Seduta n.125 del 22/09/2005
CXXV SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 22 settembre 2005
Presidenza del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 53.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 16 settembre 2005 (120), che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del documento numero 9. Sospendo la seduta sino alle ore 17 per consentire il decorso dei termini previsti dall'articolo 91, comma 3 del Regolamento interno.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 12.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 11.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 11:
Art. 11
Durata in carica e attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. Provvede, altresì, a dettare norme in merito alla concessione di contributi per il funzionamento dei Gruppi consiliari costituiti ai sensi dell'art.21, ed in merito alla previdenza dei Consiglieri regionali.
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico)
11. (Identico).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 11.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 11.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancareddu - Bruno - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Mattana - Milia - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 55
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 54
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento:
Art. 13
Atti di competenza del Presidente
1. (Identico)
2. Di dette nomine dà comunicazione all'Assemblea.
Emendamento aggiuntivo Oppi - Capelli
Art. 13
Al comma 1 è aggiunto il seguente punto:
d) "della Commissione di verifica". (33)
PRESIDENTE. Sospendo l'esame della proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento poiché collegati alla proposta di modifica dell'articolo 1°, precedentemente sospesa.
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 14 e del relativo emendamento.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 14 e del relativo emendamento:
Art. 14
Composizione della Giunta per il Regolamento
1. (Identico)
1 bis. Il Presidente, udito il parere della stessa Giunta, che si esprime a maggioranza dei due terzi, può integrarne la composizione ai fini di una più adeguata rappresentatività tenendo sempre presenti, per quanto possibile, criteri di proporzionalità tra i vari Gruppi.
2. (Identico)
3. (Identico).
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 14
Nel comma 1 le parole da "da un numero di consiglieri" fino a "criteri di proporzionalità" sono sostituite dalle seguenti:
"da un rappresentante di ogni forza politica presente in Assemblea. Il Presidente del Consiglio regionale indica i rappresentanti sulla base delle proposte avanzate dalle forze politiche presenti in Assemblea. In caso di impossibilità di trovare un accordo, provvede d'ufficio il Presidente."
Di conseguenza è soppresso il comma 1 bis. (2)).
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, anche questo emendamento si ispira al rispetto dei principi di proporzionalità. Trattandosi di un organo (la Giunta per il Regolamento) che ha il compito di scrivere le regole per il funzionamento della nostra Assemblea, ci auguriamo che venga recepito lo spirito con cui viene proposto l'emendamento che. Noi riteniamo, infatti, che in una fase costituente, di scrittura di regole, si debba tener conto delle forze politiche che hanno presentate proprie liste in tutto il territorio e che a causa del sistema elettorale vigente, pur avendo ottenuto un consenso elettorale pari ad altre forze presenti in quest'Aula, sono presenti in numero inferiore all'interno di questo Consiglio.
Non è giusto che per colpa di questo sistema elettorale, dobbiamo essere esclusi anche dalla Giunta per il Regolamento, come è avvenuto; e speriamo che questo emendamento venga recepito nella giusta maniera. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore di maggioranza.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta è contrario analogamente a quanto espresso per l'emendamento numero 1 citato dal collega Atzeri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, purtroppo la stesura dell'emendamento non chiarisce, anzi confonde l'obiettivo che è stato invece indicato dal consigliere Atzeri in sede di illustrazione; una cosa è fare riferimento alle liste che sono state presentate in occasione dell'elezione del Consiglio regionale, che sono in genere riferite alle forze politiche che hanno partecipato a quella consultazione elettorale, altra cosa è fare riferimento alle forze politiche presenti in Assemblea. Le forze politiche presenti in assemblea possono essere infatti diverse da quelle che hanno partecipato alla consultazione elettorale, fino al caso estremo di essere in numero pari a quello dei consiglieri presenti in Assemblea, qualora ogni consigliere dovesse costituire una propria forza politica. Per cui sarebbe auspicabile una formulazione diversa, o comunque sarebbe sufficiente che venisse assunto l'impegno a rivedere questa formulazione.
La Giunta per il Regolamento, del resto, rimane funzionante e può sempre esaminare le modifiche proposte dai consiglieri e dai Gruppi anche nelle fasi ordinarie della legislatura, quindi può agevolmente riprendere il problema anche in una fase successiva. Peraltro mi pare che sia previsto anche nel Regolamento attuale un appuntamento annuale per la verifica della funzionalità dello stesso. Quella potrebbe essere pertanto la sede idonea per riprendere il problema e individuare una soluzione coerente con lo spirito dell'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Grazie Presidente. Brevissimamente; mi associo ad alcune considerazioni svolte proprio adesso dall'onorevole Uras sul fatto che dobbiamo partire da un presupposto che una ricchezza di rappresentanza all'interno della Giunta del Regolamento crea condizioni per ottenere dei risultati migliori laddove si tratta sia di elaborare e quindi di produrre idee, sia di assumere decisioni ponderate.
Come ricorderanno i componenti della Giunta per il Regolamento, e lo dico per onestà all'Aula, sono stata anch'io portatrice di un emendamento analogo, partendo dalla considerazione che intanto elimina, visto che oggi si è molto parlato di questo argomento, il potere discrezionale del Presidente di individuare, quindi inserire nella Giunta del Regolamento, un certo numero di persone.
Nel ragionamento che facemmo all'interno della Giunta venne posto l'accento sulla proporzionalità delle forze politiche e quindi sui rapporti interni tra maggioranza ed opposizione. Ciò in riferimento alla necessità o alla possibilità che la Giunta esprima un parere sulle questioni controverse e sulle quali poi il Presidente emana eventuali indirizzi e pareri definitivi.
Forse questo aspetto va chiarito nel senso che le forze politiche rappresentate in Assemblea non sono corrispondenti ai Gruppi, per cui c'è anche una situazione di anomalia tra Gruppi e forze politiche. Credo che comunque questa proposta debba essere accolta, anche perché c'è un altro emendamento, il numero 28, nel quale per esempio si inserisce il concetto che tutte le proposte che vengono portate all'attenzione della Giunta per il Regolamento e che non ottengono l'unanimità debbano comunque passare in Aula.
Rendendosi consapevole delle preoccupazioni, ma anche dell'ansia di rappresentanza, l'emendamento successivo si pone in qualche misura come garante di una maggiore apertura. Il Regolamento infatti riguarda tutti, è super partes, non ha una scadenza dall'oggi al domani e dovrebbe quindi interessare tutte le componenti politiche che possono esprimersi chiaramente.
Ricordo infine l'emendamento (presentato dal collega Atzeri, e che io condivido) per consentire al consigliere che presenta una proposta Giunta per il Regolamento di essere presente nel momento in cui la si discute.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, la proposta di emendamento credo si riferisca all'attuale Regolamento, cioè al Regolamento vigente, che è abbastanza rigido in quanto delimita numericamente la composizione della Giunta per il Regolamento e prevede, per quanto possibile, la presenza di tutti i Gruppi secondo criteri di proporzionalità.
Nella proposta di modifica io credo che si debba tener conto anche del lavoro volto dalla stessa Giunta per il Regolamento che, inserendo il comma 1 bis all'articolo 14 si è posta l'obiettivo di tener conto dell'articolazione politica dell'Assemblea, successiva anche al momento elettorale, quindi della rappresentanza che si determina nell'Assemblea in seguito all'esito delle elezioni attribuendo al Presidente la possibilità di integrare la composizione della Giunta per il Regolamento al fine di consentire una più adeguata rappresentatività.
Credo che la valutazione che è stata fatta di non respingere in maniera così netta la necessità di rispondere più adeguatamente alla richiesta di rappresentanza non solo dei Gruppi ma anche delle forze politiche presenti in Assemblea venga in un certo senso recepita da questa modifica introdotta dall'articolo 14. L'aprire invece una strada diversa, quella di prevedere, "in automatico", una rappresentanza di tutte le forze politiche presenti in Consiglio è chiaro che porterebbe ad una composizione pletorica che - al limite - potrebbe quasi coincidere con quella dell'Assemblea, perché le forze politiche potrebbero scomporsi e avere diritto ciascuno ad una rappresentanza.
Credo che l'indicazione che è stata data, tradotta poi nella modifica dell'articolo 14, si sforzi di conciliare l'esigenza di una rappresentanza delle forze politiche presenti in Assemblea con quella di una composizione non pletorica dell'organo deputato a proporre e ad esaminare le modifiche del Regolamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cassano - Dedoni - Floris Mario - Ladu - Murgioni - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Mattana - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Diana - Marracini - Moro - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 57
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 9
contrari 48
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 14.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 58
contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo alla proposta di modifica dell'articolo 15.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 15:
Art. 15
Competenze della Giunta per il Regolamento
1. Spettano alla Giunta per il Regolamento l'iniziativa, l'esame delle proposte modificative ed aggiuntive del Regolamento presentate dai Consiglieri. Spetta, altresì, alla Giunta esprimere, a maggioranza dei due terzi i pareri richiesti dal Presidente sulle questioni di interpretazione del Regolamento. In conformità a tali pareri il Presidente stesso può emanare le relative circolari interpretative.
2. (Identico).).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 15.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 15.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Articolo 19, è stato ora presentato un emendamento.
(Si riporta, di seguito, in testo dell'emendamento
Emendamento aggiuntivo Oppi - Capelli
Art. 19
Dopo l'articolo 19 è inserito il seguente articolo 19 bis:
"19/bis. La Commissione di verifica è presieduta da un Vicepresidente del Consiglio ed è composta da sei Consiglieri, nominati dal Presidente del Consiglio rispettando i criteri di proporzionalità.
La Commissione verifica sul rispetto, da parte della Giunta regionale, delle leggi vigenti per quanto attiene alle competenze da queste attribuite al Consiglio Regionale, sulla puntuale attuazione degli ordini del giorno approvati dall'Assemblea e sull'applicazione delle norme regolamentari riguardanti l'attività ispettiva ed il diritto all'informazione dei Consiglieri.
Di tali attività la Commissione riferisce al Presidente del Consiglio che ne informa l'Assemblea nella prima seduta." (30)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento.
OPPI (U.D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Orrù per esprimere il parere sull'emendamento.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Su questo insieme di emendamenti (i numeri 32 e 33 e il 30 ad essi collegato) la Giunta si era rimessa all'Aula. Se, come mi pare sia emerso, la valutazione dell'Aula sull'istituzione di una Commissione di verifica costituita proporzionalmente sarà positiva, è chiaro che ciò comporterà la rivisitazione degli emendamenti numero 32 e 33.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 30.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 60
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Dobbiamo adesso procedere alla votazione degli emendamenti che avevamo sospeso. Poiché l'emendamento numero 32 è un emendamento soppressivo dell'articolo 10, si mette direttamente in votazione la modifica al testo proposto dalla Giunta per il Regolamento, cioè l'articolo 10. Con la bocciatura del testo, si intende automaticamente accolto l'emendamento.
E' necessario bocciare l'articolo 10 perché contrastante con l'articolo precedente.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 10.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Pirisi e Pittalis hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Giorico - Petrini.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Cachia - Floris Mario - Murgioni - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 2
contrari 55
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora all'esame della proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:
Art. 13
Atti di competenza del Presidente
1. (Identico)
2. Di dette nomine dà comunicazione all'Assemblea.
Emendamento aggiuntivo Oppi - Capelli
Art. 13
Al comma 1 è aggiunto il seguente punto:
d) "della commissione di verifica" (33)).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo13.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 13.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Floris Mario - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 60
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 33.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Artizzu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 60
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
All'articolo 20 sono stati presentati 3 emendamenti.
(Si riporta, di seguito, il testo degli emendamenti
Emendamento sostitutivo parziale Marracini
Art. 20
All'articolo 20 dopo le parole "che abbiano" si sostituisce il testo "presentato con il medesimo contrassegno propri candidati" con il seguente "che abbiano ottenuto almeno tre seggi alle elezioni regionali". (21)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris
Art. 20
Il comma 4 è sostituito dal seguente:
"4. Il Presidente del Consiglio autorizza la costituzione di gruppi con almeno tre consiglieri purché espressione di partiti organizzati nel territorio della regione che abbiano presentato con il medesimo contrassegno candidati in almeno ¾ dei collegi circoscrizionali provinciali rappresentanti non meno del settanta per cento della popolazione". (24)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris
Art. 20
Il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. I Consiglieri appartenenti al Gruppo Misto possono formare componenti politiche purché rappresentino un partito o un movimento politico organizzato nel territorio della regione che abbia presentato con il medesimo contrassegno candidati in almeno ¾ dei collegi circoscrizionali provinciali rappresentanti non meno del settanta per cento della popolazione. Della avvenuta formazione è data notizia al Presidente del Consiglio". (25)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marracini per illustrare l'emendamento numero 21.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, non essendo presenti in Giunta per il Regolamento, non abbiamo potuto, in quella sede, illustrare questo emendamento, pertanto chiediamo all'Aula di esprimersi liberamente su di esso. Noi riteniamo che si debba permettere la sopravvivenza di quei Gruppi che rappresentino partiti organizzati nella Regione sarda che abbiano ottenuto almeno tre seggi nelle elezioni regionali, qualsiasi possa essere la situazione che si venisse a creare successivamente.
La Giunta per il Regolamento, in realtà, ha rimandato ai Capigruppo la discussione della materia, ma siccome il Regolamento precedente ci impediva di far parte anche della Conferenza dei Capigruppo, è evidente che tutto questo non è potuto entrare nella discussione a cui avremmo potuto partecipare anche noi come componente politica.
Noi riteniamo che questo emendamento sia importante per due ordini di motivi. Primo, perché consente ai partiti che si sono presentati alle elezioni e che hanno espresso 3 consiglieri, quindi 3 seggi, di poter mantenere la loro permanenza come Gruppi per tutto l'arco della legislatura (oggi riguarda i partiti piccoli, domani può riguardare i partiti grandi diventati piccoli). Secondo, perché consente di avere una composizione di Gruppi certa, in quanto la multivarietà del Gruppo Misto evidentemente non aiuta né la maggioranza né l'opposizione. Quindi non un Gruppo composito, ma - ripeto - un Gruppo che si viene a costituire all'atto della formazione del Consiglio, composto dai consiglieri di un partito che ha garantito la presenza in quattro quinti dei collegi e l'elezione di 3 rappresentanti.
Riteniamo - come si evince anche dal Regolamento - che questo diritto debba essere salvaguardato ci saremmo aspettati dalla Giunta per il Regolamento un ovvio parere favorevole su questo emendamento. Riteniamo inoltre che questo meccanismo si possa allargare anche al caso dei partiti che abbiano ottenuto due soli seggi laddove quei partiti abbiano presentato liste in tutti i collegi, e non abbiano potuto godere del premio di maggioranza, che avrebbe potuto permettergli di ottenere tre seggi.
Noi crediamo che questo problema, visto che non è stato preso nella giusta considerazione, né dalla Giunta per il Regolamento né dalla Conferenza dei Capigruppo (dalla quale, purtroppo, per un castrante Regolamento, eravamo assenti) debba essere discusso in Aula dedicandogli tutta l'attenzione che merita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare gli emendamenti numero 24 e 25.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Signor Presidente, questo emendamento (il numero 24, perché il numero 25 è solo una conseguenza) meglio rende conto dei rapporti non proprio idilliaci con il Presidente del Consiglio. Come componente della Giunta per il Regolamento e rappresentante in Assemblea dello SDI, ho perorato la causa per la nascita del Gruppo che - lo ribadisco - avrebbe favorito il superamento di diverse questioni interne. Non è stato invece possibile perché un'interpretazione molto restrittiva, non solo secondo me, del termine "presentato", ha offerto l'occasione per lasciare fuori dagli organismi decisionali dell'Assemblea i socialisti. Un rospo che, come sa bene il Presidente Spissu, non è stato ancora inghiottito.
L'emendamento è stato congelato in Giunta per il Regolamento ed è stato rimandato alla Conferenza dei Capigruppo dove i socialisti sono assenti. Anche in quest'ultima tornata dei lavori è stato riproposto in Giunta per il Regolamento e quindi approda finalmente in Aula dopo un tortuoso percorso. Spero davvero che emergano chiaramente e vengano sciolti i nodi politici che impediscono la nascita del Gruppo SDI in Consiglio!
Le problematiche sui ruoli verranno risolte all'interno del partito, e ripropongo questo argomento perché ho molto rispetto delle istituzioni e della politica intesa nel senso di capacità di persuasione e di sincero dibattito. Non nutro alcuna insofferenza e non considero inopportune - onorevole Licheri - le relazioni di minoranza. Valuto davvero una ricchezza, ascoltare, riflettere e correggere i toni, quando possono apparire, anche contro la mia volontà, inadeguati.
In quest'Aula e anche dentro i Gruppi, ci sono convinti proporzionalisti e altrettanti strenui difensori del maggioritario e del presidenzialimo. Questa contrapposizione ideale si ripercuote su ogni aspetto e non aiuta a ragionare con freddezza neanche in tema di gruppi. Il maggioritario è certamente un sistema elettorale adottato dalle società democratiche o post democratiche - mi riferisco all'intervento dell'onorevole Pinna che è stato molto puntuale e esaustivo ieri - ma non è nato sicuramente per sanare la crisi della rappresentanza.
In chiusura mi permetto una brevissima digressione e vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sulla questione del difensore civico, argomento che mi sta molto a cuore e per il quale mi sono fortemente impegnata.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa onorevole, ma è difficile far entrare un argomento come quello che lei sta introducendo adesso nell'illustrazione dei suoi due emendamenti. Avrà certo molte altre occasioni per parlarne.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Sì, Presidente, sicuramente, però volevo solo chiarire un aspetto: siccome stiamo parlando di un Regolamento che è super partes, che riguarda i diritti e le garanzie, credo che si debba fare chiarezza su tutto. Anche la questione del difensore civico è un argomento che travalica lo schematismo tra maggioranza e opposizione, ma richiede una volta per tutte chiarezza su chi veramente lo vuole e chi lo usa a propria necessità quando si sente in qualche modo investito.
Per concludere, Presidente, visto che i due emendamenti lasciano spazio a interventi più ampi ma senza voler essere pedante, credo che la questione dei Gruppi e le modifiche da apportare al Regolamento su questo punto siano importantissime e determinanti. Spero che l'Aula vorrà considerare la proposta dell'onorevole Marracini e la mia, perché la differenza tra le due consiste nel fatto che l'emendamento numero 24 nasce nell'ottica del rispetto della prospettiva regolamentare esistente, considerando i Gruppi con 5 componenti e la possibilità che si costituiscano Gruppi da tre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il Parere della Giunta per il Regolamento sugli emendamenti numero 21, 24 e 25 è negativo. Aggiungo semplicemente che la valutazione della Giunta, vista la rilevanza e le implicazioni scaturenti da questa eventuale modifica, è stata assunta dopo essere passata al vaglio dei capigruppo, quindi vi è stato anche questo ulteriore passaggio di carattere politico che ha portato ad una valutazione più complessiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, in realtà il mio intervento è in qualche modo legato anche all'ordine dei lavori.
Sull'emendamento in discussione, il numero 21 ma anche sui successivi 24 e 25 e anche 42 e 23, che riguardano sia le regole di composizione dei Gruppi, sia le modalità di scelta del capogruppo da parte dei Gruppi, la Giunta ha discusso a lungo. La discussione è stata avviata già dallo scorso mese di aprile e la materia è stata analizzata sotto tantissimi aspetti, basti pensare al fatto del mutato numero di province che sono passate da 4 a 8. E' stata effettuata anche un'analisi della disciplina vigente in altri parlamenti, ma non è stato possibile trovare la sintesi politica necessaria per arrivare a un giudizio unanime.
E' chiaro che nell'analizzare questa materia è sempre necessario trovare un equilibrio tra l'esigenza di evitare che si creino tanti Gruppi quanti sono i consiglieri, perché questo è il rischio (ci sono anche Consigli dove anche il singolo consigliere può costituire un Gruppo) e quella, anche legittima e opportuna (come bene ha illustrato il collega Marracini) che rappresentanze politiche possono trasformarsi in Gruppi.
Ha ricordato il collega Orrù che questa materia è in qualche modo legata alla legge elettorale, perché se un domani dovessimo arrivare a un Consiglio composto da soli 60 consiglieri è chiaro che più pressante diventerebbe l'esigenza di ammettere la costituzione di gruppi di minore consistenza.
Io credo che, considerata la complessità della materia e anche la complessità degli argomenti che ha dovuto affrontare la Giunta del Regolamento, su questi punti un ulteriore approfondimento, un'ulteriore elaborazione, un'ulteriore ricerca di sintesi sarebbe opportuna. Quindi io mi sentirei di rivolgere ai presentatori degli emendamenti numero 21, 24 e 25, ma anche dei successivi 42 e 23, che sono i colleghi Marracini, Caligaris e Uras, un appello affinché ritirino questi emendamenti per consentire di approfondire l'argomento senza essere distratti da altre materie e arrivare anche molto rapidamente a proporre all'Aula, magari solo su questo specifico emendamento, una modifica. Credo che, da questo punto di vista, si possa ipotizzare una disponibilità.
Propongo ciò anche per evitare la bocciatura di emendamenti che racchiudono materie che non meritano di essere trattate in maniera così frettolosa, in tempi molto ristretti come quelli ai quali ci costringe l'Aula in questo momento, e la cui bocciatura non significherebbe una bocciatura del tema, dell'importanza del tema, della rilevanza del tema o una mancata disponibilità, ma semplicemente la necessità di un supplemento d'istruttoria. Quindi, io mi sento di rivolgere questa richiesta ai presentatori degli emendamenti, e penso anche di interpretare così l'intenzione dei colleghi e della Giunta per il Regolamento nell'affermare che c'è un'ampia disponibilità a un supplemento di istruttoria specifico per questo argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Colleghe e colleghi, vi chiedo un attimo di attenzione: quello di cui stiamo parlando adesso in quest'Aula non è un fatto secondario, stiamo parlando di quale sarà la qualità del confronto politico in questo Consiglio regionale nei prossimi anni. Io mi sento di chiedere al collega che mi ha preceduto e a tutti i colleghi di valutare la possibilità, e a tutti i colleghi non di ritirare questi emendamenti ma eventualmente di sospenderli e di esaminarli alla fine, prima del voto finale, in modo che i capigruppo e le forze politiche possano confrontarsi su questo tema.
Vedete colleghi, durante le scorse elezioni regionali ci sono stati due partiti che, senza premio di maggioranza, correndo da soli, con un loro candidato presidente, hanno superato lo sbarramento posto da una legge nazionale, e oggi questo Regolamento ha impedito perfino che ciascuno di essi potesse costituire un Gruppo costringendoli a lavorare insieme ad altre forze politiche con altre caratteristiche. Non consentire la costituzione di un Gruppo dell'UDEUR o di un gruppo dello SDI oggi è un fatto politicamente e gravemente lesivo, ma sarebbe altrettanto lesivo non consentire la costituzione di un Gruppo sardista o di un gruppo dell'UDS.
Si possono approfondire anche i dettagli, si può parlare di come devono funzionare questi Gruppi, però in questo momento rifiutare di approfondire l'unico argomento centrale che riguarda proprio la qualità del confronto politico significa non voler guardare un fatto fondamentale.
Io ho apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Oppi che durante i lavori della Giunta per il Regolamento ha posto questo problema. Sono dispiaciuto del fatto che né il nostro partito né il partito dell'UDS abbiano potuto partecipare a quei lavori per perorare questa richiesta. Stiamo però attenti, colleghi, perché un Gruppo Misto di 15 consiglieri o di 16, può costituire, se si mettono d'accordo i singoli componenti, ben 4 Gruppi. Per volontà di singole persone. Se noi non ritocchiamo il Regolamento, escludiamo delle forze politiche di opposizione dal dibattito politico, dall'attività della Conferenza dei Capigruppo. Allora, ragioniamo un attimo su questi aspetti prima di bocciare questi emendamenti. Ho apprezzato molto quanto affermava il presentatore, che capiva anche le esigenze dei Gruppi di opposizione, perché approvare questo emendamento, consentendo solo la costituzione di Gruppi con almeno tre consiglieri, sarebbe ancora più grave, perché porterebbe alla presenza di due Capigruppo di maggioranza in Conferenza di Capigruppo mentre nel Gruppo Misto finirebbero per confluire partiti politici che hanno preso decine di migliaia di voti alle scorse elezioni regionali, che rappresentano a loro modo e per i loro elettori la società sarda.
Quindi, per questa ragione, vi invito ad una riflessione che non sia improntata solo a criteri numerici (facciamo un Gruppo in più o un Gruppo in meno). In questo momento mancano due Gruppi perché una lista non è stata ammessa da un organismo giurisdizionale. Se non ci fosse stata quella esclusione dovuta a motivi formali ci sarebbero stati due Gruppi in più, legittimamente costituiti; due gruppi che hanno condotto una battaglia politica alle elezioni, e che hanno operato la loro scelta; c'è fuori da questo palazzo un mondo di elettori che si aspetta delle risposte.
Giuseppe Atzeri è Capogruppo del Gruppo Misto, ma non è stato eletto, è stato eletto dagli altri partiti. Ora, noi vi chiediamo, come forza politica, di essere legittimati a partecipare ai lavori di quest'Aula; troviamo il modo di far sì che il nostro Gruppo possa essere costituito. Non ci saranno altri momenti, onorevole Porcu; è questo il momento di parlarne. Vi chiediamo solo di esistere in questo Parlamento, vi chiediamo di esistere!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, l'argomento è sicuramente delicato e l'accorato appello del collega Scarpa induce a riflettere ulteriormente. Noi però non possiamo, di volta in volta, a seconda di esigenze occasionali, a seconda di situazioni particolari, modificare un Regolamento consiliare. Per intenderci (non me ne vogliano i colleghi): le regole del gioco le conoscevamo tutti, erano le regole proposte dalla legge elettorale che non condividiamo in tanti.
Si è fatto cenno, in precedenti interventi, al fatto che in quest'Aula, come nella vita politica, siamo divisi tra proporzionalisti e chi difende ancora questo strano, italiano, metodo maggioritario. Su un punto però tutti, mi sembra di comprendere, o meglio la stragrande maggioranza, siamo d'accordo: che questa legge elettorale non va bene. Da ambo le parti si afferma che è necessario rivedere al più presto la legge elettorale. Allora mi chiedo (colleghi parlo con voi perché il Presidente è occupato): come si fa a approvare un Regolamento che sappiamo essere a termine, perché a termine sono le regole che disciplinano il confronto elettorale. Al massimo si possono apportare quelle correzioni per chiudere questa legislatura o questa fase governata da questa legge elettorale.
Veda, Presidente, mi rifaccio anche ai primi emendamenti, perché concettualmente sono legati anche a questo: non è vero che quegli emendamenti sono stati presentati perché si voleva perfezionare il Regolamento, quegli emendamenti sono stati presentati perché si è consolidata la sfiducia dei consiglieri, dalla passata legislatura a questa, su una certa conduzione del Consiglio regionale. Quindi quegli emendamenti non sono nati da un'esigenza regolamentare, ma dall'esigenza di offrire risposte a una serie di valutazioni operate dai Presidenti della scorsa legislatura e di questa che non sempre hanno trovato d'accordo l'Aula.
Perciò la risposta è stata: modifichiamo il Regolamento. Sbagliato! I due anni e mezzo che qualche Regolamento prevedeva per la carica di Presidente del Consiglio non nascevano da una scelta razionale, da una condivisione di percorso. Avere un Presidente a scadenza, che può essere ostaggio di una maggioranza, è un controsenso. Ed è sbagliato anche votare quegli emendamenti per andare contro qualcuno, perché noi non dobbiamo ragionare ad personam o "col fegato", dobbiamo pensare che stiamo approvando un atto che deve poter operare il più a lungo possibile, perché quest'Aula sia governata, condotta con equità e perché le prerogative dei consiglieri siano salvaguardate.
Del resto tale soluzione sarebbe anche totalmente in contrasto con un'elezione del Presidente effettuata da consiglieri eletti col sistema maggioritario. Perché dove c'è il premio di maggioranza ci sarà sempre quella maggioranza! Quelle modalità di elezioni andavano bene in un sistema parlamentare, dove le maggioranze si formavano in Consiglio, dove le maggioranze seguivano altri concetti e non era previsto il premio di maggioranza. Noi dobbiamo collegare tutte queste cose.
Noi abbiamo sempre assistito in quest'Aula alle adesioni "tecniche" di consiglieri per permettere a nuovi Gruppi di raggiungere il numero minimo, e questa prassi è sempre stata accettata. Così come sappiamo che formare dei Gruppi non è assolutamente la negazione della libertà o non formarli o appartenere al Gruppo Misto non è la negazione della possibilità di esprimere la propria linea politica o di intervenire. Pertanto io mi sento colpito dall'onorevole Scarpa quando reclama il diritto di esistere. Ma assolutamente! Io vorrei fare tutto quello che è possibile perché questo diritto sia - come è - garantito; infatti ha preso la parola e ha espresso il suo pensiero. E questo credo che debba essere assicurato a tutti. Ma collegare l'esistenza di una forza politica alla creazione di un gruppo mi sembra assolutamente errato.
Un nuovo Gruppo, peraltro, comporta ulteriori spese per questo Consiglio, perché quando parliamo di etica, di moralità e dei costi della politica, ne dovremmo parlare non in termini di riduzioni delle indennità, ne dovremmo parlare in termini di riduzione del numero dei consiglieri, di regolamentazione dei gruppi, perché più gruppi ci sono, maggiori sono le spese. Questa è la verità! Come è la verità che quegli emendamenti si indirizzavano soprattutto all'attuale Presidente, cosa che io concettualmente non condividevo, anche se condivido la considerazione che l'Aula fino a oggi non è stata condotta in maniera equa.
Basta dire queste cose, confrontarsi su questo, non cambiare le regole in gioco, non aumentare le spese del Consiglio, non parlare di un Regolamento che non sarà valido negli anni, ma che sarà soggetto a modifica continua se non stabiliremo quali sono le regole del gioco, quale sarà la legge elettorale. Il lavoro svolto dai colleghi che partecipano alla Giunta per il Regolamento è stato un buon lavoro, ma non possiamo dimenticare che il buon lavoro si doveva fare e si deve fare dopo che stabiliremo quali saranno le regole della competizione elettorale. Allora potremo fare un bel Regolamento; non serve approvare il Regolamento e parlare oggi in quest'Aula e in questi giorni per tagliare i tempi per la prossima finanziaria, per dare una lezione al Presidente del Consiglio. Non è questa la ratio della nostra presenza qui, non è questa e non deve essere questa la ratio che deve improntare le nostre posizioni su un atto che deve servire a stabilire equità e correttezza nei rapporti di oggi e possibilmente anche in quelli di domani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo necessariamente sugli emendamenti numero 24 e 25 per sostenere, me lo consentirà l'onorevole Capelli, le ragioni che hanno mosso questa richiesta e le ragioni dell'intervento testé pronunciato dall'onorevole Scarpa. Lo faccio per un motivo che è tutto di questa Regione, che è tutto della storia e della cultura politica di questa Regione e che è strettamente connesso alle conseguenze di un sistema elettorale, che, devo dire la verità, non ha ordinato la politica in Sardegna, anzi l'ha resa molto disordinata.
Da una parte, infatti, abbiamo forze politiche, lo dico per serietà, che sono rappresentate in questo Consiglio regionale in virtù dei meccanismi di riconoscimento delle maggioranze anche in misura molto superiore alla consistenza elettorale. Questo mi posso permettere di dirlo perché faccio parte di un Gruppo che beneficia di questi strumenti; raggiunto infatti il quoziente in una delle otto province, il premio di maggioranza e i meccanismi di garanzia dell'entità della maggioranza hanno fatto sì che al Gruppo di maggioranza sia stata attribuita una consistenza più elevata di quella giustificata dai reali rapporti di forza.
A questo si aggiunga l'elemento del listino, cioè un gruppo di parlamentari, di consiglieri regionali che sono qua in forza del sostegno alla candidatura del Presidente. Se avesse malauguratamente vinto il centrodestra il manipolo di consiglieri regionali portati in Consiglio col sistema del listino sarebbe stato di sedici, e anziché essere una rappresentanza del genere femminile che comunque è giusto garantire nelle istituzioni democratiche, sarebbe stato un esercito di maschioni.
Rimane il fatto che attraverso questi meccanismi si esaspera la rappresentanza di alcuni e si ridimensiona la rappresentanza di altri. Poi ci sono anche ragionamenti di cultura politica che possono essere tranquillamente sviluppati. Non me ne voglia l'Udeur, che è una formazione politica nazionale e di recente costituzione, si è detto una forza di confine, comunque molto dinamica, ma il Partito Sardo d'Azione è un pezzo della storia della nostra vicenda prima e dopo il fascismo, un pezzo della storia della nostra autonomia che ha operato una scelta, certo difficile, che altri non hanno avuto il coraggio di operare, e pur non essendo d'accordo neppure sulle ragioni di quella coalizione (anzi, c'era chi andava in giro dicendo che i nuovi monarchi sarebbero dovuti essere ghigliottinati) obtorto collo, accettando di farne parte solo per avere garantita la rappresentanza, quindi senza convinzione, poi si sono trovati premiati in misura anche consistente.
Io credo che la richiesta dell'onorevole Scarpa sia non solo legittima, ma anche accoglibile. Cosa dice l'onorevole Scarpa: spostiamo questi argomenti più avanti nella discussione sul Regolamento, diamoci il tempo cioè di riflettere un pochino, diamoci il tempo anche di consultarci e qualche volta anche di sforzarci di non sbagliare, di ascoltarci di più. Allora a una richiesta di questo genere, avanzata da un rappresentante di una forza politica che è una forza amica - lo dico da componente del Gruppo consiliare della Rifondazione Comunista, ma lo dico anche da componente leale, io sì, di questa maggioranza, che quando deve esprimere il proprio dissenso lo esprime davanti a tutti e senza paura alcuna di ritorsione - io credo non si possa rispondere di no.
L'onorevole Scarpa chiede di riflettere un po', di ascoltarci di più; è una forza amica che da un certo tempo intraprende percorsi con noi e deve iniziarne altri. Beh, da componente leale di questa maggioranza ritengo che si debba ascoltare questa richiesta, cioè che si debba spostare la discussione di questi argomenti un pochino più avanti, si debba votare un pochino più avanti, che non debbano essere liquidati subito, come se costituissero un fastidio.
Pongono problemi di costi? Io avanzo una proposta, che è la stessa che aveva avanzato l'onorevole Oppi: tagliamoli i costi, cominciando a tagliare le indennità aggiuntive. Io sono d'accordo, io sono tra coloro che le percepiscono. Tagliamo i costi relativi alle indennità aggiuntive, nessuno percepisca indennità aggiuntive. Il nostro lavoro lo faremo lo stesso, gli incarichi sono incarichi di prestigio, anche di responsabilità, la loro remunerazione è già nel fatto stesso che siamo stati scelti per adempiere a quegli incarichi. E così non avremo problemi neppure di soldi.
E in ogni caso, l'abbiamo detto più volte, l'hanno sostenuto autorevoli componenti di questo Consiglio, l'onorevole La Spisa, altri, non sono questi i costi a cui dobbiamo sacrificare la politica, non sono cioè i diritti di rappresentanza in un Regolamento dove i Gruppi e i Presidenti di Gruppo svolgono una funzione di disciplina dei lavori che se non è svolta bene, che se è svolta a dispetto di qualcuno, che se non trova cioè un comune sentire, almeno in ogni forza politica qui rappresentata, non crea le premesse per una conduzione ordinata di questa legislatura, anzi crea elementi di complicazione, che da un posto si possono trasferire a un altro, che a causa di un'affrettata valutazione possono generare altre affrettate valutazioni, che se non vi è equilibrio rischiano di essere promotrici di condizioni di forte squilibrio.
Allora io credo che tutti quanti noi, e lo chiedo al Presidente, lo chiedo agli altri colleghi, possiamo accedere alla richiesta di spostare la votazione degli emendamenti numero 24 e 25 a una fase successiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, è evidente che l'argomento in discussione con questi emendamenti non è un argomento nuovo, è un argomento che è stato discusso e approfondito in altre sedi e che, ad oggi, alle 18 e 21 di oggi, non ha trovato sintesi.
Se si votassero adesso gli emendamenti il nostro Gruppo negherebbe il proprio assenso, fedele all'impegno che ha assunto di difendere l'equilibrio e la sintesi trovata nella Giunta per il Regolamento. E su questo punto non c'è stato e non c'è accordo. Questo non significa non comprendere molte delle argomentazioni che i colleghi proponenti l'emendamento hanno esposto; argomentazioni valide e giuste. Ed è per questo che offriamo la nostra disponibilità a sospendere la votazione e a valutarla alla conclusione dei lavori, magari anche di stasera, approfondendo ulteriormente l'argomento.
Però, aggiungo, concordo molto - non mi capita spesso - con alcune affermazioni del collega Capelli rispetto al fatto che è chiaro che il Regolamento non può nascere dalla fotografia dell'esistente. Siccome un partito politico, per un errore o per un ritardo, non presenta una lista in un collegio, si adatta il Regolamento e si chiede che i partiti abbiano presentato candidati in almeno tre quarti dei collegi, per consentire a quel partito politico di costituire un Gruppo. Poi, in un altro caso, lo diceva Giorgio, ci sono due partiti importanti, come il Partito Sardo d'Azione e l'U.D.S., che hanno soltanto due consiglieri, e allora si dice: "perché richiedere che il Gruppo abbia almeno tre consiglieri? Facciamo due, così consentiamo anche a questi partiti di costituire un Gruppo". Magari nella prossima legislatura se un partito si presenta ed elegge solo un consigliere si dirà: "perché due? Uno". E potrà costituire un Gruppo a sé, diventare gruppo pur essendo da solo.
Quindi le argomentazioni che portava il collega Capelli, di evitare di ragionare sulle regole basandoci sulle situazioni che si sono verificate in questa legislatura, mi paiono argomentazioni molto. Noi, come Gruppo, siamo disponibili a sospendere non sine die, a sospendere per qualche ora, continuare il lavoro e nel frattempo valutare se si può trovare una sintesi che impegni tutti, perché o c'è un impegno, come è avvenuto in sede di Giunta per il Regolamento, a trovare una sintesi o altrimenti il nostro Gruppo non presterà il suo assenso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, noi non vogliamo entrare nel merito delle divisioni di altri partiti; il vero ed unico problema che abbiamo avuto per mesi era il problema dello SDI, che peraltro è composto da 4 consiglieri regionali, non da 3, e su questo problema, anche a seguito di una serie di incontri a livello di Capigruppo, non si è arrivati a una sintesi. Per cui anche noi dovendo votare stasera, onorevole Marrocu, voteremo contro, perché secondo gli accordi vi erano due argomenti sui quali avremmo dovuto ulteriormente discutere: quello relativo alla vigenza del nuovo Regolamento e quello relativo alla costituzione dei Gruppi. Allorquando è stato proposto che una formazione politica di tre consiglieri potesse costituirsi in Gruppo a tutti gli effetti, da parte della Commissione mi sono permesso personalmente di dire che non mi sembrava opportuno. Senza che nessuno se l'abbia a male devo ricordare che ci sono dei partiti che hanno avuto un premio di maggioranza (e sono tre) ma hanno preso decisamente molti meno voti, sto parlando di una decina di migliaia di voti in meno di altri partiti, e si sono presentati in tutti i collegi della Regione. Preso atto che non c'era una convergenza mi sono anche permesso di avanzare una proposta, cioè all'aumento del numero di Gruppi non facesse seguito un incremento del numero di segretari, che porterebbe ad un incremento anche in termini di costi, visto che parliamo molto spesso dell'esigenza di contenere le spese. Ebbene, questa proposta non è stata accolta.
Però noi stamattina, forse c'è sfuggito, abbiamo bocciato un emendamento che consentiva a tutti i Gruppi che si erano presentati alla consultazione elettorale di poter fare parte dell'Ufficio di Presidenza. Quindi in questo momento ci stiamo ponendo in antitesi rispetto ad una decisione che abbiamo già preso; nel senso che se accedessimo a una certa proposta di fatto tutti i Gruppi dovrebbero fare parte dell'Ufficio di Presidenza.
A questo si è aggiunto un fatto che è politico. Ho detto all'amico Uras, alla quale mi lega stima (stimo Licheri, ma obiettivamente con Uras ho un particolare rapporto che certamente non è di oggi) che prevedere che la Presidenza di un Gruppo a distanza di un anno venga modificata in base ad una valutazione del peso politico nelle diverse aree geografiche non sta né in cielo né in terra. L'unico criterio valido è quello di affidare la Presidenza al consigliere più votato e, a parità di voti, al più anziano. Per poterlo sfiduciare ci vorranno quattro voti se il Gruppo è composto da sei consiglieri, cinque se è composto da otto e così via. Queste sono le regole democratiche, questa è la prassi consolidata.
E' evidente, quindi, che permane la posizione da noi assunta a suo tempo. Io accolgo la proposta avanzata dal collega Marrocu, perché su questo problema c'è stato di fatto un voto, ma se c'è questa apertura, a quelle condizioni che abbiamo posto dall'inizio, nei confronti anche di piccoli raggruppamenti, beh, allora il problema deve essere valutato con molta attenzione ed ovviamente non in questo momento. Ma se dovessimo procedere invece alla votazione, noi saremmo coerenti nei confronti di quei punti e di quei cardini dell'impalcatura di questo Regolamento per i quali ci siamo espressi in modo pressoché univoco.
PRESIDENTE. C'è una proposta che è stata avanzata dall'onorevole Marrocu, e che per la verità era stata avanzata anche in precedenza, di sospensione della votazione, per le difficoltà di trovare una sintesi unitaria, non per insensibilità nei confronti dei temi e degli argomenti proposti dall'onorevole Caligaris, dall'onorevole Salis, e dallo stesso onorevole Oppi.
Sono argomenti presenti nella discussione che però comportano implicazioni molteplici. In Giunta per il Regolamento non si è riusciti a trovare una formulazione idonea. Le formulazioni proposte facevano una fotografia della condizione attuale dell'Aula e dei Gruppi, quindi abbiamo preferito rinviare questo tema a una sede più politica. I Capigruppo, i Gruppi politici affrontino il problema in tutte le sue sfaccettature e nella sua complessa delicatezza e poi, se si raggiunge un'intesa generale sul come scrivere questa materia, la Giunta per il Regolamento non avrà problemi a riprendere in esame l'argomento anche relativamente a questo punto soltanto. In Aula, naturalmente - l'Aula è sovrana - si può decidere diversamente.
Insomma, da come la discussione è stata affrontata in sede di Giunta per il Regolamento, si evince che l'argomento è molto delicato; penso che la sospensiva aiuti a precisare i termini nei quali l'argomento deve essere affrontato. Quindi anch'io inviterei i colleghi presentatori degli emendamenti ad accogliere la proposta di sospensiva e a valutare se, nel proseguo del nostro lavoro, vi saranno le condizioni per il conseguimento di un accordo.
Se i colleghi presentatori, soprattutto l'onorevole Caligaris e l'onorevole Marracini, sono d'accordo, possiamo sospendere la votazione di questi punti per riprenderla quando sarete in grado di chiarirci come procedere. Oltre agli emendamenti numero 21, 24 e 25 all'articolo 20, sospendiamo anche gli emendamenti numero 42 e 23 all'articolo 21 che riguardano la medesima materia.
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 22.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 22:
Art. 22
Conferenza dei Presidenti di Gruppo
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. soppresso
6. soppresso
7. soppresso ).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 22.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 22.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 46
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 46
(Il Consiglio approva)
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 23 e del relativo emendamento.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 23 e del relativo emendamento
Programmi dei lavori
1. I lavori del Consiglio sono organizzati secondo il metodo della programmazione.
2. Il programma dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni è deliberato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo per un periodo di almeno due mesi.
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. soppresso
7. Il programma bimestrale è approvato col consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai ¾ dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Qualora nella Conferenza non si raggiunga la maggioranza dei ¾, il programma è predisposto dal Presidente secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5.
8. l programma bimestrale diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che possono essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma bimestrale
8 bis. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra finanziaria sono inseriti nel programma al di fuori dei criteri di cui ai commi precedenti.
8 ter. Il programma dei lavori del Consiglio determina la ripartizione dei tempi di lavoro dell'Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato.
9. soppresso
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu
Art. 23
comma 7
Al comma 7 dopo le parole "ai commi 4 e 5" si aggiunge: "inserendo le proposte dei Gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quarto degli argomenti da trattare". (18)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 18.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, in due parole soltanto per sottolineare che si tratta di un emendamento nato dalla volontà di tutta la Giunta per il Regolamento, maggioranza e opposizione. E' un esempio di come questo Regolamento offra all'opposizione la possibilità di vedere accolte le proprie proposte. E' un punto innovativo, buono e positivo per l'equilibrio tra le parti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per avere un chiarimento in merito al comma 8 della proposta di modifica dell'articolo 23. Quando si parla di "progetti di legge collegati alla manovra finanziaria..." si intende riferirsi indistintamente ai disegni di legge e alle proposte di legge? Rivolgo questa domanda perché in genere i collegati alla legge finanziaria sono disegni di legge, per cui non vorrei che con questa dizione venissero esclusi. Se però noi intendiamo il termine progetti di legge nel senso che ho prima precisato allora non ci sono problemi. E' da intendere così? Perfetto.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, facciamo una verifica. Credo che lei abbia ragione, che sia semplicemente una imprecisione. Lo verifichiamo e in sede di coordinamento finale e di correzione lo....
