Seduta n.270 del 12/03/1998 

CCLXX SEDUTA

(Pomeridiana)

Giovedì 12 marzo 1998

Presidenza del Vicepresidente Milia

indi

del Presidente Selis

La seduta è aperta alle ore 16 e 55.

CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 10 marzo 1998, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Bruno Montis ha chiesto un giorno di concedo. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende concesso.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Proroga del termine di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 13 (Fissazione di un termine entro il quale i Comuni devono adeguarsi alle prescrizioni dei Piani territoriali paesistici)". (399)

(Pervenuto il 3 marzo 1998 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri Concas - Vassallo - Montis:

"Istituzione dei centri per i giovani". (400)

(Pervenuta il 6 marzo 1998 ed assegnata alla ottava Commissione.)

dai consiglieri Falconi - Cugini - Berria - Cherchi - Usai Pietro:

"Istituzione dell'Osservatorio economico della Sardegna". (401)

(Pervenuta il 6 marzo 1998 ed assegnata alla sesta Commissione.)

dal consigliere AMADU:

"Perequazione di trattamento economico dei dipendenti della Regione con quello dei dipendenti delle Aziende Sanitarie Locali e degli Enti Locali della Sardegna". (402)

(Pervenuta il 6 marzo 1998 ed assegnata alla prima Commissione.)

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 382.

Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Il mio intervento ha poco a che fare, per la verità, con l'ordine dei lavori, però volevo fare, a nome del Gruppo di Forza Italia, ma senza nessuno spirito, perché so che è stata una cosa molto piacevole e molto gradita, volevo fare le congratulazioni al presidente Palomba perché so che ha avuto un incontro ad altissimo livello di tennis, ed è stato vittorioso insieme all'ex capitano e vincitore del campionato italiano di Roma e del Roland Garros, se non sbaglio del 76, ha avuto un grossissimo successo incontrando altri due grandi tennisti, l'Assessore Benedetto Ballero e il più grande tennista cagliaritano di tutti i tempi Angelo Binaghi. Quindi complimenti, so che è stata una manifestazione molto piacevole, c'è stato un folto pubblico di appassionati e anche di politici, e quindi complimenti ed anche congratulazioni. Chiedo scusa per l'intervento, anche se non è molto attinente, ma sentivo di doverlo fare e mi dispiace di non essere potuto essere presente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.

USAI EDOARDO (A.N.). A nome del Gruppo di Alleanza Nazionale io concordo con le opinioni e le valutazioni del mio collega Balletto; so che c'era questo incontro tra il presidente Palomba e Panatta da una parte, Ballero e Binaghi dall'altra. Il mio amico e compagno di università Ballero non ha perso neppure in quest'occasione, di qualche ora fa, la possibilità di perdere; ha perso nuovamente. Ma ormai è una consuetudine.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Onorevole Usai, la smetta.

USAI EDOARDO (A.N.). Lei torni a Narcao e si porti via anche suo fratello.

PRESIDENTE. Dopo questo piacevole intermezzo, passiamo all'illustrazione dell'emendamento numero 74, soppressivo parziale, all'articolo 27 ter.

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Il secondo comma dell'articolo 27 ter stabilisce un termine prescrittivo, che io ritengo voglia dire di prescrizione, a meno che non intendessero più semplicemente dire tassativo, in tal caso avrebbero dovuto usare il termine tassativo per rafforzare la scadenza. Ma siccome ritengo che il termine sia stato usato

in modo appropriato, ritengo che stia per termine di prescrizione. Ora, nel caso di specie, a me pare che siamo in un termine di decadenza e non di prescrizione. Se fossimo in un termine di prescrizione, siccome il diritto quando si tratta di prescrizione è già sorto, e qui invece non è sorto, ma occorre che il potenziale titolare eserciti l'onere della presentazione della domanda, e d'altra parte se fosse un termine di prescrizione opererebbero anche gli istituti della interruzione e della sospensione, a me pare che nel caso di specie non possa dubitarsi del fatto che il termine sia un termine di decadenza. Pertanto, la soppressione del termine prescrittivo nulla cambia o nulla modificherebbe rispetto alla obbligatorietà e alle conseguenze che dalla inosservanza dell'onere della presentazione della domanda deriverebbero dal momento che il predicato che indica questo onere è un predicato all'indicativo, cioè dice deve essere presentata, e quindi in mancanza della presentazione di questa domanda è chiaro che decade dall'insorgenza del diritto, il diritto non sorge. Ma poiché meglio riflettendo sulla questione io ho pensato che effettivamente il termine prescrittivo potesse anche significare che sia stato indicato come un sinonimo di tassativo e che quindi né il proponente, né la Commissione abbia inteso riferirsi a un termine di decadenza, allora ho presentato anche l'emendamento numero 164, mediante il quale propongo la sostituzione delle parole "la domanda di cui al comma 1 deve essere presentata entro il termine prescrittivo del" con le parole "la domanda di cui al comma 1 deve essere presentata a pena di decadenza entro il termine del". E' soltanto una disputa di carattere giuridico che a me pare debba essere tranquillamente accolta dall'Assemblea.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento numero 74, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Presidente, mi sembra, se non ho inteso male, che il collega Masala sarebbe disponibile al ritiro dell'emendamento 74 se si approvasse quanto è indicato nell'emendamento 164. La maggior parte delle leggi regionali che stabiliscono un termine per presentare domande per la concessione di finanziamenti e di contributi a vario titolo, prevedono il termine di scadenza al 31 gennaio, al 17 marzo, al 30 settembre, o quant'altro; quasi mai il termine è prescrittivo o a pena di decadenza. Soltanto in alcuni casi questo formulazione è utilizzata. Per cui penso che non ci siano ostacoli a trovare una formulazione che mi sembrerebbe la più adatta, quella contenuta nell'emendamento numero 164.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento 164 è accolto.

SECCI (Popolari). Il 74 è ritirato.

PRESIDENTE. Il 74 è ritirato, sì. Emendamento 19 aggiuntivo presentato dalla Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, chiedo la votazione per parti dell'emendamento numero 19 (?), poi in discussione spiegherò i motivi.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 19 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Io veramente sono stupito dal secondo comma perché dice "costituiscono rendiconto dei contributi concessi le determinazioni di spesa adottate dalle amministrazioni beneficiarie". Ora, la determinazione di spesa adottata dall'amministrazione beneficiaria non può mai essere considerata valida come rendiconto dei contributi, perché l'amministrazione beneficiaria compie la determinazione di spesa all'inizio del procedimento di utilizzo, per cui non c'è nessuna prova che poi la somma impegnata venga effettivamente spesa, perché per esempio un'amministrazione beneficiaria è un comune, può deliberare di spendere venti milioni poi realizza economie o non attua completamente la decisione e ne spende 10. Ora, l'economia che realizza l'amministrazione beneficiaria, se si attuasse questo meccanismo del secondo comma dell'emendamento 19, farebbe sì che l'amministrazione beneficiaria si arricchirebbe senza nessuna causa del contributo regionale e non lo utilizzerebbe. Per cui mi dichiaro contrario al secondo comma e chiederò la votazione separata dei due commi dell'emendamento numero 19.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Signor Presidente, sempre sul secondo comma dell'articolo 19.

E' per lo meno strano: "costituiscono rendiconto dei contributi concessi le determinazioni di spesa adottate". Cosa vuol dire "le determinazioni di spesa adottate"? Credo che, oltre alla determinazione delle spese, si debba fare la documentazione, si deve fare un rendiconto. Non è possibile che noi lasciamo in legge l'espressione "costituiscono rendiconto dei contributi concessi le determinazioni di spesa adottate". Questo non è un rendiconto; il rendiconto, chiaramente, deve comprendere, oltre alla elencazione delle spese che sono state sostenute, anche la documentazione delle spese sostenute. Diversamente uno è padronissimo di indicare nella determinazione spese che eventualmente possono essere sostenute e spese che possono anche non essere state sostenute. Mi pare che noi siamo un po' troppo blandi nel chiedere la documentazione della spesa di quattrini pubblici. Non possiamo consentire che questo emendamento passi col secondo comma descritto in questo modo. Mi pare che anche il collega Bonesu abbia messo in evidenza questo discorso. E allora non faccio altro che associarmi alla richiesta del collega Bonesu di mettere separatamente in votazione i due commi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). In Commissione programmazione e bilancio, quando si è discusso di questo emendamento, si è sviluppato il dibattito intorno al secondo comma dell'emendamento 19, proprio perché sia il collega Casu che il sottoscritto si sosteneva che determinazione di spesa e rendicontazione sono due concetti ben distinti ed esprimono due cose diverse e due momenti distinti del procedimento amministrativo, con la determinazione si stabilisce e si individua il titolo della spesa, il rendiconto invece è la giustificazione dell'effettuazione della spesa nel rispetto di quelle che sono le indicazioni della legge se sono subordinate a legge o del provvedimento amministrativo se quella spesa è vincolata a un provvedimento amministrativo che si riferisce ad un determinato progetto o intervento. I nostri amici sindaci, e ce ne sono tanti, credo che possano confermare questa specificazione che è stata data dagli intervenienti che mi hanno preceduto, va specificato che se questa norma ha un significato e comunque la si vuole introdurre perché deve avere un effetto pratico e operativo, sarebbe molto più semplice dire, ma per scelta politica naturalmente come ogni scelta politica chi la fa se ne assume le responsabilità, sarebbe più semplice e più trasparente dire che a far data da un certo momento l'obbligo di rendicontazione è sospeso, è abolito, se questa è la volontà dico che può essere legittimo e condivisibile però dico che il Consiglio e la Giunta dovrebbero dire chiaramente che l'obbligo di rendicontazione è sospeso e non tentare di giustificare operazioni che hanno lo scopo di dissimulare l'effetto finale, introducendo concetti paralleli ma che sostanzialmente non sono la stessa cosa e non esprimono esattamente lo stesso concetto. Pertanto questo secondo comma dell'emendamento a mio modo di vedere non può essere approvato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. L'emendamento si accoglie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, passiamo all'emendamento numero 27. Ha facoltà di illustrarlo la consigliera Petrini.

PETRINI (Gruppo Misto). Grazie. Signor Presidente, data l'importanza e la serietà dell'argomento di questo emendamento lo do per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Si accoglie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Indubbiamente l'emendamento numero 27 è cosa nobile per chi lo ha presentato, nasce da motivazioni serissime e precise, però io qui dentro ho sentito più volte richiamarci all'equilibrio, richiamarci all'equità, richiamarci al buon senso e in particolare della prima firmataria dell'emendamento. Allora dico che, con queste poche risorse nostre, che evidentemente poche non sono, si stanno continuando a perdere in mille rivoli, noi non possiamo permetterci la ricerca, non possiamo permetterci il CSR4, non possiamo permetterci di finanziare adesso la ricerca contro i tumori e poi chissà quante organizzazioni di ricerca contro tante malattie, perché non è corretto finanziare una organizzazione e poi lasciare le altre senza aiuti, non è corretto porre il problema perché chiaramente di fronte a un problema di coscienza è difficile dire no, ma non è corretto, non è di buon gusto, forse non si tratta di non correttezza, non è di buon gusto, proporre questi emendamenti. Grazie.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 28 ha facoltà di parlare il consigliere Marteddu.

MARTEDDU (Popolari). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Sì, Presidente, la valutazione fatta in Commissione dopo un lungo dibattito era quello che il presentatore presentava l'emendamento e poi a seguito di impegni che la Giunta regionale doveva assumere lo avrebbe ritirato. L'assenza del primo firmatario impedisce questo, ma penso che gli impegni siano a fare questo, in ogni caso l'invito della Commissione è al primo firmatario di ritirarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.-Progr.). L'emendamento numero 28 è ritirato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 166 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.

PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Il parere del relatore, seppure si tratta di un emendamento presentato poche ore fa, avendo un contenuto che è simile all'emendamento, se non mi ricordo male, numero 131 che è stato dichiarato decaduto per la bocciatura dell'articolo 27 bis, avendo espresso sull'emendamento numero 131 il non accoglimento anche per l'emendamento numero 166 il parere rimane invariato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie, però perché non sembri questo, frutto di una posizione di rigidità, ci tengo a dire che il nuovo emendamento, rispetto a quello precedente, incide in misura molto, molto significativa sulla misura del finanziamento e per la verità l'obiezione della Giunta non era tanto sulla misura era proprio su un altro aspetto, cioè era sul fatto che a noi sembra, sono state espresse opinioni diverse che noi rispettiamo, ma a noi sembra che non si possa attribuire un finanziamento almeno in questa fattispecie ad un soggetto che ancora non esiste. Io faccio notare che, in relazione a quel capitolo, in questo momento sto procedendo senza l'appunto ma insomma vado un po' a memoria che ho definito un capitolo contenitore, si può dir questo, che in quel capitolo mi pare che ci sono stanziamenti come riserva di determinate finalità, poi c'è una quota residua che deve essere spesa diciamo sulla base di un programma che è da redigere. Se ci sono dei soggetti esistenti o non esistenti, che hanno i requisiti che presentano domanda si vedrà in sede di domanda però noi non possiamo dire che accogliamo un emendamento per dare un contributo ad un centro, ad un istituto di ricerca che non esiste, ci sembrerebbe questo veramente incongruo, il problema non è se si tratta di cento milioni, o di cinquecento o di un miliardo, questo è il punto che noi riteniamo debba essere tenuto fermo. Quindi la Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io volevo dire semplicemente che l'emendamento non si illustrava perché era la riproposizione con la sola modifica della riduzione dello stanziamento dalla modica somma di 4 miliardi e 500 milioni alla modestissima somma di 100 milioni. Quindi si pensava che, con una riduzione di così poco conto, ci fosse la disponibilità dell'aula ad accoglierlo. Anche perché avremmo voluto fare di questo istituto in fase di costituzione, l'emblema delle opposizioni che non possiedono nessun centro di ricerche, per cercare di essere equiparati a tante altre situazioni nelle quali il governo e la maggioranza ulivista hanno invece diversi centri di ricerca, enti culturali, ai quali fare riferimento specifico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Io ero intervenuto sul precedente emendamento poi dichiarato inammissibile per la non approvazione dell'articolo, e mi ero soffermato non solo sulle motivazioni che dovrebbero indurre ad un interesse verso questa materia, ma anche sulla ammissibilità di contributi ad associazioni in via di formazione e siccome il diritto non può essere trascinato dove lo si vuole, ribadisco che il principio generale dell'ordinamento contenuto nell'articolo 1 del Codice Civile, quello che leggono tutti quando aprono il libro, è che la legge può assicurare diritti anche ai nascituri, evidentemente subordinandoli all'evento della nascita. Credo che effettivamente dare un contributo ad una associazione in formazione, sarebbe effettivamente una incentivazione a crearla e a crearla su una certa base. Ma la Giunta, la maggioranza, anche in questo caso, ribadiscono il "non accoglie" che è diventato un ritornello costante di questa sessione di bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, l'emendamento è stato illustrato molto bene dai colleghi che mi hanno preceduto, per cui chiedo di parlare sull'articolato appena lei concederà la parola sullo stesso.

PRESIDENTE. Gli emendamenti sono stati tutti illustrati. Dobbiamo tornare esclusivamente sull'emendamento numero 74 perché non è stata aperta la discussione generale in quanto l'onorevole Masala l'aveva ritirato e l'onorevole Bonesu l'aveva fatto proprio.

Do quindi la parola al consigliere Bonesu sull'emendamento numero 74 e sull'articolo.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, l'emendamento numero 74 mi sembra più corretto del 164 e mi spiego. E' indubbio che la dizione "prescrittivo" contenuta nel secondo comma, sia una dizione sicuramente erronea perché non si tratta di prescrizione: è sicuramente un termine di decadenza; ma non mi sembra che il problema sia risolto dall'emendamento numero 164 perché termini come quello del secondo comma ce ne sono a decine in questa legge, e a centinaia se non a migliaia nella legislazione regionale. Nessuno ha mai dubitato che si tratti di termini di decadenza; se noi in una norma andiamo a scrivere che è un termine di decadenza, creiamo problemi interpretativi per tutte le altre norme. Siccome mi sembra pacifico che sia un termine di decadenza in questo e in tutti gli altri casi, io sarei dell'opinione di non scrivere niente e quindi di limitarci esclusivamente a sopprimere il termine "prescrittivo". Per cui mi sembra che l'emendamento numero 164, se chiarisce questo comma, complica poi veramente l'interpretazione di tutta la normativa regionale. Sarei quindi dell'opinione di approvare il 74 e non il 164.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, non per entrare nel merito, perché le osservazioni dei colleghi sono state precise e puntuali, specialmente quella quando si è parlato di un emendamento che lasciava intravedere con la semplificazione dei rendiconti, forse il superamento di determinate norme contabili e questo non è giusto. Io volevo intervenire dal punto di vista formale, cioè lessicale, per quelle che sono le parole, per ciò che esprimono le parole. Ho cercato di leggere tutto l'articolo 27 ter, dal punto 1 al punto 4, e riconosco che un domani chi si trovasse ad applicare questo articolo potrebbe trovarsi in difficoltà in quanto il secondo comma sia che si lasci il termine "prescrittivo" sia come è stato accettato l'emendamento numero 164 in cui si dice "entro il termine del" noi supponiamo di eliminare il termine "prescrittivo" oppure lo lasciamo, oppure lo cambiamo con la dizione "entro il termine del, " è sempre inteso che deve essere "entro il termine di un 31 gennaio". Siccome fa riferimento a ciascun anno di riferimento del contributo richiesto, ciò significa che se uno per qualsiasi contributo che ciascuna sezione provinciale dell'Unione Italiana Ciechi volesse fare la domanda per il 1996-97 adesso prendiamo il 97, perchè proprio l'ultimo comma dice che le disposizioni in cui ai commi precedenti, quindi tutte e tre, si applicano a partire dal 1997. C'è scritto che deve essere presentata la domanda entro il 31 gennaio di ciascun anno di riferimento. Primo, se lasciano intendere che ciascun anno di riferimento è quello per cui si presenta la domanda può andare bene, ma non va bene il quarto comma perché allora non può essere mai applicato il quarto comma in quanto trova applicazione dall'anno 97 ed invece il secondo comma prescrive che deve essere obbligatoriamente presentato entro il 31 gennaio dell'anno di riferimento; quindi se si intende il 31 gennaio di quell'anno il quarto comma non si può applicare. Se invece si intende fare la domanda entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento, bisogna che sia aggiunto "entro il 31 gennaio di ciascun anno successivo a quello di riferimento del contributo richiesto". Io ritengo invece che probabilmente vogliano intendere che chi vuole chiedere il contributo deve farlo entro i primi 30 giorni dell'anno per cui compete il contributo. Allora occorre che questo quarto comma abbia una norma transitoria, perché altrimenti non avrà nessun effetto. Il mio è stato un intervento di tipo tecnico per poter prestare maggiore attenzione, altrimenti ci dicono che siamo dei legislatori un po' confusionari e allora è meglio discuterlo prima piuttosto che trovarsi in difficoltà dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Chiedo scusa, non ho visto l'assessore Scano quindi mi riprometto di intervenire sull'emendamento numero 166 non appena entra in aula l'assessore Scano.

PRESIDENTE. Onorevole Floris lei poi potrà intervenire per dichiarazione di voto perché ormai siamo in fase di votazione.

FLORIS (F.I.). Debbo chiedere l'interpretazione autentica di ciò che ho sentito. Se l'assessore Scano prende l'impegno di finanziare il costituendo ISCOD che sarà pronto penso per la prossima settimana o per i prossimi dieci giorni, così come mi pare di aver capito, noi ritiriamo l'emendamento. Se viceversa nessun impegno ha preso, noi sosteniamo l'emendamento. Naturalmente non c'è l'Assessore ma c'è il Presidente, ci sono gli altri Assessori, c'è il decano, per cui se l'impegno viene preso dal Presidente o dalla Giunta per noi va bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Raramente ho preso la parola in questo dibattito; lo faccio in quest'occasione per ringraziare delle parole simpatiche che sono state rivolte dal consigliere Balletto e dal consigliere Usai. Crediamo che ci siano dei momenti nei quali bisogna anche sdrammatizzare i lavori dell'Aula, che però d'altra parte non hanno assunto mai toni, al di là di alcuni casi, sopra le righe. Crediamo che sia stato un dibattito sempre teso su questioni per la maggior parte molto serie. Le risposte che la Giunta ha dato sono risposte che non sono state mai il segno di un pregiudiziale scontro, di una pregiudiziale contrapposizione muro contro muro. Abbiamo già detto varie volte che tutte le questioni serie che si sono svolte in questo dibattito sono prenotate, sono iscritte in un libro che dovrà essere presto riaperto, che la maggioranza e la Giunta intende riaprire in occasione dell'assestamento di bilancio e in conseguenza delle indicazioni sulla Conferenza regionale sull'occupazione e sullo sviluppo, e anche in occasione della redazione del documento di programmazione economica e finanziaria intende riaprire e leggere con l'apporto di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio.

Questo mi premeva dire, anche come premessa alla risposta alla questione che è stata posta. Questa maggioranza si è sempre sforzata di agire con criteri di legalità e di equità, riconoscendo che quando ci sono i diritti e le aspettative, delle questioni serie, da parte di chiunque vengano prospettate e da parte di chiunque vengano poste, esse hanno diritto ad essere accolte secondo un criterio rigoroso di legalità. E dunque, non appena ci saranno le condizioni perché altri soggetti sociali, economici, giuridici e culturali si presentano, con criteri di serietà, sulla scena regionale, quando ci saranno le condizioni, a questi soggetti verranno riconosciuti i medesimi diritti, le medesime aspettative e le medesime prerogative che sono riconosciuti ad altri soggetti e con un criterio, ripeto, rigoroso di rispetto della legalità. Un impegno che assumo, un impegno che ho sempre cercato di mantenere, ma è un impegno che risponde anche alle caratteristiche di questa coalizione, che ha sempre voluto distinguersi per il rispetto della legalità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Io non sono un presentatore dell'emendamento numero 166, il presentatore è il Capogruppo, comunque mi dichiaro soddisfatto per quanto riguarda la risposta data dal Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Per dire che in corso d'opera si può anche molto umilmente cambiare parere. Il parere della Commissione, sentite le ragioni del collega Bonesu e sentiti i presentatori dell'emendamento numero 164, è di accogliere il 74 e di chiedere il ritiro del 164.

PRESIDENTE. Per riepilogare: l'emendamento numero 164 è stato accolto dal relatore della Commissione, dopo essere stato fatto proprio dall'onorevole Bonesu, la Commissione è favorevole, quindi rimarrebbe il 164.

MASALA (A.N.). Lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Il 164 è ritirato, allora metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 27 ter. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Avevo chiesto il voto per parti e chiedo il voto segreto sul secondo comma.

PRESIDENTE. Metto in votazione il primo comma dell'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del secondo comma dell'emendamento numero 19 all'articolo 27 ter.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 65

maggioranza 33

favorevoli 31

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)

Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 27.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Io avrei gradito che fosse stato almeno illustrato questo emendamento, perché non se ne è parlato affatto. Non so se l'associazione sia un ente pubblico, sia un'associazione privata, pertanto avrei gradito molto che si fossero spese anche poche parole per l'illustrazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Io, collega Casu, sono ben lieta di darle due parole per illustrarle quest'emendamento, che cos'è la Lega italiana per la lotta contro i tumori. Pensavo che fosse più conosciuto dato l'argomento, la qualità e l'importanza di questo discorso. Per dire due parole: è un ente di diritto pubblico, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica. Non va confuso con quella lodevole iniziativa che è l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, che anche questa è privata ma non è a fini di lucro. Comunque torniamo alla Lega: la Lega opera e collabora con lo Stato, le regioni, i comuni, le istituzioni oncologiche e svolge questi compiti: studi e ricerche sui tumori, informazione ed educazione sanitaria, formazione e aggiornamento, eccetera eccetera. Ha tanti di questi compiti. E' un ente pubblico, come le dicevo, è stata fondata 70 anni or sono, e oggi è l'unico ente pubblico a carattere associativo che svolge attività nei settori della prevenzione e diagnosi precoce dei tumori. Ha una sede centrale a Roma e 103 sezioni nelle città capoluogo di provincia. In Sardegna abbiamo quattro sezioni: Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Infatti, come potrà vedere da questo emendamento la somma, che è modesta perché di più la regione Sardegna probabilmente non può permettersi in questo momento particolarmente difficile per le finanze regionali. La suddivisione della somma è stata data secondo il numero degli abitanti, logicamente, non perché Cagliari sia importante più di Sassari, ma avrà più pazienti oncologici proprio perché ha più abitanti. La somma di 87 milioni e 500 mila a Cagliari, 62 milioni e 500 mila a Sassari, a Nuoro e Oristano 50 milioni (?) ciascuno.

