Seduta n.346 del 13/07/2007 

CCCXLVI Seduta

(Antimeridiana)

Venerdì 13 luglio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

Indi

del Vicepresidente Rassu

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 35.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 23 maggio 2007 (339), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Balia, Barracciu, Caligaris, Cugini, Licandro, Licheri, Maninchedda, Salis e Sanjust hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di venerdì 13 luglio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 128, Sanjust, La Spisa e più sull'attuazione degli ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale.

Sì, qualche secondo, mettiamo in distribuzione il documento del responsabile del procedimento della gara che ci siamo fatti inviare. Quindi, mettiamo in distribuzione il documento.

Va bene, colleghi, direi che possiamo iniziare. Il documento è stato distribuito, quindi possiamo iniziare.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori. Mi scusi, ieri noi abbiamo chiesto il rinvio ad oggi, perché avremmo gradito la presenza del Presidente su questa e sulla mozione successiva, così come quella dell'assessore Morittu per la mozione Ladu e più. Non mi sembra che le condizioni siano cambiate rispetto a ieri sera. Per noi è importante, per il nostro Gruppo è importante che ci sia il Presidente a rispondere, relazionare, viste anche le ultime dichiarazioni sui fatti che si vorrebbero discutere in Aula, inerenti la gara per la pubblicità istituzionale e la situazione con la Corte dei conti.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, il Presidente non è in sede, quindi non potrà essere presente questa mattina. Io penso che possiamo svolgere la mozione o quella parte della mozione, perché può essere anche un po' il convincimento, in sede di Conferenza dei Capigruppo, che non ci fossero esigenze di rifare un dibattito fatto soltanto qualche giorno fa. C'è un fatto nuovo su cui eventualmente la Giunta può dare in Aula anche la sua valutazione, la mozione numero 128. Sono invece d'accordo che probabilmente il Consiglio dovrà rinviare la mozione numero 129, quella relativa al giudizio di parificazione sul rendiconto da parte della Corte dei Conti. Possiamo invece svolgere la numero 125, quella sui siti di interesse comunitario. Quindi io propongo di concludere la discussione, se ci fosse una discussione, sulla mozione numero 128, perché i termini della questione non sono molto diversi da quelli se non per l'atto del responsabile del procedimento, che conclusivamente ha la titolarità dell'azione amministrativa, non ci sono degli elementi nuovi rispetto all'ordine del giorno che era stato approvato dal Consiglio il 19 giugno. Quindi io procederei in questo modo.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente, io, personalmente già ieri ho dichiarato, l'avrei confermato e l'ho confermato anche stamattina nei dialoghi che hanno preceduto l'avvio in ritardo di questa seduta, che sul piano personale, su questa vicenda, come anche su quella della Corte dei Conti, e visto l'andamento dei dibattiti ultimi in Consiglio regionale in cui il Presidente della Regione, sempre più palesemente, assume posizioni, valutazioni che nella sostanza e nella forma, di fatto, si caratterizzano proprio quasi per una continua sfida fino ai limiti dell'irrisione nei confronti del Consiglio regionale, soprattutto irrisione sulla verità delle cose, perciò ritengo che, personalmente, potevano essere sufficienti le dichiarazioni degli Assessori che a nome della Giunta, volessero presentare e dire quale è la posizione dell'Esecutivo su questo tema. Però è evidente, anche dall'intervento dell'onorevole Capelli, che credo sia condiviso anche da altri Gruppi, che vi è un altro problema, che è un problema politico, e anche un problema di rapporti istituzionali corretti tra Consiglio e Giunta. La vicenda della gara della pubblicità istituzionale: tutto ciò che è emerso dagli esiti della Commissione d'inchiesta, i fatti successivi, cioè l'inserimento nel sito della Regione di alcune… una presa di posizione chiarissima del Presidente della Regione che modificava sostanzialmente, cosciente di quel che diceva e scriveva, i contenuti e l'esito del dibattito in Consiglio, che lei correttamente ha anche segnalato in una comunicazione che su quel punto certamente almeno ha difeso la verità di quanto è emerso in questo Consiglio. Tutto questo pone un problema di rapporto fra Giunta e Consiglio su due questioni fondamentali: quella della procedura della gara per la pubblicità istituzionale e quella della Corte dei Conti, che non si è limitata a una sospensione del giudizio di parificazione, ma ha avuto uno strascico anche lì, di dichiarazioni strabilianti da parte del rappresentante legale della Regione. Questi fatti pongono un problema, cioè che il Consiglio regionale, su queste due vicende, su questi due procedimenti debba avere un confronto col Presidente della Regione, anche visti gli ultimi sviluppi di cui abbiamo avuto conoscenza sul piano formale soltanto adesso, con la trasmissione degli atti del Dirigente del servizio trasparenza e comunicazione. Noi crediamo che al di là delle comunicazioni di quanto è accaduto sul piano procedurale, questo Consiglio abbia il diritto e il dovere di dissentire dal Presidente della Regione su che cosa è accaduto, su che cosa sta accadendo sul piano politico e istituzionale, nel rapporto cioè tra l'Esecutivo e il Consiglio che attraverso una Commissione d'inchiesta aveva fatto alcune valutazioni espresse, chiedendo sostanzialmente all'unanimità al Presidente della Regione e alla Giunta, di prendere atto degli esiti della Commissione d'inchiesta. Rispetto alla vicenda della Corte dei Conti, un chiarimento sul rapporto istituzionale con un organismo giurisdizionale importante che, come lei sa, come tutti sappiamo, ha creato sostanzialmente un incidente istituzionale. Su questo occorre un chiarimento politico e, nulla avendo contro gli Assessori presenti, però chiediamo che il Presidente della Regione, come rappresentante politico di vertice del centrosinistra e dell'Esecutivo, riferisca in Aula, dia le sue motivazioni, dica come valuta questi ulteriori sviluppi, come quest'ultimo, un avvio di procedimento di annullamento. Siamo stanchi di parlare di Saatchi & Saatchi, ma abbiamo il dovere di dire e di portare all'attenzione quello che sta accadendo. Per questo chiediamo che questa mozione venga discussa insieme a quella della Corte dei Conti, in presenza del Presidente della Regione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Assessore Dadea… ma se dobbiamo orientarci al rinvio, naturalmente non facciamo un dibattito.

Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie signor Presidente. Nessun dibattito, penso che sia assolutamente legittima la richiesta delle opposizioni di discutere la mozione in presenza del Presidente della Regione. Voglio però assicurare che il Presidente è impossibilitato a partecipare nella giornata di oggi per degli impegni di carattere istituzionale. Ma voglio anche dire e affermare con molta nettezza che da parte della Giunta regionale c'è tutta la disponibilità ad affrontare questo problema, ad affrontarlo oggi, a chiarire gli aspetti e anche le novità che sono emerse negli ultimi giorni. Quindi, da parte della Giunta regionale c'è tutta la disponibilità ad affrontare ed a chiarire questi aspetti. Però, reputiamo assolutamente illegittimo, che ci sia la richiesta che su queste questioni sia presente il Presidente della Regione. Io penso però che sia opportuno chiarire un aspetto che continua a rimbalzare su questa questione, lo voglio dire adesso in modo tale che evitiamo di ritornarci continuamente, che riguarda la richiesta che è stata fatta più volte, che è contenuta anche nelle conclusioni della relazione della Commissione, secondo la quale doveva esserci un provvedimento della Giunta regionale e del Presidente che avrebbe dovuto annullare la gara riguardante appunto la pubblicità istituzionale. Come abbiamo avuto modo di dire e confermiamo ancora adesso, e anche alla luce del provvedimento che è stato avviato da parte del responsabile del procedimento amministrativo, questa possibilità, questa prerogativa rientra assolutamente nelle competenze del responsabile del procedimento amministrativo. Noi siamo profondamente convinti del principio della separazione della responsabilità politica e della responsabilità amministrativa, abbiamo aspettato con grande tranquillità e serenità che il responsabile del procedimento amministrativo assumesse questa decisione, con la stessa tranquillità e serenità aspettiamo che eventualmente la magistratura ordinaria e la magistratura amministrativa possa concludere su questo particolare aspetto.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, poi faremo una breve Conferenza dei Capigruppo per definire una nuova giornata per il Consiglio, per discutere la mozione numero 128 e la mozione numero 129.

Discussione della mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Randazzo Alberto - Farigu - Gallus - Murgioni - Dedoni - Pisano - Moro - Sanna Matteo - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Pileri - Cherchi Oscar - Liori sulla delega agli enti locali in materia di Siti di interesse comunitario (SIC). (125)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 125 sulla delega agli enti locali in materia di siti di interesse comunitario.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Randazzo Alberto - Farigu - Gallus - Murgioni - Dedoni - Pisano - Moro - Sanna Matteo - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Pileri - Cherchi Oscar - Liori sulla delega agli enti locali in materia di Siti di interesse comunitario (SIC).

