Seduta n.329 del 19/03/2003
SEDUTA CCCXXIX
(Pomeridiana)
Mercoledì 19 marzo 2003
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 02.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 13 marzo 2003 che è approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, chiedo una sospensione della seduta di 40 minuti. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 03, viene ripresa alle ore 17 e 34.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTIPRESIDENTE. Colleghi, l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 383. Voglio ricordare che, a seguito della soppressione dell'articolo 8, tutti gli emendamenti ad esso presentati sono decaduti, tranne gli emendamenti aggiuntivi numero 343 e 671.
(Interruzioni)
Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Presidente, sono rimasti l'emendamento numero 343 e il 671. Relativamente all'emendamento numero 343, ne chiedo ai proponenti il ritiro, in quanto la materia è stata delegificata. Occorre infatti tener presente che la materia è oggi regolata dall'articolo 12 della legge numero 24 del 1987 e il limite di importo indicato degli articoli 11, 16, 18, 22 della legge sono aggiornati ogni due anni con decreto del Presidente della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici. Quindi la materia è stata delegificata e il decreto è stato peraltro già emanato dal Presidente della Giunta.
Relativamente all'emendamento numero 671, richiamo l'attenzione dei proponenti sul fatto che sarebbe opportuno ritirarlo, perché non credo che nella legge finanziaria possa essere inserita una norma di questo genere che sembrerebbe modificare lo stato giuridico del tipo di contratto in discussione.
PRESIDENTE. La Giunta, esponendo le ragioni della sua richiesta, ha proposto ai presentatori, di ritirare gli emendamenti. Se i proponenti hanno intenzione di accettare la richiesta della Giunta, lo dicano, altrimenti io devo proseguire.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, la conservazione degli emendamenti numero 343 e 671 all'articolo 8 che è stato totalmente bocciato, ci pone in una condizione nuova, anche dal punto di vista della valutazione della proposta fatta dall'assessore Masala. Io proporrei di sospendere l'esame di questi due emendamenti e di iniziare l'esame dell'articolo 9, possibilmente con delle dichiarazioni della maggioranza che, dalle ore 11, è andata via dell'Aula e si ripresenta alle 17 e 39, che vorrà spiegarci cosa sta accadendo e come intende affrontare il proseguo della discussione.
Vorrei conclusivamente, ma su questo torneremo, tranquillizzare tutti quelli che fanno terrorismo in senso stretto, lamentando la caduta di un comma dell'articolo 8 che metterebbe in discussione il rifinanziamento della legge "32" perché, come i colleghi, almeno quelli che si occupano di finanziaria, sanno, c'è una tabella nella quale la posta è totalmente conservata. Vorrei tranquillizzare il Consiglio a questo proposito, perché c'è qualche collega che non è riuscito ad andare pranzo per questo problema.
PRESIDENTE. Di questo parleremo al momento opportuno, perché le cose non sono così semplici. Il problema verrà affrontato successivamente.
SPISSU (D.S.). Ne parleremo successivamente, volevo soltanto che questi colleghi passasero tranquillamente i prossimi minuti.
PRESIDENTE. Va bene. C'è una proposta di sospendere l'esame dei due emendamenti, se anche la Giunta è d'accordo, li sospendiamo ed andiamo avanti. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento numero 343 ho già detto che non c'è ragione alcuna di sospenderlo, perché dovrebbe essere ritirato in quanto la materia è delegificata. Il Presidente ha già emanato il decreto. Mi sembra una richiesta pretestuosa perché è una materia non disciplinabile per legge. Quindi non capisco la ragione della sospensione. Per quanto mi riguarda l'emendamento dovrebbe essere ritirato.
PRESIDENTE. Assessore, a me pare che l'onorevole Spissu non abbia escluso questa eventualità. Ha semplicemente chiesto di sospenderne la discussione. Lo ritirerà, se non solo lui ma anche gli altri presentatori, converranno che si può accedere a questa richiesta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, non riesco a capire perché è decaduto anche l'emendamento numero 611, in quanto non era collegato strettamente al testo, ma è una modifica legislativa così come quella contenuta nell'emendamento numero 671. Sono due leggi diverse, ma non si capisce perché l'emendamento numero 611 sia stato dichiarato decaduto. Non è collegato al testo...
PRESIDENTE. Il testo del suo emendamento dice: "Dopo il comma 4 dell'articolo 8, è aggiunto il seguente comma...". A che cosa lo aggiungiamo, visto che l'articolo 8 non c'è più?
VASSALLO (R.C.). Ma questa è la forma, non è la sostanza!
PRESIDENTE. Ma la forma è importante. L'articolo 8 non c'è più, quindi io non ho più quindi a che cosa si aggiunge questo emendamento? Detto questo, in attesa che si ragioni sulla proposta fatta dall'Assessore, sospendiamo la discussione degli emendamenti numero 343 e 671.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, cortesemente e rispettosamente voglio riproporle di esaminare la questione esposta dal collega Vassallo. Di una norma che è aggiuntiva, se ha una sua totale autonomia rispetto al testo dell'articolo bocciato, può essere detto che è aggiunta all'articolo 8, oppure può diventare l'articolo 8 bis. Altrimenti anche gli emendamenti, che recano il numero 8 bis dovrebbero essere dichiarati decaduti. Esiste il bis in quanto c'è l'uno, sennò il bis non potrebbe esserci. Quindi, al di là della mera forma, se la norma è autonoma, che si dica che è aggiunta all'ultimo comma o che si dica che il primo comma di un nuovo articolo è la stessa cosa. Quello che conta è la sostanza, cioè che la norma che si propone nell'emendamento aggiuntivo abbia una sua autonomia, cioè non sia sostanzialmente connessa con la norma che è stata bocciata. Mi parrebbe. Altrimenti anche gli emendamenti che propongono un articolo "8 bis" non possono essere ammessi perché non può esserci l'articolo "8 bis", se non c'è l'8!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, a parte gli emendamenti soppressivi che sono numerosi, ce ne sono tanti altri che sono aggiuntivi e sono formulati nello stesso modo, e decadono tutti, perché non c'è più l'articolo 8; l'emendamento andava formulato in maniera diversa. Se avesse proposto l'inserimento di un articolo aggiuntivo avremmo potuto votarlo, ma qui è scritto espressamente "Dopo il comma 4 dell'articolo 8…". Evidentemente l'emendamento proposto andava a specificare meglio il comma 4, che non esiste più; pertanto l'argomento è chiuso.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Chiedo scusa, onorevole Cogodi, abbia pazienza, la ringrazio per la cortesia ma non è possibile. E` il Consiglio che ha bocciato l'articolo 8, non sono mica io. Abbia pazienza!
Si dia lettura dell'articolo 9.
ortu, Segretario:
CAPO III
Disposizioni in materia di attività produttive
Art. 9
Istituzione dei regimi a sostegno delle attività produttive in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE e relativi regolamenti comunitari di attuazione
1. In applicazione e nel rispetto delle condizioni di cui al Regolamento (CE) n. 68/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE degli aiuti destinati alla formazione, di cui al Regolamento (CE) n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di importanza minore e di cui al Regolamento (CE) n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole medie imprese pubblicati nella G.U.C.E. serie L. 13 gennaio 2001, n. 10, la Regione istituisce strumenti di intervento e regimi di aiuto regionali, cofinanziabili con risorse comunitarie, statali o private.
2. In osservanza e nei limiti previsti dalla "Carta degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006 in Italia" pubblicati nella G.U.C.E. 2000/C 175/05, dai succitati regolamenti, dalla vigente normativa comunitaria di settore, nonché dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, e dell'articolo 19 della Legge 24 novembre 2000, n. 340, la Giunta regionale, con propria deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente per materia e di concerto con l'Assessore della programmazione, da trasmettere alla competente Commissione consiliare, definisce con apposite direttive di attuazione le specifiche finalità, le modalità e i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui al comma 1, nonché i massimali di intensità degli aiuti, le limitazioni ed i vincoli per i soggetti beneficiari, dando priorità alle attività produttive inserite negli strumenti di programmazione negoziata, come i Progetti Integrati Territoriali, Programmi Integrati d'Area e gli Accordi di Programma.
3. Nel caso in cui i regimi di aiuto siano già previsti in leggi regionali di settore le stesse continuano ad operare fino alla data di entrata in vigore delle direttive.
4. Al fine dell'applicazione del presente articolo sono utilizzate le risorse iscritte nel Fondo per la programmazione negoziata, nel Fondo unico di cui alla legge regionale del 29 novembre 2002, n. 22, nonché le risorse già destinate ad interventi delle attività produttive anche finalizzate allo sviluppo locale iscritte negli appositi capitoli di bilancio.
PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati 30 emendamenti. Se ne dia lettura.
ORTU , Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
L'articolo 9 è soppresso. (153)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
Il comma 1 dell'articolo 9 è soppresso. (154)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
Il comma 2 dell'articolo 9 è soppresso. (155)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
Il comma 3 dell'articolo 9 è soppresso. (156)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Il comma 4 dell'articolo 9 è soppresso. (170)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 9
Nel comma 2 dell'art. 9 è aggiunto il seguente periodo:
"Le priorità riconosciute agli interventi a cura dei soggetti privati previsti nell'ambito degli strumenti di programmazione negoziata sono applicate esclusivamente nei confronti delle proposte progettuali selezionate tramite procedura di evidenza pubblica." (613)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Sanna Giacomo
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1 bis. Lo stanziamento regionale per le spese correnti a favore dell'imprenditoria femminile è valutato per l'anno 2003 in euro 3.800.000 (UPB S10.022 cap. 10041).
In diminuzione
UPB S09.011 cap. 09018 200.000 euro 2003
UPB S09.011 cap. 09019 200.000 euro 2003
UPB S09.020 cap. 09055 1.400.000 euro 2003
UPB S09.022 cap. 09072 2.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S10.022 cap. 10.141 3.800.000 euro 2003 (152)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. I concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle imprese individuali operanti nel settore del commercio, del turismo e dei servizi o della ricerca scientifica e tecnologica sono valutati per il 2003 in euro 8.600.000 (UPB S07.046 cap. 07174).
In diminuzione
UPB S07.046 cap. 07175 6.000.000 euro 2003
In aumento
UBP S07.046 cap. 07174 6.000.000 euro 2003 (157)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Em. 158/Art. 9
Nell'emendamento 158 la previsione finanziaria è così sostituita:
In diminuzione
UPB S03.076 - cap. 03345 1.500.000 euro 2003
UPB S03.017 - cap. 03078 2.500.000 euro 2003
In aumento
UPB S03.046 - cap. 07173 4.000.000 euro 2003 (720)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. I contributi ai consorzi di garanzia fidi operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, sono valutati per il 2003 in euro 5.500.000. (UPB S07.046 cap. 07173).
In diminuzione
UPB S11.024 cap. 11070 4.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.046 cap. 07173 4.000.000 euro 2003 (158)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Giagu - Dore - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. I contributi ai consorzi di garanzia fidi operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, sono valutati per il 2003 in euro 5.500.000. (UPB S07.046 cap. 07173).
In diminuzione
UPB S04.027 cap. 04095 2.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.046 cap. 07169 2.000.000 euro 2003 (159)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Selis - Granella
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Il fondo per la concessione di garanzie sussidiarie per i finanziamenti alle imprese artigiane da consolidare (L.R. 2 gennaio 1997) è valutato per il 2003 in euro 258.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 158.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.038 cap. 07135 158.000 euro 2003 (160)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Il versamento al fondo istituito presso la cassa per il credito artigiano di cui alla legge 685/71 e L.R. 51/93 è stabilito per l'esercizio 2003 in euro 775.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 39.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.038 cap. 07128 39.000 euro 2003 (161)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Il compenso agli Enti istruttori per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4 L.R. 51/93 e 37/98) è stabilito per l'esercizio 2003 in euro 1.549.000.
In diminuzione
UPB S07.037 cap. 07122 77.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.035 cap. 07109 77.000 euro 2003 (162)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Le spese per la costituzione ed il funzionamento delle commissioni provinciali per l'artigianato nonché di quella Regionale di cui alla L.R. 10.9 n° 41 e L.R. n° 9/96 sono quantificate per l'esercizio 2003 in euro 1.808.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 90.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.036 cap. 07115 90.000 euro 2003 (163)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Le spese relative al contributo annuo all'Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano in conto spesa corrente sono quantificate per l'esercizio 2003 in euro 3.190.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 160.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.036 cap. 07117 160.000 euro 2003 (164)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi alla confederazione imprese artigiane per la partecipazione degli operatori all'attuazione degli obiettivi dello sviluppo della programmazione regionale (art. 4 L.R. 19/86 e 11/88) sono valutati per il 2003 in euro 1.300.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 172.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.039 cap. 07120 172.000 euro 2003 (165)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi per l'integrazione del fondo patrimoniale delle cooperative artigiane di garanzia (L.R. 5/97) sono valutati per il 2003 in euro 2.600.000.
In diminuzione
UPB S07035 cap. 07110 1.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S07038 cap. 07134 1.000.000 euro 2003 (166)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi in conto occupazione alle imprese artigiane per l'apprendistato (L.R. 12/2001) sono valutati per il 2003 in 10.329.000 euro.
In diminuzione
UPB S07035 cap. 07110 516.000 euro 2003
In aumento
UPB S07038 cap. 07136 516.000 euro 2003 (167)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi in conto gestione alle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (L.R. 12/2001) sono valutati per il 2003 in euro 700.000.
In diminuzione
UPB S07035 cap. 07110 93.000 euro 2003
In aumento
UPB S07039 cap. 07119 93.000 euro 2003 (168)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Selis - Secci
Art. 9
Dopo il comma 4 dell'art. 9 è inserito il seguente:
4 bis. Per le finalità di cui all'articolo 7, comam 8, della legge regionale 22 aprile 2002 n. 7, è autorizzata per gli anni 2003, 2004, 2005 la spesa di 1.030.000 euro (UPB S03.029 - cap. 03118-00).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.029
CAP 03118 - 00 Contributi ai Comuni per l'istituzione di Uffici per le espropriazioni
Anno 2003 euro 1.030.000
Anno 2004 euro 1.030.000
Anno 2005 euro 1.030.000
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 1.030.000
Anno 2004 euro 1.030.000
Anno 2005 euro 1.030.000 (169)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Pirisi - Dettori - Demuru - Lai
Art. 9
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. All'articolo 3, comma 1, punto a), le parole "nella misura del 60 per cento del tasso di riferimento" sono sostituite dalle seguenti parole:
"nella misura del 100 per cento del tasso di riferimento". (370)
Emendamento modificativo Vargiu - Fantola - Cassano - Pisano
Emendamento all'emendamento n. 372/ Art. 9
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. La Regione esercita in materia di turismo le funzioni di indirizzo politico, programmazione, ispezione, verifica e controllo, al fine di assicurare il coordinamento delle iniziative economiche - pubbliche e private - verso obiettivi complessivi di sviluppo. La Regione promuove la cultura dell'accoglienza e l'ottimale utilizzo delle risorse esistenti, in un'ottica che ponga il turista al centro di tutti gli interventi di sostegno dell'immagine dell'Isola e dei suoi prodotti e garantisca in Sardegna il miglior trattamento in termini di generale qualità dell'offerta.
E' istituita l'Agenzia regionale per il turismo, soggetta alle direttive della Giunta regionale e dell'Assessore competente in materia di turismo, il quale assegna e verifica gli obiettivi e attribuisce le necessarie risorse. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è diretta dal proprio direttore generale.
In un'ottica di carattere dinamico e interattivo con il mercato e di sostegno e qualificazione dell'attività dei privati, l'Agenzia svolge i seguenti compiti:
a) coordina l'offerta turistica, quale fulcro di un "network" articolato territorialmente e per prodotti turistici, promuovendo la creazione di consorzi con preferibile partecipazione privata, che svolgano le attività precedentemente affidate alle Aziende autonome, in particolare nei settori dell'informazione, accoglienza e coordinamento degli operatori locali. Nelle more di costituzione di detti consorzi, le suddette attività sono assegnate al comune territorialmente competente;
b) promuove la creazione di "centri di prodotto" tra soggetti pubblici e privati in comparti turistici omogenei, allo scopo di individuare i prodotti turistici;
c) realizza un sistema informativo che aggreghi, analizzi e riferisca, in maniera organica i dati e le conoscenze nel campo del turismo;
d) promuove la creazione di una rete di informazione e prenotazione su base telematica, con l'eventuale supporto di sportelli, la cui gestione sia realizzata con il concorso di soggetti territoriali, pubblici e privati;
e) fornisce consulenza ed assistenza tecnica ad Enti pubblici, Consorzi e imprese private impegnate nella promozione dei prodotti turistici sardi;
f) sperimenta attività promozionali innovative sul mercato e ne verifica la effettiva economicità;
g) promuove la creazione di "pacchetti turistici integrati", da proporre sui mercati, che coinvolgano - su base contrattuale - operatori territoriali e dei servizi;
h) definisce e gestisce standard di qualità - approved - delle strutture ricettive e diverse;
i) svolge attività di informazione e consulenza agli operatori economici su dinamiche di mercato, struttura dell'offerta, opportunità di investimento ed agevolazioni;
j) propone all'Assessorato al Turismo ogni iniziativa do coordinamento interna alla Giunta o rivolta ai Comuni e agli altri Enti locali; finalizzata agli obiettivi strategici dello sviluppo turistico.
Quale strumento tecnico di supporto promozionale dello sviluppo turistico regionale e di concreto sostegno dell'offerta turistica isolana, l'Agenzia di cui all'articolo precedente attiva nel proprio interno, attraverso il sistema informativo di cui all'art. 2 lett. c), un osservatorio turistico preposto all'acquisizione, elaborazione e diffusione di ogni utile elemento conoscitivo e allo studio e alla valutazione dei fenomeni e dei mercati turistici regionali, nazionali ed esteri.
L'Osservatorio ha un proprio Direttore, scelto con bando pubblico sulla base di specifiche e documentate esperienze ed assunto con contratto di diritto privato.
Il Direttore dell'Osservatorio risponde direttamente al Direttore Generale dell'Agenzia.
Nell'ambito del budget economico stabilito per il suo funzionamento, l'Osservatorio si dota di tutte le specifiche competenze professionali necessarie allo svolgimento delle sue attività.
L'Agenzia organizza annualmente la Conferenza permanente intersettoriale, allo scopo di coordinare le variabili che determinano l'offerta del prodotto turistico: trasporti, infrastrutture, ricettività, ristorazione, tempo libero, commercio, cultura. In tale ambito particolare attenzione è volta al coordinamento degli Enti locali.
È organo dell'Agenzia il Consiglio di Amministrazione, composto da un Presidente e due consiglieri, tutti esperti in materia di organizzazione dell'attività turistica, nominati con decreto dell'Assessore regionale al Turismo.
Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa con funzioni di segretario il Direttore generale dell'Agenzia e, qualora necessario, il Direttore generale dell'Assessorato competente in materia di turismo.
I componenti del Consiglio di Amministrazione restano in carica sino alla conclusione del mandato politico dell'Assessore al Turismo che ha firmato il decreto di nomina. Restano in carica per l'ordinaria amministrazione sino alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione.
È organo dell'Agenzia il Collegio Sindacale, composto dal Presidente e da due componenti, scelti tra i revisori contabili e nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione conforme dell'Assessore competente in materia di turismo.
Il Consiglio di Amministrazione esercita le seguenti attribuzioni:
a) delibera l'adozione dei programmi annuali e pluriennali di attività dell'Agenzia che sono sottoposti all'approvazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale al turismo;
b) delibera sul bilancio preventivo e il bilancio di esercizio, redatto ai sensi degli artt. 2423 e seguenti del Codice Civile, in quanto applicabili, nonché sul rendiconto consuntivo e patrimoniale dell'Agenzia;
c) delibera sulla partecipazione dell'Agenzia a società per azioni, ovvero a responsabilità limitata, e a Consorzi che svolgano attività turistiche di particolare interesse regionale, ai fini del complessivo sviluppo del settore. Le partecipazioni dell'Agenzia sono comunque di minoranza, sia assoluta che relativa;
d) riferisce annualmente alla Giunta e al Consiglio regionale sui risultati raggiunti, sull'andamento tecnico, amministrativo e finanziario della gestione dell'esercizio precedente;
e) autorizza le aperture di credito in favore del direttore generale;
f) delibera sulle liti attive e passive, nonché sulle transazioni interessanti l'Agenzia;
g) approva il regolamento organico e la pianta organica del personale;
h) delibera su tutti gli ulteriori atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.
Il Direttore Generale dell'Agenzia ha la rappresentanza giuridica dell'Agenzia; dà tempestiva esecuzione alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione; cura l'ordinaria amministrazione e presiede alla complessiva attività di istituto dell'Agenzia, di cui è personalmente responsabile, anche per quanto concerne il perseguimento dei risultati. Stipula i contratti dell'Agenzia e propone al Consiglio di Amministrazione la pianta organica del personale.
L'articolazione interna dell'Agenzia è decisa dal Consiglio di Amministrazione, sulla base di proposta motivata, supportata da adeguato piano aziendale, del Direttore Generale.
L'Agenzia può avvalersi della collaborazione di liberi professionisti, proponendo alla Giunta regionale la stipula di specifiche convenzioni, nei limiti previsti dall'art. 7 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modifiche.
Gli Enti provinciali per il turismo e le Aziende autonome di soggiorno e turismo, operanti nella Regione, sono soppressi.
L'Agenzia regionale per il turismo di cui all'art. 2 della presente legge, succede in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi agli enti di cui al comma 1.
I compiti di promozione, gestione, vigilanza e controllo territoriale che non sono esplicitamente assegnati all'Agenzia sono delegati ai competenti Enti locali a cui la Regione provvede a trasferire le necessarie risorse economiche.
L'Agenzia coordina promuove e partecipa con quote di minoranza alla costituzione di Consorzi turistici su base territoriale e provinciale, aperti alla partecipazione dei privati.
È istituito il ruolo nominativo regionale del personale dell'Agenzia regionale per il turismo.
Alla formazione, aggiornamento e tenuta del predetto ruolo provvede l'Assessorato competente in materia di personale.
L'articolazione del ruolo per qualifiche e profili professionali è stabilita - con decreto dell'Assessore regionale del personale - sulla base delle previsioni della pianta organica di cui all'ultimo comma del successivo articolo 10.
Lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale iscritto nel ruolo nominativo di cui all'articolo 9 del comma 1 sono disciplinati dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni.
Il personale di ruolo dell'Ente Sardo Industrie Turistiche, degli Enti provinciali del turismo e delle Aziende autonome di soggiorno e turismo, adeguatamente riqualificato, è iscritto nel ruolo nominativo regionale di cui al precedente articolo 9, nelle qualifiche e con i profili professionali loro attribuiti in attuazione dell'accordo contrattuale sul personale regionale, vigente al momento di entrata in vigore della presente legge. Al personale dei soppressi Enti vengono assicurati l'integrale riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche maturate presso le Amministrazioni di provenienza, nonché la continuità di iscrizione presso l'INPDAP per gli effetti previdenziali.
Il Consiglio di Amministrazione di cui alla presente legge adotta il regolamento e la pianta organica del personale dipendente in conformità alla predetta disciplina e ne dispone l'adeguamento in rapporto alle eventuali successive esigenze dell'Agenzia.
In fase di prima attuazione della presente legge, è previsto il riconoscimento di un bonus di cinque anni ai fini pensionistici per tutti i dipendenti dei disciolti ESIT, EPT e AA.SS.TT. che abbiano maturato almeno trentadue anni di servizio ovvero abbiano raggiunto un'età anagrafica di almeno 60 anni.
