Seduta n.361 del 01/10/2007 

CCCLXI Seduta

(POMERIDIANA)

Lunedì 1º ottobre 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 17 e 08.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 31 luglio 2007 (354), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Capelli, Cugini, Farigu, Vincenzo Floris, Ibba, Lai, Licandro, Maninchedda, Pileri, Pittalis, Porcu, Matteo Sanna e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di lunedì 1º ottobre 2007.

Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione e approvazione del testo unificato: "Norme sul servizio civile volontario in Sardegna" (8-172-197/A) delle proposte di legge Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu: "Norme per l'introduzione e la valorizzazione del servizio civile regionale" (8/A), Pacifico - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Recepimento della normativa nazionale in materia di servizio civile. Istituzione del servizio civile regionale sardo" (172/A), Cocco - Bruno - Lai Silvio - Masia - Cerina - Pisu - Amadu - Biancu - Balia - Caligaris - Cugini - Fadda - Frau - Ibba - Licheri - Marracini - Pinna - Porcu - Secci - Sanna Matteo - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Sanjust: "Norme per l'istituzione e la valorizzazione del servizio civile volontario regionale" (197/A).

PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'onorevole Cachia è presente, aveva chiesto congedo per la seduta antimeridiana odierna.

Colleghi, avevamo sospeso la seduta stamattina per consentire agli onorevoli consiglieri di lavorare agli emendamenti Penso che il lavoro sia stato fatto, abbiamo dato un tempo sufficiente, quindi, possiamo votare il passaggio all'esame degli articoli. Prego i colleghi segretari, di cui uno dell'opposizione, di stare qui; grazie, onorevole Cassano. Votiamo per alzata di mano il passaggio all'esame degli articoli.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato all'unanimità)

Passiamo all'esame del titolo: "Norme per il servizio civile volontario in Sardegna".

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1 degli onorevoli Rassu, Petrini, La Spisa.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 1

Istituzione del servizio civile volontario regionale

1. La Regione Sardegna, nel rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dei princìpi sanciti dagli articoli 2, 3, 4, secondo comma, 11 e 52 della Costituzione e in attuazione delle finalità previste dalla Legge 8 luglio 1998, n. 230, e dalla Legge 6 marzo 2001, n. 64, in materia di servizio civile, nell'esercizio delle proprie competenze legislative, detta norme per lo sviluppo e la valorizzazione del servizio civile nel territorio regionale quale momento di alto valore sociale e di educazione attiva alla solidarietà ed al volontariato. A questo scopo è istituito il servizio civile volontario regionale, di seguito denominato "servizio civile".

Emendamento aggiuntivo Rassu - Contu - Petrini - La Spisa

Articolo 1

Dopo le parole "Servizio Civile", è aggiunta la parola "Sardo". (1).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, l'emendamento, principalmente, è rivolto a dare una, chiamiamola così, tra virgolette, identità al servizio civile in Sardegna, dal momento che esiste il servizio civile nazionale. Per quanto non presente in questa legge, esso si rifà giustamente a quanto contenuto nella norma nazionale, stante che sta nascendo, storicamente, per la prima volta il servizio civile volontario regionale. Io mi sono chiesto, con i colleghi che con me hanno sottoscritto l'emendamento, se non fosse utile, se non necessario, utile aggiungere alla denominazione servizio civile, servizio civile sardo, o della Sardegna. Ciò non tanto per rimarcare, come al solito, sino alla noia, il fatto dell'identità, il fattore identità, ma appunto perché il servizio civile, che nasce in Sardegna per la prima volta storicamente, credo che non guasti chiamarlo "servizio civile sardo". Succederà senz'altro anche a livello nazionale, ci saranno senz'altro delle consulte, delle assemblee che riguarderanno tutti i servizi sociali della nazione, credo che non disturbi, così come per altri servizi, per altre iniziative o altre organizzazioni sarde, che anche il servizio civile sardo possa essere distinto dall'attuale servizio civile, dal momento che nasce storicamente, è la prima volta in Sardegna, tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 1 quasi per dovere, perché in mattinata non sono potuto intervenire nella discussione generale. E poiché l'articolo 1 parla di istituzione del servizio civile regionale, per ribadire ancora una volta la grande utilità e la grande opportunità che offre questa proposta di legge che istituisce, appunto, il servizio civile regionale. Un'iniziativa che è nata alcuni anni fa, addirittura nella precedente legislatura, con la presentazione di una proposta di legge che andò in Commissione, ma poi non fu discussa, e che fu ripresentata come proposta di legge numero 8 da noi Riformatori proprio all'inizio della legislatura. Tenne a battesimo la presentazione di questa proposta di legge un personaggio che voi tutti conoscete, Don Antonio Mazzi, che disse: "La Sardegna si caratterizzerà per questa grande iniziativa legislativa, perché avere il servizio civile prima fra tutte le regioni - tenete presente che ancora non c'era nemmeno la legge numero 64 nazionale - significa anticipare esattamente i tempi, e quindi precedere anche quello che è l'avvento dell'abolizione del servizio militare di leva obbligatoria".

Oggi, a distanza di qualche anno, a mio giudizio, non solo la connotazione di questa legge ritrova tutti i fondamenti ma credo che abbia una valenza ancora superiore, perché davvero l'abolizione del servizio militare di leva obbligatorio è avvenuta e, finalmente, il servizio civile regionale ha la funzione di sopperire alle carenze dei servizi prioritari della pubblica amministrazione. Ma oggi, qui, in Sardegna, ancora di più assolve una funzione che è una funzione educativa e formativa per i nostri giovani. Quando dico i nostri giovani, intendo dire, naturalmente, che dovremmo riflettere attentamente anche su qualche proposta di emendamento che vedremo più in là, con le quali si intende elevare il limite di età per i fruenti il servizio civile, addirittura dai trent'anni ai quarant'anni. Credo che questa sia una valutazione che l'Assemblea potrà, in maniera molto corretta e unanime, affrontare. Però va dato atto che la funzione cambierebbe connotazione, che il servizio civile è rivolto soprattutto ai giovani, perché deve essere una prima esperienza educativa, deve trattarsi di una prima esperienza formativa. Addirittura, se fosse possibile farla diventare obbligatoria, come qualche Regione ha tentato di fare, è chiaro che sarebbe ancora meglio. Noi sappiamo quanto questo sia percorribile, oggi, dal punto di vista giuridico. Però ben venga quindi questo articolo 1, questa istituzione, che consentirà alla Regione sarda di arrivare, mi pare, ottava fra le Regioni italiane che già dispongono di una legge sul servizio civile regionale. Mi pare che sia anche ben formulata, con un'architettura che presuppone una grossa partecipazione. La si può migliorare, forse, con qualche emendamento che potrà anche essere accolto. Ma io penso che oggi sia un primo ottobre che davvero possiamo ricordare nella storia di questa legislatura, di questa tredicesima legislatura, come una data importante nella quale verrà licenziata, io spero, una legge all'unanimità.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Franco Sanna, relatore.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, suppongo che la parola "sardo" si riferisca al "servizio civile" nell'ultima riga dell'articolo, perché "servizio civile" compare anche precedentemente.

RASSU (F.I.). E' specificato lì?

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Nell'ultima riga.

Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, quindi è favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati due emendamenti, il sostitutivo parziale numero 4 e il sostitutivo parziale numero 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Principi e finalità

1. Con la presente legge la Regione promuove, organizza e finanzia con proprie risorse il servizio civile, ispirandosi ai seguenti princìpi e finalità:

a) contribuire alla formazione umana, civica, sociale, culturale e professionale del mondo giovanile mediante lo svolgimento di programmi di attività e formazione dall'alto contenuto solidaristico;

b) accrescere il senso di appartenenza e di partecipazione attiva delle giovani generazioni alla comunità umana, promuovendo la solidarietà e la fraternità sociale e generazionale;

c) valorizzare e promuovere la cultura della pace, della non violenza e della solidarietà, la cooperazione a livello nazionale ed internazionale, gli scambi, i gemellaggi, il confronto interculturale e la salvaguardia dei diritti civili e umani;

d) sostenere la progettazione e la realizzazione di politiche giovanili ad opera di soggetti pubblici e privati;

e) offrire l'opportunità di un primo approccio col mondo del lavoro;

f) promuovere il senso di appartenenza delle giovani generazioni alla comunità regionale, attraverso la conoscenza del patrimonio identitario culturale, ambientale, storico, artistico e linguistico del popolo sardo;

g) contribuire al riconoscimento, alla garanzia ed alla tutela dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti;

h) promuovere le pari opportunità e la valorizzazione delle differenze di genere;

i) educare alla convivenza, al senso civico ed al rispetto della legalità;

l) diffondere la cultura del dialogo per contrastare ogni forma di discriminazione e di esclusione sociale;

m) favorire lo sviluppo di meccanismi economici internazionali fondati su valori di equità e giustizia sociale, anche attraverso l'educazione al consumo consapevole.

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Franco - Frau - Lanzi - Cocco - Sabatini - Biancu - Cuccu Giuseppe - Pisu

Articolo 2

Nella lettera c) dell'articolo 2 le parole "non violenza" sono sostituite con la parola "nonviolenza". (4)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Franco - Frau - Lanzi - Cocco - Sabatini - Biancu - Cuccu Giuseppe - Cocco - Pisu

Articolo 2

Nella lettera g) dell'articolo 2 le parole "dei consumatori e degli utenti" sono sostituite con le parole "dei cittadini". (3).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, su che cosa chiede l'appello nominale? Sull'emendamento o sull'articolo?

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sull'emendamento numero 4.

PRESIDENTE. E' stato richiesto l'appello nominale sull'emendamento numero 4.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare il consigliere Franco Sanna, relatore.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Frau, io ho inteso il senso dell'emendamento numero 4. Capisco che "nonviolenza" tutto attaccato faccia parte di un linguaggio e di una nuova modalità, è un neologismo. Però, siccome facciamo una legge, io starei all'italiano, così come lo conosciamo. Ripeto, io capisco lo spirito con cui lei ha formulato questo emendamento e anche il senso col quale ormai si utilizza il termine senza trattino.

Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Sì, Presidente, grazie. Io capisco, ovviamente, la sua preoccupazione per l'italiano, però questo è un termine, la "nonviolenza", che ormai fa parte del linguaggio italiano, ed è una categoria. Per cui, io manterrei l'emendamento, mi rimetto al giudizio dell'Aula. Non credo che scrivendo in una legge della nostra regione "nonviolenza" qualcuno ci possa in qualche modo accusare di non conoscere l'italiano. Spero che almeno questo non succeda. Mi riferisco a una categoria: quella della "nonviolenza".