Come ho detto prima questo emendamento si illustra da solo. Tutti noi conosciamo purtroppo questa triste patologia, e io credo che andrebbe speso molto più denaro per la ricerca in questo campo. E qui, se mi permettete, approfitto, dato che c'è l'Assessore della sanità, per spezzare una lancia a favore di quella che è proprio la prevenzione dei tumori, che sembra essere nella maggior parte dei casi una prevenzione al femminile. Infatti, leggevo poco fa che c'è una proposta di legge sulla prevenzione delle malattie oncologiche, obbligo per le donne di sottoporsi ad esame annuale. E' una proposta di legge dei deputati Poli, Bordoni (?) e Napoli. Ma mi ha colpito il fatto che, ripeto, è una proposta di legge con obbligo per le donne di sottoporsi ad esame, come se i tumori fossero solo delle donne. Io oserei dire che sono degli uomini e delle donne, perché mai come in questo campo abbiamo raggiunto la parità assoluta, su questo non discutiamo. Io invece all'Assessore dare, mi permetta, Assessore, un consiglio da ormai medico collaudato in questo campo. Il collega Biggio mi ha definito persona di buon senso. E' un bel complimento, lo ringrazio veramente, credo che sia una cosa molto bella quella mi ha detto, sia che voterà a favore, sia che voterà contro, comunque la gentilezza l'ha fatta. Io direi che la prevenzione va fatta anche per gli uomini. C'è in questi ultimi anni un aumento notevole del carcinoma della prostata, quindi se la Regione Sardegna volesse essere all'avanguardia anche in questo campo, magari di farsi, in Commissione sanità lo studieremo insieme, una richiesta per sottoporsi a esame annuale di prevenzione per gli uomini e per le donne, ciascuno nel campo che gli compete.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, io sono già intervenuto sia pure brevemente su questo emendamento. Sono stato aggiornato, quasi che non conoscessi, e questo mi è dispiaciuto molto, la Lega italiana per la lotta contro i tumori. Conosco bene questa organizzazione per ragioni che non dico qui, la conosco molto bene. Però conosco anche l'organizzazione che studia la distrofia muscolare, che colpisce molti bambini destinati a vivere molto poco; conosco la sclerosi a placche, la sclerosi multipla, conosco una serie di altre organizzazioni che studiano questi disastri che convivono con l'uomo. E, allora, mi pongo un grosso problema: non ho nulla contro questo emendamento di per sé, anzi è cosa nobile, è cosa nobilissima, ma non capisco, intanto, se stiamo finanziando le strutture organizzative o se stiamo finanziando la ricerca, perché con quattro soldi qua e 50 milioni là non si può finanziare certo ricerca. Sicuramente non si finanzia ricerca, e la ricerca è una cosa molto seria, ma se finanziamo la ricerca per un settore dobbiamo finanziare ricerca in tutti i settori.

Ripeto, come ho già detto, io esprimo il mio voto contrario in piena coscienza, pur condividendo l'intenzione, perché non sarei corretto nei confronti di altre strutture e di altre organizzazioni che perseguono, per altri tipi di malattie, gli stessi fini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (F.I.). Finalmente si appalesa un po' di differenza tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, ma non è questo il caso, direi tra il mio punto di vista e quello dell'amico Luigi Biggio. Io ritengo che se qualche cosa non si fa per le altre malattie questo non possa essere addebitato all'emendamento presentato. Probabilmente non c'è stato chi ha preso a cuore altre patologie o altre associazioni.

Io mi dichiaro estremamente favorevole, sia perché conosco l'Associazione, sia perché conosco chi porta avanti l'associazione in Sardegna, per la cui serietà veramente non ho dubbio che i finanziamenti destinati saranno utilizzati al meglio. Le considerazioni sulle malattie, pur essendo medico, le lascio ad altra sede.

Ritengo che comunque 85 milioni per Cagliari, 250 milioni per la Sardegna per la prevenzione e naturalmente per le epidemiologie e via dicendo, sono soldi che sicuramente con due, tre, quattro, cinque casi che possono essere evidenziati in prima fase, sono sicuramente altamente remunerati. Per cui il mio voto, non dico quello del Gruppo, sarà sicuramente favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, anch'io voglio esprimere il mio voto favorevole e voglio anche evidenziare un limite di questo emendamento. Io sono d'accordo con le considerazioni del collega Biggio, e quindi emendamenti di questo tipo diretti al sostentamento anche di altre associazioni dovrebbero in coscienza essere accolti e ben valutati dal Consiglio regionale, però sicuramente queste piccole cifre, considerato di cosa stiamo parlando, sono prima di tutto non credo, anzi lo escludo, destinati alla ricerca, ma al funzionamento delle strutture. Ma il funzionamento delle strutture, in questo caso, è il presupposto per far sì che queste associazioni, la Lega in particolare, possa con questi fondi promuovere iniziative, chiamiamole tra virgolette, ma lo fanno spesso, "di beneficenza", per poter poi raccogliere fondi di ben altra entità. Quindi quando noi finanziamo le strutture, perché ovviamente queste cifre non possono essere indirizzate per la ricerca, stiamo creando i presupposti per una sorta di catena di sant'Antonio per raccogliere ulteriori fondi. Il limite di questo emendamento, e io adesso sotto un profilo tecnico inviterei la collega Petrini, considerato che tanti soldi in questa finanziaria sono stati buttati e continueranno a essere buttati, proporrei quasi un emendamento verbale per poter far sì che questa cifra di 250 milioni sia per lo meno, ed è sempre una cifra esigua, raddoppiata. Quindi propongo un emendamento verbale per portare la cifra da 250 milioni a 500 milioni. grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Molto brevemente per dire una parola ci compiacimento intanto per la collega Petrini e poi anche perché ho capito il motivo per il quale non ha illustrato l'emendamento. Intanto per non fare una pubblicità esagerata su un argomento che non merita di essere pubblicizzato, perché dovrebbe essere noto a far parte delle coscienze di tutti noi, e poi perché certamente su un argomento di questo genere non può instaurarsi dibattito di chi è a favore e di chi è contro, penso che ovviamente siamo tutti a favore e che quindi non c'era bisogno di spendere molte parole, tutto qua. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, gentilissima collega, io non parto dalla considerazione di un dibattito di chi è a favore e di chi è contro, ma da un'altra considerazione, che il nostro bilancio per quanto concerne la sanità da il pezzo forte, troppo forte forse a quell'Assessorato di un mare di miliardi delle nostre risorse, e allora qui nessuno, tanto meno il collega Biggio, è contro; è contro una metodologia, non c'è il tanto di discutere se si capisce o no, ciò che è il contenuto dell'emendamento, ma il contenuto dell'emendamento mette ancora una volta di più il dito sulla piaga, una discrepanza tra i banchi della Giunta e tra i componenti stessi della maggioranza che sostiene questo governo anche su un tema importantissimo, validissimo, che dovrebbe vedere un collegamento e un'armonia, perché, con il mare di miliardi che assorbe la sanità, arrivare a discutere di una miseria per ovviamente uno dei settori fondamentali della sofferenza umana, vuol dire che non c'è collegamento, vuol dire che c'è quello che sappiamo tutti che anche in Sardegna, e non solo in Sardegna, la sanità è un moloc che mangia soldi, che non li utilizza esattamente come devono essere utilizzati, esattamente per la salute pubblica e in via preventiva. L'atteggiamento e le parole del collega Biggio non devono essere distorte da colleghi della maggioranza o da colleghi dell'opposizione, è tra l'altro in questa chiave di lettura che non si possono fare cose, le nozze con i fichi secchi. E' questo ciò che si evidenzia, fa meraviglia che non ci sia un collegamento perché è di tutta evidenza che questo è un emendamento quasi per nulla collegato con una politica di questa finanziaria, con una politica di sanità, diversamente non dovrebbe sussistere questo emendamento, nella finanziaria doveva esistere una capacità di spendita esattamente ben rivolta nel settore stesso per cui oggi stiamo discutendo di questo emendamento. Certo è che, pregio all'onorevole Petrini che con la sua volontà e sensibilità ha però evidenziato questo scollegamento e questa mancanza anche nella (?) e nella finanziaria di prevedere nei capitoli e nell'entità giusta la spesa che serve per la prevenzione di tutte le malattie che gravano sulla nostra Sardegna.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 166 era stato ritirato, mi pare, dall'onorevole Vassallo. No, scusate, l'emendamento numero 166 era l'emendamento Pittalis sull'Iscom (?), era ritirato? No? Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Io ho ascoltato le parole del Presidente e l'impegno che ha assunto e facciamo tesoro di queste parole, riteniamo però che l'emendamento venga mantenuto, tenuto conto anche dell'importo che è stato previsto per le finalità istituzionali di questo ente, di questo istituto che, al pari dell'Isprom, riteniamo possa completare il quadro degli istituti che si occupano di questioni che attengono ai paesi del bacino mediterraneo.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 166. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.

ARESU (Gruppo Misto). Per farle notare che manca la copertura finanziaria su questo emendamento ed è improponibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Volevo far osservare che qui non è che si stia stabilendo un nuovo contributo da assegnare, ma è una riserva di destinazione di somme già esistenti sul capitolo 11099.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 166.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 63

maggioranza 32

favorevoli 24

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.)

Si dia lettura dell'articolo 28.

CONCAS, Segretaria:

Art. 28

Integrazione del fondo sanitario nazionale

1. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento complessivo di lire 924.880.000.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento della spesa di parte corrente ed in conto capitale riguardante il fondo sanitario nazionale (capitoli 12104/01, 12133/02 e 12139/02/P).

2. A valere sugli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli 12133/02 e 12139/02 l'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare in favore delle aziende-USL, nell'anno 1998, rispettivamente, le somme di lire 7.500.000.000 e di lire 7.500.000.000, per esigenze finanziarie connesse alla graduale attuazione del piano regionale per l'assistenza psichiatrica.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 21 e 79. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 28. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, io non riesco a capire su quali basi sia fatto il calcolo di 924 miliardi, quale integrazione regionale del fondo sanitario, perché mi pare che non sia stato fatto nessun calcolo sul meccanismo introdotto dalla legge sull'Irap che afferma che la Regione deve contribuire per il 10,5 per cento sulla somma risultante dal 90 per cento del gettito Irap realizzato in Sardegna, più l'integrazione statale del fondo sanitario nazionale. Ora, credo che probabilmente la cifra sia più bassa, almeno me lo auguro, da alcuni calcoli fatti ad occhio, anche se chiaramente le due variabili sfuggono molto al controllo; però mi sembra che la cifra sia stata buttata qua in relazione a quelle degli anni precedenti, senza tener conto assolutamente che i meccanismi sono completamente nuovi. Per cui, siccome credo che questo sia un dato basilare per il bilancio, cioè l'impegno nostro nella sanità determina la disponibilità o meno di finanze per l'intero bilancio, per cui credo che la Giunta abbia gli strumenti per fare un calcolo sicuramente per quanto legato a queste variabili, migliore di quello che mi sembra buttato un po' giù in finanziaria. Questo a meno che la Giunta sia arrivata a questa cifra sulla base di calcoli che tengano conto di questi fatti e a questo punto però sarebbe dovere fornire al Consiglio, considerato che non è un punto irrilevante della legge finanziaria, è forse il punto essenziale perché è il tipo di spesa che noi non controlliamo e che determina gran parte appunto delle disponibilità o meno della intera manovra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Io voglio intervenire sull'emendamento numero 21 anche perché sull'articolo, primo comma, mi verrebbe da dire...

