Seduta n.133 del 14/03/2001
CXXXIII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 14 marzo 2001
Presidenza del Vicepresidente SPISSU
indi
del Vicepresidente CARLONI
indi
del Vicepresidente SPISSU
indi
del Presidente SERRENTI
La seduta è aperta alle ore 10 e 03.
RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'8 marzo 2001, che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Giorgio Oppi ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 14 marzo 2001, per impegni fuori sede. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Sono da illustrare gli emendamenti ai commi dal 33 al 41, a partire dal numero 320.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 320. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi abbiamo proposto, e intendiamo mantenere l'impegno, una cadenza temporale, ma siamo preoccupati per l'andamento dei lavori. Non vogliamo chiedere nulla che possa far perdere tempo, che a noi invece serve, perché vogliamo evitare le discussioni formali e fare invece discussioni politiche. Vorremmo, però, invitare la maggioranza, anzi tutti i colleghi, ad essere presenti in aula e a partecipare ai lavori, quanto meno perché siamo in sede di votazione.
Noi potremmo chiedere, per esempio, la votazione nominale o a scrutinio segreto - non è irrituale, ma lo faremmo strumentalmente - anche sul processo verbale, per indurre i colleghi a stare in aula. Non casca il mondo se in questi due o tre giorni, in cui saremo chiamati a un lavoro intenso, stiamo in aula!
Dico questo, a prescindere dal fatto che io sia all'opposizione, perché vorrei, in apertura, fare una dichiarazione che interessa a tutti i colleghi e che mette a punto il nostro modo di lavorare, in considerazione degli impegni che abbiamo assunto. Io ho una preoccupazione che mi auguro sia solo mia, ma che voglio esternare anche ai colleghi della Giunta e della maggioranza: secondo me, stiamo correndo il rischio di trovarci in una condizione molto prossima a quella di scioglimento del Consiglio. Lo dico a voce bassa, non ci sono orecchie indiscrete, spero che rimanga tra noi, però faccio questa dichiarazione molto pacata, in modo tale che ognuno sia messo di fronte alla propria responsabilità (maggioranza, opposizione, singoli consiglieri) e si possano utilizzare questi giorni al meglio, con il concorso di tutti.
Per ora non chiedo la votazione per far sì che gli assenti si precipitino in aula, chiedo però che, senza interrompere la seduta, sollecitiamo i colleghi - io lo farò con i colleghi della opposizione, voi fatelo con quelli della maggioranza - ad essere tutti presenti in aula per lavorare in modo costruttivo e spedito. Noi limiteremo al minimo i nostri interventi, però abbiamo la necessità di fare discorsi seri su problemi seri e di richiamare l'attenzione della maggioranza e della Giunta sulle proposte che abbiamo avanzato, che sono chiare, e su alcuni rischi che corriamo.
In attesa che arrivino i colleghi, vorrei ricordare alla Presidenza del Consiglio che le mie due tessere di votazione non funzionano. Le ho riconsegnate entrambe ieri, quindi non è una mia colpa, perché non le ho smarrite; semplicemente tutte e due non funzionano. Lo faccio presente perché magari c'è la possibilità di verificarne il funzionamento o di farmi avere una terza scheda.
Colgo ancora questa occasione per consegnare alla Giunta e alla Presidenza del Consiglio, che mi ha ripreso, una lettera che avevo a suo tempo inviato all'onorevole Ladu, in cui chiedevo alcuni dati e documenti propedeutici anche alla discussione del bilancio. Ne consegno una copia a lei, signor Presidente del Consiglio, alla Presidenza della Giunta e nuovamente all'assessore Ladu, proprio perché non stiamo ancora discutendo le tabelle, in modo tale che si possa provvedere in merito.
Tutto qui. Ripeto, se troviamo il modo, senza interrompere i lavori, di essere tutti presenti in aula, potremo procedere più speditamente.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, io innanzi tutto raccomando ai colleghi di non lasciare inserite le tessere magnetiche perché, come abbiamo verificato ieri notte, ciò può causare il malfunzionamento del sistema elettronico di votazione. Ieri notte sono state ritirate settanta schede che erano state lasciate nelle postazioni di votazione, e questo ha provocato tutti i disguidi di cui è stato vittima l'onorevole Selis.
Detto questo, procediamo all'esame degli emendamenti, cominciando dall'emendamento numero 320, che doveva essere illustrato dall'onorevole Selis. In realtà l'onorevole Selis ha parlato sull'ordine dei lavori, più che sull'emendamento. L'emendamento numero 320 si intende illustrato.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 325 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (Popolari-P.S.). Farò delle illustrazioni sintetiche, per mantenere fede agli impegni presi, però, badate, richiamo il Consiglio, la Giunta e la maggioranza in particolare, ma anche l'opposizione, a non sottovalutare le cose che diciamo seppure sinteticamente, ma anzi a sopravvalutarle, perché quanto più sinteticamente le diciamo tanto più ci preoccupano e vanno prese sul serio.
La prima considerazione in riferimento all'emendamento numero 325 riguarda il fatto che in più parti del comma 33, che, come vedete, si articola anch'esso in una quantità di punti, che sono a loro volta altrettanti commi, si parla di ricorso a consulenze esterne. Io personalmente sono favorevole alle consulenze esterne, però sono a conoscenza del fatto che nella legislazione regionale vi è già una quantità di norme che consentono di attingere alle consulenze esterne. Allora che senso ha inserire questa norma anche nella legge finanziaria?
Seconda considerazione: molti dei programmi di cui al comma 33 sono approvati dall'Assessore competente, di concerto con l'Assessore della Programmazione, e mi chiedo - e troverete riferimento a questo in altri emendamenti presentati da me, ma anche dai colleghi di altri Gruppi - se sia corretto non solo bypassare il Consiglio regionale, ma qualche volta anche la Giunta regionale. Mi chiedo, cioè, se questi programmi non debbano essere tutti approvati dalla Giunta e se, comunque, non debbano essere inviati al Consiglio.
A me sembra che questa sequenza di punti del comma 33 presupponga un carico di consulenti esterni che non è precisamente funzionale. La consulenza di soggetti esterni può essere in taluni casi indispensabile, occorre però capire in che modo essa si integra con la struttura amministrativa della Regione, e la può valorizzare, occorre cioè, quanto meno, capire quali sono i compiti dei consulenti esterni e definirne i rapporti funzionali e organici con l'amministrazione.
Inoltre, io credo che la procedura di approvazione di questi programmi vada verificata; per lo meno per i grandi programmi, cioè, deve essere previsto il parere del Consiglio regionale. Mi pare che questo aspetto vada sottolineato.
La terza considerazione riguarda genericamente tutti questi commi: chiedo alla Giunta di verificare se non ci sia, in questi commi, un eccesso di delega alla Giunta stessa, che è motivo di rinvio da parte del Governo. Io mi propongo di verificarlo, e credo che durante il dibattito tutti noi lo verificheremo ulteriormente con una rilettura di questi argomenti, ma mi pare che questo sia uno dei punti più delicati sui quali dovremo discutere.
La quarta considerazione, lo accennavo prima, riguarda gli emendamenti successivi, per esempio l'emendamento numero 331, e in particolare l'esigenza di "incaricare negli atti di attuazione di questi programmi il personale competente all'interno dell'amministrazione regionale ", che è un modo per chiarire i rapporti tra consulenti e personale, perché ricordo che le funzioni del personale amministrativo e dei dirigenti non possono essere surrogate dai consulenti.
Ricordo ancora - ed è la quinta considerazione, di cui vi prego di prendere nota - che gli atti di attuazione dei programmi comunitari sono ancora sottoposti al controllo preliminare della Corte dei Conti. Il cofinanziamento dei programmi comunitari è sottoposto anch'esso a un controllo preliminare, e badate che se non siamo sicuri dell'esecuzione di questi atti rischiamo di incorrere in una serie di rilievi che possono bloccare l'attuazione degli interventi stessi.
L'emendamento numero 174 per noi riveste un'importanza particolare - e mi dispiace che stia presiedendo in questo momento il collega Spissu, che lo avrebbe illustrato meglio - perché noi riteniamo di dover sottolineare l'esigenza che ci sia da parte del Consiglio e della Giunta un'attenzione particolare verso i settori della nuova economia, la cosiddetta new economy, stabilendo delle riserve nelle leggi esistenti, quindi evitando un aggravio di spese per le imprese che operano in questi nuovi settori.
L'emendamento numero 304 esplicita l'esigenza che le procedure di evidenza pubblica, di cui alla lettera d) del comma 33 dell'articolo 1, siano basate su criteri di trasparenza e siano soggette a preventiva approvazione da parte della Giunta Regionale.
L'emendamento numero 339 ribadisce l'esigenza che vi sia, almeno per i programmi principali, il parere della Commissione consiliare competente. Con gli emendamenti numero 332 e 333 si chiede se, in riferimento al disposto della lettera e), l'Assessorato dell'industria non debba operare, oltre che d'intesa con l'Assessorato della programmazione, anche di concerto con la Presidenza della Giunta. Se ci chiedete di ritirare questi due emendamenti, noi li ritireremo senza difficoltà, perché intendevamo solo sollevare questo problema, che comunque è interno alla Giunta.
L'emendamento numero 328, invece, è particolarmente importante, perché si chiede alla Giunta di dare conto al Consiglio dello stato di attuazione dei provvedimenti di cui al comma 33, lettera f), ogni novanta giorni. Si ribadisce, inoltre, la necessità di richiedere il parere della Commissione consiliare competente. Invito, infine, i colleghi Cassano e più a ritirare l'emendamento numero 117.
Ho così terminato l'illustrazione rapida di questo pacchetto di emendamenti, ribadisco solo i punti principali: primo, verificate che non ci siano eccessi di delega; secondo, verificate che sia chiara la distinzione tra consulenti e personale amministrativo; terzo, ricordate che i programmi cofinanziati dall'Unione Europea sono soggetti al controllo preventivo della Corte dei Conti, quindi ci possono essere dei rilievi preventivi; quarto, distinguete il ruolo dei consulenti da quello del personale amministrativo, senza che vi siano confusioni; quinto, valutate la possibilità di prevedere, per i provvedimenti più importanti, il parere della Commissione consiliare.
Tutte queste considerazioni le facciamo, come vedete, in modo molto sintetico, ma può darsi che nel corso del dibattito possano essere ampliate. L'ultimo punto che ho trattato, lo ripeto adesso perché è arrivato anche l'assessore Ladu, riguarda le convenzioni con soggetti esterni, che compare in tutti i punti. Questo mi sembra eccessivo, noi non siamo contrari alle consulenze, ma la Giunta si dia un ordine, perché non si possono fare sempre norme che lasciano aperta la possibilità di ricorrere a consulenti.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, per nostra migliore comprensione, lei ha illustrato tutti gli emendamenti di cui è primo firmatario?
SELIS (Popolari-P.S.). Sì, sono tanti, ritengo di averli illustrati tutti, se me n'è sfuggito qualcuno avrete pazienza, prenderò magari la parola durante la discussione, ma sempre con questo stile asciutto.
PRESIDENTE. Quindi diamo per illustrati tutti gli emendamenti che recano la sua firma, e cioè gli emendamenti numero 320, 325, 301, 300, 331, 330, 304, 339, 333, 332, 328, 329, 327, 326, 324, 323 e 322.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 402 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 402 al comma 33, lettera b), riguarda la misura 4.1/B, che prevede e incentiva la possibilità di fornire servizi reali alle piccole e medie imprese. Per la prestazione di questi servizi la Regione ha consolidato, attraverso il Consorzio 21, un sistema che da parte delle stesse associazioni datoriali è sempre stato considerato positivamente, come risulta anche dai documenti ricevuti dalla Commissione programmazione e bilancio. L'unico aspetto oggetto di lamentele è sempre stata l'insufficienza della dotazione finanziaria, ma nella sostanza il lavoro svolto dal Consorzio 21 è sempre stato considerato produttivo e completamente rispondente alle esigenze delle piccole e medie imprese.
La lettera b) del comma 33 fa venir meno proprio il ruolo del Consorzio 21, che svolgeva, lo ripeto, molto efficacemente il proprio compito, mantenendo le prestazioni di servizi reali svincolate da un sistema di controllo, il che permetteva di svolgere un'azione coordinata nei confronti delle piccole e medie imprese, che consentiva di avere una visione complessiva delle loro effettive esigenze.
Per altro all'interno di questa supervisione, comunque, le piccole e medie imprese avevano la possibilità di scegliere i soggetti che dovevano fornire questi servizi reali. E' vero, anche in questo comma si prevede che comunque coloro che forniranno i servizi dovranno rispondere a standard di qualità prefissati, però non si capisce bene se questi standard sono puramente nominali, o se saranno accertati attraverso un controllo e sarà verificata la loro rispondenza ai servizi reali che si intendono fornire.
