Seduta n.350 del 25/07/2007 

CCCL Seduta

(Antimeridiana)

Mercoledì 25 luglio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

indi

del Vicepresidente Rassu

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 39.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 20 giugno 2007 (343), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cerina, Maninchedda e Meloni hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 25 luglio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Va bene, colleghi, sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 41, viene ripresa alle ore 11 e 57.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Colleghi, dovremmo esaminare la proposta di legge numero 218/A, "Riconoscimento del ruolo sociale delle società di mutuo soccorso", per la quale abbiamo bisogno dell'Assessore della pubblica istruzione, che deve ancora giurare. La stessa cosa vale per la proposta di legge successiva, la "220/A", "Promozione della ricerca e dell'innovazione tecnologica in Sardegna". Gli Assessori penso possano giurare domani e quindi è giusto che ci sia l'Assessore competente a seguire questi due provvedimenti. Se siete d'accordo io proporrei di esaminare la proposta di legge numero 99/A, "Norme per la tutela del patrimonio speleologico delle aree carsiche e per lo sviluppo della speleologia". L'Assessore è in Aula, quindi darei la parola al relatore, che è l'onorevole Calledda.

Discussione generale della proposta di legge Calledda - Marrocu - Barracciu - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai Silvio - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Norme per la tutela del patrimonio speleologico delle aree carsiche e per lo sviluppo della speleologia"(99/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 99/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Calledda, relatore.

CALLEDDA (D.S.),relatore. Grazie Presidente, colleghi. Io credo che finalmente, dopo almeno vent'anni, riusciamo a portare in Aula una legge organica di intervento per il patrimonio speleologico. La quinta Commissione permanente ha approvato, nella seduta del 12 dicembre 2006, la proposta di legge numero 99/A concernente "Norme per la tutela del patrimonio speleologico delle aree carsiche e per lo sviluppo della speleologia".

A parere della quinta Commissione l'approvazione di questo testo è un fatto molto importante nell'ambito di un'efficace politica di salvaguardia dell'ambiente naturale in Sardegna e, se il testo sarà approvato anche dall'Assemblea, costituirà un importante strumento di tutela e valorizzazione di un patrimonio naturalistico di particolare importanza. Deve essere inoltre segnalato positivamente il fatto che i commissari di minoranza, pur non partecipando alla votazione finale, hanno fattivamente collaborato alla stesura dei singoli articoli e questo è sicuramente un indice dell'importanza che l'approvazione della proposta di legge riveste per la tutela dell'ambiente e lo sviluppo dell'attività speleologica.

La Sardegna dispone di uno straordinario patrimonio speleologico di circa 340 chilometri di sottosuolo naturale finora esplorati e topografati grazie soprattutto all'instancabile attività di ricerca promossa dalla Federazione speleologica sarda e costituiscono, oggi, il maggiore sviluppo sotterraneo dell'Italia.

Sotto il profilo scientifico e naturalistico si tratta di una risorsa di assoluto valore internazionale meritevole di una più attenta tutela legislativa da parte della nostra Regione. In proposito volevo dire che questa primavera ad Iglesias si è tenuto il Congresso nazionale di speleologia, che è stato un evento davvero importante sotto il profilo tecnico, ma soprattutto sotto il profilo scientifico.

Nel corso delle ultime legislature il Consiglio regionale, anche su sollecitazione delle associazioni culturali e di volontariato, ha iniziato un'apprezzabile attività legislativa per la salvaguardia e la corretta valorizzazione delle grotte naturali della nostra Isola.

Il primo importante passo fu fatto nel lontano 1993 con l'approvazione della legge regionale numero 46, che permise l'istituzione del Catasto regionale delle grotte: grazie a quel provvedimento il lavoro di esplorazione, di censimento e di monitoraggio ha ricevuto un vasto apprezzamento da parte dei cultori e delle organizzazioni scientifiche che operano in questo settore in Italia e a livello internazionale.

Al tal proposito deve essere ricordata la recente scoperta, dopo un'attenta ricerca durata oltre quaranta anni, del grande fiume sotterraneo che alimenta la grotta di Su Gologone, ed è solo di qualche anno fa la sensazionale scoperta scientifica, di natura idrogeologica, che ha accertato la connessione idraulica fra il Supramonte di Urzulei e la Sorgente di Su Gologone, ventuno chilometri in linea d'aria che, molto probabilmente, ne fanno il complesso carsico più vasto d'Italia.

Occorre anche ricordare che, fra i risultati acquisiti dagli speleologi sardi, è senza dubbio di enorme importanza scientifica la scoperta di una nuova specie di pipistrello, il "Plecotus sardus", endemismo della nostra Isola. Quella del "Plecotus sardus" è la prima scoperta di una nuova specie di mammifero nell'intero continente europeo a distanza di 300 anni dall'ultima.

La sempre maggiore attenzione alle tematiche ambientali, la convinzione delle potenzialità di sviluppo in esse contenute, la necessità di un cambiamento nella gestione dell'ineguagliabile patrimonio naturale isolano, ancora oggi ricco e incontaminato, la necessità di dare un supporto istituzionale più stabile alle organizzazioni speleologiche che operano in tutto il territorio regionale e che devono trovare un'interfaccia con il sistema delle autonomie locali per raggiungere ulteriori traguardi nella loro attività, rendono indifferibile intervenire con strumenti legislativi moderni e idonei in grado di dare concretamente sbocco alle varie iniziative nella consapevolezza che la normativa approvata dalla Commissione potrà dare un impulso positivo non solo alle attività culturali e scientifiche, ma anche alle iniziative economiche che possono trovare interessanti sinergie attraverso una più larga conoscenza e fruizione dell'eccezionale patrimonio naturale della Sardegna.

Nel merito, voglio ricordare al Consiglio, ai colleghi consiglieri, la straordinaria situazione che si è determinata in Sardegna nell'utilizzo, anche a fini turistici, delle grotte: parlo delle grotte de Su Mannau, de Su Marmuri, delle grotte di Santadi e di tante altre grotte che ormai hanno uno straordinario effetto turistico, nel senso che esse hanno rappresentato anche la possibilità per molte cooperative, per molti soggetti giovanili, di trovare un'occupazione stabile e importante con visite, in alcune realtà, che si aggirano intorno alle 50-60 mila visite annue.

La Commissione ha, inoltre, eliminato dal testo una serie di norme tendenti alla minuziosa disciplina dell'attività svolta dal Catasto speleologico regionale, ritenendo sufficiente demandare tale disciplina alla emanazione di una apposita direttiva adottata con deliberazione della Giunta regionale.

Un'altra importante modifica inserita dalla Commissione è la previsione della istituzione, nell'ambito del Catasto speleologico regionale, del Centro internazionale di documentazione e ricerca sulle grotte di miniera, che ha l'obiettivo di promuovere gli studi interdisciplinari e le ricerche sulle grotte di miniera. La realizzazione in Sardegna di un centro di ricerca e di documentazione sulle grotte di miniera è stata sostenuta, oltre che da numerose associazioni speleologiche regionali, da importanti studiosi e dallo stesso Istituto italiano di speleologia, anche in considerazione dell'importante patrimonio costituito dalle grotte di miniera presenti in Sardegna e dalla storia mineraria regionale, nonché dalla presenza del Parco geominerario regionale riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

A tal proposito, voglio ricordare al Consiglio, all'Assessore, al Presidente, che una straordinaria grotta presente nell'Iglesiente, la grotta di Santa Barbara, è sicuramente uno degli esempi straordinari di bellezza naturale che è presente nella nostra Isola e che può essere non solo utilizzata dal punto di vista turistico, ma è anche luogo di ricerca e di studio.

Il testo licenziato dalla Commissione all'articolo 1 contiene le finalità della legge che affida alla Regione il compito di riconoscere l'importanza naturalistica, ambientale, culturale, scientifica e turistica del patrimonio speleologico e delle aree carsiche, nonché il compito di promuovere le iniziative dirette alla loro conoscenza, conservazione e utilizzazione delle stesse.

Gli articoli 2 e 3 definiscono le diverse tipologie delle aree tutelate e l'individuazione dell'interesse pubblico a tutelare tali aree, mentre l'articolo 4 contiene delle norme di tutela delle grotte e delle aree carsiche. L'articolo 5 prevede che i Comuni possano presentare dei programmi per la salvaguardia dei beni tutelati dalla presente legge e la loro fruizione ai fini turistici.