PRESIDENTE. Sì, onorevole Frau, possiamo fare una discussione che non è di merito, ma sulla scrittura delle leggi. Quindi io la inviterei a ritirare l'emendamento. Grazie.

L'emendamento numero 4 è stato ritirato.

Emendamento numero 3. Onorevole Randazzo, chiede l'appello nominale sull'emendamento numero 3?

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 3. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 53, corrispondente al nome del consigliere Meloni. )

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Meloni.

MANCA, Segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA - FLORIS Mario - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - RANDAZZO Alberto - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: SALIS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU

Risultato della votazione

PRESIDENTE: proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 56

contrari 1

(Il Consiglio approva.)

Metto ora in votazione l'articolo numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Progetti di servizio civile

1. I progetti di servizio civile possono essere presentati esclusivamente dai soggetti iscritti all'albo regionale degli enti di servizio civile, hanno durata annuale e devono indicare:

a) gli obiettivi che si intendono perseguire e le modalità per realizzarli;

b) il referente operativo responsabile del progetto;

c) il numero dei soggetti da impiegare, specificando l'eventuale necessità di particolari requisiti fisici e di idoneità per l'ammissione al servizio;

d) le attività educative e formative previste;

e) l'impegno settimanale richiesto, la cui media, da calcolarsi sull'intera durata del progetto, non può essere inferiore a trenta o superiore a trentasei ore settimanali;

f) le modalità di impiego dei soggetti ammessi.

2. I progetti che rispondono ai requisiti di legge sono inseriti in una graduatoria formata secondo i criteri stabiliti dalle linee guida regionali sul servizio civile e contenuti nel bando di cui al comma 4.

3. I progetti inseriti in graduatoria, ma non finanziabili con le risorse disponibili, possono essere riproposti negli anni successivi.

4. Nei quindici giorni successivi alla definizione dei progetti finanziabili è emanato il bando annuale per l'ammissione al servizio civile regionale, nel quale sono indicati i progetti finanziati e il numero di posti disponibili per ciascun progetto.

5. La selezione dei candidati è effettuata dagli enti e dalle organizzazioni proponenti dei progetti.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati i seguenti emendamenti: sostitutivo parziale numero 2 e gli aggiuntivi numero 5 e 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Partecipazione ai progetti di servizio civile

1. Possono essere ammessi a svolgere il servizio civile regionale coloro che:

a) siano in età compresa fra diciotto e trenta anni non compiuti;

b) siano in possesso della cittadinanza italiana;

c) siano nati o residenti in Sardegna, ovvero in uno stato estero per la parte di progetto che si realizza in quello stato;

d) non abbiano già prestato servizio civile nazionale o regionale.

Emendamento sostitutivo parziale Rassu - Contu - Petrini - La Spisa.

Articolo 4

Le parole "trenta anni" sono sostituite dalle parole "quaranta anni". (2)

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Biancu - Cuccu Giuseppe - Bruno - Pisu - Cerina - Pinna

Articolo 4

Alla lettera d) dell'articolo 4, è aggiunta la lettera d) bis: "pur provenendo da altre nazioni ma soggiornando in Sardegna, in regola con la normativa statale riguardante il soggiorno nel nostro Paese, vogliano accedere a forme di servizio in favore della comunità regionale, anche al fine di favorire occasioni di scambio interculturale e percorsi strutturati di integrazione.". (5)

Emendamento aggiuntivo Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe - Bruno Cerina - Pinna

Articolo 4

All'articolo4 sono aggiunti i seguenti commi:

"1 bis. Il servizio civile può essere svolto anche all'estero presso sedi appartenenti ad enti pubblici o privati accreditati, ove sono realizzati progetti di servizio civile di rilevante interesse regionale, segnatamente nell'ambito delle missioni umanitarie e della cooperazione allo sviluppo, dell'educazione alla mondialità e alla pace, nonché in favore delle comunità degli emigrati sardi presenti nel mondo, previo accordo con la rappresentanza dei circoli degli emigrati accreditati presso la Regione autonoma della Sardegna.

1 ter. La Presidenza della Giunta regionale, sentito il parere dell'Ufficio regionale per il servizio civile, definisce le modalità di svolgimento del servizio civile all'estero e stabilisce annualmente la relativa consistenza dei volontari da impiegare." (13).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, non nascondo il fatto che l'emendamento di cui sono il primo firmatario è un po' provocatorio, stante il contenuto stesso della legge, dove l'obiettivo e lo scopo principale, come ha esaurientemente illustrato il collega Pisano, è appunto quello formativo dei giovani. Bene, sono d'accordo. Però bisogna dare uno sguardo al contesto generale dello stesso dispositivo. A me sembra che sotto certi aspetti - non vorrei che fosse così, ecco la provocazione dell'emendamento - si voglia creare un altro contenitore di lavoratori precari, e spiego il perché. Ho sentito sia l'intervento del relatore sia quello della collega Mariuccia Cocco, i quali hanno precisato che questo organismo non può e non deve essere un contenitore di precari, bensì un elemento formativo che possa educare i nostri giovani al servizio civile, al volontariato, alla solidarietà, alla lotta per la pace, eccetera, eccetera. Però non dimentichiamo che a fianco c'è un altro aspetto, che seppur non è un aspetto retributivo è comunque, in qualche maniera, un aspetto che prevede di erogare periodicamente, mensilmente o giornalmente, non so quando, a coloro che fanno parte del servizio civile, un assegno che gli consente giustamente il rimborso delle spese o quant'altro gli competa. Bene. Io credo che non sfugga il fatto che i nostri giovani si laureano mediamente tra i 26 e i 30 anni. Se poi uno studente persegue una laurea triennale, probabilmente si laurea prima, però la statistica è quella lì: dai 26 ai 30 anni. E allora dico: dal momento che i progetti del servizio civile giustamente debbono indicare l'impegno settimanale che viene richiesto e le modalità d'impiego per i soggetti ammessi sono da calcolarsi per l'intera durata del progetto, correggetemi poi se sbaglio, ecco principalmente la motivazione del mio emendamento provocatorio, non vorrei che a questa realtà domani si possano iscrivere solo coloro i quali hanno dovuto rinunciare agli studi universitari, magari perché fuori corso o perché non sono riusciti a laurearsi entro i 28 anni. E in più la similitudine dei 28 anni: sino ai 28 anni, così come è prescritto per le liste di disoccupazione giovanile e per la formazione. Ecco, queste similitudini sinceramente mi hanno fatto riflettere e c'è di che preoccuparsi. Se poi andiamo più avanti, è detto che è istituito l'albo regionale degli enti e delle organizzazioni del servizio civile, quindi i progetti e gli iscritti dovranno far parte di quell'albo. Infatti, si legge: "E' istituito l'albo regionale degli enti e delle organizzazioni di servizio civile, nel quale sono iscritti, a domanda, gli enti e le organizzazioni che hanno sede legale e operativa in Sardegna ovvero che siano iscritti all'albo nazionale", eccetera, eccetera. La domanda è questa: quindi è indispensabile che per essere iscritti a questi enti e a queste organizzazioni non si siano superati i 29 anni? Non c'è scritto da nessuna parte! Chiaramente non voglio crearne una motivazione di contesa, voglio riflettere su questo.

L'altro aspetto è sociale. Ho detto poc'anzi che buona parte dei nostri giovani iscritti all'università si laureano tra i 26 e i 30 anni, quindi parto dal presupposto che questi giovani, che sono quelli che avrebbero dovuto essere più portati e più interessati al fenomeno, non possono avere possibilità di essere iscritti. Perché? Perché sono obbligati all'impegno settimanale nel progetto che presenteranno - parlo del progetto del servizio civile e non del progetto speciale -, quindi parto dal presupposto che questi giovani avranno difficoltà ad iscriversi al progetto di servizio civile. Allora, detto questo, sì è proprio sicuri che la data fatidica dei 28-29 anni denoti quella linea di sbarramento dopo la quale uno è destinato per forza al suicidio sociale? Non dico certamente che può essere rimediabile o può essere salvo il tetto di quarant'anni, questo no, ma oggi che si vuol portare l'età pensionabile a 65 anni, se non di più, siete proprio sicuri, siamo proprio sicuri che i 28 anni sono quell'argine che non può essere più superato? Dopo i 28 anni uno non solo non può avere lavoro, è quasi cancellato … non può neanche iscriversi a un progetto di servizio civile! Alcune altre leggi, ad esempio sulle attività, sull'artigianato e quant'altro, per i cassintegrati aumentano l'età di iscrizione alle liste di disoccupazione sino al quarantesimo anno, ma perché? Uno non può sentirsi vecchio a trent'anni, perché a trent'anni, a 32, a 35 è ancora giovane. C'è anche da considerare la formazione, e non solo la formazione, perché questo progetto non è solo formativo, ma sotto le sue pieghe, volente o nolente, nasconde proprio lo scopo che è quello di far sostare… ma sarà questa la realtà! La realtà sarà questa. Se vogliamo sfatare questo, io non dico che si deve arrivare ai 40 anni, perché è stato, lo dico ancora per la terza volta, provocatorio l'emendamento, ma, scusate un attimo, ho visto che in una proposta di legge, la "197", il limite era a 32 anni, ma io dico che 35 anni può essere un'età compatibile; compatibile per che cosa? Proprio per quei cinque anni dopo la laurea nei quali uno può sinceramente dedicarsi a fare un qualcosa. Perché, di fatto, il messaggio sociale è questo: dopo i 28 anni sei escluso dal nostro contesto sociale, non solo non puoi avere lavoro, perché di questo oggi si parla, ma non puoi neanche iscriverti a un progetto di servizio civile, benché uno abbia le caratteristiche fisiche, intellettuali, la preparazione professionale e quant'altro. Sta qui il problema! O parliamo di formazione, e questo è un altro campo, o parliamo di servizio civile. Se parliamo di formazione, parliamo di formazione e sappiamo quali sono le norme che regolano la formazione ed i progetti formativi, se parliamo di servizio civile parliamo di cittadini, che senz'altro possono anche essere limitati in una certa età ma non però limitati in negativo ai 28 anni perché io lo ritengo sinceramente un limite molto, molto stretto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Io, se dovesse restare in piedi questo emendamento, sarò costretto a bocciarlo, non fosse altro perché in Commissione, dove si è lavorato per oltre due anni o quasi su questo argomento, proprio sulla materia ci si è soffermati tantissimo, forse è stato uno degli argomenti che più ha portato via tempo. Se è vero come è vero che i lavori nelle Commissioni dovrebbero poi evitare i ragionamenti prolungati in Aula, penso che il lavoro che è stato fatto da tutti i componenti debba servire ai colleghi che non hanno potuto seguire i lavori sulla materia per poter comprendere al meglio le ragioni per le quali si è arrivati a fare determinate scelte, che in brevissimo tempo cercherò di spiegare.