Con l'emendamento numero 402, pur mantenendo l'intera misura 4.1/B, si richiama il Consorzio 21 come elemento di garanzia e di supervisione per la fornitura di questi servizi reali, essendo un sistema, così come dicevo precedentemente, ormai ben collaudato, in grado di dare tutte le garanzie che il caso richiede.
Per cui noi chiediamo che la lettera b) del comma 33 sia integrata in modo che i servizi reali possano essere forniti in maniera oculata, attraverso strumenti di controllo che garantiscano non soltanto l'impresa, ma anche l'amministrazione pubblica che dovrà erogare i finanziamenti.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 401 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Ci sono altri emendamenti analoghi a questo.
PRESIDENTE. Li possiamo elencare, onorevole Vassallo?
VASSALLO (R.C.). Man mano che li chiamerà semmai li daremo per illustrati, perché hanno lo stesso contenuto dell'emendamento numero 401.
L'emendamento numero 401 riguarda la misura 4.1/D che prevede la partecipazione di capitale privato alla costituzione dei fondi regionali di capitalizzazione. Il testo proposto dalla Giunta regionale prevede che questa partecipazione privata sia pari ad almeno il 30 per cento. Mi rendo conto che questa è la percentuale che è stata ritenuta congrua, però, se veramente vi è interesse da parte dei soggetti gestori a partecipare alla costituzione dei fondi di capitalizzazione delle piccole e medie imprese, noi riteniamo che elevarla leggermente possa essere utile, non soltanto perché si aumenta la disponibilità finanziaria, che rispetto alle esigenze è sempre insufficiente, ma soprattutto perché si aumenta il rischio dei soggetti che partecipano alla costituzione di questi fondi, il che garantisce maggiore controllo e maggiore oculatezza nelle operazioni che verranno effettuate.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 397 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Questo emendamento è uguale al precedente, per cui si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 403 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 403 concerne un argomento che abbiamo già affrontato in relazione ad altri commi dell'articolo 1, e prevede un'integrazione della lettera a) del comma 33, che fissa un principio, che per altro mi sembra debba essere condiviso. Io faccio parte della Commissione industria, che più di una volta ha affrontato la questione del rapporto Giunta-Consiglio e della carenza di informazione al Consiglio in ordine alla programmazione decisa dalla Giunta e a una serie di determinazioni che, pur essendo di competenza della Giunta, a nostro avviso devono avere anche il parere delle Commissioni.
Questo emendamento introduce perciò l'espressione: "sentita la Commissione consiliare competente per materia". Qualcuno sostiene che è un appesantimento che rallenterebbe l'operato della Giunta e quindi ritarderebbe l'attuazione dei programmi e dei provvedimenti di spesa. Voglio soffermarmi un attimo su questa considerazione che, per quel che ci riguarda, non ci tocca minimamente, perché ci risulta che le Commissioni abbiano sempre operato con celerità, quanto meno quando si trattava di esprimere un parere, e in alcuni casi hanno suggerito delle modifiche che sono state recepite dalla Giunta, il che significa che il parere della Commissione non solo era doveroso, ma anche utile, perché se due occhi vedono bene, quattro occhi vedono meglio.
Oltre a questo, vi è un'esigenza concreta, ferme restando le prerogative della Giunta, quella di non escludere il Consiglio da questioni di grande valenza, cioè non di carattere meramente ordinario, o di mera applicazione delle leggi.
Molte volte ci troviamo di fronte a veri e propri stravolgimenti interpretativi delle leggi, per cui gli Assessorati spesso agiscono con la più ampia discrezionalità e forzando l'impostazione delle leggi approvate dal Consiglio.
Si può, se si ritiene opportuno, fissare un termine entro il quale le Commissioni devono dare il loro parere alla Giunta, ma espropriare le Commissioni consiliari di un dovere, e a mio avviso anche del diritto di potersi esprimere sui vari argomenti, ci sembra quanto meno inopportuno.
Ribadisco che questa credo sia la posizione dell'Aula, e quindi delle diverse forze politiche che la compongono, e mi rivolgo al Presidente della Commissione sesta, di cui faccio parte, e che ha sollevato questa eccezione, perché vorrei che anche da parte della maggioranza vi fosse il giusto supporto per far comprendere alla Giunta che è bene che essa operi in autonomia, però non può espropriare le Commissione consiliari delle loro competenze.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 174 ha facoltà di illustrarlo.
FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 399 ha facoltà di illustrarlo.
ORTU (R.C.). L'emendamento numero 399 si dà per illustrato in quanto è identico al precedente.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 398 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 207 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 117 ha facoltà di illustrarlo.
CASSANO (Patto Segni-Rif. Sardi). La necessità di dare sollecita attuazione alla misura 4.5 linea c) del Complemento di programmazione al POR (Programma operativo regionale) Sardegna 2000-2006, impone di approvare una norma che attribuisca all'Assessorato del turismo le competenze relative alla concessione di contributi agli enti locali e loro consorzi, soprattutto per l'attivazione dei così detti itinerari turistici.
Quindi si tratta di interventi, a mio modesto parere, estremamente rilevanti per il complessivo sviluppo dell'industria turistica isolana, e in modo particolare per la crescita dei territori dell'interno, che scontano irrisolti problemi di disequilibrio territoriale rispetto ad aree costiere turisticamente più progredite. Tuttavia, per poter accedere al cofinanziamento comunitario, di cui alla citata misura 4.5, occorre poter disporre di una quota a carico dei fondi regionali pari al 15 per cento dell'investimento. Il bilancio di previsione 2001 non prevede tuttavia né il necessario stanziamento né il capitolo in cui allocare le risorse medesime, quindi noi chiediamo, con questo emendamento, di prevedere un importo di 3 miliardi di lire al fine di attivare un investimento complessivo, quindi beneficiando della misura 4.5 per un importo complessivo di 20 miliardi.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 129 ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna.
SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento nasce dall'esigenza che l'amministrazione regionale porti avanti, nel settore turistico, un programma a sostegno della programmazione negoziata.
Diverse proposte sono state presentate nei vari territori da parte di alcuni consorzi di imprese, e questo è il caso della provincia di Oristano dove un consorzio di imprese prevalentemente locali - parlo di 52 imprese - ha presentato al Cipe una proposta organica di sviluppo che sarebbe in grado di creare le condizioni per l'avvio dello sviluppo turistico non solo nella provincia di Oristano, dove purtroppo questo comparto registra un fortissimo ritardo, che i numeri mettono in evidenza in modo inconfutabile. Il settore alberghiero, per esempio, dispone di appena 1.600 posti letto, quindi è necessario che l'Amministrazione regionale, nella programmazione degli interventi, tenga conto in modo particolare delle esigenze dei territori in forte ritardo di sviluppo, e la provincia di Oristano è probabilmente, nell'ambito del comparto turistico, quella che ha maggiore bisogno di attenzioni e di investimenti.
Non possiamo, inoltre, non tener conto che, una volta tanto, anche da un territorio marginale come il nostro proviene un progetto organico degno di questo nome, che prevede investimenti per 4.500 posti letto, con risorse proprie molto importanti. Quindi, di fronte a una iniziativa dell'imprenditoria locale che si mostra disposta a mettersi in gioco creando investimenti, io credo che l'Amministrazione regionale non possa non tener conto di un fattore molto importante, cioè il ritardo dello sviluppo di quest'area della Sardegna, e in modo particolare di tutta la costa occidentale. Se escludiamo Alghero, il resto della costa occidentale, dal punto di vista turistico, è in forte ritardo, perciò credo che ci sia bisogno di un intervento di sostegno da parte della Giunta regionale.
Il Por destina 300 miliardi alla programmazione negoziata, e questo io lo giudico un fatto senz'altro positivo, però credo che ci sia bisogno di un impegno specifico sui singoli strumenti. Questo emendamento prevede la spesa di 70 miliardi come quota di cofinanziamento regionale del Contratto di programma del Consorzio Turistico Sardegna Ovest della provincia di Oristano, che, ripeto, è condizione fondamentale perché questo contratto di programma possa andare avanti positivamente.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 306 ha facoltà di illustrarlo.
PUSCEDDU (D.S.). Di dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 393 ha facoltà di illustrarlo.
VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 392 ha facoltà di illustrarlo.
ORTU (R.C.). L'emendamento numero 392 è sostanzialmente identico al 432, quindi lo ritiriamo e manteniamo il 432, la cui formulazione è leggermente diversa.
Anche se lo spirito di questo emendamento numero 432 al comma 39 è sempre quello di chiedere che per gli atti fondamentali che compie la Giunta sia richiesto il parere preventivo della Commissione consiliare competente per materia, vorrei sottolinearne in modo particolare l'importanza in relazione all'attuazione degli interventi previsti dalle misure del Complemento di programmazione per l'agricoltura. Noi proponiamo di integrare il comma 39 precisando che le direttive che sono messe in capo all'Assessore regionale dell'agricoltura siano emanate previo parere della Commissione agricoltura, per evitare di perdere tempo, e quindi per rispondere anche a tutte le considerazioni, che di volta in volta vengono fatte, sulla necessità di dare celerità alla spesa, di mettere l'Esecutivo in condizioni di operare in tempi rapidi e così via. Noi proponiamo, quindi, che il parere sia espresso in tempi certi, entro 15 giorni dalla ricezione da parte del Presidente della Commissione delle direttive sulle quali la Commissione stessa deve esprimere il proprio parere.
Qui mi rivolgo, anche perché l'Aula è parecchio distratta, soprattutto agli onorevoli Piana e Rassu, anche se il primo è ancora impegnato col telefonino, il secondo non è in aula. Tra l'altro mi pare che non ci sia nemmeno l'Assessore dell'agricoltura e non capisco come sia possibile discutere, così come molto probabilmente dovremo fare oggi, tutta una serie di provvedimenti che lo riguardano direttamente. Mi chiedo come mai non sia in aula e se sia più interessato alle prossime elezioni che al mandato che pure ha ricevuto da questo Consiglio. Dicevo che in Commissione sia l'onorevole Piana, sia l'onorevole Rassu, ogni qualvolta dobbiamo prendere atto di direttive emanate dall'Assessore dell'agricoltura, già pubblicate, con i disastri che ne conseguono, sono i primi a protestare, anziché entrare nel merito delle proposte. Con l'emendamento 432 ribadiamo l'esigenza, da noi fortemente sentita, che il Consiglio, attraverso le Commissioni, possa esprimere il parere su una materia così importante, così delicata e rilevante, anche perché, così come abbiamo avuto modo di dire durante la discussione del Complemento di programmazione, soprattutto le misure che riguardavano gli interventi in agricoltura erano piuttosto indeterminate dal punto di vista della struttura e dell'orientamento, che verrà poi definito con le direttive. Si tratta, quindi, di consentire al Consiglio di entrare nel merito delle direttive emanate dalla Giunta.
Per evitare che accada quello che è accaduto nel corso di questi giorni, cioè che, per esempio, le direttive emanate dalla Giunta, senza il parere della Commissione, in attuazione della legge sulla siccità, hanno causato il disastro che sappiamo. Su quelle direttive nessuno è d'accordo: non sono d'accordo le associazioni professionali agricole, non sono d'accordo i consiglieri regionali di opposizione - e questo sarebbe poco - ma, così come hanno espresso in più occasioni in Commissione agricoltura, non sono d'accordo nemmeno gli stessi consiglieri di maggioranza. Nonostante questo le direttive in questione sono state pubblicate e provocheranno i disastri che sappiamo, perché sono del tutto inadeguate.
Ora, qui si tratta di adottare un provvedimento che impedisca che episodi di questo genere possano ripetersi, si tratta cioè di vedere se davvero anche i consiglieri della maggioranza sono conseguenti con le affermazioni che loro, più dei consiglieri delle opposizioni, in Commissione, in più occasioni hanno fatto circa la necessità di essere messi in condizioni di discutere e quindi di intervenire per tempo anche per modificare eventuali provvedimenti emanati dalla Giunta che non sono conformi alle leggi approvate dal Consiglio.
Quindi, se i consiglieri della maggioranza non fossero così distratti, in questo caso seguirebbero i consigli dell'opposizione.