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- nell'Isola si è andato sviluppando un intenso dibattito in merito a quali tipi di attività economico-produttive e sociali sia possibile svolgere all'interno dei Siti di interesse comunitario (SIC);

- questa indeterminatezza sta creando notevole preoccupazione, sia per i comuni interessati che per i privati, in quanto potrebbero essere pregiudicate importanti iniziative di carattere economico;

- la Regione non può consentire il perdurare di questa confusione e indeterminatezza, lasciando in capo ai comuni una enorme responsabilità senza nessuna tutela;

ATTESO che:

- con propria deliberazione il soppresso Comitato nazionale per le aree protette nazionali aveva incluso nella classificazione di tali aree anche quelle di interesse comunitario e specificatamente SIC, ZPS, ZSC;

- per effetto di tale decisione veniva estesa a queste aree la tutela prevista dalle norme della legge n. 394 del 1991, compreso il divieto di svolgere attività venatorie e di allevamento e produttive;

RILEVATO che:

- il Governo della Repubblica aveva rimosso tale deliberazione, con una apposito decreto del Ministro dell'ambiente, Matteoli, nel marzo del 2005, che consentiva l'attività della caccia e dell'allevamento;

- contro il decreto del Ministro dell'ambiente è stato presentato un ricorso da parte di una associazione di ambientalisti denominata AVAS (Associazione verdi ambiente e società) al competente TAR del Lazio, il quale nell'accogliere il ricorso sospendeva gli effetti del decreto ministeriale e ripristinava la situazione di divieto per caccia, allevamento e attività produttive;

- tale sentenza del TAR è stata in seguito confermata dal Consiglio di Stato;

CONSIDERATO che:

- in Sardegna la Regione ha delegato ai comuni le funzioni amministrative relative alle aree protette che ricadono negli stessi territori;

- l'Amministrazione regionale, nel conferire tale potere delegato, ha omesso di specificare se in tali aree, denominate SIC, sia possibile o meno svolgere l'esercizio venatorio, attività produttive e di allevamento;

- a causa di questa vacanza legislativa si sta creando nei comuni interessati, che nel proprio territorio hanno le aree di interesse comunitario, una situazione di difficile interpretazione che ha determinato gravi tensioni sociali tuttora in essere,

impegna la Giunta regionale

a colmare le evidenti lacune normative attraverso atti ufficiali e possibilmente mediante la presentazione di un apposito disegno di legge per stabilire che i vincoli relativi allo svolgimento delle attività venatorie, produttive e di allevamento non gravino sui Siti di interesse comunitario (SIC) presenti in Sardegna, eliminando gli equivoci nati sulla applicabilità alle varie attività economiche e sociali dei limiti e dei vincoli previsti dalla normativa nazionale sulle aree protette e in particolare sulla possibilità di valorizzazione economica turistica e sociale nelle aree di interesse comunitario.(125).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi. La mozione che stiamo discutendo oggi riguarda la delega agli enti locali in materia di SIC, ZPS e ZSC. E' stata trasformata in mozione un'interrogazione che non ha avuto risposte sufficientemente chiare per quanto ci riguarda e per questa motivazione noi abbiamo trasformato la stessa in mozione, proprio perché vogliamo che su questo punto importante sia apra un dibattito e si ponga un punto fermo per quanto riguarda, appunto, queste aree. E quindi noi vogliamo avere anche elementi di chiarezza sul livello vincolistico che comportano queste aree, anche perché oggi si sta sviluppando un intenso dibattito in tutto il territorio della Sardegna. Non lo dimentichiamo, queste aree riguardano più di 300 mila ettari del territorio della Sardegna e quindi c'è una grande attesa su ciò che decideranno questo Consiglio e la Giunta regionale in merito a queste aree. E quindi la gente, la popolazione si chiede, ma anche noi, quali tipi di attività economiche, produttive e sociali è possibile svolgere all'interno dei SIC, considerato che sono una vasta parte del territorio della Sardegna, circa 92 quelli censiti e approvati dal Consiglio d'Europa del giugno del 2006. Oggi vige uno stato di indeterminatezza che preoccupa sia i Comuni che i privati e la Regione deve dare risposte chiare, deve porre fine a questa situazione di confusione e di indeterminatezza. Oggi sono in capo ai Comuni enormi responsabilità senza che questi abbiano nessuna tutela, da quando - stiamo parlando del dicembre del 1996 - il Comitato nazionale per le aree protette aveva incluso la classificazione di tali aree, cioè nelle aree protette, anche le zone SIC, ZPS e le ZSC, e questa è una specialità, una caratteristica tutta italiana, perché se vogliamo andare a vedere nel resto d'Europa, non c'è questo problema, proprio perché la legislazione nelle altre nazioni europee ha avuto un'evoluzione diversa, e tale deliberazione è stata purtroppo recepita dall'ex Ministro dell'ambiente Ronchi nel 1996. Quindi credo che questo sia un punto chiave della discussione che noi stiamo affrontando, che è quello della classificazione di queste aree che sono equiparate, appunto, alle aree protette. E per effetto di tale decisione venivano estese a queste aree, cioè ai SIC, alle ZPS e alle ZSC, tutte quelle condizioni e vincoli previsti dalle norme della "394", che è la legge nazionale sui parchi del 1991, e quindi sono compresi i vincoli relativi all'attività venatoria, all'attività di allevamento e anche all'attività produttiva. Per uscire da questa situazione nel 2005 il Governo della Repubblica aveva rimosso tale deliberazione e infatti un decreto del Ministro dell'ambiente Matteoli, nel marzo del 2005, aveva posto riparo a questa delicata situazione. contro il decreto c'è stato un ricorso e devo dire che il ministro Matteoli, che riteneva ancora troppo restrittive le condizioni e i vincoli previsti in queste aree, emanò un decreto per fare in modo che queste aree non fossero gravate dai vincoli previsti dalla "394". Purtroppo contro questo decreto è stato presentato un ricorso al competente Tar del Lazio da parte di un'associazione di verdi, ambientalisti in genere, il quale ricorso fu accolto e quindi furono sospesi gli effetti del decreto con la sentenza numero 6856 del 2005. E anche questo rappresenta un momento importante anche perché tale sentenza poi è stata confermata dal Consiglio di Stato nel 2006 con ordinanza numero 783. Devo sottolineare che anche altre sentenze della Corte Costituzionale ribadiscono la piena potestà dello Stato in materia di ambiente e in particolare nella predisposizione degli standard minimi e uniformi della tutela della fauna.

Oggi difatti la situazione è questa: la clausola di salvaguardia proposta nella Conferenza Stato-Regione sulle ZPS, nell'ottobre del 2006, per passare le competenze in materia di caccia alle Regioni a Statuto speciale non ha trovato spazio, tant'è che la finanziaria del 2007 va in questa direzione e quindi rimane ancora competenza dello Stato e quindi la Regione in Sardegna ha delegato poi le funzioni amministrative relative a queste aree ai Comuni. E questo è un altro punto fondamentale perché oggi i Comuni si trovano con una delega specifica da parte della Regione, però di fatto non sanno come devono svolgere e applicare questa delega e la Regione, nel conferire tale potere di delega, ha omesso di specificare se in tali aree, nelle aree SIC in particolare, sia possibile svolgere attività venatoria, produttiva e di allevamento.

Questa vacanza legislativa sta creando una situazione di difficile interpretazione e anche sta causando delle tensioni sociali, anche perché in questi ultimi tempi ci sono stati alcuni provvedimenti, in modo particolare ci sono stati alcuni finanziamenti previsti dal POR 2000-2006, e in particolare nell'asse 1, nella misura 1.5/a, 1.5/b, 1.5/c sono stati previsti degli interventi, 6 milioni di euro in questa misura, che però sicuramente sono assolutamente insufficienti e inadeguati, però tanto è servito ed è bastato per avviare da parte degli enti interessati e dei cittadini interessati questa possibilità di accedere a questi finanziamenti. Allora diciamo subito che la Regione Sardegna ha imposto i piani di gestione nelle aree SIC, e questo è uno dei punti che noi contestiamo e sul quale vogliamo che l'Assessore ci dia risposte chiare, perché questi piani di gestione non sono stati suffragati da studi adeguati anche sulla base di scelte tecniche e scientifiche e i piani di gestione oggi, quelli che praticamente ha previsto la Regione, sono abbastanza restrittivi perché non prevedono la valorizzazione del territorio, ma soprattutto sono orientati alla salvaguardia della tutela della specie. Però io credo che lo spirito e la filosofia dell'Unione Europea sicuramente non erano questi, ma voleva che ci fosse una giusta valorizzazione di queste aree anche dal punto di vista sociale ed economico, tant'è che la direttiva Habitat 92/43/CEE obbliga a predisporre i piani di gestione dopo la designazione dei SIC come ZSC e quindi come zona speciale di conservazione, quindi è un passaggio successivo che la Regione in qualche modo ha voluto saltare. E infatti sui SIC fino al 2012 si devono applicare solo misure regolamentari ed amministrative, quindi non capiamo perché oggi la Regione stia procedendo sui Piani di gestione e quindi, di fatto, andando incontro a quei vincoli restrittivi che la popolazione vuole in tutti i modi rifiutare. Non si capisce anche qual è la logica che sta ispirando la Regione sarda, considerato che questa Regione è già gravata da altri vincoli: ci sono i vincoli del Piano paesistico regionale, i vincoli forestali, i vincoli idrogeologici della "Galasso", degli usi civici, dei parchi nazionali e regionali. Quindi, c'è una situazione veramente particolare dove gran parte del territorio della Sardegna è gravato da vincoli che sono veramente gravosi per la popolazione. Quindi, bisogna dire anche che quello che ha fatto questa Giunta regionale sta andando in una direzione che noi diciamo eccessivamente vincolistica. Che la tendenza della Regione è questa lo dimostra il fatto che la Giunta regionale del 15 dicembre del 2004 inserisce nel sistema dei parchi tutte le zone ZPS, e questo è un altro passaggio che deve spiegare la Regione, tant'è che in quella delibera del dicembre del 2004 sono state individuate 44 ZPS, 6 sono state incluse immediatamente e coincidono integralmente al 100 per cento con le aree parco, poi 8 coincidono solo in parte e 30 sono fuori dai parchi. Stiamo parlando di parti del territorio importante che superano i 300 mila ettari in Sardegna. Infine, poi nella delibera del mese di marzo del 2007, l'ultima, considerato che è stato considerato insufficiente l'inserimento di sei nuove ZPS, crea altre 37 aree ZPS per complessivi, come dicevo, oltre 300 mila ettari di terreno e quindi, con questa delibera, si dà mandato all'Assessore dell'ambiente per stipulare un'intesa con il Ministero dell'ambiente relativa alle misure di conservazione. Ma è chiaro che noi a questo punto vogliamo capire - qualora l'Assessore debba concordare col Ministero dell'ambiente - quali sono di preciso queste misure da adottare, perché effettivamente l'ultima cosa che noi possiamo fare e che comunque vogliamo evitare è che si facciano questi piani di gestione e, quindi, si creino dei vincoli senza che poi ci sia la possibilità di tornare indietro. Allora, noi prima che questa gran parte del territorio della Sardegna venga impegnato in questo modo, vogliamo sapere di preciso qual è la situazione per quanto riguarda i vincoli, vogliamo sapere senza equivoci quali sono le attività economiche e sociali che si possono fare in questi territori e soprattutto noi vogliamo sapere, in merito ai vincoli e ai limiti previsti dalla normativa nazionale sulle aree protette, qual è la posizione oggi della Regione. In modo particolare, c'è stato l'impegno anche da parte dei precedenti Assessori dell'ambiente che la Giunta regionale doveva comunque affermare, con atti ufficiali, possibilmente con un disegno di legge, oppure lo poteva fare il Governo nazionale e non capiamo, invece, perché non si voglia legiferare in merito, che i vincoli relativamente allo svolgimento dell'attività venatoria, produttiva e di allevamento non debbano gravare sui SIC presenti in Sardegna.

