Seduta n.232 del 14/09/2006 

CCXXXII SEDUTA

(Antimeridiana)

Giovedì 14 settembre 2006

Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO

indi

del Vicepresidente SECCI

La seduta è aperta alle ore 10 e 17.

CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 6 settembre 2006 (226), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Maninchedda e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta del 14 settembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione del testo unificato 44-138-223/A "Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura" della proposta di legge Biancu - Addis - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cocco - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Istituzione degli ecomusei per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali". (44/A), della proposta di legge Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano: "Istituzione di una rete museale dell'emigrazione" (138/A) e del disegno di legge: "Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura" (223/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato 44-138-223/A, il cui esame prosegue con la discussione dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per chiederle se non trova il caso di sospendere qualche minuto visto che in Aula sono presenti pochi consiglieri.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, sarebbe opportuno perché ci sono pochi colleghi però, se iniziamo notevolmente in ritardo, saremo costretti anche a prolungare la seduta come ieri sera. Per cui, se si chiede ufficialmente una sospensione, la accordiamo ma breve, di cinque minuti. Mantiene la richiesta?

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, la mantengo.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per cinque minuti, riprenderanno alle ore 10 e 23.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 10 e 26.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ieri abbiamo concluso la discussione alle 21 e 26 minuti con l'intervento del collega Dedoni, sono certo che a nessuno dei consiglieri regionali è passata inosservata la considerazione che ha fatto il collega, un vero grido di dolore per denunciare un suo particolare stato d'animo. Lui ha testualmente detto che si è sentito toccare nel cuore, nell'anima e nel sentimento, proprio per l'atteggiamento sordo che ha avuto la Commissione nei suoi confronti. Un atteggiamento strano. Io ho ripensato stanotte a queste parole di dolore del collega Dedoni, che davvero rappresentavano un dramma personale, essere toccati nel profondo, come lui ha detto, per non essere stato ascoltato dalla Commissione.

Pertanto credo che questo tema vada ripreso e, anche e soprattutto, compreso. Il collega Dedoni diceva che soltanto apparentemente il titolo riportava l'unificazione dei testi e delle proposte di legge, relative a questo tema che noi oggi stiamo discutendo, perché la proposta di legge numero 138, che porta come primo firmatario il collega Dedoni, è enunciata soltanto nella seconda copertina. Se comprensibilmente il collega Dedoni si è sentito toccare nel profondo del suo sentimento, vi lascio immaginare, cari colleghi, come io mi sia sentito toccare in funzione, esattamente, del fatto che non sono citato nemmeno nella seconda copertina, pur essendo stato ascoltato dalla Commissione e pur avendo avuto tutta l'attenzione che, devo riconoscerlo, il Presidente della Commissione ha voluto dare alla proposta di legge numero 7, istitutiva del Museo regionale dell'emigrazione, che fra l'altro reiterava una precedente proposta di legge, la numero 522, della scorsa legislatura.

Io mi appello a questo, credo che non esista, tecnicamente, la possibilità di eludere l'esistenza di un'altra proposta di legge che pure andava posta insieme alle altre, perché desse quel contributo di unificazione che oggi l'Aula avrebbe potuto constatare e portare a compimento attraverso l'approvazione di legge.

L'iniziativa contenuta nella proposta di legge numero 7 era, per così dire, molto simile a quella portata dal collega Dedoni proprio perché proponeva l'istituzione del Museo regionale dell'emigrazione, inteso come sistema da porre in rete con tutto il sistema museale della Regione. Così come era detto in maniera ben specifica al comma 2 dell'articolo 1 della proposta di legge. Ora mi chiedo: perché questa proposta di legge è stata ignorata? Lo chiedo al Presidente della Commissione, che è impegnato in questo momento in una conversazione telefonica... Lo chiedo al relatore che è stato nominato dalla Commissione, che mi sembra tra l'altro molto attenta a quelli che possono essere i diritti dei colleghi consiglieri. La parità nella dignità del compito nostro di assolvere alle funzioni di consiglieri. Io credo che almeno a questo si possa porre rimedio citando nella unificazione anche questa proposta di legge che, tra l'altro, in ordine di tempo, è la prima che è pervenuta alla Commissione. Sarebbe veramente paradossale se questo non avvenisse, altrimenti significherebbe una elusione, un ignorare un diritto quasi elementare di ogni consigliere.

Allora, noi che cosa proponevamo? Proponevamo un tema ricorrente che tra l'altro il collega Dedoni ha descritto in maniera veramente circostanziata e precisa: quel debito che noi tutti sardi abbiamo nei confronti del mondo dell'emigrazione, un debito che dobbiamo necessariamente pagare, un debito rivolto a quei 650 mila sardi che sono sardi come noi e che stanno fuori dalla Sardegna.

Il Museo regionale dell'emigrazione, che è nato in altre Regioni e che si interfaccia a quello che è il museo nazionale dell'emigrazione, istituito da un'apposita legge nazionale, non può non essere realizzato e, d'altro canto, la sua realizzazione, così come è detto nella legge istitutiva dei musei dell'emigrazione, avrebbe avuto la possibilità di attingere da quella fonte di finanziamento nazionale che è relativa a quell'insieme di musei che hanno quella matrice, quella caratteristica, quel tema.

Quindi non possiamo non scriverlo, non possiamo non dedicare un articolo specifico di questa legge che stiamo licenziando ad un tema così importante. E che davvero il mondo dell'emigrazione ce lo chieda, è risaputo da tutti i colleghi consiglieri. Qualche anno fa a Cagliari, in una sala qui vicina, il mondo dell'emigrazione, con tutti i rappresentanti dei 150 circoli sardi che abbiamo nel mondo, aveva chiesto a gran voce che il museo regionale dell'emigrazione si facesse. E, per chi ama le cifre, può andare a vedere che cosa accade nel museo nazionale dell'emigrazione che è nato a Campobasso: fra tutti i musei che hanno come caratteristica il problema dell'emigrazione è quello che ha maggiori visite, ha maggiori utili da un punto di vista dell'autosufficienza finanziaria del museo stesso.

Quindi stiamo parlando anche di un tema che si auto finanzia, assomiglia molto a quel museo del giocattolo che citava il Presidente ieri, proprio perché è nelle aspettative di tutti che lo si faccia. E' importante che lo si intenda dentro la rete museale che si vuole creare e che quindi quest'Aula non sia sorda a questo debito che noi abbiamo nei confronti del mondo dell'emigrazione. Da noi si attende questa risposta e noi necessariamente la dobbiamo dare.

L'emendamento numero 2, che porta questo tema, io credo che possa essere accolto unanimemente da quest'Aula e quindi inserito, se volete anche attraverso una sintesi, se lo si ritiene.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, non le posso dare la parola, perché non si è iscritta ieri sera entro il primo intervento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti numero 14 e 19, il parere è favorevole. Circa l'emendamento numero 1, presentato dai colleghi Dedoni e Vargiu, vorrei proporre una approvazione dello stesso per parti e, dicendo questo, vorrei anche dire che probabilmente l'intervento dell'onorevole Dedoni di ieri è stato quanto meno intempestivo, proprio perché la Commissione stava lavorando alla possibilità di accettare questo emendamento.

Inoltre, l'onorevole Dedoni sa che la Commissione ha più volte esposto tutti i concetti che lui stesso ieri ha espresso circa il mondo dell'emigrazione, il debito che la Sardegna ha nei confronti dei sardi che sono dovuti andare via. Anche sulla scia di questa convinzione, che è diffusa presso tutti i sardi stessi (perché non c'è un sardo che, nella propria famiglia, non ha avuto parenti, amici, che sono dovuti andare via nel passato, e anche nel presente, purtroppo), l'onorevole Dedoni sa che, all'interno della Commissione, la legge presentata è stata, come dire, inserita attraverso la citazione, in più parti della legge stessa, dell'importanza della rete museale dell'emigrazione, abbiamo anche specificato più di una volta che, essendo il museo dell'emigrazione una tipologia particolare di museo, come altre possono essere istituite, noi abbiamo ritenuto di non doverla inserire in legge in maniera specifica ma abbiamo aperto nella legge stessa la possibilità perché si creasse, con particolare attenzione, la rete museale.

Detto questo, io proporrei, sempre con lo stesso spirito e accogliendo concetti di cui tutti noi siamo convinti, per l'emendamento numero 1, la votazione per parti in questo modo...

PRESIDENTE. Quando lo porrò in votazione, onorevole Barracciu, espliciterà le modalità di svolgimento del voto per parti. Va bene?

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Va bene.

PRESIDENTE. C'è ancora da esprimere il parere sull'emendamento numero 2.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Per l'emendamento numero 2, il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlarel'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto. Io ovviamente voterò a favore dell'emendamento numero 14 e, per evitare fraintendimenti, siccome, appunto, non faccio parte della Commissione cultura, i miei sono stati tutti interventi con spirito collaborativo perché ho apprezzato moltissimo il lavoro della Commissione e ho visto che, anche con l'emendamento numero 14, si mette l'accento proprio sugli aspetti della cooperazione come base dello sviluppo programmato dei servizi. Volevo anche sottolineare che i contributi attivi delle opposizioni, in particolare quello dell'onorevole Scarpa che ha predisposto una serie di emendamenti, e anche dell'onorevole Diana che ha riproposto il delicato tema del rischio di sottrazione degli spazi e dei poteri della Regione, sono aspetti importanti sui quali peraltro avevo posto l'accento in occasione del dibattito sul PPR.

Volevo inoltre mettere l'accento su un altro aspetto, perché io concordo con l'onorevole Barracciu sulla necessità di un regolamento di attuazione del provvedimento che, però, non mi sembra che sia stato formalizzato in legge, per cui auspico che questo avvenga eventualmente anche con uno straordinario emendamento orale, in modo tale che venga fatta chiarezza su tutti quegli aspetti che sono risultati problematici sotto il profilo dell'interpretazione. Mi riservo di intervenire poi sugli altri emendamenti. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Dedoni, Pisano, Scarpa, Cassano, Mario Floris, Oscar Cherchi, Vittorio Randazzo.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, il problema oggi si pone in una direzione diversa da quella in cui l'abbiamo lasciato ieri sera, io non ho capito perché avrei parlato in maniera intempestiva. Riconosco al Presidente la capacità di rappresentare bene la maggioranza della Commissione, fa il suo dovere, io le riconosco, altresì, la capacità di aver esternato appieno quello che era la concettualità della proposta di legge, ma mi sia consentito riaffermare che qui molti si sono riempiti la bocca, soprattutto in campagna elettorale, di emigrazione ma poi non si è voluto dare inserimento coerente all'interno di questa proposta di legge. Debbo ricordare che la valorizzazione dei beni della Sardegna (archeologici, architettonici, monumentali, archivistici) valgono altrettanto bene quale la risorsa umana che è andata fuori dalla Sardegna; stiamo parlando di uomini, e non siete stati capaci, degni, di risolvere almeno, in un articolo, la presenza di questa gente che ha lasciato la Sardegna. L'avete messo in diversi articoli, è vero, con richiamini, lontani, dissipati, come qualcosa da dimenticare, per voi effettivamente su disterru sta diventando s'interru di un fenomeno migratorio che ha dato la Sardegna e sta togliendo, veramente, la capacità.

(Interruzione del consigliere Biancu)

DEDONI (Riformatori Sardi). Il problema della razionalizzazione, caro onorevole Biancu Antonio, è un problema diverso ma non la negazione della possibilità di creare una reale presenza di un sistema museale per l'emigrazione in Sardegna, oppure si proponga diversamente, ma negare anche un articolo è vergognoso per quest'Aula!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, io continuo a non capire l'onorevole Dedoni, ma davvero non riesco a capirlo, perché questo atteggiamento quasi aggressivo nei confronti, a quanto pare di tanti consiglieri, che non condividono e non conoscono il problema dell'immigrazione, addirittura ieri ha detto che stiamo "disattendendo il programma del centrosinistra", mi lascia, scusatemi, davvero sconcertato. Il problema dell'immigrazione in Commissione, proprio per la proposta fatta con tanta enfasi dall'onorevole Dedoni, è stato analizzato, discusso, consapevolizzato, è stato fatto proprio, tanto è vero che non sono inserimenti così casuali o superficiali quelli che ci sono nel testo di legge, ma se noi leggessimo con attenzione, liberandoci un po' dal tifo, se leggessi con attenzione il comma 6, nel comma 6, guardate, c'è tutto, c'è tutto, ma nonostante questo anche l'altro giorno, in Commissione abbiamo lavorato, ci siamo confrontati, abbiamo condiviso ulteriori informazioni e ulteriori proposte che l'onorevole Dedoni ci ha fatto, tanto è vero che stiamo proponendo l'emendamento numero 14.

Bene, se l'emendamento numero 14 non viene accettato dai Riformatori, che credono di avere il monopolio della discussione sull'immigrazione, mi pare che si stia commettendo...

(Interruzione del consigliere Dedoni)

DAVOLI (R.C.). Non ti ho interrotto, onorevole Dedoni. Mi dispiace.

Mi pare che si stia commettendo un grosso errore, io credo che ci sia bisogno di una ulteriore riflessione, credo che questo emendamento numero 14 completi la discussione, per questo io voterò a favore.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi per la votazione. Onorevole Pisano, si è iscritto dopo, le posso assicurare che arriva in ritardo, ho pregato i colleghi di iscriversi un po' di tempo prima.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, non ho capito chi è che arriva in ritardo.

PRESIDENTE. Arriva in ritardo la prenotazione qui. Quindi vi prego, è già successo altre volte.

PISANO (Riformatori Sardi). Ascolti, Presidente, la velocità con cui viaggia questo segnale è pari alla velocità della luce, che è di 300 mila chilometri al secondo.

PRESIDENTE. Purtroppo, onorevole Pisano, questa è la realtà dei fatti, ne dobbiamo prendere atto, per cui ci dobbiamo adeguare.

PISANO (Riformatori Sardi). E' la percezione che è diversa, capisce? E' la percezione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Intervengo per chiedere un attimo di sospensione per l'accoglimento esattamente di questo adeguamento.

PRESIDENTE. Siamo già in sede di votazione, onorevole Pisano. Avevo già dichiarata aperta la votazione dell'emendamento numero 14.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 30

favorevoli 38

contrari 21

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io annuncio il voto contrario, mio e del nostro Gruppo, all'articolo 12, proprio per questo particolare atteggiamento che sta emergendo in Aula relativo al problema del mondo dell'emigrazione che, ancora una volta, non vuole essere inserito dentro questo testo, dentro questa particolare legge che deve dare assoluta giustizia al mondo, appunto, dell'emigrazione, che da tempo attende questo riconoscimento che altre Regioni d'Italia hanno già fatto con l'istituzione del museo regionale dell'emigrazione.

La nostra Regione ha una caratterizzazione molto peculiare rispetto al problema dell'emigrazione. Primo, perché in assoluto è la Regione in Italia che meglio si è saputa organizzare, fuori dalla Sardegna, per rappresentare i problemi dell'emigrazione. I nostri 150 circoli sparsi nel mondo dimostrano questa grande capacità, questo grande legame affettivo che lega la nostra terra ai 650 mila emigrati che abbiamo fuori dalla Sardegna. Il sistema museale, inteso come sistema, non può non prendere atto di questa importante realtà ed inserire, in un apposito articolo di legge, così come d'altro canto era in origine, la proposta di emendamento che aveva presentato l'Assessore, per fare in modo che il mondo dell'emigrazione abbia questo riconoscimento.

Ecco perché noi, prima, Presidente, chiedevamo una brevissima sospensione, perché ci sembrava di percepire che ci fosse la volontà di raggiungere un'intesa in questo senso. Forse ancora siamo in tempo, anche attraverso le interlocuzioni che sono in atto, le chiedo se è possibile sospendere per cinque minuti ed avere risposte e certezze su questo tema che noi stiamo rappresentando.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 58.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 53, viene ripresa alle ore 11 e 17.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Eravamo in sede di votazione dell'articolo 12.

Allora, la soluzione che si è trovata è questa: gli onorevoli Cassano e Pisano hanno apposto la loro firma sull'emendamento numero 1, per cui l'emendamento numero 2 decade, poi l'onorevole Barracciu, quando metteremo in votazione l'emendamento numero 1, dirà quali sono le parti che dobbiamo votare.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per sostenere l'utilità, anche alla luce dell'accordo raggiunto, dell'attenzione sul tema. Il tema è assolutamente importante e non riguarda l'emigrazione in termini astratti. L'emigrazione è stato un fenomeno doloroso per la nostra Regione, tanti nostri conterranei si sono dovuti muovere dalla Sardegna in cerca di lavoro. Se ne fa oggi una lettura direi nostalgica e romanzata, spesso si dimentica proprio la difficoltà che è stata incontrata dagli emigrati sardi non solo per integrarsi nelle società ospiti, ma anche solo per sopravvivere in quelle società e in quei paesi.

Mi viene in mente non un museo, ma un centro di documentazione che è nato in questi mesi, è nato su una tragedia che ha caratterizzato ancora di più questo fenomeno doloroso dell'emigrazione, una tragedia di giovani sardi impegnati sul fronte sindacale per le libertà in un Paese governato da tiranni, come l'Argentina dei colonnelli e dei generali, un centro di documentazione quindi, non una sorta di sede da rimembranza, da museo delle cere, da statico ricordo di ciò che fu, con quest'ottica, ripeto, un po' romanzata, un po' nostalgica, dei sardi che fanno successo. Ci sono sardi che sono morti: Mastino e Marras sono morti per le libertà, per difendere le libertà di quel Paese, per difendere in quel modo le libertà di tutti i paesi.

Quando si parlerà di museo, ricordiamoci che ci sono musei vivi, centri che vogliono segnare in quella direzione la testimonianza dei nostri sardi nel mondo e la testimonianza dei principi di libertà, di uguaglianza e di giustizia che quei sardi hanno portato alla morte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente…

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, mi scusi, mi fanno rilevare gli uffici che lei è già intervenuto sull'articolo 12, quando ha chiesto anche la sospensione, per cui, nel caso può intervenire sull'emendamento numero 1.

PISANO (Riformatori Sardi). Intervengo sull'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. No, adesso siamo in fase di votazione dell'articolo 12.

PISANO (Riformatori Sardi). A dopo allora.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Presidente, intanto anche per ribadire che la Commissione, mentre l'onorevole Dedoni e l'onorevole Pisano intervenivano nei modi in cui sono intervenuti, stava valutando l'approvazione e l'accettazione dell'emendamento per parti, alla luce della convinzione personale di ciascuno di noi dell'importanza che il fenomeno dell'emigrazione ha avuto ed ha, così come è stato esplicitato, oltre che nella mia relazione introduttiva sulla legge, anche dagli altri colleghi. Quindi, questa accettazione è un'accettazione convinta e ragionata e non indotta da altre motivazioni.

Si propone quindi la votazione per parti dell'emendamento numero 1, nel quale si prevede, dopo l'articolo 12, l'istituzione di un articolo 12 bis. Quindi il comma 1 no, il comma 2 sì, tranne che per…

PRESIDENTE. Onorevole Barracciu, mi scusi, deve dire da quale punto e a quale punto. Cioè le votazioni partono dal comma 1: "La Regione.." fino a… e poi di seguito. Grazie.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Allora il comma 1, da "La Regione…" fino a "emigrazione.", no.

PRESIDENTE. Deve dire per parti, poi deciderà l'Aula.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Va bene, pensavo che volesse anche il parere.

PRESIDENTE. Va bene, sta dando anche il parere, prego.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Poi, comma 2 da "La rete museale…" fino a "nel mondo.", parere favorevole, cancellando nella prima riga le parole "in particolare". Poi, comma 3…

PRESIDENTE. La cassazione delle parole "in particolare", si considera un emendamento soppressivo orale, se è d'accordo tutta l'Aula, altrimenti dovremo fare due votazioni sul comma 2.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Poi, comma 3, da "La rete…" ad "archivi storici", togliendo nella prima riga le parole "istituito o da istituirsi", anche in questo caso quindi con un emendamento orale.

PRESIDENTE. Onorevole Barracciu, cosa ha detto?

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Allora, il comma 3, da "La rete museale…" a "archivi storici.", togliendo alla prima riga, dopo "da ogni museo", le parole "istituito o da istituirsi". Per quanto riguarda il comma 4, da "La rete museale…" a "emigrazione sarda.", è completamente da togliere, quindi con parere contrario; mentre il comma 5, da "La rete museale…" a "sindacali e di studiosi.", correggendo "il Ministero degli italiani all'estero" con "il Ministero degli esteri".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per alcune precisazioni. A proposito dell'emendamento numero 1, che prevede l'istituzione della rete museale dell'emigrazione, ritengo che i principi siano perfettamente in linea con gli intendimenti della Commissione e della maggioranza e con la proposta di voto per parti, si mette l'accento su un'articolazione che precisa meglio gli scopi, le finalità e anche l'organizzazione specifica della rete museale. Esprimo quindi, in linea di massima, un giudizio positivo.

Ritengo però necessario, visto che non lo si è stato fatto prima, investire dell'argomento la Commissione "diritti civili" competente per l'emigrazione che fa parte di questo Consiglio regionale e "la consulta" rappresentativa delle comunità degli emigrati in Italia e all'Estero. Nella fase attuativa occorre infatti approfondire il dibattito con gli emigrati e intanto, per quello che diceva l'onorevole Uras, occorre recuperare quanto già stato fatto a livello di emigrazione. Ricordo che in Belgio si sta realizzando un museo proprio della vita degli emigrati del settore minerario mentre in Argentina si sta lavorando per raccogliere la documentazione sulla presenza dei sardi nei paesi dell'America latina. E' opportuno quindi conoscere meglio queste realtà. Mi sorprende quindi che nel comma 5, per esempio, non siano inseriti i circoli degli emigrati e in generale il mondo dell'emigrazione organizzata e non organizzata. Non è il caso inoltre di trascurare l'apporto che, da circa 40 anni, dà il primo mensile in Italia edito per gli emigrati che la Regione, con lungimiranza, ha previsto proprio in considerazione della diaspora dei sardi in Italia e nel mondo. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, noi voteremo a favore dell'emendamento numero 1 così come è stato accolto dalla Commissione e non possiamo non rappresentare la nostra soddisfazione per aver, davvero, l'intera Assemblea, capito qual era l'intendimento dei Riformatori Sardi nel momento in cui ponevano questa particolare attenzione. Istituire un articolo 12 bis, che specificatamente parli di Museo regionale dell'emigrazione e di rete museale dell'emigrazione, così com'è detto, è per noi sicuramente un motivo di soddisfazione.

E' chiaro che, nell'annunciare questo voto favorevole, noi abbiamo sempre pensato a un museo che fosse interattivo e che fosse vivo, che non fosse statico, ecco perché le affermazioni, fatte poco fa dal consigliere Uras, ci trovano perfettamente in sintonia e d'accordo, tant'è che nelle due proposte di legge che noi abbiamo presentato, la numero 7 e la numero 138, davvero è pensato in questo modo, non un museo rappresentante nostalgicamente l'aspetto folcloristico dell'emigrazione, ma un museo rappresentante davvero il sacrificio che è venuto dal mondo dell'emigrazione. Sempre ci siamo ispirati a musei internazionali conosciutissimi da questo punto di vista. Chi ha avuto la fortuna di vedere il Museo dell'emigrazione di New York, che è nella baia di Manhattan, prima che si arrivi proprio a Manhattan, capirà che cosa si intende per museo nazionale, per ciò che rappresenta davvero il sacrificio, perché lì è trascritto, in maniera anche interattiva, ciò che è stato il fenomeno dell'emigrazione.

Noi questo vogliamo rappresentare perché rimanga testimonianza non solo di un problema che davvero è capace di captare l'attenzione di molti visitatori, di essere di insegnamento alle generazioni nuove e future, ma soprattutto di riconoscere e attestare che il mondo dell'emigrazione da parte di tutti noi merita davvero questa particolare attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io dichiaro di accogliere positivamente l'iniziativa della Commissione e della rappresentante in Aula della Commissione, pur rimarcando il fatto che la proposta di legge e il successivo emendamento fatto non volevano significare la tutela di un partito nei confronti di un fenomeno (che non può essere abbracciato da un partito, ancor meno da una coalizione), ma di tutto l'insieme del popolo sardo. Da quest'Aula, che rappresenta il popolo sardo, meritava giustamente l'apprezzamento e l'inserimento con un articolato all'interno di questa proposta di legge. Voglio dire con Uras che esiste il museo ad Asuni, ma che esiste il momento di documentazione di Martino Mastinu e Bonarino Marras a Tresnuraghes e che siamo stati insieme a costituire questo momento importante di cultura, di iniziativa politica, nei confronti di chi ha sacrificato la propria vita, di chi in terra straniera ha voluto identificare, ancora una volta, un ruolo di difesa della persona umana.

Noi questo intendevamo e lo vogliamo intendere ancora di più raccordando la nostra rete museale con i musei che stanno all'estero, con i musei dell'emigrazione presenti, come diceva testé l'onorevole Pisano, a New York, ma a quello che si sta per realizzare in Argentina, a Buenos Aires dove c'è stato sacrificio, dove c'è stata quarantena, come a New York, per i sardi che arrivavano.

La nostra presa di posizione non voleva essere una presa di posizione di parte ma voleva essere l'insieme, la coralità del popolo sardo nel riconoscere agli emigrati il ruolo che giustamente meritano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori e onorevoli colleghi, io credo che giustamente ci siamo soffermati molto su questa parte della legge che riguarda il mondo dell'emigrazione e ci sono state anche delle discussioni abbastanza vivaci sia ieri sera che stamattina. Questo denota, forse, che sarebbe stato utile e opportuno coinvolgere anche la Commissione che si occupa di emigrazione in questo Consiglio regionale; forse si sarebbero evitate queste incomprensioni e si sarebbe dato un contributo utile e fattivo alla legge per essere la migliore possibile, come stiamo del resto facendo in maniera concorde adesso.

Io credo che questo tema non possa essere sicuramente appannaggio di tutte le forze politiche; credo che lo sia in maniera anche differente, se mi è permesso parlare come consigliere regionale di Rifondazione e come appartenente da sempre al mondo della sinistra, perché, badate, chi ha fatto questa esperienza sa benissimo, sia perché fa parte dei partiti di sinistra, sia perché viene dalle zone interne, che il dramma dell'emigrazione ha colpito soprattutto le classi popolari più deboli che normalmente si identificavano in questi partiti di sinistra e ha colpito soprattutto le zone interne che sono state particolarmente spopolate a seguito del fenomeno dell'emigrazione.