PRESIDENTE. Se nessuno intende illustrare l'emendamento numero 311, si dà per illustrato. Se nessuno intende illustrare l'emendamento numero 352, si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si tratta, come tutti ben vediamo di una mole di emendamenti molto consistente. Nell'esprimere il parere, vorrei sinteticamente motivare per gruppi di emendamenti la prevalenza del parere negativo dato dalla Commissione, salvo che per l'emendamento numero 117, sul quale la Commissione si rimette all'Aula, considerando che da più parti, sia di maggioranza, sia di opposizione, è stata dichiarata la necessità di elevare la dotazione finanziaria per le iniziative dei consorzi degli enti locali aventi finalità di promozione turistica. E' obiettivamente una questione importante che viene considerata favorevolmente da tutta la Commissione, ciò nonostante non può essere espresso parere favorevole sull'emendamento 117, in quanto la copertura finanziaria dei 3 miliardi sarebbe a valere sul fondo nuovi oneri legislativi, mentre l'orientamento della Commissione è quello di non intervenire su questi fondi globali proprio per non svuotare di contenuto gli obiettivi politici dei disegni di legge collegati o non collegati alla manovra finanziaria, che si prevede debbano essere discussi e possibilmente approvati durante questo esercizio finanziario.
La Commissione quindi si rimette all'Aula, sottolineando però la positività dell'intervento. Se fosse possibile trovare una diversa copertura, il parere sull'emendamento numero 117 sarebbe stato anche da parte della Commissione favorevole. Tra l'altro, credo che l'opposizione abbia presentato anche altri emendamenti che riguardano proprio il problema dei consorzi di enti locali, per cui in qualche modo si va incontro a un'esigenza sentita da tutti.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, che non elenco uno per uno, le motivazioni per cui è stato espresso parere contrario sono di diverso tipo. La motivazione fondamentale riguarda il fatto che il lunghissimo comma 33 evidentemente contiene una disposizione normativa che ha una finalità specifica, cioè quella di dotare il Programma operativo regionale e il Complemento di programmazione della necessaria copertura legislativa, cioè di norme sostanziali che consentano l'attuazione delle misure contenute nel POR. Ora, stravolgere, così come si fa in numerosi di questi emendamenti, i parametri e le indicazioni contenute nel Por e nel Complemento di programmazione è sembrata un'operazione non corretta. Il POR e il Complemento di programmazione sono stati approvati recentemente dalle Commissioni e dal Consiglio regionale, e non si ritiene opportuno intervenire con delle modifiche che potrebbero, tra l'altro, contrastare con i contenuti già concordati e approvati dal Comitato di sorveglianza.
Alcuni altri emendamenti tendono, così come è stato detto anche nell'illustrazione, a inserire nella procedura un passaggio nella Commissione consiliare competente dei programmi di spesa. Emendamenti di questo tipo sono presenti, tra i 450 emendamenti della finanziaria, in gran numero; una volta per tutte io vorrei ribadire che è orientamento personalmente molto convinto, ma ritengo anche condiviso ampiamente non solo dalla Commissione, e quindi anche dalla maggioranza, ma spero anche da illuminati rappresentanti dell'opposizione, che continuare a inserire surrettiziamente degli aggravi di procedura con la motivazione che il Consiglio regionale deve essere messo in condizioni di conoscere i contenuti dei programmi, cioè degli atti esecutivi della Giunta regionale, sia ancora un'operazione che evidentemente tende a svuotare di contenuto il compito fondamentale delle Commissioni e del Consiglio, che è quello di fare leggi, programmi e atti di indirizzo politico di alto contenuto rispetto all'Esecutivo.
Non credo che sia utile continuare a tentare di inserire nelle nostre leggi passaggi di atti di Giunta nelle Commissioni consiliari, che di fatto appesantiscono il lavoro delle stesse Commissioni e le distraggono da quello che è il loro compito fondamentale, cioè istruire i progetti di legge. Molti progetti di legge sono fermi nelle Commissioni, cerchiamo di mandare avanti quelli, anziché chiedere continuamente di vedere quello che fa la Giunta. La Giunta risponderà dei propri atti politicamente e il compito fondamentale del Consiglio è quello di controllare questi atti.
Termino dicendo che gli emendamenti numero 311 e 352, sui Progetti Integrati Territoriali, pur essendo comprensibili, in particolare il 352, si riferiscono a una materia sulla quale credo sia opportuna una riflessione più approfondita e l'approvazione di una legge ad hoc, che riguardi le nuove forme della programmazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, vorrei aggiungere però due brevi riflessioni sulle questioni poste dai presentatori di alcuni emendamenti, in particolare per quanto riguarda il complesso delle norme relative a delle misure, previste nel Complemento di programmazione, come la misura 4, che rientrano nella responsabilità gestionale degli Assessori del turismo e dell'industria.
Voglio subito dire che noi non abbiamo apportato alcuna innovazione, ma abbiamo semmai trasferito in sede legislativa, perché così era necessario fare, ciò che costituisce già previsione nel Programma operativo regionale e nello stesso Complemento di programmazione. I criteri di selezione e le procedure sono contenuti nel Complemento di programmazione, che, lo ricordo, ha già ricevuto la formale approvazione del Comitato di sorveglianza. Si tratta, in questa sede, di individuare le modalità operative attraverso le quali devono essere attuati i programmi. Ciò che probabilmente sfugge è che bisogna tenere distinto il ruolo di gestione dei fondi dal ruolo di controllo. Questo giustifica l'inserimento, per la verità non in tutte le misure, ma in alcune in particolare, dell'apporto di personale esterno estraneo all'Amministrazione regionale, proprio perché vi è un preciso obbligo di distinguere questi due momenti importanti. Siccome la gestione di queste misure per la grandissima parte è di competenza dell'Amministrazione regionale, è chiaro che vi è la necessità di prefigurare anche l'eventualità di ricorrere a personale esterno, proprio perché non vi si vuole ricorrere indiscriminatamente, ma solo ove si ravvisi la necessità di tenere distinti questi due momenti.
Presidenza del Vicepresidente Carloni
(Segue PITTALIS.) Non solo, voglio aggiungere anche un altro aspetto sul ricorso al personale esterno: questo comma contiene anche le indicazioni relative al ricorso a bandi di gara, quindi non si tratterà di assumere personale estraneo all'Amministrazione secondo un rapporto di natura fiduciaria, ma secondo criteri di altra natura, che sono la capacità e l'esperienza in relazione alla misura oggetto dell'intervento.
Per quanto riguarda in particolare la questione della programmazione negoziata, anche con riferimento al Contratto di programma del Consorzio turistico Sardegna ovest, devo dire che affronteremo questa questione quando discuteremo una norma che prevede l'accorpamento, la razionalizzazione, l'unificazione di tutti gli strumenti della programmazione negoziata, almeno sotto il profilo della gestione unitaria. Posso però anticipare che tutti i contratti di programma, anche quelli relativi al settore turistico, e non solo quelli del comparto agricolo, hanno avuto dall'Amministrazione regionale il parere positivo ed anche l'impegno di cofinanziamento.
E' chiaro che qui non si possono invertire i ruoli, non dobbiamo finanziare noi i contratti di programma, è un impegno preso dallo Stato, a noi spetta il cofinanziamento. Quindi rispetto a quei contratti di programma che hanno avuto riscontro positivo, noi abbiamo già provveduto ad accantonare le risorse e in questa ottica ci muoviamo, proprio perché riteniamo che non vadano deluse quelle aspettative.
Per quanto riguarda i contratti di programma che hanno avuto istruttoria positiva, ma non sono ritenuti comunque ammissibili al finanziamento da parte dello Stato, per esiguità delle risorse o per altre ragioni, questa rappresenta per noi l'occasione per recuperarli all'interno di un altro strumento che stiamo elaborando, che abbiamo già fatto pervenire alla Seconda Commissione consiliare, anche per avere un indirizzo preciso. Abbiamo avviato la concertazione con le parti sociali e dobbiamo ulteriormente approfondire la materia con le rappresentanze istituzionali. Mi riferisco ai PIT (Progetti Integrati Territoriali), all'interno dei quali possono essere certamente recuperate idonee e valide iniziative.
Quindi anche su questo tema io formulo al collega Alberto Sanna l'invito a ritirare l'emendamento numero 129, così come lo formulerò ai colleghi Amadu e Spissu, presentatori di analogo emendamento per quanto riguarda il contratto d'area di Porto Torres, perché la materia evidentemente va vista tenendo conto di tutti gli altri strumenti della programmazione negoziata che riguardano anche altre aree, dalla provincia di Nuoro a quella di Oristano, dalla provincia di Cagliari a quella di Sassari, che appunto sono interessate da vari strumenti, come i contratti di programma e i patti territoriali, e che necessitano di uno sforzo finanziario non indifferente da parte dell'Amministrazione regionale. Tutto va visto in un'ottica davvero razionale e compiuta.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 174, relativo alla modifica della legge numero 15 del 1994, darà maggiori delucidazioni il collega Assessore dell'industria. Aggiungo soltanto, ma lo dirà meglio l'Assessore del turismo, in relazione all'emendamento numero 117, a firma Cassano e più, che con questo emendamento noi stiamo rispondendo concretamente a una richiesta pervenuta da più parti del Consiglio regionale e dalle stesse forze di opposizione, quella cioè di una maggiore attenzione verso il sistema degli enti locali e dei consorzi di enti locali. Questa è stata una richiesta, lo voglio ricordare, particolarmente caldeggiata dall'onorevole Biancu. Questo emendamento si integra con la misura 4.5 del Complemento di programmazione nel dare un valido sostegno al sistema degli enti locali e loro consorzi, proprio per la valorizzazione delle località di interesse turistico della Sardegna. Ecco perché ritengo che questo emendamento in quest'ottica possa trovare ingresso, proprio perché va incontro a una precisa istanza che è stata portata alla nostra attenzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente Spissu
SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, volevo richiamare l'attenzione della Giunta e dell'Aula sull'emendamento numero 311 che distrattamente non ho illustrato nella prima fase, ma è un emendamento molto importante, perché non solo non costa una lira all'amministrazione regionale, ma mette in condizione la stessa amministrazione regionale e il sistema delle autonomie locali in Sardegna di realizzare una serie di opere pubbliche che al momento sono bloccate perché ci sono ancora numerosi programmi che devono essere definiti, come per esempio il programma di opere pubbliche previsto dalla legge 45/76), i programmi del PNIC (Programma d'interesse comunitario), tutta una serie di interventi sulle zone umide della Sardegna, nonché il programma straordinario di opere pubbliche di cui all'articolo 6 della legge regionale numero 6 del 1995. Per tutti questi programmi e altri ancora - mi dispiace che in questo momento non ci sia l'assessore Ladu, che tra l'altro in sede di Commissione lavori pubblici ha sollecitato la presentazione di questo emendamento - c'è da parte di tantissimi comuni della Sardegna una forte attesa.
Voglio ricordare che alcuni di questi programmi prevedevano che i fondi venissero impegnati entro il 31 dicembre 1999. Molti comuni non sono riusciti a impegnare per tempo queste risorse finanziarie, in verità non per responsabilità loro, ma a causa di procedure di approvazione e quindi di rilascio dei nulla osta molto lunghe e farraginose, che purtroppo ancora caratterizzano l'iter di approvazione dei progetti che precede l'appalto delle opere pubbliche, iter che molte volte, anzi nella maggior parte dei casi, è reso così lungo e farraginoso proprio da tutti i passaggi previsti dai vari enti regionali che devono esprimere pareri che sono vincolanti. Per questo motivo moltissimi comuni non riescono ad appaltare e quindi a impegnare i fondi entro i termini previsti. Con questo emendamento si chiede che per tutta questa serie di programmi ci sia una proroga della impegnabilità dei fondi fino al 31 dicembre 2001. Sto parlando di più di mille miliardi assegnati ai comuni, alle comunità montane, ai consorzi, alle province e quant'altro. Tra l'altro, moltissimi comuni che sarebbero pronti per dare il via agli appalti, essendo ultimata la lunghissima procedura di approvazione dei progetti, non possono farlo proprio perché c'è bisogno di prorogare l'impegnabilità di questi fondi. Un emendamento analogo, inoltre, è previsto anche in un progetto di legge che sarà discusso successivamente da quest'Aula.
Siccome bisogna onorare gli impegni e ridurre al minimo i tempi, per mettere in condizioni non solo il sistema delle autonomie locali, ma anche il sistema delle imprese e l'economia sarda in generale di avere una boccata d'ossigeno, chiedo che la Giunta e lo stesso onorevole La Spisa riconsiderino il proprio giudizio su questo emendamento, perché davvero non solo non costa niente all'amministrazione regionale, ma crea una situazione estremamente favorevole per tutto il sistema delle autonomie locali e per l'economia della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, forse con la forte accelerazione dei lavori probabilmente stiamo procedendo troppo in fretta e a volte non riusciamo a cogliere l'invito all'illustrazione degli emendamenti. Anch'io cercherò di rimediare a quanto avvenuto prima in merito all'emendamento numero 352.
