Seduta n.387 del 04/09/2003
CCCLXXXVII SEDUTA
Giovedì 4 Settembre 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidmenza del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 11 e 11.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 agosto 2003, che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di leggePRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Testo unico delle leggi regionali in materia di ambiente". (467)
(Pervenuto il 29 agosto 2003 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini". (468)
(Pervenuto il 29 agosto 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)
"Nubifragi del 26, 27 e 28 febbraio 2003 ed incendi del 18 luglio 1997 e del 28 giugno 2002". (469)
(Pervenuto il 29 agosto 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Continuazione della discussione delle dichiarazioni Programmatiche del Presidente della RegionePRESIDENTE. Ricordo che ieri ci siamo lasciati a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del presidente Masala. Il presidente Masala aveva chiesto qualche ora per organizzare la sua replica, mi pare sia pronto e senza indugio gli do la parola perché la svolga.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, io sono perfettamente consapevole della difficoltà di fronte alla quale si trova l'istituzione regionale. Ci troviamo oggi a decidere le sorti non tanto di un Governo regionale, quanto di questo stesso Consiglio, se cioè avviarci a una elezione anticipata, ovvero se affrontare, in questi otto o dieci mesi che ci separano dalla scadenza naturale i problemi, i gravi problemi, alcuni dei più gravi problemi che attanagliano l'Isola. Ma a me pare necessario che questa Assemblea e l'intera opinione pubblica siano messe al corrente degli avvenimenti degli ultimi giorni.
Quando, mercoledì della settimana scorsa, si riunirono i rappresentanti dei partiti che dal 1999 hanno dato vita alla coalizione che ha governato la Sardegna per quattro anni e mezzo e si è parlato di come, se e in che modo risolvere la crisi con un accordo politico affermato da tutta la dirigenza dei partiti che formavamo la coalizione, è stato affermato che la crisi poteva essere risolta affidando l'incarico di formare la Giunta a me. Il giorno dopo, giovedì, fu espresso da questo Consiglio il voto nella elezione del Presidente della Regione. Il risultato elettorale, 41 voti, stavano lì a dimostrare che esisteva una maggioranza precostituita e pertanto il voto era politico e doveva risolversi attraverso la presentazione di una Giunta che avrebbe dovuto avere la fiducia nel giorno indicato, e cioè martedì.
Che l'accordo fosse un accordo politico, che fosse un accordo che dovesse portare la legislatura al termine naturale, e cioè a maggio-giugno del 2004, è dimostrato da tutte le conferme che io ho ricevuto il giorno successivo, a tutti i livelli, da tutti i partiti, compreso il partito di maggioranza relativa, il quale mi ha anche dato indicazioni circa i criteri per la formazione della Giunta. Sono dati di fatto che risultano non nelle sale a quattr'occhi, ma nelle riunioni collegiali alle quali la maggioranza ha dato vita, in particolare il lunedì. Era noto fin dalla vigilia che ci sarebbe stato l'appoggio esterno dell'UDR, non è stata una scoperta del dopo elezioni. Quando fui informato da mio Capogruppo e dal mio Segretario regionale che avrei ricevuto il voto il giorno successivo, cioè giovedì, fui messo a conoscenza della circostanza che l'UDR avrebbe dato l'appoggio esterno, una condizione, questa, accettata in quella circostanza da tutte le forze della coalizione. Pertanto mi sorprende che il giorno dopo, lunedì o martedì, il giorno in cui è iniziato questo dibattito si sollevi la questione, ma intanto va bene. Noi siamo stati invitati durante il dibattito a garantire la sussistenza di un quadro certo di maggioranza, ebbene noi siamo nelle condizioni, con documenti alla mano, di poter dimostrare che esistono i voti sufficienti per appoggiare una Giunta fino alla fine della legislatura.
Ma ieri durante il corso di una riunione, che io mi ero permesso di convocare per le 15 e 30, di tutti i colleghi consiglieri che avevano manifestato il voto favorevole alla mia persona giovedì scorso e che avevano anche manifestato successivamente la disponibilità ad appoggiare la Giunta, nel corso di quella riunione io ho avuto la notizia che Forza Italia invitava il Presidente eletto della Regione a rassegnare le dimissioni. E' evidente che un invito del genere non può essere accolto; non può essere accolto perché io sono abituato ad affrontare i problemi insieme a coloro i quali li hanno posti; io sono abituato a rientrare dalle feste con le persone con le quali mi sono recato; io vado a fare una passeggiata e rientro a casa con le stesse persone con le quali ho fatto la passeggiata, non abbandono il compagno di viaggio per ragioni incomprensibili.
