente inesistenti, presenti sino a questo momento, mi pare che vadano ulteriormente e meglio definiti i ruoli e della Regione, e dell'ente e degli enti locali, in particolare i comuni sui cui i territori sono posizionate queste proprietà, però ripeto, è chiaro che non potevamo pretendere di risolvere compiutamente tutto e brillantemente con questa legge, ritengo che sia indispensabile e necessario che questo avvenga però con provvedimenti successivi, che meglio definiscano la riforma complessiva.
Se la legge verrà approvata, come tutti quanti auspichiamo, questo è il secondo intervento sostanzioso e rilevante che noi facciamo in termini di riforma perché, ricordo ai colleghi che non ne hanno alcun bisogno, che abbiamo già varato ed è già operativa la legge di riforma dell'EMSA.
Quindi questa tanto deprecata legislatura, questa legislatura che sostanzialmente, a detta di molti non ha concluso nulla, con i consiglieri asini, con i consiglieri fannulloni, alla fine sta dimostrando di aver prodotto e in termini quantitativi e in termini qualitativi molto di più delle legislature passate.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr.Fed.). Presidente, la ringrazio, sarò brevissimo. Rinuncio all'intervento perché preferisco che prima dell'interruzione si voti il passaggio agli articoli, interverrò poi nel merito degli emendamenti.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Anch'io vorrei esprimere soddisfazione per l'approdo in Aula e per la definizione positiva che avrà il provvedimento quest'oggi, a conclusione di una legislatura che sui temi ambientali ha avuto certamente grande attenzione.
Il mio intervento sarà breve, perché condivido le cose che i colleghi hanno detto negli interventi, e che quindi mi consentono di non dilungarmi oltre, nel merito del disegno di legge.
Devo dire che dal testo originario che la Giunta ha presentato due anni fa al Consiglio, alle parti sociali, agli operatori del settore, il testo finale è un testo indubbiamente molto più agile, snello e capace di rappresentare meglio il divenire, il progetto politico che riguarda le politiche di forestazione in Sardegna.
Ringrazio molto la Commissione di una straordinaria attenzione, la prima, la Commissione quinta e la Commissione prima, la quinta che nel merito si è espressa con notevoli apprezzamenti sui contenuti del disegno di legge, la prima che ha introdotto invece oggettivamente, dando anche una dimostrazione che allorquando su temi di riforma così importanti, maggioranza ed opposizione si confrontano con onestà intellettuale, con l'intento di pervenire ad una sintesi riformatrice reale, i risultati si raggiungono.
Perché il dimagrimento del testo? Il testo è stato preparato due anni fa, prima di due anni fa, nel frattempo, sono avvenuti altri fatti nella legislazione regionale che hanno consentito di eliminare tutta una serie di norme, sostituite da una semplicissima norma di rinvio, che rende più trasparente il testo stesso.
Però la ratio, gli elementi forti del cambiamento sono rimasti altrettanto forti e immutati anche nel testo che è uscito dalla Commissione. Alcune osservazioni che i colleghi hanno fatto. Il problema della pianta organica: noi riteniamo che questo sia un testo che avrà necessità di una sperimentazione, che durerà un anno, durerà due anni, ma certamente è un articolato che avrà necessità di una sperimentazione sul campo.
Noi abbiamo ritenuto che il divenire delle politiche di forestazione, gli obiettivi che questa Giunta e le Giunte future si porranno di fronte in ordine alle acquisizioni di territorio pubblico, di territorio privato, dimensionare sempre andando verso il raddoppio, questo era l'obiettivo già del piano dell'88, ma sempre ripetuto dalle Giunte Regionali che si sono susseguite nel tempo, porta necessariamente a una costante rivisitazione dell'organico necessario, degli operai necessari per portare avanti le politiche in questo settore.
Quindi riteniamo che, di anno in anno, sia determinante l'individuazione delle aree, e questo avviene, la legge prevede le pianificazioni, prevede le conferenze di servizio che gli enti locali con l'Assessore dovranno fare per consentire poi al Consiglio di fare le pianificazioni veramente importanti, che sono gli atti dentro ai quali le Giunte dovranno governare, dovranno essere identificate le quantità di risorse necessarie ogni anno, per ogni esercizio, per ogni triennio. Oggi con il bilancio triennale si può tranquillamente fare una previsione triennale in questa materia. Il discorso del personale è conseguente, consegue e deriva dagli investimenti in questo settore, dalle scelte che in questo settore vorranno fare i governi futuri.
Per quanto riguarda gli emendamenti che la Giunta ha presentato, riportando il testo originario del proprio disegno, in ordine al contratto collettivo di lavoro, in ordine alla gestione del personale e in ordine alle assunzioni, la Giunta ritiene compatibile con la riforma il mantenimento del contratto collettivo di lavoro, che si colloca sul livello regionale e che non mantiene, in maniera parallela o identica, le condizioni e lo status del contratto che i dipendenti regionali, di cui prima alla 51 e oggi alla 31, hanno, mantenendo per essi un contratto di tipo privatistico, mantenendo quindi l'omogeneità che esiste su tutto il territorio nazionale in ordine a questo tipo di lavoro, a questo tipo di professionalità.