L'articolo 6 istituisce presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente il Comitato per la tutela e la valorizzazione delle aree carsiche, definendone la composizione e i compiti, che sono essenzialmente di natura consultiva e propositiva nella materia disciplinata dalla legge.

L'articolo 7 prevede che la Giunta regionale predisponga un piano per la conoscenza, la salvaguardia, la valorizzazione e la fruizione delle grotte e delle aree carsiche; sulla base di tale piano, l'Amministrazione regionale potrà concedere contributi ai Comuni, alla Federazione speleologica sarda ed alle associazioni e ai gruppi speleologici iscritti nell'elenco regionale, disciplinato dall'articolo 9, per la realizzazione delle iniziative di studio, ricerca, tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio carsico e speleologico.

All'articolo 9 si istituisce presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente il Catasto speleologico regionale; nel catasto saranno individuate e censite le aree carsiche e le grotte della Sardegna, con particolare riferimento a quelle di rilevante importanza scientifica, culturale, idrogeologica, ambientale e paesaggistica. Nell'ambito del Catasto, oltre al Centro internazionale di documentazione e ricerca sulle grotte di miniera precedentemente citato, sono istituti un centro di documentazione speleologica e una biblioteca regionale di speleologia con funzioni di documentazione e ricerca. Le modalità di tenuta ed aggiornamento del Catasto sono demandate ad una apposita direttiva che sarà adottata dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente.

Gli articoli 21 e 22, ovviamente, pongono la questione della copertura finanziaria.

Insomma, assessore Morittu, colleghi consiglieri, io credo che se il Consiglio lo vorrà e se approverà questa legge, anche se credo che siamo in ritardo, essa può essere uno strumento - diciamo così - d'avanguardia rispetto alla situazione data. Noi spesso abbiamo parlato della Sardegna come una straordinaria terra, meravigliosa, bellissima, la Sardegna vista dall'esterno. Io consiglio e invito tutti i colleghi consiglieri a scoprire anche - molti di voi, lo so, lo fanno e conoscono - le bellezze che sono nascoste, cioè quelle sotterranee che sono davvero una straordinaria risorsa, oltre che turistica, anche scientifica per la nostra Isola. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Grazie, signor Presidente. Signori Assessori, colleghi, l'onorevole Calledda ha compiutamente illustrato le ragioni che hanno indotto e l'hanno indotto a presentare questa proposta di legge e il percorso che a seguito la Commissione, nonché le ricadute positive che si auspica possano esserci per il mondo che ruota attorno a questo fenomeno.

La proposta di legge ha il pregio di completare il quadro normativo in una materia già disciplinata e della quale il Consiglio regionale si è già occupato negli anni scorsi. Quella speleologica è un'attività molto antica nella quale la curiosità e il gusto dell'esplorazione si accompagnano all'utilità sociale delle scoperte che ci sono, nella quale da sempre scienza e attività sportiva si legano a doppio filo. Oltretutto, oggi la speleologia è soprattutto sinonimo di conoscenza e studio del territorio. Nella nostra regione l'attività costante degli speleologi, specie di quelli che fanno capo alla Federazione speleologica sarda, ha permesso di esplorare e documentare chilometri e chilometri di sottosuolo naturale e di costituire un immenso patrimonio di conoscenze. Talvolta, però, questo patrimonio è catalogato in modo disordinato per l'assenza di una pianificazione e di una programmazione a monte di questa ricerca. Ecco, l'opera degli speleologi della Sardegna ha portato alla luce, negli anni, itinerari del mondo sotterraneo che per secoli sono rimasti sconosciuti, ha fatto scoprire l'esistenza di alcune specie animali per molto tempo ignorate, ha fatto comprendere quanto poco ancora si sappia della realtà delle nostre grotte. Gli studiosi del settore calcolano che ciò che oggi si conosce è solo la metà di quanto si potrà conoscere in futuro sull'ambiente grotta e, in particolare, sulla circolazione delle acque sotterranee, sulla struttura interna delle montagne, sugli organismi che sono presenti nelle grotte. Pertanto, ecco, non ci sono dubbi sull'enorme importanza scientifica dell'attività speleologica, ma non bisogna nemmeno dimenticare che le grotte sono parte integrante e importante del nostro patrimonio naturalistico. Ecco perché la passione per l'esplorazione, il fascino della scoperta e il desiderio di poter mettere piede dove nessun altro uomo è mai arrivato non possono prescindere da un'attenta analisi della sostenibilità ambientale di questa attività. E' importante, infatti, che l'attività sportiva, quella della ricerca scientifica, siano svolte nel rispetto dell'ambiente grotta perché l'impatto dell'uomo non provochi degrado o, peggio ancora, distruzione, come spesso capita quando questa attività non è regolamentata nella giusta maniera. Ecco che qui nasce la necessità di una disciplina legislativa regionale che regoli l'attività speleologica in Sardegna, ma che nel contempo dia impulso a questa attività e promuova forme compatibili con l'ambiente. Una disciplina, quella che si propone, che permetta anche una raccolta sistematica, la conservazione di questo immenso patrimonio di conoscenze sugli ecosistemi sotterranei della nostra Isola. Oggi, approvando questa proposta di legge, l'ha detto anche l'onorevole Calledda, licenziata dalla quinta Commissione, abbiamo la possibilità e l'opportunità di porre le basi perché queste esigenze trovino strumenti perché possano essere soddisfatte. Si tratta indubbiamente di un testo importante, che va nella direzione di una corretta gestione del patrimonio naturalistico della Sardegna e di una maggiore garanzia per la sopravvivenza e conservazione di questi splendidi ambienti naturali. Un testo che può dare impulso ad attività culturali e scientifiche legate alla speleologia, ma anche a quelle economiche. Perché noi dobbiamo sottolineare il fatto che attorno a queste ci sono anche ricadute di tipo economico, consentendo quindi di collocare le risorse speleologiche nel ventaglio dell'offerta turistica regionale. Esse possono rappresentare un piccolo segmento, ma importante, attirando nell'Isola scienziati, appassionati e sportivi, ma anche semplici turisti più interessati alla visita delle nostre grotte. A nessuno sfugge quello che succede in altre Regioni d'Italia e anche nel resto del mondo, con la visita dei fenomeni carsici. Certamente perché si raggiungano gli obiettivi auspicati da questa legge, è importante un coinvolgimento giusto dei Comuni che sono gli enti più vicini agli ambienti da tutelare, di sicuro sono buoni conoscitori del territorio e sono i primi interlocutori anche delle associazioni speleologiche con le quali è necessario operare in sinergia. Per questa ragione l'articolo 5 della proposta di legge che viene esaminata oggi prevede che i Comuni possono presentare programmi per la salvaguardia dei beni che costituiscono il patrimonio speleologico anche mediante convenzione con le associazioni iscritte nell'elenco regionale delle associazioni dei gruppi speleologici istituiti presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente. I Comuni sono anche rappresentati nel comitato per la tutela e valorizzazione delle aree carsiche di cui all'articolo 6 della proposta di legge. E' un organo consultivo, cui era inizialmente prevista la partecipazione di un solo Sindaco; il numero dei Sindaci è stato elevato a tre a seguito del parere espresso dal Consiglio delle autonomie il quale chiedeva giustamente un maggior coinvolgimento dei Comuni. I tre Sindaci vengono designati dal Consiglio delle autonomie e sono scelti tra i Comuni nei cui territori sono presenti grotte e aree carsiche. Va segnalato inoltre il ruolo assegnato dalla proposta di legge alla programmazione degli interventi, con la previsione del piano per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio speleologico, per la sua fruizione sostenibile, per la sicurezza e il progresso delle attività speleologiche.

