Seduta n.448 del 18/02/2004
CDXLVIII SEDUTA
Mercoledì 18 febbraio 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 11 febbraio 2004 (442), che è approvato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sul processo verbale. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ho chiesto scusa e continuerò a chiedere scusa ai colleghi per il minuto, spero meno, che farò loro perdere in occasione della lettura del processo verbale. Ho posto, ripropongo e riproporrò il quesito alla Presidenza del Consiglio, chiunque presieda e perciò rappresenti comunque oggettivamente l'autorità interna alla direzione di questa Assemblea legislativa. Ho chiesto e ancora chiedo fino a quando la bontà, l'intelligenza e la sensibilità del Presidente di turno non vorrà assumere le necessarie informazioni di sapere quale sia il criterio oggettivo in base al quale vengono definite le sedute del Consiglio regionale della Sardegna, perché di alcune riunioni si compili il processo verbale e dalla mattina alla sera, come accade anche oggi, trattando lo stesso argomento, come accade anche oggi, si ritenga la seduta conclusa e poi riaperta in diversa seduta quindi ed in altre circostanza per oltre dieci giorni si possa tenere aperta la seduta considerando la stessa riunione. Io chiedo di sapere qual è il criterio oggettivo. Punto! Non chiedo altro, chiedo alla Presidenza del Consiglio, sentiti gli uffici quale sia il criterio interpretativo e quale sia il criterio oggettivo e quale sia il riferimento al quale ci dobbiamo appunto riferire e che dobbiamo tenere in conto. Io non voglio morire prima di avere conosciuto questa verità, di aver soddisfatto questa curiosità, voglio sapere in questo Consiglio regionale, in questa Assemblea legislativa qual è il criterio oggettivo in base al quale si definiscono le sedute, perché trattando lo stesso argomento ieri e anche oggi, noi abbiamo una seduta di mattina e una seduta di sera e in altre circostanze io ho conosciuto una seduta che è iniziata la settimana antecedente ed è finita la settimana dopo susseguente, voglio conoscere il criterio, è proibito? Io continuerò a porre umilmente questa domanda a chi ha il dovere, l'autorità di dirigere questa Assemblea e quindi anche la responsabilità e quindi anche il dovere di rispondere alla domanda che gentilmente, umilmente si pone. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io assumo formalmente l'impegno di chiarire assieme al Presidente.
COGODI (R.C.). Con gli uffici, sono gli uffici che danno i numeri.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ne parlerò innanzitutto con il Presidente e poi con il collega Biggio, l'altro Vice Presidente, e credo che su questo probabilmente sarà opportuno sentire anche gli uffici, quindi io eviterei in questo momento di darle una risposta che potrebbe essere parziale e anche probabilmente impropria e appena interverrà questo chiarimento qualcuno provvederà a formalizzarglielo e a formalizzarlo naturalmente ai colleghi perché è del tutto evidente che questo è un argomento che interessa tutto il Consiglio e non soltanto un consigliere.
COGODI (R.C.). La ringrazio Presidente. Ho detto prima di morire, quindi c'è tempo.
PRESIDENTE. Abbiamo tempo, potrebbe essere anche una questione scaramantica Se non vi sono altre osservazioni, il processo verbale si intende approvato.
PRESIDENTE. Quindi riprendiamo i lavori, ricordo ai colleghi che siamo nella fase della discussione generale sull'articolo 2 e sugli emendamenti che sono stati tutti quanti illustrati e su questi emendamenti sono stati espressi anche i pareri, quindi adesso apriamo la discussione generale sull'articolo 2 e sugli emendamenti che sono stati illustrati. Chi chiede di intervenire?
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Grazie signor Presidente, intervengo anche perché gentilmente, ancorché d'ufficio, e legittimamente d'autorità mi aveva già iscritto a parlare il Presidente Biggio in conclusione della seduta antimeridiana. In attesa che i colleghi adempiano alle loro molteplici altre funzioni e quindi possano anche pervenire nel frattempo in Aula, mi riferisco quindi alla legge, all'articolo 2 che è in discussione della legge di attivazione in Sardegna delle procedure di condono edilizio, di condono degli abusi edilizi, non di condono edilizio, ma abbiamo sentito diverse campane il che è un bene nella dialettica...
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Cogodi, per ricordare ai colleghi, visto che siamo in sede di votazione, che nell'eventualità...
COGODI (R.C.). No, siamo in sede di discussione generale.
PRESIDENTE. Intenderei precisare questo, laddove dovessimo pervenire rapidamente alle votazioni i dieci minuti previsti dal Regolamento hanno avuto inizio dal momento dell'inizio della seduta. Prego.
COGODI (R.C.). Dicevo abbiamo sentito diverse campane, il che è un bene, anche il suono differenziato se in qualche modo costituisce una dialettica politica e parlamentare una risultanza di insieme armonica, ma alcune di queste campane, alcune, sono apparse decisamente stonate. Si fa un richiamo ormai quasi ossessivo alla generalità, alla moltitudine almeno dei cittadini sardi che aspetterebbero questo provvedimento per essere soddisfatti di un diritto e i colleghi che avanzano questa perorazione sanno benissimo che non c'è né una generalità di cittadini, la quale generalità è quella che rispetta le regole e vuole le regole rispettate e che non c'è neppure una tanta moltitudine di cittadini che aspetta questa normativa così come proposta alla discussione e all'approvazione eventuale del Consiglio, c'è una minoranza esigua di persone che aspettano questa legge per completare un disegno speculativo. Quando dico una minoranza esigua, ovviamente, mi riferisco ai dati che sono stati qui forniti. L'Assessore, per conto della Giunta, dell'Amministrazione, quindi dovrebbero essere dati ufficiali, ha fornito un elenco o una rappresentazione di 19000 e qualcosa in senso numerico di abusi edilizi che in questa Regione sarebbero consumati e sarebbero stati osservati e censiti negli ultimi dieci anni; di questi 19000 e qualcosa più del 60 per cento sarebbero piccoli abusi di quelle categorie minimali che non c'entrano nulla con questa legge perché, ripeto, insisto, ribadisco, la legge 23 che esiste in questa Regione della bellezza di 19 anni, consente la soluzione di quei problemi in via ordinaria, in via ordinaria, in base alla normativa di cui questa Regione si è dotata a suo tempo con lungimiranza, antesignana di ogni e qualsiasi altra Regione d'Italia, dicendo che le piccole irregolarità vanno viste, vanno ricondotte alla legalità, eliminando le distorsioni che vi sono connesse e però la chiusura del balcone, anche lì sistemando e non lasciando le arlecchinate, ma sistemando in una linea anche come dire architettonica o almeno estetica questi interventi dei singoli, dei privati, in qualche modo, perché non sia come dire un danno oggettivo, anche la piccola cosa moltiplicata, le modificazioni interne degli edifici, le piccole variazioni anche in aumento delle volumetrie compatibili entro il 10 per cento, non lo 0,01 per cento, ma entro il 10 per cento, quando rispondenti alle previsioni di piano regolatore, tutte queste cose in base alla legge regionale vigente, ivi compresa la modifica di destinazione d'uso, quando corrispondente alla destinazione di zona però, alla destinazione complessiva, sono tutte cose normalmente ovviabili e regolarizzabili in via amministrativa in questa Regione per una legge che esiste dalla bellezza ripeto di 19 anni.
Tolta questa grande quantità di situazioni di irregolarità che possono essere regolate, rimangono una percentuale piccola numericamente, ma grande sotto il profilo del disastro e del danno economico, ambientale, morale delle quali uniche cose mi pare che questo Consiglio si voglia occupare, proprio perché quello che rimane è una entità numericamente piccola, è quell'entità numericamente piccola che sconvolge il sistema perché è lì che è l'imbroglio, è lì che è la speculazione, è lì che è l'arricchimento facile; qui non si può considerare l'allineamento di una finestra o l'aggiunta di un piccolo bagno, piccolo o grande che sia, o di un ripostiglio in una casa di un paese, non si può equiparare definendola un'aggiunta all'esistente, all'attico del palazzo centrale della città di Cagliari, perché quell'attico del palazzo centrale della città di Cagliari non ha il valore dello sgabuzzino, del bagno, del riallineamento di una finestra, della chiusura di un balcone della casa di un qualsiasi cittadino normale, quell'attico vale 1 miliardo, 2 miliardi e in men che non si dica spendendo quanto spende, perché il mattone costa uguale e il muratore pure, quanto spende un contadino, un pastore, un operaio, un artigiano per farsi una casa nel suo paese, spendendo uguale si è fatto alcuni miliardi.
Una modifica di destinazione d'uso non è sempre uguale, perché se uno stabile già destinato a determinate attività compatibili, lo destina ad altre attività ugualmente compatibili con la destinazione complessiva d'insieme, come dire, sì ha fatto una cosa irregolare ma non ha ottenuto chissà quale vantaggio, chi dallo studio professionale fa casa d'abitazione, chi dalla casa d'abitazione di questi tempi fa studio professionale, basta andare in uno sportello comunale in poche ore viene autorizzata la modifica di destinazione d'uso, perché si ritengono le due funzioni grosso modo fungibili e compatibili, ma se una rimessa, se un deposito abbandonato in una zona centrale della città viene invece risistemata e data a destinazione d'uso di una casa da gioco, di un bingo, accidenti bingo! Allora non è la stessa cosa, quella funzione non è compatibile in un'area urbana centrale dove non c'è parcheggio, dove si costituisce un comitato di cittadini, di migliaia di cittadini che contestano questo fatto, dove la stessa Amministrazione comunale della città capoluogo, dove il sindaco di questa città che sedeva su questi banchi ed era Capogruppo anche del partito di maggioranza relativa della coalizione del Governo di Forza Italia fino a poco tempo fa non concede la variante richiesta perché non la può e non la vuole concedere perché è incompatibile frontalmente quella modifica di destinazione d'uso e offende la sensibilità di migliaia di cittadini perché sconvolge un pezzo di città, perché voi pensate che attraverso questa norma, dietro cui si vogliono come dire, si vuole nascondere, mimetizzare l'interesse di migliaia di cittadini, poveri cittadini, di abusi di necessità ma che c'entra il bingo con gli abusi di necessità, ma dove è la necessità, c'è uno di voi che pensa che il bingo sia una necessità sociale, e se bingo è ma che si faccia dove si può fare, perché si deve fare al centro della città, in una zona dove non c'è neanche un parcheggio, un'area di servizio di stazionamento. E voi insistete e dite: "No, è tutto indistinto.". Non è tutto indistinto, qui è tutto distinto ed è tutto preciso, dico di un esempio, ma chi di noi vive in questo mondo e anche in questa regione e anche in questa città sa di questo e sa di altro in modo preciso e in modo puntuale. Quindi la nessuna domanda, la nostra richiesta...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso per ora. La nostra richiesta è come dire delicata, anche alla maggioranza, anche alla Giunta, di pensare meglio una soluzione del problema, di concordare, non per fare pasticci, ma per fare una cosa meglio fatta che risponda agli interessi generali dei cittadini e contemperi anche tutto quello che può sembrare anche interesse legittimo o attesa fondata di chiunque, ma in termini di equità a noi pare che sia una cosa ragionevole e ancora mi permetto io, si permetteranno spero altri colleghi e tanti altri colleghi di richiedere all'attenzione del Consiglio e della Giunta, lo chieda la Giunta di pensare un pochino meglio a questa vicenda, a questa questione, pochi giorni quanto basta perché si porti in Aula un provvedimento meglio definito, più soppesato, più condiviso, più ragionevole e più rispondente agli interessi generali.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Ci sono altri interventi? Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente. Con l'articolo 2, il testo proposto dalla Commissione affronta le questioni procedurali, rimandando le stesse alla legge regionale 11 ottobre '85 numero 23; al terzo comma fissa i termini per la presentazione della domanda che sono previsti in 90 giorni dalla data di approvazione del presente provvedimento e a dire che con questi 90 giorni noi andremo molto oltre la data del 31 di marzo prevista dalla legge nazionale che è, ricordiamolo, integralmente recepita dal testo che oggi abbiamo in esame.
Molti colleghi che difendono, che hanno provato, pochi per la verità sul versante del centrodestra, che hanno cercato, come dire, di difendere questo provvedimento, continuano mistificando la realtà della loro proposta, continuano a trincerarsi dietro l'edilizia di necessità, dietro i piccoli abusi, dietro la povera gente, non in grado quindi di assolvere tempestivamente a quanto noi in un emendamento precedente avevamo previsto. L'Assessorato dell'urbanistica in data 27 ottobre 2003 ricordo ha emanato una circolare indirizzata ai comuni e nella quale circolare premette: "Si ritiene doveroso far presente a tutte le amministrazioni comunali della Sardegna che il comma 32 del D.L. 269/2003" (cioè il D.L. proposto dal governo) "che introduce la sanatoria delle opere esistenti non conformi alla disciplina urbanistica non trova immediata applicazione in Sardegna in ragione della specialità del suo Statuto che le conferisce potestà legislativa esclusiva nelle materie dell'urbanistica e dell'edilizia". Ripongo la domanda: ma a questa premessa quali sono gli atti che la maggioranza, che la Giunta ha posto in essere per difendere la potestà legislativa esclusiva nelle materie dell'urbanistica e dell'edilizia?
Continua la circolare: "La non applicabilità della sanatoria edilizia trova puntuale conferma normativa anche nel succitato decreto legge, che stabilisce che in ogni caso sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale", cioè come dire si irrobustisce l'argomentazione comunque richiamando lo Statuto speciale della Sardegna.
Da tutto questo si fa discendere una indicazione di divieto ai comuni di procedere con la sanatoria edilizia prevista dal succitato decreto legge poi convertito in legge, cioè la regione Sardegna con questa circolare ai sindaci ha detto: "Non andate avanti, perché dobbiamo legiferare noi, vi dobbiamo dire noi che cosa dovete fare". E continuava: "Si coglie l'occasione per informare codeste amministrazione comunali che l'amministrazione regionale è un possesso di specifiche..." sentite un po' questa formulazione chiarissima mandata ai comuni "di specifiche tecnologie atte ad evidenziare lo stato di trasformazione del territorio regionale alla data nel 31 maggio del 2003". Bastava semplicemente mandargli una lettera con il CD contenente la cartografia in possesso della Regione, e che noi abbiamo chiesto che fosse fornita tempestivamente ai comuni anziché questa affermazione o comunque questa specificazione molto ambigua che, come dire, probabilmente non è stata neanche capita; e poi conclude: "Qualora il succitato D.L. venisse convertito in legge e la regione Sardegna dovesse recepire le nuove norme sul condono edilizio sarà cura della direzione scrivente mettere a disposizione tutto il materiale informativo atto ad agevolare le operazione istruttorie".
Questa circolare che ha in qualche modo dato un indirizzo chiaro ai Comuni di non luogo a procedere ha poi fatto scaturire due ricorsi di privati che, peraltro, si riferivano a sanatorie in corso mi pare, due ricorsi che il TAR ha ritenuto accoglibili con argomentazioni a mio parere del tutto pretestuose o comunque non condivisibili, ma comunque sia il TAR ha dato ragione ai privati.
Le altre regioni mi risulta che non abbiano inibito i comuni a procedere con la sanatoria regionale in relazione alla sola oblazione, e quindi al solo versante penale, ma anzi hanno chiarito dicendo: sì, voi potete presentare domanda di condono, soprattutto come dire le domande che afferivano a richieste di condono relative ad abusi acclarati, e ce ne sono in Sardegna, quelli che l'Assessorato dell'urbanistica ha comunicato al Consiglio sono tutti atti di abusivismo acclarati perché risultano le denunce dei sindaci registrate all'Assessorato dell'urbanistica. Quindi 19 mila casi di cui si è parlato, di cui per la verità la stragrande maggioranza si riferiscono ad abusi assolutamente minori, sono abusi come si dice già acclarati, già certificati; insomma a questi abusi già acclarati, già certificati noi dovevamo dare la possibilità quantomeno di condonare, o meglio di sanare la parte riferita alle questioni penali.