La legge nasce facendo riferimento a quella nazionale che, penso di poter dire senza paura di essere smentito, ha fatto sì nel corso degli anni che diventasse un punto di riferimento molto importante per chi, come noi, forse unica Regione in Italia, decide di fare una propria legge in materia. Se è vero quello che ho appena detto, che è stato oggetto di discussione all'interno dei lavori della Commissione, è anche vero che si doveva partire comunque da un punto di riferimento importante relativamente all'età massima che si poteva utilizzare. Vorrei ricordare ai colleghi, soprattutto a quelli che non hanno potuto partecipare ai lavori della Commissione, che la legge nazionale mette come anno di riferimento il ventottesimo anno di età; attenzione: che non deve essere superato al momento del bando. Quindi, nella legge regionale sarda ci stiamo già - se vogliamo anche in maniera positiva - discostando da quelle che erano le direttive nazionali in materia e abbiamo innalzato di due anni l'età massima. Vorrei ricordare quello che hanno sottolineato alcuni colleghi stamattina: la legge non nasce come un contenitore per i giovani sardi per poter trovare lavoro; la finalità è completamente diversa, non può essere purtroppo uno sbocco al problema del precariato, che poi sarebbe comunque un qualche cosa di precario perché è un lavoro che, esagerando, è un servizio, non mi piace neanche utilizzare la parola lavoro. E' un servizio che dura un anno ed è anche, secondo me, un approccio pericoloso al mondo del lavoro, perché io ho avuto l'esperienza personale quando sono stato Assessore al Comune di Cagliari e ho seguito la materia. Purtroppo parecchi giovani, tantissimi, erano convinti di poter mettere il solito piedino all'interno dell'Amministrazione - in questo caso comunale - attraverso il servizio volontario civile, per poi ritrovarsi dopo un anno nuovamente punto e a capo. Quindi, non diamo all'esterno l'impressione che con questa legge risolviamo, anche se parzialmente, il problema annoso, che purtroppo abbiamo del lavoro, perché altrimenti daremmo un messaggio errato. Più si innalza l'età e più si dà, a mio parere, questo falso intendimento ai nostri giovani. Io chiedo al collega Rassu, che so essere un uomo molto attento e molto sensibile a questi problemi, di ritirare l'emendamento e di tener conto del lavoro che è stato fatto - ripeto - per oltre due anni all'interno della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, la ringrazio. Solo un istante per fare un'osservazione, un'osservazione che credo vada colta da tutta l'Aula. In un articolo successivo si definisce esattamente l'istituto del cosiddetto "progetto speciale" e in questo istituto del "progetto speciale" è previsto che ci sia proprio la deroga al requisito dell'età e questo significa, naturalmente, che per certi aspetti è già valutata l'ipotesi che vi possa essere una tipologia progettuale per la quale sia necessario anche il giovane laureato che può aver superato il trentesimo anno di età. Ed è detto addirittura, nel terzo comma di quell'articolo, che l'entità delle risorse è stabilita proprio dalla consulta e dalla programmazione triennale. Quindi, credo che non vi possa essere alcuna ragione perché il collega Rassu ritiri questo emendamento, sapendo che comunque quella opportunità da lui auspicata è contenuta nella legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anch'io chiaramente voterò contro l'emendamento presentato dall'onorevole Rassu, qualora lui non lo ritirasse. Io credo di poter capire le preoccupazioni che hanno spinto l'onorevole Rassu a presentare questo emendamento, però al fondo di queste preoccupazioni c'è un concetto che è completamente sbagliato. Occorre capire che cos'è il servizio civile: il servizio civile non può essere inteso in alcun modo come una forma di avviamento al lavoro, di precariato o di sistemazione temporanea al lavoro dei giovani, anche in età avanzata. Il servizio civile è solo ed esclusivamente un percorso di formazione che i giovani volontari, volontariamente, possono effettuare e quindi esclusivamente in questo senso va inteso. Ho, quindi, delle difficoltà a immaginare che un quarantenne - che chiaramente più giovane non è, stando a questa definizione di servizio civile - possa in qualche modo presentarsi per un corso di formazione di educazione civica.

Quanto poi all'obiezione che l'onorevole Pisano sollevava, che in un articolo successivo, il quinto, quello che si occupa di progetti speciali in realtà si deroga al limite di età, c'è un emendamento successivo che cassa l'articolo 5 proprio per questi motivi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Franco Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 2 il parere è contrario. Sull'emendamento numero 5 il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 13, d'accordo con i presentatori, il parere è favorevole per il primo comma, contrario per il secondo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, io penso che debba essere colto il vero significato che è stato espresso dall'onorevole Rassu a proposito dell'emendamento numero 2. Mi è sembrato di cogliere, anche nell'esposizione e nell'illustrazione che ha fatto, una provocazione, una provocazione che deve essere colta nel suo significato più vero e cioè quella di evitare che il servizio civile possa diventare uno strumento che in qualche modo implementa il nuovo precariato, un qualcosa che possa determinare una sorta di nuovo parcheggio, come è stato detto nella discussione generale, un nuovo parcheggio in attesa di una sistemazione definitiva e che quindi possa dare risposte positive al precariato. Penso che tutto questo possa essere escluso, sia sulla base del contenuto della norma, sia sulla base della discussione che c'è stata. Quindi penso si possa cogliere la provocazione e, magari, chiedere all'onorevole Rassu la disponibilità a ritirare l'emendamento.

Per quanto riguarda, invece, l'emendamento numero 5 e l'emendamento numero 13 il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Premetto che, per quel che ho detto poc'anzi "l'emendamento era una provocazione", resto convinto di quello che ho detto, perché è confermato dal fatto che ci sarà un assegno mensile e settimanale, e quindi ci sarà una corsa a iscriversi a questi progetti e questi progetti purtroppo - dico purtroppo perché non esiste altra alternativa di lavoro - diventeranno uno strumento di sosta per il precariato. Ripeto che era solo una provocazione, potevano essere 32, 35 anni o quant'altro, ma l'aspetto era strettamente politico e sociale. Io ritiro l'emendamento perché, pur avendolo detto dall'inizio, era solo una provocazione, lo ripeto ancora. Però sono sicuro che la storia darà atto di questo, sarà un altro passaggio a livello in cui si sosterà temporaneamente, creerà nuovi precari, pur rispettando quelli che sono gli obiettivi e gli indirizzi della legge. Purtroppo ci sarà la corsa all'iscrizione ai progetti da parte dei giovani per poter, giustamente, incassare quell'assegno, perché altre alternative non ne hanno. L'emendamento è ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. L'emendamento numero 2 è ritirato.

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'emendamento numero 13 c'è il parere favorevole della Commissione e del relatore sul primo comma e il parere negativo sul secondo comma.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, metto in votazione il primo comma. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il secondo comma dell'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Sull'emendamento numero 5 forse dobbiamo, in sede di coordinamento del testo, risolvere il problema tra la lettera b) dell'articolo 4, cioè il possesso della cittadinanza italiana, e la deroga che facciamo per coloro i quali provengono da altre Nazioni, soggiornano in Sardegna ed evidentemente non sono cittadini italiani pur essendo in regola con le norme di soggiorno. Quindi dobbiamo scrivere che si fa una deroga per questi cittadini rispetto a quanto previsto dalla lettera b) dell'articolo 4 che affronteremo in sede di coordinamento del testo.

Passiamo all'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:

Art. 5

Progetti speciali di servizio civile

1. I progetti speciali di servizio civile sono progetti cui partecipano soggetti non aventi il requisito di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a).

2. Le finalità dei progetti speciali sono stabilite in sede di programmazione degli interventi di cui alla legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona), in coerenza con i principi della presente legge ed assicurando il loro inserimento nella rete integrata dei servizi.

3. La quota di risorse da destinare ai progetti speciali è stabilita nel documento di programmazione triennale, in coerenza con il percorso progettuale e di monitoraggio stabilito dalla presente legge.

Emendamento soppressivo totale Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe - Bruno - Pisu - Cerina - Pinna

Articolo 5

L'articolo 5 è soppresso. (6)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, più che una dichiarazione di voto, mi permetto di fare un invito. Io credo che l'opportunità che questa legge venga approvata all'unanimità meriti davvero che non ci sia una possibilità diversa. Quindi, al di là del fatto che ci porterebbe veramente lontani discutere se è opportuno o meno lasciare l'istituto del progetto speciale, che ha una connotazione speciale come è detto nella stessa definizione e che, per certi versi, risponde ad una logica che anche altre Regioni hanno introdotto, non dimentichiamolo, io credo che forse valga la pena di soprassedere e quindi di ritirare quest'emendamento, ma con l'auspicio appunto che ci sarà poi la massima unitarietà nel voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Grazie Presidente. Soltanto per una cosa, rispetto a quell'emendamento su cui lei ha fatto le osservazioni. Io le chiederei, alla fine del percorso del testo, di fermarci un attimino perché può esserci sia un problema di coordinamento legislativo, sia un problema più di merito. Per cui volevo in qualche modo segnalare questa necessità al Presidente per affrontare il problema anche sotto il profilo politico che forse abbiamo sottovalutato.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 5. Ovviamente se si intende sostenere la validità dell'emendamento bisogna bocciare l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Io non condivido queste preoccupazioni, nel senso che mi rendo conto benissimo che la nostra Regione è una di quelle in cui la popolazione anziana sta aumentando ogni anno di più e mi rendo conto benissimo che certamente questa popolazione va utilizzata in qualche modo, perché chiede di essere utilizzata ai fini sociali, ai fini civili. Ma questo non vuol dire che fondi destinati al servizio civile, e quindi ad un settore molto particolare, quello dei giovani compresi fra 18 e 30 anni, come dice la nostra legge, possano, in qualche modo, essere distratti da questo problema. Allora, io sono anche per il mantenimento dei progetti speciali, ma sono almeno per l'abrogazione del comma 1, che allarga le maglie in maniera esagerata, incontrollabile e in modo tale che poi non si capisca a chi questi fondi debbano arrivare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA,Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Penso che le considerazioni che sono state fatte dai diversi intervenuti, anche alla luce dell'intervento dell'onorevole Frau che è il primo firmatario dell'emendamento, possano consigliarci di sospendere l'esame dell'articolo e quindi dell'emendamento e magari vederlo alla fine dell'esame della legge, se il Consiglio fosse d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, mi ha preceduto appena l'assessore Dadea, poiché cadrebbero tutte le argomentazioni che sono state fatte in precedenza sull'articolo 4. Se è così, è necessario riflettere su questo articolo, quindi sono d'accordo sulla proposta dell'Assessore.