Io che ho militato in questi partiti, anche avendo incarichi locali al più alto livello, posso dirvi che negli incarichi locali mi è capitato di iscrivere al mio partito, un anno, 60 persone e l'anno successivo, invece, ritrovarmi con 30 perché le altre 30 erano partite. Voglio dire perciò che sentiamo questo problema sulla nostra pelle per questi motivi e anche perché abbiamo parenti che sono dovuti da tempo emigrare. Lo abbiamo sentito anche da amministratori locali, perché abbiamo promosso degli incontri, dei dibattiti, abbiamo parlato tanto con questi emigrati e tanto con le loro famiglie che sono rimaste nel dolore nei nostri paesi. PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 1 dell'emendamento numero 1, su cui è stato espresso il parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BIANCAREDDU - CACHIA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - GALLUS - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANCIU - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 57

maggioranza 29

favorevoli 19

contrari 38

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione il comma 2 dell'emendamento numero 1, nel testo modificato dalla relatrice. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il comma 3 dell'emendamento numero 1. Anche qui c'è la proposta di un emendamento orale di soppressione delle parole "istituito o da istituirsi". Se non ci sono opposizioni…

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo il voto elettronico palese per tutti i commi.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

PRESIDENTE. Viene accolta la proposta di emendamento orale?

DEDONI (Riformatori Sardi). Sì.

PRESIDENTE. Va bene. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 3 dell'emendamento numero 1, nel testo modificato dalla relatrice.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MARROCU - MELONI - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 55

maggioranza 28

favorevoli 55

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 4 dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 52

Maggioranza 27

Favorevoli 13

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione il comma 5. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Intervengo semplicemente per tranquillizzare e accogliere le sollecitazioni della collega Caligaris nel dire che, per associazioni culturali italiane e straniere, si intendono i circoli e le federazioni dei sardi all'estero, quindi sono compresi in questa dicitura, e che, naturalmente, nella fase attuativa della legge verrà coinvolta la Consulta per l'emigrazione. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Solo per suggerire, attraverso un emendamento orale, di aggiungere eventualmente l'aggettivo "sarde" dopo "associazioni culturali" in modo che abbiamo la certezza che i circoli, davvero, siano ricompresi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento orale, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Per "istituzioni e associazioni culturali italiane e straniere", come ho detto prima, si intendono i circoli degli italiani all'estero quindi mi sembra una specificazione che crea confusione, è tutto compreso nella dicitura generale. Forse è meglio lasciarla così.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 5 dell'emendamento numero 1, nel testo modificato dalla relatrice.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Biancareddu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FRAU - GESSA - GIORICO - LA SPISA - LAI - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MARROCU - MELONI - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: LADU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 48

maggioranza 25

favorevoli 47

contrari 1

(Il Consiglio approva)

L'emendamento numero 2 pertanto decade.

Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:

Art. 13
Osservatorio regionale dei musei

1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge è istituito l'Osservatorio regionale dei musei, organismo tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nei confronti della Giunta regionale riguardo alla stesura del Piano regionale di cui all'articolo 7 e alla sua attuazione, nonché alla qualità culturale e scientifica del Sistema museale della Sardegna e all'istituzione di nuovi musei, parchi archeologici ed ecomusei.

2. L'Osservatorio è istituito con decreto dell'Assessore regionale competente ed è composto da:

a) tre direttori di musei regionali e di ente locale, eletti collegialmente dai direttori dei musei regionali e di ente locale;

b) un rappresentante dei musei ecclesiatici designato dalla Conferenza episcopale sarda;

c) un rappresentante dei musei di proprietà privata aderenti al Sistema museale regionale, designato dai titolari dei musei di proprietà privata;

d) quattro rappresentanti degli enti locali nominati dal Consiglio delle autonomie locali;

e) tre esperti di riconosciuta e documentata competenza in materia di musei, parchi archeologici ed economusei, designati dal Consiglio regionale con voto limitato a uno;

f) un rappresentante dell'International council of museums (ICOM) operante nel territorio regionale, designato dal presidente dell'ICOM Italia o dal presidente regionale;

g) un rappresentante delle associazioni datoriali e di categoria degli operatori dei musei di ente locale, dei parchi archeologici e degli ecomusei da queste designato;

h) il dirigente del Servizio beni culturali dell'Assessorato regionale competente.

Possono far parte dell'Osservatorio, previo accordo con l'ente di appartenenza, un rappresentante dei musei statali e uno delle soprintendenze archeologiche, designati dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna e un rappresentante delle due università della Sardegna, designato dai rettori tra i docenti di riconosciuta e documentata competenza in materia di beni culturali e paesaggistici.

3. I membri dell'Osservatorio, alla prima seduta, eleggono un presidente. L'Osservatorio resta in carica per la durata della legislatura, si riunisce almeno due volte l'anno, su convocazione del suo presidente. Le funzioni di segreteria dell'Osservatorio sono svolte da un funzionario dell'Assessorato competente.

4. Entro il mese di ottobre di ciascun anno, l'Osservatorio presenta all'Assessore regionale competente la relazione annuale sullo stato del Sistema museale della Sardegna ed esprime, anche con il concorso di esperti esterni di riconosciuta competenza nazionale ed internazionale, una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate nel precedente anno; le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione per gli anni successivi dei finanziamenti di cui all'articolo 20.

5. Ai componenti dell'Osservatorio regionale dei musei sono attribuiti le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.

Emendamento soppressivo totale Atzeri - Scarpa.

Articolo 13

L'articolo 13 è soppresso. (21)

Emendamento soppressivo parziale Scarpa - Atzeri.

Articolo 13

All'articolo 13, comma 4, sono soppresse le parole da "ed esprime..." a "...all'articolo 20". (9)

Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Barracciu - Cerina - Davoli - Sanna Franco - Sanna Simonetta.

Articolo 13

Nella lettera g) del comma 2 dell'articolo 13 le parole "un rappresentante" sono sostituite dalle parole "due rappresentanti". (16).)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Si esprime parere contrario sull'emendamento numero 21. Anche sull'emendamento numero 9 il parere è negativo, per una questione di coerenza, dato che noi abbiamo già dato il parere negativo sull'emendamento numero 7, che riguardava gli aspetti sulla valutazione delle attività, eccetera, a cascata, evidentemente, anche per questo emendamento il parere è negativo. Sull'emendamento numero 16 invece si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'esigenza di presentare questo emendamento soppressivo è nata dalla difesa coerente di ciò che era contenuto nelle dichiarazioni programmatiche: si deve moralizzare, si deve comprimere, bisogna risparmiare. Dinanzi alla realizzazione, alla creazione di un ennesimo organismo così pletorico, a fronte anche di organismi esistenti (per i quali chiediamo se sono stati consultati), tipo l'Osservatorio della lingua e cultura sarda, sinceramente, siamo rimasti sconcertati. Qual è l'esigenza, cosa ha spinto la Commissione a creare questo pletorico e inutile Osservatorio regionale? Addirittura ne contiamo 19, con la possibilità che possa ulteriormente lievitare questo organismo, a discapito, appunto, delle scarse risorse finanziarie, perché nel comma 5 è scritto che a questi componenti sono attribuite le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale 22 giugno 1987, numero 27.

Siamo di fronte a delle contraddizioni, non ci sono risorse, si vuole moralizzare, ci sono altri organismi che magari non sono stati consultati, quindi sarebbe stato opportuno, e l'abbiamo suggerito, la soppressione di questo articolo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, ho chiesto di parlare!

PRESIDENTE. Sì, non mi ha fatto neanche finire, onorevole Scarpa!

SCARPA (Gruppo Misto). Lei ha detto "metto in votazione"!

PRESIDENTE. Certo, devo mettere in votazione per dare la parola per dichiarazione di voto, mi scusi!

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo scusa al Presidente per questa piccola incomprensione. Dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 9 e segnalo il fatto che questo organismo che si sta costituendo è formato da rappresentanti eletti delle categorie che saranno beneficiarie dei finanziamenti. Per essere più precisi, ci sono tre direttori di musei eletti collegialmente dai direttori dei musei, un rappresentante dei musei ecclesiastici designato dalla Conferenza episcopale sarda, un rappresentante dei musei di proprietà privata designato dai titolari dei musei, quattro rappresentanti degli enti locali nominati dal Consiglio delle autonomie locali, tre esperti di riconosciuta competenza designati, a voto limitato, dal Consiglio regionale, eccetera, insomma, si tratta di un organismo che è portatore degli stessi interessi che vanno a essere soddisfatti dai finanziamenti previsti dal piano regionale.

Noi troviamo incredibile che si pensi di far effettuare un monitoraggio, che condizionerà i finanziamenti, dagli stessi soggetti che saranno finanziati, con l'aggravante che quei soggetti, che saranno eletti da una parte dei portatori degli interessi, evidentemente potrebbero essere portati a rispondere a quegli stessi soggetti che li hanno eletti in quell'organismo.

Crediamo che sia assolutamente inopportuno e che la Giunta possa studiare altre modalità di procedere al monitoraggio; è libera di farlo a prescindere dal contenuto della legge e crediamo che sia inopportuno che si dica, come è detto nel punto 4, che questo organismo esprime "una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate…" e, quindi, sostanzialmente si autocontrolla, e che "le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione per gli anni successivi dei finanziamenti…". Quindi, stiamo dicendo che saranno gli stessi finanziati a decidere come saranno spesi i finanziamenti.

Questa cosa, dal punto di vista del Partito Sardo d'Azione, è gravissima, è contro qualunque etica del monitoraggio della spesa delle risorse pubbliche; crediamo pertanto che non sia congruo il richiamo della relatrice alla cascata perché quella era una proposta di monitoraggio che aveva un suo senso, levare questa parte di questo articolo non crea nessun danno, anzi, credo che levi un elemento di ambiguità da questa legge, del quale non ha assolutamente bisogno.

Chiediamo perciò ai colleghi di valutare con attenzione il contenuto di questo emendamento, perché è grave che chi riceve finanziamenti compia la valutazione sugli stessi e dia indicazioni vincolanti ai fini della spesa delle risorse. Chiedo anche il voto elettronico palese.

(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, Capogruppo)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, è stata richiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Serra ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO - MORO - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 46

maggioranza 24

favorevoli 13

contrari 33

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 13.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per annunciare naturalmente il voto contrario a questo articolo, per il quale chiedo la votazione nominale, e per dire che, su affermazioni talmente serie e gravi come quelle che ho appena fatto, ci saremo aspettati una voce confortante, o comunque una voce a giustificazione delle decisioni che sono state assunte da parte della maggioranza e della Giunta.

Questa mancanza di dialogo su temi così delicati naturalmente ci lascia sconcertati; avremmo preferito e voluto un dialogo che purtroppo, ribadiamo, ancora una volta non c'è stato.

(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri MARROCU e PACIFICO hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ATZERI - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO - MELONI - RASSU - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SCARPA.

Si sono astenuti i consiglieri: MORO - SANNA Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 42

astenuti 2

maggioranza 22

favorevoli 31

contrari 11

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14
Biblioteche e archivi storici degli enti territoriali

1. La biblioteca è una struttura informativa permanente, aperta al pubblico, che fornisce accesso alla conoscenza e all'informazione, accresce le proprie raccolte, le organizza e ne promuove lo sviluppo in funzione delle esigenze dei propri utenti e della crescita culturale e sociale della comunità di riferimento in una prospettiva multiculturale.

2. L'archivio storico è una struttura permanente preposta alla raccolta e alla conservazione della documentazione originale di interesse storico della comunità locale; a tal fine provvede alla sua adeguata valorizzazione e conservazione, all'ordinamento e all'inventariazione, ne promuove l'utilizzazione scientifica e l'uso pubblico nel rispetto dei principi di tutela della riservatezza previsti dalla legislazione vigente.

3. Ai fini della presente legge sono equiparati alle biblioteche gli archivi storici, le fototeche, le fonoteche, le videoteche, le mediateche e altri centri di documentazione e informazione comunque denominati, nonché le strutture rivolte a favorire l'accesso alla conoscenza e all'informazione, ove queste possano essere funzionalmente integrate nell'organizzazione del Sistema bibliotecario della Sardegna.

4. Le biblioteche hanno il compito di:

a) acquisire, aggiornare, revisionare, conservare, organizzare, mettere a disposizione informazioni e documenti su qualsiasi supporto e promuovere la lettura;

b) erogare servizi informativi e documentari anche a sostegno della formazione continua dei cittadini;

c) organizzare i servizi e gli spazi in maniera funzionale e in relazione alle diverse fasce di utenti;

d) inventariare il materiale a qualsiasi titolo acquisito e catalogarlo secondo regole e standard nazionali e internazionali;

e) erogare servizi informativi e documentari rivolti a fasce di utenti svantaggiati, in particolare ipovedenti e non vedenti;

f) fornire assistenza agli utenti per la ricerca e l'acquisizione di informazioni e documenti;

g) promuovere e comunicare i servizi della biblioteca mediante apposita segnaletica e carte dei servizi;

h) curare il reperimento e l'organizzazione della documentazione locale al fine di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale della Sardegna a partire dalle proprie raccolte, anche in collaborazione con università, istituti e centri di ricerca;

i) operare in collegamento con altre biblioteche e istituti della cultura locali, nazionali e internazionali.

5. Le biblioteche assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione, almeno annuale, dei dati sui propri servizi, attività e utenti.

6. I servizi delle biblioteche e degli archivi storici sono gratuiti; possono essere a carico degli utenti le spese sostenute per l'erogazione di particolari servizi, aggiuntivi a quelli di base, che per loro natura, funzionamento o tipo di fornitura, comportino costi supplementari anche connessi all'utilizzazione di tecnologie.

7. Le province depositano una copia delle pubblicazioni, da loro a vario titolo curate, nelle biblioteche di tutti i comuni del proprio territorio ed una copia presso la biblioteca regionale. I comuni depositano una copia delle pubblicazioni, da loro a vario titolo curate, nelle proprie biblioteche, una copia nella biblioteca del capoluogo di provincia ed una copia presso la biblioteca regionale.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Volevo solo rilevare che anche stamattina l'iter della legge è consentito dalla presenza dei voti delle opposizioni, mi sembra evidente anche dall'ultima votazione che la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 14, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:

Art. 15

Sistemi bibliotecari

1. La Regione promuove il Sistema bibliotecario della Sardegna quale organizzazione di rete rivolta a favorire il conseguimento sul territorio regionale, a costi ottimali, degli obiettivi di acquisizione, conservazione e diffusione del patrimonio librario e documentario e la qualità dei servizi al pubblico.

2. Il Sistema bibliotecario della Sardegna si ispira ai principi espressi nel manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche, adotta la cooperazione territoriale come base dello sviluppo programmato dei servizi e si articola su base territoriale. Aderiscono al Sistema bibliotecario della Sardegna, purché provvisti degli standard minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale di cui all'articolo 7, le biblioteche regionali, le biblioteche di aziende o enti regionali, le biblioteche di ente e di interesse locale, i sistemi bibliotecari territoriali. Vi possono aderire, previe le opportune intese e purché provviste degli standard minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale, le biblioteche statali e le biblioteche di proprietà di soggetti pubblici e privati presenti nel territorio.

3. I sistemi bibliotecari territoriali sono aggregazioni di biblioteche e costituiscono lo strumento mediante il quale gli enti locali attuano la cooperazione bibliotecaria, la valorizzazione delle risorse, la qualità e lo sviluppo dei servizi.

4. I sistemi bibliotecari hanno il compito di:

a) organizzare i servizi nel territorio e il coordinamento dei programmi delle biblioteche associate, anche attraverso una loro specializzazione tematica;

b) pianificare l'incremento coordinato delle collezioni, anche attraverso forme di acquisto centralizzate, ed elaborare protocolli per la gestione delle collezioni, per la revisione e lo scarto dei documenti, per l'uniformità delle procedure amministrative;

c) attivare la catalogazione partecipata e la manutenzione del catalogo nonché organizzare e gestire il prestito interbibliotecario favorendo la più ampia circolazione dei documenti;

d) organizzare attività coordinate di promozione della lettura e dei servizi bibliotecari;

e) svolgere attività di assistenza biblioteconomica e tecnologica alle biblioteche associate;

f) raccogliere ed elaborare annualmente le rilevazioni dei dati su servizi, attività e utenti delle biblioteche associate e trasmetterle alle province;

g) collaborare con strutture e servizi sociali, culturali e scolastici del territorio incentivando in particolare l'integrazione delle biblioteche scolastiche, singole o organizzate in reti;

h) promuovere servizi bibliotecari destinati alle persone in stato di disagio integrandoli nei sistemi bibliotecari operanti nel territorio.

5. I sistemi bibliotecari sono istituiti sulla base di un accordo formale di cooperazione anche tra enti o biblioteche di uno stesso ente, ovvero entrambi. Sono regolati da un atto approvato dagli enti titolari, elaborato in armonia con i principi e le finalità della presente legge. Tali accordi devono prevedere:

a) l'ambito territoriale e la struttura organizzativa;

b) le funzioni del sistema;

c) la composizione e le attribuzioni degli organi di gestione e di rappresentanza;

d) i servizi tecnico-amministrativi comuni;

e) il personale assegnato a tali servizi;

f) le modalità di finanziamento e di riparto degli oneri.

6. I sistemi bibliotecari, istituiti in aree territorialmente omogenee, sono riconosciuti dalla Regione, sentiti gli enti locali interessati. Ai sistemi bibliotecari possono aderire, purché provviste degli standard minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale di cui all'articolo 7, biblioteche pubbliche e private, di qualsiasi natura giuridica e titolarità istituzionale, presenti nel territorio.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 15, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e dei relativi emendamenti:

Art. 16

Osservatorio regionale delle biblioteche

1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge è istituito l'Osservatorio regionale delle biblioteche, organismo tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nei confronti della Giunta regionale riguardo alla stesura del Piano regionale di cui all'articolo 7, alla sua attuazione e alla qualità culturale e scientifica del Sistema bibliotecario della Sardegna e alla istituzione di nuove biblioteche e archivi storici.

2. L'Osservatorio è istituito con decreto dell'Assessore regionale competente ed è composto da:

a) due direttori di biblioteche di ente locale e un responsabile di sistemi bibliotecari, eletti rispettivamente dai direttori delle biblioteche di ente locale e dai responsabili dei sistemi bibliotecari;

b) un rappresentante degli archivi storici di ente locale eletto dai direttori degli archivi di ente locale;

c) un rappresentante delle biblioteche e archivi ecclesiastici designato dalla Conferenza episcopale sarda;

d) quattro rappresentanti degli enti locali designati dal Consiglio delle autonomie locali;

e) due esperti di riconosciuta e documentata competenza in materia di biblioteche eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a uno;

f) un rappresentante dell'Associazione italiana biblioteche designato dal presidente regionale dell'associazione;

g) un rappresentante delle associazioni datoriali e di categoria degli operatori delle biblioteche e degli archivi di ente locale da queste designato;

h) i dirigenti del Servizio beni librari dell'Assessorato regionale competente e della biblioteca regionale.

Possono far parte dell'Osservatorio, previo accordo con l'ente di appartenenza, un rappresentante delle biblioteche e degli archivi statali designato dal Ministero per i beni e le attività culturali, un responsabile dei sistemi bibliotecari, se formalmente istituiti, delle due università della Sardegna da queste designato e un rappresentante delle biblioteche scolastiche designato dalla Direzione scolastica regionale.

3. I membri dell'Osservatorio, alla prima seduta, eleggono il presidente. L'Osservatorio resta in carica per la durata della legislatura e si riunisce almeno due volte l'anno su convocazione del suo presidente. Le funzioni di segreteria dell'Osservatorio sono svolte da un funzionario dell'Assessorato regionale competente.

4. Entro il mese di ottobre di ciascun anno l'Osservatorio presenta all'Assessore regionale competente la relazione annuale sullo stato del Sistema bibliotecario della Sardegna ed esprime, anche con il concorso di esperti esterni di riconosciuta competenza nazionale ed internazionale, una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate nel precedente anno; le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione, per gli anni successivi, dei finanziamenti di cui all'articolo 20.

5. Ai componenti dell'Osservatorio regionale delle biblioteche sono attribuiti le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale n. 27 del 1987.

Emendamento soppressivo parziale Scarpa - Atzeri.

Articolo 16

Al comma 4 sono soppresse le parole "ed esprime......articolo 20". (10)

Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Barracciu - Cerina - Davoli - Sanna Franco - Sanna Simonetta.

Articolo 16

Nella lettera g) del comma 2 dell'articolo 13 le parole "un rappresentante" sono sostituite dalle parole "due rappresentanti". (18).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Devo riportare su questo articolo le stesse osservazioni fatte al precedente, si tratta appunto dell'istituzione dell'Osservatorio con un contenuto assolutamente analogo a quello precedente, però questa volta sulle biblioteche e anche qui abbiamo presentato un emendamento che tende ad eliminare la possibilità, per gli stessi soggetti che sono beneficiari dei finanziamenti, di esprimere loro stessi una valutazione, che la legge descrive quale vincolante, per la spesa delle risorse pubbliche. La mancanza di interventi da parte della maggioranza su questo argomento mi fa ritenere che non sia stata fatta una riflessione o che questa norma o questo tipo di approccio non si voglia o non si possa difendere. Credo non sia stato percepito dall'Aula che cosa si sta facendo, si sta costituendo un organismo che gestirà 30 milioni di euro di finanziamenti pubblici, destinati a comuni, a enti e associazioni, è il più grande stanziamento della Regione a favore della cultura.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue SCARPA.) Abbiamo chiesto un monitoraggio indipendente e lo avete negato, abbiamo chiesto un passaggio del piano annuale in Commissione e l'avete negato, abbiamo chiesto che non siano i beneficiari dei finanziamenti a decidere chi prende i soldi e le risorse e l'avete negato. Io non ho capito qual è la ragione di questo, vorrei che qualcuno intervenisse per spiegare per quale ragione il direttore di un museo o di una biblioteca deve dire chi prende i finanziamenti. Mi sembra una cosa fuori da qualunque etica, da qualunque morale della spesa pubblica. Vorrei che qualcuno intervenisse, lo sto chiedendo ripetutamente.

Credo che sarebbe molto semplice invece fare come è stato detto, come in altri provvedimenti di legge della maggioranza è previsto, cioè prevedere dei percorsi di monitoraggio indipendenti che sarebbero una maggiore garanzia per tutti gli utenti. Probabilmente, ripeto, questo aspetto non è stato valutato, si sta costituendo un gruppo ristretto di operatori che, per legge, avrà nella disponibilità - perché il suo parere è vincolante - 30 milioni di euro l'anno da spendere. Come fa questo Consiglio, questa Assemblea a fare una legge di questo tipo, a dire che venti persone, beneficiarie di quelle risorse, decidono a chi vanno 30 milioni di euro, persone non elette dall'Assessore, elette dagli stessi operatori? Quindi un organismo politico formato da persone elette dagli stessi operatori, che dovranno rispondere del fatto di essere state elette, agli stessi beneficiari dei finanziamenti.

Colleghi, stiamo attenti a queste dinamiche, nell'emendamento abbiamo chiesto di togliere questa parte, che la Giunta provveda diversamente al monitoraggio, c'è scritto nella legge che le province faranno anche loro un monitoraggio ma non c'è scritto come. Quindi sotto questo aspetto, colleghi, la richiesta che è stata presentata e che si presenta ancora oggi è di fare una riflessione attenta, è veramente eccessivo che 30 milioni di euro vengano canalizzati da venti operatori, o quanti sono insomma, saranno meno di una ventina, eletti dagli altri operatori. Questa cosa non ha precedenti nella storia della Regione, non mi risulta che ci sia un altro organismo che ha questo potere, non mi risulta che gli operatori siano in grado di condizionare la spesa regionale in questa maniera, non credo che ci sia nessun altro precedente normativo nella storia dell'Autonomia regionale sarda in questo senso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, effettivamente c'è da restare allibiti poiché non si riesce a capire la logica di questa struttura, cioè i beneficiari dei contributi dei finanziamenti sono quelli che decidono dove, quando e come veicolare questi contributi. Se ne fanno parte giustamente due direttori di biblioteche, un rappresentante degli archivi storici, un rappresentante degli archivi ecclesiastici, quattro rappresentanti degli enti locali e così via, che sono poi quei soggetti che vanno a beneficiare dei contributi, secondo voi, quando questi decideranno a chi dare i finanziamenti, siamo sicuri che saranno talmente obiettivi ed imparziali da non tirare l'acqua al loro mulino?

Ma è un'assurdità! E' un'assurdità l'idea di burocratizzare (osservatori, contro osservatori, osservatori ancora) un sistema che, di per sé, è già sin troppo burocratizzato. Io concordo con le tesi del collega Scarpa, è una cosa vergognosa, sinceramente, è una cosa vergognosa. E' come se, dovendosi dare i finanziamenti ai comuni, si istituisse un comitato ristretto di sindaci per dare i finanziamenti a un certo numero di comuni. Secondo voi, quei sindaci non tenterebbero di veicolare i fondi verso i loro comuni, o almeno di favorire se non altro i loro comuni? Ma è assurdo! Un osservatorio cioè una struttura di questo genere deve essere una struttura imparziale quindi scevra, non deve avere assolutamente niente a che fare con i benefici che la stessa legge dispone. Questa è la realtà, è nelle cose. Non si può essere un osservatorio rappresentato da una parte dei beneficiari delle provvidenze che la legge dà, mai vista una cosa del genere, sinceramente, tutto qui. Si vuol fare l'Osservatorio? Lo si faccia, ma si creino e si cerchino altri soggetti che lo compongano, perché sinceramente è una cosa abbastanza fuori dal normale.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Barracciu. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.). Penso che le leggi vadano lette articolo per articolo e non è che ogni volta che si arriva ad un articolo ci si dimentica dei precedenti. La ripartizione delle risorse, per quanto concerne la gestione delle attività che si svolgono nei luoghi e negli istituti della cultura, è - come dire - delineata all'articolo 7, laddove si dice che esisterà un piano regionale triennale e, all'interno del piano regionale triennale, verrà prevista la ripartizione delle risorse per la programmazione degli interventi eccetera. Quindi, l'articolo 7 è chiaro e limpido. L'Osservatorio è un organo di supporto all'Assessore, esprime dei pareri attraverso anche l'ausilio di esperti, pareri che vengono utilizzati soltanto a titolo informativo, e scandisco "informativo"! Dopodiché la composizione dell'Osservatorio, di quello museale come dell'altro, è costituita evidentemente, per tutti gli altri aspetti tecnici che deve assolvere, da esperti del settore, nominati non soltanto nell'ambito dei settori specifici ma anche delle istituzioni. Il resto (su cui si sta facendo un eccessivo e, io direi, assolutamente ingiustificato clamore) penso che possa essere superato attraverso la rilettura, per cui invito i colleghi a rileggere la legge, in particolare l'articolo 7.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo già sulle modalità di voto, chiedo il voto elettronico palese, e per rassicurare la collega che la legge è stata letta attentamente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Si esprime il parere contrario sull'emendamento numero 10 e parere favorevole sull'emendamento numero 18.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 10.

