Seduta n.203 del 05/06/1997
CCIII SEDUTA
Giovedì 5 giugno 1997
Presidenza del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 34.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 maggio 1997 (199), che è approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
PIRAS, Segretario:
"Interrogazione Tunis Gian Franco, con richiesta di risposta scritta, sul piano di razionalizzazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e conseguente protesta dei docenti e studenti della Sardegna". (750)
"Interrogazione Liori - Cadoni - Frau - Masala, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del Coordinatore del Servizio amministrativo dell'ERSAT". (751)
"Interrogazione Fantola, con richiesta di risposta scritta, sul contratto preliminare stipulato dall'Ente Minerario Sardo ed una società del gruppo ENI e sull'acquisizione del patrimonio derivante dalla dismissione delle attività minerarie". (752)
"Interrogazione Liori - Marracini, con richiesta di risposta scritta, sull'allarme creato nell'opinione pubblica in seguito ad articoli di stampa relativi a decessi per malattie infettive". (753)
"Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sul mancato accredito delle risorse per garantire i lavori socialmente utili". (754)
"Interrogazione Locci, con richiesta di risposta scritta, sul sistema d'allarme sanitario 118". (755)
"Interrogazione CADONI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi che attraversa il mondo agropastorale". (756)
"Interrogazione Diana - Obino - Ghirra, con richiesta di risposta scritta, sul Centro intermodale e sulla ristrutturazione ferroviaria di Olbia e del nord Sardegna. (757)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità dell'istituzione di posti di qualifica funzionale VII per sopperire alla mancanza d'organico di qualifica VIII presso gli uffici giudiziari del Giudice di pace in Sardegna". (758)
"Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versa l'Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro". (759)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di recepire anche in Sardegna, con apposita procedura regionale, la normativa dettata dalla Legge n. 30 del 15 gennaio 1991 recante "Disciplina della riproduzione animale". (760)
"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui disagi dei passeggeri che intendono imbarcarsi o sbarcare nel porto di Porto Torres e sulla necessità di intervenire presso le compagnie di navigazione". (761)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
PIRAS, Segretario:
"Interpellanza Nizzi - Biancareddu - Floris - Bertolotti - Balletto sulla paventata riduzione di personale alla Banca di Sassari". (346)
"Interpellanza Biancareddu - Nizzi - Pittalis - Oppia sulla mancata corresponsione delle borse di studio ai medici del corso di formazione in medicina generale della USL n. 1 di Sassari". (347)
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35 (Disciplina del settore commerciale)". (338)
(Pervenuto il 26 maggio 1997 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Incentivi per la riqualificazione e l'adeguamento delle strutture alberghiere e norme modificative ed integrative della legge regionale 14 gennaio 1993, n. 40". (340)
(Pervenuto il 28 maggio 1997 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Norme straordinarie in materia di protezione della fauna selvatica". (341)
(Pervenuto il 28 maggio 11997 ed assegnato alla quinta Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge
Dai consiglieri Concas - Frau - Sassu - Piras - Demontis - Tunis Gian Franco - Petrini - Montis - Biancareddu - Balia - Sanna Salvatore:
"Norme a tutela del patrimonio archeologico subacqueo della Sardegna". (339)
(Pervenuta il 27 maggio 1997 ed assegnata alla ottava Commissione.)
Commemorazione dell'ex consigliere regionale Alfredo Pazzaglia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra opportuno ricordare a distanza di qualche giorno un prestigioso collega che ci ha lasciato, mi riferisco all'onorevole Alfredo Pazzaglia, infatti come sapete il 6 maggio scorso è improvvisamente deceduto all'età di 70 anni l'onorevole Alfredo Pazzaglia, componente del Consiglio regionale per oltre due legislature, dal 1957 al 1967, deputato al Parlamento dal 1968 al 1992, attualmente componente "laico" del Consiglio superiore della Magistratura e candidato alla carica di giudice costituzionale, esponente di spicco del MSI-DN di cui è stato Presidente, e di Alleanza Nazionale cui aveva aderito dopo la svolta di Fiuggi.
Nato a Cagliari il 10 giugno del 1927, fin da giovanissimo
l'onorevole Pazzaglia ha svolto un'intensa attività politica.
All'età di 29 anni era già consigliere comunale a Cagliari,
ed a 30 anni sedeva fra i banchi di questa Assemblea. Uomo
di grande rigore morale e di non comuni doti politiche, l'onorevole
Pazzaglia ha sempre goduto di grande stima ed apprezzamento
da parte di tutti coloro che ebbero l'opportunità di lavorare al
suo fianco (compagni di partito ed oppositori), per la sua
lealtà intellettuale e l'alto senso delle istituzioni. All'attività
politica, l'onorevole Pazzaglia ha sempre accompagnato l'impegno
professionale, esercitando l'attività forense dai tempi della
laurea sino alla elezione in seno al Consiglio Superiore della
Magistratura, con unanimi riconoscimenti da parte di colleghi e
magistrati.
Nel corso della sua lunga esperienza in Consiglio
regionale, l'onorevole Pazzaglia ha dedicato gran parte del suo
impegno ai problemi dello sviluppo economico-sociale e al difficile
settore della giustizia. Oltre ad essere stato più volte componente
delle commissioni Autonomia, Finanze e Pubblica istruzione,
l'onorevole Pazzaglia ha fatto parte della Commissione speciale
d'inchiesta sulle condizioni economico sociali delle zone interne
istituita con legge regionale nel 1966, ed inoltre della
Commissione speciale per il Piano di Rinascita del 1967. Nella
quinta legislatura ha ricoperto il ruolo di Presidente del Gruppo
misto. Intensissima la sua attività politico legislativa che ha
spaziato su tutte le materie di interesse sociale e produttivo, ma
con particolare impeto per i problemi del settore minerario che in
quegli anni era sottoposto a forti tensioni. Portate interamente a
termine la Terza e la Quarta legislatura, l'onorevole Pazzaglia si
dimise dal Consiglio regionale a metà della quinta legislatura, nel
1967, per candidarsi alle elezioni politiche. E' stato deputato al
Parlamento per sei legislature ed ha svolto il mandato parlamentare
per 24 anni consecutivi, dal 1968 al 1992. Per nove anni è stato
vice presidente e per tredici Presidente del Gruppo Parlamentare
del MSI-DN alla Camera dei Deputati Per quasi tutto l'arco del suo
impegno parlamentare ha fatto parte della Commissione affari
costituzionali e per due legislature è stato componente del
Comitato parlamentare sui servizi di sicurezza oltre ad essere
stato membro della Commissione bicamerale di inchiesta sulla
criminalità in Sardegna, nonché della Commissione bicamerale per i
procedimenti di accusa. Nel '92 non si è ripresentato come
candidato al Parlamento. Nella sua lunga attività istituzionale
l'onorevole Pazzaglia non ha mai disperso i contatti con la realtà
locale della Sardegna. E' stato a lungo consigliere comunale oltre
che a Cagliari anche a Porto Torres, Sinnai ed Arzana.
Risale al 1994 la sua elezione alla carica di componente laico del
Consiglio superiore della magistratura. Al Palazzo dei Marescialli,
l'onorevole Pazzaglia era Presidente della seconda Commissione
referente per le autorizzazioni, per gli incarichi extra giudiziali
e per le incompatibilità. La sua scomparsa ha suscitato viva
commozione in città e in tutta la Sardegna e un profondo cordoglio
in tutti noi. Ai familiari e al Gruppo politico che l'ha avuto tra
le sue fila vada il cordoglio del Consiglio regionale e mio
personale, cordoglio sentito: ci lascia un'altra delle prestigiose
figure che hanno segnato la vita della nostra Regione.
Sospendo la seduta in segno di lutto.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 59, viene ripresa alle ore 11 e 25.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Prego i colleghi di prendere posto. L'ordine del giorno prevede dopo le comunicazioni del Presidente, che sono state già effettuate, la discussione delle mozioni numero 124 e 125. E di seguito gli altri argomenti iscritti all'ordine del giorno che era stato concordato.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi del
Consiglio, un documento sottoscritto dai Capigruppo della
maggioranza recepisce in pieno il senso della mozione a firma dei
consiglieri Murgia, Sassu e più. C'è un giudizio in quel documento
preoccupato della situazione della maggioranza, che certo è passata
indenne al voto sulla mozione di sfiducia, ma che ha necessità di
una maggiore coesione e di maggiore solidità di governo. C'è
indicata la necessità, in quel documento, di ricomporre la
coalizione e quindi di aprire il confronto politico e programmatico
con Rifondazione Comunista e c'è indicata la strada per verificare
le condizioni per un accordo di programma e di governo con
Rifondazione comunista. Mi pare che questi siano i punti salienti
anche della mozione che dovrebbe essere discussa stamane in aula.
