Seduta n.80 del 02/08/2000 

LXXX SEDUTA

MERCOLEDI' 2 AGOSTO 2000

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 18.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 26 luglio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Andrea Biancareddu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta antimeridiana del 2 agosto 2000; il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 2 agosto 2000; il consigliere regionale Beniamino Scarpa ha chiesto di poter usufruire di quattro giorni di congedo a far data dal 2 agosto 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: " Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 86. Ricordo che, nella precedente seduta, è stato votato l'articolo 1 e che dobbiamo votare ancora l'emendamento numero 5 sul quale è stato chiesto il voto segreto.

Ricordo ai colleghi che, nella tornata in corso, dobbiamo esaurire l'ordine del giorno che comprende la proposta di legge numero 11, Dettori Ivana e più, e il documento numero 7. Dobbiamo inoltre continuare la discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Giunta.

Se non ci sono obiezioni, data l'urgenza, benché non siano all'ordine del giorno, perché non sono stati ancora esitati dalle Commissioni, discuteremo anche il disegno di legge e la proposta di legge presentata dal Gruppo dei D.S. in materia di interventi urgenti in agricoltura. Credo che tutti siano d'accordo e che i due provvedimenti vadano inseriti all'ordine del giorno. Decideremo, durante i lavori, l'ordine della discussione.

E' stato presentato l'emendamento della Giunta regionale numero 113 all'articolo 10 sostitutivo dell'emendamento numero 5 all'articolo 1. Suppongo quindi che l'emendamento 5, per il quale era stato chiesto il voto segreto, debba essere ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo che l'emendamento numero 113 sia distribuito.

PRESIDENTE. Sarà distribuito subito. Se non vi sono obiezioni, a me pare che, poiché questo emendamento è sostitutivo dell'emendamento 5, non potendosi presentare nuovi emendamenti, quest'ultimo debba essere ritirato.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, Presidente, ma voglio dare qualche informazione utile anche per il proseguo dei lavori.

Si è trovato un punto di incontro per dare un forte segnale anche al settore dei lavori socialmente utili, che il Governo nazionale ha posto oramai a carico del sistema delle autonomie locali. La Regione se ne fa carico, ma nelle more di una definizione complessiva e di una programmazione del settore che non può essere più procrastinabile. Nel frattempo stiamo accantonando 8 miliardi che rappresentano un impegno forte, anche in termini quantitativi, per dare a tutti i lavoratori di questo settore, il segnale che attendono ma è necessario che le forze politiche si impegnino a dare una sistemazione organica alla materia in discussione. Sei miliardi li abbiamo prelevati dal capitolo 03017, e sono i fondi che originariamente erano stati stanziati per la promozione - come recita l'emendamento numero 5 - di manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, ed altri due miliardi li abbiamo prelevati dal capitolo 07020. Quindi, l'emendamento numero 5 della Giunta regionale si intende ritirato, mentre rimane in piedi l'emendamento numero 36 trattandosi di una mera rimodulazione all'interno dei capitoli di competenza dell'Assessorato del turismo.

Siamo anche del parere di accogliere espressamente il suggerimento dell'onorevole Giacomo Sanna di prevedere il termine di trenta giorni dall'entrata in vigore del presente disegno di legge per la predisposizione del programma. Non so come questo possa essere ora inserito nell'emendamento numero 36, lo proponiamo come emendamento orale, accogliendo l'indicazione dell'onorevole Giacomo Sanna, e mi pare che con questi chiarimenti si possa proseguire nell'esame degli articoli.

L'emendamento numero 36 si riferisce all'articolo 10PRESIDENTE. Con questo chiarimento possiamo procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Voglio capire esattamente quello che stiamo facendo, perché all'inizio della seduta c'è sempre un po' di brusio. L'emendamento numero 5 viene ritirato, rimane in piedi l'emendamento numero 36 che va riferito all'articolo 10, e a questo articolo si riferisce anche l'emendamento numero 113 sui lavori socialmente utili.

Presidente, chiedo ancora una volta, l'ho chiesto ieri al collega Spissu che presiedeva la seduta, se è possibile avere dagli uffici l'elenco delle norme intruse che sono state inserite sia nella legge finanziaria, sia nel testo del disegno di legge di assestamento del bilancio esitato dalla Commissione e negli emendamenti presentati in Aula. Non si tratta solo di emendamenti della Giunta o della maggioranza, ma anche dell'opposizione. Per quanto ci riguarda, siamo disposti a ritirare tutti gli articoli e gli emendamenti intrusi, chiediamo che la Giunta faccia altrettanto; cioè, chiediamo di concordare il rispetto della legge di contabilità.

Chiedo perciò al Presidente l'elenco di questi emendamenti, sia di quelli presentati in Aula sia di quelli già presentati in Commissione ed inseriti nel disegno di legge di assestamento.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, gli uffici stanno predisponendo l'elenco e credo che nel giro di pochi minuti saremo in grado di fornirlo a lei e a tutti gli altri colleghi. Ricordo che l'articolo 1 è stato votato.

L'articolo 2 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Art. 3

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

1. Una quota pari a lire 85.700.000.000 dello stanziamento di cui al titolo di spesa 12.5.02 e lo stanziamento di lire 2.000.000.000 di cui al titolo di spesa 12.05.01 del programma d'intervento per gli anni 1998/1999 di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402 sono destinati al titolo di spesa 12.4.0 per il finanziamento degli interventi a favore del lavoro.

2. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle conseguenti variazioni della relativa contabilità.

3. L'intervento previsto nel surrichiamato titolo di spesa 12.5.02 è garantito dall'Amministrazione regionale con fondi propri nell'anno 2001; a tal fine è iscritta la somma di lire 85.700.000.000 sul capitolo 03034/01 per essere trasferita alla contabilità speciale di cui al comma 1 ed essere attribuita allo stesso titolo di spesa 12.5.02.

4. Nell'articolo 1, comma 2, lett. b), punto 2), della legge regionale 26 febbraio 1999, n. 6, l'espressione "riproduzione delle somme disimpegnate sulle contabilità speciali di cui al comma 1," è sostituita dalla seguente: "attribuzione di somme".

PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Morittu - Cugini - Vassallo - Pirisi.

Art. 3

Nell'articolo 3 sono soppressi i commi 1, 2, 3.

L'importo di lire 85.700.000.000 iscritto in conto del capitolo 03034-01 per l'anno 2001 è portato in aumento nel capitolo 03016 voce 11 istituita dall'articolo 1. (82)

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE.

Art. 3

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

1. Il comma 2 è soppresso;

  1. Dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

"3bis. Lo stanziamento di lire 5.000.000.000 del titolo di spesa 12.3.02 b) del programma di interventi 1998/1999 di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402, finalizzato alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca è destinato ad integrare lo stanziamento di lire 30.000.000.000, previsto dal titolo di spesa 12.3.01 dello stesso Programma d'interventi, per i Consorzi di Garanzia fidi.

3ter. È autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 3.000.000.000 per il finanziamento dei Consorzi di Garanzia fidi operanti nel settore industriale (cap. 09041-01); a tal fine detto stanziamento è iscritto sul capitolo 09041-01 per essere trasferito alla contabilità speciale di cui al comma 3 bis per essere attribuito allo stesso titolo di spesa 12.3.01.

3quater. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle variazioni di cui ai commi 1 e 3bis nell'ambito della relativa contabilità speciale.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

Cap. 09041-01 Contributi ai consorzi di garanzia fidi costituiti tra piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, della edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica (art. 1, L.R. 10 febbraio 1978, n. 5, art. 62, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); ed ai consorzi di garanzia fidi intersettoriali costituiti tra imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi o di servizi (art. 45, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

L. 3.000.000.000

In aumento

Cap. 09041 / 01 (N.I.) 2.1.2.8.0.3.12.32 (03.02)

*FR* Versamento alla contabilità speciale di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402, di finanziamenti aggiuntivi per l'esecuzione di iniziative a sostegno dell'attività produttiva previste dai relativi programmi d'intervento (art. della presente legge)

L. 3.000.000.000

(12)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Dopo l'articolo 3 è istituito il seguente:

Art. 3 bis

Finanziamenti per la contrattazione programmata

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concorrere al finanziamento totale o parziale degli interventi cofinanziati dallo Stato e/o dall'Unione Europea tramite gli strumenti della programmazione negoziata.

2. Il programma degli interventi è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio, ai sensi dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1.

3. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati, per l'anno 2000, in lire 30.000.000.000 (cap. 03059-02).

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

09 - INDUSTRIA

Cap. 09041 Contributi ai consorzi di garanzia fidi costituiti tra piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, della edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica (art. 1, L.R. 10 febbraio 1978, n. 5, art. 62, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); ed ai consorzi di garanzia fidi intersettoriali costituiti tra imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi o di servizi (art. 45, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

2000 L. 2.000.000.000

Cap. 09042-01 Concorsi in conto interessi sui prestiti concessi alle piccole e medie imprese individuali, societarie o cooperative operanti nei settori dell'industria, della edilizia o della ricerca scientifica e tecnologica, con la garanzia dei consorzi fidi costituiti tra imprese operanti nei predetti settori (artt. 65 e 66, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 20 giugno 1989, n. 44); nonché alle imprese cooperative operanti in tutti i comparti produttivi garantite dai consorzi fidi intersettoriali (art. 44, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, artt. 3, comma 3, e 16, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 35, comma 1, lett. s), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 25, comma 4, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)

2000 L. 28.000.000.000

In aumento

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03059 / 02 (N.I.) 2.1.2.1.0.3.12.32 (08.02)

Concorso della Regione nell'attuazione di programmi cofinanziati dallo Stato, dall'Unione Europea nonché derivanti dagli strumenti di programmazione negoziata (art. 3bis della presente legge)

2000 L. 30.000.000.000

(13)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 82 ha facoltà di parlare il consigliere Morittu.

MORITTU (D.S.). Leggendo i commi 1, 2 e 3 dell'articolo 3, intitolato "riutilizzo, disponibilità, contabilità speciali" ho avuto la risposta vera all'interpellanza, presentata da me e da alcuni colleghi ai primi di marzo di quest'anno, e rivolta al Presidente della Giunta e all'Assessore dell'industria, nella quale chiedevamo di conoscere quali iniziative la Giunta regionale avesse messo o intendesse mettere in atto per l'immediato avvio del programma di metanizzazione così come previsto dall'accordo di programma contenuto nell'intesa istituzionale Governo-Regione Autonoma della Sardegna, firmato nell'aprile del 1999 dall'allora presidente Palomba. Chiedevamo di conoscere in particolare quali iniziative la Giunta avesse messo in essere per le parti di quell'accordo, complesso per la verità, di completa ed esclusiva competenza della Regione, e in particolare dell'Assessore dell'industria. E dico completa sia per quanto attiene le risorse, che ammontano a 250 miliardi di cui 100 miliardi derivanti dalla legge numero 402 del 1994 (di questi 100 miliardi, la maggioranza propone che 85 miliardi e 700 milioni siano, come dire, distratti e spostati al 2001 e da risorsa certa diventare risorsa incerta) sia per quanto riguarda le procedure che sono completamente in capo all'Assessore dell'industria, in quanto le risorse previste nell'intesa a valere sulla legge numero 266 del 1997 sono completamente rese libere da una delibera del CIPE del giugno del 1999, pubblicata nel settembre dello stesso anno.

L'accordo prevede all'articolo uno le finalità, gli obiettivi e i tempi, e stabilisce che i 250 miliardi possono essere utilizzati per la progettazione e realizzazione di nuove reti di distribuzione del gas e, nelle more della realizzazione del sistema di approvvigionamento del gas-metano, tali reti saranno alimentate con propano, nonché la realizzazione, l'espansione e l'integrazione delle reti di distribuzione del gas nei comuni della Sardegna previ accordi da stipularsi tra la Regione e i comuni interessati e il cronogramma dei tempi previsti per l'attivazione dell'intero sistema. All'articolo 3 tre prevede la dotazione finanziaria. L'articolo 4 stabilisce che il soggetto responsabile è l'Assessore regionale dell'industria pro tempore, che si avvale della Direzione generale dell'Assessorato per l'esercizio delle competenze tecniche, organizzative, gestionali dell'accordo. E all'Assessore dell'industria spetta anche il compito di promuovere, di concerto con i responsabili dei singoli interventi, eventuali azioni ed iniziative necessarie a garantire il rispetto degli impegni e degli obblighi dei soggetti sottoscrittori dell'accordo. Questo è quanto prevede l'accordo di programma; ma la risposta vera della Giunta e della maggioranza a quella interpellanza e al sottoscritto, che è poca cosa, ma soprattutto ai comuni interessati che sono tanti, ed ai cittadini sardi, è che i soldi previsti per la realizzazione delle reti di distribuzione del gas, cioè 227 miliardi, vanno spesi per altre finalità. Le reti di distribuzione del gas e i cittadini possono aspettare, possono aspettare i comuni, le imprese, i lavoratori, i famosi lavoratori socialmente utili che, in questo progetto di metanizzazione, potrebbero essere sicuramente e concretamente impiegati. Gli investimenti infatti ammonterebbero complessivamente, con i finanziamenti privati, a circa 500 miliardi, non mi pare che sia un investimento di poca cosa per lo sviluppo di quest'Isola. Può aspettare il risparmio energetico reale delle famiglie, può aspettare lo sviluppo dell'Isola, quello economico e quello civile; perché abbiamo detto, anche in altre occasioni, che la metanizzazione dell'Isola è anche una questione di civiltà, non solo una questione economica!

Questa maggioranza, secondo me, ha una sorta di pruderie ed è quella di voler comunque riprogrammare le risorse; non importa se sono già impegnate con accordi di programma sottoscritti con lo Stato, nelle forme vincolanti dell'intesa, tanto la colpa dei ritardi la si può sempre e comunque dare allo Stato, sollevando ogni tanto un polverone per nascondere le proprie inadempienze.