Io ritengo che con questa circolare che aveva una premessa di richiamo alla nostra potestà e alla nostra competenza primaria, poi si sia sostanzialmente risolta come sappiamo, si sta risolvendo secondo la volontà di questa maggioranza in una accettazione supina, completamente supina della legga nazionale, quindi come dire rinunciando completamente ad esercitare un minimo di potestà che gli è assolutamente dovuta, insomma, e che io credo che sia davvero un grande danno per la Sardegna rinunciarvi, insomma alla fine ha creato più danno di quanto poi forse nelle intenzioni voleva risolvere. Insomma l'Assessorato dell'urbanistica è partito con la volontà di vendicare la potestà, poi alla fine si è sdraiato sulla legge nazionale con i risvolti che vi richiamavo, cioè le sentenze del TAR e così via.
Parla di procedure e richiama la "23", io ho già detto che la "23", buona legge, che è stata è vero come diceva il collega Cogodi una legge come dire anche mutuata successivamente dalle altre regioni soprattutto negli anni Novanta a seguito del condono del '94, però evidentemente come dire è anche invecchiata questa legge perché sono sopraggiunte alcune leggi quadro nazionali e mi riferisco in particolare al Testo Unico che richiamano e propongono procedure che questa regione ancora non ha fatto proprie, però insomma...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.
MORITTU (D.S.). la legge nazionale stride su un punto fondamentale che riguarda le competenze sulla repressione degli abusi; mi riferisco in particolare alle azioni repressive che l'articolo 32 o il comma 32 del D.L. 269/ 2003 mette in capo ai prefetti, esautorando in questo modo i sindaci o i responsabili del procedimento ai quali, invece, si riferiva giustamente, rispettando le competenze degli enti locali la "23". Io pongo anche questo tema, come un tema di riflessione attinente all'articolo 2. Mi riservo di intervenire su alcuni emendamenti all'atto della dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (GRUPPO MISTO). Sulle questioni serie, molto serie che sono in discussione hanno parlato con competenza molti colleghi delle opposizioni, adesso Morittu, prima Cogodi, altri, Pirisi, io sono d'accordo con loro e quindi non ripeto le cose dette. Colgo l'occasione per dire una parola, connessa all'argomento naturalmente, a favore del Presidente della quarta Commissione, della Commissione urbanistica, lavori pubblici eccetera, il collega Tunis; perché il collega Tunis oggi è stato violentemente e ingiustamente attaccato. Da chi è stato attaccato? Dai nemici? Se fosse così sarebbe normale, è stato attaccato dagli amici; anzi è stato attaccato dal capo degli amici, perché quando io leggo su "L'Unione Sarda" una dichiarazione di questo genere: "Bisogna restituire la politica alla gente, portarla fuori dal Palazzo e dalle conventicole eccessivamente attente a tutelare interessi di singoli", lo stile è del capo degli amici, questa è una dichiarazione... Se mi interrompono non posso sviluppare il mio intervento.
PRESIDENTE. Comprendiamo onorevole Scano; invito i colleghi a non interrompere per cortesia.
SCANO (GRUPPO MISTO). Grazie Presidente. Allora questo intervento dell'onorevole Mario Floris io mi sono angustiato tutta la mattina sul come interpretarlo, e sono arrivato alla conclusione che c'è un attacco molto duro nei confronti del Presidente della Commissione, Tunis. Perché quando l'onorevole Floris dice: "Uscire dal Palazzo", Tunis, "uscire dal Palazzo" io so che invece la sua teoria è che bisogna entrare nel Palazzo, cioè la sua soluzione più rispondente alla dialettica profonda della partecipazione popolare, bisogna assieparsi nel Palazzo, bisogna anzi fare la fila nel Palazzo, bisogna occupare il Palazzo. E, quindi, qui c'è una contraddizione fra il suo leader politico e lei che si occupa di questa materia di cui stiamo parlando.
Se non osassi troppo ricorderei quel famoso rivoluzionario che diceva che l'essenza della democrazia e del socialismo, pensi un po' il socialismo, è che bisogna consentire alla cuoca di governare, la cuoca. Tunis, creda a me, Floris prende i suoi voti ma non la capisce, non capisce quanto è profonda la sua filosofia politica, cioè questa cosa del portare le masse dentro il Palazzo a dirigere la politica e le istituzioni è una cosa sublime, è una cosa sublime!
Io sto un po' scherzando perché sulle cose serie sono d'accordo con i miei colleghi che hanno detto delle cose molto sagge, ma di fronte a certe dichiarazioni io dopo 15 anni di Consiglio regionale continuo a sapermi stupire, continuo a sapermi stupire. L'altra parola la vorrei dire a favore di un altro Presidente di Commissione che non vedo adesso, mi dispiace perché preferirei parlare in sua presenza, è il Presidente della Commissione Cultura; anche se secondo me la Commissione Cultura gli sta stretta, preferirebbe la Commissione urbanistica però, però c'è Tunis e allora comprendiamo. Perché quando io leggo un emendamento come l'emendamento numero 1, io capisco cosa vuol dire, qui vuol dire: "poche chiacchiere, lasciamo perdere tutte queste cose sulle istituzioni, le riforme, qui bisogna occuparsi dei problemi, qui bisogna fare, qui bisogna fare ed allora si occupa dei mappali; e qui qualcuno, ma diciamo che è gente ingenerosa e anche poco acuta, lo attacca perché ho sentito qualcosa e mi è molto dispiaciuto, dice: "Ma sono delle cose particolaristiche" Ma come delle cose particolaristiche, questo non è un emendamento, questo è un piano regolatore, questo è un piano regolatore! Questo è un progetto stralcio, questo non va nemmeno letto, questo va contemplato.
Io qui da semplice, modesto consigliere, o inesperto, io qui voglio la cartografia, io qui vorrei la cartografia, questo non è un emendamentino così da liquidare con due battute. Qui bisogna esaminare i mappali, i confini, i rilievi, è una roba seria questo emendamento di Piana, non possiamo mica vederlo così superficialmente. E poi vorrei dire perché solo per Sassari? Perché se è una cosa buona perché solo per quella periferia di Sassari, qui la cosa va presa seriamente ed allora se Piana avrà la fortuna, come io auguro a lui non so se anche al Consiglio, ma insomma di tornare nella prossima legislatura, adesso che è arrivato Piana sono più contento. Sviluppi queste attitudini, non si limiti solo a Sassari, faccia uno studio sui mappali della Provincia, di tutta la Sardegna, bisogna risolvere una volta buona i problemi dell'urbanistica in Sardegna.
Io ho finito di scherzare, mi sono concesso una licenza stasera; voglio dire adesso molto sobriamente che argomenti di tale serietà, su cui ci sono posizioni diverse tra il centrodestra e le opposizioni e su cui il centrosinistra sta chiedendo, le opposizioni stanno chiedendo una riflessione ed in qualche parte del centrodestra c'è anche l'esigenza che è venuta fuori, che è emersa di correggere, di migliorare un testo che è il testo approvato dalla Commissione un tantino sbrigativo diciamo, un tantino sommario e che andrebbe invece migliorato, ecco questi argomenti andrebbero esaminati un po' con un altro spirito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I. - S.U.). Grazie Presidente, molto velocemente per partecipare ad un dibattito che non deve, secondo me, perdere la giusta tensione per un argomento di così fondamentale importanza. Per evidenziare ancora una volta l'occasione perduta per non aver riportato la discussione di questa legge in Commissione e,, naturalmente, per ribadire che bisogna cogliere favorevolmente quelli che possono essere alcuni emendamenti che sono indirizzati in particolar modo a migliorarne il contenuto e che nella loro limitatezza cercano di fare un po' da tampone ad una legge il cui risultato finale sarebbe potuto essere di sicuro molto migliore se l'avessimo affrontato con l'accordo che noi abbiamo proposto. Naturalmente io apprezzo l'Assessore quando dice che l'emendamento 1 del collega Piana non c'entra niente; noi non stiamo con quell'emendamento parlando di condono, noi con quell'emendamento stiamo cercando di inserirci in maniera pesante in un argomento che è serio, con una proposta che non ha niente di serio; con una proposta che abbiamo visto può provocare anche sarcasmo, può provocare di sicuro la disattenzione che invece noi non vogliamo per un argomento che ritengo ha molte cose sulle quali si può entrare in merito per cercare di dare una risposta equa, di dare una risposta che non faccia ulteriori danni Perché io continuo a ribadire che questo condono è un condono che può realizzare dei danni, l'abbiamo sottolineato prima di tutto quando diciamo che l'aspettativa di un condono è quello che principalmente determina per alcuni l'ipotesi di fare l'abuso sapendo che può sanare. E secondo è quello che può anche scaturire dalla confusione, dalla confusione della non risposta. Io probabilmente passerò per essere ripetitivo, che probabilmente può stancare nelle affermazioni che porta avanti, però ritengo che noi non possiamo lasciare i comuni senza un minino di risposta. Quindi ben vengano quegli emendamenti che pian piano si stanno integrando, sarebbero dovuti essere di sicuro molto di più, si sarebbe dovuti arrivare in maniera diversa, comunque ben vengano quegli emendamenti che servono a migliorare questa legge che purtroppo ha avuto un modo di procedere che nessuno di noi ha cercato, diciamo infelice, da cui ne consegue che tutto l'impegno che dobbiamo profondere in particolare noi del centrosinistra, che pur diversificandoci nel modo di approcciarci a questa legge stiamo provando a fare. Non entro in merito in quelli che sono gli emendamenti nello specifico, entro in merito però nel loro valore, che è quello dello sforzo che stiamo cercando di portare avanti per migliorare questa legge e quindi questo è il contenuto del mio intervento, tutto naturalmente portato a far sì che si riduca il più possibile la confusione e allo stesso tempo quell'atteggiamento che io credo non debba esserci di nascondere la testa sotto la sabbia, perché questa cosa ci cada dall'alto e la subiamo, così come sta arrivando o come sarebbe potuta arrivare se noi non fossimo in alcun modo diciamo stati capaci di entrare in merito o al limite rigettassimo in qualche modo l'opportunità di dibattere questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Grazie signor Presidente, indubbiamente ho ascoltato alcuni interventi, anche così in modo provocatorio e scherzoso, come quello del collega Scano. Indubbiamente ognuno ha le sue idee, ognuno soprattutto in materia urbanistica ha concezioni diverse perché in materia urbanistica molte volte, anzi quasi sempre, sono delle scelte politiche e, quindi, indubbiamente quello che mi divide, ma completamente, l'ho detto già anche in sede di discussione generale anche sulla concezione dell'applicazione in Sardegna di questo terzo condono edilizio è diametralmente, ma non come schieramento politico, anche come filosofia di pensiero fra quello che in questo momento rappresenta un schieramento politico, un raggruppamento politico che è quello del centrosinistra, del quale invece appartengo io, e diciamo anche quello del centrodestra. Quindi c'è proprio un abisso da quella che è la vostra filosofia e il vostro pensiero in urbanistica e da quella che è la nostra. Lo dico molto sinceramente, poi può darsi che voi avete ragione, può darsi che noi abbiamo ragione, non lo so, questo lo lasciamo a altri. Qua io tutta la mattina sto sentendo nella discussione sugli emendamenti, sugli articoli, prima l'articolo numero 1, oggi articolo 2, rimandiamo in Commissione, rivediamo, ricorreggiamo e quant'altro. Io dico che bene ha fatto la Commissione, bene ha fatto il suo Presidente a portare in approvazione la proposta di legge e ad esitarla in tempi brevissimi, perché di tempo ne abbiamo perso anche tanto. Quando si parla di confusione, la confusione viene soprattutto quando si cerca di rinviare, quando abbiamo una data certa, definita da legge nazionale che è quella del 31 marzo quale data ultima, 31 marzo 2004, per la presentazione della domanda di condono edilizio. Questa confusione nei ritardi anche ha ingenerato nel cittadino che ha fatto anche gli abusi, e che se sono leggi presenta domanda su quelle leggi, a dover essere indeciso: ma in Sardegna viene applicato, ma in Sardegna non viene applicato, ma la Regione la recepisce, non la recepisce, il risultato lo sapete quale può essere? Quello che moltissimi, migliaia a questo punto io dico non presentino domande di sanatoria, scada il tempo del 31 marzo e noi ci ritroveremo ad avere migliaia di abusi che non sono né in regola, non pagheranno l'ICI e quindi ai comuni non ci sarà nessun gettito, non pagheranno la loro parte della TARSU quindi la parte dei rifiuti solidi urbani, quindi al danno anche la beffa delle minori entrate poi ai Comuni per le imposte locali. Veramente io non riesco ancora a capire quando c'è una data del 31 di marzo del 2004, cioè fra 45 giorni o meno di 45 giorni, e noi qua stiamo ancora a discutere se applicare, se rimandare in Commissione o quant'altro. Quello sì che è il danno, che è un danno veramente, non dover dare una risposta certa che in Sardegna si applichi oppure che non si applichi, perché molte volte la risposta, la certezza è anche quella di dire no alle cose. Allora, siccome noi siamo per approvare, quindi per recepire il condono edilizio in Sardegna, io credo che su questo anche dopo tutte le battaglie, ormai lo sappiamo esattamente, la pensiamo in modo diverso, non possiamo… Certo voi utilizzate tutti gli strumenti regolamentari, tutti gli strumenti di interventi, di quant'altro per allungare i tempi, però io vi ricordo che il danno è non dare delle risposte certe su quella che è l'applicazione del condono in Sardegna, perché veramente questa è la grande difficoltà e la grande incertezza nella gente. Io dico anche che cosa avviene. Poniamo il caso che fossero state oggi, stamattina, l'articolo numero 1, l'articolo numero 2, gli emendamenti soppressivi a firma di Morittu e tutti gli altri, ci sarebbe stato veramente un gravissimo problema. Cosa avreste fatto? Avreste abbattuto tutte le case? Avreste fatto ordinanze per abbattere tutte le case, di tutte quelle migliaia di persone, tutti quei piccoli abusi, tutto quanto? Certo no, perché io poi avrei voluto vedere i sindaci nell'applicare le ordinanze, avremo fatto il caso della Sicilia o della Campania, una amministrata dal centrodestra, una amministrata dal centrosinistra, dove veramente si è rimasti così, con una situazione di centinaia e di migliaia, visto anche un recente servizio attraverso la televisione pubblica, nel quale veramente non si capisce che cosa ne sia del destino di tutti quegli immobili. Allora io credo che invece oggi dobbiamo dare una risposta certa, dire che vogliamo approvare questo condono edilizio, ma una cosa che nessuno ha detto, e qua l'Assessore e la Giunta, ma l'intero Consiglio regionale devono anche porre rimedio ad una situazione, cioè la situazione che è vero, se approviamo il terzo condono edilizio, se approviamo questo condono edilizio in discussione, dobbiamo anche di pari passo creare tutte le condizioni affinché non ci siano degli abusi da dopodomani, dal giorno dopo che viene applicato il condono edilizio. Quindi veramente qua stiamo a fare battaglie su applicare o su non applicare. Quegli abusi sono stati già fatti, noi stiamo andando a parlare di condoni di abusi già fatti. Io credo che ci dobbiamo preoccupare molto di più per non creare le condizioni perché si facciano altri abusi, e qua mi collego con l'emendamento numero 1, che riguarda Sassari, ma può essere rilanciato anche all'intero territorio della Sardegna, ma in modo particolare Sassari perché ignorare la situazione del Comune di Sassari, di un agro di Sassari, significa continuare a dare la possibilità di creare abusi, perché nessun sindaco né di centrodestra né di centrosinistra, come sino a ieri c'erano, nessun Assessore regionale all'urbanistica si è mai preso la briga di fare il censimento esatto e di emettere le ordinanze di abbattimento. Io voglio vedere qual è il sindaco, qual è l'Assessore all'urbanistica che in una situazione degradata come si è arrivati fino ad oggi, ma degradata perché si è consentito, perché i cartelli delle lottizzazioni oggi definite abusive anche con la 23 erano autorizzate, erano nelle maggiori strade principali dell'ingresso delle città e verso la città, sotto gli occhi di tutti, dai vigili urbani, agli assessori, ai sindaci e tutti hanno acconsentito. Su queste responsabilità, sull'agro di Sassari c'è la responsabilità politica, amministrativa di tutti. E allora a che cosa serve oggi non dover applicare il condono edilizio su quel territorio? A che cosa serve oggi non dare la possibilità a dover arrangiare una situazione dove ci ritroviamo un'intera parte del territorio del Comune di Sassari, limitata perché non è la Nurra dove si fa agricoltura nelle zone E, dove abbiamo lotti da 2500 metri quadri, il lotto minimo che la legge regionale prevede in 10.000 metri quadri, lì a Sassari in quell'agro c'è 2500 metri quadri, dove attraverso le concessioni dirette si è continuato in tutti questi anni, ma si sta continuando oggi, domani e dopodomani a concedere delle concessioni edilizie in forma diretta, per i 2500 metri quadri con l'indice dello 003 per 25 metri quadri. Tutti richiedono la concessione diretta dei 25 metri quadri per poi far cosa? Per poi fare lo scavo sotto, farci la cantina, ma la cantina poi diventa il seminterrato vivibile, dove si cucina, dove si vive, i 25 metri quadri sfruttando sottotetti e quant'altro diventano zona abitabile. Ebbene, vogliamo che la gente viva così? Anzi la gente sta vivendo, sta continuando a vivere in questa situazione qua. Allora indubbiamente il territorio del Comune di Sassari è un'eccezione, è un'eccezione vista anche dalla Commissione Urbanistica che al Comune di Sassari, su mio invito, era venuta e aveva anche verificato moltissime situazioni e sentendo anche Assessore, Sindaco dello stesso Comune di Sassari ed anche alcuni presidenti di circoscrizione. Allora veramente questa è un'esigenza, è un problema che vi dobbiamo porre, ci dobbiamo porre se non lo vogliamo approvare, ci dobbiamo porre se lo approviamo risanando alcune cose. Se non approviamo alcune norme che vanno dal condono edilizio, ma anche una peculiarità dell'agro di Sassari, attraverso anche quest'emendamento che è limitato sino al 2006, continueremo a far finta di niente, io vorrei capire, perché quella…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Piana.