Per l'attuazione del piano sono previsti contributi a favore dei Comuni, della federazione speleologica regionale e delle associazioni e gruppi iscritti nell'elenco regionale. Ecco, il mio giudizio sulla proposta di legge licenziata dalla Commissione, è un giudizio positivo. L'approvazione di questo testo da parte dell'Aula potrà senz'altro contribuire ad una gestione più sostenibile e responsabile del nostro patrimonio speleologico, che è un patrimonio eccezionale. Penso che il Consiglio regionale debba responsabilmente occuparsi della sua tutela.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Io mi intendo poco di grotte, ma è una materia che mi appassiona e che nei programmi scientifici che la televisione trasmette, specialmente suSky e quant'altro, tento di seguire e seguo da molto. Sinceramente è una materia appassionante, se pensiamo che le maggiori scoperte sull'origine delle civiltà e dell'uomo sono state proprio documentate dai graffiti, dai reperti umani e dai reperti archeologici che sono stati rinvenuti nelle grotte anche ad altissima profondità, sia in quelle, diciamo così, sopra il livello del mare, che in quelle, perché questo è un altro aspetto, sotto il livello del mare. E quindi è una cosa che penso debba e possa appassionare un po' tutti. Io devo dire questo: ho seguito i lavori della Commissione assieme all'opposizione, e devo dire anche che grazie alla nostra presenza è stata garantita l'approvazione di questa legge, sono stati garantiti i lavori. Abbiamo seguito con passione e con dovizia l'excursus della legge, proprio perché con noi, tra l'altro, c'era come osservatore il collega Pettini, che è l'ex presidente, se non erro, del gruppo speleologico sardo, che con competenza ogni tanto interveniva e credo che questi interventi abbiano contribuito, assieme agli altri a migliorare anche la legge.

Certo è che dopo la legge 46 del '93, in Sardegna c'è stato, se non il risveglio, un input positivo che ha consentito a moltissimi appassionati e non, di poter accedere a questa importantissima materia, a questa importantissima esperienza, quindi far parte dei gruppi speleologici, e quant'altro. Con questa norma si completa, io credo la normativa e i dispositivi contenuti nella legge 46 in quanto innanzitutto dà determinate competenze ai Comuni, istituisce un comitato di cui fanno parte anche le autonomie locali, istituisce un catasto delle nostre grotte e dei siti speleologi ci più importanti. Io credo che molto ancora in Sardegna c'è da scoprire dal momento che la Sardegna, per una buona parte è caratterizzata da un sottosuolo carsico per cui sappiamo perfettamente che quando si tratta di calcare, le formazioni calcaree comportano grandi voragini sotterranee che poi caratterizzano le bellissime formazioni sulle grotte, da cui poi si formano, come tutti sappiamo, stalattiti, stalagmiti, ma non solo. L'esperienza e le scoperte che ultimamente hanno caratterizzato queste ricerche hanno consentito anche di dare a determinati corsi d'acqua e a determinate grotte un'importanza scientifica e non solo, che prima era impensabile. Io credo che il favorire la ricerca così come consente questa legge, il favorire e il finanziare oltre alla ricerca, l'attività della speleologia, penso non sia sufficiente rispetto a quanto previsto dalla norma finanziaria. Perché non è che si debba solo finanziare il catasto, che si debbano finanziare le cartografie e quant'altro, è indispensabile, io credo, finanziare iniziative di ricerca e quindi che ci siano le disponibilità finanziarie affinché i gruppi di speleologi, e non solo, ricercatori, scienziati, università possano intraprendere iniziative di ricerca, o iniziative di esplorazione di moltissime cavità che ancora in Sardegna non sono ancora scoperte, non sono state ancora visitate e che costituiranno una branca del turismo che in Sardegna riguarda non solo le coste, non solo il nostro interno, ma, come documentato in legge, ha avuto come presenze in questi ultimi anni oltre 400.000 presenze nelle nostre cavità, nelle nostre grotte, che sono a livello nazionale e internazionale conosciute e importantissime. Quindi, io credo che l'aver portato questa legge in Consiglio e con la sua approvazione da parte dell'Aula si dia anche un input importantissimo al turismo speleologico. Quindi l'iniziativa senz'altro favorirà la specializzazione di guide turistiche, la realizzazione di strutture idonee affinché si possa accedere alle grotte e quant'altro. Senz'altro con questa legge, ripeto, si dà una mano, si dà un input positivo non solo alla ricerca e alla speleologia, ma bensì al turismo speleologico, che è attualissimo e sempre di più accomuna moltissimi esperti ed appassionati e curiosi, e quindi creerà senz'altro, con la sua applicazione, anche dei posti di lavoro. Ripeto ancora, per finire, che ritengo che la dotazione finanziaria della legge non sia in questo momento sufficiente proprio per quelle iniziative e per quei motivi che ho appena accennato. Quindi mi auguro che in seguito, nelle leggi finanziarie che hanno da venire possa essere potenziata la dotazione finanziaria di questa legge che comunque sia è una legge che completa la "46" e che senz'altro darà non solo per la ricerca e non solo per gli appassionati, ma credo anche esiti positivi per la tutela, la valorizzazione e la scoperta di questo importantissimo patrimonio speleologico di cui la Sardegna è ricchissima.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Io intervengo, credo brevemente, su questa appassionata e appassionante materia che il collega Calledda e altri hanno voluto sottoporre all'attenzione del Consiglio. L'esplorazione del sottosuolo, ma tutte le esplorazioni, hanno certamente un grande fascino, e ha grande fascino anche la materia che stiamo trattando. Io avevo letto il testo originario e mi fa piacere che la Commissione abbia operato tagli importanti. Probabilmente un articolo, onorevole Calledda, credo che bisognerebbe ripensarlo, soprattutto l'articolo 6, sul quale lei si è anche soffermato. Io non credo molto a questo Comitato per la tutela e la valorizzazione, così come è inteso nell'articolato, quindi mi permetto di portare all'attenzione, già da adesso, l'opportunità che questo comitato venga o modificato o soppresso. E' importante che nel sottosuolo sardo si incontrino, dopo trecento anni, anche nuove specie animali. Insomma, trovare un pipistrello dopo trecento anni, come mi pare ci ha comunicato l'onorevole Calledda, è certamente un fatto di grande rilevanza scientifica, e per fortuna è nel sottosuolo! Ora io non lo so se questa è l'unica specie vivente che è stata ritrovata in Sardegna e della quale non si aveva notizia, perché, viva Dio, se ci spostiamo sopra la crosta terrestre, e quindi veniamo fuori dal sottosuolo, probabilmente qualcosa di nuovo è stato trovato e lo troviamo anche fuori dalle grotte, o fuori dal mare. Non ho visto nessun cenno alle grotte sottomarine, mi pare di non aver letto niente: è una fattispecie diversa dalle grotte carsiche e da tutto il sistema della speleologia, così come la intendiamo. Eppure, la Sardegna ha, anche al di sotto del mare, delle grotte importantissime, che non si estendono assolutamente fuori superficie e quindi non sono visitabili dalla crosta terrestre e costituiscono una fattispecie certamente importante. Dicevo che una scoperta così affascinante già di per sé sarebbe sufficiente per giustificare una proposta di legge come questa. Dicevo che è stata asciugata, molti articoli sono stati soppressi. Non entro nella parte finanziaria che mi pare sia di poco conto, anche se non ho capito a che cosa servano i 200 mila euro, salvo che quel famoso comitato non sia un'altra di quelle cose volute dal presidente Soru, colleghi, che oggi per impegni certamente importanti, non poteva occuparsi del pipistrello sardo e delle grotte, e non è presente in Aula. Ma, voglio dire, questo non meraviglia nessuno! Ecco, dicevo, questa specie che già di per sé giustifica questa legge. Se solo dovessimo preoccuparci di tutelare questa specie, già tutta l'impalcatura della legge sarebbe certamente importante. Dicevo sul Comitato, onorevole Calledda: perché i 200 mila euro, se sono legati all'attività del Comitato, giustificano ancora di più la mia preoccupazione, e quindi la mia totale contrarietà a che questo Comitato venga costituito in questo modo; e se è necessario ce lo dirà l'altro Assessore, certamente. Perché, vedete, sui comitati, su tutti i consigli di amministrazione, sulle comunità montane, il presidente Soru ieri mattina, in una trasmissione che viene ascoltata presumibilmente da circa 3 milioni di italiani, su Raiuno, per circa dieci, dodici minuti, ha comiziato agli italiani e ha deliziato gli ascoltatori radiofonici di tutta una serie di iniziative che questo Governo regionale avrebbe messo in campo in questi tre anni. Beh, c'è da restare allibiti! Oggi leggiamo, in prima pagina, su un quotidiano autorevolissimo, anzi molto autorevole per quanto mi riguarda, che si scopre, così all'improvviso, che la coppa America non verrà in Italia, anzi non verrà in Sardegna. Ieri mattina il presidente Soru ha veicolato un messaggio di questo tipo: "M'incontrerò nei prossimi giorni con gli organizzatori della coppa America". Non ho capito per cosa si debba incontrare visto che il patron di Alinghi, Bertarelli, ha già deciso che la coppa America sarà a Valencia, e però lui ha sentito la necessità di… Allora, ha detto anche che le 25 comunità montane della Sardegna sono scomparse tutte; e ancora non è così! Ha aggiunto che aveva eliminato mille posti dai consigli di amministrazione; e sappiamo benissimo che non è così!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Vero, vero!

