Seduta n.288 del 30/04/1998
CCLXXXVIII SEDUTA
Giovedì 30 aprile 1998
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente SELIS
indi
del Vicepresidente ZUCCA
La seduta è aperta alle ore 9 e 37.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 14 aprile 1998 (284), che è approvato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che ieri la giornata è stata dedicata prima alle interpellanze e poi, soprattutto, alla mozione a firma Pittalis e più sul decreto di istituzione del Parco del Gennargentu. C'è stato il dibattito a cui avete partecipato con la conclusione dell'Assessore dell'ambiente. Si è sospesa la seduta, presiedeva il vicepresidente Zucca, e si sono aggiornati i lavori a stamattina. L'ordine del giorno reca la continuazione del dibattito con la eventuale votazione della mozione o di un ordine del giorno. Chiedo all'onorevole Pittalis se intende replicare in quanto presentatore della mozione.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, chiedo, se è possibile, andare avanti con i lavori dell'Aula, con il provvedimento che riguarda i dipendenti dell'hotel Moderno e con gli altri provvedimenti. Nel frattempo, anche prima della replica, valutare la possibilità di concordare quel testo unitario.
PRESIDENTE. Mi pare che l'intervento dell'onorevole Pittalis preluda a uno sforzo di dialogo tra le diverse componenti, e mi pare che la proposta possa essere accolta. Facciamo però il punto della situazione. Il punto successivo, la mozione Masala-Biggio, è rinviata quindi alla prossima volta; il provvedimento successivo è la legge rinviata concernente competenze in materia paesistica, ma abbiamo necessità di chiarire.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Solo per dire che abbiamo concordarlo di rinviarla a data fissa quella mozione, cioè al 12 o 13 di maggio.
PRESIDENTE. Sì, certo, alla prossima seduta. Abbiamo concordato che facciamo una sessione il 12, 13 e 14 e quella sarà con la priorità di cui abbiamo detto.
Il punto successivo è la legge rinviata concernente competenze in materia di tutela paesistica e abbiamo accertato che c'è una sentenza della Corte costituzionale che eccepisce qualche punto della legge, quindi occorre vedere la sentenza. Anche questa la sospendiamo, la valuteremo la prossima seduta. Il successivo punto, la legge rinviata "Decorrenza della contribuzione di cui all'articolo 33 della legge regionale 7 giugno 1989, numero 30, concernente "Disciplina dell'attività di cava", possiamo fare questa, e poi il Moderno. Poi naturalmente la situazione è quella che è, ma metterei in discussione la legge rinviata numero CCCII.
Discussione della legge regionale 23 luglio 1997 "Decorrenza della contribuzione di cui all'articolo 33 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30, concernente 'Disciplina dell'attività di cava'" (CCCII), rinviata dal Governo
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. E' relatore l'onorevole Tunis Marco che si rimette alla relazione scritta.
Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). La pregherei di tenere conto che avremmo dovuto discutere anche altre mozioni, il tempo utilizzato per questo parco del Gennargentu ha portato via tutta la giornata di ieri, ma una delle prossime sedute nella sessione che si apre il 12 maggio bisogna destinarla a questo. Sono cose molto importanti che riguardano questioni forse altrettanto importanti se non più importanti di quello che è stato discusso ieri.
PRESIDENTE. Onorevole Montis, concordo, la stessa osservazione mi pare la facesse l'onorevole Masala, mi sembra che quello che lei e l'onorevole Masala dite sia giusto e l'impegno, poi lo definiremo meglio in Conferenza dei Capigruppo, è che la tornata del 12, 13 e 14 si possa aprire, tra l'altro secondo una tradizione, magari proprio con le mozioni. Possiamo proporre di iniziare subito con le mozioni invece che con le interpellanze e lasciare queste ultime alle ore finali della tornata. Con questo intendimento e questa giusta sottolineatura che i colleghi hanno fatto, passiamo alla discussione della legge rinviata. Dicevo che il relatore è assente e ci si rimette alla relazione scritta, ovviamente.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. La Giunta non intende intervenire, metto quindi in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
1. L'articolo 32 della L.R. 7 giugno 1989, n. 30 è sostituito dal seguente:
"Art. 32 - Fondo per il recupero ambientale delle aree di cava dismesse.
1. La Regione promuove il recupero ambientale, di cui al precedente art. 31, delle aree di cava dismesse.
2. A tale scopo, presso l'Assessorato regionale dell'industria, è istituito un "Fondo per il recupero ambientale delle aree di cava dismesse", finanziato dall'Amministrazione regionale e finalizzato alla realizzazione dei seguenti interventi:
a) eliminazione sistematica di tutte le discariche di cava, non in uso, ove non siano organicamente integrate nell'ambiente, non siano intrinsecamente sicure e non consentano un riutilizzo economicamente valido ed ecologicamente accettabile del territorio, anche se di formazione antecedente all'entrata in vigore della presente legge;
b) esecuzione di opere di risanamento delle aree di cava dismesse e di quelle liberate dalle discariche;
c) opere di miglioramento ambientale di aree di uso pubblico connesse alle aree di cava dismesse."
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 2
1. L'articolo 33 della L.R. n. 30 del 1989 è abrogato con effetto retroattivo a far data dall'entrata in vigore della medesima legge.
2. Ai titolari di autorizzazioni o concessioni di coltivazione di cave o, comunque, agli esercenti dell'attività di coltivazione di cave che hanno effettuato il versamento del contributo in applicazione dell'articolo 33 della L.R. n. 30 del 1989 e nella misura prevista dall'articolo 2 del regolamento concernente: "Disciplina del fondo di ripristino ambientale previsto dal titolo VI della L.R. 30/1989" (D.P.G.R. 13 ottobre 1995), è rimborsato il relativo ammontare su espressa richiesta degli interessati da presentarsi, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, all'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 3
1. L'articolo 35 della L.R. n. 30 del 1989, è sostituito dal seguente:
"Art. 35 - Programma di interventi.
1. L'Assessore regionale dell'industria, di concerto con l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, predispone un programma annuale degli interventi di cui al precedente art. 32, anche sulla base dei progetti presentati dai Comuni territorialmente interessati.
2. Il programma è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'Industria che affida in delega ai Comuni interessati l'attuazione degli interventi di cui al comma 1."
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente, perché sulla legge rinviata sulle cave, insieme ai colleghi della Commissione, infatti non vedo qui neanche il collega Bertolotti, i membri della Commissione intendevano presentare alcuni emendamenti. Quindi io chiederei cortesemente se si potesse sospendere, perché proprio ieri pomeriggio si è parlato di questo, e io intendo presentare un emendamento e analogamente so del collega.
PRESIDENTE. Onorevole Cherchi, scusi se la interrompo, ho capito benissimo, ma ormai gli emendamenti non possono più essere presentati perché è già stato votato il passaggio agli articoli e siamo già all'articolo 3, che è in fase di votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 4
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge sono valutati in lire 1.100.000.000 per l'anno 1998 ed in lire 1.000.000.000 per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 ed in quello pluriennale per gli anni 1998-2000 sono apportate le seguenti variazioni:
In diminuzione
03 - Assessorato Programmazione, bilancio e
assetto del territorio
Cap. 03016-00 -
Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 3 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 e art. 34, comma 2 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 12)
1998 lire 1.100.000.000
1999 ---------
2000 ---------
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A allegata alla legge finanziaria 1998.
05 - Assessorato difesa ambiente
Cap. 05001-00 - Fondo di ripristino ambientale (artt. 32, 33 e 35 L.R. 7 giugno 1989, n. 30)
1998 ---------
1999 lire 1.000.000.000
2000 lire 1.000.000.000
( S O P P R E S S O)
In aumento
03 - Assessorato della programmazione, bilancio e assetto del territorio
Cap. 03066 (N.I.) 1.1.1.8.2.1.01.01. (01.05)
Rimborsi ai titolari di autorizzazioni o concessioni di coltivazione di cave dei contributi versati in applicazione dell'articolo 33 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30 (art. 2 della presente legge)
1998 lire 100.000.000
1999 ------
2000 ------
09 - Assessorato dell'industria
Cap. 09034 (N.I.) 2.1.2.1.0.3.08.29. (08.02)
Spese per il recupero ambientale delle aree di cava dismesse (art. 1 della presente legge)
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
2000 lire 1.000.000.000
3. Le spese previste per l'attuazione della presente legge fanno carico ai succitati capitoli della Regione per gli anni 1998-2000 ed ai corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Dovremmo procedere alla votazione finale, ma visto che c'è un accordo, mi permetto di dirlo su questo occorre la maggioranza assoluta, se siamo d'accordo lo sospenderei e lo farei votare nel corso della seduta.