Per cui noi riteniamo che, essendo recepiti questi concetti,
dichiariamo di ritirare la mozione stessa. Io penso che questo
percorso che prima era indicato nella mozione e attualmente nel
documento della maggioranza sia un percorso, possa essere un
percorso comune, un percorso che ci aiuta ad uscire dalle sabbie
mobili della discussione in questo Consiglio attraverso una
assunzione di responsabilità a livello dei Gruppi e a livello dei
singoli. L'obiettivo che ci eravamo posti con la mozione, credo che
siano gli obiettivi anche del documento, erano quelli di salvare la
legislatura che non significa, come dire, salvare ed evitare lo
scioglimento del Consiglio; secondo me salvare la legislatura
significa anche utilizzare il tempo che ci rimane per realizzare i
punti significativi del programma così come noi li abbiamo indicati
nella mozione, significa anche salvare il progetto politico al
quale molti di noi si richiamano. Significa anche salvare la
maggioranza, ricomponendo la precedente maggioranza, non
sostituendo pezzi di maggioranza che non sono presenti, quindi
guardare anche con capacità di ascolto verso le voci di dissenso,
di attenzione critica verso la maggioranza stessa e soprattutto,
fatto nuovo, importante, che voglio sottolineare, che era presente
nella nostra mozione e che è richiamato anche dal documento della
maggioranza che è quello di aprire un confronto politico
programmatico con Rifondazione Comunista, e di verificare
anche le possibilità per le condizioni di un accordo di programma,
ma non solo di programma ma anche un accordo di governo con
Rifondazione Comunista. Questi mi pare che siano degli obiettivi
giusti, credo che questo documento della maggioranza abbia fatto
una operazione di buon senso, lo ripeto, che è frutto anche, lo
voglio sottolineare, della iniziativa politica che è nata dalla
mozione che è stata firmata dai consiglieri Murgia, Sassu e altri
sei consiglieri. Nessuna architettura rigida che pregiudichi il
percorso individuato, ma certamente sono ben chiari il percorso,
debbono essere ben chiari i contenuti, le forze in campo e i tempi
che sono indicati in quel documento di riflessione sui contenuti, a
cui faceva riferimento. Io dichiaro quindi di ritirare la mozione e
naturalmente mi riservo di vigilare che questi percorsi individuati
vengano rispettati, che i contenuti vengano rispettati e che i
tempi indicati vengano rispettati.
PRESIDENTE. La mozione numero 124 è pertanto ritirata. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Signor Presidente, io prendo la parola per annunciare il ritiro della mozione numero 125. La motivazione del ritiro è costituita dal documento politico, ma ha valenza istituzionale, ma si tratta di un rilevante documento politico, al quale faceva riferimento anche poc'anzi il collega Sassu, documento brevissimo di cui do lettura: la votazione sulla fiducia ha costituito un passaggio essenziale; la bocciatura dell'ordine del giorno di sfiducia non significa, tuttavia, ancora disporre della maggioranza coesa e solida necessaria per governare. La linea da perseguire è quella, contestualmente, della ricomposizione della coalizione e dell'apertura del confronto politico e programmatico con Rifondazione Comunista. Pertanto il Presidente della Giunta e i Capigruppo della coalizione propongono l'immediata apertura di un approfondito confronto con Rifondazione Comunista per verificare, entro quindici giorni, l'esistenza delle condizioni per un accordo di programma e di governo. E' firmato dal Presidente della Giunta e dai cinque Capigruppo della coalizione di centro sinistra. Aggiungo una brevissima considerazione: la questione della fiducia-sfiducia, dal punto di vista formale, è chiusa, è stata chiusa dalla discussione e dalla votazione sull'ordine del giorno di sfiducia nella precedente seduta. Non ci nascondiamo però dietro un dito, non ci nascondiamo dietro regolamenti e formalità. Nella sostanza, lo diciamo con molta chiarezza, il problema della maggioranza, della costruzione di una maggioranza che abbia quei requisiti di coesione e di solidità necessari per governare e per governare bene è un problema da risolvere. Due sono le direzioni nelle quali riteniamo di dover lavorare: la direzione della chiarificazione e della ricomposizione nell'ambito della coalizione di centro sinistra e l'altra direzione, quella del confronto politico e programmatico con Rifondazione Comunista. In queste due direzioni intendiamo lavorare e lavoreremo contestualmente. Ribadisco e concludo che noi intendiamo aprire, condurre e chiudere positivamente il confronto con Rifondazione Comunista con l'insieme della maggioranza, con tutte le componenti dell'attuale coalizione di centro sinistra.
PRESIDENTE. La mozione numero 125 è ritirata. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 87: Tutela e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi abbiamo avanzato, in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e ci sembrava che ci fosse un accordo, che i Gruppi avrebbero potuto, in quest'Aula, poiché l'annuncio del ritiro delle mozioni è stato fatto già in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, fare delle brevi dichiarazioni, perché non ci fossero né incertezze né confusioni sulla situazione politica. Credo che non sia del tutto chiara, probabilmente non è sufficientemente chiara e comprensibile alla grande maggioranza dei nostri concittadini. Dico queste cose perché si sono susseguite delle voci, anche se noi non dovremmo raccogliere queste voci e trasformarle poi in un dato politico della nostra Assemblea legislativa, tuttavia ci sono; è inutile ignorarle. Ignorarle significa ignorare che cosa, nella maggioranza dell'opinione pubblica, viene via via avanzato. Il ritiro delle mozioni è un fatto assolutamente coerente con questo documento che la maggioranza ha sottoscritto, almeno così mi sembra di interpretare. La maggioranza riconsidera tutto l'evolversi della situazione, non solo di governo ma l'evolversi della situazione politica in questo triennio. Noi fummo, con un documento ufficiale, firmato dal Presidente o da quello che (adesso non ricordo esattamente, sto invecchiando) quello che divenne successivamente il Presidente della Giunta regionale, con un documento da lui firmato nel quale volgarmente scaricava Rifondazione Comunista dalla compagine di governo. Fu un momento traumatico per noi e credo anche per l'opinione pubblica. Per non ripetere le cose del passato che si conoscono, della nostra partecipazione a quella battaglia elettorale e del successo che la coalizione ebbe. Adesso c'è una considerazione: c'è un riconoscimento che quell'atto politico e le conseguenze sono state drammaticamente negative per la Regione, per la Regione nel suo complesso, ma anche per l'opinione pubblica sarda, per le categorie economiche. Noi stiamo uscendo da una manifestazione contadina altrettanto drammatica; ma ci sono situazioni che si richiamano alle zone minerarie, ad altri settori. La disoccupazione è imperante in Sardegna, decine e centinaia di migliaia di disoccupati, la drammaticità delle giovani generazioni che non trovano conseguenze in questo. C'è stata un'esperienza negativa, c'è stato un fallimento, in altre parole. Il riconoscimento che oggi bisogna tornare indietro, alle origini, I'ha detto Sassu, mi sembra, in modo anche egregio, Sassu omonimo dell'Assessore, Sassu il consigliere, che bisognava riprendere dalle origini, dall'inizio di questa legislatura, I'ha detto anche Scano, il confronto politico e programmatico per un accordo che si conclude possibilmente in senso positivo per affrontare i problemi della Sardegna. Questa è la questione. Come la consideriamo noi? Spesso le nostre parole volano al di sopra anche delle considerazioni. Noi avevamo detto, nelle dichiarazioni della settimana scorsa, che avremmo considerato se ci fossero dei fatti positivi, li avremmo riconsiderati alla luce degli stessi. I fatti erano, almeno in quel momento, di direzione opposta; c'erano alcuni fatti che noi consideravamo negativi. Oggi come consideriamo questo ordine del giorno e questa volontà espressa dalla maggioranza? Lo consideriamo un atto da sottolineare positivamente e da esaminare, dal punto di vista politico e programmatico e delle eventuali fasi successive, una volta che avremmo raggiunto un accordo politico e programmatico le fasi successive che devono poi svilupparsi per un accordo di governo con Rifondazione Comunista. Questa è la situazione; la situazione è chiara, la nostra è stata chiara in passata e limpida oggi. Le voci, le cose che vengono dette in giro, che ci sono accordi sottoscritti, che ci sono accordi raggiunti, che si va verso un processo nuovo di riorganizzazione della maggioranza, di ricompattamento della maggioranza, unitamente a Rifondazione Comunista, non hanno ragione d'essere. Discutiamone, esaminiamo il problema, siamo disponibili, noi non siamo per il tanto peggio, tanto meglio, l'abbiamo sottolineato in altre occasioni. Noi siamo perché si esaminino i fatti e su questi fatti si giudichi e si concluda. Se ci saranno queste condizioni Rifondazione Comunista darà il suo modestissimo contributo a superare questa fase drammatica, lo ripeto ancora, che attraversa la Sardegna in questo fine legislatura. Se queste condizioni non ci saranno, il Consiglio, noi, le forze di maggioranza ne prendiamo atto. Una cosa voglio dire, però, l'abbiamo detto in privato lo ripetiamo in Aula e di fronte all'opinione pubblica perché sia chiaro: questa trattativa deve avvenire con l'insieme delle forze politiche che compongono la maggioranza, con l'insieme delle forze politiche e dei Gruppi che siedono in questo Consiglio. Non vorremmo che succedesse quel che è successo nell'autunno scorso, quando ci fu un inizio di confronto con le forze politiche di maggioranza che si dissolse nel nulla, solo con un atto di buona volontà di qualcuno. Questo è il nostro impegno, sia chiaro per chi ha redatto quel documento e l'ha proposto in Aula, sia chiaro per questo Consiglio regionale, sia chiaro per l'opinione pubblica, sia chiaro per le forze di maggioranza che hanno auspicato questa modificazione della composizione politica e di governo della Regione sarda.