DIANA (A.N.). Sono tutte quante certamente delle cose importanti. Ha detto anche che la disoccupazione in Sardegna si è abbassata come non era mai successo; ed è vero anche questo? Ha detto anche che ha riorganizzato a tutti gli enti di formazione professionale; è vero anche questo?

BIANCU (La Margherita-D.L.). Vero, vero!

DIANA (A.N.). Ha detto anche che ha razionalizzato gli enti agricoli; è vero anche questo? Certamente, e infatti tutto il mondo agricolo è estremamente soddisfatto dalla politica che il presidente Soru sta mettendo in campo! Onorevole Calledda, questa legge mi sento di dire che è la legge più importante che noi abbiamo affrontato dall'inizio della legislatura ad oggi. Perché dico questo? Perché questa è una legge che non fa danni, se mai li limita, e lo fa con sapienza, lo fa bene, non lo fa con i divieti, lo fa come deve essere fatto. Per tutto il resto, la mattinata di oggi, la stiamo dedicando a questo perché il Presidente non è in Aula, perché non ce l'Assessore di riferimento per fare l'altra legge di cui ci ha parlato il Presidente. Insomma, questa legge, onorevole Calledda, è diventato un riempitivo dell'attività del Consiglio regionale e non merita questo tipo di figura. Questa legge merita ben altro, merita maggior attenzione, probabilmente da parte di tutti, e meritava certamente l'attenzione anche del Presidente, che è molto attento alle vicende ambientali della Sardegna, alla tutela, alla salvaguardia. Beh, guarda caso, il presidente Soru, nelle circostanze importanti, non è mai presente. E allora, ovviamente, non c'è molto da intervenire nel merito di questa legge; nel merito sono intervenuto solo sull'articolo 6 perché ritengo, onorevole Calledda, che se ci devono essere dei componenti autorevoli di questo Comitato, io non credo che il Consiglio regionale debba essere escluso da questa scelta. Non posso pensare che il deus ex machina di tutto quanto sia l'Assessore, il quale nomina se stesso, anzi noi gli diamo la potestà di essere lui componente. "Da due componenti designati dalla Federazione speleologica sarda", che è ancora da costituire, o se è costituita è un po' così. "Da due componenti designati dall'Assessore della difesa dell'ambiente". Non ho capito perché l'Assessorato dell'industria non dovrebbe essere coinvolto, per esempio, visto che lei ha citato tutti i siti minerari dismessi, visto che lei ha citato tutte le grotte non naturali, ma artificiali, per cui comunque hanno una loro peculiarità. E da tre Sindaci designati, viva Dio, dal Consiglio delle autonomie locali. Ora, sarebbe stato importante, onorevole Calledda, e ho terminato, si dicesse anche in questa legge che la competenza può essere trasferita alle province, una volta che questa legge sarà operativa. Io credo infatti che ci siano dei territori della Sardegna che più di altri vivono questa fattispecie e questa emergenza importante, per cui credo che alla fine anche questa dovrà essere una di quelle competenze che debba essere trasferita alle province, molto più di quanto non s'è fatto con il trasferimento di competenze alle province che riguardano per esempio le acque territoriali, le opere marittime, che non capisco con quale criterio le province possano mettere in campo, con quelle poche risorse che voi, molto argutamente, avete veicolato con i 500 milioni di euro del fondo indistinto. Per ciò che sta accadendo in tutti i Comuni della Sardegna, si faranno un bel resoconto, o ci faranno un bel resoconto, e allora tutti i proclami, anche dell'onorevole Pisu, e non solo, lo cito perché è uno molto attento a quello che avviene nelle comunità locali e nelle amministrazioni comunali, saranno vani. Quei Comuni che più di altri sono andati avanti a seguito anche della delibera del 26 giugno della Giunta regionale, che sono andati a verificare gli spiccioli che arrivano in più alle amministrazioni comunali, beh io vorrei capire se da settembre questi Comuni, una volta che hanno ricevuto la prima trance, dovranno occuparsi di tutte quelle materie. Io sfido, alcuni lo hanno già fatto, hanno fatto già tutto quanto! Sono pronti, sono operativi, ma i soldi non bastano. Allora questi 500 milioni di euro erano uno specchietto per le allodole? Oppure c'è la volontà da parte di questa Amministrazione di intervenire ulteriormente con altri 500 milioni, magari che troviamo negli anni 2026, 2027, 2028. Insomma... è chiaro che ho utilizzato questa legge per dire quelle cose che probabilmente non riusciamo a dirci mai perché questo Consiglio regionale tra mozioni, interrogazioni ed interpellanze, di destra, di sinistra e di centro, finisce per parlare di un argomento che magari abbiamo toccato 100 mila volte e poi non parla di tutto il resto perché ce ne dimentichiamo. Allora è necessario che questo Consiglio regionale, visto che è stato spogliato, depauperato dalle sue funzioni, da parte di questo Presidente della Regione, si riappropri un attimino delle sue funzioni, come? Qui dentro, che è la sede opportuna, misuriamoci tutti, parliamoci, decidiamo anche quali sono le emergenze, e ce ne sono tante, in questa Isola: industria, agricoltura, commercio, artigianato, cos'è che non è in crisi? Formazione professionale, pubblica istruzione, ma c'è di tutto… ma non ve lo sto dicendo io! L'avete detto voi, cambiando gli Assessori! Perché non c'è stato un Assessore che in questi tre anni è riuscito a chiudere la porta di quegli assessorati, non parlo di quelli che sono rimasti in carica, quelli non li posso giudicare, li giudicherò dopo, ma per quelli che avete sostituito! Evidentemente non rispondevano ai vostri disegni, non rispondevano a quella che era la politica che il Presidente Soru voleva, e quando avete cambiato ahimè… stiamo attenti, perché quelli che sono subentrati si sono dimostrati peggiori di quelli che c'erano prima. Parlo dell'Assessore dell'agricoltura, che certamente è una "iattura" per tutto il comparto, e mi meraviglia che ancora voi non abbiate chiesto la sua testa e la sua sostituzione, lo chiederanno i sardi ma assieme a quella testa ne cadranno tante altre! Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.

E' iscritto a parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Finalmente questa legge è approdata nell'Aula consiliare dove gli esperti del campo della speleologia l'attendevano forse da troppi anni. Io ricordo della speleologia in Sardegna… veramente a esplorare le grotte del sottosuolo naturale della Sardegna sono stati... hanno iniziato Padre Furreddu, un gesuita, e il professor Carlo Mascia.

Ricordo che allora c'erano tre gruppi, se non sbaglio, c'era il gruppo di Alghero, il gruppo di Nuoro e basta..., Cagliari non c'era, non esistevano altri gruppi.

Ricordo anche che proprio in quegli anni lì si costituì a Cagliari un gruppo di speleologia e si è iniziato a fare speleologia veramente. Si è iniziato a fare speleologia perché andava a una marea di ragazzi nel sottosuolo della Sardegna, soprattutto nel Sulcis Iglesiente, le migliori grotte che abbiamo in Sardegna, nel golfo di Orosei, e nel Golfo di Capocaccia.

Come diceva il mio collega nelle grotte marine la roccia è carsica, le grotte marine sono grotte marine e grotte terrestri, perché una parte va in mare, e l'altra parte va in superficie. Molte volte non ci sono ingressi sulla superficie e si entra dal mare, sui sifoni, si fa a un tratto con respiratori, e poi si esplora anche la grotta della superficie. Vi posso dire che sono cose meravigliose, indescrivibili, bellissime.

Io dico che la legge è venuta in ritardo perché molte di queste grotte, molte di queste bellezze naturali sarde, molti le hanno distrutte, distrutte... e ci vogliono secoli perché si riformino.

Perché i contributi ai Comuni? Perché mi ricordo che quando ero ragazzino andavamo nei Comuni a chiedere che chiudessero quelle grotte perché non venissero rovinate e questi non avevano neanche i soldi per mettere un cancello! Ecco perché i contributi ai Comuni.