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Sì, io penso, anzi sono sicuro che debba intendersi disegni di legge collegati. Quindi, possiamo anche apportare questa correzione materiale al testo, perché non può essere diversamente.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione le proposte di modifica dell'articolo 23.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 23.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 56
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 58
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 23 bis e del relativo emendamento
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 23 bis e del relativo emendamento:
Art.23 bis
Calendario dei lavori
1. Stabilito il programma bimestrale, il Presidente convoca la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per definirne le modalità ed i tempi di applicazione mediante l'adozione di un calendario mensile.
2. Il calendario è predisposto sulla base delle indicazioni della Giunta regionale e delle proposte dei Gruppi. Il calendario è approvato con il consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai 3/4 dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi.
3. Il calendario diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di Consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.
4. Gli argomenti, diversi dai progetti di legge, inseriti nel calendario su proposta di gruppi di opposizione, sono di norma collocati al primo punto dell'ordine del giorno.
5. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla finanziaria sono inseriti nel calendario e iscritti all'ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3.
6. Il calendario, approvato ai sensi del comma 2, individua gli argomenti e stabilisce le sedute per la loro trattazione, indicando la data prevista per la conclusione dell'esame degli argomenti o per la votazione finale delle leggi. Dopo la comunicazione all'Assemblea, il calendario è stampato e distribuito.
7. In relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendosi, ove necessario, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. Per l'esame e l'approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dalla Giunta o da un Presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione.
8. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dal comma 2, determina il tempo complessivamente disponibile per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario dei lavori dell'Assemblea, in rapporto alla loro complessità. Essa determina altresì i tempi riservati a ciascun relatore e a ciascun Gruppo per la discussione di ciascun argomento; per i progetti di legge di iniziativa della Giunta la quota di tempo riservata ai Gruppi di opposizione deve essere più ampia di quella riservata ai Gruppi della maggioranza. Il tempo attribuito al Gruppo Misto è ripartito fra le componenti in esso costituite, avendo riguardo alla loro consistenza numerica.
9. Nella ripartizione dei tempi operata ai sensi del comma 8, è comunque assegnato a ciascun gruppo, per la discussione sulle linee generali dei progetti di legge, un tempo complessivo non inferiore a quello previsto per ciascun intervento dall'articolo 78.
10. Qualora non si raggiunga la maggioranza prevista dal comma 2, il Presidente concorda con i Gruppi che hanno espresso disaccordo, nel rispetto del principio di buon andamento dei lavori consiliari, il tempo necessario per la conclusione dell'esame dei provvedimenti.
10 bis. Qualora la totalità dei Gruppi e delle componenti politiche del Gruppo Misto rappresentanti l'opposizione non raggiunga un accordo con il Presidente, gli argomenti sui quali vi è dissenso vengono esaminati eccezionalmente dall'Assemblea secondo le procedure di cui ai Capi X e XI garantendo il principio della programmazione.
11. I termini per gli interventi svolti dai Consiglieri a titolo personale o per richiami al Regolamento sono fissati dal Presidente.
12. Le ripartizioni in quote di tempi e di argomenti sono computate in via tendenziale e con riferimento alle previsioni formulate all'atto della predisposizione del calendario.
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 23 bis
Nel comma 11 le parole "sono fissati dal Presidente", sono sostituite con "sono fissati rispettivamente in 5 ed in 3 minuti". (3)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, il comma 11 della proposta di modifica dell'articolo 23 recita: "I termini per gli interventi svolti dai consiglieri a titolo personale o per richiami al Regolamento sono fissati dal Presidente". Con il nostro emendamento chiediamo che i termini siano fissati rispettivamente in cinque e in tre minuti.
Perché questo emendamento? Per rafforzare il Presidente del Consiglio togliendogli potere e discrezionalità. Perché esporre il povero Presidente ad una discrezionalità che potrebbe essere strumentalizzata, criticata? Bisogna invece prefissare dei termini validi per tutti. Noi crediamo che questo sia un modo per rafforzare il compito improbo del Presidente del Consiglio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Intendo pronunciare una brevissima dichiarazione di voto perché ritengo che questo emendamento sia in linea con le problematiche connesse ai tempi del dibattito in Aula esaminate all'interno della Giunta per il Regolamento. Garantire tre e cinque minuti non esclude che il Presidente sua sponte, valutando successivamente la validità dell'argomentazione, possa concedere qualche minuto in più facendosi garante dell'importanza della proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cachia - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Marracini - Pittalis - Scarpa - Serra.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Dedoni - Diana - Liori - Moro - Murgioni - Uggias - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 56
astenuti 9
maggioranza 43
favorevoli 9
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 23 bis.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 60
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 28
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 28:
Art. 28
Formazione delle Commissioni permanenti
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
7 bis. La sostituzione è valida per l'intera seduta e il sostituto non può essere a sua volta sostituito.
8. (Identico)
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 28
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 58
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla proposta di modifica dell'articolo 32
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 32:
Art. 32
Assegnazione dei provvedimenti alle Commissioni
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
3 bis. Non sono ammessi all'esame congiunto i provvedimenti che siano pervenuti dopo che la Commissione abbia concluso la discussione generale sui testi all'ordine del giorno.
4. (Identico).).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 32.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 32.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 56
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 33 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 33 e del relativo emendamento:
Art. 33
Assegnazione alle Commissioni in sede redigente
1. Il Presidente del Consiglio, su proposta della competente Commissione, adottata a maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti, previa deliberazione della Conferenza dei Capigruppo assunta col consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari ai tre quarti dei componenti del Consiglio, assegna in sede redigente alla competente Commissione permanente o speciale un progetto di legge. La Commissione formula, entro un termine determinato, i singoli articoli, e viene riservata all'Assemblea la votazione sugli stessi, con sole dichiarazioni finali di voto che non possono superare i dieci minuti.
2. Dell'assegnazione in sede redigente viene data comunicazione all'Assemblea. L'Assemblea può stabilire criteri e principi direttivi per la formulazione del testo degli articoli. L'Assemblea delibera per alzata di mano. E' consentita una dichiarazione di voto, per non più di cinque minuti, ad un Consigliere per Gruppo.
3. Ogni Consigliere, anche non appartenente alla Commissione può proporre a questa emendamenti.
3 bis. Nelle Commissioni operanti in sede redigente deve essere assicurata la presenza di tutti i Gruppi consiliari; a tal fine il Presidente effettua le integrazioni sulla base delle designazioni fornite dai Gruppi.
3 ter. Ogni Gruppo rappresentato nella Commissione esprime tanti voti quanti sono i consiglieri appartenenti al corrispondente Gruppo in Aula. Ogni commissario esprime, anche ai fini del numero legale, un numero di voti pari al totale dei consiglieri iscritti al Gruppo cui appartiene diviso per il numero dei componenti dello stesso nella Commissione.
4. Fino al momento della votazione finale da parte dell'Assemblea, la Giunta o un Consigliere possono proporre questione pregiudiziale per sottoporre il progetto di legge alla procedura normale di esame e di approvazione ed hanno facoltà di parlare per dieci minuti. Nella discussione può prendere la parola soltanto un Consigliere per Gruppo per non più di cinque minuti ciascuno. Chiusa la discussione medesima il Consiglio decide votando per alzata di mano.
5. (Identico).
Emendamento soppressivo totale Oppi - Capelli
Art. 33
L'articolo 33 è soppresso. (31)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, noi abbiamo proposto un emendamento soppressivo all'articolo 33 perché riteniamo che la formulazione e l'intento che doveva perseguire la Giunta per il Regolamento fosse quello di chiarire meglio quale era il compito, il ruolo e la rappresentanza della Commissione in sede redigente. Rivedendo invece il testo dell'attuale Regolamento e quello proposto ci sembra che si sia voluto istituire l'ufficio complicazioni affari semplici.
Nel comma 3 bis, infatti, si dice che la Commissione che opera in sede redigente può, anzi deve, essere integrata dal Presidente sulla base delle designazioni fornite dai Gruppi che non partecipano a quella Commissione. In questo modo si snatura già la funzione di quella Commissione. Tutto questo avrebbe il fine di semplificare l'approccio e la discussione in Aula. E' singolare, e vi prego di fare una riflessione su questo, che in sede redigente i commissari non dispongano più, come avviene solitamente, di un voto pro capite, ma di un numero di voti pari al totale dei consiglieri appartenente al Gruppo cui appartengono diviso per il numero dei componenti della stessa Commissione.
Non mi sembra una soluzione corretta, equa e rispettosa del ruolo e del compito della Commissione stessa, che viene col comma 3 bis integrata (e non se ne capisce il perché) e col comma 3 ter spogliata della sua composizione originaria. Noi tutti sappiamo come si formano le Commissioni, nel pieno rispetto della maggioranza e delle minoranze, sappiamo come devono essere svolti i lavori, mi sembra pertanto eccessivo e fuori luogo che, nella sede redigente, vengano cambiati i principi e i riferimenti di votazione, e soprattutto che venga richiesta un'integrazione della Commissione.
Tolto questo praticamente il testo è uguale a quello oroginario, che è abbastanza semplice, è una delle poche parti del vecchio Regolamento che è comprensibile, chiara, lineare, non ha punti che possono inceppare in qualche modo la discussione. Possiamo inserire, volendo, i tempi ancor meglio precisati nel testo della Giunta del Regolamento, ma riteniamo che forse l'articolo 33 possa rimanere così com'è senza snaturarne il senso con tutte queste modifiche.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.) relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è contrario. L'obiettivo della modifica all'articolo 33 è quello di facilitare il ricorso alla procedura dell'approvazione in Commissione in sede redigente. Una delle difficoltà che ne hanno impedito finora il ricorso risiedeva nella procedura complessa che richiedeva in ogni caso l'unanimità per poter poi rassegnare il progetto di legge alle Commissioni competenti. Quindi l'intento che ci ha mosso è stato quello di facilitare il ricorso a questa procedura rendendola effettivamente percorribile evitando allo stesso tempo che le forze politiche, i Gruppi politici venissero esautorati dal procedimento legislativo e quindi dalla discussione e dalla votazione dell'articolato.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 31, è evidente che i due commi a cui faceva riferimento il collega Capelli, cioè il 3 bis e il 3 ter, sono tra loro collegati. Se si lasciano le cose come stavano, modificando semplicemente alcuni passaggi, è evidente che entrambi possono e debbono essere eliminati. L'obiettivo del 3 bis non è quello di facilitare la discussione, è quello di garantire la rappresentanza fedele dell'Aula; noi abbiamo otto Commissioni permanenti, in alcune Commissioni ci sono interi Gruppi (non parlo di forze politiche, del Gruppo Misto eccetera) ci sono interi Gruppi non presenti. Allora il problema che la Giunta per il Regolamento si è posto è quello di garantire la presenza di tutti i Gruppi presenti in Consiglio anche nella Commissione che opera in sede redigente, e per far questo ha provveduto ad integrarne la composizione in modo tale che alla discussione e alla votazione dei singoli provvedimenti siano presenti tutti i Gruppi.
E' evidente però che la presenza di tutti i Gruppi consiliari all'interno della Commissione non è sufficiente a garantire il rispetto dei rapporti di forza esistenti in Consiglio, anzi può addirittura alterarli. Per questo motivo in tutte le Assemblee, quando un provvedimento viene assegnato ad una Commissione in sede redigente i commissari permanenti votano in quanto rappresentanti del loro Gruppo, quindi con un voto che tiene conto dei rapporti di forza esistenti in Aula.
Poteva essere scritto meglio probabilmente, ma il significato è questo. In questo modo quando il provvedimento arriva all'Aula ha avuto un'istruttoria nella quale è stata garantita non solo la presenza e la partecipazione di tutti i Gruppi e di tutte le forze politiche ma anche la stessa rappresentanza in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, ruberò solo pochi minuti perché apprezzo di potere ragionare sui principi. La Commissione nel momento in cui viene insediata rappresenta l'Aula nelle forme e nelle modalità previste dal Regolamento nella sua fase di costituzione. Non leggo nel testo originario del Regolamento le difficoltà che lei ha rappresentato, tanto per iniziare non leggo dove è indicata l'unanimità; ogni consigliere poi, anche non appartenente alla Commissione, ha il diritto di presentare emendamenti e partecipare alla loro discussione. E' regolato anche il momento in cui il provvedimento torna in Assemblea, sono regolati i tempi per gli interventi, si può parlare uno per Gruppo per cinque minuti e poi si vota.
Perciò, veda collega Orrù, apprezzo il ragionamento, ma l'obiettivo da lei indicato non c'entra niente. Questo è uno di quegli articoli del Regolamento semplice, chiaro; io non capisco perché dobbiamo reintegrare la Commissione, quando ogni consigliere è rispettato nei suoi diritti, può presentare gli emendamenti, va in Commissione e li discute. Ma perché dobbiamo cambiare gli equilibri di una Commissione permanente in fase redigente, quando poi lo stesso voto ovviamente è rimandato all'Aula? Guai se non fosse così; mica decide la Commissione. Il voto è rimandato all'Aula e nell'Aula sono contingentati i tempi.
Allora, senza offesa, non complichiamo le cose, siamo qui per renderle più semplici. Consideriamo anche il fatto che è offensivo, nei confronti della Commissione permanente e del suo Presidente, che la stessa venga integrata e che si voti secondo la rappresentanza del Gruppo a cui si appartiene e non "a teste"; stiamo operando una modifica che, se non stiamo attenti, potrebbe portarci lontano. Qui stiamo ragionando; non credo che anche questo sia uno scontro maggioranza, opposizione, e se stiamo ragionando non riesco a convincermi della bontà di questa modifica, perché complica ulteriormente le procedure e toglie dignità alla Commissione permanente. E non credo che questo voglia essere l'intento.
La Commissione redigente è già regolamentata, è già regolata nei tempi e nelle modalità, con pieno riconoscimento dei ruoli e della dignità della Commissione. Ovviamente noi votiamo a favore.
PRESIDENTE. Passiamo al voto del testo dell'articolo. Se il testo viene respinto ovviamente si intende approvato l'emendamento.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 33.
Prendo atto che il consigliere Pittalis ha votato a favore.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittlais - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cachia - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Oppi.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 53
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 49
contrari 4
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 33 bis.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 33 bis:
Art. 33 bis
Documento di programmazione
economica e finanziaria
1. Il documento di programmazione economica e finanziaria è esaminato dalla Commissione finanze, sentito il parere delle altre Commissioni permanenti che si esprimono entro sette giorni, nei termini fissati dal Presidente. La Commissione finanze presenta all'Assemblea una relazione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
2. La deliberazione del Consiglio sul documento programmatico ha luogo con una risoluzione, presentata nel corso della discussione, la quale può contenere integrazioni e modifiche del documento stesso. L'approvazione di una risoluzione preclude le altre. Si vota per prima la risoluzione accettata dalla Giunta. Il documento deve essere iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea non oltre 20 giorni dall'assegnazione alle Commissioni e il suo esame deve concludersi entro il termine massimo di cinque giorni.
3. Prima dell'inizio dell'esame del documento di programmazione economica e finanziaria o nel corso del medesimo, la Commissione finanze procede ad acquisire i necessari elementi conoscitivi. A tal fine la Commissione delibera il programma delle audizioni con le modalità di cui all'articolo 43.).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 33 bis
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 33 bis.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 53
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 34 e del relativo emendamento
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 34 e del relativo emendamento:
Art. 34
Esame dei documenti di bilancio
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
3 bis. Durante la sessione di bilancio è sospeso l'esame, da parte dell'Assemblea e della Commissione finanze, di ogni altro progetto di legge, salvo il caso di progetti per i quali la Conferenza dei Presidenti di Gruppo dichiari l'urgenza all'unanimità.
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
7 bis. La programmazione dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni nel corso della sessione di bilancio è finalizzata a consentire la conclusione dell'esame dei disegni di legge di cui al comma 1 nei termini stabiliti.
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico).
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 34
Nel comma 3 bis le parole "all'unanimità" sono sostituite con "la maggioranza dei ¾ dei suoi componenti". (4)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, con l'emendamento numero 4 dell'articolo 34, comma 3 bis, viene sostituita la parola "Unanimità" con le parole "la maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti. Nell'articolo 23 bis, secondo comma, noteranno che il principio dell'unanimità è stato rotto, indebolito dalla Giunta per il Regolamento. Infatti per ciò che attiene la calendarizzazione dei lavori si prevede che sia necessario il consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica deve essere complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti del Consiglio. Non capiamo allora perché durante la sessione di bilancio si debba prevedere una consistenza numerica diversa; anche nella sessione di bilancio può esserci infatti l'urgenza di presentare proposte di legge.
Quindi, se è stato rotto il principio dell'unanimità, per non cadere in una contraddizione sarebbe opportuno chiedere le stesse maggioranze anche per ciò che riguarda l'articolo 34.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare Il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, non per i motivi che ha illustrato il collega Atzeri ma per altri motivi - poi vediamo se in quest'Aula sarà possibile ragionare davvero - sarei favorevole a questo emendamento. Porto un esempio. Il testo proposto dalla Giunta recita: "Durante la sessione di bilancio è sospeso l'esame da parte dell'Assemblea, della Commissione… di ogni altro progetto di legge (inteso come abbiamo detto prima) salvo il caso di progetti per i quali la Conferenza dei Gruppo dichiari l'urgenza all'unanimità."
Mi spiega Presidente, colleghi, in caso di proposta di esercizio provvisorio cosa fate, se non c'è l'unanimità? Cosa si fa? Se uno dei Capigruppo si impuntasse (passatemi una battuta: mi immagino se ci fosse Cogodi) noi non potremmo votare l'esercizio provvisorio perché non vi sarebbe l'unanimità. Non sarebbe più prudente richiedere una maggioranza qualificata dei tre quarti dei suoi componenti, come proposta dall'emendamento Atzeri, per metterci a riparo da una unanimità pericolosa? Questo è il punto di domanda. Vedete un po'.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Molto brevemente e, per non ripetermi, parlo anche dell'emendamento successivo, passato un po' sotto silenzio. Anch'io ritengo che la proposta dell'onorevole Atzeri possa essere considerata accettabile anche perché, rispetto alle determinazioni assunte dalla Giunta per il Regolamento, non mi sembra entri in contraddizione né che infici il principio, anzi sotto un certo profilo lo rafforza, rendendolo più omogeneo. Una maggioranza dei tre quarti è infatti una maggioranza quasi unanime. Ritengo che sia utile ed opportuno accettarla. Analogamente per l'emendamento successivo, che può apparire eccessivo quando recita: "e delle altri Commissioni competenti per materia relativamente all'analisi dei provvedimenti". Secondo me è opportuno accettare anche questo secondo aspetto; comunque per il primo credo che riflettere sull'approvazione sia opportuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Io credo che le argomentazioni portate dal collega Atzeri prima e dal collega Capelli poi, pur essendo stata approvata nella Giunta per il Regolamento una soluzione diversa, possano consentirci di ragionare sulla possibilità di accogliere quanto previsto dall'emendamento numero 4 a firma Atzeri. E questo, collega Capelli, non tanto per il problema dell'esercizio provvisorio, perché io credo che anche l'esercizio provvisorio si collochi all'interno della manovra finanziaria, quanto perché potrebbero nascere dei problemi urgenti che sarebbe nell'interesse generale affrontare subito piuttosto che sottostare a quello che potrebbe essere il capriccio di un qualsiasi Capogruppo.
Quindi credo che l'emendamento numero 4, che prevede la maggioranza di tre quarti, possa essere accolto. Riteniamo infatti che questo emendamento non vada contro la valutazione espressa dalla Giunta per il Regolamento ma costituisca un ulteriore passo avanti per rendere il Regolamento sempre più rispondente agli interessi complessivi di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, il problema è sorto direi quasi improvvisamente visto l'esempio eclatante che ha portato il collega Capelli. Io credo che nella prassi consiliare l'unanimità per l'approvazione, per l'esame dell'esercizio provvisorio sia sempre stata espressa e sempre verrà espressa, a meno che non si verifichi qualche defaillance di livello psichico, particolarmente rilevante. Questo può sempre capitare, lo sappiamo. Mi sembra, comunque, che la norma tenda ad assegnare alla sessione di bilancio termini temporali sempre più stringenti e tassativi che non possono essere e non devono essere facilmente messi in discussione da una maggioranza seppure ampia dei tre quarti.
Io credo quindi che, pur non avendo niente da obiettare, quindi non facendo certamente di questa questione una questione particolarmente decisiva, capace di farci dividere, sia opportuno riflettere davvero sulle implicazioni dell'inserimento, durante la sessione di bilancio che noi stiamo cercando sempre più di restringere, di altri provvedimenti di legge che potrebbero dilatare ulteriormente i tempi.
PRESIDENTE. Io mi permetto solo di ricordare, per aiutare la riflessione, che la norma che richiede l'unanimità costituisce una garanzia per la minoranza, che è sicura in questo modo che la maggioranza, insieme ad una parte dell'opposizione, naturalmente (perché per raggiungere i due terzi è necessario l'apporto di questa) non possa, durante la sessione di bilancio, introdurre altri argomenti. L'unanimità serve per rendere più forte il principio del divieto di introdurre argomenti diversi e per portare in Aula, eventualmente ce ne fosse necessità, argomenti che unanimemente sono riconosciuti straordinari ed urgenti.
Sappiamo infatti che ci sono eventi, anche indipendenti dalla nostra volontà, dalla programmazione, che esigono che il Consiglio regionale si pronunci con urgenza, questo è il caso nel quale può esserci l'unanimità, in tutti gli altri casi la sessione di bilancio ha un suo percorso stretto che richiama la maggioranza, la minoranza e la Giunta al rispetto di termini precisi e di procedure precise. Volevo solo osservare questo, per sottolineare lo spirito della norma. Quindi nessuna difficoltà, anche secondo, me ad accedere un'ipotesi subordinata, ma bisogna essere consapevoli che si tratta di una ipotesi subordinata, meno garantista.
Onorevole Atzeri, procediamo alla votazione anche dopo queste opinioni che sono state espresse?
ATZERI (Gruppo Misto). Non è per nulla convincente la sua teoria sulla garanzia, perché tre quarti, credo che sia evidente per tutti i colleghi, è già una percentuale estremamente garantista. Quindi, la sua appassionata difesa, come Presidente della Giunta per il Regolamento, veramente mi lascia del tutto insoddisfatto.
PRESIDENTE. Non è la mia, è la sintesi della discussione.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Biancareddu - Biancu - Cachia - Caligaris - Capelli - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Paolo - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Giorico - Liori - Marracini - Murgioni - Oppi - Pinna - Pittalis - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Calledda- Cherchi Silvio - Corrias - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Franco - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 55
maggioranza 43
favorevoli 28
contrari 27
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 34.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 56
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta che introduce l'articolo 34 bis e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta che introduce l'articolo 34 bis e del relativo emendamento:
Art.34 bis
Legge finanziaria, stralcio delle disposizioni estranee
1. Il Presidente del Consiglio, prima dell'assegnazione, accerta che il disegno della legge finanziaria non rechi disposizioni estranee al suo oggetto così come definito dalla legislazione regionale in materia di bilancio e di contabilità della Regione. Il Presidente del Consiglio, sentito il parere della Commissione finanze, comunica all'Assemblea lo stralcio delle disposizioni estranee.
2. Gli emendamenti ai progetti di legge riguardanti il bilancio, le relative variazioni e l'assestamento di bilancio non sono ammissibili, sia in commissione sia in aula, ove abbiano l'effetto di diminuire le entrate o di aumentare le spese, salvo che siano di carattere compensativo e rispettino i vincoli all'equilibrio del bilancio discendenti dalla legislazione vigente.
3. Non sono ammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi concernenti materie estranee all'oggetto proprio della legge di bilancio o che contrastino con i criteri per la determinazione di nuove o maggiori spese o di nuove entrate, come definiti dalla legge.
4. Sull'ammissibilità degli emendamenti presentati in Aula decide il Presidente del Consiglio; sull'ammissibilità di quelli presentati in Commissione decide il Presidente della Commissione stessa.
Emendamento aggiuntivo Atzeri
Art. 34 bis
Nel comma 1 dopo l'espressione "della Commissione finanze" è aggiunta la seguente: "e delle altre Commissioni competenti per materia". (5)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, la passione con cui si illustrano gli emendamenti qualche volta può prestarsi a fraintendimenti. Voglio precisare, pertanto, che non è mio intento alimentare polemiche, ma che tale passione è solo dettata dalla convinzione che gli emendamenti servano per migliorare gli articoli.
Con questo emendamento si vuole perfezionare la cosiddetta "grigliatura" delle norme intruse nella finanziaria. Per questo abbiamo pensato di chiedere il parere anche ai Presidenti non solo della Commissione bilancio, ma anche delle altre Commissioni nelle cui competenze ricadrebbero le norme intruse. Questo emendamento aggiuntivo ha pertanto lo scopo di coinvolgere anche gli altri Presidenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, non so più quante volte ho sentito da lei e da molti consiglieri, da molti colleghi della maggioranza e della opposizione ripetere, in occasione di questa discussione sul Regolamento, che dobbiamo riflettere, che abbiamo bisogno di riflettere. Io sono convintissimo che un giorno o l'altro qualcuno le dirà che chi di Regolamento ferisce, di Regolamento perisce.
Questo articolo 34 bis rafforza in noi la convinzione di quanto questa operazione di riforma del Regolamento sia un'operazione improvvisata, dal sapore politico velato con un manto estetico. Lo diremo nelle dichiarazioni finali. Questo articolo prevede che il Presidente del Consiglio possa stralciare norme in contrasto con la legislazione regionale. Un argomento vecchio quanto il cucco, da sempre dibattuto in quest'Aula. Tra poco nel Regolamento prevedremo anche di modificare lo Statuto autonomo della Sardegna e anche le leggi regionali!
Io glielo sconsiglio. Si tratta di una proposta, che ha lo scopo di eliminare le cosiddette norme intruse, ma si tratta di una proposta abbastanza ingenua, che porrà lo stesso Presidente del Consiglio e il Consiglio regionale in una situazione di paralisi, come è avvenuto anche in passato quando questa norma non c'era e si pretendeva che il Presidente del Consiglio si pronunciasse sulla loro ammissibilità.
Se io dovessi presentare una norma intrusa, preceduta dalla frase: "In deroga a quanto disposto dall'articolo 13 della legge di contabilità", questa norma diventerebbe automaticamente legittima e allora non si capisce come il Presidente potrebbe disporne l'accantonamento. Il problema è che nella gerarchia delle fonti legge finanziaria e legge di contabilità si trovano allo stesso livello. E' un problema che non è mai stato risolto; su questo problema noi abbiamo anche presentato una proposta di legge, ma anche nella proposta di legge la pari dignità delle due leggi non veniva messa in discussione.
E' chiaro, infatti, che per ovviare alla situazione è necessario introdurre nell'ordinamento regionale una procedura di approvazione rinforzata, che permetta la nascita di atti normativi straordinari alla legge ordinaria e che, pertanto, da essa non possano essere derogati. Ma perché vogliamo farci del male? Perché vogliamo attribuire al Presidente un compito che non ha, un compito che è proprio dei partiti politici? Quante volte abbiamo discusso di questo problema e abbiamo trovato l'accordo tutti insieme, maggioranza e minoranza, togliendo quelle norme che noi stessi riconoscevamo essere intruse. Io non sono quindi d'accordo con questo articolo, poi però so che si va avanti e che tutte queste modifiche porteranno il Consiglio regionale a essere veloce più nei provvedimenti e quindi più amato dai sardi. Se così è si vada pure avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Molto è già stato detto, Presidente, e condivido quanto sostenuto da chi mi ha preceduto. Vorrei aggiungere altre due riflessioni e allo stesso tempo scusarmi con i colleghi della maggioranza, soprattutto quelli che hanno colto il ragionamento sull'emendamento precedente e hanno votato a favore. Ora pertanto mi rivolgerò ai colleghi della minoranza, a quelli che hanno votato contro, per cercare di fare comprendere un ragionamento che evidentemente non è stato colto.
Tornando al ragionamento sull'articolo 34 bis, il comma 2 e il comma 3 di questo articolo pongono un ulteriore adempimento in carico al Presidente di cui veramente non si comprende la ratio. E' proprio vero che, alla fine, chi, tornando a un discorso precedente, di Regolamento ferisce, di Regolamento perisce. In particolare, al comma 2 quando si scrive: "Gli emendamenti ai progetti di legge riguardanti il bilancio" - intesi i progetti di legge sempre come disegni - "e le relative variazioni all'assestamento di bilancio non sono ammissibili...". Che bisogno c'è di ripetere quanto è già stabilito nell'articolo 81 della Costituzione? Perché stiamo scrivendo che il bilancio delle amministrazioni deve perseguire il pareggio? Mi sembra che questo derivi già dai principi costituzionali; non capisco perché ripeterlo nel comma 2.
In fase di discussione generale qualche collega ha portato proprio questo emendamento ad esempio dicendo che finalmente si disciplina la materia delle norme intruse, eccetera. Probabilmente non sapeva neanche di cosa stessimo parlando, perché la materia delle norme intruse è già disciplinata dall'articolo 84 del Regolamento stesso, ma soprattutto dalla legge di contabilità. Perciò di cosa stiamo parlando, cosa stiamo normando, che cosa stiamo regolamentando? Norme, regolamenti, indirizzi che esistono già nel Regolamento stesso, nella legge di contabilità e nella costituzione!
Questi due commi in modo particolare, ma anche l'intero 34 bis, non possono che definirsi pleonastici. Sono tanto pleonastici come è pleonastico un precedente articolo, sul quale non ho avuto l'opportunità di intervenire, che abbiamo già votato, e che recita: "Il Presidente garantisce e tutela le funzioni e le prerogative del Consiglio e dei consiglieri". Ah sì, perché se non l'avessimo scritto non le avrebbe tutelate? Non è questo il ruolo che deve svolgere il Presidente? A dir troppo nel fare le norme e le leggi non è sempre bene, è un errore. Lo stesso vale per quell'articolo che vi ho letto prima sul ruolo del Presidente. Ma qui andiamo oltre.
Io purtroppo non ho trovato emendamenti soppressivi dell'articolo 34 bis, e non c'è da offendersi per il fatto che si sia lavorato su questo articolo. Gli intendimenti potevano apparire sani, in realtà, dietro vi è un malcelato intendimento politico. Dopo averlo letto tanto volte, cercando di capire qual è il fine, qual è l'obiettivo, se è raggiungibile attraverso questo articolo il giudizio che probabilmente prima era positivo, adesso non lo può più essere, sia per le ragioni esposte dal collega che mi ha preceduto, sia per quelle che umilmente ho posto alla vostra attenzione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la proposta che introduce l'articolo 34 bis.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico della proposta che introduce l'articolo 34 bis.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cerina e Cherchi Silvio hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 48
contrari 4
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cachia - Caligaris - Cherchi Oscar - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Murgioni.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 6
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Agli articoli 36, 57 e 76 è stato presentato l'emendamento numero 41.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 41
Emendamento soppressivo Orrù
Art. 36
L'articolo 36 e il comma 2 dell'articolo 76 sono soppressi.
Sopprimere alla lettera b) dell'articolo 57, comma 1: "i rinvii da parte del Governo per il riesame delle leggi del Consiglio". (41)).
PRESIDENTE. L'emendamento serve a eliminare dal testo del Regolamento vigente i richiami ai rinvii da parte del Governo delle leggi del Consiglio regionale. Come sapete il Governo non ha più questo potere, quindi vanno eliminate dal nostro Regolamento tutte le norme che prevedono l'esame del Consiglio delle leggi rinviate dal Governo. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 41.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 41.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cherchi Oscar - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 52
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 39.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 39:
Art. 39
Programmazione e calendario dei lavori delle Commissioni
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. Le procedure stabilite dal presente articolo per l'esame degli argomenti indicati dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo si applicano anche ai progetti di legge attuativi di norme costituzionali, statutarie e di grandi riforme dello Stato. ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 39.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 39.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 48
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 48
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 40.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 40:
Art.40
Validità delle riunioni e adozione delle deliberazioni
1. Le sedute di ciascuna Commissione non sono valide se non sia presente almeno la maggioranza dei componenti. Per la validità della seduta congiunta di più Commissioni è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti per ciascuna Commissione.
1 bis. L'attività delle Commissioni consiliari può regolarmente procedere soltanto in presenza della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
2. (Identico)
3. (Identico).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 40.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 40.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 49
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 49
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 58.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 58:
Art. 58
Verifica del numero legale
1. (Identico)
2. La Presidenza è tenuta a verificare la presenza del numero legale ogni qualvolta ciò venga richiesto congiuntamente da almeno due Presidenti di Gruppo, oppure quando venga richiesto da cinque Consiglieri e il Consiglio stia per procedere ad una votazione per alzata di mano.
3. (Identico)
4. (Identico)
4 bis. I richiedenti che non partecipano alla verifica sono comunque considerati presenti agli effetti del numero legale.
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 58.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 58.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 46
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 46
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, dispiace constatare che nonostante si stia votando un atto così importante come il Regolamento interno siano assenti 38 consiglieri. Chiedo una sospensione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 15 minuti e convoco una breve Conferenza per verificare se i Capigruppo ritengano che ci siano le condizioni per continuare il lavoro, impegnandosi ciascuno per la propria parte, dato che il lavoro richiede larghe intese.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 47, viene ripresa alle ore 20 e 13.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intervengo per conoscere lo stato delle interlocuzioni, se ci sono state, in relazione al problema degli emendamenti sospesi. Rivolgiamo un invito soprattutto ai partiti maggiori, ai quali chiediamo senso di responsabilità, a non banalizzare l'argomento né a liquidarlo con superficialità, perché se le premesse sono queste mi pare che sia assolutamente inutile assicurare la nostra presenza nel proseguo dei lavori.
Bisognerà certamente aprire un serio confronto su questi problemi e cercare soprattutto, in questa fase di tensioni, presenti anche all'interno dei Gruppi, di intervenire per sedarle anziché per accentuarle. Quindi il nostro è un invito al senso di responsabilità rivolto ai Gruppi maggiori della maggioranza.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Non possiamo aprire in Aula un'interlocuzione; io ho accolto l'invito a sospendere la votazione degli emendamenti ed attendo che mi si comunichi se e quando possiamo riammetterli alla discussione in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare che ritiro gli emendamenti numero 42 e 23 all'articolo 21.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 59.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 59:
Art. 59
Congedi e assenze dei consiglieri
1. (Identico)
2. (Identico)
2 bis. Le richieste di congedo devono pervenire alla Presidenza del Consiglio prima dell'inizio della seduta cui si riferiscono.
3. I congedi si intendono accordati se non sorge opposizione al loro annunzio che il Presidente dà al Consiglio all'inizio della seduta. Nel caso di opposizione, il Consiglio delibera, per alzata di mano, senza discussione.
3 bis Qualora il Consigliere in congedo rientri in Aula è tenuto ad informare il Presidente che ne dà comunicazione all'Assemblea facendo venir meno il congedo.
4. (Identico)
5. (Identico).).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il testo della proposta di modifica dell'articolo 59.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 59.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 56
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 77.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 77:
Art. 77
Ordine della discussione e iscrizione a parlare
1. (Identico)
2. I Consiglieri che intendono parlare in una discussione, sia generale che sugli articoli e sugli emendamenti, devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento
2 bis. Il Presidente può autorizzare l'iscrizione oltre il primo intervento, qualora nel corso della discussione emergano nuovi argomenti che modifichino gli ambiti della discussione stessa.
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il testo della proposta di modifica dell'articolo 77.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 77.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 58
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 78.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 78:
Art. 78
Durata degli interventi
1. Salvo i termini più brevi previsti dal presente Regolamento, la durata degli interventi in una discussione generale su tutti gli atti sottoposti all'esame del Consiglio non può eccedere i venti minuti. Tale termine è elevato a sessanta per la Giunta regionale soltanto in occasione dell'illustrazione delle dichiarazioni programmatiche; prima della chiusura della discussione generale il Presidente della Regione ha diritto di replica per non più di trenta minuti.
2. Ciascun Consigliere può intervenire nella discussione sul complesso dell'articolo e degli emendamenti, per non più di dieci minuti anche se sia proponente di più emendamenti, contestualmente illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti da altri presentati. E' facoltà del Presidente aumentare il termine di dieci minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare complessità lo richieda.
3. soppresso
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico).
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 78
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. In ogni caso, abbiano o no potuto prendere la parola in Aula, i consiglieri possono depositare testi scritti sugli argomenti in discussione. I contributi saranno parte integrante degli atti della seduta a cui si riferiscono". (26)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Signor Presidente, rilevo con dispiacere che ancora una volta si è rimandato il nodo politico della costituzione dei Gruppi, che peraltro è in tema con l'emendamento, visto che l'articolo 78 pone l'accento sulla durata degli interventi. Mi associo a quanto ha detto l'onorevole Pittalis. Ritengo, inoltre, che su questa questione non si possa più transigere, nel senso che la ricerca della soluzione non può essere rimessa ad accordi conseguiti fuori dall'Aula, ma deve anche coinvolgere chi ha la responsabilità degli equilibri dell'Aula. Quindi, chiedo formalmente che si assuma un impegno serio perché questa questione, legata in particolare al Gruppo socialista che vorrei si costituisse veramente all'interno del Consiglio, non venga rimandata ulteriormente. Mi permetto anche di richiamare le ragioni oltre che dell'UDEUR anche del Partito Sardo d'Azione e dell'U.D.S. che hanno posto una questione che va comunque esaminata in modo non affrettato.
L'emendamento che ho presentato, Presidente, tende, pure nel rispetto dei tempi, a sgombrare il campo da tutte quelle considerazioni che vengono fatte ogni qualvolta si propone un intervento in Aula. Acquista un significato più pregnante nel momento in cui il Regolamento, il nuovo Regolamento propone una riduzione degli spazi di intervento. L'obiezione, che è stata avanzata in Giunta per il Regolamento, è relativa alla mia richiesta di consentire ai consiglieri in ogni caso, abbiano o no potuto prendere la parola in Aula, di depositare testi scritti sugli argomenti in discussione.
La proposta è stata considerata negativamente perché unita alla richiesta che i contributi diventino parte integrante degli atti della seduta cui si riferiscono. Ritengo si possa aggiungere, per togliere qualunque dubbio, l'espressione "prima del dibattito". In questo modo verrebbe meno l'obiezione di non poter inserire negli atti del Consiglio interventi non svolti in Aula o che possano contenere espressioni irriguardose.
L'obiettivo della proposta è quello di consentire che i contributi possano essere presi in considerazione dai consiglieri volenterosi e possano comunque costituire oggetto di riflessione per chi in Aula avrà la possibilità reale di parlare, visto che ci accingiamo anche a considerare gli eletti della parola.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, il tema dei Gruppi non è stato espunto dalla discussione né rinviato ad altra sede, l'abbiamo solo sospeso ma verrà conclusivamente affrontato e risolto con una votazione se non verranno prospettate altre soluzioni.
Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 78.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 78.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per comunicarle che per quanto ci risulta durante la sospensione non c'è stata nessuna interlocuzione sul punto che è stato richiamato. Registrando favorevolmente le aperture di alcuni Capigruppo e di molti colleghi affinché si approfondisse questo tema vorrei chiederle - poiché non possiamo promuovere un incontro durante i lavori perché si tratta di lavori impegnativi - come quando e con quali modalità intende procedere per attivare un confronto su questo tema, se convocherà una riunione di Capigruppo e se ci sarà una sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Io, onorevole Scarpa, ho acceduto a una proposta proveniente dall'Aula; il come naturalmente non attiene al Presidente del Consiglio. Abbiamo effettuato delle sospensioni; attendo di sapere, da chi aveva proposto la sospensione ed anche da chi la sospensione aveva accettato, di capire se ci sono le condizioni per procedere all'esame degli emendamenti. Però vi chiederei di non aprire una discussione su questo argomento, perché ho difficoltà a regolare una discussione su un terreno che non conosco.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiediamo un quarto d'ora di sospensione per esaminare questo aspetto e decidere poi il comportamento e la convocazione dei Capigruppo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, avevamo accolto l'invito alla sospensione per verificare se su questo punto, a lungo discusso in sede di Giunta per il Regolamento e inviato poi all'interlocuzione dei Capigruppo, fosse intervenuta qualche novità. Non è intervenuta alcuna novità, pertanto, per quanto riguarda gli emendamenti possono essere messi in votazione, perché noi non possiamo dare la nostra adesione ad un emendamento non concordato in sede di Giunta per il Regolamento.
Quindi non si è trattato affatto di un atteggiamento tattico per mantenere in Aula nessuno, semplicemente si è voluto verificare se su questo punto fosse maturata una diversa opinione all'interno dei componenti della Giunta per il Regolamento. Siccome tale diversa opinione non è maturata, si può anche interrompere la sospensione e procedere con le votazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, si sta sviluppando un dibattito su un punto inesistente.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Vorrei fare rilevare all'Aula che, durante la discussione, alcuni Capigruppo di partiti molto consistenti hanno affermato di non poter allo stato tornare indietro rispetto agli accordi assunti in sede di Giunta per il Regolamento, a meno che non si addivenisse a nuovi accordi.
Faccio altresì rilevare che il Partito Sardo d'Azione non avendo un Gruppo costituito non fa parte di quella Giunta, non ha partecipato a quei lavori. Se pertanto le cose stessero in questa maniera, se fosse sufficiente una affermazione con la quale si ritira la disponibilità alla sospensione, sarebbe come un cane che si morde la coda. Noi siamo fuori da qualunque possibilità di interloquire con gli altri partiti, con le altre forze politiche. Su questo punto è necessario convocare una riunione dei Capigruppo e capire se c'è la possibilità o meno di permettere a forze politiche che si sono presentate da sole alle elezioni, e che costituivano una coalizione con le altre forze politiche nel nostro caso, di costruire Gruppi all'interno di questo Consiglio.
Guardate, dal punto di vista delle risorse economiche noi siamo disponibili a qualunque ragionamento che non incrementi le spese; si tratta di un problema di dignità politica e di legittimazione di cittadinanza dentro quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, io non vorrei fare il Presidente che poi non garantisce, però non mi sembra corretto aprire un dibattito su un punto che è stato sospeso. Io chiedo scusa ai colleghi però penso che talvolta bisogna fare anche cose che non piacciono. Se voi mi dite che gli emendamenti possono essere esaminati apriamo la discussione sugli emendamenti e ognuno dirà, secondo un percorso previsto dal Regolamento di discussione e di dichiarazione di voto, tutto ciò che riterrà di dire e conclusivamente si vota. Però discutere di un argomento sospeso, prima che venga riammesso in Aula, non mi sembra corretto.
Io, onorevole Atzeri, le do la parola se è chiaro quello che ho appena detto. Lei mi dica se vuole che gli emendamenti ritornino in Aula, dato che lei è il presentatore di uno degli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Il presentatore se non ricordo male è il consigliere Marracini. Io non voglio addossarle responsabilità che sta dimostrando di non avere; voglio solo ricordare che gli snodi erano due: questa tribolata costituzione dei Gruppi e la vigenza del Regolamento. Marrocu ha detto una mezza verità: la Giunta del Regolamento ha lasciato alla centralità dell'Aula il compito di dipanare questi nodi e noi non siamo riusciti.
Ecco, io vorrei sapere se è opportuno un supplemento di 10 minuti di sospensione per comprendere che cosa si deve fare su questi due snodi, soprattutto su quello della composizione numerica dei Gruppi, oppure se è possibile affrontarli serenamente adesso, al di là dei tatticismi.
PRESIDENTE. Mi pare che uno dei Capigruppo ha detto che non ci sono state interlocuzioni per valutare la possibilità di pervenire a un'intesa. Noi avevamo sospeso questo punto (le chiedo scusa onorevole Atzeri, non voglio esercitare il mio ruolo più del necessario) perché ritenevamo che fosse un punto molto delicato su cui i Gruppi con calma dovessero affrontare la discussione, riflettere ed arrivare con un testo conclusivo. Questo non è stato e stiamo riproponendo la stessa discussione attraverso un emendamento. Quindi io sono pronto a riammettere in Aula gli emendamenti e a procedere alla loro discussione e al loro esame così come è previsto.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo, non foglio fare perdere tempo; i dieci minuti si possono sempre concedere, ma credo che sia un dato di fatto che non ci sono le condizioni per l'esame di un argomento così difficile e complicato, che ha richiesto mesi di esame in sede di Giunta per il Regolamento e all'interno dei Capigruppo, illustrato ampiamente anche da parte di chi non rappresentava direttamente le forze politiche che pongono questo problema.