Discussione della proposta di legge BONESU - SANNA Salvatore - MACCIOTTA: "Acquisizione di aziende da parte di enti regionali" (414)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 414. Dichiaro aperta la discussione generale. Poiché l'onorevole Bonesu è assente ci si rimette alla relazione scritta.
Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Poiché la Giunta non intende intervenire, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
1. Le acquisizioni di aziende, o di immobili la cui cessione compromette la prosecuzione di attività delle aziende, da parte di enti regionali devono essere previamente autorizzate dalla Giunta regionale, su conforme parere delle Commissioni consiliari competenti in materia di personale e nella materia di attività dell'ente.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 2
1. Gli enti regionali per il diritto allo studio universitario (ERSU) sono autorizzati ad assumere, in deroga alle vigenti norme per l'immissione negli impieghi degli enti regionali, i dipendenti delle aziende alberghiere, che siano stati adibiti continuativamente all'esercizio dell'attività alberghiera, negli stabili acquisiti dagli ERSU, nei sei mesi antecedenti l'interruzione dell'attività.
2. Tali assunzioni potranno avvenire esclusivamente per posti vacanti nell'organico ERSU.
3. I dipendenti da assumere dovranno essere in possesso dei requisiti per l'immissione nei ruoli dell'ERSU, con esclusione del requisito dell'età.
4. Le assunzioni avverranno nella qualifica corrispondente alle mansioni esercitate, purché il dipendente sia in possesso dei titoli di studio e professionali richiesti per l'assunzione in detta qualifica.
5. Ai dipendenti è riconosciuto il trattamento stipendiale iniziale della qualifica funzionale ricoperta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 3
1. Agli oneri derivanti dalla presente legge faranno fronte gli ERSU con le proprie disponibilità di bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo scusa, io non volevo intervenire sull'articolo 3 ma sull'articolo 1 per una questione di ordine formale, cioè io lo leggerei così: le acquisizioni da parte di enti regionali di aziende o di immobili la cui cessione compromette la prosecuzione di attività di aziende, devono essere previamente autorizzate dalla Giunta regionale eccetera...".
MARTEDDU (Popolari), E' solo un fatto di buona lingua italiana.
MASALA (A.N.). Non mi ero accorto che era già...
PRESIDENTE. Onorevole Masala adesso gli uffici mi trascrivono la formulazione, se è una formulazione di riscrittura formale...
MASALA (A.N.). Lo spostamento...
PRESIDENTE. E' solo un fatto di correzionale formale, in sede di coordinamento penso che possa essere accolto. Siamo sull'articolo 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente del Consiglio, l'articolo 3 non mi convince molto, in verità, agli oneri derivanti dalla presente legge fanno fronte l'Ersu con le proprie disponibilità finanziarie. Mi pare che sia una disposizione che para il colpo ma non sono a carico dell'Ersu gli oneri di carattere finanziario, sono a carico della Regione, solo che prima si chiede l'aumento dei fondi stanziati a favore dell'Ersu poi si dice che questo fatto rimane sotto il profilo finanziario neutro. Non è vero affatto che rimane neutro, è un provvedimento che comporta spese per la Regione e non sono state neanche quantificate, si fanno anche i miracoli quando si vuole fare un'operazione, fatela pure. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, mi sembra che le osservazioni dell'onorevole Casu non siano fuori luogo, perché le assunzioni devono avvenire in posti vacanti della pianta organica dell'Ersu, quindi la spesa dovrebbe essere già prevista nei bilanci dell'Ersu, trattandosi appunto di posti vacanti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 4
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Allora anche questa legge, se siamo d'accordo, la votiamo nel corso della seduta come votazione finale.
Discussione del regolamento: "Modifiche al regolamento emanato con D.P.G.R. 22 ottobre 1986, n. 112, contenente norme per l'esecuzione della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51 e successive modificazioni ed integrazioni, concernenti l'istituzione dei servizi e dei settori della Presidenza della Giunta e degli Assessorati nonché il funzionamento degli organi collegiali" ( Reg. n. 16/A parte)
PRESIDENTE. All'ordine del giorno è la discussione del Regolamento numero 16, relatore il consigliere Salvatore Sanna.
Dichiaro aperta la discussione generale. Poiché il relatore è assente ci si rimette alla relazione scritta. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Poiché la Giunta non intende intervenire, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del Titolo.
DEMONTIS, Segretario:
Titolo
Modifiche all'articolo 7 del regolamento emanato con D.P.G.R. 22 ottobre 1986, n. 112, recante "Norme per l'esecuzione della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51 e successive modificazioni ed integrazioni, concernenti l'istituzione dei servizi e dei settori della Presidenza della Giunta e degli Assessorati nonché il funzionamento degli organi collegiali"
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Faccio notare all'Assemblea che questo è un Regolamento stralcio per cui sono stralciati tutti gli altri articoli 1, 2, 3 e 4 e si arriva all'articolo 5, che è l'unico articolo di cui è composto questo provvedimento stralcio. Anche i successivi articoli 6, 7, 8, 9 e 10 sono stralciati. Quindi di fatto questo Regolamento è lo stralcio di un articolo ritenuto urgente dall'Amministrazione e dalla Commissione, di questo articolo 5 diamo lettura.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 5
1. L'articolo 7 del regolamento emanato con D.P.G.R. 20 ottobre 1986, n. 112, è così sostituito:
"Art. 7
Nell'ambito dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente sono istituiti i seguenti servizi:
SERVIZIO DEGLI AFFARI GENERALI E DELLA TUTELA AMBIENTALE: svolge le funzioni relative agli affari generali dell'Assessorato, alla protezione dell'ambiente ed alla lotta contro gli insetti nocivi e contro i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
1.1. Settore degli affari generali, programmazione e bilancio;
1.2. Settore della politica ambientale delle zone umide;
1.3. Settore della gestione dei rifiuti, del disinquinamento atmosferico e acustico, delle industrie a rischio e impatto ambientale;
1.4. Settore della difesa contro le malattie ed i parassiti delle piante e della difesa contro gli insetti nocivi e parassiti in genere;
1.5. Settore della tutela delle acque;
2) SERVIZIO DELLE FORESTE, DEI PARCHI, DELLA CACCIA E DELLA PESCA: svolge le funzioni relative alla programmazione degli interventi per la protezione dei boschi, delle piante e dei parchi, delle attività di produzione forestale e di utilizzazione del patrimonio silvo pastorale, e della difesa contro il degrado del suolo e degli interventi in materia di caccia e pesca.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
2.1. Settore della tutela del suolo;
2.2. Settore della Politica naturalistica dei Parchi e delle Foreste;
2.3. Settore della Caccia e della Pesca
3) SERVIZIO REGIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE: provvede ad acquisire dalle autorità locali i dati circa la situazione di pericolo venutasi a creare, la natura dell'evento calamitoso, la zona colpita e gli elementi necessari per una prima valutazione dei danni; a fornire alle autorità competenti le indicazioni utili per le operazioni di soccorso: ad individuare gli interventi di competenza regionale per il soccorso e la ricostruzione; alla istruzione dei relativi atti da proporre agli organi regionali competenti; ad assicurare, nel caso di richiesta, ai sensi dell'art. 8 della legge regionale 17 gennaio 1989, n. 3, la direzione unitaria degli interventi regionali di soccorso ed il coordinamento con gli interventi degli enti locali e delle associazioni di volontariato.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
3.1. Settore degli affari amministrativi, della programmazione e del volontariato:
3.2. Settore degli affari tecnici e di coordinamento degli interventi operativi.
4) SERVIZIO GENERALE DI PROGRAMMAZIONE, COORDINAMENTO E CONTROLLO, ECONOMATO: ha competenza generale in materia di programmazione, coordinamento e controllo degli interventi, di gestione del rapporto contrattuale del personale del corpo forestale e di vigilanza ambientale, nonchè in materia di acquisizione di beni e di economato relativa al corpo forestale e di vigilanza ambientale, e in materia di difesa contro gli incendi.