PIANA (U.D.C.). …è una polveriera che sta per esplodere per inquinamento, perché si continuano a dare concessioni dirette per 25 metri quadri di abitazione con le fosse Imhof, quindi a continuare ad inquinare. È una polveriera perché si manda ancora e si permette di dare concessioni dirette con la gente che va poi a vivere nei seminterrati. Vogliamo dimenticarci, vogliamo far finta di niente? Far finta di niente significa fregarsene di quel problema lì, significa avere una polveriera che esploderà a chiunque, al centrosinistra se domani c'è il centrosinistra, al centrodestra se c'è il centrodestra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente e colleghi, io prima di svolgere il mio intervento mi interrogavo in maniera molto problematica sul perché sia saltato qua il foglio catastale numero 93, 94, 95, 96 dell'agro di Sassari. Io mi ponevo…, poi qualche altro collega avrà altro tipo di problematiche, ma io mi ponevo il problema del perché noi in quest'Aula non troviamo indicati, dall'esimio collega presidente della Commissione Cultura, a cui è demandata la responsabilità del Consiglio regionale per le questioni inerenti la tutela del paesaggio, le belle arti e le leggi che in qualche misura servono a tutelare il bello, l'ordinato e l'armonico. Leggi fatte in pieno regime fascista, leggi positive, interessanti, e il collega preposto alla salvaguardia per conto di questo Consiglio propone un emendamento e salta, in maniera inopinata ritengo, i fogli catastali che ho elencato poc'anzi. Io non credo che quest'Aula possa deliberare in maniera attenta ed accorta se non viene risolto questo mistero; questo mistero è un problema che non ci deve far dormire la notte. Poi anche un'altra cosa vorrei dire sommessamente. Io non so se in quest'Aula c'è qualche collega che si occupa di impianti vivaistici, nell'agro di Sassari dico, perché altrimenti mi verrebbe da domandare del perché ai fini edificatori la superficie minima di intervento in via generale è stabilita in 0,40 ettari, mentre invece per quanto la riguarda la destinazione per impianti vivaistici è stabilita in 0,30 ettari.
(Interruzione del consigliere Piana)
PIRISI (D.S.). Mi auguro che non ci sia qualcuno che ha già impiantato qualche attività di tipo florovivaistico o vivaistico e noi, siccome è stato già impiantato dobbiamo andare a sanarlo; cioè esistono una serie di questioni che sinceramente, signor Presidente, colleghi e Assessore competente, è avvilente affrontare argomenti di questa natura in quest'Aula. Ma altro che cose esplosive! La polveriera la si sta trasformando, si sta applicando il fuoco qui dentro! Altro che situazioni esplosive che troveremo, confondere la massima Assise del popolo sardo deputata a fare delle leggi che universalmente servano su tutto il territorio della Sardegna, ridotta - lo ribadisco - ad una sorta di comitato di quartiere nel quale andiamo a deliberare con nomi, cognomi e indirizzi delle persone che magari sono anche nostri elettori! È un fatto vergognoso.
Comunque, Assessore lei si è risentito perché abbiamo chiesto da parte sua anche un sussulto di dignità sulle questioni di cui abbiamo parlato e che ha richiamato poc'anzi il collega, il collega Morittu relativamente, per esempio, alla lettera che è stata mandata a tutti i comuni, ai quali lei ribadiva giustamente quelle che sono le prerogative di questo Consiglio e la potestà primaria che ha la Regione per legiferare intorno a questa materia, è così come lei l'ha richiamata anche nella relazione che accompagna il disegno di legge. E dico anche che il presidente della Commissione Urbanistica, notoriamente un grande nazionalitario, che piega la schiena, che notoriamente ha la schiena dritta e la piega perché deve portare a casa un risultato che magari è quello dei mappali di cui si parlava poc'anzi. Ebbene Assessore mi pare che sia la quarta volta che viene presentato l'emendamento dal collega Piana, che l'aveva presentato in tutte le finanziarie se non ricordo male. Però non c'è mai stato un Assessore che si sia rimesso all'Aula su una materia come questa, è la prima volta in assoluto. Le altre volte gli assessori dicevano che il loro parere era negativo, lei invece ha detto che non esprime parere favorevole e si rimette, anche a nome della Giunta, all'Aula. C'è stata un'involuzione formidabile sotto questo profilo, perché basta avere memoria su quello che gli Assessori in passato hanno fatto e ci saremo ricordati che invece è stato rigettato questo emendamento, perché è da rigettare, perché non può essere assolutamente accolto né preso in esame. Io ritengo che esista ancora un'opportunità, che è quella di dare una risposta ai cittadini della Sardegna, quelli ai quali tutti quanti diciamo di guardare, che sono coloro i quali hanno fatto i piccoli abusi che sono stati qui elencati in maniera abbondante e forse addirittura un po' pedante e quindi che noi ci vediamo, ci confrontiamo, portiamo le soluzioni che diano delle risposte oggettive. Ma quando io sento il collega Piana o altri colleghi ancora che dicono: "Dobbiamo prendere questo treno perché è fondamentale", ciò di cui stiamo parlando viene contraddetto in maniera fortissima da coloro i quali hanno a cuore, non in maniera forte, come noi diciamo di avere a cuore, le sorti del territorio della nostra regione, ma hanno a cuore, diciamo in maniera più blanda, le sorti del proprio territorio, hanno impugnato la legge e aspettano che si pronunci la Corte costituzionale, che si dovrà pronunciare a marzo e poi successivamente ad aprile. Collega Piana, perché va a dire che ormai c'è una data certa, che è quella del 31 di marzo, quando stamattina è stato citato Il Sole 24 Ore che riporta - sarà presentato immediatamente, non so se l'abbiano già fatto oggi - un decreto legge per prorogare i termini dei diversi condoni, non solo del condono sull'abusivismo edilizio. Per cui io ritengo che se la volontà da parte della maggioranza, così come da parte dell'opposizione, è reale ed è quella di dare le risposte di cui si parlava e non invece favorire la speculazione edilizia dei pirati e di coloro che vanno all'arrembaggio dei nostri territori, se non vogliamo che si realizzi quest'ultima fattispecie io credo che dovremo, appunto, chiedere tutti quanti assieme di bloccare per un momento e ritornare in Commissione e attraverso la guida illuminata del presidente Tunis ritengo che riusciremo a trovare una soluzione che accontenti un po' tutti.
Presidente Tunis, io ritengo che lei questo ruolo debba svolgere e sia importante anche perché all'interno della legge nazionale sono previste delle fattispecie di condono che mortificherebbero i nostri territori, dal momento che è previsto anche che si possa avere il condono su terreni del demanio. E' sgranato il rosario delle ipotesi e delle previsioni e fatto tutto quanto qui dentro. Avremo modo di ritornarci, ma se ci dovessimo invece fermare con un atteggiamento costruttivo tutti assieme io ritengo che veramente potremmo dare un contributo a quest'Aula e depurandolo anche da tutto ciò che c'è di intruso e da tutto quanto oggi sta mortificando veramente la nostra funzione e il nostro ruolo di consiglieri regionali.
Quindi io, Presidente, invito lei, come Presidente della Commissione, a fare un intervento di mediazione in questo senso, e invito anche l'Assessore dell'Urbanistica perché si muova in questa direzione. Noi non vogliamo essere pedanti, ma se ci costringete saremo ripetitivi fino alla nausea, perché riteniamo che il provvedimento del quale stiamo parlando sia importante per la Sardegna, non sia un provvedimento di poco conto, ma sia una questione di fondamentale e vitale importanza per la nostra regione. Quindi forse è molto meglio che si arrivi appunto a vederci in Commissione, confrontarci e trovare una soluzione che dia le risposte che voi dite di volere e che noi vi abbiamo dimostrato di volere nella concretezza degli atti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, l'esame di questo disegno di legge che dovrebbe recepire, dovrebbe dettare norme in materia di abusivismo edilizio, cade in Sardegna e si colloca in una situazione particolarmente delicata, perché la nostra Regione è praticamente priva di una strumentazione, di una regolamentazione di assetto complessivo del nostro territorio. I PTP, fatta eccezione per quello del Sinis Montiferru, non esistono più; la pur necessaria normativa di aggiornamento della normativa urbanistica della nostra Regione, tante volte proposta e programmata dalla Giunta e dalle Giunte che si sono succedute nel corso di questa legislatura, non ha visto luce. Ci troviamo in una situazione in cui mancano gli strumenti fondamentali di governo del territorio e questa Giunta, che sta portando a conclusione la legislatura, propone un recepimento della normativa nazionale sull'abusivismo edilizio senza fare un ragionamento, senza tentare di raccordare, di adeguare questa normativa ai problemi della nostra Isola. Io mi rivolgo alla Giunta, mi rivolgo ai colleghi della maggioranza e mi rivolgo, in modo particolare, all'assessore Asunis, che ha questa responsabilità in quanto Assessore: io credo che questa normativa, se non viene corretta in alcuni punti fondamentali, avrà un impatto devastante sull'assetto territoriale e sull'ambiente della nostra Isola e sui possibili utilizzi turistici e sullo sviluppo o sul sottosviluppo della nostra Isola, cioè dare la possibilità di creare migliaia di metri cubi aggiuntivi in tutto il territorio della Sardegna significa creare le premesse per un disastro. Io non credo che questo sia l'obiettivo della Giunta, a meno che la Giunta non insista nel voler portare avanti questa linea.
Penso che sia opportuno fermarsi in tempo, penso che dobbiamo evitare, visto che questa Giunta regionale, questa maggioranza di centrodestra non è riuscita a dotare la nostra Regione di un minimo di regole, di un minimo di strumenti, almeno non saccheggiamo quello che esiste, evitiamo di introdurre una normativa come quella che si vuole introdurre, che creerebbe una situazione ingovernabile e di non ritorno. Quindi l'appello che io faccio e mi dispiace che purtroppo si stia discutendo di tante cose sui giornali in questi giorni, ma questo problema, che è davvero dirompente per il futuro della nostra Isola, dove ci stiamo giocando l'ambiente, che è senz'altro la risorsa più importante che noi abbiamo, e ce la stiamo giocando recependo una norma nazionale che, ripeto, applicata in Sardegna diventa devastante, quindi fermiamoci un attimo, facciamo una riflessione, troviamo un punto di equilibrio che salvi l'assetto territoriale, che salvi e tuteli l'ambiente della nostra Isola.
Queste sono le cose più importanti che noi abbiamo e che dobbiamo salvaguardare per lo sviluppo della nostra economia, per lo sviluppo complessivo della comunità regionale. Poi chiedo anche all'onorevole Piana che risparmi definitivamente a questo Consiglio l'indecenza di dover discutere dei mappali dell'agro di Sassari. Onorevole Piana, queste sono questioni che si discutono, ma neanche in consiglio comunale a Sassari si devono discutere! Quando il consiglio comunale di Sassari discuterà del suo piano urbanistico comunale non discuterà di mappali e lei si permette di offendere questo Consiglio: ogni volta che c'è un provvedimento che in qualche modo si presti a diventare vagone lei ci butta dentro l'agro di Sassari! Ma se lei pensa che in questo modo i cittadini sassaresi avranno nei suoi confronti chissà quale riconoscenza o favore elettorale, insomma io credo che lei abbia fatto anche male quei conti, sta offendendo l'intelligenza di questo Consiglio e la sua funzione legislativa e sta offendendo anche l'intelligenza dei suoi concittadini. Quindi le chiedo di ritirare questo emendamento e di non presentarne più di queste indecenze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, una nazione, una regione, una comunità di individui non può vivere con il sistema del Far West, deve darsi delle regole di comune convivenza, delle norme che consentano di instaurare una serena vita di società civile. Ma si ha bisogno di norme certe. In tema di pianificazione del territorio, appurata quale sia la maggiore vocazione di sviluppo, vanno individuate le aree di particolare pregio ambientale e paesaggistico, su quelle si impongono i vincoli, ma su quei vincoli non ci possono poi essere deroghe, perché se ci sono deroghe vuol dire che la norma non è certa e laddove non c'è certezza non c'è certezza neanche per lo sviluppo. Certezza vuol dire che l'imprenditore può decidere di scommettere su un investimento, su un futuro per la sua azienda, perché quell'investimento è garantito da norme certe.
E' sufficiente guardarsi intorno, vedere i nostri paesi dove ci sono centinaia di case mai finite, senza intonaco, che rimangono a cantiere aperto anche per decenni. Sono evidentemente un'offesa al paesaggio, ma sono anche la condizione di disagio di tante famiglie che non hanno le risorse per costruire in poco tempo e quindi purtroppo sono obbligate a seguire questa che ormai è diventata una cultura. Ma io credo che si possa anche guardare nelle città. Un esempio per tutti: lo scempio, la vergogna di questo palazzaccio inserito in un centro storico davanti al porto di Cagliari! E' uno scempio, io non so chi lo abbia progettato, chi lo abbia immaginato, chi lo abbia deciso, ma è un'offesa alla città, è un'offesa alla Sardegna!