Credo che obiettivamente concedere altro tempo per una trattativa che è già chiusa sia soltanto un atto di cortesia che nessuno può negare. I dieci minuti quindi si possono concedere, ma sapendo che gli spazi per un confronto sono già chiusi anche per una questione di lealtà nei confronti di tutti, perché alcune soluzioni se si decidono in un modo, in considerazione di alcuni casi, non possono essere modificate negli ultimi due minuti in considerazione di altri casi. Credo che comprendiate tutti la delicatezza ed anche l'imbarazzo in cui ci ponete, in cui ci pone chiunque oggi ponga di nuovo questo problema.
PRESIDENTE. Bene colleghi. Io proporrei di concludere l'esame dell'articolo 78. Abbiamo introdotto il tema dei Gruppi mentre stavamo per votare l'emendamento aggiuntivo numero 26, quindi votiamo l'articolo 78 e poi riprendiamo l'esame degli emendamenti.
Continuazione della discussione degli articoli della "Proposta di modifica al regolamento interno del consiglio regionale della Sardegna" (doc. n. 9/a).
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 26.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 26.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Ibba - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 5
contrari 48
(Il Consiglio non approva).
Torniamo indietro all'articolo 20. Gli emendamenti numero 21, 24 e 25 sono stati illustrati precedentemente.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare che su proposta dell'onorevole Uras e di altri colleghi fosse stato chiesto di unificare questi emendamenti in un solo testo. Cosa che è stata fatta. E siccome ci si è mossi con spirito costruttivo, noi riteniamo che su questo emendamento unitario ci si debba esprimere, altrimenti tutto si risolverà nell'ennesima perdita di tempo. Sono dispiaciuto per l'atteggiamento del Capogruppo dei D.S., il quale dovrebbe cercare di mantenere unita la maggioranza piuttosto che tentare di dividerla; noi stiamo cercando di fare dei Gruppi che servano anche ai lavori del Consiglio e all'unità della maggioranza.
Quindi, su questo emendamento io credo che ci si debba esprimere, non foss'altro perché ci abbiamo lavorato sopra.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole Marracini, noi stiamo esaminando gli emendamenti numero 21, 24 e 25. Non sono ammesse sintesi a meno che non siano sintesi condivise dall'intero Consiglio. L'onorevole Uras ha ritirato il suo emendamento, quindi non so bene di che cosa stiamo parlando.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' possibile un emendamento orale rispetto a questi?
PRESIDENTE. Se viene accolto dall'Aula certo. A quale emendamento fa riferimento?
MARRACINI (Gruppo Misto). Al numero 21.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 21, all'articolo 20 sostituisce la frase "che abbiano presentato con il medesimo contrassegno i propri candidati", con un'altra frase che precisa meglio questa partecipazione elettorale: "che abbiano ottenuto almeno tre seggi alle elezioni regionali ovvero che abbiano ottenuto due seggi avendo presentato regolarmente proprie liste in tutte le circoscrizioni provinciali e non abbiano usufruito di premio di maggioranza".
Questo emendamento tiene conto dei danni derivanti da questa legge, e individua dei correttivi che tengano conto di quei partiti che si sono presentati in tutte le circoscrizioni e che non hanno usufruito del premio di maggioranza, pur avendo ottenuto un consenso, una legittimazione popolare superiore a quella di partiti che stanno in maggioranza. Vi sono infatti alcuni partiti che appartengono alla maggioranza che hanno ottenuto metà del consenso che ha ottenuto il Partito Sardo. Siamo pertanto vittime di una legge liberticida che sconvolge anche i rapporti consiliari.
Se non si tiene conto di questo si sta mentendo di fronte alla volontà del corpo elettorale; si sta compiendo un atto di una gravità inaudita. Noi abbiamo presentato candidati in tutte le circoscrizioni, ma abbiamo ricevuto un consenso diffuso superiore o pari a quello di altre forze che invece hanno raddoppiato i loro seggi grazie a questo meccanismo perverso di una legge italiana. Se non troviamo dei correttivi a questo meccanismo siamo complici, allora non possiamo lamentarci. E' un'ipocrita difesa di questi argomenti che sono emersi stasera, lo dico al Capogruppo Marrocu che sembrava sincero quando...
MARROCU (D.S.). Potrebbero fare Gruppo anche i Comunisti Italiani che sono uno. Sono partito anche quello!
ATZERI (Gruppo Misto). Certo, però ho detto che non abbiano usufruito del premio di maggioranza. C'è una piccola differenza! Allora siccome non siamo abituati a questuare o ad estorcere sensibilità politiche, di fronte a una sperequazione evidente io credo che sia giusto riconoscere la possibilità di costituire un Gruppo ad un partito che si è sottoposto, come ho detto, all'attenzione del popolo sardo ed ha riscosso consensi, ha presentato proprie liste, aveva un leader.
Allora se per caso, per disgrazia, la riforma elettorale sarà, come si pensa ispirata a criteri presidenzialistici, bisogna riflettere su questo. Cerchiamo di correggere democraticamente queste storture. Credevo che la centralità dell'Aula fosse importante; spesso ci si riempie la bocca di questi termini impegnativi e poi non si fa niente.
Giustamente la Giunta per il Regolamento non ha potuto risolvere questi problemi e ha lasciato all'Assemblea il compito di individuare delle soluzioni. Ma se ci sono atteggiamenti "muscolari", perché stagioni più o meno gratificanti hanno fatto crescere certi Gruppi rispetto ad altri, ricordatevi che la politica è fatta di parabole, oggi si è maggioranza, domani si rischia di essere minoranza. Qui c'è in gioco proprio il principio della rappresentanza consiliare e il Partito Sardo ha avuto trentatremila voti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Brevemente, per esprimere il mio assenso all'emendamento, anche con la modifica orale che è stata proposta, perché è in linea con quanto ho proposto in quello successivo. L'ulteriore contributo pone l'accento su un problema reale che è quello della specificità di partiti che non hanno un collegamento nazionale, ma che tuttavia hanno una dignità che deriva proprio dall'essere regionalmente riconosciuti e quindi dall'avere una valenza nazionale identitaria, tanto è vero che il segretario del P.S. d'Az. è un segretario nazionale.
Con questo emendamento, Presidente, si ritorna al discorso che abbiamo fatto più volte e che mi sembra in questo momento non consenta all'Aula di valutare con sufficiente distacco due modi diversi di concepire la rappresentanza. Uno maggioritario, che peraltro ha portato storicamente ad una moltiplicazione di partiti, ed uno proporzionale, che tende invece a salvaguardare soprattutto quei movimenti storici che hanno tradizioni e storie antiche e sedimentate. Mi rivolgo a lei, onorevole Spissu, perché so che del Partito Socialista conosce vita, morte e miracoli.
Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole chiedo all'Aula di non ragionare in termini che denotano chiaramente delle contrapposizioni ideali e non la ragionevolezza di una rappresentanza all'interno dell'Assemblea, giustificata, significativa e senza ambiguità.
PRESIDENTE. Io conosco un po' di vita del Partito Socialista; morte e miracoli ne ho visti pochi! Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento orale proposto dai colleghi e per motivare brevemente questa dichiarazione di voto. Ricordo che il Partito Sardo d'Azione su questo punto non ha presentato emendamenti, tuttavia quando ha preso visione degli emendamenti presentati dai colleghi di due partiti della maggioranza, tesi a risolvere problemi seri, oggettivi e concreti, che sono sotto gli occhi di tutti e che tutti conosciamo, e che in qualche maniera limitano anche la loro possibilità di svolgere compiutamente il loro ruolo con un Capogruppo che partecipi in maniera completa a tutte le attività politiche consiliari e istituzionali, a quel punto siamo intervenuti dicendo che c'erano problemi analoghi, forse ancora più seri e più gravi, perché appartengono alla sfera dell'opposizione, che dovevano essere affrontati.
Abbiamo insistito perché abbiamo preso atto della disponibilità di alcuni Capigruppo ad affrontare il problema, adesso invece i Capigruppo dei due principali partiti di maggioranza e di opposizione ci dicono: "Ragazzi, noi di questa cosa ne stiamo parlando da mesi, non è che adesso in due minuti possiamo cambiare idea! Abbiamo già deciso che questa cosa non si fa".
Noi non eravamo presenti, perché non costituiamo il Gruppo; il Partito Sardo d'Azione non era presente in Giunta per il Regolamento. In ogni caso la ragione per la quale abbiamo insistito su questa strada è proprio questa e oggi, con amarezza, constatiamo che si sono chiusi degli accordi fuori da quest'Aula, svilendo così il momento parlamentare su questo tema. Ci vediamo costretti perciò a votare questo articolo, probabilmente da soli o con pochi colleghi, e prendiamo atto di un'altra battuta d'arresto in un percorso che pensavamo invece agevole e di miglioramento tra le relazioni dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io intervengo per fare chiarezza, perché mi sembra che l'approvazione di un emendamento di questo genere rappresenterebbe la morte del Gruppo Socialista all'interno del Consiglio. Se ho capito bene, l'emendamento orale che propone il collega Atzeri garantisce la costituzione di un Gruppo all'interno del Consiglio regionale a prescindere dal numero dei suoi componenti; l'importante è che il partito corrispondente abbia presentato liste in tutti i collegi della Sardegna. Non è il caso nostro ed è il problema che noi, credo già dall'inizio, abbiamo avuto; non erano problemi di numero di componenti del Gruppo, era proprio un'interpretazione di questo genere che ci ha impedito, almeno fino ad oggi, di essere presenti. Quindi, non va bene, io voterò contro. Non è questa, mi pare, la soluzione del problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, mi pare di aver capito che l'emendamento orale non prevedesse una preclusione nei confronti di Gruppi che, pur avendo presentato le liste in tutte le circoscrizioni, si sono visti respingere in alcune di esse la lista presentata, e che quindi facesse salva la fattispecie che riguarda i compagni socialisti. Se questo è lo spirito, anche in ragione dei contenuti che prima venivano esposti dal collega Atzeri e delle motivazioni da me precedentemente espresse chiedendo che si rinviasse questo emendamento ad un esame più meditato, devo dichiarare il mio assenso all'emendamento orale.
Lo faccio in coerenza, credo, con le posizioni assunte dall'inizio della legislatura e nel rispetto delle posizioni di tutti gli altri Gruppi consiliari, ad incominciare da quelli della maggioranza. Noi riteniamo - come esponenti del partito della Rifondazione Comunista - che, sia i compagni socialisti e sia i compagni sardisti, abbiano una storia e anche un'operatività politica riconosciuta in tutto il territorio della regione, una tradizione di presenza nelle istituzioni, nei territori, nei posti di lavoro e nel mondo della cultura… Questi sono i grandi filoni della cultura politica!
Oggi tutto pare travolto dalle vicende di riforma istituzionale che di recente (mi scuserà il collega Vargiu) ci hanno angustiato la vita, creando confusione e devastando le radici di una cultura e di una capacità di espressione popolare, cancellando le stesse strutture in cui avveniva la discussione democratica, la preparazione e l'elaborazione delle idee. Hanno determinato danno, non hanno reso più stabile niente, non c'è una coalizione (lo vediamo a livello nazionale, ma - io dico - abbiamo avuto esperienze negative nelle precedenti legislature, anche a livello regionale) che riesca a vivere serenamente, a lavorare serenamente e a produrre serenamente.
Quindi, con questo spirito, esprimo il mio voto a favore di questo emendamento, cogliendo anche l'esigenza manifestata dai compagni socialisti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi corre obbligo correggere l'onorevole Masia che probabilmente ha colto male il senso, ma direi anche la lettera dell'emendamento. L'emendamento infatti prevede la possibilità di costituire un Gruppo per i partiti che abbiano espresso due consiglieri regionali, e che abbiano presentato candidati in tutte le otto circoscrizione provinciali, ovvero, nell'altra ipotesi, che abbiano eletto tre consiglieri regionali e abbiano presentato - in questo caso si può prevedere o il limite o senza limite... Mi fa piacere che legga il testo, quindi che si convinca...
(Interruzione)
PITTALIS (Gruppo Misto). No, c'è un "ovvero" che sicuramente distingue le due situazioni. Il senso è quello che hanno riferito l'onorevole Atzeri, l'onorevole Marracini, l'onorevole Scarpa e l'onorevole Caligaris. Quindi, non è un problema lessicale. Se c'è un problema di cattiva formulazione si può benissimo emendare, a me interessa porre l'accento sul merito della questione.
Siamo tutti d'accordo che non si può pervenire alla polverizzazione della Assemblea attraverso la creazione di tanti Gruppi quanti sono i consiglieri regionali eletti, ma il problema mi pare parta da una considerazione e da un paletto che è rappresentato innanzitutto dalla selezione. Badi, onorevole Marrocu, che la selezione non è consentita né a lei né a nessuno di noi qui dentro, ma è consentita solo al popolo, agli elettori. Allora, quando diciamo che la rappresentanza in questo Consiglio nasce proprio da una selezione che opera il corpo elettorale, stiamo affermando una cosa ovvia, perché qui è in gioco non il riconoscimento della soggettività ai partiti che già esistono o ai Gruppi politici, ma semplicemente l'accesso a una forma di organizzazione che, come qualcuno prima di me ha ricordato, offre sicuramente vantaggi sia ai Gruppi dell'opposizione e sia ai Gruppi della maggioranza.
Possiamo ricorrere agli stratagemmi, qualcuno nel corso di questo dibattito ha ricordato il brocardo: "Fatta la legge, trovato l'inganno". Non pensate che un gruppo misto di quindici persone possa comodamente scindersi in quattro o tre gruppi, con lo stesso risultato a cui si perverrebbe se invece, alla luce del sole, si consentisse a quelle formazioni politiche, non che nascono occasionalmente in quest'Aula, ma che si sono sottoposte al giudizio degli elettori, di avere un'organizzazione? Questa mi pare una questione di logica, una questione di raziocinio e attenzione.
Lo dico soprattutto a quei Gruppi che oggi hanno consistenza numerica, ma che un domani potrebbero non esistere più poiché venuto meno il partito al quale appartengono. Un domani per loro potrebbe quindi porsi lo stesso problema, e allora sarebbe veramente difficile riuscire a convincere gli altri della bontà di un ragionamento che oggi invece confutano. Lo dico senza riferimento ad alcuna parte politica, lo dico a difesa di un valore che è quello dell'effettiva partecipazione che deve essere consentita anche nell'organizzazione dello svolgimento dei lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento proposto dalla collega e compagna Maria Grazia Caligaris. La mia non è una pedissequa adesione alla posizione di una mia compagna di Gruppo o di partito, ma vuole costituire un invito per tutti alla riflessione. Stiamo cercando di approvare un Regolamento applicabile nella realtà di quest'Aula consiliare, oppure stiamo facendo un ragionamento astratto? Se facciamo un ragionamento astratto e ci rimettiamo esclusivamente alle forme tradizionali di costituzione dei Gruppi, allora il ragionamento è comprensibile e l'emendamento proposto dall'onorevole Caligaris non avrebbe motivo di essere. Però, se ci guardiamo intorno vediamo che la composizione originaria dei Gruppi politici con i quali abbiamo iniziato questa legislatura è saltata un po' da tutte le parti.
Le scelte regolamentari, e non solo, che questo Consiglio deve operare devono tener conto di accorpamenti fittizi o devono tener conto del senso politico, della storia politica e quindi del contributo politico che può essere offerto al dibattito e al suo contenuto in quest'Aula da chi ha o chi si sente portatore di una storia, di una tradizione e di una prospettiva futura? Questo credo sia il nodo essenziale perché credo che tutti possano avere la capacità di concorrere e credo sia opportuno utilizzare la possibilità di tutti di concorrere alle soluzioni.
Se poi costituire nuovi Gruppi diventa un grande gioco (il Risiko o i mattoncini Lego che si uniscono e si legano pur avendo colori, forme e dimensioni fra di loro incompatibili) possiamo anche far finta che ciò abbia un senso, che sia un fenomeno politicamente corretto, però per chi ha il senso della politica, dell'appartenenza, dell'essere qui in rappresentanza non solo di una parte di elettorato che l'ha indicato, ma come portatore di una storia, di un messaggio e di un progetto politico, non può certamente condividere questa impostazione.
Quindi, dico semplicemente: guardiamoci un attimo tutti insieme e pensiamo che, se non fosse così come dice Maria Grazia, molti dei movimenti politici, anche di recente costituzione, forse non avrebbero avuto la possibilità di esprimere quello che oggi esprimono. Questo a maggior ragione vale per tutti coloro che rappresentano storie e bagagli culturali che hanno diritto di avere ospitalità, riconoscimento ed albergare in questa sala.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SERRA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per una brevissima dichiarazione di voto, anche rispettando i tempi che con il nuovo Regolamento dovremmo riuscire a darci. Io sono convinto del fatto che ciascuno qui tenga a rappresentare la propria identità, a maggior ragione noi Comunisti che abbiamo un'identità, una storia e una tradizione sarda, ma anche una tradizione nazionale. Ci abbiamo sempre tenuto e abbiamo sempre voluto rappresentare le nostre posizioni. Però ritengo importante e fondamentale anche mostrare delle capacità di sintesi. Non è detto che ogni volta che uno di noi ha un'opinione, anche discorde dagli altri, debba per forza far valere quella posizione; qualche volta è segno di una maggiore coscienza identitaria riuscire a fare sintesi piuttosto che differenziarsi su questioni che probabilmente non sono fondamentali.
Io credo che la nostra posizione, la mia posizione - perché in questo Consiglio rappresento da solo il partito dei Comunisti Italiani- sia sostanzialmente questa: anche noi abbiamo presentato le liste in Sardegna in sette circoscrizioni su otto, anche noi siamo stati in qualche misura penalizzati da una legge che, abbiamo detto diverse volte, non condividiamo, anche noi abbiamo ottenuto sedicimila voti e abbiamo eletto un solo consigliere. Però abbiamo anche espresso un altro concetto e lo voglio ribadire qui: noi anteponiamo sempre l'interesse generale all'interesse del nostro partito, anche a costo, qualche volta, di sacrificare la nostra identità.
L'abbiamo fatto un'altra volta in questo Consiglio, per cui anche questa volta abbiamo contribuito a costituire un Gruppo nuovo, un Gruppo che sostiene questa maggioranza, che ha assunto anche delle posizioni divergenti, ma non per questo pensiamo che questo Consiglio debba essere polverizzato fino al punto di non poter più funzionare. Quindi l'identità va bene, ma soprattutto la sintesi e soprattutto ancora l'interesse generale prima che l'interesse particolare di ciascun partito. Ecco perché io voterò contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo brevemente, solo per ricordare che non è ancora stato sciolto un nodo importante: l'interpretazione autentica del comma 4 dell'articolo 20. E' noto a tutti che stiamo parlando di un Regolamento che risale al 1988, quando le circoscrizioni in Sardegna non erano otto, ma erano quattro, e anche la previsione di Gruppi di cinque consiglieri nasceva tenendo conto della territorializzazione esistente al momento.
Un'interpretazione data dall'allora presidente Serrenti e prima da Gian Mario Selis sosteneva la tesi che il Presidente del Consiglio avrebbe potuto autorizzare la costituzione di Gruppi composti da tre consiglieri soltanto se i tre consiglieri appartenevano allo stesso partito. Gli Uffici erano nettamente contrari, come documentano ampiamente gli atti, a questa interpretazione che il Presidente poi ha propinato per motivi che non sto qui ad analizzare. Soltanto un problema di dignità e la considerazione che i panni vanno lavati al nostro interno non ci ha consentito di portare questo fatto all'esterno, però se dobbiamo ragionare di gruppi di maggioranza, allora ragioniamo di tutto, del costo della politica e anche dei gruppi da cinque o dei gruppi da tre o dei gruppi da otto.
Non è possibile che si continui a parlare di proliferazione di gruppi per partiti che si sono presentati in tutte le circoscrizioni, che hanno preso 38 o 39 mila voti, che vengano considerati alla stregua di abusivi in questo Consiglio regionale. Perché se no dobbiamo parlare di tutti i servizi di cui questi gruppi non godono; del fatto che ci sono consiglieri che si devono battere personalmente anche i documenti e così via. Allora parleremo di tutti quando parleremo del costo della politica e quindi stiamo attenti alle cose che stiamo facendo, mettiamoci in condizioni di ragionare con serenità, perché l'esasperazione porta anche pronunciare affermazioni che non faranno piacere a nessuno. Siamo tutti bravi e capaci a dire: "Rinunciamo al 50 per cento", c'è anche chi può rinunciare al 100 per cento, quindi non facciamo demagogia.
Qui è stato posto un problema politico, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto sospendere la riunione, convocare la Giunta per il Regolamento e discutere di questo problema, perché tanto è inutile delegare i Capigruppo. Questa Giunta per il Regolamento è stata costituita in due tempi: c'era la Giunta per il Regolamento da una parte e i Capigruppo da un'altra parte, e non si capiva più chi comandava, se la Giunta per il Regolamento o i Capigruppo. Quando si vuole decidere si rimanda ai Capigruppo, quando non si vuole decidere si rimanda alla Giunta per il Regolamento!
Noi abbiamo posto un problema politico, di sensibilità politica; se voi ci rispondete che questo problema non esiste è inutile che stiamo qua, ce ne possiamo anche andare. Approvatevi il Regolamento, andate avanti, fate quello che volete, però non si trattano così gli argomenti che si pongono, soprattutto quando è in gioco la qualità della politica. Nessuno ha chiesto quattrini, abbiamo solo chiesto di essere messi in condizioni di operare in questo Consiglio. C'è chi ha la macchina, chi prende la macchina con i segretari, che vanno, non vanno, eccetera, e chi non lo può fare. Questo non va bene, non può andar bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento orale. Mi ha preceduto l'onorevole Floris: noi non pensiamo che i costi dei Gruppi siano oggetto di questa discussione, se si ritenesse opportuno parlarne, dovrebbe essere convocata una seduta apposita. Se non vogliamo farlo, dobbiamo cercare di analizzare perché avanziamo questa richiesta.
Noi avanziamo questa richiesta per ragioni di dignità politica, perché riteniamo che questo Consiglio debba rispettare anche quei partiti che hanno offerto al corpo elettorale la possibilità di esprimere un voto, che deve avere un riscontro anche nel Consiglio regionale sotto forma di Gruppi organizzati e non arraffazzonati soltanto per poter ottenere una segretaria o una stanza.
Non è questo l'argomento, non vogliamo entrarci e non fateci entrare, però noi vogliamo che sia offerta a tutti i partiti che si sono presentati alle elezioni la possibilità di lavorare come gli altri. Non credo che questo sgambetto possa limitare la crescita di questo o quel partito, è soltanto squalificante per il Consiglio. I partiti che meritano di continuare a crescere continueranno a crescere anche senza i gruppi, saranno gli elettori a premiarli. Quelli che stanno scomparendo continueranno a scomparire, non è questo il modo per gestire la situazione politica attuale e la nostra presenza in questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, io concordo con le argomentazioni di coloro che hanno proposto e sostenuto questo emendamento per consentire la costituzione di Gruppi che hanno una storia antica e di grande dignità tra il popolo sardo. Mi riferisco, in particolare, a quelli di più vecchia data, come il Partito Sardo d'Azione e i Socialisti, ma anche agli altri. Ma come è possibile che qualsiasi cittadino democratico o partito politico serio non possa tener conto di questo dato? Pertanto, fermiamoci un attimo e riflettiamo.
Questo punto - e sono d'accordo con il collega Atzeri - è veramente importante, non solo per ciò che ho detto, ma anche per la qualità della nostra democrazia e per la qualità dei nostri rapporti interpartitici all'interno e all'esterno di quest'Aula. E' stato affermato che ci sono partiti che hanno una rappresentanza sovrastimata per il meccanismo della legge elettorale maggioritaria, ed è vero. Queste cose le diceva anche il compagno Uras e possiamo portare anche l'esempio di Rifondazione Comunista: noi abbiamo compagni eletti, la compagna Lanzi, che è stata eletta nel listino per effetto del maggioritario, e abbiamo un gruppo di sei. Se non ci fosse stato il maggioritario forse io non sarei in quest'Aula, saremmo forse in quattro, né io né la compagna Lanzi saremmo qui. Come il Partito Sardo d'Azione se avesse partecipato alle elezioni e avesse vinto, probabilmente, anziché due poteva avere tre o quattro consiglieri.
Ecco perché questa legge maggioritaria - che tra l'altro noi di Rifondazione Comunista osteggiamo, abbiamo sempre votato contro, siamo per il proporzionale, per il proporzionale corretto alla tedesca, se volete, che comunque garantisca una correlazione tra i voti espressi dal popolo e le rappresentanze istituzionali - ecco, perché, dicevo, questa legge elettorale è un elemento che mi crea dei problemi. Non voglio, infatti, che per un meccanismo elettorale, che tra l'altro non condivido, ci siano partiti come il Partito Sardo d'Azione, che non possono avere una propria rappresentanza in questo Consiglio Regionale. Mi permetterete di citare questo esempio che potrei estendere ad altri. Un partito che ha questa storia, che ha offerto questo contributo politico, culturale al nostro popolo, che ha animato per ottant'anni la storia e le vicende più interessanti della Sardegna non può non avere una rappresentanza autonoma all'interno di questo Consiglio Regionale.
Io me ne faccio carico, perché mi ritengo un sardista non iscritto al P.S.d'Az. - se mi permettono i colleghi di questo partito - e ne difendo i principi che porta avanti. Mi sento impegnato nella difesa della Sardegna, come del resto a parole diciamo tutti e in primis lo dice e lo fa il nostro Presidente della Regione, l'onorevole Renato Soru, e lo fa bene e lo fa rappresentando credo tutti. Gli esempi anche in questi ultimi giorni non mancano, sia sulle servitù militari, sia nelle rivendicazioni che avanziamo nei confronti del Governo centrale per quanto riguarda l'IVA eccetera.
Sono tutte battaglie che ci devono vedere uniti. Però, badate, noi non avremmo avuto tutto questo entusiasmo, tutta questa voglia di riscattare il nostro popolo e di cercare di dargli una dignità anche in una fase come quella dell'Unione Europea o della globalizzazione neoliberista che cerca di omologare e di riportare a uno tutto, non solo su ciò che si deve mangiare, sul come ci si deve vestire o come si deve pensare, ma cerca anche di annullare le differenze, e cioè le specifiche identità dei popoli. Noi di Rifondazione Comunista abbiamo contro questa globalizzazione neoliberista una posizione precisa, che è quella di essere intanto contrari e allo stesso tempo non accettiamo di definirci no global, come fa qualcuno, e come fa certa stampa, per cui la riteniamo prettamente una cosa giornalistica. Noi siamo per la globalizzazione democratica, dove ciascuno popolo, indipendentemente dalla propria entità numerica, possa essere trattato con dignità, rispettoso della storia che rappresenta e che ha portato avanti, perché tutti in questo mondo possiamo essere veramente...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu, il tempo a sua disposizione è terminato. Invito i colleghi ad attenersi al contenuto dell'emendamento, perché è questa la sede per discutere delle ragioni storiche dei partiti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, a me piacerebbe preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento presentato dagli amici sardisti, ma lo farei con più convinzione se questo emendamento contenesse un comma che vietasse il passaggio di un consigliere eletto in una coalizione ad un'altra. Questo lo dico in virtù del problema politico che l'onorevole Floris ha posto e sul quale mi trovo pienamente d'accordo, ma lo dico, a maggior ragione, in virtù dei discorsi che hanno pronunciato l'onorevole Pittalis prima (che ha parlato di selezione operata dagli elettori che poi conferiscono la rappresentatività all'interno dei Gruppi), ma soprattutto l'onorevole Marracini poi, quando ha parlato di dignità politica.
Vorrei ricordare a tutti che il premio di maggioranza viene definito in relazione al numero dei consiglieri attribuiti all'opposizione. Ne deriva che, in caso di passaggio di consiglieri dall'opposizione alla maggioranza, la coalizione vincente godrebbe di una maggioranza superiore a quella attribuitagli dalla legge, e ne deriva ancora, a rigor di logica, che probabilmente dovrebbero decadere quei consiglieri eletti grazie al premio di maggioranza. Da questo, paradossalmente, se stiamo bene attenti alla norma, discenderebbe che l'ingresso in maggioranza dell'onorevole Pittalis - che, per carità, avrà avuto le sue ragioni che non sto io qui a discutere - dovrebbe provocare la decadenza dell'onorevole Marracini, che è stato eletto grazie al premio di maggioranza.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, sono finite le dichiarazioni di voto. Devo solo dire, perché sollecitato anche dall'onorevole Floris, che avevamo proposto una discussione non viziata dalla contingenza, dalla strumentalità e da esigenze particolari. Questo tema è stato affrontato da me, in sede di Giunta per il Regolamento, quando si è posto il problema della costituzione di alcuni Gruppi, cercando il consenso su un'interpretazione non letterale, in quattro riunioni successive, ma la proposta non ha ottenuto il consenso sufficiente. Abbiamo provato, allora, a estendere la discussione a tutti i Capigruppo, alla Conferenza dei Capigruppo, discussione che ha coinvolto anche alcuni rappresentanti del Gruppo Misto (perché il tema che veniva portato dall'onorevole Atzeri e dall'onorevole Caligaris non riguardava solo il P.S.d'AZ o solo i Socialisti, ma riguardava anche altri Gruppi politici) ma non siamo riusciti ad addivenire ad una soluzione neanche in quella sede.
Oggi, in Aula, in sede di revisione del Regolamento il sottoscritto ha formulato una proposta di modifica dell'articolo 20, e in modo particolare dell'articolo 4, che tenesse conto delle situazioni nuove derivanti anche dalla costituzione di quattro nuove circoscrizioni elettorali. Questo testo è stato affrontato in ripetute riunioni della Giunta per il Regolamento senza che si arrivasse ad una sua condivisione, perlomeno a maggioranza. Abbiamo di nuovo coinvolto i Capigruppo - non è un esercizio - trasferendo a una sede meno tecnica e più politica l'argomento, senza riuscire anche lì a trovare il consenso sufficiente.
Siccome la situazione del dibattito è questa, siccome le opinioni sono divaricate e siccome il tema è un tema delicato, non possiamo utilizzare argomenti in maniera impropria, né per quanto riguarda gli strumenti né per altro. Gli strumenti sono a disposizione di tutti, anche di chi fa parte del Gruppo Misto, che ha sedi, locali, funzionari e finanziamenti pari a quelli di tutti gli altri Gruppi, decisi sulla base della ripartizione che per legge è attribuita a ciascun consigliere.
Questi argomenti vi pregherei di non introdurli in Aula, perché mi sembra un modo sbagliato di utilizzare argomenti a sostegno di tesi anche giuste. Non è questo il punto, il punto è politico, il punto riguarda il numero dei Gruppi che possono costituirsi in presenza di situazioni elettorali che mutano continuamente. Non si tratta di affermare l'esistenza di partiti storici, come il Partito Sardo d'Azione. Il Partito Sardo d'Azione, anche nella passata legislatura, era confluito nel Gruppo Misto, non aveva un proprio Gruppo, questo non gli ha impedito di svolgere una sua azione. La proposta conclusiva era quella di individuare un'altra sede per approfondire, precisare e verificare la possibilità di trovare un punto di incontro.
Mi pare che anche stasera non ci sia la volontà di dire: "Ne parliamo con calma, stabiliamo qual è la sede, magari i Capigruppo più tutti quelli che rappresentano forze politiche". Benissimo, ma stabiliamo una sede nella quale possiamo parlarne con calma. Questa era la mia proposta. Se la proposta non viene accolta ovviamente si procede nella discussione degli emendamenti così come sono stati presentati, cioè in un modo sbagliato, secondo me, e poco utile al conseguimento di un risultato che possa essere utilizzato da tutti.
Questa è la mia opinione. Se i presentatori degli emendamenti pensano che a questo punto, esaurite le dichiarazioni di voto, si debba procedere alla votazione, allora procediamo alla votazione. Naturalmente prevale la volontà dell'Aula e affido all'Aula la responsabilità anche di un esito non positivo, cosa che sarebbe auspicabile in questa materia.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Non vorrei che si pensasse che prima magari stessi scherzando. Io chiedo ai consiglieri Sardisti se al loro emendamento si può aggiungere il comma di cui ho parlato. Se l'Aula è d'accordo sull'emendamento orale...
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, stiamo procedendo alla votazione, abbiamo un emendamento a cui si è aggiunto un emendamento orale, il suo è un emendamento orale all'emendamento orale.
(Interruzione del consigliere Marrocu)
SANJUST (F.I.). No, non è che sia un emendamento all'emendamento orale…
PRESIDENTE. Io penso che non sia materia sulla quale possiamo procedere così. Penso questo, poi non ho neanche ben capito se c'è un'opinione favorevole all'accoglimento dell'emendamento orale dell'onorevole Atzeri, immagino di sì dato che siamo andati avanti a discutere come se l'emendamento orale sia stato... prego?
MARROCU (D.S.). E' un emendamento di sintesi.
PRESIDENTE. E' un emendamento di sintesi. Va bene, diciamo così. Metto in votazione l'emendamento numero 21, nel testo riformulato dal consigliere Atzeri.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale,con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Caligaris - Davoli - Floris Mario - Ibba - Marracini - Masia - Pisu - Pittalis - Scarpa - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lanzi - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 12
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dall'emendamento numero 24. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto) relatrice di minoranza. La dichiarazione di voto, Presidente, ovviamente è a favore. Ci mancherebbe anche che non lo fosse; è soltanto per richiamare l'attenzione su un aspetto che, secondo me, viene ancora sottovalutato. Questa norma, sintetizzata nell'emendamento numero 24, entra nel Regolamento semplicemente per adattare il Regolamento alle mutate condizioni istituzionali, perché si è passati, lo sottolineava poco fa l'onorevole Floris, da quattro a otto circoscrizioni provinciali.
Nella determinazione della possibilità di costituzione dei Gruppi con cinque componenti faccio notare che l'emendamento non entra in nessun modo in contraddizione con quella che era la visione del Regolamento, cioè di garantire la costituzione di Gruppi con almeno tre consiglieri purché espressione di partiti organizzati nel territorio della regione che abbiano presentato, con il medesimo contrassegno, candidati in almeno tre quarti dei collegi circoscrizionali e quindi la rappresentanza copra almeno il settanta per cento della popolazione.
Approfitto dell'occasione per illustrare anche l'emendamento numero 25, perché collegato al precedente. L'aspetto tecnico proposto, se accolto, crea anche la possibilità di costituire delle componenti politiche all'interno del Gruppo misto che potrebbero fruire dello stesso principio. Mi sarebbe molto piaciuto poter pensare ad un'altra sede di riflessione su una questione così delicata, però Presidente, lei deve anche sinceramente dar conto del fatto che, se si parte da condizioni preconcette, non ragionando in termini di possibilità di offrire soluzioni, o addirittura da punti di vista con sfondi morali, beh, confrontarsi positivamente con considerazioni di questo tipo è veramente difficile.
Tengo inoltre a precisare che, mentre il Regolamento ha una data di entrata in vigore, il problema del Gruppo socialista non ha una scadenza. Può essere risolto con un'azione decisa e determinata di un Presidente che interpreta una norma regolamentare in termini meno restrittivi di come ha fatto finora. La condizione che si è creata è di una visione schizofrenica di quello che avviene in Aula: da un lato si dice che non si ha fretta a dar vita a un nuovo Regolamento, stabilendo una vigenza a partire da gennaio; dall'altro quando si tratta di risolvere i problemi non si risolvono né quelli immediati né quelli futuri, ma si preferisce rimandare ad un'altra sede che comporta l'intervento di altre personalità. Credo quindi che questa questione resti comunque sospesa. L'Aula, qualunque decisione venga adottata, deve rendersi conto che i problemi ci sono e che non possono essere risolti rimandandoli di volta in volta a sedi diverse da quelle che sono il dibattito e l'assunzione di responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Voglio ricordare che il testo del suo emendamento è esattamente il testo da me proposto alla Giunta per il Regolamento. Va bene?
CALIGARIS (Gruppo Misto) relatrice di minoranza. Sì, dopo il ragionamento che ho posto io.
PRESIDENTE. Sì, sì. Quindi questo è il testo che io ritenevo potesse ricevere il consenso. La Giunta per il Regolamento però non l'ha accettato, quindi io mi ritiro. L'interpretazione però, onorevole Caligaris, non è così semplice come sembra a lei perché, in Italia, "liste presentate" sono quelle che prendono parte alla competizione elettorale, per giurisprudenza consolidata.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Ho sentito le parole del novello oratore che pretende di impartire insegnamenti a chi probabilmente e sicuramente, come il sottoscritto, ha la pazienza di ascoltare e anche di imparare. Ma quando per nascondere il vuoto delle idee e dei progetti si utilizza l'insulto, si utilizza un modo davvero direi sciocco di porgersi anche nei confronti di chi la pensa diversamente, beh, l'invito alla prudenza è d'obbligo, anche in considerazione della giovane età.
C'è un passo del Vangelo dove nostro Signore Gesù Cristo diceva di essere il servo dei servi. Bene, lasciamo questo a nostro Signore Gesù Cristo e al significato e alla carica che questo messaggio porta. Qui più modestamente cerchiamo di svolgere il nostro lavoro senza travalicare alcuni limiti perché su questo piano l'onorevole Sanjust, come ha fatto qualche giorno fa anche il suo collega onorevole Pili, eventualmente sulla moralità e sull'etica in politica mi trova pronto ad un dibattito e ad una sfida.
Io mi auguro che il suo partito duri ancora, se non passerà la legge imbroglio che state proponendo, e che lei abbia la possibilità di durare ancora perché non mi pare che su questo piano, nei confronti di chi alla luce del sole dissente, alla luce del sole ha dichiarato chiusa un'esperienza politica, possa essere impostato un dibattito. Se lei vuole insistere su questo piano e su questo profilo troverà le adeguate risposte; mi limito questa volta ad una garbata replica, ma se vuole continuare, staremo qui ancora a parlare di cose che probabilmente la riporteranno nella realtà.
PRESIDENTE. Ribadisco l'invito ai colleghi ad attenersi al contenuto degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare che questa è l'ultima votazione a cui partecipa il Partito dell'UDEUR. Il Regolamento ve lo approverete in Aula da soli. L'onorevole Sanjust parla di questioni che non conosce, in un lingua che non conosce, come dissi un tempo all'onorevole Pili (ma sono compagni di partito quindi sicuramente non si capiranno neanche tra di loro). I Popolari UDEUR hanno "piazzato" tre consiglieri a quoziente pieno. L'onorevole Sanjust non conosce neanche le norme perché non si è neanche andato a cercare i voti, glieli hanno trovati. Per cui noi non parteciperemo al voto e ci allontaneremo dall'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, non per aprire una polemica, basta così!
SANJUST (F.I.). Presidente, lei ha perfettamente ragione, però avrei anche gradito, visto che di insulti si trattava, che si togliesse eventualmente la parola al collega anziché lasciarlo proseguire. Quindi mi limiterò semplicemente a dire che il voto sull'emendamento sarà sicuramente contrario e che sicuramente preferirò in vita mia terminare la mia esperienza politica piuttosto che riciclarmi continuamente da una parte all'altra. Io, dal '94 ad oggi, sono stato in Forza Italia, c'è invece chi in dieci anni è passato per tre o quattro partiti, se non di più!
PRESIDENTE. Colleghi, l'esercizio di un diritto, che è quello alla parola e all'espressione di un'opinione, più che di un Regolamento stringente e di un Presidente che fa attuare il Regolamento, ha bisogno anche di molta capacità di autodisciplina.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Sanjust ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Caligaris - Ibba - Masia - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 6
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Ibba - Masia.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Floris Mario - Scarpa - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 54
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 82 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 82 e del relativo emendamento:
Art. 82
Richiami pregiudiziali
1. I richiami riguardanti l'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, che deve essere illustrata per non più di cinque minuti, possono parlare solo un oratore contro ed uno a favore, motivando il proprio punto di vista e per non più di cinque minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano. Non sono ammesse dichiarazioni di voto.
Emendamento aggiuntivo Ladu
Art. 82
Dopo le parole "l'assemblea decide per alzata di mano" va aggiunto il seguente periodo:
"sono ammesse dichiarazioni di voto per un tempo non eccedente i 3 minuti ad un solo consigliere in rappresentanza di ciascun gruppo". (40)).
PRESIDENTE. L'emendamento numero 40 viene dato per illustrato.
Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò, come è ormai noto, contro questo articolo e contro l'emendamento. Abbiamo ritirato stamattina gli emendamenti perché avevamo capito (non ce n'era bisogno) che si trattava di un Regolamento "blindato", su cui non c'era niente da fare, neanche gli errori più evidenti, più madornali potevano essere corretti da quest'Aula.
Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti organici che potevano senz'altro agevolare i lavori di questa Assemblea, e che non erano indirizzati contro nessuno, nel senso che tra gli emendamenti presentati ce n'era uno che prevedeva che le norme dovessero entrare in vigore dalla prossima legislatura. Quindi tutte le illazioni che sono state fatte, credo non abbiano alcun senso e alcun valore.
Rimaniamo dell'opinione che si tratti di un'esigenza inventata di sana pianta, che ha scaricato sul Consiglio regionale responsabilità che non ha, perché tutti gli argomenti che la maggioranza ha portato sono passati con la velocità del vento; non si è mai visto un DPEF in quest'Aula esaminato con la velocità con cui è stato esaminato quest'anno. Questo è un Regolamento voluto da chi intende perseguire l'obiettivo di imbavagliare il Consiglio regionale ai propri voleri e renderlo uno strumento maneggevole che si inginocchia alle decisioni frutto di scelte e volontà esterne a quest'Aula, non frutto di un libero e civile dibattito e confronto tra i rappresentanti delle forze politiche, lo abbiamo visto in quest'anno, lo vedremo nel proseguire di questa legislatura.
Rimaniamo dell'opinione che la discussione delle proposte di modifiche al Regolamento sia intempestiva; sarebbe stato sicuramente - come tutti hanno dichiarato in quest'Aula - più logico e corretto parlare di modifiche del Regolamento solo dopo l'approvazione di una legge che riequilibrasse i poteri tra la Giunta e questo Consiglio regionale, tra il Presidente e tra i Presidenti, tra i Presidenti e la Giunta, tra la Giunta e le Commissioni e l'intero Consiglio della Regione.
Senza il collegamento con queste norme, e in presenza di un quadro istituzionale parlamentare sconvolto dal sistema elettorale, che ha ridimensionato il ruolo di questo Consiglio, le modifiche proposte dalla Presidenza e dalla Giunta per il Regolamento sembrano solo un modo e un mezzo per accorciare l'esame dei provvedimenti. Le nuove norme approvate, come è evidente a chi ha esperienza, non incidono sulla qualità dei provvedimenti da approvare. Purtroppo in Giunta per il Regolamento ci sono finiti coloro che, con tutto il rispetto, non hanno mai partecipato ai lavori di questo Consiglio e quindi non ne conoscevano neanche tutte le disfunzioni. Per volontà del Presidente sono stati inseriti proprio i neo eletti che hanno finito per tutti seguire quello che veniva loro in qualche modo imposto.
Le nuove norme - ripeto - non incidono sulla qualità dei provvedimenti da approvare, ma sono destinate a "normalizzare" ulteriormente quanto è avvenuto in questa prima fase della legislatura. In quest'anno, infatti, lo abbiamo visto - lo dico al Presidente della Regione - si è drasticamente ridotto (non si è mai visto un Consiglio regionale così sparuto), il numero dei partecipanti ai dibattiti; molti consiglieri della maggioranza sono semplici spettatori di quanto avviene in Aula, di alcuni non si conosce neppure la voce.
Questo Regolamento è nato all'insegna della paura della maggioranza di ottenere il placet dell'opposizione e dell'opposizione che ha paura della maggioranza. Ma quando mai si è visto? E' la maggioranza che caso mai ha paura dell'opposizione! Terrorizzati - e l'hanno detto anche negli interventi - dal fatto che la gente potesse pensare che la minoranza, quando si trattano i problemi di natura istituzionale, non sia istituzionalizzata.
La riduzione della partecipazione ai dibattiti impoverisce non solo il ruolo del Consiglio, ma limita la qualità stessa dei provvedimenti. Questo per dire non che questi consiglieri di cui non si conosce la voce non siano in gamba e non siano in grado di parlare, ma che c'è in quest'Aula un deficit di politica, non un surplus! Dovremmo tutti quanti noi sollecitare il dibattito, parlare, intervenire, portare il nostro contributo, che è quello che deriva da questo rapporto fiduciario che esiste tra il presidente Soru e il popolo sardo, ma tra noi e la nostra fetta di elettorato.