Il predetto servizio si articola nel seguente settore:
4.1. Settore degli affari generali, personale, economato e antincendi.
5) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI CAGLIARI: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
5.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità;
5.2. Settore degli affari tecnico-forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale.
6) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI IGLESIAS: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale e venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
6.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità.
6.2. Settori degli affari tecnico-forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale.
7) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI LANUSEI: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale e venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
7.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità;
7.2. Settori degli affari tecnico-forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale.
8) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI ORISTANO: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
8.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità;
8.2. Settore degli affari tecnico forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale.
9) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI NUORO: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale e venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
9.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità;
9.2. Settore degli affari tecnico-forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale.
10) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI SASSARI: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale e venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
10.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità;
10.2. Settore degli affari tecnico-forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale.
11) SERVIZIO RIPARTIMENTALE DELLE FORESTE DI TEMPIO: svolge, nell'ambito territoriale di pertinenza, le funzioni istruttorie e di attuazione degli adempimenti connessi alle materie di competenza assessoriale e le attività di vigilanza territoriale e polizia forestale e venatoria.
Il predetto servizio si articola nei seguenti settori:
11.1. Settore degli affari amministrativi, della gestione del personale di ruolo e non di ruolo e della contabilità;
11.2. Settore degli affari tecnico-forestali, della gestione dei vincoli, della vigilanza e polizia forestale e del contenzioso forestale".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Anche questo per l'approvazione finale lo voteremo insieme agli altri documenti.
Prego l'assemblea di prestare un attimo di attenzione. Il punto successivo all'ordine del giorno è la proposta di legge numero 323, concernente le norme sulla partecipazione regionale ai processi decisionali comunitari e sulla esecuzione degli atti della Unione Europea. Sono stati preavvisati su questo provvedimento degli emendamenti e ci chiedono di sospenderla un momento. Quindi se siamo d'accordo sospendiamo la proposta di legge numero 323 e passiamo al successivo punto all'ordine del giorno.
Discussione generale del disegno di legge: "Incarichi libero-professionali per
l'assistenza specialistica e di diagnostica strumentale nei poliambulatori pubblici" (369)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 369, relatore l'onorevole Ladu. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu, relatore.
LADU (Popolari), relatore. Signor Presidente, la Commissione settima ha approvato a maggioranza questo provvedimento formato da un unico articolo con sei commi, con l'obiettivo di poter rimediare alla situazione di disagio in cui versa l'assistenza specialistica e diagnostica strumentale nei poliambulatori pubblici con particolare riferimento a quelli situati nelle zone disagiate della Regione Sardegna. Come si sa c'è una certa difficoltà a reperire specialisti in queste zone periferiche proprio perché ci sono alcune difficoltà oggettive affinché questi specialisti possano accettare l'incarico. Quindi la difficoltà di reperire medici disponibili ad accettare incarichi trimestrali non rinnovabili. Perché c'è un dispositivo di legge che prevede appunto incarichi trimestrali per quanto riguarda la medicina specialistica, e per questa motivazione nelle sedi più disagiate non vuole andare nessuno e di fatto la medicina specialistica in queste zone manca quasi totalmente con le conseguenze possibili e immaginabili. Secondo quanto previsto dal contratto collettivo dei medici specialisti ambulatoriali, che è il DPR numero 500 del 29 luglio 1996, relativamente al conferimento degli incarichi a tempo indeterminato nonché per le sostituzioni provvisorie, in pratica non può essere dato incarico oltre i tre mesi. Con questo provvedimento si tenta di superare questo ostacolo, e infatti la Commissione ha approvato la proposta della Giunta regionale introducendo però alcune modifiche. Per esempio quella al comma uno dell'articolo che in pratica sopprime la frase "fatta salva la possibilità di utilizzare professionalmente personale medico dipendente con i titoli richiesti". In realtà in questo modo si vuole favorire il personale che lavora fuori dalle strutture ospedaliere. C'è poi un'altra modifica. In pratica non viene specificato il periodo di rinnovo dell'incarico lasciando alle aziende sanitarie la determinazione in merito. Ciò significa che in questo modo possono essere dati incarichi nelle zone disagiate anche oltre un anno, perché nella proposta dell'Assessore si prevedeva l'incarico annuale, in questa proposta che stiamo presentando noi l'incarico può essere rinnovato. Infine c'è una ulteriore integrazione che riguarda la decurtazione che deve essere praticata a questi specialisti. Siccome questi specialisti usano le strutture pubbliche della azienda sanitaria verrà fatta una decurtazione del 20 per cento per quanto riguarda le branche a visita e una decurtazione del 30 per cento per quanto riguarda le branche strumentali. È previsto inoltre per questi specialisti, per coloro che non risiedono nel posto di lavoro, un rimborso chilometrico di lire 482 a chilometro. Per dire che con questo disegno di legge formato da un solo articolo si tenta di superare una fase difficilissima che riguarda la medicina specialistica e in questo modo si sta tentando di far sì che molti specialisti che non accetterebbero mai un incarico nelle zone disagiate però avendo la certezza che l'incarico venga allungato di un anno ovviamente hanno maggiori possibilità e quindi con la certezza che queste zone carenti fino ad oggi possano avere anche loro la possibilità di avere la medicina specialistica adeguata.
PRESIDENTE. Se prendete un attimo posto cerchiamo di fare un momento il punto. È vero che sono provvedimenti normalmente approvati in commissione. Faccio il punto su tutta la mattinata a beneficio dei colleghi che avevano malinteso l'orario di inizio. Abbiamo iniziato mettendo all'ordine del giorno la prosecuzione della mozione sul parco. C'è stata la richiesta di un momento di sospensione per cercare una intesa politica di un provvedimento unitario e abbiamo proseguito con il resto dell'ordine del giorno, avvertendo che le mozioni sia presentate dai colleghi di A.N. sia presentate da Rifondazione e dagli altri Gruppi sono sospese e rinviate alla prossima tornata consiliare che inizierà il 12 maggio. Abbiamo sospeso la legge rinviata in materia di tutela paesistica perché c'è verosimilmente una sentenza, questo ci risulta, della Corte costituzionale, e quindi incide sulla materia e occorre vederla. Invece abbiamo riapprovato la legge rinviata sulla disciplina della attività di cava che deve essere votata con il voto finale ma deve essere approvata nel testo. Ugualmente abbiamo approvato il provvedimento numero 414, la cosiddetta legge sull'hotel Moderno, ma deve essere anch'essa votata nelle votazioni finali. Abbiamo discusso e votato il Regolamento 16, solo uno stralcio però, e anch'esso deve essere votato nella votazione finale. Abbiamo sospeso, su indicazione del relatore e del presidente della Commissione, la proposta numero 323 perché si stanno preparando degli emendamenti e c'è comunque un momento di valutazione. Abbiamo aperto la discussione generale e ha svolto la relazione il relatore Ladu sul disegno di legge numero 369.
(Segue Presidente
Ha domandato di parlare il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori, signor Presidente. Chiederei la sospensione della discussione di questo disegno di legge, perché è necessario predisporre alcuni emendamenti e fare alcune ulteriori valutazioni. Chiedo scusa, ma nell'ordine del giorno dei lavori di stamane questa era prevista o a fine mattinata o, probabilmente, il rinvio alla seduta successiva. Per cui mi rendo conto, naturalmente, che in questo modo non siamo in grado di presentare gli emendamenti in questo momento, per cui chiedo, se è possibile, che venga sospesa e che vada in coda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis; mentre do la parola all'onorevole Pittalis, però sottolineo che la sequenza e il programma era questo che abbiamo concordato, non ci sono stati spostamenti. Poi il problema è che è stato sospeso qualche argomento e quindi si è arrivati più rapidamente. Ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Chiedo una breve convocazione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, per consentire anche ai colleghi di sapere quale sarà l'andamento successivo.
PRESIDENTE. Pare opportuno anche a me. Sospendo la seduta per cinque minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 09, viene ripresa alle ore 10 e 19.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Devo fare presente ai colleghi che abbiamo delle votazioni in corso, per cui è necessario il numero legale. Sono votazioni di provvedimenti tra l'altro approvati sinora senza problemi, quindi mi pare un'intesa reciproca.