Allora, questo è un momento fondamentale della discussione, Assessore, bisogna sapere effettivamente le cose che si possono fare all'interno di queste aree, ma deve essere la Regione, che in modo chiaro, deve dire ai Comuni le cose che si possono fare e quelle che non si possono fare. So che anche lei, Assessore, ha partecipato a una serie di incontri, anche suoi rappresentanti, che non hanno chiarito assolutamente nulla. Ogni tanto mandate un comunicato stampa dove si dice che la gente deve stare tranquilla, però di fronte a una situazione come questa non mi pare che da parte della Regione ci sia la volontà - almeno finora non è stato fatto - di fare qualcosa che garantisca i Comuni, ma garantisca anche i privati, sulle cose che possono essere fatte all'interno di queste aree. Allora, non si può stare ancora nella indeterminatezza, Assessore, lei continua a dire che stiano tranquilli, però la gente non si fida, non si fida di voi, non si fida di quello che state dicendo quando dite che bisogna stare tranquilli, però non mettete per iscritto le cose che possono essere fatte e soprattutto non volete legiferare in merito.

Allora, questo è il vero problema, per questo motivo noi abbiamo trasformato l'interrogazione in mozione, proprio perché vogliamo capire e vogliamo porre fine, una volta per tutte, a questa situazione di indeterminatezza che è stata creata in merito alla situazione vincolistica di queste aree. Quindi, bisogna specificare che non si tratta di aree protette; lo dite a voce, ma bisogna anche metterlo in modo formale con un disegno di legge o altro, comunque bisogna dire di preciso che non si tratta di aree protette e che sono aree di autogoverno integrato con azioni di tutela e di sviluppo da parte dei Comuni e della popolazione.

Infine, alle azioni di conservazione devono provvedere quelle di integrazione che purtroppo non sono inserite nei piani di gestione, sia per lo sviluppo rurale che per il turismo sostenibile. Quindi, questi piani di gestione presentano trascurabili interventi per quanto riguarda lo sviluppo del territorio e anche per quanto riguarda le risorse disponibili non mi pare che si sia fatto nulla per fare in modo che queste zone abbiano una prospettiva di crescita e di sviluppo. Quindi, si stanno verificando ulteriori ostacoli all'attività economica. Bene, credo che questa sia la sede giusta per chiarire una volta per tutte questo spinoso problema, per dare una parola di certezza ai Comuni, ai cittadini, ai privati, che sono interessati da queste aree, perché così facendo credo che la gente, una volta che ha la certezza delle cose che possono essere fatte, può anche decidere di andare in quella direzione, l'importante è che si sappia di preciso che cosa si vuole fare. Quello che noi non accetteremo è che si vada avanti in una situazione di indeterminatezza, dicendo una volta una cosa, una volta un'altra, senza porre in modo chiaro e netto le condizioni e le possibilità di sviluppo che riguardano queste aree. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

Ricordo che ha dieci minuti di tempo, onorevole Artizzu, e che chi volesse intervenire sulla mozione deve prenotarsi durante l'intervento dell'onorevole Artizzu.

ARTIZZU (A.N.). Grazie. Assessore Morittu, giustamente il collega Ladu l'ha sollecita a fare chiarezza e a dare a questo Consiglio elementi di chiarezza. Il collega ha illustrato con precisione tutti i passaggi di questa storia tormentata, di queste nuove forme di protezione del territorio, una storia che inizia nel 1996 con un primo pronunciamento del Comitato nazionale delle aree protette, continuata nella sede della Giustizia amministrativa, ad opera - all'inizio - dell'allora ministro Altero Matteoli, e poi in varie sedi fino ad un pronunciamento finale del Consiglio di Stato del febbraio del 2007, che purtroppo avvalorò e confermò tutti i timori che noi abbiamo e che in tutta Italia molte persone hanno riguardo ai SIC e alle ZPS. Dicevo, il collega Ladu la sollecitava a darci elementi di chiarezza che io so che lei non potrà dare. Lei oggi non potrà chiarire al Consiglio regionale quello che sta succedendo, non potrà fugare i dubbi perché lei, non che non lo voglia fare, ma non è in condizione di fugare questi dubbi, perché la reale applicazione di vincoli e di normative sulle ZPS, e parlo intenzionalmente di ZPS e spiegherò adesso il perché, è ancora assolutamente incerta, e lo è ancora di più dopo la data del 7 giugno del 2007, quindi di un mese fa e poco più, e cioè dopo la diffusione, da parte del Ministero dell'ambiente, di una prima bozza di decreto di applicazione delle norme riguardanti le ZPS, sulla quale mi soffermerò tra un attimo. Ma voglio chiarire, Assessore, perché io parlo di ZPS, perché questa storia era iniziata con una doppia stratificazione, poi diventata tripla con le ZSC, ma in realtà lei sa benissimo che si partì con una distinzione. Ci saranno i SIC e ci saranno le ZPS, i siti di interesse comunitario saranno sottoposti ad un regime vincolistico più blando, le zone di protezione speciale, ZPS, saranno sottoposte ad un regime vincolistico più rigido e quindi più sensibile da parte delle popolazioni. In realtà, io la invito, Assessore, a visitare il sito del Ministero dell'ambiente www.minambiente.it e andare a vedere le tabellazioni che voi, non lei personalmente, probabilmente i suoi predecessori, ma comunque la Giunta regionale sarda, ha inviato al Ministero dell'ambiente per l'individuazione dei territori, la loro perimetrazione e il conteggio degli ettari interessati. E iniziamo allora dai SIC, cioè da quelle che dovevano essere le aree sottoposte ad un regime vincolistico più blando: ammonta, tutto questo territorio, a 427.183 ettari, pari al 17,7 per cento del territorio sardo. E poi la invito a fare quello che ho fatto io, a confrontare questa tabella relativa ai SIC con quella relativa alle ZPS, e cioè ai territori che già erano stati individuati come quelli da sottoporre ad un regime vincolistico più gravoso. Ebbene, il territorio individuato come ZPS ammonta a 427.183 ettari pari al 17,7 per cento del territorio regionale, cioè sono la stessa identica cosa, Assessore. Laddove si dimostra con i dati pubblicati dal Ministero dell'ambiente che non c'era alcuna intenzione di individuare alcune zone come SIC, per poi eventualmente trasformarne una piccola parte, magari come avete detto voi, soltanto le parti già di proprietà del demanio e quindi già sottratte in un certo modo all'uso della cittadinanza per poi trasformarle in ZPS. Ma tutte queste aree, e cioè 427.183 ettari, erano già originariamente destinate a diventare ZPS, per cui destinate ad essere sottoposte ad un regime vincolistico che, qual è, Assessore, il regime vincolistico delle ZPS? Lei sa bene che c'è la concreta e reale possibilità che dopo il 7 di giugno, e cioè dopo la diffusione da parte del ministro Pecoraro Scanio della bozza di attuazione di questa normativa, è molto probabile che siano e che saranno quelle derivanti dalla legge 394 del '91, che è la legge che istituisce e regola i parchi nazionali. Quindi, Assessore, lei ricorda certamente la battaglia dei sardi per dire no al parco nazionale del Gennargentu, ma se non erro il parco nazionale del Gennargentu avrebbe una perimetrazione che ammontava complessivamente a poco più di 70.000 ettari, 73.000, poteva essere qualcuno di più o qualcuno di meno.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU

(Segue ARTIZZU.) Qui si parla di 427.000 e oltre ettari, e cioè si parla di un territorio che è sei volte superiore a quello del Parco nazionale del Gennargentu.