La contabilità dell'Agenzia segue il modello economico/patrimoniale delle Agenzie statali. L'Assessorato competente in materia di Turismo esercita il controllo sulla gestione dell'Agenzia. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di Turismo, approva:
a) il regolamento relativo ai tempi e modi di definizione degli obiettivi, controllo dei risultati, approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo;
b) gli schemi di redazione e i contenuti minimi dei documenti di programmazione, bilancio e contabilità.
Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 10.000.154,94 annue a decorrere dall'anno 2003.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
07 - Turismo
UPB S07.014
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 10.000.154,94
Anno 2005 euro 10.000.154,94
Sono conseguentemente soppressi i capitoli 07010 e 07011
UPB S07.015
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 51.645,69
Anno 2005 euro 51.645,69
Il capitolo 07010-01 è soppresso
In aumento
04 - Enti locali
UPB S04.016- trasferimenti agli enti locali - Parte corrente
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 4.170.086,92
Anno 2005 euro 4.170.086,92
E' impegnato dello stesso importo il capitolo 04018
07 - Turismo
UPB S07.014(DV) - Agenzia regionale per il turismo e associazioni pro loco - Spese correnti
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 5.290.068,02
Anno 2005 euro 5.290.068,02
Capitolo da incrementare (NI) - Contributo all'Agenzia regionale per il turismo - Spese di funzionamento
UPB S07.015(DV) - Agenzia regionale per il turismo - Spese di investimento
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 51.645,69
Anno 2005 euro 51,645,69
Capitolo da incrementare (NI) - Contributo all'Agenzia regionale per il turismo per spese di investimento
(736)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Pusceddu - Pirisi - Dettori - Orru' - Demuru - Lai
Art. 9
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
3. L'Esit è soppresso. Le sue funzioni amministrative sono trasferite alle rispettive province. (372)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a destinare una quota pari a € 103.000.000 dello stanziamento di cui al fondo per la programmazione negoziata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, da destinarsi prioritariamente agli interventi (UPB S03.008).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S03.008 - cap. 03026-00 - Fondo per il cofinanziamento degli interventi inclusi nella programmazione negoziata e nei programmi integrati d'area
Competenza anno 2003 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2004 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2005 - € 103.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - cap. 03019-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2004 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2005 - € 103.000.000,00 (424)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Al fine di favorire la presenza e la partecipazione degli operatori commerciali e turistici singoli e associati, e delle imprese turistiche, ancorché associate, della Sardegna a fiere, esposizioni e mostre tese a migliorare la conoscenza dei mercati e delle azioni di marketing, è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 500.000 (UPB S07.045 - Cap. 07164-00 (N.I.)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.045 - cap. 07164-00 (N.I.) - Spese per favorire la presenza e la partecipazione degli operatori commerciali e turistici singoli e associati, e delle imprese turistiche, ancorché associate, della Sardegna a fiere, esposizioni e mostre tese a migliorare la conoscenza dei mercati e delle azioni di marketing
Competenza anno 2003 - € 500.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 500.000,00 (425)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. È autorizzata, per l'anno 2003, la spesa di euro 500.000,00 per la concessione di un contributo a favore delle associazioni delle imprese commerciali per le spese di ricerche, studi, monitoraggi, censimenti, indagini, finalizzati alla predisposizione di progetti per la riattivazione dei centri storici, dei centri urbani e delle aree rurali. (UPB S07.045 - Cap. 07164-00 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.045 - cap. 07164-00 (N.I.) - Spese per la concessione di un contributo a favore delle associazioni delle imprese commerciali per le spese di ricerche, studi, monitoraggi, censimenti, indagini, finalizzati alla predisposizione di progetti per la riattivazione dei centri storici, dei centri urbani e delle aree rurali.
Competenza anno 2003 - € 500.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 500.000,00 (427)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru' - Lai
Art. 9
Dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:
4 bis. La Regione, in applicazione del punto 8, del Decreto dell'Assessore regionale del Commercio del 12 dicembre 2000, autorizza la costituzione dei Centri di Assistenza Tecnica.
5 bis. È autorizzata, per l'anno 2003, la concessione di un contributo di euro 4.000.000,00 a favore delle associazioni di categoria del commercio per la costituzione ed il funzionamento dei Centri di Assistenza Tecnica. (UPB S07.045 - Cap. 07166-00 (N.I.))
5 ter. I Centri dovranno svolgere a favore delle imprese attività di assistenza tecnica e di formazione e aggiornamento in materia di innovazione tecnologica e organizzativa, gestione economica e finanziaria di impresa e le altre attività previste dall'articolo 23, comma 2, del D.lgs. 114/098.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.045 - cap. 07166-00 (N.I.) - Contributi a favore delle associazioni di categoria del commercio per la costituzione ed il funzionamento dei Centri di Assistenza Tecnica.
Competenza anno 2003 - € 4.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 4.000.000,00 (428)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Al fine di rivitalizzare il tessuto economico delle città ed in particolare dei loro centri storici, favorendo il miglioramento della vivibilità nel territorio urbano e la creazione di "Centri naturali di strada", è autorizzata la spesa di euro 2,5 milioni per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 da destinare al sistema dei consorzi e delle associazioni degli operatori commerciali col sistema "de minimis". (UPB S07.046 - Cap. 07170-01 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.046 - cap. 07170-01 (N.I.) - Contributi al sistema dei consorzi e delle associazioni degli operatori commerciali col sistema "de minimis".
Competenza anno 2003 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 2.500.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 2.500.000,00 (437)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru' - Lai
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a destinare per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 la somma di € 10.500.000 a valere sui fondi della L.R. n. 17/'93, art. 32 (Reindustrializzazione della Sardegna Centrale). (UPB S09.021)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S09.021
Competenza anno 2003 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 10.500.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - cap. 03019-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 10.500.000,00 (440)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, Presidente, penso che converrà con me che la richiesta di una sospensione del lavoro e dell'esame della legge finanziaria dalle ore 11 fino alle 17 e 45 fatta dalla maggioranza, all'apertura della seduta, abbia necessità di una dichiarazione della maggioranza nella quale ci spieghi per quale motivo ci sia stata un'interruzione, se i problemi che hanno portato l'onorevole Pittalis questa mattina a richiedere la sospensione da lei e da noi accordata, siano stati affrontati e come la maggioranza intenda riproporsi in Aula dopo la bocciatura dell'articolo 8.
Credo che questo sia il minimo dovuto all'opposizione che ha, dalle ore 16, atteso la conclusione di una lunga riunione di maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei aveva già detto queste cose prima. La sua richiesta, lei comprende, è una richiesta politica, che credo la maggioranza abbia sentito e, se dovrà dare una risposta, la darà. Adesso ha chiesto di parlare l'onorevole Pittalis al quale do la parola perché forse dovrà rispondere alla questione politica da lei appena posta.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, solo per una questione di garbo istituzionale, perchè il Consiglio regionale non può ridursi ad una sorta di question time, con uno che domanda e l'altro che deve rispondere; però il collega Spissu ha ragione, anche perché debbo riconoscere che, sulla richiesta di sospensione, c'è stato un garbo istituzionale da parte delle opposizioni, e non abbiamo nessuna remora anche a palesare pubblicamente le ragioni della nostra richiesta; fra le quali la prima era quella di capire come potevano essere recuperate importanti partite contenute all'interno della norma che il Consiglio regionale, a voto segreto, ha bocciato, in particolare i mutui per le prime case, i finanziamenti per i luoghi di culto e alcuni altri importanti interventi nei settori del turismo, dell'ambiente e, appunto, dei lavori pubblici.
La maggioranza si è data una risposta che valuteremo - mi auguro - anche con il concorso dell'opposizione, per poter porre rimedio. Ma riteniamo che il rimedio per queste partite sia già stato trovato.
La seconda questione è che la maggioranza ritiene all'unanimità che si debba andare avanti nei lavori, perché abbiamo interesse a continuare nell'esame della legge finanziaria; e si valuterà la tenuta di questa maggioranza. Io ritengo che probabilmente possa anche esserne uscita rafforzata. Saranno i fatti a verificare questo nel corso della stessa discussione dell'articolo ora in esame.
PRESIDENTE. Senza polemica, sono d'accordo con lei, onorevole Pittalis. Il Consiglio non è un question time, ma è lei che ha chiesto di parlare, ed io le ho dato la parola. Non l'ho invitata io a rispondere!
Legittimamente l'onorevole Spissu ha posto un problema di ordine politico; io ho detto che la maggioranza aveva sentito e che, se voleva rispondere, lo avrebbe fatto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non facevo un appunto a lei, lo facevo all'onorevole Spissu.
PRESIDENTE. Lo ha fatto. Onorevole Pittalis non sto polemizzando...
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Stavo rispondendo all'onorevole Spissu. Se lei ogni volta deve fare la chiosa!
PRESIDENTE. Non sto facendo la chiosa, onorevole Pittalis, però, scusi, è lei che ha chiesto di parlare, non l'ho invitata io a parlare; poteva anche non parlare e saremmo andati avanti.
COGODI (R.C.). Non si può contestare il Presidente del Consiglio!
PRESIDENTE. Si può contestare e lei lo ha contestato più di una volta.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Pochissimi secondi per comunicare ai colleghi della maggioranza che abbiamo chiesto di sospendere l'esame degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 8, proprio per venire incontro ad alcune esigenze - il collega Spissu l'ha detto nel suo intervento - perché molto probabilmente potremmo riagganciare, prima di trovare altre soluzioni, il problema della legge "32", il problema degli edifici di culto ed altri problemi che eventualmente concorderemo.
Quindi, da parte nostra, come già è emerso nell'intervento del collega Spissu, c'è tutta la volontà perché questo problema si risolva. C'è la nostra disponibilità in modo particolare su questi due problemi, e siamo sicuri che tra maggioranza ed opposizione, non ci saranno difficoltà per il rifinanziamento della legge "32" e anche della legge sugli edifici di culto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, quello che sta accadendo in quest'Aula in questo momento non è un fatto marginale. E dalle notizie apparse sulla stampa emerge un qualcosa che credo non possa assolutamente passare inosservato.
Le notizie di stampa sono che il Gruppo del Partito del Popolo Sardo non prenderà parte ai lavori del Consiglio in questa settimana. Io, dunque, nell'osservare che i banchi solitamente occupati dai colleghi del P.P.S. sono vuoti, vorrei capire se queste notizie rispondono a verità, perché questo non sarebbe un fatto marginale. Sarebbe intanto la certificazione del fallimento di una maggioranza dalla quale una forza politica si sta tirando fuori, non partecipando più ai lavori dell'Aula su una discussione importante come quella della legge finanziaria e del bilancio. Credo che questo fatto non possa assolutamente passare inosservato.
La situazione politica è piuttosto delicata, lo capisco benissimo, ma questo fatto non può prescindere da quelle che sono le responsabilità della maggioranza di governo e delle forze politiche che ne fanno parte, nel momento in cui una se ne tira fuori.
PRESIDENTE. Non ho informazioni, quindi non so che cosa dirle.
CUGINI (D.S.). Le chieda!
PRESIDENTE. La maggioranza sente, io non devo chiedere, è stato posto questo problema, se la maggioranza vorrà, se ci sono spiegazioni da dare, le darà. Io proseguo con i lavori.
SPISSU (D.S.). Ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Ha già parlato su questo argomento, onorevole Spissu. Io non posso tenere l'Aula bloccata in questo modo!
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, dieci secondi, per non rendere paradossale questa situazione. La maggioranza è stata battuta stamattina, pesantemente, su un articolo. Dopo quattro ore di interruzione, la maggioranza torna in Aula senza due assessori e senza un Gruppo che fino a questa mattina la sosteneva!
Concordo con il consigliere Pittalis che è preoccupato del recupero dei danari per gli edifici di culto, che recupereremo. Ma il punto non è questo. Il punto è che il Presidente ci deve spiegare se la maggioranza c'è o se - come a noi pare - la maggioranza non c'è perché ha subito una pesante sconfitta in Aula stamattina. Ci deve spiegare se l'assessore Ladu, che per due anni consecutivi vede bocciata la sua proposta di bilancio in quest'Aula, resta al suo posto; ci deve spiegare se la maggioranza subisce la perdita del sostegno di un Gruppo che fino a stamattina sedeva nei suoi banchi.
Quindi, onorevole Pittalis, non si può far finta che non ci siano problemi. Andiamo avanti su che cosa? La Sardegna subisce pesantemente i problemi di questa maggioranza! Volete spiegare in Aula che cosa capita? E` questa la sede adeguata perché ci diciate cosa succede? O dobbiamo continuare a leggere i comunicati stampa?
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, non si può continuare così; se il Consiglio lo ritiene opportuno, iscriviamo questo argomento all'ordine del giorno e lo trattiamo! Oggi il Consiglio è convocato con un altro ordine del giorno. Vi prego, colleghi, abbiate pazienza, non posso dare la parola a tutti su un argomento che non è all'ordine del giorno! Si iscriverà all'ordine del giorno e se ne discuterà, oppure si raggiunge un accordo ora per cui lo si tratta subito. Se volete, sospendo i lavori e si decide. Decidete che cosa fare. Io non posso, onorevole Selis, portare avanti i lavori dell'Aula in questo modo. Mi dispiace, sospendo la seduta, chiarite le cose che ci sono da chiarire e dopo andiamo avanti. Dobbiamo continuare ad esaminare la finanziaria. Gli altri problemi sono altra cosa. I lavori sono sospesi per pochi minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 58 , viene ripresa alle ore 18 e 06.)
PRESIDENTE. A me pare che ci sia l'esigenza di convocare la Conferenza dei Capigruppo. Per altro, da informazioni che mi sono arrivate in Aula, pare che il problema politico non esista, però i Capigruppo della maggioranza diranno ciò che devono dire, ci sarà un'interlocuzione, poi si potrà tornare in Aula e continuare l'esame della finanziaria. Quindi sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 07, viene ripresa alle ore 19 e 03.)
PRESIDENTE. Colleghi, continuiamo i nostri lavori. Riprendiamo l'esame dell'articolo 9. Voglio però prima dire all'Aula che, in considerazione del fatto che ormai è da molto tempo che stiamo lavorando alla finanziaria, aspettando che maggioranza e opposizione trovassero una via perché potessimo procedere più velocemente, ma questo non è accaduto fino a adesso (spero che possa accadere nelle prossime ore, nei prossimi giorni), è mio dovere chiedere al Consiglio di incrementare l'impegno. Pertanto, a partire da dopodomani, dando la possibilità, domani, a chi ha impegni di risolverli e di affrontarli in altro modo, lavoreremo dalla mattina alle 10 fino alle 10 di sera, con una breve interruzione per il pranzo, sabato compreso.
COGODI (R.C.). Dica anche che non c'è accordo!
PRESIDENTE. Io ho posto il problema, ho sentito i Presidenti dei Gruppi, questo impone il Regolamento, quindi il Consiglio è convocato anche sabato e da dopodomani si lavorerà fino alle 22. Non è la prima volta che ciò accade.
Domani l'orario sarà quello di oggi, lavoreremo fino alle 20 e trenta. Da dopodomani, si lavorerà dalle 10 del mattino sino alle 10 di sera, sabato compreso e così tutta la settimana prossima, fino a quando non si troveranno delle soluzioni ai problemi politici che non riguardano evidentemente il Presidente del Consiglio, ma riguardano i rapporti tra maggioranza e opposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io sono stato in Aula, ho seguito, ho capito il senso delle interruzioni, ho capito qual è stato il senso della Conferenza dei Capigruppo; la cosa che non ho capito - e qua mi appello al Regolamento - è che delle decisioni della Conferenza dei Capigruppo non sia stata data informazione all'Aula. Perché l'avete fatta la Conferenza dei Capigruppo?
Il problema che la Conferenza dei Capigruppo si è posta - a mio avviso giustamente - è quello di capire come andare avanti, non solo - come ha riferito il Presidente - per quanto riguarda gli orari, ma per quanto riguarda l'interpretazione della vicenda che stiamo vivendo. Perché ho legato il Regolamento allo Statuto? Perché lo Statuto prevede che i lavori del Consiglio siano governati da una maggioranza e da una Giunta, e che la Giunta abbia la pienezza dei suoi poteri e la fiducia del Consiglio.
Ora - a mio avviso - le vicende che stiamo vivendo, tre elementi in particolare, dimostrano che questa non esiste! Che cosa è che dimostra che questa non esiste? La prima cosa è il fatto che il lavoro dell'Aula si protrae da settimane, per l'ostruzionismo fatto dalla maggioranza, di cui ieri ha dato evidente prova, con richieste di rinvio comprensibilissimi - io non voglio criticare la maggioranza da questo punto di vista - ma che di fatto rivelano un malessere, una lacerazione, un evidente scollamento della maggioranza che sta paralizzando il Consiglio, che sta dilazionando i tempi dell'approvazione, che sta penalizzando le istituzioni e la Regione.
Il secondo elemento, sempre legato al Regolamento, è che le vicende di quest'Aula confermano questa nostra valutazione. Se infatti si vanno a vedere i risultati delle elezioni, questa Giunta è stata sconfitta in Aula per ben otto volte.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Che cosa c'entra questo, Gian Mario, con il Regolamento?
SELIS (La Margherita - D.L.). Allora recupero dall'inizio.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la prego lo lasci finire! Gli ho dato io la parola, quindi se la prenda con me casomai. Lo lasci parlare!
Lo faccia decidere a me, onorevole Pittalis, abbia pazienza! Sta sollevando un problema, ha detto che vorrebbe sapere che cosa, in merito alle questioni politiche, si è deciso nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Questo credo sia legittimo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Mi appello al Regolamento e allo Statuto; perché, in base al Regolamento, è stata convocata una Conferenza dei Capigruppo, e vorrei capire che cosa ha deciso. Ho legato il Regolamento allo Statuto, perché lo Statuto presuppone che i lavori d'Aula si tengano in presenza di una magggioranza che governi. A noi sembra che questa maggioranza non esista perché si è scollata, e ho detto quali sono gli elementi che lo dimostrano. Il primo elemento è un andamento dei lavori fortemente sfilacciato, dilatorio, ostruzionistico il secondo elemento sono le ripetute sconfitte della Giunta e non solo su cose marginali, ma su interi articoli della finanziaria. Capisco che non ci sia più il fair play di una volta, quando veniva bocciato un emendamento e si dimettevano le Giunte, ma qua non è stato bocciato solo un emendamento, sono state bocciate parti intere della finanziaria; è caduto l'articolo dell'Assessorato dei lavori pubblici, in Commissione era caduto l'articolo della pubblica istruzione, è caduto l'articolo della tesoreria, è caduto l'articolo dei POR. E' un disastro! La Giunta è stata sconfitta otto volte, non con un voto di scarto, ma con una massiccia maggioranza.
L'ultimo elemento, Presidente, è l'assenza di un partito e di Assessori che hanno dichiarato pubblicamente - non in quest'Aula, perché quest'Aula non è più la sede della politica - che non partecipano al lavoro del Consiglio. Se questi non sono gli elementi di una crisi che noi evochiamo per dire che non si può andare avanti in questo modo, credo che stiamo negando la realtà. A me questa situazione sembra terribilmente pericolosa. Faccio appello all'Aula e al Presidente, perché su questo ci sia un chiarimento.
PRESIDENTE. L'onorevole Selis ha sollevato un problema del quale, in qualche misura, io sono responsabile, perché ha chiesto un'informazione sulle decisioni prese dalla Conferenza dei Capigruppo. I Presidenti dei Gruppi della maggioranza e dell'opposizione, hanno discusso del problema. L'opposizione ha ribadito terminale considerazioni già esposte in quest'Aula, la maggioranza ha risposto negando che esista questo problema. Il Presidente della Giunta, che è intervenuto alla Conferenza dei Capigruppo, ha detto che non c'è niente di nuovo rispetto alle cose già dette in Aula. Credo quindi che non ci siano le condizioni per aprire nessun tipo di discorso su questo argomento. Se ci saranno sviluppi inevitabilmente si vedranno. Quindi siamo tornati in Aula per riprendere i lavori e a questo voglio riportare i colleghi. Fatto questo, do la parola all'onorevole Sanna Gian Valerio, perché illustri l'emendamento numero 153.
COGODI (R.C.). Deve dire anche che non tutti erano d'accordo su quelle conclusioni.
PRESIDENTE. Non tutti erano d'accordo, ma questo non è rilevante! Onorevole Cogodi!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, l'emendamento 153 si propone l'abrogazione dell'articolo 9. Non sto ovviamente a spiegare .....
(Interruzioni)
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Chiedo una sospensione di mezz'ora.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sulla richiesta di sospensione il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Lo dico in premessa al collega Pittalis che si sta agitando: quando c'è stata l'interruzione, inizialmente avevo capito che l'interruzione doveva essere utilizzata per organizzare i lavori. Come diceva lei! E soprattutto per permettere alla maggioranza, al di là delle diverse considerazioni che vengono fatte, dopo il risultato del voto di stamattina, di riprendere il confronto in Aula per procedere, nei tempi che stabiliremo, alla discussione e alla votazione su quello che rimane della finanziaria. Per fare un'operazione di questo tipo - lei Presidente lo comprende perfettamente - è necessario che, da parte dei colleghi della maggioranza - lo abbiamo detto negli interventi - vengano ritirati gli emendamenti che non c'entrano nulla con la finanziaria, e si dia risposta alle quattro questioni che noi abbiamo posto in Aula e che, come è stato giustamente detto, in Aula devono tornare, e in Aula devono essere portate a buona conclusione. Invece tutte queste considerazioni non hanno ottenuto risposta. Ma che tempi ci vogliono per dare una risposta nel merito, collega Pittalis?
Io con il collega Pittalis questo pomeriggio, durante l'interruzione dei lavori, ho avuto un piccolo scambio di opinioni. Ho detto: "La situazione per voi è delicata, si capisce, si può dire che non è successo nulla, ma così non è. Lavorate per trovare voi un punto di incontro, voi maggioranza. Vi serve mezz'ora? Prendete mezz'ora. Vi serve un'ora? Prendete un'ora, prendete il tempo necessario per poter aprire il dibattito in Aula sulle considerazioni che noi abbiamo fatto."
Senza questo passaggio, è inutile dire: "Domani lavoriamo dalle 10 del mattino alle 10 di sera". Se c'è da lavorare dalle 10 del mattino alle 10 di sera, si lavorerà dalle 10 del mattino alle 10 di sera, ma dobbiamo lavorare sapendo che quello che è avvenuto, il confronto, il voto, hanno prodotto tra i colleghi della maggioranza una riflessione sulle cose da fare.
Se voi non ci date questa risposta, è inutile organizzare i lavori, perchè i lavori saranno organizzati, da parte nostra, conseguentemente alle considerazioni che abbiamo fatto. Non potete pretendere che noi rinunciamo alla discussione e alla modifica della finanziaria sui temi che abbiamo proposto. Non può essere così!
Oppure voi pensate che possa essere così? Allora ce lo dovete dire ed è chiaro che dovremo lavorare sino alle 10 di domani sera, forse anche più avanti perché i tempi non sono organizzabili. Presidente, lei dia un contributo a che si entri nel merito degli argomenti proposti, e i colleghi della maggioranza facciano uno sforzo.
Dico: Liori non ritira i suoi emendamenti perché sennò viene meno a impegni? Insomma, il lavoro deve essere fatto! Se non li ritira Liori non li ritira neanche Cappai, perché in Commissione programmazione una parte degli emendamenti sono stati accolti! Io non lo so. Io penso che sia giusto adeguare le riflessioni politiche a quello che è successo oggi in Aula. Sono sicuro che il collega Contu, che è di anziana esperienza, conviene su questa considerazione. Allora, operiamo perché si faciliti il lavoro che dobbiamo ancora fare!
