Seduta n.187 del 10/05/2005
CLXXXVII Seduta
(Pomeridiana)
Mercoledi' 10 maggio 2006Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
La seduta è aperta alle ore 16 e 46.
Cherchi OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 2 maggio 2006 (181), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Paolo Fadda e Gian Lugi Gessa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 10 maggio 2006.
Poiché non ci sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato del disegno di legge numero 90/A e della proposta di legge numero 178 A.
E' iscritto a parlare il consigliere Silvestro Ladu. Ne ha facoltà. Non è presente in Aula, quindi è decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliare Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signora Presidente. Solo alcune considerazioni su questo provvedimento. A me dispiace avere sentito alcuni colleghi, anche del centrodestra, che pure hanno partecipato attivamente in Commissione al lavoro su questo progetto di legge, prendere le distanze e segnalare più le cose che possono mancare, e non invece evidenziare il fatto positivo, che finalmente il Consiglio regionale approva questo testo unificato di più progetti di legge, dopo ben otto anni dalla legge Bersani a livello nazionale.
Ho letto anche con attenzione il lavoro che è stato esitato dalla Commissione, alla quale devo dare atto di avere svolto un ottimo lavoro, in sintonia con la Giunta e, - come ha detto il presidente della Commissione, Giagu - con il coinvolgimento della opposizione. Positivo anche che vi sia stata interlocuzione tra la Commissione e le rappresentanze della categoria, rappresentanze che hanno assunto nei confronti del progetto di legge non una posizione corporativa, di difesa degli interessi particolari della categoria dei commercianti, ma una posizione positiva, della quale si è compreso quanto gli interessi del commerciante siano strettamente collegati a quelli del consumatore.
Quindi, che senso ha prendere le distanze oggi, a conclusione di un procedimento legislativo da parte di alcuni esponenti del Consiglio, rispetto ad un lavoro positivo effettuato in questi mesi in Commissione, lavoro di confronto, di discussione, di rapporto con le forze sociali ,che ci consente di recuperare un ritardo di otto anni!?
Io penso che sia positivo per tutti il fatto che si sia svolto un lavoro che qualifica questo Consiglio. Quello che è avvenuto sino a oggi non deve mai più avvenire, e cioè che la Regione sarda, non avendo recepito il decreto Bersani, sia stata fino al 25 febbraio dell'anno scorso commissariata. Dal 25 febbraio abbiamo dovuto approvare un norma velocemente, che di fatto ha soltanto bloccato la grande distribuzione e posto dei paletti sui centri commerciali, e sino a quella data ed ancora oggi siamo in presenza di un commissariamento da parte del Governo, con poteri attribuiti all'allora assessore al commercio Roberto Frongia, con un decreto di recepimento della normativa nazionale, che ha aperto in tutta la Sardegna una serie di contenziosi, che espongono i Comuni a ricorsi e controricorsi. Si deve inoltre tener presente che quel decreto ha subito variazioni, che, per esempio, proprio sull'argomento delle medie strutture, sono stati presentati tantissimi ricorsi allorquando si è proceduto a modificare e ad estendere alle zone D e G la possibilità di essere, dal punto di vista urbanistico, in grado di ospitare medie strutture.
Io credo sia giusto invece che questo Consiglio riconosca che sta compiendo un atto importante con l'approvazione di una legge attesa per il settore del commercio e che quindi valuti positivamente il lavoro svolto in Commissione e quanto verrà fatto oggi. Vi sarà in futuro sicuramente l'esigenza di tornare ancora su questo provvedimento. Lo farà certamente anche la Commissione; saranno valutati emendamenti correttivi proposti dalle organizzazione dei commercianti, dai consiglieri, che possano migliorarlo, con la dovuta attenzione che il settore merita.