Quando, nelle settimane scorse, nei mesi scorsi, e i colleghi di Forza Italia in particolare lo sanno, e soprattutto i consiglieri regionali di massimo livello sanno che Alleanza Nazionale e io personalmente non avevamo niente contro le elezioni anticipate; anzi Alleanza Nazionale forse per prima in quest'Aula ha indicato la soluzione delle elezioni anticipate come una delle strade, anzi forse la strada maestra attraverso la quale restituire al corpo elettorale che è titolare della sovranità popolare la parola. Noi questo abbiamo sostenuto, a meno che non ci fossero le condizioni politiche per creare una Giunta che portasse la Regione fino alle prossime elezioni elettorali. Quindi noi abbiamo detto sempre che se questo percorso, se questa scelta, se questa decisione di andare alle elezioni è una decisione condivisa noi siamo pronti ad andare alle elezioni. Ma se questa soluzione non è condivisa, e non è condivisa all'interno della coalizione, non è percorribile, non si può percorrere una cosa contro la volontà delle parti che fanno parte di un accordo, perché, noi forse sbagliamo, certo Alleanza Nazionale in questi anni ha dato prova di ingenuità fuori del comune, ha dato prova di abnegazione fuori del comune, certamente, ma perché? Perché noi diamo al concetto di coalizione un significato particolare: per noi la coalizione non è la somma numerica di consiglieri regionali, ma è un qualcosa, un accordo che ha un'anima dentro e che ha un valore, e il cosiddetto valore della coalizione impone di volta in volta alle parti, alle componenti che ne fanno parte, dei passi avanti e alle volte anche dei passi indietro, dipende dalle circostanze. Ebbene, davanti a voi ci sono le prove testimoniali, tutti quanti voi sapete che Alleanza Nazionale, in questi quattro anni e mezzo, per salvaguardare e per difendere il valore della coalizione ha fatto, non uno, ma due, tre, quattro, dieci passi indietro e tutti fino all'estremo sacrificio.
LOCCI (A.N.). Troppi!
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Troppi passi indietro, perché noi riteniamo che anche il rapporto, per esempio, che esiste tra le formazioni regionali e la dirigenza nazionale, Alleanza Nazionale per definizione è un partito nazionale, intendendo che è un partito italiano che ha i suoi vertici nazionali a Roma, ma che ha anche vertici regionali, che esaminano le questioni a livello regionale e nei rapporti con i partiti ci possiamo anche trovare nella condizione di ricevere indicazioni, ma quelle che sono nella direzione della tutela di quel valore della coalizione, non direttive che siano indirizzate a sfasciare la coalizione. Questo è ciò che non è assolutamente pensabile, cioè Alleanza Nazionale può assumere dei provvedimenti a tutela del valore della coalizione, ma non contro la coalizione. E quando si parla di valori, scusatemi colleghi, io ho bisogno, per una esigenza personale, anche perché debbo fare da sponda - scusate l'espressione, non me ne viene altra - al Presidente emerito onorevole Cossiga, perché certamente io non sono né Cavour, né Giolitti, ma sono effettivamente un postfascista, così dalla letteratura veniamo definiti noi di Alleanza Nazionale che abbiamo una militanza che va oltre il '94, quindi ho questa esigenza personale di ricordare alcuni dei valori ai quali Alleanza Nazionale crede e tra questi cito soltanto quelli della lealtà e quelli del mantenere fede alla parola data.