La verità è che questa maggioranza governa grazie alle risorse procurate dal Governo Palomba, attraverso l'intesa istituzionale di programma e l'obiettivo 1, che ammontano a circa 15 mila miliardi. Io capisco anche che questa maggioranza abbia un grande imbarazzo, ed è quello di dover ammettere che tutto ciò che di positivo riuscirà a fare è frutto dell'eredità dei governi regionali e nazionali del centro-sinistra. E' un'eredità che gestisce con forti contraddizioni interne e grande confusione, determinando ritardi e, quindi, danni per lo sviluppo dell'Isola. Per nascondere l'imbarazzo e le contraddizioni, questa maggioranza di centrodestra ha adottato la tecnica dell'annuncio al rialzo, con il chiaro intento di creare confusione nell'opinione pubblica. Si fa finta di sbarazzarsi dell'eredità scomoda ma cospicua, e quindi necessaria, dei governi di centrosinistra, denigrandola e quindi giocando al rialzo come dicevo, salvo poi riprenderla per utilizzarla come se fosse propria. Un esempio, io credo chiaro per tutti, è rappresentato della questione della continuità territoriale. Nella prima Conferenza di servizio, l'allora Presidente incaricato Pili, promette viaggi gratis a tutti e per tutte le destinazioni, il polverone monta e produce i suoi effetti confusionali, si perdono sei mesi, arriva con atteggiamento pragmatico e realista il Presidente Floris, avvia la seconda Conferenza con più realismo ed incassa il risultato. Poco importa che la legge sulla continuità territoriale e le relative risorse siano frutto dell'azione dei parlamentari del centrosinistra; poco importa se il polo a livello nazionale ha osteggiato quella legge; poco importa se si sono persi sei mesi e se si è rischiato di perdere i 50 miliardi del 2000 e i 70 del 2001, alla maggioranza e all'onorevole Pili interessa dare comunque e sempre la colpa al governo ladro! Identica strategia politica, mi pare, è stata adottata per la non meno importante questione del metano. "La Nuova Sardegna" del 19 di gennaio titola: "Metano, Roma chiede soldi alla Regione". L'assessore Pittalis dichiara che il progetto è a spese dello Stato, come nel resto dell'Italia. L'iniziativa del centro-sinistra con la citata interpellanza ottiene una risposta evasiva da parte dell'onorevole Pirastu, intanto però, con l'articolo 3 del provvedimento in discussione, si distraggono i fondi previsti dalla legge "402" del 1994 già destinati a queste finalità, e successivamente inseriti nell'intesa, come ho detto, con buona pace degli oltre 50 comuni che hanno concluso, o stanno per concludere, le procedure di affidamento dei lavori per la realizzazione delle reti adaria propanata.

Si distraggono 85 miliardi e 700 milioni e li si porta al 2001, trasformandoli, a mio parere, da risorse certe in risorse incerte, L'assessore Pittalis dice che la Regione ha accumulato debiti sulla legge numero 28 per circa 950 miliardi, di cui 250 miliardi circa trovano ristoro nell'assestamento di bilancio ed altri 600 o 700 rimangono in attesa di ristoro, ma a questi bisogna anche sommare i debiti che questa Giunta sta accumulando, relativi alla progettazione e all'affidamento degli appalti da parte dei comuni per la metanizzazione, così come dobbiamo aggiungere i 250 miliardi dell'agricoltura e così via. Io non so da dove prenderemo tutte queste risorse che mi pare superino i mille miliardi. Questa Giunta dice che non vuole contrarre mutui ma vedremo che cosa si inventerà per la ricerca delle risorse. Forse anziché utilizzare la parola mutuo utilizzerà la parola prestito vantaggioso da restituire con comode rate mensili. Sta di fatto comunque che l'operazione prevista dall'articolo 3 è un'operazione di vera e propria distrazione, è un'operazione che punta in qualche misura a rendere incerto un investimento fondamentale per lo sviluppo di quest'Isola. Noi abbiamo presentato un emendamento soppressivo dei primi tre commi dell'articolo 3, per ripristinare la posta che era prevista originariamente nella "402" per la metanizzazione dell'Isola, in particolare per la realizzazione delle reti cittadine, per dare avvio ai lavori in tempi brevi. E i tempi possono essere veramente brevi, se si emana un bando per affidare i contributi e dare avvio ai lavori, che, come si è già detto, mettono in gioco risorse complessive per circa 500 miliardi, avviando davvero un serio e concreto intervento per lo sviluppo della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, per illustrare gli emendamenti numero 12 e 13.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 12 prevede il riutilizzo di disponibilità a valere sulla legge numero 402, per un ammontare di 5 miliardi, sul titolo di spesa 12.3.01 del programma di interventi della "402" per i consorzi di garanzia fidi. Ulteriori 3 miliardi vengono disposti con risorse del bilancio ordinario per coprire l'intero fabbisogno dei consorzi fidi nel settore industria,portando quindi il relativo stanziamento da 30 a 38 miliardi complessivi.

L'emendamento numero 13, invece, prevede il concorso dell'Amministrazione regionale al finanziamento degli interventi cofinanziati dallo Stato e dall'Unione europea tramite gli strumenti della programmazione negoziata. Anche questo è un segnale forte che l'Amministrazione regionale intende dare, proprio perché riteniamo che, su questa partita che ora sta per essere trasferita interamente alla competenza delle regioni, nel frattempo per il pregresso si debba avere particolare attenzione e particolare riguardo agli strumenti che attendono una definitiva approvazione da parte degli organi nazionali competenti. Anzi approfitto dell'occasione, per comunicare all'Aula, che la Giunta regionale ha espresso parere positivo con l'impegno al cofinanziamento, di tutti gli strumenti della programmazione negoziata: i patti territoriali - quello di Cagliari in primo luogo - che comprendono anche il patto territoriale della Gallura, i patti tematici in agricoltura, e contiamo che, con questo primo sforzo, possano avere nella graduatoria una posizione migliore rispetto alla graduatoria provvisoria che è stata esitata dal Ministero del tesoro, e che vedeva i patti tematici della Sardegna in posizione veramente non confortante; mi pare che il primo fosse al ventunesimo posto nella graduatoria.

Con questo significativo sforzo finanziario della Regione, quindi, e con il parere positivo che è stato espresso, ci auguriamo, anche perché c'è già stato un intervento della Giunta regionale presso il ministro del tesoro Visco, che questi patti tematici possano avere una migliore sorte.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 82 il parere della Commissione è negativo, perché evidentemente porterebbe ad uno stravolgimento della manovra finanziaria, pur comprendendo che le questioni che esso affronta sono concrete ed importanti. In ogni caso c'è il problema di non tenere immobilizzate le risorse, per poterle utilizzare nell'ottica di questa manovra correttiva ai fini dell'occupazione e dello sviluppo.

Sugli emendamenti della Giunta regionale il parere della Commissione è favorevole. In particolare sull'emendamento 13 c'è stata una convergenza molto ampia, in quanto rappresenta, di fatto, una risposta che maggioranza ed opposizione vogliono dare ad un problema molto importante che diventa, a questo punto, centrale in questa manovra, cioè il reperimento e l'allocamento di risorse finanziarie per garantire la quota di cofinanziamento per la programmazione negoziata. E' un primo passo, come è stato detto anche da parte della Giunta, però si ritiene molto importante sottolinearne la validità e soprattutto l'assunzione di responsabilità della Regione, di fronte a una programmazione che nasce dal basso, dagli enti locali, che è nata, negli anni scorsi, con un impegno costruttivo da parte di tutte le amministrazioni, in particolare di quelle provinciali, con le organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori, che ha dato dei frutti che speriamo possano far nascere nuove iniziative imprenditoriali, e quindi nuova occupazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 82 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Io intervengo, signor Presidente, con particolare riferimento all'emendamento della Giunta regionale numero 13, poi dirò una battuta sulla questione del metano, e quindi sull'emendamento numero 82.

Noi abbiamo posto con forza la questione della programmazione negoziata nazionale e degli strumenti regionali di programmazione territoriale, perché ci era sembrato di cogliere, e credo che fossimo nel giusto, una posizione di non sufficiente attenzione e di sottovalutazione, da parte della Giunta e della maggioranza. Questo nostro convincimento rimane per quanto riguarda gli strumenti regionali della programmazione territoriale, e avremo modo di tornare su questo più avanti; registriamo, invece, con soddisfazione, che la nostra battaglia probabilmente ha contribuito a portare la Giunta a una posizione di maggiore impegno sulla questione della programmazione negoziata di derivazione nazionale. Vi sto parlando dei contratti d'area e di programma, dei patti territoriali e tematici.

Proprio in virtù della nostra attenzione a questo aspetto, e della forza del nostro convincimento, abbiamo presentato un emendamento finalizzato a disporre uno stanziamento di 100 miliardi per le esigenze del cofinanziamento regionale; naturalmente quell'emendamento non si proponeva tanto un'esatta quantificazione delle risorse necessarie, quanto, piuttosto, di sollevare con forza il problema. Ora la Giunta accoglie, in parte per quanto riguarda la quantità, ma questo mi pare che sia un problema superabile, perché le esigenze si presenteranno dilazionate nel tempo, la sollecitazione dell'opposizione.

Io però colgo questa occasione, riallacciandomi anche a una considerazione fatta poc'anzi dall'assessore, per dire che è necessario per il Consiglio e per l'opinione pubblica, enti locali, imprenditori, forze sociali interessate agli strumenti della programmazione, che la Giunta chiarisca in Aula, oggi se è in grado, o a breve se non fosse in grado ora, i termini esatti della procedura, in particolare per quanto riguarda i patti territoriali e, se vogliamo, anche tematici, sui quali c'è maggiore disinformazione e vi sono, nel corpo sociale, delle preoccupazioni, talvolta forse anche acuite, ma io credo fondate sul fatto che non c'è una percezione esatta dei termini del problema.

Quando dico termini esatti mi riferisco in particolare, per quanto riguarda i patti, ai tempi di attuazione e alla misura del cofinanziamento; insomma vorremmo capire che cosa sta emergendo, al di là delle notizie che si hanno sulla stampa, dall'interlocuzione tra Regione e ministero del Tesoro, Regione e CIPE, e come la materia è stata e viene affrontata nella Conferenza Stato-Regione, che è una sede nevralgica per questo tipo di strumenti.

Forse sarebbe il caso, anzi senz'altro, che la Giunta presentasse, subito dopo l'interruzione estiva, in Commissione o anche in Aula, un vero e proprio rapporto sullo stato della programmazione negoziata, quindi sulla situazione in Sardegna per quanto riguarda i contratti d'area, i contratti di programma, i patti territoriali e i patti tematici, che sono l'ultimo strumento di questo paniere di leve per cercare di intervenire sullo sviluppo del territorio nelle aree arretrate.

Chiedo alla Giunta che ci dica se questa proposta può essere accolta o no; a me sembrerebbe giusto offrire al Consiglio la possibilità di una riflessione compiuta su questa materia. Colgo anche l'occasione per dire che andrebbe ripresa con forza una questione che fu anche al centro di un conflitto, nella fase del negoziato Stato-Regione, che poi venne concluso dalla firma dell'intesa; un conflitto che rimase irrisolto, perché c'erano posizioni assai differenti tra il Governo nazionale e la Giunta regionale dell'epoca. Il problema è quello del rapporto tra strumenti della programmazione negoziata nazionale e strumenti regionali. Noi abbiamo sempre rifiutato, al di là delle articolazioni maggioranza-opposizione, uno schema che veda, per quanto riguarda gli strumenti nazionali, la Regione sostanzialmente nel ruolo di spettatrice o di notaio. E' chiaro che gli strumenti nazionali di programmazione e quelli regionali possono conseguire degli effetti importanti per quanto riguarda l'occupazione e lo sviluppo se agiscono in forma coordinata, cosa che non è consentita dall'attuale ordinamento. Io credo che questo tema vada rilanciato e sollecito la Giunta a farlo, e vada anche, attraverso un confronto forte, netto con il Governo, portato a un punto conclusivo che sia soddisfacente, non tanto per delle astratte rivendicazioni nostre di tipo regionalistico, quanto per la questione molto concreta dell'efficacia degli investimenti in termini di occupazione e di sviluppo.

Voglio dire un'ultima cosa, molto brevemente: per quanto riguarda il metano (forse in Commissione io stesso, in quella fase, non ci avevo riflettuto adeguatamente, quindi non avevo inquadrato bene la questione) adesso è abbastanza chiaro, dopo le cose dette e anche l'ottimo intervento del collega Morittu, che, in tutta schiettezza, Assessore e relatore di maggioranza, non c'è motivo perché questi fondi rimangano inutilizzati. È vero che sono inutilizzati per qualche deficienza soggettiva, ma sono fondi utilizzabili subito. Quindi il problema non è tanto di spostare nel tempo l'investimento; il problema è far partire subito le procedure per utilizzare quei soldi. Stiamo anche attenti, mi riferisco al tema dell'attuazione dell'intesa Stato-Regione, al punto particolare dell'Accordo di programma quadro relativo dell'energia, perché questo slittamento di fondi può fornire un alibi al Governo. Io credo che noi dobbiamo avere le carte in regola, quindi attuare tutte le procedure che l'Accordo di programma quadro mette in capo alla Regione, che è il soggetto attuatore, e solo in quanto noi abbiamo le carte in regola siamo grado di esigere che lo Stato faccia tempestivamente quanto esso deve fare. Ci preoccupa un po' questo aspetto.

PRESIDENTE. Credo che la Giunta del prosieguo del dibattito avrà modo di dare una risposta a questo problema che è di tipo politico e non incide direttamente sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Voglio dire soltanto alcune cose sull'emendamento numero 82, che pone all'attenzione di quest'Aula il problema, a mio avviso, fondamentale per lo sviluppo dell'economia sarda, della metanizzazione, elemento da tutti considerato fondamentale, non soltanto per superare il gap energetico tra la Sardegna e il Continente, in parte recuperato dal provvedimento del Governo che prevede incentivi alle aziende sarde che utilizzano oli combustibili fluidi e semifluidi, a compensazione della differenza dei costi dell'energia. E' una buona cosa, è indubbiamente un passo avanti rispetto al passato, ma non è sufficiente per favorire quel processo di modernizzazione della nostra economia che deve coinvolgere tutti i settori produttivi e anche quelli non produttivi, cioè chi abita in Sardegna stabilmente per 365 giorni all'anno. E' chiaro che risparmiare sui costi dell'energia significa avere a disposizione più denaro per fare altro. Per altro non mi sembra che le disponibilità finanziarie del popolo sardo siano tali da consentirci di non considerare la necessità di una parificazione con tutti gli altri cittadini italiani.

