Seduta n.371 del 23/02/1999 

SEDUTA CCCLXXI

Martedì 23 Febbraio 1999

Presidenza del Presidente SELIS

indi

del Vicepresidente ZUCCA

La seduta è aperta alle ore 17 e 23.

PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di giovedì 28 gennaio 1999 (367), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Ballero, Sanna Salvatore, Fois Paolo e Palomba hanno chiesto, una giornata di congedo a far data da oggi , il consigliere Aresu quattro giorni di congedo a far data dal 24 febbraio, il consigliere Vassallo sette giorni di congedo a far data da oggi 23 febbraio. Poiché non ci sono osservazioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Modifiche alla legge regionale 17 maggio 1957, n. 20 e successive modificazioni (Norme in materia di referendum popolare regionale)". (490)

(Pervenuto il 2 febbraio 1999 ed assegnato alla prima Commissione.)

"Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla Legge 29 giugno 1939, n. 1497, ed alla Legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica". (497)

(Pervenuto il 9 febbraio 1999 ed assegnato alla quarta Commissione.)

"Riordino degli interventi a sostegno dello sviluppo industriale". (498)

(Pervenuto il 9 febbraio 1999 ed assegnato alla sesta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

Dal consigliere Pirastu: "Trasformazione dell'Osservatorio industriale della Sardegna in Osservatorio economico regionale". (491)

(Pervenuta il 2 febbraio 1999 ed assegnata alla sesta Commissione.)

Dai consiglieri Diana - Marrocu - Obino - Cugini - Ghirra - Berria - Dettori Ivana - Usai Pietro - Zucca - Busonera - Cherchi - Cucca - Falconi - Fois Paolo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru: "Norme per la tutela del patrimonio speleologico e delle aree carsiche e per lo sviluppo della speleologia". (492)

(Pervenuta il 2 febbraio 1999 ed assegnata alla sesta Commissione.)

Dai consiglieri Liori - Masala: "Provvidenze per l'agalassia contagiosa". (493)

(Pervenuta il 2 febbraio 1999 ed assegnata alla quinta Commissione.)

Dai consiglieri Balia - Manchinu - La Rosa - Dettori Bruno: "Norme in materia di pianificazione paesistica, gestione del vincolo paesaggistico di cui alla Legge 29 giugno 1939, n. 1497 ed alla Legge 8 agosto 1985, n. 431, e provvisorie misure di salvaguardia paesistica-ambientale". (494)

(Pervenuta il 3 febbraio 1999 ed assegnata alla quarta Commissione.)

Dai consiglieri Marteddu - Giagu - Ladu - Lorenzoni - Piras - Secci - Tunis Gianfranco: "Contributi a favore di enti e organismi nel campo del teatro e della musica per l'abbattimento degli interessi bancari". (495)

(Pervenuta il 5 febbraio 1999 ed assegnata alla ottava Commissione.)

Dai consiglieri Marteddu - Giagu - Ladu - Lorenzoni - Piras - Secci - Tunis Gianfranco: "Interventi per lo sviluppo e la tutela delle piccole e medie imprese di servizi". (496)

(Pervenuta il 5 febbraio 1999 ed assegnata alla sesta Commissione.)

Dal consigliere Ballero: "Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna attraverso il sostegno della creazione ed al funzionamento di fondazioni a carattere culturale". (498)

(Pervenuta il 17 febbraio 1999 ed assegnata alla ottava Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Amadu sulla carenza della copertura finanziaria per gli incentivi alle strutture alberghiere previsti dalla L.R. 9/98". (1165)

(Risposta scritta in data 15 gennaio 1999.)

"Interrogazione Masala, sull'acquisizione di un immobile in Oristano da parte dell'IS0LA". (1191)

(Risposta scritta in data 15 gennaio 1999.)

"Interrogazione Dettori Bruno sulla necessità di rivedere urgentemente i criteri di ammissione per i partecipanti al concorso per un posto di Istruttore direttivo ricercatore in chimica agraria, VII qualifica, del Centro Regionale Agrario Sperimentale (CRAS), Provincia di Cagliari, anche mediante il blocco del concorso". (1207)

(Risposta scritta in data 15 gennaio 1999.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Interrogazione Fois Paolo - Usai Pietro - Obino - Diana - Sassu - Dettori Ivana, con richiesta di risposta scritta, sulle nuove e gravi carenze in tema di continuità territoriale, specie per quanto riguarda i collegamenti da e per la Sardegna". (1216)

"Interrogazione Diana - Cucca - Dettori Ivana - Berria, con richiesta di risposta scritta, sulla segnalazione sullo stato dei servizi sanitari della ASL n. 3 di Nuoro". (1217)

"Interrogazione Usai Pietro, con richiesta di risposta scritta, sulla istituzione delle nuove province previste dalla legge regionale n. 4 del 1977". (1218)

"Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente uso dell'Oriomulsion a Fiumesanto". (1219)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui motivi della diminuzione dei fondi relativi al premio complessivo alle Compagnie barracellari per l'anno 1998, in particolare della quota relativa alle compagnie della Provincia di Sassari e sulla opportunità di convocare un'assemblea delle compagnie stesse". (1220)

"Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sulle compagnie barracellari". (1221)

"Interrogazione Zucca, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione della Provincia di Oristano dai corsi di formazione e orientamento per i presidi e direttori didattici". (1222)

"Interrogazione Pittalis - Balletto - Lombardo sulla esclusione della Società Ottana sviluppo dai finanziamenti previsti dalla legge regionale 10 dicembre 1998". (1223)

"Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sullo stabilimento della 'Italcast Industry' di Villanova Monteleone (Sassari)". (1224)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di chiedere al Ministro per le politiche agricole il trasferimento dei dipendenti del Corpo Forestale dello Stato al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione sarda". (1225)

"Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio di bonifica della Nurra". (1226)

"Interrogazione Vassallo, con richiesta di riposta scritta, sui recenti avvenimenti nel Comune di Burgos a causa della crisi occupazionale". (1227)

"Interrogazione Milia, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione degli immobili nel complesso denominato 'ex Caserma Truppa' a Golfo Aranci". (1228)

"Interrogazione Granara - Pirastu - Giordo - Biancareddu in merito all'inarrestabile calo di passeggeri delle F.M.S. e alla mancata definizione di una vera strategia aziendale". (1229)

"Interrogazione Schirru, con richiesta di risposta scritta, sul programma per l'assegnazione dei contributi per le manifestazioni culturali, previsti dalla legge regionale n. 17 del 1990, approvato con delibera n. 59/68 del 29 dicembre 1998". (1230)

"Interrogazione Bonesu - Sanna Giacomo - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione dei portatori sani di microcitemia da corsi professionali". (1231)

"Interrogazione Locci - Masala - Biggio - Boero - Cadoni - Carloni - Frau - Liori - Sanna Nivoli - Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sul mancato riconoscimento da parte delle Aziende SAREMAR e ARST dell'UGL quale interlocutore sindacale". (1232)

"Interrogazione Bonesu - Sanna Giacomo - Serrenti, con richiesta di risposta scritta, sui danni subiti dalle culture di barbabietole nell'Oristanese". (1233)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di finanziare stabilmente la costituzione e la gestione del cosiddetto Servizio reflui, già esistente a livello provinciale, con particolare riferimento alla istanza presentata dal Presidente della Provincia di Sassari, da inserire nelle attività istituzionali regionali del settore ambiente". (1234)

"Interrogazione Lippi, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura da parte della Autorità portuale di Cagliari del Posto di Ispezione Frontaliero". (1235)

"Interrogazione Locci - Masala - Biggio - Boero - Cadoni - Carloni - Liori - Sanna Nivoli - Usai Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulle ventilate convenzioni dell'Azienda 'Brotzu' con l'Università di Cagliari". (1236)

"Interrogazione Vassallo, con richiesta di risposta scritta, sul progetto di discarica di rifiuti industriali in Ussana". (1237)

"Interrogazione Locci - Biggio, con richiesta di risposta scritta, sulle bollette milionarie emesse dall'E.S.A.F. a carico degli utenti dell'ex 'Consorzio acquedotti del Sulcis'". (1238)

"Interrogazione Sassu - Diana - Obino - Usai Pietro, con richiesta di risposta scritta, sull'iter delle domande per nuove linee e impianti elettrici in Sardegna". (1239)

"Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisto da parte della Sarda Coop del mercato civico di Porto Torres". (1240)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Interpellanza Amadu sui ritardi nell'applicazione della normativa sulle nuove Province". (524)

"Interpellanza Pittalis - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Federici - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Marras - Milia - Oppia - Pirastu - Tunis Marco sul mancato finanziamento per il restauro della Chiesa Cattedrale con i fondi stanziati dal Governo in occasione del Giubileo di Nuoro". (525)

"Interpellanza Tunis Gianfranco - Marteddu sugli svantaggi causati agli agenti di viaggio e operatori turistici della Sardegna dall'esistenza, nel territorio isolano, di agenzie di viaggio non autorizzate che svolgono abusivamente la propria attività non rispettando le prescritte norme regionali". (526)

"Interpellanza Casu - Pittalis - Balletto sulla gestione degli impianti di depurazione e potabilizzazione delle acque affidata dall'ESAF alla ditta DEPAS S.r.l.". (527)

"Interpellanza Bonesu - Sanna Giacomo - Serrenti sul mancato rispetto delle procedure e dei termini previsti dalla legge per il riassetto generale delle province". (528)

"Interpellanza Pittalis - Balletto - Bertolotti - Biancareddu - Casu - Floris - Giordo - Granara - Lippi - Lombardo - Oppia - Pirastu - Tunis Marco sulla mancata nomina dei direttori generali di ERSAT, ESAF, ESIT, CRAS, IZC, III, ISOLA, ISRE, SSS, EAF, ERSU, EPT, AAST". (529)

"Interpellanza Tunis Marco sui gravi danni provocati dalle recenti gelate alle colture ortofrutticole nel Sulcis, nel medio Campidano e nel Sarrabus". (530)

"Interpellanza Balletto - Pittalis - Granara - Lombardo sulla gravissima situazione venutasi a creare negli uffici dell'Assessorato del turismo, culminata con i provvedimenti di revoca degli incarichi dell'ing. Valdes, dott.ssa Gorini e dott.ssa Mancuso e alla conferma della nomina del direttore generale, dott. Emilio Boi". (531)

"Interpellanza Bonesu - Serrenti sugli effetti in Sardegna della carbon tax". (532)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

PIRAS, Segretario:

"Mozione Tunis Marco - Bonesu - Floris - Pittalis - Milia - Amadu - Piras - Locci - Liori - La Rosa sulla necessità da parte del Governo nazionale di riconoscere lo stato di calamità naturale in Sardegna, e della tutela della superficità dell'agricoltura sarda, presso la Commissione europea". (178)

Sulle modalità di risposta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

masala (a.n.). Il collega onorevole Frau l'11 febbraio 1999 presentava un'interrogazione all'Assessore dell'agricoltura chiedendo risposta scritta. Evidentemente la richiesta di risposta scritta, così come l'interrogazione era rivolta all'Assessore dell'agricoltura, non immaginava il collega Frau che l'Assessore dell'agricoltura avrebbe delegato il capo dell'ufficio in relazione al quale era stata fatta l'interrogazione a dare una risposta scritta per giunta attraverso la stampa. Poiché il Gruppo al quale è iscritto l'onorevole Frau non è a conoscenza di modifiche regolamentari che danno ai Presidenti dei consigli di amministrazione degli enti strumentali della Regione la facoltà di rispondere direttamente ed attraverso la stampa agli interroganti consiglieri regionali, vorrei che i rappresentanti della Giunta qui presenti si facessero portatori di questa segnalazione all'intera Giunta perché assuma tutte le iniziative che si rendono assolutamente necessarie di fronte a questo caso. E' assolutamente intollerabile che un consigliere regionale nell'esercizio delle sue prerogative che gli derivano dall'essere rappresentante del popolo si veda rispondere in modo surrettizio dai responsabili degli uffici. Noi interroghiamo i rappresentanti della Giunta e pretendiamo di ricevere le risposte esclusivamente dai rappresentanti della Giunta, nelle forme e nei modi previsti dal Regolamento consiliare.

Chiedo anche al Presidente del Consiglio che si faccia portavoce di questa segnalazione e ne rappresenti tutta la gravità al Presidente della Giunta e alla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

frau (A.N.). Onorevole Presidente, molto brevemente, non per fare polemica, ma credo veramente che abbiamo toccato il fondo. Ciò che è grave non è la risposta che è stata data al sottoscritto, ma è che il dottor Raffaele Mannoni, nominato a suo tempo dirigente dell'ERSAT, abbia voluto usurpare quelle che sono le prerogative del Presidente della Giunta e dell'Assessore competente.

Io non mi ero rivolto a questo signore, mi ero rivolto all'Assessore per sapere esattamente se qualcosa era anomala. Nella risposta in pratica il dottor Mannoni dice quello che dice Tonino Frau, pari pari: "Delle 7.750 ditte incluse nell'elenco, a proposito dei contributi per le colture biologiche, 7.405 sono state già liquidate, mentre 345 pratiche sono sospese a causa di problemi di carattere informatico riscontrabili nel particolare software che è stato predisposto dall'AIMA". Nella mia interrogazione dicevo: "A tutt'oggi però circa 400 di questi agricoltori (c'è ovviamente la differenza di un numero minimo) non hanno ancora percepito alcuna somma per il mancato inserimento delle domande nel programma software predisposto della CSIA per conto dell'AIMA". Il dottor Mannoni però dice questo, ed è ancora più grave (io ho le spalle larghe anche se sono piccolino): "Non risponde quindi al vero quanto dichiarato dall'onorevole Frau". Io sarei quindi un bugiardo per questo signore. Probabile che qualche bugia la dica: indubbiamente non sono 400 ma 345, ecco la mia bugia, però nel complesso il tutto è così. E poi aggiunge: "Infatti l'Ente non solo ha inserito nell'elenco trasmesso all'AIMA tutte le ditte che risultano beneficiarie dei premi previsti dal regolamento di cui sopra, ma sta lavorando per eliminare le anomalie che il sistema informatico dell'AIMA ha manifestato". Se ci sono delle anomalie vuol dire che qualcosa è successo, se ci sono delle anomalie vuol dire che non tutte le domande e le richieste sono state messe nel computer e nel dischetto mandato a Roma. Sta di fatto che 345 agricoltori e frutticoltori della Sardegna probabilmente non avranno quello che è loro dovuto. Direi che è di una gravità estrema per questo.

Credo che il Presidente della Giunta e l'Assessore delegato come minimo dovrebbero tirare le orecchie al dottor Mannoni.

PRESIDENTE. Mi pare che i rilevi sollevati dall'onorevole Masala e dall'onorevole Frau abbiano fondamento. Credo che la Giunta dovrà dare una risposta e l'Assessore dovrà in ogni caso rispondere correttamente, secondo le procedure regolamentari, all'interrogazione dell'onorevole Frau. La risposta non è certamente quella del dottor Mannoni, e come è stato sottolineato da parte della Presidenza verrà fatto presente questo rilievo e sollecitata una risposta.

Continuazione della discussione della mozione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sulla sovranità del popolo sardo (173)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 173. Ricordo lo stato dei lavori: abbiamo sviluppato una discussione di carattere generale, è intervenuta la Giunta, ed era stata avanzata l'ipotesi di un momento di riflessione sulla mozione stessa e sulle eventuali possibilità di intesa.

A questa mozione sono stati presentati degli emendamenti. Si dia lettura dell'emendamento numero 1.

PIRAS, Segretario:



PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.

masala (a.n.). L'emendamento numero 1 in realtà viene sostituito dall'emendamento numero 9, e cioè la parola "padrone" è sostituita dalla parola "artefice" anziché dalla parola "arbitro". Però chiederei al Presidente, se questo non determina una modifica, invece di seguire la discussione per numero di seguire la discussione con riferimento al momento della mozione, perché hanno una sequenza logica. In parole povere chiedo che venga iniziata la discussione dal numero 4.

PRESIDENTE. Mi sembra giusta l'osservazione. Iniziamo a discutere gli emendamenti in base al punto della mozione a cui si riferiscono. Viene proposto di iniziare dall'emendamento numero 4. Si dia lettura dell'emendamento numero 4 e nunmero 5.

PIRAS, Segretario:




PRESIDENTE. Per chiarire: siccome abbiamo detto che andavamo in ordine in base ai vari punti, per questo punto del Considerato a pagina 1, e il secondo Considerato, cioè praticamente il sesto punto è il secondo Considerato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 4.

MASALA (A.N.). Nel testo della mozione è detta una frase che è senz'altro storicamente esatta e cioè che la Sardegna è pervenuta alla dinastia dei Savoia senza che il popolo sardo sia mai stato chiamato ad esprimersi sulla sede istituzionale. Questo è storicamente esatto. Quello che invece non è esatto, storicamente, è che il popolo sardo non sia stato chiamato a differenza degli altri, i quali, invece, sarebbero stati chiamati ad esprimere mediante plebisciti l'adesione al Regno d'Italia. Ciò non è vero. I plebisciti furono votati per l'adesione al Regno di Sardegna, non al Regno d'Italia; tant'è vero che l'emendamento numero 4 se venisse bocciato, verrebbe quanto meno sostituito l'emendamento numero 5 che segue immediatamente, perché si cambi quanto meno la parola "Regno d'Italia" in "Regno di Sardegna", questo per un dovere alla verità storica, perché se i lombardi non hanno mai votato un'adesione al Regno d'Italia, ma storicamente l'hanno votata a favore del Regno di Sardegna, non vedo per quale motivo in un documento ufficiale si debba scrivere che hanno votato l'adesione al Regno d'Italia. Il Regno d'Italia è stato proclamato quando l'unità politica era stata già realizzata, fatta eccezione di una parte dello Stato Pontificio e del Veneto. Quindi tutto il resto, Regno delle due Sicilie compreso, faceva tutto parte del Regno di Sardegna, ed è logico che la Sardegna dando il titolo allo Stato medesimo, non poteva essere chiamata ad esprimere l'adesione a se stessa, quindi, è logico che non ci sia stato plebiscito.