Ci si sarebbe aspettati, di fronte al fatto che ben 16 sottocommi del comma 33 trattano i sistemi locali di sviluppo, e in particolare la lettera r), che pone il coordinamento dei PIT in capo al Centro regionale di programmazione, che fossero stati definiti anche i tempi per la predisposizione degli indirizzi per la realizzazione dei PIT, così come prevede il Complemento di programmazione; indirizzi che, come sappiamo, devono contenere gli obiettivi che dovranno essere conseguiti dai PIT, le risorse finanziarie disponibili nei singoli assi, con la chiara scelta di andare verso il riequilibrio delle zone interne, le procedure e i tempi per la predisposizione degli stessi. E io dico, in ultimo, il ruolo degli enti locali, e in particolar modo delle province. Sulla stampa isolana oggi si legge: "Province contro la Regione", proprio a significare che la mancanza della definizione di questi strumenti sta creando seri problemi anche all'interno delle amministrazioni provinciali. Sulla stampa appunto oggi si legge: " 'Le province sarde vogliono contare di più e chiedono alla Regione di essere vere protagoniste in ogni fase delle procedure operative dei PIT, ma soprattutto di poter gestire direttamente le risorse economiche per essere veramente soggetti coordinatori e attuatori dei progetti. Vogliamo più concertazione'. Il ruolo della Regione, si legge nella nota, in applicazione dei principi di sussidiarietà è pienamente condiviso, ma proprio in base a questo principio rivendicano maggiore autonomia per gli enti locali, che sono il primo livello di governo del territorio e soprattutto per le province deputate a rappresentare le comunità, curarne gli interessi e promuoverne lo sviluppo' ".
Io credo che, anche alla luce di questa rivendicazione da parte delle quattro province, e sappiamo quanta vicinanza ci sia tra le province e il Governo di questa Regione, l'emendamento numero 352 vada in questa direzione. Ciò si rende necessario per uscire anche dagli ambiti ristretti nei quali sembrerebbe si stiano dando le indicazioni per la costruzione dei Progetti Integrati Territoriali, perché occorre dare certezza sulle procedure, sui tempi e sulle risorse ai soggetti locali di sviluppo, sia pubblici sia privati e sociali, che intendono avanzare proposte per lo sviluppo del territorio.
Il consigliere La Spisa ha espresso apprezzamento sull'emendamento numero 352, quindi ha valutato l'importanza e l'opportunità di dare certezza sulla predisposizione di questi importanti strumenti per lo sviluppo, però ha rimandato il tutto alla predisposizione di un apposito strumento organico. Io dico, signori belli, che se teniamo conto delle prime indicazioni che stanno emergendo, i tempi sono talmente ristretti che il momento in cui possiamo dare indicazioni certe per la predisposizione di questo strumento non può che essere quello attuale. Anche perché non le sfuggirà, assessore Pittalis, la grande attesa e attenzione che esiste nei territori, soprattutto delle zone interne, su questo strumento visto come occasione importante per sviluppare quanto di positivo si è già avviato con i Programmi integrati d'area, con i Progetti leader e con i Patti territoriali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io intervengo brevemente per sottolineare, in risposta alle affermazioni fatte dal collega La Spisa, che noi abbiamo presentato degli emendamenti per introdurre il principio che gli atti più rilevanti proposti dalla Giunta, in questo caso tra l'altro quasi tutti riferiti all'attuazione del Complemento di programmazione, venissero approvati previo parere della Commissione consiliare competente per materia. Abbiamo posto, quindi, una questione di principio, raccogliendo anche le tante lamentele e osservazioni, fatte soprattutto in sede di Commissione, ma talvolta anche in Aula, dai consiglieri di maggioranza oltre che da quelli di minoranza.
Tra l'altro, ripeto, alcuni nostri emendamenti prevedono che la Commissione esprima il proprio parere su atti anche rilevanti entro tempi certi. Pensiamo alle direttive che di fatto stabiliscono le modalità di intervento per esempio per quanto riguarda i provvedimenti in materia di agricoltura. E allora qual è il problema? Il problema è che l'onorevole La Spisa sostiene che un passaggio in Commissione costituirebbe un aggravio delle procedure. Questa affermazione è singolare, è singolare che i 15 giorni entro i quali la Commissione dovrebbe esprimere il parere, dopo di che si prescinde dal parere stesso, possano costituire un aggravio. Non si tiene conto del fatto che stiamo discutendo una finanziaria che determina tutti gli interventi in tutti i settori, che stiamo discutendo una finanziaria che è giunta alla discussione del Consiglio sei mesi dopo la sua presentazione, avvenuta per altro tre mesi dopo la scadenza ordinaria.
Allora, quale sarebbe l'aggravio? L'aggravio sarebbe costituito proprio dalla richiesta, che io ritengo legittima, e su questo sollecito ancora la sensibilità dei consiglieri di maggioranza, di poter esprimere un parere, entro tempi certi, su provvedimenti anche di grande rilevanza, perché ciò impedirebbe al Consiglio e alle Commissioni, secondo l'opinione dell'onorevole La Spisa, di dedicarsi all'esame degli altri progetti di legge, e cioè alla loro attività principale. L'espressione di questo parere impedirebbe ai progetti di legge giacenti in Commissione di seguire il loro iter legislativo. La realtà, anche per quanto riguarda questo aspetto, è che i progetti di legge non vengono istruiti perché le riunioni delle Commissioni vanno spesso deserte per l'assenza della maggioranza. Quindi non si tratta di un aggravio, si tratta semplicemente di una richiesta avanzata in più di un'occasione dalla stragrande maggioranza dei consiglieri, pertanto ne sollecito l'accoglimento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io desidero fare alcune osservazioni Più volte noi abbiamo dibattuto sul problema della gestione e del controllo, e in riferimento all'ultimo intervento del collega Ortu e alle cose che hanno detto il collega La Spisa e l'assessore Pittalis, voglio sottolineare che noi non intendiamo partecipare alle funzioni amministrative, però vogliamo esercitare le funzioni di indirizzo e di controllo che sono proprie del Consiglio.
Se la Giunta e la maggioranza non accettano l'ipotesi che le Commissioni consiliari esprimano un parere, ed è comprensibile questa posizione da parte loro, troviamo un modo per mettere il Consiglio in condizioni di conoscere le azioni, i programmi, gli interventi della Giunta, in tempi reali, non in tempi biblici, quando non è più possibile svolgere alcuna interlocuzione.
Io rimango dell'opinione che il parere delle Commissioni consiliari, se espresso entro tempi certi, che può essere anche una settimana, trascorsa la quale si manda il progetto in esecuzione, non costituisca un aggravio procedurale, perché si tratta appunto solo di pochi giorni, ma siccome siete voi, maggioranza e Giunta, che decidete, vi pongo responsabilmente questa domanda: in che modo la Giunta e la maggioranza ritengono di poter far conoscere al Consiglio, in tempi reali, cioè non attraverso la procedura delle delibere di Giunta che arrivano sempre in ritardo, i provvedimenti su cui svolgere una funzione di interlocuzione, eventualmente di proposta, di indirizzo e di controllo?
E' un problema che poniamo, affrontiamolo insieme, in questa sede, e sarà comunque un passo avanti, senza per questo rinunciare al nostro convincimento in merito alla opportunità che le Commissioni esprimano il loro parere su determinati atti della Giunta.
La seconda considerazione, che mi pare sia già emersa in Commissione, ma credo che valga la pena di riproporla anche in Aula, è questa: per quanto riguarda il comma 33 e seguenti, l'Assessore della programmazione ha detto, forse giustamente, che non c'è nessuna innovazione, che si tratta di provvedimenti già previsti nel Complemento di programmazione. Io sono d'accordo, ma perché allora si appesantisce la finanziaria con questa sovrabbondanza di norme? Potrei leggerne diverse per dimostrare che sono del tutto pleonastiche, che problema c'è ad eliminarle? Per esempio, leggo la prima che mi capita sotto mano: "Misura 4.1/G per gli sportelli unici per le imprese: l'Assessorato dell'industria provvede alla definizione ed attuazione, secondo le procedure riportate nel Complemento di programmazione, di un progetto unitario di supporto per la gestione degli sportelli unici per le imprese, che preveda la validazione delle migliori pratiche di organizzazione, gestione e strutturazione dei contenuti informativi". Questo si può già fare, cosa cambia se si elimina questa norma? Non è né mio interesse né mia intenzione perdere altro tempo, ma secondo me gran parte di queste norme è del tutto pleonastica, è un appesantimento inutile della finanziaria. Se si eliminano non cambia nulla, perché per esempio le procedure di cui alla lettera g) del comma 33, che ho letto poc'anzi, secondo quanto ha dichiarato lo stesso assessore Pittalis, sono già previste nel Complemento di programmazione. Dei consulenti ci si può avvalere anche adesso; si può fare semmai una norma generale che preveda l'aumento del numero dei consulenti di cui si avvalgono gli Assessorati e la Presidenza della Giunta, se quelli già incaricati vi sembrano insufficienti, ma a mio avviso le norme sui consulenti sono un appesantimento.
La terza considerazione riguarda l'emendamento numero 117, a firma Cassano e più, di cui avevo chiesto il ritiro, perché ricordavo una qualche interlocuzione avvenuta tra noi, la Giunta e la maggioranza, in cui ci si era preso l'impegno di ritirare alcuni emendamenti. Tuttavia i colleghi, sia della maggioranza che dell'opposizione, mi hanno fatto notare che quanto richiesto con questo emendamento può essere utile.
Vorrei porre adesso una questione di principio sul metodo, che può essere oggetto di discussione: se questo emendamento rimane, visto che la struttura del bilancio prevede che ci siano le Note di programma, e poiché l'assessore Frongia mi ha informato che le risorse a cui si fa riferimento erano già indicate nelle rubriche dell'Assessorato del turismo, anziché appesantire la finanziaria con norme di questa natura, perché non inseriamo queste norme, in sede di coordinamento, nelle Note di programma?
Apro adesso una parentesi perché alcuni colleghi, in particolare il collega Scano, poco fa, mi facevano notare che anche gli emendamenti proposti dall'opposizione alle Note di programma sono scritti come se fossero emendamenti alla finanziaria, e questo obiettivamente non è corretto. Ci proponiamo di riscriverli in funzione delle Note di programma, ma in sede di coordinamento anche l'emendamento Cassano, se fosse recepito dalla Giunta, potrebbe diventare un comma di un programma, senza appesantire la finanziaria e senza fare ricerche sulla copertura finanziaria, perché è già prevista, bypassando così anche l'osservazione, forse giusta, del collega La Spisa, che poneva appunto problemi di copertura. Quello che conta è l'obiettivo, non la presenza di una norma sia nella finanziaria sia nel Complemento di programmazione. Anche questa è un'osservazione di carattere tecnico, se volete, che faccio anche per preavvisare che da questo punto di vista neanche i nostri emendamenti alle Note di programma sono un capolavoro di scrittura; ci proponiamo pertanto di formularli diversamente.
La quarta considerazione che voglio fare riguarda l'emendamento numero 174. Tutti ci siamo resi conto, in questi mesi, ne ha parlato anche l'assessore Pittalis, della vitalità dell'economia, trascinata, con alti e bassi, dai nuovi settori della new economy, come l'informatica, l'elettronica, le biotecnologie, eccetera. Abbiamo anche osservato che la Sardegna rappresenta un terreno sufficientemente attento a questo. Intendo dire che in Sardegna c'è dinamicità non solo da parte delle grandi imprese, come Tiscali e altre, ma anche da parte delle nuove imprese, sia nel settore elettronico, informatico e biotecnologico, sia in altri settori che meritano un'attenzione particolare, perché anche nell'affrontare le dinamiche del mercato hanno ritmi più rapidi rispetto a quelli della vecchia economia.
Ci siamo chiesti se con l'emendamento presentato dal collega Spissu e da altri, non si possa, almeno provvisoriamente, prevedere già nelle leggi vigenti, in particolare nella legge 15/94, una riserva per questo tipo di imprese, e quindi una corsia specifica, direi preferenziale, che distingua le due procedure. Questo come segnale di attenzione, volto ad assecondare la dinamicità di questi settori.