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, siccome gli emendamenti sono aggiuntivi, stiamo facendo la discussione generale sull'articolo, poi discuteremo sugli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.

SERRENTI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, la sanità, come è apparso anche stasera, è uno dei punti più delicati dell'amministrazione e anche una delle pagine più tristi perché tocca tutte le nostre famiglie, in tutte le comunità, e spesso alcune situazioni di carenza ci rendono particolarmente difficili da vivere i problemi della sanità. Io ne vivo uno da moltissimo tempo. Un problema che conosco molto bene e che è sulle pagine dei giornali in questi giorni, infatti, si sta parlando del ridimensionamento dell'istituto regionale per le microcitemie; non è fuori argomento questo, perché da una parte stiamo spendendo sempre di più e dall'altra c'è un atteggiamento che riduce, che cerca di risparmiare e purtroppo nella sanità è molto difficile, come l'Assessore sa, risparmiare. L'Istituto per le microcitemie, come molti colleghi sapranno, fu una grande conquista dei sardi. Era un grande problema quello della talassemia, una emergenza sanitaria fra le più gravi da sempre, come tutti sanno, circa un quinto della popolazione sarda è portatrice di questo problema e quando una coppia di portatori si incontra mette al mondo figli talassemici. Questo dramma è stato vissuto nelle famiglie in silenzio per moltissimo tempo, sino a quando una ventina di anni fa, debbo dire riprendendo un atteggiamento lungimirante della Regione fin dalla prima Giunta regionale, si riuscì dalla prima legislatura, con una volontà che espresse allora Anselmo Contu, a dare vita ad un istituto per la cura delle talassemie, che vedeva una struttura muraria ferma lì per molto tempo, che si è tentato di destinare in vari modi ad altre cose. Ma una ventina d'anni fa, le famiglie si organizzarono e riuscirono a riproporre il problema in tutta la sua gravità e a trovare, debbo dire, in alcuni assessori, che voglio citare per fare la storia: Franco Rais, Emanuele Sanna, che oggi è il segretario regionale del PDS, mostrarono una certa sensibilità e quell'istituto fu aperto diventando una sorta di presidio all'avanguardia per la cura di questa grave malattia, non solo per la Sardegna ma per tutta l'Italia. Adesso leggiamo, e non si capisce perché, e questa è una cosa alla quale l'Assessore naturalmente dovrà dare risposte, che c'è un tentativo di ridimensionamento. Basti pensare che attualmente ci sono 1500 talassemici, ripeto, un quinto della popolazione sarda, quindi oltre 200 mila persone interessate a questo problema, dei quali 600 gravitano nell'ospedale di Cagliari. Bene nell'ospedale di Cagliari si fanno lunghe file per fare la trasfusione, ci sono attualmente 70 posti letto, qualche volta pur avendo la disponibilità del sangue, altro grave problema, si deve attendere qualche giorno ancora per fare la trasfusione ed arrivano spesso con livelli di globulina molto bassa, perché devono attendere ancora alcuni giorni perché non c'è il posto letto. Allora non si capisce perché, forse per la necessità di risparmio, i 70 posti letto che oggi sono a disposizione pare debbano diventare 20 e questa struttura, che è una struttura oggi all'avanguardia, sta per diventare una sorta di ambulatorio all'interno dell'ospedale oncologico. Io credo che noi possiamo risparmiare in molte cose; sicuramente nella sanità ci sono molti sprechi io. Io credo che l'Assessore; anche perché ho avuto modo di lavorare con lui, stia cercando di mettere mano con molta oculatezza, però una raccomandazione la voglio fare. Io credo che non si possa risparmiare toccando settori come questi, che invece sono fondamentali per un problema che, praticamente, sardo al 90 per cento, nel mondo esiste questo problema in altre parti, ma non nella dimensione e nella gravità che esiste in Sardegna, allora io credo che noi faremmo un pessimo servizio, intanto ai sardi che non troverebbero più un presidio dove possano curarsi e possono farlo in modo corretto, tenendo conto che questi sono bambini e oggi, per fortuna, non più bambini, ma anche persone adulte che oltre all'avere questo grande problema hanno anche tutte le altre patologie che hanno le altre persone normali, e non possono essere seguiti in strutture normali, perché curare un talassemico, per chi è medico, sa che è molto diverso che curare una persona che assume, che si ammala normalmente ma che non è, insomma, un malato cronico, un portatore di una malattia cronica.

Allora, Assessore, non è possibile risparmiare qua. Quella struttura deve restare, deve diventare un presidio ancora più importante, perché lei sa che è diventato punto di riferimento, ormai non solo nell'area del Mediterraneo, ma nel mondo. Io credo che noi abbiamo potuto, purtroppo, dare un grande contributo anche alla ricerca in questo settore, un ridimensionamento potrebbe davvero segnare una battuta d'arresto pericolosa. Le posso dire questo, ma lei certamente lo saprà, che mentre gli anni scorsi la prevenzione funzionava tanto da portare questo problema a nascita zero, le nascite sono ricominciate, già quest'anno sono nati altri talassemici, altre famiglie sono coinvolte in questo dramma e badi, non si può pensare di risolvere il problema della talassemia lasciando morire quelli che ci sono. Sarebbe un errore grave, una grave responsabilità, una cosa inaccettabile. Allora la prima cosa è fare la prevenzione, curare bene quelli che ci sono perché peraltro, nella maggior parte dei casi, se togliamo i deficit che vengono da una malattia come questa, questi ragazzi sono ragazzi normali che studiano, si inseriscono nella società, anzi adesso in molti casi riescono addirittura a sposarsi, ad avere figli e a condurre una vita pressoché normale. Quindi sarebbe da parte nostra criminale se noi non ci occupassimo con attenzione. Allora io spero che le informazioni che leggiamo nei giornali, che arrivano magari telefonate che vengono da amici disperati, molto preoccupati, non siano del tutto fondate e l'Assessore accetti la raccomandazione di guardare con più attenzione a queste cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Intervengo nel dibattito, mi permetto di spendere anch'io qualche parola a seguito dell'intervento dell'onorevole Serrenti, che apprezzo e che ringrazio, anche se forse poteva non essere la sede precisa questa in discussione della norma finanziaria per quanto riguarda la sanità. Ma l'intervento dell'onorevole Serrenti ha comunque il pregio di mettere l'accento su un problema che è di questi giorni, almeno con la sua risonanza sulla stampa. Io volevo soltanto aggiungere a questo, avendolo vissuto oltre tutto in prima persona, che c'è di più anche delle considerazioni che l'onorevole Serrenti ha fatto. Quando ha ricordato come è nata quell'iniziativa che è stata portata avanti a realizzazione proprio per merito dell'onorevole Anselmo Contu, e che nacque da un'intuizione e da una volontà portata avanti da mio padre che, per la gravità della malattia nella nostra Isola, quale particolare flagello che colpiva un po' tutta l'area mediterranea, ebbe l'intuizione della necessità di costituire un ospedale apposito, che fosse contemporaneamente non solo un centro di assistenza ma un centro di ricerca che, fortunatamente, poi è diventato un centro di ricerca internazionale, addirittura, a cui affluiscono anche malati dall'ambito mediterraneo, come l'onorevole Serrenti ha ricordato. Ecco, vorrei ricordare come ci sia un preciso impegno specifico da parte della Regione Sardegna, che ha costituito quell'ospedale perché rimanesse come un presidio specificatamente, a parte altre utilizzazioni degli spazi disponibili, che rimanesse un presidio duraturo per questo particolare flagello che colpisce l'Isola, e quindi non ci dà, anche da un punto di vista giuridico, pur nell'ambito di quello che un piano sanitario regionale può regolare, diventando lo strumento che regola appunto gli aspetti organizzativi della sanità isolana, in questo specifico campo c'è un impegno preciso, giuridico della Regione sarda, che questo impegno ha preso non transitoriamente ma traducendo in norma una volontà, che quest'ospedale rimanesse comunque un presidio per la continuazione degli studi, che purtroppo non si sono conclusi, alla ricerca di una terapia definitiva che non è impossibile ormai, per questa anche affezione genetica, e che fosse un presidio di altissimo livello per i malati di questa malattia.