In questi mesi si è sviluppata una polemica riguardo ad un centro commerciale che è stato inaugurato poche settimane fa e che ha creato grossi problemi e anche qualche imbarazzo rispetto a quel che è avvenuto. Mi auguro che con questa legge non si possa più sostenere ciò che è stato affermato in relazione a tale vicenda, e cioè che quel centro commerciale è sorto perché le maglie della legge erano tanto larghe da consentire la nascita di una grande struttura di vendita, la quale, in base alla legge e alla normativa che aveva stabilito quel Commissario, in attuazione della legge Bersani, non poteva essere realizzata, ed è sorta esclusivamente perché la normativa commissariale ha consentito che la legge venisse elusa! Infatti l'unico argomento che ha determinato perplessità e riserve anche in coloro che non si opponevano al centro commerciale, è stato che questo è sorto non perché era opportuno che sorgesse o perché lo consentisse la pianificazione urbanistica commerciale. Il centro commerciale è sorto esclusivamente in quanto una normativa poco chiara ed a maglie eccessivamente larghe ha consentito che potessero realizzarsi in uno stesso luogo 5 mila metri quadri di struttura di vendita, autorizzata con la conferenza dei servizi per le grandi strutture, unitamente ad altre medie strutture di vendita e centinaia di attività, e tutte insieme attraverso un procedimento che tutti abbiamo definito, sia i contrari che i favorevoli, un modo per eludere la legge e la normativa che ci siamo dati.
E' auspicabile pertanto che dopo l'approvazione di questa legge, quanto sopra non possa più accadere, ma che vi siano regole certe e (cosa che chiediamo tutti) certezza di diritto. Regole certe che vanno applicate e che non consentano a nessuno di eludere. Ribadisco quindi che valuto molto positivamente il lavoro svolto dalla Commissione e il testo che è stato esitato, certo che il Consiglio possa ulteriormente migliorarlo. Credo che tutti noi possiamo ritenere opportuno e positivo il lavoro fatto.
Infine, in merito alla parte relativa alle risorse: anche qui ritengo estremamente positivo porre a disposizione 15 milioni di euro attraverso l'azione 5.1 per riqualificare i centri storici finalizzati prevalentemente al centro commerciale naturale e per rivitalizzare gli stessi, facendo sì che le attività commerciali in quei centri storici possano rimanere; come pure collegare tale misura con i 100 milioni che verranno stanziati dai POR per i centri storici per essere quindi messi a disposizione dei Comuni. Potrebbe, per contro, essere valutata non adeguata la dotazione finanziaria: intanto si avvia un processo di riqualificazione dei centri storici e di rivitalizzazione dei medesimi in funzione commerciale, che prima non c'era! E' una risposta non più, come diceva il collega Cherchi, ideologica, di chi difende la sua piccola attività contro l'aggressione dei centri e dei grandi centri commerciali, ma è una risposta organizzata e qualificata all'intervento che si vuole attuare.
Inviterei anche i colleghi ad adoperarsi per migliorare il testo, a non prenderne le distanze, considerato che è un progetto di legge, che oggi diventa legge, utile per la Sardegna, che arriva in ritardo ma che colma una grave lacuna del passato: un anno della legislatura '94-'99, e 5 anni di legislatura di centrodestra, lacuna che nei nostri primi due anni di legislatura siamo riusciti a colmare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signora Presidente, onorevoli Consiglieri. Nella giornata di oggi abbiamo assistito a un dibattito estremamente interessante, produttivo e proficuo su questo progetto di legge: "disposizioni delle attività commerciali". In molti interventi sono state ribadite alcune considerazioni che accomunano molti interventi. Una fra queste è la preoccupazione per il settore commercio, per la crisi profonda che vive il settore commercio oggi in Sardegna. Sonostate fatte anche analisi approfondite negli interventi di questa mattina. Si è detto che da circa un decennio abbiamo avuto una crescita estremamente veloce dei grandi centri commerciali, che sicuramente hanno portato dei benefici. E' innegabile che i grandi centri commerciali portino benefici in termini di prezzi per gli utenti, per i consumatori, come pure la varietà dell'offerta e l'emersione dal nero - come ha detto l'onorevole Capelli - di una percentuale di occupazione che prima era sommersa. Sicuramente benefici questi effetti.
Nello stesso tempo in Sardegna, proprio per la mancanza di una legge organica, come è stato ribadito da quasi tutti gli interventi, questa crescita non è stata in qualche modo governata o indirizzata, e quindi, ha prodotto effetti negativi estremamente importanti: soprattutto la chiusura dei piccoli centri, dei piccoli esercizi commerciali. Quindi, molte famiglie di sardi che prima vivevano di commercio hanno abbandonato, e questo ha pesato forse nel conto nuove assunzioni-vecchie assunzioni. Viene stimato che sono più le perdite dell'occupazione precedente che l'acquisto di nuova occupazione. Soprattutto, questa crescita così vertiginosa ha determinato in parte la mancanza di servizi nei piccoli centri, contribuendo allo spopolamento dei piccoli comuni, al deprezzamento e alla mancanza di valorizzazione dei centri storici e dei centri urbani nelle città, sempre a favore di una preferenza dei consumatori verso i nuovi centri commerciali. Questa mi sembra sia un'analisi un pò condivisa da tutti e che è la realtà che abbiamo sotto gli occhi.