Io ho fatto parte di questo mondo, per tanti anni; è un mondo eccezionale. Gente che ha fatto dei sacrifici per salvaguardare questo territorio sardo, molte volte ci sono state proposte di legge, circa vent'anni face ce n'è stata un'altra, e un'altra ancora. Io dissi a Calledda che questa è stato una proposta di legge che è andata avanti grazie anche alla nostra collaborazione, abbiamo mantenuto in Commissione il numero legale, perché abbiamo migliorato assieme questa legge, e posso dire che questa legge sia veramente migliorata.

Io penso che le organizzazioni che ci sono attualmente in Sardegna, che fanno speleologia, non possono essere che soddisfatte, questo io lo dico a prescindere dal fatto che sono consigliere regionale perché conosco i loro modi di agire, e loro modi di fare. E' una legge di cui oggi c'è bisogno perché la speleologia sta scendendo, perché? Perché la speleologia costa un sacco di soldi e soprattutto ci vanno dei giovani, studenti universitari.

Pensate un po': Calledda ha detto che l'ultima scoperta è un pipistrello; io neanche lo sapevo. Non è che hanno trovato solo un pipistrello di specie nuova, hanno trovato esattamente 70 specie nuove, dal '60 ad oggi, da quando è iniziata la speleologia scientifica. Perché prima si faceva speleologia sportiva, di fatti la consideravo uno sport, ma non è uno sport la speleologia. Abbiamo capito, e si è capito nell'ambito della scienza, di quelli che facevano speleologia, che poi sono diventati anche professori universitari, che è una scienza fare speleologia, è un ritorno di immagine alla Sardegna. Io vi posso dire che a Cagliari, nella facoltà di biologia si sono studiate un sacco di specie, che ne abbiamo trovato nuove e abbiamo pubblicato, hanno pubblicato un sacco di libri, a livello internazionale, e questo ce ne fa onore, tutto senza soldi! Solo cercando qualche contributo è così via...

Oggi finalmente c'è una legge, che può sanare queste pecche di tutti questi anni, una legge che dice che si può veramente fare speleologia ad alti livelli, perché in Sardegna si può fare. Poi non parliamo delle grotte turistiche, come diceva Calledda, le grotte turistiche cosa portano? Danni certo no! Ma solo beneficio alla Sardegna, perché vengono protette, difese, e poi posti di lavoro… dalle cooperative posti di lavoro. Io personalmente ne avevo segnato due, di cooperative, le avevo aiutate a costituirsi, e ci sono attualmente, una a Santadi, una grotta stupenda, la stavano saccheggiando, c'era un Sindaco, mi ricordo, era medico, aveva messo i soldi lui per fare il cancello per farla chiudere, e l'hanno salvata. E diceva bene Calledda, una grotta molto importante e qualche consigliere è andato a vedere le nostre grotte turistiche, io gli consiglio di andarci. Poi non parliamo delle altre grotte. Per esempio c'è una grotta, Su Paulu, che è la grotta più lunga d'Europa, 27 km di sviluppo, una cosa eccezionale, bellissima. Uno rimane a bocca aperta a vederla, quella dovrebbe essere meta turistica. Nell'Ogliastra, nel lago di Urzulei, lì i paesani sono un po' strani, però, sono gelosi delle proprie cose, lì si potrebbe fare una grotta bellissima turistica. Ecco perché il comitato scientifico deve esistere, per poter portare qualcosa in più nella nostra Isola, qualcosa in più di scienza. Tutti venivano in Sardegna come terra di conquista, soprattutto i bolognesi, i fiorentini; bravissimi c'hanno insegnato un sacco di cose, però oggi possiamo camminare da soli se questa legge viene approvata, oggi possiamo camminare da soli, possiamo vantarci da soli che abbiamo fatto tante cose senza soldi, fino a oggi. Calledda lo sa, abbiamo fatto cose scientifiche senza soldi, abbiamo fatto un catasto con un piccolo contributo regionale, esiste ancora il catasto, certo non può funzionare e poi deve essere protetto il catasto, non a caso è regionale, perché è importante. Dico questo perché io ho vissuto questa esperienza.

Poi aggiungo un'altra cosa sulle grotte minerarie dimesse. Non è che le grotte minerarie dismesse sono grotte, sono gallerie dove hanno bucato e hanno trovato un sito, una grotta, allora si passa attraverso la galleria, si usa la galleria artificiale per arrivare a questo sito, che contiene cose bellissime. Parlo soprattutto del Sulcis Iglesiente, perché le migliori cose belle naturali le ho viste lì io, veramente. Ecco perché l'industria c'entra e non c'entra, perché noi usiamo il sito vecchio minerario per poter andare alla grotta, anche a quelle bisognerebbe dare una destinazione turistica, collega Calledda, perché si possono creare tanti posti di lavoro, perché la gente e il turista ci vanno. Pensate voi a Santadi: neanche a metà stagione, io vado spesso a Santadi, mi sembra che quaranta mila persone sono già andate a visitare questa grotta ogni anno. Pensate la marea di gente che va nelle nostre grotte.

E' una legge abbastanza completa, direi. Io sono stato un osservatore in Commissione, mi sembra che qualche consiglio l'ho dato e l'avete accolto e l'abbiamo messo nella legge, è una legge che così com'è potrebbe migliorare le zone carsiche della Sardegna. Migliorare in che senso? Posso dirle di più, perché io mi ricordo una grotta marina, la grotta del Fico nel golfo di Orosei, una grotta che avevo visto tanti anni fa con professor Carlo Maxia, antropologo, qualcuno di voi se lo ricorda, ed era bellissima. L'hanno fatta turistica e sono entrato in quella sala… distrutta. Completamente distrutta. Badate bene che si passava dal mare, si andava con un vaporetto, con questi gommoni si sono portati via di tutto e hanno saccheggiato la grotta. Una parte di questa grotta è distrutta, ecco perché io chiedo ai consiglieri che questa è una cosa giusta, è approdata in Aula in ritardo, ma comunque al momento giusto per salvare ancora molte zone carsiche della Sardegna che meritano attenzione verso di noi. Poi, se come diceva l'altro mio collega, dobbiamo fare il passaggio alle Province non lo so. Perché ci sono Province che hanno abbastanza zona carsica e Province che non ne hanno proprio niente. Tutto sommato non lo so, io so solo che è una legge che avete studiato veramente bene in Commissione, che avete preso dei consigli dagli speleologi, esiste il catasto regionale esiste già da un sacco d'anni, più di quindici anni, è una legge che permette agli speleologi, finalmente, di fare le attività più scientificamente di come le stavano facendo, perché mi auguro che ci siano dei finanziamenti. In questa legge non ci sono finanziamenti, e questi finanziamenti serviranno per poter mettere veramente in primo piano la Sardegna, perché come zona carsica la nostra regione è la migliore d'Italia. E' la più vecchia. Ecco perché è la migliore, perché è ancora viva, dopo tanti milioni di anni la Sardegna ha il sottosuolo ancora vivo. Ecco perché io difendo questa legge e mi auguro che passerà, perché è una cosa che veramente manca alla Sardegna. Manca finora una legge che regolamenta tutte le situazioni pendenti. Finalmente si può far luce su chi può andare in grotta, chi non può andare e come deve andare. Finalmente tutela soprattutto le zone carsiche, che prima non erano tutelate. Io dico a Calledda, o dico alla sinistra, che ci vuole anche una legge non solo speleologica, ma ci vuole anche una legge alpinistica. Dice: siamo in Sardegna, ma dove sono le montagne? Siamo al mare. No, abbiamo montagna, c'è un sacco di gente che viene a fare roccia in Sardegna, pensate un po' che abbiamo il soccorso alpino riconosciuto dalla Regione Sardegna, il soccorso alpino l'abbiamo messo anche in legge. Abbiamo un sacco di gruppi, che sono professionisti di alto livello, che fanno roccia qui in Sardegna. Abbiamo un sacco di vie in Sardegna, vie di roccia, si chiamano così, ottime, veramente ottime da far arrivare un sacco di persone, turismo, posti di lavoro. Allora, questa Commissione come ha preso in mano tutti assieme, destra e sinistra, la legge sulla speleologia, mi auguro che prenderà al più presto in mano una legge anche sull'alpinismo, perché serve ed è utile. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Sì, grazie Presidente. Volevo anche io esprimere qualche valutazione su questo importante provvedimento. Intanto cogliere quest'occasione per ringraziare tutta la quinta Commissione, perché il lavoro che è stato fatto è stato fatto con grande spirito unitario e il testo che oggi esamina l'Aula è il risultato di un lavoro congiunto, dove maggioranza e minoranza hanno lavorato appunto con lo stesso spirito unitario. Hanno anche votato all'unanimità questo provvedimento, e questo è un fatto estremamente importante. Voglio rivolgere un ringraziamento particolare all'amico e collega Antonio Calledda, che più di tutti ha lavorato perché la Sardegna avesse una legge specifica che normasse questa materia importantissima. Voglio anche ricordare all'Aula che in diverse altre occasioni, in diverse altre legislature, ci sono state delle proposte di legge in questo senso, però mai nessuna di esse è arrivata in Aula, quindi nessuna è diventata legge. Oggi, insomma, ci troviamo ad esaminare questa legge che, voglio sottolineare anch'io, non è una leggina, è una legge di 23 articoli, ma al di là del numero degli articoli, è una legge molto importante perché detta norme per conoscere, tutelare, censire, valorizzare, promuovere, tutti suoi aspetti, anche dal punto di vista economico, un patrimonio ambientale, naturalistico speleologico unico al mondo, di straordinaria importanza. Ecco, stiamo dotando la Regione sarda di uno strumento che mancava, stiamo colmando un altro vuoto legislativo, molto importante, per valorizzare un patrimonio così importante e unico nel suo genere. Però Presidente, sento troppo chiasso in Aula, mi scusi ma… quindi, ecco io credo che questo sia un fatto di grandissima importanza. La legge prevedeva nella sua proposta originaria che venisse normata anche la parte sulla valorizzazione della montagna, però poi nel corso della discussione in Commissione all'unanimità si è ritenuto di stralciare quella parte, perché si è voluto dare alla specificità degli aspetti speleologici, diciamo, la preminenza, quindi si è ritenuto di lavorare soltanto sulla parte che riguardava la speleologia e i fenomeni carsici; e penso che sia stata una scelta opportuna. Poi, per quanto riguarda la valorizzazione della montagna, penso che meriti questo problema un provvedimento specifico. Io credo che con questa legge noi creiamo le condizioni, e voglio richiamare alcuni strumenti, il piano per la conoscenza e la salvaguardia del patrimonio speleologico e carsico, che mi sembra, diciamo, lo strumento più importante che prevede la legge, quindi prima il censimento e il catasto, e poi il piano. Il piano che consente, che mette a disposizione strumenti, modalità, tempi e risorse, perché i Comuni, le associazioni, la Regione, io mi riferisco alle associazioni speleologiche, e a tutte quelle che operano in questo settore, comprese quelle scientifiche, e che possono svolgere con questa legge un'importantissima azione finalizzata alla conoscenza, al recupero, alla tutela di questo straordinario patrimonio.

