Seduta n.421 del 11/12/2003
CDXXI SEDUTA
Giovedì 11 dicembre 2003
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 16 e 35.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 4 dicembre 2003, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Carlo Dore ha chiesto di ottenere congedo per la seduta pomeridiana dell'11 dicembre 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge:
"Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 475/A.
Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, sulle stesse ragioni che avrebbero portato anche lei, nonostante la presenza dell'onorevole Cugini, chiedo dieci minuti di sospensione, perché non credo che l'Aula...
PRESIDENTE. E' accordato. I lavori riprendono alle ore 16 e 45. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 36, viene ripresa alle ore 16 e 47.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ricordo che siamo in fase di discussione dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Vorremmo la Giunta, se fosse possibile. Se non c'è il Presidente almeno l'Assessore della programmazione e bilancio!
PRESIDENTE. Sì, mi scusi, onorevole Fadda. Prego, onorevole Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Per la verità avrei preferito, senza nulla togliere alla rappresentatività, per carità di Dio, dell'onorevole Contu, che mi ascoltasse il Presidente per le cose che ho da dire, ma che lui conosce perché ho avuto modo di dire forse le stesse cose durante i lavori della Commissione bilancio. Non essendo intervenuto nella fase della discussione generale per un problema familiare mi permetterò e mi consentirà, Presidente, di fare anche alcune considerazioni di carattere generale sul provvedimento di assestamento. Provvedimento di assestamento che non si giustifica molto per molte ragioni, alcune delle quali sicuramente richiamate negli interventi in Aula durante la discussione generale. Il primo e fondamentale è che oggi è l'11 dicembre e pensare a un assestamento del bilancio, che dovrebbe essere manovra di aggiustamento di poste in bilancio relative all'anno finanziario in corso e dire a conclusione della legge che se la Giunta non sarà in condizioni di impegnare le somme entro il 31 dicembre questi termini sono prorogati all'esercizio successivo o al 31 di marzo, a seconda delle tipologie, è tutto dire. Cioè si fa, in pratica, una manovra finanziaria che in qualche maniera non è assolutamente giustificata da nessun fatto che stabilisca una procedura di assestamento di bilancio che sia condivisibile.
Ma si capisce perché la Giunta ha fatto questa manovra e si capisce perché l'elemento fondamentale che costituisce la manovra stessa è contenuto nel comma primo dell'articolo 3, di cui stiamo discutendo, dove si prende atto di un problema che è stato all'attenzione di questo Consiglio in molte circostanze e che è stato all'attenzione di questo Consiglio già dalla passata legislatura, e l'onorevole Masala allora valente Capogruppo di Alleanza Nazionale, ci richiamava continuamente o richiamava la maggioranza di allora a un comportamento diverso assieme all'onorevole Casu, collega della Commissione bilancio a un attento esame della situazione dei residui nel bilancio della Regione. Questo problema è tornato in più circostanze in discussione della finanziaria comprese le ultime, quando io sono tornato in Consiglio regionale ed è sempre stato detto da tutti che occorreva, che era necessario, che era indispensabile, che era ormai non più procrastinabile un sistema di verifica dei residui perché mantenere in contabilità delle somme non utilizzate che potrebbero invece essere liberate per fare investimenti è una cosa peccaminosa. Siamo d'accordo tutti su questo concetto, Presidente, non siamo d'accordo però quando si fa Caporetto, perché il comma primo dell'articolo 3 dice una cosa essenziale, che la Regione, che il sistema burocratico della Regione, che la Giunta regionale e che la maggioranza di questa Regione non sono in condizioni di fare un esame attento. La norma che si propone all'attenzione del Consiglio regionale per essere votata oggi è una norma che decide le mani in alto del sistema regionale e dice che il sistema regionale non è in condizioni di fare un'indagine attenta, puntuale e precisa dei residui e dire quelli che sono riconducibili a esigenze e a impegni che devono essere mantenuti e quelli che invece sono residui che possono essere lasciati liberi per fare le cose che poi avremo modo di dire.
Si dice, in pratica, Presidente, che stiamo adottando una norma dove soltanto per pudore nella relazione della Giunta regionale si parla delle cifre a cui si fa riferimento, un miliardo di euro, che dovrebbero andare a fare quello che vediamo subito dopo, ma questa è una cifra indicativa perché si dice che tutti i residui delle economie e degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre '99 devono essere recuperati, e dice, l'ha già espresso brillantemente il collega Sanna, che altresì devono essere recuperati i residui di stanziamento a tutto il dicembre 2003, cioè a una data che ancora non è venuta, ed è una formulazione strana questa, che noi recuperiamo residui anche alla fine di questo esercizio. Dicendo poi, con una norma di salvaguardia che cerca di recuperare, che ovviamente all'assolvimento delle obbligazioni giuridicamente perfezionate, il Presidente se lo ricorda bene, "si fa fronte con". Cioè siamo di fronte a un meccanismo che dal punto di vista della legittimità è forse al limite; non ne faccio un problema di legittimità, non mi interessa l'esercizio e la verifica di questo tipo di aspetti. Mi interessa e ne faccio un problema di natura politica, profondamente politica, cioè non è pensabile che la Giunta regionale si presenti in Consiglio con un provvedimento di questo genere! Se ci sono residui, se ci sono residui che vanno cancellati, se ci sono cose che vanno recuperate, e ce ne sono tante e forse non sono un miliardo di euro, Presidente, forse sono molti di più, anzi io sono certo che sono molti di più, però deve essere fatto un accertamento attento, preciso e si viene in Consiglio regionale a proporre una norma che recuperi i residui che sono assolutamente disponibili. Dire oggi questo significa dire una cosa, Presidente, gliel'abbiamo detto in Commissione bilancio, significa dire che lei recupera un miliardo di euro che non si sa se siano i residui, oppure se dovremo trovare fra qualche anno che non era un miliardo, ma erano 800 milioni, 700 milioni o un miliardo e 7 cento milioni, perché potrebbe essere questo, per consentirle di chiudere la manovra finanziaria 2004, perché questa è l'essenza vera di questo provvedimento oggi.
Però, Presidente, quando le si diceva, o lo dicevano a lei o lo dicevano al suo predecessore o lo dicevano al presidente Floris, che il dissennato uso delle risorse regionali portava entro il 2004 massimo 2005 a esaurire la capacità di indebitamento della Regione, si è sempre fatto spallucce, e che anziché iniziare, perché doveva essere iniziata prima, lo dirà qualcuno probabilmente, se avrà occasione di intervenire, che la politica di rigore finanziario doveva essere iniziata prima, però se continuiamo a rimbalzarci le responsabilità su chi la doveva iniziare probabilmente non finiremo mai. Siamo in questa stagione della politica regionale della Sardegna, siamo nella stagione in cui è stato richiamato sempre il rigore, siamo in una stagione in cui era possibile questo rigore attuarlo cominciando a delegificare, cominciando a fare risparmi su tutta una serie di leggi, invece la legislazione regionale negli ultimi cinque anni è stata caratterizzata da una cosa: legislazione vigente, aggiunta di provvedimenti che prevedevano spesa. Non è questo il modo corretto di governare, non è questo il modo serio di governare, non è questo il modo di porsi alla Sardegna a sei mesi dalle elezioni, avremo modo di dirlo anche da altre parti.
Un'altra osservazione che volevo fare, e sto concludendo, Presidente, è sul comma 6 dello stesso articolo. Ed è divertente, Presidente, che la Giunta regionale proponga la proroga dei termini dell'utilizzo delle risorse dell'articolo 19 della 37, perché stiamo parlando di questo in questo comma. Io mi ricordo, me lo sono segnato e me lo sono appuntato, e mi ricordo perfettamente l'articolo 3 della legge 15 del 2002; lo ricordo perfettamente, non ricordo come è nato, ma ricordo le battaglie fatte per cancellare le risorse per l'occupazione e lo sviluppo in Sardegna, perché i comuni non erano in grado di utilizzarli, perché i comuni avevano un ritardo nell'utilizzazione, perché la programmazione comunale era carente e quanto altro. Cosa è cambiato oggi, Presidente, che stanno per venire a scadenza i termini che noi abbiamo previsto nella legge del 2002? Cosa è cambiato per cui la Giunta regionale oggi dice che i termini previsti decorrono dal 1° gennaio del 2004, cioè i termini per l'utilizzo dei fondi, per la programmazione e l'utilizzo dei fondi del 2002 dell'articolo 19 della legge 37 decorrono dal 1° gennaio 2004 e quindi devono essere impegnati entro il 31 dicembre 2004. Cioè stiamo procrastinando di un anno. Cosa è successo, Presidente? Ha preso finalmente atto, lei, la sua Giunta e la sua maggioranza, che le difficoltà che i comuni hanno avuto e che la Regione ha nell'organizzare l'utilizzo delle proprie risorse era una cosa che altri le dicevano e che lei non voleva invece, lei in quanto Presidente della Giunta, non sto parlando naturalmente di persona fisica perché in quel periodo lei non era Presidente, ma era Assessore della programmazione, penso che non ci sia differenza, allora Assessore della programmazione, oggi è Assessore della programmazione e quante altre cose gravano sul carico della sua attività che non le invidio, Presidente.
Ecco, in conclusione ci sono contraddizioni, quindi, Presidente, in questo provvedimento, che non tengono conto degli aspetti basilari che devono essere i contenuti di un assestamento, che tengono conto di tutta una serie di problemi che sono stati sollecitati, stigmatizzati dall'opposizione e sui quali si sono fatte battaglie che oggi ci vedono darci ragione nelle cose che abbiamo detto. Ma oggi è tardi, Presidente. Allora, i comuni che non si sono attrezzati, forse i grandi comuni, forse i comuni degli amici che non si sono attrezzati per utilizzare per tempo le risorse finanziarie ingenti devono avere il coraggio di dire ai loro amministrati che non sono capaci di programmare l'utilizzo delle risorse regionali ed è giusto che tornino per la premialità quelle risorse a favore di altri comuni che invece sono stati capaci…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.). Ho concluso, Presidente, la ringrazio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io vorrei riprendere rapidamente il punto che ho tentato inutilmente di illustrare in precedenza rappresentando al Consiglio, alla Giunta e al Presidente un'anomalia che è contenuta principalmente nel comma sesto di questo articolo 3, relativamente alla funzionalità dell'intervento straordinario o piano straordinario per il lavoro e che è un'anomalia che andrebbe o eliminata - sicuramente eliminata, secondo noi - oppure difesa da chi vuole cambiare il sistema che, con fatica, in questi anni si è tentato di mettere a punto e di mettere a regime e rispetto al quale i comuni della Sardegna, tutti, chi più chi meno, ma tutti sono applicati.
La Giunta, io pensavo inavvertitamente, invece ho capito dall'intervento del Presidente della Giunta avvertitamente e però clandestinamente, scorrettamente sta modificando sostanzialmente un sistema nelle relazioni tra Regione ed enti locali facendo finta che non è vero, e questo non è politicamente onesto.
Io avverto tutta questa fase della politica regionale, in questa vita stentata del Consiglio, per non dire della vita, che manco esiste, della Giunta, del Governo regionale, la quasi inutilità dell'intervenire, dell'argomentare, del contribuire o tentare di contribuire a migliorare una legge, perché la fase che stiamo attraversando è un po' di levare le tende, di abbassare la guardia, e queste sono le fasi, in una legislatura, le più delicate, sono quelle dove si fanno le maggiori cose sbagliate - uso questo eufemismo - nell'indifferenza dei più, che fanno finta di non capire quello che si sta facendo.
Caro Presidente, io penso che lei dovrebbe al Consiglio un supplemento di parere e di relazione su questo comma 6 dell'articolo 3, perché ha detto cose che non stanno né in cielo né in terra e non si addice a un Presidente di Regione. Voi state introducendo clandestinamente, e anche con una qualche dose di violenza, l'istituto dell'approvazione dei piani e dei programmi comunali, quindi state accentrando, state portando via un potere che da anni è riconosciuto ai comuni in questa regione facendo finta che non è vero! E se il Consiglio ritiene che vada bene così voti e dica che va bene così, però lo dica e ognuno non faccia finta oggi non averlo capito. I programmi comunali dell'articolo 19, ne abbiamo discusso per anni e reiteratamente, non sono formalmente approvati dalla Regione. La Regione controlla la coerenza rispetto alla legge e in base all'articolo 23 della finanziaria del 2000, quando voi eravate già al governo della Regione, è stato statuito che la Regione opera un parere di coerenza con le finalità della legge e che questo parere lo esprime il NAT, cioè un organo tecnico di controllo puramente di legalità, senza arbitrio e senza valutazione, mi suggeriscono discrezionale, ma io dico anche opportunistica o paternalistica o nepotistica, a seconda dei casi.
Questo Consiglio si è appassionato su queste cose e ha trovato un punto di equilibrio. Vuole cambiare questo sistema? Lo cambi, ma non si faccia finta di non aver capito, soprattutto non si offenda l'intelligenza, quella poca che ognuno di noi ha. Non dica, il Presidente della Giunta, che si vuole intervenire per riportare in bilancio un fondo che era fuori bilancio. Ma dove? I fondi fuori bilancio sono stati già aboliti in questa regione ed erano quei fondi che andavano per conto loro, cioè che non rispondevano al sistema di controllo ordinario; erano i fondi della formazione, i fondi della programmazione derivanti dal piano di rinascita, cioè tutti quei fondi gestiti con criterio molto discrezionale che non andavano né al parere preventivo di legalità presso la Corte dei Conti né alla Ragioneria e che seguivano la loro strada. I fondi fuori bilancio in questa regione sono aboliti, il fondo dell'articolo 19 non è vero, tecnicamente non è vero che è un fondo fuori bilancio, è nel bilancio della Regione, solo che è un fondo che si riparte in modo sicuro, garantito, equanime in base a criteri oggettivi, si ripartisce nei bilanci dei 377 comuni della Sardegna, quindi è nel bilancio due volte, è nel bilancio della Regione e poi, con criterio oggettivo transita nei 377 bilanci degli enti locali in questa Regione. Voi lo volete riportare nel calderone centrale, voi volete utilizzare questo fondo per altro, dei fondi per il lavoro volete fare cassa per altre esigenze della Regione, perchè avete problemi, perchè state amministrando in modo scriteriato, quindi vi volete appropriare per anni di questo fondo. Non c'entra nulla il fuori bilancio, non capisco perchè si possano dire cose del genere! Seconda questione: dice il Presidente della Regione un'altra cosa ugualmente scriteriata "Questo istituto dell'approvazione significa non una vera approvazione..." allora, se non è un'approvazione si tolga l'approvazione che tecnicamente e chi deve applicare le leggi così lo intenderà se è scritto così e non altro, e non parere di conformità, lo intenderà approvazione, se rimane scritto, e infatti il secondo emendamento, quello più morbido che noi abbiamo presentato offre la possibilità anziché di abrogare interamente il comma 6 semplicemente di sostituire, cioè di riportare quello che è già, di restituire il parere di conformità rispetto all'approvazione. Manco quello, perchè dice il Presidente della Regione: "No, non è vera approvazione, è l'indicazione di un termine certo entro cui i fondi devono essere attribuiti ai comuni e il termine certo non è il parere di conformità che fanno gli uffici tecnici dei nuclei di assistenza tecnica appunto ma è la determinazione del funzionario che attribuisce i fondi." Ma stiamo scherzando! L'unico termine certo oggettivamente valutabile è quello rispetto al quale l'organo tecnico, che è il NAT dice: "Ok., va bene" oppure dice "Questo va male e richiamo il comune a conformizzare" se invece di un programma di lavoro un comune pretende di fare, come Cagliari proponeva un tempo, una teleferica alla Sella del Diavolo, che non c'entra nulla con il piano per il lavoro, o un palazzetto del ghiaccio, che non c'entrava nulla con il piano per il lavoro. Allora, in sede di controllo di legalità si dice al Comune "Conformizza la tua proposta" ma in un momento nel quale sul piano di controllo di legittimità si dice "Va bene", quello è il momento nel quale il Comune deve avere i soldi per fare le cose che vanno bene, perchè se il funzionario dorme, se il funzionario ha altro da fare, se il funzionario non c'è o voi non avete nominato il responsabile, come accade spesso in questa Amministrazione disastrata, quello non è più un termine certo. Oppure al funzionario di quel servizio voi dite "Bada che non ho disponibilità di cassa, quindi tu non determini ancora", non c'è nulla di più labile di una determinazione che non è fissata nel tempo, rispetto alla quale non c'è termine, che deriva solo dalle condizioni che possono essere anche attribuibili a troppe cause di non funzionalità della Regione. Quindi è tutto l'esatto contrario.
A me dispiace una cosa, che in questo Consiglio regionale, con questa Giunta soprattutto, per sostenere un argomento in materia così delicata e in materia così interessante molta parte della società sarda e delle sue istituzioni locali per poter essere in condizioni di avere un risultato bisogna sempre presentare 300 emendamenti! Questa volta noi ne abbiamo presentato uno, anzi, due, uno soppressivo ed uno addirittura suggerendo la formula per riportare le cose, per rimetterle a posto, quindi abbiamo scelto la linea più morbida e rispettosa. Con voi non serve a niente, con le buone materie anche le cose più giuste voi non le apprezzate mai, con voi ci vogliono solo le male maniere ed io penso che non mancheranno occasioni in cui, chissà, magari, senza volerlo, si sia costretti di nuovo ad usare maniere diverse, perchè anche questo assestamento, se avessimo voluto, con 300 emendamenti voi passavate anche il 31 dicembre ed anche il 31 gennaio se avessimo voluto dirvi che sul piano del lavoro, ve l'abbiamo detto altre volte, voi non avete il diritto ogni volta di tentare di travolgerlo, avete invece il dovere di rispettarlo. L'emendamento serve a questo e solo a questo. Ecco perchè richiedo l'attenzione della Giunta ma soprattutto l'attenzione e la sensibilità del Consiglio su questo punto delicato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Quando venni eletto pensavo che il piano del lavoro, la legge regionale 37, l'articolo 19 che grandi battaglie allora, nella passata legislatura del centro sinistra allora al governo ha fatto e che sicuramente qualche azione contraria da parte del centro destra ci fu, perchè si gridò allo scandalo anche sulla legge regionale 37, devo dire che nei primi mesi, forse anche il primo anno in cui sono stato eletto pensato che questo appartenesse esclusivamente ad una legge approvata dal centro sinistra in modo anche distorto e non conforme a quello che poi era la linea della coalizione di centro destra. Devo dire che mi sono un po' ricreduto, anche perchè molti sindaci appartenenti al nostro schieramento, poi eletti, ci pongono tutti i giorni il problema della legge 37 e in modo particolare l'articolo 19 che finanzia una serie di cose ai comuni.
Oggi ci ritroviamo sull'articolo 3, in modo particolare nei residui passivi che l'Assessore al bilancio tutti gli anni ci ricorda essendo in grandissima quantità, e in modo particolare quello che viene dalla legge 37, articolo 19.
Vede onorevole Cogodi, mi sarei aspettato da lei che presentasse un emendamento che facesse un po' di chiarezza anche in quello che è l'utilizzo, secondo me anche in modo distorto, di moltissimi, anzi, forse della maggior parte delle amministrazioni comunali sull'articolo 19, sui fondi e l'articolo 19, perchè molte volte, forse aggirando un po' la legge i fondi stanziati sul piano del lavoro e sull'articolo 19 sono utilizzati dalle amministrazioni comunali in modo molto clientelare, molto, ma molto clientelare, forse allontanandosi da quello che era lo spirito e che è lo spirito stesso della stessa legge, perchè si fanno opere pubbliche... Sicuramente a lei forse anche il merito, ma è giusto parlarne qua in Aula, di riportare all'attenzione quella che è l'applicazione della legge 37 in modo particolare del... Sicuramente c'è qualcosa che non sta funzionando, che non ha funzionato. Credo che ci sia necessità di fare chiarezza. Lo scorso anno, così anche il Presidente della Giunta ha detto un miliardo di Euro di residui passivi, molti vengono dalla legge 37, l'articolo 19 e abbiamo un problema, un problema credo che è un ordine da mettere, il primo io credo che ci sia un problema di spendita di questi finanziamenti che vede i piccoli comuni impegnarsi in tempi brevissimi nell'utilizzo e nella spendita di questi finanziamenti e molto probabilmente qua la carenza è anche dei grandi comuni che ritardano, forse perchè hanno maggiore disponibilità di bilancio, di altre cose, ritardano nell'impegno e nella spendita creandoci poi a fine anno quel grande quantitativo di residui passivi.
Dall'onorevole Cogodi, visto che questo argomento, finanziaria, assestamenti di bilancio, ogni occasione è per parlare della 37 e dell'articolo 19, mi sarei aspettato non un emendamento soppressivo ma un emendamento che facesse chiarezza e che desse anche una regolamentazione sull'utilizzo dei fondi stanziati dalla stessa legge. Allora, Assessore e Presidente, io credo che sull'articolo 19 bisogna fare chiarezza, in modo particolare o diamo una premialità ai comuni piccoli che spendono, che spendono subito, quindi in questo modo penalizziamo i grandi comuni, perchè dobbiamo mettere nelle condizioni i comuni di spendere questi soldi. La Regione non si può permettere, come più volte lei ha detto, di impegnare delle somme, poi ritrovarsele non spese a fine anno con enormi quantità di soldi non spesi. Allora sicuramente l'ordine deve essere posto per quanto riguarda una premialità su quei comuni che spendono e che spendono subito e che non creano poi problemi di residui passivi alla Regione, perchè così la Regione, ormai noi stiamo prorogando quello del 2002 al 2003, però così non si può continuare, ci vuole una regolamentazione della stessa legge. Quindi a mio avviso sugli interventi, ma anche di quello che io penso ascoltando i nostri sindaci, credo che ci sia da dare una premialità ai comuni che spendono in tempi brevissimi e penalizzare automaticamente i comuni che non spendono e che ci portano ad impegnare soldi che poi, anche pagando molti interessi passivi, ce li ritroviamo non spesi. L'altra cosa sull'articolo 19 è fare chiarezza su quello che deve essere l'impegno, gli investimenti, perchè come abbiamo detto molte volte sono utilizzati dai sindaci, dalle amministrazioni comunali in modo troppo clientelare che nulla hanno a che vedere con l'impegno, con una proiezione stabile dei lavoratori. Allora io, pur trovando interessante il dibattito che si sta svolgendo in sede di assestamento di bilancio sull'articolo 3 ma in modo particolare sul comma 6 - 7 e 8, io credo che per noi è un piccolo passo avanti che la Giunta regionale ha fatto e quindi anche quello di controllare i progetti che viene già, facendo un passettino in avanti su quelli che i comuni invece a loro piena discrezione fanno clientelismo con quelle somme lì. Quindi questo è un piccolo passo che non completa comunque quella che è la reale disposizione, che sono le finalità della legge. Allora la Giunta fa un piccolo passo avanti, ma anche nel dibattito in Consiglio regionale ed anche dal dibattito che il centro sinistra sta facendo non porta in avanti e non fa un passo in avanti, anzi, rimane impallata nel dire "la legge 37, l'articolo 19 non deve essere toccato". Io dico no! L'articolo 19 e la legge 37 deve essere modificata dando dei criteri perfetti interpretativi in modo particolare, perchè il sistema con cui si sta applicando non va assolutamente bene. Ed allora, anche su questo comma, anche su questo emendamento ha il merito di portare all'attenzione questo problema ma non di risolverlo, assolutamente. Quello della Giunta è un piccolo passo ma non completo, quello del centro sinistra e i colleghi che mi hanno preceduto è solo un rimanere fermi a quello che eravamo ancora prima della disposizione che la Giunta ha apportato all'interno dell'assestamento di bilancio. Io credo che questo emendamento sia da respingere, ma sia anche da prendere un impegno da Presidente, dall'Assessore al bilancio che sull'articolo 19 della legge 37 siano fatti due chiarimenti in tempi brevissimi, magari in sede di finanziaria, il primo: che non ci sia il clientelismo nell'utilizzo delle somme, il secondo: dare una premialità ai comuni, piccoli o grandi, ma che spendono in termini brevissimi il finanziamento che gli viene messo a disposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
MASALA, Presidente della Giunta. Mi sembra giusto intervenire in replica sulle questioni che sono state sollevate con riferimento all'articolo 3 e agli emendamenti relativi.
Per quanto concerne il primo comma, io non ho alcuna difficoltà a riconoscere di non essere stato originale nel fare questa proposta perchè è stata fatta prima di me da altri assessori al bilancio, il primo fu nella legislatura passata quando si propose l'eliminazione dei residui fino ad una certa data e poi fu fatto anno per anno successivamente, io l'anno scorso e neppure l'altro anno non l'ho fatto, questa volta è stato fatto. Quindi riconosco di non essere originale, però è un'operazione che si rende assolutamente indispensabile.
Relativamente alla revisione dei residui attivi e passivi debbo dire che fu affidato l'incarico ad un ex direttore generale del bilancio, il dott. Sechi, che ha svolto un eccellente lavoro in relazione a questo, e molte furono le somme che sono state individuate e che sono state trasferite alla economia del bilancio regionale, come pure è stato fatto un eccellente lavoro in ordine ai residui attivi ed anche in questo settore debbo dire che il disegno di legge dà anche testimonianza di questo lavoro.
Il problema più rilevante che è stato sollevato dal punto di vista politico mi pare che sia quello relativo all'articolo 19 e alle modalità che con questa proposta vengono avanzate in ordine alla disciplina del processo. Riaffermato che l'articolo 19 della legge 37 è ormai parte dell'ordinamento regionale anche per il 2003 ma anche per il 2004 perchè la finanziaria del 2003 ha confermato il programma per il 2003 - 2004 e 2005, quindi non stiamo discutendo della validità o meno dell'articolo 19 della legge 37, stiamo invece mettendo appunto il sistema con riferimento ai precetti contenuti nella legge 15 che è la legge finanziaria la quale stabilisce dei termini, si tratta di verificare da quando questi termini devono decorrere, perchè occorre stabilire dei termini per la impegnabilità delle somme ed una volta stabiliti questi termini bisogna osservarli. Noi non siamo in questo momento riusciti a stabilire questi termini perchè abbiamo affermato dei principi che sono risultati sul piano pratico eccessivamente rigorosi, tant'è che abbiamo anche in più occasioni prorogato determinati termini ma non solo per l'articolo 19 ma per tutte le somme destinate ai comuni, abbiamo sempre avuto la necessità di rivedere la decorrenza di questi termini ed allora in questa occasione si cerca di porre non dico la parola fine, perchè probabilmente si avrà la necessità di verificare anche la funzionalità di questa cosa, però sta di fatto che si sta cercando di dare una regola certa e per stabilire una regola certa occorre anche indivinuare il momento in relazione al quale deve essere stabilito il termine di impegnabilità della spesa. Queste regole sono dettate soprattutto nel 5° comma, allorquando è vero che si dice che il termine va fatto decorrere nel momento della approvazione da parte della Regione ma è evidente che quando noi parliamo di approvazione intendiamo approvazione definitiva e cioè il momento in cui il progetto approvato dal Comune, casomai è impropria quella formula, perchè l'approvazione da parte del Comune non significa definitività del provvedimento, tant'è che occorre anche il parere di coerenza da parte del comitato tecnico. Quindi evidentemente è un atto complesso che si perfeziona soltanto con l'incontro di tutte queste componenti.
Il procedimento però si conclude con un atto formale, è questo il punto, cioè è una terza fase che è quella del provvedimento dell'autorità amministrativa che è un momento successivo a quello indicato nell'emendamento modificativo. Quindi noi facciamo decorrere il termine di impegnabilità della somma non oggi ma casomai domani e dopodomani, quindi siamo più a favore del comune perchè se noi facessimo coincidere il momento con l'approvazione da parte del comune può anche accadere che l'obbligo di impegnabilità della spesa da parte del comune sia di sei mesi, sette mesi, otto mesi anteriore al momento in cui esiste il provvedimento di coerenza e il provvedimento da parte dell'amministrazione.
Quindi questo ragionamento, questo termine non l'abbiamo fatto da soli, unilateralmente, ma sia pure clandestinamente l'abbiamo fatto insieme all'ANCI, cioè insieme all'associazione che rappresenta tutti i comuni, i grandi e i piccoli. Quindi se la cosa non va bene non va bene non alla Giunta regionale ma non va bene neanche per l'ANCI, cioè è una cosa che stata concordata con l'ANCI perchè si è ritenuto che fosse indispensabile stabilire una data certa. Questo è stato detto ed è stato individuato in quel particolare momento. Ecco perchè noi insistiamo per l'approvazione del testo così come è stato scritto.
SECCI (La Margherita-D.L.). L'articolo 3 della "15" chi l'ha fatto, Assessore, tu hai stabilito i termini.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione; colleghi se non vi sono richieste diverse procediamo col sistema del voto per alzata di mano.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Che cosa stiamo votando? PRESIDENTE. Onorevole Sanna Gian Valerio adesso arriviamo a questo, io ho voluto ricordare...
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non può essere una regola generica.
PRESIDENTE. No; in questo momento noi stiamo partendo con le votazioni relative agli emendamenti presentati all'articolo 3, a partire dall'emendamento numero 26 soppressivo parziale che è uguale all'emendamento soppressivo parziale 51. Ho voluto ricordare ai colleghi che...
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intanto mi permetto di far osservare, mi parrebbe, che l'emendamento 83 essendo modificativo parziale del comma 6 dovrebbe essere trattato prima dell'abrogazione dell'intero comma 6 che è il più lontano. Perché diversamente per l'ipotesi poi che viva il comma 6, comunque questo lo vede il Presidente, è dovere suo, è mestiere suo. In ogni caso, sull'emendamento numero 26 chiedo il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 26 all'articolo 3, soppressivo parziale che viene comunque prima dei modificativi, onorevole Cogodi, è stato chiesto il voto segreto. Quindi invito i colleghi a prendere posto.
Emendamento soppressivo parziale all'articolo 3, è stato chiesto il voto segreto e sono aperte le votazioni.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 26 all'articolo 3.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 70
maggioranza 36
favorevoli 33
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SPISSU - TUNIS -USAI -VARGIU - VASSALLO.)
Onorevole Rassu, su che cosa vuole intervenire?
RASSU (F.I.-Sardegna). Sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io la prego di garantire che ogni consigliere presente in Aula abbia il diritto e dovere di esprimere il proprio voto. Immediatamente, quando lei ha annunciato la votazione, io ho detto che non potevo votare, tutte le altre postazioni sono difettose me lo dica lei dove devo andare a votare!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu è un problema suo.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io voglio votare!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, il problema è esattamente in questi termini: è soltanto lei in quest'Aula che ogni volta si ritrova durante i voti segreti in difficoltà. Allora si trovi un'altra postazione; stranamente gli altri 79 hanno avuto tutto il tempo, anche di andare a prendere un caffè, onorevole Rassu.
Passiamo agli altri emendamenti, mettiamo in votazione l'emendamento...
RASSU (F.I.-Sardegna). Lei mi dia il tempo di spostarmi!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu per cortesia!
Passiamo all'emendamento numero 46. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 46 soppressivo parziale, è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 46 soppressivo parziale.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 37
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU - VASSALLO.)
Un attimo perché dobbiamo controllare! Colleghi per cortesia un attimo di attenzione. A seguito del voto testè espresso dall'Aula..., colleghi per cortesia, ci sono alcuni colleghi che vorrebbero seguire l'andamento dei lavori.
Appena sono concluse le conferenze io posso illustrare all'Aula la prosecuzione dei lavori.
A seguito del voto precedente decade anche il comma 2 e conseguentemente decade l'emendamento 47, quindi passiamo all'emendamento 48 che riguarda il comma 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulla modalità di votazione, chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 48 soppressivo parziale è stato chiesto il voto elettronico. Sette consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, LAI, Emanuele SANNA, PIRISI, SECCI, GRANELLA, MORITTU.)
Sull'emendamento 48 è stato chiesto il voto elettronico palese e sullo stesso emendamento c'è la dichiarazione di voto dell'onorevole Cogodi.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per esprimere il voto contrario a questo comma terzo, quindi favorevole all'emendamento soppressivo, perchè volendo attraverso l'abrogazione del comma tre si può, dico volendo, porre rimedio anche a quel danno grande che è poi contenuto nel comma sesto qualora persistesse nella sua integrità. Io ho provato a dirlo, e non so quanto sia riuscito a spiegare, quanto i colleghi del Consiglio abbiano valutato la portata del successivo articolo, comma 6, questo comma 3 in buona sostanza abroga il comma 10 dell'articolo 23 della finanziaria del 2000, che non si dimentichi fu un atto, quello dell'introduzione nella finanziaria del 2000, Presidente Floris allora, che raccoglieva un punto di equilibrio in materia di articolo 19 e di piano per il lavoro largamente, mi pare unanimemente condiviso dal Consiglio, cioè quello di garantire una ordinata procedibilità e dare una garanzia alla Regione perchè non vi fossero dei fondi inutilizzati e ai comuni perchè avessero i fondi per attivare i programmi per il lavoro e però questi fondi venissero impegnati in modo coerente, rispondente alla finalità della legge 37.
E infatti l'articolo 10 che adesso si vorrebbe abrogare è un degno complemento del pessimo, successivo comma 6 perchè elimina quel riparto, cioè l'attribuzione delle risorse ai comuni che, in base alla legge vigente, cioè la finanziaria del 2000, dovrebbe essere effettuato in forza dell'articolo 4 e ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975 numero 1. Cioè un riparto di carattere generale in base a criteri obiettivi per cui ogni comune sa quanto gli spetta, e con criterio oggettivo e tabellare ai comuni grandi e piccoli si attribuisce l'entità delle somme, delle risorse in base alle quali possono programmare il loro sviluppo locale e l'occupazione in sede locale.
A che serve dire qui che per colpa dei comuni grandi si debbono punire i piccoli? O per colpa dei medi si debbono punire i grandi? I fondi per il lavoro sono dati a tutti i comuni della Sardegna in funzione dei disoccupati e del ritardo nello sviluppo dei diversi territori della Sardegna, con criteri di oggettività. Se c'è da criticare, lo dice il collega Piana, ai grandi comuni e i grandi comuni sono il comune di Cagliari, il comune di Sassari e medi comuni poi sono quelli di Oristano, Nuoro e quant'altro e di Olbia, si critichino quei comuni. Ma chi è che ha diritto di punire i disoccupati anche di Cagliari, di Sassari, di Olbia solo perchè - dite voi - i grandi comuni non usano bene, propriamente e tempestivamente, i fondi per il lavoro? Non c'è diritto di nessuno di punire i non colpevoli e invece che i colpevoli, se i colpevoli ci fossero!
Ecco perché questa modificazione che si vuole introdurre, e se il Consiglio vuole c'è ancora possibilità di intervenire e di correggere questa stortura, non è un piccolo passo avanti è un grande passo indietro che in questo modo, come dire, non del tutto lineare e chiaro si vuole introdurre attraverso l'assestamento di bilancio.
Dico ancora una cosa: il Presidente della Regione dice che questa cosa la chiede l'ANCI io vorrei vedere gli atti, signor Presidente della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Secci per cortesia, è per invitare il Presidente Masala all'interlocuzione con l'onorevole Cogodi.