L'altra preoccupazione, che ho sentito in moltissimi interventi, è che questa legge, stante questa situazione, non risolva i problemi. E qui onestamente io dissento: perché è verissimo che questa legge arriva in ritardo, ed io non voglio essere polemica, ma è stato già detto che anche nella legislatura precedente si è tentato di fare una legge organica sul commercio, che ci avrebbe fatto comodo. Naturalmente oggi saremmo intervenuti soltanto per introdurre delle modifiche, dei miglioramenti. Invece no, bisogna fare un disegno di legge complesso - è stato detto dall'onorevole Giagu - complesso e importante, tendente ad una riorganizzazione totale del sistema. E' quindi un lavoro importante.
La Giunta ha deliberato un disegno di legge nel novembre 2004, che la Commissione ha recepito in gennaio. A mio avviso la Commissione ha svolto un ottimo lavoro, e ha fatto bene anche ad approfondire i temi, unificando due progetti di legge, quello della Giunta e quello di alcuni consiglieri, primo firmatario l'onorevole Cherchi (il disegno di legge sui centri commerciali naturali), e ha approfondito riconfrontandosi con le associazione di categoria e con tutte le parti interessate. E' stato esitato un testo di legge che secondo me è stato migliorato, che sicuramente può essere ulteriormente migliorato oggi con alcuni emendamenti. Aggiungo che sono dell'opinione - così come è stato detto dall'onorevole Sabatini questa mattina - che sarebbe cosa normale se tra uno o due anni dovessimo rintervenire sul settore commercio per migliorare ulteriormente.
Lo fanno tutte le regioni! L'ho detto un'altra volta in Aula per un'altra legge: non trovo nulla di strano, è solo in Sardegna che abbiamo difficoltà nei cambiamenti. Credo che la realtà esterna si modifichi con tale velocità che forse è difficile per le istituzioni stare dietro a quelli che sono i cambiamenti, tuttavia questo sforzo deve essere fatto. Quindi, io reputo che la legge che viene oggi esitata è sicuramente un'ottima legge perché mette ordine nel settore. L'ha detto l'onorevole Diana stamattina, e secondo me non è un difetto, è un pregio. Si parte dal mettere ordine nel settore; se non si vuole rinunciare a un comparto si deve iniziare dal rimettervi ordine! Non è vero che è un provvedimento elaborato con il copia e incolla, estrapolato dal decreto Bersani che può essere superato. Si tratta invece di un provvedimento che è stato adattato alla realtà della Sardegna: ci sono sì alcune parti che riprendono il decreto Bersani perché condivisibili, ma tante altre norme sono delle innovazioni proprio perché sono state valutate dopo aver analizzato (come anche in questa sede ribadito) quella che è la situazione della Sardegna oggi.
Non starò quindi a ripetere tutti i punti positivi del provvedimento, che sono stati ribaditi dai numerosi interventi. Vi sono tuttavia delle novità assolute, importanti in questa legge, che forse non saranno completamente esaustive di tutte le problematiche che potranno in futuro presentarsi, stante che la situazione del settore è in continuo cambiamento; e sono altresì importanti perché consentono la riorganizzazione del settore medesimo.
E' stato sostenuto che nel provvedimento manca la filosofia di fondo di questa Giunta, di questa maggioranza; io non credo che sia così! Gli articoli che riguardano gli incentivi e i centri commerciali naturali sono un esempio di quelli che sono gli indirizzi di questa Giunta. Questa Giunta, il presidente Soru e questa maggioranza sostengono spesso che la Sardegna marcia a due velocità, che i centri piccoli si spopolano. Sono state quindi adottate una serie di misure per rimediare a tale tendenza, anche nel settore del commercio. Cito ad esempio il fatto di avere puntualizzato la definizione di centro commerciale naturale, che è un concetto nuovo, il fatto di favorire l'aggregazione di piccoli esercizi, allo scopo di rivitalizzare i centri urbani e riattirarne l'utenza come verso i centri storici, onde consentire la concorrenza con i centri commerciali e artificiali. Concordo pertanto anche con quanto affermato dall'onorevole Cherchi, e cioè che persiste arretratezza nel sistema del commercio ed è quindi necessario fornire allo stesso idonei strumenti per poter competere.