PRESIDENTE. Io mi sforzo, a volte senza riuscirci, di agevolare il confronto, ma se questo confronto e questo accordo, o altri eventuali accordi, tra maggioranza ed opposizione non si trovano, io non posso fermare i lavori in attesa che si trovi un accordo. Io vado avanti con i lavori. Poi ci sono altri organi in Consiglio, non c'è solo il Presidente del Consiglio. Ci sono i Capigruppo, si incontrino, decidano, parlino! Io devo mandare avanti i lavori, questo devo fare.
Lei comprende: se si insiste, io mi devo rivolgere all'Aula per chiedere il parere anche sulla richiesta di mezz'ora di sospensione, perché mi pare che si stia chiedendo mezz'ora di sospensione per la maggioranza. Ma che la chieda l'opposizione mi pare ridicolo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io prego tutti: usciamo da questa situazione. Io le do la parola perché non so che cosa deve dire, forse il suo intervento può essere utile, però poi dobbiamo andare avanti.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Presidente, ricordo che, nella scorsa legislatura, quando eravamo seduti nei banchi dell'opposizione, il Presidente Selis, in questi casi, non concedeva, in maniera rigorosa, la parola. E in questo caso lei non l'avrebbe neanche dovuta dare a me, Presidente, come non l'avrebbe dovuta dare all'onorevole Cugini ed a quanti hanno chiesto di intervenire, per far perdere ancora tempo a questo Consiglio.
Presidente, la responsabilità della conduzione dei lavori del Consiglio è sua! Quando parlava l'onorevole Gian Valerio Sanna per illustrare un emendamento, si doveva andare avanti su questo, Presidente, perché questa è una sonora presa in giro e inizio a dubitare anche della proposta di dialogo dell'onorevole Cugini. Ed alle prese in giro noi rispondiamo con un "No" secco!
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Presidente, io le avevo chiesto la parola molto prima del collega Pittalis, l'ho sollecitata più di una volta. Quindi è anche con un po' di fastidio, mi scusi, che faccio questo ....
PRESIDENTE. Mi scusi lei, Perchè quando le cose non si svolgono in maniera lineare, lei capisce che qualcosa può sfuggire.
MURGIA (A.N.). Lei ha presieduto la Conferenza dei Capigruppo che si è protratta, come al solito, per un tempo infinito; la Conferenza dei Capigruppo, compreso il collega Fadda, ha stabilito di andare avanti. Quindi lei deve fare osservare quello che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito. Quindi la sospensione di mezz'ora non ha nessun senso.
Per quanto riguarda la trattativa più o meno occulta, più o meno alla luce del sole, certamente non si fa una trattativa - almeno per quanto ci riguarda - quando qualcuno cerca di dettarci delle condizioni, perché basta andare a sfogliare gli emendamenti del Centro Sinistra per capire quanti emendamenti di bottega, emendamenti assurdi siano contenuti in quel pacco di fogli.
PRESIDENTE. Io la parola "fine" però a questa discussione la devo mettere, non si può davvero continuare così. Onorevole Fadda, di che cosa vuol parlare adesso?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, ringrazio il collega Murgia; lei è testimone come noi, di quanto è avvenuto non solo stamattina, ma anche questo pomeriggio. Convocati dalle ore 16, abbiamo ripreso i lavori alle ore 17 e 45, senza nessuna protesta. Abbiamo soltanto sollecitato lei, Presidente, perché ci dicesse di quanto tempo la maggioranza avesse bisogno. Ieri hanno fatto ostruzionismo tutto il giorno, stamattina non siamo riusciti a lavorare per le richieste della maggioranza. Noi ritiriamo la proposta che abbiamo fatto. Se l'intendimento della maggioranza è quello che ha detto il collega Murgia, noi non abbiamo concordato comunque questo, noi volevamo che il Presidente della Giunta dichiarasse in Aula quello che ha dichiarato in Conferenza di Capigruppo: che all'interno della maggioranza non c'erano problemi. Questo è quanto ha dichiarato il Presidente della Giunta nella conferenza dei Capigruppo, io non credo che questo corrisponda alla realtà dei fatti. Possiamo andare avanti, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le restituisco la parola e le ricordo che deve illustrare gli emendamenti numero 153, 154, 155, 156 e 170 che portano tutti la sua firma. Si prenda, se le serve, qualche minuto in più.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). No, li illustro uno per volta.
PRESIDENTE. Come vuole! Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare gli emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). L'emendamento 153 è l'emendamento soppressivo dell'articolo 9. Chiediamo la soppressione di questo articolo per delle ragioni molto evidenti a quelli di voi che hanno verificato la gravità di quello che è contenuto nell'articolo 9, vale a dire che la Giunta toglie una competenza al Consiglio regionale e sceglie una scorciatoia rispetto all'adozione di un provvedimento legislativo che spetta a questo Consiglio, ma non mi addentro di più in questo argomento, perché questa maggioranza non è interessata al merito degli argomenti, e l'avete dimostrato dall'inizio di questo dibattito sulla finanziaria. Il senso di irresponsabilità che state dimostrando nei confronti della Sardegna è all'origine dell'ingresso in Aula di questa finanziaria perchè voi sapevate, come sappiamo tutti da tempo, che voi vi presentavate in Aula per la discussione della finanziaria senza avere una maggioranza. Questo è l'elemento di gravità che si sta appalesando ora dopo ora e che continuate a negare di fronte all'evidenza, che questa maggioranza non c'è più e c'è, al contrario, l'arroganza di un Presidente che vi tiene imprigionati a una logica perversa che pretenderebbe di annullare la vostra singola funzione di governo al prezzo di mantenere lui comunque la sua poltrona, perchè degli articoli che abbiamo approvato, cari assessori, ascoltate bene, gli articoli 1, 4 e 5 provvedono alle entrate, ma a oggi, al 20 di marzo, non abbiamo approvato un articolo, un comma, un emendamento, che possano definirsi di spesa. Questa è la realtà sulla quale vi dovete confrontare con chiarezza col popolo sardo. Volete uscire da questo vincolo di ricatto che vi impone un Presidente senza maggioranza o volete ancora coprirlo? E dove sono finiti tutti i salamelecchi con i quali vi siete presentati nella discussione generale dicendo che questa finanziaria era la migliore possibile in questa situazione? O vi siete dimenticati che, prima di venire in Aula, un Gruppo politico vi ha detto che era carta da buttare via? Un altro vi ha detto che non serviva a niente, ma che per senso di responsabilità la votava comunque. Oggi tre di voi hanno detto che è inadeguata. E voi volete continuare a massacrare un provvedimento vitale per l'economia della Regione, che viene massacrato, non perché l'opposizione presenta gli emendamenti soppressivi, perchè - caro assessore Masala - gli espropri proletari non dovrebbero esistere nella sua cultura politica, ma lei di espropri proletari delle competenze del Consiglio e dei rappresentanti del popolo sardo ne sta facendo troppi. Non siamo in regime golpista, e lo dico agli amici di Forza Italia, che mi fanno ridere quando accennano al fatto di ritenersi anche loro in parte eredi della democrazia cristiana. Ma, santa pazienza, voi pensate che la democrazia cristiana o i democristiani veri avrebbero ridotto l'Aula in queste condizioni? Che avrebbero accettato di essere ostaggi di un Presidente capriccioso che vuole impadronirsi dell'Aula e sacrificare i suoi atti essenziali? Ma fatevi l'esame di coscienza! Essere democristiani significa ben altro, significa accettare umilmente anche la complessità democratica, accettare di confrontarsi che è cosa diversa. Ma vogliamo andare a vedere che cosa stiamo facendo e che cosa avete proposto alla Sardegna. Se ci fosse almeno un po' di cura e di attenzione alle cose che facciamo oltre agli scandali! Qui in quest'Aula manca un Gruppo politico; un altro ha dichiarato all'inizio dell'esame della finanziaria che aveva dei dubbi e che vi chiedeva la verifica. Un altro, senza aspettare di richiedervi una verifica, visto che già al primo avete risposto picche, se n'è andato, e voi siete ancora qui a chiedere a noi che cosa?
Dov'è la vostra disponibilità al dialogo? Qual è la vostra disponibilità ad accettare le ragioni degli altri? A Pili interessa sbarcare questa fase e gli interessa sbarcarla anche a costo di svuotare i portafogli dei singoli Assessori e renderli improduttivi, inoperosi, piuttosto che mettere a rischio la sua posizione. E voi, forze politiche autonome, che si dicono autonome, individui che avete esperienza storica, che avete maturato livelli di democrazia e di sperimentazione della democrazia diversi, non avete il coraggio di richiamare questo Presidente, inesistente e senza maggioranza, alle sue responsabilità? Può darsi che la verità stia da un'altra parte e che in fondo quella colonizzazione di cui noi abbiamo parlato dall'inizio (perché, come ha detto bene il collega Selis, la colonizzazione, nei tempi antichi, iniziava con le marce, con le occupazioni, oggi, si può fare anche con le valigette), quella colonizzazione vi impedisce di essere liberi e capaci di gestire voi le responsabilità che avete nei confronti dell'autonoma regionale.
(Interruzioni)
Come, non è successo niente? Assessore Masala, ma si rende conto che lei, al 20 di marzo, ha un pezzo di carta dove si prevedono solo entrate a fronte di nessuna proposta per i sardi? Che cosa state proponendo? In che cunicolo vi state cacciando, sapendo che, in queste condizioni, la sorte del resto della finanziaria va peggiorando? E, dopo un evento come la bocciatura dell'articolo 8, che è una bocciatura politica, non dell'Assessore, ma dell'impostazione di questo Presidente, che non ama la collegialità, che non interloquisce con nessuno, che inserisce nelle di spesa degli altri Assessorati le cose che fanno comodo a lui, senza informarli, è possibile che non richiamiate alle sue responsabilità questo Presidente che sta danneggiando voi e la Sardegna? E chiedete a noi di non fare ostruzionismo, quando, per paura di confrontarvi, perché non siete d'accordo neanche sulla richiesta di una sospensione, ieri avete iniziato una raffica di interventi che ci hanno portato fino a stamattina?
Queste sono le domande che vi poniamo e non è che abbiamo necessità di fare questi interventi di carattere politico per ribadire le nostre posizioni, quando voi, fuori di quest'Aula o quando vi capita di parlare con qualche giornalista manifestate apertamente il vostro dissenso su questa finanziaria e riconoscete che questa finanziaria è una porcheria, che molti di voi si stanno facendo i loro porci comodi, usando la finanziaria per fini elettorali. Queste cose le dite fuori di qua, abbiate il coraggio di dirle anche in quest'Aula, non è che cambi molto, i soggetti sono sempre gli stessi. Chi volete ingannare? Di fronte a questa condizione, a un Presidente della Giunta che non viene in aula a comunicare al Consiglio la situazione politica in cui si trova, benché in tutti i parlamenti questo sia il minimo che si possa chiedere a un Presidente della Giunta, che ha anche la pretesa di fare il governatore, ancora insistete. Ci sono tra voi, credo, degli amici del Presidente - capita a tutti di avere delle particolari amicizie - e assistiamo, in nome di questi slanci amorosi, alla difesa patetica di un Presidente che vi ha privato della libertà. Vi sta costringendo a una figura politica meschina, mai vista nella storia della autonomia regionale, e non richiamate il Presidente alle sue responsabilità?
Questo siete voi, oggi, di fronte ai sardi, e il fatto che ci abbiate allungato i tempi di lavoro non ci spaventa, perché noi non rinunceremo a una virgola del nostro lavoro.
PRESIDENTE. Continui, prego, può illustrare l'emendamento numero 154.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, noi non rinunceremo…
(Interruzioni)
Sto parlando dell'emendamento 154, quindi del primo comma che, lo dico en passant, per chi avesse interesse a controllarsi l'articolo 9, non rappresenta granché, è solo un pronunciamento programmatico, i danni vengono più avanti. Dicevo, non vi fate cura di avere il senso di responsabilità di capire che noi abbiamo il dovere, non la voglia - la voglia ci viene perché abbiamo senso di responsabilità - noi abbiamo il dovere, arrivati a questo punto della legislatura, dopo che abbiamo, all'inizio, anche con fatica, cercato di spingere la Giunta nella direzione della concertazione, sapendo che la concertazione è oggi un atto necessario di umiltà della politica rispetto ai fenomeni di modernizzazione dell'economia, di intervenire. Non è più il tempo, a parte il fatto che dovete dimostrare di essere all'altezza dei tempi quando vi imbottite di consulenze…
(Interruzioni)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GAN VALERIO.) Uno che è al passo coi tempi non ha bisogno delle consulenze, invece voi rinunciate a "interfacciarvi" col sistema produttivo, decidete di testa vostra, ne umiliate i rappresentanti nelle audizioni, vi umiliate voi, facendovi dire cose incredibili, mai dette, in sedi istituzionali come le Commissioni, vi fate censurare dalla vostra stessa maggioranza, col concorso ovviamente delle opposizioni, nei pareri delle Commissioni, trattate l'ANCI, in regime di equiordinazione, come una controparte, invece che come parte, con voi, con noi, di un sistema istituzionale che deve generare il riscatto di questa regione. Come si può pensare agli enti locali come a enti ancora subordinati a noi? Questa è la misura della nostra incapacità di competere negli scenari moderni, anche nazionali, con le altre Regioni, dell'capacità di generare decentramento e di acquisire idee nuove, scommettendo sugli enti locali, perché, badate, abbiamo anche un'altra responsabilità, avendo messo gli enti locali in una posizione di subordinazione, quella di non lanciare sfide al sistema degli enti locali, che deve migliorare con noi, deve crescere, deve generare classe dirigente. E invece la risposta è: tagli da una parte, mantenimento e aumento delle spese generali per i vostri servizi dall'altra. Vi sottraete al confronto di merito su questioni nodali che risultano vitali in questo momento di riduzione delle risorse, quando si tratta di spese clientelari, di consulenze e di quant'altro. Avete anche la sfacciataggine, dopo che vi siete imbottiti gli Assessorati di persone comandate, di amici degli amici spesse volte, e arriveremo…
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non possono essere comandate.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Comandate anche. Assessore Oppi, se faccio queste affermazioni è perché mi sto riferendo a degli emendamenti sui quali, avendo già avvertito la Giunta che non è piacevole fare nomi e cognomi, vi invitiamo ancora a riflettere, perché i nomi li faremo e denunceremo cose assai gravi delle quali qualcuno si vergognerà palesemente, perché noi, ripeto, in questa finanziaria, in mancanza di un dialogo interrotto e stroncato dall'arroganza di un Presidente senza maggioranza, faremo fino in fondo, virgola dopo virgola, il nostro dovere, e sarà chiara, alla fine di questo percorso, e sarà agli atti del Consiglio la storia provata di questa legislatura. Noi non facciamo illazioni, vi abbiamo portato documenti scritti, statistiche, vi abbiamo portato tutto.
Così come - e passo, Presidente, all'illustrazione dell'emendamento numero 155 - nel merito - non lo dico all'assessore Masala, che lo conosce bene, lo dico a voi altri della maggioranza o della cosiddetta maggioranza - sentite cosa dice il decreto legislativo numero 123: "I principi desumibili dal presente decreto costituiscono principio generale dell'ordinamento giuridico. Entro un anno" - è già passato - "dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel presente decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione". Questo non si presta ad alibi. E' chiaro il percorso legislativo, ma siccome viviamo in sistemi impostati alla logica golpista rispetto alla dignità parlamentare e noi non vogliamo fare come quel topolino che viene preso nella trappola, viene subito soccorso dai suoi amici e l'unica cosa che fa non è lamentarsi di essere caduto in trappola, ma della qualità del formaggio che era stato messo nella trappola. Noi non siamo di quella razza, noi abbiamo scelto la radicalità, in questa fase, di un rigore parlamentare che credo faccia parte di un DNA che, in questa legislatura, grazie a Dio, e per fortuna di tutti, si è evidenziato nelle sue diversità e ha evidenziato anche l'equivocità di molte persone e anche la volontà, qualche volta, di trarci in inganno. Ma per fortuna questo non è avvenuto. Ora cosa fa l'assessore Masala? L'assessore Masala, al comma 2 - in virtù di questa delega precisa della funzione legislativa che avrebbe dovuto coinvolgere le Commissioni, sottraendo al Consiglio la decisione circa il riordino della disciplina degli interventi che riguardano gli incentivi alle imprese, al sistema economico, non le medaglie riconosciute a una Commissione d'esame, ma una questione centrale della vita economica di questa regione - ebbene, l'assessore Masala, in virtù del decreto legislativo numero 123, con tutte le premesse, propone una norma che così recita: "La Giunta regionale, con propria deliberazione, assunta su proposta dell'Assessore competente e di concerto con l'Assessore della programmazione, da trasmettere alla Commissione, definisce con apposite direttive di attuazione le specifiche finalità, le modalità, i criteri di attuazione degli strumenti dei regimi di aiuto, nonché i massimali di intensità degli aiuti, le limitazioni e i vincoli per i soggetti beneficiari, dando priorità alle attività produttive inserite negli strumenti di programmazione eccetera, eccetera" E poi c'è il comma 4, che è il capolavoro, dove si unificano le risorse trasferite dallo Stato in quel famigerato fondo unico, per altro istituito per conglobare le risorse di tre o quattro leggi di trasferimento - non si sa delle altre perché, allo stato, sono inserite, ma non ci danno fondi - si somma il fondo unico al fondo della programmazione negoziata e a questo punto il gioco è fatto! Il Consiglio è espropriato, la Giunta, con perfetto eccesso di delega, si può gestire con la massima discrezionalità tutto quello che le pare, e la programmazione dello sviluppo, la capacità di integrare i soggetti dello sviluppo in questa Regione sono uccise, con una scorciatoia che fa vergogna a chiunque entri in quest'Aula con l'ambizione di esercitare il proprio ruolo di legislatore. E' una vergogna! Questo per entrare nel merito! E a voi domando: ma è possibile che non riusciate a comprendere il senso e l'importanza della funzione di quest'Aula e difendiate un Presidente capriccioso, che vi è stato imposto e che si sta preparando ad essere ancora una volta reimposto, senza ragione, senza leadership, senza autorevolezza e tenendo prigioniere le vostre libertà e le vostre coscienze? Ma è pensabile una cosa del genere? Si gioca la vostra credibilità. Io credo che poi, alla fine, in questa fase della legislatura, la stampa, quella più vicina a voi, anzi quella che era sdraiata sulle vostre posizioni all'inizio della legislatura, e poi alla fine, quando ha cominciato a fare quattro conti, ovviamente, per non...
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, illustri l'emendamento numero 156.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Lo sto illustrando. Dicevo, per non fare un torto all'evidenza, perché poi alla fine un cittadino comune può dire: "Ma insomma, qui dicono un sacco di cose, continuano a fare un sacco di grandi promesse, la Sardegna sta esplodendo di benessere e a casa mia non arriva nulla. Mio figlio è disoccupato, ha chiesto di poter avviare qualche iniziativa, usufruendo della legge sull'imprenditoria giovanile, manco una lira, l'apprendistato così così, se gli va bene entra, il prestito d'onore ci ha pensato Berlusconi, il credito d'imposta pure! Che cosa sta succedendo?" C'è uno stridore talmente forte, tra promesse e prodotto che alla fine per non diminuire le vendite quella stampa è costretta a dire: "Qui c'è qualcosa che non va". E quindi abbiamo visto, in questa fase della legislatura, un saggio intelligentissimo riposizionamento della stampa, che va nella direzione della verità.
Badate, noi non vogliamo gente che si corichi indiscriminatamente da una parte, odiamo per natura, lo dico per chiarezza, le persone che coricano in mezzo. Questi equivoci in politica non servono; la politica che va orientandosi, anche contro i nostri desideri, a uno schema sostanzialmente bipolare, deve rifuggire dalle persone equivoche, perché la politica dei clienti ha rovinato una parte della storia repubblicana. E noi, che abbiamo pagato anche prezzi pesanti, qualche volta anche ingiusti, a questa abitudine, vogliamo vigilare, vogliamo stare attenti a questi scenari. Noi non avevamo neanche voglia di utilizzare la forza dirompente delle forze sociali, delle forze imprenditoriali per costringere voi, sarebbe dovuto essere naturale cercare in quest'Aula un confronto di merito, perché, vedete, noi abbiamo un grande interesse a collaborare per migliorare la finanziaria. Il nostro principale interesse, oggi, è quello di migliorarla, perché in un sistema di alternanza democratica noi abbiamo una ragionevole aspirazione a governare la prossima legislatura. Guai se non fosse così. Quello che ci preoccupa, poiché presumo che questa ambizione a governare la prossima legislatura ce l'abbiate anche voi, è che non vi chiediate come potete, così facendo, ambire a governare la prossima legislatura. Sareste dovuti essere voi i primi a soccorrerci in questa esigenza di perfezionare la finanziaria, e invece no. Abbiamo trovato solo ostilità e chiusura; l'assessore Masala ci dice: "Se ci sono delle illegittimità rivolgetevi al tribunale". Ma sono risposte da dare in una sede parlamentare, assessore Masala, quando noi le chiediamo risposte nel merito? Perché non fare una rivoluzione, approfittare anche delle anomalie che questa finanziaria ha messo in evidenza, per fare delle riforme sostanziali e non quelle bestialità che abbiamo visto, e qualcuna l'abbiamo anche bocciata? Ma non le pare, Assessore Oppi, che in una Regione che si voglia modernizzare sia opportuno togliere all'Assessorato della programmazione la possibilità di vincolare finanziariamente tutti voi, Assessori, e rendere autonomi i dipartimenti, secondo un modello che preveda un sistema di coordinamento che non sia assessoriale ma funzionale? Perché non mettere i singoli Assessori nella condizione di risponderne? Ma queste sono questioni politiche e io ne avrei voluto parlare col presidente Pili, che sicuramente tra poco andrà a annunciare chissà quale metafisica buona novella per la Sardegna, come gli capita spesso di fare. Mentre la crisi si aggrava e assorbe le risorse della Sardegna, lui annuncia che tutto va bene. Io vorrei che su questo il Presidente Pili prendesse la parola, non per insultarci, ma per annunciare a quest'Aula la disponibilità, nell'interesse dei sardi e non suo, a mettere mano alla finanziaria per migliorarla, per concorrere a renderla utile ai sardi, entro tempi brevissimi perché è già tardi per dare risposte ai sardi, perchè così facendo si rischia di arrivare a non poter dare risposte. Come si fa a continuare a fare propaganda gratuita di se stessi senza spiegare ai sardi che il 60 per cento del bilancio dell'anno scorso l'avete tenuto nelle casse regionali? E il 60 per cento del bilancio regionale è una parte importante, quasi vitale, del prodotto interno lordo della Sardegna? Come pensate di continuare a parlare dei parametri dell'occupazione, dello sviluppo, del prodotto interno lordo, per il futuro, quando arriverete alla fine di questa legislatura in una condizione drammatica dal punto di vista dei parametri?. Perché non parliamo di queste cose? Perché non parliamo nel concreto delle cose che hanno segnato la legislatura? Perchè non dire delle ragioni che vi hanno messo nella condizione di tacitare l'esigenza di una vostra verifica interna? Dal Forum di Aritzo a oggi, avete fatto sostanzialmente una sequenza di verifiche tra voi, grosso modo. Non mi sembra che ci sia stata una grande innovazione nel rilancio programmatico, al di là delle parole, e forse era questo il momento più conveniente per voi, ma forse anche più produttivo per le nostre aspirazioni, di fare una verifica di fondo sulle ragioni quantomeno della salvaguardia dell'autonomia.