Se poi andiamo a fare il giro delle coste ci rendiamo conto che lo scempio che è stato compiuto, facciamo anche i nomi e i cognomi, nella Costa Rei, nella Costa Verde, nella Costa di Santa Teresa di Gallura, nelle coste del centro-sud, ebbene io credo che sia sufficiente uno sguardo anche approssimativo, senza soffermarsi troppo, per capire che si vive in uno stato di assoluta e totale confusione. Quindi chi ha pianificato il territorio, pianificato per modo di dire, negli anni passati deve farsi carico di questi scempi e adesso non può insorgere perché si decide di recepire una norma che consente anche ai sardi di avere gli stessi diritti che hanno altri italiani di altre regioni, dove questo benedetto condono è stato recepito.
Ma il condono deve essere un fatto eccezionale, anzi non dovrebbe esserci proprio, però visto che c'è, che è stato fatto anche dai governi di centrosinistra (ne avete fatto quindici negli ultimi anni, quindi non ci scandalizziamo), se il condono deve esserci deve essere un condono vero, cioè si devono condonare quelle piccole opere, quei piccoli abusi a volte necessari, a volte anche abusi che vengono riconosciuti tali solo in Sardegna, perché noi in Sardegna abbiamo recepito solo a maggio di quest'anno una norma nazionale che altre Regioni avevano già recepito negli anni passati, e allora molti abusi che Sardegna sono considerati tali non sono più considerati alla stessa stregua in altre regioni di Italia. E allora questa è un'altra delle ragioni per le quali accedere e dare anche ai sardi la possibilità di fare il condono, ma farlo con logica, farlo con criterio, farlo con senso di giustizia. Non si può pensare di condonare palazzi con 3000 metri cubi di abuso; non si può pensare di condonare case singole con 750 metri cubi di abuso, perché questo non vuol dire andare incontro alle piccole esigenze, ai piccoli peccati a volte necessari di tante famiglie. Io posso capire una famiglia che si costruisce abusivamente 30 metri quadri, una stanza in più per ospitare un figlio, ma anche la casetta per far sposare due ragazzi, posso capirlo questo. Non si può comprendere quando questo condono possa servire a sanare situazioni di speculazione pura.
E allora io sto aspettando, Assessore, quell'emendamento che lei ha promesso che sarà fatto per cercare di ridurre questa legge nazionale che prevede queste volumetrie francamente esagerate. Noi prenderemo di questo suo emendamento, lo vedremo, se sarà confacente a quello che è il nostro modo di immaginare la pianificazione del territorio e a quella che è anche la giustizia da rendere a chi ha fatto abusi, noi voteremo a favore. In caso contrario noi vi diciamo con assoluta certezza che se non sarà fatto un correttivo serio a questa norma noi contribuiremo col nostro voto a bocciarla anche col voto finale. Quindi organizziamoci in modo tale che i sardi possano avere il condono, ma che il condono possa servire ai piccoli abusi, alle decine di migliaia di persone che lo aspettano e hanno diritto di averlo, ma scordiamoci di favorire i palazzinari perché questo noi non lo faremo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Io vorrei riprendere brevemente il mio intervento di stamani, dove mettevo in evidenza la mia preferenza per una legge più puntale, più completa, più sarda, ossia una legge più adatta a sanare i microabusi tipici delle situazioni familiari sarde e che invece escluda i casi consistenti e speculativi. Ora si è parlato tanto della legge 23; la legge 23 è sicuramente una legge buona, è una legge importante, ma io ritengo che sia anche una legge insufficiente a sanare appunto questi casi di microabusivismo di cui stiamo parlando. Infatti la 23/85 è una legge che, per esempio, per quanto riguarda le quantità volumetriche sana parziali difformità e in casi molto, molto limitati. Torno allora alla mia proposta di stamani, una proposta che fra l'altro è stata fatta propria anche da alcuni colleghi dell'opposizione, ossia quella di migliorare la proposta di legge approvata dalla quarta Commissione, accogliendo quelle modifiche proposte tramite alcuni emendamenti mirati esclusivamente a far uscire i cittadini sardi da situazioni di piccoli abusi. Questo è il mio appello.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, sentendo l'intervento del collega onorevole Pier Sandro Scano, poco fa, che ha brillantatemene ironizzato sulla situazione che si è venuta a creare, è venuta anche a me la tentazione di seguire la stessa linea, peraltro un po' perché non ho capacità di scherzare in modo così sottile, un po' perché purtroppo non è possibile, oltre certi limiti, ignorare quello che sta succedendo, non che Scano l'abbia ignorato, perché anzi lo ha stigmatizzato. Io torno ancora un attimo su quanto è avvenuto in Commissione e su quanto sta avvenendo in questo Consiglio purtroppo, nonostante qualche voce così che invita al buonsenso qualche sensazione di, così, ravvedimento da parte di alcuni che in precedenza sembravano voler abbracciare questa soluzione eccetera, però di fatto purtroppo stiamo andando avanti su questa linea; io, per quanto mi renda conto che è inutile, gradirei che l'Assessore potesse sentire e che il collega Masia tornasse al suo posto.
PRESIDENTE. Onorevole Dore, ci pensa il Presidente, lei si rivolga al Presidente.
DORE (La Margherita-D.L.). Ho semplicemente evidenziato il problema. perché qui purtroppo c'è poco da dire, qui si è creato un patto scellerato, non sono parole eccessive, è un patto scellerato che si è svolto in Commissione e che sta continuando in qualche modo ad andare avanti, salvo qualche lodevole ravvedimento e, per esempio, ciò che ha detto poco fa l'onorevole Corda almeno nella sua conclusione mi sembra un segnale in questa direzione. Certo non è solo il problema dell'emendamento Piana contro il quale è inutile dirlo non si può che votare negativamente, ma è tutto, sono i vari passaggi che sono stati fatti e soprattutto questo supino accogliere una legge nazionale che è una di quelle maggiormente criticate di questo Governo, una legge fatta per raccogliere soldi che poi non verranno neanche raccolti e soprattutto per agevolare abusi e altre cose che è meglio non definire, perché si dovrebbero usare parole troppo pesanti. Ora fino a quando cose di questo genere passano in zone soggette alla criminalità organizzata, alla mafia, ad altre cose, non c'è tanto di stupirci ma insomma che in Sardegna, tra l'altro in un momento in cui tutti parlano di autonomia, in cui si sono formate anche delle componenti che si richiamano a questo è veramente incredibile che si sia sordi davanti a questi problemi. Qui si sta prendendo quasi per oro colato una delle peggiori leggi che siano state fatte in questa legislatura su richiesta del Governo nazionale, e veramente l'atteggiamento della Giunta è sconcertante oltre ogni limite tanto più che la Giunta in questo caso è rappresentata da un tecnico certamente competente e quindi si deve rendere conto di come stanno le cose. Questo richiamo che è stato fatto stamane per esempio al comma 25 del famoso articolo 32, del famigerato articolo 32 che adesso si vuol prendere al volo come oro colato è incredibile, la Giunta si è smentita, si è smentita, aveva previsto delle cubature notevolmente inferiori e adesso così come se non fosse successo niente è disposta ad accoglierle, questo discorso degli immobili realizzati su aree demaniali, lo ripeto ancora una volta è la prima volta che si verifica in Italia che vengono sanati o sono considerati sanabili immobili abusivi realizzate in aree demaniali, è incredibile veramente. E poi così non parliamo anche del fatto che di fronte ad un emendamento come quello di Piana, ma non solo di Piana purtroppo, firmato da altri sei consiglieri i quali se hanno firmato così per amore del quieto vivere, o per fare un favore al collega, dovrebbero rendersi conto di cosa hanno firmato e finché sono in tempo a ritirare la loro firma, perché veramente qui siamo a qualcosa di osceno. Io mi domando se le persone che hanno firmato si sono rese conto di quello che stavano firmando, me lo domando! Perché veramente il fatto che poi ad un certo punto l'Assessore a nome della Giunta ci dica che si rimette all'Aula, quindi se ne lavi le mani, questo è veramente un altro fatto sconcertante, è già stato stigmatizzato ma repetita iuvant, io veramente mi domando cosa ci sta a fare in questa Giunta un tecnico senz'altro capace, senz'altro preparato, che abdica alla sua funzione e soprattutto va in palese contraddizione col disegno di legge a suo tempo presentato. Era uno scherzo questo disegno di legge, io mi domando, era uno scherzo o era una cosa seria? E se era una cosa seria perché lo si è abbandonato in questo modo, solo per far favore a qualcuno? Allora poi il riferimento ai patti scellerati non è, credo, così fuori luogo. Io credo che sia reale e che soprattutto sia preoccupante, senza contare altre cose, tipo qualche riferimento a qualcuno che è entrato in Commissione pur non facendone parte e ha contribuito all'approvazione a tempo di record di questa proposta Piana e poi sappiamo bene che la stessa stampa ha evidenziato come si tratti di persona o di persone che sono state accusate di abusi edilizi. Questo veramente ci pone il problema che è stato messo in risalto ieri sera dal collega Selis, che ogni consigliere regionale che pensa di dover votare questa legge dovrebbe dichiarare, sotto la sua responsabilità e sotto il suo onore soprattutto, che non è stato partecipe direttamente o indirettamente, personalmente o con altri rapporti, che non è stato autore o quanto meno partecipe di abusi di questo genere per i quali si sta andando verso un condono indiscriminato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, brevemente, soprattutto per riprendere il ragionamento sull'emendamento numero 1 dell'onorevole Piana, perché per quanto riguarda gli altri aspetti che hanno trattato con attenzione i colleghi condivido i loro ragionamenti. Anch'io ritengo che avremmo dovuto trattare la materia con l'attenzione e l'equilibrio necessario, avremmo dovuto cogliere forse anche questa occasione per rilanciare i ragionamenti corretti che furono impostati con la legge 23. Avremmo da questo punto di vista dovuto anche, perché c'era la possibilità e avremmo anche potuto dare rispose anche a situazioni particolari che nessuno di noi vuole sottovalutare. Ma, tuttavia, è incredibile che si voglia percorrere una strada che è aberrante, che punisce, ma punisce non solo i cittadini che si sono comportati in modo corretto rispettando le normative, ma cancella il lavoro che fanno tutti i giorni in modo corretto tanti amministratori e tanti tecnici che poi costituiscono la parte, il braccio operativo delle amministrazioni locali. Un lavoro spesso faticoso, non gratificante, perfino pericoloso, così come giustamente hanno richiamato i colleghi nella discussione. Anche nel centrodestra si è levata qualche voce che, in sostanza, nei ragionamenti stamattina, ma nella stessa giornata, nella stessa serata di ieri in qualche modo è venuta pure qualche voce che poneva l'esigenza di affrontare in termini più equilibrati e più seri e quindi di essere messi in condizioni di produrre un testo che fosse capace di affrontare il problema, ma con l'equilibrio e con le garanzie che pure devono essere date nel rispetto dell'attività delle amministrazioni locali e dell'atteggiamento anche corretto che ha tenuto gran parte dei cittadini. Ma la cosa che volevo sottolineare è che noi, con l'emendamento numero 1, siamo di fronte ad un'ipotesi che la Giunta e l'Assessore avrebbe dovuto con grande chiarezza, io ho parlato poc'anzi con l'Assessore e l'Assessore mi ha ribadito che sull'emendamento numero 1 l'orientamento dell'Assessore, nei confronti dell'emendamento numero 1, è negativo, lo ritiene… però lo ritiene una cosa, spero che lo ritenga una cosa che è perfino indicibile. Però sarebbe stato più utile un atteggiamento fermo da parte dell'Amministrazione regionale e da parte dell'Assessore in questo caso, un atteggiamento più fermo. E con l'emendamento numero si teorizza una sorta di lottizzazione abusiva che interessa cento fogli, non cento mappali, interessa cento fogli, quindi pensiamo che cosa questo significa, a quale dimensione o quale dimensione avrebbe una lottizzazione di questo tipo, tant'è che nello stesso emendamento viene teorizzata la costituzione del lotto minimo, viene teorizzata una volumetria insediabile in ogni singolo lotto, è una vera e propria lottizzazione abusiva. E tra l'altro l'onorevole Piana la vorrebbe spacciare anche come un intervento che dovrebbe essere teso a individuare quindi, non so, una disciplina corretta delle zone agricole. L'onorevole Piana vorrebbe spacciare questa cosa come una disciplina corretta delle zone agricole e quindi in questo modo magari pensare o far accreditare la tesi che fa anche un favore all'agricoltura, non ponendosi invece il problema che tutto il territorio ha un valore in sé e l'uso del territorio è di per sé un patrimonio che non va dilapidato, è di per sé un patrimonio che non va dilapidato ed è per questa ragione che vanno anche scelte e selezionate e poi individuate e tradotte in atti con parsimonia le zone che debbono essere destinate all'edificabilità, debbono essere scelte con parsimonia perché altrimenti vengono sottratte ad altri usi, e quindi viene a mancare una ricchezza.
Allora questo è lo scempio che vuole fare il collega Piana con l'emendamento numero 1, contrabbandando l'emendamento numero 1 come una sorta di disciplina sull'uso delle zone agricole. Io sinceramente debbo confessare che ho dei dubbi e ritengo perfino non appropriata la regolamentazione oggi che esiste per le zone agricole; ritengo che consentire l'edificazione di trecento metri cubi ogni ettaro nelle zone agricole sia anche quella una forzatura rispetto all'uso che deve essere fatto del territorio, rispetto alla vocazione di quei territori; anche i trecento metri cubi sono di per sé una forzatura che hanno introdotto le distorsioni che conosciamo, che tra l'altro sono oggi e penso che da questo punto di vista i dati in possesso dell'Assessore e l'Assessore possa dimostrarlo, che sono anch'essi oggi tra l'altro la fonte principale che danno la spinta agli abusi che poi dobbiamo registrare per quanto riguarda l'edificabilità.
Allora qui siamo all'assurdo, si vorrebbe spacciare questa normativa come un tentativo di regolamentare addirittura le zone, le aree agricole e in questo modo questi territori e in questo modo addirittura magari tentare di accreditare la tesi che si fa un favore all'agricoltura, invece si sottrae all'uso proprio una delle zone che hanno di per sé una vocazione anche agricola ben precisa. Ecco, le si sottrae, vengono sottratte queste zone all'uso agricolo così come... badate, nell'agro di Sassari tutti sappiamo cosa c'è, c'è un grande patrimonio olivicolo, che costituisce un bene che questa Regione dovrebbe proteggere perché è una grande risorsa in termini di sviluppo per l'agricoltura e per la stessa Sardegna. Ebbene, in queste aree si vorrebbe fare una grande lottizzazione, quindi un grande scempio di questo territorio. Questa è una cosa inaccettabile e che questa cosa sia inaccettabile, se c'è una amministrazione, se c'è una Giunta regionale che ha un minimo, che vuole discutere con serietà un problema come questo, deve dichiararlo in Aula, deve dichiararlo in Aula in modo tale che i tentativi compiuti dall'onorevole Piana in questa come in altre occasioni siano qualificati per quello che sono realmente.