Noi, per quanto riguarda la lealtà, credo che abbiamo dato prova che è davanti a tutti noi. Voi sapete che in tema di lealtà Alleanza Nazionale non ha da aspettarsi lezioni da chicchessia, e in quanto a mantenere la parola data noi proferiamo farci del male piuttosto che venir meno alla parola data. E allora noi che ci troviamo in questa situazione abbiamo anche l'esigenza di richiamare all'attenzione dei colleghi questi valori, perché sono valori che hanno un'importanza se condivisi e devono essere anche affermati reciprocamente, perché se questa reciprocità manca evidentemente quei valori della coalizione, ai quali facevo riferimento, erano ad usum delfini e questo non ci piace. Noi abbiamo la presunzione, questo sì, di avere il diritto di avere pari dignità con chiunque, con tutti coloro almeno che siedono allo stesso tavolo per affrontare insieme un problema come quello che stiamo affrontando oggi in Sardegna. E allora, poiché non è mia colpa, non l'ho chiesto io, sono state le circostanze che mi hanno portato a sedere in questo banco, in questa posizione particolare, naturalmente io devo svolgere fino in fondo il ruolo che sia pure per caso mi è stato affidato. E il ruolo del Presidente della Regione è anche quello di rappresentare a quest'Aula quelli che sono i problemi più pressanti della Regione. E allora ricordo, così, ma alcuni di questi sono stati già indicati nelle dichiarazioni programmatiche, colgo l'occasione per ringraziare coloro che hanno colto veramente il senso di quelle dichiarazioni programmatiche, perché intendevano rappresentare un ponte di passaggio tra questa legislatura che è stata caratterizzata dal governo di centrodestra e il presupposto, la proiezione verso la prossima legislatura, che noi ci auguriamo sia sempre caratterizzata da governi di centrodestra. Ecco perché, e ringrazio l'onorevole Vargiu che ha colto perfettamente nel segno questo aspetto, perché la continuità è un valore ideale che deve passare attraverso le legislature; non ci sono mai fratture nette, decise, definitive come sono quelle che sono rappresentate dalla scadenza elettorale. Se si hanno ideali questi ideali si trasmettono da una legislatura all'altra, e io questo ho inteso trasmettere in quelle dichiarazioni programmatiche. Certo che vanno oltre, senz'altro, gli otto o i dieci mesi, però avevano quel preciso significato.
Noi abbiamo il problema della verifica dello stato di attuazione del programma operativo. Voi sapete che questa è una cosa che deve essere fatta entro il 31 dicembre e c'è il passaggio consiliare e il passaggio in Consiglio ci può essere se c'è un Consiglio; se non c'è un Consiglio non c'è nessun passaggio. La riprogrammazione di medio termine del POR - scusate, mi riferivo a questo - è una cosa che si deve fare entro il 31 dicembre e deve essere garantito il passaggio consiliare; senza questo passaggio consiliare c'è il rischio di andare a ratifiche successive, ed è un rischio di cui questo Consiglio deve tener conto. L'accordo per la chimica, il 15 settembre c'è l'appuntamento a Palazzo Chigi per definire questo, cito solo quelli per non annoiare, perché voi conoscete perfettamente quelli che sono i problemi.
In questo momento, di fronte a questi problemi, noi abbiamo anche il dovere di pensare all'interesse della Regione e non agli interessi particolari di ciascuna forza politica, perché dobbiamo dare delle risposte al popolo sardo. Ma se anche volessimo parlare di valori o di questioni che attengono alla coalizione, in un sistema che può essere anche discutibile, io sono d'accordo e da Assessore degli affari generali - io ricordo, è un inciso - avevo presentato un disegno di legge per la modifica della legge elettorale, che era una proposta completamente diversa da quella che è stata licenziata dalla Commissione, ma che era rispondente ai principi affermati dal nuovo articolo 15 della Costituzione, cioè governabilità e rappresentatività. E relativamente alla rappresentatività è chiaro che in Sardegna non si può non tener conto di certi valori che esistono, di certe tradizioni, di certe formazioni politiche che esistono, per esempio i movimenti sardisti e altri movimenti che esistono in Sardegna, in questo caso in Sardegna, ma altrove analogamente altre formazioni localistiche, autonomistiche, come amano chiamarsi loro. Ebbene, è chiaro che quella proposta di legge teneva conto anche di queste esigenze, perché mi pare che sia giusto che certi valori debbano essere tutelabili e rappresentabili autonomamente, senza essere costretti, diciamo così, anche nelle camice di forza dei bipolarismi, così come li conosciamo, ma intanto il sistema è più o meno bipolare e quindi, se noi ragionando in termini bipolari pensiamo alla campagna elettorale, dobbiamo pensare alla coalizione. L'Ulivo penserà ovviamente alla coalizione dell'Ulivo, il centrodestra penserà alla coalizione di centrodestra. Allora, se noi oggi ci troviamo in questa situazione mi chiedo: "In che modo ci presentiamo davanti agli elettori domani, tra dieci giorni, venti giorni, tra un mese? E` piuttosto difficile che ci siano le condizioni per ricomporre in tempi brevi, senza lacerazioni, la coalizione che ancora oggi è nelle condizioni di essere salvaguardata.
Ma se anche per ipotesi si dovesse affermare che questa coalizione può anche ricucire gli strappi nei prossimi dieci giorni, può anche eliminare le polemiche, le lacerazioni, in che modo si presenta, con quale credibilità si presenta oggi al corpo elettorale? Gli amici di Forza Italia hanno riflettuto su questo punto? Ma non a Roma o in altri posti, qui, in questi banchi, i colleghi di Forza Italia che siedono qui hanno pensato che cosa dire agli elettori? Come faccio io domani a dire ai miei elettori: "Datemi il voto per governare" se avendo io oggi la possibilità di governare dico: "Non governo. No, non voglio governare!" Ed allora se non voglio governare diamo la parola agli altri, diamo la possibilità ad altri, questo è il problema.