Invece, la Giunta propone di rinviare l'utilizzo di questi fondi al 2001. Di per se stesso, uno spostamento al 2001, se non fosse accompagnato dalle dichiarazioni che ho sentito in aula non più di 15 giorni fa dall'assessore dell'industria Pirastu, non mi preoccuperebbe, nel senso che siamo in agosto, mezzo anno del 2000 è già passato, è un sacrificio che potremmo anche fare. Questo sacrificio però non si può fare quando si collega alle dichiarazioni che l'Assessore dell'industria ha fatto in quest'aula; dichiarazioni che non legano strettamente lo stanziamento dei 100 miliardi della legge "402" a un programma di sistemazione, adeguamento ed infrastrutturazione dei centri, per dotarli delle reti di distribuzione del propano, quelle reti che dovrebbero, in seconda battuta, essere riconvertite, in quanto è possibile tecnicamente che le reti per la distribuzione del propano possano essere utilizzate anche per il metano, essendo il metano un combustibile che viaggia a una pressione di molto inferiore rispetto a quella del propano, per cui avremmo delle reti sicuramente adeguate a questa esigenza. Ma l'Assessore dell'industria spostava la soluzione di questo problema sine die, rispetto a scelte più complessive che la Regione insieme o d'intesa con il Governo deve ancora fare. Tali scelte riguardano il sistema di adduzione del gas metano in Sardegna, cioè se questa debba avvenire attraverso il gasdotto Sardegna-Corsica-Toscana, o attraverso il gasdotto con l'Algeria, ipotesi avanzata più di recente, o attraverso il polo criogenico. Si tratta di una serie di scelte che sono considerate e sono certamente strategiche, che condizionano l'utilizzo delle risorse finanziarie.

Io non discuto il fatto che comunque il nodo della scelta del sistema di adduzione vada risolto, però non voglio condizionare la possibilità di un ulteriore passo avanti in riferimento al problema che stiamo discutendo, attraverso l'utilizzo dei fondi che erano a disposizione della Regione, soldi della Regione quindi, stanziati a suo tempo dalla legge "402", che erano destinati proprio alla realizzazione delle reti di metanizzazione.

Ma, per reti di metanizzazione, quando abbiamo votato quel testo, non si intendeva esclusivamente la dorsale, oppure i massimi sistemi di approvvigionamento, per reti di metanizzazione si intendevano anche quelle reti interne che comunque possono far fare un passo concreto in avanti per soddisfare le richieste dell'utenza, sia essa industriale, sia essa civile. Dando attuazione agli accordi si creerebbero le condizioni concrete, non soltanto per fare progredire lo stesso confronto con il Governo, e dimostrare che, rispetto a questioni fondamentali, noi, autonomamente, con i nostri fondi, abbiamo fatto un concreto progresso. Se così non facessimo saremmo sempre al punto di partenza, e a me non interessa recriminare per l'eventuale mancato impegno del Governo rispetto a questa materia, ma mi interessa soprattutto che noi, come sardi, come Consiglio Regionale, come governo della Regione abbiamo le carte in regola per rivendicare con più forza il diritto di avere gli stessi servizi che hanno tutti gli altri cittadini italiani. Ma per fare questo è necessaria una scelta concreta e determinata; Scano poc'anzi diceva: "Non c'è motivo perché i fondi siano inutilizzati", e in effetti è così.

E` chiaro che se si intende utilizzarli in maniera difforme da quanto avevamo a suo tempo deciso, questa è una scelta vostra di cui vi assumete tutta la responsabilità. E' chiaro che questi fondi possono essere utilizzati anche per altro, e non essere per l'obiettivo primario per il quale erano stati stanziati. Però se c'è la volontà politica di agire in maniera diversa, è possibile spendere subito questi fondi; perché, come già ricordavano altri colleghi, non solo in alcuni dei comuni più grandi della Sardegna, ma anche in piccoli comuni, si è già provveduto a bandire le gare, attraverso project financing, per la realizzazione delle reti di distribuzione del gas.

Noi stessi abbiamo creato, aspettative negli amministratori degli enti locali, che hanno agito sulla base delle cose che noi abbiamo legiferato, e sulle quali hanno basato la loro programmazione. Attraverso l'articolo 3, state dando un duro colpo alle autonomie locali, che proprio con l'obiettivo dello sviluppo avevano seguito l'indicazione che il Consiglio Regionale, in passato aveva dato. Io mi auguro che, rispetto a questa questione

ci sia un attimo di riflessione, e che si possa anche addivenire a una diversa impostazione, in quanto questa mi sembra veramente deleteria.

PRESENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, voglio fare alcune brevi considerazioni su questo articolo e sugli emendamenti che sono in discussione, per riconfermare la bontà, per i motivi che dirò, dell'emendamento numero 82, e per sottolineare come alcune scelte fondamentali, a mio avviso, vengano spacciate in quest'Aula, come scelte assolutamente tecniche, assolutamente neutre.

L'argomento che la Giunta ha usato per dirottare i fondi di cui al comma 1 di questo articolo 3, è un argomento che si sta usando molto spesso nella discussione degli strumenti finanziari, in questa prima fase del nostro mandato. In buona sostanza si dice che, poiché questi fondi non vengono utilizzati, sarebbe un delitto tenerli bloccati, tanto vale che si utilizzino per altre finalità rimandando l'attuazione del programma agli anni successivi. Questo è l'argomento utilizzato dall'Assessore, questo è stato l'argomento utilizzato dal relatore di maggioranza, che dice: "tanto vale che l'attuazione del programma per la metanizzazione, la spostiamo all'anno successivo".

Io credo che questa semplice scelta tecnica, o rappresentata come tale, e sulla quale sembrerebbe quasi automatico essere d'accordo, in realtà sottenda un fatto politico fondamentale che la Giunta sottovaluta, e che noi, invece, non sottovalutiamo assolutamente, ma che anzi riproponiamo all'attenzione della Giunta.

La Giunta si assume una gravissima responsabilità, e lo ha fatto già nella risposta che l'assessore Pirastu ha dato a un'interrogazione del collega Morittu su questa materia, ritardando di un anno il programma di metanizzazione della Sardegna, e non utilizzando i soldi che abbiamo a disposizione per la costruzione delle reti cittadine. Il cronogramma dei lavori per la costruzione delle reti cittadine previste dall'intesa generale Stato-Regione, prevedeva che il 1 gennaio del 2001 si avviassero i lavori; è evidente a tutti che il 1 gennaio del 2001 non solo non si avvieranno i lavori, ma che è facile e possibile che i lavori non si avvieranno neanche nel gennaio del 2002, perché nessuna delle azioni che dovevano essere messe in campo per favorire la costruzione delle reti, e quindi per bandire le gare, è stata messa in campo dalla Giunta Regionale.

Così facendo il messaggio che si manda allo Stato è che della metanizzazione, alla Sardegna, e alla Giunta Regionale della Sardegna, poco importa, contraddicendo anni di battaglie, di azioni e di promozioni di iniziative da parte degli enti locali, da parte delle organizzazioni sociali, da parte delle forze politiche, che hanno fatto della metanizzazione un punto di arrivo imprescindibile per la civiltà della nostra Regione, ma soprattutto per mettere le nostre imprese sullo stesso piano delle imprese delle altre regioni del Paese.

La mancata metanizzazione è stata da tutti ritenuta una grande diseconomia, così come quella dei trasporti, da superare, e da superare avviando questo programma essenziale. Su questo, invece, si tace, si dice, usando un bruttissimo neologismo, che si rimodula per dire che si spostano in avanti i problemi, per non assumere decisioni e iniziative, e per non mettere sul mercato tutti i denari che sono necessari perché si avvii il processo di metanizzazione.

Nel frattempo, come noi sappiamo e come tutti sapete, in alcune città e in alcuni paesi, la costruzione delle reti è partita, si rischia di produrre una grandiosa incompiuta, con gravissime responsabilità - lo ripeto - della Giunta regionale che su questa materia è assolutamente in ritardo, e non pare avere un preciso indirizzo politico.

Su questa base io credo che le osservazioni che sono state fatte dai colleghi che mi hanno preceduto, non solo siano fondate, ma che debbano essere accolte, che la Giunta Regionale debba mantenere lo stanziamento previsto sulla "402", che debbano essere immediatamente avviate tutte le procedure perché, così come era previsto, i lavori di costruzione delle reti possano iniziarsi il 1 gennaio del 2001, altrimenti il rischio serissimo che si corre, e non possiamo non rendere evidente questo rischio alla Giunta e alla popolazione sarda, è che il messaggio che noi diamo con queste azioni, apparentemente di tipo finanziario, sia un messaggio politico negativo, di rinuncia alla metanizzazione della Sardegna, di rinuncia a una battaglia di principio che ci ha visti impegnati per almeno dieci anni nel passato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Intervengo sull'emendamento numero 82, non per aggiungere considerazioni all'illustrazione che ha fatto il collega Morittu, perché è stata puntuale e ha centrato bene l'argomento, ma per dare al Presidente della Giunta Mario Floris alcune informazioni sulla reazione che si sta determinando in Sardegna da parte dei sindaci, in riferimento al provvedimento della Giunta. L'ANCI produrrà, se non l'ha già fatto, perché mi è stato comunicato, un documento per esprimere la contrarietà al provvedimento proposto dalla Giunta. Questa mattina ho ricevuto telefonate di sindaci che chiedevano un'attivazione da parte del nostro Gruppo, per evitare il provvedimento che la Giunta propone. Questa è un'informazione, Presidente Floris.

Poi voglio fare una domanda sull'emendamento numero 82 cioè sullo spostamento delle risorse destinate alla costruzione delle reti della metanizzazione, previste nell'intesa Stato-Regione. C'è anche un'altra questione sulla quale voglio soffermarmi: noi abbiamo avviato in questi giorni un approfondito confronto con la maggioranza, ed effettivamente, sbagliando, non abbiamo proposto il problema delle reti, come uno dei punti di disaccordo, per costruire una convergenza .

Chiedo al Presidente Floris, non a Pittalis, perché il pensiero dell'assessore Pittalis sulla metanizzazione lo conosco bene, se la Giunta vuole che la Regione sarda denunci l'intesa sulla metanizzazione raggiunta con lo Stato, che mette in moto risorse del Piano di Rinascita ed anche dello Stato, o realizzarla, per la parte che le compete. L'iniziativa dell'assessore Pittalis è coerente, Presidente Floris, con anni di attività politica contro la metanizzazione in Sardegna. Basta riprendere gli interventi sull'argomento, basta ricordare il voto in Parlamento, basta analizzare tutta la polemica che sul tema metano si è messa in piedi negli anni passati. Ora, noi chiediamo di sapere se, in questa fase, da quando si è firmata l'intesa ad oggi, c'è stato un ripensamento sulla metanizzazione da parte del presidente Floris, che ha trattato l'argomento nelle dichiarazioni programmatiche, perché, se così non è, è chiaro che questa iniziativa dell'assessore Pittalis va corretta. Le risorse per la metanizzazione vanno lasciate e vanno destinate a questo fine come era previsto; esse sono un punto estremamente delicato dell'intesa con lo Stato. Noi dobbiamo avviare i lavori per la costruzione delle reti e non si devono spostare le risorse, può essere che non tutti i comuni siano pronti, ma è vero che ce ne sono molti pronti e questi devono avere le risorse.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue CUGINI) Aggiungo un'altra cosa: quando si discuteva del metano in Sardegna è capitato un po' di tutto. Si sono attivati i petrolieri perché noi siamo l'unica regione che produce energia elettrica utilizzando altri tipi di combustibili. Siamo gli unici che utilizziamo il gasolio, siamo quelli che paghiamo di più la bolletta energetica, non solo delle industrie ma anche delle famiglie, e l'intesa con lo Stato prevede non solo l'attivazione delle reti, ma anche interventi a sostegno della bolletta elettrica regionale. Ma se noi denunciamo di fatto l'intesa con questa iniziativa è chiaro che veniamo meno ad una rivendicazione storica del sistema produttivo sardo. Lasciamo perdere la posizione del centro-sinistra, che governava e quindi ne ha esaltato la richiesta, ma qui si tratta di una fondamentale iniziativa del sistema produttivo sardo e noi stiamo facendo venir meno quella parte dell'intesa Stato -Regione riferita alla produzione e alla distribuzione dell'energia tramite il metano. Aggiungiamo, per chi conosce, come i cittadini di Porto Torres, la vicenda della centrale del Fiume Santo, che, se non si consuma l'energia prodotta da gas metano perché non si fanno le reti, è chiaro che non ci sarà bisogno di produrla, perché i consumi saranno tanto ridotti da rendere non competitiva l'attività. Riflettiamo, io non penso che noi dobbiamo dare ragione ai petrolieri che sono intervenuti in Sardegna per convincerci che la metanizzazione non era da fare; non voglio pensare che alla resistenza molto forte degli anni passati, ci sia aggiunto in questa fase un cedimento su un tema estremamente delicato per le prospettive di sviluppo della nostra Regione. Quindi, dobbiamo rimettere a posto le cose, perché diversamente stiamo intervenendo pesantemente sull'economia della nostra Regione, e vanifichiamo un insieme di iniziative sindacali, politiche e imprenditoriali su questa questione estremamente delicata.

Si ritorni, così come i colleghi che mi hanno preceduto hanno suggerito, al testo originario; si avviino i lavori per quanto riguarda la parte riferita all'intesa con lo Stato, e chiedo di essere confortato sul fatto che questa iniziativa non è frutto di una pressione che i petrolieri hanno fatto anche negli anni passati in Sardegna e che il centro-sinistra ha rifiutato e non ha fatto propria, indicando invece una strada diversa. Se invece la Giunta dovesse confermare questa impostazione, è chiaro che il sospetto diventerebbe una certezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Non voglio ripetere cose già dette con cognizione di causa e con precisione dai colleghi che mi hanno preceduto, voglio puramente e semplicemente rilevare che, su un tema di questa natura, un minimo di interlocuzione politica, in questo Consiglio, deve pure attivarsi.

Non è pensabile che la sola replica della Giunta, a conclusione della discussione in Aula, possa essere sufficiente per tenere non necessariamente alta ma almeno viva l'interlocuzione e il confronto politico. Non è pensabile che dai banchi della maggioranza nessuna forza politica e nessun consigliere regionale abbia nulla da dire su un tema cruciale come questo. Questo comportamento suscita ulteriori perplessità. Questa condotta politica lascia intendere che quello che è o era ritenuto fino a poco fa un pericolo, di fatto sia una scelta già maturata.

A me pare che gli argomenti che già sono stati adoperati siano argomenti seri e che gli elementi di preoccupazioni che sono stati rappresentati debbano essere necessariamente fugati. La Giunta regionale non può pensare ancora di rappresentare all'opinione pubblica, a settori importanti della società sarda, la possibile soluzione di problemi vitali, di emergenze sociali, quali sono quelle del lavoro e della promozione e del sostegno dell'imprenditorialità giovanile, femminile ed anche senile se volete, scombinando quello che precedentemente si è fatto, togliendo la terra sotto i piedi a quello che qualche mese fa, si era in qualche modo messo in piedi.