Ecco perché io sostengo che questo Regolamento non sarà sicuramente un Regolamento che porterà beneficio a questo Consiglio regionale; è scaturito dall'idea e dall'intendimento di gente che si è schierata contro la partitocrazia, contro i partiti politici e che ora se la prende con le istituzioni. Quante volte abbiamo sentito dire, anche a livello nazionale: "Perdita di tempo, il Parlamento sta lì e non mi consente di avere subito..." Che cosa? "Quello che io decido". "Ma chi sei tu per decidere in nome e per conto di un popolo?" E' vero che c'è questo rapporto fiduciario, ma è altrettanto vero che se esistono i Parlamenti esistono perché noi dobbiamo verificare, minuto per minuto, quello che il Presidente fa, dove va, cosa fa, cosa decide.
Noi, qui, invece? Ci danno gli ordini e approviamo un Regolamento. Auguri!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 82.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Liori - Murgioni - Petrini - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias -- Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 9
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 83.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 83
Art. 83
Chiusura della discussione generale
1. (Identico)
2. (Identico)
3. Dopo che è stata deliberata la chiusura anticipata della discussione generale, ha ancora facoltà di parlare un Consigliere per Gruppo che ne faccia richiesta.
3 bis. La chiusura anticipata della discussione non può essere richiesta quando il tempo disponibile per la discussione stessa sia stato ripartito dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo o dal Presidente a norma dei commi 8, 9 e 10 dell'articolo 23 bis, nonché del comma 7 dell'articolo 34. ).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 83.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias -Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 84 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 84 e del relativo emendamento:
Art. 84
Esame degli articoli e degli emendamenti
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
4 bis. Gli emendamenti all'emendamento devono essere strettamente connessi all'emendamento stesso.
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico)
11. (Identico)
12. (Identico)
13. (Identico)
14. (Identico)
15. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, il passaggio all'esame degli articoli rimane sospeso per il tempo strettamente necessario a consentire alla Commissione che ha istruito il provvedimento l'esame degli emendamenti.
16. (Identico).
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 84
Nel comma 16 le parole "Il Presidente, previa lettura, decide inappellabilmente" sono sostituite dalle seguenti: "Se il proponente insiste, il Presidente del Consiglio consulta l'Assemblea che decide senza discussione per alzata di mano". (6) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento
ATZERI (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias.
Si sono astenuti i consiglieri: Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Rassu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 54
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 84.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 85 e dei relativi emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 85 e dei relativi emendamenti:
Art. 85
Votazione degli articoli e degli emendamenti
1. (Identico)
2. Nel caso di presentazione di emendamenti, la votazione ha luogo nel seguente ordine: emendamenti soppressivi totali; emendamenti sostitutivi totali; emendamenti soppressivi parziali; emendamenti sostitutivi parziali o modificativi; testo del progetto; emendamenti aggiuntivi.
3. (Identico)
4. E' sempre ammessa la votazione per parti separate, purché le singole parti abbiano contenuto normativo autonomo.
5. (Identico)
6. (Identico)
6 bis. Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti aventi una parte comune identica, alla quale può essere attribuito il significato di principio, ed una parte recante una variazione ogni volta diversa, il Presidente pone in votazione preliminarmente il principio, in caso di voto contrario tutti gli altri emendamenti aventi la medesima parte comune decadono.
7. (Identico)
8. Chi ritira un emendamento ha diritto di esprimere la ragione per un tempo non eccedente i tre minuti.
9. (Identico)
10. (Identico). ).
Emendamento soppressivo parziale Atzeri
Art. 85
Il comma 6 bis è soppresso. (7)
Emendamento aggiuntivo Atzeri
Art. 85
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:
"10 bis. Il Presidente deve porre in votazione gli emendamenti non manifestamente irrilevanti presentati da Consiglieri che dichiarino di dissentire dai rispettivi Gruppi.". (8) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare gli emendamenti.
ATZERI (Gruppo Misto). Sempre per questa mia disperata rincorsa ad attribuire centralità all'Aula, io ho proposto la soppressione del comma 6 bis che prevede che quando si presentano diversi emendamenti che hanno una parte comune identica, alla quale può essere attribuito il significato di principio, e una parte recante una variazione ogni volta diversa, il Presidente pone in votazione preliminarmente il principio.
Questo comma lo definirei - senza usare termini forti -un po' eversivo, perché chi stabilisce il principio? Il Presidente. Ha questa discrezionalità, quindi se decide di cassare il principio fa decadere tutti gli emendamenti. E questo è sempre per rafforzare il Presidente e per non lasciargli questo potere discrezionale perché poi viene strumentalmente attaccato e messo in difficoltà!
Quindi io penso che ci vogliano tempi certi, che non sia il caso che il Presidente entri nel merito; è chiaro che quando si tratta di palese filibustering, ostruzionismo, come può essere successo con la "legge salva coste", quando - faccio un esempio - venivano presentati centinaia di emendamenti identici, con la sola differenza del nome del comune al quale facevano riferimento per poi fare ostruzionismo su ognuno di essi, allora va bene. Ma lasciare al Presidente questo potere enorme, di stabilire il principio e far decadere tutti gli emendamenti, secondo me è un grosso rischio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Murgioni - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 5
contrari 48
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 85.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Pacifico.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Capelli - Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 51
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 50
contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Contu - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Murgioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 55
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 51
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 86 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 86 e del relativo emendamento:
Art. 86
Questione pregiudiziale e sospensiva
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. In caso di concorso di più questioni pregiudiziali ha luogo un'unica discussione nella quale può prendere la parola, oltre ai proponenti, soltanto un Consigliere per Gruppo. Ciascun intervento non può superare i cinque minuti. Chiusa la discussione, l'Assemblea decide votando, per alzata di mano, sulle singole questioni. Non sono ammesse dichiarazioni di voto.
6. (Identico).
Emendamento aggiuntivo Ladu
Art. 86
Alla fine del comma 5 aggiungere:
"sono ammesse dichiarazioni di voto per un tempo non eccedente i tre minuti ad un solo consigliere in rappresentanza di ciascun gruppo". (39) ).
PRESIDENTE. L'onorevole Ladu non è presente in Aula, quindi l'emendamento si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 86.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 86.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri:Barracciu - Gessa - Giorico - Sanna Alberto.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 51
contrari 4
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 39.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Dedoni - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 88.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 88:
Art. 88
Inammissibilità
1. Il Presidente ha facoltà di dichiarare inammissibili, con decisione inappellabile, ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o formulati in termini sconvenienti, ovvero siano in contrasto con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio nel corso della discussione.
2. soppresso. ).
PRESIDENTE. Alla proposta di modifica dell'articolo 88 era stato presentato un emendamento successivamente ritirato e fatto proprio dal consigliere Capelli.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
Emendamento soppressivo parziale Cherchi Oscar - Floris Mario
Art. 88
Al comma 1 dell'art. 88 sono soppresse le parole "con decisione inappellabile". (17) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento.
CAPELLI (U.D.C.). Lo do per illustrato. Sottolineo soltanto che ovviamente l'accettazione dell'emendamento numero17 comporta, come conseguenza, il reinserimento del comma due nell'articolo 88.
PRESIDENTE. Non è automatico, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, penso che giustamente, come dice lei, non sia automatico, però sia ragionevole.
PRESIDENTE. Lei lo legge così, va bene. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento sull'emendamento numero 17 è negativo. Tuttavia io credo, anche per aver consultato alcuni membri della Giunta stessa, che non solo ci si possa rimettere al parere dell'Aula, alla volontà dell'Aula, ma che possa essere condiviso il testo dell'emendamento stesso non modificandone la sostanza, perché viene ribadita la facoltà del Presidente di dichiarare inammissibili quegli emendamenti, evitando però di rafforzarla simbologicamente col richiamo all'inappellabilità.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 17.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 17 fatto proprio dall'onorevole Capelli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il presidente Soru ha votato a favore
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Onorevole Orrù, non ho capito bene se l'accoglimento dell'emendamento comportava anche il ripristino del comma due, nella sua opinione.
ORRU' (D.S.). No.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 88.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Diana - Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 95 e dei relativi emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 95 e dei relativi emendamenti:
Art. 95
Astensioni e dichiarazioni di voto
1. I Consiglieri, prima di ogni votazione, possono dichiarare di astenersi o dare una succinta spiegazione del proprio voto, per un tempo non superiore a tre minuti e comunque entro i termini previsti dal comma 6 dell'articolo 23 bis.
2. soppresso
3. (Identico)
4. (Identico)
4 bis. I Consiglieri che abbiano dichiarato il proprio voto sono considerati votanti, purché presenti in Aula.
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 95
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
"I Consiglieri, prima di ogni votazione, possono dichiarare di astenersi o fornire una motivazione del proprio voto per non più di cinque minuti". (9)
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 95
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
"Su ciascun articolo ed emendamento è consentita una dichiarazione di voto per non più di 5 minuti ad un Consigliere per Gruppo. Non possono effettuare la dichiarazione di voto i presentatori dell'emendamento già intervenuti nella discussione dell'articolo, sempre che il testo non sia stato modificato dalle votazioni precedenti. Il Presidente consente che si esprima un Consigliere per ciascuna componente del Gruppo misto ed i Consiglieri che intendano esprimere un voto diverso rispetto a quello dichiarato dal proprio Gruppo per non più di 5 minuti." (10) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare gli emendamenti.
ATZERI (Gruppo Misto). Ritiro gli emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione le proposte di modifica dell'articolo 95.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 95.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Diana - Liori - Lombardo - Manca - Sanjust.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 50
contrari 5
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 96.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 96:
Art. 96
Votazione su singoli atti o provvedimenti e su persone
1. Il voto finale sui progetti di legge ordinaria, sui regolamenti, piani e programmi si dà con votazione nominale, eccetto che un quarto dei componenti l'Assemblea o un Gruppo consiliare, tramite il suo Presidente, chiedano la votazione a scrutinio segreto.
2. Il voto sul passaggio agli articoli ed il voto finale sul bilancio pluriennale, sugli atti di programmazione connessi alla manovra finanziaria e sui progetti di legge concernenti il bilancio annuale e la legge finanziaria si dà con votazione nominale.
3. (Identico)
4. (Identico)
5. Nei casi in cui è prevista la votazione per alzata di mano si procede alla votazione nominale tramite sistema elettronico o tramite appello quando lo richiedano otto Consiglieri o un Capogruppo.
6. (Identico)
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico)
11. (Identico) ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 96.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 96.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 100.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 100:
Art. 100
Inserimento nella programmazione bimestrale
1. (Identico)
2. (Identico)
2 bis. I progetti di legge attuativi di norme costituzionali, statutarie e di grandi riforme dello Stato, sono inseriti nella programmazione bimestrale dei lavori trascorsi sessanta giorni dalla loro presentazione. I predetti termini sono prorogati di ulteriori sessanta giorni su richiesta della Giunta Regionale, o dei Presidenti di Gruppo rappresentanti almeno un terzo dei Consiglieri, o della competente Commissione consiliare, o del proponente. ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 100.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 100.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla proposta di modifica del titolo del Capo XIV
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica del titolo del Capo XIV:
CAPO XIV
Della tutela delle prerogative
del Consiglio e dell'informazione
del Consigliere ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica del titolo del Capo XIV.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica del titolo del Capo XIV.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 105 bis.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 105 bis:
Art. 105 bis
Tutela delle prerogative del Consiglio
1. Il Presidente, su segnalazione dei Gruppi consiliari o di singoli Consiglieri, al fine di garantire la tutela delle prerogative del Consiglio e il rispetto delle norme regolamentari riguardanti l'attività ispettiva e il diritto all'informazione dei Consiglieri, assume le iniziative opportune, sentiti i Vice Presidenti. ).
PRESIDENTE. L'articolo 105 bis è decaduto in conseguenza dell'approvazione degli emendamenti numero 30, 32 e 33.
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 109.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 109:
Art. 109
Svolgimento delle interpellanze in Consiglio
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. Il tempo concesso all'interpellante non può superare i cinque minuti per l'illustrazione e tre minuti per l'eventuale replica alle dichiarazioni della Giunta regionale per precisare di essere o no soddisfatto.
6. (Identico)
7. (Identico). ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 109.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 109.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 114.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 114:
Art. 114
Discussione delle mozioni in Assemblea
1. (Identico)
2. (Identico)
2 bis. Qualora la Giunta regionale si dichiari contraria la data di discussione della mozione è stabilita dalla Conferenza dei Capigruppo.
3. (Identico). ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 114.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 114.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. All'articolo 123 era stato presentato un emendamento aggiuntivo, poi ritirato, il numero 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io chiedo che venga riproposto all'Aula l'emendamento numero 15 all'articolo 123 e rimodulato con l'articolo 123 bis. Credo che sia un emendamento utile all'Aula, utile anche all'economia dei lavori e soprattutto alla conoscenza dei problemi amministrativi della Regione Sardegna. Pertanto lo faccio proprio.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 15:
Emendamento aggiuntivo Floris Mario - Cherchi Oscar
Art. 123
Dopo l'Art. 123 è aggiunto il seguente art. 123 bis.
Art. 123 bis
In occasione delle tornate ordinarie del Consiglio previste dall'Art. 20 dello Statuto Speciale della Sardegna, e comunque ogni tre mesi, ha luogo un confronto pubblico anche nella trasmissione televisiva diretta tra i Consiglieri e la Giunta regionale.
Alla relative sedute la Giunta è tenuta a partecipare, con tutti i componenti.
Le modalità di svolgimento delle sedute sono regolate dalla Conferenza dei presidenti di Gruppo che, tenendo conto dei criteri di proporzionalità assegna il tempo da destinare alle relative domande.
Il 50% del tempo complessivo deve essere riservato ai gruppi dell'opposizione.
Ogni domanda di ciascun Consigliere e ogni risposta della Giunta non devono superare rispettivamente i due minuti. (15) ).
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.) relatore di maggioranza. Signor Presidente, l'orientamento della Giunta per il Regolamento era quello di rimettersi all'Aula sull'emendamento originario, il numero 15, che era stato in un primo momento ritirato e adesso viene fatto proprio dal consigliere Diana. La proposta che formulo all'Aula è quella di integrare l'emendamento numero 15 in alcuni punti rafforzando l'intendimento dello stesso emendamento, che è quello di ripristinare il question time.
Mentre l'emendamento originario si richiama solo ed esclusivamente all'articolo 20 dello Statuto, quindi alle due sedute obbligatorie di febbraio e ottobre, quello che propongo io prevede che si proceda al question time ogni tre mesi. Lo leggo: "In occasione delle tornate ordinarie del Consiglio previste dall'articolo 20 dello Statuto speciale della Sardegna, e comunque ogni tre mesi ha luogo un confronto pubblico con interrogazioni a risposta immediata". Con questa modifica , quindi, propongo di dedicare due sedute in più al confronto consiglieri - Giunta.
(Interruzione del consigliere Capelli)
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Onorevole Capelli, ho fatto la premessa, poi non smentisco la premessa, non dico un'altra cosa. "Le modalità di svolgimento delle sedute sono disciplinate" - questa è la seconda modifica - "dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi". Questo inserimento è necessario perché altrimenti andrebbe introdotto un disciplinare organico.
PRESIDENTE. E' chiaro colleghi? Si propone di procedere quattro volte l'anno al confronto diretto tra consiglieri e Giunta. Se il testo emendato oralmente dall'onorevole Orrù viene condiviso mettiamo in votazione il testo così come è stato illustrato.
SECCI (La Margherita-D.L.). Abbiamo bisogno di leggere il testo.
PRESIDENTE. Provo a leggerlo io. "In occasione delle tornate ordinarie del Consiglio previste dall'articolo 20 dello Statuto speciale della Sardegna, e comunque ogni tre mesi, ha luogo un confronto pubblico, anche nella trasmissione televisiva diretta, tra i consiglieri e la Giunta regionale. Alle relative sedute...".
(Interruzione del consigliere Secci)
PRESIDENTE. Ove possibile, onorevole Secci, perché la diretta televisiva ha un costo. Io peraltro proporrei di eliminare questa previsione perché la diretta televisiva non è nella disponibilità del Consiglio, ma delle emittenti, sulla base della loro programmazione. "Anche" vuol dire "inoltre".
DEDONI (Riformatori Sardi). Ove è possibile.
PRESIDENTE. Sì, ove possibile. Abbiamo provato, per esempio, in occasione di questa discussione ad accedere alla diretta televisiva e non è stato possibile per motivi organizzativi delle emittenti e anche per i costi che sono elevatissimi. Troveremo un altro modo per pubblicizzare le nostre sedute con strumenti meno costosi.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non capisco il riferimento alla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. "Le modalità di svolgimento delle sedute sono disciplinate dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, tenendo conto dei criteri di proporzionalità". Questo è il testo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15 nel testo riformulato.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 55
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
All'articolo 132 sono stati presentati tre emendamenti
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 132
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Il Consigliere proponente modifiche al Regolamento ha facoltà di partecipare alle sedute della Giunta in cui si esaminano." (27)
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 132
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 ter. In mancanza di parere unanime della Giunta emendamenti e proposte sono rimessi all'Aula." (28)
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 132
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Con riferimento alle proposte di modifica al Regolamento presentate dai Consiglieri, alle conclusioni ad esse relative che la Giunta sottopone all'Assemblea, nonché alle modificazioni d'iniziativa della Giunta, si osservano le norme che disciplinano la presentazione, la distribuzione e l'esame in Commissione ed in Aula delle proposte di legge e degli emendamenti". (29)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare gli emendamenti.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Non mi arrendo mai, onorevole Marrocu. Comunque, visto che non sono arrendevole, mi soffermo solo per richiamare l'attenzione dell'Aula su una questione che, secondo me, è corretta nei confronti dei proponenti modifiche al Regolamento. Ritengo infatti che sarebbe opportuno, quando si esamina una proposta di modifica al Regolamento, la presenza di colui che l'ha proposta, in modo che possa esplicitarne il senso e l'idea che la sottende.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 28, che è sempre relativo all'articolo 132, sto ponendo un problema legato alla possibilità di essere informati in ogni fase della elaborazione del Regolamento. Cioè, ho ritenuto di dover sottolineare che la Giunta del Regolamento è un istituto che ha una sua funzionalità e correttamente lavora sulle proposte. Accade, però, che non tutti i consiglieri abbiano notizia e informazioni adeguate. Lo abbiamo verificato in Aula in questi giorni; non tutti sono informati sul percorso svoltosi all'interno del processo di modifica che si intende realizzare. Ritengo quindi opportuno che, laddove non ci sia una completa aderenza alle proposte, cioè in assenza del parere unanime da parte della Giunta, si possa e si debba discutere.
Prendo infine in considerazione un elemento procedurale. Nella mia inesperienza, non avendo trovato norme scritte su come si procede nell'esame delle proposte in Aula e anche in Giunta, sarebbe opportuno normare la prassi, sancendo che l'iter dell'esame delle modifiche al Regolamento segua quello previsto per un normale progetto di legge.
Sono quindi tre emendamenti che, dal mio punto di vista, migliorano notevolmente la qualità del lavoro, e soprattutto la trasparenza e l'informazione nei confronti di tutti i consiglieri. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 27 e 28 la Giunta per il Regolamento si rimette all'Aula. Per quanto riguarda l'emendamento numero 29, invece, la Giunta non lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 27.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 27.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cuccu Giuseppe - Sanna Simonetta - Secci.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Giagu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 46
contrari 4
(Il Consiglio approva).
Onorevole Orrù, io non capisco cosa vuol dire che sugli emendamenti presentati in Giunta, su cui non c'è parere unanime, ci si rimette all'Aula. E' negativo?
Le chiedo scusa, onorevole Caligaris, il testo dell'emendamento l'ho capito, voglio capire il parere del relatore.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Ha detto che si può approvare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (d.s.), relatore di maggioranza. Io ho riportato l'espressione del parere della Giunta per il Regolamento, che per quanto riguarda, appunto, il numero 27 e il 28 si rimetteva all'Aula, mentre non accoglieva il numero 29.
La mia opinione, per quanto riguarda l'emendamento numero 28, è che si tratti di un emendamento difficilmente accoglibile da quel punto di vista. La Giunta per il Regolamento si pronuncia, a maggioranza o all'unanimità, su una proposta di modifica; se questa non viene approvata può essere ripresentata comunque in Aula da un consigliere, ma non la ripresenta la Giunta per il Regolamento. Mi sembra che non sia questo lo strumento per garantire quel... Quindi sono perché venga bocciato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Onorevole Caligaris, è un fatto proprio di tecnica legislativa. Le proposte non accolte, non discusse, non diventate testo della Giunta per il Regolamento, per un motivo o per un altro, possono arrivare in Aula sotto forma di emendamenti, soltanto sotto forma di emendamenti, perché questa è la procedura che si deve adottare in un procedimento corretto.
Le proposte o sono emendamenti o non possono entrare in Aula, questo è il punto. Così come ha fatto lei con tutte le altre sue proposte. Questo è il piano corretto formalmente quindi, onorevole Caligaris, la invito a ritirare l'emendamento, perché introduce...
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. No, Presidente, mi scusi, quando noi abbiamo esaminato alcune proposte non sono state accolte tutte. Quelle che non sono state accolte determinano in realtà una mancanza di possibilità di riproporle, perché poi la Giunta del Regolamento le riesamina e cosa fa? Dice: "No, questa non è accettabile, non è proponibile"
Capisco che forse sto tirando fuori una questione di lana caprina per voi, ma per me è incomprensibile che se si segue lo stesso modulo, non si capisce...
PRESIDENTE. La sua opinione l'ho capita. Secondo me non ha senso mantenerlo, ma se lei lo mantiene lo pongo in votazione.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Sì, bocciatelo, così sto più tranquilla.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 53
maggioranza 43
favorevoli 2
contrari 51
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 29.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Cachia - Caligaris - Contu - Petrini - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 43
favorevoli 5
contrari 51
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 133 e dei relativi emendamenti. Se ne dia lettura.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 133 e dei relativi emendamenti:
Art. 133
Uso della lingua sarda in Consiglio
1. (Identico)
1 bis. L'Ufficio di Presidenza adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tale diritto.
Emendamento sostitutivo totale Atzeri
Art. 133
L'articolo 133 è sostituito dal seguente:
"1. Nel Consiglio regionale possono essere usate liberamente la lingua sarda e la lingua italiana.
2. Sino all'approvazione della riforma della legge regionale n. 26 del 1997 in materia di parità giuridica della lingua sarda con quella italiana e di ufficializzazione della lingua sarda, e all'applicazione dei principi della legge n. 482 del 1999 sulle minoranze linguistiche, il testo italiano costituisce l'unico riferimento per la redazione del processo verbale e per la formazione degli atti ufficiali del Consiglio.
3. Nei resoconti consiliari integrali viene riportato il testo in entrambe le versioni.
4. L'Ufficio di Presidenza adotta, entro sei mesi dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, tutte le misure necessarie per garantire la traduzione simultanea della lingua sarda nei lavori consiliari, qualora preventivamente richiesto dal consigliere che intenda esprimersi in lingua sarda.
5. L'Ufficio di Presidenza, sentita la Commissione consiliare competente, adotta, inoltre, entro sei mesi dall'entrata in vigore della riforma della legge regionale n. 26 del 1997 o, in mancanza, entro un anno dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, tutti i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tali diritti." (11)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano
Art. 133
All'art. 133 dopo il comma 1 bis è aggiunto il seguente:
"1 ter. Negli interventi consiliari è consentito anche l'utilizzo della lingua inglese. In tal caso, il testo scritto dell'intervento, con a fronte il testo in italiano, deve essere consegnato ai Segretari del Consiglio che, prima dell'inizio dell'intervento, curano la distribuzione delle copie ai consiglieri." (20)
Emendamento aggiuntivo Ladu
Art. 133
Comma aggiuntivo:
1 bis. L'Ufficio di Presidenza adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tale diritto nel pieno rispetto della Legge Nazionale 482 e del precedente comma 1 del presente articolo. (38) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento numero 11.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, il comma 1 bis dell'articolo 133, così come è stato concepito dalla Giunta per il Regolamento, peggiora la situazione e costituisce una cambiale in bianco su un tema di fondamentale importanza per noi sardisti, lasciando ogni decisione alle ovattate e illuminate stanze del sesto piano.
Per due motivi, quindi, ho presentato questo emendamento: il primo è perché non vorrei che la maggioranza dovesse recare un dispiacere al presidente Soru, che è un sardista convinto e ha condotto tante battaglie appassionate sulle tematiche sardiste; il secondo è perché noi siamo fortemente inadempienti. Esiste una legge dello Stato italiano, la numero 482 del 1999, approvata per la tutela e valorizzazione della lingua sarda, che impone e permette l'utilizzo della stessa nelle pubbliche amministrazioni. E questa stessa legge all'articolo 9, prevede che la lingua sarda possa essere usata anche di fronte a un giudice di pace.
Quindi per questi due motivi ci siamo permessi di presentare un emendamento dove si prevede che fino a quando noi non approveremo la riforma della legge regionale numero 26 del 1997 la lingua italiana rimane il riferimento principale per tutti gli atti ufficiali del Consiglio.
Nel comma 4 c'è un errore; leggo il testo corretto: "L'Ufficio di Presidenza adotta entro sei mesi dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni" - e non, come erroneamente scritto, dall'entrata in vigore della legge regionale numero 26 - "tutte le misure necessarie per garantire la traduzione simultanea dalla lingua sarda nei lavori consiliari". Adesso, con tutto il rispetto per il cingalese, l'inglese, il finlandese, c'è una legge dello Stato italiano che ci impone, che ci invita a colmare quel vuoto che per anni ha impedito anche l'utilizzo della lingua sarda nella nostra Assemblea. Il Regolamento attuale crea una grossa discriminazione perché chi desidera esprimersi in sardo deve presentare un paio d'ore prima la trascrizione; con questo emendamento, invece, mettiamo tutti sullo stesso piano. La legge numero 482 va rispettata e io mi richiamo alla sensibilità e alla passione politica del presidente Soru che durante la campagna elettorale aveva fatto di questi temi uno dei cardini portanti del suo programma.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 20 ha facoltà di illustrarlo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo molto brevemente perché non è un emendamento che potrà cambiare il Regolamento consiliare. Questo emendamento introduce la possibilità di utilizzare la lingua inglese negli interventi consiliari. Noi siamo convinti, infatti, che un popolo e un Consiglio debbano avere profonda conoscenza delle proprie radici, e quindi possa essere utilizzata la lingua sarda in maniera ampia, possa essere utilizzato, come viene utilizzato, l'italiano, ma crediamo anche che debba essere inviato un segnale col quale affermare che il futuro è anche parlare la lingua del mondo e che nel Consiglio regionale, certo non obbligatoriamente, certo non equiparandolo alle altre due lingue, è possibile parlare anche in lingua inglese. Può essere anche un segnale per fare capire ai nostri concittadini qual è l'importanza che lo stesso Consiglio regionale della Sardegna annette alla lingua inglese e farli riflettere su questa importanza, in modo che anche nella vita di tutti i giorni di tutti i cittadini sardi ci sia uno spazio anche per quella che è diventata la lingua del mondo.
Io credo che quando la Giunta per il Regolamento ha esaminato questo emendamento e ha deciso di rimettersi all'Aula, senza nessun tipo di enfatizzazione sul valore dello stesso, abbia voluto inviare un segnale simbolico di questo genere.
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Ladu si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo per quanto riguarda gli emendamenti numero 11 e 38. E' altresì negativo per quanto riguarda il numero 20 illustrato dal collega Vargiu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 11 e per far rilevare che il testo proposto dalla Giunta per il Regolamento demanda tutta l'attività necessaria ad assicurare l'esercizio del diritto di utilizzare la lingua sarda all'Ufficio di Presidenza, organismo nel quale il Partito Sardo d'Azione, non avendo potuto costituire un proprio Gruppo, non è rappresentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, per quanto si comprenda perfettamente che ci si muove in un contesto di accordo bipartisan realizzatosi nella Giunta per il Regolamento, vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su alcuni aspetti forse poco noti e che l'emendamento presentato dall'onorevole Atzeri consente di analizzare.
L'onorevole Atzeri che fa? Cerca di dare attuazione, nel Regolamento ed esclusivamente nel Regolamento del Consiglio, alla legge numero 482 nazionale, che noi prima o poi faremmo molto bene a recepire con uno strumento di legge nostro. Qualora questo emendamento si ponesse l'obiettivo di disciplinare tutta l'attuazione della legge numero 482, potremmo ritenerlo una grande norma intrusa, viceversa si limita a fare riferimento a una legge nazionale, in attesa di una legge regionale, per disciplinare l'utilizzo nell'Aula. Quindi non è esuberante rispetto al suo compito; può essere esuberante quando prevede la traduzione simultanea, che comporta alcuni interventi onerosi, però è importante che si cerchi di arrivare alla produzione di atti bilingui in tempi rapidi. Questo ha una valenza anche di tipo economico.
Vi faccio un esempio semplice, la cui portata credo sia comprensibile da tutta l'Aula anche in ora tarda: il Parlamento nazionale ha recepito da poco la carta delle lingue regionali minoritarie varata dall'Unione Europea, che adesso è in fase di ratifica in tutti i Parlamenti nazionali. In sede di approvazione alla Camera dei Deputati, sono state rinforzate le garanzie per le lingue alloglotte parlate in Italia, per le quali è stata prevista anche l'obbligatorietà dell'insegnamento nella scuola, eccetera eccetera. Il sardo ne è rimasto fuori.
Quale sarà il passaggio successivo? Il passaggio successivo sarà che nelle politiche culturali e linguistiche europee, chi in questo percorso non si è dotato di tutti quei passaggi che rendono realmente vigente un bilinguismo, in qualche modo visibile anche in atti ufficiali, si troverà in una posizione di svantaggio allorché dovrà competere per la ripartizione delle risorse; per cui, per quanto caapisca il ragionamento che sta dietro il rifiuto del consenso all'emendamento dell'onorevole Atzeri, richiamo i colleghi a valutare il fatto che su queste politiche ormai si gioca un pezzo della competizione anche per le risorse necessarie alla tutela delle lingue.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento del collega Atzeri. Il collega Maninchedda, molto edotto in materia chiaramente, ha anche specificato quali siano le provvidenze che si vanno a perdere, proprio perché la Sardegna, malgrado tutto, non è al passo con altre regioni italiane e europee per quanto riguarda il riconoscimento della sua lingua.
Io allora mi domando perché questa resistenza; mi domando perché noi sardi, che credo sentiamo tutti la nostra sardità sino al midollo - voglio dirlo al collega Pisu, pur non essendo compagni - quando si tratta di far valere un nostro diritto, la nostra identità (la lingua è la principale testimonianza dell'identità di un popolo, della sua cultura) siamo sempre così restii, così difficili, così "inglesi" e non pensiamo ad essere prima di tutto sardi noi stessi, noi popolo, noi gens, noi Sardegna. Il mio voto pertanto sarà favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, sarò veramente velocissimo. Le enunciazioni dell'onorevole Maninchedda mi hanno convinto a votare a favore di questo emendamento. Invito tutti i consiglieri, anche perché riconosco comunque la professionalità dell'onorevole Maninchedda in materia, a fare altrettanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, volevo ricordare che questa maggioranza in diverse occasioni ha annunciato il valore simbolico, intangibile, ma anche, in prospettiva, addirittura il valore economico, del mantenimento di una diversità così importante come quella della lingua sarda. Per questo motivo è stata istituita una Commissione affinché al più presto la Giunta possa presentare un disegno di legge per l'immediata attuazione della legge nazionale in materia.
Riteniamo un grave ritardo della legislazione regionale non averla ancora recepita; e le conseguenze negative sono state ricordate.
Voglio anche aggiungere che è stato ipotizzato di identificare, al più presto possibile, un codice scritto unitario per l'amministrazione pubblica regionale. Per questo mi premeva ricordare che la Giunta è impegnata a colmare questo grave ritardo nell'attuazione di una legge nazionale a tutela della lingua sarda. Impegnerò la Giunta affinché questo disegno di legge arrivi in Commissione al più presto.
PRESIDENTE. Grazie Presidente Soru. Io vorrei ricordare che la prima parte dell'emendamento è già contenuta nel Regolamento vigente, nel senso che nell'articolo 133 è consentito, indifferentemente e liberamente, l'uso della lingua sarda e della lingua italiana. In Giunta per il Regolamento abbiamo svolto una lunga discussione sul modo in cui deve essere garantita, per esempio, la traduzione simultanea. Questa comporta, infatti, la soluzione di una serie di problemi organizzativi che, in Giunta per il Regolamento, abbiamo deciso di affidare all'organo di auto governo dell'Assemblea, con quella formula aperta secondo la quale l'ufficio di Presidenza adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio. Non sappiamo bene che tipo di organizzazione comporti per il Consiglio tutto ciò, quindi la prima parte è contenuta, la seconda parte la possiamo anche esplicitare, ma in Giunta per il regolamento abbiamo preferito utilizzare una formula generica. Pertanto se riusciamo a non riscrivere istituti già acquisiti da questo Consiglio, che sono già patrimonio anche del nostro Regolamento, va bene. Per la parte conclusiva magari si può cercare una formulazione che soddisfi anche l'onorevole Atzeri, con il quale io sono d'accordo. Per la verità, eravamo tutti d'accordo in Giunta per il Regolamento; non è stata espressa su questo argomento nessuna opinione negativa.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, io ho partecipato alla discussione in sede di Giunta per il Regolamento e ricordo che ci siamo soffermati a lungo su come realizzare, dal punto di vista tecnico, quanto previsto dalla disposizione già contenuta in Regolamento e, come diceva il Presidente, alla fine abbiamo acceduto all'adozione di quella formulazione generica. Ora qua si pone un altro problema, che forse non è stato approfondito in sede di Giunta per il Regolamento, cioè il problema di considerare questo articolo e questo comportamento come una delle disposizioni e come uno dei comportamenti che agevola poi il percorso, che dovrà proseguire anche presso altri organi, del riconoscimento della lingua sarda anche ai fini del sostegno economico per il suo insegnamento, la sua tutela e la sua valorizzazione.
Io mi sento, in quest'ottica, di condividere il testo del collega Atzeri e quindi voterò a favore.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Stiamo discutendo - chiedo l'aiuto anche dell'onorevole Atzeri - dei commi quattro e cinque dell'emendamento numero 11, perché il primo, il secondo e il terzo costituiscono una ripetizione di quanto già si verifica nella pratica del Consiglio regionale. Stiamo discutendo delle traduzioni simultanee e del tempo a disposizione del Consiglio per attivare le stesse.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi rendo conto che i termini perentori di sei mesi possono apparire un po' stretti e stiamo discutendo con i colleghi proprio sull'opportunità di rivederli perché porrebbero gli uffici nell'impossibilità di onorarli, però ci vogliono dei tempi certi. Può essere un anno, può essere un tempo più ragionevole, però dobbiamo uscire dall'incertezza.
Io, con il massimo rispetto, ho usato l'espressione "cambiale in bianco" perché purtroppo sono già passati, dal 1999 al 2005, tanti anni e non è ancora successo niente. Eppure la legge numero 482 ci offriva una grossa opportunità. Io sono disponibilissimo a dilatare i tempi, a discutere su questo e a concedere agli uffici della Presidenza la massima disponibilità perché finalmente anche in Sardegna, nella pubblica amministrazione, si possa usare, come recita la legge, la lingua sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, io in Giunta per il Regolamento, se lei ricorda, ho presentato un emendamento analogo a quello del collega Atzeri, tranne per alcune parti. Non sono intervenuto prima proprio perché volevo seguire le opinioni che sviluppava l'Aula. In Giunta per il Regolamento eravamo arrivati alla conclusione che comunque bisognava percorrere questa strada, ma l'Ufficio di Presidenza forse aveva bisogno di tempo per studiare meglio come questo si potesse realizzare.
Tornando all'emendamento del collega Atzeri, a parte il comma 1, che è del tutto analogo al testo esistente, quindi è pleonastico, credo che possano essere accoglibili i commi 2 e 3 e il comma 5, sempre nello spirito del lavoro che ha animato la Commissione, mentre sul comma 4 forse sarebbe opportuno fare degli approfondimenti. Il resto del testo va incontro all'esigenza manifestata anche se la salvaguardia di questo diritto deve essere più compiuta.
Quindi la proposta è quella di prevedere un emendamento integrativo, non sostituivo totale, costituito dai commi 2, 3 e 5 dell'emendamento presentato dal collega Atzeri. Credo che in questa forma si potrà rendere più compiuto l'impegno a prevedere una scadenza temporale, lasciando a provvedimenti successivi che assumerà l'Ufficio di Presidenza il compito di stabilire le modalità di realizzazione.
PRESIDENTE. Io voglio far osservare che approvando il comma 3 ci impegniamo a pubblicare i resoconti integrali in lingua italiana e in lingua sarda di tutto il dibattito consiliare, e non soltanto di coloro che decidono di intervenire in lingua sarda. Questo presuppone un'organizzazione appropriata, e siccome la formulazione non prevede dei termini, presuppone che i nostri uffici dovrebbero da subito procedere alla pubblicazione dei resoconti in tutte e due le lingue. Io vi sto chiedendo di valutare questo aspetto. Se volete, sospendiamo per 10 minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io mi ritrovo nella proposta emendativa dell'onorevole Porcu. Chiedo, però, se fosse possibile, che al comma 2 in ragione delle comunicazioni testé rese dal Presidente della Giunta non si faccia immediatamente riferimento alla legge numero 26, in caso contrario si costringe la Giunta a presentare un disegno di legge di applicazione della "482", praticamente emendata sulla "26". Per cui, secondo me, in sede di coordinamento bisognerebbe scrivere "sino all'approvazione della legge regionale in materia di parità giuridica".
Secondo elemento: i resoconti consiliari. Io avevo già suggerito al relatore che al comma terzo venisse aggiunto "a richiesta dell'interessato". In questo modo la redazione bilingue, che comunque è importante che esista negli atti del Consiglio, verrebbe circoscritta alle richieste formulate dai singoli consiglieri. Credo che in questo modo ci sia più coerenza con il secondo comma che comunque stabilisce che fino all'approvazione della legge che disciplinerà interamente la materia, l'italiano, nell'ambito dei principi sanciti dalla legge numero 482, rimarrà la lingua ufficiale.
PRESIDENTE. Io sono d'accordo con quanto lei afferma, onorevole Maninchedda, però bisognerebbe predisporre un testo scritto. Mi sembra pertanto opportuno sospendere l'esame di questo emendamento per il tempo necessario a ripulirlo, a precisarlo, per evitare di trovarci di fronte ad un insieme di regole interne della vita del Consiglio di difficile applicazione. Io insomma propenderei per una sospensione in modo da poter arrivare ad approvare un emendamento che accolga i principi condivisi e che ne renda l'attuazione concretamente praticabile.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io credo che sarà abbastanza difficile che in un tempo così limitato si possa trovare la soluzione di questo problema. Intanto bisognerebbe capire quale sarebbe la lingua da utilizzare in quest'Aula, considerato che tre quarti dei sardi parlano la "lingua di mezzania. E questo è un grosso problema.
Allora io dico: fermo restando ciò che ha scritto il collega Atzeri in questo emendamento, Presidente, è possibile o approvare questo emendamento così come è o modificarlo prevedendo che la Presidenza si attivi perché, in un tempo che può essere anche di 6 mesi, si sperimenti in una settimana l'opportunità di dialogare in sardo. Vuol dire che io con la collega Sanna vedremo di intenderci, insomma. Ma siccome il problema mi pare che non riguardi nessuno allora a questo punto non riguarda neanche me e voterò contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, stiamo provando a scrivere...
DIANA (A.N.). Non ci voglio provare, stanno scrivendo un'altra cosa.
PRESIDENTE. Questa "altra cosa" verrà esaminata dall'Aula, che giudicherà il risultato finale di questo lavoro. Se ci rimettiamo ai nostri posti possiamo proseguire, sempre che non siamo troppo distratti e sempre che ci siano le condizioni necessarie per proseguire nelle votazioni.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 20.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Dedoni - Gessa - Giorico.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Pacifico - Petrini - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 46
votanti 44
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 3
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 38 è collegato all'emendamento sulla lingua sarda che abbiamo sospeso, quindi è sospeso anch'esso. L'emendamento numero 14 è ritirato.
Proviamo adesso a leggere il testo dell'emendamento a più mani rivisitato. Onorevole Diana le chiedo di prestare un po' di attenzione. Abbiamo tutti davanti il testo dell'emendamento dell'onorevole Atzeri, il numero 11. Il comma 1 dell'emendamento viene cancellato, il comma 2 invece recita: "Fino all'approvazione della legge regionale in materia di parità giuridica della lingua sarda con quella italiana e all'applicazione dei principi della legge numero 482/99 sulle minoranze linguistiche, il testo italiano costituisce l'unico riferimento per la redazione del processo verbale e per la formazione degli atti ufficiali del Consiglio." Al termine del comma 3 viene aggiunto "qualora il consigliere che si è espresso in lingua sarda consegni il testo scritto". Il comma 4 poi recita; "L'ufficio di Presidenza, sentita la commissione consiliare competente, adotta inoltre entro 6 mesi dall'entrata in vigore della riforma della legge regionale numero 26 del 1997 o, in mancanza, entro un anno dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, tutti i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tali diritti".
E' evidente che resta il primo comma dell'articolo originario, che recita "Nel Consiglio regionale possono essere usate liberamente la lingua sarda e la lingua italiana". Il testo vigente del Regolamento è questo. Quindi lasciamo il primo comma, che mi pare molto netto e preciso, e poi introduciamo le modifiche così come proposte.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11, così come riformulato.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 46
votanti 45
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
A seguito di tale votazione decadono l'emendamento numero 38 e la proposta di modifica dell'articolo 133 e cessa di avere efficacia la prima disposizione transitoria.
All'articolo 135 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
Emendamento sostitutivo totale Orrù - Cucca - Lombardo - Oppi - Porcu - Salis - Uras
Art. 135
Le modifiche al presente regolamento approvate dal Consiglio nella seduta del ……. entrano in vigore dal 1° gennaio 2006. (35) ).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 35.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 35.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Alle norme transitorie è stato presentato l'emendamento numero 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 22:
Emendamento aggiuntivo Uras
Norme transitorie
Alle norme transitorie è aggiunta la seguente:
"Le modifiche regolamentari approvate dal Consiglio nella seduta del ……. sono verificate dalla Giunta per il Regolamento, in ordine al miglior funzionamento del Consiglio regionale, a un anno dalla loro entrata in vigore. La medesima Giunta, qualora ne ravvisi la necessità, propone al Consiglio le modifiche ritenute necessarie, per la conseguente deliberazione ai sensi delle disposizioni del predetto capo XXV." (22) ).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per illustrare l'emendamento numero 22. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. La Giunta per il Regolamento lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 22.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 22.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il presidente Sru ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Cuccu Giuseppe.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 52
maggioranza 43
favorevoli 51
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Colleghi, abbiamo concluso il nostro lavoro. Credo che il Consiglio regionale abbia svolto un buon lavoro; un ringraziamento speciale va ai colleghi dell'opposizione perché il loro contributo è stato prezioso per concludere i lavori in un clima di leale confronto. Il Consiglio è riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 23 e 22.
Allegati seduta
CXXV SEDUTA
(Pomeridiana)
Giovedì 22 settembre 2005
Presidenza del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 53.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 16 settembre 2005 (120), che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del documento numero 9. Sospendo la seduta sino alle ore 17 per consentire il decorso dei termini previsti dall'articolo 91, comma 3 del Regolamento interno.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 12.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 11.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 11:
Art. 11
Durata in carica e attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. Provvede, altresì, a dettare norme in merito alla concessione di contributi per il funzionamento dei Gruppi consiliari costituiti ai sensi dell'art.21, ed in merito alla previdenza dei Consiglieri regionali.
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico)
11. (Identico).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 11.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 11.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Barracciu - Biancareddu - Bruno - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Mattana - Milia - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 55
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 54
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento:
Art. 13
Atti di competenza del Presidente
1. (Identico)
2. Di dette nomine dà comunicazione all'Assemblea.
Emendamento aggiuntivo Oppi - Capelli
Art. 13
Al comma 1 è aggiunto il seguente punto:
d) "della Commissione di verifica". (33)
PRESIDENTE. Sospendo l'esame della proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento poiché collegati alla proposta di modifica dell'articolo 1°, precedentemente sospesa.
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 14 e del relativo emendamento.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 14 e del relativo emendamento:
Art. 14
Composizione della Giunta per il Regolamento
1. (Identico)
1 bis. Il Presidente, udito il parere della stessa Giunta, che si esprime a maggioranza dei due terzi, può integrarne la composizione ai fini di una più adeguata rappresentatività tenendo sempre presenti, per quanto possibile, criteri di proporzionalità tra i vari Gruppi.
2. (Identico)
3. (Identico).