L'ultima considerazione che chiedo alla Giunta di valutare è questa: io ho delle perplessità, lo dico nel tono più pacato possibile, ma con preoccupazione, circa i punti di questo comma 33, come la lettera o), che rinviano a soggetti di promozione individuati attraverso bando pubblico. Tutto giusto, però, attenzione, il problema che si pone immediatamente è questo: se si sceglie la strada di cercare questi enti all'esterno, allora bisogna dire cosa intendiamo fare dei nostri enti pubblici di promozione, a cominciare dal BIC. Occorre evitare doppioni, evitare di avere un apparato pubblico o semipubblico di promozione per poi magari constatare che il suo livello di efficienza non è altissimo e dover ricorrere a soggetti privati. Credo che questo aspetto vada discusso: o i soggetti pubblici per la promozione entrano in gara con i soggetti privati e stanno nel mercato anch'essi, magari con un sostegno finanziario di partenza, o tutta questa questione va riorganizzata e sistemata.
Queste sono le considerazioni che noi facciamo con senso costruttivo e che mi pare meritino attenzione da parte della Giunta e della maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Intervengo rapidamente, Presidente, perché sono intervenuto anche ieri per porre questo problema liquidato, mi pare, dai colleghi del centrodestra con una certa fretta nella furia della semplificazione delle procedure e, appunto, credo stiano un po' smantellando - lo dicevo ieri, lo ribadisco oggi - una rete di procedure costruita negli anni, volta a garantire ruoli e funzioni del Consiglio e dell'Esecutivo.
E' del tutto evidente che da parte nostra non vi è nessuna intenzione di appropriarci funzioni che non ci competono; il Governo governi, ma i livelli di semplificazione li trovi all'interno delle proprie procedure, non nelle procedure che, invece, riguardano il Consiglio. Vi è inoltre, a mio avviso, una questione di opportunità che non va sottaciuta, perché stiamo parlando, nel caso specifico, di programmi discendenti da misure relative al POR, che hanno previsioni di spesa per alcune centinaia di miliardi.
Allora, non si possono fare programmi annuali con una dotazione finanziaria di questa portata e che investono settori così importanti e delicati della vita e dello sviluppo della nostra regione, tagliando fuori completamente il Consiglio da un ruolo di programmazione generale. Ieri ho fatto l'esempio del Piano annuale della formazione professionale, che è un atto di esclusiva competenza del Consiglio. Sostanzialmente si stanno facendo piani, che vengono chiamati programmi, ma che debbono discendere da piani, per svariate centinaia di miliardi in settori strategici e sostanzialmente mi pare che, davvero, con questa scusa, che io reputo assolutamente banale e superficiale, si sta tagliando completamente fuori il Consiglio. E naturalmente quando parlo del Consiglio mi riferisco anche ai colleghi del centrodestra, badate, perché, tra l'altro, nel caso di qualche programma viene messa in discussione la stessa collegialità della Giunta, a cui non è riservata l'approvazione del programma stesso, se non ho capito male. Il programma, cioè, dovrebbe essere addirittura predisposto e approvato dall'Assessore competente per materia, di concerto con l'Assessore della programmazione. Sostanzialmente gli stessi colleghi del centrodestra del Consiglio vengono tagliati fuori dalla possibilità di partecipare all'elaborazione delle strategie del programma, non delle semplici questioni relative alla spesa. Quindi, in questo senso credo che occorra porre attenzione e trattare l'argomento con una certa decisione.
L'altro punto che intendo trattare è relativo a un problema che mi pare stia emergendo anche in questa occasione, quello delle consulenze esterne. Insomma, cari colleghi del centrodestra, voi avete fatto una parte della vostra campagna elettorale attaccando, giustamente, la smania che il centrosinistra aveva in relazione alle così dette consulenze esterne, ma avete letto questa finanziaria? Avete letto e state leggendo gli atti della Giunta? Vi state rendendo conto di come sia ormai esploso a livelli veramente incredibili il problema delle consulenze esterne? E la vostra furia moralizzatrice di due anni fa dove è andata a finire, cari colleghi del centrodestra? Onestamente, o siete davvero, come dice il Presidente del Consiglio, Amato, "quelli del dire e del parlare, ma non del fare", oppure siete quelli che fanno esattamente il contrario di quello che dicono, e lo fate anche molto bene e molto in grande.
A me pare che i commi che stiamo discutendo pongano problemi aperti legati alle così dette consulenze esterne. Tra l'altro ho saputo che anche la programmazione regionale è affidata a un grande cervello siciliano, che probabilmente sarà il migliore che c'è sulla piazza, ma, voglio dire, noi per anni abbiamo allevato fior fiore di programmatori nel Centro regionale della programmazione, abbiamo docenti universitari che probabilmente non hanno niente da invidiare a nessuno. Ho scoperto da poco che il deus ex machina della programmazione regionale è un certo dottor Gabriele, se non ricordo male, che sarà sicuramente una valentissima persona (io non lo conosco quindi non esprimo un giudizio di merito su questo signore), però mi chiedo: ma davvero in Sardegna non vi erano persone all'altezza di dare un contributo anche in relazione ai nuovi strumenti della programmazione comunitaria? Mi dicono che anche l'Assessore del turismo ha fior fiore di consulenti che provengono da Roma. Evidentemente in Sardegna si parla tanto di turismo, ma nessuno è in grado di dare consulenze in merito, tanto che anche l'Assessore del turismo ha pensato bene di rivolgersi a consulenti "stranieri", li vogliamo definire così?
Ho citato questi due esempi, ma ne potrei citare tanti altri, basta leggersi gli atti della Giunta per dire: "Attenzione, colleghi del centrodestra, perché se voi, due anni fa, non aveste detto niente, nessuno oggi probabilmente avrebbe da dire qualcosa. Ma, ripeto, voi ricordate bene, ma soprattutto se la ricorda il popolo sardo, la questione delle consulenze esterne, ne avete fatto una parte importante del vostro cavallo di battaglia elettorale, ed era talmente importante che la gente, giustamente, vi ha preso sul serio e vi ha anche premiato. Adesso, però, avete invertito le parti e quindi sostanzialmente noi vi chiediamo di riflettere su questo dato, perché ritengo davvero che tutte queste consulenze esterne, naturalmente onerosissime, che la Giunta regionale sta in qualche modo affidando, probabilmente potrebbero essere evitate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Sulle consulenze? Proprio Pirastu si avvale di un consulente sardo!
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Intervengo molto velocemente sull'emendamento numero 174. Le considerazioni fatte dall'onorevole Selis circa l'attenzione da prestare al settore delle telecomunicazioni e delle biotecnologie è sicuramente condivisibile. In questo emendamento, però, è indicato un meccanismo sulla falsa riga di quanto previsto nella legge numero 488, dove è possibile individuare delle graduatorie speciali o per territorio o per filiera, e di anno in anno individuare anche settori e territori diversi. Nella legge 488 per questo settore, che fa parte del settore più ampio dei servizi, era stabilita una riserva fino a un massimo del 5 per cento delle risorse, e la legge numero 15/94, le cui direttive seguivano la falsa riga della 488, faceva riferimento a questa riserva. Quel limite del 5 per cento è venuto meno. Oggi si ottiene questo stesso risultato, ma non in questi termini, perché nel bando 2000 le imprese del settore servizi hanno avanzato complessivamente una richiesta di contributi per 20 miliardi, lo stanziamento era di 110 miliardi, quindi il 50 per cento sarebbe stato - e lo sarebbe anche nel nuovo bando - pari a 55 miliardi, una cifra nettamente superiore alla domanda. Diciamo, per altro, che nell'ambito di questi 20 miliardi, poiché nel settore dei servizi rientrano anche studi professionali, lavanderie industriali, e così via, la richiesta proveniente da questo specifico settore era di circa 8 o 9 miliardi.
Questo emendamento apporterebbe delle modifiche alle direttive che dovrebbero poi di anno in anno essere emanate, allora, c'è una duplice intenzione: da una parte modificare le direttive della legge 15, per far sì che la Giunta regionale, così come fa con gli indicatori della legge 488, possa ogni anno individuare dei territori o delle filiere per delle graduatorie speciali. E questo sarà fatto a breve. Ma possiamo fare qualcosa di più, ed era proprio mio intendimento proporre alla Giunta, nel bando 2001, relativo alla legge 488, visto che non c'è più il tetto del 5 per cento, di stabilire una riserva del 10 per cento delle risorse, il che significa circa 60, 70 miliardi da destinare a questo specifico settore. Ovviamente questa è una proposta che verrà fatta, ma che credo che sia condivisibile.
Quindi inviterei i colleghi a ritirare l'emendamento numero 174 con l'impegno politico sia di modificare le direttive della legge 15, sia di avere un particolare occhio di riguardo verso questo settore già negli indicatori che daremo al Governo nazionale per il bando 2001.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Vorrei fare delle brevissime considerazioni. La prima riguarda il carattere normativo di alcuni emendamenti presentati dalle opposizioni. A questo proposito non posso che ricordare quello che è stato già detto in precedenza, e cioè che spesso dobbiamo operare una distinzione tra la natura suppletiva e quella modificativa delle proposte normative. Sostanzialmente noi osserviamo questo: esiste una esasperata cultura dello stanziamento, per cui spesso, fra le proposte della finanziaria, ritroviamo finanziamenti di programmi, come quelli relativi alla programmazione negoziata, che sono totalmente sprovvisti di strumenti operativi. Su questo io osservo solo un aspetto: se è vero che questa maggioranza intende scommettere sulla programmazione negoziata come strumento di partecipazione territoriale allo sviluppo e al riequilibro, sa benissimo, e deve metterlo in conto, che la concertazione ha bisogno di tempo e di confronto, ciò significa che i sistemi locali necessitano di una strumentazione immediata prima ancora che delle risorse, perché le risorse sono il frutto della elaborazione fatta ai tavoli della concertazione.
Allo stato attuale, la nostra previsione è che, in questo anno, non vi sia un margine di tempo sufficiente. Il nostro intendimento, pertanto, soprattutto con l'emendamento numero 352, se da un lato è quello di sollecitare l'evasione di una strumentazione operativa, dall'altro è anche quello di supplire alla mancanza di un itinerario, dando così alle amministrazioni locali, alle province, che anche oggi, come è stato ricordato, protestano per questa stasi, la possibilità di attivare subito i tavoli di concertazione locale e di predisporre i programmi.
La seconda osservazione riguarda il ruolo della Regione nella programmazione negoziata. Assessore, per quello che mi riguarda la Regione non è più, come un tempo, anche riguardo agli impegni di cofinanziamento, "a rimorchio" dello Stato. Il suo ruolo è cambiato, ha acquisito anche un carattere preventivo e, quindi, il cofinanziamento di natura preventiva, con un po' di merito per la Regione sugli strumenti che vengono adottati, è uno stimolo per lo Stato a dare riscontro più rapido alle nostre progettazioni.
Non mi trova d'accordo invece il carattere suppletivo che lei assegna ai Pit rispetto agli altri strumenti della programmazione negoziata, perché quella progettazione non può essere fatta propria dai PIT. Con i PIT dovremmo poter fare cose diverse.
Infine, mi consenta, Assessore, io non voglio credere che il comma 33 sia uno strumento propagandistico, però quando in una legge finanziaria viene introdotta una serie lunghissima di compiti che possono essere ritenuti compiti di istituto della Regione, non posso non domandarmi se questa non sia anche per voi una enunciazione mortificante rispetto alla nostra vocazione autonomistica.
PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Intervengo in questa discussione in relazione a quanto espresso dal Presidente della Commissione bilancio, l'onorevole La Spisa, ma anche in relazione a quanto questa Assemblea oggi, nella discussione della manovra finanziaria, intende portare avanti.
Io credo, consigliere La Spisa, che ci troviamo a dover definire forse il ruolo e le funzioni del Consiglio, perché non mi convince per niente il fatto che questo consesso debba abdicare a un suo ruolo importante "per non appesantire le procedure". Guardi, consigliere La Spisa, il concetto di democrazia probabilmente di per sé è un appesantimento rispetto ai ruoli monarchici o dittatoriali, per cui non mi scandalizzerei, né mi preoccuperei dell'appesantimento. Io valuterei, invece, la qualità della proposta che può provenire dall'Assemblea, e sinceramente non discuterei sul fatto che Giunta e Consiglio debbano vivere una realtà in contrapposizione, mi meraviglio anzi che la Giunta non si voglia avvalere dell'apporto del Consiglio. Sembra che ci sia una mancanza di fiducia reciproca, ma non deve essere così. La discussione non può essere limitata, soprattutto quando si trattano programmi di una certa importanza, a considerare i ruoli della Giunta e del Consiglio in termini contrapposti. Eventualmente questo tema, cioè la ridefinizione dei ruoli della Giunta e del Consiglio, potrà essere affrontato in una sessione speciale di questa Assemblea.