Adesso do comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha accolto la proposta di rinvio alla prossima tornata del disegno di legge numero 369 "Incarichi liberoprofessionali per l'assistenza specialistica e diagnostica strumentale nei poliambulatori pubblici". Quindi questa va alla prossima tornata. Invece è stato deciso, visto che sono pervenuti gli emendamenti di adeguamento della legislazione regionale alla legislazione nazionale, che è possibile votare la proposta di legge Fois Paolo e più: "Norme sulla partecipazione regionale nei processi decisionali e comunitari e sull'esecuzione degli atti dell'Unione Europea. Questa era stata sospesa per consentire questi emendamenti tecnici; gli emendamenti sono pervenuti, quindi questa può essere votata. Noi dobbiamo però votare gli altri tre provvedimenti che sono stati discussi e votati stamattina. Ricordo che per la legge rinviata occorre la maggioranza assoluta. Quindi noi voteremo questi tre provvedimenti già votati nel testo, li votiamo nel testo finale con la votazione conclusiva ora, poi discuteremo la proposta di legge numero 323, dopo di che sospendiamo la seduta per consentire ai Gruppi un confronto che verifichi la possibilità di arrivare ad un ordine del giorno concordato sul parco, ci sarà una sospensione di mezz'ora, poi si riprenderà con la replica del proponente la mozione, onorevole Pittalis, e poi con la votazione.
Allora, se siamo d'accordo, iniziamo con la votazione sul regolamento della Giunta regionale, poi voteremo la proposta di legge numero 414 e poi la legge rinviata, per motivi che mi paiono evidenti.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, col sistema elettronico, del Regolamento numero 16/parte.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Bertolotti - Biggio - Bonesu - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Falconi - Fantola - Floris - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giordo - La Rosa - Liori - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marteddu - Masala - Obino - Onida - Oppia - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Risponde no il consigliere: Montis.
Si è astenuto: il Presidente Selis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 48
Votanti 47
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, col sistema elettronico, della proposta di legge numero 414.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biggio - Bonesu - Cadoni - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Falconi - Fantola - Floris - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giordo - La Rosa - Liori - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marteddu - Masala - Montis - Onida - Oppia - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si sono astenuti: il Presidente Selis - Casu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 45
Astenuti 2
Maggioranza 23
Favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Indico la votazione della legge rinviata CCCII, sulla disciplina dell'attività di cava. Ricordo ancora all'Assemblea che occorre la maggioranza assoluta.
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Semplicemente per richiamare l'attenzione del Consiglio su un elemento sul quale credo che dovremo ritornare nell'immediato futuro a proposito di gestione delle concessioni delle cave, che sarebbe il caso di trovare formulazioni nella normativa di legge che consentano di far sì che i prodotti estratti dalla Sardegna subiscano lavorazioni in stabilimenti creati in Sardegna e con lavoratori sardi, quanto meno per arrivare a limitare il fenomeno della disoccupazione partendo dalla valorizzazione delle risorse locali sarde. Per cui preannuncio che ci sarà una immediata e successiva nuova iniziativa successiva sull'argomento che partendo da queste considerazioni tenda a dare dei segnali al mondo imprenditoriale sul fatto che non possiamo continuare a far depauperare la Sardegna delle sue ricchezze, consentendo ad altri di avere i vantaggi sul prodotto lordo.
PRESIDENTE. Rettifico che l'astenuto di prima, oltre a Selis, era l'onorevole Casu e non l'onorevole Marracini, come io erroneamente ho detto.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della legge rinviata numero CCCII.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biggio - Bonesu - Cadoni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Falconi - Fantola - Floris - Frau - Ghirra - Giordo - La Rosa - Liori - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marteddu - Masala - Montis - Obino - Onida - Oppia - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si è astenuto: il Presidente Selis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 46
Votanti 45
Astenuti 1
Maggioranza 23
Favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Discussione della proposta di legge FOIS Paolo - CADONI - CHERCHI - DIANA - FANTOLA - GHIRRA - MARTEDDU - OPPIA - PIRAS - PIRASTU: "Norme sulla partecipazione regionale ai processi decisionali comunitari e sull'esecuzione degli atti dell'Unione Europea" (323)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 323.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois, relatore.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, visto il ritmo che abbiamo impresso ai lavori di questa mattina, penso che una relazione sintetica sui principi ispiratori di questa legge sia adeguata.
Questa proposta di legge numero 323, di cui è stata data lettura per quanto riguarda il titolo, è la terza in ordine di tempo con la quale la Regione procede a una disciplina delle questioni di rilevanza europea e comunitaria di sua competenza. Come i colleghi ricorderanno, il Consiglio ha approvato nel '96 due leggi a questo riguardo: la legge numero 12 del 1996, sulla costituzione dell'Ufficio di Bruxelles, poi integrata lo scorso anno, come tutti ricorderanno, e la legge numero 19 del '96 che riguarda la cooperazione con i paesi in via di sviluppo e con le altre regioni europee e mediterranee.
Queste due leggi riguardavano prevalentemente i rapporti con soggetti diversi dallo Stato, e cioè la legge 12/96 sull'ufficio di Bruxelles affermava il principio secondo cui la Regione, pur non concludendo né assumendo obblighi internazionali, può intrattenere rapporti con le istituzioni comunitarie presso l'ufficio di Bruxelles, presso la sede delle istituzioni stesse e la seconda, invece, poneva l'accento sui rapporti con le altre regioni europee e mediterranee nel quadro della cosiddetta cooperazione decentrata.
Questa terza legge, che completa il quadro dei provvedimenti legislativi adottati dalla Regione Sardegna in questa legislatura, riguarda più specificamente i rapporti con lo Stato in materia europea e comunitaria, tenendo conto del fatto, come dirò tra un attimo, che vi erano già delle anticipazioni, delle offerte, per così dire, da parte dello Stato che aveva già previsto un ruolo delle Regioni in questo campo, ma nonostante queste norme fissate dal legislatore statale, il legislatore regionale non aveva precisato attraverso quali procedure questa partecipazione, per quanto attiene ai rapporti con lo Stato, avrebbe avuto luogo.
Detto questo volevo sottolineare che l'obiettivo fondamentale di questa legge, come di quelle che l'hanno preceduta, è di rafforzare il ruolo della Regione nei rapporti che si sviluppano a livello internazionale, ma soprattutto a livello europeo e comunitario, in una fase particolarmente delicata per quanto riguarda la nostra Regione. In altri termini, tenendo conto delle questioni che si pongono e per quanto riguarda i programmi finanziati dall'Unione Europea e per quanto riguarda le linee fondamentali che l'Unione Europea persegue nelle sue politiche e nelle sue regole, che non sempre tengono conto delle nostre peculiarità, si impone un maggiore coordinamento con le autorità statali, ma soprattutto bisogna che venga chiarito a livello legislativo attraverso quali procedure, attraverso quali organi la Regione opera sul piano dei rapporti comunitari, sul piano dei rapporti europei.