Nella bozza diffusa dal ministro Pecoraro Scanio, che quindi segue di due mesi la delibera di Giunta da lei fatta agli inizi di marzo, se non ricordo male, era un documento che tracciava le prime regole che sono contenute appunto all'interno della delibera, e sulle quali si potrebbe francamente discutere a lungo, perché avete rasentato perfino i lati comici della vicenda, ipotizzando e anzi mettendo per iscritto i divieti di passeggiate, di uso del fuoristrada, di fotografia naturalistica, di trekking e sottoponendo quindi questo territorio ad un vincolo museale sostanzialmente. Comunque Assessore le voglio dire questo, la bozza del ministro Pecoraro Scanio del 7 di giugno che lei certamente conosce, si guarda bene dal chiarire quello che è l'aspetto fondamentale della vicenda, e cioè, queste zone diventano parco nazionale oppure no, queste zone saranno sottoposte ai vincoli della legge 394 del '91 oppure no, si guarda bene il ministro Pecoraro Scanio dal chiarire questo aspetto, e soprattutto si guarda bene dal darci rassicurazioni in questo senso a noi sardi e a tutti gli altri cittadini italiani che stanno vivendo con la stessa apprensione e con la stessa preoccupazione questo difficile e tormentato cammino legislativo riguardante questi territori. Non solo il ministro Pecoraro Scanio non dice ai cittadini e non dice a voi, Giunte regionali, badate bene che qualunque cosa facciate, voi dovete tenere presente le direttive europee che stabiliscono che queste zone non sono parchi nazionali, ma anzi, implicitamente avalla quella prima dichiarazione del comitato nazionale delle aree protette del 1996 che diceva esplicitamente: "Sì, in questo caso la legge che disciplina le ZPS è la legge 394, e cioè le ZPS sono a tutti gli effetti parchi nazionali". E tutto questo lei, Assessore, dovrà ammettere che è stato fatto in Sardegna nel silenzio generale. La Regione avrebbe dovuto informare adeguatamente i cittadini e non lo ha fatto. Io ho partecipato a decine di assemblee popolari, Assessore, su questi temi, su quelle che possono essere le applicazioni, i vincoli, i pericoli per le nostre tradizioni, per l'attività agricola, pastorale, per la caccia, per la raccolta della legna, per la pesca, per l'utilizzo delle acque, per la raccolta dei funghi, per tutto ciò che lega l'uomo al proprio territorio. Ebbene, tutte queste assemblee erano organizzate o da partiti politici o da associazioni di pastori, di agricoltori, associazioni venatorie, mai organizzate dalla Regione. Voi, Assessore, io non voglio fare una colpa a lei personalmente, ma alla Giunta di cui lei fa parte, vi siete ben guardati dall'avviare un'opera di informazione presso la cittadinanza, su quelli che potevano essere i problemi per i sardi. Vi siete limitati a promettere soldi, a promettere cospicui finanziamenti che avrebbero accompagnato l'istituzione di queste nuove zone protette, che avrebbero consentito ai Comuni di avviare progetti, di creare occupazione, sviluppo, posti di lavoro, e allora, il tempo sta scadendo e le chiedo, Assessore, attendo anche su questo da lei una risposta: dove sono questi soldi? Non ce n'è traccia nella manovra finanziaria, non ce n'è traccia nel piano di sviluppo, avete promesso i quattrini ai Comuni, i Comuni hanno detto ai loro cittadini, state calmi perché forse ci sarà qualche vincolo, ma ci sarà anche qualche forte elemento compensativo che farà digerire questi eventuali vincoli, ma poi i soldi non li avete stanziati, creando...

PRESIDENTE. Un secondo per concludere.

ARTIZZU (A.N.). Creando, Assessore, una situazione di grave incertezza, di grave preoccupazione, dalla quale oggi difficilmente potrete uscire, perché da parte del Ministero avete delle indicazioni che portano in una direzione ben diversa da quella della tranquillità della cittadinanza. Sono problemi gravissimi che riguardano una larga fascia della popolazione sarda, di pastori, di agricoltori, di cacciatori, di pescatori, ma anche di tutte quelle economie sommerse, collaterali, che fanno parte del nostro modo di vivere, della nostra tradizione, mediante le quali le famiglie sarde, anche se non sono famiglie di pastori e di agricoltori, hanno anche comunque qualche attività collaterale di tipo agricolo o zootecnico che rischiano, questo lei lo sa bene, di essere messe in pericolo dalla eventuale applicazione di una normativa troppo rigida quale è quella della legge numero 394. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, Assessori. Io cercherò di non ripetere le già esaustive illustrazioni e motivazioni a sostegno della mozione presentata dai colleghi Ladu, La Spisa e più. Cercherò di non ripetere le condivisibili motivazioni di rigetto dell'azione portata, fin qui, avanti dalla Giunta per quanto riguarda le zone SIC e ZPS, per utilizzare e poter proporre, porre all'Assessore alcune questioni. Partirei dalla deliberazione della numero 9… no, no, con comodo! Se mai vi faccio portare anche un caffè, così…

PRESIDENTE. Continui onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Partirei… Collega Marrocu, non deve mica offenderla! Partirei dalla deliberazione numero 9/17 del 7/3/2007, un'ampia relazione, l'Assessore riporta tutte le motivazioni che inducono o, quanto meno secondo queste motivazioni, impongono alla Regione sarda l'istituzione delle Zone di Protezione Speciale, onde non incorrere nelle sanzioni che sono previste dalla Comunità europea, e per essa da parte del Governo centrale e dello Stato italiano, nei confronti di quelle Regioni, in particolare la Sardegna, che rischierebbe sanzioni di diverse centinaia di migliaia di euro al giorno nel caso in cui, per quanto riguarda la sua quota, non veda realizzate le zone di ZPS entro i termini previsti dalla delibera della Comunità europea.

Bene, perché partire da questo? Perché mi riporta ad un'altra comunicazione, sempre della Regione sarda, della Giunta, degli uffici dell'Assessorato dell'ambiente, datata 16 novembre 2006, che praticamente ribadisce, potrei leggerla o posso leggere le parti salienti, ribadisce la posizione della Giunta regionale e l'intenzione della Giunta regionale di non provvedere in termini assoluti alla trasformazione delle aree SIC in aree ZPS, specificando oltremodo il parere espresso dalla Giunta, definendo che non è dato pertanto, leggo un semplice passaggio che ci riporta poi alla delibera citata all'inizio…

PRESIDENTE. Un attimo onorevole Capelli. Collega Bruno! Collega Bruno la prego.

CAPELLI (U.D.C.). Ma, guardi, posso continuare lo stesso, tanto credo che sia inutile comunque, perciò posso continuare lo stesso. Non è questo che mi…

"Non è detto", dice appunto la nota a firma del Direttore del servizio, riferendosi alle limitazioni esistenti nelle aree SIC, "non è detto pertanto che alla luce delle esigenze ecologiche di un sito, per esempio, sia assolutamente necessario vietare la caccia o limitare l'attività agricola. Potrebbe anzi essere necessario mantenere le attività economiche tradizionali proprio per garantire una buona conservazione degli habitat e delle specie presenti". Questo lo scrive la Regione sarda, ripeto per lei, Assessore, il 16/11/2006. Perciò torniamo alla delibera iniziale in questione, cioè quella del 7 marzo 2007. E se andiamo a vedere, allega anche la pianta delle zone da trasformare in ZPS, fra le quali posso citare, perché di mia conoscenza, i monti del Gennargentu, e trae i vincoli posti nella stessa delibera, oltre agli impianti da sci, lo dico per i colleghi di quel territorio, che si interessano di quel territorio, che ben sanno delle garanzie spese, verbali come sempre, da parte del Presidente della Regione nei confronti del Sindaco di Fonni per gli impianti di risalita da finanziare in quel del Gennargentu. Vado a leggere la delibera e dice: "Dovrà essere vietata la realizzazione di nuovi impianti, particolarmente impattanti per specie e habitat". Quali? Impianti da sci e impianti eolici. Probabilmente ad una lettura di un neofita, come me, risulta immediatamente la contraddizione. Ma possiamo anche andare avanti, e vi ho citato poc'anzi il fatto che non è assolutamente necessario vietare la caccia, dicono in una delibera; nella successiva, oltre a vietare la caccia in maniera esplicita, è vietato anche l'addestramento di cani da caccia, non solo caccia, "è vietata l'attività con o senza sparo dal 1º febbraio al 15 settembre", e aggiunge che "è vietata la circolazione motorizzata fuori strada, fatta eccezione per i mezzi agricoli, i mezzi di controllo, soccorso e sorveglianza, nonché per l'acceso ai fondi degli aventi diritto". E' già stato illustrato dal collega Artizzu del perché, che cosa si intende per circolazione motorizzata e che cosa viene escluso dai passaggi richiamati dal collega Artizzu stesso. Aggiungo, io credo che, come sempre è stato detto, soprattutto nelle aree del Gennargentu, non sto qui a ripetere e a ripercorrere tutte le vicissitudini del Parco nazionale del Gennargentu già richiamate peraltro, ma si è sempre detto, e l'ha sostenuto anche questa Giunta, come in passato altre, che la creazione di zone di protezione speciale, allora Parco, poi SIC, poi Zone di Protezione Sociale, era una questione che doveva nascere dal basso, condivisa dalle popolazioni locali, che hanno necessità anche probabilmente di qualche forzatura, questo lo condivido. Ma che doveva essere discussa dal basso, dovevano essere condivise dagli enti locali e dalle popolazioni locali, intese come popolazioni, gli attori di quel sistema economico ambientale in modo particolare. E leggo un documento che sicuramente l'Assessore avrà ricevuto, che è datato 11 aprile 2007, che è un documento unitario dei Comuni dell'area SIC, ZPS del Gennargentu. E mi colpisce, oltre all'esaustiva cronistoria dei vari eventi, mi colpisce per l'ennesima volta che si ribadisca, alla luce di quanto sopra esposto, che è evidente come i Comuni del Gennargentu coinvolti nell'area SIC, oggi ZPS, individuata dalla Regione Sardegna "senza concertazione con i Comuni", virgola "SIG". Sa, quei commenti che si mettono nei giornalini, quando si indica il pianto!