Chiudo facendo un riferimento alle risorse, che la legge mette a disposizione. Originariamente si erano previste soltanto risorse per 200 mila euro e non soltanto, non soltanto, per quanto riguarda la tenuta del catasto. Erano le risorse per tutta la legge. Poi nella fase di approvazione definitiva abbiamo ritenuto, d'accordo tutti, che fosse necessario mettere a disposizione almeno 1 milione di euro che riteniamo ugualmente insufficienti, però per una sua prima attuazione pensiamo che questa cifra possa essere realisticamente adeguata per avviare la prima fase di attuazione della legge. Poi naturalmente nessuno ci potrà impedire, nelle leggi finanziarie, che man man il Consiglio dovrà approvare, di aumentare, di dare maggiori risorse a disposizione. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Questa legge, secondo me, è una legge importante, anche perché è una legge che tenta di valorizzare il patrimonio carsico presente in Sardegna, e che, in questo modo, viene normata una realtà sarda, che secondo me, secondo noi, potrebbe avere delle grandi prospettive. Ecco io condivido, soprattutto questa seconda versione della legge, che è stata sicuramente alleggerita da tutti i contenuti iniziali, ed è più attinente alla realtà della Sardegna, e se vogliamo ad una più facile applicabilità. Quindi, io ritengo che questa nuova versione della proposta di legge sia una versione giusta ed importante. Secondo me ha anche aspetti diversi questa legge, perché oggi come oggi, ci permette di conoscere meglio il primo passo avanti, tenta di normare una situazione che costituisce una grande realtà in Sardegna, ed è importante soprattutto per diverse motivazioni. Ci sono le motivazioni dovute, soprattutto, allo studio per conoscere meglio la nostra terra della Sardegna, quindi quello che ci permette di conoscere meglio questo enorme patrimonio sardo, di tutelarlo, di censirlo, di fare tutta una serie di cose che servono per, appunto, far sì che ci sia una migliore conoscenza e una maggiore valorizzazione di questo patrimonio. E poi c'è anche un aspetto economico. Secondo me questo secondo aspetto, l'aspetto economico della legge è un fatto di grande rilevanza come dirò. Ed è un passo importante, un primo passo importante perché fino adesso il patrimonio carsico della Sardegna era soltanto studiato dai gruppi di volontari, da diversi gruppi speleologici, che con proprie risorse, hanno praticamente… per dire, insomma, che ci sono due aspetti importanti, uno riguarda l'aspetto più culturale, conoscitivo della legge, l'altro riguarda l'aspetto economico. E come dicevo prima, fino adesso, era una competenza che era lasciata a questi gruppi di volontariato, che con poche risorse ci hanno consegnato un patrimonio conoscitivo di grande importanza, ed oggi questo ci permette di fare un importante passo avanti. Allora io credo che questo grande patrimonio della Sardegna, che fino adesso è stato studiato in modo sicuramente inadeguato e insufficiente, con questa legge può anche fare dei significativi passi avanti. Io credo che in un momento come questo, in cui vediamo che la Sardegna sta puntando, per quanto riguarda il suo patrimonio ambientale e turistico, ad una valorizzazione, che non sia soltanto limitata alle zone costiere e al mare, per me questo è un passaggio importante perché permette di valorizzare dal punto di vista turistico quelle che sono le bellezze della Sardegna, e che non siano necessariamente le zone costiere, le zone marine, che sono quelle che sicuramente sono le più attraenti e le più importanti della Sardegna. Oggi, a parer mio, la Sardegna ha le migliori spiagge del mondo, però oggi non bastano per fare un turismo che comprenda e valorizzi tutto il territorio della Sardegna. Allora noi dobbiamo tentare, assieme alla valorizzazione del patrimonio costiero e marino, di valorizzare soprattutto le zone interne, perché non è pensabile che il turismo in Sardegna duri soltanto due mesi l'anno, e che sia soltanto limitato alle zone costiere della Sardegna. Questa legge, se utilizzata e valorizzata bene, può dare la possibilità di fare in modo che il turismo possa comprendere e interessare tutto il territorio della Sardegna ed in modo particolare le zone interne.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU

(Segue LADU.) Allora io faccio qualche riflessione, qualche considerazione. Per fare questo significa che noi dovremmo adoperarci perché una legge come questa, che vedo interessa poco questa Aula, però secondo me è importante, possa diventare un veicolo importante anche per lo sviluppo turistico di questa Regione. Credo che se noi riuscissimo, attraverso questa legge, ad individuare, a generare dei percorsi da legare allo sviluppo turistico, allo sviluppo costiero, noi daremo un grande servizio soprattutto alle zone interne della Sardegna. Però, io credo che anche su questo ci voglia un programma, perché la legge da sola non basterà. Io, oggi, quando stavo entrando qui in Consiglio regionale, ho visto che fuori c'è una folta rappresentanza di ditte che producono la cartellonistica in Sardegna e che, a seguito delle leggi che noi abbiamo approvato, oggi non possono più avere la possibilità di dare un contributo anche per lo sviluppo conoscitivo della Sardegna. Ad esempio, non riesco a comprendere come si fa a valorizzare tutto il patrimonio carsico delle grotte sarde, se noi, ad esempio, non individuiamo dei sistemi che permettano di indirizzare e di far conoscere alla gente tale patrimonio, perché sicuramente credo che questo sia il modo più naturale per far conoscere il patrimonio della Sardegna. Allora, questa Regione deve prendere atto che non può da una parte fare cose importanti, tipo la legge che noi stiamo approvando, poi fare e assumere provvedimenti che sono contro le stesse cose che noi vogliamo fare per valorizzare il patrimonio della Sardegna. Pertanto, io credo che assieme a questo provvedimento debbano essere fatti altri atti che facciano sì che questa legge diventi uno strumento importante anche per la crescita economica e sociale non solo delle coste, ma anche dell'interno della Sardegna.