Questa è una tecnica, anche sul piano della condotta politica, censurabile; è un'azione di governo che non può essere accettata. Avete detto che c'è un emergenza, ed avete proclamato in tutte le direzioni la notizia che la Giunta regionale propone di attivare un intervento considerevole sul pregresso della legge "28". Badate, su questo torneremo, perché voi dovete accettare di misurarvi con questa questione. Noi stiamo parlando della legge "28" così com'è, censurata dall'Unione europea; stiamo parlando di una legge "28" che era nata a suo tempo per sostenere l'imprenditorialità dei giovani sardi che avevano buone idee e non avevano danari, e che invece, nel tempo, è diventata una legge di super incentivazione che lede quella che voi chiamate la concorrenza, la sana concorrenza. Sempre con i danari pubblici devono concorrere gli amici vostri! Tutti quelli che hanno capacità imprenditoriali, manager, della vecchia e della nuova economia, di riffa o di raffa, sempre e comunque sono tanto bravi quanto più attingono alle casse pubbliche, direttamente o indirettamente.

BIGGIO (A.N.). Sono amici vostri.

COGODI (R.C.). Alcuni sono anche amici nostri, non li lasceremo tutti a te! Esiste gente per bene in questo mondo che si misura con l'intrapresa economica, che utilizza le leggi, perché le leggi sono fatte per essere utilizzate. Quelle leggi con questo carattere di socialità e di sostegno alla nuova economia e alla nuova socialità noi le abbiamo pensate nel tempo, le abbiamo proposte, approvate ed anche gestite. La differenza è nel fatto che voi negate questo, che voi vi riferite ad una concorrenza e ad una purezza della razza imprenditoriale che non esiste; abbiamo sempre affermato, e non come un assunto di parte, che l'economia si regge non solo sulle incentivazioni, sull'aiuto, che quando serve deve essere dato, ed anche sul ristoro del danno, quando quel ristoro serve a reintegrare in termini minimali anche il reddito, per poter continuare ad investire qualcosa, anzi prima a vivere e poi ancora ad operare e a lavorare. Ecco perché poi approveremo ancora una volta un provvedimento di emergenza, stanziando centinaia di miliardi anche per restaurare i danni derivanti dalla siccità, e questo non è un regalo, ma è la condizione perché determinate categorie produttive possano sopravvivere e quindi ancora produrre nel futuro. Ma i fattori fondamentali, quelli che si sono sempre chiamati i nodi strutturali dell'economia, a partire dall'energia ai trasporti, al credito, sono stati considerati, come dire, le pietre delle fondamenta dell'edificio. E la metanizzazione in questa nostra Regione, l'unica in Italia esclusa dai vantaggi che essa comporta, è una rivendicazione storica, è un impegno costante dei governi di questa Regione, anche di diverso segno. Ecco il punto!

Perché oggi dare un colpo a questa condotta politica, a questo progetto? Questo è colpo ed è un colpo serio. E vorrei dire che, per quello che è dato capire, l'articolo 3, nei commi dei quali si propone l'abrogazione, non è solo, come alcuni colleghi hanno detto, un messaggio negativo, è una questione di scelta politica. L'accordo di programma quadro tra la Regione autonoma della Sardegna e lo Stato italiano prevede soggetti attuatori, e la Regione ha rivendicato e ha ottenuto di essere l'unico soggetto attuatore del progetto di metanizzazione, e prevede cadenze e date, tra le quali è decisiva quella del primo gennaio del 2001, entro cui devono essere iniziati i lavori, quindi si dovrà fare prima una progettazione da più parti, e un affidamento dei lavori. E come si può pensare di potere non solo progettare ma affidare i lavori senza la copertura finanziaria? Voi, togliete in parte, per 85 miliardi, la copertura finanziaria, e dite che verrà reintegrata successivamente. Ma anche se voi vi proponete di reintegrarla successivamente, intanto state spostando i termini della questione, state impedendo l'avvio dell'attuazione. E se si impedisce l'avvio dell'attuazione di un accordo che impegna anche fondi dello Stato, non è detto che questo meccanismo poi funzioni, con uno Stato centrale che, come tuttispesso affermiamo, non solo a parole ma anche nei fatti, è centralista, e non sempre guarda con favore le regioni - come dire - più lontane, e noi siamo una di queste. Dobbiamo prima di tutto rivendicare le cose con le unghie e con i denti, ma quello che riusciamo a ottenere però dobbiamo saperlo mantenere. E se lo Stato, sulla base di un'intesa istituzionale che ha valore giuridico, è tenuto a realizzare finalmente il progetto della metanizzazione, perché mai noi dovremmo compiere questo atto, col pretesto della necessità di fondi per la legge "28", che pure è una cosa sacrosanta, se con essa si sostiene la vera imprenditorialità giovanile che dispone di pochi mezzi economici? Infatti non è che i giovani, soltanto in quanto giovani, debbano avere una superincentivazione, perché questo non lo consentené la politica né la morale. In ogni caso non lo consente l'Unione Europea con la direttiva che ha diramato e con la censura che ha inviato alla stessa Regione sarda. Noi chiediamo che da parte dei componenti della maggioranza, da parte delle persone sensibili e consapevoli della maggioranza, su questo punto ci sia un pronunciamento. E vogliamo essere rassicurati soprattutto dalla Giuntacon argomenti che siano convincenti, perché fondati, che non si verificherà quel danno che potrebbe essere, invece, come è stato rappresentato da più parti, incombente, e questa volta non a causa d'altri, ma per ragioni che risiedono qui, per le vostre proposte e per le vostre scelte politiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Concluderà il dibattito il Presidente Floris, ma intervengo per dire che, proprio in questo momento, mi è pervenuta una nota, firmata dal funzionario della Commissione bilancio, nella quale vengono elencati articoli ed emendamenti che sarebbero in contrasto con l'articolo 13 della legge numero 11 del 1983. E' un fatto che la Giunta non esita a definire gravissimo; noi vogliamo capire come è arrivato questo elenco. Qui si sta trasformando l'aula…

FADDA (Popolari-P.S.). L'abbiamo chiesto noi. Ma lei, Assessore, ha seguito il dibattito?

USAI (A.N.). E se l'avete chiesto voi cosa c'entra?

FADDA (Popolari-P.S.). Come cosa c'entra?

PRESIDENTE. Lasciamo continuare l'assessore Pittalis, poi risponderemo, anche come Presidenza.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non mi pare che sia sufficiente una richiesta, quindi vogliamo capire se l'ha autorizzato la Presidenza del Consiglio, perché in questo caso si pone veramente un problema istituzionale, ed è grave che la Presidenza del Consiglio abbia ritenuto ammissibili emendamenti che poi sono stati trasmessi in Commissione e che si ponga il problema soltanto oggi nella fase della discussione in Aula. Se l'avesse autorizzato la Presidenza del Consiglio, un atto di questo genere meriterebbe una censura gravissima. . La Giunta non può che rilevare questo problema e porlo all'attenzione delle forze politiche.

E' un fatto di una gravità inaudita che la Giunta contesta nella maniera più decisa e vuole, questa volta sì, una spiegazione dalla Presidenza del Consiglio su questo aspetto particolare, perché nel proporre questo disegno di legge noi avevamo chiarito che una parte conteneva disposizioni di integrazione della legge finanziaria e di bilancio e un'altra parte conteneva disposizioni che esulano dalla legge di bilancio, e quindi esulano dal rispetto formale delle norme della legge di contabilità. Ridurre a un appuntino il lavoro fatto dalla Commissione bilancio, e che si sta facendo qui in aula, e nel corso dei lavori del Consiglio, mi sembra davvero una pratica non perfettamente corretta dal punto di vista istituzionale.

Quindi la Giunta sollecita un chiarimento dalla Presidenza del Consiglio per capire se si tratta di un'iniziativa autonoma del funzionario o se è un'iniziativa autorizzata dalla Presidenza del Consiglio, perché in quest'ultimo caso avremmo da avanzare ulteriori osservazioni, proprio perché non si può assolutamente, nel corso dei lavori, procedere in questo modo.

Sul merito dell'appunto, per quel che ci riguarda, ritengo che sia in contrasto con la lettera del provvedimento, che, ripeto, come recita l'intestazione del disegno di legge, contiene anche disposizioni varie.

Per quanto riguarda gli aspetti di merito, sulla programmazione negoziata condivido le osservazioni che ha fatto l'onorevole Pier Sandro Scano. Vi è sicuramente la necessità di mettere ordine in una materia delicata e complessa anche perché si sta creando un vero e proprio ingorgo tra i diversi livelli della programmazione negoziata, quello nazionale e quello regionale. Sono d'accordo perché il Consiglio venga messo in condizione di conoscere ogni aspetto relativo a questa materia e posso assicurare che gli Uffici stanno già lavorando per predisporre un rapporto che dia conto dello stato di attuazione ad oggi, e anche delle linee che questa Giunta intende seguire per il futuro, alcune linee programmatiche, soprattutto con riferimento alla necessità di una maggiore selettività su progetti e programmi e al pieno riconoscimento del ruolo di coordinamento intermedio da parte delle province nella promozione e nella selezione delle iniziative.

Per quanto riguarda gli aspetti collegati alla metanizzazione riferirà il Presidente della Giunta a chiusura degli interventi. Io voglio solo, in questa fase, invitare i proponenti a ritirare l'emendamento numero 82, perché questo emendamento sposta le risorse dal capitolo della metanizzazione al fondo nuovi oneri legislativi. Così sì perderebbero gli 87 miliardi e 500 milioni dal programma della metanizzazione. Questo emendamento, onorevole Morittu, fa sì che si perdano veramente queste risorse. Sullo stato di attuazione sono state dette alcune cose esatte, ma anche molte inesattezze sia per quanto riguarda lo stato di attuazione che lo stato di definizione dell'accordo con il Governo nazionale e le altre iniziative che già sono state assunte e di cui riferirà meglio il Presidente della Giunta, ma sulle quali già il collega Pirastu aveva riferito rispondendo a una interrogazione.

Posso soltanto aggiungere che la creazione delle reti nelle grandi città è stata già avviata, in qualche caso anche già portata a compimento, quindi si tratta soltanto di spostare di qualche mese risorse che non possiamo tenere…

(Interruzione)

Forse, come era vostra abitudine. Noi le risorse le vogliamo spendere, le stiamo dirottando in questa fase per la legge "28" a favore del lavoro, così come stiamo veramente creando le condizioni per una spendita celere di tutte le risorse a valere sulla "402", bloccate purtroppo da diversi anni.

PRESIDENTE. Grazie Assessore, io credo che sia doveroso dopo i suoi giudizi circa quell'appunto che abbiamo fatto circolare, precisare che è la Presidenza del Consiglio che ha chiesto al funzionario di evidenziare gli articoli che sono in contrasto con quanto previsto dall'articolo 13 della legge numero 11 del 5 maggio 1983, con una procedura che ci sembra corretta, sulla base di una richiesta che è stata avanzata da un consigliere e rispetto alla quale la Giunta non ha manifestato alcuna obiezione.

Gli articoli e gli emendamenti sono stati giudicati ammissibili, come lei sa, dalla Commissione e non dalla Presidenza del Consiglio, e il provvedimento in discussione è stato assimilato da tutti i punti di vista ad un provvedimento di assestamento di bilancio; questa è la procedura che è stata utilizzata in Commissione, questi sono i tempi che sono stati lasciati alle commissioni di merito per l'espressione del parere.

La legge numero 11 è una legge generale di principi, come abbiamo avuto modo di chiarire in Commissione non c'è nessun problema di gerarchia delle fonti, quindi niente vieta che si possa, in questa sede, decidere anche cose diverse dai principi contenuti nella legge numero "11". Ma anche questo aspetto era stato chiarito in Commissione. Quindi, questa è soltanto una elencazione di norme che, sulla base delle proposte presentate, quest'Aula, nella sua sovranità, può anche decidere di cambiare.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Voglio fare un'ulteriore precisazione che mi sembra doverosa come le dichiarazioni che ha fatto il Presidente. La Commissione non fa una valutazione sull'ammissibilità degli emendamenti, la Commissione dà il parere finanziario sugli emendamenti. Il giudizio di ammissibilità, questo è stato chiarito già in Commissione, deve essere dato in questa fase, in Aula, dalla Presidenza del Consiglio. Mi sembra quindi, ovviamente, che sia perfettamente legittimo che un consigliere chieda di avere le informazioni necessarie per fare un'analisi e che gli uffici doverosamente, e non per propria iniziativa, diano tutti gli elementi di conoscenza al Consiglio. Adesso si tratta soltanto, ragionevolmente, di considerare che abbiamo sempre detto che le difformità rispetto alla legge sulla contabilità sono numerose, che dobbiamo cercare evidentemente di ridurle, nell'ambito della ragionevolezza, rispetto a quanto purtroppo spesso accade, D'altra parte gli emendamenti sono iniziativa dei consiglieri o della Giunta ed è anche giusto che vengano passati al vaglio da questo punto di vista. C'è anche da dire che, comunque, dal punto di vista delle fonti normative, la legge sulla contabilità è una legge dello stesso grado di quella in discussione, quindi noi possiamo derogarvi. Si tratta di fare valutazioni politiche e non di appigliarsi a questione formali.

PRESIDENTE. Confermo onorevole La Spisa, che il comma quattro dell'articolo 84 del Regolamento affida alla Commissione la valutazione sull'ammissibilità degli emendamenti, ma mi pare che stiamo facendo una polemica assolutamente priva di fondamento.

Io credo che possiamo procedere con la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io credo che queste ultime vicende testimonino il fatto che, quando si portano all'attenzione dell'aula determinati argomenti, in difformità dalle norme che da sempre questo Consiglio ha voluto rispettare, questo comporta percorsi non facili per la stessa Assemblea. Ma credo che questo argomento debba necessariamente ritornare all'attenzione di tutti noi, proprio per impedire che fatti del genere possano ripetersi con questa facilità.

Per quanto riguarda l'argomento principale in discussione, mi pare che il livello di programmazione in questo settore testimoni di fatto che siamo di fronte a un'assenza totale di una programmazione seria e reale su un comparto, della cui importanza e validità credo che nessuno di noi abbia da dubitare. La realtà è che, ancora oggi, in questa Regione, non esiste un piano energetico, che si possa chiamare tale e che possa spiegare finalmente quelli che sono gli intendimenti in una realtà piuttosto confusa quale quella esistente nella nostra Isola. Negli anni abbiamo fatto di tutto, abbiamo individuato strategie di ogni genere, differenziandole da territorio a territorio, senza riuscire però a fare una programmazione reale che ci permetta di fare un salto di qualità rispetto al resto d'Italia. Si parla di metanizzazione come di un fatto surreale, come di qualcosa che interessa soltanto un'area precisa, cioè il nord dell'Isola, si parla di gassificazione per un'altra zona del territorio regionale e si avviano iniziative come quella del TAR. Poi vedremo l'impatto reale di questo tipo di attività che si sta già evidenziando in questi giorni. Arriviamo all'Orimulsion, arriviamo al carbone e così via, cioè un cocktail quasi esplosivo sia per quanto riguarda l'impatto ambientaleche per quanto riguarda la nostra economia; un'economia che comunque continua a sopportare, almeno nel comparto energetico, ed è uno dei tanti, un costo veramente eccessivo, un costo al di fuori di qualsiasi regola di mercato, e noi nel mercato, con costi come questo, certamente non potremo competere.