SCARPA (Gruppo Misto). Cosa stiamo votando?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 10, onorevole Scarpa. Su questo emendamento è stata richiesta la votazione nominale? Va bene.(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri GIAGU e CERINA hanno votato contro, AMADU a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - CONTU - LA SPISA - MORO - RASSU - SANJUST - SCARPA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 46

maggioranza 24

favorevoli 9

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 17.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:

Art. 17

Sistema informativo del patrimonio culturale

1. La Regione, per l'espletamento delle funzioni previste dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 4, organizza, gestisce e aggiorna un sistema informativo del patrimonio culturale della Sardegna, con la finalità di rilevare i dati utili alla conoscenza dei beni culturali e del paesaggio e del loro stato di conservazione, di raccogliere e valorizzare il patrimonio di conoscenze già esistenti sul territorio favorendo la collaborazione e lo scambio reciproco con lo Stato, gli enti locali, le università e altri istituti e soggetti pubblici e privati, nonché di assicurare la messa in rete dell'offerta culturale e di contribuire ai sistemi informativi nazionali; in particolare, la Regione organizza, gestisce e aggiorna:

a) il catalogo regionale dei beni archeologici, artistici, storici ed etnoantropologici;

b) il catalogo regionale dei beni librari e documentali;

c) il portale del patrimonio culturale della Sardegna.

2. Il sistema informativo del patrimonio culturale della Sardegna contribuisce a garantire la pubblicità e la trasparenza dell'intervento pubblico sui beni culturali e sul paesaggio e consente l'accesso ai dati nei limiti previsti dalla legislazione vigente.

3. La Regione concorre con lo Stato, le altre regioni e con istituti e soggetti pubblici e privati alla definizione di metodologie comuni per la raccolta, lo scambio, l'accesso e l'elaborazione dei dati catalografici nonché per l'integrazione delle reti nel campo dei beni culturali e del paesaggio.

4. La Regione, per promuovere il patrimonio culturale della Sardegna, istituisce un sistema di identità visiva le cui caratteristiche e modalità di utilizzo sono determinate dalla Giunta regionale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 18.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:

Art. 18

Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura

1. Con provvedimento della Giunta regionale e successivo decreto dell'Assessore regionale competente è istituito l'Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura che abbiano ottenuto il riconoscimento regionale sulla base dei requisiti minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni indicati nel Piano regionale di cui all'articolo 7. L'Albo, predisposto dall'Assessorato competente, è suddiviso per settori ed aggiornato annualmente.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:

Art. 19

Enti e istituzioni culturali - Celebrazioni

1. La Regione, anche in concorso con enti pubblici territoriali, interviene con contributi annuali al sostegno delle attività di enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza presenti in ambito regionale. Ai fini dell'ottenimento del contributo regionale gli enti e le istituzioni culturali devono:

a) essere stati istituiti con legge della Regione e svolgere i compiti stabiliti dalla stessa legge, oppure essere in possesso di personalità giuridica;

b) essere costituiti e svolgere un'attività continuativa da almeno cinque anni;

c) disporre di una sede adeguata e di attrezzature idonee per lo svolgimento delle proprie attività;

d) non avere fini di lucro;

e) promuovere e svolgere in modo continuativo attività di ricerca e di elaborazione documentata e fruibile, realizzata anche attraverso seminari permanenti, corsi, concorsi, convegni, mostre, premi letterari e altre manifestazioni di valore culturale e scientifico;

f) svolgere e fornire servizi di accertato valore collegati alla propria attività di ricerca;

g) pubblicare i risultati della propria attività culturale e scientifica;

h) predisporre e attuare programmi triennali di attività;

i) documentare l'attività svolta nel triennio precedente la richiesta di contributo, nonché presentare i relativi rendiconti annuali approvati dagli organi statutari competenti.

2. Gli enti e le istituzioni che operano sulle medesime tematiche devono coordinare tra loro la programmazione e lo svolgimento delle attività.

3. Per le finalità del comma 1 la Regione istituisce un fondo unico la cui articolazione è definita con decreto dell'Assessore regionale competente sulla base del parere di una apposita commissione scientifica costituita da tre esperti di riconosciuta e documentata competenza nazionale ed internazionale, nominati dal Consiglio regionale con voto limitato a uno, ed incaricata dell'accertamento dei requisiti di cui al comma 1 e della valutazione delle attività programmate e realizzate. La commissione dura in carica per l'intera legislatura; ai componenti della commissione sono attribuiti le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale n. 27 del 1987.

4. In sede di prima applicazione gli enti e le istituzioni culturali e scientifiche già finanziati con leggi regionali devono conseguire i requisiti di cui al comma 1 entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

5. La Regione, attraverso apposito capitolo di bilancio, può concorrere con contributi annuali all'organizzazione di manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna.

EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.

Articolo 19

Al comma 3 le parole "sulla base del parere" sino alle parole "del 1998" sono soppresse. (23)

EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.

Articolo 19

Il comma 5 è soppresso. (25)

EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - SCARPA.

Articolo 19

"Art. 19 bis

Lingua sarda e promozione dei beni culturali della Sardegna

1. Ai fini di una più incisiva promozione dei beni di cui alla presente legge, la Regione promuove la più ampia diffusione di pubblicazioni informative e pubblicitarie in lingua sarda.

2. La Regione promuove in particolare interventi mirati a veicolare le finalità di cui al comma 1 nelle scuole della Sardegna di ogni ordine e grado e favorisce, con apposite misure finanziarie, iniziative e manifestazioni di cui alla lettera s bis) del comma 1 dell'articolo 20.". (22).)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 23, numero 25 e numero 22 negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 23.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). L'emendamento numero 23 tende a sopprimere, nel testo del comma 3 dell'articolo 19 (che dice:"Per le finalità del comma 1 la Regione istituisce un fondo unico la cui articolazione è definita con decreto dell'Assessore regionale competente..." eccetera), tutte le parole da "sulla base del parere" sino all'ultimo capoverso. Sopprimerle perché, dato proprio questo disperato bisogno di creare sempre organismi e individuare esperti, anche questa volta si cercano tre esperti che possano sostenere questo travagliato cammino e poi si cerca di creare, sempre parallelamente, una piccola amministrazione. Ma, i funzionari della Regione, le professionalità esistenti in seno alla Regione, cosa ci stanno a fare? Non sarebbe sufficiente attingere dalle professionalità, dagli strutturati nella Regione, anziché ricorrere ad ulteriori spese? Qual è la filosofia che ha ispirato la Commissione? Ecco la ragione di questo emendamento, che è stato rullato, come ormai è prassi, senza entrare nel merito, senza dare neanche uno straccio di spiegazione!

Vorrei approfittare, Presidente, visto che mi ha concesso gentilmente la parola, per illustrare anche l'emendamento numero 25 che prevede la soppressione del comma 5 dell'articolo 19, perché la Regione, attraverso questo capitolo di bilancio, vorrebbe concorrere con contributi annuali all'organizzazione di manifestazioni celebrative; ma non esiste già "Sa Die", una legge che prevede questi percorsi? Perché individuare altre risorse da destinare e quindi sovrapporre manifestazioni che sono già contemplate in una legge che sembrava avesse avuto grande respiro?

Ecco questo è lo spirito con cui abbiamo presentato questi emendamenti soppressivi parziali. Però, abbiamo già ascoltato il parere negativo da parte della relatrice, ne prendiamo atto, vuol dire che speriamo di poter presentare altri emendamenti che possano essere accolti con una maggiore attenzione e sensibilità politica, perché stiamo cercando solo di essere coerenti col dramma che vive la nostra Regione, a fronte di scarse risorse, a fronte di questa moralizzazione di cui ci si riempie la bocca spesso in programmi elettorali e invece, qui, si fanno regalie, si individuano organismi, si fa lievitare la torta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per annunciare il voto favorevole agli emendamenti che ha illustrato il collega e per dire che anche la legge che stiamo esaminando è improntata a questo decentramento verso gli enti locali. Noi abbiamo trasferito tutte le leggi di settore in materia di cultura alle province e ai comuni con la legge che abbiamo recentemente esitato e ricordo che si trattava di leggi che, per la spesa di somme anche ridotte, prevedevano domande entro un certo termine, istruttorie tecniche, paragone fra tutti i richiedenti, elenco delle motivazioni del diniego, eccetera eccetera. Adesso, in questa legge, quello che abbiamo fatto uscire dalla porta, lo stiamo facendo rientrare dalla finestra perché in due norme, sia nel comma 5 dell'articolo 3 che in questo articolo 19, stiamo prevedendo che la Regione intervenga direttamente in organismi culturali ma, a differenza delle altre leggi, qui non c'è nessun termine per proporre domande, cioè si tratta di un percorso completamente discrezionale, in capo alla Regione, nel quale appunto non c'è la possibilità, per tutti gli organismi culturali, per le associazioni anche piccole, di partecipare e di concorrere.

Nell'articolo 3, stiamo dicendo che la Regione può partecipare ad associazioni, fondazioni e comitati, ma non c'è scritto come si fa a proporsi, se c'è un termine per la proposta e per l'eventuale risposta; e poi stiamo dicendo invece all'articolo 19 che la Regione concede contributi annuali ad enti e istituzioni con certe caratteristiche, anche qui diciamo senza le garanzie fornite dalle leggi di settore. Cioè ci siamo privati degli strumenti tradizionali della politica culturale regionale però allo stesso tempo, oggi, stiamo costituendo altre modalità di intervento della Regione in materia culturale che sono prive di qualunque percorso di garanzia e di apertura e di partecipazione al mondo delle associazioni culturali in Sardegna.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di seguire i lavori con più attenzione. Credetemi, il brusio è talmente alto che è difficile riuscire a seguire.

Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per una precisazione. Ne ha facoltà.

PILIA Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io colgo la preoccupazione dell'onorevole Scarpa, ma vorrei rassicurarlo perché questo articolo non ha niente a che fare con quello relativo alla legge numero 17 trasferita recentemente con la legge numero 9 del 2006.

Si tratta di tentare di riordinare tutta un'infinità (ben diciotto) di modalità di contributo differente stabilito nel corso di 22 anni ad associazioni culturali scientifiche di vario tipo tra queste: Organizzazione del Premio Grazia Deledda, Consorzio del Parco Grazia Deledda, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti, Centro di studi filologici sardi, Deputazione di Storia Patria per la Sardegna, Istituto Gramsci, Istituto sardo per la storia della resistenza, Unione autonoma partigiani sardi, Istituto di studi e programmi per il Mediterraneo (ISPROM), Fondazione Maria Carta, Associazione Lao Silesu, Istituto storico arborense, Fondazione Giuseppe Dessì, Associazione Casa Gramsci, Associazione Casa Natale Gramsci, Istituto Gramsci, Fondazione Meilogu, Fondazione Siotto.

Quindi il tentativo è di stabilire dei requisiti che tutte queste associazioni, e le altre che eventualmente potessero svolgere attività di analoghe finalità, devono, non "possono", devono avere per utilizzare proprio il contributo pubblico. L'esigenza di produrre quella norma relativa alle celebrazioni, che niente ha a che fare con le manifestazioni previste nell'ambito de Sa Die, andava nel senso di un riordino per evitare che appunto nel corso della finanziaria, così com'è già accaduto anche nell'ultima legge finanziaria, si dessero contributi a Tizio, Caio e Sempronio, frutto un po' della contrattazione dei partiti e delle forze politiche all'interno delle sedute per la predisposizione di bilancio. Vi ricordo che, per esempio, l'ultima finanziaria, nonché il collegato, prevedevano contributi per le celebrazioni di Grazia Deledda, prevedevano contributi per il bicentenario garibaldino ed erano anche arrivate altre sollecitazioni per esempio per quanto riguarda le celebrazioni relative a Giorgio Asproni. Quindi, anziché disperdersi in mille rivoli, abbiamo ritenuto opportuno istituire una norma che li regolamenti in qualche modo all'interno di un fondo unico.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 23, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Per annunciare il voto favorevole e dire all'Assessore che, riguardo al chiarimento che ha dato prima, non metto in dubbio che lo scopo potesse essere quello, rilevo però che questi organismi non sono citati nella norma, la norma ha carattere generale ed astratto e quello che io ho rilevato è che, a fronte di un processo di decentramento delle risorse e della gestione anche degli organismi culturali alle province e ai comuni, qui si sta andando in senso contrario, cioè si sta accentrando sulla Regione questo processo. Quindi non volevo, come dire, mettere in dubbio la buona volontà nel mettere ordine ad un settore che certamente ne aveva bisogno, stavo rilevando che, mentre da una parte stiamo dando a province e a comuni tutta una serie di organismi importanti quanto più o meno quelli che lei ha citato, dall'altra stiamo invece creando uno strumento astratto al quale potranno aderire molti altri organismi culturali eventualmente in futuro per il quale, ripeto, mancano le norme di disciplina e soprattutto consentire alla Regione di operare in questo settore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull' emendamento numero 25, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 20, al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e del relativo emendamento:

Titolo IV

Disposizioni finanziarie, transitorie e finali Art. 20

Finanziamenti regionali

1. La Regione persegue le finalità della presente legge attraverso interventi finanziari annuali per:

a) la gestione e l'incremento del Catalogo regionale dei beni archeologici, artistici, storici ed etnoantropologici, nonché la gestione e l'aggiornamento del sistema informativo e la promozione del patrimonio culturale della Sardegna;

b) il funzionamento dei musei regionali, dell'Istituto superiore regionale etnografico di cui all'articolo 16 della legge regionale 5 luglio 1972, n. 26, e della Fondazione Costantino Nivola di cui all'articolo 6 della legge regionale 31 luglio 1990, n. 35;

c) il restauro di beni culturali di rilevante interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico;

d) la promozione della ricerca archeologica e paleontologica nel territorio della Sardegna;

e) l'acquisizione di beni culturali anche in via di prelazione;

f) l'acquisizione di opere d'arte contemporanea da destinare ai musei regionali e di ente locale; l'organizzazione di manifestazioni artistiche e culturali di interesse regionale, nazionale e internazionale; gli scambi internazionali e le residenze di artisti;

g) le convenzioni e gli accordi di cui al comma 3 dell'articolo 4;

h) la formazione e l'aggiornamento degli operatori dei musei, dei parchi archeologici e degli ecomusei;

i) l'istituzione e il consolidamento di distretti culturali;

l) la gestione e l'incremento del Catalogo regionale dei beni librari e documentari; la catalogazione di materiale documentario moderno ed antico; la gestione e l'aggiornamento del sistema informativo dedicato ai beni librari;

m) progetti di promozione della lettura e festival letterari d'interesse regionale, nazionale e internazionale;

n) l'esercizio dei compiti di soprintendenza di beni librari;

o) il funzionamento della Biblioteca e dell'Archivio storico dell'Amministrazione regionale;

p) il funzionamento del centro per i servizi culturali Umanitaria di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, e della relativa biblioteca, con sede a Cagliari;

q) la formazione e l'aggiornamento degli operatori delle biblioteche e degli archivi storici;

r) il sostegno alle attività di enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza in ambito regionale;

s) l'organizzazione di manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna;

t) ogni altro intervento di livello regionale rivolto al perseguimento delle finalità della presente legge.

2. La Regione persegue le finalità della presente legge anche attraverso trasferimenti di risorse ordinarie alle province da destinarsi, in base agli indirizzi del Piano regionale di cui all'articolo 7, per:

a) la costituzione, il funzionamento e l'incremento dei musei di ente locale e di interesse locale;

b) la gestione dei servizi relativi a musei di ente locale, parchi archeologici ed ecomusei;

c) il funzionamento dei sistemi museali;

d) la costituzione, il funzionamento e l'incremento delle biblioteche di ente locale;

e) il funzionamento dei sistemi bibliotecari;

f) la gestione dei servizi relativi a biblioteche e archivi storici di ente locale e d'interesse locale;

g) il funzionamento dei centri e delle istituzioni bibliografiche private di cui al comma 1 dell'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica n. 348 del 1979;

h) il funzionamento dei centri per i servizi culturali UNLA e Umanitaria di cui alla legge regionale n. 37 del 1978, e delle relative biblioteche, con sede ad Alghero, Carbonia, Iglesias, Macomer e Oristano.

EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - SCARPA.

Articolo 20

Al comma 1, dopo la lettera s) è inserita la seguente lettera:

"s bis) il sostegno alla promozione di elaborati in lingua sarda da parte di singoli studenti o di classi nelle scuole isolane di ogni ordine e grado, sulle materie di cui alla presente legge". (24).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Abbiamo ritenuto di aggiungere all'articolo 20, dopo la lettera s), la lettera s) bis che appunto prevede il sostegno alla promozione degli elaborati in lingua sarda da parte di singoli studenti o di classi nelle scuole isolane di ogni ordine e grado, in coerenza con la proposta di legge che abbiamo presentato riguardo alla istruzione e alla formazione. Il Parlamento italiano, storicamente insensibile alle rivendicazioni sulla materia identitaria linguistica, nel 1999 con la legge numero 482, più sensibile del Consiglio regionale, aveva riconosciuto il sardo come lingua minoritaria; a parte il fatto che noi abbiamo anche una quota regionale scolastica da destinare appunto come insegnamento alla cultura, alla storia. Ecco perché in una legge, che è impregnata dalla specialità o dovrebbe esserne impregnata dai legislatori che della specialità non fanno solo una bandierina demagogica da sventolare in alcuni salotti buoni, ma sono profondamente convinti che vada caratterizzata con la lingua, noi, cercando di scalfire questo muro di grande insensibilità, abbiamo presentato un emendamento che rischia purtroppo di essere appallottolato e buttato nel cestino della carta. Però noi, consapevoli e coerenti con tutte le battaglie che, in campo identitario e culturale, abbiamo sostenuto, continueremo con grande sofferenza a mandarle avanti facendo sapere appunto che solo nei periodi pre elettorali questi temi sono utili, possono essere capitalizzati con un tornaconto dal punto di vista del consenso elettorale, ma basta, non c'è quella matrice sardista, c'è un deficit di sardismo e si vede soprattutto di fronte a queste proposte che tendono semplicemente a coinvolgere, senza attribuirci primogeniture di nessun genere, chiediamo solo di essere coerenti, anche perché il Parlamento italiano ha fatto ciò che non ha fatto questo Parlamento dei sardi.

Il sardo è riconosciuto. Speriamo che, in ogni ordine e grado scolastico, lo si possa insegnare, per i nostri figli, per i nostri nipoti. Questo è un emendamento che colma o cerca di dare un contributo, affinché si renda questo articolo più corposo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, intervengo solo per chiedere due chiarimenti, se è possibile, alla Giunta o al relatore della legge.

Il primo è: perché nella lettera b) è stata inserita solo la Fondazione Nivola e non gli altri organismi che venivano citati prima, perché c'è questa differenziazione? Il secondo chiarimento lo volevo chiedere sull'articolo 22, lo chiedo adesso perché mi occorre per una valutazione sull'articolo 21, più precisamente chiedo all'Assessore se l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 26 della finanziaria del 2002, disposta nella lettera r) dell'articolo 22, che riguarda l'acquisto delle opere Ciusa, sia stata disposta perché non si acquistano più le opere, oppure perché le opere sono già state acquistate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Allora, circa il contenuto della lettera b) del comma 1 dell'articolo 20, viene citato esclusivamente l'ISRE e la Fondazione Nivola perché, nell'ambito della legislazione regionale, relativa al settore museale, nella prima parte della legge solo di quello si sta parlando; di fatto, ufficialmente, la Regione ha istituito con legge solo questi due istituti: l'ISRE e la Fondazione Nivola. Gli altri istituti, di cui parlavo prima, sono ricompresi, più avanti, nella lettera r) laddove si parla di "enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza in ambito regionale". Per questo non vengono elencate dettagliatamente tutti.

Comunque, volevo ricordare che non c'è contraddizione tra il trasferimento già attuato, il conferimento di competenze relativamente alla legge numero 17, perché gli istituti che ho elencato sono quelli specificatamente previsti già da legge regionale, a differenza di tutti gli altri che, diciamo, vengono presi in considerazione soltanto nel momento in cui hanno particolari requisiti o caratteristiche per poter accedere alle linee d'intervento finanziario della Regione stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Vorrei chiedere la votazione elettronica palese.

PRESIDENTE. Sull'emendamento o sull'articolo?

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Sull'articolo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 24, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 24 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 20.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Davoli ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MELONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - LICANDRO - MORO - MURGIONI - PISANO - RASSU - SANNA Matteo.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 53

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 41

contrari 12

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 24, per il quale è stato già dichiarato il parere positivo dal relatore, sostenendo che si tratta di una sottolineatura, più che di carattere giuridico, di carattere culturale e morale, nel senso che si richiama, in modo specifico, un riconoscimento agli elaborati in lingua sarda prodotti da studenti di classi delle scuole isolane, di ogni ordine e grado.

Quindi, si fa quella operazione che tanto piace anche al nostro Presidente della Regione, onorevole Soru, di riaffermazione dell'identità. Non è l'unica identità, a me piace ricordarlo, a cui ciascuno di noi fa riferimento. Ci sono le identità etniche, culturali e linguistiche, che in questa sala accomunano molti di noi, poi ci sono identità sociali che ci differenziano, anche in questa sala. E le identità sociali a cui noi facciamo riferimento sono diverse da quelle a cui fa riferimento il Presidente della Regione. Siamo disponibili per trovare i punti in comune, in questa situazione e anche nelle prossime, quando si parlerà di categorie sociali, di persone che vivono condizioni di difficoltà, quando si parlerà di povertà e si parlerà di sardi poveri, che sono meno sardi degli altri sardi in quanto poveri, e più poveri, simili ad altri poveri che stanno in altre regioni e in altre nazioni. Quando si parlerà di quelle identità, noi chiameremo a sostegno tutte le parti politiche, anche quelle che più si riferiscono all'identità culturale e linguistica a cui facciamo riferimento quando parliamo di Sardegna e di sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, molto brevemente, per sottolineare due aspetti importanti legati a questo emendamento. Soprattutto mi riferisco alla questione della scuola, perché ritengo che la valorizzazione della lingua sarda e lo stimolo alla produzione di lavori in lingua costituisca un arricchimento e una particolare attenzione nei confronti di una realtà, quella scolastica, che proprio in queste settimane è stata messa a dura prova da test ministeriali. Test, a cui è estranea la cultura e che, il più delle volte, si limitano statisticamente a rilevare delle conoscenze, senza sapere esattamente in quale ambito, in quale contesto si lavora all'interno delle scuole soprattutto in Sardegna.

Questo emendamento, quindi, pone l'accento anche sulla validità della nostra tradizione linguistica più autentica. Richiama un impegno, che non è soltanto morale ma concreto, affinché i programmi vengano integrati e resi efficienti all'interno e nella migliore tradizione della nostra cultura, considerati anche i risultati che in queste settimane la nostra produzione letteraria sta avendo a livello nazionale. E' una sottolineatura molto importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Non posso che esprimere il ringraziamento per la sensibilità che è stata racchiusa dalla sintesi della relatrice, l'onorevole Barracciu, e ci sono momenti in cui, magari, a una stanchezza poi si lascia il posto o, come posso dire, prende il sopravvento la gioia di sapere che in quest'Aula ci sono sensibilità diffuse che stanno facendo di questa identità, come sottolineato dall'onorevole Uras, che certamente è una delle tante, la più importante perché un popolo senza lingua è morto, non è un popolo, non esiste.

Quindi si passa veramente a porre chiarezza e a riesumare uno dei valori identitari che spesso sono stati osteggiati perché c'era insensibilità, oggi in quest'Aula con grande gioia noi Sardisti prendiamo atto che viene accolto un emendamento che, tra l'altro, coerentemente con una proposta di legge sulla istruzione e formazione che avevamo presentato alcuni mesi fa, ci dà la possibilità di creare anche sviluppo - come diceva l'onorevole Caligaris - perché, dalle nostre indagini, attraverso il riappropriarsi di questo strumento fondamentale per un popolo, l'uso della lingua sarda, si possono creare posti di lavoro e soprattutto si fa conoscere, alle nostre generazioni, la storia e la cultura che spesso sono state allontanate dai banchi di studio delle nostre Facoltà, di tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Quindi, ci riappropriamo di un nostro valore, ripercorriamo una strada difficilissima, che deve superare ancora delle diffidenze, però questa è una giornata importante perché quest'Aula ha recepito l'importanza di un tema così delicato e ha accolto un emendamento che ci rincuora e ci fa ben sperare, appunto, per rimettere al centro quel valore identitario che è caratteristico di ogni popolo. Per noi la lingua ha questa valenza e ringrazio sinceramente per questa sensibilità dimostrata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo solo per dichiarare il voto favorevole e dire al collega Uras che il Partito Sardo d'Azione ha un'idea molto chiara anche della propria identità sociale, della vita e del mondo e che aspettiamo queste fasi in cui si parlerà di provvedimenti importanti, siamo assolutamente pronti, disponibili a confrontarci, a costruire e a collaborare su questi temi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 24, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 21.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:

Art. 21
Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in euro 28.297.000 per l'anno 2006, in euro 29.996.000 per l'anno 2007 e in euro 29.036.000 per l'anno 2008 e successivi, si fa fronte come segue:

a) quanto a euro 28.297.000 per l'anno 2006, a euro 24.996.000 per l'anno 2007 e a euro 24.036.000 per l'anno 2008 e successivi, con le risorse già destinate agli interventi previsti dalla leggi regionali di cui si dispone l'abrogazione con l'articolo 22, iscritte in conto delle UPB S11.025, S11.027, S11.033, S11.034, S11.042 e S11.052;

b) quanto a euro 5.000.000 per gli anni 2007 e successivi, con la variazione di cui al comma 2.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:

in diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.006

Fondo per i nuovi oneri legislativi di parte corrente

2006 euro -----

2007 euro 5.000.000

2008 euro 5.000.000

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A allegata alla legge finanziaria 2006.

in aumento

04- ENTI LOCALI

UPB S04.019

Trasferimenti agli enti locali - parte corrente

2006 euro -----

2007 euro 2.370.000

2008 euro 2.370.000

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

UPB S11.025

Tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali

2006 euro -----

2007 euro 1.660.000

2008 euro 1.660.000

UPB S11.027

Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali

2006 euro -----

2007 euro 350.000

2008 euro 350.000

UPB S11.033

Interventi a favore delle biblioteche e per la promozione della lettura

2006 euro -----

2007 euro 260.000

2008 euro 260.000

UPB S11.052

Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo

2006 euro -----

2007 euro 360.000

2008 euro 360.000

4. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sulle citate UPB, di cui ai commi 1 e 2, del bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.)