Quando ho sentito gli interventi dei colleghi di Forza Italia e ho letto le loro dichiarazioni, sinceramente non ho creduto alle mie orecchie e ho pensato che io non vedessi più perché Alleanza Nazionale, per esempio, dal '94 ad oggi, da quando cioè siamo alleati dappertutto, non ha mai pensato che potesse arrivare un giorno in cui potesse votare contro Forza Italia. Io non ho creduto, non credo e non crederò mai che Forza Italia possa votare contro Alleanza Nazionale. Io non ci posso credere perché diversamente lo spirito del '94, lo spirito del '96, lo spirito del Polo allora, della Casa delle Libertà poi - scusate - io non saprei più in che modo rapportarmi, io personalmente ma anche forse il mio partito almeno in Sardegna, agli amici di Forza Italia.
Però, giunto a questo punto, devo ringraziare le forze politiche che in questi giorni mi hanno sostenuto. So perfettamente e sono consapevole della gravità del momento e purtroppo, come voi sapete, l'ordinamento regionale non prevede un percorso interno, cioè il nostro ordinamento non prevede un suo proprio percorso di scioglimento o meno di questo Consiglio; un percorso interno che definisca le modalità dello scioglimento del Consiglio. Dobbiamo utilizzare le leggi previste dallo Statuto, articolo 50 o altre, leggi costituzionali alle quali in più occasioni in questi giorni abbiamo fatto riferimento.
Quindi io che sento in questo momento tutta la responsabilità di questo incarico che mi è caduto addosso proprio, che mi avete messo addosso giovedì scorso, sento completamente, interamente dentro, con il cuore, con la mente, con tutte le mie parti del corpo, la responsabilità di questo momento. Ed allora io dico, come è possibile che un consigliere regionale singolo - parlo di me - per quanto elevato alla dignità di Presidente della Regione, come può essere chiesto a questo consigliere regionale di decidere da solo, lui, se debba essere determinato o meno lo scioglimento di questo Consiglio regionale? Perché anche questo è un tema che è presente in tutti quanti noi.
Io penso che l'Assemblea regionale sia e debba essere considerata sempre la massima espressione della sovranità del popolo sardo, quindi solo l'Assemblea e soltanto essa nella sua autonomia può decidere se e quando decretarne la fine anticipata.
Pertanto io mi rivolgo a ciascun singolo consigliere e, principalmente, ai consiglieri che appena qualche giorno fa mi hanno dato la fiducia, chiedo di riconfermare la fiducia datami, dandomi l'incarico di formare la nuova Giunta; ad essi rinnovo l'appello perché possano consentire in un momento delicato della Sardegna il varo della Giunta per affrontare i problemi da qui alla scadenza naturale della legislatura. L'appello ufficiale è questo. L'appello non ufficiale perché non scritto, ma che sento dal profondo del mio cuore di dire, è riferendomi a quello che ho detto prima che io non ho il diritto di decidere per nessuno di voi, cari colleghi, mi rimetto alle vostre personali coscienze e quindi ognuno di voi dovrà decidere per se stesso quello che ha da fare.
PRESIDENTE. Grazie a lei Presidente. Adesso dobbiamo procedere con il voto, però voglio ricordare che il voto alla Giunta avviene attraverso la presentazione di un ordine del giorno che non è pervenuto. Se c'è bisogno sospendiamo cinque minuti per la preparazione dell'ordine del giorno. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, cogliendo l'essenza dell'intervento della replica del Presidente, chiedo una sospensione dei lavori del Consiglio e possibilmente una Conferenza dei Capigruppo per determinare la ripresa.
PRESIDENTE. E` stata chiesta una sospensione e una Conferenza dei Capigruppo, la conferenza è convocata. Il Consiglio è sospeso.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 38, viene ripresa alle ore 12.00.)
PRESIDENTE. Un po' di attenzione per favore.
La Conferenza dei Capigruppo ritiene utile interrompere qui i lavori della mattinata per riprendere stasera alle ore 18. Pertanto i lavori sono sospesi, riprenderemo i lavori stasera. Sarà una seduta diversa quella di stasera, sarà appunto una seduta pomeridiana, per stamattina la seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 12 e 01.