Per questa ragione noi riteniamo e io ritengo che non solo l'emendamento numero 1 sia necessario, sia utile e necessario cancellarlo, ma che forse avremmo davvero dovuto ragionare in termini più equilibrati sull'impostazione complessiva per evitare che poi accadano le cose che stanno accadendo oppure che in qualche misura si sentano i ragionamenti fatti anche stamattina dal Presidente della Commissione, perfino sugli atti amministrativi che un'amministrazione decente che si rispetti, sono le cose minime che deve chiedere a garanzia dell'amministrazione pubblica ma a garanzia dello stesso cittadino che deve anche sapere che cosa...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Che cosa è possibile risanare e non solo che cosa poi effettivamente l'amministrazione pubblica gli ha anche consentito di risanare rispetto alla domanda che ha presentato.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono altri interventi, passiamo alla votazione a iniziare dall'emendamento soppressivo totale numero 8, no, chiedo scusa, è il 3, mi sembrava un otto. Il 3, Morittu, Pirisi e più, soppressivo totale dell'articolo 2. Stiamo votando l'emendamento soppressivo totale numero 3 all'articolo 2, primo firmatario onorevole Morittu.
Onorevole Cogodi, su cosa vuole intervenire? Per dichiarazione di voto o sulla modalità di voto?
COGODI (R.C.). Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sarebbe utile e di buon auspicio anche per gli sviluppi successivi nell'esame della legge per la soluzione del problema che l'emendamento in questione venisse approvato dal Consiglio a voto palese, come assunzione di una responsabilità d'insieme e quindi con ciò convenire che la materia deve essere meglio esaminata, istruita e riproposta al Consiglio in una più equilibrata ed utile conclusione. L'articolo 2 è un capolavoro di immaginazione ingannevole perché è l'unico articolo nel quale si fa riferimento alla legge regionale numero 23 dell'85 apparentemente simulando un effetto speciale, cioè che questa legge si inserisca nell'alveo della normativa organica di cui questa Regione nel tempo si è dotata e in realtà, però, il riferimento alla legge 23 è solo in relazione alle modalità di compilazione della domanda. Tutto il resto non c'entra nulla, la 23 non c'entra nulla, è la modalità di compilazione della domanda. Il merito, il contenuto è l'etichetta della bottiglia, tutto il resto, il merito, il contenuto è tutto rimandato alla legge nazionale Berlusconi e più.
Ecco perché è utile che il Consiglio voglia a questo punto, accordando un voto soppressivo dell'articolo 2 di fatto, siccome l'articolo è di procedura, non cambia nulla nella sostanza, di fatto consentire che, in poco tempo e meglio, questa legge possa essere riscritta e riproposta al Consiglio.
Un minuto per poche parole ancora sulle cose delle quali qui si discute, quelle più importanti e sulle quali purtroppo alcuni colleghi pretendono, anche insistendo, di rappresentarle come valide; a questo articolo sono collegati diversi emendamenti, quando si discuterà di quegli emendamenti avremo modo di dire una parola anche sui singoli emendamenti, però nell'insieme non emerge non dico una bella figura, ma neppure una buona impressione della Assemblea legislativa che rinuncia a essere Assemblea legislativa, che abdica al suo compito, al suo ruolo di fare leggi, e che scrive cose che sembrano leggi e che in realtà sono puri e semplici recepimenti della normativa nazionale berlusconiana e più.
E tutto questo non fa onore a questa Assemblea che rivendica a più riprese la sua onorabilità, il suo prestigio, la sua competenza, le sue prerogative, ma prerogative di una Assemblea legislativa si rivendicano quando si esercitano le prerogative, ma quando si rinuncia al potere legislativo per essere così acquiescenti, sdraiati su normative altre per altro dannose, perniciose come quelle che qui si vogliono recepire, è chiaro che di fatto si rinuncia alla propria funzione.
Il collega Scano prima richiamava alcune perle, diciamo, di proposizione legislativa contenute in alcuni emendamenti, ma anche alcune perle di dichiarazione di intento politico, diceva: "Mi sia consentito prendermi una licenza", caro collega Scano, tu chiedi al Consiglio il permesso di prenderti una licenza, il collega Piana in un attimo con un emendamento se ne vuole prendere ventiduemila di licenze!
Licenze, licenze poetiche, licenze giuridiche, atteggiamenti comunque licenziosi, e siamo comunque in tema di licenza, c'è anche la licenza di commercio, di bottega, si può anche ragionare molto sul tema e se volete anche nel tempo svilupparlo, perché il conto l'ha fatto lui, ha detto che in agro di Sassari ci sarebbero dodicimila domande.
PIANA (U.D.C.). No, c'erano!
COGODI (R.C.). C'erano al '75, poi tremila dal '75 al '94 e quattromila dal '94 a oggi, la somma fa diciannovemila licenze e dove sono? Per trentamila abitanti e cosa è la città di Sassari, è una città illegale, ma perché la vuoi dipingere così? Se fossi un elettore sassarese ti caccerei dalla città!
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi. Sono scaduti i cinque minuti della sua dichiarazione.
COGODI (R.C.). La ringrazio per la scadenza che mi ha fatto rimarcare. Dicevo, quando il microfono era spento, ripeto solo quello che invocando così una città abusiva e illegale come fa il collega Piana, trentamila abitanti su più di ventimila abitazioni, che nascerebbero dai venticinque metri quadri o metri cubi autorizzabili, originariamente dipinge, presenta alla Sardegna una città illegale, abusiva che Sassari non è. Ripeto fossi un elettore di Sassari, a Piana lo considererei abusivo della politica e non ne ricaverebbe grande vantaggio.
Ma poi avremo modo partitamente di spiegare ancora qualcuno di questi concetti in occasione dell'intervento, seppure breve, negli emendamenti successivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Due battute, signor Presidente ed onorevoli colleghi, per dire naturalmente che io voterò a favore dell'emendamento soppressivo all'articolo 2; la soppressione dell'articolo 2 non crea alcuna questione, neanche alcun danno rispetto all'economia della stessa proposta di legge proposta dalla Commissione. Perché l'articolo 2 è un articolo che non ha grande senso, lo diceva adesso il collega Cogodi, non ha alcun senso, è un articolo assolutamente pleonastico; al primo comma dice: "In Sardegna non si applica alcuna maggiorazione sull'oblazione" bastava non dirlo, non succedeva niente. Cosa diversa era ciò che ha scritto la Giunta, la Giunta nel suo disegno di legge diceva: "In Sardegna si applica il venti per cento dell'aumento degli oneri oblativi", ma dire che non si applica non ha assolutamente alcun senso né alcuna rilevanza giuridica. Al comma 2 si dice che ai fini della presentazione della domanda di permesso, autorizzazione eccetera, eccetera si richiama la legge regionale 23, ma la legge regionale 23 è operante, quindi che la richiamiamo o non la richiamiamo le procedure quelle sono; altra cosa è che noi diciamo delle procedure della 23 sono in parte vecchie e io credo che siano in parte vecchie, sono vecchie perché sono sopraggiunte altre normative quadro nazionali. Io l'ho richiamato nella discussione generale, la legge quadro, il testo unico sull'edilizia, per esempio, che fissa alcune procedure, che innova anche su alcuni istituti, per esempio la DIA che questo Consiglio regionale ha solo recepito in piccola parte, mentre in tutte le altre regioni anche in forza del testo unico hanno recepito in maniera rafforzata.
Terzo comma, il termine di novanta giorni. Insomma il termine non è il 31 di marzo? Questa grande fretta non era al 31 di marzo, l'onorevole Piana sta fremendo, insomma, il 31 di marzo è vicino, Annibale è alle porte, che facciamo? Come facciamo a risolvere la città di Sassari abusiva? Insomma, il 31 marzo è lì, noi ci dobbiamo affrettare, il colpo di mano in Commissione è giustificato dal termine ravvicinato del 31 di marzo, ma allora che senso hanno i novanta giorni, il 31 di marzo; ma poi non ha neanche senso il 31 di marzo perché il decreto legge del Governo è, come dire, incombente, annunciato già da settimane, oggi lo si dà per certo sulla stampa nazionale e porterà questo termine al 30 di giugno.
Quindi facciamo le somme, questi tre commi praticamente sono esattamente inutili; vanno - io credo - almeno per coerenza e per pulizia legislativa cassati, non entro nelle altre questioni di merito. Quindi, insomma, il cassare questo articolo mi sembra proprio una mera presa d'atto dell'inutilità dello stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I. - S.U.). Presidente, io condivido molte delle cose dette dal collega Morittu sulle affermazioni pleonastiche nei commi dell'articolo 2. Allo stesso tempo però mi pongo una domanda; noi abbiamo fatto uno sforzo, credo che questo avvenga anche per il successivo articolo 3, nel costruire emendamenti che servono a migliorare questa legge che, come ha detto appunto il collega Dore, sta nascendo male; è nata male, stiamo cercando di raddrizzarla; ma quello che io mi domando è se noi sopprimiamo questo articolo, gli emendamenti che fine fanno? Muoiono anche loro? Ci stiamo facendo ancora male.
Io credo che per questo, visto che male non fanno, visto che sono ripetizioni di quanto già esiste, visto che naturalmente non cambiano nulla, allora l'intenzione qual è? È quella di vanificare gli emendamenti che invece mi pare sono improntati a migliorare la legge? Io mi fermo qua perché i colleghi ci riflettano un attimo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Per dire che voterò a favore dell'emendamento perché anche l'articolo 2, pur nella sua inconsistenza dal punto di vista della sostanza, del contenuto normativo, però rientra complessivamente in questa linea che il disegno di legge contiene. Io credo che noi dobbiamo lavorare seriamente in queste ore, stasera io mi auguro che si riesca a trovare un momento di riflessione congiunta, che insomma si eviti di varare questo provvedimento perché contiene, io penso, al di là degli effetti pratici che, come dicevo prima, avranno un impatto che noi non siamo neanche in grado di valutare, però contiene questa legge una cultura dell'illegalità che è davvero grave; cioè si fa tanta fatica nel nostro Paese, in Italia, in Sardegna a stabilire delle regole; la libertà, la libertà di ciascuno, certo è un punto fondamentale, ma la libertà deve affermarsi nel rispetto della libertà di ciascuno ed è chiaro che in questo c'è una limitazione della libertà.
Libertà non significa che ciascuno può fare quello che vuole, questa legge contiene in sé una filosofia che è la filosofia berlusconiana di premiare i furbi e di colpire il concetto stesso di legalità. Questo sta portando il nostro Paese verso una deriva che al momento non siamo neanche in grado di valutare per i danni che questa filosofia, che questa politica sta già producendo nel nostro Paese.
Diverse regioni si sono opposte a questa impostazione, anche regioni governate dal centrodestra. Ricordo per tutte la Regione Lazio che è guidata da un esponente di primo piano di Alleanza Nazionale. Io mi auguro che la Corte Costituzionale, che l'onorevole Berlusconi non perde occasione per attaccare e per cercare di delegittimare, cosa davvero gravissima fatta appunto da chi ha la massima responsabilità del Governo nel nostro Paese, mi auguro che la Corte Costituzionale accolga il ricorso che è stato presentato da diverse regioni italiane perché quella può essere una risposta a questa filosofia, filosofia del saccheggio del territorio, filosofia che tende a premiare i furbi e che di fatto crea una situazione di illegalità legalizzata. Questo è il senso della battaglia che a mio parere dobbiamo riuscire a portare avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, anch'io vorrei fare la mia breve dichiarazione di voto a favore dell'emendamento per ribadire soltanto dei concetti che sono stati già espressi dai colleghi che mi hanno preceduto. In modo particolare nell'articolo 2 che è composto da tre commi, come ricordato, sono contenute delle affermazioni, sono chiamate norme applicative, che anche se le cancellassimo non modificherebbe per niente quello che è il corpo di questa leggina.
Cioè, io trovo che nell'affermazione del comma 1 che, come ricordava il collega Morittu in modo particolare, recita: "Per il perseguimento della domanda di permesso o di autorizzazione in sanatoria e per il rilascio del titolo edilizio in sanatoria, si fa riferimento...". Chiedo scusa, stavo leggendo il comma 2; "Per il perseguimento dei fini di cui all'articolo 1 la Regione autonoma della Sardegna nel recepimento del decreto legge numero 269 del 2003 non applica nessuna maggiorazione sugli oneri accessori". Questa è veramente una dichiarazione pleonastica però se mi è consentito di usare il termine più appropriato, è una ruffianeria che viene fatta nei confronti dei cittadini che leggono la norma. Ed anche qui, lo ricordava il collega Morittu, c'è una bella differenza tra ciò che propone il nostro Presidente della Commissione cultura, difesa dell'ambiente e tutela del territorio e delle belle arti; la differenza dicevo tra l'articolo 31 e l'articolo 2. L'articolo 31 del disegno di legge recita: "Qualora ricorra l'ipotesi di cui all'articolo 23, comma secondo, della presente legge, per le opere relative alle nuove unità immobiliari che superino i quattrocentocinquanta metri cubi", cioè non sono vincolanti quattrocentocinquanta metri cubi, anche nel disegno di legge della Giunta, "ovvero per i complessi edilizi superiori ai milleottocento metri cubi, gli oneri di urbanizzazione sono moltiplicati per tre". Cioè c'è un aggravio degli oneri di urbanizzazione, mentre "quando invece l'opera di sanatoria sia localizzata nella fascia dei trecento metri dal mare, e sia ammissibile ai sensi del secondo comma dell'articolo 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989 numero 45, gli oneri di urbanizzazione dovranno essere ulteriormente incrementati del venti per cento".
Cioè, colleghi, se noi la legge la leggiamo, questo è un disegno di legge che ormai non ha alcun tipo di efficacia, ma se andiamo a leggere attentamente la legge nazionale, ci accorgeremmo che esistono delle insidie terribili nei confronti del nostro territorio; ed allora, quale stridore esiste tra l'affermazione contenuta nel primo comma ed anche le cose che la Giunta, non la preoccupazione, che la Giunta si poneva nel suo disegno di legge. Non si applica alcun tipo di aggravio, cioè, la legge è questa, bastava non dirlo; invece no, assieme ai fogli catastali bisogna sbandierare anche quest'altra piccola conquista e mirabolante conquista del Consiglio regionale.
Quindi, a me pare che veramente il primo comma non abbia ragione di esistere; sul comma 2, è stato già detto, sul comma 3 invece ci voglio tornare brevissimamente. Cioè, dove viene evocato il termine dei novanta giorni per la presentazione delle domande eccetera, eccetera. Il collega Piana, poc'anzi, come diceva il collega Morittu, ha detto che i barbari sono alle porte, la città rischia di essere incendiata, dobbiamo correre ai ripari, però non si era accorto e non ricordava che lui stesso aveva proposto una dilazione temporale di novanta giorni per cui con la approvazione di questa norma, con l'approvazione di questa norma già stava dicendo: "Andiamo oltre il 31 di marzo"...
PIANA (U.D.C.). Stai sbagliando, non stai leggendo la proposta di legge.
PIRISI (D.S.). Come non l'ho letta? È la tua che sto leggendo! Il termine di novanta giorni per la presentazione della domanda.
PIANA (U.D.C.). E' un'altra cosa!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.
PIRISI (D.S.). Per la domanda di costruzione o di autorizzazione in sanatoria e gli altri termini previsti nel procedimento...
PRESIDENTE. Onorevole Piana, per cortesia non interrompa.
PIANA (U.D.C.). Sta dicendo bugie!
PIRISI (D.S.). Dalla data in vigore della presente legge.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi! Onorevole Piana lei può intervenire in dichiarazione di voto senza interrompere il collega. Onorevole Pirisi, per cortesia non interloquisca col collega.
PIRISI (D.S.). Presidente, avrò modo nel prossimo intervento di metterli...
PRESIDENTE. Va bene, lei non interloquisca con l'onorevole Piana. Grazie.