Oggi, l'ho già detto nell'intervento fatto nel corso della discussione generale, la Sardegna vive un momento importantissimo.
Presidenza del Presidente Serrenti
(Segue DETTORI BRUNO.) E' un'occasione unica, irripetibile - mi dispiace che il Presidente della Giunta e l'Assessore non vogliano ascoltare - e, a mio avviso, se questa Assemblea si lasciasse sfuggire l'opportunità di dare il proprio contributo, abdicherebbe gratuitamente al proprio ruolo.
Per cui, per quanto mi riguarda, alcuni emendamenti, che intendevano riaffermare il ruolo del Consiglio da questo punto di vista, credo che meritassero di essere presi in considerazione e di non essere licenziati in maniera quanto meno superficiale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, io riprendo alcune delle questioni che a me paiono fondamentali, che non sono legate alle singole norme, ma sono attinenti alle relazioni tra il luogo dove si fanno le leggi e i programmi e dove si sviluppa la funzione di controllo sull'attività esecutiva e l'Esecutivo stesso.
Questa non è una questione che appesantisce o che infastidisce, né che compromette il corretto svolgimento dell'attività esecutiva, e l'attuazione dei programmi in particolare. Questa è una questione attinente alla vita democratica di un'assemblea legislativa e parlamentare, qual è il Consiglio regionale, e all'equilibrio tra i poteri nella nostra Regione.
Dire, come fa il Presidente di una Commissione del Consiglio, ancorché di una parte del Consiglio, che le misure di cui parliamo in questo blocco di commi vengono sottratte alla funzione di conoscenza, di controllo, di indirizzo e di programmazione nell'uso delle risorse, perché si ritiene che questo possa appesantire l'azione dell'Esecutivo, corrisponde a dire che viene soppressa parte della funzione del Consiglio, quindi anche della stessa funzione di quel Presidente.
La funzione del Consiglio regionale non è soltanto quella legislativa, è anche questa, come abbiamo detto. Quindi non si può dire che è meglio che sottraiamo al Consiglio regionale e alle Commissioni di merito questa partita perché così ci possiamo dedicare meglio e con più attenzione all'esame dei progetti di legge. Credo che questo sia un grave errore e che introduca un vulnus nell'equilibrio tra il potere di indirizzo e di controllo e il potere di attuazione e di esecuzione che è proprio degli organi esecutivi.
Detto questo io mi permetto di insistere con l'Assessore e con la Giunta perché in questa finanziaria, cassando tutte le parti che demandano all'esclusiva competenza dell'Assessore e della Giunta la capacità di programmazione, si introduca una norma di carattere generale che porti all'attenzione delle Commissioni di merito, stabilendo un termine entro il quale le Commissioni stesse si debbono pronunciare, tutta la materia relativa ai programmi comunitari di cui stiamo parlando.
Ripeto, questa è una delle questioni di principio, una delle questioni fondamentali su cui la discussione non solo è aperta, ma continuerà durante tutto l'esame di questa finanziaria. Fra l'altro è una pericolosa tendenza che noi riscontriamo nell'attività di questo Esecutivo, ed è una tendenza che deve essere corretta in Consiglio sulla base di un'equilibrata relazione fra il potere di controllo, di indirizzo e di legislazione e quello di esecuzione e di attuazione dei programmi.
Quindi, sulla base di queste considerazioni, io continuo a ritenere che stiamo introducendo un precedente pericoloso per quanto riguarda il Consiglio regionale, che diventerà ancora più pericoloso quando il Presidente dell'Esecutivo verrà eletto direttamente.
L'altra questione sulla quale voglio rapidissimamente intervenire è quella richiamata dall'assessore Pirastu. Io condivido molte delle cose che l'Assessore ha detto relativamente ad uno degli emendamenti di cui sono anche firmatario, l'emendamento numero 174, col quale si intende introdurre una direttiva per la legge numero 15, destinando una percentuale delle risorse disponibili a un settore innovativo che non è necessariamente attinente a quello dei servizi. E' vero, come dice l'Assessore, che la legge numero 488 destina una percentuale delle risorse al settore dei servizi, ma è altrettanto vero che in alcuni bandi della 488 si sono fatte delle scelte verso l'innovazione tecnologica, che non significa verso studi professionali o verso il settore dei servizi, perché ci sono anche settori della produzione in senso stretto, ad alta innovazione tecnologica o con produzioni di elevata innovazione tecnologica che possono essere incentivate destinando loro una percentuale delle risorse. Questo è stato fatto, per esempio, per quanto riguarda il contratto d'area di Porto Torres, e nessuno ha avuto da obiettare dato che le regole sono certe, stabilite dal bando. Il fatto che ci sia una domanda che è inferiore all'offerta deriva dal fatto che essendo destinato al settore dei servizi soltanto il 5 per cento delle risorse, molte imprese non hanno neppure partecipato, perché naturalmente si trattava di una percentuale bassissima.
Come dirò quando esamineremo un emendamento relativo al prossimo blocco di commi, questa destinazione di fondi principalmente verso il settore dell'innovazione, ha prodotto in alcune aree della Sardegna risultati positivi, per i quali l'offerta supera la domanda. Quindi siamo esattamente nella fattispecie opposta a quella richiamata dall'Assessore. Per questo motivo credo che, magari con una percentuale inferiore al 50 per cento, debba essere mantenuto questo indirizzo, che del resto mi pare sia accolto anche nelle dichiarazioni dell'Assessore. Se però troviamo un modo per intenderci, nelle prossime direttive della Giunta sarebbe opportuno destinare a questa finalità una percentuale consistente di risorse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Intendo fare solo due rapide considerazioni. Nell'esame di questo blocco di commi e dei relativi emendamenti, sono emerse alcune questioni di portata più generale, tra cui due in particolare: quella relativa ai rapporti tra Giunta e Consiglio e quella relativa alle norme, agli strumenti per la programmazione territoriale. Desidero fare poche battute su entrambe le questioni.
Giunta e Consiglio: va bene, non siamo più, ed è un progresso, alla cultura assemblearistica e consociativa degli scorsi decenni, sta maturando una nuova cultura, per definirla rapidamente, senza perder tempo, bipolarista anche nelle istituzioni di livello regionale. L'opera di rimodulazione, quindi, dell'architettura complessiva delle relazioni Giunta-Consiglio e delle rispettive funzioni e poteri va avanti attraverso vari strumenti. Ci sono anche testi di leggi settoriali che incidono su questa materia. Ha inciso, per esempio, e sta incidendo in modo serio, anche la nuova legge di contabilità, quella che abbiamo approvato nella primavera del '99, che ha determinato questo tipo di bilancio. Tuttavia, è chiaro che dovrà esserci, a maggior ragione, dopo l'approvazione della legge costituzionale per l'elezione del Consiglio regionale, con l'elezione diretta del Presidente della Giunta e così via, un momento in cui affrontare complessivamente questa materia. Quello che ora è importante dire, secondo me, è questo: primo, non bisogna confondere le sfere della Giunta e del Consiglio. La sfera del Consiglio è quella dell'indirizzo e del controllo; la sfera della Giunta è quella del governo. Tutto ciò che va nella direzione della confusione, dell'intreccio, della sovrapposizione della responsabilità, secondo me, non è positivo, fermo rimanendo che abbiamo delle norme che vanno rispettate finché non verranno modificate.
Da una parte, quindi, occorre muoversi nella direzione di rafforzare la capacità di governo, dall'altra occorre - e c'è una serie di emendamenti che vanno in questa direzione, si può trovare un compromesso tra le esigenze della maggioranza e quelle della opposizione - rafforzare anche i poteri e gli strumenti del Consiglio. Non parlo di poteri o di strumenti di governo in capo al Consiglio, non parlo di strumenti o di poteri di consociazione, parlo di strumenti e di poteri di indirizzo, di vigilanza e di controllo.
La seconda considerazione riguarda i pit, cioè i progetti integrati, con o senza la "T": io condivido le osservazioni di coloro che hanno sottolineato con preoccupazione che su questo punto siamo molto in ritardo. Credo che la Giunta e l'Assessore della programmazione, in particolare, ne siano perfettamente consapevoli. Anche la scelta di riservare il 40 per cento delle risorse del POR ai progetti integrati credo sia giusta, però se noi non fossimo in grado di dotarci rapidamente, sia dal punto di vista legislativo, sia dal punto di vista strumentale, di ciò che è necessario per fare tutto ciò, questa scelta rischierebbe di tradursi in un autogol, in un fatto non positivo, che è la difficoltà di programmare, di spendere nei tempi comunitari.
L'emendamento numero 352 sottolinea la necessità di mettere rapidamente mano a questa materia, ma quando dico rapidamente intendo dire che avremmo già dovuto farlo, per la parte di competenza del Consiglio, come Giunta per la parte preponderante della Giunta.
A me sembra onestamente difficile, quindi posso capire le obiezioni in tal senso, procedere in una materia di questo genere con singole direttive, con singoli emendamenti e con singoli pezzi, però credo che il senso di questo emendamento sia quello di dire alla Giunta e al Consiglio: "Siate coscienti del ritardo, siate coscienti del rischio che corriamo, anche con la severissima riprogrammazione automatica prevista dai meccanismi comunitari". Però, se siamo coscienti tutti di questo ritardo, chi ha la responsabilità di governo e chi ha in questo Consiglio la responsabilità di esercitare il ruolo di maggioranza, non si limiti ad essere cosciente, che già è una grande cosa, è la premessa per poter fare, ma sia conseguente con questa presa di coscienza, perché o noi siamo in grado di mettere in piedi, in pochi mesi, normativa, strumenti e accordi dei progetti integrati, oppure dobbiamo sapere che prima o poi accadrà l'inevitabile.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 320. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Invito cortesemente un segretario dell'opposizione, perché ci sia un controllo attento dei voti, a prendere posto al banco della Presidenza.
Metto in votazione l'emendamento numero 325. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 301. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 402. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 142 chiedo che si proceda col voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 142.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 72
Votanti 71
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 31
Contrari 40
(Il Consiglio non approva.)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU -GRANARA- IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS- SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione l'emendamento numero 300. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
CUGINI (D.S.). Presidente, una parte del Consiglio non ha votato né a favore, né contro, né si è astenuta.
PRESIDENTE. Hanno contato i voti i Segretari, onorevole Cugini. In questi casi, se non vi è chiarezza, la votazione può anche essere ripetuta. Vi prego di votare in modo chiaro. Ripetiamo la votazione.
Metto in votazione l'emendamento numero 300. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 401. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 331. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 330. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 397. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione i commi dal 32 al 41. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Non intendo fare una dichiarazione di voto, intervengo invece per capire se, in base alla discussione che abbiamo fatto, la Giunta ritiene che tutti i punti del comma 33 debbano rimanere, oppure se ce ne sono alcuni che possono essere considerati inutili. E' sufficiente una risposta sintetica, sì o no.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì.
SELIS (Popolari-P.S.). Va bene, allora chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico sull'intero blocco di commi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi dal 33 al 41 dell'articolo 1.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO -CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 69
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 41
Contrari 28
(Il Consiglio approva)
Passiamo adesso alla votazione degli emendamenti aggiuntivi, a cominciare dall'emendamento numero 174.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Non intendo fare neanche adesso una dichiarazione di voto, voglio solo sapere, per quanto riguarda l'emendamento numero 174, come si può formalizzare una dichiarazione interessante fatta dalla Giunta, che noi, come ha precisato il collega Spissu, abbiamo apprezzato. Probabilmente non è più possibile tradurla in norma, però si può formalizzare o in una nota di programma o con un ordine del giorno.
La seconda considerazione riguarda l'invito che rivolgiamo alla Giunta e alla maggioranza a prendere atto che anche su un argomento che ci sta particolarmente a cuore, come quello relativo al numero dei consulenti, che a noi sembra eccessivo, non abbiamo fatto battaglie di principio. Secondo noi era eccessivo, però vi chiediamo formalmente in quest'Aula di informare il Consiglio sugli incarichi che vengono di volta in volta affidati ai consulenti e sul rapporto esistente tra loro e l'amministrazione regionale.
Questo vorrei che gli uffici verbalizzassero perché è una richiesta ufficiale. Ringrazio sin d'ora l'assessore Pirastu per il chiarimento che vorrà darmi per quanto riguarda il primo punto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. L'emendamento numero 174 può essere sicuramente accolto come raccomandazione alla Giunta da porre in riferimento agli indicatori regionali previsti per l'applicazione della legge 488 che riguarderanno questo specifico settore, tenendo presente che una percentuale che potrebbe essere intorno al 10 rappresenta una cifra sicuramente superiore anche a quella del 50 per cento del bando della legge 15. Quindi invito i presentatori a ritirare l'emendamento numero 174.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Se non ho capito male l'Assessore sta dichiarando in Aula che verrà riservata una somma pari al 10 per cento, così come previsto dalla legge 488, utilizzando gli indicatori della legge 488 anche in riferimento alla legge 15?