Eibadisco che ritengo questo provvedimento estremamente importante, proprio perché ha alla base l'intento di rimediare a quelli che sono e sono stati i problemi più gravi in cui versa oggi la Sardegna, a causa di uno sviluppo squilibrato e per la mancanza di valide politiche di indirizzo. Se questa legge fosse stata varata otto anni fa, la situazione del comparto del commercio forse oggi sarebbe migliore. Purtroppo così non è e bisogna prenderne atto. Ritengo tutta via che le norme contenute in questa legge siano estremamente importanti ed innovative, proprio perché costituiscono il punto di partenza per il rilancio di questo comparto.
Sottolineo ionltre brevemente l'importnza di alcune norme del provvedimento: la semplificazione amministrativa nel procedimento unico di concessione edilizia e commerciale; l'istituzione dei CAT (centri di assistenza tecnica), strumenti utili per l'assistenza, e soprattutto ai piccoli commercianti; l'istituzione a cadenza annuale del rapporto sul commercio, redatto dall'Assessorato con la collaborazione dell'osservatorio economico della Regione; il trasferimento ai Comuni delle competenze sul controllo e sulle sanzioni disciplinari; l'abrogazione della tassa per l'ambulantato, essendo la Sardegna l'unica regione che ancora applicava questa tassa. Desidero ulteriormente ribadire che questo provvedmiento ha colmato un vuoto normativo e che costituisce il punto di partenza per il rilancio di un settore. Può essere ancora migliorato con gli emendamenti che possono essere presentati in Aula, e ritengo del tutto normale se in futuro si dovesse riesaminare lo stesso per migliorarne aspetti che possono essere perfettibili. Il provvedimento è stato elaborato con la fattiva collaborazione della Commissione, ai cui lavori ho partecipato, riscontrando, fra l'altro il lavoro proficuo e la partecipazione anche dei consiglieri della minoranza che, pur dissentendo alcune volte hanno tuttavia lavorato con spirito di collaborazione e propositivo.
Desidero richiamare, infine, una osservazione dell'onorevole Capelli, che vedeva nel finanziamento dei centri commerciali naturali, una quasi un'esclusione degli altri. Faccio notare al riguardo che in questo provvedimento abbiamo previsto una variazione della legge numero 9, allo scopo di finanziare anche i centri commerciali naturali. Questa legge è l'unica che ho rilevato, all'atto dell'insediamento nell'Assessorato, non essere ancora stata attivata nei finanziamenti. La legge medesima verrà tuttavia presto sbloccata, nel senso che è in corso la procedura per la definizione delle famose 10 mila pratiche vecchie, quindi nel giro di qualche mese saranno messi in circolazione i finanziamenti precedenti. Ciò stante, con la nuova norma, non vengono esclusi gli esercizi normali, pur avendo priorità quelli dei centri commerciali naturali. Riguardo alla legge numero 2, sempre per replicare all'onorevole Capelli, dichiaro che sono stati già erogati i fondi relativi ad alcuni e sono in corso le procedure proprio per il pagamento di tutto l'arretrato che si è determinato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Signora Presidente, solo per chiedere una sospensione dei lavori, per consentire un'interlocuzione e per l'eventuale presentazione di emendamenti.
PRESIDENTE. Una sospensione di quanto onorevole Giagu?
GIAGU (La Margherita - D.L.). Un'ora, minimo.
PRESIDENTE. Va bene, sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore 18 e 10.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 09, viene ripresa alle ore 18 e 17.)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che la Commissione è ancora riunita, per cui i lavori vengono aggiornati alle ore 19. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 18, viene ripresa alle ore 19 e 07.)
PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo la seduta. Poiché la seduta della Commissione proseguirà nella serata, i lavori dell'Aula vengono aggiornati a domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 08.