PRESIDENTE. Onorevole Masala, chiedo scusa, pregherei i colleghi, un momento, c'è un brusio e non si sente niente, faccio fatica anche io, siccome devo organizzare i lavori poi non riesco ad essere preciso, pregherei di fare un po' di silenzio.

MASALA (A.N.). Cioè, questi emendamenti non intendono affrontare il problema del contenuto o l'essenza del problema stesso, ma soltanto l'aspetto storico; quindi, storicamente è accaduto che, dopo la Seconda Guerra d'Indipendenza e la spedizione dei Mille, ci fu una serie di plebiscito dove si votò l'adesione degli ex Stati, che costituivano la penisola italiana, al Regno di Sardegna. Questo è il dato storico. Quindi, l'adesione al Regno d'Italia avvenne soltanto da una parte dello Stato Pontificio nel 1870, e per quanto riguarda il Veneto nel 1866, e per quanto riguarda il Trentino e la Venezia Giulia nel 1918.

Questi sono dati storici di cui bisogna tenere conto, questo non ha nulla a che vedere con la sostanza delle cose. Questi emendamenti tendevano a questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, almeno la storia, come fatti, l'interpretazione è libera, ha una sua oggettività; qua a dire che gli altri popoli hanno aderito al Regno di Sardegna mi sembra una forzatura, perchè i plebisciti avvennero fra il 1859 e il 1860, ma proprio a seguito di quei plebisciti il Regno di Sardegna diventò il Regno d'Italia, e il Veneto e il Lazio oltre al Trentino Alto Adige e la Venezia Giulia aderirono al Regno d'Italia con plebiscito, quindi, in effetti se si vuole usare una formula che comprenda tutti i plebisciti dovremmo dire che aderirono al Regno dei Savoia, tutti i plebisciti avevano questa questione.

Al di là del nome del Regno, nome del Regno di cui i Savoia si infischiarono sempre altamente, tanto che Vittorio Emanuele II d'Italia era il primo Re dei Savoia che aveva il titolo di Re d'Italia, però si chiamava "secondo". Quindi, se vogliamo usare un termine esattissimo dovremmo cancellare sia Regno d'Italia, sia Regno di Sardegna, perchè parte dei plebisciti avvenne a favore del Regno di Sardegna e parte a favore del Regno d'Italia.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, abbiate pazienza, non si possono seguire i lavori, non si riesce a seguire neanche chi vuol seguire per cui faccio appello un attimo alla comprensione dei colleghi.

BONESU (P.S.d'Az.) Per cui, in effetti, Presidente, se vogliamo risolvere la disputa storica con esattezza e omaggio alla verità, anziché gli emendamenti numero 4 e numero 5, andrebbe semmai cancellata "la questione d'Italia sotto la dinastia", queste parole, cioè, nei plebisciti l'adesione al Regno dei Savoia.

PRESIDENTE. La proposta del consigliere Bonesu è che, invece di parlare di Regno d'Italia, si parli del Regno di Savoia.

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Ho presentato gli emendamenti soltanto sotto un profilo squisitamente storico; la proposta dell'onorevole Bonesu non è una precisazione di ordine storico, perchè se vogliamo dire le cose come stanno, dobbiamo dire che i plebisciti dal 1858 al 1860 furono al Regno di Sardegna, perché la formula del plebiscito era questa: "Volete voi aderire al Regno di Sardegna?". Non diceva al Regno dei Savoia, perchè prescindeva, cioè poteva essere anche un altro. Si chiamava Regno di Sardegna, non è colpa nostra, non ci dobbiamo vergognare del fatto che la Sardegna ha avuto la possibilità, l'opportunità storica di avere in testa alla Sardegna la parola "Regno", cioè quest'affare statuale che è stato trasmesso agli altri. Cioè, i milanesi sono diventati di uno stato italiano in quanto hanno aderito al Regno di Sardegna, non al Regno d'Italia. I veneti ed i laziali hanno aderito al Regno d'Italia, ma non è questo.

Lo spirito che anima me, rispetto a quello che anima l'onorevole Bonesu, è diverso. Sostanzialmente non avrei niente in contrario ad aderire a questa formula suggerita, però non è una formula esatta storicamente, perchè a nessun cittadino fu chiesto di aderire al Regno dei Savoia, ma fu chiesto semplicemente se volevano aderire al Regno di Sardegna, e successivamente al Regno d'Italia. Questa è la verità storica. Gli unici ai quali non è stato chiesto questo è proprio ai sardi, ai genovesi ed ai piemontesi, perchè facevano già parte ab origine del Regno di Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). ...istituzionale di Vittorio Emanuele II di Savoia, quindi, in quei plebisciti non si parlò affatto del Regno di Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, l'onorevole Masala dice che se così va bene, formalizzi l'emendamento e ripeta per gli atti l'espressione usata. Formalizzi la proposta d'inserire questa espressione.

BONESU (P.S.d'Az.). Allora inserire "l'adesione al Regno dei Savoia".

PRESIDENTE. L'espressione esatta è che al posto di "adesione al Regno d'Italia sotto la dinastia dei Savoia", è "l'adesione alla monarchia dei Savoia" e ad esprimersi sull'assetto istituzionale. Questo che viene, mi pare, accolto anche dal consigliere Masala che è presentatore dell'emendamento numero 4, viene a sostituire gli emendamenti numero 4 e 5.

Consigliere Masala, questa espressione proposta dal collega Bonesu (le chiedo conferma anche per un fatto di correttezza), sostituisce gli emendamenti numero 4 e 5 che vengono ritirati e sostituiti dalla dizione esatta nella formula che è stata concordata. Questo viene accolto come emendamento orale e viene integrato e reintegrato il testo nella formula proposta prima.

Si dia lettura all'emendamento numero 6.

PIRAS, Segretario:



PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento.

MASALA (A.N.). L'emendamento si illustra da sé. Quando la Costituzione repubblicana stabilisce che la sovranità risiede nel popolo, non parla di un indistinto popolo, si riferisce al popolo italiano che è quello col nome e cognome, che va in tutto il territorio nazionale e quindi questo "indistinto" mi pare una cosa abbastanza inopportuna (io la definisco così) in un documento politico di una Assemblea legislativa della Regione Sardegna che fa ancora parte della Repubblica Italiana; quindi, mi pare, che usare un termine indistinto popolo italiano mi pare che sia poco corretto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). I problemi di fondo con l'onorevole Masala finiscono per emergere al di là delle questioni letterarie. Indistinto significa che all'interno di questo popolo la Costituzione all'articolo 1, quanto meno, non fa nessuna distinzione, parla di un popolo unico. Semmai gli statuti regionali, leggi costituzionali, della Sardegna e della Valle d'Asta poi parlano di popolo sardo e di popolo valdostano, quindi facendo delle distinzioni all'interno di quel unico popolo. Per cui, in effetti, parlare di "indistinto" è in questo senso; si parla di un unico popolo italiano e non si fanno distinzioni anche se poi come dicevamo due leggi costituzionali le distinzioni le fanno.

Questa questione non è di lana caprina, perché il problema si è presentato in Francia dove la costituzione parla di popolo francese, ed è stato proprio il limite ad affermare una soggettività politica del popolo corso; per cui affermare il criterio che all'interno del popolo italiano esistano altri popoli con una precisa soggettività politica è l'essenza della mozione. Se l'onorevole Masala insiste nell'emendamento, io voterò contro, perché votare l'emendamento è praticamente svuotare di contenuto i presupposti del dispositivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Sono perfettamente d'accordo con l'ultima parte dell'intervento dell'onorevole Bonesu quando ha parlato del fatto che non c'è stata alcuna precisazione all'interno del popolo italiano. Questo mi basta.

Le due tesi sono forse ugualmente valide, solo che io la vedo dal punto di vista della Costituzione repubblicana, la quale non poteva non fare riferimento al popolo italiano perché tutto, compreso il popolo sardo, è popolo italiano. Il popolo lombardo è popolo italiano dal punto di vista della Costituzione. Dal punto di vista dello Statuto sardo può darsi che ci sia anche una necessità di specificazione, infatti si parla anche di popolo sardo, ma questa è una cosa diversa. Noi stiamo parlando, in questo caso, delle previsioni che la Costituzione ha fatto del soggetto titolare della sovranità, quindi logicamente dal punto di vista della Costituzione repubblicana il soggetto titolare della sovranità è il popolo italiano e non può avere distinzioni; se poi dal punto di vista dei vari statuti noi vogliamo quello, come è stato fatto, mi va bene lo stesso. Però questo è il vero senso: cioè che all'interno del popolo italiano dal punto di vista della Costituzione repubblicana non vi può essere distinzione.

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Credo che il dibattito sia servito a chiarire le due posizioni, quindi non so se vi siano delle richieste di sintesi, ma non mi pare, pertanto metto in votazione l'emendamento numero 6.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 7 soppressivo parziale; l'emendamento numero 7 riguarda la pagina 2, il punto "considerato".

Si dia lettura dell'emendamento numero 7.

PIRAS, Segretario:



PRESIDENTE. Questo emendamento sopprime il secondo punto "considerato che" di pagina 2.

Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 7.

MASALA (A.N.). Io del "considerato", seconda parte, mantengo la parte - chiamiamola così - sostanziale quella di principio; e cioè che appaia necessaria la rivendicazione in capo al popolo sardo della originaria potestas suprema. E questo credo che sia il punto centrale di tutta la questione; che poi questa sia stata cancellata attraverso atti di guerra, se non sono questi atti di guerra richiamati per, a nostra volta, dichiarare uno stato di guerra all'Aragona, che tra l'altro poi non esiste come soggetto autonomo, perché ormai dovremmo fare la guerra al Regno di Spagna, ma non credo che noi vogliamo rivendicare queste cose nei confronti della storia, ma semplicemente andare ad affermare il principio che ci interessa, cioè questo di dover rivendicare quella che è stato chiamata la potestas suprema, e con questo ci dovremmo fermare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, credevo che l'onorevole Masala stesse illustrando un emendamento diverso dall'articolo 7, perché con l'emendamento numero 7 cancella proprio la rivendicazione, in capo al popolo sardo, dell'originaria potestas suprema, non è che si limita a cancellare l'inciso in mezzo. L'emendamento cancella tutto il periodo, quindi, ivi compresa la rivendicazione della potestas suprema e la frase che l'Italia riconosce che nessun popolo può dominare un altro popolo, cioè non è solo il richiamo alla vicende belliche che l'emendamento cancella, ma cancella tutto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). E` stato un errore materiale. Era "da cancellata" che andava cancellata!

PRESIDENTE. Resta in pratica, oltre che il punto primo "le strutture centrali non rappresentano adeguatamente gli interessi del nostro popolo in sede internazionale ed europea" poi, rimane al punto successivo "appare necessaria la rivendicazione in capo al popolo sardo dell'originaria potestas suprema". Con questo chiarimento, onorevole Bonesu, qual è la sua valutazione?

BONESU (P.S.d'Az.). Si limitasse a cancellare dalle parole "cancellata" a "spagnoli", direi che questo è un giudizio storico, quindi se resta però l'ultima parte, che cioè "i trattati internazionali firmati dall'Italia riconosco che nessun popolo può dominare un altro popolo", l'emendamento, siamo indifferenti, può essere anche accolto, purché resti quella parte.

PRESIDENTE. Rimanere la parola "che i trattati internazionali firmati dall'Italia riconoscano che nessun popolo può dominare un altro popolo".

Del secondo punto "del considerato che" rimane questa dizione: "appare necessaria la rivendicazione in capo al popolo sardo dell'originaria potestas suprema e, che i trattati internazionali (poi in sede di coordinamento vediamo) firmati dall'Italia riconoscano che nessun popolo può dominare un altro popolo". E` ritirato l'emendamento e vengono ritirate dalla mozione, cancellate, viene soppressa questa dizione "cancellata con la forza e con il genocidio di un'operazione colonialista simile a quella che portò successivamente alla conquista delle Americhe da parte degli stessi spagnoli ", queste due righe vanno cancellate, le consideriamo ritirate dal testo originale e, quindi, soppresse per accordo del proponente e dei proponenti della mozione. Siamo d'accordo? Il testo pertanto rimane così modificato.

Si dia lettura degli emendamenti numero 3, 8 e 11.

PIRAS, Segretario:






PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare gli emendamenti numero 3 e 8.

MASALA (A.N.). Direi che l'emendamento numero 3, anche tenendo presente della prima parte dell'emendamento numero 11, può considerarsi ritirato. Quindi, rimane in piedi l'emendamento numero 8, che dovrebbe però, secondo me, in una esposizione logica, seguire l'affermazione contenuta nell'emendamento numero 11. Cioè: "si afferma la volontà di operare per la costruzione della Repubblica Federale Italiana" dopodiché si dice che "nell'assetto federale della Repubblica, i poteri derivanti dalle prerogative sovrane sono in modo armonico attribuite agli stati federati e allo stato federale". Cioè, viene introdotto un principio al quale fino a ieri ero sempre contrario, cioè dello sdoppiamento della sovranità, che tra l'altro è stato negato sempre persino negli Stati Uniti d'America, ma poiché noi ci troviamo di fronte ad una costruzione di Stato ederale rovesciata, cioè con un procedimento inverso, cioè da uno stato unitario passiamo ad uno stato federale, bisogna pur verificare una cosa di questo genere.

Allora, se noi andiamo ad affermare, come è stato proposto dall'emendamento numero 11, primo: che si concorre alla creazione di uno stato federale italiano, che conseguentemente in conseguenza di ciò ci debba essere una distribuzione di prerogative di natura sovrana, tra lo stato federale e gli stati federati e, quindi, questo deve essere armonicamente stabilito. Mi pare che le due cose possano anche andare bene.

Come pure può andar bene anche quello che c'è nell'articolo 11, nell'emendamento 11 e cioè di un rafforzamento dell'unione europea e delle istituzioni democratiche, questo quindi mi pare che vada al centro. Quindi, si può secondo me riscrivere, fondere ed unificare se è possibile, una cosa di questo genere.

PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, l'onorevole Masala (mi pare di capire questo e lo dico anche per riepilogarlo) dice che - chiedo conferma all'onorevole Masala - il suo emendamento, il numero 3 è ritirato, l'8 rimane, e quest'ultimo può essere utilizzato come emendamento all'emendamento 11, del quale rimarrebbe la prima affermazione: "affermata la volontà di operare per la costruzione della Repubblica Federale Italiana", poi si inserirebbe l'emendamento 8 "considerato che nell'assetto federale della Repubblica i poteri derivanti dalle prerogative sovrane sono in modo armonico attribuite agli stati federati e allo stato federale" e poi rimarrebbe l'ultima parte dell'11: "considerata che la collaborazione tra i popoli necessita del rafforzamento dell'Unione europea, dello sviluppo delle sue istituzioni democratiche".

Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 11.

BONESU (P.S.d'Az.). Mi trova anche d'accordo, resta però un dubbio cioè, l'onorevole Masala vuole cancellare l'ultimo considerato del testo della mozione; vorrei chiarire questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Il considerato esprime lo stesso concetto che c'è nel considerato della mozione; perché in realtà nel considerato della mozione è detta la stessa cosa, cioè che in una organizzazione federale c'è una condivisione di prerogative tra gli stati federati (?) e lo stato federale, però dice la stessa cosa.

Io lo dico in modo diverso, però logicamente a me pare che debba prima affermarsi la volontà di fare la Repubblica federale, come è stato detto nell'emendamento numero 11 prima parte, quindi quella affermazione; dopo dobbiamo dire anche che come conseguenza c'è una distribuzione armonica, l'ho definita armonica proprio perché deve essere tutta un'armonia questa suddivisione delle prerogative di natura sovrana, sia per lo stato federale che per gli stati federati. Quindi, diciamo che l'ultimo "considerato" può essere riscritto completamente utilizzando gli emendamenti numero 8 e 11, secondo me, perché la sostanza era uguale, mi pare!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente forse è opportuna una sospensione di cinque minuti per riscrivere il testo.

PRESIDENTE. E` stata chiesta una sospensione di cinque minuti. Se non vi sono osservazioni la richiesta è accolta, chiedendo ai colleghi se il confronto può essere esteso agli emendamenti successivi. I lavori riprenderanno alle ore 18 e 15.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 11, viene ripresa alle ore 18 e 16.)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che stiamo valutando gli emendamenti numero 8 e 11, e che l'emendamento numero 3 è stato ritirato. Gli emendamenti numero 8 e 11 riguardano, a pagina 2, l'ultimo "considerato", che viene sostituito da una fusione dell'emendamento 11 del collega Bonesu e dell'emendamento 8 del collega Masala. In particolare, si inizia con la prima frase dell'emendamento 11 che dice: "Affermata la volontà di operare per la costruzione della Repubblica federale italiana" e si continua con l'emendamento 8 che dice: "Considerato che nell'assetto federale della Repubblica i poteri derivanti dalle prerogative sovrane sono in modo armonico attribuite agli stati federati e allo stato federale" e continua, questo è un emendamento di completamento, "al fine del perseguimento degli interessi comuni", e poi riprende l'ultima parte dell'emendamento 11 che dice: "Considerato che la collaborazione tra i popoli necessita del rafforzamento dell'Unione Europea e dello sviluppo delle sue istituzioni democratiche".

Chiedo ai colleghi presentatori se ho ricostruito esattamente e al Consiglio se è stata chiara la ricostruzione o se vi è necessità di chiarimento. Se non vi è necessità di chiarimento allora questa formulazione concordata sostituisce l'intera proposizione "considerato che" di pagina 2. Poi naturalmente voteremo tutto insieme, però ora passiamo alla frase "affermato il diritto del popolo sardo di essere padrone del proprio futuro" alla quale sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e numero 9.

Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:




PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare gli emendamenti numero 1 e 9.

MASALA (A.N.). Il testo usa il sostantivo "padrone"; l'emendamento numero 1 mi pare che parli di "arbitro" e l'emendamento numero 9 di "artefice". Il termine padrone esprime una situazione un po' statica; l'arbitro sembra quasi un terzo; mentre artefice mi pare che sia il termine più ottimista, più propositivo. E' giusto che noi siamo artefici del nostro destino, quindi propongo che venga adottato il sostantivo "artefice".

PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento numero 1 è ritirato. Chiedo all'onorevole Bonesu la valutazione su questo.

BONESU (P.S.d'Az.). Mi sembra che il contenuto non valga granché per cui non ci opponiamo.

PRESIDENTE. Se siamo d'accordo la parola "padrone" è sostituita dalla parola "artefice". L'emendamento numero 1 è ritirato e viene proposto l'emendamento numero 9, e viene concordato tra il proponente dell'emendamento e il proponente nella mozione che venga sostituita la parola "artefice".

Adesso passiamo al dispositivo a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 2 e 10. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:




PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.

MASALA (A.N.). Gli emendamenti non vengono presentati uno in sostituzione dell'altro, ma alternativamente. Il primo è la stessa formula che è stata utilizzata nella sottoscrizione di un documento delle opposizioni. E' una formula sottoscritta da Alleanza Nazionale ed è stata sottoscritta anche dal Gruppo del Partito Sardo d'Azione, dove si parla del diritto del popolo sardo ad esercitare pieni poteri, cioè in sostanza è detto in altre parole, ma è la stessa cosa.

L'emendamento numero 10 invece fa proprio riferimento alle prerogative sovrane, ma per la premessa che noi abbiamo messo nella parte già votata è chiaro che questo va visto in un quadro di Repubblica federale. Nessuno credo voglia dichiarare l'indipendenza della Sardegna e quindi queste prerogative devono essere esercitate in un assetto federale dello Stato. Può darsi che la formula non sia esatta nel quadro di una riforma federale, forse è preferibile - per questo propongo un emendamento orale - "nell'assetto federale della Repubblica italiana", ma credo che siano alternativi, ma questo mi pare più aderente a quello che è avvenuto anche nel corso del dibattito e negli emendamenti e nelle dichiarazioni fatte. Cioè noi vogliamo una Repubblica federale e all'interno della Repubblica federale la Sardegna viene riconosciuta come stato federato di questa Repubblica federale, le prerogative sovrane vanno armonicamente distribuite tra i due soggetti, nell'interesse comune come è stato detto, quindi è chiaro che queste prerogative possono essere esercitate entro questo ambito, non al di fuori o contro questa soluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). L'accoglimento dell'emendamento numero 2 praticamente svuoterebbe di ogni significato la mozione che è intitolata "sulla sovranità", perché dal dispositivo sparirebbe il termine di sovranità. Quanto all'emendamento numero 10 devo rilevare che il quadro federale italiano è già contenuto proprio nel passaggio precedente, per cui non riesco a capire la ripetizione. Tra l'altro credo che potrebbe crearsi un pericoloso equivoco sulle prerogative sovrane anche perché la mozione ha un carattere estremamente astratto e parla di sovranità, quindi, le prerogative sono poi rimesse all'ordinamento costituzionale. Per cui l'emendamento numero 2 mi vede nettamente contrario perché è l'opposto della mozione, ma anche l'emendamento numero 10 esce con una formula assolutamente non soddisfacente perché è un richiamo a questioni già dette, e non riesco a capire quale significato abbia.

PRESIDENTE. Onorevole Masala dei due emendamenti lei cosa lascia, che cosa privilegia?

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Sentito quello che ha detto l'onorevole Bonesu, cioè che pur condividendo la sostanza dell'emendamento numero 2, tra l'altro lui ci ha messo la firma sotto questo dispositivo e quindi è d'accordo su questo senz'altro perché l'ha sottoscritto, però dato che privilegia l'altro perché non si usa la parola sovranità, non si parla di sovrano ma solo di pieni poteri, che è la stessa cosa, allora preferirei il secondo emendamento; ma non è una ripetizione, è una specificazione. Cioè noi abbiamo prerogative sovrane soltanto nel quadro di una Repubblica Federale, perché diversamente se così non fosse - quindi non è una ripetizione ma una sottolineatura - questa dichiarazione avrebbe carattere rivoluzionario, avrebbe carattere sovversivo, avrebbe carattere di anti-costituzionalità, sarebbe anti-costituzionale, questo è il punto centrale.

PRESIDENTE. L'onorevole Masala ritirerebbe l'emendamento numero 2 come tentativo di un avvicinamento delle due posizioni, ribadendo che nell'emendamento numero 10, che quindi rimane proposto, è richiamata in causa "la sovranità nel quadro di una organizzazione federale auspicata".

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Se quello che voleva ottenere l'onorevole Masala è la riaffermazione anche del dispositivo del quadro federale, visto che l'abbiamo dichiarato nella parte dispositiva, nessun problema. Per cui cerco una soluzione di compromesso formale, visto che nella sostanza sembra che non vi siano delle differenze, di modificare il dispositivo così: "Dichiara solennemente la sovranità del popolo sardo sulla Sardegna e sulle isole adiacenti, sul suo mare territoriale e sulla relativa piattaforma oceanica nel quadro della Repubblica Federale Italiana".

PRESIDENTE. Dell'auspicata o no?

FRAU (A.N.). E' una cosa che non esiste.

BONESU (P.S.d'Az.). Che lo stiamo auspicando non vi è dubbio. Non vi è dubbio che questa è una proposta di riforma costituzionale, che è una mozione che comunque non rientra nell'attuale Costituzione, è una richiesta di modifica della Costituzione, ed in questo ha una validità la mozione; siccome l'onorevole Masala ha preoccupazioni che sembri una dichiarazione di indipendenza, lo riscriviamo anche in dispositivo "nel quadro della Repubblica Federale Italiana".

PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, mi tolga una curiosità, che forse anche altri colleghi si pongono, qual è la piattaforma oceanica?

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, alcuni parlano di piattaforma continentale, anzi è il termine più diffusamente usato, ma per un lapsus non mi è uscita la parola "continentale".

PRESIDENTE. Quindi, non oceanica?

BONESU (P.S.d'Az.). Si può scrivere continentale.

PRESIDENTE. Sul mare territoriale, sulle acque territoriali?

BONESU (P.S.d'Az.). La questione non è irrilevante, infatti è uno dei motivi del contendere fra la Scozia e l'Inghilterra. Siccome nella piattaforma, continentale o oceanica che dir si voglia, della Scozia c'è abbondanza di petrolio, la Scozia rivendica la propria sovranità anche su quella piattaforma. Noi petrolio ancora non ne abbiamo individuato, ma ad ogni buon conto...

PRESIDENTE. Piattaforma continentale, per chiarimento. Allora l'onorevole Bonesu propone questa dizione, chiedo conferma "Dichiara solennemente la sovranità del popolo sardo sulla Sardegna, sulle isole adiacenti, sul suo mare territoriale e sulla relativa piattaforma continentale nel quadro di una Repubblica federale". "Di un'auspicata Repubblica federale"? Siamo all'ultimo punto, prego i colleghi di prestare un attimo di attenzione. L'onorevole Bonesu dice che prende atto come sforzo positivo dell'emendamento numero 2, e chiede se può esseere accolta una formulazione di questo genere: "Dichiara solennemente la sovranità del popolo sardo sulla Sardegna, sulle isole adiacenti, sul suo mare territoriale e sulla relativa piattaforma continentale nel quadro di una Repubblica federale". Però il problema è di una Repubblica federale implicitamente, che deve essere costruita e che stiamo chiedendo, dice l'onorevole Bonesu.

Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Infatti io avevo usato il verbo al futuro, perché noi la sovranità l'avremo con la dichiarazione. Cioè le dichiarazioni sono una presa d'atto di una cosa esistente; ora non può esistere ancora se non contestualmente alla creazione dello Stato federale. Su questo credo che siamo tutti d'accordo, infatti anche l'onorevole Bonesu ha detto che questa non è una mozione che si inserisce nell'attuale sistema costituzionale, ma è una mozione rivolta a invocare una riforma costituzionale dello Stato, su questo siamo d'accordo. Quindi è chiaro che oggi non ci può essere una dichiarazione di sovranità se non riferita al futuro.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, mi dispiace essere noioso, chiedo ai colleghe, poiché c'è un problema di registrazione, non riusciamo a registrare perchè la voce dell'oratore è coperta da un eccesso di brusio per cui alla fine ci troveremo atti non registrati, per cui chiedo la cortesia anche all'onorevole Masala di riepilogare i termini precedenti e ai colleghi di fare un silenzio accettabile.

MASALA (A.N.). Stavo dicendo che anche l'onorevole Bonesu è perfettamente d'accordo su un concetto, e cioè che noi non possiamo prevedere l'esercizio della sovranità se non in una riforma dell'attuale Costituzione, perché questa mozione non si inserisce nell'attuale Costituzione, ma auspica, è una spinta per la riforma costituzionale dello Stato, queste sono parole sue. Allora è chiaro che la dichiarazione di sovranità, poiché dichiarare la sovranità significa prendere atto dell'esistenza di uno status di Stato sovrano appunto, siccome questo però è possibile soltanto in un assetto federale dello Stato, cioè della Repubblica italiana, naturalmente la sovranità sorge nel momento in cui c'è l'assetto federale dello Stato, diversamente non avrebbe senso. Allora, proprio per questa ragione, io avevo usato il predicato al futuro, "eserciterà le prerogative sovrane nel quadro di... ", cioè nel momento in cui verrà attuato lo Stato federale automaticamente verranno esercitate le prerogative sovrane. L'onorevole Bonesu dice che non vuole le prerogative sovrane, ma vuole che sia dichiarata la sovranità popolare. Allora, per rendere bene l'idea che questa è, sì, una dichiarazione, ma riferita al momento in cui si realizzerà lo Stato federale, potrebbe essere accolto il suggerimento che faceva il Presidente tra le righe, e cioè quello di inserire il termine "auspicata", "nell'auspicato assetto federale dello Stato". Se così fosse andrebbe benissimo, perché la dichiarazione sarebbe riferita non ad oggi, ma al momento in cui si realizzerà la riforma federale dello Stato e quindi a questo punto andrebbe bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Forse siamo più vicini di quanto pensiamo, ma ancora non siamo coincidenti, mi sembra. Perché anche l'onorevole Masala prima ha convenuto che si tratta di riconoscere l'originaria potestas suprema, quindi non è che la sovranità viene riconosciuta da una futura costituzione, è l'esercizio. Per cui io raccolgo la sua questione che l'esercizio deve essere al futuro, quindi rispetto alla versione precedente io modificherei così: "Dichiara solennemente la sovranità, eccetera, eccetera, ... che eserciterà nella futura Repubblica federale italiana", mettiamo il verbo dell'esercizio al futuro.

PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Masala sottolinea il fatto che la repubblica federale è una condizione da venire, che stiamo rivendicando, auspicando, proponendo, ma che non esiste, l'onorevole Bonesu dice che siccome l'onorevole Masala e i colleghi hanno riconosciuto già in un punto precedente l'originarietà della potestà suprema, il dispositivo può controbilanciare queste due esigenze dicendo: "Dichiara solennemente la sovranità del popolo sardo sulla Sardegna, le isole adiacenti, il mare territoriale e la piattaforma continentale da esercitare nella futura Repubblica federale italiana". Quindi si sottolinea che c'è una richiesta di riforma che consenta l'esercizio di questo potere originario. Questa viene accolta da tutti, quindi significa che l'emendamento 10 confluisce nel dispositivo e che tutti i punti, con uno sforzo comune, li abbiamo riscritti e riconcordati.

Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Per chiedere dieci minuti di sospensione prima del voto finale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta.

MACCIOTTA (Gruppo Misto). Interverrò in seguito per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.) Sull'ordine dei lavori. Il collega Marteddu ha chiesto dieci minuti di sospensione per verificare il testo unificato, a questo punto, tra la proposta iniziale della mozione Bonesu, gli emendamenti che abbiamo approvato in Aula, gli emendamenti orali che ci sono stati. Io sento l'esigenza, accogliendo la richiesta del collega Marteddu, di sapere se dopo la sospensione di dieci minuti, o nei dieci minuti, abbiamo il testo unificato, per valutare e avere la possibilità di decidere come votare e come non votare. Altrimenti, sempre accogliendo la richiesta del collega Marteddu, sospendiamo per un tempo superiore ai dieci minuti e stabiliamo quando votare, perché anche noi abbiamo bisogno di verificare quello che è successo nel corso del dibattito.

PRESIDENTE. I dieci minuti possono diventare venti, non c'è problema, però nel corso del dibattito io ho sottoposto i punti, ho chiesto il consenso, ho aperto la discussione, siamo arrivati a punti di concordanza. Non è che adesso riapriamo la discussione sui punti precedenti.

CUGINI (Progr. Fed.). Io non voglio aprire nessuna discussione, io voglio dare un voto conoscendo il testo. Quindi sto dicendo che dieci minuti per permettere a tutto il Consiglio di entrare nel merito, non in aula, ma in riunioni che si possono fare, del testo che è venuto fuori, mi sembrano insufficienti. Quindi chiedevo se, accogliendo l'idea della sospensione, è possibile stabilire che il testo finale lo votiamo anche domani mattina. Ossia stabiliamo più di dieci minuti, questa è la mia proposta, per entrare nel merito del testo che è stato proposto dall'aula tra mozioni e suggerimenti che sono intervenuti del corso del dibattito.

PRESIDENTE. Anch'io cercavo di dire che siamo in sede di voto finale. Abbiamo esaminato il testo punto per punto, abbiamo discusso gli emendamenti, trovato la sintesi, siamo in sede di voto finale. Il collega Marteddu dice: "Io vorrei avere dieci minuti per fare una valutazione", in questi dieci minuti o quarto d'ora si può rifare il testo e si può distribuire. Chiedo all'onorevole Cugini se sta proponendo di votare domani mattina, o se sta proponendo che, invece di dieci minuti, si sospenda per mezz'ora. Vorrei che formalizzasse la proposta.

CUGINI (Progr. Fed.). Lei ha interpretato bene il mio pensiero, speriamo di procedere così anche per il futuro. Chiedo di votare domani mattina, in modo tale che si utilizzi il tempo per esaminare bene il testo che viene licenziato dalla discussione che abbiamo sin qui fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Non riesco a capire i termini di un lungo rinvio, perché a questo punto i Gruppi devono semplicemente decidere il voto da esprimere. Non vorrei che fosse un pretesto per riaprire con altre modifiche; gli emendamenti non si possono presentare, abbiamo fatto una discussione sugli emendamenti anche fin troppo libera. Non capisco il motivo del rinvio a domani mattina.

PRESIDENTE. Per chiarire, noi siamo in fase di votazione, sono consentite solamente dichiarazioni di voto. Il testo è stato discusso punto per punto, gli emendamenti sono stati discussi punto per punto, è stato osservato che, anche da parte della Presidenza, c'è stato uno sforzo di discussione libera, così è stato detto, degli emendamenti, perché se la materia si prestava ad uno sforzo di sintesi politica ognuno ha fatto dei passi avanti, siamo ora in fase di discussione. Abbiamo definito un testo, su questo testo si potrà votare a favore, votare contro o astenersi, c'è solamente l'esigenza di vederlo trascritto. Noi siamo in grado di trascriverlo in dieci minuti, un quarto d'ora, poi si può votare ora o domattina, la proposta del collega Cugini è di votare domattina. Io ho anche la necessità di fare adesso una brevissima Conferenza dei capigruppo, perché sono le sette meno un quarto; allora convoco la Conferenza del capigruppo per sapere come andiamo avanti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 44, viene ripresa alle ore 19).

PRESIDENTE. Comunico l'esito della Conferenza dei capigruppo in merito all'organizzazione dei lavori. Qualche Gruppo ha chiesto di poter esaminare la mozione nella sua trascrizione definitiva, la trascrizione la stiamo rifacendo, la Conferenza dei capigruppo ha deciso di accettare l'ipotesi che si voti la mozione domattina, per consentire ai Gruppi di vederla. E` stato chiarito che la discussione è conclusa, che domani viene solamente messa in votazione, allora si è concordato di passare adesso alla discussione della proposta di legge nazionale 21/A, che riguarda norme per la protezione della fauna selvatica.

Devo chiarire che la proposta di legge viene discussa stasera e votata, come primo punto, domani mattina alle 10 e 30. Vi pregherei di essere puntuali perché ci vogliono i numeri per votare la proposta di legge stessa. Quindi domani mattina votiamo alle 10 e 30 la proposta di legge, poi la mozione, poi continuiamo.

Discussione generale della proposta di legge nazionale MARROCU - DIANA - OBINO - CUGINI: "Modifica alla Legge 11 febbraio 1992, n. 157 'Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio'" (21)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge nazionale numero 21. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.

MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, cari colleghi, la proposta di legge, che avrà comunque tre emendamenti che sono stati già depositati a firma quasi unanime della Commissione, escluso un collega, si propone di chiedere la modifica della legge nazionale 157, in particolare la parte più importante, relativa all'articolo 18 primo e secondo comma della legge 157. Come i colleghi sanno il Consiglio regionale approvò la legge, che semplicemente chiamo legge sulla caccia regionale, che prevedeva che l'attività venatoria in Sardegna potesse esplicarsi, per quanto riguarda la selvaggina migratoria, oltre il 31 gennaio e sino al 28 febbraio. Tale norma, approvata dal Consiglio regionale, si giustificava da due aspetti fondamentali: il primo, la volontà del Consiglio regionale di far rispettare la sua autonomia prevista in materia di caccia dall'articolo 3 dello Statuto, il secondo, dal prendere atto che in Sardegna i flussi migratori della selvaggina erano differenti rispetto all'ambito nazionale per via del clima, dell'ambiente, della situazione territoriale differente che la Sardegna ha rispetto al quadro nazionale. Quindi il Consiglio regionale, con un voto quasi unanime (vi fu una sola astensione), approvò la legge sulla caccia che prevedeva per la Sardegna la possibilità di andare oltre il 31 gennaio, data fissata dalla legge 157 all'articolo 18 per l'attività venatoria alla selvaggina migratoria. Con queste due motivazioni principali: autonomia in materia di attività venatoria, flussi migratori della selvaggina differenti rispetto a quelli del territorio nazionale. Questa norma, tra l'altro, fu sostenuta anche dal Consiglio in relazione al fatto che in Sardegna vi era una pressione venatoria che si esercitava inferiore al quadro nazionale, perché mentre a livello nazionale la legge 157 prevede che l'attività venatoria si possa esercitare per tre giorni la settimana, a scelta del cacciatore, quindi nel rispetto di solo due giornate di silenzio venatorio, il martedì e il venerdì, in Sardegna per autodisciplina, tra l'altro, del mondo venatorio e per quanto disposto da una vecchia legge, la legge 32, l'attività venatoria si può esplicare due giorni alla settimana, tra l'altro in giorni fissi, quindi soltanto il giovedì e la domenica. Quindi la proposta, che fu approvata dal Consiglio regionale, la legge regionale, non determinava un contrasto con la normativa comunitaria, né rappresentava una ulteriore pressione sulla selvaggina e quindi sulla fauna, perché vi era un'autodisciplina che si era dato il mondo venatorio sardo, che riduceva a due le giornate venatorie. Quella proposta, che il Consiglio regionale accolse con quasi l'unanimità dei consensi, fu respinta dal Governo e fu rinviata; il Consiglio regionale, nel dicembre '96, riapprovò la legge, modificò alcune parti della stessa legge, ma concluse ripristinando la proposta di periodo venatorio il 28 febbraio. Si è aperto poi un contenzioso alla Corte costituzionale e la Corte costituzionale ha condannato, e quindi ha dato ragione al Governo, rigettando la legge sarda in particolare per la possibilità di esplicare l'attività venatoria oltre il 31 gennaio. Nella motivazione della Corte costituzionale non vengono citati e non vengono presi in considerazione né l'articolo 3 dello Statuto né i flussi migratori che interessano la Sardegna, frutto tra l'altro di studi scientifici che lo stesso ufficio regionale della fauna ha verificato. La Corte costituzionale ha stabilito solo che, essendo la 157 una legge che reca norme fondamentali di riforma socio - economica, tutte le regioni d'Italia devono adeguarsi alla 157. Quindi anche su questo punto, dispiace dirlo, mentre si festeggiava e si celebrava il 50° anniversario dell'autonomia, avendo la Sardegna proposto un calendario venatorio ridotto rispetto a quello nazionale, ci viene negata l'autonomia in materia di attività venatoria e di caccia.

Allora la proposta di legge che noi presentiamo è modificativa della legge nazionale e dell'articolo della legge nazionale che è servito alla Corte costituzionale per rigettare la legge sarda. Quello che viene chiesto al Consiglio è un atto di coerenza con quello che ha già fatto, per rispettare la volontà del Consiglio, che credo fosse la volontà del popolo sardo, rappresentata con la stragrande maggioranza dei voti, 62 a favore su 63 votanti in occasione della legge sulla caccia; viene chiesto al Consiglio un atto di coerenza, approvando questa norma con i tre emendamenti che consentono di poter modificare la legge nazionale, o almeno di proporre una modifica della legge nazionale, con l'auspicio che il Parlamento possa accogliere questa nostra richiesta. La proposta infatti si articola su tre emendamenti; nel primo comma, dove ci sono le specie migratorie cacciabili, noi individuiamo quelle specie per le quali il calendario venatorio sardo aveva già previsto una deroga a febbraio, e proponiamo per queste specie che l'attività venatoria si possa esplicare dalla terza domenica di settembre sino all'ultimo giorno di febbraio. Nella seconda proposta, quando al secondo comma dell'articolo 18 della 157 si prevedono le deroghe per le regioni, noi prevediamo che le deroghe debbono comunque essere contemplate tra il primo settembre e l'ultima giornata di febbraio.

Il secondo emendamento interviene invece sulla possibilità, anzi sul divieto che c'è all'uso della munizione spezzata per l'attività all'ungulato e al cinghiale. Noi chiediamo invece che sia possibile utilizzarla nel cinghiale, nel rispetto delle tradizioni e perché viene sostenuto, anche dal mondo venatorio, che è molto più sicura, quindi meno pericolosa per lo stesso cacciatore.

La terza è la modifica di una norma che vieterebbe, tra l'altro anche nella legge regionale, la possibilità dell'esercizio nell'ambito territoriale a chi ha in quell'ambito un compito di vigilanza, cioè un vigile urbano dovrebbe essere costretto, se vuole esercitare la passione dell'attività venatoria, a spostarsi su un altro ambito e non potrebbe esercitarla nel proprio ambito. E` una piccola modifica, ma anche questa un po' segnalata e sentita.

Quindi queste sono le modifiche alla 157 che noi proponiamo, io credo e mi auguro che il Consiglio accolga con lo stesso voto, quindi quasi unanime, così come ha fatto la Commissione, con un solo collega che non ha firmato, questa proposta, perché è un atto di coerenza con quanto ha già fatto il Consiglio nel '96, approvando all'unanimità la legge regionale che prevedeva appunto questa deroga per la Sardegna sino al 28 febbraio.

Mi fermerei qui perché mi pare che i colleghi, almeno quelli della Commissione, conoscano molto bene l'argomento, e c'è tra l'altro molta attesa da parte del mondo venatorio.

PRESIDENTE. Nell'aprire la discussione e nel dare la parola al primo iscritto, che è l'onorevole Bonesu, chiarisco, perché mi era stato chiesto in Conferenza di Capigruppo, quanti articoli erano. In effetti è un solo articolo, però sono stati presentati all'unanimità, sempre dalla Commissione, tre emendamenti. Io dico che, se vogliamo, possiamo votare tutto domani o riservare a domani solo il voto finale della legge e votare gli emendamenti stasera.

Ha domandato di parlare l'onorevole Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Brevemente, perché non c'è molto da aggiungere alla illustrazione fatta dal relatore. C'è solamente da osservare che questo è un atto fondamentale che ha una valenza al di là della materia specifica importante che viene trattata, e la valenza è il cercare di riacquisire, con questa materia, una parte della nostra autonomia speciale costantemente vilipesa.

Anche questa legislatura ha visto tanti, troppi provvedimenti legislativi rinviati dal Governo nazionale non sempre e non certo per motivazioni valide, serie, di contrasto con l'ordinamento legislativo nazionale che ci riguarda. Ora, la politica nazionale a parole e, adesso vedremo, a fatti è tutta indirizzata verso un federalismo. La mozione che dopo un certo dibattito ha trovato un accordo è tesa, ovviamente, a ristabilire o a stabilire, oserei dire, per la prima volta, una sovranità di questo Consiglio, di questa Aula, di questo popolo, che non c'è nei fatti. Questa sovranità è stata particolarmente vilipesa quando la Corte Costituzionale per ultima e il Governo nazionale per ben due volte se ne sono infischiati sfacciatamente dell'articolo 3 del nostro Statuto, praticamente vanificando quella nostra potestà, che è rimasta e rimane purtroppo solo carta scritta, di legiferare in modo autonomo, totale, proprio in materia di ambiente, caccia e pesca.

Allora non rimane altro percorso che cercare di modificare una legge nazionale cosiddetta quadro, ma quadro non è, per tanti aspetti, che ha prevaricato e prevarica il nostro diritto di cittadini sardi a essere tali, con tutte le nostre specificità, compresa la materia che trattiamo e che fa parte inderogabile delle nostre tradizioni, perché colpendo le nostre tradizioni anche nell'esercizio della caccia si colpisce tutta la nostra volontà, il nostro desiderio, la nostra sardità, di essere veramente autonomi in materia ambientale, ma non solo in materia ambientale.

Quindi la Commissione, nella quasi unanimità dei componenti, ma all'unanimità per quanto riguarda i Gruppi politici, ha portato questi emendamenti, da tutti controfirmati, e l'atto che è stato chiesto dal relatore di consequenzialità a tutto ciò che è già stato fatto in questa materia dal Consiglio regionale è quello di portare avanti questa legge così emendata. Ma una raccomandazione che faccio a me stesso e che faccio a tutti i colleghi, di tutti i Gruppi, è quella di interagire in modo forte, politicamente forte e positivo presso i nostri parlamentari nazionali, perché questo diritto alla nostra sovranità, alla nostra autonomia di sardi, anche e soprattutto partendo da questa proposta di modifica di legge nazionale, non può non vedere tutti i parlamentari sardi sostenere in modo corale questa iniziativa, che presumo trovi, come deve trovare, la coralità di questo Consiglio regionale.

E, se i parlamentari sardi, al di là delle divisioni partitiche, saranno consequenziali alla volontà di tutto un parlamento regionale, dovranno fare il loro dovere. E` nostro impegno e impegno che chiedo a tutti i colleghi pungolare i parlamentari nazionali, senatori e deputati affinché il percorso di questa legge sia felice e breve perché a partire dalla prossima stagione venatoria i sardi possano riconoscere, rivedere il loro calendario venatorio che comunque da oltre mezzo secolo rimane il più serio, il più castigato, il più equilibrato di tutti i calendari venatori della penisola e in virtù di questa verità deve essere prodotto un particolare impegno, ovviamente, come ho detto prima, per la nostra sovranità di sardi.

Presidenza del Vicepresidente Zucca

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Due parole a nome del Gruppo di Forza Italia per condividere quanto approvato dalla quinta Commissione permanente. Anche se giova dire, e bisogna dirlo immediatamente, che non abbiamo molte speranze che questa proposta di legge nazionale trovi accoglimento e miglior sorte di analoghe proposte che ormai giacciono da quattro o cinque anni presso la commissione competente del Parlamento nazionale, aventi ad oggetto la modifica dell'articolo 18 della legge 157. Senza togliere niente e senza volere sminuire quanto presentato dai colleghi della quinta Commissione, siamo molto scettici e non crediamo che la manifestazione di oggi possa avere la forza di portare questa legge con uno slancio maggiore in un Parlamento che è arroccato su posizioni ben note; un Parlamento che ha avuto il coraggio di sanzionare penalmente il divieto di caccia dopo il 31 gennaio. Questo è uno degli ostacoli che ha costretto la Corte Costituzionale a bocciare la nostra legge nonostante l'impegno che, dobbiamo riconoscere, ha profuso l'Assessorato dell'Ambiente e l'assessore Onida in prima persona.

Voglio dire due parole in relazione alla modifica di questa legge 157 e alla assoluta incuranza e direi anche menefreghismo delle province della Sardegna. Le quattro provincie della Sardegna sono preposte, come da legge, ad applicare la legge 157 e la nostra proposta derivante dalla legge 157. Non ricordo e non voglio dire da quanto questo Consiglio regionale, dopo una grande fatica proposta in Commissione e poi in Aula, ha esitato la legge sulla caccia. Io sono sicuro che a parte la Provincia di Cagliari, che ha prodotto in questi giorni una bozza inventata di piano faunistico, nelle altre tre provincie non c'è né un assessore competente né il presidente, che in altre occasioni rivendica grande autonomia e soprattutto rivendica quello che è il decentramento da parte della Regione, in una materia in cui spetta in prima persona alle province organizzare la caccia, le nostre province non si sono ancora sentite a distanza di due, tre anni da quanto discusso in questo Consiglio regionale. Noi qua vogliamo portare avanti, rendo merito ai colleghi presentatori, una proposta di legge nazionale quando coloro che sono preposti a mandare avanti in Sardegna l'applicazione della legge sarda non hanno neanche letto il testo da noi esitato. Questa è una situazione vergognosa che dovrebbe far riflettere tutti noi ma soprattutto gli amministratori provinciali che sono buoni ad urlare contro la Regione e contro il Consiglio regionale e poi quando hanno da lavorare e da applicare le leggi approvate dal Consiglio regionale si fanno trovare completamente impreparati ed assolutamente incompetenti.

Questo è quanto modestamente il Gruppo di Forza Italia vuole fare rilevare. Inoltre ricordo che questa legge per avere supporti deve avere supporti scientifici, ricordo che l'Istituto Regionale della fauna selvatica, introdotto con questa legge, ancora giace, anzi non è neanche nato, mentre invece è stato abolito l'IRF, l'Istituto Regionale della Fauna e mandati a spasso i suoi funzionari che sono dispersi per i vari Ispettorati Forestali della Sardegna. Questo è il dato di fatto, quindi cerchiamo di richiamare le province ai loro compiti anche se ormai evidentemente la fibrillazione elettorale non permetterà per ancora 6, 7, 8 mesi che gli amministratori provinciali prendano in mano questo testo, non l'hanno preso in mano da due anni a questa parte e dovremo purtroppo ancora aspettare molto. Quindi, ribadendo la nostra volontà di votare a favore di questo testo di legge, se non altro perché costituisca una spinta ulteriore e rivendichi ancora di più la forza della Sardegna in una materia in cui è stata ancora una volta gabbata dal Governo nazionale. Chiediamo anche, se c'è l'accordo, che questa legge si possa votare nella serata odierna in modo che si possa dare un segnale agli amici che sono venuti qua a manifestare oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, non è sul merito su cui siamo quasi tutti i consiglieri d'accordo sulla caccia a febbraio, ma effettivamente il mezzo credo che induca qualche riflessione e dico che ha perfettamente torto il collega Boero quando a proposito di questa proposta di legge parla di sovranità ed autonomia eccetera perché noi approvando questa proposta stiamo rinunciando forzatamente, probabilmente, ad affermare la nostra autonomia perché autonomia era la legge che avevamo fatto, in cui decidevamo, sulla base dell'articolo 3 dello Statuto, di avere un calendario venatorio diverso. Non abbiamo avuto giustizia da chi giustizia doveva darci e qua, Presidente, devo rilevare un fatto gravissimo e cioè che il giudice relatore alla Corte Costituzionale è stato il giudice Fernanda Contri che era stata precedentemente Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio, l'organismo che impugnava la legge della Regione Sarda. Qua a livello di Corte Costituzionale non sta avvenendo che il giudice sia terzo, il giudice è addirittura chi aveva occupato precedentemente la sedia della controparte. Però abbiamo perso e ci hanno detto che in base ai principi fondamentali, perché la Corte non ha accolto e neanche esaminato i rilievi relativi alla normativa comunitaria, il che ci avrebbe consentito una impugnativa davanti alla Corte di Giustizia e Comunità Europee, ma questo non è stato possibile perché è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale della legge unicamente per motivi di diritto interno, cioè si è affermato che esiste principio di ordinamento di tutela della selvaggina che viene gravemente offeso se l'uccello viene sparato il 1° febbraio anzichè il 31 gennaio. Questa è stata la dichiarazione della Corte, non abbiamo più mezzi per tutelarci, per cui si ricorre a questo sotterfugio di andare a cambiare il cosiddetto principio dell'ordinamento. Ma sotterfugio è, non certamente dichiarazione di autonomia e tanto meno sovranità e siccome a Roma delle nostre specialità se ne infischiano sia che siamo al Palazzo della Consulta che ha quello di Montecitorio, ha ragione chi è intervenuto, l'onorevole Milia, a dire che difficilmente questa legge sarà accolta anche perché ricordo che il Gruppo verde fa parte della maggioranza, anzi esprime l'opinione del Governo su questa materia. Per cui un orientamento che a Roma c'è, che vede i verdi dominare con le loro idee sbagliate, oltre che giuste in materia di ambiente, fa sì che anche la speranza di questa via sia veramente scarsa. Non vorrei che su questa proposta di legge si facesse demagogia e si facesse credere ai cacciatori che i loro problemi verranno risolti. Probabilmente siamo finiti in una situazione particolare che dato l'attuale ordinamento italiano non ci consente di esercitare l'autonomia che pure lo Statuto ci riconosce e cioè in base ad interpretazioni estremamente limitative che in 50 anni si sono andate accomunando sullo Statuto.

Siamo in una situazione di depressione dell'autonomia, non certo di esaltazione, approviamo pure questa proposta di legge nazionale ma non abbiamo certamente affermato una situazione di principio ma abbiamo semplicemente cercato di portare l'attacco sul terreno dell'avversario ed è molto facile che sul terreno dell'avversario veniamo sconfitti. Credo che quindi il problema dell'autonomia e della sovranità della Sardegna vada affrontato con altri strumenti che non sono certamente quelli di mandare una proposta di legge al Parlamento italiano.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Qualche minuto per confermare a nome della Giunta le valutazioni che l'Aula ha portato in questa sede sia in ordine al problema del riportare all'attenzione del Parlamento la valenza dello Statuto della Sardegna in ordine ai problemi che riguardano la caccia e soprattutto per utilizzare il tempo che intercorrerà tra la nostra decisione, che sarà unanime di questa sera, e quella nella quale ci auguriamo il Parlamento Nazionale, ma ci dovremo attivare con più ottimismo, riprenderà la riflessione sulle nostre richieste, per maturare in maniera più forte, scientificamente più rilevante, le motivazioni che sono sottese alla decisione che vuole portare l'esercizio della caccia della selvaggina migratoria al mese di febbraio. Io sono convinto che faremo a questo proposito un convegno di grande rilievo internazionale, scientifico, il 12, il 13 e il 14 marzo e uno degli obiettivi che ci proponiamo è proprio quello di approfondire gli aspetti che dovranno convincere il Parlamento sul bisogno di modificare la legge numero 157 con argomentazioni di ordine scientifico.