Allegati seduta
CCCLXXXVII SEDUTA
Giovedì 4 Settembre 2003
(ANTIMERIDIANA)
Presidmenza del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 11 e 11.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 agosto 2003, che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di leggePRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Testo unico delle leggi regionali in materia di ambiente". (467)
(Pervenuto il 29 agosto 2003 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini". (468)
(Pervenuto il 29 agosto 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)
"Nubifragi del 26, 27 e 28 febbraio 2003 ed incendi del 18 luglio 1997 e del 28 giugno 2002". (469)
(Pervenuto il 29 agosto 2003 ed assegnato alla quarta Commissione.)
Continuazione della discussione delle dichiarazioni Programmatiche del Presidente della RegionePRESIDENTE. Ricordo che ieri ci siamo lasciati a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del presidente Masala. Il presidente Masala aveva chiesto qualche ora per organizzare la sua replica, mi pare sia pronto e senza indugio gli do la parola perché la svolga.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, io sono perfettamente consapevole della difficoltà di fronte alla quale si trova l'istituzione regionale. Ci troviamo oggi a decidere le sorti non tanto di un Governo regionale, quanto di questo stesso Consiglio, se cioè avviarci a una elezione anticipata, ovvero se affrontare, in questi otto o dieci mesi che ci separano dalla scadenza naturale i problemi, i gravi problemi, alcuni dei più gravi problemi che attanagliano l'Isola. Ma a me pare necessario che questa Assemblea e l'intera opinione pubblica siano messe al corrente degli avvenimenti degli ultimi giorni.
Quando, mercoledì della settimana scorsa, si riunirono i rappresentanti dei partiti che dal 1999 hanno dato vita alla coalizione che ha governato la Sardegna per quattro anni e mezzo e si è parlato di come, se e in che modo risolvere la crisi con un accordo politico affermato da tutta la dirigenza dei partiti che formavamo la coalizione, è stato affermato che la crisi poteva essere risolta affidando l'incarico di formare la Giunta a me. Il giorno dopo, giovedì, fu espresso da questo Consiglio il voto nella elezione del Presidente della Regione. Il risultato elettorale, 41 voti, stavano lì a dimostrare che esisteva una maggioranza precostituita e pertanto il voto era politico e doveva risolversi attraverso la presentazione di una Giunta che avrebbe dovuto avere la fiducia nel giorno indicato, e cioè martedì.
Che l'accordo fosse un accordo politico, che fosse un accordo che dovesse portare la legislatura al termine naturale, e cioè a maggio-giugno del 2004, è dimostrato da tutte le conferme che io ho ricevuto il giorno successivo, a tutti i livelli, da tutti i partiti, compreso il partito di maggioranza relativa, il quale mi ha anche dato indicazioni circa i criteri per la formazione della Giunta. Sono dati di fatto che risultano non nelle sale a quattr'occhi, ma nelle riunioni collegiali alle quali la maggioranza ha dato vita, in particolare il lunedì. Era noto fin dalla vigilia che ci sarebbe stato l'appoggio esterno dell'UDR, non è stata una scoperta del dopo elezioni. Quando fui informato da mio Capogruppo e dal mio Segretario regionale che avrei ricevuto il voto il giorno successivo, cioè giovedì, fui messo a conoscenza della circostanza che l'UDR avrebbe dato l'appoggio esterno, una condizione, questa, accettata in quella circostanza da tutte le forze della coalizione. Pertanto mi sorprende che il giorno dopo, lunedì o martedì, il giorno in cui è iniziato questo dibattito si sollevi la questione, ma intanto va bene. Noi siamo stati invitati durante il dibattito a garantire la sussistenza di un quadro certo di maggioranza, ebbene noi siamo nelle condizioni, con documenti alla mano, di poter dimostrare che esistono i voti sufficienti per appoggiare una Giunta fino alla fine della legislatura.
Ma ieri durante il corso di una riunione, che io mi ero permesso di convocare per le 15 e 30, di tutti i colleghi consiglieri che avevano manifestato il voto favorevole alla mia persona giovedì scorso e che avevano anche manifestato successivamente la disponibilità ad appoggiare la Giunta, nel corso di quella riunione io ho avuto la notizia che Forza Italia invitava il Presidente eletto della Regione a rassegnare le dimissioni. E' evidente che un invito del genere non può essere accolto; non può essere accolto perché io sono abituato ad affrontare i problemi insieme a coloro i quali li hanno posti; io sono abituato a rientrare dalle feste con le persone con le quali mi sono recato; io vado a fare una passeggiata e rientro a casa con le stesse persone con le quali ho fatto la passeggiata, non abbandono il compagno di viaggio per ragioni incomprensibili.