L'Italia paga per l'energia costi superiori a tutto il resto d'Europa, noi che paghiamo costi superiori al resto d'Italia, siamo quindi al primo posto, ma un primo posto in senso negativo, un primo posto che non lascia spazio. Ed è vero che, poiché non c'è una programmazione seria, non si riesce neanche a guardare avanti, cercando di recuperare gli spazi e il tempo perduto.

Non molti anni addietro, in attesa di un piano energetico e di una metanizzazione reale, quindi di un adeguamento alla realtà nazionale per quanto riguarda il costo energetico, si fece la proposta di una defiscalizzazione. Defiscalizzare il costo energetico ci metterebbe immediatamente alla pari col resto d'Italia, in attesa che dai vari confronti Stato-Regione finalmente possa venir fuori un'idea vincente che ci dia la possibilità di adeguarci alla realtà nazionale.

Di questo non si fa menzione, difficilmente se ne riparla, difficilmente si riaffronta il problema in tutta la sua interezza per riuscire finalmente a risolverlo; preferiamo, ogni qualvolta si parla di energia, estrapolare i diversi argomenti, e quindi la risoluzione del problema diventa sempre più difficile e sempre più lontana. Ancora oggi siamo qui a testimoniare che il livello di programmazione non è per niente soddisfacente, anzi non esiste su questa materia specifica, e nel momento in cui servono delle risorse si vanno ad intaccare dei finanziamenti parcheggiati dall'ultimo Piano di Rinascita, in attesa di una soluzione vera, in attesa di verificare attentamente quale sarà il percorso futuro su questo tema. Si fa anche riferimento all'intesa Stato-Regione; noi nella scorsa legislatura votammo contro quell'intesa, votammo contro per il semplice motivo che la consideravamo, nella maggior parte del suo contenuto, un riepilogo dei vari accordi di programma sottoscritti dalle diverse Giunte e dai diversi Ministri di turno; un riepilogo che comunque aveva l'aria di una presa in giro, rispetto agli accordi sottoscritti sino a quel momento, e ripeterli in un protocollo d'intesa non ci pareva il massimo delle ambizioni.

Ma quell'intesa esiste, e questa Giunta avrebbe dovuto prendere in considerazione il fatto che esiste, che va fatta rispettare, che va portata avanti, che tutti i procedimenti necessari dovevano essere attivati. Oggi invece siamo capaci soltanto di gridare, di lamentarci nel momento in cui si decidono ulteriori tagli nei diversi settori, che quest'isola dovrà continuare ad affrontare, data l'incapacità di rivendicare con forza l'attuazione dell'intesa firmata a suo tempo.

Questo lo abbiamo dimostrato ultimamente nel comparto dei trasporti; tutti si lamentano perché l'intesa, è come dicevo prima, un riepilogo di accordi precedenti, ma nessuno ha avuto la capacità di riprenderla in mano, di farla partire finalmente per il verso giusto, ed arrivare a quelle conclusioni che da anni si attendono in quel settore.

Altrettanto si dica per quanto riguarda il settore energetico; qui ci sono due elementi che vanno chiariti, e solo la Giunta può farlo, . dicendoci se si tratta solo di un rinvio di quattro mesi e se c'è una giustificazione plausibile, accettabile per lo spostamento provvisorio di quelle risorse, perché, sappiamo con chiarezza, come continuare nel percorso obbligatorio per il raggiungimento dell'obiettivo finale, che è la metanizzazione dell'isola.

Ma questo non è emerso, signor Presidente, perché se la Giunta avesse avuto la chiarezza e la capacità chiarire questo, credo che nessuno avrebbe obiettato per uno spostamento di risorse di 85 miliardi e 700 milioni per soli quattro mesi. Non è emerso, perché non c'è la volontà di far emergere niente, si naviga a vista, in questo momento servono delle risorse perché c'è una legge "28" - ma di questo parleremo successivamente, che va rifinanziata, e bisogna recuperare il denaro, e il modo per recuperarlo è quello di non lasciare denaro fermo per lungo tempo.

Su questo potrei anche essere d'accordo, assessore Pittalis, ma ci vuole chiarezza innanzitutto su che cosa voi state facendo in materia energetica, e più precisamente sul metano, se avete, per esempio, fatto le giuste verifiche, i giusti confronti per capire quale tipo di approvvigionamento quest'isola si dovrà dare, perché non è sufficiente fare la rete di distribuzione, bisogna anche capire attraverso quale approvvigionamento poi quella rete di distribuzione dovrà essere utilizzata.

Se non ci fossero questi chiarimenti, nascerebbero altri dubbi, ad esempio, che la lobby del gas propano, perché in assenza del metano, quella rete di distribuzione dovrà essere comunque utilizzata, da un lato freni rispetto alla definizione del tipo di approvvigionamento e dall'altro, invece, spinga perché la rete di distribuzione venga completata, perché una volta completata dovrà comunque essere utilizzata.

Io chiedo chiarezza alla Giunta, per poter esprimere un voto più preciso, con quelle conoscenze che attualmente non sono in mio possesso, ma che certamente la Giunta è in grado di darmi, diversamente il mio voto non può che essere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, voglio fare due considerazioni, la prima riguarda la censura dell'onorevole Pittalis alla Presidenza del Consiglio. Io credo che questo non sia mai avvenuto, la Presidenza del Consiglio dovrebbe essere, ed è, al di sopra, tanto più quando, come in questo caso, ha accolto una richiesta dell'opposizione, di avere una informazione tecnica. Ma non l'abbiamo chiesta al funzionario, non è il parere del funzionario che ci interessa, l'abbiamo chiesta alla Presidenza. Abbiamo chiesto un'informazione tecnica circa l'interpretazione della legge di contabilità, l'interpretazione del Regolamento, l'interpretazione della legge di assestamento, cosa c'è di strano? Il collega Pittalis si domanda perché l'abbiamo chiesta solo adesso. Io chiamo a testimonianza tutti i colleghi della maggioranza, e il Presidente della Commissione, del fatto che questo problema lo abbiamo posto dall'inizio in Commissione, e basta leggere i verbali dei lavori della Commissione. Abbiamo sollevatoquesto problema tutte le volte che abbiamo parlato, lo hanno posto il collega Balia e il collega Scano, l'ho posto io. In Commissione abbiamo detto che per noi la coerenza con la legge di contabilità è un fatto irrinunciabile. Ai colleghi della Giunta e della maggioranza, nelle trattative che si sono fatte abbiamo detto che per noi il rispetto della legge di contabilità era pregiudiziale per poter poi trattare le qustioni che stiamo trattando, i patti territoriali, per i quali diamo atto alla Giunta dell'attenzione che ad essi sta dedicando.

Cosa c'è di strano se io chiedo alla Presidenza una interpretazione della legge o del Regolamento, e lo chiedo non in Aula, ma lo sto chiedendo dall'inizio della discussione in Commissione; lo abbiamo chiesto costantemente.

La seconda considerazione che voglio fare è che bisogna che ci si metta d'accordo, perché se basta scrivere sull'assestamento di bilancio, o sulla legge finanziaria "disposizioni varie", questo equivale a dire che la riforma della legge di contabilità non serve più. Noi abbiamo fatto, lo ricordo a voi, con il concorso della maggioranza e della opposizione di allora, la riforma della legge di contabilità, proprio per evitare questi trucchi, ed infatti abbiamo assoggettato la legge di bilancio ad alcune peculiarità e ad alcune caratteristiche. La prima è che ad essa è dedicata una sessione consiliare apposita, con tempi predefiniti, la seconda è che si vota a voto palese, la terza è che le disposizioni varie vanno inserite nei disegni di legge collegati. Altrimenti a cosa servirebbero questi ultimi?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il voto segreto lo abbiamo lasciato.

SELIS (Popolari-P.S.). Il voto segreto lo abbiamo lasciato, ma abbiamo tenuto il voto palese per la votazione finale, assoggettando l'assestamento alla disciplina prevista per la finanziaria, considerandolo, nella sua struttura, una finanziaria in piccolo, perché si accorciano i tempi di discussione, e si accorciano i tempi per la presentazione della relazione, tanto è vero che quando ci hanno detto che i tempi per la presentazione della relazione non erano dieci giorni, ma cinque, noi non abbiamo fatto obiezioni, e abbiamo sottoposto il collegato all'iter della finanziaria. Quindi che cosa c'è di strano? Se riteniamo - lo dico perché credo che, al di là della congiuntura presente, sia interesse della Giunta, avere un iter preciso per l'approvazione della legge finanziaria - se riteniamo di dover reinserire nella legge finanziaria tutto quello che ci salta in mente, diciamolo, però poi ognuno di noi può inserire tutto quello che vuole. Quindi questo tono così irritato e nervoso dell'onorevole Pittalis, questa quasi aggressione al Presidente del Consiglio…..

(Interruzioni)

Forse c'era un nervosismo di base, ma noi che cosa abbiamo chiesto?

Abbiamo avuto l'elenco di una serie di articoli, il nostro elenco è molto più ampio, ma questo è un elenco, lo lasciamo alla vostra valutazione. Alcuni emendamenti sono anche proposti da noi, noi ribadiamo la nostra disponibilità a ritirare gli emendamenti in contrasto con la legge di contabilità, e chiediamo a voi la stessa disponibilità. E` un invito a rispettare i patti che in questo caso sono stati sanciti da una legge, che è la legge di contabilità, una legge di riforma e di rigore amministrativo che è interesse della Giunta rispettare, tanto è vero che i Governi precedenti spingevano per arrivare a questo risultato.

Se ora il Governo attuale spinge per sbancare le leggi di riordino della materia, noi ne prendiamo atto, ma questo significa che entriamo in una situazione probabilmente caotica.

Io vi chiedo di riflettere attentamente su questo aspetto. E quando diciamo che siamo disposti a ritirare gli emendamenti e chiediamo a voi di fare altrettanto, ci dovete dare atto che questo serve a snellire e ad accelerare i lavori, non a complicarli. Quindi quando ci dite che vogliamo perdere tempo, non è così, noi vi stiamo invitando a semplificare e ad accelerare i lavori. Vi stiamo dicendo che noi ritiriamo i nostri emendamenti, e vi chiediamo di ritirare i vostri; è una proposta così incredibile? C'è bisogno di usare quel tono, di aggredire le persone? Secondo me non è il tono giusto, io invito l'assessore a recuperare un momento di serenità per vedere in che modo queste cose si possano portare in porto con meno irritazione.

Per quanto riguarda la metanizzazione - e questa è una battaglia, Presidente Floris, da fare insieme, e noi siamo disponibili a farla insieme - per quanto riguarda il metano, che è uno dei punti qualificanti dell'intesa Stato - Regione, noi abbiamo sempre sostenuto, negli anni scorsi, senza distinzione di parti politiche, che era essenziale, perché la metanizzazione ha tre caratteristiche: dà flessibilità alla rete energetica, abbatte i costi dell'energia, che se no ci portano fuori mercato, e rappresenta una quantità di investimenti significativi nel territorio, per cui rende più moderne le reti e crea anche occupazione, e probabilmente genera il sorgere di piccole imprese. Voi ci dite che siete ancora d'accordo su questo, ma il dato che ci differenzia non è che voi non siete d'accordo e noi siamo d'accordo; è che noi vorremmo metterci d'accordo sul fatto che i tempi della realizzazione delle opere, oggi come non mai, sono una variabile essenziale, che se si slitta, anche di un tempo non lunghissimo, si rischia di uscire fuori dal circuito.

Perciò io vorrei dal presidente Floris, dalla Giunta, dall'Assessore, da chi per voi, un'assicurazione che i tempi verranno rispettati, che cioè la data di gennaio, per l'avvio della realizzazione delle reti interne, verrà rispettata. Se voi ci dite che si slitta ci dovete anche dire come possiamo rivendicare dal Governo il rispetto degli impegni, il rispetto dei tempi, e non metterci in una posizione di debolezza di fronte al Governo. Se ci mettiamo in una posizione di debolezza di fronte al Governo, possiamo fare tutte le unità autonomistiche che vogliamo, ma siamo deboli e non forti. La forza nasce dal dare al Governo, alla comunità nazionale, il senso della nostra volontà, determinazione, azione, iniziativa, per rispettare i tempi, e per rivendicare con forza la metanizzazione.

Da questo punto di vista, ed ho concluso, io credo che noi dobbiamo fare uno sforzo, non solo per la realizzazione della metanizzazione e per il rispetto dei tempi, ma per portare finalmente in quest'Aula il piano energetico; era pronto nella scorsa legislatura, non è arrivato, voi probabilmente avete la necessità di farne uno vostro, ma sono passati oltre otto mesi dal varo della Giunta, e il Presidente Floris, aveva inserito la questione del piano energetico nelle sue dichiarazioni programmatiche. L'individuazione e l'attuazione di una politica energetica è un'esigenza urgente. Se volete che concordiamo un comune sostegno alle rivendicazioni, alle proposte autonomiste, fate un atto concreto, dite qual è la vostra politica energetica. Qual è il rapporto tra gassificazione, metanizzazione, petrolio, energie alternative, investimenti, consumi? Diteci qual è la vostra politica energetica, quali sono i tempi e quali sono le risorse.

Un'ultima considerazione è che questi articoli che spostano risorse ingenti creano, nel sistema degli atti di programmazione, una sorta di fibrillazione, è difficile per noi sapere cosa sta succedendo. Io credo che, alla fine di questa discussione, la Giunta dovrebbe assumere l'impegno che in occasione della presentazione del nuovo assestamento di bilancio, nei prossimi mesi, farà il quadro della programmazione territoriale, della programmazione energetica, del sistema delle risorse, dei residui del Piano di rinascita, un quadro complessivo cioè che sia la base per una decisione consapevole da parte di tutti noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Signor Presidente e colleghi, io siedo da qualche tempo in questi banchi però non ho mai visto, o l'ho visto poche volte, il livello di confusione che regna in quest'Aula, per responsabilità di tutti e di nessuno. Si assiste a cose che sono per lo meno strane: trattative politiche sull'assestamento di bilancio che avvengono nella Conferenza dei Capigruppo, e non nel tavolo politico, così come si è sempre fatto; è sufficiente la richiesta, legittima, di un consigliere accreditato, perché si proceda ad un volantinaggio in aula, con la distribuzione di una nota nella quale si dice che alcune cose sono fatte bene, altre cose sono fatte male, alcune cose sono legittime, altre cose non sono legittime, alcune cose sono in contrasto con la legge di contabilità, altre invece non lo sono. Questa non è una critica nei confronti del validissimo funzionario.