Esattamente una settimana ad oggi ho anche convocato, lo dico in risposta alle osservazioni del collega Milia, le amministrazioni provinciali per fare il punto sulla situazione dell'applicazione della legge per la parte approvata e in vigore. Questa settimana partiranno le nomine delle Commissioni, quelle pronte, almeno tre, credo che rimanga Sassari ancora un po' indietro, per quanto riguarda l'aspetto applicativo, l'impegno assunto con le amministrazioni provinciali è di accelerare proprio in queste settimane i tempi applicativi della stessa. Io colgo l'occasione per fare chiarezza su un aspetto che in qualche modo mi ha coinvolto anche con un atteggiamento, ha coinvolto il governo della Regione che è passato per essere un governo che non si pone in coerenza con le decisioni delle magistrature della Repubblica italiana, a me è successo di dover approvare il calendario venatorio nel 1998, è bene che il Consiglio sappia perché su questa cosa non ci devono essere più equivoci. Io ho subìto una denuncia, credo che ci sia un rinvio, non so ancora se c'è, ma sembrerebbe così dalla stampa che leggo, a giudizio per questo fatto. Il Comitato Regionale Faunistico aveva, con me chiaramente, assunto una decisione in ordine al calendario venatorio del 1998 che vedeva febbraio come mese utile per l'esercizio della caccia, il TAR aveva bocciato questa nostra decisione; e non in contrasto con la decisione del TAR ma in attenzione sofferta alla decisione del Consiglio regionale che, ancora intanto non conoscevamo la decisione della Corte Costituzionale, che ritenevamo capaci di una autonomia statutaria e quindi di valenza costituzionale non abbiamo riproposto lo stesso calendario venatorio bocciato dal TAR, ma abbiamo riproposto il calendario venatorio che nel 1997, l'anno precedente, era stato approvato dal Comitato Regionale Faunistico ed approvato dal Tribunale amminiatrativo regionale, ritenendo quindi che non ci possano essere dei comportamenti ne bis in idem, dicevano i saggi latini, non ci possono essere sulla stessa materia comportamenti diversi da parte degli organi legislativi, la riproposizione del calendario del 1997 è stata, che era leggermente diverso, certo non era sostanzialmente diverso, ma era leggermente diverso da quello del 1998, quello abbiamo riproposto e quello ha avuto valenza per l'anno scorso. Quindi, nel rispetto totale dell'autonomia della magistratura non è mai passato nell'anticamera del cervello né del Comitato regionale, tanto meno dell'Assessore, nè della Giunta Regionale. Questo abbiamo fatto ritenendo di fare cosa coerente con le decisioni del Consiglio, dell'autonomia regionale, dell'interesse dei sardi e attorno a ragionamenti che erano quelli anche di supporto scientifico di cui oggi voi avete parlato. L'auspicio è che anche attorno a queste cose il rimedio non sia mai l'arma della denuncia, l'arma di una azione forte e pericolosa nei confronti di altre istituzioni. Io rispetto i verdi, non soltanto li rispetto ma con loro ho sempre in questo mio mandato interloquito su tutte le questioni di carattere ambientale con attenzione e con sensibilità, ma certamente non ritengo che gli estremismi, i fondamentalismi anche quando vengono da quella parte siano tali da consentire a noi di governare con saggezza materie come queste.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Come deciso in Conferenza dei Capigruppo, i lavori sono aggiornati a domani alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 19 e 34.



Allegati seduta

Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA AMADU sui ritardi nell'applicazione della normativa sulle nuove Province.

Il sottoscritto,

premesso che, pur essendo stata approvata la legge sull'assetto delle nuove circoscrizioni provinciali già da un anno, l'iter burocratico per l'applicazione della normativa in oggetto è fermo a causa dei ritardi nelle consultazioni tra i Comuni interessati ai nuovo assetti provinciali e la Giunta regionale previste dall'articolo 6 della L R. 4/97;

visto che le decisioni dei Comuni interessati, in alcuni casi, si discostano dall'ipotesi dei nuovi assetti provinciali proposta dalla Giunta regionale nella persona dell'Assessore regionale degli enti locali ma che in altri casi, quale ad esempio la Gallura, si attendono sviluppi positivi dalla normativa in tempi celeri;

rilevato che, comunque, la stessa Giunta regionale appare inerte e sembra voler rallentare l'applicazione della suddetta legge, tenuto conto dei tempi lunghi nell'esame delle relative procedure;

ritenuto necessario che la Giunta debba decidere di portare l'argomento in Consiglio regionale, vista l'urgenza e visto che l'Assemblea regionale ha recentemente deliberato uno spostamento in avanti dei termini temporali per le prossime elezioni amministrative dal giugno al novembre 1999 proprio in vista dell'applicazione della legge sul riassetto provinciale; spostamento dei termini che a tutt'oggi risulterebbe totalmente inutile;

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale degli enti locali affinché propongano una discussione urgente sull'argomento in sede di Consiglio regionale, esponendo i motivi dei ritardi accumulati nell'applicazione e nelle procedure relative alla suddetta normativa e affinché venga chiarita la posizione della Giunta regionale, i cui ritardi nella conduzione delle procedure necessarie destano qualche sospetto di ostilità nei confronti della materia, creando inquietudine nei territori interessati dai nuovi assetti provinciali, quale ad esempio la Gallura. (524)

INTERPELLANZA PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sul mancato finanziamento per il restauro della Chiesa Cattedrale con i fondi stanziati dal Governo in occasione del Giubileo di Nuoro.

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I sottoscritti, considerato che:

- l'Impresa Iaia che stava eseguendo i lavori di restauro della Chiesa di Santa Maria della Neve di Nuoro ha dovuto sospendere i lavori per il diniego, arrivato in corso d'opera, del finanziamento di lire tre miliardi;

- pare opportuno un concreto, efficace e immediato intervento dell'Amministrazione regionale per sensibilizzare il Governo nazionale sulla necessità di garantire il promesso finanziamento per il citato restauro;

- pare necessario sopperire all'incontrovertibile disinteresse manifestato dai parlamentari nazionali nuoresi;

- la Chiesa Cattedrale di Santa Maria della Neve in Nuoro rappresenta un alto esempio di architettura neoclassica in Sardegna,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) se siano a conoscenza dei fatti su richiamati;

2) se intendano intervenire o siano intervenuti per portare all'attenzione del Governo nazionale la questione;

3) cosa sia stato concretamente fatto per assicurare alla Sardegna un'adeguata e corretta ripartizione dei fondi attribuiti dal Parlamento ai lavori straordinari di recupero del patrimonio artistico religioso in occasione del prossimo Anno giubilare. (525)

INTERPELLANZA TUNIS Gianfranco - MARTEDDU sugli svantaggi causati agli agenti di viaggio e operatori turistici della Sardegna dall'esistenza, nel territorio isolano, di agenzie di viaggio non autorizzate che svolgono abusivamente la propria attività non rispettando le prescritte norme regionali.

I sottoscritti,

premesso che già da tempo le categorie degli agenti di viaggio e operatori turistici dell'Isola risentono di una grave crisi, determinata, in particolare, dalla diffusa presenza di succursali di agenzie di viaggio che operano in assenza di professionalità e competenza oltre che delle prescritte autorizzazioni;

considerato che tale situazione crea notevole disagio e imbarazzo soprattutto agli operatori in regola che accusano notevoli danni economici a causa della concorrenza sleale in atto;

rilevato che il malessere e il disagio diffuso tra gli operatori turistici e gli agenti di viaggio è stato da tempo rappresentato dalle associazioni di categoria agli organi regionali di controllo e tutela all'uopo preposti;

tenuto conto che nonostante le vive proteste delle associazioni di categoria a tutela dei propri associati, l'atteggiamento adottato dall'Assessore regionale del turismo è risultato essere poco sensibile ed anzi pare che lo stesso voglia concedere ulteriori autorizzazioni ad attività che non hanno di fatto i requisiti prescritti dalla legge e, quindi, in deroga all'articolo 5 della legge regionale 13 luglio 1988, n. 13;

chiedono con urgenza all'Assessore regionale del turismo quali iniziative intenda adottare per addivenire ad una soluzione dei problemi lamentati dagli operatori turistici e agenti di viaggio della Sardegna e di completare l'iter procedurale di cui all'articolo 4 della legge regionale n. 13 del 1988, al fine di rendere operativo il piano pluriennale di razionalizzazione ivi previsto. (526)

INTERPELLANZA CASU - PITTALIS - BALLETTO sulla gestione degli impianti di depurazione e potabilizzazione delle acque affidata dall'ESAF alla ditta DEPAS S.r.l..

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I sottoscritti, premesso che:

- l'ESAF aveva in atto un contratto d'appalto con la ditta DIEMEC S.p.A. per la gestione e la conduzione degli impianti di depurazione e potabilizzazione delle acque (Silì - Oristano e altri centri) con l'impiego di n. 19 dipendenti;

- in data 31 dicembre 1998 è cessato il rapporto contrattuale con la citata DIEMEC S.p.A. alla quale è subentrata la cooperativa DEPAS S.r.l.;

considerato che la DEPAS nell'offerta per l'aggiudicazione dei lavori ha operato un ribasso del 31,5 per cento e che con il prezzo da incassare non sarà in grado di assicurare una normale gestione degli impianti di potabilizzazione e depurazione delle acque;

tenuto conto che attualmente il personale impiegato nei lavori di gestione degli impianti lavora in assenza di un contratto di lavoro. Infatti il rapporto di lavoro con la ditta DIEMEC è cessato il 31 dicembre 1998 e non è stato ancora stipulato, a tutt'oggi, un nuovo contratto con la subentrante,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere se è informato dell'attuale, precaria gestione degli impianti di cui si parla, in particolare:

1) se il personale addetto ai lavori è stato regolarmente assunto e assicurato a termini di legge;

2) se la ditta aggiudicatrice dei lavori, DEPAS Coop. S.r.l. con sede in Selargius, sarà in grado di assolvere ai compiti che derivano dall'impegno contrattuale assunto nonostante il notevole ribasso del prezzo d'asta;

3) se gli impianti di potabilizzazione verranno gestiti in modo da garantire la corretta erogazione dell'acqua sotto il profilo igienico. (527)

INTERPELLANZA BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sul mancato rispetto delle procedure e dei termini previsti dalla legge per il riassetto generale delle provincie.

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I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, sui seguenti fatti:

- a seguito dell'approvazione della L.R. 4/1997 si sono tenute le conferenze provinciali previste dall'articolo 4. L'ultima di tali conferenze si è tenuta ad Oristano il 14.4.1997;

- conseguentemente entro il 14.7.1997 (entro tre mesi dallo svolgimento dell'ultima conferenza)la Giunta Regionale doveva proporre al Consiglio, corredato dai pareri dei consigli delle esistenti provincie, lo schema di nuovo assetto provinciale; sta di fatto la Giunta solo in data 31.7.1998, con delibera 36/8, ha approvato uno studio elaborato dagli uffici dell'Assessorato, contenente le ipotesi di delimitazione delle nuove province del Sulcis, Ogliastra, Gallura e Medio Campidano, dando alle Province esistenti sessanta giorni per rendere i previsti pareri;

- la Giunta affermava di voler formulare le proprie definitive valutazioni, da trasmettersi al Consiglio Regionale, a seguito di tali pareri;

- nessuna definitiva valutazione della Giunta è a tutt'oggi, un anno e mezzo dopo la scadenza del termine di legge, pervenuta al Consiglio, impedendo al medesimo l'approvazione dello schema di assetto provinciale da sottoporre alle valutazioni dei comuni;

- si sta ulteriormente dilazionando l'iter per cui anche il rinvio all'autunno delle elezioni per il rinnovo dei consigli provinciali non consentirà di votare per le nuove province;

- non si vede il motivo dell'ulteriore ritardo, essendo il termine di sessanta giorni, assegnato alle province, abbondantemente scaduto e non dovendosi consentire che qualche amministrazione provinciale inadempiente (Nuoro) possa bloccare l'ter previsto dalla legge.

Gli interpellanti chiedono altresì di conoscere quali provvedimenti intenda adottare la Giunta regionale. (528)

INTERPELLANZA PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio sulla mancata nomina dei direttori generali di ERSAT, ESAF, ESIT, CRAS, IZC, III, ISOLA, ISRE, SSS, EAF, ERSU, EPT, AAST.

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I sottoscritti, considerato che:

- la Regione autonoma della Sardegna si è dotata della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 "Disciplina del personale regionale e organizzazione degli uffici della Regione";

- la citata legge prevede al suo articolo 73 che la prima attribuzione delle funzioni di direzione generale degli enti deve essere conferita entro il sessantesimo giorno successivo alla sua entrata in vigore dal competente Assessore in materia di personale, previa conforme deliberazione della Giunta regionale;

- tale termine è scaduto lo scorso 13 gennaio senza che la Giunta abbia in nessuna maniera provveduto agli adempimenti di legge;

- la Giunta regionale si è resa per l'ennesima volta inadempiente nell'esecuzione delle leggi approvate dal Consiglio regionale, in ciò nuovamente mostrando la propria qualità politica;

- scaduti i termini previsti da quella data si computano i quindici giorni decorsi i quali il Presidente della Giunta esercita il potere sostitutivo previsto dal comma 7, art. 28, che prevede che egli si possa sostituire anche in mancanza di deliberazioni, proposte e pareri;

- gli enti regionali assumono nell'attuale ordinamento della Regione Sardegna una particolare importanza per la gestione e l'amministrazione dell'Isola;

- pare indispensabile nominare urgentemente i responsabili di ERSAT, ESAF, ESIT, CRAS, IZC, III, ISOLA, ISRE, SSS, EAF, ERSU, EPT, AAST,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) per quali motivi la Giunta regionale si sia resa inadempiente;

2) se esista un preciso disegno volto ad utilizzare i poteri sostitutivi che consentono al Presidente di procedere autoritativamente alla nomina dei responsabili degli enti in epigrafe;

3) se si intenta procedere rapidamente alla nomina dei responsabili degli enti citati;

4) quali criteri il Presidente della Giunta intenda seguire per individuare i dirigenti. (529)

INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sui gravi danni provocati dalle recenti gelate alle colture ortofrutticole nel Sulcis, nel medio Campidano e nel Sarrabus.

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Il sottoscritto,

premesso che le gelate verificatesi alla fine dello scorso mese di gennaio hanno provocato danni irreparabili, pari al 70-80% della P.L.V. alle colture ortofrutticole nel Sulcis, nel medio Campidano e nel Sarrabus;

evidenziato che tale ultimo evento calamitoso va ad aggiungersi alla persistente siccità che colpisce l'intero comparto agricolo isolano, nonché alle difficoltà finanziarie derivanti dalla cancellazione da parte dell'Unione Europea della legge regionale 44 e dal blocco presso la burocrazia comunitaria delle Leggi regionali 4/98 e 8/98;

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:

1) se non ritengano opportuno e necessario intervenire immediatamente con adeguati provvedimenti amministrativo - finanziari per alleviare lo stato di gravità economico - finanziaria delle aziende agricole che vedono ormai compromessa l'annata agraria 1998/99;

2) se intendano definitivamente adottare comportamenti "decisionisti" nel settore agricoltura, che è in agonia e meriterebbe maggiore attenzione e impegno rispetto ad atteggiamenti dilatori o di disimpegno.

La Sardegna merita certamente di essere seguita con più "furore politico e burocratico". (530)

INTERPELLANZA BALLETTO - PITTALIS - GRANARA - LOMBARDO sulla gravissima situazione venutasi a creare negli uffici dell'Assessorato del turismo, culminata con i provvedimenti di revoca degli incarichi dell'ing. Valdes, Dott.ssa Gorini e Dott.ssa Mancuso e alla conferma della nomina del direttore generale, dott. Emilio Boi.

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I sottoscritti,

premesso che:

- in data 31.7.1998 veniva disposta un'indagine ispettiva su richiesta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio riguardante il funzionamento, la gestione e lo stato organizzativo del Servizio Turismo e AA.GG. coordinato dall'Ing. Giorgio Valdes ed articolato in due settori rispettivamente coordinati dalla dott.ssa Maria Gorini e dott.ssa Michela Mancuso;

- l'indagine ispettiva si concludeva con una relazione sottoposta alle determinazioni della Giunta Regionale nelle quali si esprimevano giudizi molto negativi nei confronti dei tre suddetti responsabili di coordinamento;

- con deliberazione n. 48/1 del 3.11.1998 la Giunta regionale, nel prendere atto della relazione formulata dall'ispettore dott. Mario Sechi, dava mandato al Presidente per la trasmissione della stessa e dei relativi allegati all'Assessore degli affari generali, personale e riforma della regione per le conseguenti determinazioni di sua competenza; che l'Assessore degli affari generali, On.le Prof. Antonio Loddo, avviava personalmente e direttamente una sua indagine sentendo il dott. Mario Sechi, il dott. Emilio Boi, l'ing. Giorgio Valdes, la dott.ssa Gorini e la dott.ssa Mancuso ed acquisiva ulteriori atti anche diversi rispetto a quelli acquisiti dall'ispettore;

- lo stesso Assessore Loddo redigeva quindi una sua relazione dettagliata nella quale giungeva a risultati difformi da quelli espressi nella relazione ispettiva e formulava ulteriori conclusioni che riguardavano la relazione ispettiva, il suo autore ed altri funzionari, nella medesima non citati;

- nella relazione dell'Assessore, in particolare, parrebbe che siano stati accertati gravi atti persecutori e di rilevanza penale oltreché amministrativa posti in essere dal coordinatore generale dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio, dott. Emilio Boi, nei confronti dei coordinatori: ing. Giorgio Valdes, dott.ssa Maria Gorini e dott.ssa Michela Mancuso;

considerato che:

a) in contrapposizione a quanto rappresentato dall'ispettore, I'Assessore Loddo abbia accertato la piena efficienza e regolarità dell'attività amministrativa svolta dai tre citati funzionari;

b) l'Assessore Loddo formulava inoltre giudizi fortemente negativi in merito all'operato ed alla condotta assunta dal dott. Emilio Boi e più in generale in merito alla capacità di quest'ultimo a svolgere funzioni di coordinamento;

c) inoltre, lo stesso Assessore Loddo avrebbe rilevato come la relazione ispettiva fosse chiaramente compiacente e improntata ad un atteggiamento parziale nella ricostruzione dei fatti, mentre i tre funzionari erano oggetto di rilievi in gran parte infondati e peraltro non venivano segnalate le giustificazioni addotte dagli stessi;

d) l'Assessore Loddo concludeva infine la sua relazione proponendo alla Giunta regionale:

- l'immediata rimozione del dott. Boi dall'incarico di coordinatore generale dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio e del dott. Sechi dalle funzioni di ispettore;

- l'avvio di un'indagine ispettiva nei confronti degli altri funzionari indicati nella sua relazione ed in particolare: del rag. Roberto Porcu, dell'ing. Giovanni Serra, del dott. Fausto Del Rio e del dott. Giovanni Maria Sale,