PRESIDENTE. Sospendiamo l'esame dell'articolo 5.

All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e del relativo emendamento:

Art. 6

Doveri e incompatibilità

1. I soggetti impiegati nei progetti di servizio civile sono tenuti ad assolvere con senso di responsabilità le mansioni loro affidate.

2. Non possono prestare servizio civile in un ente coloro che abbiano avuto o che abbiano in corso un qualsiasi rapporto di lavoro con il medesimo ente.

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe

Articolo 6

Dopo il comma 2 dell'articolo 6 è aggiunto il comma 2 bis:

2 bis "Non possono prestare servizio civile coloro che svolgono una qualsiasi attività lavorativa di tipo subordinato o autonomo". (7).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io ho solo una perplessità di natura tecnica. L'emendamento aggiuntivo esclude coloro che svolgano una qualsiasi attività lavorativa di tipo subordinato o autonomo. Allora, mi viene in mente una delle attività di tipo autonomo, il medico, il quale decide - libero professionista che svolge un'attività di lavoro autonomo - di partecipare a un progetto di servizio civile, che è destinato al cittadino, al cittadino nella condizione di bisogno. E' chiaro che nell'anno in cui questo soggetto è impegnato nel servizio civile, siccome è considerato dalla legge nazionale, ma io immagino anche dalla legge regionale come svolgente un'attività esclusiva, sospende l'attività libero-professionale. Però non può essere pregiudizialmente escluso, perché è fuori dal sistema con il quale è stato pensato il servizio civile nazionale, e peraltro mi parrebbe, anche sotto questo profilo, poco attinente. Cioè il servizio civile volontario nasce per raccogliere l'istituto dell'obiezione di coscienza e per trasformarla anche in una funzione di promozione umana e di promozione culturale, professionale di chi ha reso questo servizio. Ed è un servizio reso, cioè non è un'occasione di lavoro, non è un ingresso nel mondo del lavoro, un inserimento lavorativo, è un servizio che si rende alla comunità, quindi perché escludere coloro che questo servizio lo vogliono rendere e hanno i titoli che sono previsti dalla legge per renderlo?

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 7 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 7

Compensi e benefici

1. L'attività svolta nell'ambito dei progetti di servizio civile non determina l'instaurazione di un rapporto di lavoro.

2. Ai soggetti impiegati nei progetti di servizio civile spetta un assegno, non di natura retributiva, il cui ammontare è pari a quello previsto per il servizio civile nazionale e sono inoltre garantite:

a) la copertura assicurativa per i rischi contro gli infortuni e la responsabilità civile, relativamente ai danni da essi subiti o cagionati durante l'espletamento del servizio;

b) l'erogazione, a carico del servizio sanitario regionale e senza oneri per gli interessati, delle prestazioni sanitarie propedeutiche o connesse all'espletamento delle attività di servizio civile.

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe

Articolo 7

Al comma 1 dell'articolo 7, dopo le parole "rapporto di lavoro", sono aggiunte le parole: "e pertanto non comporta la sospensione o cancellazione dalle liste di collocamento o di mobilità" (8).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 8

Strumenti di valorizzazione dell'attività
di servizio civile

1. L'Amministrazione regionale può stipulare accordi con le associazioni di imprese per favorire l'inserimento nel mercato del lavoro dei soggetti che hanno svolto il servizio civile regionale o nazionale.

2. Nelle procedure per l'accesso all'impiego nell'Amministrazione e negli enti regionali il periodo di servizio civile regionale o nazionale effettivamente prestato è valutato nella stessa misura del servizio prestato presso enti pubblici.

3. L'Amministrazione regionale può stipulare accordi con le associazioni degli enti locali al fine di estendere ad essi l'applicazione del beneficio di cui al comma 2.

4. L'Amministrazione regionale e gli enti locali possono prevedere altre agevolazioni a vantaggio dei soggetti impiegati nel servizio civile regionale e nazionale, in particolare per quanto riguarda le tariffe dei mezzi di trasporto e la fruizione dei servizi culturali e di altri servizi pubblici.

5. L'Amministrazione regionale stipula con gli atenei sardi e con le istituzioni scolastiche apposite convenzioni, al fine di conseguire la certificazione di competenze ed il riconoscimento di crediti formativi in conseguenza della prestazione dell'attività di servizio civile regionale o nazionale.

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe

Articolo 8

Al comma 2 dell'articolo 8 le parole "è valutato nella stessa misura del servizio prestato presso Enti pubblici" sono sostituite con "è valutato come credito formativo". (9).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 9

Attività di promozione e informazione

1. L'Amministrazione regionale svolge le attività di promozione ed informazione sul servizio civile volontario regionale avvalendosi degli enti iscritti all'albo e promuovendo le opportune intese con gli enti locali, con l'ufficio scolastico regionale, con gli istituti scolastici e con le università.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. All'articolo 10 è' stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e del relativo emendamento:

Art. 10
Competenze di attuazione

1. Ai fini dell'attuazione della presente legge è istituito, nell'ambito della direzione generale della Presidenza della Regione, l'Ufficio regionale per il servizio civile. All'Ufficio si applica la legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), articolo 13, comma 2 e seguenti.

2. L'ufficio cura la costituzione e la gestione della banca dati dei progetti di servizio civile. Gli enti iscritti nell'albo regionale sono tenuti a fornire le informazioni utili alla realizzazione e all'aggiornamento della banca dati.

3. Nell'articolo 10 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), dopo la lettera n) è aggiunta in fine la seguente lettera:"n bis) servizio civile volontario.".

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe

Articolo 10

All'articolo 10, dopo il comma 2 sono aggiunti:

"2 bis. L'Ufficio regionale per il servizio civile verifica sistematicamente l'andamento e i risultati raggiunti dai progetti di sevizio civile volontario regionale, anche al fine di sostenere le previste azioni di vigilanza, monitoraggio, indirizzo, programmazione e formazione.

2 ter. A seguito dell'approvazione di apposito regolamento, l'Ufficio regionale per il servizio civile può svolgere attività di ispezione nei confronti degli enti di servizio civile accreditati.

2 quater. Le attività di vigilanza, monitoraggio e ispezione di cui ai commi 3 e 4 possono essere attuate attraverso un raccordo con l'Ufficio nazionale per il servizio civile. Circa gli esiti di tali attività l'Ufficio regionale per il servizio civile presenta annualmente una relazione dettagliata." (10).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco relatore.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Art. 11
Albo regionale

1. È istituito l'albo regionale degli enti e delle organizzazioni di servizio civile, nel quale sono iscritti, a domanda, gli enti e le organizzazioni che hanno sede legale ed operativa in Sardegna ovvero che, essendo iscritti all'albo nazionale o ad altro albo regionale, hanno almeno una sede operativa in Sardegna.

2. Per essere iscritti all'albo, gli enti e le organizzazioni devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

a) assenza di scopo di lucro;

b) finalità istituzionali coerenti con quelle del servizio civile;

c) possesso di un'adeguata capacità organizzativa e possibilità d'impiego.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 12 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e del relativo emendamento:

Art. 12
Consulta regionale per il servizio civile

1. È istituita la Consulta regionale per il servizio civile, quale organismo permanente di riferimento e consulenza in ordine all'indirizzo e alla programmazione della Regione in materia di servizio civile.

2. Per l'adempimento delle sue funzioni la Consulta sente il parere della Conferenza regionale degli enti di servizio civile.

3. La Consulta:

a) esprime le linee di indirizzo in ordine allo schema del documento di programmazione triennale regionale del servizio civile e del piano annuale di attuazione;
b) può formulare una proposta di programma della Conferenza regionale degli enti di servizio civile;

c) esprime pareri relativi al miglioramento dell'attività di servizio civile volontario regionale;
d) può proporre la realizzazione di attività pubbliche per il perseguimento delle finalità della presente legge.

4. La Consulta è nominata con decreto del Presidente della Regione ed è composta:
a) dal Presidente della Regione o da un suo delegato, che la presiede;
b) da cinque rappresentanti deegli enti di servizio civile operanti a livello regionale, designati dalla Conferenza regionale degli enti di servizio civile, in possesso dei requisiti previsti dalla Legge n. 64 del 2001 e che abbiano maturato un'adeguata esperienza decennale documentabile nell'ambito dei progetti di servizio civile;

c) da un rappresentante dei coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile;

d) da un rappresentante del Consiglio delle autonomie locali;

e) da un rappresentante dell'Ufficio scolastico regionale per la Sardegna;

f) da un rappresentante delle associazioni delle famiglie maggiormente rappresentative a livello regionale;

g) da un rappresentante delle associazioni dei volontari di servizio civile maggiormente rappresentative a livello regionale.

5. Nella prima seduta, da convocarsi entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Consulta regionale per il servizio civile adotta, con il voto della maggioranza dei componenti, un regolamento per disciplinare il proprio funzionamento.

6. I componenti della Consulta regionale per il servizio civile rimangono in carica tre anni.

7. La partecipazione alla Consulta è gratuita.

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe - Cerina

Articolo 12

Al comma 4 dell'articolo 12, dopo la lettera d) è aggiunta la lettera "d) bis: due rappresentanti delle Università sarde". (11).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Vorrei ricordare all'Aula che la famosa Consulta sulle politiche giovanili, votata circa due anni fa dal Consiglio regionale, non è ancora stata insediata dal Presidente della Regione. Dico questo perché, dopo vari approfondimenti, mi è stato detto che non sarebbe colpa del Presidente della Giunta regionale ma del Rettore di Sassari che non ha mai mandato il nominativo che è previsto, così come in questo emendamento aggiuntivo, anche in quella legge.

Stante quanto riferitomi dal Rettore e dalla Presidenza della Giunta regionale, chiedo o di ritirare questo emendamento o di bocciarlo, perché se queste nomine devono essere tali da bloccare l'insediamento, come quello della Consulta sui giovani, penso che creino un danno e non agevolino i lavori. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, con spirito di servizio, io invece volevo far notare che in questo articolo non c'è scritto chi deve insediare la Consulta; c'è scritto chi la nomina, c'è scritto quando si riunisce la prima volta, ma non c'è scritto chi la convoca in prima istanza, quindi non so se è una valutazione che è stata tenuta nel giusto conto, se si tratta di una dimenticanza, se è sfuggito nel testo. Quindi forse sarebbe opportuno prevedere chi debba convocarla per la prima volta, altrimenti, oltre al problema che poneva il collega Sanjust, si porrà un problema di competenze sul soggetto cui spetta la convocazione, grazie.