PRESIDENTE. Grazie, è stata una dichiarazione lunga sull'ordine dei lavori e anche di contenuto.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Fino all'ultimo momento ero
indeciso se intervenire rispetto a un problema che sempre più
appare ormai come un problema tutto e che lasciamo tutto
all'attuale maggioranza. Oggi sono state ritirate due mozioni che
prevedevano la votazione della fiducia per il presidente Palomba,
noi ne comprendiamo le ragioni non solo politiche ma più
propriamente tattiche, sappiamo che quaranta voti non sono
sufficienti per consentire al presidente Palomba e alla sua Giunta
di continuare a sopravvivere e mi pare che oggi anziché introdurre
ulteriori elementi di chiarezza si stia sempre da parte
dell'attuale maggioranza assumendo questo atteggiamento direi quasi
naturale di complicare ulteriormente le cose. Si dice che non
esiste una maggioranza solida e coesa il che vuol dire che non
esiste tout court una maggioranza, e si tenta
di far diventare quest'aula peggio della peggiore Bisanzio, con
argomentazione capziose che anziché apportare elementi di chiarezza
complicano notevolmente le questioni di già per sé complicate. E ci
chiediamo allora perché non dire le cose con le loro parole: esiste
una crisi, si dica che non si vuole e non si è voluto formalizzare
questa crisi che passava necessariamente attraverso le dovute
dimissioni del presidente Palomba e della sua Giunta, si dica che
si vuol tenere questa crisi fuori dall'aula consiliare, si dica che
non è questa la sede per dibattere dei problemi che riguardano gli
assetti di maggioranza e gli assetti di governo, si dica che si
vogliono ripercorrere sentieri, non come impone anche un rinnovato
modo di intendere la politica, alla luce del sole, ma sentieri
stretti, oscuri, dove tutto possa essere minuto per minuto
modificato, integrato a seconda delle reciproche convenienze.
Apprendiamo questa mattina che c'è un'apertura al partito della Rifondazione Comunista, legittimo, non sta a noi dell'opposizione in questa fase contestare le iniziative della maggioranza, registriamo però il tono preoccupato da parte del leader di Rifondazione Comunista che addirittura dichiara qui di non sapere niente di queste trattative in corso. Sembra un dialogo fra sordi. Registriamo ancora che sarebbe stato firmato un documento da parte di forze centriste, Popolari, Rinnovamento italiano e il Patto dei Democratici, che consente un'apertura con il partito della Rifondazione Comunista e sono questioni certamente non da poco, passaggi politici di notevole importanza, rispetto ai quali avremmo certamente voluto, come opposizione seria e responsabile, che il tutto avvenisse all'interno e all'esito di un dibattito quale quello che vi è stato qui in Consiglio, ma riteniamo che la chiarezza che era imposta dai fatti purtroppo, ancora una volta, è stata sacrificata alle logiche del tatticismo, alla logica del tirare a campare, l'importante è sopravvivere.
Io le chiedo, signor Presidente, e concludo: il presidente Palomba, la volta scorsa aveva in qualche modo non stigmatizzato ma comunque criticato il fatto stesso che i lavori del Consiglio potessero soffrire un rallentamento proprio per il dibattito sollecitato dal Polo per le libertà. Bene, si dice che non c'è crisi, si dice che non c'è nessun problema. Finita questa breve discussione, signor Presidente, noi le chiediamo che si proceda con l'ordine del giorno, secondo ciò che è stato già stabilito, perché non un solo giorno venga ancora perso in dibattiti che ormai abbiamo visto come si risolvono senza un nulla di fatto. Quindi almeno sui provvedimenti di legge noi, come opposizione seria e responsabile, daremo il nostro contributo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, non le nascondo che sono piuttosto perplesso e preoccupato per il percorso che la maggioranza o quella che di essa rimane intende percorrere nei prossimi giorni. In verità le ragioni della mia perplessità venivano da questa considerazione. C'è stata una mozione di sfiducia che non ha avuto i voti sufficienti per essere approvata, e in tutte le democrazie un atto del genere è non solo formale ma anche sostanziale. Forse per la prima volta nella storia dei parlamenti si è visto presentare contemporaneamente una mozione di sfiducia e un'altra o addirittura due di fiducia. Ma, a prescindere da questo, perché si presenta una mozione di fiducia contestualmente a una di sfiducia? Evidentemente perché pur non risultando sufficienti i numeri per dimostrare la sfiducia si ha la certezza che non esistono i numeri sufficienti per dimostrare la fiducia. E allora, poiché queste sono cose che non dico io ma che abbiamo sentito in quest'aula stamattina, e cioè che sotto il profilo sostanziale noi ci troviamo di fronte a una vera e propria crisi, perché la maggioranza, pur esistendo forze nei numeri, non è coesa, omogenea e quant'altro, e il discorso avrebbe potuto essere chiuso qui qualora la comunicazione del ritiro fosse stata motivata per ragioni interne alle stesse mozioni. Noi, però, oggi in quest'aula abbiamo assistito a un fatto nuovo, ecco qui la mia richiesta di intervento sull'ordine dei lavori, e il fatto nuovo è la lettura di un documento politico che, sì, appartiene alla maggioranza, è un fatto estraneo a questo Consiglio, che però è stato introdotto in questo Consiglio, e poiché è stato introdotto in questo Consiglio non vedo come si possa sfuggire all'esigenza che si debba discutere di questo documento in questo Consiglio. Perché non è un documento dal quale risulti per esempio la motivazione tecnica del rinvio, no, viene data una motivazione di carattere politico perché non solo si invoca o si auspica il conseguimento della coesione della maggioranza di governo che noi, per tre anni, abbiamo avuto di fronte come responsabile del governo della Regione, ma si dice qualcosa di più. Si dice anche che questa maggioranza deve essere autorizzata a fare un confronto politico, programmatico e di governo con Rifondazione Comunista, che non è in discussione in ordine alla sua legittimazione, perché io ho detto che Rifondazione Comunista era legittimata dal risultato elettorale e dal tipo di elezione che noi abbiamo avuto a governare con il presidente Palomba, è il presidente Palomba che non aveva diritto di governare senza Rifondazione Comunista, posto che è diventato Presidente della Regione in virtù dei voti di Rifondazione, anche dei voti di Rifondazione e in gran numero, io aggiungo, se l'esperienza ci dice qualche cosa, di Rifondazione Comunista; ma questo è un altro problema. A me interessa rilevare che in questo Consiglio è stato letto un documento della maggioranza, cioè di una parte di questo Consiglio che autorizza la stessa maggioranza fuori di questo Consiglio a seguire un percorso con determinati contenuti, questo non mi pare che sia molto rispettoso dell'Istituzione. Io avrei capito la discussione sull'ordine del giorno che ha il medesimo contenuto, perché allora avrebbe potuto il Consiglio, sia pure a maggioranza, approvare quel documento e autorizzare il Presidente della Regione a verificare la percorribilità di una strada che era quella del confronto con Rifondazione Comunista, sia sul piano programmatico che politico. Qui si chiede o si notifica soltanto al Consiglio che una parte di questo Consiglio, uscito da questo Consiglio seguirà un percorso, per portare poi che cosa qua dentro? Cioè per notificare una volta ancora quello che sarà deciso fuori da questa sede? Ma allora coloro che l'hanno proposto vorranno d'ora in poi smetterla di dire che la partitocrazia è una cosa del passato, che i Gruppi, i partiti fuori, che la sede istituzionale è questa e che le cose si discutono qua dentro, oppure no, dovremo assistere ancora a questo gioco delle due carte? Io non ho capito. Cioè qui, e io l'avevo detto in riunione dei Capigruppo, non avrei letto questo documento, io al posto loro non avrei letto quel documento perché evidentemente leggere quel documento lì è introdurre un argomento di discussione in questa sede, ed è su questo, prima ancora di passare all'ordine del giorno, all'altra parte dell'ordine del giorno, che si deve eventualmente aprire un dibattito, anche se non dovrà essere concluso con un voto. Però come giustamente diceva il collega Montis è opportuno che su questo tema noi in quest'Aula sentiamo dai responsabili dei Gruppi se veramente sono, e tutti quanti quelli che l'hanno sottoscritto, in linea con quel documento, oppure no.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà. Sono considerazioni ampie sull'ordine dei lavori.
BALIA (Progr.S.F.D.). Signor Presidente, si dice (lo
ha ripetuto adesso l'onorevole Masala) che abbiamo addotto una
motivazione di carattere politico e non una motivazione di natura
tecnica conseguente al ritiro della mozione che i Capigruppo di
maggioranza avevano a suo tempo presentato. Detto per inciso,
onorevole Montis, come ben si può verificare dagli interventi che
sino a questo momento vi sono stati, e per parte dell'onorevole
Pittalis e per parte dell'onorevole Masala, questa maggioranza
viene sgridata, sempre e ripetutamente. Una prima volta per il
comportamento che la maggioranza ha tenuto nel passato quando in
maniera ostinata, tra virgolette, non voleva aprire un confronto
politico, programmatico con Rifondazione Comunista, però dalle
stesse parti e dalle stesse persone ci si sente in dovere di
redarguire questa maggioranza una seconda volta quando finalmente
dopo tre anni di permanenza in questo Consiglio regionale di questa
maggioranza, decade quella ostinazione e si dichiara, attraverso un
documento, la volontà di procedere a quest'apertura. Ecco, volevo
perlomeno sottolineare questa differenziazione di comportamento che
da alcune parti si tiene. Si dice poi, ancora, che le motivazioni
che hanno portato alla presentazione di questo documento sono state
portate in via ufficiale. Beh, abbiamo voluto dire alla luce del
sole e in maniera aperta quali procedure, quali percorsi, quali
strade, quali itinerari, questa maggioranza intendesse perseguire.
Cioè quella della ricomposizione di tutta la maggioranza nel suo
insieme, così come era originariamente composta, e quella
dell'apertura di un chiarimento, di una discussione
politico-programmatica con Rifondazione Comunista per verificare le
possibilità di allargamento della maggioranza medesima. Lo facciamo
alla luce del sole e dentro il Consiglio regionale, non
nascondendo, signor Presidente, ma come si potrebbe nasconderlo, il
disagio, la tensione, la difficoltà che la maggioranza ha vissuto,
disagio e difficoltà che è testimoniata da un voto espresso
nell'arco della scorsa settimana a seguito di un dibattito molto
importante, molto critico, per certi versi autocritico, per altri
persino lacerante, ma che si è svolto alla luce del sole dentro
questo Consiglio regionale.