- l'avvio nei confronti del dott. Boi, del dott. Sechi, dell'ing. Valdes, della dott.ssa Gorini e della dott.ssa Mancuso di un procedimento disciplinare volto all'accertamento delle eventuali responsabilità.

rilevato che:

- lo stesso Assessore Loddo informava la Giunta regionale di aver attivato il procedimento di trasferimento ad altre strutture dell'ing. Valdes, della dott.ssa Gorini e della dott.ssa Mancuso per incompatibilità ambientale;

- detto procedimento veniva interrotto a seguito dell'accertata abrogazione, avvenuta con Decreto Legislativo n.80/98, della norma sul trasferimento per incompatibilità ambientale, prevista dal D.P.R. 3/57;

- la Giunta regionale, per quanto consta, non ha ancora assunto alcuna determinazione in merito alla proposta dell'Assessore Loddo.

preso atto che:

- in data 26.1.1999, ai sensi della L.R.40/90, veniva avviato, da parte dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio, prof. Antonello Paba, il procedimento di revoca degli incarichi di coordinamento ricoperti dall'ing. Valdes, dalla dott.ssa Gorini e dalla dott.ssa Mancuso, sulla base di quanto riferito nella relazione ispettiva senza che nessun cenno fosse fatto in merito alla relazione dell'Assessore Loddo;

- il giorno 1.2.99 veniva adottata, dalla Giunta regionale, la proposta di nomina del dott. Boi in qualità di direttore generale dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio ai sensi della L.R. 31/88 e che, nello stesso giorno, venivano consegnati i decreti assessoriali, adottati in pari data, con i quali si disponeva, con effetto immediato, la revoca degli incarichi di coordinamento ricoperti dall'ing. Valdes, dalla dott.ssa Gorini e dalla dott.ssa Mancuso;

- nei decreti di revoca degli incarichi le motivazioni si riconducevano all'inefficienza, inadeguatezza e disfunzioni nella trattazione delle competenze in riferimento anche a quanto emerso dalla relazione ispettiva del dott. Sechi senza che nessun cenno fosse fatto in riferimento alle diverse risultanze e conclusioni della relazione dell'Assessore Loddo.

rilevato ancora che consterebbe che, ad eccezione dei provvedimenti di revoca degli incarichi adottati nei confronti dell'ing. Valdes, della dott.ssa Gorini e della dott.ssa Mancuso nessun altro provvedimento sia stato assunto nei confronti degli altri funzionari ritenuti, nella relazione dell'Assessore Loddo, responsabili di illeciti,

chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore del turismo, artigianato e commercio e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere, per quanto di rispettiva competenza:

1) se e quali determinazioni siano state assunte dalla Giunta regionale a seguito della proposta formulata dall'Assessore Loddo nella sua relazione del 25.11.98;

2) quali provvedimenti siano stati adottati nei confronti del dott. Mario Sechi, del dott. Emilio Boi, del rag. Roberto Porcu, dell'ing. Giovanni Serra, del dott. Giovanni Maria Sale e del dott. Fausto Del Rio citati nella relazione dell'Assessore Loddo;

3) quali motivi hanno indotto l'Assessore Paba e la Giunta regionale, ignorando le conclusioni ed il giudizio di inidoneità allo svolgimento dell'incarico di coordinatore generale dell'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio espressi dall'Assessore Loddo nei confronti del dott. Boi, a confermare lo stesso dott. Boi nell'incarico di direttore generale del predetto Assessorato;

4) per quale motivo siano stati adottati i provvedimenti di revoca degli incarichi di coordinamento ricoperti dall'ing. Valdes, dalla dott.ssa Gorini e dalla dott.ssa Mancuso in violazione del dispositivo contenuto nella L.R. 31/98 per quanto si riferisce alle procedure ed alle competenze;

5) perché l'Assessore Paba abbia ritenuto di fondare la revoca di cui si tratta sulla base di una relazione ispettiva ritenuta compiacente e parziale dall'Assessore del personale, prof. Antonio Loddo;

6) a quali mansioni o funzioni siano stati assegnati i due dirigenti ed il funzionario di 8^ qualifica funzionale cui è stato revocato l'incarico di coordinamento;

7) quali misure si intendano adottare per risolvere la gravissima situazione venutasi a creare negli uffici dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio, nel rispetto della legalità, imparzialità e buon andamento dell'azione amministrativa. (531)

INTERPELLANZA BONESU - SERRENTI sugli effetti in Sardegna della carbon tax.

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'industria sui seguenti fatti:

- con l'articolo 8 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448 è stata introdotta, al fine di perseguire l'obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica derivanti dall'impiego di oli minerali secondo le conclusioni della Conferenza di Kyoto, una tassa sugli oli minerali stessi in relazione del valore delle emissioni;

- tale tassa è stata quantificata con elevazione progressiva per gli anni fino al 2005:

per l'olio combustibile ad alto tenore di zolfo, al chilogrammo, è di lire 123,444 per il 1999 e di lire 245,257 per il 2005, per l'olio combustibile a basso tenore di zolfo è di lire 60,777 per il 1999 e di lire 120,128 per il 2005;

per il gas metano invece la tassa è di lire 2,6 al metro cubo e resta invariata nel tempo, una misura simbolica;

- ne consegue un pesante invito a ricercare le risorse energetiche nel metano abbandonando l'olio combustibile;

- la prosecuzione dell'uso dell'olio combustibile avrebbe infatti conseguenze economiche disastrose. E' stato calcolato che uno stabilimento, attualmente con duecento dipendenti, avrebbe nel 2005 un aggravio dei costi energetici pari a tre miliardi annui, corrispondente al costo di sessanta dipendenti;

- per gli stabilimenti della Sardegna, non essendo possibile la conversione al metano per mancanza del medesimo, si profila quindi una rapida uscita dai limiti delle compatibilità economiche, con cessazione dell'attività, o una veloce ristrutturazione con riduzione dei costi fissi ed in particolare del personale, con conseguenti licenziamenti in massa;

considerato che i parlamentari sardi, anche in questa vicenda che colpisce mortalmente le poche industrie dell'Isola, hanno dimostrato la loro incapacità e inutilità, si chiede quali azioni intenda la Giunta svolgere ed in particolare, considerato che si tratta di applicazione di una legge dello Stato in materia economica e finanziaria manifestamente dannosa per la Sardegna, se intenda chiederne al Governo, ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto, la sospensione. (532)

INTERROGAZIONE FOIS Paolo - USAI Pietro - OBINO - DIANA - SASSU - DETTORI Ivana, con richiesta di risposta scritta, sulle nuove e gravi carenze in tema di continuità territoriale, specie per quanto riguarda i collegamenti marittimi da e per la Sardegna.

I sottoscritti,

preso atto del fatto che anche di recente tutti i soggetti dalle cui decisioni dipende la soluzione del sempre aperto problema dei collegamenti marittimi ed aerei da e per la Sardegna continuano a proclamare la loro adesione all'irrinunciabile principio della continuità territoriale;

constatato peraltro come, malgrado il costante ripetersi di simili dichiarazioni, l'attuale stato dei collegamenti risulti di fatto assai poco influenzato da tale principio, e ciò tanto sotto il profilo tariffario quanto sul piano della continuità, regolarità, qualità e frequenza del servizio;

individuate al riguardo precise responsabilità sia dell'Unione Europea (per le carenze riscontrabili, rispetto alle isole, nella politica comunitaria delle reti transeuropee), sia dello Stato (per la mancata applicazione dei regolamenti comunitari che disciplinano l'istituzione e il regime delle linee di pubblico servizio da e per la Sardegna), sia infine della Tirrenia e dell'Alitalia, le cui recenti e penalizzanti decisioni appaiono dettate unicamente da una logica di convenienza aziendale;

auspicata una rapida approvazione, a livello nazionale, della proposta di legge presentata da molti parlamentari sardi nel perseguimento dell'obiettivo della continuità territoriale;

sottolineato come carenze e responsabilità siano state denunciate, da ultimo, nel corso di un Convegno svoltosi a Sassari intorno al suggestivo e purtroppo realistico tema "Trasporti: i sardi nella tempesta",

posta in evidenza, all'interno di un quadro generale del tutto insoddisfacente, l'esistenza di una situazione particolarmente grave nei collegamenti marittimi Olbia-Civitavecchia, Golfo Aranci-Civitavecchia, e viceversa, specie in considerazione del costante peggioramento della qualità e regolarità del servizio;

attirata l'attenzione sul fatto che, come già sottolineato in una precedente interrogazione in data 4 febbraio 1997, su detti collegamenti Tirrenia e Ferrovie dello Stato intendono applicare il principio della continuità territoriale unicamente per quanto riguarda le tariffe, notoriamente le più elevate - a parità di distanza - rispetto agli altri collegamenti marittimi, in quanto parametrate sulla base dei prezzi del trasporto su ferrovia;

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti al fine di conoscere:

1) la natura degli interventi che siano stati già decisi o che si conta di svolgere con la massima tempestività allo scopo di mettere fine alla situazione di estrema confusione e di grave disagio oggi esistente per quanto attiene agli orari dei collegamenti marittimi sulla linea Olbia-Civitavecchia;

2) quali ulteriori specifici passi intendano intraprendere perché sulle linee Olbia-Civitavecchia e Golfo Aranci-Civitavecchia venga senza indugio ripristinato il servizio cuccette per passeggeri, oggi quasi totalmente soppresso;

3) se l'intesa Stato-Regione di prossima conclusione preveda già sia l'immediata applicazione dei regolamenti comunitari circa la definizione degli oneri di servizio pubblico nei collegamenti da e per la Sardegna, sia il riconoscimento - sulla base del positivo precedente della Corsica - di un ruolo della nostra Regione in sede di determinazione e di controllo degli obblighi gravanti sulla concessionaria di un servizio pubblico così essenziale per lo sviluppo dell'intera isola. (1216)

INTERROGAZIONE DIANA - CUCCA - DETTORI Ivana - BERRIA, con richiesta di risposta scritta, sulla segnalazione sullo stato dei servizi sanitari della ASL n. 3 di Nuoro.

I sottoscritti,

premesso che:

- la legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5, attribuisce al Direttore generale della ASL tutti i poteri di amministrazione e di rappresentanza dell'Ente (art. 7);

- in base alla stessa legge regionale (art. 7, comma 3) " ... il Direttore generale è coadiuvato dal Direttore sanitario ..." il quale "... dirige i Servizi sanitari (art. 13, comma 1) dell'Azienda USL a fini organizzativi ed igienico sanitari, ed esprime parere obbligatorio al Direttore generale sugli atti relativi alla materia di sua competenza";

tenuto conto che:

sulla stampa (La Nuova del 10 gennaio 1999, pagina di Nuoro) vengono denunciate da parte del Presidente del Tribunale del malato di Nuoro numerose inefficienze e disfunzioni del sistema sanitario di competenza della ASL n. 3;

considerato che il problema della sanità incide sui bisogni primari dei cittadini,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della sanità, per sapere:

1) se risponde al vero che, in contrasto con le disposizioni di legge sulla materia, presso la ASL di Nuoro manca il Direttore sanitario generale che, obbligatoriamente, deve coadiuvare il Direttore generale nella gestione dei servizi sanitari;

2) se risponde al vero che tale assenza si protrae continuativamente da oltre sei mesi, determinando la situazione prevista dalla legge regionale per procedere, "con provvedimento del Direttore generale, alla sostituzione del Direttore sanitario" (art. 13, comma 9);

3) se il Consiglio dei Sanitari dell'ASL n. 3, quale organismo di consulenza del Direttore generale, si sia riunito almeno una volta al mese (art. 10, comma 9) e, in caso affermativo, da chi era presieduto, tenuto conto che la legge stabilisce che sia presieduto proprio dal Direttore sanitario (art. 10, comma2);

4) se l'eventuale assenza del Direttore sanitario abbia realmente compromesso l'efficacia dell'attività sanitaria svolta nella ASL n. 3 per quanto riguarda la prevenzione e la cura, nel rispetto dei diritti del malato (vedi denuncia del Tribunale del malato);

5) quale provvedimento intende adottare per accertare se il personale sanitario dell'ASL n. 3 è messo in condizione di operare con mezzi e locali adeguati o se, al contrario, a tale personale vengano comunque richieste prestazioni in grande quantità e di elevata qualità a fronte di mezzi insufficienti soprattutto per ciò che riguarda la medicina preventiva nel territorio (lunghe liste di attesa per la fruizione delle prestazioni di medicina specialistica);

6) qualora vengano accertate disfunzioni o inefficienze, quali provvedimenti intende adottare per riportare rapidamente la gestione della ASL n. 3 nell'ambito delle previsioni di legge in modo da garantire la tutela dei diritti alla salute dei cittadini. (1217)

INTERROGAZIONE USAI Pietro, con richiesta di risposta scritta, sulla istituzione delle nuove province prevista dalla legge regionale n. 4 del 1977.

Il sottoscritto,

premesso che:

- la legge regionale n. 4 del 2 gennaio 1997 che disciplina il riassetto generale delle circoscrizioni provinciali e le procedure ordinarie per l'istituzione di nuove province nella Regione Sarda stabilisce che l'istituzione di nuove province e la modifica delle circoscrizioni provinciali sono stabilite con legge regionale su iniziativa dei comuni;

- l'articolo 4 della citata L.R. n. 4/1997 stabilisce che l'Assessore degli enti locali, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, convoca conferenze su base provinciale al fine di indirizzare e coordinare l'iniziativa dei comuni per il riassetto generale delle circoscrizioni provinciali e che, entro tre mesi dall'ultima conferenza, la Giunta deve proporre al Consiglio regionale uno schema di nuovo assetto provinciale contenente la previsione di tutte le province dell'Isola e l'indicazione dei comuni che di ciascuna di esse potrebbero far parte, corredato dei pareri espressi su di esso dai consigli provinciali;

considerato che con la legge regionale n. 38 del 29 dicembre 1998 sono state spostate al mese di novembre 1999 le elezioni amministrative della primavera;

rilevato come tale rinvio consente di porre all'ordine del giorno dei lavori consiliari l'esame dello schema di nuovo assetto provinciale e quindi di arrivare all'appuntamento elettorale con le nuove province;

appurato che non tutte le province della regione hanno espresso nei termini il parere e consenso previsto dalla L.R. n. 4/97,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli enti locali per sapere quali atti abbiano compiuto o intendano porre in essere per:

1) consentire al Consiglio regionale l'esame dello schema di nuovo assetto provinciale e comunque di prevedere e permettere che rapidamente le realtà territoriali mature si dotino del nuovo ente intermedio;

2) evitare che la elezione della nuova Provincia della Gallura venga ulteriormente rinviata;

3) poter procedere al rinnovo dei Consigli provinciali e alla elezione dei nuovi con le elezioni amministrative previste nell'autunno del 1999. (1218)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'imminente uso dell'Oriomulsion a Fiumesanto.

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Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se siano vere le notizie che danno per imminente (si parla di mercoledì o giovedì p.v.) l'uso dell'Oriomulsion nel 4° gruppo della Termocentrale di Fiumesanto, contravvenendo alla risoluzione approvata dal Senato della Repubblica, con la quale si impegnava il governo nazionale ad impedire all'ENEL l'uso di tale combustibile prima di un approfondito studio di impatto ambientale;

2) quali iniziative intenda intraprendere per impedire che nel territorio del sassarese si bruci tale miscela bituminosa, altamente inquinante per la presenza di zolfo e metalli pesanti, che andrebbe contro le vocazioni turistiche del territorio ed i desiderata delle popolazioni. (1219)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui motivi della diminuzione dei fondi relativi al premio complessivo alle Compagnie barracellari per l'anno 1998, in particolare della quota relativa alle compagnie della Provincia di Sassari e sulla opportunità di convocare un'assemblea delle compagnie stesse.

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Il sottoscritto,

premesso che le attività svolte dalle Compagnie barracellari, a sostegno e a difesa delle attività agricole e forestali, acquistano di anno in anno un ruolo sempre più importante nel prevenire reati di varia natura, nonché nella stessa prevenzione e negli interventi diretti sugli incendi;

considerato che tra i componenti delle varie compagnie barracellari serpeggia un forte malumore a causa della diminuzione complessiva del fondo relativo al premio 1998, in confronto agli anni precedenti ( deliberaz. n. 61/43 del 1996, 53/116 del 1997 e 52/41 del 1997), stanziato nella deliberazione n. 59/23 del 29.12.1998, in particolare per la quota riguardante le compagnie della Provincia di SASSARI, per la quale diminuzione gli interessati non comprendono i motivi;

visto che tale diminuzione del fondo non è sopportata dalla diminuzione dell'attività delle stesse compagnie che, anzi, hanno aumentato i loro interventi nelle campagne in molteplici occasioni;

ritenuto che le compagnie potrebbero interpretare il diminuito premio come un segnale di dispregio del lavoro svolto finora e che questo fatto contrasta con il ruolo sempre più importante da esse ricoperto;

considerato, inoltre, che da anni le compagnie attendono l'approvazione della nuova legge regionale giacente presso la prima commissione consiliare,

chiede di interrogare l'Assessore regionale degli enti locali per conoscere:

1) le motivazioni della diminuzione nel fondo relativo al premio 1998 delle compagnie barracellari e per sapere se non intende intervenire con una integrazione del fondo stesso che elimini il malumore e il disagio che serpeggiano tra le compagnie e rassicuri le compagnie stesse sulla bontà della loro attività che ad oggi è sempre più necessaria a tutela delle nostre campagne;

2) se la Giunta regionale intende accelerare l'approvazione della nuova normativa, valutando l'opportunità di convocare, preventivamente, l'assemblea generale delle compagnie barracellari della Sardegna al fine di recepire le proposte e i suggerimenti che potranno costruttivamente pervenire. (1220)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulle compagnie barracellari.