PRESIDENTE. E' iscritto a pparlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Io volevo solo fare qualche osservazione sulla norma finanziaria. Le considerazioni sulla legge in generale saranno fatte prima del voto conclusivo. Oggettivamente la realtà degli operatori dei musei e delle biblioteche in Sardegna, quella di oggi, sarà anche domani, anche dopo che approviamo la legge, così come la realtà dei parchi che sono aperti e funzionanti. Quindi la massa critica, diciamo, che sta operando è la stessa, possiamo solo sperare che aumenti, che ci sia sempre un maggior numero di realtà che si occupano e che valorizzano i luoghi della cultura, l'oggetto di questa legge.

A fronte di questo, volevo solo rilevare che l'impegno finanziario della Regione per il 2006 rimane quello previsto dal bilancio del 2006, cioè 28 milioni e 297.000 euro, che per l'anno 2007 è previsto un incremento di circa il 5 per cento sul monte complessivo e che, per il 2008, è previsto un incremento intorno al 2 per cento, se guardiamo alle cifre che sono riportate nella norma finanziaria. Ecco, noi riteniamo importante, Assessore e colleghi del Consiglio, e crediamo che sia sotto gli occhi di tutti, che sarà certamente necessario razionalizzare, certamente necessario migliorare la qualità della spesa, ma sarà importante e necessario un impegno finanziario maggiore se si vuole incrementare la presenza degli operatori culturali in questo settore.

Per questa ragione, a fronte della grande struttura che è stata data alla legge, la norma finanziaria, a nostro avviso, è deludente perché sostanzialmente si stanno confermando i livelli di spesa del passato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). All'inizio della discussione della proposta, io evidenziai il fatto della non compiutezza del rapporto finanziario con le attuali attività legate al sistema culturale più largo. Basta ricordare - su questo apro una parentesi - che è necessario anche sveltire e organizzare al meglio i finanziamenti perché le cooperative e le società che gestiscono questi beni culturali soffrono, in maniera anche pesante.

Dicevo - chiusa la parentesi - che i finanziamenti mi pare che siano appena sufficienti per le ordinarie attività. Noi abbiamo posto in campo, attorno a questa norma, come proposta della Commissione, come pare venga esitata dall'Aula, una serie di incombenze nuove che imporranno necessariamente una attenzione particolare e una nuova dotazione finanziaria che si auspicava fosse già presente nel momento di discussione della norma e della relativa attività finanziaria ad essa correlata. Questo non mi pare che ci sia, né si è sentita al riguardo alcuna propensione, da parte della Giunta e della maggioranza, anzi mi è parso di capire che si sta giocando al ribasso. Io capisco tutto.

Durante una delle visite effettuate con la Commissione, il sindaco di Teti (uno dei tanti sindaci, ma tutti i sindaci si sono manifestati in questa direzione, quindi uno per tutti) mi disse che ricordava che il presidente Soru, girando nei musei, soprattutto in quel museo, alla richiesta dovuta al fatto che non si riusciva a tenere in piedi il museo (avente un valore culturale enorme, immenso, anche per tutto quello che ancora è nascosto in quel di Teti)rispose di aprire un caffè, un ristorante o qualcosa del genere. Ora, io capisco l'intuizione del Presidente di assimilare l'apertura di ristoranti, di bar e di attività collaterali nei musei, ma può andar bene nei musei di grossa portata non certamente nella rete museale che noi abbiamo.

Ci dimentichiamo sempre che, in Sardegna, apro una nuova parentesi, perché è poi tutto collegato, quando si fa programmazione, programmazione territoriale anche, quando si parla di PPR, quando si mettono i vincoli, quando non si capisce che bisogna anche dare l'opportunità che l'agro sia abitato, diversamente dalle abitudini connaturate nel nostro territorio, basti vedere quello che succede in altre Regioni d'Italia, c'è la possibilità che il territorio sia, non solo presidiato, ma meno isolato in quei cocuzzoli, ogni 15 o 20 chilometri dove esistono i nostri centri urbani. Chiaramente vi sono difficoltà come rete viaria, come opportunità di fruizione di questi musei, allora se questo è vero, bisognerà pensare a come trovare le risorse finanziarie, non perché si voglia aprire a tutti i costi un museo in ogni paese, cosa da disincentivare, ma per metterli in rete, creando negli ambiti vicini delle aree governabili in una misura più utile e opportuna, come poteva essere nei vecchi comprensori in aree identificabili omogenee, io credo che, comunque sia, anche giocando al risparmio, trovando le soluzioni, vi sia la necessità di caricare finanziariamente, da parte della Regione, sulla gestione dei beni culturali.

Debbo dire che, in più di una circostanza, si è fatto anche leva sulla opportunità di aprire degli scavi, perlomeno quelli che danno un maggiore significato alla cultura, alla storia del popolo sardo e della Sardegna, anche se, però, sarebbe bene che non si aprisse spesso nessuno scavo nuovo perché così viene conservato più sottoterra. E' indubbio che bisognerà riprender mano per fare una seria scelta, non lasciata solo allo studioso di turno che ha un interesse peculiare in quella o in quell'altra zona o per quello o per l'altro periodo specifico della storia, ma identificando, proprio nel continuo della nostra tradizione e storia, un significativo apporto, complessivo, sulla ricerca storica e quindi sui siti, e sulle identificazioni, io direi i sigilli della cultura identitaria sarda.

Allora, non vorrei aggiungere di più, anche ricordando che è stato tolto, me non certamente consenziente, l'aspetto archivistico, che è stato assimilato nella legge alle biblioteche, io credo che invece bisognerà (anche nella logica di aver messo insieme gli archivi alle biblioteche) trovare qualche adeguato finanziamento perché soffrono, e soffrono grandemente, le nostre postazioni archivistiche soprattutto quello di ricerca storica, anche qui dell'identità sarda, penso uno per tutti a Castelsardo, penso anche ai beni librari che non sono beni archivistici, ai fondi archivistici che esistono in determinate zone della Sardegna, anche non di proprietà pubblica, che andrebbero ad essere affrontati con maggiore incisività e interesse da parte del potere regionale. Parlo e dico che vi è la necessità di riscoprire un sistema complessivo della cultura isolana e quindi vi è la necessità anche, forse, la butto qui, non di una casa della cultura identificata come un qualcosa che va a pensare a cose vecchie che non hanno niente da fare, ma ad un palazzo della cultura sarda dove vi sia raccolto tutto quello che è il sistema storico culturale identitario che la nostra Isola ha potuto offrire nei tempi, che è ricca e che spesso non è stata riconosciuta perché tagliata e taglieggiata dagli storiografi come storia, e da chi ha potuto conculcare, in qualche altra maniera, quello che è un ragionamento attorno all'identità che, spesso e volentieri, è stata violentata e non è stata riportata qual è l'importanza della presenza massiccia delle nostre origini e di quelli che sono anche oggi dibattiti aperti in termini ampi.

Vorrei che queste cose (e su altre che tralascio in questo mentre dal ricordare ma certamente non meno pressanti di quelle che ho fino a poco fa citato) siano momento di riflessione e non per essere ancora una volta "il cattivo della circostanza", ma effettivamente la disattenzione che ha regnato in questa Aula, se non sparigliata per qualche iniziativa di vivace contrapposizione su un tema altrettanto fondamentale quale quello dell'immigrazione, è passata così come acqua cheta senza lasciar traccia, differentemente dal computo dei metraggi e degli interessi che, attorno ai vincoli e non vincoli, alle coste e alle non coste, si hanno da una parte e dall'altra. Credo che la cultura, come momento di identità, come momento significativo di sardità, vada recuperata appieno e che questo Parlamento dei sardi debba fare pressioni verso la Giunta e verso l'amministrazione, affinché venga riconosciuta, anche in termini finanziari, una dotazione più ampia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Voglio intervenire per una brevissima precisazione rispetto al problema dei finanziamenti, che è stato sollevato testé e anche ieri da numerosi interventi. Esprimendo così un'opinione da parte della Giunta, io vorrei segnalare il fatto che uno sforzo anche grande, nell'attuale contesto finanziario di risanamento, dalla Giunta è stato fatto, grazie anche al sostegno poi della Commissione cultura, ma soprattutto della Commissione bilancio, laddove appunto la legge prevede 5 milioni di stanziamenti in più rispetto alla consistenza della previsione di bilancio 2007-2008. Credo però che ci possiamo anche forse prendere l'impegno tutti insieme, Giunta e Consiglio, di tenere nel dovuto conto le sollecitazioni che dal Consiglio sono venute e quindi di adoperarci per trovare ulteriori risorse aggiuntive.

Rubo ancora un attimo la parola, dato che siamo all'ultimo articolo, perché mi corre l'obbligo di esprimere davvero un grandissimo apprezzamento nei confronti della Commissione cultura, che ha lavorato, in un modo assolutamente generoso, per unificare questi tre provvedimenti di legge, superando molti momenti, come capita sempre in consessi variegati, anche di confronto, però credo che abbia davvero ottenuto un ottimo risultato. Così come vorrei pubblicamente ringraziare, quanti comunque, dall'esterno, ci hanno sostenuto e ci hanno anche orientato poi per fare le scelte che sono, riteniamo, quelle più vicine agli operatori dei musei, delle biblioteche, alle cooperative, e in parte anche gli istituti periferici dello Stato.

Infine per me è particolarmente significativo segnalare anche il grandissimo lavoro che hanno fatto gli uffici dell'Assessorato pubblica istruzione e anche l'aiuto che ci hanno dato gli uffici del Consiglio regionale, che sono stati sempre estremamente disponibili a trovare le migliori soluzioni possibili rispetto alle esigenze che la Giunta, la Commissione hanno posto. Infine un apprezzamento particolare, non solo per la maggioranza, ma anche per il senso di responsabilità che ha dimostrato in questa Aula, in questo contesto, la minoranza.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 21, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:

Art. 22

Abrogazioni

1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi regionali:

a) legge regionale 24 novembre 1950, n. 64 (Erogazione di contributi per la costituzione, il riordinamento e l'incremento delle biblioteche dipendenti da enti locali);

b) articoli 1, 2 e 3 e commi 1, 2, 7 e 8 dell'articolo 4 della legge regionale 7 febbraio 1958, n. 1 (Disposizioni per i musei degli enti locali, lo sviluppo delle ricerche archeologiche ed il finanziamento di opere urgenti per la conservazione dei monumenti);

c) legge regionale 20 giugno 1979, n. 49 (Modifiche alla legge regionale 7 febbraio 1958, n. 1, già modificata con legge regionale 14 gennaio 1969, n. 2, recante disposizioni per i musei degli enti locali, lo sviluppo delle ricerche archeologiche ed il finanziamento di opere urgenti per la conservazione dei monumenti);

d) lettere e) ed f) del comma 6 dell'articolo 92, comma 7 dell'articolo 110 e articolo 113 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 (legge finanziaria 1988);

e) articolo 81 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18 (legge finanziaria 1989);

f) comma 1 dell'articolo 20 e commi 2 e 6 dell'articolo 80 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (legge finanziaria 1990);

g) comma 2 dell'articolo 29 e articolo 86 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria 1992);

h) articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 30 (Disposizioni varie in materia di attività culturali e sociali);

i) legge regionale 9 giugno 1994, n. 29 (Norme per il recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico-industriale della Sardegna);

l) comma 5 dell'articolo 50 e articolo 51 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6 (legge finanziaria 1995);

m) articolo 55 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 (legge finanziaria 1996);

n) comma 6 dell'articolo 39 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 (legge finanziaria 1998);

o) articolo 29 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (legge finanziaria 1999);

p) articolo 38 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (legge finanziaria 2000);

q) commi 14, 15 e 16 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 (legge finanziaria 2001);

r) commi 3, 9, 10, 11, 12, 13 e 15 dell'articolo 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002);

s) lettere a), b) e c) del comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003).)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Metto in votazione l'articolo 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:

Art. 23

Norme transitorie e finali

1. Il completamento dei procedimenti amministrativi in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge è effettuato ai sensi delle preesistenti norme di riferimento.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Dobbiamo tornare al voto sull'articolo 4 che era stato sospeso. All'articolo 4, ricordo, erano stati presentati gli emendamenti numero 13 e 28 soppressivi parziale e numero 17 aggiuntivo. Era stata fatta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, rimane l'espressione del parere della Commissione.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Il parere sull'emendamento numero 13 è favorevole, sul "28" è contrario. Per quanto riguarda l'emendamento numero 17, invece, è così riformulato…

PRESIDENTE. Sta facendo una proposta di emendamento orale, onorevole Barracciu?

BARRACCIU (D.S.). Come?

PRESIDENTE. Sta proponendo un emendamento orale?

BARRACCIU (D.S.). Sì, è concordato. Un secondo soltanto, Presidente.

PRESIDENTE. Però, per gentilezza, se non siamo pronti, sospendiamo.

BARRACCIU (D.S.). Possiamo avere due minuti di sospensione, proprio due?

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, sospendiamo i lavori del Consiglio per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 52, viene ripresa alle ore 12 e 56.)

PRESIDENTE. Bene, se i colleghi prendono posto, possiamo riprendere i nostri lavori. Onorevole Barracciu, prego, stava esprimendo il parere sull'emendamento numero 17.

BARRACCIU (D.S.). Allora, sull'emendamento numero 17, il parere è positivo con l'aggiunta di un emendamento orale che prevede, alla fine del comma 2 dell'articolo 4, dopo " beni culturali", l'inserimento della frase " fatte salve le competenze trasferite con il D.P.R. 22 maggio 1975 n. 480". Questo consente, anzi, accoglie le sollecitazioni dell'onorevole Scarpa, che non sta ascoltando.

SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo scusa.

PRESIDENTE. Onorevole Barracciu, sull'emendamento non c'è riferimento alle cose che ci sta dicendo.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Allora, l'emendamento numero 17 rimane in piedi così com'è, al comma 2 dell'articolo 4, dopo le parole "con lo Stato," sono aggiunte " ai sensi del comma 3 dell'articolo 118 della Costituzione", poi…

PRESIDENTE. Vuole aggiungere qualcosa?

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Sì, voglio aggiungere "fatte salve le competenze trasferite con il D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480".

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Barracciu.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere è concorde con quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Intervengo per chiedere la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il consigliere CHERCHI Oscar.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuto 1

maggioranza 28

favorevoli 13

contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). L'integrazione proposta, relativamente alle osservazioni che avevo fatto in discussione generale sul punto 2, mi sembra che comunque risolva la questione che avevo posto. Vorrei anche dire alla collega Barracciu che credo di essere quello che l'ha ascoltata forse più di tutti in quest'Aula e in questi giorni.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17, nel testo modificato dalla relatrice. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del provvedimento.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Desidero parlare per una breve dichiarazione di voto, credo che il dibattito di questi giorni la richieda e la giustifichi. Il Partito Sardo d'Azione non ha partecipato, come dicevo, ai lavori della Commissione; purtroppo, presi dai lavori della terza e della quinta Commissione, io e il collega Atzeri non abbiamo potuto partecipare, non abbiamo neppure contribuito all'elaborazione del testo in sede politica, in sede di rapporti fra partiti presenti in quest'Aula. Tuttavia noi abbiamo ritenuto e riteniamo che era opportuno certamente mettere mano a questo settore così delicato e così complesso e quindi sicuramente l'iniziativa, se in linea generale era opportuna, forse era più necessaria nel settore dei beni culturali, dei beni archeologici che in quello delle biblioteche, come diceva lo stesso Assessore, un settore dove la Regione, comunque, conosce punte di eccellenza, ha una presenza diffusa nel territorio, ci sono operatori molto qualificati. Sul contenuto della legge abbiamo manifestato diversi elementi di contrarietà; per esempio, abbiamo detto che non rinveniamo traccia della battaglia annunciata dalla Giunta, dal Presidente della Regione, sulla questione di avere anche le competenze in materia di tutela, forse una dichiarazione di principio più marcata sarebbe stata auspicabile; invece abbiamo trovato ripetuti richiami, proprio quasi puntigliosi e molto dettagliati, al contenuto della legge nazionale e alle procedure e alle intese che devono essere seguite.

Personalmente mi ha lasciato perplesso il fatto che non si sia voluta dedicare agli artisti sardi l'attività della Regione sull'arte contemporanea, lasciando quasi presagire che invece ci si voglia occupare dell'arte contemporanea in generale. A fronte di un percorso di sussidiarietà e di avvicinamento agli enti locali delle competenze e delle risorse, notiamo, in questa legge, alcuni accenni a un nuovo centralismo regionale, cioè alla gestione a intervento diretto in questo settore da parte dalla Regione. Poi, abbiamo fatto un accenno anche alla non condivisione sulle modalità di programmazione della spesa, che sono state previste dalla legge, e anche alla scarsezza delle risorse finanziarie, anche se l'Assessore ha precisato che lo stanziamento di 5 milioni di euro, il riferimento io lo faccio alla spesa dell'anno, e quindi se sono…

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, il tempo a sua disposizione è terminato.

SCARPA (Gruppo Misto). Avrei bisogno di un solo minuto visto che siamo nella fase delle dichiarazioni conclusive.

PRESIDENTE. Prego, concluda.

SCARPA (Gruppo Misto). Solo per dire che adesso il funzionamento di questa legge è nelle mani della Giunta. Posso preannunciare l'astensione del Gruppo Sardista ed augurare agli operatori che il funzionamento di questa legge sia un buon funzionamento e che la Giunta regionale riesca nei fatti, poi, a darle gambe e a farla funzionare nell'interesse di tutto il settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Annuncio il voto favorevole del Gruppo de La Margherita alla legge in approvazione. Ho sostenuto, sulla stampa e in Commissione, la necessità di una maggiore incisività della nostra azione di governo a partire dall'individuazione di regole e metodi condivisi da una cultura progettuale comune ed un allargamento effettivo della partecipazione che incoraggerebbero l'abbandono di vecchie logiche assistenzialistiche e costituirebbero il presupposto necessario per garantire il rispetto degli impegni assunti. La legge in materia di beni culturali è peraltro una legge necessaria che può consentire di valorizzare e tutelare il patrimonio dei beni culturali superando le carenze del sistema. La Sardegna si caratterizza, infatti, per una rilevante presenza di siti culturali per cui è seconda solo al Lazio e alla Campania, eppure l'affluenza dei visitatori è inferiore alla media nazionale mentre le presenze sono concentrate in pochi centri o siti che denotano sia la mancanza di capacità di attrazione del turismo culturale isolano, sia il relativo disinteresse dei residenti. Le unità di lavoro nel settore sono di conseguenza inferiori alla media delle Regioni italiane.

Il testo di legge in approvazione determina i presupposti per assicurare una fruizione dei beni culturali rispondente ai tempi, in rispetto dell'articolo 9 della Costituzione che Ciampi aveva definito il più originale della nostra Costituzione Repubblicana. L'articolo afferma il primato dei beni culturali quale valore identitario ed etico che, come tale, richiede una rigorosa azione di tutela e conservazione. Del resto è questo patrimonio a rendere l'Italia, e dunque anche la Sardegna, come sosteneva Giorgio Bassani, preziosa al mondo. Poniamo oggi le premesse affinché la Sardegna possa, nel tempo, apparire realmente tale agli occhi dei suoi abitanti e degli ospiti internazionali. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERINA (Progetto Sardegna). Prendo la parola, signor Presidente, per esprimere il voto favorevole del Gruppo Progetto Sardegna. L'importanza di questa legge è stata messa in evidenza anche attraverso un dibattito molto partecipato e devo dire che ha visto momenti di confronto, anche con la minoranza, che lascia ben sperare anche sulla messa in attuazione di questa legge. L'importanza dei beni culturali è stata messa in evidenza da più interventi ma, soprattutto, credo che l'importanza di questi beni debba entrare nella coscienza di tutti e credo che la discrasia che c'è tra lo sviluppo costiero e lo sviluppo dell'interno possa trovare, nell'attuazione di questa legge, un momento di compensazione, cioè, se le popolazioni dell'interno prendono coscienza che i loro beni culturali, la natura del territorio, le bellezze naturali, il paesaggio come architettura, come forme architettoniche, i siti archeologici sono non solo lo specchio della loro storia e della loro memoria ma anche una risorsa. La nostra intelligenza, la nostra capacità politica si vedrà proprio nel modo con cui noi, attraverso un confronto continuo, riusciremo con le nostre popolazioni, con le associazioni, con le università e con le scuole a trasformare un progetto di legge in un processo, in un processo culturale, in un processo di sviluppo che porterà alla valorizzazione delle nostre risorse ma soprattutto a crescere culturalmente, a ritrovarci come comunità più consapevole di dare un contributo all'Isola ma di dare anche un contributo al mondo.

Gli emendamenti presentati dal Gruppo sardista, così come la discussione sul museo dell'emigrazione, dimostrano la sensibilità del Consiglio verso temi che rimarcano i segni della nostra identità e nulla più dei nostri beni culturali esprime, al massimo delle potenzialità, i segni di un'identità antica, ma in progress, quella che noi siamo chiamati a costruire e a proporre al mondo insieme alle nostre comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, sarebbe bello che questo Consiglio terminasse ora, perché gli ultimi due interventi, quello dell'onorevole Cerina e dell'onorevole Sanna, credo abbiano chiuso il dibattito. E' molto bello sentire parole di questo tipo ed è anche molto bello vedere l'Aula attenta e partecipe quando si discutono problemi di questo genere e di questa portata. Al di là delle polemiche che ci sono sempre, che sono solite, a volte sono anche costruite artificialmente perché ciascuno deve fare la sua parte, però sta di fatto che, l'aver approvato una legge come questa, permette a noi, a questo Consiglio, ma permette anche a tanti operatori che lavorano da tanti anni in questo settore, di avere uno strumento serio ed efficace per pensare davvero alla salvaguardia del bene ambientale, archeologico della Sardegna. E' una gran bella giornata e Rifondazione Comunista è altrettanto contenta. Quindi votiamo a favore, siamo davvero gratificati da questo grosso risultato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo dei D.S. e per ringraziare doverosamente tutti i componenti della Commissione, di maggioranza e di opposizione, per il lavoro fin qui svolto. Un ringraziamento particolare naturalmente all'Assessore e alla struttura dell'Assessorato, struttura che è stata a disposizione e che ha dato il massimo contributo e collaborazione per la realizzazione di questo lavoro. Il plauso di oggi va, appunto, al lavoro che è stato fatto e all'obiettivo raggiunto di approvazione di questa legge che consentirà finalmente di portare avanti una politica di sviluppo in generale che non consideri i beni culturali o i luoghi della cultura semplicemente come azioni settoriali, finalmente è una legge che consente di utilizzare, di mettere a disposizione della cittadinanza, e non solo della cittadinanza sarda, una ricchezza di estremo valore di cui noi siamo casualmente i proprietari, tra virgolette. Quindi una ricchezza che consentirà, attraverso la legge, attraverso l'applicazione della stessa, di coniugare lo sviluppo economico, lo sviluppo turistico di questa Regione insieme al progresso culturale dei sardi e delle persone che vorranno avvicinarsi a questa cultura millenaria.

Io vorrei ribadire, così come ho sottolineato anche nella relazione generale, che, nella politica di sviluppo dei beni culturali, la Regione, il Governo regionale deve comunque, affinché poi gli effetti della legge possano dispiegarsi in maniera ottimale, pensare a un serio piano di investimenti per i luoghi e gli istituti della cultura e deve tenere a cuore quelle che sono le sorti degli operatori che, fino ad oggi, vi hanno lavorato e garantire possibilmente per l'avvenire anche per essi un futuro lavorativo diverso da quello che hanno vissuto fino ad oggi fatto di precarietà. Il voto naturalmente è favorevole.

PRESIDENTE.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato 44-138-223/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 63

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 45

contrari 18

(Il Consiglio approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, al punto successivo, la discussione della proposta di legge numero 238/A, relatrice la consigliera Cerina alla quale do la parola.

(Interruzioni)

CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Se il Consiglio ritiene che… non so, che non è disponibile…

PRESIDENTE. Il Consiglio ritiene, onorevole Cerina. Il Consiglio se non ritiene dice altre cose. Le chiedo scusa un attimo soltanto.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intanto non eravamo assolutamente, come dire, preparati per affrontare una materia come questa benché fosse inserita all'ordine del giorno. Sono le ore 13 e 15. Mi pare un orario comunque ormai tardo per iniziare la discussione generale su un argomento che poi dovrebbe vedere tutti quanti noi impegnati nel pomeriggio o non so quando. Io credo che sia meglio iniziare la discussione generale nel primo pomeriggio o quando lo riterrà opportuno, ma non certo adesso perché, insomma, io vorrei ascoltare con attenzione, come credo tutti i colleghi, le cose che ci dirà la professoressa Cerina, che poi avrei necessità anche di meditare. Quindi, essendo le ore 13 e 15, credo che sia necessario interrompere i lavori e aggiornarli.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, io non ho nessuna difficoltà ad accogliere la sua richiesta se il Consiglio è d'accordo. Ho solo il dovere di ricordare al Consiglio tutto che l'impegno era di lavorare sino alle ore 14, di riprendere alle ore 16 e di lavorare fino a quando è necessario per portare a compimento…

DIANA (A.N.). Sì, ma sulla legge che abbiamo esitato, non su questa!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, per portare a compimento tutto l'ordine del giorno che è stato concordato in Conferenza dei Capigruppo. Siccome mi sembra che il problema non sia solo quello di lavorare sino alle ore 14, ma anche di concludere entro un certo termine domani, probabilmente se ci si ragiona l'economia dei lavori richiede di lavorare in modo differente. Però se le proposte del Consiglio sono altre, io non ho nessuna difficoltà ad accoglierle e a fare quello che mi suggerite di fare. Per cui chiedo se il Consiglio ha osservazioni sulla proposta dell'onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che il Consiglio stia lavorando e stia lavorando bene, anche grazie alla partecipazione e al contributo dei Gruppi dell'opposizione, per cui mi sembra che, fermo restando la volontà di completare l'ordine del giorno che è stato stilato, mi sembrerebbe accoglibile la richiesta del collega Diana di poter svolgere la relazione sulla legge sul cinema questo pomeriggio. Mi sembra che, con questo spirito di collaborazione, fermo restando il completamento dell'ordine del giorno, la richiesta possa essere accoglibile.

PRESIDENTE. Va bene. I lavori sono aggiornati a questo pomeriggio alle ore 16. La seduta è tolta alle ore 13 e 17.



Allegati seduta

CCXXXII SEDUTA

(Antimeridiana)

Giovedì 14 settembre 2006

Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO

indi

del Vicepresidente SECCI

La seduta è aperta alle ore 10 e 17.

CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del mercoledì 6 settembre 2006 (226), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Maninchedda e Uggias hanno chiesto congedo per la seduta del 14 settembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione del testo unificato 44-138-223/A "Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura" della proposta di legge Biancu - Addis - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cocco - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Istituzione degli ecomusei per la valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali". (44/A), della proposta di legge Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano: "Istituzione di una rete museale dell'emigrazione" (138/A) e del disegno di legge: "Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura" (223/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato 44-138-223/A, il cui esame prosegue con la discussione dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per chiederle se non trova il caso di sospendere qualche minuto visto che in Aula sono presenti pochi consiglieri.