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Sulla 488.
SPISSU (D.S.). Allora non ho capito. Sulla 488? Ma sulla 488 è già così.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Vorrei dire che per quanto riguarda la legge numero 15 c'è l'impegno di sottoporre all'attenzione della Giunta una modifica delle direttive per poter individuare delle graduatorie speciali collegate a filiere o a territori, perché naturalmente le direttive non lo prevedono. Per quanto riguarda la legge 488 c'è l'impegno di sottoporre alla Giunta, nell'ambito della graduatoria speciale, la richiesta di riservare il 10 per cento al settore indicato nell'emendamento 174. La Giunta deve però dare questa indicazione nelle direttive.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Va bene, ritiriamo l'emendamento 174 con l'impegno di trasferire questa indicazione sul bando e sulle direttive della Giunta relative alla 488.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 174 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 304. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 339. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 403. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 333. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 332. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 328. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 329. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 327. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 326. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 399. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 324. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 323. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 322. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 129. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 207. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 117. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli emendamenti numero 306 e 393 hanno lo stesso contenuto, quindi vanno votati insieme. Metto in votazione gli emendamenti numero 306 e 393. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
L'emendamento 392 è ritirato. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 432.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento 432 all'articolo 1.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 32
Contrari 34
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva.)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU -GRANARA- IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione l'emendamento numero 311. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 352.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 352.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 352 all'articolo 1.
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 29
Contrari 37
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva.)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU -GRANARA- IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ORRU' - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Prima di continuare informo i colleghi che le ultime tre righe di cui alla lettera c) del comma 33, e cioè le parole: "quest'ultima norma soggetta, in attesa di approvazione comunitaria, ai limiti di provvidenze del regime de minimis" vanno cassate perché l'Unione Europea ha approvato l'articolo 10 bis della legge regionale 19 ottobre 1993, numero 51. E' un errore tecnico, di cui si terrà conto in sede di coordinamento finale della legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Nel corso della mattinata si è rappresentata più volte l'opportunità di un affinamento delle norme per una migliore lettura, eppure delle cose che si sono dette non ne è stata presa in considerazione nessuna.
Ora pare sia arrivata notizia che l'Unione Europea ha approvato un provvedimento, per cui si vuole "amputare" una parte di una norma appena votata!, Come si fa a dire che questo è un coordinamento? Chi ha questa notizia? Dove è certificato? Io chiedo che venga certificato presso il Consiglio regionale, adesso, in questo istante, che è intervenuta questa novità. E se c'era questa novità perché la Giunta non l'ha rappresentata, un attimo fa, prima che si votasse? E' un modo un po' strano, questo, di procedere. Noi stiamo formando leggi, non stiamo scrivendo romanzi, dai quali si può cancellare una riga per affinare un concetto.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lasciamo le cose come stanno, non c'è nessun problema, almeno per ciò che mi riguarda. La Giunta lo ha fatto presente e io l'ho riferito all'Aula. Si tratta di una soppressione parziale che non modifica la sostanza della norma, ma se non vi è accordo il testo della norma rimarrà immutato.
Devono essere ora letti i commi dal 42 al 52. E' necessaria la lettura integrale?
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sono stato io a chiedere la lettura integrale, ma ieri sera ho detto che potevamo farne a meno, fino a che non sarà qualcun altro a richiederla. Ritengo pertanto che sia superfluo prolungare i lavori con la lettura integrale dei commi.
PRESIDENTE. Si dia lettura dei commi dal 42 al 52.
RANDAZZO, Segretario:
42. Al fine di favorire il coordinamento in sede regionale delle iniziative finanziarie in un quadro di riferimento programmatico organico volto al perseguimento degli obiettivi generali dello sviluppo, i finanziamenti autorizzati dalla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni - Programmi integrati d'area - (cap. 03056), ad esclusione di quelli finalizzati dall'articolo 23 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, quelli autorizzati dall'articolo 3 della legge regionale 5 settembre 2000, n. 17 - Finanziamenti per la contrattazione programmata - (cap. 03059.02) e quelli autorizzati dall'articolo 34 della legge regionale 20 aprile 1993 n. 17, e successive modificazioni ed integrazioni - Partecipazione a programmi di iniziativa comunitaria o statale - (cap. 03059), sono inclusi tra quelli disponibili per l'attuazione della programmazione negoziata anche quale concorso al finanziamento degli interventi cofinanziati dallo Stato e/o dall'Unione Europea.
43. A decorrere dell'anno 2001 sono soppressi i capitoli 03056, 03059 e 03059/02 ed è istituito il Fondo per il finanziamento della programmazione negoziata nella cui dotazione confluiscono le dotazioni sussistenti in conto dei suddetti capitoli (UPB S03.008 - cap. 03056/01); al relativo programma di interventi si provvede a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni.
44. In conto delle disponibilità del Fondo di cui al comma 43 ed al fine di accelerare l'attuazione degli interventi oggetto della contrattazione negoziata l'Amministrazione regionale è autorizzata ad anticipare, con le risorse di cui al comma 42, gli oneri relativi alla partecipazione dello Stato o dell'Unione Europea.
45. Le somme assegnate dallo Stato a fronte delle anticipazioni di cui al comma 44, sono iscritte sul capitolo 36121 del bilancio regionale per essere attribuite, con decreto dell'Assessore della programmazione, al Fondo di cui al comma 43 (cap. 03056/01).
46. L'attività di cui al comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 12 agosto 1997, n. 22 a decorrere dall'anno 2001, è attribuita alla competenza dell'Assessore della programmazione (UPB S03.016 - cap. 03057); l'organo già competente alla spesa di cui al precitato comma 3 continua a disporre i pagamenti sugli impegni assunti entro il 31 dicembre 2000 a valere sul capitolo 02105/01.
47. Nel comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, e successive modifiche ed integrazioni (Programmi Integrati d'Area), dopo l'espressione "con la collaborazione degli Assessori competenti" è inserita l'espressione "sentite le parti sociali".
48. E' rideterminata in lire 120.500.000.000 (euro 62.233.056,34) per l'anno 2001 ed in lire 204.500.000.000 (euro 105.615.435,86) per l'anno 2002 l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 8 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (UPB S03.008 - cap. 03056/01).
49. I limiti di impegno autorizzati per la concessione di mutui per l'acquisto di fondi rustici di cui alla legge regionale 23 novembre 1979, n. 60, e successive modificazioni e integrazioni, sono complessivamente rideterminati per gli anni 2001-2002-2003 rispettivamente in lire 16.700.000.000 (euro 8.624.830,21), lire 42.030.000.000 (euro 21.706.683,47) e lire 39.930.000.000 (euro 20.622.123,98) (UPB S06.025 - cap. 06060).
50. Il limite di impegno di cui all'articolo 37 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, è ridotto di lire 15.000.000.000 (euro 7.746.853,49) nell'anno 2001, di lire 2.541.000.000 (euro 1.312.316,98) nell'anno 2002 e di lire 3.685.000.000 (euro 1.903.143,67) nell'anno 2003 (UPB S06.025 - cap. 06068/01).
51. Il limite di impegno di cui all'articolo 20 della legge regionale 29 dicembre 1983, n. 31, e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato in lire 17.800.000.000 (euro 9.192.932,8) per l'anno 2001, in lire 16.080.000.000 (euro 8.304.626,94) per l'anno 2002 e in lire 15.219.000.000 (euro 7.859.957,55) per l'anno 2003 (UPB S06.025 - cap. 06220).
52. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 6, della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, è rideterminata per l'anno 2001 in lire 10.000.000.000 (euro 5.164.568,99), per l'anno 2002 in lire 3.000.000.000 (euro 1.549.370,7) e per l'anno 2003 in lire 7.000.000.000 (euro 3.615.198,29) (UPB S06.063 - cap. 06245/02).
Ai commi dal 42 al 52 sono stati presentati gli emendamenti numero 446, 334, 73, 457, 28, 391, 42, 182, 237, 449, 123, 128, 150, 157, 272. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale GIUNTA REGIONALE.
Art. 1
Comma 46
Il comma 46 dell'art. 1 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
IN DIMINUZIONE
03 - PROGRAMMAZIONE
U.P.B. S03.016 Spese per studi ricerche collaborazioni e simili.
COMPETENZA CASSA
2001 lire 130.000.000 lire 70.000.000
2002 lire 130.000.000
2003 lire 130.000.000
IN DIMINUZIONE
02 - AFFARI GENERALI
U.P.B. S02.005 Spese per consulenze.
COMPETENZA CASSA
2001 lire 130.000.000 lire 70.000.000
2002 lire 130.000.000
2003 lire 130.000.000
(446)
Emendamento soppressivo parziale Selis - Cugini - Scano - Balia - Masia - Sanna A. - Dettori - Fadda P. - Morittu - Cogodi.
Art. 1
Il comma 43 dell'articolo 1 è così modificato:
le parole "al relativo pregramma di interventi si provvede a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche e integrazioni" sono soppresse. (334)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Salvatore.
Art. 1
Il comma 47 è soppresso. (73)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE.
Art. 1
Il comma 47 è sostituito dal seguente:
"Nel comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area) l'espressione "e alle forze economiche sociali" è sostituita con "e con il partenariato delle forze istituzionali economiche e sociali". " (457)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.
Art. 1
Nel comma 43. è aggiunta la seguente espressione:
"I pagamenti relativi agli impegni assunti al 31 dicembre 2000 in conto del capitolo 03059 restano in capo al Direttore del Centro Regionale di Programmazione. (28)
Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.
Art. 1
Comma 43
Nell'articolo 1 comma 43, dopo le parole "e successive modificazioni e integrazioni" è aggiunta la seguente espressione:
"Sentita la Comissione Consiliare competente in materia". (391)
Emendamento aggiuntivo Amadu.
Art. 1
All'articolo 1, dopo il comma 42, è aggiunto il seguente:
"42/bis. L'Amministrazione reg.le è autorizzata a stanziare la somma di lire 80.000.000.000 per il protocollo aggiuntivo del Contratto d'Area di Porto Torres da utilizzare con le modalità di cui al comma 1 della delibera CIPE 2 novembre 2000".
In aumento
UPB S03.008 - Cap. 03056-02 (N.I.) - Stanziamento per il protocollo aggiuntivo del Contratto d'Area di Porto Torres.
Competenza anno 2001 lire 80.000.000.000
In diminuzione
UPB S03.007 - Cap. 030 7-00 - Fondo nuovi oneri legislativi.
Competenza anno 2001 lire 80.000.000.000
(42)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Dettori Ivana - Selis - Cugini - Dettori Bruno - Masia - Giagu - Deiana - Morittu - Lai - Sanna Giacomo - Balia - Vassallo.
Art. 1
All'articolo 1, dopo il comma 60, è aggiunto il seguente:
"60/bis. È autorizzato lo stanziamento di lire 70.000.000.000 per il protocollo aggiuntivo del Contratto d'Area di Porto Torres da utilizzare con le modalità di cui al comma 1 della delibera CIPE 2 novembre 2000".
In aumento
UPB S03.008 - Cap. 03056-02 (N.I.) - Stanziamento per il protocollo aggiuntivo del Contratto d'Area di Porto Torres.
Competenza anno 2001 lire 70.000.000.000=
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo nuovi oneri legislativi.
Competenza anno 2001 lire 70.000.000.000=
(182)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Dettori Ivana - Selis - Cugini - Dettori Bruno - Masia - Giagu - Deiana - Morittu - Lai.
Art. 1
All'articolo 1, dopo il comma 60, è aggiunto il seguente:
"60/bis. È autorizzato lo stanziamento di lire 80.000.000.000 per il protocollo aggiuntivo del Contratto d'Area di Porto Torres da utilizzare con le modalità di cui al comma 1 della delibera CIPE 2 novembre 2000".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.008 - Cap. 03056-02 (N.I.) - Stanziamento per il protocollo aggiuntivo del Contratto d'Area di Porto Torres.
Competenza anno 2001 lire 80.000.000.000=
In diminuzione
UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo nuovi oneri legislativi.
Competenza anno 2001 lire 80.000.000.000=
(237)
Emendamento sostitutivo totale Morittu - Orrù - Pirisi - Selis - Balia - Cugini - Fadda - Cogodi.