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 14
Nel comma 1 le parole da "da un numero di consiglieri" fino a "criteri di proporzionalità" sono sostituite dalle seguenti:
"da un rappresentante di ogni forza politica presente in Assemblea. Il Presidente del Consiglio regionale indica i rappresentanti sulla base delle proposte avanzate dalle forze politiche presenti in Assemblea. In caso di impossibilità di trovare un accordo, provvede d'ufficio il Presidente."
Di conseguenza è soppresso il comma 1 bis. (2)).
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, anche questo emendamento si ispira al rispetto dei principi di proporzionalità. Trattandosi di un organo (la Giunta per il Regolamento) che ha il compito di scrivere le regole per il funzionamento della nostra Assemblea, ci auguriamo che venga recepito lo spirito con cui viene proposto l'emendamento che. Noi riteniamo, infatti, che in una fase costituente, di scrittura di regole, si debba tener conto delle forze politiche che hanno presentate proprie liste in tutto il territorio e che a causa del sistema elettorale vigente, pur avendo ottenuto un consenso elettorale pari ad altre forze presenti in quest'Aula, sono presenti in numero inferiore all'interno di questo Consiglio.
Non è giusto che per colpa di questo sistema elettorale, dobbiamo essere esclusi anche dalla Giunta per il Regolamento, come è avvenuto; e speriamo che questo emendamento venga recepito nella giusta maniera. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore di maggioranza.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta è contrario analogamente a quanto espresso per l'emendamento numero 1 citato dal collega Atzeri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, purtroppo la stesura dell'emendamento non chiarisce, anzi confonde l'obiettivo che è stato invece indicato dal consigliere Atzeri in sede di illustrazione; una cosa è fare riferimento alle liste che sono state presentate in occasione dell'elezione del Consiglio regionale, che sono in genere riferite alle forze politiche che hanno partecipato a quella consultazione elettorale, altra cosa è fare riferimento alle forze politiche presenti in Assemblea. Le forze politiche presenti in assemblea possono essere infatti diverse da quelle che hanno partecipato alla consultazione elettorale, fino al caso estremo di essere in numero pari a quello dei consiglieri presenti in Assemblea, qualora ogni consigliere dovesse costituire una propria forza politica. Per cui sarebbe auspicabile una formulazione diversa, o comunque sarebbe sufficiente che venisse assunto l'impegno a rivedere questa formulazione.
La Giunta per il Regolamento, del resto, rimane funzionante e può sempre esaminare le modifiche proposte dai consiglieri e dai Gruppi anche nelle fasi ordinarie della legislatura, quindi può agevolmente riprendere il problema anche in una fase successiva. Peraltro mi pare che sia previsto anche nel Regolamento attuale un appuntamento annuale per la verifica della funzionalità dello stesso. Quella potrebbe essere pertanto la sede idonea per riprendere il problema e individuare una soluzione coerente con lo spirito dell'emendamento presentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Grazie Presidente. Brevissimamente; mi associo ad alcune considerazioni svolte proprio adesso dall'onorevole Uras sul fatto che dobbiamo partire da un presupposto che una ricchezza di rappresentanza all'interno della Giunta del Regolamento crea condizioni per ottenere dei risultati migliori laddove si tratta sia di elaborare e quindi di produrre idee, sia di assumere decisioni ponderate.
Come ricorderanno i componenti della Giunta per il Regolamento, e lo dico per onestà all'Aula, sono stata anch'io portatrice di un emendamento analogo, partendo dalla considerazione che intanto elimina, visto che oggi si è molto parlato di questo argomento, il potere discrezionale del Presidente di individuare, quindi inserire nella Giunta del Regolamento, un certo numero di persone.
Nel ragionamento che facemmo all'interno della Giunta venne posto l'accento sulla proporzionalità delle forze politiche e quindi sui rapporti interni tra maggioranza ed opposizione. Ciò in riferimento alla necessità o alla possibilità che la Giunta esprima un parere sulle questioni controverse e sulle quali poi il Presidente emana eventuali indirizzi e pareri definitivi.
Forse questo aspetto va chiarito nel senso che le forze politiche rappresentate in Assemblea non sono corrispondenti ai Gruppi, per cui c'è anche una situazione di anomalia tra Gruppi e forze politiche. Credo che comunque questa proposta debba essere accolta, anche perché c'è un altro emendamento, il numero 28, nel quale per esempio si inserisce il concetto che tutte le proposte che vengono portate all'attenzione della Giunta per il Regolamento e che non ottengono l'unanimità debbano comunque passare in Aula.
Rendendosi consapevole delle preoccupazioni, ma anche dell'ansia di rappresentanza, l'emendamento successivo si pone in qualche misura come garante di una maggiore apertura. Il Regolamento infatti riguarda tutti, è super partes, non ha una scadenza dall'oggi al domani e dovrebbe quindi interessare tutte le componenti politiche che possono esprimersi chiaramente.
Ricordo infine l'emendamento (presentato dal collega Atzeri, e che io condivido) per consentire al consigliere che presenta una proposta Giunta per il Regolamento di essere presente nel momento in cui la si discute.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, la proposta di emendamento credo si riferisca all'attuale Regolamento, cioè al Regolamento vigente, che è abbastanza rigido in quanto delimita numericamente la composizione della Giunta per il Regolamento e prevede, per quanto possibile, la presenza di tutti i Gruppi secondo criteri di proporzionalità.
Nella proposta di modifica io credo che si debba tener conto anche del lavoro volto dalla stessa Giunta per il Regolamento che, inserendo il comma 1 bis all'articolo 14 si è posta l'obiettivo di tener conto dell'articolazione politica dell'Assemblea, successiva anche al momento elettorale, quindi della rappresentanza che si determina nell'Assemblea in seguito all'esito delle elezioni attribuendo al Presidente la possibilità di integrare la composizione della Giunta per il Regolamento al fine di consentire una più adeguata rappresentatività.
Credo che la valutazione che è stata fatta di non respingere in maniera così netta la necessità di rispondere più adeguatamente alla richiesta di rappresentanza non solo dei Gruppi ma anche delle forze politiche presenti in Assemblea venga in un certo senso recepita da questa modifica introdotta dall'articolo 14. L'aprire invece una strada diversa, quella di prevedere, "in automatico", una rappresentanza di tutte le forze politiche presenti in Consiglio è chiaro che porterebbe ad una composizione pletorica che - al limite - potrebbe quasi coincidere con quella dell'Assemblea, perché le forze politiche potrebbero scomporsi e avere diritto ciascuno ad una rappresentanza.
Credo che l'indicazione che è stata data, tradotta poi nella modifica dell'articolo 14, si sforzi di conciliare l'esigenza di una rappresentanza delle forze politiche presenti in Assemblea con quella di una composizione non pletorica dell'organo deputato a proporre e ad esaminare le modifiche del Regolamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cassano - Dedoni - Floris Mario - Ladu - Murgioni - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Mattana - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Diana - Marracini - Moro - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 57
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 9
contrari 48
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 14.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 59
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 58
contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo alla proposta di modifica dell'articolo 15.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 15:
Art. 15
Competenze della Giunta per il Regolamento
1. Spettano alla Giunta per il Regolamento l'iniziativa, l'esame delle proposte modificative ed aggiuntive del Regolamento presentate dai Consiglieri. Spetta, altresì, alla Giunta esprimere, a maggioranza dei due terzi i pareri richiesti dal Presidente sulle questioni di interpretazione del Regolamento. In conformità a tali pareri il Presidente stesso può emanare le relative circolari interpretative.
2. (Identico).).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 15.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 15.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Articolo 19, è stato ora presentato un emendamento.
(Si riporta, di seguito, in testo dell'emendamento
Emendamento aggiuntivo Oppi - Capelli
Art. 19
Dopo l'articolo 19 è inserito il seguente articolo 19 bis:
"19/bis. La Commissione di verifica è presieduta da un Vicepresidente del Consiglio ed è composta da sei Consiglieri, nominati dal Presidente del Consiglio rispettando i criteri di proporzionalità.
La Commissione verifica sul rispetto, da parte della Giunta regionale, delle leggi vigenti per quanto attiene alle competenze da queste attribuite al Consiglio Regionale, sulla puntuale attuazione degli ordini del giorno approvati dall'Assemblea e sull'applicazione delle norme regolamentari riguardanti l'attività ispettiva ed il diritto all'informazione dei Consiglieri.
Di tali attività la Commissione riferisce al Presidente del Consiglio che ne informa l'Assemblea nella prima seduta." (30)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare l'emendamento.
OPPI (U.D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Orrù per esprimere il parere sull'emendamento.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Su questo insieme di emendamenti (i numeri 32 e 33 e il 30 ad essi collegato) la Giunta si era rimessa all'Aula. Se, come mi pare sia emerso, la valutazione dell'Aula sull'istituzione di una Commissione di verifica costituita proporzionalmente sarà positiva, è chiaro che ciò comporterà la rivisitazione degli emendamenti numero 32 e 33.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 30.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Ladu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 60
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Dobbiamo adesso procedere alla votazione degli emendamenti che avevamo sospeso. Poiché l'emendamento numero 32 è un emendamento soppressivo dell'articolo 10, si mette direttamente in votazione la modifica al testo proposto dalla Giunta per il Regolamento, cioè l'articolo 10. Con la bocciatura del testo, si intende automaticamente accolto l'emendamento.
E' necessario bocciare l'articolo 10 perché contrastante con l'articolo precedente.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 10.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Pirisi e Pittalis hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Giorico - Petrini.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Cachia - Floris Mario - Murgioni - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 2
contrari 55
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora all'esame della proposta di modifica dell'articolo 13 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:
Art. 13
Atti di competenza del Presidente
1. (Identico)
2. Di dette nomine dà comunicazione all'Assemblea.
Emendamento aggiuntivo Oppi - Capelli
Art. 13
Al comma 1 è aggiunto il seguente punto:
d) "della commissione di verifica" (33)).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo13.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 13.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Floris Mario - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 60
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 33.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Artizzu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 60
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
All'articolo 20 sono stati presentati 3 emendamenti.
(Si riporta, di seguito, il testo degli emendamenti
Emendamento sostitutivo parziale Marracini
Art. 20
All'articolo 20 dopo le parole "che abbiano" si sostituisce il testo "presentato con il medesimo contrassegno propri candidati" con il seguente "che abbiano ottenuto almeno tre seggi alle elezioni regionali". (21)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris
Art. 20
Il comma 4 è sostituito dal seguente:
"4. Il Presidente del Consiglio autorizza la costituzione di gruppi con almeno tre consiglieri purché espressione di partiti organizzati nel territorio della regione che abbiano presentato con il medesimo contrassegno candidati in almeno ¾ dei collegi circoscrizionali provinciali rappresentanti non meno del settanta per cento della popolazione". (24)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris
Art. 20
Il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. I Consiglieri appartenenti al Gruppo Misto possono formare componenti politiche purché rappresentino un partito o un movimento politico organizzato nel territorio della regione che abbia presentato con il medesimo contrassegno candidati in almeno ¾ dei collegi circoscrizionali provinciali rappresentanti non meno del settanta per cento della popolazione. Della avvenuta formazione è data notizia al Presidente del Consiglio". (25)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marracini per illustrare l'emendamento numero 21.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, non essendo presenti in Giunta per il Regolamento, non abbiamo potuto, in quella sede, illustrare questo emendamento, pertanto chiediamo all'Aula di esprimersi liberamente su di esso. Noi riteniamo che si debba permettere la sopravvivenza di quei Gruppi che rappresentino partiti organizzati nella Regione sarda che abbiano ottenuto almeno tre seggi nelle elezioni regionali, qualsiasi possa essere la situazione che si venisse a creare successivamente.
La Giunta per il Regolamento, in realtà, ha rimandato ai Capigruppo la discussione della materia, ma siccome il Regolamento precedente ci impediva di far parte anche della Conferenza dei Capigruppo, è evidente che tutto questo non è potuto entrare nella discussione a cui avremmo potuto partecipare anche noi come componente politica.
Noi riteniamo che questo emendamento sia importante per due ordini di motivi. Primo, perché consente ai partiti che si sono presentati alle elezioni e che hanno espresso 3 consiglieri, quindi 3 seggi, di poter mantenere la loro permanenza come Gruppi per tutto l'arco della legislatura (oggi riguarda i partiti piccoli, domani può riguardare i partiti grandi diventati piccoli). Secondo, perché consente di avere una composizione di Gruppi certa, in quanto la multivarietà del Gruppo Misto evidentemente non aiuta né la maggioranza né l'opposizione. Quindi non un Gruppo composito, ma - ripeto - un Gruppo che si viene a costituire all'atto della formazione del Consiglio, composto dai consiglieri di un partito che ha garantito la presenza in quattro quinti dei collegi e l'elezione di 3 rappresentanti.
Riteniamo - come si evince anche dal Regolamento - che questo diritto debba essere salvaguardato ci saremmo aspettati dalla Giunta per il Regolamento un ovvio parere favorevole su questo emendamento. Riteniamo inoltre che questo meccanismo si possa allargare anche al caso dei partiti che abbiano ottenuto due soli seggi laddove quei partiti abbiano presentato liste in tutti i collegi, e non abbiano potuto godere del premio di maggioranza, che avrebbe potuto permettergli di ottenere tre seggi.
Noi crediamo che questo problema, visto che non è stato preso nella giusta considerazione, né dalla Giunta per il Regolamento né dalla Conferenza dei Capigruppo (dalla quale, purtroppo, per un castrante Regolamento, eravamo assenti) debba essere discusso in Aula dedicandogli tutta l'attenzione che merita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare gli emendamenti numero 24 e 25.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Signor Presidente, questo emendamento (il numero 24, perché il numero 25 è solo una conseguenza) meglio rende conto dei rapporti non proprio idilliaci con il Presidente del Consiglio. Come componente della Giunta per il Regolamento e rappresentante in Assemblea dello SDI, ho perorato la causa per la nascita del Gruppo che - lo ribadisco - avrebbe favorito il superamento di diverse questioni interne. Non è stato invece possibile perché un'interpretazione molto restrittiva, non solo secondo me, del termine "presentato", ha offerto l'occasione per lasciare fuori dagli organismi decisionali dell'Assemblea i socialisti. Un rospo che, come sa bene il Presidente Spissu, non è stato ancora inghiottito.
L'emendamento è stato congelato in Giunta per il Regolamento ed è stato rimandato alla Conferenza dei Capigruppo dove i socialisti sono assenti. Anche in quest'ultima tornata dei lavori è stato riproposto in Giunta per il Regolamento e quindi approda finalmente in Aula dopo un tortuoso percorso. Spero davvero che emergano chiaramente e vengano sciolti i nodi politici che impediscono la nascita del Gruppo SDI in Consiglio!
Le problematiche sui ruoli verranno risolte all'interno del partito, e ripropongo questo argomento perché ho molto rispetto delle istituzioni e della politica intesa nel senso di capacità di persuasione e di sincero dibattito. Non nutro alcuna insofferenza e non considero inopportune - onorevole Licheri - le relazioni di minoranza. Valuto davvero una ricchezza, ascoltare, riflettere e correggere i toni, quando possono apparire, anche contro la mia volontà, inadeguati.
In quest'Aula e anche dentro i Gruppi, ci sono convinti proporzionalisti e altrettanti strenui difensori del maggioritario e del presidenzialimo. Questa contrapposizione ideale si ripercuote su ogni aspetto e non aiuta a ragionare con freddezza neanche in tema di gruppi. Il maggioritario è certamente un sistema elettorale adottato dalle società democratiche o post democratiche - mi riferisco all'intervento dell'onorevole Pinna che è stato molto puntuale e esaustivo ieri - ma non è nato sicuramente per sanare la crisi della rappresentanza.
In chiusura mi permetto una brevissima digressione e vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sulla questione del difensore civico, argomento che mi sta molto a cuore e per il quale mi sono fortemente impegnata.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa onorevole, ma è difficile far entrare un argomento come quello che lei sta introducendo adesso nell'illustrazione dei suoi due emendamenti. Avrà certo molte altre occasioni per parlarne.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Sì, Presidente, sicuramente, però volevo solo chiarire un aspetto: siccome stiamo parlando di un Regolamento che è super partes, che riguarda i diritti e le garanzie, credo che si debba fare chiarezza su tutto. Anche la questione del difensore civico è un argomento che travalica lo schematismo tra maggioranza e opposizione, ma richiede una volta per tutte chiarezza su chi veramente lo vuole e chi lo usa a propria necessità quando si sente in qualche modo investito.
Per concludere, Presidente, visto che i due emendamenti lasciano spazio a interventi più ampi ma senza voler essere pedante, credo che la questione dei Gruppi e le modifiche da apportare al Regolamento su questo punto siano importantissime e determinanti. Spero che l'Aula vorrà considerare la proposta dell'onorevole Marracini e la mia, perché la differenza tra le due consiste nel fatto che l'emendamento numero 24 nasce nell'ottica del rispetto della prospettiva regolamentare esistente, considerando i Gruppi con 5 componenti e la possibilità che si costituiscano Gruppi da tre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il Parere della Giunta per il Regolamento sugli emendamenti numero 21, 24 e 25 è negativo. Aggiungo semplicemente che la valutazione della Giunta, vista la rilevanza e le implicazioni scaturenti da questa eventuale modifica, è stata assunta dopo essere passata al vaglio dei capigruppo, quindi vi è stato anche questo ulteriore passaggio di carattere politico che ha portato ad una valutazione più complessiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, in realtà il mio intervento è in qualche modo legato anche all'ordine dei lavori.
Sull'emendamento in discussione, il numero 21 ma anche sui successivi 24 e 25 e anche 42 e 23, che riguardano sia le regole di composizione dei Gruppi, sia le modalità di scelta del capogruppo da parte dei Gruppi, la Giunta ha discusso a lungo. La discussione è stata avviata già dallo scorso mese di aprile e la materia è stata analizzata sotto tantissimi aspetti, basti pensare al fatto del mutato numero di province che sono passate da 4 a 8. E' stata effettuata anche un'analisi della disciplina vigente in altri parlamenti, ma non è stato possibile trovare la sintesi politica necessaria per arrivare a un giudizio unanime.
E' chiaro che nell'analizzare questa materia è sempre necessario trovare un equilibrio tra l'esigenza di evitare che si creino tanti Gruppi quanti sono i consiglieri, perché questo è il rischio (ci sono anche Consigli dove anche il singolo consigliere può costituire un Gruppo) e quella, anche legittima e opportuna (come bene ha illustrato il collega Marracini) che rappresentanze politiche possono trasformarsi in Gruppi.
Ha ricordato il collega Orrù che questa materia è in qualche modo legata alla legge elettorale, perché se un domani dovessimo arrivare a un Consiglio composto da soli 60 consiglieri è chiaro che più pressante diventerebbe l'esigenza di ammettere la costituzione di gruppi di minore consistenza.
Io credo che, considerata la complessità della materia e anche la complessità degli argomenti che ha dovuto affrontare la Giunta del Regolamento, su questi punti un ulteriore approfondimento, un'ulteriore elaborazione, un'ulteriore ricerca di sintesi sarebbe opportuna. Quindi io mi sentirei di rivolgere ai presentatori degli emendamenti numero 21, 24 e 25, ma anche dei successivi 42 e 23, che sono i colleghi Marracini, Caligaris e Uras, un appello affinché ritirino questi emendamenti per consentire di approfondire l'argomento senza essere distratti da altre materie e arrivare anche molto rapidamente a proporre all'Aula, magari solo su questo specifico emendamento, una modifica. Credo che, da questo punto di vista, si possa ipotizzare una disponibilità.
Propongo ciò anche per evitare la bocciatura di emendamenti che racchiudono materie che non meritano di essere trattate in maniera così frettolosa, in tempi molto ristretti come quelli ai quali ci costringe l'Aula in questo momento, e la cui bocciatura non significherebbe una bocciatura del tema, dell'importanza del tema, della rilevanza del tema o una mancata disponibilità, ma semplicemente la necessità di un supplemento d'istruttoria. Quindi, io mi sento di rivolgere questa richiesta ai presentatori degli emendamenti, e penso anche di interpretare così l'intenzione dei colleghi e della Giunta per il Regolamento nell'affermare che c'è un'ampia disponibilità a un supplemento di istruttoria specifico per questo argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Colleghe e colleghi, vi chiedo un attimo di attenzione: quello di cui stiamo parlando adesso in quest'Aula non è un fatto secondario, stiamo parlando di quale sarà la qualità del confronto politico in questo Consiglio regionale nei prossimi anni. Io mi sento di chiedere al collega che mi ha preceduto e a tutti i colleghi di valutare la possibilità, e a tutti i colleghi non di ritirare questi emendamenti ma eventualmente di sospenderli e di esaminarli alla fine, prima del voto finale, in modo che i capigruppo e le forze politiche possano confrontarsi su questo tema.
Vedete colleghi, durante le scorse elezioni regionali ci sono stati due partiti che, senza premio di maggioranza, correndo da soli, con un loro candidato presidente, hanno superato lo sbarramento posto da una legge nazionale, e oggi questo Regolamento ha impedito perfino che ciascuno di essi potesse costituire un Gruppo costringendoli a lavorare insieme ad altre forze politiche con altre caratteristiche. Non consentire la costituzione di un Gruppo dell'UDEUR o di un gruppo dello SDI oggi è un fatto politicamente e gravemente lesivo, ma sarebbe altrettanto lesivo non consentire la costituzione di un Gruppo sardista o di un gruppo dell'UDS.
Si possono approfondire anche i dettagli, si può parlare di come devono funzionare questi Gruppi, però in questo momento rifiutare di approfondire l'unico argomento centrale che riguarda proprio la qualità del confronto politico significa non voler guardare un fatto fondamentale.
Io ho apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Oppi che durante i lavori della Giunta per il Regolamento ha posto questo problema. Sono dispiaciuto del fatto che né il nostro partito né il partito dell'UDS abbiano potuto partecipare a quei lavori per perorare questa richiesta. Stiamo però attenti, colleghi, perché un Gruppo Misto di 15 consiglieri o di 16, può costituire, se si mettono d'accordo i singoli componenti, ben 4 Gruppi. Per volontà di singole persone. Se noi non ritocchiamo il Regolamento, escludiamo delle forze politiche di opposizione dal dibattito politico, dall'attività della Conferenza dei Capigruppo. Allora, ragioniamo un attimo su questi aspetti prima di bocciare questi emendamenti. Ho apprezzato molto quanto affermava il presentatore, che capiva anche le esigenze dei Gruppi di opposizione, perché approvare questo emendamento, consentendo solo la costituzione di Gruppi con almeno tre consiglieri, sarebbe ancora più grave, perché porterebbe alla presenza di due Capigruppo di maggioranza in Conferenza di Capigruppo mentre nel Gruppo Misto finirebbero per confluire partiti politici che hanno preso decine di migliaia di voti alle scorse elezioni regionali, che rappresentano a loro modo e per i loro elettori la società sarda.
Quindi, per questa ragione, vi invito ad una riflessione che non sia improntata solo a criteri numerici (facciamo un Gruppo in più o un Gruppo in meno). In questo momento mancano due Gruppi perché una lista non è stata ammessa da un organismo giurisdizionale. Se non ci fosse stata quella esclusione dovuta a motivi formali ci sarebbero stati due Gruppi in più, legittimamente costituiti; due gruppi che hanno condotto una battaglia politica alle elezioni, e che hanno operato la loro scelta; c'è fuori da questo palazzo un mondo di elettori che si aspetta delle risposte.
Giuseppe Atzeri è Capogruppo del Gruppo Misto, ma non è stato eletto, è stato eletto dagli altri partiti. Ora, noi vi chiediamo, come forza politica, di essere legittimati a partecipare ai lavori di quest'Aula; troviamo il modo di far sì che il nostro Gruppo possa essere costituito. Non ci saranno altri momenti, onorevole Porcu; è questo il momento di parlarne. Vi chiediamo solo di esistere in questo Parlamento, vi chiediamo di esistere!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, l'argomento è sicuramente delicato e l'accorato appello del collega Scarpa induce a riflettere ulteriormente. Noi però non possiamo, di volta in volta, a seconda di esigenze occasionali, a seconda di situazioni particolari, modificare un Regolamento consiliare. Per intenderci (non me ne vogliano i colleghi): le regole del gioco le conoscevamo tutti, erano le regole proposte dalla legge elettorale che non condividiamo in tanti.
Si è fatto cenno, in precedenti interventi, al fatto che in quest'Aula, come nella vita politica, siamo divisi tra proporzionalisti e chi difende ancora questo strano, italiano, metodo maggioritario. Su un punto però tutti, mi sembra di comprendere, o meglio la stragrande maggioranza, siamo d'accordo: che questa legge elettorale non va bene. Da ambo le parti si afferma che è necessario rivedere al più presto la legge elettorale. Allora mi chiedo (colleghi parlo con voi perché il Presidente è occupato): come si fa a approvare un Regolamento che sappiamo essere a termine, perché a termine sono le regole che disciplinano il confronto elettorale. Al massimo si possono apportare quelle correzioni per chiudere questa legislatura o questa fase governata da questa legge elettorale.
Veda, Presidente, mi rifaccio anche ai primi emendamenti, perché concettualmente sono legati anche a questo: non è vero che quegli emendamenti sono stati presentati perché si voleva perfezionare il Regolamento, quegli emendamenti sono stati presentati perché si è consolidata la sfiducia dei consiglieri, dalla passata legislatura a questa, su una certa conduzione del Consiglio regionale. Quindi quegli emendamenti non sono nati da un'esigenza regolamentare, ma dall'esigenza di offrire risposte a una serie di valutazioni operate dai Presidenti della scorsa legislatura e di questa che non sempre hanno trovato d'accordo l'Aula.
Perciò la risposta è stata: modifichiamo il Regolamento. Sbagliato! I due anni e mezzo che qualche Regolamento prevedeva per la carica di Presidente del Consiglio non nascevano da una scelta razionale, da una condivisione di percorso. Avere un Presidente a scadenza, che può essere ostaggio di una maggioranza, è un controsenso. Ed è sbagliato anche votare quegli emendamenti per andare contro qualcuno, perché noi non dobbiamo ragionare ad personam o "col fegato", dobbiamo pensare che stiamo approvando un atto che deve poter operare il più a lungo possibile, perché quest'Aula sia governata, condotta con equità e perché le prerogative dei consiglieri siano salvaguardate.
Del resto tale soluzione sarebbe anche totalmente in contrasto con un'elezione del Presidente effettuata da consiglieri eletti col sistema maggioritario. Perché dove c'è il premio di maggioranza ci sarà sempre quella maggioranza! Quelle modalità di elezioni andavano bene in un sistema parlamentare, dove le maggioranze si formavano in Consiglio, dove le maggioranze seguivano altri concetti e non era previsto il premio di maggioranza. Noi dobbiamo collegare tutte queste cose.
Noi abbiamo sempre assistito in quest'Aula alle adesioni "tecniche" di consiglieri per permettere a nuovi Gruppi di raggiungere il numero minimo, e questa prassi è sempre stata accettata. Così come sappiamo che formare dei Gruppi non è assolutamente la negazione della libertà o non formarli o appartenere al Gruppo Misto non è la negazione della possibilità di esprimere la propria linea politica o di intervenire. Pertanto io mi sento colpito dall'onorevole Scarpa quando reclama il diritto di esistere. Ma assolutamente! Io vorrei fare tutto quello che è possibile perché questo diritto sia - come è - garantito; infatti ha preso la parola e ha espresso il suo pensiero. E questo credo che debba essere assicurato a tutti. Ma collegare l'esistenza di una forza politica alla creazione di un gruppo mi sembra assolutamente errato.
Un nuovo Gruppo, peraltro, comporta ulteriori spese per questo Consiglio, perché quando parliamo di etica, di moralità e dei costi della politica, ne dovremmo parlare non in termini di riduzioni delle indennità, ne dovremmo parlare in termini di riduzione del numero dei consiglieri, di regolamentazione dei gruppi, perché più gruppi ci sono, maggiori sono le spese. Questa è la verità! Come è la verità che quegli emendamenti si indirizzavano soprattutto all'attuale Presidente, cosa che io concettualmente non condividevo, anche se condivido la considerazione che l'Aula fino a oggi non è stata condotta in maniera equa.
Basta dire queste cose, confrontarsi su questo, non cambiare le regole in gioco, non aumentare le spese del Consiglio, non parlare di un Regolamento che non sarà valido negli anni, ma che sarà soggetto a modifica continua se non stabiliremo quali sono le regole del gioco, quale sarà la legge elettorale. Il lavoro svolto dai colleghi che partecipano alla Giunta per il Regolamento è stato un buon lavoro, ma non possiamo dimenticare che il buon lavoro si doveva fare e si deve fare dopo che stabiliremo quali saranno le regole della competizione elettorale. Allora potremo fare un bel Regolamento; non serve approvare il Regolamento e parlare oggi in quest'Aula e in questi giorni per tagliare i tempi per la prossima finanziaria, per dare una lezione al Presidente del Consiglio. Non è questa la ratio della nostra presenza qui, non è questa e non deve essere questa la ratio che deve improntare le nostre posizioni su un atto che deve servire a stabilire equità e correttezza nei rapporti di oggi e possibilmente anche in quelli di domani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo necessariamente sugli emendamenti numero 24 e 25 per sostenere, me lo consentirà l'onorevole Capelli, le ragioni che hanno mosso questa richiesta e le ragioni dell'intervento testé pronunciato dall'onorevole Scarpa. Lo faccio per un motivo che è tutto di questa Regione, che è tutto della storia e della cultura politica di questa Regione e che è strettamente connesso alle conseguenze di un sistema elettorale, che, devo dire la verità, non ha ordinato la politica in Sardegna, anzi l'ha resa molto disordinata.
Da una parte, infatti, abbiamo forze politiche, lo dico per serietà, che sono rappresentate in questo Consiglio regionale in virtù dei meccanismi di riconoscimento delle maggioranze anche in misura molto superiore alla consistenza elettorale. Questo mi posso permettere di dirlo perché faccio parte di un Gruppo che beneficia di questi strumenti; raggiunto infatti il quoziente in una delle otto province, il premio di maggioranza e i meccanismi di garanzia dell'entità della maggioranza hanno fatto sì che al Gruppo di maggioranza sia stata attribuita una consistenza più elevata di quella giustificata dai reali rapporti di forza.
A questo si aggiunga l'elemento del listino, cioè un gruppo di parlamentari, di consiglieri regionali che sono qua in forza del sostegno alla candidatura del Presidente. Se avesse malauguratamente vinto il centrodestra il manipolo di consiglieri regionali portati in Consiglio col sistema del listino sarebbe stato di sedici, e anziché essere una rappresentanza del genere femminile che comunque è giusto garantire nelle istituzioni democratiche, sarebbe stato un esercito di maschioni.
Rimane il fatto che attraverso questi meccanismi si esaspera la rappresentanza di alcuni e si ridimensiona la rappresentanza di altri. Poi ci sono anche ragionamenti di cultura politica che possono essere tranquillamente sviluppati. Non me ne voglia l'Udeur, che è una formazione politica nazionale e di recente costituzione, si è detto una forza di confine, comunque molto dinamica, ma il Partito Sardo d'Azione è un pezzo della storia della nostra vicenda prima e dopo il fascismo, un pezzo della storia della nostra autonomia che ha operato una scelta, certo difficile, che altri non hanno avuto il coraggio di operare, e pur non essendo d'accordo neppure sulle ragioni di quella coalizione (anzi, c'era chi andava in giro dicendo che i nuovi monarchi sarebbero dovuti essere ghigliottinati) obtorto collo, accettando di farne parte solo per avere garantita la rappresentanza, quindi senza convinzione, poi si sono trovati premiati in misura anche consistente.
Io credo che la richiesta dell'onorevole Scarpa sia non solo legittima, ma anche accoglibile. Cosa dice l'onorevole Scarpa: spostiamo questi argomenti più avanti nella discussione sul Regolamento, diamoci il tempo cioè di riflettere un pochino, diamoci il tempo anche di consultarci e qualche volta anche di sforzarci di non sbagliare, di ascoltarci di più. Allora a una richiesta di questo genere, avanzata da un rappresentante di una forza politica che è una forza amica - lo dico da componente del Gruppo consiliare della Rifondazione Comunista, ma lo dico anche da componente leale, io sì, di questa maggioranza, che quando deve esprimere il proprio dissenso lo esprime davanti a tutti e senza paura alcuna di ritorsione - io credo non si possa rispondere di no.
L'onorevole Scarpa chiede di riflettere un po', di ascoltarci di più; è una forza amica che da un certo tempo intraprende percorsi con noi e deve iniziarne altri. Beh, da componente leale di questa maggioranza ritengo che si debba ascoltare questa richiesta, cioè che si debba spostare la discussione di questi argomenti un pochino più avanti, si debba votare un pochino più avanti, che non debbano essere liquidati subito, come se costituissero un fastidio.
Pongono problemi di costi? Io avanzo una proposta, che è la stessa che aveva avanzato l'onorevole Oppi: tagliamoli i costi, cominciando a tagliare le indennità aggiuntive. Io sono d'accordo, io sono tra coloro che le percepiscono. Tagliamo i costi relativi alle indennità aggiuntive, nessuno percepisca indennità aggiuntive. Il nostro lavoro lo faremo lo stesso, gli incarichi sono incarichi di prestigio, anche di responsabilità, la loro remunerazione è già nel fatto stesso che siamo stati scelti per adempiere a quegli incarichi. E così non avremo problemi neppure di soldi.
E in ogni caso, l'abbiamo detto più volte, l'hanno sostenuto autorevoli componenti di questo Consiglio, l'onorevole La Spisa, altri, non sono questi i costi a cui dobbiamo sacrificare la politica, non sono cioè i diritti di rappresentanza in un Regolamento dove i Gruppi e i Presidenti di Gruppo svolgono una funzione di disciplina dei lavori che se non è svolta bene, che se è svolta a dispetto di qualcuno, che se non trova cioè un comune sentire, almeno in ogni forza politica qui rappresentata, non crea le premesse per una conduzione ordinata di questa legislatura, anzi crea elementi di complicazione, che da un posto si possono trasferire a un altro, che a causa di un'affrettata valutazione possono generare altre affrettate valutazioni, che se non vi è equilibrio rischiano di essere promotrici di condizioni di forte squilibrio.
Allora io credo che tutti quanti noi, e lo chiedo al Presidente, lo chiedo agli altri colleghi, possiamo accedere alla richiesta di spostare la votazione degli emendamenti numero 24 e 25 a una fase successiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, è evidente che l'argomento in discussione con questi emendamenti non è un argomento nuovo, è un argomento che è stato discusso e approfondito in altre sedi e che, ad oggi, alle 18 e 21 di oggi, non ha trovato sintesi.
Se si votassero adesso gli emendamenti il nostro Gruppo negherebbe il proprio assenso, fedele all'impegno che ha assunto di difendere l'equilibrio e la sintesi trovata nella Giunta per il Regolamento. E su questo punto non c'è stato e non c'è accordo. Questo non significa non comprendere molte delle argomentazioni che i colleghi proponenti l'emendamento hanno esposto; argomentazioni valide e giuste. Ed è per questo che offriamo la nostra disponibilità a sospendere la votazione e a valutarla alla conclusione dei lavori, magari anche di stasera, approfondendo ulteriormente l'argomento.
Però, aggiungo, concordo molto - non mi capita spesso - con alcune affermazioni del collega Capelli rispetto al fatto che è chiaro che il Regolamento non può nascere dalla fotografia dell'esistente. Siccome un partito politico, per un errore o per un ritardo, non presenta una lista in un collegio, si adatta il Regolamento e si chiede che i partiti abbiano presentato candidati in almeno tre quarti dei collegi, per consentire a quel partito politico di costituire un Gruppo. Poi, in un altro caso, lo diceva Giorgio, ci sono due partiti importanti, come il Partito Sardo d'Azione e l'U.D.S., che hanno soltanto due consiglieri, e allora si dice: "perché richiedere che il Gruppo abbia almeno tre consiglieri? Facciamo due, così consentiamo anche a questi partiti di costituire un Gruppo". Magari nella prossima legislatura se un partito si presenta ed elegge solo un consigliere si dirà: "perché due? Uno". E potrà costituire un Gruppo a sé, diventare gruppo pur essendo da solo.
Quindi le argomentazioni che portava il collega Capelli, di evitare di ragionare sulle regole basandoci sulle situazioni che si sono verificate in questa legislatura, mi paiono argomentazioni molto. Noi, come Gruppo, siamo disponibili a sospendere non sine die, a sospendere per qualche ora, continuare il lavoro e nel frattempo valutare se si può trovare una sintesi che impegni tutti, perché o c'è un impegno, come è avvenuto in sede di Giunta per il Regolamento, a trovare una sintesi o altrimenti il nostro Gruppo non presterà il suo assenso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, noi non vogliamo entrare nel merito delle divisioni di altri partiti; il vero ed unico problema che abbiamo avuto per mesi era il problema dello SDI, che peraltro è composto da 4 consiglieri regionali, non da 3, e su questo problema, anche a seguito di una serie di incontri a livello di Capigruppo, non si è arrivati a una sintesi. Per cui anche noi dovendo votare stasera, onorevole Marrocu, voteremo contro, perché secondo gli accordi vi erano due argomenti sui quali avremmo dovuto ulteriormente discutere: quello relativo alla vigenza del nuovo Regolamento e quello relativo alla costituzione dei Gruppi. Allorquando è stato proposto che una formazione politica di tre consiglieri potesse costituirsi in Gruppo a tutti gli effetti, da parte della Commissione mi sono permesso personalmente di dire che non mi sembrava opportuno. Senza che nessuno se l'abbia a male devo ricordare che ci sono dei partiti che hanno avuto un premio di maggioranza (e sono tre) ma hanno preso decisamente molti meno voti, sto parlando di una decina di migliaia di voti in meno di altri partiti, e si sono presentati in tutti i collegi della Regione. Preso atto che non c'era una convergenza mi sono anche permesso di avanzare una proposta, cioè all'aumento del numero di Gruppi non facesse seguito un incremento del numero di segretari, che porterebbe ad un incremento anche in termini di costi, visto che parliamo molto spesso dell'esigenza di contenere le spese. Ebbene, questa proposta non è stata accolta.
Però noi stamattina, forse c'è sfuggito, abbiamo bocciato un emendamento che consentiva a tutti i Gruppi che si erano presentati alla consultazione elettorale di poter fare parte dell'Ufficio di Presidenza. Quindi in questo momento ci stiamo ponendo in antitesi rispetto ad una decisione che abbiamo già preso; nel senso che se accedessimo a una certa proposta di fatto tutti i Gruppi dovrebbero fare parte dell'Ufficio di Presidenza.
A questo si è aggiunto un fatto che è politico. Ho detto all'amico Uras, alla quale mi lega stima (stimo Licheri, ma obiettivamente con Uras ho un particolare rapporto che certamente non è di oggi) che prevedere che la Presidenza di un Gruppo a distanza di un anno venga modificata in base ad una valutazione del peso politico nelle diverse aree geografiche non sta né in cielo né in terra. L'unico criterio valido è quello di affidare la Presidenza al consigliere più votato e, a parità di voti, al più anziano. Per poterlo sfiduciare ci vorranno quattro voti se il Gruppo è composto da sei consiglieri, cinque se è composto da otto e così via. Queste sono le regole democratiche, questa è la prassi consolidata.
E' evidente, quindi, che permane la posizione da noi assunta a suo tempo. Io accolgo la proposta avanzata dal collega Marrocu, perché su questo problema c'è stato di fatto un voto, ma se c'è questa apertura, a quelle condizioni che abbiamo posto dall'inizio, nei confronti anche di piccoli raggruppamenti, beh, allora il problema deve essere valutato con molta attenzione ed ovviamente non in questo momento. Ma se dovessimo procedere invece alla votazione, noi saremmo coerenti nei confronti di quei punti e di quei cardini dell'impalcatura di questo Regolamento per i quali ci siamo espressi in modo pressoché univoco.
PRESIDENTE. C'è una proposta che è stata avanzata dall'onorevole Marrocu, e che per la verità era stata avanzata anche in precedenza, di sospensione della votazione, per le difficoltà di trovare una sintesi unitaria, non per insensibilità nei confronti dei temi e degli argomenti proposti dall'onorevole Caligaris, dall'onorevole Salis, e dallo stesso onorevole Oppi.
Sono argomenti presenti nella discussione che però comportano implicazioni molteplici. In Giunta per il Regolamento non si è riusciti a trovare una formulazione idonea. Le formulazioni proposte facevano una fotografia della condizione attuale dell'Aula e dei Gruppi, quindi abbiamo preferito rinviare questo tema a una sede più politica. I Capigruppo, i Gruppi politici affrontino il problema in tutte le sue sfaccettature e nella sua complessa delicatezza e poi, se si raggiunge un'intesa generale sul come scrivere questa materia, la Giunta per il Regolamento non avrà problemi a riprendere in esame l'argomento anche relativamente a questo punto soltanto. In Aula, naturalmente - l'Aula è sovrana - si può decidere diversamente.
Insomma, da come la discussione è stata affrontata in sede di Giunta per il Regolamento, si evince che l'argomento è molto delicato; penso che la sospensiva aiuti a precisare i termini nei quali l'argomento deve essere affrontato. Quindi anch'io inviterei i colleghi presentatori degli emendamenti ad accogliere la proposta di sospensiva e a valutare se, nel proseguo del nostro lavoro, vi saranno le condizioni per il conseguimento di un accordo.
Se i colleghi presentatori, soprattutto l'onorevole Caligaris e l'onorevole Marracini, sono d'accordo, possiamo sospendere la votazione di questi punti per riprenderla quando sarete in grado di chiarirci come procedere. Oltre agli emendamenti numero 21, 24 e 25 all'articolo 20, sospendiamo anche gli emendamenti numero 42 e 23 all'articolo 21 che riguardano la medesima materia.
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 22.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 22:
Art. 22
Conferenza dei Presidenti di Gruppo
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. soppresso
6. soppresso
7. soppresso ).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 22.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 22.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 46
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 46
(Il Consiglio approva)
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 23 e del relativo emendamento.
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 23 e del relativo emendamento
Programmi dei lavori
1. I lavori del Consiglio sono organizzati secondo il metodo della programmazione.
2. Il programma dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni è deliberato dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo per un periodo di almeno due mesi.
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. soppresso
7. Il programma bimestrale è approvato col consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai ¾ dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi. Qualora nella Conferenza non si raggiunga la maggioranza dei ¾, il programma è predisposto dal Presidente secondo i criteri di cui ai commi 4 e 5.
8. l programma bimestrale diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che possono essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo programma bimestrale
8 bis. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla manovra finanziaria sono inseriti nel programma al di fuori dei criteri di cui ai commi precedenti.
8 ter. Il programma dei lavori del Consiglio determina la ripartizione dei tempi di lavoro dell'Assemblea e delle Commissioni per il periodo considerato.
9. soppresso
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu
Art. 23
comma 7
Al comma 7 dopo le parole "ai commi 4 e 5" si aggiunge: "inserendo le proposte dei Gruppi di opposizione, in modo da garantire a questi ultimi un quarto degli argomenti da trattare". (18)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare l'emendamento numero 18.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, in due parole soltanto per sottolineare che si tratta di un emendamento nato dalla volontà di tutta la Giunta per il Regolamento, maggioranza e opposizione. E' un esempio di come questo Regolamento offra all'opposizione la possibilità di vedere accolte le proprie proposte. E' un punto innovativo, buono e positivo per l'equilibrio tra le parti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per avere un chiarimento in merito al comma 8 della proposta di modifica dell'articolo 23. Quando si parla di "progetti di legge collegati alla manovra finanziaria..." si intende riferirsi indistintamente ai disegni di legge e alle proposte di legge? Rivolgo questa domanda perché in genere i collegati alla legge finanziaria sono disegni di legge, per cui non vorrei che con questa dizione venissero esclusi. Se però noi intendiamo il termine progetti di legge nel senso che ho prima precisato allora non ci sono problemi. E' da intendere così? Perfetto.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, facciamo una verifica. Credo che lei abbia ragione, che sia semplicemente una imprecisione. Lo verifichiamo e in sede di coordinamento finale e di correzione lo....
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Sì, io penso, anzi sono sicuro che debba intendersi disegni di legge collegati. Quindi, possiamo anche apportare questa correzione materiale al testo, perché non può essere diversamente.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione le proposte di modifica dell'articolo 23.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 23.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 56
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 58
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 23 bis e del relativo emendamento
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 23 bis e del relativo emendamento:
Art.23 bis
Calendario dei lavori
1. Stabilito il programma bimestrale, il Presidente convoca la Conferenza dei Presidenti di Gruppo per definirne le modalità ed i tempi di applicazione mediante l'adozione di un calendario mensile.
2. Il calendario è predisposto sulla base delle indicazioni della Giunta regionale e delle proposte dei Gruppi. Il calendario è approvato con il consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari almeno ai 3/4 dei componenti del Consiglio. Il Presidente riserva comunque una quota del tempo disponibile agli argomenti indicati dai Gruppi dissenzienti, ripartendola in proporzione alla consistenza di questi.