Io, per quanto riguarda le risorse finanziarie e per quanto riguarda anche questo Comitato per la tutela e i valori delle aree carsiche, vorrei capire meglio cosa significa questo, perché le risorse che sono state messe a disposizione di questa legge sicuramente non sono molte, però bisogna vedere anche come verranno impegnate, perché se queste risorse, circa un milione di euro, verranno impegnate soltanto perché bisogna tenere in piedi un ulteriore consiglio di amministrazione, allora io inizio già ad avere dei dubbi. Pertanto, ritengo che venga chiarito meglio, perché non si capisce dalla legge quali sono le risorse finanziarie che dovranno essere utilizzate dal consiglio di amministrazione, ma bisogna capire anche come vengono spese queste risorse. Allora, credo che 1 milione di euro sono anche pochi, se però vanno nella direzione giusta per valorizzare il patrimonio carsico della Sardegna. Se però questo milione di euro serve per tenere in piedi consigli d'amministrazione che sono di dubbia utilità, mi pare anche abbastanza pletorici, allora io non sono più d'accordo. Prima di arrivare a una votazione, voglio avere la certezza, da parte del relatore, che secondo me è stato anche abbastanza chiaro, però su questo punto credo che ci sia bisogno di capire ancora meglio cosa si vuole fare, perché credo che questa sia una questione di grande importanza, anche perché bisogna capire la determinazione. Perché, da una parte, questa Giunta regionale dice di voler eliminare i consigli amministrazione, mentre, da altre parti, ne sorgono nuovi come i funghi. Allora, credo che l'unica cosa che ha eliminato questa Giunta regionale sono i posti di lavoro, sono i posti di lavoro nell'industria, sono i posti di lavoro in agricoltura, sono altri posti di lavoro produttivi. Ma, mi pare, che al momento, i posti di lavoro nei consigli di amministrazione non siano stati eliminati, fino adesso sono tutti in piedi, anche quegli enti che dovevano essere eliminati sono ancora in piedi. Mi auguro che questa questione finisca, che anche questi consigli di amministrazione, che pare siano morti, ma sono ancora vivi, finiscano, e soprattutto che si eviti di creare nuovi enti che diventano una vera e propria fabbrica per lo sperpero delle risorse. Ecco, se noi ci chiariamo su questi punti, credo che possiamo anche approvare all'unanimità questa legge che secondo me è una legge importante, però bisogna, come dicevo, capire dove questa Giunta regionale, questa maggioranza vuole andare. Io sono convinto che la direzione sia quella giusta, però è meglio, a questo punto, è più opportuno che vengano chiariti alcuni aspetti che riguardano questa legge, perché la prima volta che la Regione legifera in questa materia così importante per la storia della Sardegna, ma soprattutto per il futuro della Sardegna, sarebbe estremamente importante che questo Consiglio regionale approvasse uno strumento che sia in grado di creare prospettive di crescita, di sviluppo, diverse da quelle sinora sperimentate.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu.

E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Grazie, Presidente e colleghi. Mi sembra che dal dibattito che è scaturito finora ci sia una sostanziale convergenza, approvazione e un rilevare l'importanza di questa legge da parte di tutti i Gruppi in Consiglio regionale. Credo che sia importante, da questo punto di vista, e io perlomeno lo farò, tralasciare altri argomenti come ha fatto il collega Ladu e anche in qualche modo il collega Diana. Per una volta che abbiamo una legge che mi sembra approdi in Consiglio con l'unanimità della Commissione e anche con una condivisione larga dell'Aula, magari possiamo sottolineare gli elementi che ci uniscono, piuttosto che quelli che ci differenziano sull'analisi politica più in generale. Credo che sia importante, però, tornando ad anche alcuni dubbi espressi dal collega Ladu e dal collega Diana, magari chiarire le perplessità che qualche collega ha sollevato, in particolare relativamente all'utilizzo delle risorse e, per esempio, al ruolo del comitato per la tutela e la valorizzazione delle aree carsiche. Ecco, da questo punto di vista, mi sembra che non siamo in presenza di una legge che in alcun modo istituisce i consigli amministrazione o prevede gettoni di presenza, stiamo parlando di una legge molto snella… Presidente, capisco che siamo… faccia presto…

CONTU (F.I.). Non scendere troppo in profondità.