Allegati seduta
CLXXXVII Seduta
(Pomeridiana)
Mercoledi' 10 maggio 2006Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
La seduta è aperta alle ore 16 e 46.
Cherchi OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 2 maggio 2006 (181), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Paolo Fadda e Gian Lugi Gessa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 10 maggio 2006.
Poiché non ci sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato del disegno di legge numero 90/A e della proposta di legge numero 178 A.
E' iscritto a parlare il consigliere Silvestro Ladu. Ne ha facoltà. Non è presente in Aula, quindi è decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliare Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signora Presidente. Solo alcune considerazioni su questo provvedimento. A me dispiace avere sentito alcuni colleghi, anche del centrodestra, che pure hanno partecipato attivamente in Commissione al lavoro su questo progetto di legge, prendere le distanze e segnalare più le cose che possono mancare, e non invece evidenziare il fatto positivo, che finalmente il Consiglio regionale approva questo testo unificato di più progetti di legge, dopo ben otto anni dalla legge Bersani a livello nazionale.
Ho letto anche con attenzione il lavoro che è stato esitato dalla Commissione, alla quale devo dare atto di avere svolto un ottimo lavoro, in sintonia con la Giunta e, - come ha detto il presidente della Commissione, Giagu - con il coinvolgimento della opposizione. Positivo anche che vi sia stata interlocuzione tra la Commissione e le rappresentanze della categoria, rappresentanze che hanno assunto nei confronti del progetto di legge non una posizione corporativa, di difesa degli interessi particolari della categoria dei commercianti, ma una posizione positiva, della quale si è compreso quanto gli interessi del commerciante siano strettamente collegati a quelli del consumatore.
Quindi, che senso ha prendere le distanze oggi, a conclusione di un procedimento legislativo da parte di alcuni esponenti del Consiglio, rispetto ad un lavoro positivo effettuato in questi mesi in Commissione, lavoro di confronto, di discussione, di rapporto con le forze sociali ,che ci consente di recuperare un ritardo di otto anni!?
Io penso che sia positivo per tutti il fatto che si sia svolto un lavoro che qualifica questo Consiglio. Quello che è avvenuto sino a oggi non deve mai più avvenire, e cioè che la Regione sarda, non avendo recepito il decreto Bersani, sia stata fino al 25 febbraio dell'anno scorso commissariata. Dal 25 febbraio abbiamo dovuto approvare un norma velocemente, che di fatto ha soltanto bloccato la grande distribuzione e posto dei paletti sui centri commerciali, e sino a quella data ed ancora oggi siamo in presenza di un commissariamento da parte del Governo, con poteri attribuiti all'allora assessore al commercio Roberto Frongia, con un decreto di recepimento della normativa nazionale, che ha aperto in tutta la Sardegna una serie di contenziosi, che espongono i Comuni a ricorsi e controricorsi. Si deve inoltre tener presente che quel decreto ha subito variazioni, che, per esempio, proprio sull'argomento delle medie strutture, sono stati presentati tantissimi ricorsi allorquando si è proceduto a modificare e ad estendere alle zone D e G la possibilità di essere, dal punto di vista urbanistico, in grado di ospitare medie strutture.
Io credo sia giusto invece che questo Consiglio riconosca che sta compiendo un atto importante con l'approvazione di una legge attesa per il settore del commercio e che quindi valuti positivamente il lavoro svolto in Commissione e quanto verrà fatto oggi. Vi sarà in futuro sicuramente l'esigenza di tornare ancora su questo provvedimento. Lo farà certamente anche la Commissione; saranno valutati emendamenti correttivi proposti dalle organizzazione dei commercianti, dai consiglieri, che possano migliorarlo, con la dovuta attenzione che il settore merita.