Io sono consigliere da un tempo sufficiente per ricordare che nella passata legislatura, il nostro amico e collega, che non siede più in questi banchi, perché continua a fare la libera professione, l'onorevole Desiderio Casu, per ore ed ore ha sostenuto, in quest'Aula, quando presiedeva il nostro amico, onorevole Selis, che molti provvedimenti, proposti dalla Giunta Regionale e sostenuti dalla maggioranza, non erano conformi alla legge di contabilità. Il nostro amico, onorevole Desiderio Casu, ha urlato, ha strepitato, ha chiesto ragione di quanto diceva; gli è stato risposto, dall'onorevole Selis, che oggi recita il ruolo che nella passata legislatura recitava l'onorevole Casu, che non si poteva parlare di gerarchia delle fonti perché la fonte principale è lo Statuto, e tutte le altre leggi regionali sono, sostanzialmente, sullo stesso piano.

Allora a che cosa tende la distribuzione del volantino in Aula? Io credo che tenda a stabilire in maniera surrettizia, non voglio dire subdola, perché è una parola non protocollare, e non parlamentare, una gerarchia fra fonti normative che hanno la stessa importanza e valenza.

Io invito la Giunta e la maggioranza ad andare avanti, anche perché il titolo del disegno di legge parla di: "Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria" - lo diceva l'assessore Pittalis - "e disposizioni varie". Io chiedo alla Giunta di andare avanti, chiedo alla maggioranza di essere forte, presente, compatta in Aula, anche perché il tempo della trattativa continua, fermo restando che in politica bisogna avere buon senso e sapere anche trattare, non dico che stia per scadere, e questa non è una minaccia, però non possiamo rimanere imprigionati qui, in quest'aula, in questo clima di confusione. Io chiedo alla Giunta di andare avanti, si faccia quello che si deve fare, andiamo avanti a oltranza, come si faceva e si è sempre fatto nelle passate legislature, in maniera tale che quanto prima, prima di Ferragosto, o subito dopo, o ai primi di settembre, questo assestamento di bilancio possa vedere finalmente la luce.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, molto probabilmente è il temperamento dell'assessore Pittalis che lo porta a contrattaccare quando non è necessario. Ieri l'ha fatto anche in modo maldestro, devo dire, per quanto riguarda alcuni aspetti della sanità; soltanto perché mi sono permesso di dire che, portando da 1 miliardo e 300 milioni a 7 miliardi e 300 milioni un capitolo di bilancio, si dimostrava di non avere capacità di programmazione. Nella sua replica l'Assessore ha dichiarato che certe cose erano successe anche in passato.

Lo invito a riflettere su quello che ha detto per quanto riguarda l'assistenza ai malati di mente e l'assistenza ai nefropatici. Io non voglio aprire oggi il dibattito su queste cose, riconosco che noi possiamo aver commesso anche tantissimi errori, vi chiediamo scusa una volta per tutte, però non è pensabile, onorevole Pittalis - mi rivolgo a lei come consigliere perché stiamo parlando della scorsa legislatura - che tutte le sue battaglie contro la Giunta Palomba, anche sulla legge finanziaria e sugli assestamenti di bilancio non siano servite a nulla. Perché non era soltanto, collega Usai, l'onorevole Casu che conduceva certe battaglie, c'era in testa il Capogruppo di allora, a parte alcuni degli Assessori ora in carica.

Se dunque l'opposizione vi chiede ora di rispettare quello che voi chiedevate che gli altri rispettassero vi sta forse chiedendo troppo? Era una vostra battaglia, abbiamo fatto una nuova legge in materia di contabilità, ci siamo impegnati con voi a eliminare, anche in passato, tantissimi articoli ed emendamenti che erano in contrasto con la legge di contabilità. Vi chiediamo questo per accelerare i lavori, perché, come tante volte ha detto l'onorevole Balletto, 'assestamento di bilancio è urgente, pertanto bisogna approvarlo in fretta.

All'interno di questo assestamento di bilancio si modifica tutto. Io non credo, assessore Pittalis, e neanche lei lo crede, che basti scrivere nel titolo dell'assestamento di bilancio, che contiene anche "disposizioni varie". Non è pensabile che basti scrivere questo, se l'assessore Pittalis ritiene che sia così, abbia il coraggio di dire che la legge sulla contabilità regionale non esiste. Voi state violando non soltanto la legge sulla contabilità, ma anche un'altra legge approvata dal Consiglio, la legge finanziaria dell'anno scorso, in particolare l'articolo 2. È un problema politico. Molto probabilmente il Governo non respingerà questo provvedimento, e io sono d'accordo su quanto dichiarava il collega Usai sulla gerarchia delle fonti, però questo disegno di legge è in contrasto, comunque, non soltanto con quanto previsto dalle norme sulla contabilità regionale, non soltanto con quanto previsto dall'articolo 2 della legge finanziaria dell'anno scorso, ma è in contrasto con quanto lei ha dichiarato in passato e con le battaglie che lei ha fatto. Perché, allora, non volete accettare il nostro consiglio e la nostra disponibilità? Approviamo l'assestamento di bilancio cassando tutte le norme che sono in contrasto con la legge di contabilità.

Assessore Pittalis, mi meraviglio, perché lei è tra quelli che hanno condotto molte battaglie sulla trasparenza, le sembra giusto censurare la Presidenza del Consiglio o i funzionari per un atto di trasparenza? Molto probabilmente questo è quello che voi volete: che il Consiglio Regionale non sia informato su quanto sta accadendo.

Abbiamo chiesto alla Presidenza del Consiglio, e ringrazio per la tempestività, che ci venisse consegnato non un volantino, ma un elenco degli articoli che sono in contrasto con la legge di contabilità. E' successo il finimondo! L'assessore Pittalis ha preso la parola durante il dibattito! Qualche volta, assessore Pittalis, conti fino a trenta prima di reagire in questo modo, perché dovrebbe ringraziare la Presidenza, perché molto probabilmente neanche lei era a conoscenza di quali sono gli emendamenti che sono in contrasto con la legge di contabilità.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parli per lei, io ne ero a conoscenza.

FADDA (Popolari-P.S.). Io non ne ero a conoscenza.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io sì!

FADDA (Popolari-P.S.). Allora è grave! Perché lei, pur essendo a conoscenza dei fatti, viola comunque la legge. Se lei ne era a conoscenza è grave! Io non ne ero a conoscenza, perché non sono così esperto. Abbiamo chiesto per gentilezza di avere questo elenco, e finalmente la Presidenza del Consiglio, tempestivamente, attraverso gli Uffici ci ha consegnato un documento, non un volantino, e lei si è permesso di dire che bisogna censurare la Presidenza del Consiglio e il funzionario. Non si è mai sentito!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo lo sta dicendo lei. Sia rispettoso.

FADDA (Popolari-P.S.). No, riascolti quello che lei ha dichiarato, quello che lei ha detto è anche più grave!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non avete argomenti.

FADDA (Popolari-P.S.). Non abbiamo argomenti? Ma, perché, sul metano che cosa abbiamo detto, assessore Pittalis? Sull'emendamento che avete presentato ieri...

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la prego di svolgere l'intervento, e prego l'assessore Pittalis di non interrompere.

FADDA (Popolari-P.S.). Dicevo che stiamo cercando, proprio sul contenuto, assessore Pittalis, sui patti territoriali, sui lavori socialmente utili, di darvi una mano per migliorare anche questo assestamento di bilancio. E credo che lei non possa in alcune occasioni darci atto di questo, e in altre occasioni, invece, dire che non abbiamo idee, che non abbiamo capacità di proposta. Anche dagli emendamenti che abbiamo presentato e dal dibattito in Commissione e in Aula, credo che lo stesso assessore Pittalis, e mi auguro, comunque, tutta la maggioranza si sia resa conto che stiamo cercando, anche in questa occasione, di fare un'opposizione costruttiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Io ho già parlato sull'articolo e sugli emendamenti, intervengo ora sul Regolamento perché credo che siamo di fronte a un problema di corretta interpretazione. Io condivido l'interpretazione data dal Presidente del Consiglio, ma mi pare che il nocciolo della discussione sia l'interpretazione dell'articolo 35 del Regolamento e la definizione della legge di assestamento del bilancio.

Questa è una legge di assestamento del bilancio - così è stata definita, dopo una iniziale incertezza, dalla Presidenza del Consiglio - e dunque si pone anche un problema di coerenza di questo provvedimento con la legge di contabilità, perché, come è stato ricordato diverse volte, all'ultimo comma dell'articolo 13 della legge numero 11 del 1983 si dice: "Le limitazioni di cui al comma 3 si applicano anche ai provvedimenti legislativi di modificazione della legge finanziaria e di assestamento del bilancio". Sulla base di questo, mi sento di dire che il consigliere Selis ha esercitato un diritto richiedendo quei dati, la Presidenza del Consiglio, dando le disposizioni relative, si è comportata correttamente, il funzionario del Consiglio ha fatto il proprio dovere, serio e competente come sempre, la Giunta - mi scusi, Assessore del Bilancio - ha sbagliato, io credo, a impugnare il bastone in modo assolutamente improprio. Se questa è una legge di assestamento del bilancio, e lo è, c'è un problema di coerenza con la legge numero 11, e in particolare con la riforma della legge numero 11 che il Consiglio ha approvato con la legge regionale numero 23 del giugno 1999.

Io non pongo, Presidente, un problema di rispetto formale della legge, pongo un problema di sostanza politica, dico alla Giunta e alla maggioranza che c'è stata una riforma, e non è vero, collega Usai, che il collega Desiderio Casu ha urlato nel deserto, perché la battaglia di Desiderio Casu ha trovato sponde e convincimenti nella maggioranza e nella Giunta del tempo, che hanno portato appunto ad una riforma approvata all'unanimità, mi pare di ricordare, dal Consiglio regionale. Ed allora dico: "Attenti alla controriforma, attenti perché stiamo tornando alla legge omnibus." Si può fare? Certo che si può fare, si può fare per il motivo che è stato detto, perché non abbiamo leggi regionali di rango diverso, e dunque una legge successiva può tranquillamente modificare la legge precedente. Si può fare ma è sbagliato farlo.

Il collega Usai invita la Giunta e la maggioranza ad andare avanti, anch'io dico: "Andiamo avanti, ma realmente avanti e non indietro." Mi piacerebbe sentire su queste cose l'opinione del collega Balletto, che è presente in quest'Aula, ma insolitamente silente. Mi piacerebbe sentire l'opinione del collega Desiderio Casu, ahimè, assente, ma che ha svolto su queste questioni un ruolo positivo nella scorsa legislatura, fungendo da pungolo per la Giunta e per la maggioranza. Quindi si può fare, ma si sbaglia a procedere in questo modo.

Infine, e ho concluso, anch'io penso che l'argomento che questo provvedimento è un disegno di legge di assestamento e insieme di disposizioni varie, sia infondato, chiunque l'abbia suggerito, sino alla risibilità. La Presidenza del Consiglio, correggendo l'impostazione iniziale, ha giustamente assoggettato il disegno di legge alla disciplina della legge di assestamento, e legge di assestamento è! L'ultimo comma dell'articolo 13 non può essere vanificato con un espediente.

Con la legge di bilancio vanno presentati i disegni di legge collegati, quindi si fa la legge di bilancio e si fanno i disegni di legge collegati, mentre attualmente - è un'antica tradizione, non l'ha inventata l'attuale Giunta - si fa la legge di bilancio e gli "scollegati". Invece bisogna fare i disegni di legge collegati. Nella sessione di bilancio del 1999 si fece anche un'altra cosa a proposito delle disposizioni varie, si mandò avanti la sessione di bilancio e qualche mese appresso arrivò in Consiglio, approvato a larghissima maggioranza, un testo contenente disposizioni varie. Si potrebbe utilmente copiare, quando le cose da copiare sono positive.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Se questa fosse la mia prima legislatura troverei ineccepibile il comportamento della maggioranza. Per fortuna, non dico purtroppo, ero presente anche nella scorsa legislatura tra questi banchi, ed allora il Presidente del Consiglio era certo Gian Mario Selis, il quale oggi non fa che richiamare la Giunta e noi consiglieri di maggioranza ad un certo comportamento che era totalmente disatteso quando lui era Presidente del Consiglio. Tutte le volte che si arrivava alla discussione della legge finanziaria o dell'assestamento si chiedeva il conto dei residui attivi o passivi, si chiedevano tutti i documenti, lo stato patrimoniale, si chiedeva quanto era indispensabile perché la legge finanziaria arrivasse in Consiglio e potesse essere esaminata. A prescindere dal fatto che, se queste sono leggi omnibus, chissà come dovevano essere considerate le precedenti finanziarie, mi suona veramente strano che il richiamo sia fatto da una persona che disattendeva regolarmente le richieste dell'opposizione. Non vedo come oggi noi dovremmo andare incontro alle richieste dell'onorevole Selis, per di più mai abbiamo fatto quelle che ha fatto lui, in quanto, essendo consiglieri regionali, non avevamo certamente bisogno, e non ne abbiamo oggi, di avere un elenco dal funzionario. E` una pagliacciata, perché se siamo consiglieri regionali, conosciamo le leggi e sappiamo cosa vi è contenuto, e non abbiamo bisogno della specifica preparata da un funzionario. Questo rappresenta un tentativo di ottenere una legittimazione tecnica, in merito a cose che sicuramente lo stesso Selis conosceva benissimo.