PIRISI (D.S.). Non interloquisco però a me fa anche piacere dal momento che ha scomodato poc'anzi il collega Piana anche la filosofia per dire che noi siamo lontani da lui, siamo abissalmente lontani da lui...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Presidente, tenga conto di qualche piccola interruzione.
PRESIDENTE. Sì, io tengo conto di tutto normalmente, però concluda.
PIRISI (D.S.). Non voglio abusare della sua pazienza...
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Comunque per dire che l'articolo 2 può essere tranquillamente cassato, avremo un alleggerimento e così nessuno ne avrebbe nocumento, sarebbe perlomeno una spendita di carta in meno e di inchiostro per scriverla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Colleghi, io ripeto quello che stiamo dicendo per tutta la giornata e che continueremo a dire, perché confidiamo che la maggioranza che è così decisa a fare un'inutile legge di condono edilizio di mero e puro recepimento della legislazione nazionale che, come dice il TAR Sardegna sbagliando, è comunque applicabile, non si capisce perché stiamo facendo un esercizio di inutile applicazione in Sardegna della legislazione nazionale senza entrare nel merito ad alcuna questione.
In Commissione gli urbanisti che si sono applicati alla discussione di questa legge hanno fatto uno sforzo terrificante, l'onorevole Piana sul cui testo si lavora, ha davvero fatto un lavoro encomiabile secondo me, che va apprezzato perché scrivere che si recepisce totalmente e interamente la legislazione nazionale, richiede uno sforzo davvero non indifferente. Si capisce che la materia è stata approfondita. Mi chiedo se aveva bisogno di tanta applicazione. Mi chiedo se in quella discussione tutti coloro i quali hanno partecipato avessero la mente sgombra da conflitti di interesse che quando normalmente si discute qualunque PUC, nel più piccolo dei comuni della Sardegna, è la norma che guida gli amministratori locali.
Io mi chiedo se tutti avessero presente la propria situazione o proprie situazioni e personali e familiari, quando per esempio si è deciso di escludere le aree attraversate dagli incendi dalla possibilità di sanatoria; mi chiedo se tutti quei fogli indicati dall'onorevole Piana, lo chiedo per me, mi mettono al riparo da un eventuale conflitto di interessi se per caso qualche proprietà mia o dei miei parenti fosse inclusa in quei mappali. Però mi pare che in questo Consiglio regionale i consiglieri e i legislatori abbiano soltanto una mira, che è quella di applicare in Sardegna la sanatoria edilizia. Questo articolo 2 è inutile, è dannoso. Inutile perché non aggiunge niente alle possibilità di applicazione della legge; è dannoso perché conferma, quasi che fosse una cosa buona, e nella relazione si scrive che il venticinque per cento degli oneri ai comuni è misura più che giusta, probabilmente nessuno di quelli che hanno scritto la legge ha parlato con sindaci e con amministratori locali che sono preoccupatissimi dagli effetti devastanti che questo condono edilizio avrà sulle casse degli enti locali costretti a fare le urbanizzazioni secondarie con il venticinque per cento degli oneri derivanti dal condono edilizio. Allora, questo articolo 2 è inutile, è dannoso così come è inutile e dannosa tutta la legge; noi continuiamo a dirvi che non sarebbe sbagliato, che sarebbe un atto di grande responsabilità del Consiglio regionale della Sardegna, anche di quelli che frettolosamente hanno approvato in Commissione questa schifezza, che sarebbe un atto di grande responsabilità se ci fermassimo un attimo, se insieme decidessimo di rimandarlo in Commissione, di approfondire le questioni di merito, magari tornando, decidendolo qui in Aula, la settimana prossima in Consiglio, per esaminare un testo che sia meno offensivo delle nostre intelligenze prima di tutto, senza che si aprano altre questioni sulle quali ieri l'onorevole Capelli ha fatto tanto finta di arrabbiarsi e di seccarsi quando sono state sollevate questioni anche di conflitto di interessi tra molti colleghi.
I conflitti di interessi ci sono, ci sono, ci sono, e sono pesanti da parte di molti di quelli che oggi stanno approvando con leggerezza questo condono edilizio. Allora, se la smettiamo di dire che c'è chi è per sanare gli abusivi e chi sarebbe contro perché non sono questi i termini della questione, stiamo per fare una buona legge...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Spissu.
SPISSU (D.S.). che risolva situazioni di abuso, di lieve abuso che pure conosciamo e che ci sono ma che non apra falle che sono difficilmente sanabili da nessuna amministrazione e di cui noi non ci vogliamo comunque rendere responsabili. Tra l'altro l'articolo 2 andrebbe cassato perché si porta dietro emendamenti che non sono sopportabili anche dal punto di vista della legittimità di carattere generale, e quello dell'onorevole Piana è certamente uno di questi, ma semmai su questo avremo modo di ritornarci con più calma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Spissu. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, poco fa il collega Satta, l'onorevole Satta diceva: "Avrei preferito una legge diversa" per motivi che ha illustrato, che stiamo cercando di illustrare tutti quanti. Le preoccupazioni non sono solo del centrosinistra ma anche di vari colleghi del centrodestra, ci chiediamo ancora una volta cosa osta sospendere un attimo i lavori dell'Aula, convocare la Commissione ed esaminare questa normativa in Commissione. Lo chiedo a tutti i colleghi, lo chiedo accoratamente, lo chiedo sapendo che c'è in quest'Aula un senso di responsabilità e di buona volontà e che tutti quanti siamo animati dal convincimento di dover affrontare gli abusi necessari o i piccoli abusi o le opere; mi auguro che tutti siamo invece determinati dal voler fronteggiare e sospendere gli abusi maggiori, quelli che anche colleghi del centrodestra, il collega Corda per esempio ed altri, hanno paventato con grande preoccupazione.
Allora, se c'è l'accordo per affrontare i piccoli abusi, le opere necessarie, e per fronteggiare, combattere le speculazioni, si trovi il modo, la volontà politica, la procedura regolamentare che ci consenta di metterci insieme e fare una buona legge. Da parte nostra c'è la volontà, da questo punto di vista, lo abbiamo detto, lo abbiamo ribadito, se invece da parte vostra si continua a dire: "È necessaria la legge per sanare i piccoli abusi" e però non si fa nulla per accettare questa proposta, vuol dire che c'è da parte vostra anche la volontà di far passare le opere maggiori, c'è da parte vostra la volontà di utilizzare la legge e le necessità magari di ceti popolari per opere di speculazione. Io mi auguro che non sia così, vorrei non fosse così. Accettiamo ed attendiamo un cenno di attenzione da questo punto di vista perché non sia così, perché nel silenzio invece, caro collega Corda, se continua il silenzio anche la tua e la vostra preoccupazione allora è fondata e significa che i colleghi dell'altra parte del Consiglio in realtà stanno pensando di sanare opere maggiori che violano la legalità, che turbano il nostro concetto di legalità e il vostro concetto di legalità e che soprattutto deturpano anche il nostro territorio, il nostro ambiente. Ma mi rivolgo a lei, Presidente, intanto per ribadire l'esigenza di una trasparenza, ha detto stamattina che invocare la trasparenza non significa - lo dico al collega Capelli - gettare sospetti su nessuno, ma significa invece evitare che nessuno di noi sospetti l'uno dell'altro, quindi io voglio essere da questo punto di vista chiaro.
Ma mi rivolgo a lei signor Presidente, quello l'ho già detto ieri per un'altro argomento. Come si fa, e mi rivolgo alla Giunta che si rimette all'Aula, come fa un consigliere che volesse fare e noi vogliamo fare rigorosamente il nostro dovere, a dare un giudizio sull'emendamento 1, sulla sequenza di mappali e a capire che cosa c'è nei territori indicati in questi mappali? Come facciamo a deliberare consapevolmente e a sapere che cosa questo emendamento contiene. Noi avremmo almeno atteso che la Giunta, che ha gli strumenti per fare un'istruttoria degli emendamenti ci dicesse qualcosa, ci dicesse: "Badate, sono piccole opere; badate, c'è un'esigenza di risanamento"; ci facesse e ci rendesse edotti e ci consentisse di decidere, di deliberare con un minimo di istruttoria, con un minimo di consapevolezza. Ma quando la Giunta su una cosa di questo genere si rimette all'Aula, che cosa vuol dire? Vuol dire A: o che non ha conoscenza di quello che c'è qui dentro, ma allora è ancora più grave; fermiamoci un momento di più, la Giunta ci dica che cosa c'è, oppure vuol dire che si vuole lavare le mani delle sue responsabilità rigettandole genericamente all'Aula. Né in un caso o nell'altro, signor Presidente, noi stiamo facendo una cosa inconsapevole.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita - D.L.). E votare così significa votare in maniera incosciente. Io chiedo, signor Presidente, se questo modo di procedere non violi il diritto e il dovere di ciascun consigliere e del Consiglio di conoscere se queste cose rientrano nella norma. Chiedo al Presidente di valutare se questo emendamento sia accoglibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Sì, molto brevemente Presidente, per dire che voterò contro l'emendamento numero 3 che è in discussione e come è stato detto nei vari interventi, indubbiamente la soppressione dell'articolo numero 2 crea più danni rispetto alla sua approvazione ed anche l'Assessore in termini di replica ha detto che si sarebbe più larghi in termini di concessione, di interpretazione della legge sul condono edilizio. Ma detto questo, voglio tornare invece sul problema, sul clima di tensione e di sospetto in modo particolare più volte sollevato e non ultimo dal collega Capogruppo dei D.S., onorevole Spissu. Io credo che anche su questo sia necessario fare chiarezza anche all'interno perché è troppo facile dopo due giorni di dibattito sentire solamente una delle componenti politiche ritirare, bisogna ritirare, nessuna proposta, solamente dover ritirare, e dall'altra nel momento in cui si riesce a portare avanti una proposta di legge anche con l'approvazione di un articolo, la tecnica utilizzata del sospetto venga ad aleggiare in quest'Aula più volte e in modo particolare su questa.
Ed allora, io invito l'onorevole Selis, l'onorevole Spissu, l'onorevole chiunque dei colleghi a fare nomi e cognomi su chi ha qua conflitto di interessi o chi ha qualcosa da poter avere su questo, perché io credo, anzi non ho nessun conflitto di interessi, non ho nessun interesse su pratiche che dovrò presentare di abuso, e quindi di condono edilizio, quindi non ne saranno presentate a nome mio, quindi su questo qua io chiedo, per correttezza dell'Aula, perché è troppo facile fare aleggiare questo clima di sospetto brutto, bruttissimo, è un sistema utilizzato dalla vecchia Russia, da Stalin, è veramente una cosa bruttissima.
Ed allora se qua veramente ci sono conoscenze di qualcosa non bisogna fare aleggiare questo sospetto ma dire nome e cognome e dire veramente con certezza chi ha conflitto di interessi, chi in modo particolare questo; credo che bene ha fatto il collega Capelli ieri a dover intervenire in questo tema, lo faccio anch'io perché non ho nessun interesse sull'argomento del condono edilizio e non ho nessuna pratica di condono edilizio da poter presentare in applicazione di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
CUGINI (D.S.). Io penso, Presidente Sanna e Presidente Biggio, nella fase di trasferimento dei poteri, che il collega Piana non si debba offendere se vengono richiamati i numeri dei mappali.
PIANA (U.D.C.). Non sono mappali; sono fogli. Sono due cose diverse!
CUGINI (D.S.). Guardi, onorevole Piana, il fatto che lei sia così preparato mi insospettisce perché se lei, come me, avesse sbagliato sarebbe di fronte ad un legislatore che ha presente il dato generale. Invece lei ha...
PIANA (U.D.C.). Ho studiato la legge 45, che invece lei non conosce bene.
CUGINI (D.S.). Invece lei ha presente solo il dato particolare e questo aggrava. Lei si è prestato, Piana, però è sempre a tempo a recuperare, lei si è prestato ad un'operazione che dal punto di vista legislativo, non lo dico per offenderla, per carità, ma essendo tutti e due sassaresi sappiamo che ciò che a Cagliari offende a Sassari fa ridere, lei si è prestato ad una operazione squallida. Lei si è prestato a sostenere un'operazione squallida che va oltre le sue intenzioni. Lei se vuole essere ricordato come un legislatore regionale deve fare rapidamente un'operazione semplice, ritirare questa cretinata che lei ha proposto perché lei non può far giudicare questo Consiglio in modo errato, perché lei sta presentando questo Consiglio regionale come un Consiglio che ragiona...
(Interruzione del consigliere Piana)
CUGINI (D.S.). Ma che mozione! Ma che mozione, collega Piana! O Piana ma quale mozione! O Piana ma quale mozione! Lei si deve vergognare anche di... Lei deve lasciar parlare, va bene.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, per cortesia...
CUGINI (D.S.). Lei ha detto prima un'altra cretinata grande, va bene? Lei ha richiamato Stalin, il marximo...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, per cortesia! Un attimo!
CUGINI (D.S.). Lei deve rispettare posizione del Consiglio regionale, non può tirare per i piedi in basso, va bene?
PRESIDENTE. Onorevole Cugini! Onorevole Cugini non risponda per cortesia!
CUGINI (D.S.). Mi scusi, Presidente.
PRESIDENTE. Un attimo solo, la prego, un attimo. Onorevole Piana, bisogna ascoltare, se ritiene dopo, a fine dei lavori, per fatto personale chiede di intervenire se ritiene, però, non interrompete i lavori. Voi sapete, io ho già detto cosa noi riteniamo e quale è il nostro dovere.
CUGINI (D.S.). Presidente, l'onorevole Piana...
PRESIDENTE. Ognuno parla, poi si assume le responsabilità di quello che dice.
CUGINI (D.S.). Presidente, il collega Piana ha anche le orecchie grandi e quindi può ascoltare. Le chiedo scusa, Presidente, per non averle permesso di svolgere la sua funzione, così come sempre ha fatto con trasparenza ed anche con buonsenso, però insomma la cosa che io voglio dire e la cosa che mi dispiace è che da stamattina, ma i colleghi l'hanno fatto anche ieri, chiediamo alla Giunta - Assessore, mi rivolgo direttamente a lei - che svolga una funzione di equilibrio. Io non pretendo che mi venga data ragione, per carità, non ho questa esigenza, ma, Assessore, lei che è un tecnico e che tecnicamente si dovrebbe misurare con il tema, e vedo che l'ha fatto, dovrebbe riconoscere che da parte nostra c'è una disponibilità al confronto e all'incontro, però se lei accetta la pressione dei suoi colleghi della maggioranza - colleghi si fa per dire -, lei si presta a una operazione, mi scusi, che non la qualifica. Perché lei da tecnico deve permettere che si sostengano le più grandi aberrazioni su una legge estremamente delicata, i mappali, i numeri, queste cose qua? Dietro quei numeri ci sono persone, ci sono interessi, ci sono situazioni, perché lei deve permettere questa cosa? Che interesse ha lei dal punto di vista tecnico a permettere che si faccia questa operazione? Mi scusi, davvero, io, come tutti sanno, sono uno pacato e moderato, uso qualche termine un po' forte, ma fa parte del nostro modo di fare, però noi le abbiamo chiesto questa mattina, io le ho chiesto cortesemente ma perché lei, non Piana che è spinto da altri interessi, lei che rappresenta l'interesse generale, purché non si fa carico di esaminare la nostra esigenza, di entrare nel merito? Perché lei non lo fa? Lei lo deve fare, Assessore, ma lo deve fare non perché lei è Assessore proposto dalla maggioranza; lei è Assessore che risponde agli interessi della collettività. Io le chiedo, cortesemente, raccolga il nostro invito, troverà in noi persone responsabili, disponibili, collaboratori di una soluzione positiva. Non si faccia spingere dall'estremismo di Piana o di gente come Piana che hanno interessi diversi da quelli che rappresentiamo noi. Diversi! Assessore, noi rappresentiamo interessi simili a quelli nei quali lei crede, perché non ci risponde positivamente?