Ribadisco, "senza concertazione con i Comuni", vorrebbe attuare un progetto condiviso appunto, la Regione Sardegna, con le rispettive comunità di reale sviluppo sostenibile, ecc. Aggiungono altresì che hanno prodotto, l'ho qua, nei tempi dovuti, ed è anche un documento molto interessante, hanno prodotto il Piano di gestione delle aree SIC. L'hanno prodotto, l'hanno steso, e ci sono alcune parti interessanti e rilevanti che non avrò sicuramente il tempo di illustrare in quest'Aula, ma che saranno sicuramente di conoscenza dei colleghi che sono chiamati a giudicare queste azioni e a chiedere riscontro e contezza da parte dell'Assessore di queste azioni.

In ultimo, i Comuni richiamati chiedono l'abrogazione e l'annullamento di quella deliberazione, con una serie di motivazioni, il tempo scade, che credo siano di conoscenza, per farla breve, presumo che debbano quanto meno essere a conoscenza dell'Assessore competente e ritengo che nella sua replica l'Assessore competente ci dia ampia illustrazione della conoscenza delle problematiche esposte dai Comuni del Gennargentu, allora io credo che non possiamo fermarci ovviamente alla situazione nell'ambito dei SIC, oggi già…

PRESIDENTE. Prego continui.

CAPELLI (U.D.C.). …già trasformati in ZPS dalla deliberazione citata in premessa, per cui io credo che bisogna riprendere, completare, un percorso di concertazione, di coinvolgimento, di convincimento, lì dove è necessario, con gli enti locali, i Comuni interessati, e le popolazioni interessate, perché questo percorso vada a buon fine, questo è il nostro intendimento. Sicuramente la strada avviata oggi è l'ennesimo fallimento di una imposizione calata dall'alto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'assessore tecnico della difesa e dell'ambiente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente. Sì grazie Presidente. Onorevoli consiglieri regionali, l'onorevole Ladu nella illustrazione della mozione ricordava che l'argomento era stato trattato in sede di interpellanza, non molto tempo fa, e ha ritenuto la risposta della Giunta, del sottoscritto in particolare, non sufficiente rispetto alle domande pressanti che lui avanzava.

L'onorevole Artizzu aggiunge: "l'Assessore regionale non potrà dare alcuna risposta perché non ha elementi per poterla dare". Io proverò a dare qualche risposta rispetto al problema sollevato, al problema risollevato, e alle questioni nuove che sono emerse dagli interventi che si sono poi succeduti alla illustrazione della mozione. Allora, provando ad inquadrare il problema, le aree SIC, ZPS, ZSC, nascono da una direttiva comunitaria del '92, stiamo parlando di 15 anni fa. Quella direttiva comunitaria poi è succeduta una legge nazionale che l'ha recepita alla fine degli anni '90, nel '96. La regione Sardegna, nel 2002-2003, con due deliberazioni della Giunta alle quali probabilmente l'onorevole Ladu era anche presente perché era Assessore, ha individuato i cosiddetti 427 mila ettari di aree SIC, l'ha fatto perché era doveroso farlo perché c'era una giusta pressione da parte del Governo nazionale. Per altro mi pare che in quella stagione Governo nazionale coincidesse, almeno per orientamento politico, con il Governo regionale, quindi non è una storia che nasce oggi, è una storia che nasce dentro una Giunta regionale della quale forse l'onorevole Ladu faceva anche parte e quindi conosce bene…

DIANA. Era Assessore nella precedente.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente....se non ne faceva parte, faceva parte di quella maggioranza. Quella precedente, onorevole Diana, era una proposta SIC del '97 fatta per altro senza atto deliberativo da parte della Giunta di allora. Comunque sia, non è questo il punto, voglio dire che su questa partita ci sono giunte: centrosinistra, centrodestra, (nel 2002-2003 non mi pare ci fosse centrosinistra al governo della Regione) che hanno in qualche modo condiviso l'individuazione di aree SIC, non mi pare che a quella individuazione di aree SIC sia seguita da parte dell'allora Governo del centrodestra un'attività di consultazione e di partecipazione popolare. Oggi le delibere della Giunta regionale possono essere lette dopo cinque minuti. Quella deliberazione, io ero consigliere regionale, quella deliberazione dell'individuazione delle aree SIC del 2002-2003 io l'ho avuta dopo diversi mesi di attesa, diversi mesi di attesa! Quindi se non altro, almeno nella tempestività, oggi si può leggere l'atto della Giunta, che ci stava puntualmente recitando l'onorevole Capelli, riferito all'individuazione delle ZPS riferite al marzo di quest'anno. Cinque minuti dopo quella deliberazione era pubblica e all'attenzione di tutti. Cosa che non è mai stata per quanto riguarda invece le aree SIC del 2002-2003 che hanno quelle quantità e hanno quei perimetri.

Successivamente, vi è stata una procedura di infrazione, che era già arrivata peraltro a sentenza, a prima sentenza, e stava per arrivare a seconda sentenza, e la seconda sentenza sarebbe stata ben più grave per quanto riguarda le aree ZPS, cioè le zone di protezione speciale sulla base della Direttiva Uccelli, come l'onorevole Ladu sicuramente ben sa. Il Governo nazionale ha sollecitato più volte, anche in termini molto pressanti, la Giunta regionale, alla individuazione delle aree ZPS che nella indicazione comunitaria, le aree ZPS, erano di gran lunga superiori per quantità a quelle che poi realmente la Giunta regionale ha individuato, sulla base anche di un affidamento di studio. Ne ha individuato 292 mila ettari, in buona parte coincidenti con le aree SIC, ma la Comunità economica europea chiedeva un'indicazione ben più ampia: di circa 468 mila ettari, quindi abbiamo cercato di calzare meglio l'individuazione delle aree ZPS, al meglio rispetto alle esigenze e alle caratteristiche del territorio della Sardegna. Ma vi ricordo che due norme della finanziaria nazionale di quest'anno recitavano: una norma dava al Ministro dell'ambiente il compito di emanare un decreto sulle regole minime di gestione delle aree ZPS sul territorio nazionale; la seconda norma della finanziaria del 2007 recitava che l'infrazione comunitaria a carico del Governo nazionale sarebbe stata fatta pagare direttamente alle regioni inadempienti. Questo pagamento sarebbe dovuto avvenire in una maniera molto semplice, e cioè con decurtazione dei trasferimenti comunitari alle regioni inadempienti, quindi con un meccanismo automatico e la decurtazione non era di poco conto, perché 100 mila euro al giorno sono pesanti se i giorni di ritardo cominciano ad essere molti. Vi era quindi un ritardo, l'obbligo di ottemperare ad una direttiva comunitaria, dall'altro vi era anche il dovere di non far cadere sulle spalle dei sardi una decurtazione dei finanziamenti comunitari alla regione Sardegna. L'onorevole Artizzu dice: "non possiamo dare una risposta su un tema, un punto, che è un punto dirimente politico e che nasce da una deliberazione del Comitato aree protette del '96" che, nelle more dell'emanazione di regole precise per le aree SIC e ZPS, individuava le aree di cui alla "rete natura 2000", come aree da disciplinare sulla base della "394". Quella deliberazione sappiamo che è stata impugnata, è stata anche abrogata da un decreto dell'allora ministro Matteoli, ma quel decreto impugnato è stato poi cassato dal Consiglio di Stato. Ma se uno va a leggersi le motivazioni per le quali il Consiglio di Stato cassa quel decreto di abrogazione e Matteoli vi legge che nelle more di emanazione di norme adeguate per la gestione delle aree SIC e ZPS, vale naturalmente un ombrello di salvaguardia dettato dalla "394". Ma oggi con il decreto del Ministro che è in fase di elaborazione, del quale poi dirò più avanti, un attimo più avanti, e con le norme che derivano dai Piani di gestione che la Regione Sardegna ha affidato ai Comuni per avviare quel processo virtuoso di partecipazione e di responsabilizzazione del governo del territorio, non ha più motivo di esistere neanche la motivazione del Consiglio di Stato, che si basava sulla carenza assoluta di norme e regolamentazioni per le aree SIC e ZPS. Allora, dal momento in cui ci sono queste norme e queste regole, cade anche la motivazione del Consiglio di Stato. Ma, aggiungo, in sede di comitato Stato-Regioni, si sta discutendo in questi giorni, e io mi son permesso di portare una posizione netta e chiara all'interno del comitato delle Regioni, che sta trattando questa materia, la posizione netta e chiara che io ho portato in quella sede e che deve essere chiaro, sin dal decreto o da una delibera che oggi è nelle mani della Conferenza Stato-Regioni, l'abrogazione chiara e assoluta di quella delibera del '96, è un passaggio nel decreto, chiaro e netto, che le aree Natura 2000 non sono assolutamente e per niente assimilabili ad aree protette, ai sensi della "394". Su questa linea politica, il Ministro si è dichiarato assolutamente d'accordo, quindi è convinto che le aree di cui alla Rete ecologica, Rete 2000, sono da escludere in quanto aree protette ai sensi della "394", e con la Regione autonoma della Sardegna è disponibile, cosa che abbiamo scritto in quella delibera, a stipulare un'intesa istituzionale anche a latere considerando la potestà speciale della Sardegna nelle diverse materie che impattano con le aree SIC e ZPS, mi riferisco alla caccia, all'agricoltura e quant'altro, alla pesca, che sono materie di competenza stretta della Regione Sardegna. Quindi, in forza di questa competenza primaria, noi chiediamo di stipulare un'intesa speciale della Sardegna con il Ministro dell'ambiente per quanto riguarda le direttive e le discipline sulle aree protette, sia le aree SIC che le aree ZPS. Quindi, io tengo, come dire, a rassicurare perché su questo punto vi è una linea di assoluta fermezza non solo da parte della Regione Sardegna, ma della unanimità delle Regioni d'Italia. Su questo punto non si deflette di un millimetro ma, aggiungo, il Ministro è assolutamente d'accordo su questa linea politica per sgombrare definitivamente il campo, diciamo così, da quest'ombra che nasceva dal deliberato del '96.