Sul problema della programmazione o della "sprogrammazione" non rispondo al collega Sanna perché non è presente in Aula, quando sarà presente potremo discutere sulla programmazione fatta dalle Giunte precedenti. Invece adesso voglio rivolgere un invito a lei, Presidente del Consiglio, vorrei avere una interpretazione del comma 2 dell'articolo 78 del Regolamento, nel quale si dice che, per ogni articolo e complesso di emendamenti, l'intervento di un consigliere regionale non può durare più di dieci minuti. Qui si interviene dieci minuti sull'articolo, dieci minuti su ciascun emendamento e dieci minuti per ogni e qualsiasi considerazione che viene ad essere portata nella discussione sugli emendamenti. Lo prova il fatto che oggi è intervenuto per due ore il collega Scano, ieri per due volte è intervenuto Cogodi, per due volte è intervenuto Pusceddu sullo stesso…

FADDA (Popolari-P.S.). Anche la Giunta.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). E' vero anche la Giunta è intervenuta più volte. Allora, in base al comma 2 dell'articolo 78, io vorrei sapere se si può intervenire diciotto volte sullo stesso emendamento e quanto è il tempo concesso ad un consigliere per intervenire su un articolo e sugli emendamenti ad esso riferiti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris, le rispondo subito sulla richiesta di precisazioni riguardo alla procedura prevista dall'articolo 78 del Regolamento, che stiamo rispettando nel modo più assoluto. Ieri chi è intervenuto due volte, è intervenuto perché abbiamo introdotto, nel corso della discussione sull'articolo e sugli emendamenti, su suggerimento della Giunta, un nuovo emendamento. Del resto abbiamo consentito alla stessa Giunta di intervenire due volte sulla stessa materia, quindi stiamo rispettando nel modo più assoluto e rigorosamente il Regolamento, per quanto naturalmente è possibile fare da questa Presidenza, essendo affidato poi il rispetto del Regolamento agli stessi consiglieri regionali che chiedono di intervenire anche su questioni procedurali e non soltanto sull'articolo e sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, ho chiesto di parlare perché mi sono stati posti degli interrogativi ai quali credo che la Giunta non debba e non possa sfuggire e debba dare informazioni e ragguagli al Consiglio regionale. Devo dire con estrema franchezza che spingere la lotta politica fino al paradosso regolamentare non può giovare a nessuno, penso che comunque non sia questo il senso, perchè se questo fosse, avremmo imboccato una strada che non va bene né per la Giunta, né per il Consiglio, né per la Presidenza del Consiglio.

Io credo che non esistano né contrasti, né incoerenze, credo che esista un problema politico che è sempre esistito, che è giusto porre, che esiste in tutte le assemblee legislative, esiste anche nel Parlamento nazionale. E` giusto quello che diceva l'onorevole Selis, che quando si è fatta la legge di contabilità nel 1983 si è cercato di disciplinare questo problema antico, di fare in modo che la legge finanziaria non fosse onnicomprensiva, non fosse una legge omnibus, fosse una legge un po' più schematica, chiara, per lasciare poi alle leggi di settore tutto il resto. Però sappiamo anche che non esiste subordinazione tra una legge e un'altra, e imbalsamare il Consiglio -totalmente, come se ci fosse subordinazione tra una legge ed un'altra, potrebbe essere pericoloso anche per chi lo sostiene.

Io credo che sia giusto rispettare la legge di contabilità, ma credo che l'accordo politico vada reiterato sempre e comunque ogni qualvolta si procede a fare una legge finanziaria. Onorevole Selis, lei giustamente pone il problema, e si chiede perché noi dobbiamo trattare la valutazione di impatto ambientale in questa legge. Ma la valutazione di impatto ambientale non è stata introdotta forse nel 1999, quando lei era in quest'Aula, con la legge finanziaria? Noi stiamo riportando nella legge finanziaria una cosa che era già nella legge finanziaria, un anno fa, quando questa Giunta non c'era.

Quindi, se è possibile si trova un accordo di natura politica, ma non si deve spingere fino a questo punto.

Per quanto riguarda invece le preoccupazioni che i colleghi hanno manifestato in ordine alle varie intese tra il Governo nazionale e il Governo regionale, voglio assicurare al Consiglio che abbiamo dato in questi ultimi due mesi impulso, rapidità, dinamicità a questi rapporti, dopo la crisi di Governo, nominando i nostri rappresentanti nei tavoli dell'intesa e chiedendo al Governo di nominare i propri rappresentanti. Le trattative ormai sono aperte, il 15 e il 16 del mese scorso abbiamo avuto gli incontri con i rappresentanti del Ministero del Tesoro, domani avremo una verifica col Governo a Roma per quanto riguarda le quattordici negoziazioni che vengono aperte, tra cui c'è anche quella relativa alla metanizzazione. Come voi sapete su questa questione, c'è stato un primo accordo di programma quadro con lo Stato, che prevede un finanziamento di 250 miliardi, dei quali 100 miliardi a valere sulla legge numero 402, e 150 miliardi a valere sulla legge numero 266 del 1998.

E` chiaro che questo tavolo è ancora aperto, i 250 miliardi sono assolutamente insufficienti e sono una goccia per poter affrontare il problema della metanizzazione della Sardegna, stiamo andando avanti ed utilizzando le stesse società del Tesoro proprio per evitare che ci siano intralci. Il fatto di aver spostato, come è stato fatto anche negli esercizi precedenti, alcune somme che riguardano la metanizzazione non comporta assolutamente nulla, perché la prima cosa che noi dobbiamo fare sono i progetti e la dorsale, cosa che stiamo accelerando, mentre in alcune città - voi lo sapete - il problema delle reti è già superato. Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano hanno già le reti per la distribuzione del metano. Quindi adesso si tratta di fare la dorsale che possa convogliare le reti di tutti gli altri paesi.. Voglio però assicurare al Consiglio che noi forniremo a tutti i consiglieri regionali, lo stato di attuazione dei diversi accordi di programma, in modo che ogni singolo consigliere regionale possa fare le proprie valutazioni e possiamo decidere anche come procedere nel rapporto con lo Stato, accogliendo con piacere l'offerta che l'onorevole Selis faceva, sostenendo che alcuni argomenti, come appunto quello del metano, vanno affrontati insieme e non possono essere affrontati dalla sola Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 82 e sull'articolo 3.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 82 all'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione sull'emendamento 82.

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

maggioranza 34

favorevoli 30

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Gianfranco - USAI - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: SPISSU.)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Questa dichiarazione vale, naturalmente per quello che riguarda me, sia per l'emendamento numero 12 sia soprattutto per l'emendamento numero 13. Noi abbiamo dato atto alla Giunta, e spero che la Giunta dia atto a noi, lo ricordava il collega Scano, dell'attenzione a questo problema. Ma questi emendamenti e questi problemi dimostrano anche, insieme all'attenzione di cui diamo atto alla Giunta sul problema territoriale o sui Consorzi Fidi - speriamo che la Giunta ce ne dia atto - la validità delle nostre proposte. C'è stata una interlocuzione, noi continuiamo a dire che abbiamo lavorato per migliorare il provvedimento per quanto riguarda patti territoriali, lavori socialmente utili, apprendistato, consorzi fidi e così via. Quindi non c'è stata, da parte nostra, la corsa agli emendamenti. Voi ricorderete, perché nessuno è nuovissimo di quest'Aula, come l'opposizione, non solo nell'ultima legislatura, faceva la corsa agli emendamenti. Sembrava che l'opposizione si esercitasse sviluppando la produzione di emendamenti. Noi abbiamo fatto l'esatto contrario, abbiamo limitato il numero degli emendamenti, abbiamo cercato di dirvi : "Badate che le cose significative sono queste: patti territoriali, lavori socialmente utili, consorzi fidi, apprendistato, fermo biologico, su queste troviamo un accordo!" Su alcune cose abbiamo trovato un'intesa, o comunque un dialogo positivo, credo che voi dobbiate darci atto di questo, e quindi non si comprende bene lo strano clima che si è creato.

Abbiamo ribadito che abbiamo limitato il numero degli emendamenti per fare in fretta, per rispettare lo spirito della legge di contabilità e lo spirito della legge di assestamento del bilancio. Abbiamo dichiarato la nostra disponibilità (ma quando mai nelle logiche tradizionali dell'opposizione questo avveniva?) a ritirare gli emendamenti, che non sono coerenti con la legge di contabilità, chiedendo a voi di fare altrettanto. Questo non significa allungare i tempi ma abbreviarli. Questo significa rispettare l'essenza del provvedimento originale. A chi mi dice che quando io ero Presidente voi avete fatto le mie stesse proteste, ribadisco in quest'Aula quello che ho detto allora, che avete ribadito voi e che ha ribadito il Presidente di turno, che non c'è un problema di gerarchia delle fonti. Io l'ho ribadito allora e lo ribadisco adesso. Noi non stiamo facendo appello alla gerarchia delle fonti, noi stiamo dicendo che la legge di contabilità numero 11 del 1983, come ha ricordato il collega Scano, modificata anche grazie alle battaglie comuni - è stato evocato l'amico e collega Desiderio Casu - a fine legislatura, proprio per cercare di dare un ordine a questa materia, a grandissima maggioranza, se non all'unanimità, rappresenta un patto tra di noi, non una fonte superiore di cui chiediamo il rispetto, ma un patto politico istituzionale che abbiamo fatto assieme perché la legge finanziaria, il bilancio, e l'assestamento di bilancio seguano percorsi accelerati, precisi, chiari nel sistema di votazione. Vogliamo rispettare quel patto? Vogliamo dire che non c'è un problema di gerarchia delle fonti ma vale il patto tra di noi? Questo ho detto allora e dico adesso, e voi mi darete atto, perché allora mi deste atto, di quante volte io in quest'Aula e per iscritto ho richiamato la Giunta al rispetto di una serie di norme, e di quante volte, rispondendo al collega Floris e al collega Pittalis, ho trasmesso le loro richieste alla Giunta di allora.

Quindi, io ho fatto il mio dovere, come ero in grado di farlo; e con me c'erano i colleghi Milia e Federici e c'erano altri colleghi del centro sinistra. Il problema però non è questo, se vi consola dire che ho sbagliato, ditelo pure, io ammetto sempre i miei errori anche a posteriori, ma il problema non è questo. L'arte della politica non è fare recriminazioni sul passato, ce lo possono insegnare il presidente Floris, il presidente Contu e gli altri amici…

(Interruzioni)

SELIS (Popolari - P.S.). Io del mio passato sono orgoglioso, qua però non stiamo facendo un dibattito storico, potete dare a me tutte le responsabilità di questo mondo, il problema è come si affronta il futuro. Quando ci sono normei che condividiamo, come gli articoli 12 e 13, diciamo che li condividiamo, quando ci sono cose che non condividiamo, come le norme intruse in questo disegno di legge di assestamento del bilancio, diciamo di alcune che non le condividiamo, di altre che sono una violazione palese del patto politico - istituzionale che noi abbiamo fatto. E credo che sia interesse della Giunta testarsi sul rispetto delle leggi che abbiamo concordato, perché altrimenti non ci si può lamentare di una eventuale anarchia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, intervengo per esprimere il parere favorevole su questo emendamento, ma soprattutto per sottolineare che più volte dai colleghi dell'opposizione, e nell'ultimo intervento dell'onorevole Selis, è giunta una velata minaccia di un protrarsi dei lavori dell'aula se non vi sarà un ripensamento da parte della maggioranza su alcuni temi.

Io intervengo perché credo che l'ostruzionismo, che si può in qualche modo palesare, non paghi assolutamente, né per l'opposizione, né per i cittadini che dovessero subire questo tipo di atteggiamento.

Abbiamo fatto una serie di discussioni politiche, interlocuzioni politiche si definiscono in quest'Aula, su alcuni punti rilevanti: dai lavori socialmente utili ai finanziamenti che la Giunta, con l'opposizione e la maggioranza, hanno definito in un disegno di legge che è all'ordine del giorno del Consiglio, sull'acquacoltura, si è definito il problema dei cassintegrati. Ora, è evidente che porre in essere qui un braccio di ferro su una norma che si definisce intrusa, ma che riprende pedissequamente una norma intrusa della precedente legge finanziaria, significa cercare il grimaldello per venire meno a un obiettivo politico, che è quello di accelerare l'approvazione della manovra finanziaria di cinquecento miliardi oggi all'esameCon questo disegno di legge, noi possiamo sbloccare migliaia di miliardi di interventi pubblici e privati, che vanno dai piani integrati d'area, molti dei quali sono bloccati perché vi è una procedura di valutazione dell'impatto ambientale assolutamente inaccettabile sia per il pubblico che per il privato. Non è accettabile che noi stanziamo oggi i miliardi per la legge "28", quando ci sono interventi che sarebbero comunque bloccati da una procedura autolesionistica che il Consiglio regionale, onorevole Selis, ha introdotto in maniera intrusa, questa sì, nella legge finanziaria.

Sanna Salvatore (D.S.). Sei tu che stai inventando le cose.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, poi può intervenire se vuole. Onorevole Pili la prego di fare la dichiarazione di voto.

PILI (F.I. - Sardegna). La mia vuole essere una esortazione. Se vi è la determinazione, come vi è, in questa maggioranza, a trovare un punto d'intesa, e questo punto d'intesa è stato trovato, non andiamo oltre. C'è la determinazione comunque a fare urgentemente in quest'Aula una discussione politica seria su questa materia, e quindi credo che la maggioranza, e l'opposizione si potranno confrontare. Però l'ostruzionismo non paga assolutamente nessuno.

CUGINI (D.S.). Ma quale ostruzionismo!

PRESIDENTE. Onorevole Pili, forse mi sono distratto, non ho sentito la sua dichiarazione di voto.

PILI (F.I. - Sardegna). E' la prima cosa che ho detto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per dichiarare il voto contrario del Gruppo della Rifondazione Comunista sia all'emendamento numero 12, sia alla dichiarazione testé resa dall'onorevole Pili. A noi pare di poter tranquillamente affermare che la condotta in quest'Aula non sia stata neppure larvatamente ostruzionistica. Si sta lavorando da ieri su un provvedimento complesso, che ha, osservato dai diversi punti di vista, obiettivi e finalità importanti, che muove una massa di danaro pubblico di circa seicento miliardi. A chi i miliardi li conta come le noccioline sembreranno torroni di Aritzo, a noi seicento miliardi sembrano molti, e incidono in maniera rilevante in settori delicati, cruciali dell'economia e della socialità in questa nostra regione. Siamo al secondo giorno di esame di questo provvedimento in Aula, nel frattempo si sono maturate intese considerevoli su questo e su un altro importante provvedimento, lavorando qui mattina, sera, giorno e notte, tutto il Consiglio regionale, diversamente applicato, i singoli e i Gruppi, e ognuno per le sue responsabilità. Come fa il collega Pili ad affermare imprudentemente che ci sarebbe un'attività ostruzionistica? L'unico ostruzionismo che è in atto è quello di un pezzo, direi un pezzetto, a questo punto, della maggioranza, che siede parte sui banchi del Consiglio, parte sui banchi della Giunta, che si ostina a proporre cose che non c'entrano proprio nulla, non per ragioni metodologiche, meramente procedurali, non c'entrano nulla con gli obiettivi di miglioramento dell'economia che si proclamano.