Se aggiungiamo a questo che nel tempo, agganciandosi agli studi genetici sulla talassemia, quell'istituto è diventato anche un presidio riconosciuto a livello internazionale, riconosciuto a livello di organizzazione dell'organizzazione delle nazioni unite come centro di riferimento per gli studi in campo genetico in epoca prenatale e postnatale, non mi pare che debba spendere altre parole e non ho bisogno di spenderle con l'Assessore di cui conosco la sensibilità per il problema, pensando che se vi fossero state disfunzioni, o dubbi o indicazioni mal interpretate nell'ambito della bozza che si sta discutendo, che è soltanto una bozza del piano sanitario, troverà in questo Consiglio, nella sua articolazione delle Commissioni, tutta l'attenzione dovuta. Permettetemi appena una puntina di polemica: nel documento che il Consiglio ha bocciato nella sua prima versione sulla ristrutturazione della rete ospedaliera, questo problema era ben presente e ben definito, perché c'era una proposizione normativa che diceva che l'ospedale microcitemico doveva essere conservato, lasciamo perdere gli accorpamenti eccetera, con tutte le sue strutture e con tutti i suoi servizi e le sue funzioni. Quindi il problema sollevato dall'onorevole Serrenti era ben presente e ben registrato e questo Consiglio, inconsapevolmente, bocciando quel piano, ha bocciato anche una norma che oggi giustamente si sottolinea l'esigenza. Detto questo mi permetto, dal momento che ho la parola, di intervenire anche sul problema posto dall'onorevole Bonesu, passiamo ad un altro campo, a un campo economico e finanziario, nel senso che le sue osservazioni sono giuste, non credo però che in questo momento ci possa essere nessuno che possa definire, sulla base dei parametri che l'onorevole Bonesu giustamente ricordava, quale sarà l'effettivo contributo della Regione sarda per quanto riguarda la spesa sanitaria dopo l'introduzione dell'IRAP. Se lo stesso ministro Ciampi, leggevo sui giornali in questi ultimi due giorni, si è riservato la possibilità di una manovra sulle aliquote di quest'imposta, se le previsioni, per quando riguarda addirittura lo Stato e l'insieme delle regioni, dovessero essere diverse da quelle che si ipotizzano, proprio perché manca allo Stato, ancora essendo alla prima applicazione, la possibilità di calcolarla esattamente. Ma io penso che noi non avremo una particolare difficoltà a lasciare la cifra indicativa che l'Assessorato ha indicato come tetto massimo di spesa e, tenendo presente che la Giunta ha preannunciato, a breve scadenza, la manovra di assestamento, di cui nel frattempo saranno maturate le prime indicazioni effettive di cassa su quello che sarà il gettito dell'IRAP, sarà possibile fare un calcolo più appropriato e, eventualmente, ridimensionare in aumento o in diminuzione l'importo di questo contributo che compete alla Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Io vorrei, senza nessunissima polemica, per carità, il collega Macciotta dice con una punta, io manco con una punta, vi prego di credermi, sull'argomento che il collega Serrenti ha toccato, vorrei dirgli che non solo la nostra solidarietà di medici, ma una comprensione importante a livello personale perché conosco molto bene il problema dei microcitemici in Sardegna, per diversi motivi, non ultimo perché ne ho curati personalmente tantissimi. Questo non vi meravigli, che da geriatra ho curato i ragazzi adulti, perché sono, come ha detto giustamente, perché credo che si sia notevolmente informato su questo argomento, visto che ha detto delle cose molto precise, questi ragazzi vivono molto più a lungo adesso perché si è imparato a curarli grazie anche alla istituzione di questo istituto per la cura e la ricerca delle microcitemie. Perché mi venivano affidati questi ragazzi? Per diversi motivi, non ultimo che la loro situazione clinica, dovuta alla loro malattia ematologica, porta a un invecchiamento precoce dei parentini (?), allora in questa ricerca degli specialisti del campo logicamente abbiamo imparato via via che questi ragazzi crescevano, allora molti sono stati affidati a me; ancora perché mio marito è ematologo e ha lavorato per diversi anni nel centro per microcitemie nel reparto dei ragazzi, degli adulti. Ecco, io credo che quello che diceva il collega, della riduzione dei posti letto, mi auguro che sia dovuto al fatto che le nascite siano molto diminuite. Mi diceva che qualcuno comincia a nascere. Questa è una cosa grave perché è dovuta al fatto che si sta calando la guardia e bisogna fare più prevenzione, che è la cosa forse più importante nella medicina. Non solo, ma anche, probabilmente, è dovuto al fatto che questi ragazzi pur vivendo più a lungo hanno un tetto purtroppo, oltre quello è difficile per il momento portarli. La vita media di quando io ero un giovanissimo medico, tanti anni fa, per questi ragazzi era 14 anni; adesso li abbiamo di 30-32-33 anni, quindi credo che sia dovuto a un fatto questo, se si dovessero ridurre i posti letto io mi auguro che questa riduzione dei posti letto riguardi soltanto quelli del day hospital, cioè, non so quanti sono, ma mi pare una ventina, mi auguro che vengano usati a tempo pieno in un modo particolare, perché vengono seguiti soltanto per la terapia trasfusionale e per i controlli mensili. Ecco, io credo che nessuno di noi medici in Sardegna, che andiamo così fieri di questo istituto, vorrebbe vederlo né sminuito né diminuito nella importanza e soprattutto nei posti letto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Popolari). Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, io credo che sia opportuno iniziare a fare un bilancio della riforma sanitaria, di come si sta procedendo e quali sono i risultati che sono stati ottenuti fino adesso, e soprattutto quali sono attualmente i livelli di assistenza che vengono garantiti oggi in Sardegna. Credo che le prime valutazioni che noi possiamo fare sono che effettivamente oggi noi verifichiamo un eccessivo accorpamento per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e però d'altro canto vediamo che giorno dopo giorno nel territorio si assiste a una riduzione dei servizi sanitari, al punto che ormai nelle sedi delle varie USL che erano presenti in Sardegna fino a qualche anno fa noi vediamo che i servizi sono quasi totalmente assenti, l'assistenza specialistica ambulatoriale è quasi totalmente assente, ci sono problemi grossissimi per il reclutamento degli specialisti, pertanto noi vediamo che effettivamente tutta l'assistenza sanitaria si sta accentrando nelle grosse strutture sanitarie e in pratica quel servizio che fra l'altro noi credevamo che fosse assolutamente indispensabile e che è anche nello spirito della riforma sanitaria, che comunque deve potenziare e creare una medicina diffusa nel territorio, vediamo che questo purtroppo non si sta verificando. Io voglio dire che sento un po', che verifico quotidianamente quello che sta succedendo per quanto riguarda l'assistenza sanitaria nel territorio, e noi verifichiamo che non solo manca, come dicevo, l'assistenza perché soprattutto dal punto di vista della specialistica siamo tornati veramente molto, ma molto indietro, ma anche per quanto riguarda i livelli dirigenziali, i funzionari delle stesse aziende sanitarie, anche quelli si stanno spostando verso le sedi centrali, quindi le zone periferiche stanno riducendo moltissimo anche quei servizi che erano garantiti soprattutto dal punto di vista amministrativo. Quindi sta succedendo effettivamente che si sta svuotando completamente il territorio per quanto riguarda l'assistenza sanitaria e per quanto riguarda anche i vari servizi anche burocratici che riguardano l'assistenza sanitaria, quindi, purtroppo, possiamo dire che effettivamente la riforma sanitaria non sta dando quei risultati che noi avremmo voluto vedere.

Purtroppo c'è da registrare anche che c'è da parte dei cittadini una spesa maggiore. Noi sappiamo che oggi, per diverse motivazioni, sia per quanto riguarda l'assistenza specialistica, sia per quanto riguarda tutte le altre prestazioni effettivamente c'è un aumento della spesa. Io credo che davvero sia tempo di iniziare a vedere qual è l'operato dei vari direttori generali oggi in Sardegna, credo che sia tempo già di fare un bilancio per vedere se si sta andando in linea con quelli che sono gli obiettivi veri della riforma sanitaria. Io ho l'impressione, caro Assessore, che i direttori generali stanno operando in modo forse eccessivamente autonomo, che stanno guardando più alla chiusura in pareggio dei bilanci, però per quanto riguarda l'assistenza sanitaria io credo che molte cose debbano essere migliorate, si deve dare un'assistenza migliore, si deve fare, Assessore, molto di più.

Io ho l'impressione che fino adesso si sta puntando solo ed esclusivamente al risanamento dei conti economici, ma credo che lo spirito della riforma non sia solo quello. Certo, lo spirito della riforma è quello di razionalizzare la spesa in materia sanitaria, però è anche quello di garantire un'assistenza sanitaria adeguata alle esigenze dei cittadini. Quindi, concludo questa parte dicendo che a fronte di un aumento della contribuzione da parte dei cittadini, degli utenti, non si riscontra altrettanta risposta per quanto riguarda l'assistenza.

Per quanto riguarda, poi, l'ospedale microcitemico di Cagliari, ne ha parlato prima l'onorevole Serrenti e anche altri colleghi, io dico che giustamente c'è una preoccupazione da parte degli operatori di questo ospedale, perché si paventa un ridimensionamento, addirittura la chiusura di questo ospedale, però devo dire che la commissione sanità aveva deliberato a suo tempo dicendo che questo ospedale dovesse mantenere le stesse caratteristiche originarie, cioè un ospedale di alta specializzazione, un ospedale che garantisse ancora quel servizio altamente qualificato che finora ha garantito in Sardegna, noi sappiamo tutti qual è stato il ruolo che ha avuto questo ospedale soprattutto per quanto riguarda alcune malattie ereditarie in Sardegna, sappiamo anche che purtroppo si è dovuto sobbarcare un lavoro che non è molto remunerativo dal punto di vista economico, sapendo purtroppo anche che questo ospedale è stato il ricettacolo di tutta una serie di patologie che dal punto di vista delle redditività economica non era certo molto produttivo, però devo dire che in Sardegna e non solo in Sardegna, in Italia e anche all'estero, perché questo è un ospedale che ha garantito livelli di assistenza non solo per il popolo sardo, e questo ha avuto davvero un ruolo molto importante, la Commissione aveva anche deliberato a suo tempo di creare un polo di alta specializzazione in Sardegna accorpando l'ospedale, o meglio creando un polo che vedeva assieme l'ospedale microcitemico, il Brotzu e l'ospedale oncologico proprio per esaltare ancora di più quelle caratteristiche che sono tipiche di questo ospedale di alta specializzazione. Io mi auguro davvero che la storia di questo ospedale che è stata particolarmente significativa in Sardegna non venga sminuita nel prossimo futuro e devo dire che pur non essendo un ospedale che è considerato anche che non presenta un pronto soccorso e che presenta anche posti letto e che pure essendo un ospedale che non ha garantito alti livelli di redditività, io credo che debba essere mantenuta e conservata la sua caratterizzazione che, ripeto, soprattutto per alcuni aspetti e alcune materie veramente è stata di grande importanza in Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Molto brevemente per quanto concerne le osservazioni fatte dall'onorevole Bonesu condivido quanto detto dall'onorevole Macciotta quindi credo che sia inutile ripetere, i calcoli che noi abbiamo fatto, onorevole Bonesu, proprio per le considerazioni che venivano fatte, sono sul vecchio sistema in attesa di poter avere uno studio di impatto più preciso di quanto sia oggi a disposizione. Per quanto riguarda il problema che è stato sollevato del microcitemico, credetemi non riesco più a comprendere del perché anche della conferenza stampa che è stata fatta, perché se da una parte e credo che sia stato detto anche durante la conferenza stampa, ci sono state le assicurazioni da parte dell'Assessore in tantissime occasioni, qui io credo che i colleghi della Commissione hanno ribadito che all'interno della razionalizzazione della rete ospedaliera presentata dalla Giunta regionale e approvata dalla Commissione si sia salvaguardato proprio questo ospedale per l'importanza, e io quindi condivido le preoccupazioni e quanto è stato detto dal collega Serrenti, però tutto potremmo fare tranne quello di penalizzare un ospedale come quello microcitemico. Molto probabilmente, credo che l'onorevole Serrenti possa essere d'accordo ma di questo ne parleremo, ci sono alcuni servizi che devono essere riorganizzati e non sto parlando di razionalizzazione. Molto probabilmente alcuni servizi devono essere riorganizzati per le stesse motivazioni che diceva il collega Serrenti, qui abbiamo la fortuna che l'età media sta aumentando dei malati e quindi dobbiamo avere la capacità di dare quelle nuove risposte ai problemi nuovi che ci sono. Per quanto concerne gli altri emendamenti, non so se debba...ah, ne parliamo dopo.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' pervenuto all'articolo 28 un altro emendamento aggiuntivo, il numero 168. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. C'è una correzione da fare in questo emendamento sul capitolo in aumento, è il 12213/02 anziché /01.