Per cortesia, colleghi consiglieri, non potete fare la fila di fronte al Presidente mentre sta parlando un collega consigliere!
COGODI (R.C.). Non è tanto che sta parlando un collega consigliere, è che io sto rivolgendo una specifica domanda al Presidente della Giunta perchè fornisca al Consiglio gli atti che comprovino che la non attribuzione dei fondi ai comuni con criterio oggettivo e con tempestività, nel momento nel quale la Regione con i suoi organi tecnici ha accertato la coerenza dei piani comunali con le finalità della legge, in base appunto al comma quinto dell'articolo 23 della finanziaria 2000, che non viene abrogato, dia le carte probanti che questa stortura l'ha chiesta l'ANCI, perchè l'ha detto e ripetuto, secondo me impunemente, tre volte. A me non risulta!
Perchè se l'ANCI avesse chiesto e la Giunta avesse concordato con l'ANCI di non dare i danari ai comuni della Sardegna, l'ANCI non sarebbe più ANCI, deve cambiare almeno nome, cioè se chiede che i comuni non vengono dati con criterio di oggettività e tempestivamente, quando la Regione ha riconosciuto coerenti i piani dei comuni non prima, quando li ha riconosciuti coerenti in base al comma quinto dell'articolo 23, perchè questo stiamo sostenendo noi, l'ANCI non sarebbe più ANCI, ma io credo che la Giunta non è più Giunta, perchè sta dicendo ancora una volta una cosa ...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Chiedo che delle cose che si affermano in Consiglio regionale si possa dare dimostrazione, perchè sennò ogni cosa può essere detta ed anche quella è la più contraria al vero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). No, Presidente non intendo fare dichiarazioni di voto, ma annunciare il ritiro degli emendamenti 48 - 49 e 50.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 48 - 49 e 50 sono stati ritirati. Emendamento numero 52 soppressivo parziale relativo al comma 7.
Poichè nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 53, soppressivo parziale del comma 8.
Chi lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 54 è ritirato. Emendamento numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. È stata chiesta sull'emendamento numero 83 la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 70
maggioranza 36
favorevoli 34
contrari 35
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI -LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU .)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Articolo 4, se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 4
Interventi in materia di lavori pubblici
1. É autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 3.500.000 per la concessione di finanziamenti per la realizzazione o il completamento di edifici di culto; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), e successive modifiche e integrazioni (UPB S08.039 - Cap. 08125).
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 3, della legge regionale n. 15 del 2002, relativa all'attuazione di un programma di opere pubbliche concernente il settore viario è incrementata di euro 2.250.000 nell'anno 2003, di euro 1.000.000 nell'anno 2004 e di euro 2.582.000 nell'anno 2005 (UPB S08.073 - Cap. 08313).
3. Per la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 33, comma 1, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - Legge finanziaria 1999), relativi ad un programma di opere pubbliche di interesse degli enti di cui all'articolo 16, della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - Legge finanziaria 1994), è autorizzata l'ulteriore spesa di euro 2.049.000 nell'anno 2003 e di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 (UPB S08.073 - Cap. 08323).
4. Per l'ampliamento e la costruzione di cimiteri di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale n. 15 del 2002, è autorizzato, nell'anno 2003, l'ulteriore stanziamento di euro 2.018.000 (UPB S08.073 - Cap. 08325).
5. É autorizzata la spesa di euro 900.000 per l'anno 2003, di euro 9.150.000 per l'anno 2004 e di euro 8.900.000 per l'anno 2005 per la realizzazione di interventi nell'ambito del sistema idrico multisettoriale finalizzati al riequilibrio del fabbisogno idropotabile (UPB S08.055 - Cap. 08234) .
6. È autorizzata la spesa di euro 250.000 nell'anno 2003, di euro 1.500.000 nell'anno 2004 e di euro 1.250.000 nell'anno 2005 per l'ultimazione delle progettazioni delle opere relative alla viabilità statale (UPB S08.081 - Cap. 08350).
7. Per il rifinanziamento degli interventi di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 45 (Finanziamenti regionali alle Province, ai Comuni ed ai loro Consorzi, agli Organismi comprensoriali per l'attuazione di programmi d'intervento nel settore delle opere e degli impianti di interesse pubblico), e successive modificazioni e integrazioni, è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 5.000.000 (UPB S08.073 - Cap. 08322).
8. In attuazione all'articolo 86 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e per le indicate finalità, i proventi derivanti dall'utilizzo del demanio idrico sono destinati al finanziamento degli interventi di tutela delle risorse idriche e dell'assetto idraulico ed idrogeologico; a tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio provvede, con proprio decreto, all'iscrizione nei competenti capitoli di bilancio, previo accertamento della corrispondente entrata in conto dell'UPB E08.046 - Cap. 36203 (UPB S08.062 - Cap. 08260).
9. Il termine "condizione sufficiente" contenuto nell'articolo 2, comma 1, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 14 (Nuove norme in materia di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici che si svolgono nell'ambito territoriale regionale), deve essere inteso nel senso che il sistema di qualificazione regionale non è esclusivo, ma alternativo agli strumenti di qualificazione previsti dalla vigente normativa statale.
10. Il termine di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 35 della legge regionale n. 14 del 2002 è prorogato al 30 giugno 2004.
11. I termini di cui all'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 15 del 2002, sono rispettivamente prorogati al 30 giugno 2004 e al 31 agosto 2004.
PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 55 soppressivo parziale, 56 soppressivo parziale, 57 soppressivo parziale, 58 soppressivo parziale, 59 soppressivo parziale, 60 soppressivo parziale, 61 soppressivo parziale, 62 soppressivo parziale, 4 aggiuntivo, 6 aggiuntivo; il 40 - lo dico ai presentatori che presentano la raccolta - è da spostare all'articolo 7, quindi non lo affronteremo adesso nell'articolo 4, bensì all'articolo 7 e infine all'82 aggiuntivo. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (55)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 3 dell'articolo 4 è soppresso. (56)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 4 dell'articolo 4 è soppresso. (57)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 6 dell'articolo 4 è soppresso. (59)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 9 dell'articolo 4 è soppresso. (60)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 10 dell'articolo 4 è soppresso. (61)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 11 dell'articolo 4 è soppresso. (62)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 4
Interventi in materia di lavori pubblici
Nell'articolo 4 dopo il comma 7 è inserito il seguente:
7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario di euro 20.000.000 a favore dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature da destinare prioritariamente all'assolvimento dei debiti assunti per la fornitura di acqua potabile (U.P.B. S08.014 - Cap. 08027).
Copertura finanziaria
In diminuzione
Art. 8 U.P.B.S08.014 Oneri di carattere straordinario e generali - Parte corrente
2003 € 6.250.000
In aumento
Art. 9 U.P.B.E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 13.750.000
U.P.B.S08.027 Oneri di carattere straordinario e generali - Parte corrente
2003 € 20.000.000 (4)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 4
Interventi in materia di lavori pubblici
Nell'articolo 4 dopo il comma 2 è inserito il seguente:
2 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 4, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 relativi alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali (U.P.B. S08.073 - Cap. 08238).
Copertura finanziaria
In aumento
U.P.B.E03.031 (Cap. 36103) Recuperi da istituti ed enti creditizi
2003 € 10.000.000
U.P.B.S08.073 (Cap. 08238) Finanziamenti agli Enti Locali per la realizzazione di opere di loro interesse
2003 € 10.000.000 (6)
Emendamento aggiuntivo Liori - Frau - Diana - Lombardo - Cappai - Pisano - Corda - Corona - La Spisa - Vargiu - Biggio - Locci - Balletto - Tunis
All'articolo 4, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6/bis. Per l'aggiornamento annuale del Piano Regionale del trasporto delle merci è stanziato per il triennio 2003/2005 l'importo complessivo di € 1.450.000 così ripartito: € 650.000 per l'anno 2003, ed € 400.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005. Tale stanziamento può essere utilizzato anche per la predisposizione di studi di fattibilità riguardanti interventi previsti nel Piano Regionale del trasporto delle merci."
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S13.005
Competenza anno 2003 € 650.000
Competenza anno 2004 € 400.000
Competenza anno 2005 € 400.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2003 € 650.000
Competenza anno 2004 € 400.000
Competenza anno 2005 € 400.000 (82)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 55.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 55 si ritiene ritirato, rimane il 56, così parlo a proposito degli emendamenti che rimangono, il 57 è ritirato, poi per il resto rimangono in piedi. Parlerò sul 56 e sugli altri in maniera generale senza gravare il Consiglio di ulteriore tempo. Anche qui vale il ragionamento complessivo, del tutto singolare che a fine anno si rifinanzino programmi di lavori pubblici che erano stati largamente oggetto di censura in sede di finanziaria per il semplice fatto che si continua in questa Regione a fare programmi di opere pubbliche senza dare conto né dei programmi, né degli stati di attuazione. Si impegnano risorse ingenti, si registrano quotidianamente da parte degli amministratori il mantenersi inalterato dei fabbisogni e delle domande, continuiamo a svolgere con cocciutaggine il compito di chiedere i criteri e le trasparenze attraverso le quali avvengono le assegnazioni, continua a non esserci risposta, continua a non esserci risposta e vorremmo capire se questi criteri sono informati, soprattutto a fine anno, ad un equilibrio e ad una trasparenza ed una pari opportunità nei confronti di tutte le amministrazioni, quali sono le priorità, quali sono gli stati di attuazione e come mai tutto questo da farsi di finanziamenti che intendono anche ritoccare il pluriennale, cioè le somme che vanno in qualche modo a dover essere oggetto di una discussione di merito nella finanziaria che è il luogo esatto nel quale svolgere un ragionamento e un approfondimento su questi temi. Ci sono poi degli elementi che riguardano destinazioni di proventi, interprestazioni autentiche, mi ricordo che sulle norme che riguardavano le qualificazioni di imprese abbiamo speso un sacco di tempo, oggi andiamo a dire che il sistema di qualificazione non è esclusivo, ma alternativo. Vorremo capire che cosa significa alla luce anche delle sentenze che ci sono state su questa materia, se sono affermazioni che sono in linea con i pronunciamenti giurisdizionali, questo è molto utile capirlo perchè dobbiamo sapere se stiamo continuando a fare o inseguire una illegittimità già pronunciata, oppure se siamo in presenza di novità, cioè mi sembra il minimo che noi dobbiamo conoscere, chiamati a deliberare su queste cose e quindi questi emendamenti in qualche modo, proponendo l'annullamento, hanno sempre lo scopo di rinnovare una richiesta, che in sintesi è una richiesta di chiarezza, di trasparenza di criteri e anche di stati attuazione, che al momento non abbiamo avuto, a dire il vero sono parecchi anni che non ne abbiamo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Quindi lei ha illustrato tutti gli emendamenti fino al 62.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento numero 4 della Giunta regionale.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'emendamento numero 4 prevede un contributo a favore dell'Esaf per consentire all'ente di fronteggiare una situazione debitoria che ha nei confronti di altri enti regionali, ma non solo, anche di fornitori. In particolare il debito dell'Esaf è nei confronti dell'Eaf, quindi questi contributi sono necessari per consentire all'ente di poter fare fronte a questa situazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento numero 6.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. È previsto un contributo a favore delle province per la manutenzione delle strade provinciali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per illustrare l'emendamento numero 82.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il presente emendamento nasce dalla presa in considerazione del fatto che nel 1992 la Regione ha stipulato con la società Porto terminal Mediterraneo, a partecipazione regionale tra l'altro, un accordo che prevedeva che detta società redasse per la regione sarda e l'aggiornasse periodicamente un piano regionale dei trasporti che è stata consegnato e che è servito anche alla Regione per poter fare delle proposte al Governo nazionale; questo piano regionale dei trasporti elaborato dalla società è stato alla base delle proposte che la Regione ha fatto al Governo, alla base di alcune richieste anche di finanziamento importanti che sono in essere per quanto riguarda il progetto delle autostrade del mare ed anche per una serie di interventi, però per il pubblico, da realizzare la cui necessità è stata segnalata dallo stesso piano dei trasporti, cito per esempio il centro internodale per il trasporto delle merci di Chilivani. Tra l'altro questo piano, pur essendo appena varato, purtroppo si è basato su dati non aggiornati, ma aggiornati soltanto al 2000, e quindi ha necessità di un'ulteriore elaborazione con dati più attinenti alla realtà attuale, pensiamo per esempio ai notevoli cambiamenti che sono avvenuti in campo dei trasporti dalla partenza del Porto Terminal Mediterraneo che è già attivo in regione. Però esiste una necessità di finanziare quest'ulteriore elaborazione per la società che deve provvedere e che si trova a corto di liquidità. Quindi si richiede, ai fini istituzionali, questo finanziamento, proprio perchè la Regione trarrebbe notevole vantaggio dall'aggiornamento del piano, del quale per altro abbiamo stretta necessità.
PRESIDENTE. Procediamo all'acquisizione dei pareri. Parere del relatore sugli emendamenti testé illustrati, a partire dal 56, il numero 55 è stato ritirato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Il numero 56 è negativo; 57 è ritirato; 58 è negativo; 59 è negativo; 60 è negativo; 61 è negativo, 62 è negativo, 4 della Giunta è favorevole; 6 è favorevole, 40 è negativo...
PRESIDENTE. Sul 40, onorevole Balletto, l'abbiamo sposato all'articolo 7 quindi poi ne richiediamo il parere.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Sì, l'avevo annotato ma mi è sfuggito.
PRESIDENTE. 82.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Per l'82 si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Il parere della Giunta è negativo per 56, perchè si proporrebbe di sopprimere un intervento relativo all'attuazione di programmi di opere pubbliche di interesse degli enti. Il numero 58 è pure negativo perchè si propone di sopprimere interventi in materia di sistema idrico. Il 59 è negativo, perchè si propone di sopprimere i finanziamenti per la progettazione delle strade statali; sul 60 il parere è negativo perchè si proporrebbe di sopprimere interventi in materia di tutela delle risorse idriche ed assetto idraulico. Come pure è negativo sul 61, sul 62, il 4 è della Giunta, come pure il 6; sull'82 anche la Giunta si rimette all'Aula, anche se si riserva di valutare meglio la questione dopo il dibattito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, sull'emendamento 82, presentato dai colleghi Liori e più, si propone di prevedere per il triennio 2003/2005 risorse importanti per aggiornare il piano regionale delle merci, piano regionale che è stato proposto al Consiglio regionale, che è stato già fatto proprio dalla Giunta, e che è all'esame della Commissione competente. Mi sembra davvero singolare che uno strumento che il Consiglio deve adottare ed è la prima volta che l'amministrazione regionale si dota di questo strumento, che è pronto, dipende soltanto dalla maggioranza che c'è o che non c'è, che governa o che non governa questa Regione, dipende solo da questo, se questo strumento può essere adottato e quindi può entrare in vigore. Mi sembra davvero singolare che si voglia destinare più di tre miliardi per aggiornare un piano che ancora non c'è e che deve essere approvato. Siccome è un piano, a mio parere, anche che ha, che contiene una serie di proposte interessanti, è un piano nuovo, io credo che vada approvato e debba essere successivamente messo in pratica, deve entrare in vigore, quindi questo emendamento è un emendamento da respingere perchè a mio parere è uno sperpero di risorse e niente più.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Siro Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Intervengo solo per segnalare un aspetto al Presidente della Commissione: la Commissione nell'esaminare gli emendamenti ha ritenuto essendo questo disegno di legge di assestamento, dovesse impegnare le risorse 2003, e di non ritenere accoglibili che nel disegno di legge di assestamento ci fossero degli impegni di risorse del 2004 e 2005 che sono invece da rinviare eventualmente alla finanziaria che andremo a discutere che dobbiamo iniziare a discutere. Su questo si è trovata unanime sia la Commissione che la Giunta. L'emendamento 82 impegna risorse per il 2004 e 2005, quindi non in sintonia con quello che abbiamo discusso unanimemente in Commissione e sul quale anche la Giunta era d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, brevemente per svolgere alcune considerazioni generali in riferimento a questo articolo 4 e fare qualche puntualizzazione sugli emendamenti che sono stati presentati.
Intanto una premessa, insomma l'articolo 4 ripercorre più o meno, comma per comma, un articolo della precedente finanziaria che non aveva trovato molta fortuna all'interno di quest'Aula. Diciamo che era stato, come si dice comunemente, cassato dalla volontà dell'Aula. Oggi lo si ripropone in sede di assestamento di bilancio senza comunque che la Giunta e l'Assessore competente abbiano sciolto il nodo, la causa di quell'atteggiamento del Consiglio regionale, cioè della forte disapprovazione manifestata dal Consiglio regionale nei confronti della gestione delle enormi risorse giacenti a residuo passivo in capo all'Assessorato dei lavori pubblici. Ricordo che in quella occasione (naturalmente avevamo a disposizione le cifre di allora, non quelle di oggi, che non sono presenti nel testo della manovra di assestamento) avevamo rilevato che i residui passivi giacenti in capo all'Assessorato dei lavori pubblici ammontavano a 1151 milioni di euro, pari a circa 2229 miliardi di vecchie lire, corrispondenti al 35 per cento dell'intero ammontare dei residui passivi giacenti nelle casse regionali, e di queste enormi somme disponibili molte attenevano anche a problematiche urgenti e inderogabili, quali l'emergenza idrica ed altro. Quella argomentazione probabilmente ha colto nel segno e, insomma, ha convinto il Consiglio regionale a soprassedere sulla richiesta delle somme avanzate dai lavori pubblici in quella circostanza.
Io credo che quelle ragioni, quelle motivazioni siano a tutt'oggi completamente in piedi e l'Assessorato dei lavori pubblici ripropone, la Giunta ripropone la spendita di quelle somme non avendo, io credo a tutt'oggi, dimostrato invece di aver speso le somme allora giacenti. Io credo che gli emendamenti soppressivi che sono stati presentati ancora una volta e giustamente dalla opposizione meritino l'attenzione e la considerazione di quest'Aula. Io credo che molte di queste somme potrebbero tranquillamente transitare attraverso il fondo della legge regionale 25 per essere ripartite, secondo criteri oggettivi, ai comuni che dimostrano e stanno dimostrando di sapere ben gestire le risorse regionali.
Poi, diciamo pure un'altra cosa: la Commissione di merito, la Commissione lavori pubblici non ha avuto il piacere né l'onore di entrare nel merito dell'esame di questa manovra di assestamento e quindi di discutere nel merito, di confrontarsi anche con l'Assessore dei lavori pubblici per verificare la corrispondenza di queste esigenze poste in assestamento rispetto davvero ai reali bisogni della comunità sarda. Non abbiamo avuto né questo onore, né questa opportunità in quanto l'assestamento di bilancio è transitato nella sola Commissione bilancio, per l'appunto, un po' trascurando un'analisi di merito e l'apporto di questa analisi di merito da parte delle Commissioni. Noi abbiamo sollecitato il nostro Presidente affinché provvedesse a manifestare formalmente la nostra disapprovazione, la disapprovazione della Commissione nel suo complesso, al Presidente del Consiglio affinché la manifestasse anche alla stessa Giunta. Non so che esito abbia avuto questa nostra protesta, io la rinnovo formalmente qua al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta in Aula. Poi è anche curioso che i capitoli, o meglio le previsioni che vengono fatte, non vengono fatte soltanto per l'annualità di assestamento, cioè del 2003, quella che sta per concludersi, ma si prevede addirittura di impegnare somme nel triennale, nel 2004 e nel 2005, compiendo così, secondo me, una scorrettezza anche nell'impostazione formale del documento contabile.
Su due emendamenti, un emendamento della Giunta relativo all'ESAF, che prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro a ripiano della situazione debitoria di quell'ente, è un provvedimento tardivo, che ha costretto quell'ente a vedersi slacciare la corrente elettrica in uffici suoi, per esempio, della città di Cagliari, ha costretto quell'ente, come dire, a vivere soffocato dai debiti e dalla indisponibilità di cassa, non avevano soldi manco per comprare una matita. Io credo che questo provvedimento tardivo vada accolto e approvato. Sulla partita dell'ESAF avremo sicuramente occasione per discutere un po' più sul merito e un po' più approfonditamente.
Per quanto riguarda l'emendamento, presentato da Liori e più, che prevede uno stanziamento cospicuo per il finanziamento di un aggiornamento di un piano che ancora la Commissione competente ha semplicemente preso in carico, ma non ha avuto modo ancora di esaminare, insomma io credo curiosa la richiesta di finanziare un aggiornamento di un piano che è stato presentato un anno fa, depositato un anno fa in Giunta e dalla Giunta al Consiglio, salvo che lo stesso piano non sia stato consegnato già abbondantemente vecchio. Ma su questo, mi pare, la responsabilità eventualmente della obsolescenza del piano alla data della presentazione è probabilmente della Giunta, mi pare che lo ha approvato e l'ha trasmesso alla Commissione competente. Se così non è, cioè se il piano consegnato un anno fa è un piano aggiornato non vedo perché dovremmo spendere qualche miliardo per un aggiornamento in itinere e magari poi un aggiornamento successivo e quindi più che approvare piani, noi approviamo stanziamenti per coloro i quali dovranno in qualche modo beneficiare di studi e di progettazioni. Quindi io credo che davvero quest'Aula non può accogliere positivamente quell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Il consigliere Cogodi ha rinunciato, quindi passiamo alla votazione. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente, molto brevemente per dire che i finanziamenti a favore dello stato di previsione della spesa dei lavori pubblici prescindono dai residui, come è stato detto, perché in realtà non si tratta di progetti, di programmi, ecc. Se l'Assessorato è stato privato, in questo esercizio, di qualunque disponibilità di somme è chiaro che non ha potuto fare nessun programma nuovo. Si tratta invece di sanare i programmi precedenti, perché, come il Consiglio sa, i programmi dei lavori pubblici in particolare vengono fatti con programmazione triennale, conseguentemente i programmi approvati nel 2002 prevedevano anche delle spese nel 2003 e nel 2004. E' chiaro, quindi, che noi abbiamo la necessità di mettere a disposizione le risorse per la realizzazione delle opere che sono state già programmate e sulle quali esiste già l'impegno fatto in un arco temporale triennale già fatto nel corso del 2002.
PRESIDENTE. Informo l'Aula che non darò inizio alle votazioni sino a quando un Segretario dell'opposizione non avrà preso posto in Presidenza.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 61 e 62 sono ritirati. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 6 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. E ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sulla modalità di voto, Presidente, per chiedere il voto segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 35
contrari 39
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA -BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Dunque io faccio due richieste in relazione a queste cose, fermo restando che effettivamente non si deve parlare di somme relative al 2004-2005, perché casomai si vede in finanziaria.
Detto questo la prima richiesta è l'invito al ritiro per presentarlo eventualmente, d'intesa con l'Assessore dei trasporti, che oggi è assente e non può esprimere un'opinione al riguardo. In via subordinata, la sospensione dell'emendamento per essere esaminato in coda al provvedimento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Ritiro l'emendamento 82.
PRESIDENTE. L'emendamento 82 è stato ritirato. Si dia lettura dell'articolo 5.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 5
Norme in materia di lavoro temporaneo
1. Agli oneri relativi al personale assunto ai sensi della legge regionale 29 maggio 1996, n. 22 (Norme in materia di assunzioni a termine - Progetti obiettivo), e successive modificazioni, e comunque al personale assunto a tempo determinato secondo la disciplina del contratto collettivo di lavoro, si fa fronte con gli stanziamenti iscritti nelle unità previsionali di base relative al personale a tempo indeterminato.
2. Per le finalità previste dall'articolo 10, comma 6, della legge regionale n. 7 del 2002, e comunque per sopperire ad esigenze di carattere straordinario e transitorio, è autorizzata la stipula di convenzioni con società di servizi o per la fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo, applicando la normativa statale in materia vigente alla data di entrata in vigore della predetta legge regionale n. 7 del 2002, nelle more di una specifica disciplina contrattuale delle forme flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nelle imprese; a tal fine è autorizzata una spesa annua valutata in euro 1.000.000 (UPB S02.044 - Cap. 02067).
PRESIDENTE. All'articolo 5 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (63)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 63 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 63.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Per chiedere lo scrutinio segreto a nome del Gruppo.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 63.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 39
contrari 32
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA -BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
Pertanto il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. Mettiamo in votazione l'articolo 5. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 72
votanti 71
astenuti 1
maggioranza 36
favorevoli 34
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA -MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: DEMURU .)
Articolo 6. Se ne dia lettura.
RANDAZZZO, Segretario:
Art. 6
Disposizioni in materia di sanità
1. I termini per il controllo degli atti indicati ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 55 della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5 (Norme di riforma del servizio sanitario regionale), e successive modificazioni ed integrazioni, devono intendersi, in via di interpretazione autentica, giorni lavorativi per l'organo di controllo.
2. In deroga al termine indicato al comma 7 dell'articolo 43 e al comma 4 dell'articolo 44 della legge regionale n. 5 del 1995, e successive modifiche ed integrazioni, il Programma sanitario 2004 ed il Piano generale 2004-2006 delle Aziende sanitarie sono approvati dalla Giunta regionale entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge.
3. Al fine di garantire il servizio di vigilanza delle guardie mediche è autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 15.000.000; alla relativa spesa si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB S12.028 del bilancio della Regione per l'anno 2004.
All'articolo 6 sono stati presentati due emendamenti. Si dia lettura degli emendamenti numero 64 e 32.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 2 dell'articolo 6 è soppresso. (64)
Emendamento aggiuntivo Tunis - Floris - Businco - Pirastu - Deiana
Nel D.L. 475/A è inserito il seguente
Art. 6 bis
Disposizioni in materia di beni culturali, biblioteche e archivi
1. La delibera della Giunta regionale 36/6 del 5.9.2000 attuativa dell'art. 38 della L.R. n. 4/2000, è modificata al comma 10, come segue:
"Il contributo continuativo concedibile agli Enti Locali per la gestione di beni culturali, biblioteche e archivi è fissato nella misura dell'80% della spesa totale prevista dal progetto per ciascuna annualità del triennio di riferimento. Alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dalla UPB S03.008 del bilancio della Regione per l'anno 2003". (32)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 64.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. L'emendamento 64 è, come la natura di molti altri emendamenti, una sorta di segnalibro che abbiamo posto per segnalare come i due commi di questo articolo che riguarda la sanità, riallacciandoci a ragionamenti che facevamo stamattina, laddove matura un'esigenza di rigore, di puntualità, di trasparenza, vadano invece nella direzione di considerare che i giorni per il controllo sono quelli lavorativi, attenzione perché non si devono computare i festivi e quindi vanno nella direzione di dilatare i tempi, così come le deroghe sull'approvazione dei piani. Io li comprendo, dal punto di vista del merito, sono anche abbastanza insignificanti, se si vuole, no?, ma è solo per segnalare come non ci sia in questa materia al di là del comma 3 che condividiamo, un atteggiamento improntato a ritrovare una filosofia di rigore, di trasparenza e di efficienza dal punto di vista della previsione ancora lontana di una gestione aziendalistica della sanità. Io continuo a sostenere che fino a quando l'Amministrazione regionale, che è titolata questo compito, non metterà nero su bianco i principi di rigore e di verifica della gestione, allargare i tempi, dilatare la discrezionalità ed anche la possibilità di non avere puntuale esecuzione rispetto ai programmi, non fa bene alla sanità in generale. Ritiro l'emendamento numero 64.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 32.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente e colleghi consiglieri, con questo emendamento si è voluto porre in evidenza un aspetto di difficoltà in cui operano le cooperative che lavorano per la conservazione e la difesa dei beni culturali, archeologici, biblioteche e archivi. Poiché c'è la legge che prescrive che a loro carico per certe annualità vi sono degli oneri che sono insostenibili si è voluto porre in evidenza questa esigenza di porre a carico, invece, della Regione l'ottanta per cento e la differenza può essere posta a carico di queste cooperative. Noi sappiamo che, prendendo ad esempio, le cooperative che operano nel Sulcis, pur dovendo difendere Montessu dove vi è una necropoli, che assolve a dei compiti culturali in un mondo difficile e in una zona che merita attenzione, si trovano in netta difficoltà. Io penso che questo avvenga in tutto il territorio della Sardegna. Vorrei concludere dicendo che aspetto anche un parere al riguardo da parte del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Tunis. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 32 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Dunque, l'emendamento numero 32 è rimasto un po' incompreso, diciamo così, dalla Giunta perché il 475/A d.l., io non so cosa significhi, comunque è inserito il seguente 6 bis, dice: disposizioni in materia di beni culturali, biblioteche e archivi. La delibera della Giunta. Il dispositivo sarebbe questo, cioè la proposta che viene fatta è la seguente: la delibera della Giunta regionale numero 366 del 5.9, attuativa dell'articolo eccetera, è modificata come segue. Cioè, di fatto il proponente chiede che venga modificata la delibera della Giunta regionale con una disposizione di legge. Ora, a me pare che sotto questo profilo è inammissibile, perché la delibera può essere certamente modificata con una legge perché il Consiglio è sovrano e quindi può fare tutto, però c'è un livello affidato alle leggi ed un livello affidato alle delibere. Quindi, inviterei il proponente a ritirare l'emendamento e a segnalare se ci sono delle modifiche, integrazioni da fare nella delibera precedente si verificheranno, ma tecnicamente mi pare che sia inammissibile il provvedimento. In secondo luogo non sarebbe neanche fatta la quantificazione della spesa e quindi sarebbe inammissibile anche sotto questo profilo; grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi riservavo di segnalare quello che ognuno dei consiglieri regionali, a partire dall'onorevole Tunis che è primo firmatario dell'emendamento 32, avrebbe dovuto segnalare, che non è proprio per niente vero quello che adesso dice pure il Presidente della Giunta che, essendo il Consiglio sovrano, questo significa, pro bono pacis, ma di una pace vostra armata che sta creando disastri, che siccome il Consiglio è sovrano può fare qualsiasi cosa, anche le cose più irrazionali e più illogiche e più illegittime. Il Consiglio è sovrano nell'ambito delle sue competenze ed io non comprendo, e ho lasciato che la cosa arrivasse fino a questo punto, come un consigliere regionale della perizia e dell'acume del collega Tunis scriva a mano, quindi non è che neppure è un errore del computer, una norma di legge con la quale norma di legge propone di modificare una delibera della Giunta. Cosa impossibile! Giuridicamente impossibile! Poi il Presidente, che non deve scontentare nessuno, secondo lui, della sua maggioranza, può anche dire che non si potrebbe però, siccome il Consiglio è sovrano. Ma scusi, se io le presento un emendamento nel quale scrivo che adesso c'è il sole a mezzogiorno e il sole non c'è perché è notte, siccome il Consiglio è sovrano, lei mi dirà che si può approvare? Naturalmente questo emendamento porta anche firme autorevoli di consiglieri che sono stati assessori, di consiglieri che sono stati presidenti di giunta, ma è ovvio e ben si capisce che il presidente Floris ha siglato questo emendamento sulla fiducia del suo collega, ci mancherebbe che qualcuno pensi che il presidente Floris ha firmato questo emendamento dopo averlo letto, cosa impossibile! E però la Presidenza del Consiglio! E però gli uffici del Consiglio! E però gli uffici della Giunta! E però tutti i singoli consiglieri regionali, noi, che ci apprestiamo a votare una norma che non sta né in cielo, né in terra, che non è ammissibile, che non c'entra nulla, che è un pastrocchio indescrivibile, al di là del merito. Perché come si fa a modificare una delibera della Giunta attuativa di una legge, con un articolo di legge? Cioè, ma sappiamo noi per che cosa siamo qui. Io non voglio aggiungere altro, dico solo che è penoso questo spettacolo, perché è indicativo di distrazione, di superficialità, ma così si approva tutto quello che è impossibile approvare. Sulle cose serie non si discute, si approvano casualmente, ma davvero casualmente norme che non sono norme e si bocciano anche casualmente cose che poi qualcuno ha votato e ha detto: ma io non avevo capito. E così si incide sui diritti fondamentali dei cittadini in questa Regione.
Presidente, io dico questo, se il Consiglio è stanco, se non ce la fa, se nella sua totalità, mi pare, o quasi totalità, non è in grado di connettere, si sospenda la riunione, ognuno si lavi la faccia con acqua fresca e poi torniamo in Aula, perché essere arrivati al punto di poter votare una norma di questo genere nella indifferenza, ripeto, dei legislatori, dei singoli consiglieri, della Giunta, degli uffici e di chiunque, è una cosa che lascia tutti senza parola e anche la mia parola cessa qui. Lei dichiarerà adesso inammissibile per errore ammesso questo emendamento, però vedete che cosa può accadere nella superficialità e nella distrazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Presidente, intervengo sull'emendamento 32, non entro nei meriti se sia accoglibile o meno, indubbiamente come chi mi ha preceduto una norma, un atto esecutivo non può essere modificato indubbiamente da una legge. Io, invece, intervengo come Presidente della Commissione; dico che il problema che è stato sollevato dall'emendamento 32 è un problema reale, è un problema che gli enti locali stanno portando all'attenzione dello stesso Consiglio regionale e anche della Commissione che io presiedo. Io prendo atto anche di questo problema, chiedo al collega Tunis, ma in modo particolare anche al collega Businco che è componente della Commissione Cultura, di ritirare l'emendamento prendendo l'impegno io come Presidente, ma poi il Presidente della Giunta io credo che lo possa fare, di iscrivere, di portare all'ordine del giorno della prima riunione della Commissione Cultura il problema per adottare una risoluzione che impegni poi la Giunta regionale e quindi anche il Presidente a dover modificare la delibera della Giunta regionale stessa, cioè l'atto esecutivo. Ecco, io con questo impegno, anche come Presidente della Commissione, chiedo ai presentatori Tunis Marco, ma in modo particolare al collega Businco che è componente della Commissione a ritirarlo prendendo l'impegno che l'argomento che è stato sollevato, richiesto da più enti locali a cui faremo anche alcune audizioni che erano già in programma, venga discusso in Commissione per adottare poi una determinazione che impegna la Giunta stessa, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Piana. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, colleghi consiglieri ho dovuto rilevare che il tema ha destato l'interesse dell'Assemblea, vero è che probabilmente vi sono delle problematiche di tipo formale, però riconosco quanto ha detto il Presidente della Commissione e ritengo che il tema possa essere trattato con una risoluzione apposita nella Commissione competente. Debbo rilevare che, se in Aula, debbano verificarsi questi problemi, io li accetto sempre che non vengano da dei colleghi che anche molte volte hanno presentato degli errori di ortografia nel presentare gli emendamenti; e pertanto rifiuto certi apprezzamenti dei colleghi che hanno formulato dei giudizi negativi nei miei confronti.
PRESIDENTE. Pertanto credo che la discussione si concluda qua. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Stiamo intervenendo anche sull'articolo, penso oltre che sull'emendamento. Io sarò molto, molto breve perché tutto sommato intervengo solo per segnalare, e mi rivolgo all'Assessore della sanità in particolare, il comma 3 che recita: "al fine di garantire il servizio di vigilanza delle guardie mediche" è evidente che è diventato un problema acutissimo e grave in seguito ad alcuni episodi di criminalità.