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, sarebbe opportuno perché ci sono pochi colleghi però, se iniziamo notevolmente in ritardo, saremo costretti anche a prolungare la seduta come ieri sera. Per cui, se si chiede ufficialmente una sospensione, la accordiamo ma breve, di cinque minuti. Mantiene la richiesta?

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, la mantengo.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per cinque minuti, riprenderanno alle ore 10 e 23.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 10 e 26.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ieri abbiamo concluso la discussione alle 21 e 26 minuti con l'intervento del collega Dedoni, sono certo che a nessuno dei consiglieri regionali è passata inosservata la considerazione che ha fatto il collega, un vero grido di dolore per denunciare un suo particolare stato d'animo. Lui ha testualmente detto che si è sentito toccare nel cuore, nell'anima e nel sentimento, proprio per l'atteggiamento sordo che ha avuto la Commissione nei suoi confronti. Un atteggiamento strano. Io ho ripensato stanotte a queste parole di dolore del collega Dedoni, che davvero rappresentavano un dramma personale, essere toccati nel profondo, come lui ha detto, per non essere stato ascoltato dalla Commissione.

Pertanto credo che questo tema vada ripreso e, anche e soprattutto, compreso. Il collega Dedoni diceva che soltanto apparentemente il titolo riportava l'unificazione dei testi e delle proposte di legge, relative a questo tema che noi oggi stiamo discutendo, perché la proposta di legge numero 138, che porta come primo firmatario il collega Dedoni, è enunciata soltanto nella seconda copertina. Se comprensibilmente il collega Dedoni si è sentito toccare nel profondo del suo sentimento, vi lascio immaginare, cari colleghi, come io mi sia sentito toccare in funzione, esattamente, del fatto che non sono citato nemmeno nella seconda copertina, pur essendo stato ascoltato dalla Commissione e pur avendo avuto tutta l'attenzione che, devo riconoscerlo, il Presidente della Commissione ha voluto dare alla proposta di legge numero 7, istitutiva del Museo regionale dell'emigrazione, che fra l'altro reiterava una precedente proposta di legge, la numero 522, della scorsa legislatura.

Io mi appello a questo, credo che non esista, tecnicamente, la possibilità di eludere l'esistenza di un'altra proposta di legge che pure andava posta insieme alle altre, perché desse quel contributo di unificazione che oggi l'Aula avrebbe potuto constatare e portare a compimento attraverso l'approvazione di legge.

L'iniziativa contenuta nella proposta di legge numero 7 era, per così dire, molto simile a quella portata dal collega Dedoni proprio perché proponeva l'istituzione del Museo regionale dell'emigrazione, inteso come sistema da porre in rete con tutto il sistema museale della Regione. Così come era detto in maniera ben specifica al comma 2 dell'articolo 1 della proposta di legge. Ora mi chiedo: perché questa proposta di legge è stata ignorata? Lo chiedo al Presidente della Commissione, che è impegnato in questo momento in una conversazione telefonica... Lo chiedo al relatore che è stato nominato dalla Commissione, che mi sembra tra l'altro molto attenta a quelli che possono essere i diritti dei colleghi consiglieri. La parità nella dignità del compito nostro di assolvere alle funzioni di consiglieri. Io credo che almeno a questo si possa porre rimedio citando nella unificazione anche questa proposta di legge che, tra l'altro, in ordine di tempo, è la prima che è pervenuta alla Commissione. Sarebbe veramente paradossale se questo non avvenisse, altrimenti significherebbe una elusione, un ignorare un diritto quasi elementare di ogni consigliere.

Allora, noi che cosa proponevamo? Proponevamo un tema ricorrente che tra l'altro il collega Dedoni ha descritto in maniera veramente circostanziata e precisa: quel debito che noi tutti sardi abbiamo nei confronti del mondo dell'emigrazione, un debito che dobbiamo necessariamente pagare, un debito rivolto a quei 650 mila sardi che sono sardi come noi e che stanno fuori dalla Sardegna.

Il Museo regionale dell'emigrazione, che è nato in altre Regioni e che si interfaccia a quello che è il museo nazionale dell'emigrazione, istituito da un'apposita legge nazionale, non può non essere realizzato e, d'altro canto, la sua realizzazione, così come è detto nella legge istitutiva dei musei dell'emigrazione, avrebbe avuto la possibilità di attingere da quella fonte di finanziamento nazionale che è relativa a quell'insieme di musei che hanno quella matrice, quella caratteristica, quel tema.

Quindi non possiamo non scriverlo, non possiamo non dedicare un articolo specifico di questa legge che stiamo licenziando ad un tema così importante. E che davvero il mondo dell'emigrazione ce lo chieda, è risaputo da tutti i colleghi consiglieri. Qualche anno fa a Cagliari, in una sala qui vicina, il mondo dell'emigrazione, con tutti i rappresentanti dei 150 circoli sardi che abbiamo nel mondo, aveva chiesto a gran voce che il museo regionale dell'emigrazione si facesse. E, per chi ama le cifre, può andare a vedere che cosa accade nel museo nazionale dell'emigrazione che è nato a Campobasso: fra tutti i musei che hanno come caratteristica il problema dell'emigrazione è quello che ha maggiori visite, ha maggiori utili da un punto di vista dell'autosufficienza finanziaria del museo stesso.

Quindi stiamo parlando anche di un tema che si auto finanzia, assomiglia molto a quel museo del giocattolo che citava il Presidente ieri, proprio perché è nelle aspettative di tutti che lo si faccia. E' importante che lo si intenda dentro la rete museale che si vuole creare e che quindi quest'Aula non sia sorda a questo debito che noi abbiamo nei confronti del mondo dell'emigrazione. Da noi si attende questa risposta e noi necessariamente la dobbiamo dare.

L'emendamento numero 2, che porta questo tema, io credo che possa essere accolto unanimemente da quest'Aula e quindi inserito, se volete anche attraverso una sintesi, se lo si ritiene.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, non le posso dare la parola, perché non si è iscritta ieri sera entro il primo intervento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti numero 14 e 19, il parere è favorevole. Circa l'emendamento numero 1, presentato dai colleghi Dedoni e Vargiu, vorrei proporre una approvazione dello stesso per parti e, dicendo questo, vorrei anche dire che probabilmente l'intervento dell'onorevole Dedoni di ieri è stato quanto meno intempestivo, proprio perché la Commissione stava lavorando alla possibilità di accettare questo emendamento.

Inoltre, l'onorevole Dedoni sa che la Commissione ha più volte esposto tutti i concetti che lui stesso ieri ha espresso circa il mondo dell'emigrazione, il debito che la Sardegna ha nei confronti dei sardi che sono dovuti andare via. Anche sulla scia di questa convinzione, che è diffusa presso tutti i sardi stessi (perché non c'è un sardo che, nella propria famiglia, non ha avuto parenti, amici, che sono dovuti andare via nel passato, e anche nel presente, purtroppo), l'onorevole Dedoni sa che, all'interno della Commissione, la legge presentata è stata, come dire, inserita attraverso la citazione, in più parti della legge stessa, dell'importanza della rete museale dell'emigrazione, abbiamo anche specificato più di una volta che, essendo il museo dell'emigrazione una tipologia particolare di museo, come altre possono essere istituite, noi abbiamo ritenuto di non doverla inserire in legge in maniera specifica ma abbiamo aperto nella legge stessa la possibilità perché si creasse, con particolare attenzione, la rete museale.

Detto questo, io proporrei, sempre con lo stesso spirito e accogliendo concetti di cui tutti noi siamo convinti, per l'emendamento numero 1, la votazione per parti in questo modo...

PRESIDENTE. Quando lo porrò in votazione, onorevole Barracciu, espliciterà le modalità di svolgimento del voto per parti. Va bene?

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Va bene.

PRESIDENTE. C'è ancora da esprimere il parere sull'emendamento numero 2.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Per l'emendamento numero 2, il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlarel'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto. Io ovviamente voterò a favore dell'emendamento numero 14 e, per evitare fraintendimenti, siccome, appunto, non faccio parte della Commissione cultura, i miei sono stati tutti interventi con spirito collaborativo perché ho apprezzato moltissimo il lavoro della Commissione e ho visto che, anche con l'emendamento numero 14, si mette l'accento proprio sugli aspetti della cooperazione come base dello sviluppo programmato dei servizi. Volevo anche sottolineare che i contributi attivi delle opposizioni, in particolare quello dell'onorevole Scarpa che ha predisposto una serie di emendamenti, e anche dell'onorevole Diana che ha riproposto il delicato tema del rischio di sottrazione degli spazi e dei poteri della Regione, sono aspetti importanti sui quali peraltro avevo posto l'accento in occasione del dibattito sul PPR.

Volevo inoltre mettere l'accento su un altro aspetto, perché io concordo con l'onorevole Barracciu sulla necessità di un regolamento di attuazione del provvedimento che, però, non mi sembra che sia stato formalizzato in legge, per cui auspico che questo avvenga eventualmente anche con uno straordinario emendamento orale, in modo tale che venga fatta chiarezza su tutti quegli aspetti che sono risultati problematici sotto il profilo dell'interpretazione. Mi riservo di intervenire poi sugli altri emendamenti. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Dedoni, Pisano, Scarpa, Cassano, Mario Floris, Oscar Cherchi, Vittorio Randazzo.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, il problema oggi si pone in una direzione diversa da quella in cui l'abbiamo lasciato ieri sera, io non ho capito perché avrei parlato in maniera intempestiva. Riconosco al Presidente la capacità di rappresentare bene la maggioranza della Commissione, fa il suo dovere, io le riconosco, altresì, la capacità di aver esternato appieno quello che era la concettualità della proposta di legge, ma mi sia consentito riaffermare che qui molti si sono riempiti la bocca, soprattutto in campagna elettorale, di emigrazione ma poi non si è voluto dare inserimento coerente all'interno di questa proposta di legge. Debbo ricordare che la valorizzazione dei beni della Sardegna (archeologici, architettonici, monumentali, archivistici) valgono altrettanto bene quale la risorsa umana che è andata fuori dalla Sardegna; stiamo parlando di uomini, e non siete stati capaci, degni, di risolvere almeno, in un articolo, la presenza di questa gente che ha lasciato la Sardegna. L'avete messo in diversi articoli, è vero, con richiamini, lontani, dissipati, come qualcosa da dimenticare, per voi effettivamente su disterru sta diventando s'interru di un fenomeno migratorio che ha dato la Sardegna e sta togliendo, veramente, la capacità.

(Interruzione del consigliere Biancu)

DEDONI (Riformatori Sardi). Il problema della razionalizzazione, caro onorevole Biancu Antonio, è un problema diverso ma non la negazione della possibilità di creare una reale presenza di un sistema museale per l'emigrazione in Sardegna, oppure si proponga diversamente, ma negare anche un articolo è vergognoso per quest'Aula!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, io continuo a non capire l'onorevole Dedoni, ma davvero non riesco a capirlo, perché questo atteggiamento quasi aggressivo nei confronti, a quanto pare di tanti consiglieri, che non condividono e non conoscono il problema dell'immigrazione, addirittura ieri ha detto che stiamo "disattendendo il programma del centrosinistra", mi lascia, scusatemi, davvero sconcertato. Il problema dell'immigrazione in Commissione, proprio per la proposta fatta con tanta enfasi dall'onorevole Dedoni, è stato analizzato, discusso, consapevolizzato, è stato fatto proprio, tanto è vero che non sono inserimenti così casuali o superficiali quelli che ci sono nel testo di legge, ma se noi leggessimo con attenzione, liberandoci un po' dal tifo, se leggessi con attenzione il comma 6, nel comma 6, guardate, c'è tutto, c'è tutto, ma nonostante questo anche l'altro giorno, in Commissione abbiamo lavorato, ci siamo confrontati, abbiamo condiviso ulteriori informazioni e ulteriori proposte che l'onorevole Dedoni ci ha fatto, tanto è vero che stiamo proponendo l'emendamento numero 14.

Bene, se l'emendamento numero 14 non viene accettato dai Riformatori, che credono di avere il monopolio della discussione sull'immigrazione, mi pare che si stia commettendo...

(Interruzione del consigliere Dedoni)

DAVOLI (R.C.). Non ti ho interrotto, onorevole Dedoni. Mi dispiace.

Mi pare che si stia commettendo un grosso errore, io credo che ci sia bisogno di una ulteriore riflessione, credo che questo emendamento numero 14 completi la discussione, per questo io voterò a favore.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi per la votazione. Onorevole Pisano, si è iscritto dopo, le posso assicurare che arriva in ritardo, ho pregato i colleghi di iscriversi un po' di tempo prima.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, non ho capito chi è che arriva in ritardo.

PRESIDENTE. Arriva in ritardo la prenotazione qui. Quindi vi prego, è già successo altre volte.

PISANO (Riformatori Sardi). Ascolti, Presidente, la velocità con cui viaggia questo segnale è pari alla velocità della luce, che è di 300 mila chilometri al secondo.

PRESIDENTE. Purtroppo, onorevole Pisano, questa è la realtà dei fatti, ne dobbiamo prendere atto, per cui ci dobbiamo adeguare.

PISANO (Riformatori Sardi). E' la percezione che è diversa, capisce? E' la percezione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Intervengo per chiedere un attimo di sospensione per l'accoglimento esattamente di questo adeguamento.

PRESIDENTE. Siamo già in sede di votazione, onorevole Pisano. Avevo già dichiarata aperta la votazione dell'emendamento numero 14.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 30

favorevoli 38

contrari 21

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 12.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io annuncio il voto contrario, mio e del nostro Gruppo, all'articolo 12, proprio per questo particolare atteggiamento che sta emergendo in Aula relativo al problema del mondo dell'emigrazione che, ancora una volta, non vuole essere inserito dentro questo testo, dentro questa particolare legge che deve dare assoluta giustizia al mondo, appunto, dell'emigrazione, che da tempo attende questo riconoscimento che altre Regioni d'Italia hanno già fatto con l'istituzione del museo regionale dell'emigrazione.

La nostra Regione ha una caratterizzazione molto peculiare rispetto al problema dell'emigrazione. Primo, perché in assoluto è la Regione in Italia che meglio si è saputa organizzare, fuori dalla Sardegna, per rappresentare i problemi dell'emigrazione. I nostri 150 circoli sparsi nel mondo dimostrano questa grande capacità, questo grande legame affettivo che lega la nostra terra ai 650 mila emigrati che abbiamo fuori dalla Sardegna. Il sistema museale, inteso come sistema, non può non prendere atto di questa importante realtà ed inserire, in un apposito articolo di legge, così come d'altro canto era in origine, la proposta di emendamento che aveva presentato l'Assessore, per fare in modo che il mondo dell'emigrazione abbia questo riconoscimento.

Ecco perché noi, prima, Presidente, chiedevamo una brevissima sospensione, perché ci sembrava di percepire che ci fosse la volontà di raggiungere un'intesa in questo senso. Forse ancora siamo in tempo, anche attraverso le interlocuzioni che sono in atto, le chiedo se è possibile sospendere per cinque minuti ed avere risposte e certezze su questo tema che noi stiamo rappresentando.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 58.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 53, viene ripresa alle ore 11 e 17.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Eravamo in sede di votazione dell'articolo 12.

Allora, la soluzione che si è trovata è questa: gli onorevoli Cassano e Pisano hanno apposto la loro firma sull'emendamento numero 1, per cui l'emendamento numero 2 decade, poi l'onorevole Barracciu, quando metteremo in votazione l'emendamento numero 1, dirà quali sono le parti che dobbiamo votare.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per sostenere l'utilità, anche alla luce dell'accordo raggiunto, dell'attenzione sul tema. Il tema è assolutamente importante e non riguarda l'emigrazione in termini astratti. L'emigrazione è stato un fenomeno doloroso per la nostra Regione, tanti nostri conterranei si sono dovuti muovere dalla Sardegna in cerca di lavoro. Se ne fa oggi una lettura direi nostalgica e romanzata, spesso si dimentica proprio la difficoltà che è stata incontrata dagli emigrati sardi non solo per integrarsi nelle società ospiti, ma anche solo per sopravvivere in quelle società e in quei paesi.

Mi viene in mente non un museo, ma un centro di documentazione che è nato in questi mesi, è nato su una tragedia che ha caratterizzato ancora di più questo fenomeno doloroso dell'emigrazione, una tragedia di giovani sardi impegnati sul fronte sindacale per le libertà in un Paese governato da tiranni, come l'Argentina dei colonnelli e dei generali, un centro di documentazione quindi, non una sorta di sede da rimembranza, da museo delle cere, da statico ricordo di ciò che fu, con quest'ottica, ripeto, un po' romanzata, un po' nostalgica, dei sardi che fanno successo. Ci sono sardi che sono morti: Mastino e Marras sono morti per le libertà, per difendere le libertà di quel Paese, per difendere in quel modo le libertà di tutti i paesi.

Quando si parlerà di museo, ricordiamoci che ci sono musei vivi, centri che vogliono segnare in quella direzione la testimonianza dei nostri sardi nel mondo e la testimonianza dei principi di libertà, di uguaglianza e di giustizia che quei sardi hanno portato alla morte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente…

PRESIDENTE. Onorevole Pisano, mi scusi, mi fanno rilevare gli uffici che lei è già intervenuto sull'articolo 12, quando ha chiesto anche la sospensione, per cui, nel caso può intervenire sull'emendamento numero 1.

PISANO (Riformatori Sardi). Intervengo sull'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. No, adesso siamo in fase di votazione dell'articolo 12.

PISANO (Riformatori Sardi). A dopo allora.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Presidente, intanto anche per ribadire che la Commissione, mentre l'onorevole Dedoni e l'onorevole Pisano intervenivano nei modi in cui sono intervenuti, stava valutando l'approvazione e l'accettazione dell'emendamento per parti, alla luce della convinzione personale di ciascuno di noi dell'importanza che il fenomeno dell'emigrazione ha avuto ed ha, così come è stato esplicitato, oltre che nella mia relazione introduttiva sulla legge, anche dagli altri colleghi. Quindi, questa accettazione è un'accettazione convinta e ragionata e non indotta da altre motivazioni.

Si propone quindi la votazione per parti dell'emendamento numero 1, nel quale si prevede, dopo l'articolo 12, l'istituzione di un articolo 12 bis. Quindi il comma 1 no, il comma 2 sì, tranne che per…

PRESIDENTE. Onorevole Barracciu, mi scusi, deve dire da quale punto e a quale punto. Cioè le votazioni partono dal comma 1: "La Regione.." fino a… e poi di seguito. Grazie.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Allora il comma 1, da "La Regione…" fino a "emigrazione.", no.

PRESIDENTE. Deve dire per parti, poi deciderà l'Aula.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Va bene, pensavo che volesse anche il parere.

PRESIDENTE. Va bene, sta dando anche il parere, prego.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Poi, comma 2 da "La rete museale…" fino a "nel mondo.", parere favorevole, cancellando nella prima riga le parole "in particolare". Poi, comma 3…

PRESIDENTE. La cassazione delle parole "in particolare", si considera un emendamento soppressivo orale, se è d'accordo tutta l'Aula, altrimenti dovremo fare due votazioni sul comma 2.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Poi, comma 3, da "La rete…" ad "archivi storici", togliendo nella prima riga le parole "istituito o da istituirsi", anche in questo caso quindi con un emendamento orale.

PRESIDENTE. Onorevole Barracciu, cosa ha detto?

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Allora, il comma 3, da "La rete museale…" a "archivi storici.", togliendo alla prima riga, dopo "da ogni museo", le parole "istituito o da istituirsi". Per quanto riguarda il comma 4, da "La rete museale…" a "emigrazione sarda.", è completamente da togliere, quindi con parere contrario; mentre il comma 5, da "La rete museale…" a "sindacali e di studiosi.", correggendo "il Ministero degli italiani all'estero" con "il Ministero degli esteri".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo solo per alcune precisazioni. A proposito dell'emendamento numero 1, che prevede l'istituzione della rete museale dell'emigrazione, ritengo che i principi siano perfettamente in linea con gli intendimenti della Commissione e della maggioranza e con la proposta di voto per parti, si mette l'accento su un'articolazione che precisa meglio gli scopi, le finalità e anche l'organizzazione specifica della rete museale. Esprimo quindi, in linea di massima, un giudizio positivo.

Ritengo però necessario, visto che non lo si è stato fatto prima, investire dell'argomento la Commissione "diritti civili" competente per l'emigrazione che fa parte di questo Consiglio regionale e "la consulta" rappresentativa delle comunità degli emigrati in Italia e all'Estero. Nella fase attuativa occorre infatti approfondire il dibattito con gli emigrati e intanto, per quello che diceva l'onorevole Uras, occorre recuperare quanto già stato fatto a livello di emigrazione. Ricordo che in Belgio si sta realizzando un museo proprio della vita degli emigrati del settore minerario mentre in Argentina si sta lavorando per raccogliere la documentazione sulla presenza dei sardi nei paesi dell'America latina. E' opportuno quindi conoscere meglio queste realtà. Mi sorprende quindi che nel comma 5, per esempio, non siano inseriti i circoli degli emigrati e in generale il mondo dell'emigrazione organizzata e non organizzata. Non è il caso inoltre di trascurare l'apporto che, da circa 40 anni, dà il primo mensile in Italia edito per gli emigrati che la Regione, con lungimiranza, ha previsto proprio in considerazione della diaspora dei sardi in Italia e nel mondo. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, noi voteremo a favore dell'emendamento numero 1 così come è stato accolto dalla Commissione e non possiamo non rappresentare la nostra soddisfazione per aver, davvero, l'intera Assemblea, capito qual era l'intendimento dei Riformatori Sardi nel momento in cui ponevano questa particolare attenzione. Istituire un articolo 12 bis, che specificatamente parli di Museo regionale dell'emigrazione e di rete museale dell'emigrazione, così com'è detto, è per noi sicuramente un motivo di soddisfazione.

E' chiaro che, nell'annunciare questo voto favorevole, noi abbiamo sempre pensato a un museo che fosse interattivo e che fosse vivo, che non fosse statico, ecco perché le affermazioni, fatte poco fa dal consigliere Uras, ci trovano perfettamente in sintonia e d'accordo, tant'è che nelle due proposte di legge che noi abbiamo presentato, la numero 7 e la numero 138, davvero è pensato in questo modo, non un museo rappresentante nostalgicamente l'aspetto folcloristico dell'emigrazione, ma un museo rappresentante davvero il sacrificio che è venuto dal mondo dell'emigrazione. Sempre ci siamo ispirati a musei internazionali conosciutissimi da questo punto di vista. Chi ha avuto la fortuna di vedere il Museo dell'emigrazione di New York, che è nella baia di Manhattan, prima che si arrivi proprio a Manhattan, capirà che cosa si intende per museo nazionale, per ciò che rappresenta davvero il sacrificio, perché lì è trascritto, in maniera anche interattiva, ciò che è stato il fenomeno dell'emigrazione.

Noi questo vogliamo rappresentare perché rimanga testimonianza non solo di un problema che davvero è capace di captare l'attenzione di molti visitatori, di essere di insegnamento alle generazioni nuove e future, ma soprattutto di riconoscere e attestare che il mondo dell'emigrazione da parte di tutti noi merita davvero questa particolare attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io dichiaro di accogliere positivamente l'iniziativa della Commissione e della rappresentante in Aula della Commissione, pur rimarcando il fatto che la proposta di legge e il successivo emendamento fatto non volevano significare la tutela di un partito nei confronti di un fenomeno (che non può essere abbracciato da un partito, ancor meno da una coalizione), ma di tutto l'insieme del popolo sardo. Da quest'Aula, che rappresenta il popolo sardo, meritava giustamente l'apprezzamento e l'inserimento con un articolato all'interno di questa proposta di legge. Voglio dire con Uras che esiste il museo ad Asuni, ma che esiste il momento di documentazione di Martino Mastinu e Bonarino Marras a Tresnuraghes e che siamo stati insieme a costituire questo momento importante di cultura, di iniziativa politica, nei confronti di chi ha sacrificato la propria vita, di chi in terra straniera ha voluto identificare, ancora una volta, un ruolo di difesa della persona umana.

Noi questo intendevamo e lo vogliamo intendere ancora di più raccordando la nostra rete museale con i musei che stanno all'estero, con i musei dell'emigrazione presenti, come diceva testé l'onorevole Pisano, a New York, ma a quello che si sta per realizzare in Argentina, a Buenos Aires dove c'è stato sacrificio, dove c'è stata quarantena, come a New York, per i sardi che arrivavano.

La nostra presa di posizione non voleva essere una presa di posizione di parte ma voleva essere l'insieme, la coralità del popolo sardo nel riconoscere agli emigrati il ruolo che giustamente meritano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori e onorevoli colleghi, io credo che giustamente ci siamo soffermati molto su questa parte della legge che riguarda il mondo dell'emigrazione e ci sono state anche delle discussioni abbastanza vivaci sia ieri sera che stamattina. Questo denota, forse, che sarebbe stato utile e opportuno coinvolgere anche la Commissione che si occupa di emigrazione in questo Consiglio regionale; forse si sarebbero evitate queste incomprensioni e si sarebbe dato un contributo utile e fattivo alla legge per essere la migliore possibile, come stiamo del resto facendo in maniera concorde adesso.

Io credo che questo tema non possa essere sicuramente appannaggio di tutte le forze politiche; credo che lo sia in maniera anche differente, se mi è permesso parlare come consigliere regionale di Rifondazione e come appartenente da sempre al mondo della sinistra, perché, badate, chi ha fatto questa esperienza sa benissimo, sia perché fa parte dei partiti di sinistra, sia perché viene dalle zone interne, che il dramma dell'emigrazione ha colpito soprattutto le classi popolari più deboli che normalmente si identificavano in questi partiti di sinistra e ha colpito soprattutto le zone interne che sono state particolarmente spopolate a seguito del fenomeno dell'emigrazione.

Io che ho militato in questi partiti, anche avendo incarichi locali al più alto livello, posso dirvi che negli incarichi locali mi è capitato di iscrivere al mio partito, un anno, 60 persone e l'anno successivo, invece, ritrovarmi con 30 perché le altre 30 erano partite. Voglio dire perciò che sentiamo questo problema sulla nostra pelle per questi motivi e anche perché abbiamo parenti che sono dovuti da tempo emigrare. Lo abbiamo sentito anche da amministratori locali, perché abbiamo promosso degli incontri, dei dibattiti, abbiamo parlato tanto con questi emigrati e tanto con le loro famiglie che sono rimaste nel dolore nei nostri paesi. PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 1 dell'emendamento numero 1, su cui è stato espresso il parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BIANCAREDDU - CACHIA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - GALLUS - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANCIU - SCARPA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 57

votanti 57

maggioranza 29

favorevoli 19

contrari 38

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione il comma 2 dell'emendamento numero 1, nel testo modificato dalla relatrice. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il comma 3 dell'emendamento numero 1. Anche qui c'è la proposta di un emendamento orale di soppressione delle parole "istituito o da istituirsi". Se non ci sono opposizioni…

Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, chiedo il voto elettronico palese per tutti i commi.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

PRESIDENTE. Viene accolta la proposta di emendamento orale?