Il sottoscritto chiede di interrogare gli Assessori regionali degli enti locali, finanze e urbanistica e della difesa dell'ambiente per sapere:

1) perché anche per il 1998 sono stati diminuiti in modo considerevole alle compagnie barracellari - in rapporto all'entità e alla qualità dei servizi eseguiti e dei risultati conseguiti - i premi (di cui all'articolo 29 della legge regionale n. 25 del 1988), mortificando le numerose compagnie operanti in Sardegna con oltre 5500 addetti, che con solerzia si prodigano in compiti sempre più importanti e gravosi, quali la lotta all'abigeato, la salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale, la prevenzione degli incendi, la tutela delle zone protette, la salvaguardia del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell'inquinamento, la salvaguardia del patrimonio e dei beni dell'ente comune di appartenenza, nonché la prevenzione ecologica;

2) se la diminuzione - anno dopo anno - di tali seppure modesti incentivi non debba essere interpretata come deterrente, affinché i barracelli si disamorino del loro lavoro, al fine di portare le compagnie all'autoscioglimento;

3) se invece non sia necessario - così come richiesto più volte e come solennemente promesso a Ghilarza in occasione dei festeggiamenti per il centenario dell'istituzione delle compagnie barracellari (Regio decreto 14 luglio 1898, n. 403) - rivedere con urgenza la legge regionale n. 25 del 1988 per renderla più adeguata ai nuovi compiti che i barracelli devono eseguire in difesa dei cittadini onesti e dei beni dell'intera Regione. (1221)

INTERROGAZIONE ZUCCA, con richiesta di risposta scritta, sull'esclusione della Provincia di Oristano dai corsi d formazione e orientamento per i presidi e direttori didattici.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza del fatto che il Ministero della pubblica Istruzione ha organizzato corsi di formazione e orientamento per presidi e direttori didattici che aspirino a ricoprire il ruolo di dirigenti, principali referenti dell'attuazione dell'autonomia scolastica;

rilevato che la Sovrintendenza regionale alla pubblica istruzione intende organizzare questi corsi solo nelle province di Cagliari, Sassari e Nuoro, escludendo così Oristano;

considerato che la provincia di Oristano avrebbe comunque tutti i requisiti per ospitare un corso con il quale si eviterebbero pesanti difficoltà per i partecipanti i quali, oltretutto, non sarebbero esonerati dalla normale attività durante il loro svolgimento,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione per sapere se tali notizie rispondano al vero e, in caso positivo, se non ritenga utile e opportuno intervenire perché si eviti il consumarsi di un'ingiustizia nei confronti della Provincia di Oristano. (1222)

INTERROGAZIONE PITTALIS - BALLETTO - LOMBARDO sulla esclusione della Società Ottana sviluppo dai finanziamenti previsti dalla legge regionale 10 dicembre 1998.

I sottoscritti, considerato che:

- con la legge regionale 10 dicembre 1998 (Piano per il lavoro e l'assestamento di bilancio) la Società Ottana sviluppo è stata esclusa dal beneficio di un finanziamento di lire 500.000.000;

- parimenti, è stato concesso alla società PROMIN di Sassari un finanziamento del medesimo importo;

- a fronte di continui impegni verbali e di promesse risulta un cronico disinteresse verso il Nuorese e le zone interne;

- tutto ciò si svolge senza registrare proteste o contrarietà politiche di sorta,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio e dell'industria per sapere:

1) quali ragioni di opportunità politica abbiano motivato la scelta di una società in luogo di un'altra;

2) se esista un intento di fossilizzazione dell'economia nuorese e delle zone interne;

3) se si sia presa coscienza della gravità della crisi economica e occupazionale della provincia di Nuoro. (1223)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sullo stabilimento della "Italcast Industry" di Villanova Monteleone (Sassari).

Il sottoscritto,

premesso che:

a) la "Italcast Industry" intendeva costruire uno stabilimento nel comune di Villanova Monteleone per la realizzazione di componenti nel campo aeronautico e meccanico;

b) per tale insediamento - che avrebbe dato lavoro a ben 35 dipendenti - aveva ottenuto in tempi brevi dalla amministrazione comunale l'area necessaria , e nel contempo aveva avviato (dicembre 1997 ) le pratiche per ottenere le agevolazioni previste dalle "Gestioni fondi speciali" dell'Assessorato regionale dell'industria, tramite la SFIRS;

c) trascorsi oltre 21 mesi e non avendo ricevuto alcuna risposta, i dirigenti della "Italcast Industry" dirottavano la costruzione dello stabilimento nella regione Lazio, sicuramente più pronta nel dare risposte positive, perdendo un investimento che avrebbe dato una boccata di ossigeno ad una zona ad alto tasso di disoccupazione,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se quanto accaduto alla " Italcast Industry", nota industria meccanica, non sia l'ulteriore dimostrazione della cattiva amministrazione di una Giunta che dimostra di essere sempre più lontana dai problemi del "paese reale", e che col suo comportamento penalizza i tanti disoccupati - specialmente giovani - che attendono risposte;

2) se in tutti questi fatti - che sanno dell'incredibile - non si debbano anche ravvisare responsabilità politiche nella conduzione dell'Assessorato, perché le opportunità di sviluppo non possono essere vanificate dalle solite lungaggini burocratiche. (1224)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di chiedere al Ministro per le politiche agricole il trasferimento dei dipendenti del Corpo Forestale dello Stato al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione sarda.

Il sottoscritto,

vista l'istanza prodotta dal personale - sottufficiali e guardie di origine sarda - dipendenti del Corpo Forestale dello Stato, aspirante ad essere trasferito al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione sarda;

considerato che il D.L. 4 giugno 1997, n. 143, consente il trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative in materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione dell'Amministrazione centrale, con la possibilità di individuare risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative del Corpo Forestale dello Stato da trasferire alle Regioni;

ritenuto che sia possibile e necessario attivare ogni utile iniziativa presso il Governo nazionale al fine di ottenere l'immediata disponibilità del personale interessato,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere le iniziative politiche e amministrative che intendano intraprendere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero per le politiche agricole per addivenire ad una intesa istituzionale capace di consentire l'utilizzazione del personale di origine sarda, attualmente dipendente del Corpo Forestale dello Stato, interessato ad essere inviato a prestare servizio presso il Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale della Regione sarda. (1225)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio di bonifica della Nurra.

Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) per quali motivi - e nonostante i ripetuti solleciti - a tutt'oggi la Giunta regionale non abbia ratificato la delibera del Consiglio comunale di Putifigari (Sassari) del 30 settembre 1997, che sanciva il recesso dal Consorzio di bonifica della Nurra;

2) cosa intenda fare con la massima urgenza al fine di recepire un deliberato comunale che interpreta i desiderata della popolazione, la quale si vede costretta all'esborso annuale di cifre considerevoli senza averne beneficio alcuno. (1226)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sui recenti avvenimenti nel comune di Burgos a causa della crisi occupazionale.

Il sottoscritto,

considerata la grave crisi occupazionale del comune di Burgos;

accertato che le aree forestali di Burgos ricadono nello stesso comune e che gran parte di esse furono cedute dallo stesso ente locale al fine di un'adeguata valorizzazione di questa grande e preziosa risorsa naturale;

accertata la preoccupante tensione determinatasi nel comune di Burgos a causa della decisione di revocare la prassi consolidata che assegnava il 70 per cento dei posti di lavoro a tempo determinato ai disoccupati locali;

ritenuto che i recenti fatti delinquenziali a danno dei cavalli dell'azienda ippica non possono in alcun modo essere messi in relazione al democratico movimento di lotta popolare, che sostiene il diritto per una corretta applicazione, da parte dell'amministrazione, della normativa relativa alle assunzioni come in tutte le altre realtà similari dell'intera Sardegna;

verificato lo sdegno manifestato dai disoccupati di Burgos contro tali fatti delittuosi attribuibili a qualche balordo e/o provocatore che potrebbe avere lo scopo di screditare il democratico movimento di lotta della popolazione locale, di indebolire le legittime rivendicazioni e di sviare l'attenzione da altre possibili situazioni;

ritenuto necessario che la Giunta regionale e in particolare gli Assessori della difesa dell'ambiente e della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio attivino uno specifico intervento per rimuovere le tensioni causate dall'assoluta mancanza di opportunità occupazionali,

chiede di interrogare l'Assessore regionale competente per sapere:

1) quali interventi concreti siano previsti al fine di un'adeguata valorizzazione dei beni ambientali e culturali del territorio interessato;

2) se l'Istituto di incremento ippico stia amministrando la propria attività in modo oculato, quali siano i risultati raggiunti e quali siano i progetti di rilancio dello stesso Istituto;

3) se non ritenga opportuno un immediato ripristino della norma che prevede la riserva, nelle chiamate per i lavoratori precari, per i residenti nel comune di Burgos così come avviene in tutti gli altri comuni della Sardegna per attività similari e a pieno carico del bilancio regionale. (1227)

INTERROGAZIONE MILIA, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione degli immobili nel complesso denominato "ex Caserma Truppa" a Golfo Aranci.

Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore regionale degli enti locali per sapere se è a conoscenza che alcuni immobili risultano assegnati a soggetti che non hanno i requisiti di cui alla legge regionale 6 aprile 1989, n. 13 e per sapere se è vero che:

- alcuni degli assegnatari siano possessori di immobili di lusso nella stessa Golfo Aranci;

- alcuni assegnatari siano anche assegnatari di immobili di proprietà dello IACP;

- alcuni assegnatari che si trovano nelle condizioni di cui sopra, affittino a terzi gli immobili della ex Caserma Truppa;

- nonostante il parere contrario degli uffici dell'Assessorato, in data 28 novembre 1997, sia stato concesso un immobile a persona non avente i requisiti, a discapito di chi legittimamente da anni ne fa regolare richiesta.

Si interroga, altresì, l'Assessore degli enti locali, qualora quanto esposto dovesse corrispondere al vero, per sapere quali iniziative intende adottare affinché venga ripristinata, in termini di legalità, una situazione che oltre a creare conflittualità e malumori, costituirebbe fonte di discredito sull'operato e la trasparenza della Regione autonoma della Sardegna. (1228)

INTERROGAZIONE GRANARA - PIRASTU - GIORDO - BIANCAREDDU in merito all'inarrestabile calo di passeggeri delle F.M.S. e alla mancata definizione di una vera strategia aziendale.

I sottoscritti,

verificato che le F.M.S. a tutt'oggi sono l'unica società di trasporto che copre in termini capillari tutto il Sulcis - Iglesiente;

considerato che la rete stradale non costituisce un elemento negativo per le modalità del trasporto;

appurato che il territorio è, economicamente e socialmente, sempre più debole, per cui, un servizio pubblico ben organizzato è una esigenza insopprimibile;

appreso che nei piani di ristrutturazione delle Ferrovie Meridionali, affidati ai dirigenti delle Ferrovie dello Stato, società concorrente delle F.M.S., venivano date una serie di garanzie per la riorganizzazione e il rilancio della società e pertanto le organizzazioni sindacali consentivano un esodo morbido basato sui prepensionamenti e trasferimenti volontari;

attestato che invece - dai dati emersi in occasione della riunione allargata del Consiglio comunale di Iglesias il 25 gennaio scorso - si evince che le F.M.S. grazie alla nuova strategia manageriale hanno perso, oltre che 83 dipendenti, quasi un milione di passeggeri nel biennio di gestione delle ferrovie statali;

visto che questi dati, emersi durante la riunione succitata, sono stati interpretati dagli esponenti politici presenti come un incoraggiamento a proseguire su questa linea,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per sapere:

1) se ritengano che il crollo verticale del servizio - quantificabile nel 18,8 per cento dei ricavi del traffico (ovvero una perdita di 1.348 milioni in due anni) e nel 21,33 per cento dei passeggeri (ovvero 933.000 passeggeri persi in due anni), possa interpretarsi come motivo di gratificazione e di incoraggiamento a proseguire su questa linea di gestione aziendale;

2) se abbiano almeno il sospetto che potrebbe esistere un progetto perverso di eliminazione graduale delle F.M.S. dal mercato;

3) se non appaia opportuno, prima che sia troppo tardi, insediare immediatamente un gruppo di controllo costituito da soggetti tecnicamente qualificati, che si sostituisca all'attuale gruppo manageriale presente nelle F.M.S., che a differenza delle lodi attribuite in clima elettorale dai componenti politici della maggioranza, andrebbe invece responsabilizzato per la mancata osservanza degli accordi e per i risultati aziendali attesi e mai conseguiti. (1229)

INTERROGAZIONE SCHIRRU, con richiesta di risposta scritta, sul programma per l'assegnazione dei contributi per le manifestazioni culturali, previsti dalla legge regionale n. 17 del 1990, approvato con delibera n. 59/ 68 del 29 dicembre 1998.

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La sottoscritta,

premesso che con deliberazione n. 59/68 del 29 dicembre 1998, la Giunta regionale ha approvato il secondo programma di intervento 1998 dei contributi per manifestazioni culturali ed artistiche previsti dalla legge regionale n. 17 del 1990;

rilevato come nel documento si afferma che nella predisposizione non è stato possibile rispettare né la ripartizione per aree di programma, né i criteri e le modalità di attribuzione previsti dalla delibera della Giunta n. 52/81 del 1997;

considerato che in tal modo sono state escluse iniziative di grande rilevanza culturale e sociale, fra le quali quella legata alle manifestazioni per i 30 anni del Muralismo a San Sperate;

sottolineato come in questo caso viene mortificato lo sforzo compiuto per valorizzare il Muralismo che ha costituito, anche attraverso gli scambi e i confronti tra giovani artisti sardi ed europei, il modo più semplice e immediato per far esprimere il proprio talento e per rappresentare una memoria storica della vita quotidiana della gente, dei lavoratori, dei contadini e dei pastori che hanno contribuito allo sviluppo della nostra Isola;

chiede di interrogare l'Assessore della pubblica istruzione per sapere:

1) quale valutazione soggettiva sia stata data alle manifestazioni ammesse a contributo;

2) se, di fronte al mancato rispetto dei criteri stabiliti, non ritenga opportuno annullare la delibera n. 59/68 del dicembre 1998;

3) se non ritenga che manifestazioni di grande portata, quale quella dei Murales di San Sperate, con forti ricadute anche di carattere economico, debbano essere ammesse a contributo per non rischiare di perdere un patrimonio culturale consolidatosi nel tempo. (1230)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione dei portatori sani di microcitemia da corsi professionali.

I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere se siano a conoscenza del bando per l'ammissione al corso di formazione per pilota commerciale di elicottero promosso dall'A.G.C.I. Formazione.

Il bando per detto corso, finanziato dalla Regione e dal Fondo sociale europeo, prevede ovviamente, data la natura del lavoro, requisiti sanitari.

Se appare logica l'esclusione di chi sia affetto da psicosi, alcolismo, farmacodipendenza ed epilessia, non si vede il motivo dell'esclusione dei portatori sani di anemia mediterranea.

Avendo sempre saputo che i portatori sani di anemia mediterranea sono, come indica il termine, sani, si chiede di conoscere sulla base di quali ricerche mediche si sia stabilita la loro inidoneità nella mansione di elicotterista.

Considerato che tale esclusione penalizza numerosi cittadini sardi, si chiede quali provvedimenti si intendano adottare. (1231)

INTERROGAZIONE LOCCI - MASALA - BIGGIO - BOERO - CADONI - CARLONI - FRAU - LIORI - SANNA NOEMI - USAI Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sul mancato riconoscimento da parte delle Aziende SAREMAR e ARST dell'UGL quale interlocutore sindacale.

I sottoscritti,

premesso che:

- 1'UGL è nella piena ottemperanza del contenuto del patto sulle politiche di concertazione e sulle nuove regole delle relazioni sindacali sottoscritti dalle proprie strutture federali;

- 1'UGL ha ritenuto di adempiere pienamente ad ogni sua articolazione, utilizzando ogni procedura di preavviso possibile nei riguardi delle rispettive direzioni aziendali, SAREMAR ed ARST;

- le parti datoriali continuano a sostenere un atteggiamento discriminatorio nei confronti della suddetta organizzazione sindacale;

tutto ciò premesso chiedono di interrogare l'Assessore dei trasporti per richiedere un suo intervento perché queste discriminazioni siano interrotte, sia per una questione relativa ad un corretto confronto con le varie organizzazioni sindacali, sia perché tale atteggiamento reca certamente grave nocumento all'utenza. (1232)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo e SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sui danni subiti dalle culture di barbabietole nell'Oristanese.

I sottoscritti chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro - pastorale per conoscere se gli siano pervenute segnalazioni circa i danni subiti dalle colture di barbabietole dell'Oristanese e in particolare del Sinis.

Alla fine dello scorso mese di novembre il gelo notturno ha danneggiato in modo irreparabile lo sviluppo vegetativo delle barbabietole, avendo colto le medesime in fase di germinazione.

Tale fatto ha totalmente compromesso la produzione causando gravi danni agli agricoltori interessati e compromettendo i livelli della produzione saccarifera.

Si chiede quali accertamenti abbia compiuto l'Assessorato e quali provvedimenti intenda assumere. (1233)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di finanziare stabilmente la costituzione e la gestione del cosiddetto Servizio reflui, già esistente a livello provinciale, con particolare riferimento alla istanza presentata dal Presidente della Provincia di Sassari, da inserire nelle attività istituzionali regionali del settore ambiente.