PRESIDENTE. Sulla Consulta, si dice: "è nominata con decreto del Presidente della Regione", al comma quattro, "che la presiede" e poi al comma 5, onorevole Caligaris, si dice che la prima seduta deve essere convocata entro 180 giorni, ovviamente dal Presidente della Regione che la presiederà. Ma se lei ravvisa e se noi ravvisiamo una carenza da questo punto di vista… ma a me sembra che sia chiaro chi la convoca, chi la presiede e anche il termine entro il quale deve essere convocata per adottare, nella prima riunione, un regolamento che ne disciplini il funzionamento.

SANJUST (F.I.). Io ho chiesto il ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE. Votiamo prima l'articolo, poi l'onorevole Sanjust ha chiesto il ritiro dell'emendamento 11.

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta guarda con molto rispetto alle iniziative del Consiglio, questa è una proposta di legge di iniziativa del Consiglio quindi mi sembrerebbe sbagliato entrare nel merito delle scelte che sono state fatte dalla Commissione. Però io penso che noi dovremmo riflettere sulla qualità delle leggi che produciamo e soprattutto dovremmo riflettere sulla necessità che le nostre leggi siano delle leggi molto snelle, che siano delle leggi che in qualche modo vengano depurate di tutte quelle sovrastrutture che il più delle volte si rivelano come qualcosa che impedisce la completa e la concreta attuazione delle leggi stesse. Questo lo dico perché quando noi prevediamo consulte, prevediamo conferenze regionali e poi ci troviamo nell'impossibilità di convocare questi strumenti e questi organismi, il più delle volte ne va di mezzo la stessa legge che noi approviamo. Quindi io penso che dovremmo fare uno sforzo per renderle sicuramente più snelle e per evitare che magari la mancata partecipazione di un componente ad uno degli organismi che vengono individuati, possa impedirne la completa attuazione. Quindi la Giunta regionale ha guardato con grande rispetto a questa proposta di legge e quindi si rimette anch'essa all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, io non ho nessuna difficoltà a ritirare questo emendamento, non condivido molto le motivazioni dell'onorevole Sanjust, ma ritiro l'emendamento, non ho nessun problema.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 11 è stato ritirato, metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 13 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:

Art. 13
Conferenza regionale per il servizio civile

1. È istituita la Conferenza regionale per il servizio civile, quale sede di periodico confronto della Regione con gli enti di servizio civile.

2. La Conferenza in particolare:

a) esprime il parere sul documento di programmazione triennale del servizio civile;

b) esprime il parere sulle linee guida regionali sul servizio civile;

c) esprime il parere sulla determinazione annuale delle risorse;

d) formula proposte, anche al fine della loro presentazione alla struttura statale competente in materia di servizio civile nazionale, ai sensi della Legge n. 64 del 2001 e del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77, in ordine al miglioramento del servizio nel territorio regionale;

e) formula proposte in ordine al previsto parere regionale sulla programmazione annuale del servizio civile di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 77 del 2002.

3. La Conferenza è convocata dal Presidente della Regione ogni qual volta si debbano acquisire i pareri previsti dal presente articolo e comunque almeno ogni sei mesi. In sede di prima applicazione la prima riunione deve essere indetta entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

4. La Conferenza è presieduta dal Presidente della Regione o, su sua delega, dal dirigente del servizio competente in materia di servizio civile. Ogni anno la Conferenza elegge nel suo seno un comitato permanente composto di quattro membri, che collaborano con il presidente della Conferenza nella predisposizione dell'ordine del giorno, nell'individuazione degli invitati ed in quant'altro possa esser utile al buon andamento dei lavori della Conferenza.

5. Alla Conferenza partecipano con diritto di voto i rappresentanti degli enti di servizio civile iscritti all'albo.

6. Alla Conferenza possono partecipare senza diritto di voto i rappresentanti:
a) della Giunta regionale;

b) del Consiglio regionale;

c) del Consiglio delle autonomie locali;

d) della Consulta regionale del volontariato;

e) degli organismi di rappresentanza dei giovani, riconosciuti in ambito regionale o locale;
f) della Sovrintendenza scolastica regionale e delle Università della Sardegna;

g) dell'Ufficio nazionale per il servizio civile;

h) di altri soggetti pubblici e privati, operanti nell'ambito della promozione della cittadinanza e della realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, la cui partecipazione sia ritenuta utile dal presidente della Conferenza.

7. La partecipazione alla Conferenza è gratuita.

Emendamento sostitutivo totale Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe

Articolo 13

Conferenza regionale degli enti di servizio civile

1. La Regione, attraverso l'Ufficio regionale per il servizio civile, convoca almeno due volte all'anno la Conferenza regionale degli enti di servizio civile opportunamente accreditata, quale sede di confronto, valutazione ed approfondimento sulle tematiche concernenti il servizio civile, anche con l'obiettivo di acquisire elementi utili alla definizione del documento di programmazione triennale regionale del servizio civile.

2. La Conferenza regionale degli enti di servizio civile opera, in un rapporto di reciproco interesse, in stretta collaborazione con gli otto coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile.

3. La struttura, la composizione e l'organizzazione della Conferenza regionale degli enti di servizio civile è disciplinata da apposito autonomo. É imprescindibile il carattere di rappresentatività regionale degli enti che la compongono e il loro accreditamento in seno all'albo regionale di cui all'articolo 11. (12).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 12, con una sostituzione, c'è un errore di battitura: "gli enti di servizio civile opportunamente accreditati". Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14
Coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile

1. Al fine di garantire il necessario collegamento tra le risorse del servizio civile e i bisogni del territorio, le province, in collaborazione con gli enti di servizio civile iscritti nell'albo regionale, incentivano e promuovono la costituzione di organismi provinciali di coordinamento e rappresentanza degli enti di servizio civile.

2. I coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile sono costituiti in forma di associazione e possono avvalersi, previe specifiche convenzioni, delle risorse logistiche, economiche ed umane messe a disposizione dalle province, dagli altri enti locali e dagli enti aderenti, oltre che degli eventuali finanziamenti regionali.

3. I coordinamenti provinciali degli enti di servizio civile svolgono le seguenti attività:
a) assicurano nei confronti della Regione il coordinamento e la rappresentanza degli enti di servizio civile iscritti all'albo regionale;

b) garantiscono un servizio di sportello informativo;

c) garantiscono il servizio di raccolta ed aggiornamento delle informazioni ai fini della costituzione e della banca dati regionale sul servizio civile;

d) garantiscono servizi di informazione ed orientamento, consulenza e sostegno alla presentazione dei progetti.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 15 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e del relativo emendamento:

Art. 15
Linee guida regionali sul servizio civile

1. Il Consiglio regionale approva, con atto di natura regolamentare, le linee guida regionali sul servizio civile.

2. Le linee guida contengono:

a) l'individuazione dei settori prioritari per lo svolgimento del servizio civile volontario nel territorio regionale e le regole per l'attribuzione dei punteggi ai progetti approvati, al fine della formazione della graduatoria;

b) i criteri per l'organizzazione dell'attività di controllo dell'Amministrazione regionale sulla corretta attuazione dei progetti, con l'indicazione della quota minima di progetti da sottoporre annualmente al controllo, e sulla sussistenza dei requisiti che devono essere posseduti dagli enti iscritti all'albo;

c) i criteri per l'organizzazione dell'attività di informazione sul servizio civile;

d) i principi, le modalità attuative ed i tempi dell'attività di formazione sul servizio civile.

3. La proposta di linee guida è presentata al Consiglio dalla Giunta regionale, tenuto conto del parere della Conferenza regionale del servizio civile, il cui contenuto è riportato nella relazione che accompagna la proposta.

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau - Lanzi - Sabatini - Cocco - Biancu - Cuccu Giuseppe

Articolo 15

All'articolo 15, comma 3, dopo le parole "del parere della Conferenza regionale del servizio civile" è aggiunto "e del parere della Consulta regionale per il servizio civile". (14).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:

Art. 16
Documento di programmazione triennale

1. L'Ufficio regionale per il servizio civile predispone il documento di programmazione triennale, sentito il parere della Consulta e della Conferenza regionale per il servizio civile.

2. Il documento di programmazione triennale definisce:

a) la capacità d'impiego complessiva di volontari in servizio civile nel territorio regionale;
b) i criteri di approvazione dei progetti;

c) i criteri di ammissione dei volontari e di organizzazione del servizio civile, finalizzati a consentire la massima partecipazione;

d) i settori prioritari di svolgimento del servizio civile regionale;

e) le forme di riconoscimento e incentivazione del servizio civile e di tutela delle persone che compiono questa scelta;

f) le priorità d'intervento e i criteri generali di ammissione ed approvazione dei progetti, in relazione alla prevista validità triennale;

g) i tempi e le modalità di attuazione della programmazione regionale;

h) i programmi di informazione sul territorio, con particolare riferimento agli enti iscritti nell'albo regionale, nonché il sostegno ai progetti di servizio civile;

i) le azioni formative, informative e di sensibilizzazione, rivolte agli studenti, ai loro insegnanti e alle loro famiglie;

l) i programmi formativi e di aggiornamento per i responsabili del servizio civile, nel rispetto della titolarità dell'attività formativa degli enti di servizio civile iscritti all'albo regionale.

3. Il documento di programmazione, così come definito dai commi 1 e 2, è approvato dalla Giunta regionale sulla base dei bisogni e delle necessità riscontrati sul territorio regionale, con particolare riferimento alle peculiarità locali, al fine di indirizzare le risorse verso i settori di intervento ritenuti prioritari dalla Conferenza regionale.)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. All'articolo 17 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e del relativo emendamento:

Art. 17
Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati in euro 3.000.000 per l'anno 2007. Ad essi si fa fronte con quota parte delle entrate proprie della Regione derivanti dalla compartecipazione al gettito Irpef, di cui all'articolo 8, lettera a), dello Statuto.

2. Per gli anni successivi la quantità delle risorse da destinare al finanziamento dei progetti di servizio civile volontario regionale è stabilita nella legge finanziaria, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11.

3. La Giunta regionale sottopone al parere della Conferenza per il servizio civile i criteri in base ai quali è determinata detta quantità nel disegno di legge finanziaria, prima della sua presentazione al Consiglio regionale.