Allora, perché oggi dovremmo ricorrere ad espedienti tecnici e non dovremmo acclarare in maniera evidente e palese quali sono le motivazioni e i disagi politici che la maggioranza sta vivendo, sono quelli; il percorso che intendiamo compiere, noi ci auguriamo che ci porti a un reale chiarimento, a un reale ampliamento delle potenzialità operative della Giunta regionale. Abbiamo dichiarato la volta scorsa che non volevamo una Giunta regionale che fosse, di volta in volta, sottoposta a difficoltà di percorso generate da difficoltà che la maggioranza stava attraversando. Bene, si è stati chiari e in questa chiarezza intendiamo andare avanti, con questa chiarezza intendiamo procedere al chiarimento interno alla maggioranza e all'ampliamento di questo chiarimento con il coinvolgimento di Rifondazione Comunista. Non ci pare che su questo abbiamo bisogno di autorizzazione alcuna e da nessuna parte, l'autorizzazione viene dalla stessa maggioranza, non ha bisogno di autorizzazioni che debbano venire da altre parti e che possano tradursi in un vuoto e in un dibattito ancora più estenuante. Vogliamo ripercorrere gli ultimi tre giorni della scorsa settimana e ripetere in maniera pedissequa gli interventi che allora si sono svolti? E non ci pare, signor Presidente, che esista dall'altra parte, da parte di chi queste critiche muove una maggioranza alternativa. Non ci pare che esista. Ecco perché queste procedure, ecco perché questo percorso. E, signor Presidente, io voglio anche concludere con un'altra richiesta ai sensi dell'articolo 81 che è riferito ai richiami pregiudiziali, relativamente alla volontà mi pare manifestata, se non ho compreso male, dall'onorevole Pittalis nel voler proseguire nella seduta odierna con l'esame dell'ordine del giorno ordinario. Ecco, siccome signor Presidente questa sarebbe la risultante di una ostinazione di chi nulla ha voluto sentire nei giorni scorsi, e di chi ancora oggi non prende atto, onorevole Pittalis, della situazione reale, il rischio è quello di volersi far male a tutti i costi; non ci guadagna la maggioranza, non ci guadagna la minoranza ad addentrarsi nella disamina degli ordini del giorno in una situazione quale è quella che allo stato delle cose stiamo vivendo. Quindi, signor Presidente, la proposta è quella di uno slittamento, di un rinvio a data eventualmente da concordarsi dell'esame dell'ordine del giorno medesimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente, sull'ordine dei lavori allargato, come lei ha detto, visto che colleghi che mi hanno preceduto hanno certamente parlato dell'ordine dei lavori, ma hanno fatto una serie di valutazioni politiche che sicuramente meritano tanta attenzione. E l'attenzione che io voglio dare a queste considerazioni è perché ci sia ancora una volta chiarezza, ancora una volta linearità di comportamenti di persone che hanno l'ambizione di rappresentare qualcosa. La prima considerazione che faccio, signor Presidente, è sul proseguo dei lavori e forse soccorre in questo la richiesta fatta dal collega Balia. Perché, signor Presidente, penso che di una cosa sia necessario prendere assolutamente atto: in questo momento in quest'aula non esiste maggioranza, in questo momento in quest'aula è stato da parte di più di uno detto che non c'è più la fiducia in questo Presidente e in questa Giunta. Ed è stato pure detto che, senza mettere in discussione l'appartenenza alla maggioranza, occorreva riprendere un dialogo, ripartire da zero. Può essere da parte di qualcuno osservato che la politica ha una evoluzione dinamica e quindi il tenersi abbarbicato a una posizione pregiudiziale può essere considerato un attimino fuori moda, considerato che vi sono evoluzioni, dinamiche veloci e qualche volta anche acrobatiche all'interno di quest'aula, e quindi chi mantiene una posizione di una certa coerenza può essere additato come uno che non è nei tempi. Io ritengo che le condizioni che si stanno verificando oggi sono una ulteriore presa d'atto delle cose che io sto dicendo. E dico questo, signor Presidente, nella considerazione del fatto che il documento a firma del Presidente della Giunta e dei colleghi Capigruppo della maggioranza altro non dice, nella sostanza, se non quello che contenevano le mozioni, o almeno una delle due mozioni. Allora se è vero che il contenuto è questo, e se è altrettanto vero che in quest'aula non c'è una maggioranza che possa votare la fiducia a questa Giunta, mi sembra che questo sia un tentativo tutto sommato per rinviare le cose. Allora se considero che noi siamo un mese circa, ormai, bloccati in tutta l'attività legislativa su questo problema e che vengono dati ulteriori quindici giorni, non si capisce per far arrivare quale inviato di nostro Signore per fare il miracolo, dico che noi stiamo perdendo tempo in quest'aula.
PRESIDENTE. Onorevole Secci, la prego di concludere.
SECCI (Popolari). Sto finendo, signor Presidente. Allora è probabilmente giusto che si dica con chiarezza, signor Presidente, il no del 1994 a Rifondazione, del quale il Gruppo del Partito Popolare è chiamato a responsabilità, fu un no che non c'entrava nulla con il rispetto per i colleghi di Rifondazione Comunista, ma fu un no dettato dal fatto che da Rifondazione Comunista ci dividevano e ci dividono tante cose. Fu un no che fu per altro pronunciato anche da altra forza politica di centro, il Patto dei Democratici, adesso quello che è. E a me sembra che da questo versante, signor Presidente, seppure ci siano dei fatti nuovi, non si possa pensare che sia cambiato il mondo. E dico di più, signor Presidente, che probabilmente una apertura politico-programmatica con Rifondazione forse verrebbe favorita dalle dimissioni del Presidente e della Giunta, perché consentirebbe di mettere in campo forse all'interno di quest'aula delle proposte politiche differenti che in questo caso, sì, renderebbero agevole il percorso che si vuole intraprendere. Siccome mi sembra invece che si parte da un presupposto, che il Presidente della Giunta non si vuole dimettere e allora bisogna trovare le condizioni per lasciarlo al suo posto, allora si trovano tutti gli artifizi. E' possibile che con gli artifizi si trovi una maggioranza numerica, signor Presidente, è molto difficile che con gli artifizi si trovi una maggioranza politica.
PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis era già intervenuto sull'ordine dei lavori, ma mi pare di capire che intervenga sulla proposta Balia. Chiedo conferma e così anche l'onorevole Masala e anche l'onorevole Scano. Siccome questi interventi li considero, concordemente con voi, immagino, non una ripetizione degli interventi precedenti, ma su un elemento nuovo che è stato inserito, da questo punto di vista do la parola all'onorevole Masala.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, infatti io ho chiesto la parola per intervenire in ordine alla domanda che è stata avanzata dall'onorevole Balia di sospensione dei lavori del Consiglio e di rinvio ad altra data degli argomenti all'ordine del giorno. In merito debbo rilevare che egli ha fatto la richiesta ai sensi dell'articolo 81 del Regolamento che, come dice chiaramente il titolo, parla di richiami pregiudiziali. Allora i richiami pregiudiziali che, come dice il Regolamento, riguardanti l'ordine del giorno, il Regolamento o la priorità di votazioni, devono essere trattati con precedenza rispetto all'argomento principale. Non dice nient'altro. Non si tratta qui di affrontare il problema ai sensi dell'articolo 81, perché non ha posto una questione, sia pure sotto forma di richiamo di natura pregiudiziale, ma ha fondato la domanda di sospensione, che poi vedremo qual è e da quale articolo è disciplinata, errando, come si suol dire, la norma giuridica di sostegno. Cioè ha fatto una domanda ai sensi dell'articolo 86 e non ai sensi dell'articolo 81. Perché infatti egli, nel parlare di domanda di sospensione e rinvio ad altra data, nient'altro fa che una domanda che viene dal Regolamento denominata sospensiva. Anche perché se avesse inteso fare una domanda di natura pregiudiziale, la domanda di natura pregiudiziale è quella che è diretta a non parlare affatto di un argomento. Infatti l'articolo 86 dice: La questione pregiudiziale, quella cioè che un dato argomento non si abbia a discutere, e la questione sospensiva è quella invece che si abbia a discutere in una data successiva. Poiché l'onorevole Balia ha fatto una domanda chiedendo che questo Consiglio discuta degli argomento all'ordine del giorno in un'altra data, egli ha fatto una domanda di natura sospensiva. Quindi è formulata in modo errato per il combinato disposto degli articoli 81 e 86. Ora, poiché le leggi o i disegni di legge o le proposte di legge che sono all'ordine del giorno, ordine del giorno peraltro fissato già da lunga data e sul quale, sulla mancata discussione, in queste settimane da parte del Consiglio, il Consiglio intero, tutto quanto insieme, è stato rimproverato dal Presidente della Giunta, perché si è distratto o si sarebbe distratto, il Consiglio, a dibattere sull'esistenza, sulla sussistenza o meno di una maggioranza di governo, anziché esaurire l'ordine del giorno che noi da tre settimane abbiamo approntato in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, be' non vedo come oggi, che c'è la possibilità di discutere di questo ordine del giorno, dal momento che ci viene sottratta la possibilità di discutere della mozione di fiducia, il Presidente e la maggioranza tutta intera ritengano invece non una perdita di tempo quella di rinviare sine die la discussione di questo ordine del giorno. Ecco perché noi siamo contrari a che si accolga la domanda dell'onorevole Balia.