Il problema che noi discutiamo qui non è la natura della norma intrusa, e se una norma sia davvero del tutto o in parte intrusa o estrusa. Quello che qui principalmente stiamo discutendo è se alcune norme di ordine sostanziale importanti e rilevanti, che meritano ben altra attenzione, considerazione e armonia col sistema normativo, legislativo e di organizzazione dell'economia in questa nostra regione, quali sono le norme in materia ambientale, debbano essere trattate con questa disinvoltura - questo è il punto - o se il Consiglio non abbia diritto di trattare argomenti di tale rilevanza in modo specifico, puntuale, inserendo all'ordine del giorno dei suoi lavori questi argomenti.

Dovremmo anche stare attenti al tono delle discussioni, ognuno di noi ha il suo temperamento, anch'io non è che abbia uno tra i migliori temperamenti possibili, però dovremmo cercare di non offendere. Teniamo conto anche del fatto che ognuno ha una sua responsabilità, nei codici comportamentali dei parlamenti può essere concessa una maggiore esuberanza all'opposizione, perché essendo minoranza e sapendo che tendenzialmente perderà nel voto cerca di sottolineare di più una sua ragione, vera o presunta. La maggioranza deve essere per sua natura un po' più capace, più pacata, più rispettosa. Il Presidente del Gruppo di maggioranza relativa, l'onorevole Emilio Floris, definisce pagliacciata la risposta istituzionale corretta che è stata data ed è stata anche spiegata dal Presidente del Consiglio, dalla massima autorità di questa Assemblea, ad una domanda ugualmente legittima e corretta che è partita dai banchi del Consiglio, e non mi riferisco alla battuta spiritosa - quanto può essere spiritosa una cosa detta in quest'Aula in questo modo - con cui ha definito il trasmettere ai consiglieri gli atti e i documenti qua dentro, come sempre avviene quando si presentano emendamenti o atti aggiuntivi, un volantinaggio. Qui nessuno sta volantinando e noi non saremmo disponibili a volantinare.

ONNIS (A.N.). Tempo!

COGODI (R.C.). Sì, il tuo tempo è prezioso quanto il mio, e il mio quanto il tuo.

Non può essere definita questa una pagliacciata. Non può essere che un Assessore della Giunta regionale censuri per suo conto, con una censura intrusa, questa sì, la Presidenza del Consiglio regionale. Allora sì che non si capisce più nulla, caro Pili. Qui non si sta facendo ostruzionismo, si sta cercando di superare qualche ulteriore difficoltà che si frappone e si rappresenta. Se i dati conoscitivi che noi abbiamo chiesto sulla legge "28" o su altre leggi fossero stati dati con la stessa puntualità, completezza e trasparenza, con la quale oggi, in Aula, abbiamo avuto questa informazione, forse ci avreste aiutato anche a superare prima e meglio qualche altra difficoltà. Però, siccome si intravede questa possibilità di conclusione non tanto rapida, ma buona o almeno migliore, di questa discussione, io credo che, in esito alla votazione successiva, vi sia o no il numero legale - questo si verificherà tra un attimo - si potrà, se vorrete, procedere e anche concludere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Intervengo per fare una dichiarazione di voto sull'emendamento 12. Noi votiamo a favore di questo emendamento, perché, a differenza di quello che ha detto poc'anzi il collega Pili, parte del contenuto di questo emendamento è conseguenza della interlocuzione che c'è stata in questi giorni e che io valuto positivamente, così come ho valutato positivamente quella di stamattina e quella di ieri sera. Noto, purtroppo, e mi dispiace, che tra di noi c'è una parte che cerca di costruire soluzioni positive e ce n'è un'altra che invece si oppone alla convergenza sul merito dei provvedimenti, per rimanere fermi su questioni formali che appaiono inutili se si mettono avanti gli interessi della Sardegna.

Se c'è una cosa intrusa, presidente Spissu, in questo momento, non è solo la norma sulla valutazione d'impatto ambientale, è l'intervento del collega Pili, che è un intervento intruso, che non c'entra niente con il lavoro che noi stiamo facendo. E al presidente Floris voglio dire che non ci può essere da un lato un'indicazione di lavoro tesa a costruire, e dall'altro un intervento di una parte della maggioranza teso a distruggere quello che si costruisce, accusandoci di voler perdere tempo. Non è così, noi abbiamo detto che, a nostro giudizio, l'assestamento di bilancio deve essere licenziato oggi (questo non vuol dire che non si debba discutere degli argomenti) a qualunque ora. Perché si dice che stiamo facendo ostruzionismo? Perché si vuol far passare l'idea che quando discutiamo sul merito dei problemi stiamo facendo ostruzionismo? L'ostruzionismo è un'altra cosa, è quello che fa Berlusconi, quello che è stato fatto in Parlamento, quello che è stato fatto negli anni passati, quando si diceva: "Siamo presenti ma siamo assenti, non votiamo, siamo assenti pur essendo presenti".

Non confondiamo le posizioni, noi abbiamo trovato punti d'incontro anche sull'emendamento numero 12. Certo, non è stata accolta tutta la richiesta riferita alla quantità delle risorse da mettere a disposizione, e volevamo e vogliamo, lo dico, trovare un punto d'incontro per evitare che si faccia un danno alla Sardegna col provvedimento che Pili sta proponendo all'Aula sulla valutazione d'impatto ambientale. Lavoreremo sino alla fine per trovare un punto di incontro, perché vogliamo evitare che il Consiglio faccia un errore, perché poi quando l'errore è fatto non viene attribuito a chi lo fa, viene attribuito a tutti, anche a quelli che hanno opinioni diverse. Lavoreremo sino alla fine per trovare un punto d'incontro.

Pensavamo che ci fosse una possibilità questa mattina, forse si era anche intravista questa possibilità, però la norma sulla valutazione d'impatto ambientale, caro Pili, non è una norma di parte, è una norma del Consiglio, e sulle riforme di questo tipo noi vogliamo partecipare attivamente alla costruzione delle soluzioni, e voi non potete respingere la nostra iniziativa, solo per mostrare i muscoli. Io capisco che il collega Pili non è sereno, perché questa storia delle anguille del Comacchio, effettivamente, può avergli creato problemi. Ma prima viene il bilancio, e poi le anguille del Comacchio, e tutte le altre questioni. Lo capisco perfettamente, infatti avevo suggerito, per scherzare un poco e per evitare che i rapporti tra di noi degenerino, di fare al collega Pili un regalo comprando due o tre chili di anguille per rendere la cosa meno seria. Mi pare che invece la si voglia proporre sul piano della serietà della politica, però io rimango dell'idea che domani, se ci sono le anguille nella pescheria di via Cavour le compro e gliele regalo, perché non è giusto che un dirigente di prim'ordine del Partito di Forza Italia venga per la seconda volta presentato in questo modo in Sardegna, un po' immeritatamente, Capita di copiare, lo sappiamo, io da ragazzo copiavo spesso i compiti, prima copiavo quelli sbagliati, mi capitava come è capitato a Pili, poi piano piano però mi sono corretto, invece lui anche adesso insiste nell'errore.

Presidente Floris, noi siamo per l'approfondimento della questione della valutazione d'impatto ambientale, per noi ci sono le condizioni, sulla base dell'indicazione di lavoro del collega Contu, per trovare un punto di incontro, lavoriamoci sino all'ultimo momento perché quella può essere una strada per rispondere ad un'aspettativa e l'aspettativa non è solo quello che diciamo noi qui. Confermo che noi voteremo a favore dell'emendamento numero 12, a conferma di un dialogo che si è aperto, di una convergenza che faticosamente stiamo cercando di costruire.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, nel confermare il nostro voto favorevole ed anche il modo responsabile di affrontare nel merito e non strumentalmente questo provvedimento di legge, voglio però sottolineare l'eccesso di alcuni interventi che non favoriscono e non rendono giustizia alla fatica e all'impegno che molti di noi stanno prestando in queste ore. Dico subito che non ci sono zone franche in questo Consiglio per quanto riguarda le intese e la difficile pratica della dialettica istituzionale, guai se fosse così! Siamo stati per oltre un'ora a discutere sull'articolo 6 quinquies per cercare un accordo, onorevole Pili, senza fare una sola minaccia di ostruzionismo e di impedimento al lavoro di quest'Aula, né velata né palese, ma evidenziando al contrario numerose ragioni che suggeriscono saggiamente un'urgenza che vogliamo condividere, ma anche una diversa valutazione sul modo di approcciare questo problema. Abbiamo compreso purtroppo dal suo intervento che questo argomento è ial contrario una zona franca, e dunque il vero atto di ostruzionismo è il suo e non il nostro, però, Presidente, la buonafede in politica non è un optional, perciò noi riconfermiamo la nostra disponibilità ma vorremmo che venisse riconosciuta la serietà dei nostri comportamenti. Possiamo anche, se è utile a qualcuno, continuare a guardare indietro, pur avendo già detto di voler guardare avanti, e se è utile possiamo anche ammettere che l'iniziativa di inserire questa norma intrusa nella finanziaria del 1999 non è stata un'idea felice. Possiamo ammettere l'errore, ma rileviamo che non è opportuno perseverare, ed è anche vero che bisogna ricordare che quella norma fu inserita nella legge finanziaria perché c'era il pericolo dell'intervento sostitutivo del Governo ai sensi del decreto legislativo 112. Questa condizione non c'è oggi, questa è una situazione oggettivamente molto diversa, va detto per giustizia, per spiegare le cose che facciamo, e per non far apparire nero quello che è bianco, e viceversa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. E'stata richiesta la votazione a scrutinio segreto.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Voglio far rilevare che l'emendamento numero 82 prevedeva la soppressione dei commi 1, 2 e 3 e siccome è stato già respinto l'emendamento numero 82, conseguentemente è stato approvato...

(Interruzioni)

Sto chiedendo un'interpretazione alla Presidenza, penso che interrogare la Presidenza non sia prerogativa solo dell'opposizione.

Siccome abbiamo votato l'emendamento numero 82 che al primo alinea recita "Nell'articolo 3 sono soppressi i comma 1, 2 e 3", voglio capire se questo interferisce sulla votazione dell'articolo 3. Tutto qui!

PRESIDENTE. No, Assessore. L'Aula ha respinto l'emendamento numero 82, che era un emendamento soppressivo e ha accolto l'emendamento numero 12, poniamo in votazione il testo dell'articolo 3 emendato con l'emendamento numero 12.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 36

votanti 35

maggioranza 18

favorevoli 34

nulli 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU -GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SPISSU - USAI.)

Poiché manca il numero legale richiesto, di 38 consiglieri, la votazione è nulla e la seduta deve essere sospesa per trenta minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Lei sta aggiornando a tra mezzora, io propongo di anticipare di mezzora la seduta stasera, se questo non è ostruzionismo, se ritiene che sia ostruzionismo faccia lei.

Propongo di riprendere i lavori del Consiglio alle sedici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, noi intendiamo ripresentarci in Aula tra mezzora come da Regolamento, e voglio far presente che, per il mio Gruppo e credo anche per quello di Forza Italia, riprendere i lavori alle 16 non va bene perché abbiamo degli impegni. Quindi chiediamo che si inizi quanto meno alle 16 e 30.

PRESIDENTE. Quindi lei, onorevole Biggio, propone che si riapra la seduta tra trenta minuti, che si sospendano i lavori alle ore 14, e si ricominci questo pomeriggio alle ore 14.

BIGGIO (A.N.). Si, grazie.

(La seduta sospesa alle ore 13 e 17, viene ripresa alle ore 13 e 52.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Presidente, essendo in corso una riunione con i lavoratori della Scaini, per consentire di poter concludere questo incontro, proponiamo l'aggiornamento della seduta a questo pomeriggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). La ragione addotta dall'assessore Pittalis per chiedere il rinvio del Consiglio è nobilissima, perché per il comitato delle mogli dei lavoratori della Scaini che protestano in modo anche duro e pericoloso in questi giorni, bisogna avere massimo rispetto, considerazione, attenzione e forse l'assessore Pittalis potrebbe ingegnarsi a trovare come parte del Governo della Regione una risposta. E' nobile quindi il fine annunciato, è però meno nobile la ragione vera. Dobbiamo procedere, ai colleghi che sono impegnati nell'incontro, così come tanti incontri abbiamo tenuto e teniamo, sia dato il tempo, perché possano pervenire in Aula, è giusto che siano avvertiti che i lavori del Consiglio stanno per riprendere e si proceda.

Dalla sede dell'incontro all'ingresso di quest'Aula intercorrono diciotto passi, si avvertano i colleghi e si dia un minuto di tempo.

Siamo contrari alla sospensione dei lavori perché pare proprio che sia la maggioranza che la Giunta, non abbiano voglia di andare avanti nella discussione per l'approvazione di questo provvedimento di legge.

PRESIDENTE. Io non posso che rimettermi alla volontà dell'Aula, c'è una richiesta di aggiornamento a questo pomeriggio e c'è un parere contrario espresso per bocca dell'onorevole Cogodi.

Metto in votazione la sospensione della seduta e il rinvio a questo pomeriggio. Chi è favorevole alzi la mano..

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.

GIAGU (Popolari - P.S.). Rinnovo la richiesta di voto segreto sull'articolo 3.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3 sul quale il consigliere Giagu aveva chiesto e richiede la votazione a scrutinio segreto.

Seconda votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 35

votanti 33

astenuti 2

maggioranza 17

favorevoli 33

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - USAI.

Si è astenuto il consigliere: SPISSU.)

Non si è raggiunto il numero legale. A questo punto io credo che non sia il caso di sospendere la seduta, così come previsto dal Regolamento, per trenta minuti; credo che possiamo fare come avevamo deciso prima, cioè aggiornare la seduta alle ore 16.30 come richiesto dall'onorevole Biggio.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

Capelli (Gruppo Misto). Presidente, approfitto dell'occasione, e mi rivolgo soprattutto ai colleghi assenti della maggioranza, per dire che io sono un po' stanco di andare avanti con questo ritmo, in dispregio del lavoro fatto dalla Giunta e dai consiglieri che sono presenti in quest'aula, e sicuramente non faccio nessun riferimento all'opposizione, che svolge correttamente il suo ruolo. Io mi rifiuterò di entrare in Aula stasera se i nostri colleghi non garantiranno il numero legale, non parteciperò ai lavori del Consiglio.

PRESIDENTE. Naturalmente la sua dichiarazione resta agli atti. La seduta riprenderà questa sera alle ore 16.30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 02.