Io condivido che le guardie mediche siano rese sicure e anche l'eventuale presenza dei vigilanti, ma poiché siamo in una situazione di ristrettezze economiche io personalmente penso che non lasciare soli i medici di guardia medica vuol dire, in qualche maniera, garantire anche la sicurezza. La sicurezza si può garantire con la presenza di altre professionalità, certamente le guardie di vigilanza garantirebbero quella che è la sicurezza in modo ottimale probabilmente, ma io penso che se vogliamo rendere un servizio sanitario più efficiente lo stesso risultato, ma con migliori prestazioni si può ottenere prevedendo la presenza di personale infermieristico, per esempio.
Io penso che si raggiunga lo stesso obiettivo dal punto di vista della sicurezza, ma si raggiunge un obiettivo sicuramente migliore dal punto di vista delle prestazioni sanitarie. Pertanto è un invito all'Assessore della sanità per il futuro soprattutto, stante che immediatamente probabilmente non si potrà fare altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Su che cosa stiamo parlando? Ha aperto la discussione generale?
PRESIDENTE. Stiamo intervenendo sull'articolo e sull'emendamento, rimane l'articolo, infatti l'onorevole Demuru è intervenuto sull'articolo.
MARROCU (D.S.). Intanto l'emendamento, se qualcuno vuole, e potrei essere anch'io potrebbe addirittura essere fatto proprio, se qualcuno lo vuol discutere. Quindi, io volevo solo segnalare, chiedo scusa e lo faccio in trenta secondi e quindi non disturbo, che il problema posto nell'emendamento, al di là di tutte le obiezioni correttissime e giuste che ha fatto il collega Cogodi, è un problema serio, per cui la Giunta potrebbe ancor prima di risoluzioni di Commissioni eccetera, risolverlo subito. Perché l'articolo 38 della legge 4 che si cita nella delibera prevede sino al 90 per cento, qui stiamo prevedendo 80. Quel sino al 90 per cento, dalla delibera di Giunta è interpretato come si può andare da zero a 90, per cui hanno applicato il 60 che mette le cooperative nelle condizioni di non gestire più il servizio. Allora, la Giunta applichi subito una delibera e lo porti all'80, perché altrimenti l'emendamento si può anche approvare togliendo la parte nella quale si dice che si modifica la delibera e rimane soltanto come un dispositivo attuativo dell'articolo 38.
Però io penso che sia più corretto lasciare l'articolo 38, che prevede sino a 90 e che la Giunta adegui quel 60 attraverso una delibera di Giunta che può fare domani stesso, perché basta dare agli uffici l'ok perché predisponga che la delibera si faccia, però il problema posto, al di là del modo in cui è stato posto, è un problema reale e non vorrei che venisse sottovalutato nel momento in cui il collega ha ritirato l'emendamento.
Quindi, io ho preso la parola solo per dire che è meglio l'articolo che prevede 90, non l'80, e che quel sino non può essere interpretato che può essere dato anche zero e quindi la Giunta faccia una delibera per portarlo almeno all'80 come propone il collega Tunis.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Molto brevemente, per significare che i contenuti del comma 3 dell'articolo 6 sono contenuti che sono perfettamente in linea con quanto disposto a suo tempo da questo Consiglio regionale subito dopo i fatti del mese di agosto del corrente anno, che sono fatti che hanno sollevato molto scalpore, non solo nella nostra regione ma anche al di fuori di essa, e che ha riproposto ancora una volta in maniera grave un problema che allora era stato risolto sino al 31 dicembre di quest'anno, ma che nella consapevolezza della sua importanza si tende a garantire e a confermare anche per l'anno prossimo.
È evidente, tutti siamo consapevoli, così come diceva il collega Demuru, che questa non è la soluzione del problema di quel settore; la soluzione del problema di quel settore è una soluzione estremamente complessa, ampia, che non riguarda le cosiddette guardie mediche, qui viene chiamato servizio di vigilanza di guardie mediche, ma in realtà non si chiama più così, la dicitura ufficiale è "servizio di continuità assistenziale", che si collega a tutto il vasto capitolo dell'assistenza, dell'urgenza e dell'emergenza e conseguentemente a tutte le problematiche connesse al 118, alla funzione dei presidi ospedalieri, alla funzione di tutte le altre strutture che operano nel territorio, nonché alla funzione stessa dei medici di famiglia.
Allora, il problema è certamente complesso, vasto, qui si tratta di mettere rimedio ad una piccola parte di questo problema, la cui rimessa in discussione e il tentativo di cercare di allargare il ragionamento rischia soltanto di esporre a pericoli questa sicurezza che invece vogliamo cercare di realizzare. Perché è ben vero che un infermiere che sta all'interno di un punto di cosiddetta guardia medica può essere sicuramente utile dal punto di vista assistenziale, ma stiamo parlando di due cose diverse, perché un infermiere non può essere né uno sceriffo, né uno cow boy, è una funzione sanitaria e non stiamo parlando di riorganizzazione del servizio dal punto di vista sanitario, ne stiamo parlando soltanto in termini di sicurezza. Allora, siccome diventa veramente incomprensibile sovrapporre la questione sanitaria con la questione sicurezza all'interno di questo comparto, io credo che invece il comma 3 dell'articolo 6 abbia motivo di essere, giustificazione di essere nella sua temporalità ed esattamente così come è scritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Volevo dire che tutti ci appelliamo al rigore, il rigore avrebbe voluto che, per esempio, nel caso specifico siccome il Presidente ha consentito al collega di intervenire sulla discussione generale l'intervento del collega Marrocu fosse fuori tema, perché di fatto era già iniziata la discussione generale sull'articolo 6 e l'intervento fatto dal collega prima di Ibba è la dimostrazione palese di questo. Detto questo, per evitare confusione, perché il Presidente a torto o a ragione ha fatto una scelta e noi dobbiamo rispettarla, tutti, sempre però, non quando serve. Per quanto riguarda, invece, questo articolo 6 al terzo comma voglio precisare, sempre al collega, che vigilanza non vuol dire che non possa essere l'infermiere, non possa essere un altro medico, cosa che è stata fatta puntualmente, dal primo giorno in cui si è verificato un evento, ma vuol significare, innanzitutto bisognerebbe accorgersi, se non si è distratti, e mi meraviglia molto questo, che esiste in Sardegna un'emergenza infermieristica, quindi non ci interessa la figura, perché se dovessimo cercare infermieri non li troviamo.
Detto questo, quindi, va precisato che personalmente mi sono fatto carico di parlare con l'ordine dei medici e prospettare nella Commissione competente un emendamento generale per evitare che dal 1° di gennaio non ci fosse un minimo di garanzia per la vigilanza o per l'integrazione del personale, sia infermiere o un secondo medico, ossia la certezza di un minimo di sicurezza per i medici. Questo impegno abbiamo preso tutti, non ne abbiamo preso altri; quindi i 30 miliardi servono perché non essendo riusciti dei tempi tecnici a predisporre quel provvedimento a cui hai fatto riferimento, che tende a normalizzare la situazione, ci sia la certezza della continuità in questa fase, diversamente il 1° gennaio non c'è né il secondo medico, non c'è la guardia giurata, non c'è nessuno e se si verifica l'evento poi si individuano responsabilità molte volte a capoccia! Detto questo però, Presidente, devo fare rilevare che il punto di riferimento e quindi per quanto riguarda soprattutto la voce specifica e l'UPB, lei prende da una parte e toglie dall'altra. Vorrei che mi sentisse perché io ho detto in Commissione, alla presenza non del Presidente, che non andava messo su questa UPB, non va messo sui fondi regionali che sono legati alla parte, ma andava ad integrazione, diversamente noi in qualunque caso quei fondi è inutile che cerchiamo di non volerlo capire, il 29 per cento dobbiamo metterlo tutto.
Allora, siccome peraltro ci sono stati in questa fase anche alcuni provvedimenti che hanno tagliato risorse finanziarie, si tratta di un'integrazione di fondi, non di metterli all'interno dei fondi relativi ai fondi regionali, se no stiamo praticamente mettendoci nelle condizioni di far venire meno quei controlli nei confronti delle AA.SS.LL. stesse, perché se li stiamo caricando i 30 miliardi gli stessi obiettivi devono essere modificati.
Quindi, inviterei il Presidente di modificare quella UPB perché vorrebbe dire togliere 30 miliardi da una parte e rimetterli dall'altra, l'obiettivo mio, di tutti i colleghi che sono la maggioranza della Commissione all'unanimità è la finalità di dare un'integrazione di fondi per garantire, in attesa di un provvedimento definitivo, la certezza del diritto a questi lavoratori ed evitare eventi come quello che si è verificato nel mese di agosto dell'anno scorso.
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, le devo precisare che abbiamo dichiarata aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento, pertanto è tutto assolutamente secondo le norme previste dal nostro Regolamento. Detto questo, non ci sono altri interventi? Onorevole Cogodi di che cosa vuol parlare, dell'articolo? Perché aveva già parlato lei. Solo sull'emendamento, sull'articolo vuol parlare. Per dichiarazione di voto onorevole Cogodi? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma no, posso anche rinunciare; io ero intervenuto per dire che c'era un emendamento palesemente inammissibile, è stato ritirato, non si poteva manco ritirare perché sono intervenuto sulla totale inammissibilità ed improcedibilità su quell'emendamento che con una norma di legge voleva modificare una delibera della Giunta. Se lei intende che quello era l'intervento di merito sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Sarebbe così.
COGODI (R.C.). È così. Posso fare una dichiarazione di voto?
PRESIDENTE. Certo, può fare la dichiarazione, però la può fare dopo che interviene il Presidente della Regione. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Dunque, relativamente all'articolo 6 io non ho niente da dire se non relativamente al terzo comma per dire che effettivamente l'onorevole Oppi ha ragione, però l'articolo, il comma è stato congegnato in modo tale, infatti prevede due cose. Primo, viene affermato il vincolo della Regione a destinare 15 milioni per questa esigenza della vigilanza delle guardie mediche, primo punto. Secondo, è stato inserito nel 2004 proprio per consentire la utilizzabilità, eventualmente in dodicesimi qualora si debba ricorrere all'esercizio provvisorio, ma ovviamente prelevando in questo momento dal fondo sanitario che viene però integrato nella finanziaria, quindi è chiaro che le somme sono aggiuntive rispetto a quelle del fondo sanitario, per le spese della sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Presidente, io vorrei chiedere sull'articolo 6 la votazione per parti, nel senso del comma 1 e 2 in un'unica votazione per i quali chiedo lo scrutinio segreto e il comma 3 separatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, tenendo conto della richiesta può intervenire per la dichiarazione di voto, cinque minuti, per astenersi.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.). Ovviamente dichiaro il voto, non per astenersi, semplicemente in relazione alla parte.
PRESIDENTE. Allora mettiamo prima in votazione le due parti e poi fa le dichiarazioni.
COGODI (R.C.). Va bene.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 1 e 2 dell'articolo 6.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 32
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO -PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU .)
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sul comma 3. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo sul comma 3 anche per recuperare una considerazione che avrei voluto svolgere precedentemente e mi è stato detto invece che solo in occasione della dichiarazione di voto avrei potuto enunciare in Consiglio.
In materia di sanità, da un po' di tempo a questa parte, accade che intervengano in questo Consiglio regionale solo i medici o quelli che sono stati assessori della sanità. I malati, o i potenziali malati che avrebbero pure qualcosa da dire ogni tanto, pare che debbano essere esclusi dalla materia. Invece io ritengo che proprio in materia così delicata forse è opportuno ricalibrare un pochino in tutte le situazioni, ma anche in questa, le considerazioni ed anche gli interventi legislativi e finanziari che la Regione adotta. Sottopongo quindi a critica radicale questo intervento, non per la finalità che è non solo necessaria ma nobile, che è il servizio sanitario, soprattutto quello svolte delle guardie mediche in orario notturno, in luoghi spesso anche poco frequentati, si possano svolgere nella più totale serenità degli operatori, medici o non medici, e con la garanzia della sicurezza delle persone.
PRESIDENTE. L'Aula non è attenta stasera. Prego il Consiglio di fare silenzio, se volete possiamo chiudere i lavori, dichiarano vacanza fino a Natale.
Metto in votazione il comma 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 7.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 7
Disposizioni varie
1. É autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.500.000 a favore del Centro europeo di impresa e innovazione - Bic Sardegna, finalizzata a garantire l'attività di animazione e assistenza tecnica a supporto del sistema locale, nell'ambito degli interventi inclusi nel POR Sardegna 2000-2006 e di quelli inclusi nella programmazione negoziata nazionale comunitaria (UPB S03.077 - Cap. N.I.); per il conseguimento delle stesse finalità è autorizzata, a valere sullo stanziamento di cui al fondo per la programmazione negoziata (UPB S03.008), la spesa di euro 1.000.000 a favore delle Province.
2. Per le finalità di cui al titolo di spesa 11.3.10/I del programma d'intervento per gli anni 1988-1990 di cui alla Legge 24 gennaio 1974, n. 268, è autorizzata la spesa di euro 7.222.000 (UPB S03.035 - Cap. 03129).
3. É autorizzata la spesa di euro 1.000.000 a favore dei gruppi di azione locale e degli operatori collettivi per il rimborso delle relative spese al funzionamento, sostenute a tutto il 30 giugno 2002, nonché per le spese collegate agli adempimenti di rendicontazione e chiusura del programma Leader II (UPB S03.072 - Cap. N.I.).
4. In applicazione dei regolamenti (CE) n. 1257/99 e n. 445/2002 è autorizzata la spesa di euro 33.000 per ciascuno degli anni 2003 e 2004 quale compartecipazione regionale alla valutazione del Piano di sviluppo regionale (UPB S06.063 - Cap. N.I.).
5. L'Amministrazione Regionale non procede al recupero delle anticipazioni erogate a favore di progetti d'investimento in aziende agricole, concessi in forza del POP Sardegna 1994/1999 - Reg. CE 2081/92 - anche conclusi oltre i termini previsti, qualora le opere siano state completate, anche per lotti funzionali, e risultino coerenti agli obiettivi di misura, e sia presentata la richiesta di collaudo entro il
30 aprile 2004.
6. É autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.000.000 da ripartirsi, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche ed integrazioni, tra gli enti e gli organismi pubblici soci del Consorzio SAR per essere conferita al medesimo consorzio ( UPB S06.053 - Cap. 06329).
7. A valere sulla UPB S04.036 (Cap. 04134) una quota fino ad euro 500.000 è destinata alla messa a norma di locali e di impianti di proprietà della Regione, dati in uso all'Istituto Incremento Ippico.
8. Per l'attuazione del Contratto di programma, stipulato tra il Governo nazionale e il Gruppo Nebiolo Pritech S.p.A., relativo alla realizzazione del progetto di riattivazione e ristrutturazione della Cartiera di Arbatax, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 9.779.000 (UPB S09.011 - Cap. N.I.).
9. É autorizzata la spesa, nell'anno 2003, di euro 15.494.000 quale contributo a favore delle società già controllate dall'EMSA (UPB S09.013 - Cap. 09043).
10. È autorizzato, nell'anno 2003, il versamento della somma di euro 15.000.000 a favore del titolo di spesa 12.7.00 del Programma di intervento per gli anni 1998/1999 di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402 (UPB S03.035 - Cap. 03129).
11. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 3.000.000 per il cofinanziamento, nell'ambito della misura 6.3 del POR Sardegna 2000-2006, di progetti inclusi nell'e-government (UPB S02.025 - Cap. N.I.).
12. Ai fini dell'applicazione del combinato disposto dagli articoli 37 del C.C.R.L. 1998/2001 e dell'articolo 9,comma 3, lettere b) e d), del C.C.R.L. 2000/2001, nonché dell'articolo 5, comma 4, del C.C.R.L. per il personale dirigente 2000/2001 è autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 5.400.000 (UPB S02.045 - Capp. 02071 e 02072).
13. Nelle more di costituzione degli organi ordinari, l'Assessore della difesa dell'ambiente, su conforme deliberazione della Giunta regionale, nomina un Commissario straordinario nei parchi e nelle riserve istituiti con legge regionale, per la gestione delle somme iscritte nel bilancio regionale e per le finalità previste dalla legge istitutiva del parco e della riserva, connesso alla conservazione, al recupero ed alla salvaguardia delle valenze ambientali e naturalistiche. Il Commissario straordinario, scelto in base a specifiche e comprovate competenze ed esperienze in materia ambientale e di organizzazione, resta in carica fino all'insediamento dell'organo di gestione ordinario e, comunque, non oltre due anni dalla nomina; allo stesso compete un'indennità corrispondente al trattamento economico base previsto per un dirigente regionale; la relativa spesa fa carico sui corrispondenti capitoli di spesa inerenti la gestione dei parchi (UPB S05.035).
14. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 7 del 2002, è abrogato.
15. All'articolo 8, comma 1, della legge regionale 13 luglio 1988, n. 13 (Disciplina in Sardegna delle agenzie di viaggio e turismo), dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
"c bis) i titolari di agenzie di viaggio e di turismo, operanti in Sardegna, che di fatto abbiano esercitato per almeno cinque anni, in forma continuativa, mansioni di direttore tecnico e siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 9 della Legge 17 maggio 1983, n. 217, e successive modificazioni ed integrazioni, che presentino domanda al competente Assessorato del turismo.".
La domanda di cui alla predetta lettera c bis) deve essere presentata entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge.
16. È autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo di euro 520.000 alla Amministrazione provinciale di Cagliari per lo studio relativo all'impiego di materiali di risulta dell'attività estrattiva ed industriale della Sardegna nel settore dell'ingegneria civile e delle costruzioni stradali (UPB S11.041); il comma 8 dell'articolo 25 della legge regionale n. 7 del 2002 è abrogato.
17. È prorogato al 31 dicembre 2003 il termine per l'attuazione degli interventi finanziati nell'anno 2002 in esecuzione dell'articolo 56 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale della Regione - Legge finanziaria 1990).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati 47 emendamenti. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Secci - Selis - Fadda
Il comma 5 dell'art. 7 è soppresso. (42)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 1 dell'art. 7 è soppresso. (65)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 3 dell'art. 7 è soppresso. (66)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 6 dell'art. 7 è soppresso. (67)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 10 dell'art. 7 è soppresso. (68)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 11 dell'art. 7 è soppresso. (69)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 13 dell'art. 7 è soppresso. (70)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 17 dell'art. 7 è soppresso. (71)
Emendamento aggiuntivo Calledda - Marrocu - Pirisi - Vargiu - Lombardo - Liori
All'articolo 7, dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
"13 bis. Il comma 9 dell'articolo 9 della legge regionale n. 7 del 5 luglio 2000 è sostituito dal seguente:
9. Il termine previsto dal comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale n. 13 del 1989, prorogato dall'articolo 9 della L.R. n. 17 del 1991, dall'articolo 4, comma 9, della L.R. n. 22/1995 e dall'articolo 7, comma 1, della presente legge, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2003". (1)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 4 è istituito il seguente:
4 bis. A valere sullo stanziamento recato dall'U.P.B. S06.022 - Cap. 06058 nell'anno 2003 una quota sino a euro 340.000 è destinata alla copertura degli oneri di gestione, per lo stesso anno, relativi alla diga di Surigheddu e Mamuntanas. (2)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 2 è istituito il seguente:
2 bis. E' autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 7.000.000 in conto dell'U.P.B. S03.035 per essere attribuito al titolo di spesa 12.3.01, lett. b) del programma di intervento 1994-1998, approvato dal Consiglio regionale il 17 febbraio 1995, per la ricapitalizzazione della SFIRS al fine di favorire l'incremento della liquidità finanziaria delle imprese operanti nel comparto lapideo.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 7.000.000
U.P.B. S03.035 Versamento alle contabilità speciali
(Cap. 03129) 2003 € 7.000.000 (9)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
16 bis. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2004 e 2005 la spesa di euro 2.000.000, quale contributo straordinario per i lavori di ripristino del Palazzo Arcivescovile di Cagliari. All'attuazione dell'opera da parte dell'Ente proprietario si provvede in regime di delega con le modalità previste dall'articolo 4 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24; all'erogazione del suddetto contributo si provvede ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6. (U.P.B. S08.073 - Cap. N.I.)
COPERTURA FINANZIARIA
Spesa
In diminuzione
U.P.B. S03.050 Interessi su rate di ammortamento e/o prestiti obbligazionari
2004 € 2.000.000
2005 € 2.000.000
In aumento
U.P.B. S08.073
2004 € 2.000.000
2005 € 2.000.000
(10)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare al Comune di Nuoro un contributo di euro 10.000.000 in ragione di euro 3.000.000 per l'anno 2003, di euro 3.000.000 per l'anno 2004 e di euro 4.000.000 per l'anno 2005, per l'acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione e l'ampliamento di locali da destinare a sedi per corsi di laurea universitari.. (U.P.B. S11.037 - Cap. N.I.)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 3.000.000
SPESA
In dimunizione
U.P.B. S03.050 Interessi su rate di ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2004 € 3.000.000
2005 € 4.000.000
In aumento
U.P.B. S11.037 - Cap. N.I.
2003 € 3.000.000
2004 € 3.000.000
2005 € 4.000.000
(11)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 9 è istituito il seguente:
9 bis. È autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 8.000.000 a valere sulle disponibilità recate da fondo di cui alla legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 istituito presso la SFIRS, da destinare alla ricapitalizzazione della stessa SFIRS al fine di favorire la conversione dei crediti dalla medesima vantati nei confronti della LEGLER S.p.A. in azioni. (14)
Emendamento aggiuntivo Frau - Murgia
Art. 7
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente:
È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 550.000 quale finanziamento straordinario al Comune di Sennori per la ristrutturazione della casa comunale gravemente compromessa a seguito dell'incendio nel 2003.
In aumento
U.P.B. S04.017 - Cap. 04046
2003 € 550.000
In diminuzione
U.P.B. S03.051
2003 € 550.000
(16)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Spissu- Falconi - Marrocu - Pirisi - Orrù - Lai
Art. 7
All'articolo 7, dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
13 bis. È autorizzata la spesa di euro 550.000,00 quale finanziamento straordinario al Comune di Sennori per la ristrutturazione e il risanamento della propria casa comunale gravemente compromessa dall'incendio del giugno 2003.
In aumento
U.P.B. S04.017 - Cap. 04046
2003 € 550.000
In diminuzione
U.P.B. S03.051
2003 € 550.000
(18)
Emendamento sostitutivo parziale Piana
Emendamento all'emendamento n. 20
All'Emendamento n. 20 le parole "prorogato al 31.12.2003" sono sostituite dalle parole "differito al 28 febbraio 1999". (91)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
All'articolo 7 è aggiunto il comma 17 bis come formulato:
"17 bis. Il termine di cui al comma 5 dell'art. 25 della L.R. 6.12.1997, n. 32 è prorogato al 31.12.2003." (20)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
All'articolo 7 è aggiunto il seguente comma:
1 bis. È prorogata al 30.06.2004 l'attuazione degli interventi finanziati nell'anno 2003 in esecuzione dell'art. 56 della L.R. 22.01.90, n. 1. (21)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
All'articolo 7 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
1 bis. È prorogata al 30.06.2004 l'attuazione degli interventi finanziati nell'anno 1999 in esecuzione dell'art. 60 della L.R. 22.01.90, n. 1. (22)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Murgia - Vargiu - Cappai - Ladu - Corona
Art. 7
All'articolo 7 è aggiunto il seguente comma:
17 bis. Per la capitalizzazione dell'Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna (IES) S.c.r.l., è autorizzato lo stanziamento di euro 150.000,00 per l'anno 2003.
In aumento
U.P.B. S09.011 - Cap. 09018
2003 € 150.000,00
In diminuzione
U.P.B. S03.017
2003 € 150.000,00
(18)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Murgia - Cappai -Ladu - Floris - Corda - Locci -Carloni - Corona
Art. 7
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. Al punto a) comma 1 dell'art. 3 della Legge Regionale n. 40/1993 le parole "nella misura del 60 per cento del tasso di riferimento vigente" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura dell'ottantacinque per cento del tasso di riferimento vigente". (25)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente comma 9 bis:
È autorizzato nell'anno 2003, lo stanziamento di 700.000 euro quale finanziamento straordinario al Comune di Villanova Monteleone per la ristrutturazione di strutture ricettive e infrastrutturali di proprietà dell'amministrazione comunale, compromesse a seguito dell'incendio del 29 agosto 2003.
In aumento
U.P.B. S04.017 - Cap. 04046
2003 € 700.000
In diminuzione
U.P.B. S03.051
2003 € 700.000
(28)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
Dopo il comma 6 dell'articolo 7 è aggiunto il comma 6 bis:
L'Assessorato Regionale all'Agricoltura al fine di fronteggiare i lavori causati dalla siccità 2002 è autorizzato a concedere gli indennizzi previsti dalla L.R. 13/2002 anche agli imprenditori agricoli non a titolo principale, recando le norme applicative della stessa L.R. 13/2002 modificate ed estese agli imprenditori agricoli non a titolo principale. La copertura finanziaria è data dalle somme non impegnate della stessa L.R. 13/2002 valutate in euro 40.000.000. (29)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
Nell'articolo 7, dopo il comma 12 è aggiunto il seguente comma 7 bis:
Per le finalità di cui all'articolo 56 della Legge Regionale 22 gennaio 1990 n° 1 è autorizzata nell'anno 2003 l'ulteriore spesa di euro 1.255.000. Dette disponibilità sono destinate prioritariamente ad integrare i contributi erogati nell'anno 2003 fino alla misura di quelli erogati nell'anno 2002 a favore degli organismi organizzatori di festivals musicali internazionali per l'espletamento delle manifestazioni; la misura massima complessiva del contributo non deve essere comunque superiore ad euro 200.000 UPB S11.069 cap. 334.
In diminuzione
Art. 8
Entrata
U.P.B. E04.018 Proventi derivanti da utili 2003
2003 € 1.255.000
Spesa
U.P.B. S11.069 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2003 € 1.255.000
In aumento
Art. 9
Entrata
U.P.B. E04.018 Proventi derivanti da utili 2003
2003 € 1.255.000
Spesa
U.P.B. S11.069 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2003 € 1.255.000
(30)
Emendamento aggiuntivo Scarpa - Sanna Giacomo - Manca
Art. 7
All'articolo 7, dopo l'ultimo comma, è aggiunto il seguente comma:
"L'aumento della disponibilità della UPB S11.069, disposta dal successivo art. 8, è riservata esclusivamente al ripristino della dotazione del cap. 11334-00.
Detta somma è prioritariamente destinata a riportare i singoli finanziamenti indicati nel programma già approvato per l'anno 2003 ai rispettivi importi già indicati per ciascun beneficiario con riferimento all'anno 2002." (31)
Emendamento aggiuntivo Tunis - Floris - Businco - Pirastu - Deiana
Nell'art. 7 "Disposizioni varie" è inserito il seguente comma:
17 bis. E' autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 850.000, finalizzata alla completa attuazione del programma di interventi pubblici per il risarcimento dei viticoltori dell'area ad alto rischio ambientale (delibera della Giunta regionale 33/51 del 14.9.1993 e provvedimenti successivi), relativamente agli anni 1998, 1999, 2000, 2001 e 2002.
Alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dall'UPB S03.008 del bilancio della Regione per l'anno 2003. (33)
Emendamento aggiuntivo Tunis - Floris - Businco - Pirastu - Deiana
Nell'art. 7 "Disposizioni varie" è inserito il seguente comma:
17 bis. Per lo sviluppo degli interventi nel campo dell'energia eolica è autorizzato lo stanziamento di euro 1.000.000 nell'anno 2003.
Alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dall'UPB S03.008 del bilancio della Regione per l'anno 2003. (34)
Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca - Scarpa
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Nel comma 6 dell'articolo 9 della legge regionale 29.04.2003 n. 3 dopo le parole "Enoteca della Sardegna - festa del vino" sono aggiunte le seguenti "svoltasi nell'anno 2000". (35)
Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Giovannelli - Satta - Biancareddu - Licandro
Emendamento n. 89 (art. 7)
Le parole "Assunta con la maggioranza dei componenti" sono sostituite da: "Assunta a maggioranza semplice". (92)
Emendamento modificativo Morittu - Spissu - Sanna Giacomo - Pirisi - Masia
Emendamento all'emendamento n. 37
Le parole "L'articolo 8 della L.R. 15/2002 è soppresso" sono sostituite con "al primo comma dell'art. 8 della L.R. 17/8/02, n. 1"; le parole "assunta con i due terzi dei componenti" sono sostituite con "assunta con la maggioranza dei componenti", ed è aggiunto il comma 4 bis:
"L'intesa deve essere espressa entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine il procedimento prescinde dall'intesa". (89)
Emendamento aggiuntivo Giovannelli - Satta - Biancareddu
All'articolo 7, viene aggiunto il seguente comma:
L'articolo 8 della L.R. 15/2002 è soppresso. (37)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Cappai - Milia - Diana - Ladu - Cassano
Dopo il comma 9, è aggiunto il seguente:
"9 bis. E' autorizzata nell'anno 2003 l'ulteriore spesa di euro 458.000 a favore delle Università della terza età per il funzionamento (UPB S11.041 - Cap. 11182)".
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S11.041 Formazione integrata
Anno 2003 euro 458.000
Per incrementare il capitolo 11182
In diminuzione
UPB S03.008 Programmazione negoziata
Anno 2003 euro 458.000 (38)
Emendamento aggiuntivo Secci - Giagu - Fadda - Selis - Biancu - Sanna Gian Valerio - Dore - Granella
Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
13 bis. In attesa di una disciplina organica, è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 1.000.000 per la ristrutturazione e il risanamento di strutture comunali danneggiate da eventi dolosi (UPB S04.017); il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1997, n. 1.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S04.017
Anno 2003 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 1.000.000 (39)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda
Nell'articolo 4 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario di euro 700.000 a favore del Consorzio per la zona industriale della valle del Tirso, da destinare all'acquisto del secondo lotto della struttura destinata ad ufficio (UPB S09.033).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S09.033
Anno 2003 euro 700.000
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 700.000 (40)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario a favore del Consorzio per la zona industriale della valle del Tirso di euro 700.000 per l'acquisto del secondo lotto della struttura destinata ad uffici, da cedere in locazione per lo svolgimento di attività commerciali (UPB S09.033).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S09.033 - Interventi infrastrutturali nelle aree attrezzate
Anno 2003 euro 700.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Anno 2003 euro 700.000 (41)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Emendamento n. 75 (art. 7)
Nell'emendamento numero 75 è aggiunto il seguente comma:
17. Nel comma 38 bis dell'articolo 5 della legge regionale n. 6 del 2001, istituito dall'articolo 27, comma 8, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, dopo le parole "(art. 127 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309)" sono aggiunte le seguenti: ", a finanziare progetti a carattere regionale finalizzati al miglioramento qualitativo dell'offerta dei servizi erogati dalle comunità."; per le predette finalità, a valere sulle disponibilità recate in conto competenza e in conto residui, dalla UPB S12.056 è autorizzata nell'anno 2003 la spesa complessiva di euro 4.200.000 a favore delle comunità terapeutiche della Sardegna iscritte all'Albo degli enti ausiliari per l'adeguamento delle strutture ai requisiti previsti dall'Atto di intesa Stato Regioni di cui al provvedimento del 5 agosto 1999. (90)
Emendamento aggiuntivo Floris
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. Lo stanziamento di cui al capitolo 11120-00 - UPB S11.036, denominato "Interventi regionali per le Università", è incrementato, nell'anno 2003, di Euro 600.000, da destinare all'Università di Cagliari per l'attuazione dei corsi di laurea per assistenti sociali di I° e II° livello, ai sensi del D.M. 509/1999.
Copertura finanziaria
In aumento
11 - P.I., BB.CC, Informazione, spettacolo e sport
UPB S11.036 Interventi regionali per le Università - cap. 11120-00
Competenza 2003 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza 2003 euro 600.000 (75)
Emendamento aggiuntivo Floris
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. I termini di applicazione dei contributi di cui all'art. 13, comma 7 della L.R. 29.4.2003 n. 7 non si applicano ai contributi assegnati agli Enti locali, per i quali permangono le disposizioni di cui all'art. 3 della L.R. 9 agosto 2002, n. 15. (76)
Emendamento aggiuntivo Floris
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. L'utilizzazione dei contributi impegnati nell'esercizio finanziario 2002 per l'attuazione di un programma di aggiornamento e formazione di operatori sportivi, ai sensi dell'art. 34, L.R. 17/1999, è prorogata al 31.12.2004. (78)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
All'articolo 7, dopo il comma 17 è aggiunto il seguente comma:
17 bis. Le somme in conto residui, non impegnate alla data del 31/12/2003, relative al capitolo 10295 (UPB S10.075) e quelle disimpegnate, entro la medesima data, relative ai capitoli 10292 e 10295 dell'UPB S10.075, sono conservate nel conto residui ed iscritte nel capitolo 10283 (UPB S10.074) per essere utilizzate nell'esercizio successivo nell'attivazione di progetti sperimentali nei settori dello sviluppo rurale. (80)
Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Corona
Nell'emendamento n. 85 le parole "2/3" sono sostituite dalle parole "90%". (87)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente art. 17 bis:
Al comma 1 dell'art. 3 della L.R. n° 40/1993 le parole "nella misura del 60% del tasso di riferimento vigente" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura del 2/3 del tasso di riferimento vigente". (85)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. Le provvidenze di cui alla L.R. 13/2002 sono estese anche agli imprenditori agricoli iscritti regolarmente alla CCIIAA che non esercitano altre attività agricole.
Le somme necessarie alla copertura possono essere attinte dalle risorse residue e non utilizzate dalla L.R. 13/2002. (86)
Emendamento aggiuntivo Piana - Pusceddu - Spissu - Murgia - Sanna Salvatore - Dettori
All'articolo 7, dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:
15 bis. È autorizzata la spesa di euro 300.000,00 a favore dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Arzachena per l'organizzazione del 21° Rally Costa Smeralda. (UPB S07.013 - Cap. 07035).
(88)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Spissu
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente articolo:
"Art. 8
- Nelle more della revisione e dell'aggiornamento dei piani territoriali paesistici vengono assunte, per un periodo non superiore ai due anni, quali misure di provvisoria salvaguardia e disciplina del territorio, anche ai fini della predisposizione dei piani urbanistici comunali:
a) le norme contenute nelle "disposizioni di omogeneizzazione e di coordinamento dei PTP" approvate dal Consiglio Regionale il 13 maggio 1993;
b) le disposizioni di cui alle norme di attuazione ed alla allegata cartografia dei PTP emanati con decreti presidenziali del 6 agosto 1993, con le seguenti modifiche:
1- per tutti gli interventi e le opere elencate nelle lettere B), C), D), E) F), G), H), I), L), previste nella tabella degli usi compatibili è necessaria l'autorizazione di cui all'art. 151 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n° 490;
2- è soppresso l'ambito di trasformazione di cui all'articolo 17, comma 2 delle Norme di attuazione e i successivi interventi sono subordinati alla definitiva approvazione della nuova pianificazione paesistica regionale." (72)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Spissu
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il 7 bis:
"Le delibere della Giunta regionale, adottate in attuazione dei programmi di interventi degli obiettivi regionali contenuti nel Documento di programmazione economica e finanziaria p esecutivo di accordi di intese siglate con il Governo nazionale ovvero contenenti disposizioni esecutive sull'utilizzo dei fondi di provenienza statale, attribuite alla Regione sulla base di una ripartizione effettuata a livello ministeriale, sono trasmesse al Consiglio regionale per l'acquisizione del parere da parte della competente Commissione permanente, da esprimersi entro il termine massimo di trenta giorni decorrente dalla data di trasmissione, decorsi i quali il parere si intende acquisito." (81)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 42 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (La Margherita - D.L.). L'emendamento numero 42 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare gli emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Cerco di illustrarli insieme, Presidente. Sugli emendamenti 65 e 67 in particolare farò una illustrazione molto sintetica perché vorrei preventivamente chiedere agli uffici se, trattandosi queste materie di materie bocciate espressamente nella passata sessione di bilancio, siano decorsi i termini alla data del 14/10, non lo so se questo è stato verificato. In ogni caso è bene che i colleghi sappiamo che queste sono due disposizioni che il Consiglio ha bocciato nella sessione di finanziaria e pertanto io credo che non essendo stata ravvisata l'opportunità nel corso dell'anno sia ancora o meno giustificabile a fine anno una proposta di questo genere, semmai sarebbe stato più opportuno parlarne in sede di finanziaria e per questo proponiamo la soppressione.