PRESIDENTE. Sullo stesso argomento ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.). Signor Presidente, per esprimere il nostro assenso alla proposta avanzata dal collega Balia. Colgo l'occasione perché siamo stati un po' chiamati in causa, anch'io personalmente, da un garbato rimprovero del collega Masala, che appunto rimproverava noi e me di aver introdotto in quest'Aula, un documento politico che - diceva - poco avrebbe a che vedere con i lavori del Consiglio. Ma è proprio perché rispettiamo il Consiglio, perché riteniamo che il Consiglio debba discutere sui fatti politici reali, che noi abbiamo dato lettura, in quest'Aula, di un documento che pure ha valenza, come io precisavo, politica e non istituzionale. Mi si consenta di dire che succede alla maggioranza, come ci rimproverate talvolta opportunamente, di percorrere le strade di Bisanzio, però succede anche all'opposizione, qualche volta, di passeggiare per le stesse strade. Il tema fiducia-sfiducia è formalmente chiuso, come è stato detto da diverso colleghi, è stato chiuso da un atto del Consiglio, da un pronunciamento del Consiglio, che ha discusso a lungo e poi respinto l'ordine del giorno. Quindi noi potremmo anche, legittimamente, voltare pagina e tirare avanti. Questo è il primo punto. Il secondo punto è che, al di là dei fatti formali, c'è un punto politico evidente che stiamo enunciando con chiarezza, che è contenuto dunque in quel documento e nei nostri discorsi. Diciamo che l'operazione politica è da fare - rispondo al collega Secci - ed è da fare nelle due direzioni dette: della chiarificazione e del ricomponimento della coalizione e poi nella direzione, contestualmente, dell'apertura di un confronto con Rifondazione Comunista. Questa operazione politica vogliamo farla con il Presidente, con la Giunta in carica, per una ragione molto semplice: perché il Consiglio ha già deciso di non sfiduciare il Presidente e la Giunta. E dunque questa è una scelta, condivisibile o meno, ci mancherebbe altro, ma è una scelta chiara, ed è una scelta, noi riteniamo, responsabile verso la Sardegna. In questa situazione è argomentabile e sostenibile (io mi permetto di aggiungere, a mio giudizio anche opportuna e saggia) la tesi del rinvio degli oggetti all'ordine del giorno. Il Polo non è d'accordo; secondo noi ha torto, ma anche questa, naturalmente, è una posizione legittima e anche essa sostenibile. Abbiamo presentato una proposta; la stiamo esaminando e discutendo a termini di Regolamento e a termini di Regolamento il Consiglio si pronuncerà. Noi appoggiamo la proposta Balia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà. GIAGU (Popolari). Signor Presidente, solo per dire che da parte del Gruppo dei Popolari vi è la totale condivisione del documento presentato da alcuni colleghi. Le ragioni della condivisione vengono riportate nel documento stesso; qualcuno qui ha detto che il fatto che sia stato presentato questo documento debba consentire l'apertura di un dibattito. Per quanto ci riguarda sono valutazioni che abbiamo già portato in quest'Aula con il dibattito che si è concluso e dal quale sono emerse le posizioni dei vari Gruppi. E credo che non sia neanche importante, come qualcun altro ritiene, che queste nostre posizioni debbano essere certificate. Sono state dette qui chiaramente alla luce del sole, abbiamo riportato quello che è il nostro pensiero ed eventuali vostri rapporti con altre forze politiche presenti in quest'Aula. Per quanto riguarda poi alcune affermazioni, non credo che il Partito popolare faccia dipendere il proprio rapporto da Rifondazione Comunista dalle dimissioni del presidente Palomba. Vi sono altre ragioni; non credo che il rapporto debba passare con le dimissioni del presidente Palomba. Infine siamo d'accordo e diamo l'assenso alla proposta Balia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà. PITTALIS (F.I.). Sempre sull'ordine dei lavori. Mi pare, signor Presidente, che vi sia un dato di ordine squisitamente politico, che noi ribadiamo con grande forza perché il Consiglio regionale non perda ancora, neanche un solo giorno, una sola ora e si vada avanti con i lavori programmati all'ordine del giorno. Si assumerà, questa maggioranza, la responsabilità dei ritardi e delle incompiute che gravano su questo Consiglio e sul quadro politico che esprime la maggioranza che governa la Sardegna. Ma direi che vi è anche un argomento di ordine squisitamente regolamentare, e cioè il rinvio dei lavori non può essere disposto ai sensi di nessuna disposizione del Regolamento. L'unico riferimento è quello contenuto all'articolo 86 che riferisce l'ipotesi di sospensiva ad argomenti determinati e su questo sfidiamo la maggioranza: si inizi col primo punto all'ordine del giorno, si chieda ancora una volta il rinvio della legge sulla cultura, il rinvio della legge sul promoter, dell'assestamento di bilancio, se ne assumano le responsabilità alla luce del sole e non con questioni ripetiamo capziose, che nulla hanno a che fare con l'ordinato svolgimento dei lavori. Si assuma la responsabilità per intero, l'aver presentato delle mozioni, l'averle ritirate; l'aver letto oggi un documento è un fatto, onorevole Balia, che perviene alla maggioranza, rispetto alla quale questa opposizione non starà certamente a guardare, ma è un problema tutto interno a casa vostra.
PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi, pertanto riepilogo la situazione. Sono state ritirate le due mozioni, siccome ritenevo che non fossero solamente un fatto tecnico credo che, con l'assenso dell'Aula, ho consentito degli interventi più ampi sull'ordine dei lavori. C'è un problema che è rimasto in sospeso, che forse ha citato l'onorevole Masala, il fatto che la lettura di un documento politico in quest'aula dovesse attivare un dibattito politico. Questo potrebbe anche essere se il documento venisse formalizzato e noi lo recepissimo, però il documento viene portato come considerazione politica, come è stato spiegato. Quindi io non l'ho recepito, non l'ho in carico e non posso quindi metterlo all'ordine del giorno ed è fatto oggetto degli interventi che voi avete sviluppato e che appunto io ho consentito. Questo ha portato al ritiro delle due mozioni con le valutazioni politiche, non solo tecniche, che voi avete espresso sull'ordine dei lavori e di cui ho preso atto. E' stato posto un secondo problema, questa volta più stringente, sull'ordine dei lavori, che riguarda lo svolgimento dell'ordine del giorno concordato. Sono state ipotizzate due strade: o questa dell'articolo 81 oppure le questioni sospensive, sono stati su questi argomenti sviluppati degli interventi. Poiché non ci sono altri interventi, vi chiederei un momento di poter valutare, anche alla luce degli interventi che avete fatto, per dieci minuti l'esame del Regolamento e la soluzione che proporrò. Vi ringrazio e chiedo scusa di questa breve sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 23, viene ripresa alle ore 12 e 53.)
PRESIDENTE. Riepilogo all'Assemblea la questione che
è stata posta: dopo che sono state ritirate le due mozioni: c'è
stato da parte dell'onorevole Balia, con alcuni interventi che sono
succeduti, un appello all'articolo 81, richiami pregiudiziali.
L'articolo dice: i richiami riguardanti l'ordine del giorno e il
Regolamento, la priorità delle votazioni, hanno la precedenza sulle
questioni principali. In questi casi dopo la proposta possono
parlare un oratore contro e uno a favore, motivando il proprio
punto di vista e per non più di dieci minuti ciascuno. L'Assemblea
decide per alzata di mano. Su questo argomento io, credo
rispettando tra l'altro la vitalità dell'Assemblea, ho già fatto
fare alcuni interventi, ma poi ritorniamo. L'altra alternativa che
si poneva era un richiamo all'articolo 86, come articolo che
consente ugualmente un rinvio della materia. Ho valutato queste due
ipotesi alla luce di due considerazioni che vi propongo. La prima
riguarda il fatto che la struttura del Regolamento è una struttura
sequenziale, cioè dopo l'articolo 81, l'articolo 82 riguarda la
chiusura della discussione generale, l'articolo 83 l'intervento
della Giunta, l'84 l'esame degli articoli e degli emendamenti, l'85
le votazioni degli articoli e degli emendamenti e l'86 la questione
pregiudiziale sospensiva. Ho citato questi titoli degli articoli
per sottolineare come l'articolo 86 si colloca in una fase della
discussione che è già interna al dibattito generale, mentre
l'articolo 81 è preliminare, è pregiudiziale. Giustamente qualche
collega adesso diceva che forse era meglio usare il termine
preliminare che pregiudiziale, ma d'altronde sappiamo che il
Regolamento è in più parti datato. A me sembra che l'articolo 81,
per la fase in cui siamo, cioè visto che non siamo entrati nella
discussione degli argomenti principali e nella fattispecie gli
argomenti principali, ritirate le mozioni, che erano la tutela e
valorizzazione della cultura e tutto il resto dell'ordine del
giorno, si presti maggiormente. l'articolo 81. Su questo ho
cercato di ragionare naturalmente informalmente e formalmente con
gli uffici e con altri colleghi, seguendo anche il dibattito e
utilizzando le considerazioni del dibattito che erano emerse
stamattina, mi sembra che si possa e accolgo l'ipotesi
dell'articolo 81. Naturalmente questo comporta che ci sia ancora un
intervento a favore e uno contro perché l'articolo 81 lo sto
applicando adesso, prima era un dibattito preliminare. Applico
l'articolo 81 e chiedo ai colleghi che facciano un intervento a
favore e uno contro, poi l'Assemblea decide.
L'ultima considerazione che riguarda un problema, non ricordo chi l'ha posto in quest'Aula, però la interpreto sul fatto, e sottolineo questo fatto, che il Regolamento rispetta in ogni punto un principio fondamentale che l'Assemblea ha una sua sovranità sia pure nell'arco del Regolamento e in questo momento questa sovranità la può esercitare. Naturalmente non sfugge a nessuno la dimensione politica del problema e non spetta a me sottolinearlo: il rinvio pregiudiziale dell'argomento porta a un rinvio di tutto l'ordine del giorno a una data che non possiamo oggi valutare e quindi sospende la discussione di problemi importanti che sono inseriti all'ordine del giorno, ma questa è una valutazione politica che spetta alle diverse parti politiche, a me spetta solamente fare appello a una rapida soluzione dei problemi che ostacolano la funzionalità del Consiglio in modo tale che questi argomenti così importanti su cui tutti noi condividiamo e che i cittadini attendono vengano subito e quanto prima deliberati.