DEDONI (Riformatori Sardi). Sì.

PRESIDENTE. Va bene. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 3 dell'emendamento numero 1, nel testo modificato dalla relatrice.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MARROCU - MELONI - MORO - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 55

maggioranza 28

favorevoli 55

(Il Consiglio approva)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 4 dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Ladu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - CASSANO - DEDONI - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANCIU - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FARIGU - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 52

Maggioranza 27

Favorevoli 13

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione il comma 5. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Intervengo semplicemente per tranquillizzare e accogliere le sollecitazioni della collega Caligaris nel dire che, per associazioni culturali italiane e straniere, si intendono i circoli e le federazioni dei sardi all'estero, quindi sono compresi in questa dicitura, e che, naturalmente, nella fase attuativa della legge verrà coinvolta la Consulta per l'emigrazione. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Solo per suggerire, attraverso un emendamento orale, di aggiungere eventualmente l'aggettivo "sarde" dopo "associazioni culturali" in modo che abbiamo la certezza che i circoli, davvero, siano ricompresi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento orale, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Per "istituzioni e associazioni culturali italiane e straniere", come ho detto prima, si intendono i circoli degli italiani all'estero quindi mi sembra una specificazione che crea confusione, è tutto compreso nella dicitura generale. Forse è meglio lasciarla così.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 5 dell'emendamento numero 1, nel testo modificato dalla relatrice.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Biancareddu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FRAU - GESSA - GIORICO - LA SPISA - LAI - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MARROCU - MELONI - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: LADU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 48

maggioranza 25

favorevoli 47

contrari 1

(Il Consiglio approva)

L'emendamento numero 2 pertanto decade.

Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:

Art. 13
Osservatorio regionale dei musei

1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge è istituito l'Osservatorio regionale dei musei, organismo tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nei confronti della Giunta regionale riguardo alla stesura del Piano regionale di cui all'articolo 7 e alla sua attuazione, nonché alla qualità culturale e scientifica del Sistema museale della Sardegna e all'istituzione di nuovi musei, parchi archeologici ed ecomusei.

2. L'Osservatorio è istituito con decreto dell'Assessore regionale competente ed è composto da:

a) tre direttori di musei regionali e di ente locale, eletti collegialmente dai direttori dei musei regionali e di ente locale;

b) un rappresentante dei musei ecclesiatici designato dalla Conferenza episcopale sarda;

c) un rappresentante dei musei di proprietà privata aderenti al Sistema museale regionale, designato dai titolari dei musei di proprietà privata;

d) quattro rappresentanti degli enti locali nominati dal Consiglio delle autonomie locali;

e) tre esperti di riconosciuta e documentata competenza in materia di musei, parchi archeologici ed economusei, designati dal Consiglio regionale con voto limitato a uno;

f) un rappresentante dell'International council of museums (ICOM) operante nel territorio regionale, designato dal presidente dell'ICOM Italia o dal presidente regionale;

g) un rappresentante delle associazioni datoriali e di categoria degli operatori dei musei di ente locale, dei parchi archeologici e degli ecomusei da queste designato;

h) il dirigente del Servizio beni culturali dell'Assessorato regionale competente.

Possono far parte dell'Osservatorio, previo accordo con l'ente di appartenenza, un rappresentante dei musei statali e uno delle soprintendenze archeologiche, designati dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna e un rappresentante delle due università della Sardegna, designato dai rettori tra i docenti di riconosciuta e documentata competenza in materia di beni culturali e paesaggistici.

3. I membri dell'Osservatorio, alla prima seduta, eleggono un presidente. L'Osservatorio resta in carica per la durata della legislatura, si riunisce almeno due volte l'anno, su convocazione del suo presidente. Le funzioni di segreteria dell'Osservatorio sono svolte da un funzionario dell'Assessorato competente.

4. Entro il mese di ottobre di ciascun anno, l'Osservatorio presenta all'Assessore regionale competente la relazione annuale sullo stato del Sistema museale della Sardegna ed esprime, anche con il concorso di esperti esterni di riconosciuta competenza nazionale ed internazionale, una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate nel precedente anno; le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione per gli anni successivi dei finanziamenti di cui all'articolo 20.

5. Ai componenti dell'Osservatorio regionale dei musei sono attribuiti le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.

Emendamento soppressivo totale Atzeri - Scarpa.

Articolo 13

L'articolo 13 è soppresso. (21)

Emendamento soppressivo parziale Scarpa - Atzeri.

Articolo 13

All'articolo 13, comma 4, sono soppresse le parole da "ed esprime..." a "...all'articolo 20". (9)

Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Barracciu - Cerina - Davoli - Sanna Franco - Sanna Simonetta.

Articolo 13

Nella lettera g) del comma 2 dell'articolo 13 le parole "un rappresentante" sono sostituite dalle parole "due rappresentanti". (16).)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Si esprime parere contrario sull'emendamento numero 21. Anche sull'emendamento numero 9 il parere è negativo, per una questione di coerenza, dato che noi abbiamo già dato il parere negativo sull'emendamento numero 7, che riguardava gli aspetti sulla valutazione delle attività, eccetera, a cascata, evidentemente, anche per questo emendamento il parere è negativo. Sull'emendamento numero 16 invece si esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'esigenza di presentare questo emendamento soppressivo è nata dalla difesa coerente di ciò che era contenuto nelle dichiarazioni programmatiche: si deve moralizzare, si deve comprimere, bisogna risparmiare. Dinanzi alla realizzazione, alla creazione di un ennesimo organismo così pletorico, a fronte anche di organismi esistenti (per i quali chiediamo se sono stati consultati), tipo l'Osservatorio della lingua e cultura sarda, sinceramente, siamo rimasti sconcertati. Qual è l'esigenza, cosa ha spinto la Commissione a creare questo pletorico e inutile Osservatorio regionale? Addirittura ne contiamo 19, con la possibilità che possa ulteriormente lievitare questo organismo, a discapito, appunto, delle scarse risorse finanziarie, perché nel comma 5 è scritto che a questi componenti sono attribuite le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale 22 giugno 1987, numero 27.

Siamo di fronte a delle contraddizioni, non ci sono risorse, si vuole moralizzare, ci sono altri organismi che magari non sono stati consultati, quindi sarebbe stato opportuno, e l'abbiamo suggerito, la soppressione di questo articolo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, ho chiesto di parlare!

PRESIDENTE. Sì, non mi ha fatto neanche finire, onorevole Scarpa!

SCARPA (Gruppo Misto). Lei ha detto "metto in votazione"!

PRESIDENTE. Certo, devo mettere in votazione per dare la parola per dichiarazione di voto, mi scusi!

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo scusa al Presidente per questa piccola incomprensione. Dichiaro il voto favorevole all'emendamento numero 9 e segnalo il fatto che questo organismo che si sta costituendo è formato da rappresentanti eletti delle categorie che saranno beneficiarie dei finanziamenti. Per essere più precisi, ci sono tre direttori di musei eletti collegialmente dai direttori dei musei, un rappresentante dei musei ecclesiastici designato dalla Conferenza episcopale sarda, un rappresentante dei musei di proprietà privata designato dai titolari dei musei, quattro rappresentanti degli enti locali nominati dal Consiglio delle autonomie locali, tre esperti di riconosciuta competenza designati, a voto limitato, dal Consiglio regionale, eccetera, insomma, si tratta di un organismo che è portatore degli stessi interessi che vanno a essere soddisfatti dai finanziamenti previsti dal piano regionale.

Noi troviamo incredibile che si pensi di far effettuare un monitoraggio, che condizionerà i finanziamenti, dagli stessi soggetti che saranno finanziati, con l'aggravante che quei soggetti, che saranno eletti da una parte dei portatori degli interessi, evidentemente potrebbero essere portati a rispondere a quegli stessi soggetti che li hanno eletti in quell'organismo.

Crediamo che sia assolutamente inopportuno e che la Giunta possa studiare altre modalità di procedere al monitoraggio; è libera di farlo a prescindere dal contenuto della legge e crediamo che sia inopportuno che si dica, come è detto nel punto 4, che questo organismo esprime "una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate…" e, quindi, sostanzialmente si autocontrolla, e che "le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione per gli anni successivi dei finanziamenti…". Quindi, stiamo dicendo che saranno gli stessi finanziati a decidere come saranno spesi i finanziamenti.

Questa cosa, dal punto di vista del Partito Sardo d'Azione, è gravissima, è contro qualunque etica del monitoraggio della spesa delle risorse pubbliche; crediamo pertanto che non sia congruo il richiamo della relatrice alla cascata perché quella era una proposta di monitoraggio che aveva un suo senso, levare questa parte di questo articolo non crea nessun danno, anzi, credo che levi un elemento di ambiguità da questa legge, del quale non ha assolutamente bisogno.

Chiediamo perciò ai colleghi di valutare con attenzione il contenuto di questo emendamento, perché è grave che chi riceve finanziamenti compia la valutazione sugli stessi e dia indicazioni vincolanti ai fini della spesa delle risorse. Chiedo anche il voto elettronico palese.

(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, Capogruppo)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, è stata richiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 9.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Serra ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO - MORO - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SCARPA.

Rispondono no i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 46

maggioranza 24

favorevoli 13

contrari 33

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 13.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per annunciare naturalmente il voto contrario a questo articolo, per il quale chiedo la votazione nominale, e per dire che, su affermazioni talmente serie e gravi come quelle che ho appena fatto, ci saremo aspettati una voce confortante, o comunque una voce a giustificazione delle decisioni che sono state assunte da parte della maggioranza e della Giunta.

Questa mancanza di dialogo su temi così delicati naturalmente ci lascia sconcertati; avremmo preferito e voluto un dialogo che purtroppo, ribadiamo, ancora una volta non c'è stato.

(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri MARROCU e PACIFICO hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ATZERI - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LOMBARDO - MELONI - RASSU - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SCARPA.

Si sono astenuti i consiglieri: MORO - SANNA Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 42

astenuti 2

maggioranza 22

favorevoli 31

contrari 11

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14
Biblioteche e archivi storici degli enti territoriali

1. La biblioteca è una struttura informativa permanente, aperta al pubblico, che fornisce accesso alla conoscenza e all'informazione, accresce le proprie raccolte, le organizza e ne promuove lo sviluppo in funzione delle esigenze dei propri utenti e della crescita culturale e sociale della comunità di riferimento in una prospettiva multiculturale.

2. L'archivio storico è una struttura permanente preposta alla raccolta e alla conservazione della documentazione originale di interesse storico della comunità locale; a tal fine provvede alla sua adeguata valorizzazione e conservazione, all'ordinamento e all'inventariazione, ne promuove l'utilizzazione scientifica e l'uso pubblico nel rispetto dei principi di tutela della riservatezza previsti dalla legislazione vigente.

3. Ai fini della presente legge sono equiparati alle biblioteche gli archivi storici, le fototeche, le fonoteche, le videoteche, le mediateche e altri centri di documentazione e informazione comunque denominati, nonché le strutture rivolte a favorire l'accesso alla conoscenza e all'informazione, ove queste possano essere funzionalmente integrate nell'organizzazione del Sistema bibliotecario della Sardegna.

4. Le biblioteche hanno il compito di:

a) acquisire, aggiornare, revisionare, conservare, organizzare, mettere a disposizione informazioni e documenti su qualsiasi supporto e promuovere la lettura;

b) erogare servizi informativi e documentari anche a sostegno della formazione continua dei cittadini;

c) organizzare i servizi e gli spazi in maniera funzionale e in relazione alle diverse fasce di utenti;

d) inventariare il materiale a qualsiasi titolo acquisito e catalogarlo secondo regole e standard nazionali e internazionali;

e) erogare servizi informativi e documentari rivolti a fasce di utenti svantaggiati, in particolare ipovedenti e non vedenti;

f) fornire assistenza agli utenti per la ricerca e l'acquisizione di informazioni e documenti;

g) promuovere e comunicare i servizi della biblioteca mediante apposita segnaletica e carte dei servizi;

h) curare il reperimento e l'organizzazione della documentazione locale al fine di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale della Sardegna a partire dalle proprie raccolte, anche in collaborazione con università, istituti e centri di ricerca;

i) operare in collegamento con altre biblioteche e istituti della cultura locali, nazionali e internazionali.

5. Le biblioteche assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione, almeno annuale, dei dati sui propri servizi, attività e utenti.

6. I servizi delle biblioteche e degli archivi storici sono gratuiti; possono essere a carico degli utenti le spese sostenute per l'erogazione di particolari servizi, aggiuntivi a quelli di base, che per loro natura, funzionamento o tipo di fornitura, comportino costi supplementari anche connessi all'utilizzazione di tecnologie.

7. Le province depositano una copia delle pubblicazioni, da loro a vario titolo curate, nelle biblioteche di tutti i comuni del proprio territorio ed una copia presso la biblioteca regionale. I comuni depositano una copia delle pubblicazioni, da loro a vario titolo curate, nelle proprie biblioteche, una copia nella biblioteca del capoluogo di provincia ed una copia presso la biblioteca regionale.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Volevo solo rilevare che anche stamattina l'iter della legge è consentito dalla presenza dei voti delle opposizioni, mi sembra evidente anche dall'ultima votazione che la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sull'articolo 14, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:

Art. 15

Sistemi bibliotecari

1. La Regione promuove il Sistema bibliotecario della Sardegna quale organizzazione di rete rivolta a favorire il conseguimento sul territorio regionale, a costi ottimali, degli obiettivi di acquisizione, conservazione e diffusione del patrimonio librario e documentario e la qualità dei servizi al pubblico.

2. Il Sistema bibliotecario della Sardegna si ispira ai principi espressi nel manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche, adotta la cooperazione territoriale come base dello sviluppo programmato dei servizi e si articola su base territoriale. Aderiscono al Sistema bibliotecario della Sardegna, purché provvisti degli standard minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale di cui all'articolo 7, le biblioteche regionali, le biblioteche di aziende o enti regionali, le biblioteche di ente e di interesse locale, i sistemi bibliotecari territoriali. Vi possono aderire, previe le opportune intese e purché provviste degli standard minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale, le biblioteche statali e le biblioteche di proprietà di soggetti pubblici e privati presenti nel territorio.

3. I sistemi bibliotecari territoriali sono aggregazioni di biblioteche e costituiscono lo strumento mediante il quale gli enti locali attuano la cooperazione bibliotecaria, la valorizzazione delle risorse, la qualità e lo sviluppo dei servizi.

4. I sistemi bibliotecari hanno il compito di:

a) organizzare i servizi nel territorio e il coordinamento dei programmi delle biblioteche associate, anche attraverso una loro specializzazione tematica;

b) pianificare l'incremento coordinato delle collezioni, anche attraverso forme di acquisto centralizzate, ed elaborare protocolli per la gestione delle collezioni, per la revisione e lo scarto dei documenti, per l'uniformità delle procedure amministrative;

c) attivare la catalogazione partecipata e la manutenzione del catalogo nonché organizzare e gestire il prestito interbibliotecario favorendo la più ampia circolazione dei documenti;

d) organizzare attività coordinate di promozione della lettura e dei servizi bibliotecari;

e) svolgere attività di assistenza biblioteconomica e tecnologica alle biblioteche associate;

f) raccogliere ed elaborare annualmente le rilevazioni dei dati su servizi, attività e utenti delle biblioteche associate e trasmetterle alle province;

g) collaborare con strutture e servizi sociali, culturali e scolastici del territorio incentivando in particolare l'integrazione delle biblioteche scolastiche, singole o organizzate in reti;

h) promuovere servizi bibliotecari destinati alle persone in stato di disagio integrandoli nei sistemi bibliotecari operanti nel territorio.

5. I sistemi bibliotecari sono istituiti sulla base di un accordo formale di cooperazione anche tra enti o biblioteche di uno stesso ente, ovvero entrambi. Sono regolati da un atto approvato dagli enti titolari, elaborato in armonia con i principi e le finalità della presente legge. Tali accordi devono prevedere:

a) l'ambito territoriale e la struttura organizzativa;

b) le funzioni del sistema;

c) la composizione e le attribuzioni degli organi di gestione e di rappresentanza;

d) i servizi tecnico-amministrativi comuni;

e) il personale assegnato a tali servizi;

f) le modalità di finanziamento e di riparto degli oneri.

6. I sistemi bibliotecari, istituiti in aree territorialmente omogenee, sono riconosciuti dalla Regione, sentiti gli enti locali interessati. Ai sistemi bibliotecari possono aderire, purché provviste degli standard minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale di cui all'articolo 7, biblioteche pubbliche e private, di qualsiasi natura giuridica e titolarità istituzionale, presenti nel territorio.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 15, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e dei relativi emendamenti:

Art. 16

Osservatorio regionale delle biblioteche

1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge è istituito l'Osservatorio regionale delle biblioteche, organismo tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nei confronti della Giunta regionale riguardo alla stesura del Piano regionale di cui all'articolo 7, alla sua attuazione e alla qualità culturale e scientifica del Sistema bibliotecario della Sardegna e alla istituzione di nuove biblioteche e archivi storici.

2. L'Osservatorio è istituito con decreto dell'Assessore regionale competente ed è composto da:

a) due direttori di biblioteche di ente locale e un responsabile di sistemi bibliotecari, eletti rispettivamente dai direttori delle biblioteche di ente locale e dai responsabili dei sistemi bibliotecari;

b) un rappresentante degli archivi storici di ente locale eletto dai direttori degli archivi di ente locale;

c) un rappresentante delle biblioteche e archivi ecclesiastici designato dalla Conferenza episcopale sarda;

d) quattro rappresentanti degli enti locali designati dal Consiglio delle autonomie locali;

e) due esperti di riconosciuta e documentata competenza in materia di biblioteche eletti dal Consiglio regionale con voto limitato a uno;

f) un rappresentante dell'Associazione italiana biblioteche designato dal presidente regionale dell'associazione;

g) un rappresentante delle associazioni datoriali e di categoria degli operatori delle biblioteche e degli archivi di ente locale da queste designato;

h) i dirigenti del Servizio beni librari dell'Assessorato regionale competente e della biblioteca regionale.

Possono far parte dell'Osservatorio, previo accordo con l'ente di appartenenza, un rappresentante delle biblioteche e degli archivi statali designato dal Ministero per i beni e le attività culturali, un responsabile dei sistemi bibliotecari, se formalmente istituiti, delle due università della Sardegna da queste designato e un rappresentante delle biblioteche scolastiche designato dalla Direzione scolastica regionale.

3. I membri dell'Osservatorio, alla prima seduta, eleggono il presidente. L'Osservatorio resta in carica per la durata della legislatura e si riunisce almeno due volte l'anno su convocazione del suo presidente. Le funzioni di segreteria dell'Osservatorio sono svolte da un funzionario dell'Assessorato regionale competente.

4. Entro il mese di ottobre di ciascun anno l'Osservatorio presenta all'Assessore regionale competente la relazione annuale sullo stato del Sistema bibliotecario della Sardegna ed esprime, anche con il concorso di esperti esterni di riconosciuta competenza nazionale ed internazionale, una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate nel precedente anno; le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione, per gli anni successivi, dei finanziamenti di cui all'articolo 20.

5. Ai componenti dell'Osservatorio regionale delle biblioteche sono attribuiti le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale n. 27 del 1987.

Emendamento soppressivo parziale Scarpa - Atzeri.

Articolo 16

Al comma 4 sono soppresse le parole "ed esprime......articolo 20". (10)

Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Barracciu - Cerina - Davoli - Sanna Franco - Sanna Simonetta.

Articolo 16

Nella lettera g) del comma 2 dell'articolo 13 le parole "un rappresentante" sono sostituite dalle parole "due rappresentanti". (18).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Devo riportare su questo articolo le stesse osservazioni fatte al precedente, si tratta appunto dell'istituzione dell'Osservatorio con un contenuto assolutamente analogo a quello precedente, però questa volta sulle biblioteche e anche qui abbiamo presentato un emendamento che tende ad eliminare la possibilità, per gli stessi soggetti che sono beneficiari dei finanziamenti, di esprimere loro stessi una valutazione, che la legge descrive quale vincolante, per la spesa delle risorse pubbliche. La mancanza di interventi da parte della maggioranza su questo argomento mi fa ritenere che non sia stata fatta una riflessione o che questa norma o questo tipo di approccio non si voglia o non si possa difendere. Credo non sia stato percepito dall'Aula che cosa si sta facendo, si sta costituendo un organismo che gestirà 30 milioni di euro di finanziamenti pubblici, destinati a comuni, a enti e associazioni, è il più grande stanziamento della Regione a favore della cultura.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue SCARPA.) Abbiamo chiesto un monitoraggio indipendente e lo avete negato, abbiamo chiesto un passaggio del piano annuale in Commissione e l'avete negato, abbiamo chiesto che non siano i beneficiari dei finanziamenti a decidere chi prende i soldi e le risorse e l'avete negato. Io non ho capito qual è la ragione di questo, vorrei che qualcuno intervenisse per spiegare per quale ragione il direttore di un museo o di una biblioteca deve dire chi prende i finanziamenti. Mi sembra una cosa fuori da qualunque etica, da qualunque morale della spesa pubblica. Vorrei che qualcuno intervenisse, lo sto chiedendo ripetutamente.

Credo che sarebbe molto semplice invece fare come è stato detto, come in altri provvedimenti di legge della maggioranza è previsto, cioè prevedere dei percorsi di monitoraggio indipendenti che sarebbero una maggiore garanzia per tutti gli utenti. Probabilmente, ripeto, questo aspetto non è stato valutato, si sta costituendo un gruppo ristretto di operatori che, per legge, avrà nella disponibilità - perché il suo parere è vincolante - 30 milioni di euro l'anno da spendere. Come fa questo Consiglio, questa Assemblea a fare una legge di questo tipo, a dire che venti persone, beneficiarie di quelle risorse, decidono a chi vanno 30 milioni di euro, persone non elette dall'Assessore, elette dagli stessi operatori? Quindi un organismo politico formato da persone elette dagli stessi operatori, che dovranno rispondere del fatto di essere state elette, agli stessi beneficiari dei finanziamenti.

Colleghi, stiamo attenti a queste dinamiche, nell'emendamento abbiamo chiesto di togliere questa parte, che la Giunta provveda diversamente al monitoraggio, c'è scritto nella legge che le province faranno anche loro un monitoraggio ma non c'è scritto come. Quindi sotto questo aspetto, colleghi, la richiesta che è stata presentata e che si presenta ancora oggi è di fare una riflessione attenta, è veramente eccessivo che 30 milioni di euro vengano canalizzati da venti operatori, o quanti sono insomma, saranno meno di una ventina, eletti dagli altri operatori. Questa cosa non ha precedenti nella storia della Regione, non mi risulta che ci sia un altro organismo che ha questo potere, non mi risulta che gli operatori siano in grado di condizionare la spesa regionale in questa maniera, non credo che ci sia nessun altro precedente normativo nella storia dell'Autonomia regionale sarda in questo senso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, effettivamente c'è da restare allibiti poiché non si riesce a capire la logica di questa struttura, cioè i beneficiari dei contributi dei finanziamenti sono quelli che decidono dove, quando e come veicolare questi contributi. Se ne fanno parte giustamente due direttori di biblioteche, un rappresentante degli archivi storici, un rappresentante degli archivi ecclesiastici, quattro rappresentanti degli enti locali e così via, che sono poi quei soggetti che vanno a beneficiare dei contributi, secondo voi, quando questi decideranno a chi dare i finanziamenti, siamo sicuri che saranno talmente obiettivi ed imparziali da non tirare l'acqua al loro mulino?

Ma è un'assurdità! E' un'assurdità l'idea di burocratizzare (osservatori, contro osservatori, osservatori ancora) un sistema che, di per sé, è già sin troppo burocratizzato. Io concordo con le tesi del collega Scarpa, è una cosa vergognosa, sinceramente, è una cosa vergognosa. E' come se, dovendosi dare i finanziamenti ai comuni, si istituisse un comitato ristretto di sindaci per dare i finanziamenti a un certo numero di comuni. Secondo voi, quei sindaci non tenterebbero di veicolare i fondi verso i loro comuni, o almeno di favorire se non altro i loro comuni? Ma è assurdo! Un osservatorio cioè una struttura di questo genere deve essere una struttura imparziale quindi scevra, non deve avere assolutamente niente a che fare con i benefici che la stessa legge dispone. Questa è la realtà, è nelle cose. Non si può essere un osservatorio rappresentato da una parte dei beneficiari delle provvidenze che la legge dà, mai vista una cosa del genere, sinceramente, tutto qui. Si vuol fare l'Osservatorio? Lo si faccia, ma si creino e si cerchino altri soggetti che lo compongano, perché sinceramente è una cosa abbastanza fuori dal normale.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Barracciu. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.). Penso che le leggi vadano lette articolo per articolo e non è che ogni volta che si arriva ad un articolo ci si dimentica dei precedenti. La ripartizione delle risorse, per quanto concerne la gestione delle attività che si svolgono nei luoghi e negli istituti della cultura, è - come dire - delineata all'articolo 7, laddove si dice che esisterà un piano regionale triennale e, all'interno del piano regionale triennale, verrà prevista la ripartizione delle risorse per la programmazione degli interventi eccetera. Quindi, l'articolo 7 è chiaro e limpido. L'Osservatorio è un organo di supporto all'Assessore, esprime dei pareri attraverso anche l'ausilio di esperti, pareri che vengono utilizzati soltanto a titolo informativo, e scandisco "informativo"! Dopodiché la composizione dell'Osservatorio, di quello museale come dell'altro, è costituita evidentemente, per tutti gli altri aspetti tecnici che deve assolvere, da esperti del settore, nominati non soltanto nell'ambito dei settori specifici ma anche delle istituzioni. Il resto (su cui si sta facendo un eccessivo e, io direi, assolutamente ingiustificato clamore) penso che possa essere superato attraverso la rilettura, per cui invito i colleghi a rileggere la legge, in particolare l'articolo 7.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo già sulle modalità di voto, chiedo il voto elettronico palese, e per rassicurare la collega che la legge è stata letta attentamente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Si esprime il parere contrario sull'emendamento numero 10 e parere favorevole sull'emendamento numero 18.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 10.