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Franco - Frau - Cocco - Lanzi - Pacifico

Articolo 17

I commi 1 e 2 dell'articolo 17 sono sostituiti dal seguente:

1. Alla determinazione degli oneri previsti per l'attuazione della presente legge, quantificata in una somma non inferiore a euro 3.000.000, si fa fronte con decorrenza dall'anno 2008, con la legge finanziaria a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11. (15).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Mi pare che sia stata accolta la sollecitazione, che è venuta dalla Giunta durante la discussione generale, sulla necessità di adeguare la norma finanziaria, la norma finanziaria raccoglie questa esigenza, quindi il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 15 all'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. All'articolo 18 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 16.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e del relativo emendamento:

Art. 18
Rinvio alla disciplina nazionale

1. Per quanto non disciplinato dalla presente legge o dalle linee guida regionali sul servizio civile, al servizio civile volontario regionale si applicano, in quanto compatibili, le norme che disciplinano il servizio civile nazionale.

Emendamento aggiuntivo Sanna Franco - Frau

Articolo 18

Dopo l'articolo 18 è aggiunto il seguente:

Articolo 18 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2008 ed è pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna. (16).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Franco, relatore di maggioranza.

SANNA FRANCO (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Avevamo sospeso l'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato dalla Commissione un emendamento soppressivo totale; quindi non si vota l'emendamento soppressivo, si vota l'articolo e se si intende accogliere l'opinione della Commissione, si boccia l'articolo ovviamente.

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Colleghi, avevo fatto rilevare un problema per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo numero 5 all'articolo 4, che è in palese contraddizione con la lettera b) dell'articolo stesso che è stato approvato dal Consiglio. Quindi, l'emendamento è inaccoglibile e come tale lo tratteremo nella stesura definitiva della legge.

Metto ora in votazione il Testo unificato numero 8-172-197.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Credo che si vada ad approvare all'unanimità questa norma di grande ed estremo interesse che peraltro nei principi e nelle finalità, vorrei ricordarlo, ricorda di contribuire alla formazione umana, civile e sociale, accrescere il senso di appartenenza e di partecipazione attiva delle giovani generazioni alla comunità umana promuovendo la solidarietà, la fraternità sociale e generazionale; di valorizzare e promuovere la cultura della pace, della non violenza e della solidarietà, la cooperazione a livello nazionale ed internazionale, gli scambi, i gemellaggi e così via. Credo che solo queste parole diano il senso e il significato di quale momento educativo e di quale forza trainante possa essere per le nuove generazioni e per il tipo di presenza nel civile e nel sociale che si vuole affermare, anche attraverso questa normativa. Non sfugge a nessuno, e credo che anche stamattina, da qualche parte, si sia citato quello che sta avvenendo in altre parti del mondo, quello che sta avvenendo nel Myanmar, quello che avviene nel Darfur, quello che avviene in tante parti del mondo, dove spesso e volentieri vengono calpestati i diritti civili più elementari. Non vi è democrazia se non vi è libertà assoluta e totale. Sono momenti di riflessione che in quest'Aula, come anche in altre circostanze, vede riunite le migliori espressioni della Sardegna, e pongono alto il livello morale e civile, oltre che sociale della nostra Isola. Auspico che da quest'Aula ancora una volta, se mi è consentito, Presidente, possa essere dato un segnale per sottolineare quale democrazia e quale libertà. Io chiederei, signor Presidente, se è possibile, oltre che un ordine del giorno per i fatti che avvengono nel Myanmar, un momento di raccoglimento per testimoniare, come istituzione autonomistica, che siamo presenti, al di là che uno abbia la colorazione rossa o meno, che l'abbia al braccio o meno. Io credo che sia importante ricordare che c'è gente che soffre, gente che ha bisogno di solidarietà, oggi più che mai. Perché non c'è veramente libertà neanche nella nostra istituzione, nella nostra Sardegna, se non vi è altrettanta libertà e democrazia nel resto del mondo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole alla legge, che riunisce in un testo unificato tre proposte di legge. Io credo che non potessimo trovare giorno migliore, anche da un punto di vista cronologico, per approvare una legge dei giovani…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pisano, devo richiamare i colleghi ad un po' di silenzio, perché non si capisce ciò che dicono gli oratori.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, questa legge, che andiamo ad approvare all'unanimità, e che vede come destinatari sicuramente 5-600 giovani della Sardegna, che avranno finalmente l'opportunità di poter partecipare a un progetto regionale di servizio civile, nasce il giorno di Santa Vitalia, 1º ottobre, che è giovane martire, simbolo proprio dei giovani. Quindi credo che questa opportunità vada detta; tra l'altro, va anche detto, che Santa Vitalia, in sardo, si dice Santa Vida, che è lo stesso termine che esprime la vita, e quindi davvero si tratta di un risultato di civiltà, di grande conquista civile per la Sardegna che restituisce ai giovani un diritto, che sicuramente si era assottigliato di molto dopo l'abolizione del servizio obbligatorio militare di leva.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del testo unificato n. 8-172-197/A. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 9, corrispondente al nome della consigliera Caligaris.)

Prego il consigliere segretario di procedere all'appello cominciando dalla consigliera Caligaris.

MANCA, segretario, procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Davoli - Dedoni - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Rassu - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Liori - Moro.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 50

maggioranza 26

favorevoli 47

contrari 3

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, volevo semplicemente richiamare all'attenzione dell'Aula e sua personale la questione che ha posto l'onorevole Dedoni, e domandare se lei ritiene opportuno, nella serata di oggi o nella forma che lei riterrà più idonea, assumere un'iniziativa proprio per rimarcare i fatti che si stanno verificando in particolare in Birmania, e che richiedono comunque, visto che c'è anche un osservatore dell'ONU…

PRESIDENTE. Grazie.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi lasci concludere, Presidente. Sto concludendo, un attimo.

PRESIDENTE. Onorevole, lascio parlare tutti, ma non è che tutti possono prendere la parola per dire qualunque cosa.

Ho capito che sostiene la richiesta dell'onorevole Dedoni.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, ecco, e sto chiedendo a lei, nella forma che ritiene più opportuna, se sia possibile prendere un'iniziativa. Se poi lei ritiene che quest'Aula non possa e non debba assumere alcuna iniziativa in merito, prenderò atto della sua decisione o della decisione dell'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Non è il Presidente che assume decisioni per l'Aula. Se i Gruppi politici intendono assumere un'iniziativa politica su un tema così delicato, che non sia il minuto di silenzio dedicato alle vittime - cosa che naturalmente possiamo fare e che doverosamente si può fare per tutte le vittime che quotidianamente sono oggetto di rappresaglie, di violenze e di quant'altro capita nel nostro mondo - questo naturalmente si può fare e lo si deve fare. Se si vuole assumere un'iniziativa politica di ordine diverso, i Gruppi politici presenti in Aula e rappresentati dai Capigruppo possono assumere un'iniziativa, che è quella di un documento, che è quella di un ordine del giorno, che è quella di un'iniziativa politica propria. Quindi, io inviterei coloro i quali si fanno giustamente promotori di un'iniziativa di formalizzarla, così come avviene nelle Assemblee, con una proposta, con uno scritto, con un documento, con una cosa che non sia un estemporaneo, per quanto importante e significativo, raccoglimento per ricordare le vittime, cosa alla quale, alla fine, pure accederemo. Però, ripeto, l'iniziativa politica si assume in termini propri e diversi, non attraverso le dichiarazioni di voto, gli interventi per parlare di ordine dei lavori, quando l'ordine dei lavori è quello che vi è stato notificato. Io non ho ricevuto nessun documento, se ci sarà, naturalmente, sarò ben lieto di esaminarlo, di discuterlo e di renderlo agibile in quest'Aula.

Comunicazioni della Giunta regionale sulla sicurezza sul lavoro in attuazione della mozione n. 137/11

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca comunicazioni della Giunta regionale, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e dell'industria sulla sicurezza del lavoro, in attuazione della mozione numero 11, che avevamo approvato in Consiglio regionale, nella quale si impegnavano gli Assessori del lavoro e della formazione professionale e dell'industria a riferire al Consiglio sulle dinamiche che hanno determinato l'incidente mortale che avevamo affrontato in quell'occasione e gli altri incidenti mortali di cui sono funestate le cronache delle nostre aziende.

Ha facoltà di parlare l'Assessoredel lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

CONGERA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, il 31 luglio scorso, durante il primo turno di lavoro dalle 6 alle 14, nello stabilimento di Portoscuso si è verificato un incidente mortale nel quale ha perso la vita, all'età di 29 anni, Simone Medas, un giovane lavoratore precario di Iglesias. Simone Medas è l'ultima vittima di una serie ininterrotta di incidenti sul lavoro, che negli ultimi trent'anni in Sardegna ha prodotto oltre 500 mila denunce di infortunio e più di mille morti.

Gli infortuni e le malattie professionali continuano a contrassegnare gravemente le condizioni di vita e di lavoro in diversi settori produttivi, particolarmente in agricoltura, in alcuni rami dell'industria e soprattutto nel comparto delle costruzioni. In Sardegna, nel corso del 2006, sono stati denunciati all'INAIL 18 mila 503 infortuni sul lavoro, cioè 50 al giorno, sabato e domenica compresi. I casi mortali sono stati, nello stesso anno, 34, cui si aggiungono altri 21 casi che si sono avuti nei primi sei mesi del 2007. Le figure professionali più colpite o esposte al rischio di infortuni e malattie professionali sono gli operai, lavoratrici e lavoratori manuali di tutti i settori di attività. Il lavoro operaio continua a essere associato ad una marcata esposizione a tali rischi anche in quest'epoca di grandi progressi. Ci sono indubbiamente lavori pericolosi, ma soprattutto ci sono modalità pericolose di organizzare il lavoro e, talvolta, il rischio, nella contrattazione aziendale, a causa di non elevati livelli retributivi, di cedere margini di sicurezza in cambio di incentivi economici.