Questa legge, appunto, attiene soprattutto a questo momento, cioè come avremo modo di vedere nel corso dell'esame dei singoli articoli, e soprattutto con riferimento a quelle norme statali in cui si dice che la Regione deve formulare dei pareri, la Regione deve indicare le sue linee per quanto riguarda le decisioni da assumere all'interno della Conferenza Stato-Regioni, si precisi come la volontà della Regione venga a formarsi. Tre sono i titoli di questa proposta di legge, come avrete modo di accertare. Il primo titolo riguarda questioni di carattere generali, questioni di principio: gli obiettivi, la necessità di una più diretta e puntuale informazione dei cittadini, la regolamentazione dell'annosa e complessa questione delle notifiche delle leggi che comportano aiuti; gli altri due titoli invece attengono a due classiche fasi della vita comunitaria: la fase cosiddetta ascendente, che riguarda il momento della formazione degli atti comunitari, e la fase discendente, che regola più specificamente il momento in cui questi atti comunitari una volta assunti con la partecipazione delle forme possibili della Regione devono trovare attuazione nel nostro ordinamento. La proposta di legge è stata approvata nel novembre 1997 all'unanimità dalla Commissione, dopo questa decisione sono intervenuti una serie di fatti che hanno reso opportuna o necessaria l'introduzione di alcune modifiche per adeguare il testo votato alla fine dello scorso anno alle modifiche intervenute a livello comunitario e a livello nazionale, a livello statale. Intendo riferirmi in particolare alla firma del Trattato di Amsterdam, che è intervenuta il 2 ottobre, è stato già all'inizio di quest'anno ratificato dal Parlamento italiano e quindi vincola il nostro Paese anche se non è entrato in vigore il Trattato nel suo complesso in attesa delle altre ratifiche, la decisione della Commissione europea di proporre una certa modifica per quanto attiene alla riforma dei fondi strutturali, la famosa questione dei criteri in base ai quali la proposta della Commissione ci sarebbe un'esclusione della Sardegna dall'Obiettivo 1 e poi soprattutto l'approvazione da parte delle Camere della legge comunitaria 1995-1997 che è intervenuta una settimana fa e che, avendo introdotto una serie di modifiche sul piano procedurale al testo della legge del 1989, la famosa legge La Pergola, alla quale noi come all'unica legge in vigore c'eravamo attenuti in sede di lavori di Commissione, ha comportato necessariamente dei ritocchi e di natura formale e anche di natura sostanziale per quanto riguarda la procedura in quanto evidentemente non potevamo, in una legge approvata dopo l'entrata in vigore della legge La Pergola, della legge comunitaria, conservare dei riferimenti a leggi che sono da considerare oramai abrogate. Credo quindi che questa legge, nello spirito che ricordavo prima di mettere ordine in una legislazione che anche per alcuni aspetti era ancora del tutto carente, e perseguendo l'obiettivo di rafforzare il ruolo della Regione Sardegna nel suo insieme per quanto riguarda i rapporti con la Comunità Europea e con le altre regioni europee mediterranee e con lo Stato in materia comunitaria, sia una legge oltremodo importante in un momento in cui, vuoi per il lavoro della Bicamerale in tema di federalismo, vuoi per le decisioni importanti che devono essere prese per quanto riguarda la questione dell'Obiettivo, 1 vuoi per la più complessa e generale questione del riconoscimento dello stato di insularità, richiede che ci siano idee chiare ma anche regole certe nel funzionamento della macchina della Regione nel suo insieme. Per questo motivo, io auspico che il Consiglio regionale voglia esaminare rapidamente e votare una legge che dà ordine e dà forza alla Regione in un momento così difficile. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Poiché la Giunta non intende intervenire, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
TITOLO I
NORME GENERALI
Art. 1
Finalità
1. La presente legge regola le modalità di partecipazione della Regione ai processi decisionali comunitari e di esecuzione degli atti dell'Unione europea.
2. In armonia con i principi ispiratori del Trattato firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, la presente legge si ispira al criterio secondo cui, anche nelle materie disciplinate da detto Trattato, le decisioni devono essere prese il più vicino possibile ai cittadini.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho chiesto la parola, signor Presidente, per manifestare un'esigenza che è quella di valutare un attimo gli emendamenti che sono pochi però in particolare qualcuno è su questioni delicate e io avrei la necessità di valutarlo con gli uffici della Giunta. Questa esigenza probabilmente può coniugarsi con la scelta che è stata adottata dalla Conferenza dei Capigruppo per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori di stamane, quindi relativo all'esigenza di una sospensione, non so di quanto è, forse di mezz'ora, quello che è, per la mozione sul Gennargentu. Probabilmente potremmo, e in questo senso va la mia riflessione, potremmo sospendere ora in modo che durante la sospensione si faccia sia l'una cosa che l'altra, senza far perdere tempo al Consiglio. In assenza di questo, io dovrei sugli articoli, sugli emendamenti e sulla legge, sarei costretto come Giunta a rimettermi al Consiglio.
PRESIDENTE. Grazie. Allora c'è una proposta della Giunta che ritiene di aver necessità di qualche minuto per esaminare gli emendamenti e propone che la sospensione invece di farla dopo la legge, dopo questa legge, si possa fare ora, quella che avevamo deciso in Conferenza dei Capigruppo. Questo consentirebbe alla Giunta di valutare gli emendamenti e ai colleghi che stanno lavorando sull'ordine del giorno dei parchi di vedere l'ordine del giorno sui parchi. Allora se c'è l'accordo dell'Assemblea, io farei questa proposta e adotterei questa determinazione: sospendiamo adesso la mezz'ora a cui abbiamo fatto riferimento riprendendo quindi i lavori alle 11 e 15 e questo dovrebbe consentire poi di non sospendere più, cioè di vedere rapidamente la legge e poi dopo la legge di passare alla discussione e alla replica del presentatore della mozione sulla discussione dell'ordine del giorno presumibilmente unitario.
La seduta è sospesa, i lavori riprendono alle ore 11 e 15.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Informo i colleghi del Consiglio che è in via di approntamento l'ordine del giorno da votare sul parco del Gennargentu. In ordine invece al provvedimento relativo all'Europa si è giunti alla determinazione di non discuterla oggi perché ci sono degli elementi da chiarire. Nelle more della presentazione dell'ordine del giorno possiamo procedere ad una nomina ugualmente all'ordine del giorno.
Elezione suppletiva di un componente del collegio dei revisori dei conti dell'ERSU di Cagliari
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione suppletiva di un componente del collegio dei revisori dei conti dell'ERSU di Cagliari, in sostituzione di Ernesto Curreli, dimissionario. La precedente elezione non risulta valida per mancanza del requisito di iscrizione al registro dei revisori contabili da parte di colui che è stato eletto. Verrà consegnata una scheda e ciascun consigliere scriverà un nome scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, numero 88. Risulterà eletto il nome che otterrà il maggior numero di voti.
Prego i consiglieri segretari di procedere alla chiama.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 60
Schede bianche 6
Hanno ottenuto voti: Melis Sergio, 54. Viene pertanto proclamato eletto Melis Sergio.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Falconi - Fantola - Floris - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Manchinu - Manunza - Marras - Marrocu - Marteddu - Masala - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Palomba - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Continuazione e fine della discussione della mozione PITTALIS - BALLETTO - GRANARA - LOMBARDO - BIANCAREDDU - PIRASTU - MILI1A - CASU sul "Decreto di istituzione del Parco del Gennargentu"(146)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'ultimo punto dell'ordine del giorno che riguarda la votazione sull'ordine del giorno sul tema del parco del Gennargentu. Nell'attesa che arrivi l'ordine del giorno nella sua forma definitiva. ai sensi dell'articolo 115, primo comma, ha facoltà di replicare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, intanto riteniamo che questo dibattito ha sortito senz'altro alcuni effetti. Il primo è quello di iniziare a fare chiarezza sulle posizioni assunte dal governo regionale e da quello nazionale sul ruolo ed il contegno tenuto dai sindaci del parco, sulle scelte strategiche, su quelli che l'assessore Onida, ieri, con l'onestà intellettuale e la sagacia politica di cui pubblicamente e volentieri diamo atto, ha riconosciuto come errori. E allora abbiamo chiarito, nel senso che l'Aula ha chiarito e la Giunta regionale ha precisato, che i problemi esistono e non sono, come è stato da più parti rilevato, problemi di poco conto.
Le dichiarazioni rese dall'onorevole Onida rendono inutili le risposte che avevamo in mente; quelle risposte che volevamo dare ai colleghi, soprattutto del Partito Democratico della Sinistra, che hanno scambiato per demagogia il malcontento e il malessere delle popolazioni, di quei colleghi che si arrogano il diritto di chiosare su quanto è stato detto in pacifiche, democratiche, pubbliche e aperte assemblee popolari, alle quali, evidentemente, quei colleghi consiglieri non hanno partecipato. La verità, egregi colleghi, è che a Pratobello, domenica scorsa, non c'eravate, e quindi sarebbe opportuno riservare le dotte didascalie ai testi che effettivamente si conoscono. E siccome vogliamo prendere pro bono malum, consideriamo nel dibattito solo gli spunti, numerosi peraltro, di chi vuole confrontarsi sul problema e vuole interpretare la volontà dei cittadini. E per questo desideriamo tralasciare di rispondere a polemiche tanto sterili quanto inutili, se non addirittura dannose. L'assessore Onida ha chiesto ieri, saggiamente, che la mozione presentata dal Gruppo di Forza Italia sulla questione del parco, stimolando dall'opposizione un chiarimento che sarebbe dovuto essere di iniziativa del Governo e della maggioranza, ha chiesto, dicevo, che la mozione non venga acriticamente rigettata, ma tradotta in un ordine del giorno del Consiglio regionale sul quale si è lavorato e stiamo lavorando anche nel corso di questa mattina. Ha ragione Pasquale Onida: su questo problema è il Consiglio, unitariamente, a dover prendere posizione, perché il problema (come ho prospettato in principio di discussione) non è relativo all'istituzione del parco, alla bontà del progetto, alla necessità di realizzarlo. Abbiamo già chiaramente espresso il nostro parere fortemente contrario all'istituzione del parco, così come la maggioranza ha espresso il suo parere favorevole. Abbiamo già detto che non crediamo al parco come volano di sviluppo per i tanti motivi che è fuori luogo ripetere ancora una volta stamattina. Il problema che abbiamo oggi voluto porre all'attenzione della massima assemblea rappresentativa dei sardi è quello della sovranità sul territorio in cui si vive e si lavora; e non è certo questione da poco.