Badate, io credo che chiunque, con un minimo di razionalità, governerà la prossima legislatura, avrà un compito enorme - se vuole avere futuro lui politicamente e se si vorrà dare futuro alla politica - che sarà quello di dover riscattare una delle calamità più grandiose che ha colpito la nostra autonomia, la sua credibilità e la sua dignità parlamentare. Poi si può dire tutto! Io non voglio additare responsabilità, ma, colleghi - lo dico con sincerità ai tanti amici che poi, nelle sedi esterne a quest'Aula, dicono la verità e che qui invece non la dicono - come si fa, di fronte all'evidenza, a sostenere anche con passione politica quello al quale non si crede? Molti di voi sostengono qui dentro cose alle quali non credono. E questa non è una violenza all'autonomia? Come tanti di noi, io ho sempre creduto che arrivare qua fosse uno dei più grandi onori dati a una persona che ha preso contatto con questo complesso e, per certi versi, affascinante mondo della politica. Questo era ed è, nell'immaginario collettivo di chi ha passione politica, uno dei più grandi approdi dell'aspirazione di chi fa questo mestiere. E, badate, arrivare qua, con questa aspirazione, cercare di lavorare ogni giorno con impegno per questa aspirazione e confrontarsi con un muro di gomma di incomprensione, di superficialità, di sfida, di arroganza, è una cosa che uccide anche la passione dei pochi che continuano a avere idealità, perché, badate, si dice che le ideologie sono naufragate, è vero, ma le idealità non lo sono. Guai se qui dentro ci fosse qualcuno che opera senza avere un minimo di idealità. Il problema è diverso. Anche chi ha delle idealità deve verificare se ha radici. Io l'ho detto al Presidente Pili con molta amicizia, certi comportamenti istituzionali si giustificano solo per la mancanza di radici, di formazione politica...
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, illustri il successivo emendamento.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Illustro l'emendamento numero 170 e con questo ho finito.
Dicevo, le radici sono importanti perchè le radici politiche hanno costruito la nostra autonomia, e quello che è inaccettabile per noi, per il nostro modo di fare politica è non avere la possibilità di confrontarsi con un Parlamento regionale, con una maggioranza in questo caso, se così vi volete chiamate, che abbia anch'essa questa volontà di far crescere l'autonomia anche nella diversità e con un Presidente che accetti la fatica della democrazia parlamentare come regola per costruire la propria leadership. Questi Presidenti, nati alla causa del nuovo liberismo, con i metodi della pubblicità dei prodotti di largo consumo, non fanno la tutela delle autonomie che sono invece nate col sudore e qualche volta anche con il sangue di molte persone che hanno creduto in questi valori, mentre noi ci facciamo superare, in nome del Governo amico, da tutto quello che gli altri fanno calare su di noi. Dobbiamo subire le peggiori razionalizzazioni, dobbiamo subire gli affronti sul piano patrimoniale, e noi affrontiamo tutto, senza avere la capacità di salvaguardare la nostra identità. E allora io credo che aver ridotto la dimensione parlamentare, questo trattare l'istituzione, anche tra di voi, non dico tra di noi, perchè tra di noi poi alla fine in parte è comprensibile, ma trattare tra di voi la dinamica istituzionale alla stregua di come si svolge il mercato del pesce, a urla, a rimbrotti, , questo modo non è adeguato a chi ha raggiunto uno dei livelli più alti di quell'ambizione politica di cui ho parlato.
Questa, detta in poche parole, chiamatela cose volete, negli annali delle storie parlamentari, questa si chiama crisi, ma non crisi per il gusto di generare le dimissioni del Presidente, ma crisi d'identità, crisi di programma, crisi di coesione, crisi di visione politica, crisi di responsabilità! Mettete insieme quello che volete, a noi poco interessa se il Presidente si dimette o non si dimette, quello che ci interessa è che, per virtù di una finzione che sta assumendo entità paradossali in questa Regione, quelli che ne pagheranno le conseguenze saranno i sardi, quelli che stanno cominciando da tempo ad andarsene via perchè non credono più in nessuno, addirittura vanno via perchè non credono neppure alle loro stesse potenzialità, non potendo credere in un'istituzione che salvaguardi i loro diritti. I nostri paesi stanno invecchiando, stanno morendo le nostre imprese e questo indica una crisi ben più ampia e noi crediamo valesse la pena sacrificare ambizioni che sono esclusivamente personali, meschine, deleterie e che segneranno in maniera pesante il punto di discontinuità tra un'esperienza etica della dimensione parlamentare che ha contraddistinto la vostra esperienza e quella che segnerà la nostra proposta politica, che non potrà fare a meno di costruire intorno alla diversità di fondo tra voi e noi l'idea di un recupero, speriamo il più rapido possibile, di una competitività della Sardegna che voi avete definitivamente annullato.
PRESIDENTE. Per illustrare il suo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Noi abbiamo provato con l'emendamento numero 613 a temperare l'effetto disastroso che deriverebbe dalla vigenza della normativa prevista nell'articolo 9 della finanziaria qualora questa venisse approvata. Dico temperare negli effetti più disastrosi che ne deriverebbero perchè il giudizio di merito sull'articolo 9 è un giudizio totalmente negativo, e l'intervento poc'anzi svolto, non dico solo in modo appassionato ma in modo ragionato dal collega Gian Valerio Sanna, dice alcune delle cose, tante, che si potrebbero e si dovrebbero dire sulla portata di questo articolo 9. Se esistesse un po' di giustizia e un po' di serietà in questo mondo e anche in questo Consiglio, invece di discutere in quest'Aula a questo punto pressoché deserta e comunque distratta, benché si prevedano lavori ad oltranza che saranno di questo genere e di questo tipo - voi penserete, poi vedremo - se esistesse un po' di giustizia e un po' di serietà, chi invoca il confronto di merito, chi invoca il confronto politico sulle cose, dovrebbe confrontarsi sulla portata di questo articolo 9 che da solo vale o varrebbe una finanziaria. Questo articolo 9 apparentemente non tratta di soldi, apparentemente non ha una posta finanziaria, quindi non accende gli animi di una parte del Consiglio. Laddove figura invece tot di "euri" per una strada, per un tratto di strada, per un ponte, per un muraglione, quello sì, interessa molto. Dov'è quel tratto di strada o quel muraglione?
(Interruzioni)
Lo dici tu perchè te ne intendi! Non stavi parlando di muraglioni?
(Interruzioni)
E diglielo più piano al commesso! E allora, perchè si comprenda meglio il tutto, converrà chiarire che questo articolo 9 prevede una normativa di esproprio generalizzato della funzione legislativa del Consiglio regionale, attribuendo il potere di decidere il sistema dell'aiuto alle imprese - quindi c'è il soldo, altro che c'è! - attraverso direttive della Giunta. Quindi, non attraverso le leggi che definiscano i criteri, le modalità, le misure, le priorità, ma attraverso le direttive della Giunta, che sono atti amministrativi. Quindi, in luogo delle leggi che garantiscono i cittadini e le imprese, che si discutono e si confrontano e si definiscono pubblicamente e che hanno la forza e la cogenza del sistema giuridico completo, attraverso gli atti amministrativi, le direttive! Attraverso le direttive - è detto in questo articolo - la Giunta - con questa norma si vuole attribuire questo potere alla Giunta - definisce le finalità, le modalità, i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui al comma 1, cioè dell'aiuto alle imprese, e stabilisce anche le limitazioni e i vincoli e i soggetti beneficiari e le priorità e quant'altro. Ma definire tutto questo, cioè regolare o no l'economia, attribuire a questo o a quel settore, ambito o soggetto anche, eventualmente beneficiario, gli aiuti, cioè i sostegni finanziari, è materia amministrativa o non è eminentemente e necessariamente materia legislativa?
Il Consiglio regionale, con questa norma, viene travolto e la Giunta, dico qualsiasi Giunta, assumerà questi poteri. Io dubito fortemente che questa norma sia costituzionalmente fondata, perché è chiaro ed evidente che c'è, non dico un eccesso di delega, ma l'attribuzione alla Giunta di un potere che essa non può avere, perché la regolazione generale è attribuita alla legge e ne costituisce il carattere. Quello che ha detto bene prima Gian Valerio, è poco rispetto alla gravità della portata di questo articolo 9, sul quale dovremo - credo - tornare. Spero che tutti i consiglieri si pongano la domanda e dicano una parola su questa norma eversiva.
A voi pare che tutto sia semplice, ma non è così! La maggioranza se la cava, quando poi c'è un voto del Consiglio che, non condividendo alcune impostazioni della finanziaria, le censura e quindi le boccia, tutto viene ridotto al giochino delle parti, ai personalismi, e tutto si ritiene superato o superabile con la furberia. Ieri abbiamo passato tutto il giorno in quest'Aula, assistendo all'ostruzionismo della maggioranza. Hanno parlato loro perchè mancavano alcuni consiglieri per votare. Poi oggi sono venuti quelli che mancavano ieri, e il risultato è stato quello che è stato. Forse era meglio che mancassero. Poi oggi la maggioranza ci ha chiesto di riflettere, e noi speranzosi abbiamo pensato: "Ma questi riflettono davvero, magari adesso cambiano in meglio qualcosa, tolgono da questa finanziaria tutta una serie di norme che non c'entrano nulla con la materia finanziaria, compresa questa dell'articolo 9, e magari c'è, se non proprio una correzione, un'inversione ad "U", almeno un inizio di ripensamento". Manco per idea! Dopo che, per tutto il giorno, la maggioranza ha pensato, torna in Aula, e il collega Pittalis dice: "Il risultato della nostra riflessione è uno, come recuperare l'articolo bocciato"; come se il voto non valesse. Invece di quella parte bisogna recuperare alcuni istituti buoni che, con le leggi di settore e con le normative esistenti, si possono benissimo recuperare. Dice Pittalis: "Noi abbiamo riflettuto per decidere che andiamo avanti, perchè quello che è accaduto" cito testualmente "ha rafforzato la maggioranza". Se questo è il ricostituente della maggioranza, noi vorremmo una maggioranza di molto rinforzata. Bocciamo anche l'articolo 9 e l'articolo 10, così ne uscite giganti, ne uscite corroborati da questo tipo di lezioni.
La verità è che non c'è più neanche il senso del ridicolo! Perchè un'intera componente politica non viene in Aula, però annuncia all'esterno (perchè tutti leggiamo le note che si diramano) che voterà comunque a favore della finanziaria e che lavoreranno per il bene della Sardegna. E ben si vede come stanno lavorando per il bene della Sardegna! Di quel Gruppo politico, premiata ditta P.P.S., dei due assessori non ce n'è neanche uno, del Gruppo nessuno, non ci sono! Stanno lavorando per il bene della Sardegna! E` un bel modo questo! Ecco dove è tutta la confusione e la poca serietà e dov'è che si inciampa necessariamente. Poi torneremo a parlare nel merito. Per ora lanciamo l'allarme, questo articolo 9 è devastante!
Questo articolo 9, assessore Masala, sarebbe saggio che lo ritiraste già questa sera, così passiamo all'esame di qualche altro argomento.
(Interruzioni)
Qui c'è il sistema di aiuti alle imprese che vi volete riservare di decidere voi; il che non è legittimo.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 152 facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Capisco che la maggioranza abbia tutto l'interesse a stendere un velo pietoso su ciò che è accaduto oggi, e non solo oggi. Ma, per fare questo, credo che sia necessario il silenzio da parte di chi ha capito che la situazione è notevolmente peggiorata e non aiuta questa maggioranza che è nata a suo tempo già in forte difficoltà.
Ma questo non succede, e si cerca di trasmettere all'esterno, e quindi a chi è fuori di questo palazzo, un'immagine completamente diversa. E chi lo fa? Lo fanno i colleghi maggiormente coinvolti nella giornata di oggi, e cioè il Gruppo del P.P.S., affidandosi non all'Aula e quindi alla discussione, al confronto rimarcando quello che dovrebbe essere rimarcato qua tra di noi, ma lo fa affidandosi ad un comunicato stampa.
Il comunicato stampa è allucinante nei contenuti, e lo è soprattutto alla luce delle cose che tutti abbiamo vissuto nella giornata di oggi. Intanto, credo che si sbagli nel dire che il voto di oggi nell'aula del Consiglio regionale ha "praticamente soppresso" l'articolo 8; non lo ha "praticamente" soppresso, lo ha soppresso! Credo che sia impossibile recuperarlo. Ma se questo non fosse sufficiente, in un'altra parte - e su questo sono d'accordo - il comunicato dice che questa rappresenta una delle pagine più buie e vergognose di questa legislatura. Siamo tutti d'accordo! Il problema è chi è che ha scritto queste pagine più buie di questa legislatura. Mica le abbiamo scritte noi!?
Mica ci si può dire come si fa l'opposizione! E si tenta anche di fare questo, accusando l'opposizione per aver chiesto il voto a scrutinio segreto. Quindi, saremmo noi i responsabili degli accadimenti di questa mattina, e quindi della bocciatura dell'articolo 8. Ma vedo che alla fine il comunicato non si limita ad accusare solo ed esclusivamente l'opposizione, ma dice che di questo è anche responsabile la stessa maggioranza.
Io credo che la maggioranza sia responsabile dell'azione politica che sta portando avanti; ha responsabilità di governo, non vedo perchè non se le debba assumere totalmente e debba scaricarle ancora una volta sull'opposizione e sul suo modo di agire e di intendere il proprio ruolo nel rispetto del Regolamento, a cui tutti siamo tenuti, perché garantisce l'esercizio dei ruoli che contraddistinguono maggioranza e opposizione.
Ecco perchè dico che sarebbe stato obbligatorio stendere un velo pietoso, perchè non si può diramare un comunicato stampa come questo, mentre noi stiamo qui in Aula a cercare di portare avanti i lavori di questa finanziaria, con le difficoltà che tutti conosciamo, e che soprattutto questa maggioranza sta vivendo
Ve lo leggo testualmente, perchè si scappa via dall'Aula, dopo di che si scrive questo comunicato: "Per quanto ci riguarda, coerenti con l'impegno da noi assunto con la maggioranza e responsabili fino in fondo nei confronti dei sardi, lavoreremo affinché venga approvato e migliorato quello che è rimasto della finanziaria". Io non ho visto lavorare insieme a noi gli autori del comunicato, non li ha visti nessuno, hanno fatto una loro scelta, una libera scelta, potrà anche non essere condivisibile, ma ha un grande significato politico. Ed è questo che conta.
Non ci si può quindi rivolgere ai sardi affermando di fare quello che non si sta facendo. Si vuole ancora una volta nascondere la verità dell'azione politica, non ci si vuole assumere le responsabilità sino in fondo, si vuole continuare a trasmettere all'esterno di questo Palazzo notizie non veritiere, si vuole ingannare la gente, si vuole dimostrare ancora una volta che la verità non sta qua dentro, nel confronto aperto, democratico e leale tra di noi, ma sta al di fuori, comunicando le cose più aberranti e certamente non vere!
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti dal numero 157 al 168, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Limitiamoci all'emendamento numero 157, altrimenti perdo il conto del tempo.
Mi dispiace che non ci sia il collega Balletto che ha fatto proprio un balletto all'inizio di questa finanziaria, descrivendo la nostra vocazione a censurare senza motivazioni la grande proposta della Giunta. Comincia da qui in poi, credo in maniera abbastanza costante - il significato degli emendamenti soppressivi l'abbiamo già esposto, e lo ribadiremo - una serie di proposte. Mi spiace che non ci sia Corda, gli amici glielo ricorderanno, glielo faranno presente.
Cominciamo ad affrontare argomenti che riguardano i settori produttivi, quelli che avevano in qualche modo la speranza di trovare con voi, in questa svolta neoliberista che metteva in primo piano il valore dell'impresa e della produzione, una speranza che, grazie a Dio, in questo ultimo scorcio di tempo è stata - come per la vicenda dei quotidiani - ridimensionata e riportata a verità.
Qui noi chiediamo che gli stanziamenti per il concorso agli interessi sui prestiti concessi alle imprese individuali operanti nel settore del commercio, del turismo e dei servizi, nonché della ricerca scientifica e tecnologica, siano riportati a un livello che dovrebbe essere, quanto meno, proporzionato alle necessità ed ai bisogni dichiarati, e in qualche modo anche a una sorta di investimento, Assessore, perché, avendo noi introdotto, nella legge regionale numero 2 del 2001, questa innovazione, siamo ancora in una fase sperimentale.
Sarebbe stato necessario, in qualche modo, provare se questo provvedimento in qualche modo...
(Interruzioni)
Poi tanto ci pensate voi. Ci avete già dimostrato con il gioco dei fondi di rotazione, e tutti i marchingegni che usate per recuperare risorse, che tanto comunque i soldi da qualche parte si recuperano. Ma io avrei preferito da parte vostra, per la vostra dichiarata natura a favore dell'impresa, che, invece di catapultarvi nella logica dello stanziamento, dei lavori pubblici, di cose di questo genere, o del fondo per gli obiettivi strategici (a cui arriveremo a dimostrazione delle cose che stiamo dicendo), faceste un investimento reale in questa direzione. Così non è, perché è chiaro che questa impostazione è stata soffocata da quella che giustamente il comunicato stampa ha chiamato una delle pagine più buie dell'esperienza autonomistica. Ed è così! Questa è la verità dei fatti, ci sono delle cose nella vita su cui gli uomini sono chiamati a far emergere la verità portando le prove, portando i documenti. Questo caso è diverso, c'è una sofferenza del sistema sardo, l'esperienza di vita quotidiana dei sardi, che si è incaricata da sola di far emergere la verità su questa vostra esperienza. Ed è una cosa così evidente che, perfino sulle difficoltà che una macchina complessa come quella della Regione comporta, e che noi potevamo anche essere disposti in parte a riconoscere come pregiudizievoli a una performance migliore del sistema regionale - eravamo disposti e siamo disposti, in una logica diversa, a cogliere anche che ci sono delle oggettive difficoltà - non lo possiamo fare, perchè ce lo impedite voi con le illusioni delle norme, con il modo di dissacrare le impostazioni e i programmi che voi stessi avete portato avanti, negando la verità dei fatti. Ci impedite di soccorrervi anche su questo fronte di oggettiva difficoltà, sul quale però noi abbiamo tentato di dare un grande messaggio a voi con proposte concrete di riforma, con una serie di progetti di legge che giacciono nelle Commissioni, debitamente coperte, e che verranno solo evocate perché, come è successo in questa legislatura, le leggi camminano solamente per il loro livello di necessità o per il richiamo sociale che comportano rispetto al programma dei lavori che noi ci diamo. Questo è sbagliato.
Ed allora queste pagine più buie - sia chiaro - le avete scritte voi. Le avete scritte voi e noi le abbiamo rese leggibili. Questo abbiamo fatto. Noi stiamo rendendo leggibili alla Sardegna, non dico al parlamento sardo, perchè il parlamento sardo, che opera nelle condizioni che vedete, non è un parlamento che vuole ricercare la verità, vuole solamente continuare a scrivere pagine buie; e la politica non è il luogo per eludere le difficoltà, la politica è il luogo della complessità, ed essendo il luogo della complessità per definizione è il luogo della composizione delle difficoltà nell'individuazione delle soluzioni.
Diceva Moro - che in questi giorni solo alcuni legittimamente possono rievocare per le testimonianze che quotidianamente danno, perchè chi dà testimonianze sbagliate nella propria vita, è bene che non si appropri neanche della memoria tragica di certe persone - che la vera funzione della politica è quella di sapere cogliere in maniera più larga possibile i bisogni e organizzare, rispetto ad essi, la migliore risposta possibile in quella circostanza, sapendo che, nel momento in cui si va perfezionando quella risposta, probabilmente sarà necessario sottoporla alla peggiore delle autocritiche perchè la dinamica che si sviluppa intorno ai fenomeni sociali è talmente complessa che c'è bisogno di aggiustarla ad ogni passaggio.
Moro vedeva, già molti anni fa, quella dinamica di sviluppo ossessivo dei fenomeni politici e sociali che oggi tocchiamo con mano. Lui la vedeva allora con una lungimiranza che oggi mi sembra attualissima, anche nell'esperienza che noi viviamo.
Questa non è stata certo una legislatura di avanguardia, ma una legislatura all'insegna della retroguardia e dell'emergenza, sapendo che l'emergenza è tale solo perchè si è in posizione di retroguardia, perchè se un'assemblea legislativa è dinamica e moderna sa preventivamente organizzare le risposte e non si trova mai nelle condizioni di dover provvedere alle emergenze perchè le previene.
Ed è vero che nel tempo - badate - ciascuno di noi, direttamente o indirettamente, si è caricato, nell'esperienza autonomistica, anche di responsabilità. Nessuno di noi dice di non avere responsabilità. E voi fate male quando indicate a noi il nostro passato, quasi a rifuggire dall'esame delle vostre responsabilità attuali! E' un errore! Perchè noi, affrontando uno sviluppo della Sardegna che partiva con centinaia e migliaia di persone che avevano al posto delle calze gli stracci e al posto delle scarpe il cartone, abbiamo fatto fare straordinari passi avanti a questa terra! Insufficienti, ma straordinari!
E allora, insieme alle nostre responsabilità, dovete riconoscere le nostre capacità. E voi, che avete, in un sistema di alternanza, guadagnato oggi la scena di una responsabilità di governo, dovete sapere che è profondamente dannoso per voi rinnegare il passato, perchè rinnegando il passato state rinnegando anche le straordinarie condizioni economiche, di sviluppo, di ricchezza legislativa e di opportunità che vi sono state consegnate nel momento in cui avete assunto il potere, grazie a chi nel tempo ha lavorato!
E noi non possiamo dimenticare che, dall'inizio di questa legislatura, un Presidente quasi abusivo ha solo rinnegato la legittimità di una funzione parlamentare nostra, che veniamo da quella storia e abbiamo fornito a lui gli strumenti per crescere, per acculturarsi quanto gli bastava e per venire qua e cimentarsi in una sfida che doveva avere un sapore diverso, e nella quale lui ha ampiamente fallito.
Certamente a lui di vincere o perdere la sfida con il parlamento sardo e con i sardi interessa poco o niente. A lui interessa la legittimazione che gli dà la capacità di tenervi in ostaggio e di negoziare con il suo e vostro padrone, la permanenza nella carica che ricopre. Non so quanto questo sarà utile a lui e a voi. Certamente ai sardi poco o niente; perché, se dovessimo fare quattro conti, in cinque anni, se mettessimo in fila le parole, copriremmo un paio di volte la distanza che separa Cagliari da Porto Torres, mentre se mettessimo in fila le opere realizzate, al massimo faremmo quei 17 chilometri di condotta inutile dalle miniere al ripartitore di Siliqua.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 30.
Allegati seduta
SEDUTA CCCXXIX
(Pomeridiana)
Mercoledì 19 marzo 2003
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 02.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 13 marzo 2003 che è approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, chiedo una sospensione della seduta di 40 minuti. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 03, viene ripresa alle ore 17 e 34.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTIPRESIDENTE. Colleghi, l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 383. Voglio ricordare che, a seguito della soppressione dell'articolo 8, tutti gli emendamenti ad esso presentati sono decaduti, tranne gli emendamenti aggiuntivi numero 343 e 671.