Le responsabilità degli incidenti non possono rimanere incerte. La sistematicità con cui si susseguono anche all'interno di una stessa azienda, e soprattutto in certi settori, smentisce qualsiasi ipotesi di casualità. All'accertamento delle responsabilità è preposta la Magistratura, mentre alla Regione spetta un ruolo importante nella prevenzione. Al riguardo, nelle more dell'attuazione della legge 3 agosto 2007, numero 123 titolata: "Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia", l'Assessore del lavoro si impegna ad individuare, insieme alle parti sociali e alle autonomie locali, una serie di interventi specifici volti a promuovere la cultura della sicurezza, la responsabilità sociale e individuale per la prevenzione di incidenti e infortuni nei luoghi di lavoro, il controllo e la vigilanza sulle condizioni di lavoro. Tutte le categorie dei datori di lavoro, imprenditori, lavoratori in proprio e liberi professionisti, devono essere sollecitate e messe in condizioni di adottare scelte e comportamenti riconducibili al concetto di responsabilità sociale, soprattutto con riguardo alle condizioni di lavoro: regolarità dei contratti, organizzazione del lavoro, salute e sicurezza interna ed esterna. Alle organizzazioni sindacali sarà richiesto un rinnovato impegno per contrastare le applicazioni non regolari dei contratti di lavoro e vigilare sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel mese di agosto è stata approvata una deliberazione della Giunta regionale che reca "Disposizioni per la formazione dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione di cui all'accordo Stato-Regione del 26 gennaio 2006". Le relative attività di formazione sono di imminente avvio. Le direttive relative agli standard formativi dei corsi ed ai controlli sulle attività formative, dalla tenuta dell'elenco degli abilitati predisposte dall'Assessorato dell'igiene e sanità di concerto con l'Assessorato del lavoro, saranno pubblicate nei prossimi giorni. L'Assessore del lavoro, inoltre, intende dare attuazione all'articolo 45 della legge numero 20 del 5 dicembre 2005 che riguarda la sicurezza nel lavoro, esercitando funzioni di indirizzo e coordinamento di azioni che promuovono un sistema integrato di sicurezza del lavoro e di miglioramento della qualità lavorativa. Sarà predisposto un piano di azioni che preveda forme di premialità per le iniziative aziendali volte al miglioramento delle condizioni di igiene e sicurezza, e il rafforzamento di un sistema coordinato di vigilanza, di cui sempre all'articolo 45 legge numero 20. Detto piano sarà inquadrato nell'ambito del programma di interventi per l'occupazione previsto dall'articolo 35 della finanziaria 2007, da predisporre d'intesa con le parti sociali e il sistema delle autonomie locali e per il quale sono stati avviati i primi incontri operativi a partire dai sindacati dei lavoratori. Occorre ricordare, infatti, che l'insicurezza si associa all'instabilità e all'irregolarità del lavoro, cioè alle condizioni di maggiore debolezza dei lavoratori e delle lavoratrici.

Negli ultimi anni gli occupati con contratti dipendenti a tempo determinato sono passati in Sardegna da 67.000 a 74.000, segnando tra il 2004 e il 2006 un incremento superiore al 10 per cento. Oggi rappresentano in media oltre il 16 per cento dell'occupazione dipendente, ma tra le donne tale quota raggiunge il 18 per cento. Questi dati non tengono conto delle condizioni lavorative più instabili e meno tutelate concentrate nel lavoro autonomo, quali: collaborazioni coordinate e continuative, collaborazioni a progetto, collaborazioni occasionali e tutte le altre 42 forme di contratti precari che abbiamo. La precarizzazione dell'occupazione dunque è assai più vasta e differenziata di quanto le rilevazioni riescono a cogliere. E' necessario promuovere interventi decisi in favore dell'innalzamento della qualità delle condizioni di lavoro, a partire dal livello delle retribuzioni e delle tutele delle occupazioni instabili, soprattutto quelle in forma non dipendente. La scarsissima redditività netta dei lavori di questo tipo, associata a condizioni di sfruttamento diffuso e spesso di insufficiente sicurezza, riducono fortemente la disponibilità e la motivazione al lavoro e alimentano sfiducia e scoraggiamento nei cittadini. La sicurezza del lavoro può aumentare solo a patto che si vogliano migliorare le condizioni di lavoro nel loro complesso, cioè stabilità, tutele e retribuzioni adeguate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la mozione ci aveva anche chiesto di relazionare sul caso del giovane dipendente dell'Euroallumina rimasto vittima di un incidente sul lavoro. Noi c'eravamo attivati immediatamente appena saputo dell'incidente. Il giovane è stato coinvolto in un'operazione di routine dell'azienda, il lavaggio di un filtro che viene fatto tre volte in ogni turno, e, per ora, almeno da quello che ci dice l'azienda, non sembra che sia stato accertato malfunzionamento rispetto a questo impianto produttivo. C'è un'indagine della Magistratura in corso e quindi aspettiamo gli esiti su questo. I numeri ci indicano che noi dobbiamo agire al di là delle indagini o del caso specifico, i numeri sono ben più gravi, e quindi, da parte delle istituzioni pubbliche, bisogna agire su più fronti. Anche l'Assessorato dell'industria ha competenze in questo fronte. Per quanto riguarda l'aspetto della prevenzione, che è molto importante, d'intesa con l'INAIL nel settore industria, per esempio in tutto il comparto lapideo e in quello del sughero, sono state fatte delle giornate informative locali, dove questi poli produttivi sono localizzati, giornate di prevenzione per rafforzare le norme di sicurezza sui luoghi di lavoro. Supportiamo anche le imprese per adeguare le tecnologie e migliorare i processi produttivi. La Regione, in conto capitale, in conto esercizio, con delle leggi molto semplici, in particolare la legge numero 598 del 94, dà alle imprese supporto finanziario per progetti di innovazione tecnologica e di sicurezza del lavoro. Inoltre cerchiamo di porre la massima attenzione per cercare di prevenire gli infortuni e quindi anche di vigilare su quello che accade, in particolare per quanto riguarda le attività estrattive che, ahinoi, è un altro settore dove spesso avvengono incidenti e infortuni sul lavoro. L'Assessorato all'industria ha il compito di polizia mineraria, svolgiamo quindi la vigilanza in questo campo, effettuando almeno circa 300 controlli annui sulle cave e 120 sulle miniere; inoltre cerchiamo anche di intervenire con la prevenzione, cercando di mettere regole più rigide.

La legge che è stata approvata, la nuova legge sulle attività estrattive, approvata dalla Giunta regionale e che spero presto si discuterà in quest'Aula, prevede la revoca, dell'autorizzazione o della concessione, all'impresa che viene trovata inadempiente nelle normative sul lavoro. Credo che tutti dobbiamo agire su questo fronte e dobbiamo continuare un'attività intensa con la collaborazione di tutti. La Regione sta cercando, con azioni concrete, proprio di agire in questa direzione.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sulle comunicazioni rese al Consiglio dai due Assessori competenti, dell'industria e del lavoro. E' consentito un intervento per ciascuno dei Gruppi per non più di 10 minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo, Presidente, molto brevemente non per i dieci minuti che sono previsti da Regolamento, intanto per sottolineare, e in questo senso ringraziarla, che la Giunta regionale ha voluto intervenire su questo argomento nella seduta del 1º di ottobre, quindi in quella più solenne nel corso dell'anno,. Gli Assessori del lavoro e dell'industria ci hanno raccontato come purtroppo i fatti avvenuti nel Sulcis Iglesiente, che sono costati la vita a un giovane precario in una delle imprese industriali più note di quel territorio, non sia un fatto isolato, anzi sia un fatto purtroppo ricorrente non solo in questa regione, in tutta Italia. Una trasmissione televisiva partecipata anche dal Capo dello Stato, dal Presidente della Repubblica, ha voluto manifestare questa preoccupazione attraverso un simbolo: hanno srotolato un rotolo di carta dove c'erano scritti tutti i nomi di coloro che sono morti per cause di lavoro nel corso dell'anno, un lungo elenco di lutto, di disperazione per quei lavoratori, per le loro famiglie e per le loro comunità. Un paese intero morto a causa degli incidenti sul lavoro. In Sardegna nel 2006, lo diceva anche l'Assessore, noi abbiamo un incremento, rispetto al 2005, del 10 per cento degli incidenti mortali; abbiamo un incremento del 10 per cento delle malattie professionali; abbiamo, anche rispetto agli eventi infortunistici occorsi ai lavoratori parasubordinati, un incremento del 30 per cento; abbiamo una presenza di oltre 197 infortuni tra i lavoratori extracomunitari; abbiamo cioè una situazione che complessivamente, soprattutto quando si tratta di intervenire nell'ambiente, nel lavoro sommerso, rappresenta una realtà preoccupante.

L'infortunistica in materia di lavoro va di pari passo, lo diceva l'Assessore del lavoro, con l'illegalità, con la concorrenza sleale tra le imprese, con un sistema degenerato di concorrenza. Va di pari passo con il precariato, con la cancellazione progressiva dei diritti, con l'aumento dell'ignoranza anche delle leggi, delle norme che tutelano il lavoro, va di pari passo con l'abbassamento del livello di tutela del lavoro che nelle leggi è presente. Il mio partito, il mio Gruppo sotto questo profilo ha aperto, anche nei confronti del Governo nazionale in carica, una pressante iniziativa che si concretizzerà il 20 ottobre con una grande manifestazione di popolo a Roma su questi temi, non per mettere in crisi maggioranze, non per sottolineare differenze, ma per sollecitare tutti ad una riflessione e recuperare il lavoro come valore fondamentale della comunità umana. Io credo che su questo terreno saremo in molti e su questi obiettivi ci ritroveremo con tutti.