PORCU (Progetto Sardegna). In questo caso, no, non scendo in profondità, rimango a pelo d'acqua… in cui anche la presenza di un comitato dentro un organismo molto snello, che ha un ruolo scientifico, tecnico, e, da questo punto di vista, anche alcuni emendamenti presentati lo rendono ancora più snello. Quindi, credo che non ci siano dubbi che le risorse, come è indicato dall'articolo 7, vengono messe a disposizione di un piano che prevede tutta una serie di iniziative molto importanti legate allo studio, alla ricerca, alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio carsico e speleologico. Negli emendamenti abbiamo anche aggiunto l'ulteriore esplorazione, per esempio, perché sappiamo che ci sono ancora decine e decine di chilometri di grotte non esplorate e di collegamenti che possono avere sia una valenza di tipo turistico o una valenza più spesso di tipo turistico, ma saltuario, ed anche delle valenze molto importanti dal punto di vista geologico e della migliore conoscenza del sottosuolo, con tutto quello che comporta, per esempio, sul sistema idrico. Quindi, una legge a tutto campo, una legge che vuole, da un lato, contribuire a una migliore conoscenza di questo patrimonio, ma, dall'altro, si propone anche di continuare l'attività di esplorazione e di ricerca. Credo che quando parliamo di grotte e quindi di tutto quello che c'è nel sottosuolo della Sardegna, come hanno fatto alcuni colleghi, ci si ricollega anche all'insieme del progetto che sta portando avanti la Sardegna in questo momento, un progetto che, in qualche modo, punta sul bene paesaggistico, sulla valenza ambientale, come elemento fortissimo di attrazione turistica, come elemento fortissimo di distinzione, come elemento identitario che possa costituire anche un'occasione di sviluppo per la Sardegna. Credo che però in questo caso sia opportuno chiarire che, per molti casi, non è lo scopo di questa legge far sì che le grotte, il grande patrimonio speleologico della Sardegna, diventi un elemento di fruizione turistica, ma credo che l'obiettivo sia un altro, cioè far sì che un bene percepito come di grande valenza, che può essere conosciuto in tanti modi, anche attraverso le immagini, sia meglio conosciuto e costituisca un elemento di attrazione, al di là del fatto che gran parte di questo patrimonio, che per molti aspetti è difficile da raggiungere se non attraverso l'utilizzo di attrezzature tecniche, possa essere effettivamente raggiunto dal grande pubblico. Cioè c'è un fascino, mi sento di poter dire, di una Sardegna che non si vede, ma che c'è, e che vogliamo si sappia che c'è, che si aggiunge al fascino della Sardegna che invece si vede e che può essere fruita più liberamente, più facilmente dal nostro visitatore. Io credo che da questo punto di vista vada chiarito che per esempio all'articolo 6 la parola "valorizzazione" non è una parola da considerare in termini sciagurati, come a volte è avvenuto per alcuni progetti di sviluppo nelle nostre coste, che per valorizzare una data risorsa, una data spiaggia, l'hanno cosparsa di metri cubi. Ma, in questo caso, la legge, in maniera molto opportuna, spiega all'articolo 4, comma due, e poi lo specifica meglio negli emendamenti, che quando parliamo di valorizzazione si intende un vincolo ben preciso, cioè una valorizzazione che deve avvenire senza che questo possa in alcun modo determinare la distruzione del bene o alterarne in qualsiasi modo la consistenza attuale. Quindi stiamo parlando delicati, attenti a questo bene, di interventi che lo vogliono far conoscere e divulgare, ma che non intendono, nnon possono, non vogliono creare una fruizione di massa in ambienti e in ecosistemi estremamente delicati. Quindi è una legge di ricerca, di promozione, di tutela che, anche se rappresenta un patrimonio meno conosciuto, si affianca all'insieme delle norme che questa Regione, ad iniziare dal Piano paesaggistico regionale che vuole portare una migliore tutela, valorizzazione e un utilizzo sostenibile del patrimonio costiero, intende inserire in questo contesto di attività di utilizzo fruibile. Credo che sia importante anche l'accenno che faceva il collega Petrini al patrimonio montano della Sardegna, perché è altrettanto vero che nel momento in cui facciamo una legge sulla speleologia, si rende o si renderà necessario anche normare l'utilizzo di un bene molto più visibile, per questo è stato anche molto più sfruttato in passato, ed oggi non ha alcuna regolamentazione.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue PORCU.) Oggi noi abbiamo intere pareti del Supramonte, ad iniziare da quello di Oliena, per passare a quello di Baunei, in cui ci sono molti percorsi di arrampicata dove c'è traccia di passaggio, dove ci sono chiodature, spesso erose, dal tempo, con Siti che sono solo in parte utilizzabili e diventano magari pericolosi nel momento in cui certe vie che sono state attrezzate magari anche vent'anni fa, vengono percorse e magari anche da un fruitore che non è perfettamente a conoscenza dello stato per esempio delle protezioni in quel luogo. Quindi c'è un pericolo in quel caso per la sicurezza, ma c'è un pericolo anche per l'impatto visivo e paesaggistico perché anche lì quando questo intervento e questa fruizione non è regolamentata, non è controllata, il rischio di impatto di compromissione è sicuramente molto alto. Credo che però questo sia necessariamente un primo passo. Speriamo che sia anche un buon viatico per completare, magari con lo stesso spirito di questa legge in maniera bipartisan, la fruizione di un patrimonio che ha visto tutti noi o molti di noi protagonisti attivi e sicuramente alcune persone in questa Aula. Per proseguire, quindi, magari proprio con il nostro patrimonio montano che, per molti aspetti, non è sicuramente da meno, ma che presenta caratteristiche, sia per la bellezza, sia per la complessità e varietà degli itinerari che non hanno niente da invidiare, per esempio, alle Dolomiti. Credo che sia, per andare rapidamente a chiudere, oltre a questo aspetto di delicatezza della norma, di attenzione della norma agli aspetti proprio scientifici di valorizzazione, attenta però a preservare il bene, importante anche sottolineare il fatto che questa legge è stata sicuramente redatta in accordo con tutto il mondo della speleologia, assegnando proprio a quei soggetti, ad iniziare dalla Federazione Speleologica un ruolo estremamente importante. Diceva prima l'onorevole Petrini che il catasto speleologico è stato fatto, ma per limitatezza di risorse, per un'opera che è basata sostanzialmente sul volontariato, non è stata possibile aggiornarla e svilupparla. Invece questa legge dà una precisa risposta, e credo che anche uno degli emendamenti che chiarisce che sia meglio e utile che sia la Federazione Speleologica a convenzionarsi con l'Assessorato per continuare questo lavoro, perché chiaramente le competenze, ne ha le capacità, e ci dà anche garanzia che questo lavoro possa essere portato avanti. Credo che anche da questo punto di vista la legge offra una risposta che può, anche nel tempo, dare garanzia di adeguatezza, di qualità e di continuo aggiornamento. Quindi credo che sia una buona notizia, un'opportunità che si apre anche per tutta quella rete di cooperative, di soggetti che oggi animano in qualche modo l'interno della Sardegna, che cercano di far conoscere, di far diventare l'interno della Sardegna anche un luogo di fruizione di servizi e attività, perché questi progetti possano essere finalmente finanziati e trovare in qualche modo un loro sviluppo. Credo che, per chiudere, sia importante ricordare che il Consiglio ha approvato recentemente un'altra legge che riguarda le professioni turistiche. Ha espresso recentemente un parere la Commissione industria per tutta una serie di figure professionali che riguardano l'accompagnamento turistico, tra i quali la guida speleologiaca. Quindi credo che mai, così opportunamente, questa norma con il suo progetto, con le sue risorse, arriva in Consiglio insieme ad un'altra norma che va invece ad individuare delle figure professionali che potranno, non solo offrire occasioni di lavoro, ma potranno, attraverso la loro attività e il riconoscimento che il Consiglio regionale gli ha voluto dare, farsi essi stessi promotori di iniziative e quindi attrattori di turismo e di sviluppo anche in un settore meno conosciuto come quello della speleologia.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Porcu. Abbiamo concluso la discussione generale.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sì, grazie Presidente, onorevoli consiglieri. Solo qualche battuta intanto per esprimere a nome della Giunta e mio personale l'apprezzamento per il percorso positivo di questa iniziativa legislativa, un percorso che, a sentire gli interventi sia di maggioranza che di opposizione in questa Aula, è un percorso riconosciuto da tutti positivo ed è anche la dimostrazione che poi il confronto di merito aiuta a trovare percorsi virtuosi da parte di questo Consiglio regionale. Io concordo con le valutazioni del relatore e degli intervenuti stamattina nella discussione generale, interventi che affidano a questa legge una giusta importanza. Sia sotto il profilo della tutela che della valorizzazione dei beni naturali della Sardegna, e questo è sicuramente uno tra i beni fondamentali della ricca naturalità della Sardegna. Condivido l'impostazione complessiva della legge e dell'articolato, impostazione che, come qualcuno ha sottolineato, si sofferma in maniera particolare sulle questioni della speleologia e abbandona, rispetto alla proposta iniziale, un campo un po' più vasto che tendeva ad affrontare anche temi che hanno sicuramente anche implicazioni più complessive e che riguardano la montagna. Ma mi sembra una legge assolutamente necessaria nel panorama sardo, anche a seguito dello sviluppo che questo settore ha vissuto in Sardegna in questi ultimi anni, grazie sia certamente alla richiamata norma del '93 che ha aperto la strada alla speleologia organizzata con l'istituzione dell'Albo regionale, sia perché ha consentito poi lo sviluppo del volontariato in questo settore al quale dobbiamo riconoscere sicuramente un ruolo fortemente positivo che esso ha svolto in questi anni e, come è stato ricordato, anche un ruolo del tutto volontario, ruolo sia sul versante scientifico, quindi dell'approfondimento dell'indagine che ha portato anche ad interessanti scoperte, sia anche un ruolo di valorizzazione di queste naturalità. Valorizzazione che oggi può anche maggiormente espandersi e trovare una risposta positiva anche in investimenti che la Giunta regionale sta facendo. Una volta che l'indagine è arrivata a giusta maturazione per quanto riguarda le conoscenze scientifiche e anche le valutazioni di sicurezza queste grotte, come in alcuni interventi che la Giunta regionale ha messo in campo nella APQ sullo sviluppo sostenibile, possono poi trovare naturalmente investimenti per una giusta valorizzazione. Valorizzazione che, come ci ha ricordato il relatore nel suo intervento introduttivo, trova anche una corrispondenza in numeri consistenti da un punto di vista della fruizione turistica e quindi rappresenta sicuramente, questo settore, un volano interessante anche per la piccola economia turistica di alcuni paesi del nostro interno. Sicuramente le grotte di grande valenza e interesse in Sardegna non mancano, vi è una continua ricerca e anche scoperta che ci fanno pensare a questo settore come un settore che può trovare sicuramente ulteriore sviluppo sia sul versante scientifico, come dicevo, che sul versante della fruizione turistica e quindi della valorizzazione turistica di questo patrimonio.

Esprimiamo quindi conclusivamente una valutazione positiva sia per il percorso sia per il contenuto di questa proposta di legge che oggi arriva all'esame dell'Aula. La riteniamo peraltro in linea con l'azione complessiva che la Giunta regionale e questa maggioranza hanno intrapreso in questo scorcio di tre anni di legislatura.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Morittu.

Dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli su questa legge. Prego i colleghi di predisporsi per la votazione con il sistema elettronico palese. Se qualche Segretario magari… anche due, no? Uno di maggioranza e uno dell'opposizione… perfetto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge numero 99/A.

(Segue la votazione)

Chiedo scusa colleghi, annulliamo la votazione e la rifacciamo. Prego di ripredisporsi alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge numero 99/A.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Gessa e Alberto Randazzo hanno votato a favore e il consigliere Ladu si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Calledda - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Ladu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 73

astenuti 2

maggioranza 37

favorevoli 73

(Il Consiglio approva).

Sospendiamo la seduta di questa mattina. I lavori del Consiglio...

(Interruzione del consigliere Sanjust)

No, non capisco, onorevole Sanjust.

(Interruzione del consigliere Sanjust)

Dicevo, colleghi, che riprendiamo stasera alle ore 17, possibilmente puntuali. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 31.