Aggiungo, la Regione Sardegna ha anticipato questa linea già da tempo, con l'emanazione dei bandi 1.5a, b e c, che riguardano la Rete ecologica, un finanziamento di circa 16 milioni di euro, non è cosa di poco conto. All'onorevole Artizzu voglio dire: ci sono 16 milioni di euro nelle tre linee dell'1.5a, b e c; ci sono 21 milioni e 500 euro nella finanziaria del 2006 per progetti pilota, parchi e quant'altro; ci sono 4 milioni nella finanziaria del 2007; ci sono 20 milioni nel Piano di sviluppo rurale, come azioni compensative, per eventuali mancati resi nelle aree SIC e ZPS; ci sono azioni sul APQ, sviluppo sostenibile, che mettono in conto azioni di finanziamento per l'ente foreste, per sviluppare quelle aree e quindi per costruire attività anche di carattere, per esempio, turistico, di valorizzazione del bosco e quant'altro; ci sono azioni varie, voglio dire, che assommano a oltre 20 milioni di euro sullo sviluppo sostenibile. Quindi, se facciamo un po' i conti, noi sommando arriviamo ad 80 milioni di euro già disponibili e in corso, peraltro, anche di assegnazione, mi riferisco ai bandi POR che riguardano queste aree. Quindi, mi pare che l'attenzione, anche da un punto di vista finanziario, rispetto al sistema delle aree protette, non sia un'attenzione trascurabile da parte di questa Giunta.

All'onorevole Capelli voglio dire: nuovi impianti sci. Ma i vecchi impianti sci possono essere ampliati, sistemati e adeguati evidentemente. Quindi, non c'è, rispetto a questi territori, alcun impedimento anche sullo sviluppo del turismo invernale. Certo, possiamo noi pensare in Sardegna di fare tante piste da sci? Insomma, come dire, se riusciamo a far decollare davvero le due che sono in campo, io credo che ci sia un po' di grasso che cola per la Sardegna, posto che non mi pare che abbiamo davvero una fortissima vocazione da questo punto di vista.

Sui Comuni del Gennargentu vorrei rassicurare l'onorevole Capelli, con un'informazione. Io ho ricevuto proprio ieri una lettera sottoscritta dalla stragrande maggioranza, se non dall'unanimità, dei Comuni del Gennargentu che chiedono all'Assessorato dell'ambiente la proroga per quanto riguarda il bando 1.5c, che è relativo agli interventi privati di valorizzazione di quelle aree e vi è, da parte nostra, una disponibilità a far questo. Hanno anche aggiunto: vi chiediamo la proroga perché siamo seriamente intenzionati ad approvare i Piani di gestione delle aree SIC entro tempi assai brevi. Mi pare che tutto questo, assieme ad un'azione di concertazione, di informazione e di confronto, che la Giunta regionale ha avviato da tempo nei territori, sia sulle aree SIC, sia sulle aree ZPS…

All'onorevole Artizzu voglio dire: io sto andando in giro parecchio per confrontarmi con tutti i territori, abbiamo fatto ultimamente, la settimana scorsa, un'iniziativa sul Parco dei Tacchi a Jerzu, c'erano oltre trecento persone, c'erano tutti i Sindaci dell'Ogliastra, c'era buona parte dell'Esecutivo provinciale, e molta, molta gente. Davvero oltre trecento persone, un'iniziativa di grandissima partecipazione e di civilissimo confronto, dove i temi, anche quelli più spinosi, sono stati affrontati con correttezza.

Sulla caccia: ma insomma, abbiamo detto dal 1 febbraio sino al 15 settembre, ma mi pare che sia il calendario che stiamo seguendo in Sardegna da anni e anni a questa parte. Aggiungo, ma noi abbiamo approvato in comitato faunistico l'altro giorno il calendario faunistico all'unanimità, mi dicono che è una rara volta nella quale il comitato faunistico approva all'unanimità il calendario venatorio, non abbiamo detto che nelle aree SIC o nelle aree ZPS non si può cacciare, assolutamente no. Quindi, mi pare che la risposta alla preoccupazione che animava il ragionamento dell'onorevole Ladu sia nei fatti, non c'è bisogno di aggiungere altro. Se non c'è differenza, se si può cacciare dalla seconda settimana di settembre sino al 31 gennaio, senza neanche l'interruzione del cosiddetto silenzio venatorio, che qualcuno peraltro anche invocava e così via, si è votato all'unanimità tra cacciatori e ambientalisti; insomma, mi pare che abbiamo raggiunto un punto di sintesi da tutti accettato. Quindi, insomma diciamo che il fantasma della caccia agitiamolo quando è necessario, quando davvero vi sono problemi, ma credo che sia poco utile, diciamo così, agitarlo un po' impropriamente.

Ecco, sono certo di non aver emanato decreti, come chiedeva l'onorevole Artizzu; i decreti non sono nella potestà dell'Assessore, sono nella potestà del Ministro dell'ambiente, ma sono disponibile ad affrontare con maggiore determinazione, anche nei confronti del Governo nazionale, a rappresentare le ragioni di quest'Isola per quel che riguarda il sistema delle aree Natura 2000. Dobbiamo anche pensare, però, dobbiamo provare anche a pensare, perché è utile, perché da altre parti lo hanno fatto e praticato, mi riferisco alla Germania e ad altre Nazioni europee, che hanno utilizzato le aree SIC non come luogo dei vincoli delle regole e quant'altro, ma come luogo delle opportunità per uno sviluppo sostenibile di quei territori. Nelle zone interne della nostra Sardegna è un'occasione di sviluppo la tutela e il presupposto della valorizzazione anche economica di quei territori. L'attrattività delle naturalità che sono presenti in quei territori va valorizzata, ma la valorizziamo se la tuteliamo, e tutelare non significa che l'uomo non può continuare, anzi, come diceva il direttore generale, mi pare di aver capito in quella risposta, la presenza dell'uomo, l'attività dell'uomo, l'attività sostenibile naturalmente, ma io credo che tutto questo possa essere tranquillamente fatto in Sardegna, è il presupposto anche per mantenere la naturalità.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue MORITTU.) Cioè alcuni animali vivono nel territorio se c'è l'uomo, perché l'uomo in qualche modo con la sua attività economica, agricola in particolare, è l'alimento, diciamo così, è il presupposto per il permanere di quelle specie così come storicamente è stato. Quindi è esattamente il contrario, cioè l'abbandono di quei territori è il presupposto per la non tutela e per la non valorizzazione, la presenza dell'uomo è la condizione vera. Naturalmente la presenza dell'uomo deve essere una presenza che vive in quel territorio avendo le opportunità per poterci davvero vivere e per poter vivere anche le generazioni successive, arrestando un po'…

PRESIDENTE. Concluda Assessore.

MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Arrestando quello che da tempo questo Consiglio lamenta e cioè lo spopolamento delle zone interne. Insomma, proviamo a cimentarci un po' di più, diciamo, su un'idea di sviluppo sostenibile di questi territori per dare anche un futuro alle zone interne della Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Per dichiarare se è soddisfatto o meno uno dei presentatori della mozione ha facoltà di parlare per 10 minuti.

Ha domandato di replicare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Devo dire che sono profondamente insoddisfatto della risposta dell'Assessore. Infatti, come previsto, l'Assessore ha prodotto solo parole, mentre noi abbiamo presentato la mozione in quanto volevamo capire di preciso quale è la situazione e soprattutto qual è la posizione della Regione. Oggi l'Assessore è venuto a dirci che si confida tutto sul futuro decreto del ministro Pecoraro Scanio, ma a noi questo non può bastare, perché noi oggi praticamente non sappiamo quale è l'esatta posizione della Regione. Noi abbiamo detto che la Regione chiarisse al più presto ai Comuni, con disegno di legge o altro, quale è l'esatta posizione della Regione per quanto riguarda la situazione dei vincoli, sia per i terreni comunali, che per i terreni privati. Lei, Assessore, non ha detto una parola su questo, ha confidato tutto sul futuro decreto del ministro. Io credo che bisognerebbe dire, invece, che oggi praticamente la situazione è ferma a quel decreto, a quel provvedimento del Consiglio di Stato, che praticamente accoglie il ricorso al Tar del Lazio nei confronti del decreto del ministro Matteoli, che praticamente aveva tentato di togliere questo mantello vincolistico, che riguardava, appunto, queste aree che erano equiparate alla 394 del 1991. Allora, a parer mio, la situazione ad oggi è questa: quelle aree praticamente, se non ci saranno novità di rilievo da parte del Governo nazionale, sono equiparate alla 394, è inutile che l'Assessore giri intorno al problema. Allora bisogna dire chiaramente qual è la situazione e questo non si vuole dire. Purtroppo, ancora oggi l'Assessore ha voluto girare intorno al problema e non ha detto praticamente cosa vuole fare di concreto la Regione e come è oggi la situazione, e tutto si rimanda al decreto prossimo del Ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio. Io non so cosa dice questo provvedimento però, in attesa di questo, avremmo voluto sapere qualcosa di più. Invece io concordo su una cosa, che la volontà dell'Unione Europea non è sicuramente quella di creare zone vincolate, gabbie che siano praticamente inutilizzabili, questa sì è la volontà dell'Unione Europea. Però non è sicuramente la situazione oggi che c'è in Italia, perché in Italia, a seguito di questi provvedimenti, abbiamo una situazione che è completamente diversa dalla Germania, dalla Francia e da tutte quelle altre Regioni che invece stanno utilizzando queste zone in modo più efficace in modo più produttivo. Allora il vero problema, Assessore, è questo, che praticamente noi vogliamo uscire da una situazione eccessivamente rigida, eccessivamente vincolistica. Lei non può demandare tutto al ministro Pecoraro Scanio, vorremmo sapere qual è la posizione della Regione, posizione della Regione che non c'è! Si limita a dire di stare tranquilli, come sta dicendo alle popolazioni interessate dei Comuni. Però oggi praticamente non è in grado questa Giunta regionale di compiere atti formali per dire di preciso cosa si può fare e cosa non si può fare in queste zone. Io chiudo dicendo che sono profondamente insoddisfatto della risposta; non mi meraviglia. D'altronde stiamo conoscendo in questo poco tempo che lei occupa l'Assessorato qual è il suo valore. Lo conoscevano meglio i suoi elettori visto il risultato, però credo che queste sono scelte che riguardano la maggioranza, quelle di premiare gennte, per le quali magari i cittadini decidono in modo diverso. Comunque, non mi meraviglia più di tanto, visto quello che sta succedendo anche in questi ultimi tempi nel suo Assessorato. Credo che tutti quanti poi valuteremo meglio e ci sarà il tempo per dire chi ha ragione e chi ha torto. E lei sa a che cosa mi riferisco.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

Dichiaro chiusa la discussione generale.

Mettiamo ai voti la mozione, è stato presentato alla mozione un emendamento aggiuntivo, che valutiamo dopo l'approvazione della mozione. Eventuale.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

Emendamento aggiuntivo Capelli - Ladu

Dopo le parole: "di interesse comunitario" - ultimo capoverso dell'impegno - sono aggiunte le seguenti: "all'annullamento della delibera G.R. n. 9/17 del 7.3.2007" (1).)

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Cassano?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Contu, Diana, Randazzo Alberto, Randazzo Vittorio, Lombardo, Rassu, Petrini, Pileri.)

PRESIDENTE. Va bene, votazione elettronica palese sulla mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Per dichiarazione di voto, Presidente. Dunque, Assessore, io ovviamente mi dissocio da alcune affermazioni, che non faccio mie, sulla sua persona. Però vorrei dirle questo. Io ricordo, quando da quei banchi nella scorsa legislatura ha sostenuto tesi, che oggi sosteniamo qua. Ha sostenuto le tesi che io ho sostenuto nel mio intervento precedente, perciò sembra proprio vero, che a seconda della posizione che si occupa si cambiano anche gli indirizzi. Così come è giusto, noi abbiamo a disposizione via Internet subito le delibere in tempo reale, però le vorrei ricordare che proprio l'altro giorno il Presidente del Consiglio ha distribuito una nota sui tempi di attesa per le interrogazioni, le interpellanze fatte dal Consiglio regionale e non si parla di ritardo di mesi, come lei ha citato per la scorsa legislatura, ma di ritardo di anni. Giacciono ancora delle interrogazioni con risposta scritta del 2005, qualcuna anche di fine 2004. Perciò anche allora noi sostenevamo le tesi, con la nostra Giunta, sostenevamo le tesi che sosteniamo ora, perché riteniamo che bisogna avere anche l'onestà intellettuale di non condividere a volte le azioni che, a torto o a ragione, la Giunta, che allora ci rappresentava, portava avanti. E mi riferisco alle aree SIC e alle determinazioni del 2002 e del 2003. Gli atti sono buoni testimoni che non è cambiata la posizione, non è cambiata perché oggi siamo all'opposizione e ieri perché eravamo maggioranza, diversamente dal fatto che, invece, qui, molti cambiano posizione a seconda che rivestano ruoli di maggioranza o di minoranza. Le ricordo solo, Assessore, che non dice "nuovi impianti sciistici" la delibera, parla di impianti sciistici, non di "nuovi". Sa, un piccolo particolare che cambia la sostanza. Perciò, se lei ritiene di dire "nuovi", cambi la delibera e ci metta "nuovi", e ammetta il fatto che è opportuno metterci "nuovi", invece di sostenere l'indifendibile, così come lei sa che quei Comuni non sono in condizioni di poter dare corso al piano di eradicazione di peste suina, in presenza di ZPS. Non possono dare corso al piano di eradicazione, perché non possono costruire, lì, gli stalli necessari e obbligatori, resi obbligatori dal piano, perché la ZPS lo vieta, così come c'è un problema sulla gestione degli usi civici, e così come io non ho parlato di caccia dall'1 al 15 settembre, ma del divieto dell'attività di addestramento dei cani da caccia, che altra cosa sono rispetto al riferimento al piano venatorio. Sono domande, mi dispiace dirlo, alle quali non ho avuto risposta.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie, signor Presidente. Io avrei fatto volentieri a meno di intervenire in questa fase, però mi pare che il profondo rispetto che la Giunta regionale e i singoli Assessori hanno nei confronti del Consiglio debba meritare altrettanto rispetto da parte del Consiglio nei confronti della Giunta e dei singoli Assessori. Io penso, onorevole Ladu, che nel corso di un confronto anche aspro, anche acceso, questo confronto debba prescindere da frasi che hanno un contenuto irriguardoso, irrispettoso nei confronti di singoli Assessori. Io penso che la frase che lei ha detto e anche il tono che lei ha usato nei confronti dell'assessore Morittu non sia assolutamente accettabile. E io penso che le farebbe onore se lei chiedesse scura o comunque rettificasse il contenuto delle frasi che lei ha rivolto nei confronti dell'assessore Morittu, che è Assessore regionale, ma che è stato anche consigliere regionale, e quindi, per il rispetto che la Giunta ha nei confronti del Consiglio regionale, io penso che uguale rispetto debba essere dovuto anche ai componenti di questa Giunta regionale.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Assessore, credo di non mancarle di rispetto, e non è assolutamente mia intenzione farlo, nel ribadire però che, al di là di quello che lei ha detto e al di là delle sue buone intenzioni, effettivamente, non c'è stato alcun chiarimento, non c'è stata la rassicurazione che infatti, all'inizio del mio intervento, prevedevo che lei non potesse dare, non ci sono state tutte quelle rassicurazioni che i sardi si attendono su questi argomenti. Quindi, lei è meritevole del più profondo rispetto dal punto di vista personale e umano, ma, certamente, non è altrettanto rispettabile l'azione che questa Giunta regionale sta portando avanti riguardo all'applicazione delle regole sui SIC e sulle ZPS. Voi non avete informato adeguatamente la popolazione, non avete avviato quei confronti pubblici e quei momenti di dibattito pubblico che eravate tenuti ad organizzare e ad attuare, avete fatto passare queste problematiche sotto silenzio. Ebbene, oggi l'incendio, dal punto di vista politico e sociale, è scoppiato sul problema delle ZPS, perché è vero che c'è il reale pericolo che vengano limitate fortemente le attività agricole, pastorali e la caccia. La caccia, nelle zone governate e disciplinate dalla legge numero 394 del '91 è proibita, e questo voi non avete avuto la presenza di spirito, non voglio dire il coraggio, di comunicarlo ai cittadini. Avete sempre preferito far passare tutto sotto silenzio, non informare, e promettere, lo ripeto ancora una volta, quei soldi, quei finanziamenti che sarebbero dovuti calare dall'alto come panacea di tutti i mali della disoccupazione, del disagio sociale, e le chiedo ancora dove sono, dove sono questi quattrini. Non avete destinato un euro per i progetti relativi alle ZPS, nemmeno un euro avete stanziato, ve ne siete completamente dimenticati. E allora voi rischiate di limitare l'attività degli agricoltori, dei pastori, vietare la caccia, vietare la pesca nelle aree vicine alle ZPS, vietare la raccolta della legna, vietare la raccolta dei funghi, il transito, l'utilizzo delle acque e tutte le attività che legano l'uomo al territorio, e offrite solo promesse vane di soldi che non avete individuato, che non avete stanziato. E questo, Assessore, mi dispiace dirlo, per la parte di responsabilità che lei ha, che non è completa, ma è sicuramente significativa, è una grave responsabilità davanti ai sardi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì, per annunciare il voto contrario alla mozione da parte del Gruppo dei D.S. e per respingere l'inutile e, mi sia consentito, anche stupida e volgare provocazione nei confronti dell'Assessore da parte di un collega, perché non offende l'Assessore, ma offende solamente chi l'ha pronunciata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io voglio chiarire subito questo punto, perché io ho posto un problema…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, dica rapidissimamente perché lei è già intervenuto. Quindi, dica se intende chiedere scusa, oppure… bene.