3. Il calendario diviene definitivo dopo la comunicazione del Presidente all'Assemblea. Sulla comunicazione sono consentiti interventi di Consiglieri per non più di due minuti ciascuno e di dieci minuti complessivi per ciascun Gruppo, per svolgere osservazioni che potranno essere prese in considerazione ai fini della formazione del successivo calendario.
4. Gli argomenti, diversi dai progetti di legge, inseriti nel calendario su proposta di gruppi di opposizione, sono di norma collocati al primo punto dell'ordine del giorno.
5. I disegni di legge finanziaria e di bilancio, i progetti di legge collegati alla finanziaria sono inseriti nel calendario e iscritti all'ordine del giorno al di fuori dei criteri di cui ai commi 2 e 3.
6. Il calendario, approvato ai sensi del comma 2, individua gli argomenti e stabilisce le sedute per la loro trattazione, indicando la data prevista per la conclusione dell'esame degli argomenti o per la votazione finale delle leggi. Dopo la comunicazione all'Assemblea, il calendario è stampato e distribuito.
7. In relazione a situazioni sopravvenute urgenti, possono essere inseriti nel calendario anche argomenti non compresi nel programma, purché non ne rendano impossibile l'esecuzione, stabilendosi, ove necessario, le sedute supplementari necessarie per la loro trattazione. Per l'esame e l'approvazione di eventuali proposte di modifica al calendario, indicate dalla Giunta o da un Presidente di Gruppo, si applica la stessa procedura prevista per la sua approvazione.
8. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo, con la maggioranza prevista dal comma 2, determina il tempo complessivamente disponibile per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario dei lavori dell'Assemblea, in rapporto alla loro complessità. Essa determina altresì i tempi riservati a ciascun relatore e a ciascun Gruppo per la discussione di ciascun argomento; per i progetti di legge di iniziativa della Giunta la quota di tempo riservata ai Gruppi di opposizione deve essere più ampia di quella riservata ai Gruppi della maggioranza. Il tempo attribuito al Gruppo Misto è ripartito fra le componenti in esso costituite, avendo riguardo alla loro consistenza numerica.
9. Nella ripartizione dei tempi operata ai sensi del comma 8, è comunque assegnato a ciascun gruppo, per la discussione sulle linee generali dei progetti di legge, un tempo complessivo non inferiore a quello previsto per ciascun intervento dall'articolo 78.
10. Qualora non si raggiunga la maggioranza prevista dal comma 2, il Presidente concorda con i Gruppi che hanno espresso disaccordo, nel rispetto del principio di buon andamento dei lavori consiliari, il tempo necessario per la conclusione dell'esame dei provvedimenti.
10 bis. Qualora la totalità dei Gruppi e delle componenti politiche del Gruppo Misto rappresentanti l'opposizione non raggiunga un accordo con il Presidente, gli argomenti sui quali vi è dissenso vengono esaminati eccezionalmente dall'Assemblea secondo le procedure di cui ai Capi X e XI garantendo il principio della programmazione.
11. I termini per gli interventi svolti dai Consiglieri a titolo personale o per richiami al Regolamento sono fissati dal Presidente.
12. Le ripartizioni in quote di tempi e di argomenti sono computate in via tendenziale e con riferimento alle previsioni formulate all'atto della predisposizione del calendario.
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 23 bis
Nel comma 11 le parole "sono fissati dal Presidente", sono sostituite con "sono fissati rispettivamente in 5 ed in 3 minuti". (3)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, il comma 11 della proposta di modifica dell'articolo 23 recita: "I termini per gli interventi svolti dai consiglieri a titolo personale o per richiami al Regolamento sono fissati dal Presidente". Con il nostro emendamento chiediamo che i termini siano fissati rispettivamente in cinque e in tre minuti.
Perché questo emendamento? Per rafforzare il Presidente del Consiglio togliendogli potere e discrezionalità. Perché esporre il povero Presidente ad una discrezionalità che potrebbe essere strumentalizzata, criticata? Bisogna invece prefissare dei termini validi per tutti. Noi crediamo che questo sia un modo per rafforzare il compito improbo del Presidente del Consiglio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Intendo pronunciare una brevissima dichiarazione di voto perché ritengo che questo emendamento sia in linea con le problematiche connesse ai tempi del dibattito in Aula esaminate all'interno della Giunta per il Regolamento. Garantire tre e cinque minuti non esclude che il Presidente sua sponte, valutando successivamente la validità dell'argomentazione, possa concedere qualche minuto in più facendosi garante dell'importanza della proposta. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cachia - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Marracini - Pittalis - Scarpa - Serra.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu - Dedoni - Diana - Liori - Moro - Murgioni - Uggias - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 56
astenuti 9
maggioranza 43
favorevoli 9
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 23 bis.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Randazzo - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 60
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 60
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 28
(Si riporta, di seguito, il testo della proposta di modifica dell'articolo 28:
Art. 28
Formazione delle Commissioni permanenti
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
7 bis. La sostituzione è valida per l'intera seduta e il sostituto non può essere a sua volta sostituito.
8. (Identico)
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 28
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 58
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla proposta di modifica dell'articolo 32
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 32:
Art. 32
Assegnazione dei provvedimenti alle Commissioni
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
3 bis. Non sono ammessi all'esame congiunto i provvedimenti che siano pervenuti dopo che la Commissione abbia concluso la discussione generale sui testi all'ordine del giorno.
4. (Identico).).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 32.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 32.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 56
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 33 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 33 e del relativo emendamento:
Art. 33
Assegnazione alle Commissioni in sede redigente
1. Il Presidente del Consiglio, su proposta della competente Commissione, adottata a maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti, previa deliberazione della Conferenza dei Capigruppo assunta col consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica sia complessivamente pari ai tre quarti dei componenti del Consiglio, assegna in sede redigente alla competente Commissione permanente o speciale un progetto di legge. La Commissione formula, entro un termine determinato, i singoli articoli, e viene riservata all'Assemblea la votazione sugli stessi, con sole dichiarazioni finali di voto che non possono superare i dieci minuti.
2. Dell'assegnazione in sede redigente viene data comunicazione all'Assemblea. L'Assemblea può stabilire criteri e principi direttivi per la formulazione del testo degli articoli. L'Assemblea delibera per alzata di mano. E' consentita una dichiarazione di voto, per non più di cinque minuti, ad un Consigliere per Gruppo.
3. Ogni Consigliere, anche non appartenente alla Commissione può proporre a questa emendamenti.
3 bis. Nelle Commissioni operanti in sede redigente deve essere assicurata la presenza di tutti i Gruppi consiliari; a tal fine il Presidente effettua le integrazioni sulla base delle designazioni fornite dai Gruppi.
3 ter. Ogni Gruppo rappresentato nella Commissione esprime tanti voti quanti sono i consiglieri appartenenti al corrispondente Gruppo in Aula. Ogni commissario esprime, anche ai fini del numero legale, un numero di voti pari al totale dei consiglieri iscritti al Gruppo cui appartiene diviso per il numero dei componenti dello stesso nella Commissione.
4. Fino al momento della votazione finale da parte dell'Assemblea, la Giunta o un Consigliere possono proporre questione pregiudiziale per sottoporre il progetto di legge alla procedura normale di esame e di approvazione ed hanno facoltà di parlare per dieci minuti. Nella discussione può prendere la parola soltanto un Consigliere per Gruppo per non più di cinque minuti ciascuno. Chiusa la discussione medesima il Consiglio decide votando per alzata di mano.
5. (Identico).
Emendamento soppressivo totale Oppi - Capelli
Art. 33
L'articolo 33 è soppresso. (31)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, noi abbiamo proposto un emendamento soppressivo all'articolo 33 perché riteniamo che la formulazione e l'intento che doveva perseguire la Giunta per il Regolamento fosse quello di chiarire meglio quale era il compito, il ruolo e la rappresentanza della Commissione in sede redigente. Rivedendo invece il testo dell'attuale Regolamento e quello proposto ci sembra che si sia voluto istituire l'ufficio complicazioni affari semplici.
Nel comma 3 bis, infatti, si dice che la Commissione che opera in sede redigente può, anzi deve, essere integrata dal Presidente sulla base delle designazioni fornite dai Gruppi che non partecipano a quella Commissione. In questo modo si snatura già la funzione di quella Commissione. Tutto questo avrebbe il fine di semplificare l'approccio e la discussione in Aula. E' singolare, e vi prego di fare una riflessione su questo, che in sede redigente i commissari non dispongano più, come avviene solitamente, di un voto pro capite, ma di un numero di voti pari al totale dei consiglieri appartenente al Gruppo cui appartengono diviso per il numero dei componenti della stessa Commissione.
Non mi sembra una soluzione corretta, equa e rispettosa del ruolo e del compito della Commissione stessa, che viene col comma 3 bis integrata (e non se ne capisce il perché) e col comma 3 ter spogliata della sua composizione originaria. Noi tutti sappiamo come si formano le Commissioni, nel pieno rispetto della maggioranza e delle minoranze, sappiamo come devono essere svolti i lavori, mi sembra pertanto eccessivo e fuori luogo che, nella sede redigente, vengano cambiati i principi e i riferimenti di votazione, e soprattutto che venga richiesta un'integrazione della Commissione.
Tolto questo praticamente il testo è uguale a quello oroginario, che è abbastanza semplice, è una delle poche parti del vecchio Regolamento che è comprensibile, chiara, lineare, non ha punti che possono inceppare in qualche modo la discussione. Possiamo inserire, volendo, i tempi ancor meglio precisati nel testo della Giunta del Regolamento, ma riteniamo che forse l'articolo 33 possa rimanere così com'è senza snaturarne il senso con tutte queste modifiche.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.) relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è contrario. L'obiettivo della modifica all'articolo 33 è quello di facilitare il ricorso alla procedura dell'approvazione in Commissione in sede redigente. Una delle difficoltà che ne hanno impedito finora il ricorso risiedeva nella procedura complessa che richiedeva in ogni caso l'unanimità per poter poi rassegnare il progetto di legge alle Commissioni competenti. Quindi l'intento che ci ha mosso è stato quello di facilitare il ricorso a questa procedura rendendola effettivamente percorribile evitando allo stesso tempo che le forze politiche, i Gruppi politici venissero esautorati dal procedimento legislativo e quindi dalla discussione e dalla votazione dell'articolato.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 31, è evidente che i due commi a cui faceva riferimento il collega Capelli, cioè il 3 bis e il 3 ter, sono tra loro collegati. Se si lasciano le cose come stavano, modificando semplicemente alcuni passaggi, è evidente che entrambi possono e debbono essere eliminati. L'obiettivo del 3 bis non è quello di facilitare la discussione, è quello di garantire la rappresentanza fedele dell'Aula; noi abbiamo otto Commissioni permanenti, in alcune Commissioni ci sono interi Gruppi (non parlo di forze politiche, del Gruppo Misto eccetera) ci sono interi Gruppi non presenti. Allora il problema che la Giunta per il Regolamento si è posto è quello di garantire la presenza di tutti i Gruppi presenti in Consiglio anche nella Commissione che opera in sede redigente, e per far questo ha provveduto ad integrarne la composizione in modo tale che alla discussione e alla votazione dei singoli provvedimenti siano presenti tutti i Gruppi.
E' evidente però che la presenza di tutti i Gruppi consiliari all'interno della Commissione non è sufficiente a garantire il rispetto dei rapporti di forza esistenti in Consiglio, anzi può addirittura alterarli. Per questo motivo in tutte le Assemblee, quando un provvedimento viene assegnato ad una Commissione in sede redigente i commissari permanenti votano in quanto rappresentanti del loro Gruppo, quindi con un voto che tiene conto dei rapporti di forza esistenti in Aula.
Poteva essere scritto meglio probabilmente, ma il significato è questo. In questo modo quando il provvedimento arriva all'Aula ha avuto un'istruttoria nella quale è stata garantita non solo la presenza e la partecipazione di tutti i Gruppi e di tutte le forze politiche ma anche la stessa rappresentanza in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, ruberò solo pochi minuti perché apprezzo di potere ragionare sui principi. La Commissione nel momento in cui viene insediata rappresenta l'Aula nelle forme e nelle modalità previste dal Regolamento nella sua fase di costituzione. Non leggo nel testo originario del Regolamento le difficoltà che lei ha rappresentato, tanto per iniziare non leggo dove è indicata l'unanimità; ogni consigliere poi, anche non appartenente alla Commissione, ha il diritto di presentare emendamenti e partecipare alla loro discussione. E' regolato anche il momento in cui il provvedimento torna in Assemblea, sono regolati i tempi per gli interventi, si può parlare uno per Gruppo per cinque minuti e poi si vota.
Perciò, veda collega Orrù, apprezzo il ragionamento, ma l'obiettivo da lei indicato non c'entra niente. Questo è uno di quegli articoli del Regolamento semplice, chiaro; io non capisco perché dobbiamo reintegrare la Commissione, quando ogni consigliere è rispettato nei suoi diritti, può presentare gli emendamenti, va in Commissione e li discute. Ma perché dobbiamo cambiare gli equilibri di una Commissione permanente in fase redigente, quando poi lo stesso voto ovviamente è rimandato all'Aula? Guai se non fosse così; mica decide la Commissione. Il voto è rimandato all'Aula e nell'Aula sono contingentati i tempi.
Allora, senza offesa, non complichiamo le cose, siamo qui per renderle più semplici. Consideriamo anche il fatto che è offensivo, nei confronti della Commissione permanente e del suo Presidente, che la stessa venga integrata e che si voti secondo la rappresentanza del Gruppo a cui si appartiene e non "a teste"; stiamo operando una modifica che, se non stiamo attenti, potrebbe portarci lontano. Qui stiamo ragionando; non credo che anche questo sia uno scontro maggioranza, opposizione, e se stiamo ragionando non riesco a convincermi della bontà di questa modifica, perché complica ulteriormente le procedure e toglie dignità alla Commissione permanente. E non credo che questo voglia essere l'intento.
La Commissione redigente è già regolamentata, è già regolata nei tempi e nelle modalità, con pieno riconoscimento dei ruoli e della dignità della Commissione. Ovviamente noi votiamo a favore.
PRESIDENTE. Passiamo al voto del testo dell'articolo. Se il testo viene respinto ovviamente si intende approvato l'emendamento.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 33.
Prendo atto che il consigliere Pittalis ha votato a favore.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittlais - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Cachia - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Oppi.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 53
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 49
contrari 4
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 33 bis.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 33 bis:
Art. 33 bis
Documento di programmazione
economica e finanziaria
1. Il documento di programmazione economica e finanziaria è esaminato dalla Commissione finanze, sentito il parere delle altre Commissioni permanenti che si esprimono entro sette giorni, nei termini fissati dal Presidente. La Commissione finanze presenta all'Assemblea una relazione. Possono essere presentate relazioni di minoranza.
2. La deliberazione del Consiglio sul documento programmatico ha luogo con una risoluzione, presentata nel corso della discussione, la quale può contenere integrazioni e modifiche del documento stesso. L'approvazione di una risoluzione preclude le altre. Si vota per prima la risoluzione accettata dalla Giunta. Il documento deve essere iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea non oltre 20 giorni dall'assegnazione alle Commissioni e il suo esame deve concludersi entro il termine massimo di cinque giorni.
3. Prima dell'inizio dell'esame del documento di programmazione economica e finanziaria o nel corso del medesimo, la Commissione finanze procede ad acquisire i necessari elementi conoscitivi. A tal fine la Commissione delibera il programma delle audizioni con le modalità di cui all'articolo 43.).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 33 bis
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 33 bis.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 53
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 34 e del relativo emendamento
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 34 e del relativo emendamento:
Art. 34
Esame dei documenti di bilancio
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
3 bis. Durante la sessione di bilancio è sospeso l'esame, da parte dell'Assemblea e della Commissione finanze, di ogni altro progetto di legge, salvo il caso di progetti per i quali la Conferenza dei Presidenti di Gruppo dichiari l'urgenza all'unanimità.
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
7 bis. La programmazione dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni nel corso della sessione di bilancio è finalizzata a consentire la conclusione dell'esame dei disegni di legge di cui al comma 1 nei termini stabiliti.
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico).
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 34
Nel comma 3 bis le parole "all'unanimità" sono sostituite con "la maggioranza dei ¾ dei suoi componenti". (4)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, con l'emendamento numero 4 dell'articolo 34, comma 3 bis, viene sostituita la parola "Unanimità" con le parole "la maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti. Nell'articolo 23 bis, secondo comma, noteranno che il principio dell'unanimità è stato rotto, indebolito dalla Giunta per il Regolamento. Infatti per ciò che attiene la calendarizzazione dei lavori si prevede che sia necessario il consenso dei Presidenti dei Gruppi la cui consistenza numerica deve essere complessivamente pari almeno ai tre quarti dei componenti del Consiglio. Non capiamo allora perché durante la sessione di bilancio si debba prevedere una consistenza numerica diversa; anche nella sessione di bilancio può esserci infatti l'urgenza di presentare proposte di legge.
Quindi, se è stato rotto il principio dell'unanimità, per non cadere in una contraddizione sarebbe opportuno chiedere le stesse maggioranze anche per ciò che riguarda l'articolo 34.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare Il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, non per i motivi che ha illustrato il collega Atzeri ma per altri motivi - poi vediamo se in quest'Aula sarà possibile ragionare davvero - sarei favorevole a questo emendamento. Porto un esempio. Il testo proposto dalla Giunta recita: "Durante la sessione di bilancio è sospeso l'esame da parte dell'Assemblea, della Commissione… di ogni altro progetto di legge (inteso come abbiamo detto prima) salvo il caso di progetti per i quali la Conferenza dei Gruppo dichiari l'urgenza all'unanimità."
Mi spiega Presidente, colleghi, in caso di proposta di esercizio provvisorio cosa fate, se non c'è l'unanimità? Cosa si fa? Se uno dei Capigruppo si impuntasse (passatemi una battuta: mi immagino se ci fosse Cogodi) noi non potremmo votare l'esercizio provvisorio perché non vi sarebbe l'unanimità. Non sarebbe più prudente richiedere una maggioranza qualificata dei tre quarti dei suoi componenti, come proposta dall'emendamento Atzeri, per metterci a riparo da una unanimità pericolosa? Questo è il punto di domanda. Vedete un po'.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Molto brevemente e, per non ripetermi, parlo anche dell'emendamento successivo, passato un po' sotto silenzio. Anch'io ritengo che la proposta dell'onorevole Atzeri possa essere considerata accettabile anche perché, rispetto alle determinazioni assunte dalla Giunta per il Regolamento, non mi sembra entri in contraddizione né che infici il principio, anzi sotto un certo profilo lo rafforza, rendendolo più omogeneo. Una maggioranza dei tre quarti è infatti una maggioranza quasi unanime. Ritengo che sia utile ed opportuno accettarla. Analogamente per l'emendamento successivo, che può apparire eccessivo quando recita: "e delle altri Commissioni competenti per materia relativamente all'analisi dei provvedimenti". Secondo me è opportuno accettare anche questo secondo aspetto; comunque per il primo credo che riflettere sull'approvazione sia opportuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Io credo che le argomentazioni portate dal collega Atzeri prima e dal collega Capelli poi, pur essendo stata approvata nella Giunta per il Regolamento una soluzione diversa, possano consentirci di ragionare sulla possibilità di accogliere quanto previsto dall'emendamento numero 4 a firma Atzeri. E questo, collega Capelli, non tanto per il problema dell'esercizio provvisorio, perché io credo che anche l'esercizio provvisorio si collochi all'interno della manovra finanziaria, quanto perché potrebbero nascere dei problemi urgenti che sarebbe nell'interesse generale affrontare subito piuttosto che sottostare a quello che potrebbe essere il capriccio di un qualsiasi Capogruppo.
Quindi credo che l'emendamento numero 4, che prevede la maggioranza di tre quarti, possa essere accolto. Riteniamo infatti che questo emendamento non vada contro la valutazione espressa dalla Giunta per il Regolamento ma costituisca un ulteriore passo avanti per rendere il Regolamento sempre più rispondente agli interessi complessivi di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, il problema è sorto direi quasi improvvisamente visto l'esempio eclatante che ha portato il collega Capelli. Io credo che nella prassi consiliare l'unanimità per l'approvazione, per l'esame dell'esercizio provvisorio sia sempre stata espressa e sempre verrà espressa, a meno che non si verifichi qualche defaillance di livello psichico, particolarmente rilevante. Questo può sempre capitare, lo sappiamo. Mi sembra, comunque, che la norma tenda ad assegnare alla sessione di bilancio termini temporali sempre più stringenti e tassativi che non possono essere e non devono essere facilmente messi in discussione da una maggioranza seppure ampia dei tre quarti.
Io credo quindi che, pur non avendo niente da obiettare, quindi non facendo certamente di questa questione una questione particolarmente decisiva, capace di farci dividere, sia opportuno riflettere davvero sulle implicazioni dell'inserimento, durante la sessione di bilancio che noi stiamo cercando sempre più di restringere, di altri provvedimenti di legge che potrebbero dilatare ulteriormente i tempi.
PRESIDENTE. Io mi permetto solo di ricordare, per aiutare la riflessione, che la norma che richiede l'unanimità costituisce una garanzia per la minoranza, che è sicura in questo modo che la maggioranza, insieme ad una parte dell'opposizione, naturalmente (perché per raggiungere i due terzi è necessario l'apporto di questa) non possa, durante la sessione di bilancio, introdurre altri argomenti. L'unanimità serve per rendere più forte il principio del divieto di introdurre argomenti diversi e per portare in Aula, eventualmente ce ne fosse necessità, argomenti che unanimemente sono riconosciuti straordinari ed urgenti.
Sappiamo infatti che ci sono eventi, anche indipendenti dalla nostra volontà, dalla programmazione, che esigono che il Consiglio regionale si pronunci con urgenza, questo è il caso nel quale può esserci l'unanimità, in tutti gli altri casi la sessione di bilancio ha un suo percorso stretto che richiama la maggioranza, la minoranza e la Giunta al rispetto di termini precisi e di procedure precise. Volevo solo osservare questo, per sottolineare lo spirito della norma. Quindi nessuna difficoltà, anche secondo, me ad accedere un'ipotesi subordinata, ma bisogna essere consapevoli che si tratta di una ipotesi subordinata, meno garantista.
Onorevole Atzeri, procediamo alla votazione anche dopo queste opinioni che sono state espresse?
ATZERI (Gruppo Misto). Non è per nulla convincente la sua teoria sulla garanzia, perché tre quarti, credo che sia evidente per tutti i colleghi, è già una percentuale estremamente garantista. Quindi, la sua appassionata difesa, come Presidente della Giunta per il Regolamento, veramente mi lascia del tutto insoddisfatto.
PRESIDENTE. Non è la mia, è la sintesi della discussione.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Biancareddu - Biancu - Cachia - Caligaris - Capelli - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Paolo - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Giorico - Liori - Marracini - Murgioni - Oppi - Pinna - Pittalis - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Calledda- Cherchi Silvio - Corrias - Davoli - Fadda Giuseppe - Frau - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Rassu - Sanna Alberto - Sanna Franco - Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 55
maggioranza 43
favorevoli 28
contrari 27
(Il Consiglio non approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 34.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 56
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta che introduce l'articolo 34 bis e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta che introduce l'articolo 34 bis e del relativo emendamento:
Art.34 bis
Legge finanziaria, stralcio delle disposizioni estranee
1. Il Presidente del Consiglio, prima dell'assegnazione, accerta che il disegno della legge finanziaria non rechi disposizioni estranee al suo oggetto così come definito dalla legislazione regionale in materia di bilancio e di contabilità della Regione. Il Presidente del Consiglio, sentito il parere della Commissione finanze, comunica all'Assemblea lo stralcio delle disposizioni estranee.
2. Gli emendamenti ai progetti di legge riguardanti il bilancio, le relative variazioni e l'assestamento di bilancio non sono ammissibili, sia in commissione sia in aula, ove abbiano l'effetto di diminuire le entrate o di aumentare le spese, salvo che siano di carattere compensativo e rispettino i vincoli all'equilibrio del bilancio discendenti dalla legislazione vigente.
3. Non sono ammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi concernenti materie estranee all'oggetto proprio della legge di bilancio o che contrastino con i criteri per la determinazione di nuove o maggiori spese o di nuove entrate, come definiti dalla legge.
4. Sull'ammissibilità degli emendamenti presentati in Aula decide il Presidente del Consiglio; sull'ammissibilità di quelli presentati in Commissione decide il Presidente della Commissione stessa.
Emendamento aggiuntivo Atzeri
Art. 34 bis
Nel comma 1 dopo l'espressione "della Commissione finanze" è aggiunta la seguente: "e delle altre Commissioni competenti per materia". (5)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, la passione con cui si illustrano gli emendamenti qualche volta può prestarsi a fraintendimenti. Voglio precisare, pertanto, che non è mio intento alimentare polemiche, ma che tale passione è solo dettata dalla convinzione che gli emendamenti servano per migliorare gli articoli.
Con questo emendamento si vuole perfezionare la cosiddetta "grigliatura" delle norme intruse nella finanziaria. Per questo abbiamo pensato di chiedere il parere anche ai Presidenti non solo della Commissione bilancio, ma anche delle altre Commissioni nelle cui competenze ricadrebbero le norme intruse. Questo emendamento aggiuntivo ha pertanto lo scopo di coinvolgere anche gli altri Presidenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, non so più quante volte ho sentito da lei e da molti consiglieri, da molti colleghi della maggioranza e della opposizione ripetere, in occasione di questa discussione sul Regolamento, che dobbiamo riflettere, che abbiamo bisogno di riflettere. Io sono convintissimo che un giorno o l'altro qualcuno le dirà che chi di Regolamento ferisce, di Regolamento perisce.
Questo articolo 34 bis rafforza in noi la convinzione di quanto questa operazione di riforma del Regolamento sia un'operazione improvvisata, dal sapore politico velato con un manto estetico. Lo diremo nelle dichiarazioni finali. Questo articolo prevede che il Presidente del Consiglio possa stralciare norme in contrasto con la legislazione regionale. Un argomento vecchio quanto il cucco, da sempre dibattuto in quest'Aula. Tra poco nel Regolamento prevedremo anche di modificare lo Statuto autonomo della Sardegna e anche le leggi regionali!
Io glielo sconsiglio. Si tratta di una proposta, che ha lo scopo di eliminare le cosiddette norme intruse, ma si tratta di una proposta abbastanza ingenua, che porrà lo stesso Presidente del Consiglio e il Consiglio regionale in una situazione di paralisi, come è avvenuto anche in passato quando questa norma non c'era e si pretendeva che il Presidente del Consiglio si pronunciasse sulla loro ammissibilità.
Se io dovessi presentare una norma intrusa, preceduta dalla frase: "In deroga a quanto disposto dall'articolo 13 della legge di contabilità", questa norma diventerebbe automaticamente legittima e allora non si capisce come il Presidente potrebbe disporne l'accantonamento. Il problema è che nella gerarchia delle fonti legge finanziaria e legge di contabilità si trovano allo stesso livello. E' un problema che non è mai stato risolto; su questo problema noi abbiamo anche presentato una proposta di legge, ma anche nella proposta di legge la pari dignità delle due leggi non veniva messa in discussione.
E' chiaro, infatti, che per ovviare alla situazione è necessario introdurre nell'ordinamento regionale una procedura di approvazione rinforzata, che permetta la nascita di atti normativi straordinari alla legge ordinaria e che, pertanto, da essa non possano essere derogati. Ma perché vogliamo farci del male? Perché vogliamo attribuire al Presidente un compito che non ha, un compito che è proprio dei partiti politici? Quante volte abbiamo discusso di questo problema e abbiamo trovato l'accordo tutti insieme, maggioranza e minoranza, togliendo quelle norme che noi stessi riconoscevamo essere intruse. Io non sono quindi d'accordo con questo articolo, poi però so che si va avanti e che tutte queste modifiche porteranno il Consiglio regionale a essere veloce più nei provvedimenti e quindi più amato dai sardi. Se così è si vada pure avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Molto è già stato detto, Presidente, e condivido quanto sostenuto da chi mi ha preceduto. Vorrei aggiungere altre due riflessioni e allo stesso tempo scusarmi con i colleghi della maggioranza, soprattutto quelli che hanno colto il ragionamento sull'emendamento precedente e hanno votato a favore. Ora pertanto mi rivolgerò ai colleghi della minoranza, a quelli che hanno votato contro, per cercare di fare comprendere un ragionamento che evidentemente non è stato colto.
Tornando al ragionamento sull'articolo 34 bis, il comma 2 e il comma 3 di questo articolo pongono un ulteriore adempimento in carico al Presidente di cui veramente non si comprende la ratio. E' proprio vero che, alla fine, chi, tornando a un discorso precedente, di Regolamento ferisce, di Regolamento perisce. In particolare, al comma 2 quando si scrive: "Gli emendamenti ai progetti di legge riguardanti il bilancio" - intesi i progetti di legge sempre come disegni - "e le relative variazioni all'assestamento di bilancio non sono ammissibili...". Che bisogno c'è di ripetere quanto è già stabilito nell'articolo 81 della Costituzione? Perché stiamo scrivendo che il bilancio delle amministrazioni deve perseguire il pareggio? Mi sembra che questo derivi già dai principi costituzionali; non capisco perché ripeterlo nel comma 2.
In fase di discussione generale qualche collega ha portato proprio questo emendamento ad esempio dicendo che finalmente si disciplina la materia delle norme intruse, eccetera. Probabilmente non sapeva neanche di cosa stessimo parlando, perché la materia delle norme intruse è già disciplinata dall'articolo 84 del Regolamento stesso, ma soprattutto dalla legge di contabilità. Perciò di cosa stiamo parlando, cosa stiamo normando, che cosa stiamo regolamentando? Norme, regolamenti, indirizzi che esistono già nel Regolamento stesso, nella legge di contabilità e nella costituzione!
Questi due commi in modo particolare, ma anche l'intero 34 bis, non possono che definirsi pleonastici. Sono tanto pleonastici come è pleonastico un precedente articolo, sul quale non ho avuto l'opportunità di intervenire, che abbiamo già votato, e che recita: "Il Presidente garantisce e tutela le funzioni e le prerogative del Consiglio e dei consiglieri". Ah sì, perché se non l'avessimo scritto non le avrebbe tutelate? Non è questo il ruolo che deve svolgere il Presidente? A dir troppo nel fare le norme e le leggi non è sempre bene, è un errore. Lo stesso vale per quell'articolo che vi ho letto prima sul ruolo del Presidente. Ma qui andiamo oltre.
Io purtroppo non ho trovato emendamenti soppressivi dell'articolo 34 bis, e non c'è da offendersi per il fatto che si sia lavorato su questo articolo. Gli intendimenti potevano apparire sani, in realtà, dietro vi è un malcelato intendimento politico. Dopo averlo letto tanto volte, cercando di capire qual è il fine, qual è l'obiettivo, se è raggiungibile attraverso questo articolo il giudizio che probabilmente prima era positivo, adesso non lo può più essere, sia per le ragioni esposte dal collega che mi ha preceduto, sia per quelle che umilmente ho posto alla vostra attenzione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la proposta che introduce l'articolo 34 bis.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico della proposta che introduce l'articolo 34 bis.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Cerina e Cherchi Silvio hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 48
contrari 4
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cachia - Caligaris - Cherchi Oscar - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Murgioni.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 6
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Agli articoli 36, 57 e 76 è stato presentato l'emendamento numero 41.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 41
Emendamento soppressivo Orrù
Art. 36
L'articolo 36 e il comma 2 dell'articolo 76 sono soppressi.
Sopprimere alla lettera b) dell'articolo 57, comma 1: "i rinvii da parte del Governo per il riesame delle leggi del Consiglio". (41)).
PRESIDENTE. L'emendamento serve a eliminare dal testo del Regolamento vigente i richiami ai rinvii da parte del Governo delle leggi del Consiglio regionale. Come sapete il Governo non ha più questo potere, quindi vanno eliminate dal nostro Regolamento tutte le norme che prevedono l'esame del Consiglio delle leggi rinviate dal Governo. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 41.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 41.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Cherchi Oscar - Scarpa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 52
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 39.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 39:
Art. 39
Programmazione e calendario dei lavori delle Commissioni
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. Le procedure stabilite dal presente articolo per l'esame degli argomenti indicati dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo si applicano anche ai progetti di legge attuativi di norme costituzionali, statutarie e di grandi riforme dello Stato. ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 39.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 39.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 49
votanti 48
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 48
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 40.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 40:
Art.40
Validità delle riunioni e adozione delle deliberazioni
1. Le sedute di ciascuna Commissione non sono valide se non sia presente almeno la maggioranza dei componenti. Per la validità della seduta congiunta di più Commissioni è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei componenti per ciascuna Commissione.
1 bis. L'attività delle Commissioni consiliari può regolarmente procedere soltanto in presenza della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
2. (Identico)
3. (Identico).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 40.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 40.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 49
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 49
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 58.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 58:
Art. 58
Verifica del numero legale
1. (Identico)
2. La Presidenza è tenuta a verificare la presenza del numero legale ogni qualvolta ciò venga richiesto congiuntamente da almeno due Presidenti di Gruppo, oppure quando venga richiesto da cinque Consiglieri e il Consiglio stia per procedere ad una votazione per alzata di mano.
3. (Identico)
4. (Identico)
4 bis. I richiedenti che non partecipano alla verifica sono comunque considerati presenti agli effetti del numero legale.
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico).)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 58.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 58.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancareddu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Oppi - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 47
votanti 46
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 46
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, dispiace constatare che nonostante si stia votando un atto così importante come il Regolamento interno siano assenti 38 consiglieri. Chiedo una sospensione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 15 minuti e convoco una breve Conferenza per verificare se i Capigruppo ritengano che ci siano le condizioni per continuare il lavoro, impegnandosi ciascuno per la propria parte, dato che il lavoro richiede larghe intese.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 47, viene ripresa alle ore 20 e 13.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intervengo per conoscere lo stato delle interlocuzioni, se ci sono state, in relazione al problema degli emendamenti sospesi. Rivolgiamo un invito soprattutto ai partiti maggiori, ai quali chiediamo senso di responsabilità, a non banalizzare l'argomento né a liquidarlo con superficialità, perché se le premesse sono queste mi pare che sia assolutamente inutile assicurare la nostra presenza nel proseguo dei lavori.
Bisognerà certamente aprire un serio confronto su questi problemi e cercare soprattutto, in questa fase di tensioni, presenti anche all'interno dei Gruppi, di intervenire per sedarle anziché per accentuarle. Quindi il nostro è un invito al senso di responsabilità rivolto ai Gruppi maggiori della maggioranza.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Non possiamo aprire in Aula un'interlocuzione; io ho accolto l'invito a sospendere la votazione degli emendamenti ed attendo che mi si comunichi se e quando possiamo riammetterli alla discussione in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare che ritiro gli emendamenti numero 42 e 23 all'articolo 21.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 59.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 59:
Art. 59
Congedi e assenze dei consiglieri
1. (Identico)
2. (Identico)
2 bis. Le richieste di congedo devono pervenire alla Presidenza del Consiglio prima dell'inizio della seduta cui si riferiscono.
3. I congedi si intendono accordati se non sorge opposizione al loro annunzio che il Presidente dà al Consiglio all'inizio della seduta. Nel caso di opposizione, il Consiglio delibera, per alzata di mano, senza discussione.
3 bis Qualora il Consigliere in congedo rientri in Aula è tenuto ad informare il Presidente che ne dà comunicazione all'Assemblea facendo venir meno il congedo.
4. (Identico)
5. (Identico).).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il testo della proposta di modifica dell'articolo 59.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 59.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Cherchi Oscar - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 56
astenuti 5
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 77.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 77:
Art. 77
Ordine della discussione e iscrizione a parlare
1. (Identico)
2. I Consiglieri che intendono parlare in una discussione, sia generale che sugli articoli e sugli emendamenti, devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento
2 bis. Il Presidente può autorizzare l'iscrizione oltre il primo intervento, qualora nel corso della discussione emergano nuovi argomenti che modifichino gli ambiti della discussione stessa.
3. (Identico)
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il testo della proposta di modifica dell'articolo 77.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 77.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 58
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 78.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 78:
Art. 78
Durata degli interventi
1. Salvo i termini più brevi previsti dal presente Regolamento, la durata degli interventi in una discussione generale su tutti gli atti sottoposti all'esame del Consiglio non può eccedere i venti minuti. Tale termine è elevato a sessanta per la Giunta regionale soltanto in occasione dell'illustrazione delle dichiarazioni programmatiche; prima della chiusura della discussione generale il Presidente della Regione ha diritto di replica per non più di trenta minuti.
2. Ciascun Consigliere può intervenire nella discussione sul complesso dell'articolo e degli emendamenti, per non più di dieci minuti anche se sia proponente di più emendamenti, contestualmente illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti da altri presentati. E' facoltà del Presidente aumentare il termine di dieci minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare complessità lo richieda.
3. soppresso
4. (Identico)
5. (Identico)
6. (Identico).
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 78
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. In ogni caso, abbiano o no potuto prendere la parola in Aula, i consiglieri possono depositare testi scritti sugli argomenti in discussione. I contributi saranno parte integrante degli atti della seduta a cui si riferiscono". (26)).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Signor Presidente, rilevo con dispiacere che ancora una volta si è rimandato il nodo politico della costituzione dei Gruppi, che peraltro è in tema con l'emendamento, visto che l'articolo 78 pone l'accento sulla durata degli interventi. Mi associo a quanto ha detto l'onorevole Pittalis. Ritengo, inoltre, che su questa questione non si possa più transigere, nel senso che la ricerca della soluzione non può essere rimessa ad accordi conseguiti fuori dall'Aula, ma deve anche coinvolgere chi ha la responsabilità degli equilibri dell'Aula. Quindi, chiedo formalmente che si assuma un impegno serio perché questa questione, legata in particolare al Gruppo socialista che vorrei si costituisse veramente all'interno del Consiglio, non venga rimandata ulteriormente. Mi permetto anche di richiamare le ragioni oltre che dell'UDEUR anche del Partito Sardo d'Azione e dell'U.D.S. che hanno posto una questione che va comunque esaminata in modo non affrettato.
L'emendamento che ho presentato, Presidente, tende, pure nel rispetto dei tempi, a sgombrare il campo da tutte quelle considerazioni che vengono fatte ogni qualvolta si propone un intervento in Aula. Acquista un significato più pregnante nel momento in cui il Regolamento, il nuovo Regolamento propone una riduzione degli spazi di intervento. L'obiezione, che è stata avanzata in Giunta per il Regolamento, è relativa alla mia richiesta di consentire ai consiglieri in ogni caso, abbiano o no potuto prendere la parola in Aula, di depositare testi scritti sugli argomenti in discussione.
La proposta è stata considerata negativamente perché unita alla richiesta che i contributi diventino parte integrante degli atti della seduta cui si riferiscono. Ritengo si possa aggiungere, per togliere qualunque dubbio, l'espressione "prima del dibattito". In questo modo verrebbe meno l'obiezione di non poter inserire negli atti del Consiglio interventi non svolti in Aula o che possano contenere espressioni irriguardose.
L'obiettivo della proposta è quello di consentire che i contributi possano essere presi in considerazione dai consiglieri volenterosi e possano comunque costituire oggetto di riflessione per chi in Aula avrà la possibilità reale di parlare, visto che ci accingiamo anche a considerare gli eletti della parola.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, il tema dei Gruppi non è stato espunto dalla discussione né rinviato ad altra sede, l'abbiamo solo sospeso ma verrà conclusivamente affrontato e risolto con una votazione se non verranno prospettate altre soluzioni.
Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 78.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 78.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Floris Mario - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 57
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per comunicarle che per quanto ci risulta durante la sospensione non c'è stata nessuna interlocuzione sul punto che è stato richiamato. Registrando favorevolmente le aperture di alcuni Capigruppo e di molti colleghi affinché si approfondisse questo tema vorrei chiederle - poiché non possiamo promuovere un incontro durante i lavori perché si tratta di lavori impegnativi - come quando e con quali modalità intende procedere per attivare un confronto su questo tema, se convocherà una riunione di Capigruppo e se ci sarà una sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Io, onorevole Scarpa, ho acceduto a una proposta proveniente dall'Aula; il come naturalmente non attiene al Presidente del Consiglio. Abbiamo effettuato delle sospensioni; attendo di sapere, da chi aveva proposto la sospensione ed anche da chi la sospensione aveva accettato, di capire se ci sono le condizioni per procedere all'esame degli emendamenti. Però vi chiederei di non aprire una discussione su questo argomento, perché ho difficoltà a regolare una discussione su un terreno che non conosco.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiediamo un quarto d'ora di sospensione per esaminare questo aspetto e decidere poi il comportamento e la convocazione dei Capigruppo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, avevamo accolto l'invito alla sospensione per verificare se su questo punto, a lungo discusso in sede di Giunta per il Regolamento e inviato poi all'interlocuzione dei Capigruppo, fosse intervenuta qualche novità. Non è intervenuta alcuna novità, pertanto, per quanto riguarda gli emendamenti possono essere messi in votazione, perché noi non possiamo dare la nostra adesione ad un emendamento non concordato in sede di Giunta per il Regolamento.
Quindi non si è trattato affatto di un atteggiamento tattico per mantenere in Aula nessuno, semplicemente si è voluto verificare se su questo punto fosse maturata una diversa opinione all'interno dei componenti della Giunta per il Regolamento. Siccome tale diversa opinione non è maturata, si può anche interrompere la sospensione e procedere con le votazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, si sta sviluppando un dibattito su un punto inesistente.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Vorrei fare rilevare all'Aula che, durante la discussione, alcuni Capigruppo di partiti molto consistenti hanno affermato di non poter allo stato tornare indietro rispetto agli accordi assunti in sede di Giunta per il Regolamento, a meno che non si addivenisse a nuovi accordi.
Faccio altresì rilevare che il Partito Sardo d'Azione non avendo un Gruppo costituito non fa parte di quella Giunta, non ha partecipato a quei lavori. Se pertanto le cose stessero in questa maniera, se fosse sufficiente una affermazione con la quale si ritira la disponibilità alla sospensione, sarebbe come un cane che si morde la coda. Noi siamo fuori da qualunque possibilità di interloquire con gli altri partiti, con le altre forze politiche. Su questo punto è necessario convocare una riunione dei Capigruppo e capire se c'è la possibilità o meno di permettere a forze politiche che si sono presentate da sole alle elezioni, e che costituivano una coalizione con le altre forze politiche nel nostro caso, di costruire Gruppi all'interno di questo Consiglio.
Guardate, dal punto di vista delle risorse economiche noi siamo disponibili a qualunque ragionamento che non incrementi le spese; si tratta di un problema di dignità politica e di legittimazione di cittadinanza dentro quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, io non vorrei fare il Presidente che poi non garantisce, però non mi sembra corretto aprire un dibattito su un punto che è stato sospeso. Io chiedo scusa ai colleghi però penso che talvolta bisogna fare anche cose che non piacciono. Se voi mi dite che gli emendamenti possono essere esaminati apriamo la discussione sugli emendamenti e ognuno dirà, secondo un percorso previsto dal Regolamento di discussione e di dichiarazione di voto, tutto ciò che riterrà di dire e conclusivamente si vota. Però discutere di un argomento sospeso, prima che venga riammesso in Aula, non mi sembra corretto.
Io, onorevole Atzeri, le do la parola se è chiaro quello che ho appena detto. Lei mi dica se vuole che gli emendamenti ritornino in Aula, dato che lei è il presentatore di uno degli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Il presentatore se non ricordo male è il consigliere Marracini. Io non voglio addossarle responsabilità che sta dimostrando di non avere; voglio solo ricordare che gli snodi erano due: questa tribolata costituzione dei Gruppi e la vigenza del Regolamento. Marrocu ha detto una mezza verità: la Giunta del Regolamento ha lasciato alla centralità dell'Aula il compito di dipanare questi nodi e noi non siamo riusciti.
Ecco, io vorrei sapere se è opportuno un supplemento di 10 minuti di sospensione per comprendere che cosa si deve fare su questi due snodi, soprattutto su quello della composizione numerica dei Gruppi, oppure se è possibile affrontarli serenamente adesso, al di là dei tatticismi.
PRESIDENTE. Mi pare che uno dei Capigruppo ha detto che non ci sono state interlocuzioni per valutare la possibilità di pervenire a un'intesa. Noi avevamo sospeso questo punto (le chiedo scusa onorevole Atzeri, non voglio esercitare il mio ruolo più del necessario) perché ritenevamo che fosse un punto molto delicato su cui i Gruppi con calma dovessero affrontare la discussione, riflettere ed arrivare con un testo conclusivo. Questo non è stato e stiamo riproponendo la stessa discussione attraverso un emendamento. Quindi io sono pronto a riammettere in Aula gli emendamenti e a procedere alla loro discussione e al loro esame così come è previsto.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Signor Presidente, sarò brevissimo, non foglio fare perdere tempo; i dieci minuti si possono sempre concedere, ma credo che sia un dato di fatto che non ci sono le condizioni per l'esame di un argomento così difficile e complicato, che ha richiesto mesi di esame in sede di Giunta per il Regolamento e all'interno dei Capigruppo, illustrato ampiamente anche da parte di chi non rappresentava direttamente le forze politiche che pongono questo problema.