Circa invece l'emendamento 66 che riguarda il comma tre anche qui vorrei avvertire i colleghi che si tratta anche qui di rifinanziare un provvedimento che era stato censurato a suo tempo, nel senso che questo emendamento premierebbe gli organismi di gestione di azione locale che hanno più di altri svolto un'azione allegra nella gestione delle spese generali più di altri, nel senso che si vorrebbe in qualche modo compensare le spese generali di questi organismi. Siccome noi siamo chiamati a fare norme di carattere generale che abbiano un respiro di equilibrio e di giustizia, richiamo i colleghi sull'esigenza che noi con legge non possiamo premiare quelli che non ha avuto il rigore, l'attenzione e l'equilibrio della gestione delle risorse, a discapito di coloro che invece con sacrificio e con puntualità hanno gestito le risorse in maniera corretta. Questa era la ragione della bocciatura del scorsa volta e qua si ripropone.
L'emendamento 67 che riguarda anche questo il reintegro delle somme del consorzio SAR, anche questo bocciato durante la finanziaria, mi limito a chiedere al Presidente, in quanto persona competente, l'elenco documentato di tutte le variazioni di bilancio che hanno effettuato in sede di Giunta, che hanno nel corso dell'anno puntualmente finanziato quest'organo, perché io ne conosco qualcuno, però è meglio che li abbiano tutti quanti. Detto questo, siccome comprendo la strumentalizzazione che si può fare su questo è del tutto evidente che io ritiro l'emendamento 67, ma annuncio, qualora il Presidente non mi fornisca questa documentazione, una interrogazione per richiedere tutta la documentazione che giustifichi le variazioni al bilancio che la Giunta ha effettuato nel corso dell'anno a favore di detto consorzio.
L'emendamento 68 si dà per illustrato. Il 69 riguarda il comma 11 si dà per illustrato. Il 13 non lo vorrei ritirare per il semplice fatto che il comma 13 è una dichiarazione di resa e di incapacità della Giunta, noi vorremmo capire perché esistono more nella costituzione degli organi ordinari con riguardo al commissario straordinario nei parchi e nelle riserve, materia che abbiamo sempre considerato centrale e prioritaria, vorremmo capire, considerato che ci troviamo al crepuscolo di questa legislatura, per quale motivo noi dovremmo, in rispetto alla democrazia e al ricambio che voi avete opportunamente effettuato nel corso della legislatura di tutti i punti di riferimento della precedente legislatura, per quale motivo noi dovremmo far durare questo commissario due anni portandolo all'interno di un'altra legislatura dove, probabilmente, ci saranno delle legittimazioni un po' differenti e comunque da rispettare in questo momento. Questo tipo di emendamento soppressivo lo manteniamo perché abbiamo necessità di capire di più e se non capiremo anche di votarlo. Il 71 è ritirato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Calledda per illustrare l'emendamento 1.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, brevemente, vorrei che i colleghi, soprattutto il Presidente Masala e il Presidente della Commissione, ascoltassero alcune considerazioni su questo emendamento. Di fatto in questi anni, in questi mesi ci sono stati condoni, sanatorie di tutti i tipi e a tutti i livelli. In alcuni casi il Governo nazionale è intervenuto anche per cambiare norme relative al codice penale (vedi il falso in bilancio e tante altre questioni). Facendo una considerazione generale dico che il condono, la sanatoria salva solo ed esclusivamente categorie di cittadini che hanno sicuramente la possibilità di vivere. Questa norma interviene soprattutto per coloro i quali hanno una situazione di carattere sociale e familiare, forse possono essere addirittura definiti gli ultimi, coloro i quali non hanno la possibilità del minimo che gli può consentire di sopravvivere, e sono cittadini che in tutte le città della Sardegna, da Sassari a Nuoro, da Nuoro a Cagliari, da Cagliari a Carbonia, trovandosi in una condizione difficile, sapendo che in queste città molti appartamenti, molti alloggi non erano stati assegnati sulla base della legge vigente, che voglio ricordare è una legge del 1989, la legge numero 13, che non funziona, e nel merito voglio anche ricordare che nella quarta Commissione, dall'inizio di questa legislatura esiste un progetto di legge firmato dal sottoscritto e da altri colleghi che intendeva proprio porre rimedio alle difficoltà e alle motivazioni del perché questa legge non funziona e si creano di volta in volta situazioni che creano problemi soprattutto ai sindaci in modo particolare. Siccome stiamo parlando di una legge del 1989, che non risponde più alle esigenze del modo con il quale le commissioni alloggi assegnano gli appartamenti, gli alloggi stessi, io credo che in questa circostanza, in questo caso, in molte città della Sardegna, molti cittadini hanno occupato abusivamente, è vero, nel senso che molti di questi non avevano diritto a quell'appartamento. Però badate, credo che se non avessero fatto questo atto, probabilmente quegli appartamenti, quegli alloggi sarebbero rimasti senza la possibilità di essere assegnati e quindi con un patrimonio che sarebbe in qualche misura inutilizzato. Io credo che sia giusto, sacrosanto dare una risposta anche a questi cittadini. Voglio ricordare che molti di questi cittadini, perché si applica giustamente la legge, sono stati denunciati e molti di questi addirittura sono sotto processo, e chi occupa una casa, voglio ripetere, non è uno che ha un conto miliardario in banca. Chi occupa una casa solitamente o è gente senza lavoro, gente con famiglia senza nessuna possibilità di reddito, io credo che questa sia una cosa sulla quale la Giunta, l'assessore ai lavori pubblici e il Presidente della Giunta debba dare una risposta a questi cittadini, sapendo che ovviamente, per risolvere in via definitiva questo problema, è necessario che i provvedimenti che sono presenti in commissione vengano affrontati e, in qualche misura, approvati dalla stessa per poi approdare in Aula per fare in modo che queste situazioni non siano più a ripetersi.
Credo, signor Presidente, che ci debba essere una risposta nel merito perché l'emendamento non è firmato solo dal sottoscritto, è firmato da diversi colleghi e diversi gruppi politici, e auspico che in questo assestamento possa trovare posto anche una risposta visto che si sta avvicinando il periodo delle feste natalizie, una risposta per quei tanti cittadini che si trovano in questa condizione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare gli emendamenti.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, se consente illustro tutti gli emendamenti della Giunta che ci sono. L'emendamento 2 riguarda un vincolo che viene dato all'ERSAT perché 340 mila Euro vengano destinate al Consorzio di gestione di Surigheddu e Mamuntanas per le spese di guardiania.
Il numero 9 è una ricapitalizzazione della SFIRS per favorire l'incremento della liquidità finanziaria delle imprese operanti nel comparso lapideo.
Il numero 10 è un contributo straordinario per i lavori di ripristino, come dice il testo dell'emendamento, del palazzo arcivescovile di Cagliari.
Il numero 11 contiene sostanzialmente un vincolo per l'attuazione di un accordo di programma che era stato stipulato a suo tempo tra comune di Nuoro, autorità militare e Regione per il campus universitario di Nuoro.
L'emendamento numero 14 prevede la ricapitalizzazione del capitale SFIRS mediante la trasformazione di un credito che ha nei confronti delle società Allegrer (?) per assumere la qualifica di socio della Allegrer per il risanamento della stessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento 16.
FRAU (A.N.). Grazie Presidente, l'emendamento prevede un finanziamento straordinario al Comune di Sennori. Come i colleghi sapranno perché hanno ricevuto una lettera da parte del primo cittadino del comune del sassarese, nei giorni tra l'11 e il 12 giugno corso l'edificio della casa comunale è state interessata da un grave atto vandalico con conseguente incendio che ha distrutto parte dei locali, principalmente l'ufficio tecnico. Pertanto è necessario far sì che la casa comunale, che è la casa di tutti, possa essere ristrutturata. L'amministrazione comunale ha fatto una stima di quelli che sono stati i danni e si pensa che con 550 mila euro il tutto possa essere ristrutturato.
Ricordo anche che questo Consiglio regionale, nella finanziaria scorsa, aveva dato un contributo al Comune di Uri per le stesse problematiche perché anche quella casa comunale era stata interessata da un incendio. Credo che, per quanto riguarda questo problema, al di là delle parti politiche, al di là delle maggioranze che possono esserci in un Comune o nell'altro Comune, credo che sia opportuno che il Consiglio regionale conceda questa somma per far sì che la casa comunale sia agibile in tutte le sue parti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 18.
MORITTU (D.S.). Solo trenta secondi perché l'emendamento è sostanzialmente simile all'emendamento presentato ed illustrato or ora dal collega Frau. Aggiungo semplicemente un dato alle cose dette dal collega Frau, che il Comune ha già di suo speso delle somme considerevoli per rendere appena agibile quella casa comunale che è stata davvero devastata da quell'incendio e che, a tutt'oggi, quel comune vive una situazione di assoluta precarietà nella erogazione dei servizi ai cittadini, con sovraffollamenti e accampamenti dei suoi uffici nei pochi locali che sono rimasti indenni da quel devastante incendio. Quindi io credo davvero che meriti l'attenzione e la considerazione positiva di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare l'emendamento numero 91.
PIANA (U.D.C.). L'emendamento 91 modifica l'emendamento 20, riportando la proroga stabilita prima al 31 dicembre 2003 al 28 febbraio 1999.
Il presente emendamento consente la risoluzione di alcuni contenziosi scaturiti dall'interpretazione di una norma della legge regionale 32 del 1997, e precisamente l'articolo 25 comma 5, relativamente alla proroga degli interventi di alcune leggi di settore per i quali era consentito un ulteriore slittamento al mese di febbraio successivo alla annualità oggetto della legge prima menzionata. Si tratta quindi di un recupero di fondi già impegnati e pertanto il presente provvedimento non comporta alcun aggravio di spesa per la manovra di assestamento di bilancio oggi in discussione.
Anche per quanto riguarda gli emendamenti numero 21 e 22 si tratta di proroghe; per quanto riguarda il 21 al 30 giugno 2004, proprio per l'attuazione di alcuni interventi che sino a oggi, a seguito di interpretazioni delle stesse leggi, non sono potuti essere spesi e quindi neanche impegnati. Lo stesso per l'emendamento numero 22, che riguarda la legge regionale 1 del 1990, l'articolo 60, nel 1990 andati in perenzione a causa della mancata comunicazione da parte dell'Assessorato competente dell'avvenuto finanziamento agli organismi interessati. In assenza di riscontro da parte dell'amministrazione regionale alle istanze presentate nei termini dagli organismi, gli stessi non hanno potuto dare seguito ai progetti con conseguenti danni rilevanti sulle strutture tecnico-organizzative. Anche qua si tratta di una proroga di termini, quindi non incide sulle spese di bilancio.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 24 ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 25 ha facoltà di illustrarlo. Lo consideriamo illustrato, non c'è.
Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare gli emendamenti numero 28, 29 e 30.
PIANA (U.D.C.). L'emendamento numero 28 ricalca un pochino l'emendamento precedente che era stato illustrato dai colleghi precedentemente per quanto riguarda il comune di Sennori. Questo invece riguarda il comune di Villanova Monteleone. Come si sa, il 29 agosto di quest'anno ci fu un incendio che distrusse, bruciò alcune infrastrutture di proprietà dell'amministrazione comunale. E' un emendamento che prevede 700 mila euro da destinare al Comune di Villanova Monteleone, in quanto la gravità dell'incendio ha creato grossi problemi alle infrastrutture comunali.
Mentre l'emendamento 29 modifica quella che è la legge numero 13 del 2002. In modo particolare, noi abbiamo approvato lo scorso anno, nel 2002, la numero 13, che riguarda la siccità, cioè la famosa legge sui 500 miliardi di vecchie lire a favore degli imprenditori agricoli a titolo principale. Il Consiglio regionale fece una precisa scelta allora per finanziare esclusivamente i danni agli imprenditori agricoli a titolo principale o i coltivatori diretti; con questo emendamento si intende ampliare i risarcimenti anche agli imprenditori agricoli iscritti alla Camera di commercio e titolari di partita IVA. L'esigenza dell'emendamento viene anche dalle centinaia di pratiche giacenti presso le strutture periferiche dell'Assessorato dell'agricoltura che non si sono potute istruire perché erano state presentate da imprenditori agricoli non a titolo principale. Ci risulta, anche da una lettera ufficiale che è arrivata in Commissione agricoltura da parte dell'Assessorato, che c'è un notevole risparmio rispetto ai 250 milioni di euro dello scorso anno, c'è un risparmio di circa 180 miliardi e c'è una giacenza di alcune migliaia di pratiche che, da informazioni ricevute, non potranno avere l'esito favorevole, quindi non potranno essere istruite perché appunto sono di imprenditori agricoli non a titolo principale. Ricordo che anche questo argomento fu discusso abbondantemente e in più occasioni sia i singoli consiglieri regionali, sia in Commissione agricoltura sia anche, mi risulta, con richieste agli uffici periferici, quindi all'Assessorato, fu richiesto l'ampliamento a tutta la categoria degli imprenditori agricoli, intendendo per imprenditori agricoli chi è iscritto alla Camera di commercio e chi ha la partita IVA.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 30, diciamo che è una integrazione di ulteriore stanziamento sulla legge regionale numero 1 del 1990, che riguarda interventi per attività teatrali e musicali. Indubbiamente ci fu una disponibilità inferiore e si chiede di integrare quelle che erano le misure del 2002, quindi si chiede una integrazione dello stesso stanziamento.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 31 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 33.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Brevemente, signor Presidente, si tratta di un emendamento che vuole invitare il Consiglio e la Giunta a rispettare gli impegni che erano stati precedentemente adottati in materia di rischio ambientale, cioè la zona che orbita attorno a Portoscuso era stata dichiarata ad alto rischio, per cui le produzioni, specialmente i viticultori, non avevano potuto portare nelle cantine il loro prodotto. Questo si era verificato per alcuni anni e avevano ricevuto il contributo da parte della Giunta regionale fino all'anno 1997, dal 1998 al 2002 non è stato concesso nessun contributo, mentre per l'anno scorso diciamo che non c'è più stato il divieto di conferimento, per cui, con l'ultima produzione, le cantine hanno avuto la possibilità di ricevere questi prodotti. Quindi si tratta di sanare un impegno preso precedentemente e l'importo non è molto alto, per coprire questi contributi che erano già stati concessi e per tanti anni sono rimasti inevasi, dal 1998 al 2002; la spesa si aggira sul miliardo e mezzo, perché i viticoltori sono circa un centinaio e abbiamo dei dati quasi sicuri.
Comunque sia invito la Giunta a voler valutare questa situazione i viticultori della zona sono stati gabbati per tanto tempo anche con le promesse di dover loro fornire una particolare attrezzatura per il lavaggio dell'uva. Così non è stato fatto, quanto meno onorare gli impegni presi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 34.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, lo do per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 35 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 92.
RASSU (F.I.-Sardegna). Il 92 è un emendamento all'emendamento 89 presentato dai colleghi Morittu, Spissu, Sanna, Pirisi e Masia, in quanto mi trovo perfettamente d'accordo sulla stesura, però voglio precisare, si dice testualmente che le parole contenute nel primo comma dell'articolo 8 della legge numero 1, "assunta con due terzi dei componenti" sono sostituite con "assunta con la maggioranza dei componenti". Io ho voluto precisare col mio emendamento che nel caso deve essere assunta a maggioranza semplice, intendendo "assunta dalla maggioranza dei presenti in consiglio comunale", poiché i componenti del Consiglio regionale siamo 80, presenti poc'anzi eravamo 72, se io parlo della maggioranza dei componenti sto parlando della metà più uno dei componenti e non dei presenti. Quindi la precisazione, mi trova d'accordo su tutto, è affinché venga precisato che si intende possa essere assunto dalla maggioranza dei presenti in consiglio in quel momento, all'atto in cui viene adottata la delibera, quindi non dai componenti del consiglio, ma maggioranza semplice, intendendo dei presenti in quel momento al consiglio comunale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento numero 89.
MORITTU (D.S.). Anche il mio è un emendamento all'emendamento numero 37, che prevede, in maniera secca, la soppressione dell'articolo 8 della legge 15 del 2002.
Io voglio solo ricordare all'Aula, mi rendo conto anche della stanchezza e quindi della conseguente distrazione, ma credo che sia giusto richiamare un po' l'attenzione dell'Aula, perché l'articolo 8 della legge 15 del 2002 è stato approvato dopo una discussione lunga e anche, per certi versi, sofferta di quest'Aula, riconoscendo, con quella norma, ciò che per altro è riconosciuto dalla norma costituzionale sopraggiunta, cioè la 2 del 2001, e che i comuni hanno, al pari della Regione, delle province e dello Stato, potestà concorrente su uso e trasformazione del proprio territorio.
Questo riconoscimento giusto, doveroso e anche tardivo da parte del Consiglio regionale non può essere cancellato con un emendamento soppressivo che non fa davvero giustizia, né risolve peraltro i giusti problemi che sono stati sollevati dal comparto minerario, delle attività estrattive della nostra Isola, con una manifestazione che si è tenuta recentemente davanti al Consiglio Regionale.
Per altro mi pare che le cause delle difficoltà in cui versa questo importante settore del nostro settore produttivo sono state anche chiaramente dichiarate da loro e da esponenti autorevoli. Io cito un'intervista di un cavatore storico, Salvatore Fiore, che enumera le vere difficoltà che sta vivendo questo comparto produttivo e che sono da ascrivere soprattutto alla concorrenza aggressiva che proviene da alcune nazioni europee ed extraeuropee. E non sottovalutiamo, non sottacciamo le difficoltà che derivano da una non compiuta evoluzione di questo importante settore produttivo, che manca di innovazione, che manca di un adeguato sostegno nella continuità territoriale del trasporto delle loro merci, trasporti che incidono notevolmente, loro parlano del 20 per cento dell'incidenza dei costi di trasporto rispetto ai loro prodotti, ma, insomma, diciamo chiaramente che questo settore ha da fare dei passi in avanti notevoli, compiendo un'adeguata trasformazione della filiera produttiva incrementando soprattutto le lavorazioni a valle che rappresentano il vero valore aggiunto di questo settore.
Loro lamentano anche lungaggini burocratiche introdotte dall'articolo 8. Io ho molti dubbi che davvero queste cause influiscano seriamente in questo comparto produttivo, però mi rendo anche conto, ci rendiamo anche conto noi che abbiamo sottoscritto questo emendamento, che probabilmente nell'articolo 8 vi era un eccesso anche di tutela delle minoranze consiliari, introducendo la norma dei due terzi nella approvazione o nella espressione della intesa da parte del consiglio comunale. Quindi noi proponiamo che questa intesa possa essere espressa anche dalla maggioranza dei componenti del consiglio, quindi evitando che anche assenze a volte fisiologiche nelle assemblee consiliari possano determinare in qualche misura ritardi nell'espletamento delle procedure previste. E aggiungiamo anche, io credo a maggior tutela e a maggior chiarezza della procedura, che il consiglio comunale è obbligato entro sessanta giorni ad esprimere questa intesa, quindi introducendo anche un fattore temporale che dà certezza di diritto a chi avanza un'istanza di autorizzazione, e il comune entro i sessanta giorni è obbligato ad esprimere l'intesa. Qualora non esprima questa intesa la stessa si intende come data da parte del comune.
Quindi mi pare che affrontiamo il problema da un lato mantenendo una potestà agli enti locali giusta e riconosciuta da legge nazionale e anche quindi dall'articolo 8, ma nel contempo tuteliamo la certezza del diritto da parte dell'imprenditore che avanza un'istanza che può essere rigettata o accolta, ma deve essere rigettata o accolta in maniera motivata ovviamente, ma questo è negli atti di qualunque assemblea pubblica, deve essere accolta o rigettata entro un termine chiaro, fisso, sessanta giorni, che mi pare un termine congruo e quindi rispondiamo in questo modo, mi pare correttamente, all'una e l'altra esigenza e in ultimo all'esigenza che ci hanno posto i cavatori, comunque gli imprenditori del settore nell'ultima iniziativa, manifestazione che hanno fatto qua davanti al Consiglio regionale qualche settimana fa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giovannelli per illustrare l'emendamento numero 37.
GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Con l'introduzione dell'articolo 8 della legge 15 del 2000 si è di fatto sostanzialmente modificato l'impianto della legge regionale 30 del 1989 sulla disciplina delle attività di cava regionale 30 del 1989 sulla disciplina dell'attività di cava e delle miniere attribuendo ai comuni di fatto la potestà autorizzativa per l'impianto, la prosecuzione e l'ampliamento dell'attività estrattiva e di cava. Questa potestà con la legge 30 era posta in capo all'Amministrazione regionale che operava anche secondo il parere delle amministrazioni comunali che si dovevano esprimere sulle richieste. Di fatto l'articolo 8 era stato introdotto in quel periodo, io ricordo il dibattito estremamente articolato in Aula, anche perché vi erano state delle giustificate pressioni, ricordiamo un esempio per tutti il caso di Muros, vi era effettivamente un atteggiamento permissivo e forse non garantista delle nuove sensibilità delle più che legittime esigenze ecologiste ed ambientaliste. Ma l'articolo 8, almeno secondo noi, non tenendo conto dell'intera ratio che ha ispirato la legge 30 e non tenendo conto di un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale che è ancora giacente in Commissione seppure pare che, a breve, o si sia già iniziato l'esame del provvedimento, aveva dicevo l'articolo 8 introdotto degli elementi anomali e dirompenti quali per esempio la maggioranza dei due terzi dei consiglieri comunali per l'espressione del parere autorizzatorio, un parere vincolante e lamentano gli operatori del settore che talvolta non viene adeguatamente motivato. Tutto ciò ha comportato già dopo un anno di applicazione delle gravi conseguenze che sono quelle che hanno lamentato anche i cavatori in sede di audizione; queste gravi conseguenze sul settore estrattivo e di cava che vive, lo sappiamo tutti, una drammatica situazione di crisi rappresentata anche recentemente in convegni pubblici e culminati qui a Cagliari con una manifestazione di fronte al Palazzo del Consiglio.
Oggi registriamo un'uscita dal settore lavorativo di oltre 500 unità, ciò sicuramente non può essere addebitato ovviamente esclusivamente all'articolo 8, conosciamo tutti la crisi nel settore dell'estrazione di cava e della lavorazione dei materiali lapidei, sappiamo che cosa abbia comportato la concorrenza che arriva dai paesi europei ed extra europei, non vi è però dubbio che per una serie di motivi anche qui ben noti il settore dell'estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei non ha trovato da parte di questo Consiglio regionale una grande attenzione, se non quella di un provvedimento tampone che è risultato essere certamente forse frettolosamente espresso, seppure attraverso un passaggio consiliare come ho detto prima articolato e dibattuto, che però non ha reso giustizia a quelle che sono le esigenze del comparto. Io ho registrato che, dopo la presentazione del nostro emendamento soppressivo dell'articolo 8, sono stati presentati degli emendamenti modificativi, un emendamento presentato dall'onorevole Rassu come primo firmatario e dagli stessi firmatari dell'emendamento soppressivo all'articolo 8 e l'emendamento precedentemente presentato dai collegi del centrosinistra, primo firmatario onorevole Morittu. Come ha accennato prima di me il collega Rassu, io sono d'accordo comunque che non dobbiamo né irrigidirci su posizioni o fare barricate che non servono al comparto, la nostra è stata una iniziativa che ha voluto rappresentare una denuncia ed una sensibilità rispetto ad un problema che deve trovare una giusta definizione legislativa attraverso il coinvolgimento della Commissione competente. Sono nella sostanza d'accordo che un primo passaggio significativo in maniera straordinaria questo Consiglio lo debba e lo possa fare anche oggi in sede di assestamento di bilancio, non ritiro l'emendamento soppressivo ma certamente voterò e sosterrò gli emendamenti modificativi e ovviamente passando gli emendamenti modificati a questo punto decadrà automaticamente l'emendamento soppressivo totale nostro e poi spingeremo tutti e ci impegneremo perché la Commissione competente quanto prima vari definitivamente il progetto di legge di riordino del settore.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 38 ha facoltà di parlare la consigliera Pilo.
PILO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare l'emendamento numero 39.
SECCI (La Margherita-D.L.). Brevissimamente per illustrare il senso di questo emendamento. Come sicuramente è stato visto durante l'illustrazione di emendamenti precedenti ci sono una serie di emendamenti presentati per interventi straordinari a favore di comuni che sono stati oggetto di attentati di vario genere. La norma del nostro modo di porci rispetto a questi problemi è quello di cercare di evitare per quanto possibile di fare interventi direttamente connessi con fatti specifici. Abbiamo tentato, e questo emendamento è il prodotto di questa volontà, di cercare di fare una norma di carattere generale che consenta di intervenire nelle situazioni di fattispecie particolari che si sono verificate nell'anno 2003 e come si vede nella norma, anche in attesa di una disciplina organica della materia, visto che questo tipo di avvenimenti nella nostra Sardegna purtroppo sono abbastanza costanti e visto che la capacità di intervento con autofinanziamento da parte delle amministrazioni locali è abbastanza limitato, per evitare che ci siano uffici che funzionano male, che non possono essere rimessi in pristino o cittadini che devono subire ritardi nelle loro pratiche amministrative a causa del disagio causato da queste cose, abbiamo voluto presentare un emendamento che preveda appunto uno stanziamento, peraltro poco significativo probabilmente al bisogno che c'è rispetto a questo tipo di esigenze e però che sia di carattere generale che rimandi poi alla Giunta la capacità programmatoria per vedere quali sono gli interventi più utili e necessari per soddisfare il bisogno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 41.
DIANA (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 40.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Molto brevemente l'emendamento 40 sostanzialmente è identico all'emendamento 41 presentato dal collega Diana e dal collega Murgia. Si tratta di adempiere ad un impegno assunto dalla Regione nei confronti del Consorzio per la zona industriale della Valle del Tirso allorquando le venne concesso il finanziamento relativamente all'acquisto del primo lotto della struttura destinata ad uffici.
Noi sappiamo che negli ultimi tempi la zona industriale, la ZIR della Valle del Tirso è interessata a diversi insediamenti industriali, però sconta quello che è un grave deficit dal punto di vista strutturale in termini di uffici per poter esplicare la propria funzione. Quindi si tratta di dare adempimento a quello che era un impegno assunto e destinare le risorse per finanziare il secondo lotto della struttura destinata ad uffici.
PRESIDENTE. Emendamento 75, Floris, è stato dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per illustrare l'emendamento numero 90.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'emendamento numero 90 estende il contenuto degli interventi previsti dall'articolo 127 della legge 22 aprile numero 7 del 2000.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Floris per illustrare l'emendamento numero 76.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. 78 idem. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 80.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 87. Poi a seguire l'85.
RASSU (F.I.-Sardegna). L'emendamento 87 non vuole essere una provocazione avverso l'emendamento 85; nell'emendamento 87 di fatto si propone l'abbattimento del tasso sulla legge 40...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
RASSU (F.I.-Sardegna). In un emendamento precedente è proposto l'abbattimento sulla legge 40 alberghiero pari all'85 per cento del tasso di riferimento. Nel mio emendamento io propongo il 90 ma non tanto per dimostrare che si vuole abbattere il 5 per cento in più o in meno, tanto per richiamare l'attenzione ai proponenti dell'emendamento che, se si vuole intervenire sulla legge sull'alberghiero sull'abbattimento del tasso, è possibile intervenire sino ad arrivare volendo anche al 95 per cento dell'abbattimento del tasso. Questo perchè? Perchè è importante per norma della Comunità Europea non superare con gli incentivi e con le provvidenze l'equivalente sovvenzione netta che è pari al 30 per cento più il 15 per cento dell'equivalente sovvenzione lorda. Io mi sono preso la briga di farmi il calcolo; se noi abbattiamo del 90 per cento dal momento che la legge numero 40 sull'alberghiero non è cumulabile con altre leggi, se noi abbattiamo il 90 per cento invece che l'85 per cento o anche il 95 per cento del tasso di riferimento arriveremo ad una quota di sovvenzione netta pari col 90 per cento al 20,22 per cento, cioè al di sotto del 50 per cento di quel 45 per cento famoso; ho fatto un calcolo indicativo su mille euro. Per cui, questo è un invito all'Assessore più che ai presentatori dell'altro emendamento, se si vuole intervenire, poiché è obbligatorio contribuire al pagamento degli interessi, si può arrivare benissimo al 90 o al 95 per cento, questo lo dico perchè è un settore, il settore alberghiero, che a mio parere necessita di incentivazioni in quanto sappiamo perfettamente che la nostra economia in parte è basata sullo sviluppo del turismo, per cui intervenendo sull'abbattimento del tasso io propongo che si arrivi sino al massimo del 90 per cento o, a discrezione dell'Assessore, anche del 95 per cento, perchè si rientra pur sempre dentro i limiti previsti dalla Comunità Europea e cioè dentro i limiti imposti dall'equivalente sovvenzione netta.
PRESIDENTE. L'emendamento 72, onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 81, sempre dell'onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. 42 contrario, emendamento numero 65 contrario, 66 contrario, 67 ritirato, 68 contrario, 69 contrario, 70 contrario, il 71 è ritirato. Per il numero 1 si rimette all'Aula, numero 2 si accoglie, il numero 9 si accoglie. Il 40 contrario, il 10 si accoglie, l'11 all'Aula, anche se per questo va detto che siccome sono previsti anche degli stanziamenti per gli esercizi 2004 e 2005 e qua si verte in materia di assestamento del bilancio del '93, c'è la necessità eventualmente di una rimodulazione o rivisitazione di questa parte che non è perfettamente congruente con le finalità della legge. L'emendamento 14 Aula, emendamento 16 Aula, emendamento 18 Aula, emendamento 91 che si ricollega al 20, il parere è sfavorevole in quanto è sfavorevole l'emendamento 20 al quale si riferisce. L'emendamento 21 non si accoglie, l'emendamento 22 non si accoglie, l'emendamento 24 si rimette all'Aula; per l'emendamento 25 il riferimento è all'Aula ma con la necessità di individuare la copertura. Emendamento 28 Aula; l'emendamento 29 non si accoglie, l'emendamento 30 non si accoglie, il 31 non si accoglie, l'emendamento 33 si rimette all'Aula; il 34 non si accoglie, 35 Aula; gli emendamenti 92 e 89 fanno riferimento all'emendamento 37 per il quale la Commissione si rimette all'Aula e conseguentemente stessa sorte per gli emendamenti 92 e 89. L'emendamento 38 si accoglie; l'emendamento 39 si rimette all'Aula; l'emendamento 41 non si accoglie; l'emendamento 90 fa riferimento all'emendamento 75, qui faccio osservare una questione di carattere procedurale, perchè questo è un emendamento all'emendamento, ma in effetti si tratta di un comma aggiuntivo che nulla ha a che vedere con l'indicazione dell'emendamento 75 che si riferiva ad altro e quindi sotto questo aspetto faccio presente che mi sembra che non ci sia attinenza e che conseguentemente ci sono problemi. Per il 75 si rimette all'Aula, per il 76 si rimette all'Aula, il 78 si accoglie, l'80 non si accoglie, l'85 non si accoglie, l'86 è inammissibile perchè è sprovvisto di copertura e, comunque, nell'ipotesi in cui fosse ammissibile, manca la copertura. L'emendamento 72 non si accoglie ma vale la pregiudiziale anche per questo della inammissibilità per la carenza di copertura, l'81 non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La Giunta esprime pareri coerenti a quelli della Commissione, anche se su alcuni avrà motivo di intervenire in modo particolare. Diciamo che sugli emendamenti sui quali anche la Giunta ha espresso parere negativo, ovvero si è rimessa all'Aula, mi riferisco per esempio a quelli che prevedono delle modifiche di percentuali sulla quota di contribuzione, sui quali anche il Presidente della Commissione ha espresso parere negativo per la mancanza della quantificazione della spesa, ovvero della copertura finanziaria, diciamo che diverso sarebbe stato se l'emendamento avesse contenuto una formula del seguente tenore "Nei limiti degli stanziamenti di bilancio", allora è chiaro che avremmo potuto esprimere una opinione diversa.
Sugli emendamenti agli emendamenti che sono stati presentati con riferimento all'articolo 8 della finanziaria, quello relativo alle cave, alle miniere evidentemente si rimette all'Aula; sull'emendamento all'emendamento della Giunta legato all'emendamento numero 75, evidentemente, poiché è interesse della Giunta che l'emendamento numero 90 venga approvato, è evidente che sull'emendamento 75, sempre che naturalmente la Presidenza ritenga collegabili e superabile l'osservazione del Presidente della Commissione, evidentemente l'emendamento numero 75 verrebbe accolto. In tal caso le coperture vanno mutate perchè vanno sulla UPB di entrata 03017.
PRESIDENTE. I lavori terminano qui. Si riprende martedì 16 dicembre alle ore 16 e 30 con la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
La seduta è tolta alle ore20 e 08.
Allegati seduta
CDXXI SEDUTA
Giovedì 11 dicembre 2003
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 16 e 35.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 4 dicembre 2003, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Carlo Dore ha chiesto di ottenere congedo per la seduta pomeridiana dell'11 dicembre 2003. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge:
"Modifiche alla legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (Legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie (475/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 475/A.
Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, sulle stesse ragioni che avrebbero portato anche lei, nonostante la presenza dell'onorevole Cugini, chiedo dieci minuti di sospensione, perché non credo che l'Aula...
PRESIDENTE. E' accordato. I lavori riprendono alle ore 16 e 45. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 36, viene ripresa alle ore 16 e 47.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Ricordo che siamo in fase di discussione dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Vorremmo la Giunta, se fosse possibile. Se non c'è il Presidente almeno l'Assessore della programmazione e bilancio!