Per illustrare l'emendamento numero 21 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Molto brevemente. Questa norma è indispensabile per dare un'interpretazione autentica diciamo su quelle che sono le responsabilità delle Aziende della Regione. Ci sono proprio alcune sentenze in Italia da parte del TAR delle ditte che stanno facendo ingiunzione alla Regione anziché alle Aziende per quanto riguarda i debiti pregressi. Siccome tutte le Regioni stanno normando, dopo questa sentenza, anche se dobbiamo dire che in Sardegna il TAR ha detto che debbono pagare le Aziende, gli uffici liquidatori e non certo la Regione, questa norma così come sta avvenendo nel resto di Italia serve soltanto per individuare le responsabilità che devono far capo alle Aziende e non certo alla Regione. Questo sta avvenendo in tutta Italia, il TAR Sardegna ci ha dato anche ragione, quindi è un fatto tecnico per far chiarezza anche nell'interesse stesso, diciamo, di chi vanta dei crediti nei confronti del servizio sanitario. Non si devono rivolgere alla Regione ma alle Aziende, alle vecchie USL che hanno fruito delle forniture che sono state concesse.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (Popolari), relatore. Lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, l'emendamento mi detta notevoli perplessità, anzi non sono perplessità ma sono certezze relativamente ai commi 3 e 4. Perché mi sembra che questi commi siano illegittimi dal punto di vista costituzionale, perché noi, Regione autonoma della Sardegna, è chiaro che non abbiamo nessun potere né in materia di diritto civile né in materia di diritto processuale. Mentre invece in questi due commi emerge delle disposizioni sia in materia di responsabilità patrimoniale, sia in materia di procedura. Mi spiego: tra le vecchie USL e le attuali ASL è intercorso un rapporto successorio indubbiamente, a meno di voler sostenere che si siano estinte le vecchie USL senza lasciare nessun ente successore, ma questo mi pare espressamente difficile da sostenere e io capisco quindi i primi tre commi che fanno chiarezza che la gestione liquidatoria è comunque con contabilità separata da quella delle attuali ASL e si indica quale legale rappresentante di questa gestione liquidatoria il direttore generale della ASL. Però alle eventuali carenze nella identificazione delle procedure successorie, non si può rimediare sostenendo con legge regionale, perché se queste cose fossero scritte con legge statale, salvo un profilo a cui poi accennerò, non avrei dubbi, non si può sostenere che la responsabilità patrimoniale è limitata alle dotazioni finanziarie disposte da provvedimenti e regionali aventi tale specifica destinazione; perché se no creeremmo la situazione per cui il creditore decide se pagare o meno mediante la creazione della disponibilità finanziaria. E in assenza di disposizione statale mi sembra illegittimo che atti esecutivi non possano essere compiuti nei confronti dei soggetti che il giudice individua come effettivi debitori. E mi pare difficile, data la legge che abbiamo fatto sul passaggio delle competenze dalle vecchie USL alle ASL, che ben difficilmente il giudice, da cui le pronunce a cui faceva riferimento l'Assessore, non identifichi un rapporto di successione con le attuali ASL; e quindi non possono limitare la responsabilità. Noi sappiamo anche che in mancanza di una legge statale non può essere neppure chiesto al creditore di non agire con determinate procedure esecutive o su determinati beni. Credo che il problema della responsabilità della Regione difficilmente si porrebbe, perché non credo che la Regione abbia avuto successione da parte delle vecchie USL per cui questa norma per quanto riteniamo per la Regione è inutile scriverla, ma per quanto riteniamo le USL questa è una interpretazione del magistrato che non possiamo certamente contrastare con una legge regionale; in questa materia può essere solo la legge statale; infatti vi sono state leggi statali che hanno normato per esempio nei credito verso gli enti locali o verso le unità sanitarie locali. Ma vi è un profilo di legittimità. In base all'interpretazione che la Corte Costituzionale ha costantemente dato dell'articolo 24 della Costituzione, una limitazione anche per via di legge ordinaria del potere del creditore di agire sui beni dei debitori, quando questa limitazione limita fortemente, riduce, o addirittura elimina perché in questo caso basta non costituire la disponibilità finanziaria, e cade ogni garanzia patrimoniale del credito, credito che ricordiamo è sorto nei confronti di un soggetto, la USL, che aveva un proprio patrimonio e quindi è un credito che è nato sulla base di una situazione patrimoniale del soggetto debitore che dava garanzia al creditore; non gli si può sottrarre queste garanzie, e questo qualunque forma di legge fosse anche statale non può fare perché va contro il precetto costituzionale dell'articolo 24 come costantemente interpretato dalla Corte Costituzionale. Per cui io ritengo che la norma di cui ai commi 3 e 4 sia illegittima sia per violazione delle competenze dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna, attribuendo alla Regione competenze statali, sia per violazione dell'articolo 24 della Costituzione. Per cui invito la Giunta ad evitare episodi incresciosi di rinvio della legge, ma ancor peggio di invio da parte di qualche creditore che troverà sicuramente un giudice a favore della norma davanti alla Corte costituzionale, invito quindi a ritirare i commi 3 e 4 eventualmente trasformando il tutto in un ordine del giorno che invita il governo ad adottare norme simili con legge statale ovviamente però sotto il profilo delle garanzie patrimoniali, non lasciando una clausola meramente potestativa come quella prevista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, io voglio dire che mi devo precipitare a chiedere la parola perché il collega Bonesu mi anticipa sempre e in maniera sempre molto efficace su quello che io intendo dire. Ecco perché adesso mi spiego il perché nella scorsa finanziaria il collega, Assessore Ballero, riteneva di doversi circondare di consulenti, esperti in materia giuridico legale, perché si facessero leggi che fossero appena appena proponibili. Perché non ci vuole molto per capire che i commi 3 e 4 di questo emendamento sono veramente un obbrobrio dal punto di vista giuridico e per i motivi che ha così efficacemente illustrato il collega Bonesu. Ma come mai è possibile che con legge regionale si possa limitare il diritto di un creditore ad essere soddisfatto nelle proprie ragioni solo ed esclusivamente su beni esattamente individuati, facenti capo al debitore e che siano nella fattispecie costituiti da disponibilità finanziarie accreditate dalla Regione o dallo Stato attraverso specifici interventi. Questa è una norma che lede un principio costituzionale nel quale viene sancito che la potestà legislativa regionale trova un limite invalicabile nelle leggi dello Stato, e le leggi dello Stato, soprattutto laddove si individua la responsabilità del debitore e le azioni a favore del creditore per essere risarcito nelle proprie ragioni di credito sono sanciti nelle leggi fondamentali dello Stato che sono il Codice civile ed il Codice di procedura civile. Sorprende quindi, ripeto, evidentemente aveva ragione e gliene do atto tardivamente all'assessore Ballero, che all'interno dell'amministrazione regionale c'è necessità di consulenti giuridico legali esterni, visto che evidentemente gli uffici riescono a partorire norme di questo genere. Io penso che tanto il collega Bonesu quanto il sottoscritto nel censurare e nel far rilevare questi aspetti deteriori della norma, mentre il comma 1 e il comma 2 possono essere condivisi, abbiano solo uno scopo che non è certamente quello di andare contro il provvedimento normativo inserito con l'emendamento, ma soprattutto quello di evitare che la nostra Regione possa fare una brutta figura in due sensi: primo, perché non sa legiferare, perché legifera non rispettando i principi fondamentali della nostra legislazione, del nostro diritto civile; secondo, perché è evidente che c'è un vizio di legittimità che porterebbe al fatto che in sede di controllo governativo la norma ci venga rimandata indietro. Quindi è solamente un invito a fare le cose un po' meglio; questo senza alcuna polemica nei confronti di nessuno perché evidentemente è una carenza degli uffici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il l'Assessore Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, io devo dire con molta onestà che la sicurezza del collega Bonesu e del collega Balletto mi inducono anche a ritirare i commi 3 e 4; io sono convinto che questa è una norma che tutte le regioni stanno approvando per dare certezza anche ai creditori di poter riscuotere, perché ad ogni sentenza che viene emessa ci sono spese processuali che devono essere saldate. Questo è il modo attraverso il quale tutte le regioni stanno dicendo che alle aziende non possono essere caricati direttamente debiti, ma agli uffici liquidatori che tra l'altro sono previsti dalla legge numero 502 e dalla legge numero 5. Era un modo per semplificare; ma visto che io non sono un esperto della materia e augurandomi questa volta davvero di esperti esterni, in questo caso perché siete dei competenti, ritiro i commi numero 3 e 4 nella speranza che questo possa servire davvero a migliorare la normativa.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per illustrare l'emendamento numero 79.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente, perché già in premessa vi dico che ho intenzione di ritirare l'emendamento, ma almeno due parole che giustifichino il fatto che io lo abbia presentato.

Il fatto che io lo voglia ritirare dipende dal fatto che non è più attuale la necessità, per fortuna, che ha determinato la nascita dell'emendamento, che tendeva a dotare di un servizio di ecodoppler color l'azienda, l'ospedale Businco, in quanto il suo servizio di cardiologia non era dotato di quest'attrezzatura, o perlomeno l'attrezzatura di cui è dotata è ormai obsoleta. Il servizio è un servizio molto importante, perché oltre a coprire le necessità preoperatorie di tutti i pazienti che devono essere operati, tutti i pazienti, anche i cardiopatici, che oltre ad avere la sfortuna di essere cardiopatici si trovano ad avere la necessità di essere ricoverati in quest'ospedale, copre anche il servizio di ginecologia dell'ospedale e, soprattutto, forniva un importantissimo servizio per tutti i talassemici dell'ospedale microcitemico, che da sempre sono seguiti con attenzione, cura e amore in quest'ospedale.

Per fortuna circa 10 giorni fa la USL ha provveduto a fornire un adeguato finanziamento a questo servizio, quindi non è più attuale il fatto che io richieda questi soldi all'Assessore, pertanto intendo ritirarlo. Scusate se ho tolto tempo alla Giunta.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 79 è quindi ritirato.

Per illustrare l'emendamento numero 168 ha facoltà di parlare il consigliere Boero.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, quest'emendamento, dal suo contenuto si illustra da sé. C'è stato già un precedente che giustamente, come è stato rilevato da vari colleghi si illustrava da sé, i suoi alti scopi non possono essere, a mio parere, e penso a parere di tutti, messi in discussione; ne attendo l'esito positivo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Le debbo confessare un profondo imbarazzo, nel senso che certamente il problema che sottopone l'emendamento numero 168, così come tanti altri ne potrebbero essere proposti in questa materia, meriterebbero tranquillamente la sensibilità e forse l'accoglimento per risorse forse anche più ingenti rispetto a quelle. Però mi sembra che, a differenza di quello che è stato precedentemente approvato di emendamento, che ha avuto un dibattito abbastanza lungo proprio sulle ragioni che hanno determinato l'emendamento numero 168, aveva avuto l'accoglimento da parte della Commissione, poi il parere favorevole anche da parte della Giunta, perché costituiva un'eccezione, cioè una specificità, una condizione particolare che doveva essere limitato a quello. Solo per queste ragioni spero che i colleghi Boero e Biggio non se ne abbiano a male e l'emendamento, a nostro avviso, non può essere accolto, perché se no se ne ingenererebbero forse altri dieci, altri quindici o altri venti dello stesso tenore e della stessa importanza e della stessa validità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

La Giunta non lo accoglie per le stesse motivazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (Gruppo Misto). Io capisco ciò che il collega Secci ha detto e l'Assessore non accoglie. Io non so se il collega Biggio ha scelto questa triste malattia con la consapevolezza che è... come posso dire, cerco di trovare le parole perché...

BIGGIO (A.N.). La prego di parlare sull'emendamento. Quello che io penso non le riguarda.

PETRINI (Gruppo Misto). Io sto parlando sull'emendamento. Mi faccio una domanda: se quest'emendamento, che è a firma Boero e Biggio, quindi mi rivolgo al collega Boero che è primo firmatario, se è stata fatta con la consapevolezza che questa malattia è una malattia molto, ma molto presente in Sardegna. La Sardegna ha il primato della sclerosi multipla, il primato come frequenza. Per cui direi, alla luce di questo dato epidemiologico, io mi permetto di insistere che si trovino i fondi per aiutare anche questa associazione. Mi rendo conto che avendo già, posso usare un termine, scippato per un altro triste settore, probabilmente i fondi verranno a mancare, ma prego, per cortesia, che si grattino nelle pieghe, nel fondo di qualche possibile, eventuale avanzo di denaro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, purtroppo, ancora per una volta, bisogna sottolineare l'antipatico aspetto che un emendamento di uguale segno, se prodotto da un qualunque esponente della maggioranza, viene accolto, e se prodotto da un esponente dell'opposizione non viene accolto.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS

(Segue BOERO.) E questo è un caso di tutta evidenza. Ha ragione il relatore Secci nell'esordire con le parole "imbarazzo", perché è un atteggiamento reiterato su tutta questa finanziaria, in questa legislatura, per centinaia di provvedimenti. Ora ringrazio la collega Petrini nel sollecitare la maggioranza a graffiare il fondo del barile, se non ho capito male queste parole, ma è lo spirito con cui l'ha detto, conosco bene l'animo, senz'altro sensibile e anche lontano da certa mentalità di certa maggioranza, dell'onorevole Petrini, di cui suo malgrado ne fa parte, quindi non posso che ringraziare questo suo ultimo richiamo a dire: proviamo anche per quest'ultimo emendamento a raschiare il fondo del barile. Non è ammissibile che il relatore dica che sulla scorta di quest'evento venga a dire: ma forse lo dobbiamo bocciare anche perché se no ne sorgono altri 20 di questi emendamenti. Questo è decisamente pretestuoso, potrei aggiungere aggettivazioni più severe a questo modo di giustificare una totale insensibilità al caso e un'insensibilità alle proposte dell'opposizione. Lui sa e voi tutti sapete che non ci sarà un altro emendamento, sia per i tempi stessi, che non lo permettono, quindi dire una cosa del genere è veramente pretestuoso, non ci può essere un altro emendamento di questo segno nella tempistica e nelle more del lavoro che stiamo affrontando. Però, ancora una volta, dimostra che per settori importantissimi della sofferenza umana, della ricerca per alleviare la sofferenza umana, quel moloc, come dicevo nel mio primo intervento, che riguarda quell'immenso settore della sanità così costantemente male amministrato anche in sede di bilancio, in sede di finanziaria, non doveva non prevedere prima ben altri finanziamenti, ben altra sensibilità per la ricerca sul cancro, per la ricerca in genere delle gravi malattie.

Cara collega Petrini, l'onorevole Biggio ed io non abbiamo fatto a caso questo emendamento, abbiamo mirato sensibilmente, responsabilmente un altro grave settore concreto di sofferenza che esiste, con i numeri veramente preoccupanti che lei stessa ha rilevato. E questo lo dice lunga sempre sulla pretestuosità del relatore e dell'Assessore della programmazione nel respingere questo nostro emendamento.