In questi mesi si è sviluppata una polemica riguardo ad un centro commerciale che è stato inaugurato poche settimane fa e che ha creato grossi problemi e anche qualche imbarazzo rispetto a quel che è avvenuto. Mi auguro che con questa legge non si possa più sostenere ciò che è stato affermato in relazione a tale vicenda, e cioè che quel centro commerciale è sorto perché le maglie della legge erano tanto larghe da consentire la nascita di una grande struttura di vendita, la quale, in base alla legge e alla normativa che aveva stabilito quel Commissario, in attuazione della legge Bersani, non poteva essere realizzata, ed è sorta esclusivamente perché la normativa commissariale ha consentito che la legge venisse elusa! Infatti l'unico argomento che ha determinato perplessità e riserve anche in coloro che non si opponevano al centro commerciale, è stato che questo è sorto non perché era opportuno che sorgesse o perché lo consentisse la pianificazione urbanistica commerciale. Il centro commerciale è sorto esclusivamente in quanto una normativa poco chiara ed a maglie eccessivamente larghe ha consentito che potessero realizzarsi in uno stesso luogo 5 mila metri quadri di struttura di vendita, autorizzata con la conferenza dei servizi per le grandi strutture, unitamente ad altre medie strutture di vendita e centinaia di attività, e tutte insieme attraverso un procedimento che tutti abbiamo definito, sia i contrari che i favorevoli, un modo per eludere la legge e la normativa che ci siamo dati.
E' auspicabile pertanto che dopo l'approvazione di questa legge, quanto sopra non possa più accadere, ma che vi siano regole certe e (cosa che chiediamo tutti) certezza di diritto. Regole certe che vanno applicate e che non consentano a nessuno di eludere. Ribadisco quindi che valuto molto positivamente il lavoro svolto dalla Commissione e il testo che è stato esitato, certo che il Consiglio possa ulteriormente migliorarlo. Credo che tutti noi possiamo ritenere opportuno e positivo il lavoro fatto.
Infine, in merito alla parte relativa alle risorse: anche qui ritengo estremamente positivo porre a disposizione 15 milioni di euro attraverso l'azione 5.1 per riqualificare i centri storici finalizzati prevalentemente al centro commerciale naturale e per rivitalizzare gli stessi, facendo sì che le attività commerciali in quei centri storici possano rimanere; come pure collegare tale misura con i 100 milioni che verranno stanziati dai POR per i centri storici per essere quindi messi a disposizione dei Comuni. Potrebbe, per contro, essere valutata non adeguata la dotazione finanziaria: intanto si avvia un processo di riqualificazione dei centri storici e di rivitalizzazione dei medesimi in funzione commerciale, che prima non c'era! E' una risposta non più, come diceva il collega Cherchi, ideologica, di chi difende la sua piccola attività contro l'aggressione dei centri e dei grandi centri commerciali, ma è una risposta organizzata e qualificata all'intervento che si vuole attuare.
Inviterei anche i colleghi ad adoperarsi per migliorare il testo, a non prenderne le distanze, considerato che è un progetto di legge, che oggi diventa legge, utile per la Sardegna, che arriva in ritardo ma che colma una grave lacuna del passato: un anno della legislatura '94-'99, e 5 anni di legislatura di centrodestra, lacuna che nei nostri primi due anni di legislatura siamo riusciti a colmare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
DEPAU, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signora Presidente, onorevoli Consiglieri. Nella giornata di oggi abbiamo assistito a un dibattito estremamente interessante, produttivo e proficuo su questo progetto di legge: "disposizioni delle attività commerciali". In molti interventi sono state ribadite alcune considerazioni che accomunano molti interventi. Una fra queste è la preoccupazione per il settore commercio, per la crisi profonda che vive il settore commercio oggi in Sardegna. Sonostate fatte anche analisi approfondite negli interventi di questa mattina. Si è detto che da circa un decennio abbiamo avuto una crescita estremamente veloce dei grandi centri commerciali, che sicuramente hanno portato dei benefici. E' innegabile che i grandi centri commerciali portino benefici in termini di prezzi per gli utenti, per i consumatori, come pure la varietà dell'offerta e l'emersione dal nero - come ha detto l'onorevole Capelli - di una percentuale di occupazione che prima era sommersa. Sicuramente benefici questi effetti.
Nello stesso tempo in Sardegna, proprio per la mancanza di una legge organica, come è stato ribadito da quasi tutti gli interventi, questa crescita non è stata in qualche modo governata o indirizzata, e quindi, ha prodotto effetti negativi estremamente importanti: soprattutto la chiusura dei piccoli centri, dei piccoli esercizi commerciali. Quindi, molte famiglie di sardi che prima vivevano di commercio hanno abbandonato, e questo ha pesato forse nel conto nuove assunzioni-vecchie assunzioni. Viene stimato che sono più le perdite dell'occupazione precedente che l'acquisto di nuova occupazione. Soprattutto, questa crescita così vertiginosa ha determinato in parte la mancanza di servizi nei piccoli centri, contribuendo allo spopolamento dei piccoli comuni, al deprezzamento e alla mancanza di valorizzazione dei centri storici e dei centri urbani nelle città, sempre a favore di una preferenza dei consumatori verso i nuovi centri commerciali. Questa mi sembra sia un'analisi un pò condivisa da tutti e che è la realtà che abbiamo sotto gli occhi.