SCARPA (Gruppo Misto). Cosa stiamo votando?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 10, onorevole Scarpa. Su questo emendamento è stata richiesta la votazione nominale? Va bene.(Appoggia la richiesta il consigliere Atzeri, Capogruppo.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri GIAGU e CERINA hanno votato contro, AMADU a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - CONTU - LA SPISA - MORO - RASSU - SANJUST - SCARPA.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 46

maggioranza 24

favorevoli 9

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 17.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:

Art. 17

Sistema informativo del patrimonio culturale

1. La Regione, per l'espletamento delle funzioni previste dalla lettera b) del comma 1 dell'articolo 4, organizza, gestisce e aggiorna un sistema informativo del patrimonio culturale della Sardegna, con la finalità di rilevare i dati utili alla conoscenza dei beni culturali e del paesaggio e del loro stato di conservazione, di raccogliere e valorizzare il patrimonio di conoscenze già esistenti sul territorio favorendo la collaborazione e lo scambio reciproco con lo Stato, gli enti locali, le università e altri istituti e soggetti pubblici e privati, nonché di assicurare la messa in rete dell'offerta culturale e di contribuire ai sistemi informativi nazionali; in particolare, la Regione organizza, gestisce e aggiorna:

a) il catalogo regionale dei beni archeologici, artistici, storici ed etnoantropologici;

b) il catalogo regionale dei beni librari e documentali;

c) il portale del patrimonio culturale della Sardegna.

2. Il sistema informativo del patrimonio culturale della Sardegna contribuisce a garantire la pubblicità e la trasparenza dell'intervento pubblico sui beni culturali e sul paesaggio e consente l'accesso ai dati nei limiti previsti dalla legislazione vigente.

3. La Regione concorre con lo Stato, le altre regioni e con istituti e soggetti pubblici e privati alla definizione di metodologie comuni per la raccolta, lo scambio, l'accesso e l'elaborazione dei dati catalografici nonché per l'integrazione delle reti nel campo dei beni culturali e del paesaggio.

4. La Regione, per promuovere il patrimonio culturale della Sardegna, istituisce un sistema di identità visiva le cui caratteristiche e modalità di utilizzo sono determinate dalla Giunta regionale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 17, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 18.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:

Art. 18

Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura

1. Con provvedimento della Giunta regionale e successivo decreto dell'Assessore regionale competente è istituito l'Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura che abbiano ottenuto il riconoscimento regionale sulla base dei requisiti minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni indicati nel Piano regionale di cui all'articolo 7. L'Albo, predisposto dall'Assessorato competente, è suddiviso per settori ed aggiornato annualmente.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:

Art. 19

Enti e istituzioni culturali - Celebrazioni

1. La Regione, anche in concorso con enti pubblici territoriali, interviene con contributi annuali al sostegno delle attività di enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza presenti in ambito regionale. Ai fini dell'ottenimento del contributo regionale gli enti e le istituzioni culturali devono:

a) essere stati istituiti con legge della Regione e svolgere i compiti stabiliti dalla stessa legge, oppure essere in possesso di personalità giuridica;

b) essere costituiti e svolgere un'attività continuativa da almeno cinque anni;

c) disporre di una sede adeguata e di attrezzature idonee per lo svolgimento delle proprie attività;

d) non avere fini di lucro;

e) promuovere e svolgere in modo continuativo attività di ricerca e di elaborazione documentata e fruibile, realizzata anche attraverso seminari permanenti, corsi, concorsi, convegni, mostre, premi letterari e altre manifestazioni di valore culturale e scientifico;

f) svolgere e fornire servizi di accertato valore collegati alla propria attività di ricerca;

g) pubblicare i risultati della propria attività culturale e scientifica;

h) predisporre e attuare programmi triennali di attività;

i) documentare l'attività svolta nel triennio precedente la richiesta di contributo, nonché presentare i relativi rendiconti annuali approvati dagli organi statutari competenti.

2. Gli enti e le istituzioni che operano sulle medesime tematiche devono coordinare tra loro la programmazione e lo svolgimento delle attività.

3. Per le finalità del comma 1 la Regione istituisce un fondo unico la cui articolazione è definita con decreto dell'Assessore regionale competente sulla base del parere di una apposita commissione scientifica costituita da tre esperti di riconosciuta e documentata competenza nazionale ed internazionale, nominati dal Consiglio regionale con voto limitato a uno, ed incaricata dell'accertamento dei requisiti di cui al comma 1 e della valutazione delle attività programmate e realizzate. La commissione dura in carica per l'intera legislatura; ai componenti della commissione sono attribuiti le indennità e i rimborsi previsti dalla legge regionale n. 27 del 1987.

4. In sede di prima applicazione gli enti e le istituzioni culturali e scientifiche già finanziati con leggi regionali devono conseguire i requisiti di cui al comma 1 entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

5. La Regione, attraverso apposito capitolo di bilancio, può concorrere con contributi annuali all'organizzazione di manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna.

EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.

Articolo 19

Al comma 3 le parole "sulla base del parere" sino alle parole "del 1998" sono soppresse. (23)

EMENDAMENTO soppressivo parziale ATZERI - SCARPA.

Articolo 19

Il comma 5 è soppresso. (25)

EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - SCARPA.

Articolo 19

"Art. 19 bis

Lingua sarda e promozione dei beni culturali della Sardegna

1. Ai fini di una più incisiva promozione dei beni di cui alla presente legge, la Regione promuove la più ampia diffusione di pubblicazioni informative e pubblicitarie in lingua sarda.

2. La Regione promuove in particolare interventi mirati a veicolare le finalità di cui al comma 1 nelle scuole della Sardegna di ogni ordine e grado e favorisce, con apposite misure finanziarie, iniziative e manifestazioni di cui alla lettera s bis) del comma 1 dell'articolo 20.". (22).)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 23, numero 25 e numero 22 negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 23.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). L'emendamento numero 23 tende a sopprimere, nel testo del comma 3 dell'articolo 19 (che dice:"Per le finalità del comma 1 la Regione istituisce un fondo unico la cui articolazione è definita con decreto dell'Assessore regionale competente..." eccetera), tutte le parole da "sulla base del parere" sino all'ultimo capoverso. Sopprimerle perché, dato proprio questo disperato bisogno di creare sempre organismi e individuare esperti, anche questa volta si cercano tre esperti che possano sostenere questo travagliato cammino e poi si cerca di creare, sempre parallelamente, una piccola amministrazione. Ma, i funzionari della Regione, le professionalità esistenti in seno alla Regione, cosa ci stanno a fare? Non sarebbe sufficiente attingere dalle professionalità, dagli strutturati nella Regione, anziché ricorrere ad ulteriori spese? Qual è la filosofia che ha ispirato la Commissione? Ecco la ragione di questo emendamento, che è stato rullato, come ormai è prassi, senza entrare nel merito, senza dare neanche uno straccio di spiegazione!

Vorrei approfittare, Presidente, visto che mi ha concesso gentilmente la parola, per illustrare anche l'emendamento numero 25 che prevede la soppressione del comma 5 dell'articolo 19, perché la Regione, attraverso questo capitolo di bilancio, vorrebbe concorrere con contributi annuali all'organizzazione di manifestazioni celebrative; ma non esiste già "Sa Die", una legge che prevede questi percorsi? Perché individuare altre risorse da destinare e quindi sovrapporre manifestazioni che sono già contemplate in una legge che sembrava avesse avuto grande respiro?

Ecco questo è lo spirito con cui abbiamo presentato questi emendamenti soppressivi parziali. Però, abbiamo già ascoltato il parere negativo da parte della relatrice, ne prendiamo atto, vuol dire che speriamo di poter presentare altri emendamenti che possano essere accolti con una maggiore attenzione e sensibilità politica, perché stiamo cercando solo di essere coerenti col dramma che vive la nostra Regione, a fronte di scarse risorse, a fronte di questa moralizzazione di cui ci si riempie la bocca spesso in programmi elettorali e invece, qui, si fanno regalie, si individuano organismi, si fa lievitare la torta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo per annunciare il voto favorevole agli emendamenti che ha illustrato il collega e per dire che anche la legge che stiamo esaminando è improntata a questo decentramento verso gli enti locali. Noi abbiamo trasferito tutte le leggi di settore in materia di cultura alle province e ai comuni con la legge che abbiamo recentemente esitato e ricordo che si trattava di leggi che, per la spesa di somme anche ridotte, prevedevano domande entro un certo termine, istruttorie tecniche, paragone fra tutti i richiedenti, elenco delle motivazioni del diniego, eccetera eccetera. Adesso, in questa legge, quello che abbiamo fatto uscire dalla porta, lo stiamo facendo rientrare dalla finestra perché in due norme, sia nel comma 5 dell'articolo 3 che in questo articolo 19, stiamo prevedendo che la Regione intervenga direttamente in organismi culturali ma, a differenza delle altre leggi, qui non c'è nessun termine per proporre domande, cioè si tratta di un percorso completamente discrezionale, in capo alla Regione, nel quale appunto non c'è la possibilità, per tutti gli organismi culturali, per le associazioni anche piccole, di partecipare e di concorrere.

Nell'articolo 3, stiamo dicendo che la Regione può partecipare ad associazioni, fondazioni e comitati, ma non c'è scritto come si fa a proporsi, se c'è un termine per la proposta e per l'eventuale risposta; e poi stiamo dicendo invece all'articolo 19 che la Regione concede contributi annuali ad enti e istituzioni con certe caratteristiche, anche qui diciamo senza le garanzie fornite dalle leggi di settore. Cioè ci siamo privati degli strumenti tradizionali della politica culturale regionale però allo stesso tempo, oggi, stiamo costituendo altre modalità di intervento della Regione in materia culturale che sono prive di qualunque percorso di garanzia e di apertura e di partecipazione al mondo delle associazioni culturali in Sardegna.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di seguire i lavori con più attenzione. Credetemi, il brusio è talmente alto che è difficile riuscire a seguire.

Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per una precisazione. Ne ha facoltà.

PILIA Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io colgo la preoccupazione dell'onorevole Scarpa, ma vorrei rassicurarlo perché questo articolo non ha niente a che fare con quello relativo alla legge numero 17 trasferita recentemente con la legge numero 9 del 2006.

Si tratta di tentare di riordinare tutta un'infinità (ben diciotto) di modalità di contributo differente stabilito nel corso di 22 anni ad associazioni culturali scientifiche di vario tipo tra queste: Organizzazione del Premio Grazia Deledda, Consorzio del Parco Grazia Deledda, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti, Centro di studi filologici sardi, Deputazione di Storia Patria per la Sardegna, Istituto Gramsci, Istituto sardo per la storia della resistenza, Unione autonoma partigiani sardi, Istituto di studi e programmi per il Mediterraneo (ISPROM), Fondazione Maria Carta, Associazione Lao Silesu, Istituto storico arborense, Fondazione Giuseppe Dessì, Associazione Casa Gramsci, Associazione Casa Natale Gramsci, Istituto Gramsci, Fondazione Meilogu, Fondazione Siotto.

Quindi il tentativo è di stabilire dei requisiti che tutte queste associazioni, e le altre che eventualmente potessero svolgere attività di analoghe finalità, devono, non "possono", devono avere per utilizzare proprio il contributo pubblico. L'esigenza di produrre quella norma relativa alle celebrazioni, che niente ha a che fare con le manifestazioni previste nell'ambito de Sa Die, andava nel senso di un riordino per evitare che appunto nel corso della finanziaria, così com'è già accaduto anche nell'ultima legge finanziaria, si dessero contributi a Tizio, Caio e Sempronio, frutto un po' della contrattazione dei partiti e delle forze politiche all'interno delle sedute per la predisposizione di bilancio. Vi ricordo che, per esempio, l'ultima finanziaria, nonché il collegato, prevedevano contributi per le celebrazioni di Grazia Deledda, prevedevano contributi per il bicentenario garibaldino ed erano anche arrivate altre sollecitazioni per esempio per quanto riguarda le celebrazioni relative a Giorgio Asproni. Quindi, anziché disperdersi in mille rivoli, abbiamo ritenuto opportuno istituire una norma che li regolamenti in qualche modo all'interno di un fondo unico.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 23, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Per annunciare il voto favorevole e dire all'Assessore che, riguardo al chiarimento che ha dato prima, non metto in dubbio che lo scopo potesse essere quello, rilevo però che questi organismi non sono citati nella norma, la norma ha carattere generale ed astratto e quello che io ho rilevato è che, a fronte di un processo di decentramento delle risorse e della gestione anche degli organismi culturali alle province e ai comuni, qui si sta andando in senso contrario, cioè si sta accentrando sulla Regione questo processo. Quindi non volevo, come dire, mettere in dubbio la buona volontà nel mettere ordine ad un settore che certamente ne aveva bisogno, stavo rilevando che, mentre da una parte stiamo dando a province e a comuni tutta una serie di organismi importanti quanto più o meno quelli che lei ha citato, dall'altra stiamo invece creando uno strumento astratto al quale potranno aderire molti altri organismi culturali eventualmente in futuro per il quale, ripeto, mancano le norme di disciplina e soprattutto consentire alla Regione di operare in questo settore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull' emendamento numero 25, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 20, al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20 e del relativo emendamento:

Titolo IV

Disposizioni finanziarie, transitorie e finali Art. 20

Finanziamenti regionali

1. La Regione persegue le finalità della presente legge attraverso interventi finanziari annuali per:

a) la gestione e l'incremento del Catalogo regionale dei beni archeologici, artistici, storici ed etnoantropologici, nonché la gestione e l'aggiornamento del sistema informativo e la promozione del patrimonio culturale della Sardegna;

b) il funzionamento dei musei regionali, dell'Istituto superiore regionale etnografico di cui all'articolo 16 della legge regionale 5 luglio 1972, n. 26, e della Fondazione Costantino Nivola di cui all'articolo 6 della legge regionale 31 luglio 1990, n. 35;

c) il restauro di beni culturali di rilevante interesse artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico;

d) la promozione della ricerca archeologica e paleontologica nel territorio della Sardegna;

e) l'acquisizione di beni culturali anche in via di prelazione;

f) l'acquisizione di opere d'arte contemporanea da destinare ai musei regionali e di ente locale; l'organizzazione di manifestazioni artistiche e culturali di interesse regionale, nazionale e internazionale; gli scambi internazionali e le residenze di artisti;

g) le convenzioni e gli accordi di cui al comma 3 dell'articolo 4;

h) la formazione e l'aggiornamento degli operatori dei musei, dei parchi archeologici e degli ecomusei;

i) l'istituzione e il consolidamento di distretti culturali;

l) la gestione e l'incremento del Catalogo regionale dei beni librari e documentari; la catalogazione di materiale documentario moderno ed antico; la gestione e l'aggiornamento del sistema informativo dedicato ai beni librari;

m) progetti di promozione della lettura e festival letterari d'interesse regionale, nazionale e internazionale;

n) l'esercizio dei compiti di soprintendenza di beni librari;

o) il funzionamento della Biblioteca e dell'Archivio storico dell'Amministrazione regionale;

p) il funzionamento del centro per i servizi culturali Umanitaria di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, e della relativa biblioteca, con sede a Cagliari;

q) la formazione e l'aggiornamento degli operatori delle biblioteche e degli archivi storici;

r) il sostegno alle attività di enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza in ambito regionale;

s) l'organizzazione di manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna;

t) ogni altro intervento di livello regionale rivolto al perseguimento delle finalità della presente legge.

2. La Regione persegue le finalità della presente legge anche attraverso trasferimenti di risorse ordinarie alle province da destinarsi, in base agli indirizzi del Piano regionale di cui all'articolo 7, per:

a) la costituzione, il funzionamento e l'incremento dei musei di ente locale e di interesse locale;

b) la gestione dei servizi relativi a musei di ente locale, parchi archeologici ed ecomusei;

c) il funzionamento dei sistemi museali;

d) la costituzione, il funzionamento e l'incremento delle biblioteche di ente locale;

e) il funzionamento dei sistemi bibliotecari;

f) la gestione dei servizi relativi a biblioteche e archivi storici di ente locale e d'interesse locale;

g) il funzionamento dei centri e delle istituzioni bibliografiche private di cui al comma 1 dell'articolo 36 del decreto del Presidente della Repubblica n. 348 del 1979;

h) il funzionamento dei centri per i servizi culturali UNLA e Umanitaria di cui alla legge regionale n. 37 del 1978, e delle relative biblioteche, con sede ad Alghero, Carbonia, Iglesias, Macomer e Oristano.

EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - SCARPA.

Articolo 20

Al comma 1, dopo la lettera s) è inserita la seguente lettera:

"s bis) il sostegno alla promozione di elaborati in lingua sarda da parte di singoli studenti o di classi nelle scuole isolane di ogni ordine e grado, sulle materie di cui alla presente legge". (24).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Abbiamo ritenuto di aggiungere all'articolo 20, dopo la lettera s), la lettera s) bis che appunto prevede il sostegno alla promozione degli elaborati in lingua sarda da parte di singoli studenti o di classi nelle scuole isolane di ogni ordine e grado, in coerenza con la proposta di legge che abbiamo presentato riguardo alla istruzione e alla formazione. Il Parlamento italiano, storicamente insensibile alle rivendicazioni sulla materia identitaria linguistica, nel 1999 con la legge numero 482, più sensibile del Consiglio regionale, aveva riconosciuto il sardo come lingua minoritaria; a parte il fatto che noi abbiamo anche una quota regionale scolastica da destinare appunto come insegnamento alla cultura, alla storia. Ecco perché in una legge, che è impregnata dalla specialità o dovrebbe esserne impregnata dai legislatori che della specialità non fanno solo una bandierina demagogica da sventolare in alcuni salotti buoni, ma sono profondamente convinti che vada caratterizzata con la lingua, noi, cercando di scalfire questo muro di grande insensibilità, abbiamo presentato un emendamento che rischia purtroppo di essere appallottolato e buttato nel cestino della carta. Però noi, consapevoli e coerenti con tutte le battaglie che, in campo identitario e culturale, abbiamo sostenuto, continueremo con grande sofferenza a mandarle avanti facendo sapere appunto che solo nei periodi pre elettorali questi temi sono utili, possono essere capitalizzati con un tornaconto dal punto di vista del consenso elettorale, ma basta, non c'è quella matrice sardista, c'è un deficit di sardismo e si vede soprattutto di fronte a queste proposte che tendono semplicemente a coinvolgere, senza attribuirci primogeniture di nessun genere, chiediamo solo di essere coerenti, anche perché il Parlamento italiano ha fatto ciò che non ha fatto questo Parlamento dei sardi.

Il sardo è riconosciuto. Speriamo che, in ogni ordine e grado scolastico, lo si possa insegnare, per i nostri figli, per i nostri nipoti. Questo è un emendamento che colma o cerca di dare un contributo, affinché si renda questo articolo più corposo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, intervengo solo per chiedere due chiarimenti, se è possibile, alla Giunta o al relatore della legge.

Il primo è: perché nella lettera b) è stata inserita solo la Fondazione Nivola e non gli altri organismi che venivano citati prima, perché c'è questa differenziazione? Il secondo chiarimento lo volevo chiedere sull'articolo 22, lo chiedo adesso perché mi occorre per una valutazione sull'articolo 21, più precisamente chiedo all'Assessore se l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 26 della finanziaria del 2002, disposta nella lettera r) dell'articolo 22, che riguarda l'acquisto delle opere Ciusa, sia stata disposta perché non si acquistano più le opere, oppure perché le opere sono già state acquistate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Allora, circa il contenuto della lettera b) del comma 1 dell'articolo 20, viene citato esclusivamente l'ISRE e la Fondazione Nivola perché, nell'ambito della legislazione regionale, relativa al settore museale, nella prima parte della legge solo di quello si sta parlando; di fatto, ufficialmente, la Regione ha istituito con legge solo questi due istituti: l'ISRE e la Fondazione Nivola. Gli altri istituti, di cui parlavo prima, sono ricompresi, più avanti, nella lettera r) laddove si parla di "enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza in ambito regionale". Per questo non vengono elencate dettagliatamente tutti.

Comunque, volevo ricordare che non c'è contraddizione tra il trasferimento già attuato, il conferimento di competenze relativamente alla legge numero 17, perché gli istituti che ho elencato sono quelli specificatamente previsti già da legge regionale, a differenza di tutti gli altri che, diciamo, vengono presi in considerazione soltanto nel momento in cui hanno particolari requisiti o caratteristiche per poter accedere alle linee d'intervento finanziario della Regione stessa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Vorrei chiedere la votazione elettronica palese.

PRESIDENTE. Sull'emendamento o sull'articolo?

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Sull'articolo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 24, ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 24 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si esprime parere conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 20.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Davoli ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MELONI - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CASSANO - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - FARIGU - LICANDRO - MORO - MURGIONI - PISANO - RASSU - SANNA Matteo.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 53

astenuti 2

maggioranza 27

favorevoli 41

contrari 12

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 24.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 24, per il quale è stato già dichiarato il parere positivo dal relatore, sostenendo che si tratta di una sottolineatura, più che di carattere giuridico, di carattere culturale e morale, nel senso che si richiama, in modo specifico, un riconoscimento agli elaborati in lingua sarda prodotti da studenti di classi delle scuole isolane, di ogni ordine e grado.

Quindi, si fa quella operazione che tanto piace anche al nostro Presidente della Regione, onorevole Soru, di riaffermazione dell'identità. Non è l'unica identità, a me piace ricordarlo, a cui ciascuno di noi fa riferimento. Ci sono le identità etniche, culturali e linguistiche, che in questa sala accomunano molti di noi, poi ci sono identità sociali che ci differenziano, anche in questa sala. E le identità sociali a cui noi facciamo riferimento sono diverse da quelle a cui fa riferimento il Presidente della Regione. Siamo disponibili per trovare i punti in comune, in questa situazione e anche nelle prossime, quando si parlerà di categorie sociali, di persone che vivono condizioni di difficoltà, quando si parlerà di povertà e si parlerà di sardi poveri, che sono meno sardi degli altri sardi in quanto poveri, e più poveri, simili ad altri poveri che stanno in altre regioni e in altre nazioni. Quando si parlerà di quelle identità, noi chiameremo a sostegno tutte le parti politiche, anche quelle che più si riferiscono all'identità culturale e linguistica a cui facciamo riferimento quando parliamo di Sardegna e di sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, molto brevemente, per sottolineare due aspetti importanti legati a questo emendamento. Soprattutto mi riferisco alla questione della scuola, perché ritengo che la valorizzazione della lingua sarda e lo stimolo alla produzione di lavori in lingua costituisca un arricchimento e una particolare attenzione nei confronti di una realtà, quella scolastica, che proprio in queste settimane è stata messa a dura prova da test ministeriali. Test, a cui è estranea la cultura e che, il più delle volte, si limitano statisticamente a rilevare delle conoscenze, senza sapere esattamente in quale ambito, in quale contesto si lavora all'interno delle scuole soprattutto in Sardegna.

Questo emendamento, quindi, pone l'accento anche sulla validità della nostra tradizione linguistica più autentica. Richiama un impegno, che non è soltanto morale ma concreto, affinché i programmi vengano integrati e resi efficienti all'interno e nella migliore tradizione della nostra cultura, considerati anche i risultati che in queste settimane la nostra produzione letteraria sta avendo a livello nazionale. E' una sottolineatura molto importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Non posso che esprimere il ringraziamento per la sensibilità che è stata racchiusa dalla sintesi della relatrice, l'onorevole Barracciu, e ci sono momenti in cui, magari, a una stanchezza poi si lascia il posto o, come posso dire, prende il sopravvento la gioia di sapere che in quest'Aula ci sono sensibilità diffuse che stanno facendo di questa identità, come sottolineato dall'onorevole Uras, che certamente è una delle tante, la più importante perché un popolo senza lingua è morto, non è un popolo, non esiste.

Quindi si passa veramente a porre chiarezza e a riesumare uno dei valori identitari che spesso sono stati osteggiati perché c'era insensibilità, oggi in quest'Aula con grande gioia noi Sardisti prendiamo atto che viene accolto un emendamento che, tra l'altro, coerentemente con una proposta di legge sulla istruzione e formazione che avevamo presentato alcuni mesi fa, ci dà la possibilità di creare anche sviluppo - come diceva l'onorevole Caligaris - perché, dalle nostre indagini, attraverso il riappropriarsi di questo strumento fondamentale per un popolo, l'uso della lingua sarda, si possono creare posti di lavoro e soprattutto si fa conoscere, alle nostre generazioni, la storia e la cultura che spesso sono state allontanate dai banchi di studio delle nostre Facoltà, di tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Quindi, ci riappropriamo di un nostro valore, ripercorriamo una strada difficilissima, che deve superare ancora delle diffidenze, però questa è una giornata importante perché quest'Aula ha recepito l'importanza di un tema così delicato e ha accolto un emendamento che ci rincuora e ci fa ben sperare, appunto, per rimettere al centro quel valore identitario che è caratteristico di ogni popolo. Per noi la lingua ha questa valenza e ringrazio sinceramente per questa sensibilità dimostrata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo solo per dichiarare il voto favorevole e dire al collega Uras che il Partito Sardo d'Azione ha un'idea molto chiara anche della propria identità sociale, della vita e del mondo e che aspettiamo queste fasi in cui si parlerà di provvedimenti importanti, siamo assolutamente pronti, disponibili a confrontarci, a costruire e a collaborare su questi temi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 24, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 21.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:

Art. 21
Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in euro 28.297.000 per l'anno 2006, in euro 29.996.000 per l'anno 2007 e in euro 29.036.000 per l'anno 2008 e successivi, si fa fronte come segue:

a) quanto a euro 28.297.000 per l'anno 2006, a euro 24.996.000 per l'anno 2007 e a euro 24.036.000 per l'anno 2008 e successivi, con le risorse già destinate agli interventi previsti dalla leggi regionali di cui si dispone l'abrogazione con l'articolo 22, iscritte in conto delle UPB S11.025, S11.027, S11.033, S11.034, S11.042 e S11.052;

b) quanto a euro 5.000.000 per gli anni 2007 e successivi, con la variazione di cui al comma 2.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:

in diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.006

Fondo per i nuovi oneri legislativi di parte corrente

2006 euro -----

2007 euro 5.000.000

2008 euro 5.000.000

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A allegata alla legge finanziaria 2006.

in aumento

04- ENTI LOCALI

UPB S04.019

Trasferimenti agli enti locali - parte corrente

2006 euro -----

2007 euro 2.370.000

2008 euro 2.370.000

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

UPB S11.025

Tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali

2006 euro -----

2007 euro 1.660.000

2008 euro 1.660.000

UPB S11.027

Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali

2006 euro -----

2007 euro 350.000

2008 euro 350.000

UPB S11.033

Interventi a favore delle biblioteche e per la promozione della lettura

2006 euro -----

2007 euro 260.000

2008 euro 260.000

UPB S11.052

Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo

2006 euro -----

2007 euro 360.000

2008 euro 360.000

4. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sulle citate UPB, di cui ai commi 1 e 2, del bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.)