Questo è anche il frutto di un'azione concertata, importante del Governo regionale con le organizzazioni sindacali che ritengono più producente, più capace di incidere positivamente, questo tipo di contratto, nel sistema della forestazione e che consente quella specificità di questo tipo di attività, a differenza invece del rapporto di diritto pubblico che è regolamentato da altra forma pubblica contrattuale.
Quindi riteniamo di mantenere questo impegno ed eventualmente di riportarlo dentro a quella ipotesi che ho detto all'origine, di sperimentazione del nuovo ente, mantenendo però questa specificità che oggi è ritenuta essenziale dalle forze sociali, dagli stessi operatori.
Credo di concludere queste brevi osservazioni con una certezza: il nuovo ente, oltre che semplificare, razionalizzare la spesa e puntare al risparmio, consente una pianificazione del territorio ed una visione delle politiche ambientali certamente più corretta, più evidente, più trasparente. Porta una volta per tutte a distinzione il ruolo di gestione dal ruolo di controllo, riportando all'interno del corpo , con lo spirito che il corpo dovrà mantenere, una collaborazione costante per le professionalità che esprime nei confronti degli enti locali, ma che farà controllo.
La gestione dovrà essere affidata all'ente; il soggetto non è il soggetto che governa l'ente, sarà un soggetto snello, non un carrozzone, che porta per metà delle professionalità nel campo scientifico, nel campo agronomico, nel campo delle scienze forestali e l'altra metà recupera, riporta sul livello degli eletti, degli amministratori locali il ruolo e la competenza per recuperare quel concetto della pianificazione, del diritto a pianificare, del diritto a conoscere il proprio territorio e a decidere sul proprio territorio che hanno gli amministratori locali.
Quindi una valenza anche politica di grande rilievo e, ultima cosa, fino ad oggi l'Azienda foreste demaniali ha fatto... con umiltà debbo confessare di aver scoperto solo da assessore le cose straordinarie che l'Azienda ha fatto, però in un regime di grande complicazione che andava assolutamente superato.
In aula ne abbiamo parlato tante volte, ci sono state mozioni, interpellanze su questo argomento, ma l'azione dell'Azienda fino ad oggi è stata improntata di sicuro a realizzare perimetri straordinari, bellissimi del nostro territorio di verde e di bosco però quasi fini a sé stessi, non aperti né alla conoscenza della gente, ma soprattutto non aperti a un'economia nuova, ecocompatibile ed ecosostenibile.
Questo disegno, questa proposta in questo innova e in questo dà garanzia anche per lo sviluppo e per l'occupazione ai nostri concittadini. Per questo sono convinto che con l'apporto di tutti questo provvedimento oggi meriti l'approvazione, quasi a messaggio, in chiusura di questa legislatura, tormentata per molti versi, ma per altri versi capace anche di produzioni importanti.
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione prima è convocata alle ore 16 per esaminare gli emendamenti e l'Aula quindi si riunirà alle ore 17.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr.Fed.). Io ho rinunciato a svolgere l'intervento con questo argomento: preferisco intervenire sul testo, nel corso dei lavori, per fare in modo che si interrompa per il pranzo avendo votato il passaggio agli articoli.
Il collega Onida ha fatto un intervento, restringendo al massimo le sue considerazioni per ottenere questo obiettivo, quindi le chiedo cortesemente se possiamo procedere in questa direzione.
PRESIDENTE. Per essere chiari, da quando la prassi è prassi, io mi ritrovo 80 emendamenti. La Commissione deve vederli, è probabile che ci possa essere qualche esigenza di aggiustamento, a quel punto non c'è possibilità di reinserire un emendamento che aggiusti.
Quindi il passaggio agli articoli che si faccia ora, o che si faccia alle 17 se c'è un accordo non crea nessun problema. Il vantaggio di farlo in apertura è tener conto di qualche suggerimento della Commissione che se no non può essere accolto. Questo è l'unico motivo e abbiamo sempre fatto così quando c'è stata una quantità di articoli, se no che si riunisce a fare la Commissione? Tanto vale che chiudiamo e tanti saluti.
Il problema è tener conto del lavoro della Commissione e del lavoro dei colleghi che possono suggerire un emendamento che magari sostituisce, razionalizza e corregge altri emendamenti. Se adesso metto in votazione il passaggio agli articoli, dopo non posso più accogliere nessun emendamento e siamo impantanati.
Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Il problema più grosso è che alle 17 ci sia il numero legale, perché questa volta a nome del Gruppo Popolare chiederemo, se dovesse mancare il numero legale, la votazione per appello nominale, in modo che si sappia quali consiglieri sono assenti e quali sono presenti, perché non vorremo che ci fossero franchi tiratori, come si è verificato per i PTP.
PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato per le ore 17 odierne. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 13 e 40.
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