Credo che obiettivamente concedere altro tempo per una trattativa che è già chiusa sia soltanto un atto di cortesia che nessuno può negare. I dieci minuti quindi si possono concedere, ma sapendo che gli spazi per un confronto sono già chiusi anche per una questione di lealtà nei confronti di tutti, perché alcune soluzioni se si decidono in un modo, in considerazione di alcuni casi, non possono essere modificate negli ultimi due minuti in considerazione di altri casi. Credo che comprendiate tutti la delicatezza ed anche l'imbarazzo in cui ci ponete, in cui ci pone chiunque oggi ponga di nuovo questo problema.
PRESIDENTE. Bene colleghi. Io proporrei di concludere l'esame dell'articolo 78. Abbiamo introdotto il tema dei Gruppi mentre stavamo per votare l'emendamento aggiuntivo numero 26, quindi votiamo l'articolo 78 e poi riprendiamo l'esame degli emendamenti.
Continuazione della discussione degli articoli della "Proposta di modifica al regolamento interno del consiglio regionale della Sardegna" (doc. n. 9/a).
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 26.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 26.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Caligaris - Ibba - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 53
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 5
contrari 48
(Il Consiglio non approva).
Torniamo indietro all'articolo 20. Gli emendamenti numero 21, 24 e 25 sono stati illustrati precedentemente.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare che su proposta dell'onorevole Uras e di altri colleghi fosse stato chiesto di unificare questi emendamenti in un solo testo. Cosa che è stata fatta. E siccome ci si è mossi con spirito costruttivo, noi riteniamo che su questo emendamento unitario ci si debba esprimere, altrimenti tutto si risolverà nell'ennesima perdita di tempo. Sono dispiaciuto per l'atteggiamento del Capogruppo dei D.S., il quale dovrebbe cercare di mantenere unita la maggioranza piuttosto che tentare di dividerla; noi stiamo cercando di fare dei Gruppi che servano anche ai lavori del Consiglio e all'unità della maggioranza.
Quindi, su questo emendamento io credo che ci si debba esprimere, non foss'altro perché ci abbiamo lavorato sopra.
PRESIDENTE. Dunque, onorevole Marracini, noi stiamo esaminando gli emendamenti numero 21, 24 e 25. Non sono ammesse sintesi a meno che non siano sintesi condivise dall'intero Consiglio. L'onorevole Uras ha ritirato il suo emendamento, quindi non so bene di che cosa stiamo parlando.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' possibile un emendamento orale rispetto a questi?
PRESIDENTE. Se viene accolto dall'Aula certo. A quale emendamento fa riferimento?
MARRACINI (Gruppo Misto). Al numero 21.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 21, all'articolo 20 sostituisce la frase "che abbiano presentato con il medesimo contrassegno i propri candidati", con un'altra frase che precisa meglio questa partecipazione elettorale: "che abbiano ottenuto almeno tre seggi alle elezioni regionali ovvero che abbiano ottenuto due seggi avendo presentato regolarmente proprie liste in tutte le circoscrizioni provinciali e non abbiano usufruito di premio di maggioranza".
Questo emendamento tiene conto dei danni derivanti da questa legge, e individua dei correttivi che tengano conto di quei partiti che si sono presentati in tutte le circoscrizioni e che non hanno usufruito del premio di maggioranza, pur avendo ottenuto un consenso, una legittimazione popolare superiore a quella di partiti che stanno in maggioranza. Vi sono infatti alcuni partiti che appartengono alla maggioranza che hanno ottenuto metà del consenso che ha ottenuto il Partito Sardo. Siamo pertanto vittime di una legge liberticida che sconvolge anche i rapporti consiliari.
Se non si tiene conto di questo si sta mentendo di fronte alla volontà del corpo elettorale; si sta compiendo un atto di una gravità inaudita. Noi abbiamo presentato candidati in tutte le circoscrizioni, ma abbiamo ricevuto un consenso diffuso superiore o pari a quello di altre forze che invece hanno raddoppiato i loro seggi grazie a questo meccanismo perverso di una legge italiana. Se non troviamo dei correttivi a questo meccanismo siamo complici, allora non possiamo lamentarci. E' un'ipocrita difesa di questi argomenti che sono emersi stasera, lo dico al Capogruppo Marrocu che sembrava sincero quando...
MARROCU (D.S.). Potrebbero fare Gruppo anche i Comunisti Italiani che sono uno. Sono partito anche quello!
ATZERI (Gruppo Misto). Certo, però ho detto che non abbiano usufruito del premio di maggioranza. C'è una piccola differenza! Allora siccome non siamo abituati a questuare o ad estorcere sensibilità politiche, di fronte a una sperequazione evidente io credo che sia giusto riconoscere la possibilità di costituire un Gruppo ad un partito che si è sottoposto, come ho detto, all'attenzione del popolo sardo ed ha riscosso consensi, ha presentato proprie liste, aveva un leader.
Allora se per caso, per disgrazia, la riforma elettorale sarà, come si pensa ispirata a criteri presidenzialistici, bisogna riflettere su questo. Cerchiamo di correggere democraticamente queste storture. Credevo che la centralità dell'Aula fosse importante; spesso ci si riempie la bocca di questi termini impegnativi e poi non si fa niente.
Giustamente la Giunta per il Regolamento non ha potuto risolvere questi problemi e ha lasciato all'Assemblea il compito di individuare delle soluzioni. Ma se ci sono atteggiamenti "muscolari", perché stagioni più o meno gratificanti hanno fatto crescere certi Gruppi rispetto ad altri, ricordatevi che la politica è fatta di parabole, oggi si è maggioranza, domani si rischia di essere minoranza. Qui c'è in gioco proprio il principio della rappresentanza consiliare e il Partito Sardo ha avuto trentatremila voti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Brevemente, per esprimere il mio assenso all'emendamento, anche con la modifica orale che è stata proposta, perché è in linea con quanto ho proposto in quello successivo. L'ulteriore contributo pone l'accento su un problema reale che è quello della specificità di partiti che non hanno un collegamento nazionale, ma che tuttavia hanno una dignità che deriva proprio dall'essere regionalmente riconosciuti e quindi dall'avere una valenza nazionale identitaria, tanto è vero che il segretario del P.S. d'Az. è un segretario nazionale.
Con questo emendamento, Presidente, si ritorna al discorso che abbiamo fatto più volte e che mi sembra in questo momento non consenta all'Aula di valutare con sufficiente distacco due modi diversi di concepire la rappresentanza. Uno maggioritario, che peraltro ha portato storicamente ad una moltiplicazione di partiti, ed uno proporzionale, che tende invece a salvaguardare soprattutto quei movimenti storici che hanno tradizioni e storie antiche e sedimentate. Mi rivolgo a lei, onorevole Spissu, perché so che del Partito Socialista conosce vita, morte e miracoli.
Presidente, nel dichiarare il mio voto favorevole chiedo all'Aula di non ragionare in termini che denotano chiaramente delle contrapposizioni ideali e non la ragionevolezza di una rappresentanza all'interno dell'Assemblea, giustificata, significativa e senza ambiguità.
PRESIDENTE. Io conosco un po' di vita del Partito Socialista; morte e miracoli ne ho visti pochi! Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto favorevole a questo emendamento orale proposto dai colleghi e per motivare brevemente questa dichiarazione di voto. Ricordo che il Partito Sardo d'Azione su questo punto non ha presentato emendamenti, tuttavia quando ha preso visione degli emendamenti presentati dai colleghi di due partiti della maggioranza, tesi a risolvere problemi seri, oggettivi e concreti, che sono sotto gli occhi di tutti e che tutti conosciamo, e che in qualche maniera limitano anche la loro possibilità di svolgere compiutamente il loro ruolo con un Capogruppo che partecipi in maniera completa a tutte le attività politiche consiliari e istituzionali, a quel punto siamo intervenuti dicendo che c'erano problemi analoghi, forse ancora più seri e più gravi, perché appartengono alla sfera dell'opposizione, che dovevano essere affrontati.
Abbiamo insistito perché abbiamo preso atto della disponibilità di alcuni Capigruppo ad affrontare il problema, adesso invece i Capigruppo dei due principali partiti di maggioranza e di opposizione ci dicono: "Ragazzi, noi di questa cosa ne stiamo parlando da mesi, non è che adesso in due minuti possiamo cambiare idea! Abbiamo già deciso che questa cosa non si fa".
Noi non eravamo presenti, perché non costituiamo il Gruppo; il Partito Sardo d'Azione non era presente in Giunta per il Regolamento. In ogni caso la ragione per la quale abbiamo insistito su questa strada è proprio questa e oggi, con amarezza, constatiamo che si sono chiusi degli accordi fuori da quest'Aula, svilendo così il momento parlamentare su questo tema. Ci vediamo costretti perciò a votare questo articolo, probabilmente da soli o con pochi colleghi, e prendiamo atto di un'altra battuta d'arresto in un percorso che pensavamo invece agevole e di miglioramento tra le relazioni dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io intervengo per fare chiarezza, perché mi sembra che l'approvazione di un emendamento di questo genere rappresenterebbe la morte del Gruppo Socialista all'interno del Consiglio. Se ho capito bene, l'emendamento orale che propone il collega Atzeri garantisce la costituzione di un Gruppo all'interno del Consiglio regionale a prescindere dal numero dei suoi componenti; l'importante è che il partito corrispondente abbia presentato liste in tutti i collegi della Sardegna. Non è il caso nostro ed è il problema che noi, credo già dall'inizio, abbiamo avuto; non erano problemi di numero di componenti del Gruppo, era proprio un'interpretazione di questo genere che ci ha impedito, almeno fino ad oggi, di essere presenti. Quindi, non va bene, io voterò contro. Non è questa, mi pare, la soluzione del problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, mi pare di aver capito che l'emendamento orale non prevedesse una preclusione nei confronti di Gruppi che, pur avendo presentato le liste in tutte le circoscrizioni, si sono visti respingere in alcune di esse la lista presentata, e che quindi facesse salva la fattispecie che riguarda i compagni socialisti. Se questo è lo spirito, anche in ragione dei contenuti che prima venivano esposti dal collega Atzeri e delle motivazioni da me precedentemente espresse chiedendo che si rinviasse questo emendamento ad un esame più meditato, devo dichiarare il mio assenso all'emendamento orale.
Lo faccio in coerenza, credo, con le posizioni assunte dall'inizio della legislatura e nel rispetto delle posizioni di tutti gli altri Gruppi consiliari, ad incominciare da quelli della maggioranza. Noi riteniamo - come esponenti del partito della Rifondazione Comunista - che, sia i compagni socialisti e sia i compagni sardisti, abbiano una storia e anche un'operatività politica riconosciuta in tutto il territorio della regione, una tradizione di presenza nelle istituzioni, nei territori, nei posti di lavoro e nel mondo della cultura… Questi sono i grandi filoni della cultura politica!
Oggi tutto pare travolto dalle vicende di riforma istituzionale che di recente (mi scuserà il collega Vargiu) ci hanno angustiato la vita, creando confusione e devastando le radici di una cultura e di una capacità di espressione popolare, cancellando le stesse strutture in cui avveniva la discussione democratica, la preparazione e l'elaborazione delle idee. Hanno determinato danno, non hanno reso più stabile niente, non c'è una coalizione (lo vediamo a livello nazionale, ma - io dico - abbiamo avuto esperienze negative nelle precedenti legislature, anche a livello regionale) che riesca a vivere serenamente, a lavorare serenamente e a produrre serenamente.
Quindi, con questo spirito, esprimo il mio voto a favore di questo emendamento, cogliendo anche l'esigenza manifestata dai compagni socialisti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi corre obbligo correggere l'onorevole Masia che probabilmente ha colto male il senso, ma direi anche la lettera dell'emendamento. L'emendamento infatti prevede la possibilità di costituire un Gruppo per i partiti che abbiano espresso due consiglieri regionali, e che abbiano presentato candidati in tutte le otto circoscrizione provinciali, ovvero, nell'altra ipotesi, che abbiano eletto tre consiglieri regionali e abbiano presentato - in questo caso si può prevedere o il limite o senza limite... Mi fa piacere che legga il testo, quindi che si convinca...
(Interruzione)
PITTALIS (Gruppo Misto). No, c'è un "ovvero" che sicuramente distingue le due situazioni. Il senso è quello che hanno riferito l'onorevole Atzeri, l'onorevole Marracini, l'onorevole Scarpa e l'onorevole Caligaris. Quindi, non è un problema lessicale. Se c'è un problema di cattiva formulazione si può benissimo emendare, a me interessa porre l'accento sul merito della questione.
Siamo tutti d'accordo che non si può pervenire alla polverizzazione della Assemblea attraverso la creazione di tanti Gruppi quanti sono i consiglieri regionali eletti, ma il problema mi pare parta da una considerazione e da un paletto che è rappresentato innanzitutto dalla selezione. Badi, onorevole Marrocu, che la selezione non è consentita né a lei né a nessuno di noi qui dentro, ma è consentita solo al popolo, agli elettori. Allora, quando diciamo che la rappresentanza in questo Consiglio nasce proprio da una selezione che opera il corpo elettorale, stiamo affermando una cosa ovvia, perché qui è in gioco non il riconoscimento della soggettività ai partiti che già esistono o ai Gruppi politici, ma semplicemente l'accesso a una forma di organizzazione che, come qualcuno prima di me ha ricordato, offre sicuramente vantaggi sia ai Gruppi dell'opposizione e sia ai Gruppi della maggioranza.
Possiamo ricorrere agli stratagemmi, qualcuno nel corso di questo dibattito ha ricordato il brocardo: "Fatta la legge, trovato l'inganno". Non pensate che un gruppo misto di quindici persone possa comodamente scindersi in quattro o tre gruppi, con lo stesso risultato a cui si perverrebbe se invece, alla luce del sole, si consentisse a quelle formazioni politiche, non che nascono occasionalmente in quest'Aula, ma che si sono sottoposte al giudizio degli elettori, di avere un'organizzazione? Questa mi pare una questione di logica, una questione di raziocinio e attenzione.
Lo dico soprattutto a quei Gruppi che oggi hanno consistenza numerica, ma che un domani potrebbero non esistere più poiché venuto meno il partito al quale appartengono. Un domani per loro potrebbe quindi porsi lo stesso problema, e allora sarebbe veramente difficile riuscire a convincere gli altri della bontà di un ragionamento che oggi invece confutano. Lo dico senza riferimento ad alcuna parte politica, lo dico a difesa di un valore che è quello dell'effettiva partecipazione che deve essere consentita anche nell'organizzazione dello svolgimento dei lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento proposto dalla collega e compagna Maria Grazia Caligaris. La mia non è una pedissequa adesione alla posizione di una mia compagna di Gruppo o di partito, ma vuole costituire un invito per tutti alla riflessione. Stiamo cercando di approvare un Regolamento applicabile nella realtà di quest'Aula consiliare, oppure stiamo facendo un ragionamento astratto? Se facciamo un ragionamento astratto e ci rimettiamo esclusivamente alle forme tradizionali di costituzione dei Gruppi, allora il ragionamento è comprensibile e l'emendamento proposto dall'onorevole Caligaris non avrebbe motivo di essere. Però, se ci guardiamo intorno vediamo che la composizione originaria dei Gruppi politici con i quali abbiamo iniziato questa legislatura è saltata un po' da tutte le parti.
Le scelte regolamentari, e non solo, che questo Consiglio deve operare devono tener conto di accorpamenti fittizi o devono tener conto del senso politico, della storia politica e quindi del contributo politico che può essere offerto al dibattito e al suo contenuto in quest'Aula da chi ha o chi si sente portatore di una storia, di una tradizione e di una prospettiva futura? Questo credo sia il nodo essenziale perché credo che tutti possano avere la capacità di concorrere e credo sia opportuno utilizzare la possibilità di tutti di concorrere alle soluzioni.
Se poi costituire nuovi Gruppi diventa un grande gioco (il Risiko o i mattoncini Lego che si uniscono e si legano pur avendo colori, forme e dimensioni fra di loro incompatibili) possiamo anche far finta che ciò abbia un senso, che sia un fenomeno politicamente corretto, però per chi ha il senso della politica, dell'appartenenza, dell'essere qui in rappresentanza non solo di una parte di elettorato che l'ha indicato, ma come portatore di una storia, di un messaggio e di un progetto politico, non può certamente condividere questa impostazione.
Quindi, dico semplicemente: guardiamoci un attimo tutti insieme e pensiamo che, se non fosse così come dice Maria Grazia, molti dei movimenti politici, anche di recente costituzione, forse non avrebbero avuto la possibilità di esprimere quello che oggi esprimono. Questo a maggior ragione vale per tutti coloro che rappresentano storie e bagagli culturali che hanno diritto di avere ospitalità, riconoscimento ed albergare in questa sala.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SERRA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per una brevissima dichiarazione di voto, anche rispettando i tempi che con il nuovo Regolamento dovremmo riuscire a darci. Io sono convinto del fatto che ciascuno qui tenga a rappresentare la propria identità, a maggior ragione noi Comunisti che abbiamo un'identità, una storia e una tradizione sarda, ma anche una tradizione nazionale. Ci abbiamo sempre tenuto e abbiamo sempre voluto rappresentare le nostre posizioni. Però ritengo importante e fondamentale anche mostrare delle capacità di sintesi. Non è detto che ogni volta che uno di noi ha un'opinione, anche discorde dagli altri, debba per forza far valere quella posizione; qualche volta è segno di una maggiore coscienza identitaria riuscire a fare sintesi piuttosto che differenziarsi su questioni che probabilmente non sono fondamentali.
Io credo che la nostra posizione, la mia posizione - perché in questo Consiglio rappresento da solo il partito dei Comunisti Italiani- sia sostanzialmente questa: anche noi abbiamo presentato le liste in Sardegna in sette circoscrizioni su otto, anche noi siamo stati in qualche misura penalizzati da una legge che, abbiamo detto diverse volte, non condividiamo, anche noi abbiamo ottenuto sedicimila voti e abbiamo eletto un solo consigliere. Però abbiamo anche espresso un altro concetto e lo voglio ribadire qui: noi anteponiamo sempre l'interesse generale all'interesse del nostro partito, anche a costo, qualche volta, di sacrificare la nostra identità.
L'abbiamo fatto un'altra volta in questo Consiglio, per cui anche questa volta abbiamo contribuito a costituire un Gruppo nuovo, un Gruppo che sostiene questa maggioranza, che ha assunto anche delle posizioni divergenti, ma non per questo pensiamo che questo Consiglio debba essere polverizzato fino al punto di non poter più funzionare. Quindi l'identità va bene, ma soprattutto la sintesi e soprattutto ancora l'interesse generale prima che l'interesse particolare di ciascun partito. Ecco perché io voterò contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo brevemente, solo per ricordare che non è ancora stato sciolto un nodo importante: l'interpretazione autentica del comma 4 dell'articolo 20. E' noto a tutti che stiamo parlando di un Regolamento che risale al 1988, quando le circoscrizioni in Sardegna non erano otto, ma erano quattro, e anche la previsione di Gruppi di cinque consiglieri nasceva tenendo conto della territorializzazione esistente al momento.
Un'interpretazione data dall'allora presidente Serrenti e prima da Gian Mario Selis sosteneva la tesi che il Presidente del Consiglio avrebbe potuto autorizzare la costituzione di Gruppi composti da tre consiglieri soltanto se i tre consiglieri appartenevano allo stesso partito. Gli Uffici erano nettamente contrari, come documentano ampiamente gli atti, a questa interpretazione che il Presidente poi ha propinato per motivi che non sto qui ad analizzare. Soltanto un problema di dignità e la considerazione che i panni vanno lavati al nostro interno non ci ha consentito di portare questo fatto all'esterno, però se dobbiamo ragionare di gruppi di maggioranza, allora ragioniamo di tutto, del costo della politica e anche dei gruppi da cinque o dei gruppi da tre o dei gruppi da otto.
Non è possibile che si continui a parlare di proliferazione di gruppi per partiti che si sono presentati in tutte le circoscrizioni, che hanno preso 38 o 39 mila voti, che vengano considerati alla stregua di abusivi in questo Consiglio regionale. Perché se no dobbiamo parlare di tutti i servizi di cui questi gruppi non godono; del fatto che ci sono consiglieri che si devono battere personalmente anche i documenti e così via. Allora parleremo di tutti quando parleremo del costo della politica e quindi stiamo attenti alle cose che stiamo facendo, mettiamoci in condizioni di ragionare con serenità, perché l'esasperazione porta anche pronunciare affermazioni che non faranno piacere a nessuno. Siamo tutti bravi e capaci a dire: "Rinunciamo al 50 per cento", c'è anche chi può rinunciare al 100 per cento, quindi non facciamo demagogia.
Qui è stato posto un problema politico, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto sospendere la riunione, convocare la Giunta per il Regolamento e discutere di questo problema, perché tanto è inutile delegare i Capigruppo. Questa Giunta per il Regolamento è stata costituita in due tempi: c'era la Giunta per il Regolamento da una parte e i Capigruppo da un'altra parte, e non si capiva più chi comandava, se la Giunta per il Regolamento o i Capigruppo. Quando si vuole decidere si rimanda ai Capigruppo, quando non si vuole decidere si rimanda alla Giunta per il Regolamento!
Noi abbiamo posto un problema politico, di sensibilità politica; se voi ci rispondete che questo problema non esiste è inutile che stiamo qua, ce ne possiamo anche andare. Approvatevi il Regolamento, andate avanti, fate quello che volete, però non si trattano così gli argomenti che si pongono, soprattutto quando è in gioco la qualità della politica. Nessuno ha chiesto quattrini, abbiamo solo chiesto di essere messi in condizioni di operare in questo Consiglio. C'è chi ha la macchina, chi prende la macchina con i segretari, che vanno, non vanno, eccetera, e chi non lo può fare. Questo non va bene, non può andar bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto a favore dell'emendamento orale. Mi ha preceduto l'onorevole Floris: noi non pensiamo che i costi dei Gruppi siano oggetto di questa discussione, se si ritenesse opportuno parlarne, dovrebbe essere convocata una seduta apposita. Se non vogliamo farlo, dobbiamo cercare di analizzare perché avanziamo questa richiesta.
Noi avanziamo questa richiesta per ragioni di dignità politica, perché riteniamo che questo Consiglio debba rispettare anche quei partiti che hanno offerto al corpo elettorale la possibilità di esprimere un voto, che deve avere un riscontro anche nel Consiglio regionale sotto forma di Gruppi organizzati e non arraffazzonati soltanto per poter ottenere una segretaria o una stanza.
Non è questo l'argomento, non vogliamo entrarci e non fateci entrare, però noi vogliamo che sia offerta a tutti i partiti che si sono presentati alle elezioni la possibilità di lavorare come gli altri. Non credo che questo sgambetto possa limitare la crescita di questo o quel partito, è soltanto squalificante per il Consiglio. I partiti che meritano di continuare a crescere continueranno a crescere anche senza i gruppi, saranno gli elettori a premiarli. Quelli che stanno scomparendo continueranno a scomparire, non è questo il modo per gestire la situazione politica attuale e la nostra presenza in questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, io concordo con le argomentazioni di coloro che hanno proposto e sostenuto questo emendamento per consentire la costituzione di Gruppi che hanno una storia antica e di grande dignità tra il popolo sardo. Mi riferisco, in particolare, a quelli di più vecchia data, come il Partito Sardo d'Azione e i Socialisti, ma anche agli altri. Ma come è possibile che qualsiasi cittadino democratico o partito politico serio non possa tener conto di questo dato? Pertanto, fermiamoci un attimo e riflettiamo.
Questo punto - e sono d'accordo con il collega Atzeri - è veramente importante, non solo per ciò che ho detto, ma anche per la qualità della nostra democrazia e per la qualità dei nostri rapporti interpartitici all'interno e all'esterno di quest'Aula. E' stato affermato che ci sono partiti che hanno una rappresentanza sovrastimata per il meccanismo della legge elettorale maggioritaria, ed è vero. Queste cose le diceva anche il compagno Uras e possiamo portare anche l'esempio di Rifondazione Comunista: noi abbiamo compagni eletti, la compagna Lanzi, che è stata eletta nel listino per effetto del maggioritario, e abbiamo un gruppo di sei. Se non ci fosse stato il maggioritario forse io non sarei in quest'Aula, saremmo forse in quattro, né io né la compagna Lanzi saremmo qui. Come il Partito Sardo d'Azione se avesse partecipato alle elezioni e avesse vinto, probabilmente, anziché due poteva avere tre o quattro consiglieri.
Ecco perché questa legge maggioritaria - che tra l'altro noi di Rifondazione Comunista osteggiamo, abbiamo sempre votato contro, siamo per il proporzionale, per il proporzionale corretto alla tedesca, se volete, che comunque garantisca una correlazione tra i voti espressi dal popolo e le rappresentanze istituzionali - ecco, perché, dicevo, questa legge elettorale è un elemento che mi crea dei problemi. Non voglio, infatti, che per un meccanismo elettorale, che tra l'altro non condivido, ci siano partiti come il Partito Sardo d'Azione, che non possono avere una propria rappresentanza in questo Consiglio Regionale. Mi permetterete di citare questo esempio che potrei estendere ad altri. Un partito che ha questa storia, che ha offerto questo contributo politico, culturale al nostro popolo, che ha animato per ottant'anni la storia e le vicende più interessanti della Sardegna non può non avere una rappresentanza autonoma all'interno di questo Consiglio Regionale.
Io me ne faccio carico, perché mi ritengo un sardista non iscritto al P.S.d'Az. - se mi permettono i colleghi di questo partito - e ne difendo i principi che porta avanti. Mi sento impegnato nella difesa della Sardegna, come del resto a parole diciamo tutti e in primis lo dice e lo fa il nostro Presidente della Regione, l'onorevole Renato Soru, e lo fa bene e lo fa rappresentando credo tutti. Gli esempi anche in questi ultimi giorni non mancano, sia sulle servitù militari, sia nelle rivendicazioni che avanziamo nei confronti del Governo centrale per quanto riguarda l'IVA eccetera.
Sono tutte battaglie che ci devono vedere uniti. Però, badate, noi non avremmo avuto tutto questo entusiasmo, tutta questa voglia di riscattare il nostro popolo e di cercare di dargli una dignità anche in una fase come quella dell'Unione Europea o della globalizzazione neoliberista che cerca di omologare e di riportare a uno tutto, non solo su ciò che si deve mangiare, sul come ci si deve vestire o come si deve pensare, ma cerca anche di annullare le differenze, e cioè le specifiche identità dei popoli. Noi di Rifondazione Comunista abbiamo contro questa globalizzazione neoliberista una posizione precisa, che è quella di essere intanto contrari e allo stesso tempo non accettiamo di definirci no global, come fa qualcuno, e come fa certa stampa, per cui la riteniamo prettamente una cosa giornalistica. Noi siamo per la globalizzazione democratica, dove ciascuno popolo, indipendentemente dalla propria entità numerica, possa essere trattato con dignità, rispettoso della storia che rappresenta e che ha portato avanti, perché tutti in questo mondo possiamo essere veramente...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu, il tempo a sua disposizione è terminato. Invito i colleghi ad attenersi al contenuto dell'emendamento, perché è questa la sede per discutere delle ragioni storiche dei partiti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, a me piacerebbe preannunciare il mio voto favorevole all'emendamento presentato dagli amici sardisti, ma lo farei con più convinzione se questo emendamento contenesse un comma che vietasse il passaggio di un consigliere eletto in una coalizione ad un'altra. Questo lo dico in virtù del problema politico che l'onorevole Floris ha posto e sul quale mi trovo pienamente d'accordo, ma lo dico, a maggior ragione, in virtù dei discorsi che hanno pronunciato l'onorevole Pittalis prima (che ha parlato di selezione operata dagli elettori che poi conferiscono la rappresentatività all'interno dei Gruppi), ma soprattutto l'onorevole Marracini poi, quando ha parlato di dignità politica.
Vorrei ricordare a tutti che il premio di maggioranza viene definito in relazione al numero dei consiglieri attribuiti all'opposizione. Ne deriva che, in caso di passaggio di consiglieri dall'opposizione alla maggioranza, la coalizione vincente godrebbe di una maggioranza superiore a quella attribuitagli dalla legge, e ne deriva ancora, a rigor di logica, che probabilmente dovrebbero decadere quei consiglieri eletti grazie al premio di maggioranza. Da questo, paradossalmente, se stiamo bene attenti alla norma, discenderebbe che l'ingresso in maggioranza dell'onorevole Pittalis - che, per carità, avrà avuto le sue ragioni che non sto io qui a discutere - dovrebbe provocare la decadenza dell'onorevole Marracini, che è stato eletto grazie al premio di maggioranza.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, sono finite le dichiarazioni di voto. Devo solo dire, perché sollecitato anche dall'onorevole Floris, che avevamo proposto una discussione non viziata dalla contingenza, dalla strumentalità e da esigenze particolari. Questo tema è stato affrontato da me, in sede di Giunta per il Regolamento, quando si è posto il problema della costituzione di alcuni Gruppi, cercando il consenso su un'interpretazione non letterale, in quattro riunioni successive, ma la proposta non ha ottenuto il consenso sufficiente. Abbiamo provato, allora, a estendere la discussione a tutti i Capigruppo, alla Conferenza dei Capigruppo, discussione che ha coinvolto anche alcuni rappresentanti del Gruppo Misto (perché il tema che veniva portato dall'onorevole Atzeri e dall'onorevole Caligaris non riguardava solo il P.S.d'AZ o solo i Socialisti, ma riguardava anche altri Gruppi politici) ma non siamo riusciti ad addivenire ad una soluzione neanche in quella sede.
Oggi, in Aula, in sede di revisione del Regolamento il sottoscritto ha formulato una proposta di modifica dell'articolo 20, e in modo particolare dell'articolo 4, che tenesse conto delle situazioni nuove derivanti anche dalla costituzione di quattro nuove circoscrizioni elettorali. Questo testo è stato affrontato in ripetute riunioni della Giunta per il Regolamento senza che si arrivasse ad una sua condivisione, perlomeno a maggioranza. Abbiamo di nuovo coinvolto i Capigruppo - non è un esercizio - trasferendo a una sede meno tecnica e più politica l'argomento, senza riuscire anche lì a trovare il consenso sufficiente.
Siccome la situazione del dibattito è questa, siccome le opinioni sono divaricate e siccome il tema è un tema delicato, non possiamo utilizzare argomenti in maniera impropria, né per quanto riguarda gli strumenti né per altro. Gli strumenti sono a disposizione di tutti, anche di chi fa parte del Gruppo Misto, che ha sedi, locali, funzionari e finanziamenti pari a quelli di tutti gli altri Gruppi, decisi sulla base della ripartizione che per legge è attribuita a ciascun consigliere.
Questi argomenti vi pregherei di non introdurli in Aula, perché mi sembra un modo sbagliato di utilizzare argomenti a sostegno di tesi anche giuste. Non è questo il punto, il punto è politico, il punto riguarda il numero dei Gruppi che possono costituirsi in presenza di situazioni elettorali che mutano continuamente. Non si tratta di affermare l'esistenza di partiti storici, come il Partito Sardo d'Azione. Il Partito Sardo d'Azione, anche nella passata legislatura, era confluito nel Gruppo Misto, non aveva un proprio Gruppo, questo non gli ha impedito di svolgere una sua azione. La proposta conclusiva era quella di individuare un'altra sede per approfondire, precisare e verificare la possibilità di trovare un punto di incontro.
Mi pare che anche stasera non ci sia la volontà di dire: "Ne parliamo con calma, stabiliamo qual è la sede, magari i Capigruppo più tutti quelli che rappresentano forze politiche". Benissimo, ma stabiliamo una sede nella quale possiamo parlarne con calma. Questa era la mia proposta. Se la proposta non viene accolta ovviamente si procede nella discussione degli emendamenti così come sono stati presentati, cioè in un modo sbagliato, secondo me, e poco utile al conseguimento di un risultato che possa essere utilizzato da tutti.
Questa è la mia opinione. Se i presentatori degli emendamenti pensano che a questo punto, esaurite le dichiarazioni di voto, si debba procedere alla votazione, allora procediamo alla votazione. Naturalmente prevale la volontà dell'Aula e affido all'Aula la responsabilità anche di un esito non positivo, cosa che sarebbe auspicabile in questa materia.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Non vorrei che si pensasse che prima magari stessi scherzando. Io chiedo ai consiglieri Sardisti se al loro emendamento si può aggiungere il comma di cui ho parlato. Se l'Aula è d'accordo sull'emendamento orale...
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, stiamo procedendo alla votazione, abbiamo un emendamento a cui si è aggiunto un emendamento orale, il suo è un emendamento orale all'emendamento orale.
(Interruzione del consigliere Marrocu)
SANJUST (F.I.). No, non è che sia un emendamento all'emendamento orale…
PRESIDENTE. Io penso che non sia materia sulla quale possiamo procedere così. Penso questo, poi non ho neanche ben capito se c'è un'opinione favorevole all'accoglimento dell'emendamento orale dell'onorevole Atzeri, immagino di sì dato che siamo andati avanti a discutere come se l'emendamento orale sia stato... prego?
MARROCU (D.S.). E' un emendamento di sintesi.
PRESIDENTE. E' un emendamento di sintesi. Va bene, diciamo così. Metto in votazione l'emendamento numero 21, nel testo riformulato dal consigliere Atzeri.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale,con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Caligaris - Davoli - Floris Mario - Ibba - Marracini - Masia - Pisu - Pittalis - Scarpa - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lanzi - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 12
contrari 44
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dall'emendamento numero 24. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto) relatrice di minoranza. La dichiarazione di voto, Presidente, ovviamente è a favore. Ci mancherebbe anche che non lo fosse; è soltanto per richiamare l'attenzione su un aspetto che, secondo me, viene ancora sottovalutato. Questa norma, sintetizzata nell'emendamento numero 24, entra nel Regolamento semplicemente per adattare il Regolamento alle mutate condizioni istituzionali, perché si è passati, lo sottolineava poco fa l'onorevole Floris, da quattro a otto circoscrizioni provinciali.
Nella determinazione della possibilità di costituzione dei Gruppi con cinque componenti faccio notare che l'emendamento non entra in nessun modo in contraddizione con quella che era la visione del Regolamento, cioè di garantire la costituzione di Gruppi con almeno tre consiglieri purché espressione di partiti organizzati nel territorio della regione che abbiano presentato, con il medesimo contrassegno, candidati in almeno tre quarti dei collegi circoscrizionali e quindi la rappresentanza copra almeno il settanta per cento della popolazione.
Approfitto dell'occasione per illustrare anche l'emendamento numero 25, perché collegato al precedente. L'aspetto tecnico proposto, se accolto, crea anche la possibilità di costituire delle componenti politiche all'interno del Gruppo misto che potrebbero fruire dello stesso principio. Mi sarebbe molto piaciuto poter pensare ad un'altra sede di riflessione su una questione così delicata, però Presidente, lei deve anche sinceramente dar conto del fatto che, se si parte da condizioni preconcette, non ragionando in termini di possibilità di offrire soluzioni, o addirittura da punti di vista con sfondi morali, beh, confrontarsi positivamente con considerazioni di questo tipo è veramente difficile.
Tengo inoltre a precisare che, mentre il Regolamento ha una data di entrata in vigore, il problema del Gruppo socialista non ha una scadenza. Può essere risolto con un'azione decisa e determinata di un Presidente che interpreta una norma regolamentare in termini meno restrittivi di come ha fatto finora. La condizione che si è creata è di una visione schizofrenica di quello che avviene in Aula: da un lato si dice che non si ha fretta a dar vita a un nuovo Regolamento, stabilendo una vigenza a partire da gennaio; dall'altro quando si tratta di risolvere i problemi non si risolvono né quelli immediati né quelli futuri, ma si preferisce rimandare ad un'altra sede che comporta l'intervento di altre personalità. Credo quindi che questa questione resti comunque sospesa. L'Aula, qualunque decisione venga adottata, deve rendersi conto che i problemi ci sono e che non possono essere risolti rimandandoli di volta in volta a sedi diverse da quelle che sono il dibattito e l'assunzione di responsabilità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Voglio ricordare che il testo del suo emendamento è esattamente il testo da me proposto alla Giunta per il Regolamento. Va bene?
CALIGARIS (Gruppo Misto) relatrice di minoranza. Sì, dopo il ragionamento che ho posto io.
PRESIDENTE. Sì, sì. Quindi questo è il testo che io ritenevo potesse ricevere il consenso. La Giunta per il Regolamento però non l'ha accettato, quindi io mi ritiro. L'interpretazione però, onorevole Caligaris, non è così semplice come sembra a lei perché, in Italia, "liste presentate" sono quelle che prendono parte alla competizione elettorale, per giurisprudenza consolidata.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Ho sentito le parole del novello oratore che pretende di impartire insegnamenti a chi probabilmente e sicuramente, come il sottoscritto, ha la pazienza di ascoltare e anche di imparare. Ma quando per nascondere il vuoto delle idee e dei progetti si utilizza l'insulto, si utilizza un modo davvero direi sciocco di porgersi anche nei confronti di chi la pensa diversamente, beh, l'invito alla prudenza è d'obbligo, anche in considerazione della giovane età.
C'è un passo del Vangelo dove nostro Signore Gesù Cristo diceva di essere il servo dei servi. Bene, lasciamo questo a nostro Signore Gesù Cristo e al significato e alla carica che questo messaggio porta. Qui più modestamente cerchiamo di svolgere il nostro lavoro senza travalicare alcuni limiti perché su questo piano l'onorevole Sanjust, come ha fatto qualche giorno fa anche il suo collega onorevole Pili, eventualmente sulla moralità e sull'etica in politica mi trova pronto ad un dibattito e ad una sfida.
Io mi auguro che il suo partito duri ancora, se non passerà la legge imbroglio che state proponendo, e che lei abbia la possibilità di durare ancora perché non mi pare che su questo piano, nei confronti di chi alla luce del sole dissente, alla luce del sole ha dichiarato chiusa un'esperienza politica, possa essere impostato un dibattito. Se lei vuole insistere su questo piano e su questo profilo troverà le adeguate risposte; mi limito questa volta ad una garbata replica, ma se vuole continuare, staremo qui ancora a parlare di cose che probabilmente la riporteranno nella realtà.
PRESIDENTE. Ribadisco l'invito ai colleghi ad attenersi al contenuto degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarare che questa è l'ultima votazione a cui partecipa il Partito dell'UDEUR. Il Regolamento ve lo approverete in Aula da soli. L'onorevole Sanjust parla di questioni che non conosce, in un lingua che non conosce, come dissi un tempo all'onorevole Pili (ma sono compagni di partito quindi sicuramente non si capiranno neanche tra di loro). I Popolari UDEUR hanno "piazzato" tre consiglieri a quoziente pieno. L'onorevole Sanjust non conosce neanche le norme perché non si è neanche andato a cercare i voti, glieli hanno trovati. Per cui noi non parteciperemo al voto e ci allontaneremo dall'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, non per aprire una polemica, basta così!
SANJUST (F.I.). Presidente, lei ha perfettamente ragione, però avrei anche gradito, visto che di insulti si trattava, che si togliesse eventualmente la parola al collega anziché lasciarlo proseguire. Quindi mi limiterò semplicemente a dire che il voto sull'emendamento sarà sicuramente contrario e che sicuramente preferirò in vita mia terminare la mia esperienza politica piuttosto che riciclarmi continuamente da una parte all'altra. Io, dal '94 ad oggi, sono stato in Forza Italia, c'è invece chi in dieci anni è passato per tre o quattro partiti, se non di più!
PRESIDENTE. Colleghi, l'esercizio di un diritto, che è quello alla parola e all'espressione di un'opinione, più che di un Regolamento stringente e di un Presidente che fa attuare il Regolamento, ha bisogno anche di molta capacità di autodisciplina.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Sanjust ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Caligaris - Ibba - Masia - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 6
contrari 47
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 25.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Caligaris - Ibba - Masia.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Floris Mario - Scarpa - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 54
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 82 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 82 e del relativo emendamento:
Art. 82
Richiami pregiudiziali
1. I richiami riguardanti l'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi, dopo la proposta, che deve essere illustrata per non più di cinque minuti, possono parlare solo un oratore contro ed uno a favore, motivando il proprio punto di vista e per non più di cinque minuti ciascuno. L'Assemblea decide per alzata di mano. Non sono ammesse dichiarazioni di voto.
Emendamento aggiuntivo Ladu
Art. 82
Dopo le parole "l'assemblea decide per alzata di mano" va aggiunto il seguente periodo:
"sono ammesse dichiarazioni di voto per un tempo non eccedente i 3 minuti ad un solo consigliere in rappresentanza di ciascun gruppo". (40)).
PRESIDENTE. L'emendamento numero 40 viene dato per illustrato.
Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò, come è ormai noto, contro questo articolo e contro l'emendamento. Abbiamo ritirato stamattina gli emendamenti perché avevamo capito (non ce n'era bisogno) che si trattava di un Regolamento "blindato", su cui non c'era niente da fare, neanche gli errori più evidenti, più madornali potevano essere corretti da quest'Aula.
Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti organici che potevano senz'altro agevolare i lavori di questa Assemblea, e che non erano indirizzati contro nessuno, nel senso che tra gli emendamenti presentati ce n'era uno che prevedeva che le norme dovessero entrare in vigore dalla prossima legislatura. Quindi tutte le illazioni che sono state fatte, credo non abbiano alcun senso e alcun valore.
Rimaniamo dell'opinione che si tratti di un'esigenza inventata di sana pianta, che ha scaricato sul Consiglio regionale responsabilità che non ha, perché tutti gli argomenti che la maggioranza ha portato sono passati con la velocità del vento; non si è mai visto un DPEF in quest'Aula esaminato con la velocità con cui è stato esaminato quest'anno. Questo è un Regolamento voluto da chi intende perseguire l'obiettivo di imbavagliare il Consiglio regionale ai propri voleri e renderlo uno strumento maneggevole che si inginocchia alle decisioni frutto di scelte e volontà esterne a quest'Aula, non frutto di un libero e civile dibattito e confronto tra i rappresentanti delle forze politiche, lo abbiamo visto in quest'anno, lo vedremo nel proseguire di questa legislatura.
Rimaniamo dell'opinione che la discussione delle proposte di modifiche al Regolamento sia intempestiva; sarebbe stato sicuramente - come tutti hanno dichiarato in quest'Aula - più logico e corretto parlare di modifiche del Regolamento solo dopo l'approvazione di una legge che riequilibrasse i poteri tra la Giunta e questo Consiglio regionale, tra il Presidente e tra i Presidenti, tra i Presidenti e la Giunta, tra la Giunta e le Commissioni e l'intero Consiglio della Regione.
Senza il collegamento con queste norme, e in presenza di un quadro istituzionale parlamentare sconvolto dal sistema elettorale, che ha ridimensionato il ruolo di questo Consiglio, le modifiche proposte dalla Presidenza e dalla Giunta per il Regolamento sembrano solo un modo e un mezzo per accorciare l'esame dei provvedimenti. Le nuove norme approvate, come è evidente a chi ha esperienza, non incidono sulla qualità dei provvedimenti da approvare. Purtroppo in Giunta per il Regolamento ci sono finiti coloro che, con tutto il rispetto, non hanno mai partecipato ai lavori di questo Consiglio e quindi non ne conoscevano neanche tutte le disfunzioni. Per volontà del Presidente sono stati inseriti proprio i neo eletti che hanno finito per tutti seguire quello che veniva loro in qualche modo imposto.
Le nuove norme - ripeto - non incidono sulla qualità dei provvedimenti da approvare, ma sono destinate a "normalizzare" ulteriormente quanto è avvenuto in questa prima fase della legislatura. In quest'anno, infatti, lo abbiamo visto - lo dico al Presidente della Regione - si è drasticamente ridotto (non si è mai visto un Consiglio regionale così sparuto), il numero dei partecipanti ai dibattiti; molti consiglieri della maggioranza sono semplici spettatori di quanto avviene in Aula, di alcuni non si conosce neppure la voce.
Questo Regolamento è nato all'insegna della paura della maggioranza di ottenere il placet dell'opposizione e dell'opposizione che ha paura della maggioranza. Ma quando mai si è visto? E' la maggioranza che caso mai ha paura dell'opposizione! Terrorizzati - e l'hanno detto anche negli interventi - dal fatto che la gente potesse pensare che la minoranza, quando si trattano i problemi di natura istituzionale, non sia istituzionalizzata.