Questo Consiglio regionale deve, a nostro avviso, ribadire che non esiste parco senza il volere dei comuni interessati, che non esisteranno ricatti per i paesi che decidereranno di non partecipare al progetto, e che nessun ministro di nessuna repubblica può rifiutare il confronto con le popolazioni, che la risposta non può certo essere quella della convocazione dei prefetti e che deve esistere informazione accurata per le genti del parco. Sono punti, questi, sui quali crediamo che il Consiglio regionale, al di là degli schieramenti contrapposti di maggioranza e di opposizione, non possa non essere d'accordo. A tutte le forze politiche, nel rispetto imprescindibile dei ruoli di ciascuno e delle idee di tutti, chiedo e chiediamo uno sforzo superiore di mediazione, perché le popolazioni, favorevoli o contrari esse siano al parco, si possano sentire garantite e tutelate. E non esiste tutela se il Consiglio regionale non assume una posizione ufficiale netta, chiara e forte di rispetto del dissenso, di riconoscimento della totale libertà di autodeterminarsi, della contrarietà dei sardi a metodi autoritari e antidemocratici.
Colleghi, chi crede nel parco vi creda; chi non vi crede non vi creda, ma assolutamente su questo punto facciamo chiarezza. Così come credo indispensabile poi, per passare al merito della questione, che il Consiglio e la Giunta assumano un chiaro impegno per cambiare la legge numero 394 che, come abbiamo sentito dalle dichiarazioni di diversi esponenti di questo Consiglio, anche della maggioranza e non solo dell'opposizione, dicevo, un chiaro impegno per cambiare la legge numero 394, che non è adatta. Si dica quel che si voglia ma è così: non è adatta alla realtà delle Barbagie. Gli abitanti della Barbagia non vogliono essere amministrati da altri, e hanno ragione. Non vogliono che le autorità siano gradite solo per gentile concessione del Ministro di turno, ma pretendono, e voglio vedere come si potrebbe negarlo loro, pretendono di scegliere democraticamente chi e come li deve amministrare. Se la maggioranza silenziosa che il collega Falconi ha evocato, impadronendosi, almeno verbalmente, di luoghi comuni di una destra populista sud americana, se quella maggioranza silente proparco esiste, bene, quella maggioranza deve essere tutelata. Ma se, come pare a noi, la maggioranza sia quella protestiera e forse non elegante di Pratobello, allora anche questa maggioranza o minoranza che sia deve essere, onorevole Falconi, tutelata. Lo ha riconosciuto con chiarezza l'assessore Onida, e anche di questo noi gli diamo atto.
Questo Consiglio regionale è davanti a una scelta importante di libertà; speriamo che non perda anche quest'occasione per puro e sterile spirito di contrapposizione. Riteniamo che sul testo che abbiamo faticosamente, debbo anche dire, elaborato, un testo unitario, veramente sia questo il punto di partenza per affrontare un tema delicato come quello del parco e ad evitare che si verifichino quegli errori che onestamente e con chiarezza ha denunciato ieri l'assessore Onida.
PRESIDENTE. Con l'intervento dell'onorevole Pittalis si chiude la discussione generale. Siamo in attesa di poter leggere l'ordine del giorno per metterlo in votazione. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 01, viene ripresa alle ore 12 e 35.)
PRESIDENTE. E' pervenuto un ordine del giorno a firma Pittalis e più. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
ORDINE DEL GIORNO PITTALIS - CUGINI - MARTEDDU - MASALA - BALIA - BONESU - VASSALLO - AMADU - DETTORI Bruno sull'istituzione del Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione sulla mozione n. 146 concernente il decreto di istituzione del Parco del Gennargentu;
PREMESSO che l'articolo 34, comma 2, della Legge quadro sulle aree naturali protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394) come modificato dall'articolo 4, comma 7, della Legge 8 ottobre 1997, n. 344, prevede l'istituzione, d'intesa con la Regione Autonoma della Sardegna, del Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu;
CONSIDERATO CHE:
- sono state sottoscritte fra il Ministero dell'ambiente e la Regione le intese in data 26 luglio 1992, 29 dicembre 1995 e 19 febbraio 1998 relative all'istituzione del Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu;
- in particolare, l'articolo 6 della citata intesa del 29 dicembre 1995 prevede la costituzione di un Comitato istituzionale di coordinamento in luogo della emanazione del DPR per la costituzione del Comitato di gestione provvisorio e della delimitazione provvisoria prevista dalla Legge 394/91 per gli altri parchi nazionali;
TENUTO CONTO che al Comitato istituzionale di coordinamento veniva demandato il compito di definire e approvare la delimitazione provvisoria del Parco nazionale del Golfo di Orosei e Gennargentu;
CONSIDERATO che il Presidente della Repubblica ha firmato il decreto istitutivo del parco in questione sulla base di una delimitazione fortemente contestata dalle Amministrazioni e dalle popolazioni dei comuni dell'area interessata per la mancata ed esplicita approvazione preventiva;
VISTA la risoluzione della Quinta Commissione consiliare permanente del 13 dicembre 1995,
condanna
gli atti di intimidazione contro gli amministratori locali impegnati nel difficile e alto impegno di guidare i processi di crescita civile e democratica di comunità già attraversate da profonde lacerazioni e gravate da condizioni di pesante sottosviluppo economico;
esprime
a tutti gli amministratori comunali pieno sostegno e solidarietà;
impegna la Giunta regionale
I. a chiedere al Governo della Repubblica, ai sensi dell'articolo 51 dello Statuto Speciale per la Sardegna, la sospensione del provvedimento istitutivo del Parco nazionale del Gennargentu;
II. ad attivare, in virtù dello Statuto Autonomo della Sardegna, ogni iniziativa utile a promuovere in tempi rapidi la revisione della Legge 394/91, secondo modelli culturali e sociali più consoni alla Sardegna, riservando alla competenza esclusiva della Regione Autonoma della Sardegna la materia dei parchi ovvero disciplinandola mediante norme di attuazione dello Statuto Speciale per la Sardegna;
III. a rinegoziare col Governo nazionale una nuova intesa relativa alla istituzione del Parco nazionale del Gennargentu - Golfo di Orosei;
IV. ad inserire nell'intesa clausole di garanzia affinché le misure di salvaguardia diventino efficaci solo dopo gli atti formali di adesione al Parco da parte delle Amministrazioni locali che devono essere chiamate ad esprimersi - eventualmente anche mediante referendum consultivo - entro un congruo termine di tempo da concordare tra il Governo nazionale e la Regione Sardegna in modo che solo in data posteriore a tale scadenza venga emanato un nuovo D.P.R. per l'istituzione e la delimitazione del Parco nazionale;
V. ad avviare subito la prevista campagna di informazione istituzionale per consentire a tutte le Amministrazioni comunali e alle popolazioni locali di avere conoscenza degli effetti dell'istituzione del Parco;
VI. a promuovere in tempi rapidi un confronto tra le autonomie locali, le popolazioni interessate, la Regione Sardegna e il Ministro dell'ambiente;
VII. ad informare costantemente e tempestivamente il Consiglio regionale dei vari atti e decisioni riguardanti l'intero iter istitutivo del Parco del Gennargentu e degli altri parchi e riserve.1
PRESIDENTE. Mi comunicano che per una materiale perdonabile negligenza è stato dimenticato il nome del consigliere Randaccio tra i firmatari dell'ordine del giorno. Debbo precisare, prima di chiedere il parere della Giunta sull'ordine del giorno e prima di dare la parola per le dichiarazioni di voto, che la mozione s'intende ritirata. Onorevole Pittalis, credo di aver capito bene che la presentazione dell'ordine del giorno è contestuale al ritiro della mozione, quindi dopo il parere della Giunta ci saranno le dichiarazioni di voto.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta accoglie l'ordine del giorno con una valutazione brevissima. Si tratta di una risoluzione di un documento importante che sortisce subito alcuni effetti. Questo consente la pacificazione delle comunità locali in questo momento particolarmente in difficoltà e a disagio, crea un rapporto positivo tra le istituzioni, il comune, la provincia e la Regione, si ricolloca come ordinamento regionale in una forte posizione federalista e di autonomia e consente di riaprire con serenità il confronto su un tema come questo, al quale da diverse ottiche siamo particolarmente attenti.