L'altra preoccupazione, che ho sentito in moltissimi interventi, è che questa legge, stante questa situazione, non risolva i problemi. E qui onestamente io dissento: perché è verissimo che questa legge arriva in ritardo, ed io non voglio essere polemica, ma è stato già detto che anche nella legislatura precedente si è tentato di fare una legge organica sul commercio, che ci avrebbe fatto comodo. Naturalmente oggi saremmo intervenuti soltanto per introdurre delle modifiche, dei miglioramenti. Invece no, bisogna fare un disegno di legge complesso - è stato detto dall'onorevole Giagu - complesso e importante, tendente ad una riorganizzazione totale del sistema. E' quindi un lavoro importante.
La Giunta ha deliberato un disegno di legge nel novembre 2004, che la Commissione ha recepito in gennaio. A mio avviso la Commissione ha svolto un ottimo lavoro, e ha fatto bene anche ad approfondire i temi, unificando due progetti di legge, quello della Giunta e quello di alcuni consiglieri, primo firmatario l'onorevole Cherchi (il disegno di legge sui centri commerciali naturali), e ha approfondito riconfrontandosi con le associazione di categoria e con tutte le parti interessate. E' stato esitato un testo di legge che secondo me è stato migliorato, che sicuramente può essere ulteriormente migliorato oggi con alcuni emendamenti. Aggiungo che sono dell'opinione - così come è stato detto dall'onorevole Sabatini questa mattina - che sarebbe cosa normale se tra uno o due anni dovessimo rintervenire sul settore commercio per migliorare ulteriormente.
Lo fanno tutte le regioni! L'ho detto un'altra volta in Aula per un'altra legge: non trovo nulla di strano, è solo in Sardegna che abbiamo difficoltà nei cambiamenti. Credo che la realtà esterna si modifichi con tale velocità che forse è difficile per le istituzioni stare dietro a quelli che sono i cambiamenti, tuttavia questo sforzo deve essere fatto. Quindi, io reputo che la legge che viene oggi esitata è sicuramente un'ottima legge perché mette ordine nel settore. L'ha detto l'onorevole Diana stamattina, e secondo me non è un difetto, è un pregio. Si parte dal mettere ordine nel settore; se non si vuole rinunciare a un comparto si deve iniziare dal rimettervi ordine! Non è vero che è un provvedimento elaborato con il copia e incolla, estrapolato dal decreto Bersani che può essere superato. Si tratta invece di un provvedimento che è stato adattato alla realtà della Sardegna: ci sono sì alcune parti che riprendono il decreto Bersani perché condivisibili, ma tante altre norme sono delle innovazioni proprio perché sono state valutate dopo aver analizzato (come anche in questa sede ribadito) quella che è la situazione della Sardegna oggi.
Non starò quindi a ripetere tutti i punti positivi del provvedimento, che sono stati ribaditi dai numerosi interventi. Vi sono tuttavia delle novità assolute, importanti in questa legge, che forse non saranno completamente esaustive di tutte le problematiche che potranno in futuro presentarsi, stante che la situazione del settore è in continuo cambiamento; e sono altresì importanti perché consentono la riorganizzazione del settore medesimo.
E' stato sostenuto che nel provvedimento manca la filosofia di fondo di questa Giunta, di questa maggioranza; io non credo che sia così! Gli articoli che riguardano gli incentivi e i centri commerciali naturali sono un esempio di quelli che sono gli indirizzi di questa Giunta. Questa Giunta, il presidente Soru e questa maggioranza sostengono spesso che la Sardegna marcia a due velocità, che i centri piccoli si spopolano. Sono state quindi adottate una serie di misure per rimediare a tale tendenza, anche nel settore del commercio. Cito ad esempio il fatto di avere puntualizzato la definizione di centro commerciale naturale, che è un concetto nuovo, il fatto di favorire l'aggregazione di piccoli esercizi, allo scopo di rivitalizzare i centri urbani e riattirarne l'utenza come verso i centri storici, onde consentire la concorrenza con i centri commerciali e artificiali. Concordo pertanto anche con quanto affermato dall'onorevole Cherchi, e cioè che persiste arretratezza nel sistema del commercio ed è quindi necessario fornire allo stesso idonei strumenti per poter competere.