PRESIDENTE. Concluda pure, prego.
CUGINI (D.S.). Assessore, io pretendo amichevolmente che lei dica la sua opinione e le suggerisco di accogliere la nostra richiesta. E' una richiesta di persone responsabili, di persone che vogliono collaborare, che vogliono migliorare il testo. Le chiedo cortesemente di accogliere la nostra richiesta, lo proponga lei, sarà ricordato come persona comprensibile, persona equilibrata, persona che mette avanti gli interessi della collettività. Se lei non lo volesse fare, Piana più il suo cognome sono due cognomi negativi. Lo dissoci da quello di Piana.
PRESIDENTE. Colleghi, invito a moderare certi termini e ad avere rispetto anche dei propri avversari. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Io mi sono riproposto, signor Presidente, di fare un intervento abbastanza moderato, abbastanza equilibrato, anche perché a conclusione dello stesso vorrei fare una proposta e gradirei sinceramente che la proposta, seppure non nuova, ma alla luce del dibattito, alla luce delle altre proposte che all'interno di questo Consiglio e relativamente a questo argomento sono state avanzate, gradirei che venisse raccolta e venisse tenuta nella debita considerazione. Per questo, dicevo, mi ero riproposto un intervento equilibrato, anche se è difficile in questo Consiglio regionale, dopo che alcune sfide, alcune provocazioni dai banchi del centrodestra vengono lanciate, fingere totale indifferenza e non raccogliere parzialmente queste provocazioni. Ecco, è preferibile che di conflitto d'interessi non se ne parli perché il centrodestra è permeato da una serie di atti che non possono che essere sostanziati e non possono che certificare il conflitto d'interessi. Conflitto di interessi c'è in larghi ed importanti settori, non ultimo quello della sanità, se dobbiamo richiamare per nome e cognome con qualche esempio, il conflitto di interessi ben più palese ed evidente per tutti c'è con la metodica delle assunzioni clientelari che con nome e cognome riguardano persone che hanno rapporti diretti e di parentela con chi poi quelle assunzioni ha mandato avanti. Se questo, signor Presidente, non è conflitto di interessi, io non so come possa essere definito! E' un conflitto di interessi che pone problemi, in questa sede, di natura etica, in altre sedi pone problemi di natura ancora più pesante e più importante. Però, lasciando da parte questo argomento, io, Assessore, voglio riproporre un problema, quello che da più parti è stato rilanciato nell'arco della giornata e cioè quello di una sospensione dell'esame di questo provvedimento, facciamolo concordandone le forme e le modalità, se del caso convochiamo una Conferenza dei Capigruppo e vediamo se qua in Aula non siamo in grado di concordare quali forme, in quella sede, possono essere concordate perché una materia che è totalmente sfuggita alla Commissione, presidente Tunis, con un atto che è un atto di pirateria politica, venga riportata nella giusta sede e sia quella sede con raziocinio, con equilibrio, con pacatezza, a determinare la normativa per poi effettuare un passaggio in Aula in maniera più ponderata e con maggiore saggezza.
La stessa proposizione, che nella legge è contenuta, di piena e totale adesione alla normativa nazionale o quando dalla normativa nazionale prevede evidentemente emendamenti che concorrono non a snellire, ma ad appesantire e a catalogare in categorie diverse i cittadini, fra quelli che sinora sono stati perfettamente rispettosi della normativa e gli altri, invece, che meno rispetto hanno avuto e le cui situazioni si intendono sanare, ma che devono essere sanate con un diverso equilibrio, diversamente, dicevo, questa piena adesione alla normativa nazionale, peggiorata da alcuni emendamenti, quale quello a cui si faceva poc'anzi riferimento, non può naturalmente vederci esprimere un voto favorevole alla normativa nel suo insieme, ma questa adesione rischia di sminuire anche la portata, il valore e le capacità di autodeterminazione legislativa che invece questa Assemblea deve naturalmente poter conservare.
Quindi la proposta, Presidente e Assessore, è quella di sospendere i lavori a questo punto e trovare una forma, ivi compresa l'ipotesi di convocazione della Conferenza dei Capigruppo, per rimandare il provvedimento in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, è evidente che la controparte non lo vuole fare.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Lo ripropongo, vorrei sentire l'Assessore al riguardo.
PRESIDENTE. L'Assessore non ha competenze per una cosa del genere, non è competente l'Assessore per rimandare una legge alla Commissione, scusi! Siamo alle dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Mi pare che dal centrosinistra si levi un grido di dolore nel senso che urla, abbaia, è tutto sbagliato, è tutto da rifare, salvo però non indicare qual è la proposta alternativa a quella presentata dalla maggioranza, esitata dalla Commissione presieduta dall'onorevole Marco Tunis, che mi pare, non per assumere le difese del Presidente, ma su questa materia dobbiamo riconoscere che ha fatto quello che un presidente correttamente poteva e doveva fare.
E allora mi pare che ancora una volta si voglia rinnovare la vecchia metodologia del defunto Partito Comunista Italiano, che era molto abile nel saper operare le distinzioni tra....
(Interruzioni)
Presidente, se mi lasciano parlare! Richiami anche il centrosinistra.
PIRISI (D.S.). Senza offendere!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Il mio è un giudizio politico, per carità.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la prego, prosegua il suo intervento.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lo proseguo se mi lasciano proseguire.
PRESIDENTE. Cercheremo di fare in modo che possa proseguire.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Che era basata sulla contrapposizione tra buoni e cattivi, tra i bravi e gli incapaci, e mi è parso che ancora questa lezione venga proposta non solo dagli ex e post comunisti, ma anche da qualcuno che tempo addietro era in netta contrapposizione con il Partito Comunista Italiano, ma a quei valori si è, strada facendo, convertito. E allora quando si agita lo spettro del conflitto d'interessi io penso che il centrosinistra abbia più di una ragione di interrogarsi sul conflitto di interessi che pervade quello schieramento e sul loro supposto candidato alla Presidenza della Giunta regionale, che è cosa ben più seria e più grave per tutti i sardi e per il futuro di questa regione. Penso che abbia più di una ragione e non è un problema che poniamo noi, ma è un problema che viene posto da settori del centrosinistra in relazione al candidato che non si sa ancora di chi e per che cosa.
Allora ecco perché quando si parla di una materia di questa natura, dove si può legittimamente avere una posizione diversa, una posizione in contrasto anche con quella che oggi stiamo esaminando sulla base della proposta di legge, non bisogna però scadere, perché scadere su questioni che non hanno attinenza con l'oggetto del dibattito sta a dimostrare l'estrema debolezza delle argomentazioni che porta il centrosinistra, sta a dimostrare che non c'è assolutamente un progetto alternativo su una materia come quella urbanistico-edilizia.
Voglio soltanto chiedere come mai questa preoccupazione sul dire no al recepimento di una legge nazionale in materia di condono edilizio non sia stata prospettata nel passato, perché mi risulta che i condoni siano stati recepiti anche quando al governo vi era il centrosinistra. Così come mi pare che insistere sulla sospensione dell'esame del provvedimento, cari amici, io lo dico per la parte politica che rappresento, scordatevelo. Noi vogliamo portare in porto e ciascuno si assuma la responsabilità di votare a favore o di votare contro, ma qui mi pare che ci siano tutte le condizioni per sviluppare un dibattito sereno e se si parte da presupposti che siano quelli della fattiva collaborazione per cercare di esitare il migliore provvedimento possibile prosegua e si avvii anche un sereno dialogo, ma non si insista su un aspetto che è quello di riportare in Commissione per non fare assolutamente nulla e lasciare migliaia di sardi senza una risposta, questa sì che è doverosa, da parte del Consiglio regionale. Lo dico anche ai colleghi autorevoli del centrosinistra, scusatemi, questo latinismo, ma che può essere indicativo di una riflessione comune, necesse habent cum insanientibus furere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis, andrebbe comunque tradotto.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Mi sembra che ci sia un po' di eccesso di isterismo nel dibattito di oggi. Al collega Pittalis vorrei dire che io sono orgoglioso di essere un figlio del grande Partito comunista, al quale mi sono iscritto che ero ancora ragazzino, a quindici anni, nono figlio di un minatore pur esso comunista. Quindi credo che l'Italia e la Sardegna debbano molto a quel grande Partito comunista, quindi io ne sono orgoglioso e non ho nulla da rimproverarmi. E penso che anche lezioni sul conflitto di interessi da un rappresentante di Forza Italia mi pare che sia una cosa inaccettabile e ridicola.
Rispetto alle questioni che sono state poste io non farò molta polemica. Ci sono due questioni: una sull'emendamento del collega Piana. Non ho nulla da dire in termini offensivi, ma invito il collega Piana, con equilibrio e correttezza, a ritirarlo perché se c'è un problema di mettere mano alle direttive per le zone agricole in relazione al vecchio decreto Floris, che si ritiene superato, che si ritiene da modificare, che si ritiene inadeguato, si ponga mano alle vecchie direttive per le zone agricole, si modifichi quel decreto che ormai è dai tempi in cui l'onorevole Mario Floris era Assessore, ma si faccia una norma che riguardi tutto il territorio regionale, che riguardi tutte le aree agricole e che non distingua l'agro di Sassari per mappali e per fogli da tutto l'altro agro e da tutta l'altra situazione regionale.
L'emendamento va ritirato per questo motivo, perché è evidente, caro Tore, che se rimane l'emendamento in una legge che non ha nulla a che vedere con quell'emendamento, che ha altre finalità, che interessa soltanto un territorio e una città e un agro soltanto, quando si vuole mettere mano, invece, a un problema di direttive per le zone agricole che riguarda l'intero territorio regionale mi pare evidente che possa venire il sospetto nei colleghi e dire: ma a chi corrispondono quei fogli, quei mappali, quei territori, eccetera, e che ci sia un problema di conflitto di interessi, che non è neanche personale, può essere anche semplicemente politico, non è certamente un'accusa di voler tutelare gli interessi particolari di questo o di quell'altro cittadino. Quindi l'invito a ritirare l'emendamento è un fatto, senza polemica, mi pare doveroso, e si dia caso mai indirizzo alla Giunta e all'Assessore di avviare una discussione di modifica di quelle che sono le vecchie direttive per le zone agricole, che in effetti può darsi che abbiano bisogno di essere modificate, corrette, adeguate alla nuova legislazione.
Rispetto all'altra questione mi pare che non ci sia stata nella proposta del nostro Gruppo e dei colleghi che sono intervenuti un tentativo di non affrontare il problema, ma si è semplicemente detto: rinviamo anche di qualche giorno, fissiamo già oggi la data in cui si torna in Consiglio e consentiamo alla Commissione di istruire questa legge in modo corretto, visto che non è stato possibile istruirla nella Commissione abusiva convocata dal presidente Tunis mentre i colleghi erano impegnati in missione da altre parti, e si dia la possibilità di portare un disegno di legge che risponda realmente a quegli obiettivi che voi stessi dite di voler perseguire, cioè quello di non favorire speculazioni, ma di sanare gli abusi di necessità, gli abusi della povera gente che magari ha realizzato un abuso per necessità, per non introdurre quel concetto della cultura dell'abuso rispetto alla legalità che noi vorremmo cercare di non introdurre. Mi pare che anche questa proposta non sia una proposta da suscitare nessun atteggiamento né di scandalo, né di rigetto, sia molto seria, molto corretta perché siamo disponibili ad individuare subito la data del Consiglio e ad iniziare il lavoro della Commissione già da domani per dare alla Sardegna una legge in questo senso più corretta, più giusta rispetto a quella un po' pasticciata che si rischia di approvare nel modo in cui si sta approvando anche con contrapposizioni mi pare anche eccessive, nella giornata di oggi. Quindi al collega Piana l'invito nuovamente a ritirarlo senza le polemiche perché mi pare che non sia corretto che si affronti il problema dell'agro di Sassari quando si può affrontare invece con una discussione molto più franca i problemi delle direttive per le zone agricole in tutto il territorio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie, presidente, anch'io sono nell'avviso che non solo le opposizioni e il mio Gruppo hanno esposto ampiamente una posizione ben definita, collega Pittalis, ma che io brevemente ribadisco e io non lo faccio da ambientalista, non sono tale, non me ne sono mai vantato e non lo sono, quindi libero da questa veste posso affermare che questa sanatoria noi la vogliamo sanare, appunto, prevedendo quell'abusivismo di necessità che è poca cosa e di piccola entità, per andare a evitare l'ennesimo assalto in termini volumetrici soprattutto alle coste della Sardegna; questa è sostanzialmente la nostra proposta, cassare l'articolo 2, ma ancora meglio rimandare il provvedimento alla Commissione di merito. Non lo stiamo facendo adesso, l'abbiamo fatto da subito, lo stiamo ribadendo in ogni intervento ed è la nostra posizione, quindi non si può dire che non abbiamo proposte da fare.
La cosa che non dite voi, invece, collega Pittalis, e tutti scrupolosamente l'avete evitato dalla maggioranza è se si siete d'accordo sull'emendamento Piana, definiamo l'emendamento 1, l'emendamento Piana, ditelo ai sardi prima di andare al voto, il Gruppo di Forza Italia è d'accordo con l'emendamento Piana? Perché non lo si dice nei diversi interventi, perché non si dice questo; perché se si afferma che quell'emendamento è valido, si afferma che in questa materia non siamo più legislatori regionali, ma si afferma che siamo legislatori rionali, pensiamo ad un piccolo territorio, ad una porzione di territorio, mica all'intera Sardegna, facciamo un provvedimento legislativo per un rione di Sassari, ed allora queste cose bisogna dirle. Perché davvero quell'emendamento è pericoloso, è pericoloso! Il collega Piana quando è intervenuto prima ha detto di aver studiato bene la 45 oltre che il catasto, io sommessamente le voglio ricordare, l'ha già fatto poc'anzi fa il collega Marrocu, che doveva studiarsi anche il decreto Floris per l'edilizia rurale, ma aggiungo io a ciò che diceva il collega Marrocu che mancano alcune cosine che sono regolamentate in questa Regione oltre che dalla 23, per quanto riguarda l'edilizia rurale c'è la legge 26 che regolamenta l'agriturismo, c'è la legge 27 che regolamenta il turismo rurale e sono tutte cose diverse consentite e regolamentate in questa Regione da anni e regolamentate da leggi presentate la precedente legislatura proprio dal centrosinistra. Quindi questo assetto legislativo che noi abbiamo, che bisogna andare a rivedere, a rileggere, perché sono ancora validi, qualche volta magari sono inapplicati, però sono tuttora validi, anche proprio in generale sull'edilizia rurale e sugli insediamenti tipologici nelle nostre campagne, io penso non possa e non debba essere scardinato da un blitz prima fatto in Commissione e adesso tentato in Aula.
Chiudo chiedendo davvero ai Gruppi dell'attuale maggioranza se sono d'accordo su questo emendamento, così possiamo davvero iniziare a discutere seriamente su ciò che questo Consiglio deve fare in merito a questo condono edilizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (U.D.R.-Centro). Signor Presidente, io ho seguito in questi giorni il dibattito su questa così detta sanatoria e ho sentito che c'è in giro molta confusione, se se ne vuole fare arma di lotta politica si faccia pure arma di lotta politica, ma le cose non stanno esattamente come si sta affermando in quest'Aula.