Quando, nelle settimane scorse, nei mesi scorsi, e i colleghi di Forza Italia in particolare lo sanno, e soprattutto i consiglieri regionali di massimo livello sanno che Alleanza Nazionale e io personalmente non avevamo niente contro le elezioni anticipate; anzi Alleanza Nazionale forse per prima in quest'Aula ha indicato la soluzione delle elezioni anticipate come una delle strade, anzi forse la strada maestra attraverso la quale restituire al corpo elettorale che è titolare della sovranità popolare la parola. Noi questo abbiamo sostenuto, a meno che non ci fossero le condizioni politiche per creare una Giunta che portasse la Regione fino alle prossime elezioni elettorali. Quindi noi abbiamo detto sempre che se questo percorso, se questa scelta, se questa decisione di andare alle elezioni è una decisione condivisa noi siamo pronti ad andare alle elezioni. Ma se questa soluzione non è condivisa, e non è condivisa all'interno della coalizione, non è percorribile, non si può percorrere una cosa contro la volontà delle parti che fanno parte di un accordo, perché, noi forse sbagliamo, certo Alleanza Nazionale in questi anni ha dato prova di ingenuità fuori del comune, ha dato prova di abnegazione fuori del comune, certamente, ma perché? Perché noi diamo al concetto di coalizione un significato particolare: per noi la coalizione non è la somma numerica di consiglieri regionali, ma è un qualcosa, un accordo che ha un'anima dentro e che ha un valore, e il cosiddetto valore della coalizione impone di volta in volta alle parti, alle componenti che ne fanno parte, dei passi avanti e alle volte anche dei passi indietro, dipende dalle circostanze. Ebbene, davanti a voi ci sono le prove testimoniali, tutti quanti voi sapete che Alleanza Nazionale, in questi quattro anni e mezzo, per salvaguardare e per difendere il valore della coalizione ha fatto, non uno, ma due, tre, quattro, dieci passi indietro e tutti fino all'estremo sacrificio.
LOCCI (A.N.). Troppi!
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Troppi passi indietro, perché noi riteniamo che anche il rapporto, per esempio, che esiste tra le formazioni regionali e la dirigenza nazionale, Alleanza Nazionale per definizione è un partito nazionale, intendendo che è un partito italiano che ha i suoi vertici nazionali a Roma, ma che ha anche vertici regionali, che esaminano le questioni a livello regionale e nei rapporti con i partiti ci possiamo anche trovare nella condizione di ricevere indicazioni, ma quelle che sono nella direzione della tutela di quel valore della coalizione, non direttive che siano indirizzate a sfasciare la coalizione. Questo è ciò che non è assolutamente pensabile, cioè Alleanza Nazionale può assumere dei provvedimenti a tutela del valore della coalizione, ma non contro la coalizione. E quando si parla di valori, scusatemi colleghi, io ho bisogno, per una esigenza personale, anche perché debbo fare da sponda - scusate l'espressione, non me ne viene altra - al Presidente emerito onorevole Cossiga, perché certamente io non sono né Cavour, né Giolitti, ma sono effettivamente un postfascista, così dalla letteratura veniamo definiti noi di Alleanza Nazionale che abbiamo una militanza che va oltre il '94, quindi ho questa esigenza personale di ricordare alcuni dei valori ai quali Alleanza Nazionale crede e tra questi cito soltanto quelli della lealtà e quelli del mantenere fede alla parola data.