C'è un solo problema che riguarda il punto 7 "impegna la Giunta regionale ad informare il Consiglio". Io non so, credo d'intendere dal punto di vista delle procedure e dal punto di vista tecnico che l'informazione puntuale al Consiglio su tutte le cose che riguardano l'ambiente debba essere data dalla Giunta nella Commissione competente. Presumo che sia questo un modo veloce e snello, libero da procedure complesse per poter informare, oppure il Consiglio ha voluto dire che deve avvenire in quest'aula? Questo è importante, è meglio che lo sappiamo oggi come Giunta.
PRESIDENTE. Preciso che ci sono due correzioni materiali molto semplici: laddove si dice "di adesione al parco delle amministrazioni locali" quel "delle" messo così darebbe luogo ad ambiguità, sembra che sia il parco delle amministrazioni, e allora basta sostituirlo con "da parte delle amministrazioni". E poi, al punto 5, "di avere conoscenza degli effetti della istituzione del parco" è stata omessa una parola che si può aggiungere.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). In ordine, Presidente.
PRESIDENTE. C'è l'onorevole Biggio, poi Bonesu, Vassallo, Ghirra e l'onorevole Diana. Sono questi gli iscritti a parlare. Anche l'onorevole Balletto, quando mai! Cominciamo dall'onorevole Biggio che ha chiesto la parola per primo. Prego.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, io mi sono prenotato, ma sono due per Gruppo nel P.D.S., sarebbe opportuno che parlasse prima uno poi interveniamo noi, siamo prenotati uno per Gruppo, grazie.
PRESIDENTE. Non credo che ci siano problemi. L'onorevole Diana penso sia in grado di intervenire.
DIANA (Progr. Fed.). Non ho capito la questione, io posso anche rinunciare al mio intervento, non c'è nessun problema se c'è stato un accordo, che io non conoscevo, che parlasse uno per Gruppo.
PRESIDENTE. No, è giusto che parli se ha chiesto di parlare. Prego onorevole Diana.
DIANA (Progr. Fed.). Ritengo positivo che il Consiglio regionale, a conclusione di un dibattito approfondito, concluda la discussione con un ordine del giorno unitario. Lo ritengo positivo perché consente di riportare nelle comunità interessate al processo istitutivo del parco del Gennargentu una serenità che rischiava di venire meno per una contrapposizione legata alla mai risolta questione della valenza delle decisioni che le comunità locali esprimono. Io ritengo, in questa sede, di confermare l'orientamento personale a riconoscere al dibattito che è in corso nelle comunità locali un altissimo valore. Ritengo però che le istituzioni, Consiglio regionale e la Giunta e amministrazioni a vari livelli, abbiano il compito di proporre soluzioni, di governare i processi per evitare che il dibattito si svolga su argomentazioni e ragionamenti che non sono ancorati a proposte serie e concrete. Per cui pur ritenendo che l'ordine del giorno contenga, cioè rappresenti uno sforzo unitario che non rappresenta pienamente le opinioni di ognuno di noi ma che raccoglie in maniera efficace la sintesi di quanto ognuno di noi pensa, annuncio il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Il mio Gruppo è sempre stato favorevole alla creazione dei parchi, siano essi regionali che di valenza nazionale, così come da sempre siamo stati convinti che essi non possono essere istituiti con atti di imperio nei confronti delle comunità locali, come non riconoscere a tali comunità il diritto di autodeterminazione del loro sviluppo economico e sociale, e al rispetto della potestà e autonomia, principi per altro sempre più sanciti dalla stessa riforma della legislazione nazionale in materia. Ma il diritto ancora più forte e di grande valenza ritengo non sancito da leggi ma sancito da altri fatti che nella pratica si esplicano e derivano dalla constatazione che in tali territori gran parte di essi hanno mantenuto un alto valore ambientale è frutto solamente del rispetto che le popolazioni locali hanno sempre e da sempre riservato al proprio territorio. Non si tratta quindi qui di verificare attraverso un voto del Consiglio chi è favorevole o contrario alla creazione dei parchi, si tratta di esprimersi su come essi possono o debbono realizzarsi in un consesso democratico respingendo le spinte prevaricatrici da qualunque parte esse provengano, essendo vicini a chi si batte per il mantenimento della legalità e contro la violenza, anche attraverso un percorso chiaro e trasparente. Questo percorso deve essere segnato, primo, da un'adesione ai parchi condivisa e consapevole, secondo i parchi devono avere organismi di gestione che garantiscono la sovranità democratica delle varie comunità ricomprese nel parco. Da questo deriva, primo, la rinegoziazione dell'intesa raggiunta e, secondo, la revisione della 394 del 1991 relativamente alla composizione degli organismi, questo non potrà che riguardare a mio avviso tutti i parchi ricompresi nella nostra terra, compreso quello dell'isola dell'Asinara, tanto per intenderci, oltre a questo è bene che le norme di salvaguarda siano rispettose delle attività produttive in essi presenti e coniughino e sviluppino e si possano sviluppare tutte quelle attività compatibili col sistema parco. Nella considerazione che tali presupposti sono contenuti nell'ordine del giorno formulato, il Gruppo di Rifondazione Comunista voterà a favore di quest'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del giorno che nasce da un dibattito in cui c'è stato un civile confronto tra le due posizioni parzialmente diverse, comunque di accentuazione diverse, mi sembra che compendi in modo abbastanza buono quanto si è detto riaffermando il diritto della Regione all'istituzione dei parchi in contrasto con le pretese della burocrazia ministeriale, credo che sia stato riaffermato anche il peso decisivo delle popolazioni e dei comuni. Credo che l'approvazione di un ordine del giorno unitario abbia anche un effetto psicologico positivo in una situazione che tendeva ad esasperarsi, per cui anche l'inclusione nell'ordine del giorno della nostra solidarietà verso i sindaci colpiti da attentati o comunque minacciati mi sembra un fatto estremamente positivo. Credo che abbiamo trovato con questo dibattito una chiave per uscire da una situazione che per errori commessi tendeva a degenerare, credo che sia un punto di partenza molto importante per un'azione di gestione del territorio che tenga conto dei valori ambientali, ma tenga anche conto delle esigenze di sviluppo delle popolazioni e delle esigenze che hanno le zone interne della Sardegna, di uno sviluppo equilibrato che ne valorizzi tutte le risorse e non tenda a schiacciarle con l'imposizione di vincoli. Per questi motivi voterò a favore dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghe e colleghi, al termine di un dibattito tal volta dai toni accesi ma certamente proficuo per l'analisi fatta dai diversi schieramenti, dibattito dicevo dal quale sono emersi più razionali e più prudenti posizioni, penso che forse qualcuno si è lasciato andare dall'entusiasmo di annunciare al popolo il raggiungimento di traguardi che non erano quelli esattamente voluti dal Consiglio, ma oltre queste osservazioni mi preme farne una in particolare che è la seguente. Voi, cari amici del P.D.S., sempre molto bravi nel fare analisi dovrete fare ammenda con voi stessi, perché sui parchi, così come pare abbia fatto qualche altro, sui parchi certamente in buona fede e con la volontà di portare a conclusione il vostro progetto, voi e la vostra maggioranza avete, come si dice in gergo, toppato. Io ricordo con quale forza voi poneste la richiesta di termini per l'istituzione di ben cinque parchi, e noi non avevano un atteggiamento contrario ma un atteggiamento di prudenza, dicevamo, invitavamo alla prudenza e alla valutazione, infatti non è stata fatta la valutazione dell'impatto che avrebbe avuto sulla popolazione il carattere di una norma così severa come quella nazionale sui parchi, questa è una delle verità, io sento di doverla dire, dicevo che aveva sulla popolazione o su una parte di essa la costituzione di un parco così con quella normativa. Non avete voluto ascoltarci quando sostenevamo che occorre procedere con prudenza e vi trovate ad ammettere oggi o meglio a specificare che