Eibadisco che ritengo questo provvedimento estremamente importante, proprio perché ha alla base l'intento di rimediare a quelli che sono e sono stati i problemi più gravi in cui versa oggi la Sardegna, a causa di uno sviluppo squilibrato e per la mancanza di valide politiche di indirizzo. Se questa legge fosse stata varata otto anni fa, la situazione del comparto del commercio forse oggi sarebbe migliore. Purtroppo così non è e bisogna prenderne atto. Ritengo tutta via che le norme contenute in questa legge siano estremamente importanti ed innovative, proprio perché costituiscono il punto di partenza per il rilancio di questo comparto.
Sottolineo ionltre brevemente l'importnza di alcune norme del provvedimento: la semplificazione amministrativa nel procedimento unico di concessione edilizia e commerciale; l'istituzione dei CAT (centri di assistenza tecnica), strumenti utili per l'assistenza, e soprattutto ai piccoli commercianti; l'istituzione a cadenza annuale del rapporto sul commercio, redatto dall'Assessorato con la collaborazione dell'osservatorio economico della Regione; il trasferimento ai Comuni delle competenze sul controllo e sulle sanzioni disciplinari; l'abrogazione della tassa per l'ambulantato, essendo la Sardegna l'unica regione che ancora applicava questa tassa. Desidero ulteriormente ribadire che questo provvedmiento ha colmato un vuoto normativo e che costituisce il punto di partenza per il rilancio di un settore. Può essere ancora migliorato con gli emendamenti che possono essere presentati in Aula, e ritengo del tutto normale se in futuro si dovesse riesaminare lo stesso per migliorarne aspetti che possono essere perfettibili. Il provvedimento è stato elaborato con la fattiva collaborazione della Commissione, ai cui lavori ho partecipato, riscontrando, fra l'altro il lavoro proficuo e la partecipazione anche dei consiglieri della minoranza che, pur dissentendo alcune volte hanno tuttavia lavorato con spirito di collaborazione e propositivo.
Desidero richiamare, infine, una osservazione dell'onorevole Capelli, che vedeva nel finanziamento dei centri commerciali naturali, una quasi un'esclusione degli altri. Faccio notare al riguardo che in questo provvedimento abbiamo previsto una variazione della legge numero 9, allo scopo di finanziare anche i centri commerciali naturali. Questa legge è l'unica che ho rilevato, all'atto dell'insediamento nell'Assessorato, non essere ancora stata attivata nei finanziamenti. La legge medesima verrà tuttavia presto sbloccata, nel senso che è in corso la procedura per la definizione delle famose 10 mila pratiche vecchie, quindi nel giro di qualche mese saranno messi in circolazione i finanziamenti precedenti. Ciò stante, con la nuova norma, non vengono esclusi gli esercizi normali, pur avendo priorità quelli dei centri commerciali naturali. Riguardo alla legge numero 2, sempre per replicare all'onorevole Capelli, dichiaro che sono stati già erogati i fondi relativi ad alcuni e sono in corso le procedure proprio per il pagamento di tutto l'arretrato che si è determinato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Signora Presidente, solo per chiedere una sospensione dei lavori, per consentire un'interlocuzione e per l'eventuale presentazione di emendamenti.
PRESIDENTE. Una sospensione di quanto onorevole Giagu?
GIAGU (La Margherita - D.L.). Un'ora, minimo.
PRESIDENTE. Va bene, sospendo la seduta, i lavori riprenderanno alle ore 18 e 10.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 09, viene ripresa alle ore 18 e 17.)
PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che la Commissione è ancora riunita, per cui i lavori vengono aggiornati alle ore 19. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 18, viene ripresa alle ore 19 e 07.)
PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo la seduta. Poiché la seduta della Commissione proseguirà nella serata, i lavori dell'Aula vengono aggiornati a domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 08.
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