Ha domandato di parlare a favore l'onorevole Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Progr. S.F.D.). Signor Presidente, non voglio ripercorrere l'itinerario percorso poc'anzi, laddove abbiamo sostanzialmente chiarito quali elementi ci inducessero e ci inducono a chiedere un rinvio dell'ordine del giorno dei lavori del Consiglio. Lo abbiamo fatto con molta onestà intellettuale e politica, direi con molta linearità e trasparenza, non adducendo fantasticherie o motivazioni più o meno tecniche che però non consentissero una chiara lettura delle problematiche, del disagio che la maggioranza stava vivendo, lo abbiamo fatto invece con un confronto molto lineare, molto corretto, molto trasparente, ponendo i problemi così come dovevano essere posti. Per cui non intendo ripercorrere quella fase del dibattito che ci porterebbe a una riproposizione delle stesse argomentazioni. Chiediamo un rinvio dei lavori dell'Aula relativamente all'ordine del giorno ordinario, con la consapevolezza che l'attività che la maggioranza deve intessere nel frattempo è prioritaria anche rispetto agli argomenti iscritti all'ordine del giorno, ma non perché non ne comprendiamo l'importanza e l'urgenza. Li abbiamo concordati in un'altra fase, assieme, in una Conferenza dei Capigruppo perché venissero iscritti all'ordine del giorno, ma rischieremmo a nostro avviso, addentrandoci oggi nelle singole problematiche e nei singoli disegni di legge rischieremmo, dicevo prima, di far male a noi stessi, a quest'Aula, ma soprattutto al popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, lei sa, io non sono d'accordo sull'applicabilità dell'articolo 81 del Regolamento al caso in ispecie, perché, come dice il titolo dell'articolo 81, richiami pregiudiziali, non è una parola che è usata lì a caso, si riferisce a tutte quelle questioni, a tutti quegli accadimenti, a tutti quei fatti, anche comportamentali e quindi non necessariamente giuridici, in presenza dei quali non è assolutamente possibile, se risulteranno fondate le questioni sollevate, entrare nell'argomento principale. Quindi non è una cosa che può essere risolta attraverso il voto di un'Assemblea, è chiaro che poi l'Assemblea, sentite le ragioni e tutti i pro e i contro deciderà, se io cioè sollevassi una questione di carattere pregiudiziale di natura anticostituzionale su un disegno di legge su una determinata attività, è di tutta evidenza che non si potrà entrare nel merito dell'argomento principale senza aver prima sciolto il nodo di questa questione che è stata sollevata. Ora qui invece non esiste un fatto impeditivo all'entrata nel merito della questione, cioè giuridicamente rilevante, perché l'unico elemento giuridicamente rilevante che avrebbe potuto impedire e può obiettivamente impedire l'entrata nel merito e quindi di entrare nell'argomento principale, cioè nell'esame dell'ordine del giorno, sarebbe, per esempio, le dimissioni del Presidente. Certo, se il Presidente si dimette in questo momento, noi sappiamo, anche per prassi costituzionale di questo Consiglio che viene a cessare qualunque tipo di attività sia del Consiglio che delle Commissioni, ma poiché si insiste su queste questioni, fermo restando che non l'articolo 81, a mio giudizio, trova applicazione in questo caso, ma casomai una pura e semplice domanda sospensiva non di un singolo argomento ma di tutti gli argomenti all'ordine del giorno e cioè l'articolo 86, questa puntualizzazione io faccio per evitare che poi venga utilizzata questa decisione, come precedente, per casi a venire. Lo faccio per questo. L'unica motivazione che viene portata a sostegno della richiesta ex articolo 81 del rinvio è una motivazione di carattere politico che attiene alla difficoltà della maggioranza e quindi è una conseguenza del riconoscimento, sia pure non formale ma dichiarato apertis verbis anche in questa sede della difficoltà della maggioranza politica e forse anche numerica e allora di questo dobbiamo prendere atto e siccome esiste oltre che la forma anche la sostanza e questa è una questione di sostanza, di fatto poiché viene elevata questa motivazione politica che attiene alla difficoltà della maggioranza di potersi confrontare ufficialmente qui in questa Aula con le opposizioni anche con riferimento ad un ordine del giorno e quindi a un disegno di legge, è evidente che noi nel prendere atto di questo dobbiamo prendere atto del fatto che la maggioranza ovviamente si assuma la responsabilità delle sue decisioni, delle sue richieste e dei voti che tra poco darà, ma evidentemente noi non potremo prendere atto del fatto che nella sostanza qui è stato detto che esiste un momento impeditivo allo svolgimento regolare dell'attività ordinaria del Consiglio, cioè quella legislativa. Poiché l'attività ordinaria del Consiglio riguarda tutto non solo le deliberazioni del Consiglio e l'esame qui, ma riguarda anche l'attività preliminare, cioè quella delle Commissioni, noi in questo momento, se passerà questa richiesta, dovremo prendere atto a malincuore che si sta chiedendo al Consiglio di non svolgere la sua attività, e a tutta l'attività legislativa di aver un blocco per quindici giorni, non so quanti, quanti cioè saranno necessari e occorreranno alla maggioranza per ricomporre il suo quadro interno ed eventualmente anche allargando a chi essi, quelli della maggioranza, riterranno opportuno. Pertanto io sono contrario a questa cosa.
PRESIDENTE. Grazie. Allora siamo in sede di votazione, mi pare che le posizioni siano state chiare, anzi chiarissime, nelle implicazioni politiche e anche organizzative di attività, quindi chiedo anche ai Segretari di aiutarmi, l'Assemblea decide per alzata di mano, quindi chi è favorevole alla proposta Balia alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(La proposta Balia è approvata.)
Il Consiglio è rinviato con le implicazioni che sono state dette. La Conferenza dei Capigruppo che provvederò a convocare, facendo prima una consultazione rapida...
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, prima di chiudere la seduta. Io interpreto questo voto come una paralisi totale dell'attività consiliare e anche delle Commissioni. Questo mi pare che sia chiaro. Presidente, che poi non si aggiri...
PRESIDENTE. No, no, chiedo scusa, onorevole
Pittalis, credo che la dichiarazione dell'onorevole Pittalis sia
stata resa; nei momenti di tensione la calma è utile, ognuno ha
svolto le proprie dichiarazioni, compresa questoa ne
prendiamo atto e io auspico che si possa tornare rapidamente a una
piena attività dell'Istituzione, lo auspico davvero con forza, mi
adopererò per questo. Grazie.
La seduta è tolta alle ore 13 e 08.
Testo delle interpellanze e interrogazioni
annunziate in apertura di seduta.
Allegati seduta
Interpellanza Nizzi - Biancareddu - Floris - Bertolotti - Balletto sulla paventata riduzione di personale alla Banca di Sassari.
I sottoscritti,
PREMESSO che la Regione Autonoma della Sardegna ha una partecipazione societaria all'interno del Banco di Sardegna, società capogruppo che controlla la Banca di Sassari S.p.A.;
VISTO che con provvedimento n. 1 del 5 aprile 1993 la Banca d'Italia autorizzava l'operazione di concentrazione che dava vita alla Banca di Sassari S.p.A. e contestualmente disponeva alcune limitazioni che avrebbero interessato le due aziende creditizie al fine di attenuare gli effetti che il mercato isolano avrebbe subito da tale operazione;
CONSIDERATO che tali limitazioni della Banca d'Italia imponevano al Banco di Sardegna, per i successivi tre esercizi, "...la partecipazione di propri amministratori nel Consiglio di Amministrazione della Banca di Sassari S.p.A. ad un numero non superiore a due.. "e un "...formale impegno, idoneo a garantire un adeguato grado di autonomia in materia di tassi e condizioni da applicare alla clientela...";
CONSTATATO che il rispetto di tali dispositivi non ha comunque garantito la neonata azienda di credito dalle continue ingerenze nella gestione corrente da parte dell'azienda capogruppo, restringendo sempre più un suo autonomo spazio operativo e impedendo di fatto una "politica dei tassi" che possa in alcun caso essere concorrenziale nel panorama creditizio isolano;
RITENUTO che siffatta situazione nuoce gravemente al sistema economico - finanziario della Banca di Sassari, che in mancanza di strategie e iniziative atte a consentire il rilancio dell'azienda nel mercato sardo non trova di meglio che dichiarare alle organizzazioni sindacali 150 esuberi o intraprendere iniziative deleterie contro i diritti acquisiti (economici e non) del personale;
PRESO ATTO che nel maggio del 1995 l'azienda procedette all'acquisizione dall'esterno di due professionalità, con qualifica di funzionari, e che la stessa ha proceduto recentemente ad inserire in organico un nuovo dirigente proveniente da una società controllata, andando così palesemente in contrasto con l'iniziativa intrapresa nei confronti del personale direttivo,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per sapere:
1) se siano a conoscenza della succitata situazione;
2) quali urgenti provvedimenti intendano adottare onde evitare i gravi impatti sociali di una riduzione degli organici all'interno della Banca di Sassari. (346)
Interpellanza Biancareddu - Nizzi - Pittalis - Oppia sulla mancata corresponsione delle borse di studio ai medici del corso di formazione in medicina generale della USL n. 1 di Sassari.