Quando si dice che in difetto di normativa regionale vige la normativa nazionale mi pare che su questo siamo tutti quanti d'accordo, applicando l'articolo 57 del nostro Statuto che abbiamo applicato anche per quanto riguarda la riforma della legge elettorale in tutte le materie, il fatto che in materia di propria competenza la Regione non legiferi non significa che noi non abitiamo in Italia, non siamo italiani e non si applichino le norme che vengono applicate nel resto del territorio italiano.
Ora sappiamo tutti che per un difetto di normativa nostro, dovuto al fatto che lo Stato ha impugnato la normativa della Regione Autonoma della Sardegna, noi stiamo facendo passare per opere abusive, opere che abusive non sono. Se avessimo avuto la normativa, chi voleva cambiare una porta finestra in porta doveva fare una semplice dichiarazione di inizio lavori E non aveva bisogno di nessuna autorizzazione da parte dei Consigli comunali o degli uffici tecnici dei Consigli comunali, questo non c'è stato in Sardegna, per cui noi oggi ci troviamo ad affrontare questo tema discutendo di opere che potevano essere fatte e che non sono né grandi abusi né speculazioni nei confronti del territorio sui quali mi pare siamo tutti quanti d'accordo, si tratta di vedere, visto che stiamo normando e legiferando, se le nostre norme siano più penalizzanti o più favorevoli riguardo alle norme nazionali, questo lo vedremo nell'articolo 3 della legge che è stata presentata, non prima. Prima è un dibattito che non ha senso, perché fino adesso noi non sappiamo ancora se le norme che la Sardegna si sta dando sul piccolo abusivismo sono più penalizzanti o più favorevoli. D'altra parte io ritengo che se anche c'è da parte nostra il recepimento delle norme nazionali, questo non significa che noi non dobbiamo rivedere la legge organica, la legge 23 sull'abusivismo in Sardegna, lo dovremo rivedere perché nel frattempo c'è stato il Testo unico che ha eliminato una serie di norme, una serie di leggi, quindi noi siamo obbligati a mettere mano alla legge 23, a rivederla alla luce della nuova normativa nazionale. Io credo che questo sia il senso delle cose che stiamo facendo, senza buttarla così con toni talmente accesi che mi sanno più di campagna elettorale che di affrontare un problema che è nei limiti in cui io l'ho descritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente e colleghi, io esprimo sull'emendamento soppressivo ovviamente il mio voto favorevole, ma mi è utile occasione per cercare di rispondere anche ad alcune domande poste dal collega Pittalis e ad alcune affermazioni fatte dal collega Floris. Vede, collega Floris, a noi non è sufficiente dire che siccome dobbiamo recepire una norma nazionale dobbiamo privarci della facoltà di analizzarla in chiave critica, noi abbiamo il diritto nella rappresentanza dei nostri cittadini di interpretare anche quello che ci proviene da una legislazione nazionale; in altri tempi lei è maestro rispetto a me di questa materia, si sono fatte battaglie politiche poderose per riconoscere alla Sardegna interpretazioni poi coerenti della legislazione nazionale o dell'intendimento legislativo nazionale. E a Pittalis vorrei dire che noi siamo qui per un'idea positiva che è quella che ci vorrebbe mettere, com'è proprio del legislatore regionale, in una via intermedia, che consenta di evitare lo sdegno dei molti onesti della Sardegna e il plauso di pochi non proprio ligi alle norme e alle regole comuni. Il dovere di un legislatore è quello, cercare di evitare di mettersi più dalle parti di coloro che non hanno rispettato le leggi e meno dalla parte dei cittadini onesti e siccome questa è una sproporzione enorme ed evidente, questo è il nostro compito. E Piana che si lamenta delle accuse del conflitto di interessi, le voglio dire con molta amicizia, gliel'ho detto altre volte, Piana è in conflitto di interessi con la sua funzione di legislatore, ed è un conflitto di interessi palese, perché nessuno ha diritto in quest'Aula di portare interessi particolari ed è dovere di quest'Aula valutare la portata generale delle norme, il loro valore essenziale per tutti; a noi interessa evitare che da questo Consiglio esca un'altra bella credenziale dell'esperienza di centrodestra in Sardegna, un'esperienza che si vuole ammantare anche di questa prova di forza, e che invece per noi sarebbe stata l'occasione per capire quanta gente ha fatto abuso su doppie case, quali redditi aveva, sarebbe interessante vedere dov'è la necessità, probabilmente quelli che vivono in baracche e in case malsane in questa Sardegna non hanno neanche la possibilità di accedere ai pagamenti dell'oblazione, mentre invece accediamo facilmente a norme che consentono a gente che si è costruita la doppia casa, la tripla casa o la proprietà in campagna di continuare a perpetuare lo sdegno di una ricchezza contro la povertà, questi sono i temi della nostra riflessione. È un fatto banale, colleghi? È un fatto passeggero? Tutti i giorni le televisioni, programmi specifici ci fanno vedere la gente che vive senza acqua e senza luce nelle case e noi passiamo sopra la valutazione se questi che hanno sbagliato, perché non hanno risposto alle norme di legge, si stanno agevolando i loro interessi contro quelli dei più deboli. Noi continuiamo ad essere in quella posizione intermedia non è né lotta politica, né niente, è la distinzione di quella credenziale che voi volete portare avanti sbagliando e con ostinazione, noi ci vogliamo mettere in una posizione intermedia, ripeto, fra i molti onesti di questa Sardegna e i pochi che non hanno rispettato le leggi nel loro interesse, ci sarebbe da riflettere su questo ma questo Consiglio ormai è in una parabola dove non può più riprendere il senso della buona condotta e del buonsenso.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 3.
SPISSU (D.S.). Elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. È stato chiesto il voto elettronico palese, lo appoggiano otto consiglieri ovviamente.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PIRISI, MORITTU, MARROCU, ORRU' CALLEDDA, SCANO, LAI.)
PRESIDENTE. Indico lla votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU -GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI -SATTA - TUNIS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 36
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ugualmente l'emendamento 8, così come i precedenti proposti dalla opposizione che il collega Morittu ha bene illustrato, tendono a modificare in meglio la normativa proposta e darle un contenuto compatibile con la funzione di rispondere ad esigenze sociali ma anche di salvaguardare le esigenze generali del territorio. Neppure in riferimento a proposte emendative di carattere parziale come alcune che sono state presentate prima e ugualmente questo emendamento numero 8, da parte della maggioranza non viene nessun segno di disponibilità. Pittalis annuncia, anzi declama: "Volete approfondire la legge? Scordatevelo!".
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ma chi l'ha detto!
COGODI (R.C.). Tu l'hai detto poco fa "Scordatevelo". Proclami degni di ben altra causa. Però meraviglia anche il modo apparentemente, come dire, pensoso ed invece non tanto, attraverso cui altri colleghi che hanno ben altra cognizione, ben altra competenza in materia e dico anche ben altra autorità, quali anche il collega Floris, continuano a trattare questa materia. Collega Floris, non serve in questa situazione che lei voglia tutelare il collega Tunis, lo lasci andare per la sua strada, tanto si orienta da solo, qualche vicoletto lo trova.
Lei conosce bene la normativa regionale e non può dire in quest'Aula, come ha detto poc'anzi, che vi sarebbe una responsabilità della Regione per non aver normato la materia e, quindi, peggio per chi la Regione non ha normato, ha una prerogativa, ha una competenza, non l'ha esercitata e quindi supplisca pure la competenza e la normativa statale. Non è così, io la invito a leggere la normativa regionale, e non solo i suoi decreti che portano la sua firma e la sua fama, ma la invito a leggere le leggi organiche di questa Regione, la 45 e prima ancora della 45 la 23 che è legge sul tema, legge in materia. Ma legga l'articolo 15 della legge 23, legga l'articolo 27 della legge 23 e troverà che tutta la materia delle difformità, dei così detti piccoli abusi, non solo sono facilmente regolarizzabili in questa regione, ma la gran parte non sono soggetti né ad autorizzazione, e ovviamente neppure a concessione, basta l'indicazione di un tecnico che comunichi all'amministrazione comunale, asseveri che le modifiche intervenute, modifiche interne ed anche esterne, non compromettono la condizione statica dell'edificio e la sua generale configurazione, basta questo. Perchè non ha funzionato il sistema? Perchè è chiaro che nelle irregolarità edilizie tutti sanno che vi è contenuto non solo l'aspetto amministrativo, che è competenza della Regione, ma vi è contenuto anche un aspetto penale che è solo competenza dello Stato di trattare. Ma quando la sanatoria nazionale vende il reato perchè lo Stato vuole incassare danaro e trasforma il reato e lo elimina attraverso l'oblazione, l'oblazione è un modo di estinguere il reato, cioè lo Stato dice: "io ti dovrei dare una ammenda che ha un valore penale o una multa che ha un valore penale se è un delitto, o tanti giorni di carcerazione seppure teorica, non ti do nulla di tutto questo, ti perdono penalmente e però paghi una somma". Quella somma si chiama oblazione che non c'entra nulla con l'esborso per la sanatoria amministrativa in cambio della responsabilità penale. Questa cosa, questa partita funzione automaticamente. Quindi nel momento nel quale lo Stato fa una sanatoria che interviene ovviamente anche sul penale, rimuove quella ragione per cui il singolo non chiede la sanatoria amministrativa, perchè chiedendo la sanatoria amministrativa in via ordinaria si auto denuncerebbe rispetto ad una responsabilità penale. Tolta la responsabilità penale con la sanatoria statale, quella che attiene appunto all'aspetto penale, il resto funziona con il meccanismo della 23.
PRESIDENTE. Concluda, per cortesia, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso, e il novanta per cento delle cose che voi dite sono facilmente, non dico sanabili, sono già automaticamente sanate. Ecco perchè non è vero che voi volete tenere in conto interessi di carattere generale, avremo ancora modo di chiarire e tornare sul tema, voi volete tenere in conto solo pochi interessi di carattere particolare che non sono piccole cose ma sono grandi cose e anche brutte e bruttissime cose.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 8 sostitutivo dell'articolo 2, e vorrei cogliere anche l'occasione per interloquire da un punto di vista non diretto, Presidente, non mi permetterei, ma da un punto di vista politico con quanto ha affermato qualche istante fa l'onorevole Floris.
L'onorevole Floris è un uomo che per la sua passata esperienza si è cimentato con la materia, non ho dubbio che la conosce e però a me ha meravigliato molto, o hanno meravigliato molto alcune affermazioni che lui ha fatto, in particolare quando lui, in qualche modo, ci vuole far capire che la sua volontà politica in quest'Aula è quella di normare il piccolo abuso di necessità che si è manifestato sicuramente in Sardegna, e del quale abbiamo anche notizie certe forniteci dall'Assessorato dell'urbanistica e solo quello. Ma, mi chiedo, l'onorevole Floris ha capito di che cosa stiamo parlando? Ha capito che cosa è che abbiamo approvato, che cosa è che questo Consiglio ha approvato con l'articolo 1, il recepimento della legge nazionale pari, pari che mica parla di piccolo abuso, parla di abusi fino a tremila metri cubi. Ma tremila metri cubi sappiamo che cosa sono? Sono un palazzo di cinque piani con un pianta di 200 metri quadri, sono un grande palazzo, ma mica solo uno, qui se ne possano approvare uno, due, tre, quattro, cinque e così via.
La norma sull'abusivismo così come la volete recepire, non parla di piccoli abusi, i piccoli abusi troveranno, come dicevano bene l'onorevole Gian Mario Selis ed anche l'onorevole Gian Valerio Sanna, i piccoli abusi avranno difficoltà alla sanatoria perchè, come dire, dovranno pagare salatamene allo Stato, mica alla Regione. La Regione sta facendo il gabelliere dello Stato, paro paro, poi come dire lo spirito nazionalitario lo lascio a lei e a tutti coloro i quali di questo spirito si ammantano a ogni pie' sospinto e in ogni occasione. Noi stiamo facendo i gabellieri dello Stato, e stiamo incentivando la irregolarità, l'illegalità in campo edilizio che poi sappiamo essere come dire un elemento che mina anche il consenso sociale, o che mina - come dire - la vita, il vivere e la convivenza corretta della nostra comunità. Certo che bisogna anche rivedere la legge regionale 23, l'ho detto io sarà tre o quattro volte in quest'Aula durante questo dibattito, va rivista certamente, è un impianto solido che ha dato ottimi risultati per quasi vent'anni, però sicuramente - come dire - è invecchiata, ma la proposta della Giunta, e lo ripeto, il disegno di legge della Giunta conteneva molti elementi di armonizzazione della 23 con le sopraggiunte leggi anche nazionali. Mi riferisco in particolare al Testo Unico sull'edilizia che è stato finalmente varato l'anno scorso dal Governo, che pure, però, rimaneva nei cassetti del Governo nazionale già dal lontano 2001. E certo è che non basta il recepimento che questo Consiglio ha fatto dello sportello unico, che peraltro mi risulta nessuno si è preoccupato di farlo funzionare.
Questo Consiglio vi ricordo che in sede di finanziaria aveva raccolto un elemento contenuto nel Testo Unico in anticipo anche rispetto alla legislazione nazionale, ma ahimè non mi risulta che dopo il provvedimento qua in finanziaria di attivazione dello sportello unico con finanziamenti ai comuni, non mi risulta che l'Assessorato dell'urbanistica si sia prodigato in grande attivismo per attivare uno strumento che avrebbe sicuramente consentito un'accelerazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni e, forse in qualche caso avrebbe anche inibito un'attività edilizia ed illecita da parte di cittadini che soprattutto nelle grandi città aspettano anni per ottenere una semplice autorizzazione. Gli strumenti, quindi, c'erano, ma non sono stati attivati ed io credo anche per responsabilità, soprattutto per responsabilità dell'attuale governo regionale.
PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire pongo in votazione. Mettiamoci d'accordo, quando dico pongo in votazione, è in votazione e non accetto più iscrizioni. Siamo in votazione, quindi, prepararsi a votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. Naturalmente altri sette consiglieri devono appoggiare la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri GRANELLA, SELIS, Gian Valerio SANNA, GIAGU, SECCI, DORE, DEIANA.)
Grazie. Prepararsi a votare, se tutti sono pronti dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 8.
Attendiamo! C'è una difficoltà, una postazione in montagna!
FADDA (La Margherita-D.L.). Adesso sta entrando altra gente per votare. Il voto si poteva dichiarare perché è la votazione palese.
PRESIDENTE. No no, la gente non vota più, onorevole Fadda non vota più, sta chiedendo un attimo per votare e non facciamo i casi di guerra quando non è il caso, non lo decido io, non lo decide lei, è il buon senso, è un attimo, un attimo perchè non riusciva a sistemare la scheda, infatti ha votato da quando lei ha finito di parlare.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU -GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PETRINI -PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 36
contrari 38
(Il Consiglio non approva)
Si vota l'articolo 2, prepararsi a votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ho chiesto la parola per chiedere il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 34
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU -LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PETRINI - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.)
A questo punto, un attimo di riflessione.
Colleghi, restano in piedi l'emendamento 1, ancorché non tratti di materia di condono, ma tratta direttive per zone agricole perchè propone un articolo bis, ha una vita autonoma, quindi, l'emendamento 1; decadano il 7 e il 13, decadono e sono agganciati a dei commi, e resta il 14: Masia, Balia e Ibba, perchè è un testo che ha una vita autonoma, per conto suo praticamente, un emendamento aggiuntivo. Per cui i lavori si concludono qui; si prosegue domani mattina alle ore 10.00 con la prosecuzione del voto sugli emendamenti.
La seduta è tolta alle ore 20 e 02.
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