(Interruzioni)
Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Presidente, sono rimasti l'emendamento numero 343 e il 671. Relativamente all'emendamento numero 343, ne chiedo ai proponenti il ritiro, in quanto la materia è stata delegificata. Occorre infatti tener presente che la materia è oggi regolata dall'articolo 12 della legge numero 24 del 1987 e il limite di importo indicato degli articoli 11, 16, 18, 22 della legge sono aggiornati ogni due anni con decreto del Presidente della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici. Quindi la materia è stata delegificata e il decreto è stato peraltro già emanato dal Presidente della Giunta.
Relativamente all'emendamento numero 671, richiamo l'attenzione dei proponenti sul fatto che sarebbe opportuno ritirarlo, perché non credo che nella legge finanziaria possa essere inserita una norma di questo genere che sembrerebbe modificare lo stato giuridico del tipo di contratto in discussione.
PRESIDENTE. La Giunta, esponendo le ragioni della sua richiesta, ha proposto ai presentatori, di ritirare gli emendamenti. Se i proponenti hanno intenzione di accettare la richiesta della Giunta, lo dicano, altrimenti io devo proseguire.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, la conservazione degli emendamenti numero 343 e 671 all'articolo 8 che è stato totalmente bocciato, ci pone in una condizione nuova, anche dal punto di vista della valutazione della proposta fatta dall'assessore Masala. Io proporrei di sospendere l'esame di questi due emendamenti e di iniziare l'esame dell'articolo 9, possibilmente con delle dichiarazioni della maggioranza che, dalle ore 11, è andata via dell'Aula e si ripresenta alle 17 e 39, che vorrà spiegarci cosa sta accadendo e come intende affrontare il proseguo della discussione.
Vorrei conclusivamente, ma su questo torneremo, tranquillizzare tutti quelli che fanno terrorismo in senso stretto, lamentando la caduta di un comma dell'articolo 8 che metterebbe in discussione il rifinanziamento della legge "32" perché, come i colleghi, almeno quelli che si occupano di finanziaria, sanno, c'è una tabella nella quale la posta è totalmente conservata. Vorrei tranquillizzare il Consiglio a questo proposito, perché c'è qualche collega che non è riuscito ad andare pranzo per questo problema.
PRESIDENTE. Di questo parleremo al momento opportuno, perché le cose non sono così semplici. Il problema verrà affrontato successivamente.
SPISSU (D.S.). Ne parleremo successivamente, volevo soltanto che questi colleghi passasero tranquillamente i prossimi minuti.
PRESIDENTE. Va bene. C'è una proposta di sospendere l'esame dei due emendamenti, se anche la Giunta è d'accordo, li sospendiamo ed andiamo avanti. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento numero 343 ho già detto che non c'è ragione alcuna di sospenderlo, perché dovrebbe essere ritirato in quanto la materia è delegificata. Il Presidente ha già emanato il decreto. Mi sembra una richiesta pretestuosa perché è una materia non disciplinabile per legge. Quindi non capisco la ragione della sospensione. Per quanto mi riguarda l'emendamento dovrebbe essere ritirato.
PRESIDENTE. Assessore, a me pare che l'onorevole Spissu non abbia escluso questa eventualità. Ha semplicemente chiesto di sospenderne la discussione. Lo ritirerà, se non solo lui ma anche gli altri presentatori, converranno che si può accedere a questa richiesta.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, non riesco a capire perché è decaduto anche l'emendamento numero 611, in quanto non era collegato strettamente al testo, ma è una modifica legislativa così come quella contenuta nell'emendamento numero 671. Sono due leggi diverse, ma non si capisce perché l'emendamento numero 611 sia stato dichiarato decaduto. Non è collegato al testo...
PRESIDENTE. Il testo del suo emendamento dice: "Dopo il comma 4 dell'articolo 8, è aggiunto il seguente comma...". A che cosa lo aggiungiamo, visto che l'articolo 8 non c'è più?
VASSALLO (R.C.). Ma questa è la forma, non è la sostanza!
PRESIDENTE. Ma la forma è importante. L'articolo 8 non c'è più, quindi io non ho più quindi a che cosa si aggiunge questo emendamento? Detto questo, in attesa che si ragioni sulla proposta fatta dall'Assessore, sospendiamo la discussione degli emendamenti numero 343 e 671.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, cortesemente e rispettosamente voglio riproporle di esaminare la questione esposta dal collega Vassallo. Di una norma che è aggiuntiva, se ha una sua totale autonomia rispetto al testo dell'articolo bocciato, può essere detto che è aggiunta all'articolo 8, oppure può diventare l'articolo 8 bis. Altrimenti anche gli emendamenti, che recano il numero 8 bis dovrebbero essere dichiarati decaduti. Esiste il bis in quanto c'è l'uno, sennò il bis non potrebbe esserci. Quindi, al di là della mera forma, se la norma è autonoma, che si dica che è aggiunta all'ultimo comma o che si dica che il primo comma di un nuovo articolo è la stessa cosa. Quello che conta è la sostanza, cioè che la norma che si propone nell'emendamento aggiuntivo abbia una sua autonomia, cioè non sia sostanzialmente connessa con la norma che è stata bocciata. Mi parrebbe. Altrimenti anche gli emendamenti che propongono un articolo "8 bis" non possono essere ammessi perché non può esserci l'articolo "8 bis", se non c'è l'8!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, a parte gli emendamenti soppressivi che sono numerosi, ce ne sono tanti altri che sono aggiuntivi e sono formulati nello stesso modo, e decadono tutti, perché non c'è più l'articolo 8; l'emendamento andava formulato in maniera diversa. Se avesse proposto l'inserimento di un articolo aggiuntivo avremmo potuto votarlo, ma qui è scritto espressamente "Dopo il comma 4 dell'articolo 8…". Evidentemente l'emendamento proposto andava a specificare meglio il comma 4, che non esiste più; pertanto l'argomento è chiuso.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Chiedo scusa, onorevole Cogodi, abbia pazienza, la ringrazio per la cortesia ma non è possibile. E` il Consiglio che ha bocciato l'articolo 8, non sono mica io. Abbia pazienza!
Si dia lettura dell'articolo 9.
ortu, Segretario:
CAPO III
Disposizioni in materia di attività produttive
Art. 9
Istituzione dei regimi a sostegno delle attività produttive in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE e relativi regolamenti comunitari di attuazione
1. In applicazione e nel rispetto delle condizioni di cui al Regolamento (CE) n. 68/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE degli aiuti destinati alla formazione, di cui al Regolamento (CE) n. 69/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di importanza minore e di cui al Regolamento (CE) n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole medie imprese pubblicati nella G.U.C.E. serie L. 13 gennaio 2001, n. 10, la Regione istituisce strumenti di intervento e regimi di aiuto regionali, cofinanziabili con risorse comunitarie, statali o private.
2. In osservanza e nei limiti previsti dalla "Carta degli aiuti a finalità regionale per il periodo 2000-2006 in Italia" pubblicati nella G.U.C.E. 2000/C 175/05, dai succitati regolamenti, dalla vigente normativa comunitaria di settore, nonché dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, e dell'articolo 19 della Legge 24 novembre 2000, n. 340, la Giunta regionale, con propria deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente per materia e di concerto con l'Assessore della programmazione, da trasmettere alla competente Commissione consiliare, definisce con apposite direttive di attuazione le specifiche finalità, le modalità e i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui al comma 1, nonché i massimali di intensità degli aiuti, le limitazioni ed i vincoli per i soggetti beneficiari, dando priorità alle attività produttive inserite negli strumenti di programmazione negoziata, come i Progetti Integrati Territoriali, Programmi Integrati d'Area e gli Accordi di Programma.
3. Nel caso in cui i regimi di aiuto siano già previsti in leggi regionali di settore le stesse continuano ad operare fino alla data di entrata in vigore delle direttive.
4. Al fine dell'applicazione del presente articolo sono utilizzate le risorse iscritte nel Fondo per la programmazione negoziata, nel Fondo unico di cui alla legge regionale del 29 novembre 2002, n. 22, nonché le risorse già destinate ad interventi delle attività produttive anche finalizzate allo sviluppo locale iscritte negli appositi capitoli di bilancio.
PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati 30 emendamenti. Se ne dia lettura.
ORTU , Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
L'articolo 9 è soppresso. (153)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
Il comma 1 dell'articolo 9 è soppresso. (154)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Giagu - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
Il comma 2 dell'articolo 9 è soppresso. (155)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Granella - Secci - Selis - Dettori - Demuru - Scano
Art. 9
Il comma 3 dell'articolo 9 è soppresso. (156)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Il comma 4 dell'articolo 9 è soppresso. (170)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 9
Nel comma 2 dell'art. 9 è aggiunto il seguente periodo:
"Le priorità riconosciute agli interventi a cura dei soggetti privati previsti nell'ambito degli strumenti di programmazione negoziata sono applicate esclusivamente nei confronti delle proposte progettuali selezionate tramite procedura di evidenza pubblica." (613)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis - Sanna Giacomo
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
"1 bis. Lo stanziamento regionale per le spese correnti a favore dell'imprenditoria femminile è valutato per l'anno 2003 in euro 3.800.000 (UPB S10.022 cap. 10041).
In diminuzione
UPB S09.011 cap. 09018 200.000 euro 2003
UPB S09.011 cap. 09019 200.000 euro 2003
UPB S09.020 cap. 09055 1.400.000 euro 2003
UPB S09.022 cap. 09072 2.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S10.022 cap. 10.141 3.800.000 euro 2003 (152)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. I concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle imprese individuali operanti nel settore del commercio, del turismo e dei servizi o della ricerca scientifica e tecnologica sono valutati per il 2003 in euro 8.600.000 (UPB S07.046 cap. 07174).
In diminuzione
UPB S07.046 cap. 07175 6.000.000 euro 2003
In aumento
UBP S07.046 cap. 07174 6.000.000 euro 2003 (157)
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Em. 158/Art. 9
Nell'emendamento 158 la previsione finanziaria è così sostituita:
In diminuzione
UPB S03.076 - cap. 03345 1.500.000 euro 2003
UPB S03.017 - cap. 03078 2.500.000 euro 2003
In aumento
UPB S03.046 - cap. 07173 4.000.000 euro 2003 (720)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. I contributi ai consorzi di garanzia fidi operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, sono valutati per il 2003 in euro 5.500.000. (UPB S07.046 cap. 07173).
In diminuzione
UPB S11.024 cap. 11070 4.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.046 cap. 07173 4.000.000 euro 2003 (158)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Giagu - Dore - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 1 è inserito il seguente:
1 bis. I contributi ai consorzi di garanzia fidi operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi, sono valutati per il 2003 in euro 5.500.000. (UPB S07.046 cap. 07173).
In diminuzione
UPB S04.027 cap. 04095 2.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.046 cap. 07169 2.000.000 euro 2003 (159)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Secci - Selis - Granella
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Il fondo per la concessione di garanzie sussidiarie per i finanziamenti alle imprese artigiane da consolidare (L.R. 2 gennaio 1997) è valutato per il 2003 in euro 258.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 158.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.038 cap. 07135 158.000 euro 2003 (160)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Il versamento al fondo istituito presso la cassa per il credito artigiano di cui alla legge 685/71 e L.R. 51/93 è stabilito per l'esercizio 2003 in euro 775.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 39.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.038 cap. 07128 39.000 euro 2003 (161)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Il compenso agli Enti istruttori per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4 L.R. 51/93 e 37/98) è stabilito per l'esercizio 2003 in euro 1.549.000.
In diminuzione
UPB S07.037 cap. 07122 77.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.035 cap. 07109 77.000 euro 2003 (162)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Le spese per la costituzione ed il funzionamento delle commissioni provinciali per l'artigianato nonché di quella Regionale di cui alla L.R. 10.9 n° 41 e L.R. n° 9/96 sono quantificate per l'esercizio 2003 in euro 1.808.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 90.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.036 cap. 07115 90.000 euro 2003 (163)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. Le spese relative al contributo annuo all'Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano in conto spesa corrente sono quantificate per l'esercizio 2003 in euro 3.190.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 160.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.036 cap. 07117 160.000 euro 2003 (164)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi alla confederazione imprese artigiane per la partecipazione degli operatori all'attuazione degli obiettivi dello sviluppo della programmazione regionale (art. 4 L.R. 19/86 e 11/88) sono valutati per il 2003 in euro 1.300.000.
In diminuzione
UPB S07.035 cap. 07110 172.000 euro 2003
In aumento
UPB S07.039 cap. 07120 172.000 euro 2003 (165)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi per l'integrazione del fondo patrimoniale delle cooperative artigiane di garanzia (L.R. 5/97) sono valutati per il 2003 in euro 2.600.000.
In diminuzione
UPB S07035 cap. 07110 1.000.000 euro 2003
In aumento
UPB S07038 cap. 07134 1.000.000 euro 2003 (166)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi in conto occupazione alle imprese artigiane per l'apprendistato (L.R. 12/2001) sono valutati per il 2003 in 10.329.000 euro.
In diminuzione
UPB S07035 cap. 07110 516.000 euro 2003
In aumento
UPB S07038 cap. 07136 516.000 euro 2003 (167)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 9
Dopo il comma 4 è inserito il seguente:
4 bis. I contributi in conto gestione alle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (L.R. 12/2001) sono valutati per il 2003 in euro 700.000.
In diminuzione
UPB S07035 cap. 07110 93.000 euro 2003
In aumento
UPB S07039 cap. 07119 93.000 euro 2003 (168)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Fadda - Dore - Giagu - Granella - Selis - Secci
Art. 9
Dopo il comma 4 dell'art. 9 è inserito il seguente:
4 bis. Per le finalità di cui all'articolo 7, comam 8, della legge regionale 22 aprile 2002 n. 7, è autorizzata per gli anni 2003, 2004, 2005 la spesa di 1.030.000 euro (UPB S03.029 - cap. 03118-00).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.029
CAP 03118 - 00 Contributi ai Comuni per l'istituzione di Uffici per le espropriazioni
Anno 2003 euro 1.030.000
Anno 2004 euro 1.030.000
Anno 2005 euro 1.030.000
In diminuzione
UPB S03.008
Anno 2003 euro 1.030.000
Anno 2004 euro 1.030.000
Anno 2005 euro 1.030.000 (169)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Pirisi - Dettori - Demuru - Lai
Art. 9
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis. All'articolo 3, comma 1, punto a), le parole "nella misura del 60 per cento del tasso di riferimento" sono sostituite dalle seguenti parole:
"nella misura del 100 per cento del tasso di riferimento". (370)
Emendamento modificativo Vargiu - Fantola - Cassano - Pisano
Emendamento all'emendamento n. 372/ Art. 9
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
3 bis. La Regione esercita in materia di turismo le funzioni di indirizzo politico, programmazione, ispezione, verifica e controllo, al fine di assicurare il coordinamento delle iniziative economiche - pubbliche e private - verso obiettivi complessivi di sviluppo. La Regione promuove la cultura dell'accoglienza e l'ottimale utilizzo delle risorse esistenti, in un'ottica che ponga il turista al centro di tutti gli interventi di sostegno dell'immagine dell'Isola e dei suoi prodotti e garantisca in Sardegna il miglior trattamento in termini di generale qualità dell'offerta.
E' istituita l'Agenzia regionale per il turismo, soggetta alle direttive della Giunta regionale e dell'Assessore competente in materia di turismo, il quale assegna e verifica gli obiettivi e attribuisce le necessarie risorse. L'Agenzia ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è diretta dal proprio direttore generale.
In un'ottica di carattere dinamico e interattivo con il mercato e di sostegno e qualificazione dell'attività dei privati, l'Agenzia svolge i seguenti compiti:
a) coordina l'offerta turistica, quale fulcro di un "network" articolato territorialmente e per prodotti turistici, promuovendo la creazione di consorzi con preferibile partecipazione privata, che svolgano le attività precedentemente affidate alle Aziende autonome, in particolare nei settori dell'informazione, accoglienza e coordinamento degli operatori locali. Nelle more di costituzione di detti consorzi, le suddette attività sono assegnate al comune territorialmente competente;
b) promuove la creazione di "centri di prodotto" tra soggetti pubblici e privati in comparti turistici omogenei, allo scopo di individuare i prodotti turistici;
c) realizza un sistema informativo che aggreghi, analizzi e riferisca, in maniera organica i dati e le conoscenze nel campo del turismo;
d) promuove la creazione di una rete di informazione e prenotazione su base telematica, con l'eventuale supporto di sportelli, la cui gestione sia realizzata con il concorso di soggetti territoriali, pubblici e privati;
e) fornisce consulenza ed assistenza tecnica ad Enti pubblici, Consorzi e imprese private impegnate nella promozione dei prodotti turistici sardi;
f) sperimenta attività promozionali innovative sul mercato e ne verifica la effettiva economicità;
g) promuove la creazione di "pacchetti turistici integrati", da proporre sui mercati, che coinvolgano - su base contrattuale - operatori territoriali e dei servizi;
h) definisce e gestisce standard di qualità - approved - delle strutture ricettive e diverse;
i) svolge attività di informazione e consulenza agli operatori economici su dinamiche di mercato, struttura dell'offerta, opportunità di investimento ed agevolazioni;
j) propone all'Assessorato al Turismo ogni iniziativa do coordinamento interna alla Giunta o rivolta ai Comuni e agli altri Enti locali; finalizzata agli obiettivi strategici dello sviluppo turistico.
Quale strumento tecnico di supporto promozionale dello sviluppo turistico regionale e di concreto sostegno dell'offerta turistica isolana, l'Agenzia di cui all'articolo precedente attiva nel proprio interno, attraverso il sistema informativo di cui all'art. 2 lett. c), un osservatorio turistico preposto all'acquisizione, elaborazione e diffusione di ogni utile elemento conoscitivo e allo studio e alla valutazione dei fenomeni e dei mercati turistici regionali, nazionali ed esteri.
L'Osservatorio ha un proprio Direttore, scelto con bando pubblico sulla base di specifiche e documentate esperienze ed assunto con contratto di diritto privato.
Il Direttore dell'Osservatorio risponde direttamente al Direttore Generale dell'Agenzia.
Nell'ambito del budget economico stabilito per il suo funzionamento, l'Osservatorio si dota di tutte le specifiche competenze professionali necessarie allo svolgimento delle sue attività.
L'Agenzia organizza annualmente la Conferenza permanente intersettoriale, allo scopo di coordinare le variabili che determinano l'offerta del prodotto turistico: trasporti, infrastrutture, ricettività, ristorazione, tempo libero, commercio, cultura. In tale ambito particolare attenzione è volta al coordinamento degli Enti locali.
È organo dell'Agenzia il Consiglio di Amministrazione, composto da un Presidente e due consiglieri, tutti esperti in materia di organizzazione dell'attività turistica, nominati con decreto dell'Assessore regionale al Turismo.
Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione partecipa con funzioni di segretario il Direttore generale dell'Agenzia e, qualora necessario, il Direttore generale dell'Assessorato competente in materia di turismo.
I componenti del Consiglio di Amministrazione restano in carica sino alla conclusione del mandato politico dell'Assessore al Turismo che ha firmato il decreto di nomina. Restano in carica per l'ordinaria amministrazione sino alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione.
È organo dell'Agenzia il Collegio Sindacale, composto dal Presidente e da due componenti, scelti tra i revisori contabili e nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione conforme dell'Assessore competente in materia di turismo.
Il Consiglio di Amministrazione esercita le seguenti attribuzioni:
a) delibera l'adozione dei programmi annuali e pluriennali di attività dell'Agenzia che sono sottoposti all'approvazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale al turismo;
b) delibera sul bilancio preventivo e il bilancio di esercizio, redatto ai sensi degli artt. 2423 e seguenti del Codice Civile, in quanto applicabili, nonché sul rendiconto consuntivo e patrimoniale dell'Agenzia;
c) delibera sulla partecipazione dell'Agenzia a società per azioni, ovvero a responsabilità limitata, e a Consorzi che svolgano attività turistiche di particolare interesse regionale, ai fini del complessivo sviluppo del settore. Le partecipazioni dell'Agenzia sono comunque di minoranza, sia assoluta che relativa;
d) riferisce annualmente alla Giunta e al Consiglio regionale sui risultati raggiunti, sull'andamento tecnico, amministrativo e finanziario della gestione dell'esercizio precedente;
e) autorizza le aperture di credito in favore del direttore generale;
f) delibera sulle liti attive e passive, nonché sulle transazioni interessanti l'Agenzia;
g) approva il regolamento organico e la pianta organica del personale;
h) delibera su tutti gli ulteriori atti eccedenti l'ordinaria amministrazione.
Il Direttore Generale dell'Agenzia ha la rappresentanza giuridica dell'Agenzia; dà tempestiva esecuzione alle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione; cura l'ordinaria amministrazione e presiede alla complessiva attività di istituto dell'Agenzia, di cui è personalmente responsabile, anche per quanto concerne il perseguimento dei risultati. Stipula i contratti dell'Agenzia e propone al Consiglio di Amministrazione la pianta organica del personale.
L'articolazione interna dell'Agenzia è decisa dal Consiglio di Amministrazione, sulla base di proposta motivata, supportata da adeguato piano aziendale, del Direttore Generale.
L'Agenzia può avvalersi della collaborazione di liberi professionisti, proponendo alla Giunta regionale la stipula di specifiche convenzioni, nei limiti previsti dall'art. 7 del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modifiche.
Gli Enti provinciali per il turismo e le Aziende autonome di soggiorno e turismo, operanti nella Regione, sono soppressi.
L'Agenzia regionale per il turismo di cui all'art. 2 della presente legge, succede in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi agli enti di cui al comma 1.
I compiti di promozione, gestione, vigilanza e controllo territoriale che non sono esplicitamente assegnati all'Agenzia sono delegati ai competenti Enti locali a cui la Regione provvede a trasferire le necessarie risorse economiche.
L'Agenzia coordina promuove e partecipa con quote di minoranza alla costituzione di Consorzi turistici su base territoriale e provinciale, aperti alla partecipazione dei privati.
È istituito il ruolo nominativo regionale del personale dell'Agenzia regionale per il turismo.
Alla formazione, aggiornamento e tenuta del predetto ruolo provvede l'Assessorato competente in materia di personale.
L'articolazione del ruolo per qualifiche e profili professionali è stabilita - con decreto dell'Assessore regionale del personale - sulla base delle previsioni della pianta organica di cui all'ultimo comma del successivo articolo 10.
Lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale iscritto nel ruolo nominativo di cui all'articolo 9 del comma 1 sono disciplinati dalla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni.
Il personale di ruolo dell'Ente Sardo Industrie Turistiche, degli Enti provinciali del turismo e delle Aziende autonome di soggiorno e turismo, adeguatamente riqualificato, è iscritto nel ruolo nominativo regionale di cui al precedente articolo 9, nelle qualifiche e con i profili professionali loro attribuiti in attuazione dell'accordo contrattuale sul personale regionale, vigente al momento di entrata in vigore della presente legge. Al personale dei soppressi Enti vengono assicurati l'integrale riconoscimento delle posizioni giuridiche ed economiche maturate presso le Amministrazioni di provenienza, nonché la continuità di iscrizione presso l'INPDAP per gli effetti previdenziali.
Il Consiglio di Amministrazione di cui alla presente legge adotta il regolamento e la pianta organica del personale dipendente in conformità alla predetta disciplina e ne dispone l'adeguamento in rapporto alle eventuali successive esigenze dell'Agenzia.
In fase di prima attuazione della presente legge, è previsto il riconoscimento di un bonus di cinque anni ai fini pensionistici per tutti i dipendenti dei disciolti ESIT, EPT e AA.SS.TT. che abbiano maturato almeno trentadue anni di servizio ovvero abbiano raggiunto un'età anagrafica di almeno 60 anni.