Per questo motivo mi appello alla sensibilità di tutto il Consiglio, che per questa vicenda dimostri quella superiorità, si liberi da una certa mentalità di schieramento, e chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. Siamo ancora in fase di discussione. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Eventualmente, quindi eventualmente le modalità di votazione possono essere riproposte al momento opportuno. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Sarò molto breve stavolta perché penso che l'emendamento numero 168 veramente si illustri da sé. Intervengo per dire semplicemente che la maggioranza neanche stavolta, neanche in presenza di problemi di questo genere è stata capace di fare buon viso a cattiva sorte. Cioè, pur comprendendo che il Consiglio non può non essere sensibile di fronte a problemi di questo genere, non riesce a togliersi dall'imbarazzo e dice no, anche di fronte a questo caso dice no. Certamente, signori della maggioranza, io sono per bloccare i debiti della Regione, ma non saranno certo i 180 milioni che vengono richiesti in questo emendamento che mandano all'aria i conti della Regione. Ne prendiamo atto, non possiamo fare altro che prendere atto del fatto che neanche di fronte a problemi di questo genere siete mossi, direi, a compassione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dire, in aggiunta alle considerazioni svolte dall'assessore della sanità, che non è nemmeno, francamente, non sia inteso politicamente ma non giudico corretto accusare le persone di insensibilità, di cecità rispetto a queste cose. Badate, intanto potremmo ragionare se si tratta esattamente della stessa valenza, potremmo ragionare, ma io adesso su questo…(?) sicuramente si tratta di vicende diverse dal punto di vista del percorso consiliare.

L'emendamento che abbiamo prima visto è stato a lungo considerato in Commissione, è stato presentato in Commissione, è stato valutato, c'era un largo consenso, tuttavia la Giunta ha detto voglio verificare meglio, però c'è stata la possibilità di una istruttoria e anche di una discussione compiuta, approfondita in Commissione, che ha fatto emergere un largo consenso diffuso tra i componenti della Commissione, di cui poi alla fine la Giunta ha preso atto assumendo la posizione che ha assunto.

L'emendamento presentato testé è un'altra cosa, è un emendamento che all'ultimo momento, in zona Cesarini, 10 minuti prima che si voti l'articolo si dice c'è anche un emendamento per questa associazione che benemerita. E' il metodo che è diverso, non è insensibilità, per questo ho preso la parola, non c'entra nulla l'insensibilità della Giunta. Si portino, quando ci sono problemi di questo genere, con i tempi e con il metodo più corretto, in modo tale che si possa parlarne, che ci possa essere una istruttoria, che possa maturare una posizione comune. Non si metta la Giunta e il Consiglio di fronte alla necessità di decidere in cinque minuti. Questo è il punto. Altro che un problema di sensibilità! Tutti siamo sensibili, io credo, su problemi di questo genere; non si può dividere il Consiglio tra chi è sensibile al tema della sclerosi multipla e chi invece è cieco, sordo, idiota, insomma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). A nome del Gruppo di Alleanza Nazionale chiedo la votazione a scrutinio segreto su questo emendamento.

PRESIDENTE. E' stato chiesto lo scrutinio segreto sull'emendamento numero 21, anche sul 168? Su tutti e due? E' stato chiesto lo scrutinio segreto sul 168 quindi il 21 si vota a scrutinio palese...

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, dell'emendamento numero 21 volevo capire…

PRESIDENTE. Nell'emendamento numero 21 sono stati ritirati i commi 3 e 4, quindi si vota solamente il primo e il secondo comma.

Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 168.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 64

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 33

contrari 31

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Si dia lettura dell'articolo 29.

CONCAS, Segretaria:

Art. 29

Borse di studio scuola specializzazione
medicina veterinaria Università di Sassari

1. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 11 dell'articolo 32 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è rideterminata in annue lire 690.000.000 (cap.12215/01).

2. Nell'ambito del programma annuale di finanziamento per borse di studio, di cui alla legge regionale 31 marzo 1992, n. 5, e successive modifiche e integrazioni, l'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare borse di studio a medici residenti in Sardegna, che abbiano conseguito la laurea in medicina presso gli Atenei della Sardegna, per la frequenza in scuole di specializzazione, non operanti nell'Isola, presso Atenei convenzionati con le Università sarde; la spesa prevista per l'attuazione del presente intervento è valutata in lire 100.000.000 per ciascuno degli anni 1998 - 1999 - 2000 (cap. 12215/01).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Intervengo sul secondo comma in quanto ho perplessità sulla possibilità effettiva che questo articolo di legge si propone, che noi proponiamo che il finanziamento di borse di studio per corsi di specializzazioni che non siano presenti nelle Università sarde per laureati in medicina nelle Università sarde che vengano frequentati presso Università convenzionate, anche questo, università convenzionate, è una fattispecie che come universitario finora non ho conosciuto, cioè che ci siano università convenzionate con convenzioni particolari che facilitino o non facilitino la presenza di studenti di altre Università, ma soprattutto è l'attuale disciplina a livello ministeriale delle borse di studio per gli specializzati in qualsiasi settore della medicina che non comportano, se le mie informazioni sono esatte, questa possibilità. Nel senso che la situazione per le borse di studio è questa. Non può esistere uno specializzando se non coperto dalla borsa di studio, le borse di studio complessivamente di ammessi alla scuola non possono essere più di quelli che sono previsti nello statuto delle singole scuole, e allora ci sono borse di studio ministeriali e ci sono borse di studio finanziate da enti come le regioni o da altri enti o da altri fatti che si aggiungono a quelle ministeriali. È fatta una riserva che non tiene conto strettamente della graduatoria del concorso di ammissione soltanto per due categorie che sono i dipendenti pubblici dalle strutture ospedaliere nazionali cioè assistenti ospedalieri che non costano niente allo Stato perché sono già coperti dal loro stipendio e che quindi possono fruire dei posti a disposizione anche non rispettando strettamente la graduatoria. Le altre due categorie sono: ufficiali medici in servizio permanente ed effettivo e, cosa che almeno localmente non si è ancora verificato, i laureati in medicina provenienti dalle regioni del terzo mondo, dall'Africa in particolare a cui si riserva questo trattamento speciale. Quindi non credo che anche se è legittimo che la Regione sarda persegua l'obiettivo di privilegiare con queste borse di studio gli studenti, l'ammissione e la fruizione di borse di studio comunque finanziate, salvo le eccezioni che ho citato, dipenderanno esclusivamente dalla collocazione in graduatoria per l'ammissione al concorso di questi laureati. Siamo nella identica situazione dei privati che finanzino delle borse di studio e dove ovviamente il Ministero si preoccupa che non ci sia il figlio di papà con disponibilità finanziaria che si fa una borsa di studio e che poi siccome la borsa di studio è riservata perché l'ha finanziata quel tale, il fruitore di quella borsa di studio sia targato prima di fare il concorso di ammissione. La situazione che si rischia di determinare per questo obiettivo, che ritengo lodevolissimo, infatti io non voterò, se l'articolo verrà mantenuto, contro questo articolo, ma ho il dovere di sottoporre al Consiglio la perplessità che poi questa norma che noi votiamo sia vanificata di fatto perché si vada a scontrare contro questa normativa a livello ministeriale, pregherei che prima almeno venisse effettivamente verificata l'attuale normativa che se io ho ragione non lo consente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Anche io intanto mi complimento per la tempestività e la bravura del professor Macciotta, per sottolineare in parte anche quello che lui ha già detto perché intanto giustamente non esiste specializzazione senza borsa di studio, a meno che chi ha inserito questo comma 2 nel capitolo non intendesse riferirsi a quelle borse di perfezionamento post-laurea per giovani medici residenti in Sardegna che tendono a impratichire i sardi, sono borse biennali, in branche della medicina che permettono di impratichirsi appunto in branche ad alta tecnologia. Io per esempio dopo la laurea ho avuto l'avventura di vincere una borsa di studio per andare due anni all'estero ad un corso di ecocardiografia, però non sono borse di studio con un attestato che dà una specializzazione, è una borsa regionale, ma queste sono già coperte da un fondo regionale in un capitolo a parte. Quindi ritengo che sia inutile il comma 2, mentre invece lodo molto l'iniziativa per le borse di studio per la medicina veterinaria, credo che siano utilissime anche perché mentre esistono tante facoltà di specializzazione in medicina, per la veterinaria esistono poche facoltà, la Sardegna mi risulta che abbia una delle migliori, in Italia, facoltà di veterinaria, il perfezionamento nelle branche della medicina veterinaria, è utile non solo per la medicina pubblica per tutta quella partecipazione alla difesa della catena alimentare, della produzione eccetera degli alimenti, ma anche per tutelare il patrimonio sardo in campo zootecnico. Quindi oltre tutto forniscono un'ottima prospettiva di lavoro per i laureati e credo che i sardi se ne avvantaggeranno comunque. Quindi ritengo che il comma 1 vada assolutamente votato, mentre il comma 2 non ha ragione d'essere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Grazie Presidente. Io vorrei fare, per questo articolo 29, due semplici considerazioni: la prima che riguarda il comma 1 dove si dice "l'autorizzazione di spesa di cui al comma 11 dell'articolo 32 della legge regionale 8 marzo 1997 numero 8 è rideterminata in anno e lire 690 milioni"; dicevo è rideterminata in 690 milioni. Allora la parola rideterminata pone in chi legge la curiosità di sapere quanto era la somma in precedenza stanziata. Perché rideterminata significa che la somma stanziata nella finanziaria dell'anno precedente doveva necessariamente divergere da quella che è stata fissata con l'articolo 29. Ebbene, se si va a leggere l'articolo 32, il comma 11, che è richiamato dall'articolo in questione, è detto "per l'applicazione del comma 9" e il comma 9 della finanziaria dello scorso anno estende le borse di studio alla frequenza della scuola di specializzazione in medicina veterinaria, dicevo "per l'applicazione del comma 9 è autorizzata, a valere sullo stanziamento recato dal capitolo 12215/01" che è quello che ci riguarda "la spesa di lire 690 milioni". Allora io mi chiedo, ci sta prendendo in giro qualcuno? Rideterminazione significa modificare ciò che era stato stabilito e fissato in precedente occasione, perché se si fosse detto "è confermata" avrei risparmiato tutto il tempo della ricerca; l'avrei gradito quanto meno come un atto di cortesia nei miei confronti e nei confronti di coloro che hanno il piacere e il dovere di andare a verificare le cose. Quindi suggerirei, sempre perché vi sia una coerenza tra quello che è e quello che appare, cioè quello che si scrive, anziché dire "rideterminato" dire solamente "è confermato". Ma poi se andiamo a leggere ancora il comma 11 dell'articolo 32 lo stanziamento vediamo che non era solo per il 97, ma era per il 98 e per il 99; quindi lo stanziamento per il 98 già esisteva in legge finanziaria dello scorso anno, quindi non c'era bisogno né di rideterminazione né di riconferma, a meno che con l'articolo 29 non si fosse voluto estendere al 2000 lo stanziamento nella misura eguale oppure nella misura rideterminata. Quindi questo è un suggerimento per fare le cose appena appena più precise e più rispondenti a quella che è la realtà delle cose.

Per ciò che riguarda il secondo comma, che è stato istituito dalla Commissione, sulla base di un emendamento, non ricordo se della Giunta o di qualche componente del Consiglio, va detto che c'è una contraddizione, un conflitto tra il titolo...

(Brusio in Aula)

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Balletto. Continui pure.

BALLETTO (F.I.). Io sto modestamente in questa situazione cercando di dare un contributo, non mi sto nè opponendo né voglio litigare con alcuno, sto solo cercando di dare un contributo per fare le cose in maniera appena appena più rispondente. Però mi deve ascoltare qualcuno, i colleghi consiglieri possono... siccome ho visto che eravate distratti, ma non certamente per colpa vostra...