PRESIDENTE. Sì, mi scusi, onorevole Fadda. Prego, onorevole Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Per la verità avrei preferito, senza nulla togliere alla rappresentatività, per carità di Dio, dell'onorevole Contu, che mi ascoltasse il Presidente per le cose che ho da dire, ma che lui conosce perché ho avuto modo di dire forse le stesse cose durante i lavori della Commissione bilancio. Non essendo intervenuto nella fase della discussione generale per un problema familiare mi permetterò e mi consentirà, Presidente, di fare anche alcune considerazioni di carattere generale sul provvedimento di assestamento. Provvedimento di assestamento che non si giustifica molto per molte ragioni, alcune delle quali sicuramente richiamate negli interventi in Aula durante la discussione generale. Il primo e fondamentale è che oggi è l'11 dicembre e pensare a un assestamento del bilancio, che dovrebbe essere manovra di aggiustamento di poste in bilancio relative all'anno finanziario in corso e dire a conclusione della legge che se la Giunta non sarà in condizioni di impegnare le somme entro il 31 dicembre questi termini sono prorogati all'esercizio successivo o al 31 di marzo, a seconda delle tipologie, è tutto dire. Cioè si fa, in pratica, una manovra finanziaria che in qualche maniera non è assolutamente giustificata da nessun fatto che stabilisca una procedura di assestamento di bilancio che sia condivisibile.
Ma si capisce perché la Giunta ha fatto questa manovra e si capisce perché l'elemento fondamentale che costituisce la manovra stessa è contenuto nel comma primo dell'articolo 3, di cui stiamo discutendo, dove si prende atto di un problema che è stato all'attenzione di questo Consiglio in molte circostanze e che è stato all'attenzione di questo Consiglio già dalla passata legislatura, e l'onorevole Masala allora valente Capogruppo di Alleanza Nazionale, ci richiamava continuamente o richiamava la maggioranza di allora a un comportamento diverso assieme all'onorevole Casu, collega della Commissione bilancio a un attento esame della situazione dei residui nel bilancio della Regione. Questo problema è tornato in più circostanze in discussione della finanziaria comprese le ultime, quando io sono tornato in Consiglio regionale ed è sempre stato detto da tutti che occorreva, che era necessario, che era indispensabile, che era ormai non più procrastinabile un sistema di verifica dei residui perché mantenere in contabilità delle somme non utilizzate che potrebbero invece essere liberate per fare investimenti è una cosa peccaminosa. Siamo d'accordo tutti su questo concetto, Presidente, non siamo d'accordo però quando si fa Caporetto, perché il comma primo dell'articolo 3 dice una cosa essenziale, che la Regione, che il sistema burocratico della Regione, che la Giunta regionale e che la maggioranza di questa Regione non sono in condizioni di fare un esame attento. La norma che si propone all'attenzione del Consiglio regionale per essere votata oggi è una norma che decide le mani in alto del sistema regionale e dice che il sistema regionale non è in condizioni di fare un'indagine attenta, puntuale e precisa dei residui e dire quelli che sono riconducibili a esigenze e a impegni che devono essere mantenuti e quelli che invece sono residui che possono essere lasciati liberi per fare le cose che poi avremo modo di dire.
Si dice, in pratica, Presidente, che stiamo adottando una norma dove soltanto per pudore nella relazione della Giunta regionale si parla delle cifre a cui si fa riferimento, un miliardo di euro, che dovrebbero andare a fare quello che vediamo subito dopo, ma questa è una cifra indicativa perché si dice che tutti i residui delle economie e degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre '99 devono essere recuperati, e dice, l'ha già espresso brillantemente il collega Sanna, che altresì devono essere recuperati i residui di stanziamento a tutto il dicembre 2003, cioè a una data che ancora non è venuta, ed è una formulazione strana questa, che noi recuperiamo residui anche alla fine di questo esercizio. Dicendo poi, con una norma di salvaguardia che cerca di recuperare, che ovviamente all'assolvimento delle obbligazioni giuridicamente perfezionate, il Presidente se lo ricorda bene, "si fa fronte con". Cioè siamo di fronte a un meccanismo che dal punto di vista della legittimità è forse al limite; non ne faccio un problema di legittimità, non mi interessa l'esercizio e la verifica di questo tipo di aspetti. Mi interessa e ne faccio un problema di natura politica, profondamente politica, cioè non è pensabile che la Giunta regionale si presenti in Consiglio con un provvedimento di questo genere! Se ci sono residui, se ci sono residui che vanno cancellati, se ci sono cose che vanno recuperate, e ce ne sono tante e forse non sono un miliardo di euro, Presidente, forse sono molti di più, anzi io sono certo che sono molti di più, però deve essere fatto un accertamento attento, preciso e si viene in Consiglio regionale a proporre una norma che recuperi i residui che sono assolutamente disponibili. Dire oggi questo significa dire una cosa, Presidente, gliel'abbiamo detto in Commissione bilancio, significa dire che lei recupera un miliardo di euro che non si sa se siano i residui, oppure se dovremo trovare fra qualche anno che non era un miliardo, ma erano 800 milioni, 700 milioni o un miliardo e 7 cento milioni, perché potrebbe essere questo, per consentirle di chiudere la manovra finanziaria 2004, perché questa è l'essenza vera di questo provvedimento oggi.
Però, Presidente, quando le si diceva, o lo dicevano a lei o lo dicevano al suo predecessore o lo dicevano al presidente Floris, che il dissennato uso delle risorse regionali portava entro il 2004 massimo 2005 a esaurire la capacità di indebitamento della Regione, si è sempre fatto spallucce, e che anziché iniziare, perché doveva essere iniziata prima, lo dirà qualcuno probabilmente, se avrà occasione di intervenire, che la politica di rigore finanziario doveva essere iniziata prima, però se continuiamo a rimbalzarci le responsabilità su chi la doveva iniziare probabilmente non finiremo mai. Siamo in questa stagione della politica regionale della Sardegna, siamo nella stagione in cui è stato richiamato sempre il rigore, siamo in una stagione in cui era possibile questo rigore attuarlo cominciando a delegificare, cominciando a fare risparmi su tutta una serie di leggi, invece la legislazione regionale negli ultimi cinque anni è stata caratterizzata da una cosa: legislazione vigente, aggiunta di provvedimenti che prevedevano spesa. Non è questo il modo corretto di governare, non è questo il modo serio di governare, non è questo il modo di porsi alla Sardegna a sei mesi dalle elezioni, avremo modo di dirlo anche da altre parti.
Un'altra osservazione che volevo fare, e sto concludendo, Presidente, è sul comma 6 dello stesso articolo. Ed è divertente, Presidente, che la Giunta regionale proponga la proroga dei termini dell'utilizzo delle risorse dell'articolo 19 della 37, perché stiamo parlando di questo in questo comma. Io mi ricordo, me lo sono segnato e me lo sono appuntato, e mi ricordo perfettamente l'articolo 3 della legge 15 del 2002; lo ricordo perfettamente, non ricordo come è nato, ma ricordo le battaglie fatte per cancellare le risorse per l'occupazione e lo sviluppo in Sardegna, perché i comuni non erano in grado di utilizzarli, perché i comuni avevano un ritardo nell'utilizzazione, perché la programmazione comunale era carente e quanto altro. Cosa è cambiato oggi, Presidente, che stanno per venire a scadenza i termini che noi abbiamo previsto nella legge del 2002? Cosa è cambiato per cui la Giunta regionale oggi dice che i termini previsti decorrono dal 1° gennaio del 2004, cioè i termini per l'utilizzo dei fondi, per la programmazione e l'utilizzo dei fondi del 2002 dell'articolo 19 della legge 37 decorrono dal 1° gennaio 2004 e quindi devono essere impegnati entro il 31 dicembre 2004. Cioè stiamo procrastinando di un anno. Cosa è successo, Presidente? Ha preso finalmente atto, lei, la sua Giunta e la sua maggioranza, che le difficoltà che i comuni hanno avuto e che la Regione ha nell'organizzare l'utilizzo delle proprie risorse era una cosa che altri le dicevano e che lei non voleva invece, lei in quanto Presidente della Giunta, non sto parlando naturalmente di persona fisica perché in quel periodo lei non era Presidente, ma era Assessore della programmazione, penso che non ci sia differenza, allora Assessore della programmazione, oggi è Assessore della programmazione e quante altre cose gravano sul carico della sua attività che non le invidio, Presidente.
Ecco, in conclusione ci sono contraddizioni, quindi, Presidente, in questo provvedimento, che non tengono conto degli aspetti basilari che devono essere i contenuti di un assestamento, che tengono conto di tutta una serie di problemi che sono stati sollecitati, stigmatizzati dall'opposizione e sui quali si sono fatte battaglie che oggi ci vedono darci ragione nelle cose che abbiamo detto. Ma oggi è tardi, Presidente. Allora, i comuni che non si sono attrezzati, forse i grandi comuni, forse i comuni degli amici che non si sono attrezzati per utilizzare per tempo le risorse finanziarie ingenti devono avere il coraggio di dire ai loro amministrati che non sono capaci di programmare l'utilizzo delle risorse regionali ed è giusto che tornino per la premialità quelle risorse a favore di altri comuni che invece sono stati capaci…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Secci.
SECCI (La Margherita-D.L.). Ho concluso, Presidente, la ringrazio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io vorrei riprendere rapidamente il punto che ho tentato inutilmente di illustrare in precedenza rappresentando al Consiglio, alla Giunta e al Presidente un'anomalia che è contenuta principalmente nel comma sesto di questo articolo 3, relativamente alla funzionalità dell'intervento straordinario o piano straordinario per il lavoro e che è un'anomalia che andrebbe o eliminata - sicuramente eliminata, secondo noi - oppure difesa da chi vuole cambiare il sistema che, con fatica, in questi anni si è tentato di mettere a punto e di mettere a regime e rispetto al quale i comuni della Sardegna, tutti, chi più chi meno, ma tutti sono applicati.
La Giunta, io pensavo inavvertitamente, invece ho capito dall'intervento del Presidente della Giunta avvertitamente e però clandestinamente, scorrettamente sta modificando sostanzialmente un sistema nelle relazioni tra Regione ed enti locali facendo finta che non è vero, e questo non è politicamente onesto.
Io avverto tutta questa fase della politica regionale, in questa vita stentata del Consiglio, per non dire della vita, che manco esiste, della Giunta, del Governo regionale, la quasi inutilità dell'intervenire, dell'argomentare, del contribuire o tentare di contribuire a migliorare una legge, perché la fase che stiamo attraversando è un po' di levare le tende, di abbassare la guardia, e queste sono le fasi, in una legislatura, le più delicate, sono quelle dove si fanno le maggiori cose sbagliate - uso questo eufemismo - nell'indifferenza dei più, che fanno finta di non capire quello che si sta facendo.
Caro Presidente, io penso che lei dovrebbe al Consiglio un supplemento di parere e di relazione su questo comma 6 dell'articolo 3, perché ha detto cose che non stanno né in cielo né in terra e non si addice a un Presidente di Regione. Voi state introducendo clandestinamente, e anche con una qualche dose di violenza, l'istituto dell'approvazione dei piani e dei programmi comunali, quindi state accentrando, state portando via un potere che da anni è riconosciuto ai comuni in questa regione facendo finta che non è vero! E se il Consiglio ritiene che vada bene così voti e dica che va bene così, però lo dica e ognuno non faccia finta oggi non averlo capito. I programmi comunali dell'articolo 19, ne abbiamo discusso per anni e reiteratamente, non sono formalmente approvati dalla Regione. La Regione controlla la coerenza rispetto alla legge e in base all'articolo 23 della finanziaria del 2000, quando voi eravate già al governo della Regione, è stato statuito che la Regione opera un parere di coerenza con le finalità della legge e che questo parere lo esprime il NAT, cioè un organo tecnico di controllo puramente di legalità, senza arbitrio e senza valutazione, mi suggeriscono discrezionale, ma io dico anche opportunistica o paternalistica o nepotistica, a seconda dei casi.
Questo Consiglio si è appassionato su queste cose e ha trovato un punto di equilibrio. Vuole cambiare questo sistema? Lo cambi, ma non si faccia finta di non aver capito, soprattutto non si offenda l'intelligenza, quella poca che ognuno di noi ha. Non dica, il Presidente della Giunta, che si vuole intervenire per riportare in bilancio un fondo che era fuori bilancio. Ma dove? I fondi fuori bilancio sono stati già aboliti in questa regione ed erano quei fondi che andavano per conto loro, cioè che non rispondevano al sistema di controllo ordinario; erano i fondi della formazione, i fondi della programmazione derivanti dal piano di rinascita, cioè tutti quei fondi gestiti con criterio molto discrezionale che non andavano né al parere preventivo di legalità presso la Corte dei Conti né alla Ragioneria e che seguivano la loro strada. I fondi fuori bilancio in questa regione sono aboliti, il fondo dell'articolo 19 non è vero, tecnicamente non è vero che è un fondo fuori bilancio, è nel bilancio della Regione, solo che è un fondo che si riparte in modo sicuro, garantito, equanime in base a criteri oggettivi, si ripartisce nei bilanci dei 377 comuni della Sardegna, quindi è nel bilancio due volte, è nel bilancio della Regione e poi, con criterio oggettivo transita nei 377 bilanci degli enti locali in questa Regione. Voi lo volete riportare nel calderone centrale, voi volete utilizzare questo fondo per altro, dei fondi per il lavoro volete fare cassa per altre esigenze della Regione, perchè avete problemi, perchè state amministrando in modo scriteriato, quindi vi volete appropriare per anni di questo fondo. Non c'entra nulla il fuori bilancio, non capisco perchè si possano dire cose del genere! Seconda questione: dice il Presidente della Regione un'altra cosa ugualmente scriteriata "Questo istituto dell'approvazione significa non una vera approvazione..." allora, se non è un'approvazione si tolga l'approvazione che tecnicamente e chi deve applicare le leggi così lo intenderà se è scritto così e non altro, e non parere di conformità, lo intenderà approvazione, se rimane scritto, e infatti il secondo emendamento, quello più morbido che noi abbiamo presentato offre la possibilità anziché di abrogare interamente il comma 6 semplicemente di sostituire, cioè di riportare quello che è già, di restituire il parere di conformità rispetto all'approvazione. Manco quello, perchè dice il Presidente della Regione: "No, non è vera approvazione, è l'indicazione di un termine certo entro cui i fondi devono essere attribuiti ai comuni e il termine certo non è il parere di conformità che fanno gli uffici tecnici dei nuclei di assistenza tecnica appunto ma è la determinazione del funzionario che attribuisce i fondi." Ma stiamo scherzando! L'unico termine certo oggettivamente valutabile è quello rispetto al quale l'organo tecnico, che è il NAT dice: "Ok., va bene" oppure dice "Questo va male e richiamo il comune a conformizzare" se invece di un programma di lavoro un comune pretende di fare, come Cagliari proponeva un tempo, una teleferica alla Sella del Diavolo, che non c'entra nulla con il piano per il lavoro, o un palazzetto del ghiaccio, che non c'entrava nulla con il piano per il lavoro. Allora, in sede di controllo di legalità si dice al Comune "Conformizza la tua proposta" ma in un momento nel quale sul piano di controllo di legittimità si dice "Va bene", quello è il momento nel quale il Comune deve avere i soldi per fare le cose che vanno bene, perchè se il funzionario dorme, se il funzionario ha altro da fare, se il funzionario non c'è o voi non avete nominato il responsabile, come accade spesso in questa Amministrazione disastrata, quello non è più un termine certo. Oppure al funzionario di quel servizio voi dite "Bada che non ho disponibilità di cassa, quindi tu non determini ancora", non c'è nulla di più labile di una determinazione che non è fissata nel tempo, rispetto alla quale non c'è termine, che deriva solo dalle condizioni che possono essere anche attribuibili a troppe cause di non funzionalità della Regione. Quindi è tutto l'esatto contrario.
A me dispiace una cosa, che in questo Consiglio regionale, con questa Giunta soprattutto, per sostenere un argomento in materia così delicata e in materia così interessante molta parte della società sarda e delle sue istituzioni locali per poter essere in condizioni di avere un risultato bisogna sempre presentare 300 emendamenti! Questa volta noi ne abbiamo presentato uno, anzi, due, uno soppressivo ed uno addirittura suggerendo la formula per riportare le cose, per rimetterle a posto, quindi abbiamo scelto la linea più morbida e rispettosa. Con voi non serve a niente, con le buone materie anche le cose più giuste voi non le apprezzate mai, con voi ci vogliono solo le male maniere ed io penso che non mancheranno occasioni in cui, chissà, magari, senza volerlo, si sia costretti di nuovo ad usare maniere diverse, perchè anche questo assestamento, se avessimo voluto, con 300 emendamenti voi passavate anche il 31 dicembre ed anche il 31 gennaio se avessimo voluto dirvi che sul piano del lavoro, ve l'abbiamo detto altre volte, voi non avete il diritto ogni volta di tentare di travolgerlo, avete invece il dovere di rispettarlo. L'emendamento serve a questo e solo a questo. Ecco perchè richiedo l'attenzione della Giunta ma soprattutto l'attenzione e la sensibilità del Consiglio su questo punto delicato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Quando venni eletto pensavo che il piano del lavoro, la legge regionale 37, l'articolo 19 che grandi battaglie allora, nella passata legislatura del centro sinistra allora al governo ha fatto e che sicuramente qualche azione contraria da parte del centro destra ci fu, perchè si gridò allo scandalo anche sulla legge regionale 37, devo dire che nei primi mesi, forse anche il primo anno in cui sono stato eletto pensato che questo appartenesse esclusivamente ad una legge approvata dal centro sinistra in modo anche distorto e non conforme a quello che poi era la linea della coalizione di centro destra. Devo dire che mi sono un po' ricreduto, anche perchè molti sindaci appartenenti al nostro schieramento, poi eletti, ci pongono tutti i giorni il problema della legge 37 e in modo particolare l'articolo 19 che finanzia una serie di cose ai comuni.
Oggi ci ritroviamo sull'articolo 3, in modo particolare nei residui passivi che l'Assessore al bilancio tutti gli anni ci ricorda essendo in grandissima quantità, e in modo particolare quello che viene dalla legge 37, articolo 19.
Vede onorevole Cogodi, mi sarei aspettato da lei che presentasse un emendamento che facesse un po' di chiarezza anche in quello che è l'utilizzo, secondo me anche in modo distorto, di moltissimi, anzi, forse della maggior parte delle amministrazioni comunali sull'articolo 19, sui fondi e l'articolo 19, perchè molte volte, forse aggirando un po' la legge i fondi stanziati sul piano del lavoro e sull'articolo 19 sono utilizzati dalle amministrazioni comunali in modo molto clientelare, molto, ma molto clientelare, forse allontanandosi da quello che era lo spirito e che è lo spirito stesso della stessa legge, perchè si fanno opere pubbliche... Sicuramente a lei forse anche il merito, ma è giusto parlarne qua in Aula, di riportare all'attenzione quella che è l'applicazione della legge 37 in modo particolare del... Sicuramente c'è qualcosa che non sta funzionando, che non ha funzionato. Credo che ci sia necessità di fare chiarezza. Lo scorso anno, così anche il Presidente della Giunta ha detto un miliardo di Euro di residui passivi, molti vengono dalla legge 37, l'articolo 19 e abbiamo un problema, un problema credo che è un ordine da mettere, il primo io credo che ci sia un problema di spendita di questi finanziamenti che vede i piccoli comuni impegnarsi in tempi brevissimi nell'utilizzo e nella spendita di questi finanziamenti e molto probabilmente qua la carenza è anche dei grandi comuni che ritardano, forse perchè hanno maggiore disponibilità di bilancio, di altre cose, ritardano nell'impegno e nella spendita creandoci poi a fine anno quel grande quantitativo di residui passivi.
Dall'onorevole Cogodi, visto che questo argomento, finanziaria, assestamenti di bilancio, ogni occasione è per parlare della 37 e dell'articolo 19, mi sarei aspettato non un emendamento soppressivo ma un emendamento che facesse chiarezza e che desse anche una regolamentazione sull'utilizzo dei fondi stanziati dalla stessa legge. Allora, Assessore e Presidente, io credo che sull'articolo 19 bisogna fare chiarezza, in modo particolare o diamo una premialità ai comuni piccoli che spendono, che spendono subito, quindi in questo modo penalizziamo i grandi comuni, perchè dobbiamo mettere nelle condizioni i comuni di spendere questi soldi. La Regione non si può permettere, come più volte lei ha detto, di impegnare delle somme, poi ritrovarsele non spese a fine anno con enormi quantità di soldi non spesi. Allora sicuramente l'ordine deve essere posto per quanto riguarda una premialità su quei comuni che spendono e che spendono subito e che non creano poi problemi di residui passivi alla Regione, perchè così la Regione, ormai noi stiamo prorogando quello del 2002 al 2003, però così non si può continuare, ci vuole una regolamentazione della stessa legge. Quindi a mio avviso sugli interventi, ma anche di quello che io penso ascoltando i nostri sindaci, credo che ci sia da dare una premialità ai comuni che spendono in tempi brevissimi e penalizzare automaticamente i comuni che non spendono e che ci portano ad impegnare soldi che poi, anche pagando molti interessi passivi, ce li ritroviamo non spesi. L'altra cosa sull'articolo 19 è fare chiarezza su quello che deve essere l'impegno, gli investimenti, perchè come abbiamo detto molte volte sono utilizzati dai sindaci, dalle amministrazioni comunali in modo troppo clientelare che nulla hanno a che vedere con l'impegno, con una proiezione stabile dei lavoratori. Allora io, pur trovando interessante il dibattito che si sta svolgendo in sede di assestamento di bilancio sull'articolo 3 ma in modo particolare sul comma 6 - 7 e 8, io credo che per noi è un piccolo passo avanti che la Giunta regionale ha fatto e quindi anche quello di controllare i progetti che viene già, facendo un passettino in avanti su quelli che i comuni invece a loro piena discrezione fanno clientelismo con quelle somme lì. Quindi questo è un piccolo passo che non completa comunque quella che è la reale disposizione, che sono le finalità della legge. Allora la Giunta fa un piccolo passo avanti, ma anche nel dibattito in Consiglio regionale ed anche dal dibattito che il centro sinistra sta facendo non porta in avanti e non fa un passo in avanti, anzi, rimane impallata nel dire "la legge 37, l'articolo 19 non deve essere toccato". Io dico no! L'articolo 19 e la legge 37 deve essere modificata dando dei criteri perfetti interpretativi in modo particolare, perchè il sistema con cui si sta applicando non va assolutamente bene. Ed allora, anche su questo comma, anche su questo emendamento ha il merito di portare all'attenzione questo problema ma non di risolverlo, assolutamente. Quello della Giunta è un piccolo passo ma non completo, quello del centro sinistra e i colleghi che mi hanno preceduto è solo un rimanere fermi a quello che eravamo ancora prima della disposizione che la Giunta ha apportato all'interno dell'assestamento di bilancio. Io credo che questo emendamento sia da respingere, ma sia anche da prendere un impegno da Presidente, dall'Assessore al bilancio che sull'articolo 19 della legge 37 siano fatti due chiarimenti in tempi brevissimi, magari in sede di finanziaria, il primo: che non ci sia il clientelismo nell'utilizzo delle somme, il secondo: dare una premialità ai comuni, piccoli o grandi, ma che spendono in termini brevissimi il finanziamento che gli viene messo a disposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
MASALA, Presidente della Giunta. Mi sembra giusto intervenire in replica sulle questioni che sono state sollevate con riferimento all'articolo 3 e agli emendamenti relativi.
Per quanto concerne il primo comma, io non ho alcuna difficoltà a riconoscere di non essere stato originale nel fare questa proposta perchè è stata fatta prima di me da altri assessori al bilancio, il primo fu nella legislatura passata quando si propose l'eliminazione dei residui fino ad una certa data e poi fu fatto anno per anno successivamente, io l'anno scorso e neppure l'altro anno non l'ho fatto, questa volta è stato fatto. Quindi riconosco di non essere originale, però è un'operazione che si rende assolutamente indispensabile.
Relativamente alla revisione dei residui attivi e passivi debbo dire che fu affidato l'incarico ad un ex direttore generale del bilancio, il dott. Sechi, che ha svolto un eccellente lavoro in relazione a questo, e molte furono le somme che sono state individuate e che sono state trasferite alla economia del bilancio regionale, come pure è stato fatto un eccellente lavoro in ordine ai residui attivi ed anche in questo settore debbo dire che il disegno di legge dà anche testimonianza di questo lavoro.
Il problema più rilevante che è stato sollevato dal punto di vista politico mi pare che sia quello relativo all'articolo 19 e alle modalità che con questa proposta vengono avanzate in ordine alla disciplina del processo. Riaffermato che l'articolo 19 della legge 37 è ormai parte dell'ordinamento regionale anche per il 2003 ma anche per il 2004 perchè la finanziaria del 2003 ha confermato il programma per il 2003 - 2004 e 2005, quindi non stiamo discutendo della validità o meno dell'articolo 19 della legge 37, stiamo invece mettendo appunto il sistema con riferimento ai precetti contenuti nella legge 15 che è la legge finanziaria la quale stabilisce dei termini, si tratta di verificare da quando questi termini devono decorrere, perchè occorre stabilire dei termini per la impegnabilità delle somme ed una volta stabiliti questi termini bisogna osservarli. Noi non siamo in questo momento riusciti a stabilire questi termini perchè abbiamo affermato dei principi che sono risultati sul piano pratico eccessivamente rigorosi, tant'è che abbiamo anche in più occasioni prorogato determinati termini ma non solo per l'articolo 19 ma per tutte le somme destinate ai comuni, abbiamo sempre avuto la necessità di rivedere la decorrenza di questi termini ed allora in questa occasione si cerca di porre non dico la parola fine, perchè probabilmente si avrà la necessità di verificare anche la funzionalità di questa cosa, però sta di fatto che si sta cercando di dare una regola certa e per stabilire una regola certa occorre anche indivinuare il momento in relazione al quale deve essere stabilito il termine di impegnabilità della spesa. Queste regole sono dettate soprattutto nel 5° comma, allorquando è vero che si dice che il termine va fatto decorrere nel momento della approvazione da parte della Regione ma è evidente che quando noi parliamo di approvazione intendiamo approvazione definitiva e cioè il momento in cui il progetto approvato dal Comune, casomai è impropria quella formula, perchè l'approvazione da parte del Comune non significa definitività del provvedimento, tant'è che occorre anche il parere di coerenza da parte del comitato tecnico. Quindi evidentemente è un atto complesso che si perfeziona soltanto con l'incontro di tutte queste componenti.
Il procedimento però si conclude con un atto formale, è questo il punto, cioè è una terza fase che è quella del provvedimento dell'autorità amministrativa che è un momento successivo a quello indicato nell'emendamento modificativo. Quindi noi facciamo decorrere il termine di impegnabilità della somma non oggi ma casomai domani e dopodomani, quindi siamo più a favore del comune perchè se noi facessimo coincidere il momento con l'approvazione da parte del comune può anche accadere che l'obbligo di impegnabilità della spesa da parte del comune sia di sei mesi, sette mesi, otto mesi anteriore al momento in cui esiste il provvedimento di coerenza e il provvedimento da parte dell'amministrazione.
Quindi questo ragionamento, questo termine non l'abbiamo fatto da soli, unilateralmente, ma sia pure clandestinamente l'abbiamo fatto insieme all'ANCI, cioè insieme all'associazione che rappresenta tutti i comuni, i grandi e i piccoli. Quindi se la cosa non va bene non va bene non alla Giunta regionale ma non va bene neanche per l'ANCI, cioè è una cosa che stata concordata con l'ANCI perchè si è ritenuto che fosse indispensabile stabilire una data certa. Questo è stato detto ed è stato individuato in quel particolare momento. Ecco perchè noi insistiamo per l'approvazione del testo così come è stato scritto.
SECCI (La Margherita-D.L.). L'articolo 3 della "15" chi l'ha fatto, Assessore, tu hai stabilito i termini.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione; colleghi se non vi sono richieste diverse procediamo col sistema del voto per alzata di mano.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Che cosa stiamo votando? PRESIDENTE. Onorevole Sanna Gian Valerio adesso arriviamo a questo, io ho voluto ricordare...
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Non può essere una regola generica.
PRESIDENTE. No; in questo momento noi stiamo partendo con le votazioni relative agli emendamenti presentati all'articolo 3, a partire dall'emendamento numero 26 soppressivo parziale che è uguale all'emendamento soppressivo parziale 51. Ho voluto ricordare ai colleghi che...
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sulle modalità di votazione. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intanto mi permetto di far osservare, mi parrebbe, che l'emendamento 83 essendo modificativo parziale del comma 6 dovrebbe essere trattato prima dell'abrogazione dell'intero comma 6 che è il più lontano. Perché diversamente per l'ipotesi poi che viva il comma 6, comunque questo lo vede il Presidente, è dovere suo, è mestiere suo. In ogni caso, sull'emendamento numero 26 chiedo il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 26 all'articolo 3, soppressivo parziale che viene comunque prima dei modificativi, onorevole Cogodi, è stato chiesto il voto segreto. Quindi invito i colleghi a prendere posto.
Emendamento soppressivo parziale all'articolo 3, è stato chiesto il voto segreto e sono aperte le votazioni.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 26 all'articolo 3.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 70
maggioranza 36
favorevoli 33
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU -BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI -CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SPISSU - TUNIS -USAI -VARGIU - VASSALLO.)
Onorevole Rassu, su che cosa vuole intervenire?
RASSU (F.I.-Sardegna). Sulle modalità di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io la prego di garantire che ogni consigliere presente in Aula abbia il diritto e dovere di esprimere il proprio voto. Immediatamente, quando lei ha annunciato la votazione, io ho detto che non potevo votare, tutte le altre postazioni sono difettose me lo dica lei dove devo andare a votare!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu è un problema suo.
RASSU (F.I.-Sardegna). Io voglio votare!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, il problema è esattamente in questi termini: è soltanto lei in quest'Aula che ogni volta si ritrova durante i voti segreti in difficoltà. Allora si trovi un'altra postazione; stranamente gli altri 79 hanno avuto tutto il tempo, anche di andare a prendere un caffè, onorevole Rassu.
Passiamo agli altri emendamenti, mettiamo in votazione l'emendamento...
RASSU (F.I.-Sardegna). Lei mi dia il tempo di spostarmi!
PRESIDENTE. Onorevole Rassu per cortesia!
Passiamo all'emendamento numero 46. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulle modalità di votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 46 soppressivo parziale, è stato chiesto il voto segreto. Invito i colleghi a prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 46 soppressivo parziale.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 37
contrari 34
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU - VASSALLO.)
Un attimo perché dobbiamo controllare! Colleghi per cortesia un attimo di attenzione. A seguito del voto testè espresso dall'Aula..., colleghi per cortesia, ci sono alcuni colleghi che vorrebbero seguire l'andamento dei lavori.
Appena sono concluse le conferenze io posso illustrare all'Aula la prosecuzione dei lavori.
A seguito del voto precedente decade anche il comma 2 e conseguentemente decade l'emendamento 47, quindi passiamo all'emendamento 48 che riguarda il comma 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Sulla modalità di votazione, chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 48 soppressivo parziale è stato chiesto il voto elettronico. Sette consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, LAI, Emanuele SANNA, PIRISI, SECCI, GRANELLA, MORITTU.)
Sull'emendamento 48 è stato chiesto il voto elettronico palese e sullo stesso emendamento c'è la dichiarazione di voto dell'onorevole Cogodi.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per esprimere il voto contrario a questo comma terzo, quindi favorevole all'emendamento soppressivo, perchè volendo attraverso l'abrogazione del comma tre si può, dico volendo, porre rimedio anche a quel danno grande che è poi contenuto nel comma sesto qualora persistesse nella sua integrità. Io ho provato a dirlo, e non so quanto sia riuscito a spiegare, quanto i colleghi del Consiglio abbiano valutato la portata del successivo articolo, comma 6, questo comma 3 in buona sostanza abroga il comma 10 dell'articolo 23 della finanziaria del 2000, che non si dimentichi fu un atto, quello dell'introduzione nella finanziaria del 2000, Presidente Floris allora, che raccoglieva un punto di equilibrio in materia di articolo 19 e di piano per il lavoro largamente, mi pare unanimemente condiviso dal Consiglio, cioè quello di garantire una ordinata procedibilità e dare una garanzia alla Regione perchè non vi fossero dei fondi inutilizzati e ai comuni perchè avessero i fondi per attivare i programmi per il lavoro e però questi fondi venissero impegnati in modo coerente, rispondente alla finalità della legge 37.
E infatti l'articolo 10 che adesso si vorrebbe abrogare è un degno complemento del pessimo, successivo comma 6 perchè elimina quel riparto, cioè l'attribuzione delle risorse ai comuni che, in base alla legge vigente, cioè la finanziaria del 2000, dovrebbe essere effettuato in forza dell'articolo 4 e ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975 numero 1. Cioè un riparto di carattere generale in base a criteri obiettivi per cui ogni comune sa quanto gli spetta, e con criterio oggettivo e tabellare ai comuni grandi e piccoli si attribuisce l'entità delle somme, delle risorse in base alle quali possono programmare il loro sviluppo locale e l'occupazione in sede locale.
A che serve dire qui che per colpa dei comuni grandi si debbono punire i piccoli? O per colpa dei medi si debbono punire i grandi? I fondi per il lavoro sono dati a tutti i comuni della Sardegna in funzione dei disoccupati e del ritardo nello sviluppo dei diversi territori della Sardegna, con criteri di oggettività. Se c'è da criticare, lo dice il collega Piana, ai grandi comuni e i grandi comuni sono il comune di Cagliari, il comune di Sassari e medi comuni poi sono quelli di Oristano, Nuoro e quant'altro e di Olbia, si critichino quei comuni. Ma chi è che ha diritto di punire i disoccupati anche di Cagliari, di Sassari, di Olbia solo perchè - dite voi - i grandi comuni non usano bene, propriamente e tempestivamente, i fondi per il lavoro? Non c'è diritto di nessuno di punire i non colpevoli e invece che i colpevoli, se i colpevoli ci fossero!
Ecco perché questa modificazione che si vuole introdurre, e se il Consiglio vuole c'è ancora possibilità di intervenire e di correggere questa stortura, non è un piccolo passo avanti è un grande passo indietro che in questo modo, come dire, non del tutto lineare e chiaro si vuole introdurre attraverso l'assestamento di bilancio.
Dico ancora una cosa: il Presidente della Regione dice che questa cosa la chiede l'ANCI io vorrei vedere gli atti, signor Presidente della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Secci per cortesia, è per invitare il Presidente Masala all'interlocuzione con l'onorevole Cogodi.
Per cortesia, colleghi consiglieri, non potete fare la fila di fronte al Presidente mentre sta parlando un collega consigliere!
COGODI (R.C.). Non è tanto che sta parlando un collega consigliere, è che io sto rivolgendo una specifica domanda al Presidente della Giunta perchè fornisca al Consiglio gli atti che comprovino che la non attribuzione dei fondi ai comuni con criterio oggettivo e con tempestività, nel momento nel quale la Regione con i suoi organi tecnici ha accertato la coerenza dei piani comunali con le finalità della legge, in base appunto al comma quinto dell'articolo 23 della finanziaria 2000, che non viene abrogato, dia le carte probanti che questa stortura l'ha chiesta l'ANCI, perchè l'ha detto e ripetuto, secondo me impunemente, tre volte. A me non risulta!