Noi, per quanto riguarda la lealtà, credo che abbiamo dato prova che è davanti a tutti noi. Voi sapete che in tema di lealtà Alleanza Nazionale non ha da aspettarsi lezioni da chicchessia, e in quanto a mantenere la parola data noi proferiamo farci del male piuttosto che venir meno alla parola data. E allora noi che ci troviamo in questa situazione abbiamo anche l'esigenza di richiamare all'attenzione dei colleghi questi valori, perché sono valori che hanno un'importanza se condivisi e devono essere anche affermati reciprocamente, perché se questa reciprocità manca evidentemente quei valori della coalizione, ai quali facevo riferimento, erano ad usum delfini e questo non ci piace. Noi abbiamo la presunzione, questo sì, di avere il diritto di avere pari dignità con chiunque, con tutti coloro almeno che siedono allo stesso tavolo per affrontare insieme un problema come quello che stiamo affrontando oggi in Sardegna. E allora, poiché non è mia colpa, non l'ho chiesto io, sono state le circostanze che mi hanno portato a sedere in questo banco, in questa posizione particolare, naturalmente io devo svolgere fino in fondo il ruolo che sia pure per caso mi è stato affidato. E il ruolo del Presidente della Regione è anche quello di rappresentare a quest'Aula quelli che sono i problemi più pressanti della Regione. E allora ricordo, così, ma alcuni di questi sono stati già indicati nelle dichiarazioni programmatiche, colgo l'occasione per ringraziare coloro che hanno colto veramente il senso di quelle dichiarazioni programmatiche, perché intendevano rappresentare un ponte di passaggio tra questa legislatura che è stata caratterizzata dal governo di centrodestra e il presupposto, la proiezione verso la prossima legislatura, che noi ci auguriamo sia sempre caratterizzata da governi di centrodestra. Ecco perché, e ringrazio l'onorevole Vargiu che ha colto perfettamente nel segno questo aspetto, perché la continuità è un valore ideale che deve passare attraverso le legislature; non ci sono mai fratture nette, decise, definitive come sono quelle che sono rappresentate dalla scadenza elettorale. Se si hanno ideali questi ideali si trasmettono da una legislatura all'altra, e io questo ho inteso trasmettere in quelle dichiarazioni programmatiche. Certo che vanno oltre, senz'altro, gli otto o i dieci mesi, però avevano quel preciso significato.
Noi abbiamo il problema della verifica dello stato di attuazione del programma operativo. Voi sapete che questa è una cosa che deve essere fatta entro il 31 dicembre e c'è il passaggio consiliare e il passaggio in Consiglio ci può essere se c'è un Consiglio; se non c'è un Consiglio non c'è nessun passaggio. La riprogrammazione di medio termine del POR - scusate, mi riferivo a questo - è una cosa che si deve fare entro il 31 dicembre e deve essere garantito il passaggio consiliare; senza questo passaggio consiliare c'è il rischio di andare a ratifiche successive, ed è un rischio di cui questo Consiglio deve tener conto. L'accordo per la chimica, il 15 settembre c'è l'appuntamento a Palazzo Chigi per definire questo, cito solo quelli per non annoiare, perché voi conoscete perfettamente quelli che sono i problemi.
In questo momento, di fronte a questi problemi, noi abbiamo anche il dovere di pensare all'interesse della Regione e non agli interessi particolari di ciascuna forza politica, perché dobbiamo dare delle risposte al popolo sardo. Ma se anche volessimo parlare di valori o di questioni che attengono alla coalizione, in un sistema che può essere anche discutibile, io sono d'accordo e da Assessore degli affari generali - io ricordo, è un inciso - avevo presentato un disegno di legge per la modifica della legge elettorale, che era una proposta completamente diversa da quella che è stata licenziata dalla Commissione, ma che era rispondente ai principi affermati dal nuovo articolo 15 della Costituzione, cioè governabilità e rappresentatività. E relativamente alla rappresentatività è chiaro che in Sardegna non si può non tener conto di certi valori che esistono, di certe tradizioni, di certe formazioni politiche che esistono, per esempio i movimenti sardisti e altri movimenti che esistono in Sardegna, in questo caso in Sardegna, ma altrove analogamente altre formazioni localistiche, autonomistiche, come amano chiamarsi loro. Ebbene, è chiaro che quella proposta di legge teneva conto anche di queste esigenze, perché mi pare che sia giusto che certi valori debbano essere tutelabili e rappresentabili autonomamente, senza essere costretti, diciamo così, anche nelle camice di forza dei bipolarismi, così come li conosciamo, ma intanto il sistema è più o meno bipolare e quindi, se noi ragionando in termini bipolari pensiamo alla campagna elettorale, dobbiamo pensare alla coalizione. L'Ulivo penserà ovviamente alla coalizione dell'Ulivo, il centrodestra penserà alla coalizione di centrodestra. Allora, se noi oggi ci troviamo in questa situazione mi chiedo: "In che modo ci presentiamo davanti agli elettori domani, tra dieci giorni, venti giorni, tra un mese? E` piuttosto difficile che ci siano le condizioni per ricomporre in tempi brevi, senza lacerazioni, la coalizione che ancora oggi è nelle condizioni di essere salvaguardata.
Ma se anche per ipotesi si dovesse affermare che questa coalizione può anche ricucire gli strappi nei prossimi dieci giorni, può anche eliminare le polemiche, le lacerazioni, in che modo si presenta, con quale credibilità si presenta oggi al corpo elettorale? Gli amici di Forza Italia hanno riflettuto su questo punto? Ma non a Roma o in altri posti, qui, in questi banchi, i colleghi di Forza Italia che siedono qui hanno pensato che cosa dire agli elettori? Come faccio io domani a dire ai miei elettori: "Datemi il voto per governare" se avendo io oggi la possibilità di governare dico: "Non governo. No, non voglio governare!" Ed allora se non voglio governare diamo la parola agli altri, diamo la possibilità ad altri, questo è il problema.