Emendamento n. 136
L'emendamento n. 136 è sostituito dal seguente:
"Dopo il comma 42, sono aggiunti i seguenti:
42/bis. Il 40 per cento dei fondi del POR Sardegna 2000-2006 riservato ai Piani Integrati Territoriali (PIT), è così suddiviso:
- il 60 per cento ai territori provinciali ed inoltre agli ambiti territoriali il cui prodotto interno lordo (PIL) risulta inferiore al 75 per cento del PIL dell'Unione europea;
- il 40 per cento è ripartito sulla base delle otto aree territoriali previste dalla L.R. 2 gennaio 1997, n. 4.
L'attribuzione delle relative risorse dovrà avvenire attraverso bandi pubblici.
Per quanto attiene alle discipline procedurali ed attuative si rinvia ad apposite direttive da emanarsi da parte del Consiglio Regionale." (449)
Emendamento aggiuntivo Balia - Cugini - Fadda - Dettori B. - Pirisi - Falconi - Dettori I. - Demuru - Sanna A. - Sanna G.V. - Orrù - Marrocu - Biancu - Manca - Cogodi - Morittu - Calledda.
Art. 1
Dopo il comma 42, è aggiunto seguente:
"42/bis. Il 40 per cento dei fondi del POR Sardegna 2000-2006 riservato ai Piani Integrati Territoriali (PIT), è così suddiviso:
- il 50 per cento è riservato ai territori provinciali il cui prodotto interno lordo (PIL) risulta inferiore al 75 per cento del PIL europeo, ed a tutti gli ambiti territoriali proponenti il PIT che abbiano i medesimi requisiti;
- il 50 per cento è ripartito sulla base delle aree territoriali individuate nelle nuove circoscrizioni provinciali previste dalla L.R. 2 gennaio 1997, n. 4". (123)
Emendamento aggiuntivo Balia - Cugini - Fadda - Dettori B. - Pirisi - Falconi - Dettori I. - Demuru - Sanna A. - Sanna G.V..
Art. 1
Dopo il comma 42, è aggiunto il seguente:
"42/bis. Il 40 per cento dei fondi del POR Sardegna 2000-2006 riservato ai Piani Integrati Territoriali (PIT), è così suddiviso:
- il 50 per cento è riservato ai territori provinciali il cui prodotto interno lordo risulta inferiore al 75 per cento del PIL europeo, ed ai Comprensori di Comuni che abbiano le medesime caratteristiche;
- il 50 per cento è ripartito sulla base delle Aree Programma." (128)
Emendamento aggiuntivo Morittu - Pirisi - Orrù - Sanna A. - Sanna S. - Pacifico - Calledda - Fadda - Cogodi.
Art. 1
Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:
"Art. 1/bis
Al fine di consentire il completamento dei programmi integrati, dei piani di riqualificazione urbana e degli interventi di recupero primario dei centri storici di cui alla legge regionale n. 29/'99 e successive modificazioni è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 50.000.000.000 (euro 25.822.844,95), nell'anno 2001. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di pianificazione territoriale ed urbanistica."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S04.038 Politiche per le aree urbane - Cap. 04157-00
Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000
In diminuzione
UPB S03.007 - Cap. 03017-00
Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000
(150)
Emendamento aggiuntivo Calledda - Cugini - Fadda P. - Dore C. - Ibba - Cogodi - Vassallo - Ortu.
Art. 4
All'articolo 4, dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:
"2/bis. Lo stanziamento per gli interventi agevolativi di cui alla L.R. n. 15/'94, recato dalla UPB S09.021 - Capitolo 09045-15 del Bilancio della Regione per l'anno 2001, è integrato di lire 60 miliardi destinati ai progetti di investimento delle imprese ricadenti nell'area di crisi del Sulcis-Iglesiente che hanno superato l'istruttoria bancaria, ma che non possano beneficiare - per insufficienza degli stanziamenti statali - delle agevolazioni destinate all'attuazione del Contratto d'Area del Sulcis-Iglesiente e relativi protocolli aggiuntivi.
2/ter. Gli stanziamenti aggiuntivi di lire 60.000.000.000= costituiscono dotazione di apposito Fondo la cui gestione viene attribuita alla Sfirs Spa, la quale provvederà all'erogazione delle agevolazioni regionali previste dalla L.R. n. 15/'94 sulla base delle determinazioni che saranno adottate dal Direttore Generale dell'Assessorato regionale dell'Industria competente in materia.
2/quater. La Sfirs acquisirà dall'Assessorato dell'Industria, che riceverà dal responsabile Unico del Contratto d'Area del Sulcis-Iglesiente, le istruttorie delle pratiche conclusesi con esito favorevole, al fine di determinare, in conformità dei parametri e dei criteri di cui alla L.R. 15/'94 e relative direttive di attuazione, la misura delle provvidenze concedibili sui singoli progetti.
2/quinquies. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare con la Sfirs apposita convenzione ex art. 99 della L.R. 30.04.1991, n. 13, e successive modifiche e integrazioni, al fine di disciplinare l'espletamento degli incarichi previsti nella presente norma e degli aspetti connessi."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.021 - Cap. 09045-15- Fondo per l'estensione all'intero territorio regionale degli interventi a favore delle attività produttive di cui all'articolo 30 della L.R. n. 17/'93
Competenza anno 2001 lire 125.000.000.000=
In diminuzione
03-BILANCIO
UPB S03.006 - Cap. 03016-00- Fondo nuovi oneri legislativi - parte corrente
Competenza anno 2001 lire 60.000.000.000=
Mediante riduzione della voce 15 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (157)
Emendamento aggiuntivo Cugini - Falconi - Spissu - Orrù - Calledda - Morittu - Sanna A..
Art. 1
All'articolo 1, dopo il comma 42, sono aggiunti i seguenti:
"2/bis. Lo stanziamento per gli interventi agevolativi di cui alla L.R. n. 15/'94, recato dalla UPB S09.021 - Capitolo 09045-15 del Bilancio della Regione per l'anno 2001, è integrato di lire 58 miliardi destinati ai progetti di investimento delle imprese ricadenti nell'area di crisi di Sassari, Alghero e Porto Torres che hanno superato l'istruttoria bancaria, ma che non possano beneficiare - per insufficienza degli stanziamenti statali - delle agevolazioni destinate all'attuazione del Contratto d'Area di Sassari-Alghero-Porto Torres e relativi protocolli aggiuntivi.
2/ter. Gli stanziamenti aggiuntivi di lire 58.000.000.000= costituiscono dotazione di apposito Fondo la cui gestione viene attribuita alla Sfirs Spa, la quale provvederà all'erogazione delle agevolazioni regionali previste dalla L.R. n. 15/'94 sulla base delle determinazioni che saranno adottate dal Direttore Generale dell'Assessorato regionale dell'Industria competente in materia.
2/quater. La Sfirs acquisirà dall'Assessorato dell'Industria, che riceverà dal responsabile Unico del Contratto d'Area di Sassari-Alghero-Porto Torres, le istruttorie delle pratiche conclusesi con esito favorevole, al fine di determinare, in conformità dei parametri e dei criteri di cui alla L.R. 15/'94 e relative direttive di attuazione, la misura delle provvidenze concedibili sui singoli progetti.
2/quinquies. L'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare con la Sfirs apposita convenzione ex art. 99 della L.R. 30.04.1991, n. 13, e successive modifiche e integrazioni, al fine di disciplinare l'espletamento degli incarichi previsti nella presente norma e degli aspetti connessi."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S09.021 - Cap. 09045-15- Fondo per l'estensione all'intero territorio regionale degli interventi a favore delle attività produttive di cui all'articolo 30 della L.R. n. 17/'93
Competenza anno 2001 lire 123.000.000.000=
In diminuzione
<03-BILANCIO
UPB S03.006 - Cap. 03016-00- Fondo nuovi oneri legislativi - parte corrente
Competenza anno 2001 lire 58.000.000.000=
Mediante riduzione della voce 15 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (272)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 334 ha facoltà di illustrarlo.
SELIS (Popolari-P.S.). Credo che l'emendamento si illustri da solo. A noi sembra che questa parte dell'articolo 1 sia uno degli argomenti su cui c'è stata maggiore interlocuzione con la maggioranza e con la Giunta.
Ci auguriamo che questa interlocuzione possa portare alla definizione di norme di sostegno realistiche a favore delle aree depresse, ma ci riserviamo di sviluppare meglio, durante la discussione, questa problematica. L'emendamento è chiaro, quindi non mi soffermo ad illustrarlo.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 446 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 96 è ritirato, ed è sostituito dall'emendamento numero 446, che ripristina anche l'originaria dotazione in capo all'Assessorato degli affari generali.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 96 è stato sostituito dal 446, ma il contenuto è esattamente lo stesso.
Per illustrare l'emendamento numero 73 ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Sanna.
SANNA SALVATORE (D.S.). Credo che l'emendamento si illustri da sé, per la sua sinteticità, però vorrei, naturalmente, cercare di spiegare le ragioni che ci hanno indotto a presentarlo, che risiedono in questa strana concezione che il Governo regionale ha della distribuzione delle funzioni e delle competenze del Consiglio e della Giunta e della cosiddetta "concertazione".
PRESIDENTE. Sarà un attentato, questo rumore? Chiedo di controllare cosa succede, perché si sta verificando una cosa assolutamente insolita.
SANNA SALVATORE (D.S.). Dicevo che c'è da parte del Governo regionale un anomalo modo di interpretare la distribuzione delle funzioni del Consiglio e della Giunta e anche un modo strano di intendere la concertazione.
Nel comma 47 si propone una modifica della legge regionale numero 14/96, quella relativa ai Programmi integrati d'area, e cioè dopo l'espressione "con la collaborazione degli Assessori competenti" è inserita l'espressione "sentite le parti sociali". Ma insomma, la conosciamo la procedura della cosiddetta programmazione negoziata, o non lo conosciamo? Nel senso che nei territori un programma integrato d'area si determina attraverso la concertazione con le parti sociali. Le istituzioni, sostanzialmente, debbono mantenere un ruolo di regia e di animazione, i privati concorrono alla determinazione del PIA, il tutto viene poi sostanzialmente impacchettato e presentato alla Provincia, la quale, a sua volta, istituisce dei tavoli di concertazione con le parti sociali; poi, in conclusione, la Giunta regionale, nell'approvare il PIA, deve ancora sentire le parti sociali! Ma insomma, vi ponete il problema? La Spisa non ha fatto altro che riempirci le orecchie della sua preoccupazione di snellire le procedure, e quindi non è stato accettato che nel comma precedente per determinati atti della Giunta fosse previsto il parere delle Commissioni consiliari, e adesso voi state appesantendo, per altro con un passaggio assolutamente non necessario, né opportuno, le cosiddette procedure introducendo in norma l'espressione "sentite le parti sociali". Se le parti sociali sono soggetti attivi della concertazione, qual è il motivo per il quale avvertite l'esigenza di sentirle ancora? Per altro tutti voi, nessuno escluso, tranne me e pochi altri, avete approvato l'istituzione assolutamente indecorosa del CREL, che non avete mai riunito, non avete mai messo in piedi i suoi organi di governo, e se proprio avete l'esigenza e l'urgenza di sentire le parti sociali, perché non sentite il CREL? Perché volete modificare la legge 14, introducendo un elemento di appesantimento - questo sì, collega La Spisa, non il parere delle Commissioni consiliari - quale "sentite le parti sociali", se le parti sociali sono soggetti attivi nella determinazione dei Programmi integrati d'area?
Occorre fare chiarezza su queste questioni, perché non potete, per una banale e superflua captatio benevolentiae, modificare una legge regionale. Insomma, state ponendo una questione che a mio avviso non deve essere assolutamente posta.
Concludo dicendo che, per altro, su questo argomento - e la Giunta Regionale dovrebbe saperlo molto bene, così come lo sanno i colleghi della Prima Commissione consiliare, e il suo Presidente - l'ANCI, l'Associazione dei Comuni, ha inviato una nota, nella quale è contenuto il suo parere in relazione a questo punto, e con cui chiede che questo problema venga risolto eliminando la consultazione delle parti sociali dall'ultimo livello procedurale, perché se no non si capisce per quale motivo non debbano essere sentite tutte le rappresentanze di tutti gli attori che in qualche modo concorrono a determinare un Piano integrato d'area.
PRESIDENTE. Il rumore in aula persiste, credo che ci sia un problema attinente all'impianto di amplificazione.
Colleghi, poiché siamo giunti alla fine della mattinata, suggerisco di sospendere adesso i lavori, anche per consentire ai tecnici di verificare il funzionamento dell'impianto di amplificazione.
I lavori riprenderanno alle ore 15 e 30.
La seduta è tolta alle ore 12 e 59.
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