Dicevo, il secondo comma stride con il titolo perché il titolo dell'articolo 29 si riferisce alle borse di studio per la scuola di specializzazione in medicina veterinaria. Il secondo comma invece fa riferimento a borse di studio a medici residenti in Sardegna, e non si può neanche equivocare perché anche il veterinario è medico, però quando si dice che debbono aver conseguito la laurea nelle Facoltà di medicina presso gli Atenei della Sardegna, evidentemente non si può ancora pensare che nella seconda ipotesi e quindi anche nella seconda circostanza ci sia stata l'omissione di scuole di veterinaria, di tesi di laurea in veterinaria.

Quindi c'è un conflitto, una contraddizione tra titolo e secondo comma. Questo intervento voleva essere solamente un contributo a che la norma fosse solo più rispondente alla volontà del legislatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.

SASSU (Progr. Fed.). Signor Presidente, brevemente per dire tre cose. La prima è che il secondo comma consente a quei medici che intendono frequentare scuole di specializzazione non operanti nelle Facoltà sarde di poterlo fare in altre scuole di specializzazione, perché nelle Università in Sardegna ci sono scuole non presenti sebbene ci siano degli istituti corrispondenti, conosco un caso che è quello di medicina legale. La formulazione è una formulazione che perviene da un emendamento che è stato però ampiamente discusso con gli organi dell'Università. Concordo invece sull'osservazione del collega Balletto per quanto riguarda il titolo; la formulazione più giusta dovrebbe essere "borse di studio scuole di specializzazione di medicina e veterinaria dell'Università di Sassari". Così dovrebbe superarsi anche l'eventuale equivoco. Direi meglio "Medicina veterinaria".

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

FADDA (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, effettivamente condivido le osservazioni del collega Balletto per quanto concerne il titolo che effettivamente deve essere modificato. Le altre perplessità che ha espresso, la rideterminazione dovuta soltanto alla necessità di togliere la triennalità per lasciarlo fisso ogni anno, quindi quando si parla di rideterminazione era soltanto riferito alla triennalità, questo è un finanziamento che è indispensabile ogni anno, non sto a dire qui quale sia l'importanza di queste borse di studio, perché senza queste scuole di specializzazione non ci potranno più essere dirigenti sardi nel servizio veterinario, se non quelli che hanno la possibilità di andare fuori dalla nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). A me sembra di ricordare, collega Sassu, che io in Commissione feci questa osservazione e mi si disse che si voleva proprio estendere la borsa di studio alla tesi di laurea in medicina in aggiunta a quella in veterinaria, se non ricordo male.

SASSU (Progr. Fed.). In medicina e in medicina veterinaria.

BALLETTO (F.I.). L'uno e l'altro quindi, allora il secondo comma non è corretto con "tesi di laurea in medicina veterinaria", vale quindi per entrambe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 29.

PRESIDENTE. L'onorevole Pittalis conferma la richiesta di voto segreto presentata a nome del Gruppo dal consigliere Bancareddu.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 29.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 64

1stenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 50

contrari 13

voti nulli 1

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Si dia lettura dell'articolo 29 bis.

CONCAS, Segretaria:

Art. 29 bis

Scuole superiori per interpreti e traduttori

1. Per le finalità previste dall'articolo 24 della legge regionale n. 32 del 1997 è autorizzata, per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000, la spesa di lire 200.000.000 (cap. 11064).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto, a nome dei consiglieri Casu, Cadoni e Frau.

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi, per un fatto di chiarezza, che la votazione a scrutinio segreto è regolata dall'articolo 96, nella fattispecie dal comma terzo che recita: il voto su articoli ed emendamenti si dà per alzata di mano, salvo che un quarto dei componenti l'Assemblea o un Gruppo consiliare, tramite il suo Presidente, chiedano la votazione a scrutinio segreto. Quindi la votazione a scrutinio segreto deve essere chiesta o da 20 consiglieri o da un Gruppo attraverso il suo Presidente. Naturalmente quando il Presidente è in aula, può essere chiesto col consenso del Presidente da uno dei componenti, ma devo sempre verificare che ci sia questa sintonia.

PITTALIS (F.I.). Chiedo due minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 34, viene ripresa alle ore 19 e 39.)

PRESIDENTE. Chiedo conferma, ai colleghi del Gruppo di Forza Italia, sulle modalità di votazione.

PITTALIS (F.I.). Confermo la richiesta del collega.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 29 bis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 62

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 18

contrari 43

voti nulli 1

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MASALA - MILIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

Si dia lettura dell'articolo 29 ter. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta sta facendo un'istruttoria su uno degli emendamenti presentati al 29 ter, che richiede l'acquisizione di elementi. Per cui sarebbe opportuno, e questa è la proposta, procedere col 29 quater sospendendo provvisoriamente il 29 ter che possiamo vedere in coda alla fine.

PRESIDENTE. Va bene. Si dia lettura dell'articolo 29 quater.

CONCAS, Segretaria:

Art. 29 quater

Campi sosta

1. Per le finalità previste dall'articolo 48 della legge regionale n. 8 del 1997 è autorizzata, per l'anno 1998, la spesa di lire 800.000.000 (cap. 12001/11).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CONCAS, Segretaria:


PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 151 ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Nivoli.

SANNA NIVOLI (A.N.). Siamo nell'ambito delle prerogative della legge 28. Nell'emendamento si fa riferimento alla legge regionale 26 gennaio 93, numero 7, che istituisce l'articolo 20 ter della legge regionale numero 28. Sappiamo tutti che la legge regionale numero 28 ha l'obiettivo di favorire l'occupazione con l'inserimento in attività produttive anche attraverso l'adozione di misure straordinarie.

L'articolo 20 ter, che è oggetto dell'emendamento, in particolare, oltre ai contributi previsti dalla legge 28, prevede la concessione di un contributo relativo ad alcune spese, precisate nella legge, se effettivamente sostenute e documentate. Ora è successo in passato e succede tuttora che gli effetti sicuramente benefici della 28 in molte sue parti sono stati e sono vanificati in ragione di impedimenti esclusivamente di natura burocratica. E' questo il caso, per esempio, di non poche cooperative, di non poche società che pur essendo, per l'appunto, titolari di decreti di finanziamento alla data di entrata in vigore della legge regionale numero 7, non avevano perfezionato il contratto di mutuo con gli istituti di credito. Chiedo scusa, Assessore, siccome è lei che dovrebbe darmi una risposta, io aspetto quando lei ha finito…

E' il caso di alcune cooperative e alcune società, che pur essendo titolari di decreti di finanziamento, dicevo, alla data di entrata in vigore della legge regionale numero 7 non avevano perfezionato il contratto di mutuo con gli istituti di credito in ragione di fatti burocratici, per esempio, semplicemente in seguito al fatto che l'istruttoria si considera definita soltanto davanti a un notaio, e quindi, pur essendo iniziata, non era stata perfezionata con atto notarile.

Allora, con questo emendamento si vuole eliminare quello che a noi pare essere uno ostacolo, uno di quei famosi ostacoli che hanno impedito l'attuazione proficua della legge e che non deriva dalla legge, cioè non è volontà della legge questo ostacolo, però ne impedisce la sua piena attuazione. E quest'ultimo rilievo, cioè l'intervento per impedire che un ostacolo non dipendente dalla legge possa essere eliminato, è anche coerente con la stessa decisione della Giunta regionale che nelle direttive istruttorie della stessa legge 28, pubblicata in data 15.9.93, all'articolo 14, sotto la voce estensione dei benefici di cui alla legge regionale eccetera eccetera, afferma "le società e cooperative titolari di pratiche in istruttoria che abbiano inoltrato richiesta di agevolazioni ai sensi della legge 28, possono beneficiare, facendo specifica richiesta agli uffici, delle provvidenze previste dalla legge 26 gennaio 1993, numero 7, qualora non sia stato ancora deliberato il finanziamento agevolato dagli istituti di credito alla data di pubblicazione della predetta legge". Spero di averlo illustrato. Grazie.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 167, ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.

BERTOLOTTI (F.I.). Si tratta degli interventi a favore degli enti operanti nella sicurezza sociale. Ricordo che si tratta, per esempio, dell'Opera nazionale mutilati e invalidi civili, dell'Associazione europea mutilati e invalidi del lavoro, dell'Associazione bambini cerebrolesi, eccetera eccetera. L'emendamento che viene proposto tende a migliorare i rapporti tra queste associazioni e l'amministrazione regionale, semplificando le procedure di erogazione ed evitando eccessivi vincoli sulla tipologia delle spese che vengono messe a base delle richieste di finanziamento. Si tratta di un sistema un pochino più duttile che consente tra l'altro alle associazioni di programmare meglio le attività e le iniziative, rendendosi più adeguate a quello che gli associati chiedono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Solo per precisare, perché vengo a conoscenza in questo momento dal funzionario della Commissione che ci sarebbe una parte di scopertura dell'emendamento, non ci sarebbero disponibili più di tre miliardi. Allora nella seconda parte, al capitolo 03016, fondi nuovi oneri legislativi, parte corrente, per quanto riguarda il 1998 la cifra deve intendersi 3 miliardi e non 4 miliardi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.

SECCI (Popolari), relatore. Non accoglie né il 167 né il 138.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamentonumero 138 abbiamo avuto modo di esaminarlo approfonditamente in Commissione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Scano, il 138 è stato sostituito dal 151, quindi c'è una riformulazione del 138.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Perfetto, è stato sostituito e modifica in alcuni punti…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, per chiarire un po' la situazione. Il 138 è stato sostituito dal 151, quindi il parere che chiediamo alla Giunta, così come abbiamo fatto con il relatore, è sul 151 e sul 167. Preciso che sul 151, essendoci una scopertura nel capitolo 03016, nuovi oneri legislativi, l'emendamento orale presentato dall'onorevole Noemi Sanna è di ridurre lo stanziamento per il 1998 a 3 miliardi. Naturalmente poi l'onorevole Noemi Sanna ci dirà anche, non solo per la copertura ma anche per la spesa, dove va la riduzione, però le diamo un momento di riflessione.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io conosco molto bene la problematica del 138. Il 151 non l'ho nemmeno letto, l'ho avuto adesso.

PRESIDENTE. Diamo un momento all'Assessore per leggerlo. Sospendiamo l'articolo 29 quater con gli emendamenti numero 151 e 167 e passiamo all'articolo 30. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.). Sull'ordine dei lavori, perché noi ormai stiamo arrivando alle disposizioni diverse e quindi tutta una serie di articoli che possono essere slegati rispetto a tutti gli altri capitoli. Vorrei ricordarle, siccome anche la Presidenza cambia di volta in volta, che il comma terzo dell'articolo 24 quater era stato sospeso per recuperare eventualmente dei fondi a favore di comuni che si trovano in un dissesto idrogeologico. Ma non tanto per quello, perché magari è possibile che questo esame di tipo finanziario possa protrarsi, è perché legato all'articolo 24 quater c'è l'emendamento aggiuntivo numero 153, nient'altro. Era soltanto perché può capitare che magari venga trattato all'improvviso, magari io non ci sarò e non potrò illustrarlo, vedere un po' quando sarà un momento che io possa essere preavvisato, perché siamo vivendo momenti di questo tipo, ricordiamoci che c'è questo emendamento aggiuntivo.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, chiedevo all'Assessore quali erano le esigenze della Giunta per definire le posizioni sul 29 ter e sul 29 quater. Io vi proporrei, avevo intenzione di farlo a fine serata, ma nelle more dell'utilizzazione di questo tempo di istruttoria, vi proporrei una breve sospensione per fare una Conferenza dei capigruppo e decidere come andare avanti. Quindi se siamo d'accordo sospendiamo la seduta per cinque minuti e definiamo l'ordine dei lavori per la serata.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 55, viene ripresa alle ore 20 e17. )

PRESIDENTE. Comunico l'esito della Conferenza dei Capigruppo in ordine al proseguo dei lavori. E' stato concordato di riprendere i lavori domani mattina alle ore 10 e di fare Conferenza dei Capigruppo domani alle ore 9 e 30 ma di chiedere, se la Giunta è pronta, di concludere la serata discutendo...allora anche gli articoli sospesi restano sospesi, riprendiamo domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 18.