occorre correggere il tiro, modificare la rotta pur mantenendo fermo il punto di arrivo, questo lo condividiamo tutti, che in linea generale dobbiamo raggiungere, scusate, questo è quanto è accaduto, questo è quanto oggi stiamo deliberando, osservo inoltre come sia stato contraddittorio il tipo di analisi fatta a suo tempo sempre da voi, perché mentre per altri problemi cogenti come quelli che riguardano la dismissione di aziende eccetera, tutti si è condiviso il concetto della prudenza, non si possono calare improvvisamente delle mannaie sulle popolazioni, sui lavoratori di qualunque categoria essi appartengano, non c'è stata la stessa valutazione, la stessa attenzione nei confronti di questo problema, questa è la verità, è una delle verità importanti, solitamente voi, e questa è cosa che mi meraviglia, solitamente voi nelle analisi e nei comportamenti consequenziali e nelle scelte politiche siete molto attenti, qualcosa non ha funzionato. E allora non trovo rispondenza appunto dicevo in questi atteggiamenti che avete avuto, l'ho detto in altre occasioni, voi siete stati molto bravi, il carbone nel sud e niente carbone nel nord, cosa strana e contraddittoria, però si è atteso; in questo caso invece non si è atteso. Non si è atteso per niente, si è calata la decisione pur di annunciarla. C'è stata una sorta di costrizione, una sorta di prevaricazione nei confronti di queste genti. Non si è pensato a che cosa avrebbe potuto determinare una scelta così grave, non si è ritenuto di fare altrettanto in altri settori. Una materia così delicata come questa non poteva essere trattata così. Occorre concludendo, e sarò breve, occorre che tutti, non faccio analisi come sono state fatte ben precise dagli altri, già ve le hanno propinate per due giorni, occorre che tutti come ama dire il Presidente Palomba, si facciano carico del problema, occorre che tutti concorrano a individuare quelle soluzioni che, se terranno conto delle esigenze, degli usi, delle tradizioni delle nostre genti, certamente potranno incontrare il consenso di queste popolazioni che qualcuno ha cercato di sopraffare. Il documento in esame è frutto di queste riflessioni, fatte da tutti, fatte da tutto il Consiglio e pertanto noi di Alleanza Nazionale lo approveremo. Un'ultima cosa. Questo Consiglio pur non dei migliori, come molti dicono, io non lo so poi il tempo valuterà, quando da tutte le parti si riesce a proporre qualcosa che non viene influenzata da scelte politiche riesce a produrre, spesso anche alla unanimità, dei buoni provvedimenti legislativi. Questo Consiglio quando è accecato e distorto dalle scelte politiche produce aborti come quello del parco del Gennargentu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole di Forza Italia perché con questa risoluzione siamo sicuri che si riaffermano principi di libertà e di democrazia. Noi in questo momento non vogliamo dire se l'istituzione del parco sia giusta o sbagliata, vogliamo solamente e abbiamo la soddisfazione di aver riaffermato con la mozione, con il nostro intervento, con il sostegno degli alleati di Alleanza Nazionale proprio questi principi di libertà e di democrazia. Non è infatti ammissibile che uno Stato centralista, autoritario e prevaricatore imponga o abbia imposto con un atto di imperio, escludendo il principio di autodeterminazione delle popolazioni interessate, la costituzione del parco del Gennargentu. Il Consiglio regionale e la Regione non potranno non prendere atto delle libere determinazioni delle genti e delle popolazioni interessate nelle zone del costituendo parco; e questo fatto a noi pienamente soddisfa. Staremo a vedere in futuro che cosa sarà e che cosa avverrà per ciò che riguarda l'istituendo parco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.). Signor Presidente, mi pare che il Consiglio regionale scriva una buona pagina, nel senso che tutti insieme ribadiamo oggi che il parco del Gennargentu si farà, che questa è la volontà di questo Consiglio regionale. Diciamo anche che sono stati commessi degli errori, che questi errori vanno corretti, ma non perdiamo di vista l'obiettivo. Il parco non è un insieme di vincoli, di divieti, ma è una grande occasione di sviluppo e di cultura. È questa l'interpretazione che abbiamo noi, non è una interpretazione che nasce oggi, ma è figlia di una lunga storia. E ribadiamo con coscienza e con fermezza che il parco va fatto con il consenso delle popolazioni interessate; questa è sempre stata la linea del nostro Gruppo e di tutti i suoi componenti, e ancora oggi essa è più attuale. Mi pare che in pochi giorni si sia fatta una grande operazione di chiarimento che può aiutare a rasserenare il clima in un'area dove c'è bisogno di serenità. La solidarietà che dal Consiglio va ai sindaci e agli amministratori del nuorese non è una solidarietà formale né una solidarietà che deve fermarsi a quest'aula; deve essere vissuta come tale nei comportamenti, persino nelle parole che si scelgono nelle discussioni, deve essere vissuta dappertutto anche nel nuorese, in tutte le località con la stessa serenità con la quale ci siamo espressi oggi. Noi quindi ribadiamo senza nessuna difficoltà quello che è sempre stato il nostro convincimento. Abbiamo ottenuto anche da parte del governo nazionale una immediata disponibilità a ridiscutere l'intesa. Questo oggi è il compito, riprendere il cammino dove c'è stato un intoppo serio, robusto, per ottenere il risultato. Un risultato nel quale siamo impegnati qui e nei territori. Il collega Pittalis diceva prima, e voglio essere molto sereno e lo invito ad essere molto sereno, che noi a Pratobello non c'eravamo. Mi pare che ci fosse intanto un esponente di primo piano del nostro Gruppo e poi mi pare, se ben conosco la geografia e anche la botanica del nuorese, che la sinistra ha radici forti in quell'area, che quei sindaci che erano alla testa del movimento facciano parte con forza della sinistra. Quindi non capisco come si possa dire che noi non c'eravamo. Eravamo alla testa di quella manifestazione.
PITTALIS (F.I.). Io ho detto che per fare certe osservazioni bisognava essere presenti. Lei non c'era, non c'erano gli onorevoli Falconi e Dettori .
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). E allora ci viene negato il diritto alla parola e allea libera scelta?
GHIRRA (Progr. Fed.). Mi perdoni, Pittalis, io non ho fatto l'ordine alfabetico dei consiglieri di Forza Italia. Io penso che se lei si guarda intorno vedrà qualche consigliere di questo Gruppo che c'era. Avrà visto comunque che c'era qualche sindaco. Lei che è un consigliere eletto nel nuorese dovrebbe conoscere la storia politica e sociale e civile di quell'area, dovrebbe sapere quante radici ha lì la sinistra. Quindi la invito ad essere più sereno nel dire che la sinistra non c'era. La sinistra c'era ed è stata capace anche attraverso le sue discussioni interne, di ammettere di aver commesso un errore ed è stata capace ed è capace oggi di dire, e ci fa piacere che siamo qui tutti insieme, che quella strada si continua e si porta a termine.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno.
SECCI (Popolari). Presidente, votiamo con il voto elettronico?
PRESIDENTE. Se viene richiesto, sì. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per soddisfare la richiesta dell'onorevole Secci chiediamo il voto per appello nominale elettronico.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione elettronica palese dell'ordine del giorno numero 1.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Falconi - Federici - Fois Paolo - Frau - Ghirra - Giordo - Granara - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo -Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marras - Marteddu - Masala - Montis - Onida - Oppia - Palomba - Petrini - Pirastu - Pittalis - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Secci - Serrenti - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.
Si è astenuto: La Rosa.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 55
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
I lavori del Consiglio sono aggiornati a martedì 12 maggio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 13 e 09.
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