Quando ho sentito gli interventi dei colleghi di Forza Italia e ho letto le loro dichiarazioni, sinceramente non ho creduto alle mie orecchie e ho pensato che io non vedessi più perché Alleanza Nazionale, per esempio, dal '94 ad oggi, da quando cioè siamo alleati dappertutto, non ha mai pensato che potesse arrivare un giorno in cui potesse votare contro Forza Italia. Io non ho creduto, non credo e non crederò mai che Forza Italia possa votare contro Alleanza Nazionale. Io non ci posso credere perché diversamente lo spirito del '94, lo spirito del '96, lo spirito del Polo allora, della Casa delle Libertà poi - scusate - io non saprei più in che modo rapportarmi, io personalmente ma anche forse il mio partito almeno in Sardegna, agli amici di Forza Italia.
Però, giunto a questo punto, devo ringraziare le forze politiche che in questi giorni mi hanno sostenuto. So perfettamente e sono consapevole della gravità del momento e purtroppo, come voi sapete, l'ordinamento regionale non prevede un percorso interno, cioè il nostro ordinamento non prevede un suo proprio percorso di scioglimento o meno di questo Consiglio; un percorso interno che definisca le modalità dello scioglimento del Consiglio. Dobbiamo utilizzare le leggi previste dallo Statuto, articolo 50 o altre, leggi costituzionali alle quali in più occasioni in questi giorni abbiamo fatto riferimento.
Quindi io che sento in questo momento tutta la responsabilità di questo incarico che mi è caduto addosso proprio, che mi avete messo addosso giovedì scorso, sento completamente, interamente dentro, con il cuore, con la mente, con tutte le mie parti del corpo, la responsabilità di questo momento. Ed allora io dico, come è possibile che un consigliere regionale singolo - parlo di me - per quanto elevato alla dignità di Presidente della Regione, come può essere chiesto a questo consigliere regionale di decidere da solo, lui, se debba essere determinato o meno lo scioglimento di questo Consiglio regionale? Perché anche questo è un tema che è presente in tutti quanti noi.
Io penso che l'Assemblea regionale sia e debba essere considerata sempre la massima espressione della sovranità del popolo sardo, quindi solo l'Assemblea e soltanto essa nella sua autonomia può decidere se e quando decretarne la fine anticipata.
Pertanto io mi rivolgo a ciascun singolo consigliere e, principalmente, ai consiglieri che appena qualche giorno fa mi hanno dato la fiducia, chiedo di riconfermare la fiducia datami, dandomi l'incarico di formare la nuova Giunta; ad essi rinnovo l'appello perché possano consentire in un momento delicato della Sardegna il varo della Giunta per affrontare i problemi da qui alla scadenza naturale della legislatura. L'appello ufficiale è questo. L'appello non ufficiale perché non scritto, ma che sento dal profondo del mio cuore di dire, è riferendomi a quello che ho detto prima che io non ho il diritto di decidere per nessuno di voi, cari colleghi, mi rimetto alle vostre personali coscienze e quindi ognuno di voi dovrà decidere per se stesso quello che ha da fare.
PRESIDENTE. Grazie a lei Presidente. Adesso dobbiamo procedere con il voto, però voglio ricordare che il voto alla Giunta avviene attraverso la presentazione di un ordine del giorno che non è pervenuto. Se c'è bisogno sospendiamo cinque minuti per la preparazione dell'ordine del giorno. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, cogliendo l'essenza dell'intervento della replica del Presidente, chiedo una sospensione dei lavori del Consiglio e possibilmente una Conferenza dei Capigruppo per determinare la ripresa.
PRESIDENTE. E` stata chiesta una sospensione e una Conferenza dei Capigruppo, la conferenza è convocata. Il Consiglio è sospeso.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 38, viene ripresa alle ore 12.00.)
PRESIDENTE. Un po' di attenzione per favore.
La Conferenza dei Capigruppo ritiene utile interrompere qui i lavori della mattinata per riprendere stasera alle ore 18. Pertanto i lavori sono sospesi, riprenderemo i lavori stasera. Sarà una seduta diversa quella di stasera, sarà appunto una seduta pomeridiana, per stamattina la seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 12 e 01.
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