Perchè se l'ANCI avesse chiesto e la Giunta avesse concordato con l'ANCI di non dare i danari ai comuni della Sardegna, l'ANCI non sarebbe più ANCI, deve cambiare almeno nome, cioè se chiede che i comuni non vengono dati con criterio di oggettività e tempestivamente, quando la Regione ha riconosciuto coerenti i piani dei comuni non prima, quando li ha riconosciuti coerenti in base al comma quinto dell'articolo 23, perchè questo stiamo sostenendo noi, l'ANCI non sarebbe più ANCI, ma io credo che la Giunta non è più Giunta, perchè sta dicendo ancora una volta una cosa ...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Chiedo che delle cose che si affermano in Consiglio regionale si possa dare dimostrazione, perchè sennò ogni cosa può essere detta ed anche quella è la più contraria al vero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). No, Presidente non intendo fare dichiarazioni di voto, ma annunciare il ritiro degli emendamenti 48 - 49 e 50.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 48 - 49 e 50 sono stati ritirati. Emendamento numero 52 soppressivo parziale relativo al comma 7.
Poichè nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 53, soppressivo parziale del comma 8.
Chi lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 54 è ritirato. Emendamento numero 83. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. È stata chiesta sull'emendamento numero 83 la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 83.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 70
maggioranza 36
favorevoli 34
contrari 35
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI -LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO -RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SECCI - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU .)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Articolo 4, se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 4
Interventi in materia di lavori pubblici
1. É autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 3.500.000 per la concessione di finanziamenti per la realizzazione o il completamento di edifici di culto; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), e successive modifiche e integrazioni (UPB S08.039 - Cap. 08125).
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 3, della legge regionale n. 15 del 2002, relativa all'attuazione di un programma di opere pubbliche concernente il settore viario è incrementata di euro 2.250.000 nell'anno 2003, di euro 1.000.000 nell'anno 2004 e di euro 2.582.000 nell'anno 2005 (UPB S08.073 - Cap. 08313).
3. Per la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 33, comma 1, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - Legge finanziaria 1999), relativi ad un programma di opere pubbliche di interesse degli enti di cui all'articolo 16, della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione - Legge finanziaria 1994), è autorizzata l'ulteriore spesa di euro 2.049.000 nell'anno 2003 e di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005 (UPB S08.073 - Cap. 08323).
4. Per l'ampliamento e la costruzione di cimiteri di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale n. 15 del 2002, è autorizzato, nell'anno 2003, l'ulteriore stanziamento di euro 2.018.000 (UPB S08.073 - Cap. 08325).
5. É autorizzata la spesa di euro 900.000 per l'anno 2003, di euro 9.150.000 per l'anno 2004 e di euro 8.900.000 per l'anno 2005 per la realizzazione di interventi nell'ambito del sistema idrico multisettoriale finalizzati al riequilibrio del fabbisogno idropotabile (UPB S08.055 - Cap. 08234) .
6. È autorizzata la spesa di euro 250.000 nell'anno 2003, di euro 1.500.000 nell'anno 2004 e di euro 1.250.000 nell'anno 2005 per l'ultimazione delle progettazioni delle opere relative alla viabilità statale (UPB S08.081 - Cap. 08350).
7. Per il rifinanziamento degli interventi di cui alla legge regionale 6 settembre 1976, n. 45 (Finanziamenti regionali alle Province, ai Comuni ed ai loro Consorzi, agli Organismi comprensoriali per l'attuazione di programmi d'intervento nel settore delle opere e degli impianti di interesse pubblico), e successive modificazioni e integrazioni, è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 5.000.000 (UPB S08.073 - Cap. 08322).
8. In attuazione all'articolo 86 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e per le indicate finalità, i proventi derivanti dall'utilizzo del demanio idrico sono destinati al finanziamento degli interventi di tutela delle risorse idriche e dell'assetto idraulico ed idrogeologico; a tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio provvede, con proprio decreto, all'iscrizione nei competenti capitoli di bilancio, previo accertamento della corrispondente entrata in conto dell'UPB E08.046 - Cap. 36203 (UPB S08.062 - Cap. 08260).
9. Il termine "condizione sufficiente" contenuto nell'articolo 2, comma 1, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 14 (Nuove norme in materia di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici che si svolgono nell'ambito territoriale regionale), deve essere inteso nel senso che il sistema di qualificazione regionale non è esclusivo, ma alternativo agli strumenti di qualificazione previsti dalla vigente normativa statale.
10. Il termine di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 35 della legge regionale n. 14 del 2002 è prorogato al 30 giugno 2004.
11. I termini di cui all'articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 15 del 2002, sono rispettivamente prorogati al 30 giugno 2004 e al 31 agosto 2004.
PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 55 soppressivo parziale, 56 soppressivo parziale, 57 soppressivo parziale, 58 soppressivo parziale, 59 soppressivo parziale, 60 soppressivo parziale, 61 soppressivo parziale, 62 soppressivo parziale, 4 aggiuntivo, 6 aggiuntivo; il 40 - lo dico ai presentatori che presentano la raccolta - è da spostare all'articolo 7, quindi non lo affronteremo adesso nell'articolo 4, bensì all'articolo 7 e infine all'82 aggiuntivo. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 2 dell'articolo 4 è soppresso. (55)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 3 dell'articolo 4 è soppresso. (56)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 4 dell'articolo 4 è soppresso. (57)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 6 dell'articolo 4 è soppresso. (59)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 9 dell'articolo 4 è soppresso. (60)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 10 dell'articolo 4 è soppresso. (61)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 11 dell'articolo 4 è soppresso. (62)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 4
Interventi in materia di lavori pubblici
Nell'articolo 4 dopo il comma 7 è inserito il seguente:
7 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario di euro 20.000.000 a favore dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature da destinare prioritariamente all'assolvimento dei debiti assunti per la fornitura di acqua potabile (U.P.B. S08.014 - Cap. 08027).
Copertura finanziaria
In diminuzione
Art. 8 U.P.B.S08.014 Oneri di carattere straordinario e generali - Parte corrente
2003 € 6.250.000
In aumento
Art. 9 U.P.B.E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 13.750.000
U.P.B.S08.027 Oneri di carattere straordinario e generali - Parte corrente
2003 € 20.000.000 (4)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 4
Interventi in materia di lavori pubblici
Nell'articolo 4 dopo il comma 2 è inserito il seguente:
2 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 4, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 relativi alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali (U.P.B. S08.073 - Cap. 08238).
Copertura finanziaria
In aumento
U.P.B.E03.031 (Cap. 36103) Recuperi da istituti ed enti creditizi
2003 € 10.000.000
U.P.B.S08.073 (Cap. 08238) Finanziamenti agli Enti Locali per la realizzazione di opere di loro interesse
2003 € 10.000.000 (6)
Emendamento aggiuntivo Liori - Frau - Diana - Lombardo - Cappai - Pisano - Corda - Corona - La Spisa - Vargiu - Biggio - Locci - Balletto - Tunis
All'articolo 4, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"6/bis. Per l'aggiornamento annuale del Piano Regionale del trasporto delle merci è stanziato per il triennio 2003/2005 l'importo complessivo di € 1.450.000 così ripartito: € 650.000 per l'anno 2003, ed € 400.000 per ciascuno degli anni 2004 e 2005. Tale stanziamento può essere utilizzato anche per la predisposizione di studi di fattibilità riguardanti interventi previsti nel Piano Regionale del trasporto delle merci."
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S13.005
Competenza anno 2003 € 650.000
Competenza anno 2004 € 400.000
Competenza anno 2005 € 400.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2003 € 650.000
Competenza anno 2004 € 400.000
Competenza anno 2005 € 400.000 (82)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 55.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, per quanto riguarda l'emendamento 55 si ritiene ritirato, rimane il 56, così parlo a proposito degli emendamenti che rimangono, il 57 è ritirato, poi per il resto rimangono in piedi. Parlerò sul 56 e sugli altri in maniera generale senza gravare il Consiglio di ulteriore tempo. Anche qui vale il ragionamento complessivo, del tutto singolare che a fine anno si rifinanzino programmi di lavori pubblici che erano stati largamente oggetto di censura in sede di finanziaria per il semplice fatto che si continua in questa Regione a fare programmi di opere pubbliche senza dare conto né dei programmi, né degli stati di attuazione. Si impegnano risorse ingenti, si registrano quotidianamente da parte degli amministratori il mantenersi inalterato dei fabbisogni e delle domande, continuiamo a svolgere con cocciutaggine il compito di chiedere i criteri e le trasparenze attraverso le quali avvengono le assegnazioni, continua a non esserci risposta, continua a non esserci risposta e vorremmo capire se questi criteri sono informati, soprattutto a fine anno, ad un equilibrio e ad una trasparenza ed una pari opportunità nei confronti di tutte le amministrazioni, quali sono le priorità, quali sono gli stati di attuazione e come mai tutto questo da farsi di finanziamenti che intendono anche ritoccare il pluriennale, cioè le somme che vanno in qualche modo a dover essere oggetto di una discussione di merito nella finanziaria che è il luogo esatto nel quale svolgere un ragionamento e un approfondimento su questi temi. Ci sono poi degli elementi che riguardano destinazioni di proventi, interprestazioni autentiche, mi ricordo che sulle norme che riguardavano le qualificazioni di imprese abbiamo speso un sacco di tempo, oggi andiamo a dire che il sistema di qualificazione non è esclusivo, ma alternativo. Vorremo capire che cosa significa alla luce anche delle sentenze che ci sono state su questa materia, se sono affermazioni che sono in linea con i pronunciamenti giurisdizionali, questo è molto utile capirlo perchè dobbiamo sapere se stiamo continuando a fare o inseguire una illegittimità già pronunciata, oppure se siamo in presenza di novità, cioè mi sembra il minimo che noi dobbiamo conoscere, chiamati a deliberare su queste cose e quindi questi emendamenti in qualche modo, proponendo l'annullamento, hanno sempre lo scopo di rinnovare una richiesta, che in sintesi è una richiesta di chiarezza, di trasparenza di criteri e anche di stati attuazione, che al momento non abbiamo avuto, a dire il vero sono parecchi anni che non ne abbiamo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanna. Quindi lei ha illustrato tutti gli emendamenti fino al 62.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento numero 4 della Giunta regionale.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'emendamento numero 4 prevede un contributo a favore dell'Esaf per consentire all'ente di fronteggiare una situazione debitoria che ha nei confronti di altri enti regionali, ma non solo, anche di fornitori. In particolare il debito dell'Esaf è nei confronti dell'Eaf, quindi questi contributi sono necessari per consentire all'ente di poter fare fronte a questa situazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare l'emendamento numero 6.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. È previsto un contributo a favore delle province per la manutenzione delle strade provinciali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Liori per illustrare l'emendamento numero 82.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il presente emendamento nasce dalla presa in considerazione del fatto che nel 1992 la Regione ha stipulato con la società Porto terminal Mediterraneo, a partecipazione regionale tra l'altro, un accordo che prevedeva che detta società redasse per la regione sarda e l'aggiornasse periodicamente un piano regionale dei trasporti che è stata consegnato e che è servito anche alla Regione per poter fare delle proposte al Governo nazionale; questo piano regionale dei trasporti elaborato dalla società è stato alla base delle proposte che la Regione ha fatto al Governo, alla base di alcune richieste anche di finanziamento importanti che sono in essere per quanto riguarda il progetto delle autostrade del mare ed anche per una serie di interventi, però per il pubblico, da realizzare la cui necessità è stata segnalata dallo stesso piano dei trasporti, cito per esempio il centro internodale per il trasporto delle merci di Chilivani. Tra l'altro questo piano, pur essendo appena varato, purtroppo si è basato su dati non aggiornati, ma aggiornati soltanto al 2000, e quindi ha necessità di un'ulteriore elaborazione con dati più attinenti alla realtà attuale, pensiamo per esempio ai notevoli cambiamenti che sono avvenuti in campo dei trasporti dalla partenza del Porto Terminal Mediterraneo che è già attivo in regione. Però esiste una necessità di finanziare quest'ulteriore elaborazione per la società che deve provvedere e che si trova a corto di liquidità. Quindi si richiede, ai fini istituzionali, questo finanziamento, proprio perchè la Regione trarrebbe notevole vantaggio dall'aggiornamento del piano, del quale per altro abbiamo stretta necessità.
PRESIDENTE. Procediamo all'acquisizione dei pareri. Parere del relatore sugli emendamenti testé illustrati, a partire dal 56, il numero 55 è stato ritirato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I. - Sardegna), relatore. Il numero 56 è negativo; 57 è ritirato; 58 è negativo; 59 è negativo; 60 è negativo; 61 è negativo, 62 è negativo, 4 della Giunta è favorevole; 6 è favorevole, 40 è negativo...
PRESIDENTE. Sul 40, onorevole Balletto, l'abbiamo sposato all'articolo 7 quindi poi ne richiediamo il parere.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Sì, l'avevo annotato ma mi è sfuggito.
PRESIDENTE. 82.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Per l'82 si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Il parere della Giunta è negativo per 56, perchè si proporrebbe di sopprimere un intervento relativo all'attuazione di programmi di opere pubbliche di interesse degli enti. Il numero 58 è pure negativo perchè si propone di sopprimere interventi in materia di sistema idrico. Il 59 è negativo, perchè si propone di sopprimere i finanziamenti per la progettazione delle strade statali; sul 60 il parere è negativo perchè si proporrebbe di sopprimere interventi in materia di tutela delle risorse idriche ed assetto idraulico. Come pure è negativo sul 61, sul 62, il 4 è della Giunta, come pure il 6; sull'82 anche la Giunta si rimette all'Aula, anche se si riserva di valutare meglio la questione dopo il dibattito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, sull'emendamento 82, presentato dai colleghi Liori e più, si propone di prevedere per il triennio 2003/2005 risorse importanti per aggiornare il piano regionale delle merci, piano regionale che è stato proposto al Consiglio regionale, che è stato già fatto proprio dalla Giunta, e che è all'esame della Commissione competente. Mi sembra davvero singolare che uno strumento che il Consiglio deve adottare ed è la prima volta che l'amministrazione regionale si dota di questo strumento, che è pronto, dipende soltanto dalla maggioranza che c'è o che non c'è, che governa o che non governa questa Regione, dipende solo da questo, se questo strumento può essere adottato e quindi può entrare in vigore. Mi sembra davvero singolare che si voglia destinare più di tre miliardi per aggiornare un piano che ancora non c'è e che deve essere approvato. Siccome è un piano, a mio parere, anche che ha, che contiene una serie di proposte interessanti, è un piano nuovo, io credo che vada approvato e debba essere successivamente messo in pratica, deve entrare in vigore, quindi questo emendamento è un emendamento da respingere perchè a mio parere è uno sperpero di risorse e niente più.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Siro Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Intervengo solo per segnalare un aspetto al Presidente della Commissione: la Commissione nell'esaminare gli emendamenti ha ritenuto essendo questo disegno di legge di assestamento, dovesse impegnare le risorse 2003, e di non ritenere accoglibili che nel disegno di legge di assestamento ci fossero degli impegni di risorse del 2004 e 2005 che sono invece da rinviare eventualmente alla finanziaria che andremo a discutere che dobbiamo iniziare a discutere. Su questo si è trovata unanime sia la Commissione che la Giunta. L'emendamento 82 impegna risorse per il 2004 e 2005, quindi non in sintonia con quello che abbiamo discusso unanimemente in Commissione e sul quale anche la Giunta era d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, brevemente per svolgere alcune considerazioni generali in riferimento a questo articolo 4 e fare qualche puntualizzazione sugli emendamenti che sono stati presentati.
Intanto una premessa, insomma l'articolo 4 ripercorre più o meno, comma per comma, un articolo della precedente finanziaria che non aveva trovato molta fortuna all'interno di quest'Aula. Diciamo che era stato, come si dice comunemente, cassato dalla volontà dell'Aula. Oggi lo si ripropone in sede di assestamento di bilancio senza comunque che la Giunta e l'Assessore competente abbiano sciolto il nodo, la causa di quell'atteggiamento del Consiglio regionale, cioè della forte disapprovazione manifestata dal Consiglio regionale nei confronti della gestione delle enormi risorse giacenti a residuo passivo in capo all'Assessorato dei lavori pubblici. Ricordo che in quella occasione (naturalmente avevamo a disposizione le cifre di allora, non quelle di oggi, che non sono presenti nel testo della manovra di assestamento) avevamo rilevato che i residui passivi giacenti in capo all'Assessorato dei lavori pubblici ammontavano a 1151 milioni di euro, pari a circa 2229 miliardi di vecchie lire, corrispondenti al 35 per cento dell'intero ammontare dei residui passivi giacenti nelle casse regionali, e di queste enormi somme disponibili molte attenevano anche a problematiche urgenti e inderogabili, quali l'emergenza idrica ed altro. Quella argomentazione probabilmente ha colto nel segno e, insomma, ha convinto il Consiglio regionale a soprassedere sulla richiesta delle somme avanzate dai lavori pubblici in quella circostanza.
Io credo che quelle ragioni, quelle motivazioni siano a tutt'oggi completamente in piedi e l'Assessorato dei lavori pubblici ripropone, la Giunta ripropone la spendita di quelle somme non avendo, io credo a tutt'oggi, dimostrato invece di aver speso le somme allora giacenti. Io credo che gli emendamenti soppressivi che sono stati presentati ancora una volta e giustamente dalla opposizione meritino l'attenzione e la considerazione di quest'Aula. Io credo che molte di queste somme potrebbero tranquillamente transitare attraverso il fondo della legge regionale 25 per essere ripartite, secondo criteri oggettivi, ai comuni che dimostrano e stanno dimostrando di sapere ben gestire le risorse regionali.
Poi, diciamo pure un'altra cosa: la Commissione di merito, la Commissione lavori pubblici non ha avuto il piacere né l'onore di entrare nel merito dell'esame di questa manovra di assestamento e quindi di discutere nel merito, di confrontarsi anche con l'Assessore dei lavori pubblici per verificare la corrispondenza di queste esigenze poste in assestamento rispetto davvero ai reali bisogni della comunità sarda. Non abbiamo avuto né questo onore, né questa opportunità in quanto l'assestamento di bilancio è transitato nella sola Commissione bilancio, per l'appunto, un po' trascurando un'analisi di merito e l'apporto di questa analisi di merito da parte delle Commissioni. Noi abbiamo sollecitato il nostro Presidente affinché provvedesse a manifestare formalmente la nostra disapprovazione, la disapprovazione della Commissione nel suo complesso, al Presidente del Consiglio affinché la manifestasse anche alla stessa Giunta. Non so che esito abbia avuto questa nostra protesta, io la rinnovo formalmente qua al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta in Aula. Poi è anche curioso che i capitoli, o meglio le previsioni che vengono fatte, non vengono fatte soltanto per l'annualità di assestamento, cioè del 2003, quella che sta per concludersi, ma si prevede addirittura di impegnare somme nel triennale, nel 2004 e nel 2005, compiendo così, secondo me, una scorrettezza anche nell'impostazione formale del documento contabile.
Su due emendamenti, un emendamento della Giunta relativo all'ESAF, che prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro a ripiano della situazione debitoria di quell'ente, è un provvedimento tardivo, che ha costretto quell'ente a vedersi slacciare la corrente elettrica in uffici suoi, per esempio, della città di Cagliari, ha costretto quell'ente, come dire, a vivere soffocato dai debiti e dalla indisponibilità di cassa, non avevano soldi manco per comprare una matita. Io credo che questo provvedimento tardivo vada accolto e approvato. Sulla partita dell'ESAF avremo sicuramente occasione per discutere un po' più sul merito e un po' più approfonditamente.
Per quanto riguarda l'emendamento, presentato da Liori e più, che prevede uno stanziamento cospicuo per il finanziamento di un aggiornamento di un piano che ancora la Commissione competente ha semplicemente preso in carico, ma non ha avuto modo ancora di esaminare, insomma io credo curiosa la richiesta di finanziare un aggiornamento di un piano che è stato presentato un anno fa, depositato un anno fa in Giunta e dalla Giunta al Consiglio, salvo che lo stesso piano non sia stato consegnato già abbondantemente vecchio. Ma su questo, mi pare, la responsabilità eventualmente della obsolescenza del piano alla data della presentazione è probabilmente della Giunta, mi pare che lo ha approvato e l'ha trasmesso alla Commissione competente. Se così non è, cioè se il piano consegnato un anno fa è un piano aggiornato non vedo perché dovremmo spendere qualche miliardo per un aggiornamento in itinere e magari poi un aggiornamento successivo e quindi più che approvare piani, noi approviamo stanziamenti per coloro i quali dovranno in qualche modo beneficiare di studi e di progettazioni. Quindi io credo che davvero quest'Aula non può accogliere positivamente quell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Il consigliere Cogodi ha rinunciato, quindi passiamo alla votazione. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente, molto brevemente per dire che i finanziamenti a favore dello stato di previsione della spesa dei lavori pubblici prescindono dai residui, come è stato detto, perché in realtà non si tratta di progetti, di programmi, ecc. Se l'Assessorato è stato privato, in questo esercizio, di qualunque disponibilità di somme è chiaro che non ha potuto fare nessun programma nuovo. Si tratta invece di sanare i programmi precedenti, perché, come il Consiglio sa, i programmi dei lavori pubblici in particolare vengono fatti con programmazione triennale, conseguentemente i programmi approvati nel 2002 prevedevano anche delle spese nel 2003 e nel 2004. E' chiaro, quindi, che noi abbiamo la necessità di mettere a disposizione le risorse per la realizzazione delle opere che sono state già programmate e sulle quali esiste già l'impegno fatto in un arco temporale triennale già fatto nel corso del 2002.
PRESIDENTE. Informo l'Aula che non darò inizio alle votazioni sino a quando un Segretario dell'opposizione non avrà preso posto in Presidenza.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 56. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 61 e 62 sono ritirati. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 6 della Giunta regionale. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. E ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sulla modalità di voto, Presidente, per chiedere il voto segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 35
contrari 39
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA -BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie, Presidente. Dunque io faccio due richieste in relazione a queste cose, fermo restando che effettivamente non si deve parlare di somme relative al 2004-2005, perché casomai si vede in finanziaria.
Detto questo la prima richiesta è l'invito al ritiro per presentarlo eventualmente, d'intesa con l'Assessore dei trasporti, che oggi è assente e non può esprimere un'opinione al riguardo. In via subordinata, la sospensione dell'emendamento per essere esaminato in coda al provvedimento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Ritiro l'emendamento 82.
PRESIDENTE. L'emendamento 82 è stato ritirato. Si dia lettura dell'articolo 5.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 5
Norme in materia di lavoro temporaneo
1. Agli oneri relativi al personale assunto ai sensi della legge regionale 29 maggio 1996, n. 22 (Norme in materia di assunzioni a termine - Progetti obiettivo), e successive modificazioni, e comunque al personale assunto a tempo determinato secondo la disciplina del contratto collettivo di lavoro, si fa fronte con gli stanziamenti iscritti nelle unità previsionali di base relative al personale a tempo indeterminato.
2. Per le finalità previste dall'articolo 10, comma 6, della legge regionale n. 7 del 2002, e comunque per sopperire ad esigenze di carattere straordinario e transitorio, è autorizzata la stipula di convenzioni con società di servizi o per la fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo, applicando la normativa statale in materia vigente alla data di entrata in vigore della predetta legge regionale n. 7 del 2002, nelle more di una specifica disciplina contrattuale delle forme flessibili di assunzione e di impiego del personale previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nelle imprese; a tal fine è autorizzata una spesa annua valutata in euro 1.000.000 (UPB S02.044 - Cap. 02067).
PRESIDENTE. All'articolo 5 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (63)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 63 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 63.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Per chiedere lo scrutinio segreto a nome del Gruppo.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 63.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 39
contrari 32
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA -BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU.)
Pertanto il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. Mettiamo in votazione l'articolo 5. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 72
votanti 71
astenuti 1
maggioranza 36
favorevoli 34
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA -MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: DEMURU .)
Articolo 6. Se ne dia lettura.
RANDAZZZO, Segretario:
Art. 6
Disposizioni in materia di sanità
1. I termini per il controllo degli atti indicati ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo 55 della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5 (Norme di riforma del servizio sanitario regionale), e successive modificazioni ed integrazioni, devono intendersi, in via di interpretazione autentica, giorni lavorativi per l'organo di controllo.
2. In deroga al termine indicato al comma 7 dell'articolo 43 e al comma 4 dell'articolo 44 della legge regionale n. 5 del 1995, e successive modifiche ed integrazioni, il Programma sanitario 2004 ed il Piano generale 2004-2006 delle Aziende sanitarie sono approvati dalla Giunta regionale entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge.
3. Al fine di garantire il servizio di vigilanza delle guardie mediche è autorizzata nell'anno 2004 la spesa di euro 15.000.000; alla relativa spesa si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB S12.028 del bilancio della Regione per l'anno 2004.
All'articolo 6 sono stati presentati due emendamenti. Si dia lettura degli emendamenti numero 64 e 32.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 2 dell'articolo 6 è soppresso. (64)
Emendamento aggiuntivo Tunis - Floris - Businco - Pirastu - Deiana
Nel D.L. 475/A è inserito il seguente
Art. 6 bis
Disposizioni in materia di beni culturali, biblioteche e archivi
1. La delibera della Giunta regionale 36/6 del 5.9.2000 attuativa dell'art. 38 della L.R. n. 4/2000, è modificata al comma 10, come segue:
"Il contributo continuativo concedibile agli Enti Locali per la gestione di beni culturali, biblioteche e archivi è fissato nella misura dell'80% della spesa totale prevista dal progetto per ciascuna annualità del triennio di riferimento. Alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dalla UPB S03.008 del bilancio della Regione per l'anno 2003". (32)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 64.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente. L'emendamento 64 è, come la natura di molti altri emendamenti, una sorta di segnalibro che abbiamo posto per segnalare come i due commi di questo articolo che riguarda la sanità, riallacciandoci a ragionamenti che facevamo stamattina, laddove matura un'esigenza di rigore, di puntualità, di trasparenza, vadano invece nella direzione di considerare che i giorni per il controllo sono quelli lavorativi, attenzione perché non si devono computare i festivi e quindi vanno nella direzione di dilatare i tempi, così come le deroghe sull'approvazione dei piani. Io li comprendo, dal punto di vista del merito, sono anche abbastanza insignificanti, se si vuole, no?, ma è solo per segnalare come non ci sia in questa materia al di là del comma 3 che condividiamo, un atteggiamento improntato a ritrovare una filosofia di rigore, di trasparenza e di efficienza dal punto di vista della previsione ancora lontana di una gestione aziendalistica della sanità. Io continuo a sostenere che fino a quando l'Amministrazione regionale, che è titolata questo compito, non metterà nero su bianco i principi di rigore e di verifica della gestione, allargare i tempi, dilatare la discrezionalità ed anche la possibilità di non avere puntuale esecuzione rispetto ai programmi, non fa bene alla sanità in generale. Ritiro l'emendamento numero 64.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 32.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente e colleghi consiglieri, con questo emendamento si è voluto porre in evidenza un aspetto di difficoltà in cui operano le cooperative che lavorano per la conservazione e la difesa dei beni culturali, archeologici, biblioteche e archivi. Poiché c'è la legge che prescrive che a loro carico per certe annualità vi sono degli oneri che sono insostenibili si è voluto porre in evidenza questa esigenza di porre a carico, invece, della Regione l'ottanta per cento e la differenza può essere posta a carico di queste cooperative. Noi sappiamo che, prendendo ad esempio, le cooperative che operano nel Sulcis, pur dovendo difendere Montessu dove vi è una necropoli, che assolve a dei compiti culturali in un mondo difficile e in una zona che merita attenzione, si trovano in netta difficoltà. Io penso che questo avvenga in tutto il territorio della Sardegna. Vorrei concludere dicendo che aspetto anche un parere al riguardo da parte del Presidente della Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Tunis. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 32 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Dunque, l'emendamento numero 32 è rimasto un po' incompreso, diciamo così, dalla Giunta perché il 475/A d.l., io non so cosa significhi, comunque è inserito il seguente 6 bis, dice: disposizioni in materia di beni culturali, biblioteche e archivi. La delibera della Giunta. Il dispositivo sarebbe questo, cioè la proposta che viene fatta è la seguente: la delibera della Giunta regionale numero 366 del 5.9, attuativa dell'articolo eccetera, è modificata come segue. Cioè, di fatto il proponente chiede che venga modificata la delibera della Giunta regionale con una disposizione di legge. Ora, a me pare che sotto questo profilo è inammissibile, perché la delibera può essere certamente modificata con una legge perché il Consiglio è sovrano e quindi può fare tutto, però c'è un livello affidato alle leggi ed un livello affidato alle delibere. Quindi, inviterei il proponente a ritirare l'emendamento e a segnalare se ci sono delle modifiche, integrazioni da fare nella delibera precedente si verificheranno, ma tecnicamente mi pare che sia inammissibile il provvedimento. In secondo luogo non sarebbe neanche fatta la quantificazione della spesa e quindi sarebbe inammissibile anche sotto questo profilo; grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi riservavo di segnalare quello che ognuno dei consiglieri regionali, a partire dall'onorevole Tunis che è primo firmatario dell'emendamento 32, avrebbe dovuto segnalare, che non è proprio per niente vero quello che adesso dice pure il Presidente della Giunta che, essendo il Consiglio sovrano, questo significa, pro bono pacis, ma di una pace vostra armata che sta creando disastri, che siccome il Consiglio è sovrano può fare qualsiasi cosa, anche le cose più irrazionali e più illogiche e più illegittime. Il Consiglio è sovrano nell'ambito delle sue competenze ed io non comprendo, e ho lasciato che la cosa arrivasse fino a questo punto, come un consigliere regionale della perizia e dell'acume del collega Tunis scriva a mano, quindi non è che neppure è un errore del computer, una norma di legge con la quale norma di legge propone di modificare una delibera della Giunta. Cosa impossibile! Giuridicamente impossibile! Poi il Presidente, che non deve scontentare nessuno, secondo lui, della sua maggioranza, può anche dire che non si potrebbe però, siccome il Consiglio è sovrano. Ma scusi, se io le presento un emendamento nel quale scrivo che adesso c'è il sole a mezzogiorno e il sole non c'è perché è notte, siccome il Consiglio è sovrano, lei mi dirà che si può approvare? Naturalmente questo emendamento porta anche firme autorevoli di consiglieri che sono stati assessori, di consiglieri che sono stati presidenti di giunta, ma è ovvio e ben si capisce che il presidente Floris ha siglato questo emendamento sulla fiducia del suo collega, ci mancherebbe che qualcuno pensi che il presidente Floris ha firmato questo emendamento dopo averlo letto, cosa impossibile! E però la Presidenza del Consiglio! E però gli uffici del Consiglio! E però gli uffici della Giunta! E però tutti i singoli consiglieri regionali, noi, che ci apprestiamo a votare una norma che non sta né in cielo, né in terra, che non è ammissibile, che non c'entra nulla, che è un pastrocchio indescrivibile, al di là del merito. Perché come si fa a modificare una delibera della Giunta attuativa di una legge, con un articolo di legge? Cioè, ma sappiamo noi per che cosa siamo qui. Io non voglio aggiungere altro, dico solo che è penoso questo spettacolo, perché è indicativo di distrazione, di superficialità, ma così si approva tutto quello che è impossibile approvare. Sulle cose serie non si discute, si approvano casualmente, ma davvero casualmente norme che non sono norme e si bocciano anche casualmente cose che poi qualcuno ha votato e ha detto: ma io non avevo capito. E così si incide sui diritti fondamentali dei cittadini in questa Regione.
Presidente, io dico questo, se il Consiglio è stanco, se non ce la fa, se nella sua totalità, mi pare, o quasi totalità, non è in grado di connettere, si sospenda la riunione, ognuno si lavi la faccia con acqua fresca e poi torniamo in Aula, perché essere arrivati al punto di poter votare una norma di questo genere nella indifferenza, ripeto, dei legislatori, dei singoli consiglieri, della Giunta, degli uffici e di chiunque, è una cosa che lascia tutti senza parola e anche la mia parola cessa qui. Lei dichiarerà adesso inammissibile per errore ammesso questo emendamento, però vedete che cosa può accadere nella superficialità e nella distrazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Presidente, intervengo sull'emendamento 32, non entro nei meriti se sia accoglibile o meno, indubbiamente come chi mi ha preceduto una norma, un atto esecutivo non può essere modificato indubbiamente da una legge. Io, invece, intervengo come Presidente della Commissione; dico che il problema che è stato sollevato dall'emendamento 32 è un problema reale, è un problema che gli enti locali stanno portando all'attenzione dello stesso Consiglio regionale e anche della Commissione che io presiedo. Io prendo atto anche di questo problema, chiedo al collega Tunis, ma in modo particolare anche al collega Businco che è componente della Commissione Cultura, di ritirare l'emendamento prendendo l'impegno io come Presidente, ma poi il Presidente della Giunta io credo che lo possa fare, di iscrivere, di portare all'ordine del giorno della prima riunione della Commissione Cultura il problema per adottare una risoluzione che impegni poi la Giunta regionale e quindi anche il Presidente a dover modificare la delibera della Giunta regionale stessa, cioè l'atto esecutivo. Ecco, io con questo impegno, anche come Presidente della Commissione, chiedo ai presentatori Tunis Marco, ma in modo particolare al collega Businco che è componente della Commissione a ritirarlo prendendo l'impegno che l'argomento che è stato sollevato, richiesto da più enti locali a cui faremo anche alcune audizioni che erano già in programma, venga discusso in Commissione per adottare poi una determinazione che impegna la Giunta stessa, grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Piana. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, colleghi consiglieri ho dovuto rilevare che il tema ha destato l'interesse dell'Assemblea, vero è che probabilmente vi sono delle problematiche di tipo formale, però riconosco quanto ha detto il Presidente della Commissione e ritengo che il tema possa essere trattato con una risoluzione apposita nella Commissione competente. Debbo rilevare che, se in Aula, debbano verificarsi questi problemi, io li accetto sempre che non vengano da dei colleghi che anche molte volte hanno presentato degli errori di ortografia nel presentare gli emendamenti; e pertanto rifiuto certi apprezzamenti dei colleghi che hanno formulato dei giudizi negativi nei miei confronti.
PRESIDENTE. Pertanto credo che la discussione si concluda qua. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Stiamo intervenendo anche sull'articolo, penso oltre che sull'emendamento. Io sarò molto, molto breve perché tutto sommato intervengo solo per segnalare, e mi rivolgo all'Assessore della sanità in particolare, il comma 3 che recita: "al fine di garantire il servizio di vigilanza delle guardie mediche" è evidente che è diventato un problema acutissimo e grave in seguito ad alcuni episodi di criminalità.
Io condivido che le guardie mediche siano rese sicure e anche l'eventuale presenza dei vigilanti, ma poiché siamo in una situazione di ristrettezze economiche io personalmente penso che non lasciare soli i medici di guardia medica vuol dire, in qualche maniera, garantire anche la sicurezza. La sicurezza si può garantire con la presenza di altre professionalità, certamente le guardie di vigilanza garantirebbero quella che è la sicurezza in modo ottimale probabilmente, ma io penso che se vogliamo rendere un servizio sanitario più efficiente lo stesso risultato, ma con migliori prestazioni si può ottenere prevedendo la presenza di personale infermieristico, per esempio.