La contabilità dell'Agenzia segue il modello economico/patrimoniale delle Agenzie statali. L'Assessorato competente in materia di Turismo esercita il controllo sulla gestione dell'Agenzia. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di Turismo, approva:
a) il regolamento relativo ai tempi e modi di definizione degli obiettivi, controllo dei risultati, approvazione dei bilanci preventivo e consuntivo;
b) gli schemi di redazione e i contenuti minimi dei documenti di programmazione, bilancio e contabilità.
Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 10.000.154,94 annue a decorrere dall'anno 2003.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
07 - Turismo
UPB S07.014
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 10.000.154,94
Anno 2005 euro 10.000.154,94
Sono conseguentemente soppressi i capitoli 07010 e 07011
UPB S07.015
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 51.645,69
Anno 2005 euro 51.645,69
Il capitolo 07010-01 è soppresso
In aumento
04 - Enti locali
UPB S04.016- trasferimenti agli enti locali - Parte corrente
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 4.170.086,92
Anno 2005 euro 4.170.086,92
E' impegnato dello stesso importo il capitolo 04018
07 - Turismo
UPB S07.014(DV) - Agenzia regionale per il turismo e associazioni pro loco - Spese correnti
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 5.290.068,02
Anno 2005 euro 5.290.068,02
Capitolo da incrementare (NI) - Contributo all'Agenzia regionale per il turismo - Spese di funzionamento
UPB S07.015(DV) - Agenzia regionale per il turismo - Spese di investimento
Anno 2003 -------
Anno 2004 euro 51.645,69
Anno 2005 euro 51,645,69
Capitolo da incrementare (NI) - Contributo all'Agenzia regionale per il turismo per spese di investimento
(736)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Pusceddu - Pirisi - Dettori - Orru' - Demuru - Lai
Art. 9
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
3. L'Esit è soppresso. Le sue funzioni amministrative sono trasferite alle rispettive province. (372)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a destinare una quota pari a € 103.000.000 dello stanziamento di cui al fondo per la programmazione negoziata, per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, da destinarsi prioritariamente agli interventi (UPB S03.008).
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S03.008 - cap. 03026-00 - Fondo per il cofinanziamento degli interventi inclusi nella programmazione negoziata e nei programmi integrati d'area
Competenza anno 2003 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2004 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2005 - € 103.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - cap. 03019-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2004 - € 103.000.000,00
Competenza anno 2005 - € 103.000.000,00 (424)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Al fine di favorire la presenza e la partecipazione degli operatori commerciali e turistici singoli e associati, e delle imprese turistiche, ancorché associate, della Sardegna a fiere, esposizioni e mostre tese a migliorare la conoscenza dei mercati e delle azioni di marketing, è autorizzata nell'anno 2003 la spesa di euro 500.000 (UPB S07.045 - Cap. 07164-00 (N.I.)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.045 - cap. 07164-00 (N.I.) - Spese per favorire la presenza e la partecipazione degli operatori commerciali e turistici singoli e associati, e delle imprese turistiche, ancorché associate, della Sardegna a fiere, esposizioni e mostre tese a migliorare la conoscenza dei mercati e delle azioni di marketing
Competenza anno 2003 - € 500.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 500.000,00 (425)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. È autorizzata, per l'anno 2003, la spesa di euro 500.000,00 per la concessione di un contributo a favore delle associazioni delle imprese commerciali per le spese di ricerche, studi, monitoraggi, censimenti, indagini, finalizzati alla predisposizione di progetti per la riattivazione dei centri storici, dei centri urbani e delle aree rurali. (UPB S07.045 - Cap. 07164-00 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.045 - cap. 07164-00 (N.I.) - Spese per la concessione di un contributo a favore delle associazioni delle imprese commerciali per le spese di ricerche, studi, monitoraggi, censimenti, indagini, finalizzati alla predisposizione di progetti per la riattivazione dei centri storici, dei centri urbani e delle aree rurali.
Competenza anno 2003 - € 500.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 500.000,00 (427)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru' - Lai
Art. 9
Dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:
4 bis. La Regione, in applicazione del punto 8, del Decreto dell'Assessore regionale del Commercio del 12 dicembre 2000, autorizza la costituzione dei Centri di Assistenza Tecnica.
5 bis. È autorizzata, per l'anno 2003, la concessione di un contributo di euro 4.000.000,00 a favore delle associazioni di categoria del commercio per la costituzione ed il funzionamento dei Centri di Assistenza Tecnica. (UPB S07.045 - Cap. 07166-00 (N.I.))
5 ter. I Centri dovranno svolgere a favore delle imprese attività di assistenza tecnica e di formazione e aggiornamento in materia di innovazione tecnologica e organizzativa, gestione economica e finanziaria di impresa e le altre attività previste dall'articolo 23, comma 2, del D.lgs. 114/098.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.045 - cap. 07166-00 (N.I.) - Contributi a favore delle associazioni di categoria del commercio per la costituzione ed il funzionamento dei Centri di Assistenza Tecnica.
Competenza anno 2003 - € 4.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 4.000.000,00 (428)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru'
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. Al fine di rivitalizzare il tessuto economico delle città ed in particolare dei loro centri storici, favorendo il miglioramento della vivibilità nel territorio urbano e la creazione di "Centri naturali di strada", è autorizzata la spesa di euro 2,5 milioni per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 da destinare al sistema dei consorzi e delle associazioni degli operatori commerciali col sistema "de minimis". (UPB S07.046 - Cap. 07170-01 (N.I.))
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S07.046 - cap. 07170-01 (N.I.) - Contributi al sistema dei consorzi e delle associazioni degli operatori commerciali col sistema "de minimis".
Competenza anno 2003 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 2.500.000,00
In diminuzione
UPB S03.007 - cap. 03022-00 - Fondo nuovi oneri legislativi spese correnti
Competenza anno 2003 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 2.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 2.500.000,00 (437)
Emendamento aggiuntivo Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi - Orru' - Lai
Art. 9
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
4 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a destinare per ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005 la somma di € 10.500.000 a valere sui fondi della L.R. n. 17/'93, art. 32 (Reindustrializzazione della Sardegna Centrale). (UPB S09.021)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S09.021
Competenza anno 2003 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 10.500.000,00
In diminuzione
UPB S03.006 - cap. 03019-00 - Fondo nuovi oneri legislativi
Competenza anno 2003 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2004 - € 10.500.000,00
Competenza anno 2005 - € 10.500.000,00 (440)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, Presidente, penso che converrà con me che la richiesta di una sospensione del lavoro e dell'esame della legge finanziaria dalle ore 11 fino alle 17 e 45 fatta dalla maggioranza, all'apertura della seduta, abbia necessità di una dichiarazione della maggioranza nella quale ci spieghi per quale motivo ci sia stata un'interruzione, se i problemi che hanno portato l'onorevole Pittalis questa mattina a richiedere la sospensione da lei e da noi accordata, siano stati affrontati e come la maggioranza intenda riproporsi in Aula dopo la bocciatura dell'articolo 8.
Credo che questo sia il minimo dovuto all'opposizione che ha, dalle ore 16, atteso la conclusione di una lunga riunione di maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, lei aveva già detto queste cose prima. La sua richiesta, lei comprende, è una richiesta politica, che credo la maggioranza abbia sentito e, se dovrà dare una risposta, la darà. Adesso ha chiesto di parlare l'onorevole Pittalis al quale do la parola perché forse dovrà rispondere alla questione politica da lei appena posta.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, solo per una questione di garbo istituzionale, perchè il Consiglio regionale non può ridursi ad una sorta di question time, con uno che domanda e l'altro che deve rispondere; però il collega Spissu ha ragione, anche perché debbo riconoscere che, sulla richiesta di sospensione, c'è stato un garbo istituzionale da parte delle opposizioni, e non abbiamo nessuna remora anche a palesare pubblicamente le ragioni della nostra richiesta; fra le quali la prima era quella di capire come potevano essere recuperate importanti partite contenute all'interno della norma che il Consiglio regionale, a voto segreto, ha bocciato, in particolare i mutui per le prime case, i finanziamenti per i luoghi di culto e alcuni altri importanti interventi nei settori del turismo, dell'ambiente e, appunto, dei lavori pubblici.
La maggioranza si è data una risposta che valuteremo - mi auguro - anche con il concorso dell'opposizione, per poter porre rimedio. Ma riteniamo che il rimedio per queste partite sia già stato trovato.
La seconda questione è che la maggioranza ritiene all'unanimità che si debba andare avanti nei lavori, perché abbiamo interesse a continuare nell'esame della legge finanziaria; e si valuterà la tenuta di questa maggioranza. Io ritengo che probabilmente possa anche esserne uscita rafforzata. Saranno i fatti a verificare questo nel corso della stessa discussione dell'articolo ora in esame.
PRESIDENTE. Senza polemica, sono d'accordo con lei, onorevole Pittalis. Il Consiglio non è un question time, ma è lei che ha chiesto di parlare, ed io le ho dato la parola. Non l'ho invitata io a rispondere!
Legittimamente l'onorevole Spissu ha posto un problema di ordine politico; io ho detto che la maggioranza aveva sentito e che, se voleva rispondere, lo avrebbe fatto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non facevo un appunto a lei, lo facevo all'onorevole Spissu.
PRESIDENTE. Lo ha fatto. Onorevole Pittalis non sto polemizzando...
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Stavo rispondendo all'onorevole Spissu. Se lei ogni volta deve fare la chiosa!
PRESIDENTE. Non sto facendo la chiosa, onorevole Pittalis, però, scusi, è lei che ha chiesto di parlare, non l'ho invitata io a parlare; poteva anche non parlare e saremmo andati avanti.
COGODI (R.C.). Non si può contestare il Presidente del Consiglio!
PRESIDENTE. Si può contestare e lei lo ha contestato più di una volta.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Pochissimi secondi per comunicare ai colleghi della maggioranza che abbiamo chiesto di sospendere l'esame degli emendamenti aggiuntivi all'articolo 8, proprio per venire incontro ad alcune esigenze - il collega Spissu l'ha detto nel suo intervento - perché molto probabilmente potremmo riagganciare, prima di trovare altre soluzioni, il problema della legge "32", il problema degli edifici di culto ed altri problemi che eventualmente concorderemo.
Quindi, da parte nostra, come già è emerso nell'intervento del collega Spissu, c'è tutta la volontà perché questo problema si risolva. C'è la nostra disponibilità in modo particolare su questi due problemi, e siamo sicuri che tra maggioranza ed opposizione, non ci saranno difficoltà per il rifinanziamento della legge "32" e anche della legge sugli edifici di culto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, quello che sta accadendo in quest'Aula in questo momento non è un fatto marginale. E dalle notizie apparse sulla stampa emerge un qualcosa che credo non possa assolutamente passare inosservato.
Le notizie di stampa sono che il Gruppo del Partito del Popolo Sardo non prenderà parte ai lavori del Consiglio in questa settimana. Io, dunque, nell'osservare che i banchi solitamente occupati dai colleghi del P.P.S. sono vuoti, vorrei capire se queste notizie rispondono a verità, perché questo non sarebbe un fatto marginale. Sarebbe intanto la certificazione del fallimento di una maggioranza dalla quale una forza politica si sta tirando fuori, non partecipando più ai lavori dell'Aula su una discussione importante come quella della legge finanziaria e del bilancio. Credo che questo fatto non possa assolutamente passare inosservato.
La situazione politica è piuttosto delicata, lo capisco benissimo, ma questo fatto non può prescindere da quelle che sono le responsabilità della maggioranza di governo e delle forze politiche che ne fanno parte, nel momento in cui una se ne tira fuori.
PRESIDENTE. Non ho informazioni, quindi non so che cosa dirle.
CUGINI (D.S.). Le chieda!
PRESIDENTE. La maggioranza sente, io non devo chiedere, è stato posto questo problema, se la maggioranza vorrà, se ci sono spiegazioni da dare, le darà. Io proseguo con i lavori.
SPISSU (D.S.). Ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Ha già parlato su questo argomento, onorevole Spissu. Io non posso tenere l'Aula bloccata in questo modo!
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, dieci secondi, per non rendere paradossale questa situazione. La maggioranza è stata battuta stamattina, pesantemente, su un articolo. Dopo quattro ore di interruzione, la maggioranza torna in Aula senza due assessori e senza un Gruppo che fino a questa mattina la sosteneva!
Concordo con il consigliere Pittalis che è preoccupato del recupero dei danari per gli edifici di culto, che recupereremo. Ma il punto non è questo. Il punto è che il Presidente ci deve spiegare se la maggioranza c'è o se - come a noi pare - la maggioranza non c'è perché ha subito una pesante sconfitta in Aula stamattina. Ci deve spiegare se l'assessore Ladu, che per due anni consecutivi vede bocciata la sua proposta di bilancio in quest'Aula, resta al suo posto; ci deve spiegare se la maggioranza subisce la perdita del sostegno di un Gruppo che fino a stamattina sedeva nei suoi banchi.
Quindi, onorevole Pittalis, non si può far finta che non ci siano problemi. Andiamo avanti su che cosa? La Sardegna subisce pesantemente i problemi di questa maggioranza! Volete spiegare in Aula che cosa capita? E` questa la sede adeguata perché ci diciate cosa succede? O dobbiamo continuare a leggere i comunicati stampa?
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, non si può continuare così; se il Consiglio lo ritiene opportuno, iscriviamo questo argomento all'ordine del giorno e lo trattiamo! Oggi il Consiglio è convocato con un altro ordine del giorno. Vi prego, colleghi, abbiate pazienza, non posso dare la parola a tutti su un argomento che non è all'ordine del giorno! Si iscriverà all'ordine del giorno e se ne discuterà, oppure si raggiunge un accordo ora per cui lo si tratta subito. Se volete, sospendo i lavori e si decide. Decidete che cosa fare. Io non posso, onorevole Selis, portare avanti i lavori dell'Aula in questo modo. Mi dispiace, sospendo la seduta, chiarite le cose che ci sono da chiarire e dopo andiamo avanti. Dobbiamo continuare ad esaminare la finanziaria. Gli altri problemi sono altra cosa. I lavori sono sospesi per pochi minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 58 , viene ripresa alle ore 18 e 06.)
PRESIDENTE. A me pare che ci sia l'esigenza di convocare la Conferenza dei Capigruppo. Per altro, da informazioni che mi sono arrivate in Aula, pare che il problema politico non esista, però i Capigruppo della maggioranza diranno ciò che devono dire, ci sarà un'interlocuzione, poi si potrà tornare in Aula e continuare l'esame della finanziaria. Quindi sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 07, viene ripresa alle ore 19 e 03.)
PRESIDENTE. Colleghi, continuiamo i nostri lavori. Riprendiamo l'esame dell'articolo 9. Voglio però prima dire all'Aula che, in considerazione del fatto che ormai è da molto tempo che stiamo lavorando alla finanziaria, aspettando che maggioranza e opposizione trovassero una via perché potessimo procedere più velocemente, ma questo non è accaduto fino a adesso (spero che possa accadere nelle prossime ore, nei prossimi giorni), è mio dovere chiedere al Consiglio di incrementare l'impegno. Pertanto, a partire da dopodomani, dando la possibilità, domani, a chi ha impegni di risolverli e di affrontarli in altro modo, lavoreremo dalla mattina alle 10 fino alle 10 di sera, con una breve interruzione per il pranzo, sabato compreso.
COGODI (R.C.). Dica anche che non c'è accordo!
PRESIDENTE. Io ho posto il problema, ho sentito i Presidenti dei Gruppi, questo impone il Regolamento, quindi il Consiglio è convocato anche sabato e da dopodomani si lavorerà fino alle 22. Non è la prima volta che ciò accade.
Domani l'orario sarà quello di oggi, lavoreremo fino alle 20 e trenta. Da dopodomani, si lavorerà dalle 10 del mattino sino alle 10 di sera, sabato compreso e così tutta la settimana prossima, fino a quando non si troveranno delle soluzioni ai problemi politici che non riguardano evidentemente il Presidente del Consiglio, ma riguardano i rapporti tra maggioranza e opposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io sono stato in Aula, ho seguito, ho capito il senso delle interruzioni, ho capito qual è stato il senso della Conferenza dei Capigruppo; la cosa che non ho capito - e qua mi appello al Regolamento - è che delle decisioni della Conferenza dei Capigruppo non sia stata data informazione all'Aula. Perché l'avete fatta la Conferenza dei Capigruppo?
Il problema che la Conferenza dei Capigruppo si è posta - a mio avviso giustamente - è quello di capire come andare avanti, non solo - come ha riferito il Presidente - per quanto riguarda gli orari, ma per quanto riguarda l'interpretazione della vicenda che stiamo vivendo. Perché ho legato il Regolamento allo Statuto? Perché lo Statuto prevede che i lavori del Consiglio siano governati da una maggioranza e da una Giunta, e che la Giunta abbia la pienezza dei suoi poteri e la fiducia del Consiglio.
Ora - a mio avviso - le vicende che stiamo vivendo, tre elementi in particolare, dimostrano che questa non esiste! Che cosa è che dimostra che questa non esiste? La prima cosa è il fatto che il lavoro dell'Aula si protrae da settimane, per l'ostruzionismo fatto dalla maggioranza, di cui ieri ha dato evidente prova, con richieste di rinvio comprensibilissimi - io non voglio criticare la maggioranza da questo punto di vista - ma che di fatto rivelano un malessere, una lacerazione, un evidente scollamento della maggioranza che sta paralizzando il Consiglio, che sta dilazionando i tempi dell'approvazione, che sta penalizzando le istituzioni e la Regione.
Il secondo elemento, sempre legato al Regolamento, è che le vicende di quest'Aula confermano questa nostra valutazione. Se infatti si vanno a vedere i risultati delle elezioni, questa Giunta è stata sconfitta in Aula per ben otto volte.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Che cosa c'entra questo, Gian Mario, con il Regolamento?
SELIS (La Margherita - D.L.). Allora recupero dall'inizio.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la prego lo lasci finire! Gli ho dato io la parola, quindi se la prenda con me casomai. Lo lasci parlare!
Lo faccia decidere a me, onorevole Pittalis, abbia pazienza! Sta sollevando un problema, ha detto che vorrebbe sapere che cosa, in merito alle questioni politiche, si è deciso nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Questo credo sia legittimo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Mi appello al Regolamento e allo Statuto; perché, in base al Regolamento, è stata convocata una Conferenza dei Capigruppo, e vorrei capire che cosa ha deciso. Ho legato il Regolamento allo Statuto, perché lo Statuto presuppone che i lavori d'Aula si tengano in presenza di una magggioranza che governi. A noi sembra che questa maggioranza non esista perché si è scollata, e ho detto quali sono gli elementi che lo dimostrano. Il primo elemento è un andamento dei lavori fortemente sfilacciato, dilatorio, ostruzionistico il secondo elemento sono le ripetute sconfitte della Giunta e non solo su cose marginali, ma su interi articoli della finanziaria. Capisco che non ci sia più il fair play di una volta, quando veniva bocciato un emendamento e si dimettevano le Giunte, ma qua non è stato bocciato solo un emendamento, sono state bocciate parti intere della finanziaria; è caduto l'articolo dell'Assessorato dei lavori pubblici, in Commissione era caduto l'articolo della pubblica istruzione, è caduto l'articolo della tesoreria, è caduto l'articolo dei POR. E' un disastro! La Giunta è stata sconfitta otto volte, non con un voto di scarto, ma con una massiccia maggioranza.
L'ultimo elemento, Presidente, è l'assenza di un partito e di Assessori che hanno dichiarato pubblicamente - non in quest'Aula, perché quest'Aula non è più la sede della politica - che non partecipano al lavoro del Consiglio. Se questi non sono gli elementi di una crisi che noi evochiamo per dire che non si può andare avanti in questo modo, credo che stiamo negando la realtà. A me questa situazione sembra terribilmente pericolosa. Faccio appello all'Aula e al Presidente, perché su questo ci sia un chiarimento.
PRESIDENTE. L'onorevole Selis ha sollevato un problema del quale, in qualche misura, io sono responsabile, perché ha chiesto un'informazione sulle decisioni prese dalla Conferenza dei Capigruppo. I Presidenti dei Gruppi della maggioranza e dell'opposizione, hanno discusso del problema. L'opposizione ha ribadito terminale considerazioni già esposte in quest'Aula, la maggioranza ha risposto negando che esista questo problema. Il Presidente della Giunta, che è intervenuto alla Conferenza dei Capigruppo, ha detto che non c'è niente di nuovo rispetto alle cose già dette in Aula. Credo quindi che non ci siano le condizioni per aprire nessun tipo di discorso su questo argomento. Se ci saranno sviluppi inevitabilmente si vedranno. Quindi siamo tornati in Aula per riprendere i lavori e a questo voglio riportare i colleghi. Fatto questo, do la parola all'onorevole Sanna Gian Valerio, perché illustri l'emendamento numero 153.
COGODI (R.C.). Deve dire anche che non tutti erano d'accordo su quelle conclusioni.
PRESIDENTE. Non tutti erano d'accordo, ma questo non è rilevante! Onorevole Cogodi!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, l'emendamento 153 si propone l'abrogazione dell'articolo 9. Non sto ovviamente a spiegare .....
(Interruzioni)
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Chiedo una sospensione di mezz'ora.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sulla richiesta di sospensione il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Lo dico in premessa al collega Pittalis che si sta agitando: quando c'è stata l'interruzione, inizialmente avevo capito che l'interruzione doveva essere utilizzata per organizzare i lavori. Come diceva lei! E soprattutto per permettere alla maggioranza, al di là delle diverse considerazioni che vengono fatte, dopo il risultato del voto di stamattina, di riprendere il confronto in Aula per procedere, nei tempi che stabiliremo, alla discussione e alla votazione su quello che rimane della finanziaria. Per fare un'operazione di questo tipo - lei Presidente lo comprende perfettamente - è necessario che, da parte dei colleghi della maggioranza - lo abbiamo detto negli interventi - vengano ritirati gli emendamenti che non c'entrano nulla con la finanziaria, e si dia risposta alle quattro questioni che noi abbiamo posto in Aula e che, come è stato giustamente detto, in Aula devono tornare, e in Aula devono essere portate a buona conclusione. Invece tutte queste considerazioni non hanno ottenuto risposta. Ma che tempi ci vogliono per dare una risposta nel merito, collega Pittalis?
Io con il collega Pittalis questo pomeriggio, durante l'interruzione dei lavori, ho avuto un piccolo scambio di opinioni. Ho detto: "La situazione per voi è delicata, si capisce, si può dire che non è successo nulla, ma così non è. Lavorate per trovare voi un punto di incontro, voi maggioranza. Vi serve mezz'ora? Prendete mezz'ora. Vi serve un'ora? Prendete un'ora, prendete il tempo necessario per poter aprire il dibattito in Aula sulle considerazioni che noi abbiamo fatto."
Senza questo passaggio, è inutile dire: "Domani lavoriamo dalle 10 del mattino alle 10 di sera". Se c'è da lavorare dalle 10 del mattino alle 10 di sera, si lavorerà dalle 10 del mattino alle 10 di sera, ma dobbiamo lavorare sapendo che quello che è avvenuto, il confronto, il voto, hanno prodotto tra i colleghi della maggioranza una riflessione sulle cose da fare.
Se voi non ci date questa risposta, è inutile organizzare i lavori, perchè i lavori saranno organizzati, da parte nostra, conseguentemente alle considerazioni che abbiamo fatto. Non potete pretendere che noi rinunciamo alla discussione e alla modifica della finanziaria sui temi che abbiamo proposto. Non può essere così!