Chiudo, signor Presidente, raccogliendo e rilanciando alcune indicazioni che ci provenivano dalla Giunta. Io credo che sia necessario - del resto è in fase di miglior puntualizzazione già un percorso delineato con l'accordo Stato-Regioni in materia di interventi ispettivi in funzione della sicurezza del lavoro - che la Regione e lo Stato, gli uffici dello Stato che ancora sono competenti e gli uffici della Regione che incominciano a trattare in maniera più organica questa materia, debbano coordinare gli sforzi insieme al sistema delle autonomie locali, aprendo - questo è un dato politico che riscontro favorevolmente nelle dichiarazioni dell'Assessore del lavoro - un'interlocuzione nuova con le organizzazioni sindacali e con il sistema delle imprese, con il sistema delle autonomie locali, perché tutti quanti insieme si faccia la nostra parte. Il Consiglio regionale sotto questo profilo non sarà da meno, farà la propria parte per salvare tante vite umane e rendere il lavoro più sicuro, più produttivo, più rispettoso della condizione umana dei lavoratori e delle lavoratrici in Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). A me, signor Presidente, colleghi, piacerebbe tanto che in quest'Aula l'Assessore del lavoro e l'Assessore dell'industria non dovessero più comunicare situazioni di questo genere. Ne prendo atto ed è utile anche che ci sia uno sforzo e se ne parli in tutte le circostanze e in tutte le occasioni. Io credo che si sia abbassata la guardia in questi ultimi anni. In parte dipende dall'evoluzione dei contratti di lavoro, ma in parte dipende anche da una responsabilità che tende a monetizzare il rischio lasciando da parte tutta una serie di questioni che dovrebbero essere punto di riferimento preciso per chi opera in fabbrica. Così come credo che all'interno degli stabilimenti, nei cantieri, soprattutto quelli edili, i servizi di sicurezza, il delegato cosiddetto "alla sicurezza" sia diventato uno strumento talvolta burocratico, che non serve ad affrontare e ad arginare i rischi e i pericoli che possono nascere e avvenire nei luoghi di lavoro. E credo anche che sia necessaria nel merito una nuova e più rigorosa legislazione; perché, badate, ancora oggi noi facciamo riferimento, relativamente alle questioni della sicurezza, alla legge numero 300, cioè allo Statuto dei lavoratori, in modo particolare all'articolo 9 e all'articolo 11, se non ricordo male, che sono stati sicuramente elemento importante e fondamentale di emancipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro, però credo che siano articoli che riguardano l'industria, un'attività economica molto diversa da quella che c'è oggi. Allora, tutte queste cose vanno in qualche misura riportate in maniera chiara e precisa a chi ha il dovere di legiferare nel merito. Mi rendo conto che noi come Regione sarda, come Regione autonoma, come Regione speciale dobbiamo, ogni qualvolta capitano fatti di questo genere, sollevare la questione e affrontare il problema. Però, cari colleghi, signor Presidente, credo che nel merito noi, visto che in Sardegna in modo particolare, così come in tante altre regioni d'Italia, avvengono fenomeni questo genere, dovremmo richiamare i nostri parlamentari, chi sta al Governo per far sì che ci siano norme facilmente attuabili e che mettano le persone che devono controllare in grado di verificare davvero qual è la situazione nei luoghi di lavoro. Io credo che questo sia un impegno che il Consiglio regionale può assumere; credo che la Giunta regionale abbia fatto bene a riferire rispetto a questi problemi, però mi auguro e spero che ci sia, oltre al riferire, perché significa che accadono i fatti, la capacità, la possibilità e la determinazione di affrontare il fenomeno da dove nasce. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io avevo nove anni e ancora ho nelle orecchie le grida di disperazione di mia madre e di mia zia perché il fratello di mia madre, mio zio, padre di sette figli, il più piccolo dei quali aveva sei mesi, era morto mentre si recava al lavoro. Oggi è un incidente sul lavoro, allora era un incidente qualsiasi, non venivano retribuiti, non aveva responsabilità né l'imprenditore né chicchessia. Io ero un bambino, però mi è rimasta impressa quella tragedia e mai è stata scrollata di dosso, tanto meno da parte della famiglia dei miei cugini, che ancora oggi risentono di quel passato, perché le famiglie allora non avevano l'assistenza che hanno oggi, quindi immaginatevi una famiglia di sette figli, di un lavoratore, di un operaio, in che condizioni può aver affrontato la vita e mandato avanti l'esistenza stessa. Quindi, quando leggo e sento che è capitato un incidente sul lavoro - ahimè, molte volte - come quello di questo povero ragazzo dell'Euroallumina, che ci rimette la vita, immediatamente mi viene in mente la tragedia e mi immedesimo in quella famiglia che, oltre alla mancanza del congiunto, oltre quindi alla disperazione che viene dalla mancanza e dal tipo di morte del loro congiunto, deve affrontare anche tante altre problematiche. Io credo che sia un fatto di civiltà, un fatto di progresso, un fattore positivo se una Regione come la nostra, oltre che dotarsi di una legge, così come ha fatto, adottasse le misure di prevenzione - come giustamente ha detto l'Assessore al lavoro - affinché nelle imprese possa, anzi, non possa, debba essere rispettata la normativa sulla sicurezza del lavoro, perché si va a lavorare per il pane quotidiano, si va a lavorare per mandare avanti la famiglia, si va a lavorare per mandare a studiare i figli. Credo che chi è figlio di un operaio, come penso la maggior parte di noi, capisca quello che io intendo dire. E allora credo che sia indispensabile l'opera di prevenzione e l'opera di formazione, e un grande aiuto in questo senso può essere dato dalle associazioni di categoria. Perché, guardate, mentre le grandi imprese, poiché hanno le possibilità finanziarie di farlo, probabilmente rispettano le norme di sicurezza o almeno le norme di prevenzione sugli infortuni sul lavoro, credo che molte volte capiti, come capita, nelle aziende agricole e nelle piccole imprese artigiane che, purtroppo, la mancanza degli utili confacenti e sufficienti, molte volte impedisce proprio di dotarsi di queste misure che magari potrebbero anche essere adottate se l'impresa avesse la possibilità di farlo e purtroppo chi ci perde sono sempre gli operai. Però, in questo caso, non può essere assolutamente data deroga a nessuno, perché si tratta di vite umane, si tratta del futuro delle famiglie, si tratta - come ho detto poc'anzi - di una conquista di civiltà, per cui l'opera di prevenzione e la rigidità in questa opera di prevenzione credo sia un fattore indispensabile. Su questo senz'altro aiutati, come ho detto prima, dalle associazioni di categoria, dagli enti locali, certamente dalla Regione, dai sindacati, dal sistema delle imprese. Quindi, penso si possa fare molto: istituire tramite gli Assessorati del lavoro, tramite l'Assessorato, io non so quali possano essere i mezzi, non parlo di mezzi coercitivi, sto parlando di mezzi di prevenzione, sistemi di informazione, di avviso, ma anche di sospensione, che non creino magari ancor più brutali situazioni, ma che impongano alle imprese la sicurezza del cantiere stesso. Coloro i quali poi vengono a perdere il lavoro siano tutelati affinché il lavoratore che opera giustamente per guadagnarsi il pane quotidiano per sé e per la propria famiglia non possa più e non debba farlo più a costo della propria vita e a rischio della propria pelle.

Quindi, sono soddisfatto anch'io - sono uno dei firmatari della mozione - per la risposta dell'Assessore del lavoro e dell'Assessore dell'industria, auspicando appunto, come ho detto, d'ora in avanti un'opera di prevenzione più accurata, più vigile e anche più rigida, perchè questo non guasta. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono altre iscrizioni a parlare, do la parola agli Assessori per la replica. Ricordo che hanno dieci minuti di tempo e, se vogliono, possono suddividere il tempo così come abbiamo fatto all'inizio.

Ha facoltà di replicare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

CONGERA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Si faceva prima riferimento alla normativa: la normativa c'è, è presente, il problema sta proprio nel farla applicare. Le situazioni che noi stiamo vivendo oggi, dal punto di vista degli incidenti e degli infortuni sul lavoro, non sono legate alla non conoscenza o all'ignoranza, cioè non solamente alla conoscenza o all'ignoranza delle normative in materia di tutela e di sicurezza sul lavoro, sono legate principalmente ad una questione di economicità e di efficienza secondo l'azienda? Metto, ovviamente, un punto interrogativo alla fine di questa affermazione perché questo non è! Purtroppo è più conveniente per l'azienda risparmiare e andare a ribasso, scusate il termine, sul costo del lavoratore, perché parlare anche così e un po' brutto perché stiamo parlando di persone, piuttosto che risparmiare su altro, sui beni materiali. Vedere che c'è una diminuzione degli infortuni sul lavoro e un aumento delle morti sul lavoro dovrebbe portare tutti quanti ad una seria riflessione e cioè al fatto che c'è una sempre minore denuncia degli infortuni sul lavoro, soprattutto di quelli che sono inferiori ai tre giorni e questo è significativo perché, lo dico a titolo di conoscenza, gli infortuni sul lavoro di durata inferiore ai tre giorni sono a totale carico dell'azienda. In secondo luogo c'è, invece, un aumento delle morti sul lavoro, quando queste vengono denunciate, perché molto spesso i morti che si hanno nell'ambito lavorativo, che poi ambito lavorativo - come diceva giustamente l'onorevole Rassu - è anche il recarsi al lavoro, non è solamente la situazione lavorativa in sé, sono aumentati notevolmente, ma molto spesso vengono ricondotti ad altre situazioni, cioè non si stava lavorando, se si cade da un'impalcatura molto probabilmente si è caduti, invece, dall'albero di pesche del proprio giardino, eccetera, eccetera.

Insomma, dobbiamo lavorare perché ci sia una costruzione unitaria di legalità, di rispetto della normativa del settore e soprattutto di concreta applicazione delle leggi che già ci sono, senza andare a legiferare ulteriormente. Dobbiamo fare applicare le leggi che ci sono con controlli da parte degli ispettorati e di tutti gli organismi preposti a fare questo, che già ci sono e sono definiti per legge. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Sulla situazione in Birmania

PRESIDENTE. Prima di chiudere la serata, io vorrei proporre al Consiglio, raccogliendo la proposta degli onorevoli Dedoni e Caligaris, un inusuale documento, nel senso che, come i colleghi sanno, i documenti del Consiglio hanno, per Regolamento, una loro modalità di presentazione e conclusivamente di accoglimento. Propongo io un documento, al quale facciamo seguire un minuto di raccoglimento, che è ovviamente un documento politico sul quale chiedo l'adesione dell'intero Consiglio:

"Il Consiglio regionale della Sardegna esprime la più netta condanna per la grave repressione in atto nella Birmania, sottoposta da lunghissimi anni a un regime dittatoriale oppressivo e violento. L'uso dell'esercito contro le manifestazioni pacifiche dei monaci, cui si sono uniti migliaia di cittadini e sfociata nell'uccisione di un numero imprecisato di persone, desta in noi un sentimento di repulsione e di solidarietà verso quel popolo che pacificamente cerca di conquistare democrazia, libertà, diritti umani da troppo tempo negati. Il Consiglio regionale della Sardegna nell'esprimere solidarietà e vicinanza al popolo Birmano, fa voti affinché il Governo del nostro Paese assuma un'iniziativa internazionale che favorisca il ripristino della libertà in quella terra e l'avvio di una democrazia che ripristini imprescindibili diritti civili e umani".

Facciamo un minuto di silenzio in ricordo delle vittime in Birmania, ma di tutte le vittime della violenza, dell'oppressione, della guerra in qualunque parte del mondo queste si manifestino, così come sosteniamo l'iniziativa del nostro Governo presso le Nazioni unite a favore della sospensione e della moratoria della pena di morte in tutti quei Paesi nei quali è ancora in vigore.

(I consiglieri osservano un minuto di silenzio)

Colleghi, il Consiglio è convocato per domani alle ore 10. Il primo punto all'ordine del giorno è l'interpellanza numero 262/A sull'assunzione di operatori di esercizio da parte della direzione generale della gestione governativa delle Ferrovie della Sardegna e poi, a seguire, le altre mozioni e interpellanze. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 36.