I sottoscritti,
PREMESSO che in data 12 giugno 1995 ha avuto inizio a Sassari, presso la USL n. 1, il corso di formazione in medicina generale della durata di due anni;
CONSIDERATO che a tutt'oggi i medici partecipanti non hanno ancora percepito i compensi corrispondenti alle borse di studio loro spettanti per i mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio 1997;
EVIDENZIATO che tali medici, durante tutto il periodo di frequenza del corso (due anni), non possono svolgere attività professionale e, di conseguenza, la borsa di studio costituisce il loro unico reddito;
APPURATO che tali ritardi stanno diventando ormai una cattiva consuetudine che sarebbe ora di interrompere;
SOTTOLINEATO che già più volte lo scrivente aveva portato le problematiche all'attenzione dell'Assessore competente;
VALUTATO che il protrarsi di tale situazione potrebbe costringerli ad intraprendere azione legale,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se è a conoscenza di tali fatti;
2) quali iniziative e provvedimenti intenda adottare per risolvere tale situazione e impedire che nel proseguo del corso si verifichino ulteriori ritardi nei pagamenti. (347)
Interrogazione Tunis Gianfranco, con richiesta di risposta scritta, sul piano di razionalizzazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e conseguente protesta dei docenti e studenti della Sardegna.
Il sottoscritto,
PREMESSO che il piano predisposto dal Ministero della Pubblica Istruzione, finalizzato alla razionalizzazione della rete scolastica, ha sollevato allarme e preoccupazione tra la popolazione di numerosi centri dell'Isola per la soppressione di un consistente numero di classi;
RILEVATO che i provvedimenti di soppressione delle classi, decisi secondo criteri che non tengono conto della realtà e specificità del territorio sardo, colpiscono gli istituti scolastici più deboli e incidono pesantemente sull'attività didattica dei giovani studenti;
ATTESO che tale nefasta politica si ripercuote negativamente in quelle realtà, interne a territori come il Sulcis iglesiente, già alle prese con gravi problematiche di ordine sociale, culturale ed economico, nelle quali la scuola si è rivelata essere l'unica presenza dell'istituzione statale,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della pubblica istruzione per conoscere quali siano le iniziative politiche adottate o che si intendono adottare per risolvere i problemi lamentati da docenti, studenti e rappresentanti degli enti locali e chiede, inoltre, di sapere se da parte del governo regionale sia stata avviata una vertenza con il Ministero della Pubblica Istruzione finalizzata all'ottenimento di particolari deroghe che tengano conto delle singole realtà territoriali della Sardegna. (750)
Interrogazione Liori - Cadoni - Frau - Masala, con richiesta di risposta scritta, sulla nomina del Coordinatore del Servizio amministrativo dell'ERSAT.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
- con la recente circolare n. 10882/P datata 28 aprile 1997, sottoposta a firma per presa visione a tutti i dipendenti dell'ERSAT, sono state attribuite le funzioni di coordinamento del Servizio amministrativo di detto ente al rag. Francesco Demuro;
- tale provvedimento ha suscitato perplessità presso numerosi dipendenti dell'ente, in considerazione della circostanza che, all'interno della medesima amministrazione, un altro funzionario, il dott. Salvatore Angelo Fadda, è in possesso di superiori requisiti per svolgere le funzioni attribuite invece al rag. Demuro. Si consideri innanzitutto che il dott. Fadda è inquadrato nella qualifica funzionale dirigenziale (nono livello) dell'area giuridico amministrativa, mentre invece il rag. Francesco Demuro è un funzionario di ottava qualifica funzionale. Inoltre il dott. Fadda ha maggior titolo di studio, essendo laureato in Scienze economiche e commerciali (discipline, queste, si sottolinea, specifiche per l'attività del Servizio); ha maggiore anzianità anagrafica; è più anziano anche come carriera, essendo stato nominato Capo ufficio sin dal 1965, con delibera del Consiglio di amministrazione del 23 settembre 1965, n. 731; è per di più abilitato all'insegnamento di discipline economico-giuridico-aziendali. Né varrebbe a sostenere la tesi contraria della maggiore meritevolezza dell'attribuzione delle funzioni al rag. Demuro l'assunto che questi già rivestiva (in via provvisoria) l'incarico di sostituto del Coordinatore del Servizio amministrativo per effetto della deliberazione d'urgenza 30 dicembre 1993, n. 8307, posto che l'illegittimità degli atti pregressi non giustifica l'adozione di successivi atti ugualmente illegittimi,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per sapere se siano a conoscenza di quanto sopra esposto, se confermano e condividono i contenuti e quali provvedimenti in proposito intendano adottare.(751)
Interrogazione Fantola, con richiesta di risposta scritta, sul contratto preliminare stipulato dall'Ente Minerario Sardo ed una società del gruppo ENI e sull'acquisizione del patrimonio derivante dalla dismissione delle attività minerarie.
Il sottoscritto,
PRESO ATTO che l'EMSA ha incontrato la società Agricoltura S.p.A. (gruppo ENI) e quindi stipulato con essa un contratto preliminare per l'acquisizione di circa 2000 ettari di terreni, già interessati da attività minerarie;
PREMESSO che il Consiglio regionale ha espresso la volontà di procedere allo scioglimento, o quantomeno ad una profonda riforma, dell'Ente Minerario Sardo;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria per:
u acquisire tutte le informazioni circa il contratto stipulato;
u conoscere i motivi per cui le amministrazioni comunali su cui ricadono le aree non sono state informate sia delle trattative in corso tra la società Agricoltura S.p.A. e l'EMSA che della conclusione del contratto preliminare;
u conoscere se durante l'incontro con l'Agricoltura S.p.A. vi erano altre società del gruppo ENI;
u conoscere se sono in corso ulteriori trattative per acquisire altri beni immobili;
u conoscere quali finalità intende perseguire l'EMSA attraverso l'acquisizione del patrimonio immobiliare. (752)
Interrogazione Liori - Marracini, con richiesta di risposta scritta, sull'allarme creato nell'opinione pubblica in seguito ad articoli di stampa relativi a decessi per malattie infettive.
I sottoscritti, visti gli articoli allarmistici apparsi di recente sulla stampa nazionale relativi alle morti per malaria e l'articolo apparso su L'Unione Sarda relativo al vettore della malaria e alla possibile reintroduzione di questa malattia nel territorio,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se ha predisposto un monitoraggio - controllo per verificare:
I. la situazione dei focolai di anopheles labranchiae (vettore della malaria);
II. la presenza di aedes albopictus (zanzara tigre);
III. la situazione epidemiologica determinata dalla presenza di zecche.
Chiedono inoltre di conoscere i reali dati relativi ai ricoveri per febbre bottonosa e ancora se corrisponda al vero che nell'ultimo anno si siano verificati alcuni decessi per leishmaniosi. (753)
Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sul mancato accredito delle risorse per garantire i lavori socialmente utili.
Il sottoscritto,
VENUTO a conoscenza del mancato accreditamento delle risorse finanziarie necessarie per garantire i progetti socialmente utili in scadenza al 30 maggio, che comporta il rischio per 1000 lavoratori di rimanere senza indennità dal mese di giugno;
SOTTOLINEATO che sembrerebbe che tali fondi possano essere disponibili solo a fine anno o addirittura il prossimo 1998,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale del lavoro per sapere quali atti intendano compiere presso il Governo perché vengano accreditati i fondi necessari al proseguimento dei progetti socialmente utili in scadenza al 30 maggio. (754)
Interrogazione Locci, con richiesta di risposta scritta, sul sistema d'allarme sanitario 118.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
- la Sardegna è una di quelle regioni ancora sprovvista del necessario servizio d'allarme sanitario, comunemente conosciuto col numero telefonico 118;
- detto sistema viene attivato mediante contratto con la SIP-Telecom;
- la USL 21 di Cagliari, a suo tempo, aveva stipulato un contratto con la SIP-Telecom al fine di attivare il sistema d'allarme sanitario 118;
- la relativa centrale operativa veniva predisposta all'interno dell'ospedale Brotzu di Cagliari;
- la struttura del citato ospedale appare - nonostante tutto - la più efficiente e affidabile tra quelle esistenti in Sardegna e, dunque, la più idonea ad ospitare il servizio del 118;
- sembrerebbe che l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, Paolo Fadda, voglia collocare il servizio d'allarme sanitario 118 nell'ambito della nuova ASL n. 8 privandone, quindi, l'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari;
- ciò vorrebbe fare appellandosi al fatto che i contratti Telecom di cui era titolare la USL 21 sarebbero passati nella titolarità della ASL n. 8,
chiede di interrogare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
I. se non ritenga utile e opportuno che il servizio d'allarme sanitario venga istituito là dove il sistema operativo è stato già predisposto;
II. se non ritenga che, a tal fine, si possa valutare il contratto SIP-Telecom dalla ASL n. 8 all'Azienda Ospedaliera Brotzu;
III. in caso contrario se non ritenga utile spiegare ai sardi quali motivi spingano ad istituire il servizio 118 presso l'ASL n. 8 e, in particolare, presso quale struttura di quell'ASL;
IV. quali motivi di sostanza (al di là di quelli fittizi - vedi contratto SIP-Telecom) impediscono che il servizio d'allarme sanitario 118 venga svolto dall'Azienda Ospedaliera Brotzu. (755)
Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi che attraversa il mondo agro pastorale.