Oppure voi pensate che possa essere così? Allora ce lo dovete dire ed è chiaro che dovremo lavorare sino alle 10 di domani sera, forse anche più avanti perché i tempi non sono organizzabili. Presidente, lei dia un contributo a che si entri nel merito degli argomenti proposti, e i colleghi della maggioranza facciano uno sforzo.
Dico: Liori non ritira i suoi emendamenti perché sennò viene meno a impegni? Insomma, il lavoro deve essere fatto! Se non li ritira Liori non li ritira neanche Cappai, perché in Commissione programmazione una parte degli emendamenti sono stati accolti! Io non lo so. Io penso che sia giusto adeguare le riflessioni politiche a quello che è successo oggi in Aula. Sono sicuro che il collega Contu, che è di anziana esperienza, conviene su questa considerazione. Allora, operiamo perché si faciliti il lavoro che dobbiamo ancora fare!
PRESIDENTE. Io mi sforzo, a volte senza riuscirci, di agevolare il confronto, ma se questo confronto e questo accordo, o altri eventuali accordi, tra maggioranza ed opposizione non si trovano, io non posso fermare i lavori in attesa che si trovi un accordo. Io vado avanti con i lavori. Poi ci sono altri organi in Consiglio, non c'è solo il Presidente del Consiglio. Ci sono i Capigruppo, si incontrino, decidano, parlino! Io devo mandare avanti i lavori, questo devo fare.
Lei comprende: se si insiste, io mi devo rivolgere all'Aula per chiedere il parere anche sulla richiesta di mezz'ora di sospensione, perché mi pare che si stia chiedendo mezz'ora di sospensione per la maggioranza. Ma che la chieda l'opposizione mi pare ridicolo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io prego tutti: usciamo da questa situazione. Io le do la parola perché non so che cosa deve dire, forse il suo intervento può essere utile, però poi dobbiamo andare avanti.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Presidente, ricordo che, nella scorsa legislatura, quando eravamo seduti nei banchi dell'opposizione, il Presidente Selis, in questi casi, non concedeva, in maniera rigorosa, la parola. E in questo caso lei non l'avrebbe neanche dovuta dare a me, Presidente, come non l'avrebbe dovuta dare all'onorevole Cugini ed a quanti hanno chiesto di intervenire, per far perdere ancora tempo a questo Consiglio.
Presidente, la responsabilità della conduzione dei lavori del Consiglio è sua! Quando parlava l'onorevole Gian Valerio Sanna per illustrare un emendamento, si doveva andare avanti su questo, Presidente, perché questa è una sonora presa in giro e inizio a dubitare anche della proposta di dialogo dell'onorevole Cugini. Ed alle prese in giro noi rispondiamo con un "No" secco!
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Presidente, io le avevo chiesto la parola molto prima del collega Pittalis, l'ho sollecitata più di una volta. Quindi è anche con un po' di fastidio, mi scusi, che faccio questo ....
PRESIDENTE. Mi scusi lei, Perchè quando le cose non si svolgono in maniera lineare, lei capisce che qualcosa può sfuggire.
MURGIA (A.N.). Lei ha presieduto la Conferenza dei Capigruppo che si è protratta, come al solito, per un tempo infinito; la Conferenza dei Capigruppo, compreso il collega Fadda, ha stabilito di andare avanti. Quindi lei deve fare osservare quello che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito. Quindi la sospensione di mezz'ora non ha nessun senso.
Per quanto riguarda la trattativa più o meno occulta, più o meno alla luce del sole, certamente non si fa una trattativa - almeno per quanto ci riguarda - quando qualcuno cerca di dettarci delle condizioni, perché basta andare a sfogliare gli emendamenti del Centro Sinistra per capire quanti emendamenti di bottega, emendamenti assurdi siano contenuti in quel pacco di fogli.
PRESIDENTE. Io la parola "fine" però a questa discussione la devo mettere, non si può davvero continuare così. Onorevole Fadda, di che cosa vuol parlare adesso?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, ringrazio il collega Murgia; lei è testimone come noi, di quanto è avvenuto non solo stamattina, ma anche questo pomeriggio. Convocati dalle ore 16, abbiamo ripreso i lavori alle ore 17 e 45, senza nessuna protesta. Abbiamo soltanto sollecitato lei, Presidente, perché ci dicesse di quanto tempo la maggioranza avesse bisogno. Ieri hanno fatto ostruzionismo tutto il giorno, stamattina non siamo riusciti a lavorare per le richieste della maggioranza. Noi ritiriamo la proposta che abbiamo fatto. Se l'intendimento della maggioranza è quello che ha detto il collega Murgia, noi non abbiamo concordato comunque questo, noi volevamo che il Presidente della Giunta dichiarasse in Aula quello che ha dichiarato in Conferenza di Capigruppo: che all'interno della maggioranza non c'erano problemi. Questo è quanto ha dichiarato il Presidente della Giunta nella conferenza dei Capigruppo, io non credo che questo corrisponda alla realtà dei fatti. Possiamo andare avanti, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, le restituisco la parola e le ricordo che deve illustrare gli emendamenti numero 153, 154, 155, 156 e 170 che portano tutti la sua firma. Si prenda, se le serve, qualche minuto in più.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). No, li illustro uno per volta.
PRESIDENTE. Come vuole! Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare gli emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). L'emendamento 153 è l'emendamento soppressivo dell'articolo 9. Chiediamo la soppressione di questo articolo per delle ragioni molto evidenti a quelli di voi che hanno verificato la gravità di quello che è contenuto nell'articolo 9, vale a dire che la Giunta toglie una competenza al Consiglio regionale e sceglie una scorciatoia rispetto all'adozione di un provvedimento legislativo che spetta a questo Consiglio, ma non mi addentro di più in questo argomento, perché questa maggioranza non è interessata al merito degli argomenti, e l'avete dimostrato dall'inizio di questo dibattito sulla finanziaria. Il senso di irresponsabilità che state dimostrando nei confronti della Sardegna è all'origine dell'ingresso in Aula di questa finanziaria perchè voi sapevate, come sappiamo tutti da tempo, che voi vi presentavate in Aula per la discussione della finanziaria senza avere una maggioranza. Questo è l'elemento di gravità che si sta appalesando ora dopo ora e che continuate a negare di fronte all'evidenza, che questa maggioranza non c'è più e c'è, al contrario, l'arroganza di un Presidente che vi tiene imprigionati a una logica perversa che pretenderebbe di annullare la vostra singola funzione di governo al prezzo di mantenere lui comunque la sua poltrona, perchè degli articoli che abbiamo approvato, cari assessori, ascoltate bene, gli articoli 1, 4 e 5 provvedono alle entrate, ma a oggi, al 20 di marzo, non abbiamo approvato un articolo, un comma, un emendamento, che possano definirsi di spesa. Questa è la realtà sulla quale vi dovete confrontare con chiarezza col popolo sardo. Volete uscire da questo vincolo di ricatto che vi impone un Presidente senza maggioranza o volete ancora coprirlo? E dove sono finiti tutti i salamelecchi con i quali vi siete presentati nella discussione generale dicendo che questa finanziaria era la migliore possibile in questa situazione? O vi siete dimenticati che, prima di venire in Aula, un Gruppo politico vi ha detto che era carta da buttare via? Un altro vi ha detto che non serviva a niente, ma che per senso di responsabilità la votava comunque. Oggi tre di voi hanno detto che è inadeguata. E voi volete continuare a massacrare un provvedimento vitale per l'economia della Regione, che viene massacrato, non perché l'opposizione presenta gli emendamenti soppressivi, perchè - caro assessore Masala - gli espropri proletari non dovrebbero esistere nella sua cultura politica, ma lei di espropri proletari delle competenze del Consiglio e dei rappresentanti del popolo sardo ne sta facendo troppi. Non siamo in regime golpista, e lo dico agli amici di Forza Italia, che mi fanno ridere quando accennano al fatto di ritenersi anche loro in parte eredi della democrazia cristiana. Ma, santa pazienza, voi pensate che la democrazia cristiana o i democristiani veri avrebbero ridotto l'Aula in queste condizioni? Che avrebbero accettato di essere ostaggi di un Presidente capriccioso che vuole impadronirsi dell'Aula e sacrificare i suoi atti essenziali? Ma fatevi l'esame di coscienza! Essere democristiani significa ben altro, significa accettare umilmente anche la complessità democratica, accettare di confrontarsi che è cosa diversa. Ma vogliamo andare a vedere che cosa stiamo facendo e che cosa avete proposto alla Sardegna. Se ci fosse almeno un po' di cura e di attenzione alle cose che facciamo oltre agli scandali! Qui in quest'Aula manca un Gruppo politico; un altro ha dichiarato all'inizio dell'esame della finanziaria che aveva dei dubbi e che vi chiedeva la verifica. Un altro, senza aspettare di richiedervi una verifica, visto che già al primo avete risposto picche, se n'è andato, e voi siete ancora qui a chiedere a noi che cosa?
Dov'è la vostra disponibilità al dialogo? Qual è la vostra disponibilità ad accettare le ragioni degli altri? A Pili interessa sbarcare questa fase e gli interessa sbarcarla anche a costo di svuotare i portafogli dei singoli Assessori e renderli improduttivi, inoperosi, piuttosto che mettere a rischio la sua posizione. E voi, forze politiche autonome, che si dicono autonome, individui che avete esperienza storica, che avete maturato livelli di democrazia e di sperimentazione della democrazia diversi, non avete il coraggio di richiamare questo Presidente, inesistente e senza maggioranza, alle sue responsabilità? Può darsi che la verità stia da un'altra parte e che in fondo quella colonizzazione di cui noi abbiamo parlato dall'inizio (perché, come ha detto bene il collega Selis, la colonizzazione, nei tempi antichi, iniziava con le marce, con le occupazioni, oggi, si può fare anche con le valigette), quella colonizzazione vi impedisce di essere liberi e capaci di gestire voi le responsabilità che avete nei confronti dell'autonoma regionale.
(Interruzioni)
Come, non è successo niente? Assessore Masala, ma si rende conto che lei, al 20 di marzo, ha un pezzo di carta dove si prevedono solo entrate a fronte di nessuna proposta per i sardi? Che cosa state proponendo? In che cunicolo vi state cacciando, sapendo che, in queste condizioni, la sorte del resto della finanziaria va peggiorando? E, dopo un evento come la bocciatura dell'articolo 8, che è una bocciatura politica, non dell'Assessore, ma dell'impostazione di questo Presidente, che non ama la collegialità, che non interloquisce con nessuno, che inserisce nelle di spesa degli altri Assessorati le cose che fanno comodo a lui, senza informarli, è possibile che non richiamiate alle sue responsabilità questo Presidente che sta danneggiando voi e la Sardegna? E chiedete a noi di non fare ostruzionismo, quando, per paura di confrontarvi, perché non siete d'accordo neanche sulla richiesta di una sospensione, ieri avete iniziato una raffica di interventi che ci hanno portato fino a stamattina?
Queste sono le domande che vi poniamo e non è che abbiamo necessità di fare questi interventi di carattere politico per ribadire le nostre posizioni, quando voi, fuori di quest'Aula o quando vi capita di parlare con qualche giornalista manifestate apertamente il vostro dissenso su questa finanziaria e riconoscete che questa finanziaria è una porcheria, che molti di voi si stanno facendo i loro porci comodi, usando la finanziaria per fini elettorali. Queste cose le dite fuori di qua, abbiate il coraggio di dirle anche in quest'Aula, non è che cambi molto, i soggetti sono sempre gli stessi. Chi volete ingannare? Di fronte a questa condizione, a un Presidente della Giunta che non viene in aula a comunicare al Consiglio la situazione politica in cui si trova, benché in tutti i parlamenti questo sia il minimo che si possa chiedere a un Presidente della Giunta, che ha anche la pretesa di fare il governatore, ancora insistete. Ci sono tra voi, credo, degli amici del Presidente - capita a tutti di avere delle particolari amicizie - e assistiamo, in nome di questi slanci amorosi, alla difesa patetica di un Presidente che vi ha privato della libertà. Vi sta costringendo a una figura politica meschina, mai vista nella storia della autonomia regionale, e non richiamate il Presidente alle sue responsabilità?
Questo siete voi, oggi, di fronte ai sardi, e il fatto che ci abbiate allungato i tempi di lavoro non ci spaventa, perché noi non rinunceremo a una virgola del nostro lavoro.
PRESIDENTE. Continui, prego, può illustrare l'emendamento numero 154.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, noi non rinunceremo…
(Interruzioni)
Sto parlando dell'emendamento 154, quindi del primo comma che, lo dico en passant, per chi avesse interesse a controllarsi l'articolo 9, non rappresenta granché, è solo un pronunciamento programmatico, i danni vengono più avanti. Dicevo, non vi fate cura di avere il senso di responsabilità di capire che noi abbiamo il dovere, non la voglia - la voglia ci viene perché abbiamo senso di responsabilità - noi abbiamo il dovere, arrivati a questo punto della legislatura, dopo che abbiamo, all'inizio, anche con fatica, cercato di spingere la Giunta nella direzione della concertazione, sapendo che la concertazione è oggi un atto necessario di umiltà della politica rispetto ai fenomeni di modernizzazione dell'economia, di intervenire. Non è più il tempo, a parte il fatto che dovete dimostrare di essere all'altezza dei tempi quando vi imbottite di consulenze…
(Interruzioni)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SANNA GAN VALERIO.) Uno che è al passo coi tempi non ha bisogno delle consulenze, invece voi rinunciate a "interfacciarvi" col sistema produttivo, decidete di testa vostra, ne umiliate i rappresentanti nelle audizioni, vi umiliate voi, facendovi dire cose incredibili, mai dette, in sedi istituzionali come le Commissioni, vi fate censurare dalla vostra stessa maggioranza, col concorso ovviamente delle opposizioni, nei pareri delle Commissioni, trattate l'ANCI, in regime di equiordinazione, come una controparte, invece che come parte, con voi, con noi, di un sistema istituzionale che deve generare il riscatto di questa regione. Come si può pensare agli enti locali come a enti ancora subordinati a noi? Questa è la misura della nostra incapacità di competere negli scenari moderni, anche nazionali, con le altre Regioni, dell'capacità di generare decentramento e di acquisire idee nuove, scommettendo sugli enti locali, perché, badate, abbiamo anche un'altra responsabilità, avendo messo gli enti locali in una posizione di subordinazione, quella di non lanciare sfide al sistema degli enti locali, che deve migliorare con noi, deve crescere, deve generare classe dirigente. E invece la risposta è: tagli da una parte, mantenimento e aumento delle spese generali per i vostri servizi dall'altra. Vi sottraete al confronto di merito su questioni nodali che risultano vitali in questo momento di riduzione delle risorse, quando si tratta di spese clientelari, di consulenze e di quant'altro. Avete anche la sfacciataggine, dopo che vi siete imbottiti gli Assessorati di persone comandate, di amici degli amici spesse volte, e arriveremo…
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non possono essere comandate.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Comandate anche. Assessore Oppi, se faccio queste affermazioni è perché mi sto riferendo a degli emendamenti sui quali, avendo già avvertito la Giunta che non è piacevole fare nomi e cognomi, vi invitiamo ancora a riflettere, perché i nomi li faremo e denunceremo cose assai gravi delle quali qualcuno si vergognerà palesemente, perché noi, ripeto, in questa finanziaria, in mancanza di un dialogo interrotto e stroncato dall'arroganza di un Presidente senza maggioranza, faremo fino in fondo, virgola dopo virgola, il nostro dovere, e sarà chiara, alla fine di questo percorso, e sarà agli atti del Consiglio la storia provata di questa legislatura. Noi non facciamo illazioni, vi abbiamo portato documenti scritti, statistiche, vi abbiamo portato tutto.
Così come - e passo, Presidente, all'illustrazione dell'emendamento numero 155 - nel merito - non lo dico all'assessore Masala, che lo conosce bene, lo dico a voi altri della maggioranza o della cosiddetta maggioranza - sentite cosa dice il decreto legislativo numero 123: "I principi desumibili dal presente decreto costituiscono principio generale dell'ordinamento giuridico. Entro un anno" - è già passato - "dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome provvedono ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme fondamentali contenute nel presente decreto secondo le previsioni dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione". Questo non si presta ad alibi. E' chiaro il percorso legislativo, ma siccome viviamo in sistemi impostati alla logica golpista rispetto alla dignità parlamentare e noi non vogliamo fare come quel topolino che viene preso nella trappola, viene subito soccorso dai suoi amici e l'unica cosa che fa non è lamentarsi di essere caduto in trappola, ma della qualità del formaggio che era stato messo nella trappola. Noi non siamo di quella razza, noi abbiamo scelto la radicalità, in questa fase, di un rigore parlamentare che credo faccia parte di un DNA che, in questa legislatura, grazie a Dio, e per fortuna di tutti, si è evidenziato nelle sue diversità e ha evidenziato anche l'equivocità di molte persone e anche la volontà, qualche volta, di trarci in inganno. Ma per fortuna questo non è avvenuto. Ora cosa fa l'assessore Masala? L'assessore Masala, al comma 2 - in virtù di questa delega precisa della funzione legislativa che avrebbe dovuto coinvolgere le Commissioni, sottraendo al Consiglio la decisione circa il riordino della disciplina degli interventi che riguardano gli incentivi alle imprese, al sistema economico, non le medaglie riconosciute a una Commissione d'esame, ma una questione centrale della vita economica di questa regione - ebbene, l'assessore Masala, in virtù del decreto legislativo numero 123, con tutte le premesse, propone una norma che così recita: "La Giunta regionale, con propria deliberazione, assunta su proposta dell'Assessore competente e di concerto con l'Assessore della programmazione, da trasmettere alla Commissione, definisce con apposite direttive di attuazione le specifiche finalità, le modalità, i criteri di attuazione degli strumenti dei regimi di aiuto, nonché i massimali di intensità degli aiuti, le limitazioni e i vincoli per i soggetti beneficiari, dando priorità alle attività produttive inserite negli strumenti di programmazione eccetera, eccetera" E poi c'è il comma 4, che è il capolavoro, dove si unificano le risorse trasferite dallo Stato in quel famigerato fondo unico, per altro istituito per conglobare le risorse di tre o quattro leggi di trasferimento - non si sa delle altre perché, allo stato, sono inserite, ma non ci danno fondi - si somma il fondo unico al fondo della programmazione negoziata e a questo punto il gioco è fatto! Il Consiglio è espropriato, la Giunta, con perfetto eccesso di delega, si può gestire con la massima discrezionalità tutto quello che le pare, e la programmazione dello sviluppo, la capacità di integrare i soggetti dello sviluppo in questa Regione sono uccise, con una scorciatoia che fa vergogna a chiunque entri in quest'Aula con l'ambizione di esercitare il proprio ruolo di legislatore. E' una vergogna! Questo per entrare nel merito! E a voi domando: ma è possibile che non riusciate a comprendere il senso e l'importanza della funzione di quest'Aula e difendiate un Presidente capriccioso, che vi è stato imposto e che si sta preparando ad essere ancora una volta reimposto, senza ragione, senza leadership, senza autorevolezza e tenendo prigioniere le vostre libertà e le vostre coscienze? Ma è pensabile una cosa del genere? Si gioca la vostra credibilità. Io credo che poi, alla fine, in questa fase della legislatura, la stampa, quella più vicina a voi, anzi quella che era sdraiata sulle vostre posizioni all'inizio della legislatura, e poi alla fine, quando ha cominciato a fare quattro conti, ovviamente, per non...
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, illustri l'emendamento numero 156.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Lo sto illustrando. Dicevo, per non fare un torto all'evidenza, perché poi alla fine un cittadino comune può dire: "Ma insomma, qui dicono un sacco di cose, continuano a fare un sacco di grandi promesse, la Sardegna sta esplodendo di benessere e a casa mia non arriva nulla. Mio figlio è disoccupato, ha chiesto di poter avviare qualche iniziativa, usufruendo della legge sull'imprenditoria giovanile, manco una lira, l'apprendistato così così, se gli va bene entra, il prestito d'onore ci ha pensato Berlusconi, il credito d'imposta pure! Che cosa sta succedendo?" C'è uno stridore talmente forte, tra promesse e prodotto che alla fine per non diminuire le vendite quella stampa è costretta a dire: "Qui c'è qualcosa che non va". E quindi abbiamo visto, in questa fase della legislatura, un saggio intelligentissimo riposizionamento della stampa, che va nella direzione della verità.
Badate, noi non vogliamo gente che si corichi indiscriminatamente da una parte, odiamo per natura, lo dico per chiarezza, le persone che coricano in mezzo. Questi equivoci in politica non servono; la politica che va orientandosi, anche contro i nostri desideri, a uno schema sostanzialmente bipolare, deve rifuggire dalle persone equivoche, perché la politica dei clienti ha rovinato una parte della storia repubblicana. E noi, che abbiamo pagato anche prezzi pesanti, qualche volta anche ingiusti, a questa abitudine, vogliamo vigilare, vogliamo stare attenti a questi scenari. Noi non avevamo neanche voglia di utilizzare la forza dirompente delle forze sociali, delle forze imprenditoriali per costringere voi, sarebbe dovuto essere naturale cercare in quest'Aula un confronto di merito, perché, vedete, noi abbiamo un grande interesse a collaborare per migliorare la finanziaria. Il nostro principale interesse, oggi, è quello di migliorarla, perché in un sistema di alternanza democratica noi abbiamo una ragionevole aspirazione a governare la prossima legislatura. Guai se non fosse così. Quello che ci preoccupa, poiché presumo che questa ambizione a governare la prossima legislatura ce l'abbiate anche voi, è che non vi chiediate come potete, così facendo, ambire a governare la prossima legislatura. Sareste dovuti essere voi i primi a soccorrerci in questa esigenza di perfezionare la finanziaria, e invece no. Abbiamo trovato solo ostilità e chiusura; l'assessore Masala ci dice: "Se ci sono delle illegittimità rivolgetevi al tribunale". Ma sono risposte da dare in una sede parlamentare, assessore Masala, quando noi le chiediamo risposte nel merito? Perché non fare una rivoluzione, approfittare anche delle anomalie che questa finanziaria ha messo in evidenza, per fare delle riforme sostanziali e non quelle bestialità che abbiamo visto, e qualcuna l'abbiamo anche bocciata? Ma non le pare, Assessore Oppi, che in una Regione che si voglia modernizzare sia opportuno togliere all'Assessorato della programmazione la possibilità di vincolare finanziariamente tutti voi, Assessori, e rendere autonomi i dipartimenti, secondo un modello che preveda un sistema di coordinamento che non sia assessoriale ma funzionale? Perché non mettere i singoli Assessori nella condizione di risponderne? Ma queste sono questioni politiche e io ne avrei voluto parlare col presidente Pili, che sicuramente tra poco andrà a annunciare chissà quale metafisica buona novella per la Sardegna, come gli capita spesso di fare. Mentre la crisi si aggrava e assorbe le risorse della Sardegna, lui annuncia che tutto va bene. Io vorrei che su questo il Presidente Pili prendesse la parola, non per insultarci, ma per annunciare a quest'Aula la disponibilità, nell'interesse dei sardi e non suo, a mettere mano alla finanziaria per migliorarla, per concorrere a renderla utile ai sardi, entro tempi brevissimi perché è già tardi per dare risposte ai sardi, perchè così facendo si rischia di arrivare a non poter dare risposte. Come si fa a continuare a fare propaganda gratuita di se stessi senza spiegare ai sardi che il 60 per cento del bilancio dell'anno scorso l'avete tenuto nelle casse regionali? E il 60 per cento del bilancio regionale è una parte importante, quasi vitale, del prodotto interno lordo della Sardegna? Come pensate di continuare a parlare dei parametri dell'occupazione, dello sviluppo, del prodotto interno lordo, per il futuro, quando arriverete alla fine di questa legislatura in una condizione drammatica dal punto di vista dei parametri?. Perché non parliamo di queste cose? Perché non parliamo nel concreto delle cose che hanno segnato la legislatura? Perchè non dire delle ragioni che vi hanno messo nella condizione di tacitare l'esigenza di una vostra verifica interna? Dal Forum di Aritzo a oggi, avete fatto sostanzialmente una sequenza di verifiche tra voi, grosso modo. Non mi sembra che ci sia stata una grande innovazione nel rilancio programmatico, al di là delle parole, e forse era questo il momento più conveniente per voi, ma forse anche più produttivo per le nostre aspirazioni, di fare una verifica di fondo sulle ragioni quantomeno della salvaguardia dell'autonomia.