Io penso che si raggiunga lo stesso obiettivo dal punto di vista della sicurezza, ma si raggiunge un obiettivo sicuramente migliore dal punto di vista delle prestazioni sanitarie. Pertanto è un invito all'Assessore della sanità per il futuro soprattutto, stante che immediatamente probabilmente non si potrà fare altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Su che cosa stiamo parlando? Ha aperto la discussione generale?
PRESIDENTE. Stiamo intervenendo sull'articolo e sull'emendamento, rimane l'articolo, infatti l'onorevole Demuru è intervenuto sull'articolo.
MARROCU (D.S.). Intanto l'emendamento, se qualcuno vuole, e potrei essere anch'io potrebbe addirittura essere fatto proprio, se qualcuno lo vuol discutere. Quindi, io volevo solo segnalare, chiedo scusa e lo faccio in trenta secondi e quindi non disturbo, che il problema posto nell'emendamento, al di là di tutte le obiezioni correttissime e giuste che ha fatto il collega Cogodi, è un problema serio, per cui la Giunta potrebbe ancor prima di risoluzioni di Commissioni eccetera, risolverlo subito. Perché l'articolo 38 della legge 4 che si cita nella delibera prevede sino al 90 per cento, qui stiamo prevedendo 80. Quel sino al 90 per cento, dalla delibera di Giunta è interpretato come si può andare da zero a 90, per cui hanno applicato il 60 che mette le cooperative nelle condizioni di non gestire più il servizio. Allora, la Giunta applichi subito una delibera e lo porti all'80, perché altrimenti l'emendamento si può anche approvare togliendo la parte nella quale si dice che si modifica la delibera e rimane soltanto come un dispositivo attuativo dell'articolo 38.
Però io penso che sia più corretto lasciare l'articolo 38, che prevede sino a 90 e che la Giunta adegui quel 60 attraverso una delibera di Giunta che può fare domani stesso, perché basta dare agli uffici l'ok perché predisponga che la delibera si faccia, però il problema posto, al di là del modo in cui è stato posto, è un problema reale e non vorrei che venisse sottovalutato nel momento in cui il collega ha ritirato l'emendamento.
Quindi, io ho preso la parola solo per dire che è meglio l'articolo che prevede 90, non l'80, e che quel sino non può essere interpretato che può essere dato anche zero e quindi la Giunta faccia una delibera per portarlo almeno all'80 come propone il collega Tunis.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba. Ne ha facoltà.
IBBA (S.D.I.-S.U.). Molto brevemente, per significare che i contenuti del comma 3 dell'articolo 6 sono contenuti che sono perfettamente in linea con quanto disposto a suo tempo da questo Consiglio regionale subito dopo i fatti del mese di agosto del corrente anno, che sono fatti che hanno sollevato molto scalpore, non solo nella nostra regione ma anche al di fuori di essa, e che ha riproposto ancora una volta in maniera grave un problema che allora era stato risolto sino al 31 dicembre di quest'anno, ma che nella consapevolezza della sua importanza si tende a garantire e a confermare anche per l'anno prossimo.
È evidente, tutti siamo consapevoli, così come diceva il collega Demuru, che questa non è la soluzione del problema di quel settore; la soluzione del problema di quel settore è una soluzione estremamente complessa, ampia, che non riguarda le cosiddette guardie mediche, qui viene chiamato servizio di vigilanza di guardie mediche, ma in realtà non si chiama più così, la dicitura ufficiale è "servizio di continuità assistenziale", che si collega a tutto il vasto capitolo dell'assistenza, dell'urgenza e dell'emergenza e conseguentemente a tutte le problematiche connesse al 118, alla funzione dei presidi ospedalieri, alla funzione di tutte le altre strutture che operano nel territorio, nonché alla funzione stessa dei medici di famiglia.
Allora, il problema è certamente complesso, vasto, qui si tratta di mettere rimedio ad una piccola parte di questo problema, la cui rimessa in discussione e il tentativo di cercare di allargare il ragionamento rischia soltanto di esporre a pericoli questa sicurezza che invece vogliamo cercare di realizzare. Perché è ben vero che un infermiere che sta all'interno di un punto di cosiddetta guardia medica può essere sicuramente utile dal punto di vista assistenziale, ma stiamo parlando di due cose diverse, perché un infermiere non può essere né uno sceriffo, né uno cow boy, è una funzione sanitaria e non stiamo parlando di riorganizzazione del servizio dal punto di vista sanitario, ne stiamo parlando soltanto in termini di sicurezza. Allora, siccome diventa veramente incomprensibile sovrapporre la questione sanitaria con la questione sicurezza all'interno di questo comparto, io credo che invece il comma 3 dell'articolo 6 abbia motivo di essere, giustificazione di essere nella sua temporalità ed esattamente così come è scritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Volevo dire che tutti ci appelliamo al rigore, il rigore avrebbe voluto che, per esempio, nel caso specifico siccome il Presidente ha consentito al collega di intervenire sulla discussione generale l'intervento del collega Marrocu fosse fuori tema, perché di fatto era già iniziata la discussione generale sull'articolo 6 e l'intervento fatto dal collega prima di Ibba è la dimostrazione palese di questo. Detto questo, per evitare confusione, perché il Presidente a torto o a ragione ha fatto una scelta e noi dobbiamo rispettarla, tutti, sempre però, non quando serve. Per quanto riguarda, invece, questo articolo 6 al terzo comma voglio precisare, sempre al collega, che vigilanza non vuol dire che non possa essere l'infermiere, non possa essere un altro medico, cosa che è stata fatta puntualmente, dal primo giorno in cui si è verificato un evento, ma vuol significare, innanzitutto bisognerebbe accorgersi, se non si è distratti, e mi meraviglia molto questo, che esiste in Sardegna un'emergenza infermieristica, quindi non ci interessa la figura, perché se dovessimo cercare infermieri non li troviamo.
Detto questo, quindi, va precisato che personalmente mi sono fatto carico di parlare con l'ordine dei medici e prospettare nella Commissione competente un emendamento generale per evitare che dal 1° di gennaio non ci fosse un minimo di garanzia per la vigilanza o per l'integrazione del personale, sia infermiere o un secondo medico, ossia la certezza di un minimo di sicurezza per i medici. Questo impegno abbiamo preso tutti, non ne abbiamo preso altri; quindi i 30 miliardi servono perché non essendo riusciti dei tempi tecnici a predisporre quel provvedimento a cui hai fatto riferimento, che tende a normalizzare la situazione, ci sia la certezza della continuità in questa fase, diversamente il 1° gennaio non c'è né il secondo medico, non c'è la guardia giurata, non c'è nessuno e se si verifica l'evento poi si individuano responsabilità molte volte a capoccia! Detto questo però, Presidente, devo fare rilevare che il punto di riferimento e quindi per quanto riguarda soprattutto la voce specifica e l'UPB, lei prende da una parte e toglie dall'altra. Vorrei che mi sentisse perché io ho detto in Commissione, alla presenza non del Presidente, che non andava messo su questa UPB, non va messo sui fondi regionali che sono legati alla parte, ma andava ad integrazione, diversamente noi in qualunque caso quei fondi è inutile che cerchiamo di non volerlo capire, il 29 per cento dobbiamo metterlo tutto.
Allora, siccome peraltro ci sono stati in questa fase anche alcuni provvedimenti che hanno tagliato risorse finanziarie, si tratta di un'integrazione di fondi, non di metterli all'interno dei fondi relativi ai fondi regionali, se no stiamo praticamente mettendoci nelle condizioni di far venire meno quei controlli nei confronti delle AA.SS.LL. stesse, perché se li stiamo caricando i 30 miliardi gli stessi obiettivi devono essere modificati.
Quindi, inviterei il Presidente di modificare quella UPB perché vorrebbe dire togliere 30 miliardi da una parte e rimetterli dall'altra, l'obiettivo mio, di tutti i colleghi che sono la maggioranza della Commissione all'unanimità è la finalità di dare un'integrazione di fondi per garantire, in attesa di un provvedimento definitivo, la certezza del diritto a questi lavoratori ed evitare eventi come quello che si è verificato nel mese di agosto dell'anno scorso.
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, le devo precisare che abbiamo dichiarata aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento, pertanto è tutto assolutamente secondo le norme previste dal nostro Regolamento. Detto questo, non ci sono altri interventi? Onorevole Cogodi di che cosa vuol parlare, dell'articolo? Perché aveva già parlato lei. Solo sull'emendamento, sull'articolo vuol parlare. Per dichiarazione di voto onorevole Cogodi? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma no, posso anche rinunciare; io ero intervenuto per dire che c'era un emendamento palesemente inammissibile, è stato ritirato, non si poteva manco ritirare perché sono intervenuto sulla totale inammissibilità ed improcedibilità su quell'emendamento che con una norma di legge voleva modificare una delibera della Giunta. Se lei intende che quello era l'intervento di merito sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Sarebbe così.
COGODI (R.C.). È così. Posso fare una dichiarazione di voto?
PRESIDENTE. Certo, può fare la dichiarazione, però la può fare dopo che interviene il Presidente della Regione. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Dunque, relativamente all'articolo 6 io non ho niente da dire se non relativamente al terzo comma per dire che effettivamente l'onorevole Oppi ha ragione, però l'articolo, il comma è stato congegnato in modo tale, infatti prevede due cose. Primo, viene affermato il vincolo della Regione a destinare 15 milioni per questa esigenza della vigilanza delle guardie mediche, primo punto. Secondo, è stato inserito nel 2004 proprio per consentire la utilizzabilità, eventualmente in dodicesimi qualora si debba ricorrere all'esercizio provvisorio, ma ovviamente prelevando in questo momento dal fondo sanitario che viene però integrato nella finanziaria, quindi è chiaro che le somme sono aggiuntive rispetto a quelle del fondo sanitario, per le spese della sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Presidente, io vorrei chiedere sull'articolo 6 la votazione per parti, nel senso del comma 1 e 2 in un'unica votazione per i quali chiedo lo scrutinio segreto e il comma 3 separatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, tenendo conto della richiesta può intervenire per la dichiarazione di voto, cinque minuti, per astenersi.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.). Ovviamente dichiaro il voto, non per astenersi, semplicemente in relazione alla parte.
PRESIDENTE. Allora mettiamo prima in votazione le due parti e poi fa le dichiarazioni.
COGODI (R.C.). Va bene.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dei commi 1 e 2 dell'articolo 6.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 71
votanti 71
maggioranza 36
favorevoli 32
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO -PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU .)
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sul comma 3. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo sul comma 3 anche per recuperare una considerazione che avrei voluto svolgere precedentemente e mi è stato detto invece che solo in occasione della dichiarazione di voto avrei potuto enunciare in Consiglio.
In materia di sanità, da un po' di tempo a questa parte, accade che intervengano in questo Consiglio regionale solo i medici o quelli che sono stati assessori della sanità. I malati, o i potenziali malati che avrebbero pure qualcosa da dire ogni tanto, pare che debbano essere esclusi dalla materia. Invece io ritengo che proprio in materia così delicata forse è opportuno ricalibrare un pochino in tutte le situazioni, ma anche in questa, le considerazioni ed anche gli interventi legislativi e finanziari che la Regione adotta. Sottopongo quindi a critica radicale questo intervento, non per la finalità che è non solo necessaria ma nobile, che è il servizio sanitario, soprattutto quello svolte delle guardie mediche in orario notturno, in luoghi spesso anche poco frequentati, si possano svolgere nella più totale serenità degli operatori, medici o non medici, e con la garanzia della sicurezza delle persone.
PRESIDENTE. L'Aula non è attenta stasera. Prego il Consiglio di fare silenzio, se volete possiamo chiudere i lavori, dichiarano vacanza fino a Natale.
Metto in votazione il comma 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 7.
RANDAZZO, Segretario:
Art. 7
Disposizioni varie
1. É autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.500.000 a favore del Centro europeo di impresa e innovazione - Bic Sardegna, finalizzata a garantire l'attività di animazione e assistenza tecnica a supporto del sistema locale, nell'ambito degli interventi inclusi nel POR Sardegna 2000-2006 e di quelli inclusi nella programmazione negoziata nazionale comunitaria (UPB S03.077 - Cap. N.I.); per il conseguimento delle stesse finalità è autorizzata, a valere sullo stanziamento di cui al fondo per la programmazione negoziata (UPB S03.008), la spesa di euro 1.000.000 a favore delle Province.
2. Per le finalità di cui al titolo di spesa 11.3.10/I del programma d'intervento per gli anni 1988-1990 di cui alla Legge 24 gennaio 1974, n. 268, è autorizzata la spesa di euro 7.222.000 (UPB S03.035 - Cap. 03129).
3. É autorizzata la spesa di euro 1.000.000 a favore dei gruppi di azione locale e degli operatori collettivi per il rimborso delle relative spese al funzionamento, sostenute a tutto il 30 giugno 2002, nonché per le spese collegate agli adempimenti di rendicontazione e chiusura del programma Leader II (UPB S03.072 - Cap. N.I.).
4. In applicazione dei regolamenti (CE) n. 1257/99 e n. 445/2002 è autorizzata la spesa di euro 33.000 per ciascuno degli anni 2003 e 2004 quale compartecipazione regionale alla valutazione del Piano di sviluppo regionale (UPB S06.063 - Cap. N.I.).
5. L'Amministrazione Regionale non procede al recupero delle anticipazioni erogate a favore di progetti d'investimento in aziende agricole, concessi in forza del POP Sardegna 1994/1999 - Reg. CE 2081/92 - anche conclusi oltre i termini previsti, qualora le opere siano state completate, anche per lotti funzionali, e risultino coerenti agli obiettivi di misura, e sia presentata la richiesta di collaudo entro il
30 aprile 2004.
6. É autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 1.000.000 da ripartirsi, a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche ed integrazioni, tra gli enti e gli organismi pubblici soci del Consorzio SAR per essere conferita al medesimo consorzio ( UPB S06.053 - Cap. 06329).
7. A valere sulla UPB S04.036 (Cap. 04134) una quota fino ad euro 500.000 è destinata alla messa a norma di locali e di impianti di proprietà della Regione, dati in uso all'Istituto Incremento Ippico.
8. Per l'attuazione del Contratto di programma, stipulato tra il Governo nazionale e il Gruppo Nebiolo Pritech S.p.A., relativo alla realizzazione del progetto di riattivazione e ristrutturazione della Cartiera di Arbatax, è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 9.779.000 (UPB S09.011 - Cap. N.I.).
9. É autorizzata la spesa, nell'anno 2003, di euro 15.494.000 quale contributo a favore delle società già controllate dall'EMSA (UPB S09.013 - Cap. 09043).
10. È autorizzato, nell'anno 2003, il versamento della somma di euro 15.000.000 a favore del titolo di spesa 12.7.00 del Programma di intervento per gli anni 1998/1999 di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402 (UPB S03.035 - Cap. 03129).
11. È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 3.000.000 per il cofinanziamento, nell'ambito della misura 6.3 del POR Sardegna 2000-2006, di progetti inclusi nell'e-government (UPB S02.025 - Cap. N.I.).
12. Ai fini dell'applicazione del combinato disposto dagli articoli 37 del C.C.R.L. 1998/2001 e dell'articolo 9,comma 3, lettere b) e d), del C.C.R.L. 2000/2001, nonché dell'articolo 5, comma 4, del C.C.R.L. per il personale dirigente 2000/2001 è autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 5.400.000 (UPB S02.045 - Capp. 02071 e 02072).
13. Nelle more di costituzione degli organi ordinari, l'Assessore della difesa dell'ambiente, su conforme deliberazione della Giunta regionale, nomina un Commissario straordinario nei parchi e nelle riserve istituiti con legge regionale, per la gestione delle somme iscritte nel bilancio regionale e per le finalità previste dalla legge istitutiva del parco e della riserva, connesso alla conservazione, al recupero ed alla salvaguardia delle valenze ambientali e naturalistiche. Il Commissario straordinario, scelto in base a specifiche e comprovate competenze ed esperienze in materia ambientale e di organizzazione, resta in carica fino all'insediamento dell'organo di gestione ordinario e, comunque, non oltre due anni dalla nomina; allo stesso compete un'indennità corrispondente al trattamento economico base previsto per un dirigente regionale; la relativa spesa fa carico sui corrispondenti capitoli di spesa inerenti la gestione dei parchi (UPB S05.035).
14. Il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale n. 7 del 2002, è abrogato.
15. All'articolo 8, comma 1, della legge regionale 13 luglio 1988, n. 13 (Disciplina in Sardegna delle agenzie di viaggio e turismo), dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:
"c bis) i titolari di agenzie di viaggio e di turismo, operanti in Sardegna, che di fatto abbiano esercitato per almeno cinque anni, in forma continuativa, mansioni di direttore tecnico e siano in possesso dei requisiti di cui all'articolo 9 della Legge 17 maggio 1983, n. 217, e successive modificazioni ed integrazioni, che presentino domanda al competente Assessorato del turismo.".
La domanda di cui alla predetta lettera c bis) deve essere presentata entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge.
16. È autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo di euro 520.000 alla Amministrazione provinciale di Cagliari per lo studio relativo all'impiego di materiali di risulta dell'attività estrattiva ed industriale della Sardegna nel settore dell'ingegneria civile e delle costruzioni stradali (UPB S11.041); il comma 8 dell'articolo 25 della legge regionale n. 7 del 2002 è abrogato.
17. È prorogato al 31 dicembre 2003 il termine per l'attuazione degli interventi finanziati nell'anno 2002 in esecuzione dell'articolo 56 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale della Regione - Legge finanziaria 1990).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati 47 emendamenti. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Secci - Selis - Fadda
Il comma 5 dell'art. 7 è soppresso. (42)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 1 dell'art. 7 è soppresso. (65)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 3 dell'art. 7 è soppresso. (66)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 6 dell'art. 7 è soppresso. (67)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 10 dell'art. 7 è soppresso. (68)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 11 dell'art. 7 è soppresso. (69)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 13 dell'art. 7 è soppresso. (70)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda
Il comma 17 dell'art. 7 è soppresso. (71)
Emendamento aggiuntivo Calledda - Marrocu - Pirisi - Vargiu - Lombardo - Liori
All'articolo 7, dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
"13 bis. Il comma 9 dell'articolo 9 della legge regionale n. 7 del 5 luglio 2000 è sostituito dal seguente:
9. Il termine previsto dal comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale n. 13 del 1989, prorogato dall'articolo 9 della L.R. n. 17 del 1991, dall'articolo 4, comma 9, della L.R. n. 22/1995 e dall'articolo 7, comma 1, della presente legge, è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2003". (1)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 4 è istituito il seguente:
4 bis. A valere sullo stanziamento recato dall'U.P.B. S06.022 - Cap. 06058 nell'anno 2003 una quota sino a euro 340.000 è destinata alla copertura degli oneri di gestione, per lo stesso anno, relativi alla diga di Surigheddu e Mamuntanas. (2)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 2 è istituito il seguente:
2 bis. E' autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 7.000.000 in conto dell'U.P.B. S03.035 per essere attribuito al titolo di spesa 12.3.01, lett. b) del programma di intervento 1994-1998, approvato dal Consiglio regionale il 17 febbraio 1995, per la ricapitalizzazione della SFIRS al fine di favorire l'incremento della liquidità finanziaria delle imprese operanti nel comparto lapideo.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 7.000.000
U.P.B. S03.035 Versamento alle contabilità speciali
(Cap. 03129) 2003 € 7.000.000 (9)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:
16 bis. E' autorizzata per ciascuno degli anni 2004 e 2005 la spesa di euro 2.000.000, quale contributo straordinario per i lavori di ripristino del Palazzo Arcivescovile di Cagliari. All'attuazione dell'opera da parte dell'Ente proprietario si provvede in regime di delega con le modalità previste dall'articolo 4 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24; all'erogazione del suddetto contributo si provvede ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6. (U.P.B. S08.073 - Cap. N.I.)
COPERTURA FINANZIARIA
Spesa
In diminuzione
U.P.B. S03.050 Interessi su rate di ammortamento e/o prestiti obbligazionari
2004 € 2.000.000
2005 € 2.000.000
In aumento
U.P.B. S08.073
2004 € 2.000.000
2005 € 2.000.000
(10)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare al Comune di Nuoro un contributo di euro 10.000.000 in ragione di euro 3.000.000 per l'anno 2003, di euro 3.000.000 per l'anno 2004 e di euro 4.000.000 per l'anno 2005, per l'acquisizione, la costruzione, la ristrutturazione e l'ampliamento di locali da destinare a sedi per corsi di laurea universitari.. (U.P.B. S11.037 - Cap. N.I.)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. E03.017 Quote di tributi erariali devoluti dallo Stato
2003 € 3.000.000
SPESA
In dimunizione
U.P.B. S03.050 Interessi su rate di ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2004 € 3.000.000
2005 € 4.000.000
In aumento
U.P.B. S11.037 - Cap. N.I.
2003 € 3.000.000
2004 € 3.000.000
2005 € 4.000.000
(11)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 7
Disposizioni varie
Nell'articolo 7, dopo il comma 9 è istituito il seguente:
9 bis. È autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 8.000.000 a valere sulle disponibilità recate da fondo di cui alla legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 istituito presso la SFIRS, da destinare alla ricapitalizzazione della stessa SFIRS al fine di favorire la conversione dei crediti dalla medesima vantati nei confronti della LEGLER S.p.A. in azioni. (14)
Emendamento aggiuntivo Frau - Murgia
Art. 7
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente:
È autorizzato, nell'anno 2003, lo stanziamento di euro 550.000 quale finanziamento straordinario al Comune di Sennori per la ristrutturazione della casa comunale gravemente compromessa a seguito dell'incendio nel 2003.
In aumento
U.P.B. S04.017 - Cap. 04046
2003 € 550.000
In diminuzione
U.P.B. S03.051
2003 € 550.000
(16)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Spissu- Falconi - Marrocu - Pirisi - Orrù - Lai
Art. 7
All'articolo 7, dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
13 bis. È autorizzata la spesa di euro 550.000,00 quale finanziamento straordinario al Comune di Sennori per la ristrutturazione e il risanamento della propria casa comunale gravemente compromessa dall'incendio del giugno 2003.
In aumento
U.P.B. S04.017 - Cap. 04046
2003 € 550.000
In diminuzione
U.P.B. S03.051
2003 € 550.000
(18)
Emendamento sostitutivo parziale Piana
Emendamento all'emendamento n. 20
All'Emendamento n. 20 le parole "prorogato al 31.12.2003" sono sostituite dalle parole "differito al 28 febbraio 1999". (91)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
All'articolo 7 è aggiunto il comma 17 bis come formulato:
"17 bis. Il termine di cui al comma 5 dell'art. 25 della L.R. 6.12.1997, n. 32 è prorogato al 31.12.2003." (20)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
All'articolo 7 è aggiunto il seguente comma:
1 bis. È prorogata al 30.06.2004 l'attuazione degli interventi finanziati nell'anno 2003 in esecuzione dell'art. 56 della L.R. 22.01.90, n. 1. (21)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
All'articolo 7 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
1 bis. È prorogata al 30.06.2004 l'attuazione degli interventi finanziati nell'anno 1999 in esecuzione dell'art. 60 della L.R. 22.01.90, n. 1. (22)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Murgia - Vargiu - Cappai - Ladu - Corona
Art. 7
All'articolo 7 è aggiunto il seguente comma:
17 bis. Per la capitalizzazione dell'Interagenzia per gli Investimenti Esterni in Sardegna (IES) S.c.r.l., è autorizzato lo stanziamento di euro 150.000,00 per l'anno 2003.
In aumento
U.P.B. S09.011 - Cap. 09018
2003 € 150.000,00
In diminuzione
U.P.B. S03.017
2003 € 150.000,00
(18)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Murgia - Cappai -Ladu - Floris - Corda - Locci -Carloni - Corona
Art. 7
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. Al punto a) comma 1 dell'art. 3 della Legge Regionale n. 40/1993 le parole "nella misura del 60 per cento del tasso di riferimento vigente" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura dell'ottantacinque per cento del tasso di riferimento vigente". (25)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente comma 9 bis:
È autorizzato nell'anno 2003, lo stanziamento di 700.000 euro quale finanziamento straordinario al Comune di Villanova Monteleone per la ristrutturazione di strutture ricettive e infrastrutturali di proprietà dell'amministrazione comunale, compromesse a seguito dell'incendio del 29 agosto 2003.
In aumento
U.P.B. S04.017 - Cap. 04046
2003 € 700.000
In diminuzione
U.P.B. S03.051
2003 € 700.000
(28)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
Dopo il comma 6 dell'articolo 7 è aggiunto il comma 6 bis:
L'Assessorato Regionale all'Agricoltura al fine di fronteggiare i lavori causati dalla siccità 2002 è autorizzato a concedere gli indennizzi previsti dalla L.R. 13/2002 anche agli imprenditori agricoli non a titolo principale, recando le norme applicative della stessa L.R. 13/2002 modificate ed estese agli imprenditori agricoli non a titolo principale. La copertura finanziaria è data dalle somme non impegnate della stessa L.R. 13/2002 valutate in euro 40.000.000. (29)
Emendamento aggiuntivo Piana
Art. 7
Nell'articolo 7, dopo il comma 12 è aggiunto il seguente comma 7 bis:
Per le finalità di cui all'articolo 56 della Legge Regionale 22 gennaio 1990 n° 1 è autorizzata nell'anno 2003 l'ulteriore spesa di euro 1.255.000. Dette disponibilità sono destinate prioritariamente ad integrare i contributi erogati nell'anno 2003 fino alla misura di quelli erogati nell'anno 2002 a favore degli organismi organizzatori di festivals musicali internazionali per l'espletamento delle manifestazioni; la misura massima complessiva del contributo non deve essere comunque superiore ad euro 200.000 UPB S11.069 cap. 334.
In diminuzione
Art. 8
Entrata
U.P.B. E04.018 Proventi derivanti da utili 2003
2003 € 1.255.000
Spesa
U.P.B. S11.069 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2003 € 1.255.000
In aumento
Art. 9
Entrata
U.P.B. E04.018 Proventi derivanti da utili 2003
2003 € 1.255.000
Spesa
U.P.B. S11.069 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2003 € 1.255.000
(30)
Emendamento aggiuntivo Scarpa - Sanna Giacomo - Manca
Art. 7
All'articolo 7, dopo l'ultimo comma, è aggiunto il seguente comma:
"L'aumento della disponibilità della UPB S11.069, disposta dal successivo art. 8, è riservata esclusivamente al ripristino della dotazione del cap. 11334-00.
Detta somma è prioritariamente destinata a riportare i singoli finanziamenti indicati nel programma già approvato per l'anno 2003 ai rispettivi importi già indicati per ciascun beneficiario con riferimento all'anno 2002." (31)
Emendamento aggiuntivo Tunis - Floris - Businco - Pirastu - Deiana
Nell'art. 7 "Disposizioni varie" è inserito il seguente comma:
17 bis. E' autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 850.000, finalizzata alla completa attuazione del programma di interventi pubblici per il risarcimento dei viticoltori dell'area ad alto rischio ambientale (delibera della Giunta regionale 33/51 del 14.9.1993 e provvedimenti successivi), relativamente agli anni 1998, 1999, 2000, 2001 e 2002.
Alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dall'UPB S03.008 del bilancio della Regione per l'anno 2003. (33)
Emendamento aggiuntivo Tunis - Floris - Businco - Pirastu - Deiana
Nell'art. 7 "Disposizioni varie" è inserito il seguente comma:
17 bis. Per lo sviluppo degli interventi nel campo dell'energia eolica è autorizzato lo stanziamento di euro 1.000.000 nell'anno 2003.
Alla relativa spesa si fa fronte con lo storno di pari importo dall'UPB S03.008 del bilancio della Regione per l'anno 2003. (34)
Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca - Scarpa
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Nel comma 6 dell'articolo 9 della legge regionale 29.04.2003 n. 3 dopo le parole "Enoteca della Sardegna - festa del vino" sono aggiunte le seguenti "svoltasi nell'anno 2000". (35)
Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Giovannelli - Satta - Biancareddu - Licandro
Emendamento n. 89 (art. 7)
Le parole "Assunta con la maggioranza dei componenti" sono sostituite da: "Assunta a maggioranza semplice". (92)
Emendamento modificativo Morittu - Spissu - Sanna Giacomo - Pirisi - Masia
Emendamento all'emendamento n. 37
Le parole "L'articolo 8 della L.R. 15/2002 è soppresso" sono sostituite con "al primo comma dell'art. 8 della L.R. 17/8/02, n. 1"; le parole "assunta con i due terzi dei componenti" sono sostituite con "assunta con la maggioranza dei componenti", ed è aggiunto il comma 4 bis:
"L'intesa deve essere espressa entro 60 giorni dal ricevimento dell'istanza; trascorso tale termine il procedimento prescinde dall'intesa". (89)
Emendamento aggiuntivo Giovannelli - Satta - Biancareddu
All'articolo 7, viene aggiunto il seguente comma:
L'articolo 8 della L.R. 15/2002 è soppresso. (37)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Cappai - Milia - Diana - Ladu - Cassano
Dopo il comma 9, è aggiunto il seguente:
"9 bis. E' autorizzata nell'anno 2003 l'ulteriore spesa di euro 458.000 a favore delle Università della terza età per il funzionamento (UPB S11.041 - Cap. 11182)".
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S11.041 Formazione integrata
Anno 2003 euro 458.000
Per incrementare il capitolo 11182
In diminuzione
UPB S03.008 Programmazione negoziata
Anno 2003 euro 458.000 (38)
Emendamento aggiuntivo Secci - Giagu - Fadda - Selis - Biancu - Sanna Gian Valerio - Dore - Granella
Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:
13 bis. In attesa di una disciplina organica, è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 1.000.000 per la ristrutturazione e il risanamento di strutture comunali danneggiate da eventi dolosi (UPB S04.017); il relativo programma è approvato dalla Giunta regionale ai termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1997, n. 1.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S04.017
Anno 2003 euro 1.000.000
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 1.000.000 (39)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda
Nell'articolo 4 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario di euro 700.000 a favore del Consorzio per la zona industriale della valle del Tirso, da destinare all'acquisto del secondo lotto della struttura destinata ad ufficio (UPB S09.033).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S09.033
Anno 2003 euro 700.000
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 700.000 (40)
Emendamento aggiuntivo Diana - Murgia
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente:
9 bis. E' autorizzata, nell'anno 2003, la concessione di un contributo straordinario a favore del Consorzio per la zona industriale della valle del Tirso di euro 700.000 per l'acquisto del secondo lotto della struttura destinata ad uffici, da cedere in locazione per lo svolgimento di attività commerciali (UPB S09.033).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S09.033 - Interventi infrastrutturali nelle aree attrezzate
Anno 2003 euro 700.000
In diminuzione
UPB S03.008 - Programmazione negoziata
Anno 2003 euro 700.000 (41)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Emendamento n. 75 (art. 7)
Nell'emendamento numero 75 è aggiunto il seguente comma:
17. Nel comma 38 bis dell'articolo 5 della legge regionale n. 6 del 2001, istituito dall'articolo 27, comma 8, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, dopo le parole "(art. 127 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309)" sono aggiunte le seguenti: ", a finanziare progetti a carattere regionale finalizzati al miglioramento qualitativo dell'offerta dei servizi erogati dalle comunità."; per le predette finalità, a valere sulle disponibilità recate in conto competenza e in conto residui, dalla UPB S12.056 è autorizzata nell'anno 2003 la spesa complessiva di euro 4.200.000 a favore delle comunità terapeutiche della Sardegna iscritte all'Albo degli enti ausiliari per l'adeguamento delle strutture ai requisiti previsti dall'Atto di intesa Stato Regioni di cui al provvedimento del 5 agosto 1999. (90)
Emendamento aggiuntivo Floris
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. Lo stanziamento di cui al capitolo 11120-00 - UPB S11.036, denominato "Interventi regionali per le Università", è incrementato, nell'anno 2003, di Euro 600.000, da destinare all'Università di Cagliari per l'attuazione dei corsi di laurea per assistenti sociali di I° e II° livello, ai sensi del D.M. 509/1999.
Copertura finanziaria
In aumento
11 - P.I., BB.CC, Informazione, spettacolo e sport
UPB S11.036 Interventi regionali per le Università - cap. 11120-00
Competenza 2003 euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza 2003 euro 600.000 (75)
Emendamento aggiuntivo Floris
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. I termini di applicazione dei contributi di cui all'art. 13, comma 7 della L.R. 29.4.2003 n. 7 non si applicano ai contributi assegnati agli Enti locali, per i quali permangono le disposizioni di cui all'art. 3 della L.R. 9 agosto 2002, n. 15. (76)
Emendamento aggiuntivo Floris
STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. L'utilizzazione dei contributi impegnati nell'esercizio finanziario 2002 per l'attuazione di un programma di aggiornamento e formazione di operatori sportivi, ai sensi dell'art. 34, L.R. 17/1999, è prorogata al 31.12.2004. (78)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
All'articolo 7, dopo il comma 17 è aggiunto il seguente comma:
17 bis. Le somme in conto residui, non impegnate alla data del 31/12/2003, relative al capitolo 10295 (UPB S10.075) e quelle disimpegnate, entro la medesima data, relative ai capitoli 10292 e 10295 dell'UPB S10.075, sono conservate nel conto residui ed iscritte nel capitolo 10283 (UPB S10.074) per essere utilizzate nell'esercizio successivo nell'attivazione di progetti sperimentali nei settori dello sviluppo rurale. (80)
Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Corona
Nell'emendamento n. 85 le parole "2/3" sono sostituite dalle parole "90%". (87)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente art. 17 bis:
Al comma 1 dell'art. 3 della L.R. n° 40/1993 le parole "nella misura del 60% del tasso di riferimento vigente" sono sostituite dalle seguenti: "nella misura del 2/3 del tasso di riferimento vigente". (85)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Corona
Dopo il comma 17 è aggiunto il seguente:
17 bis. Le provvidenze di cui alla L.R. 13/2002 sono estese anche agli imprenditori agricoli iscritti regolarmente alla CCIIAA che non esercitano altre attività agricole.
Le somme necessarie alla copertura possono essere attinte dalle risorse residue e non utilizzate dalla L.R. 13/2002. (86)
Emendamento aggiuntivo Piana - Pusceddu - Spissu - Murgia - Sanna Salvatore - Dettori
All'articolo 7, dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:
15 bis. È autorizzata la spesa di euro 300.000,00 a favore dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Arzachena per l'organizzazione del 21° Rally Costa Smeralda. (UPB S07.013 - Cap. 07035).