LADU (Fortza Paris). Io sto rispondendo alla sollecitazione dell'assessore Dadea, il quale sostiene che io ho usato parole irriguardose nei confronti dell'assessore Morittu. Allora, voglio chiarire qual è la posizione mia.

PRESIDENTE. No, non deve chiarire la posizione, dica se…

LADU (Fortza Paris). Lei mi deve lasciar parlare.

PRESIDENTE. No, io non la posso lasciar parlare.

LADU (Fortza Paris). Io chiarisco il senso delle dichiarazioni che ho fatto. Mi vuole far spiegare all'Aula cosa io intendevo dire con questo?

PRESIDENTE. Il senso sta nelle parole che ha detto, onorevole.

LADU (Fortza Paris). Appunto, in merito alle cose che ho detto, ho posto problemi politici. Io dico questo, che sono contrario all'incompatibilità fra Consigliere e Assessore, ed è per questo motivo che non condivido il fatto che debbano essere nominati Assessori persone che non sono state elette della popolazione. Quindi, il senso delle cose che ho detto era questo, cioè che non ha nessun senso, non condivido il fatto che debbano sedere a fare gli Assessori persone che non sono state elette dal popolo. Primo, questo. Secondo, in merito all'educazione o meno dei consiglieri, io ho sempre usato riguardo verso gli Assessori, però le devo dire, Assessore, che io, in fatto di poco riguardo nei confronti dei consiglieri, ho ricevuto dal suo ufficio una comunicazione dove suoi rappresentanti…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, sta parlando d'altro.

LADU (Fortza Paris). Ho finito, ho finito… mi davano comunicazioni che invece sarebbe dovuto essere lei a dare. Invece, con grande disprezzo anche nei confronti del ruolo dei consiglieri, ha mandato comunicazioni che avrebbero dovuto seguire altra via.

PRESIDENTE. Va bene. Prendiamo atto che non ha chiesto scusa. Va bene, onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna). Grazie. Per esprimere il voto contrario alla mozione. Non riesco a capire il confine tra la provocazione e l'atto di responsabilità della mozione stessa, nel senso che credo sia giusto che, quanto prima, i piani di gestione, questo strumento importante, espressione della partecipazione concertata delle comunità locali, delle amministrazioni locali a un progetto che viene, come ha detto l'Assessore, dal '92, ma che ha trovato in un primo studio del '97, dell'allora assessore Onida, e poi nel decreto dell'assessore Pani del 2003, la conferma. Bene, la concertazione, il coinvolgimento, la partecipazione delle comunità locali rappresenta senz'altro un valore positivo. Fra l'altro, come ha ricordato bene l'Assessore, non sfugge che il piano operativo regionale 2000-2006 prevede proprio nell'Asse 1, a proposito del ciclo integrato dell'acqua, ma soprattutto la difesa del suolo, tutta una serie di azioni racchiuse appunto nella Misura 1.5, quelle con le quali già da anni, nata in Sardegna la rete ecologica regionale rispetto alla quale sono nate quasi… oggi penso che saranno ben 20 agende e 21 locali, a indicare che la scelta non nasceva semplicemente dal recepimento di una direttiva che non a caso viene chiamata, appunto, Direttiva "habitat". Ma la scelta è stata accettata, è stata ben digerita dagli atti di programmazione di cui questa Regione si è data, atti di programmazione che regolamentano la distribuzione delle risorse cui l'assessore Morittu ha fatto riferimento. Credo sia arrivato il tempo di prendere consapevolezza che la costruzione di uno spazio durevole e sostenibile, così come dice l'Unione Europea, rappresenta una grande opportunità per lo sviluppo della Sardegna. Certo, problemi ce ne sono, si possono affrontare, si possono risolvere, però rispondere o non rifiutare il tono della mozione, sta a indicare che al tema bisogna rispondere con senso di responsabilità e non con i toni della provocazione. Tra l'altro né approfitto anche io per riaffermare la stima nei confronti dell'assessore Morittu, e ribadire la necessità di distinguere il piano personale dal piano politico, che credo sia un fatto di grande civiltà.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pinna. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per dichiarare il voto contrario mio e del mio Gruppo alla mozione presentata, per raccomandare agli estensori della mozione di intervenire attraverso il titolo che ciascun consigliere regionale ha, di presentare proposte per colmare le eventuali e evidenti lacune normative sulla materia, non necessariamente questo deve avvenire con disegni di legge, si può fare benissimo con le proposte, e nel raccomandare a noi tutti, ad iniziare da voi, un atteggiamento diverso nei confronti della Giunta e dei singoli Assessori, dei colleghi consiglieri e anche di questa parte dei banchi che spesso sono oggetto di atti di maleducazione.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Chiaramente il voto sulla mozione l'ha già espresso il mio Capogruppo e io, assolutamente d'accordo, voterò di conseguenza. Però volevo dire due parole in questa brevissima dichiarazione di voto, Presidente, perché non vorrei che da quest'Aula venisse fuori un'idea che ritengo assolutamente non rispondente a quelle che sono le idee dei sardi in materia di tutela del territorio e di politica ambientale. Insomma, cari colleghi, non è che i sardi siano contrari alla politica di tutela e alla politica dei parchi. Il centrosinistra, io lo dico, anche da questo punto di vista ha fatto un passo indietro, per esempio, quando sul Parco nazionale del Gennargentu, al contrario dei colleghi del centrodestra, io ritengo che sia stata un'occasione perduta, per l'insipienza che c'è stata da parte di qualche collega nel fare della strumentalità di poco valore e per raccattare qualche voto in quegli ambiti. Io personalmente credo che il discorso del Parco del Gennargentu sia stata un'occasione perduta, ma non è ancora chiusa. Ricordo il senatore Monni, quando si è battuto perché venisse introdotto già dai tempi che furono, era senatore democristiano, quindi non veniva dai banchi della sinistra di allora. Quindi io credo che sia stata un'occasione persa e un percorso che invece avremmo dovuto assolutamente fare. Io concordo con quello che ha detto poc'anzi il collega Uras: perché impegnare la Giunta a presentare un disegno di legge quando noi sappiamo benissimo che possiamo esercitare la potestà di presentare una proposta di legge? Questa mozione è diventata, come dire, una sorta di dibattito un po' astratto, tanto per chiedere alla Giunta di fare qualche cosa che voi avreste potuto o noi avremmo potuto fare, e l'occasione, e lo dico, è stata persa, perché offendere in quella maniera, caro onorevole Ladu, l'assessore Morittu, lo ritengo un fatto di estrema scorrettezza, perché noi a suo tempo non abbiamo chiesto l'impicment di qualche Assessore per manifesta incapacità di svolgere il ruolo. Lo avremmo potuto fare, non l'abbiamo fatto perché siamo rispettosi del ruolo che veniva ricoperto, del Consiglio, e anche di quell'organo. Quindi lei ha perduto un'occasione nel non chiedere scusa, e ritengo che prima della chiusura della seduta sia opportuno che lei lo faccia in modo tale da riacquistare un attimo di dignità anche di tipo personale.

PRESIDENTE. Grazie. Siamo in votazione della mozione. E' stato richiesto il voto elettronico, quindi votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 125.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Farigu ha votato a favore, il consigliere Marracini si è astenuto, il consigliere Gessa ha votato contro.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 57

astenuti 6

maggioranza 29

favorevoli 25

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Ovviamente l'emendamento aggiuntivo decade. La seduta è tolta, convoco la Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua. Il Consiglio verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 12 e 18