Il sottoscritto,

premesso che alcune disposizioni regionali attribuiscono alle amministrazioni provinciali il compito di effettuare il catasto di tutti gli scarichi, pubblici e privati, nei corpi d'acqua superficiali, compito necessario per regimentare i cosiddetti reflui;

considerato che in conseguenza al trasferimento di competenze per tale servizio alle Province, la Regione ha provveduto annualmente, ma in modo precario, ad erogare finanziamenti a favore delle amministrazioni provinciali allo scopo di attivare e proseguire la gestione del suddetto catasto scarichi;

vista, peraltro, la istanza di istituzionalizzazione del servizio suddetto presentata all'Assessorato regionale competente da parte del Presidente della Provincia di Sassari, nella quale viene evidenziata la disponibilità da parte dell'istituzione provinciale di partecipare alla gestione del servizio reflui e di favorire l'occupazione delle professionalità necessarie per la corretta gestione e per l'aggiornamento del catasto scarichi;

rilevato che è necessario rendere tale compito, svolto ad oggi in maniera finanziariamente precaria mediante gli stanziamenti annuali per le Province, istituzionalizzandolo sia a livello regionale che provinciale con un apposito servizio reflui, per la creazione del quale ha espresso parere favorevole anche la Commissione consiliare competente e per il quale si auspica l'istituzione di apposito capitolo nel bilancio regionale;

ritenuto altresì necessario non gravare finanziariamente per l'espletamento di tale servizio, solo sull'istituzione provinciale, come evidenziato dalla suddetta istanza presentata dal Presidente della Provincia di Sassari, ma estendere le competenze di sovrintendenza, organizzazione e controllo all'eventuale servizio a carattere regionale;

chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere il suo orientamento riguardo l'attivazione, presso lo stesso Assessorato, del cosiddetto Servizio reflui che sovrintenda all'attività svolta dal catasto scarichi già operante a livello provinciale, in modo da istituzionalizzare tale utile servizio anche a livello regionale, e da non gravare finanziariamente solo sul precario stanziamento destinato annualmente alle Province, provvedendo ad istituire un apposito capitolo di stanziamento sul bilancio annuale della Regione, così come richiesto in particolare dall'Amministrazione provinciale di Sassari nella sopra citata istanza. (1234)

INTERROGAZIONE LIPPI, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura da parte della Autorità portuale di Cagliari del Posto di Ispezione Frontaliero.

Il sottoscritto,

premesso che con le direttive del Consiglio 91/675 e 90/675 la Comunità Europea ha fissato i nuovi standard comunitari relativamente sia alle modalità di espletamento dei controlli veterinari nei confronti delle merci importate dai paesi terzi e sia per le caratteristiche tecniche che detti uffici devono possedere;

considerato che:

- con decreto del 24 aprile 1998 il Ministero della sanità ha autorizzato l'apertura del Posto di Ispezione Frontaliero (PIF) per i controlli veterinari per le merci provenienti dai paesi terzi per tutto ciò che concerne l'alimentazione umana e animali vivi;

- con successivo decreto il Ministero della sanità si impregnava a definire la piante organica per Cagliari con l'assegnazione di un posto di veterinario di confine;

constatato che:

- il Ministero ancora oggi non ha provveduto a determinare tale incarico e che Cagliari deve utilizzare, con preventiva chiamata di 24 ore, il veterinario di confine in servizio a Porto Torres, con tutte le scomodità che ne conseguono;

- in data 29 ottobre 1998 una partita di lumache provenienti dalla Tunisia, causa l'improvvisa indisponibilità da parte del veterinario di confine di poter giungere a Cagliari, è stata posta sotto sequestro cautelativo da parte del servizio sanitario locale (ASL 8);

considerato che da alcuni giorni il PIF risulta suggellato da parte della Autorità portuale di Cagliari per il mancato pagamento del canone per l'uso del terreno e che quindi il commercio di alcuni prodotti importati subirà una forte penalizzazione compromettendo decine di transazioni già stipulate arrecando gravi e seri danni economici alle aziende importatrici,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per conoscere:

1) se siano stati informati del problema dalle competenti autorità citate;

2) se abbiano mai rivendicato al Ministero della sanità il rispetto delle disposizioni contenute nel decreto del 24 aprile 1998;

3) se intendano intervenire nei confronti della Autorità portuale di Cagliari affinché la stessa provveda a rendere accessibile il PIF accertando capacità professionali ed economiche dell'imprenditore che gestisce tale servizio;

4) se rientra nelle possibilità della Regione poter acquisire il Posto di Ispezione Frontaliero al fine di rendere il servizio efficiente al servizio delle aziende sarde che operano nel settore dell'import-export alimentare e di animali vivi. (1235)

INTERROGAZIONE LOCCI - MASALA - BIGGIO - BOERO - CADONI - CARLONI - LIORI - SANNA Noemi - USAI Edoardo, con richiesta di risposta scritta, sulle ventilate convenzioni dell'Azienda "Brotzu" con l'Università di Cagliari.

I sottoscritti,

venuti a conoscenza che la direzione generale dell'ospedale Brotzu, tra le diverse iniziative in fase di realizzazione, intende attivare una convenzione con l'Università degli studi di Cagliari mediante il trasferimento, presso il predetto presidio sanitario, di una struttura chirurgica sin qui operante presso l'ospedale Binaghi (A.S.L. n. 8 );

valutato che il concretizzarsi di quest'ipotesi rappresenterebbe la duplicazione di un'entità operativa ospedaliera dipartimentale già presente nel citato ospedale Brotzu ed in grado di assicurare efficacemente prestazioni e servizi come, del resto, i relativi dati statistici confermano nel tempo;

considerato che quest'iniziativa crea un enorme ed ingiustificato dispendio finanziario, senza alcun ritorno operativo e scientifico, visto che la specializzazione che s'intende convenzionare è pienamente assicurata dalle professionalità operanti nella predetta azienda sanitaria;

confortati in queste osservazioni da numerose, continue ed argomentate considerazioni da parte della stragrande maggioranza del consiglio dei sanitari dell'ospedale Brotzu, valgano per tutte le conclusioni del predetto consiglio dei sanitari in data 25.1.1999;

evidenziato che il contenuto della presente è già stato oggetto di altra interrogazione presentata dagli On.li Bertolotti, Lombardo, Biancareddu, Lippi e Floris, il 31 marzo 1998 al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore dell'igiene e sanità e che i quesiti dagli stessi posti sono rimasti senza esito, sia sul piano formale, che su quello sostanziale, si rende necessario insistere su tale argomento;

considerato il perpetuarsi di atteggiamenti ed iniziative, poco comprensibili, forse inutili e dispendiose della direzione sanitaria del Brotzu - che non si limitano alla materia in questione - ed il disinteresse sinora manifestato dal Presidente della Giunta regionale e dell'Assessorato dell'igiene e sanità sull'argomento che ci impegna, non possono fare a meno di concludere che l'eventuale concretizzazione della proposta in discussione avrebbe come unico fine quello di soddisfare interessi di parte, in contrasto quindi con le esigenze del superiore pubblico interesse, senza escludere la possibilità che, in tale iniziativa, possano configurarsi eventuali danni erariali,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l 'Assessore dell'igiene e sanità per sapere:

- se abbiano cognizione dei fatti suesposti;

- se siano stati informati dalla dirigenza dell'Azienda Sanitaria Locale "Brotzu" delle motivazioni che hanno indotto la stessa a programmare la realizzazione di nuove strutture che duplicherebbero soltanto quelle esistenti, senza peraltro apportare alcun reale vantaggio alla gestione dell'Azienda e senza aggiungere nuove professionalità alla struttura in essere;

- se non reputino più opportuno, e soprattutto più produttivo, completare la struttura esistente - della cui alta specializzazione nessuno può dubitare - mediante l'assunzione di nuovo personale medico ed infermieristico e mediante l'inserimento di nuove professionalità veramente aggiuntive e specializzate in discipline inesistenti nella attuale organizzazione dell'Azienda;

- se non reputino necessario e doveroso valutare, di concerto coll'Azienda universitaria l'opportunità di soddisfare le esigenze "primariati" dei docenti universitari mediante l'inserimento degli stessi presso il prestigioso Policlinico di Monserrato, piuttosto che creare delle inopportune e dispendiose duplicazioni dei servizi già funzionanti, con esito assolutamente soddisfacente nell'ambito dell'Azienda "Brotzu";

- se non ritengano che si renda indispensabile invitare la dirigenza dell'Azienda "Brotzu" a ripristinare un corretto dialogo coi sanitari e coi dipendenti tutti della stessa Azienda, e ciò al fine soprattutto di favorire una gestione sempre più produttiva dei servizi di assistenza, che doverosamente devono essere resi agli utenti, ed al fine di gratificare e riconoscere i meriti professionali di ogni singolo collaboratore dell'Azienda. (1236)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sul progetto di discarica di rifiuti industriali in Ussana.

Il sottoscritto,

premesso che la società PRO.MI.SA. di Quartu Sant'Elena ha presentato all'Assessorato della difesa dell'ambiente un progetto per la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali industriali (cat. 2B) in agro di Ussana, località "Francischettu";

appreso che l'Assessore provinciale dell'ambiente, nonostante l'assenza di pianificazione territoriale, e quindi di un piano programmatico, ha dato il suo assenso alla realizzazione dell'impianto, in netto contrasto con l'orientamento della conferenza dei sindaci e con quanto l'organo deliberante della provincia aveva all'unanimità affermato;

considerato che:

- il luogo prescelto per la formazione della discarica è situato ad una distanza estremamente vicina agli insediamenti urbani locali, nonché alla zona sotto tutela ambientale di "San Gemiliano" di Sestu;

- il Consiglio comunale di Ussana, nella seduta straordinaria del 29 gennaio 1999, ha manifestato la totale contrarietà al disegno della discarica,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:

1) se intendano far rispettare il piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, adottato dalla Giunta con provvedimento n. 34/160 del 21 dicembre 1992, nel quale non è prevista la realizzazione di una discarica in località "Francischettu";

2) a quale scopo è stata destinata la somma di lire 4.000.000.000 che la provincia di Cagliari ha ricevuto tre anni fa per la redazione del piano territoriale di coordinamento, di cui all'articolo 15, comma 2, della Legge n. 142 del 1990, attraverso il quale la provincia, sentiti i comuni, avrebbe dovuto individuare le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, tenuto conto che a tutt'oggi tale procedimento non è stato ancora attivato. (1237)

INTERROGAZIONE LOCCI - BIGGIO, con richiesta di risposta scritta, sulle bollette milionarie emesse dall'E.S.A.F. a carico degli utenti dell'ex "Consorzio acquedotti del Sulcis".

I sottoscritti, premesso che:

- con deliberazione n. 26 del 16 novembre 1993 l'assemblea consorziale acquedotti del Sulcis determinava la soppressione del "Consorzio acquedotti del Sulcis";

- i Comuni consorziati affidavano la gestione delle reti ed impianti comunali interni di acquedotto all'E.S.A.F.;

- contemporaneamente venivano trasferiti dai Comuni all'E.S.A.F. i ruoli degli utenti idrici relativi al periodo 1989-1993 per la loro riscossione;

- il solo Comune di S. Antioco risultava debitore - secondo quanto stabilito dal Consorzio acquedotti del Sulcis - della somma di lire 2.663.624.769;

- detto debito - come quelli degli altri Comuni - era il risultato della mancata riscossione delle bollette dell'acqua verso gli utenti da parte del Consorzio acquedotti del Sulcis negli anni 1989-1993;

- in conseguenza di ciò l'E.S.A.F. ha recapitato nei giorni scorsi agli utenti cartelle di riscossione tendenti ad estinguere il debito pregresso richiedendo somme milionarie a tutti i cittadini;

- la stragrande maggioranza degli utenti (disoccupati, pensionati, cassaintegrati, iscritti nelle liste di mobilità) non appare in grado di pagare le bollette suddette;

- le bollette dell'acqua in discussione appaiono quanto meno opinabili nella generalità dei casi poiché la quantificazione dei consumi pregressi è stata conteggiata in via deduttiva facendo riferimento ai consumi attuali e, dunque, prescindendo dei consumi reali;

- i cittadini lamentano che:

a) su dette bollette sia stato conteggiato il costo di nolo del contatore anche nei casi in cui questo è stato acquistato dagli utenti;

b) la tariffa del costo dell'acqua applicata risulterebbe essere quella attuale e non quella del periodo di riferimento;

c) alcune volturazioni di utenza sono state conteggiare come nuove utenze con richiesta di pagamento del nuovo allaccio;

- la notifica delle bollette, con dilazione di pagamento di soli sei mesi, è avvenuta senza tener conto della difficilissima situazione socioeconomica del Sulcis-Iglesiente;

- sembra verosimile ritenere che ai più risulterà difficile se non impossibile far fronte alle bollette milionarie;

- se ciò accadesse sarebbe un dramma per i comuni ex consorziati i quali non dispongono delle risorse finanziarie per l'estinzione del debito pregresso;

- questa situazione sta sollevando una tensione sociale dai risvolti imprevedibili;

- in situazioni di emergenza simili alla presente, anche in settori diversi, la Regione sarda, è intervenuta per sanare la situazione;

tutto ciò premesso chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere;

- se siano a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

- se non ritengano che la situazione venutasi a creare per le note inefficienze del passato (anni 1989-1993) sia stata ingiustamente e pesantemente scaricata sugli incolpevoli utenti;

- se non ritengano assolutamente urgente e necessario venire incontro a tutti gli utenti dell'ex Consorzio acquedotti del Sulcis nonché ai Comuni ex consorziati;

- se per lo scopo non ritengano di mettere a disposizione le risorse finanziarie necessarie alla estinzione del debito pregresso in favore dell'E.S.A.F. con la massima urgenza. (1238)

INTERROGAZIONE SASSU - DIANA - OBINO - USAI Pietro, con richiesta di risposta scritta, sull'iter delle domande per nuove linee e impianti elettrici in Sardegna.

I sottoscritti,

venuti a conoscenza delle gravi difficoltà che molti cittadini sardi incontrano nell'ottenere l'autorizzazione di allaccio per nuove linee elettriche, riguardanti in modo particolare l'elettrificazione rurale;

rilevato che tali difficoltà derivano principalmente da una applicazione troppo rigida della legge regionale n. 43 del 1989 che detta norme in materia di opere concernenti linee e impianti elettrici;

ritenuto anacronistico l'obbligo dell'acquisizione oltre che del parere di altri numerosi enti, anche del nullaosta delle massime autorità militari nazionali (Stato maggiore della Marina, dell'Aeronautica, dell'Esercito e dell'Aviazione);

considerato che:

- tale obbligo determina un iter burocratico lungo e defatigante, costringendo i richiedenti, che, tra l'altro, hanno dovuto pagare con largo anticipo all'ENEL il corrispettivo dell'impianto, a lunghissimi anni di attesa;

- in questo modo si pone un grave freno alle lodevoli iniziative di valorizzazione dei nostri territori, attraverso progetti privati e pubblici di elettrificazione rurale, mortificando le prospettive di crescita del comparto agricolo e delle aree più interne dell'Isola,

chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere quali iniziative abbiano assunto o intendano assumere per semplificare le procedure e abbreviare i tempi di attesa delle richieste di allaccio di nuove linee elettriche in Sardegna. (1239)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'acquisto da parte della Sarda Coop del mercato civico di Portotorres.

Il sottoscritto, premesso che:

a) l'Amministrazione comunale di Portotorres ha venduto alla Sarda Coop il mercato civico, mettendo nei guai i commercianti che in quella struttura pubblica avevano i box in locazione;

b) i commercianti - dopo tale cessione - si vedranno costretti a cessare l'attività oppure a dover ricominciare da zero in altre zone della città e senza clientela,

c) l'operazione finanziaria sta dimostrandosi poco oculata e per niente rispettosa di quegli operatori commerciali che l'Amministrazione comunale avrebbe dovuto salvaguardare, perché gli stessi avevano lavorato da anni nella struttura pubblica, investendo molti risparmi,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se tutta l'operazione portata avanti dalla Amministrazione comunale di Portotorres non sia da censurare, perché assunta a danno di commercianti aventi quale unico torto quello di aver lavorato da tempo nella struttura pubblica, abbandonandoli poi nelle mani della cooperativa;

2) se sia vero che la Sarda Coop abbia intenzione di assumere solamente alcuni degli operatori commerciali scegliendoli fra quelli "politicamente schierati a sinistra";

3) se sia vero inoltre che la Sarda Coop voglia liberarsi degli altri commercianti "non politicamente schierati a sinistra" dando loro un umiliante indennizzo di poco superiore al milione di lire:

4) se non sia opportuno intervenire presso l'Amministrazione comunale turritana affinché vengano trovate soluzioni adeguate tendenti alla salvaguardia del lavoro per tutti gli operatori commerciali, i quali - è bene ricordarlo - avevano avuto i box nel mercato civico dal Comune e dal Comune dovevano essere tutelati. (1240)

MOZIONE TUNIS Marco Fabrizio - BONESU - FLORIS - PITTALIS - MILIA - AMADU - PIRAS - LOCCI - LIORI - LA ROSA sulla necessità da parte del Governo nazionale di riconoscere lo stato di calamità naturale in Sardegna, e della tutela della superficità dell'agricoltura sarda, presso la Commissione europea.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che in Sardegna da fine gennaio 1999 si succedono frequenti gelate e nevicate , le quali se da un lato tendono a porre fine ad una annata notevolmente siccitosa dall'altro hanno causato danni alle colture ortofrutticole e alla bieticoltura in una percentuale variabile tra il 60 e l'80 per cento della produzione vendibile (P.L.V.);

OSSERVATO che la situazione climatica sfavorevole va ad aggiungersi al danno finanziario causato alle imprese agricole isolane dalla cancellazione della legge regionale n. 44 del 1988 e dal blocco presso la burocrazia comunitaria della legge regionale n. 4 del 1998 e della legge regionale n. 8 del 1998, nonché dal venir meno del sostegno finanziario alle aziende zootecniche alla esportazione dei prodotti caseari e al conseguente crollo del prezzo del latte;

DENUNCIATO che ormai il comparto agrozootecnico sardo, dopo le annate siccitose, l'ultima ondata di maltempo e l'indifferenza mostrata dalle autorità comunitarie verso la specificità della nostra Regione, è sull'orlo di un irreversibile tracollo economico che determinerà la "morte civile" di circa 4 mila piccoli imprenditori agricoli e l'aumento di almeno10 mila unità nelle liste di collocamento,

impegna la Giunta regionale

1) ad avviare tempestivamente la procedura per la dichiarazione di stato di calamità naturale per l'intero territorio regionale in base alla Legge n. 185 del 1992;

2) a chiedere con la necessaria presenza e forza al governo nazionale il riconoscimento di zona svantaggiata per l'intera Sardegna;

3) ad incidere con forza presso il Ministro per le politiche e le risorse agricole sulla necessità ed urgenza dello sblocco delle leggi regionale n. 4 del 1998 e n. 8 del 1998 nonché del riconoscimento della validità ed efficacia, almeno per la situazione pregressa fino al 1995, della legge regionale n. 44 del 1988. (178)