(88)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Spissu
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente articolo:
"Art. 8
- Nelle more della revisione e dell'aggiornamento dei piani territoriali paesistici vengono assunte, per un periodo non superiore ai due anni, quali misure di provvisoria salvaguardia e disciplina del territorio, anche ai fini della predisposizione dei piani urbanistici comunali:
a) le norme contenute nelle "disposizioni di omogeneizzazione e di coordinamento dei PTP" approvate dal Consiglio Regionale il 13 maggio 1993;
b) le disposizioni di cui alle norme di attuazione ed alla allegata cartografia dei PTP emanati con decreti presidenziali del 6 agosto 1993, con le seguenti modifiche:
1- per tutti gli interventi e le opere elencate nelle lettere B), C), D), E) F), G), H), I), L), previste nella tabella degli usi compatibili è necessaria l'autorizazione di cui all'art. 151 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n° 490;
2- è soppresso l'ambito di trasformazione di cui all'articolo 17, comma 2 delle Norme di attuazione e i successivi interventi sono subordinati alla definitiva approvazione della nuova pianificazione paesistica regionale." (72)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Spissu
Dopo l'articolo 7 è aggiunto il 7 bis:
"Le delibere della Giunta regionale, adottate in attuazione dei programmi di interventi degli obiettivi regionali contenuti nel Documento di programmazione economica e finanziaria p esecutivo di accordi di intese siglate con il Governo nazionale ovvero contenenti disposizioni esecutive sull'utilizzo dei fondi di provenienza statale, attribuite alla Regione sulla base di una ripartizione effettuata a livello ministeriale, sono trasmesse al Consiglio regionale per l'acquisizione del parere da parte della competente Commissione permanente, da esprimersi entro il termine massimo di trenta giorni decorrente dalla data di trasmissione, decorsi i quali il parere si intende acquisito." (81)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 42 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (La Margherita - D.L.). L'emendamento numero 42 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare gli emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Cerco di illustrarli insieme, Presidente. Sugli emendamenti 65 e 67 in particolare farò una illustrazione molto sintetica perché vorrei preventivamente chiedere agli uffici se, trattandosi queste materie di materie bocciate espressamente nella passata sessione di bilancio, siano decorsi i termini alla data del 14/10, non lo so se questo è stato verificato. In ogni caso è bene che i colleghi sappiamo che queste sono due disposizioni che il Consiglio ha bocciato nella sessione di finanziaria e pertanto io credo che non essendo stata ravvisata l'opportunità nel corso dell'anno sia ancora o meno giustificabile a fine anno una proposta di questo genere, semmai sarebbe stato più opportuno parlarne in sede di finanziaria e per questo proponiamo la soppressione.
Circa invece l'emendamento 66 che riguarda il comma tre anche qui vorrei avvertire i colleghi che si tratta anche qui di rifinanziare un provvedimento che era stato censurato a suo tempo, nel senso che questo emendamento premierebbe gli organismi di gestione di azione locale che hanno più di altri svolto un'azione allegra nella gestione delle spese generali più di altri, nel senso che si vorrebbe in qualche modo compensare le spese generali di questi organismi. Siccome noi siamo chiamati a fare norme di carattere generale che abbiano un respiro di equilibrio e di giustizia, richiamo i colleghi sull'esigenza che noi con legge non possiamo premiare quelli che non ha avuto il rigore, l'attenzione e l'equilibrio della gestione delle risorse, a discapito di coloro che invece con sacrificio e con puntualità hanno gestito le risorse in maniera corretta. Questa era la ragione della bocciatura del scorsa volta e qua si ripropone.
L'emendamento 67 che riguarda anche questo il reintegro delle somme del consorzio SAR, anche questo bocciato durante la finanziaria, mi limito a chiedere al Presidente, in quanto persona competente, l'elenco documentato di tutte le variazioni di bilancio che hanno effettuato in sede di Giunta, che hanno nel corso dell'anno puntualmente finanziato quest'organo, perché io ne conosco qualcuno, però è meglio che li abbiano tutti quanti. Detto questo, siccome comprendo la strumentalizzazione che si può fare su questo è del tutto evidente che io ritiro l'emendamento 67, ma annuncio, qualora il Presidente non mi fornisca questa documentazione, una interrogazione per richiedere tutta la documentazione che giustifichi le variazioni al bilancio che la Giunta ha effettuato nel corso dell'anno a favore di detto consorzio.
L'emendamento 68 si dà per illustrato. Il 69 riguarda il comma 11 si dà per illustrato. Il 13 non lo vorrei ritirare per il semplice fatto che il comma 13 è una dichiarazione di resa e di incapacità della Giunta, noi vorremmo capire perché esistono more nella costituzione degli organi ordinari con riguardo al commissario straordinario nei parchi e nelle riserve, materia che abbiamo sempre considerato centrale e prioritaria, vorremmo capire, considerato che ci troviamo al crepuscolo di questa legislatura, per quale motivo noi dovremmo, in rispetto alla democrazia e al ricambio che voi avete opportunamente effettuato nel corso della legislatura di tutti i punti di riferimento della precedente legislatura, per quale motivo noi dovremmo far durare questo commissario due anni portandolo all'interno di un'altra legislatura dove, probabilmente, ci saranno delle legittimazioni un po' differenti e comunque da rispettare in questo momento. Questo tipo di emendamento soppressivo lo manteniamo perché abbiamo necessità di capire di più e se non capiremo anche di votarlo. Il 71 è ritirato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Calledda per illustrare l'emendamento 1.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, brevemente, vorrei che i colleghi, soprattutto il Presidente Masala e il Presidente della Commissione, ascoltassero alcune considerazioni su questo emendamento. Di fatto in questi anni, in questi mesi ci sono stati condoni, sanatorie di tutti i tipi e a tutti i livelli. In alcuni casi il Governo nazionale è intervenuto anche per cambiare norme relative al codice penale (vedi il falso in bilancio e tante altre questioni). Facendo una considerazione generale dico che il condono, la sanatoria salva solo ed esclusivamente categorie di cittadini che hanno sicuramente la possibilità di vivere. Questa norma interviene soprattutto per coloro i quali hanno una situazione di carattere sociale e familiare, forse possono essere addirittura definiti gli ultimi, coloro i quali non hanno la possibilità del minimo che gli può consentire di sopravvivere, e sono cittadini che in tutte le città della Sardegna, da Sassari a Nuoro, da Nuoro a Cagliari, da Cagliari a Carbonia, trovandosi in una condizione difficile, sapendo che in queste città molti appartamenti, molti alloggi non erano stati assegnati sulla base della legge vigente, che voglio ricordare è una legge del 1989, la legge numero 13, che non funziona, e nel merito voglio anche ricordare che nella quarta Commissione, dall'inizio di questa legislatura esiste un progetto di legge firmato dal sottoscritto e da altri colleghi che intendeva proprio porre rimedio alle difficoltà e alle motivazioni del perché questa legge non funziona e si creano di volta in volta situazioni che creano problemi soprattutto ai sindaci in modo particolare. Siccome stiamo parlando di una legge del 1989, che non risponde più alle esigenze del modo con il quale le commissioni alloggi assegnano gli appartamenti, gli alloggi stessi, io credo che in questa circostanza, in questo caso, in molte città della Sardegna, molti cittadini hanno occupato abusivamente, è vero, nel senso che molti di questi non avevano diritto a quell'appartamento. Però badate, credo che se non avessero fatto questo atto, probabilmente quegli appartamenti, quegli alloggi sarebbero rimasti senza la possibilità di essere assegnati e quindi con un patrimonio che sarebbe in qualche misura inutilizzato. Io credo che sia giusto, sacrosanto dare una risposta anche a questi cittadini. Voglio ricordare che molti di questi cittadini, perché si applica giustamente la legge, sono stati denunciati e molti di questi addirittura sono sotto processo, e chi occupa una casa, voglio ripetere, non è uno che ha un conto miliardario in banca. Chi occupa una casa solitamente o è gente senza lavoro, gente con famiglia senza nessuna possibilità di reddito, io credo che questa sia una cosa sulla quale la Giunta, l'assessore ai lavori pubblici e il Presidente della Giunta debba dare una risposta a questi cittadini, sapendo che ovviamente, per risolvere in via definitiva questo problema, è necessario che i provvedimenti che sono presenti in commissione vengano affrontati e, in qualche misura, approvati dalla stessa per poi approdare in Aula per fare in modo che queste situazioni non siano più a ripetersi.
Credo, signor Presidente, che ci debba essere una risposta nel merito perché l'emendamento non è firmato solo dal sottoscritto, è firmato da diversi colleghi e diversi gruppi politici, e auspico che in questo assestamento possa trovare posto anche una risposta visto che si sta avvicinando il periodo delle feste natalizie, una risposta per quei tanti cittadini che si trovano in questa condizione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per illustrare gli emendamenti.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Grazie Presidente, se consente illustro tutti gli emendamenti della Giunta che ci sono. L'emendamento 2 riguarda un vincolo che viene dato all'ERSAT perché 340 mila Euro vengano destinate al Consorzio di gestione di Surigheddu e Mamuntanas per le spese di guardiania.
Il numero 9 è una ricapitalizzazione della SFIRS per favorire l'incremento della liquidità finanziaria delle imprese operanti nel comparso lapideo.
Il numero 10 è un contributo straordinario per i lavori di ripristino, come dice il testo dell'emendamento, del palazzo arcivescovile di Cagliari.
Il numero 11 contiene sostanzialmente un vincolo per l'attuazione di un accordo di programma che era stato stipulato a suo tempo tra comune di Nuoro, autorità militare e Regione per il campus universitario di Nuoro.
L'emendamento numero 14 prevede la ricapitalizzazione del capitale SFIRS mediante la trasformazione di un credito che ha nei confronti delle società Allegrer (?) per assumere la qualifica di socio della Allegrer per il risanamento della stessa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento 16.
FRAU (A.N.). Grazie Presidente, l'emendamento prevede un finanziamento straordinario al Comune di Sennori. Come i colleghi sapranno perché hanno ricevuto una lettera da parte del primo cittadino del comune del sassarese, nei giorni tra l'11 e il 12 giugno corso l'edificio della casa comunale è state interessata da un grave atto vandalico con conseguente incendio che ha distrutto parte dei locali, principalmente l'ufficio tecnico. Pertanto è necessario far sì che la casa comunale, che è la casa di tutti, possa essere ristrutturata. L'amministrazione comunale ha fatto una stima di quelli che sono stati i danni e si pensa che con 550 mila euro il tutto possa essere ristrutturato.
Ricordo anche che questo Consiglio regionale, nella finanziaria scorsa, aveva dato un contributo al Comune di Uri per le stesse problematiche perché anche quella casa comunale era stata interessata da un incendio. Credo che, per quanto riguarda questo problema, al di là delle parti politiche, al di là delle maggioranze che possono esserci in un Comune o nell'altro Comune, credo che sia opportuno che il Consiglio regionale conceda questa somma per far sì che la casa comunale sia agibile in tutte le sue parti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento 18.
MORITTU (D.S.). Solo trenta secondi perché l'emendamento è sostanzialmente simile all'emendamento presentato ed illustrato or ora dal collega Frau. Aggiungo semplicemente un dato alle cose dette dal collega Frau, che il Comune ha già di suo speso delle somme considerevoli per rendere appena agibile quella casa comunale che è stata davvero devastata da quell'incendio e che, a tutt'oggi, quel comune vive una situazione di assoluta precarietà nella erogazione dei servizi ai cittadini, con sovraffollamenti e accampamenti dei suoi uffici nei pochi locali che sono rimasti indenni da quel devastante incendio. Quindi io credo davvero che meriti l'attenzione e la considerazione positiva di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare l'emendamento numero 91.
PIANA (U.D.C.). L'emendamento 91 modifica l'emendamento 20, riportando la proroga stabilita prima al 31 dicembre 2003 al 28 febbraio 1999.
Il presente emendamento consente la risoluzione di alcuni contenziosi scaturiti dall'interpretazione di una norma della legge regionale 32 del 1997, e precisamente l'articolo 25 comma 5, relativamente alla proroga degli interventi di alcune leggi di settore per i quali era consentito un ulteriore slittamento al mese di febbraio successivo alla annualità oggetto della legge prima menzionata. Si tratta quindi di un recupero di fondi già impegnati e pertanto il presente provvedimento non comporta alcun aggravio di spesa per la manovra di assestamento di bilancio oggi in discussione.
Anche per quanto riguarda gli emendamenti numero 21 e 22 si tratta di proroghe; per quanto riguarda il 21 al 30 giugno 2004, proprio per l'attuazione di alcuni interventi che sino a oggi, a seguito di interpretazioni delle stesse leggi, non sono potuti essere spesi e quindi neanche impegnati. Lo stesso per l'emendamento numero 22, che riguarda la legge regionale 1 del 1990, l'articolo 60, nel 1990 andati in perenzione a causa della mancata comunicazione da parte dell'Assessorato competente dell'avvenuto finanziamento agli organismi interessati. In assenza di riscontro da parte dell'amministrazione regionale alle istanze presentate nei termini dagli organismi, gli stessi non hanno potuto dare seguito ai progetti con conseguenti danni rilevanti sulle strutture tecnico-organizzative. Anche qua si tratta di una proroga di termini, quindi non incide sulle spese di bilancio.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 24 ha facoltà di illustrarlo.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 25 ha facoltà di illustrarlo. Lo consideriamo illustrato, non c'è.
Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare gli emendamenti numero 28, 29 e 30.
PIANA (U.D.C.). L'emendamento numero 28 ricalca un pochino l'emendamento precedente che era stato illustrato dai colleghi precedentemente per quanto riguarda il comune di Sennori. Questo invece riguarda il comune di Villanova Monteleone. Come si sa, il 29 agosto di quest'anno ci fu un incendio che distrusse, bruciò alcune infrastrutture di proprietà dell'amministrazione comunale. E' un emendamento che prevede 700 mila euro da destinare al Comune di Villanova Monteleone, in quanto la gravità dell'incendio ha creato grossi problemi alle infrastrutture comunali.
Mentre l'emendamento 29 modifica quella che è la legge numero 13 del 2002. In modo particolare, noi abbiamo approvato lo scorso anno, nel 2002, la numero 13, che riguarda la siccità, cioè la famosa legge sui 500 miliardi di vecchie lire a favore degli imprenditori agricoli a titolo principale. Il Consiglio regionale fece una precisa scelta allora per finanziare esclusivamente i danni agli imprenditori agricoli a titolo principale o i coltivatori diretti; con questo emendamento si intende ampliare i risarcimenti anche agli imprenditori agricoli iscritti alla Camera di commercio e titolari di partita IVA. L'esigenza dell'emendamento viene anche dalle centinaia di pratiche giacenti presso le strutture periferiche dell'Assessorato dell'agricoltura che non si sono potute istruire perché erano state presentate da imprenditori agricoli non a titolo principale. Ci risulta, anche da una lettera ufficiale che è arrivata in Commissione agricoltura da parte dell'Assessorato, che c'è un notevole risparmio rispetto ai 250 milioni di euro dello scorso anno, c'è un risparmio di circa 180 miliardi e c'è una giacenza di alcune migliaia di pratiche che, da informazioni ricevute, non potranno avere l'esito favorevole, quindi non potranno essere istruite perché appunto sono di imprenditori agricoli non a titolo principale. Ricordo che anche questo argomento fu discusso abbondantemente e in più occasioni sia i singoli consiglieri regionali, sia in Commissione agricoltura sia anche, mi risulta, con richieste agli uffici periferici, quindi all'Assessorato, fu richiesto l'ampliamento a tutta la categoria degli imprenditori agricoli, intendendo per imprenditori agricoli chi è iscritto alla Camera di commercio e chi ha la partita IVA.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 30, diciamo che è una integrazione di ulteriore stanziamento sulla legge regionale numero 1 del 1990, che riguarda interventi per attività teatrali e musicali. Indubbiamente ci fu una disponibilità inferiore e si chiede di integrare quelle che erano le misure del 2002, quindi si chiede una integrazione dello stesso stanziamento.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 31 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 33.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Brevemente, signor Presidente, si tratta di un emendamento che vuole invitare il Consiglio e la Giunta a rispettare gli impegni che erano stati precedentemente adottati in materia di rischio ambientale, cioè la zona che orbita attorno a Portoscuso era stata dichiarata ad alto rischio, per cui le produzioni, specialmente i viticultori, non avevano potuto portare nelle cantine il loro prodotto. Questo si era verificato per alcuni anni e avevano ricevuto il contributo da parte della Giunta regionale fino all'anno 1997, dal 1998 al 2002 non è stato concesso nessun contributo, mentre per l'anno scorso diciamo che non c'è più stato il divieto di conferimento, per cui, con l'ultima produzione, le cantine hanno avuto la possibilità di ricevere questi prodotti. Quindi si tratta di sanare un impegno preso precedentemente e l'importo non è molto alto, per coprire questi contributi che erano già stati concessi e per tanti anni sono rimasti inevasi, dal 1998 al 2002; la spesa si aggira sul miliardo e mezzo, perché i viticoltori sono circa un centinaio e abbiamo dei dati quasi sicuri.
Comunque sia invito la Giunta a voler valutare questa situazione i viticultori della zona sono stati gabbati per tanto tempo anche con le promesse di dover loro fornire una particolare attrezzatura per il lavaggio dell'uva. Così non è stato fatto, quanto meno onorare gli impegni presi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 34.
TUNIS (U.D.S.-Centro). Signor Presidente, lo do per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 35 ha facoltà di illustrarlo.
MANCA (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 92.
RASSU (F.I.-Sardegna). Il 92 è un emendamento all'emendamento 89 presentato dai colleghi Morittu, Spissu, Sanna, Pirisi e Masia, in quanto mi trovo perfettamente d'accordo sulla stesura, però voglio precisare, si dice testualmente che le parole contenute nel primo comma dell'articolo 8 della legge numero 1, "assunta con due terzi dei componenti" sono sostituite con "assunta con la maggioranza dei componenti". Io ho voluto precisare col mio emendamento che nel caso deve essere assunta a maggioranza semplice, intendendo "assunta dalla maggioranza dei presenti in consiglio comunale", poiché i componenti del Consiglio regionale siamo 80, presenti poc'anzi eravamo 72, se io parlo della maggioranza dei componenti sto parlando della metà più uno dei componenti e non dei presenti. Quindi la precisazione, mi trova d'accordo su tutto, è affinché venga precisato che si intende possa essere assunto dalla maggioranza dei presenti in consiglio in quel momento, all'atto in cui viene adottata la delibera, quindi non dai componenti del consiglio, ma maggioranza semplice, intendendo dei presenti in quel momento al consiglio comunale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento numero 89.
MORITTU (D.S.). Anche il mio è un emendamento all'emendamento numero 37, che prevede, in maniera secca, la soppressione dell'articolo 8 della legge 15 del 2002.
Io voglio solo ricordare all'Aula, mi rendo conto anche della stanchezza e quindi della conseguente distrazione, ma credo che sia giusto richiamare un po' l'attenzione dell'Aula, perché l'articolo 8 della legge 15 del 2002 è stato approvato dopo una discussione lunga e anche, per certi versi, sofferta di quest'Aula, riconoscendo, con quella norma, ciò che per altro è riconosciuto dalla norma costituzionale sopraggiunta, cioè la 2 del 2001, e che i comuni hanno, al pari della Regione, delle province e dello Stato, potestà concorrente su uso e trasformazione del proprio territorio.
Questo riconoscimento giusto, doveroso e anche tardivo da parte del Consiglio regionale non può essere cancellato con un emendamento soppressivo che non fa davvero giustizia, né risolve peraltro i giusti problemi che sono stati sollevati dal comparto minerario, delle attività estrattive della nostra Isola, con una manifestazione che si è tenuta recentemente davanti al Consiglio Regionale.
Per altro mi pare che le cause delle difficoltà in cui versa questo importante settore del nostro settore produttivo sono state anche chiaramente dichiarate da loro e da esponenti autorevoli. Io cito un'intervista di un cavatore storico, Salvatore Fiore, che enumera le vere difficoltà che sta vivendo questo comparto produttivo e che sono da ascrivere soprattutto alla concorrenza aggressiva che proviene da alcune nazioni europee ed extraeuropee. E non sottovalutiamo, non sottacciamo le difficoltà che derivano da una non compiuta evoluzione di questo importante settore produttivo, che manca di innovazione, che manca di un adeguato sostegno nella continuità territoriale del trasporto delle loro merci, trasporti che incidono notevolmente, loro parlano del 20 per cento dell'incidenza dei costi di trasporto rispetto ai loro prodotti, ma, insomma, diciamo chiaramente che questo settore ha da fare dei passi in avanti notevoli, compiendo un'adeguata trasformazione della filiera produttiva incrementando soprattutto le lavorazioni a valle che rappresentano il vero valore aggiunto di questo settore.
Loro lamentano anche lungaggini burocratiche introdotte dall'articolo 8. Io ho molti dubbi che davvero queste cause influiscano seriamente in questo comparto produttivo, però mi rendo anche conto, ci rendiamo anche conto noi che abbiamo sottoscritto questo emendamento, che probabilmente nell'articolo 8 vi era un eccesso anche di tutela delle minoranze consiliari, introducendo la norma dei due terzi nella approvazione o nella espressione della intesa da parte del consiglio comunale. Quindi noi proponiamo che questa intesa possa essere espressa anche dalla maggioranza dei componenti del consiglio, quindi evitando che anche assenze a volte fisiologiche nelle assemblee consiliari possano determinare in qualche misura ritardi nell'espletamento delle procedure previste. E aggiungiamo anche, io credo a maggior tutela e a maggior chiarezza della procedura, che il consiglio comunale è obbligato entro sessanta giorni ad esprimere questa intesa, quindi introducendo anche un fattore temporale che dà certezza di diritto a chi avanza un'istanza di autorizzazione, e il comune entro i sessanta giorni è obbligato ad esprimere l'intesa. Qualora non esprima questa intesa la stessa si intende come data da parte del comune.
Quindi mi pare che affrontiamo il problema da un lato mantenendo una potestà agli enti locali giusta e riconosciuta da legge nazionale e anche quindi dall'articolo 8, ma nel contempo tuteliamo la certezza del diritto da parte dell'imprenditore che avanza un'istanza che può essere rigettata o accolta, ma deve essere rigettata o accolta in maniera motivata ovviamente, ma questo è negli atti di qualunque assemblea pubblica, deve essere accolta o rigettata entro un termine chiaro, fisso, sessanta giorni, che mi pare un termine congruo e quindi rispondiamo in questo modo, mi pare correttamente, all'una e l'altra esigenza e in ultimo all'esigenza che ci hanno posto i cavatori, comunque gli imprenditori del settore nell'ultima iniziativa, manifestazione che hanno fatto qua davanti al Consiglio regionale qualche settimana fa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giovannelli per illustrare l'emendamento numero 37.
GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna). Grazie, Presidente. Con l'introduzione dell'articolo 8 della legge 15 del 2000 si è di fatto sostanzialmente modificato l'impianto della legge regionale 30 del 1989 sulla disciplina delle attività di cava regionale 30 del 1989 sulla disciplina dell'attività di cava e delle miniere attribuendo ai comuni di fatto la potestà autorizzativa per l'impianto, la prosecuzione e l'ampliamento dell'attività estrattiva e di cava. Questa potestà con la legge 30 era posta in capo all'Amministrazione regionale che operava anche secondo il parere delle amministrazioni comunali che si dovevano esprimere sulle richieste. Di fatto l'articolo 8 era stato introdotto in quel periodo, io ricordo il dibattito estremamente articolato in Aula, anche perché vi erano state delle giustificate pressioni, ricordiamo un esempio per tutti il caso di Muros, vi era effettivamente un atteggiamento permissivo e forse non garantista delle nuove sensibilità delle più che legittime esigenze ecologiste ed ambientaliste. Ma l'articolo 8, almeno secondo noi, non tenendo conto dell'intera ratio che ha ispirato la legge 30 e non tenendo conto di un disegno di legge presentato dalla Giunta regionale che è ancora giacente in Commissione seppure pare che, a breve, o si sia già iniziato l'esame del provvedimento, aveva dicevo l'articolo 8 introdotto degli elementi anomali e dirompenti quali per esempio la maggioranza dei due terzi dei consiglieri comunali per l'espressione del parere autorizzatorio, un parere vincolante e lamentano gli operatori del settore che talvolta non viene adeguatamente motivato. Tutto ciò ha comportato già dopo un anno di applicazione delle gravi conseguenze che sono quelle che hanno lamentato anche i cavatori in sede di audizione; queste gravi conseguenze sul settore estrattivo e di cava che vive, lo sappiamo tutti, una drammatica situazione di crisi rappresentata anche recentemente in convegni pubblici e culminati qui a Cagliari con una manifestazione di fronte al Palazzo del Consiglio.
Oggi registriamo un'uscita dal settore lavorativo di oltre 500 unità, ciò sicuramente non può essere addebitato ovviamente esclusivamente all'articolo 8, conosciamo tutti la crisi nel settore dell'estrazione di cava e della lavorazione dei materiali lapidei, sappiamo che cosa abbia comportato la concorrenza che arriva dai paesi europei ed extra europei, non vi è però dubbio che per una serie di motivi anche qui ben noti il settore dell'estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei non ha trovato da parte di questo Consiglio regionale una grande attenzione, se non quella di un provvedimento tampone che è risultato essere certamente forse frettolosamente espresso, seppure attraverso un passaggio consiliare come ho detto prima articolato e dibattuto, che però non ha reso giustizia a quelle che sono le esigenze del comparto. Io ho registrato che, dopo la presentazione del nostro emendamento soppressivo dell'articolo 8, sono stati presentati degli emendamenti modificativi, un emendamento presentato dall'onorevole Rassu come primo firmatario e dagli stessi firmatari dell'emendamento soppressivo all'articolo 8 e l'emendamento precedentemente presentato dai collegi del centrosinistra, primo firmatario onorevole Morittu. Come ha accennato prima di me il collega Rassu, io sono d'accordo comunque che non dobbiamo né irrigidirci su posizioni o fare barricate che non servono al comparto, la nostra è stata una iniziativa che ha voluto rappresentare una denuncia ed una sensibilità rispetto ad un problema che deve trovare una giusta definizione legislativa attraverso il coinvolgimento della Commissione competente. Sono nella sostanza d'accordo che un primo passaggio significativo in maniera straordinaria questo Consiglio lo debba e lo possa fare anche oggi in sede di assestamento di bilancio, non ritiro l'emendamento soppressivo ma certamente voterò e sosterrò gli emendamenti modificativi e ovviamente passando gli emendamenti modificati a questo punto decadrà automaticamente l'emendamento soppressivo totale nostro e poi spingeremo tutti e ci impegneremo perché la Commissione competente quanto prima vari definitivamente il progetto di legge di riordino del settore.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 38 ha facoltà di parlare la consigliera Pilo.
PILO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare l'emendamento numero 39.
SECCI (La Margherita-D.L.). Brevissimamente per illustrare il senso di questo emendamento. Come sicuramente è stato visto durante l'illustrazione di emendamenti precedenti ci sono una serie di emendamenti presentati per interventi straordinari a favore di comuni che sono stati oggetto di attentati di vario genere. La norma del nostro modo di porci rispetto a questi problemi è quello di cercare di evitare per quanto possibile di fare interventi direttamente connessi con fatti specifici. Abbiamo tentato, e questo emendamento è il prodotto di questa volontà, di cercare di fare una norma di carattere generale che consenta di intervenire nelle situazioni di fattispecie particolari che si sono verificate nell'anno 2003 e come si vede nella norma, anche in attesa di una disciplina organica della materia, visto che questo tipo di avvenimenti nella nostra Sardegna purtroppo sono abbastanza costanti e visto che la capacità di intervento con autofinanziamento da parte delle amministrazioni locali è abbastanza limitato, per evitare che ci siano uffici che funzionano male, che non possono essere rimessi in pristino o cittadini che devono subire ritardi nelle loro pratiche amministrative a causa del disagio causato da queste cose, abbiamo voluto presentare un emendamento che preveda appunto uno stanziamento, peraltro poco significativo probabilmente al bisogno che c'è rispetto a questo tipo di esigenze e però che sia di carattere generale che rimandi poi alla Giunta la capacità programmatoria per vedere quali sono gli interventi più utili e necessari per soddisfare il bisogno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 41.
DIANA (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancu per illustrare l'emendamento numero 40.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Molto brevemente l'emendamento 40 sostanzialmente è identico all'emendamento 41 presentato dal collega Diana e dal collega Murgia. Si tratta di adempiere ad un impegno assunto dalla Regione nei confronti del Consorzio per la zona industriale della Valle del Tirso allorquando le venne concesso il finanziamento relativamente all'acquisto del primo lotto della struttura destinata ad uffici.
Noi sappiamo che negli ultimi tempi la zona industriale, la ZIR della Valle del Tirso è interessata a diversi insediamenti industriali, però sconta quello che è un grave deficit dal punto di vista strutturale in termini di uffici per poter esplicare la propria funzione. Quindi si tratta di dare adempimento a quello che era un impegno assunto e destinare le risorse per finanziare il secondo lotto della struttura destinata ad uffici.
PRESIDENTE. Emendamento 75, Floris, è stato dato per illustrato. Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per illustrare l'emendamento numero 90.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. L'emendamento numero 90 estende il contenuto degli interventi previsti dall'articolo 127 della legge 22 aprile numero 7 del 2000.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Floris per illustrare l'emendamento numero 76.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. 78 idem. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 80.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 87. Poi a seguire l'85.
RASSU (F.I.-Sardegna). L'emendamento 87 non vuole essere una provocazione avverso l'emendamento 85; nell'emendamento 87 di fatto si propone l'abbattimento del tasso sulla legge 40...
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
RASSU (F.I.-Sardegna). In un emendamento precedente è proposto l'abbattimento sulla legge 40 alberghiero pari all'85 per cento del tasso di riferimento. Nel mio emendamento io propongo il 90 ma non tanto per dimostrare che si vuole abbattere il 5 per cento in più o in meno, tanto per richiamare l'attenzione ai proponenti dell'emendamento che, se si vuole intervenire sulla legge sull'alberghiero sull'abbattimento del tasso, è possibile intervenire sino ad arrivare volendo anche al 95 per cento dell'abbattimento del tasso. Questo perchè? Perchè è importante per norma della Comunità Europea non superare con gli incentivi e con le provvidenze l'equivalente sovvenzione netta che è pari al 30 per cento più il 15 per cento dell'equivalente sovvenzione lorda. Io mi sono preso la briga di farmi il calcolo; se noi abbattiamo del 90 per cento dal momento che la legge numero 40 sull'alberghiero non è cumulabile con altre leggi, se noi abbattiamo il 90 per cento invece che l'85 per cento o anche il 95 per cento del tasso di riferimento arriveremo ad una quota di sovvenzione netta pari col 90 per cento al 20,22 per cento, cioè al di sotto del 50 per cento di quel 45 per cento famoso; ho fatto un calcolo indicativo su mille euro. Per cui, questo è un invito all'Assessore più che ai presentatori dell'altro emendamento, se si vuole intervenire, poiché è obbligatorio contribuire al pagamento degli interessi, si può arrivare benissimo al 90 o al 95 per cento, questo lo dico perchè è un settore, il settore alberghiero, che a mio parere necessita di incentivazioni in quanto sappiamo perfettamente che la nostra economia in parte è basata sullo sviluppo del turismo, per cui intervenendo sull'abbattimento del tasso io propongo che si arrivi sino al massimo del 90 per cento o, a discrezione dell'Assessore, anche del 95 per cento, perchè si rientra pur sempre dentro i limiti previsti dalla Comunità Europea e cioè dentro i limiti imposti dall'equivalente sovvenzione netta.
PRESIDENTE. L'emendamento 72, onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 81, sempre dell'onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. 42 contrario, emendamento numero 65 contrario, 66 contrario, 67 ritirato, 68 contrario, 69 contrario, 70 contrario, il 71 è ritirato. Per il numero 1 si rimette all'Aula, numero 2 si accoglie, il numero 9 si accoglie. Il 40 contrario, il 10 si accoglie, l'11 all'Aula, anche se per questo va detto che siccome sono previsti anche degli stanziamenti per gli esercizi 2004 e 2005 e qua si verte in materia di assestamento del bilancio del '93, c'è la necessità eventualmente di una rimodulazione o rivisitazione di questa parte che non è perfettamente congruente con le finalità della legge. L'emendamento 14 Aula, emendamento 16 Aula, emendamento 18 Aula, emendamento 91 che si ricollega al 20, il parere è sfavorevole in quanto è sfavorevole l'emendamento 20 al quale si riferisce. L'emendamento 21 non si accoglie, l'emendamento 22 non si accoglie, l'emendamento 24 si rimette all'Aula; per l'emendamento 25 il riferimento è all'Aula ma con la necessità di individuare la copertura. Emendamento 28 Aula; l'emendamento 29 non si accoglie, l'emendamento 30 non si accoglie, il 31 non si accoglie, l'emendamento 33 si rimette all'Aula; il 34 non si accoglie, 35 Aula; gli emendamenti 92 e 89 fanno riferimento all'emendamento 37 per il quale la Commissione si rimette all'Aula e conseguentemente stessa sorte per gli emendamenti 92 e 89. L'emendamento 38 si accoglie; l'emendamento 39 si rimette all'Aula; l'emendamento 41 non si accoglie; l'emendamento 90 fa riferimento all'emendamento 75, qui faccio osservare una questione di carattere procedurale, perchè questo è un emendamento all'emendamento, ma in effetti si tratta di un comma aggiuntivo che nulla ha a che vedere con l'indicazione dell'emendamento 75 che si riferiva ad altro e quindi sotto questo aspetto faccio presente che mi sembra che non ci sia attinenza e che conseguentemente ci sono problemi. Per il 75 si rimette all'Aula, per il 76 si rimette all'Aula, il 78 si accoglie, l'80 non si accoglie, l'85 non si accoglie, l'86 è inammissibile perchè è sprovvisto di copertura e, comunque, nell'ipotesi in cui fosse ammissibile, manca la copertura. L'emendamento 72 non si accoglie ma vale la pregiudiziale anche per questo della inammissibilità per la carenza di copertura, l'81 non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. La Giunta esprime pareri coerenti a quelli della Commissione, anche se su alcuni avrà motivo di intervenire in modo particolare. Diciamo che sugli emendamenti sui quali anche la Giunta ha espresso parere negativo, ovvero si è rimessa all'Aula, mi riferisco per esempio a quelli che prevedono delle modifiche di percentuali sulla quota di contribuzione, sui quali anche il Presidente della Commissione ha espresso parere negativo per la mancanza della quantificazione della spesa, ovvero della copertura finanziaria, diciamo che diverso sarebbe stato se l'emendamento avesse contenuto una formula del seguente tenore "Nei limiti degli stanziamenti di bilancio", allora è chiaro che avremmo potuto esprimere una opinione diversa.
Sugli emendamenti agli emendamenti che sono stati presentati con riferimento all'articolo 8 della finanziaria, quello relativo alle cave, alle miniere evidentemente si rimette all'Aula; sull'emendamento all'emendamento della Giunta legato all'emendamento numero 75, evidentemente, poiché è interesse della Giunta che l'emendamento numero 90 venga approvato, è evidente che sull'emendamento 75, sempre che naturalmente la Presidenza ritenga collegabili e superabile l'osservazione del Presidente della Commissione, evidentemente l'emendamento numero 75 verrebbe accolto. In tal caso le coperture vanno mutate perchè vanno sulla UPB di entrata 03017.
PRESIDENTE. I lavori terminano qui. Si riprende martedì 16 dicembre alle ore 16 e 30 con la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
La seduta è tolta alle ore20 e 08.
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