Badate, io credo che chiunque, con un minimo di razionalità, governerà la prossima legislatura, avrà un compito enorme - se vuole avere futuro lui politicamente e se si vorrà dare futuro alla politica - che sarà quello di dover riscattare una delle calamità più grandiose che ha colpito la nostra autonomia, la sua credibilità e la sua dignità parlamentare. Poi si può dire tutto! Io non voglio additare responsabilità, ma, colleghi - lo dico con sincerità ai tanti amici che poi, nelle sedi esterne a quest'Aula, dicono la verità e che qui invece non la dicono - come si fa, di fronte all'evidenza, a sostenere anche con passione politica quello al quale non si crede? Molti di voi sostengono qui dentro cose alle quali non credono. E questa non è una violenza all'autonomia? Come tanti di noi, io ho sempre creduto che arrivare qua fosse uno dei più grandi onori dati a una persona che ha preso contatto con questo complesso e, per certi versi, affascinante mondo della politica. Questo era ed è, nell'immaginario collettivo di chi ha passione politica, uno dei più grandi approdi dell'aspirazione di chi fa questo mestiere. E, badate, arrivare qua, con questa aspirazione, cercare di lavorare ogni giorno con impegno per questa aspirazione e confrontarsi con un muro di gomma di incomprensione, di superficialità, di sfida, di arroganza, è una cosa che uccide anche la passione dei pochi che continuano a avere idealità, perché, badate, si dice che le ideologie sono naufragate, è vero, ma le idealità non lo sono. Guai se qui dentro ci fosse qualcuno che opera senza avere un minimo di idealità. Il problema è diverso. Anche chi ha delle idealità deve verificare se ha radici. Io l'ho detto al Presidente Pili con molta amicizia, certi comportamenti istituzionali si giustificano solo per la mancanza di radici, di formazione politica...
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, illustri il successivo emendamento.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Illustro l'emendamento numero 170 e con questo ho finito.
Dicevo, le radici sono importanti perchè le radici politiche hanno costruito la nostra autonomia, e quello che è inaccettabile per noi, per il nostro modo di fare politica è non avere la possibilità di confrontarsi con un Parlamento regionale, con una maggioranza in questo caso, se così vi volete chiamate, che abbia anch'essa questa volontà di far crescere l'autonomia anche nella diversità e con un Presidente che accetti la fatica della democrazia parlamentare come regola per costruire la propria leadership. Questi Presidenti, nati alla causa del nuovo liberismo, con i metodi della pubblicità dei prodotti di largo consumo, non fanno la tutela delle autonomie che sono invece nate col sudore e qualche volta anche con il sangue di molte persone che hanno creduto in questi valori, mentre noi ci facciamo superare, in nome del Governo amico, da tutto quello che gli altri fanno calare su di noi. Dobbiamo subire le peggiori razionalizzazioni, dobbiamo subire gli affronti sul piano patrimoniale, e noi affrontiamo tutto, senza avere la capacità di salvaguardare la nostra identità. E allora io credo che aver ridotto la dimensione parlamentare, questo trattare l'istituzione, anche tra di voi, non dico tra di noi, perchè tra di noi poi alla fine in parte è comprensibile, ma trattare tra di voi la dinamica istituzionale alla stregua di come si svolge il mercato del pesce, a urla, a rimbrotti, , questo modo non è adeguato a chi ha raggiunto uno dei livelli più alti di quell'ambizione politica di cui ho parlato.
Questa, detta in poche parole, chiamatela cose volete, negli annali delle storie parlamentari, questa si chiama crisi, ma non crisi per il gusto di generare le dimissioni del Presidente, ma crisi d'identità, crisi di programma, crisi di coesione, crisi di visione politica, crisi di responsabilità! Mettete insieme quello che volete, a noi poco interessa se il Presidente si dimette o non si dimette, quello che ci interessa è che, per virtù di una finzione che sta assumendo entità paradossali in questa Regione, quelli che ne pagheranno le conseguenze saranno i sardi, quelli che stanno cominciando da tempo ad andarsene via perchè non credono più in nessuno, addirittura vanno via perchè non credono neppure alle loro stesse potenzialità, non potendo credere in un'istituzione che salvaguardi i loro diritti. I nostri paesi stanno invecchiando, stanno morendo le nostre imprese e questo indica una crisi ben più ampia e noi crediamo valesse la pena sacrificare ambizioni che sono esclusivamente personali, meschine, deleterie e che segneranno in maniera pesante il punto di discontinuità tra un'esperienza etica della dimensione parlamentare che ha contraddistinto la vostra esperienza e quella che segnerà la nostra proposta politica, che non potrà fare a meno di costruire intorno alla diversità di fondo tra voi e noi l'idea di un recupero, speriamo il più rapido possibile, di una competitività della Sardegna che voi avete definitivamente annullato.
PRESIDENTE. Per illustrare il suo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Noi abbiamo provato con l'emendamento numero 613 a temperare l'effetto disastroso che deriverebbe dalla vigenza della normativa prevista nell'articolo 9 della finanziaria qualora questa venisse approvata. Dico temperare negli effetti più disastrosi che ne deriverebbero perchè il giudizio di merito sull'articolo 9 è un giudizio totalmente negativo, e l'intervento poc'anzi svolto, non dico solo in modo appassionato ma in modo ragionato dal collega Gian Valerio Sanna, dice alcune delle cose, tante, che si potrebbero e si dovrebbero dire sulla portata di questo articolo 9. Se esistesse un po' di giustizia e un po' di serietà in questo mondo e anche in questo Consiglio, invece di discutere in quest'Aula a questo punto pressoché deserta e comunque distratta, benché si prevedano lavori ad oltranza che saranno di questo genere e di questo tipo - voi penserete, poi vedremo - se esistesse un po' di giustizia e un po' di serietà, chi invoca il confronto di merito, chi invoca il confronto politico sulle cose, dovrebbe confrontarsi sulla portata di questo articolo 9 che da solo vale o varrebbe una finanziaria. Questo articolo 9 apparentemente non tratta di soldi, apparentemente non ha una posta finanziaria, quindi non accende gli animi di una parte del Consiglio. Laddove figura invece tot di "euri" per una strada, per un tratto di strada, per un ponte, per un muraglione, quello sì, interessa molto. Dov'è quel tratto di strada o quel muraglione?
(Interruzioni)
Lo dici tu perchè te ne intendi! Non stavi parlando di muraglioni?
(Interruzioni)
E diglielo più piano al commesso! E allora, perchè si comprenda meglio il tutto, converrà chiarire che questo articolo 9 prevede una normativa di esproprio generalizzato della funzione legislativa del Consiglio regionale, attribuendo il potere di decidere il sistema dell'aiuto alle imprese - quindi c'è il soldo, altro che c'è! - attraverso direttive della Giunta. Quindi, non attraverso le leggi che definiscano i criteri, le modalità, le misure, le priorità, ma attraverso le direttive della Giunta, che sono atti amministrativi. Quindi, in luogo delle leggi che garantiscono i cittadini e le imprese, che si discutono e si confrontano e si definiscono pubblicamente e che hanno la forza e la cogenza del sistema giuridico completo, attraverso gli atti amministrativi, le direttive! Attraverso le direttive - è detto in questo articolo - la Giunta - con questa norma si vuole attribuire questo potere alla Giunta - definisce le finalità, le modalità, i criteri di attuazione degli strumenti e dei regimi di cui al comma 1, cioè dell'aiuto alle imprese, e stabilisce anche le limitazioni e i vincoli e i soggetti beneficiari e le priorità e quant'altro. Ma definire tutto questo, cioè regolare o no l'economia, attribuire a questo o a quel settore, ambito o soggetto anche, eventualmente beneficiario, gli aiuti, cioè i sostegni finanziari, è materia amministrativa o non è eminentemente e necessariamente materia legislativa?
Il Consiglio regionale, con questa norma, viene travolto e la Giunta, dico qualsiasi Giunta, assumerà questi poteri. Io dubito fortemente che questa norma sia costituzionalmente fondata, perché è chiaro ed evidente che c'è, non dico un eccesso di delega, ma l'attribuzione alla Giunta di un potere che essa non può avere, perché la regolazione generale è attribuita alla legge e ne costituisce il carattere. Quello che ha detto bene prima Gian Valerio, è poco rispetto alla gravità della portata di questo articolo 9, sul quale dovremo - credo - tornare. Spero che tutti i consiglieri si pongano la domanda e dicano una parola su questa norma eversiva.
A voi pare che tutto sia semplice, ma non è così! La maggioranza se la cava, quando poi c'è un voto del Consiglio che, non condividendo alcune impostazioni della finanziaria, le censura e quindi le boccia, tutto viene ridotto al giochino delle parti, ai personalismi, e tutto si ritiene superato o superabile con la furberia. Ieri abbiamo passato tutto il giorno in quest'Aula, assistendo all'ostruzionismo della maggioranza. Hanno parlato loro perchè mancavano alcuni consiglieri per votare. Poi oggi sono venuti quelli che mancavano ieri, e il risultato è stato quello che è stato. Forse era meglio che mancassero. Poi oggi la maggioranza ci ha chiesto di riflettere, e noi speranzosi abbiamo pensato: "Ma questi riflettono davvero, magari adesso cambiano in meglio qualcosa, tolgono da questa finanziaria tutta una serie di norme che non c'entrano nulla con la materia finanziaria, compresa questa dell'articolo 9, e magari c'è, se non proprio una correzione, un'inversione ad "U", almeno un inizio di ripensamento". Manco per idea! Dopo che, per tutto il giorno, la maggioranza ha pensato, torna in Aula, e il collega Pittalis dice: "Il risultato della nostra riflessione è uno, come recuperare l'articolo bocciato"; come se il voto non valesse. Invece di quella parte bisogna recuperare alcuni istituti buoni che, con le leggi di settore e con le normative esistenti, si possono benissimo recuperare. Dice Pittalis: "Noi abbiamo riflettuto per decidere che andiamo avanti, perchè quello che è accaduto" cito testualmente "ha rafforzato la maggioranza". Se questo è il ricostituente della maggioranza, noi vorremmo una maggioranza di molto rinforzata. Bocciamo anche l'articolo 9 e l'articolo 10, così ne uscite giganti, ne uscite corroborati da questo tipo di lezioni.
La verità è che non c'è più neanche il senso del ridicolo! Perchè un'intera componente politica non viene in Aula, però annuncia all'esterno (perchè tutti leggiamo le note che si diramano) che voterà comunque a favore della finanziaria e che lavoreranno per il bene della Sardegna. E ben si vede come stanno lavorando per il bene della Sardegna! Di quel Gruppo politico, premiata ditta P.P.S., dei due assessori non ce n'è neanche uno, del Gruppo nessuno, non ci sono! Stanno lavorando per il bene della Sardegna! E` un bel modo questo! Ecco dove è tutta la confusione e la poca serietà e dov'è che si inciampa necessariamente. Poi torneremo a parlare nel merito. Per ora lanciamo l'allarme, questo articolo 9 è devastante!
Questo articolo 9, assessore Masala, sarebbe saggio che lo ritiraste già questa sera, così passiamo all'esame di qualche altro argomento.
(Interruzioni)
Qui c'è il sistema di aiuti alle imprese che vi volete riservare di decidere voi; il che non è legittimo.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 152 facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Capisco che la maggioranza abbia tutto l'interesse a stendere un velo pietoso su ciò che è accaduto oggi, e non solo oggi. Ma, per fare questo, credo che sia necessario il silenzio da parte di chi ha capito che la situazione è notevolmente peggiorata e non aiuta questa maggioranza che è nata a suo tempo già in forte difficoltà.
Ma questo non succede, e si cerca di trasmettere all'esterno, e quindi a chi è fuori di questo palazzo, un'immagine completamente diversa. E chi lo fa? Lo fanno i colleghi maggiormente coinvolti nella giornata di oggi, e cioè il Gruppo del P.P.S., affidandosi non all'Aula e quindi alla discussione, al confronto rimarcando quello che dovrebbe essere rimarcato qua tra di noi, ma lo fa affidandosi ad un comunicato stampa.
Il comunicato stampa è allucinante nei contenuti, e lo è soprattutto alla luce delle cose che tutti abbiamo vissuto nella giornata di oggi. Intanto, credo che si sbagli nel dire che il voto di oggi nell'aula del Consiglio regionale ha "praticamente soppresso" l'articolo 8; non lo ha "praticamente" soppresso, lo ha soppresso! Credo che sia impossibile recuperarlo. Ma se questo non fosse sufficiente, in un'altra parte - e su questo sono d'accordo - il comunicato dice che questa rappresenta una delle pagine più buie e vergognose di questa legislatura. Siamo tutti d'accordo! Il problema è chi è che ha scritto queste pagine più buie di questa legislatura. Mica le abbiamo scritte noi!?
Mica ci si può dire come si fa l'opposizione! E si tenta anche di fare questo, accusando l'opposizione per aver chiesto il voto a scrutinio segreto. Quindi, saremmo noi i responsabili degli accadimenti di questa mattina, e quindi della bocciatura dell'articolo 8. Ma vedo che alla fine il comunicato non si limita ad accusare solo ed esclusivamente l'opposizione, ma dice che di questo è anche responsabile la stessa maggioranza.
Io credo che la maggioranza sia responsabile dell'azione politica che sta portando avanti; ha responsabilità di governo, non vedo perchè non se le debba assumere totalmente e debba scaricarle ancora una volta sull'opposizione e sul suo modo di agire e di intendere il proprio ruolo nel rispetto del Regolamento, a cui tutti siamo tenuti, perché garantisce l'esercizio dei ruoli che contraddistinguono maggioranza e opposizione.
Ecco perchè dico che sarebbe stato obbligatorio stendere un velo pietoso, perchè non si può diramare un comunicato stampa come questo, mentre noi stiamo qui in Aula a cercare di portare avanti i lavori di questa finanziaria, con le difficoltà che tutti conosciamo, e che soprattutto questa maggioranza sta vivendo
Ve lo leggo testualmente, perchè si scappa via dall'Aula, dopo di che si scrive questo comunicato: "Per quanto ci riguarda, coerenti con l'impegno da noi assunto con la maggioranza e responsabili fino in fondo nei confronti dei sardi, lavoreremo affinché venga approvato e migliorato quello che è rimasto della finanziaria". Io non ho visto lavorare insieme a noi gli autori del comunicato, non li ha visti nessuno, hanno fatto una loro scelta, una libera scelta, potrà anche non essere condivisibile, ma ha un grande significato politico. Ed è questo che conta.
Non ci si può quindi rivolgere ai sardi affermando di fare quello che non si sta facendo. Si vuole ancora una volta nascondere la verità dell'azione politica, non ci si vuole assumere le responsabilità sino in fondo, si vuole continuare a trasmettere all'esterno di questo Palazzo notizie non veritiere, si vuole ingannare la gente, si vuole dimostrare ancora una volta che la verità non sta qua dentro, nel confronto aperto, democratico e leale tra di noi, ma sta al di fuori, comunicando le cose più aberranti e certamente non vere!
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti dal numero 157 al 168, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Limitiamoci all'emendamento numero 157, altrimenti perdo il conto del tempo.
Mi dispiace che non ci sia il collega Balletto che ha fatto proprio un balletto all'inizio di questa finanziaria, descrivendo la nostra vocazione a censurare senza motivazioni la grande proposta della Giunta. Comincia da qui in poi, credo in maniera abbastanza costante - il significato degli emendamenti soppressivi l'abbiamo già esposto, e lo ribadiremo - una serie di proposte. Mi spiace che non ci sia Corda, gli amici glielo ricorderanno, glielo faranno presente.
Cominciamo ad affrontare argomenti che riguardano i settori produttivi, quelli che avevano in qualche modo la speranza di trovare con voi, in questa svolta neoliberista che metteva in primo piano il valore dell'impresa e della produzione, una speranza che, grazie a Dio, in questo ultimo scorcio di tempo è stata - come per la vicenda dei quotidiani - ridimensionata e riportata a verità.
Qui noi chiediamo che gli stanziamenti per il concorso agli interessi sui prestiti concessi alle imprese individuali operanti nel settore del commercio, del turismo e dei servizi, nonché della ricerca scientifica e tecnologica, siano riportati a un livello che dovrebbe essere, quanto meno, proporzionato alle necessità ed ai bisogni dichiarati, e in qualche modo anche a una sorta di investimento, Assessore, perché, avendo noi introdotto, nella legge regionale numero 2 del 2001, questa innovazione, siamo ancora in una fase sperimentale.
Sarebbe stato necessario, in qualche modo, provare se questo provvedimento in qualche modo...
(Interruzioni)
Poi tanto ci pensate voi. Ci avete già dimostrato con il gioco dei fondi di rotazione, e tutti i marchingegni che usate per recuperare risorse, che tanto comunque i soldi da qualche parte si recuperano. Ma io avrei preferito da parte vostra, per la vostra dichiarata natura a favore dell'impresa, che, invece di catapultarvi nella logica dello stanziamento, dei lavori pubblici, di cose di questo genere, o del fondo per gli obiettivi strategici (a cui arriveremo a dimostrazione delle cose che stiamo dicendo), faceste un investimento reale in questa direzione. Così non è, perché è chiaro che questa impostazione è stata soffocata da quella che giustamente il comunicato stampa ha chiamato una delle pagine più buie dell'esperienza autonomistica. Ed è così! Questa è la verità dei fatti, ci sono delle cose nella vita su cui gli uomini sono chiamati a far emergere la verità portando le prove, portando i documenti. Questo caso è diverso, c'è una sofferenza del sistema sardo, l'esperienza di vita quotidiana dei sardi, che si è incaricata da sola di far emergere la verità su questa vostra esperienza. Ed è una cosa così evidente che, perfino sulle difficoltà che una macchina complessa come quella della Regione comporta, e che noi potevamo anche essere disposti in parte a riconoscere come pregiudizievoli a una performance migliore del sistema regionale - eravamo disposti e siamo disposti, in una logica diversa, a cogliere anche che ci sono delle oggettive difficoltà - non lo possiamo fare, perchè ce lo impedite voi con le illusioni delle norme, con il modo di dissacrare le impostazioni e i programmi che voi stessi avete portato avanti, negando la verità dei fatti. Ci impedite di soccorrervi anche su questo fronte di oggettiva difficoltà, sul quale però noi abbiamo tentato di dare un grande messaggio a voi con proposte concrete di riforma, con una serie di progetti di legge che giacciono nelle Commissioni, debitamente coperte, e che verranno solo evocate perché, come è successo in questa legislatura, le leggi camminano solamente per il loro livello di necessità o per il richiamo sociale che comportano rispetto al programma dei lavori che noi ci diamo. Questo è sbagliato.
Ed allora queste pagine più buie - sia chiaro - le avete scritte voi. Le avete scritte voi e noi le abbiamo rese leggibili. Questo abbiamo fatto. Noi stiamo rendendo leggibili alla Sardegna, non dico al parlamento sardo, perchè il parlamento sardo, che opera nelle condizioni che vedete, non è un parlamento che vuole ricercare la verità, vuole solamente continuare a scrivere pagine buie; e la politica non è il luogo per eludere le difficoltà, la politica è il luogo della complessità, ed essendo il luogo della complessità per definizione è il luogo della composizione delle difficoltà nell'individuazione delle soluzioni.
Diceva Moro - che in questi giorni solo alcuni legittimamente possono rievocare per le testimonianze che quotidianamente danno, perchè chi dà testimonianze sbagliate nella propria vita, è bene che non si appropri neanche della memoria tragica di certe persone - che la vera funzione della politica è quella di sapere cogliere in maniera più larga possibile i bisogni e organizzare, rispetto ad essi, la migliore risposta possibile in quella circostanza, sapendo che, nel momento in cui si va perfezionando quella risposta, probabilmente sarà necessario sottoporla alla peggiore delle autocritiche perchè la dinamica che si sviluppa intorno ai fenomeni sociali è talmente complessa che c'è bisogno di aggiustarla ad ogni passaggio.
Moro vedeva, già molti anni fa, quella dinamica di sviluppo ossessivo dei fenomeni politici e sociali che oggi tocchiamo con mano. Lui la vedeva allora con una lungimiranza che oggi mi sembra attualissima, anche nell'esperienza che noi viviamo.
Questa non è stata certo una legislatura di avanguardia, ma una legislatura all'insegna della retroguardia e dell'emergenza, sapendo che l'emergenza è tale solo perchè si è in posizione di retroguardia, perchè se un'assemblea legislativa è dinamica e moderna sa preventivamente organizzare le risposte e non si trova mai nelle condizioni di dover provvedere alle emergenze perchè le previene.
Ed è vero che nel tempo - badate - ciascuno di noi, direttamente o indirettamente, si è caricato, nell'esperienza autonomistica, anche di responsabilità. Nessuno di noi dice di non avere responsabilità. E voi fate male quando indicate a noi il nostro passato, quasi a rifuggire dall'esame delle vostre responsabilità attuali! E' un errore! Perchè noi, affrontando uno sviluppo della Sardegna che partiva con centinaia e migliaia di persone che avevano al posto delle calze gli stracci e al posto delle scarpe il cartone, abbiamo fatto fare straordinari passi avanti a questa terra! Insufficienti, ma straordinari!
E allora, insieme alle nostre responsabilità, dovete riconoscere le nostre capacità. E voi, che avete, in un sistema di alternanza, guadagnato oggi la scena di una responsabilità di governo, dovete sapere che è profondamente dannoso per voi rinnegare il passato, perchè rinnegando il passato state rinnegando anche le straordinarie condizioni economiche, di sviluppo, di ricchezza legislativa e di opportunità che vi sono state consegnate nel momento in cui avete assunto il potere, grazie a chi nel tempo ha lavorato!
E noi non possiamo dimenticare che, dall'inizio di questa legislatura, un Presidente quasi abusivo ha solo rinnegato la legittimità di una funzione parlamentare nostra, che veniamo da quella storia e abbiamo fornito a lui gli strumenti per crescere, per acculturarsi quanto gli bastava e per venire qua e cimentarsi in una sfida che doveva avere un sapore diverso, e nella quale lui ha ampiamente fallito.
Certamente a lui di vincere o perdere la sfida con il parlamento sardo e con i sardi interessa poco o niente. A lui interessa la legittimazione che gli dà la capacità di tenervi in ostaggio e di negoziare con il suo e vostro padrone, la permanenza nella carica che ricopre. Non so quanto questo sarà utile a lui e a voi. Certamente ai sardi poco o niente; perché, se dovessimo fare quattro conti, in cinque anni, se mettessimo in fila le parole, copriremmo un paio di volte la distanza che separa Cagliari da Porto Torres, mentre se mettessimo in fila le opere realizzate, al massimo faremmo quei 17 chilometri di condotta inutile dalle miniere al ripartitore di Siliqua.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 30.
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