Il sottoscritto
CONSIDERATA la grave crisi del mondo agro-pastorale con la programmazione per il 27 maggio 1997 di una manifestazione pubblica al fine di rivendicare i mancati impegni da parte della Giunta e dell'Assessore competente per i motivi di seguito indicati:
1) prezzo del latte ovino 1996 lire 1.300/1.400, 1997 lire 1.000;
2) credito agrario a tasso pieno;
3) blocco dei prestiti di esercizio che servivano alle Cooperative e ai privati per anticipare le spese fino alla vendita del prodotto;
4) mancata dichiarazione dello stato di siccità per il 1997, liquidazione siccità per gli anni precedenti;
5) mancato rimborso del trasporto mangimi con conseguente aumento degli stessi;
6) proroga degli interventi sala mungitura;
7) liquidazione contributi macchine agricole ferma mediamente all'anno 1990;
8) progetti di miglioramento fondiario giacenti negli Ispettorati Agrari in attesa di risposta da oltre sette anni.
CONSIDERATO che i fatti succitati saranno oggetto delle rivendicazioni che i pastori sottoporranno nell'incontro del 27 c.m. e che gli stessi, in precedenti incontri, avevano avuto garanzie di soluzione,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
u quali motivi abbiano impedito di fatto il mantenimento di impegni che in molti casi hanno fatto sì che le persone in oggetto si esponessero economicamente con le banche.
u se non ritenga indispensabile che la Giunta, in un momento così delicato, dia una volta per tutte risposte positive e non di circostanza che servono solo a calmare gli animi e lasciare irrisolti i problemi. (756)
Interrogazione Diana - Obino - Ghirra, con richiesta di risposta scritta, sul Centro intermodale e sulla ristrutturazione ferroviaria di Olbia e del nord Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
- è urgente per la città di Olbia trovare una idonea soluzione al problema dell'attraversamento ferroviario del centro urbano nonché del collegamento veloce degli impianti portuali alla dorsale ferroviaria mediante interventi di radicale ristrutturazione e modifica del tracciato, in particolare nella tratta Olbia - Chilivani;
- è indispensabile provvedere alla realizzazione del Centro intermodale collegato alla rete primaria di trasporto;
CONSIDERATO CHE:
- a seguito di gravi incertezze di tipo programmatorio, la realizzazione del Centro intermodale e la ristrutturazione ferroviaria di Olbia a tutt'oggi non sono state avviate;
- nel 1989 venne messo a disposizione del CIPE un finanziamento di lire 1.050 milioni finalizzato alla progettazione del "Recupero del centro storico di Olbia mediante spostamento degli impianti ferroviari";
- nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione Europea destinati alla Sardegna era previsto un finanziamento di 15 miliardi di lire per la realizzazione del Centro intermodale;
TENUTO CONTO che per il prossimo 24 maggio 1997 risulta essere prevista una conferenza su questi argomenti convocata dall'Assessore regionale dei trasporti,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dei trasporti e l'Assessore della programmazione per sapere:
I. quali siano effettivamente le scelte programmatorie per la infrastruttura ferroviaria e intermodale di Olbia e della Sardegna nord orientale;
II. se sia ufficialmente confermata l'indisponibilità comunicata tramite la stampa locale dell'onorevole Gianni Tamino, componente delle Commissioni trasporti e ambiente del Parlamento Europeo, da parte dell'Unione Europea a cofinanziare il Centro intermodale di Olbia; in caso affermativo, se sia stata avanzata richiesta di riconferma del finanziamento stesso;
III. se l'ubicazione del Centro intermodale sia coerente con la programmazione regionale vigente e se siano rispettati gli indirizzi programmatici dell'Unione Europea in merito alla politica di infrastrutturazione;
IV. quali motivi impediscano di realizzare le importanti infrastrutture di trasporto programmate;
V. quali iniziative intendano assumere per evitare che ingenti risorse finanziarie destinate a queste importanti infrastrutture al servizio della portualità del nord - est della Sardegna siano perse determinando un ulteriore impoverimento delle possibilità di sviluppo economico equilibrato del territorio. (757)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità dell'istituzione di posti di qualifica funzionale VII per sopperire alla mancanza d'organico di qualifica VIII presso gli uffici giudiziari del Giudice di pace in Sardegna.
Il sottoscritto,
PREMESSO che presso molti uffici circondariali del Giudice di pace, e precisamente Bonorva, Nulvi, Ozieri, Pattada, Porto Torres, Sorso e Thiesi nella provincia di Sassari, Bosa, Seneghe, Busachi, Sorgono, Ales e Terralba nella provincia di Oristano, nonché nelle province di Nuoro e Cagliari si è verificata una carenza d'organico per quanto riguarda i posti di qualifica funzionale VIIIA (Cancelliere);
APPRESO che per alcune Regioni italiane, in particolare per i distretti di Campobasso, Firenze, L'Aquila, Perugia e Roma, esiste un precedente legislativo individuato nel decreto 1.6.1996 - Modifiche alle piante organiche dei collaboratori di cancelleria di alcuni uffici giudiziari pubblicato nel Bollettino Ufficiale del Ministero di Grazia e Giustizia n.19 del 15.10.1996 che istituisce nella pianta organica degli uffici del Giudice di pace la qualifica di collaboratore di cancelleria (VII qualifica funzionale) e che tale provvedimento potrebbe essere esteso anche per gli uffici sardi che presentano carenza d'organico;
CONSIDERATO che per sopperire a tale carenza si potrebbero istituire posti di VII livello (collaboratore di cancelleria) presso il Distretto di Cagliari che poi potrebbero essere trasferiti presso le citate sedi che presentano posti vacanti,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale degli affari generali per sapere se intendono intervenire presso il Ministro di Grazia e Giustizia per sollecitare l'applicazione della normativa vigente in altre Regioni italiane che consenta anche per la Sardegna l'istituzione di posti di VII qualifica funzionale per sopperire alla mancanza d'organico rilevata presso molti Uffici del Giudice di pace nei circondari di Sassari, Oristano, Nuoro e Cagliari. (758)
Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versa l'Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro.
Il sottoscritto,
RILEVATO che l'Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro a tre anni dalla sua apertura lamenta numerosi problemi;
SOTTOLINEATO in particolare che:
I. la sistemazione e lo stato dei locali risultano insufficienti e non idonei all'utilizzo che se ne fa (col rischio di danno anche per le pratiche ancora in attesa di istruttoria);
II. l'organico risulta assolutamente insufficiente con gravi carenze sia di personale amministrativo che di quello addetto alle altre mansioni;
III. ad una grave carenza di arredi e mezzi per lo svolgimento del normale lavoro si aggiungono ritardi nella manutenzione delle attrezzature (un fotocopiatore può rimanere guasto anche per quattro mesi);
IV. a causa di questa situazione risultano inevase circa 2500 pratiche immediatamente cantierabili, che significherebbero la possibilità di occupare circa 7500 addetti,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della pubblica istruzione, del personale e degli enti locali per sapere quali atti intendano compiere per consentire che l'Ufficio tutela del paesaggio di Nuoro venga messo in condizioni di funzionare per soddisfare le esigenze del territorio. (759)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di recepire anche in Sardegna, con apposita procedura regionale, la normativa dettata dalla Legge n.30 del 15 gennaio 1991 recante "Disciplina della riproduzione animale".
Il sottoscritto,
PREMESSO che la normativa nazionale che disciplina la riproduzione animale (L. 15.1 1991, n.30), di vitale importanza per il settore dell'allevamento in quanto regola tutti gli aspetti giuridici connessi alla stessa riproduzione, per poter essere applicata in Sardegna abbisogna dell'emanazione delle procedure regionali di recepimento della norma nazionale;
APPRESO che l'Assessorato Regionale dell'Agricoltura ha emanato nell'ottobre 1995 una bozza di tale normativa che non ha ancora inspiegabilmente trovato approvazione da parte dell'Assessorato della Sanità, anch'esso competente in materia;
RITENUTO necessario e urgente l'adeguamento alla normativa nazionale in quanto la Sardegna è l'unica Regione ancora inadempiente, lasciando nel caos legislativo un settore importante per l'economia isolana quale l'allevamento animale;
RILEVATA la difficoltà per i due Assessorati competenti a trovare un accordo, o quantomeno, ad attivare un tavolo di lavoro comune per risolvere il problema di questa grave carenza legislativa,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore dell'igiene e sanità per conoscere quali iniziative intendano adottare per attivare un tavolo di lavoro comune affinché vengano elaborate definitivamente le bozze già predisposte dal 1995 dall'Assessorato dell'agricoltura, in modo da poter finalmente recepire la normativa nazionale che riguarda la riproduzione animale e colmare il vuoto legislativo in cui si trovano ancora gli operatori del settore, facendo presente che la Sardegna è l'unica Regione italiana a non aver ancora emanato tali procedure. (760)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui disagi dei passeggeri che intendono imbarcarsi o sbarcare nel porto di Porto Torres e sulla necessità di intervenire presso le compagnie di navigazione.
Il sottoscritto,
RILEVATA la situazione di forte disagio cui sono sottoposti i passeggeri che, accingendosi all'imbarco o allo sbarco presso il porto di Porto Torres, non possono disporre di alcuna strumentazione meccanica per il carico e lo scarico dei propri bagagli;
CONSIDERATO che questa situazione è divenuta insostenibile soprattutto per i passeggeri anziani d'età possessori di valigie voluminose e pesanti, ciò rappresentando, obiettivamente, un indice di scarsa civiltà;
RITENUTO che occorre provvedere immediatamente per far sì che tutte le navi che imbarcano o sbarcano passeggeri nel porto di Porto Torres vengano dotate dei mezzi occorrenti ad agevolare il trasporto dei bagagli dei passeggeri,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se è a conoscenza della situazione di disagio lamentata in premessa e se intenda intervenire sollecitamente presso le compagnie di navigazione interessate per far cessare la situazione accennata, indicativa di scarsa attenzione verso un'esigenza reale di tanti passeggeri che pagano un prezzo già abbondantemente salato per attraversare il mare. (761)
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