La riduzione della partecipazione ai dibattiti impoverisce non solo il ruolo del Consiglio, ma limita la qualità stessa dei provvedimenti. Questo per dire non che questi consiglieri di cui non si conosce la voce non siano in gamba e non siano in grado di parlare, ma che c'è in quest'Aula un deficit di politica, non un surplus! Dovremmo tutti quanti noi sollecitare il dibattito, parlare, intervenire, portare il nostro contributo, che è quello che deriva da questo rapporto fiduciario che esiste tra il presidente Soru e il popolo sardo, ma tra noi e la nostra fetta di elettorato.
Ecco perché io sostengo che questo Regolamento non sarà sicuramente un Regolamento che porterà beneficio a questo Consiglio regionale; è scaturito dall'idea e dall'intendimento di gente che si è schierata contro la partitocrazia, contro i partiti politici e che ora se la prende con le istituzioni. Quante volte abbiamo sentito dire, anche a livello nazionale: "Perdita di tempo, il Parlamento sta lì e non mi consente di avere subito..." Che cosa? "Quello che io decido". "Ma chi sei tu per decidere in nome e per conto di un popolo?" E' vero che c'è questo rapporto fiduciario, ma è altrettanto vero che se esistono i Parlamenti esistono perché noi dobbiamo verificare, minuto per minuto, quello che il Presidente fa, dove va, cosa fa, cosa decide.
Noi, qui, invece? Ci danno gli ordini e approviamo un Regolamento. Auguri!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 82.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 52
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 52
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Liori - Murgioni - Petrini - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias -- Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 52
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 9
contrari 43
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 83.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 83
Art. 83
Chiusura della discussione generale
1. (Identico)
2. (Identico)
3. Dopo che è stata deliberata la chiusura anticipata della discussione generale, ha ancora facoltà di parlare un Consigliere per Gruppo che ne faccia richiesta.
3 bis. La chiusura anticipata della discussione non può essere richiesta quando il tempo disponibile per la discussione stessa sia stato ripartito dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo o dal Presidente a norma dei commi 8, 9 e 10 dell'articolo 23 bis, nonché del comma 7 dell'articolo 34. ).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 83.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 83.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias -Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 84 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 84 e del relativo emendamento:
Art. 84
Esame degli articoli e degli emendamenti
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
4 bis. Gli emendamenti all'emendamento devono essere strettamente connessi all'emendamento stesso.
5. (Identico)
6. (Identico)
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico)
11. (Identico)
12. (Identico)
13. (Identico)
14. (Identico)
15. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, il passaggio all'esame degli articoli rimane sospeso per il tempo strettamente necessario a consentire alla Commissione che ha istruito il provvedimento l'esame degli emendamenti.
16. (Identico).
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 84
Nel comma 16 le parole "Il Presidente, previa lettura, decide inappellabilmente" sono sostituite dalle seguenti: "Se il proponente insiste, il Presidente del Consiglio consulta l'Assemblea che decide senza discussione per alzata di mano". (6) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento
ATZERI (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias.
Si sono astenuti i consiglieri: Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Rassu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 54
astenuti 4
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 84.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 85 e dei relativi emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 85 e dei relativi emendamenti:
Art. 85
Votazione degli articoli e degli emendamenti
1. (Identico)
2. Nel caso di presentazione di emendamenti, la votazione ha luogo nel seguente ordine: emendamenti soppressivi totali; emendamenti sostitutivi totali; emendamenti soppressivi parziali; emendamenti sostitutivi parziali o modificativi; testo del progetto; emendamenti aggiuntivi.
3. (Identico)
4. E' sempre ammessa la votazione per parti separate, purché le singole parti abbiano contenuto normativo autonomo.
5. (Identico)
6. (Identico)
6 bis. Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti aventi una parte comune identica, alla quale può essere attribuito il significato di principio, ed una parte recante una variazione ogni volta diversa, il Presidente pone in votazione preliminarmente il principio, in caso di voto contrario tutti gli altri emendamenti aventi la medesima parte comune decadono.
7. (Identico)
8. Chi ritira un emendamento ha diritto di esprimere la ragione per un tempo non eccedente i tre minuti.
9. (Identico)
10. (Identico). ).
Emendamento soppressivo parziale Atzeri
Art. 85
Il comma 6 bis è soppresso. (7)
Emendamento aggiuntivo Atzeri
Art. 85
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:
"10 bis. Il Presidente deve porre in votazione gli emendamenti non manifestamente irrilevanti presentati da Consiglieri che dichiarino di dissentire dai rispettivi Gruppi.". (8) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare gli emendamenti.
ATZERI (Gruppo Misto). Sempre per questa mia disperata rincorsa ad attribuire centralità all'Aula, io ho proposto la soppressione del comma 6 bis che prevede che quando si presentano diversi emendamenti che hanno una parte comune identica, alla quale può essere attribuito il significato di principio, e una parte recante una variazione ogni volta diversa, il Presidente pone in votazione preliminarmente il principio.
Questo comma lo definirei - senza usare termini forti -un po' eversivo, perché chi stabilisce il principio? Il Presidente. Ha questa discrezionalità, quindi se decide di cassare il principio fa decadere tutti gli emendamenti. E questo è sempre per rafforzare il Presidente e per non lasciargli questo potere discrezionale perché poi viene strumentalmente attaccato e messo in difficoltà!
Quindi io penso che ci vogliano tempi certi, che non sia il caso che il Presidente entri nel merito; è chiaro che quando si tratta di palese filibustering, ostruzionismo, come può essere successo con la "legge salva coste", quando - faccio un esempio - venivano presentati centinaia di emendamenti identici, con la sola differenza del nome del comune al quale facevano riferimento per poi fare ostruzionismo su ognuno di essi, allora va bene. Ma lasciare al Presidente questo potere enorme, di stabilire il principio e far decadere tutti gli emendamenti, secondo me è un grosso rischio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Scarpa.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Murgioni - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 5
contrari 48
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 85.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Pacifico.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Capelli - Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 51
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 50
contrari 1
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Contu - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Dedoni - Murgioni.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 55
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 51
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 86 e del relativo emendamento.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 86 e del relativo emendamento:
Art. 86
Questione pregiudiziale e sospensiva
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. In caso di concorso di più questioni pregiudiziali ha luogo un'unica discussione nella quale può prendere la parola, oltre ai proponenti, soltanto un Consigliere per Gruppo. Ciascun intervento non può superare i cinque minuti. Chiusa la discussione, l'Assemblea decide votando, per alzata di mano, sulle singole questioni. Non sono ammesse dichiarazioni di voto.
6. (Identico).
Emendamento aggiuntivo Ladu
Art. 86
Alla fine del comma 5 aggiungere:
"sono ammesse dichiarazioni di voto per un tempo non eccedente i tre minuti ad un solo consigliere in rappresentanza di ciascun gruppo". (39) ).
PRESIDENTE. L'onorevole Ladu non è presente in Aula, quindi l'emendamento si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 86.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 86.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri:Barracciu - Gessa - Giorico - Sanna Alberto.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 51
contrari 4
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 39.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Dedoni - Rassu - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 4
contrari 50
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 88.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 88:
Art. 88
Inammissibilità
1. Il Presidente ha facoltà di dichiarare inammissibili, con decisione inappellabile, ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o formulati in termini sconvenienti, ovvero siano in contrasto con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio nel corso della discussione.
2. soppresso. ).
PRESIDENTE. Alla proposta di modifica dell'articolo 88 era stato presentato un emendamento successivamente ritirato e fatto proprio dal consigliere Capelli.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
Emendamento soppressivo parziale Cherchi Oscar - Floris Mario
Art. 88
Al comma 1 dell'art. 88 sono soppresse le parole "con decisione inappellabile". (17) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento.
CAPELLI (U.D.C.). Lo do per illustrato. Sottolineo soltanto che ovviamente l'accettazione dell'emendamento numero17 comporta, come conseguenza, il reinserimento del comma due nell'articolo 88.
PRESIDENTE. Non è automatico, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, penso che giustamente, come dice lei, non sia automatico, però sia ragionevole.
PRESIDENTE. Lei lo legge così, va bene. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento sull'emendamento numero 17 è negativo. Tuttavia io credo, anche per aver consultato alcuni membri della Giunta stessa, che non solo ci si possa rimettere al parere dell'Aula, alla volontà dell'Aula, ma che possa essere condiviso il testo dell'emendamento stesso non modificandone la sostanza, perché viene ribadita la facoltà del Presidente di dichiarare inammissibili quegli emendamenti, evitando però di rafforzarla simbologicamente col richiamo all'inappellabilità.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 17.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 17 fatto proprio dall'onorevole Capelli.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il presidente Soru ha votato a favore
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 56
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Onorevole Orrù, non ho capito bene se l'accoglimento dell'emendamento comportava anche il ripristino del comma due, nella sua opinione.
ORRU' (D.S.). No.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 88.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Diana - Liori.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 53
astenuti 3
maggioranza 43
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 95 e dei relativi emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 95 e dei relativi emendamenti:
Art. 95
Astensioni e dichiarazioni di voto
1. I Consiglieri, prima di ogni votazione, possono dichiarare di astenersi o dare una succinta spiegazione del proprio voto, per un tempo non superiore a tre minuti e comunque entro i termini previsti dal comma 6 dell'articolo 23 bis.
2. soppresso
3. (Identico)
4. (Identico)
4 bis. I Consiglieri che abbiano dichiarato il proprio voto sono considerati votanti, purché presenti in Aula.
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 95
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
"I Consiglieri, prima di ogni votazione, possono dichiarare di astenersi o fornire una motivazione del proprio voto per non più di cinque minuti". (9)
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri
Art. 95
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
"Su ciascun articolo ed emendamento è consentita una dichiarazione di voto per non più di 5 minuti ad un Consigliere per Gruppo. Non possono effettuare la dichiarazione di voto i presentatori dell'emendamento già intervenuti nella discussione dell'articolo, sempre che il testo non sia stato modificato dalle votazioni precedenti. Il Presidente consente che si esprima un Consigliere per ciascuna componente del Gruppo misto ed i Consiglieri che intendano esprimere un voto diverso rispetto a quello dichiarato dal proprio Gruppo per non più di 5 minuti." (10) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare gli emendamenti.
ATZERI (Gruppo Misto). Ritiro gli emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione le proposte di modifica dell'articolo 95.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 95.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere La Spisa ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Diana - Liori - Lombardo - Manca - Sanjust.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 50
contrari 5
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 96.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 96:
Art. 96
Votazione su singoli atti o provvedimenti e su persone
1. Il voto finale sui progetti di legge ordinaria, sui regolamenti, piani e programmi si dà con votazione nominale, eccetto che un quarto dei componenti l'Assemblea o un Gruppo consiliare, tramite il suo Presidente, chiedano la votazione a scrutinio segreto.
2. Il voto sul passaggio agli articoli ed il voto finale sul bilancio pluriennale, sugli atti di programmazione connessi alla manovra finanziaria e sui progetti di legge concernenti il bilancio annuale e la legge finanziaria si dà con votazione nominale.
3. (Identico)
4. (Identico)
5. Nei casi in cui è prevista la votazione per alzata di mano si procede alla votazione nominale tramite sistema elettronico o tramite appello quando lo richiedano otto Consiglieri o un Capogruppo.
6. (Identico)
7. (Identico)
8. (Identico)
9. (Identico)
10. (Identico)
11. (Identico) ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 96.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 96.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 100.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 100:
Art. 100
Inserimento nella programmazione bimestrale
1. (Identico)
2. (Identico)
2 bis. I progetti di legge attuativi di norme costituzionali, statutarie e di grandi riforme dello Stato, sono inseriti nella programmazione bimestrale dei lavori trascorsi sessanta giorni dalla loro presentazione. I predetti termini sono prorogati di ulteriori sessanta giorni su richiesta della Giunta Regionale, o dei Presidenti di Gruppo rappresentanti almeno un terzo dei Consiglieri, o della competente Commissione consiliare, o del proponente. ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 100.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 100.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla proposta di modifica del titolo del Capo XIV
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica del titolo del Capo XIV:
CAPO XIV
Della tutela delle prerogative
del Consiglio e dell'informazione
del Consigliere ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica del titolo del Capo XIV.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica del titolo del Capo XIV.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 56
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 56
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 105 bis.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 105 bis:
Art. 105 bis
Tutela delle prerogative del Consiglio
1. Il Presidente, su segnalazione dei Gruppi consiliari o di singoli Consiglieri, al fine di garantire la tutela delle prerogative del Consiglio e il rispetto delle norme regolamentari riguardanti l'attività ispettiva e il diritto all'informazione dei Consiglieri, assume le iniziative opportune, sentiti i Vice Presidenti. ).
PRESIDENTE. L'articolo 105 bis è decaduto in conseguenza dell'approvazione degli emendamenti numero 30, 32 e 33.
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 109.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 109:
Art. 109
Svolgimento delle interpellanze in Consiglio
1. (Identico)
2. (Identico)
3. (Identico)
4. (Identico)
5. Il tempo concesso all'interpellante non può superare i cinque minuti per l'illustrazione e tre minuti per l'eventuale replica alle dichiarazioni della Giunta regionale per precisare di essere o no soddisfatto.
6. (Identico)
7. (Identico). ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 109.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 109.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 55
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 114.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 114:
Art. 114
Discussione delle mozioni in Assemblea
1. (Identico)
2. (Identico)
2 bis. Qualora la Giunta regionale si dichiari contraria la data di discussione della mozione è stabilita dalla Conferenza dei Capigruppo.
3. (Identico). ).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la proposta di modifica dell'articolo 114.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di modifica dell'articolo 114.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. All'articolo 123 era stato presentato un emendamento aggiuntivo, poi ritirato, il numero 15.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io chiedo che venga riproposto all'Aula l'emendamento numero 15 all'articolo 123 e rimodulato con l'articolo 123 bis. Credo che sia un emendamento utile all'Aula, utile anche all'economia dei lavori e soprattutto alla conoscenza dei problemi amministrativi della Regione Sardegna. Pertanto lo faccio proprio.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 15:
Emendamento aggiuntivo Floris Mario - Cherchi Oscar
Art. 123
Dopo l'Art. 123 è aggiunto il seguente art. 123 bis.
Art. 123 bis
In occasione delle tornate ordinarie del Consiglio previste dall'Art. 20 dello Statuto Speciale della Sardegna, e comunque ogni tre mesi, ha luogo un confronto pubblico anche nella trasmissione televisiva diretta tra i Consiglieri e la Giunta regionale.
Alla relative sedute la Giunta è tenuta a partecipare, con tutti i componenti.
Le modalità di svolgimento delle sedute sono regolate dalla Conferenza dei presidenti di Gruppo che, tenendo conto dei criteri di proporzionalità assegna il tempo da destinare alle relative domande.
Il 50% del tempo complessivo deve essere riservato ai gruppi dell'opposizione.
Ogni domanda di ciascun Consigliere e ogni risposta della Giunta non devono superare rispettivamente i due minuti. (15) ).
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.) relatore di maggioranza. Signor Presidente, l'orientamento della Giunta per il Regolamento era quello di rimettersi all'Aula sull'emendamento originario, il numero 15, che era stato in un primo momento ritirato e adesso viene fatto proprio dal consigliere Diana. La proposta che formulo all'Aula è quella di integrare l'emendamento numero 15 in alcuni punti rafforzando l'intendimento dello stesso emendamento, che è quello di ripristinare il question time.
Mentre l'emendamento originario si richiama solo ed esclusivamente all'articolo 20 dello Statuto, quindi alle due sedute obbligatorie di febbraio e ottobre, quello che propongo io prevede che si proceda al question time ogni tre mesi. Lo leggo: "In occasione delle tornate ordinarie del Consiglio previste dall'articolo 20 dello Statuto speciale della Sardegna, e comunque ogni tre mesi ha luogo un confronto pubblico con interrogazioni a risposta immediata". Con questa modifica , quindi, propongo di dedicare due sedute in più al confronto consiglieri - Giunta.
(Interruzione del consigliere Capelli)
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Onorevole Capelli, ho fatto la premessa, poi non smentisco la premessa, non dico un'altra cosa. "Le modalità di svolgimento delle sedute sono disciplinate" - questa è la seconda modifica - "dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi". Questo inserimento è necessario perché altrimenti andrebbe introdotto un disciplinare organico.
PRESIDENTE. E' chiaro colleghi? Si propone di procedere quattro volte l'anno al confronto diretto tra consiglieri e Giunta. Se il testo emendato oralmente dall'onorevole Orrù viene condiviso mettiamo in votazione il testo così come è stato illustrato.
SECCI (La Margherita-D.L.). Abbiamo bisogno di leggere il testo.
PRESIDENTE. Provo a leggerlo io. "In occasione delle tornate ordinarie del Consiglio previste dall'articolo 20 dello Statuto speciale della Sardegna, e comunque ogni tre mesi, ha luogo un confronto pubblico, anche nella trasmissione televisiva diretta, tra i consiglieri e la Giunta regionale. Alle relative sedute...".
(Interruzione del consigliere Secci)
PRESIDENTE. Ove possibile, onorevole Secci, perché la diretta televisiva ha un costo. Io peraltro proporrei di eliminare questa previsione perché la diretta televisiva non è nella disponibilità del Consiglio, ma delle emittenti, sulla base della loro programmazione. "Anche" vuol dire "inoltre".
DEDONI (Riformatori Sardi). Ove è possibile.
PRESIDENTE. Sì, ove possibile. Abbiamo provato, per esempio, in occasione di questa discussione ad accedere alla diretta televisiva e non è stato possibile per motivi organizzativi delle emittenti e anche per i costi che sono elevatissimi. Troveremo un altro modo per pubblicizzare le nostre sedute con strumenti meno costosi.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non capisco il riferimento alla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. "Le modalità di svolgimento delle sedute sono disciplinate dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, tenendo conto dei criteri di proporzionalità". Questo è il testo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15 nel testo riformulato.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 55
maggioranza 43
favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
All'articolo 132 sono stati presentati tre emendamenti
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 132
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Il Consigliere proponente modifiche al Regolamento ha facoltà di partecipare alle sedute della Giunta in cui si esaminano." (27)
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 132
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 ter. In mancanza di parere unanime della Giunta emendamenti e proposte sono rimessi all'Aula." (28)
Emendamento aggiuntivo Caligaris
Art. 132
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Con riferimento alle proposte di modifica al Regolamento presentate dai Consiglieri, alle conclusioni ad esse relative che la Giunta sottopone all'Assemblea, nonché alle modificazioni d'iniziativa della Giunta, si osservano le norme che disciplinano la presentazione, la distribuzione e l'esame in Commissione ed in Aula delle proposte di legge e degli emendamenti". (29)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare gli emendamenti.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Non mi arrendo mai, onorevole Marrocu. Comunque, visto che non sono arrendevole, mi soffermo solo per richiamare l'attenzione dell'Aula su una questione che, secondo me, è corretta nei confronti dei proponenti modifiche al Regolamento. Ritengo infatti che sarebbe opportuno, quando si esamina una proposta di modifica al Regolamento, la presenza di colui che l'ha proposta, in modo che possa esplicitarne il senso e l'idea che la sottende.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 28, che è sempre relativo all'articolo 132, sto ponendo un problema legato alla possibilità di essere informati in ogni fase della elaborazione del Regolamento. Cioè, ho ritenuto di dover sottolineare che la Giunta del Regolamento è un istituto che ha una sua funzionalità e correttamente lavora sulle proposte. Accade, però, che non tutti i consiglieri abbiano notizia e informazioni adeguate. Lo abbiamo verificato in Aula in questi giorni; non tutti sono informati sul percorso svoltosi all'interno del processo di modifica che si intende realizzare. Ritengo quindi opportuno che, laddove non ci sia una completa aderenza alle proposte, cioè in assenza del parere unanime da parte della Giunta, si possa e si debba discutere.
Prendo infine in considerazione un elemento procedurale. Nella mia inesperienza, non avendo trovato norme scritte su come si procede nell'esame delle proposte in Aula e anche in Giunta, sarebbe opportuno normare la prassi, sancendo che l'iter dell'esame delle modifiche al Regolamento segua quello previsto per un normale progetto di legge.
Sono quindi tre emendamenti che, dal mio punto di vista, migliorano notevolmente la qualità del lavoro, e soprattutto la trasparenza e l'informazione nei confronti di tutti i consiglieri. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 27 e 28 la Giunta per il Regolamento si rimette all'Aula. Per quanto riguarda l'emendamento numero 29, invece, la Giunta non lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 27.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 27.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Soru - Uggias - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cuccu Giuseppe - Sanna Simonetta - Secci.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Giagu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 46
contrari 4
(Il Consiglio approva).
Onorevole Orrù, io non capisco cosa vuol dire che sugli emendamenti presentati in Giunta, su cui non c'è parere unanime, ci si rimette all'Aula. E' negativo?
Le chiedo scusa, onorevole Caligaris, il testo dell'emendamento l'ho capito, voglio capire il parere del relatore.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Ha detto che si può approvare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (d.s.), relatore di maggioranza. Io ho riportato l'espressione del parere della Giunta per il Regolamento, che per quanto riguarda, appunto, il numero 27 e il 28 si rimetteva all'Aula, mentre non accoglieva il numero 29.
La mia opinione, per quanto riguarda l'emendamento numero 28, è che si tratti di un emendamento difficilmente accoglibile da quel punto di vista. La Giunta per il Regolamento si pronuncia, a maggioranza o all'unanimità, su una proposta di modifica; se questa non viene approvata può essere ripresentata comunque in Aula da un consigliere, ma non la ripresenta la Giunta per il Regolamento. Mi sembra che non sia questo lo strumento per garantire quel... Quindi sono perché venga bocciato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Onorevole Caligaris, è un fatto proprio di tecnica legislativa. Le proposte non accolte, non discusse, non diventate testo della Giunta per il Regolamento, per un motivo o per un altro, possono arrivare in Aula sotto forma di emendamenti, soltanto sotto forma di emendamenti, perché questa è la procedura che si deve adottare in un procedimento corretto.
Le proposte o sono emendamenti o non possono entrare in Aula, questo è il punto. Così come ha fatto lei con tutte le altre sue proposte. Questo è il piano corretto formalmente quindi, onorevole Caligaris, la invito a ritirare l'emendamento, perché introduce...
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. No, Presidente, mi scusi, quando noi abbiamo esaminato alcune proposte non sono state accolte tutte. Quelle che non sono state accolte determinano in realtà una mancanza di possibilità di riproporle, perché poi la Giunta del Regolamento le riesamina e cosa fa? Dice: "No, questa non è accettabile, non è proponibile"
Capisco che forse sto tirando fuori una questione di lana caprina per voi, ma per me è incomprensibile che se si segue lo stesso modulo, non si capisce...
PRESIDENTE. La sua opinione l'ho capita. Secondo me non ha senso mantenerlo, ma se lei lo mantiene lo pongo in votazione.
CALIGARIS (Gruppo Misto), relatrice di minoranza. Sì, bocciatelo, così sto più tranquilla.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Caligaris - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 53
maggioranza 43
favorevoli 2
contrari 51
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 29.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Cachia - Caligaris - Contu - Petrini - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Vargiu.
Risultato della votazionePRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 56
maggioranza 43
favorevoli 5
contrari 51
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame della proposta di modifica dell'articolo 133 e dei relativi emendamenti. Se ne dia lettura.
(Si riporta di seguito il testo della proposta di modifica dell'articolo 133 e dei relativi emendamenti:
Art. 133
Uso della lingua sarda in Consiglio
1. (Identico)
1 bis. L'Ufficio di Presidenza adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tale diritto.
Emendamento sostitutivo totale Atzeri
Art. 133
L'articolo 133 è sostituito dal seguente:
"1. Nel Consiglio regionale possono essere usate liberamente la lingua sarda e la lingua italiana.
2. Sino all'approvazione della riforma della legge regionale n. 26 del 1997 in materia di parità giuridica della lingua sarda con quella italiana e di ufficializzazione della lingua sarda, e all'applicazione dei principi della legge n. 482 del 1999 sulle minoranze linguistiche, il testo italiano costituisce l'unico riferimento per la redazione del processo verbale e per la formazione degli atti ufficiali del Consiglio.
3. Nei resoconti consiliari integrali viene riportato il testo in entrambe le versioni.
4. L'Ufficio di Presidenza adotta, entro sei mesi dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, tutte le misure necessarie per garantire la traduzione simultanea della lingua sarda nei lavori consiliari, qualora preventivamente richiesto dal consigliere che intenda esprimersi in lingua sarda.
5. L'Ufficio di Presidenza, sentita la Commissione consiliare competente, adotta, inoltre, entro sei mesi dall'entrata in vigore della riforma della legge regionale n. 26 del 1997 o, in mancanza, entro un anno dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, tutti i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tali diritti." (11)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Pisano - Dedoni - Cassano
Art. 133
All'art. 133 dopo il comma 1 bis è aggiunto il seguente:
"1 ter. Negli interventi consiliari è consentito anche l'utilizzo della lingua inglese. In tal caso, il testo scritto dell'intervento, con a fronte il testo in italiano, deve essere consegnato ai Segretari del Consiglio che, prima dell'inizio dell'intervento, curano la distribuzione delle copie ai consiglieri." (20)
Emendamento aggiuntivo Ladu
Art. 133
Comma aggiuntivo:
1 bis. L'Ufficio di Presidenza adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tale diritto nel pieno rispetto della Legge Nazionale 482 e del precedente comma 1 del presente articolo. (38) ).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento numero 11.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, il comma 1 bis dell'articolo 133, così come è stato concepito dalla Giunta per il Regolamento, peggiora la situazione e costituisce una cambiale in bianco su un tema di fondamentale importanza per noi sardisti, lasciando ogni decisione alle ovattate e illuminate stanze del sesto piano.
Per due motivi, quindi, ho presentato questo emendamento: il primo è perché non vorrei che la maggioranza dovesse recare un dispiacere al presidente Soru, che è un sardista convinto e ha condotto tante battaglie appassionate sulle tematiche sardiste; il secondo è perché noi siamo fortemente inadempienti. Esiste una legge dello Stato italiano, la numero 482 del 1999, approvata per la tutela e valorizzazione della lingua sarda, che impone e permette l'utilizzo della stessa nelle pubbliche amministrazioni. E questa stessa legge all'articolo 9, prevede che la lingua sarda possa essere usata anche di fronte a un giudice di pace.
Quindi per questi due motivi ci siamo permessi di presentare un emendamento dove si prevede che fino a quando noi non approveremo la riforma della legge regionale numero 26 del 1997 la lingua italiana rimane il riferimento principale per tutti gli atti ufficiali del Consiglio.
Nel comma 4 c'è un errore; leggo il testo corretto: "L'Ufficio di Presidenza adotta entro sei mesi dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni" - e non, come erroneamente scritto, dall'entrata in vigore della legge regionale numero 26 - "tutte le misure necessarie per garantire la traduzione simultanea dalla lingua sarda nei lavori consiliari". Adesso, con tutto il rispetto per il cingalese, l'inglese, il finlandese, c'è una legge dello Stato italiano che ci impone, che ci invita a colmare quel vuoto che per anni ha impedito anche l'utilizzo della lingua sarda nella nostra Assemblea. Il Regolamento attuale crea una grossa discriminazione perché chi desidera esprimersi in sardo deve presentare un paio d'ore prima la trascrizione; con questo emendamento, invece, mettiamo tutti sullo stesso piano. La legge numero 482 va rispettata e io mi richiamo alla sensibilità e alla passione politica del presidente Soru che durante la campagna elettorale aveva fatto di questi temi uno dei cardini portanti del suo programma.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 20 ha facoltà di illustrarlo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo molto brevemente perché non è un emendamento che potrà cambiare il Regolamento consiliare. Questo emendamento introduce la possibilità di utilizzare la lingua inglese negli interventi consiliari. Noi siamo convinti, infatti, che un popolo e un Consiglio debbano avere profonda conoscenza delle proprie radici, e quindi possa essere utilizzata la lingua sarda in maniera ampia, possa essere utilizzato, come viene utilizzato, l'italiano, ma crediamo anche che debba essere inviato un segnale col quale affermare che il futuro è anche parlare la lingua del mondo e che nel Consiglio regionale, certo non obbligatoriamente, certo non equiparandolo alle altre due lingue, è possibile parlare anche in lingua inglese. Può essere anche un segnale per fare capire ai nostri concittadini qual è l'importanza che lo stesso Consiglio regionale della Sardegna annette alla lingua inglese e farli riflettere su questa importanza, in modo che anche nella vita di tutti i giorni di tutti i cittadini sardi ci sia uno spazio anche per quella che è diventata la lingua del mondo.
Io credo che quando la Giunta per il Regolamento ha esaminato questo emendamento e ha deciso di rimettersi all'Aula, senza nessun tipo di enfatizzazione sul valore dello stesso, abbia voluto inviare un segnale simbolico di questo genere.
PRESIDENTE. L'emendamento dell'onorevole Ladu si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Il parere della Giunta per il Regolamento è negativo per quanto riguarda gli emendamenti numero 11 e 38. E' altresì negativo per quanto riguarda il numero 20 illustrato dal collega Vargiu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 11 e per far rilevare che il testo proposto dalla Giunta per il Regolamento demanda tutta l'attività necessaria ad assicurare l'esercizio del diritto di utilizzare la lingua sarda all'Ufficio di Presidenza, organismo nel quale il Partito Sardo d'Azione, non avendo potuto costituire un proprio Gruppo, non è rappresentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, per quanto si comprenda perfettamente che ci si muove in un contesto di accordo bipartisan realizzatosi nella Giunta per il Regolamento, vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su alcuni aspetti forse poco noti e che l'emendamento presentato dall'onorevole Atzeri consente di analizzare.
L'onorevole Atzeri che fa? Cerca di dare attuazione, nel Regolamento ed esclusivamente nel Regolamento del Consiglio, alla legge numero 482 nazionale, che noi prima o poi faremmo molto bene a recepire con uno strumento di legge nostro. Qualora questo emendamento si ponesse l'obiettivo di disciplinare tutta l'attuazione della legge numero 482, potremmo ritenerlo una grande norma intrusa, viceversa si limita a fare riferimento a una legge nazionale, in attesa di una legge regionale, per disciplinare l'utilizzo nell'Aula. Quindi non è esuberante rispetto al suo compito; può essere esuberante quando prevede la traduzione simultanea, che comporta alcuni interventi onerosi, però è importante che si cerchi di arrivare alla produzione di atti bilingui in tempi rapidi. Questo ha una valenza anche di tipo economico.
Vi faccio un esempio semplice, la cui portata credo sia comprensibile da tutta l'Aula anche in ora tarda: il Parlamento nazionale ha recepito da poco la carta delle lingue regionali minoritarie varata dall'Unione Europea, che adesso è in fase di ratifica in tutti i Parlamenti nazionali. In sede di approvazione alla Camera dei Deputati, sono state rinforzate le garanzie per le lingue alloglotte parlate in Italia, per le quali è stata prevista anche l'obbligatorietà dell'insegnamento nella scuola, eccetera eccetera. Il sardo ne è rimasto fuori.
Quale sarà il passaggio successivo? Il passaggio successivo sarà che nelle politiche culturali e linguistiche europee, chi in questo percorso non si è dotato di tutti quei passaggi che rendono realmente vigente un bilinguismo, in qualche modo visibile anche in atti ufficiali, si troverà in una posizione di svantaggio allorché dovrà competere per la ripartizione delle risorse; per cui, per quanto caapisca il ragionamento che sta dietro il rifiuto del consenso all'emendamento dell'onorevole Atzeri, richiamo i colleghi a valutare il fatto che su queste politiche ormai si gioca un pezzo della competizione anche per le risorse necessarie alla tutela delle lingue.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento del collega Atzeri. Il collega Maninchedda, molto edotto in materia chiaramente, ha anche specificato quali siano le provvidenze che si vanno a perdere, proprio perché la Sardegna, malgrado tutto, non è al passo con altre regioni italiane e europee per quanto riguarda il riconoscimento della sua lingua.
Io allora mi domando perché questa resistenza; mi domando perché noi sardi, che credo sentiamo tutti la nostra sardità sino al midollo - voglio dirlo al collega Pisu, pur non essendo compagni - quando si tratta di far valere un nostro diritto, la nostra identità (la lingua è la principale testimonianza dell'identità di un popolo, della sua cultura) siamo sempre così restii, così difficili, così "inglesi" e non pensiamo ad essere prima di tutto sardi noi stessi, noi popolo, noi gens, noi Sardegna. Il mio voto pertanto sarà favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Rinuncio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Signor Presidente, sarò veramente velocissimo. Le enunciazioni dell'onorevole Maninchedda mi hanno convinto a votare a favore di questo emendamento. Invito tutti i consiglieri, anche perché riconosco comunque la professionalità dell'onorevole Maninchedda in materia, a fare altrettanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, volevo ricordare che questa maggioranza in diverse occasioni ha annunciato il valore simbolico, intangibile, ma anche, in prospettiva, addirittura il valore economico, del mantenimento di una diversità così importante come quella della lingua sarda. Per questo motivo è stata istituita una Commissione affinché al più presto la Giunta possa presentare un disegno di legge per l'immediata attuazione della legge nazionale in materia.
Riteniamo un grave ritardo della legislazione regionale non averla ancora recepita; e le conseguenze negative sono state ricordate.
Voglio anche aggiungere che è stato ipotizzato di identificare, al più presto possibile, un codice scritto unitario per l'amministrazione pubblica regionale. Per questo mi premeva ricordare che la Giunta è impegnata a colmare questo grave ritardo nell'attuazione di una legge nazionale a tutela della lingua sarda. Impegnerò la Giunta affinché questo disegno di legge arrivi in Commissione al più presto.
PRESIDENTE. Grazie Presidente Soru. Io vorrei ricordare che la prima parte dell'emendamento è già contenuta nel Regolamento vigente, nel senso che nell'articolo 133 è consentito, indifferentemente e liberamente, l'uso della lingua sarda e della lingua italiana. In Giunta per il Regolamento abbiamo svolto una lunga discussione sul modo in cui deve essere garantita, per esempio, la traduzione simultanea. Questa comporta, infatti, la soluzione di una serie di problemi organizzativi che, in Giunta per il Regolamento, abbiamo deciso di affidare all'organo di auto governo dell'Assemblea, con quella formula aperta secondo la quale l'ufficio di Presidenza adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio. Non sappiamo bene che tipo di organizzazione comporti per il Consiglio tutto ciò, quindi la prima parte è contenuta, la seconda parte la possiamo anche esplicitare, ma in Giunta per il regolamento abbiamo preferito utilizzare una formula generica. Pertanto se riusciamo a non riscrivere istituti già acquisiti da questo Consiglio, che sono già patrimonio anche del nostro Regolamento, va bene. Per la parte conclusiva magari si può cercare una formulazione che soddisfi anche l'onorevole Atzeri, con il quale io sono d'accordo. Per la verità, eravamo tutti d'accordo in Giunta per il Regolamento; non è stata espressa su questo argomento nessuna opinione negativa.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, io ho partecipato alla discussione in sede di Giunta per il Regolamento e ricordo che ci siamo soffermati a lungo su come realizzare, dal punto di vista tecnico, quanto previsto dalla disposizione già contenuta in Regolamento e, come diceva il Presidente, alla fine abbiamo acceduto all'adozione di quella formulazione generica. Ora qua si pone un altro problema, che forse non è stato approfondito in sede di Giunta per il Regolamento, cioè il problema di considerare questo articolo e questo comportamento come una delle disposizioni e come uno dei comportamenti che agevola poi il percorso, che dovrà proseguire anche presso altri organi, del riconoscimento della lingua sarda anche ai fini del sostegno economico per il suo insegnamento, la sua tutela e la sua valorizzazione.
Io mi sento, in quest'ottica, di condividere il testo del collega Atzeri e quindi voterò a favore.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Stiamo discutendo - chiedo l'aiuto anche dell'onorevole Atzeri - dei commi quattro e cinque dell'emendamento numero 11, perché il primo, il secondo e il terzo costituiscono una ripetizione di quanto già si verifica nella pratica del Consiglio regionale. Stiamo discutendo delle traduzioni simultanee e del tempo a disposizione del Consiglio per attivare le stesse.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi rendo conto che i termini perentori di sei mesi possono apparire un po' stretti e stiamo discutendo con i colleghi proprio sull'opportunità di rivederli perché porrebbero gli uffici nell'impossibilità di onorarli, però ci vogliono dei tempi certi. Può essere un anno, può essere un tempo più ragionevole, però dobbiamo uscire dall'incertezza.
Io, con il massimo rispetto, ho usato l'espressione "cambiale in bianco" perché purtroppo sono già passati, dal 1999 al 2005, tanti anni e non è ancora successo niente. Eppure la legge numero 482 ci offriva una grossa opportunità. Io sono disponibilissimo a dilatare i tempi, a discutere su questo e a concedere agli uffici della Presidenza la massima disponibilità perché finalmente anche in Sardegna, nella pubblica amministrazione, si possa usare, come recita la legge, la lingua sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, io in Giunta per il Regolamento, se lei ricorda, ho presentato un emendamento analogo a quello del collega Atzeri, tranne per alcune parti. Non sono intervenuto prima proprio perché volevo seguire le opinioni che sviluppava l'Aula. In Giunta per il Regolamento eravamo arrivati alla conclusione che comunque bisognava percorrere questa strada, ma l'Ufficio di Presidenza forse aveva bisogno di tempo per studiare meglio come questo si potesse realizzare.
Tornando all'emendamento del collega Atzeri, a parte il comma 1, che è del tutto analogo al testo esistente, quindi è pleonastico, credo che possano essere accoglibili i commi 2 e 3 e il comma 5, sempre nello spirito del lavoro che ha animato la Commissione, mentre sul comma 4 forse sarebbe opportuno fare degli approfondimenti. Il resto del testo va incontro all'esigenza manifestata anche se la salvaguardia di questo diritto deve essere più compiuta.
Quindi la proposta è quella di prevedere un emendamento integrativo, non sostituivo totale, costituito dai commi 2, 3 e 5 dell'emendamento presentato dal collega Atzeri. Credo che in questa forma si potrà rendere più compiuto l'impegno a prevedere una scadenza temporale, lasciando a provvedimenti successivi che assumerà l'Ufficio di Presidenza il compito di stabilire le modalità di realizzazione.
PRESIDENTE. Io voglio far osservare che approvando il comma 3 ci impegniamo a pubblicare i resoconti integrali in lingua italiana e in lingua sarda di tutto il dibattito consiliare, e non soltanto di coloro che decidono di intervenire in lingua sarda. Questo presuppone un'organizzazione appropriata, e siccome la formulazione non prevede dei termini, presuppone che i nostri uffici dovrebbero da subito procedere alla pubblicazione dei resoconti in tutte e due le lingue. Io vi sto chiedendo di valutare questo aspetto. Se volete, sospendiamo per 10 minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io mi ritrovo nella proposta emendativa dell'onorevole Porcu. Chiedo, però, se fosse possibile, che al comma 2 in ragione delle comunicazioni testé rese dal Presidente della Giunta non si faccia immediatamente riferimento alla legge numero 26, in caso contrario si costringe la Giunta a presentare un disegno di legge di applicazione della "482", praticamente emendata sulla "26". Per cui, secondo me, in sede di coordinamento bisognerebbe scrivere "sino all'approvazione della legge regionale in materia di parità giuridica".
Secondo elemento: i resoconti consiliari. Io avevo già suggerito al relatore che al comma terzo venisse aggiunto "a richiesta dell'interessato". In questo modo la redazione bilingue, che comunque è importante che esista negli atti del Consiglio, verrebbe circoscritta alle richieste formulate dai singoli consiglieri. Credo che in questo modo ci sia più coerenza con il secondo comma che comunque stabilisce che fino all'approvazione della legge che disciplinerà interamente la materia, l'italiano, nell'ambito dei principi sanciti dalla legge numero 482, rimarrà la lingua ufficiale.
PRESIDENTE. Io sono d'accordo con quanto lei afferma, onorevole Maninchedda, però bisognerebbe predisporre un testo scritto. Mi sembra pertanto opportuno sospendere l'esame di questo emendamento per il tempo necessario a ripulirlo, a precisarlo, per evitare di trovarci di fronte ad un insieme di regole interne della vita del Consiglio di difficile applicazione. Io insomma propenderei per una sospensione in modo da poter arrivare ad approvare un emendamento che accolga i principi condivisi e che ne renda l'attuazione concretamente praticabile.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io credo che sarà abbastanza difficile che in un tempo così limitato si possa trovare la soluzione di questo problema. Intanto bisognerebbe capire quale sarebbe la lingua da utilizzare in quest'Aula, considerato che tre quarti dei sardi parlano la "lingua di mezzania. E questo è un grosso problema.
Allora io dico: fermo restando ciò che ha scritto il collega Atzeri in questo emendamento, Presidente, è possibile o approvare questo emendamento così come è o modificarlo prevedendo che la Presidenza si attivi perché, in un tempo che può essere anche di 6 mesi, si sperimenti in una settimana l'opportunità di dialogare in sardo. Vuol dire che io con la collega Sanna vedremo di intenderci, insomma. Ma siccome il problema mi pare che non riguardi nessuno allora a questo punto non riguarda neanche me e voterò contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Diana, stiamo provando a scrivere...
DIANA (A.N.). Non ci voglio provare, stanno scrivendo un'altra cosa.
PRESIDENTE. Questa "altra cosa" verrà esaminata dall'Aula, che giudicherà il risultato finale di questo lavoro. Se ci rimettiamo ai nostri posti possiamo proseguire, sempre che non siamo troppo distratti e sempre che ci siano le condizioni necessarie per proseguire nelle votazioni.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 20.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Dedoni - Gessa - Giorico.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Pacifico - Petrini - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Capelli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 46
votanti 44
astenuti 2
maggioranza 43
favorevoli 3
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 38 è collegato all'emendamento sulla lingua sarda che abbiamo sospeso, quindi è sospeso anch'esso. L'emendamento numero 14 è ritirato.
Proviamo adesso a leggere il testo dell'emendamento a più mani rivisitato. Onorevole Diana le chiedo di prestare un po' di attenzione. Abbiamo tutti davanti il testo dell'emendamento dell'onorevole Atzeri, il numero 11. Il comma 1 dell'emendamento viene cancellato, il comma 2 invece recita: "Fino all'approvazione della legge regionale in materia di parità giuridica della lingua sarda con quella italiana e all'applicazione dei principi della legge numero 482/99 sulle minoranze linguistiche, il testo italiano costituisce l'unico riferimento per la redazione del processo verbale e per la formazione degli atti ufficiali del Consiglio." Al termine del comma 3 viene aggiunto "qualora il consigliere che si è espresso in lingua sarda consegni il testo scritto". Il comma 4 poi recita; "L'ufficio di Presidenza, sentita la commissione consiliare competente, adotta inoltre entro 6 mesi dall'entrata in vigore della riforma della legge regionale numero 26 del 1997 o, in mancanza, entro un anno dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, tutti i provvedimenti necessari ad assicurare l'effettivo esercizio di tali diritti".
E' evidente che resta il primo comma dell'articolo originario, che recita "Nel Consiglio regionale possono essere usate liberamente la lingua sarda e la lingua italiana". Il testo vigente del Regolamento è questo. Quindi lasciamo il primo comma, che mi pare molto netto e preciso, e poi introduciamo le modifiche così come proposte.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11, così come riformulato.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Cuccu Franco Ignazio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 46
votanti 45
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
A seguito di tale votazione decadono l'emendamento numero 38 e la proposta di modifica dell'articolo 133 e cessa di avere efficacia la prima disposizione transitoria.
All'articolo 135 è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:
Emendamento sostitutivo totale Orrù - Cucca - Lombardo - Oppi - Porcu - Salis - Uras
Art. 135
Le modifiche al presente regolamento approvate dal Consiglio nella seduta del ……. entrano in vigore dal 1° gennaio 2006. (35) ).
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 35.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 35.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 43
favorevoli 53
(Il Consiglio approva).
Alle norme transitorie è stato presentato l'emendamento numero 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 22:
Emendamento aggiuntivo Uras
Norme transitorie
Alle norme transitorie è aggiunta la seguente:
"Le modifiche regolamentari approvate dal Consiglio nella seduta del ……. sono verificate dalla Giunta per il Regolamento, in ordine al miglior funzionamento del Consiglio regionale, a un anno dalla loro entrata in vigore. La medesima Giunta, qualora ne ravvisi la necessità, propone al Consiglio le modifiche ritenute necessarie, per la conseguente deliberazione ai sensi delle disposizioni del predetto capo XXV." (22) ).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per illustrare l'emendamento numero 22. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore.
ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. La Giunta per il Regolamento lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 22.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 22.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il presidente Sru ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai - Lanzi - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.
Risponde no il consigliere: Cuccu Giuseppe.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
presenti 52
votanti 52
maggioranza 43
favorevoli 51
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Colleghi, abbiamo concluso il nostro lavoro. Credo che il Consiglio regionale abbia svolto un buon lavoro; un ringraziamento speciale va ai colleghi dell'opposizione perché il loro contributo è stato prezioso per concludere i lavori in un clima di leale confronto. Il Consiglio è riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 23 e 22.
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