PRESIDENTE. E' iscritto a pparlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Io volevo solo fare qualche osservazione sulla norma finanziaria. Le considerazioni sulla legge in generale saranno fatte prima del voto conclusivo. Oggettivamente la realtà degli operatori dei musei e delle biblioteche in Sardegna, quella di oggi, sarà anche domani, anche dopo che approviamo la legge, così come la realtà dei parchi che sono aperti e funzionanti. Quindi la massa critica, diciamo, che sta operando è la stessa, possiamo solo sperare che aumenti, che ci sia sempre un maggior numero di realtà che si occupano e che valorizzano i luoghi della cultura, l'oggetto di questa legge.

A fronte di questo, volevo solo rilevare che l'impegno finanziario della Regione per il 2006 rimane quello previsto dal bilancio del 2006, cioè 28 milioni e 297.000 euro, che per l'anno 2007 è previsto un incremento di circa il 5 per cento sul monte complessivo e che, per il 2008, è previsto un incremento intorno al 2 per cento, se guardiamo alle cifre che sono riportate nella norma finanziaria. Ecco, noi riteniamo importante, Assessore e colleghi del Consiglio, e crediamo che sia sotto gli occhi di tutti, che sarà certamente necessario razionalizzare, certamente necessario migliorare la qualità della spesa, ma sarà importante e necessario un impegno finanziario maggiore se si vuole incrementare la presenza degli operatori culturali in questo settore.

Per questa ragione, a fronte della grande struttura che è stata data alla legge, la norma finanziaria, a nostro avviso, è deludente perché sostanzialmente si stanno confermando i livelli di spesa del passato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). All'inizio della discussione della proposta, io evidenziai il fatto della non compiutezza del rapporto finanziario con le attuali attività legate al sistema culturale più largo. Basta ricordare - su questo apro una parentesi - che è necessario anche sveltire e organizzare al meglio i finanziamenti perché le cooperative e le società che gestiscono questi beni culturali soffrono, in maniera anche pesante.

Dicevo - chiusa la parentesi - che i finanziamenti mi pare che siano appena sufficienti per le ordinarie attività. Noi abbiamo posto in campo, attorno a questa norma, come proposta della Commissione, come pare venga esitata dall'Aula, una serie di incombenze nuove che imporranno necessariamente una attenzione particolare e una nuova dotazione finanziaria che si auspicava fosse già presente nel momento di discussione della norma e della relativa attività finanziaria ad essa correlata. Questo non mi pare che ci sia, né si è sentita al riguardo alcuna propensione, da parte della Giunta e della maggioranza, anzi mi è parso di capire che si sta giocando al ribasso. Io capisco tutto.

Durante una delle visite effettuate con la Commissione, il sindaco di Teti (uno dei tanti sindaci, ma tutti i sindaci si sono manifestati in questa direzione, quindi uno per tutti) mi disse che ricordava che il presidente Soru, girando nei musei, soprattutto in quel museo, alla richiesta dovuta al fatto che non si riusciva a tenere in piedi il museo (avente un valore culturale enorme, immenso, anche per tutto quello che ancora è nascosto in quel di Teti)rispose di aprire un caffè, un ristorante o qualcosa del genere. Ora, io capisco l'intuizione del Presidente di assimilare l'apertura di ristoranti, di bar e di attività collaterali nei musei, ma può andar bene nei musei di grossa portata non certamente nella rete museale che noi abbiamo.

Ci dimentichiamo sempre che, in Sardegna, apro una nuova parentesi, perché è poi tutto collegato, quando si fa programmazione, programmazione territoriale anche, quando si parla di PPR, quando si mettono i vincoli, quando non si capisce che bisogna anche dare l'opportunità che l'agro sia abitato, diversamente dalle abitudini connaturate nel nostro territorio, basti vedere quello che succede in altre Regioni d'Italia, c'è la possibilità che il territorio sia, non solo presidiato, ma meno isolato in quei cocuzzoli, ogni 15 o 20 chilometri dove esistono i nostri centri urbani. Chiaramente vi sono difficoltà come rete viaria, come opportunità di fruizione di questi musei, allora se questo è vero, bisognerà pensare a come trovare le risorse finanziarie, non perché si voglia aprire a tutti i costi un museo in ogni paese, cosa da disincentivare, ma per metterli in rete, creando negli ambiti vicini delle aree governabili in una misura più utile e opportuna, come poteva essere nei vecchi comprensori in aree identificabili omogenee, io credo che, comunque sia, anche giocando al risparmio, trovando le soluzioni, vi sia la necessità di caricare finanziariamente, da parte della Regione, sulla gestione dei beni culturali.

Debbo dire che, in più di una circostanza, si è fatto anche leva sulla opportunità di aprire degli scavi, perlomeno quelli che danno un maggiore significato alla cultura, alla storia del popolo sardo e della Sardegna, anche se, però, sarebbe bene che non si aprisse spesso nessuno scavo nuovo perché così viene conservato più sottoterra. E' indubbio che bisognerà riprender mano per fare una seria scelta, non lasciata solo allo studioso di turno che ha un interesse peculiare in quella o in quell'altra zona o per quello o per l'altro periodo specifico della storia, ma identificando, proprio nel continuo della nostra tradizione e storia, un significativo apporto, complessivo, sulla ricerca storica e quindi sui siti, e sulle identificazioni, io direi i sigilli della cultura identitaria sarda.

Allora, non vorrei aggiungere di più, anche ricordando che è stato tolto, me non certamente consenziente, l'aspetto archivistico, che è stato assimilato nella legge alle biblioteche, io credo che invece bisognerà (anche nella logica di aver messo insieme gli archivi alle biblioteche) trovare qualche adeguato finanziamento perché soffrono, e soffrono grandemente, le nostre postazioni archivistiche soprattutto quello di ricerca storica, anche qui dell'identità sarda, penso uno per tutti a Castelsardo, penso anche ai beni librari che non sono beni archivistici, ai fondi archivistici che esistono in determinate zone della Sardegna, anche non di proprietà pubblica, che andrebbero ad essere affrontati con maggiore incisività e interesse da parte del potere regionale. Parlo e dico che vi è la necessità di riscoprire un sistema complessivo della cultura isolana e quindi vi è la necessità anche, forse, la butto qui, non di una casa della cultura identificata come un qualcosa che va a pensare a cose vecchie che non hanno niente da fare, ma ad un palazzo della cultura sarda dove vi sia raccolto tutto quello che è il sistema storico culturale identitario che la nostra Isola ha potuto offrire nei tempi, che è ricca e che spesso non è stata riconosciuta perché tagliata e taglieggiata dagli storiografi come storia, e da chi ha potuto conculcare, in qualche altra maniera, quello che è un ragionamento attorno all'identità che, spesso e volentieri, è stata violentata e non è stata riportata qual è l'importanza della presenza massiccia delle nostre origini e di quelli che sono anche oggi dibattiti aperti in termini ampi.

Vorrei che queste cose (e su altre che tralascio in questo mentre dal ricordare ma certamente non meno pressanti di quelle che ho fino a poco fa citato) siano momento di riflessione e non per essere ancora una volta "il cattivo della circostanza", ma effettivamente la disattenzione che ha regnato in questa Aula, se non sparigliata per qualche iniziativa di vivace contrapposizione su un tema altrettanto fondamentale quale quello dell'immigrazione, è passata così come acqua cheta senza lasciar traccia, differentemente dal computo dei metraggi e degli interessi che, attorno ai vincoli e non vincoli, alle coste e alle non coste, si hanno da una parte e dall'altra. Credo che la cultura, come momento di identità, come momento significativo di sardità, vada recuperata appieno e che questo Parlamento dei sardi debba fare pressioni verso la Giunta e verso l'amministrazione, affinché venga riconosciuta, anche in termini finanziari, una dotazione più ampia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Voglio intervenire per una brevissima precisazione rispetto al problema dei finanziamenti, che è stato sollevato testé e anche ieri da numerosi interventi. Esprimendo così un'opinione da parte della Giunta, io vorrei segnalare il fatto che uno sforzo anche grande, nell'attuale contesto finanziario di risanamento, dalla Giunta è stato fatto, grazie anche al sostegno poi della Commissione cultura, ma soprattutto della Commissione bilancio, laddove appunto la legge prevede 5 milioni di stanziamenti in più rispetto alla consistenza della previsione di bilancio 2007-2008. Credo però che ci possiamo anche forse prendere l'impegno tutti insieme, Giunta e Consiglio, di tenere nel dovuto conto le sollecitazioni che dal Consiglio sono venute e quindi di adoperarci per trovare ulteriori risorse aggiuntive.

Rubo ancora un attimo la parola, dato che siamo all'ultimo articolo, perché mi corre l'obbligo di esprimere davvero un grandissimo apprezzamento nei confronti della Commissione cultura, che ha lavorato, in un modo assolutamente generoso, per unificare questi tre provvedimenti di legge, superando molti momenti, come capita sempre in consessi variegati, anche di confronto, però credo che abbia davvero ottenuto un ottimo risultato. Così come vorrei pubblicamente ringraziare, quanti comunque, dall'esterno, ci hanno sostenuto e ci hanno anche orientato poi per fare le scelte che sono, riteniamo, quelle più vicine agli operatori dei musei, delle biblioteche, alle cooperative, e in parte anche gli istituti periferici dello Stato.

Infine per me è particolarmente significativo segnalare anche il grandissimo lavoro che hanno fatto gli uffici dell'Assessorato pubblica istruzione e anche l'aiuto che ci hanno dato gli uffici del Consiglio regionale, che sono stati sempre estremamente disponibili a trovare le migliori soluzioni possibili rispetto alle esigenze che la Giunta, la Commissione hanno posto. Infine un apprezzamento particolare, non solo per la maggioranza, ma anche per il senso di responsabilità che ha dimostrato in questa Aula, in questo contesto, la minoranza.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 21, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:

Art. 22

Abrogazioni

1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi regionali:

a) legge regionale 24 novembre 1950, n. 64 (Erogazione di contributi per la costituzione, il riordinamento e l'incremento delle biblioteche dipendenti da enti locali);

b) articoli 1, 2 e 3 e commi 1, 2, 7 e 8 dell'articolo 4 della legge regionale 7 febbraio 1958, n. 1 (Disposizioni per i musei degli enti locali, lo sviluppo delle ricerche archeologiche ed il finanziamento di opere urgenti per la conservazione dei monumenti);

c) legge regionale 20 giugno 1979, n. 49 (Modifiche alla legge regionale 7 febbraio 1958, n. 1, già modificata con legge regionale 14 gennaio 1969, n. 2, recante disposizioni per i musei degli enti locali, lo sviluppo delle ricerche archeologiche ed il finanziamento di opere urgenti per la conservazione dei monumenti);

d) lettere e) ed f) del comma 6 dell'articolo 92, comma 7 dell'articolo 110 e articolo 113 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 (legge finanziaria 1988);

e) articolo 81 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18 (legge finanziaria 1989);

f) comma 1 dell'articolo 20 e commi 2 e 6 dell'articolo 80 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (legge finanziaria 1990);

g) comma 2 dell'articolo 29 e articolo 86 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria 1992);

h) articolo 1 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 30 (Disposizioni varie in materia di attività culturali e sociali);

i) legge regionale 9 giugno 1994, n. 29 (Norme per il recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico-industriale della Sardegna);

l) comma 5 dell'articolo 50 e articolo 51 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6 (legge finanziaria 1995);

m) articolo 55 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 (legge finanziaria 1996);

n) comma 6 dell'articolo 39 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 (legge finanziaria 1998);

o) articolo 29 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (legge finanziaria 1999);

p) articolo 38 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (legge finanziaria 2000);

q) commi 14, 15 e 16 dell'articolo 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 (legge finanziaria 2001);

r) commi 3, 9, 10, 11, 12, 13 e 15 dell'articolo 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002);

s) lettere a), b) e c) del comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003).)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Metto in votazione l'articolo 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:

Art. 23

Norme transitorie e finali

1. Il completamento dei procedimenti amministrativi in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge è effettuato ai sensi delle preesistenti norme di riferimento.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare. Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Dobbiamo tornare al voto sull'articolo 4 che era stato sospeso. All'articolo 4, ricordo, erano stati presentati gli emendamenti numero 13 e 28 soppressivi parziale e numero 17 aggiuntivo. Era stata fatta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, rimane l'espressione del parere della Commissione.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Barracciu, relatrice.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Il parere sull'emendamento numero 13 è favorevole, sul "28" è contrario. Per quanto riguarda l'emendamento numero 17, invece, è così riformulato…

PRESIDENTE. Sta facendo una proposta di emendamento orale, onorevole Barracciu?

BARRACCIU (D.S.). Come?

PRESIDENTE. Sta proponendo un emendamento orale?

BARRACCIU (D.S.). Sì, è concordato. Un secondo soltanto, Presidente.

PRESIDENTE. Però, per gentilezza, se non siamo pronti, sospendiamo.

BARRACCIU (D.S.). Possiamo avere due minuti di sospensione, proprio due?

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, sospendiamo i lavori del Consiglio per due minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 52, viene ripresa alle ore 12 e 56.)

PRESIDENTE. Bene, se i colleghi prendono posto, possiamo riprendere i nostri lavori. Onorevole Barracciu, prego, stava esprimendo il parere sull'emendamento numero 17.

BARRACCIU (D.S.). Allora, sull'emendamento numero 17, il parere è positivo con l'aggiunta di un emendamento orale che prevede, alla fine del comma 2 dell'articolo 4, dopo " beni culturali", l'inserimento della frase " fatte salve le competenze trasferite con il D.P.R. 22 maggio 1975 n. 480". Questo consente, anzi, accoglie le sollecitazioni dell'onorevole Scarpa, che non sta ascoltando.

SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo scusa.

PRESIDENTE. Onorevole Barracciu, sull'emendamento non c'è riferimento alle cose che ci sta dicendo.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Allora, l'emendamento numero 17 rimane in piedi così com'è, al comma 2 dell'articolo 4, dopo le parole "con lo Stato," sono aggiunte " ai sensi del comma 3 dell'articolo 118 della Costituzione", poi…

PRESIDENTE. Vuole aggiungere qualcosa?

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Sì, voglio aggiungere "fatte salve le competenze trasferite con il D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480".

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Barracciu.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

PILIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere è concorde con quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Intervengo per chiedere la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il consigliere CHERCHI Oscar.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuto 1

maggioranza 28

favorevoli 13

contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). L'integrazione proposta, relativamente alle osservazioni che avevo fatto in discussione generale sul punto 2, mi sembra che comunque risolva la questione che avevo posto. Vorrei anche dire alla collega Barracciu che credo di essere quello che l'ha ascoltata forse più di tutti in quest'Aula e in questi giorni.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17, nel testo modificato dalla relatrice. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del provvedimento.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Desidero parlare per una breve dichiarazione di voto, credo che il dibattito di questi giorni la richieda e la giustifichi. Il Partito Sardo d'Azione non ha partecipato, come dicevo, ai lavori della Commissione; purtroppo, presi dai lavori della terza e della quinta Commissione, io e il collega Atzeri non abbiamo potuto partecipare, non abbiamo neppure contribuito all'elaborazione del testo in sede politica, in sede di rapporti fra partiti presenti in quest'Aula. Tuttavia noi abbiamo ritenuto e riteniamo che era opportuno certamente mettere mano a questo settore così delicato e così complesso e quindi sicuramente l'iniziativa, se in linea generale era opportuna, forse era più necessaria nel settore dei beni culturali, dei beni archeologici che in quello delle biblioteche, come diceva lo stesso Assessore, un settore dove la Regione, comunque, conosce punte di eccellenza, ha una presenza diffusa nel territorio, ci sono operatori molto qualificati. Sul contenuto della legge abbiamo manifestato diversi elementi di contrarietà; per esempio, abbiamo detto che non rinveniamo traccia della battaglia annunciata dalla Giunta, dal Presidente della Regione, sulla questione di avere anche le competenze in materia di tutela, forse una dichiarazione di principio più marcata sarebbe stata auspicabile; invece abbiamo trovato ripetuti richiami, proprio quasi puntigliosi e molto dettagliati, al contenuto della legge nazionale e alle procedure e alle intese che devono essere seguite.

Personalmente mi ha lasciato perplesso il fatto che non si sia voluta dedicare agli artisti sardi l'attività della Regione sull'arte contemporanea, lasciando quasi presagire che invece ci si voglia occupare dell'arte contemporanea in generale. A fronte di un percorso di sussidiarietà e di avvicinamento agli enti locali delle competenze e delle risorse, notiamo, in questa legge, alcuni accenni a un nuovo centralismo regionale, cioè alla gestione a intervento diretto in questo settore da parte dalla Regione. Poi, abbiamo fatto un accenno anche alla non condivisione sulle modalità di programmazione della spesa, che sono state previste dalla legge, e anche alla scarsezza delle risorse finanziarie, anche se l'Assessore ha precisato che lo stanziamento di 5 milioni di euro, il riferimento io lo faccio alla spesa dell'anno, e quindi se sono…

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, il tempo a sua disposizione è terminato.

SCARPA (Gruppo Misto). Avrei bisogno di un solo minuto visto che siamo nella fase delle dichiarazioni conclusive.

PRESIDENTE. Prego, concluda.

SCARPA (Gruppo Misto). Solo per dire che adesso il funzionamento di questa legge è nelle mani della Giunta. Posso preannunciare l'astensione del Gruppo Sardista ed augurare agli operatori che il funzionamento di questa legge sia un buon funzionamento e che la Giunta regionale riesca nei fatti, poi, a darle gambe e a farla funzionare nell'interesse di tutto il settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Annuncio il voto favorevole del Gruppo de La Margherita alla legge in approvazione. Ho sostenuto, sulla stampa e in Commissione, la necessità di una maggiore incisività della nostra azione di governo a partire dall'individuazione di regole e metodi condivisi da una cultura progettuale comune ed un allargamento effettivo della partecipazione che incoraggerebbero l'abbandono di vecchie logiche assistenzialistiche e costituirebbero il presupposto necessario per garantire il rispetto degli impegni assunti. La legge in materia di beni culturali è peraltro una legge necessaria che può consentire di valorizzare e tutelare il patrimonio dei beni culturali superando le carenze del sistema. La Sardegna si caratterizza, infatti, per una rilevante presenza di siti culturali per cui è seconda solo al Lazio e alla Campania, eppure l'affluenza dei visitatori è inferiore alla media nazionale mentre le presenze sono concentrate in pochi centri o siti che denotano sia la mancanza di capacità di attrazione del turismo culturale isolano, sia il relativo disinteresse dei residenti. Le unità di lavoro nel settore sono di conseguenza inferiori alla media delle Regioni italiane.

Il testo di legge in approvazione determina i presupposti per assicurare una fruizione dei beni culturali rispondente ai tempi, in rispetto dell'articolo 9 della Costituzione che Ciampi aveva definito il più originale della nostra Costituzione Repubblicana. L'articolo afferma il primato dei beni culturali quale valore identitario ed etico che, come tale, richiede una rigorosa azione di tutela e conservazione. Del resto è questo patrimonio a rendere l'Italia, e dunque anche la Sardegna, come sosteneva Giorgio Bassani, preziosa al mondo. Poniamo oggi le premesse affinché la Sardegna possa, nel tempo, apparire realmente tale agli occhi dei suoi abitanti e degli ospiti internazionali. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERINA (Progetto Sardegna). Prendo la parola, signor Presidente, per esprimere il voto favorevole del Gruppo Progetto Sardegna. L'importanza di questa legge è stata messa in evidenza anche attraverso un dibattito molto partecipato e devo dire che ha visto momenti di confronto, anche con la minoranza, che lascia ben sperare anche sulla messa in attuazione di questa legge. L'importanza dei beni culturali è stata messa in evidenza da più interventi ma, soprattutto, credo che l'importanza di questi beni debba entrare nella coscienza di tutti e credo che la discrasia che c'è tra lo sviluppo costiero e lo sviluppo dell'interno possa trovare, nell'attuazione di questa legge, un momento di compensazione, cioè, se le popolazioni dell'interno prendono coscienza che i loro beni culturali, la natura del territorio, le bellezze naturali, il paesaggio come architettura, come forme architettoniche, i siti archeologici sono non solo lo specchio della loro storia e della loro memoria ma anche una risorsa. La nostra intelligenza, la nostra capacità politica si vedrà proprio nel modo con cui noi, attraverso un confronto continuo, riusciremo con le nostre popolazioni, con le associazioni, con le università e con le scuole a trasformare un progetto di legge in un processo, in un processo culturale, in un processo di sviluppo che porterà alla valorizzazione delle nostre risorse ma soprattutto a crescere culturalmente, a ritrovarci come comunità più consapevole di dare un contributo all'Isola ma di dare anche un contributo al mondo.

Gli emendamenti presentati dal Gruppo sardista, così come la discussione sul museo dell'emigrazione, dimostrano la sensibilità del Consiglio verso temi che rimarcano i segni della nostra identità e nulla più dei nostri beni culturali esprime, al massimo delle potenzialità, i segni di un'identità antica, ma in progress, quella che noi siamo chiamati a costruire e a proporre al mondo insieme alle nostre comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Signor Presidente, sarebbe bello che questo Consiglio terminasse ora, perché gli ultimi due interventi, quello dell'onorevole Cerina e dell'onorevole Sanna, credo abbiano chiuso il dibattito. E' molto bello sentire parole di questo tipo ed è anche molto bello vedere l'Aula attenta e partecipe quando si discutono problemi di questo genere e di questa portata. Al di là delle polemiche che ci sono sempre, che sono solite, a volte sono anche costruite artificialmente perché ciascuno deve fare la sua parte, però sta di fatto che, l'aver approvato una legge come questa, permette a noi, a questo Consiglio, ma permette anche a tanti operatori che lavorano da tanti anni in questo settore, di avere uno strumento serio ed efficace per pensare davvero alla salvaguardia del bene ambientale, archeologico della Sardegna. E' una gran bella giornata e Rifondazione Comunista è altrettanto contenta. Quindi votiamo a favore, siamo davvero gratificati da questo grosso risultato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BARRACCIU (D.S.), relatrice. Intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo dei D.S. e per ringraziare doverosamente tutti i componenti della Commissione, di maggioranza e di opposizione, per il lavoro fin qui svolto. Un ringraziamento particolare naturalmente all'Assessore e alla struttura dell'Assessorato, struttura che è stata a disposizione e che ha dato il massimo contributo e collaborazione per la realizzazione di questo lavoro. Il plauso di oggi va, appunto, al lavoro che è stato fatto e all'obiettivo raggiunto di approvazione di questa legge che consentirà finalmente di portare avanti una politica di sviluppo in generale che non consideri i beni culturali o i luoghi della cultura semplicemente come azioni settoriali, finalmente è una legge che consente di utilizzare, di mettere a disposizione della cittadinanza, e non solo della cittadinanza sarda, una ricchezza di estremo valore di cui noi siamo casualmente i proprietari, tra virgolette. Quindi una ricchezza che consentirà, attraverso la legge, attraverso l'applicazione della stessa, di coniugare lo sviluppo economico, lo sviluppo turistico di questa Regione insieme al progresso culturale dei sardi e delle persone che vorranno avvicinarsi a questa cultura millenaria.

Io vorrei ribadire, così come ho sottolineato anche nella relazione generale, che, nella politica di sviluppo dei beni culturali, la Regione, il Governo regionale deve comunque, affinché poi gli effetti della legge possano dispiegarsi in maniera ottimale, pensare a un serio piano di investimenti per i luoghi e gli istituti della cultura e deve tenere a cuore quelle che sono le sorti degli operatori che, fino ad oggi, vi hanno lavorato e garantire possibilmente per l'avvenire anche per essi un futuro lavorativo diverso da quello che hanno vissuto fino ad oggi fatto di precarietà. Il voto naturalmente è favorevole.

PRESIDENTE.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato 44-138-223/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CHERCHI Oscar - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANNA Matteo.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 63

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 45

contrari 18

(Il Consiglio approva)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, al punto successivo, la discussione della proposta di legge numero 238/A, relatrice la consigliera Cerina alla quale do la parola.

(Interruzioni)

CERINA (Progetto Sardegna), relatrice. Se il Consiglio ritiene che… non so, che non è disponibile…

PRESIDENTE. Il Consiglio ritiene, onorevole Cerina. Il Consiglio se non ritiene dice altre cose. Le chiedo scusa un attimo soltanto.

(Interruzione del consigliere Diana)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intanto non eravamo assolutamente, come dire, preparati per affrontare una materia come questa benché fosse inserita all'ordine del giorno. Sono le ore 13 e 15. Mi pare un orario comunque ormai tardo per iniziare la discussione generale su un argomento che poi dovrebbe vedere tutti quanti noi impegnati nel pomeriggio o non so quando. Io credo che sia meglio iniziare la discussione generale nel primo pomeriggio o quando lo riterrà opportuno, ma non certo adesso perché, insomma, io vorrei ascoltare con attenzione, come credo tutti i colleghi, le cose che ci dirà la professoressa Cerina, che poi avrei necessità anche di meditare. Quindi, essendo le ore 13 e 15, credo che sia necessario interrompere i lavori e aggiornarli.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, io non ho nessuna difficoltà ad accogliere la sua richiesta se il Consiglio è d'accordo. Ho solo il dovere di ricordare al Consiglio tutto che l'impegno era di lavorare sino alle ore 14, di riprendere alle ore 16 e di lavorare fino a quando è necessario per portare a compimento…

DIANA (A.N.). Sì, ma sulla legge che abbiamo esitato, non su questa!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, per portare a compimento tutto l'ordine del giorno che è stato concordato in Conferenza dei Capigruppo. Siccome mi sembra che il problema non sia solo quello di lavorare sino alle ore 14, ma anche di concludere entro un certo termine domani, probabilmente se ci si ragiona l'economia dei lavori richiede di lavorare in modo differente. Però se le proposte del Consiglio sono altre, io non ho nessuna difficoltà ad accoglierle e a fare quello che mi suggerite di fare. Per cui chiedo se il Consiglio ha osservazioni sulla proposta dell'onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che il Consiglio stia lavorando e stia lavorando bene, anche grazie alla partecipazione e al contributo dei Gruppi dell'opposizione, per cui mi sembra che, fermo restando la volontà di completare l'ordine del giorno che è stato stilato, mi sembrerebbe accoglibile la richiesta del collega Diana di poter svolgere la relazione sulla legge sul cinema questo pomeriggio. Mi sembra che, con questo spirito di collaborazione, fermo restando il completamento dell'ordine del giorno, la richiesta possa essere accoglibile.

PRESIDENTE. Va bene. I lavori sono aggiornati a questo pomeriggio alle ore 16. La seduta è tolta alle ore 13 e 17.